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martedì 24 novembre 2020
In Ue oltre 700 mila senza dimora: la casa, “diritto umano”

Le linee guida del Parlamento Ue: approvata risoluzione, non legislativa, che chiede di porre fine al fenomeno entro il 2030. Negli ultimi 10 anni l’aumento è del 70%, ma secondo Fondazione Abbé Pierre e Feantsa le misure di emergenza adottate durante la crisi sanitaria hanno portato a una diminuzione drastica
La casa è un “diritto umano fondamentale” e l’“housing first” una misura che aiuta a ridurre il fenomeno dei senza dimora. Lo precisa il Parlamento europeo che ha approvato una serie di linee guida di contrasto, con una risoluzione non legislativa adottata con 647 voti favorevoli, 13 contrari e 32 astensioni. Chiede un’azione più forte da parte della Commissione e dei Paesi Ue per porre fine al fenomeno nell’Ue entro il 2030.
In Europa sono oltre 700 mila le persone che ogni notte si ritrovano senza un riparo, un numero che negli ultimi 10 anni è aumentato del 70%. Tuttavia secondo la stima della Fondazione Abbé Pierre e Feantsa, contenuta nel quinto rapporto sull’esclusione abitativa in Europa (luglio 2020) durante la crisi sanitaria il numero dei senza dimora “è diminuito drasticamente grazie alle misure di emergenza per fornire riparo ai più vulnerabili prese da tutti i paesi europei”.

Leggi: Redattore Sociale, 24/11/2020


martedì 24 novembre 2020
Bilanciare ovunque la tutela della salute e i bisogni relazionali e affettivi

«Strumenti di screening per il coronavirus, come quelli del Veneto e dell’Emilia Romagna, vanno introdotti anche nelle altre Regioni, per realizzare quel delicato bilanciamento tra la tutela della salute e i fondamentali bisogni relazionali e affettivi delle persone più fragili, per le quali le videochiamate, anche a motivo di patologie specifiche di cui sono spesso portatori, non sono una soluzione adeguata»: lo ha dichiarato il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, a proposito delle strutture residenziali che ospitano persone con disabilità
Come avevamo segnalato già nell’estate scorsa, il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale aveva avviato una stringente iniziativa di interlocuzione con i Presidenti di tutte le Regioni, per far sì che ogni eventuale situazione di confinamento delle persone con disabilità in strutture residenziali non si protraesse ulteriormente.
Lo stesso Garante aveva anche chiesto che «si sollecitasse un controllo, o laddove necessario una revisione, sulla corretta applicazione delle nuove regole che definiscono le modalità di contatto tra gli ospiti delle strutture delle residenze per persone con disabilità e i loro cari, sollecitando le Autorità Regionali a garantire, nella necessaria sicurezza, sia la possibilità di accesso dall’esterno dei familiari, sia quella di uscita degli ospiti».

Leggi: Superando, 24/11/2020


lunedì 23 novembre 2020
“ABITIAMOLA” – Newsletter ottobre 2020

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 31 ottobre come Giornata mondiale delle città. La Giornata dovrebbe promuovere notevolmente l’interesse della comunità internazionale per l’urbanizzazione globale, spingere in avanti la cooperazione tra i paesi per cogliere le opportunità e affrontare le sfide dell’urbanizzazione e contribuire allo sviluppo urbano sostenibile in tutto il mondo. Il tema 2020 è: valorizzare le nostre comunità e città.
■ I messaggi chiave della Giornata mondiale delle città 2020.
L’Unione Europea sta attraversando da tempo un’emergenza abitativa sistemica, che ha le sue cause nella carenza strutturale di case a prezzi accessibili, case popolari e nella mancanza di investimenti pubblici. Più di cento città, regioni e deputati europei hanno proposto un “Patto europeo per la casa“, considerato uno dei pilastri del piano di ripresa, indicando la sua utilità nell’esecuzione di una nuova stagione di investimenti pubblici per risolvere la crisi abitativa.

Leggi: Cgil, 23/11/2020


lunedì 23 novembre 2020
Per una sanità inclusiva e di prossimità, la riorganizzazione e il potenziamento del territorio

Questa netta scelta sarà al centro di un’importante sessione del Forum Risk Management, tutta orientata a condividere e rilanciare un approccio basato sulla prevenzione, sulla sanità d’iniziativa, sulla personalizzazione della cura fra Ospedale e Territorio e sulla multi-professionalità/multidisciplinarietà del percorso.
L’emergenza COVID ha reso non più rinviabile un robusto rinnovamento dell’offerta di assistenza in ambito territoriale, per accogliere ed accompagnare le persone, specie se affette da malattie croniche, lungo il loro percorso assistenziale, superando il vecchio modello centrato sull’attesa e solo sull’ospedale.
Questa netta scelta sarà al centro di un’importante sessione il 16 dicembre del Forum Risk Management, tutta orientata a condividere e rilanciare un approccio basato sulla prevenzione, sulla sanità d’iniziativa, sulla personalizzazione della cura fra Ospedale e Territorio e sulla multi-professionalità/multidisciplinarietà del percorso.
Verrà sottolineata, infatti, la necessità di integrare le professionalità mediche con quelle non meno rilevanti, per la tutela dei malati, infermieristiche e quelle appartenenti all’ambito sociale, ……..

Leggi: Quotidiano Sanità, 23/11/2020


lunedì 23 novembre 2020
DDL BILANCIO. Importante e positivo il rifinanziamento del Fondo di Sostegno alle abitazioni, ma non ancora sufficiente.

Chiediamo che dalla Legge di Bilancio sia garantito e incentivato l’affitto a canoni sopportabili con procedure che favoriscano la rinegoziazione per impedire gli sfratti per morosità incolpevole
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA
“Il disegno di Legge sul Bilancio dello Stato 2021 presentato dal Governo al Parlamento contiene una importante e positiva scelta riguardo al Fondo di sostegno alle abitazioni in affitto prevedendo uno stanziamento di complessivi 210 milioni per il 2021 e 230 milioni per il 2022, come da tempo da noi rivendicato.
Sarà necessario attuare l’impegno del Ministero delle infrastrutture, delle Regioni e dei Comuni per una gestione di questi fondi con nuovi ed incisivi criteri, da adottare entro la fine dell’anno come previsto dall’ultimo decreto di ripartizione risorse 2020, capaci di incidere sulla situazione drammatica determinata dall’emergenza Covid-19.
Il comparto dell’affitto abitativo vive una crisi enorme che coinvolge migliaia famiglie che, alle difficoltà precedenti, vedono sommarsi cadute di reddito, disoccupazione, incertezze e l’incubo dello sfratto per morosità incolpevole.

Leggi: Sunia, 23/11/2020


giovedì 19 novembre 2020
RSA. Ecco le proposte delle strutture religiose per trasformarle in centri multiservizi capaci di assicurare interventi a domicilio

Servizi “aperti”, capaci di assicurare interventi al domicilio delle persone anziane fragili, insieme a risposte residenziali protette, in collegamento con le altre realtà assistenziali, assicurando la presenza di un adeguato numero di personale medico ed infermieristico altamente specializzato nell’assistenza dell’anziano pluripatologico e spesso non autosufficiente. Questa la proposta presentata alla Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana. IL DOCUMENTO
Trasformare le Rsa in centri multiservizi territoriali, in servizi “aperti”, capaci di assicurare interventi al domicilio delle persone anziane fragili, insieme a risposte residenziali protette, in collegamento con le altre realtà assistenziali, assicurando la presenza di un adeguato numero di personale medico ed infermieristico altamente specializzato nell’assistenza dell’anziano pluripatologico e spesso non autosufficiente.
E’ la proposta presentata da Padre Virginio Bebber, alla Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana istituita di recente dal Ministro della Salute Speranza, presieduta da Mons. Vincenzo Paglia, Gran cancelliere del Pontificio Istituto Teologico per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia.

Leggi: Quotidiano Sanità, 19/11/2020


giovedì 19 novembre 2020
Curare a casa: 10 proposte per una nuova assistenza a domicilio

Una rete di associazioni e realtà del welfare lombardo ha elaborato un documento, in cui sono indicati i primi passi da compiere per un ripensamento complessivo dell’assistenza domiciliare: dai Lea al caregiver, dagli assistenti familiari all’accesso alle cure, passando per una “nuova missione dei servizi” e una “messa a terra consapevole”
Il futuro delle cure è a casa: lo sta dimostrando l’emergenza sanitaria in corso, con il collasso e l’intasamento dei reparti ospedalieri e la carenza, ogni giorno più evidente, dei servizi territoriali. Proprio da questa considerazione nascono le “Dieci proposte” per una nuova assistenza a domicilio in Lombardia: un documento corale, che sarà presentato domani ore 10, online), frutto della sinergia tra diverse realtà del welfare lombardo: Forum Terzo Settore, Spi Cgil, Fnp Cisl, Acli Aps, Legacoop , Confcooperative , Federsolidarietà, Auser, Anteas, Ordine degli assistenti sociali, Cisl Medici, Uneba, Csv.

Leggi: Redattore Sociale, 19/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Manovra: Sindacati pensionati, inserire misure a favore dei pensionati e degli anziani

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil ribadiscono la richiesta a Governo e Parlamento di inserire nella manovra di bilancio e nei prossimi provvedimenti legislativi anche misure a favore dei pensionati e degli anziani.
“Siamo consapevoli della gravità del momento e della necessità di un Patto per il Paese che unisca lavoratori e pensionati, giovani e anziani – affermano i Segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo – e siamo convinti che interventi a favore dei pensionati siano necessari e urgenti: per ragioni di equità sociale; perché deve essere riconosciuto il fondamentale ruolo economico e sociale svolto dalle persone anziane; perché restituire potere d’acquisto a lavoratori e pensionati è indispensabile per far ripartire il Paese alla fine dell’emergenza sanitaria; perché le persone più fragili, sole, non autosufficienti non sono scarti e devono essere tutelate e curate”.
Spi, Fnp, Uilp chiedono una legge quadro nazionale per la non autosufficienza, che assicuri servizi e sostegni uniformi e adeguati in tutto il Paese. Ritengono poi necessaria una profonda riforma delle Strutture residenziali socio sanitarie per anziani: strutture più piccole e integrate nel territorio; maggiori controlli; forme di residenzialità alternativa; potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata per consentire alle persone di restare nelle proprie case. Una riforma da inserire in un più vasto progetto di rilancio del Servizio sanitario nazionale.

Leggi: Spi-Cgil, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Manovra, fondo per caregiver: 75 milioni nel triennio

È istituito presso il ministero del lavoro un Fondo destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare, con una dotazione di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023″. Lo prevede la bozza bollinata della legge di bilancio.

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Fondo non autosufficienza, “ma quale aumento?”. Lettera a Conte

Il Comitato 16 Novembre rivolge un appello al premier: “Nella bozza di Bilancio non vediamo incrementi significativi del fondo, fermo a 570 milioni di euro. Si porti ad almeno 1 miliardo, con le risorse del Recovery Fund. Oggi si parla di cure domiciliari per il Covid: noi siamo abituali fruitori, ma senza sostegno. Servono mille euro al mese per l’assistenza”
Si potrebbe, si dovrebbe, eppure non si fa: aumentare il fondo non autosufficienza è una necessità riconosciuta da molti, rivendicata da anni, promessa tante volte, che oggi si potrebbe finalmente realizzare, grazie alle risorse del Recovery Fund. Eppure, “nella bozza di Bilancio non vediamo incrementi significativi del fondo, fermo a 570 milioni di euro. Non ci siamo!”. La denuncia arriva direttamente al premier Conte dal Comitato 16 Novembre, tramite la presidente Mariangela Lamanna: “E’ necessario aumentare quel fondo ad almeno un miliardo – ricorda -, cifra ancora ben lontana da quello che servirebbe, e le risorse potrebbero essere attinte dal Recovery Fund, in maniera tale da favorire l’assistenza indiretta”, suggerisce il Comitato, introducendo così un …….

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Casa, De Micheli: 650mila persone hanno bisogno di un alloggio stabile

“Nella legge di Bilancio 850 mln per l’edilizia residenziale pubblica”. Lo dice la ministra per le Infrastrutture e i Trasporti, partecipando al panel “Territori sostenibili per il rilancio del Paese” nell’ambito dell’assemblea Anci
In Italia ci sono “650mila persone che hanno necessità di trovare un alloggio stabile”, e per questo “nella legge di Bilancio abbiamo inserito 850 milioni da fondi non spesi in un decennio per l’edilizia residenziale pubblica nelle città sopra i 60mila abitanti con maggiore stress abitativo”. Paola De Micheli, ministra per le Infrastrutture e i Trasporti, lo dice partecipando al panel ‘Territori sostenibili per il rilancio del Paese’ nell’ambito della XXVII Assemblea Anci ‘L’Italia al passo dei sindaci’, evento online.
“Poi c’è il piano di rinascita urbana”, prosegue De Micheli, e “l’Anci è il luogo ideale per promuovere questa misura” che ruota “attorno al recupero di immobili già esistenti per l’edilizia residenziale pubblica”. Il governo, quindi, finanziando “con le Regioni, e anche il cofinanziamento dei privati, chiede alle città di trovare progetti che riqualifichino interi quartieri e pezzi di città”, ..

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Coronavirus e Rsa: diritti, tutele e consigli Online il Vademecum di Cittadinanzattiva

Orientare i cittadini che hanno familiari ricoverati nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) in questo difficile periodo di emergenza sanitaria. È questo l’obiettivo del Vademecum “Coronavirus e RSA: diritti, tutele e consigli”, realizzato da Cittadinanzattiva con il contributo non condizionato di Medtronic Foundation, e disponibile sul sito web dell’organizzazione https://www.cittadinanzattiva.it/approfondimenti/salute/13698-le-residenze-sanitarie-assistenziali-rsa-una-guida-in-tempi-di-emergenza.html
Questi alcuni consigli ed informazioni per i cittadini, contenuti nel Vademecum: è proibito l’ingresso all’interno delle RSA ai parenti e ai visitatori, salvo nei casi strettamente indicati dalla direzione sanitaria; nei casi previsti, l’ingresso deve avvenire rispettando tutti i protocolli di sicurezza della struttura; si raccomanda fortemente, prima di recarsi presso la struttura sanitaria, di contattare la struttura in modo da avere contezza delle reali possibilità di ingresso, oltre che informarsi sulla zona di appartenenza della regione nella quale è sita la struttura; è consigliato verificare se la struttura ha redatto un protocollo di sicurezza COVID per avere garanzie ……..

Leggi: Auser, 18/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Tutela anziani e Covid-19. Controlli dei Nas in 232 strutture, irregolarità nel 16%. Sospesa l’attività assistenziale in 4 Rsa

Nel 40% delle strutture irregolari i carabinieri hanno riscontrato violazioni in materia di misure di prevenzione alla diffusione del virus, riconducibili all’assenza di piani preventivi anti-Covid. Sospesa l’attività assistenziale in 4 strutture. Contestate complessivamente, 59 violazioni, di cui 9 penali e 43 amministrative; 11 le persone deferite all’autorità giudiziaria e 42 quelle segnalate
Con il progressivo aumento della diffusione epidemica da Covid-19, è stato rafforzato, su richiesta del Ministro della Salute, Roberto Speranza, il dispositivo dei Carabinieri dei Nas dedicato al controllo dei servizi devoluti all’ospitalità e alla cura delle persone anziane che si trovano in condizione di particolare vulnerabilità fisica, in ragione dell’età e della sussistenza di pregresse patologie.
Nell’ultima settimana, d’intesa con il Ministero della Salute è stata realizzata un’intensa campagna di verifiche che ha portato all’esecuzione di 232 ispezioni presso strutture sanitarie e socio-assistenziali, quali Residenze Sanitarie Assistite e di lungodegenza, case di riposo, comunità alloggio, ecc., con la finalità di accertare la regolare attuazione delle misure di contenimento e prevenzione alla diffusione epidemica e, nel contempo, individuare eventuali situazioni di insufficiente erogazione di servizi assistenziali e di mancato possesso dei titoli abilitativi professionali da parte degli operatori, propedeutici a episodi di omessa custodia e maltrattamento.

Leggi: Quotidiano Sanità, 17/11/2020


DALLE REGIONI:

giovedì 19 novembre 2020
Toscana: diritto alla casa e aiuti ai più fragili, le priorità dell’assessora Spinelli

Intervista alla nuova assessora alle politiche sociali della Regione Toscana. Sulle Rsa: “Ci siamo mossi per avere una più rapida individuazione degli ospiti positivi e per implementare un sistema di tracciamento sociosanitario integrato, tramite App, per una migliore comunicazione e monitoraggio dei dati”
“Ci siamo mossi per avere una più rapida individuazione degli ospiti positivi e per implementare un sistema di tracciamento sociosanitario integrato, tramite App, per una migliore comunicazione e monitoraggio dei dati. E soprattutto intendiamo attuare una completa separazione degli anziani positivi dai negativi, così da ridurre la possibilità di estensione dell’infezione in un ambito che per sua natura ha caratteristiche volte a favorire la socialità, piuttosto che il trattamento e l’isolamento sanitari”.
E’ questo il piano della neo-assessora al Sociale della Regione Toscana, Serena Spinelli, per prevenire e ridurre i contagi nelle Rsa, uno dei punti maggiormente critici che la pandemia ci sta mettendo di fronte.

Leggi: Redattore Sociale, 19/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Assistenza domiciliare Covid. Cgil, Cisl e Uil contro ricorso al privato in Lombardia: “Prezzi stellari. Regione garantisca le cure a tutti”

I sindacati riferiscono di prezzi che vanno da 90 euro per il tampone a casa e 450 euro per un pacchetto di prestazioni sanitarie a domicilio. Prestazioni a cui si fa ricorso perché “la sanità lombarda anche in questa seconda ondata epidemica si è mostrata impreparata e non ha organizzato i servizi di sanità territoriale di cui c’è estremo bisogno”. Ma la salute, evidenzia Cgil, Cigl e Uil, “è un diritto che la Sanità Pubblica deve garantire a tutti”. Chiesto l’impegno della Regione a potenziare i servizi.
“Dalla sanità privata è partita l’iniziativa per un servizio di assistenza sanitaria e diagnostica domiciliare per pazienti Covid-19 in isolamento domiciliare obbligatorio (90 € per il tampone a casa e 450 € per un pacchetto di prestazioni sanitarie a domicilio), ma l’uno e l’altra sono proprio quello che la sanità pubblica deve garantire a tutti coloro che ne hanno bisogno”. A denunciarlo, in una nota congiunta, sono Cgil, Cisl e Uil Lombardia.
Per i sindacati “è un dovere pubblico, e tanto più in questa fase un’assoluta necessità, garantire servizi domiciliari e continuità assistenziale, per ridurre la pressione sugli ospedali che rischiano nei prossimi giorni la saturazione dei posti letto, ma la sanità lombarda anche in questa seconda ondata epidemica si è mostrata impreparata e non ha organizzato i servizi di sanità territoriale di cui c’è estremo bisogno”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Piano sociale Roma, Raggi: superata la logica dell’assistenzialismo

La sindaca su Facebook: “Dopo 16 anni ridefiniti i contenuti e riorganizzati i servizi essenziali. Strumenti di sostegno assicurati a tutti i soggetti in condizioni di fragilità”
“Ieri è stata una giornata importante. Dopo sedici anni abbiamo approvato il Piano sociale cittadino, un documento che ridefinisce contenuti, qualità e quantità dei servizi sociali, rimettendo al centro la persona. Un traguardo importante che abbiamo raggiunto in un momento delicato di grande bisogno. Vogliamo restituire alle persone che vivono a Roma la certezza di un sistema di protezione che possa sostenerli e affiancarli”. Lo scrive su Facebook il sindaco di Roma, Virginia Raggi.
“Abbiamo riorganizzato i servizi sociali essenziali, inserendoli in una rete che spazia dal cohousing ai centri anti-violenza. Superiamo la logica dell’assistenzialismo per promuovere l’autonomia della persona, con i suoi bisogni ma anche con le sue potenzialità e capacità di contribuire alla …………

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Toscana, arrivano le Rsa Covid free

Alcune Residenze sanitarie assistite per anziani saranno riconvertite in Rsa total Covid. L’assessora Spinelli: “Garantire il massimo di separazione tra ospiti positivi e negativi così da ridurre i contagi il più possibile”
Alcune Residenze sanitarie assistite per anziani saranno riconvertite in Rsa total Covid. E’ quanto dispone l’ultima Ordinanza (la numero 112), firmata oggi dal presidente della Toscana, Eugenio Giani. Un’operazione, questa, che sarà messa in pista a breve e che rimarrà in vigore per l’intera durata dell’emergenza sanitaria. Le strutture a essere convertite in Rsa Covid saranno principalmente quelle con una maggiore percentuale di positivi: alle Asl il compito di predisporre l’elenco delle strutture con i requisiti richiesti per essere riorganizzate, in tempi rapidi, in total Covid e sempre in stretta collaborazione con le Società della Salute e le Zone distretto territoriali. “Seguiamo con la massima attenzione ciò che accade nelle Rsa in questo periodo così difficile e agiamo di conseguenza, mettendo in atto le migliori soluzioni organizzative possibili, in modo condiviso e celere, finché durerà lo stato di emergenza determinato dal Covid – dichiara il ……..

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


IN AGENDA:

Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile

Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

Leggi: Forum Non Autosufficienza


Giovedì 26 novembre 9.30 – 13.00 – La nuova vita delle aree interne

AttivAree, il Programma intersettoriale di Fondazione Cariplo mirato a riattivare le aree montane dell’Oltrepò Pavese e delle Valli Trompia e Sabbia, partito nel 2016, sta per concludersi!
Per questo è stato organizzato il convegno La nuova vita delle aree interne in programma per giovedì 26 novembre dalle ore 9.30 – 13.00. Il Convegno – in diretta streaming – sarà l’occasione per ragionare sul ripensamento della relazione tra aree interne e centri urbani, sulle disuguaglianze territoriali in termini di accesso ai servizi e di partecipazione civica e sul ruolo del Terzo Settore.
In questi anni, i territori hanno aumentato la loro forza attrattiva nei confronti dei residenti, dei potenziali investitori e dei poli urbani di riferimento, facendo leva sulle risorse delle comunità.

Segui: Fondazione Cariplo


Torna HANDImatica, evento online, 26-27-28 novembre 2020

In occasione dei 40 anni di attività e considerato il contesto attuale, Fondazione ASPHI Onlus vuole dedicare la dodicesima edizione di HANDImatica al tema “Tecnologie digitali per la comunità fragile”.
I disagi causati dal lockdown si sono sommati alle preesistenti condizioni di fragilità della società che hanno reso ancora più complicata la gestione della vita scolastica, lavorativa e quotidiana, incidendo nelle relazioni e nelle autonomie. Anche la vita degli anziani, ambito al quale ASPHI ha rivolto da più di dieci anni la propria attenzione, è stata fortemente condizionata dagli effetti della pandemia. In un contesto nel quale le persone con disabilità e fragilità hanno subìto le forti conseguenze del Covid-19, l’utilizzo consapevole delle tecnologie si è dimostrato una potenzialità nei vari percorsi di inclusione e di cura.
Con queste premesse nasce la dodicesima edizione online di HANDImatica 2020, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Università degli Studi di Bologna e l’Ufficio Scolastico
Leggi nel sito di Asphi

Leggi: Asphi


Martedì 1 dicembre 2020 ore 9.00 – 13,15 – Presentazione Nazionale del Rapporto Oasi 2020

Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema sanitario Italiano

Segui: Sda Bocconi


Virtual meeting – 1-2 Dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sotto forma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.

Per informazioni: info@italialongeva.it


Venerdì 4 dicembre 2020 Ore: 10:00 – 54° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2020

Diretta Streaming
Giunto alla 54ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su questi temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2020», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

Segui: Censis


IN EVIDENZA:

Le famiglie italiane tra insicurezza economica e capacità di cura

Numerose ricerche hanno rilevato come la pandemia e le misure di contenimento che sono state adottate hanno profondamente cambiato le condizioni di vita delle famiglie italiane. Queste ricerche – alcune realizzate da istituti ufficiali di rilevazione, altre da organizzazioni private o di terzo settore – evidenziano i cambiamenti intervenuti nel reddito delle famiglie, nei consumi, nell’occupazione, la crescita delle disuguaglianze, della povertà educative e alimentari.
Rapporti e indagini di Eurofound, dell’Istat e della Banca d’Italia evidenziano che gran parte delle famiglie italiane ha subito una notevole riduzione del proprio reddito e dell’orario di lavoro. La Banca d’Italia in un suo recente rapporto (2020) rileva che la quota di nuclei che dichiarano di aver subito dall’inizio della pandemia un calo del reddito, è pari al 30 per cento con un miglioramento rispetto al dato della rilevazione di aprile-maggio, mesi nei quali la riduzione del reddito aveva interessato circa la metà delle famiglie. La crisi economica ha colpito maggiormente le famiglie appartenenti ai quinti più bassi della distribuzione del reddito da lavoro. Nel Rapporto annuale e nei successivi rapporti trimestrali, l’Istat (2020) evidenzia che, rispetto al secondo trimestre 2019, il numero di occupati scende di 841 mila unità: calano soprattutto i dipendenti a termine (-677 mila, -21,6%) e continuano a diminuire gli indipendenti (-219 mila, -4,1%). Dal lato dell’offerta di lavoro, nel secondo trimestre del 2020 il numero di persone occupate subisce un ampio calo in termini congiunturali (-470 mila, -2,0%).

Leggi: Welforum


Ripensare la cura come responsabilità di tutti

Bassa natalità e invecchiamento della popolazione cambieranno le economie dei paesi europei nei prossimi anni. Ora che la pandemia ha reso visibile la fragilità dei nostri sistemi di welfare, è il momento di ripensare la cura. Un’analisi dalla Spagna
È dell’estate scorsa lo studio pubblicato dalla rivista The Lancet che annunciava, con tono preoccupato, il panorama demografico ed economico internazionale. Sarebbero 23 i paesi interessati da una riduzione della popolazione e in Europa, per la Spagna in particolare, si prefigura una diminuzione del 50% della popolazione nell’intervallo di tempo compreso tra il 2017 e il 2100. La Spagna dovrebbe quindi passare dai circa 47 milioni del 2020 a 22,91 milioni nel 2100.
Bassa natalità e invecchiamento della popolazione – si legge nello studio – influenzeranno in modo particolare le economie dei paesi interessati. Per la Spagna questi dati anticipano un ostacolo economico che porterà il paese dall’essere tra le tredici economie con il Pil più alto a scendere al 28esimo posto della classifica nel 2100. Il Lancet segnala la fecondità come una sfida globale: “cercare di aumentare il tasso di fecondità creando un ambiente favorevole alle donne per avere figli e proseguire la loro carriera, limitare l’accesso ai servizi di salute riproduttiva, aumentare la partecipazione alla forza lavoro, soprattutto in età avanzata, e promuovere l’immigrazione ”.
In effetti l’anno scorso la Spagna ha registrato il minor numero di nascite di tutta la serie storica iniziata nel 1941 dall’Istituto nazionale di statistica. Le coorti di donne in età fertile sono meno numerose e la fertilità è in caduta libera. L’indicatore di figli per donna è sceso l’anno scorso a 1,23, il valore più basso degli ultimi 19 anni.

Leggi: In Genere


 Il Papa ai giovani economisti di Assisi: «Terzo settore e filantropia possono essere palliativi»

Così Papa Francesco: “Sapete che urge una diversa narrazione economica, urge prendere atto responsabilmente del fatto che «l’attuale sistema mondiale è insostenibile da diversi punti di vista» e colpisce nostra sorella terra, tanto gravemente maltrattata e spogliata, e insieme i più poveri e gli esclusi. Non basta neppure puntare sulla ricerca di palliativi nel terzo settore o in modelli filantropici»
l Papa è intervenuto oggi con videomessaggio a conclusione di ‘The Economy of Francesco’, il Forum di Assisi sul futuro del capitalismo voluto da Francesco con la convocazione di oltre 1000 giovani studiosi in campo economico. Ecco alcuni passaggi del messaggio
So che avete accettato immediatamente questa convocazione, perché siete in grado di vedere, analizzare e sperimentare che non possiamo andare avanti in questo modo: lo ha mostrato chiaramente il livello di adesione, di iscrizione e di partecipazione a questo patto, che è andato oltre le capacità. Voi manifestate una sensibilità e una preoccupazione speciali per identificare le questioni cruciali che ci interpellano. L’avete fatto da una prospettiva particolare: l’economia, che è il vostro ambito di ricerca, di studio e di lavoro. Sapete che urge una diversa narrazione economica, urge prendere atto responsabilmente del fatto che «l’attuale sistema mondiale è insostenibile da diversi punti di vista» e colpisce nostra sorella terra, tanto gravemente maltrattata e spogliata, e insieme i più poveri e gli esclusi. Vanno insieme: tu spogli la terra e ci sono tanti poveri esclusi.
Essi sono i primi danneggiati… e anche i primi dimenticati. Attenzione però a non lasciarsi convincere che questo sia solo un ricorrente luogo comune. Voi siete molto più di un “rumore” superficiale e passeggero che si può addormentare e narcotizzare con il tempo. Se non vogliamo che questo succeda, siete chiamati a incidere concretamente nelle vostre città e università, nel lavoro e nel sindacato, nelle imprese e nei movimenti, negli uffici pubblici e privati con intelligenza, impegno e convinzione, per arrivare al nucleo e al cuore dove si elaborano e si decidono i temi e i paradigmi.

Leggi: Vita


Anziani e social, non si finisce mai di imparare

A qualsiasi età si può imparare qualcosa di nuovo. Lo dimostra il gruppo di persone di più di 80 anni che nel 2019 ha seguito un corso sull’uso dei social media. E con le nuove conoscenze hanno affrontato meglio l’isolamento sociale durante il lockdown.
Anziani, pandemia e divario digitale
La pandemia di Covid-19 apre sfide senza precedenti su diversi fronti: sanitario, sociale, economico. Il 9 marzo l’Italia, primo paese in Europa, ha istituito il lockdown nazionale per contenere la diffusione del virus. La chiusura si è protratta fino al 4 maggio.
Gli anziani hanno pagato (e pagano tuttora) il prezzo più alto della pandemia e delle misure di contenimento. Sopra i 70 anni, infatti, aumentano sia il rischio di sviluppare le forme più gravi della malattia che i tassi di mortalità. Allo stesso tempo, il rischio di esclusione sociale in questa fascia di popolazione è molto elevato. La pandemia, infatti, ha costretto a spostarsi sempre di più verso un mondo digitalizzato, sia per mantenere i contatti sociali che per accedere a servizi di pubblica utilità. Tuttavia, è ancora molto marcato il divario inter-generazionale nell’utilizzo dei mezzi di informazione e comunicazione e dei social media. Nel 2019, la percentuale di famiglie con accesso a Internet in Italia era del 74,7 per cento, ma scendeva al 34 per cento se si consideravano le famiglie composte solo da persone di 65 anni e più. La maggior parte di loro, dichiarava di non aver accesso a Internet per mancanza di capacità (Istat).

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“Welfare Italia”, rapporto Unipol-Ambrosetti: il 10% della classe media verso la povertà

Nel rapporto 2020 del think thank, emerge che “le fasce più vulnerabili saranno influenzate anche dalla crisi in seguito al Covid che riguarda il Terzo settore, attore essenziale nel sostegno della popolazione più in difficoltà”
“Anche la classe media sarà particolarmente colpita dalla crisi in atto: senza un intervento da parte dello Stato, la pandemia potrebbe determinare uno spostamento di oltre 1,6 milioni di famiglie dalla classe media (9,9% del totale) alla povertà e generare una perdita di reddito disponibile netto per tale classe di oltre 23,4 miliardi di euro”. È quanto si legge nel rapporto 2020 del think thank “Welfare Italia”, sviluppato dal Gruppo Unipol in collaborazione con The European House-Ambrosetti.
“La pandemia rischia concretamente di esacerbare le disuguaglianze presenti sul territorio nazionale”, prosegue la relazione. “Considerando che il paniere di beni e servizi necessari a ciascuna famiglia per il proprio basilare sostentamento mensile è di circa 1.100 Euro, la metà delle famiglie italiane non sarebbe in grado di autosostenersi per più di 5 mesi in assenza di un’integrazione e dovendo fare leva esclusivamente sui propri asset liquidabili. Una simile considerazione pone serie preoccupazioni relative alla diffusione della povertà assoluta”.

Leggi: Redattore Sociale


Progetti per una società inclusiva

Per rispondere alle grandi trasformazioni, necessarie risposte innovative. Se ne è parlato durante il panel con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S.Egidio, la sociologa Chiara Saraceno e Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Ha moderato Costanza Calabrese, giornalista del Tg5
Sono tre gli elementi che connotano le trasformazioni in corso: l’invecchiamento della popolazione (con una speranza di vita a 81 anni per gli uomini, 84 per le donne), la denatalità (1,3 figli di media) e in prospettiva la diminuzione della popolazione. Per Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, è necessario ripensare tutta la struttura della società con i suoi nuovi bisogni. Il ripensamento delle politiche sociali deve quindi essere legato alle politiche di sviluppo e dell’occupazione. E’ necessario guardare in avanti, superando contrapposizioni e stereotipi. Per Ghiselli, è necessario vedere l’anziano come risorsa e per far questo è necessario mettere in campo concrete politiche per l’invecchiamento attivo. Sul tema della progettazione del futuro è intervenuta la sociologa Chiara Saraceno: In Italia, ha detto, manca un equilibrio tra generazioni. Le donne sono state punite dalla riforma Dini. Oggi lo squilibrio è molto forte: ci vuole una pensione minima garantita a tutti a prescindere. Non servono riformine

Leggi: Collettiva


SEGNALAZIONI:

In pagamento le pensioni di dicembre!

Prosegue anche a dicembre il pagamento anticipato delle pensioni presso gli sportelli postali rispetto alle normali scadenze e sarà distribuito su più giorni. Lo rende noto l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale.
L’anticipo del pagamento delle pensioni è stato stabilito allo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli ufficio postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19.
Il pagamento avverrà secondo il seguente calendario, in base alla lettera iniziale del cognome dei titolari delle prestazioni:

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 17 novembre 2020
La rivalutazione delle pensioni è salva

Alla fine il governo ha dovuto fare marcia indietro. La rivalutazione delle pensioni è salva e non ci sarà la proroga del blocco fino al 2023 come inizialmente previsto dal testo della prossima legge di bilancio.
Che significa?
Significa che dal 1° gennaio 2022 entrerà in vigore un nuovo meccanismo di rivalutazione che permetterà un maggiore recupero di potere d’acquisto delle pensioni.
Gli scaglioni saranno tre: il prima, al 100%, fino alla quota di quattro volte il trattamento minimo; il secondo, al 90%, per la quota da quattro a cinque volte il trattamento minimo; il terzo, al 75%, per la quota sopra cinque volte il trattamento minimo.
Attualmente il sistema prevede invece una rivalutazione al 100% solo per le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo, al 97% per quelle tra tre e quattro volte, al 77% per quelle tra quattro e cinque, al 52% per quelle tra cinque e sei e a decrescere ulteriormente per gli importi più elevati.

Leggi: Spi-Cgil, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Legge di bilancio, le misure del governo

Approvato il testo che va ora all’esame del Parlamento. Cig e decontribuzione per assumere donne e giovani, conferma dei bonus famiglia in attesa del via all’assegno unico. Previsti anche fondi per asili nido, servizio civile, sport di base, Reddito di cittadinanza
Nel tardo pomeriggio di ieri il Consiglio dei ministri ha approvato nuovamente (dopo il via libera con la formula “salvo intese” dello scorso 18 ottobre) la legge di bilancio: 38 miliardi che nelle intenzioni del governo sono destinati a sostenere famiglie e imprese colpite dalla crisi innescata dalla pandemia. Nei prossimi giorni il governo si riunirà ancora per varare la relazione che chiede un ulteriore scostamento di bilancio di circa 20 miliardi. Questo extra deficit, che inciderà sui conti del 2021, dovrà poi essere votato dalle Camere, probabilmente la settimana prossima. Nel corso dell’ultima capigruppo l’esecutivo giallorosso aveva indicato come data probabile il 25 novembre.

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Covid/ Il Tar Lazio dà ragione allo Smi: le cure a casa spettano solo alla Usca e non al Mmg

L’assistenza a domicilio dei pazienti Covid non spetta al medico di medicina generale ma alle Unità speciali di continuità assitenziali (Usca). Questa è l’opinione del Tar del Lazio, sezione terza quater, contenuta nella sentenza del 1191/2020.
Il Tar ha accolto il ricorso del sindacato Sindacato dei Medici Italiani (Smi) avverso una serie di provvedimenti della Regione Lazio che allargavano al Mmg questo ruolo (Ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. Z00009 del 17.3.2020; provvedimento della Regione Lazio – Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria prot. «Int. 0314552.10-04-2020; Determinazione della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria – Area Risorse Umane, a firma del Direttore regionale, prot. G04569 del 20.4.2020 e prot. G04586 del 20.4.2020 nonche della la Nota della Regione Lazio, Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria – Direzione Regionale per l’Inclusione Sociale prot. 301502 del 9.4.2020)

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Al via fondo rinascita urbana

Con la pubblicazione del decreto attuativo a firma Mit, Mise, Mibact, avvio concreto del programma. Genovesi: buona notizia, ora enti locali e organizzazioni sociali siano protagonisti.
“L’avvio concreto del programma Rinascita Urbana con i suoi 854 milioni di euro a disposizione è una buona notizia, perché intende incidere sulla qualità dell’abitare, sul recupero fisico e sociale degli spazi urbani, premiando rigenerazioni, alti standard ambientali e tecnologici, valorizzazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica. Un impegno che il Governo prese con il sindacato proprio ad un convegno promosso dalla Fillea Cgil e che oggi è ancora più urgente e attuale realizzare, per avere una città socialmente più giusta e anche più bella”. Così commenta Alessandro Genovesi, Segretario generale Fillea Cgil, la pubblicazione del decreto attuativo a firma del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ministero dell’Economia e Ministero dei Beni culturali.
“Ora, vista anche la positiva scelta di un meccanismo in due tempi (progetto preliminare e progetto definitivo), invece di tirare fuori dai cassetti vecchie idee, gli enti locali, le forze sociali, le associazioni degli inquilini e di quartiere siano protagonisti nella realizzazione dei progetti, partendo dai bisogni, dal coinvolgimento dei diretti interessati. Solo così i progetti presentati, …….

Leggi: Fillea Cgil, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Programma innovativo per la qualità dell’abitare, nell’attuazione dare priorità al rilancio dell’edilizia pubblica

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale del SUNIA
“Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture sul programma innovativo per la qualità dell’abitare, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, passerà ora alla fase attuativa. Da parte nostra rimangono le forti perplessità sulla esiguità dei finanziamenti spalmati sino al 2033, sulle lungaggini istruttorie e sulla mancanza di una scelta netta e definita di priorità che si deve riconoscere all’edilizia residenziale pubblica e al suo forte rilancio come abbiamo più volte rivendicato dal Governo nelle audizioni e nei documenti da noi presentati con proposte concrete mirate a queste finalità.
Non dimentichiamo che il Decreto è stato concepito prima della crisi prodotta dalla pandemia Covid-19 ed è di tutta evidenza che sono necessari provvedimenti di rifinanziamento, anche con le risorse del Recovery fund, oltre che l’unificazione delle risorse già previste in altri provvedimenti, affinché si possa dare un marcato indirizzo di programmazione strutturale ed efficace all’attuale Decreto che, così com’è, appare condivisibile nei propositi ma vago e incerto nelle reali prospettive di significativo intervento sulla riqualificazione urbana e sulla crisi e il disagio abitativo delle famiglie.

Leggi: Sunia, 17/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
L’housing sociale per il rilancio italiano

Nella mattinata del 17 novembre, al convegno di apertura di Urbanpromo, saranno presentati il Comitato Nazionale per l’housing sociale (vedi news) e la sintesi della sezione dedicata all’housing sociale del rapporto Rilanciare le infrastrutture sociali in Italia, coordinato da Edoardo Reviglio e promosso dalla Fondazione Astrid e dalla Fondazione Collegio Carlo Alberto della Compagnia di San Paolo.
Le due iniziative si caratterizzano per la volontà di costruire una visione di sistema, mosse dall’esigenza di strutturare una strategia comune, efficace e a lungo termine, capace di rilanciare il tema della casa e di segnare un cambio di passo nell’ambito della partnership pubblico-privato.
È da anni che Italia non vengono intrapresi importanti piani per la locazione sociale e a canoni calmierati, il comitato e il rapporto rilanciano la necessità di piani complessi e pluriennali; articolati per dare un disegno complessivo e organico alle diverse offerte presenti sul territorio sia pubbliche che private.

Leggi: Vita, 16/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
Pensioni e Rsa, “serve riprogettazione sociale complessiva”

I due temi sono stati al centro di un dibattito nell’ambito dell’evento “Futura: lavoro, ambiente, innovazione” a cura della Cgil con la sociologa Chiara Saraceno, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S.Egidio e Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil
Sono tre gli elementi che connotano le trasformazioni in corso: l’invecchiamento della popolazione (con una speranza di vita a 81 anni per gli uomini, 84 per le donne), la denatalità (1,3 figli di media) e in prospettiva la diminuzione della popolazione. Per Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, è necessario ripensare tutta la struttura della società con i suoi nuovi bisogni. Il ripensamento delle politiche sociali deve quindi essere legato alle politiche di sviluppo e dell’occupazione. E’ necessario guardare in avanti, superando contrapposizioni e stereotipi. Per Ghiselli, è necessario vedere l’anziano come risorsa e per far questo è necessario mettere in campo concrete politiche per l’invecchiamento attivo. Sul tema della progettazione del futuro è intervenuta la sociologa Chiara Saraceno: in Italia, ha detto, manca un equilibrio tra generazioni. Le donne sono state punite dalla riforma Dini. Oggi lo squilibrio è molto forte: ci vuole una pensione minima garantita a tutti a prescindere. Non servono riformine. “Bisogna iniziare a pensare seriamente – ha dichiarato Saraceno – a chi andrà in pensione tra venti e trent’anni e a quali condizioni potrà andarci”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
Housing sociale, nasce comitato nazionale per rilanciare il tema casa

Un comitato per rilanciare il tema casa a livello nazionale e proporre progetti che siano in grado di attrarre nuovi investitori, mettendo in comunicazione partner pubblici e privati. È questo lo scopo che si prefigge il Comitato Nazionale per l’housing sociale, costituitosi nelle scorse settimane grazie all’impegno dei soggetti più rappresentativi del settore: Federcasa, Legacoop Abitanti, Confcooperative Habitat, Fondazione Housing sociale, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, che sarà presentato il 17 novembre al convegno online di Urbanpromo. Un soggetto indipendente, che vuole dare risposte concrete alla domanda di edilizia sociale del Paese, mettendo insieme i principali attori che operano in questo campo.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2020


sabato 14 novembre 2020
L’importante è la salute

La pandemia come occasione obbligata per ripensare il sistema sanitario. Confronto appassionato tra Silvio Garattini, medico e ricercatore, Nerina Dirindin, economista Università di Torino, Maurizio Casasco, Confapi, e Rossana Dettori, segretaria confederale Cgil, A sullecitarie il Confronto Federico Fubini del Corriere della Sera
La pandemia ha posto il Paese e l’Europa di fronte alla necessità di un doppio salto culturale. Il primo lo indica il professor Silvio Garattini, medico e ricercatore, che ha affermato: “Per garantire il diritto alla salute occorre spostare il fuoco “dall’occuparci delle malattie all’occuparci innanzitutto della prevenzione”. Il secondo l’ha suggerito la professoressa Nerina Dirindin, economista insegna all’Università di Torino: “L’aver abbracciato il pensiero neo liberista ha fatto sì che anche la salute sia diventato un ‘bene’ da affidare al mercato. La conseguenza politica di questa scelta ideologica è stata l’impoverimento della sanità pubblica. La pandemia ci ha insegnato che la salute non è una merce”. Se n’è parlato durante un dibattito a Futura 2020, l’evento organizzato dalla Cgil al Teatro Brancaccio di Roma.
L’abbandono della prevenzione ha reso totalmente insufficienti i servizi di igiene pubblica non solo dal punto di vista del numero degli operatori ma della cultura dell’indagine epidemiologica, …….

Leggi: Collettiva, 14/11/2020


sabato 14 novembre 2020
Progetti per una società inclusiva

Per rispondere alle grandi trasformazioni, necessarie risposte innovative. Se ne è parlato durante il panel con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, la sociologa Chiara Saraceno e Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Ha moderato Costanza Calabrese, giornalista del Tg5
Sono tre gli elementi che connotano le trasformazioni in corso: l’invecchiamento della popolazione (con una speranza di vita a 81 anni per gli uomini, 84 per le donne), la denatalità (1,3 figli di media) e in prospettiva la diminuzione della popolazione. Per Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, è necessario ripensare tutta la struttura della società con i suoi nuovi bisogni. Il ripensamento delle politiche sociali deve quindi essere legato alle politiche di sviluppo e dell’occupazione. E’ necessario guardare in avanti, superando contrapposizioni e stereotipi. Per Ghiselli, è necessario vedere l’anziano come risorsa e per far questo è necessario mettere in campo concrete politiche per l’invecchiamento attivo. Sul tema della progettazione del futuro è intervenuta la sociologa Chiara Saraceno: In Italia, ha detto, manca un equilibrio tra generazioni. Le donne sono state punite dalla riforma Dini. Oggi lo squilibrio è molto forte: ci vuole una pensione minima garantita a tutti a prescindere. Non servono riformine

Leggi: Collettiva, 14/11/2020


venerdì 13 novembre 2020
Suberbonus 110%, le proposte per migliorarlo

Può essere il grimaldello per avviare un’opera straordinaria di manutenzione del patrimonio abitativo e, allo stesso tempo favorire un rilancio ambientale economico e sociale del paese. Ma il Superbonus 110 per cento va bene così o è possibile farlo funzionare meglio raggiungendo anche le fasce di popolazione redditualmente deboli, a partire dagli anziani, e realtà complesse, come quelle dei grandi condomini nelle aree urbane?
Alcune risposte sono arrivate dal convegno “Una proposta per il benessere dentro e fuori la casa. Come rilanciare il Bonus 100%” tenuto, in videoconferenza, il 12 novembre. L’evento è stato promosso da Fillea Cgil, Spi Cgil, Nuove Ri-Generazioni, Legambiente, Auser, Abitare& Anziani. Interlocutori Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Chiara Braga, parlamentare Pd e Rossella Muroni, parlamentare Leu, di fatto autori del provvedimento. La discussione, intensa e proficua, è stata coordinata da Mina Cilloni, segretaria nazionale dello Spi e responsabile del dipartimento Benessere e diritti. Nel corso del convegno sono intervenuti Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil, Enzo Costa, presidente Auser, Marco Di Luccio, presidente Abitare&Anziani, Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil, Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente e Sindacato.
I rappresentanti delle associazioni hanno messo sul tavolo alcune concrete proposte per migliorare una misura sulla quale si registra un consenso generale, dalle imprese ai sindacati, dalle associazioni ai cittadini. Eccole: prorogare la misura, che ora scade nel 2021, fino a comprendere il 2025; includere nella detrazione del 110 per cento anche l’abbattimento delle barriere architettoniche, sia interne sia esterne agli edifici. Attualmente la detrazione infatti è soltanto del 50 per cento e riguarda solo le persone portatrici di handicap. Andrebbe invece estesa anche agli anziani. Riordinare l’intero sistema delle detrazioni fiscali che ora sono al 50, al 65, al 75, al 90 e al 110 per cento, differenziando gli incentivi sulla base delle prestazioni raggiunte; istituire fondi pubblici per anticipare le spese per chi avrà problemi a trovare istituti finanziari privati o imprese disposte a praticare lo sconto in fattura.

Leggi: Liberetà, 13/11/2020


mercoledì 4 novembre 2020
Effetto Covid sulle pensioni

Il virus non ha colpito solo la salute dei cittadini del nostro continente, ma sta causando ricadute anche sulla previdenza presente e futura
Il Coronavirus non ha colpito solo la salute dei cittadini europei, ma sta causando effetti anche sulle pensioni presenti e future. Un paper pubblicato dall’European Trade Union Institute, curato da David Natali, ci aiuta a fare il punto sulla situazione.
Durante i primi mesi del Covid, la maggior parte dei paesi europei ha varato misure a breve termine, riducendo o rinviando i contributi dovuti alle casse della previdenza. È successo ad esempio in Finlandia e in Spagna. Altri hanno aumentato le prestazioni per gli anziani, mettendo a disposizione risorse aggiuntive per la previdenza sociale. È successo in Germania e in Francia. In Germania, il governo ha deciso un’iniezione di liquidità di 5,3 miliardi di euro nel 2020 e fondi aggiuntivi nel 2021 nel bilancio della previdenza sociale. In Francia, oltre a sospendere le riforme pensionistiche previste, è stato concordato che il Fondo francese di riserva per le pensioni pagherà almeno altri 13 miliardi di euro per contribuire al finanziamento delle pensioni statali.

Leggi: Collettiva, 04/11/2020


DALLE REGIONI:

martedì 17 novembre 2020
Dalle “stazioni di posta” ai centri anti violenza, Roma ha un nuovo piano sociale

Elaborato dall’assessore Veronica Mammì è stato approvata questo pomeriggio e si basa sui Leps, i livelli essenziali delle prestazioni. La sindaca Raggi: “Il piano rimette al centro la persona”
Le ‘stazioni di posta’, luoghi aperti a chi ha bisogno di accoglienza notturna, un pasto, un presidio socio-sanitario e un supporto anche per l’orientamento al lavoro. I centri anti violenza in ogni Municipio, al fine di prevenire e contrastare gli abusi maschili contro le donne, anche di minore età. Ed ancora: le integrazioni finanziarie da parte del Comune di Roma al reddito di cittadinanza nazionale e 40 assunzioni l’anno per rafforzare la squadra degli assistenti sociali comunali. Queste alcune delle novità del nuovo piano sociale comunale approvato questo pomeriggio dall’Assemblea Capitolina dopo quattro sedute dedicate alla sua discussione.
La delibera che contiene il piano, elaborato dall’assessora Veronica Mammì, si basa su un nuovo principio: la creazione di nuovi livelli essenziali delle prestazioni (LEPS) e dei servizi che il Comune di Roma si impegna a garantire sul territorio di competenza integrando gli indirizzi nazionali e regionali. In questo modo, secondo le intenzioni del Campidoglio, si realizza un ……..

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Legge sui caregiver, depositate oltre 5 mila firme in regione Lombardia

Sono almeno 450 mila i caregiver in Lombardia e il numero è “destinato a crescere”. Un’ampia coalizione di soggetti del terzo settore, sindacati e istituzioni impegnato a sostenere proposta di legge popolare per il riconoscimento
Oltre 5.000 firme di cittadine e cittadini lombardi a supporto della Proposta di legge popolare per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare. Sono state consegnate oggi, martedì 17 novembre, agli Uffici del Consiglio Regionale della Lombardia dai promotori della campagna #iosonocaregiver. Sono almeno 450 mila i caregiver in Lombardia e il numero, come sottolineano i promotori, è “destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione da una parte e di prevedibile indebolimento e impoverimento delle strutture familiari”
La consegna delle firme conclude un percorso, avviato lo scorso novembre 2019, da un’ampia coalizione di soggetti del terzo settore, del mondo sindacale lombardo e delle istituzioni territoriali: ACLI Lombardia APS, Forum del Terzo Settore Lombardia, ARCI Lombardia, ANCeSCAO Lombardia, SPI CGIL Lombardia, AUSER Lombardia, FNP CISL pensionati Lombardia, ANTEAS Lombardia, UILP Lombardia, ADA Lombardia, UNEBA, ANCI Lombardia.

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
“Un ponte senza età”, in Toscana i nipoti si prendono cura dei nonni

Parte il progetto di Montescudaio: video, biografie e corsi di cucina contro l’isolamento e per favorire l’aggregazione sociale
Si chiama “Un ponte senza età” il progetto finanziato dalla Regione Toscana che vede protagonisti i nipoti e i nonni di Montescudaio. Si propone di contrastare la vulnerabilità della popolazione anziana del territorio della Bassa Val di Cecina. Gli attori principali sono gli alunni delle due classi terze della scuola secondaria inferiore “Griselli” di Montescudaio, che si sono assunti un compito importante: vincere l’isolamento sociale, garantendo una risposta integrata ai bisogni socio-relazionali degli anziani attraverso una cultura della solidarietà e il coordinamento di interventi specifici.
Ma i ragazzi non si sono persi d’animo e, insieme ai loro insegnanti, hanno pensato di realizzare un video in cui i nonni possano esprimersi e raccontare le loro esperienze e di partecipare ad un corso di cucina povera, così da sfruttare, con l’aiuto di un cuoco locale, le abilità delle nonne ai fornelli. Nel frattempo il Covid ci ha messo lo zampino, ma i ragazzi non si sono scoraggiati e hanno pensato di iniziare i contatti con una serie di interviste telefoniche, in attesa di poter “accorciare le distanze” con i nonni.

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Anziani, Comitato vittime Rsa Emilia-Romagna: è di nuovo un disastro

Il problema è che la gestione delle strutture per anziani in Emilia-Romagna “è un ginepraio”. A sfogare i suoi timori è Francesca Sanfelice, presidente del Comitato regionale vittime Rsa
Il quadro generale “è un disastro”. E le notizie sui maltrattamenti nella casa di riposo di Valsamoggia, in provincia di Bologna, “ci preoccupano molto”. Perché con le limitazioni alle visite nelle strutture per anziani, “è venuto a mancare il controllo da parte dei familiari”. A sfogare così i suoi timori è Francesca Sanfelice, presidente del Comitato regionale vittime Rsa, parlando oggi alla ‘Dire’. “Come familiari siamo sul chi va là- dice Sanfelice- da mesi non possiamo entrare nelle Rsa. Prima avevamo anche una funzione di sostegno agli operatori e di controllo. Oggi invece non è più come prima, la maggior parte delle strutture non ci permette di entrare oppure le visite sono consentite per poco tempo e comunque a distanza”. Anche il personale, sottolinea Sanfelice, “è più sotto pressione. Era carente già prima del Covid, ora è anche peggio della prima ondata, perché al minimo sospetto di contatto con un caso positivo, gli operatori vengono messi in isolamento”.

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
Emilia-Romagna. CASA: sono 40 mila i nuclei in emergenza abitativa in Emilia-Romagna. Minarelli (SUNIA): “Bisogna aumentare il patrimonio pubblico, il rapporto tra proprietà e affitto deve essere più equilibrato”.

Giove (CGIL ER): “La programmazione dei fondi UE sarà il vero banco di prova, anche in Emilia-Romagna”.
Sono 40 mila i nuclei famigliari in emergenza abitativa in Emilia-Romagna. Il dato, che tiene insieme le domande per il contributo per l’affitto negli ultimi anni e le graduatorie per gli alloggi ERP, è emerso durante la webinar di questa mattina “La casa un diritto per tutti”, promossa e organizzata da CGIL ER e SUNIA ER, alla quale hanno preso parte Valentino Minarelli (segretario generale SUNIA ER), Marzia Dall’Aglio (segreteria SPI CGIL ER), Lanfranco De Franco (ANCI ER), Silvia Antolini (coordinatrice regionale ACER FP ER), Filippo Calandra (segretario generale Fillea CGIL ER), Elly Schlein (vice presidente Regione Emilia-Romagna) e Luigi Giove (segretario generale CGIL ER).
“Bisogna offrire a questi nuclei un percorso di fuoriuscita”, sottolinea Minarelli, “attraverso un incremento del patrimonio pubblico di dimensioni tali da offrire un alloggio calmierato a chi oggi ne è escluso, come avviene in molti paesi europei dove il rapporto tra alloggi in proprietà e in affitto è più equilibrato”.

Leggi: Sunia, 16/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
Emilia Romagna. Maltrattamenti in struttura per anziani. Quattro arresti

L’hanno denominata “Inferno” l’indagine dei Nas di Bologna per omissione di soccorso, esercizio abusivo della professione sanitaria e maltrattamenti agli anziani ospiti di una struttura attiva inizialmente in Valsamoggia (BO) e successivamente trasferita arbitrariamente presso un albergo di Zocca (MO). Agli arresti domiciliari il gestore della struttura e 3 collaboratrici. L’indagine partita a gennaio, dopo il ricovero all’Ospedale di Bazzano di uno degli anziani, con lesioni tali da far scattare la segnalazione da parte della direzione ospedaliera.
Stamani, a conclusione dell’indagine denominata “Inferno”, il NAS Carabinieri di Bologna, coadiuvato dai Carabinieri dei Comandi Provinciali di Modena e Reggio Emilia e del 13° Nucleo Elicotteri di Forlì, ha dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del gestore di una struttura ricettiva per anziani e di 3 collaboratrici, ritenuti responsabili di maltrattamento, omissione di soccorso ed esercizio abusivo della professione sanitaria.
L’attività investigativa, riferisce una nota del Nas, “ha consentito di individuare la sistematica e continuata modalità vessatoria, violenta, minacciosa e ingiuriosa con cui gli indagati si rapportavano ai 9 anziani ospiti ultraottantenni della struttura, provvedendo altresì a somministrare terapie in assenza di prescrizione medica e di propria iniziativa”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 16/11/2020


venerdì 13 novembre 2020
Senza dimora e Covid. Ecco perché curare gli invisibili è fondamentale

Intervista al professor Aldo Morrone, direttore scientifico dell’ospedale San Gallicano di Roma e responsabile del progetto sperimentale di tracciamento alla stazione Termini di Roma. “Rimettere al centro delle politiche sanitarie le persone a maggior rischio marginalità”
Alla stazione Termini di Roma sono ripresi in questi giorni i test gratuiti antigenici e molecolari per i senza dimora e gli operatori dei servizi sociali della Capitale. Il progetto, attivo da maggio, è una sperimentazione nata dall’intuizione dell’Istituto San Gallicano (Ircss) e di Binario 95, per mappare quella parte della popolazione che non ha accesso ai servizi sanitari di base. A capo dell’iniziativa, finanziata all’interno del Polo Sociale Roma Termini in spazi concessi da Ferrovie dello Stato, c’è il professore Aldo Morrone, tra i maggiori esperti italiani di malattie della migrazione e della povertà. Direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano, da sempre attivo nella ricerca e la cura per le persone in difficoltà. Un impegno che lo ha portato anche in Africa, nella regione del Tigray ora al centro di una guerra civile. Lo abbiamo intervistato in questi giorni, mentre monitorava i test anti Covid alla stazione di Roma.

Leggi: Redattore Sociale, 13/11/2020


venerdì 13 novembre 2020
Palermo. La scarsa attenzione del governo regionale sul tema delle locazioni e dell’emergenza abitativa, rischia di produrre drammi sociali.

I dati ufficiali annualmente diffusi, sugli sfratti delle locazioni abitative nella nostra città, sfiora ogni anno 1600 casi, tale dato, è soggetto ad un aumento significativo anche quest’anno, vista l’emergenza epidemica in corso nonostante gli importanti interventi economici e normativi del governo nazionale.
Rammarica dovere affermare, che la scarsa attenzione al tema da parte del governo regionale, e la quasi totale assenza di provvedimenti a sostegno delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori, in disagio socio-economico, sta mettendo a dura prova migliaia di famiglie nella città, ma anche nell’intera regione.
Dopo lunghi mesi, centinaia di famiglie, attendono ancora, il pagamento delle quote spettanti e previsti nel bando integrazione all’affitto per le locazioni in corso nel 2018, altrettanto, si attende la pubblicazione del bando per le morosità incolpevoli, a questi si aggiunge il disagio, causato dai proclami del Presidente della Regione, preannunciando una copertura di sei mensilità di canone di locazione in favore degli assegnatari di case popolari, mai concretizzati.

Leggi: Sunia, 13/11/2020


giovedì 12 novembre 2020
Anziani, De Corato: in Lombardia attenzione alle truffe nel lockdown

Dopo le rapine in farmacia, in Lombardia tornano con il lockdown anche le truffe agli anziani. “Con la scusa della sanificazione dell’appartamento- dice Riccardo De Corato…
Dopo le rapine in farmacia, in Lombardia tornano con il lockdown anche le truffe agli anziani. “Con la scusa della sanificazione dell’appartamento- dice Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza- si è consumata l’ennesima truffa ai danni di una 77enne a Milano, derubata di soldi e gioielli. L’episodio, avvenuto in via Modena, dimostra come balordi senza scrupoli fanno leva sulla paura della gente. Esprimo la mia solidarietà alla signora”.
L’assessore raccomanda agli anziani di non aprire la porta a sconosciuti e di denunciare ogni sospetto di truffa. “L’impegno della Regione- conclude De Corato- è costante: a giugno la Giunta ha stanziato 600.000 euro destinati agli enti locali per realizzare iniziative utili a prevenire e contrastare le truffe agli anziani”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/11/2020


giovedì 12 novembre 2020
Covid ed Rsa, Spi Cgil Roma-Lazio: spezzare l’isolamento degli anziani dalle famiglie

“Va spezzato l’isolamento degli anziani dai loro familiari. Nelle Rsa gli ospiti ancora una volta sono isolati dai loro familiari. È questa la condizione che più pesa sugli anziani. Il momento della visita ad un parente o un congiunto è spesso occasione per un sostegno concreto ma anche è fattore molto importante per garantire un equilibrio psicofisico dell’ospite”. E’ quanto dichiara la segretaria Generale Spi Cgil Roma e Lazio, Alessandra Romano.
“Le Rsa del Lazio che a luglio riaprivano- spiega la sindacalista- sulla base di un protocollo regionale oggi sono tornate a chiudersi. Le cause e le responsabilità sono note. Lo Spi Cgil le ha indicate: dalle rilevanti criticità nell’utilizzo degli strumenti di protezione a tutela del personale, all’incompleta e tardiva somministrazione dei tamponi, al mancato approntamento di percorsi separati, ai trattamenti contrattuali anomali. Una somma di inadeguatezze che i controlli dei Nas dei Carabinieri e quelli delle ASL hanno da tempo attestato e che sono da tempo all’attenzione della Regione Lazio.

Leggi: Redattore Sociale, 12/11/2020


IN AGENDA:

A 20 anni dalla Legge 328/2000. Quali sfide per il futuro? – Tavola rotonda dal 19/11 2020 al 20/11 2020

Organizzazione:
Osservatorio Politiche Sociali dell’Università di Salerno
Per partecipare agli incontri è necessario prenotarsi entro il 18 novembre all’indirizzo: rtrapanese@unisa.it

Leggi: Redattore Sociale


Torna HANDImatica, evento online, 26-27-28 novembre 2020

In occasione dei 40 anni di attività e considerato il contesto attuale, Fondazione ASPHI Onlus vuole dedicare la dodicesima edizione di HANDImatica al tema “Tecnologie digitali per la comunità fragile”.
I disagi causati dal lockdown si sono sommati alle preesistenti condizioni di fragilità della società che hanno reso ancora più complicata la gestione della vita scolastica, lavorativa e quotidiana, incidendo nelle relazioni e nelle autonomie. Anche la vita degli anziani, ambito al quale ASPHI ha rivolto da più di dieci anni la propria attenzione, è stata fortemente condizionata dagli effetti della pandemia. In un contesto nel quale le persone con disabilità e fragilità hanno subìto le forti conseguenze del Covid-19, l’utilizzo consapevole delle tecnologie si è dimostrato una potenzialità nei vari percorsi di inclusione e di cura.
Con queste premesse nasce la dodicesima edizione online di HANDImatica 2020, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Università degli Studi di Bologna e l’Ufficio Scolastico
Leggi nel sito di Asphi

Leggi: Asphi


Virtual meeting – 1-2 Dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sotto forma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.

Per informazioni: info@italialongeva.it


Forum della Non Autosufficienza e dell’autonimia possibile

Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

Leggi: Forum Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

 Valutare gli interventi socio-sanitari per innovare i servizi

In un contesto teso a migliorare l’organizzazione e la qualità dei servizi socio-sanitari la valutazione assume un’importanza strategica. In questo articolo gli autori presentano il “Modello di valutazione degli interventi sanitari territoriali”, che può essere utilizzato da un gruppo di lavoro impegnato a trasformare/migliorare la realtà in cui opera.
Di Roberto Di Monaco (Dipartimento di Culture, Politica e Società, Università degli Studi di Torino), Silvia Pilutti (Prospettive ricerca socio-economica s.a.s., Torino), Paola Obbia (Associazione Infermieri di Famiglia e di Comunità)
Esistono idee diverse sulla valutazione. Quella che proponiamo attraverso il “Modello di valutazione degli interventi sanitari territoriali”, sinteticamente illustrata in questo breve contributo, si muove nella tradizione della ricerca-azione, ovvero è una delle azioni che un gruppo di persone svolge nell’ambito dello sforzo per trasformare/migliorare la realtà in cui opera.
In un contesto organizzativo, come quello di un servizio sociale o sanitario, questo approccio si ispira alla Lean Organization, che attribuisce un ruolo centrale all’innovazione e al miglioramento continuo, misurato e verificato in modo sperimentale, orientato ad aumentare il valore per la persona e/o la comunità destinataria del servizio. In altre parole, la valutazione diventa una delle azioni condotte continuamente e sistematicamente dagli stessi professionisti, nell’ambito dei processi di lavoro.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Reddito di Emergenza: al via le domande

Dal 10 al 30 novembre, è possibile presentare la nuova domanda di Reddito di Emergenza prevista dal recente decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. “Decreto ristori”).
Per saperne di più guarda il video

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

Coronavirus. Monsignor Paglia: «Anziani a casa, non è utopia»

Così il documento della commissione ministeriale definisce un nuovo paradigma dell’assistenza. «Si deve partire da quella domiciliare. Puntiamo a una sanità di quartiere, che sia vicina alle persone»
Monsignor Paglia: «Anziani a casa, non è utopia»
Com’era facilmente prevedibile il dramma anziani sta riesplodendo con conseguenze devastanti e, ancora una volta, le Rsa sono al centro della bufera. Lei è più volte intervenuto per sollecitare il superamento del concetto di Rsa. A che punto siamo?
«Era più che prevedibile quanto sta accadendo. Già nella prima ondata abbiamo assistito al dramma della morte di centinaia di migliaia di anziani nei diversi Paesi del mondo. In quei mesi si è calcolato che – almeno nei paesi occidentali – il 50% dei decessi sia avvenuto nelle nursing home, nelle case di riposo, negli ospedali per lungodegenti, insomma nei luoghi della assistenza residenziale a lungo termine», risponde l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita che, dal mese scorso, presiede anche la Commissione istituita dal ministero della Sanità per la riforma dell’assistenza degli anziani.

Leggi: Avvenire


NEWS:

martedì 10 novembre 2020
Covid, Cittadinanzattiva: i servizi territoriali sono l’emergenza nazionale

Lo ha detto Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, intervenendo al webinar “La pandemia Covid-19 in Italia”, organizzato da The European House – Ambrosetti nell’ambito del “XV Forum Meridiano Sanità”
“La riorganizzazione dei servizi territoriali era già considerata una priorità politica, ora rappresenta un problema di emergenza nazionale”. Lo ha detto Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, intervenendo oggi al webinar ‘La pandemia Covid-19 in Italia’, organizzato da The European House – Ambrosetti nell’ambito del ‘XV Forum Meridiano Sanita”. L’evento, in modalità digitale, è in programma fino a domani. “È fondamentale definire ruoli e funzioni a livello territoriale- ha proseguito Gaudioso- a cominciare dalla definizione di chi somministrerà i vaccini”. Secondo il segretario generale di Cittadinanzattiva “non dobbiamo tornare all’epoca pre Covid-19, perché i tagli che sono stati fatti in passato hanno avuto impatti soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione”. Ha quindi concluso: “Non possiamo lasciare i cittadini ostaggio di classi dirigenti che non sanno fare il proprio mestiere”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/11/2020


lunedì 9 novembre 2020
Funzione Pubblica Cgil a Regioni: “Perché non riconoscere finalmente il ruolo socio sanitario come previsto dalla Legge Lorenzin?”

“Perché non è ancora istituita una figura univoca con formazione univoca, ed utilizzo univoco su tutto il territorio nazionale? La cosiddetta ‘terza s’ non è una risposta, ed inoltre ci chiediamo dove sia prevista contrattualmente. Perdonateci, ma forse vi sfuggono dei ‘dettagli’. Riconoscete una volta per tutte la reale funzione della nostra figura”. Così il Coordinamento Nazionale Oss Fp Cgil
“Abbiamo letto la proposta che la Conferenza delle Regioni ha approvato e che verrà sottoposta al Governo. Con grande sorpresa, ci siamo scoperti ‘provvidenziali’ nella tenuta del sistema in questa fase emergenziale”. Così il Coordinamento Nazionale degli Operatori Socio Sanitari della Fp Cgil a margine del documento delle Regioni che prevede, oltre alla possibilità per gli Oss di praticare il tampone in questa fase emergenziale da Covid-19 (possibilità a cui è seguito il parere contrario della Fnopi), anche la riattivazione del loro percorso di formazione complementare in assistenza sanitaria, già previsto dall’Accordo Stato Regioni del 16 gennaio 2003.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/11/2020


lunedì 9 novembre 2020
Rsa, i parenti degli anziani: “Non isolateli”

Lettera di Felicita, l’associazione di parenti degli ospiti nelle Rsa: “Hanno una duplice fragilità: fisica e psicologica. Vanno curate entrambe. Non sia inibita la frequentazione da parte dei parenti”
“Gli ospiti delle RSA sono soggetti caratterizzati da una duplice fragilità, quella fisica e quella mentale e psicologica. La cura di entrambe tali fragilità è essenziale per il loro benessere e la loro stessa sopravvivenza”. L’associazione Felicita, nata nel giugno scorso per iniziativa dei parenti degli anziani ricoverati al Pio Albergo Trivulzio di Milano e che ben presto ha raccolto l’adesione di famigliari di ospiti di Rsa in diverse parti d’Italia, torna a chiedere con forza che gli anziani ricoverati possano continuare a incontrare i parenti. E in una lettera che sta inviando ai direttori di Rsa invita “anche in questo momento, a non inibire del tutto la frequentazione delle strutture da parte dei parenti e di permettere agli ospiti adeguati momenti di socialità”. La pandemia non finirà presto ed è impensabile che gli anziani rimangano soli per così tanti mesi.

Leggi: Redattore Sociale, 09/11/2020


lunedì 9 novembre 2020
La sofferenza silenziosa. Il welfare che non c’è

In Italia il Welfare continua ad essere identificato con la sanità e la previdenza. L’intervento sociale continua ad essere considerata assistenza riparativa a affidata ai bonus ed agli interventi monetari. I servizi sociali privi di una rappresentazione del loro valore continuano a rimanere i figli di un Dio minore. Eppure la Riforma che prevede il pilastro delle politiche sociali c’è, e l’8 novembre ha compiuto vent’anni. Se quella legge fosse stata applicata, in questa durissima pandemia, tante persone sarebbero meno sole.
Ci sono persone dentro questo dramma della pandemia che non faranno mai rumore, non alzeranno la voce, non faranno manifestazioni. Sono quelli che soffrono di più, sono gli esclusi, sono i sofferenti. L’elenco sarebbe lungo. Le persone senza fissa dimora, chi non ha reddito, i bambini che vivono la povertà dei genitori, le persone anziane non autosufficienti, chi soffre di problemi di salute mentale o le varie forme di dipendenza. Non alzano la voce perché non hanno la forza. Sono gli invisibili intercettati dal volontariato, dalle Caritas, dagli assistenti sociali. Sono quel popolo di umanità sofferente che rischia di sprofondare nell’abisso.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/11/2020


sabato 7 novembre 2020
Dossier Caritas sul diritto all’abitare in Italia e in Europa versione testuale

“Casa, bene comune. Il diritto all’abitare nel contesto europeo” (.pdf) è il titolo del 60° Dossier con Dati e Testimonianze (DDT) di analisi legislativa sul diritto alla casa nel continente europeo, che Caritas Italiana pubblica interamente online in vista dell’anniversario della caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989).
Pur nell’ambito di un quadro giuridico di spessore, la casa infatti resta per molti europei una meta difficile da raggiungere. Nell’Unione Europea circa 700 mila persone affrontano ogni notte il problema dell’assenza di casa e il fenomeno è aumentato del 70% in dieci anni. Il 38% delle famiglie povere europee spende più del 40% del reddito per mantenere la propria abitazione e un quarto di esse vive in alloggi sovraffollati.
Come ricorda anche il nostro ultimo Rapporto sulla povertà ed esclusione sociale in Italia, nel nostro Paese oltre 1,8 milioni di famiglie sono in condizioni di povertà assoluta e chi vive in affitto ha una situazione più critica: circa 850 mila famiglie povere in locazione, quasi la metà …..

