Le nuove sfide dell’Auser per una società più inclusiva e attenta ai bisogni degli anziani. A Roma il 18 e 19 novembre il X Congresso Nazionale

“Tra presente e futuro, per una rinnovata visione sociale”. E’ questo il titolo del X gresso Nazionale dell’Auser che si terrà il 18 e 19 novembre a Roma, presso il Centro Congressi Frentani. Parteciperanno ai lavori oltre 300 fra delegati e invitati, in presenza e in remoto. Un Congresso che definirà linee strategiche e organizzative per i prossimi quattro anni e vedrà il rinnovo delle cariche associative, ma che assume un valore particolarmente importante per Auser perché all’insegna del rilancio delle attività dopo i difficili mesi di emergenza sanitaria.
Il 18 prevista la partecipazione del Ministro Andrea Orlando e di Maurizio Landini segretario generale della Cgil.
Tutte le info su www.auser.it


Risposte! Il 17 novembre a Roma l’Assemblea dei pensionati

Si terrà il 17 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma “Risposte!”, l’Assemblea nazionale dei pensionati e delle pensionate di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil.
Al centro dell’Assemblea i grandi temi che riguardano da vicino la vita di milioni di pensionati e di persone anziane ai quali il governo non ha ancora dato sufficiente attenzione.
I Sindacati rivendicano da tempo interventi a sostegno del potere d’acquisto delle pensioni e richiedono l’allargamento della platea dei beneficiari della 14esima nonché un sistema più equo di rivalutazione.
Sulla sanità, benché si apprezzi l’aumento del Fondo, si rimarca la necessità di una riforma complessiva del Servizio sanitario nazionale, maggiormente incentrata su territorialità e domiciliarità e l’emanazione di una Legge quadro nazionale sulla non autosufficienza, introdotta già a partire dalla prossima legge di bilancio.
Infine il tema delle tasse, con la richiesta di un intervento che possa ridurre la pressione fiscale sui lavoratori e i pensionati, che le pagano più di tutti.
All’Assemblea parteciperanno anche i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.
I lavori inizieranno alle ore 9.30 e saranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook dello Spi-Cgil.

Leggi: Spi-Cgil


NEWS:

lunedì 8 novembre 2021
La casa come primo luogo di cura. Convegno della Asl di Viterbo con esponenti della sanità regionale e nazionale

L’invecchiamento della popolazione italiana, il mutato contesto socio-epidemiologico, l’aumento delle fragilità e l’insorgenza di multi-patologie rendono sempre più necessaria la riorganizzazione dell’assistenza territoriale.
Anche a seguito della pandemia da SARS.CoV2 – che ha messo a nudo le reali criticità del sistema sanitario – si è resa sempre più evidente e centrale l’importanza delle cure di prossimità e dell’integrazione tra ospedale e territorio anche grazie all’utilizzo dei sistemi di sanità digitale e della telemedicina. Il domicilio del paziente diviene in questo scenario un ambito non più di “fastidiosa complessità” ma privilegiato e interconnesso per quella “continuità di cure di qualità” di cui è stato riscontrato l’estremo bisogno proprio nel pieno dell’emergenza pandemica, luogo dove la persona e il suo più vicino caregiver diventano attori rilevanti del processo di presa in carico.
Non a caso anche il PNRR ha delineato in una delle sue “misure”, la M6C1 un investimento di 4miliardi di euro in “Cure domiciliari e telemedicina” per coordinare i servizi domiciliari e sviluppare coerenti interfaccia con ospedali e con le reti di emergenza-urgenza.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/11/2021


lunedì 8 novembre 2021
Senza dimora. “Così la mia vita, a piccoli passi, è cambiata”

Dalla strada al progetto “Dimora”: la storia di Pietro che oggi, a 25 anni, è tornato a studiare. “I poli di accoglienza ti danno la possibilità di fare il primo passo, aiutandoti a rimetterti in piedi”
Oggi è pieno di energia Pietro Zacchino; 25 anni, ha tanta voglia di studiare, impegnarsi e dedicarsi anche agli altri. Ha alle spalle una situazione molto travagliata, che tre anni fa, lo ha portato a non avere più nulla e a vivere in strada. Grazie al progetto “DimORA! Pon Metro”, dedicato all’accoglienza di persone fragili in povertà socio-sanitaria, che ha previsto l’attivazione di tre poli notturni e diurni gestiti dalla Caritas diocesana con la coop La Panormitana, il Centro diaconale valdese La Noce, l’istituto Don Calabria e la Crocerossa, ora fa parte delle 114 persone senza dimora che, con il progetto di presa in carico – che ha previsto un capillare lavoro di rete tra privato sociale e servizi pubblici – sono riuscite ad intraprendere un percorso di accompagnamento graduale all’autonomia. Per situazioni economiche già a 16 anni Pietro ha dovuto lasciare gli studi, per cercare piccoli lavori che contribuissero a sostenere la sua famiglia.

Leggi: Redattore Sociale, 08/11/2021


lunedì 8 novembre 2021
Ecosistema urbano 2021

E’ stato pubblicato “Ecosistema urbano 2021”, il rapporto di Legambiente che prende in considerazione 105 capoluoghi e tiene conto di 18 indicatori riguardanti sei componenti (aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia) per stilare una classifica delle performance ambientali delle città: a fronte di un punteggio massimo teorico di 100, la media percentuale totalizzata dai centri urbani nel 2020 rimane ferma al 53,05%, identica a quella della scorsa edizione.
Limitadonci ad un esame dei risultati che riguardano le principali metropoli notiamo che si conferma la loro difficoltà comune nel dare risposte alle criticità che le attanagliano: lo smog a Torino, il traffico a Roma, la costante emergenza rifiuti a Palermo, la dispersione d’acqua potabile a Bari, il consumo di suolo a Venezia. Sempre elevati i giorni di superamento dei limiti d’ozono a Milano e Torino e le concentrazioni di biossido d’azoto a Torino o Palermo. Guardando a numeri e percentuali, degno di nota è l’aumento di auto circolanti a Torino (65 ogni 100 abitanti) e a Roma (64/100). Colpiscono lo scarso 19,2% di raccolta differenziata a Palermo o il 36,2% a Napoli, il 3 su 10 raggiunto da Venezia nell’indice dedicato al consumo efficiente di suolo, il 49% di acqua potabile immessa in rete ma sprecata a Bari. In controtendenza, nel complesso, le performance di Milano: il capoluogo lombardo continua a contraddistinguersi per un dinamismo che accompagna un profondo cambiamento in chiave sostenibile avviato da tempo, con numeri che restano confortanti pur nel trend generale di rallentamento.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 08/11/2021


lunedì 8 novembre 2021
L’autonomia è di casa: la domotica e le opportunità offerte all’indipendenza

«Da qualche anno – sottolineano dall’Associazione Parent Project – la domotica ha sperimentato una rivoluzione che sta rendendo i suoi benefìci man mano più accessibili in termini economici e più facilmente integrabili in impianti esistenti»: per questo tale Associazione ha messo a disposizione, nell’àmbito del progetto “L’autonomia è di casa”, la brochure informativa “Domotica e smart home: per saperne di più” e una breve serie di video-pillole, dedicate al medesimo tema
Realizzato con il sostegno della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino), si avvia alla fase finale il progetto denominato L’autonomia è di casa, promosso da Parent Project, Associazione di pazienti e genitori di figli con le forme più gravi di distrofia muscolare (Duchenne e Becker). Rivolta direttamente a quelli di loro che risiedono in Piemonte, l’iniziativa ha segnatamente avuto come focus l’approfondimento della tematica della vita autonoma, con uno spazio speciale voluto per condividere con la comunità Duchenne e Becker informazioni sulle opportunità offerte dalla domotica per contribuire alla costruzione di un’indipendenza sempre maggiore nella vita quotidiana delle persone con disabilità.

Leggi: Superando, 08/11/2021


domenica 7 novembre 2021
«L’Housing sociale è il futuro. Così il Pnrr può cucire le ferite»

«Le abitazioni a basso impatto e a basso costo? Sono il grande tema politico dei prossimi anni. E il Piano nazionale di ripresa cerca di ridurre il ritardo della dinamica immobiliare con la spinta alla rigenerazione urbana». Carlo Cerami si prepara ad aprire il più grande cantiere italiano di social housing, a Milano, area dell’ex Macello, dove la sgr Redo che presiede realizzerà, tra i diversi interventi di interesse culturale e sociale, 1200 appartamenti a emissioni zero, dei quali 800 in affitto a 500 euro al mese e 400 in vendita a 2500 euro al metro quadro. Numero che supera quello delle abitazioni di lusso realizzate a Porta Nuova e a City Life messe in insieme. Ed è questo il punto, una sorta di net zero urbanistico e sociale, osserva Cerami.
L’avvocato amministrativista cinquantaseienne, considerato uno dei fondatori dell’housing sociale in Italia al fianco dell’ex presidente della Cariplo Giuseppe Guzzetti, cita la Città dei Ricchi e Città dei Poveri di Bernardo Secchi (Laterza) e la necessità di superare la separazione, la «zonizzazione», riducendo le disuguaglianze anche nello spazio. Dice Cerami:«Quando siamo partiti agli inizi degli anni 2000 anticipavamo persino la crisi dei subprime. Poi i fatti si sono incaricati di allargare ulteriormente i divari sociali, mentre noi abbiamo continuato a studiare e a crescere, tenendo la barra sulla capacità di realizzare spazi abitativi in prevalenza in affitto a costi contenuti tra i 70 e gli 80 euro al metro quadro».

Leggi: Corriere della Sera, 07/11/2021


venerdì 5 novembre 2021
Terza età, i nuovi invisibili

Troppi anziani vivono soli e dimenticati. Un’emergenza sociale che va affrontata
Filomena era orgogliosa della sua lunghissima chioma che esibiva girando per le strade di Trastevere. Anziana e povera, i familiari la misero in una residenza per la terza età e lì le imposero subito di tagliarsi i capelli. Perse così, nella solitudine, la sua identità. Diventò estranea a sé stessa e morì poco dopo.
Monsignor Vincenzo Paglia la ricorda nelle prime pagine del suo nuovo libro L’età da inventare (Piemme). L’arcivescovo è presidente della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria, istituita dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Inusuale che quel ruolo sia svolto da un prelato ma non vi è persona che conosca più di Paglia – anche per la sua lunga esperienza nella Comunità di Sant’Egidio – il dramma dell’emarginazione degli anziani.
La pandemia ha causato più di 132 mila morti. La stragrande maggioranza di loro erano anziani. Si è quasi persa un’intera generazione. Ma, colti dalla comprensibile ansia di riprendere il cammino della vita produttiva, ce li siamo dimenticati per strada. Di sicuro non hanno imparato nulla dalla tragedia del Covid quei cittadini che si ostinano, potendolo fare, a non vaccinarsi. Ma anche il resto della società, intrappolata in un processo di rimozione, ha qualche colpa. Se non pensiamo per tempo ad affrontare – anche con un’assicurazione obbligatoria – l’esplosione della non autosufficienza (sono 2 milioni e 700 mila tra i 7 milioni di ultrasettantacinquenni) ci troveremo presto a fare i conti con un universo di sofferenze croniche che ricadrà anche sulle giovani generazioni. Ma non è solo una questione di qualità dell’assistenza e di risorse adeguate. La vecchiaia va reinventata come una stagione della vita ricca anche di bellezze ed emozioni.

Leggi: Sant’Egidio, 05/11/2021


giovedì 4 novembre 2021
Infermieri di famiglia e comunità. Altems: “Ne mancano quasi 24 mila in Italia”

Il dato emerge dall’ultimo report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica che oltre alla consueta analisi sull’andamento dell’epidemia ha elaborato un focus ad hoc sulla carenza della nuova figura dell’infermiere di famiglia che con la pandemia ha un effetto ancora più rilevante.
Mancano in Italia quasi 24 mila nuovi infermieri da dedicare al ruolo di infermiere di famiglia e comunità. Significa che anche se venissero assunti tutti e 15 mila i neolaureati in scienze infermieristiche, ne mancherebbero comunque all’appello 9000 mila, una carenza che con la pandemia ha un impatto ancora più rilevante sulla gestione sanitaria del paese. A ciò si aggiunge il problema del disallineamento tra dotazioni tecnologiche e di posti letto e dotazioni di personale con specifiche professionalità registrato durante la seconda ondata della pandemia, in cui il rapporto tra numero di anestesisti-rianimatori e posti letto di terapia intensiva è sceso da 2,5 a 1,9, con la conseguenza di una riduzione della capacità assistenziale in uno dei punti nevralgici del sistema.
È quanto emerso dalla 72ma puntata dell’Instant Report Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/11/2021


mercoledì 3 novembre 2021
Giornata internazionale anziani. Il 61% degli ultra 65enni riferisce di avere almeno un problema strutturale nell’abitazione

Il 1°ottobre è stata celebrata dalle Nazioni Unite la Giornata internazionale delle persone anziane. “L’età anziana – ha sottolineato il Ministero della Salute sul proprio sito – è una realtà complessa e variegata che va dagli anziani attivi e in salute agli anziani non autosufficienti. Se da un lato l’invecchiamento della popolazione rappresenta un indubbio successo sul piano della sanità pubblica, in quanto evidenzia una aspettativa di vita molto alta, allo stesso tempo, richiama l’attenzione sulla necessità di ulteriori interventi di sostegno alle politiche sanitarie e sociali”.
[…] Dal Rapporto “Passi d’Argento”, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è emerso in particolare che in Italia l’83% degli anziani vive in casa di proprietà e 2 anziani su 10 vivono da soli. Il 60% viene considerato attivo, ma 4 anziani su 10 hanno paura di cadere, in particolare le donne, le persone con maggiori difficoltà economiche o con basso livello di istruzione e chi vive da solo.
Più della metà degli ultra 65enni (il 61%) riferisce di avere almeno un problema strutturale nell’abitazione in cui vive.
Leggi su quotidiano sanità
Il rapporto Passi d’argento

Leggi: Rete Caad, 03/11/2021


mercoledì 3 novembre 2021
Al Sud per le Rsa si spende di meno che al Nord. I risultati di una ricerca

Le regioni del Sud spendono in media quattro volte di meno rispetto a quelle del Nord in servizi sanitari residenziali per anziani. E, più in generale, la distribuzione delle Rsa, le residenze sanitarie per anziani entrate nell’occhio del ciclone nei momenti peggiori della prima e seconda ondata Covid, sul territorio nazionale sembra più legata alle risorse a disposizione delle Regioni e a fattori di mercato del lavoro femminile che ai reali bisogni degli anziani. È il risultato a cui giunge uno studio condotto da due ricercatrici dell’Università Sapienza di Roma e pubblicato sullo European Journal of Health Economics ideato proprio per comprendere la mortalità nelle prime fasi della pandemia. Lo studio ha confermato la presenza di un gradiente Nord-Sud nella spesa per le residenze per anziani: la spesa in Rsa per ogni ultra-65enne residente delle regioni del Nord è doppia rispetto a quelle del Centro e quattro volte più alta rispetto a quelle del Sud. La spesa, inoltre, è inversamente correlata al bisogno di salute degli anziani. Per esempio è inferiore laddove è più alta la presenza di anziani con salute precaria: in Calabria, dove l’aspettativa di vita in salute a 65 anni è poco superiore ai tre anni, si ha una spesa per servizi sanitari residenziali pari a un terzo della media nazionale; specularmente, la provincia di Bolzano, che ha un’aspettativa di vita in buona salute tra le più alte d’Italia, spende 5 volte più della media. Quello che invece sembra incidere sulla spesa sono variabili di tipo economico e di mercato del lavoro. A questo proposito è lampante il caso della disoccupazione femminile: la ricerca ha mostrato che la spesa per Rsa è più bassa in quelle regioni in cui è minore la percentuale di donne occupate

Leggi: Auser, 03/11/2021


mercoledì 3 novembre 2021
Taglio assegno invalidi parziali. Orlando: “Governo interverrà nel Deceto Fiscale per rivedere norma”

Così il ministro del Lavoro risponde alla Camera ad un question time del PD a seguito della comunicazione dell’Inps sul fatto che l’assegno di invalidità verrà garantito solo a fronte di una totale inattività lavorativa. “Il Ministero del Lavoro, sentito l’Inps, sta elaborando un intervento, volto a rivisitare la formulazione vigente del precetto normativo, per consentire l’erogazione della prestazione in certi limiti reddituali, a prescindere dalla natura del reddito”.
L’Inps ha recentemente comunicato che l’assegno di invalidità sarà dato, d’ora in avanti, solo a fronte di una totale inattività lavorativa da parte del beneficiario. Questa interpretazione deriverebbe dalla giurisprudenza della Corte di cassazione, secondo la quale non lavorare sarebbe un requisito necessario, al pari del previsto accertamento sanitario della condizione di invalidità.
Questa previsione, però, potrebbe a breve essere a breve modificata grazie ad un intervento del Govenro. “Posso assicurare che il Ministero del Lavoro, sentito l’Inps, sta elaborando un intervento, volto a rivisitare la formulazione vigente del precetto normativo, per consentire l’erogazione della prestazione in certi limiti reddituali, a prescindere dalla natura del reddito. Tale proposta emendativa sarà inserita nel veicolo normativo più opportuno tra quelli in discussione in Parlamento, molto probabilmente in sede di conversione del decreto-legge in materia fiscale, al fine di giungere a una celere definizione della questione, che consenta il pieno sostegno economico agli invalidi civili parziali”. Questo l’annuncio del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, dato oggi pomeriggio nel corso di un question time alla Camera su questo tema presentato da Stefano Lepri (Pd).

Leggi: Quotidiano Sanità, 03/11/2021


mercoledì 3 novembre 2021
Bonus edilizi, resta lo sconto in fattura

Manovra. Ripristino per tre anni e per tutti i tipi di incentivo, insieme alla cessione del credito, con le modifiche al Ddl di bilancio varato dal governo ma ancora atteso al Senato. Emendamento M5S per rendere automatico il rimborso delle detrazioni sanitarie
Anche quest’anno la legge di bilancio è finita al centro di un fitto lavorìo dopo l’approvazione formale in consiglio dei ministri. Ma i tavoli tecnici e politici che si stanno riunendo a ripetizione per il testo definitivo, atteso a questo punto al Senato solo nei primi giorni della prossima settimana,
potrebbero portare buone notizie. La prima riguarda i bonus edilizi, per i quali si riaffacciano lo sconto in fattura e la cedibilità del credito anche negli interventi che non rientrano nel super-sconto del 110%. Perché sono bastate poche ore a capire che il compromesso finito nella bozza di manovra esaminata dal governo, con la stabilizzazione triennale dei bonus al 50 e al 65% e la proroga annuale del bonus facciate in formato ridotto dal 90 al 60%, avrebbe rischiato grosso nel corso dell’esame parlamentare. Le obiezioni della maggioranza, arrivate prima di tutto dal Movimento 5 Stelle, si sono concentrate sull’addio alla possibilità di scontare direttamente l’agevolazione in fattura e di cedere il credito, senza aspettare quindi le detrazioni dall’Irpef degli anni successivi.
Nel testo preparato dal governo questo meccanismo sarebbe sopravvissuto dal 1° gennaio solo per il super-bonus del 110 per cento.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 03/11/2021


martedì 2 novembre 2021
Ultimi due mesi per agganciare sconto in fattura e cessione

Manovra 2022. Stop alle modalità alternative alla detrazione per tutti i bonus casa, 110% escluso Cambia il mercato: da rivedere i lavori pianificati. Sostituzione di infissi e caldaie, ristrutturazioni di interni o lavori sulle facciate. Oltre alla proroga del superbonus e degli sconti fiscali per la casa,
c’è un altro passaggio del disegno di legge di Bilancio che è destinato ad avere un impatto fortissimo sul mercato dell’edilizia per i prossimi mesi, colpendo parecchio alcuni settori.
La bozza di manovra, infatti, dal primo gennaio del 2022 cancella del tutto lo sconto in fattura e la cessione del credito, con la sola eccezione del 110%: in questo caso ci sarà tempo fino al 2025. Viene, così, eliminato quello che si stava consolidando come uno degli elementi più richiesti dai
clienti nell’offerta commerciale delle imprese legate all’edilizia.L’intervento
La manovra, in un passaggio dell’articolo dedicato ai bonus edilizi, interviene sul decreto Rilancio (Dl 34/2020, articolo 121), allungando la vita delle regole su cessione del credito e sconto in fattura, ma solo per il superbonus: chi sostiene lavori relativi al 110% potrà usare anche questi meccanismi, oltre alla fruizione diretta della detrazione, fino al 31 dicembre del 2025

Leggi: Il Sole 24 Ore, 02/11/2021


DALLE REGIONI:

martedì 9 novembre 2021
Sesto, l’Unione Inquilini chiede di istituire una commissione per graduare gli sfratti

Sabato 13 novembre alle ore 15.30 l’Unione Inquilini di Sesto San Giovanni ha organizzato nella sede di via Marx 495 un’assemblea per chiedere l’istituzione di una Commissione di Graduazione degli Sfratti. Parteciperanno all’incontro anche Acli, Auser e alcune forze politiche della città. “Sono 670 gli sfratti in esecuzione a Sesto San Giovanni – sottolinea l’Unione Inquilini -. Sono famiglie che hanno trovato sistemazione nei residence, in attesa di assegnazione. Sono persone sistemate in appartamenti in sub-affitto dalla vecchia Commissione per l’emergenza abitativa. Sono nuclei che con la crisi economica e sanitaria non sono riuscite a pagare l’affitto”. “L’unico modo – prosegue il sindacato – per scongiurare il dramma di migliaia di persone per strada senza un tetto è istituire una Commissione di Graduazione degli Sfratti che conceda la forza pubblica nelle esecuzioni solo in presenza di alternative abitative per le famiglie, tranne che nei casi di morosità colpevole“. “Garantire i passaggi da casa a casa – conclude l’Unione Inquilini – è l’unico modo per evitare tensioni sociali e, in un periodo di pandemia, per evitare diffusioni del contagio causate dall’impossibilità di intervento di medici di base e delle strutture sanitarie cittadine”.

Leggi: Sesto Notizie, 09/11/2021


lunedì 8 novembre 2021
Assistenti sociali a Gualtieri: serve un significativo cambio di passo

Laura Paradiso (Ordine del Lazio): “Le ingenti risorse destinate a RomaCapitale dal Pnrr siano indirizzate verso il potenziamento dei Servizi Sociali Municipali”
“Serve un significativo cambio di passo ad iniziare dalle modalità con le quali verranno usate le ingenti risorse destinate a RomaCapitale dal Pnrr che dovranno essere indirizzate verso il potenziamento dei Servizi Sociali Municipali”. Lo scrive – in una Lettera Aperta indirizzata al neo Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri – la Presidente del Consiglio dell’Ordine del Lazio degli Assistenti sociali, Laura Paradiso.
Nella lettera si sottolinea come “RomaCapitale si trovi ad affrontare una grave crisi sociale ed economica mostrando tutte le criticità che l’emergenza sanitaria ha drammaticamente esaltato. Tra queste, la perdita di una occupazione stabile con reddito almeno sufficiente alla sussistenza con conseguente precarietà della situazione abitativa, l’aumento dei problemi legati all’impoverimento di larga fascia di cittadini, una generalizzata crescita della domanda di interventi dei servizi sociali: a fronte di questi bisogni serve mettere immediatamente mano al potenziamento dei servizi, delle risorse finanziarie ed organizzative e per quanto riguarda quelle professionali chiamando in servizio quegli assistenti sociali vincitori del recente concorso”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/11/2021


venerdì 5 novembre 2021
Non autosufficienze, in Veneto riparto da 832 milioni di euro

Rispetto all’anno 2020 l’incremento è complessivamente di 11 milioni di euro. Lanzarin: “Il riparto per il 2021 destina il 63,6 % di risorse alla residenzialità e semi-residenzialità anziani, con l’attribuzione di 529,4 milioni di euro; 7,1 milioni in più rispetto all’anno precedente”
Su proposta dell’assessore alla Sanità e alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin, la Giunta regionale del Veneto ha approvato la delibera con cui si richiede il parere alla 5° Commissione consiliare sulla programmazione e attribuzione alle Aziende Ulss delle risorse per la non autosufficienza per il riparto dell’anno 2021.
“Il riparto, che ammonta a complessivi 832 milioni di euro, rispetto all’anno 2020 è stato incrementato complessivamente di 11 milioni – afferma una nota della Giunta -, salvaguardando i cambiamenti demografici in atto, nel perseguimento dell’omogeneità dell’offerta di strutture oltre che i posti e le prese in carico delle persone non autosufficienti e con disabilità sul territorio regionale. Nel contempo viene garantita la continuità del servizio di telesoccorso/telecontrollo (5,5 milioni di euro), i ricoveri temporanei di sollievo a sostegno delle famiglie dei malati di SLA (832 mila euro) ed il concorso all’assistenza ai degenti degli ex ospedali psichiatrici (1,95 milioni di euro)”.

Leggi: Redattore Sociale, 05/11/2021


venerdì 5 novembre 2021
Venezia. Del problema casa non si sente più parlare

Da due anni a questa parte del problema della casa non si sente parlare.
Non é che prima se ne parlasse molto, per la verità. Ma in quest’ultimo lungo periodo tutto tace. Si può anche capire.
La pandemia ha dominato, e domina ancora, tutte le notizie, privandole quasi totalmente della visibilità che potrebbero avere. Lo stato di preoccupazione derivatone tiene lo sguardo delle persone incollato allo schermo televisivo per seguire l’evoluzione del diffondersi del virus, che costituisce il vero problema da affrontare e da risolvere.
In tale situazione si può anche capire, come si diceva, che alla gente non interessi in questo momento il problema della casa. Lo sfrattato ha perso del tutto la propria visibilità.
La gente è presa dalla preoccupazione di poter finire in ospedale. Ha altro da pensare che agli sfrattati!
I politici però sono stati eletti e sono pagati proprio per occuparsi di tutti i problemi dei cittadini e fra questi vi è anche quello di garantire un’abitazione a tutti.
I politici pero non possono e non devono profittare della attuale situazione di emergenza pandemica per rimandare all’infinito la soluzione di un problema che ci trasciniamo dietro fin dal dopoguerra. Tanto più che l’Italia é il paese che conta il minor numero di persone in affitto rispetto agli altri paesi europei. Garantire un’abitazione dignitosa a tutti é indice di civiltà.

Leggi: Sunia, 05/11/2021


venerdì 5 novembre 2021
Casa, Lombardia: fino al 2 dicembre il bando Pnrr da 250 milioni per l’erp

Fino al prossimo 2 dicembre, sulla piattaforma della Regione Lombardia sarà possibile aderire al bando ‘Sicuro, verde e sociale’ previsto dal Pnrr per la riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica: alla Lombardia è destinata una fetta di oltre 252 milioni di euro.
Entro il 31 dicembre saranno individuate le proposte di intervento che saranno poi approvate dal ministero delle Infrastrutture. Le risorse finanziarie di derivazione statale saranno suddivise in sei tranche, dal 2021 al 2026. Nello specifico: 25.293.724 euro per il 2021; 50.587.449,06 euro per il 2022; 44.264.017 euro per ogni anno dal 2023 al 2026. Una quota di questi finanziamenti sarà riservata ai Comuni sotto i 30.000 abitanti in modo che le grandi città non esauriscano tutti i fondi disponibili. Il programma prevede tempi di attuazione molto stringenti. Entro marzo 2026, dovranno infatti essere ultimati tutti i lavori.

Leggi: Redattore Sociale, 05/11/2021


giovedì 4 novembre 2021
Palermo. Caroenergia: Federconsumatori e SUNIA chiedono interventi al Governo

Ammontano ad oltre 312 Euro, secondo le stime diffuse da Federconsumatori e SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari), le ricadute che ogni famiglia subirà per colpa dei recenti rincari delle bollette di energia elettrica e gas.
Per il riscaldamento, invece, si prospettano aumenti del 19% rispetto all’anno scorso. Secondo l’elaborazione di Federconsumatori, infine, il prezzo della benzina è di 14 centesimi al litro più alto rispetto al prezzo equo (+168 euro l’anno, per automobilista).
A fronte di rincari a doppia cifra, Federconsumatori e SUNIA ritengono che sia essenziale un intervento deciso da parte del Governo nazionale per calmierare i prezzi dell’energia e dei carburanti e, di conseguenza, per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini consumatori.
La povertà energetica, cioè la situazione in cui un cittadino non ha abbastanza soldi per pagare le bollette derivanti da un consumo minimo essenziale di energia, è infatti un rischio concreto per sempre più famiglie italiane. Famiglie che, tra le altre cose, a causa del COVID non vengono certo da un periodo di vacche grasse.

Leggi: Sunia, 04/11/2021


giovedì 4 novembre 2021
Toscana. Pubblicato il quarto rapporto Welfare e salute, eccesso di mortalità dell’8,6% nel 2020

Per Giani e Bezzini “un lavoro prezioso”, che “giunge in un momento cruciale di ripartenza, dopo le difficoltà determinate dalla pandedia di Covid a livello sanitario, sociale ed economico”. I decessi in Regione sono stati 48.135 nel 2006, con un eccesso (con riferimento al quinquennio 2015-2019) dell’8,6%, a fronte di un +15,6% registrato in Italia. Il 94,2% di questo eccesso è attribuibile a Covid-19. IL DOCUMENTO
Nel 2020 la Regione Toscana ha fatto registra un eccesso di mortalità dell’8,6%. Sono già visibili anche altri effetti della pandemia da Covid-19 anche sulle dinamiche demografiche: ha acuito tendenze già in atto da alcuni anni (diminuzione dei flussi migratori e calo della natalità). E’ quanto emerge dal quarto Rapporto Welfare e Salute in Toscana 2021 pubblicato dall’Agenzia regionale di Sanità e presentato oggi.
“La quarta edizione del rapporto ‘Welfare e salute in Toscana’ – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani – giunge in un momento cruciale di ripartenza, dopo le difficoltà determinate dalla pandedia di Covid a livello sanitario, sociale ed economico. E’ uno strumento conoscitivo importante, che ci consente di avere una visione di insieme delle problematiche di salute della nostra comunità, fornendoci la giusta chiave di lettura della realtà che viviamo, per programmare al meglio le nostre prossime azioni di intervento”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/11/2021


IN AGENDA:

Seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale”

Lunedì 29 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, è in programma il seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale” promosso dal Master in “Governance e innovazioni di welfare locale” del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, insieme al Comune di Bologna e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. L’appuntamento verrà trasmesso dalla sala convegni del MAMbo in diretta streaming sul canale youtube della Redazione Area Welfare del Comune di Bologna. Il seminario vuole essere un’occasione per riflettere – insieme a docenti, esperti, rappresentanti delle Istituzioni – sulle nuove sfide che il nostro welfare è chiamato oggi ad affrontare e sulle innovazioni nella produzione di servizi, alla luce delle opportunità offerte dal Pnrr e dei nuovi strumenti normativi in materia di co-progettazione e co-programmazione. Leggi la notizia

Leggi: Comune di Bologna


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

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I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto

L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ha attivato, per l’autunno del 2021, due eventi ECM dal titolo “I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto”, la cui direzione è affidata al prof. Rabih Chattat ( https://www.unibo.it/sitoweb/rabih.chattat ).
Il primo evento, dal titolo “Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile” si svolgerà nella giornata del 29 ottobre (14.00-17.00). L’evento offrirà l’occasione di analizzare modelli operativi integrati di salute. Con il focus sulle indicazioni che la prospettiva psico-sociale offre, saranno discusse alcune prospettive di territorialità diffusa e compartecipata in cui lo psicologo gioca un ruolo chiave in collaborazione con le altre figure professionali.
Il secondo evento, dal titolo “Ruolo della psicologia per vivere bene con le malattie croniche: opportunità e modelli per i futuri servizi territoriali” si svolgerà nella giornata del 12 novembre (14.30-18.00). Durante l’evento saranno discusse alcune esperienze dei servizi che lavorano per garantire la possibilità di vivere bene con, e nonostante, le malattie e le condizioni di non autosufficienza. Si parlerà di etica della cura e dei processi di intervento, si discuterà della declinazione della matrice di cura e di “presa in carico” psico-sociale in ambito territoriale ed ambulatoriale, di cure primarie, e della formazione dei nuovi operatori della salute.

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Urbanpromo – Progetti per il Paese

Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”. Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

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 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

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 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Messaggi utili dal nuovo Piano Nazionale

Su risorse e servizi nuove prospettive da considerare per i prossimi piani di zona – di Valentina Ghetti
In piena estate è stato approvato dalla Rete nazionale per la protezione e l’inclusione sociale il testo del nuovo Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali, di recente sancito da intesa anche in Conferenza unificata: un insieme di indirizzi di riferimento per Regioni, Ambiti e Comuni nell’orientare la declinazione dei sistemi di welfare locali. Si tratta di un documento particolarmente rilevante per gli ambiti lombardi, che proprio in questi mesi sono impegnati a definire le linee programmatorie per il prossimo triennio. Una cornice di riferimento, da cui non è possibile prescindere.
Le future risorse per il welfare sociale
Si tratta di un piano unico e modulare, che oggi si compone della parte nazionale e di quella specifica sul contrasto alla povertà e che sarà poi completato con l’aggiornamento del piano per la non autosufficienza. Nella parte iniziale, in cui viene ricostruita la fotografia nazionale del sistema di welfare, si riportano alcune informazioni rilevanti.
Sebbene la spesa sociale complessiva italiana, negli ultimi anni, abbia vissuto un incremento tale da portare la sua percentuale in rapporto al PIL a livello della media dei paesi europei, la spesa locale per il welfare continua ad essere nettamente inferiore oltre che, storicamente, disomogenea (dai 200 euro pro- capite del Trentino Alto Adige ai 22 della Calabria). Una situazione che detta l’agenda per i prossimi anni, che saranno caratterizzati da una sensibile crescita delle risorse e, soprattutto, da una loro stabilizzazione. Il piano infatti, indica per la prima volta, la natura strutturale dei principali finanziamenti al sociale “appostati automaticamente a bilancio” e che permetteranno “certezza di risorse e una programmazione effettiva degli interventi”.

Leggi: Welforum


Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?

A cura dell’Istituto per la Ricerca Sociale – Presentazione Emanuele Ranci Ortigosa
La pandemia del Covid-19 ha avuto un drammatico impatto sulla salute e sulla vita della popolazione, in Italia e nel mondo intero, pur con molte differenziazioni nell’entità dei danni e nei tempi di manifestazione. Nel mondo ad oggi si contano 213 milioni di casi di Covid-19 e 4.490.000 di decessi, in Europa sono 61 milioni i casi e 1.220.000 i decessi, in Italia 4.490.000 i casi e 129.000 i decessi. A tale effetto diretto vanno sommati tutti gli ulteriori danni sulla salute per l’interruzione della prevenzione e cura di molte altre patologie, dovuta alla concentrazione delle risorse e degli interventi sulla lotta alla pandemia. Danni che dalla salute si ripercuotono su altre cruciali dimensioni della vita sociale, con la messa in crisi del lavoro, delle attività economiche, produttive, educative. Nel nostro paese, nel 2020, l’occupazione perde 945 mila unità, pari al -2%, i redditi da lavoro e i consumi si contraggono, si riduce il PIL di quasi il 9%.
In campo sociale si verifica un significativo allargamento della platea dei poveri, con scivolamento in povertà di target di popolazione fino a pochi mesi prima al riparo da situazioni di deprivazione. Azzerando i timidi progressi degli anni precedenti, dal 2019 al 2020 la povertà assoluta cresce e tocca più di 2 milioni di famiglie (dal 6,4% al 7,7%) e di 5,6 milioni di persone (dal 7,7% al 9,4%, oltre 1 milione in più). Le famiglie più colpite sono quelle con persona di riferimento occupata, quelle numerose o con almeno un figlio minore, quelle monogenitore, oltreché i giovani tra i 18 e i 34 anni e gli immigrati. Aumentano anche le diseguaglianze, si diffondono situazioni e percezioni di insicurezza e di fragilità, crescono in misura preoccupante la povertà educativa e la deprivazione culturale di adolescenti e giovani, così come l’abbandono scolastico. I NEET (not in education, emploiment or training) sono in Italia il 27,8% contro una media EU del 16,4%.

Leggi: Welforum


Il lavoro domestico in Italia: una indagine esplorativa – di Sergio Pasquinelli, Francesca Pozzoli

Più per necessità e meno per scelta
Il settore del lavoro domestico in Italia si distingue sempre più per la sua funzione di welfare. È il dato centrale che emerge da una indagine svolta per conto di Fidaldo (Federazione italiana datori di lavoro domestico) su un campione nazionale di 3.486 datori di lavoro iscritti alle associazioni aderenti alla Federazione (Nuova Collaborazione, Assindatcolf, ADLD e ADLC). Seppure si tratti di una contenuta percentuale degli iscritti, il campione è comunque assai rilevante; per numero di intervistati, si tratta dell’indagine più estesa finora realizzata sul lavoro domestico in Italia.
Dall’indagine emerge che, per quanto formalizzate attraverso contratti di lavoro siglati tra due privati cittadini, le assunzioni di lavoratori domestici (prevalentemente colf, badanti e baby-sitter) rispondono oggi a stati di bisogno diffusi più che a scelte prettamente individuali. Raramente il beneficiario diretto del lavoro domestico è la singola persona intestataria del contratto di lavoro. Al contrario, nella stragrande maggioranza dei casi il beneficiario diretto è un familiare o il nucleo familiare allargato. Inoltre, soprattutto per alcune categorie di datori di lavoro, la decisione di assumere un lavoratore o una lavoratrice domestica è generalmente dettata da esigenze di conciliazione tra vita privata e lavoro o dall’aggravarsi di una situazione di bisogno.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Pensioni estere: diritti inespressi, ci pensa Inca Germania

Il Patronato della Cgil, presente in Germania con diversi uffici, avvia una campagna di sensibilizzazione rivolta agli italiani, che nel corso della loro carriera abbiano lavorato in suolo tedesco, affinché facciano valere i diritti acquisiti, di cui spesso non sono a conoscenza.
E non sono pochi. Secondo una stima di Inca Cgil sono oltre quattro milioni; tantissimi di loro pur avendo raggiunto l’età pensionabile non presentano domanda di pensione.
Un fenomeno tutt’altro che marginale: Luigi Brillante, coordinatore degli uffici Inca Germania, riferisce che tra i soli assicurati italiani, nati nel 1953, negli archivi delle casse previdenziali tedesche giacciono circa 50.000 posizioni assicurative, ma solo la metà ha presentato una domanda di pensione.
Secondo l’Inca, “tanti non sanno – spiega Brillante – che anche se hanno lavorato in Germania per pochi mesi hanno acquisito dei diritti; alcuni pensano che nella pensione italiana siano già conteggiati anche i periodi esteri”. “Inoltre, aggiunge Brillante, chi ha un trattamento minimo riconosciuto dall’Inps pensa che non sia necessario riscattare i pochi anni di lavoro in Germania, perché l’importo della pensione estera potrebbe essere assorbito dal trattamento minimo già percepito, senza considerare che se si rinuncia alla pensione tedesca, di fatto, si regalano all’erario di questo Stato i contributi versati, poiché la quota percepita da Inps è a carico dei soli contribuenti italiani”.

Leggi: Inca


Sanatoria domestici e agricoli 2020: in Umbria #incavince

In Umbria il Patronato della Cgil vince il ricorso contro il ministero dell’Interno.
Ha funzionato poco e male la sanatoria per lavoratrici domestiche e agricoli disposta dal governo per il periodo giugno 2020 – agosto 2021. I numeri, anche in territorio umbro, non sono stati certamente quelli attesi, tuttavia un piccolo, ma significativo risultato è stato ottenuto grazie all’azione del patronato Inca Cgil dell’Umbria, che, in collaborazione con la struttura nazionale, ha vinto un ricorso al Tar contro il ministero dell’Interno, allargando, seppur per un numero limitato di casi, i requisiti previsti per l’accesso alla procedura d’emersione.
“Tutto è partito dalla richiesta di un datore di lavoro di Perugia, che voleva regolarizzare la propria assistente familiare ucraina – spiega Alessia Giuliacci dell’Inca Cgil dell’Umbria – ma si è visto rigettare la richiesta per insufficienza di documentazione comprovante la presenza in Italia della donna, antecedente all’8 marzo 2020, data prevista dalla normativa.Tuttavia la lavoratrice era effettivamente presente in Italia, come dimostrato dal biglietto nominativo del pullman con cui proprio nel marzo 2020 aveva fatto ritorno a Perugia dopo un breve periodo nel suo Paese di origine”. “Solo che – continua Giuliacci – per il ministero quello non era un documento valido, a differenza di biglietti analoghi di aerei e navi. Allora con i nostri avvocati Giulia Crescini e Francesco Lauria, abbiamo fatto ricorso sostenendo che quel titolo fosse invece altrettanto idoneo a dimostrare l’ingresso in Italia”.

Leggi: Inca


 

 

 

NEWS:

venerdì 29 ottobre 2021
Pensioni, bollette, fisco: i principali provvedimenti della legge di bilancio

Riforma delle pensioni e del reddito di cittadinanza, conferma del superbonus ma a scalare, due miliardi contro il caro bollette. Interventi per circa 30 miliardi, di cui 12 solo nel 2022 dedicati al taglio delle tasse. “E saranno 40 nel triennio”, promette il premier Mario Draghi
Foto: Agenzia DireIl premier Mario Draghi
Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio, la cui bozza conteneva ben 185 articoli. Ci sono volute quasi quattro ore di riunione dell’esecutivo per dare il via libera a un provvedimento monstre che riguarda il fisco, il lavoro, le imprese, la riforma degli ammortizzatori, la sanità. Interventi per circa 30 miliardi, di cui 12 solo nel 2022 dedicati al taglio delle tasse. “E saranno 40 nel triennio”, promette il premier Mario Draghi.
Per quanto riguarda le pensioni, tiene l’accordo raggiunto in cabina di regia della maggioranza: nel 2022 ci sarà Quota 102, con 64 anni di età anagrafica e 38 di contributi. Confermata la diminuzione dell’Iva sugli assorbenti e i tamponi non compostabili: si passa dal 22% al 10%. Viene invece rinviato al 1° gennaio 2023 l’ingresso in vigore di plastic tax e sugar tax. Inoltre, la cassa integrazione per i lavoratori Alitalia viene prorogata al 2023.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Prezzi: SUNIA e Federconsumatori unite contro i rincari dell’energia.

Il Governo intervenga sulla tassazione in bolletta e a tutela dei nuclei più fragili.
Sono sempre più allarmanti i rincari a cui i cittadini devono far fronte ogni giorno, specialmente per quanto riguarda le spese per l’energia che peraltro si aggiungono a un disagio abitativo che da tempo deve fare i conti con livelli dei canoni non sopportabili dai redditi dei conduttori su cui oggi peseranno grandi lievitazioni dei costi delle utenze domestiche e condominiali per inquilini e proprietari diretti della prima casa.
La crescita dei fenomeni di morosità incolpevole che coinvolge un numero crescente di famiglie è il chiaro indicatore del “costo dell’abitare”.
Ammontano ad oltre 312 Euro, secondo le stime diffuse da Federconsumatori e SUNIA, le ricadute che ogni famiglia subirà alla luce dei rincari delle bollette di energia elettrica e gas. Per il riscaldamento, invece, si prospettano aumenti del +19%.
Ulteriori rincari riguardano i carburanti, i prodotti alimentari (soprattutto pane e pasta) e in generale i costi di beni e servizi i cui prezzi sono destinati a salire sull’onda della crescita dei costi di produzione e di trasporto.

Leggi: Sunia, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Istat, nel Censimento 2021 anche la rilevazione del numero di senza dimora

Nel censimento 2011 erano circa 125 mila le persone rilevate nei campi attrezzati, nelle baracche o in situazioni di fortuna, compresi 35 mila senza tetto. Nel 2014, un’indagine in 158 comuni avevano utilizzato i servizi di mensa e accoglienza notturna oltre 50 mila persone senza dimora in 2 mesi. Istat: “Per il Censimento 2021 previsto un importante cambio di paradigma metodologico”
Il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni 2021 dell’Istat si pone come obiettivo anche la rilevazione delle convivenze anagrafiche e delle cosiddette “popolazioni speciali”, ovvero le popolazioni elusive costituite da persone senza tetto, senza fissa dimora o che vivono nei campi attrezzati e negli insediamenti tollerati o spontanei. “Esse rappresentano un universo variegato e di difficile intercettazione sul territorio nell’ambito della rilevazione censuaria che ha richiesto un importante cambio di paradigma metodologico – afferma l’Istat -. Con i Censimenti della popolazione, per la prima volta nel 1991 e, in seguito, nel 2011, i senza fissa dimora e i senza tetto erano rilevati con tecnica ‘point in time’, ossia una rilevazione effettuata nel corso di una notte nei grandi comuni con l’obiettivo di individuarne il maggior numero possibile. Nel Censimento di quest’anno si utilizzano invece come fonte i Registri dai quali dedurre le informazioni anagrafiche su dette popolazioni, a completamento del conteggio e della definizione della struttura demografica della popolazione censita”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Al via la campagna di Vidas sul biotestamento

“Scegli adesso. Adesso che puoi” è lo slogan che accompagna video, manifesti e post sui canali social per promuovere la conoscenza e l’informazione sulla possibilità di redigere le “Disposizioni anticipate di trattamento”. Aperti anche uno sportello e una linea telefonica dedicati
“Biotestamento. Scegli adesso. Adesso che puoi” è lo slogan della campagna promossa da Vidas (Volontari Italiani Domiciliari per l’Assistenza ai Sofferenti), con il patrocinio di Pubblicità Progresso. Nei mesi di novembre e dicembre (il 14 dicembre ricorre l’anniversario dell’approvazione della legge 219 in Senato), l’invito a conoscere e informarsi sul biotestamento sarà diffuso con spot trasmessi a titolo gratuito dalle principali emittenti radio e tv nazionali e locali, affissioni tradizionali e digital e una serie di servizi gratuiti rivolti ai cittadini che desiderano saperne di più.
Nonostante la legge sul biotestamento sia in vigore da quasi quattro anni, meno dell’1% della popolazione lo ha redatto e solo il 19% dichiara di conoscere bene la legge che lo regola e le procedure per depositarlo correttamente. “Un incidente, l’improvviso aggravarsi di una malattia possono impedire di manifestare le proprie volontà su quali trattamenti sanitari accettare e quali no -sottolinea Vidas-. Per questo in Italia esiste una legge, la 219/2017, che sancisce il diritto di esprimere queste scelte prima, nel pieno delle proprie facoltà mentali, attraverso la stesura delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT), il cosiddetto biotestamento”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Anziani, rinnovato l’accordo Intesa Sanpaolo e Caritas

Rinnovato l’accordo tra Intesa Sanpaolo e la Caritas italiana per finanziare progetti a supporto delle Diocesi nella loro azione di contenimento dei bisogni sociali. Per il 2021/2022 Intesa mette a disposizione 1,5 milioni di euro…
Rinnovato l’accordo tra Intesa Sanpaolo e la Caritas italiana per finanziare progetti a supporto delle Diocesi nella loro azione di contenimento dei bisogni sociali. Per il 2021/2022 Intesa mette a disposizione 1,5 milioni di euro.
Quest’anno viene individuato come ambito di intervento l’inclusione della popolazione anziana: una categoria che ha molto risentito della crisi pandemica, con grave peggioramento delle condizioni di vita e di salute a causa di isolamento e distanziamento sociale.
L’obiettivo principale di questi progetti è quello di rispondere ai bisogni più urgenti, sviluppando azioni innovative per attivare reti virtuose di solidarietà e prossimità.
“Dopo gli importanti risultati raggiunti con la prima edizione di ‘Aiutare chi aiuta’, rinnoviamo il nostro impegno al fianco della Caritas. Questo nuovo intervento si rivolge a una fascia di popolazione fragile, il cui sostegno richiede forme innovative e sostenibili di supporto sociale”, aggiunge Elena Jacobs, responsabile del settore Valorizzazione del sociale di Intesa Sanpaolo.
Grazie alla prima edizione dell’accordo, nel 2020 sono state sostenute 22 iniziative in tutta Italia, offrendo a persone in stato di bisogno casa e accoglienza, sostegno nella ricerca di lavoro e nell’avviamento di nuove imprese.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


giovedì 28 ottobre 2021
Superbonus 110%, proroga per tutto il 2023 (ma per le villette tetto Isee a 25 mila euro)

Confermata la proroga. Alla fine la proroga del Superbonus del 110% è arrivata. La legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri conferma sostanzialmente l’impianto del Documento programmatico di bilancio, inviato due settimane fa a Bruxelles, e proroga fino al 2023 il bonus edilizio per i condomìni. Approvata anche l’estenzione per tutto il 2022 per case unifamiliari e villette, ma con un serio paletto: il bonus è concesso solo ai lavori sulle prime case monofamiliari e villette con tetto Isee di 25 mila euro. Proroga fino a tutto il 2023 per i condomìni Come detto, la manovra proroga a tutto il 2023 il Superbonus al 110% per i condomìni. Da quel momento in poi scatterà il décalage, con il beneficio che scende al 70% per l’anno 2024 e al 65% per il 2025. Proroga di 6 mesi per le villette (con tetto Isee)La proroga di sei mesi estende il Superbonus 110% relativo a villette e case unifamiliari fino al 31 dicembre 2022 (la scadenza era prevista per il 30 giugno). Ma riguarda solo le prime case di famiglie con Isee inferiore a 25 mila euro. I paletti non piacciono ad alcuni esponenti del M5S e della Lega e nemmno a Confedilizia. «In effetti, non prorogare la misura sarebbe più apprezzabile rispetto al fingere di farlo», ha commentato in una nota il presidente dell’associazione, Giorgio Spaziani Testa. «Ma l’auspicio è che la maggioranza a sostegno del Governo, almeno su questo, non batta in ritirata, possibilmente difendendo anche un incentivo importante come il bonus facciate», ha concluso Spaziani Testa.Ok agli altri bonus edilizi. Confermati anche tutti gli altri bonus edilizi, come l’ecobonus al 60% e il bonus facciate, che viene prorogato ma con una percentuale che scende dal 90 al 60%. Prorogati il bonus elettrodiomestici Confermata anche la detrazione del 50% per l’acquisto negli anni 2022, 2023 e 2024 di mobili e di grandi elettrodomestici (forni non inferiori alla classe A; lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie non inferiori alla classe E; ed F per i frigoriferi e i congelatori. La detrazione è per un ammontare complessivo non superiore ai 5 mila euro e spetta a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto.

Leggi: Corriere della Sera, 28/10/2021


mercoledì 27 ottobre 2021
Federalismo fiscale. La Corte dei conti in audizione: “Ssn non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità”. Al Sud 100 euro a testa in meno per le spese sanitarie

La magistratura contabile in audizione presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale che a tutt’oggi è inattuato. Tra Nord e Sud molte differenze nella spesa pro capite: al Nord si spendono in media 100 euro in più a cittadino rispetto al Sud. E per la Corte gli indici di valutazione dei LEA, secondo la vecchia e la nuova disciplina, sono una testimonianza delle differenze tra i sistemi santari regionali. IL DOCUMENTO
“Nonostante il percorso di graduale avvicinamento ai livelli essenziali, il sistema sanitario non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità. Gli indici di valutazione dei LEA, secondo la vecchia e la nuova disciplina, ne sono una testimonianza”. È quanto afferma la Corte dei conti in videoconferenza, presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, in relazione allo stato di attuazione e sulle prospettive del federalismo fiscale, anche con riferimento ai relativi contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“Il fenomeno – spiega la Corte – può essere rilevato anche attraverso i dati della mobilità interregionale o anche quelli relativi alle Regioni in piano di rientro sanitario, quelle che presentano i problemi di adeguamento infrastrutturale e tecnologico più evidenti (senza considerare le diverse politiche regionali sui ticket)”.
Inoltre la Corte ha pubblicato una tabella in cui mette a confronto la spesa pro capite per la sanità che in media tra le Regioni a statuto ordinario è di 2.120 euro ma guardando meglio sono molte le differenze: al Nord la spesa media è di 2.139 euro contro i 2.046 del Sud.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/10/2021


DALLE REGIONI:

martedì 2 novembre 2021
Casa, Basilicata: 6 milioni per abbattere le barriere architettoniche

Ammonta a circa 6 milioni di euro la somma che la giunta regionale della Basilicata ha concesso ai Comuni per eliminare le barriere architettoniche negli edifici dove si trovano le persone invalide totali e con difficoltà di deambulazione
Ammonta a circa 6 milioni di euro la somma che la giunta regionale della Basilicata ha concesso ai Comuni per eliminare le barriere architettoniche negli edifici dove si trovano le persone invalide totali e con difficoltà di deambulazione. I cittadini riconosciuti riceveranno i contributi richiesti dal 2016 al primo marzo 2021.
“Mettiamo la parola fine a una partita ferma dal 2016 – commenta l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rosa -. I circa sei milioni che abbiamo assegnato ai Comuni derivano da fondi dello Stato che siamo riusciti a sbloccare”. Per Rosa “la rimozione delle barriere architettoniche è un atto di civiltà.
Oggi, finalmente, possiamo dare risposte alle persone disabili che hanno difficoltà ad accedere alle loro case e che attendevano da troppo tempo”.
Un risultato che secondo l’assessore “nasce da un lavoro costante e dalle strette interlocuzioni che i nostri uffici hanno portato avanti con i ministeri competenti”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/11/2021


martedì 2 novembre 2021
Marche, centinaia di “no” alla nuova struttura per 175 anziani e disabili

Continuano le proteste per la realizzazione di una grande struttura sanitaria a Rapagnano (Fm). Petizione di sei organizzazioni promotrici, a cui ora se ne aggiungono molte altre: raccolte centinaia di firme. Grusol: “L’impegno è come de-istituzionalizzare e non come re-istituzionalizzare”
Una raccolta firme per fermare la costruzione di una nuova, grande struttura sanitaria, destinata ad accogliere 175 persone anziane o con disabilità a Rapagnano, in provincia di Fermo: la petizione è stata lanciata nei giorni scorsi da Grusol, il gruppo solidarietà guidato da Fabio Ragaini. “Abbiamo promosso una raccolta firme per chiedere alla Regione di ritirare il provvedimento e di modificare la normativa che stabilisce i requisiti per le autorizzazioni alle strutture di questo tipo – spiega Ragaini – che sono la riproposizione di un modello che riteniamo inaccettabile e superato e che determina isolamento ed emarginazione in queste persone. Chiediamo servizi più ancorati alle comunità e un sostegno il più vicino possibile alla dimensione familiare, non strutture come queste che giudichiamo separanti e non inclusive”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/11/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Case della Comunità. Regione Toscana approva le linee di indirizzo

La sperimentazione si baserà sull’esperienza delle Case della salute e avverrà in ognuna delle tre Ausl della Toscana, all’interno della quali sono state identificate altrettante Case della salute dove testare il nuovo modello: de “Le piagge” (Ausl Toscana centro), di Querceta (Toscana nord ovest) e di Abbadia San Salvatore (Ausl sud est). Bezzini: “Testiamo sul campo le novità del Pnrr, facendo della prossimità il concetto chiave”. IL DOCUMENTO
Pronte a partire, in Toscana, le prime esperienze-pilota di Case della comunità. Una sperimentazione con la quale la Regione sceglie di testare un modello di medicina di prossimità, che prefigura un’organizzazione adeguata alle strutture che verranno realizzate grazie al Pnrr, anche per renderle fin da subito operative. La Giunta regionale, fa infatti sapere una nota, nella sua ultima seduta, ha approvato le linee di indirizzo per la sperimentazione di queste nuove realtà destinate, entro i prossimi cinque anni, a diventare un punto di riferimento sia per le questioni legate alla salute, sia per le problematiche sociali di ogni cittadino.

Leggi: Quotidiano Sanità, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Reggio Calabria, dalla giunta +300mila euro al fondo per le non autosufficienze

L’assessore al Welfare Demetrio Delfino: “Serviranno ad implementare servizi fondamentali, soprattutto nel campo delle disabilità”
La giunta comunale di Reggio Calabria ha ampliato, per oltre 290 mila euro, il Fondo per le non autosufficienze, considerato lo sblocco, da parte del governo, di economie relative all’annualità 2016. “Si tratta di somme molto importanti per Palazzo San Giorgio che”, secondo l’assessore al Welfare Demetrio Delfino “serviranno ad implementare servizi fondamentali, soprattutto nel campo delle disabilità”.
“Su temi così delicati – ha detto – l’attenzione dell’amministrazione è, da sempre, altissima. Ogni giorno il settore lavora per migliorare i servizi e, questo contributo, si inserisce perfettamente nel percorso d’inclusione e rigenerazione sociale intrapreso dall’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Falcomatà”. “Servizi – ha spiegato Delfino – che vanno dall’assistenza domiciliare per anziani non autosufficienti a quella per i disabili, dal Centro diurno e dal laboratorio per adulti con disabilità agli spazi socio-educativi per minori disabili, dall’assistenza educativa scolastica al superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche fino al rilascio del contrassegno di circolazione e di sosta del veicolo a favore dei disabili”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Disabilità, il Piemonte rimborsa chi abbatte le barriere architettoniche

La giunta regionale ha stanziato 2 milioni di euro per i cittadini che hanno effettuato lavori all’interno delle proprie abitazioni. Iniziativa dell’assessora al Welfare con delega alla casa Chiara Caucino
La giunta della Regione Piemonte ha stanziato 2 milioni di euro che serviranno a rimborsare i cittadini che hanno effettuato lavori di abbattimento delle barriere architettoniche all’interno delle proprie abitazioni. La misura è stata presa su iniziativa dell’assessora al Welfare con delega alla casa Chiara Caucino, e andrà a coprire i circa 500 interventi segnalati. Ciascun cittadino avrà diritto a un rimborso di 8.000 euro che verrà erogato direttamente dai Comuni di residenza, ai quali l’interessato deve aver presentato apposita richiesta. “Sono molto soddisfatta di poter assegnare le risorse per le famiglie che hanno provveduto ad abbattere le barriere architettoniche nelle loro case private- ha commentato Caucino- si tratta, infatti, di interventi che, seppur anche di contenuta entità economica, possono cambiare radicalmente la qualità di vita delle persone”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


giovedì 28 ottobre 2021
Alloggi Erp, a Firenze al via la presentazione delle domande

Dalle 12 di domani, venerdì 29 ottobre, fino alle 12 del 28 dicembre 2021 sarà possibile presentare la domanda di partecipazione al nuovo bando per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica del Comune
Dalle 12 di domani, venerdì 29 ottobre, fino alle 12 del 28 dicembre 2021 sarà possibile presentare la domanda di partecipazione al nuovo bando per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) del Comune di Firenze. “È un bando importante, che arriva in un momento molto delicato per quanto abbiamo vissuto con la pandemia” ha detto il sindaco Dario Nardella. “Firenze riparte dopo il Covid con un grande impegno per far fronte all’emergenza casa – ha continuato il sindaco -, che affrontiamo sia con le varie misure abitative del Piano casa ‘La Pira 2.0’, sia con il bando che presentiamo oggi, che si inserisce nel nostro ampio programma di riqualificazione e realizzazione di nuove case popolari”. “Grazie alla convenzione che abbiamo stipulato con i Caf – ha continuato il sindaco – cerchiamo di essere il più vicini possibile ai cittadini. Vogliamo metterli in condizione di non fare errori nella compilazione delle domande. Inoltre, i nostri uffici Casa sono a disposizione con una mail e due numeri dedicati per offrire assistenza a chi ha bisogno”. Per inserire la domanda è necessario essere in possesso di un sistema di identificazione digitale (SPID, CIE oppure CNS) e di un’attestazione Isee valida per il 2021. Fra i requisiti principali per accedere all’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica Erp, definiti dalla Legge Regionale n. 2 del 2019, si ricordano: la residenza anagrafica o la sede dell’attività lavorativa prevalente nel Comune di Firenze l’assenza di condanne penali, un valore Isee 2021 non superiore a 16.500 euro, assenza di diritti di proprietà su altri beni immobili in Italia e all’estero, assenza di titolarità di imbarcazioni o autoveicoli con potenza superiore a 80KW, non essere occupanti abusivi di alloggi di Erp e non essere stati oggetto di provvedimenti di decadenza o di occupazione senza titolo.

Leggi: Redattore Sociale, 28/10/2021


mercoledì 27 ottobre 2021
Carenza di medici, anziani senza assistenza

Melegnano – Due quartieri senza medico di base e i disagi ricadono soprattutto sugli anziani. È la situazione al Carmine e al Montorfano, frazioni che si trovano lungo via Emilia e i cui residenti, quasi 5mila persone, devono raggiungere altre zone della città per sottoporsi a visite e consulti.
Partiamo dal Carmine. La zona, come raccontano gli abitanti, è scoperta da sei mesi, da quando l’unica dottoressa presente si è spostata in un’altra zona di Melegnano. I pazienti, di riflesso, sono costretti a trasferte fuori quartiere. Per gli anziani, che si muovono a piedi anche per non costringere i familiari a fare da autisti, è un disagio, come confermano le sorelle Vittorina e Bianca Cazzulani: “E pensare che un tempo nel quartiere c’erano ben tre medici – dicono –. Gli spazi per ospitare gli ambulatori ci sarebbero”. “La scomodità è doversi muovere a piedi anche nelle giornate di maltempo – aggiunge Giancarla Rossi –. Passi per le ricette, ma per le visite bisogna per forza andare di persona”. Anche chi è giovane e non ha problemi a fare quattro passi è solidale con chi si dice penalizzato: “Speriamo che la situazione possa migliorare con l’arrivo di almeno un medico nella frazione”, è l’auspicio di Tatiana Francu.

Leggi: Il Giorno, 27/10/2021


martedì 26 ottobre 2021
Palermo. Programma Qualità dell’Abitare, Palermo esclusa dai 200 milioni di finanziamenti. SUNIA e FILLEA chiedono spiegazioni al Comune sull’assenza di progetti ammessi

Nessun progetto per Palermo.
In totale, in Sicilia, sono stati ammessi progetti per 200 milioni e 621 mila euro del programma innovativo nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua) presentati dai comuni di Catania, Trapani, Messina e Gela.
Ma il capoluogo siciliano non è presente tra le città dell’isola che beneficeranno dei finanziamenti.
Il Sunia Palermo interviene per chiedere spiegazioni al Comune di Palermo sull’assenza della città dalla graduatoria. Nei giorni scorsi era intervenuta la Fillea Cgil, che oggi rincara la dose perché i chiarimenti chiesti non sono arrivati.
“Il Comune di Palermo si è reso, ancora una volta, responsabile della perdita di occasioni importanti per la nostra città, che avrebbero potuto dare risposte ad esigenze, anche drammatiche, diffuse. Combattere l’emergenza abitativa, il malessere sociale e la disoccupazione ormai cronica dovrebbero essere delle priorità inderogabili per una classe politica accorta – dichiara il segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish – Degli oltre 200 milioni destinati ai progetti presentati in Sicilia con il programma per la qualità dell’abitare nessun progetto è stato finanziato per Palermo. Da Messina a Catania, da Gela a Trapani, invece finanziamenti per decine di milioni. Nulla invece per una città che conta circa 2.500 famiglie iscritte nella graduatoria per l’emergenza abitativa. Ciò è avvenuto nonostante i continui appelli del Sunia a prevedere interventi, anche strutturali, per affrontare il tema emergenziale e della qualità dell’abitare”.

Leggi: Sunia, 26/10/2021


IN AGENDA:

“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto

L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ha attivato, per l’autunno del 2021, due eventi ECM dal titolo “I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto”, la cui direzione è affidata al prof. Rabih Chattat ( https://www.unibo.it/sitoweb/rabih.chattat ).
Il primo evento, dal titolo “Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile” si svolgerà nella giornata del 29 ottobre (14.00-17.00). L’evento offrirà l’occasione di analizzare modelli operativi integrati di salute. Con il focus sulle indicazioni che la prospettiva psico-sociale offre, saranno discusse alcune prospettive di territorialità diffusa e compartecipata in cui lo psicologo gioca un ruolo chiave in collaborazione con le altre figure professionali.
Il secondo evento, dal titolo “Ruolo della psicologia per vivere bene con le malattie croniche: opportunità e modelli per i futuri servizi territoriali” si svolgerà nella giornata del 12 novembre (14.30-18.00). Durante l’evento saranno discusse alcune esperienze dei servizi che lavorano per garantire la possibilità di vivere bene con, e nonostante, le malattie e le condizioni di non autosufficienza. Si parlerà di etica della cura e dei processi di intervento, si discuterà della declinazione della matrice di cura e di “presa in carico” psico-sociale in ambito territoriale ed ambulatoriale, di cure primarie, e della formazione dei nuovi operatori della salute.

Leggi: Unibo


Urbanpromo – Progetti per il Paese

Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”. Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

Leggi: Urban Promo


 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Intervista a Monsignor Paglia: “Vecchio è bello e, soprattutto, utile” di Paolo Rodari

Il saggio del presidente della Pontificia Accademia per la Vita
Monsignor Vincenzo Paglia, nel suo libro “L’età da inventare” (Piemme) dice che la vecchiaia è un’età ancora da scrivere. Cosa c’è di nuovo da dire” «C’è da dire, anzitutto, che per la prima volta nella storia la vecchiaia è diventata di massa. Non che non ci fossero prima, ma non erano così numerosi come oggi. In Italia gli anziani siamo il 23,4% del totale della popolazione, ossia poco meno di 14 milioni di persone. Siamo il secondo paese al mondo, dopo il Giappone, per longevità. Si tratta di una nuova generazione, una sorta di nuovo “continente”. Ma è ancora poco conosciuto: c’è poco pensiero, poca riflessione su questi lunghi anni che chiudono l’esistenza sulla terra. È una specie di “terra incognita” senza un pensiero sociale, politico, economico, spirituale».
Per molti anziani la vita è insopportabile. E c’è chi chiede di poterla interrompere attraverso l’eutanasia. Una mistica dei nostri giorni, Angela Volpini, ha detto che si batterebbe perché nessuno faccia questa scelta estrema ma insieme che la scelta irrevocabile di farla finita va rispettata. Non le sembra una posizione ragionevole^ «La posizione ragionevole è quella di riconoscere a questi anni un senso. E dire: che senso ha vivere tanti anni in più, dopo la pensione? Come viverli? È questa la sfida da raccogliere per non cadere nel luogo comune della vecchiaia come un naufragio. Anche gli anziani hanno diritto a pensare ad un loro futuro che sia degno e non uno scarto. Se c’è l’amore non si vuole la morte. Semmai non si vuole soffrire. Ed è su questo che bisogna anche impegnarci. Gli anziani sono indispensabili per la crescita della società. Non uno scarto».

Leggi: La Repubblica


La città futura trova spazio in altezza tra orti, piazze sociali e megastore – di Maria Chiara Voci

I tetti occupano fino al 25% dell’area territoriale di un agglomerato urbano. Si moltiplicano studi e progetti per farli vivere come spazi sia residenziali sia aggregativi e culturali
Rigenerare una città sopra la città: si chiama “Roofscape Urbanism” (letteralmente, l’urbanistica dei tetti) ed è una disciplina che si sta affermando, con sempre maggior successo, a partire dalle grandi metropoli mondiali per ripensare il tessuto costruito.
Il recupero inizia dall’alto
Anziché partire dalle fondamenta, il recupero inizia dall’alto: in ambienti urbani sempre più densi, le coperture degli edifici esistenti rappresentano uno spazio inutilizzato da “popolare” innestando nuove funzioni e aprendo grandi opportunità di sviluppo dei centri abitati. I tetti occupano fino al 25% dell’area territoriale di una città: una risorsa che non può essere ignorata, specie a fronte di proiezioni che indicano come entro il 2050 il 70% della popolazione si concentrerà a vivere nelle aree urbane. Occorre attivare nuovi livelli di fruizione del patrimonio esistente, innestando funzioni fra le più disparate: da quella classica di nuove metrature residenziali o per servizi, per ampliare lo sguardo dai classici terrazzi a veri e propri giardini a uso collettivo, a piazze e luoghi sociali, centri culturali, infrastrutture sostenibili e persino coltivazioni agricole a chilometri zero. «L’intervento sui piani di copertura rappresenta oggi, a livello internazionale, uno scenario attraverso il quale sperimentare l’applicazione di strategie a scala urbana finalizzate al perseguimento di obiettivi di sostenibilità energetico-ambientale oltre ad essere un ambito per l’applicazione di nuovi modelli di sviluppo per la valorizzazione economica del patrimonio edilizio esistente – spiega Guido Callegari, professore associato di Tecnologia dell’architettura al Politecnico di Torino –. Nella sola Europa abbiamo 24 miliardi di mq da recuperare, il 75% dei quali è residenziale. La traiettoria da assumere in ambito europeo è funzionale all’applicazione della strategia “Renovation Wave” per promuovere l’efficientamento energetico».

Leggi: Il Sole 24 Ore


Nuovi spazi per un modo nuovo di lavorare – di Marco Bentivogli e Daniele Di Fausto

Nel 1906 San Francisco fu colpita da un fortissimo terremoto che rese inagibili tutte le infrastrutture. La collaborazione pubblico-privato diede vita a una società privata per la rigenerazione urbana.
Grazie a quella esperienza la società – Cbre – divenne dopo cento anni il numero uno al mondo nel settore della consulenza immobiliare. Nel 2020, il Covid è stato un terremoto molto più grave che non ha toccato le mura dei palazzi, ma ha raso al suolo le relazioni. Gli spazi sono rimasti integri, ma sono stati svuotati dal loro senso.
Uffici, scuole, ristoranti, teatri, palestre da un giorno all’altro sono diventati disabitati, vuoti, senza vita.Una grande quantità di spazi, di diverso uso e tipologia, è diventata per la prima volta, in tutto il mondo, sovrabbondante. Riteniamo, come nel 1906, che ci sia una nuova opportunità, quella di riportare la vita nelle città. Ma con un paradigma e una modalità diversa rispetto a quella del secolo
scorso. Nel pieno corso della transizione digitale e sostenibile sarebbe un ossimoro portare avanti piani esclusivi di ricostruzione, di efficientamento tecnologico degli impianti e delle dotazioni, di rigenerazione urbana per come li abbiamo visti e conosciuti fino a ora. Insomma, la grande trasformazione digitale “scongela” il tempo e lo spazio del lavoro e la nuova normalità è nientemeno che la riproposizione delle idee degli anni 90 ?
Non esiste sviluppo territoriale senza la creazione di veri ecosistemi territoriali digitali, in cui la Pubblica amministrazione a si trasformi in piattaforma abilitante di servizio, promozione e dialogo. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) avrà respiro se riforme e risorse ne terranno conto

Leggi: Efm


Riscoprire la tenerezza nel contatto corporeo nella relazione di cura con l’anziano – di di Elisabetta Orlandini (Coordinatrice presidio riabilitativo presso l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Spedali Civili di Brescia)

Possiamo cambiare la qualità della vita nei luoghi della cura cambiando la postura con cui li abitiamo, scoprendo e riscoprendoci nella tenerezza reciproca che si esprime, anche e soprattutto, nel modo in cui entriamo in contatto corporeo con l’altro. L’emergere di una crescente fatica e sofferenza da parte di chi è impegnato professionalmente nella relazione di cura ci chiama a nuove ricerche di senso, ad un modo differente di guardare la fragilità, sia del paziente che di chi lo cura.
Riscoprire la tenerezza nel contatto corporeo nella relazione di cura con l’anziano
In questo momento storico parlare di contatto corporeo nelle relazione di cura con l’anziano risulta essere particolarmente complicato. Come rappresentato nell’opera video di Bill Viola “The raft“, dopo l’esperienza drammatica dell’emergenza sanitaria COVID-19 stiamo tutti iniziando ad alzare lo sguardo ma, in questa fase, la vicinanza e il contatto corporeo ancora preoccupano.
Rileggere oggi questo contributo, elaborato prima dell’irrompere della pandemia, mostra con evidenza quanto i gesti di vicinanza siano fondamentali nella relazione con l’altro e consente di riguardare con maggior consapevolezza ciò che abbiamo vissuto durante l’emergenza sanitaria, soprattutto nei contesti di cura per gli anziani fragili.
In questo difficile periodo la relazione affettiva e corporea tra operatori ed anziani non solo si è mantenuta, essa si è intensificata pur con i DPI e i limiti imposti dalla pandemia. Il contatto tra operatore ed anziano si è trasformato in abbraccio e carezza. La carezza, espressione della cognizione del dolore e soprattutto della comprensione affettuosa del dolore dell’altro, è divenuta ponte tra abissi di solitudine andando a colmare la lontananza dagli affetti più cari. Abbracci e carezze hanno potuto e dovuto trovare spazio per rassicurare, consolare, accompagnare, portando la tenerezza nel mondo della cura e cercando di riconciliare la vita con la morte.

Leggi: I Luoghi della Cura


Rapporto Caritas 2021 su povertà ed esclusione sociale in Italia

Il 16 ottobre Caritas ha pubblicato il suo Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale in Italia dal titolo “Oltre l’ostacolo”. Il documento oltre a prendere in esame le statistiche ufficiali sulla povertà e i dati di fonte Caritas, si concentra sul tema dell’usura e del sovra-indebitamento, sulla crisi del settore turistico, sullo scenario economico-finanziario e sulle politiche di contrasto alla povertà (Reddito di Cittadinanza in primis). L’obiettivo del Rapporto è quello di cogliere e di evidenziare, a partire dalle esperienze territoriali, elementi di prospettiva ed esempi di risposta e resilienza delle comunità locali che, più che mai in questo ultimo anno e mezzo di pandemia, si sono fatte carico di situazioni di marginalità e vulnerabilità, incrociandosi con risposte istituzionali nazionali ed europee dando luogo ad una serie di triangolazioni positive. Riprendiamo di seguito un corposo estratto dell’Executive summary, scaricabile per esteso insieme al Rapporto completo.
Le dimensioni dell’ostacolo: i dati Caritas sulla povertà in Italia
Nel 2020 la rete Caritas, potendo contare su 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e su oltre 93 mila volontari, ha complessivamente supportato 1,9 milioni di persone. Di queste il 44% ha fatto riferimento alla Caritas per la prima volta. Disaggregando i dati per Regione emergono alcune importanti differenze territoriali: tra le Regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distinguono la Valle d’Aosta (61,1%,) la Campania (57,0%), il Lazio (52,9%), la Sardegna (51,5%) e il Trentino-Alto Adige (50,8%). Allo stesso modo, emergono importanti differenze legate all’età: per i giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 34 anni le nuove povertà pesano per il 57,7%.

Leggi: Welforum


 

 

 

 

NEWS:

lunedì 25 ottobre 2021
Crescono i datori di lavoro domestico, nel 2020 sono 992 mila

Rapporto Domina: quasi il 95% è di nazionalità italiana, le donne rappresentano il 57,1% ma nell’ultimo anno crescono gli uomini. Oltre un terzo si concentra in Lombardia e nel Lazio. Oltre 98 mila sono grandi invalidi e 3.500 sacerdoti. “Su oltre 2,3 milioni di famiglie datori di lavoro, oltre 1 milione sono senza un contratto regolare”
A fine 2020 i datori di lavoro domestico regolari sono 992 mila, in aumento rispetto all’anno precedente (+8,5%). Aggiungendo la componente irregolare, si superano i 2,3 milioni di famiglie coinvolte. Lo rivela il nuovo rapporto annuale Domina sul lavoro domestico. Il 94,9% dei datori di lavoro domestico è di nazionalità italiana, mentre gli stranieri comunitari rappresentano il 2,4%, mentre gli extra Ue il 2,6%. Le donne rappresentano il 57,1% dei datori di lavoro, anche se nell’ultimo anno gli uomini hanno registrato un aumento lievemente maggiore (+9,4%, contro +7,8% delle donne).

Leggi: Redattore Sociale, 25/10/2021


lunedì 25 ottobre 2021
Il diritto alla mobilità non può dipendere dalla buona volontà di un Sindaco

Lo dichiarano Cittadinanzattiva e la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), a proposito dell’ancora mancato provvedimento che garantisca in tutti i Comuni d’Italia il parcheggio gratuito tra le strisce blu per le persone con disabilità, quando gli spazi riservati siano già occupati o non presenti. Per questo le medesime organizzazioni chiedono l’approvazione di due emendamenti in tal senso, presentati da altrettante Deputate, in sede di conversione in Legge del “Decreto Infrastrutture”
Foto in primo piano di parcheggi con strisce blu. Sullo sfondo alcune autoCome aveva sottolineato in un proprio approfondimento del settembre scorso il Centro Studi Giuridici HandyLex, ciò di cui avevamo riferito anche sulle nostre pagine, secondo il cosiddetto “Decreto Infrastrutture” (Decreto Legge 121/21), «dovrà essere sempre il Sindaco di ogni Comune a decidere se e come riservare limitati spazi alla sosta, presumibilmente tra le “strisce blu”, continuando dunque ad esercitare il proprio potere discrezionale e rischiando in tal modo di mantenere situazioni disuguali tra Comuni e Comuni».

Leggi: Superando, 25/10/2021


lunedì 25 ottobre 2021
Vaccini Covid. Si va verso la terza dose per tutti. Brusaferro (Iss): “È uno scenario verosimile”

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico del ministero: “Noi continueremo a fare come abbiamo sempre fatto monitorando sempre la persistenza della risposta immunitaria, e man mano che ci saranno le evidenze del caso, saranno declinate dal punto di vista organizzativo. Importante continuare comunque a mantenere l’adesione della popolazione verso le misure di sicurezza, in primis l’utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi per evitare scenari di peggioramento”.
“Oggi è raccomandata per alcune categorie, in particolare quelle più fragili, ma la terza dose di vaccino anti-Covid per tutta la popolazione è uno scenario verosimile”. Lo ha detto oggi il presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico del ministero, Silvio Brusaferro, a margine di un convegno a Venezia.
“Noi continueremo a fare come abbiamo sempre fatto – ha aggiunto – monitorando sempre la persistenza della risposta immunitaria, e man mano che ci saranno le evidenze del caso, saranno declinate dal punto di vista organizzativo” ha evidenziato.
Il numero uno dell’Iss ha poi commentato anche il recente aumento dei contagi: “Sono impegnato a fare in modo che la copertura vaccinale da una parte e il monitoraggio dall’altra ci guidino nella comprensione di come evolve la pandemia. Credo che sia fondamentale l’adesione della popolazione verso le misure di sicurezza, in primis l’utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi per evitare scenari di peggioramento”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 25/10/2021


sabato 23 ottobre 2021
Richiamo alla responsabilità. Il Pass per colf e badanti fa fare un bagno di realtà

L’entrata in vigore delle norme che richiedono il Green pass, da vaccino o in alternativa da tampone valido, anche per colf e assistenti familiari, dette e detti badanti, comporta un’assunzione di responsabilità da parte di quegli atipici datori di lavoro che sono le famiglie, insieme alle persone che prestano servizio presso di loro. Finché l’obbligo riguardava datori di lavoro convenzionali, ossia le imprese private, il sistema pubblico, le organizzazioni del Terzo settore, i cittadini e le loro famiglie potevano rimanere in un comodo ruolo di spettatori. Ora, invece, tocca a loro far rispettare le norme.
Gli obblighi di legge confermano e rafforzano l’interesse ad auto-tutelare la propria salute e in special modo quella dei componenti più fragili dei nuclei familiari. Entra anche per questa via nelle case e nella vita quotidiana quanto papa Francesco ha tante volte ribadito: siamo tutti sulla stessa barca, non possiamo salvarci da soli. Ed è illusorio credere di poter vivere sani in un mondo malato.

Leggi: Avvenire, 23/10/2021


venerdì 22 ottobre 2021
Mancano le coperture: finanziati solo 159 progetti rispetto ai 271 approvati

Come avevamo segnalato nell’articolo del 1° agosto scorso, i rischi per la mancata copertura finanziaria delle complessive 271 proposte progettuali ammesse del Programma innovativo nazionale per la Qualità dell’Abitare, sono stati confermati.
Oltre allo stanziamento ministeriale di 2,8 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e circa 20 milioni derivanti da residui 2019 e 2020, il ministro Giovannini auspica che “le Regioni e le altre amministrazioni locali riescano a trovare fondi aggiuntivi per realizzare quegli interventi che, pur avendo superato positivamente la valutazione di merito, non hanno un’adeguata copertura finanziaria”.
L’ultimazione dei lavori e la fruibilità delle opere è fissata, coerentemente con i tempi di realizzazione delle opere del PNRR, al 31 marzo 2026. L’inserimento del PINQuA nel PNRR ha determinato un accorciamento dei tempi di realizzazione degli interventi rispetto alla scadenza originaria, prevista per il 2033.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 22/10/2021


venerdì 22 ottobre 2021
Pianificare le città rispettando la salute

Con l’ Accordo Stato-Regioni del 22 settembre 2021 è stato approvato il “Documento di indirizzo per la pianificazione urbana in un’ottica di Salute Pubblica – Urban Health”.
Nella premessa viene evidenziato come, negli ultimi anni, si sia diffusa una crescente attenzione alla relazione tra salute pubblica e pianificazione urbana in grado di giocare un ruolo decisivo anche nella promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla salute.
In particolare, l’Obiettivo 11 punta a “rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resilienti e sostenibili”, nella consapevolezza che l’ambiente che ci circonda può influire drasticamente sulle nostre abitudini e stili di vita. Per questo motivo, il miglioramento dei nostri spazi vitali è un obiettivo imprescindibile entro il 2030.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 22/10/2021


giovedì 21 ottobre 2021
Dopo il Dpb. La risposta Mef all’interrogazione Pd in commissione Finanze della Camera sul caso dello sconto in fattura senza Saldo. In Parlamento è già battaglia sulla mancata proroga.

Franceschini: le facciate sono di fatto beni pubblici, siamo contro l’abolizione
La mancata proroga del bonus facciate oltre il 31 dicembre 2021, decisa dal governo martedì sera con l’approvazione del Documento programmatico di bilancio, non impedisce la possibilità di concludere i lavori già in corso – almeno nel caso dello sconto in fattura – oltre la data di fine anno, a condizione che il saldo della fattura relativa al 10% residuo da dare all’impresa sia pagato effettivamente entro il termine del 31 dicembre. Un primo chiarimento in tal senso arriva dalla risposta a una interrogazione Pd (Fragomeli, Nardi) data dal sottosegretario al Mef Freni durante il
question time in commissione Finanze della Camera. Un’interpretazione non è una norma – auspicabile nella legge di bilancio per maggiore chiarezza – ma la posizione espressa ieri dal Mef trova rispondenza nella interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 21/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
Prigionieri delle RSA – Lockdown infinito

Chiusi nelle residenze assistenziali, gli anziani oggi non muoiono di Covid. Piuttosto di solitudine e lontananza forzata dai propri cari. Un purgatorio intollerabile, nonostante varie ordinanze ministeriali permettano le visite quotidiane. Ma poche strutture le rispettano.
C’è chi non ha visto la madre per un anno, chi non ha potuto sentire il padre neppure per telefono. C’è chi ha visto la compagna spegnersi giorno dopo giorno, senza poter far niente. In tempo di pandemia le Rsa, le Residenze sanitarie assistenziali – che in Italia sono 4.629, spesso gestite da gruppi privati – hanno mostrato la loro intrinseca fragilità, chiudendosi al mondo e portando i pazienti spesso a spegnersi per sempre. «Oggi l’unica nota positiva da quando è cominciata la pandemia è che non ci sono più morti per Covid grazie alla campagna vaccinale, per il resto non ci sono buone notizie: non è cambiato nulla dal tempo del primo lockdown» esordisce Alessandro Azzoni, presidente del comitato di familiari Felicita (nato per iniziativa dei familiari del Pio Albergo Trivulzio di Milano), che ha deciso di battersi in prima persona anche per sua madre. La donna, dopo essersi ammalata di Covid nel marzo 2020, è rimasta isolata per mesi. «Da quel momento non è più la stessa. Sopravvive in uno stato catatonico, mangia con il sondino e io non posso starle vicino. Avrebbe bisogno di contatto e di affetto.

Leggi: Panorama, 20/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
La pandemia ha aumentato le difficoltà dei familiari impegnati nella cura, uno studio di Eurocarers

Lo studio condotto da Eurocarers e svolto in collaborazione con il Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento dell’IRCCS INRCA (Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani) di Ancona rileva che nell’ultimo anno le difficoltà dei caregiver informali e familiari sono aumentate. Il lavoro, finanziato dalla Commissione Europea, ha preso in esame circa 2500 caregiver informali provenienti da 16 diversi Paesi. Attraverso le risposte è stato possibile determinare l’impatto della pandemia su vari aspetti della loro vita quotidiana.
L’ISTAT (dati 2018) indica che più di 7 milioni sono le persone che in Italia si occupano dei propri familiari non più autonomi. In maggioranza sono persone che superano i 50 anni e uno su cinque è over 60. Le donne rappresentano l’80% dei caregiver. Attualmente la legislazione italiana non riconosce la figura dei caregiver familiari o informali per cui il loro ruolo sociale, pur svolgendo un lavoro di cura molto oneroso, è irrilevante. Nella Legge di Bilancio 2021, attraverso un nuovo Fondo che stanzia 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021-2023, si è iniziato a rivalutare la loro importanza all’interno della società.

Leggi: Auser, 20/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
A fine anno stop al bonus facciate. Il 110% al 2023 (villette escluse)

Prorogati per tutto il prossimo anno i crediti d’imposta ordinari su ristrutturazioni al 50% e risparmio energetico al 65%
Arrivano i chiarimenti attesi per i bonus edilizi che dovranno poi trovare un riscontro concreto nella legge di bilancio, all’esame del governo la prossima settimana. A fare le spese della selettività rivendicata dal Mef su questi sconti fiscali sarà anzitutto il credito di imposta al 90% per il
rifacimento delle facciate, che in questo momento tirava più di tutti gli altri, soprattutto nelle grandi città. Il governo è intenzionato a non prorogarlo oltre la sua scadenza del 31 dicembre 2021. L’ipotesi di una continuazione anche nel 2022 era stata presa in considerazione nei giorni scorsi, chiesta a gran voce dalle categorie economiche, ma ieri non rientrava più nel ventaglio delle misure che il governo aveva intenzione di inserire nel Documento programmatico di bilancio (Dpb) prima e nella legge di bilancio poi. Questo nonostante ancora alla riunione della cabina di regia di ieri Pd e Lega si siano fatti portatori di una richiesta di proroga con décalage, cioè con una percentuale di sconto via via più bassa.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 20/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
Blocco degli sfratti, per la Corte Costituzionale la proroga fino al 31 dicembre è legittima: “Non penalizza eccessivamente i proprietari”

I Tribunali di Trieste e Savona ritenevano che le norme sulle sospensioni, in scadenza a fine anno, non fossero costituzionali, perché più vantaggiose per il conduttore che per il locatario dell’affitto. Secondo la corte però, con l’attenuarsi della pandemia, le applicazioni della misura si sono ridotte progressivamente
La parziale proroga del blocco degli sfratti durante l’emergenza pandemica, contenuta nel “decreto Sostegni” del governo Draghi, è legittima. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale in un udienza pubblica questa mattina: le censure sulle sospensioni dei Tribunali di Trieste e Savona non sono fondate. Le contestazioni riguardavano la costituzionalità delle norme che regolano le proroghe (articolo 13, comma 13, del dl n. 183/2020 e articolo 40-quater del dl n. 41/2021, entrambi convertiti in legge) fino alla fine del 2021 per le morosità maturate durante la pandemia. L’accusa era quella di aver favorito, tramite la sospensione, i conduttori rispetto ai locatori dell’affitto.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 20/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
Sfratti: bene la sentenza della Corte Costituzionale che ha legittimato la sospensione degli sfratti per morosità incolpevole in piena pandemia

Dichiarazione dei segretari generali: Stefano Chiappelli, SUNIA; Antonio Falotico, SICET; Augusto Pascucci, UNIAT
La Corte costituzionale ha bocciato oggi le questioni sollevate dai Tribunali di Trieste e di Savona sulla legittimità costituzionale delle norme (articolo 13, comma 13, del dl n. 183/2020 e articolo 40-quater del dl n. 41/2021, che hanno fissato termini di proroga per i provvedimenti di rilascio per morosità di immobili, per l`emergenza COVID-19.
In attesa del deposito delle motivazioni l’importante sentenza fa giustizia anche delle scomposte e ripetute pressioni di chi da tempo agitava lo spauracchio della incostituzionalità.
I sindacati inquilini, che da tempo hanno rivendicato equilibrio su un tema così delicato e drammatico, esprimono soddisfazione e apprezzamento ma fanno rilevare che gli sfratti già ripresi in larga parte a luglio ed a settembre saranno tutti in esecuzione dal prossimo dicembre.
Occorre rilanciare con forza e decisione la graduazione degli sfratti e la rinegoziazione dei contratti e in tal senso facciamo appello alle Prefetture ed ai Comuni, alcuni dei quali sono usciti dall’impasse dovuto alla campagna elettorale, per l’immediata convocazione di tavoli per affrontare il problema.

Leggi: Sunia, 20/10/2021


DALLE REGIONI

martedì 26 ottobre 2021
Qualità dell’abitare: alla Sicilia 201 milioni per 8 progetti di rigenerazione urbana

Sono 8 i progetti finanziati per la Sicilia per un importo complessivo di poco più di 201 milioni di euro nell’ambito del bando “Pinqua” programma innovativo per la qualità dell’abitare. Tra i progetti, presentati da Comuni, Regioni e Aree Metropolitane, che hanno superato l’esame dell’alta Commissione 7 sono ordinari e uno pilota.
I primi sono finanziati con importi fino a 15 milioni di euro il secondo con una somma fino a 100 milioni di euro. Per Cgil e Sunia siciliani si tratta di “un’opportunità da non perdere nonostante su alcune delle proposte finanziate le perplessità siano tante, se si considerano le finalità del bando e l’esigenza complessiva di incidere sulla qualità urbana e sociale dei quartieri degradati. Ora – sottolineano i segretari generali Alfio Mannino e Giusy Milazzo- chiediamo che si apra immediatamente un’interlocuzione tra i Comuni interessati , il partneriato sociale e le comunità coinvolte. La partecipazione è infatti l’unico metodo che può garantire l’efficacia di progetti che si propongono una rigenerazione urbana sociale ed edilizia delle zone più fragili e complesse della città”. In Sicilia erano stati ammessi al finanziamento altri 15 proposte progettuali che non sono stati finanziati per mancanza di risorse. “Si tratta ora di capire – dicono Mannino e Milazzo- con quali altri fondi lo Stato o gli stessi Comuni intendono finanziare i progetti che hanno già superato una selezione”.

Leggi: Giornale di Sicilia, 26/10/2021


martedì 26 ottobre 2021
Programma “Qualità dell’abitare”: Palermo esclusa dai 200 milioni di finanziamenti

Sunia e Fillea chiedono spiegazioni al Comune sull’assenza di progetti ammessi. Tra i progetti c’era la riqualificazione di due quartieri popolari, Borgo Nuovo e Sperone
Nessun progetto per Palermo. In totale, in Sicilia, sono stati ammessi progetti per 200 milioni e 621 mila euro del programma innovativo nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua) presentati dai comuni di Catania, Trapani, Messina e Gela. Ma il capoluogo siciliano non è presente tra le città dell’isola che beneficeranno dei finanziamenti.
Il Sunia Palermo interviene per chiedere spiegazioni al Comune di Palermo sull’assenza della città dalla graduatoria. Nei giorni scorsi era intervenuta la Fillea Cgil, che oggi rincara la dose perché i chiarimenti chiesti non sono arrivati.

Leggi: Palermo Today, 26/10/2021


martedì 26 ottobre 2021
Bando Erp, uscita prevista 29 ottobre, ma le criticità sono già tante

Sembra che ormai la data sia certa. Il 29 ottobre, quindi a giorni, dovrebbe uscire, a quasi 4 anni di distanza dall’ultimo, il nuovo bando Erp del Comune di Firenze. Le date per fare domanda, secondo quanto emerge dagli uffici, comprenderebbero il periodo di tempo che va dal 29 ottobre al 28 dicembre. La domanda può essere fatta solo mediante la procedura online definita dal Comune, accessibile dal sito istituzionale dell’ente comunale. Per presentare la domanda, è necessario possedere uno dei seguenti sistemi di accesso ai servizi online: Spid, Cie/Cns, avere un’attestazione Isee valida per il 2021, accedere con le proprie credenziali al servizio online del Comune e inserire la domanda. Per quanto riguarda i requisiti per l’accesso, al possesso della cittadinanza italiana o di un regolare permesso di soggiorno per quanto riguarda i cittadini di Paesi terzi, si aggiunge la residenza anagrafica o la certificazione della sede di attività lavorativa nel comune di Firenze, oltre all’assenza di condanne penali. Ancora, il tetto per partecipare è di 16.500 euro di valore Isee, non essere proprietari di beni immobili in Italia e all’estero, non essere titolari di imbarcazioni o auoveicoli con potenza superiore a 80KW, non essere occupanti abusivi di alloggi ERP, nè essere stati oggetto di decadenza o di occupazione senza titolo. I requisiti per la partecipazione al bando devono essere posseduti da tutti i componenti del nucleo famigliare.

Leggi: Stamp Toscana, 26/10/2021


lunedì 25 ottobre 2021
Attrezzature più moderne, colori più vivaci, ma sono sempre i vecchi istituti!

«Strutture come queste richiamano esplicitamente il modello dei vecchi istituti, magari con qualche ammodernamento delle attrezzature e pareti dai colori più vivaci, luoghi che separano le persone dai normali contesti di vita»: lo dicono dal Gruppo Solidarietà, che insieme ad altre organizzazioni delle Marche sta conducendo una battaglia per il ritiro di un Decreto della propria Regione, che ha autorizzato la realizzazione di una struttura di 175 posti, residenziali e semiresidenziali, destinati a persone con disabilità, anziani non autosufficienti e con demenza, persone con disturbi psichici
Alla fine di settembre, come avevamo segnalato anche sulle nostre pagine, alcune organizzazioni delle Marche (ANGSA Marche-Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo, ACLI Marche-Associazione Cristiana Lavoratori Italiani, Fondazione Paladini di Ancona, Cooperativa Papa Giovanni XXIII di Ancona, Gruppo Solidarietà di Moie di Maiolati Spontini e UILDM Ancona-Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) avevano denunciato i contenuti di un recente Decreto della propria Regione (Decreto 48/21), che aveva autorizzato la realizzazione di una struttura con una capienza di 175 posti lesto, residenziali e semiresidenziali, destinati a persone con disabilità, anziani non autosufficienti e con demenza, persone con disturbi psichici, nel Comune di Rapagnano (Fermo).

Leggi: Superando, 28/10/2021


lunedì 25 ottobre 2021
Milano, Lamberto Bertolé: «Accesso alla casa, disagio economico e giovani», le tre priorità sociali

Parla il neoassessore al Welfare della giunta Sala, Lamberto Bertolé: «Bisogna intercettare subito i bisogni per evitare che si cronicizzino» – di Maurizio Giannattasio
Lamberto Bertolé, neoassessore al Welfare, quali sono le emergenze su cui bisogna intervenire subito?
«Ne indico tre, tutte conseguenti alla pandemia. Le nuove povertà, le persone cadute in difficoltà economica perché hanno perso il lavoro o i lavoratoripoveri che non vengono retribuiti abbastanza. La seconda emergenza riguarda la casa. A Milano c’è un problema di accesso all’abitazione molto importante. La terza, è il disagio degli adolescenti post Covid, in forte aumento e che richiede tutta la nostra attenzione».
Il Comune come intende affrontare queste emergenze?
«Mai come ora bisogna fare sistema nel modo più efficace possibile e superare il rischio di singole isole che rispondano a singoli problemi per andare a raggiungere quante più persone possibili. Dobbiamo evitare vuoti da una parte e ridondanze dall’altra. Di fronte a temi così gravi e importanti dobbiamo fare in modo che tutte le risorse vengano indirizzate verso i bisogni prioritari della realtà post pandemica. Il nostro obiettivo più ambizioso deve essere quello di accompagnare nel più breve tempo possibile le persone in difficoltà fuori dall’emergenza. Dobbiamo contrastare il rischio della cronicità».

Leggi: Corriere della Sera, 25/10/2021


venerdì 22 ottobre 2021
A Firenze aprono sportelli per la non autosufficienza

Otto sportelli per informare e sostenere anziani non autosufficienti e le loro famiglie. L’iniziativa parte dello Spi Cgil di Firenze che dalla settimana prossima, in alcune delle proprie sedi del territorio metropolitano (vedi sotto), mette a disposizione i propri volontari per offrire servizi di consulenza, assistenza, orientamento e compilazione modulistica.
Secondo le stime, gli anziani non autosufficienti over 65 in tutta la Ausl Toscana Centro, e cioè nell’area Area Fiorentina Mugello, Empolese Valdarno Inferiore, è complessivamente di circa 28mila persone di cui più di 9mila su Firenze.
A tale proposito lo Spi Cgil di Firenze aveva condotto nei mesi scorsi l’indagine “Famiglie e non autosufficienza”, mettendo in evidenza dati difficilmente contestabili: la drammatica mancanza di servizi continua a scaricarsi sulle famiglie. E c’è ancora poca informazione sui servizi e sui diritti di cui dovrebbero godere le persone affette da disabilità e i loro congiunti.

Leggi: Liberetà, 22/10/2021


IN AGENDA:

“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto

L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ha attivato, per l’autunno del 2021, due eventi ECM dal titolo “I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto”, la cui direzione è affidata al prof. Rabih Chattat ( https://www.unibo.it/sitoweb/rabih.chattat ).
Il primo evento, dal titolo “Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile” si svolgerà nella giornata del 29 ottobre (14.00-17.00). L’evento offrirà l’occasione di analizzare modelli operativi integrati di salute. Con il focus sulle indicazioni che la prospettiva psico-sociale offre, saranno discusse alcune prospettive di territorialità diffusa e compartecipata in cui lo psicologo gioca un ruolo chiave in collaborazione con le altre figure professionali.
Il secondo evento, dal titolo “Ruolo della psicologia per vivere bene con le malattie croniche: opportunità e modelli per i futuri servizi territoriali” si svolgerà nella giornata del 12 novembre (14.30-18.00). Durante l’evento saranno discusse alcune esperienze dei servizi che lavorano per garantire la possibilità di vivere bene con, e nonostante, le malattie e le condizioni di non autosufficienza. Si parlerà di etica della cura e dei processi di intervento, si discuterà della declinazione della matrice di cura e di “presa in carico” psico-sociale in ambito territoriale ed ambulatoriale, di cure primarie, e della formazione dei nuovi operatori della salute.
Di seguito il LINK ove sarà possibile iscriversi agli eventi ECM cliccando sul form di iscrizione, e scaricare la brochure di entrambi gli eventi (disponibile anche in allegato).

Leggi: Unibo


Urbanpromo – Progetti per il Paese

Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”. Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

Leggi: Urban Promo


 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Accessibilità e inclusione, due facce della stessa medaglia – di Donata Scannavini

«Bisogna innescare un circolo virtuoso – scrive Donata Scannavini, commentando un recente evento dedicato all’accessibilità, promosso dalla Regione Lombardia – per cui un modello culturale inclusivo generi progetti di spazi e luoghi fruibili e accessibili a tutti, con o senza disabilità, i quali, a loro volta, facendo incontrare le persone e creando occasioni di conoscenza e scambio reciproco, favoriscano la crescita di una cultura sempre più inclusiva»
Il 22 ottobre scorso si è svolta a Milano la prima di tre Giornate di studio per il nuovo Piano di Azione Regionale rivolto alle persone con disabilità, organizzate dalla Regione Lombardia. Scopo di questi incontri è ragionare attorno ad alcune tematiche di interesse nevralgico per le persone con disabilità, coinvolgendo i portatori d’interesse (stakeholder), ovvero le stesse persone con disabilità, gli operatori e i rappresentanti delle istituzioni, e producendo riflessioni, idee e linee guida che guideranno appunto la stesura del Piano di Azione Regionale di durata triennale, rivolto alle persone con disabilità.

Leggi: Superando


Convergenze pericolose nell’Edilizia Residenziale Pubblica – di Raffaella Saporito, Eleonora Perobelli, Francesco Vidè

L’edilizia residenziale pubblica (ERP) è il terreno di convergenza di alcune tra le questioni sociali più urgenti del contemporaneo. Molti tra i circa 2,2 milioni di residenti (Federcasa, 2021) negli alloggi popolari sono caratterizzati da più forme di fragilità, oltre che da un reddito contenuto: lavoro discontinuo e disoccupazione, scarsi livelli di istruzione, salute più incerta e accesso discontinuo alle cure, forme di solitudine affettiva, invecchiamento poco protetto e più esposto all’abbandono, forme di degrado e violenza urbana. Inevitabilmente questa complessità e disagio sociale entrano nei processi produttivi e organizzativi delle Aziende Casa, gli enti che hanno raccolto l’eredità degli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP) a seguito del processo di regionalizzazione e aziendalizzazione delle politiche della casa. Questi enti gestori stanno attraversando anni incerti, segnati dalla difficoltà di ridefinire la propria identità e missione nel sistema pubblico: non più enti di costruzione di immobili, ma nemmeno operatori di welfare a pieno titolo. Questa indeterminatezza strategica impatta in maniera irrimediabile sui sistemi di gestione: se non è chiaro il prodotto generato (muri e tetti? welfare?) rispetto a cosa si può definire la coerenza dell’azione manageriale? Come si può valutare l’efficienza e l’efficacia della gestione, se non con misure di processo, alla lunga irrilevanti?

Leggi: Welforum


Le disuguaglianze crescono, a partire da quelle in salute, fermiamo il regionalismo differenziato – di Roberto Polillo e Mara Tognetti

Mentre esprimiamo un giudizio positivo sull’entità delle risorse messe a recentemente disposizioni per il rilancio del SSN (20 miliardi in conto capitale con Il PNRR e 2 miliardi di incremento del fondo sanitario nazionale per il periodo 2022-2024) esprimiamo altrettanto forte perplessità sulla ricomparsa nell’agenda del governo della proposta di autonomia differenziata regionale
Il tema delle disuguaglianze oltre ad essere una questione di equità è innanzitutto un tema centrale per ripensare i servizi sanitari e in generale gli interventi per la salute.
Una necessità che si impone perché le disuguaglianze hanno registrato, a partire dagli ultimi decenni un incremento significativo per un concatenarsi nel tempo di fattori diversi: l’impatto economico indotto dalla grande crisi del 2008; le politiche restrittive di stampo neo-liberista che a questa hanno fatto seguito; la frammentarietà della capacità di risposta del nostro SSN verso bisogni sanitari crescenti; la diversa efficacia dei 21 sistemi sanitari regionali (SSR) che hanno compromesso l’unitarietà delle politiche della salute.
A questo si è aggiunto l’impatto determinato dalla pandemia Covid 19, le cui caratteristiche, per richiamare un concetto di Richard Horton sulla rivista The Lancet (Horton R. Offline: Covid-19 is not a pandemic. Lancet 2020; 396: 874) sono quelle della “sindemia”: una condizione in cui l’infezione e i suoi possibili esiti non sono una variabile indipendente ma, al contrario, sono strettamente collegati a situazioni cliniche preesistenti con cui interagiscono in funzione di fattori co-esistenti più ampi di natura sociale politica ed economica.