Leggi: Caritas, 07/11/2020


sabato 7 novembre 2020
Gli anziani, un patrimonio da difendere. L’approfondimento settimanale del Giornale radio sociale

Tra le ipotesi in campo per invertire la curva dei contagi, quella di circoscrivere le limitazioni alla popolazione anziana. Il settore più fragile rispetto al dilagare del virus, come tristemente noto dall’esperienza della prima ondata e che per questo andrebbe maggiormente tutelata: ma non isolata, perché isolamento significa solitudine
Nelle ultime settimane, l’incremento dei contagi da coronavirus e la crescente pressione sul sistema sanitario nazionale hanno monopolizzato l’attenzione in tutto il Paese, agitando lo spettro di un nuovo lockdown. Da un lato i timori per la salute, dall’altro quelli per la tenuta economica del paese, inevitabile conseguenza delle nuove restrizioni adottate per contenere il dilagare dell’epidemia. Tra le ipotesi in campo per invertire la curva dei contagi, si è fatta strada quella di circoscrivere le limitazioni alla popolazione anziana. Il settore più fragile rispetto al dilagare del virus, come tristemente noto dall’esperienza della prima ondata e che per questo andrebbe maggiormente tutelata: ma non isolata, perché isolamento significa solitudine.

Leggi: Redattore Sociale, 07/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Rsa, i privati chiedono un tavolo istituzionale per uscire dal Far West

«La proposta sul Recovery Fund – spiega Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva e componente del Comitato tecnico-scientifico – prevede 1,3 miliardi per le voci Assistenza domiciliare integrata e Rsa. Una cifra non banale che andrà usata non per l’interesse del singolo ma per il bene della comunità»

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Case di riposo, suona l’allarme

Le notizie che arrivano dal Pio Albergo Trivulzio (74 operatori sociosanitari, e 14 pazienti dell’Istituto positivi) ma anche da Aulla in Lunigiana (50 positivi tra operatori e ospiti), dall’’Istituto Povere Figlie della Visitazione di Maria, a Napoli (una cinquantina di positivi), dalla struttura Rosa Libri a Greve in Chianti, in provincia di Firenze, (39 ospiti su 48; quattro i morti), risvegliano gli incubi vissuti nella primavera scorsa.
Brucia ancora sulla pelle viva ciò che è accaduto durante la prima ondata della pandemia, quando a essere colpite furono decine e decine di case di riposo e Rsa. L’Organizzazione mondiale della sanità, nel mezzo della tempesta, stimò che fino al 50 per cento dei deceduti a causa del covid, andassero annoverati tra i residenti delle strutture residenziali per anziani, e non solo in Italia. L’Istituto superiore della sanità è stato più preciso, parlando di un numero di caduti nelle strutture compreso tra 9 e 10mila.
Perché in questo lasso di tempo non si sono costruite procedure condivise da tutte le strutture per anziani, per tenere lontano il virus da una popolazione fragile e a forte rischio?

Leggi: Liberetà, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Cambiare le Rsa? Proposte diverse per un nuovo futuro

Che cosa cambiare nelle residenze per anziani? Come? Welforum.it e Redattore Sociale hanno raccolto e analizzato alcune delle proposte emerse in questi mesi: dalla “sanitarizzazione” alla “cancellazione”. “Immaginare non un unico ma più modelli, articolati in base ai bisogni di cura e all’intensità assistenziale necessaria”
Che cosa cambiare nelle residenze per anziani? Come? Mentre risale la curva dei contagi e dei decessi anche nelle RSA, proviamo a tirare le fila delle diverse idee, proposte, auspici circolati negli ultimi mesi per far fronte alla strage avvenuta nelle residenze, per far sì che non si ripeta. E forse anche per cambiare un modello di cura e di presa in carico della disabilità e non autosufficienza.
Welforum.it e Redattore Sociale hanno dedicato un’attenzione particolare a quello che è successo quest’anno nelle residenze. Qui proponiamo una sintesi di alcune delle proposte emerse. Non è una rassegna esaustiva e le proposte considerate certamente riguardano condizioni diverse di non autosufficienza, che per loro stessa natura esprimono esigenze, bisogni di cura e ……

Leggi: Redattore Sociale, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Anziani, Sant’Egidio: “Vogliamo cambiare il concetto di assistenza”

“Impressionante che il 50% degli anziani sia morto nelle Rsa”: le proposte della Comunità di Sant’Egidio nella conferenza “Mai più soli”. Il presidente Impagliazzo: “Vogliamo essere voce degli anziani, delle famiglie che hanno bisogno di assistere i propri cari”.
“Noi chiediamo che si appronti, nelle Rsa, un sistema valido, a partire da quello delle video-chiamate, che non funziona ovunque. É una fake news che funzioni ovunque e anzi non è stato fatto nulla a livello centrale per sviluppare una soluzione nell’assistenza a distanza per gli anziani. I nostri anziani non stanno morendo solo di Covid, stanno morendo di solitudine”. Lo ha affermato Marco Impagliazzo, presidente della comunità di Sant’Egidio, nel corso della conferenza ‘Mai più soli’.
“Gli anziani sono un valore aggiunto, non mancanza di produttività”
“Occuparsi degli anziani, delle persone fragili, è un valore aggiunto per la società e per il singolo, non una sottrazione di produttività, come invece ho sentito dire la settimana scorsa da un esponente politico”.

Leggi: Redattore Sociale, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Senza dimora. In strada con le unità mobili che curano gli invisibili della pandemia

Viaggio nelle stazioni di Roma con Medu, Intersos e Sanità di Frontiera per raccontare chi vive in strada e gli operatori che li aiutano. “Il virus non è una livella e non è neanche democratico: le persone vulnerabili sono più a rischio”
La lunga veste a fiori a coprire il corpo, l’hijab dello stesso tessuto, le scarpe rosa. Amal*, ha 13 anni ed è arrivata a Roma dal Kenya da appena 10 giorni. Il padre, che abita in Sicilia da anni, è riuscito ad ottenere il ricongiungimento familiare. Ora nella Capitale aspettano di poter andare insieme a Catania ad abbracciare il resto della famiglia. Ma Amal da qualche giorno non sta bene. “Ha forti crampi allo stomaco. Ho paura che possa aver preso il coronavirus. Potete visitarla?” chiede il padre agli operatori della clinica mobile di Medici per i diritti umani, ferma all’angolo della stazione Termini, su via Marsala. Da poco sono passate le 20, il team mobile dell’organizzazione ha montato all’esterno del camper due banchetti. Nel primo si misura la temperatura corporea e si fa l’accettazione: si chiedono i dati socio-anagrafici, la provenienza, il tipo di patologie per cui ci si richiede la visita e le condizioni di vita e abitative.

Leggi: Redattore Sociale, 06/11/2020


DALLE REGIONI:

“Casa Facendo: pratiche per un abitare condiviso”

Auser Bologna è capofila del progetto “Casa Facendo: pratiche per un abitare condiviso” che vede una partnership composta da: ANCeSCAO Bologna APS, A.vo.C. – Associazione Volontari del Carcere, Next Generation Italy, Porto 15 APS, Piazza Grande, Babel Tribù.
Le finalità del progetto sono: guardare all’abitare come possibile snodo di welfare generativo; aumentare l’offerta e la capacità di progettazione di soluzioni abitative solidali, migliorando la corrispondenza tra opportunità offerte e bisogni abitativi rilevati; una maggiore organicità e sistematicità delle esperienze e delle progettualità attive sul territorio cittadino nell’ambito di pratiche innovative di abitare collaborativo, attraverso una trasmissione delle competenze, della cura e del rafforzamento delle reti; aumentare sistemi informativi e protocolli operativi condivisi volti a facilitare l’incontro tra domanda di assistenza e offerta di collaborazione, bisogni abitativi e possibilità di sostegno.
Il progetto ha ottenuto un finanziamento regionale (DGR 689/2019) nell’ambito dell’Accordo di Programma sottoscritto tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Emilia-Romagna ai sensi degli articoli 72 e 73 del d.lgs. n. 117/2017, Codice del Terzo Settore, per il finanziamento e il sostegno di progetti di rilevanza locale promossi da organizzazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale.
Il progetto ha una durata di 12 mesi, avviato a Novembre 2019, ha interrotto le sue attività a causa della pandemia da Coronavirus, ed il termine è stato fissato al 31 Gennaio 2021.

Leggi: Auser Bologna


martedì 10 novembre 2020
Anziani, la Regione Veneto stanzia 12,8 milioni per contributi alle Rsa

Il contributo straordinario sarà assegnato in base al numero di posti letto accreditati e convenzionati, assegnando un valore maggiore alle strutture più colpite dalla pandemia tra il 1 marzo e il 31 ottobre 2020
La giunta regionale del Veneto ha stanziato 12,8 milioni di euro per le case di riposo. Il contributo straordinario sarà assegnato in base al numero di posti letto accreditati e convenzionati, assegnando un valore maggiore alle strutture più colpite dalla pandemia tra il 1 marzo e il 31 ottobre 2020. Lo annuncia l’assessore regionale a Sanità e Sociale Manuela Lanzarin, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera.

Leggi: Redattore Sociale, 10/11/2020


lunedì 9 novembre 2020
Rsa, in Toscana assistenza mediamente buona

Indagine della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa per capire la qualità delle strutture nel 2019, anno ‘ante Covid-19’. Valutate circa un terzo (100) delle residenze per anziani attive nella regione
Il Laboratorio Mes Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha presentato venerdì 30 ottobre i risultati della valutazione della performance delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) per anziani durante un webinar, per capire la qualità delle strutture nel 2019, anno ‘ante Covid-19’. Così, in una nota stampa, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
I risultati del 2019 sono monitorati attraverso un set di circa 40 indicatori, valutati secondo standard condivisi in cinque fasce colore (dal rosso, la fascia più critica, al verde, la fascia ottima). Il progetto-spiega la nota- ha valutato le performance di circa un terzo (100) delle RSA attive in Toscana, che hanno aderito in maniera volontaria, ma il gruppo di ricerca del Laboratorio MeS Management e Sanità ha compiuto anche un’azione di monitoraggio, coinvolgendo in questo caso tutte le strutture (circa 300) regionali.

Leggi: Redattore Sociale, 09/11/2020


sabato 7 novembre 2020
Comitato emergenza occupa a Santa Marinella

Da questa mattina 7 novembre 2020 il Comitato “Emergenza Casa di Santa Marinella” sta occupando un immobile sfitto da anni in via Aurelia 10. È la conseguenza – si legge in una nota- delle mancate risposte da anni nei confronti di cittadini
Da questa mattina 7 novembre 2020 il Comitato “Emergenza Casa di Santa Marinella” sta occupando un immobile sfitto da anni in via Aurelia 10. È la conseguenza – si legge in una nota- delle mancate risposte da anni nei confronti di cittadini che vivono una estrema precarietà abitativa. È significativo che questo accade in un piccolo centro. Tutti parlano e non agiscono di emergenza abitativa nei grandi centri urbani, eppure gravissime condizioni abitative si vivono anche nei piccoli e medi comuni nel silenzio totale delle istituzioni. A Santa Marinella, cosi’ come a Roma o Milano, o Messina vi sono decine, centinaia, migliaia di famiglie costrette alla marginalità abitativa mentre al contempo vi sono migliaia di immobili vuoti lasciati nel degrado.
La coraggiosa iniziativa di questa mattina del “Comitato Emergenza abitativa di Santa Marinella” con il quale da tempo Unione Inquilini collabora testimonia che non è più il tempo dell’attesa e che..

Leggi: Redattore Sociale, 07/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Milano, a Lambrate e al Corvetto i progetti pilota di Sant’Egidio per gli anziani

In un appartamento confiscato alla mafia da dieci anni è attivato un progetto di cohousing, mentre quest’estate è partito un monitoraggio telefonico che coinvolge oltre 100 over 65 anziani-soli
Per alcuni è stata la casa in cui ha passato (bene) i suoi ultimi anni di vita, per altri una tappa più o meno lunga in un momento di difficoltà. Compie 10 anni il progetto di cohousing a Lambrate della Comunità di Sant’Egidio dedicato alle persone anziane. In un appartamento confiscato alla mafia, e assegnato dal Comune a Sant’Egidio, hanno vissuto ormai una decina di persone. Oggi ci vivono tre donne. Ciascuna contribuisce alle spese sia della casa che di una badante. Ma possono contare anche sull’amicizia di un nutrito gruppo di volontari. “È un appartamento normale -racconta Riccardo Mauri, referente del progetto-. Possiamo dire che lo stile di coabitazione di questi anziani è paragonabile a degli studenti fuori sede novantenni”. Certo, la coabitazione con altre persone, magari dopo anni di vita da soli, può risultare a volte complicata.

Leggi: Redattore Sociale, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Non isoliamo gli anziani. La ricerca di Spi Lombardia e Istituto Mario Negri

Isolati, timorosi, abbandonati: ecco come si sono sentiti gli anziani durante i mesi della clausura (il cosiddetto lockdown). Questi sentimenti sono stati colti da una ricerca condotta dallo Spi Cgil della Lombardia, in collaborazione con Istituto Mario Negri di Milano. Proprio l’impossibilità di vedere i familiari, le lunghe giornate in solitudine, l’ansia e la paura di fronte alla sempre più aggressiva emergenza sanitaria hanno reso gli anziani una delle categorie più colpite dalla pandemia e dal conseguente periodo di clausura.
La ricerca – effettuata tra luglio e settembre – si è basata su un questionario distribuito a 1.480 over 65 residenti in tutti i territori della Lombardia. È una traccia da seguire per i mesi che ci attendono. Un’indicazione importante per i decisori politici ma anche per il sentire comune che sempre più spesso considera gli anziani come un peso per la società.
Lo studio presenta un suo volto di grande attualità: è stato diffuso proprio mentre c’è chi ha proposto di chiudere gli anziani in casa per “tutelare la loro salute”.

Leggi: Liberetà, 06/11/2020


mercoledì 4 novembre 2020
Casa, Calabria, 14 milioni di euro per interventi negli alloggi Aterp

Sono stati assegnati dalla giunta regionale della Calabria all’l’Amministrazione pubblica per la gestione degli alloggi residenziali pubblici per la realizzazione di interventi finalizzati al recupero e al completamento di alloggi di edilizia residenziale pubblica
14 milioni di euro sono stati assegnati dalla giunta regionale della Calabria all’Aterp (l’Amministrazione pubblica per la gestione degli alloggi residenziali pubblici, ndr) per la realizzazione di interventi finalizzati al recupero e al completamento di alloggi di edilizia residenziale pubblica. E’ stato infatti condiviso tra l’assessorato ai Lavori pubblici della Regione Calabria ed il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’iter per la sottoscrizione di un apposito accordo Stato/Regione che disciplina l’attuazione del programma finalizzato ad incrementare l’offerta di abitazioni in locazione a canone sostenibile e la dotazione di servizi e infrastrutture di quartieri degradati.

Leggi: Redattore Sociale, 04/11/2020


mercoledì 4 novembre 2020
Bologna, facilitatori di comunità nelle case Acer per superare l’emarginazione

È il nuovo progetto di mediazione sociale e culturale nei condomini di case popolari della Bolognina e di Pescarola, portato avanti dalle cooperative Open Group e Cadiai. Dopo aver fatto un’analisi dei bisogni, si organizzeranno laboratori e nascerà un’equipe di persone residenti, che verranno formate per fare da tramite e mediare i conflitti
Bologna quartiere NavileOffrire informazioni e supporto per le persone più vulnerabili, aiutare nell’accesso ai servizi pubblici, mostrare le opportunità e le risorse presenti nel territorio. Sono queste alcune delle azioni portate avanti nel nuovo progetto di mediazione sociale e culturale nelle case popolari dell’Acer di Bologna, in particolare del quartiere Navile, nei condomini della Bolognina e di Pescarola. Gli operatori della cooperativa sociale Open Group, insieme a una mediatrice linguistica della cooperativa Cadiai, stanno incontrando le realtà e gli abitanti della zona, per sviluppare nuove azioni di comunità e supportare l’autonomia delle persone.

Leggi: Redattore Sociale, 04/11/2020


IN AGENDA:

Bonus 110%. Si può fare di più?

Una proposta per il benessere dentro e fuori la casa: il 12 novembre ore 15:00 Convegno online promosso da Fillea, Spi e Nuove Ri-Generazioni. Diretta streaming.
Il cosiddetto “bonus 110%” rappresenta una delle scelte di politica economica e ambientale tre le più positive e “sistemiche” degli ultimi anni, una scelta che spinge sulla qualità ambientale e sulla sicurezza, rilanciando al tempo stesso un settore ed una filiera dalle forti capacità anticicliche. Una scelta che sottintende una più ampia visione, quella del benessere delle persone, dei territori, delle città. Un benessere che è tante cose: dalla salute alla scuola, dalla vivibilità delle città ai trasporti, ma che è anche “casa”…mai come oggi, alla luce dei drammi della pandemia, tornata al centro del dibattito.
Considerando che quasi il 40% delle abitazioni private italiane ha più di 40 anni di vita e solo una percentuale irrisoria ha subito interventi di ammodernamento (risparmio energetico, antisismica), il bonus 110% può essere il grimaldello per avviare un’opera straordinaria di manutenzione del patrimonio abitativo? Ed ancora, questo incentivo va bene così o è possibile farlo funzionare meglio, presto e bene, raggiungendo anche le fasce di popolazioni e redditualmente deboli, a partire dagli anziani, e realtà complesse, come quelle dei grandi condomini nelle aree urbane?
A queste domande tenterà di rispondere il Convegno online in programma il 12 novembre alle ore 15:00, dal titolo “Una proposta per il benessere dentro e fuori la casa. Come rilanciare il Bonus 100%”.
Aprirà il convegno Gaetano Sateriale con l’illustrazione della proposta elaborata da Fillea Cgil, Spi Cgil, Nuove Ri-Generazioni, Legambiente, Auser, Abitare e Anziani. A seguire, coordinati da Mina Cilloni, prenderanno la parola Riccardo Fraccaro, Chiara Braga, Enzo Costa, Marco Di Luccio, Alessandro Genovesi, Rossella Muroni, Edoardo Zanchini, Ivan Pedretti.
Collegamento per la diretta streaming a partire dalle ore 15:00 sui canali social Fillea ( Facebook e Youtube) Spi (Facebook) e su Collettiva.it.

Leggi: Fillea Cgil


Dal 13 novembre “Futura: lavoro, ambiente, innovazione”, partecipa Conte

L’appuntamento promosso dalla Cgil si aprirà il 13 novembre con il confronto tra il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte
“Futura: lavoro, ambiente, innovazione”. Questo il titolo della tre giorni promossa dalla Cgil e realizzata con la collaborazione e il supporto tecnico di Futuralab. L’appuntamento si aprirà il 13 novembre con il confronto tra il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sarà possibile seguire in diretta tutto l’evento su Collettiva.it. Dal Teatro Brancaccio di Roma, dove sarà allestito lo studio centrale, si alterneranno tavoli istituzionali a tavoli tematici con studiosi, personalità ed esperti.

Leggi: Collettiva


Bologna. WebinAir sulle politiche abitative, lunedi 16 Novembre dalle ore 9.30

LA CASA UN DIRITTO PER TUTTI

Leggi: Sunia


Torna HANDImatica, evento online, 26-27-28 novembre 2020

In occasione dei 40 anni di attività e considerato il contesto attuale, Fondazione ASPHI Onlus vuole dedicare la dodicesima edizione di HANDImatica al tema “Tecnologie digitali per la comunità fragile”.
I disagi causati dal lockdown si sono sommati alle preesistenti condizioni di fragilità della società che hanno reso ancora più complicata la gestione della vita scolastica, lavorativa e quotidiana, incidendo nelle relazioni e nelle autonomie. Anche la vita degli anziani, ambito al quale ASPHI ha rivolto da più di dieci anni la propria attenzione, è stata fortemente condizionata dagli effetti della pandemia. In un contesto nel quale le persone con disabilità e fragilità hanno subìto le forti conseguenze del Covid-19, l’utilizzo consapevole delle tecnologie si è dimostrato una potenzialità nei vari percorsi di inclusione e di cura.
Con queste premesse nasce la dodicesima edizione online di HANDImatica 2020, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Università degli Studi di Bologna e l’Ufficio Scolastico
Leggi nel sito di Asphi

Leggi: Asphi


Virtual meeting – 1-2 dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sottoforma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.
Per informazioni: info@italialongeva.it


Forum della Non Autosufficienza e dell’autonimia possibile

Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

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IN EVIDENZA:

Il contrasto all’homelessness ai tempi del Covid 19

Spunti dalle esperienze di Milano e Torino
La letteratura scientifica e le pubblicazioni sul tema dell’homelessness sottolineano, da tempo, come la vita in strada e nei servizi di bassa soglia rappresenti un fattore di rischio per la salute e l’incolumità fisica delle persone. A partire dal mese di marzo 2020, il tema ha trovato ampio spazio anche sui giornali e sui social network, in virtù di quanto accaduto nei servizi rivolti alle persone senza dimora, a seguito della pandemia di Covid-19.
Regioni, Comuni e Unità di Crisi sono stati costretti ad una riorganizzazione dei loro servizi. Le misure adottate, a volte non sono state sufficienti a ridurre i rischi, sia per gli ospiti, sia per gli operatori sociali, altre volte, invece, sono state considerate delle buone pratiche da cui poter ripartire.
È il caso dei Comuni di Torino e Milano, le cui testimonianze appaiono rilevanti.
L’esperienza del Comune di Torino
A Torino sono state introdotte modifiche negli spazi esistenti e sono state individuate nuove strutture. Dal 18 marzo 2020 sono state bloccate le turnazioni degli utenti, garantendo a chi era in dormitorio, il posto letto oltre le trenta notti previste dal regolamento. Gli operatori delle strutture hanno cominciato a misurare le temperature all’ingresso e ad istituire dei pre-triage.

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Welfare in cerca di futuro

La situazione nostra e del nostro paese prima dell’irrompere del Coronavirus, riguardandola ora, ci appare invidiabile. In effetti potevamo incontrarci e parlarci senza mascherarci, perfino abbracciarci, le strade erano affollate, i negozi pure, uffici e aziende erano attivi, le scuole e le università affollate di insegnanti e studenti. Da allora le condizioni di vita, di lavoro, di studio, di mobilità sono drasticamente peggiorate, anche se non per tutti in egual misura.
Spontaneo allora sognare di rimettere quanto prima le cose a posto tornando appena possibile, via via che la pandemia lo consentirà, a quel passato. E per tanti aspetti del nostro vivere tale desiderio è del tutto legittimo e accettabile.
Questa visione del passato è però per altri aspetti troppo ottimistica e superficiale. Lo stesso Coronavirus ne ha rimarcato e talora drammatizzato limiti e manchevolezze. Welforum ne ha spesso trattato, nel nostro campo di attenzione. Bisogni e disagi non trovavano adeguata considerazione e risposta nelle politiche e nelle azioni pubbliche e private, e altrettanto si potrebbe dire per le attività produttive di beni e servizi, per cui in termini di sviluppo, nelle sue tante e diverse dimensioni, restavamo da anni fra gli ultimi in Europa. E la giustificazione ricorrente del non riuscire a risalire la corrente era la mancanza di risorse economiche, l’opprimente debito che tarpava le ali a governanti e operatori.

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Cambiare le RSA? Proposte diverse per un nuovo futuro

Che cosa cambiare nelle residenze per anziani? Come?
Mentre risale la curva dei contagi e dei decessi anche nelle RSA, proviamo a tirare le fila delle diverse idee, proposte, auspici circolati negli ultimi mesi per far fronte alla strage avvenuta nelle residenze, per far sì che non si ripeta. E forse anche per cambiare un modello di cura e di presa in carico della disabilità e non autosufficienza.
Welforum.it e Redattore Sociale hanno dedicato un’attenzione particolare a quello che è successo quest’anno nelle residenze.
Qui proponiamo una sintesi di alcune delle proposte emerse. Non è una rassegna esaustiva e le proposte considerate certamente riguardano condizioni diverse di non autosufficienza, che per loro stessa natura esprimono esigenze, bisogni di cura e assistenza diversificati, per cui i cambiamenti auspicabili possono posizionarsi a diversi livelli di complessità. Un approfondimento analitico delle proposte in relazione a condizioni diverse di salute va al di là di questa rassegna, pur rimanendo cruciale se pensiamo alle residenze di domani.

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Venti anni di 328. Turco: “Legge non applicata. E oggi c’è un bisogno disperato di livelli essenziali”

Parla la firmataria della legge, ex ministra della Solidarietà sociale negli anni 1996-2000. “La legge presentava una cultura fortemente innovativa, ma non siamo riusciti a trasmettere il messaggio. Non a caso si tratta di una norma che è stata e viene chiamata ancora con un numero!”. E aggiunge: “La cultura dei bonus è diventata prevalente anche nel centrosinistra”
E’ stata la firmataria della legge 328 del 2000, la “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Parliamo di Livia Turco, ex parlamentare, ex ministra della Solidarietà sociale (dal 1996 al 2000, prima con premier Romano Prodi e successivamente con Massimo D’Alema), attualmente presidente della Fondazione Nilde Iotti. L’approvazione, l’8 novembre del 2000, della norma ha costituito un evento che fu considerato di portata storica: per la prima volta era stata emanata una legge organica nazionale che mirava a porre ordine nel settore dei servizi sociali.
Abbiamo chiesto a Livia Turco un bilancio di questi 20 anni, fatto con i criteri interpretativi di chi quella legge l’ha voluta e l’ha ottenuta. E oggi, fuori dai processi decisionali, osserva con interesse la gestione delle politiche sociali nel nostro Paese.

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Venti anni di 328, assistenti sociali: “Integrazione socio-sanitaria non più rimandabile”

Webinar a 20 anni dalla legge con Catalfo e Zampa. Gazzi. “Se gli obiettivi della 328 fossero stati raggiunti, questo disastro da Covid-19 avrebbe provocato meno dolore e meno solitudine”. Appello ad “uscire dall’assistenzialismo e garantire diritti”
“Non ci voleva questa maledetta e disgraziata pandemia a farci scoprire che ci sono persone che non arrivano neanche ad esigere i propri diritti. Non era necessario arrivare al lockdown per scoprire l’importanza dell’assistenza domiciliare per anziani e persone disabili o dell’educativa domiciliare per bambini ai quali la scuola non riesce ad arrivare con un tablet o un computer. Non dovevamo vedere gli ospedali occupati da persone che avremmo potuto assistere a casa per sapere che l’integrazione socio-sanitaria è una necessità non più rinviabile. Tutte queste verità erano già tra gli obiettivi di una legge che compie 20 anni e che ancora aspetta di essere realizzata”. Lo ribadisce Gianmario Gazzi, presidente del consiglio dell’ordine degli assistenti sociali, in occasione dell’anniversario dell’approvazione della “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.

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Venti anni di 328. Gori: “Ha detto alle istituzioni che esiste il mondo del sociale”

L’analisi del professore di Politica sociale dell’Università di Trento: “La legge 328 ha seminato. Quello che occorre capire è perché sono passati 17 anni dalla sua approvazione all’introduzione del reddito di inclusione”. E sul futuro: “La sfida è quella della non autosufficienza”
“Perché siamo così affezionati alla 328? Perché ha detto alle istituzioni che esiste il mondo del sociale. Ecco, se devo dire cosa ha fatto la 328, direi che ha seminato”. Parole di Cristiano Gori, docente di Politica sociale nel dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e consulente scientifico dell’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano. In passato, autore del libro “La riforma dei servizi sociali in Italia. L’attuazione della legge 328 e le sfide future”. Con lui abbiamo fatto un punto a venti anni dall’approvazione della norma, cercando di valutarne l’impatto avuto sul sistema dei servizi sociali in Italia ed evidenziandone gli elementi di debolezza.

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Venti anni di 328. Gazzi: “Legge che ha avuto un’adolescenza difficile. Adesso deve capire cosa vuole diventare”

Parla il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali: “Bilancio positivo rispetto alla cultura del sociale introdotta nel Paese. Ma con il Covid abbiamo visto un sistema che ha retto per la buona volontà delle persone”. E sui Liveas: “Fondi andati a zero negli anni, come si sarebbe potuto parlare di Livelli essenziali?”
“Io credo che la Legge 328 abbia avuto un’infanzia bellissima, un’adolescenza difficile e oggi abbia bisogno di capire chi è e chi vuole diventare”. Gianmario Gazzi, presidente dell’Ordine nazionale degli assistenti sociali, sceglie questa metafora per iniziare il suo bilancio a 20 anni dall’approvazione della Legge 328. Era l’8 novembre del 2000 e il Parlamento approvò definitivamente la “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, pubblicata poi in Gazzetta Ufficiale 5 giorni dopo (13 novembre).
Proprio gli assistenti sociali hanno più volte invitato il Governo, nell’ultimo periodo, a puntellare economicamente la norma e a investire di più sui servizi sociali, aspetto decisivo soprattutto in questo periodo di grande difficoltà. Abbiamo chiesto a Gazzi, dunque, un parere su questi venti anni, cogliendone gli aspetti positivi e i ritardi.

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Venti anni di 328. Ragaini: “Legge che si è arenata nella riforma del titolo V e nei pochi finanziamenti”

Parla il responsabile del Gruppo Solidarietà: “La legge non ha introdotto nuovi diritti. Si può dire che abbia favorito, soprattutto in alcune regioni, processi che hanno determinato un risveglio di attenzione programmatoria e in qualche caso anche finanziaria nel settore”
Venti anni di legge 328. Una legge che arriva all’età “adulta” con non pochi acciacchi. Una norma con evidenti meriti di tipo culturale, che però ha fatto da subito i conti con un approccio poco coerente di chi ha gestito la cosa pubblica nel nostro Paese.
Meriti e limiti della legge 328 si mostrano in tutta la loro evidenza nell’analisi di Fabio Ragaini, responsabile del Gruppo Solidarietà (Grusol), associazione di volontariato che opera nel territorio della provincia di Ancona e che da anni garantisce una irrinunciabile attività di analisi sulle politiche sociali. Nel 1989 il Grusol ha avviato un Centro Documentazione proprio sulle politiche sociali e da 35 anni pubblica la rivista Appunti sulle Politiche sociali, rivista che si propone come strumento di riflessione e approfondimento su aspetti legati agli interventi di assistenza sociale ….

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Venti anni di 328. Una legge innovativa, più apprezzata dagli operatori che dalla politica

L’8 novembre del 2000 veniva approvata la “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Una norma che, a distanza di 20 anni, ancora non è stata compiutamente applicata. E che ancora divide sul piano politico e culturale
La Legge 328/2000 intitolata “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” è la legge per l’assistenza, finalizzata a promuovere interventi sociali, assistenziali e socio-sanitari che garantiscano un aiuto concreto alle persone e alle famiglie in difficoltà. La legge è stata approvata l’8 novembre del 2000, dopo un periodo di gestazione di quasi 4 anni. Firmataria della legge fu l’allora ministra della Solidarietà sociale Livia Turco, titolare del dicastero nei Governi Prosi e D’Alema (dal 1996 al 2000). La 328 fu uno degli ulti atti di quell’esperienza di Governo, caratterizzata dall’Ulivo. Un iter laborioso, che coinvolse molti attori del sociale in diversi tavoli di confronto.

Leggi: Redattore Sociale


Il Caffè Alzheimer e la relazione coi malati: risultati positivi e criticità

La persona con demenza sarà sempre più spesso la protagonista del percorso di cura. I Caffè Alzheimer si collocano tra i servizi che offrono un palcoscenico adatto ad ospitarla, poiché propongono una cura personalizzata. La loro frequentazione, oltre a garantire un maggior benessere al caregiver, sembra avere un impatto positivo sui sintomi neuropsicologici dei malati.
di Federica Gottardi, Chiara Vecchi, Sara Avanzini, Nicola Berruti (dottori in psicologia, coordinamento dei Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia), Alessandra Rodella (Educatrice, Coordinamento dei Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia), Stefano Boffelli (Medico Geriatra, Fondazione Poliambulanza e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia), Marco Trabucchi (Presidente Associazione Italiana Psicogeriatria, e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia)
Il Caffè Alzheimer e la relazione coi malati: risultati positivi e criticità
“A massive amount of personalized care”1è uno slogan lanciato al fine di spiegare l’atmosfera generale nella quale si dovrà svolgere nei prossimi anni la cura delle persone anziane, in particolare quelle affette da alterazioni della cognitività (Trabucchi, 2016 – Introduzione al Manuale operativo del Coordinamento degli Alzheimer Caffè della Lombardia Orientale).
I servizi territoriali dovranno porre sempre di più l’ammalato nel ruolo di attore primario al centro di un contesto di cura personalizzata, ed i Caffè Alzheimer si collocano tra i servizi che, forse più di altri, offrono un palcoscenico adatto ad ospitare questi attori. Una cura personalizzata implica ascolto attento e risposte adeguate alle richieste della persona e della sua famiglia, ma con un’impostazione personalizzata tecnico-clinica, che analizza da vicino la situazione del singolo individuo, prendendo in considerazione la condizione di malattia ed il grado di compromissione dell’indipendenza cognitiva e funzionale.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Reddito emergenza, Inps: da domani possibile presentare la nuova domanda

A partire da martedì 10 novembre sarà possibile presentare la nuova domanda di Reddito di emergenza prevista dal recente decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. “Decreto ristori”)…
A partire da martedì 10 novembre sarà possibile presentare la nuova domanda di Reddito di emergenza prevista dal recente decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. “Decreto ristori”).
Il REm, introdotto con il decreto legge n. 34/2020, era già stato prorogato con il decreto legge n. 104/2020 che ha riconosciuto ai nuclei familiari in possesso dei requisiti la possibilità di presentare una nuova domanda per il riconoscimento di un’ulteriore mensilità (indipendentemente dall’avere già richiesto, ed eventualmente ottenuto, il precedente beneficio).
Il recente decreto legge n. 137/2020 (cd. Decreto ristori) ha previsto la possibilità di ottenere due ulteriori mensilità, per i mesi di novembre e dicembre 2020.
Potranno presentare la nuova domanda esclusivamente: i nuclei che non hanno mai ottenuto il beneficio in precedenza (perché non hanno presentato la domanda o perché non è stato loro riconosciuto il beneficio); i nuclei che hanno ottenuto solo il primo REm (quello introdotto dal decreto legge 34/2020) e non anche il secondo (quello previsto dal decreto legge 104/2020).
Per tutti i nuclei già beneficiari del REm di cui al decreto legge n. 104/2020, infatti, il riconoscimento avverrà d’ufficio, senza necessità di presentare domanda.

Leggi: Redattore Sociale


 

 

 

 

 

Costa (Auser): «Isolare gli anziani è una follia»

«Il tweet di Giovanni Toti che descrive gli anziani come “non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese” lo trovo disgustoso», dichiara Vincenzo Costa, presidente di Auser, associazione per l’invecchiamento attivo. «Dire ad una persona anziana che vive da sola “non uscire più di casa” non significa tutelarlo, ma isolarlo. Serve un piano straordinario di interventi a favore delle persone anziane, non basta incentivare bonus vacanze, monopattini e biciclette»
“Per quanto ci addolori ogni singola vittima del #covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate”. A leggero, questo tweet che vedete tra virgolette, postato ieri da Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, la prima cosa che si pensa è “questa è una fake news, non l’ha scritto davvero”. Invece no, non solo l’ha scritto ma poi – scusandosi maldestramente dopo la valanga di critiche che gli sono giustamente arrivate – rincara la dose questa mattina in un’intervista rilasciata al Corriere delle Sera e dichiara: “È un passaggio scritto in modo maldestro e mi dispiace se ha ferito qualcuno. Ma la sostanza è chiarissima”. Caro Toti, ma chiarissima a chi?

Leggi: Vita


NEWS:

martedì 3 novembre 2020
Rsa come “centri di servizio”: ecco come riformarle

Le proposte di Auser presentate alla Commissione tecnica “per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”, voluta dal ministero della Salute. Costa: “Rendere esigibile il diritto di ogni anziano di invecchiare a casa propria”
“Rendere esigibile il diritto di ogni anziano di invecchiare a casa propria”: lo ribadisce il presidente nazionale Auser Enzo Costa è stato oggi audito presso la Commissione tecnica “per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”, istituita dal Ministero della Salute e presieduta da monsignor Paglia. “Malgrado i limiti evidenti – ha sottolineato Costa – Auser ritiene che le Rsa siano un servizio importante per persone che non potrebbero essere assistiti a domicilio e ritiene che la riforma delle Rsa debba tener conto di una serie di importanti indirizzi che abbiamo presentato alla Commissione”.
Ecco dunque le proposte di riforma, presentate in sede di audizione.

Leggi: Redattore Sociale, 03/11/2020


martedì 3 novembre 2020
Senza anziani non c’è futuro

È tristissimo parlare degli anziani in questi termini. Tristissimo e indegno e la dice lunga su quanto la nostra società sia diventata disumana, perché i vecchi non sono mai stati così poco rispettati come oggi (e non parlo solo di tempi da pandemia), quando in tutte le civiltà, di ogni tempo e di ogni luogo del mondo, gli anziani hanno sempre goduto di grande rispetto. Vorrei andare oltre la volgare questione se proteggere gli anziani significa rinchiuderli perché improduttivi e mi pare superfluo aggiungere che una persona non è inutile solo perché la definiamo fragile. Do quindi per scontato tutto questo e vorrei andare oltre e parlarvi di mia zia, che il 22 novembre compirà novanta anni: la settimana scorsa è morta la canina con cui viveva in simbiosi da oltre quattordici. Gli allevatori interpellati e anche i canili e le associazioni dei bastardini hanno messo le mani avanti: non diamo un cucciolo a una persona di quell’età.

Leggi: La Stampa, 03/11/2020


martedì 3 novembre 2020
La pandemia continua, la solitudine dei caregiver anche

Sondaggio di Confad su circa 400 persone che assistono familiari con disabilità: quasi il 60% denuncia un appesantimento del carico assistenziale sulle proprie spalle e dichiara di non poter contare su alcun aiuto. Il 75% chiede didattica domiciliare anziché a distanza
L’emergenza Covid continua e si aggrava: così come si aggravano le condizioni di vita dei caregiver familiari. A rilevarlo è il sondaggio realizzato da Confad, il Coordinamento nazionale famiglie con disabilità, che ha coinvolto circa 400 persone che, in tutta Italia, assistono in modo continuativo e spesso esclusivo familiari con disabilità. Ne emerge un quadro allarmante, che racconta la fatica e la solitudine di chi, in questo complicato periodo, ha visto appesantirsi una condizione già tanto gravosa e ridursi servizi e sostegni già insufficienti.
Il primo problema si chiama scuola
Guardando ai principali dati, emerge innanzitutto il problema della scuola, sia essa chiusa o a distanza (il che cambia poco, evidentemente, nel caso degli alunni con disabilità): “Nel 75% dei casi – si legge nel report – i caregiver familiari intervistati hanno evidenziato l’assoluta necessità di organizzare lezioni domiciliari, e non didattica a distanza, per gli alunni con disabilità in caso di nuovo lockdown”.

Leggi: Redattore Sociale, 03/11/2020


lunedì 2 novembre 2020
Così le residenze per gli anziani diventano focolai

Partiamo da una domanda: porteresti tua madre in una casa di riposo dopo aver visto che in soli quattro mesi il 40% dei decessi avvenuto nelle Rsa è attribuibile al Covid? E adesso ci risiamo. L’elenco di cosa è andato storto durante la prima ondata è lungo: mancanza di dispositivi di protezione individuale, impreparazione sulle procedure da svolgere per contenere l’infezione, assenza di personale sanitario qualificato, difficoltà nel trasferire i residenti infetti in strutture ospedaliere, impossibilità di far eseguire i tamponi. Ma questo non basta a spiegare il perché le Rsa sono diventate cimiteri. Il problema è che uno dei pilastri del nostro sistema di welfare non ha le fondamenta.
Siamo il Paese più anziano d’Europa, dove si campa più a lungo e si fanno meno figli. Gli over 80 sono 4,4 milioni, di cui 2,2 sopra gli 84. In prospettiva tra 10 anni ci saranno quasi 800 mila ultra 80enni in più, che diventeranno quasi 8 milioni nel 2050. Eppure l’interesse pubblico è così basso che ad oggi non esiste nemmeno una mappa completa della situazione reale.

Leggi: Corriere della Sera, 02/11/2020


lunedì 2 novembre 2020
Sindacati pensionati: tutelare le persone anziane ma no a lockdown anagrafico

“Non isoliamo le persone anziane, né a casa loro né nelle Rsa e nelle case di riposo. Gli anziani sono cittadini come tutti gli altri e hanno doveri, ma anche diritti, e non possono essere soggetti a misure di isolamento anagrafico forzato. Occorre tutelarli sì, ma in una condizione di conforto e sostegno quotidiano, dato dall’amore e dalla vicinanza dei loro cari. Occorre tutelarli anche con il potenziamento del Servizio sanitario nazionale, con una maggiore integrazione sociosanitaria e il rafforzamento della medicina di prossimità”. È quanto dichiarano unitariamente i Segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo in risposta alle ipotesi di misure di prevenzione al rischio di contagio da Covid-19 paventate da più parti, che vorrebbero rinchiudere le persone anziane in una sorta di “lockdown generazionale”.
“Le persone anziane sono, non solo la storia di questo Paese, ma anche la sua contemporaneità, rappresentata dall’aiuto che riescono a dare alle nostre famiglie ogni volta che fanno compagnia ai nostri figli e ai nipoti, o quando le sostengono di fronte alle necessità, anche economiche, derivanti da una crisi che in questi anni attanaglia il nostro Paese.

Leggi: Spi-Cgil, 02/11/2020


lunedì 2 novembre 2020
Coronavirus, Luigi Bergamaschini: «Over 70, indispensabile il contatto sociale. Serve una rete di servizi»

Il professor Luigi Bergamaschini, 70 anni, geriatra, docente alla Statale. Nella scorsa primavera ha contratto il Covid ed è stato ricoverato in terapia intensiva al San Paolo
«L’esperienza del primo lockdown avrebbe dovuto dirci cosa mettere in campo».
Ora si chiede di isolare gli anziani.
«Non è un progetto che critico di per sé, può essere indispensabile. Si deve tener conto che potrebbe avere ricadute enormi sulla collettività, che andrebbero valutate, e dunque prevenute». Il professor Luigi Bergamaschini premette di voler ragionare «solo da medico»: insigne geriatra, docente alla «Statale», già a capo della scuola di specializzazione in geriatria e direttore dell’unità di «Riabilitazione neuro-motoria e respiratoria» al Trivulzio, dove all’inizio della pandemia chiedeva che fossero aumentate il più possibile le precauzioni per evitare che il virus si diffondesse nei reparti. Il professore ha 70 anni; nella scorsa primavera ha contratto il Covid ed è stato ricoverato in terapia intensiva al «San Paolo».

Leggi: Corriere della Sera, 02/11/2020


domenica 1 novembre 2020
Toti: “Anziani i più colpiti e non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese. Stiano a casa”

“Sono i nostri anziani i più colpiti dal virus e sono quelli che vanno tutelati di più: si tratta di persone che non sono indispensabili allo sforzo produttivo del Paese. Perché non si interviene su questa categoria? Sarebbe folle richiudere in casa tanti italiani per cui il Covid normalmente ha esiti lievi, bloccare la produzione del Paese, fermare la scuola e il futuro dei nostri giovani e non considerare alcun intervento su coloro che rischiano davvero”: così Giovanni Toti sull’ipotesi di limitare gli spostamenti solo per gli over-70.
Il governo si è riunito questa mattina con i rappresentanti delle Regioni, in vista del nuovo Dpcm che dovrebbe arrivare già nella giornata di domani. E alcuni governatori hanno proposto di limitare gli spostamenti solo agli over 70. Un lockdown generazionale, in altre parole. La richiesta sarebbe stata avanzata da Liguria, Lombardia e Piemonte. In particolare, secondo il ligure Giovanni Toti questo potrebbe essere il modo per evitare lockdown locali che isolerebbero i territori.

Leggi: Fanpage, 01/11/2020


domenica 1 novembre 2020
Respinti gli anziani in ospedale: 300 casi in Lombardia

A Varese Positivo il 60% degli ospiti – Non c ‘ è più posto Anche l ‘ assessore Gallera lo ha ammesso. Tutto ricade così sulle strutture
Il tam tam preoccupato tra le case di riposo lombarde, correva da alcune settimane: “Per i nostri anziani positivi al Covid, e con sintomi, si stanno chiudendo le porte degli ospedali” . Tanti segnali c ‘ erano già. Come quello arrivato dall ‘ Ospeda le di Circolo di Varese, che aveva invitato i vertici delle Rsa a provvedere il più possibile al loro interno all ‘ assistenza dei degenti contagiati. O come quello del direttore generale dell’Ats Città metropolitana di Milano, Walter Bergamaschi, che nel corso di un audizione con i consiglieri del Comune ha spiegato che “si sta esaurendo la possibilità di trasferire negli ospedali gli ospiti di queste strutture, perché la pressione è tale che la disponibilità è modesta. Stiamo lavorando in sinergia con le Rsa per definire dei livelli di rischio differenziati”. In realtà già ora non c’è più posto, negli ospedali pubblici, per gli anziani contagiati: vengono respinti. La conferma è arrivata ieri dallo stesso assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

Leggi: il Fatto Quotidiano, 01/11/2020


sabato 31 ottobre 2020
Lockdown per gli anziani? “Segregare è inaccettabile, in assenza di servizi”

Marco Trabucchi, presidente dell’associazione italiana Psicogeriatria, critica la proposta dell’Ispi di isolare gli anziani per ridurre i contagi senza una chiusura generalizzata. “La segregazione dell’anziano è mortale, se non sono imposti standard assistenziali e servizi territoriali che oggi non funzionano. Milioni di persone uscirebbero dal circuito della cura”
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“Inaccettabile”, peggio ancora: “mortale”. Così Marco Trabucchi, presidente dell’associazione italiana Psicogeriatria, critica l’ipotesi dell’Ispi riguardo l’opportunità di isolare gli anziani per ridurre i contagi senza ricorrere a un lockdown totale. “La segregazione dell’anziano è mortale, perché provoca solitudine, senso di abbandono, disperazione – osserva Trabucchi – Si riprodurrebbe la situazione della scorsa primavera, quando gli anziani chiusi nelle loro case hanno mostrato gravi problemi di salute sul piano somatico e psicologico”.
C’è però anche una seconda ragione, di ordine più strettamente clinico: gli anziani, isolati in casa, non sarebbero presi in cura da nessuno e finirebbero per essere abbandonati, perché la rete dei servizi territoriali è inefficiente e non è stata incrementata. “Oggi non funzionano i servizi territoriali, per cui si creerebbe una situazione nella quale milioni ci cittadini non sarebbero seguiti sul piano clinico e dovrebbero arrangiarsi, come nel recente passato – osserva Trabucchi.

Leggi: Redattore Sociale, 31/10/2020


sabato 31 ottobre 2020
Chiudere in casa soltanto gli anziani è incostituzionale

La proposta di un lockdown selettivo per le persone più a rischio viola gli articoli 3, 16 e 32 della Costituzione. Meglio offrire loro fasce orarie dedicate nei negozi
Nei giorni scorsi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) ha avanzato l’ipotesi di un «lockdown solo per le fasce d’età più a rischio». Anche alcuni economisti hanno discusso della possibilità di «separare i giovani dagli anziani». Secondo l’Ispi, la soluzione sarebbe «un “giusto” compromesso tra l’esigenza di salvare vite e quella di evitare il collasso economico». Considerato, infatti, che «l’82 per cento dei deceduti per Covid aveva più di 70 anni e il 94 per cento ne aveva più di 60 anni» e il virus uccide «oltre 7 persone ogni 100 tra gli ultra-ottantenni», «sarebbe sufficiente isolare gli ultra ottantenni per dimezzare la mortalità diretta del virus. Se poi riuscissimo a isolare gli ultra-sessantenni, la mortalità sarebbe dieci volte inferiore». Pur proponendo questa soluzione, lo stesso Ispi si chiede: «Davvero un lockdown limitato alle fasce più anziane ne eviterebbe l’infezione? Ci sono molti dubbi al riguardo».

Leggi: Domani, 31/10/2020


sabato 31 ottobre 2020
Over 60, lockdown per salvarli “Ma sono il 33% degli italiani”

Lo studio Ispi: “Separare anziani e giovani per evitare chiusure”. Gli esperti: “Centrale il loro ruolo sociale”
Lockdown selettivo e isolamento per fasce d’età coinvolgendo soltanto chi ha più di 60 anni. Un’ipotesi già avanzata nella prima fase dell’epidemia e che ora viene rilanciata nello studio di un ricercatore dell’Ispi, Matteo Villa.
I numeri sono ineccepibili ma lo stesso Villa in conclusione ragiona sulla difficile realizzazione di una misura selettiva oltretutto in un Paese come il nostro dove gli over 60 rappresentano oltre un terzo della popolazione e i cosiddetti «anziani» sono, quasi, tutti al lavoro. Ipotesi non applicabile anche per il professor Massimo Antonelli, ordinario di Anestesia e Rianimazione e direttore della Medicina d’emergenza del Gemelli di Roma. Antonelli sottolinea che non si può prescindere dal ruolo attivo che ha la popolazione over 60, della quale oltretutto fa parte avendo 64 anni. Dove potrebbe isolarsi poi una fetta di popolazione tanto vasta?
Villa ammette che la sua ipotesi non è certo una panacea ma insiste sulla necessità di non escluderla a priori perché rappresenterebbe un buon compromesso con il quale salvare vite e allo stesso tempo salvaguardare l’economia.

Leggi: Il Giornale, 31/10/2020


venerdì 30 ottobre 2020
Città a misura d’uomo – Una sfida globale

Le città del mondo sono sempre più affollate ma non inclusive, luoghi dove si vive faticosamente con i trasporti ingolfati, i servizi di base non sempre accessibili, dove il vicino di casa è uno sconosciuto, che abbiamo visto, forse per la prima volta, solo quando siamo stati costretti a frequentare i balconi per sfuggire al lockdown.
Agglomerati di palazzi dove la quotidianità è pesante e la solitudine tangibile, dove si vive male ma dove tutti vogliono stare perché la città promette più occasioni di lavoro, crescita economica e sviluppo. Fino al 2009 la popolazione rurale era di gran lunga maggiore di quella urbana. Ormai, invece, vive in città più della metà della popolazione mondiale, ed entro il 2050 si stima che le metropoli del mondo ospiteranno più del 68 per cento degli abitanti della terra.
Un’urbanizzazione dilagante che si concentra soprattutto in Asia ed Africa, in particolare in Cina, India e Nigeria, che non significa però inclusione sociale, uguaglianza, accesso ai servizi di base, nuove opportunità.

Leggi: Osservatore Romano, 30/10/2020


giovedì 29 ottobre 2020
RSA – Pedretti: non va per niente bene

Il segretario generale dello Spi Cgil, Ivan Pedretti rilancia l’allarme sulla situazione di pericolo nelle Residenze assistenziali sanitarie che ospitano anziani e persone disabili. “Ci mobiliteremo”
Non va per niente bene. Il segretario generale dello Spi, Ivan Pedreti interviene sulla questione delle Rsa con un post sulla pagina Facebook del sindacato dei pensionati della Cgil. “Aumentano i contagi – scrive Pedretti -, si riempiono nuovamente le terapie intensive, tornano a morire gli anziani nelle Rsa. No, non sta andando tutto bene. Ci mobiliteremo, come potremo. Non rinunciamo a far sentire forte la nostra voce.

Leggi: Collettiva, 29/10/2020


giovedì 29 ottobre 2020
Misure anti-Covid: ancora restrizioni, ma per le assemblee di condominio cambia nulla

Con la nuova circolare del Ministero dell’Interno, pubblicata martedì 27 ottobre e avente ad oggetto “Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 ottobre 2020. Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” vengono alcune indicazioni applicative ed elementi di chiarimento rispetto all’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio in vigore da lunedì 26 ottobre.
È bene precisarlo, però: si tratta di “raccomandazioni”, vale a dire di esortazioni volte a sollecitare l’adozione di comportamenti ispirati alla massima prudenza e al senso di responsabilità dei singoli.
Cosa spiega la circolare
In quest’ultima circolare, a differenza che nella precedente del 18 ottobre, non vengono citate esplicitamente le “riunioni”: dunque, rispetto alle assemblee di condominio si rimanda a quanto già detto in precedenza (si veda Condominio, sì alle assemblee in presenza. Amministratori: è il tempo delle scelte). Si parla, bensì, di convegni, congressi ed eventi in generale, ribadendo il fatto …….

Leggi: Quotidiano del Condominio, 29/10/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Michele Serra contro il sindacato dei ‘vecchi’. Ecco perché sbaglia

Giovani con il drink in mano. Anziani che se restano reclusi in casa tutto sommato poco male perché in fondo hanno già dato. Il “Sindacato dei vecchi di cui non abbiamo proprio bisogno”.
Un articolo brutto e che non aiuta, soprattutto se l’obiettivo che ci si pone è quello di evitare che generazioni diverse finiscano per odiarsi e per farsi la guerra mentre nel paese infuria la bufera sanitaria e economica portata dal Covid-19.
Il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti risponde all’articolo di Michele Serra pubblicato su La Repubbica il 27 ottobre 2020.
Gentile Michele Serra,
ho letto il suo articolo “Nonni contro nipoti, le generazioni divise dalla pandemia” e non sono riuscito proprio a trattenere la penna.
In questo preciso momento storico di tutto abbiamo bisogno meno che di una rappresentazione così forzata e stereotipata delle due categorie, quella dei giovani col drink in mano e quella degli anziani che se restano reclusi in casa tutto sommato poco male perché in fondo hanno già dato.
Tale rappresentazione di certo non aiuta soprattutto se l’obiettivo che ci si pone è quello di evitare che generazioni diverse finiscano per odiarsi e per farsi la guerra mentre nel paese infuria la bufera sanitaria e economica portata dal Covid-19.

Leggi: Spi-Cgil, 28/10/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Centri urbani diffusi per il dopo Covid

L’articolazione territoriale del sistema economico, e i suoi cambiamenti, hanno da sempre profondamente influenzato l’organizzazione delle società. Il passaggio dalla caccia alla coltivazione rese possibile la formazione delle prime comunità; il commercio diede vita ai grandi viaggi stimolando scambi culturali tra società molto diverse; infine, la rivoluzione industriale trasformò le
campagne e le città attorno alle industrie e alle grandi fabbriche, i nuovi epicentri del sistema economico.
Da circa tre decenni, l’economia basata sulla conoscenza ha dato un forte impulso alle grandi agglomerazioni urbane. Le città si sono estese, inglobando porzioni crescenti del territorio circostante, come mostrano i casi di Milano e Roma e l’espansione di tutte le capitali europee. I vecchi confini amministrativi sono stati ampliati per includere le aree economiche funzionali, dando vita al fenomeno delle aree metropolitane.
Le grandi agglomerazioni urbane sono il risultato del funzionamento dell’economia della ………

Leggi: Inu, 28/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Nonni contro nipoti, le generazioni divise dalla pandemia – Di Michele Serra

I ragazzi non sono depressi solo per colpa degli anziani che li obbligano a restare a casa. E i vecchi non muoiono solo per colpa dei giovani che li contagiano
I giovani non sono una corporazione e i vecchi nemmeno. Si registrano con una certa preoccupazione, dunque, i primi sintomi di una lettura generazionale del Covid, con i nipoti accusati di contagiare i nonni, e sul fronte opposto l’allarme rosso per l’isolamento che prostra irrimediabilmente adolescenti e bambini, poveri figli. Opposte lagne che rischiano di essere il remake degli opposti estremismi.

Leggi: La Repubblica, 27/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Oltre la città connessa più servizi (e per tutti)

Chi l’avrebbe detto che sarebbe stata proprio l’entità biologica più basica, arcaica ed elementare che conosciamo a proiettarci nel futuro. Un semplice aggregato di proteine è stato capace di cambiare nel giro di pochi mesi contemporaneamente sia gli scenari geopolitici globali che gli usi e costumi di ogni singolo cittadino. Dal lavoro alla mobilità, dalla scuola ai consumi passando ovviamente dalla sanità, un virus ha messo in discussione il dogma della globalizzazione. E se, in attesa di un vaccino, il distanziamento sociale è l’unico strumento a disposizione per scongiurare un nuovo lockdown, allora la strada è la digitalizzazione spinta della nostra Weltanschauung. Per dirla con
Aldo Bonomi, sociologo, fondatore del consorzio Aaster ed esperto di dinamiche territoriali urbane ed extra-urbane, «il Covid ci riporterà al modello rinascimentale, all’Italia delle 100 città e al rapporto stretto tra città e territorio. Si ridisegneranno gli spazi urbani ma anche le reti, i trasporti, le piattaforme produttive, con uno spostamento dal centro alla periferia che ci cambierà la vita».

Leggi: Corriere della Sera, 26/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Quanto rende avere una casa più verde

Chi cede oggi a Milano o a Roma cento metri quadrati comprati 10 anni fa perde fino a 96 mila euro, chi li ha ristrutturati si difende – Ecco perché ecobonus e altri sconti vanno ben sfruttati
Ristrutturare casa è anche un investimento, perché garantisce una migliore tenuta del valore nel tempo dell’immobile. Certo, se poi lo si può fare come oggi a costo zero, almeno per quanto riguarda la parte energetica con il super bonus, il guadagno è più che sicuro, ma anche chi ha operato con le vecchie regole fiscali non ha di che lamentarsi. Per mostrarlo abbiamo provato a vedere che cosa è successo nelle dieci principali città italiane nell’arco di un decennio che, considerando i valori medi di mercato, ha visto una discesa generalizzata dei prezzi.
Abbiamo quindi considerato quattro appartamenti diversi per misura e tipologia di zona confrontando i valori ricavabili dal data base di Nomisma di dieci anni fa con quelli attuali, ipotizzando che la casa acquisita a sua tempo fosse usata ma in ottimo stato di conservazione: come
tali si considerano gli alloggi dove si può entrare solo effettuando lavori di ripristino di minimo impegno (la «rinfrescata» alle pareti, il cambio dei sanitari), e abbiamo visto che cosa è successo da una parte a chi oltre a effettuare una manutenzione costante all’immobile lo ha ulteriormente …….

Leggi: Confedilizia, 26/10/2020


DALLE REGIONI:

lunedì 2 novembre 2020
Assistenza domiciliare, nel Lazio il “lockdown” non è mai finito. Adi scrive alla Regione

Il gruppo ha inviato una lettera all’assessore D’Amato e chiede un incontro, per illustrare le criticità della propria condizione: “Siamo al collasso: turni scoperti e continui cambi di personale: per conoscere questi pazienti c’è bisogno di tempo. Ci sentiamo abbandonati, nel mezzo della pandemia”
Famiglie abbandonate, lasciate sole ad assistere figli o genitori o compagni gravemente disabili, con una necessità assistenziale molto alta, che in questo momento grava soprattutto sulle spalle dei caregiver: nel Lazio l’assistenza domiciliare è in una sorta di “lockdown” perenne, aggravata dalla pandemia che ha reso gli operatori meno presenti e soprattutto meno costanti. Così, l’assistenza non basta e non è adeguata: non è continuativa, come dovrebbe essere per disabilità complesse; gli operatori cambiano in continuazione, come non dovrebbe invece accadere con questi pazienti.
A lanciare l’allarme è il gruppo Adi famiglie italiane, associazione nata per la tutela delle famiglie che necessitano di assistenza domiciliare, che ha indirizzato una lettera e una richiesta d’incontro all’assessore regionale alla Sanità D’Amato. “Le scrivo per richiederle urgentemente un incontro in Regione Lazio, in cui poter illustrare la criticità della condizione di vita delle nostre famiglie, che da mesi cercano di fronteggiare gravissime problematiche, divenute ormai insostenibili – scrive la presidente Serena Troiani – Siamo al collasso, l’assistenza domiciliare dei nostri pazienti non …..

Leggi: Redattore Sociale, 02/11/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Nasce il Tavolo sulle politiche per la popolazione anziana: un percorso per progetti innovativi su residenzialità, domiciliarità e abitare

“Non basta lavorare sull’emergenza dovuta alla pandemia, occorre pensare a politiche di lungo periodo e mettere in campo progetti innovativi a partire anche da ciò che è successo in questi mesi e dalle criticità registrate”. Partendo da questa considerazione il presidente Giuliano Barigazzi ha proposto alla Conferenza territoriale sociale sanitaria metropolitana l’istituzione del “Tavolo di lavoro sulle politiche rivolte alla popolazione anziana”, sia quella non autosufficiente che quella che vive in modo autonomo o semi-autonomo nella propria abitazione.
I macro temi su cui lavorerà il Tavolo, al quale saranno invitati a partecipare Sindaci, Ausl, Asp, una rappresentanza dei gestori di servizi accreditati, sindacati e associazioni economiche di categoria (Unindustria, Confcommercio…), saranno tre:
Residenzialità: il Covid ha colpito fortemente il sistema residenziale per anziani, un sistema che, in questi anni, a fronte di grandi cambiamenti sociali, demografici ed epidemiologici ha evidenziato molte criticità. Ctssm e Comune di Bologna hanno svolto un’indagine su quanto accaduto ……..

Leggi: Ctts, 28/10/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Anziani sfrattati, la Rsa diventa Covid

L’Umbria travolta dal virus è in cerca di nuove strutture per ospitare malati, tra queste la Regione avrebbe individuato anche una Rsa, la “Seppilli” di Perugia, che attualmente ospita persone anziane non autosufficienti. Il personale però ha paura: non siamo preparati e non abbiamo dispositivi adeguati
“Tra i lavoratori c’è paura, tanta paura” dice un dipendente della Usl Umbria 1 ai microfoni di Collettiva, preferendo non mostrarsi in volto. I lavoratori di cui parla sono infermieri e operatori socio-sanitari della Rsa “Seppilli” di Perugia, una Residenza sanitaria assistenziale che ospita anziani non autosufficienti e che ora sarà destinata dalla Regione a struttura Covid. Una scelta non solo non condivisa con lavoratori e sindacati, ma che desta grande preoccupazione sia per il personale che per le persone anziane e i loro familiari.
I sindacati dei lavoratori della sanità hanno per questo dato vita a un presidio simbolico davanti alla struttura, mentre quelli dei pensionati hanno lanciato un grido d’allarme rispetto al rischio di riproporre un “modello Lombardia”. Per Spi, Fnp e Uilp dell’Umbria “la salute degli anziani è un bene prezioso per tutta la comunità che deve essere tutelato come diritto individuale, ma anche come bene collettivo, a salvaguardia di una generazione che ha costruito, non retoricamente, ma oggettivamente, il Paese e l’Umbria. Per questo è necessaria una regia condivisa delle scelte a tutela delle fasce più fragili della popolazione”.

Leggi: Collettiva, 28/10/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Taranto. Grave rischio abitativo. Richiesta urgente incontro

Il SUNIA e la CGIL segnalano con forte preoccupazione il rischio dell’esplodere di un grave disagio sociale che interesserà gli inquilini/assegnatari degli alloggi popolari che, a seguito di cartolarizzazione, sono divenuti di proprietà della Società CAR.IM. srl e, in particolare quelli residenti nel Comune di San Giorgio.
A tali inquilini/assegnatari, la Società suddetta ha inviato, infatti, l’ingiunzione di sfratto. Trattasi per lo più di anziani anche disabili gravi, ai quali si nega ogni prospettiva di risoluzione di una controversia nata da tempo e sulla quale si era intervenuti già nell’ottobre 2019 con un accordo tra le parti (Comune di Taranto, titolare degli alloggi, Società CAR.IM. e Sindacati degli inquilini) come da verbale allegato, accordo evidentemente non rispettato a nostro giudizio dalla stessa Società immobiliare.
A fronte della situazione che, peraltro, potrà interessare anche altri immobili siti nel Comune di Taranto, coinvolgendo diverse decine di inquilini e rispettive famiglie, chiediamo un incontro urgente, che possa coinvolgere il Comune di Taranto e quello di San Giorgio, al fine di individuare percorsi e soluzioni atte a tutelare il diritto dei cittadini a suo tempo assegnatari sulla base di un bando pubblico delle abitazioni di cui trattasi.

Leggi: Sunia, 28/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Milano, bando Aler da 59 milioni per l’efficientamento energetico

L’Aler Milano ha pubblicato un avviso per affidare i lavori di efficientamento energetico del patrimonio residenziale gestito a Milano e Provincia, attraverso la manutenzione straordinaria. Il valore complessivo della gara – con accordo quadro – è esattamente ari a 59 milioni di euro. L’incarico è suddiviso in dieci lotti. Ciascun concorrente può concorrere per tutti i lotti ma potrà aggiudicarsene al massimo uno. Il bando precisa che ciascun lotto potrà essere aggiudicato anche in presenza di una sola offerta valida. Ciascun lotto ha un valore di 5,9 milioni di euro (di cui 5,2 di base d’asta e 700mila euro di oneri per la sicurezza) e viene aggiudicato in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, premiando la qualità tecnica con massimo 80 punti e il prezzo con massimo 20 punti. In tutti i 10 lotti casi la durata contrattuale è di due anni, non rinnovabile. Tuttavia, l’azienda casa della lombarda ha tenuto conto dell’opportunità del Sismabonus. Si legge infatti nel bando che, «nel caso in cui, raggiunta la scadenza naturale del contratto, dovessero risultare delle somme residue.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 27/10/2020


IN AGENDA:

Torna il Silver Economy Forum, si svolgerà tutto in remoto

Dal 5 al 7 novembre si svolgerà in modalità virtuale su piattaforma digitale dedicata, la terza edizione del “Silver Economy Forum”. Tema di questa edizione “Silver Care. Se non ora quando? Il tempo della prevenzione”. Il Forum si rivolge ad aziende, professionisti, associazioni, istituzioni e mondo dell’informazione per approfondire in workshop dedicati le tante tematiche che gravitano attorno alla terza età.

Leggi: Silver Economy Forum


Torna HANDImatica, evento online, 26-27-28 novembre 2020

In occasione dei 40 anni di attività e considerato il contesto attuale, Fondazione ASPHI Onlus vuole dedicare la dodicesima edizione di HANDImatica al tema “Tecnologie digitali per la comunità fragile”.
I disagi causati dal lockdown si sono sommati alle preesistenti condizioni di fragilità della società che hanno reso ancora più complicata la gestione della vita scolastica, lavorativa e quotidiana, incidendo nelle relazioni e nelle autonomie. Anche la vita degli anziani, ambito al quale ASPHI ha rivolto da più di dieci anni la propria attenzione, è stata fortemente condizionata dagli effetti della pandemia. In un contesto nel quale le persone con disabilità e fragilità hanno subìto le forti conseguenze del Covid-19, l’utilizzo consapevole delle tecnologie si è dimostrato una potenzialità nei vari percorsi di inclusione e di cura.
Con queste premesse nasce la dodicesima edizione online di HANDImatica 2020, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Università degli Studi di Bologna e l’Ufficio Scolastico
Leggi nel sito di Asphi

Leggi: Asphi


Virtual meeting – 1-2 dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sottoforma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.
Per informazioni: info@italialongeva.it


Forum della Non Autosufficienza e dell’autonimia possibile

Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

Leggi: Forum Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Alberto Asor Rosa: “Chiuderci dentro ci ucciderà anziché salvarci”

Per l’intellettuale “la proposta di tenere in lockdown gli over 70 nasconde un retropensiero, quello di anticipare la nostra uscita di scena” – Di Simonetta Fiori
Contrario
Questa proposta nasconde un retropensiero, quello di anticipare la nostra uscita di scena
«Una misura che va contro ogni regola di buon senso. Ci si può ammalare di clausura prima ancora che di Covid». Alberto Asor Rosa è vigorosamente contrario alla proposta di chiudere a casa gli ultrasettantenni. Ha appena compiuto 87 anni e non intende rinunciare alla sua passeggiata quotidiana. «È come se volessero anticipare la nostra scomparsa dal mondo». In gioco è non solo il destino di una generazione, dice il grande studioso di letteratura, ma il cattivo rapporto con il passato, «cancellato dalla scena perfino nelle chiome bianche».
Perché è importante uscire di casa? «La passeggiata può rappresentare un motivo in più per sopravvivere alla pandemia. Le mie piccole uscite con Marina, la mia compagna, servono per rimanere dentro un circolo vitale senza il quale l’esistenza diventerebbe insopportabile. Comprare i cioccolatini in via Cola di Rienzo o spingersi fino a Castel Sant’Angelo significa continuare …….

Leggi: La Repubblica


Covid-19: le risposte politiche all’emergenza in alcuni paesi europei

La Commissione Europea ha pubblicato il 18 Agosto 2020 i risultati di una indagine realizzata dalla Rete europea per la politica sociale (Espn) sul tema delle conseguenze socio-economiche del Covid-19 e le risposte politiche affrontate in 16 paesi europei (dodici Stati membri dell’UE, tra i quali purtroppo l’Italia non è presente, e quattro paesi non appartenenti all’UE: Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia settentrionale e Serbia). È possibile leggere i 16 report.
Nei diversi Paesi la pandemia ha avuto e sta ancora avendo conseguenze significative per l’economia e sta determinando l’aumento del numero di persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Le misure di contrasto all’emergenza sanitaria hanno prodotto nell’immediato una forte domanda di protezione sociale. Gli interventi sono stati adottati principalmente per:
tutelare l’occupazione e mitigare le perdite di reddito;
sostenere le imprese che si trovano ad affrontare elevati rischi di disgregazione;
ridurre l’impatto della crisi sulle persone e soprattutto sui gruppi più vulnerabili;
agevolare i sistemi sanitari pubblici;
rallentare la diffusione della pandemia.

Leggi: Welforum


Rsa, un modello da cancellare o da migliorare?

Con la seconda ondata della pandemia, torna alto l’allarme per gli anziani, sopratutto nelle strutture. E si torna a parlare di Rsa e case di riposo: sul quotidiano “Domani” il dibattito tra Mario Giro e Cristiano Gori sul futuro degli istituti
Le Rsa devono essere chiuse, superate, completamente smantellate? O devono essere semplicemente “riviste e corrette”, migliorate nell’assistenza e nel servizio che offrono e di cui, che piaccia o no, non si può fare a meno? Non si ferma il dibattito sulle Rsa, tristemente protagoniste della prima ondata della pandemia e nuovamente sotto i riflettori con la seconda. Sul nuovo quotidiano Domani, approdano due posizioni diverse e distanti, ma in un certo modo complementari, a mantenere accesa l’attenzione su un tema che ha diritto e ragione di essere centrale.
Rsa, un modello “sbagliato”
Da una parte c’è Mario Giro, politologo, che afferma con chiarezza: “Case di riposo e Rsa vanno chiuse. Non si tratta di una posizione ideologica ma di onesta constatazione: i numeri degli anziani morti in istituto, e che continuano a morirvi, sono troppo alti per non trarne le dovute conseguenze. Nessuno nega che gli istituti abbiano reso grandi servigi ma la civiltà dell’assistenza evolve …….

Leggi: Redattore Sociale


La performance occupazionale in RSA al tempo della pandemia

Gli ospiti delle RSA sono fra coloro che maggiormente hanno subito le conseguenze della pandemia: elevate percentuali di diffusione del virus e conseguenze, anche gravose, sullo stato di salute dei contagiati, chiusura al pubblico e sconvolgimento delle attività giornaliere. In questo contesto, il terapista occupazionale ha dovuto ripensare il proprio intervento per continuare a garantirne l’efficacia.
di Federica Rota (Terapista Occupazionale, Istituto San Giuseppe di Villa d’Adda, BG)
L’arrivo della pandemia, con l’arresto improvviso delle abitudini quotidiane, sociali, famigliari e professionali, ha trovato chiunque emotivamente ed organizzativamente impreparato. Anche le persone che vivono in RSA hanno dovuto fronteggiare le conseguenze delle misure di sicurezza, che hanno costretto gli Enti gestori a rimodulare le attività che danno significato e ritmo agli ospiti.
Il lockdown e l’anziano in RSA
Il lockdown ha sollecitato a confrontarsi con la mancanza di occupazioni e routine consuete che scandiscono le giornata. Come spesso accade nei momenti di crisi, le persone hanno messo in moto le proprie capacità di adattamento e riorganizzazione (Bertholom, 2020). La persona che vive in RSA mette in gioco queste capacità di adattamento già dal momento in cui decide di vivere ……

Leggi: I Luoghi dell Cura


SEGNALAZIONI:

Indennità Covid: Riesame delle domande

Per chi si è visto respingere la domanda di riconoscimento dell’indennità Covid (600/1000 euro), ci sono 20 giorni di tempo per proporre all’Inps un’istanza di riesame delle domande, che permetterà all’Istituto di verificare in autotutela la presenza di errori o disallineamenti nelle banche dati.
A chiarirlo è l’Inps, con il messaggio n. 4005 del 30 ottobre, nel quale l’Istituto comunica di aver completato la prima fase di gestione delle domande e le motivazioni delle istanze respinte per il mancato superamento dei requisiti previsti per l’accesso alla prestazione.
Il termine di 20 giorni per il riesame decorre a partire dal 30 ottobre (data di pubblicazione del messaggio) o dalla conoscenza della reiezione se successiva), trascorso il quale, se l’interessato non produce la necessaria documentazione, la domanda viene considerata respinta.
Gli esiti di tutte le domande e le relative motivazioni (in caso di esito negativo) sono consultabili nella sezione del sito INPS “Covid-19: tutti i servizi” > “Indennità 600/1000 euro”, alla voce “Esiti”, insieme alla legenda aggiornata delle reiezioni delle domande di indennità COVID-19.