Leggi: Quotidiano Sanità


L’impatto della pandemia da Covid-19 sui caregiver informali in Europa – di Flavia Piccinini, Giovanni Lamura, Marco Socci

Come noto, uno dei gruppi di popolazione più colpiti dalla pandemia da Covid-19 ancora in corso è quello delle persone con esigenze di assistenza a lungo termine, soprattutto in età avanzata (Cacciapaglia et al., 2020), e dei loro caregiver informali (familiari, vicini o chiunque assista altre persone non autosufficienti a titolo gratuito). Mentre diversi studi hanno analizzato l’impatto della prima ondata di pandemia verificatasi nella primavera del 2020 (ad es. Kostyál et al., 2021; Tur-Sinai et al., 2021), pochissimi sono quelli che possono offrire una prospettiva transnazionale sugli effetti – forse anche più forti – della pandemia che ha avuto luogo in Europa durante l’inverno 2020-2021, quando le conseguenze della prima e delle successive ondate pandemiche potrebbero essersi accumulate nel tempo.
In tale scenario, questo articolo presenta i risultati di uno studio volto ad analizzare l’esperienza dei caregiver informali di persone anziane, fragili o con disabilità in Europa durante la crisi pandemica da COVID-19. Lo studio, supportato dalla Commissione Europea, è stato condotto dal Centro Ricerche Economico-Sociali dell’IRCSS INRCA di Ancona, in collaborazione con Eurocarers (Associazione europea a supporto dei caregiver), attraverso una survey online rivolta a caregiver informali (di 18 anni e più) che forniscono supporto e si prendono cura regolarmente (cioè non occasionalmente o temporaneamente) di una o più persone non più in grado di svolgere autonomamente una o più attività quotidiane, a causa di problemi di salute psico-fisica, disabilità o età anziana (65 anni e più).

Leggi: Welforum


Centrale Operativa Territoriale e Punto unico di accesso: quale possibile integrazione?

I Punti Unici di Accesso ai servizi (PUA) sono previsti e promossi sia nel PNRR sia nel Piano Nazionale degli interventi sociali del 2021-2023. Seppur in assenza di indicazioni coordinate tra i due percorsi normativi, considerati i finanziamenti previsti è necessario maturare la consapevolezza della fase storica di grande opportunità in cui ci troviamo per rivedere i sistemi di accesso esistenti e, ricomporli, verso la costruzione di un unico punto di accesso integrato ai servizi sanitari, sociosanitari e sociali. – di Marco Noli
Centrale Operativa Territoriale e Punto unico di accesso: quale possibile integrazione?
Il tema dell’accesso ai servizi è sempre stato presente nel dibattito sul welfare. Le Regioni hanno declinato questi gate di accesso con denominazioni e funzionalità diversificate in ordine a; target di utenza di riferimento (rivolti a tutta l’utenza o a target specifici), modalità di segnalazione (accesso diretto dei cittadini o differito), mission affidata (rispetto alle funzioni assegnate e alle modalità organizzative) assetto istituzionale (del Comune/Ambito o dell’ASL) rapporto con gli erogatori dei servizi (compresa autorizzazione o meno della prestazione) (Bellentani et al.,2008; Devastato 2008 e 2011; Fosti et al., 2015 a e b).

Leggi: I Luoghi della Cura


Cure primarie. La proposta di Agenas e Ministero. Il Distretto sarà il perno ma gli studi di Mmg e pediatri non verranno abbandonati e saranno collegati alle Case della Comunità

È pronta la nuova stesura del documento elaborato da Agenas e Ministero della Salute che disegna la nuova assistenza territoriale. Ruolo centrale sarà affidato al Distretto che avrà il compito di coordinare vari servizi tra cui le Case della Comunità hub e spoke, gli Ospedali della Comunità, le Usca, gli Hospice, gli infermieri di famiglia, le cure domiciliari e l’implementazione del Numero verde europeo 116117 per le cure non urgenti. Restano in piedi anche gli studi di medici di famiglia e pediatri. LA BOZZA
Prende sempre più forma la nuova organizzazione dell’assistenza territoriale. È infatti pronta una nuova versione del documento (vedi prima versione pubblicata da Quotidiano Sanità in estate) elaborato da Agenas e Ministero della Salute che ridisegna completamente l’assistenza primaria e “affronta le principali tematiche strettamente connesse agli interventi previsti nell’ambito della Missione 6 Component 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza”.
Perno di questo nuovo sistema sarà il distretto sanitario. Ce ne dovrà essere uno ogni 100 mila abitanti ed esso sarà il luogo “privilegiato di gestione e di coordinamento funzionale ed organizzativo della rete dei servizi sociosanitari e sanitari territoriali, centro di riferimento per l’accesso a tutti i servizi dell’ASL”.

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

Quarantena e congedi parentali: novità per persone con disabilità e familiari – di AIPD Nazionale

Noto anche come “Decreto Sicurezza Lavoro”, il Decreto Legge 146/21 (“Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”), entrato in vigore il 22 ottobre, apporta anche alcune novità a misure già introdotte, che interessano le persone con disabilità e le loro famiglie, oltreché i datori di lavoro, in relazione ai periodi trascorsi in quarantena e ai congedi parentali
Noto anche come “Decreto Sicurezza Lavoro”, il Decreto Legge 146/21 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili), entrato in vigore il 22 ottobre, apporta anche alcune novità a misure già introdotte, che interessano le persone con disabilità e le loro famiglie, oltreché i datori di lavoro.

Leggi: Superando


Covid-19: Rifinanziati i congedi parentali

L’articolo 9 del decreto fiscale (n. 146/2021), entrato in vigore il 22 ottobre, ha prolungato fino al 31 dicembre 2021, i congedi parentali straordinari Covid, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi con figli minori di 14 anni, ai quali sia stata sospesa la didattica in presenza o che siano in quarantena a causa del virus.
Il congedo è retribuito con una indennità pari al 50% della retribuzione e può essere fruito in modalità oraria e giornaliera, alternativamente da uno dei due genitori (mai negli stessi giorni), ed è coperto da contribuzione figurativa. La prestazione ha effetto retroattivo a partire dall’inizio dell’anno scolastico 2021-2022. I congedi parentali già fruiti dai lavoratori prima del 22 ottobre, data di entrata in vigore del decreto, possono essere convertiti in congedi parentali Covid.
I requisiti dell’età (under 14) e della convivenza, non si applicano per chi ha figli con disabilità grave, accertata secondo la legge 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine e grado, per i quali è stata sospesa l’attività didattica in presenza o che sono ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura.

Leggi: Inca


 Quarantena per Covid-19: torna indennizzata come malattia

La quarantena per Covid -19 torna ad essere indennizzata come malattia. Trovata la copertura finanziaria nel decreto legge fisco-lavoro, n. 146/2021, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che stanzia i fondi per garantire questa prestazione fino al 31 dicembre.
Il provvedimento, modificando in parte l’articolo 26, comma 5 del decreto legge Cura Italia (n. 18 del marzo 2020) riguarda sia i dipendenti del settore privato, sia i lavoratori fragili del settore pubblico e privato, che non possono svolgere l’attività in smart working.
Con il nuovo decreto, già in vigore da ieri, per chi si trovi in quarantena con sorveglianza attiva e permanenza domiciliare, l’Inps torna, quindi, a farsi carico del costo integrale dell’indennità di malattia, così come era stato chiesto dai sindacati, preoccupati del venir meno di questa tutela, dopo la pubblicazione del messaggio Inps n. 2842 del 6 agosto scorso, nel quale l’Istituto avvertiva che, in assenza di rifinanziamento della malattia per quarantena, i lavoratori in queste situazioni avrebbero dovuto addirittura restituire le indennità già corrisposte.

Leggi: Inca


Sussidio mensile per i genitori disoccupati con figli disabili

Con il decreto interministeriale dell’11 ottobre 2021 sono stati individuati i soggetti destinatari del contributo economico previsto per i genitori disoccupati o monoreddito con figli disabili a carico, aventi un handicap non inferiore al 60%; contributo introdotto nella legge di Bilancio 2021 (n. 178 del 30 dicembre 2020, all’art. 1 commi 365 e 366). Per il riconoscimento del beneficio, il genitore richiedente deve risultare privo di impiego o avere un reddito da lavoro dipendente annuo non superiore 8.145 euro, oppure 4.800 euro, se è lavoratore autonomo.
Secondo le indicazioni contenute nel provvedimento, per genitore monoreddito si intende chi ricava tutto il proprio reddito esclusivamente dall’attività lavorata, sia pure prestata a favore di una pluralità di datori di lavoro o sia percettore di un trattamento pensionistico previdenziale. Si prescinde, in ogni caso, dall’eventuale proprietà della casa di abitazione. La misura di sostegno è concessa per il 2021, il 2022 e il 2023.
L’importo è di 150 euro mensili ed è riconosciuto a partire da gennaio 2021 e per l’intera annualità. Aumenta a 300 e a 500 euro mensili se il genitore ha due o più figli a carico con una disabilità non inferiore al 60%.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 19 ottobre 2021
Pensioni, a che punto siamo?

I lunghi mesi della pandemia hanno spostato l’attenzione del sindacato su altri temi, tuttavia la questione previdenziale resta il cuore delle rivendicazioni di Cgil, Cisl e Uil. I nodi da sciogliere di questa materia complessa e controversa sono ancora molti. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e di vedere quali sono i temi sui quali in autunno sarà necessario far ripartire il confronto con il governo.
La crisi determinata dalla pandemia ha lasciato sul campo nuove disuguaglianze e ha acuito quelle che già mordevano drammaticamente il nostro paese. Nell’ultimo anno e mezzo i sindacati hanno focalizzato la propria attenzione sulla tutela dei posti di lavoro, insistendo sulla riforma degli ammortizzatori sociali, come sul blocco dei licenziamenti, nel tentativo di arginare le conseguenze più dure di una crisi senza precedenti.
La questione previdenziale è rimasta in disparte ma non è affatto sparita. La tutela delle pensioni per chi è già in pensione da una parte, e la revisione della legge Fornero e dei meccanismi di pensionamento per chi ancora lavora, dall’altra, restano il cuore delle rivendicazioni che Cgil, Cisl e Uil intendono continuare a portare avanti nei prossimi mesi.
Quali sono i nodi da sciogliere? Facciamo il punto, per portare un po’ di chiarezza in una materia complessa. Partiamo da chi è già in pensione.

Leggi: Liberetà, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Green pass obbligatorio per colf e badanti: sanzioni, controlli e vaccini validi

Le colf e le badanti che non hanno il green pass non possono lavorare. Dopo giorni di consultazioni tra i vari ministeri, il governo chiarisce l’interpretazione delle norme che riguardano il lavoro domestico. E specifica che anche chi svolge lavoro domestico a tempo pieno sarà costretto a lasciare l’alloggio. Il rischio: multe e sanzioni identiche a quelle previste per tutti gli altri lavoratori privati. Una precisazione resa necessaria soprattutto a fronte del rifiuto di alcuni collaboratori domestici che pretendevano di continuare a svolgere le proprie mansioni pur non essendo vaccinati oppure senza essersi sottoposti a tampone.
Sono le Faq (risposte a domande frequenti) pubblicate sul sito del governo a fornire le indicazioni su questo tipo di rapporto di lavoro dipendente. E arrivano nel giorno in cui l’Inps registra una nuova impennata di assenze per malattia: dal giorno di entrata in vigore dell’ obbligo di certificazione verde, il 15 ottobre scorso, sono arrivati 152.780 certificati di malattia con un aumento del 14,6%.

Leggi: Corriere della Sera, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Casa, Istat: 245.240 atti di compravendita nel quarto trimestre del 2020 (+3,2%)

Il 94,2% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (231.100), il 5,4% quelle a uso economico (13.276) e lo 0,4% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (864)
Nel IV trimestre 2020 sono 245.240 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari. Lo comunica l’Istat.
Le compravendite aumentano del 3,2% rispetto al trimestre precedente e del 4,9% su base annua. In concomitanza delle misure adottate per il contenimento del Covid-19, nei primi sei mesi del 2020 si registra un forte calo delle compravendite. Segue una ripresa nei mesi estivi, a seguito del graduale allentamento di tali misure. Seppure con intensità diverse, la ripresa, sia congiunturale che su base annua, prosegue nell’ultimo trimestre.
Il 94,2% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (231.100), il 5,4% quelle a uso economico (13.276) e lo 0,4% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (864).

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Imparare con un gioco da tavolo, la nuova frontiera per gli operatori delle residenze per anziani

Trasmettere conoscenze in un’atmosfera rilassata, conoscersi a vicenda, costruire relazioni. Il progetto europeo Gamlec è partito dall’analisi dei bisogni degli anziani non autosufficienti per elaborare un gioco da tavolo di formazione dedicato a operatori e caregiver
Il gioco da tavolo per la formazione delle figure professionali e dei caregiver che si occupano di anziani non autosufficienti. È l’idea alla base del progetto europeo Gamlec – Gaming for Mutual Learning in Elder Care che coinvolge Italia, Germania, Lituania e Paesi Bassi e che, partito nel 2019, è oggi nella fase conclusiva. Partner per l’Italia sono Asp Città di Bologna e la cooperativa sociale Cadiai che domani, in un evento che si svolgerà all’Arci Benassi di via Cavina, descriveranno le diverse fasi del progetto raccontando le esperienze pilota di alcune strutture del bolognese e organizzando una vera e propria sessione di gioco alla quale potrà partecipare – previa iscrizione – chiunque sia interessato.
Il principio da cui l’intero progetto parte è che il gioco può essere utilizzato per trasmettere conoscenze e competenze in un’atmosfera rilassata e allegra. Il gioco da tavolo, in particolare, può diventare in questo modo un vero e proprio “incontro” delle diverse parti interessate e uno strumento per conoscersi a vicenda e costruire relazioni con il risultato di migliorare la comunicazione, la comprensione reciproca e la cooperazione.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


lunedì 18 ottobre 2021
Housing first, in Italia mille persone accolte: “Dal Pnrr nuovi finanziamenti”

All’Homeless more rights festival di Bologna, Caterina Cortese di fio.PSD racconta l’approccio per contrastare la grave emarginazione adulta che dà una casa a chi vive in strada, senza passare per il dormitorio. “Oggi l’housing first è attivo in 52 città italiane: nel Piano del governo 250 progetti finanziati”
Circa mille persone accolte, progetti attivi in 52 città italiane, con una percentuale di persone che abbandonano il programma pari solo al 7 per cento, e un utente su tre che ottiene la residenza e il reddito di cittadinanza. Sono i dati dell’housing first in Italia, riportati da Caterina Cortese, responsabile dell’area Studio, ricerca e promozione culturale della fio.PSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora), che è intervenuta a Bologna all’Homeless more rights festival organizzato da Avvocato di strada.
L’housing first è uno degli approcci più innovativi per contrastare la grave marginalità adulta, e consiste nel dare alle persone senza dimora l’opportunità di entrare in un appartamento autonomo senza passare dal dormitorio, con il supporto di una equipe di operatori sociali direttamente in casa. “Nel nostro paese si sta puntando sempre di più sull’housing first, e recentemente si sono aperti nuovi progetti anche in alcune piccole città, che stanno individuando sul mercato immobiliare appartamenti adatti a questo tipo di programma – racconta Cortese –. Questo è un segno di un cambio di passo: il governo sta investendo sempre di più sulle politiche abitative, e l’housing first fa parte di queste. Nel Pnrr, ad esempio, vengono finanziati oltre 250 progetti di housing first, con un investimento di circa 250 milioni di euro”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/10/2021


sabato 16 ottobre 2021
Caritas Italiana: “Cresce la povertà e si allontanano gli obiettivi dell’Agenda 2030”

Presentato oggi il ventesimo Rapporto sulla povertà dal titolo “Oltre l’ostacolo”. 25 anni fa il primo rapporto Caritas sulla povertà assoluta. “L’emergenza sanitaria ha colpito duramente il tessuto sociale ed economico. Solo in Italia si contano oltre un milione di poveri assoluti in più rispetto al pre-pandemia”
Cresce la povertà assoluta in Italia e si allontanano così molti degli obiettivi dell’Agenda 2030 di Sviluppo sostenibile delle Nazioni unite. A tracciare un quadro aggiornato della povertà in Italia è il Rapporto 2021 di Caritas Italiana dal titolo “Oltre l’ostacolo” pubblicato oggi online. Il rapporto – che giunge a 25 anni dalla sua prima edizione – “si cala in un momento cruciale della vita del nostro Paese, ancora alle prese con la persistenza di un’emergenza sanitaria che ha colpito duramente il tessuto sociale ed economico, evidenziando tuttavia grandi esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e privati”, si legge nel testo.
A decretare l’allontanamento dagli obiettivi dell’Agenda 2030, un rapporto delle Nazioni unite, secondo cui il Covid-19 ha di fatto rallentato a livello globale i progressi per il raggiungimento di gran parte dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. “Sul fronte della povertà e della disuguaglianza – spiega la Caritas – , le persone in povertà estrema passano da 119 a 124 milioni; in un anno il tasso di individui sotto la soglia di povertà estrema sale così dall’8,4% al 9,5%. Non si registrava un aumento in tal senso dal 1998, attestano le Nazioni unite”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/10/2021


venerdì 15 ottobre 2021
In Italia vi sono 2,7 milioni di anziani in gravi difficoltà

Al termine dei lavori di un anno, la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, istituita dal ministro Speranza, ha messo a punto la “Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società” denunciando che su una popolazione di riferimento composta da circa 6,9 milioni di over 75, oltre 2,7 milioni di individui presentano gravi difficoltà motorie, comorbilità, compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane di cura della persona e nelle attività strumentali della vita quotidiana. Tra questi, 1,2 milioni di anziani dichiarano di non poter contare su un aiuto adeguato alle proprie necessità.
In sostanza, pur riconoscendo l’ampio lavoro svolto dalla Commissione, potremmo dire che non è stato rivelato nulla di nuovo.
Il documento, lo ricordo, è stato presentato il primo settembre al Presidente Mario Draghi da Monsignor Vincenzo Paglia, già consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio ed ex vescovo di Terni-Narni-Amelia, e da alcuni anni presidente della Pontifica accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio per le scienze del matrimonio e della famiglia, che presiede la Commissione.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 15/10/2021


giovedì 14 ottobre 2021
Vaccino antinfluenzale 2021/2022: quando e dove fare, costo e per chi è gratis

Campagna vaccinale antinfluenzale 2021/2022 al via a ottobre, il vaccino si potrà fare anche in farmacia. Quanto costa, per chi è gratis, quando è raccomandato e terza dose Covid: le cose da sapere.
Vaccino antinfluenzale 2021/2022: quando e dove fare, costo e per chi è gratis
Mentre l’Italia va verso la somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid per i soggetti con sistema immunitario compromesso e gli anziani, si avvicina anche la stagione del vaccino antinfluenzale 2021-2022.
Storicamente il vaccino contro l’influenza è raccomandato per i bambini, le persone fragili e gli anziani. Quest’anno le due campagne vaccinali, contro l’influenza e contro il Covid-19, “rischiano” di coincidere, e non mancano i dubbi sulla sicurezza, i rischi e i possibili effetti collaterali causati dalle due iniezioni fatte a distanza di poco tempo.
Un’altra novità di quest’anno riguarda la possibilità di fare il vaccino antinfluenzale in farmacia. Qui di seguito tutte le informazioni utili in attesa che parta la campagna vaccinale contro l’influenza: quando inizia e dove si fa, chi deve fare il vaccino, per chi è gratis, quanto costa e come si procederà con il vaccino e la terza dose anti-Covid.
Vaccino influenza 2021-2022: quando si deve fare
Ad aprile il Ministero della Salute ha emanato la circolare con le raccomandazioni per la stagione del vaccino antinfluenzale 2021-2022.

Leggi: Money, 14/10/2021


giovedì 14 ottobre 2021
“Non solo case di riposo”. Vinicio Albanesi: tutelare la vita in tutte le sue fasi

Ispirato dalla pubblicazione di Vinicio Albanesi “Anziani deportati”, il “Centro Dott. E. Caravaggio” organizza il 16 ottobre “Non solo case di riposo”, un confronto sul tema del benessere delle persone anziane. Albanesi: “Negare la ghettizzazione e gli interventi inadeguati del sistema esistente significa sacrificare vite, senza averne titolo”
“I nostri cari hanno diritto a godere della memoria della loro vita. Hanno offerto a noi il benessere di cui godiamo; restituire quanto ricevuto è dovere”. Ad aprile del 2020 in piena emergenza coronavirus, Vinicio Albanesi (presidente della Comunità di Capodarco) pubblica per la testata Redattore Sociale, “Senza volerlo abbiamo progettato la ‘deportazione’ di chi è vecchio”. È l’inizio di una profonda riflessione sui meccanismi dedicati all’ultimo tratto di vita dei nostri anziani che, scrive: “non possono restare anonimi, meccanici, disumani”. La grave crisi che ha colpito le Residenze sanitarie assistenziali durante la pandemia offre così l’occasione per ripensare alle scelte fatte. “L’epidemia, con le migliaia di morti dentro le Rsa, ha mostrato chiaramente – argomenta Albanesi – i limiti terapeutici ed esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere: occorre cambiare approccio, senza far prevalere la logica del risparmio”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/10/2021


mercoledì 13 ottobre 2021
“Siamo tutti caregiver (o lo diventeremo)”: FamilyHelp aiuta chi si prende cura

Voice assistant, app e intelligenza artificiale si uniscono nella soluzione presentata allo Smau dalla startup emiliana eDialog, che sarà immessa sul mercato dalla primavera 2022: un modo per prendersi cura degli anziani e non solo, anche da remoto
Si chiama “FamilyHelp.AI” e aiuterà i caregiver a prendersi cura dei propri anziani o familiari con disabilità, anche da remoto. L’ha sviluppata e presentata in anteprima allo Smau Milano 2021, in attesa che sbarchi sul mercato la prossima primavera, la startup emiliana eDialog, fondata nel febbraio 2021 da Enrico Paccini e Stefano Ubaldi. Dalla sede di Fidenza hanno scelto di focalizzare la propria attività di ricerca sullo studio di soluzioni innovative per il superamento delle barriere architettoniche digitali, utilizzando la voce come principale strumento di dialogo con i dispositivi.
“Nella vita siamo o saremo tutti caregiver. Forse in futuro ne avremo anche necessità – dichiara Enrico Paccini, Ceo e co-founder di eDialog nonché ideatore del progetto – Questa semplice riflessione, frutto della difficile fase pandemica, ci ha spinto ad utilizzare l’intelligenza artificiale al servizio della persona per creare un rapporto empatico con chi ha bisogno, eliminando le barriere architettoniche digitali attraverso lo smart speaker. La tecnologia sviluppata per l’applicativo, che arriverà sul mercato nella primavera 2022, si rivolge ad aziende operative a vari livelli nell’ambito dell’assistenza domiciliare, con personalizzazioni legate alle diverse esigenze e patologie”.

Leggi: Redattore Sociale, 13/10/2021


martedì 12 ottobre 2021
Riforma del Catasto: oltre la metà degli italiani la approva

La riforma del catasto, ormai da giorni, scalda e spesso divide il dibattito pubblico. Per capire meglio cosa ne pensano i cittadini italiani, Facile.it ha commissionato un’indagine agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione, il più
possibile coinvolto e interessato alla questione: un totale di 1.010 persone di età compresa fra i 18 e i 74 anni, residenti sull’interno territorio nazionale, proprietari di immobili o intenzionati ad un acquisto nei prossimi 12 mesi.
Il 57% è d’accordo
È emerso che oltre un proprietario su due (con esattezza il 57%) è d’accordo con la riforma. Un dato che aumenta andando a nord-ovest, con un picco del 63,1%. Questo significa che la maggior parte di coloro che possiedono un immobile vede positivamente un intervento sul catasto. Al contrario, a dichiararsi apertamente scettico è solo il 16,3% ma sono ancora molte le persone che non hanno le idee chiare a riguardo (26,7%).
Le ragioni dei favorevoli

Leggi: Corriere della Sera, 12/10/2021


martedì 12 ottobre 2021
«Bonus edilizi decisivi per la crescita del Pil: avanti così fino al 2023»

Buia (Ance). «Il governo non danneggi imprese e famiglie, poi servirà un piano. Il 110% ha ridotto la CO2 di 6mila condomini in un anno, prima erano mille in sei anni»
«L’assenza di chiarezza sulle intenzioni del governo di prorogare o meno i bonus edilizi danneggia gravemente le imprese che non possono programmare e sono costrette a rinunciare a lavori o a concentrarli in spazi di tempo ristrettissimi, in una fase in cui è già difficile trovare materie prime
come per esempio l’acciaio per i ponteggi. L’incertezza rallenta i lavori programmati dai cittadini e finirà per produrre un freno anche alla crescita del Pil, cui in questa fase sta dando un forte contributo attivo anche l’edilizia. Servono risposte urgenti, non sappiamo se fra due mesi e mezzo si
potrà ancora beneficiare delle agevolazioni attuali, e vediamo invece una confusione che cresce, con posizioni e rapporti che arrivano da ambienti di governo e mettono addirittura in discussione l’apporto positivo che il Superbonus sta dando agli obiettivi ambientali e all’abbattimento delle emissioni».
Il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, invoca da mesi una risposta del governo, chiara e netta, sul Superbonus, sul bonus facciate e sugli altri crediti di imposta in favore dei cittadini che eseguono i lavori in casa o nei condomini.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 12/10/2021


lunedì 4 ottobre 2021
Affitti brevi: passo positivo la banca dati ma per le regole occorrono poteri ai comuni per difendere l’identità delle città e tutelare le locazioni di durata

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, Segretario generale SUNIA
Il Decreto attuativo del Dl 34/2019 (Decreto Crescita) firmato dal Ministro del Turismo, ora in attesa di registrazione della Corte dei Conti e successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, nei
prossimi mesi dovrà essere concretamente applicato, e può indubbiamente rappresentare un parziale e limitato elemento di controllo e freno all’evasione fiscale nel settore delle locazioni brevi turistiche, che stanno riprendendo nelle nostre città d’arte e turistiche dopo la forzata pausa legata all’emergenza covid 19.
Permangono tuttavia i nostri dubbi e perplessità, più volte evidenziate a Governo e Parlamento anche in sede di conversione in legge del “Decreto Crescita” e della Legge di Bilancio 2021, riguardo al contesto normativo che fino ad oggi regola il settore con il conseguente beneficio fiscale della cedolare secca per chiunque e in qualsiasi Comune utilizza questi contratti per l’affitto con locazione breve di non oltre 4 alloggi.

Leggi: Sunia, 04/10/2021


DALLE REGIONI:

martedì 19 ottobre 2021
Anziani, over 60 il 23% dei lombardi (2 milioni): rete Auser da 6.189 volontari

Si è aperto oggi a Milano il decimo congresso di Auser Lombardia per l’insediamento della nuova presidenza. Primo punto ad essere rimarcato: la costanza nelle attività di assistenza agli anziani, a prevalenza femminile, anche durante la pandemia
In Lombardia gli over 60 sono oltre 2 milioni, circa il 23% della popolazione. Un dato Istat del 2020 che restituisce l’importanza dei lavoro dei volontari per assistere gli anziani. Con questa certezza si è aperto oggi a Milano il decimo congresso di Auser Lombardia per l’insediamento della nuova presidenza.
Il primo punto ad essere stato rimarcato è la costanza nelle attività di assistenza agli anziani- a prevalenza femminile- anche durante la pandemia. Solo nel 2020 Auser Lombardia contava 64.390 soci e 6.189 volontari e le donne costituivano rispettivamente il 60% e il 49%.
Sono stati investiti 173.900 euro dall’organizzazione regionale a supporto di una rete che conta 14 comprensori, 430 associazioni locali affiliate e almeno 13 progetti attivi.
“È necessario dare vita ad un sistema di welfare che intervenga su servizi specializzati e domiciliari. Fondamentale è il rafforzamento delle cure territoriali”, dichiara la presidente regionale uscente di Auser Lombardia Ersilia Brambilla, sottolineando come sempre secondo l’Istat nel 2020 si sia rilevato che un anziano su tre vive da solo nella regione.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Anziani soli e meno capaci di muoversi: a Bologna “peggiorano”

Una nuova ricerca condotta dalla Fondazione Generazioni della Cisl, che ha distribuito una serie di questionari nei mesi scorsi, durante la seconda ondata della pandemia, conferma la condizione di fragilità diffusa degli anziani a Bologna
Sempre più soli e con maggiori difficoltà a muoversi, in particolare a uscire di casa, dove spesso sono presenti barriere architettoniche. Difficoltà che in media per quasi uno su due sono peggiorate nell’ultimo anno, anche a causa della pandemia. Si conferma così la condizione di fragilità diffusa degli anziani a Bologna, secondo una nuova ricerca condotta dalla Fondazione Generazioni della Cisl, che ha distribuito una serie di questionari nei mesi scorsi, durante la seconda ondata della pandemia. “Questa ricerca è un utile biglietto da visita per la Cisl nei confronti del nuovo sindaco di Bologna e della sua Giunta, come contributo del sindacato per il lavoro dei prossimi cinque anni”, manda a dire il presidente della Fondazione, Sergio Palmieri.
Su 382 risposte ottenute dalla Cisl, dunque, sono 307 gli anziani che hanno dichiarato di essere in condizione di fragilità: il 57% è donna, metà hanno tra gli 81 e 90 anni, uno su tre vive in città e due su cinque sono anziani soli, mentre tra chi ha un convivente, nel 77% dei casi si tratta del coniuge. Tre su 10 hanno anche un animale domestico. Il 51% degli intervistati ha un reddito tra i 15mila e i 28mila euro annui, ma c’è anche un 29% che rimane sotto la soglia dei 15mila euro. Un terzo può contare sull’indennità di accompagnamento, mentre il 15% ha a disposizione il servizio di assistenza domiciliare. Il 48% ha però pagato di tasca propria (fino a 500 euro all’anno) per prestazioni extra, mentre il 40% è arrivato a spenderne fino a 2.500. Quasi nessuno però ha una mutua o una polizza sanitaria privata.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Bologna, il demografo: cambi forma, realizzare la “città dei 15 minuti”

La ricetta per il futuro del capoluogo emiliano del demografo Gianluigi Bovini, intervenuto questa mattina al convegno della Fondazione Generazioni della Cisl di Bologna per la presentazione di una ricerca sulla condizione degli anziani nell’area metropolitana
Potenziare i servizi educativi, sociali e sanitari sotto le Due torri potrebbe non bastare se non si mette mano al disegno complessivo di Bologna, puntando a realizzare nel concreto la ‘città dei 15 minuti’. E’ la ricetta per il futuro del capoluogo emiliano del demografo Gianluigi Bovini, intervenuto questa mattina al convegno della Fondazione Generazioni della Cisl di Bologna per la presentazione di una ricerca sulla condizione degli anziani nell’area metropolitana.
“Occorre avviare una riflessione sulla forma urbana della città- sostiene il demografo- che sia coerente con la longevità e l’infanzia. Le città, compresa Bologna, non sono pensate né per i bambini né per gli anziani, ma solo per chi lavora e per chi consuma. Così facendo però abbiamo escluso la metà della popolazione”. Serve dunque “avviare una riflessione anche urbanistica sulla città- insiste Bovini- occorre darle una forma diversa. Dobbiamo prendere ognuna delle 18 zone di Bologna e verificare concretamente e con pragmatismo come si applica il concetto della “città dei 15 minuti”, in modo che ogni cittadino abbia tutti i servizi essenziali, fisici ma anche digitali, a una distanza massima di 15 minuti a piedi. Questa è una visione della città coerente con la longevità e l’infanzia- afferma il demografo- dobbiamo cambiare radicalmente il modo in cui ci spostiamo, perché l’unico spostamento che non inquina è quello che non viene effettuato”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Welfare Bologna, Zamagni: basta la dicotomia Ausl-Comune, fondere i servizi

“Assistenza domiciliare anziani, serve un’azione unica sociale e sanitaria”. La lezione dell’economista Stefano Zamagni, intervenuto questa mattina al convegno organizzato dalla Fondazione Generazioni della Cisl di Bologna
Fondere in un unico servizio a domicilio dedicato agli anziani sia l’assistenza sanitaria dell’Ausl sia quella sociale del Comune, superando l’attuale “dicotomia” di un modello che “non regge più”. E’ la lezione dell’economista Stefano Zamagni, intervenuto questa mattina al convegno organizzato dalla Fondazione Generazioni della Cisl di Bologna. Parole, quelle che Zamagni pronuncia in generale, che potrebbero essere anche come una sollecitazione alla nuova Giunta del neosindaco Matteo Lepore, presentata proprio ieri alla stampa. “Non serve un approccio assistenzialistico- avverte Zamagni- perché il tema dell’anzianità è trasversale e incrocia tutti gli altri temi. Il modello attuale prevede da un lato l’assistenza domiciliare sanitaria e dall’altra i servizi sociali. Ma questo è un modello che non regge più, e non capisco perché nessuno se ne renda conto”.
Nel Pnrr, sottolinea l’economista, “ci sono sette miliardi di euro, ma sono tutti per rafforzare l’assistenza domiciliare sanitaria. Se invece vogliamo innovare, dobbiamo farlo nella direzione giusta. Basta con questa dicotomia tra i servizi dell’Ausl e quelli del Comune, serve un approccio integrato fondendo i due servizi e aprendo al terzo settore..

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


lunedì 18 ottobre 2021
Palermo. Sblocco degli sfratti, è allarme. Aperto tavolo di confronto tra i sindacati degli inquilini di Palermo, Sunia, Sicet, Uniat e il prefetto Forlani. “Si rischia una stagione di grave disagio sociale”

Aperto il tavolo di confronto in Prefettura sul tema degli sfratti, bloccati durante la pandemia, e tornati a gravare sulle famiglie più disagiate dal 30 settembre.
Oggi i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat hanno incontrato il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani per esprimere la loro preoccupazione per la scadenza dei termini normativi di blocco degli sfratti e per quello che potrà comportare per chi vive in condizioni abitative precarie a Palermo.
L’incontro si è svolto in un clima di “cordialità e rispetto”.
“Il confronto è stato sollecitato al Prefetto dai sindacati della casa per concordare degli interventi per fronteggiare l’emergenza.
Chiedevamo fosse convocata assieme a noi l’amministrazione comunale, che non si è presentata – dichiarano i segretari di Sunia, Sicet e Uniat Palermo Zaher Darwish, Mario Bommarito e Giovanni Sardo – Abbiamo lanciato l’allarme perché il rischio che si prospetta, nella stagione prossima, è di un aumento esponenziale degli sfratti nella città di Palermo. Un tema che se non affrontato con celerità e immediatezza rischia di sfociare in un dramma sociale”.

Leggi: Sunia, 18/10/2021


IN AGENDA:

29.10.2021 – “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile

L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ha attivato, per l’autunno del 2021, due eventi ECM dal titolo “I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto”, la cui direzione è affidata al prof. Rabih Chattat ( https://www.unibo.it/sitoweb/rabih.chattat ).
Il primo evento, dal titolo “Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile” si svolgerà nella giornata del 29 ottobre (14.00-17.00). L’evento offrirà l’occasione di analizzare modelli operativi integrati di salute. Con il focus sulle indicazioni che la prospettiva psico-sociale offre, saranno discusse alcune prospettive di territorialità diffusa e compartecipata in cui lo psicologo gioca un ruolo chiave in collaborazione con le altre figure professionali.
Il secondo evento, dal titolo “Ruolo della psicologia per vivere bene con le malattie croniche: opportunità e modelli per i futuri servizi territoriali” si svolgerà nella giornata del 12 novembre (14.30-18.00). Durante l’evento saranno discusse alcune esperienze dei servizi che lavorano per garantire la possibilità di vivere bene con, e nonostante, le malattie e le condizioni di non autosufficienza. Si parlerà di etica della cura e dei processi di intervento, si discuterà della declinazione della matrice di cura e di “presa in carico” psico-sociale in ambito territoriale ed ambulatoriale, di cure primarie, e della formazione dei nuovi operatori della salute.
Di seguito il LINK ove sarà possibile iscriversi agli eventi ECM cliccando sul form di iscrizione, e scaricare la brochure di entrambi gli eventi (disponibile anche in allegato).
https://site.unibo.it/gripidem/it/progetti-formazione/ecmsalute01


Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”

Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

Leggi: Urbanpromo


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

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Forum non autosufficienza – 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Un laboratorio senza tempo – di Paolo Andruccioli e Cavide Colella

Torniamo a parlare di Sociotechlab, il progetto avviato da alcuni mesi dallo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil in collaborazione con prestigiosi istituti di ricerca tecnologica italiani. L’analisi dei bisogni delle persone che superano la soglia della vecchiaia, per progettare ausili per i più fragili
C’è un’età che definisce la vecchiaia? Qual è il momento in cui si diventa davvero anziani in Italia, oltre quello che ci dicono le regole sulla flessibilità in uscita dal mercato del lavoro? Per l’Istat il numero fatidico è il 75. Su questo fatto a quanto pare incontrovertibile l’ultima indagine demografica dell’Istituto nazionale di statistica, è chiara: nella fascia di età 65-74 anni, gli italiani godono di una salute generalmente migliore rispetto al resto d’Europa, in particolare per quanto riguarda le patologie croniche. Oggi a 65 anni hanno un’aspettativa di vita più alta di un anno rispetto alla media europea (18,9 anni per gli uomini e 22,2 per le donne nel 2015).
Il numero magico
C’è però un momento di passaggio. Dai 75 anni in poi le condizioni di salute cominciano decisamente a peggiorare. Le persone sono più sofferenti a causa di qualche malattia cronica e di dolori fisici che ne limitano la qualità della vita. Un anziano su due soffre di una malattia cronica. Se questa è la soglia, molto diverso è il discorso sul “che fare” per migliorare la vita delle persone anziane e per accompagnare l’epoca dell’invecchiamento attivo.

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I bisogni degli anziani – di Susanna Felicetti e Stefano Casini

Conoscere le esigenze degli anziani e comprendere come soddisfarle è necessario, non solo per garantire loro e alle loro famiglie adeguate condizioni di vita, ma anche per non gravare eccessivamente sull’intera collettività
Le esigenze di ciascuno cambiano in modo continuo nel corso della vita; cambiano sulla base del livello di istruzione, delle competenze acquisite, del tipo di attività che si svolge o che si è svolto, ma cambiano anche sulla base dei luoghi della propria residenza, della famiglia di appartenenza. Ed ovviamente del reddito. E se nella fase iniziale della vita una parte importante delle esigenze è orientata verso la formazione delle competenze (messe poi a frutto nel corso dell’attività lavorativa), nel corso della terza età i bisogni tendono – sempre più col passare del tempo – a concentrarsi su questioni più legate alla cura e all’assistenza.
Una scelta per la collettività
Conoscere le esigenze degli anziani e comprendere come soddisfarle è necessario non solo per garantire loro e alle loro famiglie adeguate condizioni di vita, ma anche per non gravare eccessivamente sull’intera collettività visto che il peso che nei prossimi anni avranno soprattutto i grandi anziani richiederà che una quota crescente delle entrate pubbliche venga loro destinata. Comprendere i bisogni della terza età, cercando di proiettarli in un futuro caratterizzato da un invecchiamento crescente, ma anche da un’intensa evoluzione tecnologica, è quindi assolutamente strategico. Nella terza età, rispetto alle altre fasi della vita, più che la tipologia di bisogni da soddisfare, cambia il modo con cui vengono affrontati e vissuti e cambia l’incidenza delle diverse componenti.

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La salute alla soglia della vecchiaia – di Cristina Basili

Nella fascia di età 65-74 anni gli italiani godono di una salute generalmente migliore rispetto al resto d’Europa. Dai 75 anni in poi gli anziani vivono, però, in condizioni di salute decisamente peggiori, sono più sofferenti a causa di qualche malattia cronica e con dolori fisici che ne limitano la qualità della vita. Uno su due soffre di una malattia cronica
Il reddito, il livello di istruzione, l’attività lavorativa svolta, la famiglia di appartenenza, il luogo di residenza condizionano i bisogni degli anziani, come quelli delle altre fasi della vita. Sarebbe però un errore considerare la cosiddetta “terza età” come una categoria unica, gli over 65 sono persone molto diverse tra di loro e di conseguenza hanno bisogni molto diversi. Si parla, infatti, sia di persone ancora molto attive, alcune delle quali continuano a svolgere un’attività lavorativa e di ultranovantenni per i quali il rischio di cadere in una situazione di non autosufficienza è molto elevato. Vero è che con il crescere dell’età aumentano le esigenze legate alla cura e all’assistenza.
Il record italiano
L’Italia è uno dei paesi più longevi al mondo (con 83,1 anni, nel 2017 si confermava al secondo posto per speranza di vita alla nascita nell’UE-28) ma è altrettanto vero che vi è una soglia oltre la quale lo stato di salute -e più in generale il livello di benessere- dei nostri anziani peggiora anche rispetto a quelli degli altri paesi europei. Soglia che si colloca attorno ai 75 anni come emerge chiaramente nell’ultima indagine Istat “Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell’Unione Europea”. Nella fascia di età 65-74 anni, gli italiani godono di una salute generalmente migliore rispetto al resto d’Europa, in particolare per quanto riguarda le patologie croniche. Senza contare che a 65 anni hanno un’aspettativa di vita più alta di un anno rispetto alla media europea (18,9 anni per gli uomini e 22,2 per le donne nel 2015).

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Risorse per il welfare in bilico – Tra interventi Covid, PNRR, manovre di bilancio e piani settoriali – di Laura Pelliccia

Rispetto alle anticipazioni diffuse a primavera sulle scelte di fondo del Governo in materia di interventi finanziati attraverso il PNRR e delle riforme ad esso collegate, nel corso dell’estate, per effetto della pubblicazione di altri documenti istituzionali sul tema, il quadro informativo sul Recovery Plan si è arricchito di nuovi dettagli. Ad esempio, sono stati ufficializzati gli elenchi degli obiettivi intermedi e finali che condizioneranno l’erogazione dei finanziamenti, sono stati individuati i cronoprogrammi per l’erogazione dei fondi, sono state precisate le metodologie con cui sono stati stimati i costi degli interventi finanziati dal PNRR.
Questo processo si interseca necessariamente con i più ampi meccanismi di programmazione delle risorse, in particolare con le manovre di bilancio pluriennale e i relativi impatti sulla programmazione per il 2022, nell’ambito della sezione autunnale di bilancio. Il quadro tendenziale delle risorse per la sanità e per il sociale è, già di per sé, pieno di incognite, in quanto il 2020 e il 2021 sono stati caratterizzati dallo shock della pandemia: è dunque quanto mai difficile individuare il naturale trend evolutivo di medio periodo perché le tendenze in atto sono l’effetto di interventi straordinari di cui non vi è certezza di continuità di finanziamento
La manovra di bilancio per il 2022 va inquadrata anche nell’ambito dei processi programmatori che caratterizzano gli specifici settori, in particolare nell’ambito dell’aggiornamento del nuovo Piano Sociale Nazionale e del nuovo Patto per la salute.

Leggi: Welforum


Finalmente il disegno concreto per una nuova assistenza a domicilio

Il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” è un’ampia coalizione sociale nata al fine di valorizzare al meglio l’occasione storica offerta dalla riforma nazionale dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il Patto ha iniziato a produrre un “Piano Nazionale di Domiciliarità Integrata per gli anziani non autosufficienti”. Si tratta di un documento che vuole essere proposta per la legge di Bilancio 2022. Il documento completo si trova qui.
Il Piano inizia la costruzione dei servizi domiciliari di cui l’Italia ha bisogno, utilizzando i nuovi fondi già previsti e aggiungendo gli altri necessari. Le azioni da compiere consistono nel cambiare il modello d’intervento dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata, delle Asl), nello stanziare maggiori risorse per il Sad (Servizio di assistenza domiciliare, dei Comuni) e nel realizzare risposte integrate. Il Patto ritiene necessario rafforzare l’intera filiera dei servizi: domiciliari, semi-residenziali e residenziali. Gli investimenti del PNRR e le recenti normative concentrano i nuovi stanziamenti per la non autosufficienza sugli interventi a domicilio: il loro utilizzo è in via di definizione. Adesso è, quindi, il momento di presentare una proposta per la domiciliarità.
Le direzioni sono quelle più volte sottolineate su Welforum in particolare negli ultimi due anni. Riprendiamo i passaggi più salienti del Piano, partendo dagli obiettivi della visione di medio-lungo periodo verso cui tendere:
Una sola risposta integrata. Superare l’attuale separatezza tra il Sad e l’Adi, i due servizi domiciliari pubblici esistenti in Italia.

Leggi: Welforum


Ripensare i centri urbani con la lente dell’umanità

Architetti e sociologi a confronto: il modello del futuro è policentrico Corriere della sera
Le città sono state a lungo il cuore pulsante del nostro Paese, il centro delle attività, il luogo degli scambi, fisici e intellettuali. Poi la pandemia ha mischiato le carte e offerto prospettive che prima ci erano sembrate impensabili. Durante il lockdown, chi ha potuto, anche grazie allo smartworking, ha riscoperto la possibilità di una vita fuori dalle metropoli. Ora che la paura dei contagi si fa più sfumata e le abitudini sembrano tornare lentamente ai ritmi del «prima» come possiamo ricucire le nostre città? In tutto il mondo si avverte la necessità di riportarle al centro della scena, provando però a migliorarle e renderle più sostenibili.
«La pandemia ha messo di nuovo sotto la lente di ingrandimento la grande discrasia tra centro e periferie», spiega il sociologo Alfredo Mela, autore de La città postmodern a (Carocci) e a lungo docente del Politecnico di Torino. «Abbiamo notato come ci siano zone più sguarnite di servizi rispetto ad altre e come, in molti centri, si siano sviluppate delle bolle intorno a determinati tipi di attività dai centri commerciali agli ospedali fino ai locali notturni. Le concentrazioni eccessive possono diventare pericolose: le banlieu francesi ne sono state, purtroppo, l’esempio. Dobbiamo ripartire da qui per ripensare un nuovo modello di città inclusivo. La sostenibilità urbana non deve essere solo ambientale, tema che dovrebbe comunque stare in cima all’agenda di tutti i politici, ma anche umana ed economica».

Leggi: Corriere della Sera


L’intervento. Le città del futuro devono essere la culla dell’economia circolare – di Marco Cremaschi

Il nostro pianeta è una navicella nello spazio, si consuma ciò che è a bordo e non si butta niente: oggi rispetto a ieri c’è una nuova consapevolezza che il modello è questo ma il “diavolo” sta nell’attuazione
L’economia del cowboy o della navicella? Già nel 1966, K. E. Boulding contrapponeva il cowboy che esaurisce le risorse e sposta altrove la frontiera, alla navicella spaziale che ricicla ogni stilla d’acqua e di ossigeno. Questa è la metafora fondante l’economia circolare: il pianeta è una navicella nello spazio, si consuma ciò che è a bordo e non si butta niente. La sfida era difficile: Barry Commoner pubblica un bestseller dal significativo titolo Chiudere il cerchio nel 1971, ma la sua candidatura alle presidenziali fu un fallimento. I baby-boomers, drogati dal benessere, non vollero appassionarsi all’ecologia. Anche oggi, le politiche di crescita ignorano i dilemmi ambientali e drogano l’economia, rottamando auto e televisioni, creando rifiuti e nuovi problemi.
Dopo il Covid, i valori sono cambiati. Nelle elezioni locali in Francia le grandi città sono in mano ai verdi, che sono determinanti nella formazione del governo in Germania. Il Pnrr dell’Unione Europea premia la transizione. In Italia, il ministro Cingolani ribattezza il ministero in questo senso. Non a caso, salute, povertà, lavoro e clima (più che immigrazione e giustizia) sono largamente le prime preoccupazioni degli italiani nei sondaggi d’Eurobarometro. Ma, siamone certi, la transizione non avverrà per caso o per buona volontà, ma grazie a una nuova pianificazione. Se ne parlerà  oggi ai Dialoghi Italo-Francesi per l’Europa organizzati da Luiss, Sciences Po e Ambrosetti.

Leggi: La Repubblica


SEGNALAZIONI:

Lavoratori fragili: tutele anticovid fino al 31 dicembre
Per i lavoratori fragili estese le tutele anticovid fino al 31 dicembre. L’Inps, con il messaggio n. 3465 del 13 ottobre, in applicazione delle modifiche introdotte dalla legge del 24 settembre n. 133 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 1° ottobre scorso, charisce che è stato, infatti, ulteriormente prorogato, fino alla fine dell’anno, il termine per il riconoscimento della tutela, introdotta con il decreto legge “Cura Italia” (n. 18 del 17 marzo 2020), che prevede l’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero, con la conseguente erogazione della prestazione economica e il correlato accredito della contribuzione figurativa, per quanti non possono svolgere l’attività in modalità agile. Tale tutela, chiarisce l’Inps, è riconoscibile nell’ambito delle risorse stanziate, attualmente pari a 396 milioni di euro per il 2021.
L’Istituto chiarisce inoltre che eventuali ricorsi amministrativi contro provvedimenti di diniego, sono prese in carico dalle Strutture territoriali competenti dell’Inps e riesaminati in autotutela, anche qualora siano stati già presentati presso i Comitati di gestione (Comitato amministratore della gestione Prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti e Comitato amministratore del Fondo della gestione speciale dei lavoratori autonomi di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335).

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 12 ottobre 2021
Finalmente il disegno concreto per una nuova assistenza a domicilio

Il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” è un’ampia coalizione sociale nata al fine di valorizzare al meglio l’occasione storica offerta dalla riforma nazionale dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il Patto ha iniziato a produrre un “Piano Nazionale di Domiciliarità Integrata per gli anziani non autosufficienti”. Si tratta di un documento che vuole essere proposta per la legge di Bilancio 2022. Il documento completo si trova qui.
Il Piano inizia la costruzione dei servizi domiciliari di cui l’Italia ha bisogno, utilizzando i nuovi fondi già previsti e aggiungendo gli altri necessari. Le azioni da compiere consistono nel cambiare il modello d’intervento dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata, delle Asl), nello stanziare maggiori risorse per il Sad (Servizio di assistenza domiciliare, dei Comuni) e nel realizzare risposte integrate. Il Patto ritiene necessario rafforzare l’intera filiera dei servizi: domiciliari, semi-residenziali e residenziali. Gli investimenti del PNRR e le recenti normative concentrano i nuovi stanziamenti per la non autosufficienza sugli interventi a domicilio: il loro utilizzo è in via di definizione. Adesso è, quindi, il momento di presentare una proposta per la domiciliarità.
Le direzioni sono quelle più volte sottolineate su Welforum in particolare negli ultimi due anni. Riprendiamo i passaggi più salienti del Piano, partendo dagli obiettivi della visione di medio-lungo periodo verso cui tendere:
Una sola risposta integrata. Superare l’attuale separatezza tra il Sad e l’Adi, i due servizi domiciliari pubblici esistenti in Italia.
La possibilità di ricevere il giusto mix di prestazioni che la non autosufficienza richiede. Sono: i) servizi medico-infermieristico-riabilitativi, ii) sostegno nelle attività fondamentali della vita quotidiana, iii) azioni di affiancamento e supporto a familiari e badanti. Attualmente la presenza di ii) e iii) è estremamente contenuta.
La possibilità di ricevere assistenza per il tempo necessario. In genere la non autosufficienza si protrae a lungo e richiede interventi frequenti. L’intensità degli interventi (numero di visite per utente) e la durata del periodo di assistenza devono, dunque, essere adeguate. Oggi, in prevalenza, intensità e durata sono troppo limitate.

Leggi: Welforum, 12/10/2021


sabato 9 ottobre 2021
Pnrr: assegnati 2,8 mld per il programma PinQua sulla qualità dell’abitare

Approvate 159 proposte di progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica
Pnrr: assegnati 2,8 mld per il programma PinQua sulla qualità dell’abitare
Il Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini ha firmato il decreto con cui sono stati assegnati 2,8 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e circa 20 milioni derivanti da residui 2019 e 2020 per attuare il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua).
Approvate 159 proposte di progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica
Con i fondi assegnato sono state, di fatto, approvate 159 proposte di progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica presentate da Regioni, Comuni e Città Metropolitane.
Il 40% dei fondi è stato destinato a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno. Gli interventi previsti sono finalizzati a ridurre il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, a rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani, a migliorare l’accessibilità, la funzionalità e la sicurezza di spazi e luoghi degradati, spesso localizzati nelle periferie.

Leggi: Lavori Pubblici, 09/10/2021


sabato 9 ottobre 2021
Viana Paolo – Rsa, la sfida è creare comunità

La seconda giornata del congresso Uneba a Lignano Sabbiadoro è stata dedicata al contributo offerto dal mondo delle Rsa all’emergenza Covid. «Ci ha ferito la demonizzazione di queste strutture, scattata per il solo fatto che vi si moriva, come ovunque si moriva. Almeno, nelle nostre case di riposo non si moriva soli» ha puntualizzato il direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della salute, don Massimo Angelelli. Peraltro, non morivano solo gli ospiti. Il presidente dell’Inail, Franco Bettoni, ha fornito i dati degli infortuni degli operatori della sanità e dell’assistenza sociale durante la pandemia: 85.000 denunce, 120 morti. Le denunce di contagio dei servizi di assistenza sociale, residenziale e no, sono quasi 31.000 e l’83% riguarda donne (rispetto alla media del 68%) e 9.000 stranieri (30% contro il 13,6). L’analisi per professione evidenzia che la categoria più colpita è quella delle professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, gli operatori sociosanitari anzitutto, con il 40% delle denunce.

Leggi: Centro Studi 50 &più, 09/10/2021


venerdì 8 ottobre 2021
Reddito, fisco, non autosufficienza. Pensionati dimenticati?

Il Sindacato dei pensionati della Cgil esprime preoccupazione per l’assenza di interventi da parte del governo rivolti a 16 milioni di pensionati e di persone anziane.
“A quanto apprendiamo – dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti – la delega fiscale non prevede alcuna riduzione delle tasse ai pensionati, come invece chiediamo da tempo. I pensionati, infatti, sono quelli che pagano più tasse di tutti, anche più dei lavoratori dipendenti a parità di reddito. Uno squilibrio divenuto insostenibile che andrebbe sanato”.
“Sulle pensioni – continua Pedretti – grava un silenzio incomprensibile non solo sulla flessibilità in uscita ma anche sul sostegno al reddito di milioni di persone che sono già in pensione, la maggior parte dei quali hanno redditi bassi o bassissimi”.
“Nulla sappiamo infine – conclude il Segretario generale dello Spi-Cgil – sulle reali intenzioni del governo in materia di non autosufficienza degli anziani. Di fronte a una pandemia che ha provocato oltre 130mila morti serve con urgenza una legge nazionale che riformi nel profondo il nostro sistema socio-sanitario”.

Leggi: Spi-Cgil, 08/10/2021


venerdì 8 ottobre 2021
Spi Cgil, nella Nota al Def si dimenticano i pensionati

Il sindacato dei pensionati Cgil si dice preoccupato rispetto a quanto contenuto nella Nota di aggiornamento al Def. “Reddito, tasse e sanità dei pensionati sono stati totalmente dimenticati”, dice Ivan Pedretti, il segretario generale dello Spi Cgil, sulla sua pagina Facebook.
La delega fiscale non prevede nessuna riduzione delle tasse ai pensionati che, secondo lo Spi Cgil, sarebbero quelli che pagano più tasse di tutti, “anche più dei lavoratori dipendenti a parità di reddito. Uno squilibrio divenuto insostenibile che andrebbe sanato”, dice Pedretti.
Anche sulle pensioni il sindacato avanza delle richieste precise: “Sulle pensioni – continua il segretario generale dello Spi – grava un silenzio incomprensibile non solo sulla flessibilità in uscita ma anche sul sostegno al reddito di milioni di persone che sono già in pensione, la maggior parte dei quali hanno redditi bassi o bassissimi”.
E poi c’è la partita, importantissima, della legge sulla non autosufficienza. Anche su questo fronte il sindacato attende da tempo risposte concrete, soprattutto tenendo conto delle difficoltà acuite dall’emergenza pandemica: “Di fronte a una pandemia che ha provocato oltre 130mila morti serve con urgenza una legge nazionale che riformi nel profondo il nostro sistema socio-sanitario”, ha concluso Pedretti.

Leggi: Liberetà, 08/10/2021


venerdì 8 ottobre 2021
Terza dose. Ok per tutti gli over 60 e i fragili. Ecco la nuova circolare del Ministero

Pronta la nuova direttiva ministeriale anticipata oggi in conferenza stampa dal direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. Rezza ha specificato che comunque, nonostante il parere favorevole di Ema, per il momento non si prevede che la terza dose sia estesa a tutta la popolazione over 18 “anche perché molti giovani sono stati vaccinati poco tempo fa e non hanno bisogno di una dose di richiamo”. LA CIRCOLARE.
“Alla luce delle ultime deliberazioni di EMA via libera alla terza dose (booster) di vaccino per i fragili di ogni età e per tutti gli over 60 sempre dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione”, è quanto prevede la nuova circolare del ministero della Salute diramata in serata.
Che il ministero stesse pensando a una nuova circolare lo aveva anticipato oggi pomeriggio in conferenza stampa lo stesso direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza rispondendo a una domanda di Quotidiano Sanità sull’orientamento del Governo italiano rispetto alla terza dose di richiamo del vaccino anti Covid dopo il parere favorevole di Ema a somministrarla a tutta la popolazione over 18.
“L’orientamento in Italia – aveva detto Rezza – è quello di offrire il richiamo con la terza dose agli over-80 e alle persone nelle Rsa e agli operatori sanitari a partire da quelli over-60. Naturalmente è importante assicurare comunque questa possibilità a tutti i sanitari. È possibile che a breve venga emanata una nuova circolare che dia indicazioni più precise riguardo i pazienti iper-fragili e anche su come regolarci con le fasce di età ma non si pensa per il momento a un richiamo universale su tutta la popolazione, anche perché molti giovani sono stati vaccinati poco tempo fa e non hanno bisogno di una dose di richiamo”.

Leggi: Quotdiano Sanità, 08/10/2021


giovedì 7 ottobre 2021
Casa, 2,82 miliardi del Pnrr per il programma sulla qualità dell’abitare.

Il ministro Giovannini firma il decreto. Fondi per attuare il Programma innovativo nazionale per la Qualità dell’abitare. Si punta sulla rigenerazione dei centri urbani e il miglioramento della coesione sociale
Approvate 159 proposte di progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica presentate da Regioni, Comuni e Città Metropolitane per un valore complessivo di 2,82 miliardi di euro. Con il decreto firmato oggi dal ministro delle Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, vengono assegnati 2,8 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e circa 20 milioni derivanti da residui 2019 e 2020 per attuare il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua).
Il 40% dei fondi verrà destinato a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno.
Gli interventi previsti sono finalizzati a ridurre il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, a rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani, a migliorare l’accessibilità, la funzionalità e la sicurezza di spazi e luoghi degradati, spesso localizzati nelle periferie.

Leggi: Redattore Sociale, 07/10/2021


giovedì 7 ottobre 2021
Politiche sociali, Orlando firma il decreto di riparto del Fondo nazionale

Destinati al Fondo oltre 390 milioni di euro per ognuna delle annualità 2021-2022-2023. Il decreto contiene il Piano sociale nazionale 2021-e il Piano nazionale degli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà per il triennio
– Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha firmato ieri il decreto concernente il riparto del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, che contiene al suo interno il Piano sociale nazionale 2021-2023 e il Piano nazionale degli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2021-2023. Nello specifico, spiega una nota del ministero del Lavoro, sono stati adottati il capitolo 1 (La strutturalizzazione del sistema dei servizi sociali) e il capitolo 2 (Piano sociale nazionale 2021-2023) dell’atto di programmazione nazionale Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021-2023, approvato dalla Rete della protezione e dell’inclusione sociale lo scorso 28 luglio 2021.

Leggi: Redattore Sociale, 07/10/2021


giovedì 7 ottobre 2021
Prima casa esente, caccia agli abusi. Ecco come sarà il nuovo catasto

La riforma del catasto sarebbe stata approvata dal governo con il fine di mappare gli immobili e non di aumentare le tasse. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia Daniele Franco. Sul Corriere della Sera, Gino Pagliuca nota anche come la mossa non avrà ricadute tributarie almeno fino al 2026, quando spetterà all’esecutivo in carica decidere cosa fare dei dati raccolti. Di fatto, a fine ricognizione, alcuni si troveranno di fronte a un doppio valore della casa, uno a fini fiscali e l’altro patrimoniale. “Nella delega”, si legge sul quotidiano di via Solferino, “si prevede che l’Agenzia si doti di strumenti che identifichino gli immobili non censiti, e che possa procedere al ‘corretto classamento’” di quelli con destinazioni di utilizzo diverse. A rischio di cambiare classe soprattutto i vecchi immobili profondamente ristrutturati. Per quanto riguarda il fronte dell’abusivismo, gli ultimi rapporti stimano 1,2 milioni di case sconosciute al catasto.

Leggi: Soldi On Line, 07/10/2021


giovedì 7 ottobre 2021
Il Parlamento: prorogare i bonus edilizi

È tra le priorità inserite nei due identici testi approvati ieri sera da Camera e Senato anche con il “sì” della Lega
Il voto. La scelta riguarda anche il bonus facciate al 90%, Le Camere approvano, con il sì della Lega, le risoluzioni di maggioranza sulla Nota di aggiornamento al Def. Chiesto anche il prolungamento dello sconto in fattura e della cessione del credito
Al primo importante appuntamento parlamentare dopo la tornata elettorale delle amministrative, e in attesa dell’esito dei ballottaggi, la maggioranza trova, non senza fatica, la quadratura del cerchio per una risoluzione condivisa sulla Nota di aggiornamento al Def. Che si snoda lungo dieci, precise sollecitazioni al governo in vista dell’ormai imminente varo della legge di bilancio. A cominciare da quella che impegna l’esecutivo «a prevedere la proroga dei vari bonus edilizi», con al primo posto il superbonus del 110%, prolungando anche lo “sconto in fattura” e la “cedibilità del credito”. E, anche se non sono esplicitamente citati dal testo, appare evidente il riferimento al bonus facciate del 90%, al bonus ristrutturazioni del 50%, al bonus energetico del 65% e anche al bonus mobili.
Non una semplice indicazione, dunque, ma una richiesta pressante, accompagnata dalla sollecitazione a valutare la possibilità di far rientrare nel raggio d’azione di queste agevolazioni altri edifici rispetto a quelli già previsti, e in particolare quelli in stato di degrado, non accatastati o che non producono reddito. E la maggioranza si attende ora che queste misure vengano tutte confermate con la manovra che sarà presentata a metà mese. Così come gli altri nove punti indicati

Leggi: Quotidiano Condominio, 07/10/2021


mercoledì 6 ottobre 2021
“In Italia città poco green, al di là delle belle parole”: il report del Wwf

Nel rapporto Urban Nature 2021 del Wwf, i mali di politiche urbanistiche che non tengono conto della crisi climatica e del benessere dei cittadini. Dai piani urbanistici obsoleti ai parchi inquinati da pesticidi. “Urgente una legge sul consumo del suolo”
Piani urbanistici obsoleti, parchi e viali cittadini inquinati da pesticidi, campagne abbandonate: è il volto poco green di molti comuni italiani. Ma non tutto è perduto, visto che le buone prassi e i progetti innovativi esistono, anche nel Belpaese. È quanto emerge dal report Urban Nature 2021, dal titolo “Verso Città ‘Nature Positive’: Decementifichiamo il nostro territorio – Rinverdiamo la nostra vita”, pubblicato dal Wwf. “Le nostre città vanno ripensate per affrontare la crisi climatica e migliorare il benessere e la qualità della vita delle comunità -dichiara Donatella Bianchi, presidente di Wwf Italia-. Riportare la natura in città servirà anche ad invertire la curva della perdita di biodiversità che sembra oggi irreversibile”.
Tre i filoni tematici del Report: “Decementifichiamo le città”, “Nutriamo la biodiversità”e “Rinverdiamo le nostre scuole”. Oltre alla denuncia della situazione, il report presenta una rassegna di progetti pilota, proposte e modelli per rivoluzionare i paradigmi delle nostre città, mettendoli a disposizione di istituzioni, realtà civiche attive sul territorio e cittadini per essere realizzati in maniera capillare. Alla stesura del report hanno contribuito docenti del Politecnico di Milano e delle Università di Roma Sapienza, Roma Tre, del Molise e dell’Aquila.

Leggi: Redattore Sociale, 06/10/2021


mercoledì 6 ottobre 2021
Bollette, Draghi: interventi strutturali nella legge di bilancio

Sul fronte dei costi dell’energia “a parte la determinazione a proseguire la strategia di cercare di mitigare costi sociali degli aumenti dei prezzi, tenendo anche in mente la sostenibilità di questo processo…
Sul fronte dei costi dell’energia “a parte la determinazione a proseguire la strategia di cercare di mitigare costi sociali degli aumenti dei prezzi, tenendo anche in mente la sostenibilità di questo processo, bisogna pensare anche a misure di tipo strutturale”. Su ciò “la riflessione avrà luogo all’interno della legge di Bilancio ed è lì che vedremo le varie possibilità”. Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo dice in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia.

Leggi: Redattore Sociale, 06/10/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 11 ottobre 2021
Lombardia, grazie al Pnrr interventi sull’edilizia popolare da 252 milioni

E’ di oltre 252 milioni di euro la cifra disponibile per il territorio della Lombardia prevista dal programma nazionale ‘Sicuro, verde e sociale’ per interventi edilizi su edifici residenziali pubblici, finanziato con le risorse del Pnrr. La delibera relativa al provvedimento è stata approvata dalla giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa Alessandro Mattinzoli. La fase attuativa del Programma entrerà nel vivo con la pubblicazione del bando regionale. Entro il 31 dicembre saranno individuate le proposte di intervento che saranno approvate dal ministero delle Infrastrutture.
Si potranno presentare le domande solo in modalità telematica e con firma digitale sul sito destinato ai bandi della Regione.
I fondi, di derivazione statale, saranno suddivisi in sei tranche, dal 2021 al 2026. Nello specifico, oltre 25 milioni per il 2021, più di 50 milioni per il 2022 e circa 44 milioni ogni anno dal 2023 al 2026.

Leggi: Redattore Sociale, 11/10/2021


venerdì 8 ottobre 2021
Veneto, 10 milioni per migliorare gli edifici per l’assistenza

L’80% degli interventi verrà concentrato nel settore anziani, il rimanente 20% in quello dell’assistenza alle persone con disabilità. Contributi a restituzione fino all’80% della spesa
Nel 2021 la Regione Veneto metterà a disposizione 10 milioni di euro per interventi sugli immobili destinati all’erogazione di servizi destinati all’assistenza di persone anziane non autosufficienti e persone con disabilità. Lo annuncia l’assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin, dopo che la giunta ha approvato la delibera che definisce i criteri e le modalità per la presentazione delle richieste di contributo da parte delle soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro che intendono effettuare gli interventi. I 10 milioni di euro messi a disposizione “andranno a finanziare quegli interventi sugli immobili che prevedono un miglioramento delle condizioni di sicurezza per le persone che usufruiranno dei servizi. Oltre ai lavori mirati a contenere la diffusione del virus, sono finanziabili quelli di adeguamento alla disciplina antincendio e antisismica, quelli sugli spazi necessari all’erogazione dei servizi, compresa la dotazione impiantistica per i gas medicali, nonché per il completamento di interventi di ristrutturazione già in corso laddove si proceda con un nuovo lotto funzionale”, spiega Lanzarin.

Leggi: Redattore Sociale, 08/10/2021


mercoledì 6 ottobre 2021
Comunali Milano, il sindaco rieletto Sala chiama la Regione: “Su casa e salute serve fare uno scatto insieme”

Agenda bipartisan per il sindaco, che offre “collaborazione anche alle altre forze politiche, ma chiedo solo serietà”. Nella trattativa da aprire con Fontana il passaggio da Aler alla gestione comunale e la riforma della sanità territoriale
La promessa di essere non solo “il sindaco di tutti”, ma anche di trovare i modi per far partecipare tutti alla trasformazione di Milano, l’ha formulata a scrutinio ancora in corso, quando ormai, però, la sua corsa verso il 57,73 per cento era lanciata. Ed è quello che, il giorno dopo, Beppe Sala assicura
anche alla politica. A cominciare dalla Regione. E dai due tavoli che vuole aprire quanto prima con il presidente Attilio Fontana per affrontare il capitolo case popolari, e con la vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti per risolvere il problema della sanità territoriale.
Una questione di fairplay, certo. Perché (almeno) il giorno dopo è questo che prevale, con Matteo Salvini e Luca Bernardo che dicono di averlo chiamato. Ma non solo. Sala lo aveva già ricordato: i prossimi cinque anni saranno i più difficili per Milano. E lo ribadisce: “La collaborazione è obbligatoria perché sarà un periodo difficile, dovremo convincere i cittadini a fidarsi e a partecipare, dovremo trovare anche strade innovative perché non sono tempi normali”. Ma la mano tesa del sindaco non sarà per tutti. Lui è pronto a lavorare, dice, ma chiede in cambio “solo una cosa: serietà.
Se qualcuno preferisce continuare con battute a raffica e con il prendere a martellate le piste ciclabili, allora è difficile collaborare”.

Leggi: La Repubblica, 06/10/2021


IN AGENDA:

“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


Italialongeva.it – Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


Forum non autosufficienza – 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

La qualità dell’abitare nel Pnrr – di Domenico Della Porta

Obiettivi: riqualificazione e ’incremento dell’edilizia sociale, ristrutturazione e rigenerazione della società urbana, miglioramento dell’accessibilità e sicurezza urbana, mitigazione della carenza abitativa e aumento della qualità ambientale, utilizzo di modelli e strumenti innovativi per la gestione, l’ inclusione e il benessere urbano; il secondo, interventi ad alto impatto strategico sul territorio nazionale
“Per portare a termine nei tempi fissati dalla normativa il “Programma innovativo per la qualità dell’abitare (PinQuA)”, afferente alla Missione 5 del PNRR (Inclusione e Coesione) occorre puntare ad un rafforzamento ulteriore della collaborazione tra Comuni ed ASL”, ha detto la presidente di Federsanità Tiziana Frittelli, a margine del recente Forum Mediterraneo 2021 in Sanità, tenutosi a Bari.
Si tratta di un intervento di Social housing che prevede due grossi investimenti, complessivamente di circa 3 miliardi di euro: il primo finalizzato alla riqualificazione e incremento dell’edilizia sociale, ristrutturazione e rigenerazione della società urbana, miglioramento dell’accessibilità e sicurezza urbana, mitigazione della carenza abitativa e aumento della qualità ambientale, utilizzo di modelli e strumenti innovativi per la gestione, l’ inclusione e il benessere urbano; il secondo, interventi ad alto impatto strategico sul territorio nazionale.
Ci troviamo di fronte ad una vera e propria “rivoluzione” dell’urbanistica finalizzata alla protezione e miglioramento dello stato di salute della popolazione, fino ad oggi esposta a numerosi rischi da non sottovalutare, legati proprio alle caratteristiche abitative, che ne hanno compromesso la stabilità.

Leggi: Quotidiano Sanità


Medici di famiglia. Fp Cgil Medici: “Serve una diversa organizzazione che li integri nel sistema”

Filippi: “Serve un rapporto contrattuale che deve garantire tutele e diritti, come nel contratto della dirigenza sanitaria, superando quello libero professionale”.
“È necessario un cambiamento radicale dell’organizzazione del lavoro del Servizio socio sanitario nazionale e servono soprattutto finanziamenti per il personale che, al contrario, non si intravedono né nel Pnrr né nella Nadef, la quale invece registra un forte taglio del fondo sanitario, pari a 6 miliardi nei prossimi due anni”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, nel corso del suo intervento all’iniziativa, promossa dalla categoria insieme allo Spi Cgil, ‘L’assistenza si costruisce insieme. I protagonisti del SSSN dialogano’.
Per il dirigente sindacale, “abbiamo innanzitutto un problema di risorse che, nonostante la pandemia, non registrano un avanzamento ma anzi una netta diminuzione, ma soprattutto abbiamo un problema di organizzazione dei servizi e del lavoro. Organizzazione che oggi ha bisogno di essere più flessibile per essere costruita intorno al cittadino. Serve un modello flessibile che preveda una maggiore trasversalità fra le diverse competenze e una maggiore contaminazione di queste ultime, superando i modelli rigidi basati sul singolo riferimento professionale e quelli basati sul rapporto duale, peraltro asimmetrico. Vanno individuati invece dei servizi multiprofessionali – aggiunge – che possono offrire ai cittadini la flessibilità necessaria per adeguarsi alle loro esigenze di vita e salute. Per fare questo serve un cambiamento profondo, a partire da quello che rappresenta non solo l’avamposto primario della presa in carico dei cittadini, e cioè la medicina generale, ma che è soprattutto il vero punto debole della assistenza territoriale. Il sistema oggi congegnato del medico single practice di medicina generale è vecchio e inadeguato, e impedisce qualsiasi possibilità di cambiamento”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Autonomia differenziata. Il no dell’Anaao: “È un frutto avvelenato per la sanità pubblica”

Il sindacato commenta quanto previsto nella Nadef 2021: “Il governo dei migliori, come quelli che lo hanno preceduto, baratta un forte elemento di coesione sociale con l’illusione di un patto politico con una parte della sua maggioranza, balcanizzando l’unico diritto che la Costituzione definisce “fondamentale””.
“La manina che nella notte tra il 29 e 30 settembre ha aggiunto il Ddl “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata di cui all’art.116 della Costituzione” ai decreti collegati alla prossima legge di bilancio non ha reso un buon servigio alla sanità pubblica, peraltro duramente provata dalla pandemia e dalla carenza di personale”. È quanto si legge in una nota dell’Anaao Assomed.
“Questa riesumazione – commenta l’Anaao Assomed – potrebbe, infatti, rappresentare il colpo di piccone definitivo a quello che resta di nazionale del Servizio Sanitario pubblico. Il governo dei migliori, come quelli che lo hanno preceduto, baratta un forte elemento di coesione sociale con l’illusione di un patto politico con una parte della sua maggioranza, balcanizzando l’unico diritto che la Costituzione definisce “fondamentale””.
“Il federalismo sanitario nato con la modifica del titolo V – prosegue l’Anaao Assomed – ha prodotto differenze, diseguaglianze, divaricazioni nel tessuto sociale senza minimamente scalfire il gradiente Nord Sud. Ormai fallito, non si salverà nemmeno nella versione “a geometria variabile”, che il Governo intende assecondare, con il rischio di favorire ulteriori spinte verso l’egoismo territoriale ed il sovranismo regionale, ridimensionare il contributo fiscale delle Regioni più ricche, aumentare l’entropia istituzionale. In una sanità lacerata da importanti criticità, il diritto alla salute cesserà di essere un bene pubblico nazionale per assumere una valenza locale che ne diventa la fonte primaria”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Censire gli immobili fantasma e rivalutare le vecchie rendite: ecco come cambierà il catasto – di Valentina Conte

La riforma non comporta l’aumento delle tasse sulla casa fino al primo gennaio 2026. In questi cinque anni verrà potenziata l’Anagrafe immobiliare integrata e si procederà con la mappatura degli edifici
Qual è lo scopo della riforma del catasto inserita nella legge delega del fisco?
Uno scopo duplice. Da una parte modernizzare gli strumenti di mappatura degli immobili italiani per individuare e classare 1,2 milioni di immobili “fantasma”, non censiti o non censiti correttamente, di terreni edificabili accatastati come agricoli, di immobili abusivi. Il secondo obiettivo è rivedere le attuali rendite catastali di tutti gli immobili, vecchie e inadeguate, rivalutandole ai valori di mercato. La revisione delle rendite comporta l’aumento delle tasse? Non fino al primo gennaio 2026, come è scritto all’articolo 7 comma 2 lettera D della delega: le nuove informazioni non saranno utilizzate «per la determinazione della base imponibile dei tributi» legati alla casa: Imu, Iva, Irpef, altre imposte (ipotecaria, catastale, etc.). Il premier Draghi ha garantito che le nuove rendite non impatteranno neanche sul calcolo dell’Isee, indispensabile per ottenere bonus e agevolazioni varie. La riforma resterà dunque congelata per 5 anni: nel frattempo tutte le tasse e anche l’Isee verranno calcolati in base alle rendite attuali.Cosa accadrà dunque in questi cinque anni? Verrà potenziata, con ogni probabilità, l’Anagrafe immobiliare integrata, già esistente, per connettere tra loro i diversi database immobiliari dell’Agenzia delle entrate. E anche la trasmissione telematica dei dati tra Agenzia e uffici comunali. In parallelo, ciascuna rendita catastale come le conosciamo oggi sarà affiancata dal valore immobiliare e dalla rendita attualizzata ai valori di mercato. Si fisserà infine un meccanismo per adeguare in automatico, periodicamente, le rendite senza però mai superare il valore di mercato. Il premier Draghi l’ha definita «un’operazione di trasparenza statistica» per «accatastare tutto quello che oggi non è accatastato». E ovviamente per
rivalutare ciò che lo è.

Leggi: La Repubblica


Cgil Medici e Pensionati Cgil: “Medici di famiglia: dipendenza è strada più chiara” – di L.F.

“I Medici di famiglia medici di famiglia sono in difficoltà, si sentono pesci fuor d’acqua, perché isolati senza sostegno della rete e del sistema. Basta slogan, ora riforme vere ma attenzione con la Nadef si tagliano 5 miliardi alla sanità”. Pensionati e i medici del sindacato chiedono una riforma condivisa dell’assistenza sanitaria e denunciano un definanziamento per la sanità nei prossimi anni. “I nuovi modelli non si accontentano di slogan, ma richiedono un ripensamento vero, a partire dalle prassi professionali e dal lavoro”
“L’assistenza sanitaria si costruisce insieme”. È questo l’assunto da cui partono Lo SPI Cgil e la Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN che per il 7 ottobre hanno organizzato una giornata dedicata al confronto sui temi caldi della sanità a partire dal Pnrr e dalla riforma della medicina del territorio.
“Lo Spi Cgil è un’organizzazione sindacale che rappresenta milioni di iscritti che appartengono alle generazioni più anziane del paese” dice Antonella Pezzullo Segretaria Nazionale Spi-Cgil. “E tuttavia crede che oggi non è solo questione di invocare il protagonismo dei cittadini, che pure hanno necessità di essere ascoltati e di partecipare a decisioni fondamentali in termini di diritti” spiega Pezzullo.
“Noi rappresentiamo una generazione che interroga in modo sostanziale il SSN – rimarca -, avendo partecipato decenni fa alla sua costruzione, e conoscendone dunque profondamente il valore politico e sociale. Questa generazione sa bene anche di essere al centro, e protagonista, di un potente cambiamento, demografico innanzitutto, ma nondimeno culturale” ma per lo Spi Cgil

Leggi: Quotidiano Sanità


Salute e inclusione sociale. Il ruolo dei sindaci nella governance dei sistemi sanitari e sociali

A Bari, nel corso dei lavori del Forum mediterraneo sanità, l’evento “Pnrr visto da sud” per avviare una riflessione sulle sinergie istituzionali tra mondo sanitario e governance degli enti locali a tutela della salute dei cittadini. Ad introdurre i lavori il Presidente di Anci Antonio Decaro e la Presidente di Federsanità Tiziana Frittelli.
Una stagione nuova in cui il valore emergente sia quello dell’alleanza istituzionale a tutela della salute dei cittadini. Con questo obiettivo si è svolto oggi a Bari, nel corso dei lavori del Forum Mediterraneo sanità, l’incontro “Pnrr visto da Sud. Salute – inclusione sociale: il ruolo dei Sindaci nella governance dei sistemi sanitari e sociali” organizzato in collaborazione con Anci e Federsanità.
Ad introdurre i lavori il Presidente di Anci e Sindaco di Bari, Antonio Decaro, e la Presidente di Federsanità e Dg dell’AO san Giovanni Addolorata di Roma Tiziana Frittelli.
“L’emergenza sanitaria – detto fra l’altro il presidente Decaro – ha fatto emergere la necessità di una sempre maggiore integrazione tra sociale e sanitario volta alla salvaguardia della salute e della qualità della vita delle nostre comunità. Questo rapporto deve essere ulteriormente potenziato e reso strutturale per rilanciare un’idea di welfare che veda nell’integrazione sociosanitaria il suo fulcro fondamentale, non solo nelle fasi critiche dell’emergenza ma anche in una fase post emergenziale. Proprio la pandemia ci ha dimostrato che per alleggerire le strutture ospedaliere e prevenire o ritardare l’istituzionalizzazione in struttura, è determinante l’efficienza e la capillarità di un sistema integrato territoriale di servizi sanitari, socio-sanitari e sociali di prossimità, con il necessario coinvolgimento dei Comuni e il loro coordinamento con le autorità sanitarie. Pertanto, dev’essere un obiettivo condiviso assicurare una governance multilivello tra Sindaci, Asl e Regioni potenziando il ruolo dei Sindaci all’interno della Conferenza dei Sindaci, la cui operatività deve essere garantita in tutto il territorio nazionale”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Big cities Usa a rischio esodo? I dati di dicono di no

Entro il 2022 il 25% dei dipendenti potrebbe lavorare da casa svuotando le città ma ecco dove si mettono in moto altri fattori. A New York prezzi alle stelle – di Evelina Marchesini
L’interrogativo è di quelli in grado di dividere analisti, esperti e market makers, degno di un Ted Talks di alto livello: gli effetti della pandemia minacciano il futuro delle grandi città americane e i relativi mercati immobiliari? Secondo molti sì, tanto che centri urbani come Chicago, Los Angeles, New York e San Francisco – per citare gli esempi più eclatanti – potrebbero anche aver raggiunto il picco di densità. Non necessariamente preludio della fine, ma forse fattore scatenante di grandi cambiamenti. Secondo altri, invece, proprio città come New York, San Francisco e Seattle sono nel pieno del vortice di ripresa dell’interesse degli investitori e la prossima apertura, a novembre, al turismo da parte degli Stati Uniti intensificherà questo processo. Dove sta la realtà? Per cercare di capirlo abbiamo girato la domanda agli stessi protagonisti ed istituti di ricerca, partendo da un report di Capital Group curato dall’economista Jared Franz.
La minaccia della deurbanizzazione
La prima cosa da specificare è quale sia il motivo scatenante di un tale interrogativo. Il tutto parte da un’osservazione sotto gli occhi di tutti, cioè il forte impulso al lavoro da casa (senza scendere nelle polemiche se si tratti di smart, home o remote working) impresso dalla pandemia.Capital Group mette in evidenza che i primi segnali di una forte tendenza alla deurbanizzazione sono sotto gli occhi di tutti.«Dall’inizio della panIdemia di Covid-19, la migrazione da alcune grandi città ha subito un’accelerazione, mentre i prezzi delle abitazioni nelle zone suburbane sono schizzati alle stelle», sottolinea Capital Group. Entro il 2022 circa il 25% dei dipendenti statunitensi potrebbe lavorare da remoto, a fronte di un mero 5% prima della pandemia, e molti sceglieranno mercoledì 6 ottobre 2021di vivere in zone meno costose e affollate. «Supponendo che questa tendenza persista, sarebbe il cambiamento più radicale nei modelli occupazionali americani dalla Seconda Guerra Mondiale», afferma Franz.

Leggi: Il Sole 24 Ore


 

 

 

 

 

 

Giornata della Partecipazione
Giovedì prossimo, 7 ottobre, la Cgil e molti enti, associazioni e reti del civismo attivo e delle organizzazioni civiche e sociali si incontreranno nel Parco di Piazza Vittorio a Roma per discutere insieme del futuro del Paese. L’appuntamento è previsto a partire dalle ore 15.30 e si chiuderà con un dibattito a cui, dalle ore 18, parteciperà tra gli altri il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

Leggi: Cgil


NEWS:

lunedì 4 ottobre 2021
Anziani, il cardinale Bassetti: “Ampliare il tipo di offerta per l’assistenza”

A Milano convegno di Uneba e Aris sul futuro di Rsa e assistenza domiciliare dopo l’esperienza della pandemia. Entro il 2030 gli anziani non autosufficienti saranno circa 5 milioni
“L’assistenza all’anziano, paradigma dell’assistenza alla persona in generale, deve cogliere ‘i segni dei tempi’ ampliando il tipo di offerta, accentuando e differenziando la presenza di nuove professionalità pur all’interno del mandato unico di ‘curare il tuo prossimo’”. È il messaggio del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, al convegno promosso da Aris e Uneba e organizzato per il 4 ottobre dall’Istituto Auxologico a Milano, sulla cura e l’assistenza degli anziani dopo il Covid-19. Un convegno che cerca di delineare il futuro delle Rsa e delle cure domiciliari, dopo l’esperienza della pandemia. “I contesti ospedaliero, di Rsa, o di cure domiciliari non devono essere mondi isolati e antagonisti -sostiene il cardinale-: scienza di qua, assistenza di là. Ciascun modello deve rappresentare un’offerta anche tecnica, un’opportunità non preclusa da posizioni ideologiche. Probabilmente soltanto uomini illuminati dalla Luce del Vangelo, oggi, hanno la capacità di declinare concretamente la difficile missione di ricucire il crescente distacco fra scienza e assistenza: anziani e disabili sono un campo di confronto importantissimo”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Uguaglianza digitale per tutte le età

In occasione della Giornata internazionale delle persone anziane la Ferpa – il Sindacato europeo dei pensionati e degli anziani – ha deciso di mettere al centro della propria agenda l’uguaglianza digitale.
Le innovazioni digitali e tecnologiche possono infatti rappresentare un importante passo in avanti per la nostra società.
L’uso delle nuove tecnologie può migliorare la qualità della vita, favorire l’indipendenza degli anziani e al tempo stesso creare nuovi lavori di qualità per i giovani.
È però fondamentale che siano pienamente nelle disponibilità di tutte le generazioni. Per questo c’è bisogno di una formazione mirata, con corsi specifici per chi non è nativo digitale, anche favorendo l’incontro e lo scambio intergenerazionale.
Diciamo sì alla digitalizzazione e no all’esclusione!

Leggi: Spi-Cgil, 01/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Europa sempre più vecchia: indice dipendenza anziani al 34,8% e salirà al 56,7% nel 2050

Il calcolo lo ha fatto Eurostat che ha analizzato paese per paese e regione per regione l’indice di dipendenza degli anziani, vale a dire il rapporto tra persone in età lavorativa (20-64) e persone over 65. L’Italia è tra i paesi con il rapporto di dipendenza più elevato insieme a Germania, Grecia, Spagna, Francia, Portogallo e Finlandia.
L’indice di dipendenza degli anziani nell’UE è aumentato notevolmente negli ultimi 20 anni. Nel 2001, l’indice di dipendenza degli anziani nell’UE era del 25,9%, il che significa che c’erano poco meno di quattro adulti in età lavorativa (20-64) per ogni persona di età pari o superiore a 65 anni.
Passando al 1° gennaio 2020, il rapporto è aumentato al 34,8%, il che significa che c’erano poco meno di tre adulti in età lavorativa per ogni persona di età pari o superiore a 65 anni.
Al 1° gennaio 2020, alcuni dei rapporti più elevati erano concentrati nella Germania orientale, in Grecia, Spagna, Francia, Italia, Portogallo e Finlandia. La maggior parte di queste regioni erano prevalentemente rurali, montuose o relativamente remote, dove è probabile che i giovani abbiano lasciato la regione per continuare gli studi o cercare lavoro.
Tra le regioni dell’UE, l’Euritania, una regione montuosa nella Grecia centrale, ha registrato il più alto indice di dipendenza degli anziani (78,3%). Questa regione è stata seguita dalla regione belga nord-occidentale di Arr. Veurne (64,6%) e la regione tedesca di Suhl, Kreisfreie Stadt (61,3%).
Al contrario, i rapporti più bassi nell’UE sono stati registrati nella regione ultraperiferica francese di Mayotte (6,1%) e Guyane (11,7%) e nella regione spagnola di Fuerteventura (16,5%).

Leggi: Quotidiano Sanità, 01/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Giornata internazionale anziani. Un over 85 su due interessato da disabilità. Ma carico assistenza è quasi tutto sulle famiglie

Sono i numeri del Rapporto “Passi d’Argento” coordinato dall’Iss. La quasi totalità delle persone con disabilità (99%) riceve aiuto, ma questo carico di cura e di assistenza è per lo più sostenuto dalle famiglie, molto meno dal servizio pubblico di ASL e Comune.
Il 1°ottobre è celebrata dalle Nazioni Unite la Giornata internazionale delle persone anziane. “L’età anziana – sottolinea il Ministero della Salute sul proprio sito – è una realtà complessa e variegata che va dagli anziani attivi e in salute agli anziani non autosufficienti. Se da un lato l’invecchiamento della popolazione rappresenta un indubbio successo sul piano della sanità pubblica, in quanto evidenzia una aspettativa di vita molto alta, allo stesso tempo, richiama l’attenzione sulla necessità di ulteriori interventi di sostegno alle politiche sanitarie e sociali. Invecchiare in buona salute è, infatti, un obiettivo prioritario non solo delle strategie europee ed internazionali ma anche nazionali”.
“Anche in considerazione delle esperienze legate alla pandemia da COVID-19, il Piano nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025, adottato con Intesa Stato-Regioni del 6 agosto 2020, ha previsto- ricorda il Ministero – un rinnovato impegno nel campo della promozione della salute e della prevenzione delle malattie lungo tutto il corso della vita e sostiene la necessità di programmare e progettare sempre più in modo integrato, ponendo particolare attenzione a gruppi sociali particolarmente a rischio di fragilità o di disuguaglianza, secondo una visione etica e di coesione sociale”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 01/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Anziani, da Happyageing sette proposte per una nuova stagione

Non solo vaccino anti-Covid. “I rischi di influenza, Herpes Zoster, pertosse, difterite, tetano e infezioni da pneumococco siano sottovalutati dagli over 50”
“L’Italia è uno dei Paesi più longevi: nel 2019, secondo Eurostat, eravamo al secondo posto dopo la Spagna per speranza di vita (83,6 anni, +2,3 anni rispetto alla media UE), tuttavia proprio questa struttura demografica ha fatto sì che con la pandemia si verificasse una significativa inversione di tendenza. È stato perso quasi un anno di aspettativa di vita alla nascita, con alcune regioni che hanno registrato una perdita anche maggiore. In una società che invecchia si verifica un fenomeno di immunosenescenza, cioè una minore risposta fisiologica alle malattie infettive, una riduzione dell’immunità acquisita nell’infanzia, e dunque un maggior rischio di complicanze: per questo occorre dare una particolare attenzione alle politiche di immunizzazione puntando sulle vaccinazioni contro l’influenza, lo pneumococco e l’Herpes Zoster, ma senza dimenticare la pertosse e la difterite che stanno tornando a circolare in Europa e il tetano, la cui copertura diminuisce nel tempo. Per questo HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo intende dare il proprio contributo attraverso una produzione costante di documenti di analisi ma anche, e soprattutto, proposte estremamente concrete”. Con queste parole Michele Conversano, Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico dell’associazione, ha introdotto la II Assise Nazionale HappyAgeing sull’immunizzazione dell’adulto e dell’anziano tenutasi in modalità phygital al Centro Congressi Frentani di Roma grazie al contributo non condizionate di GSK, MSD, Pfizer, Sanofi Pasteur e Seqirus.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2021


giovedì 30 settembre 2021
Il nonno dell’anno? Costruisce dinosauri con i sassi

A Imola Emilio Padovani ha ormai un Jurassic Park tutto suo. Sabato 2 ottobre sarà premiato nella ricorrenza italiana della “Festa dei nonni”
Il “nonno dell’anno” vive a Codrignano, Imola, ed ha un suo personalissimo Jurassic park popolato di dinosauri di sassi che costruisce lui stesso. Si chiama Emilio Padovani e dopodomani, sabato 2 ottobre nella ricorrenza italiana della “Festa dei nonni”, sarà premiato come ‘Nonno dell’anno 2021′. A nominarlo è stata l’associazione culturale “O Leudo” di Sestri Levante (Genova), con questa motivazione: “Un modello culturale altamente educativo”. “Sono una persona semplice, non avrei mai immaginato di poter avere un onore così grande senza nemmeno muovere un dito, infatti è stata l’Associazione ad avere l’iniziativa”, dice Padovani. E’ stata la sua passione per i sassi, di cui è collezionista, a renderlo famoso: li raccoglie ovunque, nei campi, nelle cave o nei greti, di diversa forma e colore. E, dopo aver visto il film Jurassic Park, si diverte a costruire cose e animali, fra cui i suoi dinosauri, diventati tanto noti da farlo approdare anche nelle trasmissioni di Rai Uno.

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2021


giovedì 30 settembre 2021
Rsa, monitoraggio Iss: “Con i vaccini crollata la mortalità”

Report di sorveglianza sulle strutture residenziali socio-sanitarie, dal 5 ottobre 2020 al 19 settembre 2021su 852 strutture. “Mortalità settimanale diminuita nettamente dall’inizio della campagna di vaccinazione e inferiore allo 0,01% anche nelle ultime settimane”. Lieve nuovo aumento dei focolai nei mesi estivi
“La mortalità settimanale per l’infezione da Sars-CoV-2 è diminuita nettamente dall’inizio della campagna di vaccinazione, ed è rimasta inferiore allo 0,01% anche nelle ultime settimane”. È quanto emerge dal terzo aggiornamento del report di sorveglianza sulle strutture residenziali socio-sanitarie, realizzato dall’Iss in collaborazione con il ministero della Salute, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e l’Ars Toscana. “Il report – si legge – segnala da luglio un nuovo aumento nel numero di casi, segno della necessità di rinforzare l’immunità degli ospiti”.
Sono 852 le strutture residenziali che hanno partecipato alla sorveglianza durante l’emergenza Covid-19, dal 5 ottobre 2020 al 19 settembre 2021, per un totale di 31.178 posti letto disponibili. Di queste, 341 erano strutture residenziali per anziani non autosufficienti, per un totale di 15.031 posti letto.

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2021


mercoledì 29 settembre 2021
Milano: il volontariato che allunga la vita. Presentati i dati della ricerca del progetto Tapas in Aging

Salute, qualità di vita e benessere bio-psico-sociale, dopo una certa età, dipendono strettamente dalla presenza di una solida rete di contatti. Chi ha una rete solida di relazioni o è parte attiva di un’associazione non solo riesce ad avere una buona percezione di salute e di benessere psicofisico e riesce a gestire più efficacemente ogni situazione, indipendentemente dalla condizione economica individuale, ma ha anche una salute migliore . Sono le persone che ci stanno a fianco a fare la differenza e non bastano dunque le relazioni parentali, amicali e di buon vicinato; per invecchiare in salute è necessario anche essere inclusi in reti territoriali e avere punti di riferimento associativi .
Sono questi i messaggi emersi da “ Tapas in Aging – Time and Places and Spaces in Aging ”, il progetto biennale (2019-2021) coordinato dall’UOC Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano in collaborazione con AUSER Regionale Lombardia e finanziato da Fondazione Cariplo e presentato a Milano il 24 settembre. I dati sono stati raccolti su un campione di 431 persone over50 residenti in Lombardia e afferenti ad Auser Lombardia come volontari o utenti; i soggetti sono equamente divisi tra uomini (209) e donne (222), hanno un’età media di 70 anni (nello specifico, da 51 a 83 anni) e sono per la maggior parte in pensione.

Leggi: Auser, 29/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Rsa, al via la terza dose di vaccino. Ma troppe ancora le restrizioni alle visite

Il Comitato Orsan indica i “cinque punti fondamentali” e annuncia: “Il 2 ottobre, festeggeremo i nonni, davanti ai cancelli delle Rsa. Non voteremo i candidati che non si impegneranno per gli anziani”
Non c’è pace, per le Rsa: mentre il Cts dà il via libera alla terza dose di vaccino, tante, troppe restano le restrizioni rispetto alle visite dei parenti e, in generale, ai rapporti con l’esterno. Torna a denunciare la situazione il comitato ORSAN – Open RSA Now: “Nove Rsa su dieci si rifiutano di aprire ai parenti sette giorni su sette – riferisce il presidente Dario Francolino – Siamo abbandonati a noi stessi, nonostante Governo e Parlamento abbiano iperlegiferato per farci stare vicini ai nostri affetti, nelle Rsa. L’ostinazione e il disinteresse con cui purtroppo Regioni e Rsa si rifiutano di applicare la legge n.126 promulgata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella pubblicata sulla G.U. è davvero diventata un’emergenza – spiega ancora – Riceviamo almeno 100 telefonate strazianti al giorno che a questo punto consegneremo alla Procura della Repubblica di Monza in cui figli, nipoti, mogli, mariti, fratelli, sorelle, parenti e amici, sono letteralmente disperati perché vedono appassire e morire i propri cari senza una parola di conforto”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 4 ottobre 2021
Marche: eliminazione barriere architettoniche in edifici privati, approvati criteri di riparto dei fondi

Dopo la sospensione dal 2000 al 2017 dei fondi statali, a cui la Regione ha cercato in passato di sopperire con propri fondi, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha assegnato alla Regione Marche 3.186.247,61 euro per le annualità 2018-2019-2020
La Giunta regionale delle Marche ha approvato questa mattina i criteri per il riparto tra i comuni dei fondi statali assegnati per gli anni 2018/2020 per l’eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati, che aveva già ricevuto il 28 settembre scorso il parere favorevole del CAL.
Su proposta dall’assessore all’Urbanistica Stefano Aguzzi, la delibera conferma dunque “l’attenzione dell’esecutivo verso il superamento delle barriere architettoniche – specifica Aguzzi – per una migliore qualità della vita e della fruibilità dell’ambiente”.
Dopo la sospensione dal 2000 al 2017 dei fondi statali, a cui la Regione ha cercato in passato di sopperire con propri fondi, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha assegnato alla Regione Marche complessivi 3.186.247,61 euro per le annualità 2018-2019-2020, al fine di soddisfare l’intero fabbisogno maturato.
“Tali risorse – afferma la nota della regione -, quantificate in circa 2,90 milioni di euro, sono finalizzate a soddisfare le domande pregresse presentate entro il primo marzo 2018 dai cittadini residenti nei comuni che hanno comunicato il proprio fabbisogno aggiornato al 1 marzo 2021, per le difficoltà operative connesse all’emergenza sanitaria in corso”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Toscana, saranno realizzati 62 nuovi alloggi popolari

E’ l’effetto di un accordo di programma che sarà presto sottoscritto da Ministero delle infrastrutture e dalla Regione
La realizzazione di 62 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica: sarà questo l’effetto di un accordo di programma che sarà presto sottoscritto da Ministero delle infrastrutture e Regione Toscana. L’accordo, i cui contenuti sono stati approvati dalla giunta regionale nella sua ultima seduta, permetterà di integrare il Piano nazionale di edilizia abitativa che prevede la realizzazione di 192 alloggi Erp.
Grazie infatti a un’ulteriore ripartizione di risorse ministeriali sono state attribuite alla Regione Toscana altri 6,7 milioni di euro cui si aggiungeranno 2,5 milioni di economie per interventi non realizzati e una integrazione di 1,2 milioni provenienti dal bilancio regionale per un toale di 10,5 milioni.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2021


giovedì 30 settembre 2021
Sardegna, allarme spopolamento: nei borghi 46mila case vuote

La fotografia scattata nell’ultima indagine della Cna Sardegna, secondo cui, in un contesto di irreversibile riduzione della popolazione e senza un cambiamento di rotta, sarà la popolazione dell’entroterra isolano a calare maggiormente. “Attivare un processo di riqualificazione”
In Sardegna ci sono 165 i borghi popolati in media da 1.400 abitanti e caratterizzati da un forte tasso di invecchiamento della popolazione -circa un quarto degli abitanti ha superato i 64 anni- e dalla presenza di molti edifici in disuso: ad ora risultano 11.700 gli edifici inutilizzati e 46 mila le abitazioni vuote. Questa la fotografia scattata nell’ultima indagine della Cna Sardegna, secondo cui, in un contesto di irreversibile riduzione della popolazione -che potrebbe arrivare al -28% da qui al 2050- e senza un cambiamento di rotta, sarà la popolazione dell’entroterra isolano a calare maggiormente: -36%, in base alle proiezioni demografiche. Ovviamente i primi centri urbani ad essere colpiti saranno i piccoli borghi.
“Il calo demografico, lo spopolamento dell’entroterra, tende a determinare la perdita di identità culturale dell’isola- spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna-. Serve dunque un progetto di sviluppo che ponga maggiore attenzione alle dinamiche socio-economiche dell’entroterra, attraverso la valorizzazione e la tutela dell’immenso patrimonio paesaggistico e culturale, ripensando la qualità della domanda turistica, promuovendo un turismo culturale, naturalistico, esperienziale e promuovendo la cultura, l’economia, l’artigianato e le tradizioni locali”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2021


mercoledì 29 settembre 2021
Stop barriere architettoniche, case senza ostacoli per persone con disabilità e anziani: dalla Regione E.Romagna 10,2 milioni di euro

Un aiuto concreto a chi rischia di vivere isolato arriva dalla Regione Emilia-Romagna, che per il 2021 ha stanziato complessivamente quasi 10,2 milioni di euro, tra risorse statali e regionali, per l’eliminazione e il superamento delle cosiddette barriere architettoniche negli edifici e nelle abitazioni private. Un pacchetto di risorse destinate ai Comuni ed Unioni per finanziare i lavori edilizi di miglioramento dell’accessibilità negli appartamenti e nelle parti comuni dei condomini, la cui ripartizione su tutto il territorio, è stata approvata dalla Giunta regionale in questi giorni; saranno poi i Comuni ad assegnarle ai cittadini e alle famiglie residenti che ne hanno fatto richiesta.
Nel dettaglio, della somma complessiva (10 milioni 169 mila euro), 8,2 milioni di euro provengono dal Fondo nazionale, e i restanti 1,9 milioni sono quelli stanziati annualmente dalla Regione attraverso lo specifico Fondo regionale, istituito con una legge regionale nel 2013; un Fondo che dalla sua attivazione ha permesso di finanziare, con oltre 14,4 milioni di euro, più di 4.400 interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche in ambito domestico.

Leggi: Rete Caad, 29/09/2021


mercoledì 29 settembre 2021
Amministrative a Roma, un “social business plan” per misurare i servizi sociali

Lo chiede Alessandro Radicchi di Europe Consulting e Binario 95. “Non serve solo un intervento sociosanitario ma un’integrazione sociosanitaria, non basta strillare che le persone non devono stare in strada, bisogna provvedere a una vera presa in carico”
“Roma ha bisogno innanzitutto di un social business plan”. Ne è convinto Alessandro Radicchi, presidente di Europe Consulting e Binario 95, che spiega così a Redattore Sociale quali sono le priorità nel campo del sociale a cui dovrà porre attenzione il prossimo sindaco di Roma. “La pandemia ha evidenziato alcuni elementi: la velocità di intervento del terzo settore ha compensato una più lenta e più difficile capacità adattamento delle istituzioni a far fronte allo shock pandemico. Le sinergie si sono poi attivate – spiega – ma c’è l’esigenza di una pianificazione dell’emergenza, non solo sanitaria ma anche climatica, per esempio sul piano freddo e il piano caldo per i senza dimora”.
Secondo Radicchi, dunque, Roma ha bisogno di “un sistema di protezione sociale che sia in grado di attivarsi con facilità, le cui risorse siano già predefinite. Ogni anno arriviamo in ritardo, arriviamo cioè al 20 novembre o al 1 dicembre a capire quanti posti effettivi ci sono e come attivarci per il periodo invernale”. Serve dunque una strategia che va definita in largo anticipo.