Leggi: Inca


Aumento delle pensioni di invalidità

Con le mensilità di novembre e dicembre 2020, gli invalidi civili totali, i ciechi assoluti e i sordi, titolari di pensione, riceveranno l'”incremento al milione” (delle vecchie lire), in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020, che ha esteso il diritto alla maggiorazione a partire dal compimento dei 18 anni e non più dai 60 anni in poi, come è stato finora.
Con il messaggio n. 3960 del 28 ottobre, l’Inps fornisce le indicazioni sulle modalità di pagamento, sottolineando che gli aventi diritto non dovranno presentare alcuna domanda, poiché sarà riconosciuta d’ufficio dall’Istituto, sempreché siano rispettati i limiti di reddito, previsti dalla normativa vigente (8.469,63 euro per i beneficiari non coniugati e 14.447,42 euro, cumulati con il coniuge, per quelli coniugati).Inoltre spiega che saranno pagati gli arretrati dovuti dal 20 luglio 2020. L’importo spettante, per il 2020, è di 651,51 euro per 13 mensilità
Qualora i redditi personali abbiano subito una variazione nel corso del 2020, che incide sul ……..

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

IL VADEMECUM – 7 regole da seguire se incontrate il Covid

La sanità è al collasso. Milioni di cittadini che non sono affetti dal virus non riescono ad accedere alle cure. Se avrete a che fare con la sars-cov-2, come contatti diretti, positivi, sintomatici o asintomatici, niente panico: Keep calm e leggete attentamente queste indicazioni. La possibilità del Servizio Sanitario Nazionale di aiutare dipende dalla capacità di tutti di conservare le risorse
La sanità sta collassando sotto il peso del covid. I numeri e le testimonianze sono sotto gli occhi di tutti. Per questo ognuno di noi è chiamato a comportarsi con senso di responsabilità sociale, sapendo che le sue scelte avranno un impatto determinante sul quadro generale. Se vogliamo permettere a tutti quelli che hanno bisogno di cure urgenti al pronto soccorso e in ospedale, che sia per il covid o per qualsiasi altra patologia, di trovare posto e assistenza adeguata, dobbiamo seguire delle regole. Noi, con il consiglio di alcuni medici e operatori sanitari con cui abbiamo parlato, ne abbiamo individuate 7. Sono semplici da comprendere, anche se ci vogliono coraggio e pazienza per rispettarle e non cedere. La possibilità del Servizio Sanitario Nazionale di aiutare dipende dalla capacità di tutti di conservare le risorse. C’è bisogno dell’aiuto e dell’impegno di ognuno. Quindi niente panico o, come si dice oggi, Keep calm e leggete attentamente.

Leggi: Collettiva


NEWS:

martedì 27 ottobre 2020
Approvato il Decreto Ristori: ecco le misure previste dalla bozza

Dopo meno di un’ora di riunione è terminato a palazzo Chigi il Consiglio dei ministri. Approvato a quanto si apprende il Dl Ristori. Ecco le misure previste dalla bozza del decreto
Sei settimane di Cig Covid fino al 31 gennaio
Arrivano sei settimane di cassa integrazione Covid che “devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021“. È quanto si legge nella bozza del dl Ristori.
Tamponi antigenici dai medici base, stanziati 30 milioni
Per “l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta” vengono stanziati 30 milioni di euro fino a dicembre.
50 milioni per associazioni e società sportive dilettantistiche
Arriva un fondo da 50 milioni per il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche. Lo prevede la bozza del decreto ristori

Leggi: Redattore Sociale, 27/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Senza dimora, quando la casa cambia la vita

I risultati dell’indagine della Fiopsd sui progetti di Housing first promosso in Italia. Il 23% di chi è stato accolto in appartamento ha ora una vita autonoma, con un lavoro e un reddito. Avonto: “È un’accoglienza che protegge e valorizza la persona garantendo il diritto all’abitare”. Bassi costi di gestione per gli enti
Antonio era il classico Senza Dimora: anni di vita in strada, alcolista, una carriera lavorativa interrotta e una separazione dolorosa. Da due anni, però, vive in una casa, non si tira indietro quando c’è la possibilità di lavorare e si prende cura di sé. Antonio è una delle oltre mille persone che in questi anni è stato coinvolto in uno dei progetti di Housing First, grazie ai quali la persona senza dimora viene accolta direttamente in un appartamento (evitando il dormitorio), magari in condivisione con altri senza tetto, e seguita dagli operatori in un percorso che la porti a diventare autonoma. La Fio.psd (Federazione italiana organismi per i senza dimora) ha presentato oggi i risultati del monitoraggio effetturato nel periodo 2017-2019 su 31 progetti di Housing First. Ebbene, su 420 persone che hanno avuto accesso a questo tipo di progetti, solo il 7% ha abbandonato. Gli altri vivono ancora in casa e tra questi il 23% ha una vita autonoma, in una casa di cui paga l’affitto. “È un’accoglienza che protegge e valorizza la persona garantendo il diritto all’abitare”, sottolinea Cristina Avonto, presidente della Fiopsd.

Leggi: Redattore Sociale, 27/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Chiudiamo le Rsa. Ma per sempre

In questi giorni di recrudescenza della pandemia non si può tacere un dramma vissuto da molti, benché sia il più possibile occultato. Un dramma carico di dolore e sofferenza, di fronte al quale è nostra responsabilità reagire, per quanto possibile, in modo da contrastare il male che colpisce persone, famiglie e convivenze. Un dramma che non osservo dall’esterno ma nel quale mi sono trovato coinvolto in prima persona.
Una persona a me familiare, vedova e senza figli, verso gli ottant’anni è stata colpita da demenza senile. Fino ad allora autonoma e piena di forze, seppur in una vita solitaria in casa, riusciva a vivere in pienezza relazioni con i vicini e i compaesani. Siccome nessuno poteva ospitarla, le si è provveduta una badante, ma la malattia, con manifestazioni anche violente, non permetteva questo tipo di assistenza. Così la si è dovuta per forza portare in una Rsa, dove però è peggiorata, sempre più estranea a questo mondo e, pur visitata da parenti, ha deciso di rifiutare il cibo fino a morire.

Leggi: News Forum Salute Mentale, 27/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Coronavirus, vaccino di Oxford genera risposta immunitaria negli anziani

Il Financial Times anticipa alcuni studi sulla sperimentazione. Di Lorenzo, presidente dell’Irbm: «Entro giugno 2021 ci saranno dosi per tutti»
I primi risultati dei test per il vaccino contro il coronavirus sviluppato dall’Università di Oxford in collaborazione con AstraZeneca e le cui dosi saranno prodotte in Italia dalla società Irbm di Pomezia, mostra che produce una robusta risposta immunitaria nelle persone anziane, il gruppo a più alto rischio, secondo quanto riportato dal Financial Times.
E’ stato scoperto che il vaccino innesca gli anticorpi protettivi e le cellule T nei gruppi di età più avanzato, scrive il giornale citando due persone vicine alla sperimentazione. I risultati fanno eco ai dati rilasciati a luglio che hanno mostrato che il vaccino ha generato “risposte immunitarie robuste” in un gruppo di adulti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni, aggiunge il quotidiano.
Ma Ft avverte che i test di immunogenicità positivi non assicurano che il vaccino alla fine si dimostrerà sicuro ed efficace nelle persone anziane. AstraZeneca, che sta sviluppando il vaccino con i ricercatori dell’Università di Oxford, è visto come un capofila nella corsa per produrre un vaccino per proteggere dal Covid-19.

Leggi: La Stampa, 26/10/2020


giovedì 22 ottobre 2020
Rsa, Sant’Egidio si interroga. Don Albanesi: “Serve una grande riforma”

Si è svolto ieri un confronto con diversi interventi in video conferenza, tra cui quello del presidente della Comunità di Capodarco Vinicio Albanesi che ha illustrato la necessità di cambiare radicalmente la gestione delle persone anziane, superando la tendenza all’istituzionalizzazione
rsa donna anziana finestra
“Senza anziani non c’è futuro” è il titolo della tavola rotonda organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio-Milano per fare il punto sulla gestione della terza età all’indomani della grave crisi che ha colpito le Residenze sanitarie assistenziali durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Il momento di confronto si è svolto ieri ed ha visto diversi interventi in video conferenza, tra cui quello del presidente della Comunità di Capodarco Vinicio Albanesi che ha illustrato il proprio pensiero sulla necessità di cambiare radicalmente la gestione delle persone anziane, superando la tendenza all’istituzionalizzazione e cercando in ogni caso di favorire la loro permanenza in casa. Questi temi sono al centro di un e-book realizzato lo scorso agosto dallo stesso presidente della Comunità di Capodarco, dove approfondisce anche il tema del “trattamento” che viene riservato alle persone anziane, dicendosi convinto che esso abbia implicazioni ben più ampie di quelle (già di per sé enormi) collegate alla pandemia.

Leggi: Redattore Sociale, 22/10/2020


giovedì 22 ottobre 2020
Anziani e disabilità, “relazioni e terapie siano garantite”. Ministero chiede di rivedere le Linee guida

Zampa (sottosegretaria alla Salute): “Con il ministro chiederemo all’Iss di aggiornare le Linee guida, perché garantiscano relazioni con i parenti. L’emergenza non è ai livelli di marzo”. Intanto la Commissione per la riforma delle Rsa si è riunita e ha iniziato a lavorare. “Obiettivo condiviso: ridare nobiltà alla parola vecchiaia. Le attuali risposte non sono adeguate”
“Chiederemo al presidente Conte e all’Istituto Superiore di Sanità di rivedere le Linee guida sulle Rsa, perché obblighino, o almeno raccomandino alle strutture di garantire e tutelare le relazioni con i familiari”: lo riferisce a Redattore Sociale la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, immediatamente dopo essersi confrontata sul tema con il ministro Speranza. “L’emergenza c’è e naturalmente la priorità è tenere il virus lontano dalle strutture per anziani, per evitare che si ripeta quanto già accaduto. Non siamo però oggi in una fase in cui si debba immaginare qualcosa di simile a quello che abbiamo vissuto in primavera: possiamo superare la criticità con restrizioni significative, ma senza totali chiusure”, afferma. Questo in generale, ma anche in particolare per le Rsa: “Dobbiamo accompagnare le linee guida che prevedevano la chiusura delle strutture con l’obbligo spero, o almeno la raccomandazione che gli anziani ospiti non siano privati dei rapporti con i familiari, restando certo in sicurezza”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Anziani soli, impauriti e ai margini. Così il Covid ha stravolto le loro vite

Sono il 22 per cento della popolazione ma si parla, poco, solo di quelli che vivono nelle residenze sanitarie. Eppure stanno pagando un prezzo altissimo per il lockdown: la fine della socialità e delle cure ordinarie
Si tratta dei quasi 13 milioni di over 65, censiti dall’Istat, che oggi pagano il prezzo più alto dell’emergenza Covid-19. Di loro non si parla, fatto salvo per quelli che vivono nelle Residenze sanitarie assistenziali, le Rsa. E gli altri, come hanno vissuto negli ultimi mesi?
Il lockdown ha messo una croce su quello che viene definito invecchiamento attivo, ovvero la capacità per gli anziani di poter essere impegnati dal punto di vista sociale e fisico.
«Gli anziani durante la pandemia hanno pagato un prezzo salato», commenta Claudio Pedone, geriatra del policlinico universitario Campus bio-medico.

Leggi: Domani, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Covid, anziani in Rsa: la rivoluzione necessaria

Cambiare la gestione della terza età e superare i modelli attuali di accoglienza, andando oltre l’istituzionalizzazione. Una riflessione necessaria, che l’epidemia ha fatto emergere mostrando i limiti terapeutici e esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere
Niente visite dei parenti, niente uscite all’esterno, riduzione anche dei contatti e degli incontri all’interno: un lockdown, di fatto mai finito, per gli anziani e le loro famiglie in questi mesi scanditi dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Una situazione estrema, che ha mostrato tutta la fragilità di alcuni sistemi assistenziali e socio-sanitari e contribuito ad accendere una luce, anche nel dibattito mediatico, sulla popolazione anziana, facendo emergere i nodi critici.
La gravità di alcuni focolai in case di riposo e strutture di accoglienza, che si sono isolate per rispondere alla pandemia e proteggere i propri ospiti dagli effetti di un virus sconosciuto – letale per i “grandi vecchi” del nostro paese – ha fatto riemergere limiti già noti di un sistema di cura e la necessità di ripensarne l’organizzazione. Una dimensione che preoccupa e chiede di allargare lo sguardo all’accoglienza che verrà. Un ripensamento delle strutture che superi gli attuali modelli, una “rivoluzione” necessaria.

Leggi: Redattore Sociale, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Anziani, cosa serve per affrontare la nuova emergenza

In questo momento di rinnovata emergenza dal sindacato si levano voci di protesta: si sta facendo troppo poco per i cittadini più fragili. Non si sta agendo come si dovrebbe sul fronte delle Rsa. Non si danno risposte a milioni di persone anziane che vivono con pensioni basse al limite dell’indigenza. A dirlo è il segretario dei pensionati Cgil, Ivan Pedretti, dalla sua pagina Facebook.
Qualche risposta, positiva, arriva, se non dal Governo, che secondo Pedretti sta fornendo risposte inadeguate sia sul fronte della sanità che su quello economico, arriva dal territorio sul versante della non autosufficienza, grazie alla battaglia condotta proprio dai sindacati dei pensionati. In Umbria la regione ha ripristinato i fondi per la non autosufficienza che erano stati tagliati. I sindacati dei pensionati tutti, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, si dicono molto soddisfatti. “La lotta paga”, dice la segretaria generale dello Spi Cgil Umbria Maria Rita Paggio. “La mobilitazione è iniziata a giugno. Non eravamo d’accordo sulla riduzione dei fondi della Regione per la non autosufficienza. Siamo soddisfatti del risultati che abbiamo ottenuto”.

Leggi: Liberetà, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Auser ha aderito all’Appello “Finanziamente Europei: Priorità all’assistenza sociale e sanitaria territoriale”

L’Auser Nazionale ha aderito all’Appello “Finanziamenti Europei per la Ripresa: Usarli bene. Priorità assistenza sociale e sanitaria territoriale”. Un appello promosso e sottoscritto da un’ampia platea di soggetti, dai sindacati confederali al mondo dell’associazionismo e del volontariato. L’Appello contiene proposte concrete per l’utilizzo di almeno 30 miliardi destinati a 10 progetti per il Potenziamento dell’Assistenza Socio Sanitaria Territoriale.
“La drammatica lezione della emergenza pandemica – si legge nell’Appello – ci ha confermato che è indispensabile rendere più forte il Servizio Sanitario Nazionale, pubblico e universale e che priorità assoluta sono il potenziamento e la ristrutturazione dell’assistenza integrata sociosanitaria territoriale. È evidente che il modello che separa sanità da sociale, fondato prevalentemente sul “ricovero”, sia in ospedale che in altre strutture residenziali, come le Rsa, ha mostrato enormi limiti. È invece diritto e aspirazione di ogni persona vivere e curarsi nel proprio contesto di vita, con il sostegno dei servizi domiciliari e territoriali. Ciò è più efficace e sicuro, a maggior ragione ………

Leggi: Auser, 21/10/2020


DALLE REGIONI:

martedì 27 ottobre 2020
Rsa, D’Amato (Lazio): grazie ai sindacati, accordo per il cambiamento

L’assessore regionale alla sanità sul nuovo modello di Rsa, frutto dell’accordo con Cgil, Cisl e Uil. Cisl Lazio: “Punti fondamentali sono nuove regole e un nuovo modello di partecipazione”
“Ringrazio Cgil, Cisl e Uil per questo appuntamento e questo accordo. C’è da riconoscere subito che c’è stata un’inversione di rotta: questo governo ha recuperato molte risorse per la sanità, ripristinando alcuni punti di PIL che per anni sono stati accantonati. L’Italia è un paese in cui c’è un’alta aspettativa di vita, per cui l’accordo che è stato sottoscritto è fondamentale e funzionale anche al rafforzamento del territorio”. Così l’assessore alla sanità della Regione Lazio D’Amato, a margine dell’incontro virtuale sul nuovo modello di Rsa, frutto dell’accordo con Cgil, Cisl e Uil.
“Oggi ho verificato con l’assessore al bilancio anche il cronoprogramma di questo accordo, per le assunzioni da fare, per recuperare gli immobili, diversi ex Ipab per realizzare le nuove Rsa pubbliche. Nelle prossime settimane definiremo con i sindacati quindi, come attuare il cronoprogramma. Dovremmo rivedere le norme sulle Rsa: abbiamo contagi in tante case di riposo. I controlli nelle Rsa, peraltro, testimoniano un grande lavoro e la necessità di un’estrema attenzione. Ci sono alcune Rsa- ha concluso D’Amato- che hanno dato disdetta ai lavoratori per non …………

Leggi: Redattore Sociale, 27/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Senza dimora e coprifuoco, esposto di Baobab: “A Roma accoglienza bloccata”

Gli attivisti si rivolgono al Comune e al Servizio centrale del Viminale: “da venerdì 150 stanno violando lockdown notturno perché non hanno alternativa”. In strada anche famiglie e persone con problemi sanitari, ancora più a rischio di contrarre il coronavirus
“Da venerdì scorso, 150 migranti di Piazzale Spadolini stanno violando il lockdown notturno; stanno venendo meno alle regole di pubblica sicurezza, contro la propria volontà e intenzione dal momento che, chiaramente, dovrebbero e vorrebbero trovare l’accoglienza a cui hanno diritto”. Inizia così la lettera appello con cui gli attivisti di Baobab experience denunciano la situazione dei senza fissa dimora e migranti in transito a Roma. Come raccontato da Redattore Sociale, in un reportage realizzato la notte del primo coprifuoco nella Capitale, centinaia di persone sono rimaste in strada a dormire, in assenza di soluzioni alternative.
Durante un’assemblea al presidio informale di Piazzale Spadolini, dietro la stazione Tiburtina, volontari e migranti di Baobab Experience hanno compilato i moduli di autocertificazione, in un’azione dimostrativa hanno attestato le ragioni della presenza in strada di chi alla strada è costretto. Inoltre, in un esposto, il terzo dall’inizio dell’emergenza sanitaria, l’Associazione ha oggi, nuovamente, richiamato l’attenzione delle Autorità competenti sulla condizione drammatica ……..

Leggi: Redattore Sociale, 27/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
3^ RAPPORTO OSSERVATORIO SISMA 2016

Ricostruzione, andamento lento. Macerie, ritardi e vuoti. Cantieri, allarme sicurezza, qualità del lavoro ed infiltrazioni criminali: Fillea e Lgambiente presentano il Report 2020.
Nelle aree terremotate del Centro Italia colpite dal sisma del 2016 la veloce e diffusa ricostruzione, ad oggi, si è dimostrata un impegno drammaticamente disatteso segnato in questi quattro anni da ritardi e lungaggini burocratiche, e ora anche dalla pandemia. È necessario prenderne atto per poter programmare al meglio la politica e i piani per lo sviluppo dei comuni del centro Italia colpiti dal sisma del 2016: è questa l’amara sintesi che emerge dal Terzo Rapporto dall’Osservatorio Nazionale Sisma Fillea – Legambiente (www.osservatoriosisma.it) presentato questa mattina in diretta streaming, che è possibile rivedere integralmente sulle pagine Facebook di Fillea, Legambiente e AbruzzoWeb.
A parlar chiaro sono i dati raccolti nel report sulla ricostruzione – al 30 giugno sono poco più del 17% le richieste di Contributo per la Ricostruzione (RCR) rispetto i danni lievi e gravi sisma del patrimonio edile privato – sulla rimozione delle macerie – rimosse l’88% delle macerie pubbliche stimate inizialmente.

Leggi: Fillea Cgil, 26/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Senza dimora, Bologna verso un piano freddo di comunità

Un’accoglienza diffusa che coinvolga associazioni e privati cittadini per mettere a disposizione durante l’inverno nuovi spazi da abitare. È la proposta lanciata dall’associazione Piazza Grande, insieme al Comune e Asp. Salmaso: “La città ha già una forte rete di solidarietà: sfruttiamo le energie esistenti per aiutare chi ne ha più bisogno”
Un’accoglienza diffusa per persone senza dimora, che coinvolga associazioni e privati cittadini per mettere a disposizione durante l’inverno nuovi spazi da abitare. È il piano freddo di comunità, la proposta lanciata a Bologna dall’associazione Piazza Grande, insieme al Comune e Asp Città di Bologna, con l’obiettivo di avviare un nuovo processo di welfare di comunità, costruendo insieme al terzo settore e alla cittadinanza proposte innovative e concrete per mettere in atto un nuovo modello di accoglienza.
“Il piano freddo è uno sforzo straordinario che la città fa durante l’inverno, quando le persone senza dimora sono più esposte e in pericolo – afferma Carlo Francesco Salmaso, presidente di Piazza Grande –. Per riuscire a dare a tutti un riparo, ogni anno si istituiscono grandi strutture che ospitano tutte insieme le persone che non hanno una casa. Oggi questo sforzo va però in contrasto con la necessità di assicurare il distanziamento fisico, e dunque non di raggruppare, bensì di separare le persone: ecco perché questo inverno andremo incontro a un piano freddo speciale, diverso

Leggi: Redattore Sociale, 26/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Calabria. Borghi, avviso pubblico MIBACT per favorire la rinascita e la rigenerazione culturale, turistico ed economico-sociale dei piccoli borghi

Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha promosso un avviso pubblico per un importo complessivo di 750.000 euro per favorire la rinascita e la rigenerazione culturale, turistica ed economico-sociale dei piccoli borghi.
Il progetto si chiama “Borghi in Festival–Comunità, cultura, impresa per la rigenerazione dei territori” ed è stato pensato per finanziare attività culturali, da realizzarsi in forma di festival, al fine di favorire il benessere e migliorare la qualità della vita degli abitanti dei borghi italiani attraverso la promozione della cultura.
Il bando, frutto di un accordo tra Direzione Generale Creatività Contemporanea e Direzione Generale Turismo del MiBACT, rientra tra le azioni istituzionali messe in atto dal Ministero per incentivare progetti di rigenerazione dei territori e per rafforzare e integrare l’offerta turistica e culturale nei borghi italiani all’insegna della sostenibilità, dell’accessibilità e dell’innovazione.
In particolare, Borghi in Festival punta a promuovere e sostenere la qualità e le eccellenze ………..

Leggi: Sunia, 26/10/2020


sabato 24 ottobre 2020
Senza dimora, la prima notte di coprifuoco a Roma tra chi non può tornare a casa

La situazione nelle stazioni di Termini, Tiburtina e San Pietro, dove nonostante l’ordinanza regionale centinaia di persone dormono per strada. Supportate solo dai volontari. “Da Comune e Regione un immobilismo lungo sette mesi, mentre i contagi da coronavirus continuano a salire”
Quando mancano pochi minuti a mezzanotte un gruppo di persone esce dalla porta centrale della stazione Termini, a Roma: sono originari dell’Est Europa, hanno valigie e borse, non sono turisti. Mettono i bagagli impilati sulla ringhiera che dà su piazza dei Cinquecento, allungano sull’asfalto i cartoni, poi il sacco a pelo e infine le coperte. Con l’automatismo di un rito ripetuto si apprestano a passare un’altra notte in strada. Intorno la città si svuota: c’è solo un taxi in fila, in attesa degli ultimi viaggiatori, sul piazzale ancora pochi autobus, le macchine della polizia e qualcuno che si affretta a tornare a casa. L’ordinanza firmata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dispone la chiusura delle attività e lo stop degli spostamenti dalle 24 alle 5 di mattina, per trenta giorni. Nella notte del primo coprifuoco a Roma dal dopoguerra, Redattore Sociale ha documentato la situazione di chi non ha una casa in cui tornare nelle stazioni di Termini, Tiburtina e San Pietro.
In tutto sono circa 50mila i senza dimora in Italia, ottomila solo nella città di Roma

Leggi: Redattore Sociale, 24/10/2020


venerdì 23 ottobre 2020
Caritas Ambrosiana: “Stop alle aste immobiliari su prime case, laboratori e negozi”

Mentre sono bloccate le cartelle esattoriali e i pignoramenti per debiti verso la pubblica amministrazione, per 90 mila famiglie potrebbero scattare dalle prossime settimane le esecuzioni immobiliari per debiti verso le banche. “Inaccettabile che società di recupero crediti siano domiciliate nei paradisi fiscali”
“Stop alle aste immobiliari per i prestiti che i cittadini non sono in grado di restituire alle banche su prime case, laboratori e negozi”: a chiederlo è Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana e Presidente della Fondazione San Bernardino. Gualzetti si sta battendo da anni perché sia affrontato il tema del sovra-indebitamento delle famiglie. Spesso si tratta di famiglie che avevano una vita normale, che avevano contratto debiti per le loro piccole attività artigianali. Poi la perdita del lavoro, o una malattia le hanno rese incapaci di far fronte alle rate del mutuo e sono sprofondate in una condizione di povertà. Da cui è difficile uscire anche perché non si riesce a rinegoziare i debiti contratti con banche o finanziarie.
Con la pandemia e la crisi sociale ed economica, la condizione delle persone indebitate si è aggravata. “La crisi non colpisce più solo i poveri ma anche il cosiddetto ceto medio -sottolinea Luciano Gualzetti-. Per questo in vista della ripresa dei contagi e dell’aggravarsi delle condizioni economiche degli italiani già provati dal lockdown della scorsa primavera, il Governo ha fatto ……

Leggi: Redattore Sociale, 23/10/2020


giovedì 22 ottobre 2020
Chiusura Rsa in Lombardia, “la Regione non vuole assumersi responsabilità”

Dura lettera di critica del Cnca Lombardia al Governatore Fontana. “Presidente e Giunta sembrano non aver imparato nulla dai mesi della pandemia”
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“Un provvedimento inaccettabile con cui Regione Lombardia si esime da ogni responsabilità. A spese, anche questa volta, delle persone fragili”. Paolo Cattaneo, presidente lombardo del Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, non usa tanti giri di parole nel bocciare la scelta del Governatore Fontana di chiudere Rsa e comunità alla visita dei parenti fino al 6 novembre. “Il Presidente della Regione Lombardia e tutta la sua Giunta sembrano non avere imparato nulla dai mesi della pandemia che ha investito con particolare violenza la nostra Regione e tanto meno dai tantissimi errori commessi nella gestione non solo sanitaria ma anche sociale degli effetti dirompenti dell’emergenza sanitaria”.
“Senza voler operare alcuna distinzione tra le molto differenti tipologie delle strutture di accoglienza residenziale -scrive Paolo Cattaneo nella lettera inviata ai vertici della Regione-, come già fatto con precedenti provvedimenti emanati in primavera ed estate, le ordinanze (la n.619 e la 620, ndr) decretano il divieto per parenti e caregiver di poter fare visita ai propri cari ospitati …….

Leggi: Redattore Sociale, 22/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Covid in Umbria, un numero di telefono contro la solitudine degli anziani

Si chiama “Servizio Buongiorno” il progetto presentato dall’Auser di Perugia
Arriva in Umbria un nuovo strumento per combattere la solitudine delle persone anziane anche in questo periodo di emergenza Covid. Si chiama “Servizio Buongiorno” il progetto dell’Auser di Perugia, presentato mercoledì mattina nel corso di una video conferenza stampa da Franca Gasparri, presidente dell’associazione di volontariato. “Nel corso della pandemia – ha detto Gasparri – sono state centinaia le persone anziane che ci hanno contattati anche solo per avere un po’ di compagnia al telefono, o perché avevano bisogno di un aiuto. Ora, con il nuovo progetto vogliamo strutturare questo rapporto, mettendo i nostri volontari a disposizione delle persone che ne hanno bisogno”. Il servizio è totalmente gratuito e per accedervi basta contattare Auser al numero 075500566

Leggi: Giornale Nuova Immagine, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Covid-19, in Lombardia varato il coprifuoco. “Chi si preoccupa dei senza dimora?”

Emanata l’ordinanza. “Temo che non sia stata presa in considerazione l’esistenza stessa dei senza dimora”, avverte Alberto Sinigallia, presidente della Fondazione Progetto Arca. Intanto il Comune di Milano ha pubblicato i bandi per il piano antifreddo e il rafforzamento di unità di strada e centri diurni
La Regione Lombardia ha emanato l’ordinanza con cui istituisce il coprifuoco: “su tutto il territorio della Regione Lombardia, dalle ore 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza”. E “la sussistenza delle situazioni che consentono la possibilità di spostamento incombe sull’interessato. Tale onere potrà essere assolto, producendo un’autodichiarazione”. Ora che sarà vietato uscire di casa di notte, “bisogna pensare a chi di notte in strada ci dorme” afferma Alberto Sinigallia, presidente della Fondazione Progetto Arca. Progetto Arca ha progetti per i senza dimora (accoglienza e unità di strada) sia a Milano che a Roma e Napoli. “Sono tre situazioni molto diverse tra loro. Ma quel che ci preme, come durante il lockdown, è che non ci si dimentichi degli invisibili delle nostre città”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Non autosufficienza, nel bolognese bonus per famiglie che pagano la badante

Contributi economici straordinari per sostenere i disabili e gli anziani (over 65) non autosufficienti seguiti da assistenti famigliari. Per ottenerli, gli interessanti dovranno partecipare ad un bando emanato dai Comuni del distretto pianura Est di Bologna, che oggi hanno siglato un protocollo con le organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil.
L’obiettivo dell’accordo è sostenere “le famiglie con anziani non autosufficienti e disabili gravi” che “hanno dovuto farsi maggiormente carico del problema a causa della pandemia Covid-19”. Per richiedere il contribuito è necessario risiedere in uno dei Comuni del Distretto (Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Castel Maggiore, Castenaso, Galliera, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Castello d’Argile, San Giorgio di Piano e San Pietro in Casale). I destinatari sono anziani di età superiore ai 65 anni, con ridotta autonomia o adulti (maggiorenni) con disabilità grave o non autosufficienza, come definite ai fini Isee. Inoltre, per chiedere questi contributi i destinatari non devono già beneficiare di un assegno un massimo …….

Leggi: Redattore Sociale, 21/10/2020


IN AGENDA:

Virtual meeting – 1-2 dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sottoforma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.
Per informazioni: info@italialongeva.it


Forum della Non Autosufficienza e dell’autonimia possibile
Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

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IN EVIDENZA:

Integrazione e sviluppo dei servizi sociosanitari

Il Punto estivo di Welforum, Un nuovo paradigma per i servizi sanitari, era centrato sull’affermazione che la pandemia può rivelarsi un’occasione per ripensare lo stesso paradigma delle politiche sanitarie.
Come avevamo preannunciato, presentiamo ora la successiva raccolta su Integrazione e sviluppo dei servizi sociosanitari, che riprende la stessa impostazione trattando delle politiche e degli interventi sociosanitari, di cui occorre rivedere e riequilibrare l’impostazione e organizzazione per renderli più efficienti, più efficaci e più equi attraverso la costruzione di forti reti territoriali integrate.
Il tema dell’integrazione è datato ma purtroppo tutt’altro che adeguatamente considerato e ancor meno risolto. L’attuale situazione lo ripropone ancora una volta con forza, come approccio e gestione di limiti e problemi assistenziali altrimenti irrisolvibili. Esso viene affrontato nei primi tre articoli di questo nuovo Punto di Welforum.it

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Legami familiari e cura degli anziani in Europa

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione che da diversi decenni interessa l’Europa e in particolare l’Italia, comporta una crescente pressione dal lato delle cure, che coinvolgono spesso la sfera familiare. Ciò è particolarmente valido per i Paesi mediterranei, fra cui l’Italia, che hanno affrontato le esigenze di una popolazione che invecchia in ritardo rispetto ai Paesi del Nord Europa.
Ma quali sono le variabili che impattano maggiormente sulla scelta di fornire cure informali da parte di un familiare e, soprattutto, esiste ancora una polarizzazione Nord-Sud Europa rispetto a questa scelta?
L’analisi dei dati SHARE, una banca dati che contiene informazioni sulle condizioni economiche, familiari, sociali e di salute degli individui con un’età maggiore di 50 anni provenienti da diversi Paesi europei, può aiutare a trovare una risposta. Il presente contributo si focalizza su variabili che caratterizzano i legami familiari e individua le differenze fra Paesi che fondano le proprie radici rispettivamente su società familistiche (tipicamente nell’Europa del Sud) e società ……………

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Servizi territoriali: insegnamenti dall’emergenza sanitaria?

Il prossimo autunno sarà per il welfare territoriale un tempo di scelte cruciali con opportunità del tutto inedite, se non altro perché occorre definire l’uso di importanti nuove risorse. E dunque non è più il momento di “appelli” e dichiarazioni, ma di provvedimenti legislativi e dispositivi con ricadute operative, e capaci di ampio respiro e disegni strategici. Quali temi sarebbe opportuno includere in una agenda di riordino dei servizi sociali e sociosanitari territoriali, alla luce di ciò che si è imparato nella pandemia? Ne proponiamo alcuni, con azioni opportune sia a livello nazionale che locale:
1) C’è un’ampia convergenza sulla necessità di riorganizzare i servizi territoriali, e tuttavia è necessario che non si punti solo ad irrobustire la capacità di interventi sanitari e “contro le infezioni”, ma anche a potenziare l’assistenza domiciliare per la non autosufficienza, problema crescente per milioni di famiglie. E sul tema ciò che occorre non è tanto (o solo) incrementare organici e risorse, ma anche ridisegnare modelli e setting di cura, pensando anche che il primo …..

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L’integrazione sociosanitaria: assetti istituzionali e profili giuridici

Anche alla luce di quanto ci può insegnare la pandemia da Covid-19 – Di Alceste Santuari
In Italia, così come in molti Stati Membri dell’Unione Europea, gli enti pubblici hanno ridefinito il loro ruolo, progressivamente abbandonando la produzione e l’erogazione diretta dei servizi, per assumere invece una funzione di programmazione e di regolazione. Nell’ambito di quest’ultima funzione, poi, enti locali ed enti del servizio sanitario hanno attivato meccanismi di finanziamento e produzione dei servizi socio-sanitari basati su dinamiche contrattuali e convenzionali. Si tratta di contesti di “quasi-mercato” ovvero di forte raccordo istituzionale, anche verticale, tra istituzioni pubbliche locali. In questi contesti, particolare rilevanza assumono le attività svolte e i servizi erogati dalle organizzazioni non profit, sempre più coinvolte nell’erogazione dei servizi sociosanitari e quindi (anch’esse) a garantire i diritti fondamentali e livelli essenziali delle prestazioni (cfr. art. 117, comma 2, lett. m) Cost.).

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Integrazione sociosanitaria e livelli essenziali – Perché la sfida ora è nei territori

Pubblichiamo l’intervento del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi, agli Stati Generali
Voglio cominciare con il ringraziare tutto l’Esecutivo partendo dalla Presidenza del Consiglio, ma permettetemi un grazie particolare al ministro Speranza, al viceministro Sileri e alla sottosegretaria Zampa perché in questi mesi difficili per tutti, per ora e per i giorni che verranno, il peso si è scaricato lì. Su un ministero, quello della Salute, che da anni ha visto un depauperamento delle forze.
Sarò sintetico, com’è sintetico il documento che abbiamo presentato, perché sono convinto che le cose da fare siano note.
Intervengo dopo colleghi che si sono definiti “figli di un Dio minore” e li contraddico perché i “figli di un Dio Minore” non sono seduti a questo tavolo, ma noi assistenti sociali siamo qui per rappresentarli. Rappresentiamo le persone con disabilità che non hanno ancora i centri diurni aperti, i minorenni che per mesi sono rimasti chiusi in casa, le persone anziane, con fragilità, sole, che non hanno avuto aiuti a domicilio e che ancora fanno fatica ad accedere ai servizi domiciliari ………..

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RSA e pandemia: considerazioni a tappe

L’articolo di Mauro Colombo propone una riflessione su quanto accaduto con l’insorgere dell’emergenza nelle case di riposo, offre una lettura della situazione attuale e illustra alcuni punti chiave per affrontare il domani.
Questo articolo è stato pubblicato anche su Psicogeriatria, n. 1/2020, Supplemento 1.
di Mauro Colombo (Fondazione Golgi Cenci ed Istituto Geriatrico “Camillo Golgi”, Abbiategrasso)
La fase acuta
Ci ricorderemo a lungo – al di là dei danni di ogni tipo – della pandemia Covid 19, variamente definita “strana”, “nuova”, “inquietante”. Lo stesso Journal of American Medical Association (Fontanrosa, Bauchner, 2020) ammette che l’unica caratteristica di questa pandemia è la sua imprevedibilità. Almeno, questo tragico virus camaleontico un merito lo ha avuto: portare pubblica attenzione al mondo delle strutture di ricovero per anziani, di cui ora – più o meno a proposito – parlano in tanti, dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, alle scuole di economia…
Opportunamente, JAMA ha aperto una rubrica orientata esplicitamente alla fase post-acuta, per gettare uno sguardo al dopodomani, quando sarà necessario un ampio ri-assestamento del nostro modo di vivere, in una “nuova normalità” ancora de definire. Un articolo dichiara già nel titolo di voler “mettere il genio nella bottiglia”, ed indica una serie di manovre efficaci (in particolare la quarantena entro 24 ore), per le quali stima un costo di 5 miliardi di dollari nei soli USA. …………

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Isolamento e quarantena da Covid-19

L’ultima Circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020 aggiorna le indicazioni riguardo la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena, in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico l’11 ottobre 2020.
La circolare chiarisce che:
l’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione.
La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

Leggi: Inca


Pensioni: a novembre pagamento anticipato

L’Inps fa sapere che anche per il mese di novembre, il pagamento delle pensioni presso gli sportelli postali sarà anticipato rispetto alle normali scadenze e sarà distribuito su più giorni. In particolare si tratta dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili.
L’anticipo è stato stabilito allo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli uffici postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19.
Il pagamento avverrà secondo il seguente calendario, in base alla lettera iniziale del cognome dei titolari delle prestazioni:

MARTEDI’ 27 OTTOBRE A B
MERCOLEDI’ 28 OTTOBRE C D
GIOVEDI’ 29 OTTOBRE E K
VENERDI’ 30 OTTOBRE L O
SABATO 31 OTTOBRE P R
LUNEDI’ 2 NOVEMBRE S Z

Leggi: Inca


 

 

 

 

NEWS:

martedì 20 ottobre 2020
Cure digitali per raggiungere un anziano su dieci a casa

Il piano del Governo per sfruttare le risorse europee
La «casa digitale come prima luogo di cura». Si chiama così uno dei capitoli principali del piano a cui lavora il ministro della Salute Roberto Speranza che guarda ai fondi europei del Recovery fund (o del Mes) per finanziare la messa in sicurezza del Servizio sanitario nazionale dopo lo tsunami del Covid che dopo la prima violenta ondata ora potrebbe tornare a colpire la nostra Sanità.
Un terremoto che ha messo a nudo quello che è il fianco scoperto del Ssn: le cure a casa, mancate durante i mesi dell’emergenza quando si aspettavano i malati di coronavirus in ospedale invece di trattarli ai primi sintomi del virus.
Una lezione importante di cui si proverà a fare tesoro con le risorse che si spera arriveranno nei prossimi mesi dall’Europa. Da qui il progetto ambizioso del ministro Speranza: quello di far diventare l’Italia il primo Paese europeo nell’assistenza domiciliare capace di curare un over 65 su dieci a casa (oggi si assistono non più del 4% degli anziani). Un addio parziale all’ospedale contenuta nelle bozze del piano messo a punto dai tecnici del ministero della Salute che sarà possibile investendo 5 miliardi in cinque anni sulle «cure territoriali digitali» creando «presidi a degenza temporanea» e strutture come le «Case di comunità» – l’idea è averne una ogni 50mila abitanti – dove equipe formate da medici di famiglia, infermieri e altri specialisti forniranno le cure per i primi bisogni della cronicità.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 20/10/2020


martedì 20 ottobre 2020
Stop alle visite nelle RSA: la solitudine di anziani e operatori, il dolore dei familiari

Intervista a Marco Trabucchi (Aip): “Per gli anziani, problemi di alimentazione, tra inappetenza e riduzione del sostegno. Così entrano nel tunnel, che passa dall’indebolimento muscolare e porta al rischio di cadute e ricoveri. E temo che gli operatori non reggano più”. Soluzioni? “In questo momento c’è troppo paura. Ma il blocco è una mazzata alla creatività”
Non avevano potuto riabbracciare i propri cari, ma almeno avevano potuto rivederli: dopo mesi di separazione forzata, gli anziani delle strutture avevano rincontrati i propri figli, nipoti, parenti, spezzando quella solitudine che a cui il rischio del contagio li aveva condannati. Ora tutto torna a congelarsi: lo stop alle visite si impone in diverse regioni, ultima la Lombardia, lasciando di nuovo i familiari fuori dalle RSA e delle case di riposo. Una misura (forse) necessaria, nel momento in cui si rischia una nuova “strage degli innocenti”, ma che avrà certamente un impatto drammatico non solo per gli anziani ospiti di queste strutture, ma anche per gli operatori e naturalmente per i familiari. Ne abbiamo parlato con Marco Trabucchi, presidente dell’Aip (associazione italiana psicogeriatria) che più volte in questo periodo ha lanciato l’allarme, evidenziando le pesanti conseguenze che la riduzione delle relazioni ha sulla saluta psicofisica dell’anziano stesso.

Leggi: Redattore Sociale, 20/10/2020


martedì 20 ottobre 2020
Anziani terrorizzati dal covid e in auto lockdown: problemi di accesso alle cure

Sondaggio condotto da Senior Italia FederAnziani su un campione di 645 over65. Hanno paura di finire in ospedale e di morire soli ma anche di essere contagiati e contagiare i familiari. Grandi le difficoltà per effettuare le visite specialistiche, esami diagnostici e interventi già programmati: in un caso su tre costretti a ricorrere al privato
anziana con mascherina senior italia
Terrorizzati dal Covid al punto da aver praticato un auto lockdown. Hanno paura di finire in ospedale e di morire soli ma anche di contagiare i familiari. Hanno imparato a usare tutte le tecnologie disponibili per restare in contatto con familiari e amici e hanno fiducia nelle istituzioni. Grandi le difficoltà per effettuare le visite specialistiche in itinere, gli esami diagnostici, gli interventi già programmati, i controlli oncologici e in un caso su tre sono stati costretti a ricorrere a strutture private pagando di tasca propria. É la fotografia che restituisce il sondaggio condotto da Senior Italia FederAnziani su un campione di 645 over65 per analizzare le paure e le difficoltà che la popolazione anziana sta incontrando in questo lungo periodo di pandemia, e il livello di fiducia nei decisori politici.

Leggi: Redattore Sociale, 20/10/2020


martedì 20 ottobre 2020
A Casa sollievo della sofferenza arriva Pepper, robot umanoide

Il robot che a breve girerà nei reparti e tra i corridoi dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, nel Foggiano supporterà la riabilitazione, la comunicazione e la valutazione sanitaria specie per i pazienti più anziani
Si chiama Pepper, ha gli occhioni grandi e una espressione che ricorda la felicità. È il robot umanoide che a breve girerà nei reparti e tra i corridoi dell’ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo, nel Foggiano. Supporterà la riabilitazione, la comunicazione e la valutazione sanitaria specie per i pazienti più anziani. Il progetto è parte della ricerca sulla trasformazione digitale in sanità finalizzata a facilitare il lavoro del personale medico, su cui Casa Sollievo sta lavorando già da alcuni anni.

Leggi: Redattore Sociale, 20/10/2020


martedì 20 ottobre 2020
L’assistenza sanitaria alle persone con disabilità ai tempi del Covid

«Dalle esperienze della prima fase della pandemia – scrivono Nicola Panocchia e Filippo Ghelma dell’ASMeD (Associazione per lo Studio dell’assistenza Medica alla persona con Disabilità) – è emersa la necessità di definire urgentemente, sia a livello nazionale che regionale, protocolli clinico assistenziali rivolti ai pazienti con disabilità, che tengano conto delle diverse tipologie di disabilità, delle loro peculiarità e della necessità di un’assistenza continua. L’emergenza, infatti, non giustifica in alcun modo la negazione dei diritti delle persone»
Particolare di persona in carrozzina spinta da un infermiereLa salute e la gestione intraospedaliera delle persone con disabilità sono temi che presentano numerose criticità, più volte affrontate anche sulle colonne di «Superando.it». Spesso, infatti, l’organizzazione delle cure e alcuni pregiudizi degli operatori sanitari creano delle “barriere sanitarie” pregiudicando il diritto alla cura delle persone con disabilità. L’ ASMeD (Associazione per lo Studio dell’assistenza Medica alla persona con Disabilità) riunisce i professionisti sanitari che operano nell’àmbito della salute di queste persone; ne fanno parte, in particolare, operatori sanitari che svolgono il loro lavoro in strutture ospedaliere dotate di percorsi dedicati alla gestione delle problematiche mediche delle persone con disabilità.

Leggi: Superando, 20/10/2020


lunedì 19 ottobre 2020
Manovra. Conte: “Risorse significative per rafforzare il Ssn”. Gualtieri: “Stanziati altri 4 mld per personale, vaccini ed emergenza”

Il ministro dell’Economia in conferenza stampa con il premier ha spiegato come “già nei precedenti decreti avevamo aumentato le risorse di 1,2 miliardi, con questo aumentiamo ulteriormente la dotazione di 1 miliardo per il fondo sanitario, confermiamo le assunzioni del personale sanitario, determiniamo un incremento per l’indennità dei medici e infermieri, e staniamo ulteriori risorse per l’acquisto dei vaccini”. Tornando poi sul Mes Conte ha chiarito: “Ci sarà l’opportunità per parlarne nelle sedi opportune”.
– “La manovra economica che è stata approvata avrà un importo complessivo di 39 miliardi e si prefigge due obiettivi: il sostegno e il rilancio dell’economia italiana. Mantiene una impostazione di forte espansione, non prevediamo aumenti di tasse, è una scelta precisa, un indirizzo politico che abbiamo perseguito sino all’ultimo. Sono risorse significative nonostante il contesto difficile che stiamo attraversando, serviranno a rafforzare la sanità, aiutare i settori più colpiti, rafforzare il trasporto scolastico”.
Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa ha presentato nel pomeriggio la manovra varato lo scorso sabato sera in Consiglio dei Ministri.
Insieme a lui anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che ha sottolineato come la manovra sia “importante e ambiziosa, ed offre un forte impulso per la ripresa economica, puntando su investimenti, istruzione, welfare, sanità”. Per quanto riguarda in particolare la sanità, “già nei precedenti decreti avevamo aumentato le risorse di 1,2 miliardi, con questo aumentiamo ulteriormente la dotazione di 1 miliardo per il fondo sanitario, confermiamo le assunzioni del personale sanitario, determiniamo un incremento per l’indennità dei medici e infermieri, e staniamo ulteriori risorse per l’acquisto dei vaccini. Complessivamente sono 4 miliardi ulteriori alla sanità. Questo è un governo che ha detto che sulla sanità non si possono fare tagli, occorre rafforzare gli investimenti”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 19/10/2020


venerdì 16 ottobre 2020
Chiusura delle Rsa, “un’emergenza nell’emergenza”

I parenti degli anziani che aderiscono all’associazioni Felicita contestano la scelta della Regione Lombardia di bloccare le visite nelle Rsa. “I nostri cari saranno di nuovo isolati e rischiano di spegnersi”
La chiusura delle Rsa, decisa dalla Regione Lombardia, “è una emergenza nell’emergenza, perché i nostri anziani saranno di nuovo isolati e molti di loro rischiano di spegnersi non vedendo più figli o parenti”. A parlare è Laura Aspromonte dell’associazione Felicita, nata nel giugno scorso per iniziativa dei parenti degli anziani ricoverati al Pio Albergo Trivulzio di Milano e che ben presto ha raccolto l’adesione di famigliari di ospiti di Rsa in diverse parti d’Italia. “Siamo molto preoccupati -aggiunge-. E siamo contrari a questa chiusura. In questi mesi, dopo il lockdown, abbiamo seguito tutti i protocolli durante le visite ai nostri cari”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/10/2020


venerdì 16 ottobre 2020
Famiglia, Conferenza unificata: ok al fondo caregiver, nidi e scuole per l’infanzia

Oggi espresso il parere favorevole da parte delle regioni, di Upi e dell’Anci, sul decreto di riparto a favore delle regioni del “Fondo per il sostegno e il ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”…
In sede di Conferenza Unificata è stato oggi espresso il parere favorevole da parte delle regioni, di UPI e dell’ANCI, sul decreto di riparto a favore delle regioni del ‘Fondo per il sostegno e il ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare’, istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 254, della legge n. 205/2017.
Il decreto di riparto, spiega il ministero della Famiglia, che riconosce il valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare, prevede che le risorse siano destinate alle Regioni che le utilizzano per interventi di sollievo e sostegno destinati al caregiver familiare, dando priorità: ai caregiver di persone in condizione di disabilità gravissima, così come definita dall’articolo 3 del decreto 26 settembre 2016 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, recante ‘Riparto delle risorse finanziarie del Fondo nazionale per le non autosufficienze, anno 2016’, tenendo anche conto dei fenomeni di insorgenza anticipata delle condizioni previste dall’articolo 3, del medesimo decreto; ai caregiver di coloro che non hanno avuto accesso alle strutture residenziali a causa delle disposizioni normative emergenziali comprovata da idonea documentazione; a programmi di accompagnamento finalizzati alla deistituzionalizzazione e al ricongiungimento del caregiver con la persona assistita. Complessivamente, le risorse che le regioni destineranno ai comuni e agli ambiti territoriali per gli interventi, ammontano a euro 68.314.662, così suddivisi:

Leggi: Redattore Sociale, 16/10/2020


venerdì 16 ottobre 2020
Per un senza dimora su quattro l’housing first ha funzionato

L’anticipazione dei dati di una ricerca condotta dalla Fio.psd sui progetti che prevedono di accogliere subito in appartamento i senza tetto, evitando i dormitori. Il 25% ora vive autonomamente in una casa propria e lavora. Domani in sette città prevista La Notte dei senza dimora
Uno su quattro ce l’ha fatta: ora vive in una casa tutta sua e ha un lavoro. Sono i risultati dell’Housing first, progetto promosso da diverse realtà che in Italia si occupano di senza dimora. L’Housing first prevede che la persona sia accolta subito in un appartamento (evitando il dormitorio), magari in condivisione con altri senza tetto, e seguita dagli operatori in un percorso che la porti a diventare autonoma. Secondo la ricerca condotta dalla Federazione italiana organismi per le persone senza dimora (Fio.psd), il 93% delle persone accolte dopo due anni (2017-2019) è ancora in una casa, mentre il 25% dei beneficiari ha raggiunto l’autonomia (lavoro, casa e ricongiungimenti familiari). Dall’inizio della sperimentazione dell’Housing First dal 2014 ad oggi, sono state oltre mille le persone senza dimora a passare dalla strada alla casa.

Leggi: Redattore Sociale, 16/10/2020


giovedì 15 ottobre 2020
Rsa, serve un cambiamento radicale delle cure sanitarie. Appello dei familiari

“E’ più facile eliminare le visite e qualsiasi attività che mettere mano alla urgente riorganizzazione delle cure e degli standard del personale. Ma queste misure non produrranno più benessere dei nostri cari malati”. La denuncia del Comitato vittime nelle Rsa
Le Rsa devono cambiare radicalmente, trasformandosi in strutture sanitarie residenziali che offrano standard di accoglienza e assistenza adeguati: è l’appello lanciato da Maria Grazia Breda e Andrea Ciattaglia, della Fondazione promozione sociale onlus – Comitato vittime nelle Rsa. “I casi di cronaca di questi giorni relativi a nuove chiusure drastiche delle Rsa, visite minime o inesistenti dei parenti, abbandono terapeutico e relazionale delle persone con demenza, malattia di Alzheimer o altre malattie degenerative e fortemente invalidanti, devono sollecitare un’azione immediata delle istituzioni”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/10/2020


giovedì 15 ottobre 2020
Welfare. Gazzi: “Un miliardo di euro per garantire dritti sociali a chi ne è escluso”

Il presidente degli assistenti sociali in una lettera alla ministra Catalfo: “Più servizi o anche il Rdc sarà inutile. Il prossimo Piano Sociale Nazionale non finisca per essere un libro di buone intenzioni che rischiano di restare sulla carta”
Gli assistenti sociali scrivono alla ministra del Lavoro e della Politiche sociali, Nunzia Catalfo. in vista della prossima legge di Bilancio e perché “il prossimo Piano Sociale Nazionale non finisca per essere un libro di buone intenzioni che rischiano di restare sulla carta”.
Con una missiva che prende spunto dall’ormai prossimo ventennale della legge 328 che l’8 novembre del 2000 intendeva realizzare un sistema integrato di interventi e servizi sociali, i 44 mila professionisti chiedono un “impegno forte e non più rimandabile”.
“Le scrivo mentre le preoccupazioni che hanno bloccato il Paese per mesi, tornano a inquietare le nostre giornate. La crisi pandemica e le conseguenze sulla tenuta economica – scrive il presidente dell’Ordine, Gianmario Gazzi – hanno mostrato tutti i limiti di visione politica e gli errori di gestione che abbiamo commesso nei decenni passati nel campo della sanità, ma anche delle politiche sociali. Errori lontani e più vicini”.
“E così – aggiunge – riaffiorano problemi già individuati e non valutati perché sommersi dall’euforia del pensare di aver trovato soluzioni a disagi vecchi come il mondo”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/10/2020


DALLE REGIONI:

martedì 20 ottobre 2020
Un altro Comune condannato “per barriere”

Il Tribunale di Napoli ha condannato il Comune di Anacapri per «condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità», a causa della presenza delle barriere architettoniche – poi rimosse in corso di causa – che impedivano alle persone con disabilità motoria di accedere al Belvedere della Migliera (o Migliara). Il provvedimento ha accolto in tal senso il ricorso presentato da un cittadino con disabilità, protagonista di una lunga battaglia, e dall’Associazione Lucca Coscioni, stabilendo il risarcimento per danno non patrimoniale di 8.000 euro al primo e di 3.000 alla seconda
«Questa decisione del Tribunale di Napoli conferma e rafforza quell’orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità secondo il quale la mancata rimozione delle barriere architettoniche ad opera delle Pubbliche Amministrazioni costituisce una condotta discriminatoria che in quanto tale dev’essere rimossa attraverso la pronta realizzazione di tutte quelle opere necessarie a rendere pienamente fruibili e accessibili i luoghi e gli spazi pubblici a chiunque, senza alcuna distinzione basata sulle condizioni fisiche in cui può venirsi a trovare, in via temporanea o definitiva, la singola persona».

Leggi: Superando, 20/10/2020


lunedì 19 ottobre 2020
Chiusura Rsa, “iniqua e incomprensibile” la delibera della Lombardia

La dura critica di Forum terzo settore Lombardia e Ledha all’ordinanza regionale che vieta le visite dei parenti in ogni struttura d’accoglienza. Due i punti critici: detta “stesse regole per realtà diverse” e c’è “sproporzione tra quello che viene chiesto alle persone che vivono nei servizi residenziali e il resto della cittadinanza”
La delibera della Regione Lombardia che vieta le visite dei parenti in ogni struttura d’accoglienza residenziale è “iniqua e incomprensibile”. Il Forum del Terzo Settore della Lombardia e la Lega per i diritti per le persone con disabilità chiedono pertanto al Governatore Fontana di rivederla. Due le ragioni di fondo di questa richiesta. La prima è che la delibera n.620 del 16 ottobre 2020 tratta allo stesso modo strutture che sono molto diverse tra loro: “persone con disabilità, persone che vivono in strutture della psichiatria e delle dipendenze, fino ad arrivare alle comunità per minori”. Stesse regole per realtà diverse “paragonando una struttura che accoglie giovani con sofferenza mentale e una dove vivono anziani ultra-ottantenni con patologie plurime”. La seconda ragione è che c’è una “sproporzione tra quello che viene chiesto alle persone che vivono nei servizi residenziali e il resto della cittadinanza”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2020


domenica 18 ottobre 2020
Anziani, i sindacati: il Veneto li protegga, no a una nuova conta dei morti

Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilpensionati-Uil) tornano a lanciare l’allarme sulle case di riposo: “Va rafforzata subito la presenza di personale sanitario e assistenziale”
“La Regione non può più perdere tempo con annunci e promesse vane sulle case di riposo. Questo è il momento di agire, è finito il tempo degli spot. Va rafforzata subito la presenza di personale sanitario e assistenziale affinché gli ospiti siano seguiti al meglio, e affinché questi anziani non si ritrovino di nuovo chiusi senza l’affetto dei familiari all’interno delle strutture in questi momenti di rinnovata emergenza epidemiologica”. E soprattutto, guai ad arrivare ad una nuova conta di decessi per via del Covid. I sindacati dei pensionati del Veneto (Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilpensionati-Uil) tornano a lanciare l’allarme sulle case di riposo per non rivedere ciò che è successo nei primi mesi di diffusione del virus, “quando più di 800 ospiti sono deceduti in totale solitudine”. Un allarme dovuto al fatto che la Regione annuncia interventi, “ma non è trasparente sulla loro attuazione”. Ad esempio: i test rapidi per i visitatori nelle case di riposo dovevano partire il 12 ottobre, ma “questa procedura non è ancora operativa in tutte le strutture”, però “intanto è servita al presidente Zaia ad avere i soliti titoli a caratteri cubitali sui giornali. Non è più il momento della propaganda, la campagna elettorale è finita”, dicono Fabio Osti (Uilpensionati), Elena Di Gregorio (Spi), Vanna Giantin (Fnp).

Leggi: Redattore Sociale, 18/10/2020


domenica 18 ottobre 2020
Pisa. Le bugie sull’edilizia residenziale pubblica

Il S.U.N.I.A. di Pisa esprime solidarietà agli abitanti del condominio di Via Pungilupo a Pisa per quanto accaduto nei giorni scorsi.
Sulla vicenda, si sono subito espressi i vertici del Comune di Pisa e dell’Apes tirando fuori la solita proposta che ormai sentiamo dire da anni: “urge una mappatura degli immobile per individuare le priorità di intervento”.
Ci piace ricordare che una mappatura degli immobili di E.R.P. che hanno necessità di urgenti interventi di manutenzione straordinaria esiste già in quanto gli Enti Gestori ogni anno devono trasferire il dato alla Regione ove si riporta anche il grado di vetustà degli immobili. Basterebbe poi leggere con attenzione i numerosi reclami che vengono recapitati al Comune e all’Apes dagli assegnatari ove lamentano problemi di infiltrazioni di acqua e altre serie vicende.
Sinceramente siamo stanchi delle “frasi fatte” che sempre si sprecano in queste tragiche circostanze, e ci teniamo a guardare la realtà:

Leggi: Sunia, 18/10/2020


sabato 17 ottobre 2020
Caritas, è boom di “nuovi poveri”: dal 31% al 45%

Rapporto presentato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà. I dati si riferiscono al periodo maggio-settembre 2019, confrontato con lo stesso periodo del 2020. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza
Il rapporto di Caritas Italiana, pubblicato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà, cerca di restituire una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19. I dati della statistica pubblica definiscono lo scenario entro il quale ci muoviamo: il nostro Paese registra nel secondo trimestre del 2020 una marcata flessione del Pil; l’occupazione registra un calo di 841 mila occupati rispetto al 2019; diminuisce, inoltre, il tasso di disoccupazione a favore però di una vistosa impennata degli inattivi, cioè delle sempre più numerose persone che smettono di cercare lavoro. Sembra dunque profilarsi il tempo di una grave recessione economica che diventa terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà, proprio come avvenuto dopo la crisi del 2008.

Leggi: Redattore Sociale, 17/10/2020


sabato 17 ottobre 2020
Il SUNIA di Catania contro lo sgombero delle famiglie di via Bummacaro a Librino

Il SUNIA di Catania ritiene che ci siano gli estremi per un’azione legale contro l’ordine di sgombero comunicato ieri alle 26 famiglie delle forze dell’ordine che abitano gli alloggi di viale
Per la segretaria provinciale del SUNIA Cgil, Giusi Milazzo, “è evidente che se da lato un ramo dell’Amministrazione regionale sta per dare attuazione a quando previsto dalla finanziaria 2020 all’art.21 comma 4, come aveva rassicurato nei mesi scorsi il presidente Musumeci a tutela degli inquilini, dall’altro porta avanti l’azione di sequestro dell’immobile e il conseguente ordine di rilascio degli appartamenti”.
Una storia contorta e per molti versi amara che giunge a conclusione di un percorso lungo 7 anni ma che per il SUNIA contiene un aspetto molto grave: “Se le azioni dei diversi uffici della Regione si muovono in direzioni opposte e in contraddizione non può essere in caso – spiega Milazzo – Abbiamo già chiesto al Presidente della Regione e all’assessore regionale alle Infrastrutture un incontro urgentissimo e anche organizzato un’assemblea alla presenza delle famiglie e dei legali del Sunia per mettere a punto le azioni sia di lotta sindacale che legali contro l’ordine di rilascio. Chiederemo anche quanto previsto dell’articolo 21 comma 4 della finanziaria 2020 per l’acquisto e l’assegnazione per queste famiglie di nuovi appartamenti in cui possano abitare mettendo fine a questa odissea”.

Leggi: Sunia, 17/10/2020


venerdì 16 ottobre 2020
Milano, Via Tolstoj: grazie a mobilitazione inquilini e sindacati manutenzioni senza lasciare le case. Primo passo ma non e’ sufficiente. Subito apertura tavolo

Bene le soluzioni annunciate oggi dalla proprietà RealeImmobili che permetteranno agli inquilini di non lasciare le loro case, proponendo loro il rinnovo dei contratti (alla naturale scadenza) e riservando una maggior attenzione per le famiglie più fragili.
Un buon risultato raggiunto grazie alla mobilitazione degli inquilini e all’intervento dei Sindacati Inquilini Sunia Milano e Sicet, presenti a quell’incontro che si è tenuto lo scorso mercoledì 7 ottobre con i vertici di Reale Group e del Comune di Milano.
Ma non è sufficiente.
Ora chiediamo l’apertura di un tavolo di trattativa per stabilire le condizioni economiche di rinnovo dei contratti futuri a canoni sostenibili, clausole di salvaguardia per le fasce più deboli e avvio del tavolo tecnico per la realizzazione delle opere straordinarie”.
Lo dichiarano il Sunia e Sicet a seguito del comunicato stampa di Reale Group e Comune.

Leggi: Sunia, 16/10/2020


giovedì 15 ottobre 2020
Bologna oltre il Covid: “Puntare su welfare integrato, istruzione e infrastrutture”

Presentato il rapporto della task force voluta dal sindaco per la ripartenza. Welfare, sostenibilità, cultura, economia: “Connessione e banda ultra larga, riqualificazione e lavoro agile, innovazione e semplificazione amministrativa”
Non tornare al passato, ma interpretare il cambiamento andando a ricercare le nuove opportunità secondo le cinque categorie che definiscono la “resilienza trasformativa”: prevenzione, preparazione, protezione, promozione e trasformazione. Perché, in un’ottica di medio-lungo periodo, le azioni di mitigazione e di compensazione degli effetti negativi legati alla pandemia non sarebbero sufficienti. È questo, in sintesi, quanto emerge da “Bologna riparte. Oltre l’emergenza coronavirus”, rapporto realizzato da un gruppo di lavoro incaricato, lo scorso aprile, dal sindaco Virginio Merola di individuare i percorsi di uscita dalla pandemia, una volta messi a fuoco i rischi e l’impatto immediato sul tessuto economico e sociale, oltre che sanitario. A supporto della task force, lo staff della Fondazione per l’Innovazione Urbana. Obiettivo finale, coinvolgere il numero più alto possibile di esperti, centri di ricerca, associazioni, cittadini e imprese”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/10/2020


giovedì 15 ottobre 2020
Senza dimora a Padova. “Andare oltre l’emergenza e la logica del dormitorio”

Presentata questa mattina la ricerca “2020: Vivere senza dimora a Padova” condotta dall’Università di Padova, insieme a Csv e Comune. Sabato 17 ottobre la Notte dei senza dimora. L’assessore Nalin: “Durante l’emergenza sanitaria, l’accoglienza ha dato vita a importanti esperienze e reti di collaborazione”
Andare oltre la logica del dormitorio e dell’emergenza, superare la frammentarietà dei servizi e migliorarne l’accessibilità, formare volontari e coinvolgere maggiormente la cittadinanza. Sono queste le linee guida che emergono dalla ricerca “2020: Vivere senza dimora a Padova”, frutto del lavoro condotto dal Tavolo “Povertà e Nuove Emarginazioni”, istituito in occasione di Padova Capitale Europea del Volontariato, con l’Università di Padova, il Centro Servizio Volontariato e il Comune di Padova. La ricerca, curata dal Dipartimento di psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’Università degli Studi di Padova, è stata presentata questa mattina in occasione della conferenza stampa di lancio della Notte dei senza dimora che si terrà sabato 17 ottobre, dalle ore 17.30, ai Giardini dell’Arena e come tutti gli anni in occasione della Giornata Mondiale della lotta alla povertà, per sensibilizzare sul tema della povertà estrema e dell’emarginazione sociale.

Leggi: Redattore Sociale, 15/10/2020


mercoledì 14 ottobre 2020
Case popolari, la Lombardia non chiederà più le possidenze agli stranieri

La Regione annuncia di aver “recepito” l’ordinanza del Tribunale di Milano dello scorso 27 luglio. L’assessore Bolognini: “Ad oggi niente certificato, ma faremo ricorso”. Nell’attesa emesso un provvedimento “ponte”
La Regione Lombardia annuncia di aver “recepito” l’ordinanza del Tribunale di Milano dello scorso 27 luglio, informando che il certificato di possidenza non verrà richiesto agli stranieri in procedura di assegnazione di alloggio popolare. Tuttavia, come conferma l’assessore lombardo alle Politiche abitative Stefano Bolognini, la Regione “ha comunque già deliberato la volontà di fare ricorso”, oltre ad aver fatto richiesta di sospensiva rispetto alla sentenza del tribunale e all’ordinanza.

Leggi: Redattore Sociale, 14/10/2020


IN AGENDA:

Virtual meeting – 1-2 dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sottoforma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.
Per informazioni: info@italialongeva.it


IN EVIDENZA

Cittadinanzattiva – Presentata la “Carta della qualità e della sicurezza delle cure per pazienti e operatori sanitari”

Dalla trasparenza, alla formazione dei professionisti, all’empowerment dei cittadini, cosa le strutture sanitarie devono assicurare per prevenire le infezioni ospedaliere
Trasparenza, anche sul sito web della struttura sanitaria, delle azioni poste in essere per la prevenzione delle infezioni; formazione continua dei professionisti sanitari e informazione ai cittadini per rendere, gli uni e gli altri, sempre più consapevoli delle principali situazioni di rischio infettivo e attori di comportamenti responsabili di protezione della propria e altrui salute; azioni di sorveglianza più efficaci, da parte della struttura sanitaria, a partire dalla registrazione/documentazione delle infezioni, coinvolgendo e incentivando cittadini e personale sanitario a segnalare in modo spontaneo eventuali eventi avversi e situazioni a rischio, al fine di attivare prontamente le azioni di gestione di rischio clinico; massima attenzione all’igiene e alla sanificazione degli ambienti sanitari e non sanitari delle struttura, nel rispetto delle più recenti Linee di indirizzo, riconosciute come buone pratiche clinico-assistenziali, finalizzate al controllo delle infezioni nelle strutture (ospedaliere e socio-sanitarie); adozione delle pratiche cliniche e dei protocolli di sicurezza e sterilizzazione e vigilanza perché siano eseguite secondo le più accreditate Linee Guida.

Leggi: Vita


«Chiudere le RSA e riformare l’intero sistema del welfare»

L’intervista a Vinicio Albanesi
Il presidente della Comunità di Capodarco «Servono strutture piccole e accoglienti»
• «Per gli anziani il lockdown non è finito e chissà fino a quando durerà. Il Covid ha peggiorato la situazione di quanti sono nelle Rsa, le residenze sanitarie. Lontani dalle famiglie, senza più alcun legame con l’esterno tranne qualche telefonata, vivono come deportati. I pochi spazi vivibili sono stati soppressi. Gli anziani sono solo numeri, collocati in pochi metri quadrati di una stanza, avviati verso una lenta morte interiore». Colpiscono al cuore le parole di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, nelle Marche, che dal 1994 ha raccolto il testimone del fondatore don Franco Monterubbianesi. Anziani, disabili, tossicodipendenti, migranti, una vita dedicata al prossimo. È autore di un e-book, Anziani deportati, sulla condizione nelle residenze sanitarie pubbliche. È azzardato dire che la solitudine nelle Rsa uccide come il Covid? «Per niente. La pandemia sta mettendo in crisi lo schema delle Rsa che già avevano mostrato i loro limiti. Sono strutture che hanno un’impostazione ospedaliera e quindi ritmi e regole rigide. Ma un conto è trascorrere qualche giorno in ospedale, altro è passarci anni, la parte conclusiva della vita. La pandemia ha imposto misure severe che hanno improvvisamente isolato gli anziani con conseguenze psicologiche gravissime. Già il trasferimento dalla propria casa in una residenza è un trauma.

Leggi: La Verità


Coronavirus, mons. Paglia: “Ecco come può cambiare l’assistenza agli anziani”

“Il primo obiettivo è quello di permettere agli anziani di vivere gli ultimi anni della loro vita nel loro ambiente” dice Paglia, chiamato dal ministro Speranza a presiedere una commissione per riformare l’assistenza sanitaria della popolazione anziana. “C’è bisogno di farsi prossimi alle case, ai quartieri, alle città: dagli infermieri di quartiere ai medici di famiglia, dagli assistenti sociali ai fisioterapisti”
“La pandemia ci ha posto in una situazione drammatica, di portata globale. Stiamo dolorosamente vivendo un paradosso che non avremmo mai immaginato: per sopravvivere alla malattia dobbiamo isolarci gli uni dagli altri, ma se dovessimo imparare a vivere isolati gli uni dagli altri non potremmo che renderci conto quanto il vivere con gli altri sia essenziale per la nostra vita. C’è bisogno di un sussulto di intelligenza e di solidarietà da parte di tutti”. Questo il messaggio che monsignor Vincenzo Paglia, cancelliere del Pontificio Istituto Teologico per le Scienze del matrimonio e della famiglia, ha consegnato alla X edizione di Tennis and Friends; evento organizzato per promuovere e diffondere la cultura della prevenzione. Un’edizione speciale, in live streaming ieri e oggi dal Foro Italico di Roma dalle 10 alle 17, che ha offerto la possibilità di effettuare screening gratuiti in totale sicurezza. Paglia, tra gli ospiti della manifestazione, qualche settimana fa è stato chiamato al ministro della Salute, Roberto Speranza, a presiedere una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana. “Gli anziani sono coloro che stanno pagando il prezzo più alto della pandemia. Nelle Rsa il virus l’ha fatta da padrone purtroppo. Serve dunque uno scatto di intelligenza e di creatività verso gli anziani e questo è proprio l’obiettivo della commissione che sono stato chiamato a presiedere”.