Leggi: Redattore Sociale, 29/09/2021


IN AGENDA:

Il 7 ottobre a Roma “L’assistenza si costruisce insieme”

Per riformare nel profondo il nostro sistema di welfare – e in particolare la presa in carico delle persone affette da malattie croniche e il potenziamento dell’assistenza territoriale – è fondamentale ascoltare le proposte e le ragioni di chi è in prima linea.
Per questo Spi Cgil e Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn hanno deciso di chiamare a raccolta cittadini, operatori socio-sanitari e istituzioni per un’iniziativa seminariale dal titolo “L’assistenza si costruisce insieme. I protagonisti del Sssn dialogano” che si terrà il prossimo 7 ottobre a Roma presso il Centro Congressi Frentani.
I lavori saranno aperti alle ore 9.30 dalle introduzioni del Segretario nazionale Fp Cgil e Dirigenti Ssn Andrea Filippi e della Segretaria nazionale dello Spi Cgil Antonella Pezzullo.
Seguirà una tavola rotonda condotta dalla giornalista di Quotidiano Sanità Ester Maragò a cui prenderanno parte diversi pensionati e operatori sanitari del territorio. All’iniziativa parteciperanno inoltre la senatrice e vice-Presidente della Commissione igiene e sanità del Senato Paola Boldrini, l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato e il direttore dell’Agenas Domenico Mantoan.
Le conclusioni sono invece affidate ai Segretari generali nazionali dello Spi Cgil e della Fp Cgil Ivan Pedretti e Serena Sorrentino.
Sarà possibile seguire il seminario in diretta sulle pagine Facebook dello Spi Cgil nazionale e della Funzione pubblica Cgil nazionale.

Leggi: Spi-Cgil


International Tenants’ Day 2021. Il SUNIA aderisce alla “Giornata internazionale degli inquilini” promossa dallo IUT (International Union of Tenants)

Per più di un anno la pandemia da COVID-19 ha causato enormi danni umani ed economici su scala globale. Il virus continua a cambiare i nostri modi di vivere e la ripresa richiederà immensi investimenti, finanziari e umani. Il settore abitativo, di conseguenza, è soggetto alle stesse sfide di prima della pandemia, solo ancora più profonde e gravi. Gli inquilini, in quanto gruppo vulnerabile nel mercato immobiliare, stanno affrontando sfratti e affitti arretrati. Il tema riflette la nostra speranza per la ripresa dalla pandemia da covid-19, una rinnovata enfasi e soluzioni per la crisi climatica insieme alla costruzione di alloggi a prezzi accessibili per tutti.

Leggi: Sunia


Roma, PNRR e un nuovo modello di sviluppo. Iniziativa della Cgil con movimenti e associazioni del terzo settore

Il 7 ottobre a partire dalle ore 15.30, presso i giardini di Piazza Vittorio a Roma, si terrà una iniziativa organizzata dalla Cgil insieme ad associazioni e movimenti sul rapporto tra le risorse stanziate all’interno del Pnrr e un nuovo modello di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile. L’obiettivo di tale incontro è quello di rafforzare ed estendere una rete che rivendichi partecipazione alle scelte decisive per il futuro del Paese e aprire a livello nazionale, regionale e territoriale spazi pubblici di confronto sulla finalizzazione delle risorse, garantendo un monitoraggio condiviso sulle missioni e i progetti del Next Generation eu. L’iniziativa si articolerà su tre Panel di discussione e confronto, dedicati ai temi del welfare, della transizione digitale e ambientale. L’Auser sarà direttamente coinvolta nella discussione dedicata al welfare.
L’iniziativa sarà conclusa con un dibattito al quale parteciperà Maurizio Landini, Seg. Gen. della Cgil assieme ad altre personalità, sulla sintesi dei punti condivisi affrontati nei diversi panel. Il lavoro preparatorio, a cui ha partecipato Domenico Pantaleo per Auser, ha definito la scaletta degli argomenti da trattare ma soprattutto ha evidenziato che l’appuntamento del 7 rappresenta il punto di partenza di un percorso che dovrà continuare a livello nazionale e territoriale.

Leggi: Auser


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Giornata anziani, Mattarella: promuovere l’inclusione nella dimensione digitale

La dichiarazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la Giornata internazionale delle persone anziane che ha come tema l’equità digitale. “Creare una sinergia tra le radici di un Paese e la sua crescita”
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Quest’anno la Giornata internazionale delle persone anziane ha come tema l’equità digitale per tutte le età e si sofferma sulla necessità di offrire a tutti l’accesso pieno al mondo digitale e ai progressi tecnologici. Obiettivo delle Nazioni Unite è quello di raggiungere uno sviluppo sostenibile entro il 2030, cercando di colmare il divario digitale che ancora persiste tra i diversi Paesi.
Investire sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie significa promuovere la piena inclusione dei cittadini di tutte le età nella vita relazionale e culturale del Paese. Restare esclusi dalla dimensione digitale può essere per un anziano un fattore di emarginazione sociale.
Definire la persona anziana oggi non è facile perché l’età è un concetto dinamico e in continua evoluzione. Considerare ‘anziana’ una persona non può costituire l’alibi per lasciare indietro una parte della popolazione rispetto a cambiamenti ed evoluzioni che hanno l’effetto di trasformare la nostra vita.

Leggi: Redattore Sociale


Il Piano nazionale di domiciliarità integrata

La proposta del “Patto” per la Legge di Bilancio 2022
Dalle organizzazioni del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” la richiesta di avviare – nel 2022 – il Piano Nazionale di Domiciliarità Integrata per gli anziani non autosufficienti.
Il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza propone di avviare – nel 2022 – il Piano Nazionale di Domiciliarità Integrata per gli anziani non autosufficienti. Il Piano inizia la costruzione dei servizi domiciliari di cui l’Italia ha bisogno, utilizzando i nuovi fondi già previsti e aggiungendo gli altri necessari. Le azioni da compiere consistono nel cambiare il modello d’intervento dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata, delle Asl), nello stanziare maggiori risorse per il Sad (Servizio di assistenza domiciliare, dei Comuni) e nel realizzare risposte integrate.
Il Patto ritiene necessario rafforzare l’intera filiera dei servizi: domiciliari, semi-residenziali e residenziali. Gli investimenti del PNRR e le recenti normative concentrano i nuovi stanziamenti per la non autosufficienza sugli interventi a domicilio: il loro utilizzo è in via di definizione. Adesso è, quindi, il momento di presentare una proposta per la domiciliarità.
Perché avviare il Piano Domiciliarità
Primo, per cominciare a fornire migliori risposte ad anziani e famiglie. Non si può aspettare l’introduzione – tra il 2023 e il 2024 – della complessiva riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, prevista dal PNRR.
Secondo, per sfruttare il periodo precedente alla riforma iniziando a modificare gli interventi nella sua direzione, dato che l’attuazione dei cambiamenti nei territori è sempre lunga e complessa.
Terzo, per evitare contraddizioni tra le misure attivate adesso e gli scopi della successiva riforma, che creerebbero le condizioni per il suo fallimento. Il rischio riguarda l’attuale configurazione dell’Adi, la mancanza di un collegamento con il Sad e l’assenza di risorse addizionali a esso destinate.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Via libera alla somministrazione concomitante vaccino Covid-19 e antinfluenzale. Ecco la circolare del Ministero della Salute

Sarà possibile programmare la somministrazione dei due vaccini nella medesima seduta vaccinale tranne che per i vaccini vivi attenuati, per i quali può essere considerata valida una distanza minima precauzionale di 14 giorni prima o dopo la somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2. La “doppia vaccinazione” è rivolta in particolare ad alcune categorie di soggetti per le quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e che siano allo stesso tempo eleggibili per la vaccinazione Covid (soggetti preposti alla terza dose, persone over 60 non ancora vaccinate, etc.).
Via libera alla somministrazione concomitante vaccino Covid-19 e antinfluenzale. È quanto prevede una circolare del Ministero della Salute che informa che “sarà possibile programmare la somministrazione dei due vaccini (antinfluenzale e anto Covid), nel rispetto delle norme di buona pratica vaccinale, nella medesima seduta vaccinale, fermo restando che una eventuale mancanza di disponibilità di uno dei due vaccini non venga utilizzata come motivo per procrastinare la somministrazione dell’altro”.
La “doppia vaccinazione” sarà possibile in particolare per alcune categorie di soggetti per le quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e che siano allo stesso tempo eleggibili per la vaccinazione antiSARS-CoV-2/COVID-19 (es. gruppi target della dose addizionale o booster, persone over 60 non ancora vaccinate, etc.)

Leggi: Quotidiano Sanità


 

 

 

 

 

 

 

 

Una rete di 300  nonni  e nonne di comunità volontari Auser per cambiare il territorio e contrastare la povertà educativa minorile
Concluso il progetto promosso e finanziato dall’Impresa Sociale Con i Bambini
Trecento nonni volontari Auser, cinquecento bambini da 0 a 6 anni, 1200 famiglie, 47 partner e quattro regioni: Lombardia, Toscana, Umbria e Basilicata. Sono i  numeri del progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali” soggetto capofila Auser Lombardia. Un progetto realizzato nell’ambito del bando per la prima infanzia affidato per la gestione da Fondazione con il Sud all’Impresa Sociale  “Con i bambini” che ha presentato a Roma in un evento pubblico, esiti ed esperienze.


NEWS:

martedì 28 settembre 2021
Nel 2022 il Piano nazionale di domiciliarità integrata: la proposta delle associazioni

Documento di oltre 40 organizzazioni del terzo settore pubblicato oggi e indirizzato a Governo, Parlamento e società civile. Il Piano come primo passo verso una riforma complessiva dell’assistenza agli anziani prevista per il 2023-2024 dal Pnrr. Gori: “Anziani e famiglie non possono aspettare”
Anziani e famiglie hanno bisogno con urgenza di risposte ai loro bisogni. Non possono aspettare una riforma generale dell’assistenza che, pur necessaria, arriverà nel 2023-2024. È questa la ragione stringente che ha ispirato oltre 40 organizzazioni del terzo settore, riunite nel Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza, a ideare un “Piano nazionale di Domiciliarità Integrata”, che viene pubblicato oggi e indirizzato a Governo, Parlamento e alla società civile. Un Piano da avviare nel 2022, inserendolo nella manovra finanziaria del Governo. L’Italia ha l’occasione storica, grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e i fondi dell’Unione Europea, di dar vita a una riforma complessiva dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Che però vedrà la luce tra due o tre anni, se va bene. Nel frattempo, si può compiere un primo passo importante, atteso da famiglie, anziani e dagli operatori del settore: un nuovo Piano che riorganizzi, migliori e rilanci l’assistenza domiciliare. “Gli investimenti del Pnrr e le recenti normative concentrano i nuovi stanziamenti per la non autosufficienza sugli interventi a domicilio -sottolinea Cristiano Gori, docente di Politica sociale all’Università di Trento e coordinatore scientifico del Patto-:Noi guardiamo alla realtà e quindi partiamo da qui. Questo è il primo treno che parte sull’assistenza agli anziani, dobbiamo prenderlo e fare in modo che dia i suoi frutti al più presto. Anziani e famiglie non possono aspettare”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Ecco le azioni per realizzare il Piano nazionale domiciliarità integrata

Tre i provvedimenti principali previsti secondo le associazioni promotrici: la creazione di una cabina di regia ministeriale e di accordi tra comuni e Asl, più ore per l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) e più risorse per il Servizio assistenza domiciliare (Sad)
Sono tre le azioni per realizzare il Piano nazionale di domiciliarità integrata, lanciato oggi da oltre 40 organizzazioni del terzo settore: creare una cabina di regia tra ministeri, cambiare il modello di intervento dell’attuale Assistenza domiciliare integrata (Adi), incrementare i fondi del Servizio assistenza domiciliare (Sad). “Il Piano intende connettere le attività degli attori responsabili della domiciliarità, a livello locale (Comuni e Asl) così come nazionale (i Ministeri competenti per la non autosufficienza, Welfare e Salute). Solo agendo su entrambi i livelli è possibile costruire risposte integrate”, si legge nel documento consultabile sul sito.
Attualmente l’assistenza agli anziani è di competenza sia del ministero del Welfare che di quello della Salute. Il Piano prevede che “costituiscano una Cabina di Regia nazionale unitaria, responsabile delle leve cruciali di governo del Piano: i fondi, il loro utilizzo e la relativa verifica”. Un coordinamento dunque che .parta dall’alto ma che poi coinvolga ogni attore della “filiera”. “Nei territori, il Piano Domiciliarità stabilisce che – nel 2022 – tutti gli Ambiti sociali (Comuni) e i Distretti sanitari (Asl) stipulino un accordo per realizzare insieme i requisiti organizzativi di base per un approccio integrato -si legge nel documento-: l’unità di valutazione multidimensionale, dove esaminare le condizioni dell’anziano e individuare gli interventi più adeguati, il progetto personalizzato integrato, che comprenda il complesso delle prestazioni pubbliche fruite e le raccordi con l’attività dei familiari e delle badanti, (il responsabile del caso, punto di riferimento nel tempo per ogni soggetto coinvolto”

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Dodici milioni di nonni si prendono cura dei nipoti e li aiutano economicamente

“I nonni in Italia durante dodici mesi di pandemia hanno contribuito con oltre 38,3 miliardi ai bilanci delle famiglie”. È la fotografia del mondo dei nonni che emerge da un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani
“I nonni in Italia durante dodici mesi di pandemia hanno contribuito con oltre 38,3 miliardi ai bilanci delle famiglie. Sono infatti 12 milioni i nonni italiani che oltre a fare da baby sitter ai loro nipoti sostengono economicamente le famiglie dei propri figli, soprattutto per comprare vestiti, giochi, libri, per pagare la scuola o le varie attività dei nipoti, ma anche per pagare il mutuo o l’affitto di casa o semplicemente per fare la spesa. Senza calcolare il valore economico dell’attività di accudimento dei nipoti. Anche per continuare a svolgere questo lavoro i nonni hanno deciso di proteggere la propria salute e quella di chi li circonda vaccinandosi per primi (lo ha fatto oltre il 98% del campione intervistato da Senior Italia). A spingerli a vaccinarsi contro il Covid è stato infatti l’amore per i figli e i nipoti e il desiderio di riabbracciarli e tornare alla normalità piuttosto che la paura”. È la fotografia del mondo dei nonni che emerge da un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani, i cui risultati sono stati diffusi oggi in occasione della conferenza stampa di presentazione della Festa dei Nonni 2021, tenutasi presso il Senato della Repubblica, alla quale hanno partecipato la vice presidente del Senato della Repubblica Paola Taverna, il vice presidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo, il Sottosegretario per la Salute Pierpaolo Sileri e il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
La carica dei 300 nonni di comunità

Circa 300 “nonni e nonne di comunità” che hanno messo tempo, affetto ed esperienza a disposizione di 500 bambini da zero a 3 anni. Li hanno fatti giocare, li hanno accompagnati in piscina, hanno fatto con loro passeggiate e laboratori, hanno impastato insieme il pane e la pizza. I risultati dell’originale progetto di Auser finanziato da Con i Bambini
Nonna Lola ha quasi 80 anni e ha raccontato ai bambini un’infinità di storie, che loro ascoltavano incantati. C’è nonno Gaetano con le sue costruzioni, Emidio il nonno contadino. Sono solo alcuni dei circa 300 “nonni e nonne di comunità” che da oltre tre anni hanno messo tempo, affetto ed esperienza a disposizione di 1.200 famiglie fragili, seguendo circa 500 bambini da zero a 3 anni. Li hanno fatti giocare, li hanno accompagnati in piscina, hanno fatto con loro passeggiate e laboratori, hanno impastato insieme il pane e la pizza. Durante il lockdown hanno continuato a far sentire la loro vicinanza in tutti i modi possibili.
Sono loro il cuore del progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”, progetto sostenuto dall’Impresa sociale “Con i bambini” che ha visto Auser Lombardia come capofila. Il progetto ha interessato quattro regioni: Lombardia, Toscana, Umbria e Basilicata, coinvolgendo una cinquantina di partner tra cui l’Università Bicocca di Milano, la Fondazione Asilo Mariuccia, l’Istituto degli Innocenti di Firenze. Gli esiti del progetto sono stati presentati oggi a Roma, da Lella Brambilla, presidente Auser Lombardia e responsabile del progetto e della pedagogista e professore onorario dell’Università Bicocca di Milano Susanna Mantovani.

Leggi: Vita, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Sileri: i nonni valgono 20 miliardi l’anno, con il nuovo Ssn più tutele

“Sono la ‘silver economy’, sono coloro che offrono sostegno alle famiglie, ai figli e ai nipoti”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo a “La festa dei nonni 2021”, un’iniziativa di Senior Italia FederAnziani
“Il valore dei nostri nonni può essere parzialmente indicato con una cifra ben precisa: 20 miliardi di euro l’anno. I nonni sono la ‘silver economy’, sono coloro che offrono sostegno alle famiglie, ai figli e ai nipoti. Per questo abbiamo il dovere di tutelarli e lo faremo di più con quello che sarà il nostro nuovo sistema sanitario”. Lo ha detto il Sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo alla presentazione de “La festa dei nonni 2021”, un’iniziativa di Senior Italia FederAnziani e presentata dalla senatrice Paola Taverna.
“La categoria più colpita dal Covid è quella dei nostri nonni, gli anziani. La maggior parte dei 130mila decessi registrati- ricorda Sileri- riguarda proprio i nonni, le librerie delle nostre famiglie, le nostre basi e le nostre radici. Il dramma più grande di questa pandemia è proprio aver perso loro”. E continua: “Stiamo lavorando per mettere in sicurezza i nonni. Mancano all’appello alcune centinaia di migliaia di over 65 per la vaccinazione e a loro rivolgiamo continuamente il nostro appello. Capisco la riluttanza alla vaccinazione, ma con la giusta informazione riusciremo a mettere in sicurezza gli indecisi. Siamo pronti a continuare a proteggere gli over 80 e gli ospiti delle Rsa con la somministrazione della terza dose”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Sad anziani: diventi livello essenziale

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede che il Parlamento individui i livelli essenziali delle prestazioni per gli anziani non autosufficienti. Il testo di Franco Pesaresi e Cristiano Gori propone al dibattito la definizione del livello essenziale dell’assistenza domiciliare socio-assistenziale per anziani non autosufficienti nella prospettiva dell’annunciata legge di riforma.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza), Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non Autosufficienza)
SAD anziani: diventi livello essenziale!
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha previsto che entro la primavera del 2023 il Parlamento approvi la riforma legislativa organica degli interventi in favore degli anziani non autosufficienti provvedendo anche alla formale individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni.
Uno dei livelli essenziali dovrà necessariamente prevedere l’assistenza domiciliare socio-assistenziale che è, evidentemente, la forma prioritaria di assistenza per gli anziani non autosufficienti anche tenuto conto che l’assistenza domiciliare sanitaria (Adi) è già un livello essenziale (LEA).
Questo scritto propone al dibattito la definizione del livello essenziale dell’assistenza domiciliare socio-assistenziale per anziani non autosufficienti nella prospettiva dell’annunciata legge di riforma della non autosufficienza.

Leggi: I Luoghi della Cura, 28/09/2021


lunedì 27 settembre 2021
ABITIAMOLA – Newsletter Agosto – Settembre 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
■ L’inquinamento atmosferico rappresenta uno dei maggiori rischi per la salute nel mondo, contribuendo a circa 7 milioni di morti premature ogni anno. Si stima, peraltro, che le sole emissioni derivanti da combustibili fossili costino all’economia fino a 2,9 trilioni di dollari all’anno (3,3% del PIL globale), a cui si aggiungono anche una serie di problemi ambientali. Nel nostro Paese, a settembre, 11 città hanno già superato il limite previsto per le polveri sottili. Il Report di Legambiente “Mal’Aria”.
■ La piaga dell’abusivismo edilizio continua a produrre, secondo dati forniti dal Cresme, più di 20mila case ogni anno, tra costruzioni ex novo e ampliamenti significativi. Procedere con gli abbattimenti dei manufatti illegali è il migliore deterrente perché si scongiuri il sorgere di nuovi abusi. Ma, secondo dati recenti, dal 2004 al 2020 è stato abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da ordinanza, consolidando un’economia illegale e “parallela”. Il Terzo bando per la demolizione degli abusi edilizi (MIMS).
■ Dopo cinque anni dal sisma che colpì l’Italia centrale, i numeri confermano l’accelerazione data alla ricostruzione, ma l’obiettivo di far rinascere quei luoghi è ancora molto lontano da raggiungere. Occorre un grande piano di rilancio che guardi ai reali bisogni delle comunità, partendo dai piani di investimento di risorse pubbliche e private, per giungere ad una efficace programmazione dei servizi pubblici sanitari, scolastici, di trasporto e di connessione materiale e immateriale. Il Terzo Rapporto sulla ricostruzione.

Leggi: Cgil, 27/09/2021


sabato 25 settembre 2021
Vaccini, terza dose subito a over 80 e ospiti di Rsa: poi toccherà agli operatori sanitari più a rischio. Brusaferro (Cts): “Per questi ultimi nessun rinvio”

In arrivo una nuova circolare del ministero della Salute con le linee guida. Ampia la disponibilità di vaccini. Dopo gli anziani la terza dose a medici e operatori sanitari over 60 o con patologie
Terza dose da subito a over 80 e ad ospiti delle Residenze sanitarie assistite, anche se meno anziani. Poi toccherà al personale sanitario ritenuto più a rischio o per età ( over 60) o per fragilità. Poi via via agli altri e alle persone con le patologie che avevano avuto la priorità già nelle prime fasi della campagna vaccinale.
Questa la valutazione del Comitato tecnico scientifico che ha così sciolto gli interrogativi posti dal ministero della Salute sul target per il quale prevedere la dose booster di vaccino. Nelle prossime ore sono attese le linee guida del ministero della Salute con una nuova circolare che servirà alle Regioni per organizzare le nuove somministrazioni per le quali c’è ampia disponibilità di vaccini Pfizer e Moderna, gli unici che saranno utilizzati.
Ma intanto, alle voci su un possibile rinvio della terza dose agli operatori sanitari, Silvio Brusaferro, portavoce del Cts, risponde: “Non
sono previsti rinvii per gli operatori sanitari. Nel costante perseguimento di un’ottica di massima precauzione, la somministrazione di un’ulteriore dose di vaccino viene indicata progressivamente per gli ultraottantenni, i residenti nelle RSA, persone ultrafragili e operatori sanitari a partire da quelli più a rischio”, si legge in una nota.

Leggi: La Repubblica, 25/09/2021


venerdì 24 settembre 2021
Intervento di 3 miliardi, oneri di sistema sospesi per 6 milioni di pmi. Niente rincari gas per 2,5 milioni, Iva al 5%

Roma Un intervento da 3 miliardi di euro per sostenere famiglie e imprese che dal primo ottobre dovranno affrontare la stangata delle bollette di luce e gas. Via gli oneri di sistema nella bolletta elettrica per tutti fino alla fine dell’anno. Aliquota Iva al 5% sui consumi di gas metano e bonus sociale per circa 3 milioni di persone. Lo aveva annunciato ieri mattina il presidente del Consiglio Mario Draghi durante il suo intervento all’assemblea di Confindustria a Roma, e nel pomeriggio il Consiglio dei ministri ha dato l’ok al decreto legge per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas per il quarto trimestre 2021.
Dal primo ottobre al 31 dicembre 2021 dunque 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kilowatt e 6 milioni di piccole e medie imprese con utenze in bassa tensione usufruiranno del taglio totale degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica. A questi si aggiungono oltre 3 milioni di persone che già oggi beneficiano del bonus energia, previsto per i nuclei famigliari con un Isee al di sotto di 8.265 euro annui, per i nuclei famigliari numerosi (Isee entro i 20.000 euro e almeno 4 figli), per i percettori del reddito o della pensione di cittadinanza, e per coloro che si trovano in gravi condizioni di salute: «Per costoro – spiega Palazzo Chigi – sono azzerati gli effetti del futuro aumento della bolletta». Impegnati 2,5 miliardi per un intervento, ha sottolineato il presidente del Consiglio Draghi, «con una forte valenza sociale, per aiutare in particolare i più poveri e i più fragili».

Leggi: Corriere della Sera, 24/09/2021


mercoledì 22 settembre 2021
Anziani, terza dose e vaccino antinfluenza saranno dati insieme

Il piano del ministero per somministrare agli over 80 le due dosi nella stessa giornata
Fare il vaccino contro l’influenza insieme alla terza dose di quello contro il Covid. È l’ipotesi sulla quale si lavora al ministero alla Salute, dove è in preparazione la circolare sul cosiddetto “booster”, cioè il rinforzo di protezione dato da una nuova somministrazione a persone anziane e a parte del personale sanitario. A ottobre, quando sarà terminato il lavoro da poco iniziato sulle persone che hanno problemi al sistema immunitario, riceverà di nuovo l’anti-coronavirus chi ha più di 80 anni oppure si trova in una Rsa. Si tratta di una categoria di persone che rientra in quella, più ampia, alla quale è consigliato il vaccino contro la malattia stagionale, cioè gli over 60. Quest’anno si voleva partire proprio dalla fine del mese prossimo con la campagna contro l’influenza e così è necessario decidere in fretta cosa fare: chiedere che passi un certo periodo di tempo, magari 15 giorni, tra una somministrazione e l’altra oppure farle insieme? Il punto è che non ci sono studi che diano un’indicazione precisa su come comportarsi. Si procede in base all’esperienza con gli altri vaccini. Mentre in Europa nessuno si è ancora mosso, negli Usa si è deciso di procedere con la doppia somministrazione in contemporanea, dopo l’indicazione di Cdc, i Centers for disease control. Al momento è questa la strada che sembra intenzionata a imboccare anche l’Italia. Al ministero si ipotizzano due iniezioni, una per braccio, nel corso della stessa seduta.

Leggi: La Repubblica, 22/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Equità e parità di gettito: si tratta sul Catasto, slitta la riforma fiscale

I nuovi calcoli sulle tasse del mattone fanno rinviare ancora l’approdo in Cdm della delega.
Sul Catasto il Governo va avanti. Cercando di rincorrere l’invarianza di gettito che, secondo le intenzioni dei tecnici del Mef, dovrebbe tradursi in una redistribuzione del carico fiscale sulla casa adeguando le rendite ai valori di mercato ma senza far crescere l’importo complessivo delle tasse sul mattone. E senza toccare l’abitazione principale.
​Obiettivi certo non facili da far passare con una maggioranza che si è subito spaccata sulle tasse sul mattone. Ma la macchina va avanti, costi anche dover prendere qualche giorno in più per il varo della delega fiscale, contestualmente all’approvazione della Nadef, e lasciare spazio nel Cdm di giovedì prossimo al decreto legge per ridurre di almeno un terzo l’aumento delle bollette di luce e gas, e alle misure antidelocalizzazione (su cui restano però ancora divergenze). Misure queste ultime che potrebbero prendere anche la forma di emendamenti al decreto sulla crisi d’impresa all’esame delle Camere.
Con la delega fiscale, sollecitata anche dalla Commissione europea, il Governo punta a riscrivere l’Irpef, alleggerendo il prelievo sui redditi medio bassi e accentuando quanto più possibile la separazione tra redditi da lavoro e rendite finanziare. Non solo. La delega punta anche a ridurre i vicoli della privacy per consentire all’amministrazione finanziaria di utilizzare con più efficacia la miriade di dati in suo possesso per contrastare l’evasione.

Leggi: Agefis News, 21/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Badanti, Domina: “Green pass necessario, serve numero verde contro i certificati falsi”

Lorenzo Gasparrini, segretario generale dell’Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico: “Il rischio di vedersi fornire una documentazione falsa, in cui incorrono soprattutto i più anziani non avvezzi alle nuove tecnologie, è concreto e elevato”
Il lavoro domestico in Italia coinvolge oltre 2 milioni di famiglie ed è il vero pilastro dell’assistenza nel Paese. Il settore, che da solo vale l’1,1% del PIL (17,9 miliardi di € di valore aggiunto), consente di prendersi cura dei nostri anziani e delle persone più fragili che, mai come in questo periodo pandemico necessitano di essere tutelate. “L’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio è un passo verso una maggiore sicurezza per questa fetta di popolazione ma da solo non basta – afferma Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico) -. È noto che la pratica delle false certificazioni verdi si sta diffondendo in molti Paesi ed il rischio di vedersi fornire una documentazione falsa, in cui incorrono soprattutto i più anziani non avvezzi alle nuove tecnologie necessarie per la verifica della validità del documento, è concreto e elevato”.
“Per far fronte a questa problematica – conclude Gasparrini – chiediamo che venga attivato, presso una pubblica Istituzione, un numero verde che consenta alla famiglia di verificare l’autenticità e la scadenza del Green Pass del proprio lavoratore domestico”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2021


DALLE REGIONI:

martedì 28 settembre 2021
Campania, pensionati poveri, soli e con pochi servizi sociali

“Il 68,87 per cento dei pensionati campani percepisce un reddito inferiore ai 1000 euro mensili. La nostra regione si colloca al dodicesimo posto per reddito medio annuo con 17.810 euro. Per quanto riguarda le aree metropolitane, Napoli ha un reddito medio di 21.668 euro, con una forbice che va dai 47.313 euro per le fasce più agiate ai 13.866 euro per le fasce più in difficoltà. L’aspettativa di vita in Campania è la più bassa del Paese: gli uomini vivono in media 78,4 anni, le donne 83,3. Entrambi gli indicatori ci pongono all’ultimo posto nella classifica nazionale. Una situazione aggravata anche da una cronica carenza di servizi sociali”.
Sono questi alcuni dati della ricerca realizzata dallo Spi Cgil Campania Napoli sulla condizione degli anziani e sulla situazione pensionistica regionale che sarà presentata alla stampa ieri mattina (lunedì 27 settembre) alle ore 11 nella sede del sindacato pensionati Cgil in via Duomo 296 a Napoli. All’incontro con i giornalisti parteciperanno il segretario generale dello Spi Cgil Campania Napoli, Franco Tavella ed i segretari Giovanni Nughes e Alfonso Viola.
“Lo studio – spiega Franco Tavella – mette a confronto i dati campani con quelli nazionali e di altre regioni e territori che ha lo scopo non solo di fotografare la situazione in atto ma, anche e soprattutto, di allargare la discussione ed il confronto in sede politica ed istituzionale ai vari livelli sulla situazione strutturale dell’economia campana e sulla condizione socio-economica”.

Leggi: Collettiva, 28/09/2021


venerdì 24 settembre 2021
Palermo. Allarme dei sindacati della casa. Richiesta di convocazione al prefetto. “Chiediamo incontro assieme all’amministrazione della città su sblocco degli sfratti e emergenza Covid”

Le organizzazioni sindacali degli inquilini, Sunia Sicet e Uniat, hanno chiesto la convocazione urgente di un tavolo di confronto, congiuntamente all’amministrazione della città, per “analizzare, verificare e prospettare possibili interventi in relazione alla situazione degli sfratti”.
Da un anno, a causa del Covid-19 e della crisi economica, gli sfratti erano stati bloccati.
Ma adesso si riparte.
“Lo sblocco degli sfratti rischia di trasformarsi in un’emergenza sociale dalle incalcolabili ricadute – dichiarano i segretari del Sunia Zaher Darwish, del Sicet Mario Bommarito dell’Uniat Giovanni Sardo – Nonostante le esecuzioni siano diversificate nel tempo, sono già arrivate le lettere a numerose famiglie, preannunciando il tentativo di prendere in consegna gli immobili. Di fronte a questa grave situazione, registriamo un silenzio assordante e l’inerzia della amministrazione della città”.

Leggi: Sunia, 24/09/2021


giovedì 23 settembre 2021
Catanzaro. Sottoscritto e depositato il nuovo accordo territoriale per i contratti a canone concordato per la città di Catanzaro

Dalle organizzazioni rappresentative della proprietà immobiliare e dell’inquilinato
È stato sottoscritto in sede sindacale e depositato presso il Comune di Catanzaro il nuovo accordo territoriale per i contratti concordati di locazione per la città di Catanzaro, i quali riguardano le tre tipologie di contratti per esigenze ordinarie di abitazione, per esigenze transitorie e per studenti universitari.
Lo stesso, frutto di un lungo lavoro preparatorio, da approfonditi studi e ricerche e dall’intesa raggiunta della organizzazioni sindacali rappresentative sia a livello nazionale sia a livello locale della proprietà immobiliare, Confedilizia Catanzaro, rappresentata dal presidente avv. Sandro Scoppa, e dell’inquilinato, Sunia-CGIL Calabria, rappresentata da Francesco Alì e Gaetana Pesce, Sicet-Cisl Catanzaro, rappresentata da Raffaele Rotundo, Uniat-Uil Calabria, rappresentata da Alberto Frontera, e Conia Catanzaro, rappresentato da Francesco Severino, segna un momento importante per la città capoluogo di Regione e conferma, nello stesso tempo, l’impegno delle medesime OO.SS. verso un settore, come quello immobiliare, che da tempo soffre una crisi profonda.

Leggi: Sunia, 23/09/2021


mercoledì 22 settembre 2021
Roma, il sindacato in piazza: fare rete per combattere il disagio

La festa di ieri organizzata dal sindacato dei pensionati Cgil di Roma e Lazio – insieme allo Spi di Roma centro ovest litoranea e alla lega Spi del IX Municipio – in uno dei quartieri periferici della Capitale, il Laurentino 38, è solo una delle tante iniziative che hanno animato e animeranno, fino alla fine di ottobre, le piazze di Roma e di tutto il Lazio. L’obiettivo dello Spi Cgil è quello di radicarsi sempre di più sul territorio dialogando con le persone che vivono la città, o le aree interne, ascoltare i loro bisogni, offrire momenti di incontro, scambio, dibattito, confronto. Per trovare insieme soluzioni concrete che abbiano come fine ultimo quello di migliorare la qualità della vita delle persone.
Pochi mesi fa lo Spi di Roma e Lazio inaugurava una nuova sede proprio al Laurentino 38, noto quartiere della periferia sud della Capitale, che si caratterizza, tra le altre cose, per difficili condizioni abitative e mancanza di servizi. Eppure non tutto va nel verso sbagliato. Le esperienze di cittadinanza attiva sono tante, quella del sindacato innanzitutto, ma anche quella di tante reti presenti nel quartiere. Per questo ieri, sul palco di Largo Benenson, si sono alternate le voci di chi la città la conosce e l’ha studiata, come il prof. Monni dell’Università di Roma Tre, autore di un libro dall’eloquente titolo “Le sette Rome”, dedicato proprio all’analisi delle disuguaglianze sociali quartiere per quartiere.

Leggi: Liberetà, 22/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Da Acer Ferrara un innovativo progetto pilota per l’utilizzo del superbonus

L’Azienda Casa Emilia Romagna di Ferrara ha deciso di mettersi in gioco sul tema superbonus 110%, con una proposta che nasce da un disegno strategico di riqualificazione del quadrante sud della città di Ferrara.
Si tratta, in particolare, del quartiere di viale Krasnodar, che sarà protagonista di un progetto di efficientamento energetico e sismico rivolto a 16 edifici di e.r.p. tutti in locazione, per un volume di investimenti di quasi 19 milioni di euro, finalizzato, per la prima volta, anche ad un contestuale piano di riqualificazione urbana. Su questa formula innovativa, che ci risulta essere per ora unica in Italia, il Comune di Ferrara investirà circa un milione di euro, che attiverà l’intero pacchetto dei quasi 19 milioni di euro di risorse in campo per questo appalto di EPC.
Dopo la presentazione del piano, nelle scorse settimane, da parte dei costruttori di questa esperienza pilota- ossia Acer Ferrara, Nomisma e AESS (Agenzia per l’Energia Sostenibile e lo Sviluppo)- il 14 settembre scorso la Giunta Comunale di Ferrara ha approvato la delibera , che darà il via alla procedura di selezione pubblica dell’operatore economico.
All’aggiudicatario di questa gara competerà eseguire l’intervento con l’utilizzo dello sgravio fiscale previsto dalla normativa del superbonus 110%.
Ad occuparsi invece delle fasi di gara sarà la stessa Acer Ferrara, che auspica, a fronte della portata della proposta, la partecipazione degli operatori più innovativi del paese.
Il caso ferrarese è uno dei primi a livello nazionale in cui il superbonus, pensato per interventi sui singoli edifici, viene allargato all’intero contesto urbano. La scelta di mettere a bando la realizzazione degli interventi su tutti i 16 edifici in un’unica procedura, dovrebbe consentire di realizzare, quali migliorie all’interno dello stesso appalto, interventi sulle dotazioni urbane del quartiere, a servizio della collettività.

Leggi: Audis, 21/09/2021


IN AGENDA:

“Esiste qualcosa dopo le RSA?” – Save the date

Il 29 settembre è in uscita il nuovo “Il Punto” di Welforum, curato da Sergio Pasquinelli, sulle RSA. Raccoglierà 10 articoli usciti su questo tema dall’inizio della pandemia.
Martedì 5 ottobre alle 10.30 promuoviamo un Webinar di presentazione e discussione di questa raccolta. L’occasione per un confronto sulle prospettive e i cambiamenti delle residenze, resi necessari dopo un anno e mezzo di pandemia. Un confronto che vuole essere aperto, laico, concreto.
Hanno finora confermato la loro presenza, tra gli altri, Fabrizio Giunco della Fondazione Don Gnocchi, Luca Degani di Uneba Lombardia, Federica Trapletti dello Spi Cgil Lombardia, Felice Romeo di Legacoop Lombardia, Antonio Guaita della Fondazione Golgi Cenci.
A breve il programma completo e l’apertura delle iscrizioni per il 5 ottobre.

Leggi: Welforum


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Le mille facce di chi non ce la fa – di Roberta Lisi

La povertà economica è solo una conseguenza di altre povertà. Il sostegno economico è indispensabile, ma per aggredire davvero il fenomeno occorre ricostruire il welfare. Ne parliamo con Gianmaria Gazzi, il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali
Lei è il presidente degli assistenti sociali, è a contatto con 46mila operatori sul campo. Secondo la sua esperienza che cos’è la povertà?
La povertà ha mille facce. Quella economica, certo, che però si accompagna o è spesso determinata da povertà relazionale, magari cognitiva, di salute, di formazione, soprattutto in un mondo complesso come quello di oggi. È per questo che quando si parla di povertà è sbagliato legarla, principalmente, alla mancanza di lavoro. Ci sono tantissime persone in condizioni di indigenza che non sono collocabili al lavoro, proprio perché hanno altre mancanze o altri bisogni: competenze specifiche, orientamento, vicinanza, salute. Le persone povere che si rivolgono a noi e ci chiedono aiuto, possono aver bisogno di una casa o di cure o di compagnia, o hanno bisogno di essere aiutate per accudire figli o anziani. Se non ho a disposizione le persone e i servizi come faccio ad aiutarli? Poi, certo, c’è anche chi è senza lavoro, ma non è per quello che arrivano a noi.
Se la povertà non è determinata dalla mancanza di lavoro, qual è la priorità degli interventi che vanno messi in campo?
Innanzitutto accogliere le persone e compiere una valutazione iniziale di quali siano i bisogni e le risorse di quella specifica donna, uomo o famiglia. Il tasso di non occupabilità di quanti si trovano in povertà è assai alto, basti pensare ai senza dimora, ai migranti, agli anziani, ai disabili o ai portatori di disagio psichico. O anche alle donne con figli piccoli o genitori da accudire. Se il sistema di welfare si affida al lavoro di cura informale e familistico, il problema di quei nuclei familiari è l’assenza di servizi per l’infanzia e per la non autosufficienza che costringe le donne a non lavorare. Quella povertà lì è determinata da scelte sbagliate che hanno sempre più ristretto il perimetro dei servizi pubblici di welfare e si affronta creando asili nido, servizi per l’infanzia e non autosufficienza e poi puntando sulle competenze di quelle donne che, liberate dal lavoro di cura informale, possono avere un’attività retribuita.

Leggi: Collettiva


Economia e anziani, alla Cattolica di Roma la lectio magistralis di monsignor Vincenzo Paglia

Il presidente della Pontificia accademia per la vita sarà ospite del webinar “L’assistenza agli anziani tra diritti e doveri della comunità”, che sarà trasmesso online sabato 25 settembre alle ore 9
Sarà la lectio magistralis di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e della Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana del ministero della Salute, l’ospite del webinar dal titolo ‘L’assistenza agli anziani tra diritti e doveri della comunità’, promosso dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari – Facoltà di Economia dell’Università Cattolica (Altems) di Roma, che sarà trasmesso online sabato 25 settembre alle ore 9 e che potrà essere seguito collegandosi alla homepage della sede di Roma dell’ateneo (https://roma.unicatt.it/).
L’incontro sarà aperto dal saluto del professor Americo Cicchetti, ordinario di Organizzazione aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica e direttore dell’Altems, e introdotto dal professor Vincenzo Antonelli, docente di Diritto Amministrativo alla Facoltà di Economia e direttore del corso di perfezionamento in Terzo settore e sanità dell’Altems. Le conclusioni dell’incontro sono affidate a Giuseppe Milanese, presidente di Confcooperative Sanità.
La lezione di monsignor Paglia affronterà le principali problematiche che oggi, anche a causa della pandemia da Covid-19, caratterizzano l’assistenza delle persone anziane e le proposte che la Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita dal ministro della Salute Speranza ha presentato al presidente del Consiglio Draghi.

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 Le residenze dopo la pandemia – Sergio Pasquinelli

All’inizio furono le mascherine. Quei dispositivi di protezione individuale (DPI) che le residenze iniziarono a usare in ritardo, per reticenza o per oggettiva difficoltà di approvvigionamento. Poi una catena di inciampi gestionali e organizzativi portarono conseguenze nefaste: la gestione delle visite, l’inserimento in alcune strutture di convalescenti Covid provenienti dagli ospedali, la compartimentazione interna e la gestione degli spazi, e così via.
Certo, siamo al senno di poi. Le analisi svolte sono diverse e questo Punto di Welforum le racchiude in diversi contributi. In un contesto di scarsa informazione ufficiale: per esempio non sappiamo ancora quanti sono stati i decessi nelle residenze. L’Istituto Superiore di Sanità ha svolto delle ricognizioni, ma su un numero limitato di strutture (circa il 10%), quindi con valori poco rappresentativi. Un anno fa è stata istituita una Commissione di esperti su iniziativa del ministro della salute (c.d. Commissione Paglia), con l’ambizioso fine di riformare il settore, che tuttavia non ha finora prodotto evidenze o proposte di una qualche pregnanza.
Un settore che è cresciuto negli ultimi vent’anni prevalentemente per opera dell’iniziativa privata, in particolare sulla spinta di alcune multinazionali dell’assistenza alla terza età, ma che risulta ancora sottodimensionato rispetto ad altri paesi europei: noi abbiamo poco più di 280.000 posti letto nelle residenze, contro i 370.000 della Spagna, i 720.000 della Francia, gli 870.000 della Germania. Per non parlare delle abissali differenze di dotazione tra una regione e l’altra (si veda l’ultimo rapporto NNA).

Leggi: Welforum


Programmazione sociale territoriale: ci sarà la stagione dei CO? – Di Ugo De Ambrogio

A seguito della pandemia tuttora in corso e della disponibilità di risorse che i processi di fronteggiamento della pandemia stanno mettendo a disposizione dei policy makers (PNNR e altro), nel nostro paese sta riprendendo una fiorente stagione di programmazione sociale.
In molte regioni si è ripresa la programmazione di zona che per alcuni anni era rimasta sopita (Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia e altre), inoltre sono stati redatti piani nazionali settoriali: il Piano sociale nazionale, legato al fondo nazionale per le politiche sociali, il Piano per gli interventi e i servizi di contrasto alla povertà legato al fondo povertà, il Piano per la non autosufficienza, legato al fondo per le non autosufficienze. I primi due sono stati elaborati per il triennio 2018-2020 il terzo per il triennio 2019-2021.
Tali strumenti settoriali sono stati recentemente accorpati e sintetizzati nel nuovo Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021/2024, che attendevamo da quasi un ventennio e che si candida ad essere un’importante strumento di indirizzo per le regioni e i territori al fine di utilizzare al meglio le risorse oggi disponibili.
Il piano si propone come: “uno strumento di sintesi, che “intende rispondere al dettato legislativo costituendosi come documento dinamico e modulare, che contiene all’interno una cornice unitaria, i soprarichiamati piani settoriali (pag 2)”.

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 Il punto di vista dei diritti umani. Intervista a Leilani Farha

Leilani Farha è l’ex Special Rapporteur sul diritto alla casa delle Nazioni Unite e Direttrice Generale di The Shift. Lavora perché la casa sia considerata un bene sociale e non una merce. Ha contribuito a sviluppare linee guida globali sul diritto alla casa come diritto umano, anche attraverso i suoi Report e le prime Linee guida delle Nazioni Unite per l’attuazione del diritto alla casa. È la protagonista del documentario PUSH sulla finanziarizzazione degli alloggi. Leilani ha lanciato “The Shift” nel 2017 con l’Ufficio delle Nazioni Unite dell’Alto Commissario per i diritti umani e Città unite e governo locale.
Come si definisce “Uguaglianza”?
Quando penso a un mondo di uguaglianza, penso a un mondo in cui le persone che subiscono determinate decisioni sono incluse nel processo decisionale. Oggi non viviamo in questo mondo. Dovremmo creare una società in cui individui e gruppi emarginati possano essere realmente attivi nella nostra democrazia in modo significativo. Sto parlando di un mondo in cui queste persone e questi gruppi amministrano e danno forma alle nostre città.
Possiamo lottare per l’uguaglianza senza considerare il diritto alla casa come una necessità primaria?
Dobbiamo capire che le cattive condizioni abitative non sono una conseguenza della disuguaglianza: sono il motore della disuguaglianza! C’è una forte connessione tra alloggio e uguaglianza, che è una delle cose che sto cercando di trasmettere nel mio lavoro. Anche gli attori istituzionali dal lato finanziario stanno iniziando a capire che c’è una grave disuguaglianza nella maggior parte delle società, ma ciò che non riescono a fare è riconoscere il legame con la finanza globale nel settore immobiliare e dunque tra le condizioni abitative e disuguaglianza. Dobbiamo capire la relazione tra il settore immobiliare, le cattive condizioni abitative e la crescente disuguaglianza, se non lo faremo non potremo risolvere il problema.

Leggi: Acri


 

 

 

 

Senior Coach, l’allenatore per invecchiare bene

Si può invecchiare in modo attivo puntando a felicità e benessere. Come? Dall’alimentazione alla cura del corpo, dall’attività fisica alla partecipazione politica, dalle relazioni sociali al tempo libero alle tecnologie digitali, il nuovo libro edito da LiberEtà, Senior Coach, raccoglie suggerimenti, idee, consigli ed esempi pratici per la vita quotidiana di tutti.
La guida, scritta da Francesco Cocco, Pino Frau e Samuele Verucchi, e realizzata in collaborazione con il Dipartimento benessere e diritti dello Spi Cgil e con l’Alta Scuola Spi Luciano Lama, è graficamente accattivante e colorata.
Si suddivide in otto sezioni (benessere, abitare, comunità, lavoro, informazione, servizi, tempo, welfare) ed è composta da capitoli brevi e sintetici. In ogni capitolo vengono evidenziati, anche attraverso le illustrazioni di Riccardo Atzeni, i consigli utili e le buone pratiche.

Leggi: Liberetà


NEWS:

martedì 21 settembre 2021
Alzheimer, “il costo della malattia pesa sulle famiglie”

Dalle case della comunità alla creazione di un ‘assistenza domiciliare dedicata: le priorità di Aima e Sin in “7 buoni motivi e 7 buone proposte per non dimenticare l’Alzheimer”. Costi per 15,6 miliardi, l’80% in capo alle famiglie
“Grazie alla ricerca, nel prossimo futuro potrebbe essere possibile cambiare il corso della malattia di Alzheimer partendo dalle sue primissime fasi caratterizzate da un decadimento cognitivo lieve. Questa nuova prospettiva investe la dimensione organizzativa e le dotazioni strutturali del Ssn”. È questa la prima delle “7 buone proposte per non dimenticare l’Alzheimer” presentata oggi, in occasione della Giornata mondiale Alzheimer da Aima – Associazione italiana malattia di Alzheimer e Società Italiana di Neurologia (Sin).
Le 7 proposte

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Demenza, per 1 medico su 3 “diagnosi inutile perché non esiste una cura”

E’ il dato del rapporto mondiale Alzheimer che più preoccupa la Federazione Alzheimer Italia. Il 75% dei 55 milioni dei casi nel mondo non ha una diagnosi ufficiale. Il 47% delle persone con demenza non ha accesso a medici qualificati. Le iniziative “dementia friendly” per far sentire inclusi pazienti e familiari e combattere lo stigma
Il 75% dei 55 milioni dei casi di demenza nel mondo non ha una diagnosi ufficiale. Si tratta di 41 milioni di persone e la percentuale nei paesi a basso-medio reddito raggiunge anche il 90%. Lo rileva il rapporto mondiale Alzheimer 2021 lanciato oggi dalla Federazione Alzheimer Italia per l’Italia, in occasione della XXVIII Giornata mondiale (21 settembre), e dedicato al tema della diagnosi, come dichiara già il titolo del documento, “Viaggio attraverso la diagnosi di demenza”, ritenuto cruciale.
Ad indagare sui principali ostacoli che impediscono di ricevere una corretta diagnosi un questionario online, a cui hanno aderito oltre 3.500 persone tra pazienti, caregiver e personale medico. Le risposte sono state raccolte dalla McGill University di Montreal che ha analizzato nel dettaglio le motivazioni: al primo posto c’è la difficoltà di accesso a medici qualificati (47%), seguita dalla paura della diagnosi e delle sue conseguenze (46%) e dai costi (34%). Per quanto riguarda il personale sanitario, l’ostacolo principale nell’effettuare una diagnosi corretta è la difficoltà di accesso a test diagnostici specializzati (38%) seguita dalla mancanza di formazione e conoscenze specifiche (37%). Il rapporto rileva che lo stigma risulta essere ancora uno dei principali problemi: “1 medico su 3 pensa che la diagnosi sia inutile perché non esiste una cura per la demenza”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Senza dimora, “superare l’approccio emergenziale”: la Fiopsd scrive ai candidati

La Federazione esprime in una lettera le sue richieste in vista delle amministrative del 3 e 4 ottobre: dall’Housing First alla coprogettazione nelle città. “La crisi economica ha portato a un aumento delle persone in situazione di marginalità”
Riconoscere il diritto alla residenza a chi ne ha i requisiti per legge; forte sostegno alle politiche dell’abitare, quali HousingFirst e HousingLed, per superare la logica emergenziale delle accoglienze notturne; rafforzare percorsi di presa in carico delle persone senza dimora, fra servizi sociali, uffici anagrafe, polizia locale, uffici politiche abitative e del lavoro, secondo una logica di accompagnamento all’autonomia e diritto all’abitare. E poi: incentivare azioni permigliorare il lavoro di comunità, la coesione sociale e la consapevolezza che vivere in strada non è mai una scelta ma una conseguenza; rafforzare gli uffici della programmazione ed amministrativi, relativi alle politiche sociali, per garantire il corretto utilizzo degli imminenti fondi stanziati ai livelli regionali, nazionali, europei (Pon inclusione, Piano povertà, Pnrr, React you, Fead, etc.).

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2021


lunedì 20 settembre 2021
Giornata Alzheimer, i 10 campanelli d’allarme a cui prestare attenzione

Dalla perdita di memoria alle difficoltà nelle attività quotidiane; dalla difficoltà nel pensiero astratto ai cambiamenti di umore e di comportamento. Alla vigilia della Giornata mondiale, Orpea stila un decalogo e inaugura un Numero Amico dedicato ai caregiver
In Italia si stima che siano circa 1 milione e 200mila le persone con demenza. Di queste il 50-60 per cento sono colpite da Alzheimer e, secondo le previsioni, nel 2050 la malattia interesserà 152 milioni di persone in tutto il mondo. “Nelle nostre strutture siamo impegnati quotidianamente nella cura e nell’assistenza dei malati di Alzheimer e nel supporto ai loro famigliari – spiega Thibault Sartini, ceo Cluster New Countries, di cui fa parte anche l’Italia, di Orpea, tra i principali player a livello mondiale nel settore delle residenze per anziani e delle case di cura riabilitative –. Ci è sembrato importante celebrare la ricorrenza del 21 settembre, Giornata mondiale dell’Alzheimer, con un ampliamento a 40 posti letto dedicati nella nostra residenza milanese San Felice di Segrate”.

Leggi: Redattore Sociale, 20/09/2021


domenica 19 settembre 2021
Il dramma degli anziani: “Noi, soli negli ospedali ancora blindati”

Nell’Italia che riapre, visite nei reparti negate o ridotte a pochi minuti. Le storie e la rabbia dei parenti. “Mia moglie di ottant’anni isolata e smarrita”. I dirigenti: “Nulla sarà più come prima del Covid”.
«Nemmeno la biancheria potevo portarle, nemmeno uno spazzolino da denti, qualcosa da mangiare, un po’ di acqua. Giuseppina, la mia Giuseppina, è rimasta sola, a ottant’anni, per quaranta ore, sulla barella del pronto soccorso di uno dei più importanti ospedali di Palermo e noi non sapevamo che fine avesse fatto». Si dispera ancora Franco, 82 anni, attivissimo pensionato e volontario Auser, mentre prova a raccontare il calvario della moglie, “intrappolata” nelle regole post Covid degli ospedali italiani e rimasta isolata dal mondo per dieci giorni per un semplice malore. «Abbiamo festeggiato cinquant’anni di matrimonio, mai lontani uno dall’altra, capite? È successo alla fine di agosto, qui a Palermo faceva ancora un caldo infernale. Giuseppina si è sentita male di notte, è svenuta e abbiamo chiamato il 118. Hanno deciso di ricoverarla, con un codice giallo. E qui è iniziato l’inferno. Quando finalmente l’hanno trasferita in reparto, ho aspettato intere giornate davanti al portone di Medicina Interna sperando di poterla salutare e di parlare con i medici». Invano.
Con l’Italia che lentamente riapre, l’ultima frontiera dell’isolamento degli anziani, il luogo dove si resta soli, con l’unico conforto (se va bene) di una visita di un quarto d’ora, è l’ospedale. Fortino ancora inespugnabile ai familiari dei malati.

Leggi: La Repubblica, 19/09/2021


sabato 18 settembre 2021
Real estate, il residenziale detta i tempi del dopo Covid

Le città in rigenerazione. La sfida di edifici ibridi che incorporino funzioni come uffici e ospitalità La casa? Grande e nel verde, per i giovani in affitto. di Paola Dezza
Sarà una città di spazi condivisi e fluidi, dove aree di lavoro, abitazioni e spazi per lo shopping e il divertimento saranno sempre più integrati. Una città a misura d’uomo, dove la qualità della vita sarà declinata in servizi più approcciabili, ma anche in metri quadrati di verde e infrastrutture dinamiche. La rivoluzione innescata dal Covid-19 nel mondo immobiliare inizia a germogliare. Si ripensano i progetti per adeguarli a necessità e desideri degli utenti e degli investitori, si rivalutano le case per trovare soluzioni più congeniali alle nuove dinamiche di vita quotidiana.
La pandemia ha rappresentato una doccia fredda in un mercato immobiliare che stava viaggiando a vele spiegate, seppur con differenti velocità. Da subito le previsioni hanno rivisto al ribasso i numeri attesi in quei mesi. La primavera 2020 è stata caratterizzata dalla chiusura delle agenzie immobiliari, dalla frenata degli acquisti, dallo stop ai grandi investimenti stranieri in tutti i settori. Una chiusura che ha pesato sui volumi dei singoli settori, dal residenziale agli uffici, dagli hotel chiusi ai centri commerciali con le loro aperture a singhiozzo e le polemiche sulle chiusure domenicali.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 18/09/2021


venerdì 17 settembre 2021
Assemblea delle leghe Spi Cgil. Sempre più vicini alle persone

Una giornata all’insegna della voglia di cambiare, rinnovarsi, dare il proprio contributo per il futuro che verrà. Si può sintetizzare così l’Assemblea delle delegate e dei delegati delle leghe Spi della Cgil che si è da poco conclusa a Cattolica, in provincia di Rimini. Primo appuntamento del post pandemia. Più di mille persone si sono ritrovate finalmente in presenza per celebrare un momento importante di confronto e per definire insieme le prospettive d’azione dei prossimi mesi.
Le sfide del sindacato
Le leghe del sindacato pensionati della Cgil, che sono il presidio più diffuso sul territorio della Cgil, sono 1500 in tutta Italia e sono un punto di riferimento fondamentale per tante cittadini e cittadini, anziani in primis, ma non solo. Oggi volontari e attivisti delle leghe dello Spi si sono alternati sul palco raccontando la loro esperienza sul campo ma anche le difficoltà di questi quasi due lunghi anni di pandemia. Insieme a loro il segretario generale dello Spi Ivan Pedretti, che ha aperto i lavori, e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che ha concluso, sintonizzati sulla necessità di puntare sul territorio, rafforzare la presenza del sindacato tra le persone e nei luoghi del lavoro, convinti della necessità di attuare rapidamente significative riforme: dalla sanità alla non autosufficienza, dalle pensioni all’emergenza ambientale, dal fisco alla tutela dei diritti dei lavoratori. Ma convinti anche del fatto che sulle modalità di impiego delle risorse del Pnrr i sindacati debbano essere coinvolti di più.

Leggi: Liberetà, 17/09/2021


venerdì 17 settembre 2021
Caro bollette, il governo punta a tagliare il 30% degli aumenti

Servono almeno 2-3 miliardi: dalle aste CO2 solo 750 milioni, sul resto necessaria la copertura del Mef, il decreto settimana prossima – di Celestina Dominelli e Carmine Fotina
Con la manovra d’urgenza il governo punta a sterilizzare quasi un terzo degli aumenti delle bollette di luce e gas in arrivo per il prossimo trimestre. È il 30% l’obiettivo che si sarebbe dato l’esecutivo al termine dei vari confronti tecnici degli ultimi giorni e del vertice che si è tenuto ieri mattina tra il premier Mario Draghi, il ministro dell’Economia Daniele Franco e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.
Governo a caccia di 3 miliardi
Per questa riduzione dell’impatto sui consumatori finali occorrerebbe comunque una cifra molto consistente, tra i 2 e i 3 miliardi, sulle cui coperture lavora il Mef. L’intervento non è stato esaminato dal Consiglio dei ministri di ieri e, come anticipato dal Sole 24 Ore, il varo delle misure di emergenza in Cdm è in programma per la prossima settimana, probabilmente con uno specifico decreto legge.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 17/09/2021


venerdì 17 settembre 2021
Casa, gli italiani pensano a cambiarla

Oltre il 50% delle famiglie prevede di cambiare casa nel prossimo biennio. Nei desiderata c’è l’acquisto
In Italia oltre il 50% delle famiglie prevede di cambiare casa nel prossimo biennio e la quasi totalità punta all’acquisto, erodendo la quota degli interessati alla locazione. Il 13% vuole cercare una soluzione abitativa diversa, più tecnologica e sostenibile di quella attuale, cosa che inciderà anche sui prezzi nel lungo termine: a livello nazionale i canoni di locazione potranno crescere da qui al 2030 dell’8% e i prezzi di vendita del 9% per quelle operazioni particolarmente innovative e aderenti ai nuovi bisogni della domanda.
E’ quanto emerge dal rapporto “La nostra casa e la domanda del futuro” realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Abitare Co. e presentato durante il Forum annuale in corso a Santa Margherita Ligure.
Guardando avanti, la componente tecnologica nel settore residenziale occuperà il 21% circa degli investimenti e sarà indirizzata ad accelerare il processo di standardizzazione degli immobili, ma ancora più importanti saranno le scelte degli sviluppatori riguardanti la qualità dei servizi condominiali.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 17/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
Domande e risposte – Se cambiano gli indicatori chi dovrà pagare di più

Perché si vuole riformare il Catasto?
Il sistema attuale di fatto è basato su estimi che rappresentano i valori teorici dei canoni che si potevano ottenere negli anni Ottanta del secolo scorso affittando la casa. Le grandi città sono suddivise in aree molto grandi e poco omogenee dal punto di vista del mercato e, per quanto riguarda gli immobili residenziali, l’unità di misura della superficie non è quella, adoperata nella pratica commerciale, del metro quadrato ma il vano catastale, di misura variabile. Il sistema fa sì che ad esempio abitazioni d’epoca ma di pregio e in posizione centrale abbiano talora valori fiscali
minori di quelli di case della stessa superficie in periferia ma nuove. Con la riforma si adopererebbero valori a metro quadrato basati su prezzi e canoni di mercato.
Di riforma si parla da quasi 25 anni ma nessun governo è andato fino in fondo. Perché?
Perché la riforma si tradurrebbe in un sicuro aumento dell’imposizione fiscale a meno di non ricorrere a un drastico taglio delle aliquote e prevedere una clausola di salvaguardia per cui chi pagherebbe di più possa optare per calcolare le imposte con il sistema precedente. Ne risulterebbero alla fine incassi minori per l’Erario centrale e le casse comunali, utopistico pensare che sia questa l’intenzione.

Leggi: Corriere della Sera, 15/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
Caro-bollette, il pressing sul premier. Dal Pd a M5S: intervenga il governo

Roma «L’Italia è un bell’esempio, perché sulla transizione energetica sta facendo un lavoro veramente ottimo». Le parole di Franz Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, ai microfoni di Radio Rai, arrivano il giorno dopo l’annuncio da parte del ministro Roberto Cingolani
della prossima stangata d’autunno per famiglie e imprese sulle bollette di gas e luce con rincari fino al 42%. E sembrerebbero quasi una beffa se il vicepresidente non puntualizzasse che «se si fosse fatta la transizione ecologica cinque anni fa, oggi non avremmo prezzi cosi alti» e che «è essenziale utilizzare anche i fondi del Recovery per la transizione energetica, come ha fatto l’Italia». Ma Timmermans sottolinea anche che, «invece di rimanere paralizzati o rallentare la cose a causa dell’attuale aumento dei prezzi, dovremmo accelerare le cose nella transizione alle energie rinnovabili in modo che l’energia rinnovabile a prezzi accessibili diventi disponibile a tutti». È preoccupato: «L’unica cosa che non possiamo permetterci è che la parte sociale si opponga a quella climatica, vedo molto chiaramente questa minaccia, ma solo circa un quinto dell’aumento dei prezzi può essere attribuito all’aumento dei prezzi della CO2, gli altri sono semplicemente una conseguenza della carenza del mercato».

Leggi: Corriere della Sera, 15/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
La transizione verde, il peso sulle famiglie e l’ipotesi di un «calmiere»

Parte da lontano il processo che ha portato alla vigilia dell’annuncio di nuovi sostanziali rincari della bolletta elettrica in molti Paesi europei, Italia inclusa. E porta tutti i segni di una trasformazione di fondo. Si vedono certamente le cause passeggere, dai flussi di gas russo inferiori alle attese per un incidente negli impianti siberiani all’estate senza vento nel mare del Nord che ha ridotto la produzione eolica riportando nuova domanda sul gas e sul carbone. Ma questi fattori, inclusa l’ondata di consumi innescata dalle riaperture post-lockdown, verranno meno con il tempo. Altri più profondi resteranno. E imporranno presto all’Italia di chiedersi qual è la sua strategia verso il calo delle emissioni, così come il suo approccio a una maggiore equità riguardo agli oneri accumulatisi sulle bollette in modo opaco o socialmente ingiusto.
Gli aumenti di questi giorni partono da lontano, perché in parte sono il punto d’arrivo di lunghi anni di investimenti deboli da parte dei grandi gruppi degli idrocarburi. La tensione sul mercato del gas finisce dunque per ripercuotersi sui costi dell’elettricità, che proprio il gas contribuisce a generare. «La domanda di gas naturale è cresciuta quasi senza sosta nell’ultimo decennio — osserva Enrico Mariutti, presidente dell’Istituto alti studi in geopolitica di Roma — ma le major spesso hanno rinunciato a sviluppare nuova capacità di offerta, in parte perché sotto pressione da parte degli investitori che chiedevano strategie sostenibili dal punto di vista ambientale».

Leggi: Ius Letter, 15/09/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 20 settembre 2021
Comune di Roma: al via i lavori del nuovo Centro per famiglie e comunità per anziani

Sono in corso i lavori sull’immobile confiscato alla criminalità organizzata in zona Eur che sarà restituito ai cittadini con un servizio che prevede un Centro per le famiglie di secondo livello e una Comunità alloggio per persone anziane. In attuazione al Piano sociale cittadino, Roma Capitale si dota dei primi due centri per famiglie di II livello
Sono in corso i lavori sull’immobile confiscato alla criminalità organizzata in zona Eur che sarà restituito ai cittadini con un servizio che prevede un Centro per le famiglie di secondo livello e una Comunità alloggio per persone anziane. In attuazione al Piano sociale cittadino, Roma Capitale si dota dei primi due centri per famiglie di II livello. Il primo è pronto e sarà inaugurato a fine mese, mentre sono in corso i lavori per la realizzazione del secondo. Così in una nota il Comune di Roma.

Leggi: Redattore Sociale, 20/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
Grosseto, campagna contro le truffe agli anziani

Saranno a disposizione dei cittadini, nei principali punti di aggregazione di Grosseto, per tutto il mese di settembre e per parte del mese di ottobre, gli operatori e i volontari del progetto “Over to over”, promosso dal Comune di Grosseto, in collaborazione con la Prefettura e realizzato dal Coeso Società della Salute e da Simurg Ricerche, per prevenire le truffe agli anziani. Obiettivo del punto informativo itinerante, che prende il via il 14 settembre, è quello di dare informazioni alle persone interessate perché difendersi dalla truffe è possibile, se si mettono in campo una serie di accorgimenti. Ai punti informativi itineranti, quindi, sarà possibile confrontarsi con gli operatori, ma anche ritirare materiale informativo utile per avere una serie di suggerimenti sui comportamenti utili da mettere in campo. Inoltre è fondamentale ricordarsi che le forze dell’ordine sono a disposizione dei cittadini per prestare soccorso, verificare informazioni, sostenere in tutte quelle situazioni dubbie. Ad accogliere il punto informativo itinerante saranno i luoghi maggiormente frequentati dalle persone anziane e dai loro caregiver e quindi il distretto socio sanitario di via Don Minzoni a Grosseto, il mercato settimanale del giovedì e gli uffici postali della città.
Per informazioni: www.coesoareagr.it, overtover@simurgricerche.it, centralino Coeso 0564 439210 – Pas (Punto di accesso al sociale) 0564 439230.

Leggi: Auser, 15/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
Emilia Romagna. Casa, allarme Cgil-Sunia: “Nel 2020 in Emilia-Romagna 3.086 sfratti. Usare al meglio i fondi regionali”

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato i dati degli sfratti emessi ed eseguiti nel corso del 2020.
Da una lettura di questi numeri si conferma l’emergenza abitativa anche in Emilia-Romagna, e questo nonostante gli investimenti della Regione (anche su nostra sollecitazione) nel corso degli ultimi due anni, sia per reimmettere sul mercato alloggi pubblici, sia per aiutare le famiglie in difficoltà economica con la misura del contributo affitto.
In regione sono 3.086 gli sfratti emessi nel 2020, di cui 1.753 per morosità incolpevole, e di questi 537 eseguiti nonostante che ci fosse una legge che li sospendeva.
In particolare sono Bologna (629) e Modena (469) che guidano la graduatoria, poi seguono Reggio Emilia (431) e Parma (384), infine Ravenna (273), Rimini (265), Forli-Cesena (231), Ferrara (216) e Piacenza (188). Su scala nazionale la nostra regione viene subito dopo il Lazio (5.512) e la Lombardia (3.868).
Tutto ciò conferma la necessità di un vero piano nazionale di riqualificazione urbana in grado di immettere sul mercato dell’affitto alloggi a canoni calmierati, per poter così riaffermare il diritto alla casa per un numero consistente di nuclei famigliari.

Leggi: Sunia, 15/09/2021


IN AGENDA:

Futura 2021: a Bologna tre giorni di dibattiti

Partecipano, tra gli altri, Landini, Bianchi, Bombardieri, Conte, Giorgetti, Letta, Orlando, Sbarra, Speranza. L’appuntamento si terrà dal 24 al 26 settembre al Teatro Duse e sarà integralmente trasmesso in diretta su Collettiva
Da venerdì 24 a domenica 26 settembre, al Teatro Duse di Bologna, si terrà “Futura 2021. Partecipazione. Inclusione. Rappresentanza”, la tre giorni di approfondimento e dibattito promossa dalla Cgil e realizzata con la collaborazione e il supporto tecnico di Futura. L’appuntamento verrà integralmente trasmesso in diretta su Collettiva e distribuito ai principali media nazionali e internazionali.
In continuità con l’edizione tenutasi lo scorso giugno al Centro Congressi Frentani di Roma e che ha avuto come protagoniste le categorie e le tutele individuali della Cgil, Futura 2021 avrà al centro la partecipazione, l’inclusione e la rappresentanza. Di questi temi, nel corso dei tanti panel in presenza o digitali delle giornate di venerdì, sabato e domenica, discuteranno studiosi, personalità ed esperti. Vi saranno ospiti di alto profilo istituzionale come i ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi, dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, della Salute Roberto Speranza. Parteciperanno anche esponenti politici, tra cui il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte e il segretario del Partito Democratico Enrico Letta.

Leggi: Collettiva


Dallo Spi Cgil tre Lectio Magistralis nel mese di settembre

Il sindacato dei pensionati promuove l’iniziativa Lectio Magistralis, tre incontri nel mese di settembre con importanti personaggi del mondo della cultura. si comincia il 22 settembre alle ore 9 con Luca Mercalli, alle ore 15 incontro con Maurizio Ambrosini; il 24 settembre alle ore 14 incontro con Carlos Moreno e Marco Pollastri; ultimo inocntro il 28 settembre con Leonardo Becchetti alle ore 17,30
Per accedere alla riunione colllegarsi a https://spicgil.adobeconnect.com/benessere


Il 24 settembre Convegno Conclusivo di “Tapas in aging”

Due anni di ricerca con oltre 500 volontari over65 che hanno contribuito – anche rendendosi disponibili per un’altra ricerca speciale durante un evento storico unico come il lockdown – a indagare come spazio, tempo e ambiente costruito siano determinanti di salute: i risultati del lavoro dei ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, condotto in partnership con Auser Lombardia e sostenuto da Fondazione Cariplo, saranno resi pubblici il 24 settembre (ore 10-13).

Leggi: Auser


Il 28 settembre a Roma Convegno Conclusivo del Progetto dei Nonni di Comunità

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani il prossimo 28 settembre il Convegno Conclusivo del Progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”. Un progetto di Auser Lombardia finanziato dal Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, quattro le regioni coinvolte.

Leggi: Auser


“Esiste qualcosa dopo le RSA?” – Save the date

Il 29 settembre è in uscita il nuovo “Il Punto” di Welforum, curato da Sergio Pasquinelli, sulle RSA. Raccoglierà 10 articoli usciti su questo tema dall’inizio della pandemia.
Martedì 5 ottobre alle 10.30 promuoviamo un Webinar di presentazione e discussione di questa raccolta. L’occasione per un confronto sulle prospettive e i cambiamenti delle residenze, resi necessari dopo un anno e mezzo di pandemia. Un confronto che vuole essere aperto, laico, concreto.
Hanno finora confermato la loro presenza, tra gli altri, Fabrizio Giunco della Fondazione Don Gnocchi, Luca Degani di Uneba Lombardia, Federica Trapletti dello Spi Cgil Lombardia, Felice Romeo di Legacoop Lombardia, Antonio Guaita della Fondazione Golgi Cenci.
A breve il programma completo e l’apertura delle iscrizioni per il 5 ottobre.

Leggi: Welforum


23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

 La grande incompiuta: l’assistenza primaria – di Vittorio Mapelli

I servizi sanitari territoriali, e la medicina di base in particolare, sono in profonda crisi da molti anni, finendo anche per essere additati come il capro espiatorio della pandemia. Viene loro imputato di non essersi adeguati ai cambiamenti della società, della tecnologia sanitaria e dell’informazione, continuando ad operare secondo un modello organizzativo e culturale novecentesco: quello del medico libero professionista singolo. Leggi e progetti di riforma non sono mancati nell’ultimo venti-trentennio, ma sono rimasti al palo. Le Case della salute, proposte dalla ministra Turco nel 2007, sono state sperimentate solo in 10 regioni. Le UCCP (Unità complesse di cure primarie) introdotte dal ministro Balduzzi nel 2012, non sono decollate, sia perché legiferate “a invarianza di spesa”, sia per l’ostilità dei sindacati medici, sia per la subalternità dello Stato e delle Regioni nel sottoscrivere l’accordo collettivo nazionale (ACN), che regola i rapporti tra il SSN e i medici di medicina generale (MMG) prestatori di “lavoro autonomo, continuativo e coordinato”.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Contagio Covid e inidoneità temporanea

Centoquaranta giorni di inidoneità temporanea, causa Covid. E’ quanto l’Inail ha riconosciuto ad una lavoratrice domiciliare per conto di una Asl di Torino, grazie all’intervento di una sede di Inca del capoluogo piemontese, che ha inoltrato regolare denuncia di infortunio.
Contagiatasi presso l’abitazione di un suo assistito, la lavoratrice, risultata positiva ad un tampone durante un controllo in ospedale, è stata messa in malattia dal proprio medico curante per oltre quattro mesi, dal 12 ottobre 2020 al 28 febbraio di quest’anno. Come lei anche altre due sue colleghe sono risultate contagiate, a dimostrazione dell’alta contagiosità del virus. L’attenzione prestata alle misure di prevenzione, il diretto contatto con gli assistiti, che richiedono una cura costante personalizzata, non è bastata a ridurre il rischio di contagio; è bastato un solo caso, per giunta, asintomatico, per aprire la strada al virus, come è successo a questa lavoratrice che quotidianamente entra nelle case delle persone con fragilità fisiche, psichiche e sociali, anche gravi, per aiutarle nelle pratiche quotidiane.

Leggi: Inca


Invalidità civile: accertamento reddituale per gli extracomunitari

I cittadini extracomunitari provenienti da paesi, colpiti da grave crisi politica, economica e sociale, per i quali corre l’obbligo dell’accertamento reddituale legato all’invalidità civile, potranno farlo con autocertificazione, anziché presentare le certificazioni o attestazioni (corredate da traduzione in lingua italiana e autenticate dall’autorità consolare italiana), rilasciate dalla competente autorità dello Stato estero, come prevede la procedura ordinaria per il riconoscimento dell’invalidità civile. E’ questa la mediazione ottenuta dai patronati del Ce.Pa., tra cui l’Inca Cgil, che hanno sollecitato l’Inps a trovare una soluzione ai gravi disagi patiti da quei cittadini provenienti da paesi, impossibilitati a rilasciare le attestazioni dovute.
In un messaggio, non ancora pubblicato, l’Inps ha delineato le nuove indicazioni estendendo le disposizioni già previste per il reddito e la pensione di cittadinanza anche alle prestazioni di invalidità civile (Decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero degli Affari Esteri del 21 ottobre 2019).

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

Al via assemblee e iniziative per sensibilizzare e informare lavoratori e lavoratrici sul valore e sull’utilità del vaccino e dei protocolli anti-covid
Una corretta informazione per superare dubbi e paure, dare un’ulteriore spinta alla campagna vaccinale e sensibilizzare chi lavora. Dopo aver chiesto al governo di introdurre l’obbligo e di assumersi così la responsabilità politica che su questa materia gli viene assegnata dalla Costituzione, la Cgil scende in campo: tutte le strutture, dalle camere del lavoro alle categorie nazionali, si mobilitano perché il messaggio arrivi nei luoghi di lavoro: “Vacciniamoci. Per noi stessi, per gli altri”.

Leggi: Collettiva


NEWS:

martedì 14 settembre 2021
Sfratti: continua e si aggrava l’emergenza abitativa. Serve un piano casa nazionale per l’affitto

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA
Il Ministero degli Interni ha recentemente pubblicato i dati sugli sfratti del 2020.
In Italia sono stati convalidati 32.536 sfratti, di cui 28.024 per morosità e sono state richieste 22.841 esecuzioni, di cui 5270 eseguite, nonostante la sospensione prevista per legge.
Nel paese c’è un’emergenza abitativa che ha poca attenzione da parte del Governo e del Parlamento e i cui numeri dimostrano che non è più possibile rinviare un piano casa nazionale finanziato costantemente.
I dati del Ministero dell’Interno confermano una situazione allarmante per le nostre città.

Leggi: Sunia, 14/09/2021


martedì 14 settembre 2021
Aumentano le bollette, “ennesima mannaia per chi ha una disabilità gravissima”

Il ministro Cingolani ha annunciato un aumento del 40% nel prossimo trimestre”. Le preoccupazioni di associazioni e caregiver: non solo respiratori, ma letto antidecubito, macchina per la tosse, perfino televisione, condizionatore e riscaldamento sono essenziali. “Si pensino subito agevolazioni mirate”. “Gestire un familiare con gravissima disabilità costa circa 3 mila euro al mese”. E di energia elettrica si spende fino a 1.500 euro al mese
Salute, sanità: paziente sul letto di un ospedale
Aumenteranno, anzi lieviteranno, quasi raddoppieranno le bollette dell’elettricità, già a partire dal prossimo trimestre. Se l’annuncio del ministro Cingolani è una cattiva notizia per tutti, per le famiglie delle persone con gravi e gravissime disabilità rischia di essere una vera tragedia. Tante sono le apparecchiature da cui dipendono le vite di chi ha alcune patologie, specialmente in fase avanzate: e specialmente alcune di queste consumano moltissimo. Abbiamo quindi chiesto ad alcuni rappresentanti di questa parte di mondo quale impatto potrebbe avere questo aumento sui loro bilanci familiari.

Leggi: Redattore Sociale, 14/09/2021


lunedì 13 settembre 2021
Flessibilità, giovani e donne: sulle pensioni la Cgil sfida il governo

Il segretario confederale Roberto Ghiselli rilancia le proposte del sindacato per una vera riforma della previdenza: “L’esecutivo ci ascolti e apra un confronto, altrimenti prenderemo le nostre iniziative”
Non c’è più tempo. Il 31 dicembre 2021 si avvicina a passi veloci. Se non ci saranno interventi legislativi, da gennaio rimarranno pienamente in vigore solo le regole della riforma Fornero, senza alcuna correzione e possibilità alternativa di uscita anticipata: si andrà in pensione a 67 anni o con 43 anni di contributi. Milioni di lavoratori saranno penalizzati e il sindacato non può permetterlo.
“Perciò chiediamo per l’ennesima volta al governo di convocarci. Ma dall’ultimo incontro di fine luglio non abbiamo saputo più niente. Si è trattato solo di una falsa partenza. Quindi o si riapre il dialogo, o i sindacati rilanceranno la mobilitazione”. Lo ha detto il segretario confederale della Cgil, con delega alle politiche previdenziali, Roberto Ghiselli, che ha partecipato ad una iniziativa della Cgil umbra a Perugia mercoledì 8 settembre.

Leggi: Collettiva, 13/09/2021


venerdì 10 settembre 2021
Videoscheda: l’intelligenza artificiale a misura di anziano

Entra nel vivo il progetto Sociotechlab dello Spi Cgil. Obiettivo: migliorare la qualità della vita delle persone in età avanzata e fragili
E’ in pieno svolgimento il progetto finanziato dallo Spi Cgil e realizzato con una serie di partner di alto profilo scientifico, tra i quali la Scuola Superiore Universitaria S.Anna di Pisa. La scommessa è quella di sviluppare la ricerca sulle esigenze delle persone anziane e in particolare delle più fragili. Giovani ricercatori al lavoro per migliorare la vita dei nonni. Un nuovo grande patto tra generazioni. Molto largo il ventaglio dei prodotti di questa ricerca innovativa che si inserisce perfettamente in quella che gli esperti chiamano la “silver economy”

Leggi: Collettiva, 10/09/2021


giovedì 9 settembre 2021
Pnrr. Lanciata petizione nazionale per il diritto alla cura delle persone con l’Azheimer

La Petizione nazionale per il diritto alla cura delle persone con l’Azheimer è stata promossa dalla Fondazione Maratona Alzheimer. Nove i punti specifici che si chiede vengano recepiti nel Pnrr, tra questi recepire completamente l’evidenza scientifica che riconoscele demenze come “malattie” e non come evoluzione obbligata del processo di invecchiamento; Case delle Comunità come luoghi di prevenzione; adeguata strutturazione dei Centri Disturbi Cognitivi e Demenze e una nuova organizzazione delle Rsa.
E’ stata presentata ieri, presso la sede dell’Azienda Usl di Bologna, la Petizione nazionale per il diritto alla cura delle persone con l’Azheimer, promossa dalla Fondazione Maratona Alzheimer.
L’occasione è unica: il Pnrr, approvato in Parlamento, ha previsto interventi specifici a tutela della salute e l’approvazione di una legge di riforma delle attuali disposizioni sulla non autosufficienza. “E’ in questo contesto che si deve lottare per ottenere ciò che può aiutare le persone con Alzheimer, contrastare l’isolamento sociale di cui soffrono, sostenere le famiglie e i care giver, migliorare le condizioni di assistenza, delle cure a domicilio e nelle strutture, superare le difficoltà che fino ad oggi non hanno trovato una risposta politica soddisfacente” così commenta Stefano Montalti, Presidente della Fondazione Maratona Alzheimer.
Settembre è il mese mondiale dell’Alzheimer, dedicato alle 36milioni di persone nel mondo con Alzheimer e con altre demenze. Un intero mese dedicato ad azioni e iniziative per sensibilizzare la società sulla demenza e richiamare la fondamentale lotta allo stigma che circonda questa condizione.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/09/2021


giovedì 9 settembre 2021
Perché è necessario ripensare alle Rsa – di Marco Trabucchi, presidente Associazione psicogeriatria

Oggi pare che le residenze per anziani siano sparite dai radar della politica, in particolare dall’attenzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Queste istituzioni non devono essere «contenitori» vuoti, ma spazi vitali
È davvero strano che le Rsa, dopo aver provocato grandi dichiarazioni sulla loro inadeguata protezione delle persone anziane, oggi siano sparite dai radar della politica, in particolare dall’attenzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sembrerebbe impossibile dimenticarsi che molti anziani fragili possono vivere solo perché qualcuno si prende cura di loro in modo stabile, coordinato, grazie a specifiche competenze, come avviene nelle Rsa. Oggi mediamente l’età dei residenti è attorno agli 87.5 anni, le funzioni cognitive sono compromesse nel 70 per cento, oltre tre quarti soffre per una rilevante riduzione dell’autosufficienza. La condizione di salute è instabile, a causa della presenza contemporanea di più malattie, che determinano un quadro complesso, che può variare rapidamente nel giro di poco tempo.

Leggi: Corriere della Sera, 09/09/2021


giovedì 9 settembre 2021
“La salute del caregiver”. Dalle agevolazioni al sostegno: ecco i diritti di chi assiste

In un libro la “raccolta” dei diritti dei caregiver, dagli aspetti sanitari a quelli normativi, sociali e comunicativi. Curato da Francesco Pegreffi e Chiara Pazzaglia, nasce come “strumento socio-sanitario”. In attesa che il disegno di legge per il loro riconoscimento riprenda l’iter parlamentare
caregiver
“Il prossimo passo? Rafforzare la rete dei servizi a domicilio e mettere al centro il caregiver. Anche riconoscendo a livello sociale e lavorativo il tempo dedicato all’assistenza: di fatto si tratta di una formazione continua, che deve essere valorizzata”. Paolo Bordon, direttore generale Azienda Usl di Bologna, introduce così la presentazione del libro “La salute del caregiver”, un volume curato da Francesco Pegreffi, medico chirurgo ortopedico, e Chiara Pazzaglia, giornalista e presidente delle Acli di Bologna, che, con approccio multidisciplinare, traccia gli aspetti giuridici e socio-sanitari del caregiver, “figura professionale di grande attualità, colonna portante della rete sanitaria che in Italia rappresenta numericamente il 12 per cento della popolazione con una prevalenza di donne”, sottolinea Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione Ant, realtà che – oltre ad ospitare la presentazione – ha partecipato alla stesura del libro portando la propria esperienza nell’ambito dell’assistenza sanitaria domiciliare.

Leggi: Redattore Sociale, 09/09/2021


lunedì 6 settembre 2021
Facciate e rischio incendi: il passaggio cruciale è valutare i materiali

L’incendio di Milano, in via Antonini, ha aperto un dibattito nella filiera dell’edilizia su una questione di grande attualità: il retrofitting delle facciate. «A prescindere dall’elemento scatenante e da eventuali concause, la scelta di un materiale coibente combustibile (anziché un materiale autoestinguente) e la mancata realizzazione di barriere tra i vari piani (o il mancato funzionamento
delle stesse), ha comportato notevoli danni alle opere, fortunatamente senza danni a persone» commenta Francesco Viero, direttore generale della società Maffeis Engineering. Un episodio analogo, costato però la vita a 72 persone, era avvenuto quattro anni fa a Londra, a seguito del terribile incendio che ha colpito la Grenfell Tower di 24piani. «Due giorni dopo l’incendio – racconta Viero – il governo inglese ha prescritto ai proprietari di edifici a torre di effettuare una verifica dei propri immobili». Il risultato? 300 di questi presentavano un sistema di facciata similare con pannelli compositi in alluminio e circa 11.300 edifici altre tipologie di materiale combustibile. Di questi ultimi, 1.700 venivano classificati ad alto rischio, da risanare subito. Il problema non era quindi isolato. Il mondo del real estate ha dovuto fare i conti con i dati e più in generale con la reputation.

Leggi: Confedilizia, 06/09/2021


DALLE REGIONI:

giovedì 9 settembre 2021
Roma. Casa. Sindacati: nuova amministrazione dovrà segnare cambio di passo

“L’intervento recente del Prefetto di Roma su alcune situazioni difficili, improntato sulla collaborazione istituzionale e sull’attenzione dei cittadini più fragili per prevenire tensioni sociali, può essere ancora più incisivo e inclusivo se si proseguirà nel dialogo aperto con CGIL-CISL e UIL di Roma e le organizzazioni degli inquilini”.
Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti, la Uil del Lazio, insieme a Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil.
“Per questo – continua la nota – abbiamo richiesto un urgente incontro al Prefetto così da conoscere anche la nuova procedura che intende adottare a partire da ottobre per effettuare i numerosi sfratti in città.
Roma ha la assoluta necessità di compiere un salto di qualità dal punto di vista dell’efficienza amministrativa, che sarebbe anche segnale di un ritrovato rispetto verso i propri cittadini.
La pandemia ha scoperto l’effettività incapacità della Capitale di rispondere in maniera massiva ai bisogni primari dei suoi abitanti.

Leggi: Sunia, 09/09/2021


mercoledì 8 settembre 2021
Welfare, nel barese un condominio sociale per aiutare chi è in difficoltà

Hanno trovato una casa in cui d’ora in poi potranno pensare con più serenità al futuro. La famiglia, composta da 4 persone tra cui un bimbo di tre anni e un neonato di due mesi, è la prima ad aver occupato uno degli otto appartamenti…
Hanno trovato una casa in cui d’ora in poi potranno pensare con più serenità al futuro. La famiglia, composta da 4 persone tra cui un bimbo di tre anni e un neonato di due mesi, è la prima ad aver occupato uno degli otto appartamenti del complesso Poggio delle Ginestre inaugurato oggi a Noicattaro (Bari) e destinato a donne e adulti in difficoltà oltre che a famiglie vulnerabili.
L’accesso avviene su segnalazione dei servizi sociali o su richiesta degli interessati in caso di emergenza abitativa, sfratto o comprovate condizioni di difficoltà psico-sociale: per ogni ospite saranno predisposti un piano individualizzato e un percorso di orientamento e supporto all’autonomia personale.

Leggi: Redattore Sociale, 08/09/2021


IN AGENDA:

Il 17 Settembre a Cattolica l’Assemblea nazionale delle Leghe Spi-Cgil – Sanità, non autosufficienza, pensioni, campagna vaccinale, Conferenza di Organizzazione Cgil.

Il 17 settembre in piazza della Repubblica a Cattolica l’Assemblea nazionale delle Leghe dello Spi-Cgil dal titolo “C’è bisogno. Capire, esserci, partecipare”.
I lavori cominceranno alle ore 9.30 e saranno aperti dalla relazione del Segretario generale dello Spi-Cgil nazionale Ivan Pedretti.
Seguiranno gli interventi dei pensionati e delle pensionate di diverse Regioni italiane. A chiudere la mattinata l’intervento del Segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
Per la prima volta dalla pandemia i pensionati della Cgil tornano a riunirsi in presenza in numero consistente, con un migliaio di persone in arrivo a Cattolica da tutta Italia.
L’Assemblea sarà l’occasione per fare il punto sulle tante sfide che attendono il Sindacato nei prossimi mesi, dalla necessità di una legge sull’obbligatorietà dei vaccini alla riforma delle pensioni, alla definizione del Pnrr su sanità e non autosufficienza, alla Conferenza di Organizzazione che la Cgil si appresta a tenere in autunno.
I lavori dell’Assemblea saranno trasmessi in diretta sulle pagine Facebook della Cgil nazionale, dello Spi-Cgil nazionale e di Collettiva.

Leggi: Spi-Cgil


Il 24 settembre Convegno Conclusivo di “Tapas in aging”

Due anni di ricerca con oltre 500 volontari over65 che hanno contribuito – anche rendendosi disponibili per un’altra ricerca speciale durante un evento storico unico come il lockdown – a indagare come spazio, tempo e ambiente costruito siano determinanti di salute: i risultati del lavoro dei ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, condotto in partnership con Auser Lombardia e sostenuto da Fondazione Cariplo, saranno resi pubblici il 24 settembre (ore 10-13).

Leggi: Auser


Il 28 settembre a Roma Convegno Conclusivo del Progetto dei Nonni di Comunità

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani il prossimo 28 settembre il Convegno Conclusivo del Progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”. Un progetto di Auser Lombardia finanziato dal Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, quattro le regioni coinvolte.

Leggi: Auser


“Esiste qualcosa dopo le RSA?” – Save the date

Il 29 settembre è in uscita il nuovo “Il Punto” di Welforum, curato da Sergio Pasquinelli, sulle RSA. Raccoglierà 10 articoli usciti su questo tema dall’inizio della pandemia.
Martedì 5 ottobre alle 10.30 promuoviamo un Webinar di presentazione e discussione di questa raccolta. L’occasione per un confronto sulle prospettive e i cambiamenti delle residenze, resi necessari dopo un anno e mezzo di pandemia. Un confronto che vuole essere aperto, laico, concreto.
Hanno finora confermato la loro presenza, tra gli altri, Fabrizio Giunco della Fondazione Don Gnocchi, Luca Degani di Uneba Lombardia, Federica Trapletti dello Spi Cgil Lombardia, Felice Romeo di Legacoop Lombardia, Antonio Guaita della Fondazione Golgi Cenci.
A breve il programma completo e l’apertura delle iscrizioni per il 5 ottobre.

Leggi: Welforum


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Un patto per la non autosufficienza

Cinque proposte operative che puntano alla integrazione degli interventi socio-sanitari, tenendo conto delle specifiche ed eterogenee condizioni degli anziani e delle loro famiglie
Una grande riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti che punti alla integrazione degli interventi socio-sanitari, tenendo conto delle specifiche ed eterogenee condizioni degli anziani e delle loro famiglie, incrementando i finanziamenti pubblici in particolare per i servizi domiciliari e residenziali e puntando sulla innovazione. È questa in sintesi la riforma che il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, nato a fine luglio, chiede al Parlamento e ai ministri della Salute Roberto Speranza e del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando.
Secondo l’ultimo Dossier Istat, il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni è notevolmente aumentato, passando dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (era il 148,7% nel 2001). Oggi sono circa tre milioni gli anziani non autosufficienti, ossia coloro che non sono in grado di svolgere da soli le normali attività quotidiane e hanno bisogno di un accompagnamento: rappresentano il 5% della popolazione e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030.
Al Patto hanno finora aderito 37 realtà della società civile che hanno deciso di rinnovare l’impegno grazie al quale è stato inserito nel Pnrr un progetto di riforma radicale e atteso dalla fine degli anni ’90 con la previsione di un investimento di tre miliardi e mezzo di euro. Un’occasione imperdibile per dare risposte alle esigenze degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie, formalizzata dalle organizzazioni ed accolta dalle istituzioni e che, a partire da oggi, può tradursi in realtà grazie alle proposte e al confronto continuo fra i vari attori.

Leggi: Collettiva


Farmacie di comunità, il labile confine fra commercio e sanità – di Livio Garattini e Alessandro Nobili

Qualsiasi iniziativa mirata a estendere i servizi sanitari offerti dalle farmacie nell’assistenza territoriale va guardata con molta circospezione alla luce dell’attuale quadro normativo (pharmaceutical care o farmacia dei servizi che sia), anche in prospettiva della riforma di tutto il settore delle cure primarie (vedi PNRR). Seppur consapevoli del ruolo chiave che le farmacie di prossimità possono svolgere in questo nuovo scenario
La farmacia è una disciplina relativamente recente sotto il profilo storico, che sta un po’ a metà strada fra chimica e sanità, essendo legata indissolubilmente al farmaco, dallo sviluppo alla produzione per finire con la sua distribuzione. Peraltro, a partire dagli anni cinquanta del millennio scorso il ruolo del farmacista è radicalmente mutato con l’avvento della produzione di massa da parte dell’industria farmaceutica. Fino ad allora, infatti, il farmacista era solito anche produrli i farmaci nel proprio laboratorio, mentre da molto meno di un secolo la sua attività sul farmaco si è sostanzialmente ristretta alla distribuzione anche nelle farmacie territoriali, altrimenti dette di comunità, tuttora il luogo di lavoro di gran lunga prevalente dei laureati in farmacia. Infatti, dopo medici e infermieri, i farmacisti di comunità rappresentano il terzo gruppo più numeroso di professionisti sanitari in Europa.

Leggi: Quotidiano Sanità


A cosa serve la lungassistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti? – di Franco Cirio, Giulia Adduci

Livelli essenziali di salute e percorsi assistenziali a domicilio
Il Servizio sanitario nazionale (SSN), come previsto dall’Art. 22 del DPCM 12 gennaio 2017 che definisce e aggiorna i livelli essenziali di assistenza, garantisce alle persone non autosufficienti o in condizioni di fragilità, con patologie in atto o esiti delle stesse, percorsi assistenziali a domicilio costituiti dall’insieme organizzato di trattamenti medici, riabilitativi, infermieristici e di aiuto infermieristico necessari per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita.
Le cure mirano a stabilizzare il quadro clinico, a limitare il declino funzionale e a migliorare la qualità della vita della persona nel proprio ambiente familiare, evitando per quanto possibile, il ricorso al ricovero ospedaliero o in una struttura residenziale. In ogni caso l’ASL assicura la continuità tra l’assistenza ospedaliera e l’assistenza territoriale a domicilio.
Il suddetto articolo prevede inoltre una suddivisione delle cure domiciliari per livelli di complessità assistenziale:
• di base, caratterizzate da prestazioni occasionali;
• integrate (ADI) di I^ livello, caratterizzato da un Coefficiente d’intensità assistenziale (CIA) fino a 0,30;
• integrate (ADI) di II^ livello (CIA tra 0,31-0,50);
• integrate (ADI) di III^ livello (CIA >0,50) (CIA: rapporto tra giornate di effettiva assistenza nelle quali è stato effettuato almeno un accesso domiciliare e giornate di cura dalla data della presa in carico alla cessazione del programma).

Leggi: Welforum


Piazze a misura d’uomo e uffici come salotti – di Marina Paglieri

Le città post pandemia L’architetto Ratti al festival di “Salute” ripensa i luoghi di vita e di lavoro: “Spazi dove tornare a incontrarsi”
Come dovranno cambiare le città e gliuffici dopo il Covid? Carlo Ratti, architetto torinese, classe 1971, docente di Urban technologies and planning al Mit di Boston, dove dirige il Senseable City Lab, è convinto che dopo la pandemia non possano più essere le stesse. Ma come cambieranno? Sono i temi su cui l’ha intervistato ieri sera, al Teatro Carignano di Torino il direttore Maurizio Molinari, durante la seconda puntata, dopo l’esordio romano, del Festival di Salute. Un’ora di colloquio, con una certezza: «La città ha vinto, ha dimostrato di saper reagire. E il momento di implementare con le tecnologie un modello che è cambiato. The City is back. Ma è diversa».
I nuovi uffici
Una trasformazione che passa anche dal lavoro. Lo smart working resisterà, ma torneremo negli uffici, che non sono morti, come sosteneva Twitter un anno fa: vi andremo con più flessibilità, in spazi più soft, dotati di salotti in cui incontrarsi. Perché, se si resta isolati, si perde la forza dei legami deboli, per dirla con il sociologo Usa Mark Granovetter: «Analizzando i Big data al Mit, vediamo che se lavoriamo solo in digitale, solo su Zoom, manteniamo i legami forti, la rete degli amici e degli amici degli amici, ma i legami deboli diventano più deboli e li perdiamo. Eppure è da
questi che nascono le idee».

Leggi: Inu


La silver economy: un nuovo stimolo all’economia – di Susanna Felicetti e Stefano Casini Benvenuti

L’approccio all’invecchiamento della popolazione che caratterizza tutto il mondo occidentale è molto diversificato. Tra le novità, una crescita importante di quella parte dell’economia e degli interventi sociali che mettono al primo posto la qualità della vita delle persone anziane
L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che caratterizza tutto il mondo occidentale, sollecitando considerazioni di natura diversa, talvolta esaltanti (l’invecchiamento visto come conquista sociale), altre volte preoccupate (l’invecchiamento visto come limitazione delle potenzialità lavorative). Si tratta tuttavia di riflessioni parziali che si soffermano solo sul primo stadio degli effetti dell’invecchiamento, trascurandone altri, tutt’altro che secondari.
Non è un caso se da qualche tempo, insieme alla Green economy, si sente parlare di Silver economy (se il verde richiama il colore degli alberi, l’argento richiama la canizie degli anziani); entrambe, potrebbero fornire una spinta decisiva alla ripresa di un’economia in fase di stagnazione (sono, infatti, molti a parlare di stagnazione secolare). Vi sono infatti non pochi studiosi che vedono nella Green e nella Silver economy le forze per l’avvio di una nuova fase della nostra storia che, affrontando due problemi cruciali, darebbero anche nuovo vigore alla crescita dell’economia.
Due approcci
Rispetto a questo ragionamento si può adottare un approccio statico e uno più dinamico. Il primo fa riferimento al fatto che gli anziani già oggi contribuiscono alla formazione del Pil tramite la spesa per sostenere i propri consumi. Lo fanno in modo diverso dalle persone più giovani, innanzitutto perché alcuni bisogni assumono per loro un’importanza maggiore, infatti gli over 65: sono in larga misura proprietari della abitazione in cui vivono gran parte del loro tempo; sostengono maggiori spese per il funzionamento della casa oltre a quelle per l’alimentazione; spendono di più per la salute e l’assistenza.

Leggi: Collettiva


L’Internet delle cose al servizio degli anziani – di Lorenzo De Micieli

L’Internet of Things si inserisce a pieno titolo nel filone della ricerca medica e tecnologica finalizzata al sostegno della terza età. Le innovazioni potranno garantire un cambio di paradigma in tutti i settori sanitari
L’innovazione tecnologica e le conquiste della scienza medica hanno notevolmente migliorato l’aspettativa di vita. Secondo le Nazioni Unite (Onu) la percentuale della popolazione mondiale di età pari o superiore a 65 anni aumenterà da circa il 9% nel 2019 a circa il 16% nel 2050. Anche se la tendenza all’invecchiamento interessa praticamente tutti i paesi, essa ha il maggiore impatto in Europa e Nord America, dove si prevede che una persona su quattro avrà più di 65 anni entro il 2050. Con l’età, l’entità dei problemi di salute tende ad aumentare e l’inevitabile declino delle capacità funzionali richiede soluzioni in grado di far fronte alla riduzione delle capacità fisiche e mentali. Una società che invecchia rapidamente ha bisogno di soluzioni efficaci per il suo invecchiamento sano, che aiutino a rimanere in buona salute, a mantenere l’indipendenza e a migliorare il benessere delle persone anziane e dei soggetti fragili con patologie croniche. Il cambiamento di età della società è riconosciuto internazionalmente come una sfida globale, anche per le sue implicazioni sul sistema economico e sul mercato del lavoro. Gli anziani sono i principali utenti del sistema sanitario pubblico e, man mano che la loro quota percentuale crescerà, ne aumenterà la pressione economica sulla popolazione più giovane e occupata.

Leggi: Collettiva


 

 

 

 

 

 

Carissime e carissimi
Sperando che abbiate passate un’estate serena e in salute, riprendiamo la pubblicazione della newsletter di Abitare e Anziani.
La redazione


Il diritto al vaccino deve essere universale

Pubblichiamo il discorso del segretario generale della Cgil durante il G20 della Salute
Prima di tutto un ringraziamento non formale al ministro Roberto Speranza per aver dato anche alle parti sociali e a chi rappresenta il mondo del lavoro la possibilità di partecipare a questo importante appuntamento. Il lavoro, gli uomini e le donne che lo svolgono, è stato determinante nel fronteggiare la pandemia. Penso innanzitutto a quanti occupati nelle corsie degli ospedali, nelle terapie intensive, e a dare assistenza al proprio domicilio a chi colpito dal Covid. E penso anche a quanti, a rischio della propria incolumità, hanno operato nei cosiddetti servizi essenziali consentendo a noi di rimanere al sicuro nelle nostre case. Il lavoro che ha salvato e salva il Paese è quello tutelato, ben retribuito e stabile.

Leggi: Collettiva, 06/09/2021


Referendum eutanasia, superata la soglia delle 750mila firme

Circa un terzo delle adesioni in forma digitale. Tra le ultime raccolte anche quelle di Roberto Saviano, Francesco Guccini e Pif
Superate le 750mila firme per il referendum sula legalizzazione dell’eutanasia. Oltre 500mila sono state raccolte ai tavoli, mentre quelle digitali hanno oltrepassato le 250mila. A queste cifre si aggiunge un numero ancora imprecisato di firme raccolte nei Comuni, nei consolati e negli studi degli avvocati e da alcuni gruppi che si sono aggiunti alla mobilitazione nelle scorse settimane. Tra le ultime adesioni raccolte, anche quelle di Roberto Saviano, Pif e Francesco Guccini.
“Ho firmato perché oggi, senza una legge che la regolamenti – afferma Saviano – l’eutanasia non è un diritto accessibile a tutti. Ho firmato perché sia libero di scegliere anche chi non può permettersi di raggiungere paesi dove l’eutanasia è legale. Firmare per promuovere questo referendum, comunque la si pensi, è un atto di rispetto per la vita e per il prossimo”.

Leggi: La Repubblica, 25/08/2021


NEWS:

martedì 7 settembre 2021
Anziani, riforma in corso: meno Rsa, più servizi. “Nuovo umanesimo”

Intervista a monsignor Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, chiamato dal ministro Speranza a guidare la Commissione per la riforma dell’assistenza per gli anziani non autosufficienza. Il futuro? La fine del monopolio residenziale e l’incremento delle cure domiciliari. “Le regioni spendono annualmente 12 miliardi per le sole Rsa. Per la Adi, necessaria a milioni di anziani, si stima non si arrivi ai 2 miliardi”
Meno Rsa, più casa, più famiglia, più servizi. Ma soprattutto, un “nuovo umanesimo”, che ricomprenda al suo interno una nuova visione e un nuovo approccio agli anziani, che nel nostro Paese sono sempre di più e sempre più anziani. E’ il pensiero di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, chiamato dal ministro Speranza esattamente un anno fa, nel settembre 2020, a guidare la Commissione per la riforma dell’assistenza per gli anziani non autosufficienti, che venerdì scorso ha presentato la Carta dei diritti degli anziani. Ma quali sono i pilastri di questa nuova cultura e cura degli anziani? Quale dovrebbe essere il futuro del sistema dell’assistenza dedicata a questa parte sempre più consistente della popolazione, sistema che ha mostrato, con l’inizio della pandemia, tutta la sua inadeguatezza e inefficacia? Redattore Sociale lo ha chiesto a monsignor Vincenzo Paglia.