Leggi: Rai News


Quanti lavoratori curano, istruiscono e amministrano gli italiani? Molto pochi

Curare e assistere, educare e istruire, amministrare e difendere sono le funzioni essenziali per la riproduzione di una società. Nelle società moderne queste funzioni sono specializzate, cioè non sono più affidate alle famiglie o alle comunità, ma a strutture specializzate: ospedali e case di cura, scuole e università, enti pubblici e caserme. E nei paesi europei queste strutture sono per lo più finanziate dalla spesa pubblica e costituiscono gran parte del welfare state.
Per vedere le variazioni nel corso del tempo e le differenze tra paesi gli economisti ricorrono alle quote di reddito nazionale o di spesa pubblica destinate a queste funzioni. Tuttavia, nonostante il crescente ricorso a tecnologie sempre più sofisticate e costose, tutte queste funzioni sono a elevata intensità di lavoro umano, per lo più molto qualificato e alcuni studi ne mettono in luce la diversa consistenza rispetto all’occupazione totale. Ma è anche possibile calcolare quanti lavoratori vi sono occupati rispetto alla popolazione che devono curare, istruire o amministrare. Questo esercizio, non usuale, consente di mettere in luce un quadro impietoso per l’Italia, poiché chi vive in Italia riceve prestazioni educative, sanitarie, assistenziali e amministrative da un numero di addetti molto basso rispetto agli altri paesi europei.
L’Italia al penultimo posto in Europa per i lavoratori del welfare

Leggi: Welforum


La cura delle patologie croniche degli anziani di fronte alla pandemia: la rete dei servizi domiciliari è necessaria e sostenibile

I bisogni manifestati dagli anziani sono in evoluzione, ma sostanzialmente si esprimono sempre, anche nelle fasi acute, come necessità di protezione dalla perdita di autonomia. Nel contributo gli autori mettono in luce le criticità, rese ancor più evidenti dall’emergenza sanitaria, dell’attuale sistema dei servizi a sostegno degli anziani non autosufficienti ed evidenziano la necessità di ripartire proprio dai bisogni delle persone e delle loro famiglie, all’interno dei contesti, familiari e territoriali, in cui questi si esprimono. di Arcangelo Ceretti, Antonio Guaita (Fondazione Golgi Cenci)
La cura delle patologie croniche degli anziani di fronte alla pandemia: la rete dei servizi domiciliari è necessaria e sostenibile
“…È opinione condivisa che i servizi domiciliari in Italia siano complessivamente deboli, pur con notevoli eccezioni disseminate nella penisola. In merito all’esiguità dell’investimento pubblico non sussistono dubbi, come ci ricorda il confronto internazionale. Ma le risorse economiche rappresentano solo metà del problema (Gori, Trabucchi, 2020)”.
Ma se la debolezza dei servizi non è solo legata a carenza di finanziamento, allora non è anche necessario ripensare le loro funzioni in relazione agli altri servizi di territorio o ospedalieri? E da dove ripartire per questo ripensamento se non dall’inizio, dai bisogni cui tali servizi dovrebbero rispondere?
Non si tratta di inventare nulla di nuovo, non vi è discussione sul fatto che la sfida al welfare sia rappresentata dall’invecchiamento della popolazione e dalle malattie cronico degenerative età correlate. Per chi si occupa, anche occasionalmente di questi temi, è un déjà vue che rischia di suonare stantio, quasi scontato. Invece il panorama dei servizi della salute sembra vivere in un altro mondo, dove le modalità di assistenza e cura sono tutte dettate da eventi patologici puntuali e risolvibili in un tempo più o meno breve. Incredibilmente, proprio una malattia infettiva e acuta, una epidemia, parola di sapore quasi medioevale, ha messo in luce di nuovo e meglio gli errori e le carenze del sistema sanitario assistenziale quando i protagonisti sono le persone anziane.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Super bonus 110%, grande occasione per i condomini

I Caaf Cgil stanno affinando una piattaforma che gestirà agevolmente tutto l’iter. Il consiglio è quello di rivolgersi a loro prima di iniziare i lavori
Il super Ecobonus è un’agevolazione fiscale che vi permette di fare, a costo zero, interventi che vi garantirebbero, nel tempo, di risparmiare sulle spese di riscaldamento. Lo strumento rappresenta senz’altro un’occasione irripetibile per tutti i condomini, ma è molto complesso da utilizzare. Il consiglio, per poterlo gestire al meglio, è quello di rivolgersi ai Caaf Cgil. Vediamo perché.
Quali sono gli interventi principali? Ai fini del Super Bonus 110%, i due interventi principali in un condominio riguardano l’isolamento termico (il cosiddetto cappotto che permette di coibentare le pareti esterne dell’edificio) e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, da autonomi a centralizzati. L’agevolazione fiscale è riconosciuta anche sulle spese per interventi antisismici (purché gli edifici siano situati nelle zone a rischio 1-2-3).
Quali le scadenze? La detrazione del 110 per cento è riconosciuta per le spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021.
Quali le procedure? Per beneficiare della detrazione, l’assemblea di condominio dovrà approvare l’esecuzione degli interventi previsti. A quel punto, il singolo condomino usufruirà della detrazione per i lavori effettuati sulle parti comuni degli edifici, in ragione dei millesimi di proprietà.

Leggi: Collettiva


Aumenti in arrivo per le pensioni di invalidità. Ecco cosa cambia

Con la prossima rata di novembre, l’Inps metterà in pagamento la maggiorazione sociale a favore degli invalidi civili, facendo seguito alla sentenza di luglio della Corte Costituzionale. La Consulta, infatti, si era pronunciata pochi mesi fa sancendo l’incostituzionalità del limite di età che, dal 2001, aveva regolato il trattamento assistenziale per gli invalidi civili.
Una piccola rivoluzione. L’incremento di maggiorazione sociale, che può arrivare a 651,51 euro per 13 mensilità, verrà ora erogato a tutti i soggetti riconosciuti invalidi civili totali, sordi o ciechi civili assoluti, a partire dai 18 anni di età. Ma facciamo un passo indietro per capire bene di cosa si tratta.
Prima del 2001 agli invalidi civili la legge riconosceva una pensione minima di 283 euro. Ne avevano diritto tutti coloro che erano riconosciuti invalidi indipendentemente dall’età e dalla vita lavorativa. La legge di bilancio del 2001 stabiliva che la pensione minima di 283 euro venisse maggiorata in base a requisiti di reddito e a limiti di età, fissati a 60 anni. In base a questi due criteri, il limite massimo di incremento di maggiorazione sociale veniva fissato a 1 milione di vecchie lire che, con le rivalutazioni successive e il passaggio all’euro, è oggi pari a 651,51 euro.

Leggi: Liberetà


 

 

 

 

Il nuovo numero di AeA Informa: la povertà energetica e gli anziani

E’ disponibile sul sito www.abitareeanziani.it il nuovo numero della rivista Abitare e Anziani Informa.
Tema della pubblicazione è la povertà energetica e gli anziani, con la sintesi del Rapporto realizzato dalla Fondazione Di Vittorio per conto e in collaborazione con Spi-Cgil.
La rivista è disponibile in formato web e pdf a questo link.


“Con noi, per un futuro di solidarietà”. Al via la nuova campagna di tesseramento Auser

“Con noi, per un futuro di solidarietà” è lo slogan che caratterizza la campagna di tesseramento Auser per il 2021.
Anche quest’anno si tratta di una tessera d’autore, realizzata dall’illustratrice Claudia Palmarucci: l’immagine completa la narrazione avviata dal Congresso di Salerno con la realizzazione del quadrato centrale.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 13 ottobre 2020
Speranza alla manifestazione della Cgil: “Basta a logica dei silos e dei tetti di spesa”. Landini: “Stop a 21 sanità diverse”

Il Ministro della Salute intervenendo alla manifestazione a Roma di sabato scorso promossa da Cgil `Sanità pubblica e per tutti´ con il segretario generale Maurizio Landini ha ribadito la sua idea di riforma e promesso che non vi saranno tagli ma investimenti. Il sindacato: “Chiediamo di essere coinvolti”
“Serve di nuovo un contributo profondo di tutti. So che stiamo chiedendo sacrifici. Stare in questa piazza bellissima con le mascherine distanziate è un costo sì, è un costo, ma c’è poco da fare. Anche per me parlare con la mascherina è un costo ma è necessario e indispensabile perché non possiamo vanificare i sacrifici straordinari che abbiamo fatto finora. Abbiamo dimostrato, e quando dico abbiamo non penso al Governo ma penso al Paese. Abbiamo dimostrato nei giorni pia’ difficili di essere un grande Paese, non il Governo, voglio essere chiaro, l’Italia. Dobbiamo dimostrarlo di nuovo perché i mesi che arrivano non sono semplici e dobbiamo dimostrare ancora di essere un grande Paese”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza sabato alla manifestazione a Roma promossa da Cgil e Funzione Pubblica Cgil `Sanità pubblica e per tutti´ con il segretario generale Maurizio Landini.

Leggi: Quotidiano Sanità, 13/10/2020


martedì 13 ottobre 2020
Disabilità, RSA, minori e sport: questioni vecchie e nuove nel Dpcm

Il testo appena approvato prevede, come i precedenti, misure specifiche per le persone con disabilità e per gli anziani nelle strutture: qui, in particolare, tornano a “limitarsi” i contatti con l’esterno. Compaiono in due passaggi i minori e le loro attività. E si distingue tra sport amatoriale e dilettantistico
Ci sono vecchie e nuove conoscenze, nel Dpcm appena approvato, che contiene le “misure urgenti di contenimento del contagio”. Accanto alle disposizioni sull’uso dei dispositivi di protezione, sui divieti di assembramento dentro e fuori casa e alle nuove regole e limitazioni per locali pubblici e privati, si torna a parlare anche di anziani in struttura e di persone con disabilità, lì prefigurando di fatto una nuova chiusura ai contatti con l’esterno, qui prevedendo deroghe nell’uso dei dispositivi e nel distanziamento. E poi, questa volta, nel decreto appaiono i “minori”, con la loro “attività ludica e ricreativa”. E si riconosce il valore dell’attività sportiva, di fatto lasciando che si svolga non solo quella professionale e agonistica, ma anche quella dilettantistica. Niente da fare invece per lo sport amatoriale di contatto. Vediamo nel dettaglio cosa sia quindi previsto per anziani, persone con disabilità, bambini e sport all’interno del testo.

Leggi: Redattore Sociale, 13/10/2020


martedì 13 ottobre 2020
PENSIONI – Ghiselli (Cgil): “Ci aspettiamo dal governo risposte concrete”

In vista del nuovo incontro con il governo fissato per mercoledì 14 ottobre, la Cgil rilancia le scelte sulle emergenze legate alla crisi. Rimandata per ora la discussione sulla riforma del sistema previdenziale
“L’incontro in programma domani al ministero del Lavoro sulla previdenza, non si terrà sulle questioni relative alla riforma previdenziale ma, considerando i tempi ravvicinati, avrà come oggetto i temi più impellenti da inserire nella legge di bilancio”. Lo fa sapere il segretario confederale della Cgil nazionale, Roberto Ghiselli.
Le misure urgenti
“Per noi – spiega Ghiselli – è importante che il governo fornisca risposte concrete alle nostre proposte che, per il 2021, riguardano: la proroga e il rafforzamento dell’Ape sociale e i provvedimenti a favore dei lavoratori precoci, in particolare per quanto concerne la possibilità di un’uscita anticipata per i lavoratori fragili, per le mansioni più a rischio Covid, come chi svolge attività lavorative direttamente a contatto con l’utenza, e per garantirne l’accesso a settori che sino a oggi sono rimasti praticamente esclusi, come l’edilizia e l’agricoltura, riducendo a trenta anni i requisiti contributivi per accedere all’Ape sociale”.

Leggi: Collettiva, 13/10/2020


martedì 13 ottobre 2020
Covid, Forum Famiglie: “No a raccomandazioni sull’autonomia domestica”

Il Forum delle associazioni familiari commenta alcune misure previste nell’ultimo Dpcm. “Le famiglie hanno bisogno di qualità delle cure e misure di sostegno economico certe e strutturate. Lo Stato abbia fiducia: sapranno fare al meglio il loro dovere”
“Le famiglie italiane sono state le migliori al mondo nella gestione dell’emergenza Covid-19 della scorsa primavera. Hanno tenuto in piedi il Paese con responsabilità, senso del sacrificio e del bene comune nel periodo peggiore della pandemia, quando tutto, intorno, crollava come un castello di carte: non servono raccomandazioni che inducano comportamenti limitativi dell’autonomia domestica. Vincoli che, peraltro, potrebbero incentivare il pettegolezzo o favorire addirittura intromissioni all’interno delle mura di casa, con violazione delle libertà fondamentali”: così il Forum delle associazioni familiari in merito ad alcune misure previste nell’ultimo Dpcm varato dall’esecutivo.
“Siamo convinti – prosegue la nota del Forum delle Famiglie – che le famiglie continueranno a esercitare il senso civico ampiamente dimostrato durante la pandemia. Ecco perché crediamo che meritino gratitudine e rispetto. I nuclei familiari hanno bisogno di qualità delle cure, tempestiva e diffusa prevenzione e misure di sostegno economico certe e strutturate, per i sacrifici che quotidianamente profondono nella crescita dei figli e nel quotidiano impegno per la costruzione del presente e del futuro del Paese, tanto più in una fase delicata come questa. Lo Stato abbia fiducia: le famiglie sapranno fare al meglio il loro dovere”.

Leggi: Redattore Sociale, 13/10/2020


lunedì 12 ottobre 2020
Salute mentale. Mattarella: “È un diritto che deve essere garantito a tutti”

“L’Italia da tempo si colloca in una posizione di avanguardia nell’approccio al tema e costituisce un punto di riferimento nel contesto internazionale. Per questo è importante continuare a sostenere gli investimenti in programmi di salute mentale. Venire meno a questo impegno costituirebbe un arretramento culturale e civile che, proprio in questo momento, il nostro Paese non si può permettere”. Così il presidente della Repubblica in occasione della giornata mondiale della salute mentale.
“La Giornata mondiale della salute mentale costituisce l’occasione per riflettere sui bisogni delle persone più fragili e sulla vulnerabilità psichica connessa alle condizioni di isolamento sociale e di emarginazione. Quest’anno, le vicende della pandemia hanno acuito la sofferenza delle persone affette da patologia psichica, spesso costrette a vivere lontano dalle proprie famiglie per ragioni terapeutiche, e che si sono trovate in alcuni casi ad affrontare in solitudine gli effetti della chiusura. A ciò si aggiunga che la pandemia ha prodotto, tra le sue tragiche conseguenze, un incremento delle condizioni di disagio psichico, acutizzando situazioni di emergenza psicologica e sociale. Con le difficoltà incontrate dai servizi sanitari, i Paesi stanno trovando modi innovativi per fornire assistenza e sono nate iniziative per rafforzare il sostegno psicosociale”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 12/10/2020


lunedì 12 ottobre 2020
“ABITIAMOLA” – Newsletter Settembre 2020

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, Cgil nazionale.
In questo numero:
É stato firmato il decreto per l’erogazione dei fondi relativi al programma nazionale per la “Qualità dell’abitare”. Un programma pluriennale a scala urbana è senz’altro positivo, stante la necessità di ragione su strategie di lungo respiro per affrontare le criticità presenti. I fondi previsti, tuttavia, sono spalmati su un arco temporale troppo lungo e quanto disponibile per il prossimo periodo e davvero esiguo per rappresentare una risposta credibile.
■ Le fasi del programma.
É stata pubblicata in G.U. la legge n. 120/2020, di conversione del c.d. Decreto Semplificazioni: tra le varie semplificazioni viene cambiato l’iter previsto per la demolizione delle opere abusive. Con la competenza ai prefetti e col supporto del genio militare, si potrà più celermente attivare l’iter per le demolizioni, oggi sostanzialmente ferme. Permane la necessità di controllo da parte degli enti locali, troppo spesso carenti nel proprio ruolo di vigilanza.

Leggi: Cgil, 12/10/2020


lunedì 12 ottobre 2020
«La formazione dei volontari oggi è indispensabile»

Presentata pochi giorni fa la Scuola nazionale del volontariato Ail aprirà i battenti a metà ottobre. Il presidente nazionale dell’associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma spiega le ragioni e il perché di questa scelta che guarda al futuro
Guarda al futuro e al nuovo volontariato il presidente di Ail – Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma che una settimana fa da Roma ha lanciato la Scuola nazionale del Volontariato Ail. Sergio Amadori (nell’immagine in apertura) infatti, è convinto che nel 2020 sui volontari occorre investire. «Troppo spesso il volontariato è considerato una ruota di scorta, in Italia finisce sulle prime pagine solo in occasione delle emergenze, ma noi siamo convinti che questo movimento solidale e fraterno sia il vero collante della nostra socialità», osserva Amadori riprendendo alcuni dei concetti emersi nel corso della presentazione della scuola.
I volontari sono quindi un patrimonio della società civile, energie preziose che, non va dimenticato, hanno mostrato tutto il loro valore durante l’emergenza sanitaria.

Leggi: Vita, 12/10/2020


lunedì 12 ottobre 2020
RSA e Case di riposo, i Nas: scoperte 18 strutture abusive

È quanto emerso durante la conferenza stampa sulla campagna “Estate Tranquilla 2020”, durante la quale è stato presentato il monitoraggio delle verifiche condotte dai Carabinieri del Nas. La campagna di controlli è stata condotta dal primo giugno al 30 settembre 2020
“Sono stati deferiti all’autorità giudiziaria complessivamente 131 gestori e dipendenti di cliniche private e convenzionate, case di riposo, comunità alloggio e case famiglia, ritenuti responsabili, a vario titolo, di mancata assistenza e abbandono di incapace, esercizio abusivo della professione sanitaria, detenzione di farmaci scaduti, irregolarità in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro”. È quanto emerso oggi a Roma durante la conferenza stampa sulla campagna ‘Estate Tranquilla 2020’, durante la quale è stato presentato il monitoraggio delle verifiche condotte dai Carabinieri del Nas. La campagna di controlli è stata condotta dal primo giugno al 30 settembre 2020.
“Ulteriori 206 irregolarità di natura amministrativa- hanno proseguito i Nas- sono state rilevate per carenze strutturali e disorganizzazione degli spazi comuni e delle camere, a volte utilizzate oltre il limite della capienza per aumentarne indebitamente il numero di posti letto”. Nei controlli, inoltre, sono state individuate “208 attività non conformi alle normative, pari al 18%, dei quali 18 risultate gravemente irregolari o addirittura totalmente abusive”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/10/2020


lunedì 12 ottobre 2020
Ma dentro le RSA è come in prigione “Quando finirà?”

TORNANO LE CHIUSURE PREVENTIVE
La crescita della curva dei contagi degli ultimi giorni accende i riflettori sulle persone più fragili, tra cui gli anziani. Soprattutto quelli ospiti delle Rsa. – P. 4 La crescita della curva dei contagi degli ultimi giorni accende i riflettori sulle persone più fragili, tra cui gli anziani. Soprattutto quelli ospiti delle Rsa, la trincea della prima ondata dell’epidemia. L’Istituto superiore di sanità ha rilevato che in quattro mesi, da febbraio a maggio, ci sono stati 9.154 morti nelle strutture di assistenza per gli anziani e il 7,4 per cento era risultato positivo al coronavirus. Ma c’è il sospetto che i decessi da coronavirus siano stati decisamente di più. E ora che cosa succederà agli anziani? Li aspetta un Natale di malattia e desolazione, soli, dietro le finestre, a scrutare l’ingresso delle cliniche interdetto ai famigliari? Al momento la situazione è, fortunatamente, sotto controllo anche se i casi stanno aumentando a macchia di leopardo in tutta Italia. Secondo il professor Raffaele Antonelli Incalzi, presidente della Società italiana di gerontologia e primario di Geriatria al Campus biomedico di Roma, «c’è attualmente un livello di protezione maggiore rispetto a marzo e quindi si registrano solo casi sporadici seppur drammatici. La prevenzione messa in atto dalle varie strutture sta funzionando e non credo si verificherà un’ondata di infezioni come a primavera».

Leggi: Politica News, 12/10/2020


lunedì 12 ottobre 2020
Volontariato. Casellati: “Senza di loro conseguenze della pandemia ancora più dolorose”

La Presidente del Senato, oggi a Padova per incontrare i volontari della città, ha presentato la seconda edizione del Premio nazionale del Senato al volontariato che verrà consegnato a fine anno. “L’Italia dell’altruismo fa meno rumore della società del rancore, ma può aiutarci a costruire la speranza nel futuro”
Senza i volontari, “senza le donne e gli uomini che anche nei mesi durissimi della crisi sanitaria hanno continuato ad essere presenti nei quartieri, nelle strutture, nelle abitazioni, ovunque ci fosse bisogno, le conseguenze della pandemia sarebbero state ancora più dolorose. Non hanno solo affiancato lo sforzo dei “camici bianchi”. Sono stati una vera linea di avanguardia tanto più preziosa perché ha saputo cogliere bisogni spesso disattesi”. Con queste parole, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, è intervenuta questa mattina a Padova durante l’evento “Le parole del volontariato” tenutosi presso il Palazzo della Ragione.

Leggi: Redattore Sociale, 12/10/2020


sabato 10 ottobre 2020
Cgil e Fp Cgil lanciano proposta: un new deal per la salute

Un vero e proprio new deal per la salute: un piano di riforma del Servizio socio sanitario nazionale (Sssn) che nasce dalle esperienze registrate nel corso della prima fase della pandemia, gestita con difficoltà preesistenti, e in vista delle risorse che arriveranno e che non dovranno lasciare in eredità un Sssn con le stesse patologie conosciute. È la proposta che Cgil e Fp Cgil lanciano oggi in occasione della manifestazione ‘Sanita’: pubblica e per tutti! Le nostre proposte per il Servizio socio sanitario nazionale’, a Roma in piazza del Popolo a partire dalle ore 10.30 alla presenza del ministro della Salute, Roberto Speranza, e del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Leggi: Redattore Sociale, 10/10/2020


venerdì 9 ottobre 2020
Fondo affitti, Mit: 160 milioni per le famiglie a basso reddito e fuori sede

Le risorse che sono ripartite tra le Regioni e immediatamente spendibili dai Comuni grazie a quanto stabilito con il decreto “Cura Italia”. Così in una nota del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Via libera al decreto proposto dalla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che incrementa il Fondo di Sostegno alle Locazioni con uno stanziamento di ulteriori 140 milioni di euro per le famiglie a basso reddito che vivono in affitto e di 20 milioni di euro per gli studenti fuori sede residenti in luogo diverso rispetto a quello dove e’ ubicato l’immobile locato. Risorse – si legge in una nota del Mit – che sono ripartite tra le Regioni e immediatamente spendibili dai Comuni grazie a quanto stabilito con il decreto ‘Cura Italia’.
“Si tratta dello stanziamento più alto degli ultimi dieci anni, dal 2010 ad oggi e che servirà ad intervenire concretamente sui contesti sociali più fragili per alleggerire e supportare tante persone e tante famiglie che, con la pandemia, hanno vissuto e vivono tutt’ora una situazione economica di grande disagio e incertezza”, segnalano dal Mit. Ma l’obiettivo sarà anche quello di “ripartire da questa prima iniezione di risorse per rilanciare più in generale l’edilizia residenziale pubblica e l’housing sociale, avviando la costruzione di nuovi edifici e intervenendo sulla manutenzione di quelli meno recenti”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/10/2020


giovedì 8 ottobre 2020
Una casa da vivere per gli anziani in difficoltà

La Comunità di Sant’Egidio ha costruito una rete di cohousing che dà ospitalità a centinaia di anziani soli, senza fissa dimora e disabili senza più genitori. Siamo andati nel quartiere di Trastevere, a Roma, a visitare un alloggio in cui vivono quattro persone. (Tratto dal mensile LiberEtà).
Un rifugio sicuro. «Ero arrivato al punto da evitare gli amici per strada: non avevo nemmeno un euro in tasca per offrire loro un caffè». Ha passato momenti difficili Bruno, ma c’è una cosa che ha custodito sempre con gelosia, nel mare aperto della vita: la dignità. Oggi, a 86 anni, si può dire che abbia trovato un rifugio sicuro per la vecchiaia, in una casa in condivisione con altre persone anziane, messa a disposizione dalla Comunità di Sant’Egidio nel quartiere romano di Trastevere.Ma quante ne ha passate Bruno. Dopo aver perso la moglie, si è trovato senza niente in mano. La pensione non bastava, e così ha dovuto vivere anche l’umiliazione di uno sfratto. «A quel punto non sapevo più cosa fare, dove andare». Una grande città come Roma – con i prezzi degli affitti alle stelle e priva di quelle reti familiari che si possono ancora trovare nei piccoli centri – non perdona chi ha il passo lento e incerto dell’età che avanza. Si finisce per rimanere stritolati.

Leggi: Liberetà, 08/10/2020


mercoledì 7 ottobre 2020
Silvio Garattini: “Mascherina e antinfluenzale per proteggere più persone possibile”

Il presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri: “La profilassi è utile anche per non sovraccaricare di lavoro il sistema sanitario che altrimenti rischia di non reggere”
«Speriamo si possa arrivare a chi è a rischio entro il prossimo mese, altrimenti diventa poco utile: da quando si fa il vaccino devono passare un paio di settimane perché protegga». A parlare è Silvio Garattini, 91 anni, presidente e fondatore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.
Perché quest’anno è così importante che la campagna di vaccinazioni sia più ampia possibile? «L’influenza in Italia porta a 6 mila morti all’anno, soprattutto tra gli anziani, che hanno più fattori di rischio ed è chiaro che si devono proteggere, così come tutte le persone che hanno insufficienza cardiaca, problemi respiratori. Ma quest’anno il vaccino si vuole allargare a tutta la popolazione per più motivi, tutti estremamente importanti». Ce li spieghi.
«Si vuole diminuire il numero di persone che possano avere sintomi simili al Covid. Se tanti sono vaccinati, anche se protegge per il 50 per cento, è qualcosa di utile per ridurre per esempio l’accesso al pronto soccorso e negli ospedali.
Poi c’è un altro aspetto».
Ovvero? «Da studi fatti in Brasile, negli Stati Uniti, ma anche dal Monzino, è stato rilevato che chi si sottopone all’antinfluenzale ha una minore probabilità di contagio da coronavirus. Ecco perché viene raccomandato questo tipo di vaccinazione ed è fondamentale che sia estesa a più persone possibile». Per farlo, però, i vaccini ci devono essere…

Leggi: Repubblica, 07/10/2020


mercoledì 7 ottobre 2020
Barriere architettoniche, “l’abbattimento nel superbonus edilizio”

L’impegno del ministero degli Affari regionali, annunciato dal capodipartimento Elisa Grande, in occasione del FiabaDay 2020, XVIII Giornata nazionale per l’eliminazione delle barriere
Barriere architettoniche, carrozzina e scale – SITO NUOVO
“Il ministero degli Affari regionali si adopererà per inserire nel superbonus edilizio anche l’abbattimento delle barriere architettoniche”: così ha dichiarato – a nome del Ministro Boccia – Elisa Grande, Capo Dipartimento per gli Affari Regionali, specificando che “il ministro è in prima linea per la definizione dei livelli essenziali, all’interno dei quali rientra anche l’abbattimento delle barriere architettoniche: nei prossimi giorni avvieremo un tavolo di confronto con i ministeri competenti, le Regioni e gli Enti locali per individuare quelle azioni che possono essere attuate come campo comune anche in vista della prossima legge di bilancio. Chiederemo ai ministeri dell’Economia e Finanze, delle Infrastrutture e Trasporti e delle Pari Opportunità (che ha la delega sulla disabilità) di fare fronte comune per raggiungere questo obiettivo”. L’annuncio durante la XVIII edizione del Fiabaday, tenutosi domenica scorsa e il cui evento principale si è svolto come di consueto in Piazza Colonna a Roma con il palco montato davanti a Palazzo Chigi.

Leggi: Redattore Sociale, 07/08/2020


mercoledì 7 ottobre 2020
7229 lettere ai nonni di tutta Italia, successo dell’iniziativa di Nonno Nanni e Auser

7229: sono le lettere inviate ai nonni di tutta Italia per la Festa dei Nonni 2020, celebrata lo scorso 2 ottobre.
L’iniziativa dell’azienda di prodotti caseari Nonno Nanni intitolata “Cari Nonni” prevedeva infatti di inviare una lettera dono ai propri cari per ringraziarli del loro ruolo prezioso, direttamente dal sito carinonni.nonnonanni.it. Nonno Nanni, poi, si occuperà di stampare tutte le lettere e di recapitarle gratuitamente per posta. Un messaggio d’amore non solo ai propri nonni, ma a tutti i nonni d’Italia: per ogni lettera spedita, infatti, Nonno Nanni donerà 2 euro all’Auser.
Grazie a questa campagna, Auser riceverà una donazione di 10 mila euro da parte dell’azienda.

Leggi: Auser, 07/10/2020


mercoledì 7 ottobre 2020
Bologna, il cardinale Zuppi rilancia “Adotta un nonno”

L’arcivescovo premia il progetto Acli, nato per mettere in contatto telefonico un bambino con un anziano solo: “Farlo non solo per il Covid, così cambierebbe davvero la città”
L’idea di mettere in contatto anziani e ragazzi “non deve funzionare solo quando c’è il virus, ma sempre. E se lo facessimo tutti credo che cambierebbe davvero anche la nostra città”. A dirlo è il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, che ieri pomeriggio al parco del Velodromo ha incontrato i protagonisti del progetto ‘Adotta un nonno’, messo in campo dalle Acli di Bologna durante il lockdown. L’iniziativa consisteva nel mettere in contatto telefonico un bambino con un anziano solo, per alleviare il disagio e le paure legate all’isolamento. Un progetto che ora il cardinale invita ad estendere. “Ha funzionato tanto quando non ci si poteva incontrare- sottolinea Zuppi- ma funzionerà ancora di più quando finalmente prima o poi ci toglieremo queste mascherine e potremo stare come sempre. Cioè vorrei che questo collegamento lo facessimo tutti e non solo quando c’è il virus, ma sempre. Perché questa corrente di amicizia va bene sempre, da tutte e due le parti: ragazzi e nonni”.

Leggi: Redattore Sociale, 07/10/2020


martedì 6 ottobre 2020
Casa, Sunia: grave la bocciatura in Senato dell’emendamento sugli affitti brevi

Così in un comunicato Stefano Chiappelli, segretario generale Sunia
“Gravissima la decisione della Presidenza del Senato per la bocciatura dell’emendamento su affitti brevi che cancella un parziale freno alla forte diminuzione dell’offerta con durate ordinarie, transitorie o per studenti, che rappresentano il reale bisogno abitativo. Le trasformazioni in locazioni brevi, avvantaggiati dalla cedolare secca, sta provocando ai residenti un considerevole aumento dei canoni ed uno stravolgimento delle città. Quella norma deve essere assolutamente ripresentata come primo passo per una normativa più organica che consenta a Regioni e Comuni di disciplinare il settore che senza regole va a scapito dell’affitto di durata stabile di cui c’è grande bisogno”. Così in un comunicato Stefano Chiappelli, segretario generale Sunia.

Leggi: Redattore Sociale, 06/10/2020


DALLE REGIONI:

sabato 10 ottobre 2020
Il disastro sociale delle RSA blindate

I nostri anziani prigionieri del lockdown più duro della storia contemporanea
Da otto mesi seimila bresciani e bresciane vivono come fossero sequestrati. Dapprima isolati, poi visibili a un familiare (nel migliore dei casi) per una manciata di minuti alla settimana. Niente contatti, niente affetti, niente socialità. All’inizio hanno fatto notizia quando il Covid ne ha falciati a centinaia. Poi più nulla. Dimenticati. Invisibili. Sono gli anziani e le anziane che vivono nelle case di riposo e che sono stati lasciati senza contatti, senza tamponi, senza terapie che non fossero uno spericolato ricovero ospedaliero. Sono sottoposti al più ferreo lockdown che la storia ricordi, ma nessuno pare più ricordarsi di loro. Anzi, il quadro sta peggiorando. Ospiti e personale di grandi istituti di ricovero da aprile non vedono un tampone che accerti, a mo’ di screening, le loro
condizioni di salute.
Come se non bastasse, a conferma del disastro in cui versa la sanità lombarda, le case di riposo private sono state avvertite che quest’anno possono scordarsi il vaccino antinfluenzale gratuito per il proprio personale: se lo procurassero da sole, se sono capaci di trovarlo. La giunta regionale ha fissato le nuove disposizioni sulla prevenzione del coronavirus negli istituti assistenziali con una delibera del 5 agosto. Il succo: le Rsa producano un bel Piano operativo gestionale, quanto alle misure di profilassi se la vedano un po’ i direttori sanitari.

Leggi: Corriere della Sera, 10/10/2020


sabato 10 ottobre 2020
Lazio, strutture alberghiere assistite per dimettere guariti

“Le strutture alberghiere assistite servono per dimettere pazienti clinicamente guariti che devono completare il periodo di negativizzazione. Sono un setting che il servizio sanitario regionale ha dall’inizio utilizzato, il primo modello è stato il Marriott per il Covid del Policlinico Gemelli, per non sovraccaricare gli ospedali e per chi non aveva modo di fare la quarantena al proprio domicilio. Nel Lazio saranno disponibili a breve oltre 500 posti di tale setting come da aggiornamento della rete Covid”. Lo comunica l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio.

Leggi: Redattore Sociale, 10/10/2020


venerdì 9 ottobre 2020
Anziani, Lombardia cofinanzia 27 progetti anti-truffe

“Regione Lombardia, cofinanziando con 208.566 euro 27 progetti territoriali, conferma di essere in prima linea contro il triste fenomeno delle truffe agli anziani”. Lo afferma l’assessore alla Sicurezza, della Regione Lombardia, Riccardo De Corato, che commenta l’approvazione, con il decreto 11.732 del 7 ottobre 2020, del piano di assegnazione per il cofinanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto dei reati in danno alla popolazione anziana, da realizzare nel biennio 2020-2021. Come sottolinea l’assessore, sono stati approvati tutti i 27 progetti presentati, con una suddivisione provinciale che ne vede tre per Bergamo, cinque per Brescia, uno per Mantova, otto per Milano, due a Monza Brianza, due a Pavia e sei per Varese.
“La qualità dei progetti cofinanziati- rimarca De Corato- è abbastanza variabile. Alcuni progetti prevedono un’attività di informazione/divulgazione, altri sono più complessi e articolati. Prevedendo anche una partecipazione diretta degli anziani attraverso, a esempio, delle rappresentazioni teatrali”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/10/2020


venerdì 9 ottobre 2020
Casa, bando della regione Lombardia da 23 milioni per riqualificare gli alloggi

In arrivo 23 milioni di euro da Regione Lombardia per interventi di recupero del patrimonio immobiliare pubblico e privato sfitto o invenduto, e per la sua destinazione a servizi abitativi sociali. Le domande di partecipazione al bando andranno presentate in maniera telematica sul sito della Regione entro le ore 12 del 30 novembre. Si tratta di una misura “pensata per andare incontro alle richieste di che non ha le possibilità economiche per stipulare un contratto di affitto a libero mercato ma dispone di un indicatore Isee troppo alto per ottenere una casa popolare”, sottolinea l’assessore lombardo alle Politiche Sociali Stefano Bolognini. “Un aiuto indiretto- aggiunge- a tante famiglie o ‘single’ della Regione che, trovandosi nella cosiddetta fascia grigia, ogni giorno devono fare i conti con grandi difficoltà senza aver diritto ai sostegni previsti per chi ha redditi bassi”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/10/2020


venerdì 9 ottobre 2020
Reggio Calabria: Riunione unitaria Sunia-Cgil Calabria, Confedilizia e Sicet-Cisl provinciali per affrontare il tema dell’impatto della crisi, scatenata dal diffondersi del contagio da Covid19, sul disagio abitativo

Riunione unitaria a Reggio Calabria per Sunia-Cgil Calabria, Confedilizia e Sicet-Cisl provinciali che hanno affrontato il tema dell’impatto della crisi, scatenata dal diffondersi del contagio da Covid19, sul disagio abitativo, già pesante in tutto il territorio regionale e particolarmente avvertito nell’Area Metropolitana.
Se prima della pandemia in Italia, oltre 1 milione e 800 mila famiglie vivevano in condizioni di povertà assoluta e più di 3 milioni in una situazione di povertà relativa, con particolari criticità per chi vive in affitto e nel Mezzogiorno, oggi la situazione è ancora più drammatica. Talmente straordinaria che, seppure contenuta dai decreti economici del Governo per fronteggiare l’emergenza, non può essere affrontata con gli strumenti ordinari a disposizione di Regioni e Comuni.
In questi giorni difficili per il Paese giungono al sindacato tantissime richieste d’aiuto da parte di persone che manifestano la loro difficoltà a pagare il canone di locazione. Ma anche di tantissimi proprietari che non ricevono i canoni mensili dovuti.

Leggi: Sunia, 09/10/2020


venerdì 9 ottobre 2020
Bologna. In un momento delicato della vita di molti nuclei famigliari il sostegno al diritto alla casa è di vitale importanza

Sono stati mesi difficili per molti nuclei famigliari che hanno avuto un calo di reddito causa COVID. Ancora oggi l’emergenza abitativa non è risolta e grande preoccupazione desta la scadenza del blocco degli sfratti causa morosità incolpevole. Ma grazie anche alla contrattazione fatta a livello Territoriale e Regionale di cui siamo stati protagonisti e grazie all’impegno del Comune di Bologna e della Regione Emilia Romagna che hanno impiegato
molte risorse del proprio bilancio sono stati possibili interventi a Bologna per il sostegno alle famiglie.
Le risorse impiegate e in via di erogazione ammontano a:
2,460 milioni di euro per il fondo per l’affitto pagato ad aprile e maggio (ne hanno beneficiato 1.600 nuclei familiari
860.000 euro per il bando di rinegoziazione degli affitti che scadrà a novembre e che ha erogato finanziamenti per 320.000 euro: a oggi sono stati rinegoziati 240 contratti
500.000 euro per il sostegno agli affitti brevi degli studenti fuori sede 1,7 milioni del contributo affitto appena deliberato e per le quali i cittadini potranno fare domanda dal 13 di Ottobre.

Leggi: Sunia, 09/10/2020


mercoledì 7 ottobre 2020
Campi Bizenzio (FI): “Fa la casa giusta”, un nuovo modo di abitare

Un progetto innovativo legato alle nuove necessità abitative è “Fa la casa giusta”, ideato da Auser Abitare Solidale in collaborazione con Comune di Campi Bisenzio e Casa Spa. Nei giorni scorsi è stata inaugurata nell’ex scuola di Sant’Angelo, la casa “giusta”. Quattro gli appartamenti all’interno degli immobili di edilizia residenziale pubblica messi a disposizioni per il “terzo step” il momento, delicato, in cui le persone stanno cominciando a rientrare nella società dopo aver ottenuto un lavoro.
“Fa la casa giusta” rappresenta lo spin off progettuale della convenzione “La Stanza Solidale”, ideato da Comune di Campi Bisenzio, Auser Abitare Solidale e SdS Fiorentina Nord – Ovest per sviluppare risposte innovative a nuove e vecchie forme di povertà abitativa. Il progetto, ospitato nella ex scuola di Sant’Angelo a Lecore e realizzato all’interno di n 4 ex alloggi volano appositamente restaurati ed arredati, prevede servizi di ospitalità temporanea con una durata massima di 36 mesi. Gli appartamenti potranno essere destinati a uso esclusivo nel caso di famiglie o, in presenza di singoli o nuclei monogenitoriali, anche alla coabitazione. La gestione sociale, curata da Auser Abitare Solidale, prevede servizi di accompagnamento verso l’autonomia a favore degli ospiti ed iniziative di socializzazione ed attivazione civica che agevolino la costruzione di rapporti solidaristici e di buon vicinato con i residenti degli alloggi ERP posti al piano terra e con l’intero quartiere.

Leggi: Auser, 07/10/2020


mercoledì 7 ottobre 2020
Maggiordomi di quartiere: in Liguria aprono 18 sportelli

Il progetto di welfare territoriale promosso dalla Regione Liguria è mirato al sostegno e all’ascolto delle famiglie, dei lavoratori e dei soggetti deboli attraverso la creazione di punti di prossimità nei quartieri. Entro il 15 ottobre, gli sportelli saliranno a 18
Dopo il successo della sperimentazione avviata nell’estate del 2019 in via Luccoli, nel cuore del centro storico, aprono oggi a Genova sette nuovi sportelli di “maggiordomo di quartiere”, il progetto di welfare territoriale promosso dalla Regione Liguria e mirato al sostegno e all’ascolto delle famiglie, dei lavoratori e dei soggetti deboli attraverso la creazione di punti di prossimità nei quartieri. Entro il 15 ottobre, gli sportelli saliranno a 18 in tutta la regione. Alcuni di questi saranno in modalità diffusa, con più sedi in diversi Comuni. Taglio del nastro, questa mattina in piazza Palermo, alla presenza dell’assessore uscente Ilaria Cavo.
“Sono orgoglioso di questo progetto innovativo a livello nazionale- commenta, in una nota, il governatore Giovanni Toti- credo sia un bellissimo segnale per Genova e per la Liguria, con la consapevolezza che anche l’attività del maggiordomo di quartiere dovrà svolgersi nel pieno rispetto delle misure previste a tutela della salute e per contrastare la diffusione del coronavirus”. L’estensione dell’iniziativa a livello regionale fa seguito all’avviso pubblico finanziato con due milioni del Fondo sociale europeo, a cui hanno risposto partenariati composti obbligatoriamente da un soggetto del terzo settore e da un ente di formazione accreditato.

Leggi: Redattore Sociale, 07/10/2020


mercoledì 7 ottobre 2020
Coronavirus, in Veneto test rapido per visitare i parenti nelle RSA

Da lunedì i parenti degli ospiti delle case di riposo del Veneto che intendono far visita ai loro familiari saranno sottoposti a tampone rapido, verificando così di essere negativi prima di entrare. Lo annuncia il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera. I tamponi saranno forniti dalla Regione, continua Zaia esprimendo “forte preoccupazione per le case di riposo”, e spiegando che questa misura aiuterà anche a “togliere ansia” a chi intende andare a trovare un proprio parente ospite di una struttura. L’effettuazione dei test partirà lunedì “perché stiamo facendo un protocollo in modo che il risultato del test effettuato in casa di riposo sia oggetto di registrazione, perché è parte del piano di sanità pubblica”.

Leggi: Redattore Sociale, 07/10/2020


martedì 6 ottobre 2020
Anziani, Prefettura: varato il progetto anti-truffe del Comune di Ferrara

Ottiene il via libera della Prefettura il progetto presentato dal Comune di Ferrara sul tema delle truffe agli anziani, finanziato dal ministero dell’Interno per un importo di 43.803,01 euro. Il progetto, esaminato nella riunione odierna del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, partirà a fine mese e “si svilupperà per un anno, con iniziative di informazione e formazione per incentivare negli anziani comportamenti autoprotettivi”.
Commentando l’iniziativa, il prefetto Michele Campanaro sottolinea che “i dati aggregati a livello nazionale e ripresi dal ministero dell’Interno nell’ultimo Focus della Direzione centrale della Polizia criminale hanno evidenziato, nella fase del lockdown, una diminuzione percentuale delle truffe del 17%, inferiore rispetto alla diminuzione dei delitti in generale che, nello stesso arco temporale, e’ stata del 43,8%”. Questo significa, sintetizza il prefetto, che “le truffe, soprattutto quelle agli anziani, non sono andate in quarantena”, e per questo motivo “appoggeremo sempre progetti come quello presentato oggi dal Comune e approvato dal Comitato”. Campanaro e gli amministratori di Ferrara, Bondeno, Mesola, Poggio Renatico e Terre del Reno hanno poi sottoscritto i Patti per l’attuazione della sicurezza urbana, accordi di collaborazione e solidarietà tra Stato ed Enti locali per realizzare progetti di videosorveglianza candidati a finanziamenti pubblici del ministero dell’Interno.

Leggi: Redattore Sociale, 06/10/2020


IN AGENDA:

La vita dentro e “oltre” gli ospedali. Benessere ambientale e umanizzazione alla luce del COVID19

19/10/2020 dalle 09:30 alle 13:00 Bologna, Aula Magna, Regione Emilia-Romagna (partecipazione tramite diretta streaming)
L’evento rappresenta l’esito dell’impegno assunto al termine della Ricerca autofinanziata (promossa dall’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali – AgeNaS) “La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero”, conclusa nel 2018.
I due ambiti su cui si è concentrata l’attenzione per affrontare le criticità emerse hanno riguardato il benessere ambientale secondo l’approccio dell’universal design per la riduzione delle iniquità nell’accesso e nella fruizione dei servizi per operatori, utenti e caregiver, e la cura del benessere bio-psico-sociale attuata attraverso prassi di umanizzazione all’interno del servizio sanitario regionale.

Sarà possibile seguire il convegno solo in diretta streaming http://videocenter.lepida.it/ – previa iscrizione online.

Leggi: Regione Emilia Romagna


IN EVIDENZA:

Una salute mentale a misura d’uomo

Nella Giornata mondiale parla Stefano Cecconi (Cgil): “La crisi può essere un’opportunità per capire che la vita delle persone in difficoltà è sostenuta da misure concrete e non slogan. Ecco la nostra ricetta”
Con lo slogan “Salute mentale per tutti. Maggiore investimento e maggiore accesso. Per ognuno, ovunque”, la giornata mondiale dedicata Nazioni unite alla salute mentale sollecita impegni e azioni che riguardano anche il nostro Paese. Come tradurre questo slogan in misure concrete? È quanto il sindacato, insieme a una coalizione della società civile, si è impegnato a definire e articolare nelle proposte indirizzate, già a partire dal 2019, a governo, Regioni e Comuni. Stefano Cecconi, responsabile per la Cgil nazionale della Sanità, non autosufficienza e integrazione socio-sanitaria, ne illustra il contesto e le priorità.
Verso la Giornata mondiale per la salute mentale sono arrivati molti appelli a sostegno delle vostre richieste. Partiamo da qui.
La Giornata mondiale della salute mentale sollecita quest’anno, con uno slogan molto chiaro, impegni che riguardano certamente anche il nostro Paese, che pure ha una legislazione avanzata ed è attivo dal 1978 nel contrasto della logica manicomiale. I servizi di salute mentale si trovano in uno stato di difficoltà e le condizioni delle persone con disagio mentale si sono aggravate, più di recente anche per le conseguenze dell’emergenza da Covid, naturalmente. Si è verificato nel tempo un arretramento culturale, organizzativo e operativo, che mette in difficoltà l’impianto riformatore della legge 180 (la riforma Basaglia), inteso a risolvere i problemi di salute delle persone, con l’inclusione e il riconoscimento dei diritti alla piena vita.

Leggi: Collettiva


SEGNALAZIONI:

Covid-19 e quarantena

La quarantena imposta con ordinanza amministrativa ai residenti di un determinato territorio non può essere equiparata a malattia ai fini del riconoscimento dell’indennità economica perché manca il nesso sanitario.
L’Inps, con il messaggio del 9 ottobre scorso, n. 3653, fornisce chiarimenti per i lavoratori che hanno diritto alla tutela previdenziale della malattia, con relativo pagamento dell’indennità, secondo le disposizioni previste dal decreto “Cura Italia” (articolo 26, comma 1, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27).
Riferendosi, in particolare, ai soggetti fragili, per i quali è prevista l’attivazione di una modalità alternativa di svolgimento dell’attività professionale (agile o in smart working), la quarantena non è automaticamente equiparabile alla malattia, poiché non c’è sospensione né del lavoro né della retribuzione. Pertanto, non è possibile ricorrere alla relativa tutela previdenziale. In caso di malattia conclamata, invece, il lavoratore è temporaneamente incapace al lavoro, con diritto ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno.

Leggi: Inca


Congedo covid: i consigli di Inca Cgil

Cosa fare se un provvedimento della Asl obbliga a casa vostro figlio? C’è un congedo ad hoc. Per inoltrare la domanda all’Inps chiedi aiuto all’Inca. I consigli di Giuseppe Colletti, dell’Area Previdenza del patronato Cgil su collettiva.it
La confusione regna sovrana. Nonostante gli sforzi del governo e i ripetuti decreti varati a tempo di record negli ultimi mesi, l’impatto della ripresa della scuola in presenza, ai tempi del coronavirus, non sta risparmiando notti insonni e scelte difficili a tanti genitori, che sempre più spesso hanno la sensazione di essere lasciati soli sulle scelte da prendere di fronte a casi di positività o sospetta positività che possono verificarsi nella classe o nell’istituto dei propri figli.
Dilemmi che toccano anche le questioni legate agli impegni di lavoro. Non certo un aspetto secondario dopo mesi e mesi di salti mortali, sedicente telelavoro con bambini a carico e ripresa delle lezioni spesso a orario ridotto o senza mensa. Anche per arginare, almeno in parte, queste situazioni, è stato varato il decreto legge 8 settembre 2020, numero 111, un provvedimento che, come si legge sul sito dell’Inca, “ha introdotto, in favore dei genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, il congedo Covid-19 per quarantena scolastica dei figli. Si tratta di un congedo indennizzato da utilizzare per astenersi dal lavoro, in tutto o in parte, durante il periodo di quarantena del figlio convivente e minore di 14 anni, disposta dalla ASL competente al verificarsi di casi all’interno del plesso scolastico”.

Leggi: Inca


Reddito di Cittadinanza: da ottobre le domande

Le famiglie che hanno usufruito del Reddito di cittadinanza già dall’aprile 2019, possono rinnovare la domanda a partire da ottobre, poiché con la mensilità di settembre hanno percepito il diciottesimo rateo mensile, indicato come tetto massimo di fruibilità nel D.L. n. 4/2019.
La norma, infatti, prevede la possibilità di rinnovare la richiesta, previa sospensione di un mese prima di ciascun rinnovo. Tale sospensione non si applica nel caso della Pensione di Cittadinanza, il cui rinnovo avviene automaticamente senza necessità di presentare una nuova istanza.
A chiarirlo è l’Inps, con il messaggio n. 3627 dell’8 ottobre scorso 2020, nel quale fornisce indicazioni sul calcolo della completa fruizione di 18 mensilità del RDC, nel caso in cui il suddetto periodo massimo venga raggiunto tramite la fruizione di due o più domande, ricordando inoltre che in caso di rinnovo del RDC dovrà essere accettata la prima offerta utile di lavoro congrua (art. 4, comma 9 del D.L. n. 4/2019), pena la decadenza dal beneficio.
In particolare, l’Istituto precisa che nel caso in cui nel nucleo familiare avvenga una variazione della sua composizione durante il periodo di fruizione, il limite dei 18 mesi, si applica al nucleo modificato o a ogni nucleo formatosi in seguito alla variazione. In tali casi si dovrà presentare una nuova domanda, in quanto la prestazione decade d’ufficio dal mese successivo alla presentazione dell’ISEE aggiornato. Invece, nel caso di variazione dovuta a decesso o nuova nascita, non dovrà essere presentata una nuova domanda.

Leggi: Inca


 

 

 

 

Sanità: pubblica e per tutti!

Manifestazione promossa da Cgil e Funzione Pubblica Cgil in programma a Roma sabato 10 ottobre in piazza del Popolo dalle ore 10.30 alle ore 14. Una manifestazione che vedrà interventi di delegate e delegati del settore, insieme a un confronto tra il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, moderato dal giornalista della Rai, Riccardo Iacona.

NEWS:

martedì 6 ottobre 2020
Sofferenza mentale per 837 mila italiani: più donne e over45

Sabato 10 ottobre l’Italia si fermerà per riflettere su una condizione che affligge tante e tanti italiani, grazie alla Giornata mondiale che oggi Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, celebra con il convegno “Per una salute mentale di comunità: servizi di prossimità e budget di salute”
Disturbi schizofrenici, di personalità, di abuso di sostanze e di ritardo mentale incidono maggiormente tra gli uomini, mentre sono più rosa quelli affettivi, nevrotici e depressivi. La sofferenza mentale non è una condizione di pochi, dato che già nel 2018 l’ultimo Rapporto del ministero fotografava in 837.027 gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici, con il 53,8% dei casi di sesso femminile e il 68,3% di pazienti al di sopra dei 45 anni. In entrambi i sessi risultano invece meno numerosi i pazienti al di sotto dei 25 anni.
Sabato 10 ottobre l’Italia si fermerà per riflettere su una condizione che affligge tante e tanti italiani, grazie alla Giornata mondiale che oggi Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, celebra con il convegno “Per una salute mentale di comunità: servizi di prossimità e budget di salute”.

Leggi: Redattore Sociale, 06/10/2020


martedì 6 ottobre 2020
Salute mentale, Pellegrini: lavoriamo per evitare l’abbandono delle persone

Pietro Pellegrini, direttore del Dipartimento assistenziale integrato salute mentale- dipendenze patologiche dell’Ausl di Parma, spiega come si lavora nella fattoria di Vigheffio al convegno promosso dalla sottosegretaria Zampa
“Ci prediamo cura delle persone con le loro criticità, perché oggi il rischio più grande è l’abbandono in tutti i contesti. Noi cerchiamo di creare condizioni in cui la salute mentale venga curata per tutto l’arco della vita, intervenendo sugli elementi più critici: la gravidanza, i primi anni di vita, le esperienze sfavorevoli infantili, l’abbandono scolastico e la povertà”. È così che si lavora nella fattoria di Vigheffio, e a spiegarlo è Pietro Pellegrini, direttore del Dipartimento assistenziale integrato salute mentale- dipendenze patologiche dell’Ausl di Parma, intervenuto al convegno promosso dalla sottosegretaria Zampa.
La fattoria è nata nel 1968 per avviare i percorsi di cura e riabilitazione all’indomani della chiusura dell’ospedale psichiatrico di Colorno. Il direttore chiarisce subito che “per evitare l’abbandono delle persone bisogna intervenire anche sulle difficoltà delle famiglie, ad esempio quelle con figli con disabilità’ o con problemi neuro-cognitivi, come l’autismo. E occorre agire anche sulle comunità- aggiunge- che sono complesse, non sono le comunità ideali: riattivarle è molto importante, anche per porre un argine alla devianza”.

Leggi: Redattore Sociale, 06/10/2020


lunedì 5 ottobre 2020
Celebrazione della giornata internazionale degli inquilini. Il SUNIA aderisce all’iniziativa dello IUT

La casa è un diritto umano fondamentale ancor di più acutizzato durante l’emergenza COVID-19.
Circa 1,8 miliardi di persone, ovvero più del 20% della popolazione mondiale, non dispongono di un alloggio adeguato. La pandemia sta mettendo in luce e aggravando la preesistente crisi abitativa globale.
Marie Linder, presidente dell’Unione internazionale degli inquilini, chiede ai governi, alle autorità locali ed alle città di assicurare:
– che nessun inquilino venga sfrattato dalle proprietà residenziali;
– che ci siano alloggi a prezzi accessibili per tutti, compresi i senzatetto;
– che siano disponibili assistenza finanziaria diretta e fondi per il pagamento dell’affitto per gli inquilini bisognosi.
La Giornata internazionale degli inquilini offre l’opportunità di impegnarsi in una discussione globale sull’impatto trasformativo di COVID-19 sul settore degli affitti e di esplorare come ricostruire meglio le società, sfruttando il ruolo degli alloggi come catalizzatore.
Le questioni relative all’abitare devono essere al centro di uno sviluppo urbano sostenibile e inclusivo. Un alloggio inclusivo, economico e adeguato è la chiave per una trasformazione sostenibile delle nostre città e comunità. Lo IUT fungerà da rete per coordinare e condividere informazioni sulle soluzioni per tutte le problematiche abitative che riguardano gli affittuari invitando i membri di 47 paesi a condividere le loro attività e campagne.

Leggi: Sunia, 05/10/2020


domenica 4 ottobre 2020
“Fratelli tutti”, l’enciclica “sociale” di Francesco per costruire un mondo più giusto

Titolo mutuato dalle “Ammonizioni” di San Francesco d’Assisi per la terza enciclica del pontificato del papa argentino: il documento mira a promuovere un’aspirazione mondiale alla fraternità e all’amicizia sociale. A partire dalla comune appartenenza alla famiglia umana: “Siamo sulla stessa barca, ci si salva solo insieme”
Firmata ufficialmente da papa Francesco ad Assisi, la terza enciclica del pontificato di papa Bergoglio è un documento “sulla fraternità e l’amicizia sociale”. Mutua il titolo proprio da una esortazione di San Francesco d’Assisi, che “per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo” utilizzava appunto l’espressione “Fratelli tutti”. Parole semplici con le quali – scrive il papa – “ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita”. Un testo diviso in otto capitoli e in 287 punti, che parla di azioni globali, di ponti, di etica delle relazioni internazionali, di governance globale sul tema delle migrazioni, di una riforma dell’Onu, di pena di morte, di libertà religiosa. Di seguito, offriamo una sintesi dell’enciclica, divulgata dalla Sala Stampa della Santa Sede.

Leggi: Redattore Sociale, 04/10/2020


venerdì 2 ottobre 2020
Caregiver, anziani e pandemia: non solo fatica. “Diamo valore al tempo trascorso insieme”

Giulia Avancini, assistente sociale, tra i relatori del Convegno internazionale di Erickson dedicato agli anziani: “La cassetta degli attrezzi del caregiver dell’anziano non permette di aggiustare, ma di affrontare i problemi. Importante valorizzare i momenti positivi che anche la pandemia può portare. E chi assiste deve sapere chiedere aiuto”
Bambino spinge anziana in carrozzina
“Non voglio sminuire quello che è successo e la grande fatica che hanno vissuto i caregiver degli anziani durante il lockdown: voglio però aiutarli a riconoscere valorizzare gli aspetti positivi, che anche in questa situazione esistono”: è questo il senso e il messaggio che Giulia Avancini porta con sé a Trento, dove oggi e domani si svolge il Convegno internazionale di Erickson sugli anziani “Dignità, relazioni, cure”. Proprio di “Lockdown e caregiving” ha parlato stamattina, condividendo con i presenti la sua esperienza di assistente sociale, che opera anche in contesto ospedaliero.
In un suo recente libro, “Prendersi cura di un anziano fragile: guida pratica per il caregiver familiare”, parla della “cassetta degli attrezzi” per il caregiver degli anziani. “E’ una cassetta che non permette di ‘aggiustare’ i problemi, ma solo di affrontarli – ci spiega – I caregiver devono fare questo passaggio, comprendendo che le persone anziane vivono una condizione che spesso non può essere guarita ma solo affrontata. Il mio intento è fornire indicazioni che permettano ai caregiver di vivere la situazione in modo diverso, non sottovalutando i problemi, ma diventando anche maggiormente consapevoli dei servizi e più capaci di chiedere aiuto e di riconoscere anche i propri bisogni”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/10/2020


venerdì 2 ottobre 2020
Co-abitare per non sentirsi mai più soli

Progetto innovativo di housing sociale del Comune nella ex scuola di Sant’Angelo a Lecore. Dedicato a soggetti e famiglie fragili – di Barbara Berti
“Un esempio di solidarietà e innovazione”. Così il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, sintetizza il progetto “Fa’ la casa giusta” durante l’inaugurazione dei quattro alloggi di Sant’Angelo destinati all’housing sociale. Qui vengono messe insieme diverse tipologie di persone e famiglie fragili affinché la condivisione degli spazi e la progettazione di percorsi condivisi e solidali possa aiutare ogni famiglia a superare le difficoltà e ritrovare una propria strada verso l’autonomia.
Il progetto, unico a livello regionale, rappresenta lo spin off progettuale della convenzione “La Stanza Solidale”, ideato dal Comune, dall’Auser Abitare Solidale e dalla Società della Salute Zona Nord- Ovest per sviluppare risposte innovative a nuove e vecchie forme di povertà abitativa. Nell’ex scuola di Sant’Angelo a Lecore, immobile di proprietà del Comune, sono al momento presenti quattro alloggi Erp e altrettanti alloggi-volano per l’emergenza abitativa.
Questi ultimi sono stati restaurati e arredati per dare un’ospitalità temporanea (da 6 a 36 mesi) a nuclei familiari o singole persone (segnalate dai servizi sociali) che possono anche sperimentare la co-abitazione. Con questo progetto, oltre a potenziare la risposta alla povertà abitativa mediante una partnership pubblico privata, sperimentando una terza soglia di accoglienza, caratterizzata da gratuità per l’amministrazione comunale, viene portato avanti un ulteriore obiettivo.

Leggi: La Nazione, 02/10/2020


giovedì 1 ottobre 2020
Anziani, nell’anno del Covid 300 mila hanno chiesto aiuto per mangiare

In occasione della giornata internazionale delle persone anziane, la proiezione della Coldiretti sulle persone che hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead per gli indigenti
Cibo, verdure e pasta – Dieta (Foto da pixabay)
Nell’anno del Covid salgono a trecentomila gli italiani over 65 costretti a chiedere aiuto per mangiare. è quanto emerge da una proiezione della Coldiretti sulle persone che hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead per gli indigenti, divulgata in occasione della giornata internazionale delle persone anziane proclamata dall’Onu che si celebra l’1ottobre. Il peggioramento della situazione economica va ad aggravare una situazione – sottolinea la Coldiretti – che nel 2020 ha visto la terza età pagare un altissimo contributo di vite alla prima ondata di coronavirus, privando la società e le famiglie di un contributo affettivo e sociale inestimabile, come ha ricordato il Presidente della repubblica Sergio Mattarella in occasione della ricorrenza. Proprio a causa della pandemia si stima che la speranza di vita sia destinata per la prima volta ad abbassarsi, con un calo di addirittura 2 anni nelle province del Nord Italia più colpite, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2020


giovedì 1 ottobre 2020
Salute, l’Alleanza per invecchiamento attivo lancia la campagna #oggipiùchemai

Presentato il Position paper sulle “Vaccinazioni dell’adulto/anziano nella stagione 2020/2021”, con 8 richieste indirizzate al ministero, alle regioni e alle Asl
“L’Italia ha fatto grandi progressi nell’ambito delle coperture vaccinali, ma ancora molto c’è da fare: quella che sta cominciando sarà la prima vera stagione influenzale nel periodo della pandemia, oggi più che mai occorre spingere sull’acceleratore delle immunizzazioni, a partire dalle categorie a maggior rischio. Perché ciò avvenga con successo serve che le istituzioni nazionali e regionali remino nella stessa direzione: ci sono almeno 8 azioni che si possono intraprendere e che possono davvero fare la differenza”. Con queste parole il dott. Michele Conversano, Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di HappyAgeing-Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, la prima organizzazione che riunisce al suo interno una forte componente scientifica e una importantissima rappresentanza sociale, ha aperto l’”Assise nazionale sull’immunizzazione dell’adulto e dell’anziano”, tenutasi questa mattina al Centro Congressi Frentani di Roma alla presenza di rappresentanti sindacali, istituzioni nazionali e regionali e giornalisti.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2020


giovedì 1 ottobre 2020
Il dramma nelle Rsa diventate ghetto

Nel libro bianco “Anziani senza famiglia” curato dall’associazione Felicita le testimonianze dei parenti degli ospiti nelle case di riposo. Di fatto per loro il lockdown non è mai finito. “Ci sono casi ormai gravi con aumento di sintomi psichiatrici, depressione, rifiuto del cibo. Le persone si lasciano andare senza che le famiglie riescano a fare qualcosa”
rsa donna anziana finestra
È un libro bianco che racconta il dolore e l’angoscia degli anziani ospiti nelle case di riposo e dei loro famigliari. “Al telefono, mi ha ripetuto che ha paura di non vederci più, non sono riuscita a consolarlo. Non è stato attivato per gli ospiti nessun servizio di supporto psicologico, in carcere almeno hanno il prete per fare due chiacchiere. Mio marito non riconosce più i figli, è dimagrito moltissimo, sbatte i denti e sbava”. Questa è una delle tante testimonianze raccolte dall’associazione Felicita, alla quale aderiscono i parenti di ricoverati in 69 strutture in Italia. Le hanno raccolte nel rapporto “Anziani senza famiglia. Libro bianco sulla normalità negata nelle Rsa”
“Mentre la vita collettiva è tornata a una progressiva normalizzazione -si legge nel Libro bianco-, quella delle persone che per mancanza di autonomia sono costrette alla permanenza in strutture protette, insieme con quella dei loro familiari, da oltre sei mesi continua a restare sospesa in un mondo a parte. In pratica, un lungo lockdown che ha creato più danni del contagio stesso. Oltre ai danni dovuti alla mancata protezione, all’inosservanza delle regole di sicurezza, all’esclusione dalle cure ospedaliere, gli anziani hanno, così, subito il danno di una prolungata esclusione dalla vita e dal possibile ritorno alla normalità”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2020


giovedì 1 ottobre 2020
Covid e assistenza agli anziani, “i robot non possono sostituire il caregiver”

Parla il sociologo Pierpaolo Donati: “Molti si chiedono se i robot possano diventare i nuovi infermieri e addirittura i nuovi amici degli anziani, soprattutto durante la pandemia. Io dico di no: sanno fare tante cose, ma non danno identità e dignità perché non sono empatici”
anziano e robot
Un robot non si ammala, non si stanca, non si contagia e non contagia: sa fare tante cose e spesso sa farle bene. Per questo sempre più spesso, in Europa più che in Italia, i robot sono introdotti e diffusi anche nel campo dell’assistenza. Ora, con una pandemia in corso e alle spalle la drammatica esperienza della “prima ondata”, soprattutto nelle strutture per anziani, potrebbero prendere sempre più piede e diventare i nuovi “caregiver” dei nostri genitori o dei nostri nonni. E’ il tema che affronterà Pierpaolo Donati, sociologo e filosofo, durante il convegno internazionale Erickson che si svolgerà a Trento il 2 e 3 ottobre, dedicato al tema “Anziani. Dignità, relazioni, cure”.
“Io penso che vada presa in modo critico la sostituzione delle persone con i robot – ci spiega, anticipandoci alcune delle questioni che affronterà – Molti si chiedono se i robot possano sostituire le persone e addirittura diventare i nuovi amici dell’anziano, perché i robot sono effettivamente molto utili per loro: li aiutano a compiere movimenti, interagiscono con gli anziani con demenza, ricordano l’uso dei farmaci, possono leggere il giornale. Non danno, però, senso alle cose che dicono e in particolare non mostrano alcuna empatia nella relazione. Questo credo sia il limite più grande e la ragione per cui non potranno mai sostituire la persona, neanche nelle sue funzioni di assistenza”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2020


mercoledì 30 settembre 2020
Housing Sociale: Fondazione Cariplo rinnova il proprio impegno per le situazioni di fragilità

Il bando senza scadenza “Housing sociale per persone fragili” ha selezionato cinque nuovi progetti innovativi e inclusivi. Fosti: “così generiamo valore per le comunità”
La casa rappresenta una componente dalla quale dipende la qualità della vita di ognuno di noi. E ancora di più per le persone in condizione di fragilità. Si pensi, ad esempio, a chi cerca di riconquistare una piena autonomia dopo percorsi di accoglienza protetti o partendo da condizioni di forte marginalità, a chi vuole sperimentare le proprie possibilità di vita indipendente, a chi sta perdendo progressivamente la propria autosufficienza o, ancora, a chi ha esigenze variabili e vincoli di reddito come i lavoratori temporanei o chi si sposta per esigenze sanitarie. La dimensione abitativa rappresenta quindi uno spazio essenziale sia per recuperare, mettere alla prova e mantenere la capacità di vita autonoma di chi è fragile sia per affrontare fasi di difficoltà, e gioca un ruolo determinante nella condizione di benessere delle persone.
Per queste ragioni Fondazione Cariplo promuove il bando senza scadenza “Housing sociale per persone fragili”; l’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di Cariplo per l’abitare sociale, che negli ultimi vent’anni ha portato alla realizzazione di 341 progetti deliberando contributi per oltre 62 milioni di euro che hanno permesso di mobilitare risorse, aggregare conoscenze e persone sostenendo lo sviluppo delle comunità locali.

Leggi: Secondo Welfare, 30/09/2020


mercoledì 30 settembre 2020
Recovery Fund. “Investire su sanità digitale, territorio, personale e ricerca”. I rilievi della Commissione Affari Sociali

E poi, garantire l’omogeneità del diritto alla salute su tutto il territorio nazionale, prevedere investimenti mirati all’adeguamento o riconversione degli ospedali esistenti, garantire la presenza di una strumentazione diagnostica e sanitaria adeguata nelle strutture, adeguare i Lea alle nuove emergenze sanitarie. Questi solo alcuni dei 17 punti presenti nello schema di relazione approvato ieri dalla XII Commissione della Camera. Presenti nel documento anche altri 7 punti riguardanti le politiche sociali.
Dopo l’audizione della scorsa settimana del ministro della Salute Roberto Speranza, la Commissione Affari Sociali della Camera scende in campo come protagonista ed approva un articolato documento con diversi rilievi su come utilizzare le risorse del Recovery Fund per ridisegnare il Servizio sanitario nazionale.
Il documento approvato contiene 17 punti sul tema salute, a cui si aggiungono ulteriori 7 punti in riferimento alle politiche sociali. Tra le priorità, si chiedono investimenti su sanità digitale, territorio, personale e ricerca. Senza scordare la necessità di rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale il diritto alla salute.
Questi i punti riguardanti il sistema salute:

Leggi: Quotidiano Sanità, 30/09/2020


mercoledì 30 settembre 2020
Non autosufficienza, “il governo convoca solo i sindacati”

Denuncia del Comitato 16 Novembre, che chiede di convocare, via web, tutti gli attori interessati e, di elevare il Fondo non autosufficienza a 2 miliardi di euro, utilizzando le risorse del Recovery Fund, in maniera tale da garantire un’assistenza dignitosa, attraverso un assegno di cura uguale su tutto il territorio nazionale
Sulla non autosufficienza e la gestione e distribuzione dei relativi sostegni e risorse, il governo deve ascoltare “tutti gli attori interessati, non solo i sindacati”: l’appello arriva dal Comitato 16 Novembre, che riferisce come invece il ministro Speranza e la ministra Catalfo abbiano convocano i soli sindacati. “Capiamo che abbiamo una popolazione anziana non autosufficiente che ha diritto di essere rappresentata – commenta la presidente Mariangela Lamanna – tuttavia non abbiamo solo anziani non autosufficienti. Il governo attuale – aggiunge – non può dimenticare la storia del Fondo non autosufficienza, frutto di battaglie dure e, per molti senza ritorno, né può ignorare il fatto che esista un Tavolo dedicato, la cui prima ed unica convocazione da parte della ministra Catalfo, risale al 9 ottobre 2019. Tavolo che ha partorito il primo Piano per la non autosufficienza, che necessita di valutazioni, correzioni ed aggiustamenti per una buona funzionalità, cosa dalla quale siamo ancora molto distanti”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2020


lunedì 21 settembre 2020
Un morto su cinque da Covid in Italia era un paziente con demenza

I risultati di uno studio condotto in nove Paesi. Oggi si celebra la Giornata internazionale dedicata all’Alzheimer. Appello della Federazione Alzheimer Italia: “Chiediamo il rispetto dei diritti delle persone malate e che la ricerca non si fermi: molti fondi sono stati convogliati sul covid”
Alzheimer mani tengono foto
Un morto su cinque per Covid-19 in Italia era un paziente con demenza. È quanto emerge dal rapporto “Impact and mortality of Covid-19 on people living with dementia: cross-country report”, pubblicato oggi, 21 settembre, Giornata internazionale dedicata all’Alzheimer dal network internazionale delle associazioni di pazienti e famigliari. Lo studio, che ha coinvolto nove paesi (Regno Unito, Spagna, Irlanda, Italia, Australia, Stati Uniti, India, Kenya e Brasile), mostra come tra le vittime del coronavirus vi siano percentuali elevate di persone con demenza: dal 25% in Inghilterra e Galles al 31% in Scozia. In Italia è stata del 19%.


DALLE REGIONI:

venerdì 2 ottobre 2020
Roma: Cgil-Sunia Cgil, stop agli sgomberi se non ci sono le case

“In un’intervista tra le numerose criticità di Roma, il prefetto Piantedosi torna nuovamente sul tema degli sgomberi dei palazzi occupati, ne fa un primo elenco e aggiunge che partiranno a breve, non tenendo in considerazione gli accordi del precedente piano che perlomeno dava la giusta attenzione allo specifico contesto sociale calendarizzando su sette anni, viste le difficoltà”. È quanto si legge in una nota di Cgil e Sunia Cgil. “Il tema nella nostra città – aggiungono – è di eterna attualità e ogni prefetto che s’insedia lo mette tra le priorità degli interventi inducendo effetti negativi nel sentire comune e nei legami solidali che ci sono stabiliti in città e in un contesto in cui è ancora vivo il ricordo del disumano sgombero di piazza Curtatone e che produsse un intervento del ministro degli Interni Marco Minniti che vietò sgomberi che non avessero individuato delle soluzioni alloggiative immediate. Per quanto non spetti al ministro autorizzare o meno l’intervento in un immobile occupato faremo appello alla ministra Luciana Lamorgese, sensibile ai temi delle tutele ai più deboli, a considerare la questione romana”.

Leggi: Sunia, 02/10/2020


giovedì 1 ottobre 2020
Le misure anticovid nelle Rsa rischiano di diventare una forma di detenzione?