Leggi: Redattore Sociale, 07/09/2021


martedì 7 settembre 2021
Alzheimer e Pnrr, “subito percorsi specifici”: lanciata la petizione

Sono 9 i punti dell’appello della Fondazione Maratona Alzheimer rivolto al governo in vista degli investimenti sulla non autosufficienza in chiave Pnrr: “Si punti su assistenza domiciliare, formazione degli operatori e Comunità consapevoli”
“L’Alzheimer è una malattia, non l’evoluzione obbligata del processo di invecchiamento. E come tale va trattata: merita prevenzione, diagnosi, cura, ricerca. Merita una specificità delle cure che, a oggi, non esiste”. L’appello, da Bologna, è unanime e si trasforma in una petizione nazionale che sarà inviata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri Speranza e Orlando e ai presidenti di Camera e Senato. A farsi portavoce di questa necessità è la Fondazione Maratona Alzheimer: “Settembre è il mese dell’Alzheimer. Chiediamo una definizione chiara e percorsi condivisi per la realizzazione del diritto alla cura di questa comunità – spiega Stefano Montalti, presidente della Fondazione –. Parliamo di un milione e 200 mila persone, quasi la metà delle persone con una non autosufficienza. La non autosufficienza cognitiva derivata da demenza, infatti, presenta necessità di cura e assistenza diverse e superiori ad altre non autosufficienze, per le caratteristiche proprie della malattia”.

Leggi: Redattore Sociale, 07/09/2021


martedì 7 settembre 2021
Fillea Cgil: «Pronti a costruire le “città dei 15 minuti”, gli appalti premino chi fa innovazione»

Il segretario del comparto edilizia e legno Alessandro Genovesi: «Il settore delle costruzioni deve diventare un settore industriale, con una crescita dimensionale. Ma il 53% dei lavoratori ha un salario più basso per quello che fa». I nodi e le prospettive
Il comparto del legno pronto a guidare la transizione ecologica e innovazione. Ma attenzione alla carenza di materie prime e ai salari.
Noi di CUOREECONOMICO ne abbiamo parlato con Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil che segue il comparto del legno ed edilizia.
Segretario, Pnrr, rigenerazione urbana, ecobonus: edilizia e legno saranno chiamate a contribuire al rilancio del paese: quali sono le idee per le città del domani?
«La Pandemia ha disvelato tutte le fragilità ed i limiti di un modello urbano e quindi di un modello anche produttivo, per i nostri settori, pieno di contraddizioni.
È divenuto palese che avere una casa ben organizzata, servizi sociali vicini, aree verdi e spazi di socialità o non avere tutto ciò, fa la differenza.
Lo stesso smart working pone la questione dello spostamento urbano. Oggi la rigenerazione delle nostre città, la riqualificazione del costruito, la “città dei 15 minuti” divengono l’unica scelta possibile non solo per il rilancio del settore ma per affermare l’unico modello di sviluppo sostenibile in termini sociali e ambientali.

Su questo i lavoratori dell’edilizia e del legno, le imprese, le stesse pubbliche amministrazioni o famiglie (se parliamo di edilizia privata) devono adeguare modelli culturali, organizzativi, industriali e contrattuali per approfittare fino in fondo delle opportunità che, in questa direzione, lo stesso PNRR offre»

Leggi: Cuore Economico, 07/09/2021


lunedì 6 settembre 2021
Vaccino obbligatorio e tamponi gratuiti, le parti sociali incalzano il governo

Cgil, Cisl e Uil incontrano Confindustria e Confapi. Appello comune: il costo del green pass non ricada su lavoratori e aziende. Sul tavolo anche la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive
Dopo un’estate di polemiche e botte e risposte sui giornali, sindacati e industriali tornano a sedersi intorno a un tavolo per decidere come affrontare questa fase delicata della pandemia. Tema centrale nel colloquio tra il presidente di Confindustria Bonomi e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri, il green pass ma soprattutto i tamponi che sia le imprese che i sindacati non intendono far pagare alle aziende ai lavoratori. E in attesa della decisione del governo nella prossima cabina di regia, chiedono insieme all’esecutivo una parola chiara sui costi.
“Sappiamo che giovedì c’è una cabina di regia del governo – sottolinea il leader di Confindustria Carlo Bonomi – e laddove si dovesse decidere, come noi auspichiamo, l’obbligo gratuito del green pass all’interno dei luoghi di lavoro e se le parti sociali trovassero un accordo su questo, io credo che ci possa essere da parte del governo un riconoscimento di questo passaggio, di questo possibile accordo tra noi e i sindacati facendo a quel punto un’operazione di utilità sociale e quindi facendosi carico del costo di tamponi”.

Leggi: Collettiva, 06/09/2021


lunedì 6 settembre 2021
Sindacati pensionati, sì all’obbligo vaccinale

I Sindacati dei pensionati Spi, Fnp, Uilp sostengono la richiesta di Cgil, Cisl e Uil di istituire per legge l’obbligo vaccinale e sollecitano il governo a prendere rapidamente una decisione in questa direzione.
Contestualmente i Sindacati continueranno, come stanno facendo da mesi in tutti i territori, a portare avanti la campagna di informazione e sensibilizzazione in favore dei vaccini, rivolta in particolare a tutte le persone anziane che non si sono ancora vaccinate.
Si sollecita infine il governo a dare con urgenza indicazioni precise sulla necessità di una terza dose – in primis per i più anziani, i più fragili e gli operatori sanitari – per evitare che il virus torni a mietere vittime in una fascia di popolazione che è stata così severamente colpita dalla pandemia.

Leggi: Spi-Cgil, 06/09/2021


domenica 5 settembre 2021
Un mese di tempo in più per chiedere il bonus affitti

L’Agenzia delle Entrate ha differito di un mese il termine per la presentazione della domanda per il contributo a fondo perduto per la riduzione del canone di locazione
Ci sarà tempo fino al 6 ottobre 2021, invece del 6 settembre, per la presentazione della richiesta del contributo a fondo perduto per la riduzione dell’importo del canone di locazione. È quanto dispone il primo dei due provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicati oggi. Il secondo individua, invece, gli specifici campi delle dichiarazioni dei redditi, relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020, che servono per calcolare il valore dei risultati economici d’esercizio che danno diritto o meno all’erogazione del contributo perequativo introdotto dal Decreto Sostegni-bis (Dl 73/2021).
L’estensione del termine per la presentazione dell’istanza, spiega l’Agenzia, risponde alla volontà di consentire a un maggior numero di contribuenti di fruire dell’agevolazione, tenuto anche conto che l’intervallo temporale previsto per l’invio della domanda è coinciso con il periodo estivo. Dunque, al fine di consentire al maggior numero di potenziali beneficiari di poter inoltrare la domanda il provvedimento di oggi dispone il differimento del termine di presentazione della domanda al 6 ottobre 2021.

Leggi: Agi, 05/09/2021


venerdì 3 settembre 2021
Carta dei diritti degli anziani: autodeterminazione, rispetto e sostegno delle istituzioni

Diritti delle persone anziane e doveri delle istituzioni e degli operatori sanitari al centro del lavoro della Commissione. Nel documento si parla anche di solitudine, eutanasia, violenze e cohousing. Draghi: “Iniziativa di enorme rilevanza sociale ed etica”
“Un lavoro straordinario, un’iniziativa di enorme rilevanza sociale ed etica. L’Italia deve garantire i diritti degli anziani, il rispetto della dignità della persona, in ogni condizione. Perciò il Governo sosterrà la proposta di intervento presentata”. Mario Draghi ha accolto così la Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società elaborata dalla Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita presso il ministero della Salute e guidata da monsignor Vincenzo Paglia.
Tre gli obiettivi esplicitati dalla Carta: “rispetto a una mera enunciazione astratta dei diritti delle persone anziane e dei doveri della comunità, la Carta intende compiere un passo ulteriore in un duplice senso”. Da un lato, dunque, intende “incidere nell’ordinamento prospettando al legislatore principi fondamentali e diritti che possono trovare un riconoscimento formale in specifici atti normativi”, dall’altro vuole “offrire indicazioni operative e organizzative a istituzioni e operatori chiamati a prendersi cura delle persone anziane”. Infine, la Carta vuole “facilitare la conoscenza per le persone anziane dei loro diritti fondamentali e di accrescere la loro consapevolezza, nonché dei doveri che gravano su quanti entrano in relazione con loro”. Per questo l’auspicio della Commissione è che, da subito, la Carta venga tradotta in una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per orientare le pubbliche amministrazioni.

Leggi: Redattore Sociale, 03/09/2021


giovedì 2 settembre 2021
La tragedia del grattacielo di Via Antonini a Milano: 70 proprietari della loro unica abitazione, resa inagibile, hanno perso tutti i propri beni personali e gli arredi e, stando alle norme attuali, rischiano di non avere nessun risarcimento

Occorre, così come il SUNIA-APU sta sostenendo da anni, che venga varata con urgenza una norma nazionale a tutela della sicurezza di proprietari e inquilini negli edifici residenziali.
Non è la prima volta che si assiste a tragedie come quella di Milano che, solo per fortuna questa volta, non ha provocato vittime anche se ha lasciato sul lastrico numerose famiglie che hanno perso tutti i loro averi con una prospettiva di non avere nessun risarcimento, stando alla normativa attuale.
Dopo alcuni tentativi fatti negli anni passati di rendere più incisive le norme a garanzia della sicurezza anche nelle compravendite immobiliari, prevedendo anche la nullità degli atti in mancanza dei requisiti essenziali di sicurezza, tutto è finito nel dimenticatoio perché ci si è arresi alle lobbies di costruttori e grandi proprietari immobiliari.

Leggi: Sunia, 02/09/2021


mercoledì 1 settembre 2021
Presentata a Draghi la “Carta dei diritti degli anziani”: lavoro straordinario

La presentazione è avvenuta durante un incontro tra il presidente del Consiglio e una delegazione della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, guidata da Monsignor Vincenzo Paglia. “Il governo sosterrà la proposta di intervento”
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi una delegazione della Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, guidata da Monsignor Vincenzo Paglia. Durante l’incontro, al quale era presente il ministro della Salute Roberto Speranza, è stata presentata al presidente del Consiglio la “Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società”, redatta dalla stessa Commissione istituita presso il ministero della Salute.
“Il lavoro elaborato da Monsignor Paglia e dalla Commissione è straordinario” ha affermato il presidente Draghi.
“Si tratta- ha aggiunto- di una iniziativa di enorme rilevanza sociale ed etica. L’Italia deve garantire i diritti degli anziani, il rispetto della dignità della persona, in ogni condizione. L’assistenza socio sanitaria deve essere adeguata e responsabile. Perciò il Governo sosterrà la proposta di intervento presentata oggi”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/09/2021


mercoledì 1 settembre 2021
Pnrr e non autosufficienza, le proposte di Carer per una nuova domiciliarità

“Il nostro Paese vive un grave ritardo strutturale sul versante dei servizi per la non autosufficienza – in particolare i servizi a sostegno della domiciliarità – e sul riconoscimento del ruolo cruciale svolto dalle e dai caregiver e da assistenti familiari nella cura a persone disabili o non autosufficienti”. Si apre così il documento che racchiude le proposte dell’associazione Carer – Caregiver familiari Emilia-Romagna, sui temi della non autosufficienza e della domiciliarità, nell’ambito del programma Next Generation Eu e del Pnrr. Secondo l’associazione, cruciale è il riconoscimento giuridico del ruolo di caregiver familiare come componente di un nuovo assetto di welfare e portatore di specifici diritti. Ecco perché il Pnrr può essere una opportunità storica per effettuare gli investimenti necessari a sostenere un welfare caratterizzato da una nuova domiciliarità. Tra le proposte presentate nel documento l’attivazione di sportelli unici (one stop shop) per l’informazione, l’orientamento ed il supporto ai caregiver familiari;

Leggi: Auser, 01/09/2021


sabato 21 agosto 2021
Aree interne, i vescovi: “Un piano di rilancio contro emarginazione e crisi”

A Benevento il 30-31 agosto l’incontro di oltre venti vescovi per elaborare un piano comune: “Non possiamo assistere inerti, nelle nostre Chiese, alla morte del tessuto sociale”
“Avviare un confronto comune per elaborare un piano di rilancio pastorale delle aree interne del paese, che sempre più si trovano a fare i conti con l’emarginazione, lo spopolamento e la crisi economica”. È questo l’obiettivo dell’incontro che il 30 e il 31 agosto – per iniziativa dell’Arcivescovo Felice Accrocca – vedrà riuniti a Benevento, presso il Centro “La Pace”, più di venti Vescovi provenienti dalle Diocesi di Piemonte, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria. “L’evento – si legge in una nota – si pone nel solco del cammino intrapreso dai Vescovi della Metropolia di Benevento nella primavera del 2019, con il documento ‘Mezzanotte del Mezzogiorno? Lettera agli Amministratori’, nel quale si metteva a fuoco il persistente e grave ritardo nello sviluppo delle aree interne e si chiedeva un progetto che privilegiasse l’interesse comune. Il percorso è stato scandito da successive tappe che hanno coinvolto anche Papa Francesco, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’allora Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/08/2021


venerdì 13 agosto 2021
Caldo e anziani, “una condizione di particolare fragilità aumenta i rischi”

I consigli di Senior Italia FederAnziani agli over75, in particolare a chi ha patologie, e caregiver: “Non uscire di casa nelle ore e nelle località in cui le temperature sono particolarmente elevate”. Messina: “Non abbassare la guardia sulle misure anti-Covid”
“Un caldo del genere, che porta a classificare quest’estate come una delle più calde degli ultimi due secoli, ci spinge a dire: state in guardia o sarà una carneficina!”. E’ invito di Senior Italia FederAnziani agli over75, in particolare chi ha patologie. “Non uscire assolutamente di casa in tutte quelle ore e in quelle località in cui le temperature sono particolarmente elevate”, è il consiglio dell’organizzazione: “In particolare devono prestare attenzione tutti coloro che soffrono di patologie cardiache, polmonari, che sono affetti da demenza, Parkinson o da malattie psichiatriche, le persone con diabete e insufficienza renale e coloro che ogni giorno assumono più di quattro tipi diversi di farmaci. In tutti questi casi ci si trova in una condizione di particolare fragilità che aumenta i rischi collegati al caldo record”.

Leggi: Redattore Sociale, 13/08/2021


venerdì 13 agosto 2021
Visite agli anziani nelle Rsa, tutti i giorni con Green Pass

Spinelli: “farà sentire loro che l’isolamento è finalmente e, speriamo definitivamente, finito”
I parenti potranno visitare i loro cari nelle Rsa anche ogni giorno, e per un tempo sino a 45 minuti. E’ una delle novità introdotte dalla circolare del Ministro della Salute recepita dalla giunta regionale della Toscana. Il provvedimento permette di rendere più semplice e fluido l’accesso e l’uscita dalle strutture di ospitalità e di lungodegenza.
Due le novità rilevanti. La prima riguarda la frequenza delle visite: l’accesso alle Rsa e alle Rsd è possibile tutti i giorni della settimana, anche festivi. La visita potrà svolgersi in un tempo congruo al bisogno di assistenza (stimato in un massimo di circa 45 minuti).
La seconda è relativa alla possibilità, per gli ospiti, di uscire dalle strutture: sono infatti consentite le uscite temporanee, senza che sia necessario, dopo il rientro, ricorrere a specifiche misure di isolamento. Per ciascuna di queste misure sarà necessario esibire il certificato verde Covid 19, il cosiddetto Green Pass.

Leggi: Infermieristica Italiana, 13/08/2021


giovedì 12 agosto 2021
Rsa, quei direttori che non rispettano le regole: Orsan scrive a Fedriga

Il comitato denuncia “l’atteggiamento di chiusura totale verso le visite dei familiari” in alcune Rsa. “L’alibi è la protezione dei soggetti fragili dall’incremento dei contagi a causa della variante delta, ma tutti i 500 mila ospiti, violentati da quarantene allucinanti, sono risultati negativi”
“In questi giorni torridi oltre al Covid e al caldo c’è un altro fenomeno che dilaga a macchia d’olio all’interno delle Residenze Sanitarie Assistite italiane: l’intrepido atto insurrezionale dei Direttori Sanitari delle stesse che, con la complice indifferenza delle Regioni, si rifiutano di applicare una legge dello Stato e la sua circolare attuativa”: inizia così la lettera che il comitato Orsan ha inviato al presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga, a tutti i presidenti di Regione e al coordinatore degli Assessori alla Salute Donini. Il presidente del comitato, Dario Francolini, fa riferimento alle “centinaia di storie di soprusi, vessazioni, decisioni illogiche e incomprensibili verso gli oltre 500 mila ‘ospiti’ residenti nelle circa 4,5,6,7 mila Rsa italiane, in quanto nessuno oggi ne conosce esattamente numero e ubicazione, nonché proprietà. Il filo rosso che lega queste storie – continua – raccontateci dagli oltre 2 milioni di familiari – nipoti, figli, sorelle, mogli e mariti – è uno strano mix di coraggio e codardia che dimostra quanto il socio-sanitario in Italia abbia fatto flop e necessiti di un ripensamento totale, con nuove norme che pongano davvero al centro la dignità umana e la cura della persona e dei suoi familiari, caregiver”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/08/2021


mercoledì 11 agosto 2021
Anziani sempre più soli in città «E assistenti sociali in telelavoro»

Ogni giorno decine di richieste di soccorso – Chi chiede aiuto per la spesa, chi domanda le medicine. Qualcuno cerca solo una voce con cui parlare. Le associazioni protestano: il Comune non ha fatto abbastanza per tutelare i vecchi ASSOCIAZIONE SENECA « Il problema è che il Comune ha investito pochi fondi nell’assistenza agli anziani. Programmi di accompagnamento, come il taxi solidale, sono affondati», spiega Roberta Garbagnati. «Le richieste sono state gestite in modo frettoloso. Ora sono finiti i fondi e il trasporto degli anziani è per lo più affi
■ È una di quelle case dove gli oggetti spariscono tra pile di giornali accartocciati o montagnette di vestiti non stirati. Erminia passa dalla sedia in cucina dove sorseggia il caffè, preparato con una vecchia moka, in una tazzina sbeccata, alla poltrona graffiata agli angoli dal gatto. Guarda la telenovela delle tre del pomeriggio e poi attende una chiamata. Risponde al primo squillo del telefono. È una volontaria che la cerca, con cui ha appuntamento a quell’ora precisa del pomeriggio. È una dei tanti anziani che a Milano richiedono assistenza. Persone rimaste ancora più sole dopo il Covid. Perché hanno perso i coniugi, gli amici, o i punti di riferimento nel quartiere: le associazioni, le bocciofile, i centri aggregativi. Quello che è certo è che nemmeno quest’anno le chiamate al centralino del piano caldo del Comune, tra fine luglio e il mese di agosto, sono calate: a comporre lo 020202, ogni giorno, sono tra trenta e quaranta anziani di media. Chi richiede il pasto a domicilio, chi vuole essere accompagnato a una visita medica, chi è semplicemente solo e ha bisogno di parlare con qualcuno.

Leggi: Libero, 11/08/2021


martedì 10 agosto 2021
Sanità, dove rischia il piano Marshall

Centinaia di nuovi ospedali e presidi territoriali da costruire. Decine di migliaia di infermieri da assumere. Ma ammodernare il sistema vuol dire rivoluzionarlo
La rivoluzione sanitaria italiana passa attraverso la realizzazione di 1350 presidi territoriali e 381 nuovi ospedali. Un gigantesco investimento edilizio che, se non sarà accompagnato dall’assunzione di almeno 33 mila infermieri, sarà totalmente inutile. Il problema è che i nuovi ingaggi non potranno essere effettuati sfruttando i 20,23 miliardi messi a disposizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Pnrr, così come impone l’Europa, al contrario dovranno essere a carico del bilancio pubblico che (per il momento) non ha a disposizione il denaro necessario. Ma andiamo con ordine. Il piano Marshall sanitario ha due obiettivi: trasformare i servizi territoriali e modernizzare la rete ospedaliera. La parte più semplice del piano dovrebbe essere proprio la riqualifica degli ospedali, ma non sarà facile capire su quali puntare: «Se due ospedali su tre hanno raggiunto un sufficiente livello di specializzazione, utile ad affrontare nel modo più corretto le patologie e le urgenze sanitarie, non si può dire lo stesso del restante 30 per cento, che non raggiunge una casistica minima di interventi. Questo significa che il venti per cento della popolazione viene curato in ospedali privi della competenza minima per affrontare, ad esempio, un infarto, un carcinoma, un parto», spiega Francesco Longo, ricercatore del Cergas Bocconi, centro di ricerca sullo stato di salute del Servizio Sanitario Nazionale.

Leggi: L’Espresso, 10/08/2021


giovedì 5 agosto 2021
Nuove risorse per riqualificazione spazi urbani e porti con l’intesa Stato-Regioni

E’ notizia di ieri, 4 agosto, il raggiungimento dell’intesa in Conferenza Unificata Stato- Regioni-Province autonome, su un nuovo decreto che ha lo scopo di investire risorse sulla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica (EDR), destinandovi circa 2 miliardi del Fondo complementare al PNRR, orientate a verde, efficienza energetica, sicurezza sismica e miglioramento delle condizioni sociali.
Il provvedimento è importante perchè va a coprire un vuoto del PNRR. I Piano nazionale, infatti, non aveva espressamente previsto risorse specifiche per il settore.
Sono stati annunciati investimenti anche per il potenziamento e l’ammodernamento della portualità nazionale (vd. articolo “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est (Seneca)” pubblicato sul sito dell’Associazione il 1° luglio): in particolare per i porti si tratta di 2,8 miliardi di euro dal 2021 al 2026 di cui alle regioni del Sud viene destinato il 43%.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 05/08/2021


martedì 3 agosto 2021
Riconoscimento degli Oss in ambito sanitario? “Ora tocca a noi caregiver”

Il commento e la proposta di una mamma adottiva e caregiver, che da anni si batte perché Lisa, che non sa esprimersi con le parole, possa avere gli strumenti e il personale di cui ha bisogno per comunicare: “L’Oss non è infermiere né medico. Questa confusione crea tanti problemi, in ambito sanitario, scolastico e dei servizi”
Oss come figure saniterie? Tanti rischi e poca chiarezza. Se una certa confusione esiste da sempre, intorno a questa sigla che pochi sanno declinare, è comprensibile la preoccupazione diffusa dalla notizia del riconoscimento di questa professione in ambito sanitario. Ce ne parla Raffaella Buziol, mamma adottiva e caregiver di Lisa, che ha una forma di disprassia e non riesce a comunicare con le parole: “La formazione ed i compiti dell’Oss, oltre a quelli descritti dall’accordo istitutivo del 2001 e 2003, sono stabiliti dalle singole Regioni. La legge 1º febbraio 2006, n. 43 e la legge 11 gennaio 2018, n. 3 ne hanno ulteriormente specificato i compiti e le funzioni. Ma la formazione non è uniforme tra regione e regione, come pure la collocazione di queste figure: ci sono regioni incui l’Oss diventa ‘assistente all’autonomia’, una definizione questa che però riguarda tutt’altra formazione e tutt’altro percorso: quelli dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione in ambito scolastico. L’Oss invece è l’addetto all’assistenza di base: non è né infermiere né medico”.

Leggi: Redattore Sociale, 03/08/2021


lunedì 2 agosto 2021
Cohousing, la nuova frontiera dell’abitare. Il progetto Homers, Legambiente, Cgil.

Recentemente la CGIL ha stretto un patto con HOMERS finalizzato a riconquistare nelle città un processo di vera e propria rigenerazione sociale e abitativa. HOMERS è infatti una società benefit che attraverso servizi innovativi valorizza e riusa immobili dismessi a fini abitativi sviluppando progetti di cohousing.
A sua volta HOMERS ha stretto un patto con Legambiente con la quale la CGIL collabora in tante iniziative.
Ci ha spinto a realizzare questo accordo innanzitutto l’idea e la convinzione che di fronte alla grande sfida del rinnovamento progettuale per uscire dalla pandemia, rimettendo al centro il lavoro, una grande organizzazione come la CGIL debba stare concretamente in campo. Non possiamo cioè limitarci a declamare ai quattro venti che “per uscire dalla crisi il nostro Paese ha bisogno di scommettere e valorizzare le imprese sane ed eticamente centrate sulla tutela dei diritti del lavoro”. Con queste imprese dobbiamo avere la forza di stringere, là dove è possibile, patti concreti di collaborazione che stiano nel solco della legalità.
Con HOMERS dunque vogliamo provare ad aprire sul territorio dei veri e propri cantieri, in particolare per lavorare su immobili confiscati alle mafie, riusandoli come cohousing e farne il punto di innesco di processi estesi di rigenerazione urbana e civile.

Leggi: Fillea Cgil, 02/08/2021


domenica 1 agosto 2021
Pinqua: ammesse 271 proposte progettuali

Conclusa la FASE 1 del Programma per l’Innovazione e la Qualità dell’Abitare (PINQuA) con la consegna della graduatoria il 20 luglio
All’Alta Commissione sono pervenute da Regioni, Città metropolitane e Comuni 290 proposte (delle quali 9 relative ai progetti pilota), ne sono state ammesse 271. I 19 progetti esclusi dal finanziamento (per circa 1 mld di euro) potrebbero essere recuperati in futuro.
I progetti pilota ammessi (ad alto impatto strategico sul territorio nazionale, da cofinanziarsi anche con eventuali ulteriori risorse, ivi comprese quelle di cui al Recovery Fund, in quanto orientati all’attuazione del Green Deal e della Digital Agenda possono essere cofinanziate fino a 100.000.000,00 di euro ciascuna), sono 8 (CM Messina; Comuni di Brescia, Milano, Bari, Lamezia Terme, Ascoli Piceno, Genova; Regione Lombardia).
Sono stati considerati meritevoli di menzione 13 progetti

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 01/08/2021


mercoledì 28 luglio 2021
Anziani digitali Passi avanti nella pandemia – I progetti

La pandemia ha obbligato tutti a fare un passo avanti nel campo della digitalizzazione: i bambini e gli insegnanti con la Dad, la pubblica amministrazione con l’offerta di servizi online, le aziende con l’utilizzo dello smart working. Anche per la popolazione anziana è dimostrato che sapere utilizzare un dispositivo mobile, gestire la posta elettronica, usufruire di qualche servizio online, migliora e facilita la propria vita. L’esperienza di Auser Lombardia, dopo un anno e mezzo di chiusure, può essere giudicata soddisfacente, anche se molto resta da fare. All’indomani del primo lockdown, abbiamo deciso di utilizzare una piattaforma online per le riunioni dei gruppi dirigenti regionali e provinciali, in seguito la modalità è stata adottata in tutti i comprensori, fino nelle Sedi locali. Abbiamo dato il via ad alcune interessanti sperimentazioni, come l’utilizzo di una app specifica per la compagnia telefonica che aiuta le persone a superare la solitudine, l’isolamento e le stimola a prendersi cura della propria persona perché dovranno comparire “in video”.

Leggi: Il Giorno, 28/07/2021


martedì 27 luglio 2021
Anziani. Vivere in solitudine aumenta probabilità di assumere ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici

La solitudine è una “patologia” che negli anziani è responsabile di un maggior consumo di ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici. L’evidenza emerge da uno studio consotto in USA su oltre 6 mila over 65 che hanno partecipato al sondaggio National Social Life, Health, and Aging Project.
Gli anziani che vivono in solitudine hanno maggiori probabilità di assumere ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici rispetto ai coetanei che non si sentono soli. A evidenziarlo è uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine da un team di scienziati coordinato da Ashwin Kotwal, dell’Università della California di San Francisco.
I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 6.017 adulti americani di età pari o superiore a 65 anni, che hanno partecipato al sondaggio National Social Life, Health, and Aging Project in tre step, nel 2005, 2010 e 2015.
Complessivamente, 2.388 partecipanti, pari al 40%, sono stati ‘classificati’ come soggetti a bassa o moderata solitudine, mentre 396, pari al 7%, erano molto soli. Questi ultimi, in particolare, avevano una probabilità significativamente maggiore di quelli che non avvertivano la solitudine di assumere antinfiammatori non steroidei, oppioidi, benzodiazepine, sedativi e antidepressivi. Anche la politerapia era più comune tra i partecipanti molto soli.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/07/2021


martedì 27 luglio 2021
“Ripartire dalla persona”, nasce Assofamiglia

Iniziativa del segretario della Fials Giuseppe Carbone che prevede “oltre al servizio di assistenza domiciliare, l’associazione offre un servizio di trasporto nel comune e fuori comune per disbrigo visite mediche e pratiche amministrative”.
La pandemia ha messo in evidenzia come la medicina del territorio (cure primarie e servizi di prevenzione) sia stata dirimente rispetto alla medicina ospedalocentrica. Stiamo confrontando la medicina dell’iniziativa (cure primarie) e la medicina dell’attesa (assistenza ospedaliere) all’interno del sistema sanitario nazionale.
Puntare sulle sole strutture ospedaliere, pur riconoscendo che in tempo di COVID tali strutture hanno mostrato una flessibilità e una capacità di trasformazione e di riorganizzazione straordinaria e inimmaginabile, non è stato sufficiente e in alcuni casi errato, perché è necessario produrre condizioni di salute nel territorio. La carenza di posti letto in terapia intensiva, e la non adozione di piani d’intervento per le emergenze, evidenzia l’incapacità a trattare le persone prima della necessità del ricovero sul territorio e al proprio domicilio.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Rsa, il Comitato Orsan prepara l’esposto contro ministero della Salute e regioni

Il presidente, Dario Francolino: “A giorni scadrà l’ordinanza dell’8 maggio. Chiediamo solo tre cose: che almeno un familiare dotato di green pass abbia accesso libero 7 giorni su 7 alla Rsa; che gli ospiti ricoverati non siamo sottoposti a quarantena dopo le uscite e che si obblighino le Rsa ad aumentare durata e frequenza delle visite programmate”
“A giorni scadrà l’ordinanza dell’8 maggio (del ministero della Salute, che definisce le modalità di accesso/uscita di ospiti e di visitatori presso le strutture residenziali, ndr) e ancora non ci sono notizie sul rinnovo o sul miglioramento della stessa. Chiediamo solo tre cose: che almeno un familiare dotato di green pass abbia accesso libero 7 giorni su 7 alla Rsa; che gli ospiti ricoverati non siamo sottoposti a quarantena dopo le uscite e che si obblighino le Rsa ad aumentare durata e frequenza delle visite 7/7 sempre programmate. Speriamo che Papa Francesco ci possa sostenere con le sue preghiere”. Sono le parole di Dario Francolino, presidente di Orsan – Open RSA Now, che ha rivolto un personale appello anche al Pontefice che ha indetto la prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani, celebrata ieri.

Leggi: Redattore Sociale, 26/07/2021


venerdì 23 luglio 2021
Il ruolo “sanitario” di assistenti sociali e Oss è legge. “Verso la valorizzazione”

Il riconoscimento è avvenuto con l’approvazione definitiva, in Senato, del decreto Sostegni bis. Le reazioni di Cnoas, Sunas e Aran. “Queste figure affrancate dal preesistente inquadramento desueto e fuorviante nel ruolo tecnico. Ora la contrattazione e l’organizzazione del lavoro potranno valorizzarli adeguatamente”
Operatori socio sanitari e assistenti sociali entrano a pieno titolo nell’ambito del Servizio sanitario nazionale: il riconoscimento che decreta questo passaggio è avvenuto con l’approvazione definitiva, in Senato, del decreto Sostegni bis. In altre parole, queste figure, fino ad oggi riconosciute per il loro ruolo prettamente sociale, da oggi acquistano ufficialmente una funzione sanitaria, ponendosi come anello fondamentale in quella integrazione socio-sanitari da tempo e da più parti invocata e attesa.

Leggi: Redattore Sociale. 23/07/2021


DALLE REGIONI:

domenica 5 settembre 2021
“Quartieri a misura di anziano” Appello alla politica dallo Spi Cgil

Il sindacato: “Le istituzioni locali devono ripensare all’accoglienza con residenze per la terza età integrate nel tessuto urbano”
«È necessario costruire un sistema di accoglienza che non isoli le persone anziane costringendole ad aspettare l’ora finale in assenza di attenzioni affettive e sociali». Così lo Spi Cgil in un post. Il sindacato dei pensionati del segretario Attilio Romanelli (nella foto) fa il punto sull’accoglienza degli anziani nelle strutture loro dedicate. «Elena Argenti collaboratrice e animatrice di importanti esperienze dell’Auser Cgil di Terni, ha descritto una visita fatta in una casa di cura per anziani – racconta lo Spi Cgil – riportando un’esperienza emotiva toccante a cui non si può rimanere insensibili ma si deve rispondere con una concreta azione politico amministrativa. È necessario aprire una discussione che investa istituzioni, movimento cooperativo, associazioni cattoliche e privati per ripensare questo sistema di assistenza». E il sindacato dei pensionati sottolinea che «è urgente progettare sedi residenziali all’interno della città, servite da figure professionali che possano accompagnare queste persone nella vita quotidiana. Insomma bisogna battersi contro la solitudine e la progressiva emarginazione».

Leggi: La Nazione, 05/09/2021


giovedì 2 settembre 2021
Anziani, Campobasso: presentati 20 appartamenti di alloggi protetti Silver Age

Un progetto sociale e di cohousing del Comune di Campobasso in collaborazione con Optima. La struttura di via Marche è composta da 20 appartamenti di cui 5 ad uso singolo e 15 ad uso doppio, per un totale di 35 posti letto
Sono stati presentati oggi, nel corso di una conferenza stampa, gli Alloggi protetti Silver Age in via Marche, un progetto sociale e di cohousing del Comune di Campobasso in collaborazione con Optima.
“Gli alloggi della struttura Silver Age nascono con l’intenzione, già sviluppata in altre realtà sociali – ha dichiarato il sindaco di Campobasso Roberto Gravina -, di offrire una possibilità di vita autonoma in un appartamento sicuro, protetto e controllato, dove preservando comunque una propria indipendenza, la presenza di spazi comuni permette di favorire la socializzazione e la relazione con gli altri, producendo quel genere di dinamiche necessarie per vivere bene e con serenità ogni periodo della nostra vita”.
Gli Alloggi protetti sono destinati prevalentemente a persone di età superiore ai 65 anni, singoli o in coppia, che conservano un sufficiente grado di autonomia e che tuttavia hanno necessità di una soluzione alloggiativa che consente maggiore sicurezza, protezione e migliore qualità di vita. La struttura di via Marche è composta da 20 appartamenti di cui 5 ad uso singolo e 15 ad uso doppio, per un totale di 35 posti letto.

Leggi: Redattore Sociale, 02/09/2021


giovedì 2 settembre 2021
Anziani, Bari: oltre mille interventi in un mese per la tutela

Lo comunica l’amministrazione comunale rendendo noti i dati relativi agli interventi effettuati nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 agosto scorsi nell’ambito del piano operativo cittadino a contrasto delle ondate di calore a tutela degli anziani e delle persone fragili
Sono state 1.215 le telefonate giunte al progetto Serenitanziani, il servizio di sorveglianza attiva pensato dal Comune di Bari e dedicato a persone in stato di disagio sociale ed economico. Lo comunica l’amministrazione comunale rendendo noti i dati relativi agli interventi effettuati nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 agosto scorsi nell’ambito del piano operativo cittadino a contrasto delle ondate di calore a tutela degli anziani e delle persone fragili.
Sono state 145 le telefonate agli operatori del sostegno psicologico rivolto agli over 65 mentre 988 gli anziani che nel periodo in esame hanno scelto di partecipare alle attività promosse per il tempo libero. Con Non più soli, il programma di contrasto alle solitudini delle persone anziane e fragili che prevede supporto nei percorsi di autonomia per l’inclusione sociale, 86 persone sono state accompagnate nelle attività ordinarie di igiene e cura personale, igiene dell’ambiente, monitoraggio delle condizioni di vita, supporto psicologico, consegna della spesa, azioni di compagnia.

Leggi: Redattore Sociale, 02/09/2021


giovedì 12 agosto 2021
Firenze, i musei sbarcano nelle Rsa e nei centri per migranti

I contenuti dei musei civici fiorentini saranno offerti alle strutture della fragilità. E’ l’iniziativa Musei in valigia firmata da Mus.e.
Giovani, immigrati e anziani, persone che portano sulle spalle situazioni di fragilità o disagio e che per questo non hanno modo di visitare i musei. È pensata per loro, in quest’estate complicata in cui partire e viaggiare non è affatto semplice, l’iniziativa messa in cantiere dai musei fiorentini che, andando controtendenza, faranno i bagagli preparandosi a lasciare per un po’ le proprie sedi. Lunedì 16 agosto prende infatti il via il progetto Musei in valigia, firmato MUS.E e realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze nell’ambito dei finanziamenti sul bando Partecipazione culturale, che vede protagonisti i Musei Civici Fiorentini ma anche e soprattutto i luoghi in cui essi saranno ospitati. Si tratta di vere e proprie valigie, al cui interno sono custoditi materiali scelti per offrire un’esperienza davvero speciale di avvicinamento al patrimonio fiorentino: dall’Italia vista attraverso gli scatti dei grandi fotografi protagonisti della mostra Italiae, Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea in corso presso Forte Belvedere all’excursus tra le mappe della suggestiva Sala delle carte geografiche di Palazzo Vecchio fino alla full immersion tra i grandi artisti del XX secolo le cui opere sono conservate al Museo Novecento.

Leggi: Redattore Sociale, 12/08/2021


lunedì 9 agosto 2021
Lazio, la regione approva le linee guida per il “durante e dopo di noi”

La Giunta regionale ha approvato le disposizioni regionali per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare: favoriti percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento
La Giunta regionale del Lazio ha approvato le Linee guida regionali per l’applicazione delle finalità contenute nella Legge 22 giugno 2016, n. 112, riguardante le “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”. A darne notizia è l’Assessore alle Politiche Sociali Welfare, Beni Comuni e ASP Alessandra Troncarelli.

Leggi: Redattore Sociale, 09/08/2021


lunedì 6 agosto 2021
Anziani, Gasparri-De Vito: l’Assemblea capitolina istituisca il garante

Lo affermano il coordinatore romano di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ed il presidente della Assemblea capitolina e capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, Marcello De Vito
“Oggi in Assemblea capitolina si discute la basilare delibera per l’istituzione del Garante degli Anziani. Dopo il parere unanime in commissione e dopo soprattutto l’istituzione, da parte di Papa Francesco, e la celebrazione della prima giornata mondiale per i nonni e gli anziani dello scorso 25 luglio, auspichiamo che tutti i gruppi capitolini confermino la posizione già espressa, dando in questo modo grande forza all’istituzione di questa figura fondamentale, ancor più in una città come Roma”. Lo affermano il coordinatore romano di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ed il presidente della Assemblea capitolina e capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, Marcello De Vito.
“Il tema dell’invecchiamento attivo invero è ormai riconosciuto come centrale dalla legislazione europea e nazionale. E’ fondamentale porre gli anziani nel vivo della nostra società, garantendogli un ruolo attivo, che consista anche nel poter trasferire il loro importante bagaglio di esperienza, di competenza e di vita ai più giovani.

Leggi: Redattore Sociale, 06/08/2021


mercoledì 4 agosto 2021
Comune di Napoli, Piano sociale di zona da 30 milioni: 100 assunzioni nel welfare

Digital divide, rafforzamento della rete a supporto delle vittime di violenza, abbattimento delle barriere architettoniche, continuità dei progetti essenziali per la cittadinanza. Sono alcune delle linee fondanti della seconda annualità del Piano sociale di zona del Comune
Digital divide, rafforzamento della rete a supporto delle vittime di violenza, del servizio professionale e del segretariato sociale, abbattimento delle barriere architettoniche, continuità dei progetti essenziali per la cittadinanza. Sono queste alcune delle linee fondanti della seconda annualità del Piano sociale di zona del Comune di Napoli. Previsti interventi per circa 30 milioni di euro, la metà dei quali impiegati per il finanziamento di nuovi progetti. Ad illustrare il Piano, in conferenza stampa, è stata l’assessora comunale alle Politiche sociali Donatella Chiodo.

Leggi: Redattore Sociale, 04/08/2021


venerdì 30 luglio 2021
Anziani, Associazione “Felicita”: Sala faccia qualcosa per le Rsa milanesi

Appello al sindaco uscente e candidato del centrosinistra alle prossime comunali: “Che fine hanno fatto nostre proposte? Il silenzio è assordante”
“Prendiamo atto con delusione del silenzio assordante da parte di chi si candida a guidare di nuovo Milano, e lo invitiamo ad assumersi la responsabilità di porre fine a una situazione insostenibile per il vivere civile”. Sono parole molto dure quelle che ‘Felicita’, l’associazione che si occupa della tutela dei diritti nelle Rsa, rivolge al sindaco uscente e candidato del centrosinistra alle prossime comunali, Giuseppe Sala. In sostanza, l’accusa è quella di di non aver agito per “risolvere la grave situazione di peggioramento delle condizioni psico-fisiche degli anziani nelle residenze assistenziali a causa del prolungato isolamento e del taglio dei servizi”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/07/2021


venerdì 30 luglio 2021
Decreto Lupi-Renzi, per i sindacati degli inquilini norma iniqua da cambiare. I piani di alienazione varati dalle aziende rischiano di sradicare migliaia di famiglie assegnatarie di case popolari che non possono riscattare l’abitazione

I sindacati nazionali degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini lanciano l’allarme sugli effetti sociali dei programmi di alienazione e reinvestimento avviati sulla base del decreto Lupi-Renzi del 2014, norma concepita per assicurare il diritto di prelazione ai legittimi assegnatari in caso di vendita di appartamenti inseriti nei condomini misti nei quali la proprietà pubblica è inferiore al 50 per cento.
E se l’assegnatario non è nelle condizioni di acquistare?
Viene spostato in un altro appartamento per poter procedere con la vendita all’asta.
Sono escluse solo le famiglie con particolari situazioni di disagio e i nuclei familiari composti da soli over 70.
Nella Capitale il piano di alienazione avviato dall’Ater di Roma sta creando non poche tensioni tra gli inquilini delle case popolari che non hanno la possibilità economica di acquistare la casa in cui vivono e che ora rischiano di essere fortemente penalizzati dalla norma che stabilisce la mobilità in altri appartamenti. Basti pensare che su 7.500 lettere inviate dall’Ater di Roma, circa 1.000 hanno dato la propria disponibilità all’acquisto e di queste non tutte riusciranno ad acquistare.

Leggi: Sunia, 30/07/2021


giovedì 29 luglio 2021
Roma. SUNIA, SICET, UNIAT e UNIONE INQUILINI Roma: il Ministro Lamorgese richiama i prefetti sulla graduazione degli sfratti

Gli sfratti non vanno in vacanza per questo i sindacati della casa oggi hanno scritto al Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, affinché venga raccolto subito l’appello della Ministra degli Interni Lamorgese che, nella comunicazione alle camere del 22 Luglio, ha invitato le Prefetture a convocare tavoli istituzionali finalizzati alla sottoscrizione di “protocolli di intesa con gli interlocutori istituzionali proprio per armonizzare ed integrare gli interventi, in particolare quelli sulla morosità incolpevole sotto i profili della ripartizione delle risorse disponibili, del numero degli alloggi da assegnare in emergenza agli sfrattati, nonché delle procedure da attuare nei confronti delle famiglie colpite da sfratto e per un’adeguata azione di bilanciamento degli interessi a tutela delle fasce più deboli”.

Leggi: Sunia, 29/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Anziani, Forza Italia Lombardia vuole un Garante regionale che li supporti

Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”. Per il consigliere Giulio Gallera, primo firmatario del provvedimento: “Una figura necessaria”
Una rigorosa azione di tutela dei diritti delle persone con età superiore ai 65 anni che garantisca loro adeguate misure di sostegno, parità di accesso ai servizi, valorizzazione delle diverse peculiarità e un attento monitoraggio della loro qualità della vita. Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”.
Una figura necessaria che, secondo il primo firmatario del provvedimento, il consigliere Giulio Gallera, “rappresenta un atto di civiltà nei confronti di un’ampia fetta della popolazione regionale potenzialmente fragile”. Il Garante sarà posto in capo al Difensore civico regionale, che avrà il compito di vigilare sull’attuazione delle indicazioni legislative e di segnalare abusi o inadempienze che porterebbero all’applicazione di sanzioni e risarcimenti.

Leggi: Redattore Sociale, 26/07/2021


IN AGENDA:

Il 24 settembre Convegno Conclusivo di “Tapas in aging”

Due anni di ricerca con oltre 500 volontari over65 che hanno contribuito – anche rendendosi disponibili per un’altra ricerca speciale durante un evento storico unico come il lockdown – a indagare come spazio, tempo e ambiente costruito siano determinanti di salute: i risultati del lavoro dei ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, condotto in partnership con Auser Lombardia e sostenuto da Fondazione Cariplo, saranno resi pubblici il 24 settembre (ore 10-13).

Leggi: Auser


Il 28 settembre a Roma Convegno Conclusivo del Progetto dei Nonni di Comunità

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani il prossimo 28 settembre il Convegno Conclusivo del Progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”. Un progetto di Auser Lombardia finanziato dal Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, quattro le regioni coinvolte.

Leggi: Auser


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

 Il rapporto tra gli anziani che vivono in struttura e le loro famiglie: le conseguenze del Covid-19

Con l’emergenza sanitaria le relazioni fra anziani ricoverati in struttura e il mondo esterno si sono improvvisamente interrotte; questa esperienza è stata molto faticosa per tutti i soggetti coinvolti: da un lato il senso di solitudine dell’anziano, dall’altro il senso di impotenza dei familiari. E in questo contesto difficile, il personale sanitario si è trovato a svolgere un ruolo, mai esercitato prima, di mediazione delle relazioni fra residenti e familiari.
di Giulia Avancini (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Clara Bertoglio (dottoranda di ricerca in Social Work and Personal Social Services presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Giulia Notari (dottoranda di ricerca in Social Work and Personal Social Services presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)
La relazione tra gli anziani inseriti in una struttura residenziale e i loro familiari ha un’importanza cruciale. I familiari sono il punto di riferimento per gli anziani in RSA, per i quali la visita dei parenti rappresenta il momento più felice (Li et al., 2020). Le motivazioni che portano i familiari a mantenere una relazione con i parenti in struttura sono molteplici: per mantenere viva la relazione; per motivi personali (ad esempio per le amicizie che si sono sviluppate con altri visitatori); infine perché i familiari desiderano monitorare l’assistenza che riceve il proprio caro (Duncan, Morgan, 1994; Gilmour, 2002; Gladstone, Wexler, 2000, 2002; Nolan, Dellasega, 1999).
Il ruolo della famiglia in Italia, infatti, è molto importante: come in tutti gli Stati del Sud Europa, anche in Italia la gestione delle cure delle persone non autosufficienti è quasi interamente delegata alla famiglia (Bettio et al., 2006). Il sistema di Long Term Care è in grado di rispondere solo a una persona su tre in difficoltà, pertanto due terzi degli anziani che non ricevono una risposta dal sistema di welfare pubblico cercano alternative per soddisfare il loro bisogno attraverso la capacità di auto-organizzazione delle (Perobelli, Notarnicola, 2018).

Leggi: I Luoghi della Cura


Quando la povertà economica e la povertà abitativa entrano nella vita delle persone – di Remo Siza

Nel giugno scorso a Lisbona, nel corso della conferenza organizzata dalla presidenza portoghese del Consiglio dell’UE, dalla Commissione europea e da FEANTSA (Federazione europea delle associazioni nazionali che si occupano dei senza dimora), i ministri nazionali e i rappresentanti delle istituzioni dell’UE, hanno firmato la “Lisbon Declaration on the European Platform on Combatting Homelessness” (2021). Il lancio della piattaforma segna l’inizio di un percorso verso un impegno condiviso di tutti gli Stati membri a favore delle persone senza dimora al fine di perseguire i seguenti obiettivi:
• nessuno deve dormire per strada per mancanza di alloggi di emergenza accessibili, sicuri e adeguati;
• nessuno deve vivere in un alloggio di emergenza o provvisorio oltre il tempo necessario per passare a una soluzione abitativa permanente;
• nessuno deve lasciare un’istituzione (ad es.: carcere, ospedale, struttura di accoglienza) senza che gli sia offerto un alloggio adeguato;
• lo sfratto va evitato il più possibile, e nessuno deve subirlo senza essere aiutato, laddove necessario, a trovare una soluzione abitativa adeguata;
• nessuno deve essere discriminato a motivo della sua condizione di senza dimora.

Leggi: Welforum


Reti di prossimità: obiettivi del PNRR e nodi da approfondire – di Giulio Fornero

Si propongono alcune riflessioni, a riguardo delle priorità di scelta rispetto alle reti di prossimità, alla luce delle attuali indicazioni internazionali e delle proposte contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Indicazioni internazionali
Le principali indicazioni per la salute e la sanità a livello internazionale si stanno rapidamente aggiornando, alla luce dell’esperienza della pandemia da Covid-19, o meglio (come precisa R. Horton, in un editoriale di The Lancet, September 26, 2020) della sindemia in atto, poichè due categorie di malattie interagiscono all’interno di popolazioni specifiche, diverse per età e per fragilità: le infezioni da SARS-CoV-2 e una serie di malattie croniche non trasmissibili (NCD).
Le attuali linee di indirizzo sono tutte volte a investire per la salute responsabilizzando i governi e i cittadini, rafforzare i sistemi sanitari centrati sulle persone, creare ambienti favorevoli e comunità resilienti, investire a favore di professionisti ed operatori sanitari e socio-sanitari.
Cosa prevede il PNRR
La missione Salute del PNRR si articola in due componenti:
• Riforma 1: Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale: (…) rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari.
• Riforma 2: Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale.
La Riforma 1 prevede due attività principali:
• La definizione di standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l’assistenza
territoriale e l’identificazione delle strutture a essa deputate (…)
• La definizione (…) di un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio One-Health

Leggi: Welforum


Coprogettazione: dal cofinanziamento alla corresponsabilità – di Gianfranco Marocchi

È interessante ragionare su come si sono evoluti gli interessi di chi si occupa di amministrazione condivisa. Solo due anni fa, il tema su cui si concentravano gli incontri pubblici e le domande degli operatori era quello della legittimità: la legge consente di coprogrammare e di coprogettare? Questo filone di riflessione non è scomparso, ma, soprattutto nella seconda parte del 2020, dopo che la Sentenza 131/2020 della Corte costituzionale ha dissolto ogni dubbio in merito, è stato affiancato da un altro: se oggi è ormai chiaro che collaborare si può, si tratta di capire come quando farlo, e come farlo al meglio. E dunque le buone prassi da seguire, gli errori da evitare, con un approccio misto di tipo giuridico (ad esempio, come redigere un avviso pubblico per instradare al meglio il procedimento) e relativo alle dinamiche dei tavoli (come porsi in un tavolo di lavoro e come governarlo).
Oggi questo secondo filone si sta evolvendo in un terzo, che prende le mosse dalle prime esperienze pratiche di coprogrammazione e di coprogettazione. La domanda all’esperto nasce ex post, è una richiesta di confronto di chi ha provato in prima persona a praticare l’amministrazione condivisa e oggi vuole riflettere a partire da “come è andata”. E quindi i soggetti di questa conoscenza sono insieme degli “esperti” che studiano questi temi e i protagonisti che hanno vissuto in prima persona le esperienze; i primi senza i secondi rischiano di produrre una conoscenza vuota e poco appetibile.
Le narrazioni, proprio perché influenzate dalle esperienze soggettive, si fanno oggi molto differenti e non deve stupire di avere a che fare con entusiasti, secondo i quali grazie a queste esperienze si sono modificati radicalmente e in modo positivo i modelli di intervento di un territorio, così come con coloro che evidenziano problematicità.

Leggi: Welforum


Abuso e maltrattamento agli anziani: i risultati di un’indagine in RSA

Per rischio clinico si intende la possibilità di provocare un danno, a seguito di una prestazione sanitaria o assistenziale. Anche gli abusi ed i maltrattamenti sono considerati un rischio nello svolgimento delle pratiche sociosanitarie. Informare, formare e supportare gli operatori, è un’ottima strategia di prevenzione.
di Lidia Cancelliere (Logopedista, Istituto P. Redaelli Milano), Pasquale Coccaro (Infermiere, Coordinatore f.f., Istituto P. Redaelli Milano), Antonio Grillo (Direttore Medico, Istituto P. Redaelli Milano), Emilia Guglielmucci (Assistente Sociale, Istituto P. Redaelli Milano)
Abuso e maltrattamento agli anziani: i risultati di un’indagine in RSA
La letteratura corrente fornisce una moltitudine di definizioni adeguate e appropriate sul significato di rischio clinico. Per i nostri propositi, relativamente alla dimensione socio sanitaria, il rischio e la sua relativa gestione, si configura nella possibilità di provocare un danno, a seguito di una prestazione sanitaria o assistenziale. Nella maggioranza dei casi i protagonisti inconsapevoli sono i pazienti. Un rischio, spesso sottovalutato come tale, ma sicuramente preoccupante, è rappresentato dall’abuso e dal maltrattamento degli ospiti delle case di riposo.
Rischi correlati al settore socio sanitario
Il rischio e la sua relativa gestione, si realizza in contesti dove emergono chiaramente concetti quali fragilità, disabilità, cronicità. I contesti sanitari da alcuni decenni sono entrati nell’ottica dell’ottenimento dei migliori risultati possibili in termini di gestione del rischio clinico attraverso il miglioramento continuo delle prestazioni in linea con le conoscenze più avanzate.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Pensione di vecchiaia: ad Inps obbligo di verifica dei requisiti

Se si è in possesso dei requisiti di legge, è ingiustificato rifiutare una prestazione previdenziale perché la domanda contiene riferimenti normativi errati. Spetta comunque all’Inps “verificare la sussistenza dei presupposti per la concessione del beneficio richiesto, senza opporre formalistiche interpretazioni delle norme”.
Con questa motivazione la Corte d’Appello di Ancona, chiamata a pronunciarsi dopo un’ordinanza della Cassazione, ha riconosciuto il diritto di un lavoratore alla pensione di vecchiaia, al quale l’Inps aveva posticipato la decorrenza della prestazione di due anni, pur avendo raggiunto già i requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia, perché nella originaria domanda amministrativa era stata erroneamente richiamata la norma sulla Salvaguardia ex Legge 214/2011, senza allegare la relativa istanza di accesso alla Direzione territoriale del lavoro.
Grazie agli avvocati dell’Inca Cgil, Carla Fioravanti e Paolo Boer, quindi, viene riconosciuta l’originaria decorrenza al trattamento pensionistico, nel frattempo concesso con una perdita di quasi due annualità di ratei, riconoscendo da un lato la valenza della domanda presentata, seppure con un errato riferimento alla salvaguardia e dall’altro, sottolineando il vincolo dell’Inps ad attivare le necessarie valutazioni e verifiche.

Leggi: Inca


Dal 1°ottobre il PIN INPS va in pensione

I PIN rilasciati dall’Inps alla data del 1° ottobre 2020 e rimasti in vigore nel periodo transitorio, perderanno la loro validità alla data del 30 settembre 2021, con la sola eccezione di quelli rilasciati a cittadini residenti all’estero non in possesso di un documento di riconoscimento italiano. Lo comunica l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale, nella quale avverte che gli utenti potranno accedere ai servizi offerti da INPS utilizzando uno dei seguenti sistemi di autenticazione alternativi attualmente accettati:
Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID);
Carta d’Identità Elettronica (CIE);
Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
L’Inps, pertanto, avverte che gli utenti sono invitati a dotarsi, se già non l’avessero fatto, di uno qualsiasi dei sistemi di autenticazione citati, tutti tra loro equivalenti.

Leggi: Inca


Covid 19: Quarantena senza più tutela

La quarantena non è più malattia: salta la copertura previdenziale. L’Inps lo ha comunicato con un messaggio spiegando che mancano gli stanziamenti da parte del governo per il 2021. Cgil, Cisl e Uil, rivolgendosi ai ministri Orlando e Franco, chiedono di garantire le tutele fino al termine dell’emergenza sanitaria.
Di punto in bianco e in pieno agosto salta la copertura previdenziale per la quarantena da covid-19. D’ora in poi e – attenzione – con effetto retroattivo per tutto il 2021, lavoratrici e lavoratori dipendenti del settore privato che dovessero entrare in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria non sarebbero più coperti dalla malattia, come è stato invece per il 2020. La novità, di certo non di poco conto, è stata annunciata dall’Inps con un messaggio lo scorso 6 agosto: “Il legislatore – ha scritto l’Istituto di previdenza – attualmente non ha previsto, per l’anno 2021, appositi stanziamenti volti alla tutela della quarantena… e, pertanto, salvo eventuali interventi normativi, l’Istituto non potrà procedere a riconoscere la tutela previdenziale per gli eventi riferiti all’anno in corso”.

Leggi: Inca

 

Il ringraziamento del presidente Costa ai volontari Auser impegnati durante l’emergenza

Il presidente nazionale Auser Enzo Costa ha voluto ringraziare in un video i 7000 volontari Auser che nei mesi di marzo e aprile, in piena epidemia Covid, non si sono risparmiati per aiutare le persone sole e in difficoltà.

Leggi: Auser


SPI Cgil, Auser e Comunità di Sant’Egidio insieme per la dignità degli anziani. Lanciata una grande campagna di raccolta firme

Auser Nazionale ha condiviso e sottoscritto l’appello “Senza anziani non c’è futuro” lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio, un documento che denuncia la pericolosa deriva di una sanità selettiva che arriva a considerare gli anziani una parte residuale della società.
Si rimarca il diritto degli anziani ad essere considerate persone e si rivendica il principio della parità di trattamento e il diritto universale alle cure.
Il riferimento è rivolto chiaramente a come è stata gestita l’intera prima fase dell’epidemia Covid-19 e alle troppe morti di persone anziane che si sono verificate in questi ultimi mesi.
L’obiettivo è raccogliere un numero molto alto di adesioni per poter arrivare nel prossimo autunno ad organizzare un convegno, magari con respiro internazionale, di denuncia che ridia valore alla persona in tutto l’arco della propria vita.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 23 giugno 2020
L’abisso degli assistenti sociali

Svolgono un lavoro fondamentale, eppure oltre il 75% è precario. Migliaia di professionisti con contratti a tempo si trovano ad affrontare la povertà e l’esclusione portati dalla pandemia. Fp Cgil: “Inaccettabile. Subito assunzioni stabili e certe”
Gli assistenti sociali in Italia svolgono un lavoro fondamentale, eppure la maggioranza di loro ha un contratto precario, oltre il 75% del totale: in pratica è precario l’intero sistema sociale del nostro Paese. E non solo perché la crisi innescata dall’epidemia di Covid-19 incontra una rete fragile di servizi sociali e socio-sanitari, sottodimensionata e sottofinanziata già oggi rispetto ai bisogni, prima ancora dell’aumento della povertà e dell’esclusione sociale. Il settore era già precario prima del virus: hanno contratti atipici la maggioranza delle lavoratrici e lavoratori, dei professionisti che affrontano quotidianamente disagi e fragilità.
Una ricerca avviata dalla Fondazione nazionale degli assistenti sociali, e anticipata dall’Ordine degli assistenti sociali agli scorsi Stati generali mostra come “oltre il 75% dei professionisti coinvolti per le misure di contrasto alla povertà siano essi stessi precari, con contratti in scadenza” entro pochi mesi. Sono migliaia gli assistenti sociali a tempo determinato, legati a progetti finanziati dai fondi europei come i Pon, ai fondi del reddito di cittadinanza o che operano attraverso le cooperative, che garantiscono, a fianco di un sempre più ridotto numero di operatori a tempo indeterminato dei servizi sociali professionali.

Leggi: Collettiva, 23/06/2020


martedì 23 giugno 2020
No barriere. In ogni senso

La necessaria realizzazione dei PEBA (Piani di Eliminazione di Barriere Architettoniche) in tutti i Comuni italiani, una piena accessibilità digitale e un “superbonus per la libertà”, per garantire condomìni accessibili a milioni di persone costrette a essere chiuse in casa»: sono le istanze avanzate dall’Associazione Coscioni, durante un’audizione presso la Commissione Diritti Umani del Senato. Di questi e vari altri temi si parlerà il 27 giugno, durante l’incontro online “No barriere. In ogni senso”, organizzato dalla stessa Associazione Coscioni, cui parteciperanno tanti autorevoli ospiti
Omino verde che esce da un labirintoAudita dalla Commissione Diritti Umani del Senato, nell’àmbito dell’indagine conoscitiva curata dalla Commissione stessa sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani vigenti in Italia e nella realtà internazionale, l’Associazione Luca Coscioni, rappresentata da Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sulla disabilità, da Alessandro Gerardi, avvocato, e da Vittorio Ceradini, architetto, vi ha presentato le proprie iniziative sulla disabilità, avanzando alcune proposte in tema di barriere architettoniche e accessibilità.

Leggi: Superando, 23/06/2020


lunedì 22 giugno 2020
Speciale Stati Generali. Ecco tutte le proposte delle Professioni sanitarie per il rilancio del Servizio sanitario nazionale

Dalla riforma dell’assistenza territoriale, agli investimenti e alla stabilizzazione del personale sanitario, passando per l’integrazione socio-sanitaria, la formazione, una migliore gestione delle risorse in sanità, farmaci, vaccini e molto altro. Ecco tutte le proposte presentate dagli Ordini delle Professioni sanitarie durante l’ultimo incontro degli Stati generali ‘Progettiamo il Rilancio’ organizzati dal Governo a Villa Pamphilj.
Ieri pomeriggio, durante l’ultima giornata degli Stati generali ‘Progettiamo il Rilancio’ promossi dal Governo si è svolto a Villa Pamphilj l’incontro con la Consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie composta: dalla Federazione nazionale ordini medici dei chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), dalla Federazione nazionale ordini dei veterinari (Fnovi), dalla Federazione nazionale ordini dei farmacisti (Fofi), dalla Federazione nazionale ordini dei chimici e dei fisici (Fncf), dalla Federazione nazionale degli ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm Pstrp), Federazione nazionale degli ordini della professione ostetrica (Fnopo), dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), dall’Ordine nazionale dei biologi (Onb), dal Consiglio nazionale ordine psicologi (Cnop) e dal Consiglio nazionale ordine assistenti sociali (Cnoas).

Leggi: Quotidiano Sanità, 22/06/2020


lunedì 22 giugno 2020
Welfare – Anziani non autosufficienti cercano politici ambiziosi

L’emergenza Covid-19 ha prepotentemente fatto esplodere l’attenzione sull’assistenza agli anziani non autosufficienti. L’aumento dei finanziamenti dedicati, una chimera sino a pochi mesi fa, pare oggi assai probabile. Mancano, però, sia un progetto sul futuro del settore sia forze politiche intenzionate a spendersi in questa partita. L’invito di Cristiano Gori: «Politici ambiziosi, fatevi avanti»
«C’è voluto un evento imponderabile e drammatico come il Covid-19 per portare l’attenzione della politica sull’assistenza agli anziani non autosufficienti. Ora si presenta, inaspettata, la tanto attesa occasione di migliorare il sistema: purtroppo, però, rischiamo di non coglierla». È preoccupato Cristiano Gori, che insegna politica sociale all’Università di Trento e da molti anni si occupa del tema. Cita una frase celebre di Rahm Emanuel, stretto collaboratore di Obama alla Casa Bianca, riferita allo sconquasso dell’economia mondiale nel 2008: «Quando disse “Non possiamo permetterci di sprecare una crisi come questa, è un’opportunità di fare cose che prima non si pensava di poter realizzare» certamente non pensava all’assistenza agli anziani in Italia. Eppure, è difficile trovare una sintesi più calzante dello spirito che ci è oggi richiesto», continua Gori, che è anche coordinatore del Network Non Autosufficienza (NNA), che fin dal 2009 pubblica rapporti sulle politiche di Long-Term Care in Italia ed è direttore della rivista online “I Luoghi della Cura”.

Leggi: Vita, 22/06/2020


lunedì 22 giugno 2020
Le reti di solidarietà che il Covid ha rafforzato

Esisteva già prima del Covid, ma oggi la consegna della spesa a domicilio è un servizio sempre più conosciuto e richiesto da chi ha difficoltà a uscire di casa. In piena pandemia, con l’aiuto delle associazioni di volontariato, i servizi sociali dei Comuni avevano rafforzato questa rete di solidarietà per aiutare anziani, persone con disabilità e chi era in quarantena: allo stesso tempo, quella che veniva svolta era un’azione preventiva – garantire il distanziamento fisico tenendo le persone in casa – e un servizio vitale per decine di migliaia di persone. Le massicce campagne di informazione locali promosse in quel periodo hanno oggi trasformato quello che nel corso della pandemia era un servizio di emergenza in un servizio necessario.
“Ora che Rimini non è più zona rossa e siamo tutti tornati a una vita quasi normale -racconta Flavia Ciavatta, volontaria Auser che in città coordina il servizio spesa a domicilio – le trenta famiglie alle quali attualmente portiamo la spesa settimanale a casa sono cinque volte di più rispetto alle famiglie servite prima del Covid 19″.
Non siamo agli oltre cento nuclei familiari che in piena pandemia aprivano la porta ai volontari per ritirare le buste della spesa, ma il dato, osservava qualche giorno fa il vicesindaco Gloria Lisi, ringraziando pubblicamente i volontari dell’Auser “segna oggi una presenza forte e solidale per tante famiglie, ogni giorno dell’anno”.

Leggi: Liberetà, 22/06/2020


lunedì 22 giugno 2020
Il virus cambia la vita in condominio: nuove regole (e abitudini) in 8 punti

La pandemia da Covid-19 ha “investito” anche l’ambito delle norme condominiali. Imponendo nuove regole, generali e particolari, e la revisione nell’uso degli spazi. Dalla sanificazione di impianti e aree comuni alle modalità di gestione dell’assemblea, dall’incrocio con le attività di negozi o B&B presenti in condominio, fino alla messa in sicurezza di edifici in cui abitano persone contagiate: gli amministratori si sono dovuti confrontare con uno scenario mutato.
Gli effetti delle nuove precauzioni sono destinati a continuare nei prossimi mesi, influendo non solo sulle abitudini delle famiglie, ma anche sui costi condominiali. Le pese per la pulizia e la sanificazione delle parti comuni, ad esempio, possono comportare un aumento mensile fra 600 e mille euro per un piccolo stabile. E molto di più per un palazzo più articolato o un supercondominio.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 22/06/2020


venerdì 19 giugno 2020
Colf e badanti, 55 milioni nel mondo perdono il lavoro. “Tanti non hanno nulla”

55 milioni di colf e badanti in tutto il mondo hanno perso o richiano di perdere il lavoro a causa della pandemia: è quanto rivela l’Ilo, che due giorni fa ha convocato rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro provenienti da Repubblica Dominicana, Kuwait, Malaysia, Togo e Italia, in occasione del webinar ILO “International Domestic Workers’ Day: Making decent work a reality beyond COVID-19″. La maggior parte di questi lavoratori (37 milioni) sono donne. La regione più colpita è il sud-est asiatico e Pacifico con il 76% dei lavoratori a rischio, seguito dalle Americhe (74%), Africa (72%) ed Europa (45%). Il problema è comune a tutti i continenti.
Per l’Italia, era presente all’incontro Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina, a cui abbiamo chiesto di approfondire la situazione nel nostro Paese. “Sicuramente è meno drammatica che in altri – ci spiega – se consideriamo che in alcune parti del mondo i lavoratori domestici sono veri e propri schiavi. Anche l’aumento dei licenziamenti è contenuto: parliamo del 15% in più rispetto al 2019. Ma la fragilità di colf e badanti si è aggravata moltissimo anche nel nostro Paese e i sostegni ideati dal governo non sono sufficienti, pur rappresentando un importante passo avanti verso il riconoscimento di un lavoro definito essenziale, sopratutto quando riguarda l’assistenza agli anziani”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/06/2020


venerdì 19 giugno 2020
Sconto in fattura e cessione del credito aggirano l’incapienza Irpef

Sgravio del 110% consentito anche a un soggetto privato incapiente o con un lavoro precario tale da non garantire alcun ammontare di detrazione fiscale annua
*Il quesito*. Con riferimento al bonus ristrutturazione del 110 per cento, un soggetto privato che risulti incapiente o che abbia un lavoro precario, tale da non garantire alcun ammontare di detrazione fiscale annua, può comunque fruire dello sconto in fattura o della cessione del credito (al fornitore o a una banca) e quindi procedere all’intervento di ristrutturazione ammesso ai benefici fiscali? (G.D. Torino)
*La risposta dell’esperto*. La risposta è affermativa. Gli articoli 119 e 121 del Dl 34/2020 (decreto Rilancio) prevedono la detrazione del 110 per cento sugli interventi di risparmio energetico e di prevenzione antisismica eseguiti su parti comuni di edificio e singole unità immobiliari possedute dalle persone fisiche, anche se non adibite ad “abitazione principale” (salvi gli edifici unifamiliari, per i quali, ai fini dell’ecobonus al 110%, viene confermata la necessaria destinazione ad “abitazione principale”). I bonus potenziati al 110 per cento vengono riconosciuti solo per i condomìni, le persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni), gli Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati, nonché per gli enti aventi le stesse finalità sociali degli istituti e per le cooperative a proprietà indivisa.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 19/06/2020


giovedì 18 giugno 2020
Un documento dell’OMS sull’accesso alle tecnologie assistive

L’OMS ha pubblicato un nuovo documento sul miglioramento dell’accesso alle tecnologie assistive (AT) che mette in evidenza le sfide nell’accesso all’AT e offre azioni concrete per migliorare cinque aree chiave: le AT devono essere centrate sulle persone, le politiche adottate, i prodotti, la fornitura, il personale dedicato. Le tecnologe assistive stanno cambiando la vita delle persone disabili; l’accesso a queste tecnologie è un diritto umano fondamentale in rapido aumento con l’invecchiamento della popolazione a livello globale. Tuttavia la tecnologia assistiva è spesso ignorata dalle agende globali sulla salute e lo sviluppo, portando a un limitato e frammentato investimento.
In risposta a questa preoccupazione, la 72° Assemblea mondiale per la salute ha adottato la risoluzione (WHA71.8) per sollecitare gli Stati membri per una maggiore attenzione e investimento su questa materia in coerenza con gli Obietivi di siluppo sostenibile e la Convenzione sui diritti delle persone con Disabilità.
Il documento è destinato ai responsabili politici di qualsiasi ministero coinvolto nella progettazione di politiche e programmi sulle tecnologie assistive (come i ministeri di salute, finanza e assistenza sociale), in particolare quelli coinvolti nella progettazione di programmi di copertura sanitaria universale.
Si tratta di una di quelle che in ambito delle nazioni unite vengono chamate “Policy Brief”, ovvero documenti che sintetizzano la conoscenza e la ricerca esistente rispetto ad una determinata politica. Normalmente sono redatte in un linguaggio accessibile anche alle persone interessate ma non esperte.
Scarica il testo della Policy brief “Access to assistive technology” (in inglese)

Leggi: Rete Caad, 18/06/2020


giovedì 18 giugno 2020
Sanità. Parole d’ordine: pubblico e territorio

L’emergenza Covid-19 ha dimostrato la fragilità del nostro sistema sanitario, tutto incentrato sugli ospedali e molto poco sulla medicina di prossimità, sul territorio. Abbiamo parlato più volte sul nostro sito della necessità di ripensare il sistema nel suo complesso, rsa comprese.
Ora a fare luce su come cambiare le cose, e quali iniziative mettere concretamente in campo, arriva il sindacato dei pensionati della Cgil che in tutta Italia si sta mobilitando per trovare un dialogo con le Regioni con l’obiettivo di ripensare il sistema di assistenza sanitaria e sociale dei cittadini, anziani in primis. Siamo andati in due delle regioni più popolose d’Italia, Lazio e Lombardia, per capire cosa si sta muovendo.
L’esperienza drammatica vissuta dagli anziani nelle Rsa, nelle case di riposo e nelle case famiglia durante la pandemia, impone di ragionare stavolta in maniera più concreta che mai sul tema della domiciliarità e residenzialità degli anziani. Ma cosa vuol dire in pratica? Vuol dire rispondere al bisogno di dare alle persone anziane un’assistenza non solo fuori dalla propria abitazione ma anche dentro.
“Tanti anziani che finiscono nelle rsa non sono non autosufficienti ma spesso hanno bisogno di un’assistenza leggera. E allora perché non aiutarli in casa, in primo luogo?”, si chiede Alessandra Romano, segretaria generale del sindacato dei pensionati Cgil di Roma e Lazio. “Perché spostare fuori, in struttura, bisogni che possono essere soddisfatti potenziando i sistemi di prossimità? Bisogna sviluppare un’integrazione socio-sanitaria: le persone anziane hanno bisogno di servizi ad ampio spettro”, spiega Romano.

Leggi: Liberetà, 18/06/2020


giovedì 18 giugno 2020
Come subentrare nella proprietà dell’ascensore, procedura e calcolo dei costi

L’ascensore è un impianto che, ove installato successivamente alla costruzione dell’edificio, rappresenta senza ombra di dubbio un’innovazione.
Innovazione sicuramente volte alla eliminazione delle barriere architettoniche e quindi beneficiante di molte agevolazioni, in termini edilizi ed anche fiscali.
Non solo: se si tratta di edificio in condominio questa installazione è certamente un’innovazione ai sensi dell’art. 1120 c.c. deliberabile, in ragione del fatto che essa serve ed eliminare le barriere architettoniche, dal voto favorevole della maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell’edificio.
L’installazione di un impianto ascensore non rientra nella ristrutturazione edilizia.
Innovazione, peraltro, suscettibile d’utilizzazione separata, con possibilità per i dissenzienti di non partecipare alla spesa, salvo esercizio del diritto di subentro, per essi nonché i loro eredi ed aventi causa, ai sensi dell’art. 1121 c.c.

Leggi: Condominio Web, 18/06/2020


mercoledì 17 giugno 2020
Superbonus 110%: osservazioni, criticità e consigli ai condomini sulle nuove detrazioni fiscali previste dal Decreto Rilancio

Da ormai circa un mese i condomini di tutta Italia sono bombardati da roboanti titoloni sui giornali online, da proposte di sedicenti professionisti e da allettanti offerte di talune imprese riguardanti i superbonus del 110% previsti dal D.L. n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio). Tutti hanno in comune una certa abilità a gettare fumo negli occhi, proponendo senza alcun filtro “ristrutturazioni gratis”, “ristrutturazioni senza spendere un euro tanto paga lo Stato”.
Superbonus 110%: detrazioni a favore del lavoro
Nonostante l’elogio al Governo per aver messo in campo un meccanismo capace di produrre lavoro e far circolare denaro nella economia reale, occorre che i professionisti che si occupano di termica degli edifici, di ristrutturazioni condominiali e di relative detrazioni fiscali, invitino alla cautela e tentino di riportare il discorso nell’alveo di una navigata e razionale pragmaticità.
Superbonus 110%: facciamo chiarezza
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza:
1. il “Decreto Rilancio” per poter partire in piena operatività dovrà essere convertito in legge (entro 60 giorni);
2. poi ci sarà la necessità dell’approvazione dei decreti attuativi, sostanziali per definire i requisiti tecnici previsti al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, che i progettisti dovranno rispettare al fine di ottenere l’accesso al Superbonus, per trovarsi in regola con i controlli a campione che saranno eseguiti dall’ENEA o dagli Organismi Regionali di Accreditamento;

Leggi: Lavori Pubblici, 17/06/2020


mercoledì 17 giugno 2020
Covid-19, il report dell’ISS sulle RSA: oltre 9 mila morti

Si è conclusa, con la pubblicazione del report finale, l’indagine condotta dall’Iss in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale sul contagio Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie (Rsa). Complessivamente hanno risposto al questionario 1356 strutture, pari al 41,3% di quelle contattate, che hanno riportato dati riferiti al periodo dal 1febbraio al 30 aprile 2020.
Nota metodologica: i dati dei decessi occorsi nel periodo tra il 1febbraio ed il 30 aprile 2020 sono presentati per intervalli bisettimanali. Per le informazioni inerenti le difficoltà riscontrate e gli eventi avversi non devono intendersi come riferite cumulativamente all’intero periodo in esame (dal 1 febbraio al 30 aprile 2020), ma esse sono da riferire al momento in cui veniva completato il questionario. Le strutture che hanno partecipato alla survey hanno fornito i dati al momento della compilazione del questionario, e questi non sono stai aggiornati successivamente. Ecco i principali risultati riportati nella nota dell’Iss.

Leggi: Redattore Sociale, 17/06/2020


DALLE REGIONI:

martedì 23 giugno 2020
Toscana, 2 milioni per edilizia sociale post pandemia

Serviranno per affrontare positivamente le criticità riscontrate nell’attuale sistema urbanistico-edilizio e di promuovere allo stesso tempo interventi urbanistico-edilizi di housing sociale che garantiscano concretamente, e tengano insieme, il diritto alla casa e la tutela della salute
Due milioni di euro destinati ad un’edilizia sociale “post pandemia”, in grado di affrontare positivamente le criticità riscontrate nell’attuale sistema urbanistico-edilizio e di promuovere allo stesso tempo interventi urbanistico-edilizi di housing sociale che garantiscano concretamente, e tengano insieme, il diritto alla casa e la tutela della salute. Lo ha deciso la giunta approvando la proposta di legge “Disposizioni per la realizzazione di interventi edilizi di tipo sperimentale in materia di alloggi sociali a seguito dell’emergenza COVID-19” che ora passa al vaglio del Consiglio regionale. La proposta prevede la sottoscrizione di quote del “Fondo Housing Toscana”, un fondo comune di investimento immobiliare, finalizzato all’edilizia sociale, che già oggi gestisce 765 alloggi e che ne sta realizzando altri 483 con canoni di locazione controllati.
“Si tratta di un’operazione dal passato virtuoso e dal futuro promettente” ha detto l’assessore alla casa Vincenzo Ceccarelli dopo l’approvazione. “Nel 2014 la Regione ha già aderito al Fondo per 5 milioni di euro innescando investimenti per oltre 140 milioni che hanno portato benefici alle fasce più deboli della popolazione toscana. Oggi ripetiamo l’operazione, innovando una misura importante nell’innalzare la qualità del vivere e dell’abitare, anche alla luce della recente pandemia. Dobbiamo infatti saper ripensare le nostre città se vogliamo affrontare con più serenità e meno incertezze l’epoca che stiamo vivendo”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/06/2020


martedì 23 giugno 2020
Abruzzo. CGIL, CISL, UIL e SUNIA, SICET, UNIAT scrivono agli assessori regionali e al presidente dell’ANCI regionale: convocare un tavolo di confronto per affrontare il grave disagio abitativo

Leggi: Sunia, 23/06/2020


martedì 23 giugno 2020
Regione Veneto. Sindacati degli inquilini e le associazioni della proprietà scrivono alla Regione Veneto: è urgente limitare le conseguenze sulla crisi abitativa causate dall’emergenza Covid-19

Leggi: Sunia, 23/06/2020


martedì 23 giugno 2020
Sicilia. SUNIA e CGIL Regionali Sicilia scrivono ai Parlamentari nazionali eletti in Regione: le proposte dei due sindacati per affrontare la preoccupante condizione degli inquilini e profondo disagio abitativo

Leggi: Sunia, 23/06/2020


venerdì 19 giugno 2020
Anziani, verso una “rivoluzione culturale” della presa in carico: la proposta di Demos

Approvata all’unanimità in Regione Lazio la mozione presentata da Paolo Ciani, coordinatore nazionale di Democrazia Solidale: “Dobbiamo superare Rsa e case di riposo come abbiamo superato orfanotrofi e manicomi, sviluppando modelli già esistenti, come cohousing, condomini solidali, case famiglia”
Superare l’istituto per anziani così come è si è superato il manicomio e l’orfanotrofio, soprattutto dopo che il Covid-19 ha mietuto una vera e propria “strage degli innocenti” all’interno di queste strutture, evidenziandone limiti e carenze. La proposta arriva dal Lazio, dove il Consiglio regionale ha appena approvato all’unanimità una mozione di Paolo Ciano, coordinatore nazionale di Demos – Democrazia solidale e vicepresidente della Commissione Sanità. Il documento impegna il presidente Zingaretti e gli assessori competenti a investire su nuovi modelli assistenziali per gli anziani, che nel Lazio rappresentano il 21% della popolazione. L’intento è favorire una molteplicità di soluzioni abitative – dimora naturale, housing sociale pubblico o privato, residenzialità leggera, cohousing pubblico o privato, condomini protetti, case famiglia, microaree – e portare le cure sanitarie a domicilio. Questo permetterà una migliore qualità della vita, riducendo i costi per le amministrazioni pubbliche. Redattore Sociale ha chiesto a Paolo Ciani di approfondire quest’idea, definendone il contesto e i contorni.

Leggi: Redattore Sociale, 19/06/2020


venerdì 19 giugno 2020
Coronavirus, Abruzzo: le strutture residenziali riaprono alle visite parentali

Il presidente della Regione, Marco Marsilio, firma l’ordinanza numero 75 e dispone le regole d’ingresso a carico di familiari e titolari delle strutture
Riaprono alle visite parentali le Rsa, le Comunità terapeutiche di recupero e tutte le strutture residenziali che erogano prestazioni sanitarie e socio-sanitarie. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, firma l’ordinanza numero 75 e dispone le regole d’ingresso a carico di familiari e titolari delle strutture Ai primi si chiede di presentare 48 prima della visita, una richiesta di permesso in cui riportare il nome del parente ospitato e un’autocertificazione sul proprio stato di salute. L’ingresso deve quindi essere approvato, concordato e programmato con la Direzione così da poter garantire il distanziamento sociale per cui quest’ultima disporrà una lista degli accessi giornalieri approvati. Ai responsabili delle strutture si chiede quindi di organizzare i percorsi di ingresso e uscita diversificati e mettere a disposizione dei visitatori i dispensatori igienizzanti oltre che di attivare la procedura triage con un operatore addetto a verificare la presenza nella lista visitatori, l’uso della mascherina, rilevare la temperatura, assicurarsi l’uso degli igienizzanti, e garantire il distanziamento sociale.

Leggi: Redattore Sociale, 19/06/2020


giovedì 18 giugno 2020
In Lombardia Rsa ancora nella fase 1: visite proibite e liste d’attesa ferme

La denuncia del sindacato dei pensionati della Cisl: visite dei parenti ancora proibite e liste di attesa ferme per chi aspetta un posto letto. Alcuni enti gestori starebbero mettendo in cassa integrazione i dipendenti per mancanza di risorse anziani-soli
In Lombardia le case di riposo sono ancora nella fase 1: i parenti non possono visitare gli anziani ospiti e le liste di attesa per un posto letto sono ancora ferme. La denuncia viena dal sindacato dei pensionati della Cisl. “L’apertura delle Rsa è rimandata ‘sine die’ in ogni provincia”, anche perché gli enti e le imprese che le gestiscono starebbero mettendo in cassa integrazione i dipendenti per mancanza di risorse. “Continuiamo a ricevere mail e telefonate da parte di molti parenti di persone in lista di attesa, alcune di queste anche in condizioni di assoluta urgenza e necessità – dice Emilio Didonè, segretario generale dei pensionati CISL regionali-. Dalle Rsa ricevono risposte insufficienti e soprattutto non risolutive. D’altronde, si sono riversate sulle case di riposo una serie di misure da ottemperare per le quali servono risorse che oggi mancano, creando un circolo vizioso che si ripercuote su lavoratori e famiglie”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/06/2020


mercoledì 17 giugno 2020
Centri diurni a domicilio nel parmense: gli operatori vanno a casa degli anziani

Nell’Unione Pedemontana Parmense (che comprende i 5 comuni di Collecchio, Felino, Montechiarugolo, Sala Baganza e Traversetolo) se l’ospite non può andare al centro diurno, il centro diurno va dall’ospite. In fase di pandemia – particolarmente crudele verso i cittadini più anziani – oltre al servizio di assistenza domiciliare (che, gestito dalla cooperativa accreditata AuroraDomus, non ha mai smesso di funzionare), la Pedemontana Sociale, l’azienda territoriale per i servizi alla persona, ha messo in campo una nuova modalità per garantire alle famiglie dei “nonni” e delle “nonne” di poter usufruire del servizio, ancora sospeso in virtù delle norme anticontagio varate da Governo e Regione: il “Centro diurno a domicilio”.
Da qualche giorno, le assistenti sociali e gli operatori sanitari di Pedemontana Sociale hanno iniziato ad andare direttamente a casa degli ospiti che già prima del lockdown frequentavano i centri diurni per anziani di Collecchio, Basilicanova e Traversetolo, garantendo servizi assistenziali di qualità in forma individuale, così come la socializzazione, il monitoraggio e la stimolazione cognitiva, anche in relazione ai nuovi bisogni emersi nel corso dell’emergenza sanitaria. Un’opportunità che può essere richiesta dalle famiglie, e anche su indicazione delle assistenti sociali, rivolta a un’utenza potenziale di un centinaio di anziani in condizioni di fragilità, complementare rispetto all’assistenza domiciliare. Il servizio del “Centro diurno a domicilio” proseguirà fino al 31 luglio, ma verrà comunque prorogato fino a quando non sarà possibile riaprire i centri diurni veri e propri.

Leggi: Redattore Sociale, 17/06/2020


mercoledì 17 giugno 2020
Case popolari di Bari “in pessime condizioni”, la proposta: creare task force per gli interventi di manutenzione

Lo afferma il consigliere comunale barese di Fratelli D’Italia, Filippo Melchiorre. “Ogni giorno – spiega – riceviamo lamentele da parte di moltissimi cittadini”
“‘Gli alloggi comunali” di Bari “versano in pessime condizioni. Va creata una task force permanente potenziando la ripartizione competente con maggiori risorse umane ed economiche”: lo afferma il consigliere comunale barese di Fratelli D’Italia, Filippo Melchiorre. “Ogni giorno – spiega – riceviamo lamentele da parte di moltissimi cittadini che lamentano le pessime condizioni in cui versano i 3000 alloggi di proprietà del Comune di Bari tra la città e l’area metropolitana. Anche il Sunia, sindacato notoriamente non vicino alla nostra parte politica, ha sottolineato che ‘la situazione in queste zone è ormai inaccettabile, gli inquilini vivono nell’acqua e senza riscaldamento, con la caduta inoltre di intonaci e calcinacci, e nonostante questo, all’orizzonte non si profilano interventi di manutenzione straordinaria: le istituzioni latitano e le risposte non arrivano’ “.

Leggi: Bari Today, 17/06/2020


IN AGENDA:

7 luglio 2020 – Italia Longeva – Assistenza domiciliare integrata – Virtual Meeting – Ripensare modelli e strumenti a partire da quanto imparato in emergenza

Virtual meeting – 7 luglio 2020 – ore 16.00 – 18.30
Nello scenario di emergenza determinato dal Covid-19, in cui la necessità di curare al proprio domicilio gli anziani fragili e multimorbidi si conferma un’esigenza prioritaria, pressante ed improcrastinabile, Italia Longeva – da anni fortemente impegnata su questa tematica anche mediante la realizzazione di indagini sul territorio – è in prima linea nella promozione di una riorganizzazione dei modelli di assistenza domiciliare, perno attorno al quale la Long-Term Care dovrebbe ruotare.
Per dotare i nostri anziani di un servizio ADI facilmente accessibile, equo, diffuso, efficace ed economicamente sostenibile per il SSN occorrono competenze e formazione. E serve rivedere processi e procedure e sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia, come durante la pandemia si è saputo fare in alcuni territori.

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Un programma sociale per il Sistema Paese

Lotta alla povertà e alla corruzione, spazio alla creatività e tutela dei diritti: una ricetta “semplice” per rialzare la testa
Alle sollecitazioni intellettuali ed economiche del documento, tutte comunque degne di attenzione, vorrei aggiungere alcune considerazioni, che – a mio avviso – stanno tutte nella sua logica essenziale, ma che meritano, quanto meno, una sottolineatura. Innanzitutto il tema della povertà: la percezione politica della povertà in Italia, ma non solo, è spesso divisa tra il sentimento di solidarietà e il dato statistico, affidato ai narratori, piuttosto che agli analisti economici e politici. Anche l’Italia corre, infatti, il serio rischio di non riuscire a risollevarsi e assiste quasi inerte alla crescita della povertà fra le fasce sociali medio-piccole che vanno sempre più ad implementare la zona buia dell’indigenza. È di tutta evidenza, andando in giro per le città, ma anche guardandosi intorno e sbirciando le abitudini di molti vicini di casa, di lavoro o di quotidianità, accorgersi che alcune abitudini sono state modificate, o cancellate del tutto, all’insegna di una contrazione della possibilità di spesa dei nuclei familiari.
Eppure negli anni passati qualcosa si era mossa: le Fondazioni di origine bancarie, insieme al governo, avviarono, qualche anno fa, un grande e utilissimo programma per contrastare la povertà infantile, causa di crescente ignoranza e ulteriore disagio sociale. Le Fondazione mettevano risorse fresche e liquide, soprattutto senza condizioni, a favore dell’istruzione e della sostenibilità di vita dei giovani poveri, mentre lo Stato concedeva alle Fondazione un adeguato corrispettivo in credito d’imposta. Non so, in verità, quanto tutto ciò abbia effettivamente e seriamente contrastato la povertà infantile, certamente è stato un esempio di buone pratiche di governo in un Paese a forte disagio sociale. Esperienza esemplare, ma isolata o quasi. Ignorare sistemicamente o affrontare sporadicamente la questione della povertà infantile e non solo, non è di sicuro indice di “capacità progettuale”.

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Il problema ‘solitudine’ diventa evidente

In Italia, solo di recente è cresciuta la preoccupazione per le troppe persone che essendo sole non possono contare su nessuno nel momento del bisogno. Sono persone che sperimentano una continua condizione di dolore e sofferenza che rappresenta un rischio per la loro salute. L’articolo, tratto dal volume “Maledetta solitudine” di Diego De Leo e Marco Trabucchi, offre un quadro delle dimensioni assunte da questo fenomeno passando in rassegna le indagini nazionali e internazionali sul tema.
Di Diego De Leo (Direttore del Dipartimento di Psicologia alla Primorska University, Slovenia, e dello Slovene Centre for Suicide Research), Marco Trabucchi (Associazione Italiana di Psicogeriatria, Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia e Network Non Autosufficienza)
I dati statistici e la ricerca scientifica riguardanti la dimensione numerica del “vivere da soli” evidenziano che la manifestazione e la progressione di tale fenomeno risultano associate, in numerose aree del mondo, a tre ordini di fattori:
il cambiamento della tipologia di nucleo familiare, con una tendenza a un aumento vertiginoso delle famiglie unipersonali;
la riduzione significativa delle nascite;
l’aumento dell’età media della vita che, secondo le proiezioni più aggiornate, determinerà un invecchiamento radicale della popolazione mondiale.
Individualismi e solitudini in Italia
Il rapporto annuale dell’Istat nel 2018 rileva come in Italia il 13% della popolazione generale viva da solo. Questa ‘solitudine’ varia di molto a seconda dell’età dei soggetti: al di sotto dei 25 anni vive da solo l’1% degli italiani; tra i 25 e i 34 anni vive da solo l’11,9% dei soggetti; dai 35 ai 54 anni la percentuale si mantiene stabile intorno al 12%; tra i 55 e i 74 anni è il 16% della popolazione a vivere da solo, mentre nelle età successive la percentuale risulta più che raddoppiata (38,3%). Lo stesso rapporto evidenzia come tra le persone di 75 anni e più in Italia sia drammaticamente alta la percentuale di quelli che non hanno parenti né amici cui riferirsi in caso di bisogno: quasi il 40% di tutti i soggetti in tale fascia d’età, con l’11,7% che può rivolgersi solo a un vicino di casa.

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Siamo un Paese di vecchi, prendiamo finalmente atto

La questione dunque che oggi si ripropone con più urgenza è dunque come ripensare i modelli assistenziali di RSA e come costruire una forte rete di domiciliarizzazione, a diversa intensità di cura, rivedendo modalità operative, contesti di accoglienza (cohousing o altre esperienze), integrazione sociale e sanitaria in rapporto ai fabbisogni reali della persona. Occorre far presto però.
Profitto di Qs per commentare le riflessioni e le proposte della dottoressa D’Innocenzo sulle case di riposo e le Rsa. Prima di tutto devo dire che è proprio tutto vero quanto afferma nel suo articolo. Non solo l’amara vicenda di COVID 19 ce lo impone, ma tutte le ricerche e le analisi che abbiamo condotto in molti, sulla non autosufficienza nel nostro paese almeno negli ultimi 15 anni e che la sordità e l’economicismo di una intera classe dirigente ha sempre rimosso dando scarne e inappropriate risposte. Occorre però dire chiaramente che è stato un errore monetizzare i bisogni invece che procedere con una politica di welfare centrata sui servizi.
Me ne sono occupata quando per ben 2 legislature con il collega Battaglia abbiamo tentato di mettere in campo una legge quadro per il problema della non autosufficienza nel nostro paese. C’è qualcosa di cui non mi do pace, una specie di schizofrenia politica che nell’affrontare i problemi separa sempre tutto piuttosto che contestualizzare i problemi e trovare soluzioni adeguate. Sanità e Sociale, cura e assistenza, sussistenza e fragilità, solitudine e relazioni sociali, ghettizzazione e socialità.

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Più istruiti e più benestanti. Il futuro degli anziani italiani

In questo terzo e ultimo intervento sul futuro degli anziani in Italia, Gianpiero Dalla Zuanna e Chiara Gargiulo mostrano che nel prossimo ventennio gli anziani italiani saranno sempre più istruiti e benestanti. La programmazione dell’attività di assistenza rivolta alla terza e alla quarta età dovrebbe essere riprogrammata tenendo conto anche di questo importante cambiamento.
In due precedenti articoli su Neodemos (Gli anziani italiani e i loro figli, oggi e domani e Non da soli. Le nuove famiglie degli anziani italiani. 2002-2042) abbiamo mostrato come, nei prossimi vent’anni, gli italiani con più di 70 anni saranno sempre più numerosi, ma che questo cambiamento non si tradurrà in un parallelo incremento degli anziani soli, perché aumenterà molto rapidamente la proporzione di anziani coniugati, e perché una proporzione di anziani molto alta continuerà a vivere nei pressi di almeno un figlio. In questo ultimo intervento completiamo i nostri ragionamenti sul futuro degli anziani italiani, ragionando sulla verosimile loro evoluzione secondo il titolo di studio, il reddito e la ricchezza.

Leggi: Neodemos


Superare il modello delle Case di riposo e delle Rsa. Non più posti letto, ma intensità di cura applicata alla domiciliarità

Partendo da una radicale riforma partecipata del welfare italiano, si potrebbero strutturare le linee di sviluppo strategico di un sistema basato su piattaforme abitative adatte o adattabili alla vecchiaia, ben localizzate e ben integrate nel tessuto urbano. Soluzioni abitative ad intensità assistenziale modulabile, invece di posti letto
“Se le case dove abitiamo sono adatte, è più efficace spostare i servizi – soprattutto quelli sociosanitari – che costringere le persone a ripetuti cambiamenti nelle fasi più delicate della loro esistenza”. (The DanishMinistry of Housing, Urban and Rural Affairs. Factsheet on housing for the elderly)
La pandemia da coronavirus ha aggravato lo stato del Sistema Sanitario Nazionale, già condizionato da pesanti interventi di risanamento tecnico ed economico di molte regioni in Piano di Rientro, ma ha acuito la crisi ancor più pressante, del welfare locale. Questo tipo di sollecitazioni costanti, stanno drammaticamente modificando il processo d’invecchiamento in atto nel nostro Paese, con enormi ricadute sulle condizioni abitative, reddituali, di salute e benessere che dovranno inesorabilmente accompagnare l’allungamento della vita dei prossimi anni.
Sono tanti gli studi che posizionano il SSN tra i primi al mondo (Bloomberg, ad esempio). Indicatori di valutazione a parte, già alcuni anni fa, nell’11° Rapporto di CreaSanità “L’universalismo diseguale”, si analizzava che nonostante il vantaggio che l’Italia registrava sugli altri paesi europei rispetto alle migliori condizioni di salute dei propri cittadini, anche a fronte di una spesa sanitaria molto più bassa, se non si fosse intervenuti sull’equità e l’accessibilità dei servizi specie quelli per gli anziani fragili e per i più vulnerabili, il vantaggio, acquisito, che si stava già riducendo, si sarebbe azzerato se non addirittura invertito.

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

Pensioni di luglio: le novità

Anche per il mese di luglio è anticipato e scaglionato il pagamento delle pensioni per chi le riscuote in contanti presso le Poste Italiane.
Bisogna recarsi agli sportelli secondo la seguente turnazione alfabetica:
24 giugno → cognomi dalla A alla B
25 giugno → cognomi dalla C alla D
26 giugno → cognomi dalla E alla K
27 giugno mattina → cognomi dalla L alla O
29 giugno → cognomi dalla P alla R
30 giugno → cognomi dalla S alla Z
Importante!
Sarà possibile riscuotere la pensione in qualsiasi sportello postale in Italia.
Per chi non ritira la pensione in contanti, l’accredito sui conti correnti postali verrà effettuato il 24 giugno.
I pensionati che ritirano la pensione in contanti alle Poste e hanno un’età pari o superiore ai 75 anni possono chiedere all’Arma dei Carabinieri la consegna gratuita a domicilio della pensione.
→ Per informazioni sul servizio c’è il numero verde800 55 66 70
Nota bene: queste misure sono valide unicamente per i pensionati che riscuotono la pensione negli uffici postali.
Non sono invece interessati tutti quei pensionati che hanno l’accredito della pensione in banca, che la riceveranno direttamente sul proprio conto l’1 luglio.
L’1 luglio, inoltre, a tutti i pensionati che hanno già compiuto 64 anni e che hanno un reddito mensile lordo di massimo 1.000 euro, verrà accreditata automaticamente la quattordicesima.
La somma aggiuntiva spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità a determinate condizioi.

Leggi: Spi-Cgil


 

 

 

 

 

 

 

Auser e Comunità di Sant’Egidio insieme per la dignità degli anziani. Lanciata una grande campagna di raccolta firme

Auser Nazionale ha condiviso e sottoscritto l’appello “Senza anziani non c’è futuro” lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio, un documento che denuncia la pericolosa deriva di una sanità selettiva che arriva a considerare gli anziani una parte residuale della società.
Si rimarca il diritto degli anziani ad essere considerate persone e si rivendica il principio della parità di trattamento e il diritto universale alle cure.
Il riferimento è rivolto chiaramente a come è stata gestita l’intera prima fase dell’epidemia Covid-19 e alle troppe morti di persone anziane che si sono verificate in questi ultimi mesi.
L’obiettivo è raccogliere un numero molto alto di adesioni per poter arrivare nel prossimo autunno ad organizzare un convegno, magari con respiro internazionale, di denuncia che ridia valore alla persona in tutto l’arco della propria vita.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 16 giugno 2020
Alleanza contro la povertà: “Rafforzare il Reddito di cittadinanza”

L’organizzazione commenta i dati Istat che hanno registrare un lieve calo della popolazione in povertà assoluta nel 2019: “Un intervento da attuare immediatamente, che non è più procrastinabile”
“Il report diffuso oggi dall’Istat fa registrare un lieve calo della popolazione in povertà assoluta nel 2019. Un dato che sottolinea ancora una volta la necessità di uno strumento di sostegno al reddito, come il Reddito di Cittadinanza, che accompagni le persone che vivono in una situazione economica drammatica in percorsi di inclusione sociale e lavorativa e che le aiuti a uscire dalla condizione di bisogno”. E’ quanto si legge in una nota dell’Allenanza contro la povertà. “I dati, però – prosegue la nota – , certificano soprattutto quanto siano maggiormente esposte le famiglie di cittadini stranieri, quelle con minori e quelle numerose, per le quali la povertà assoluta ha un’incidenza più elevata. La fotografia dell’Istat, dunque, dimostra ancora una volta la necessità e l’urgenza di interventi rafforzativi del Reddito di Cittadinanza – da noi richiesti – che consentano di raggiungere tutte le persone in condizione di povertà assoluta e, in particolare, le più colpite: una sostanziale modifica della scala di equivalenza che non penalizzi, come l’attuale, i minori e le famiglie numerose; l’allentamento degli stringenti vincoli anagrafici, che sono discriminatori per gli stranieri.

Leggi: Redattore Sociale, 16/06/2020


martedì 16 giugno 2020
C.S. Il Segretario Generale del SUNIA, Stefano Chiappelli, scrive al Ministro delle Infrastrutture ed ai Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato

“Modificare il Decreto Rilancio per assicurare maggiori risorse a sostegno dell’affitto, consentire alle Regioni di regolamentare i criteri di assegnazione dei contributi, agevolare ed incentivare la rinegoziazione degli affitti per fronteggiare la crisi dei redditi delle famiglie e impedire l’ulteriore aumento degli sfratti per morosità incolpevole”.
Su questa base Chiappelli ha esposto e articolato nelle lettere che si allegano, le proposte e i contenuti prioritari che, secondo il SUNIA, dovrebbero costituire emendamenti al Decreto Rilancio (34/2020) all’esame della Commissione Bilancio e Tesoro della Camera dei Deputati, che dovrà essere definitivamente convertito in Legge entro il prossimo 19 luglio.
Alcune delle proposte avanzate costituiscono oggetto di vari emendamenti presentati al Decreto e, in tal senso, il SUNIA fa appello a Governo e Parlamentari per una approvazione di queste importanti integrazioni che possano rendere più rapide ed efficaci le misure di sostegno all’affitto ed alla rinegoziazione dei canoni.

Leggi: Sunia, 16/06/2020


martedì 16 giugno 2020
Assistenza a domicilio. Takeda sostiene il progetto “Case Intelligenti”

Contrastare il rischio di isolamento sociale degli anziani, emerso in modo critico nel periodo dl lockdown, e favorire l’assistenza a domicilio grazie all’installazione di sensori ambientali connessi a una piattaforma tecnologica. È questo l’obiettivo del progetto pilota “Case Intelligenti”, partito a Oliveto Citra, in provincia di Salerno, nato dalla sinergia tra Fondazione San Francesco d’Assisi Onlus e la startup romana GRAMPiT, con il contributo solidale di Takeda.
Una soluzione digitale per risolvere il problema dell’assistenza a domicilio e migliorare, sul territorio, la vita di persone sole e fragili. A Oliveto Citra, in provincia di Salerno, è partito il nuovo progetto pilota “Case Intelligenti”, che, grazie all’installazione di sensori ambientali connessi a una piattaforma tecnologica, aiuta a contrastare il rischio di isolamento sociale degli anziani, emerso in modo critico nel periodo di lockdown.
Il progetto, nato dalla sinergia tra Fondazione San Francesco d’Assisi Onlus e la startup romana GRAMPiT – con il contributo solidale di Takeda e Hiltron, specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi elettronici di sicurezza – porterà in pochi giorni alla fornitura e all’installazione gratuita dei dispositivi di assistenza per 10 persone della Valle del Sele.
”Gli anziani sono, in ogni cultura, i saggi del villaggio, vere e proprie biblioteche viventi delle nostre comunità. Una società moderna e avanzata può dirsi tale solo se si prende cura di loro”, dice Mino Pignata, sindaco di Oliveto Citra e Presidente della Fondazione. “Una casa è fatta di mura, di oggetti, di ambienti. Sradicare un anziano da casa sua vuol dire privarlo di una parte di se stesso, della sua vita, delle sue abitudini, degli odori e dei profumi. Assisterlo permettendogli di continuare a vivere nei suoI luoghi significa, invece, restituirgli il suo mondo, con la tecnologia che aiuta, collabora e si contamina con l’assistenza domiciliare offline, per far sì che possa sentirsi sempre sicuro, in ogni momento”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 16/06/2020


martedì 16 giugno 2020
Più stazioni accessibili e stop alla prenotazione dell’assistenza 48 ore prima

Nei mesi scorsi, più di 60.000 persone hanno firmato una petizione lanciata dal Forum Europeo sulla Disabilità, voluta per chiedere più stazioni accessibili nell’Unione Europea, una migliore assistenza alle persone con disabilità che viaggiano in treno e la cancellazione dell’obbligo di prenotazione con 48 ore di preavviso degli stessi servizi di assistenza. Ora i promotori di tale iniziativa hanno inviato quelle firme all’europarlamentare Bogusław Liberadzki, che dovrà negoziare le riforme al “Regolamento Europeo relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario”
Nei mesi scorsi, più di 60.000 persone hanno firmato la petizione denominata Train travel for all! (“Viaggi in treno per tutti”), lanciata dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, per chiedere una migliore assistenza alle persone con disabilità e con mobilità ridotta che viaggiano in treno e la cancellazione dell’obbligo di prenotazione con quarantotto ore di preavviso dei servizi di assistenza.
Ieri, 15 giugno, i promotori di tale iniziativa hanno inviato quelle firme all’europarlamentare Bogusław Liberadzki, che dovrà negoziare le riforme al Regolamento Europeo relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario.

Leggi: Superando, 16/06/2020


venerdì 12 giugno 2020
Le proposte di Cgil e Sunia per affrontare l’aggravarsi della condizione abitativa e i gravi rischi di sfratti per morosità

Pubblichiamo il documento che le Segreterie nazionali CGIL e SUNIA hanno inviato ai Presidenti delle Regioni, dell’ANCI e di Federcasa, Stefano Bonaccini, Antonio De Caro e Luca Talluri.
Il documento contiene le proposte nazionali per fronteggiare il grave disagio abitativo presente nel Paese e i crescenti rischi di sfratto per morosità incolpevole, accentuati dalle conseguenze economiche prodotte dalla crisi sanitaria, che ha avuto forti ripercussioni sulle condizioni reddituali delle famiglie e nasce dalla condivisione di contenuti prioritari che CGIL e SUNIA intendono sottolineare nell’attuale fase di formulazione degli emendamenti, discussione e decisione parlamentare per la conversione in legge del DL 34/2020 ed in vista dei prossimi adempimenti attuativi di competenza rispettivamente di Parlamento, Governo, Regioni e Comuni.
Il documento è anche finalizzato a supportare iniziative locali che in questa situazione di confronto con le istituzioni nazionali e con quelle territoriali, siano capaci di dare un contributo all’affermazione delle nostre proposte.

Leggi: Cgil, 12/06/2020


venerdì 12 giugno 2020
Ecco il Family Act, dal congedo di paternità all’assegno universale

Approvato ieri sera dal consiglio dei ministri il pacchetto di norme in sostegno della famiglia. Il disegno di legge è collegato alla legge di bilancio 2020 ed è composto da 8 articoli. Eccoli
Una figlia o un figlio sono ‘un valore e debbono essere considerati un arricchimento sia per la famiglia in cui nascono, sia, soprattutto, per la società che li accoglie e che condivide con i genitori l’oneroso compito di accudirli e proteggerli sin dalla nascità. è questo il principio ispiratore del Family Act, il pacchetto di norme in sostegno della famiglia approvato ieri sera dal consiglio dei ministri.
Il disegno di legge è collegato alla legge di bilancio 2020, è composto da 8 articoli e all’articolo 1 sono previsti i principi ed i criteri direttivi cardine di tutta la riforma che sarà attuata con i decreti delegati.

Leggi: Redattore Sociale, 12/06/2020


mercoledì 10 giugno 2020
Pedretti (Spi Cgil): “Alle spalle mesi terribili, ora ripartire”

“Ci siamo lasciati alle spalle mesi terribili, ora abbiamo tutti bisogno di ripartire per ricostruire il Paese”.
Il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti affida ad un video-messaggio sulla pagina Facebook del sindacato le riflessioni su quello che è accaduto durante le fasi più difficili della diffusione del Covid-19 e sulla necessità di avviare al più presto una nuova fase in cui “di noi e del lavoro che facciamo per rappresentare i pensionati e gli anziani ci sarà sempre più bisogno”.
Pedretti ripercorre alcuni dei momenti salienti di questa vicenda, sottolineando che “la diffusione del virus ci ha presi alla sprovvista”, anche a causa di “errori antichi e clamorosi. Per anni sono state tolte risorse alla sanità pubblica, la medicina di territorio è stata depotenziata, i medici di famiglia sono stati ridotti a semplici passacarte”.
Per il segretario dello Spi, rimarranno per sempre scolpite nella memoria collettiva ” la fila delle ambulanze, le terapie intensive piene, i camion dell’esercito che portano via le bare, la strage nelle case di riposo”.
“Abbiamo perso – continua – amici e parenti. Anche molti compagni e compagne del nostro sindacato ci hanno lasciati. Non li dimenticheremo e quando sarà possibile gli daremo il tributo che meritano”.

Leggi: Liberetà, 10/06/2020


mercoledì 10 giugno 2020
Piano Colao, mancano un disegno organico e le priorità. “Occasione persa”

Il sociale diventa uno dei sei pilastri per rilanciare il nostro Paese nel dopo pandemia, ma le indicazioni fornite dalla task force guidata da Vittorio Colao non convincono. Tra lacune, idee interessanti e alcune poco originali, c’è il rischio che venga dimenticato presto. Il commento di Chiara Saraceno, Gianfranco Marocchi e Sergio Pasquinelli
Non era poi così scontato che il sociale venisse considerato come uno dei sei pilastri per “rilanciare” un paese alle prese con una storica emergenza sanitaria, ma il piano per l’Italia 2020-2022 elaborato dalla task force guidata da Vittorio Colao – almeno per quanto riguarda le tematiche sociali – non è stato accolto con entusiasmo da parte di chi si occupa di welfare da tempo. Per la sociologa Chiara Saraceno mancano idee originali e non vengono indicate priorità, mentre per Sergio Pasquinelli e Gianfranco Marocchi, entrambi vicedirettori di Welforum.it, si fa fatica a trovare un “disegno organico”. Assente ingiustificato, inoltre, la previsione delle risorse necessarie per realizzare quanto scritto nel documento.
Se la mancanza di “idee originali”, come spiega Saraceno, non è da prendere come una vera e propria carenza, ma come un “riconoscimento” del lavoro fatto già in altre sedi sulle tematiche individuate dal piano – “non occorre inventare tutto daccapo”, chiosa Saraceno -, non convince la poca chiarezza del piano in merito alla linea temporale su cui intende realizzare le proprie proposte. “C’è una mescolanza di azioni di lungo periodo e di breve termine – spiega Saraceno -. Fornire supporto psicologico alle famiglie per l’impatto del Covid19, per esempio, non è una strategia di lungo periodo eppure la si trova tra la proposta dei presidi di welfare di prossimità e la sezione dedicata alle organizzazioni di cittadinanza attiva. C’è una confusione di orizzonti temporali e inoltre il supporto psicologico alle famiglie è qualcosa che spetta ai singoli servizi e non riguarda un piano strategico”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/06/2020


mercoledì 10 giugno 2020
Ampio schieramento parlamentare sostiene alla Camera l’emendamento di Cittadinanzattiva per il rafforzamento dell’assistenza domiciliare

La proposta per il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, già lanciata in occasione del Decreto Cura Italia, da Cittadinanzattiva e oltre 70 fra organizzazioni civiche, associazioni di pazienti, federazioni e ordini professionali, società scientifiche e rappresentanti del mondo delle imprese, torna nel Decreto Rilancio grazie ad emendamenti presentati da parlamentari* di quasi tutti i gruppi (M5S, PD, Leu, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Gruppo Misto). Gli emendamenti prevedono la realizzazione di Piani regionali pluriennali per il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, finanziati attraverso la revisione del regime fiscale che vige sui prodotti da tabacco riscaldato rispetto alle normali sigarette.
“L’emergenza sanitaria ha messo in evidenza, con drammatica forza, quanto sia fondamentale una rete di assistenza territoriale che garantisca qualità e continuità di cura ai cittadini, soprattutto alle fasce più fragili”, ha dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Per questo siamo soddisfatti che sia stata prevista nell’ambito del Decreto Rilancio una misura di potenziamento per l’anno 2020 dell’assistenza territoriale e in particolare di quella domiciliare integrata”
Per info: Cittadinanzattiva – Ufficio stampa

Leggi: Auser, 10/06/2020


mercoledì 10 giugno 2020
Ecobonus 110%: gli interventi che è possibile effettuare gratis

Con l’entrata in vigore del D.L. n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio) sono stata introdotte nuove importanti detrazioni fiscali che riguardano le spese sostenute per interventi di efficientamento energetico (Ecobonus) e riduzione del rischio sismico (Sisma Bonus).
In particolare, tra le altre cose, il Decreto Rilancio ha previsto un superbonus del 110% per alcuni interventi di efficientamento energetico per le spese sostenute dall’1 Luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Nonostante il Decreto Legge sia già in vigore, si parla di spese sostenute a partire dall’1 Luglio 2020, quindi, consapevoli che per l’attuazione della norma si attendono ancora il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate e un decreto attuativo, il miglior consiglio che possiamo dare a chi ha intenzione di intervenire su un edificio, è quello di attendere la conversione in legge del Decreto Legge, con il quale saranno magari modificate o dettagliate le norme sull’argomento Ecobonus 110%.
Nel frattempo, considerate le centinaia di domande che arrivano e che hanno come oggetto principale gli interventi che possono accedere alla detrazione fiscale, riportiamo di seguito quelli che ad oggi prevede l’art. 119 del Decreto Rilancio.
Ecco quali sono gli interventi che potranno godere della detrazione fiscale potenziata al 110%:

Leggi: Lavori Pubblici, 10/06/2020


mercoledì 10 giugno 2020
SUNIA: grave crisi abitativa e aumento degli sfratti per morosità incolpevole, occorrono misure incisive e rapide con la legge di conversione del DL “Rilancio Italia” e risposte concrete e immediate alla caduta dei redditi delle famiglie

La preoccupazione e il disagio degli inquilini cresce, gli affitti insostenibili con la caduta dei redditi espongono al rischio di sfratti per morosità migliaia di famiglie.
Il SUNIA ha condiviso con la CGIL a livello nazionale alcune proposte da avanzare alle istituzioni nazionali e territoriali per rivendicare con forza le priorità su cui intervenire anche in occasione dell’iter del lavoro parlamentare sulla conversione in legge del DL 34/2020 all’esame della Commissione Bilancio e Tesoro della Camera dei deputati.
I punti principali riguardano:
• aumento dello stanziamento delle risorse del fondo di sostegno alla locazione per il 2020;
• unificare e coordinare l ‘utilizzo dei fondi di sostegno alla locazione e per la morosità incolpevole e degli stanziamenti esistenti;
• …..

Leggi: Sunia, 10/06/2020


martedì 9 giugno 2020
Il Piano Colao fra riforma del welfare, inclusione e prossimità

Piena attuazione della riforma del terzo settore, sostegno ai fragili e vulnerabili, parità di genere, piano nidi e assegno unico familiare, servizio civile e povertà educativa: nel documento prodotto dalla task force per il rilancio dell’Italia tanti temi dalle forti implicazioni sociali
Una riforma del welfare che finalmente metta in campo strumenti universalistici e non con un approccio categoriale, la piena attuazione della riforma del terzo settore per sostenere le imprese sociali e lo sviluppo di un’economia sostenibile, Il sostegno e l’inclusione delle persone fragili e vulnerabili, la promozione della parità di genere, la modernizzazione dei sistemi di istruzione e di ricerca (e la loro capacità di inclusione), lo sviluppo di iniziative dedicate a bambini, ragazzi e giovani, l’attivazione di un welfare inclusivo e territoriale di prossimità per produrre coesione sociale e garantire un sostegno più efficace e personalizzato a tutti coloro che si trovano ad affrontare difficoltà straordinarie.
E’ un documento dalle forti implicazioni sociali quello prodotto dal comitato di esperti guidato da Vittorio Colao, che ha consegnato alla Presidenza del Consiglio un testo di 53 pagine, con altre 121 pagine di schede di lavoro frutto di un ulteriore approfondimento su 102 singole proposte tematiche. Fra quali si parla anche, fra le tante cose, di servizi territoriali sociosanitari, di persone con disabilità, di impatto di genere, di aiuti alle donne vittime di violenza, di contrasto alla povertà educativa minorile, di servizio civile e di conciliazione dei tempi di vita e di sostegno alla genitorialità (con un piano nazionale per lo sviluppo di nidi pubblici e privati e l’introduzione di un assegno unico che assorba e includa gli interventi già oggi esistenti).

Leggi: Redattore Sociale, 09/06/2020


martedì 9 giugno 2020
Coronavirus, la Lombardia riapre le Rsa. Gallera: “Regole rigidissime, niente pazienti positivi”

Dall’assessore lombardo niente ripensamenti sul recente passato: “La delibera dell’8 marzo aveva un approccio diverso, è stata fondamentale e ci ha consentito di arginare la diffusione del virus, di dare delle risposte e di liberare posti letto negli ospedali. Quindi è stata assolutamente una mossa corretta”
“Con la delibera di oggi riprendiamo la riapertura delle Rsa con delle regole molto rigide: nessun positivo verrà collocato all’interno di una Rsa e verrà invece messo in una struttura sanitaria“. L’assessore lombardo alla Sanità Giulio Gallera ha così anticipato l’intenzione della giunta regionale di far riprendere i ricoveri ordinari nelle residenze sanitarie assistite per anziani che erano stati sospesi durante l’emergenza Covid, mentre erano stati sollecitati quelli straordinari di pazienti convid non acuti dimessi dagli ospedali.
Nessun ripensamento, però, rispetto a quella decisione che potrebbe essere stata uno degli arieti del virus nelle strutture per anziani, dove si è consumata una vera e propria strage. “La delibera dell’8 marzo aveva un approccio diverso, è stata fondamentale e ci ha consentito di arginare la diffusione del virus, di dare delle risposte e di liberare posti letto negli ospedali. Quindi è stata assolutamente una mossa corretta“, sostiene Gallera.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 09/06/2020


martedì 9 giugno 2020
Incertezza sui quorum per l’ok al superbonus 110%

Maggioranza speciale, semplice e assenso del singolo. Come sempre, decidere è il vero problema in condominio. La sintesi degli interessi individuali si scontra con le esigenze collettive, la tutela della proprietà solitaria con quella delle parti comuni. E i quorum cambiano, in ragione di come il mix degli interessi è composto prima dall’amministratore e poi dall’assemblea.
La bussola è la diagnosi Capita così che proprio sull’isolamento delle superfici opache orizzontali e verticali, uno dei tre interventi “cardine” o “entranti” che permettono, secondo l’articolo 119, comma 1, lettera a), del Dl 34/2020, di aprire la porta al 110% anche per l’ecobonus, sismabonus, fotovoltaico e ricariche elettriche possa essere deciso con la maggioranza “speciale” (articolo 1120, comma 2, n. 2, del Codice civile) degli intervenuti che rappresenti la metà del valore dell’edificio oppure con la maggioranza “semplice” (articolo 26, comma 2, legge 10/91) di un terzo dei partecipanti che rappresenti un terzo del valore dell’edificio. Per attivare la seconda opzione occorre la decisione preliminare dell’assemblea di autorizzare la redazione delle Attestazioni di prestazione energetica (Ape, ex Ace) dei singoli appartamenti o della Diagnosi energetica dell’edificio.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Solw 24 Ore, 09/04/2020


lunedì 8 giugno 2020
Emergenza casa, Cgil: “Contro gli sfratti, sconti fiscali e contributi ai proprietari che rinegoziano gli affitti”

Lo stanziamento di 140 milioni di euro previsto nel DL 34/2020 per il contributo all’affitto rappresenta una somma decisamente insufficiente rispetto al fabbisogno che, già prima della straordinaria emergenza sanitaria, le stesse Regioni avevano stimato in 450 milioni.
Ma quello che maggiormente preoccupa sono le modalità di utilizzo delle nuove risorse e i criteri di assegnazione del contributo che, a nostro avviso, non possono prescindere da tre priorità:
le famiglie che hanno subito una parziale o totale caduta dei redditi per effetto della crisi indotta dall’epidemia;
• i soggetti che già in precedenza contavano sul contributo in quanto pagano canoni con altissima incidenza sul reddito;
• i soggetti con sfratto per morosità incolpevole.
Il decreto si limita a disporre lo stanziamento sul fondo di sostegno all’affitto che è soggetto a procedure e soprattutto criteri di assegnazione del contributo che non possono incidere su queste priorità, in particolare sulla domanda originata dalla crisi sanitaria in atto e sulla morosità incolpevole pregressa e sopravvenuta, a causa dei criteri previsti dalla vigente normativa.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 08/06/2020


DALLE REGIONI:

martedì 16 giugno 2020
Un muro della memoria per gli anziani morti nelle Rsa di Milano

L’iniziativa dell’associazione Felicita, fondata dal Comitato spontaneo Verità e Giustizia per le vittime del Trivulzio. “Per ogni persona morta il racconto su chi era in vita attraverso il racconto di una persona cara”. Presentato anche esposto alla Procura, firmato da 140 famigliari, in cui si ipotizzano i reati di disastro sanitario e omissione dolosa dei dpi
Un muro della memoria, online, dedicato alla vita delle persone morte per Covid-19 nelle Rsa di Milano. Il progetto è stato presentato da Andrea Sartori, durante la conferenza stampa dell’associazione Felicita, che è stata costituita nei giorni scorsi dal Comitato spontaneo “Verità e Giustizia per le vittime del Trivulzio”: “Migliaia di persone sono scomparse quasi in silenzio in un tempo breve, tanto che quasi non abbiamo avuto tempo di rendercene conto – ha spiegato Andrea Sartori -. Con la nostra iniziativa vogliamo quindi dare voce a tutte queste vittime attraverso persone loro care. Per ogni vittima ci sarà una testimonianza su chi era in vita. Non vogliamo lasciare indietro nessuno. Per questo chiediamo l’aiuto di tutti. Sarà un lavoro gigantesco. Ogni video testimonianza sarà pubblicata sul sito www.murodellamemoria.org che sarà on line tra qualche giorno”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/06/2020


martedì 16 giugno 2020
“Esplode la richiesta di aiuto”, l’Emilia-Romagna alza il fondo welfare

Continua a crescere la richiesta di sostegno da parte di famiglie e persone in difficoltà a causa dell’emergenza covid in Emilia-Romagna. Una vera “esplosione di nuovi bisogni”, come la definisce la vicepresidente della Regione, Elly Schlein
Continua a crescere la richiesta di sostegno da parte di famiglie e persone in difficoltà a causa dell’emergenza covid in Emilia-Romagna. Una vera “esplosione di nuovi bisogni”, come la definisce la vicepresidente della Regione, Elly Schlein. E così la Giunta Bonaccini mette sul piatto 49,3 milioni di euro per il Fondo sociale regionale, sei in piu’ rispetto all’anno scorso, destinato ai Comuni per interventi e servizi sociali del territorio. Dopo l’ok del Consiglio delle autonomie locali, e il parere positivo di sindacati e terzo settore, oggi il provvedimento ha incassato il via libera anche in commissione in Regione. Dei 49,3 milioni complessivi, ben 44,8 saranno impegnati sui servizi, con particolare attenzione ai bisogni di bambini, adolescenti e famiglie, specialmente le più vulnerabili e quelle più colpite dalla crisi legata al coronavirus.

Leggi: Redattore Sociale, 16/06/2020


martedì 16 giugno 2020
Emilia Romagna. CGIL, CISL, UIL, SUNIA, SICET e UNIAT scrivono ai parlamentari eletti nelle circoscrizioni dell’E.R.: il decreto rilancio va modificato aumentando le risorse, consentendo strumenti attuativi rapidi ed efficaci alle istituzioni territoriali, agevolare la rinegoziazione dei canoni.

Con il decreto 17 marzo 2020 “Salva Italia” si sono date risposte assolutamente insufficienti alla emergenza abitativa che già si evidenziava nelle nostre città e che si è accentuata a seguito delle misure di contenimento degli effetti del Virus COVID 19.
Pur apprezzando un significativo incremento delle risorse messe a disposizione con il nuovo decreto 28 maggio 2020 “Rilancio”, vi segnaliamo che le stesse sono assolutamente insufficienti ad evitare una stagione di sfratti nel prossimo autunno.
In particolare poi vi segnaliamo che oltre alla insufficienza delle risorse, restano evidenti limiti nella strumentazione da mettere a disposizione dei territori (Regioni, Distretti o associazioni dei comuni e Comuni) per agevolare processi di rinegoziazione dei canoni liberi e a canone concordato

Leggi: Sunia, 16/06/2020


lunedì 15 giugno 2020
Palermo. Casa: Cgil e Sunia, subito il confronto con la regione sulle risorse da spendere a sostegno degli affittuari a seguito dell’emergenza Covid-19

Sono almeno 100 mila le famiglie siciliane in locazione che non riescono più a pagare l’affitto con regolarità. Sono nuclei con lavoratori in cassa integrazione, piccoli commercianti e lavoratori autonomi, ma anche giovani professionisti che hanno visto le proprie attività bloccate per l’emergenza sanitaria.
A lanciare l’allarme sono la Cgil Sicilia e il Sunia che, con i segretari regionali Alfio Mannino e Giusy Milazzo chiedono alla Regione “il confronto per interventi efficaci che evitino Un’ondata di sfratti”.
”La Regione siciliana- affermano Mannino e Milazzo- ha a disposizione un tesoretto da utilizzare bene per far fronte alle difficoltà delle famiglie .Sono fondi che lo Stato ha trasferito o sta per trasferire alle regioni che a loro volta dovranno assegnare ai Comuni. Queste- tuttavia- sottolineano non sono sufficienti a far fronte ai tanti problemi abitativi che coinvolgono migliaia di famiglie i cui redditi sono stati azzerati e certamente devono essere utilizzati nel modo più efficace possibile”.
Sunia e Cgil hanno avanzato al Governo nazionale proposte sugli strumenti per affrontare la crisi abitativa nell’immediato e anche sulla programmazione di un nuovo piano di incremento dell’edilizia pubblica. Tra le richieste anche l’aumento degli stanziamenti, l’individuazione di strumenti quali le detrazioni e le agevolazioni fiscali per incentivare il ricorso alla rinegoziazione dei canoni.

Leggi: Sunia, 15/06/2020


venerdì 12 giugno 2020
La solidarietà “da casa” Così i volontari over 65 hanno battuto il virus

Fondamentali per molte associazioni, si sono reinventati un ruolo in questi mesi «Anziché occuparsi del trasporto sociale hanno organizzato turni e raccolto liste»
Volontari… “smart”. Hanno più di 65 anni, ricadono nella fascia a rischio, ma non hanno fortunamente voglia di appendere le scarpette al chiodo. E così, sin dalle fasi più acute dell’emergenza Coronavirus, quando c’era un grandissimo bisogno di solidarietà ma quando la stessa Regione aveva diramato linee guida a tutela dei volontari “over”, si sono reinventati: attività “da remoto”, a casa, senza correre pericoli inutili ma senza far venir meno un apporto fondamentale per molte associazioni modenesi che svolgono servizi per la collettività proprio grazie all’apporto di volontari con più di 65 anni.«Il nostro trasporto sociale è svolto soprattutto da persone che hanno in media 70 anni, attività che si è immediatamente interrotta, con l’inizio dell’emergenza Covid» conferma il presidente di Auser Modena Michele Andreana. E spiega: «Negli scorsi mesi le nostre attività si sono riorganizzate e modificate. L’accompagnamento sociale si è praticamente interrotto ma in compenso abbiamo organizzato, in accordo con tanti comuni, un servizio di consegna spesa e farmaci a domicilio su tutto il territorio provinciale». E c’è stato anche un risvolto inaspettato e positivo: molti giovani, studenti o lavoratori in cassa integrazione, si sono resi disponibili a dare una mano facendo le consegne. «In questo modo – continua Andreana – i volontari più anziani hanno svolto da casa mansioni di segreteria come l’organizzazione dei turni o la raccolta delle liste della spesa mentre quelli più giovani hanno pensato alle consegne usando i nostri mezzi».

Leggi: Gazzetta di Modena, 12/06/2020


giovedì 11 giugno 2020
Tutti come in RSA: per le residenzialità la Lombardia impone un lockdown sine die

La Giunta regionale scrive le regole della Fase 2 per i servizi residenziali. Tutto il sociosanitario finisce in un solo calderone. «Non è la delibera che ci aspettavamo, non è la delibera di cui hanno bisogno le persone con fragilità che vivono nei servizi residenziali», commenta il Forum Terzo Settore lombardo. Unica nota positiva: test sierologico per ospiti e operatori, a carico del SSR
Regione Lombardia ha approvato lunedì 9 giugno una delibera (DGR 3226) per la riapertura delle strutture residenziali e semiresidenziali, di AMBITO SOCIOSANITARIO. «Non è la delibera che ci aspettavamo, non è la delibera di cui hanno bisogno le persone con fragilità che vivono nei servizi residenziali», commenta oggi il Forum Terzo Settore lombardo.
«La DGR 3226 è atto che segue una norma di ben altro spessore come il Piano Territoriale regionale per la riattivazione dei servizi diurni (DGR 3183), di cui auspichiamo una rapida implementazione. Un Piano Territoriale che rischia di entrare in conflitto con quest’ultima delibera, generando inutili problemi di interpretazione. La delibera sui servizi residenziali disegna un impianto che poteva considerarsi adeguato forse all’inizio della pandemia, quando sarebbe stato più che mai necessario rendere impermeabili i servizi residenziali, e in particolare le RSA, alla diffusione del Covid-19. Ma sappiamo tutti che le cose sono andate diversamente. Applicarla oggi significa pensare coloro che vivono nei servizi residenziali non come persone, con gli stessi diritti e doveri di tutte le altre, ma come dei “ricoverati” che devono essere semplicemente curati e assistiti possibilmente rimanendo all’interno delle strutture. Ma chi conosce la varietà dei servizi residenziali e delle persone che li abitano sanno che la realtà è ben diversa».

Leggi: Vita, 11/06/2020


mercoledì 10 giugno 2020
Welfare, Ceriscioli: avanti con la tutela di anziani e disabili

Firmato questa mattina in Regione il protocollo di intesa per riattivare i servizi educativi, sociali e sociosanitari rimasti sospesi per la pandemia
Firmato questa mattina in Regione il protocollo di intesa per riattivare i servizi educativi, sociali e sociosanitari rimasti sospesi per la pandemia. L’obiettivo, illustrato nel corso di una videoconferenza a cui ha preso parte anche il presidente regionale dell’Anci, Maurizio Mangialardi, è quello di dare risposte alle famiglie degli anziani, dei disabili, dei minori, delle persone con problemi di salute mentale e delle persone senza fissa dimora. “I soggetti che sono al centro della nostra azione nel documento sono gli anziani, i disabili, l’infanzia e persone con problemi- spiega il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli-. L’idea è che il rilancio del sistema dopo una crisi così grande, non si fa solo con il sostegno alla ripresa dell’economia in termini di aiuti alle imprese, ma anche accompagnando e sostenendo quel mondo dei servizi che si fa carico delle fragilità. In questo momento di cambiamento serve flessibilità per riorganizzare e ricalibrare i servizi tenendo conto di un contesto mutato e serve la collaborazione di tutti per forme nuove che garantiscano la vicinanza alle fasce più deboli e la sicurezza degli operatori”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/06/2020


mercoledì 10 giugno 2020
La crisi delle Rsa: 4500 posti liberi, 250 persone in cassa integrazione

Intanto è pronto il documento che riapre agli esterni le residenze per anziani dal 15 giugno
Tre mesi dopo l’inizio della strage causata dal coronavirus, nelle 740 Rsa del Piemonte restano le macerie: fino a 4.500 posti letto vuoti, 250 persone almeno in cassa integrazione, su cui anche la Cgil sta accendendo un faro e regole ancora non definite per l’ingresso di nuovi ricoverati e la riapertura delle visite dei parenti, riprese solo là dove ci sono ampi spazi o si possono sfruttare giardini e terrazze. «Ma incontrare i familiari porta un benessere psicologico agli anziani che si riflette anche sulla salute», ripete l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi. Che già oggi potrebbe pubblicare il documento definitivo che riapre agli esterni le residenze per anziani dal 15 giugno. Le associazioni dei gestori lo hanno valutato in modo positivo ma segnalato anche alcuni punti critici da rivedere per scongiurare nuovi problemi. D’altra parte, regole certe aiuterebbero anche le strutture a risolvere la loro nuova emergenza: i letti vuoti.

Leggi: Corriere della Sera, 10/06/2020


IN AGENDA:

17 giugno ore 18:00 – Webinar Articolo 99 – Presentazione del libro di Padre Paolo Benanti “DIGITAL AGE. Teoria del passaggio d’epoca. Persona, Famiglia e Società”.

Interverranno oltre all’autore:
– Tiziano Treu, Presidente Cnel
– Massimo Bray, Direttore generale Enciclopedia Italiana
– Nando Pagnoncelli, Presidente IPSOS Italia
L’iniziativa è aperta a quanti riterrete siano interessati al tema ai quali potete trasmettere l’invito.
Per la partecipazione inviare una email a eventi@articolo99.it

Leggi: Articolo 99


22 giugno – Nuove forme di convivenza per la terza età: a che punto siamo con la sperimentazione

Videoconferenza promossa dalla associazione “Iscritti a parlare” il 22 giugno alle 18,30 con il coordinamento di Mara Gasbarrone.

Leggi: Iscritti a Parlare

Italia Longeva – 7 e 8 luglio – Roma – Ministero della Salute – Auditorium Viale Ribotta

Long-Term Care FIVE – Gli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine
Giunta alla quinta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra decisori ed attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema socio-sanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di avanzamento di proposte su modalità efficaci, sostenibili ed eque per la presa in carico degli anziani fragili e complessi.
Per maggiori informazioni info@italialongeva.it


IN EVIDENZA:

Le idee guida dell’OMS sul COVID-19 nei servizi di LTC

Le linee guida sulla prevenzione e gestione della pandemia da COVID-19 nei servizi di Long-Term Care, recentemente pubblicate dall’OMS, sono molto significative e pongono richieste precise ai Paesi europei. Franco Pesaresi, nell’ottica di fornire un servizio utile ai lettori, ne propone una libera traduzione e, in questo articolo, offre una sintesi dei punti di maggior rilievo.
La sede europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il 29 maggio 2020 ha pubblicato le linee guida sulla “Prevenzione e gestione della pandemia COVID-19 nei servizi di assistenza a lungo termine (LTC) in Europa”. Si tratta di un documento1 molto importante perché:
1. La maggioranza dei morti causati dal COVID-19 erano collocati nei setting di Long-Term Care (LTC). In Europa, il 50% circa dei morti erano ospiti di strutture residenziali per anziani a cui bisognerebbe aggiungere coloro che venivano assistiti a domicilio in modo formale o informale.
2. Vengono presentati 10 obiettivi di policy rivolti ai decisori politici, ai responsabili e alle autorità sanitarie nazionali e regionali per prevenire e gestire la pandemia COVID-19 nei servizi di LTC (indicati nel box 1).
3. Ogni obiettivo è corredato da evidenze scientifiche e una serie di azioni chiave che possono aiutare a raggiungerlo. Ogni obiettivo politico è anche illustrato attraverso esempi di paesi dell’Europa che li ha messi in pratica.

Leggi: I Luoghi della Cura


La strada per una nuova assistenza a domicilio

Una rete di cure territoriali robusta, diffusa, competente. Questi mesi ne hanno dimostrato l’importanza, ma siamo ancora lontani dal raggiungerla. Ora forse si sta aprendo la strada per costruirla. I servizi di assistenza a domicilio sono una parte importante di questa territorialità e il Decreto Rilancio prevede un rafforzamento di quelli forniti dalle Asl (l’Adi) con 734 milioni di euro, l’investimento più rilevante del provvedimento a favore dell’assistenza sul territorio. Come ha ricordato Cristiano Gori su lavoce.info si tratta una cifra che rappresenta la metà di quanto si spende a livello nazionale per questo servizio in un anno. Si tratta allora di una opportunità per superare i limiti attuali. Prima di arrivarci, facciamo però un passo indietro.
La visione d’insieme
Quando parliamo di singoli servizi a volte perdiamo di vista il quadro complessivo e il peso specifico delle sue varie parti. Le fragilità che possono essere seguite nei rispettivi domicili – quella delle persone con disabilità e degli anziani – trovano oggi tre risposte fondamentali, in ordine: quella delle famiglie stesse, il mercato privato della cura (badanti, ma non solo) e il servizio pubblico. Vediamole.

Leggi: Welforum


Cosa c’è di buono (e cosa no) nel Piano Colao

L’8 giugno è stato diffuso l’esito del lavoro della commissione guidata da Vittorio Colao e incaricata dal Governo di tracciare le linee di intervento per il rilancio del Paese.
L’esito è un documento di 121 pagine articolato in slide e diffuso in sei macro capitoli, coerenti con il disegno complessivo di costruire “un’Italia più forte, resiliente ed equa” passando per tre aspetti trasversali, la digitalizzazione e l’innovazione, la rivoluzione verde, la parità di genere e l’inclusione.
I sei macro capitoli – 1) imprese e lavoro; 2) infrastrutture a ambiente; 3) Turismo Arte e Cultura; 4) Pubblica amministrazione; 5) Istruzione, ricerca e competenze 6) Individui e famiglie – sono a loro volta sviluppati ciascuno attraverso una pluralità di proposte, generalmente strutturate su singole slide che contengono una parte di analisi (“Contesto”) e la proposta di una o più azioni che dovrebbero essere intraprese. Ciascuna proposta è poi catalogata a seconda del fatto che richieda o meno finanziamento (e nel caso, se pubblico o privato) e del fatto che sia o meno immediatamente operativa.
In premessa va ricordato che, con tutta l’autorevolezza che va riconosciuta al gruppo di lavoro coordinato da Colao, quelle contenute non sono disposizioni operative, ma proposte da verificare nella loro fattibilità e da sottoporre ciascuna alla volontà degli organi politici affinché se ne valuti l’opportunità di attuazione. Non è difficile ipotizzare che un Governo forte e coeso nel gestire l’emergenza, ma disomogeneo nelle culture politiche e connotato da una persistente debolezza possa trovare notevoli difficoltà a lavorare anche solo su una piccola quota delle proposte elencate, con esiti tutti da verificare.
Ma, ciò detto, si tratta comunque di un documento interessante da un punto di vista culturale, che merita qualche riflessione.

Leggi: Welforum


 

 

 

 

NEWS:

martedì 9 giugno 2020
Il Piano Colao fra riforma del welfare, inclusione e prossimità

Piena attuazione della riforma del terzo settore, sostegno ai fragili e vulnerabili, parità di genere, piano nidi e assegno unico familiare, servizio civile e povertà educativa: nel documento prodotto dalla task force per il rilancio dell’Italia tanti temi dalle forti implicazioni sociali
Una riforma del welfare che finalmente metta in campo strumenti universalistici e non con un approccio categoriale, la piena attuazione della riforma del terzo settore per sostenere le imprese sociali e lo sviluppo di un’economia sostenibile, Il sostegno e l’inclusione delle persone fragili e vulnerabili, la promozione della parità di genere, la modernizzazione dei sistemi di istruzione e di ricerca (e la loro capacità di inclusione), lo sviluppo di iniziative dedicate a bambini, ragazzi e giovani, l’attivazione di un welfare inclusivo e territoriale di prossimità per produrre coesione sociale e garantire un sostegno più efficace e personalizzato a tutti coloro che si trovano ad affrontare difficoltà straordinarie.
E’ un documento dalle forti implicazioni sociali quello prodotto dal comitato di esperti guidato da Vittorio Colao, che ha consegnato alla Presidenza del Consiglio un testo di 53 pagine, con altre 121 pagine di schede di lavoro frutto di un ulteriore approfondimento su 102 singole proposte tematiche. Fra quali si parla anche, fra le tante cose, di servizi territoriali sociosanitari, di persone con disabilità, di impatto di genere, di aiuti alle donne vittime di violenza, di contrasto alla povertà educativa minorile, di servizio civile e di conciliazione dei tempi di vita e di sostegno alla genitorialità (con un piano nazionale per lo sviluppo di nidi pubblici e privati e l’introduzione di un assegno unico che assorba e includa gli interventi già oggi esistenti).

Leggi: Redattore Sociale, 09/06/2020


lunedì 8 giugno 2020
Pronto il Piano “Rilancio Italia” di Colao. Per la sanità Piano digitale nazionale, Welfare di prossimità e più risorse per la salute mentale

Per gli esperti il Ssn ha bisogno di sviluppare un Ecosistema Digitale Salute che connetta tutta la filiera pubblica e privata. Proposto anche di “superare il Fascicolo sanitario elettronico” e potenziare le “televisite i pagamenti elettronici. Inoltre, tra le proposte anche quella di potenziare il monitoraggio del sistema che oggi ha “troppe frammentazioni e lentezze”. Occorre puntare sul sistema “Tessera sanitaria”. IL DOCUMENTO
“Sviluppare un Ecosistema Digitale Salute a livello nazionale, che connetta tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, per permettere una cura integrata a casa, presso strutture sanitarie pubbliche/private e in ospedale, attraverso personalizzazione, monitoraggio ed interventi più efficienti”. È quanto propone per la sanità la task force guidata da Vittorio Colao nel suo documento ‘Rilancio Italia’ in cui lancia idee anche sul potenziamento degli strumenti di monitoraggio del Ssn, più investimenti nella salute mentale e nel Welfare di prossimità.
“L’emergenza Covid19 – si legge – evidenzia la necessità di applicazione della telemedicina, non solo per il Covid”, ma soprattutto per assicurare l’accesso alle cure a tutti gli altri pazienti. La sanità non è ancora disegnata secondo i nuovi paradigmi “health-in-all” (ad es., visione olistica del cittadino, connessione tra tutti i sui dati sanitari sociali ambientali, lavorativi) value-based (valutazione risultati rispetto ai costi) e personalizzata (trattamento personalizzato anche rispetto alle sue caratteristiche genomiche), condivisione dei dati con tutto l’ecosistema (dalla R&S, alla produzione di farmaci, all’erogazione dei servizi)”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 08/06/2020


lunedì 8 giugno 2020
Dopo il Covid-19, molte Rsa rischiano di chiudere

I costi per fronteggiare l’epidemia e le mancate entrate per il blocco dei ricoveri hanno messo in crisi i bilanci delle case di riposo. L’appello di Uneba a Governo e Parlamento: ci vogliono interventi a sostegno del settore per salvare l’assistenza ai più fragili e i posti di lavoro
Molte Rsa rischiano “di cadere loro stesse vittime del Covid19” e “di dover chiudere o ridimensionare le attività al servizio dei più fragili, con inevitabili conseguenze sui posti di lavoro”. L’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale (Uneba), alla quale aderiscono oltre mille enti che gestiscono case di riposo e altre strutture residenziali, lancia l’allarme: dal nord al sud d’Italia “arrivano testimonianze di difficoltà già presenti e di forte incertezza sul futuro, con molti enti non profit che prevedono di chiudere l’anno in passivo. Alcune regioni già prevedono situazioni drammatiche. Presto potrebbero arrivare le prime dichiarazioni di stato di crisi aziendale”.
Le cause di questa crisi sono principalmente tre: l’aumento dei costi durante l’emergenza Covid-19 per l’acquisto di mascherine, tute, guanti e per la cura stessa degli anziani colpiti dal virus, il calo delle entrate perché i nuovi ricoveri nelle Rsa sono bloccati e, infine, il mancato pagamento da parte dei Comuni per servizi, quali i centri diurni, che sono stati sospesi per fermare il contagio.

Leggi: Redattore Sociale, 08/06/2020


lunedì 8 giugno 2020
“ABITIAMOLA” – Newsletter maggio 2020

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, Cgil nazionale.
In questo numero:
Il Decreto Rilancio, un provvedimento complesso e sicuramente necessario, contiene importanti interventi, raccogliendo anche molte delle richieste presentate dalla nostra organizzazione nei mesi scorsi. Vanno tuttavia corrette alcune criticità.
■ Le detrazioni fiscali per interventi nelle abitazioni e negli edifici.
Posti di fronte alla sfida di mitigare i cambiamenti climatici i leader dell’Unione europea si sono impegnati a ridurre il consumo energetico del 20% entro il 2020 e del 32,5 % entro il 2030.
Nell’attuale fase di preparazione dei programmi della politica di coesione 2021-2027, è centrale la riflessione sull’efficienza energetica degli edifici.
■ La relazione della Corte dei Conti UE sull’efficienza energetica degli edifici.
La crisi ha colpito molti settori, ha aumentato povertà e accentuato disuguaglianze. Ma ha anche evidenziato criticità già presenti, legate a un modello di sviluppo non sostenibile. Per la CGIL è ora necessario rafforzare la leva degli investimenti pubblici e privati, indirizzati a politiche di sviluppo sostenibile, dando centralità ai bisogni della persona e del territorio, cogliendo le sfide globali, con un forte ruolo dello Stato nella pro­grammazione, pianificazione e progettazione.
■ L’iniziativa della CGIL “Reti in Comune”.

Leggi: Abitiamola, 08/06/2020


lunedì 8 giugno 2020
Edilizia, deludenti le modifiche all’ecobonus

Fillea e Legambiente: “Occorre spingere su riqualificazioni che facciano davvero risparmiare le famiglie”
Gli emendamenti, su cui è stato trovato un accordo fra i diversi partiti di Governo, prolungano gli incentivi al 2022 e allargano la platea dei beneficiari dell’incentivo del 110%, anche per interventi in alberghi e strutture ricettive, seconde case, con esclusione di ville e case di lusso, associazioni del terzo settore e scuole paritarie, ma anche ai singoli alloggi nei condomini, qualora non vi siano impianti centralizzati. “Le modifiche sembrano premiare la logica degli interventi a pioggia, non vincolati a chiari obiettivi di risparmio energetico delle famiglie e di messa in sicurezza del patrimonio edilizio, senza garanzie che non vadano a imprese che ricorrono magari a lavoro irregolare”. Così dichiarano in una nota congiunta Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea ed Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.
Di recente, le due organizzazioni avevano lanciato una proposta di riforma e potenziamento degli incentivi per ristrutturazioni, risparmio energetico e antisismico, che avessero però tre obiettivi chiari, come ricordano Genovesi e Zanchini, “sostenere un’edilizia verde legata alla rigenerazione; assicurare una riduzione del fabbisogno energetico del 50% (per un effetto, se solo s’intervenisse sul 50% degli incapienti e il 10% dei manufatti, pari a 840.000 tonnellate annue in meno di C02, 418,5 milioni di metri cubi l’anno in meno di gas consumati e 620 euro in meno di bollette a famiglia, l’anno), da realizzare congiuntamente a interventi di miglioramento anti sismico degli edifici; vincolare gli incentivi pubblici alla presentazione di un certificato di regolarità e congruità lavorativa (noto come Durc di congruità, che certifica la quantità minima di ore di lavoro per cantiere, come già avviene, per esempio, per gli incentivi legati alla ricostruzione nel Centro Italia) con l’effetto di produrre nuovi occupati o far emergere occupati – oggi in nero per almeno 146.000 unità ogni anno -, recuperando quasi 900 milioni di contributi e tasse oggi non versate”.

Leggi: Collettiva, 08/06/2020


lunedì 8 giugno 2020
Morosità, il Covid-19 non ferma le udienze di convalida di sfratto

L’emergenza “sfratti” per le locazioni abitative rappresenta uno dei nodi più problematici delle prossime udienze nei Tribunali. Il decreto legge cura Italia (18/2020) ha infatti solo parzialmente affrontato il problema, rinviando al 1° settembre 2020 il blocco delle esecuzioni degli sfratti. Ma nulla è stato previsto per superare l’impasse causata dallo stop di tante attività produttive, che ha messo in crisi i pagamenti ordinari.
Con la ripresa delle udienze civili, dunque, stanno ripartendo anche le vertenze sulla morosità abitativa. Tanto che, ad esempio, la sezione sesta del Tribunale di Roma, di concerto con l’Ordine degli avvocati della Capitale, ha emanato un protocollo per le udienze di sfratto, in cui si prevede che, dal 15 giugno prossimo, verranno fissate «udienze straordinarie, da tenersi eventualmente nel pomeriggio sino alle ore 15,30, scaglionate una ogni trenta minuti, al fine dello smaltimento dell’arretrato concernente i provvedimenti di convalida di sfratto, che verranno trattati in tale periodo in modo del tutto prevalente».

Leggi: Quotidiano Diritto, 08/06/2020


domenica 7 giugno 2020
Ilaria Capua: «Serve un patto tra generazioni, dalla salute dei più fragili dipende il futuro dei più forti»

Adesso nessuno sa come il virus si può ripresentare. Per evitare un’altra ondata contiamo sugli anziani
A un mese dalla riapertura, molti mi chiedono se ne siamo fuori, se ci sarà una seconda ondata, come sarà e quando arriverà. La verità e che non lo sa nessuno perché ogni paese subisce in maniera diversa le frustate di questo virus che, come tutti i virus, non è un essere pensante, non mette in atto strategie e non è né furbo né stupido. È semplicemente un virus che fa il suo mestiere: fotocopia se stesso e in questa replicazione continua miete molte vittime.
Certo, è un nemico invisibile (ma quando mai i nemici si vedono?), ma è anche subdolo perché impalpabile e ingannevole: quello che vediamo oggi infatti è il risultato del contagio avvenuto circa due settimane fa, un concetto non sempre così immediato da tenere presente. Fortunatamente la curva multi-strato che ogni giorno troneggia sul sito di questo giornale mostra l’incessante progressivo calo a picco dei casi gravi e dei decessi, ed è proprio su questo che vorrei soffermarmi.
Ormai è chiaro a tutti che il Covid-19si accanisce soprattutto sulle persone dalla salute fragile, in particolare gli anziani. Non ci pensiamo spesso ma sono gli stessi che erano già in giro durante la Seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi: si ricordano del freddo, della fame e della povertà e di certo non si lamentano delle regole dettate dall’emergenza ma diligentemente seguono quelle norme di comportamento che sappiamo potrebbero tenerli fuori dagli ospedali. Si sono sacrificati più di tutti fino ad oggi e sapete quale è la nostra speranza per evitare una catastrofica seconda ondata? Che si possa ancora una volta contare su di loro.

Leggi: Corriere della Sera, 07/06/2020


sabato 6 giugno 2020
Elevare a “Sistema” le Cure Primarie. Per farlo, deve cambiare lo stato giuridico del Mmg

Gentile Direttore,
si usa dire che le crisi sono l’occasione del miglioramento e potrebbe non fare eccezione il SSN che data mezzo secolo dalla sua istituzione e che ha mostrato diverse crepe oltre ad aver mostrato ancora una volta quanto sia necessario ed essenziale per la società italiana tutta.
Fra quelle crepe c’è la sostanziale inadeguatezza delle Cure Territoriali per cui occorre ripercorrere la storia sanitaria del Paese sia pure a grandi balzi ma senza mai perdere di vista un aspetto: il Sistema Sanitario Nazionale è tale proprio perché è “Sistema”.
Quando fu istituito il SSN (1978) la figura del Medico di Medicina Generale si trovò di fatto a ereditare quella del Medico delle Mutue. Eppure era in corso un’impetuosa trasformazione della società italiana che sul versante sanitario si concretizzava nella transizione epidemiologica che vedeva rovesciare la piramide anagrafica e comparire sulla scena come preponderanti le patologie croniche
Il MMG già alla nascita del SSN si trovava a svolgere dunque un ruolo non adeguato a tali cambiamenti ma, nonostante questo e nonostante una formazione anch’essa non adeguata alla sfida della nuova richiesta del Territorio, la Medicina Generale ha saputo dare via via risposte a problemi complessi e a compiere uno sforzo titanico di innovazione e adeguamento alle nuove realtà diventando una Disciplina originale e al tempo stesso conservando la fiducia della popolazione assistita.

Leggi: Quotidiano Sanità. 06/06/2020


venerdì 5 giugno 2020
Censis-Fnopi: gli italiani dicono sì a più infermieri per rafforzare la sanità

Il 92,7% degli italiani (con punte fino del 94,3% nel Nord-Est e del 95,2% tra i laureati) ritiene positivo potenziare il numero e il ruolo degli infermieri nel Servizio sanitario nazionale. Il 41,9% al fine di colmare le attuali lacune negli organici, il 40% perché li ritiene essenziali per potenziare i servizi domiciliari, territoriali e di emergenza. Si stimano in 450.000 gli infermieri attivi di cui ci sarebbe bisogno (oggi sono 450mila gli iscritti, pensionati compresi), ovvero 57mila in più di quelli attuali. Questi sono alcuni dei principali risultati del Rapporto Censis-Fnopi sugli infermieri e la sanità del futuro, una ricerca realizzata dal Censis per la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).
L’ora dell’infermiere di famiglia e di comunità
Il 91,4% degli italiani (il 95,1% delle persone con patologie croniche, il 92,6% dei cittadini nel Sud), secondo i dati presentati da Francesco Maietta, responsabile dell’Area Politiche sociali del Censis, Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi, e Tonino Aceti, portavoce Fnopi , ritiene l’infermiere di famiglia e di comunità una buona soluzione per potenziare le terapie domiciliari e riabilitative e la sanità di territorio, fornendo così l’assistenza necessaria alle persone non autosufficienti e con malattie croniche. Il 51,2% è convinto che l’introduzione di questa figura professionale faciliterebbe la gestione dell’assistenza, migliorando la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari. Il 47,7% pensa che darebbe loro sicurezza e maggiore tranquillità. Il 22,7% ritiene che innalzerebbe la qualità delle cure. Sono i numeri di un ampio e trasversale apprezzamento per una figura strategica per garantire quella sanità territoriale resa ineludibile dall’esperienza del Covid-19.

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 05/06/2020


giovedì 4 giugno 2020
Le proposte di CGIL e SUNIA per affrontare l’aggravarsi della condizione abitativa e i gravi rischi di sfratti per morosità

UTILIZZO UNIFICATO RAPIDO ED EFFICACE DELLE RISORSE
Lo stanziamento di 140 milioni previsto nel DL 34/2020 di euro per il contributo all’affitto rappresenta una somma decisamente insufficiente rispetto al fabbisogno che, già prima della straordinaria emergenza sanitaria, le stesse Regioni avevano stimato in 450 milioni. Ma quello che maggiormente preoccupa sono le modalità di utilizzo delle nuove risorse e i criteri di assegnazione del contributo che, a nostro avviso, non possono prescindere da tre priorità:
• le famiglie che hanno subito una parziale o totale caduta dei redditi per effetto della crisi indotta dall’epidemia;
• i soggetti che già in precedenza contavano sul contributo in quanto pagano canoni con altissima incidenza sul reddito;
• i soggetti con sfratto per morosità incolpevole.
Il decreto si limita a disporre lo stanziamento sul fondo di sostegno all’affitto che è soggetto a procedure e soprattutto criteri di assegnazione del contributo che non possono incidere su queste priorità, in particolare sulla domanda originata dalla crisi sanitaria in atto e sulla morosità incolpevole pregressa e sopravvenuta, a causa dei criteri previsti dalla vigente Normativa

Leggi: Sunia, 04/06/2020


mercoledì 3 giugno 2020
Legge caregiver, riprendono i lavori. Gli appelli “a colmare la lacuna”

L’annuncio della senatrice Simona Nocerino: “Stiamo migliorando il testo”. Nei giorni scorsi la richiesta era arrivata da diverse associazioni, tra cui First e Confad. Riconoscimento per “non ritrovarsi più in un’emergenza senza ricomprendere l’immane responsabilità che i caregiver familiari quotidianamente affrontano”
“Abbiamo ripreso i lavori per migliorare il ddl sul caregiver”: lo ha annunciato poco fa sui social la senatrice pentastellata Simona Nocerino. Nei giorni scorsi si erano susseguiti gli appelli delle associazioni, tra cui First e Confad. “La legge sui caregiver familiari non può attendere oltre, è una lacuna che deve essere colmata affinché non ci si ritrovi più in un’emergenza senza ricomprendere l’immane responsabilità che i caregiver familiari quotidianamente affrontano”: è l’appello lanciato dal Confad (coordinamento nazionale famiglie con disabilità) in occasione della festa del 2 giugno, insieme alla domanda che suona come una provocazione: “Che posto hanno i caregiver nella Repubblica italiana?”.
La risposta, drammatica, deriva dall’esperienza appena vissuta: “La fase 1 della pandemia Covid-19 è stata superata a colpi di dpcm dettati dal momento emergenziale – scrivono – Provvedimenti che non hanno preso seriamente in considerazione la vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie, le quali si sono ritrovate catapultate dall’oggi al domani in un incubo caratterizzato da inadeguatezza e noncuranza dei provvedimenti adottati dallo Stato”:

Leggi: Redattore Sociale, 03/06/2020


mercoledì 3 giugno 2020
Niente ospizio – È il cohousing per gli anziani – La storia

Case condivise contro solitudine e caro-affitti E Laura, la veterana, festeggia i suoi 100 anni
Ospizio? No grazie, meglio una casa condivisa. Nato tra studenti e giovani coppie per abbattere i costi e sostenere la propria indipendenza, il cohousing diventa un fenomeno anche tra gli anziani, atterriti dall’idea di un ospizio, ma ugualmente preoccupati della solitudine. Con un occhio alle tasche, tra pensioni sempre troppo basse e costi crescenti per le cure, e l’altro alla compagnia, ecco la soluzione di mettere su casa insieme tra persone in là con gli anni.
La veterana della formula è Laura Lanciotti, di Subiaco, che nella “sua” casa condivisa ha spento le 100 candeline. Laura vive con altri 5 anziani e due badanti. Da sei anni coabita con loro in un appartamento di 150 metri quadri, in via delle Gondole, a Ostia, donato ai volontari della comunità di Sant’Egidio da un’altra anziana che viveva in un cohousing.
Nel 2010, Laura, niente figli e vedova, entra in una Rsa, in provincia di Roma. Ci rimane quasi 4 anni desiderando solo di tornare a casa: «Trascorreva gran parte delle giornate, come gli altri anziani, a letto – ricordano i volontari di Sant’Egidio – le sue condizioni di salute andavano peggiorando, abbiamo sentito il dovere di fare qualcosa per aiutarla: portarla via da lì».
Soluzione non semplice, c’erano anche da considerare gli acciacchi. E Laura, a casa, non aveva nessuno che potesse prendersi cura di lei. «Così – continuano i volontari – abbiamo pensato a questo modello di cohousing. Che intreccia assistenza medica tradizionale e ricerca di autosufficienza».
Nonostante un problema di deambulazione che la costringe a passare più tempo seduta su una sedia a rotelle che in piedi sulle sue gambe, la centenaria non si arrende. La fatica, lei, la conosce bene. Abituata a lavorare nei campi, ora lotta ogni giorno per raggiungere la camera da letto dal salotto di casa in autonomia.

Leggi: La Repubblica, 03/06/2020


DALLE REGIONI:

martedì 9 giugno 2020
Senza dimora, “housing first e valorizzazione del patrimonio costruito negli anni”

Giuliano Barigazzi, assessore al welfare del Comune di Bologna, promuove i progetti di housing first ma chiede di non dimenticare “la ricca realtà di tutte le strutture dedicate all’accoglienza in città in via di riqualificazione”
“I nostri servizi di accoglienza manterranno un assetto precauzionale anche nei prossimi mesi. Per il Piano freddo quest’anno abbiamo garantito il 50 per cento in più rispetto al 2019 e, adesso che è finito, 105 persone in uscita hanno trovato alloggio a Casa Willy, al Vis di Campagna e al Fantoni”. Giuliano Barigazzi, assessore al welfare del Comune di Bologna, ha esordito così, in Question Time, a una domanda in merito all’accoglienza dei senza dimora. Un rapido bilancio del passato, ma anche uno sguardo al futuro prossimo. Non va dimenticato, infatti, che in città nelle strutture d’accoglienza per senza dimora si sono registrati una ventina di casi di positività al Covid: “Vorremmo continuare a investire nell’housing first – spiega Barigazzi –. Lo considero un servizio innovativo. L’housing first prevede il reperimento di alloggi contrattualizzati dai servizi di bassa soglia rivolti agli utenti di bassa soglia, ma con la presenza delle associazioni del terzo settore in termini di servizio. Il nostro obiettivo è, e rimane, quello di ridare autonomia e dignità. Fino a pochi mesi fa, il limite per dare corpo a progetti di questo tipo era il reperimento degli alloggi: ora dobbiamo capire se, nell’epoca post emergenza sanitaria, sia diventato meno difficile”.
L’housing first, secondo Barigazzi, coniuga sapientemente l’aspetto assistenziale e quello della promozione dei percorsi di vita autonoma. In città ci sono anche 64 alloggi di transizione abitativa, “riservati a un’utenza meno problematica rispetto a quelle a cui vuole rispondere l’housing first. Su questo tema, stiamo per pubblicare il bando che reintroduce l’appoggio e la richiesta delle associazioni, qui presenti con un ruolo soprattutto di servizio e non di sostegno”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/06/2020


lunedì 8 giugno 2020
Regione Emilia Romagna. Politiche abitative e emergenza sanitaria: Fondo Regionale per l’accesso all’abitazione in locazione. Criteri di gestione per l’anno 2020

Il 22 maggio 2020 la Regione Emilia Romagna rappresentata dalla Vice Presidente Elly Schlein e le OO.SS. Confederali regionali unitamente alle rappresentanze unitarie dei sindacati degli inquilini si sono incontrati in video conferenza per affrontare il tema sensibile delle politiche abitative.
L’emergenza sanitaria in corso, per la sua portata, i suoi effetti e l’indeterminatezza dei tempi di soluzione, ha messo in crisi i redditi di moltissime famiglie con ulteriore aggravio di quelle già economicamente più deboli, che si trovano nell’impossibilità di rispettare gli impegni economici e contrattuali precedentemente assunti. L’impatto di questa crisi sanitaria sul sistema abitativo, in particolare sull’affitto e sull’emergenza abitativa, genererà ulteriore disagio sociale e conflittualità, e si insinuerà in un mercato delle locazioni già fortemente compromesso.
Nell’attuale contesto emergenziale è necessario pertanto attuare strumenti straordinari di sostegno alle famiglie in affitto, attraverso lo stanziamento di risorse dedicate.
Tutto ciò sarà possibile attraverso interventi mirati su diverse linee di intervento per le quali le OO.SS. Confederali e le rappresentanze degli inquilini hanno presentato una proposta specifica riguardante i canoni ERP, la rinegoziazione dei contratti d’affitto e il contributo affitto (Fondo affitto).

Leggi: Sunia, 08/06/2020


giovedì 4 giugno 2020
Coronavirus, 1.200 vittime solo nelle Rsa di Milano. Contagiato il 40% degli operatori

Il dossier finale dell’Ats sulle residenze per anziani. Un decesso su tre per il virus o con sintomi sospetti. Demicheli: andrà rivalutata la sicurezza delle strutture – di Sara Bettoni e Gianni Santucci
Un autoscatto settimanale delle 162 residenze sanitarie per anziani del Milanese e della provincia di Lodi. Messe in fila, queste fotografie ricostruiscono l’evolversi dell’epidemia di coronavirus tra i circa 17 mila ospiti di queste strutture. L’Ats di Milano ha raccolto i numeri forniti dalle Rsa. Tra i dati più drammatici, quello dei decessi: al 20 maggio, il 26 per cento dei morti ha avuto certamente il Covid-19, il 34 per cento ha manifestato sintomi sospetti. «Informazioni che ci devono far riflettere» dice Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats.
Le infezioni
Nel momento peggiore, a inizio maggio, fra i 13 mila ospiti rimasti nelle Rsa di Milano e Lodi, oltre 5 mila erano in isolamento, in stanze o reparti con altri malati, nel tentativo di preservare chi non era stato ancora infettato. Il primo aprile gli anziani isolati erano circa la metà. Ma non è solo quel numero a dare evidenza del dilagare del virus. Una statistica ancor più decisiva racconta anche dei ritardi con i quali i malati sono stati individuati, certificati e allontanati per provare a contenere il contagio. Il primo aprile infatti in tutte le Rsa della provincia c’erano 1.451 casi sospetti di Covid e 539 casi accertati. Accadeva perché per quasi tutto il mese di marzo era stato scelto di non fare i tamponi agli anziani e dedicare tutte le energie di diagnosi agli ospedali. Quando invece si è iniziato a fare i tamponi anche nelle case di riposo, le proporzioni dell’epidemia sono emerse giorno dopo giorno, arrivando al 20 maggio (quando i morti nel frattempo erano già migliaia) a soli 175 casi sospetti e 3.354 anziani ammalati con certezza di Covid-19. Stesse proporzioni se si guarda solo la città: sempre al 20 maggio, nelle strutture per anziani di Milano erano rimasti circa 5.600 ospiti (dai 7.210 che erano). Un mese prima, al 29 aprile, quasi 2 su 5 avevano il Covid (36 per cento). A fronte di un numero così esorbitante di decessi e infetti, soltanto una percentuale minima di anziani è stata portata in pronto soccorso per le cure: mai più di 30 o 40 a settimana in città, perché proprio nei mesi dell’emergenza più pesante per i pazienti così fragili non c’era posto in ospedale. Una delibera regionale di marzo invitava le Rsa ad assistere nelle strutture stesse gli over 75 con sintomi sospetti e situazioni di fragilità, perché si riteneva che il trasporto e l’attesa in pronto soccorso potessero peggiorare le loro condizioni.

Leggi: Corriere della Sera, 04/06/2020


mercoledì 3 giugno 2020
Il Consiglio regionale del Lazio dice sì ad un nuovo modello di assistenza

Superare il modello di assistenza incentrato su Rsa e case di riposo. Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità una mozione del capogruppo Demos alla Pisana Paolo Ciani, anche vicepresidente della Commissione Sanità, che impegna il presidente Zingaretti e gli assessori competenti a investire su nuovi modelli assistenziali per gli anziani, volti a coniugare il vivere in casa con una intensità di cura flessibile. «Bisogna superare il modello di assistenza incentrato su Rsa e case di riposo, dove sono morti troppi anziani per il Covid – spiega Paolo Ciani – Da oggi l’obiettivo è costruire percorsi innovativi per far vivere gli anziani a casa e portare lì le cure di cui hanno bisogno». Anche perché nel Lazio gli anziani (over 65) rappresentano il 21% della popolazione. L’intento è favorire una molteplicità di soluzioni abitative – dimora naturale, housing sociale pubblico o privato, residenzialità leggera, cohousing pubblico o privato, condomini protetti, case famiglia, microaree – e portare le cure sanitarie a domicilio. Questo permetterà una migliore qualità della vita, riducendo i costi per le amministrazioni pubbliche. La mozione è stata sottoscritta da molti consiglieri, fra i quali la capogruppo del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi.

Leggi: Auser, 03/06/2020


IN AGENDA:

Italia Longeva – Anziani, fragili, vaccinati: se non ora quando? Virtual meeting | 11 giugno 2020 | ore 15.00-17.00

Scelte e soluzioni operative a confronto per la prevenzione vaccinale al tempo del Coronavirus
La necessità di innalzare le coperture vaccinali degli adulti anziani e dei fragili – soggetti fra i più a rischio di fronte all’emergenza sanitaria in corso – è ormai ampiamente riconosciuta e condivisa dalla comunità medico-scientifica nazionale ed internazionale nonché da numerosi governi e istituzioni internazionali, come primo fondamentale passo per centrare il duplice obiettivo della salvaguardia della longevità e della sostenibilità dei sistemi sanitari oggi più che mai sotto stress.
Anche l’Italia ha avviato il percorso di revisione e di adeguamento della prossima campagna vaccinale alla luce dell’attuale quadro epidemiologico, ma con tempistiche, scelte strategiche e modelli organizzativi fortemente differenziati fra le Regioni in termini di approvvigionamento, logistica, distribuzione ed erogazione, che potrebbero talvolta non garantire la corretta implementazione dei programmi e la concreta disponibilità dei vaccini sul territorio, pregiudicando di fatto l’effettiva attuazione dei piani e la soddisfazione della crescente domanda attesa.

Leggi: Italia Longeva


Caregiver: “Il paziente riscoperto”

Con la finalità ultima di rendere protagonisti di un modello di welfare più sostenibile i caregiver familiari, che assistono un congiunto con grave disabilità o non autosufficienza, ha preso il via la “Rete Caregiver”, che l’11 giugno presenterà il progetto “Il paziente riscoperto”, rivolto appunto al sostegno e alla valorizzazione dei caregiver di Mantova, Verona e Vicenza. Partner dell’iniziativa sono le Cooperative Anziani e non solo di Carpi (Modena) e Yeah! di Verona, l’Associazione Curare a casa di Vicenza e il Comune di Nanto (Vicenza), sostenuti dalla Fondazione Cariverona
Per approfondimenti e per iscriversi all’incontro di presentazione in streaming del progetto Il paziente riscoperto, in programma per l’11 giugno (ore 17), accedere a questo link.

Leggi: Superando


17 giugno ore 18:00 – Webinar Articolo 99 – Presentazione del libro di Padre Paolo Benanti “DIGITAL AGE. Teoria del passaggio d’epoca. Persona, Famiglia e Società”.

Interverranno oltre all’autore:
– Tiziano Treu, Presidente Cnel
– Massimo Bray, Direttore generale Enciclopedia Italiana
– Nando Pagnoncelli, Presidente IPSOS Italia
L’iniziativa è aperta a quanti riterrete siano interessati al tema ai quali potete trasmettere l’invito.
Per la partecipazione inviare una email a eventi@articolo99.it

Leggi: Articolo 99


Webinar Vita – Le sfide del Covid-19 al welfare

Nel corso di un webinar, organizzato da Fondazione Crc e in programma il 16 giugno, saranno presentati i risultati del rapporto di ricerca curato dal Laboratorio Percorsi di secondo welfare. L’incontro prende le mosse dagli spunti offerti dal Quarto Rapporto sul secondo welfare in Italia e si chiuderà con una tavola rotonda dedicata alle prospettive future
È organizzato dalla Fondazione Crc il webinar “Nuove alleanze per un welfare che cambia: le sfide del Covid-19″: un incontro per ragionare, a partire dagli spunti offerti dal Quarto Rapporto sul secondo welfare in Italia, sulle sfide sociali ai tempi del Covid.
Durante l’incontro, in programma nel pomeriggio di martedì 16 giugno, saranno presentati i risultati del rapporto di ricerca curato dal Laboratorio Percorsi di secondo welfare che, partendo dall’analisi degli elementi che influenzano il welfare italiano, offre riflessioni prospettiche sul ruolo dei corpi intermedi e delle reti multi-attore che operano nell’ambito del secondo welfare e sulla necessità di nuove alleanze, tanto più urgenti alla luce delle trasformazioni imposte dall’attuale crisi sanitaria, economica e sociale.
Aprirà i lavori il presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta. Presenteranno i risultati del rapporto e di ricerche attualmente in corso Franca Maino, Elisabetta Cibinel e Federico Razetti del Laboratorio di ricerca Percorsi di secondo welfare.
A seguire sarà aperto un confronto tra diversi attori locali sulle prospettive del welfare che cambia anche nella provincia di Cuneo. Parteciperanno alla tavola rotonda Alessandro Durando, presidente di Confcooperative Cuneo, Mario Figoni, presidente Csv di Cuneo, Patrizia Manassero, assessore alle politiche sociali del Comune di Cuneo, Egle Sebaste, Ceo di Sebaste. Chiuderà i lavori il Direttore Generale della Fondazione Crc, Andrea Silvestri.
Iscrizione obbligatoria su Eventribe entro le ore 14 di lunedì 15 giugno. I dettagli per la partecipazione e il link per collegarsi al webinar saranno inviati via mail agli iscritti il 15 giugno.

Leggi: Vita


Italia Longeva – 7 e 8 luglio – Roma – Ministero della Salute – Auditorium Viale Ribotta

Long-Term Care FIVE – Gli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine
Giunta alla quinta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra decisori ed attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema socio-sanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di avanzamento di proposte su modalità efficaci, sostenibili ed eque per la presa in carico degli anziani fragili e complessi.
Per maggiori informazioni info@italialongeva.it


IN EVIDENZA:

Nuove consapevolezze sviluppate nelle RSA durante l’epidemia

In questo articolo vorrei riflettere su alcune consapevolezze che sono emerse o che possono emergere a seguito dell’emergenza che stiamo ancora vivendo.
Siamo abituati a porci come obiettivo del nostro operare nelle RSA il benessere degli anziani che ci vivono, ma non basta. Se vogliamo davvero promuovere il benessere dobbiamo allargare il nostro sguardo.
L’importanza della sorveglianza medica
Adesso, come prima e più di prima, siamo consapevoli che alla base del benessere c’è la cura della vita e della sopravvivenza. Il ruolo medico e quello della prevenzione delle malattie infettive è di primaria importanza, facendo però attenzione al rischio che diventi totalizzante fino a soffocare la vita stessa e la possibilità di relazionarsi col prossimo.
Il benessere degli operatori
In queste strane settimane gli operatori hanno continuato a lavorare bardati con mascherine e visiere, tute integrali e sovra-tute, doppi guanti e calzari, qualche volta col pannolone loro stessi.
Lavorare è diventato più difficile e faticoso. Molti operatori vivevano nella paura costante di restare contagiati e di portare il virus nelle loro case. Il superlavoro, il rischio e la fatica in qualche caso hanno fatto da innesco a una dedizione eroica al lavoro stesso, in altri casi hanno creato nervosismo, irritabilità e burn-out. In qualche RSA il clima relazionale è diventato quasi insostenibile. Anche a causa delle disposizioni che si susseguivano, accavallandosi e modificandosi di giorno in giorno, in qualche caso si è sviluppata l’anarchia. Ciascuno interpretava le disposizioni in modo diverso, criticava l’altro, si sentiva non protetto, insicuro, minacciato.

Leggi: Welforum


Sofferenze organizzative e intersoggettive nei servizi di cura per persone anziane

Il management nelle case di cura è sempre più orientato verso due modelli: uno privatistico, volto al profitto, l’altro sanitario, centrato sull’erogazione delle cure; sono trascurati gli investimenti nella ricerca di altre modalità di funzionamento organizzativo più congruenti con la specificità dei servizi, che dovrebbero riporre maggiore attenzione alle attese dei singoli ed alle relazioni che permeano i luoghi di cura. Ma ciò richiede competenza e coraggio.
Sofferenze organizzative e intersoggettive nei servizi di cura per persone anziane
E’ diffusa la constatazione che nella nostra società il contatto e il confronto con le problematiche legate alla fragilità sono per lo più eluse o confinate nelle istituzioni tradizionalmente deputate alla cura, in un quadro segnato da ricorrenti contraddizioni, tra continue raccomandazioni per promuovere integrazione e insistenti iniziative rivolte a separare e specializzare.
L’esplosione di epidemia di Coronavirus ha drammaticamente esposto tutto il sistema sanitario del nostro Paese a un impatto catastrofico, che ha reso necessarie decisioni drastiche e comunicazioni tempestive. Le persone anziane sono state particolarmente colpite dal contagio e dalle sue pericolose conseguenze, ma sembra che gli esiti letali per chi comunque si avvicina alla fine della propria vita siano meno preoccupanti, meno gravi, stiano in un “ordine delle cose” inevitabile.
Potremmo anche chiederci se rappresentazioni di questo genere, solitamente contrastate, non siano forse sottilmente diffuse e finiscano per rendere accettabili servizi standardizzati, vincolati a rigide limitazioni di spesa, per attribuire alla vita un diverso valore a seconda delle circostanze. Ci sembra utile proporre alcune riflessioni sui servizi residenziali, anche per evitare che l’emergenza non comprima o espella pensieri sul senso, sul funzionamento e sulla qualità dei servizi stessi, sia per chi ne usufruisce, sia per chi vi opera.

Leggi: I Luoghi della Cura


La tua pensione all’estero!

Intervista a Michela Murgia (e a suo padre!) – CEO-Founder di “La Tua Pensione all’Estero” e Referente per la Silver Economy presso il Crea UniCa.
AS: “La Tua Pensione all’Estero” è un interessante messaggio rivolto alle persone senior per continuare a fare progetti per il futuro e rimanere ancora attivi. Cosa ha ispirato di far nascere questa impresa?
Michela: Mio padre, dopo 43 anni di lavoro, si apprestava ad entrare in pensione e la sola idea di stare in panciolle tutto il giorno era per lui un incubo, perciò ha cominciato a fantasticare sul trasferimento in Portogallo. Col tempo il fantasticare è diventato documentarsi, il documentarsi un progettare e così quando mi ha detto che l’avrebbe fatto davvero io, mia madre e il loro cagnolino (ecco perché nel logo c’è un cane dentro la mongolfiera) abbiamo intrapreso insieme questo viaggio. Quello che all’inizio doveva essere un viaggio di ricognizione è diventato nel giro di qualche giorno un trasferimento. È così dal giorno del sessantesimo compleanno di mio padre abbiamo cominciato questa avventura che ha completamente cambiato la mia e la loro vita. Da allora è nato “La Tua Pensione all’Estero”, per accompagnare altre persone in questo sogno possibile e per continuare a promuovere uno dei temi che mi sta maggiormente a cuore: l’invecchiamento attivo, tema che coltivo anche attraverso il mio ruolo di referente per la Silver Economy all’interno del Crea UniCa, con il quale proprio in questo periodo stiamo costruendo un progetto apposito per lo sviluppo e la promozione dell’invecchiamento attivo.

Leggi: Abitare Sociale


Un welfare sotto stress: come uscirne?

Tra vincoli di bilancio e nuove richieste di protezione sociale, i sistemi di welfare nazionali sono andati inevitabilmente sotto stress. Uno Stato che torni attore protagonista di una solida politica strategica di investimenti sociali e la valorizzazione di tutto ciò che è rimasto fuori dal mercato (dalla cura familiare al volontariato) possono essere una buona medicina per uscirne. Ne parliamo con Andrea Ciarini, autore di “Politiche di welfare e investimenti sociali”
Lui si chiama Andrea Ciarini ed è l’autore, insieme a Colin Crouch, Silvia Girardi, Anton Hemerijck, Massimo Paci, Edoardo Reviglio, Stefano Ronchi e Valeria Pulignano, di una riflessione a tutto tondo sulla crisi che ha investito – ormai da tempo – i sistemi di welfare nazionale.
Professore associato di sociologia dei processi economici, organizzativi e del lavoro presso il Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, Ciarini sintetizza appunto in un volume dal titolo Politiche di welfare e investimenti sociali (ed. Il Mulino) il percorso che permetterebbe di uscire dallo stress in cui sono ingessati i sistemi di welfare. Tra vincoli di bilancio e nuove richieste di protezione sociale.
Cosa è successo in questi anni di austerity europea?
Sono diversi i problemi con cui si confrontano i sistemi di welfare europei. Alcuni hanno a che fare con l’impatto della crisi, altri a ben precise scelte di policy che negli anni precedenti hanno contribuito a peggiorare più che a migliorare il rendimento delle politiche di welfare. Si pensi alla diffusa tolleranza verso le disuguaglianze tipica del neoliberismo o alla polemica contro le distorsioni distributive dello stato sociale. Il risvolto è stato per un lungo periodo l’accettazione dei tagli alla spesa sociale, ai servizi pubblici e al perimetro dello Stato e di contro l’accettazione dell’austerity e delle riforme strutturali come un dogma indiscutibile. Nonostante la richiesta di un cambio di passo, l’agenda sociale europea ha fatto molta fatica, almeno fino a oggi, a uscire da questa visione ortodossa della disciplina di bilancio.

Leggi: Vita


Anziani e reti di relazioni durante la pandemia – Primi risultati di uno studio esplorativo condotto in Lombardia

Il periodo di lockdown, introdotto in alcune zone della Lombardia già dalla fine di febbraio 2020, ha avuto un forte impatto sulle fasce più deboli della popolazione, i bambini e gli anziani in primis. In collaborazione con gli studenti del primo anno del corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università di Milano Bicocca abbiamo condotto uno studio esplorativo volto a indagare il ruolo svolto dalle relazioni sociali (quelle tradizionali e quelle mediate dalle nuove tecnologie) nel gestire la quotidianità degli anziani, esplorare il loro benessere psico-sociale e, infine, investigare i loro bisogni. La raccolta dati è stata effettuata il weekend del primo maggio su un campione non probabilistico di 68 anziani residenti in Lombardia. Lo studio è parte delle attività di ricerca del progetto Aging in a Networked Society. Older people, Social Networks and Well-being, finanziata dalla Fondazione Cariplo.
Chi sono gli anziani intervistati?
Gli anziani intervistati sono costituiti per il 48% da uomini e il 52,5% da donne; l’età media è pari a 75 anni (valore minimo e massimo: 65 e 92 anni). Il 53% degli intervistati ha conseguito, al massimo, la licenza media inferiore; il 59% sono coniugati/e, il 34% vedovi/e e il rimanente celibe/nubile o divorziato/i. Il 32% degli intervistati/delle intervistate risiede nella provincia di Milano, il 18% nella provincia di Bergamo, il 16% in provincia di Monza e Brianza, e il rimanente nelle altre province lombarde.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Reddito di Emergenza: le istruzioni dell’Inps

Termine per le domande il 30 giugno
Con la circolare n. 69 del 3 giugno, l’Inps fornisce indicazioni applicative per le domande del Reddito di Emergenza (REM), misura introdotta nell’ultimo decreto n. 34/2020, in favore delle famiglie in difficoltà economica a causa dalla pandemia.
La domanda per il Rem deve essere presentata entro il termine perentorio del 30 giugno da uno dei componenti del nucleo familiare, individuato come il richiedente il beneficio, in nome e per conto di tutto il nucleo familiare. Il beneficio sarà erogato per due mensilità a decorrere dal mese di presentazione della domanda. Se la richiesta è già stata presentata entro il 31 maggio, visto che la procedura telematica per l’inoltro delle richieste è operativa da diversi giorni, saranno erogate le mensilità di maggio e giugno, mentre se l’inoltro avverrà nel corso del mese di giugno 2020 saranno erogate le mensilità di giugno e luglio 2020.
L’accesso al Rem è condizionato dai requisiti di residenza, economici, patrimoniali e reddituali che il nucleo familiare deve possedere congiuntamente al momento della presentazione della domanda. L’Inps avverte che i dati relativi ai requisiti e alle incompatibilità autodichiarati in domanda potranno essere sottoposti a controllo; pertanto, la non veridicità del contenuto delle dichiarazioni comporta la revoca dal beneficio e la restituzione delle somme indebitamente percepite.

Leggi: Inca


Come regolarizzare colf e badanti

Con il Decreto Rilancio, a partire dall’1 giugno 2020, è possibile sottoscrivere un nuovo rapporto di lavoro subordinato o dichiararne uno instaurato irregolarmente con cittadini italiani o stranieri presenti sul territorio nazionale prima dell’8 marzo 2020, senza incorrere in sanzioni e pagando un contributo forfettario.
La misura riguarda, tra gli altri, i lavoratori impegnati nell’assistenza alle persone affette da patologie o handicap che limitano l’autosufficienza e nel lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.
Chi può usufruirne
I datori di lavoro interessati alla regolarizzazione, dovranno soddisfare alcuni requisiti:
essere cittadini italiani, cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea o stranieri titolari di permesso di soggiorno UE di lungo periodo;
Per i settori del lavoro domestico o di assistenza alla persona, il reddito annuale non deve essere inferiore a 20.000 euro in caso di nucleo familiare con una sola persona percettore di reddito, e non inferiore a 27.000 euro in caso di nucleo familiare composto da più conviventi.
I lavoratori da regolarizzare, qualora fossero cittadini stranieri, devono essere stati fotosegnalati o aver soggiornato in Italia prima dell’8 marzo 2020. Dovranno quindi fornire una documentazione di data certa proveniente da organismi pubblici o privati (ad esempio cartelle cliniche, certificazioni rilasciate da aziende sanitarie pubbliche, tessere di trasporto nominative).

Leggi: Pensionati.it


Parte Time To Care, 1200 giovani per l’inclusione delle persone anziane

Time To Care è un progetto del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale e del Dipartimento per le politiche della famiglia, con il Forum Nazionale del Terzo Settore.
Avviso finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse da parte delle reti di Enti del Terzo settore per l’attivazione di rapporti di collaborazione con giovani beneficiari per attività volte all’inclusione sociale delle persone anziane.
Il progetto coinvolgerà 1200 giovani impegnati in attività volte a favorire l’inclusione sociale delle persone anziane.
Il progetto ha la finalità di promuovere azioni di sistema sui territori, che attraverso l’impegno delle Reti associative (di cui all’art. 41 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 e s.m.i. – Codice del Terzo settore) favoriscano lo scambio intergenerazionale attraverso attività di: assistenza a domicilio e/o a distanza dei giovani nei confronti degli anziani; attività di “welfare leggero”; assistenza da remoto, anche mediante contatti telefonici.
Tutte le info su www.forumterzosettore.it

Leggi: Auser


 

 

 

 

NEWS:

lunedì 1 giugno 2020
Milano e il suo ‘social housing’: un bluff che piace alle banche

Palazzinari chic Fondi pubblico-privati per case a prezzi moderati (e per valorizzare le molte ” sofferenze ” del mattone) Sociale mica tanto La crisi da Covid impoverisce gli affittuari, mentre i costi salgono e i gestori concedono solo una piccola proroga
La promessa era: un quartiere “green”, affitti bassi e prezzi degli appartamenti bloccati. Ora, però, per le 400 famiglie di Cascina Merlata, periferia nord ovest di Milano, il mondo è cambiato: le spese condominiali salgono, con conguagli da 600 euro a famiglia. Così denuncia il Sicet, il sindacato inquilini della Cisl, mentre il Covid distrugge lavoro e redditi degli abitanti. Chiedono la riduzione dell ‘ affitto, ma la proprietà non risponde, nonostante il quartiere sia stato costruito coi soldi della pubblica Cassa depositi e prestiti proprio per la sua finalità sociale. Fa fede il nome: “Social Village”. A CASCINA Merlata il cosiddetto ” housing sociale” (Hs) è attivo dal 2016. Cos’è? Un tentativo di unire attenzione per il sociale, riduzione del disagio abitativo e investimenti immobiliari col sostegno pubblico. Molto in voga fra i fautori del “modello Milano”: nove progetti attivati in pochi anni per aiutare la “zona grigia” del mercato, cioè chi è troppo ricco per le case popolari e non abbastanza per il mercato. L’idea atterra in città nel 2004 con la nascita di Fondazione Housing Sociale di Cariplo, a sua volta azionista di In tesa Sanpaolo .

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 01/06/2020


giovedì 28 maggio 2020
Coronavirus, Sileri: controlli Nas in decine di Rsa, riscontrate criticità

I Carabinieri Nas nelle ultime ore hanno condotto verifiche su decine di case di riposo, dal Friuli Venezia-Giulia alla Calabria “riscontrando purtroppo criticità”. Così in una nota il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri
“I controlli nelle residenze assistenziali per anziani continuano grazie ai Carabinieri Nas, che nelle ultime ore hanno condotto verifiche su decine di case di riposo, dal Friuli Venezia-Giulia alla Calabria, riscontrando purtroppo criticità”. Così in una nota il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri.
“I nostri nonni, futuro e memoria del Paese, venuti a mancare soprattutto nelle Rsa- prosegue Sileri- devono poter vivere in luoghi accoglienti, sani, devono poter essere accuditi con dedizione, nel rispetto delle regole e in un ambiente adeguato, non solo ora durante l’emergenza Covid. Ringrazio ancora una volta i Nas per l’azione quotidiana che ci consente di migliorare l’assistenza nelle Rsa e di far conoscere, con maggiore attenzione- conclude- la vita delle persone più fragili”.

Leggi: Redattore Sociale. 28/05/2020


giovedì 28 maggio 2020
Fermi gli espropri sulle case. Dai tribunali direttive in ordine sparso

L’articolo 54-ter del decreto cura Italia sancisce che gli espropri relativi all’abitazione principale del debitore, vengono sospesi fino al 30 ottobre 2020, però la norma dà la sensazione che ciò avvenga automaticamente, perché il testo è lacunoso e difficilmente decifrabile.
L’ambito applicativo è quello delle procedure in corso e degli atti con contenuto esecutivo. Ne consegue che proseguono sia la notifica del pignoramento, sia gli adempimenti successivi alla liquidazione del bene, quali l’emissione del decreto di trasferimento e il riparto. Diversamente è tutt’altro che pacifico quali effetti abbia sulle aggiudicazioni in pendenza dei termini di saldo prezzo.
Al di là delle evidenti criticità operative sulla definizione di abitazione principale (le risultanze anagrafiche sono presunzioni semplici o legali?) e i dubbi sulle pertinenze autonomamente accatastate, il legislatore non spiega se la sospensione operi autonomamente (su chi ricade l’obbligo dell’accertamento?) o per istanza di parte (a parere di chi scrivere sarebbe stato opportuno onerare il debitore di dare impulso alla sospensione, gravandolo della prova).
In assenza di chiare indicazioni, gli uffici giudiziari procedono in ordine sparso. L’unico punto comune è la ricaduta dell’indagine sugli ausiliari, ma i Tribunali di Bari e Milano vanno oltre, disponendo che gli stessi, nel rilevare le condizioni di sospensione (con una certa dose di discrezionalità), possano procedere senza alcun provvedimento del Giudice dell’esecuzione.

Leggi: Ius Letter, 28/05/2020


giovedì 28 maggio 2020
Coronavirus, il 60% delle donne ha dovuto gestire da sola il carico familiare e continuerà a farlo

Indagine Ipsos per WeWorld, dal titolo “Donne e cura in tempo di Covid 19”. Una volta ripartita la macchina produttiva, dovranno prendersi cura dei figli esclusivamente da sole il 63% delle donne italiane, contro il 12% degli uomini. Significativo che, nonostante il bonus, solo l’1% delle mamme e dei papà dichiarano che si avvarranno del supporto di babysitter
Sono le donne, ancora una volta, ad aver subito e continuare a subire maggiormente le conseguenze della pandemia, a livello di carico famigliare e mentale. Il 60% delle donne italiane ha dovuto gestire da sola famiglia, figli e persone anziane, spesso insieme al lavoro: un carico pesante, che ha portato 1 donna su 2 in Italia a dover abbandonare piani e progetti a causa del Covid. Lo rileva “Donna e cura in tempo di Covid 19″, un’indagine di Ipsos per WeWorld, organizzazione italiana che da 50 anni difende i diritti di donne e bambini in 29 Paesi del Mondo, che si inserisce nella campagna #Togetherwebalance lanciata da WeWorld per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà che le famiglie e i più fragili stanno attraversando durante questa emergenza.

Leggi: Redattore Sociale, 28/05/2020


giovedì 28 maggio 2020
Anziani, Federanziani: uno su sette soffre di malattie respiratorie

Il 14,9% degli over 60 privi di una diagnosi di malattia respiratoria presenta un’ostruzione respiratoria senza saperlo. È quanto emerge dall’indagine “Io respiro”, condotta sottoponendo a spirometria 10.128 persone
Il 14,9% degli over 60 privi di una diagnosi di malattia respiratoria presenta un’ostruzione respiratoria senza saperlo. È quanto emerge dall’indagine “IO RESPIRO”, condotta dal Centro Studi di Economia Sanitaria in collaborazione con Senior Italia FederAnziani e il Centro Studi SIP sottoponendo a spirometria 10.128 ultrasessantenni dei quali 6.166 privi di precedente diagnosi di malattia respiratoria. Si tratta della più numerosa analisi spirometrica condotta su un campione di anziani (oltre i 60 anni), comprensivo della realtà nazionale italiana. “Novecentotredici persone (14,9%) e 775 (12,7%) hanno mostrato un quadro ostruttivo- si legge nella nota- rispettivamente applicando il criterio del rapporto fisso FEV1/FVC e il Limite Inferiore di Normalità (LLN). Con il primo dei due criteri le forme moderate e gravi di ostruzione hanno rappresentato il 40,2%, mentre con il secondo il 47,4%. Dalle persone con ostruzione (criterio LLN) è stata riferita una ridotta attività fisica (14,5%) e una qualità di vita molto (16,2%) o del tutto limitata (26,3%). Le spirometrie sono state effettuate nell’ambito della grande campagna informativa “IO RESPIRO”, condotta nei Centri Sociali per Anziani di tutta Italia con 223 conferenze divulgative sulle problematiche respiratorie dell’anziano, alle quali hanno partecipato oltre 15mila senior, e nelle quali venivano anche proposti esami spirometrici gratuiti.

Leggi: Redattore Sociale, 28/05/2020


mercoledì 27 maggio 2020
Sanità, le risorse stanziate e le criticità del decreto rilancio

Tre miliardi e 250 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale e 9.600 nuovi infermieri. È quanto prevede il “decreto rilancio” sul fronte della sanità. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le misure e se i fondi stanziati rispondono alle richieste delle parti sociali.
Oltre alle risorse, il decreto prevede un rafforzamento della rete territoriale e l’istituzione della figura dell’infermiere di famiglia. Attualmente in Italia gli assistiti a domicilio (persone con più di 65 anni) sono il quattro per cento, ovvero 610.741. Le nuove misure farebbero salire la percentuale al 6,7 per cento, per un totale di 923.500 persone, ovvero lo 0,7 per cento in più della media Ocse, pari al 6 per cento.
Per le persone con meno di 65 anni è previsto un rafforzamento delle misure di assistenza domiciliare: con il decreto si passa dai 69.882 assistiti, pari allo 0,15 per cento della popolazione under 65, a 139.728, pari allo 0,30 per cento.
Viene inoltre potenziata l’attività di sorveglianza attiva in tutte le regioni e le province autonome a cura dei dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Viene disposto l’incremento dei controlli nelle residenze sanitarie assistite (RSA), anche attraverso la collaborazione di medici specialisti.

Leggi: Liberetà, 27/05/2020


mercoledì 27 maggio 2020
Terapia domiciliare anche oltre l’emergenza

«L’intervento dell’Agenzia Italiana del Farmaco – dichiarano le Associazioni impegnate sulle malattie lisosomiali – è stato fondamentale per garantire in molte Regioni la possibilità della terapia domiciliare durante l’emergenza sanitaria, ma è necessario che essa venga garantita anche al termine dell’emergenza stessa, senza dimenticare che laddove non sia possibile attivare il servizio tramite l’Assistenza Domiciliare Integrata, si potrebbero prendere in considerazione i servizi di somministrazione domiciliare erogati da società specializzate, con notevoli risparmi economici»
«Il contagio da coronavirus – scrivono in una nota diffusa congiuntamente l’Associazione Italiana Anderson-Fabry (AIAF), l’Associazione Italiana Gaucher (AIG) e l’Associazione Italiana Glicogenosi (AIG) – è un rischio per persone con una condizione di salute già complessa e compromessa, come i pazienti lisosomiali. Quando è iniziata l’emergenza Covid-19, infatti, il primo pensiero delle nostre Associazioni è andato a tutti i pazienti in cura con la terapia enzimatica sostitutiva, costretti a recarsi periodicamente in strutture ospedaliere. In particolare, è diventato urgente e necessario garantire la sicurezza di pazienti e familiari, evitando sia tutti gli spostamenti non indispensabili, sia la frequentazione di luoghi in cui il rischio di contagio è maggiore, come gli ospedali. Ecco dunque la necessità di estendere la terapia domiciliare in tutte le situazioni in cui lo specialista la ritenga possibile».

Leggi: Superando, 27/05/2020


mercoledì 27 maggio 2020
Superbonus/4. Cessione o sconto in fattura, la scelta vale per tutte le detrazioni casa

Novità assoluta nel provvedimento, anche se mancano il bonus mobili e quello giardini
Via libera alla trasformazione della detrazione in credito d’imposta compensabile orizzontalmente o cedibile a terzi ovvero allo sconto in fattura per le detrazioni generate sulle manutenzioni straordinarie, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia. Si tratta di una novità assoluta (assieme alle opzioni previste per il bonus facciate e per quello sul fotovoltaico), introdotta dall’articolo 121 decreto Rilancio e che potrà essere utilizzata fino alla fine del 2021. Il decreto Rilancio non dice nulla relativamente alla possibilità di utilizzare questa opzione per i crediti fiscali
generati dal bonus mobili e dal bonus giardini, ma si ritiene di dare risposta negativa all’esercizio di queste opzioni.
Ristrutturazioni
Queste opzioni, alternativamente di «trasformazione» della detrazione in credito d’imposta compensabile orizzontalmente o cedibile a terzi ovvero di sconto in fattura, quindi, potranno essere effettuate anche per il credito d’imposta del 50% (che dal 2021 dovrebbe tornare al 36%), generato dagli interventi per il recupero del patrimonio edilizio, quindi per le manutenzioni straordinarie, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia su «singole unità immobiliari residenziali» e sulle loro pertinenze.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 27/05/2020


mercoledì 27 maggio 2020
No a una Sanità selettiva!

«Nei presìdi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari – aveva scritto su queste pagine Silvia Cutrera -, tante persone anziane e con disabilità sono state vittime di un sistema sanitario impreparato che le ha considerate “sacrificabili”. È sotto gli occhi di tutti il fallimento di questo modello di assistenza»: sono parole in linea con l’appello della Comunità di Sant’Egidio “Senza anziani non c’è futuro. Appello per ri-umanizzare le nostre società. No a una Sanità selettiva”, che riprendiamo oggi, allargandone il messaggio a tutte le persone con disabilità, giovani e anziane
Diamo ben volentieri spazio e visibilità all’appello Senza anziani non c’è futuro. Appello per ri-umanizzare le nostre società. No a una Sanità selettiva, lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio e già sottoscritto da numerose note personalità a livello nazionale e internazionale, “allargandone” a nostra volta il messaggio in riferimento a tutte le persone con disabilità e naturalmente agli anziani e alle anziane con disabilità.
Per capire infatti quanto al nostro giornale prema la questione delle strutture residenziali, assurta drammaticamente alle cronache in questi mesi di emergenza, oltre a segnalare nella colonnina a fianco una serie di testi recenti da noi pubblicati, ci è sufficiente citare quanto ha scritto in aprile su queste pagine Silvia Cutrera, presidente dell’Agenzia per la Vita Indipendente di Roma, componente di DPI Italia (Disabled People’s International) e vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap): «Nei presìdi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, tante persone anziane e con disabilità non sono morte solo di malattia, ma sono state vittime di un sistema sanitario impreparato che le ha considerate “sacrificabili”. Eppure dovrebbero essere i diritti umani a guidare le decisioni in materia di salute anche in caso di emergenza sanitaria. In futuro andrà ripensato questo modello di assistenza, perché è sotto gli occhi di tutti il suo fallimento».
Qui di seguito, dunque, riprendiamo il testo dell’appello lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio (per sottoscriverlo accedere a questo link, ove è presente anche l’elenco dei primi firmatari).

Leggi: Superando, 27/05/2020


mercoledì 27 maggio 2020
Caregiver, subito la legge: “La pandemia ci sta mettendo a dura prova”. Appello della First

Per l’associazione, “la spesa sociale non può tenere fuori chi di fatto costituisce il vero welfare familiare di chi si prende cura e assistenza di una persona con disabilità grave. La mancata approvazione del disegno di legge n. 1461 ha impedito che i caregiver potessero essere destinatari di misure di aiuto economico diretto. Si ponga presto rimedio”
L’approvazione della legge sui caregiver deve essere una priorità, per assicurare finalmente riconoscimento e supporti a chi, soprattutto in periodi particolarmente critici come quello che stiamo attraversando, si fa carico di familiari con disabilità spesso gravi. E’ quanto chiede la First, ricordando che “il periodo pandemico ha messo a durissima prova i caregiver, che si sono dovuti completamente fare carico da soli dei loro cari in un momento in cui tutti i sostegni, aiuti, assistenze che, a vario titolo sono garantiti alle persone con disabilità, sono state sospese e interrotte”. In assenza di una legge che riconosca ufficialmente l’esistenza di questa figura fondamentale, infatti, “le misure di sostegno anche monetarie adottate dal Governo alle varie categorie di persone, imprese, lavoratori dipendenti e autonomi, non hanno riguardato quella categoria di persone che spesso viene definita invisibile e di fatto lo è, che sono i caregiver. La spesa sociale non può tenere fuori chi di fatto costituisce il vero welfare familiare di chi si prende cura e assistenza di una persona con disabilità grave. Queste famiglie hanno retto da sole tutto il carico e la responsabilità gravosa di sostegno nei confronti delle persone con disabilità, in un momento in cui, come detto, tutto è stato sospeso. Non è stato facile, anzi è stato tremendamente difficile, ma il welfare familiare ha sopperito alla carenza dei detti sostegni come meglio si è potuto”

Leggi: Redattore Sociale, 27/05/2020


mercoledì 27 maggio 2020
Coronavirus, la Fase 2 delle Rsa: quei baci da lontano tra nonni e famiglie

Nelle case di riposo si prova a tornare alla normalità. La direttrice di Alzano: «Incontri emozionanti». E intanto il Veneto da lunedì apre alle visite dei parenti
Incontrano i loro figli affacciati da un balcone o dietro il vetro di una finestra. Guardano i nipotini giocare oltre la siepe o al di là della strada. Seduti sulle sedie a rotelle, catturano sole e chiacchiere nei giardini o nei cortili. Alla peggio, per contattare il mondo là fuori c’è il tablet o il cellulare delle operatrici. Sono i più vulnerabili, cioè gli ospiti delle residenze per anziani. La «fase 2» è cominciata anche per loro che, molto spesso salvati proprio dall’isolamento, stanno cercando di riallacciare fili che il virus ha tagliato di netto. Ma siccome le visite sono ancora impossibili, ogni Residenza per anziani (Rsa) si organizza come può per favorire il riavvicinamento alle famiglie senza violare le regole sulla sicurezza sanitaria. Tutto questo in attesa della prossima settimana quando, in alcune regioni, si comincerà a riaprire qualche porta. In Veneto, per esempio, gli ingressi saranno possibili a partire dall’1giugno. Niente abbracci o mani nelle mani, men che meno baci. Ma vedere — sia pure a distanza — un figlio, una figlia, i nipotini o una qualunque persona cara, sentire la sua voce, seguire la sua gestualità, non è la stessa cosa che farlo attraverso una videochiamata.

Leggi: Corriere della Sera, 27/05/2020


DALLE REGIONI:

venerdì 29 maggio 2020
“Anziani, strutture da ripensare”

Intervista all’assessore comunale di Bologna Giuliano Barigazzi. “È stata dolorosa la penetrazione del virus nelle case di riposo. Letti nelle cliniche? Ai privati chiediamo supporto logistico”
Giuliano Barigazzi, assessore alla Sanità. C’è un progetto di trasferire oltre 400 posti letto dagli ospedali alle cliniche private. È vero, in epoca Covid al Sant’Orsola non possono più esistere stanze da sei degenti, per ragioni di sicurezza. Ma così non si rischia di impoverire il sistema pubblico? «Il piano non c’è ancora perché servono le linee guida di Regione, Università e Conferenza sociale e sanitaria. Il mio parere è chiaro: quei posti dovranno tornare al Sant’Orsola. Nel frattempo, però, deve partire l’adeguamento del policlinico, va rivisto il piano degli investimenti. Al privato chiediamo un supporto logistico. I paletti sono tre: ritorno dei letti nell’alveo pubblico, tempi predefiniti, finanziamenti agli ospedali».
Non si possono trasferire i letti negli ospedali della provincia? «Per come li conosco io non vedo una disponibilità di questo tipo, né vedo lo spazio per spezzettare quella quantità di posti letto. Ma questa è l’occasione per adeguare anche gli altri ospedali della rete».

Leggi: La Repubblica, 29/05/2020


venerdì 29 maggio 2020
Bologna. Contributi affitto: le misure della Regione affrontano di petto l’emergenza. Ampliare la platea dei beneficiari e investire sul canone concordato è la strada maestra

I contributi per l’affitto stanziati dalla Regione Emilia-Romagna come aiuto concreto dopo l’emergenza Coronavirus (un pacchetto complessivo di quasi 15 milioni di euro), hanno il merito di affrontare di petto il problema, individuando le vere necessità di inquilini e proprietari abitativi, nonché le giuste soluzioni da adottare nell’immediato.
Siamo soddisfatti per il confronto e per il positivo risultato raggiunto con la vice presidente della Regione Elly Schlein, che ha sposato le principali linee di azione avanzate nei giorni scorsi dai sindacati confederali regionali e dai sindacati degli inquilini, e che rispondono alle esigenze di chi si ritrova in difficoltà a pagare l’affitto mensile e a chi rischia di non poter ricevere più con costanza un’entrata economica ritenuta certa prima di questa emergenza.
In particolare, apprezziamo la scelta della Regione di recepire la nostra proposta di ampliare la platea dei soggetti interessai ai contributi, che riguarderà non solo chi è residente ma chi in questa regione studia, ha un contratto di lavoro e un domicilio. Tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno visto diminuire il loro reddito in queste settimane devono poter continuare a vivere nelle loro abitazioni, così come tutte le studentesse e gli studenti fuori sede hanno il diritto a continuare a studiare in una regione che, attraverso le sue eccellenze universitarie, ha da sempre messo al centro i saperi e la conoscenza.

Leggi: Sunia, 29/05/2020


giovedì 28 maggio 2020
Roma. Casa, contributo straordinario affitto. SUNIA e SICET di Roma: a rischio l’erogazione del contributo in tempi utili

Nota dei segretari di SUNIA e SICET di Roma
“Il bando per il contributo straordinario all’affitto, legato all’emergenza COVID 19, e già pubblicato dal Comune di Roma con grave ritardo, rischia di subirne ulteriori.
Oggi, a bando chiuso e dopo che il dipartimento per le risorse umane del Comune aveva lanciato un bando interno per reclutare 50 persone dai vari dipartimenti da destinare alla lavorazione delle oltre 49.000 domande pervenute, da fonti interne apprendiamo che le risposte ottenute dall’amministrazione sono per 3 (tre!) posizioni.
Avevamo già espresso forti preoccupazioni e perplessità su come il Comune di Roma, in un momento di grandi sofferenze e di grandi necessità della cittadinanza, stesse gestendo il cronico sottodimensionamento del dipartimento delle politiche abitative.
Questo ora rischia di diventare il collo di bottiglia della procedura (iniziata dalla Regione Lazio con rapidi stanziamenti economici e semplificazioni burocratiche) e l’impedimento all’erogazione dei buoni per un tempo indeterminato.

Leggi: Sunia, 28/05/2020


giovedì 28 maggio 2020
Coronavirus, in Veneto nasce una commissione d’inchiesta sulle Rsa

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi la proposta di deliberazione amministrativa che istituisce la commissione d’inchiesta sulle case di riposo
Il Consiglio regionale del Veneto avrà una sua commissione di inchiesta sulle case di riposo. Il Consiglio ha infatti approvato oggi la proposta di deliberazione amministrativa che istituisce la commissione. “La commissione d’inchiesta sulle case di riposo è realtà: con il voto di oggi, il Consiglio regionale del Veneto approva la mia proposta e dà il via libera alla commissione straordinaria. È un primo e doveroso segno di rispetto nei confronti delle vittime e delle loro famiglie”, commenta Piero Ruzzante (Leu), ricordando che “in Veneto un decesso su tre è avvenuto all’interno di una struttura per anziani”. Quindi “ora sta a noi capire cosa non ha funzionato per evitare che possa ripetersi, perché in alcune strutture il contagio è stato più grave che in altre”. Compito della commissione, sarà anche “individuare le possibili contromisure da adottare” in futuro.