Domani a Milano la conferenza regionale sulla salute mentale in Lombardia. “Dobbiamo dare una risposta ai parenti degli ospiti che lamentano un eccesso di misure che limitano la libertà”, afferma Francesco Maisto, garante delle persone private della libertà personale del Comune
La protezione dal contagio di anziani nelle rsa, di disabili e altre persone fragili in comunità rischia di diventare una forma di detenzione? C’è un ritorno alle strutture manicomiali? Sono questi gli interrogativi di fondo della Conferenza regionale sulla salute mentale in Lombardia, organizzata dal Garante delle persone private di libertà personale del Comune di Milano per venerdì 2 ottobre a Palazzo Marino. “Urge rafforzare i servizi territoriali, deistituzionalizzare, valorizzare la comunità”, sottolinea il garante Francesco Maisto. In Lombardia nel corso degli anni sono stati ridotti i fondi per una sanità di territorio per favorire i grandi ospedali. “Dobbiamo ora chiederci se vogliamo continuare a investire su posti letto oppure su più servizi e operatori distribuiti nel territorio”, aggiunge Maisto.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2020


giovedì 1 ottobre 2020
Cittadinanzattiva: bene l’assistenza domiciliare finanziata con le tasse del tabacco riscaldato

La proposta per il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, già lanciata in occasione del Decreto Cura Italia fa un passo avanti, con la segnalazione dell’emendamento in commissione Bilancio del Senato
“La proposta per il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, già lanciata in occasione del Decreto Cura Italia, da Cittadinanzattiva e oltre 70 fra organizzazioni civiche, associazioni di pazienti, federazioni e ordini professionali, società scientifiche e rappresentanti del mondo delle imprese, fa un passo avanti, con la segnalazione dell’emendamento in commissione Bilancio del Senato. L’emendamento prevede la realizzazione di Piani regionali pluriennali per il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, finanziati attraverso la revisione del regime fiscale che vige sui prodotti da tabacco riscaldato rispetto alle normali sigarette. Continua la nostra battaglia per garantire l’Assistenza domiciliare, le cui risorse abbiamo pensato di reperire attraverso la revisione della tassazione agevolata per i prodotti da tabacco riscaldato”. Lo ha dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2020


mercoledì 30 settembre 2020
Sanità, Regione Lazio: rafforzata la rete delle Rsa con mille posti letto

E’ stata siglata oggi l’intesa, alla presenza degli assessori regionali alla Sanità, Alessio D’Amato e alle Politiche sociali, Alessandra Troncarelli, con le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, per rafforzare la rete pubblica delle residenze per anziani
E’ stata siglata oggi l’intesa, alla presenza degli assessori regionali alla Sanità, Alessio D’Amato e alle Politiche sociali, Alessandra Troncarelli, con le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, per rafforzare la rete pubblica delle residenze per anziani con 1.000 posti letto.
“E’ un lavoro che abbiamo già iniziato nei mesi scorsi con la realizzazione delle Rsa di Genzano, Albano e prossimamente di Zagarolo- ha spiegato D’Amato- Intendiamo proseguire in questa azione tesa a migliorare la qualità assistenziale dei nostri anziani. E’ particolarmente importante che questo accordo venga sottoscritto durante il contrasto alla pandemia per rappresentare prioritariamente l’esigenza di ampliare l’offerta pubblica di assistenza alla popolazione più fragile”

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2020


mercoledì 30 settembre 2020
Anziani, “Poveri, soli e insicuri”: ricerca Spi-Cgil a Bologna

Solitudine, basso reddito, barriere architettoniche in casa. E insicurezza per il futuro. Sono questi i principali problemi che affliggono la fascia di popolazione più anziana di Bologna, così come emerge da una ricerca commissionata dallo Spi-Cgil di Bologna e realizzata da Ires Emilia-Romagna, che ha intercettato nel complesso 4.601 pensionati residenti sul territorio metropolitano. più della metà sono donne (55,8%) mentre un terzo sono over 80 (34%). Uno su due ha titolo di studio pari alla licenza elementare (49,4%). Un quarto degli anziani che ha risposto al questionario vive da solo (26,5%), quota che sale al 35% se si considerano i grandi anziani. Un elemento, sottolinea la Cgil, che “può rappresentare un fattore di rischio per l’insorgere o l’aggravamento di patologie socio-sanitarie”.
Circa quattro pensionati su 10 (38,7%) percepiscono un reddito mensile sotto ai mille euro, condizione che invece la maggior parte (65,7%) delle donne over 80 a bassa scolarizzazione. “È proprio questo segmento di popolazione a mostrare i maggiori segni di fragilità complessiva- afferma la Cgil- non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l’aspetto socio-sanitario”. Inoltre, nel 61,7% dei casi si rileva la presenza di barriere architettoniche interne al condominio o all’abitazione, il che “rischia di incidere negativamente sulla possibilità di condurre la propria vita in autonomia e sul proprio livello di inclusione sociale”, avverte ancora il sindacato dei pensionati.

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2020


mercoledì 30 settembre 2020
Case popolari: da sette mesi bloccate le assegnazioni in Lombardia

Secondo il Sicet, solo a Milano ci sono circa 5 mila alloggi liberi pronti per essere abitati. “Il sistema è bloccato per il meccanismo infernale previsto dalla legge regionale sulle assegnazioni e perché la Regione non l’ha ancora modificata dopo la sentenza della Corte Costituzionale”, afferma Ermanno Ronda, segretario cittadino del sindacato gli inquilini
Ci sono circa 5mila alloggi sfitti nelle case popolari di Milano che potrebbero essere subito assegnati. Ma da almeno sette mesi tutto è bloccato. La denuncia viene dal Sicet di Milano. “Il sistema è bloccato per il meccanismo infernale previsto dalla legge regionale sulle assegnazioni -afferma Ermanno Ronda, segretario cittadino del sindacato gli inquilini-. E per l’approccio ideologico della maggioranza che guida la Lombardia, che non ha ancora modificato la legge regionale dopo le bocciature della sentenza della Corte Costituzionale e del Tribunale di Milano”. Il 9 marzo scorso la Corte Costituzionale ha infatti dichiarato incostituzionale la legge della Lombardia sulle case popolari nella parte in cui poneva come requisito per presentare la domanda per un alloggio quello di essere residenti nella regione da almeno cinque anni. È intervenuto poi il Tribunale di Milano che ha dichiarato illegittimo il regolamento di applicazione della legge nel punto in cui prevede che gli stranieri dovessero presentare una documentazione aggiuntiva, rispetto a quella chiesta agli italiani, per dimostrare di non essere proprietari di alloggi nel proprio Paese d’origine.

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2020


IN AGENDA:

6 – 9 ottobre 2020 – Digital Health Summit 2020: la trasformazione digitale in Sanità nel post Covid-19

Dal 6 al 9 ottobre si svolge in veste totalmente digitale Digital Health Summit 2020, il convegno di riferimento dell’e-Health in Italia organizzato per il quinto anno consecutivo da NetConsulting Cube, GGallery Group e AISIS (Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità).
Basato su una piattaforma online interattiva, Digital Health Summit si configura come un viaggio in 12 stanze virtuali dall’emergenza verso il futuro della sanità. Un percorso a tappe che parte dall’ecosistema complessivo del Life Science, passa da nuovi modelli sostenibili di sanità per arrivare al ruolo del dato e della privacy, alle nuove architetture e nuovi Sistemi Informativi.
Per iscriverti, puoi visitare il sito dedicato all’evento.

Leggi: Advenias


19 ottobre 2020 -La vita dentro e “oltre” gli ospedali. Benessere ambientale e umanizzazione alla luce del COVID19

19/10/2020 dalle 09:30 alle 13:00 Bologna, Aula Magna, Regione Emilia-Romagna (partecipazione tramite diretta streaming)
L’evento rappresenta l’esito dell’impegno assunto al termine della Ricerca autofinanziata (promossa dall’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali – AgeNaS) “La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero”, conclusa nel 2018.
I due ambiti su cui si è concentrata l’attenzione per affrontare le criticità emerse hanno riguardato il benessere ambientale secondo l’approccio dell’universal design per la riduzione delle iniquità nell’accesso e nella fruizione dei servizi per operatori, utenti e caregiver, e la cura del benessere bio-psico-sociale attuata attraverso prassi di umanizzazione all’interno del servizio sanitario regionale.
Modalità di partecipazione
Sarà possibile seguire il convegno solo in diretta streaming http://videocenter.lepida.it/ – previa iscrizione online.

Leggi: Regione Emilia Romagna


IN EVIDENZA:

Le misure regionali di contrasto al COVID-19 nelle RSA

Lo scenario epidemiologico delineato a livello italiano ed europeo sulla diffusione del COVID-19 mette in primo piano la fragilità e i rischi della fascia di popolazione anziana e affetta da gravi patologie neurologiche, croniche e fortemente invalidanti, residenti presso le strutture sociosanitarie. Le differenti misure di prevenzione e protezione adottate a tutela degli ospiti delle RSA dalle Regioni italiane sono state sistematizzate in questa ricerca.
di Marco Betti (Federsanità-Anci Toscana), Gennaro Evangelista (Federsanità-Anci Toscana), Barbara Giachi (Federsanità-Anci Toscana)
L’allarmante situazione di emergenza sanitaria evidenziata a livello nazionale dallo studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nell’aprile del 2020 ha reso necessaria una riflessione sulle strategie intraprese a livello nazionale e regionale per la prevenzione e il controllo dell’epidemia nelle RSA. Queste, infatti, rappresentano i contesti nei quali l’esposizione al rischio è maggiore, essendo gli anziani ospitati generalmente più vulnerabili alle infezioni rispetto al resto della popolazione.
Nell’ambito della normativa nazionale emanata durante l’emergenza COVID-19 in materia di RSA, all’Ordinanza Contingibile e Urgente del 23 febbraio 2020 relativa alla necessità di limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti, sono seguiti altri indirizzi e raccomandazioni che hanno lasciato alle Regioni margini di autonomia nell’attuazione.
In questo contesto, le diverse scelte e strategie adottate costituiscono l’oggetto dell’analisi di seguito riportata, volta a mappare le azioni intraprese a livello regionale in risposta all’emergenza COVID-19 nella RSA. La ricognizione è il risultato di una “indagine quasi in presa diretta” intrapresa (Betti et al., 2020) per analizzare in tempi rapidi le misure adottate per rispondere tempestivamente ad un’emergenza i cui effetti hanno visto una crescita esponenziale. La raccolta dei dati si è svolta durante il mese di maggio 2020 ed ha utilizzato come fonti informative gli atti normativi (quali ordinanze, decreti, protocolli operativi, circolari, ecc.) e le notizie istituzionali, che sono schematizzati nella Tabella 1 (allegato in download). La scelta di utilizzare come fonti i siti web dei soggetti istituzionali (Regioni, Ministeri, ISS, ecc.) è stata presa assumendo il rischio potenziale di non rilevare tutte le disposizioni presenti all’interno di documenti non facilmente e immediatamente reperibili on-line.

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Con la pandemia anziani isolati: il 71% non ha incontri collettivi

I dati della sorveglianza “Passi d’Argento” coordinata dall’Iss e raccolti nel periodo 2016-2019 descrivono il contesto in cui si è diffusa la pandemia che rischia fortemente di aumentare l’isolamento e peggiorare la qualità di vita, soprattutto per gli anziani più fragili o con patologie croniche
Anziani, solitudine, demenze: persona di spalle su panchina – SITO NUOVO
Un anziano su 5 in Italia viveva già prima dell’arrivo del Covid-19 in una condizione di isolamento sociale, senza contatti con altre persone, neppure telefonici, nel corso di una settimana normale. Eppure uno su 3 rappresenta un aiuto fondamentale per i familiari. Lo rivelano i nuovi dati della sorveglianza “Passi d’Argento” coordinata dall’Iss e raccolti nel periodo 2016-2019. Questi dati, raccolti sulla popolazione degli ultra 65enni, descrivono il contesto in cui si è diffusa la pandemia che rischia fortemente di aumentare l’isolamento e peggiorare la qualità di vita, soprattutto per gli anziani più fragili o con patologie croniche. Ed è dedicato proprio agli effetti della pandemia sulle condizioni di vita dei più fragili la trentesima Giornata Internazionale delle persone anziane celebrata dalle Nazioni Unite ogni 1 ottobre. così in un comunicato l’Iss.
Secondo i dati, in Italia quasi 3 anziani su 4 (il 71%) non partecipano ad incontri collettivi presso punti di aggregazione come il centro anziani, il circolo, la parrocchia o le sedi di partiti politici e di associazioni e il 35% ha dichiarato di avere difficoltà nell’accesso ai servizi sociosanitari in particolare ai servizi della Asl e i negozi di prima necessità. Eppure quasi 1 persona su 3 (29%) rappresenta una risorsa per i propri familiari o per la collettività: il 19% si prende cura di congiunti, il 14% lo fa prendendosi cura di familiari o amici, con cui non vive, e il 6% partecipa ad attività di volontariato. più della metà degli ultra 65enni (il 61%) riferisce di avere almeno un problema strutturale nell’abitazione in cui vive e il 15% percepisce il proprio quartiere poco sicuro. Uno su 10 è caduto nei 30 giorni precedenti l’intervista e, nel 19% dei casi, è stato necessario il ricovero ospedaliero di almeno un giorno. Il 64% delle cadute si è verificato in casa, il 20% strada. Circa il 18% degli anziani vive una condizione di fragilità che grava principalmente sulle famiglie, il 94% delle persone con fragilità riceve aiuto dai familiari, il 20% da badanti e il 12% da conoscenti.

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SEGNALAZIONI:

Cucine accessibili, anche per queste le agevolazioni fiscali

Dell’interpello numero 422 del 23 ottobre 2019 della Agenzia entrate, in cui la stessa ha fatto chiarezza su come ottenere IVA agevolata e detrazioni su acquisti di mobili o elettrodomestici in caso di disabilità certificata, ve ne avevamo già parlato nel novembre 2019.
Non tutti sanno però che questa disposizione è applicabile anche per l’acquisto di cucine componibili.
L’agevolazione è però concessa limitatamente a “…le componenti dotate di dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, preposte a facilitare il controllo dell’ambiente da parte dei soggetti disabili, specificamente descritte in fattura con l’indicazione di dette caratteristiche”.
Leggi su money.it
Scarica l’interpello 422 del 23 ottobre 2019 della Agenzia entrate

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Previdenza: Identità digitale per le prestazioni – Dal 1°ottobre lo Spid prende il posto del PIN

Dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascerà più PIN come credenziale di accesso ai servizi dell’Istituto. Il PIN sarà sostituito da SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che permette di accedere ai servizi on-line della Pubblica Amministrazione. A comunicarlo l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale, nella quale l’Istituto spiega come con tale passaggio, “l’INPS rafforza il diritto dei cittadini alla semplificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e rende operative le politiche nazionali di digitalizzazione aperte ormai agli sviluppi europei. Lo SPID, infatti, consente agli utenti di interagire con l’Istituto, con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati aderenti. In base al Regolamento eIDAS l’identità digitale SPID (con credenziali di livello 2 o 3) può essere usata per l’accesso ai servizi in rete delle Pubbliche Amministrazioni dell’Unione europea. Grazie ai vari livelli di autenticazione dello SPID, l’INPS potrà abilitare nuovi servizi che richiedono una maggiore affidabilità nella fase di riconoscimento dell’utente”.
I PIN in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria la cui data verrà successivamente definita.
L’Istituto, inoltre, aggiunge che il passaggio da PIN a SPID non ha effetti sul servizio di PIN temporaneo. Gli utenti che accedono ai servizi INPS attraverso le credenziali SPID, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta d’Identità Elettronica) potranno, infatti, continuare a richiedere il PIN telefonico temporaneo utile per la fruizione dei servizi tramite Contact Center. Attraverso la funzionalità “PIN TELEFONICO” presente su MyInps è possibile scegliere di generare un PIN temporaneo la cui validità può essere di un giorno, una settimana, un mese o tre mesi.
Il PIN dispositivo sarà mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID, come i minori di diciotto anni, le persone che non hanno documenti di identità italiana o le persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno, e per i soli servizi loro dedicati. Tutti gli altri utenti dovranno pertanto dotarsi di credenziali di autenticazione alternative al PIN.

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NEWS:

martedì 29 settembre 2020
Non autosufficienza, l’apertura del governo

Parte il confronto tra esecutivo e sindacati. L’obiettivo è arrivare al varo di norme che garantiscano i livelli minimi di assistenza a coloro che non sono più in grado di badare a se stessi. Un problema che interessa tre milioni di persone: “Registriamo positivamente la disponibilità dei ministri Speranza e Catalfo”, così le sigle dopo l’incontro
Se ne parla sempre a bassa voce. C’è un pudore di fondo nel discutere di un problema che attraversa la società, ma che finora non ha avuto una risposta politica nazionale. In Italia le persone non autosufficienti sono circa 3 milioni, di cui 2 milioni e mezzo anziani affetti da patologie croniche. Tra questi la maggioranza è composta di donne, che spesso devono affrontare da sole gli effetti di malattie degenerative. Ma nel nostro Paese, a differenza di tanti altri, non esiste ancora una legge nazionale a favore delle persone non più autosufficienti e delle loro famiglie. Ed è una richiesta che i sindacati confederali e quelli dei pensionati rilanciano da anni. Forse è arrivato il momento di stringere. E i primi segnali dal governo sono positivi. Infatti il ministro della Salute, Roberto Speranza, insieme al dicastero delle Politiche sociali guidato da Nunzia Catalfo, ha convocato i sindacati dei pensionati per avviare il confronto sulle proposte di legge sulla non autosufficienza.

Leggi: Collettiva, 29/09/2020


martedì 29 settembre 2020
Energia: nel IV trimestre 2020 arriva il rimbalzo dei costi dell’energia. Aumenti del +15,6% per l’elettricità e +11,4% per il gas. Si avrà comunque un risparmio in termini annui, più contenuto rispetto a quanto previsto.

L’ARERA ha pubblicato oggi il consueto aggiornamento delle tariffe di energia elettrica e gas relative al IV trimestre 2020: +11,4% per il gas e +15,6% per l’elettricità.
Dopo i ribassi registrati nel secondo trimestre 2020, proseguiti, nel caso del gas, anche nel terzo trimestre, arriva il prevedibile “rimbalzo” dei costi dell’energia.
Garda caso, alle porte dell’inverno, torna ad aumentare anche il costo del gas, come ogni anno.
Alla luce di tale andamento per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole, riporta l’Autorità, sarà di circa 485 euro con un risparmio di circa 74 euro annui rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per il gas, invece, la spesa della famiglia tipo ammonterà a circa 975 euro, con un risparmio di circa 133 euro annui. Il risparmio complessivo sarà quindi di 207 euro/anno.
In una fase tanto difficile come quella attuale, in cui le famiglie stanno facendo i conti con le dure conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria, si attenuano gli effetti positivi in termini di risparmio rispetto ai precedenti trimestri, con una maggiore spesa a cui sarà difficile far fronte.

Leggi: Federconsumatori, 29/09/2020


martedì 29 settembre 2020
Anziani, Caritas Bolzano: “Hanno bisogno di relazioni”

Giornata internazionale dell’anziano. Paolo Valente (Caritas Bolzano-Bressanone): “Non possiamo pensare che solo isolando sia possibile tutelare malati e anziani dalla malattia o dalla morte. Hanno bisogno dell’incontro con l’altro, della vicinanza e del sentirsi parte di una comunità”
“Non possiamo pensare che solo isolando sia possibile tutelare malati e anziani dalla malattia o dalla morte. Hanno bisogno dell’incontro con l’altro, della vicinanza e del sentirsi parte di una comunità”. Questo l’appello all’opinione pubblica rivolto dal direttore Paolo Valente, a nome della Caritas di Bolzano-Bressanone, in occasione della Giornata internazionale dell’anziano che ricorre il primo ottobre.
“Come Caritas diocesana attraverso l’operato dei suoi volontari e collaboratori del servizio Hospice sperimentiamo spesso che le persone anziane o gravemente malate non vogliono essere di peso per nessuno e per questo tendono a non esprimere chiaramente ed esplicitamente i loro effettivi bisogni e preoccupazioni”, dichiara il direttore della Caritas. Proprio per questo la Caritas vuole dare loro voce. “La pandemia ha reso visibili i limiti della nostra società nel prendersi adeguatamente cura dei soggetti fragili malati e degli anziani. Parlare e toccare i temi della morte e del morire rimane nella nostra società qualcosa di difficile da affrontare”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/09/2020


martedì 29 settembre 2020
Superbonus 110%, Conte: ‘intendiamo estenderlo anche oltre il 2021’

Estendere il Superbonus 110% “anche oltre il 2021”. Parola del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenuto sabato con un videomessaggio a Bologna all’evento “Insieme per Ricostruire”, organizzato dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia. Conte ha anche annunciato l’imminente firma del decreto contenente le opere prioritarie, da realizzare con percorsi accelerati e l’ausilio di commissari appositamente nominati.
Nel suo messaggio di saluto, il Presidente Conte ha ribadito che, per uscire dalla crisi, le parole d’ordine sono sviluppo, efficienza, sostenibilità e innovazione.
L’obiettivo, illustrato da Conte, non è solo far partire subito gli investimenti ed i cantieri, ma anche perseguire l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico degli edifici. Va in questa direzione, a detta di Conte, il Superbonus 110%, che dà la possibilità di produrre lavoro e promuovere la sostenibilità e la sicurezza.
Per questi motivi, il Presidente Conte ha affermato che il Governo intende estendere lo strumento del Superbonus 110% anche oltre il 2021.

Leggi: Edilportale, 29/09/2020


lunedì 28 settembre 2020
Sindacati pensionati, bene disponibilità governo su non autosufficienza

I sindacati la chiedono invano da anni ma stavolta il governo ha dato la sua disponibilità a definire una legge quadro sulla non autosufficienza. Un incontro non decisivo quello tenuto in teleconferenza tra i Ministri del Lavoro Nunzia Catalfo e della Salute Roberto Speranza e i Segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo, in previsione della prossima manovra di bilancio. Ma al termine della riunione si registrano passi avanti per affrontare uno dei grandi temi del terzo millennio che coinvolge direttamente circa tre milioni di italiani, per la maggior parte anziani.
«Registriamo positivamente la disponibilità espressa dai Ministri del Lavoro Nunzia Catalfo e della Salute Roberto Speranza per la definizione di una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza», si legge nel comunicato stampa a firma delle tre organizzazioni sindacali.
«Si tratta di una legge di civiltà che aspettiamo da molto tempo, resa ancora più urgente dall’impatto che la pandemia di Covid-19 sta avendo in particolare sulla popolazione anziana più fragile ed esposta».

Leggi: Liberetà, 28/09/2020


lunedì 28 settembre 2020
Anziani, Zuppi: case come barriere, installare gli ascensori

L’arcivescovo di Bologna torna a sollevare il problema al convegno organizzato dal sindacato pensionati della Cisl. Il demografo Gianluigi Bovini: “Potenziare i bonus fiscali per metterli”
A Bologna e in Emilia-Romagna, così come in tutta Italia, circa il 70% delle abitazioni è ancora senza ascensore. “Dobbiamo metterli”, altrimenti le stesse case “diventano una barriera architettonica” per gli anziani. È l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, che torna a sollevare il problema questa mattina al convegno organizzato dal sindacato pensionati della Cisl proprio sul welfare per gli anziani. “Dobbiamo mettere gli ascensori nelle case, altrimenti diventano una barriera architettonica”, esorta Zuppi, che cita gli studi statistici del Comune di Bologna. E ammonisce: “La dimensione della solitudine degli anziani è destinata a crescere”.
Del problema parla anche il demografo Gianluigi Bovini, ex direttore proprio dell’ufficio statistica di Palazzo D’Accursio. Che non nasconde anche le sue critiche. “Abbiamo il bonus al 90% e al 110% per interventi antisismici, per il risparmio energetico e anche per rifare le facciate- elenca Bovini- ma non per installare gli ascensori. è una cosa che stento a capire. Perché il bonus è al 90% per il risparmio energetico e al 50% per gli ascensori. C’è un buco logico”. Per questo, suggerisce il demografo, visto anche l’arrivo delle risorse europee, “vediamo se riusciamo a potenziare gli incentivi per migliorare l’accessibilità a favore di migliaia di anziani”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2020


lunedì 28 settembre 2020
Salute mentale, dalla “reclusione” alla domiciliarità: il ministero risponde a Unasam

L’associazione aveva denunciato in una lettera al ministro Speranza la grave situazione che permane, per effetto della pandemia, all’interno delle strutture residenziali. Il ministero: “Attiveremo un’interlocuzione finalizzata ad acquisire elementi utili per rispondere in maniera scientifica e pertinente alle richieste. Il 6 ottobre la Giornata mondiale per la Salute mentale”
“Il tema della salute mentale è assolutamente centrale per questo Ministero”: inizia con questa rassicurazione la risposta che Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, ha recapitato a Unasam, dieci giorni dopo aver ricevuto la lettera in cui l’associazione esprimeva “grande preoccupazione per il protrarsi delle restrizioni di libertà, nelle strutture socio sanitarie e socio assistenziali, che accolgono persone che vivono la condizione della sofferenza mentale”. La presidente Gisella Trincas sollecitava un “intervento urgente” da parte del ministero, dal momento che le misure preventive si traducono, in molti contesti, in “un’inaccettabile e incomprensibile rigidità di disposizioni”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2020


lunedì 28 settembre 2020
Anziani e Rsa. Fnopi: “Pronti a disegnare un nuovo modello per l’assistenza basato su cinque punti”

Appello al ministro per una riforma urgente condivisa con tutti gli stakeholder. Secondo i dati Iss servono almeno 29.700 professionisti. Questi i cinque punti del nuovo modello proposto dalla Fnopi: rapporto adeguato infermieri/pazienti, riconoscimento di una chiara leadership di direzione, personale di supporto con formazione adeguata, valorizzazione di formazione e competenze e rinnovi contrattuali.
“L’assistenza agli anziani e ai più fragili è l’obiettivo della nostra professione e per questo produrremo e presenteremo alla nuova Commissione anziani del ministero, una proposta degli infermieri messa a punto dopo un confronto con tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione dei servizi per l’età avanzata, con le associazioni che rappresentano gli assistiti delle Rsa, con la parte datoriale che riguarda i nostri professionisti, con le Regioni e con i sindacati per gli aspetti contrattuali. Un focus particolare sarà dedicato alle Rsa che nella pandemia si sono dimostrate luoghi di fortissima criticità e per questo devono aumentare il livello di qualità e sicurezza dell’assistenza garantita ai cittadini e nel farlo bisogna rivedere anche le attuali condizioni lavorative de personale infermieristico”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 28/09/2020


venerdì 25 settembre 2020
Commissione assistenza anziani, Forum: “Dimenticato il terzo settore”

La portavoce Fiaschi: “Dispiace constatare che nessun rappresentante del vasto mondo del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione sociale sia stato chiamato a far parte della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria”
“Dispiace constatare che nessun rappresentante del vasto mondo del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione sociale sia stato chiamato a far parte della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana. Una mancanza che riteniamo molto grave – dichiara la Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Claudia Fiaschi – ed una scelta incomprensibile che non tiene assolutamente conto del ruolo, spesso fondamentale, svolto dal volontariato e da tutto il Terzo settore nei confronti della popolazione anziana, in attività di assistenza domiciliare e residenziale, né tantomeno della grande esperienza maturata dalle associazioni che si occupano di terza età e di invecchiamento attivo in iniziative di animazione ed integrazione sociale, azioni qualificanti di un modello nuovo e organico di assistenza sociosanitaria.”

Leggi: Redattore Sociale, 25/09/2020


mercoledì 23 settembre 2020
Inps, con lo Spid al posto del Pin rischio esclusione per gli anziani dall’accesso ai servizi

Entro il 30 settembre 2021 dovremo dire addio al Pin per accedere ai servizi dell’Inps. Il nuovo codice identificativo, già ora in uso, si chiama Spid (Sistema pubblico di identità digitale) e permette di utilizzare tutti i servizi online della pubblica amministrazione.
Il passaggio al nuovo sistema – che è stato anche utilizzato per ottenere alcuni incentivi, come il bonus bici – sarà graduale in modo da dar tempo ai cittadini di familiarizzare con le nuove procedure.
La fase transitoria
L’Istituto nazionale di previdenza non rilascerà nuovi Pin dal primo ottobre 2020. Questo significa che i Pin esistenti continueranno a essere validi e saranno rinnovati (alla scadenza semestrale o trimestrale) fino al 30 settembre 2021. Dopo tale data, le pubbliche amministrazioni avranno il divieto di rilasciare o rinnovare codici di identificazione e di accesso diversi dallo Spid.
Faranno eccezione gli utenti che non possono richiedere le credenziali Spid per ragioni varie. È il caso dei minori di diciotto anni, degli stranieri privi di documenti di identità italiana o delle persone soggette a tutela, curatela e amministrazione di sostegno. Il Pin resterà valido solo per i servizi a loro dedicati, tutti gli altri cittadini dovranno dotarsi di credenziali di autenticazione alternative come lo Spid o la Carta d’Identità Elettronica o anche la Carta Nazionale dei Servizi.

Leggi: Liberetà, 23/09/2020


mercoledì 23 settembre 2020
Sfrattati dal covid, “occorrerà coraggio e senso di responsabilità”

Chi era in affitto in nero e non ha potuto più pagare ora è in strada. Caritas Ambrosiana sta seguendo 314 casi. Altri 600 hanno difficoltà a pagare canoni e utenze. “Con l’arrivo del freddo non basterà aggiungere posti letto nei dormitori. Occorre un piano metropolitano”, chiede il direttore Luciano Gualzetti.
Con il decreto rilancio gli sfratti sono stati bloccati fino al 31 dicembre 2020. Ma c’è chi in questi mesi la casa l’ha persa comunque: chi aveva un alloggio in affitto in nero o anche solo un posto letto. Solo Caritas Ambrosiana ne ha intercettati 314. È quanto emerge da un’indagine condotta tra gli operatori impegnati nella gestione del servizio Sai (Servizio di assistenza immigrati), Siloe (Servizio di orientamento lavorativo) e Fondo Diocesano di Assistenza. “Altre 600 persone non riescono più a pagare l’affitto e le utenze a causa del Covid. “Sempre più inesorabilmente la pandemia ci sta costringendo a vedere quei nodi della nostra vita sociale che abbiamo per troppi anni ignorato -spiega Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana-. Nei primi mesi della crisi sanitaria, durante il lockdown e la parziale riapertura della fase due, è emerso con prepotenza il tema del lavoro, precario e sottopagato. Ora sta venendo alla luce una vecchia questione: la casa. Mesi senza reddito o con redditi già scarsi falcidiati dalla cassa integrazione (per i fortunati che l’hanno ricevuta in tempi ragionevoli) hanno reso incapaci le famiglie di affrontare la principale voce di costo che specie a Milano è rappresentata dalla casa. Per il primo periodo hanno retto risparmiando sulla spesa alimentare, anche grazie agli aiuti che sono stati distribuiti. Ma ora non ce la fanno più”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/09/2020


mercoledì 23 settembre 2020
Covid, Sigot: ecco le regole per guidare gli anziani nella seconda ondata della pandemia

La Società italiana di geriatria ospedale e territorio, ha stilato un vademecum per guidare gli anziani ad un comportamento corretto che permetta di gestire l’attuale momento storico e possa ridurre il rischio di contrarre il virus
La pandemia di Covid-19, nella sua prima ondata a inizio 2020 ha coinvolto soprattutto la popolazione anziana. Stando ai dati del ministero della Salute aggiornati al mese di luglio, il numero di deceduti nei quali il Covid è la causa direttamente responsabile della morte raggiunge il valore massimo del 92% nella classe 60-69 anni e il minimo (1-2%) nelle persone di età inferiore ai 50 anni. L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 (dati dell’ISS) è di circa 80 anni ed è più alta di 20 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione. È dunque indispensabile che i soggetti con oltre 65 anni prendano in considerazione alcune misure precauzionali.

Leggi: Redattore Sociale, 23/09/2020


lunedì 21 settembre 2020
Giornata Mondiale Alzheimer 2020: “Ora più che mai è necessario parlare di demenza”

Federazione Alzheimer porta in Italia le proposte dei partner internazionali. Il rapporto mondiale Alzheimer 2020 è centrato su “Design, Dignità, Demenza; design dedicato agli ambienti costruiti per le persone con demenza”. Numerose le iniziative delle associazioni locali in tutta Italia
Si celebra oggi in tutto il mondo la XXVII Giornata Alzheimer e la Federazione Alzheimer Italia si fa portavoce in Italia delle azioni che i suoi partner internazionali AE – Alzheimer Europe e ADI – Alzheimer’s Disease International stanno portando avanti per celebrare questo appuntamento, ancora più significativo in questo 2020 che ha visto moltissime persone con demenza vittime della pandemia da Covid-19. Commenta Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia: “L’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro paese, e il mondo intero, ha messo ancora più in luce l’urgenza e la necessità di tutelare i diritti dei cittadini più fragili, tra cui le persone con demenza. Oggi più che mai è necessario parlare di demenza e in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer condividiamo le iniziative dei nostri partner internazionali, Alzheimer Europe e Alzheimer’s Disease International, perché crediamo fermamente che solo unendo le forze si possano raggiungere risultati”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2020


DALLE REGIONI:

martedì 29 settembre 2020
Casa, Milano: Comune, Prefettura e Regione, giro di vite sulle occupazioni

Giro di vite sulle occupazioni e per una maggiore tutela del patrimonio di edilizia pubblica. E’ il senso del nuovo ‘Piano Operativo di Azione per la prevenzione ed il contrasto alle occupazioni abusive di alloggi di proprietà pubblica’ firmato oggi…
Giro di vite sulle occupazioni e per una maggiore tutela del patrimonio di edilizia pubblica. E’ il senso del nuovo ‘Piano Operativo di Azione per la prevenzione ed il contrasto alle occupazioni abusive di alloggi di proprietà pubblica’ firmato oggi dal prefetto di Milano Renato Saccone, il vicesindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Anna Scavuzzo, l’assessore lombardo alle Politiche Sociali, Stefano Bolognini, il presidente di Aler Mario Angelo Sala e il presidente di MM spa Simone Dragone. Il documento aggiorna ed implementa il precedente, sottoscritto il 18 novembre 2014, che aveva lo scopo di “raccordare le azioni di contrasto all’illegalità con le azioni di assistenza e messa in sicurezza degli alloggi liberati”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/09/2020


martedì 29 settembre 2020
Anziani, Bologna studia la cittadella di Padova e pensa all’ex caserma Sani

L’ex casema Sani potrebbe essere il posto adatto dove replicare quel modello. A lanciare la proposta è Danilo Francesconi, segretario metropolitano della Cisl di Bologna, ieri durante il convegno organizzato dal sindacato pensionati proprio sul tema del welfare per gli anziani
Sotto le Due torri si studia come riformare le strutture per anziani, squassate nei mesi scorsi dall’emergenza Covid. E si guarda a Padova, all’esperienza di ‘Civitas Vitae’ della Fondazione Oic: un’unica cittadella dove sono riuniti servizi per anziani, disabili e bambini in età pre-scolare. Con un’idea in testa: l’ex casema Sani potrebbe essere il posto adatto dove replicare quel modello. A lanciare la proposta è Danilo Francesconi, segretario metropolitano della Cisl di Bologna, ieri durante il convegno organizzato dal sindacato pensionati proprio sul tema del welfare per gli anziani. “Già da tempo abbiamo sollecitato le istituzioni- spiega Francesconi, parlando alla ‘Dire’- e alcuni incontri sono stati fatti con la Fondazione Oic di Padova”.
Secondo il numero uno della Cisl, “all’ex caserma Sani ci potrebbe essere lo spazio per creare una soluzione come quella di Padova”, dove appunto è stato realizzato un complesso che prevede al suo interno diversi servizi, dall’asilo alle residenze per anziani, autosufficienti e non. All’ex caserma Sani, tra l’altro, “è già prevista una dotazione di alloggi e la possibilità di realizzare anche strutture commerciali- ricorda Francesconi- per fare una cittadella dove vivere in modo migliore. L’idea è stata lanciata un po’ di tempo fa, chiediamo che ora si possa riattivare questo percorso”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/09/2020


lunedì 28 settembre 2020
Covid e anziani, “quel cambio di rotta necessario per andare avanti”

A Trento due giorni di riflessione a livello nazionale sugli effetti dell’emergenza sanitaria che ha colpito prevalentemente la popolazione anziana e le strutture sociosanitarie. “La dignità del singolo anziano deve essere collocata al primo posto”
Una “grande opportunità di riflessione a livello nazionale” sugli effetti dell’emergenza sanitaria che ha colpito prevalentemente la popolazione anziana e le strutture sociosanitarie e sulle buone praticate attivate in questi mesi. E’ il senso del terzo Convegno internazionale “Anziani. Dignità, relazioni, cure”, organizzato da Erickson (in presenza nella sede di Trento e online) i prossimi 2 e 3 ottobre, con l’impegno di “allargare lo sguardo al campo delle humanities e delle buone pratiche relazionali, per offrire spunti di riflessione e strumenti operativi capaci di ‘porre al centro’ la persona con le sue relazioni, a chi opera quotidianamente con gli anziani”. Due giornate di discussione non solo su quello che è successo, ma soprattutto sul “cambio di rotta necessario per andare avanti e prepararci ai cambiamenti che ci attendono”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2020


giovedì 24 settembre 2020
Anziani, dalla regione Lombardia 600 mila euro contro le truffe

La somma verrà utilizzata dai comuni per il biennio 2020/2021. L’assessore De Corato: “Reato ignobile che i delinquenti compiono facendo leva sulla fragilità”
“La Regione Lombardia ha stanziato 600.000 euro per la realizzazione di iniziative utili a prevenire e contrastare i reati contro gli anziani”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato. I soldi saranno utilizzati dai comuni lombardi per il biennio 2020/21.
“È un reato ignobile che i delinquenti compiono facendo leva sulla fragilità degli anziani. Solo pochi giorni fa un trentenne, insieme a un amico, a un notaio e ai genitori, è stato denunciato per aver circuito una donna di 85 anni sottraendole denaro, sia tramite donazioni sia attraverso regali di lusso”, ha ricordato De Corato. L’assessore ha poi aggiunto: “Abbiamo realizzato degli spot televisivi nei quali mettiamo in guardia gli anziani invitandoli a denunciare alle forze dell’ordine ogni situazione sospetta e a non aprire mai la porta agli sconosciuti”.

Leggi: Redattore Sociale, 24/09/2020


IN AGENDA:

6 – 9 ottobre 2020 – Digital Health Summit 2020: la trasformazione digitale in Sanità nel post Covid-19

Dal 6 al 9 ottobre si svolge in veste totalmente digitale Digital Health Summit 2020, il convegno di riferimento dell’e-Health in Italia organizzato per il quinto anno consecutivo da NetConsulting Cube, GGallery Group e AISIS (Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità).
Basato su una piattaforma online interattiva, Digital Health Summit si configura come un viaggio in 12 stanze virtuali dall’emergenza verso il futuro della sanità. Un percorso a tappe che parte dall’ecosistema complessivo del Life Science, passa da nuovi modelli sostenibili di sanità per arrivare al ruolo del dato e della privacy, alle nuove architetture e nuovi Sistemi Informativi.
Per iscriverti, puoi visitare il sito dedicato all’evento.

Leggi: Advenias


2 ottobre 2020 – Il condominio e l’inclusione

Patrocinato tra gli altri dalla LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e da CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità), si terrà nel pomeriggio di venerdì 2 ottobre presso lo Spazio Binario 7 di Monza (Via Turati, 8, ore 14), la terza edizione del convegno Oltre le barriere. “Il condominio for all”.
L’incontro del 2 ottobre a Monza si svolgerà in presenza, ma per ottemperare ai decreti in tema di Covid-19 ci saranno a disposizione al massimo trenta posti. Per visionare il programma completo, oltreché per prenotazioni e informazioni, accedere a questo link nel sito di Condominio Solutions.

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IN EVIDENZA:

Protezioni pericolose?

L’editoriale “La differenza tra una RSA e una discoteca”, pubblicato il 28 luglio scorso, ha suscitato alcune riflessioni: Giovanni Merlo, a partire dalla sua esperienza con giovani e adulti con disabilità, evidenzia come le misure di protezione attuate delle RSA rischiano di tutelare la salute degli ospiti, ma di prevaricare il loro diritto di vivere nella società, di inserirsi e di non essere isolate, così come previsto dalla Convenzione ONU.
di Giovanni Merlo (Direttore Ledha – Lega per i diritti delle persone con disabilità)
Nel periodo più duro della pandemia, per raccontare e denunciare quanto stava avvenendo nelle RSA lombarde, (e non solo), abbiamo usato l’espressione “La strage degli innocenti”. Quanto è poi emerso, ha purtroppo dato ragione.
Il perché di una tragedia nelle case di riposo
La strage si è consumata per alcune ragioni:
• La mancata equiparazione del sistema sociosanitario a quello sanitario nella fornitura di Dispositivi di Protezione Individuali e nell’adozione tempestiva di protocolli e procedure adeguate.
• Il mancato accesso alle cure di un ampio numero di anziani inseriti nelle RSA, in ottemperanza a quanto previsto dalle linee guida della SIAARTI1: mancate cure che, dalle parole di diversi responsabili di queste strutture, non hanno però riguardato la sola impossibilità di accedere alle terapie intensive, ma anche alla diagnosi e al consulto di medici e trattamenti specialistici.

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Recovery Fund, è l’occasione per un piano sul disagio abitativo

Per Legacoop Abitanti il Programma nazionale per la qualità dell’abitare presenta tre rilevanti aspetti critici: i soggetti beneficiari esclusivamente pubblici, un’incongruenza tra l’obiettivo previsto di incremento dell’Edilizia Residenziale Sociale e un netto sbilanciamento sull’Edilizia Residenziale Pubblica, e soprattutto una dotazione finanziaria esigua
Il Programma nazionale per la qualità dell’abitare, il cui concreto avvio è stato reso possibile dalla recente firma del decreto attuativo interministeriale, è un primo passo per la definizione di politiche abitative in grado di rispondere ai bisogni delle famiglie con maggiori difficoltà, ma presenta tre rilevanti aspetti critici: i soggetti beneficiari esclusivamente pubblici, un’incongruenza tra l’obiettivo previsto di incremento dell’Edilizia Residenziale Sociale e un netto sbilanciamento sull’Edilizia Residenziale Pubblica, e soprattutto una dotazione finanziaria (poco più di 853 milioni) esigua rispetto alle ambizioni.
Questa la valutazione espressa nel corso dell’Assemblea Congressuale di Legacoop Abitanti, l’Associazione che riunisce le 624 cooperative del settore aderenti a Legacoop, con 240mila soci, un valore della produzione di 335 milioni (il 40% di quella realizzata da tutte le cooperative di abitanti attive del nostro Paese) ed un patrimonio netto di 2,5 miliardi (pari al 90% di quello complessivo).

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Superbonus edilizi: investiamoli in periferia

I superbonus per l’edilizia pesano sul bilancio dello stato per più di 14 miliardi. La misura potrebbe però dare buoni risultati se le detrazioni fiscali fossero indirizzate sugli interventi di rigenerazione urbana e riqualificazione delle periferie.
Interventi privati a totale carico pubblico
Con i cosiddetti superbonus per l’edilizia (articolo 119 del decreto legge 34/2020, convertito in legge 77/2020) il governo ha varato una misura di emergenza per facilitare la ripresa dell’edilizia e dell’economia dopo il blocco delle attività provocato dalla chiusura per Covid-19. Dato il costo elevato per il bilancio dello stato, ci si può chiedere se non sia opportuno raccordare i flussi finanziari generati dai superbonus con quelli di altre politiche pubbliche, la cui realizzazione richiede interventi di tipologie analoghe.
I superbonus consentono di scontare dalle imposte, in cinque anni, un importo pari al 110 per cento le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 (30 giugno 2022 nel caso degli Iacp) per il miglioramento dell’efficienza energetica, la riduzione del rischio sismico degli edifici e per l’installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. La realizzazione di questi interventi era già incentivata, ma le percentuali delle spese detraibili erano più basse e il beneficio era ripartito in dieci anni.

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Anziani e pandemia: lo strappo nel cielo di carta

Covid-19 Quali conseguenze per la popolazione anziana? Quali possibili risposte per evitare che le tragedie che si sono consumate durante la pandemia non abbiano insegnato niente? Quali azioni mettere in atto, da subito, per fronteggiare le conseguenze su anziani e grandi vecchi immaginando di volerne anche migliorare il futuro?
Covid-19 ha drammaticamente portato alla ribalta la popolazione anziana. Fin dalle prime notizie mediche e mediatiche relative alla nuova emergenza, una delle poche certezze condivise da tutti in merito a questo virus – sul quale ancora oggi si sentono anche da parte degli esperti le posizioni e le previsioni più varie – ha sempre portato in evidenza proprio l’elevato rischio a carico della categoria generazionale più debole. A posteriori non è difficile reperire statistiche, ormai purtroppo fondate su dati reali, che mostrano come le principali vittime della pandemia siano proprio gli ultra 80enni, sia che vivessero nelle case di riposo, strutture che si sono dimostrate a maggior rischio di micro-focolai endemici, sia che vivessero a casa.
Il nuovo coronavirus ha lacerato il pirandelliano cielo di carta portando in primo piano l’estrema vulnerabilità delle persone anziane e non solo di quelle affette da importanti patologie preesistenti e concomitanti. Ha messo sotto i riflettori ciò che può succedere nei luoghi di cura comunitari ogni volta che si diffonde una malattia che si trasmette per contagio. Ha imposto un isolamento sociale pesante basato su un confinamento e una immobilizzazione prolungata. Ha reso impossibile il ricorso a cure mediche e ospedaliere o ne ha ritardato l’accesso. Ha probabilmente accelerato per molti il momento della dipendenza da altri per la gestione delle consuete attività quotidiane.

Leggi: Welforum


Salute, Sigot: aumenta l’aspettativa di vita, 150 mila anziani in più ogni anno

Al 34esimo Congresso nazionale presentati studi sull’invecchiamento. Fondamentale un corretto stile di vita. La dieta mediterranea “riduce il rischio di gravi malattie degenerative croniche”
Anziani, futuro e stile di vita. “Nuovi studi pubblicati dalla Sigot tra i geriatri ospedalieri ci riservano non poche sorprese in un anno in cui abbiamo dovuto piangere la perdita di migliaia di anziani a causa della pandemia Covid”.
“La probabilità di godere di un invecchiamento sereno può aumentare adottando un corretto stile di vita. In particolare, l’adesione ai principi della dieta mediterranea riduce il rischio di gravi malattie degenerative croniche in età avanzata e favorisce la sostenibilità ambientale”, sottolinea Stefania Maggi, Dirigente di ricerca, CNR-Invecchiamento, Istituto di Neuroscienze, Padova, nel presentare la sua ricerca al 34esimo Congresso della Società Italiana Geriatria Ospedaliera e Territoriale.
Il trilemma dieta-salute-ambiente
Il progressivo invecchiamento della popolazione viene spesso visto con preoccupazione a causa delle risorse socio-economiche che può richiedere se l’estensione della vita non si accompagna a vitalità, resilienza e buona salute. Per favorire la prevenzione delle malattie durante tutto l’arco della vita per poi ottenere un invecchiamento di successo, alcuni dei principali pilastri su cui possiamo agire sono dieta, esercizio fisico, vaccinazioni e riduzione dell’inquinamento ambientale. Dieta, salute e ambiente si intrecciano così in un trilemma che ci può guidare verso un corretto stile di vita.

Leggi: Redattore Sociale


La coprogettazione come modalità di interazione tra pubblico e privato sociale – Un’esperienza

In un contesto di welfare sempre più dinamico e mutevole, gli attori pubblici e privati stanno ricercando nuove modalità comunicative e di interazione al fine di costruire un sistema integrato, capace di rendere sinergiche le risorse di attori differenti, tendenza presente nel nostro ordinamento fin dalla legge 328/2000.Uno degli strumenti a tal fine più rilevanti è sicuramente la coprogettazione. Si tratta di una modalità di azione grazie alla quale soggetti pubblici e del Terzo settore, accomunati da uno stesso obiettivo, hanno la possibilità di condividere idee, risorse, professionalità, riconoscendo reciprocamente il sapere specifico di cui ciascun partecipante al tavolo è portatore.
Ciò non significa che il solo fatto di avviare un’iniziativa di coprogettazione porti a superare tutte le difficoltà insite nell’interazione tra pubblico e Terzo settore. Coprogettare, infatti, significa mettersi in gioco e destrutturare tutte le modalità relazionali consolidatesi nel corso del tempo e rinunciare, anche da parte dell’ente pubblico che ha promosso la coprogettazione, a considerare di possedere il monopolio della conoscenza e conseguentemente del potere decisionale.

Leggi: Welforum


Cresce la domanda di assistenza, non aumentano abbastanza i lavoratori LTC

Chi sono i lavoratori impegnati nella cura degli anziani fragili? Quali interventi sono necessari per favorire il loro aumento in relazione alla crescente domanda di assistenza? L’articolo offre ai lettori una sintesi ragionata delle principali evidenze del Rapporto OECD “Who Cares? Attracting and Retaining Care Workers for the Elderly”, che sottolinea l’importanza di migliorare le condizioni di lavoro nel settore, aumentare la produttività degli operatori e investire nella prevenzione.
a cura di Giselda Rusmini (Caporedattore, “I luoghi della cura online”)
Nei prossimi decenni, tutti i paesi OCSE1 subiranno significativi cambiamenti demografici dovuti all’invecchiamento. Entro il 2050, la percentuale di coloro che hanno almeno 80 anni raddoppierà, arrivando a sfiorare il 10% della popolazione. Aumenterà, inoltre, il rapporto di dipendenza degli anziani: secondo le previsioni, entro il 2050 ci saranno solo due persone in età lavorativa ogni individuo di età superiore ai 65 anni. Questo significa che l’offerta di operatori formali e informali di assistenza a lungo termine (Long-Term Care, LTC) potrebbe risultare insufficiente.
Il rapporto OECD “Who Cares? Attracting and Retaining Care Workers for the Elderly”, recentemente pubblicato2, spiega che per mantenere l’attuale rapporto di cinque lavoratori LTC ogni 100 persone di età pari o superiore a 65 anni, il numero di lavoratori all’interno il settore dovrà aumentare di 13,5 milioni entro il 2040. Lo studio sottolinea l’importanza di intensificare gli sforzi per disporre di un numero di lavoratori sufficiente e di attuare strategie volte a migliorare la qualità dell’assistenza.

Leggi: I Luoghi della Cura


Troppo pochi lavoratori nel welfare italiano

I numeri sugli occupati in quattro settori chiave come istruzione, sanità, servizi sociali e pubblica amministrazione sono impietosi: l’Italia è al penultimo posto in Europa. Per adeguarsi alla media europea servirebbero 2 milioni di lavoratori in più.
Lavoratori essenziali per la società
Curare e assistere, educare e istruire, amministrare e difendere sono le funzioni essenziali per la riproduzione di una società. Nelle società moderne queste funzioni sono specializzate, cioè non sono più affidare alle famiglie o alle comunità, ma a strutture specifiche: ospedali e case di cura, scuole e università, enti pubblici e caserme. E nei paesi europei queste strutture sono per lo più finanziate dalla spesa pubblica e costituiscono gran parte del welfare state.
Per vedere le variazioni nel corso del tempo e le differenze tra paesi, gli economisti ricorrono alle quote di reddito nazionale o di spesa pubblica destinate a queste funzioni. Nonostante il crescente ricorso a tecnologie sempre più sofisticate e costose, tutte sono a elevata intensità di lavoro umano, per lo più molto qualificato, e alcuni studi ne mettono in luce la diversa consistenza rispetto all’occupazione totale. Ma è anche possibile calcolare quanti lavoratori vi sono occupati rispetto alla popolazione che devono curare, istruire o amministrare. L’esercizio, non usuale, mette in luce un quadro impietoso per l’Italia.

Leggi: La Voce


SEGNALAZIONI:

Previdenza: Identità digitale per le prestazioni – Dal 1°ottobre lo Spid prende il posto del PIN

Dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascerà più PIN come credenziale di accesso ai servizi dell’Istituto. Il PIN sarà sostituito da SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, che permette di accedere ai servizi on-line della Pubblica Amministrazione. A comunicarlo l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale, nella quale l’Istituto spiega come con tale passaggio, “l’INPS rafforza il diritto dei cittadini alla semplificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e rende operative le politiche nazionali di digitalizzazione aperte ormai agli sviluppi europei. Lo SPID, infatti, consente agli utenti di interagire con l’Istituto, con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati aderenti. In base al Regolamento eIDAS l’identità digitale SPID (con credenziali di livello 2 o 3) può essere usata per l’accesso ai servizi in rete delle Pubbliche Amministrazioni dell’Unione europea. Grazie ai vari livelli di autenticazione dello SPID, l’INPS potrà abilitare nuovi servizi che richiedono una maggiore affidabilità nella fase di riconoscimento dell’utente”.
I PIN in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria la cui data verrà successivamente definita.
L’Istituto, inoltre, aggiunge che il passaggio da PIN a SPID non ha effetti sul servizio di PIN temporaneo. Gli utenti che accedono ai servizi INPS attraverso le credenziali SPID, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta d’Identità Elettronica) potranno, infatti, continuare a richiedere il PIN telefonico temporaneo utile per la fruizione dei servizi tramite Contact Center. Attraverso la funzionalità “PIN TELEFONICO” presente su MyInps è possibile scegliere di generare un PIN temporaneo la cui validità può essere di un giorno, una settimana, un mese o tre mesi.
Il PIN dispositivo sarà mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID, come i minori di diciotto anni, le persone che non hanno documenti di identità italiana o le persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno, e per i soli servizi loro dedicati. Tutti gli altri utenti dovranno pertanto dotarsi di credenziali di autenticazione alternative al PIN.

Leggi: Inca

 

 

 

 

Cari nonni c’è una lettera per voi”. Auser e Nonno Nanni insieme per la solidarietà

Auser e Nonno Nanni insieme per la solidarietà.
Per il 2 ottobre, giorno della Festa dei Nonni, l’azienda ha lanciato l’iniziativa #CariNonni che sostiene l’Auser.
Collegandosi al sito https://carinonni.nonnonanni.it infatti è possibile inviare una lettera dono ai propri nonni: si può raccontare un ricordo, condividere un pensiero, una storia o un aneddoto, è anche possibile inviare una foto di un episodio vissuto insieme.
Per ogni lettera inviata l’azienda donerà 2 euro all’Auser, fino ad un massimo di 10mila euro.
Una bella iniziativa, concreta e creativa, per continuare ad essere vicino ai Nonni del nostro Paese.


NEWS:

martedì 22 settembre 2020
Malati Alzheimer. Retta RSA a carico dello Stato. Tribunale Foggia

Le stime più recenti a livello internazionale indicano che nel mondo vi sono circa 35,6 milioni di persone affette da demenza, con 7,7 milioni di nuovi casi ogni anno e un nuovo caso di demenza diagnosticato ogni 4 secondi. Il numero di persone con demenza, e principalmente malati di Alzheimer, dovrebbe triplicare nei prossimi 40 anni.
In Italia circa 1 milione di persone, secondo dati del ministro della Salute, sono affette da demenza e circa 3 milioni sono direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari. Per questo è importante l’ultima pronuncia in ordine di tempo che arriva dal Tribunale di Foggia, diffusa nella Giornata Mondiale dei malati di Alzheimer.
La pronuncia 11537/ 2020 riguarda la natura delle prestazioni rese ai malati, natura che incide sulla corresponsione delle rette alle Rsa che ospitano il paziente: le spese sanitarie sono a carico del Servizio sanitario nazionale (Dpcm 14 febbraio 2001) quelle assistenziali a carico dei familiari. Incontro a questi ultimi è arrivata però la pronuncia della Cassazione 4558/2012 precisando che per l’Alzheimer non è possibile distinguere tra prestazioni socio-assistenziali e sanitarie (e di conseguenza tutti i costi sono totalmente a carico dello Stato).

Leggi: Aduc, 22/09/2020


martedì 22 settembre 2020
Disabilità e mobilità sostenibile, studio racconta l’Italia del 2060

Le persone con disabilità over64, in forte aumento, non rinunceranno ad essere conducenti. Occorre riflettere su come i mezzi di trasporto, pubblico e non, potranno rispondere alle esigenze di questa popolazione. Strade più connesse e intelligenti e auto a guida autonoma potranno essere le risposte. Indagine Unipolis-Anglat
Strade più connesse e “intelligenti”, auto a guida autonoma. Sono queste alcune delle risposte che una ricerca della Fondazione Unipolis, svolta in collaborazione con Anglat (Associazione Nazionale Guida Legislazioni Andicappati Trasporti), cerca di dare per sostenere l’idea di un Italia più accessibile a tutti. Presentato durante la settimana europea della mobilità, lo studio intitolato “Il paradosso della mobilità” pone un accento importante sul diritto, per le persone con disabilità, all’accesso a modelli di sviluppo sostenibile che favoriscano spostamenti alla portata di ogni cittadino. Secondo il rapporto, infatti, nel 2060 il numero delle persone con disabilità aumenterà del 25%, per un totale di quattro milioni, mentre oltre due milioni di persone disabili utilizzeranno regolarmente mezzi di trasporto; di questi, uno su due sarà conducente d’auto. I risultati dello studio sono stati presentati nel corso di un evento, svoltosi a Bologna, da Marisa Parmigiani, Fondazione Unipolis, Fausto Sacchelli, Fondazione Unipolis, Roberto Romeo, ANGLAT, Sara Fulco, Angolazioni Rotonde, Marco Monesi, Città Metropolitana di Bologna.

Leggi: Redattore Sociale, 22/09/2020


lunedì 21 settembre 2020
Anziani. Commissione per la riforma dell’assistenza, Speranza chiama Paglia alla guida

Il ministro per la Salute ha nominato il presidente della Pontificia Accademia per la vita al vertice del nuovo organismo. Obiettivo: andare oltre la logica delle Rsa per proporre nuovi modelli
L’arcivescovo Vincenzo Paglia presiederà la commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana istituita con apposito decreto dal ministro per la Salute, Roberto Speranza. Insieme al presidente della Pontificia Accademia per la vita, che è anche Gran cancelliere del Pontificio Istituto Teologico “Giovanni Paolo II” per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, ne fanno parte illustri personalità del mondo scientifico e sociale.
«I mesi del Covid – ha affermato Speranza – hanno fatto emergere la necessità di un profondo ripensamento delle politiche di assistenza sociosanitaria per la popolazione più anziana. La commissione aiuterà le istituzioni ad indagare il fenomeno e a proporre le necessarie ipotesi di riforma».
Paglia ha ringraziato il ministro per l’incarico affidatogli sottolineando che «la Commissione rappresenta un prezioso strumento inteso a favorire una transizione dalla residenzialità ad una efficace presenza sul territorio attraverso l’assistenza domiciliare, il sostegno alle famiglie e la telemedicina. L’auspicio è che l’Italia, Paese tra i più longevi ed anziani del mondo, possa mostrare un nuovo modello di assistenza sanitaria e sociale che aiuti gli anziani a vivere nelle loro case, nel loro habitat, nel tessuto famigliare e sociale».

Leggi: Avvenire, 21/09/2020


lunedì 21 settembre 2020
Giornata Mondiale Alzheimer 2020: “Ora più che mai è necessario parlare di demenza”

Federazione Alzheimer porta in Italia le proposte dei partner internazionali. Il rapporto mondiale Alzheimer 2020 è centrato su “Design, Dignità, Demenza; design dedicato agli ambienti costruiti per le persone con demenza”. Numerose le iniziative delle associazioni locali in tutta Italia
Si celebra oggi in tutto il mondo la XXVII Giornata Alzheimer e la Federazione Alzheimer Italia si fa portavoce in Italia delle azioni che i suoi partner internazionali AE – Alzheimer Europe e ADI – Alzheimer’s Disease International stanno portando avanti per celebrare questo appuntamento, ancora più significativo in questo 2020 che ha visto moltissime persone con demenza vittime della pandemia da Covid-19. Commenta Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia: “L’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro paese, e il mondo intero, ha messo ancora più in luce l’urgenza e la necessità di tutelare i diritti dei cittadini più fragili, tra cui le persone con demenza. Oggi più che mai è necessario parlare di demenza e in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer condividiamo le iniziative dei nostri partner internazionali, Alzheimer Europe e Alzheimer’s Disease International, perché crediamo fermamente che solo unendo le forze si possano raggiungere risultati”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2020


lunedì 21 settembre 2020
Budget di salute e integrazione socio-sanitaria, verso un “nuovo welfare di inclusione sociale”

Al via l’Horcynus Lab Festival a Messina. Confronto sulla proposta di legge sul budget di salute. La sottosegretaria Zampa: “Bisogna fare tesoro delle esperienze locali per uscire con la legge dalla fase sperimentale”
Prospettive ampie e nuovi scenari sulla salute mentale, che coinvolgono in maniera sinergica Dsm, famiglie e terzo settore, si potrebbero aprire non appena la proposta di legge nazionale sul budget di salute dovesse essere varata. A confrontarsi sul tema, questa mattina al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro nell’ambito dell’Horcynus Lab Festival, sono stati diversi rappresentanti istituzionali e del privato sociale. L’evento, in programma dal 21 al 23 settembre, è organizzato dalla Fondazione Horcynus Orca e dalla Fondazione di Comunità di Messina, in collaborazione con Assifero, l’Associazione Nazionale delle Fondazioni e degli Enti Filantropici Italiani, REVES, la Rete Europea delle Città e dei Territori per l’Economia Sociale, l’Università degli Studi di Messina e l’ASP di Messina.
In particolare alla proposta di legge sul budget di salute la Fondazione di Comunità di Messina ha fornito un contributo importante, anche grazie all’esperienza maturata con il programma Luce è Liberta, attraverso il quale 56 ex internati nell’ospedale psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto sono stati reinseriti, con progetti personalizzati, nella vita sociale e lavorativa.

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2020


lunedì 21 settembre 2020
Lo Spi scrive a Speranza: vogliamo essere protagonisti della riforma sociosanitaria

In vista dell’incontro tra i sindacati e il governo di lunedì prossimo, 28 settembre, il sindacato dei pensionati della Cgil rivendica la sua partecipazione alla discussione sulla riforma delle Rsa e alla Commissione che si occuperà della legge nazionale sulla non autosufficienza. Quella legge sarà il frutto di anni di battaglie del sindacato
L’appuntamento importante è confermato per lunedì prossimo, 28 settembre. Quel giorno si aprirà il tavolo di confronto con il governo sui problemi della sanità e sulle questioni emergenti in campo sociosanitario. In evidenza anche la messa a punto della legge nazionale sulla non autosufficienza, una richiesta che sindacati confederali e sindacati dei pensionati portano avanti da anni. “Abbiamo molto apprezzato l’operato del Ministro Speranza in questi mesi – ha scritto oggi (21 settembre) sul suo profilo Facebook il segretario generale dello Spi Cgil, Ivan Pedretti – si è trovato ad affrontare una sfida enorme e lo ha fatto con serietà e competenza. È importante che ora pensi a come riformare il sistema sociosanitario e quello delle Rsa, visto tutto quello che è successo. A lui però chiediamo di coinvolgere anche le organizzazioni sindacali che rappresentano milioni di persone anziane e migliaia di uomini e di donne che vivono in quelle strutture”.

Leggi: Collettiva, 21/09/2020


giovedì 17 settembre 2020
COVID-19, gli anziani sono più resilienti

Da un piccolo studio condotto in USA emerge, un po’ a sorpresa, come nella popolazione anziana la percezione dei rischi legati al COVID non influisca direttamente sullo stato di benessere psicologico, evidenziando di fatto una certa capacità di resilienza.
I ricercatori – guidati da Amy Knepple Carney della University of Wisconsin – hanno usato annunci pubblicitari su Facebook per reclutare 166 adulti residenti in comunità, con un’età compresa tra i 18 e i 79 anni (età media 35,7 anni). Ai partecipanti sono stati sottoposti questionari online per valutare l’impatto dei disagi prodotti dal COVID-19 sul loro benessere e la loro salute.
Il campione era composto in maggioranza da adulti compresi nella fascia di età 18-24 anni (33,1%), giovani adulti dai 25 ai 29 anni (28,9%), adulti di mezza età dai 40 ai 59 anni (28,3%); solo 13 partecipanti (7,8%) avevano tra i 60 e i 79 anni.
In generale, non è stata osservata alcuna associazione significativa tra età e disagi prodotti dal COVID-19. Nelle persone di età superiore a 60 anni, i punteggi per stress e sentimenti negativi erano simili, a prescindere dal fatto che il COVID-19 avesse prodotto grandi o piccoli disagi nella loro vita, mentre i partecipanti più giovani riferivano elevati livelli di stress e sentimenti negativi.
“Confrontando le stesse condizioni oggettive, emerge chiaramente da parte degli anziani, in alcuni contesti e situazioni, una maggior resilienza emotiva e psicologica rispetto alle persone più giovani”, osserva Lloyd-Sherlock, della University of East Anglia, non coinvolto nello studio.

Leggi: Popsci, 17/09/2020


giovedì 17 settembre 2020
Pensioni. Sindacati: “Dal governo prime risposte positive”

Sulle pensioni, in vista della Legge di Bilancio, prosegue il confronto tra governo e sindacati confederali e dei pensionati. Ieri, nel corso di un incontro tenuto in videoconferenza, sul tavolo della trattativa passi avanti sono stati fatti su proroga dell’Ape sociale, Opzione donna, allargamento dell’area dei lavoratori fragili e precoci, misure per far fronte alle crisi industriali determinate dalla pandemia – dall’accompagnamento alla pensione per i lavoratori più anziani ai nuovi ingressi di giovani –, ma anche sulla tutela del potere di acquisto delle pensioni in essere e sulla non autosufficienza.
Per la Cgil erano presenti Roberto Ghiselli, segretario confederale, Ezio Cigna, responsabile previdenza pubblica, Salvatore Casabona, responsabile della previdenza complementare e Raffaele Atti, segretario nazionale dello Spi Cgil.
Sull’intero pacchetto il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha dato assicurazioni rispetto alla volontà del governo di accogliere nella prossima Legge di Bilancio 2021 le misure che da tempo i sindacati ritengono necessarie.
Per ciò che riguarda invece la complessiva riforma delle pensioni, con il relativo superamento della legge Fornero dal 2022, l’appuntamento, per cominciare a discuterne, è fissato per il 25 settembre.

Leggi: Liberetà, 17/09/2020


giovedì 17 settembre 2020
“Garantire le cure a chi non sa di averne diritto”: è la giornata della persona assistita

Appello del presidente dell’Ordine degli assistenti sociali Gazzi in occasione della Giornata nazionale delle cure: “Sicurezza delle cure per noi assistenti sociali è investire nella prevenzione e nei servizi nel territorio e tutelare i professionisti perché nove su dieci di noi hanno subito aggressioni”
“Garantire la sicurezza delle cure significa prima di tutto assicurare questo diritto a chi non ce l’ha, a chi ha pagato più di tutti le conseguenze della pandemia – parliamo per favore, di distanziamento fisico e non sociale, perché le relazioni umane sono fondamentali -, a chi è troppo fragile per sapere anche cosa gli spetta”: è l’appello lanciato da Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti sociali, in occasione della seconda Giornata nazionale delle cure e della persona assistita.
“Sicurezza delle cure per noi assistenti sociali – ha aggiunto – è investire nella prevenzione e nei servizi nel territorio e tutelare i professionisti perché nove su dieci di noi hanno subito aggressioni. Grazie anche all’impegno del Ministero della Salute ora c’è la legge 113 del 2020 che interviene sul tema e istituisce anche l’Osservatorio. Perché bisogna prendersi cura di chi si prende cura! La salute di tutti è il primo bene da tutelare, se non abbiamo capito questo, questi mesi difficili saranno trascorsi invano”.

Leggi: Redattore Sociale, 17/09/2020


mercoledì 16 settembre 2020
“Integrazione socio-sanitaria, cure di prossimità, digitalizzazione e valorizzazione professioni”. Ecco le linee guida del Governo per il Recovery Plan

Inviato dal Governo ai presidenti di Camera e Senato il documento che traccia la rotta per l’accesso alle risorse europee. Per il comparto Salute previsti anche interventi per il rafforzamento della resilienza e della tempestività di risposta del sistema sanitario alle patologie infettive emergenti gravate da alta morbilità e mortalità, nonché ad altre emergenze sanitarie. Conte: “Pronti a confrontarci con il Parlamento”. LE LINEE GUIDA
“Per la missione che riguarda la Salute, il PNRR indirizzerà risorse per il rafforzamento della resilienza e della tempestività di risposta del sistema sanitario alle patologie infettive emergenti gravate da alta morbilità e mortalità, nonché ad altre emergenze sanitarie”. È quanto si legge nelle linee guida del Governo per il Recovery Plan che sono state trasmesse dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ai presidenti di Camera e Senato.
“Il documento – scrive Conte nella lettera di accompagnamento – definisce in via preliminare gli obiettivi strategici di lungo termine e le aree d’intervento su cui si articolerà il Piano nazione di ripresa e resilienza che l’Italia dovrà presentare alla Commissione Ue nei prossimi mesi una volta completato l’iter dei regolamenti attuativi del Recovery Plan”.
Inoltre, il premier apre anche al confronto con il Parlamento: “Se le Camere lo riterranno opportuno, il Governo è disponibile a riferire sulle linee essenziali del documento, sia nella sede decentrata delle Commissioni sia nella sede plenaria dell’Assemblea”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 16/09/2020


DALLE REGIONI:

sabato 19 settembre 2020
Via al recupero dell’ex Tinaia

In partenza il cantiere per il recupero della ex Tinaia del Poggetto. Grazie ad un finanziamento di 2,3 milioni euro della Regione Toscana per l’edilizia pubblica popolare, nell’edificio che si affaccia sulla via Statale sorgeranno 10 appartamenti. Sulla base del bando della Regione gli appartamenti saranno consegnati dai proprietari attuali al Comune di Poggio già finiti e pronti per essere abitati. Oltre gli appartamenti, saranno ricavati alcuni spazi che avranno finalità sociali dedicate soprattutto agli anziani e alle categorie più fragili del territorio. “Passando sulla Statale – dice il sindaco di Poggio Francesco Puggelli – finora veniva naturale chiedersi come si potesse lasciare questo edificio, di grande valore, abbandonato a se stesso. Con questo progetto daremo risposta a famiglie che necessitano di una casa e avremo un ambiente adatto a molte altre attività, specialmente per i più anziani”. Fra le attività che potranno essere ospitate negli altri spazi: la ginnastica, l’intrattenimento dei pensionati e iniziative culturali.

Leggi: La Nazione, 19/09/2020


venerdì 18 settembre 2020
Anziani, in Veneto 180 mila ultraottantenni vivono da sole

Lo Spi-Cgil accende i riflettori: “Regione e Comuni non possono abbandonarle, servono politiche adeguate”
Molto anziane e molto sole: in Veneto oltre 180.000 ultraottantenni vivono senza nessun’altro. “Regione e Comuni non possono abbandonarle, servono politiche adeguate”, dice allora il sindacato dei pensionati della Cgil, lo Spi. Perché la solitudine innesca “conseguenze a volte drammatiche, come testimoniato anche dall’emergenza Covid”. E in Veneto la questione è delicata se si considera appunto che le ultraottantenni che in Veneto sono circa 227.000 e otto su 10 (l’83%, oltre 180.000) vivono da sole perché nubile, vedova o divorziata. E siccome sono “numeri destinati a crescere di anno in anno”, lo Spi chiede iniziative per assicurare regalare una vita dignitosa a questo spaccato di popolazione veneta. “La solitudine cui sono costretti molti anziani- commentano Elena Di Gregorio e Rosanna Bettella dello Spi del Veneto- colpisce soprattutto le donne over 80 che sono in numero nettamente maggiore rispetto ai colleghi maschi e prendono una pensione drasticamente inferiore a causa della discontinuità del lavoro o all’assenza della vita lavorativa extrafamiliare. Un gap che tra l’altro continua anche ai nostri giorni nonostante le ragazze abbiano una scolarità alta e con risultati migliori dei ragazzi”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/09/2020


venerdì 18 settembre 2020
Anziani, in Veneto 80 mila badanti non sanno dove fare la quarantena

Due su tre sono straniere, e non hanno una rete di appoggio in Italia. I sindacati dei pensionati: “E così possono contagiare assistiti o amici”
Sono circa 80.000 in Veneto, regolari e non: due su tre sono straniere, e non hanno una rete di appoggio in Italia; si stima che più della metà provengano da paesi dell’Est Europa, “con una situazione critica legata al Covid-19”. Sono le assistenti famigliari, le cosiddette badanti, e in particolare le romene e bulgare, e “per loro vige ancora l’obbligo di quarantena fiduciaria al rientro in Italia, ma non sanno dove trascorrerla”, dicono le segretarie dei sindacati regionali dei pensionati Elena Di Gregorio (Spi-Cgil), Vanna Giantin (Fnp-Cisl) e il segretario Fabio Osti (Uilp-Uil). E evidenziano “tre conseguenze, tutte paradossali: farsi ospitare da amici, aumentando il rischio sanitario; trascorrere la quarantena a casa dell’anziano che assistono con il pericolo di contagiarlo, se effettivamente malate, o addirittura ‘sfrattarlo’ momentaneamente con un ulteriore aggravio sulle famiglie; non rientrare del tutto dal Paese d’origine, soprattutto quando non si ha un contratto in regola”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/09/2020


giovedì 17 settembre 2020
“A casa in buona compagnia”, in Toscana assistenza alle persone con cronicità

Il progetto di telemedicina innovativa risponde alla necessità di monitorare l’efficienza e la continuità della cura tramite l’uso delle nuove tecnologie in modo interattivo e integrato
Il progetto di telemedicina innovativa, “A casa in buona compagnia”, è al suo giro di boa. Tutte le fasi di attuazione di questo progetto sperimentale, che mira a combattere le malattie croniche, sono state illustrate oggi dai vertici della Giunta – e dagli esperti della Regione, che vi hanno lavorato – ai sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Toscana, alla presenza delle direzioni generali delle Aziende sanitarie, direttamente coinvolte, e di Anci Toscana. Il progetto, frutto di un accordo siglato a dicembre 2019 tra la Regione e le stesse organizzazioni sindacali e messo in piedi in questi mesi, punta ad assistere gli anziani nella propria abitazione, quando possibile o, comunque, all’interno di residenze assistenziali, attraverso l’uso di strumenti e tecnologie innovative, integrate con il telemonitoraggio di parametri vitali, la valutazione di eventuali complicanze terapeutiche, i controlli infermieristici e le visite mediche programmate.