Leggi: Redattore Sociale, 28/05/2020


mercoledì 27 maggio 2020
Numeri da record per i servizi sociali durante l’emergenza

Un ‘report’ sostanzioso quello dei servizi sociali erogati durante la prima fase dell’emergenza Coronavirus. Soprattutto il servizio di segretariato sociale è stato potenziato con un numero telefonico dedicato, attivo cinque giorni su sette per fornire ascolto, assistenza e orientamento: in due mesi vi si sono rivolti 857 utenti. Circa 900 sono stati i servizi di spesa e farmaci a domicilio erogati dalle associazioni coordinate da Auser cui si aggiungono i servizi di supporto per i ’positivi’ in isolamento gestiti dalla Protezione civile. Del servizio di presentazione telematica delle domande per buoni spesa hanno beneficiato 720 nuclei familiari con un impegno economico di 220mila euro. E ben 333 sono state le richieste per il contributo affitti straordinario. “L’emergenza ha portato alla luce nuove situazioni di crisi e in molti casi ha aggravato quelle vecchie – spiega l’assessore ai Servizi sociali Camilla Sanquerin (foto) – Ci siamo sforzati per evitare di sospendere i servizi, adattandoli alla situazione e facendo di tutto affinché non venissero meno quelli che per alcuni sono fondamentali punti di riferimento”.

Leggi: La Nazione, 27/05/2020


mercoledì 27 maggio 2020
Un futuro nuovo per i servizi semiresidenziali?

«Il provvedimento con cui la Regione Lombardia ha promulgato il proprio Piano Territoriale per il riavvio dei servizi semiresidenziali e domiciliari per la disabilità, disegnando le condizioni attraverso cui devono essere riattivati tutti i servizi diurni, è importante sia per il metodo che per i contenuti, avendo trovato un equilibrio tra prevenzione del contagio, sostegno alle persone e alle loro famiglie e tutela della loro dignità»: lo dichiarano congiuntamente varie organizzazioni della Lombardia impegnate in favore dei diritti delle persone con disabilità, tra cui la Federazione LEDHA
Cartina della Lombardia al centro dei loghi della disabilità«La Delibera approvata ieri, 26 maggio, dalla Giunta Regionale della Lombardia (n. 3183/20), dedicata all’Avvio della fase due dei servizi semiresidenziali per persone con disabilità, è importante per più motivi. Rispondendo, infatti, a quanto previsto dall’articolo 8 del Decreto del Presidente del Consiglio del 26 aprile, che aveva affidato alle Regioni il compito di promulgare un Piano Territoriale per il riavvio dei servizi semiresidenziali e domiciliari per la disabilità, quella Delibera disegna le condizioni attraverso le quali devono essere riattivati tutti i servizi diurni, trovando un equilibrio tra prevenzione del contagio, sostegno alle persone e alle loro famiglie e tutela della loro dignità».

Leggi: Superando, 27/05/2020


mercoledì 27 maggio 2020
Lombardia: garantire la presa in carico a tutti coloro che ne hanno diritto

«Le risorse disponibili saranno più che sufficienti a garantire la presa in carico di tutte le persone che ne abbiano le caratteristiche alle stesse condizioni dell’anno scorso»: lo hanno scritto numerose Associazioni della Lombardia all’assessore regionale Bolognini, riferendosi al potenziamento del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza stabilito dal “Decreto Rilancio” e chiedendo quindi che venga garantita a tutte le persone con disabilità che ne abbiano le caratteristiche la presa in carico in base a quanto previsto dai criteri 2019 del Piano Regionale per la Non Autosufficienza
Garantire a tutte le persone con disabilità che ne abbiano le caratteristiche la presa in carico in base a quanto previsto dai criteri 2019 del Piano Regionale per la Non Autosufficienza: lo hanno richiesto alla Regione Lombardia la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e altre dodici Associazioni (se ne legga l’elenco in calce), in una lettera inviata a Stefano Bolognini, assessore regionale alle Politiche Sociali, Abitative e alla Disabilità.

Leggi: Superando, 27/05/2020


martedì 26 maggio 2020
Covid, focolai tra gli anziani in Piemonte, ma locali e piazze affollate: «Il virus circola ancora»

Netto calo di decessi e di ricoveri in terapia intensiva. Ma gli infettivologi chiedono massima attenzione. Nelle case di riposo il 35 per cento dei nuovi contagi
«Il 3 giugno riapriranno anche i confini del Piemonte», ripete Alberto Cirio. Ma il governatore, eletto un anno fa nelle liste di Forza Italia, è preoccupato. Nella sua testa ci sono le immagini della movida di sabato sera, in piazza Vittorio, a Torino, dove migliaia di giovani si sono dati appuntamento senza rispettare le distanze e indossare la mascherina. Lunedì, stesso luogo e altro assembramento, per il volo delle Frecce tricolori. «Modi di fare inaccettabili», tuona Cirio. Che teme possano vanificare il sacrificio di tutti. D’altra parte, il Piemonte resta la seconda regione più colpita dal coronavirus, dopo la Lombardia. I casi positivi da inizio epidemia sono 30.314. Al 1° marzo se ne contavano appena 49, esplosi fino ad arrivare a 9.301 il 30 di quel mese: un incremento del 18.880 per cento.

Leggi: Corriere della Sera, 26/05/2020


IN AGENDA:

Caregiver Day 2020: al via la decima edizione

Tra il 19 maggio e il 6 giugno sei webinar gratuiti per esprimere bisogni e costruire proposte, anche nell’emergenza.
Parliamo insieme di cura: per confrontarci, scambiare esperienze, rispondere a domande, esprimere bisogni, costruire proposte a sostegno di chi si prende cura è il filo conduttore delle giornate del Caregiver Day 2020, dedicate a chi si prende cura di un proprio caro malato, disabile, non autosufficiente (anche nell’emergenza) ed a sensibilizzare la comunità sul suo valore sociale.
Il programma prevede la realizzazione di 6 webinar gratuiti, tra i mesi di maggio e giugno 2020, che si svolgeranno tutti dalle ore 10,00 alle ore 11,30 con questo calendario:
•martedì 19 maggio Preparare un piano di cura di emergenza
•sabato 23 maggio Partecipare a gruppi di auto mutuoaiuto “a distanza”
•martedì 26 maggio Promuovere l’alfabetizzazione sanitaria del caregiver
•sabato 30 maggio Rispondere ai bisogni di sollievo del caregiver
•mercoledì 3 giugno Favorire l’accesso all’informazione su tutele e servizi al caregiver
•sabato 6 giugno Rispettare la dignità e l’autonomia della persona assistita nella prospettiva di un nuovo welfare

Leggi: Caregiver Day


Welfare Day – 4 giugno 2020 – Roma – La nuvola Convention Center Viale Asia – Ore 9.00
Iscrizioni aperte sul sito www.welfareday.it


Italia Longeva – 7 e 8 luglio – Roma – Ministero della Salute – Auditorium Viale Ribotta

Long-Term Care FIVE – Gli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine
Giunta alla quinta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra decisori ed attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema socio-sanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di avanzamento di proposte su modalità efficaci, sostenibili ed eque per la presa in carico degli anziani fragili e complessi.
Per maggiori informazioni info@italialongeva.it


IN EVIDENZA:

Long-Term Care e diritti degli anziani in Europa: Italia debole

Monitorare e valutare le politiche dei governi nel sostenere i diritti delle persone anziane con bisogni di assistenza e sostegno è quanto ha inteso realizzare lo European Centre for Social Wel ragionata dei principali risultati emersi mettendo in evidenza le criticità mostrate dall’Italia. A cura di Veruska Menghini (Assistente Sociale Specialista, collabora con il Network Non Autosufficienza)
I paesi di tutto il mondo stanno affrontando, in modo diversificato, le sfide sociali, economiche e politiche dovute all’invecchiamento della popolazione, in primis il tema dell’organizzazione e del finanziamento dell’assistenza a lungo termine (Long Term Care). Vi è un crescente consenso sulla necessità che i governi si adoperino per sostenere un modello di politiche per la non autosufficienza in linea con le norme esistenti in materia di diritti umani e non si limitino ad adottare politiche esclusivamente fondate su un modello medico di assistenza.
L’influenza e l’impatto di questo approccio sono evidenziati dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, dall’inclusione del diritto all’assistenza a lungo termine nel pilastro dei diritti sociali dell’Unione europea, dalle attività del gruppo di lavoro a tempo indeterminato delle Nazioni Unite sull’invecchiamento, dagli studi pubblicati dalla Rete europea delle istituzioni nazionali per i diritti umani (ENNHRI), da AGE Platform Europe in collaborazione con altri gruppi di difesa dei diritti delle persone anziane1.
Lo European Centre for Social Welfare Policy and Research ha pubblicato, nel luglio 2019, “From disability rights towards a rights-based approach to Long-term care in Europe. Building an index of rights-based policies for older people” i risultati del primo studio europeo finalizzato a monitorare e valutare le politiche dei governi e i risultati di tali politiche nel sostenere i diritti delle persone anziane in relazione ai loro bisogni di assistenza e cure a lungo termine. I due strumenti utilizzati per l’analisi scaturiscono da un approccio basato sui diritti umani: l’Indice dei diritti delle persone anziane (Rights of Older People Index -ROPI) e il Quadro di valutazione sugli indicatori di risultato2.

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Decreto “Rilancio” e servizio sociale – Un’opportunità per andare oltre l’emergenza?

Con il Decreto Legge del 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto Decreto “Rilancio”) il Governo italiano ha previsto una notevole quantità di interventi per affrontare la grave situazione venutasi a creare con l’emergenza Coronavirus; le misure individuate riguardano vari campi: salute, sostegno al lavoro e all’economia, politiche sociali connesse all’emergenza. Nell’intreccio tra politiche sanitarie e sociali, il provvedimento ha molteplici aspetti interessanti, alcuni dei quali riguardano direttamente le professioni di aiuto.
Un tema-chiave è quello del supporto nell’emergenza al sistema sociosanitario. La tenuta del servizio sanitario nazionale è stata infatti messa a dura prova, in modo particolare nelle regioni più esposte alla diffusione del Coronavirus e il personale medico-infermieristico ha pagato un prezzo altissimo, in termini di contagi e purtroppo di morti.
Come ha evidenziato qui Bruno Dente, la pandemia può rivelarsi un’occasione per ripensare lo stesso paradigma delle politiche sanitarie, riequilibrando “l’organizzazione della sanità per renderla più efficiente, più efficace e più equa attraverso la costruzione di forti reti territoriali”.

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Emergenza Coronavirus: più che raddoppiato il numero dei “nuovi poveri” – I dati del Monitoraggio Caritas italiana

A distanza di circa due mesi dall’inizio del lockdown deciso per l’Italia, le conseguenze sociali dell’emergenza Covid-19 sembrano chiare: nel nostro Paese si registra un aumento della povertà a cui la rete delle Caritas diocesane sta tentando di dare una risposta, assieme alle tante altre realtà del terzo settore attive sul territorio nazionale. Chi era povero in passato si ritrova oggi inevitabilmente più deprivato, mentre chi si collocava appena al di sopra della soglia di povertà (le famiglie che l’Istat definisce “quasi povere” secondo i parametri di calcolo della povertà relativa) inizia a non disporre del necessario per vivere.
Caritas italiana, al fine di monitorare e mappare le fragilità e i bisogni dei territori in questa fase inedita ed emergenziale, dal 9 al 24 aprile ha realizzato una rilevazione nazionale che ha coinvolto le Caritas diocesane sparse su tutto il territorio nazionale, da sempre a contatto con i più poveri e vulnerabili. I dati che emergono da questa prima indagine (a cui ne seguirà un’altra nel mese di giugno) sono molto preoccupanti, se si pensa che in queste settimane di crisi sanitaria e di blocco delle attività, “i nuovi poveri” incontrati sui territori sono stati oltre 38.500; un dato sicuramente sottostimato in termini complessivi, visto che riferito a circa la metà delle Caritas diocesane presenti in Italia (esattamente 101 su 218).

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COVID-19. Le norme nazionali per le strutture residenziali per anziani

Il contributo di Franco Pesaresi offre una ricostruzione del quadro normativo e degli indirizzi nazionali forniti alle strutture residenziali per anziani per affrontare l’emergenza COVID-19.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)
La pandemia di COVID-19 in Italia ha avuto le sue manifestazioni epidemiche iniziali il 31 gennaio 2020, quando due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi al virus SARS-CoV-2 a Roma. Un focolaio di infezioni di COVID-19 è stato successivamente rilevato il 21 febbraio 2020 a partire da 16 casi confermati in Lombardia, a Codogno, in provincia di Lodi.
Le prime misure urgenti per evitare la diffusione del COVID-19 sono state approvate con il D.L. n.6 del 23/2/2020. Le misure sono rivolte essenzialmente alla popolazione e non vi sono provvedimenti che coinvolgono le strutture residenziali per anziani.
Le prime norme correlate al COVID-19 che riguardano le strutture residenziali per anziani compaiono nel DPCM dell’8 marzo 2020 a cui faranno poi seguito altri indirizzi e norme contenuti in tre circolari e, per ultimo, in un decreto ministeriale del 30 aprile 2020 (tabella 1).

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SEGNALAZIONI:

REM e Indennità per lavoratori domestici – Presentate quasi 150mila domande

Al 27 maggio le domande di Reddito di Emergenza e delle richieste di Indennità Covid-19 per i Lavoratori domestici ammontano complessivamente 148.524; più di un terzo inviate da Patronati. Lo rende noto l’Inps in una breve nota sottolineando come la percentuale di trasmissione delle domande da parte dei Patronati è in costante aumento, grazie alla graduale estensione della cooperazione applicativa che consente la trasmissione massiva delle domande.
In particolare, per quanto riguarda il Reddito di emergenza, le richieste presentate sono state 100.258 di cui 63.140 da cittadini e 37.118 da patronati, mentre per ciò che concerne l’indennità Covid-19 per i lavoratori domestici, le istanze finora inoltrate sono complessivamente 44.266, di cui 29.659 da cittadini e 14.607 da patronati.

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Prestazioni assistenziali Inps – Sospensione dei termini decadenziali

Con il messaggio 2097 del 20 maggio, l’Inps in base alle numerose disposizioni per l’emergenza Covid-19 ritorna su alcuni argomenti relativi alle prestazioni assistenziali di invalidità civile, cecità sordità handicap e disabilità di seguito riportati.
Sospensione visite medico legali di accertamento di invalidità
La sospensione delle visite di accertamento sanitario delle minorazioni civili, handicap e disabilità è prorogata al 1giugno 2020. L’istituto ribadisce la valutazione in base alla documentazione agli atti per le domande relative a soggetti con patologie oncologiche e la estende anche ai richiedenti l’accertamento sanitario della situazione di gravità. Inoltre, in merito “alle misure organizzative e igienico-sanitarie da adottare in vista della ripresa delle attività”, l’Inps si riserva di intervenire con nuove indicazioni.
Le domande presentate nel periodo dal 23 febbraio al 1° giugno 2020 saranno valutate cronologicamente tenendo conto della data di ricezione e la decorrenza delle prestazioni conseguenti al riconoscimento del requisito sanitario, così come dettato dalla legge, sarà fissata al 1° giorno del mese successivo alla domanda.

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Senza anziani non c’è futuro. Lo Spi-Cgil aderisce all’appello

Il Sindacato dei pensionati Spi-Cgil aderisce all’appello promosso dalla Comunità di Sant’Egidio “Senza anziani non c’è futuro” condividendone le ragioni e le finalità.
La pandemia generata dalla diffusione del Covid-19 ha colpito tutti ma ha avuto un impatto particolarmente drammatico e violento tra la popolazione anziana più fragile ed esposta.
All’inizio di questa emergenza sanitaria in tanti si sono sperticati a dire che non c’era da preoccuparsi perché tanto morivano solo i “vecchi”, insopportabile manifestazione di un pensiero che vuole spingere gli anziani ancora di più ai margini della nostra società.
Quello che è successo nelle Rsa e nelle case di riposo, dove si è compiuta una vera strage, deve far riflettere e spingere le istituzioni ad evitare che ciò possa accadere ancora. La sanità non può essere per pochi ma tornare pubblica e universale come sancito dalla nostra Costituzione.
Garantire la dignità degli anziani è un obiettivo che evidentemente il nostro paese non ha ancora perseguito a pieno.
Siamo tutti chiamati a lavorare perché ciò avvenga costruendo un nuovo welfare pubblico, universale e inclusivo che sia in grado di dare delle risposte al grande tema dell’invecchiamento della popolazione.

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Emergenza Covid-19: 1.402.755 ore di volontariato per aiutare gli anziani soli – I numeri della presenza e dell’impegno dei volontari Auser

Nei difficili mesi dell’emergenza sanitaria del Covid-19 che ha costretto a casa milioni di italiani e colpito duramente i cittadini più fragili, le volontarie e i volontari dell’Auser – associazione per l’invecchiamento attivo – sono stati in campo. Con coraggio e determinazione e in tutta Italia. Portando sostegno e aiuti concreto agli anziani soli e fragili, alle famiglie più in difficoltà. 
Un esercito di quasi 7.000 volontari Auser, molti dei quali giovani che si sono offerti di dare una mano, per un impegno di 1 milione 402.755 ore di volontariato.
La compagnia e l’ascolto telefonico è stato un servizio di grandissima utilità sociale e umana. I volontari spesso dal loro domicilio con i numeri di telefono deviati, hanno ascoltato, rassicurato, condiviso insieme a tanti anziani soli ansie e preoccupazioni. 
In questo ambito sono stati effettuati 102.289 interventi, assistendo telefonicamente oltre 40mila persone anziane.
I volontari Auser hanno inoltre effettuato 176.574 interventi a domicilio per la consegna di spesa, medicinali e in molti casi anche i pasti. Oltre 39.000 persone hanno usufruito di questo prezioso servizio.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 26 maggio 2020
Assistenti civici: Cgil, no a proposte improvvisate, sì al confronto

“L’idea del Ministro Boccia di attivare degli assistenti civici a presidio del rispetto delle norme sul distanziamento sociale non solo è un’arma spuntata, ma è anche pericolosa. L’azione di controllo del territorio è una cosa seria e, come prevede e indica la nostra Costituzione, va affidata allo Stato”. È quanto dichiarano i segretari confederali della Cgil Giuseppe Massafra e Tania Scacchetti.
“Competenze, esperienza e preparazione non si possono improvvisare, a maggior ragione – sottolineano i dirigenti sindacali – in un periodo in cui rischia di crescere il disagio sociale. Sui cittadini dobbiamo e possiamo contare pretendendo un atteggiamento improntato al senso civico e al rispetto della legalità”.
Per Massafra e Scacchetti occorre quindi “rafforzare l’azione di educazione e di civismo dei Sindaci e delle Amministrazioni territoriali”, e “sarebbe utile e corretto intervenire sugli organici degli enti preposti al controllo e alla sicurezza”.
“Se invece si vuole aprire una riflessione più ampia su come rispondere ai tanti bisogni che l’emergenza sanitaria ha reso indispensabili – concludono i segretari confederali della Cgil – non lo si faccia con proposte improvvisate, ma con un confronto con le parti sociali sulle soluzioni possibili”.

Leggi: Cgil, 26/05/2020


martedì 26 maggio 2020
Oltre il covid-19: metà delle famiglie italiane teme problemi economici nei prossimi mesi

I risultati dell’indagine condotta da Nomisma. Una su quattro in affitto ha accumulato ritardi nel pagamento del canone. E l’11,9% di chi ha un mutuo ha ora problemi nel saldare le rate. Cambia la priorità dell’agenda politica delle famiglie: al primo posto il tema della disoccupazione, mentre perde interesse quello sull’immigrazione
Quasi una famiglia su quattro in affitto ha accumulato ritardi nel pagamento del canone durante il lockdown, mentre prima del covid-19 era il 9,6% ad avere problemi. Non solo: per i prossimi 12 mesi più del 40% delle famiglie prevede di avere difficoltà a rispettare il pagamento dell’affitto. E il mutuo? Se prima della pandemia aveva problemi con le rate circa il 4,1% delle famiglie ora il dato sale all’11,9%. È quanto emerge dall’indagine Nomisma 2020 sulle famiglie italiane presentata oggi, dal titolo “Fuori tutti, la voce alle famiglie. Vivere, abitare, investire: l’Oltre del Coronavirus”. Il 28,8% del campione di famiglie intervistate dichiara di non riuscire a risparmiare, il 41,8% di avere una situazione stabile, il 12,9% di essere in condizione di aumentare la propria capacità di risparmio e il 16,5% di diminuirla.

Leggi: Redattore Sociale, 26/05/2020


lunedì 25 maggio 2020
Assistenti civici. Costa (Forum Terzo Settore) “Non si confondano con i volontari”

Fa riflettere la proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, di lanciare un bando per il reclutamento di 60.000 ‘assistenti civici’ che saranno impiegati dai sindaci per lo svolgimento di attività sociali e per collaborare al rispetto del distanziamento sociale.
“I cosiddetti ‘assistenti civici’ non possono essere scambiati per volontari’– dichiara Enzo Costa, Coordinatore della Consulta Volontariato del Forum del Terzo Settore –. I volontari infatti non si reclutano per bando e tanto meno possono essere ‘usati’, ma come afferma la legge agiscono esclusivamente per fini di solidarietà e in risposta ai bisogni delle persone e delle comunità” – «Il volontario è una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà» (art. 17 del dl 117/17 Codice del Terzo settore).

Leggi: Forum Terzo Settore, 25/05/2020


lunedì 25 maggio 2020
Superbonus 110%, tutto quello che c’è da sapere in 15 risposte alle domande-chiave

Quando iniziare, come ottenere il bonus per lavori già in corso, i tetti di spesa, chi può usufruire del beneficio, cosa è lo sconto in fattura, i documenti da conservare.
Sono due gli articoli da tenere a mente per usufruire delle nuove maxi detrazioni dirette ad azzerare i costi sostenuti dal 1 luglio 2020 e fino a tutto il 2021: l’articolo 119 che prevede i nuovi incentivi in tema di efficientamento energetico (eco-bonus), sisma-bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici, di cui la principale novità costituita dall’innalzamento delle agevolazioni dell’eco-bonus e del sisma-bonus fino al 110% delle spese sostenute (rispetto alle precedenti aliquote del 65%, 75%-85%) con possibilità di ripartire la detrazione in 5 quote annuali di pari importo; l’articolo 121 contiene invece le disposizioni che consentono la trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto ovvero in credito d’imposta cedibile all’impresa che ha eseguito i lavori e che potrà utilizzare tale credito per detrarlo a sua volta oppure cederlo “ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari”.

Leggi: Edilizia e Territorio, 25/05/2020


lunedì 25 maggio 2020
Ecobonus e sismabonus: i requisiti per la detrazione congiunta

Agenzia delle Entrate: lo sconto fiscale potrà essere applicato su un ammontare delle spese non superiore a 136mila euro per ciascuna delle tre unità immobiliari costituenti inizialmente l’edificio riconvertito
La detrazione unica, che sostituisce e accorpa ecobonus e sismabonus (articolo 14, comma 2-quater.1, Dl n. 63/2013), è fruibile solo quando sussistono tutti i requisiti previsti per ciascuna agevolazione. Se è così, e l’immobile oggetto degli interventi è dotato di preesistente impianto di riscaldamento e classificato in Catasto come “unità collabente” (F/2) alla data di richiesta del titolo abilitativo dal quale deve, inoltre, risultare che i lavori siano di recupero del patrimonio edilizio, via libera allo sconto fiscale. Lo afferma l’Agenzia delle entrate nella risposta n. 138/E del 22 maggio 2020, aggiungendo che la detrazione va applicata su un ammontare delle spese non superiore a euro 136mila euro per ciascuna delle tre unità immobiliari costituenti inizialmente l’edificio “recuperato”.

Leggi: Casa e Clima, 25/05/2020


venerdì 22 maggio 2020
Voltiamo pagina sull’assistenza agli anziani in casa

Il dl “Rilancio” raddoppia nel secondo semestre del 2020 i finanziamenti per l’assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti. Si può e si deve rendere strutturale questo aumento. Ma serve un profondo ripensamento dell’intero sistema.
Una robusta crescita di fondi, da rendere strutturale
In varie aree del paese una presenza più solida del welfare pubblico nel territorio avrebbe consentito di meglio contrastare il Covid-19; avrebbe permesso, in particolare, di prevenire e non solo di inseguire il diffondersi della pandemia. A partire da questa valutazione – ampiamente condivisa – nelle scorse settimane è maturato un rinnovato interesse tanto nei confronti del ruolo fondamentale che i servizi territoriali dovrebbero svolgere in un moderno sistema di protezione sociale quanto verso la necessità di un loro deciso rafforzamento in Italia.
Tale attenzione si riflette nell’elevata percentuale di fondi dedicati al settore tra quelli che il recente decreto “Rilancio” assegna complessivamente al Servizio sanitario nazionale. Tra i diversi interventi per il territorio, il più cospicuo consiste nei 734 milioni di euro destinati all’Assistenza domiciliare integrata (Adi), di titolarità delle Asl, che costituisce il più diffuso servizio pubblico a casa degli anziani non autosufficienti in Italia.

Leggi: La Voce, 22/05/2020


mercoledì 20 maggio 2020
Domiciliarità: richiedere più fondi non basta. Serve un Distretto forte per nuove idee, programmi innovativi, risposte coerenti con i bisogni

Inserendosi nel dibattito sollevato dall’editoriale di Cristiano Gori e Marco Trabucchi (Taccuino n. 5), gli autori sottolineano che solamente nuove idee e piani innovativi, associati all’aumento delle risorse per le cure domiciliari, potranno soddisfare molti dei bisogni ancora scoperti. Il Distretto viene proposto come struttura operativa territoriale più idonea a costruire “un sistema territorio” con cardine nella home care, anche giovandosi delle tecnologie/ICT, per favorire migliore presa in carico, continuità di cura, congiunzione con le cure residenziali e le cure domiciliari informali.
Cristiano Gori e Marco Trabucchi nel loro Taccuino del quindici maggio su “Domiciliarità: richiedere più fondi non basta” aprono un dibattito in cui proviamo ad inserirci, quali rappresentanti di una Società Scientifica delle Attività Territoriali (CARD) che da molti anni ha fatto della home care una propria bandiera.
Vediamo anche noi come favorevoli, per rilanciare il settore delle cure a domicilio, l’interesse sul tema e la concreta possibilità di nuovi finanziamenti, due fattori che fino ad oggi hanno frenato il decollo delle cure domiciliari istituzionali. Ci sembra tuttavia pertinente aggiungerne altri due:
1. la mancanza di certezze del quadro organizzativo in cui le cure a casa vengono inserite;
2. la debole domanda di questo servizio, sia da parte dei professionisti che della cittadinanza.

Leggi: I Luoghi della Cura, 20/05/2020


mercoledì 20 maggio 2020
Tutti gli anziani a rischio? Ma mi faccia il piacere!

Davvero proteggeremmo i nostri nonni dal Covid-19 costringendoli all’inattività e a una marginale vita di relazione? In realtà l’età avanzata non è sinonimo di fragilità né di pluripatologia. Lo dice la scienza geriatrica.
Siamo tutti ben cosci di vivere un momento storico drammatico nel quale la salute degli anziani è a rischio come non mai. Abbiamo assistito ad una vera e propria strage degli anziani proprio nei luoghi in cui dovrebbero – o avrebbero dovuto – essere più protetti: le Rsa. Non è un fenomeno solo italiano se è vero come è vero che l’Oms dichiara che la metà dei morti per questa tragica pandemia riguarda la popolazione geriatrica. Ecco quindi che, già all’avvicinarsi della “fase 2”, erano emersi orientamenti volti a proporre, o a imporre, meccanismi e comportamenti che avrebbero avuto la finalità di impedire il risorgere dell’epidemia, peraltro a oggi non ancora scomparsa almeno in alcune aree. Era dunque comprensibile che una parte dell’attenzione fosse rivolta nei confronti della popolazione anziana.

Leggi: La Voce


lunedì 18 maggio 2020
Come subentrare nella proprietà dell’ascensore, procedura e calcolo dei costi

L’ascensore è un impianto che, ove installato successivamente alla costruzione dell’edificio, rappresenta senza ombra di dubbio un’innovazione.
Innovazione sicuramente volte alla eliminazione delle barriere architettoniche e quindi beneficiante di molte agevolazioni, in termini edilizi ed anche fiscali.
Non solo: se si tratta di edificio in condominio questa installazione è certamente un’innovazione ai sensi dell’art. 1120 c.c. deliberabile, in ragione del fatto che essa serve ed eliminare le barriere architettoniche, dal voto favorevole della maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell’edificio.

Leggi: Condominio Web, 18/05/2020


venerdì 15 maggio 2020
Solitudine. La lezione del Covid-19

Stiamo uscendo dalla gravissima crisi del Covid-19… anzi, proviamo a uscirne, attraverso l’impegno generoso dei nostri concittadini.
Uno degli aspetti che ci ha fatto più soffrire in questi mesi è la solitudine che ha accompagnato le nostre vite, con diversi livelli di gravità, da quello delle famiglie ben strutturate che hanno sofferto solo per l’impossibilità di visitare amici e parenti, alla solitudine degli anziani, chiusi nelle loro case, con pochi contatti, impauriti per le notizie che non potevano controllare, alla solitudine delle persone ospiti nelle residenze per anziani, alle quali è stato impedito il contatto personale con i loro parenti.
Dal mio osservatorio ho verificato una grande capacità di resilienza della maggior parte degli anziani italiani, che si sono sentiti partecipi dell’impegno di tutto il paese per sconfiggere la “brutta bestia”. Questo impegno ha dato “senso” alla loro vita e ha così permesso di superare le prove più difficili. In alcuni casi la mancanza di contatti ha reso le giornate l’interminabile susseguirsi di momenti di ansia, tra trasmissioni televisive misteriose, notizie frammentarie su quanto capitava a parenti e amici, timori per la propria salute che non trovavano ascolto. In molti casi, infatti, il medico di famiglia è stato irraggiungibile (ma non è questo il momento per celebrare il grande impegno di molti e ricordare la vigliaccheria di altri).

Leggi: Fondazione Leonardo, 15/05/2020


DALLE REGIONI:

lunedì 25 maggio 2020
Milano, quando i condomini diventano solidali

Con l’emergenza da Covid-19 il luogo simbolo di litigi e divisioni si è trasformato: vicini di casa che quasi non si conoscevano si sono messi insieme per aiutare chi era in difficoltà. A Milano sono un’ottantina le collette alimentari, che hanno fornito generi di prima necessità alle Brigate della Solidarietà
Il condominio: da luogo simbolo di litigi e divisioni a luogo in cui ci si unisce per aiutare chi è in difficoltà. È possibile. Ne sono la prova le collette alimentari condominiali nate in queste settimane a Milano, che forniscono dalla pasta al cibo in scatola, dai saponi ai pannolini, alla Brigata della Solidarietà Lena-Modotti. Beni di prima necessità che vengono distribuiti a famiglie rimaste senza reddito per l’emergenza Covid-19. Sono collette nate spontaneamente. “Ho proposto sulle chat dei genitori delle classi dei miei due figli di raccogliere cibo per darlo alle Brigate della solidarietà -racconta Francesca Giancane-. Nel messaggio ho chiesto anche di coinvolgere i vicini di casa”. Nel giro di pochi giorni le adesioni sono diventare sempre più numerose. “Abbiamo allora deciso di organizzare la raccolta a livello condominiale, soprattutto perché avevano aderito famiglie anche molto lontane dalla nostra zona -ricorda Francesca-. I volontari sarebbero passati quindi nei singoli condomini a ritirare”. Sono in totale un’ottantina le collette solidali nei condomini o di fronte ai supermercati che finora hanno fornito genere di prima necessità alle Brigate della Solidarietà.

Leggi: Redattore Sociale, 25/05/2020


venerdì 22 maggio 2020
Riformare la sanità in Calabria: lettera aperta al ministro Speranza

Associazioni, cittadini, 120 sindaci a sostegno della petizione nata dall’esperienza del movimento “Comunità competente”. Tra le richieste “un nuovo corso del commissariamento” e il potenziamento dei servizi territoriali alla luce delle criticità emerse con la pandemia da coronavirus
Cosa fare in Calabria per affrontare l’emergenza coronavirus soprattutto “se il virus si espanderà nuovamente nei mesi freddi” e “dal momento che nessuno ritiene che un vaccino sia pronto prima dell’ultima fase dell’inverno”? Cosa fare in questa regione dalla sanità commissariata “dove è apparsa chiarissima l’incapacità del sistema sanitario regionale a far fronte alla grave situazione esplosa anche da noi?”. Una possibile risposta si trova nella lettera aperta per il ministro della salute, Roberto Speranza, presentata stamani in conferenza stampa a Lamezia Terme, in una delle sedi della Comunità Progetto Sud, realtà del terzo settore presieduta da don Giacomo Panizza, tra i primi 111 firmatari di un appello oggi “forte di un numero importante di adesioni, tra cui 120 sindaci” su un totale di 404 comuni presenti in Calabria. Una lettera promossa il 10 maggio scorso sotto forma di petizione su change.org per dire al governo che “non può tirarsi fuori”. Un’iniziativa per chiedere a Roma di “aprire una nuova fase del commissariamento individuando persone e mezzi opportuni per riprogrammare una risposta alla possibile epidemia”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/05/2020


mercoledì 20 maggio 2020
Regione Campania. Pubblicate le graduatorie provvisorie per la concessione del contributo all’affitto: alto il numero degli esclusi e delle domande anomale. Scarsa la copertura in ordine al fabbisogno

Sono state pubblicate sul BURC n. 110 del 19/05/2020 le graduatorie provvisorie degli aventi diritto al contributo di sostegno all’affitto per il bando di cui al Decreto Dirigenziale n. 9 del 31.01.2020, la cui scadenza, a seguito di proroghe dovute all’emergenza sanitaria era stata fissata il 27/04/2020.
Le risorse assegnate per le finalità di cui al bando richiamato sono quelle di cui al riparto nazionale dei fondi della legge 431/1998 e ai residui delle risorse stanziate per la morosità incolpevole e ammontano complessivamente ad € 13.056.066.66, di cui l’80% pari ad € 10.444.853,33 riservato alla fascia A ( richiedenti con reddito pari a due pensioni minime INPS con incidenza del canone sul reddito non inferiore al 14% valore ISE) e il 20%pari ad € 2.611.213,33 riservato alla fascia B (richiedenti con redditi non superiori all’importo di € 25.000.00 con incidenza del canone sul reddito non inferiore al 24%valore ISE).

Leggi: Sunia, 20/05/2020


mercoledì 20 maggio 2020
Firenze, nell’industria dismessa 50 mini appartamenti a canone calmierato

Lo ha deciso la giunta, approvando nella seduta di ieri la delibera dell’assessore alla Casa Andrea Vannucci sulla vivibilità intelligente (Smart liveability), comprensiva del progetto di fattibilità tecnica ed economica, nell’ex complesso del Meccanotessile
Cinquanta mini appartamenti a canone calmierato destinati a giovani coppie, singole persone e nuclei familiari di piccole dimensioni (composti da 2-3 persone) con spazi comuni dedicati a servizi come lavanderia, magazzini, portineria e un’area verde per favorire la socializzazione. Lo ha deciso la giunta, approvando nella seduta di ieri la delibera dell’assessore alla Casa Andrea Vannucci sulla vivibilità intelligente (Smart liveability), comprensiva del progetto di fattibilità tecnica ed economica, nell’ex complesso del Meccanotessile, che si trova in un’area di proprietà comunale di circa 27.500 metri quadrati, che nei piani dell’amministrazione continuerà ad avere spazi e funzioni pubbliche anche a servizio del quartiere.
Nell’area industriale dismessa dove un tempo lavoravano gli operai delle Officine Galileo troveranno infatti sede l’Indire (l’Istituto nazionale di formazione e ricerca del Miur) e l’Isia (l’Istituto superiore di istruzione artistica), mentre sono già stati realizzati un parcheggio pubblico a servizio dei residenti della zona di Dalmazia (con 75 posti auto, di cui 4 per disabili, e alcuni posti per gli scooter) e il giardino pubblico tra via Cocchi e via Santelli.

Leggi: Redattore Sociale, 20/05/2020


martedì 19 maggio 2020
Famiglia, il Veneto vara la legge quadro. Tariffe tarate sui carichi dei nuclei

Approvazione unanime in Consiglio regionale della legge “Interventi a sostegno della famiglia e della natalità”. Tra le misure: assegno di natalità sin dalla gravidanza, aiuti ai genitori e nuovo indicatore sociale per tariffe tarate sui carichi familiari
“Da oggi il Veneto ha la sua prima legge quadro per la famiglia. Giunta e Consiglio hanno ora l’impegno codificato ad orientare scelte e interventi concreti a tutela del valore sociale della natalità e della genitorialità”. Così l’assessore alla sanità e sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, saluta l’approvazione unanime in Consiglio regionale della legge “Interventi a sostegno della famiglia e della natalità”.
“Si tratta di un provvedimento – sottolinea l’assessore – che ha il respiro di una legge di programma, perché intende mettere al centro la maternità e la paternità in tutte le fasi della vita agevolando i nuclei familiari, in particolare quelli più in difficoltà, nell’affrontare la sfida di generare, crescere ed educare i figli. Un provvedimento che assume una valenza ancora più significativa in questa fase di emergenza inedita che sta mettendo a dura prova le famiglie e le scelte di genitorialità, ma che, al tempo stesso, ha messo in luce la tenuta e il valore sociale dei legami familiari”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/05/2020


IN AGENDA:

Caregiver Day 2020: al via la decima edizione

Tra il 19 maggio e il 6 giugno sei webinar gratuiti per esprimere bisogni e costruire proposte, anche nell’emergenza.
Parliamo insieme di cura: per confrontarci, scambiare esperienze, rispondere a domande, esprimere bisogni, costruire proposte a sostegno di chi si prende cura è il filo conduttore delle giornate del Caregiver Day 2020, dedicate a chi si prende cura di un proprio caro malato, disabile, non autosufficiente (anche nell’emergenza) ed a sensibilizzare la comunità sul suo valore sociale.
Il programma prevede la realizzazione di 6 webinar gratuiti, tra i mesi di maggio e giugno 2020, che si svolgeranno tutti dalle ore 10,00 alle ore 11,30 con questo calendario:
•martedì 19 maggio Preparare un piano di cura di emergenza
•sabato 23 maggio Partecipare a gruppi di auto mutuoaiuto “a distanza”
•martedì 26 maggio Promuovere l’alfabetizzazione sanitaria del caregiver
•sabato 30 maggio Rispondere ai bisogni di sollievo del caregiver
•mercoledì 3 giugno Favorire l’accesso all’informazione su tutele e servizi al caregiver
•sabato 6 giugno Rispettare la dignità e l’autonomia della persona assistita nella prospettiva di un nuovo welfare

Leggi: Caregiver Day


Welfare Day – 4 giugno 2020 – Roma – La nuvola Convention Center Viale Asia – Ore 9.00
Iscrizioni aperte sul sito www.welfareday.it


Italia Longeva – 7 e 8 luglio – Roma – Ministero della Salute – Auditorium Viale Ribotta

Long-Term Care FIVE – Gli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine
Giunta alla quinta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra decisori ed attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema socio-sanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di avanzamento di proposte su modalità efficaci, sostenibili ed eque per la presa in carico degli anziani fragili e complessi.
Per maggiori informazioni info@italialongeva.it


IN EVIDENZA:

RSA e Covid-19, una drammatica realtà. Le narrazioni di questo periodo di emergenza

La situazione problematica vissuta da molte RSA lombarde durante l’emergenza Coronavirus è riscontrabile sin dall’inizio nei racconti, pur frammentati, degli operatori. In questo articolo Marco Noli guida i lettori attraverso le loro narrazioni e la lettura dei dati ufficiali.
È passato oltre un mese dall’ingresso del virus SARS – COV2 nelle nostre comunità. Siamo stati inondati di dati e informazioni quotidiani, all’inizio un po’ sfilacciati, poi sempre più coordinati, dal Bollettino giornaliero della Protezione civile.
Dalle narrazioni abbiamo capito che poco si sa su questo virus, che la scienza, come è normale che sia, ha una “verità relativa” che si affina giorno per giorno sulla base di quello che succede. Ci siamo resi conto che gli stessi dati ufficiali sono incompleti e presentano un range di scostamento elevato, legato alla difficoltà della raccolta degli stessi e alla variabilità di diversi fattori (es. il numero dei tamponi effettuati, la non conoscenza del “sommerso”degli infettati asintomatici ecc.).
Di fronte ad un’epidemia, diventata poi pandemia, è normale arrivare impreparati1 assistere al susseguirsi di decisioni in continuo aggiustamento in tempi rapidissimi. Anche se bisogna ricordare il vecchio proverbio “del senno del poi sono piene le fosse”, questo non toglie che da quanto sta emergendo, dalle situazioni degli ospedali e di diverse RSA, si rilevano perplessità e possibili omissioni, anche da parte della Regione, tutte da accertare, non solo per identificare eventuali responsabilità, ma soprattutto perché da essi si può imparare.

Leggi: I Luoghi della Cura


Mese sociale – Se il welfare ritorna all’assistenza
Abbiamo fame di futuro. Attraversiamo questo lento guado sforzandoci di scorgere cosa ci aspetta oltre la linea dell’orizzonte. Che cosa vogliamo ci sia? Nel welfare sociale il pensiero mainstream auspica discontinuità, che riporti al centro le comunità locali, la prossimità delle relazioni e degli aiuti, che riscatti un territorio troppo spesso espropriato.
Ed è tutto un rivalutare interventi community based, uno sviluppo economico e sociale a trazione territoriale. Non è chiaro in che misura questa direzione ci porterà avanti – in una fase in cui a trionfare è un’economia digitale che travalica il locale e con scarsa appartenenza di luogo – o se viceversa ci riporterà verso la nicchia novecentesca del “piccolo è bello”. Temi ampi che meritano un approfondimento che va oltre queste brevi note.
Spazi da ricostruire
Prevediamo, auspichiamo, scriviamo decaloghi sul welfare che verrà a partire dal nostro punto di vista, quello di chi osserva. Vorrei provare a partire da un’altra angolatura: quella della domanda di sostegni e di aiuti che si sta configurando. Mi concentro su due aree: ciascuna presenta l’alternativa tra risposte difensive e assistenziali e altre più aperte, emancipative, promozionali.

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La contrattazione sociale di prossimità per la non autosufficienza oltre l’emergenza

Perché l’infrastrutturazione del welfare territoriale conta
Cosa insegna l’emergenza sanitaria
Le persone più colpite dal Covid-19 sono state soprattutto le più fragili dal punto di vista della salute e deboli dal punto di vista economico e sociale, e fra queste in specie gli anziani e le persone con patologie croniche. Il mix tra comorbilità ed età è parso subito micidiale ed è divenuto particolarmente funesto, ciò non solo in Italia, nelle strutture residenziali per anziani, come la cronaca ha documentato con drammatica frequenza, le associazioni e le organizzazioni sindacali hanno denunciato e gli studiosi hanno analizzato.
L’alternativa alla presa in carico ospedaliera si è rivelata insufficiente e ha messo a nudo le criticità del sistema territoriale della sanità, governato nel segno della riduzione dei costi piuttosto che della riorganizzazione dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali per ampliare e diversificare l’offerta, in sistemi sanitari regionali molto differenti ma generalmente ancora orientati a un approccio “ospedalocentrico”. Si sono altresì evidenziate la persistente carenza dell’integrazione sociosanitaria che dovrebbe invece qualificare i rapporti tra i servizi sociali e quelli sanitari, nonché le lacune dell’assistenza domiciliare, entro un sistema di welfare quale quello italiano che continua ad essere, nel bene e nel male, a “trazione” familiare.

Leggi: Welforum


Il “dopo” della sanità. Un numero speciale di Communitas

Un Quaderno scaricabile gratuitamente dal sito di Vita.it. Ospita gli interventi di due grandi esperti, Benedetto Saraceno ed Angelo Righetti. Perché come scrive Aldo Bonomi nell’editoriale, la sfida «oltre al vaccino sarà quella di produrre anticorpi sociali che si mettono in mezzo producendo inclusione»
Quale sarà il “dopo” della sanità uscita dal cataclisma di Covid 19? È il tema di un Quaderno speciale di “Communitas”, la rivista fondata da Aldo Bonomi ed edita da Vita, in uscita oggi e scaricabile su Vita.it. Un tema cruciale che viene affrontato da un grande esperto di politiche sanitarie come Benedetto Saraceno e da Angelo Righetti, psichiatra oggi in prima linea sul “dopo” con il progetto Budget di Salute della Regione Campania.
«La impreparazione e le tardive e frammentate risposte fornite in occasione della pandemia del coronavirus sono state e continuano ad essere evidenti in ogni paese del mondo», scrive Benedetto Saraceno, che è Segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health, Lisbona, ed è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Oms. Si esce da una situazione che costringe a riflettere in particolare «sul deficit di empowerment dei cittadini utenti del sistema sanitario e dunque riflettere sulla urgenza di una salute promossa e erogata nelle ma anche dalle comunità». È un deficit che inaspettatamente ha reso molto più fragili i sistemi sanitari che si pensavano più forti, cioè quelli dei paesi del Nord del mondo. Un sistema che è prigioniero della cultura di emergenza che anche oggi dà l’illusione che «sia sufficiente fare scorte per la prossima epidemia (letti, mascherine, respiratori, liquido idroalcolico): uscire dalla dimensione dell’emergenza vuol dire capire che il virus è un fenomeno sistemico e non eccezionale».

Leggi: Vita


Il welfare che sale dal basso

Non si può prescindere, nella ripartenza, da un sapere sociale prezioso. Ne tenga conto la politica alle prese con un welfare state in crisi piramidale nel far scendere aiuti e interventi verso la base senza un welfare di comunità. Se non vogliamo che il virus produca più solitudine occorre che oltre al vaccino si valorizzino anticorpi sociali capaci di produrre inclusione
Speranzosi apriamo la porta, chi solo la finestra, verso la Fase 2. Guardiamo fiduciosi alle fabbriche, dicendoci che ci aiuterà il buonsenso dei corpi nel mantenere la giusta distanza. Contiamo sulla tecnica incorporata nella rete e nella logistica e sulla scienza. Entrambe sfidate al lavoro agile possibile, al trasporto delle merci per tenere sui mercati internazionali, al trasferire agricoltura e agroalimentare nei supermercati e nei negozi di prossimità e al far circolare i corpi messi al lavoro con il trasporto pubblico. Sfidiamo così Covid-19 per l’economia in affanno, seguendo le indicazioni degli esperti su questi grandi temi.
Prendo dalla commissione Colao una piccola parola chiave: «microgeografia». Microcosmi appunto, che mi rimandano alla Caritas ambrosiana per capire, abbassando lo sguardo, la logistica degli ultimi e la filiera degli invisibili per raggiungere le “vite di scarto” in questa società selettiva dove il virus ha scavato altre faglie di differenze. La Coldiretti e la Caritas, che stanno su queste filiere, stimano un milione di nuovi poveri da Covid-19. Per rendere visibili gli invisibili occorre scomporre e ricomporre i tanti, troppi, non codificati nei codici Ateco che sono nelle microeconomie di sopravvivenza, nel sommerso dei lavori saltuari che chiamiamo lavoretti che toccano anche le nuove professioni che con pudore, essendo nuovo, denominiamo lavoro intermittente

Leggi: Vita


La protezione sociale in Italia e in Europa

Nel 2019 sono stati spesi dalle Amministrazioni pubbliche quasi 479 miliardi per sollevare le famiglie da rischi, eventi o bisogni inclusi nella protezione sociale.
La maggior parte delle prestazioni sociali erogate in Italia riguardano la previdenza sociale (66,3%), il 22,7% prestazioni di tipo sanitario e solo l’11% di assistenza sociale. Negli anni ’90, la previdenza pesava ancora di più, il 71%, a discapito soprattutto dell’assistenza (circa il 7%).
Le prestazioni sanitarie fornite direttamente da strutture pubbliche costano poco meno di 68 miliardi, ma l’assistenza ospedaliera ha perso rilevanza nel tempo a favore di altre tipologie di servizi sanitari.
Per finanziare l’intero sistema della protezione sociale pubblica sono stati messi a disposizione quasi 500 miliardi nel 2019, provenienti per oltre la metà da imposte e per il 48% da contributi sociali.
Ogni abitante ha ricevuto in media nel 2017 poco più di 8mila euro annui per prestazioni sociali. Con 8.041 euro pro-capite l’Italia si attesta sui livelli medi della Ue28; la forbice è molto ampia: dai 20.514 euro del Lussemburgo ai 1.211 della Bulgaria.
I paesi europei hanno dedicato in media alla vecchiaia il 40,5% di tutte le prestazioni sociali erogate nel 2017, in Italia molto di più, il 48,8%. Le prestazioni per malattia/salute seguono con il 29,7% in Europa, ma sono solo il 23,1% in Italia.

Leggi: Istat


Superare il modello delle Case di riposo e delle Rsa. Non più posti letto, ma intensità di cura applicata alla domiciliarità

Partendo da una radicale riforma partecipata del welfare italiano, si potrebbero strutturare le linee di sviluppo strategico di un sistema basato su piattaforme abitative adatte o adattabili alla vecchiaia, ben localizzate e ben integrate nel tessuto urbano. Soluzioni abitative ad intensità assistenziale modulabile, invece di posti letto
“Se le case dove abitiamo sono adatte, è più efficace spostare i servizi – soprattutto quelli sociosanitari – che costringere le persone a ripetuti cambiamenti nelle fasi più delicate della loro esistenza”. (The DanishMinistry of Housing, Urban and Rural Affairs. Factsheet on housing for the elderly)
La pandemia da coronavirus ha aggravato lo stato del Sistema Sanitario Nazionale, già condizionato da pesanti interventi di risanamento tecnico ed economico di molte regioni in Piano di Rientro, ma ha acuito la crisi ancor più pressante, del welfare locale. Questo tipo di sollecitazioni costanti, stanno drammaticamente modificando il processo d’invecchiamento in atto nel nostro Paese, con enormi ricadute sulle condizioni abitative, reddituali, di salute e benessere che dovranno inesorabilmente accompagnare l’allungamento della vita dei prossimi anni.
Sono tanti gli studi che posizionano il SSN tra i primi al mondo (Bloomberg, ad esempio). Indicatori di valutazione a parte, già alcuni anni fa, nell’11° Rapporto di CreaSanità “L’universalismo diseguale”, si analizzava che nonostante il vantaggio che l’Italia registrava sugli altri paesi europei rispetto alle migliori condizioni di salute dei propri cittadini, anche a fronte di una spesa sanitaria molto più bassa, se non si fosse intervenuti sull’equità e l’accessibilità dei servizi specie quelli per gli anziani fragili e per i più vulnerabili, il vantaggio, acquisito, che si stava già riducendo, si sarebbe azzerato se non addirittura invertito.

Leggi: Quotidiano Sanità


Aspetti di vita degli over 75

Sono 7.058.755 gli anziani con 75 anni e più che risiedono in Italia, l’11,7% del totale della popolazione. Il 60% è composto da donne.
Quasi la metà delle donne di 75 anni e più vive da sola, il 29% in coppia. Capovolta la situazione degli uomini, il 21,7% vive solo e il 68% in coppia. Tuttavia la distanza si è ridotta nel tempo.
Le donne anziane stanno peggio degli uomini. Il 24,7% ha gravi limitazioni nelle attività quotidiane e il 48,1% ha tre o più malattie croniche (contro il 18% e il 33,7% degli uomini).
Tra le persone di 75 anni e più il 51% vive a una distanza di non oltre un Km dal figlio più vicino e il 20% ci vive insieme. L’8,9% non ha figli e vive solo e lo 0,9% ha figli lontani all’estero.
Il 40,9% della popolazione di 75 anni e più vive in un’abitazione con giardino privato, il 79,8% dichiara di avere un terrazzo o un balcone. In totale il 90% degli anziani può contare su almeno uno spazio esterno.
Il 12,1% delle famiglie composte esclusivamente da persone di 75 anni e più ha uno o più cani (443 mila famiglie). La percentuale sale se in famiglia ci sono più anziani (15,5% contro 11% dei single).

Leggi: Istat


SEGNALAZIONI:

Arrivano le pensioni di giugno

Anche per il mese di giugno è anticipato e scaglionato il pagamento delle pensioni per chi le riscuote in contanti presso le Poste Italiane.
Bisogna recarsi agli sportelli secondo la seguente turnazione alfabetica:
26 maggio → cognomi dalla A alla B
27 maggio → cognomi dalla C alla D
28 maggio → cognomi dalla E alla K
29 maggio → cognomi dalla L alla O
30 maggio mattina → cognomi dalla P alla R
1 giugno → cognomi dalla S alla Z
Importante!
Sarà possibile riscuotere la pensione in qualsiasi sportello postale in Italia.
Per chi non ritira la pensione in contanti, l’accredito sui conti correnti postali verrà effettuato il 26 maggio.
I pensionati che ritirano la pensione in contanti alle Poste e hanno un’età pari o superiore ai 75 anni possono chiedere all’Arma dei Carabinieri la consegna gratuita a domicilio della pensione.
→ Per informazioni sul servizio c’è il numero verde 800 55 66 70
Nota bene: queste misure sono valide unicamente per i pensionati che riscuotono la pensione negli uffici postali
Non sono invece interessati tutti quei pensionati che hanno l’accredito della pensione in banca, che la riceveranno direttamente sul proprio conto l’1 giugno.

Leggi: Spi-Cgil


Vademecum dell’Agenzia delle Entrate: Le misure fiscali del Decreto Rilancio (34/2020) illustrate dall’Agenzia delle Entrate
– scarica la guida in formato pdf

Leggi: Sunia


Indennità COVID-19 per lavoratori domestici – Da oggi il via alle domande

Sul sito dell’Inps è già attivo da oggi il servizio per la presentazione delle domande di indennità COVID-19 per lavoratori domestici. La misura straordinaria di sostegno è stata introdotta dall’articolo 85 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 per supportare i lavoratori domestici in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.
La misura, di 500 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio, è rivolta ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali. Tra i requisiti richiesti la non convivenza con il datore di lavoro.
L’indennità non è cumulabile con il bonus per autonomi e altri benefici analoghi e non concorre alla formazione del reddito. L’indennità non spetta alle persone, interessate alla regolarizzazione del lavoro sommerso, introdotta nell’articolo 103 dello stesso decreto.
Inoltre, sono esclusi i percettori del reddito di emergenza e del reddito di cittadinanza qualora gli importi percepiti siano pari o superiore all’ammontare dell’indennità prevista per i lavoratori domestici.

Leggi: Inca


Reddito Di Emergenza (REM) – Inps, online la procedura per le domande

Già da oggi, sul sito dell’Inps è online la procedura per le domande del Reddito di Emergenza (REM), previsto nel decreto legge “Rilancio Italia”, (D.L. 19 maggio 2020, n. 34 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”. Per richiederlo c’è tempo fino al 30 giungo.
Il Reddito di Emergenza è rivolto ai nuclei familiari in condizioni di estrema difficoltà a causa del coronavirus, che non abbiano potuto accedere agli ammortizzatori sociali e ai bonus. Il beneficio economico è determinato in un ammontare pari a euro 400 mensili, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (ISEE), ma comunque, non superiore a euro 800 euro mensili, elevabili a euro 840 per quei nuclei familiari in cui sono presenti disabili gravi o non autosufficienti.

Leggi: Inca

 

 

 

 

 

AeA Informa: online il nuovo numero della rivista

Sul sito www.abitareeanziani.it è disponibile il nuovo numero della rivista Abitare e Anziani Informa.
La pubblicazione contiene il report “Una emergenza nell’emergenza” di Marco Arlotti e Costanzo Ranci del Laboratorio di Politiche Sociali del Politecnico di Milano, che descrive la situazione nelle RSA a causa del Covid-19.
La rivista è scaricabile in formato pdf o navigabile in formato web all’indirizzo https://www.abitareeanziani.it/aea-informa-maggio-2020/


NEWS:

lunedì 18 maggio 2020
Ripartenza, INU: necessaria la riqualificazione urbana e la semplificazione delle procedure

Occorre anche potenziare le strutture tecniche degli enti locali, realizzare distretti urbani dell’efficienza energetica e incentivare la mobilità sostenibile
Per ripartire e superare la crisi post coronavirus è necessario semplificare i processi amministrativi, anche potenziando le strutture tecniche degli enti locali, e inaugurare un nuovo ciclo di investimenti sul territorio che punti ad efficienza energetica e mobilità sostenibile.
A suggerirlo l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) che ha elaborato un documento in cui sintetizza quali ulteriori misure servano per superare la fase di emergenza sanitaria, economica e sociale.
Pianificazione urbanistica: per il rilancio serve semplificazione
L’INU punta sulla razionalizzazione degli apparati e degli strumenti che presiedono al governo del territorio.
In particolare, suggerisce di semplificare i procedimenti amministrativi attraverso l’unificazione delle sedi decisionali pubbliche, il ricorso alla amministrazione per progetti e alle conferenze di servizi decisorie e la costituzione di organismi operativi compositi, che sul modello delle Agence d’Urbanisme francesi operino a scala intercomunale.

Leggi: Edilportale, 18/05/2020


lunedì 18 maggio 2020
Case troppo piccole, rischio svalutazione in centro città

Il virus cambia anche le esigenze abitative: ora ambienti più grandi e verdi
Napoli, Roma, Torino e Milano le famiglie vivono l’emergenza Covid-19 con il maggior disagio abitativo, alle prese con spazi domestici limitati, senza giardini e terrazzi (o al limite un balcone di piccole dimensioni), con scarsa illuminazione. L’emergenza sanitaria ha costretto una buona parte delle famiglie italiane a passare molto tempo in casa. Ma le abitazioni degli italiani in molti casi non sono adeguate a fronteggiare questa situazione e sicuramente, una volta passata l’emergenza (in senso lato, anche economicamente) gli operatori immobiliari prevedono un cambiamento radicale della casa ideale e delle richieste abitative. Secondo un’analisi di Abitare Co., società d’intermediazione immobiliare, le famiglie italiane hanno a disposizione una superficie media di ben 117 mq, ma con valori che variano sensibilmente sul territorio. Tra le 12 prime grandi città sono i milanesi ad avere la minore superficie media (88 mq), seguiti dai torinesi (91 mq). Al di là delle medie statistiche, il dato tendenzialmente positivo sulla superficie vale per tutti? Su questo la fotografia di Abitare Co. mostra aspetti meno rosei. Secondo l’ultimo censimento Istat, più di un terzo delle abitazioni occupate da persone residenti, pari a quasi 8,23 milioni di case, è al di sotto degli 80 mq e il 13,4% (circa 3,23 milioni) non raggiunge i 60 mq. Una percentuale, quest’ultima, che tra le province dei capoluoghi di regione sale sensibilmente al 22,7% di Milano, al 22,4% di Trieste, al 21% di Aosta, al 20,4% di Torino e al 18,7% di Roma. Un dato importante se si considera che le famiglie italiane sono composte mediamente da 2,3 componenti.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 18/05/2020


lunedì 18 maggio 2020
Rimbocchiamoci le maniche. Il futuro raccontato da nonni e nipoti #4

Nonni e nipoti a confronto sul futuro. Come sarà il nostro domani? In che modo la pandemia ha cambiato orizzonti, aspettative e speranze? Lo abbiamo chiesto a tanti nonni e nipoti che per più di due mesi non si sono potuti vedere ma sono rimasti in contatto con il telefono e le videochiamate. Ora eccoli riuniti virtualmente in un confronto tra generazioni sul futuro che ci attende. Una doppia testimonianza per ogni puntata.
“Se ci ragiono su, effettivamente la situazione in cui viviamo è di ansia costante. Non posso uscire dalla regione in cui vivo, non posso andare a trovare mia nonna in Liguria”. Mirta ha 12 anni e vive a Milano. Ha vissuto, e continua a vivere, una situazione difficile. Il ritorno alla normalità sembra lontano. “Ora è tutto immobile. Mi risulta complicato pensare al futuro. E per me è strano: prima che scoppiasse la pandemia pensavo di laurearmi in ingegneria biomedica e trasferirmi all’estero. Ora mi sembra più difficile, ma continuo a pensare di poter realizzare il mio sogno”.
Realista ma ottimista. A 12 anni ha già le idee chiare come se ne avesse 20. Eppure le nostalgie e le mancanze sono quelle di chi si avvia verso l’adolescenza: “Faccio la prima media e i miei compagni li ho conosciuti solo per sei mesi. È come se avessi messo gli amici in pausa. Mi mancano”.

Leggi: Liberetà, 18/05/2020


lunedì 18 maggio 2020
Disabilità e assistenza, distanziamento non obbligatorio. “Eravamo fuorilegge”

Suscita polemiche l’articolo 9 dell’ultimo Dpcm sulle riaperture. Barbieri: “Scopro di essere stato fuori legge fino a ieri”. Bonanno: “La legge non esiste se l’assistenza viene erogata dal famigliare. Il caregiver non interessa”. E poi c’è il problema della tutela della salute: “Test e tamponi per disabili, familiari e operatori. O il rischio sarà alto”
Oltre lo sguardo onlus
Chi assiste una persona con disabilità non è tenuto a rispettare l’obbligo di un metro di distanza: è questo, in sintesi, quanto prevede l’ultimo Dpcm (17 maggio 2020) appena approvato, con cui l’Italia esce ufficialmente dal lockdown. La specifica è contenuta nel comma 2 dell’articolo 9 su “Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità”. Il precedente comma conferma quanto già previsto nel precedente Dpcm (art. 8) per la riattivazione dei centri e dei servizi, affidata alle regioni. Ora, nel nuovo successivo comma, si legge: “Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista”. Quattro righe non bastano certo per fare chiarezza, ma sono sufficienti per scatenare le critiche e il sarcasmo di chi questa condizione la vive sulla propria pelle e coglie quindi in questo articolo almeno due paradossi.

Leggi: Redattore Sociale, 18/05/2020


giovedì 14 maggio 2020
Dl Rilancio, così cambia la sanità

E’ il potenziamento della sanità territoriale la prima voce del ‘Rilancio Salute’, che ridisegna il Servizio sanitario nazionale dopo la prima fase dell’emergenza coronavirus: un investimento complessivo pari a 1 miliardo e 256 milioni di euro, previsto dal Dl Rilancio e destinato a finanziare assistenza domiciliare, rete territoriale e Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), monitoraggio domiciliare, strutture territoriali di isolamento, attività di infermieri di famiglia e assistenti sociali. Ecco il dettaglio delle misure annunciate, spiegate dal ministero della Salute.
ASSISTENZA DOMICILIARE – Verranno implementate sul territorio, con personale dedicato, le azioni terapeutiche e assistenziali domiciliari. L’assistenza ai pazienti ultra 65enni passerà dagli attuali 610.741, pari al 4% della popolazione over 65, a 923.500, pari al 6,7%. Un tasso che porta l’Italia al di sopra della media Ocse, attualmente del 6%. Raddoppiati inoltre i servizi per la popolazione minore di 65 anni: si andrà dagli attuali 69.882 assistiti a domicilio, pari allo 0,15% della popolazione under 65, a 139.728, pari allo 0,3%. Risorse stanziate per personale e servizi: 733.969.086 euro.

Leggi: Adnkronos, 14/05/2020


giovedì 14 maggio 2020
Dl Rilancio: Speranza, 3,25 miliardi al Ssn e rete territoriale più forte

Con il “decreto rilancio” vengono stanziati 3 miliardi e 250 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale. Lo sottolinea il ministro della Salute, Roberto Speranza, secondo cui “è una cifra molto più alta di quella che usualmente lo Stato investiva in un intero anno sul Ssn. Ci volevano due, tre anni per una cifra di questo tipo, invece in un colpo solo abbiamo cifre molto importanti”. Con il decreto si rafforza la rete territoriale per la quale “mettiamo in campo 9.600 infermieri, con la figura dell’infermiere di famiglia, e investiamo in particolare sui servizi domiciliari alle persone fragili facendo passare l’Italia dal 4% della platea di assistiti al 6,7%, cioè lo 0,7% in più della media Ocse”.
Le risorse del Dl Rilancio verranno utilizzate anche per potenziare la rete ospedaliera. “Con questo decreto – ha continuato Speranza – si arriverà a 11.109 posti in terapia intensiva, il 115% in più di quelli che avevamo prima dell’emergenza Covid. Non sappiamo quello che ci aspetta, gli esperti parlano della possibilità di una seconda ondata. Dobbiamo essere pronti”. Speranza ha infine dato notizia di altri 240 milioni per nuove assunzioni e 190 milioni per incentivi ai medici, infermieri e a tutto il personale sanitario. “Abbiamo trovato risorse anche per finanziare altre 4200 borse di specializzazione – ha aggiunto -. Il Servizio sanitario nazionale è una pietra preziosa e investire su questa pietra preziosa serve a rendere il nostro Paese più forte”.
Ecco nel dettaglio le misure approvate dal Consiglio dei ministri.

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 14/05/2020


giovedì 14 maggio 2020
Affitti e Decreto rilancio: un primo passo, ma risorse ancora insufficienti e modalità di erogazione non adeguate per fronteggiare vecchie e nuove criticità indotte dal Covid

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, Segretario generale SUNIA
Il Decreto approvato dal Consiglio dei Ministri ha stanziato 140 milioni per il contributo all’affitto.
Una somma decisamente insufficiente rispetto al fabbisogno che, già prima della straordinaria emergenza sanitaria, le stesse Regioni avevano stimato in 450 milioni.
Ma quello che maggiormente preoccupa sono le modalità di utilizzo delle nuove risorse e i criteri di assegnazione del contributo che, a nostro avviso, non possono prescindere da tre priorità:
le famiglie che hanno subito una parziale o totale caduta dei redditi per effetto della crisi indotta dall’epidemia;
i soggetti che già in precedenza contavano sul contributo in quanto pagavano canoni con altissima incidenza sul reddito;
i soggetti con sfratto per morosità incolpevole.
Il Decreto si limita a disporre lo stanziamento sul fono di sostegno all’affitto che è soggetto a procedure e soprattutto criteri di assegnazione del contributo che non possono incidere su queste priorità in particolare sulla domanda originata dalla crisi sanitaria in atto.
É necessario che nella fase di conversione in legge si metta mano a questa gravissima anomalia prevedendo una sostanziale unificazione del fondo sostegno affitti e del fondo per la morosità incolpevole, coordinando l’attuale stanziamento con le risorse disponibili sul fondo della morosità incolpevole, comprese quelle non spese per il quadriennio 2014/2018 e con eventuali fondi straordinari aggiuntivi da parte delle Regioni.

Leggi: Sunia, 14/05/2020


giovedì 14 maggio 2020
Dl Rilancio, Domina: “Governo accoglie nostra proposta di mettere al centro il lavoro domestico regolare”

Lorenzo Gasparrini (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico): “La regolarizzazione di colf e badanti consentirà tutele e diritti per oltre 1 milione di lavoratori, di cui circa 200 mila senza permesso di soggiorno, e incrementerà gli introiti dello Stato che risparmia già, grazie al settore, 10 miliardi di euro annui”
“Il Governo ha accolto la nostra proposta di mettere al centro il lavoro domestico regolare. La regolarizzazione di colf e badanti consentirà tutele e diritti per oltre 1 milione di lavoratori, di cui circa 200 mila senza permesso di soggiorno, e incrementerà gli introiti dello Stato che risparmia già, grazie al settore, 10 miliardi di euro annui”. Queste le parole di Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, l’Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico.
Per Domina, senza l’investimento delle famiglie, infatti, la spesa pubblica per l’assistenza degli anziani in strutture raggiungerebbe i 31,3 miliardi di euro, +45% rispetto ai 21,6 miliardi attuali.
“Il prossimo passo per rilanciare il settore del lavoro domestico nel post Covid-19 – prosegue Gasparrini – è la deducibilità del 15% della retribuzione per i collaboratori domestici e del 30% della retribuzione per le badanti”.
“Gli oneri contributivi a carico delle famiglie datori di lavoro domestico – conclude Gasparrini – sono un altro ostacolo all’emersione dal nero, è necessario adottare politiche che alleggeriscano il carico fiscale, riducendo il divario tra il costo di un lavoratore regolare e quello di uno irregolare”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/05/2020


giovedì 14 maggio 2020
Il lato mentale dell’epidemia: per l’Oms bambini e anziani sono a rischio

Tra gli effetti nemmeno tanto reconditi di questa crisi, ci sono le conseguenze sulla salute psicologica delle persone, che i governi dovranno in futuro “mettere in primo piano”.
L’allarme arriva dalla direttrice dipartimento Salute mentale dell’Oms, Devora Kerstel, la quale ha sottolineato, in un in breafing con i giornalisti, che “la salute mentale e il benessere di intere società sono state gravemente colpite da questa crisi e sono una priorità da affrontare con urgenza”.
A pagare le maggiori conseguenze di una situazione impensabile solo qualche mese fa, i bambini, giovani isolati da amici e dalla scuola, operatori sanitari che vedono migliaia di pazienti infettati e che muoiono per il coronavirus.
Il rapporto dell’Onu, con linee guida su Covid-19 e malattie mentali, ha messo in evidenza diverse aree del mondo e parti di società che sono più vulnerabili al disagio mentale.

Leggi: Liberetà, 14/05/2020


mercoledì 13 maggio 2020
Dopo l’emergenza sanitaria ora rischiamo quella sociale

In un sondaggio di un paio di giorni fa, Save the Children fotografava meglio di altri la bomba economica e sociale che il decreto “Rilancio” dovrà provare almeno in parte a disinnescare.
Per gli effetti della pandemia, quasi un genitore su sette, in condizioni economiche fragili, ha perso il lavoro. Più della metà temporaneamente. Quasi la metà delle famiglie con bambini tra otto e diciassette anni ha ridotto le spese alimentari e il consumo di carne e pesce.
La chiusura delle scuole ha privato i bambini del servizio mensa che permette di mangiare. Il 21,5 per cento delle famiglie non ha comprato medicinali. Una su cinque ha chiesto prestiti a familiari o amici, il 15,5 per cento ha chiesto aiuti alimentari. Con l’aumento della disoccupazione e della precarietà, l’esaurimento dei bonus per le partite Iva e delle casse integrazioni, e in attesa del «reddito di emergenza» che sarà istituito dal «decreto rilancio», la crisi economica rischia di avvitarsi in una crisi anche sociale.
I dati di Save The Children si incrociano con quelli della produzione industriale, crollata di un terzo a febbraio: un dato mai registrato da quando esiste la rilevazione delle serie storiche che partono dal 1990. A marzo ha perso il 29,3 per cento. E ad aprile, mese di caduta totale di una parte della produzione, il dato potrebbe peggiorare.

Leggi: Liberetà, 13/05/2020


mercoledì 13 maggio 2020
Ecobonus al 110% solo se fa due scatti la classe energetica

Fissate le condizioni per l’intervento agevolato: materiali idonei e una polizza anticalamità per il sismabonus Servono asseverazioni dei tecnici e il visto di conformità fiscale
Gli interventi verdi finanziati con il superbonus al 110% per la riqualificazione energetica di condomini e singole abitazioni dovranno garantire «il miglioramento di almeno due classi energetiche da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape)». È una condizione necessaria per accedere al beneficio. Allo stesso modo i materiali isolanti utilizati per il “cappotto” termico dovranno rispettare i requisiti minimi ambientali previsti dal decreto Ambiente 11 ottobre 2017. Sono due delle modifiche dell’ultima ora apportate agli articoli del decreto rilancio che istituiscono il superbonus. Vogliono rendere ancora più verde l’intervento agevolato. Anche per il sismabonus lo sconto al 110% sarà concesso a una condizione nuova: che contemporaneamente si sottoscriva una polizza assicurativa anticalamità.

Leggi: Quotidiano Condominio, 13/05/2020


DALLE REGIONI:

martedì 19 maggio 2020
Il volontariato si mobilita per i servizi di Partinico

L’appello di undici associazioni: “Non ci sono servizi sociali per anziani, bambini e persone con disabilità. Chiediamo alla politica di intervenire”
Undici associazioni di volontariato della cittadina di Partinico che conta 30 mila abitanti, si mobilitano per chiedere l’attivazione al più presto di servizi pubblici essenziali per anziani, bambini e persone con disabilità. L’ultima realtà che per anni è stata una istituzione significativa per tutto il territorio era la casa di riposo Canonico Cataldo – che ospitava 15 persone ma in passato ne aveva avuto anche 40 – che è stata chiusa venerdì scorso. Le persone anziane prima di essere trasferite sono state sottoposte ai tamponi sanitari risultando negative al Covid 19.
A chiedere che non venisse chiusa,, con una lettera inviata al commissario straordinario del Comune e ai massimi rappresentanti pubblici sono state proprio le 11 associazioni di volontariato che operano nel distretto socio-sanitario 41 affiliate al Cesvop di Palermo.
“E’ a nostro avviso, una grave perdita per la nostra comunità – scrivono le associazioni -, essendo stata questa per decenni un punto di riferimento per gli anziani della nostro territorio. La casa di riposo ha ospitato negli anni un considerevole numero di anziani, soprattutto indigenti, che in essa hanno trovato pace e serenità nel loro ultimo tratto di vita terrena”. In particolare, le associazioni avevano chiesto all’amministrazione comunale che venissero sospese le procedure per la chiusura della struttura e che venissero fatti tutti gli sforzi possibili per garantire i livelli occupazionali dei dipendenti e soprattutto il benessere psico-fisico degli ospiti.

Leggi: Redattore Sociale, 19/05/2020


lunedì 18 maggio 2020
Campania: far ripartire subito i servizi sociosanitari e in totale sicurezza

«È già passato più di un mese – denuncia la Federazione FISH Campania – dal Decreto con cui la Regione Campania aveva stabilito il riavvio dei servizi sociosanitari erogati dai Centri di Riabilitazione e dalle Cooperative rivolti alle persone con disabilità, ma ancora oggi la maggior parte dei servizi non sono ripartiti, e questo non per volontà delle persone con disabilità, delle loro famiglie e degli Enti Gestori, bensì perché le ASL non hanno ancora provveduto alla somministrazione regolare di test diagnostici a scopo preventivo a tutte le persone con disabilità»
Persona con disabilità in carrozzina e persona senza disabilità«È già passato più di un mese dal Decreto Dirigenziale n. 83 del 9 aprile (Approvazione Programma “La Campania riparte” – Programma transitorio per i servizi sociosanitari e riabilitativi nella fase emergenziale COVID 19) con il quale la Regione Campania aveva stabilito il riavvio dei servizi sociosanitari erogati dai Centri di Riabilitazione e dalle Cooperative rivolti alle persone con disabilità. Ancora oggi, però, la maggior parte dei servizi non sono ripartiti, e questo non per volontà delle persone con disabilità, delle loro famiglie e degli Enti Gestori, bensì perché le ASL non hanno ancora provveduto alla somministrazione regolare di test diagnostici a scopo preventivo a tutte le persone con disabilità, a prescindere dal riscontro di un operatore o di una persona con disabilità e/o familiare positivo al coronavirus, come più volte chiesto in queste settimane dalla nostra Federazione alla Regione Campania e alle stesse Aziende Sanitarie».

Leggi: Superando, 18/05/2020


lunedì 18 maggio 2020
Marche. Proposte unitarie SUNIA, SICET e UNIAT alla giunta Regionale

L’ emergenza sanitaria in corso, per la sua portata, i suoi effetti e l’indeterminatezza dei tempi di soluzione, ha messo in crisi i redditi di moltissime famiglie con ulteriore aggravio di quelle già economicamente più deboli, che si trovano nell’impossibilità di rispettare gli impegni economici e contrattuali precedentemente assunti.
L’impatto di questa crisi sanitaria sul sistema abitativo, in particolare sull’affitto e sull’emergenza alloggiativa, genererà ulteriore disagio sociale e conflittualità e si insinuerà in un mercato delle locazioni già fortemente compromesso da una diffusa illegalità contrattuale e da un’elevata evasione fiscale.
Nell’attuale contesto emergenziale è necessario attuare strumenti straordinari di sostegno alle famiglie in affitto, attraverso lo stanziamento di risorse dedicate gestibili con modalità puntuali scarne di burocrazia amministrativa oltre a un rapido utilizzo e erogazione dei Fondi già in dotazione.

Leggi: Sunia, 18/05/2020


sabato 16 maggio 2020
Un contributo alle famiglie per saldare affitti e bollette

La giunta erogherà 300 euro in modo celere a quanti si trovano in difficoltà Lo stato di bisogno sarà valutato su quanto percepito nel mese antecedente
Un contributo una tantum di 300 euro per pagare affitto e bollette per le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19. È quanto ha deliberato la giunta di Montegrotto Terme, con una modalità di erogazione celere per venire incontro alle difficoltà di tante persone che si sono trovate senza reddito e non hanno risparmi a cui attingere.
«Abbiamo definito», spiega l’assessore al Sociale Elisabetta Roetta, «una procedura rapida che dia risposte celeri e certe. Questo contributo si va ad aggiungere ai buoni spesa e al grandissimo lavoro che sta facendo il banco alimentare gestito dall’Auser che attualmente assiste 230 cittadini fornendo cibo e generi di prima necessità». Destinatari del contributo una tantum saranno i cittadini di Montegrotto le cui entrate finanziarie abbiano subito una pesante riduzione perché a causa dell’emergenza sanitaria in corso la loro attività o rapporto di lavoro sono cessati, sospesi o ridotti

Leggi: Il Mattino di Padova, 16/05/2020


sabato 16 maggio 2020
Affitti, dalla regione Campania 45 milioni per sostegno alle famiglie

Con il Piano Socio-Economico della Regione Campania, continua l’impegno della Regione Campania a favore delle famiglie per il superamento della crisi causata dall’emergenza sanitaria. Nell’ambito delle misure predisposte dal Piano sociale ed economico, voluto dal Presidente Vincenzo De Luca, trova attuazione il capitolo dedicato alla Casa, finanziato con 45 milioni. Nei giorni scorsi sono scaduti i termini per la presentazione delle istanze per ottenere un contributo per il sostegno all’affitto.
Il primo Bando, relativo all’annualità 2019, ha registrato 65.254 domande. Lunedì prossimo sarà pubblicata la graduatoria provvisoria che, dopo i 15 giorni riservati alla presentazione di eventuali opposizioni, diventerà definitiva consentendo ai Comuni, cui nel frattempo la Regione trasferirà i fondi, di liquidare il contributo ai beneficiari. Si tratta di oltre 13 milioni ai quali si aggiungono altri circa 12, relativi all’annualità 2020, per i quali e’ gia’ stata data l’autorizzazione per assegnarli attraverso lo scorrimento della graduatoria in corso.

Leggi: Redattore Sociale, 16/05/2020


giovedì 14 maggio 2020
Sfratti, in Tribunale i procedimenti ripartono in modalità anti-covid. L’allarme: “Rischio impennata”

L’allarme arriva dal sindacato Sunia: “Discriminato chi non può avvalersi di un avvocato”
Se l’esecuzione degli sfratti è bloccata fino al 1settembre 2020 a causa dell’emergenza Coronavirus, non lo sono i procedimenti che portano allo sfratto che, quindi, con la riapertura del tribunale avvenuta l’11 maggio scorso, stanno ripartendo. Come riportato infatti anche nel protocollo emesso il 23 aprile scorso dalla presidente della Sezione VI del Tribunale Civile di Roma per lo svolgimento delle udienze civili di concerto con l’Ordine degli Avvocati romano “le disposizioni normative in vigore non prevedono alcuna sospensione dei pagamenti” degli affitti. I procedimenti di convalida di sfratto, quindi, rispettando tutte le disposizioni di sicurezza previste per l’accesso al Tribunale, sono ripresi dall’11 maggio “con trattazione scritta” per alcuni specifici casi mentre i giudici dal 15 giugno potranno procedere anche con “udienze straordinarie, da tenersi eventualmente anche il pomeriggio fino alle ore 15.30 scaglionate ogni trenta minuti al fine dello smaltimento dell’arretrato”, si legge nel protocollo.

Leggi: Roma Today, 14/05/2020


giovedì 14 maggio 2020
Sostegno agli affitti agevolati per famiglie e studenti colpiti dall’emergenza coronavirus

Un milione di euro dal Comune di Bologna. Protocollo d’intesa per incentivare la trasformazione dei contratti da canone libero a canone concordato
Incentivare la trasformazione dei contratti di affitto da canone libero a canone concordato, sostenere la riduzione degli affitti per chi ha già un contratto a canone concordato prevedendo anche forme di sostegno per gli operatori dell’ospitalità extra alberghiera che vogliano affittare, in via transitoria, a studenti universitari, lavoratori in mobilità geografica e operatori sanitari: sono gli obiettivi del Protocollo d’intesa promosso dal Comune di Bologna con Città metropolitana di Bologna, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Fondazione per l’Innovazione Urbana, Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini, Apiab-Conia, Feder-Casa, Assocasa, Asppi, Uppi, Aipi Assoproprietari-Confappi, Unioncasa, Appc, Confabitare, e con l’adesione di Fondazione Ceur e Coop Nuovo Mondo.
Attualmente i contratti a canone concordato sono già incentivati dal Comune di Bologna attraverso un’agevolazione IMU per i proprietari immobiliari (aliquota allo 0,76% anziché 1,06%). In questo modo i contratti di affitto che utilizzano il canone concordato in città sono circa 32 mila.

Leggi: Emilia Romagna News 24, 14/05/2020


IN AGENDA:

Caregiver Day 2020: al via la decima edizione

Tra il 19 maggio e il 6 giugno sei webinar gratuiti per esprimere bisogni e costruire proposte, anche nell’emergenza.
Parliamo insieme di cura: per confrontarci, scambiare esperienze, rispondere a domande, esprimere bisogni, costruire proposte a sostegno di chi si prende cura è il filo conduttore delle giornate del Caregiver Day 2020, dedicate a chi si prende cura di un proprio caro malato, disabile, non autosufficiente (anche nell’emergenza) ed a sensibilizzare la comunità sul suo valore sociale.
Il programma prevede la realizzazione di 6 webinar gratuiti, tra i mesi di maggio e giugno 2020, che si svolgeranno tutti dalle ore 10,00 alle ore 11,30 con questo calendario:
•martedì 19 maggio Preparare un piano di cura di emergenza
•sabato 23 maggio Partecipare a gruppi di auto mutuoaiuto “a distanza”
•martedì 26 maggio Promuovere l’alfabetizzazione sanitaria del caregiver
•sabato 30 maggio Rispondere ai bisogni di sollievo del caregiver
•mercoledì 3 giugno Favorire l’accesso all’informazione su tutele e servizi al caregiver
•sabato 6 giugno Rispettare la dignità e l’autonomia della persona assistita nella prospettiva di un nuovo welfare

Leggi: Caregiver Day


Welfare Day – 4 giugno 2020 – Roma – La nuvola Convention Center Viale Asia – Ore 9.00
Iscrizioni aperte sul sito www.welfareday.it


Italia Longeva – 7 e 8 luglio – Roma – Ministero della Salute – Auditorium Viale Ribotta

Long-Term Care FIVE – Gli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine
Giunta alla quinta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra decisori ed attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema socio-sanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di avanzamento di proposte su modalità efficaci, sostenibili ed eque per la presa in carico degli anziani fragili e complessi.
Per maggiori informazioni info@italialongeva.it


IN EVIDENZA:

Quali RSA per il prossimo futuro?

Per mia fortuna ho un osservatorio privilegiato. Sono medico psicoterapeuta e mi occupo di formazione degli operatori delle RSA per cui ho notizie di prima mano su quello che succede in decine di strutture in tutta Italia.
La tempesta del Covid-19 che si è abbattuta sulle RSA ha messo in evidenza bisogni e risorse, sia degli anziani residenti che degli operatori e dei familiari. Adesso che cominciamo a intravvedere l’uscita dal tunnel è tempo di interrogarsi sul futuro per riflettere sugli insegnamenti che possiamo trarre dalla tragedia che stiamo attraversando.
Ci saranno altri che avanzeranno proposte politiche ed organizzative, in questo contributo vorrei invece mettere a fuoco problemi e soluzioni a livello delle persone e delle relazioni interpersonali, partendo dall’osservazione di quello che è successo.
Un’osservazione riguardo agli operatori
Col passare delle settimane il numero di operatori in servizio, considerati quelli malati e quelli in quarantena, si è ridotto. I turni sono diventati più lunghi e ravvicinati, i tempi di riposo ridotti. Il lavoro, con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e le altre norme di comportamento, è diventato più gravoso.

Leggi: Welforum


Il finanziamento dell’assistenza domiciliare nel Decreto Rilancio: inizia una nuova era?

Il Decreto Rilancio ha destinato 734 milioni di Euro aggiuntivi all’assistenza domiciliare integrata (Adi) – di titolarità delle Asl – per il 2020. I fondi si riferiscono al secondo semestre dell’anno in corso, quando gli stanziamenti disponibili raddoppieranno rispetto ad oggi. Diversi elementi lasciano supporre che, nei prossimi mesi, la nuova dotazione di risorse potrebbe essere resa strutturale. Se così fosse, comincerebbe una nuova fase per il finanziamento del settore.
di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non Autosufficienza)
La maggiore attenzione ricevuta dall’assistenza territoriale a seguito della pandemia si riflette nell’allocazione delle risorse che il Decreto Rilancio riserva al Fondo Sanitario Nazionale. Questo settore, infatti, riceve quasi il 40% dei 3,25 miliardi di Euro complessivamente dedicati alla sanità, pari a 1,25 miliardi. I restanti stanziamenti sono assegnati ai servizi ospedalieri e a nuovi investimenti sul personale (figura 1).
La parte principale delle risorse per il territorio serve a rafforzare le attività tradizionali di cure domiciliari previste dai Lea (alle quali sono destinati 734 milioni); si tratta, in altre parole, di un rilevante stanziamento per quelli che sono perlopiù denominati servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (Adi) delle ASL.

Leggi: I Luoghi della Cura


Cure primarie e medicina di famiglia. Il vecchio e il nuovo

La pandemia ha messo a nudo gli elementi di maggiore fragilità e inefficienza del nostro sistema sanitario e assistenziale, tra questi in particolare il complesso dei servizi territoriali, dall’igiene pubblica alle cure primarie, alla medicina di famiglia. L’assenza di un filtro territoriale che identificasse i casi, i conviventi e i contatti (l’ABC della sanità pubblica), intervenendo e curando a domicilio e inviando solo quando necessario in ospedale, ha disorientato la popolazione, ha messo nel panico i pazienti e ha prodotto alla fine il collasso degli ospedali.
“I sistemi sanitari occidentali sono stati costruiti intorno al concetto di patient-centered – ha scritto un gruppo di medici ospedalieri di Bergamo. Ma un’epidemia richiede un cambio di prospettiva verso un approccio community-centered care. Stiamo dolorosamente imparando che c’è bisogno di esperti di salute pubblica ed epidemie.”
In queste terribili settimane tutti hanno potuto constatare quali danni hanno causato il sotto-finanziamento del SSN e la totale disattenzione nei confronti dei servizi territoriali. “Se non avessimo tagliato tanto la spesa sanitaria – si legge sul Corriere della Sera – non saremmo stati costretti a misure che rischiano gravi effetti, economici, politici e sociali, che ancora ci sfuggono. Con dotazioni simili, ad esempio, alla Germania, non avremmo dovuto fermare tutto così a lungo, per non far morire la gente per mancanza di spazi, persone, attrezzature”.

Leggi: Welforum


Domiciliarità: più fondi non bastano senza una nuova progettualità

La crescita di attenzione verso la domiciliarità, legata alla recente pandemia, trova spazio nel “Decreto Rilancio” attraverso un nuovo stanziamento di risorse dedicate. Cristiano Gori e Marco Trabucchi prendono spunto da questa novità per affrontare una questione di fondo. In assenza di un profondo ripensamento della progettazione di questo fondamentale tassello dell’assistenza agli anziani, qualunque dotazione aggiuntiva di risorse rischia di rivelarsi un’occasione persa.
di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non Autosufficienza), Marco Trabucchi (Associazione Italiana di Psicogeriatria, Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia e Network Non Autosufficienza)
Il “Decreto Rilancio” appena presentato contiene un nuovo finanziamento dello Stato per l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Si tratta di un evidente risultato della maggiore consapevolezza dell’importanza dei servizi domiciliari generata dalla pandemia.
In assenza di un profondo ripensamento della progettazione di questo fondamentale tassello dell’assistenza agli anziani, qualunque dotazione aggiuntiva di risorse rischia di rivelarsi un’occasione persa. Vediamo perché.
Un accresciuto interesse
È opinione condivisa che i servizi domiciliari siano in Italia complessivamente deboli, pur con notevoli eccezioni disseminate nella penisola. In merito all’esiguità dell’investimento pubblico non sussistono dubbi, come ci ricorda il confronto internazionale. Infatti, per l’assistenza agli anziani spendiamo meno del resto d’Europa e ai servizi domiciliari destiniamo una quota assai più modesta dei fondi disponibili. Da una parte, la spesa pubblica è del 20% circa inferiore alla media del continente. Dall’altra, solo il 17% di questo già contenuto budget arriva alla domiciliarità (rispetto al 54% all’indennità di accompagnamento e al 29% alle strutture residenziali). Perlopiù, le analisi sulla domiciliarità in Italia si concentrano sugli stanziamenti e, di conseguenza, veicolano il seguente messaggio: “se ci fossero maggiori mezzi si potrebbe assicurare ai cittadini l’assistenza domiciliare della quale hanno bisogno”. Ma le risorse, come si vedrà, rappresentano solo metà del problema.

Leggi: I Luoghi della Cura


Dobbiamo ripensare come e dove far vivere i nostri anziani. Intervista a Marc Trepat

Intervista a Marc Trepat, architetto e socio fondatore dello studio B\TA ARCHITECTS, studio con sede a Barcellona, specializzato in progetti di architettura per persone anziane. Intervista a cura di IMA SANCHÍS, pubblicata sul quotidiano LaVanguardia il 29/04/2020.
Siamo d’accordo con Trepat, non si tratta di criminalizzare nessuno per quello che è successo ai nostri anziani, ci sarà tempo per chiarire le responsabilità; però si può ragionare sul prodotto di questa società, sulla mancanza di valori: gli anziani non sono una residualità, né invecchiare deve essere terrificante. È urgente rivedere la scala delle priorità: le persone devono essere poste prima dell’economia. È tempo che tutte le discipline collaborino a ripensare che società desideriamo.
INTERVISTA
Ima: La prospettiva di finire in una residenza sembra triste …
Marc: Dobbiamo ripensare come e dove far vivere i nostri anziani.
Ima: Il coronavirus è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
Marc: Da molto tempo il settore, sotto tutti i punti di vista, anche quello architettonico, lavora per cambiare il modello di assistenza agli anziani. Ora dobbiamo aggiungere all’equazione le pandemie infettive.
Ima: Perché non ci piacciono le residenze?
Marc: Fino ad ora, in Spagna, abbiamo progettato residenze come se fossero edifici ibridi tra hotel e ospedali, spazi terribilmente istituzionali e molto lontani da ciò che tutti intendiamo come casa. In molte residenze, gli anziani vivono ai margini della città e dei cittadini. È vero, spesso le residenze sono servite a ghettizzare i nostri anziani, obbligandoli ad abbandonare le loro case lasciando in questo modo i centri delle nostre città privi della loro fondamentale presenza.

Leggi: Abitare Sociale


Gli anziani italiani nel prossimo ventennio. Modifiche socio-demografiche e nuove sfide per il welfare

Quali sono le modifiche socio-demografiche degli anziani italiani che si realizzaeranno nel prossimo ventennio? Gianpiero Dalla Zuanna e Chiara Gargiulo illustrano i principali cambiamenti e mettono in luce i messaggi che ne derivano per orientare i servizi agli anziani del prossimo futuro.
di Gianpiero Dalla Zuanna (Dipartimento di Scienze Statistiche Università di Padova), Chiara Gargiulo (Dipartimento di Scienze Statistiche Università di Padova)
L’incremento del numero degli anziani in Italia è impressionante. Dall’inizio del secolo al 2017, gli ultrasettantenni sono passati da sette a dieci milioni e, secondo le previsioni dell’Istat, nel 2042 dovrebbero diventare quindici milioni. Questa irresistibile crescita è dovuta sia al progressivo ingresso in età anziana dei figli del baby boom nati fra il 1945 e il 1975 (invecchiamento dal basso), sia allo straordinario incremento della sopravvivenza (invecchiamento dall’alto). L’attesa di vita per un uomo italiano di 65 anni, inferiore a 14 anni nel 1982, passa a 19 anni nel 2017 e secondo l’Istat supererà i 21 anni nel 2042. Per una donna italiana, l’attesa di vita a 65 anni superava i 17 anni nel 1982, i 22 anni nel 2017, mentre dovrebbe sfiorare i 25 anni nel 2042, con una età media alla morte di poco inferiore a 90 anni. Questi scarni dati testimoniano grandi vittorie contro le malattie, ma suscitano anche timori sulla tenuta del nostro sistema di welfare. Come sarà possibile garantire a tutte queste persone un’adeguata assistenza sociale e sanitaria? È infatti ricorrente l’idea che l’invecchiamento della popolazione proceda di pari passo con l’incremento delle persone che vivono da sole, che non potranno godere dell’assistenza dei figli e che non avranno mezzi per sostenersi.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Tecnologia e sanità. Le rivoluzioni del futuro

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione stanno trasformando ogni aspetto della vita quotidiana perfino il modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi e dei nostri cari. Lo abbiamo sperimentato, in questo periodo di pandemia, con l’affermarsi della telemedicina e della ricetta medica elettronica. Ma le applicazioni digitali sono infinite e in futuro non potranno che migliorare il rapporto tra medico e paziente, rendendolo più paritario, e potranno rafforzare quella medicina del territorio tanto invocata in questo momento emergenziale come argine al sovraccarico degli ospedali che le cronache ci hanno raccontato negli ultimi due mesi.
A questo tema, cruciale per il nostro sistema sanitario, è dedicato un libro che LiberEtà darà alle stampe tra poche settimane dall’eloquente titolo Sanità 2.0. Internet, telemedicina e intelligenza artificiale, che uscirà per la collana Riace dell’Alta scuola Spi Cgil Luciano Lama.
Anche la governance delle strutture ospedaliere è messa alla prova dalle tecnologie. Nuove frontiere come la telemedicina, l’intelligenza artificiale, il Fascicolo sanitario elettronico e i robot infermieri impongono un salto culturale e di mentalità a tutti: malati, medici, operatori e decisori politici.

Leggi: Liberetà


Cassazione: per la pensione di reversibilità conta anche la convivenza prematrimoniale

La Cassazione ha stabilito, nell’ordinanza n. 8263 del 28 aprile 2020, che, nel determinare le quote della pensione di reversibilità spettanti al primo e al secondo coniuge rileva anche la durata della convivenza prematrimoniale.
L’ordinanza della Cassazione ha ribadito, infatti, un importante principio, già affermato in passato dalla Corte Costituzionale, a cui devono attenersi i giudici nel momento in cui sono chiamati a determinare le quote relative alla pensione di reversibilità spettanti al primo e al secondo coniuge del de cuius. In questi casi la durata dei rispettivi matrimoni non può costituire l’unico criterio guida per decidere. Il giudice deve, infatti, tenere conto anche del periodo di convivenza prematrimoniale, dell’entità dell’assegno divorzile riconosciuto al primo coniuge e delle condizioni economiche delle due donne.
L’ex coniuge di un medico aveva chiamato in giudizio la seconda moglie e l’ente ( Enpam ) che erogava la pensione di reversibilità, chiedendo l’assegnazione del 70 % della misura, con condanna alla corresponsione, da parte dell’istituto previdenziale, di quanto maturato dal primo gennaio 2000, visto che il matrimonio era stato contratto nel 1971 e che la donna percepiva un assegno divorzile di due milioni di lire

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore


 

 

 

 

Basta inutili polemiche. Utilizzare Mes per la sanità

“Servono più medici, più infermieri, più strutture territoriali di prevenzione, riordinamento delle case di riposo.
Gli anziani sono stanchi di pagare prezzi altissimi, anche con la morte, per colpa delle inefficienze sanitarie e assistenziali territoriali.
Vanno usate tutte le risorse, compreso il Mes, per rafforzare e migliorare il nostro sistema socio sanitario. Basta inutili polemiche”.
Lo scrive il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti sul suo profilo Facebook.

Leggi: Spi-Cgil


NEWS:

martedì 12 maggio 2020
La nostra battaglia contro le fake news sulle pensioni

Girano su internet e si alimentano sui social network.
Sono notizie spesso inventate di sana pianta, in altri casi volutamente ingigantite e “vendute” ai lettori con titoli sensazionalistici e fuorvianti per attirare l’attenzione (e i click).
L’ultimo caso risale a qualche giorno fa e ha dell’incredibile. Il sindaco di Fara Sabina, una piccola cittadina in provincia di Rieti, lancia dalla sua pagina Facebook la proposta di un taglio delle pensioni sopra i 1.500 euro.
Si tratta solo ed esclusivamente di un’opinione personale, visto che per il ruolo che ricopre non ha alcun potere legislativo in materia previdenziale.
Considerato che non si tratta esattamente di un esponente politico di primissimo piano (non ce ne voglia ma tant’è) è anche difficile immaginarsi che possa in qualche maniera condizionare il dibattito pubblico, spingendo magari chi governa a dargli retta.
La sua proposta è quindi sostanzialmente ininfluente eppure è stata riportata con grande enfasi e dovizia di particolari da diversi siti di news e pagine Facebook.

Leggi: Spi-Cgil, 12/05/2020


martedì 12 maggio 2020
Caregiver ai tempi del Covid: il 50% è stato lasciato solo da scuola e servizi

Lo rivela l’indagine realizzata dal Confad: il 70% degli intervistati denuncia stress, ansia e patologie. Nel 65% dei casi, nessun servizio attivato per la non autosufficienza. Il 94% dei figli partecipa alla didattica a distanza solo grazie ai genitori
Lasciati soli dai servizi, dalla scuola, dalle istituzioni: il 50% dei caregiver familiari dichiara di non essere stato mai contattato, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, da assistenti sociali né centri diurni. L’89,3% riferisce che, con la pandemia, il proprio carico di assistenza è diventato più gravoso. E il 70% denuncia una condizione di salute patologica, con carico di stress e ansia. Sono alcuni dei dati che emergono dalla “Rilevazione sulle condizioni di vita dei caregiver familiari in Fase 1 di Covid-19”, realizzata da Confad (Coordinamento nazionale famiglie con disabilità). “Ne è emersa una fotografia che sarebbe riduttivo definire drammatica”, riferisce il Comitato.

Leggi: Redattore Sociale, 12/05/2020


martedì 12 maggio 2020
Rsa, ecco il sistema pubblico che funziona e difende gli anziani

Fase 2 tra dubbi e incertezze
Nelle Rsa di tutta Italia la situazione emergenziale sta pian piano rientrando ma il coronavirus non è scomparso e per tanti anziani il ritorno alla normalità è ancora lontano, soprattutto per chi è ricoverato in una rsa dove le misure di distanziamento sociale ora sono più dure che mai. E anche nelle Marche, come altrove, ci sono stati tanti, troppi, decessi. Anche qui i sindacati dei pensionati si sono mobilitati sin da subito chiedendo incontri costanti ai prefetti, ai sindaci, monitorando la situazione nelle Asl e nelle Rsa, chiedendo che venissero adottate tutte le misure necessarie.
Bilanci e responsabilità
Ora è tempo di bilanci. E non sono dei migliori. Ne abbiamo parlato con il segretario generale del sindacato pensionati Cgil delle Marche, Elio Cerri, che dice senza troppi giri di parole: “Si è pagato un prezzo troppo alto in vite umane, nel territorio e nelle Rsa”. Le Marche sono state uno dei fronti più colpiti dal coronavirus. “Noi ci siamo mossi subito iniziando a monitorare e chiedendo di effettuare controlli. Il 30 marzo abbiamo incontrato la Regione presentando il documento frutto del nostro lavoro che aveva appurato come ci fossero strutture non contaminate, altre con i primi accenni di covid-19 e altre ancora dove invece il virus era già molto presente”. A questo punto, il sindacato ha fatto pressione sulle Regione perché intervenisse: “Ma le responsabilità sono state scaricate sugli operatori sanitari che hanno dovuto operare in forte precarietà”, spiega Cerri. “Abbiamo chiesto di isolare i contagiati, questo in alcune piccole case di riposo però non era possibile. Allora abbiamo chiesto di trovare soluzioni all’esterno. Di sicuro l’emergenza non è stata affrontata come si doveva, qualcosa è stato fatto, ma molto lentamente e con forti ritardi”.

Leggi: Liberetà, 12/05/2020


martedì 12 maggio 2020
Vita negli ospizi abusivi (che prolificano): medicine scadute e muffa

La mancanza di posti letto e i costi delle rette nelle Rsa hanno favorito strutture clandestine prive di infermieri e del minimo rispetto per la dignità degli anziani- Di Gian Antonio Stella
Se «l’anziano non è che un relitto umano, un abito a brandelli appeso ad un bastone», per dirla col poeta irlandese William Butler Yeats, quanti «relitti umani» sono abbandonati oggi negli ospizi clandestini? Non passa giorno, ormai, senza che sia scoperta una nuova casa di riposo fuorilegge. Spesso senza decoro. A volte topaie. Perfino con tutte le finestre sbarrate come si trattasse di case disabitate. Popolate da fantasmi che piangono silenziosi.
Spiritato in pigiama
Spiriti erranti come un poveretto ottuagenario che qualche settimana fa sbandava spiritato in pigiama per le strade dello Sperone, a Palermo, inseguito da due donne che cercavano di acchiapparlo per riportarlo nella sua gabbia. Dentro un ricovero totalmente abusivo e nascosto allestito abbattendo una tramezza per ospitare undici ombre come lui. Vecchi e vecchie in buona parte disabili e scaricati da famiglie troppo povere o troppo indifferenti per occuparsi di loro. «Meridionali!», dirà qualcuno facendo spallucce. No. La proliferazione di ospizi abusivi riguarda tutto il Paese. Dal Sud più profondo al Nord prealpino. Certo, non si tratta di una novità assoluta. Dal gennaio 2017 all’ottobre 2019, come ricordava nell’autunno scorso Maria Rosa Tomasello suLa Stampa, i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei carabinieri «hanno segnalato all’autorità giudiziaria 1.119 persone e 20 di queste, principalmente gestori di comunità alloggio o strutture assistenziali, sono state sottoposte a misure cautelari per reati che vanno dal maltrattamento, all’abbandono di incapaci fino alle lesioni e all’omicidio colposo». Frutto avvelenato, in un Paese che invecchia, «di una strutturale carenza di servizi, in particolare di assistenza domiciliare, che spinge le famiglie a scegliere soluzioni a volte approssimative o rischiose».