Leggi: Redattore Sociale, 17/09/2020


IN AGENDA:

24 settembre 2020 – La popolazione anziana e il lavoro: un futuro da costruire

Evento di presentazione online del volume.
In Italia sono 643.000 i lavoratori over 65 che alimentano la forza lavoro del Paese e in soli 10 anni la loro presenza è cresciuta del 60,8% ed entro il 2070 in Europa un lavoratore su due sarà anziano. Che ruolo è previsto per questa categoria di lavoratori in un mondo che cambia rapidamente, alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione, della crisi economica e delle sfide poste dalla pandemia da Covid-19? Ne discutono tre esperti, presentando il volume “La popolazione anziana e il lavoro: un futuro da costruire”: un’opera corale di 22 autori realizzata grazie alla collaborazione tra 50&Più e Fondazione Leonardo che colma un vuoto editoriale sul panorama italiano e che affronta un tema cruciale ma ancora troppo poco dibattuto: le condizioni per lavorare più a lungo tutti.

Leggi: Spazio 50


25-27 settembre 2020 – Festival Nazionale Economia Civile

Il Festival Nazionale dell’Economia Civile è un luogo di incontro per dare forza e slancio a una grande, democratica e generativa, mobilitazione di persone, imprese e associazioni per una nuova economia.
La seconda edizione del Festival si terrà dal 25 al 27 settembre 2020 a Firenze, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio.
Per gli ospiti in sala, l‘evento si svolgerà nel rispetto delle misure di sicurezza volte a prevenire la diffusione del virus e secondo il Piano Covid-19 stabilito dal Comune di Firenze. La presenza nel Salone è su invito.
Per tutti coloro che vorranno seguire il Festival sarà disponibile la diretta streaming dell’evento su questo sito, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook.

Leggi: Festival Nazionale Economia Civile


IN EVIDENZA:

Il muro che tiene separati gli anziani

Un’ampia categoria di cittadini è ancora grandemente esclusa da questo ritorno ad una «normalità protetta»
Caro direttore, nelle ultime settimane, nonostante la permanenza della pandemia da Covid 19, si è giustamente scelto il progressivo ritorno — con le precauzioni del caso — non solo alle attività lavorative e scolastiche, ma anche alle relazioni sociali, a partire dall’estate, nei luoghi turistici e in ogni città, talvolta con preoccupazione per gli assembramenti provocati. C’è però un’ampia categoria di cittadini che è ancora grandemente esclusa da questo ritorno ad una «normalità protetta»: gli anziani «istituzionalizzati».
La Comunità di Sant’Egidio, presente da anni con operatori e volontari in centinaia di residenze sociosanitarie e socioassistenziali, ritiene fortemente riduttive le «nuove linee guida» dell’Istituto Superiore di Sanità per le visite negli istituti di familiari ed amici. L’iniziativa poteva essere un passo positivo verso il reinserimento degli anziani nella socialità. In realtà così non è stato. Nonostante le pesantissime restrizioni alle relazioni sociali patite dagli over 65 durante il lockdown fino ad oggi, con gravi conseguenze psicologiche e sanitarie, le linee guida esprimono una politica di protezione degli ospiti estremamente restrittiva riguardo alle relazioni interpersonali, tale da configurare una violazione dei diritti individuali. Mentre si comprendono facilmente le restrizioni applicate a chi è infetto e dunque sottoposto a regime di quarantena, appare assai più discutibile attuarle per chi dovrebbe essere protetto e non è portatore di alcuna infezione. Si giunge, in taluni casi, ad imporre misure restrittive non lontane da quelle utilizzate in un regime carcerario.

Leggi: Corriere della Sera


Troppo pochi lavoratori nel welfare italiano

I numeri sugli occupati in quattro settori chiave come istruzione, sanità, servizi sociali e pubblica amministrazione sono impietosi: l’Italia è al penultimo posto in Europa. Per adeguarsi alla media europea servirebbero 2 milioni di lavoratori in più.
Lavoratori essenziali per la società
Curare e assistere, educare e istruire, amministrare e difendere sono le funzioni essenziali per la riproduzione di una società. Nelle società moderne queste funzioni sono specializzate, cioè non sono più affidare alle famiglie o alle comunità, ma a strutture specifiche: ospedali e case di cura, scuole e università, enti pubblici e caserme. E nei paesi europei queste strutture sono per lo più finanziate dalla spesa pubblica e costituiscono gran parte del welfare state.
Per vedere le variazioni nel corso del tempo e le differenze tra paesi, gli economisti ricorrono alle quote di reddito nazionale o di spesa pubblica destinate a queste funzioni. Nonostante il crescente ricorso a tecnologie sempre più sofisticate e costose, tutte sono a elevata intensità di lavoro umano, per lo più molto qualificato, e alcuni studi ne mettono in luce la diversa consistenza rispetto all’occupazione totale. Ma è anche possibile calcolare quanti lavoratori vi sono occupati rispetto alla popolazione che devono curare, istruire o amministrare. L’esercizio, non usuale, mette in luce un quadro impietoso per l’Italia.

Leggi: La Voce


Eurostat. In Italia aspettativa di vita tra le più alte, sia per uomini che donne. Ma resta alta percentuale di bisogni insoddisfatti

A verificare le condizioni di salute nell’Ue con gli ultimi dati disponibili alla mano è Eurostat che ha pubblicato l’edizione 2020 dei dati regionali in cui è presente un capitolo sulla salute. L’ente di statistiche europee sottolinea che la salute degli europei è legata a quella del pianeta: qualità dell’aria, dell’acqua potabile, del cibo. IL CAPITOLO SALUTE. IL REPORT INTEGRALE.
L’aspettativa di vita nell’UE è tra le più alte del mondo e l’Italia è tra i paesi dove questa è più alta (mediamente la più alta assieme alla Spagna).
Ma oltre le medie una realtà: in controtendenza con l’Europa dove in media vivono più le donne degli uomini, in Italia l’aspettativa di vita dei maschi è ai primi posti e sempre sopra ma media Ue con otto regioni in una classifica di dieci, mentre quella delle donne è sempre elevata, ma non c’è nessuna regione italiana tra le prime dieci in classifica.
A verificare le condizioni di salute nell’Ue con gli ultimi dati disponibili alla mano è EUROSTAT che ha pubblicato l’edizione 2020 dei dati regionali in cui è presente un capitolo sulla salute.
EUROSTAT sottolinea che la salute degli europei è legata a quella del pianeta: qualità dell’aria, dell’acqua potabile, del cibo.
E per la salute gli europei si aspettano servizi sanitari efficienti, ad esempio se si contrae una malattia o si è coinvolti in una incidente oltre che, in generale, una salute pubblica tempestiva e una informazione affidabile.

Leggi: Quotidiano Sanità


Come potenziare l’assistenza domiciliare per i non autosufficienti?

Dopo questi mesi di pandemia è molto cresciuto il consenso sulla necessità di potenziare l’assistenza al domicilio e ridurre i ricoveri in ospedale ed in Rsa. E dunque sull’uso delle nuove risorse finanziarie per potenziare i servizi territoriali e domiciliari. Ma quali servizi? Per chi? E come potenziarli? Per arricchire un dibattito già aperto su queste pagine ecco qualche riflessione e proposta.
Quali servizi per chi?
La risposta deve fondarsi sui bisogni che attualmente trovano inadeguate risposte nel welfare pubblico, che sono di due tipi:
1. C’è sicuramente la necessità di potenziare risposte di natura strettamente sanitaria, che consentano di gestire meglio al domicilio patologie, incluse quelle di origine virale/infettiva. E il potenziamento riguarda l’abbinamento al medico di medicina generale di interventi infermieristici, ma anche riabilitativi. Nonché la possibilità di esami con prelievi effettuati a casa, ed interventi di medici specialisti. È da non dimenticare l’attivazione sia di più forti interazioni tra ospedale e territorio, sia di possibili “uscite” dall’ospedale di operatori, come nelle (ancora poche) esperienze di ospedalizzazione a domicilio.
2. Cresce il numero di persone (in particolare anziani) con problemi di non autosufficienza, ossia incapaci di svolgere gli atti della vita quotidiana senza l’aiuto di altri. Persone che possono non essere portatrici di malattie in fase acuta, perché in una condizione di cronicità stabilizzata, oppure anche poli-patologici.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

“Scrivi una bella storia”: al via il corso per diventare amministratore di sostegno volontario

Sono aperte le iscrizioni per il corso di formazione gratuito organizzato a Bologna dall’Istituzione Minguzzi dal 21 ottobre al 3 dicembre. Obiettivo: offrire aiuto alle persone fragili negli adempimenti che possono permettere loro una migliore qualità di vita
Un corso per diventare amministratore di sostegno di una persona “fragile”: anziani con patologie invalidanti, persone con disabilità, con dipendenze o con problemi della personalità. Un corso non per provvedere alla sua assistenza, ma per prendersi l’impegno di aiutarla in quegli adempimenti che le consentiranno una migliore qualità di vita.
L’Istituzione Gian Franco Minguzzi della Città metropolitana di Bologna, in collaborazione con i partner del Progetto SOStengo!, infatti, ha organizzato un corso di formazione gratuito che si svolgerà dal 21 ottobre al 3 dicembre (al quale è già possibile iscriversi). Sei gli appuntamenti previsti, “con l’obiettivo – spiega Bruna Zani, Presidente dell’Istituzione Minguzzi – di garantire un adeguato bagaglio di conoscenza dell’istituto giuridico, delle prassi e degli aspetti relazionali necessari per lo svolgimento di tale incarico.

Leggi: Redattore Sociale

 

 

 

 

 

Auser sottoscrive l’appello internazionale di HelpAge per i diritti degli anziani

Il presidente nazionale Auser Enzo Costa ha sottoscritto l’appello sui diritti degli anziani che l’organizzazione internazionale HelpAge “Vecchiaia: più anni, uguali diritti ” ha presentato all’opinione pubblica in occasione del Festival cinematografico di Venezia. HelpAge vuole garantire una ripresa che tenga unite e solidali le generazioni e chiede ai rappresentanti del mondo della cultura e delle arti, a istituzioni, aziende, associazioni, comunità e a tutti i membri della società civile, di firmare l’appello che è già stato sottoscritto da diversi artisti, alcuni presenti al Festival: Alba Rohrwacher, Alice Rohrwacher, Saverio Costanzo, Isabella Sandri, Giuseppe Gaudino, Nanà Cecchi, Christian Raimo, Carlo A.Sigon, Riccardo Milani.
Il COVID-19 ha colpito le persone anziane in modo sproporzionato e le risposte alla pandemia hanno portato in molti casi a morti evitabili e all’aumento della discriminazione e della povertà. Questa crisi ha dimostrato quanto sia importante proteggere i diritti delle persone più longeve, perché ci siano pari opportunità di sopravvivere, di vivere con dignità e di continuare a contribuire alla vita delle nostre comunità. Mentre progettiamo la ripresa delle nostre società, dovremmo quindi mirare a un mondo equo in cui tutti, indipendentemente dalla loro età, siano rispettati e trattati con dignità.
“Ci rivolgiamo al Governo Italiano – si legge nell’appello – affinché sostenga e promuova attivamente una Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti degli Anziani in tutte le sedi competenti, in particolare l’OEWG on Ageing e la Commissione Europea”.

Per firmare l’appello: www.helpage.it


NEWS:

martedì 15 settembre 2020
Pensioni, si riparte

I sindacati sono convocati dal governo per riprendere la discussione sulle misure urgenti in campo previdenziale da inserire nella Legge di Bilancio: Ape sociale, Opzione donna, esodati, percorsi di accompagnamento alla pensione dei lavoratori più anziani nelle aziende in crisi. La discussione sulla riforma vera e propria che supererà la Legge Fornero partirà il 25 settembre
Si riparte domani. I sindacati sono convocati dal governo per mettere a punto le misure previdenziali più urgenti e impostare lo schema della riforma che supererà la legge Fornero dalla fine del 2021. I tavoli sono quindi due: quello di domani servirà a mettere a fuoco gli effetti della pandemia sul lavoro e discutere i nodi rimasti irrisolti. Il secondo appuntamento è stato fissato per il 25 settembre e avrà come ordine del giorno il tema più generale di una riforma previdenziale che superi l’attuale sistema. Le misure che saranno discusse domani dovrebbero entrare nella legge di Bilancio.

Leggi: Collettiva, 15/09/2020


martedì 15 settembre 2020
Rsa e strutture residenziali per anziani e disabili senza infermieri: “Si rischia nuovo dramma”

Allarme e appello di Uneba alla sanità pubblica: “Se portate via infermieri da rsa e strutture residenziali, private dell’assistenza anziani non autosufficienti e persone con disabilità. Non vogliamo essere Cassandre”
Se ci sarà una nuova ondata della pandemia, un nuovo picco di contagi, una nuova emergenza, anziani e persone con disabilità ricoverati nelle strutture potrebbero di nuovo esserne le vittime principali. Perché? Perché gli infermieri non bastano e stanno migrando verso il servizio sanitario, richiamati dalle campagne di assunzioni avviate dalle aziende sanitarie pubbliche. L’allarme arriva da Uneba. associazione di categoria del settore sociosanitario con un migliaio di enti associati in tutta Italia, quasi tutti non profit di radici cristiane. “Va fermata subito l’emorragia di infermieri in Rsa e strutture per anziani e persone con disabilità – chiede il presidente Franco Massi – Altrimenti queste rischiano di trovarsi con troppo pochi infermieri proprio nel momento più delicato per la prevenzione e la protezione dal Covid-19”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/09/2020


lunedì 14 settembre 2020
Anziani discriminati per la loro età, Sigg-Sigot: fermare l'”ageismo”

Secondo uno studio condotto a livello europeo, il 28% degli anziani ha riferito episodi di intolleranza, addirittura più di coloro che subiscono atti di sessismo (22%) e razzismo (12%)
“In termini tecnici si chiama ageismo e indica la discriminazione nei confronti di una persona in base alla sua età, in particolare verso gli anziani. Un fenomeno sempre più diffuso e comune che, a differenza di sessismo e razzismo, non è punito dalla legge. Secondo uno studio condotto a livello europeo, il 28% degli anziani ha riferito episodi di intolleranza addirittura più di coloro che subiscono atti di sessismo (22%) e razzismo (12%). In uno dei settori che riguarda gli aspetti principali della vita della persona anziana, ossia quello della sanità, il 30% degli over-60 ha dichiarato di essere trattato in modo ingiusto a causa dell’età”. È quanto si legge in una nota.
“Rispetto al razzismo e al sessismo, l’ageismo è ancora relativamente tollerato perché, a differenza dei primi due fenomeni, è l’unica discriminazione non punita dalla legge e a volte gli anziani si considerano troppo vecchi per trarre beneficio dalle cure più avanzate perché ritengono sia normale essere malati a partire da una certa età”, affermano Raffaele Antonelli Incalzi, presidente Sigg e Alberto Pilotto, presidente Sigot. Per questo, in occasione della celebrazione dei 20 anni della Carta Europea dei diritti fondamentali, la Sigg e la Sigot, insieme a 42 organizzazioni di 29 Paesi, promuovono lo slogan “#OldLivesMatter”- “Le vite degli anziani contano”- lanciato dalla Campagna globale contro la discriminazione nei confronti delle persone anziane per sensibilizzare cittadini, il mondo sanitario, le istituzioni e i media.

Leggi: Redattore Sociale, 14/09/2020


lunedì 14 settembre 2020
Giornata nazionale sicurezza delle cure e della persona assistita. Dalle società scientifiche un “contact center” per rispondere ai cittadini

In occasione della Giornata nazionale che si celebra il 17 settembre, la Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane (Fism) lancia la campagna nazionale “Corretta informazione sanitaria per la sicurezza delle cure per il cittadino. Si potrà inviare un proprio quesito all’indirizzo pandemia@fism.it per ricevere in tempi celeri una risposta puntuale dai professionisti
Un ‘contact center’ per offrire alla popolazione, attraverso il coinvolgimento delle proprie associate, un servizio informativo qualificato in tema di sicurezza sanitaria.
È quanto offre la Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane (Fism) per celebrare la Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita. “La direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, che istituiva nel 17 settembre di ogni anno la ‘Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita’ – ha detto Franco Vimercati, Presidente Fism – impone di offrire anche al cittadino una corretta informazione. La Fism quindi, lancia la campagna nazionale “Corretta Informazione Sanitaria per la sicurezza delle cure per il cittadino. La promozione di un approccio interdisciplinare tra le diverse aree mediche facilita la veicolazione di messaggi condivisi e divulgati con un linguaggio semplice e comprensibile da tutti. Lo sforzo di comunicare notizie affidabili deve passare anche attraverso l’uso di un linguaggio che faciliti la comprensione da parte di tutti”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 14/09/2020


lunedì 14 settembre 2020
Telemedicina e cronicità: imparare dalla lezione Covid-19

Durante il webinar “Cronicità e telemedicina. La lezione di Covid-19”, realizzato da Motore Sanità, esperti di tutta Italia si sono confrontati per porre le basi per rendere finalmente concreto l’utilizzo della telemedicina in Italia
Dopo anni che si parla di telemedicina, ora è il momento di fare un balzo in avanti. Già 8 anni fa la Commissione europea aveva preparato un piano strategico per abbattere le barriere all’utilizzo diffuso della telemedicina nei Sistemi sanitari europei ma, almeno in Italia, poco è stato fatto. Il Covid-19 ha fatto emergere il grave ritardo nella riforma dei servizi territoriali mostrando la necessità di spostare l’assistenza dei malati cronici dall’ospedale al territorio. L’uso della telemedicina è fondamentale per la prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e monitoraggio e bisogna ora considerare la telemedicina come parte integrante del percorso di cura.
Durante il webinar “Cronicità e telemedicina. La lezione di Covid-19”, realizzato da Motore Sanità, grazie al contributo incondizionato di Daiichi-Sankyo, esperti di tutta Italia si sono confrontati per porre le basi per rendere finalmente concreto l’utilizzo della telemedicina in Italia.

Leggi: Redattore Sociale, 14/09/2020


sabato 12 settembre 2020
Rsa ancora a porte chiuse, persi mille ospiti

Più di 30mila famiglie in attesa di un posto. E malgrado le direttive dell’Iss resta difficile incontrare i parenti
Malgrado le nuove linee guida dell’Iss, le possibilità di incontro con i familiari ospiti di una Rsa sono molto ridotte, anche un solo parente ogni 15 giorni. Intanto sono fermi i nuovi inserimenti nelle Rsa. «Mille e ventinove inserimenti in meno nei primi otto mesi del 2020 rispetto al 2019 sono un grave danno per le oltre 30mila famiglie piemontesi in lista d’attesa. Il Pd denuncia: «I posti vuoti sono oggi circa 2.500 e il risparmio per le casse regionali è di almeno 30 milioni di euro». – P. 35 «Dopo le linee guida emanate dall’Istituto superiore di sanità non è cambiato assolutamente nulla. Continuo a non poter parlare con la mia mamma». La denuncia arriva da Giuseppe Panero che non riesce a stare vicino alla madre, 81 anni, da quando è scoppiata la pandemia e sta portando avanti la sua battaglia per poterla liberare da una condizione che definisce di «isolamento e carcerazione», dovuta alla paura del virus. Con la bella stagione un paio di volte a settimana Panero provava a far visita alla madre, ma erano incontri che potevano durare al massimo 10 minuti, assistiti da personale della struttura e soprattutto a oltre 4 metri di distanza nonostante i problemi di sordità della donna. «Con l’inverno le difficoltà aumenteranno e ci hanno già comunicato che anche le occasioni saranno di meno», aggiunge.

Leggi: La Stampa, 12/09/2020


venerdì 11 settembre 2020
Sanità, Speranza: l’impegno è diventare primi in Ue per assistenza domiciliare

Il ministro della Salute a Bari per la conferenza stampa sul modello di sanità pugliese:”La casa deve essere il primo luogo di cura”
“Basta cittadini che devono inseguire il sistema sanitario nazionale (Ssn), il territorio deve essere un piano essenziale, la casa deve essere il primo luogo di cura. Grazie ai soldi del decreto Rilancio gli over 65 con assistenza domiciliare passano dal 4 al 6,7%, la media dei Paesi Ocse è al 6. Con una legge passiamo da essere 2 punti sotto a 0,7 sopra la media Ocse. I migliori modelli in Europa sono la Svezia e la Germania che sono al 9. L’impegno di questo Governo è diventare il primo Paese d’Europa per assistenza domiciliare, arrivare oltre il 10%”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza nel corso della conferenza stampa a Bari sul modello di sanità pugliese.
“Questo è il primo grande tema su cui lavorare e abbiamo una congiuntura favorevole, perché possiamo immaginare un riforma del Ssn che sarà espansiva perché l’Europa ha capito e ha cambiato strada – ha aggiunto – penso al Recovery Fund e noi dobbiamo sfruttare questa congiuntura. Non basteranno i soldi che sono la premessa, insieme dobbiamo fare le riforme”.
“Da una crisi in cui siamo stati e in cui ancora dobbiamo operare – ha ribadito – dobbiamo costruire una possibilità di rilancio”.

Leggi: Redattore Sociale, 11/09/2020


giovedì 10 settembre 2020
Assistenti familiari, un contratto nuovo per “una figura sempre più necessaria”

I segretari generali di Domina, Federcolf e Aclicolf commentano le principali novità, che riconoscono l’importanza di quest’attività lavorativa, che coinvolge complessivamente circa 5 milioni di persone, tra famiglie e lavoratori. “La pandemia ha messo in luce il valore di queste figure professionali, spesso rimaste accanto ai loro assistiti nonostante la paura. Nel futuro, saranno sempre di più”
Non è solo un aumento retributivo, né un diverso inquadramento professionale: il nuovo contratto di lavoro domestico “riconosce il valore degli assistenti familiari di cui, soprattutto durante il lockdown, abbiamo compreso l’importanza”. Così Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina (associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico) commenta le novità introdotte dal contratto siglato tra le associazioni dei datori di lavoro (Fidaldo e Domina) e le organizzazioni sindacali dei lavoratori (Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS, Federcolf). E proprio questa “unitarietà, questo confrontarci con le istituzioni con una voce unica, associazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro, assume un significato particolare – spiega – Continueremo a interloquire così, sperando di arrivare a raggiungere un altro obiettivo che abbiamo in comune: una fiscalità agevolata per le famiglie, che permetta di regolarizzare tutti i lavoratori domestici”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/09/2020


giovedì 10 settembre 2020
“Assistenti familiari”: nel nuovo contratto così cambiano colf e badanti

Frutto dell’intesa tra le associazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, prevede un nuovo inquadramento professionale unico, aumenti e indennità per chi si occupa di non autosufficienza e per chi è più competente. Arriva anche l’educatore formato
Chiamiamole “assistenti familiari”: perché le parole, quasi sempre , sono importanti. Ed è importante il riconoscimento di questo ruolo, di pari passo con la revisione del contratto di lavoro del lavoro domestico, grazie all’intesa raggiunta tra le associazione dei datori di lavoro (Fidaldo e Domina) e le organizzazioni sindacali dei lavoratori (Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS, Federcolf). Le nuove regole, che entreranno in vigore a partire dal 1° ottobre, riguarderanno circa 860 mila persone, italiane e straniere, regolarmente impiegate nel settore. Resta fuori, ovviamente, la folta schiera di lavoratori domestici “in nero”, che si stima oltre 1 milione. Ed ecco le principali novità.

Leggi: Redattore Sociale, 10/09/2020


mercoledì 9 settembre 2020
Infermiere di famiglia. Ce ne sarà uno ogni 6.000 abitanti, saranno alle dipendenze dei distretti ma lavoreranno in sinergia con i medici di famiglia. In arrivo le linee guida delle Regioni

Formulato dalla commissione Salute un documento che definisce ruolo, ambito e compiti dell’infermiere di famiglia istituito dal Dl Rilancio. Previste l’assunzione di 9.600 unità. La fascia di popolazione anziana con patologie croniche sarà il target preferenziale di assistenza. Aiuteranno le Usca nel tracciamento e monitoraggio dei casi di COVID-19 e collaboreranno con Medici di Medicina Generale e Igiene Pubblica e nelle campagne vaccinali. IL DOCUMENTO
Com’è noto con l’ultimo Decreto Rilancio è stata istituita la figura dell’infermiere di famiglia/comunità. Ma sul ruolo e compiti la legge non è che dicesse molto ma dato che le Regioni potranno assumerne 9.600 (in media uno ogni 6.250 abitanti) era chiara l’esigenza di definire alcune linee d’indirizzo che stabilissero proprio ruolo, compiti, competenze, formazione e modalità di reclutamento. Per questo motivo un sottogruppo tecnico della Commissione Salute ha elaborato un documento ad hoc, sentite anche Fnopi e Fnomceo e che domani dovrebbe essere all’attenzione dei governatori in Conferenza delle Regioni.
La sintesi delle Linee d’indirizzo:
Definizione di Infermiere di famiglia/comunità: è un professionista appositamente formato, che ha un forte orientamento alla gestione proattiva della salute e opera rispondendo ai bisogni di salute della popolazione di uno specifico ambito territoriale e comunitario di riferimento, favorendo l’integrazione sanitaria e sociale dei servizi.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/09/2020


mercoledì 9 settembre 2020
Telemedicina. Regioni verso l’ok al documento su visite via web

Dopo la richiesta della Fnomceo di rinviare il documento dalla Commissione Salute è arrivato il via libera alla proposta con le regole omogenee per l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali a distanza. Ora la palla passa al Ministero che dovrà valutarne l’applicazione. IL DOCUMENTO
Riconoscimento delle visite via web, dalla Commissione Salute delle Regioni arriva il via libera al documento, già presentato lo scorso luglio ma su quale la Fnomceo aveva chiesto di temporeggiare. Le linee d’indirizzo, che saranno trasmesse al Ministero della Salute per una valutazione all’interno della Cabina di Regia Nsis dettano le regole omogenee per l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali a distanza e forniscono le indicazioni su sistema tariffario, classificazione, rilevazione, rendicontazione, adesione informata del paziente, Responsabilità sanitaria durante attività in televisita e comunicazione dell’esito della prestazione ambulatoriale erogata in modalità televisita.
La sintesi del documento:
Le prestazioni erogabili. Sono erogabili in Televisita le prestazioni ambulatoriali che non richiedono l’esame obiettivo del paziente (tradizionalmente composto da ispezione, palpazione, percussione e auscultazione) ed in presenza delle seguenti condizioni:

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/09/2020


DALLE REGIONI:

martedì 15 settembre 2020
Firenze, pronti 83 alloggi a canone calmierato

Terminati i lavori al ‘Casone’ di via dell’Osteria, sono appartamenti da assegnare a famiglie con difficoltà abitative
Saranno consegnate all’inizio di ottobre le chiavi dei primi 66 alloggi di ‘Osteria Social Club’, già ‘Casone’ di via dell’Osteria alle Piagge di Firenze, destinati ad affitto a canone calmierato. I lavori di recupero dell’edificio, in passato occupato abusivamente e luogo di spaccio di stupefacenti, sono conclusi e stamani nell’immobile c’è stato il sopralluogo del sindaco Dario Nardella, dell’assessore alla Casa Andrea Vannucci, del presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, del Direttore Generale di CDP Investimenti SGR (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti) Marco Sangiorgio, accompagnati da Paolo Boleso di InvestiRE SGR, dal presidente di Abitare Toscana Stefano Tossani e dal Presidente del Consiglio di quartiere 5 Cristiano Balli. L’intervento di via dell’Osteria è stato possibile grazie a un’azione congiunta di Fondazione CR Firenze e Comune di Firenze con l’intervento finanziario del Fondo Investimenti per l’Abitare (indirettamente investito in maggioranza da Cassa depositi e prestiti) anchor investor del Fondo Housing Toscano gestito da InvestiRE SGR e con la gestione sociale affidata ad Abitare Toscana.

Leggi: Redattore Sociale, 15/09/2020


lunedì 14 settembre 2020
Proposta dei pensionati Cisl Lombardia: creare strutture per la quarantena di badanti e colf

Il 70% dei lavoratori domestici sono stranieri e il 60% di loro vive con la persona che assiste. Dopo le ferie nei Paese d’origine non sanno dove passare la quarantena. “Le famiglie non possono farnese carico”, afferma Emilio Didoné, segretario regionale di Fnp-Cisl
Strutture per la quarantena di colf e badanti rientrati dai Paesi d’origine: è quanto chiede Emilio Didoné, segretario generale dei pensionati della Cisl Lombradia. “Le famiglie lombarde non possono farsi carico anche di prevenzione, controllo sanitario e periodo di quarantena di badanti, collaboratori domestici e colf”. In Lombardia gli assistenti familiari regolarmente assunti sono circa 73 mila (dati Inps 2018) mentre gli irregolari stimati circa 110 mila. Il 70% dei lavoratori domestici sono stranieri, con una netta prevalenza (6 su 10) di provenienza dell’Est Europa. Il 60 per cento di questi ultimi lavora come badante, e spesso convive con gli anziani e i malati di cui si prende cura. “Questione molto delicata, da non sottovalutare, perché rischia di esporre una parte di popolazione, particolarmente più fragile per età e/o condizioni di salute, al Covid19”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/09/2020


mercoledì 9 settembre 2020
Anziani, nasce in Emilia-Romagna il Comitato regionale delle vittime di Covid

I familiari degli anziani morti per Covid nelle Rsa dell’Emilia-Romagna e gli stessi operatori delle case di riposo uniscono le forze. Lunedì prossimo, 14 settembre, è in programma l’assemblea costituente del Comitato
I familiari degli anziani morti per Covid nelle Rsa dell’Emilia-Romagna e gli stessi operatori delle case di riposo uniscono le forze. Lunedì prossimo, 14 settembre, è in programma l’assemblea costituente del Comitato regionale delle vittime di Covid, organizzata dal Codacons e dai parenti degli anziani deceduti nelle strutture dell’Asp a Bologna. L’assemblea si svolgerà alle 18 nella sala Centofiori del Quartiere Navile, a Bologna, e sono invitati a partecipare i familiari delle vittime, degli anziani ricoverati in strutture protette, gli operatori sanitari delle Rsa e le persone contagiate dal Covid-19.

Leggi: Redattore Sociale, 09/09/2020


IN AGENDA:

La Cartella Clinica Informatizzata: risorse e tecnologie per la gestione integrata dei processi clinici e sanitari, dopo l’emergenza Covid-19

Siamo lieti di invitarti all’evento webinar organizzato in collaborazione con AWS, sul tema “La Cartella Clinica Informatizzata: risorse e tecnologie per la gestione integrata dei processi clinici e sanitari, dopo l’emergenza Covid-19“. Il webinar è Giovedì 17 Settembre 2020 alle ore 11, sulla piattaforma di Forum PA e Digital360.
Il programma dell’evento “La Cartella Clinica Informatizzata: risorse e tecnologie per la gestione integrata dei processi clinici e sanitari, dopo l’emergenza Covid-19”
L’esperienza vissuta nell’affrontare l’emergenza Covid-19 ha portato all’acquisizione di competenze clinico/gestionali per il futuro, determinando un cambiamento da un punto di vista tecnologico. Dopo l’emergenza, è diventato sempre più evidente quanto sia importante un sistema di raccolta dei dati integrato e digitalizzato. I vantaggi dell’informatizzazione della cartella clinica sono molteplici: dall’inserimento dei dati, alla loro consultazione veloce, dall’accesso ovunque ci si trova alla gestione integrata del paziente, dalla sicurezza del dato in cloud alla compliance con la normativa gdpr, nonché la necessità di avere tutto in regola e certificato in caso di controlli.

Leggi: Advenias


Festival della Statistica 18-20 Settembre 2020

Torna StatisticAll, il Festival della Statistica e della Demografia, promosso dalla Società Italiana di Statistica (SIS), dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) e dalla Società Statistica “Corrado Gini”.
Il Festival prevede un ricco programma di talk scientifici, interviste ed eventi d’intrattenimento con i protagonisti del mondo economico, statistico, culturale e sociale. Non mancheranno le attività di diffusione e promozione della cultura statistica.
Il tema di questa sesta edizione è “Il mondo che verrà. Idee e misure per ripartire”. La pandemia Covid-19 ha determinato un cambiamento significativo nel modo di lavorare, di produrre e di studiare, nelle forme di socialità e nei consumi culturali.
Nel corso della manifestazione si parlerà di visioni, scenari ma anche di progetti, proposte, orientamenti che dovrebbero costruire il prossimo futuro.
Gli eventi saranno trasmessi in diretta streaming. Per conoscere il programma visita la pagina https://www.festivalstatistica.it/programma/
Per chi sarà presente è necessario registrarsi e prenotare il posto in

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IN EVIDENZA:

«Il dono della longevità può diventare veleno Ma ci sono antidoti…»

I cinquantenni hanno avuto in regalo altri 20 o 30 anni, ma che farne? Il filosofo risponde
Pascal Bruckner, parigino, filosofo e scrittore, grande amico di Alain Finkielkraut, è polemista per indole e per professione, come si può constatare leggendo La tirannia della penitenza , Il singhiozzo dell’uomo bianco o Il fanatismo dell’Apocalisse ; negli ultimi anni si è dedicato anche a quella che si può chiamare «filosofia della vita quotidiana», occupandosi della coppia ( Il matrimonio d’amore ha fallito? ) e, ora, di un problema concreto per molti, i «senior», i nuovi cinquantenni, alle prese con una vita più lunga ma, non necessariamente, felice. Statistiche, spunti dalla letteratura e dal cinema, riflessioni filosofiche sono ciò che Bruckner offre nel suo saggio Una breve eternità. Filosofia della longevità (Guanda, pagg. 246, euro 20), per orientarsi lungo questo cammino, la cui durata è nelle mani del destino, ma la cui piacevolezza è, in buona parte, anche nelle nostre… Perché ci serve una «filosofia della longevità»? «La longevità sembra un dono che abbiamo ricevuto, senza però conoscerlo e, quindi, ci ritroviamo ad avere guadagnato venti o trenta o più anni di vita, ma molti non sanno che fare, con questi anni aggiuntivi. Per questo ci serve». La longevità è davvero un dono? «Sa, in tedesco “dono” significa anche “veleno”, i due vanno insieme. Certamente è meglio vivere più a lungo ma, allo stesso tempo, si tratta di un dono avvelenato, poiché, man mano che invecchiamo, rischiamo sempre di più di ammalarci, e questo è un grosso inconveniente: la scienza e la tecnologia hanno esteso non la giovinezza, bensì la vecchiaia, perciò noi viviamo più a lungo, ma con le malattie della vecchiaia, come il Parkinson, l’Alzheimer, la demenza senile».

Leggi: Il Giornale


Qualità della vita e qualità delle cure per persone anziane in ambito residenziale: la scala Sant’Omobono

La “Scala Sant’Omobono” si propone di misurare la Qualità di Vita in un campione di persone anziane residenti nella RSA della provincia di Cremona. I risultati sono finalizzati a pianificare interventi di cura sulla base del profilo di Qualità di Vita e ad applicare un approccio “value-based” per la ottimizzazione delle risorse disponibili.
di Gianluigi Perati (Medico Geriatra Fondazione Vismara – De Petri di San Bassano, CR), Maria Teresa Maffini (Sociologa Fondazione Vismara – De Petri di San Bassano, CR), Fabrizio Arrigoni (Psicologo Psicoterapeuta – Fondazione E.F. Soldi di Vescovato, CR), Maria Grazia Ventura (Direttore Generale Fondazione Vismara – De Petri di San Bassano, CR), Alberto Bertoli (Direttore Sanitario Fondazione Vismara – De Petri di San Bassano, CR), Luigi Croce (Docente a contratto di Neuropsichiatria Infantile, Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia), Perati Irene (Ingegnere Gestionale)
Curare le persone anziane in RSA ha senso? La nostra risposta è senz’altro sì, soprattutto se si considera ormai giunto il tempo di considerare che le RSA non siano più vissute come contenitori indistinti di tutte le varie tipologie di fragilità e patologie in età geriatrica. Per offrire una vita qualitativamente alta alla persona anziana malata, è assolutamente necessario differenziare le risposte di cura. Quindi le RSA, devono dedicarsi solo alle situazioni più gravi e problematiche utilizzando con maggiore attenzione le proprie risorse e tenendo conto anche delle indicazioni e dei desideri che giungono dai residenti circa la qualità della propria vita.
Esiste “Qualità” nella vita delle persone che vivono in RSA?
Nel corso degli ultimi decenni le RSA si sono profondamente trasformate, passando da luoghi (o non-luoghi) di custodia/protezione per persone non in grado di condurre una vita autonoma, a luoghi in cui vengono offerte assistenza e cura in modo professionale e nei quali il criterio di “bisogno”, sempre di più correlato a problemi di decadimento funzionale e/o cognitivo, si associa una ricerca di una vita qualitativamente soddisfacente nonostante i numerosi problemi clinici, funzionali e psicocognitivi.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Vaccini antinfluenzali. Ok da Stato-Regioni a fornitura di 250mila dosi alle farmacie per far fronte a domanda acquisto diretto dai cittadini

Via libera alla re-distribuzione delle Regioni dell’1,5% dei prodotti già acquistati dal Ssn per la prossima campagna. Il problema è sorto a seguito dell’acquisto da parte delle Regioni di una quota di vaccini molto più alta di quella abituale che di fatto ha assorbito l’intera produzione di quest’anno. Prevista in ogni caso la possibilità per le Regioni di ampliare la dotazione per le farmacie qualora nel corso della campagna si rendano disponibili altre scorte. IL DOCUMENTO
Le Regioni distribuiranno in via minima l’1,5% dei vaccini antinfluenzali (circa 250 mila dosi) nelle farmacie. È quanto prevede l’intesa stipulata oggi in Stato-Regioni dopo che il Ministero della Salute aveva chiesto un intervento in seguito all’allarme lanciato dalle farmacie che lamentavano come quest’anno non vi fossero vaccini disponibili per i cittadini non rientranti nelle categorie coperte dalla campagna di vaccinazione pubblica.
Quest’anno, infatti, complice l’epidemia da Covid e la nuova circolare del Ministero che ha esteso la gratuità della vaccinazione contro l’influenza agli over 60 (prima era per gli over 65) le Regioni hanno acquistato più dosi (in tutto 17 milioni) assorbendo di fatto tutta la produzione di quest’anno. Da qui la necessità di rifornire in ogni caso le farmacie almeno con una quota parte del loro fabbisogno abituale stimabile in circa 800 mila vaccini antinfluenzali l’anno acquistati direttamente dai cittadini in farmacia.

Leggi: Quotidiano Sanità


Scuola e Covid. Dai medici di famiglia una guida per gli studenti e i genitori

La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie pubblica da oggi una guida consultabile sul web per orientare la popolazione alla ripresa della scuola e della vita collettiva. No agli allarmismi, sì alla prevenzione. Simit e Fimmg partner dell’iniziativa. Apprezzamento all’iniziativa dai Ministri Speranza e Azzolina
Fornire un supporto alle famiglie, agli studenti e al personale delle scuole di ogni ordine e grado e universitarie con il fine di trovare rapidamente le risposte a comuni ma mai scontate domande, soprattutto con l’approssimarsi della stagione influenzale con cui l’epidemia di Covid-19 condivide molti aspetti.
È questo l’obiettivo della guida realizzata dalla Simg, la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie per favorire una adeguata conoscenza delle misure da prendere in questa delicata fase, perché “La volontà infatti è che i giovani possano tornare a scuola in completa sicurezza, forti anche di una costante sorveglianza sanitaria che può essere garantita solo con una massima collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari”.
La Guida al rientro a scuola, consultabile e scaricabile per ora al linkhttps://www.simg.it/ciprendiamocura, a cui successivamente seguirà una versione cartacea è un lavoro frutto di un’ampia sinergia con Fimmg, Simit e attori istituzionali e, come spiega una nota, affianca e non sostituisce le regole e le disposizioni degli organismi sanitari e scolastici.

Leggi: Quotidiano Sanità


 

 

 

 

NEWS:

martedì 8 settembre 2020
Disabilità e anziani, dal lockdown alla ripartenza: “L’attenzione sia alta”

Audizioni sul tema in Commissione Affari sociali: l’emergenza dal punto di vista delle persone con disabilità, sclerosi multipla e Parkinson. Le priorità: investire su formazione, ripristino dei servizi e integrazione delle risorse. Ecco quello che la pandemia sta insegnando
Partire dall’emergenza, per migliorare l’esistente e integrarlo con nuove prassi: in sintesi, è questa la richiesta condivisa delle associazioni delle persone con disabilità che oggi sono state audite oggi in Commissione Affari sociali, illustrando ricadute sociali dell’emergenza epidemiologica, con particolare riferimento alle problematiche di persone anziane e disabili.
Isolamento e abbandono durante il lockdown
Un’occasione per fare innanzitutto il punto su ciò che il lockdown ha rappresentato per le famiglie di persone con disabilità, rappresentate oggi in Commissione dall’associazione Afad, che raccoglie circa 750 famiglie: “In alcuni casi, semplici misure di prevenzione son state intollerabili – ha detto Massimo Rolla, presidente dell’associazione –. Pensiamo alle difficoltà nel tenere chiusi bambini con autismo, ma anche all’interruzione di relazioni e percorsi. Il cambiamento delle abitudini per molti è stato un trauma. In Umbria e in altre regioni ci sono state delibere che hanno permesso di uscire se indispensabile, alleggerendo in parte la situazione”, ha ricordato.

Leggi: Redattore Sociale, 08/09/2020


martedì 8 settembre 2020
Accordo sul lavoro domestico. Novità per due milioni di colf, badanti e babysitter – Sindacati e associazioni: “Chiusa con soddisfazione una lunga fase di incertezza”

Arriva il nuovo contratto nazionale del settore domestico. L’intesa è applicabile ai circa 860 mila lavoratori regolari del comparto, che diventano 2 milioni se si considerano le stime sul sommerso. L’hanno firmata le organizzazioni sindacali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs), Federcolf con le associazioni datoriali Fidaldo (che riunisce Nuova collaborazione, Assindatcolf, Adld e Adlc) e Domina. Il nuovo ccnl – scaduto nel 2016 – entrerà in vigore dal prossimo 1° ottobre.
Soddisfazione delle parti firmatarie per una intesa di rinnovo “che – dichiarano congiuntamente – interviene in una fase molto particolare per il mondo intero vessato in prima istanza dalla pandemia e successivamente dai risvolti che questa ha comportato sotto il profilo socio-economico, finanziario e, più in generale, del benessere delle persone. Si chiude una fase di estrema incertezza per la categoria e il settore, attanagliato dalla forte presenza di lavoro nero e sommerso e mette le parti nelle migliori condizioni per proseguire il confronto, anche con le istituzioni, con l’obiettivo comune di rendere maggiormente attrattivo il lavoro regolare in un comparto che tanto ha dato nella fase emergenziale e che è chiamato a svolgere un ruolo essenziale nel nostro Paese, alla luce delle stime sull’invecchiamento demografico che collocano l’Italia tra i Paesi più longevi del mondo”.

Leggi: Collettiva, 08/09/2020


martedì 8 settembre 2020
Lavoro, Assindatcolf: dal 1 ottobre più vantaggi per le famiglie con non autosufficienti

Con il nuovo Ccnl del settore domestico sarà economicamente più conveniente assumere la badante ‘notturna’ o una lavoratrice in sostituzione della titolare. “Debutta” anche la nuova figura dell’assistente educatore formato
“Dal 1 ottobre, per le famiglie che hanno bisogno di un’assistenza continua, sarà economicamente più conveniente assumere la badante ‘notturna’ o una lavoratrice in sostituzione della titolare. È questa una delle principali novità contemplate nel nuovo Ccnl del settore domestico, nel quale ‘debutta’ anche una nuova figura professionale, quella dell’assistente educatore formato: un aiuto in più per chi ha l’esigenza di accudire, all’interno delle mura domestiche, persone, anche bambini, in condizioni di difficoltà perché affette da disabilità psichica oppure da disturbi dell’apprendimento o relazionali”. È quanto dichiara Alessandro Lupi, vice presidente di Assindatcolf, l’Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico che insieme alla federazione Italiana Fidaldo ha sottoscritto questa mattina il nuovo Contratto Collettivo nazionale del settore domestico.

Leggi: Redattore Sociale, 08/09/2020


martedì 8 settembre 2020
Welfare, Catalfo: terzo settore priorità, entro ottobre convoco

Il Consiglio nazionale del Terzo settore sarà convocato “entro ottobre. In quella seduta, tra l’altro, saranno esaminati gli schemi di alcuni provvedimenti attuativi della riforma”. Lo dice la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo in una intervista uscita oggi su ‘Buone Notizie’ (Corriere della Sera), in cui assicura che il Terzo settore è “senza dubbio fra le nostre priorità, come dimostra il costante dialogo che viene portato avanti con gli Enti e gli interventi in loro sostegno messi in campo durante l’emergenza Coronavirus”.
Rispetto alla riforma del settore la ministra sottolinea che si tratta di “un processo complesso che sto portando avanti con determinazione. La complessità deriva dal numero dei provvedimenti attuativi, oltre 30 di cui circa la metà già firmati, 3 da me da quando sono in carica, e dalla molteplicità delle amministrazioni coinvolte. Se a prima vista l’attuazione appare lenta, ad uno sguardo più approfondito è evidente l’attenzione e l’ascolto che il mio ministero rivolge agli attori del Terzo settore e alle altre amministrazioni, a partire da quelle regionali”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/09/2020


venerdì 4 settembre 2020
Pensioni, le novità d’autunno

Governo e sindacati si preparano a riaprire il tavolo di negoziato sulle pensioni. All’ordine del giorno le misure più urgenti per rispondere alla crisi e la discussione sulla riforma che sostituità la legge Fornero dal 2022. Il primo appuntamento dell’8 settembre è stato rinviato al 16 e al 25 settembre. Ecco i nuovi strumenti da inserire nella Legge di Bilancio. Si comincia a parlare anche di giovani e donne
Pensioni, si riparte. Siamo alla vigilia di due importanti scadenze: la necessità di focalizzare le misure più urgenti da inserire nella prossima Legge di Bilancio e la necessità di inquadrare il percorso che attraverso vari step dovrebbe portare alla modificazione della legislazione vigente (quindi il superamento della legge Fornero) per quanto attiene alle uscite anticipate, alla flessibilità, alla nuova formula delle pensioni per i giovani. Ma andiamo con ordine. Cominciamo dalle emergenze determinate anche dagli effetti pesanti della crisi. La prima notizia riguarda il ruolino di marcia. L’incontro dell’8 settembre tra governo e sindacati sulle pensioni è saltato. Il governo propone quindi una nuova scaletta di incontri che partiranno dal 16 settembre (una data che inizialmente era stata indicata per la seconda tappa). All’incontro della prossima settimana si sarebbe dovuto discutere delle misure da inserire nella Legge di Bilancio.

Leggi: Collettiva, 04/09/2020


venerdì 4 settembre 2020
Esclusivo. Recovery Fund: ecco tutti i progetti del Ministero della Salute. Dalla riforma del territorio alla sanità digitale. Le proposte sul tavolo del Governo per 68 mld

Prevista anche l’istituzione di nuovi presidi per degenze temporanee, investimenti in salute mentale e anche la possibilità di garantire ad ogni laureato in medicina una borsa di specializzazione. E poi misure e risorse per il contrasto della povertà e per rafforzare la medicina scolastica, contrasto alla mobilità sanitaria, riforma dell’emergenza-urgenza e potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico. Ecco le prime proposte della Salute che a quanto si apprende sono ancora oggetto di confronto in seno ai tavoli tecnici del Ministero.
Riforma della sanità territoriale con nuovi standard e l’istituzione della Case di comunità con i medici di famiglia, interventi per l’ammodernamento degli ospedali, riforma della sanità digitale e degli Irccs. E ancora, nuovi presidi per degenze temporanee, investimenti in salute mentale e anche garantire che ad ogni laureato in medicina sia garantita una borsa di specializzazione.
Ma non solo, proposta anche una riforma delle Rsa che durante il Covid hanno mostrato la loro debolezza. E poi misure e risorse per il contrasto della povertà e per rafforzare la medicina scolastica, contrasto alla mobilità sanitaria, riforma dell’emergenza-urgenza e potenziamento del Fse. Sono queste solo alcune delle proposte, che siamo in grado di anticipare, presentate dal Ministero della Salute per accedere alle risorse messe in campo dall’Unione europea con il Recovery Fund. In totale stiamo parlando di oltre 20 progetti per un ammontare complessivo di circa 68 miliardi da realizzarsi nei prossimi 5 anni. In ogni caso, a quanto si apprende, le proposte sono ancora al vaglio dei tavoli tecnici istituiti dal Ministero della Salute i cui lavori si concluderanno nelle prossime settimane.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/09/2020


venerdì 4 settembre 2020
Coronavirus, il dramma familiare lungo sei mesi: 150 mila anziani sono ancora isolati nelle Rsa

Da febbraio nessuno ha messo mano alla riforma dell’organizzazione degli ospizi. Il figlio di una paziente: «Gli effetti collaterali potrebbero anche essere più dannosi del contagio»
L’annuncio dell’Istituto superiore di sanità offre una speranza agli anziani e ai loro familiari. Per sei mesi sono stati divisi da una barriera insormontabile. Ancora oggi gli ospiti delle Rsa si sentono soli, abbandonati, non comprendono cosa stia succedendo intorno a loro. E quindi le condizioni di salute, inevitabilmente, peggiorano. Dall’altro lato della barricata ci sono i parenti: impotenti di fronte a disposizioni che impongono loro di non poter far visita ai propri cari, di non potersi prendere cura di genitori e nonni che prima della pandemia assistevano regolarmente. Sono ormai passati sei mesi da quando le residenze sanitarie assistenziali hanno vietato ogni accesso esterno in struttura nel tentativo, purtroppo risultato vano, di non far circolare il virus. Da giugno in alcuni casi le visite sono riprese, rispettando protocolli rigidissimi e solo per una volta a settimana. In moltissimi altri non sono ancora ripartite. «In Italia ci sono circa 300 mila persone ospitate nelle Rsa. Di queste circa la metà da febbraio non ha più potuto incontrare i propri cari», racconta Michele Assandri, responsabile piemontese e consigliere nazionale dell’Anaste, l’associazione strutture per la terza età. Grazie ai nuovi protocolli annunciati dall’Iss, ora Giuseppe Panero potrà finalmente vedere la madre di 81 anni ospite in una struttura del Cuneese: «È da febbraio che si trova una situazione di isolamento e carcerazione: non solo non posso abbracciarla, non posso nemmeno parlarle al telefono perché ha problemi di udito».

Leggi: La Stampa, 04/09/2020


giovedì 3 settembre 2020
Anziani: visite, ricoveri e attività. Aggiornate le indicazioni dell’ISS sulle strutture che ospitano le popolazioni fragili

Si tratta di un aggiornamento di un precedente documento in cui erano contenute le istruzioni per frenare i contagi in queste comunità nel periodo di alta circolazione del virus e tiene conto invece della situazione epidemiologica attuale.
Riprendere in sicurezza le attività a regime delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali e creare le condizioni per rivedere in sicurezza parenti e amici è lo scopo principale del documento Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS e socioassistenziali pubblicato oggi nei rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità dedicati all’emergenza Covid. Si tratta di un aggiornamento di un precedente documento in cui erano contenute le istruzioni per frenare i contagi in queste comunità nel periodo di alta circolazione del virus e tiene conto invece della situazione epidemiologica attuale.
“Si tratta di un documento importante che, proprio in virtù della specificità della popolazione a cui è dedicato, viene aggiornato in relazione al contesto degli scenari epidemiologici -spiega Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – Nelle strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali sono ospitati, oltre agli anziani, anche soggetti con patologie croniche, affetti da disabilità di varia natura o con altre problematiche di salute, anch’esse da considerarsi fragili e potenzialmente a maggior rischio di evoluzione grave se colpite da COVID-19.”

Leggi: Quotidiano Sanità, 03/09/2020


mercoledì 2 settembre 2020
Dall’Istat un volume sull’Invecchiamento attivo

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione è ormai un processo ineludibile in quasi tutti i paesi a sviluppo avanzato. Occorre dunque un cambiamento culturale che porti a politiche mirate per governarlo, con l’obiettivo di trasformarlo da un peso a una risorsa per la società, attivando tutte le potenzialità delle persone anziane. La progressiva attenzione a livello internazionale ha stimolato molti paesi ad adottare politiche per l’invecchiamento attivo e ha portato alla costruzione dell’Active ageing index (Aai) a cui l’Istat ha collaborato con i partner internazionali (Unece e Commissione europea) pubblicando il volume “Invecchiamento attivo e condizioni di vita degli anziani in Italia”. Si tratta di uno strumento composto da 22 indicatori, in grado di monitorare i risultati nei diversi ambiti, utile soprattutto ai policy maker per la valutazione e l’adozione di politiche adeguate di sostegno all’invecchiamento attivo. Tale indice è stato declinato per genere e regione, abbracciando un periodo che va dal 2007 al 2018.
Il volume offre una lettura diacronica dell’invecchiamento attivo, proponendo altresì approfondimenti tematici e analisi su diversi indicatori.

Leggi: Auser, 02/09/2020


mercoledì 2 settembre 2020
Depressione degli anziani costretti in casa, l’efficacia della telemedicina

Gli anziani depressi e costretti in casa possono giovarsi di interventi di telemedicina condotti da counselor volontari, debitamente formati. Uno studio dell’Università del Texas ha valutato 277 pazienti, avviandoli a diversi percorsi terapeutici realizzati in video-conferenza. Particolarmente efficaci si sono rivelati il “problem solving” e la terapia di attivazione comportamentale
Le visite “da remoto” effettuate da counselor volontari possono migliorare la depressione negli anziani costretti in casa, anche se non sono efficaci quanto le sedute con medici specializzati. Questa evidenza emerge da uno studio condotto dalla Steve Hicks School of Social Work dell’Università del Texas di Austin.
“I counselor volontari possono fare un ottimo lavoro nel servire le popolazioni svantaggiate, come appunto gli anziani costretti in casa”, sottolinea l’autrice principale dello studio, Namkee Choi.
Lo studio
I ricercatori hanno reclutato 277 pazienti con un’età media di 67,5 anni. La maggior parte dei partecipanti (193, 69,7%) era di sesso femminile.
Dei 277 partecipanti, 90 sono stati assegnati a caso a ricevere una terapia di attivazione comportamentale in video conferenza (tele-BA), 93 sono stati randomizzati al “problem solving” in video conferenza (tele-PST) e 94 sono stati assegnati a un gruppo di controllo dell’attenzione (AC), che ha ricevuto telefonate di supporto. I partecipanti nei bracci attivi dello studio hanno ricevuto un’ora di seduta in telemedicina a settimana per cinque settimane, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto una telefonata di 30-45 minuti a settimana per cinque settimane.

Leggi: Quotidiano Sanità, 02/09/2020


martedì 1 settembre 2020
Addio al superticket. Da oggi niente 10 euro in più per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale

Molte le regioni che già lo avevano abolito del tutto o solo per i redditi bassi. Da oggi entra in vigore la nuova misura prevista dalla manovra 2020. Per le coperture il Governo aveva previsto un incrementato del Fondo sanitario nazionale di 185 milioni di euro per l’anno 2020 e di 554 milioni di euro annui a decorrere dal 2021.
Entra in vigore l’1 settembre l’abolizione del superticket, la quota aggiuntiva di 10 euro sul ticket per le visite mediche specialistiche e gli esami clinici. La misura venne introdotta nel 2007 dal governo Prodi, e fin da subito sollevò forti proteste. E così a pochi mesi dalla sua introduzione, lo stesso Governo guidato da Romano Prodi, assicurò con fondi statali la copertura degli introiti che sarebbero dovuti pervenire alle Regioni.
Da allora si andò avanti così, per alcuni anni, con coperture stabilite anno per anno per un totale di 834 milioni annui, ma senza mai cancellare effettivamente la norma che introduceva quei nuovi ticket. Così, quando arrivò la stangata del luglio 2011 del governo Berlusconi/Tremonti quei 800 e passa milioni di euro entrarono nel conto dei risparmi pubblici da realizzare e il superticket tornò ad essere operativo.

Leggi: Quotidiano Sanità, 01/09/2020


lunedì 31 agosto 2020
Casa, Unione inquilini: non si sfratta chi non ha ricevuto ammortizzatori

Il Tribunale di Roma il 28 agosto ha comunicato un’ordinanza di rigetto per morosità dovuta a Covid. L’inquilino non aveva percepito la cassa integrazione e tantomeno il contributo all’affitto. “Segnale importante”
“Un segnale importante ci indica l’ottimo lavoro del gruppo dei legali Unione Inquilini, che si prepara per una stagione molto dura nei tribunali di tutta Italia. Il Tribunale di Roma il 28 agosto ha infatti comunicato un’ordinanza di rigetto per morosita’ dovuta a Covid. Il giudice osserva ‘che, parte intimata non ha contestato la morosita’, eccependo che, a causa della pandemia da Covid-19, veniva messa in Cassa Integrazione senza percepire ancora alcunche’; che, inoltre, non aveva potuto chiedere il contributo comunale al pagamento del canone di locazione, data la dichiarata natura transitoria del contratto de quo; e che, in ogni caso, la conduttrice ha manifestato la volonta’ di adempiere all’obbligazione contrattuale versando somme in acconto (250 euro per il mese di aprile ed 200 euro dopo la notificazione dell’atto di intimazione) e che, dunque, il suo comportamento risulta incompatibile con la volonta’ di porre fine al contratto di locazione’.

Leggi: Redattore Sociale, 31/08/2020


giovedì 13 agosto 2020
Ascensore condominiale: ripartizione delle spese e benefici fiscali

Il condominio che inizialmente non partecipa alla spesa può cambiare idea e concorrere alla gestione
Uno dei principali dibattiti che caratterizzano un’assemblea condominiale riguarda l’installazione e la manutenzione dell’ascensore.
In alcuni casi la sua installazione è obbligatoria senza che sia necessaria una delibera apposita. In altri è l’assemblea a decidere con la maggioranza dei condòmini intervenuti in assemblea.
Cosa succede se un condòmino non vuole partecipare alla spesa di installazione? Può in un momento successivo cambiare idea e concorrere alle spese di gestione? quali sono i benefici fiscali connessi alla sua installazione?
Installazione dell’ascensore condominiale: quanto è obbligatorio
L’installazione dell’ascensore condominiale è obbligatoria “in tutti i casi in cui l’accesso alla più alta unità immobiliare è posto oltre il terzo livello, ivi compresi eventuali livelli interrati e-o porticati”.
Ciò sta a significare che per un immobile di nuova costruzione con più di tre piani la sua installazione è disposta per legge.
In tutti gli altri casi, negli edifici residenziali con non più di tre livelli fuori terra:
• è consentita la deroga all’installazione di meccanismi per l’accesso ai piani superiori, ivi compresi i servo scala
• purché sia assicurata la possibilità della loro installazione in un tempo successivo.
A prevederlo è l’art. 3 del D.M. 236/1989, Ministero dei lavori pubblici

Leggi: Investire Oggi, 13/08/2020


DALLE REGIONI:

martedì 8 settembre 2020
Friuli Venezia Giulia: i sindacati chiedono chiarezza sulle case di riposo

Sono troppi i punti opachi da chiarire nella gestione dell’emergenza Covid nel sistema socio sanitario del Friuli Venezia Giulia e in particolare nelle case di riposo. Dove il numero dei contagi, in alcune realtà, si è attestato su medie tra le più alte a livello nazionale. È quanto sostengono le segreterie regionali dei sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil in un documento unitario che sarà presentato alla Terza commissione del Consiglio regionale nell’audizione convocata domani mattina a Trieste. Ad anticiparlo, stamane (8 settembre), i segretari regionali Magda Gruarin (Uilp), Renato Pizzolitto (Fnp-Cisl) e Roberto Treu (Spi-Cgil), che denunciano inoltre la perdurante assenza di un tavolo di confronto con l’assessore, più volte sollecitato sia dai sindacati confederali che dalle sigle confederali: «Nonostante le ripetute sollecitazioni, un presidio dei sindacati pensionati e la grande manifestazione unitaria del 22 luglio – hanno spiegato – l’agenda degli incontri con l’assessore è ferma al 12 maggio e non ci è mai stato fornito nessuno dei dati richiesti riguardo all’andamento dei contagi tra il personale sanitario, gli operatori diretti e indiretti e gli ospiti delle case di riposo. Un’assenza di risposte e di riscontri numerici che ci preoccupa doppiamente alla luce della forte impennata della curva dei contagi, che conferma purtroppo come l’emergenza non sia superata».

Leggi: Collettiva, 08/09/2020


martedì 8 settembre 2020
Napoli. Il Presidio presso la sede ACER Campania ha avuto un primo risultato

Il presidio unitario delle Organizzazioni e Associazioni degli inquilini e assegnatari di martedì 7 Settembre 2020 presso la sede centrale dell’Acer Campania ha avuto un primo risultato in sede di confronto con il Presidente ed il direttore Generale dell’Acer Campania.
I vertici dell’Ente, a seguito dell’ennesimo confronto in merito e della presa d’atto del perdurare del grave disagio che vive l’utenza, hanno finalmente assicurato la riapertura degli uffici, per tre giorni a settimana, dei 5 dipartimenti provinciali dell’Acer Campania.
Inoltre al tavolo di confronto è stata ribadita la necessità di acquisire il cronoprogramma in ordine agli interventi di manutenzione degli alloggi e a tal proposito è stata garantita l’istituzione di un tavolo istituzionale per discutere della programmazione e della pianificazione degli interventi di manutenzione del patrimonio pubblico.
SUNIA-SICET-UNIAT-ASSOCASA apprezzando lo spirito del confronto avuto con i vertici dell’Acer confermando tutto quanto posto a base del presidio unitario, preannunciano sin da ora nuove e più incisive iniziative se le questioni poste non dovessero avere a breve uno sbocco positivo.

Leggi: Sunia, 08/09/2020


lunedì 7 settembre 2020
Indagine sindacati: dopo Covid urgente riforma Rsa

Se avessimo avuto ancora dubbi sul fatto che la gran parte delle strutture residenziali per anziani, nei mesi più duri dell’epidemia, ha fallito la missione di proteggere i propri ospiti, i dati di una ricerca dei tre sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil del Piemonte hanno il merito di fare chiarezza e farci intendere la necessità, non più rinviabile, di una riforma dei sistemi di cura in Italia.
L’indagine dello Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil rivela che in tutto il Piemonte l’incremento della mortalità rispetto agli anni precedenti, è stato tra gli anziani pari al 45 per cento, con un picco del 53 per cento tra gli over 85. Nella classifica delle regioni più colpite, il Piemonte si attesta in quinta posizione dopo Lombardia (113 per cento), Trentino Alto Adige (54,4), Valle d’Aosta (50,7) ed Emilia Romagna (45,2 per cento). Più colpite le province orientali: a Biella l’incremento è stato del 72 per cento. A Novara, Vercelli e Alessandria le percentuali oscillano tra il 63 e il 65 per cento.
I valori più significativi del report arrivano però dal confronto tra comuni che hanno sul territorio strutture residenziali per anziani e municipalità in cui questo tipo di residenze sono assenti.

Leggi: Liberetà, 07/09/2020


venerdì 4 settembre 2020
Casa, Napoli: al via la realizzazione di 71 nuovi alloggi di edilizia sociale

Inizieranno a breve, in via Vigliena, i lavori per la realizzazione di 71 nuovi alloggi di edilizia residenziale sociale, destinate alle fasce più deboli. Il 50% degli alloggi sarà dato in affitto con canoni calmierati per un periodo non inferiore ai 10 anni
Inizieranno a breve, in via Vigliena, i lavori per la realizzazione di 71 nuovi alloggi di edilizia residenziale sociale, destinate alle fasce più deboli. Il progetto prevede la realizzazione di un complesso residenziale con annessi servizi integrati (spazi collettivi ad uso polifunzionale, spazi pubblici con connessione wi-fi, un punto ristoro, aree verdi e una terrazza ricreativa per attività ludiche e culturali), finalizzati alla costruzione di un senso di comunità e di appartenenza, attraverso la realizzazione di luoghi di incontro e di socializzazione.
Il 50% degli alloggi sarà dato in affitto con canoni calmierati per un periodo non inferiore ai 10 anni, e il restante 50% sarà acquistabile con un piano di riscatto dai soggetti rientranti in categorie agevolate.

Leggi: Redattore Sociale, 04/09/2020


giovedì 3 settembre 2020
Palermo. Emergenza abitativa e aumento della povertà. Il Sunia alle istituzioni: “Si intervenga con piani straordinari per tutelare inquilini e assegnatari da una nuova ondata di sfratti”

“Predisporre adeguati piani di intervento a tutela di inquilini e assegnatari per evitare una nuova ondata di sfratti”. Lo chiede il Sunia Palermo, rivolgendo un appello alle istituzioni, per fronteggiare l’emergenza abitativa aggravatasi notevolmente in questi mesi, a causa del coronavirus.
“La chiusura di tante attività, per contrastare la diffusione della pandemia, ha causato l’impoverimento di moltissime famiglie, impossibilitate a pagare i canoni di locazione. Questo sta facendo aumentare il numero degli sfratti, col rischio concreto dell’esecuzione di sgomberi immediati – dichiara il segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish – La grave crisi economica che stanno vivendo Palermo e tutte le città siciliane sta creando ripercussioni in tutti i settori, facendo aumentare le sacche di povertà e di disoccupazione. Ciò ha avuto immediato effetto sull’aumento esponenziale delle procedure di sfratto, con oltre 1600 ordinanze di rilascio degli immobili nel solo ultimo anno”.
“Pertanto il Sunia chiede di mettere punto un piano strategico per alleviare il disagio di migliaia di famiglie – aggiunge Darwish – Chiediamo che le norme esistenti vengano integrate e rafforzate con piani straordinari, per utilizzare al meglio tutte le risorse economiche e patrimoniali esistenti e consentire agli inquilini di preservare i contratti di locazione e la propria abitazione, garantendo il diritto alla casa e restituendo serenità a tutte le famiglie a rischio”.

Leggi: Sunia, 03/09/2020


giovedì 3 settembre 2020
Casa, Sunia: “Dal 1 gennaio in Toscana 8mila sfratti”

Lo dicono il Sunia e la Cgil di Firenze, il sindacato degli inquilini, secondo cui nel periodo Covid 18.500 famiglie in Toscana hanno fatto richiesta di contributo affitto
Emergenza casa, quando finirà il blocco degli sfratti il 31 dicembre, in Toscana dal 1 gennaio sono previsti 8mila sfratti, mille in più dell’anno scorso. Lo dicono il Sunia e la Cgil di Firenze, il sindacato degli inquilini, secondo cui nel periodo Covid 18.500 famiglie in Toscana hanno fatto richiesta di contributo affitto.
Il 2020 e il 2021 per il Sunia sarà una disfatta se non si interviene, per questo hanno scritto lettera appello a tutti i candidati alle elezioni regionali proponendo varie cose tra cui: 20 milioni annui per un piano casa, più alloggi sociali, regolamento unico di utenza delle case popolari, revisione della legge sulle locazioni.
La Regione Toscana è l’ottava regione italiana per numero di sfratti ed il 92% è quasi interamente per morosità. Nel 2019 ci sono 3.300 nuove convalide di sfratto, 6553 richieste di esecuzione con forza pubblica, 2260 sfratti già eseguiti con forza pubblica. In questo caso la Toscana è la regione con il maggior numero di sfratti eseguiti, dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.

Leggi: Redattore Sociale, 03/09/2020


mercoledì 2 settembre 2020
Nasce una Fondazione per unire le forze contro l’Alzheimer

Presentata ieri in Comune Il presidente Montalti: “Servono nuove risposte”
“Bisogna mettere in campo le potenzialità per rispondere alle esigenze di chi soffre di Alzheimer: in noi matura il dovere di provare a dare una risposta differente ai malati e alle persone che si preoccupano e occupano di loro”. Così Stefano Montalti ha presentato ieri la nascita della ‘Fondazione Maratona Alzheimer’ di cui è presidente. La fondazione vuole allargare i suoi confini per sensibilizzare al tema più persone possibili: “Ci sono due gruppi di lavoro, un comitato promotore e un comitato scientifico: si tratta di una struttura aperta, che nel suo cammino potrà incontrare altre associazioni – sottolinea Montalti –. Il nostro intento è di riunire le forze su obiettivi condivisi, per incrementare il numero delle Città amiche delle persone con demenza”.

Leggi: Il Resto del Carlino, 02/09/2020


mercoledì 2 settembre 2020
Casa. Erp, in Emilia-Romagna 6.000 alloggi sfitti: “ma si va veloce”

In Emilia-Romagna ci sono 56.363 case popolari, di cui 6.000 non ancora assegnate. Ma il dato ufficiale, spiega la vicepresidente della Regione con delega alla Casa Elly Schlein, è di fine 2019. Di quegli alloggi sfitti “oggi il 21% è già a disposizione dei Comuni per le assegnazioni”
In Emilia-Romagna ci sono 56.363 case popolari, di cui 6.000 non ancora assegnate. Ma il dato ufficiale, spiega la vicepresidente della Regione con delega alla Casa Elly Schlein, è di fine 2019. Di quegli alloggi sfitti “oggi il 21% è già a disposizione dei Comuni per le assegnazioni”. L’assessore ha spiegato infatti oggi in commissione, su richiesta di Fratelli d’Italia, che sono già in corso le procedure anche se non ancora formalizzate nei dati. Inoltre, ha aggiunto, in circa 800 alloggi, quindi nel 12% cento di quelli liberi, i lavori “sono già programmati e finanziati”. Solo il 3% “risulta invece irrecuperabile mentre il 4% non e’ ancora assegnabile per vari motivi (problemi catastali, etc)”. La maggior parte degli alloggi liberi, ovvero 4.000, è poi quella che necessita interventi (di diverso tipo, da quelli più semplici per l’adeguamento sismico ed energetico, a quelli più complessi) e sulla quale andrà a incidere il programma di recupero straordinario 2020-2022. “L’obiettivo è quello di terminare i lavori entro 120 giorni e far entrare le persone entro febbraio 2021”, ha concluso Schlein.

Leggi: Redattore Sociale, 02/09/2020


mercoledì 2 settembre 2020
Firenze, nasce l’agenzia per la casa per incrociare domanda e offerta

Si chiamerà F.A.S.E. (Firenze: abitare solidale per l’empowerment di comunità) l’Agenzia sociale per la Casa del comune di Firenze. Si tratta di uno strumento previsto dalle normative nazionali e regionali vigenti che si rivolge in particolare alla cosiddetta “fascia grigia”, quella che non accede agli alloggi popolari ma non riesce a permettersi un affitto in autonomia, e l’obiettivo è individuare le soluzioni più adeguate, a partire dagli alloggi a canone concordato.
L’Agenzia sociale per la Casa lavorerà proprio per accrescere l’offerta complessiva di questa tipologia di locazioni, per rispondere al meglio ai bisogni esistenti e emergenti. L’intenzione dell’Amministrazione è quella di coinvolgere nella gestione la società in house Casa Spa, già ente gestore per il Comune di Firenze degli alloggi di ERP, per poter lavorare in stretta sinergia attraverso la direzione Servizi sociali, analizzando i bisogni abitativi della popolazione cittadina. Potranno essere coinvolte all’interno di questo strumento tutte quelle realtà del territorio, pubbliche e private, che già si occupano del tema casa e che manifestano la volontà di mettere parte del patrimonio immobiliare da loro detenuto a disposizione per alloggi a canone concordato.