Leggi: Corriere della Sera, 12/05/2020


martedì 12 maggio 2020
Barriere architettoniche, Fiaba: “Nell’Ecobonus edilizio rientrino le spese per l’abbattimento”

“Inserite nell’Ecobonus edilizio in via di approvazione anche le spese per l’abbattimento delle barriere architettoniche”: è la richiesta del presidente di Fiaba Giuseppe Trieste al governo
Giuseppe Trieste, presidente di Fiaba onlus, la fondazione che opera per l’abbattimento di tutte le barriere che si frappongono ad una vera inclusione delle persone disabili, in questa fase in cui è in via di approvazione il Decreto rilancio, lancia un appello al governo: “Siano inserite nell’Ecobonus edilizio anche le spese sostenute per l’abbattimento delle barriere architettoniche”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/05/2020


martedì 12 maggio 2020
Bonus casa: 5 fattori-chiave per fare la scelta giusta, dal tipo di opere all’edificio

Ecco i 5 fattori che tutti i potenziali interessati al bonus casa dovrebbero prendere in considerazione
La ripartenza dei bonus casa comincia da cinque fattori che tutti i potenziali interessati dovrebbero prendere in considerazione.
1. Tipo di lavori. Secondo le bozze circolate nei giorni scorsi, il nuovo superbonus del 110% premierà lavori “pesanti”. Quindi, chi ha in programma opere di minore impatto può già procedere in base alle regole collaudate. Ad esempio, la sostituzione di infissi, realizzata da sola, è agevolata dal 50% standard in quanto manutenzione straordinaria o dall’ecobonus al 50% (che ha un proprio plafond di spesa, è applicabile anche su edifici non abitativi ed è anche detrazione Ires).
Stesso discorso per l’acquisto di una cucina, abbinato a una ristrutturazione: ricade nel bonus mobili (50% su una spesa fino a 10mila euro), che non sarà toccato dal “decreto Rilancio”. In generale, le opere interne, come il rifacimento integrale del bagno o lo spostamento di una parete, non dovrebbero essere interessate dal super-sconto. Ancora, la realizzazione o la risistemazione di un giardino resta agevolata al 36% su 5mila euro.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 12/05/2020


martedì 12 maggio 2020
Invimit lancia un fondo immobiliare dedicato al real estate per la terza età

L’idea è di convertire edifici standard in residenze adatte a una popolazione non più giovane, che in alcuni casi necessita di assistenza anche medica
La pandemia che ha sconvolto le nostre vite sta cambiando molte formule assodate del vivere e dell’abitare. In primis ha evidenziato i casi di totale solitudine in cui gli anziani, la parte della popolazione più esposta al virus, hanno dovuto accettare di vivere. In questo contesto Invimit, la Sgr del ministero dell’Economia e delle Finanze, ha deciso di accelerare per lanciare un fondo immobiliare dedicato al real estate per la terza età. Il fondo “I-3 Silver” si focalizza su formule dell’abitare del senior housing, un modello residenziale che ha preso piede nel Nord Europa dagli anni 70 e sta arrivando da noi. L’idea è di convertire edifici standard in residenze adatte a una popolazione non più giovane, che in alcuni casi necessita di assistenza anche medica. La componente di servizio diventa infatti sempre più rilevante, dal parrucchiere alla palestra, dal ristorante fino alla telemedicina.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 12/05/2020


lunedì 11 maggio 2020
Ecco il Reddito di emergenza: come farne richiesta

Sostegno straordinario, al massimo 840 euro, corrisposti per massimo 2 volte: vede finalmente la luce nel decreto rilancio il reddito di emergenza, il sostegno straordinario destinato ai nuclei familiari in difficoltà economica
Vede finalmente la luce nel decreto rilancio il reddito di emergenza, il sostegno straordinario destinato ai nuclei familiari in difficolta’ economica. Ammontera’ al massimo a 840 euro, erogabili al massimo per due volte. Ecco la norma del decreto nella bozza (258 articoli, oltre 430 pagine), in possesso della Dire.
Le domande possono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020. Il Rem sara’ “riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti: a) residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio; b) un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore ad una soglia pari” a 840 euro. “c) un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000, il massimale e’ incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilita’ grave o di non autosufficienza”. Inoltre il valore dell’ISEE deve essere inferiore ai 15.000 euro”.

Leggi: Redattore Sociale, 11/05/2020


lunedì 11 maggio 2020
Movimenti casa, domani manifestazione a Roma: “Buoni spesa solo a un terzo degli aventi diritto”

“La sindaca di Roma sui buoni spesa non dice la verita’: andiamo a chiedere quello che ci spetta”. Con questo slogan il Movimento per il diritto all’abitare di Roma ha organizzato per domani alle 11.30 una manifestazione davanti al Dipartimento Politiche Sociali in viale Manzoni…
Roma – “La sindaca di Roma sui buoni spesa non dice la verita’: andiamo a chiedere quello che ci spetta”. Con questo slogan il Movimento per il diritto all’abitare di Roma ha organizzato per domani alle 11.30 una manifestazione davanti al Dipartimento Politiche Sociali in viale Manzoni.
“E’ passato piu’ di un mese da quando abbiamo presentato la richiesta per il buono spesa, una misura urgente per affrontare l’ulteriore crisi economica provocata dal Covid 19, e siamo tra quelle oltre 70mila famiglie che ancora non hanno ricevuto risposta”, scrive il Movimento in una nota pubblicata sulla pagina Facebook dei Blocchi precari metropolitani. “I Municipi, ai quali ci siamo ripetutamente rivolti- spiegano- sono stati completamente esautorati dalla scelta di centralizzazione fatta dalla Raggi e dal Dipartimento Politiche Sociali per lavorare le domande. Mentre la sindaca e l’assessore Mammi’ affermano con enfasi che il 95% degli aventi diritto abbia ricevuto il buono, emerge chiaramente- sottolineano- che solo un terzo dei 93mila richiedenti ha ricevuto un riscontro positivo e che le scarse risorse economiche sono gia’ finite. Noi siamo dunque tra quelli rimasti a mani (e pancia) vuote pur avendo i requisiti, se non fosse per i volontari e le volontarie che, con i pacchi alimentari, ci hanno consentito di mettere insieme il pranzo con la cena”.

Leggi: Redattore Sociale, 11/05/2020


domenica 10 maggio 2020
Meno letti e medici: ecco i numeri della sanità malata

Secondo uno studio dell’Osservatorio Cpi di Carlo Cottarelli il sistema italiano esce con le ossa rotte dal confronto con gli altri Paesi europei. I posti in ospedale calati del 15,5% in rapporto alla popolazione
Celebrati eroi in prima linea nella lotta alla pandemia, le donne e gli uomini della sanità italiana si scoprono ‘anziani’, parte di una pattuglia che si assottiglia rispetto alla popolazione e con una disponibilità di posti letto per far fronte alle necessità di ospedalizzazione in calo più accelerato rispetto a quel che avviene all’estero. Passata l’emergenza coronavirus, la questione della riprogettazione sanitaria sarà centrale. Il ministro Roberto Speranza ha indicato le priorità: «Rafforzare i presidi territoriali, aumentare il numero dei servizi domiciliari». Sono «necessari più soldi per l’area ospedaliera e più posti nelle terapie intensive». Una ricognizione sullo stato dell’arte e sull’evoluzione negli ultimi anni aiuta a capire dove è necessario destinare i fondi. La fornisce una ricerca di Beatrice Bonini e Francesco Tucci dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani guidato da Carlo Cottarelli. Calcola l’Osservatorio Cpi che tra 2010 e 2018 i posti letto disponibili – tra pubblico e convenzionati – siano scesi del 13,7% in termini assoluti e del 15,5% in rapporto alla popolazione, con un ritmo accelerato nel pubblico (-17,1% a fronte del -9% del privato).

Leggi: La Repubblica, 10/05/2020


sabato 9 maggio 2020
Covid -19 e il ripensamento non procrastinabile dei percorsi di cura e assistenza

Con l’approvazione del “decreto Balduzzi” (158 del 13/09/2012) si era aperta nelle Regioni una riforma per il Servizio sanitario nazionale sulla riorganizzazione delle cure primarie, tra cui le cure territoriali con la medicina generale: l’assistenza territoriale doveva essere potenziata definendo il medico di medicina generale “tutore della salute delle persone”, da svolgersi in associazione e con altri specialisti territoriali.
Malgrado la riforma centrale, le Regioni hanno preso strade differenti. Veneto, Toscana, Emilia Romagna hanno puntato sull’ambito territoriale, mentre quasi tutte le altre hanno rafforzato la cultura ospedalocentrica, per la gestione delle patologie acute e croniche e la cultura Rsa – centrica per la cura degli anziani. Sia gli ospedali, sia le Rsa, sono spesso sfuggite alle collaborazioni territoriali con i medici di medicina generale e con i servizi sociali. In Lombardia, come in altre Regioni, sono cresciute cliniche private e private accreditate pronte a dare risposte efficienti rispetto a bisogni di salute sulle malattie non trasmissibili, (es. tumori, patologie cardiovascolari), tagliando però i letti di terapia intensiva, in quanto molto onerosi (costo quotidiano stimato dai 1200 ai 1500 euro /die).

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 09/05/2020


sabato 9 maggio 2020
Vivere ai tempi del Covid-19, i risultati di un progetto di ricerca osservazionale in Lombardia sugli over65

Quali sono le strategie di resistenza, gli elementi positivi che impattano sulla qualità della vita e quelli che fanno paura durante l’epidemia e la quarantena? Queste sono le domande poste a 515 over65 di tutte le provincie lombarde fatte nell’ambito di un progetto di ricerca coordinato dalla Fondazione IRCCS Besta in collaborazione con AUSER Regionale Lombardia, con l’associazione Nestore ed altre associazioni di anziani e pensionati.
“Si è tanto parlato di anziani nelle prime fasi dell’epidemia – dice la dott.ssa Matilde Leonardi, Direttore U.O.C. Neurologia, Salute Pubblica e Disabilità della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta e coordinatore della ricerca – e purtroppo si è raccontato il lato tragico che il Covid-19 ha provocato, causando tantissime morti proprio in questa fascia di popolazione considerata molto vulnerabile”.
C’è un altro aspetto riguardo valeva la pena di indagare, ed è come vivono i tempi del Covid-19 gli over 65, quali strategie di resistenza sono state messe in atto durante la quarantena e dall’inizio della epidemia e cosa impatta sulla qualità di vita. Da questo nasce la collaborazione per il progetto con AUSER e NESTORE associazioni storiche, ben radicate sul territorio, che hanno fornito servizi di supporto e volontari che hanno contribuito alla distribuzione dei questionari del progetto “Vivere ai tempi del Coronavirus” insieme ai ricercatori dell’Istituto Besta. In totale hanno collaborato molti volontari della telefonia sociale Auser, 14 psicologi, e diversi volontari della associazione Nestore.

Leggi: In Salute, 09/05/2020


venerdì 8 maggio 2020
Morti nelle Rsa: al Don Gnocchi hanno trovato il “colpevole”

L’avevamo potuto toccare con mano l’angoscia di tanti operatori impegnati nelle Rsa e nelle case di riposo, raccontando quello che è accaduto negli ultimi due mesi nelle strutture residenziali per anziani di mezzo Paese. A partire da quelle lombarde.
Per paura di ritorsioni, le testimonianze erano quasi sempre anonime, piantate nella tragedia che stava travolgendo queste strutture, e riportavano più o meno le stesse cose: operatori socio-sanitari e infermieri costretti a lavorare senza dispositivi di protezione individuale, con poca preparazione per affrontare un’emergenza sanitaria mai vista. In alcuni casi con la percezione di essere stati lasciati soli anche dalle stesse direzioni sanitarie, più preoccupate di minimizzare l’accaduto che disposte a denunciare le difficoltà, spesso oggettive, in cui stavano affondando.
Tra l’altro, l’impegno contro l’epidemia (in molti casi ai limiti dell’abnegazione) era stato pagato a caro prezzo dal personale, con un altissimo numero di contagi.

Leggi: Liberetà, 08/05/2020


venerdì 8 maggio 2020
Fare presto con il riparto fondi di sostegno 2020 all’affitto e per la morosità incolpevole. Il SUNIA scrive al Presidente della Conferenza delle Regioni ed al Ministro delle Infrastrutture

Con una comunicazione (allegata) inviata oggi, il Segretario generale del SUNIA, Stefano Chiappelli ha sollecitato il rispetto degli adempimenti previsti in scadenza da oggi a fine mese per distribuire le risorse dei fondi 2020 di sostegno all’affitto (60 milioni) e per la morosità incolpevole (9,5 milioni).
Occorre far presto per dare immediate risposte al gravissimo disagio abitativo degli inquilini accentuato dall’emergenza Covid-19.
In particolare occorre procedere all’utilizzo unificato delle risorse, accelerare e semplificare le procedure con avvisi pubblici e contestuale modulistica, autocertificazione e incentivi alla rinegoziazione e diminuzione dei canoni.
E’ evidente, come si legge nella comunicazione di Chiappelli, che il prossimo decreto di maggio dovrà rifinanziare di almeno 300 milioni il fondo di sostegno all’affitto che è una condizione strutturale per affrontare la grave crisi abitativa nel comparto degli affitti nel momento che vede precipitare la situazione reddituale di tantissime famiglie impossibilitate a rispettare gli obblighi contrattuali di pagamento del canone con rischio di sfratto per morosità.
L’allegato:

Leggi: Sunia, 08/05/2020


venerdì 8 maggio 2020
Prudenti e informati: ecco come gli anziani lombardi hanno vissuto il lockdown in casa

Presentati oggi i risultati di una ricerca su 515 anziani, condotta dalla Fondazione Besta e Auser. Oltre il 95% ha evitato assembramenti e si è lavato più spesso le mani già dal 20 febbraio. E temono di più tumore e influenza che non il covid-19
Chiusi nelle loro case, come hanno vissuto queste settimane gli over 65 in Lombardia, la regione più colpita dal Covid-19? A questa domanda cerca di rispondere la ricerca coordinata dalla Fondazione Irccs Besta in collaborazione con Auser Regionale Lombardia, con l’associazione Nestore ed altre associazioni di anziani e pensionati. Sono stati intervistati 515 anziani, età media 75 anni. Quel che emerge è che la stragrande maggioranza è stata molto prudente, tanto che il 97% dichiara che già dal 20 febbraio ha lavato le mani più frequentemente e evitato assembramenti e il 95% ha anche evitato luoghi potenzialmente infetti

Leggi: Redattore Sociale, 08/05/2020


giovedì 7 maggio 2020
Caregiver e Covid 19: meno bonus e più servizi. Una famiglia su 4 rinuncia alla badante

Indagine su un campione di mille persone che si prendono cura di un anziano o disabile. Chiedono servizi, in particolare quelli domiciliari. In queste settimane di epidemia c’è chi ha perso il lavoro. Mentre una famiglia su quattro ha rinunciato alla badante
Al primo posto i caregiver chiedono servizi, quei servizi domiciliari che molti di loro, anche prima del coronavirus, non hanno mai visto. Lo desidera quasi metà delle persone intervistate per l’indagine “Caregiver e Covid-19”, realizzata nell’ambito del progetto “Time to Care” finanziato da Fondazione Cariplo, e promossa da Associazione per la Ricerca Sociale (ARS) assieme ad Acli Lombardia e VillageCare, con la collaborazione delle sezioni lombarde di: Legacoop, Spi Cgil, Fnp Cisl, Ordine degli Assistenti Sociali, Auser, Anteas
Con un questionario online, tra il 14 aprile e il 3 maggio, i ricercatori hanno raggiunto quasi mille persone (esattamente 958). Dall’indagine emerge che l’epidemia ha cambiato notevolmente la vita dei caregiver. Fino al mese di febbraio, due caregiver su tre lavoravano. Per la maggior parte di questi, però, da allora le cose sono cambiate: uno su quattro ha ridotto le ore di lavoro, altrettanti hanno temporaneamente sospeso l’attività lavorativa mentre il 6% l’ha persa definitivamente.

Leggi: Redattore Sociale, 07/05/2020


giovedì 7 maggio 2020
Ripartenza, In/Arch: ‘serve un piano per l’edilizia residenziale pubblica’

La proposta punta alla rigenerazione urbana di alloggi inagibili, immobili abbandonati e luoghi dismessi
Per la ripartenza dell’Italia serve anche avviare un nuovo piano di investimenti per garantire alloggi sociali a chi ne ha bisogno attraverso la rigenerazione del patrimonio abbandonato esistente.
Questa la proposta che l’Istituto Nazionale di Architettura propone alle forze politiche e sociali del Paese per rispondere alle problematiche legate all’esigenza abitativa, aggravata in questo periodo dall’emergenza coronavirus e dal conseguente lockdown.
La rinascita dell’Italia passa anche dall’edilizia residenziale pubblica
L’In/Arch ha sottolineato che in Italia 2.100.000 famiglie avrebbero diritto, secondo le normative vigenti, ad un alloggio di edilizia residenziale pubblica. L’Istituto riconosce che garantire una casa alle fasce deboli della popolazione è componente essenziale di un nuovo welfare in grado di diminuire precarietà e povertà.
Per favorire la rinascita del Paese, oltre ai necessari investimenti per infrastrutture, manutenzione del territorio, edilizia sanitaria e scolastica, occorrono risorse pubbliche mirate a garantire alloggi a canone sociale per risolvere problemi legati anche all’accoglienza e all’integrazione di nuovi lavoratori immigrati, spesso vittime di un disagio abitativo tra i più estremi.

Leggi: Edilportale, 07/05/2020


mercoledì 6 maggio 2020
Cgil, Cisl, Uil, subito interventi per sostenere gli affitti delle famiglie

Roma, 6 maggio- CGIL, CISL E UIL con una lettera a firma dei Segretari Confederali, Gianna Fracassi, Giulio Romani e Ivana Veronese, scrivono alla Ministra delle infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli, per sollecitare interventi per il sostegno agli affitti delle famiglie e per una celere attuazione del programma pluriennale per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale. Si legge nella missiva come in questo periodo di emergenza dovuto alla diffusione del Covid-19, CGIL, CISL e UIL segnalano un’ulteriore difficoltà sociale che sta emergendo: quella di chi ha visto compromessa la propria capacità economica e non è nelle condizioni di pagare l’affitto, soprattutto alla luce del fatto che il canone assorbe in media circa il 30 per cento del reddito familiare.
Nei recenti provvedimenti approvati dall’Esecutivo vi sono soltanto norme che prevedono la velocizzazione dell’iter per la distribuzione ai territori delle risorse già stanziate nelle precedenti Leggi di Bilancio relative al Fondo Affitti ed al Fondo Morosità Incolpevole, mentre non sono presenti interventi che abbiano previsto la creazione di un fondo straordinario per il sostegno al pagamento degli affitti per far fronte all’emergenza che si è determinata a seguito della diffusione della pandemia.
Inoltre CGIL, CISL e UIL sollecitano la Ministra ad aprire un confronto sul programma pluriennale per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale, previsto dall’ultima Legge di Bilancio, per la rigenerazione urbana e per dare nuova vita ai quartieri nelle città.

Leggi: Cgil, 06/05/2020


mercoledì 6 maggio 2020
Coronavirus e povertà, assistenti sociali: “Situazione gravissima, serve strategia di medio periodo”

Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gazzi: “I sussidi non bastano, non abbiamo più donne, uomini e risorse per rispondere al grido di aiuto. A leggere le prime proposte su quello che da ‘decreto Aprile’ e diventato ‘decreto Maggio’ siamo sconcertati”
“Qual è la strategia, qual è il disegno per arginare l’epidemia di povertà e della crisi sociale che è sotto i nostri occhi? La Caritas parla di un più 100% di richieste d’aiuto, i dati Inps confermano un incremento di 100 mila domande per il Reddito di Cittadinanza. In queste settimane gli assistenti sociali e gli operatori sociali in tutti i comuni hanno lavorato 15 ore al giorno per garantire i servizi precedenti e l’aiuto straordinario, sabati e domeniche compresi. Cosa ci sarà nel nuovo decreto? Il Governo ha capito che servono sì i bonus e il REM, ma non possiamo sbrigarcela con il solito meccanismo del sussidio?”. Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali, a un mese dall’allarme per il rischio di uno “bomba sociale”, torna a chiedere all’Esecutivo una strategia di medio periodo per intervenire sugli strascichi drammatici del Covid-19.

Leggi: Redattore Sociale, 06/05/2020


mercoledì 6 maggio 2020
Ripartire con i prestiti vitalizi

Torniamo a parlare dei prestiti ipotecari vitalizi, che in Italia, un paese di proprietari di case con pensioni bassissime, potrebbero aiutare più di un milione di over60. Ce ne parla Claudio Pacella, esperto di finanza, che da anni si occupa di diffondere questo strumento
Ho iniziato a interessarmi di prestiti vitalizi nel settembre 2007, ritenendo fossero una soluzione necessaria per dare maggior credito agli anziani e quindi anche un importante settore di attività da sviluppare.
Da allora e fino a oggi, quindi per oltre dodici anni, mi sono dedicato quasi esclusivamente allo sviluppo dei prestiti vitalizi. Guardando indietro forse sembra una follia, ma così talvolta vanno le cose quando ci si dedica a qualcosa in cui si crede. In questi dodici anni ho parlato con centinaia di persone del mondo della finanza, della politica, della pubblica amministrazione, delle istituzioni, della società civile, dei sindacati, dell’universo accademico, di associazioni dei consumatori, di associazioni semplici e soprattutto di anziani che valutavano sulla propria pelle le diverse soluzioni disponibili per poter avere la liquidità di cui avevano bisogno. Le mie considerazioni che seguono sono basate su questa esperienza.

Leggi: In Genere, 06/05/2020


mercoledì 6 maggio 2020
Coronavirus, ecco il superbonus: come ristrutturare casa a costo zero

La proposta del sottosegretario alla presidenza del consiglio Riccardo Fraccaro, prevede che fino al 2021 le aliquote detraibili per alcuni interventi di efficientamento energetico e per le misure antisismiche passeranno rispettivamente dal 65% e 50% ad un’aliquota del 110%
Ecco come funzionerà il superbonus previsto dal governo nel dl maggio. La proposta, elaborata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Riccardo Fraccaro, prevede che fino al 2021 le aliquote detraibili per alcuni interventi di efficientamento energetico (ecobonus) e per le misure antisismiche (sismabonus), passeranno rispettivamente dal 65% e 50% ad un’aliquota del 110%. Questo varrà sia per interventi importanti che per piccoli lavori.
Ecco come funzionerà con un esempio: se una famiglia effettuerà lavori sulla propria abitazione per un importo pari a 1000 euro, riceverà al momento della dichiarazione dei redditi una detrazione pari al 110% del costo dei lavori (in questo caso quindi 1100 euro), che potrà usare in compensazione in cinque quote annuali di pari importo. Ma non è tutto: le famiglie potranno ricevere, a fronte della cessione della detrazione fiscale, uno sconto in fattura pari al 100% del costo dei lavori da parte dell’impresa che ha effettuato la ristrutturazione. Le famiglie potranno cioè effettuare i lavori senza alcun esborso monetario, ma semplicemente vendendo la detrazione fiscale all’impresa che ha svolto i lavori. In questo modo, anche le famiglie con redditi molto bassi o nulli potranno svolgere importanti lavori di ristrutturazione edilizia. E le imprese come recupereranno la liquidita? Se vorranno potranno utilizzare il credito d’imposta in compensazione in cinque quote annuali oppure potranno cederlo a terzi per ottenere immediatamente la liquidità necessaria.

Leggi: Redattore Sociale, 06/05/2020


martedì 5 maggio 2020
Cessazione della locazione e normativa di emergenza anti Covid-19, come siamo messi?

Un contratto di locazione è cessato, ma le parti coinvolte non si possono spostare per via delle norme di emergenza anti Covid-19. Qual è il quadro normativo? Quali sono i comportamenti più corretti?
Cessazione della locazione e trasloco nella primavera 2020, cosa si può fare?
Uno dei tanti problemi sorti con il lockdown è stato quello dei contratti prossimi a cessare ; qui in particolare ci occupiamo dei contratti di locazione .
Le parti, bloccate all’improvviso come i bambini al gioco di un-due-tre stella, non sapevano e non sanno bene quale sia il comportamento più corretto.
Si deve lasciare l’appartamento o si deve rimanere dentro finché dura il lockdown? E gli sfratti sono bloccati? Cosa vuol dire? La norma quali casi riguarda? Vediamo di fare chiarezza.
Il contratto è cessato, me ne vado?
Avvocato, una domanda: il mio contratto di locazione sta per cessare, ho fatto il recesso come da contratto sei mesi fa, che scadono a maggio. Il locatore ha già trovato chi abiterà l’appartamento al posto mio, ma io non posso muovermi, c’è il lockdown! Cosa devo fare?
Di domande di questo genere ne sono state sollevate tante in questi giorni. A tratti sembrava che tutti i contratti di locazione dovessero cessare nel mese di maggio 2020! E invece, la verità è che i numeri, quando riguardano sessanta milioni di persone, sono alti. Così, tra le tantissime attività umane interrotte vi sono le cessazioni dei contratti di locazione.

Leggi: Condominio Web, 05/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Un anno e mezzo di Sentenze sulle barriere architettoniche

Come viene segnalato dalla Rete dei CAAD dell’Emilia Romagna (Centri per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico), la testata «La legge per tutti» propone un’interessante rassegna di Sentenze riguardanti le barriere architettoniche, prodotte dal luglio del 2018 al mese di gennaio di quest’anno, dal Consiglio di Stato, dalla Corte di Cassazione, dalle Corti d’Appello o dai TAR (Tribunali Amministrativi Regionali). Il più recente pronunciamento, ad esempio, concerne gli interventi volti a eliminare le barriere in edifici sottoposti a vincolo come beni culturali
Per citare solo la più recente, si tratta della Sentenza n. 355/20 del Consiglio di Stato, secondo la quale gli interventi volti ad eliminare le barriere architettoniche, previsti dall’articolo 2 della Legge 13/89, si possono effettuare anche su beni sottoposti a vincolo come beni culturali, e la relativa autorizzazione «può essere negata solo ove non sia possibile realizzare le opere senza serio pregiudizio del bene tutelato», precisando cioè che «il diniego deve essere motivato con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio, della sua rilevanza in rapporto al complesso in cui l’opera si colloca e con riferimento a tutte le alternative eventualmente prospettate dall’interessato».
Secondo «La legge per tutti», tale provvedimento «ha introdotto nell’ordinamento un onere di motivazione particolarmente intenso, in quanto l’interesse alla protezione della persona svantaggiata può soccombere di fronte alla tutela del patrimonio artistico, a sua volta promanante dall’articolo 9 della Costituzione, soltanto in casi eccezionali». (S.B.)

Leggi: Superando, 04/05/2020


DALLE REGIONI:

lunedì 11 maggio 2020
Puglia. La Regione non ha adottato alcun provvedimento a favore delle famiglie in locazione privata che a seguito della emergenza covid-19 stanno avendo una forte riduzione di reddito

Dichiarazione del segretario regionale Nicola Zambetti
La Giunta Regionale Pugliese ha approvato una delibera per aiutare le famiglie, che a seguito della emergenza sanitario covid-19, sono in difficolta a pagare il canone di locazione ed i servizi condominiali alle ARCA Pugliesi (ex IACP); nel giudicare positivo questo intervento rileviamo che a favore degli inquilini con contratto privato non è stato adottato alcun intervento di aiuto economico.
Non comprendiamo i motivi per cui non si fa lo stesso intervento a favore delle famiglie in locazione nel settore privato che pagano canoni i quali spesso superano il 50% del reddito.
Il Governo, la Regione e i Comuni stanno intervenendo nell’aiutare le famiglie con la spesa alimentare, con l’acquisto del computer per far studiare i ragazzi ed ora sta pensando al bonus vacanza.
Ci chiediamo quindi quali risorse il cassa integrato e/o il disoccupato pagherà il canone di locazione?
Nel 2018 in Puglia sono stati emessi oltre 3000 sfratti per morosità, il SUNIA pugliese stima che le famiglie in difficoltà con il canone di locazione sono oltre 80 mila, basti pensare che nel 2008 (anno inizio crisi economica) sono state presentate circa 60mila domande di integrazione all’affitto.

Leggi: Sunia, 11/05/2020


giovedì 7 maggio 2020
Coronavirus, Raggi: oltre 30mila richieste per il contributo all’affitto

“Tante famiglie, colpite sotto il profilo economico dall’emergenza coronavirus, hanno difficoltà a pagare l’affitto della casa dove vivono. A loro è rivolto questo sostegno straordinario”. E’ quanto fa sapere il sindaco di Roma, Virginia Raggi
“Le richieste per il contributo all’affitto hanno superato quota 30mila. Tante famiglie, colpite sotto il profilo economico dall’emergenza coronavirus, hanno difficolta’ a pagare l’affitto della casa dove vivono. A loro e’ rivolto questo sostegno straordinario che li aiutera’ a pagare parte dei canoni mensili per l’anno in corso”. E’ quanto fa sapere il sindaco di Roma, Virginia Raggi, su Facebook.
“Fino al 18 maggio e’ possibile presentare la domanda, consegnandola nel Municipio di appartenenza oppure direttamente online- ricorda Raggi- La maggior parte dei cittadini ha scelto di usare internet, una modalita’ nuova che abbiamo pensato per limitare gli spostamenti e semplificare la procedura di richiesta. In questo caso il modulo si compila direttamente online, collegandosi al sito di Roma Capitale e allegando un’autocertificazione firmata e la copia di un documento d’identita’. Se non si possiede una stampante si possono ritirare i moduli in una delle circa 130 edicole convenzionate con Roma Capitale

Leggi: Redattore Sociale, 07/05/2020


giovedì 7 maggio 2020
Regione Sicilia. Protocollo d’intesa tra Le Organizzazioni Sindacali Regionali degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat e le Associazioni Regionali dei proprietari

Le Organizzazioni sindacali regionali degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat e le Associazioni regionali dei Proprietari ASPPI e Confedilizia dopo un approfondito confronto portato avanti in questi mesi hanno definito un protocollo d’intesa utile ad aprire un confronto sia a livello regionale che provinciale, sul tema abitativo nel mercato privato.
– Considerato che l’impatto sul sistema abitativo della crisi scatenata da diffondersi del contagio da Covid-19 aggraverà ulteriormente il già forte disagio presente nel paese.
– Ritenendo indispensabile che, in questa fase di particolare emergenza che si protrarrà ancora nel tempo e per la fuoriuscita dalla quale non sono ancora state individuati percorsi certi, anche sul fronte delle locazioni si delinei un quadro il più chiaro possibile che consenta alle parti di dialogare e di evitare inutili e defatiganti contenziosi, le Organizzazioni regionali degli inquilini e dei proprietari su indicate concordano e propongono alle strutture provinciali di esplorare ogni possibilità per:

Leggi: Sunia, 07/05/2020


mercoledì 6 maggio 2020
Restate a casa”, ma loro vivono in accoglienza: “Magari l’avessimo”

Reportage dalla foresteria Pertini di Firenze, che accoglie gli emarginati della città, come Nassin, egiziano, avanti e indietro tra i corridoi della struttura
Nassin indossa un lungo cappotto grigio e un cappello nero. Ha gli occhi spenti e un po’ rabbiosi. Porta in mano una busta della spesa vuota. Cammina avanti e indietro dentro la Foresteria Pertini, che accoglie a Firenze un centinaio di persone per l’accoglienza invernale.
Restate a casa, dicono tutti. Ci mettono anche l’hashtag, così diventa virale.
Ma c’è qualcuno che, però, neppure sa cosa sia l’hashtag. E soprattutto, neppure ce l’ha una casa dentro cui abitare. Qualcuno come Nassin, oppure come Abdul, marocchino. Anche lui barricato qua dentro, nel cuore di Sorgane, periferie di Firenze, in questo palazzo gestito dalla Caritas. Anche per lui, le giornate sono vuoti da riempire. “Prima uscivo, andavo in centro, andavo a cercare lavoro, facevo qualche lavoretto per tirare a campare, adesso più niente, non sono indispensabile e devo restare qui”. Allora ha chiesto agli operatori se poteva rendersi utile spazzando, lavando. E così ha fatto: “Almeno sento di servire a qualcosa”. Vorrebbe andare a comprare le sigarette per fumarle in giardino, ma non ha soldi ed è inutile mettersi in coda al tabaccaio. Dorme in una stanza con altri tre marocchini, in letti rigorosamente a castello. Stanze da quattro e stanze da 6, senza televisione, la convivenza è difficile, soprattutto tra etnie diverse.

Leggi: Redattore Sociale, 06/05/2020


IN AGENDA:

Caregiver Day 2020: al via la decima edizione

Tra il 19 maggio e il 6 giugno sei webinar gratuiti per esprimere bisogni e costruire proposte, anche nell’emergenza.
Parliamo insieme di cura: per confrontarci, scambiare esperienze, rispondere a domande, esprimere bisogni, costruire proposte a sostegno di chi si prende cura è il filo conduttore delle giornate del Caregiver Day 2020, dedicate a chi si prende cura di un proprio caro malato, disabile, non autosufficiente (anche nell’emergenza) ed a sensibilizzare la comunità sul suo valore sociale.
Il programma prevede la realizzazione di 6 webinar gratuiti, tra i mesi di maggio e giugno 2020, che si svolgeranno tutti dalle ore 10,00 alle ore 11,30 con questo calendario:
•martedì 19 maggio Preparare un piano di cura di emergenza
•sabato 23 maggio Partecipare a gruppi di auto mutuoaiuto “a distanza”
•martedì 26 maggio Promuovere l’alfabetizzazione sanitaria del caregiver
•sabato 30 maggio Rispondere ai bisogni di sollievo del caregiver
•mercoledì 3 giugno Favorire l’accesso all’informazione su tutele e servizi al caregiver
•sabato 6 giugno Rispettare la dignità e l’autonomia della persona assistita nella prospettiva di un nuovo welfare

Leggi: Caregiver Day


Welfare Day – 4 giugno 2020 – Roma – La nuvola Convention Center Viale Asia – Ore 9.00
Iscrizioni aperte sul sito www.welfareday.it


Italia Longeva – 7 e 8 luglio – Roma – Ministero della Salute – Auditorium Viale Ribotta

Long-Term Care FIVE – Gli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine
Giunta alla quinta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra decisori ed attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema socio-sanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di avanzamento di proposte su modalità efficaci, sostenibili ed eque per la presa in carico degli anziani fragili e complessi.
Per maggiori informazioni info@italialongeva.it


IN EVIDENZA:

Covid-19 e Rsa, oggi e domani

L’emergenza Covid-19 ha portato sotto i riflettori un comparto di cui si parlava poco nel dibattito pubblico, ma particolarmente cruciale per il sistema di welfare italiano e futuro. Se è vero che la popolazione italiana invecchia costantemente, dovrebbe risultare naturale dedicare attenzione alla rete di servizi che accompagna i cittadini nella fase della vecchiaia. All’interno di questa rete di servizi (anche definita Long Term Care) un ruolo cruciale per molte persone e famiglie è rivestito dalle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) per anziani. Proprio le RSA sono oggi agli onori della cronaca a causa dell’elevato impatto in termini di malati e decessi causati da Covid-19 che ha riguardato in primo luogo gli ospiti delle RSA e, aspetto non meno importante, anche gli operatori delle strutture residenziali per anziani.
I dati dell’Istituto Superiore di Sanità (gli unici ufficiali disponibili sul tema, ultimo aggiornamento al 14 Aprile 2020) presentano una fotografia quantomeno critica. Nel periodo 1° febbraio – 14 Aprile le morti in RSA imputabili al virus sono state il 40,2% del totale (2.724 dei 6.773 decessi complessivi avvenuti in circa 1.000 strutture, sul panorama nazionale ISS ne ha contate 4.629) con eccezione di alcuni territori dove ha raggiunto vette più alte come PA Trento (78,8%), PA Bolzano (46,4%), Lombardia (53,4%) ed Emilia-Romagna (57,7%). Dei decessi in RSA considerati connessi all’epidemia solamente il 13,3% è stato però accertato con tampone. Guardando ai casi attualmente attivi, se considerassimo solo questi si tratterebbe di 1,43 casi per struttura, con una incidenza non superiore rispetto a quella di altri contesti sociali. Includendo anche i casi non accertati da tampone ma senza sospetti si arriva a 4,3 casi ogni RSA.

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L’Italia che aiuta chiede servizi

Come stanno vivendo questa emergenza i caregiver, ossia coloro che si prendono cura di una persona, solitamente un familiare, che ha bisogno di aiuto in modo continuativo? In quali condizioni si trovano? Quali esigenze esprimono? E quali indicazioni possiamo trarne per la “fase 2” appena iniziata?
Abbiamo provato a dare voce ai tanti caregiver familiari che si prendono cura di una persona anziana o con disabilità. In Italia sono oltre 7,3 milioni (Istat) e di loro sappiamo ancora poco. Per farlo, abbiamo messo insieme le forze dei diversi enti che hanno promosso l’indagine: l’Associazione per la Ricerca Sociale (ARS) assieme ad Acli Lombardia, VillageCare e le sezioni lombarde di: Legacoop, Spi Cgil, Fnp Cisl, Ordine degli Assistenti Sociali, Auser, Anteas. La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto “Time to Care” finanziato da Fondazione Cariplo.
Abbiamo sfruttato la rete, strumento prezioso durante il lockdown. Con un questionario online, tra il 14 aprile e il 3 maggio, abbiamo raggiunto quasi mille persone (esattamente 958). Un questionario che è diventato occasione per dire, parlare, sfogarsi: desideri chiaramente palpabili nelle domande che abbiamo lasciato “aperte”. Le 958 persone che hanno risposto al questionario lo hanno fatto collegandosi al link messo a disposizione e fatto girare dei diversi enti coinvolti. Non costituisce un campione rappresentativo dei soggetti definibili “caregiver” nel nostro paese, ma per numerosità e distribuzione costituisce uno spaccato conoscitivo inedito in queste difficili settimane.

Leggi: Welforum


Caregiver e Covid-19: in ascolto del lavoro “muto”

Nel contesto emergenziale che stiamo vivendo, cosa è cambiato per chi si prende cura di un familiare che ha bisogno di aiuto in modo continuativo? Attraverso i risultati di una rilevazione ad hoc, realizzata online nelle scorse settimane, emergono esigenze spesso taciute e indicazioni utili per l’organizzazione dei servizi.
di Sergio Pasquinelli (Presidente Associazione per la Ricerca Sociale – ARS, Milano), Giulia Assirelli (Dottoressa di Ricerca in Sociologia e Ricerca Sociale, ricercatrice freelance)
Caregiver e Covid-19: in ascolto del lavoro “muto”
Come stanno vivendo l’emergenza Coronavirus i caregiver, ossia coloro che si prendono cura di una persona, solitamente un familiare, che ha bisogno di aiuto in modo continuativo? Quali esigenze esprimono? E quali indicazioni possiamo trarne per la “fase 2” appena iniziata?
Sono le domande alla base dell’indagine “Caregiver e Covid-19” promossa dall’Associazione per la Ricerca Sociale (ARS) assieme ad Acli Lombardia, VillageCare e le sezioni lombarde di Legacoop, Spi Cgil, Fnp Cisl, Ordine degli Assistenti Sociali, Auser e Anteas, realizzata nell’ambito del progetto “Time to Care” finanziato da Fondazione Cariplo.
Attraverso un questionario online, tra il 14 aprile e il 3 maggio, sono state raggiunte quasi mille persone (esattamente 958). A rispondere, sono state soprattutto le donne (85% dei casi) e le persone nella fascia d’età compresa fra i 50 e i 60 anni (46% dei caregiver). Le risposte sono arrivate prevalentemente dalle regioni del Nord (83%). Nella maggior parte dei casi la persona assistita è il genitore del caregiver o il coniuge.
Di seguito, una sintesi dei principali risultati.

Leggi: I Luoghi della Cura


L’impatto sociale dell’amministrazione di sostegno – Principali elementi emersi da un’analisi valutativa

Le gocce ricominciano a contare quando non è più possibile contarle – (Elias Canetti, Massa e potere)
L’istituto dell’amministrazione di sostegno, introdotto nell’ordinamento giuridico italiano con la legge 9 gennaio 2004 n°6, può essere considerato non solo un “passaggio di civiltà” nella disciplina delle misure di protezione (Manzon, 2011), ma uno degli strumenti di welfare più innovativi oggi a disposizione per promuovere e sostenere le persone in condizione di fragilità. Purtroppo la normativa è stata attuata in modo estremamente diversificato nei diversi contesti territoriali del Paese. Alla frammentarietà ha contribuito anche una produzione legislativa che ha interessato solo alcune realtà regionali (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Sardegna) e le due Province Autonome di Trento e Bolzano. A distanza di quindici anni dalla sua introduzione, è ancora del tutto assente una valutazione in grado di tracciare un profilo nazionale di questo istituto giuridico: non si dispone di una quantificazione puntuale e sistematica della diffusione dei provvedimenti e nemmeno di una ricognizione delle differenti modalità attuative. Ciò di cui si dispone è la descrizione di sempre più numerose ed interessanti esperienze locali (Manzon, 2011; Sammarco, Caseri, 2008), alcune ospitate anche su questa testata (Castegnaro, 2018; Genova et al, 2019), ma che faticano a diventare prassi condivise su ampia scala.
Il presente contributo si propone di continuare la riflessione avviata sull’argomento riportando i principali esiti emersi da un’analisi di impatto sociale, condotta dall’IRSSeS (Istituto Regionale per gli Studi di Servizio Sociale) per conto dell’AIASS (Associazione Italiana Amministratori di Sostegno Solidali), sull’implementazione dell’istituto giuridico nei circondari di Pordenone e Gorizia, afferenti alla Corte d’Appello di Trieste (IRSSeS, 2019).

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Covid-19. Inca, tutela Inail per i contagiati

Candeloro: l’infortunio non è una malattia comune
“Bene ha fatto il direttore dell’Inail, Giuseppe Lucibello a ribadire come la copertura assicurativa antinfortunistica da contagio non costituisca una novità normativa”. A dirlo Silvino Candeloro, del collegio di Presidenza di Inca, commentando l’articolo pubblicato su “Il sole 24 ore” di oggi, che riassume i contenuti dell’incontro in teleconferenza, tenutosi ieri dall’Inail con i consulenti del lavoro.
Il presupposto tecnico-giuridico della disposizione, che è quello della equivalenza tra causa violenta, richiamata per tutti gli infortuni, e causa virulenta, costituita dall’azione del nuovo coronavirus non rappresenta una novità, ha spiegato il direttore generale di Inail: “Sono cento anni – ha spiegato che in Italia i contagi sul luogo di lavoro, a partire da quelli legati alla malaria, sono assimilati agli infortuni”. E aggiunge: “Anche se questa fattispecie non fosse stata disciplinata con l’articolo 42 (del decreto Cura Italia ndr), sarebbe comunque intervenuto l’Istituto per dare un segno della nostra presenza alle categorie a rischio”.

Leggi: Inca


Dichiarazione dei redditi 2020 – I Caaf sono operativi

I Centri di assistenza fiscale accolgono i cittadini in tutta sicurezza: lo fanno sia su appuntamento in ufficio sia “a distanza”, ricevendo tramite smartphone, tablet, pc, app Digita Cgil e Cgil Online tutti i documenti necessari per predisporre 730, Isee e altri servizi.
Di seguito il comunicato stampa della Consulta Nazionale dei Caaf
È un periodo eccezionale quello vissuto in tutti questi mesi e quello che si vivrà nelle prossime settimane. Con la “fase 2” da oggi riprenderanno il lavoro oltre quattro milioni di persone, ma i Caaf Cgil non hanno mai sospeso la loro attività, nonostante il lockdown, poiché ritenuta “essenziale”. Infatti, gli operatori in smart working hanno continuato a rispondere alle telefonate e alle mail, predisponendo le pratiche più urgenti anche a distanza, spostando appuntamenti o informando sulle ultime novità legislative (come la sospensione dei ratei di mutuo, dei contributi colf/badanti e delle cartelle di pagamento).

Leggi: Inca


Bonus 600 euro: Occhio alle truffe telematiche

Inps denuncia tentativo di truffa tramite phishing
L’Inps avvisa gli utenti che è in corso un tentativo di truffa tramite email di phishing finalizzata a sottrarre fraudolentemente il numero della carta di credito, con la falsa motivazione che servirebbe a ottenere un rimborso o il pagamento del Bonus 600 euro.L’Inps invita tutti gli utenti a ignorare email che propongono di cliccare su un link per ottenere il pagamento del Bonus 600 euro o qualsiasi forma di rimborso da parte dell’Inps, ricordando che le informazioni sulle prestazioni Inps sono consultabili esclusivamente accedendo direttamente dal portale www.inps.it. e che l’INPS, per motivi di sicurezza, non invia in nessun caso mail contenenti link cliccabili.

Leggi: Inca


Fase 2, servono tamponi e controlli per 3mln di non autosufficienti

“Servono tamponi a tappeto e controlli per 3 milioni di persone anziane non autosufficienti da estendere anche ai loro familiari per evitare, come purtroppo è già largamente successo, un possibile contagio sulla parte di popolazione più fragile ed esposta”.
È quanto dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti in merito all’avvio della Fase 2.
“Non stiamo chiedendo la luna – continua Pedretti – né una cosa troppo complicata. Di questi 3 milioni di persone infatti 300mila sono quelle che si trovano in case di risposo e nelle Rsa mentre per sapere chi sono le altre 2,5 milioni basterebbe mettere a disposizione la banca dati dell’Inps, con particolare riferimento a quelli a cui vengono erogati gli assegni di accompagno”.
“Sappiamo quindi – conclude il Segretario generale dello Spi-Cgil – chi sono e dove si trovano queste persone e metterle in sicurezza dovrebbe essere una priorità. Bisogna agire con urgenza per evitare di ricommettere gli stessi errori commessi nella prima fase di questa emergenza”.

Leggi: Spi-Cgil


Coronavirus e anziani: intervista a Enzo Costa, presidente Auser

Il 29 aprile Abili a proteggere ha intervistato Enzo Costa, presidente dell’Auser, Associazione per l’invecchiamento attivo, sul tema Coronavirus e anziani: le persone anziane risultano, infatti, tra le più vulnerabili, soprattutto in questa emergenza. Come stanno vivendo questo periodo? Quali i principali bisogni? Quali i servizi attivati da Auser? Queste le domande che abbiamo posto al presidente Costa e tanti gli spunti di riflessione emersi: emarginazione e discriminazione, l’informazione, i legami intergenerazionali, la formazione continua. Di seguito l’intervista, disponibile anche sul canale Youtube di Abili a proteggere.
Come stanno vivendo le persone anziane questa emergenza?
Le persone anziane non stanno vivendo bene questa emergenza, in primo luogo perché mantenere confinato in casa un anziano significa cancellare tutte le sue possibilità di costruire momenti di socializzazione essenziali per un anziano, in quanto sono uno degli elementi per cui l’anziano mette da parte l’ansia e la tristezza. Da 30 anni costruiamo momenti di socializzazione e occasioni per uscire di casa e incontrare altre persone e promuoviamo le relazioni per mantenere una vita attiva, perché se si esclude o si isola un anziano subentra un fattore che è una malattia che si chiama depressione.
In secondo luogo le persone anziane stanno vivendo male questa emergenza a causa dell’emarginazione.

Leggi: Abili a proteggere


#Giustaitalia: un Patto per la Ripartenza – Associazioni e sindacati lanciano 18 proposte

“La ripartenza dovrà avere solide radici nella giustizia sociale, nel rispetto dei diritti a partire da quelli sul lavoro”. Così Maurizio Landini, segretario Generale della Cgil sostiene il Patto per la Ripartenza, #Giustaitalia, sottoscrivendo un manifesto che contiene diciotto proposte concrete per una “società nuova, libera da mafie e corruzione”.
L’inziativa, rivolta a Governo e Parlamento, è promossa da Libera, insieme ad Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Cooperare con Libera Terra, Acsi, Us Acli, Cngei, Fondazione Interesse Uomo, Cgil, Cisl, Uil. “C’è un’Italia che vuole ripartire, stando con i piedi per terra – spiega Landini -, e chiede a tutti grande attenzione sui temi della legalità e della trasparenza. La ripartenza dovrà avere solide radici nella giustizia sociale, nel rispetto dei diritti a partire da quelli sul lavoro. Salute e sicurezza in primis”.

Leggi: Inca


NEWS:

martedì 5 maggio 2020
Fare i nonni al tempo del coronavirus

Le nonne e i nonni che seguono assiduamente i nipoti tra gli zero e i quattordici anni sono, in Italia, oltre dieci milioni di “anziani attivi”. Il loro fatturato “virtuale” è di 24 miliardi di euro annui. Attori silenziosi di un welfare familiare che integra e spesso sostituisce i servizi per l’infanzia. Si occupano dei nipoti, spesso anche sostenendo il reddito dei genitori; sono educatori non “per mestiere”, ma nella quotidianità fatta di affetto, giochi, letture, storie, passeggiate, aiuto nei compiti, risposte ai perché, memoria del passato, testimonianza di valori e comportamenti.
La pandemia
La pandemia ha sconvolto anche la loro vita. Non sappiamo quanti siano morti, ammalati, guariti, o stiano ancora soffrendo per questo virus e quanti abbiano rischiato e rischino la vita, continuando nella cura dei nipoti o ancora nel lavoro in servizi essenziali.
Ma la maggior parte è stata “costretta” a casa e lontana dai nipoti, che prima accudiva quasi quotidianamente.

Leggi: Liberetà, 05/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Occhio alla bufala! Le pensioni sopra i 1.500 euro non saranno tagliate

Ci risiamo. Gira su internet e sui social network un’altra fake news sulle pensioni in cui si parla di una fantomatica proposta di taglio degli assegni sopra i 1.500 per affrontare l’emergenza economica da Covid-19.
La notizia – corredata dai soliti titoli sensazionalistici che hanno il solo fine di procurare allarme in chi legge – è apparsa in questi giorni su diversi siti e pagine Facebook.
Nessuna di queste è da considerarsi come una fonte ufficiale (stiamo parlando di piattaforme come ilsussidiario.net e scoprilavoro.it che non hanno alcuna autorevolezza).
Siamo andati a verificare e abbiamo scoperto l’origine della bufala, che vi raccontiamo qui di seguito.
Il 1° maggio il sindaco di Fara Sabina, una cittadina di 13mila anime in provincia di Rieti, ha lanciato dal suo profilo Facebook la proposta di “un trasferimento temporaneo di reddito che deve interessare tutti gli stipendi pubblici e le pensioni che superano 1.500 euro netti mensili. Un taglio orizzontale, per 6 mesi, per un valore di 10 miliardi dalle pensioni e 15 dagli stipendi pubblici”.

Leggi: Spi-Cgil, 04/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
A marzo in Italia il 49,4% di decessi in più. Record a Bergamo: +568%, a Roma -9,4%

A marzo 49,4% di morti in più, di cui il 54% con diagnosi di Covid. Il prezzo altissimo pagato dalle province di Bergamo, Cremona e Lodi
É un’Italia a tre velocità quella fotografata da Istat e Istituto superiore della sanità nel primo report sulla mortalità dell’epidemia da Covid-19 che dal 20 febbraio 2020 si è diffusa in Italia. L’impatto del virus è stato più contenuto nelle regioni del Sud e nelle isole, mediamente più elevato in quelle del Centro rispetto al Mezzogiorno e molto elevata nelle regioni del Nord. Un’epidemia che ha messo in ginocchio il motore dell’economia del Paese. IStat e Iss precisano che i dati di mortalità totale si riferiscono al primo trimestre consolidato 2020 e riguardano 6.866 comuni (87 % dei 7.904 complessivi).

Leggi: Il Sole 24 Ore, 04/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Fase 2, l’appello dei medici: rafforzare la medicina di territorio

«Oltre ai dispositivi di protezione e ai tamponi chiediamo di rafforzare il territorio, il vero punto debole del Servizio sanitario nazionale». Centomila medici di tutte le specialità e di tutti i servizi territoriali e ospedalieri scrivono, attraverso i social, una lettera aperta al Ministro della salute, Roberto Speranza, e ai governatori delle Regioni. Dopo due mesi di scambio di informazioni sull’insorgenza del Coronavirus, su come contenere la malattia, su come orientare la terapia e quando iniziare i trattamenti, i firmatari dell’appello sono giunti a una conclusione: i pazienti con sintomi riferibili al Covid-19 vanno trattati il prima possibile e sul territorio, prima dell’esplosione della malattia conclamata, ossia della polmonite interstiziale che conduce alla terapia intensiva e anche al decesso. I medici in prima linea contro il virus chiedono «tamponi, dispositivi di sicurezza e l’attivazione immediata delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), in tutte le regioni, in maniera omogenea e senza ostacoli burocratici nel prescrivere farmaci, tamponi, ecografie polmonari e raggi X a domicilio».

Leggi: Liberetà, 04/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Un anno e mezzo di Sentenze sulle barriere architettoniche

Come viene segnalato dalla Rete dei CAAD dell’Emilia Romagna (Centri per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico), la testata «La legge per tutti» propone un’interessante rassegna di Sentenze riguardanti le barriere architettoniche, prodotte dal luglio del 2018 al mese di gennaio di quest’anno, dal Consiglio di Stato, dalla Corte di Cassazione, dalle Corti d’Appello o dai TAR (Tribunali Amministrativi Regionali).
Per citare solo la più recente, si tratta della Sentenza n. 355/20 del Consiglio di Stato, secondo la quale gli interventi volti ad eliminare le barriere architettoniche, previsti dall’articolo 2 della Legge 13/89, si possono effettuare anche su beni sottoposti a vincolo come beni culturali, e la relativa autorizzazione «può essere negata solo ove non sia possibile realizzare le opere senza serio pregiudizio del bene tutelato», precisando cioè che «il diniego deve essere motivato con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio, della sua rilevanza in rapporto al complesso in cui l’opera si colloca e con riferimento a tutte le alternative eventualmente prospettate dall’interessato».

Leggi: Superando, 04/05/2020


domenica 3 maggio 2020
Le proposte Asppi per il “Decreto di Aprile”

Evitare che le tensioni nel mercato degli affitti generino interruzione dei rapporti di locazione e contenziosi; sostenere le fasce più colpite dall’emergenza sanitaria ed economica senza scaricare interamente ii costi su altri soggetti privati; agevolare il rapporto fra locatori e conduttori nella ricerca di soluzioni eque che aiutino, ove necessario, la rinegoziazione dei contratti in ordine alle scadenze di pagamento e all’entità dei canoni: su questi obiettivi, locatori e conduttori si aspettano risposte precise e tempestive dal Governo a cominciare dal “Decreto di Aprile” annunciato per i prossimi giorni.
Asppi sottolinea le proposte già avanzate nelle scorse settimane:
1) Va ribadita ed ampliata la misura già contenuta nel Decreto CuraItalia relativa al credito di imposta del 60% dell’importo del canone per i conduttori di attività commerciali che abbiano pagato l’affitto. La misura va estesa alle attività professionali, commerciali e associative non ricomprese nella categoria catastale prevista nel Decreto di marzo. La misura deve prevedere un arco temporale più ampio e comprendere almeno un trimestre; va previsto che il credito d’imposta sia trasferito al locatore nel caso di non pagamento del canone.

Leggi: Quotidiano Condominio, IL Sole 24 Ore, 03/05/2020


sabato 2 maggio 2020
Emergenza. Caritas: “Raddoppiati i nuovi poveri”. Il virus cambia i servizi diocesani

Primo monitoraggio nazionale Caritas sull’isolamento. Nuove povertà e nuovi servizi per la pandemia. Morti anche 9 volontari, 42 contagiati
Da lunedì 4 maggio l’Italia che prova a ripartire non può dimenticare chi è rimasto indietro. Secondo la Caritas italiana, che ha diramato in mattinata un primo report sulla nuova povertà da lockdown e le risposte, dopo due mesi di isolamento è infatti raddoppiato il numero dei poveri che per la prima volta si sono rivolti ai Centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane rispetto al periodo di pre-emergenza. Caritas che pagano un tributo pesante di malati e morti di Corona virus. Secondo il monitoraggio sono infatti risultati positivi al virus 42 tra volontari e operatori in 22 Caritas diocesane e in 9 Caritas si sono registrati 10 decessi.
L’organismo pastorale della Cei, che dall’inizio dell’emergenza Covid-19 ha intensificato il contatto e il coordinamento di tutte le 218 Caritas diocesane, ha comunicato di aver organizzato una prima rilevazione nazionale condotta dal 9 al 24 aprile coinvolgendo 101 Caritas diocesane, il 46% del totale. L’indagine è stata condotta attraverso un questionario destinato ai responsabili Caritas e ha permesso di esplorare non solo le novità negli interventi e l’impatto del Covid-19 sulla creazione di nuove categorie di poveri, ma anche su volontari e operatori.

Leggi: Avvenire, 02/05/2020


sabato 2 maggio 2020
Cardano: “Troppo potere ai privati dietro il disastro delle Rsa”

«Il disastro nelle Rsa è imputabile a decisioni discutibili, ma anche a due fattori strutturali: non aver seguito la vocazione ai servizi e alla medicina di territorio della Riforma del ‘78 e la politica adottata in Lombardia in modo particolare, ma anche altrove, di affidare la gestione di servizi così delicati a privati convenzionati». A sostenerlo è Mario Cardano, docente di sociologia della Salute all’Università di Torino.
La sua è una dichiarazione contro il mercato?
Non sono contrario, in linea di principio, al coinvolgimento dei privati nella gestione della salute. Va bene affidare i servizi pubblici al mercato, ma a quel punto è necessario un controllo sulla formazione di chi svolge il servizio, sul modo in cui viene svolto e sulla qualità architettonica delle strutture. Nel momento in cui si delega a un privato la gestione di un servizio così importante come la salute, i controlli devono essere particolarmente rigorosi. Ecco che cosa è mancato. L’idea che il mercato possa autoregolarsi, controllando la qualità e l’efficienza dei servizi, si è rivelata un’illusione. C’è un’altra questione…

Leggi: https://www.libereta.it/cardano-troppo-potere-ai-privati-dietro-il-disastro-delle-rsa/


venerdì 1 maggio 2020
Cosa insegnano i dati sul Covid-19 mentre ci avviciniamo alla fase 2

Come va la curva del contagio rispetto ad altri Paesi europei? È quella dei decessi? L’analisi, il confronto e le prime evidenze dei dati Istat
L’impatto del coronavirus sul mondo, sulle abitudini di comportamento degli individui, sulle libertà personali, sull’economia è stato devastante e ha cambiato le nostre vite. Ogni giorno siamo bombardati da dati sui contagi, sulle curve delle terapie intensive e delle guarigioni, sul numero dei morti ed è difficile estrarre le tendenze da questa massa di informazioni e capire dove stiamo andando. Inoltre, anche se manca ormai poco all’inizio della cosiddetta “fase 2”, serviranno mesi per avere dati completi su ciò che è realmente accaduto nella “fase 1”.
A parte i dubbi sui veri numeri dell’epidemia in Cina, anche nel resto del mondo le cifre sui contagiati effettivi vanno probabilmente ben oltre quelle ufficiali e gli stessi numeri dei decessi da coronavirus, benché più precisi, sottostimano il reale dato dei morti. Soltanto quando gli istituti di statistica dei vari Paesi forniranno informazioni dettagliate e aggiornate sull’aumento della mortalità generale per tutte le cause nei mesi di marzo e aprile 2020 e le potremo comparare con quelle dell’analogo periodo dello scorso anno e con le medie degli anni precedenti avremo un quadro più esatto di ciò che è accaduto.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 01/05/2020


venerdì 1 maggio 2020
Il contagio della solitudine – L’altra epidemia

Minacciati dal coronavirus, gli anziani in questi giorni soffrono di una malattia altrettanto insidiosa: il senso di abbandono e di isolamento. È importante stare loro vicini usando le parole giuste, come spiega lo psichiatra e scrittore Marco Trabucchi.
La solitudine, ai tempi del Covid-19, è forse per gli anziani il prezzo più alto da pagare. Senza figli e nipoti per casa, senza la possibilità di uscire per fare due passi al parco o alla messa, una generazione vive un’assenza abissale. Un vuoto che nemmeno la sempre amata televisione riesce a colmare, dato che tg e talk show indugiano impietosi su quanto il virus colpisca più gravemente le persone in età. Nei giorni scorsi anche il New York Times – arrivato in ritardo con tutta l’America sulla pandemia – ha dedicato un lungo articolo su quanto l’isolamento prolungato incida su psiche e salute di chi è più vecchio. Su quali possano essere le conseguenze di questo senso di abbandono parla Marco Trabucchi, già professore di Neuropsicofarmacologia all’Università di Roma Tor Vergata e presidente dell’Associazione italiana di Psicogeriatria. Di recente, insieme a Diego De Leo, ha pubblicato il libro Maledetta solitudine – cause ed effetti di un’esperienza difficile da tollerare (Edizioni San Paolo). Professor Trabucchi, quanta sofferenza sta arrecando ai nostri anziani questa dimensione di solitudine forzata? Quanta sofferenza, mi chiede… Una sofferenza non quantificabile, purtroppo.

Leggi: Panorama, 01/05/2020


giovedì 30 aprile 2020
“ABITIAMOLA” – Newsletter aprile 2020

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, Cgil nazionale.
In questo numero:
ll Def varato dal Governo è fortemente condizionato dalle misure per il Covid-19, dagli interventi recenti in corso di predisposizione, dall’incertezza dell’evoluzione della pandemia. Come in altre fasi critiche è necessario rafforzare la leva degli investimenti: infrastrutture sociali, infrastrutture immateriali e reti, sanità, istruzione e ricerca, infrastrutture viarie, recupero e rigenerazione urbana, manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio pubblico, messa in sicurezza sismica e idrogeologica del territorio, edilizia pubblica.
■ Le misure proposte dalla CGIL per la “Fase 2”.
Superata l’emergenza, si dovrà progettare la ripresa, con la consapevolezza che alcuni eventi potrebbero riproporsi. Le città vedranno dei mutamenti negli aspetti funzionali e nei modelli di vita. La grande sfida è quella di interpretare i tanti fattori emersi con questa crisi, affrontando i nodi problematici e rispondendo alla complessità dei bisogni, in termini di qualità abitativa, sostenibilità urbana, welfare, inclusione sociale, gestione delle risorse, implementando operazioni di rigenerazione delle città.

Leggi: Cgil, 30/04/2020


mercoledì 29 aprile 2020
Anziani in casa: le 10 regole che devi seguire

La Fase 2 avrà inizio il 4 maggio, facciamoci trovare pronti.
Le persone anziane e quelle con patologie sono le più fragili, dobbiamo proteggerle ed essere molto cauti quando e se andremo a trovarle.
Considerato che il 25% dei contagi è avvenuto in contesti familiari
è fondamentale seguire 10 regole indicate dall’Istituto superiore di sanità per prendersi cura degli anziani durante la pandemia:
• Usa la mascherina chirurgica accuratamente posizionata sul viso ogni volta che ti avvicini alla persona anziana o quando tocchi oggetti che userà (come ad esempio la biancheria da letto, gli asciugamani, le stoviglie, ecc).
Ricorda: le mascherine vanno cambiate ogni giorno.
→ Se hai la mascherina chirurgica, quando hai finito di usarla mettila in un sacchetto di plastica, chiudilo e gettalo fra i rifiuti indifferenziati.
→ Se hai la mascherina lavabile, lavala con cura e falla asciugare bene prima di usarla di nuovo.

Leggi: Spi-Cgil, 29/04/2020


mercoledì 29 aprile 2020
«Ora sappiamo chi va protetto»

Anziani, ipertesi e affetti da malattia coronarica. È l’identikit delle persone più fragili di fronte all’attacco del coronavirus, in base a uno studio condotto dal San Raffaele. A guidare l’équipe il primario Alberto Zangrillo e Fabio Ciceri, vice direttore scientifico per la ricerca clinica. Il bagaglio di informazioni servirà a individuare precocemente i soggetti ad alto rischio diversamente da quanto successo nella prima fase dell’epidemia. Già da gennaio, confermano i dati raccolti dalla Regione, in Lombardia c’erano polmoniti sospette ma non sono state collegate al virus. Ciceri spiega come lo studio sarà utile per la Fase 2.
Professore, come avete tracciato questo identikit?
«Fin dai primi giorni abbiamo fotografato nel dettaglio i pazienti Covid di cui ci siamo occupati: ne abbiamo curati circa un migliaio. Abbiamo registrato la loro storia clinica, i farmaci assunti, la comorbidità (presenza di altre malattie, ndr ) e l’evoluzione dell’infezione. È risultato che di fronte al virus non siamo tutti uguali, le polmoniti più gravi si sono sviluppate negli uomini con più di 65 anni e con comorbidità di tipo cardiovascolare».

Leggi: Corriere della Sera, 29/04/2020


mercoledì 29 aprile 2020
Rsa, contagi e morti. La fase 2 è ancora lontana

Con l’80 per cento delle Rsa monitorate al 20 aprile, i dati che arrivano dal Piemonte sono di quelli choc: il 35 per cento degli ospiti e il 23 per cento del personale delle 588 (su 750) strutture che hanno comunicato i dati fino a questo momento, risultano positivi al covid.
Si tratta di dati – va precisato – che riguardano appena 20.642 tamponi effettuati su una popolazione, quella delle strutture sociosanitarie piemontesi, che conta 40 mila ospiti e 15 mila dipendenti. I positivi accertati risultano essere 4.812, i negativi 9.891, mentre 5.939 erano ancora in attesa – al 20 aprile – dell’esito del tampone.
Nel report diffuso dalla Regione, i decessi nelle RSA piemontesi, al 15 aprile 2020 sono stati invece 660 in più dell’analogo periodo del 2019: tra questi 397 quelli risultati positivi al coronavirus.
Dati che però vengono contestati dallo Spi Cgil Piemonte. “Nel computo dei decessi la Regione continua a mettere in conto le persone venute a mancare nei mesi di gennaio e febbraio, periodo durante il quale la mortalità è stata particolarmente bassa, sia per ragioni climatiche che epidemiologiche, rispetto all’anno scorso, spiega Graziella Rogolino, segreteria regionale del sindacato dei pensionati della Cgil con delega alla sanità.
I dati seppur ancora molto parziali, denotano la tendenza: il Piemonte continua ad essere in piena emergenza.

Leggi: Liberetà, 29/04/2020


DALLE REGIONI:

martedì 5 maggio 2020
Pescara. Emergenza coronavirus e politiche abitative: parte la campagna #turestaacasa#Noicisiamo, per informare,offrire consulenza, assistenza e tutela in materia abitativa. Occorre aprire a livello regionale e comunale tavoli di confronto per governare l’emergenza.

Il Sunia (Sindacato unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) in questi mesi di emergenza sanitaria ha prodotto una proficua iniziativa politica tesa a determinare provvedimenti legislativi ed economici finalizzati a tutelare i bisogni abitativi che l’emergenza sanitaria ha ulteriormente acuito.
Sul piano dell’iniziativa politica, pur riconoscendo l’importanza delle misure finora assunte dal Governo Nazionale, il Sunia ritiene ancora insufficiente e parziale la risposta messa in campo e sollecita il Governo e il Parlamento a mettere in campo le misure adeguate a partire dal prossimo “decreto di Maggio”.
In tale direzione è necessario determinare anche a livello regionale e territoriale tavoli di confronto e misure adeguate in risposta all’emergenza che molte famiglie si trovano ad affrontare.
Anche per tali ragioni, nelle regioni Abruzzo e Molise sono operativi i nostri servizi di informazione, consulenza, assistenza e tutela riguardanti prioritariamente:

Leggi: Sunia, 05/05/2020


martedì 5 maggio 2020
Residenze per anziani Modena nord: la “situazione migliora”

A oltre due mesi dall’inizio dell’emergenza Covid-19, la situazione nelle case per anziani “in questi giorni sta evolvendo in modo favorevole per gli ospiti delle strutture e i loro familiari”. Lo segnala l’Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) dei Comuni modenesi dell’area nord, facendo un bilancio dopo settimane e mesi segnati da contagi e decessi. Alla residenza Augusto Modena di San Felice sul Panaro, la struttura più colpita dal virus, attualmente si registrano ben 21 ospiti ‘negativizzati’, ossia anziani che avevano contratto la malattia ma che dopo le cure, e anche dopo il successivo doppio tampone, possono essere ritenuti clinicamente guariti. Questi ospiti manterranno comunque un periodo di isolamento ancora di due settimane, a scopo precauzionale. Considerando che 18 ospiti non si sono mai ammalati, ad oggi la struttura ha 48 residenti di cui nove positivi e 39 negativi. “Rimane comunque grande il rammarico da parte di Asp di non aver potuto fermare il nemico per altri ospiti”, ma “è certo che tutti i dipendenti della casa di riposo, sempre in stretta collaborazione con la direzione distrettuale e il servizio di igiene pubblica di Ausl, stanno costantemente monitorando la situazione”, assicura l’azienda pubblica in una nota.
Per quanto riguarda le altre due case residenza gestite da Asp, nel Cisa di Mirandola dei sette ospiti del primo nucleo Covid solo uno è ancora positivo, mentre due sono in attesa del secondo tampone e quattro risultano clinicamente guariti. Alla Torre dell’Orologio di Finale Emilia, invece, per ora si è a zero contagi. (DIRE)

Leggi: Redattore Sociale, 05/05/2020


martedì 5 maggio 2020
“Mantieniti attivo a casa”, il video per il movimento degli anziani

Ideato dal Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitativa della USL Toscana Centro, in collaborazione con la struttura Attività di Riabilitazione Funzionale, come strumento di supporto in questo periodo di emergenza pandemica da Covid 19 che obbliga tutti a restare a casa per lunghi periodi
Brevi video ed opuscoli informativi per continuare l’attività fisica anche a casa. E’ l’obiettivo del progetto “Mantieniti attivo a casa” ideato dal Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitativa della USL Toscana Centro, in collaborazione con la struttura Attività di Riabilitazione Funzionale, come strumento di supporto in questo periodo di emergenza pandemica da Covid 19 che obbliga tutti a restare a casa per lunghi periodi.
L’obiettivo è quello di contenere i rischi legati alla inattività, per restituire salute e contribuire al benessere psico fisico della popolazione anziana e ridurre il rischio di cadute. Nella sezione “servizi da casa” del sito web aziendale, è possibile vedere i video realizzati con semplici esercizi corredati da una breve descrizione.

Leggi: Redattore Sociale, 05/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Coronavirus. A Bergamo e Milano Cesvi in campo a sostegno degli over65

Il progetto attivato in collaborazione con i comuni e in partnership con le realtà associative territoriali. Oltre mille le richieste di supporto solo a Bergamo, 200 le persone raggiunte a Milano. Circa 450 i volontari impegnati nella consegna a domicilio della spesa, di pasti e di medicinali
Parallelamente agli aiuti in favore degli ospedali bergamaschi, Cesvi scende in campo a Bergamo e Milano per aiutare gli over 65, tra i più colpiti dall’emergenza coronavirus. L’intervento è realizzato in collaborazione con le istituzioni di Bergamo e Milano e in partnership con le realtà associative territoriali, anche per rafforzare i servizi in favore della popolazione anziana e per garantire supporto ai nuclei familiari fragili, isolati o in emergenza per prevenire situazioni di emarginazione. “A Bergamo, dove gli anziani costituiscono il 25% della popolazione – spiega una nota dell’organizzazione -, Cesvi ha attivato, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali del comune e i consorzi Sol.Co Città Aperta e Ribes, un progetto volto ad aiutare gli over 65 attraverso la consegna a domicilio della spesa, di pasti completi, di dispositivi di protezione individuale e di farmaci, oltre che garantire servizi socioassistenziali e trasporto per visite mediche necessarie. Per accedere al servizio gli over 65 possono chiamare il numero 342 009 9675, operativo dalle 9.00 alle 18.00 dal lunedì alla domenica”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Tor Bella Monaca, un’indagine sulle case popolari: “Il 41 per cento delle famiglie in povertà assoluta”

L’analisi pubblicata da Osservatorio Casa Roma sui dati emersi dalle 1500 abitazioni di Ater con l’ultimo censimento del 2018
In numero di famiglie in povertà assoluta pari al 41 per cento, quasi sei volte superiore rispetto alla media nazionale del 7 per cento. Di queste, il 22 per cento ha un reddito pari a zero. E infine: se si considerano anche i nuclei non censiti il dato delle famiglie povere sfora la metà, il 52 per cento del totale. È il quadro che emerge dall’indagine sulla povertà nelle case popolari di Tor Bella Monaca pubblicato da Osservatorio Casa Roma di Enrico Puccini in collaborazione con la ricercatrice Francesca Cubeddu sulla base dei dati del censimento del 2018 raccolti dall’Ater di Roma che in quel quartiere possiede circa 1500 appartamenti. “Tor Bella Monaca è uno dei quartieri con la maggiore concentrazione di alloggi popolari, sia a livello romano che a livello nazionale”, si legge nell’indagine. In totale ben 5500 case popolari: 4mila di proprietà del Comune di Roma e 1495 dell’ente regionale. L’indagine si è soffermata proprio su quest’ultimo nucleo.

Leggi: Roma Today, 04/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Bologna, CGIL, CISL e UIL E.R.: proposte unitarie per emergenza abitativa

L’emergenza sanitaria in corso, per la sua portata, i suoi effetti e l’indeterminatezza dei tempi di soluzione, ha messo in crisi i redditi di moltissime famiglie con ulteriore aggravio di quelle già economicamente più deboli, che si trovano nell’impossibilità di rispettare gli impegni economici e contrattuali precedentemente assunti.
L ‘impatto di questa crisi sanitaria sul sistema abitativo, in particolare sull’affitto e sull’emergenza alloggiativa, genererà ulteriore disagio sociale e conflittualità e si insinuerà in un mercato delle locazioni già fortemente compromesso da una diffusa illegalità contrattuale e da un’elevata evasione fiscale.
Nell ‘attuale contesto emergenziale è necessario attuare strumenti straordinari di sostegno alle famiglie in affitto, attraverso lo stanziamento di risorse dedicate gestibili con modalità puntuali scarne di burocrazia amministrativa.
Tutto ciò sarà possibile attraverso interventi mirati che:

Leggi: Sunia, 04/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Crisi economica da Covid a Foggia, proprietari e inquilini si alleano e presentano un documento al Comune di Foggia

I sindacati, spesso contrapposti, fanno fronte comune per ridurre gli effetti della crisi economica. Hanno redatto un documento unitario presentato al sindaco di Foggia Franco Landella e chiedono di posticipare le tasse a dicembre
Associazioni dei proprietari e sindacati degli inquilini, due categorie spesso contrapposte, uniscono le forze e fanno fronte comune, si alleano in pieno spirito collaborativo, per ridurre gli effetti della crisi economica conseguente al lockdown e alla pandemia sul mercato affitti. Hanno redatto un documento unitario che elenca una serie di provvedimenti a sostegno del settore delle locazioni abitative e commerciali e hanno chiesto un incontro urgente al sindaco di Foggia Franco Landella.
Le organizzazioni sindacali, che temono tensioni sociali, prefigurano difficoltà nel pagamento del canone di locazione da parte di numerosi lavoratori in cassa integrazione, precari, studenti e lavoratori fuorisede, partite Iva e piccoli imprenditori che hanno chiuso i battenti. I piccoli proprietari, dal canto loro, traggono dal canone una fonte essenziale di integrazione al reddito e ne risentiranno altrettanto pericolosamente. Proprietari e inquilini sono orientati verso la rinegoziazione dei canoni di locazione, in attesa di nuovi provvedimenti del governo regionale e nazionale, ma chiedono un sostegno al Comune affinché i danni non gravino solo su di loro. Propongono, allora, la proroga a dicembre, senza oneri aggiuntivi, delle scadenze di Imu e Tari; la riduzione Imu ai proprietari che accettano di rinegoziare i contratti al ribasso o che passeranno dal canone libero al canone concordato (parametrata all’entità del ribasso e al tempo di vigenza) e un abbattimento della Tari per coloro che hanno subìto una riduzione del reddito o interruzione del lavoro.

Leggi: Foggia Today, 04/05/2020


giovedì 30 aprile 2020
Coronavirus. Contributi per l’affitto, on line il bando per chi è in difficoltà a causa dell’emergenza casa

Rabaiotti: “Una prima misura per chi fatica a pagare, per chi sta subendo i colpi più duri, per chi ha perso un familiare”
Milano – Un contributo per il pagamento dell’affitto sul libero mercato per chi si trova in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus. È online sul sito del Comune al link
l’avviso pubblico per richiedere il contributo, che l’Amministrazione erogherà attraverso MilanoAbitare, l’agenzia sociale per la locazione convenzionata: un massimo di 1.500 euro una tantum a famiglia fino a esaurimento delle risorse disponibili, che al momento ammontano a circa 3 milioni di euro (2,456 milioni già vincolati più 548mila euro aggiuntivi), ma che potranno venire incrementate sulla base di eventuali ulteriori finanziamenti.

Leggi: Comune di Milano, 30/04/2020


mercoledì 29 aprile 2020
Covid, lockdown e affitti: a Bologna scatta l’allarme

In città aumenta la morosità. Sempre più famiglie e persone fanno fatica a pagare il canone mensile dei loro appartamenti. Il Sunia chiede fondi e interventi mirati
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Il coronavirus continua a mietere le sue vittime indirette. Alla crisi economica che sta attraversando tutti i settori dell’economia italiana per via delle chiusure delle attività, corrisponde infatti un notevole impoverimento dei lavoratori che si trovano così ad avere un ulteriore problema: pagare l’affitto alla fine del mese. Un problema comune a famiglie in cassa integrazione, partite iva, studenti e lavoratori fuorisede. Numeri in crescita, che possono trasformarsi in una valanga di sfratti per morosità nei prossimi mesi. Occorrono aiuti economici nazionali, regionali e comunali, ricorda Francesco Rienzi del Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari) bolognese. Nell’ultimo mese, il solo il sindacato degli inquilini bolognese, ha ricevuto più di 300 telefonate e mail di famiglie e persone che hanno difficoltà a pagare il canone mensile dei loro appartamenti.

Leggi: Rassegna Sindacale, 29/04/2020


mercoledì 29 aprile 2020
Coronavirus. Cittadinanzattiva Lazio: “Preoccupazione sulle Rsa della regione”

In un comunicato, il segretario regionale Elio Rosati chiede chiarezza sulle responsabilità e un tavolo di lavoro per affrontare le sfide future. “È evidente che ci sono state mancanze. Pretendiamo chiarezza definitiva sulle responsabilità”
“Le morti a causa del Covid 19 nelle Rsa del Lazio sono quasi la metà dei decessi avuti in regione e i diversi focolai sono quasi tutti riconducibili a queste strutture”. A lanciare l’allarme è Cittadinanzattiva Lazio che in un comunicato esprime “grande preoccupazione per le notizie circa le residenze sanitarie assistenziali della nostra regione”. Secondo il segretario regionale Elio Rosati, “la Regione Lazio ha attivato controlli e verifiche – si legge nel comunicato -. Ma è evidente a tutti che ci sono state mancanze. E su questo punto pretendiamo chiarezza definitiva sulle responsabilità. Vogliamo avere la certezza che i diversi attori, ciascuno per la sua parte di competenza, abbiano fatto tutto quanto in loro potere per mettere in sicurezza questi luoghi di cura, il personale sanitario e i pazienti. E la magistratura saprà individuare i responsabili, sia pubblici che privati”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/04/2020


IN AGENDA:

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IN EVIDENZA:

martedì 5 maggio 2020
Coronavirus: Cgil, le proposte sulla ripartenza

Landini: per fase 2, cambiare modello di sviluppo
“Uscire dall’emergenza cambiando il modello di sviluppo e facendo partecipare i lavoratori che ci hanno salvato”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in una video intervista pubblicata ieri su Collettiva.it, la piattaforma multimediale al centro del nuovo sistema di comunicazione della Cgil.
Di fronte alla fase due Landini non polemizza direttamente con Salvini, che attacca la Cgil accusandola di “fermare il Paese dettando la linea al governo”, ma risponde rivendicando “il contributo fondamentale” dei cosiddetti “essenziali” – le lavoratrici e i lavoratori che hanno tenuto in piedi il Paese nelle settimane più dure della pandemia – e anche dei sindacati che hanno definito, insieme al governo e alle associazioni aziendali, le regole per lavorare in sicurezza.
“Credo che il contributo che ha dato il mondo del lavoro in questa fase – afferma il segretario generale della Cgil – sia stato decisivo, senza il lavoro delle persone nella sanità, nei servizi essenziali, nell’agricoltura, nella logistica, non avremmo potuto affrontare questa situazione. Anche come organizzazioni sindacali, non da soli ma insieme alle associazioni e al governo, abbiamo fatto cose importanti, come il protocollo sulla sicurezza, quello con l’Abi per l’anticipo della cassa integrazione, il blocco dei licenziamenti, ci siamo battuti affinché il governo facesse il decreto liquidità per non far chiudere le imprese. Penso che ancora una volta il movimento dei lavoratori e le organizzazioni sindacali abbiano dato dimostrazione di essere soggetti responsabili e decisivi per far funzionare questo Paese”.

Leggi: Inca, 05/05/2020


martedì 5 maggio 2020
Il rapporto europeo sulla sostenibilità sociale

È appena stato pubblicato il report realizzato per il Parlamento Europeo Social Sustainability: Concepts and Benchmarks (il report è scaricabile qui) al quale come IRS abbiamo ampiamente collaborato.
Lo studio è stato richiesto dalla Commissione Employment del Parlamento Europeo in considerazione delle aperture su questi temi da parte della Presidente della Commissione Europea Von Der Leyen, che ne suo discorso di insediamento ha proposto di perseguire la «via europea» valorizzando tutto il nostro potenziale fatto dai nostri popoli, i nostri talenti e le nostre diversità per creare un’Unione più giusta e più egualitaria. Per muovere in questa direzione ed assicurare l’interconnessione necessaria tra gli obiettivi di mandato la Presidente Von Der Leyen ha chiesto ai Commissari di garantire, in ciascun settore, la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
Lo studio ha innanzitutto ricostruito, attraverso un’analisi della letteratura internazionale, le differenti e spesso divergenti definizioni del concetto di sostenibilità sociale andando ad evidenziare le sfide e le lacune da colmare. Ha poi approfondito il tema della misurazione del concetto andando ad identificare i diversi sistemi di indicatori e di indici compositi, per metterne in luce i punti di forza e di criticità. Un’ampia porzione dello studio è poi stata dedicata alla individuazione delle modalità con le quali il concetto è stato implementato nel policy making europeo. Lo studio ha poi anche fornito una panoramica della sua integrazione nella pratica attraverso un approfondimento di progetti, iniziative e programmi realizzati in diversi paesi europei nell’ambito dei quali il concetto è stato sviluppato concretamente.

Leggi: Welforum, 05/05/2020


martedì 5 maggio 2020
A cosa serve il “Contact Tracing” e come si può valutarlo?

Ogni volta che sento usare un termine inglese penso che si voglia parlare di qualcosa di cui non conoscendo bene il contenuto si preferisce definirlo con termini stranieri, anche perché così sembra che sia una cosa molto più seria e tecnologicamente avanzata.
In realtà se lo chiamiamo “tracciatura dei contatti” non cambierebbe assolutamente nulla perché si tratta effettivamente di una modalità di controllo dell’epidemia ottenuta individuando il prima possibile i soggetti infettati e ricostruendo i suoi possibili contatti avuti dopo il contagio.
Se nella cosiddetta fase uno la misura principale, se non addirittura l’unica possibile, era il lockdown (anche qui un termine straniero …), nella fase due diventa essenziale seguire i singoli contagiati per prevenire che loro possano innescare dei nuovi focolai.

Leggi: Welforum, 05/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Il Covid-19 nelle strutture residenziali per anziani

In questo articolo sul Covid-19 e le strutture residenziali per anziani, il primo di una serie, Franco Pesaresi offre una dimensione di quanto accaduto in Italia e nei paesi europei, analizzando dati di varie fonti.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)
La mortalità per Covid-19 nelle strutture residenziali per anziani all’estero
A livello internazionale esistono tre approcci principali per misurare i decessi in relazione a COVID-19:
– decessi di persone che risultano positivi (prima o dopo la morte);
– decessi di persone sospettate di avere COVID-19 (basato sui sintomi);
– decessi in eccesso (confrontando il numero totale di decessi con quelli delle stesse settimane degli anni precedenti).
In presenza di disponibilità di dati assai diverse e di diversi approcci nazionali per la registrazione dei decessi, i confronti internazionali sono difficili ciononostante i dati raccolti da Comas-Herrera et al. (2020) che riassumono i dati più recenti provenienti da diverse fonti ufficiali sono molto indicativi (tabella 1).
Il numero dei morti collegati al Covid-19 nelle strutture per anziani di tutto il mondo è straordinariamente e drammaticamente elevato: il range va dal 19% al 72% di tutti i morti per Covid-19. In Francia, in Belgio, in diverse regioni della Spagna gli anziani morti per covid-19 all’interno delle strutture residenziali costituiscono addirittura la maggioranza di tutti morti (tabella 1).

Leggi: I Luoghi dellla Cura, 04/05/2020


lunedì 4 maggio 2020
Dopo la strage. Come ricostruire il futuro delle Rsa

L’ultima volta che l’ho vista era seduta lì, con le sue amiche, nella saletta con la televisione sempre accesa che nessuno guardava, sorridente come al solito. Stava per arrivare il pranzo: un saluto fugace. Mai mi sarei immaginato che sarebbe stato l’ultimo. Se ne è andata da sola, lontana dai suoi figli, assistita da persone con cui non sono più riuscito a parlare. E come lei, migliaia di altri. La conta è quotidiana. Una tragedia immane, dalle proporzioni inimmaginabili fino a poche settimane fa. Dovuta a una somma di errori imperdonabili, su una base diffusa di impreparazione.
Non solo in Italia
L’International Long term care policy network, una rete di ricercatori promossa dalla London School of Economics sta monitorando il fenomeno dei decessi riferibili a Covid-19 nella case di riposo a livello internazionale. Operazione non semplice: le differenze nella disponibilità dei test e nei diversi approcci alla registrazione dei decessi rendono difficili i confronti. Inoltre, si tratta di dati in continuo aggiornamento, che diventano rapidamente obsoleti.
Mentre per Portogallo e Spagna ci sono solo informazioni riportate dai media, secondo cui i decessi riferibili a Covid-19 sono finora rispettivamente del 33% e del 53% dei decessi totali, dati ufficiali sono invece disponibili per il Belgio, il Canada, la Francia, l’Irlanda e la Norvegia: in questi paesi i decessi riferibili a Covid oscillano tra il 49% e il 64%: si veda qui per approfondimenti. Grandezze vicine a quelle del nostro paese.

Leggi: Welforum, 04/05/2020


venerdì 1 maggio 2020
E agli anziani chi ci pensa? Servono soluzioni per i più isolati nell’mergenza coronavirus

Avevano una loro routine, i loro contatti, punti di riferimento certi. Da un giorno all’altro, la loro vita è stata sconvolta e alla paura del contagio si sono aggiunti lo smarrimento e poi la solitudine profonda. L’Italia è il secondo Paese più anziano al mondo, ma ogni volta fingiamo di non saperlo.
“Mi faccia pure tutte le domande che vuole, almeno passo un po’ il tempo”. Giorgio Sarto è un volontario della Caritas da circa 20 anni. Per l’Associazione Onos si è sempre occupato di coordinare i servizi di prossimità rivolti agli anziani, in particolare per quelli che abitano a Milano in via Salomone: il quartiere di edilizia popolare delle Case bianche. Accompagnamento alle visite mediche, aiuto nel disbrigo di pratiche, ma anche e soprattutto la creazione di un luogo di aggregazione nelle periferie. Ora è chiuso nel suo appartamento. E come lui, gli oltre 7 milioni di italiani over 75, i più esposti ai rischi che il Covid-19 può comportare. Ed è per questo che fin dall’inizio dell’emergenza il governo ha raccomandato loro di non uscire. Un’arma a doppio taglio, però.
L’Istat rivela che un terzo di loro abita da solo. E nell’isolamento, si sono trovati ancora più isolati. La paura di contrarre il virus, la depressione provocata dalla solitudine e la confusione generata dalla quotidiana pioggia di notizie stanno rendendo molto pesante il lockdown. E la tanto annunciata fase 2 non sembra promettere grandi cambiamenti. Siamo il secondo Paese più anziano al mondo e ogni volta scegliamo di dimenticarcelo.

Leggi: Ogha, 01/05/2020


venerdì 1 maggio 2020
Cosa urge per la protezione dei fragili

Il decreto Cura Italia ha iniziato a dare prime risposte alle tante questioni sociali determinate dal coronavirus, come anche Welforum ha ben documentato. Saranno però l’imminente nuovo decreto del Governo e il successivo iter parlamentare a definire più ampie misure di protezione sociale, oltre a quelle di tutela del reddito dei lavoratori e delle imprese. Qui ci si limita a indicarne solo alcune, tra le diverse urgenti. Alcune di esse potranno già essere accolte nel prossimo decreto, ma ci sarà comunque bisogno di un secondo tempo, per formulare e organizzare altre risposte di medio lungo periodo, necessarie per il rilancio delle politiche famigliari, del terzo settore e del welfare rivolto ai più deboli. Senza pretesa di completezza, si richiamano di seguito alcuni aspetti sui quali in queste ore vi è un intenso dibattito tra le forze politiche e con il Governo e rispetto ai quali sono mi sono impegnato con alcune proposte normative.
Il sostegno alla famiglia, alla genitorialità e ai minori
L’emergenza Covid-19 è intervenuta in un momento in cui il dibattito pubblico e la proposta di legge per riordinare e potenziare le misure di sostegno alla famiglie a alla genitorialità (ne parlò anche Welforum), attraverso l’assegno unico e la dote unica per i figli erano già mature; e la priorità resta la rapida approvazione e finanziamento di questa legge. Allo stesso tempo la situazione attuale ha se possibile reso ancora più urgente una risposta immediata alle esigenze di sostegno delle famiglie, per evitare che la povertà minorile si diffonda ulteriormente (vi sono stime circa la possibilità che un milione di minori in più rispetto a prima sia soggetta a questo rischio). Nel configurare questo intervento, che richiede necessariamente procedure di erogazione più rapide rispetto a quelle da mettere in atto per la riforma effettiva, bisognerà comunque tenere conto di uno degli aspetti previsti nella proposta di legge e cioè di rendere la fruizione del beneficio indipendente dalla situazione professionale dei genitori, risultando quindi, diversamente dalle forme di sostegno oggi esistenti come gli assegni familiari e le detrazioni per i figli a carico, fruibile allo stesso modo da lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, da persone che hanno un reddito e da incapienti.

Leggi: Welforum, 01/05/2020


giovedì 30 aprile 2020
Ricostruiamo il Paese. Il ruolo del Terzo settore nell’affrontare la crisi sociale

Marco Gargiulo, presidente del Consorzio Nazionale Idee in Rete, è tra i promotori dell’appello Ricostruiamo il Paese. Proposte a corso zero per rafforzare le infrastrutture sociali. In questo articolo ne spiega le ragioni, collocandolo entro un’analisi su come il nostro Paese sta affrontando l’emergenza Covid.
Il 26 aprile il Presidente del Consiglio Conte si è nuovamente rivolto ai cittadini italiani per annunciare i contenuti del dpcm con il quale si dà inizio alla “fase 2” nella gestione dell’emergenza Covid-19. Accanto alle valutazioni sul merito dei provvedimenti adottati, è il caso di far notare un aspetto che attraversa questi due lunghi mesi di pandemia, un aspetto ricorrente, si potrebbe dire quasi una “distrazione culturale” che accompagna i provvedimenti via via adottati.
Tanto il Governo, quanto le istituzioni locali, in tutte queste settimane, si sono concentrati principalmente su due temi: quello della sicurezza sanitaria e, in seconda battuta e in modo ancora confuso e insufficiente, quello della crisi economica.
Il sistema sanitario nazionale, se osserviamo come è stata gestita l’emergenza sanitaria sull’intero territorio nazionale, pur giunto in alcune regioni al limite nella fase più critica della crisi, nel complesso ha retto; si tratta ora di continuare ad affrontare e presidiare in modo efficace l’emergenza sanitaria, cercando di prevederne gli scenari da qui ai prossimi mesi, cosa su cui i poteri pubblici appaiono opportunamente concentrati. Analogamente, il Governo sta cercando di intervenire sugli scenari economici che riguarderanno il nostro tessuto imprenditoriale e occupazionale, lavorando su misure che, pur apparendo a molti inadatte e solo parzialmente efficaci, cercano di prevenirne il tracollo.

Leggi: Welforum, 30/04/2020


giovedì 30 aprile 2020
Residenze per anziani: il futuro comincia oggi

Dopo aver messo a fuoco i discorsi poco fondati sul dilagare dell’infezione da coronavirus SARS-Cov-2 all’interno di molte residenze per anziani, nel Taccuino precedente, Cristiano Gori e Marco Trabucchi propongono alcune azioni da intraprendere per superare i problemi delle RSA emersi durante l’emergenza.
di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non Autosufficienza), Marco Trabucchi (Associazione Italiana di Psicogeriatria, Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia e Network Non Autosufficienza)
Non siamo ancora fuori della crisi delle residenze per anziani. La situazione del Piemonte e quelle, ben note, di Veneto, Lombardia ed Emilia non ci permettono di nutrire alcun ottimismo. Le drammatiche difficoltà del presente non possono però farci dimenticare i problemi del futuro di questo settore, rilevante perno dell’assistenza agli anziani. Attenzione, però. Il futuro non è un tempo astratto davanti a noi: la sua costruzione comincia oggi. Proponiamo, dunque, alcune osservazioni sulle azioni da intraprendere a breve.
Un’analisi critica degli eventi
E’ necessario evitare che la crisi che ha fatto tanto soffrire le nostre comunità diventi strutturale senza che vi sia stato un minimo di analisi critica e di elaborazione degli eventi. In questi giorni abbiamo assistito a molti dibattiti sull’assistenza in ospedale e nel territorio. Non è, invece, stato dedicato un ugual interesse a strutture che – solo nelle regioni sopraindicate – assistono oltre 150.000 ospiti, coinvolgendo altrettanti o più operatori e un grande numero di famigliari. O, più precisamente, l’interesse si è fermato alle inchieste giornalistiche, spesso interessate alla sola demonizzazione del settore.

Leggi: I Luoghi della Cura, 30/04/2020


mercoledì 29 marzo 2020
Covid-19. Le unità speciali di continuità assistenziali (Usca)

Tutto il mondo era impreparato di fronte all’emergenza Covid-19. Anche l’Italia. La prima risposta al Covid-19 è stata quasi esclusivamente ospedaliera. L’importanza dell’intervento sanitario territoriale è stato sottovalutato e questo è stato un grave errore.
Il D.L. 14/2020 – L’istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca)
Dopo due settimane dai primi casi italiani sono venute dal Governo le prime indicazioni dedicate all’attivazione del territorio con il D.L. 14 del 9/3/2020.
L’art. 8 del D. L. 14/2020 ha previsto l’istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) in tutte le regioni entro il 20 marzo 2020.
Tutte le regioni devono istituire presso una sede di continuità assistenziale già esistente una unità speciale ogni 50.000 abitanti per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che on necessitano di ricovero ospedaliero. L’unità speciale è costituita da un numero di medici pari a quelli già presenti nella sede di continuità assistenziale prescelta. Possono far parte dell’unità speciale: i medici titolari o supplenti di continuità assistenziale; i medici che frequentano il corso di formazione specifica in medicina generale; in via residuale, i laureati in medicina e chirurgia abilitati e iscritti all’ordine di competenza. L’unità speciale è attiva sette giorni su sette, dalle ore 8.00 alle ore 20.00, e ai medici per le attività svolte nell’ambito della stessa è riconosciuto un compenso lordo di 40 euro ad ora. I medici dell’unità speciale per lo svolgimento delle specifiche attività devono essere dotati di ricettario del Servizio sanitario nazionale, di idonei dispositivi di protezione individuale e seguire tutte le procedure già all’uopo prescritte.

Leggi: Welforum, 29/04/2020


SEGNALAZIONI:

martedì 28 aprile 2020
ABCcare uno spazio on line con consigli, testimonianze e strumenti per la cura del familiare anziano

Negli ultimi dieci anni la ricerca di Asphi, nel campo della tecnologia per la disabilità, è stata indirizzata anche verso i bisogni degli anziani fragili o non autosufficienti, con uno sguardo attento ai familiari, ai caregiver e agli operatori specializzati, con questi obiettivi:
porre l’accento sulla valorizzazione delle potenzialità piuttosto che sulle limitazioni della persona
indagare il possibile ruolo delle tecnologie digitali nel mantenimento delle autonomie e del benessere psicofisico
fornire nuove competenze ai professionisti che si occupano dell’età anziana
Il portale ABCcare nasce da questa esperienza,si rivolge in particolare ad imprese, enti e al mondo socio-sanitario offrendo vari contenuti informativi sulle difficoltà tipiche dell’età anziana, fra cui:

Leggi: Asphi, 28/04/2020


La strage degli anziani nelle RSA, la disfatta di un Paese

Enzo Costa, presidente nazionale Auser
È bastata una grave epidemia virale per sconvolgere il mondo in pochissimi mesi, sono saltate tutte le certezze di un’economia basata sulle leggi di mercato e sui consumi, è andata in crisi la finanza creativa, i grandi poli industriali e le grandi concentrazioni urbane si sono fermati, sono cambiate le abitudini delle popolazioni, è accaduto quello che nessuno aveva mai ipotizzato che potesse accadere.
Il pianeta si è fatto trovare impreparato a reagire a questo attacco virale, il risultato è catastrofico sono morte centinaia di migliaia di persone, i luoghi di cura come gli ospedali e le RSA sono diventati luoghi di contagio, sono mancati gli strumenti minimi essenziali di protezione individuale, la ricerca affanna nel trovare cure e farmaci di prevenzione, a distanza di quattro mesi dall’inizio dell’epidemia non siamo in grado di poter dire, con buona approssimazione, quando finirà, quando tornerà la normalità, anche se tutti siamo consapevoli che niente tornerà come prima.
Quella che stiamo vivendo è una crisi che ci siamo meritata, per troppi anni abbiamo percorso strade che avevano come unico obbiettivo l’arricchimento individuale a discapito dell’ambiente, delle tante persone che soffrono, della povertà che continuava ad avanzare, delle genti che scappano dalle guerre e dalla fame.
Abbiamo passato anni ad erigere muri, a chiudere porti a costruire climi di paure e fobie rivolte verso altri essere umani per poi accorgerci che il problema eravamo noi, era la nostra così detta “modernità”.

Leggi: Auser


Fase 2, Pedretti: non solo lavoratori. Pensare anche ad anziani, ragazzi e bambini

“È un bene che si sia lavorato con i Sindacati alla definizione di un protocollo per mettere in sicurezza i lavoratori e per permettere alle aziende di ripartire.
Nel piano del governo ci sono però ancora delle grandi mancanze”. Lo scrive il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti sul suo profilo Facebook.
“Non si parla – continua Pedretti – di come riaprire il paese alla generalità dei cittadini, che non sono solo ed esclusivamente lavoratori. Penso in primis agli anziani ma anche ai giovani e ai bambini.
Non c’è traccia di misure che riorganizzino i servizi socio-sanitari sul territorio aprendo così ad una molteplicità di problemi che in realtà andrebbero affrontati con urgenza”.
“Servono – conclude il Segretario generale dello Spi-Cgil – idee chiare, servono risorse e serve soprattutto un confronto vero. Per ora non vediamo nulla di tutto questo ed è molto preoccupante”.

Leggi: Spi-Cgil


NEWS:

lunedì 27 aprile 2020
Coronavirus/Anziani e terapie intensive, coinvolgere i geriatri nelle scelte strategiche

In piena pandemia da coronavirus, e in tempi in cui gli anziani sono percepiti come un peso crescente per il sistema sanitario, la notizia di una donazione a beneficio del reparto di Geriatria dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia infonde speranza verso il futuro e stimola profonde riflessioni, anche alla luce del recente dibattito innescato dalla diffusione di un documento “riservato” della SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva) sui criteri di selezione dei pazienti bisognosi di terapia intensiva quando il loro numero superi quello dei posti letto disponibili. Area di riflessione che da una parte è trasversale a tutta la medicina nella sua interezza (e quindi non di appannaggio di singole aree specialistiche), e dall’altra è meritevole – anziché di un tardivo “grido di dolore”, come in proposito ebbe a dire Filippo Anelli, presidente FNOMCeO – di più tempestive azioni di denuncia e battaglie di stimolo dirette alle istituzioni, davanti al progressivo calo di risorse della sanità nel nostro Paese.

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 27/04/2020


lunedì 27 aprile 2020
Abbiamo chiesto servizi, ma anche sostegni economici e pensioni a 600 euro

«Dal prossimo Decreto Legge – dichiara Vincenzo Falabella, presidente della FISH – ci aspettiamo non solo chiarezza e velocità di applicazione su congedi, permessi e flessibilità lavorativa, ma anche un intervento articolato, solido e strutturale a sostegno dell’emergenza che tante famiglie, tante persone con disabilità, tanti caregiver stanno attendendo. Abbiamo chiesto, infatti, non solo servizi, ma anche, vista la straordinarietà della situazione, indispensabili sostegni di natura economica, ad iniziare dall’innalzamento delle pensioni e degli assegni per invalidità civile a 600 euro»
Loghi di tutte le forme di disabilità, su sfondi colorati«Alle numerose richieste pervenute ai nostri sportelli e alle nostre Associazioni federate – dichiara in una nota Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), commentando il Decreto del Presidente del Consiglio sulla cosiddetta “fase 2”, presentato ieri sera, 26 aprile, da Giuseppe Conte – rispondiamo che questo Decreto non contiene ancora quelle misure a sostegno delle famiglie che pure il Presidente del Consiglio ha preannunciato. Il primo atto, quindi, in cui ci si può attendere un’azione decisa a sostegno delle famiglie sarà notoriamente il Decreto Legge che il Consiglio dei Ministri con tutta probabilità approverà prima della fine del mese. Congedi, permessi, bonus e sostegni per i mesi a venire saranno quindi definiti in quell’atteso Decreto Legge».