Leggi: Redattore Sociale, 02/09/2020


IN AGENDA:

La Cartella Clinica Informatizzata: risorse e tecnologie per la gestione integrata dei processi clinici e sanitari, dopo l’emergenza Covid-19
Siamo lieti di invitarti all’evento webinar organizzato in collaborazione con AWS, sul tema “La Cartella Clinica Informatizzata: risorse e tecnologie per la gestione integrata dei processi clinici e sanitari, dopo l’emergenza Covid-19“. Il webinar è Giovedì 17 Settembre 2020 alle ore 11, sulla piattaforma di Forum PA e Digital360.
Il programma dell’evento “La Cartella Clinica Informatizzata: risorse e tecnologie per la gestione integrata dei processi clinici e sanitari, dopo l’emergenza Covid-19”
L’esperienza vissuta nell’affrontare l’emergenza Covid-19 ha portato all’acquisizione di competenze clinico/gestionali per il futuro, determinando un cambiamento da un punto di vista tecnologico. Dopo l’emergenza, è diventato sempre più evidente quanto sia importante un sistema di raccolta dei dati integrato e digitalizzato. I vantaggi dell’informatizzazione della cartella clinica sono molteplici: dall’inserimento dei dati, alla loro consultazione veloce, dall’accesso ovunque ci si trova alla gestione integrata del paziente, dalla sicurezza del dato in cloud alla compliance con la normativa gdpr, nonché la necessità di avere tutto in regola e certificato in caso di controlli.

Leggi: Advenias


IN EVIDENZA:

I nuovi anziani, tra desiderio di imparare e libertà di scegliere

I nuovi anziani, che tali non si percepiscono, vogliono reinventare questa stagione della loro esistenza: è quanto emerge dalla ricerca “Non ho l’età” promossa da Spi Cgil Modena: “L’età anagrafica non corrisponde a quella sociale. E se subentra la non autosufficienza, chiedono di poter scegliere in base alle esigenze”. Il cohousing è una strada
Un’indagine per descrivere i “nuovi anziani”: cosa è cambiato e sta cambiando negli atteggiamenti, nei comportamenti e nei bisogni? Si chiama “Non ho l’età” ed è promossa da Spi Cgil di Modena (che la presenterà oggi alla Festa nazionale Pd cittadina) e realizzata dallo studio MV. Premessa: questo lavoro di ricerca è stato svolto poco prima dell’esplosione della pandemia. La lettura dei risultati, dunque, non può prescindere da quanto successo. Cosa emerge? “Che non ci sono più gli anziani di una volta – scrive MV –. Dal punto di vista demografico sono tanti e nei prossimi anni cresceranno, in questa regione che fa concorrenza al longevo Giappone. Hanno buona salute e solide posizioni economiche alle quali fare affidamento. Non hanno lo sguardo rivolto al passato, ma piuttosto a un divenire ancora lungo e fortemente contrassegnato dalla libertà di agire. La vecchiaia è una dimensione lontana ed estranea, è una stagione alla quale non ci si prepara perché di ‘cattivo augurio’, se segnata dalla mancanza di autonomia, dal bisogno degli altri, dalla perdita della libertà. I nuovi anziani, che tali non si percepiscono, vogliono reinventare questa stagione della loro esistenza. Esiste una forbice fra età cronologica, età biologica ed età percepita o auto-attribuita. Ed è vero che se il dato anagrafico non può essere rimosso, c’è ampio spazio per la ridefinizione della dimensione relativa all’auto-attribuzione”.

Leggi: Redattore Sociale


L’Assistente Sociale e la violenza contro le donne over 65

Approfondire le caratteristiche della violenza di genere con le specificità della donna in età senile consente all’assistente sociale di riconoscere il disagio, intervenire in anticipo e più efficacemente. Nell’articolo vengono illustrati gli elementi caratterizzanti di questa doppia fragilità e un possibile approccio del servizio sociale territoriale.
Di Soraya Fortunata Rudatis (Assistente sociale presso un ente locale)
La società contemporanea è caratterizzata da fenomeni discriminatori e pregiudizi, fra i quali il genere e l’età. La violenza agita nei confronti delle donne è una violazione dei diritti umani; è definita una violenza di genere, una forma di discriminazione contro le donne. Essa contempla tutte le forme di violenza che provocano o sono suscettibili di provocare danni di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, 2011; Dichiarazione sull’Eliminazione della Violenza contro le Donne, Assemblea Generale delle Nazioni Unite,1993).
L’OMS definisce l’abuso sugli anziani: “un’azione singola, o ripetuta, o una mancanza di un’azione appropriata, che avviene all’interno di qualsiasi relazione in cui si sviluppa un’aspettativa di fiducia e che causa danno o dolore alla persona anziana”. Identificando non solo l’abuso fisico, ma anche quello psicologico, sessuale, finanziario, farmaceutico, nonché l’abbandono e la trascuranza.

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La stimolazione cognitiva a domicilio per pazienti con deterioramento cognitivo lieve -moderato: tra esperienza personale e professionale

“Esercizi semplici, familiari, divertenti, con lo scopo di non fare dimenticare al malato i nomi dei suoi familiari, la sua casa, la sua identità, utilizzando i quali il malato si senta gratificato perché conosce la maggior parte delle risposte”. L’autrice presenta nell’articolo una strategia pratica e personalizzata di stimolazione cognitiva dei malati con deficit cognitivo lieve moderato. Uno strumento che nasce dall’incrocio tra esperienza familiare ed esperienza professionale. Di Cristina Gueli (UO Geriatria, Ospedale Maggiore Bologna)
La malattia di Alzheimer l’ho conosciuta, per la prima volta, a casa, in famiglia. Quando ancora se ne parlava poco e solo tra specialisti del settore, ancora troppo ridotti in rapporto al numero sempre crescente di malati. Quando incontrai la demenza nella mia vita familiare ero già un medico specializzato in Medicina Interna, assunta in Geriatria all’ospedale di Reggio Emilia. Quel reparto non trattava specificatamente pazienti con demenza, di conseguenza ero molto impreparata di fronte ad essa.
L’incontro con la demenza
I primi comportamenti inadeguati di mia madre ho iniziato ad osservarli nel 2001. Aveva 64 anni. Era appena stata operata di neoplasia mammaria e faceva la chemioterapia. Credo che quest’ultima abbia fatto precipitare una condizione preesistente che era stata diagnosticata come “depressione”. Vedova da 5 anni; con il senno e l’esperienza di poi aveva già i primi sintomi da qualche anno. Mia madre però non aveva mai manifestato una inclinazione alla depressione. Lei era quella “forte” in famiglia. Eppure piccoli segnali li aveva mandati; sbagliando a fare la lavatrice, salando troppo il cibo, perdendo oggetti… iniziali deficit della memoria a breve termine.

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SEGNALAZIONI:

Inps, per accedere servirà lo Spid

Dal 1° ottobre cambia il sistema per accedere al sito dell’Inps. La novità riguarda tutti i pensionati italiani e tutti coloro che accedono regolarmente ai servizi previdenziali tramite sito web con il proprio pin. A cambiare è proprio il sistema di accesso. Dal 1° ottobre infatti il pin non sarà più sufficiente per utilizzare i servizi previdenziali on line. Al suo posto occorrerà dotarsi di Spid, il Sistema pubblico di identità digitale che, oltre ai servizi dell’Inps, permetterà ai cittadini di accedere anche ai servizi on line della Pubblica Amministrazione.
Dunque chi volesse fare richiesta di un nuovo pin Inps, perché finora non ne ha mai posseduto uno, può attivare direttamente lo Spid. Chi invece è già in possesso di un pin, andrà incontro a una fase transitoria di cui però non si conoscono ancora precisamente i dettagli. Ma vi aggiorneremo puntualmente sulle modalità attraverso cui l’Inps consentirà il passaggio dal pin allo Spid, fino a quando tutti i pin rilasciati dall’istituto diventeranno inattivi.
Il pin dispositivo dell’Inps invece sarà mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali Spid, come i minori di diciotto anni, le persone che non hanno documenti di identità italiana o le persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno, e per i soli servizi loro dedicati.
Per chi intanto volesse attivare direttamente lo Spid o volesse chiarirsi le idee su cos’è e come funziona, può consultare le informazioni messe a disposizione sul sito del Governo: www.spid.gov.it/

Leggi: Liberetà


 

 

 

 

NEWS:

giovedì 27 agosto 2020
Le residenze per anziani in crisi “Non ospiteremo i malati di Covid”

Non ci stanno a rivivere una nuova ondata di coronavirus i titolari delle strutture per anziani del Piemonte, che dicono: «I malati di Covid non possono stare nelle Rsa».
Una presa di posizione che arriva con l’autunno alle porte, senza che molte siano riuscite a rimmettersi dalla devastante primavera.
«L’occupazione dei posti letto è al 70 per cento – dice Michele Assandri, presidente per il Piemonte dell’Anaste, associazione dei gestori delle Rsa – Molte strutture rischiano di fallire».
Non ci stanno a rivivere una nuova ondata di coronavirus i titolari delle strutture per anziani del Piemonte, che dicono: «I malati di Covid non possono stare nelle Rsa». Una presa di posizione che arriva quando l’autunno è alle porte senza che molte siano riuscite a ricomporre i pezzi della devastante primavera passata. Alla fine dell’emergenza, infatti, restava nelle Rsa solo la metà degli ospiti, tra deceduti e trasferiti. Per molti mesi il ricambio è stato proibito e anche dopo gli ingressi sono andati a rilento. «L’occupazione dei posti letto è al 70 per cento – attacca Michele Assandri, presidente per il Piemonte dell’Anaste, associazione di categoria dei gestori delle case di riposo – Con i mancati introiti delle rette da una parte e dall’altra le spese maggiori dovute alla prevenzione per proteggere dal virus ospiti e lavoratori, molte strutture rischiano di fallire».

Leggi: La Repubblica, 27/08/2020


giovedì 13 agosto 2020
Politiche abitative, Corte dei conti: mancano criteri omogenei per il riparto dei fondi

“A livello nazionale i bisogni abitativi, oggetto delle politiche abitative, non risultano dotati di un’espressa tutela costituzionale al pari di altri diritti come quello alla salute (art. 32) o il diritto al lavoro (art.35), sebbene la giurisprudenza costituzionale ne abbia riconosciuto la valenza di diritto sociale attinente alla dignita’ e alla vita di ogni persona (cfr. ex plurimis sentenze n. 106/2018, n. 28/2003 e n. 520/2000)”. Cosi’ la Corte dei conti in una nota.
Cosi’, prosegue la nota, “pur essendo ‘condizionato’ finanziariamente, non ha ottenuto, come accaduto invece per il diritto alla salute, ‘una parametrazione in termini di livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale’ mentre, ‘a livello europeo il diritto all’abitazione ha una connotazione decisamente piu’ forte, rientrando a pieno titolo nella sfera dei diritti fondamentali, strumentali al perseguimento di un livello di vita dignitoso, oltre che alla lotta alle diseguaglianze, alle discriminazioni ed alle esclusioni'”.

Leggi: Redattore Sociale, 13/08/2020


lunedì 10 agosto 2020
Casa, dal Mit 853 milioni per il “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”

Via libera dalla Conferenza Unificata al decreto interministeriale della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, sottoscritto di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze e il ministro per i Beni e le attività Culturali per il Turismo, che mette a disposizione una dotazione complessiva di oltre 853 milioni di euro da destinare al Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare. Lo annuncia il Mit in una nota.
Si tratta di risorse che serviranno a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, a rigenerare il tessuto socio-economico, a incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, al fine di contribuire al miglioramento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini.

Leggi: Redattore Sociale, 10/08/2020


venerdì 7 agosto 2020
Cure a casa per gli anziani con l’assistenza digitale

Comincia una nuova era nei servizi di assistenza agli anziani affetti da malattie croniche. Una rivoluzione che, grazie anche all’uso delle nuove tecnologie, se sviluppata in tutto il territorio nazionale potrà garantire, direttamente a casa, servizi di protezione e cura a milioni di persone attraverso la teleassistenza.
Ad aprire per primi le porte a questo futuro, con criteri di spesa utili anche in vista dell’utilizzo dei fondi del Recovery fund e l’eventuale Mes che l’Italia riceverà dall’Europa, è la Toscana. La Regione ha infatti appena finanziato con trenta milioni di euro in tre anni – 2020-2022 – il progetto “A casa, in buona compagnia” proposto dallo Spi Cgil e dai sindacati dei pensionati Cisl e Uil e approvato in via sperimentale nel dicembre 2019.
Attraverso l’implementazione dell’uso delle nuove tecnologie da parte del sistema sanitario regionale, tutti i cinquantamila ultra 75enni affetti da cardiopatie verranno, nelle aree interne come nei grandi centri, seguiti in teleassistenza da specialisti, medici e infermieri senza la necessità di doversi spostare dalla propria abitazione.

Leggi: Liberetà, 07/08/2020


venerdì 7 agosto 2020
Pubblicato in G.U. il Decreto Fondi 2020 sulla morosità incolpevole

Positivi i nuovi criteri legati all’emergenza Covid-19 come proposto dal SUNIA
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA
Il testo del provvedimento pubblicato nella G.U. di ieri, 6 agosto, per la ripartizione delle risorse 2020 del fondo inquilini morosi incolpevoli, contiene un punto importante che recepisce la proposta di un criterio aggiuntivo a specifica tutela dei molteplici casi di famiglie in difficoltà nel pagamento dell’affitto sorti con la caduta dei redditi a causa dell’emergenza Covid-19, come da tempo da noi sostenuto nelle proposte presentate a Ministero, Parlamento, Regioni e Comuni.
In particolare si richiamano:
il riferimento fatto nella premessa del Decreto dove si sottolinea la finalità di “evitare il ricorso alla sede giudiziale” e impedire un ulteriore crescita degli sfratti per morosità, anche se sarebbe stato opportuno un ulteriore riferimento alla necessità di rinegoziazione per la riduzione dei canoni;
la possibile estensione ad altri Comuni dei contributi anche se non presenti nell’elenco Cipe dell’alta tensione abitativa;
il possibile utilizzo in forma coordinata con le risorse del fondo nazionale di sostegno all’affitto.
E’ evidente che il Decreto fornisce indicazioni nuove alle Regioni che dovranno utilizzare in sede della prossima fase di ripartizione delle risorse ai Comuni.
Come SUNIA abbiamo avanzato proposte affinché anche nel Decreto Semplificazioni, all’esame del Parlamento per la definitiva conversione in legge, sia inserito un emendamento per frenare il crescente ricorso alle procedure di sfratto e l’ulteriore incremento dei provvedimenti esecutivi, incentivando la rinegoziazione dei contratti per la riduzione dei canoni di affitto.

Leggi: Sunia, 07/08/2020


martedì 4 agosto 2020
“Rsa, la strage era evitabile” L’inchiesta dei sindacati

Anziani ancora in ostaggio: il 60% delle strutture è inaccessibile alle visite dei famigliari
Rsa: prosegue lo stallo. I sindacati confederali sollecitano una riforma del settore, la Regione ci sta lavorando. Ma i tempi non sembrano essere compatibili con un comparto che stando ad Anaste Piemonte, la principale associazione di categoria, vede il 70% delle strutture in perdita di esercizio, con il rischio di un crack in autunno, e il 60 tuttora inaccessibili alle famiglie e ai parenti degli anziani ricoverati. Se qualcuno avesse avuto dubbi sulla necessità di ripensare il sistema, ci ha pensato l’emergenza Covid ha dissiparli. Interessante lo studio di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil sull’impatto dell’epidemia in Italia, e in Piemonte. Qualche dato. L’incremento maggiore della mortalità generale tra le persone con più di 65 anni nelle 20 Regioni italiane si è verificato in quelle più colpite dal virus: in Piemonte la mortalità tra la popolazione over 65 è aumentata del 40%. Il discorso, con le variazioni percentuali del caso, interessa tutte le province piemontesi: quelle che hanno presentato un aumento di decessi inferiore sono le più a ovest, non confinanti con la Lombardia. Nella provincia di Alessandria, in particolare, l’incremento più marcato (75,7%) ha riguardato la fascia di età più giovane, tra i 65 e i 74 anni. Altro dato: la mortalità è aumentata molto di più nei Comuni in cui è presente almeno una struttura per anziani. «In base alle nostre indagini nelle Rsa le morti per Covid sono state almeno un migliaio – spiegano Graziella Rogolino (Cgil), Francesco Guidotti (Cisl) e Lorenzo Cestari (Uil).

Leggi: La Stampa, 04/08/2020


martedì 4 agosto 2020
Pronti, PUC…si parte?

Pubblicato il decreto sui PUC, aggiornata la piattaforma GePI, pubblicate le linee guida sulla rendicontazione delle risorse da poter spendere, rientrata la sospensione della condizionalità generata dalla diffusione del Covid-19, adesso i territori sono pronti (o quasi) a far partire i PUC. L’articolo sintetizza a che punto siamo su questo aspetto dell’attuazione della misura del reddito di cittadinanza, nella nostra regione, e mette in luce le principali difficoltà che hanno ostacolato l’attivazione dei PUC, almeno sin qui.
I progetti di utilità collettiva: cosa sono
Il Reddito di cittadinanza ha previsto, per i propri beneficiari, la partecipazione obbligatoria ai PUC, i Progetti di utilità collettiva. Si tratta di un minimo di 8 ore settimanali, aumentabili sino a 16, di disponibilità del proprio tempo che le persone che beneficiano del reddito devono rendere a favore di iniziative organizzate nel proprio Comune di residenza, rispondenti ad una duplice logica: restituzione alla comunità del beneficio ricevuto ed occasione di inclusione e crescita personale.
I PUC sono organizzati dalle amministrazioni comunali, anche in forma associata e con il concorso degli enti del terzo settore locale, e possono riguardare settori e temi differenti – culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo, di tutela dei beni comuni. Da qualche giorno sono disponibili sul sito del Ministero facsimile di modulistica utili alla loro gestione.

Leggi: Welforum, 04/08/2020


sabato 1 agosto 2020
L’infermiere? D’ora in avanti diventerà anche di famiglia (e di comunità)

Insieme al medico di medicina generale questa figura professionale costituirà il perno per il potenziamento dell’assistenza sul territorio, reso ineludibile dall’esperienza con Covid-19
Avere un infermiere di fiducia al quale rivolgersi per ogni bisogno assistenziale, in ambulatorio o a domicilio, nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, quindi senza costi aggiuntivi a carico dei cittadini per prestazioni e cure infermieristiche, proprio come avviene con il medico di medicina generale. L’infermiere «di famiglia e di comunità» dovrebbe essere operativo a breve in tutto il Paese, e non solo in aree dove già è attivo. Dopo la sua introduzione, almeno sulla carta, nel Patto per la Salute 2019-2021 sottoscritto da Stato e Regioni lo scorso dicembre, di fatto col Decreto «Rilancio», che stanzia apposite risorse per le assunzioni, questa figura professionale diventa un perno, insieme al medico di famiglia, per il rafforzamento dell’assistenza territoriale, reso ineludibile dall’esperienza del Covid-19. In particolare, gli viene riconosciuto un ruolo fondamentale di supporto nella presa in carico sul territorio e a domicilio sia dei pazienti affetti da Sars-CoV-2 sia delle persone con malattie croniche, non autosufficienti, in condizioni di fragilità. Ora spetta alle Regioni individuare un modello base, omogeneo a livello nazionale, che indichi funzioni, ambito operativo e responsabilità dell’infermiere di famiglia/comunità.

Leggi: Corriere della Sera, 01/08/2020


giovedì 30 luglio 2020
“ABITIAMOLA” – Newsletter Giugno-Luglio 2020

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
E’ stato raggiunto l’accordo dal Consiglio europeo sulle risorse del Recovery Fund e del Bilancio Ue 2021-2027. E’ evidente che risorse importanti dovranno essere destinate alle città, perché nelle città possono, attraverso un’integrazione con risorse ordinarie e con partenariati pubblico-privato, generare investimenti funzionali al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile che anche l’Europa pone, rappresentando dei punti cardine nel processo di cambiamento verso resilienza, innovazione e sostenibilità,
■ Le risorse nell’accordo del Consiglio d’Europa per contrastare la crisi.
E’ stato approvato il ddl n. 1874, cd. Decreto Rilancio, in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, politiche sociali connesse all’emergenza da COVID-19. Tra le misure, vengono confermate le detrazioni al 110% per efficientamento energetico, installazione impianti fotovoltaici e sismabonus, con possibilità di cessione del credito anche alle banche. Non è stato accolto l’emendamento della CGIL che proponeva di prolungarle fino al 2025 per evitare il rischio di un impatto limitato della misura.

Leggi: Cgil, 30/07/2020


mercoledì 29 luglio 2020
Sindacati pensionati verso mobilitazione nazionale in autunno

Una mobilitazione nazionale in autunno, all’interno delle iniziative decise da Cgil, Cisl e Uil, per rilanciare le proposte dei Sindacati dei pensionati su sanità, non autosufficienza, redditi da pensione e fisco e per contribuire, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, alle scelte importanti che il paese dovrà prendere nei prossimi mesi.
Lo hanno deciso Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che hanno riunito oggi a Roma gli Esecutivi unitari.
Sulla sanità – sostengono i Sindacati – servono cospicui investimenti, utilizzando anche le risorse del Mes, in modo che questa torni ad essere effettivamente pubblica, gratuita e universale. Si deve riorganizzare totalmente e profondamente il sistema delle strutture residenziali per anziani, perché troppo spesso isolate dal contesto sociale e dotate di personale insufficiente e malpagato. Quello che si è verificato durante l’emergenza Covid-19 non deve più ripetersi. Vanno potenziate la medicina del territorio e l’assistenza domiciliare, che deve essere preferita, ovunque possibile, al ricovero nelle strutture.

Leggi: Spi-Cgil, 29/07/2020


venerdì 24 luglio 2020
In Italia si nasce già con la propria porzione di cemento: 135 mq per ogni neonato

Consumo di suolo 2020: persi altri 57 km2 di territorio nazionale al ritmo, confermato, di 2 m2
al secondo.
La Valle D’Aosta è la prima regione italiana vicina all’obiettivo “Consumo di suolo 0”.
L’aumento del consumo di suolo non va di pari passo con la crescita demografica e in Italia cresce più il cemento che la popolazione: nel 2019 nascono 420 mila bambini e il suolo ormai sigillato avanza di altri 57 km2 (57 milioni di metri quadrati) al ritmo, confermato, di 2 metri quadrati al secondo. È come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla ben 135 mq di cemento.
Lo spreco di suolo continua ad avanzare nelle aree a rischio idrogeologico e sismico e tra, le città italiane, la Sicilia è la regione con la crescita percentuale più alta nelle aree a pericolosità idraulica media. Non mancano segnali positivi: la Valle d’Aosta, con solo 3 ettari di territorio impermeabilizzato nell’ultimo anno, è la prima regione italiana vicina all’obiettivo “Consumo di suolo 0” e si dimezza la quantità di suolo perso in un anno all’interno delle aree protette.

Leggi: Ispra Ambiente, 27/07/2020


DALLE REGIONI:

lunedì 31 agosto 2020
Bolognesi più poveri e disoccupati, li sostengono i nonni: i dati del Caf sui redditi

Aumentano i pensionati, le persone che vivono in un appartamento di un familiare, i disoccupati uomini, quasi tutti con famiglia a carico: “Sono loro i potenziali ‘nuovi poveri’”, spiega Diaco, presidente Acli Bologna. “Basta interventi spot per le famiglie, serve un piano organico”
“Bologna è una città che invecchia progressivamente da anni, senza che, di conseguenza, sia migliorata la qualità della vita. Il welfare deve tenerne conto, non basta più quello che si è fatto sinora. Siamo stati un modello di eccellenza, ma non possiamo più affidarci al passato. Oggi la scienza ci permette di fare previsioni realistiche su quella che sarà la popolazione bolognese nei prossimi 10, 20, 30 anni. Abbiamo un vantaggio che dobbiamo usare bene”. A parlare è Filippo Diaco, presidente delle Acli di Bologna.

Leggi: Redattore Sociale. 31/08/2020


venerdì 28 settembre 2020
Milano, torna l’incubo Covid nelle Rsa

Focolaio nella casa di riposo Quarenghi, 21 ospiti e un lavoratore positivi. Zanolla, Spi Cgil: “Oltre al rischio contagio, ci sono tanti altri problemi, dalle liste d’attesa alle rette sempre più care”
Ventuno anziani e un operatore sanitario positivi al Covid-19. Torna il Coronavirus nelle case di riposo e lo fa a Milano, in una Rsa della periferia Nord Ovest della città, la Quarenghi gestita dalla cooperativa Coopselios. Il primo caso post-emergenza, che ha una particolarità: solo un paziente mostra sintomi, gli altri sono tutti asintomatici. In ogni caso, metà degli ospiti contagiati è stata portata in ospedale, gli altri sono isolati nella struttura in attesa di esser trasferiti in un reparto Covid ospedaliero.
“Non sappiamo in che modo si sia originato il contagio, anche perché non riusciamo ad avere notizie dirette – afferma Isa Guarneri, segretaria Fp Cgil Milano -. La direzione non ha risposto alle nostre richieste, i lavoratori per evitare ritorsioni, che in questi mesi di emergenza sono state numerose, preferiscono non esporsi”. Le Rsa sono tuttora chiuse alle visite esterne. Vi possono entrare solo gli operatori e in alcuni casi eccezionali, espressamente autorizzati, anche i parenti che incontrano i familiari attraverso un vetro o a distanza e bardati con camici, cuffie, calzari, mascherine. I nuovi ospiti, invece, prima di essere ammessi in una casa di riposo, devono sottoporsi a due tamponi e stare in isolamento per 14 giorni.

Leggi: Collettiva, 28/08/2020


martedì 25 agosto 2020
Piemonte, novecento badanti in isolamento preventivo: “Così tuteliamo gli anziani”

Rientrate dopo le ferie dai loro Paesi, ora la Regione impone la quarantena e il tampone
Non solo i rientri dalle ferie con tampone per chi arriva da Grecia, Malta, Spagna e Croazia.
Tra chi è tornato o sta tornando a Torino da osservato speciale ci sono badanti, colf, baby sitter partite per la Romania e Bulgaria a fine luglio che ora devono riprendere il lavoro. A Torino sono 900 le assistenti familiari che sono adesso in isolamento o hanno già concluso la quarantena. Soltanto due quelle attualmente ospitate in una residenza di proprietà dell’Edisu dove trascorreranno le due settimane di isolamento: sono badanti conviventi e non hanno casa se non quella dove vivono gli anziani che accudiscono e che ora potrebbero contagiare. In molte hanno denunciato di essere tornate, hanno indicato se in aereo o in pullman, chiarito se vivono da sole o convivono con le famiglie per cui lavorano. Qualcuna ha scritto al medico di famiglia senza ricevere risposta: «Ho mandato molte mail al mio dottore ma finora non ho avuto alcuna indicazione», racconta Maria I. Le altre hanno scelto la via della mail all’indirizzo rientroinitalia@aslcittaditorino.it e dopo qualche giorno è arrivata la comunicazione: l’azienda le ha prese in carico. Saranno richiamate per fare il tampone.

Leggi: La Repubblica, 25/08/2020


giovedì 13 agosto 2020
Casa, in Lombardia 23 milioni per recuperare alloggi per uso sociale

Regione Lombardia ha stanziato 23 milioni di euro per interventi di recupero del patrimonio immobiliare pubblico e privato sfitto, invenduto o sottoutilizzato: rimessi a nuovo questi alloggi andranno a usi abitativi sociali. E’ una misura, chiarisce l’assessore regionale alle Politiche sociali e abitative, Stefano Bolognini, “pensata per andare incontro alle richieste di chi non ha le possibilita’ economiche per stipulare un contratto di affitto a libero mercato ma dispone di un indicatore Isse troppo alto per ottenere una casa popolare. Un aiuto indiretto a tante famiglie e ‘single’ lombardi che, trovandosi nella ‘fascia grigia’, ogni giorno devono fare i conti con grandi difficolta’ economiche senza aver diritto ai sostegni previsti per chi ha redditi bassi”. Con questo provvedimento, “puntiamo a far rimettere sul mercato una parte del patrimonio immobiliare oggi non utilizzato e potenzialmente a rischio di degrado”, aggiunge Bolognini.

Leggi: Redattore Sociale, 13/08/2020


giovedì 6 agosto 2020
Case popolari. A Torino 6.791 domande, solo 724 saranno soddisfatte

Data la carenza di case popolari, soltanto coloro che in sede di bando hanno totalizzato 12 punti (il massimo) potranno avere la certezza di ottenere un alloggio. L’assessore Sonia Schellino: “Ne abbiamo un bisogno disperato”
Su un totale di 6.791 domande inviate per ottenere una casa popolare a Torino, nel 2020, solo 724 (poco piu’ del 10%) potranno essere realmente soddisfatte. “Al 19 febbraio 2018, il bando per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare presentava 4.477 domande. L’anno successivo, il 27 settembre, il numero e’ salito a 6.791- spiega questa mattina in commissione consiliare Sanita’ e Servizi Sociali, la vicesindaca e assessore al Welfare della citta’ di Torino, Sonia Schellino-. Il 10 febbraio 2020 gli aventi diritto erano solo 724”.
Data la carenza di case popolari, soltanto coloro che in sede di bando hanno totalizzato 12 punti (il massimo) potranno avere la certezza di ottenere un alloggio da Atc (Agenzia territoriale per la casa). “Chi ha un punteggio inferiore non puo’ sperare di avere la casa entro tempi brevi”, confermano dall’Agenzia. Molte persone dunque resteranno in graduatoria, in attesa. “Quante sono le famiglie che ancora oggi stanno aspettando una casa?”, domanda in commissione a Schellino la consigliera del Gruppo misto di minoranza Dema, Deborah Montalbano, ma non ottiene risposta.

Leggi: Redattore Sociale, 06/08/2020


venerdì 31 luglio 2020
Regione Lombardia condannata a cancellare dal Regolamento Regionale per l’accesso agli alloggi pubblici sia il vincolo della residenza di 5 anni in Lombardia, sia l’obbligo per i cittadini extracomunitari di presentare la certificazione del Paese di origine attestante l’assenza di proprietà immobiliari

Con l’Ordinanza emessa il 27/07/2020 dal Tribunale Civile di Milano (Giudice Dott.ssa Martina Flamini) si conclude l’azione giudiziaria promossa da ASGI, CGIL Lombardia e NAGA contro le clausole discriminatorie contenute nel Regolamento Regionale n. 4/2017 per l’accesso ai Servizi Abitativi Pubblici, che riguarda in sostanza la partecipazione ai Bandi.
Le tre Associazioni, in via prioritaria, avevano contestato il requisito minimo dei 5 anni di residenza in Regione, riguardante sia italiani che stranieri, previsto anche dalla L.R. 16/2016 che regola la materia, motivo per cui si era dovuta esprimere la Corte Costituzionale che, con Sentenza n. 44 del marzo 2020, ne aveva dichiarato l’incostituzionalità.
Nel prosieguo, il Tribunale di Milano è poi passato ad esaminare anche la seconda questione, concernente la certificazione aggiuntiva di “impossidenza” richiesta circoscritta esclusivamente ai cittadini di provenienza extra-UE, sentenziando tale aggravio come illegittimo e discriminatorio, in quanto la prova dell’assenza di proprietà all’estero non può differenziarsi in rapporto alla nazionalità dei soggetti, venendo fatta oltretutto salva sempre, nel caso di eventuale assegnazione a seguire, la successiva effettuazione delle specifiche verifiche fiscali nel merito.

Leggi: Sunia, 31/07/2020


venerdì 31 luglio 2020
Palermo. Casa: riaperti i termini del bando per i fondi del sostegno all’affitto portando da 10 a 5 il requisito della residenza per i migranti come da sentenza della Consulta

Sunia: Buona notizia anche la Regione arriva con un ritardo di due anni
Il Sunia chiede alla Regione l’accelerazione delle procedure per le assegnazioni dei fondi del sostegno all’affitto, includendo gli immigrati che hanno i requisiti richiesti dalla normativa sulla base della sentenza della Consulta del 2018 che prevede che per accedere ai contributi per l’affitto occorre avere la residenza in Italia da 5 anni e non da 10. “E’ stata abrogata da due anni una norma discriminatoria- dice Giusy Milazzo, segretaria regionale del Sunia- e la Regione, nonostante fosse stata da tempo da noi sollecitata se ne accorge solo ora ed ora riapre i termini del bando per le assegnazioni.
Anche se arriva con ritardo, si tratta di una buona notizia- sottolinea Milazzo- : chiediamo dunque incontro urgente per definire criteri e tempi per l’assegnazione degli ulteriori fondi erogati dallo Stato per il sostegno all’affitto, circa 13 milioni di euro”. “Ci troviamo oggi- aggiunge Milazzo- nonostante il bisogno di un sostegno sia urgentissimo e necessario a prevedere tempi lunghissimi per l’erogazione dei contributi relativi al 2018. Per questi motivi il Sunia chiede un incontro alla ricerca di soluzioni in tempi rapidi. Ribadiamo che l’urgenza per molte famiglie è grandissima – conlcude Milazzo- e che i nuovi criteri da definire già proposti dalle organizzazioni sindacali debbano tenere conto della celerità delle procedure di presentazione delle domande e dei pagamenti e dei requisiti collegati alle sopravvenute difficoltà dovute all’emergenza sanitaria”.

Leggi: Sunia, 31/07/2020


giovedì 30 luglio 2020
A Roma il “condominio” per senza dimora, Raggi: progetto concreto di riscatto

“Un progetto concreto di riscatto. A Roma nascerà il ‘condominio sociale’ per persone senza dimora. Sarà in via dei Reti, nel cuore del quartiere San Lorenzo, in un edificio confiscato alla criminalità organizzata…
– “Un progetto concreto di riscatto. A Roma nascera’ il ‘condominio sociale’ per persone senza dimora. Sara’ in via dei Reti, nel cuore del quartiere San Lorenzo, in un edificio confiscato alla criminalita’ organizzata. Lavoriamo da tempo a questo progetto, con l’obiettivo di superare una logica assistenzialistica e accompagnare le persone verso una graduale riconquista dell’autonomia, sociale e lavorativa. Cosi’ abbiamo ristrutturato un piccolo palazzo confiscato alla criminalita’ organizzata, lo abbiamo arredato, creando spazi comuni e sei appartamenti che potranno ospitare fino a 14 persone, anche grazie a fondi europei. Tra pochi giorni entreranno i primi ospiti”. Lo scrive su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Leggi: Redattore Sociale, 30/07/2020


IN AGENDA:

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IN EVIDENZA:

La felicità nell’invecchiamento. Intervista al Prof. Jose Luis Cabezas Casado

Jose Luis Cabezas Casado è gerontologo in Spagna e Professore all’Università di Granada, è inoltre direttore del Segretariato per l’Inclusione dell’Università di Granada.
AS: È Possibile vivere felice anche la tappa dell’invecchiamento e quali sono i fattori fondamentali per riuscirci?
JLC: L’invecchiamento è un processo che inizia nel momento in cui nasciamo, per questo motivo per tutta la vita cerchiamo di viverlo con felicità. Anche nella vecchiaia dovrebbe essere così. L’essere umano è nato con un corpo e una struttura psicologica preparata per provare sensazioni ed essere felice. Per riuscirci ci sono diversi elementi fondamentali da tenere in considerazione.
Il primo aspetto fondamentale è prendersi cura del nostro corpo e seguire raccomandazioni di salute ogni giorno. Qui potremmo parlare di alimentazione, esercizio fisico e di un ambiente sano. La medicina ha consentito di aumentare l’aspettativa di vita e questa è una notizia meravigliosa (e non un problema come spesso viene presentata). Se ora possiamo vivere più a lungo, questa è certamente una gioia piacevole.

Leggi: Abitare Sociale


Radicamento territoriale e accesso all’abitazione

Dalla Corte costituzionale alcune significative indicazioni in tema di ragionevolezza dei criteri di accesso e funzione sociale dell’edilizia residenziale pubblica – Di Francesca Biondi Dal Monte
In presenza di risorse limitate, numerosi sono gli interventi che Stato, Regioni ed enti locali hanno adottato nel corso degli ultimi anni per selezionare la platea dei possibili beneficiari di certi servizi e prestazioni di natura sociale. A tal fine è stata spesso richiesta come condizione di accesso al sistema welfare la residenza protratta sul territorio – statale, regionale o locale – sperimentando, con sempre maggiore frequenza, politiche che potremmo definire di appartenenza, finalizzate a favorire coloro che hanno un legame più intenso ovvero duraturo con il territorio di riferimento. Talvolta tali requisiti sono stati previsti per i soli stranieri, in altri casi indifferentemente per cittadini e stranieri.
Numerose sono anche le pronunce della Corte costituzionale intervenute a precisare i limiti – a dire il vero assai ristretti – entro i quali il legislatore, statale o regionale, può richiedere un certo radicamento sul territorio per l’accesso a servizi e prestazioni, individuando anche gli ambiti nei quali – in considerazione della funzione di certi servizi sociali – non può ritenersi costituzionalmente legittima alcuna limitazione nell’accesso. La sentenza n. 44 del 2020 della Corte costituzionale si inserisce in questo quadro, fornendo alcune significative indicazioni in tema di accesso all’edilizia residenziale pubblica (in seguito ERP).

Leggi: Welforum


Abbiamo risposte alla solitudine?

La solitudine accelera il processo di fragilizzazione della persona anziana quale fattore aggiuntivo all’età, alle patologie croniche e alla perdita parziale o totale dell’autosufficienza. Le teorie che ruotano attorno alle strategie di contrasto alla nemica solitudine sono orientate a favorire qualità relazionale e non quantità. Disponiamo di una moltitudine di risposte che necessitano tuttavia di essere inserite in un processo orientato al più ampio cambiamento culturale.
di Federica Gottardi (Psicologa-psicoterapeuta, Fondazione I.P.S. Cardinal Gusmini di Vertova, Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia)
Solitude, loneliness, aloneness. L’essere soli dal sentirsi soli, far riferimento ad una condizione psicologica, un vissuto emotivo, oppure ad una condizione sociale oggettiva di isolamento. Rimane compito arduo identificare la solitudine e differenziarla da concetti che spesso ci confondono quali la malinconia, l’isolamento e, più in generale, la sofferenza.
Le facce della solitudine
Esiste una differenziazione che è stata, ed è tutt’ora, al centro di dibattiti filosofico-culturali. Si parla infatti, oltre che di solitudine che genera sofferenza, di una solitudine beata, ricercata. Una solitudine desiderabile, un isolamento che è quasi un’esperienza mistica “capace di spingere l’animo tra le cose celesti”, come scriveva Petrarca.
Si parla poi di una solitudine che Pirandello ha definito “incertezza angosciosa”. Quell’entità che prende forma proprio nel momento in cui non si è soli e che priva l’uomo della sua stessa identità. Che poi è lo stesso concetto espresso visivamente da Edvard Munch in Sera sul viale Karl Johan (1982; fig.1): la solitudine che si manifesta proprio in un luogo di massima socializzazione, nel centro della città. Nessuno sguardo incrocia quello dell’altro. La folla quale non-luogo dove si può provare la solitudine più profonda. Il fenomeno giapponese del kodokushi (morte solitaria) ne è un esempio.

Leggi: I Luoghi della Cura


Un nuovo paradigma per i servizi sanitari – A cura dell’Istituto per la Ricerca Sociale

L’esperienza concreta del Coronavirus ha mostrato a tutti sistemi ospedalieri anche di eccellenza sopraffatti da una massa di contagiati che si riversava su di essi, non trovando altri punti attendibili e attrezzati di riferimento e assistenza. Questa drammatica vicenda, da molti vissuta e da tutti visionata sugli schermi tv, attira l’attenzione sulla necessità di sviluppare un sistema sanitario territorializzato, tanto per offrire l’assistenza ordinaria che per fronteggiare minacce straordinarie, e offre a tal fine una finestra di opportunità. Questa opzione comporta il superamento del paradigma attualmente dominante centrato sulla medicina specialistica e sugli ospedali di eccellenza, assumendo per l’intera sanità un diverso paradigma, che programmi e quindi sviluppi un community based approach, una assistenza comunitaria, presente e forte sul territorio. Se si crede nella necessità di riequilibrare l’organizzazione della sanità per renderla più efficiente, più efficace e più equa attraverso la costruzione di forti reti territoriali, il momento di agire è qui ed ora, perché altrimenti le dinamiche politiche e organizzative inerziali determineranno con ogni probabilità un aggravamento degli squilibri, dirottando una quota sproporzionata degli investimenti pubblici aggiuntivi e comunque della spesa sanitaria verso il sistema ospedaliero.

Leggi: Welforum


Le risorse per i servizi sanitari territoriali

Una delle difficoltà, o scuse, ricorrenti negli anni non solo per non fare varie riforme, ma anche specificamente per sottrarre risorse alla sanità, è stata la lamentazione sulla mancanza delle risorse.
Affrontiamo allora questo possibile ostacolo con interventi di noti economisti della sanità (Mapelli, Bordignon, Turati) che mostrano cosa si è fatto delle risorse per la sanità negli ultimi anni e quale è l’attuale disponibilità, considerando anche i decreti legati all’emergenza (Pelliccia, Peduzzi).
Analizzando l’evoluzione della spesa sanitaria negli ultimi trent’anni, Mapelli rileva che si è profondamente modificato il paradigma delle funzioni di spesa e che in questo periodo si è verificata una consistente riallocazione di risorse dall’area ospedaliera verso quella territoriale.
“Se questo è vero a livello nazionale o di qualche area geografica (nord-est), non può invece dirsi realizzato in diverse regioni. Nel Mezzogiorno le tradizionali funzioni di spesa (farmaci, riabilitazione, integrativa) assorbono ancora troppi fondi, a scapito dell’assistenza socio-sanitaria. Nell’area del nord-ovest (in particolare in Lombardia) la medicina di base è sottodimensionata, anche se vi è molta attenzione all’assistenza socio-sanitaria. Nel centro Italia si è investito meno che altrove nell’assistenza territoriale e prevale ancora il modello tradizionale, seppure vi sia una nuova attenzione verso il socio-sanitario. La strada del riequilibrio tra le regioni e tra le funzioni di spesa è stata imboccata, ma va proseguita.”

Leggi: Welforum


La spesa sanitaria secondo i LEA

In questi giorni di epidemia si fa un gran discutere di modelli sanitari regionali: il modello veneto contrapposto a quello lombardo, quello emiliano-romagnolo a quello piemontese, quelli del sud a quelli del nord. Il Servizio sanitario nazionale, in effetti, è un “sistema di sistemi sanitari”, da quando la riforma Bindi lo ha definito come “il complesso delle funzioni e delle attività assistenziali dei Servizi sanitari regionali” (art. 1 DLgs 229/99). La diversità dei modelli sanitari può essere una ricchezza per il paese, perché si possono valorizzare le best practice di ognuna, ma può anche causare difficoltà nell’impartire un unico indirizzo politico e nel coordinarne le attività.
L’organizzazione dei servizi sanitari compete ad ogni regione e provincia autonoma (art. 11 L 833/78), per cui oggi si possono osservare 21 organizzazioni differenti. All’indomani della riforma sanitaria, le regioni avevano disciplinato con proprie leggi l’organizzazione dei servizi sanitari, con una variabilità sorprendente: ad esempio, in Lombardia erano 6 servizi, in Veneto 8, in Friuli Venezia Giulia 13, in Emilia-Romagna 7, in Lazio 5, in Sicilia 19. Ancora oggi, dopo molti anni e molte leggi, i modelli regionali rimangono diversi.

Leggi: Welforum


Cure territoriali: la sfida di un cambiamento

La pandemia da Coronavirus, in particolare in Lombardia la Regione più interessata da un punto di vista epidemiologico, ha reso evidente la fragilità di un sistema di cure territoriali non adeguato ad affrontare una situazione epidemiologica imprevista, che richiede la presa in carico a livello domiciliare di una patologia infettiva acuta, riservando il ricovero ospedaliero ai casi più impegnativi che richiedono una respirazione assistita.
Il focus dello sviluppo organizzativo dei servizi territoriali negli ultimi decenni ha riguardato i percorsi di diagnosi, terapia e assistenza delle patologie croniche per effetto della loro rilevanza epidemiologica e del conseguente peso in termini di carico assistenziale e di assorbimento di risorse del SSN.
Le singole regioni, su impulso anche dei Piani sanitari nazionali, hanno sviluppato iniziative volte al potenziamento delle cure domiciliari e a migliorare l’appropriatezza dei percorsi e la continuità assistenziale tra i diversi livelli di cura. Dagli anni 90 lo sviluppo delle cureterritoriali è avvenuto per progressiva implementazione di servizi e figure professionali, aumentando la complessità del sistema e della costruzione di un’offerta unitaria ai bisogni di salute degli assistiti. Le cure domiciliari si sono sviluppate seguendo modelli diversi nelle singole regioni, ma comunque con un’organizzazione autonoma del personale addetto, prevalentemente di natura infermieristica, rispetto a quella dei medici di medicina generale, creando problemi tra responsabilità clinica, teoricamente in capo al medico di medicina generale, e responsabilità organizzativa in capo alle ASL o a erogatori accreditati. La continuità assistenziale, che pure è cruciale per garantire al cittadino una presa in carico dei propri bisogni di salute nell’arco delle 24 ore e tutti i giorni della settimana, si è sviluppata come servizio autonomo e con professionisti diversi rispetto ai medici di medicina generale.

Leggi: Welforum


Più longevi ma con meno salute? Un allarme epidemiologico

La vita media si è allungata. Ci si sente giovani ben oltre i sessant’anni e ci si sente vecchi solo ad ottanta. Siamo convinti di vivere più a lungo ed in salute, ma alcuni studi recenti rivelano che si è allungato il periodo di vita nel quale si è costretti a convivere con una o più patologie croniche, che possono incidere negativamente sulla qualità dell’esistenza. Di Vittorio Filippi (docente di Sociologia al Master di Psicologia dell’invecchiamento e della longevità, Università di Padova)
Senectus ipsa est morbus: è nota la sconsolata sentenza con la quale Terenzio Afro definiva la vecchiaia. Per secoli è stato effettivamente così, quando si usciva dalla vita molto meno vecchi e decisamente più malandati. Una nuova mentalità della vecchiaia comincia ad affacciarsi solo nel Settecento, quando si tende a rifiutare la morte sociale che precede quella fisiologica: il gusto della vita comincia a coinvolgere anche l’anziano, non limitando più la sua vita di relazione.
Ma è soprattutto in questi ultimi decenni che l’aforisma citato viene drasticamente smentito da una nuova mappa della vita umana che ridisegna completamente vecchiaia ed invecchiamento.
La vecchiaia vista con gli occhi di oggi
Un mutamento profondo nella visione della vecchiaia è avvenuto alla fine del secolo scorso, grazie a due importanti fattori. Il primo, più quantitativo, sta nella brillante demografia della longevità italiana. Nel 2018, così come nel 2019, le condizioni di sopravvivenza della popolazione sono ancora migliorate e si registra un nuovo aumento della speranza di vita alla nascita. Per gli uomini la stima è di 80,8 anni (+0,2 rispetto al 2017) mentre per le donne, le più penalizzate nell’ultimo scorcio di periodo, è di 85,2 anni (+0,3). In miglioramento risulta anche la sopravvivenza della popolazione anziana. Nel 2018, all’età di 65 anni la speranza di vita residua è di 19,3 anni per gli uomini (+0,3 sul 2017) e di 22,4 anni per le donne (+0,2).

Leggi: I Luoghi della Cura


Smart cities effetto pandemia – Un futuro di quartieri sostenibili e robotizzati

L’impatto della pandemia in corso sullo spazio urbano è stato enorme. Azioni quotidiane che davamo per scontate – muoversi nel proprio quartiere, prendere un treno, correre in palestra o condividere una sala di ristorante con estranei – sono diventate all’improvviso proibite o foriere di rischi.
Attraverso la pandemia abbiamo iniziato a comprendere quanto sia profondo l’intreccio tra le nostre vite all’interno dello spazio pubblico. A partire da questa consapevolezza, dobbiamo ora aprirci a nuovi modelli di sperimentazione urbana. Oggi più che mai è necessario testare nuove soluzioni per la città e individuare velocemente, mediante cicli di prova ed errore, quelle tra esse più promettenti. Per questo motivo è spiacevole, come successo poche settimane fa, assistere alla sconfitta di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana previsto per il lungolago di Toronto.
Tra le molte vittime del Covid-19 si trova infatti un masterplan sviluppato nella città canadese da parte di Sidewalk Labs, società consorella di Google. Si trattava di un progetto nato sotto i migliori auspici. Al suo lancio, a fine 2017, l’amministratore delegato Dan Doctoroff aveva delineato obiettivi ambiziosi per questo quartiere sperimentale: affrontare questioni irrisolte come “il costo della vita, la congestione urbana e i cambiamenti climatici”. Il premier canadese Justin Trudeau aveva rilanciato:
“Quayside diventerà un modello per le città di tutto il mondo”. Il piano era quello di trasformare il lungolago di Toronto in un’area sperimentale di 320 ettari, in cui i robot avrebbero fatto da taxi e si sarebbero occupati della raccolta rifiuti, gli appartamenti sarebbero stati realizzati con materiali rinnovabili e i sensori avrebbero contribuito a ottimizzare un po’ tutto – dai tempi dei semafori fino alla riconfigurazione degli spazi pubblici.

Leggi: AssoSoftware, pagina 51


SEGNALAZIONI:

venerdì 31 luglio 2020
Assegno a nucleo familiare: norme su trattamenti – Il messaggio di Inps

Con circolare n. 88 del 20 luglio, l’Inps illustra le nuove norme sui trattamenti di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) ai percettori di assegno ordinario a carico del Fondo di integrazione salariale e dei Fondi bilaterali.
Al riguardo l’Istituto così precisa:
L’art. 68 del decreto legge n. 34/2020, modificando l’art. 19 del decreto legge 18/2020, prevede l’erogazione, a partire dal 23 febbraio 2020, dell’Anf ai percettori di assegno ordinario (ASO), concesso dal Fondo di solidarietà (art.26 Dl n. 148/2015), dal Fondo di integrazione salariale (FIS) e dai Fondi di solidarietà bilaterale del Trentino e di Bolzano-Alto Adige, a seguito della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa del periodo di emergenza Covid-19, in rapporto al periodo di paga adottato e alle stesse condizioni dei lavoratori ad orario normale.
La copertura finanziaria per l’erogazione di tale prestazione accessoria è a carico dello Stato all’interno del finanziamento complessivo per la copertura delle prestazioni a sostegno del reddito in esame. Quest’ ultima, quindi, non rientra tra quelle a carico della Gestione Prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti (art. 24 l. n. 88/1989).
Modalità di erogazione dell’assegno al nucleo familiare

Leggi: Inca


Superbonus dalla A alla Z: online la guida dell’Agenzia

Attraverso un linguaggio semplice, delle chiare tabelle riepilogative e una serie di casi pratici il lettore trova tutto quello che c’è da sapere per fruire dell’eccezionale detrazione al 110%
copertina guida superbonus
È in rete, nell’apposita sezione “L’Agenzia informa” e nell’area di questa rivista, la guida “Superbonus 110%” che contiene le novità in materia di detrazioni per interventi di efficientamento energetico, sismabonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici”, con un quadro completo sulle agevolazioni fiscali introdotte dal Dl “Rilancio” che consentono le ristrutturazioni a costo zero.
Dalle disposizioni normative alle certificazioni necessarie, dai beneficiari alla novità dello “sconto in fattura”. La guida dell’Agenzia illustra come ottenere la detrazione pari al 110% riconosciuta sulle determinate spese di ristrutturazione sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Completano il quadro le tabelle riepilogative, che forniscono un quadro completo di tutte le agevolazioni consentite e dei limiti di spesa agevolabili, una serie di esempi su casi pratici e numerose Faq che chiariscono i dubbi più frequenti

Leggi: Fisco Oggi


 

 

 

 

 

 

Emergenza caldo, l’elenco “Dalla A alla Z” delle iniziative dei comuni e del volontariato

É stata attivata la sezione “Dalla A alla Z – Le iniziative dei comuni e del volontariato contro l’emergenza caldo”.
L’elenco, aggiornato costantemente, raccoglie tutte le iniziative che le associazioni Auser, il mondo del volontariato in genere, i comuni e le istituzioni, hanno attivato in questi giorni per aiutare gli anziani a passare serenamente l’estate ed evitare i disagi legati al caldo.
La pagina è raggiungibile a questo indirizzo:

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 21 luglio 2020
Quel tesoro di Fund

L’accordo raggiunto a Bruxelles sul Recovery fund porterà all’Italia circa 209 miliardi di euro con i quali il governo, dopo avere giocato la partita europea, dovrà affrontare quella interna del rilancio economico
La portata storica dell’accordo sul Recovery fund e il bilancio europeo 2020/2027 è unanimemente riconosciuta e a testimoniare la portata dell’evento ci sono anche quattro giorni e quattro notti di trattative tra i 27 capi di Stato e di governo dell’Unione, con una serie di testa a testa a geometrie variabili e un lungo fronteggiarsi di Italia e Olanda. È stato quindi confermato che il Recovery fund, frutto di un’intesa tra Francia e Germania, avrà una dotazione di 750 miliardi di euro, ma con una riduzione dei sussidi, rispetto all’ipotesi precedente, da 500 miliardi a 390 miliardi di euro per i Paesi colpiti dalla pandemia da Covid-19. Il bilancio è stato fissato a 1.074 miliardi per sette anni a partire dal 2021.
l’Italia è riuscita, tra le altre cose, a spuntare 30 miliardi in più rispetto alla prima proposta, perché il piano destina al nostro Paese poco meno di 209 miliardi di euro: 81,4 miliardi come sussidi a fondo perduto e 127,4 miliardi come prestiti. Siamo quindi di fronte a un importante aumento della somma che andrà restituita a tassi molto bassi e a condizioni agevolate. I Paesi frugali, quelli contro i quali l’Italia ha cercato di fare muro, sono riusciti a ottenere gli sconti sulla contribuzione del bilancio europeo e un aumento dei rimborsi, che per la Danimarca sono di 322 milioni di euro l’anno, quasi due miliardi per l’Olanda, 565 milioni all’Austria e poco più di un miliardo alla Svezia.

Leggi: Collettiva, 21/07/2020


martedì 21 luglio 2020
Recovery Fund, Cerfeda, “Ora piani per fa ripartire il Paese”

Un negoziato record per lunghezza, giustificato in parte dall’importanza dalla posta in palio, e in parte dalla resistenza, apparsa a momenti invalicabile, del cosiddetto fronte dei frugali. Ma alla fine lo scatto in avanti c’è stato e per il nostro Paese le cose si mettono bene, se si guarda all’ammontare delle risorse che potrebbero giungere per la “ricostruzione” post Covid: 209 miliardi, addirittura 38 miliardi in più rispetto ai 171 che in prima battuta erano stati promessi all’Italia.
“Stiamo parlando di circa un terzo dei 750 miliardi del Next Generation Eu che andranno in parte in sussidi (82 miliardi), in parte in prestiti a tasso zero (127 miliardi) e che ora il nostro Paese dovrà dimostrare di saper spendere con piani all’altezza e riforme”. È la considerazione che fa Walter Cerfeda, ex leader della Confederazione dei sindacati europei (Ces), oggi nel direttivo dell’Alta Scuola Spi Cgil Luciano Lama, autore per le edizioni di LiberEtà del libro “Finale di partita“, commentando la decisione arrivata alla fine del serrato summit in scena a Bruxelles.
“Sul piano politico – aggiunge Cerfeda – una vera svolta che non solo consoliderà il mercato interno, ma che segna un punto a favore di una maggiore integrazione continentale”.

Leggi: Liberetà, 21/07/2020


lunedì 20 luglio 2020
Famiglie in crisi, come riuscire a pagare l’affitto

Proprietari e inquilini possono trovare un accordo per ridurre il canone. Ad aiutarli nell’intesa e nello svolgimento di tutte le pratiche ci sono il Sunia e i Caaf della Cgil
Sono tante le famiglie che hanno difficoltà a pagare l’affitto. Gli effetti della crisi economica esplosa con la diffusione del virus hanno causato una consistente riduzione di reddito per molti cittadini che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Proprio al fine di evitare tardivi o mancati pagamenti del canone di locazione, si legge sul sito dei Caaf della Cgil, www.cafcgil.it, “proprietari e inquilini possono trovare un accordo per rendere la situazione meno onerosa per entrambi, concordando un canone minore rispetto a quello stabilito dal contratto, anche solo per un periodo di tempo circoscritto”.
A beneficiare dell’intesa potranno essere entrambi i soggetti. L’inquilino riuscirà ad ottenere una rata d’importo proporzionale al momento di difficoltà, “il proprietario – a fronte di un canone inferiore – percepirà quanto concordato e pagherà di conseguenza minori imposte, evitando eventuali intimazioni di sfratto in caso di inadempienza nel pagamento del canone”.

Leggi: Collettiva, 20/07/2020


venerdì 17 luglio 2020
Anziani più protetti e spese sanitarie ridotte

Dopo la pandemia, occorre ripensare i nostri sistemi sanitari basandosi sulla domiciliarità delle cure – Di Marco Impagliazzo
Il manifesto della comunità di Sant’Egidio
Caro direttore, la crisi scatenata dalla pandemia non ha avuto uguali conseguenze per tutti. Una categoria di persone ha sofferto più di altre in termini di vittime e di isolamento: gli anziani. Un «pianeta» che ha in comune l’età ma attraversa, in modo democratico, tutti gli strati sociali. È stato, per tanti aspetti, il dramma nel dramma del coronavirus nel Nord del mondo e in Italia, dove – rileva l’Istat – ben l’85 per cento dei decessi per effetto del Covid-19 si sono manifestati nella popolazione ultrasettantenne. Un dato che colpisce, insieme a un altro, fornito dall’Istituto superiore della Sanità, che segnala il numero elevatissimo di morti tra gli anziani istituzionalizzati nelle Rsa e nelle case di riposo, il doppio rispetto a quelli che vivevano nelle loro abitazioni.

Leggi: Corriere della Sera, 17/07/2020


venerdì 17 luglio 2020
Infermieri di famiglia. Fials: “È stata una lunga battaglia ma ce l’abbiamo fatta”

“L’infermiere di famiglia/comunità non solo rappresenta una nuova grande pagina per gli infermieri, ma anche e soprattutto per il Ssn e ci consentirà di rafforzare concretamente i servizi territoriali che rappresentano, come anche questa emergenza ci ha confermato, il baluardo fondamentale per prevenire e successivamente gestire le emergenze sanitarie”. Così il segretario generale Giuseppe Carbone.
“É stata una lunga battaglia ma ce l’abbiamo fatta. L’infermiere di famiglia è legge e noi di Fials siamo fieri di aver perseverato nella continua richiesta di questa figura così tanto necessaria per garantire un’assistenza meno ospedalocentrica”.
“Un successo – dice il Segretario – che non poteva che avvenire in questo momento storico. Abbiamo pagato a caro prezzo la debolezza di un’assistenza territoriale deficitaria di investimenti negli anni. L’infermiere di famiglia/comunità non solo rappresenta una nuova grande pagina per gli infermieri, ma anche e soprattutto per il Ssn e ci consentirà di rafforzare concretamente i servizi territoriali che rappresentano, come anche questa emergenza ci ha confermato, il baluardo fondamentale per prevenire e successivamente gestire le emergenze sanitarie”, sottolinea Carbone.

Leggi: Quotidiano Sanità, 17/07/2020


giovedì 16 luglio 2020
Decreto rilancio, passi avanti con la legge di conversione ma risorse e norme insufficienti e inadeguate per affrontare le difficoltà di almeno cinquecentomila famiglie in affitto

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale del SUNIA
Sono oltre 500.000 le famiglie che sono in difficoltà nel pagamento dell’affitto, numero a cui si aggiungono altre 200.000 famiglie che rappresentano la platea di chi ogni anno fa domanda per ottenere il sostegno previsto dalla legge e da sempre scarsamente finanziato. E’ una stima prudenziale basata sui numeri dell’emergenza occupazione forniti recentemente dall’Istat che disegnano lo scenario dei mesi di Aprile e Maggio a seguito della pandemia. Una emergenza che difficilmente potrà essere riassorbita in tempi brevi e che ha quindi bisogno di risorse adeguate e strutturali.
A fronte di questi dati allarmanti e drammatici con il Decreto Rilancio e la legge di conversione sono stati fatti alcuni passi avanti con misure quali l’ulteriore stanziamento di 160 milioni per il fondo affitti 2020, la positiva apertura al tema degli studenti fuori sede, come pure la proroga degli sfratti esecutivi al 31 dicembre che si imponeva come necessaria e la proroga dei termini per l’utilizzo dei superbonus per gli ex Iacp.

Leggi: Sunia, 16/07/2020


giovedì 16 luglio 2020
Il flop delle Case della Salute. Orari di apertura limitati e domenica quasi sempre chiuse. Servizi differenti tra Regioni e scarsa integrazione socio-sanitaria. Crea-Fp Cgil: “Modello poco innovativo e poco attento ai bisogni reali

Presentato oggi uno studio su 121 Case della Salute di 10 Regioni (Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria). Il quadro che ne emerge a più di 10 anni dalla loro istituzione è che “non sembra si stia sviluppando un modello di offerta davvero innovativo e alternativo all’ospedale: le logiche prevalenti sembrano rimanere quelle classiche, orientate a logiche di programmazione dell’offerta, e meno attente all’individuazione dei bisogni emergenti sul lato della domanda”.
Orari di apertura limitati e con la domenica dove sono quasi tutte chiuse. Estrema variabilità tra le diverse regioni per quanto riguarda la tipologia di servizi offerti il personale presente e il tipo di strutture. È questo il quadro che emerge da una ricerca del Crea Sanità per la Fp Cgil sulle ‘Case della Salute’ in Italia.
La ricerca ha permesso di raccogliere informazioni dai responsabili di 121 strutture assimilabili a CdS, appartenenti a 10 diverse Regioni (Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria) collocate in tutte le ripartizioni geografiche.

Leggi: Quotidiano Sanità, 16/07/2020


giovedì 16 luglio 2020
Un patto per il futuro tra giovani e anziani e l’impegno per la legalità

Nonostante la pandemia, il dialogo intergenerazionale non si è fermato. E proprio pochi giorni fa il sindacato dei pensionati della Cgil ha firmato un protocollo con la Rete degli Studenti e l’Unione degli universitari. Un protocollo per progettare e pianificare insieme una serie di attività che hanno come obiettivo principale quello di difendere il futuro di tanti ragazzi e ragazze, di educarli alla legalità, di difendere il loro futuro previdenziale, di trasmettergli anche un patrimonio fatto di memorie e di esperienze che non possono andare perdute, di insegnargli l’importanza della nostra storia e del nostro passato.
Ma per colmare un vuoto di rappresentanza che riguarda i giovani c’è anche bisogno di rafforzare la contrattazione sociale territoriale individuando comuni priorità rivendicative in particolare verso il trasporto pubblico, sulle tariffe dei servizi, sull’accesso alla cultura, sull’assistenza sanitaria per gli studenti fuorisede, sul grande tema della casa e degli affitti e sul recupero di immobili inutilizzati, anche di quelli confiscati alle mafie. E c’è poi la questione previdenziale, molto importante per i giovani, e che dovrà essere affrontata nella prossima vertenza sulle pensioni che possa garantire un futuro più certo alle future generazioni.

Leggi: Liberetà, 16/07/2020


mercoledì 15 luglio 2020
Per un nuovo Welfare le proposte della Società Civile

Durante i difficili giorni dell’emergenza Covid, in tanti, istituzioni del terzo settore, enti ecclesiali, scienziati dell’economia civile, si sono uniti in un Appello per chiedere al Governo di essere ascoltati e coinvolti nella progettazione sociale possibile del paese. L’Appello “”Per un Nuovo Welfare le proposte della Società Civile” è stato sottoscritto anche da Auser Nazionale.
Al seguente link http://perunnuovowelfare.it è possibile leggere e firmare l’Appello e scaricare l’Instant Book che raccoglie per temi le proposte scaturite dai promotori.
I documenti dell’Appello riguardano i seguenti settori: salute, patto per l’imprenditoria civile, accoglienza diffusa, povertà educativa, agricoltura inclusiva, riconversione ecologica, pace e disarmo.

Leggi: Auser, 15/07/2020


mercoledì 15 luglio 2020
Salute Mentale. Meno personale, posti letto e ricoveri, mentre salgono accessi a Pronto soccorso e spesa per antidepressivi. Il nuovo Rapporto del Ministero della Salute

I dati sono riferiti al 2018 ma forniscono comunque un quadro certamente non positivo. Quasi 2mila unità di personale persi in un anno. Diminuisce la disponibilità di posti letto. Aumenta il consumo e la spesa per antidepressivi distribuiti in regime convenzionato. Scendono anche i ricoveri (-2 mila in un anno) ma si registrano 25 mila accessi in più al Pronto soccorso.
Sempre più in crisi il comparto della Salute mentale in Italia. La fotografia che emerge dall’ultimo report del Ministero della Salute relativo all’anno 2018 di cui è stata diffusa oggi una sintesi mostra un comparto in profonda crisi.
Iniziamo col personale: nelle unità operative psichiatriche pubbliche le unità di personale sono 26.216 (quasi 2000 in meno rispetto al 2017).
Ma non solo scende anche il numero di posti letto: per il totale Italia, l’offerta per i posti letto in degenza ordinaria, è di 9,7 ogni 100.000 abitanti maggiorenni contro i 10,1 ogni 100mila abitanti del 2017. E se cala il numero di utenti assistiti che ammontano a 837.027 unità (l’anno passato erano 851.189), crescono invece gli accessi ai Pronto soccorso che sono 617.326 contro i 592.226 del 2017. Sale poi la spesa per gli antidepressivi in regime convenzionato la cui spesa è arrivata a 372 mln contro i 350 mln dell’anno passato. In calo i ricoveri: sono 107.662 contro i 109.622 dell’anno precedente.

Leggi: Quotidiano Sanità, 15/07/2020


mercoledì 15 luglio 2020
Bonus 110%, quali accorgimenti per ottimizzare il vantaggio fiscale?

Il Decreto Rilancio introduce una importante detrazione fiscale che, se sapientemente sfruttata, rappresenta una opportunità per trasformare in realtà i progetti di rifacimento, riqualificazione ed efficientamento immobiliare
Nelle ultime settimane si è parlato, discusso e letto molto anzi moltissimo del nuovo c.d. bonus 110%.
In particolare, l’attenzione dei più si è concentrata sulla fattibilità di talune tipologie di interventi nel rispetto dei massimali di spesa previsti e conseguentemente sull’effettivo costo da sostenere.
Sul punto, si sono registrate due “correnti di pensiero” diametralmente opposte: una più scettica rispetto a una effettiva convenienza del beneficio fiscale, quantomeno così come presentata dal Governo e, l’altra, al contrario, certa di poter realizzare importanti lavori di riqualificazione immobiliare sia da un punto di vista energetico sia di adeguamento alle più recenti misure antisismiche, con un esborso finanziario pari (o quasi) addirittura a zero.
Probabilmente la verità sta nel mezzo!
Si tratta di un incentivo sino a ora senza precedenti che può garantire se non un intervento totalmente a costo zero, sicuramente una importante opportunità per migliorare le condizioni dei nostri immobili, ottenendo un sicuro vantaggio fiscale.

Leggi: Condominio Web, 15/07/2020


DALLE REGIONI

lunedì 20 luglio 2020
La crisi profonda e senza risposta delle RSA venete

Per la Fp Cgil e le categorie di Cisl e Uil serve un confronto urgente con la Regione per far fronte alle criticità del sistema. A partire dalla carenza di personale
In Veneto, nonostante la crisi profonda delle strutture per anziani, i sindacati aspettano ancora una convocazione da parte delle istituzioni regionali. In un comunicato congiunto, le categorie del territorio di Cgil, Cisl e Uil che rappresentano i lavoratori del settore scrivono di aver appreso dalla stampa, “tramite le parole dell’Assessore Lanzarin, l’intenzione di Regione Veneto di incontrare le organizzazioni sindacali sui temi riguardanti le RSA. Resta il dato, ad oggi, che non sia ancora arrivata alcuna convocazione nonostante le crescenti difficoltà del settore, la mancanza di risposte concrete sul tema del riconoscimento economico per il personale e le numerose richieste in tal senso fatte da queste organizzazioni sindacali. Un’assenza di riscontro che non possiamo leggere se non come segnale di una difficoltà a mettere in campo risposte concrete ed efficaci per far fronte alle tante questioni in ballo”.

Leggi: Collettiva, 20/07/2020


giovedì 16 luglio 2020
Milano, la metropoli si spopola. Dopo anni di record, arriva la frenata

Per la prima volta dal 2015, anno dell’Expo, i residenti scendono sotto la quota simbolo di un milione e 400 mila che era stata raggiunta a febbraio
È una Milano un po’ più piccola e preoccupata, quella che si è risvegliata dal letargo imposto dal Covid. Una città che, proprio in questi giorni, sta vivendo la sua prima Settimana digitale della moda senza il tutto esaurito negli alberghi e il traffico impazzito. Una città svuotata, con i grattacieli degli uffici che stanno ancora vivendo di smart working e i turisti che rischiano di crollare dagli oltre 10 milioni dell’ultima stagione d’oro a quattro. Una città che finora era abituata a macinare record, scalare classifiche, ma che, adesso, è tornata a scendere sotto la quota simbolo del milione e 400 mila residenti appena raggiunto. La prima frenata dopo anni.
Un dato, quello dell’Anagrafe che a fine giugno fissa l’asticella degli abitanti a un milione e 398 mila, che racconta dei due mesi più crudeli del virus, marzo e aprile, ma anche di un effetto lockdown che ha rallentato gli arrivi sotto alla Madonnina. Un altro indizio di una possibile decrescita infelice di una Milano che, in controtendenza rispetto al resto del Paese, non sembrava voler più smettere di crescere.

Leggi: La Repubblica, 16/07/2020


mercoledì 15 luglio 2020
Fillea Campania: rigenerare per ripartire

Domani a Napoli il sindacato presenta sei proposte per rilanciare il settore. Partecipa il segretario generale degli edili della Cgil, Alessandro Genovesi
Rigenerare per ripartire. Si chiama così la piattaforma messa in campo dalla Fillea Cgil Campania. Sei proposte per rilanciare cinque vertenze territoriali fondamentali per il comparto dell’edilizia, con uno sguardo all’ecosostenibilità. Domani (16 luglio) la presentazione del documento nel corso di una conferenza stampa in programma alle ore 10:00 nella sede della Cgil Campania, in via Toledo 353 (primo piano, salone “Gianfranco Federico”) a Napoli. La conferenza verrà trasmessa in diretta Facebook sulla pagina Cgil Campania.
All’incontro, coordinato da Giovanni De Falco di Ires Campania, saranno presenti il segretario generale Fillea Cgil Campania, Vincenzo Maio, il segretario generale Fillea Cgil nazionale, Alessandro Genovesi, la presidente nazionale di Federcostruzioni, Federica Brancaccio, il segretario generale Cgil Campania, Nicola Ricci, il segretario generale Sunia Cgil Campania, Antonio Giordano, la presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato e l’urbanista Alessandro Dal Piaz. La conferenza si svolgerà rispettando i protocolli di sicurezza anti-Covid19.

Leggi: Collettiva, 15/07/2020


mercoledì 15 luglio 2020
Edilizia residenziale pubblica, dalla Regione10 milioni di euro per la ristrutturazione degli alloggi

Fondi a Comuni e Unioni, da Piacenza a Rimini. Spazi da assegnare poi ai nuclei in graduatoria. Vicepresidente Schlein: “La casa un bene primario”
Contribuire a soddisfare la domanda di servizi abitativi delle fasce più deboli della popolazione, valorizzare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica dell’Emilia-Romagna attraverso interventi di manutenzione e ristrutturazione diretti al recupero, alla messa a norma e all’adattamento funzionale di alloggi vuoti e non assegnati di proprietà dei Comuni, con la finalità principale di assegnare rapidamente gli alloggi a nuovi nuclei in graduatoria. E ancora, sostenere il rilancio della filiera legata all’edilizia per svolgere le manutenzioni, filiera da tempo fortemente colpita da una grave crisi di settore.
Questi, in sintesi, gli obiettivi del “Programma straordinario 2020-2022 per il recupero ed assegnazione di alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp)” definito dalla Giunta regionale e presentato oggi in Commissione assembleare, che dovrà poi passare al vaglio dell’Assemblea legislativa per il via libera definitivo. Ad illustrarlo ai consiglieri, la vicepresidente con delega alle Politiche abitative, Elly Schlein.