Leggi: Superando, 27/04/2020


lunedì 27 aprile 2020
Immobiliare, affitti di case e negozi in crisi in attesa degli aiuti del Governo

L’impatto sul mercato, abitativo e non, sarà pesante: servono interventi sostanziosi. I proprietari e gli inquilini degli oltre sei milioni di unità locate misurano i danni
Proprietari e inquilini di oltre 6 milioni di immobili affittati misurano i primi danni della crisi e aspettano le prossime mosse del Governo. Dopo il tax credit di marzo – limitato ai negozi in categoria catastale C/1 – bisogna ricomporre il puzzle degli annunci, dal titolare dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, al sottosegretario al Mef, Maria Cecilia Guerra. Si va verso un’estensione degli aiuti agli autonomi e agli immobili diversi dai negozi, con una dote «sostanziosa» di 2 miliardi destinata anche alla bollette. Gli affitti commerciali sono i primi a soffrire, e in molti casi continueranno a farlo anche durante la fase-2. «Ci sarà certamente una capacità reddituale più contenuta da parte degli inquilini, cui si aggiungono fenomeni come morosità e richieste di rimodulazione del canone», osserva Luca Dondi, direttore generale di Nomisma. Una situazione aggravata dal fatto che in Italia oltre il 50% del mercato è in mano alle persone fisiche: 810mila negozi e 171mila uffici, che per molte famiglie costituiscono una componente reddituale significativa. Commenta Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia: «Ci sono grandi marchi che fin da inizio marzo hanno smesso di pagare, inviando ai locatori lettere inaccettabili in cui dichiarano di ritenere non dovuto il canone; mentre molti piccoli esercenti hanno cercato il dialogo e un accordo». Confedilizia chiede da mesi il ripristino della cedolare secca sulle nuove locazioni dei negozi e l’estensione ai contratti già in essere. Ogni anno, in effetti, vengono stipulati circa 360mila nuovi contratti per immobili non abitativi, di cui però i negozi sono solo una parte.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore. 27/04/2020


sabato 25 aprile 2020
Anziani isolati? Incostituzionale

Potrà il Vescovo di Roma raggiungere la sua cattedrale (San Giovanni in Laterano), passando necessariamente in territorio italiano? Dipende. Se, come emerge da un ‘ intervista su Repub blica del ministro Boccia, dovesse esser vietato agli ultrasettantenni uscire di casa, e se tal misura si applicherà anche ai cittadini stranieri, niente da fare per papa Francesco: confinato. Difficoltà in vista anche per il Presidente Mattarella, che dovrà rinunciare, che so, a portare una corona all ‘ A lt ar e della Patria il 2 giugno pur di non infrangere una qualche neo-norma. Non c ‘ è su questo tema, a quel che pare, nessuna bozza di legge o di decreto, ma tutti ne parlano. Si apprestano intanto raccolte di firme fra ultra-settantenni in gran forma, che rivendicano (giustamente) la propria libertà di movimento. Sull ‘ argomento hanno scritto il giurista Vladimiro Zagrebelsky sulla Stampa del 14 aprile e il sociologo Antonio Schizzerotto sul Corriere del Trentino del 16 aprile, e vi ha dedicato una trasmissione radiofonica Tutta la città ne parla (fra gli altri, il geriatra Alberto Cestèr e Sabino Cassese). E non è finita, non finirà certo qui. DUE O TRE COSE da dire in merito forse ci sarebbero. Primo: la Costituzione (art. 16) non dice solo che ” ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazio nale “. Aggiunge che qualsiasi limitazione, anche ” per motivi di sanità ” può esser fatta solo ” in via generale “, e dunque non può colpire una fascia di età, un ‘ inclina zione sessuale, una religione, un ‘ etnia d ‘ origine.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 25/04/2020


sabato 25 aprile 2020
Affitto, per il Sunia misure solo parziali nella conversione del Dl “Cura Italia”

Misure importanti ma insufficienti: così il Sunia (sindacato inquilini) giudica la conversione in legge del Dl 18/2020. Il provvedimento contiene due ulteriori novità introdotte nel testo del maxi emendamento approvato dal Senato: un prolungamento della sospensione degli sfratti sino al 1 settembre 2020, nel testo originario era previsto il 30 giugno, inoltre con due emendamenti all’articolo 65 sono adottate modalità più rapide per la ripartizione delle risorse del fondo di sostegno all’affitto per il 2020 (60 milioni) e per la morosità incolpevole 2020 (9,5 milioni) con un intervento diretto dei Comuni nella gestione unificata delle risorse. Ma per il Sunia le misure non sono sufficienti.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 25/04/2020


venerdì 24 aprile 2020
Una proposta concreta per la ripresa post coronavirus

In Italia vi sono 8 milioni di immobili che compongono un milione di edifici condominiali, in cui vivono 11 milioni di famiglie pari al 60% degli italiani. Dopo il coronavirus, che speriamo a breve venga debellato, avremo conseguenze economiche pesanti: centinaia di migliaia di lavoratori dipendenti, autonomi, imprese e professionisti, potrebbero restare senza lavoro.
Neanche le pensioni resteranno immuni se la produzione e l’attività economica non ripartono, le pensioni, infatti, vengono pagate con i contributi versati da coloro che lavorano.
Il post emergenza
La crisi sarà devastante se non si corre velocemente ai ripari, cercando di limitare i danni. Moltissima gente rischia di sprofondare nella miseria. La sopravvivenza all’epidemia è la priorità, ma non è sufficiente: senza produzione di beni e servizi la vita sarà compromessa, i sostegni economici, se non bene impiegati, verranno erosi facilmente già nel breve periodo.
Dobbiamo fare qualcosa e ciascuno di noi dovrà cercare di proporre delle soluzioni realistiche per i settori di sua competenza. Senza lavoro non c’è produzione, senza domanda non c’è offerta e senza entrambi, in carenza di accumulazione di capitali e di produzione di ricchezza e di beni, ci si avvia verso un triste declino di stagnazione.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 24/04/2020


venerdì 24 aprile 2020
Decreto 18 “Cura Italia” convertito in legge: misure importanti ma parziali. É urgentissimo intervenire sulle gravi difficoltà degli inquilini a pagare gli affitti

Con la conversione in legge del Decreto 18 “Cura Italia” la Camera oggi ha approvato un provvedimento che recepisce il testo approvato dal Senato con alcune modifiche.
Sulle problematiche abitative il provvedimento contiene due ulteriori novità introdotte nel testo del maxi emendamento approvato dal Senato: un prolungamento della sospensione degli sfratti sino al 1 settembre 2020, nel testo originario era previsto il 30 giugno, inoltre con due emendamenti all’articolo 65 sono adottate modalità più rapide per la ripartizione delle risorse del fondo di sostegno all’affitto per il 2020 (60 milioni) e per la morosità incolpevole 2020 (9,5 milioni) con un intervento diretto dei Comuni nella gestione unificata delle risorse.
Ovviamente queste misure, unitamente all’intervento sui mutui e alla detrazione dei canoni delle locazioni commerciali da parte del conduttore, sono importanti ma parziali e non affrontano i nodi complessi degli effetti della crisi sugli inquilini, sui lavoratori e sugli studenti fuori sede, con le perdite improvvise di redditi, che rendono impossibile per molti il pagamento dell’affitto in questi mesi.

Leggi: Sunia, 24/04/2020


venerdì 24 aprile 2020
Sette errori gravi con le Rsa ma il sistema era già in crisi E in Europa è andata peggio»

La ricerca Bocconi: investimenti e operatori, molto da rivedere
«In Italia come nel resto d’Europa il problema è simile: durante l’esplosione della pandemia le case di riposo non sono state considerate tra le priorità di intervento delle politiche pubbliche. Il tutto è avvenuto in un settore già fortemente in crisi». Elisabetta Notarnicola, insieme con Andrea Rotolo, docenti del Cergas Bocconi, stanno svolgendo un’analisi su cosa non ha funzionato nelle residenze sanitarie assistenziali, le ormai note Rsa. Qui secondo l’Oms si conta quasi un decesso su due dei morti totali da coronavirus. Nessuno si è preoccupato di proteggerle, come dimostrato dalle inchieste del Corriere delle ultime settimane, prima che diventassero cimiteri.
Cos’ha travolto le Rsa portando a un dramma umano e sociale?
« Le case di riposo, che non hanno tra il proprio personale le stesse professionalità specialistiche degli ospedali, si sono trasformate nei fatti in piccoli reparti Covid-19, senza possibilità di organizzare un’assistenza sanitaria adeguata.Il Cergas Bocconi ha avviato una ricerca orientata a raccogliere elementi sulle principali difficoltà registrate dalle case di riposo durante l’emergenza coronavirus. Da un primo round di raccolta di testimonianze emergono sette aree di criticità».

Leggi: Corriere della Sera, 24/04/2020


giovedì 23 aprile 2020
Covid-19 e ascensore: l’amministratore detta le regole sull’uso sicuro

L’uso va limitato a due persone se in presenza di grandi macchinari che consentano la distanza legale o uso singolo in caso di dimensioni limitate
La grave crisi sanitaria dovuta al Covid 19 e la conseguente decretazione governativa e regionale hanno riproposto maggiormente all’attenzione degli condomini e dei terzi l’uso e la considerazione delle parti e degli spazi comuni condominiali. In tale contesto si è mossa anche la normativa regionale e, in particolar modo, l’ordinanza della Regione Lombardia n. 528 dell’11 aprile 2020 ha sancito il divieto degli assembramenti di più di due persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico come la Corte di cassazione civile, con la sentenza n. 28853 del 15 luglio 2009, conformandosi ad un orientamento ormai consolidato, ha ribadito che le parti comuni di uno stabile condominiale debbono essere considerate luogo aperto al pubblico; in particolare, è parte comune condominiale l’ascensore; essa costituisce parte comune dell’edificio tanto che l’art. 1117 n. 3 del Codice Civile annovera espressamente detto impianto fra i beni e i servizi che si presumono comuni a tutti i condomini, salvo risulti diversamente dal titolo.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 23/04/2020


mercoledì 22 aprile 2020
Lasciare a casa gli anziani è discriminatorio

“Lasciare a casa gli anziani e distinguere la riapertura del paese per fasce d’età è discriminatorio. Non sono dei semplici numeri ma uomini e donne in carne ed ossa con esigenze fisiche, psicologiche e sociali come tutti gli altri.
Il governo non può pensare di procedere in questa direzione senza peraltro confrontarsi con sindacati e associazioni del volontariato che rappresentano milioni di anziani”.
Lo dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti che nei giorni scorsi aveva richiesto al governo insieme agli altri sindacati dei pensionati di essere coinvolti nell’organizzazione e nella gestione della Fase 2.
“Servono – continua Pedretti – protezioni, tamponi e test sierologici a tappeto. Ci vuole giudizio, attenzione al tessuto sociale e comprensione della complessità della nostra società. Bisogna mettere in sicurezza il paese per permettere a tutti indiscriminatamente dalla propria età di riprendere progressivamente la propria vita. Non si può davvero governare così questa situazione”.

Leggi: Spi-Cgil, 22/04/2020


mercoledì 22 aprile 2020
Non si possono lasciare a casa gli anziani. Le loro testimonianze

Pochi giorni fa il sindacato dei pensionati della Cgil aveva lanciato l’allarme: con l’inizio della Fase 2 non si potranno lasciare gli anziani chiusi in casa per un tempo più prolungato degli altri. Oggi ritorna sul tema il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti dalla sua pagina Facebook: “Lasciare a casa gli anziani e distinguere la riapertura del paese per fasce d’età è discriminatorio. Non sono dei semplici numeri ma uomini e donne in carne ed ossa con esigenze fisiche, psicologiche e sociali come tutti gli altri”.
Lo Spi Cgil, insieme agli altri sindacati dei pensionati di Cisl e Uil e alle associazioni di volontariato Auser, Anteas e Ada, pochi giorni fa avevano lanciato un appello al governo sottolineando proprio il pericolo insito nella possibilità di chiedere agli anziani di restare a casa ancora per altri mesi. Se così fosse, si metterebbe a repentaglio la salute di tante persone che hanno bisogno di cure, controlli medici e di una vita sociale, seppur entro le regole previste dall’emergenza.
Vero, non si parla di numeri, ma di persone in carne ed ossa. Marcella vive da sola a Roma, ha quasi novant’anni. Esce un paio di volte a settimana per piccoli acquisti sotto casa e per comprare il giornale. “Sono stufa di vivere così, non vedo mai nessuno, mi sento sola. Ora viviamo in un’altra dimensione e ho anche perso il senso del tempo. Mi sento inchiodata come la farfalla nella teca”.

Leggi: Liberetà, 22/04/2020


DALLE REGIONI:

lunedì 27 aprile 2020
Il lato opaco delle Residenze per anziani

“Non doveva accadere”. Non usa mezzi termini, Alessandra Romano, segretaria generale dello Spi Cgil Roma e Lazio, per denunciare insieme ai colleghi di Fnp e Uilp pensionati, i ritardi con cui l’Unità regionale di crisi ha inviato lettere ai Prefetti, ai Direttori generali delle Asl, a tutti i sindaci della regione per iniziare un monitoraggio nelle strutture per anziani e capire cosa stesse accadendo nelle Rsa e Case di Riposo, circa 600 in tutto, con 12 mila posto letto.
Solo dopo le denunce e le richieste pressanti delle tre organizzazioni sindacali, i controlli, stavolta a tappeto, sono stati finalmente avviati. L’ultimo bollettino parla di 534 strutture controllate.
Il prezzo però, è inaccettabile: 174 persone decedute nelle Rsa, senza contare i tanti ospiti e gli operatori contagiati. Per la Romano, nulla è avvenuto per fatalità.
“Abbiamo denunciato all’assessore alla Sanità del Lazio D’Amato lo stato di criticità in cui versavano le strutture residenziali. I controlli effettuati hanno aperto lo scenario sul mancato rispetto dei criteri per cui queste strutture hanno ottenuto l’accreditamento, sugli organici ridotti al minimo e spesso sottoinquadrati. Lavoratrici e lavoratori privati di diritti e del riconoscimento delle professionalità. Ci sono casi in cui il responsabile della direzione della struttura non aveva neanche i requisiti per svolgere la sua funzione. Tutto questo è anche frutto della trasformazione, con la privatizzazione, delle Rsa e delle Case di riposo in un grande business per piccoli e grandi potentati. Se a questo si aggiungono un numero di controlli né sufficienti né sistematici, si capisce perché alla prima tempesta il castello sia crollato”.

Leggi: Liberetà, 27/04/2020


lunedì 27 aprile 2020
Rinviare il nuovo Piano Regionale per la Non Autosufficienza della Lombardia

Numerose organizzazioni della Lombardia, impegnate per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, hanno chiesto alla propria Regione di rinviare l’avvio del nuovo Piano Regionale per la Non Autosufficienza alla fine dell’emergenza coronavirus, per non creare ulteriori fonti di stress a numerose persone e famiglie coinvolte. Inoltre, il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Federazione LEDHA ha rilevato alcuni aspetti problematici sotto il profilo della legittimità, in due recenti Deliberazioni sul medesimo tema, prodotte dalla Giunta Regionale Lombarda
Numerose organizzazioni della Lombardia, impegnate per la tutela dei diritti delle persone con disabilità (se ne legga in calce l’elenco completo), hanno chiesto alla propria Regione di rinviare l’avvio del nuovo Piano Regionale per la Non Autosufficienza, tramite una lettera inviata a Stefano Bolognini, assessore regionale alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità, oltreché al direttore generale del settore, Giovanni Daverio.

Leggi: Superando, 27/04/2020


venerdì 24 aprile 2020
Bologna. Le associazioni dei proprietari e degli inquilini di Bologna e provincia chiedono un incontro urgente per affrontare il gravissimo disagio conseguente alla crisi economica e sociale derivante dalla pandemia

Il 23 aprile le associazioni della proprietà immobiliare e degli inquilini di Bologna e provincia hanno redatto un documento unitario con il quale hanno chiesto un incontro urgente alla Città Metropolitana per affrontare il gravissimo disagio conseguente alla crisi economica e sociale derivante dalla pandemia in corso che vede locatori e conduttori in estrema difficoltà.
In particolare le Associazioni hanno chiesto l’adozione di provvedimenti di sostegno al settore delle locazioni commerciali ed abitative:
– l’immediato spostamento delle scadenze IMU e TARI al mese di dicembre;
– la una riduzione dell’IMU ai proprietari che accettano di rinegoziare i contratti, sia per gli usi diversi che per uso abitativo, per studenti fuori sede e lavoratori in difficoltà;
– un sostegno a chi deciderà di passare dai contratti liberi a quelli concordati da estendere alla locazione breve e o turistica ai B&B.

Leggi: Sunia, 24/04/2020


venerdì 24 aprile 2020
Toscana, un numero verde per la spesa agli over 70

Servizio spesa e consegna a domicilio a sostegno di cittadini con oltre 70 anni in condizioni di fragilità grazie a un protocollo di intesa siglato oggi, 24 aprile, tra Regione Toscana, Anci e organizzazioni sindacali di categoria, in collaborazione con le associazioni di volontariato
Servizio spesa e consegna a domicilio a sostegno di cittadini con oltre 70 anni in condizioni di fragilità grazie a un protocollo di intesa siglato oggi, 24 aprile, tra Regione Toscana, Anci e organizzazioni sindacali di categoria, in collaborazione con le associazioni di volontariato. Il progetto, che prevede l’attivazione del numero unico regionale 800 117 744, riguarda esclusivamente il servizio di spesa e consegna a domicilio dei beni di prima necessità (alimenti, igiene personale e della casa, farmaci) alle persone anziane che, in seguito alle attuali misure restrittive dovute al Coronavirus, non possono uscire dalla propria abitazione e che, a causa delle precarie condizioni di salute e di autonomia, non possono provvedere autonomamente alla spesa e non possono contare su aiuti familiari. Il progetto si estende, inoltre, alle persone con grave disabilità e con patologie croniche ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita. Il servizio, operativo da lunedì prossimo 27 aprile, sarà effettuato per tutta la durata del periodo emergenziale Covid-19.

Leggi: Redattore Sociale, 24/04/2020


giovedì 23 aprile 2020
Il Comune di Milano in prima linea nel contrasto all’emergenza

Si ringraziano per le informazioni e le riflessioni fornite, Daniela Attardo e Alessandro Cassuto del Comune di Milano.
Il Comune di Milano è stato letteralmente travolto dall’emergenza Covid-19.
Tutti gli sforzi si sono concentrati sulle attività che, nell’attuale momento, rivestono carattere di priorità ed urgenza, con particolare riguardo ai più fragili. I servizi non essenziali sono stati rimandati o riconvertiti. Questa la linea data dall’amministrazione in queste concitate settimane, che vedono il servizio sociale in prima linea a fianco dei sanitari e della Protezione Civile.
Ma andiamo per ordine, seguendo l’articolazione proposta dalla Circolare n. 1 del 27.3 a cura del MLPS, che dà alcune indicazioni ai servizi, pur lasciando ampio margine di discrezionalità ai territori anche in considerazione dei differenti bisogni e interventi da garantire.

Leggi: Welforum, 23/04/2020


giovedì 23 aprile 2020
Rsa: Torino, Alessandria e le cifre che non tornano dal Piemonte

Mentre ad Alessandria un pool di magistrati indaga sulle troppe morti sospette nelle case di riposo e a Torino esplodono nuovi casi ogni giorno (ultimo in ordine di tempo quello della Rsa Carlo Alberto), l’autentico balletto delle cifre che è andato in scena alla fine della settimana scorsa sul numero dei decessi nelle Rsa, sta lì a testimoniare che in Piemonte la situazione nelle strutture residenziali per anziani è tutt’altro che sotto controllo.
Sotto accusa finisce un rapporto della Regione che riassumeva l’andamento dei decessi totali nei primi tre mesi dell’anno confrontandoli con quelli dello scorso anno, e che un’indagine indipendente dello Spi Cgil ha smentito su tutta la linea. Alla fine il rapporto è stato accantonato.
I fatti li spiega Graziella Rogolino, segretaria regionale con delega alla Sanità e alle
Politiche sociali dello Spi-Cgil. “La Regione ha conteggiato i decessi avvenuti nelle Rsa nel trimestre gennaio-marzo, spalmando su tre mesi i numeri che sono concentrati in realtà in modo prevalente a marzo. In tutte le Asl della regione il numero dei deceduti sarebbe passato così dal 2471 del 2019 ai 2882 di quest’anno, e tra questi soli 252 casi per Covid 19 dichiarati. Nelle Rsa di Torino si sarebbe passati da 322 a 351 e i casi accertati di coronavirus sarebbero appena 4”.

Leggi: Liberetà, 23/04/2020


giovedì 23 aprile 2020
Anziani e disabili, l’Emilia Romagna rilancia il sistema integrato dei servizi

Cooperative sociali soddisfatte dell’incontro avuto ieri con la Regione. Condivise 5 nuove azioni. “Le cooperative sociali gestiscono quasi il 70% dei posti accreditati in Regione. Parliamo di circa 500 servizi accreditati frequentati da 23 mila persone nelle residenze e 4.500 nei centri diurni, con altri 18.200 utenti fragili che vengono seguiti con assistenza domiciliare”
“La Regione Emilia-Romagna ha confermato la validità del sistema integrato di welfare, riconoscendo alla cooperazione sociale un ruolo fondamentale nella co-progettazione e nella gestione di servizi alla persona, a partire da quelli per anziani e disabili”. E’ quanto segnalano in una nota le centrali cooperative riunite nell’Alleanza Cooperative Sociali Emilia-Romagna, dopo l’incontro di ieri con la vicepresidente della Regione Elly Schlein e l’assessore alla Sanità Raffaele Donini.

Leggi: Redattore Sociale, 23/04/2020


giovedì 23 aprile 2020
Coronavirus, tutti gli errori nelle direttive alle Rsa: zero tamponi, zero mascherine. «E i parenti potevano entrare»

Le Rsa sono diventate un’autostrada del coronavirus già due settimane prima della delibera della Lombardia che chiedeva di ospitare i pazienti usciti dagli ospedali. Tutti gli errori, dalle mascherine assenti agli ambulatori aperti
di Armando Di Landro, Simona Ravizza, Gianni Santucci
Venti giorni di visite dei parenti mentre l’epidemia dilaga. Incontri senza mascherine: moltiplicatori del contagio. E poi, ambulatori aperti, sempre senza protezioni. Infine, i tamponi sospesi dal 10 marzo, quando febbri e polmoniti ormai devastano gli anziani. Il Covid-19 dilaga nelle case di riposo mentre le autorità ragionano sul rafforzamento delle terapie intensive degli ospedali e sulle chiusure di scuole, bar, negozi: senza occuparsi di blindare i luoghi più a rischio. L’obiettivo torna sulle Rsa solo quando diventano dei cimiteri.
A due mesi dalla scoperta del primo caso di coronavirus in Italia, incrociando decine di documenti pubblici e riservati, e centinaia di testimonianze, il Corriere può dare chiara evidenza del fatto che per proteggere gli anziani andava alzato un muro di protezione intorno alle case di riposo. Andava fatto subito. Perché (quasi) tutto è accaduto nelle prime due settimane: dopo, c’è stato solo da contare le salme.

Leggi: Corriere della Sera, 23/04/2020


mercoledì 22 aprile 2020
Perché chiediamo una profonda revisione del Piano Socio Sanitario Lombardo

«La situazione che stiamo vivendo – scrive Alessandro Manfredi, presidente della Federazione LEDHA – ci deve portare a riconsiderare profondamente i contenuti del Piano Socio Sanitario Regionale della Lombardia. Riteniamo infatti necessario un profondo cambiamento del sistema di welfare sociale regionale per la disabilità, basato sulla necessità di riconoscere il diritto universale alla presa in carico della persona con disabilità e al suo accesso a un processo di valutazione multidimensionale orientato alla progettazione individuale per la vita indipendente»
La situazione che stiamo vivendo ci deve portare a riconsiderare profondamente i contenuti del Piano Socio Sanitario Regionale della Lombardia.
Questo strumento era da noi già considerato un documento debole, almeno per le parti che ci riguardano. Alla disabilità e alla non autosufficienza è stato dedicato un capitolo di due pagine e mezza. Il punto dirimente, e su cui si dovrebbe impostare una nuova progettualità sulla disabilità, è che fino ad oggi non si è dato seguito alle nostre richieste di un sistema di welfare maggiormente basato sulla presa in carico e sulla progettazione personalizzata, senza riuscire a mettere in pratica e a attuare questi princìpi.

Leggi: Superando, 22/04/2020


mercoledì 22 aprile 2020
Sicilia: anche un esperto di disabilità per gestire la “fase 2”

«Il gruppo di lavoro chiamato a programmare la cosiddetta “fase 2” nella Regione Siciliana deve essere integrato da un componente esperto di disabilità, che conosca molto bene le diversificate necessità delle persone con disabilità»: lo ha scritto l’Ufficio Nazionale del Garante delle Persone con Disabilità, in una lettera inviata ai referenti istituzionali della propria Regione e anche all’Autorità Regionale del Garante in Sicilia, ribadendo quanto sottolineato da varie Associazioni, ovvero che durante l’attuale emergenza le persone con disabilità sono divenute ancora più “invisibili”
Mappa della Sicilia con loghi della disabilità«La “compressione” dei diritti delle persone con disabilità, già registrata nella prima fase dell’emergenza, non può proseguire con la stessa intensità e ogni azione del Governo deve, per forza di cose, tenere presente le specifiche esigenze, di diverso tipo delle stesse persone con disabilità. Questo Ufficio è, quindi, del parere che il gruppo di lavoro chiamato a programmare la cosiddetta “fase 2” nella Regione Siciliana, debba essere integrato da un componente esperto di disabilità, che conosca molto bene le diversificate necessità delle persone con disabilità nel territorio siciliano, avendo riguardo ai corrispondenti modelli specifici di approccio e alla complessità degli interventi in loro favore».

Leggi: Superando, 22/04/2020


mercoledì 22 aprile 2020
Nelle Rsa della Liguria, tra ritardi ed errori di gestione

Più di trecento morti, un terzo dei decessi totali, sono avvenuti nelle strutture residenziali extra ospedaliere, Residenze assistite, Case di riposo e simili
Anche la Liguria, regione con i capelli bianchi per eccellenza, il Covid 19 ha colpito duramente. E lo ha fatto in un momento molto particolare nelle politiche regionali della sanità. Il tentativo della giunta guidata da Giovanni Toti – per ora fortunatamente congelato – era quello di avviare una transizione dalla gestione pubblica della sanità ad un modello più simile a quello lombardo con una spiccata preminenza del privato. L’epidemia è arrivata però come una bomba. Nella fase di emergenza legata alla diffusione del virus il tasso di mortalità ha superato il 14,22 percento dei positivi. La Liguria si è guadagnata così il secondo posto nelle classifiche nazionali subito dopo la Lombardia. Ma il primato ligure non riguarda solo il numero dei contagi e la percentuale di anziani sul totale della popolazione. Un altro brutto primato riguarda la collocazione fisica delle morti da coronavirus. Un terzo dei decessi (in tutto sono stati quasi mille) è, infatti avvenuto nelle strutture residenziali extra ospedaliere, Residenze assistite, Case di riposo e simili. Più di trecento morti.

Leggi: Rassegna Sindacale, 22/04/2020


mercoledì 22 aprile 2020
Anziani e coronavirus: “Co-housing e assistenza domiciliare, ripensare modello”

Appello al comune sostenuto da 23 associazioni. L’amministrazione da oggi apre un tavolo on-line di confronto su welfare di cura e di sviluppo
Maggiori controlli dentro le case-comunità dedicate alle persone anziane, che devono essere protette, nelle misure previste dall’emergenza socio-sanitaria, con l’istituzione di una task-force, contatti con i familiari, anche telematici con aiuto del personale, e promozioni di co-housing e assistenza domiciliare. Sono alcune delle proposte che emergono dall’appello sottoscritto da 23 associazioni palermitane, impegnate a vario livello sul tema. Dopo la ricezione dell’appello, l’amministrazione comunale ha attivato un tavolo di confronto on-line sul welfare di cura e di sviluppo tra assessore alla cittadinanza sociale, funzionari e parti sociali. Il primo incontro è avvenuto oggi.

Leggi: Redattore Sociale, 22/04/2020


mercoledì 22 aprile 2020
È strage di anziani pure in Lunigiana però Rossi se la prende con il «Tg2»

Il governatore toscano accusa la testata Rai che ha riferito di contagi e vittime tra nonni e personale, su cui la Regione scarica le colpe. I cluster sono estesi al Fiorentino ed è caos sui Dpi distribuiti nei supermercati
La prova che in alcune Regioni sulla strage di nonni nelle Rsa ci sia un nervo scoperto ieri l’ha fornita il governatore toscano, Enrico Rossi: ha sbroccato dopo gli otto servizi che il telegiornale di Rai 2 ha trasmesso raccontando i 168 decessi nelle strutture, sui quali hanno aperto fascicoli d’indagine le Procure di Firenze, Prato, Pistoia e Lucca. E ha accusato il Tg 2 di troppa attenzione. Era impensabile però riuscire a mettere sotto il tappeto tutta quella polvere. Soprattutto in Lunigiana, un’area geografica che confina con la Liguria. Qui alcune Rsa si sono trasformate in un film dell’orrore il cui bilancio, stando all’ultima rilevazione fatta dall’Asl Toscana Nord Ovest, conta 302 ospiti e 109 operatori contagiati e 63 decessi. L’incidenza della mortalità, in proporzione, è ai livelli lombardi. I focolai, drammatici: la Rsa Galli Bonaventuri con 12 morti e la Cabrini con quattro a Pontremoli; Villa Angela a Bagnone con 30 contagiati e una decina di vittime. E ancora: la Regina Elena di Carrara, che è di proprietà comunale, con 18 dei 19 ospiti più cinque operatori contagiati e un morto e la Sempre verde di Massa con 54 contagiati. In 13 strutture residenziali la Asl, dopo aver effettuato i controlli, è subentrata nella gestione diretta del servizio. Dopo l’ondata di contagi alcune case di riposo sono state trasformate in residenze per cure intermedie di terzo livello.

Leggi: La Verità, 22/04/2020


martedì 21 aprile 2020
Puglia, anziani abbandonati nelle rsa

“Aiutateci, non sappiamo più come fare, venitevi a riprendere i vostri cari, riportateli nelle vostre case”. L’appello arriva dal presidente regionale di Assoap, l’associazione delle strutture socio assistenziali pugliesi, Fabio Margiglio. E dimostra come la situazione delle case di riposo sia esplosiva e fuori controllo anche in una regione come la Puglia dove il numero di contagi da Covid-19 è stato più contenuto che altrove. “È inaudito che gli anziani vengano trattati come oggetti e che ci si ritragga dalle proprie responsabilità chiedendo ai familiari di prendersi cura dei malati. Non si può dire ‘riprendeteveli’!, dice Antonella Cazzato, segretaria del sindacato pensionati Cgil della Puglia che segue da vicino le questioni socio-sanitarie. “Ma è un appello che ci racconta della situazione emergenziale che stanno vivendo le rsa sul nostro territorio. La pandemia sta semplicemente facendo venire a galla le lacune, le criticità, i problemi che ci sono da anni e che noi come sindacato chiediamo da anni che vengano risolti”.
Che la situazione sia preoccupante lo dicono anche i numeri. Un centinaio di decessi nelle rsa di anziani, dovuti al coronavirus. Ma poi ci sono tutti gli altri che la situazione di incertezza non consente di ricondurre direttamente al Covid-19. Ma che gli anziani delle rsa in Puglia, come in altre regioni, siano stati totalmente abbandonati è ormai sotto gli occhi di tutti. Le procure cominciano a indagare. È di ieri la notizia di un nuovo decesso nella casa di risposo La Fontanella di Soleto, in provincia di Lecce, finita già sotto la lente degli inquirenti.

Leggi: Liberetà, 21/04/2020


IN AGENDA:

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IN EVIDENZA:

Lettera aperta al Ministro della salute

Signor Ministro,
la pandemia che ci ha colti tutti di sorpresa ha messo a nudo gli elementi di maggiore fragilità e inefficienza del nostro sistema sanitario e assistenziale. Ci ha mostrato degli aspetti che erano ben evidenti anche ben prima che il coronavirus ci inondasse, ma che faceva comodo tenere sottotraccia, anzi era funzionale ai meccanismi dominanti del mercato sanitario tenerli ai margini.
Sto parlando, Signor Ministro, 1) dello stato di debolezza strutturale, di arretratezza culturale e scientifica, in certi casi come la Lombardia, dell’assoluta inconsistenza delle cure primarie, dei servizi territoriali e della medicina generale e 2) dello stato di abbandono prima umano, oltre che assistenziale, di oltre trecentomila anziani custoditi nelle RSA.

Leggi: Welforum


L’eredità persistente: l’emergenza della cura sociale tra passato e presente

Ho preparato per la prima volta il pane. Ho compreso che la funzione consolatoria non poteva essere limitata al mangiarlo: è apparecchiare con cura la tavola per godere del tempo insieme; sperimentare ricette nuove che prima non trovavano spazio nelle agende troppo fitte; è il profumo di qualcosa di antico e di buono che tiene vivo il ricordo di una nonna che non c’è più, restituendocene l’eredità.
L’eredità familiare ha a che fare con storie, insegnamenti, ferite e gioie che, permanenti, si fissano nella nostra memoria, durano oltre il tempo, andando a incidere sulle nostre scelte presenti. Non è differente per l’eredità professionale.
Il servizio sociale è posto di fronte a una sfida di cura urgente dettata dalla drammatica pandemia da Coronavirus in corso.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali avanza la proposta del programma “#NessunoRestaIndietro” per sollecitare i decisori politici a creare quelle condizioni strutturali e necessarie per affrontare l’emergenza sociale. Contestualmente, assistenti sociali, impegnati quotidianamente nei servizi, rimodulano gli strumenti della professione e rivedono gli interventi attivi e attivabili. Nel percorrere questa nuova strada, potremmo chiederci se e come, nella nostra eredità professionale, vi sia traccia di questa emergenza di cura sociale.

Leggi: Welforum


Criteri per valutare e gestire la fase due… Quando e in che misura “aprire”?

L’OMS ha suggerito i seguenti sei criteri per uscire dalla fase di contenimento della pandemia di Covid-19 e avviarsi così verso la riapertura:
– la trasmissione del contagio deve essere “controllata”;
– le capacità del sistema sanitario devono essere in grado di rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso e rintracciare ogni contatto;
– i rischi di epidemia devono essere ridotti al minimo in contesti speciali quali le strutture sanitarie e le case di cura;
– vanno messe in atto misure preventive nei luoghi di lavoro, nelle scuole e in altri luoghi in cui è essenziale che le persone vadano;
– i rischi di importazione di contagio devono essere gestiti;
– le comunità devono essere pienamente istruite, impegnate e autorizzate ad adeguarsi alla “nuova norma”.
Dobbiamo chiederci se siamo in queste condizioni oppure se la riapertura non rischia di diventare una pericolosa avventura fatta per paura di esasperare ulteriormente la situazione economica e sociale ma con il pericolo di ottenere esattamente l’effetto opposto se l’epidemia dovesse riprendere vigore.
La cosiddetta fase due probabilmente sarà ancora più difficile della fase uno che si è fondamentalmente svolta tra l’incremento delle terapie intensive e il lockdown della popolazione.

Leggi: Welforum


Covid-19. L’ospedale non basta. USCA e dintorni

Di fronte all’improvvisa necessità di assistere anche al di fuori dell’ospedale i pazienti colpiti dal virus SARS-CoV-2, come si è mosso il nostro Paese? Come si sono organizzate le regioni? Franco Pesaresi offre un quadro della riorganizzazione dell’assistenza territoriale.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)
Tutto il mondo era impreparato di fronte all’emergenza Covid-19. Anche l’Italia. La prima risposta è stata quasi esclusivamente ospedaliera. L’importanza dell’intervento sanitario territoriale è stato sottovalutato e questo è stato un grave errore. Il presente articolo si occupa della riorganizzazione dell’assistenza territoriale al fine di assistere i pazienti Covid-19 non collocati in ospedale.
Il D.L. 14/2020 – L’istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA)
Dopo due settimane dai primi casi italiani sono venute dal Governo le prime indicazioni dedicate all’attivazione del territorio con il D.L. 14 del 9/3/2020.
L’art. 8 del D. L. 14/2020 ha previsto l’istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) in tutte le regioni entro il 20 marzo 2020.

Leggi: I Luoghi della Cura


Nessuno si salva da solo: un monito dalle Aziende sociali lombarde

La rete delle Aziende sociali lombarde (NeASS), una delle realtà più significative di gestione associata in Lombardia, ha rilasciato da poco un documento pubblico per richiamare l’attenzione sulle ricadute della straordinaria emergenza sanitaria sul sistema dei servizi e degli interventi sociali. Un monito, e insieme una proposta, per affrontare sin da ora i principali rischi a cui il settore è esposto.
I motivi del “manifesto”
L’origine del documento è innanzitutto la forte preoccupazione per il “collasso” del sistema e il rischio che il welfare sociale lombardo, in tutte le sue parti, non regga l’impatto dell’emergenza e, ancor meno, quello delle nuove sfide che si porranno domani.
Gli attori che si occupano di servizi alla persona già oggi sono in grande sofferenza considerato che, nella situazione attuale, sono pressoché fermi “con tutti i problemi che una interruzione della produzione così lunga comporta”, primo tra tutti il crollo del reddito per gli operatori, particolarmente gravoso per quella parte di loro meno strutturata.

Leggi: Welforum


Prevenzione e controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 nelle strutture residenziali sociosanitarie: aggiornamento ISS

Le indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 nelle strutture residenziali sociosanitarie, elaborate dall’Istituto Superiore di Sanità, sono state aggiornate.
di La Redazione
E’ datato 17 aprile 2020 l’aggiornamento del Rapporto n. 4 dell’Istituto Superiore di Sanità “Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie”.
Lo studio – elaborato dal Gruppo di Lavoro ISS Prevenzione e Controllo delle Infezioni – fornisce indicazioni sugli ambiti di prevenzione e preparazione della struttura alla gestione di eventuali casi sospetti/probabili/confermati di COVID-19.
Il Rapporto rientra fra quelli segnalati nella nostra mappatura riguardante i dati, gli studi e le linee guida istituzionali in tema di emergenza Covid-19 che potrebbero essere di interesse per coloro che, a vario titolo, si occupano di assistenza agli anziani non autosufficienti.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Previdenza: Sindacati, sospendere notifica indebiti

In una lettera inviata al Presidente Inps e al Ministro del lavoro, Cgil, Cisl, Uil chiedono un intervento urgente, in questo periodo di emergenza sanitaria, per sospendere le comunicazioni di indebito e le relative trattenute per importi indebitamente corrisposti dall’Inps su tutte le prestazioni erogate.
“A fronte delle suddette comunicazioni di indebito – spiegano nella lettera -, in particolare riferite a prestazioni pensionistiche e NASpI, di cui abbiamo avuto notizia in questi giorni, risulta estremamente difficile per i destinatari ricorrere ad una piena assistenza per la verifica e l’eventuale contestazione dell’indebito e tale situazione aggrava ulteriormente il livello di preoccupazione dei cittadini e delle famiglie”.
“Inoltre – conclude la missiva -, l’attività dei Comitati Inps competenti in materia di contenzioso amministrativo ai sensi dell’art.41 del decreto ‘Cura Italia’ è stata sospesa fino al 1° giugno 2020 e ci pare quindi incongruo e illogico che parallelamente non sia stata sospesa anche l’attività di contestazione e recupero dei debiti”.

Leggi: Inca


Pensioni maggio 2020: in pagamento dal 27 aprile

Alle poste scaglionati in base al cognome
Per evitare un forte affluenza presso gli uffici postali e nel rispetto delle misure di sicurezza, Poste Italiane informa che il pagamento in contanti delle pensioni di maggio sarà garantito a partire dal 27 maggio, ma scaglionato in ordine alfabetico, in base al proprio cognome.
A comunicarlo, Poste Italiane che, in una nota, spiega che per i titolari di un Conto BancoPosta, di un Libretto di Risparmio o di una Postepay Evolution, le pensioni saranno accreditate sul conto in anticipo il 27 aprile. In tutto il territorio nazionale i titolari di Conto BancoPosta, Libretto di Risparmio o Postepay Evolution, possono richiedere gratuitamente l’accredito della pensione.
Se si possiede una carta Postamat, una Carta Libretto o una Postepay Evolution, si possono prelevare contanti da oltre 7.000 Postamat, senza recarsi allo sportello.
Per chi, invece, non può evitare di ritirare la pensione in contanti in ufficio postale, ci si dovrà presentare agli sportelli secondo la seguente ripartizione di cognomi:
27 aprile lunedì dalla A alla B
28 aprile martedì dalla C alla D
29 aprile mercoledì dalla E alla K
30 aprile giovedì dalla L alla P
2 maggio (mattina) sabato dalla Q alla Z

Leggi: Inca


Giustizia per gli anziani nelle Rsa. Pronti a costituirci parte civile

“Migliaia di anziani morti o contagiati nelle Rsa e nelle case di riposo meritano giustizia. Per questo siamo pronti a costituirci come parte civile nell’eventualità che i processi che si apriranno in tutto il territorio nazionale riscontrino responsabilità e negligenze in merito a quanto avvenuto in queste strutture”.
Lo annuncia Ivan Pedretti, Segretario generale dello Spi-Cgil, il Sindacato che per primo aveva lanciato l’allarme sulla strage silenziosa che si stava consumando nelle strutture residenziali per anziani.
“È del tutto evidente – continua Pedretti – che qualcosa non ha funzionato. In molti casi la verità sta già venendo a galla. Ci sono anche delle responsabilità politiche, che hanno portato a prendere delle decisioni che sono state pagate a caro prezzo.
Gli anziani non sono stati protetti a sufficienza ed è nostro dovere pretendere per loro che si determini con certezza chi ha sbagliato, come, quando e perché”.
“Registriamo – conclude il Segretario generale dello Spi-Cgil – ancora troppo silenzio da parte delle istituzioni tutte, a partire dal Ministero della Salute a cui chiediamo di prendere in mano e di gestire la situazione”.

Leggi: Spi-Cgil


Coronavirus: Cgil, Cisl, Uil chiedono incontro urgente a Presidente del Consiglio

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto oggi un incontro urgente al Presidente del Consiglio per un confronto sulla ripresa delle attività produttive, economiche e sociali perché riteniamo fondamentale che venga mantenuto un forte presidio e una regia nazionale sul tema della sicurezza e della tutela massima della salute per tutti i lavoratori e le lavoratrici. Il nostro obiettivo è, lavorando insieme, arrivare preparati alle scadenze di maggio contenute nel Dpcm del 10 aprile.
Siamo preoccupati delle iniziative di singole regioni o realtà territoriali del paese perché crediamo che in tal modo si possano pregiudicare gli sforzi che tutto il paese ha messo in campo, con il rischio di non garantire regole omogenee per tutti. Non è il momento delle fughe in avanti o dei protagonismi.

Leggi: Cgil


Sindacati pensionati e Associazioni volontariato, no anziani più a lungo a casa

“L’idea di lasciare a casa più a lungo degli altri gli anziani non convince da molti di punti di vista ed è una misura discriminatoria nei confronti di una parte molto consistente della popolazione che ha già sofferto tanto a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus. Una prolungata assenza di attività fisica e sociale può avere inoltre conseguenze molto gravi sul benessere psicofisico delle persone anziane, soprattutto di chi è molto anziano e di chi ha più di una patologia.
Lo dichiarano in una nota congiunta i Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil insieme alle rispettive associazioni del volontariato Auser, Anteas, Ada.

Leggi: Auser


L’appello dei medici: “Farmaci e vaccino siano accessibili per tutti”

Tra i primi firmatari Silvio Garattini, Presidente Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e Claudia Lodesani, Presidente Medici Senza Frontiere Italia L’appello dei medici: “Farmaci e vaccino siano accessibili per tutti
L’epidemia di Covid-19 si sta lasciando dietro un’enorme sofferenza, una devastazione umana e sociale difficile da raccontare e, pur provocando un numero di vittime enormemente inferiore ad altre epidemie, come HIV/AIDS o tubercolosi, sta producendo un danno globale incommensurabilmente maggiore in termini di impatto economico e abitudini di vita. Per ridurre l’impatto e la mortalità provocati dal Covid-19, oltre alla prevenzione e al controllo della malattia, resta essenziale lo sviluppo di trattamenti efficaci, di strumenti diagnostici e di un vaccino. L’attuale pandemia ha sottolineato con grande evidenza la centralità dell’intervento pubblico, coordinato anche a livello internazionale, nel campo della ricerca e in tutto ciò che concerne la tutela della salute.

Leggi: La Repubblica


NEWS:

lunedì 20 aprile 2020
Un modello di assistenza che ha fallito ed è tutto da ripensare

«Nei presìdi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari – scrive Silvia Cutrera, tante persone anziane e con disabilità non sono morte solo di malattia, ma sono state vittime di un sistema sanitario impreparato che le ha considerate “sacrificabili”. Eppure dovrebbero essere i diritti umani a guidare le decisioni in materia di salute anche in caso di emergenza sanitaria. Ora molte di loro continuano a rimanere confinate nel perimetro della loro camera, sperando di sopravvivere. In futuro andrà ripensato questo modello di assistenza, perché è sotto gli occhi di tutti il suo fallimento»
Secondo l’ultimo rapporto in questo àmbito pubblicato dall’ISTAT, i presìdi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari attivi in Italia al 31 dicembre 2015 erano quasi 13.000 con 390.689 posti letto complessivi. Rilevanti erano gli squilibri territoriali: i livelli più alti d’offerta, infatti, si raggiungevano nelle regioni del Nord (64% dei posti letto), mentre i valori minimi si toccavano nel Mezzogiorno (10,4% del totale). Tra gli ospiti anziani, 218.000 erano non autosufficienti, con prevalenza di donne (74%).

Leggi: Superando, 20/04/2020


lunedì 20 aprile 2020
Le strutture che accolgono persone con disabilità e non autosufficienti

Dopo che nei giorni scorsi la Federazione FISH, di fronte al dramma consumatosi nelle RSA e nelle strutture che accolgono persone con disabilità e non autosufficienti, aveva messo in discussione il sistema stesso che fa capo a tali strutture, le Associazioni ANFFAS e ANGSA, il Comitato lombardo Uniti per l’Autismo e la Società Scientifica SIMA chiedono in una lettera-appello di «mettere urgentemente in pratica un “modello di sorveglianza attiva” che tutelando le fasce di popolazione più fragili e vulnerabili, eviti automaticamente l’ulteriore diffondersi del contagio»
Particolare di persona con disabilità in carrozzina«Non sono solo le lacune o gli errori di profilassi ad avere causato il disastro, bensì la stessa logica di coabitazione, di aggregazione forzata, che troppo spesso contraddistingue queste strutture e questi modelli. E le eccezioni, le buone prassi che non mancano rendono ancora più grave tutto ciò che non funziona»: così si era espressa una decina di giorni fa la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), anche su queste pagine, in riferimento alla tragedia consumatasi in queste settimane nelle RSA [Residenze Sanitarie Assistenziali, N.d.R.] e nelle strutture che accolgono persone con disabilità e non autosufficienti, vera e propria “strage annunciata”, di fronte alla quale la Federazione aveva sottolineato la necessità di «mettere finalmente «in discussione un intero sistema di strutture segreganti, di “luoghi speciali” o spacciati per tali in funzione di pseudo-specialità riabilitative perché indirizzati a questa o a quella condizione patologica».

Leggi: Superando, 20/04/2020


domenica 19 aprile 2020
Coronavirus, Iss: «Dal 1° febbraio morti 6773 anziani nelle Rsa, il 40% per Covid-19»

L’Istituto superiore di sanità ha reso pubblico il terzo rapporto sul contagio da Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie in Italia: in tutto 6.773 decessi, il 40% riconducibili al Covid-19
Il bollettino purtroppo si aggiorna di continuo, la strage silenziosa dei nonni d’Italia non si ferma. L’Istituto superiore di sanità ha reso pubblico il terzo rapporto sul contagio da Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie in Italia. I dati si riferiscono a un campione di 1.082 strutture, il 33 per cento di quelle contattate (3.420). Ebbene, l’Iss ha scoperto che dal primo febbraio al 14 aprile 2020 in queste strutture ci sono stati in tutto 6.773 decessi tra i residenti. E nel 40,2 per cento dei casi (2.724 su 6.773), ecco il dato terribile, le morti sono avvenute con infezioni da Covid o con manifestazioni simil-influenzali: più di 1.600 solo in Lombardia (su 3.045 decessi totali), circa 300 (su 520) in Emilia-Romagna.

Leggi: Corriere della Sera, 19/04/2020


venerdì 17 aprile 2020
Anziani isolati, il rischio di depressione

Il geriatra: chiusi in casa senza contatti vivono un senso di abbandono
«I bombardamenti erano meglio, ci si chiudeva nelle case ma almeno si stava tutti insieme». Usa l’espressione di un suo paziente, il geriatra Andrea Mazzone per descrivere il vuoto che sta opprimendo un’intera generazione.
Dove non arriva la polmonite da Covid 19, arriva la depressione. È un’ombra scura che spegne i sorrisi fino a stringere il cuore di tutti gli anziani. Di quelli ricoverati, perché non ricevono più le visite dei loro cari e non sanno se e quando potranno rivederli. Di quelli isolati a casa, smarriti senza le abitudini che hanno arricchito di senso le loro giornate fino a due mesi fa: la chiacchierata con gli amici al bar, la partita a bocce, la passeggiatina al parco. Di tutti che si avvicinano all’addio pensando di non ricevere più nemmeno un abbraccio o un bacio.

Leggi: Il Giornale, 17/04/2020


venerdì 17 aprile 2020
Coronavirus, Assindatcolf: “Ad aprile +30% di licenziamenti di colf e badanti”

Il vicepresidente, Andrea Zini: “Per molti si è trattato di una scelta obbligata avendo, infatti, esaurito tutte le misure tampone messe in piedi per evitare la definitiva interruzione del rapporto di lavoro. Urgente l’introduzione di un sostegno al reddito”
“Aumentano i licenziamenti di colf e badanti: già nelle prime settimane di aprile abbiamo registrato un incremento del 30% delle cessazioni rispetto all’anno precedente”. E’ quanto dichiara Andrea Zini, consigliere Fidaldo, federazione costituita da Nuova Collaborazione, Adld, Adlc ed Assindatcolf, di cui è vicepresidente.
“Per molti – prosegue – si è trattato di una scelta obbligata avendo, infatti, esaurito tutte le misure tampone messe in piedi per evitare la definitiva interruzione del rapporto di lavoro: sospensione extraferiale; utilizzo delle ferie; permessi non retribuiti. Se non arriverà presto un sostegno al reddito come quello che ha annunciato il ministro Catalfo, stimiamo che il numero dei licenziamenti possa crescere ancora fino a sfiorare il 40% dei lavoratori in forza”.

Leggi: Redattore Sociale, 17/04/2020


venerdì 17 aprile 2020
Coronavirus, le abitazioni degli italiani sono adeguate?

Un quinto dei nuclei familiari più numerosi vive in meno di 80mq. Disagi più marcati a Napoli, Roma, Torino e Milano
L’emergenza sanitaria ha costretto una buona parte dei 25 milioni e 700 mila famiglie italiane a passare molto tempo tra le mura domestiche, modificando radicalmente le proprie abitudini sociali e il modo di vivere la casa.
Ma le abitazioni degli italiani sono adeguate a fronteggiare questa situazione? Secondo l’analisi di Abitare Co., le famiglie italiane hanno a disposizione una superficie media di ben 117 mq, ma con valori che variano sensibilmente sul territorio. Tra le 12 grandi città sono i milanesi ad avere la minore superficie media (88 mq), seguiti dai torinesi (91 mq) e dai bolognesi (96 mq), mentre gli spazi si allargano a Palermo (116 mq), Verona (114 mq) e Venezia (112 mq).

Leggi: Casa e Clima, 17/04/2020


giovedì 16 aprile 2020
Blitz della Finanza in Lombardia: nel mirino i rapporti tra Regione e Rsa

Nuova mossa della Procura dopo le perquisizioni al Pat Il governatore Fontana: «Forse qualche errore è stato commesso. Di sicuro non quelli che ci contestano» Gli altri casi sospetti In Italia sono almeno 40 le residenze per anziani sotto la lente dei magistrati
Il secondo passo della Procura di Milano sulla strage di anziani nelle Residenze sanitarie assistenziali porta la Guardia di Finanza al Pirellone. Dopo le perquisizioni di martedì al Pio Albergo Trivulzio, ieri le Fiamme Gialle sono andate nella sede della Regione per acquisire delibere, direttive e indicazioni sul trattamento degli assistiti e sulla gestione dei dispositivi di protezione nelle strutture sanitarie durante l’emergenza Covid-19. Ma Milano non è la sola Procura a indagare: a livello nazionale sono almeno una quarantina le Rsa finite sotto la lente dei magistrati.

Leggi: Corriere della Sera, 16/04/2020


giovedì 16 aprile 2020
Lavoro domestico, 2 milioni di persone a rischio povertà: in attesa di risposte

Federcolf, insieme alle altre parti sociali, ha incontrato nelle settimane scorse la ministra Catalfo, dopo aver presentato al governo un Avviso comune, con la richiesta di ammortizzatori sociali in deroga. “Abbiamo registrato l’intenzione di intervenire con misure di tutela. Aspettiamo il nuovo decreto”
“Siamo tempestati di telefonate di lavoratori domestici che ci chiedono cosa fare e quali tutele esistano per i tanti rimasti senza lavoro e quindi senza retribuzione. Ad oggi, non abbiamo soluzioni da offrire, ma speriamo di averle presto”: così Rita Del Blasis, segretaria generale di Federcolf ci risponde, quando chiediamo loro se ci siano novità in vista per questi lavoratori, particolarmente esposti al rischio impoverimento. “Come parti sociali firmatarie del Ccnl Domestico, abbiamo presentato un Avviso comune al governo, in cui chiediamo al governo, in sintesi, di introdurre ammortizzatori sociali per questi lavoratori”, ricorda Federcolf, facendo riferimento al documento elaborato da Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS e Federcolf per parte lavoratori e DOMINA e FIDALDO, costituita dalle associazioni Assindatcolf, Nuova Collaborazione, ADLD e ADLC.

Leggi: Redattore Sociale, 16/04/2020


mercoledì 15 aprile 2020
Trivulzio, il comitato dei parenti: “Non stiamo più zitti, ora una class action”

Le famiglie: “Alcuni di noi avevano un genitore ricoverato nel Pio Albergo di Milano e non c’è più, altri sono ancora lì come condannati a morte. Vogliamo giustizia”
Il nome l’hanno già scelto: “Comitato verità e giustizia vittime Trivulzio”. E sono pronti a lanciare una class action per inchiodare alle loro responsabilità quelli che hanno fatto del Pio Albergo Trivulzio un “lazzaretto dove hanno perso la vita per il coronavirus troppe persone e dove in queste ore ci sono centinaia di anziani che vivono come condannati a morte”. Le parole, crude ma vere, sono di Alessandro Azzoni, 45 anni, imprenditore, figlio di Marisa De Marzi, 76 anni, ospite da due anni del “Fornari”, il reparto Alzheimer della Baggina. È stato Azzoni a lanciare l’idea del Comitato, che da oggi ha anche una pagina Facebook. Una decina i soci fondatori, ma è aperto alle adesioni di tutte le famiglie interessate. E sempre lui ha già preso contatto con due diversi studi legali per capire come muoversi.

Leggi: La Repubblica, 15/04/2020


mercoledì 15 aprile 2020
“Gli anziani usciranno per ultimi”

In Italia il 95% dei morti per il virus ha più di 60 anni ma non c’è un parere univoco sulle norme per tutelarli. Scienziati e giuristi sono divisi. Per Nino Cartabellotta, presidente della fondazione GIMBE, il tema è “come attuare le modalità di distanziamento, tenendo conto anche delle condizioni di vita.
Gli anziani sono la fascia più fragile, una tutela maggiore è senz’ altro indicata». Così Massimo Antonelli, direttore della rianimazione del policlinico Gemelli e membro del comitato di supporto al governo, ipotizza regole più rigide per gli anziani.
L’ Italia è il Paese più vecchio del mondo dopo il Giappone, con 13 milioni di anziani. E il 95% dei morti per Covid-19 ha più di 60 anni. «Da economista mi pare un approccio corretto – premette Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’università Cattolica -. È giusto proteggere chi è più esposto al contagio. Altrimenti riparte l’epidemia, non l’economia. Anzi, uno dei grandi errori è stato consentire, nella prima fase del lockdown, che i bimbi non andando a scuola si trasferissero dai nonni».

Leggi: Dagospia, 15/04/2020


ercoledì 15 aprile 2020
Coronavirus e povertà. Gori: “Servono misure eccezionali, ma a tempo”

Cresce l’interesse verso la proposta sviluppata da Cristiano Gori insieme a Asvis e Forum Disuguaglianze e Diversità. “Complesso individuare il target”, ma le misure saranno una “base” per il welfare di domani. “Bisogna prepararsi ai prossimi mesi. Il problema non è solo il lockdown, ma il nuovo mondo del lavoro”
ROMA – “L’obiettivo non è disegnare le migliori misure possibili, ma evitare che tutta una fascia di lavoro autonomo cada verso la povertà, perché senza protezioni e che il lavoro sommerso nelle aree più deboli del paese vada verso la povertà estrema, tumulti sociali o che si faccia aiutare dalla criminalità organizzata”. In Italia, l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 sta diventando, settimana dopo settimana, anche un’emergenza sociale ed è per questo che oggi “l’obiettivo numero uno è raggiungere tutta la popolazione che ha bisogno e occorre farlo in tempi rapidi”. A ribadirlo con forza a Redattore Sociale è Cristiano Gori, docente di politica sociale all’Università di Trento e coordinatore del gruppo di lavoro che insieme a Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, e al Forum Disuguaglianze e Diversità in questi giorni ha sviluppato una proposta di misure che possano tendere una rete per salvare quanti, a causa del blocco delle attività produttive, stanno cadendo verso la povertà a tutta velocità.

Leggi: Redattore Sociale, 15/04/2020


martedì 14 aprile 2020
Coronavirus, da Nord a Sud è emergenza affitti: “Già a marzo 200mila famiglie in difficoltà a pagare il canone. Le persone sono disperate, chi ha perso il lavoro ora ha paura di restare anche senza la casa”

I più colpiti sono i lavoratori precari, quindi tutti coloro che sono rimasti disoccupati e chi si guadagnava da vivere con impieghi in nero. Senza dimenticare gli studenti fuorisede di tutta Italia. Il governo ha promesso un intervento nel decreto Aprile, intanto il Cura Italia ha sospeso gli sfratti per sei mesi. Ma per le associazioni impegnate sul territorio e i sindacati degli inquilini non basta. Il suggerimento: “Bisogna ricontrattare il canone direttamente con i proprietari. Anche loro devono capire che in una situazione del genere è necessario rivedere la richiesta di affitto”
“Quello che colpisce è la disperazione di chi si rivolge a noi in questi giorni: c’è una tensione che va ben oltre quella che si respirava durante la crisi del 2008. Chi ha perso il lavoro, ora teme anche per la casa”. Laura Grandi, segretaria toscana del Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil, è abituata a fronteggiare situazioni difficili, ma in queste prime settimane di emergenza, dice, lo scenario è davvero preoccupante.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 14/04/2020


martedì 14 aprile 2020
La strage degli anziani: in cinque paesi Ue la metà dei morti per covid-19 è avvenuta nelle case di riposo

Dal Pio Albergo Trivulzio ad altre Rsa lombarde, le inchieste giudiziarie stanno provando a fare luce sulle numerose morti avvenute nelle strutture che ospitano le persone più anziane e quindi a rischio in piena emergenza covid-19. Una bomba a orologeria, che è esplosa in diverse parti d’Italia nonostante i continui allarmi lanciati da lavoratori e sindacati. La mancanza di dispositivi protettivi, le procedure sbagliate, gli spazi inadeguati a fronteggiare la pandemia hanno contribuito a peggiorare un’emergenza sanitaria che ha avuto gioco facile a colpire gli individui più fragili e con patologie, quindi vittime ideali del coronavirus. Un dramma che non si è consumato solo in Italia: in cinque paesi europei oltre la metà delle morti associate al covid-19 sono avvenute nelle case di riposo.

Leggi: Business Insider, 14/04/2020


sabato 11 aprile 2020
Trivulzio, chiusa l’ispezione del Ministero. Zampa: “Violate le disposizioni di non far entrare contagiati”

Il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa alla trasmissione Circo Massimo: “Il virus non vola nell’aria, qualcuno deve averlo portato”. Oggi pomeriggio interrogazione parlamentare su quello che l’Oms definisce “il massacro delle Rsa”
Si è conclusa l’ispezione del Ministero della Salute sul Pio Albergo Trivulzio. Oggi pomeriggio, giovedì 16 aprile alle 15, il sottosegretario Sandra Zampa risponderà a un’interrogazione parlamentare in proposito.
“Erano state date disposizioni a tutti di non far entrare possibili contagiati. Invece così è avvenuto. Il virus non vola nell’aria, qualcuno deve averlo portato. Bisogna verificare se sono stati fatti tutti i controlli possibili” ha detto Zampa ai microfoni di Circo Massimo, intervistata da Massimo Giannini. “Le disposizioni erano valide per tutti, non solo per la Lombardia. Sia l’Istituto Superiore di Sanità che una circolare del Ministero imponevano di controllare l’ingresso di possibili casi positivi. Invece lì c’è stato un numero di decessi anomalo, molto alto. Si tratta di una materia molto delicata”.

Leggi: La Repubblica, 11/04/2020


sabato 11 aprile 2020
Covid-19 e RSA: secondo Report della Survey nazionale avviata dall’ISS

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha avviato, a partire dal 24 marzo 2020, in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, una “Survey nazionale sul contagio COVID-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie” al fine di monitorare la situazione e adottare eventuali strategie di rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA). L’indagine, rivolta alle circa 2500 strutture RSA censite nella mappa on line dei servizi per le demenze realizzata dall’Osservatorio Demenze dell’ISS (che raccoglie strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali, pubbliche e/o convenzionate o a contratto, che accolgono persone prevalentemente con demenza), si basa sulla compilazione di un questionario finalizzato ad acquisire informazioni sulla gestione di eventuali casi sospetti/confermati di infezione da nuovo coronavirus.
Nei giorni scorsi l’ISS ha pubblicato sul sito il secondo Rapporto della Survey, in cui sono raccolti i dati pervenuti al 6 aprile.
Di seguito una sintesi dei dati.

Leggi: Ministero della Salute, 11/04/2020


DALLE REGIONI:

martedì 21 aprile 2020
Lombardia, sindacati pensionati: convocare Osservatorio su Rsa

Le segreterie lombarde dei pensionati “rinnovano l’assoluta necessità e urgenza di procedere alla convocazione dell’Osservatorio Rsa. Lo scrivono Valerio Zanolla, Emilio Didonè, Giuseppe Ippolito delle segreterie Spi Cgil Fnp Cisl Uilp Uil, in una lettera indirizzata al presidente Regione Lombardia Attilio Fontana e all’assessore al Welfare Regione Lombardia Giulio Gallera.
I sindacati dei pensionati rappresentano circa 1 milione di iscritti e di iscritte di pensionati in Lombardia. Per quanto di loro competenza, Spi Cgil Fnp Cisl Uilp Uil si dicono “disponibili e interessati ad affrontare tutti i temi riguardanti le Residenze Sanitarie Assistenziali, per contribuire alla costruzione di un percorso che porti a un nuovo modello socio sanitario, che sappia affrontare la vecchiaia di noi cittadini e che sia più adeguato alle esigenze della comunità di oggi, profondamente cambiate e diverse rispetto al recente passato”.
“Vogliamo guardare avanti e pertanto rinnoviamo la nostra proposta, il nostro invito e disponibilità, auspicando si possa avviare un serio e trasparente dialogo con tutti i soggetti coinvolti nell’Osservatorio Rsa Regione Lombardia”.

Leggi: Il Diario del Lavoro, 21/04/2020


lunedì 20 aprile 2020
Roma. Lettera aperta al Sindaco di Roma, al Presidente della Regione Lazio, agli assessori alla casa di Comune e Regione, agli assessori al Bilancio di Comune

Gentile Sindaco, gentile Presidente, scriviamo questo appello augurandoci si possa essere in procinto di entrare nella Fase 2 della feroce e drammatica emergenza sanitaria che stiamo vivendo e che sta dispiegando i suoi malefici effetti, in tutti i settori della nostra vita, sia economica che sociale, nel convivere, nel lavorare, nell’abitare.
L’ingresso nella Fase 2, riteniamo, sia il momento maggiormente complesso da affrontare perché richiede un livello di analisi e di interventi inevitabilmente “interdisciplinari”.
L’aspetto rilevante è dato dalla necessità di comprendere a fondo cosa sarà rimasto nel momento in cui la paura e il dolore saranno svaniti (perché svaniranno, più o meno velocemente).
L’impatto economico delle norme di restrizione necessariamente adottate, non scomparirà dall’oggi al domani, anzi, in molti casi, lascerà un segno indelebile; pertanto i provvedimenti d’urgenza adottati dalla Regione Lazio debbono essere intesi come un primissimo strumento di governo della crisi per evitare l’immediato scivolamento in emergenza abitativa delle famiglie maggiormente colpite.

Leggi: Sunia, 20/04/2020


lunedì 20 aprile 2020
Casa: Sunia Sicilia, la regione non ha previsto finora nessuna somma aggiuntiva per sostenere gli inquilini in questo periodo di crisi conseguente all’epidemia

Palermo, 20 aprile – “In realtà la Regione Siciliana non ha previsto nessuna risorsa nuova per sostenere chi in questi mesi in conseguenza del coronavirus non può e non potrà pagare i canoni di locazione e rischierà di essere sfrattato”. Lo rileva la segretaria regionale del Sunia Giusy Milazzo osservando che “i 7 milioni e 300 mila euro per contributi all’affitto, sbandierati dalla Regione come risposta all’emergenza, sono fondi che erano previsti e non erano spesi con bando antecedente all’emergenza sanitaria. Nella legge Finanziaria in discussione all’Ars- sottolinea Milazzo- non è invece prevista alcuna nuova somma agguntiva, che a nostro avviso è invece una necessità”. Il Sunia denuncia “l’indifferenza della politica e l’incapacità a cogliere la gravità del momento e il tentativo di utilizzare lo stato di bisogno di una parte importante della popolazione per operazioni che non contribuiscono certo a creare un clima di collaborazione con il sindacato e un clima di fiducia con i cittadini.”

Leggi: Enna Press, 20/04/2020


sabato 18 aprile 2020
Coronavirus, Sunia: “Emergenza abitativa sarà superiore a quella del 2009-10”

L’allarme del sindacato degli inquilini: “Servono contributi in tempi rapidi per le migliaia di inquilini in difficoltà”
Difficile fare una previsione sugli effetti del Covid19 sul disagio abitativo, ma già in queste settimane gli uffici del Sunia (sindacato degli inquilini) ricevono telefonate di inquilini che chiedono come comportarsi perché non sono in grado di pagare regolarmente il canone di affitto e le spese condominiali.
In Emilia-Romagna nel biennio 2009-2010 furono dichiarati più di 14 mila sfratti, il 93% di questi erano per morosità, cioè per l’incapacità degli inquilini di fare fronte agli impegni contrattuali.
Se guardiamo alle previsioni del Pil per il 2020 e i 2021 dobbiamo preparaci ad affrontare una emergenza abitativa forse di dimensioni maggiori, se non altro perché alle abitazioni private dobbiamo aggiungere il fenomeno degli immobili affittati per attività commerciali e professionali.

Leggi: Estense, 18/04/2020


venerdì 17 aprile 2020
Rsa: emergenza Covid occasione per cambiare sistema

La strage degli innocenti nelle case di riposo e nelle Rsa ha colpito duramente anche la Toscana, con più di 100 morti e oltre mille contagiati tra ospiti e operatori.
Ma l’epidemia – pensano ormai in molti in regione, a cominciare dal sindacato e ora dallo stesso presidente della Regione Enrico Rossi – è l’occasione per ripensare a fondo il settore socio-assistenziale, rivelatosi vero e proprio anello debole del sistema.
In che modo? Aumentando i margini di intervento del comparto pubblico nel settore per alzare i livelli qualitativi dell’assistenza, anche attraverso l’innovazione tecnologica.
Nell’immediato, ad emergenza ancora in corso, una serie di ordinanze promosse dalla Regione vanno nella direzione diametralmente opposta a quella tracciata fin qui dal Piemonte e soprattutto dalla Lombardia, dove gli ospiti sono rimasti nelle strutture travolte dal contagio, spesso senza la possibilità di essere testati e con cure quasi mai all’altezza della situazione.
Risultato: molte delle Rsa e delle case di riposo lombarde e piemontesi, sono apparse come navi alla deriva senza nessuno al timone, con contagi fuori controllo e tanti decessi nelle strutture.

Leggi: Liberetà, 17/04/2020


giovedì 16 aprile 2020
Firenze, 300 euro al mese per il contributo all’affitto

Il contributo della misura straordinaria coprirà il 50% del canone di locazione e, comunque, sarà in misura non superiore a 300 euro al mese
Sarà pubblicato domani sulla Rete civica del Comune (www.comune.fi.it) l’avviso per il sostegno straordinario all’affitto, misura che punta ad aiutare famiglie e persone in difficoltà a pagare il canone di locazione. Da lunedì prossimo, a partire dalle 9, sarà poi possibile presentare la domanda esclusivamente on line fino all’11 maggio. Questa misura straordinaria di sostegno per il pagamento dell’affitto è destinata ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza causata dal Coronavirus abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro. Non possono chiedere questa misura straordinaria gli assegnatari di alloggi erp, per i quali sono già previste altre forme di sostegno.

Leggi: Redattore Sociale, 16/04/2020


mercoledì 15 aprile 2020
Cirio, falle in Piemonte nella medicina territoriale

Non ha filtrato abbastanza per investimenti non fatti in passato
n Piemonte “la medicina territoriale ha delle falle”. Il governatore Alberto Cirio, ospite su Rai Uno di Storie Italiane, interviene sulle segnalazioni di pazienti con sintomi riconducibili al coronavirus sparite nel nulla. “Ero presidente da 7 mesi quando è iniziata l’emergenza e ho preso la sanità che c’era – dice – con eccellenze ma anche gravi carenze. Tra queste la medicina del territorio, figlia di investimenti che non sono stati fatti, che non ha filtrato a sufficienza. L’attenzione però è altissima: quello che c’è nel territorio sta dando il massimo”.

Leggi: Ansa, 15/04/2020


mercoledì 15 aprile 2020
Emergenza affitti: nella Capitale del disagio abitativo il Coronavirus rischia di fare disastri

Le difficoltà economiche dovute all’emergenza sanitaria stanno facendo scivolare centinaia di famiglie verso lo sfratto
I centralini dei sindacati degli inquilini da un mese a questa parte stanno squillando senza sosta. “Siamo sommersi di chiamate di persone che non riescono a pagare l’affitto e che al timore per il rischio sanitario hanno già sostituito quello di perdere la casa”, racconta Emiliano Guarneri, segretario romano del Sunia. “Dobbiamo affrontare subito la questione abitativa altrimenti assumerà conseguenze disastrose”. Anche a Roma, come nel resto d’Italia, le difficoltà economiche causate dall’epidemia di Coronavirus stanno facendo scivolare velocemente chi vive in affitto in una condizione di disagio abitativo.

Leggi: Roma Today, 15/04/2020


mercoledì 15 aprile 2020
Affitti, altra bestia nera: in difficoltà universitari, inquilini, artigiani e commercianti

Ci hanno provato in vari modi: interventi dei sindacati degli studenti e degli inquilini e petizioni online, come quella che a Bologna – città tra le più gettonate dagli universitari salentini – ha raccolto oltre 63mila firme già a fine marzo. Invece nulla. Nella gran parte dei casi gli affitti degli alloggi per gli studenti si continuano a pagare per intero, nonostante quelle abitazioni siano sostanzialmente vuote quasi dappertutto. È un problema che riguarda migliaia di famiglie salentine i cui figli frequentano gli atenei delle città del centro-nord, in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana e Lazio soprattutto. Ed è una questione che riguarda anche migliaia di fuori sede che hanno preso in affitto abitazioni a Lecce città.

Leggi: Trn News, 15/04/2020


IN AGENDA:

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IN EVIDENZA:

martedì 21 aprile 2020
Milano e la pandemia – In questi giorni di difficoltà

Da quasi due mesi le nostre vite sono cambiate in modo improvviso e radicale. Dopo un momento iniziale di confusione e incertezza, forse di non piena consapevolezza di quanto stava per accadere, è stata presto chiara a tutti la dimensione drammatica del contagio e di questa emergenza.
Voglio anzitutto condividere la mia preoccupazione ed esprimere la mia vicinanza, a chi è stato colpito nei suoi affetti e al personale medico e sanitario impegnato nell’assistenza ai malati. A subirne le conseguenze più pesanti sono gli anziani. Una generazione di uomini e donne che hanno costruito con sacrificio, nel dopoguerra, la società in cui viviamo. E non solo loro. Il contagio colpisce in modo trasversale la nostra comunità e ci chiama tutti a seguire in modo responsabile le indicazioni su isolamento e distanziamento, per il bene nostro e, ancor di più, delle persone con cui veniamo in contatto.
Milano sta cercando con tutte le sue forze di affrontare questo dramma. Il Consiglio comunale, dopo l’approvazione del bilancio, avvenuta il 5 marzo, ha ripreso la sua attività a distanza, per la prima volta nella storia del Comune di Milano. Per questa via viene garantita la possibilità di riunire le Commissioni, di effettuare confronti in collegamento remoto; sono riprese dal 16 aprile in modo virtuale anche le sedute di Consiglio comunale. È stato istituito un Tavolo permanente di confronto sull’emergenza, Tavolo che ho il compito di presiedere e che vede presenti i capigruppo di tutte le forze politiche, il sindaco o un suo delegato, e l’assessore al bilancio. Si sta riunendo ogni settimana ed è l’occasione per allineare le informazioni, condividere le strategie, confrontarci con la Giunta comunale e audire i diversi attori della città.

Leggi: Welforum, 21/04/2020


lunedì 20 aprile 2020
Le politiche sociali nel decreto legge 18/2020 (“Cura Italia”)

Quando le norme sono di difficile applicazione
Il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID 19” contiene numerose misure alcune delle quali relative alle politiche sociali. In sede di conversione in legge del Decreto, sono state inserite anche le norme già comprese nel Decreto Legge 14/2020 varato in queste ultime settimane al fine di avere un testo unico di riferimento per la fase dell’emergenza COVID-19. Per cui al testo base è stato inserito l’art. 4-ter. Sono pertanto diventati tre gli articoli relativi all’assistenza per disabili e all’assistenza domiciliare. Questi articoli, in qualche caso presentano degli elementi contraddittorietà che ne rendono, per una parte, di difficile applicazione. Ecco la descrizione e le valutazioni dei tre articoli.
Assistenza ad alunni e a persone con disabilità (Art. 4-ter, legge di conversione)
La legge di conversione di del D.L 18/2020 ha introdotto (al Senato) un nuovo articolo che stabilisce che durante la sospensione del servizio scolastico e per tutta la sua durata, gli enti locali possono fornire, tenuto conto del personale disponibile, anche impiegato presso terzi titolari di concessioni o convenzioni o che abbiano sottoscritto contratti di servizio con gli enti locali medesimi, l’assistenza agli alunni con disabilità mediante erogazione di prestazioni individuali domiciliari. Le prestazioni individuali domiciliari, realizzate impiegando i medesimi operatori e i fondi ordinari destinati a tale finalità, alle stesse condizioni assicurative sinora previste, sono finalizzate:

Leggi: Welforum, 20/04/2020


lunedì 20 aprile 2020
Ma che dati ci date?

Negli ultimi giorni sono aumentati dubbi e lamentele sulla correttezza dei dati relativi all’espandersi dell’epidemia da Covid-19 ed è forse opportuno fare qualche ragionamento per cogliere pregi e difetti della comunicazione per vedere se è possibile introdurre da ora dei correttivi o comunque per farne buon uso per il futuro.
(vedi infografica)
I siti nazionali istituzionali che comunicano sul web i dati e di cui riproduciamo le infografiche aggiornate al 17 aprile sono due: il sito della Protezione Civile (qui PC) e il sito dell’Istituto Superiore di Sanità (qui ISS), Dipartimento di epidemiologia “Epicentro”.
Oltre a questi siti nazionali anche molte delle Regioni pubblicano i loro dati ma è qui opportuno, per non complicare l’analisi, dedicarsi ai due siti nazionali.
Si deve innanzitutto precisare che i casi di contagio sono registrati nei servizi ospedalieri e territoriali e poi raccolti dalle Regioni che li trasmettono formalmente al Ministero della Salute. La qualità del dato all’origine non è quindi ne merito ne colpa di PC o di ISS e sicuramente nei momenti più drammatici dell’epidemia gli operatori locali erano più preoccupati di assistere efficacemente le persone che non di raccogliere correttamente i dati. Si consideri però che, nonostante spesso non se ne faccia la necessaria considerazione, qualsiasi decisione relativa alle misure di prevenzione da adottare in un evento epidemico non può prescindere dalla conoscenza precisa del quadro epidemiologico. Per salvare la popolazione servono sicuramente i clinici e i rianimatori ma anche gli epidemiologi e gli esperti di medicina preventiva, e spesso di ciò non si ha piena consapevolezza.

Leggi: Welforum, 20/04/2020


venerdì 17 aprile 2020
Residenze per anziani e Covid-19: come non parlarne a sproposito

Taccuino sul mondo nuovo
Un tema che sta riempiendo le pagine dei giornali nell’ultimo periodo è il dilagare dell’infezione da coronavirus SARS-Cov-2 all’interno di molte residenze per anziani. Accanto alle indagini giudiziarie, sono iniziati discorsi poco fondati che è bene mettere a fuoco per preparare il campo a riflessioni e analisi rigorose.
di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non autosufficienza), Marco Trabucchi (Associazione Italiana di Psicogeriatria, Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia e Network Non autosufficienza)
Le drammatiche vicende che stanno investendo tante residenze per anziani nel nostro Paese raccolgono da settimane un notevole interesse. Mai, prima d’ora, il settore aveva ricevuto una così ampia attenzione al di fuori della cerchia di chi vi è – a vario titolo – direttamente coinvolto.
Analisi puntuali su questi tragici fatti devono essere rimandate a una fase successiva quando, ci si augura, li si potrà esaminare con la giusta distanza e lucidità. Intanto, però, sul Covid-19 nelle residenze per anziani è già possibile mettere a fuoco alcune posizioni piuttosto diffuse, che pare opportuno evitare se non si vuole parlare a sproposito.
Un tragico evento inevitabile
Nonostante tutto, vi sono ancora alcuni che minimizzano e sostengono che “non poteva che andare così. Non ci sono colpe, i fatti fotografano la realtà”. La loro argomentazione è in apparenza lineare: poiché la mortalità da Covid-19 si concentra tra i grandi anziani pluripatologici e questi rappresentano la popolazione delle residenze, i numerosi decessi al loro interno costituiscono un esito inevitabile. Se ciò è vero – ecco l’altrettanto inevitabile corollario – si può archiviare la faccenda con le più vive condoglianze ai familiari degli anziani e un sentito encomio all’abnegazione degli operatori, astenendosi dall’interrogarsi sugli insegnamenti che gli eventi in atto possono trasmettere al sistema italiano della residenzialità. Peccato che si tratti di moniti cruciali, sui quali bisognerà, invece, ragionare a fondo nel prossimo futuro.

Leggi: I Luoghi della Cura, 17/04/2020


SEGNALAZIONI:

Congedo COVID-19 – Fruizione prorogata fino al 3 maggio

Ulteriore proroga fino al 3 maggio 2020 dei termini per la fruizione dei 15 giorni di congedo COVID-19, in favore dei dipendenti del settore privato, degli iscritti alla Gestione separata e degli autonomi, in applicazione delle disposizioni contenute nel Decreto del Presidente del 10 aprile, che prevede il prolungamento fino al 3 maggio della sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado.
A comunicarlo l’Inps, con il messaggio n. 1648 del 16 aprile, nel quale ricorda che la prestazione può essere fruita da uno solo dei genitori oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni e sempre nel limite complessivo (sia individuale che di coppia) di 15 giorni per nucleo familiare. Inoltre, l’Istituto precsa che la fruizione è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.
L’articolo 23 del decreto-legge n. 18 del 2020 aveva previsto la possibilità di fruire dello specifico congedo a partire dal 5 marzo 2020, per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado disposto con il D.P.C.M. del 4 marzo 2020, fino al 3 aprile 2020, data in seguito prorogata al 13 aprile con D.P.C.M. del 1° aprile 2020. Con quest’ultimo provvedimento, il termine di fruizione è spostato al 3 maggi

Leggi: Inca


Coronavirus, Arera proroga al 3 maggio blocco ai distacchi di elettricità, gas e acqua

Confermati i provvedimenti su morosità e criteri di rateizzazione. Besseghini: “pensare alla fase 2 anche per il sistema energetico e ambientale”.
L’Arera – coerentemente con il decreto della Presidenza del Consiglio – proroga al 3 maggio i provvedimenti con i quali aveva definito nelle scorse settimane il blocco delle procedure di sospensione delle forniture di energia elettrica, gas e acqua.
Il provvedimento di proroga – spiega una nota stampa dell’Autorità – conferma il blocco dei procedimenti di morosità fino al 3 maggio 2020, per i clienti bassa tensione dell’energia elettrica, i clienti domestici del gas nonché per i non domestici purché con consumo non superiore a 200.000 Smc/anno. Per il settore idrico il provvedimento fa riferimento a tutte le tipologie di utenze domestiche e non domestiche.

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Emergenza Coronavirus: migliaia di volontari Auser in aiuto degli anziani più fragili

Telecompagnia agli anziani soli, spesa e farmaci consegnati a casa, realizzazione di mascherine e tanti giovani volontari a dar man forte
Sul sito dell’associazione www.auser.it l’elenco di tutti i servizi attivi
Centinaia di telefonate ogni giorno per fare compagnia agli anziani soli che non possono uscire di casa; spesa e farmaci consegnati a domicilio; volontarie delle sartorie solidali che cuciono mascherine; servizi di trasporto per persone che devono affrontare cure salvavita come i dializzati e i malati oncologici. E tanti giovani che chiedono di dare una mano. Da qui l’accordo con la rete degli studenti universitari e l’Udu. In questa lunga e difficile emergenza, l’associazione Auser è mobilitata con i suoi volontari, migliaia in tutta Italia, ad aiutare le persone anziane e sole ad affrontare le lunghe giornate a casa.
Centinaia le telefonate che giungono ogni giorno al Numero Verde del Filo d’Argento Auser 800-995988 (solo dal fisso) e dai vari numeri locali.

Leggi: Auser


Vicinato solidale a sostegno dei più anziani

Si dice che la quarantena ci abbia fatto riscoprire alcune cose che prima davamo per scontate o che, invece, neppure eravamo in grado di vedere: la solidarietà, il vicinato, il negozio di quartiere, la cucina, la pazienza, la lentezza. Ed è così che, nel momento in cui l’emergenza coronavirus ci tiene tutti isolati in casa, si stanno consolidando inaspettatamente altri legami sociali, nuovi, inediti, portatori di un forte senso di comunità.
Il sindacato dei pensionati della Cgil in tutta Italia si sta facendo attivatore in prima linea di questi nuovi legami, enzima di solidarietà e vicinanza, attore di iniziative a sostegno dei tanti, tantissimi, anziani, spesso, purtroppo, totalmente soli. In Veneto, per esempio, lo Spi Cgil ha voluto dare una spinta significativa a tutte le esperienze di solidarietà e di vicinato lanciando una campagna dall’eloquente titolo “Vicinato solidale”. Si tratta di un appello rivolto ai cittadini più giovani perché siano responsabili e solidali con i più anziani, e soprattutto con gli over ottanta, che in Veneto sono circa 350mila.

Leggi: Liberetà


NEWS:

martedì 14 aprile 2020
La fase 2 dal 4 maggio: uscite scaglionate per fasce d’età. Le app e il piano per gli over 70

Le ipotesi allo studio: un archivio telematico sostituirà le autocertificazioni. Residenze e sussidi per proteggere gli anziani
«Scaglionati»: è questa la parola chiave per la «fase 2» dell’epidemia da coronavirus. È la fase delle riaperture che comincerà dal 4 maggio, quella dove i divieti non scompariranno ma saranno certamente allentati e si programmerà il ritorno in attività di aziende, negozi, liberi professionisti. Quella dove conterà, e molto, anche l’età delle persone. E dunque gli ultimi a poter uscire di casa saranno i cittadini che hanno più di 70 anni, soprattutto quelli con una o due patologie croniche. «Per loro — anticipa la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa — dobbiamo prevedere un programma particolare, percorsi che ci consentano di proteggerli dal contagio quando i più giovani ricominceranno a circolare. Però mettendoli anche al riparo dall’afa e dall’isolamento che può avere effetti devastanti a livello psicologico. E dunque un vero e proprio piano di interventi».

Leggi: Corriere della Sera, 14/04/2020


martedì 14 aprile 2020
Gestione domiciliare dei malati Covid, il Monzino attiva telemonitoraggio per medici e infermieri

Il Centro Cardiologico Monzino, dall’inizio di aprile, ha messo a disposizione la sua Centrale di Telemedicina per il telemonitoraggio domiciliare, clinico e strumentale, del proprio personale sanitario positivo per il virus, con l’obiettivo di contribuire agli enormi sforzi del sistema regionale e dei Medici di Famiglia nell’assistenza a casa dei malati Covid. L’iniziativa è una delle attività sostenute da una importante donazione di un gruppo di privati, voluta dalla famiglia Monzino.

Leggi: In Salute, 14/04/2020


domenica 12 aprile 2020
Il grande business dei rimborsi dietro la corsa ai pazienti Covid

L’inchiesta – L’assegnazione dei “positivi” avveniva online senza controlli sulla struttura che la richiedeva Il Trivulzio puntava a incassare 150 euro al giorno per ogni malato trasferito dall’ospedale Un’infermiera: ci domandavano solo se le disposizioni di sicurezza erano OK, pi ci mandavano le persone, il rappresentante delle case di riposo “non siamo attrezzati per gestire questo tipo di patologie”.
Un affare potenziale da 150 euro al giorno per paziente, ma anche una delibera capestro difficile da rifiutare. L’innesco della bomba epidemiologica al Pio Albergo Trivulzio è la delibera della Regione Lombardia numero XI/2906 dell’8 marzo 2020, cui ne seguiranno altre due che porteranno dritti al disastro. Stabilisce che le case di riposo, dove l’età media dei ricoverati è di 80 anni, possono accogliere pazienti Covid usciti dagli ospedali. Alle 600 Rsa sparse sul territorio basta schiacciare un tasto del computer per accettare e l’incarico di smistare i pazienti viene assegnato al Trivulzio. Che, appunto, svolge solo un ruolo di distribuzione dei posti letto. Nessuno verrà mai incaricato di verificare che le disposizioni di sicurezza vengano rispettate, a cominciare dalla Baggina dove muoiono 126 degenti. Su questo stanno indagando i pm della procura di Milano coordinati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano.

Leggi: Il Messaggero, 12/04/2020


sabato 11 aprile 2020
Coronavirus, mappa delle stragi nelle Rsa

Una bomba chiamata coronavirus, innescatasi nelle Rsa italiane (acronimo che sta per residenze sanitarie assistenziali) che nel pieno dell’emergenza Covid-19 è esplosa anche nelle regioni meno colpite dal virus. Gli anziani ospiti, fragili e spesso con più patologie, sono le vittime ideali di Sars-Cov-2. I lutti si moltiplicano, i positivi non si contano più anche fra il personale: nonni e zii scomparsi in solitudine, i familiari per giorni senza notizie. A far luce sulla vicenda è il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità che, su 577 strutture raggiunte, il 26,6% del totale (2.399), segnala 3.859 morti dal 1febbraio con 133 pazienti risultati positivi al tampone Covid-19 e 1.310 con sintomi simil-influenzali.
Il 37,4% del totale dei decessi – ben 1.443 su 3.859 – ha interessato ospiti con infezione da Sars-CoV-2 o con manifestazioni compatibili con la Covid-19, rivela la survey. Ma le segnalazioni che qualcosa non funzionava sono arrivate molto prima. Proprio dalle aree più duramente colpite dal virus. Questa analisi dettagliata di Adnkronos Salute prende in esame tutti i casi scoppiati nelle varie regioni d’Italia. Un quadro agghiacciante per uno tsnunami che ha sorpreso tutti, a cominciare dai responsabili delle strutture colpite che si sono ritrovati in pochi giorni con pazienti e impiegati contagiati. Iniziamo dalla regione più colpita.

Leggi: Adnkronos, 11/04/2020


sabato 11 aprile 2020
Trivulzio: “Quei malati smistati nell’ospizio per anziani. Così la Baggina è diventata focolaio”

I pazienti inviati dai pronto soccorso trasferiti nella Rsa per far posto ai nuovi: ecco perché in pochi giorni l’epidemia si è diffusa nei reparti
Spostamenti pericolosi. Rischi altissimi non calcolati. Sono stati giorni cruciali quelli che hanno preceduto l’inizio dei morti di coronavirus al Trivulzio. Giorni di scelte da parte di chi doveva proteggere la salute di più di mille anziani chiusi nelle stanze del Pio Albergo. Mentre gli ispettori del ministero della Salute e la magistratura indagano per fare chiarezza, siamo in grado di raccontarne alcune che sembrano avere un ruolo chiave. Emergono incrociando i documenti ufficiali del Trivulzio e la testimonianza di fonti interne, di cui Repubblica tutela l’anonimato.
Mosse decisive che precedono l’esplosione dell’epidemia alla Baggina. E l’impennata del numero di morti. Il piano per i no-Covid Fra il 12 e il 13 marzo il Trivulzio prende una decisione importante: la Lombardia è già zona rossa, il virus corre ormai in tutta la regione.

Leggi: La Repubblica, 11/04/2020


sabato 11 aprile 2020
Caso Trivulzio, primi indagati ed è solo l’inizio L’accusa: epidemia colposa

Avviso di garanzia al direttore generale Calicchio e ai dirigenti di altre case di riposo, dal Don Gnocchi alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Cento cartelle al vaglio dei pm
Le cartelle cliniche di oltre cento anziani morti, forse centocinquanta. L’iscrizione di altri dirigenti, oltre a quella del direttore generale Giuseppe Calicchio, indagato per epidemia e omicidio colposi. La documentazione su convenzioni e contratti delle cooperative che di operatori sociosanitari. L’inchiesta sull’esplosione dell’epidemia di coronavirus all’interno del Pio Albergo Trivulzio è destinata ad allargarsi. Per ora il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e i pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi hanno iscritto il nome del solo dg, ma presto l’iscrizione potrebbe riguardare i responsabili di altri reparti. Un atto tecnico, a tutela dell’indagato, ma i carabinieri del Nas si sono già recati in clinica per acquisire le cartelle degli anziani morti da fine febbraio a oggi al Pat, oltre alla documentazione sui tamponi ai malati e sulle pratiche di isolamento applicate.

Leggi: La Repubblica, 11/04/2020


venerdì 10 aprile 2020
Malattie croniche, colpiscono 8,5 milioni di anziani in Italia. L’emergenza Covid-19 non fermi le cure

Otto milioni e 437mila anziani nel nostro Paese, il 60,7% degli over 65, sono colpiti da almeno una malattia cronica. E il 25% da due o più patologie di questo tipo. Le più frequenti sono le cardiopatie (27%), le malattie respiratorie croniche (21%), il diabete (20%) e i tumori (13%).
Vi sono farmaci efficaci per tenerle sotto controllo, ma la scarsa aderenza alle terapie è un problema molto frequente fra gli anziani. Infatti, ben il 70% non segue i trattamenti in modo corretto o li abbandona dopo breve tempo. Un problema dovuto alla condizione di fragilità di queste persone, particolarmente acuita in questo periodo dall’epidemia da coronavirus.
La mancata adesione alle terapie aumenta i tassi di mortalità, le ricadute e le ospedalizzazioni, proprio in una fase critica per il sistema sanitario, che deve far fronte all’emergenza causata dal COVID-19.

Leggi: In Salute, 10/04/2020


venerdì 10 aprile 2020
Sulle Residenze sanitarie una gigantesca ipocrisia

Il polverone sollevato in questi giorni finge di ignorare una serie di evidenze. La prima: le Rsa non sono ospedali, neanche dal punto di vista normativo – di Michele Vietti
Il polverone suscitato in questi giorni intorno alle Rsa è frutto di una gigantesca ipocrisia collettiva. Chi lo solleva finge infatti di ignorare una serie di evidenze. Le Rsa non sono ospedali (salvo nell’accezione della autonomia gestionale adoperata nell’intervista al Corriere di ieri dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi), neanche dal punto di vista normativo. Degli ospedali non hanno né l’organico medico né le apparecchiature. Ma soprattutto a mutare radicalmente rispetto a quella ospedaliera è la tipologia degli assistiti, che restano in carico al proprio medico di base, anche per la prescrizione farmaceutica. La Rsa assicura la tutela infermieristica, assistenziale, riabilitativa, psicologica e l’animazione, compresa l’attività occupazionale e viene remunerata per queste prestazioni. Non ci sono «ricoverati» ma «ospiti» che hanno nella Rsa la propria residenza definitiva. La maggior parte di loro circola liberamente nella struttura e non è possibile costringerli in camera (salvo adesso per l’isolamento).

Leggi: Corriere della Sera, 10/04/2020


venerdì 10 aprile 2020
L’appello «Misure urgenti per anziani e disabili»

I sindacati dei pensionati chiedono l’istituzione di una task force per proteggere le fasce più fragili della popolazione
Servono misure urgenti per anziani e disabili, per le persone ricoverate nelle Rsa e per i pensionati in condizioni di bisogno. Le fasce più fragili della popolazione preoccupano fortemente i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil, che hanno inviato una lettera alla ministra del Lavoro Catalfo, al ministro della Salute Speranza, al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Bonaccini e al presidente dell’Anci De Caro, per chiedere l’istituzione di una task force per prevenire e arginare il contagio, il coinvolgimento di sindaci, Regioni, Asl, prefetti e della Protezione civile, la distribuzione di adeguati dispositivi di protezione nelle strutture.
Tra le richieste dei sindacati dei pensionati, anche la realizzazione di tamponi a tutti gli utenti e gli operatori delle strutture, la sanificazione periodica, la dotazione di tecnologie per la comunicazione a distanza tra persone ricoverate e loro familiari, il sostegno psicologico agli anziani, ai familiari e al personale sanitario e alla continuità delle prestazioni di assistenza domiciliare integrata e sociale. Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil hanno chiesto inoltre il congelamento degli indebiti Inps, di natura fiscale e previdenziale, che in questa fase potrebbero provocare ulteriore ansia in quella parte di popolazione che già vive la preoccupazione di essere la più esposta all’epidemia.

Leggi: Rassegna Sindacale, 10/04/2020


venerdì 10 aprile 2020
Emergenza affitti, “noi in 5 in casa con uno stipendio: non riusciamo più a pagare”

Mentre sindacati e associazioni chiedono nuove misure di sostegno all’affitto, alcuni inquilini trovano un accordo per sospendere il contratto o ricontrattare il canone. “Dovrebbe essere il governo a farsi carico di questa emergenza, non i proprietari di casa”
“In casa siamo in cinque: ormai è rimasto solo il mio stipendio di 1.200 euro al mese e un terzo dello stipendio del mio coinquilino, che è stato messo in cassa integrazione. L’affitto è di 850 euro al mese, non tanto rispetto ai prezzi bolognesi, ma comunque in questo momento non ce la facciamo a sostenerlo: la priorità è di riuscire a fare la spesa”. Mariella (il nome è di fantasia), 32 anni, vive in un appartamento nella periferia di Bologna e lavora come operatrice nel servizio Siproimi (ex Sprar) per una cooperativa sociale. Nonostante l’emergenza coronavirus, la sua struttura è rimasta aperta, in quanto servizio essenziale, e così Mariella continua a lavorare e a percepire lo stipendio. Diversa è la situazione di tre dei suoi coinquilini che, avendo impieghi precari o non regolarizzati, si trovano adesso senza alcuna entrata. “A Bologna l’emergenza casa si era già inasprita prima della pandemia, ma oggi con il blocco totale delle attività il problema si fa ancora più acuto – racconta Mariella –. I lavoratori con contratti a chiamata, a partita Iva, o quelli che lavorano in nero, stanno attraversando grandi difficoltà. Noi in casa ci aiutiamo a vicenda, ma nonostante tutto non riusciamo comunque a pagare tutto l’affitto”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/04/2020


venerdì 10 aprile 2020
Locazioni: ecco le richieste di Federproprietà al Governo

Alle istanze dell’UPPI (si veda Appello dell’UPPI a sostegno di proprietari e inquilini: “Serve protocollo d’intesa condiviso tra ANCI e ministeri”) fanno seguito quelle di un’altra realtà aderente al Coordinamento Unitario della proprietà immobiliare: Federproprietà, che richiede al Governo, per tutto il periodo di emergenza Covid-19:
a. la defiscalizzazione dei canoni incassati durante il 2020 per immobili di cui si è poi ricevuta disdetta del contratto in modo da coprire i danni subiti dal locatore così come già più volte richiesto;
b. la soppressione del pagamento della rata IMU di giugno;
c. la possibilità di applicare la cedolare secca 21% sui contratti rinegoziati relativi agli immobili commerciali; ……

Leggi: Quotidiano del Condominio, 10/04/2020


giovedì 9 aprile 2020
Cura Italia, auspichiamo massima attenzione a case di riposo

“Auspichiamo che nel decreto Cura Italia in approvazione in queste ore al Senato ci sia la massima attenzione al problema delle case di riposo, dove si sono registrati migliaia di contagi sia tra gli operatori che tra gli anziani ospiti”.
Lo dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti.
“È del tutto evidente – continua Pedretti – che all’esplosione dell’emergenza in molte realtà non si sono prese le dovute precauzioni. A questi errori non è possibile porre rimedio e verrà il tempo per accertarne le responsabilità. Ora però bisogna fare tutto il necessario perché non si ripetano più e perché queste strutture siano messe in sicurezza in tutto il territorio nazionale”.

Leggi: Spi Cgil, 09/04/2020


giovedì 9 aprile 2020
Il Senato approva l’ordine del giorno sulla crisi abitativa provocata dall’emergenza Covid-19. Un atto importante di indirizzo al Governo per urgenti provvedimenti da assumere

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale del SUNIA
“L’o.d.g. approvato oggi al Senato (in sede di conversione del DL18/2020), con il parere positivo del Governo in materia di misure sul settore abitativo per l’emergenza Covid-19, è un atto importante ed un segnale preciso affinché negli imminenti provvedimenti economici siano affrontati i gravissimi effetti della situazione sugli inquilini.
Valutiamo positivamente gli impegni che l’atto parlamentare richiede ed esplicita riconoscendo che per gli inquilini vanno prese misure di sostegno come sino ad oggi fatto, per i titolari di mutui prima casa in difficoltà anche col Decreto 18, del marzo scorso.
Ci aspettiamo ora un urgente provvedimento legislativo che dia concreta e rapida attuazione all’atto odierno, stanziando ingenti risorse che il SUNIA quantifica in almeno 300 milioni, per il fondo di sostegno all’affitto unificato col fondo per la morosità incolpevole, dando immediato impulso alla gestione da parte dei Comuni dei contributi ed individuando forme rapidissime per l’erogazione ai destinatari finali.

Leggi: Sunia, 09/04/2020


giovedì 9 aprile 2020
Meno buoni spesa e più servizi: l’appello degli assistenti sociali

L’analisi di Gianmario Gazzi, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali: “I buoni spesa sono una misura d’urgenza, ma se protratta rischia di non essere efficace”. Occorre potenziare i servizi, allargare il numero dei beneficiari del reddito di cittadinanza e creare il Fondo di solidarietà del Terzo settore: troppi operatori hanno perso il lavoro in questo periodo e senza di loro il welfare rischia di collassare.
“Mi auguro che a maggio si vada oltre la misura dei buoni spesa. L’emergenza è emergenza, ma il disagio di molti purtroppo è una normalità che attende risposte da anni”: Gianmario Gazzi è il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali. Oltre 40 mila professionisti che si occupano di minori, disabili, famiglie, anziani in difficoltà. “Ci vuole un potenziamento dei servizi, non possiamo pensare a risolvere tutto con un obolo temporaneo che lascerà i fragili nelle stesse drammatiche condizioni in cui erano prima del Coronavirus”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/04/2020


mercoledì 8 aprile 2020
Coronavirus e senza dimora, dagli avvocati di strada lettere a ministero, prefetti, regioni e sindaci

Dalle 55 sedi italiane dell’Associazione Avvocato di strada sono state inviate oggi via posta certificata delle lettere per chiedere di non multare le persone senza dimora, di dare un tetto a queste persone e di assicurare loro il diritto alla salute
Questo pomeriggio dalle 55 sedi italiane dell’Associazione Avvocato di strada sono state inviate via posta certificata delle lettere indirizzate a Ministero Interno, Prefetti, Presidenti di Regione e Sindaci per chiedere di non multare le persone senza dimora, di dare un tetto a queste persone e di assicurare loro il diritto alla salute.

Leggi: Redattore Sociale, 08/04/2020


mercoledì 8 aprile 2020
Emergenza Covid-19 Affitti. Il SUNIA scrive al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, ed al Presidente dell’ANCI Antonio Decaro per misure urgenti

Con una lettera inviata dal Segretario generale Stefano Chiappelli al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Stefano Bonaccini e al Presidente dell’Anci Antonio Decaro il SUNIA, incluso un suo documento di concrete proposte (in allegato), ha sottolineato la necessità di misure urgenti e di rapida e semplificata attuazione sulle locazioni abitative, transitorie, di lavoratori e studenti fuori sede e ad uso commerciale e artigianale.
In particolare si sottolinea il ruolo centrale di Regioni e Comuni sulle procedure nella concreta fase attuativa, da accelerare e semplificare, di assegnazione dei contributi del fondo di sostegno all’affitto e sulla morosità incolpevole, e sul fronte della rinegoziazione dei contratti e dei canoni di locazione da contenere e ridurre, procedendo alla convocazione dei tavoli di contrattazione degli Accordi territoriali ex legge 431/98 per favorire la rinegoziazione incentivando e agevolando inquilini e proprietari anche con lo strumento fiscale, e con fondi proprie delle Regioni.

Leggi: Sunia, 08/04/2020


mercoledì 8 aprile 2020
Appello dell’U.P.P.I. (Unione Piccoli Proprietari Immobiliari)

L’U.P.P.I., con due comunicati stampa del 18 e 26 marzo 2020 aveva pubblicamente denunciato l’inadeguatezza delle misure introdotte dal D.L. “Cura Italia” per sostenere il pagamento dei canoni di locazione delle attività commerciali chiuse a causa dell’emergenza Coronavirus, nonché la circostanza che migliaia di canoni non erano stati pagati nonostante il credito di imposta del 60%.
L’U.P.P.I. aveva richiesto che la riduzione dei canoni di locazione fosse oggetto di una scrittura privata registrata ed attestata obbligatoriamente dalle organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini, a fronte di una tassazione agevolata e/o altre agevolazioni fiscali, lasciando alle parti la possibilità di concordare reali diminuzioni dell’affitto secondo le singole esigenze territoriali; aveva, altresì, richiesto la soppressione del pagamento dell’acconto IMU di giugno 2020.

Leggi: Uppi, 08/04/2020


mercoledì 8 aprile 2020
Le richieste delle Rsa di Brescia: «Equiparateci agli ospedali»

Emergenza. La protesta delle residenze per anziani adibite a curare i pazienti post acuti con il Covid. Una lettera alle istituzioni per chiedere adeguamento norme
«Ci era sembrato, mi passi il termine, bizzarro chiedere» di curare pazienti post acuti Covid «a noi che siamo all’interno di strutture non al riparo dal contagio visto che i nostri operatori entrano ed escono ogni giorno e che allo stesso tempo dobbiamo anche assistere e curare persone», dice Elena Donati, presidentessa di Fondazione Casa Industria di Brescia.
Qualche giorno fa Luca Degani, presidente di Uneba Lombardia, era tornato sulla richiesta alle Rsa lombarde di ospitare pazienti Covid post acuti dichiarando: «Si sta sottovalutato il rischio nelle strutture per anziani e disabili» che «non sono luoghi per curare patologie acute, ma per migliorare la qualità di vita» degli ospiti. A Brescia città «abbiamo fatto la scelta di dare la possibilità a pazienti, per lo più anziani, di poter avere cura e degenza in Rsa senza stare in ospedale – continua Donati – ma non abbiamo dato disponibilità a pazienti post Covid, solo a pazienti con altre patologie». Fondazione Casa Industria, assieme a Fondazione Casa di Dio e Fondazione Brescia Solidale, le tre più importanti organizzazioni che gestiscono Rsa locali, hanno oltre il 25% del personale in malattia o quarantena e si trovano in grossa difficoltà per continuare a garantire l’adeguata cura dei loro ospiti nelle strutture.

Leggi: Il Manifesto, 08/04/2020


mercoledì 8 aprile 2020
Affitti in tempi di coronavirus: le posizioni di sindacati inquilini e proprietari

Ci sono difficoltà sia per i conduttori che per i locatori. Sarebbe auspicabile una mediazione
Abbiamo ampiamente dibattuto sulle sorti dei contratti di locazione, cercando di fornire un’esaustiva disamina delle criticità che il Covid – 19 riflette sulle posizioni del locatore e del conduttore. Vediamo, adesso, di riassumere le posizioni dei maggiori sindacati di categoria. Le principali posizioni: il Sunia, Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, con un comunicato del 3 aprile scorso, si è espresso chiedendo un massiccio rifinanziamento per il sostegno all’affitto di almeno 300 milioni nonché una rapidità nell’erogazione dei contributi. Il sindacato auspica una semplificazione delle procedure di assegnazione dei contribuiti da versare direttamente al proprietario a seguito di domande presentate al Comune sia singolarmente dall’inquilino che in forma congiunta con il proprietario, con modalità informatiche e la rinegoziazione dei canoni. L’Uppi, Unione piccoli proprietari immobiliari, ha preso posizione sul tema delle locazioni, scrivendo una lettera al premier Giuseppe Conte e ai ministri Di Maio