Leggi: Regione Emilia Romagna, 15/07/2020


mercoledì 15 luglio 2020
Anziani e temperature elevate: arriva il “Piano caldo” di Auser e Ats

Anche quest’anno arriva il “Piano caldo”, iniziativa di sostegno e soccorso nata dalla collaborazione fra Ats Brescia e “Il Filo d’Argento” dell’Auser locale.
Si tratta di una collaborazione a titolo gratuito con l’attivazione di un servizio telefonico attivo 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana per venire in aiuto delle persone, specialmente anziane di Brescia e della provincia, che dovessero avere problemi durante la stagione estiva a causa delle temperature elevate con la possibilità di ricevere un aiuto mirato e una voce amica con cui potersi confrontare.
Il Piano Caldo 2020 vedrà coinvolte anche le strutture dei servizi sociali dei comuni bresciani e avrà termine il 15 settembre 2020. L’Auser manterrà comunque aperta una interlocuzione con tutte le persone che avranno contattato il centralino anche nelle settimane successive in modo da monitorare la loro situazione e verificare il buon andamento delle soluzioni proposte.

Leggi: E Live Brescia, 15/07/2020


martedì 14 luglio 2020
Gestori RSA e Centri diurni della Puglia: promesse non mantenute

Nuova manifestazione di dissenso giovedì prossimo perché “sui delicati temi che rappresentiamo a tutt’oggi non vi è nessun riscontro”. Così il presidente della Fmpi Puglia e Fmpi Sanità a nome dei responsabili dei Centri diurni e della RSA pugliesi
Torneranno a manifestare il loro dissenso giovedì prossimo, questa volta dinanzi alla sede della presidenza della Regione Puglia perché “nonostante l’impegno preso durante il nostro sin-it di mercoledì scorso dal presidente del Consiglio Regionale Mario Loizzo a sensibilizzare il presidente Michele Emiliano sui delicati temi che rappresentiamo a tutt’oggi non vi è nessun riscontro”, spiega il presidente della Fmpi Puglia e Fmpi Sanità, Alessandro Saracino a nome dei responsabili dei Centri diurni e della RSA pugliesi.

Leggi: Redattore Sociale, 14/07/2020


giovedì 9 luglio 2020
“Nuovi scenari per l’ambiente costruito”: sintesi del webinar di Auser Lombardia e Istituto neurologico Besta

Ripensare gli ambienti condivisi può diventare fattore di prevenzione rispetto a condizioni di disabilità: l’esperienza del Covid-19 ci ha portato a pensare con consapevolezza all’esigenza di avere spazi più sicuri ed inclusivi. Ambienti costruiti (cioè progettati e creati da mani umane) che siano facilitanti per bambini, disabili e anziani renderanno la vita più semplice anche all’adulto in pieno vigore e renderanno le città davvero a misura d’uomo. In caso di un nuovo periodo di lockdown, come vorremmo migliorare i nostri ambienti di vita, per farli diventare dei facilitatori?
Ecco il tema principale esaminato durante il webinar organizzato il 9 luglio 2020 da Auser Regionale Lombardia e dalla Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta, nell’ambito del progetto “Tapas in Aging”;

Leggi: Auser, 09/07/2020


IN AGENDA:

Italia Longeva – Long-Term Care Five

Roma, nuova data in corso di definizione
Auditorium Biagio D’Alba, Ministero della Salute
Quinta edizione degli Stati Generali dell’assistenza a lungo termine
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), si terrà in autunno in data in corso di definizione.

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Quali RSA vogliamo?

Il Covid-19 ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione delle strutture residenziali per non autosufficienti (RSA) per la concentrazione di infezioni e decessi provocati dal virus. Ma ha anche aperto un dibattito su come riorganizzare questi servizi. E la fragilità dimostrata nel fronteggiare l’epidemia ha tra l’altro fatto crescere proposte per incardinare più robustamente le RSA nel SSN. Ma come si può concretizzare questa ipotesi? E, soprattutto, che cosa deve essere una RSA, visto che i riordini devono avere come scopo un modello di servizio che si ritenga adeguato? Proponiamo alcuni snodi:
a) Le RSA non devono essere “ospedalini”, ossia riproduzioni in minore della struttura ospedaliera, della sua routine giornaliera e del modo di vivere in ospedale. La permanenza in ospedale dura sino alla risoluzione di eventi acuti, le RSA quasi sempre diventano anche “la casa” dei ricoverati, ed è questo lo scenario che va considerato come dominante per modellare il servizio. Tuttavia ciò non deve portare a mortificare la componente sanitaria di questi luoghi, che deve essere ben strutturata e monitorata tenuto conto che accolgono, sempre più, soggetti con gravi patologie in atto, facili alle riacutizzazioni ed a svariate complicanze.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Pensioni: Cgil, sistema in equilibrio – Ghiselli: Riaprire tavolo per vera riforma

“È del tutto priva di fondamento l’affermazione per cui il numero di pensionati in Italia a maggio avrebbe superato il numero dei lavoratori occupati: i pensionati italiani sono poco più di 16 milioni, gli occupati, come gli ultimi dati Istat rilevano, oltre 23 milioni. E questo anche considerando l’impatto di Quota 100 – le circa 150 mila pensioni liquidate nel 2019 sono state la metà di quelle previste – e il calo delle persone occupate registrato negli ultimi mesi a causa del Covid 19”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli a commento di quanto dichiarato questa mattina da Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, a Radio Cusano Campus.
Per il dirigente sindacale si tratta di “un errore non da poco, se condito con considerazioni relative alla presunta insostenibilità del sistema previdenziale italiano, forse finalizzate ad evocare ulteriori misure restrittive sulle pensioni”.
“La verità è un’altra”, sostiene Ghiselli. “Pur considerando gli effetti ancora incerti, nella durata e nell’intensità, di questa crisi, il sistema previdenziale italiano è più che in equilibrio e lo sarà anche nei prossimi anni, confermando nel 2035, secondo le previsioni della Ragioneria Generale dello Stato, la stessa incidenza sul Pil del 2020. Fra l’altro, come si evince dal Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2020 della Corte dei Conti – prosegue – rispetto alle previsioni dei documenti ufficiali dello Stato del 2015 la spesa pensionistica nel 2019 è stata inferiore di 8,806 miliardi, l’età media di pensionamento è aumentata dai 61,1 anni del 2011 ai 63,9 del 2019 e il numero annuo di pensionamenti è passato dai 425 mila del triennio 2008-11 ai 363 mila del triennio 2016-18”.

Leggi: Inca


 

 

 

NEWS:

martedì 14 luglio 2020
Meno tasse e legge sulla non autosufficienza

Abbassare le tasse anche ai pensionati, aumentare il loro potere d’acquisto e definire una volta per tutte una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza. I sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil tornano alla carica con le loro richieste e si rivolgono al governo con tre lettere indirizzate al premier Giuseppe Conte e ai Ministri del Lavoro Nunzia Catalfo, dell’Economia Roberto Gualtieri e della Salute Roberto Speranza per chiedere di avviare quanto prima un confronto su temi di estrema rilevanza per la vita di milioni di pensionati e di persone anziane.
I sindacati evidenziano in particolare le criticità del sistema fiscale italiano, tra le quali un’evasione e un’elusione tra le più alte d’Europa, e rilanciano l’assoluta necessità di ridurre le tasse sui redditi da pensione. Inoltre, secondo Spi, Fnp e Uilp, non è più rinviabile, dopo l’emergenza Covid, la convocazione di un tavolo sulla non autosufficienza per garantire livelli essenziali sanitari e di assistenza uguali in tutto il Paese. Sulle pensioni infine la richiesta è quella di riprendere una discussione, interrotta bruscamente dalla diffusione della pandemia, sul recupero e sull’aumento del potere d’acquisto dei pensionati.

Leggi: Collettiva, 14/07/2020


martedì 14 luglio 2020
Anziani, le richieste dei sindacati. Servono risposte

Che sia giunto il momento di intervenire sul tema della non autosufficienza in modo organico e definitivo è sotto gli occhi di tutti. L’emergenza Covid, le lacune del sistema sanitario nazionale, la necessità di intervenire sulla medicina del territorio e sulla domiciliarità, hanno dimostrato quanto sia necessario e urgente dare risposte concrete ai tanti anziani e alle persone non autosufficienti che vivono nel nostro paese.
È per questo che i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil oggi hanno scritto al premier Conte ma anche ai ministri del Lavoro Nunzia Catalfo, dell’Economia Roberto Gualtieri e della Salute Roberto Speranza.
Sul tavolo non c’è solo il tema della non autosufficienza ma in generale la condizione di milioni di pensionati e di persone anziane. Le richieste dei sindacati riguardano l’abbassamento delle tasse dei pensionati, l’aumento del loro potere d’acquisto e, appunto, una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza. La discussione tra governo e sindacati si è interrotta bruscamente a causa della pandemia e dunque, per lo Spi Cgil, insieme a Fnp Cisl e a Uilp Uil, è giunto il momento di riprendere il dialogo.

Leggi: Liberetà, 14/07/2020


martedì 14 luglio 2020
Welfare, le regioni: aumentare il fondo per la non autosufficienza

Questa la richiesta della Conferenza delle regioni in audizione in videoconferenza al Senato in materia di disabilità, presso la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani
“Più risorse per le politiche sociali e le non autosufficienze”. Questa la richiesta della Conferenza delle regioni in audizione in videoconferenza al Senato in materia di disabilità (legge quadro n. 328/2000 e legge 112/2016), presso la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. La delegazione era guidata da Michele Marone (assessore regione Molise), coordinatore della Commissione politiche sociali nell’ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. “Il sistema integrato di interventi e servizi sociali previsti dalla Legge quadro 328- spiega Marone- vede impegnate le Regioni a rafforzare i diritti di cittadinanza sul territorio, secondo principi di coordinamento e di integrazione tra gli interventi sanitari e dell’istruzione e le politiche attive del lavoro. Il nuovo Titolo V della Costituzione assume l’assistenza sociale tra le materie di competenza residuale esclusiva delle Regioni, allo Stato va la competenza esclusiva nel determinare i livelli essenziali delle prestazioni. Le Regioni esercitano quindi- spiega Marone- le funzioni di programmazione, coordinamento ed indirizzo degli interventi sociali e definiscono, in apposite leggi, le funzioni trasferite o delegate ai Comuni.

Leggi: Redattore Sociale, 14/07/2020


lunedì 13 luglio 2020
RSA: dopo l’emergenza, i rincari. Sindacati sul piede di guerra

Nelle Rsa lombarde, dopo i danni dell’emergenza che ha mietuto migliaia di vittime e ha gettato migliaia di famiglie nell’angoscia per la salute dei propri cari, arriva la beffa dell’aumento dei costi di degenza per gli anziani ospiti. Come se non bastasse che in molte strutture le visite siano ancora contingentate e che da quattro mesi i familiari non possano vedere con regolarità i loro congiunti ricoverati.
La denuncia è dei sindacati dei pensionati lombardi: molte strutture residenziali stanno chiedendo da due a otto euro in più al giorno per ospite, per spese di lavanderia e sanificazione degli abiti. Un compito che prima era gestito dalle famiglie e che ora le Rsa ritengono di dover svolgere in proprio. Su base annua, un’autentica stangata, che potrebbe costare alle famiglie tra i 720 e i 2880 euro, calcolano i sindacati.
Rincari in tempi di Covid, che seguono all’aumento delle rette registrato dal 2013 al 2019. La spesa annua per un anziano ricoverato in una RSA lombarda, considerando la retta giornaliera media più bassa, è passata in sei anni da 15.121 euro a 18.695. Considerando la media più alta, si va da 29.324 euro a 34.091.A questi importi, già notevoli, in molti casi bisogna sommare vari costi aggiuntivi extra retta come la lavanderia o il trasporto per le visite mediche.

Leggi: Liberetà, 13/07/2020


venerdì 10 luglio 2020
RSA. Carnevali (Pd): “Servono linee guida nazionali. Presentata interrogazione al Ministero sulla delibera in Lombardia”

La deputata dem: “Chiesto al Ministero se non ritenga necessario prevedere linee guida nazionali a supporto delle Regioni e degli enti erogatori e se la delibera adottata dalla nostra Regione sia supportata da un punto di vista scientifico e di buone prassi per la prevenzione della diffusione del virus”.
“L’accesso alle Rsa deve trovare una cornice nazionale e linee guida adeguate – dichiara l’On. Elena Carnevali, capogruppo PD in Commissione Affari Sociali alla Camera – In un contesto di materia concorrente tra Stato e Regioni assistiamo a delibere regionali disomogenee su cui è necessario capire se siano sostenute da argomentazioni scientifiche. Ho presentato un’interrogazione al Ministro della salute anche in ragione delle criticità e delle difficoltà che le famiglie e i gestori delle RSA stanno incontrando in Regione Lombardia a seguito della delibera regionale 3226 del 9 giugno”.
“È chiaro a tutti – prosegue – che la priorità sia quella di garantire adeguate condizioni di sicurezza ma le attuali direttive regionali sono farraginose e inapplicabili, visto l’obbligo di isolamento domiciliare preventivo, peraltro non sotto controllo stretto delle RSA, e la successiva quarantena dopo l’ingresso. Un iter che rischia anche di aggravare la situazione di deprivazione degli anziani. Test, tamponi e quarantena con isolamento all’ingresso sono strumenti adottati da altre Regioni, come il Piemonte e il Veneto, che hanno adottato delibere ritenute sicure e meno complesse”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/07/2020


venerdì 10 luglio 2020
Il flop del piano-anziani: assistenza solo per 3 su 100

Fino a febbraio il 2,7% degli over 65 ha ricevuto una visita domiciliare. Previsto un maxi fondo
Ci è voluta una pandemia per capire che l’assistenza domiciliare ai malati cronici va completamente ripensata. Ora è l’unico strumento per curare i pazienti tenendoli lontano dagli ospedali.
Ma il sistema non funziona e sicuramente non sarebbe in grado di sopportare la prova di una seconda ondata autunnale. Anzi, scricchiolava già prima che scoppiasse l’emergenza Covid.
Fino a febbraio, solo il 2,7% degli over 65 beneficiava dell’assistenza domiciliare, cioè di medicazioni, controlli infermieristici, supporto alla nutrizione artificiale. Ogni anziano chiedeva un aiuto di 20 ore di prestazioni all’anno, in particolar modo dopo lunghi ricoveri in ospedale. Una situazione ben diversa rispetto agli altri Paesi europei, dove la percentuale di anziani assistiti a casa si attesta fra l’8 e il 10%, con punte del 20%, e chiede aiuti per 20 ore sì, ma al mese.
«Curare gli anziani fragili a casa loro’ significa risparmi per il servizio sanitario e vantaggi per la qualità di vita degli assistiti – commenta Roberto Bernabei, membro della Cts della Protezione Civile e presidente di Italia Longeva, l’associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva del Ministero della Salute – Ridurremmo i rischi di contagio e alleggeriremmo gli ospedali dal sovraccarico di richieste per consentire ai nosocomi di essere luoghi di diagnosi e cura per tutti e non solo per i pazienti Covid-19». Per reimpostare l’assistenza domiciliare il Decreto rilancio, in fase di conversione in legge, prevede un investimento di 734 milioni di euro sia per i pazienti affetti da coronavirus o in isolamento, sia per tutte le persone malate croniche, fragili e non autosufficienti, la cui condizione risulta aggravata dall’emergenza di adesso.

Leggi: Il Giornale, 10/07/2020


venerdì 10 luglio 2020
Anziani, la denuncia: in Lombardia rette delle Rsa sempre più care

Nelle strutture più economiche la quota a carico dell’anziano e dei suoi famigliari è di oltre 18 mila euro all’anno. E arrivano segnalazioni di nuovi aumenti. La denuncia dei sindacati dei pensionati: “In nessun modo l’emergenza Covid può comportare costi superiori proprio nei confronti dei soggetti più deboli”
Nelle case di riposo lombarde il conto per anziani e parenti è sempre più salato. Ormai anche nelle Rsa più a buon mercato, si arriva a pagare oltre 18 mila euro all’anno. Cinque anni fa era intorno ai 15 mila euro. E ora con l’emergenza Covid-19 le Rsa stanno ritoccando verso l’alto le rette giornaliere, da 2 a 8 euro di rincaro. Sembrano pochi, ma in un anno vuol dire dai 720 ai 2.880 euro in più da pagare. È quanto denunciano le segreterie regionali dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. “A questi importi, già notevoli, in molti casi bisogna poi sommare vari costi aggiuntivi extra retta (lavanderia, parrucchiere e podologo, trasporti sanitari per visite mediche, ecc.). Insomma, le spese a carico delle famiglie per il ricovero di un anziano in una RSA sono in continuo aumento, anche in periodo Covid, mentre pensioni e indennità di accompagnamento sono al palo”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/07/2020


mercoledì 8 luglio 2020
Video tutorial per avvicinare gli anziani alle tecnologie

WindTre in partnership con Federanziani ha lanciato una serie di video tutorial per spiegare il funzionamento di alcuni tra i più diffusi servizi online, utili per rimanere in contatto con le persone care e per semplificare le attività quotidiane. L’iniziativa “Più vicino a chi ami” presenta diversi video, pubblicati sul canale YouTube di WINDTRE, che illustrano con voce chiara e un linguaggio semplice tutti i passaggi necessari per utilizzare App di messaggistica e social network, gestire la posta elettronica per avere accesso ai servizi digitali e fare ordinazioni a domicilio tramite servizi di delivery, con l’obiettivo di fornire una guida puntuale e di immediata comprensione.

Leggi: Auser, 08/07/2020


martedì 7 luglio 2020
Coronavirus, 160mila italiani hanno la casa pignorata

Rapporto Federcasa. La pandemia da Covid-19 ed il conseguente lockdown hanno determinato un pesante impatto sul reddito e sulle condizioni di vita delle famiglie italiane, tanto che una su quattro ha avuto difficoltà a pagare l’affitto, e oltre il 40% prevede di non riuscire a pagarlo nei prossimi 12 mesi
La pandemia da Covid-19 ed il conseguente lockdown hanno determinato un pesante impatto sul reddito e sulle condizioni di vita delle famiglie italiane, tanto che una su quattro ha avuto difficoltà a pagare l’affitto, e oltre il 40% prevede di non riuscire a pagarlo nei prossimi 12 mesi. A soffrire sono state anche le famiglie con un mutuo le quali, a causa delle difficoltà nel far fronte alle rate, hanno generato un ammontare di crediti deteriorati in pancia alle banche di 15,6 miliardi di euro. Ad aggravare il quadro generale si aggiunge il fatto che poco meno di 100.000 famiglie rischiano di diventare inadempienti, anche dopo l’emergenza, mentre 160.000 hanno la casa pignorata. Sono questi alcuni dati diffusi oggi da Federcasa, in occasione dell’Assemblea nazionale, e contenuti all’interno dello studio “Dimensione del disagio abitativo pre e post emergenza Covid-19. Numeri e riflessioni per una politica di settore”, che la Federazione ha commissionato all’istituto Nomisma.

Leggi: Redattore Sociale, 07/07/2020


DALLE REGIONI:

martedì 14 luglio 2020
Lombardia, mascherine obbligatorie all’aperto solo se manca la distanza minima

Nuova ordinanza del governatore Fontana che sostituisce l’obbligo di indossarla sempre e comunque: sarà in vigore dal 15 luglio
La Lombardia era stata la prima regione ad introdurre l’obbligo di indossare la mascherina ovunque lo scorso 4 aprile. In piena epidemia di Covid 19. Sarà ora anche l’ultima ad eliminare questa prescrizione all’aperto. A patto che i cittadini siano in grado di garantire il distanziamento previsto dalle normative nazionali. Il governatore lombardo Attilio Fontana firmerà una nuova ordinanza: dal 15 luglio l’obbligo resterà solo nei luoghi chiusi aperti al pubblico. Come uffici, bar, ristoranti, negozi e supermercati. In ogni caso sarà necessario portar sempre con sé la mascherina in caso di bisogno.
Solo due settimane fa il presidente della Regione aveva prolungato la restrizione pur ammettendo che il caldo avrebbe potuto mettere in difficoltà soprattutto gli anziani. “Ho chiesto questo ulteriore sacrificio ai lombardi, ma non possiamo abbassare la guardia – aveva affermato in quella occasione Fontana -. Non possiamo cedere ad un virus subdolo, invisibile e sempre pronto a colpirci”. Il comitato tecnico scientifico lombardo, invece, questa volta ha dato il suo assenso, visto che in Lombardia l’indice Rt, che registra l’andamento dell’epidemia, è tornato sotto quota 1. Mentre quindici giorni fa i virologi avevano espresso parere contrario. Anche per questo motivo, da venerdì in Lombardia, la Regione ha riaperto agli sport da contatto come il calcetto e ha deciso di dare il via libera al ballo nelle discoteche purché all’aperto. Si tratta di una serie di decisioni significative, tenuto conto che la Lombardia è stata la regione italiana più colpita dal virus e ha registrato il maggior numero di vittime.

Leggi: Repubblica, 14/07/2020


martedì 14 luglio 2020
Gestori Rsa e Centri diurni della Puglia: promesse non mantenute

Nuova manifestazione di dissenso giovedì prossimo perché “sui delicati temi che rappresentiamo a tutt’oggi non vi è nessun riscontro”. Così il presidente della Fmpi Puglia e Fmpi Sanità a nome dei responsabili dei Centri diurni e della Rsa pugliesi
Torneranno a manifestare il loro dissenso giovedì prossimo, questa volta dinanzi alla sede della presidenza della Regione Puglia perché “nonostante l’impegno preso durante il nostro sin-it di mercoledì scorso dal presidente del Consiglio Regionale Mario Loizzo a sensibilizzare il presidente Michele Emiliano sui delicati temi che rappresentiamo a tutt’oggi non vi è nessun riscontro”, spiega il presidente della Fmpi Puglia e Fmpi Sanità, Alessandro Saracino a nome dei responsabili dei Centri diurni e della Rsa pugliesi.
La scorsa settimana hanno simbolicamente consegnato le chiavi delle loro strutture a Loizzo ma “il risultato è stata l’emanazione di una misura che consideriamo ingiusta – aggiunge – che addirittura fa un passo indietro rispetto alle intese in corso con i gestori. Perché la Regione si sottrae agli obblighi assunti con i precedenti regolamenti: non annovera i soli autorizzati e una parte dei contrattualizzati, operando di fatto una ulteriore discriminazione poiché elenca tra i contrattualizzati solo le Rsa e le Rsa.

Leggi: Redattore Sociale, 14/07/2020


lunedì 13 luglio 2020
Tavullia presenta Casa Frusaglia, il nuovo centro di aggregazione per gli anziani malati di Alzheimer

Sostegno agli anziani e alle persone in difficoltà ed un aiuto concreto alle loro famiglie. Sono obiettivi che l’amministrazione comunale di Tavullia persegue quotidianamente con misure che mirano a rafforzare la rete sociale del territorio e che Giovedì 16 Luglio alle ore 19 in piazzale Metauro a Rio Salso di Tavullia si concretizzeranno con la presentazione di due progetti alla città.
Casa Frusaglia. Grazie ad una collaborazione tra soggetti privati, rete del volontariato e Comune, un immobile comunale di Rio Salso, rimasto inutilizzato per anni, è stato oggetto di un intervento di adeguamento e riqualificazione ed ora ospiterà un Centro gratuito di aggregazione per anziani con demenza senile e/o malati di Alzheimer (di livello medio-moderato e quindi che non necessitano di ospedalizzazione) che verrà gestito dalla Onlus “Nonno Mino” (l’associazione, nata nel 2007 su forte richiesta di Riccardo Baronciani e dell’educatrice con esperienza ventennale Bruna Di Berardino, si rivolge ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie con l’obiettivo di aiutarli il più possibile a rimanere nel proprio contesto famigliare e sociale di appartenenza e gestisce 4 servizi di aggregazione sociale).

Leggi: Vivere Pesaro, 13/07/2020


lunedì 13 luglio 2020
Campania – Sostegno al fitto per l’emergenza covid, i sindacati: ‘A quando i contributi?’

“A oltre un mese dalla pubblicazione della graduatoria definitiva per il bando regionale fitti anno 2019 e ad oltre due mesi dalla pubblicazione del bado straordinario, benché i pochi fondi disponibili siano sufficienti per un modesto numero di famiglie e mentre la Giunta Regionale, per tale motivo ha deliberato di finanziare con ulteriori 25 milioni di euro di risorse proprie, le iniziative intraprese nell’ambito dell’Azione “Sostegno al fitto delle abitazioni principali per situazioni di emergenza socio-economica”, le famiglie richiedenti il contributo ed aventi diritto ancora ne attendono la erogazione, che avviene tramite i comuni.
Intanto – scrivono il coordinatore provinciale Apu e il segretario provinciale del Sunia, Paolo Iorio e Giuseppe Falzarano – sono migliaia le famiglie che corrono il rischio di sfratti per morosità nei prossimi mesi a Benevento e nella Regione Campania, nella quale già prima dell’emergenza Covid-19, si registravano numerosi sfratti per morosità (oltre 10.000 procedimenti già avviati in tutta la Regione ai quali andranno ad aggiungersi quelli numerosissimi dell’emergenza post Covid-19.
A quando l’erogazione dei contributi? Dal Comune – concludono i sindacalisti – ci dicono che la Regione ancora non ha erogato i fondi, dalla Regione, dietro nostra sollecitazione, ci dicono che al Comune devono controllare…Diamoci tutti una sbrigata, eroghiamo subito i contributi perché i soldi servono con urgenza”.

Leggi: Ntr24, 13/07/2020


sabato 11 luglio 2020
Ferrara – I sindacati degli inquilini: “Gravi e colpevoli ritardi dei Comuni sui bonus per gli affitti”

Sicet, Sunia e Uniat sollecitano le amministrazioni comunali ad attivarsi e criticano ancora l’Amministrazione di Ferrara per il nuovo bando Erp
Troppi ritardi dei Comuni ferraresi, capoluogo in primis, nell’assegnazione dei bonus per aiutare chi paga l’affitto di casa, ma anche per quelli previsti per i proprietari che in piena emergenza Covid-19 hanno abbassato il canone di locazione. È quanto denunciano i sindacati degli inquilini e degli assegnatari Sicet, Sunia e Uniat tramite una nota unitaria dei segretari Eva Paganini, Maurizio Ravani e Paola Poggipollini.
“La grave situazione economica che stiamo attraversando richiede interventi efficaci e rapidi per permettere a tutti gli inquilini in difficoltà di riuscire a pagare il canone di affitto, evitando il rischio di sfratti – evidenziano i sindacati -. Invece, oltre a non essere stata accolta nei mesi scorsi la nostra richiesta di convocare il Tavolo provinciale delle politiche abitative come tavolo di crisi, per poter affrontare complessivamente i problemi per tutti i conduttori, siano essi commercianti, affittuari di alloggi privati, di alloggi Erp, studenti o proprietari di immobili, stiamo oggi assistendo a gravi e colpevoli ritardi”.

Leggi: Estense, 11/07/2020


giovedì 9 luglio 2020
Emergenza sfratti, i sindacati: “La Regione si dimentica degli inquilini”

“Riteniamo irresponsabile questo atteggiamento, i soldi adesso ci sono, bisogna distribuirli in fretta”
Il 15 maggio scorso, durante una audizione in regione Piemonte sull’emergenza abitativa, l’Assessore alla semplificazione Marrone e la collega al welfare Caucino dichiaravano, (la notizia è stata riportata dai giornali) che avrebbero anticipato il bando per il sostegno affitti previsto per settembre a giugno, per distribuire contributi fino a 3000 euro a chi rischia di finire in mezzo alla strada.
Erano bugie! Siamo arrivati ai primi di luglio e non c’è traccia di bandi per dare un aiuto economico alle famiglie in difficoltà a pagare i canoni.
I sindacati inquilini, SUNIA, SICET, UNIAT, assieme a CGIL, CISL, UIL, fin dal mese di aprile hanno ripetutamente sollecitato l’Assessore Caucino a un confronto per individuare il modo migliore per una rapida distribuzione dei fondi, regionali e nazionali, stanziati per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare gli affitti, inutilmente, l’Assessore è assente.
Anche il Presidente Cirio il 2 giugno scorso ha dichiarato ad alcuni organi di stampa , che nel “riparti Piemonte” erano stanziati 15 milioni di euro per il sostegno affitti. Ad oggi di tutti questi stanziamenti non c’è traccia.

Leggi: Ossola News, 09/07/2020


giovedì 9 luglio 2020
Albano Sant’Alessandro, il conto di una RSA privata: più di 11 mila euro per la quarantena di un ospite

Il calcolo applicando alla lettera le indicazioni della delibera regionale. Il periodo di isolamento necessario prima del trasferimento in una struttura pubblica, chiesta dai parenti
A fronte di tante famiglie che vogliono portare nelle case di riposo i loro anziani, ce ne sono altre che non riescono a ottenere la dimissione dalle strutture private, o meglio non se la possono permettere per i costi. Un problema che nasce dalla delibera dello scorso giugno con cui Regione Lombardia doveva riaprire le Residenze socio assistenziali dopo il Covid-19, ma sinora non ha praticamente portato a nuovi ingressi, sollevando invece le proteste accese degli amministratori delle case di riposo.
Tra i punti più contestati c’è l’istituzione della quarantena a domicilio per chi vuole entrare nelle strutture per anziani, che dovrebbe essere fatta sotto il controllo della futura Rsa. La delibera, invece, non prevede che ci possano essere dei passaggi di ospiti da una struttura all’altra. Una possibilità, però, che stanno valutando molte famiglie: nell’emergenza, avevano ricoverato i propri anziani in strutture private, che ora hanno rette attorno ai 3.000 euro al mese, e adesso vorrebbero spostarli, per tentare di risparmiare qualcosa.

Leggi: Corriere della Sera, 09/07/2020


mercoledì 8 luglio 2020
Dramma Rsa di Torino: rischio stop delle strutture post pandemia

Così Fabrizio Ghisio di Federsolidarietà, durante il consiglio aperto del Comune di Torino, convocato questa mattina sulle criticità vissute dalle Residenze sanitarie assistenziali durante il periodo di emergenza
“Le Rsa devono far fronte a un aumento dei costi di almeno il 20%. Il rischio è che dopo che si sono ammalate le persone, si ammalino anche le strutture”. Così Fabrizio Ghisio di Federsolidarietà, durante il consiglio aperto del Comune di Torino, convocato questa mattina sulle criticità vissute dalle Residenze sanitarie assistenziali durante il periodo di emergenza. “La seconda ondata Covid potrebbe arrivare e rischia di non trovare più le Rsa”, aggiunge Ghisio ponendo in evidenza le criticità che si trovano a dover affrontare anche i centri diurni per anziani. “Bisogna intervenire” conclude.
Sono sette, secondo Tiziana Tripodi della Cisl Fp i problemi che hanno reso le Rsa “l’anello debole” della risposta all’emergenza. “I tamponi sono stati fatti tardivamente, l’isolamento nelle strutture è risultato fallimentare, c’è stata una sostanziale incongruenza tra linee guida ministeriali e le Asl territoriali, sono mancati i dispositivi di protezione, i tamponi al personale in quarantena non si sono mai visti e non ci sono stati dati certi sulla diffusione del contagio”. La fragilità delle strutture è dovuta inoltre alla carenza dell’organico. “Esprimere in minuti di assistenza i bisogni dei pazienti è disumano- prosegue Tripodi-. Gli Oss fanno assistenza agli anziani per due ore al giorno, 120 minuti, gli infermieri per 30 minuti al massimo”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/07/2020


mercoledì 8 luglio 2020
Larino (CB), nasce l’ambulatorio solidale dei medici in pensione

Nasce a Larino (CB) un nuovo ambulatorio solidale per garantire un supporto alle persone che hanno difficoltà ad accedere alle cure in un momento particolarmente difficile a causa dell’emergenza Covid.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’impegno di Auser e dell’amministrazione comunale e a quello dei medici in pensione che hanno dato la loro disponibilità gratuita e volontaria ad effettuare visite ad anziani e a persone in difficoltà economica o a rischio di emarginazione sociale.
Nei giorni scorsi infatti è stata approvata la delibera comunale con cui sono stati concessi in comodato d’uso gratuito all’Auser i locali della ex scuola materna, che diventerà presto la sede del nuovo presidio sanitario.
La regione Molise finanzierà il progetto con un contributo di 15mila euro che serviranno per l’allestimento dei locali e l’acquisto di strumenti e apparecchiature.

Leggi: Auser, 08/07/2020


mercoledì 8 luglio 2020
Blocco degli sfratti, a Firenze almeno duemila alla ripartenza, sistema a rischio

Proroga del blocco degli sfratti, intanto una precisazione è d’obbligo, come ci spiega Emanuele Rindori, coordinatore nazionale dei legali del Sindacato degli inquilini Sunia nonché Coordinatore dell’Osservatorio sulle Locazioni del Tribunale di Firenze, vale a dire che per amor della precisione, in realtà il provvedimento di proroga (da settembre a fine dicembre) che ha ottenuto l’ok dalle commissioni della Camera, sembra essersi arenato a causa delle forti pressioni delle associazioni nazionali dei proprietari, nonostante si dia ormai per certo che l’ok verrà dato a giorni.
“Un piccolo, ma anche grande punto interrogativo – dice l’avvocato Rindori – soprattutto, nonostante il blocco sia senz’altro una boccata d’ossigeno per le famiglie in particolare difficoltà, da covid e non solo, vorrei precisare un punto: con le proroghe del blocco (da settembre a dicembre 2020, n.d.r.) non si risolvono i problemi”. E neanche con i blocchi, aggiungiamo noi, in quanto i blocchi non possono durare in eterno. E il problema torna, magari anche più pesante di quanto in precedenza, dal momento che il rinvio del problema non può far altro che accrescerlo. Naturalmente, al netto delle famiglie per cui quei sei mesi di rinvio possono risultare essenziali per trovare soluzioni diverse, abitative o di lavoro.

Leggi: Stamp Toscana, 08/07/2020


mercoledì 8 luglio 2020
Lecco, le iniziative di Auser per contrastare l’emergenza caldo

Nel periodo estivo l’Auser Provinciale di Lecco, tramite i punti di telefonia di Lecco, Bellano, Auser Filo d’Argento Meratese, Auser Brianza Casatese e Auser Colico, conferma la propria vicinanza alle persone over 75 attraverso il servizio di compagnia telefonica “Emergenza caldo”, effettuato in convenzione con Ats Brianza.
Nei mesi più caldi infatti, anche per via delle vacanze dei familiari, la solitudine diventa ancor più isolamento. Auser monitora gli anziani attraverso il contatto telefonico, una “voce amica” che recepisce una serie di informazioni utili a conoscere la condizione di vita, lo stato di benessere o di disagio/fragilità della persona anziana attivando, ove necessario, le comunicazioni con il sistema dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari territoriali. Le telefonate vengono effettuate con maggior frequenza rispetto alla norma, per offrire consigli pratici e informazioni necessarie a prevenire gli effetti delle ondate di caldo intenso. Contestualmente, la sede di Lecco resta “aperta per ferie”: gli uffici saranno sempre operativi anche nel mese di agosto.
L’invito quindi, per gli anziani che hanno bisogno di un aiuto in più durante l’estate, è di rivolgersi al numero verde 800 995 988 da telefono fisso, oppure allo 0341 286563 da cellulare, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Con una semplice chiamata è possibile ricevere informazioni per meglio affrontare il periodo estivo, comunicare con una persona amica e uscire dalla solitudine, essere accompagnato a visite o a esami medici all’ospedale, ricevere pasti a domicilio, farmaci o spesa (laddove previsto).

Leggi: Auser, 08/07/2020


mercoledì 8 luglio 2020
Parma, scattato il piano anticaldo

Scatta anche quest’anno il piano caldo del distretto di Parma, in vista dell’avvicinarsi del periodo a maggior rischio di ondate di calore, per fornire supporto a persone anziane e disabili e, in generale, a persone in condizioni di fragilità. Per l’estate 2020, in considerazione dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid 19, le azioni individuate all’interno dei programmi locali sono state programmate tenendo conto dell’evolversi della situazione epidemiologica, al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus. Il piano prevede per il Comune di Parma di dare continuità al call center per le emergenze (attivato durante il lockdown), attraverso due numeri telefonici dedicati h 24, 339 6859982/ 0521218970 sino al 15 settembre per raccogliere le segnalazioni degli anziani e di persone fragili; la divulgazione di locandine con tutti i consigli utili per difendersi dal caldo; il monitoraggio degli anziani soli, anche tramite i medici di famiglia; la collaborazione con il volontariato a supporto dei servizi.
Anche quest’anno importanti realtà del volontariato garantiscono la collaborazione con i Servizi per fornire interventi di supporto agli anziani soli, soprattutto per il disbrigo delle pratiche della vita quotidiana. Fra queste l’Auser filo d’Argento di Parma.

Leggi: Auser, 08/07/2020


IN AGENDA:

Italia Longeva – Long-Term Care Five

Roma, nuova data in corso di definizione
Auditorium Biagio D’Alba, Ministero della Salute
Quinta edizione degli Stati Generali dell’assistenza a lungo termine
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), si terrà in autunno in data in corso di definizione.

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Disuguaglianze e SSN: una contraddizione irrisolvibile?

Questo articolo è una sintesi di quello con lo stesso titolo in uscita sul numero 1/2020 della rivista “Politiche Sociali/Social Policies”.
A più di quaranta anni dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ha senso interrogarsi sulla equità territoriale in sanità, ovvero sulla distribuzione universalistica dei servizi e delle prestazioni per la tutela della salute, nelle diverse regioni italiane? È una contraddizione irrisolvibile quella tra disuguaglianza e welfare universalistico istituzionale in sanità? Se la domanda poteva sembrare provocatoria prima della diffusione del Covid-19, ora essa assume tutt’altro rilievo di fronte alle risposte assistenziali che, in questi mesi di emergenza sanitaria, sono state date dai diversi Servizi Sanitari regionali (SSR).
La tesi che si sostiene è che la normativa in ambito sanitario abbia accentuato, nel tempo, concetti diversi di equità territoriale. Non viene preso in considerazione il tema dell’equità nello stato di salute, bensì il punto di vista della giustizia distributiva e, in particolare, dei tre criteri costituiti dall’uguaglianza di risorse (strutturali e professionali) messe a disposizione della popolazione, dall’uguaglianza di accesso ai servizi e alle prestazioni, e dall’uguaglianza di risultati assistenziali. L’idea è, infatti, che la normativa si sia focalizzata in una prima fase sull’uguaglianza di risorse, poi su quella di accesso per arrivare, in tempi più recenti, ad una specificazione plurale dell’eguaglianza guardando anche ai risultati assistenziali; il tutto all’interno di politiche di contenimento della spesa sanitaria e di continua ridefinizione degli ambiti istituzionali del Servizio sanitario stesso.

Leggi: Welforum


Milano invecchia e lascia poco spazio alle donne

Dai dati del rapporto della Fondazione Ambrosianeum una città in cui ci sono sempre più anziani e in cui le famiglie unipersonali sono il 52,4%. Mentre nel lavoro le donne sono penalizzate
Una città con persone più longeve ma anche più sole. E in cui le donne sono ancora discriminate. Benvenuti a Milano. Il rapporto della Fondazione Ambrosianeum, dal titolo “La salute, il pane e le rose”, indaga con una serie di contributi di esperti come la città si è trasformata. E anche il numero cresce dal punto di vista demografico (+11% dal 2011 al 2018 contro il -1,1% del decennio precedente, e questo soprattutto grazie alla presenza straniera), Milano è “affaticata da una popolazione sempre più longeva e sola (rispetto agli altri Comuni della Città Metropolitana Milano ha il più alto indice di ultraottantenni, aumentati del 32% tra il 2005 e il 2018, e il più basso di bambini e adolescenti entro i 14 anni); che non riesce a far decollare i ritmi riproduttivi (persino quelli delle donne straniere, calati dal 2,1 del 2005 all’1,6 del 2018, contro l’1,2 delle italiane)”. E le persone rischiano di essere, almeno formalmente, sempre più sole, visto che il 52,4% delle famiglie è unipersonale, un dato in costante crescita, e solo il 12% ha 4 componenti.
Sul fronte del lavoro, la condizione della donna non è migliorata. Il tasso di occupazione femminile è passato dal 67,1% del 2011 al 70,2% del 2017, ma “il divario qualitativo, retributivo e di numero di ore lavorate rispetto alla componente maschile della popolazione attiva non si è affatto ridotto”, si legge nel capitolo curato da Brunella Fiore e Egidio Riva. “Restringendo il campo al lavoro dipendente, crescono i contratti a tempo determinato (soprattutto tra gli uomini) e part-time (sempre tra gli uomini, triplicati dal 2001 contro un +55,4% delle donne). Ma sul fronte retributivo le donne scontano la differenza di genere, visto che il 65,5% delle milanesi percepisce al massimo 1.500 euro al mese e solo il 3,4% supera i 3.000 euro”.

Leggi: Redattore Sociale


Aspettando il cambiamento

L’esigenza di ripensare il sistema di risposte ai bisogni sociosanitari legati alla non autosufficienza, sentita già da tempo, va facendosi sempre più pressante. L’emergenza legata alla diffusione del coronavirus ha reso ancora più urgente il ripensamento delle filiere assistenziali residenziali e domiciliari. Secondo l’autore, solo una forza riformatrice lucida e competente può andare oltre la ricostruzione dell’esistente, verso un nuovo sistema integrato multilivello.
di Michelangelo Caiolfa (Federsanità-Anci Toscana)
Da anni analizziamo il profondo cambiamento socio-demografico del Paese. Da anni discutiamo dei nuovi bisogni sociosanitari legati alle non-autosufficienze e alle fragilità. Da anni un vasto circuito composto da persone, famiglie, associazioni, operatori, professionalità, ricercatori, amministratori, cerca di ragionare per fare evolvere i servizi e, nel contempo, cerca in tutti i modi di far comprendere i temi che stanno alla base di questa indispensabile evoluzione. Da anni, gli stessi anni, aspettiamo un cambiamento che non arriva.
I motivi sono tanti e si sono protratti nel tempo: debolezza nella visione delle politiche e nelle capacità di riforma; debolezza nelle capacità di riordinare e trasformare le misure operative attorno ad un approccio evoluto e dinamico dei bisogni delle persone e delle reti familiari; debolezza nelle reali capacità di riorganizzare secondo logiche multidimensionali i nostri processi decisionali, gestionali, professionali e amministrativi.

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Culle sempre più vuote. Istat: “Nel 2019 solo 420 mila nascite. È il nuovo record negativo”. Prosegue anche il calo della popolazione

Rispetto al 2018 si registrano 19 mila nuovi nati in meno. In picchiata anche la popolazione residente che ammonta a 60.244.639 unità, quasi 189 mila in meno rispetto all’inizio dell’anno (-0,3%), un dato trainato dal calo dei residenti italiani, mentre gli stranieri crescono di numero. Nel corso del 2019 la differenza tra nati e morti (saldo naturale) è di -214 mila unità. IL REPORT
“Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente è inferiore di quasi 189 mila unità (188.721) rispetto all’inizio dell’anno. Il persistente declino avviatosi nel 2015 ha portato a una diminuzione di quasi 551 mila residenti in cinque anni. Rispetto all’anno precedente, si registra un nuovo minimo storico di nascite dall’unità d’Italia, un lieve aumento dei decessi e più cancellazioni anagrafiche per l’estero. Anche il numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese è in calo (-8,6%), mentre prosegue l’aumento dell’emigrazione di cittadini italiani (+8,1%).”. È quanto riporta l’Istat nel suo report sul Bilancio demografico nazionale relativo all’anno 2019.
Sempre meno residenti. Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.244.639 unità, quasi 189 mila in meno rispetto all’inizio dell’anno (-0,3%). Rispetto alla stessa data del 2014 diminuisce di 551 mila unità, confermando la persistenza del declino demografico che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni.

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8° Monitoraggio Covid. 7 Regioni con Rt sopra 1 e in 11 il trend dei nuovi casi cresce. Attivi oltre 600 focolai. Ma per Ministero-Iss quadro è di “bassa criticità”. Ecco il dossier ‘segreto’

Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Veneto: queste le regioni con RT sopra 1 negli ultimi sette giorni. In altre regioni si segnala anche un numero basso di personale impiegato nel controllo dell’emergenza e in 10 si evidenzia un rischio d’impatto sul sistema sanitario ‘moderato’ mentre in tutte le altre è valutato o ‘basso’ o ‘molto basso’. Ministero e Iss: “Situazione complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione”. IL REPORT INTEGRALE
Sette Regioni (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Veneto) con l’indice Rt sopra 1 negli ultimi 7 giorni con un trend settimanale dei nuovi casi che cresce in 11 Regioni. 636 focolai attivi di cui 99 nuovi solo nell’ultima settimana. Ma non solo, in ben 10 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto) il rischio di impatto del Covid sui servizi sanitari è ritenuto ‘moderato’ (e quindi da tenere sott’occhio) mentre in tutte le altre Regioni è valutato o ‘basso’ o ‘molto basso’.
E ancora in Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia e Puglia si segnala un numero basso di personale con un numero di unità di personale inferiore ad 1 su 10 mila dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento. Segnalate anche allerte sulla resilienza dei servizi sanitari in Abruzzo, Campania e Puglia.

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Nel dopo-pandemia pensiamo alla casa

La quarantena ha mostrato quanto sia importante avere una casa. È dunque il momento di riaprire il discorso sull’edilizia pubblica popolare. Approfittando anche dei bassi tassi di interesse, si potrebbe lanciare un piano da centomila abitazioni.
L’edilizia nel piano Colao
La lunga quarantena imposta dalla pandemia da Covid-19 ha reso ancor più evidente la disparità tra le famiglie che hanno potuto viverla in case spaziose e quelle costrette a passarla in abitazioni inadeguate o in strutture improprie e di emergenza. All’uscita dalla quarantena gli operatori immobiliari hanno iniziato a riflettere sull’opportunità di realizzare abitazioni mediamente più grandi di quelle ora disponibili, dove passare più comodamente eventuali altri periodi di isolamento. Naturalmente, gli appartamenti costeranno di più e la loro offerta interesserà, di conseguenza, i segmenti più benestanti della popolazione, trascurando il problema della casa per le famiglie con redditi modesti.
La necessità di occuparsi della questione è evidenziata nel Rapporto Colao, secondo cui il governo dovrebbe “sostenere un piano di investimenti finalizzato a potenziare un’offerta abitativa economicamente accessibile, socialmente funzionale ed ecosostenibile, attraverso la messa a disposizione di immobili e spazi pubblici inutilizzati da sviluppare con fondi pubblico-privati da offrire sul mercato a prezzi calmierati”. La genericità delle “azioni specifiche”, indicate solo per titoli (investimenti per il social housing anche utilizzando il patrimonio di edilizia convenzionata, fondi per l’edilizia agevolata), non offre però alcun contributo su come disegnare e attuare un programma con questo obiettivo.

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Long term care. Ocse: “Covid ha messo in luce i problemi strutturali: scarsa integrazione con gli altri servizi sanitari, personale poco formato e sotto pagato e standard sicurezza inadeguati”

La pandemia ha messo in luce come nel settore dell’assistenza a lungo termine (Rsa, assistenza domiciliare) vi siano numerosi problemi che hanno comportato anche ad un elevato numero di decessi proprio in queste strutture, senza dimenticare anche chi invece è rimasto a casa. Per questo si richiamano gli stati ad intensificare gli investimenti. IL DOCUMENTO
“La pandemia da Covid 19 ha messo in luce tutti i problemi del settore dell’assistenza a lungo termine (LTC). Le persone anziane e gli operatori sanitari sono stati colpiti in modo sproporzionato dalla pandemia. Molti paesi dell’OCSE hanno adottato misure per contenere la diffusione dell’infezione e mitigarne l’impatto sui gruppi vulnerabili. Tuttavia, la crisi sanitaria sta mettendo in evidenza ed esacerbando problemi strutturali preesistenti nel settore dell’assistenza a lungo termine (LTC). Gli operatori sanitari sperimentano condizioni di lavoro difficili. Inoltre, vi sono disallineamenti di competenze, scarsa integrazione con il resto dell’assistenza sanitaria e standard di sicurezza inadeguati o scarsamente applicati. In prospettiva, sono necessari maggiori investimenti nella forza lavoro e nelle infrastrutture LTC per garantire livelli adeguati di personale qualificato, con condizioni di lavoro dignitose e priorità nella qualità delle cure e sicurezza”. È questo il richiamo che fa l’Ocse agli stati in un suo recente documento ad hoc sul tema.

Leggi: Quotidiano Sanità


Italia Longeva: “Il Pronto soccorso della fragilità si chiama assistenza domiciliare. Prioritario ripensarla”

Per Bernabei, Presidente di Italia Longeva: “Le cure territoriali sono la vera priorità di investimento in sanità. Per fare una buona assistenza domiciliare servono metodologie e competenze, e bisogna investire in formazione e tecnologia. Abbiamo un’occasione imperdibile per ‘sdoganare’ la tecnoassistenza in Italia. L’infermiere di comunità può diventare il case manager della fragilità”
La pandemia ha acceso i riflettori sulla medicina del territorio e sulla necessità di investire su uno dei suoi pilastri fondamentali, l’assistenza domiciliare vera alternativa all’ospedale. Peccato che in Italia sia ancora da fondare: ne beneficia appena il 2,7% degli over-65 e per una media di 20 ore di prestazioni all’anno. In altri paesi europei, la percentuale di anziani assistiti a casa si attesta fra l’8 e il 10%, con punte del 20%, e per una media che in Europa è di 20 ore, ma al mese.
Ma se la pandemia aperto il vaso di pandora, ha anche mobilitato risorse economiche per rafforzare gli strumenti di assistenza agli anziani fragili. Cosa fare per non sprecare questa occasione e come rendere il territorio all’altezza di questo compito?
Se ne è discusso ieri al webinar “Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): ripensare modelli e strumenti a partire da quanto imparato in emergenza”, organizzato da Italia Longeva, l’Associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva del Ministero della Salute, che ha messo a confronto decisori e attori sul territorio su modelli organizzativi, competenze e strumenti per realizzare un’ADI più efficiente, accessibile e diffusa.

Leggi: Quotidiano Sanità


Don Vinicio Albanesi: “Basta con le RSA, è il momento di trasformarle”

Il presidente della Comunità di Capodarco è da tempo convinto della necessità di cambiare radicalmente la gestione della terza età, andando oltre l’istituzionalizzazione. “L’epidemia ha mostrato i limiti terapeutici ed esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere. Occorre cambiare, senza far prevalere la logica del risparmio”
“La vita dell’anziano è la vita di tutti. Gli anziani solo più fragili, meno veloci, meno efficienti. Ma non è che a 85 anni non servono più! Accudirli e trattarli con dignità è un dovere e un riconoscimento per quello che hanno fatto per la società nel corso della loro vita. Il rischio, invece, è che sia passato ormai il messaggio secondo cui in questa società possono vivere solo coloro che sono efficienti”. Parte da queste considerazioni la riflessione di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco di Fermo, a proposito della condizione degli anziani. Una riflessione che ha ricevuto uno scossone violento sul piano emotivo dalle vicende verificatesi in questi mesi di Covid-19, con le numerose morti all’interno delle strutture di accoglienza e le relative indagini. Uno spaccato che ha portato da subito don Albanesi a dire: “Le Rsa vanno chiuse. O, comunque, profondamente trasformate”.

Leggi: Auser


SEGNALAZIONI:

Indennità Covid-19: mensilità maggio

Ulteriori chiarimenti di Inps su domande e requisiti
L’Inps, con la circolare n. 80 del 6 luglio, fornisce ulteriori chiarimenti per l’accesso alle indennità Covid di 1.000 euro, previste dal D.L. n. 34/2020 (decreto Rilancio), per il mese di maggio 2020. Destinatari sono liberi professionisti, titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla gestione separata, lavoratori in somministrazione e stagionali dei settori turismo e stabilimenti termali.
Per quanto riguarda i liberi professionisti, l’Inps precisa che possono chiedere il beneficio economico i titolari di partita IVA, attiva alla data del 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del D.L. n. 34/2020), compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo, iscritti alla Gestione separata non titolari di trattamento pensionistico diretto e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
Requisito indispensabile per l’acceso all’indennità è di aver subìto nel bimestre 2020 una riduzione del reddito pari ad almeno al 33% rispetto al secondo bimestre 2019, che il lavoratore richiedente dovrà comunque autocertificare al momento della domanda. L’Inps, a sua volta, comunicherà i nominativi di coloro che hanno presentato l’autocertificazione all’Agenzia delle entrate per i controlli sulla verifica del requisito reddituale.

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D.L. Rilancio: indennità per i lavoratori domestici
Procedura per riesame delle domande respinte
Con il messaggio n. 2715/2020, l’Inps comunica che chi si è visto respingere la domanda di indennità, qualora ritenga di avere comunque i requisiti, può chiedere il riesame del provvedimento utilizzando la procedura internet già disponibile, allegando la relativa documentazione attestante il possesso dei requisiti.
Per procedere, il richiedente dovrà essere in possesso di una delle seguenti credenziali:
•PIN ordinario o dispositivo rilasciato dall’INPS;
•SPID di livello 2 o superiore;
•Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
•Carta nazionale dei servizi (CNS).
Per inoltrare la domanda, l’utente dovrà accedere all’apposita sezione della pagina web “Richiesta di riesame”, che mostra le informazioni relative alla richiesta presentata e il provvedimento di rigetto. Una volta completata e inoltrata, la domanda verrà protocollata e le informazioni ad essa correlate, ivi incluse le informazioni sullo stato di lavorazione, verranno rese disponibili nella medesima sezione del sito web.

Leggi: Inca


 

 

 

 

martedì 7 luglio 2020
Coronavirus, 160mila italiani hanno la casa pignorata

Rapporto Federcasa. La pandemia da Covid-19 ed il conseguente lockdown hanno determinato un pesante impatto sul reddito e sulle condizioni di vita delle famiglie italiane, tanto che una su quattro ha avuto difficoltà a pagare l’affitto, e oltre il 40% prevede di non riuscire a pagarlo nei prossimi 12 mesi
La pandemia da Covid-19 ed il conseguente lockdown hanno determinato un pesante impatto sul reddito e sulle condizioni di vita delle famiglie italiane, tanto che una su quattro ha avuto difficoltà a pagare l’affitto, e oltre il 40% prevede di non riuscire a pagarlo nei prossimi 12 mesi. A soffrire sono state anche le famiglie con un mutuo le quali, a causa delle difficoltà nel far fronte alle rate, hanno generato un ammontare di crediti deteriorati in pancia alle banche di 15,6 miliardi di euro. Ad aggravare il quadro generale si aggiunge il fatto che poco meno di 100.000 famiglie rischiano di diventare inadempienti, anche dopo l’emergenza, mentre 160.000 hanno la casa pignorata. Sono questi alcuni dati diffusi oggi da Federcasa, in occasione dell’Assemblea nazionale, e contenuti all’interno dello studio “Dimensione del disagio abitativo pre e post emergenza Covid-19. Numeri e riflessioni per una politica di settore”, che la Federazione ha commissionato all’istituto Nomisma.

Leggi: Redattore Sociale, 07/07/2020


lunedì 6 luglio 2020
L’esercito dei pensionati che aiuta figli e nipoti. Ecco il bonus

Quello dei pensionati che in Italia si prendono cura di figli, nipoti o parenti disabili è un vero e proprio esercito. Tanto lavoro, quotidiano, per i nipoti, in primis, mentre i genitori sono fuori a lavorare. Troppo spesso infatti le famiglie non possono permettersi una baby sitter e devono fare dunque affidamento sui nonni. Una rete vastissima che tocca milioni di pensionati da Nord a Sud. E poi ci sono i parenti, nonni o zii, che danno una mano con i figli o i nipoti non autosufficienti. Un lavoro di cura preziosissimo che colma in parte le falle di un welfare che non riesce a rispondere pienamente ai bisogni dei cittadini. Un lavoro di cura che vede oggi un primo riconoscimento che il sindacato della Cgil saluta positivamente.
Si tratta del bonus baby sitter introdotto dal decreto Rilancio, da poco approvato, che potrà essere utilizzato anche da chi si prende cura dei minori, a condizione che i parenti non vivano nella stessa casa. Il limite d’età è stato fissato a 12 anni. Limite che viene meno in caso di un familiare disabile. (Qui tutte le informazioni sul bonus: requisiti e modalità di richiesta). È inoltre possibile richiedere il bonus anche per pagare i centri estivi e i servizi integrativi per l’infanzia. Una boccata d’ossigeno per tutte quelle famiglie che in questi mesi con le scuole chiuse si sono dovuti sobbarcare un lavoro spesso al di là delle proprie capacità. In questa situazione i nonni hanno svolto un ruolo cruciale, consentendo di fatto a tanti genitori di poter continuare a lavorare.

Leggi: Liberetà, 06/07/2020


lunedì 6 luglio 2020
Senza anziani non c’è futuro. Appello per ri-umanizzare le nostre società. No a una sanità selettiva

Da una preoccupazione della Comunità di Sant’Egidio sul futuro delle nostre società – emersa in questi giorni durante la crisi causata dal coronavirus – nasce questo appello, tradotto in diverse lingue e diffuso a livello internazionale. È rivolto a tutti, cittadini e istituzioni, per un deciso cambiamento di mentalità che porti a nuove iniziative, sociali e sanitarie, nei confronti delle popolazioni anziane.
L’emergenza Covid-19 ha portato alla luce non solo una crisi profonda del sistema sanitario ma anche una drammatica riflessione sulla gestione dei pazienti nella pandemia, orientata verso una “sanità selettiva”, che considera residuale la vita degli anziani, giustificando una forma di “scelta” in favore dei più giovani e dei più sani.
L’appello Senza anziani non c’è futuro, tradotto in diverse lingue e diffuso a livello internazionale, nasce dalla concreta preoccupazione della Comunità di Sant’Egidio rispetto al futuro di una società in cui non può essere avallato uno “stato di necessità” umanamente e giuridicamente inaccettabile, non solo in una visione religiosa della vita, ma anche nella logica dei diritti dell’uomo e nella deontologia medica.

Leggi: Confronti, 06/07/2020


lunedì 6 luglio 2020
“Investimenti in digitalizzazione, cure domiciliari e personale. Prevista rimodulazione tetti spesa farmaceutica”. Ecco il Programma nazionale di riforma del Governo

Tra gli interventi anche l’aumento delle borse di specializzazione, un nuovo ruolo per i medici di famiglia modificando anche il percorso formativo, via libera all’infermiere di famiglia, investimenti in edilizia sanitaria, potenziamento farmacia dei servizi utilizzo intelligenza artificiale per elaborazione modelli predittivi e molto altro. Ecco la bozza del Programma nazionale Riforma del Governo.
“Il Governo intende dare seguito alle misure a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) adottate con i recenti provvedimenti attraverso un piano di investimenti e misure organizzative e di politica industriale di medio-lungo termine. L’obiettivo per l’SSN sarà di migliorare la qualità dell’assistenza, la capacità ricettiva degli ospedali compresi i letti di terapia intensiva, la tempestività di risposta alle patologie infettive emergenti gravate da alta morbilità e mortalità, nonché ad altre emergenze sanitarie”. È quanto si legge nella bozza di Programma nazionale Riforma del Governo che fa parte del Def 2020.
Ad anticipare alcuni punti era stato il Ministro della Salute, Roberto Speranza che in un’intervista a Repubblica ha dichiarato di star “lavorando da settimane a un piano straordinario di investimenti sul Servizio sanitario nazionale. Dobbiamo rafforzare i presidi territoriali, modernizzare le attrezzature ospedaliere e la strumentazione diagnostica per gli screening oncologici. Poi c’è l’edilizia sanitaria, la ricerca, la necessità di attrarre gli investimenti della farmaceutica, dobbiamo rafforzare la relazione tra salute e ambiente. Abbiamo bisogno di recuperare il ritardo che l’Italia ha sulla sanità digitale, usare meglio le nuove tecnologie, i big data, la rete”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 06/07/2020


lunedì 6 luglio 2020
Seconde case, alloggi e condomini: superbonus tra vecchi e nuovi limiti

Nessun limite alle seconde case. Onlus e società sportive tra i beneficiari. Tetti di spesa rimodulati in base al numero di alloggi dell’edificio. Il superbonus del 110% esce cambiato dalla commissione Bilancio della Camera. Le modifiche votate venerdì – e attese ora all’ok dell’Aula – chiariscono alcuni aspetti e pongono nuove domande.
Confermati il recupero della detrazione in cinque anni, la cessione del bonus e lo sconto in fattura.
I lavori in condominio
Il “caso tipo” per cui sembra scritto il superbonus è quello del condominio residenziale: circa 5,9 milioni di edifici, secondo l’Istat, in cui si trovano 24,9 milioni di alloggi. L’ipotesi base è un intervento di riqualificazione energetica (cappotto termico e/o rifacimento dell’impianto di riscaldamento) o messa in sicurezza antisismica.
I tetti di spesa scendono negli immobili più grandi. Ad esempio, nei condomìni fino a otto unità il massimale per la coibentazione è di 40mila euro moltiplicato per il numero di alloggi, e scende a 30mila euro se ci sono più di otto unità; mentre per l’impianto di riscaldamento il limite è rispettivamente di 20mila e 15mila euro. Resta la necessità di migliorare di due classi energetiche l’edificio. Per l’antisismica, invece, non serve il salto di classe e la spesa è 96mila euro per unità.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 06/07/2020


venerdì 3 luglio 2020
Servizi sociali “essenziali”. Cnoas: traguardo importantissimo

Approvato l’emendamento in Commissione Bilancio alla Camera: i servizi sociali sono servizi pubblici essenziali. Gazzi: “Le Regioni dovranno approntare un piano specifico per le emergenze e garantirli sempre”. Noja e Parente: “Non deve accadere mai più che le persone più fragili siano lasciate sole”
“Godere dei servizi sociali rientra tra i diritti costituzionalmente garantiti perché sono servizi pubblici essenziali! E’ appena passato a Montecitorio un emendamento presentato da Lisa Noja e Elena Carnevali e condiviso dalla senatrice Annamaria Parente, che richiama il diritto delle persone a godere dei servizi previsti al comma 4 dell’art 22 della legge 328/2000, la cosiddetta Legge Turco”. Lo annuncia il presidente del Cnoas, Gianmario Gazzi.
“Per noi assistenti sociali è un traguardo importantissimo, ma lo è per tutti quelli che si rivolgono ai servizi e che da questo momento in poi non si dovranno trovare davanti a delle porte chiuse – commenta – Le Regioni dovranno ora approntare un piano specifico per le emergenze e garantirli sempre perché per chi ha bisogno ogni giorno è un’emergenza”. “Grazie a chi ci ha ascoltati presentando l’emendamento, grazie a chi ha votato a favore – aggiunge – Continueremo le nostre battaglie per i figli un Dio minore, per i diritti per le persone, contro la precarietà degli assistenti sociali che sono al loro fianco. Perché i bisogni quotidiani non scadono come i nostri contratti”.

Leggi: Redattore Sociale, 03/07/2020


venerdì 3 luglio 2020
“Puntare su politiche coordinate e integrazione tra ospedale e territorio”. Arriva il nuovo Piano nazionale di prevenzione 2020-2025. Ma per attuarlo solo 200 mln, stessa cifra di 15 anni fa

È pronto il nuovo Piano redatto dal Ministero della Salute che punta tutto su un “riorientamento del sistema di prevenzione” in chiave di un maggior coordinamento tra i vari attori in campo e integrazione delle politiche. Per l’attuazione delle molteplici iniziative e attività previste lo stanziamento resta però lo stesso previsto dall’intesa Stato Regioni del 2005, vale a dire 200 milioni annui vincolati all’interno del budget del Ssn. Quindi aumentano compiti e obiettivi ma non i finanziamenti.
“Sostenere il riorientamento di tutto il sistema della prevenzione verso un ‘approccio’ di Promozione della Salute” con l’obiettivo di favorire “il collegamento e l’integrazione tra le azioni previste da leggi, regolamenti, Piani di settore” perché “l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da COVID-19 ha mostrato che gli interventi di Sanità Pubblica sono fondamentali per lo sviluppo economico e sociale di un Paese e che la salute di tutti dipende dalla salute di ciascuno”.
Sono queste le linee guida del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 del Ministero della Salute e che sarà anche posto all’ordine del giorno della prossima Conferenza Stato-Regioni.
Il nuovo Piano, un documento corposo di circa 200 pagine, “rappresenta la cornice comune degli obiettivi di molte delle aree rilevanti per la Sanità Pubblica”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 03/07/2020


venerdì 3 luglio 2020
Anziani. Don Albanesi: “Basta con le Rsa, è il momento di trasformarle”

Il presidente della Comunità di Capodarco da tempo convinto della necessità di cambiare radicalmente la gestione della terza età, andando oltre l’istituzionalizzazione. “L’epidemia ha mostrato i limiti terapeutici ed esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere. Occorre cambiare, senza far prevalere la logica del risparmio”
“La vita dell’anziano è la vita di tutti. Gli anziani sono più fragili, meno veloci, meno efficienti. Ma non è che a 85 anni non servono più! Accudirli e trattarli con dignità è un dovere e un riconoscimento per quello che hanno fatto per la società nel corso della loro vita. Il rischio, invece, è che sia passato ormai il messaggio secondo cui in questa società possono vivere solo coloro che sono efficienti”. Parte da queste considerazioni la riflessione di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco di Fermo, a proposito della condizione degli anziani. Una riflessione che ha ricevuto uno scossone violento sul piano emotivo dalle vicende verificatesi in questi mesi di Covid-19, con le numerose morti all’interno delle strutture di accoglienza e le relative indagini. Uno spaccato che ha portato da subito don Albanesi a dire: “Le Rsa vanno chiuse. O, comunque, profondamente trasformate!”

Leggi: Redattore Sociale, 03/07/2020


venerdì 3 luglio 2020
Dal 50 al 110%, come si trasferisce la detrazione: la sintesi del Notariato

Quando e come si trasferisce il diritto ai bonus. La panoramica del Consiglio nazionale del Notariato contenuta nello Studio numero 20-2020/t di Roberto Martino, approvata dalla Commissione studi tributari del 04 giugno 2020, è un vero “tourbillon” di situazioni complesse, chiarite dal documento di prassi, utile anche all’agente immobiliare, perché l’incidenza dei bonus sul valore dell’immobile si è progressivamente ampliata nel tempo.
Interessati l’amministratore ed il proprietario anziano.
Anche l’amministratore di condominio deve conoscere come si trasferisce la detrazione, per poter rispondere alle domande dei condòmini e perché, ogni anno vanno inseriti, nei software di gestione del registro di Anagrafe condominiale, chi subentra nell’annualità, in modo che sia allineata la trasmissione dei dati all’agenzia delle Entrate per la dichiarazione precompilata e le cessioni del credito.
Lo studio è poi fondamentale per il proprietario anziano, per il quale la propria tranquillità economica é bene prezioso, così come la possibilità di poter trasferire ai propri familiari, il diritto a pagare meno imposte, specie se le spese sono state sostenute dall’intera famiglia.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 03/07/2020


venerdì 3 luglio 2020
Bonus affitti, cessione in quattro step dal pagamento alla comunicazione

Cessione del credito di imposta sui canoni di affitto in quattro step. Prima il pagamento del canone con la maturazione del credito d’imposta, poi la stipula del contratto di cessione cui fa seguito la comunicazione telematica da parte del cedente e infine l’accettazione del cessionario, sempre via web.
Il provvedimento delle Entrate
Con la pubblicazione del provvedimento delle Entrate che disciplina le modalità di cessione (si veda il Quotidiano del Sole 24 Ore – Condominio di ieri ), gli inquilini (imprese o professionisti) interessati a cedere il credito di imposta sui canoni di locazione di immobili non abitativi in base al Dl 34/2020 possono avviare le procedure per dar corso alla operazione.
Procedure che sono analoghe anche per la cessione del bonus botteghe previsto dal decreto legge 18/2020. A partire dal 13 luglio, si potrà effettuare la trasmissione del modello utilizzando funzionalità che saranno attivate nel sito internet dell’Agenzia

Leggi: Quotidiano Condominio, 03/07/2020


mercoledì 1 luglio 2020
Caregiver familiari, nessun bonus: salta il contributo di 1200 euro

Tramontata l’ipotesi di assegnare un bonus complessivo di 1.200 euro ai caregiver che assistono un familiare in casa: in Commissione Bilancio alla Camera saltati gli emendamenti dei relatori, bocciati quelli delle opposizioni. Sullo sfondo il ddl che al Senato riconosce ufficialmente la figura
Niente bonus per i caregiver: i 600 euro al mese, riconosciuti per i mesi di marzo e aprile 2020, che erano stati proposti in sede di conversione del decreto Rilancio, non troveranno spazio nella versione definitiva del provvedimento. E’ questa l’intenzione che predomina dentro la maggioranza di governo, che ha scelto di non appoggiare i testi di quegli emendamenti che prevedevano l’istituzione di una misura che avrebbe dovuto riconoscere un contributo monetario a quelle persone che assistono in forma continuativa un familiare non autosufficiente. E sul tema, oltre agli appelli lanciati nei confronti del ministro dell’Economia Gualtieri, compare sullo sfondo anche l’altra partita, che si gioca al Senato dove è in corso l’iter della proposta di legge che riconosce giuridicamente la figura del caregiver familiare.

Leggi: Redattore Sociale, 01/07/2020


mercoledì 1 luglio 2020
Infermiere di famiglia. Cgil, Cisl, Uil Fp al Senato: “Rapporto di lavoro sia di dipendenza”

Così i sindacati in audizione presso la commissione Igiene e Sanità del Senato sul ddl 1346 (infermiere di famiglia). “La dipendenza è la strada di gran lunga migliore e più sicura per garantire sia i cittadini che chi lavora. In questi anni abbiamo misurato con mano, e la tragedia della pandemia l’ha messo di fronte agli occhi di tutti, i danni prodotti da un’eccessiva frammentazione dei processi organizzativi e clinici legati al sistema delle cure primarie”.
La strutturazione della figura dell’Infermiere di famiglia e di comunità (Ifc), all’interno del Distretto, può offrire un contributo necessario e importante al fine di garantire, attraverso la presa in carico anche domiciliare dei casi, l’individuazione precoce della malattia, la prevenzione delle complicanze, la gestione delle cronicità e non ultimo la riduzione del sovraccarico sui Pronti Soccorso e sugli Ospedali. È quanto si legge nel testo di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl consegnato nel corso dell’audizione presso la commissione Igiene e Sanità del Senato sul ddl 1346 (infermiere di famiglia), nel sottolineare la necessità che “l’Ifc sia alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 01/07/2020


mercoledì 1 luglio 2020
Papa Francesco accoglie l’appello “Senza anziani non c’è futuro”

Venerdì 26 giugno Papa Francesco ha ricevuto in udienza Andrea Riccardi. Tra i temi del colloquio con il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, in primo piano la protezione degli anziani nelle nostre società, il contrasto a una “sanità selettiva” e un nuovo sistema che punti sulla domiciliarità della cura e dell’assistenza, anche alla luce dell’altissimo e inaccettabile numero di vittime tra gli anziani in istituto per il covid-19 in Italia e in Europa. Riccardi si è fatto recentemente promotore di un appello internazionale “Senza anziani non c’è futuro”, che ha già raccolto migliaia di firme. Auser fra i primi firmatari dell’Appello, ha sottoscritto con la Comunità di Sant’Egidio un protocollo per una diffusa campagna di raccolta firme.

Leggi: Auser, 01/07/2020


DALLE REGIONI:

martedì 7 luglio 2020
Bologna. Casa: bonus affitto, dai Comuni colpevoli ritardi. Subito gli avvisi pubblici per chi ha abbassato il canone causa Covid-19

Il 3 giugno 2020 la Regione Emilia Romagna, dopo un’intesa con le organizzazioni sindacali confederali CGIL CISL UIL e degli inquilini SUNIA SICET UNIAT, ha stanziato 15 milioni di euro per gli inquilini in difficoltà economica causa Covid-19. A distanza di oltre un mese, solo Bologna e Modena hanno già provveduto alla pubblicazione degli avvisi pubblici. Nel caso del capoluogo regionale sono già stati erogati i primi contributi ai proprietari di appartamenti che hanno ridotto il canone di affitto per aiutare l’inquilino in difficoltà. Parliamo di diverse migliaia di nuclei famigliari, di studenti fuori sede e di lavoratrici e lavoratori della regione che hanno subito una riduzione del reddito o comunque sono in difficoltà economica.
La natura del provvedimento emesso dalla Regione puntava a ridurre i tempi di erogazione indicando alle Amministrazioni comunali di utilizzare strumenti snelli e veloci. Ma nonostante ciò e nonostante le continue sollecitazioni delle organizzazioni sindacali degli inquilini, molte Amministrazioni locali debbono ancora dare attuazione alla delibera regionale.

Leggi: Sunia, 07/07/2020


lunedì 6 luglio 2020
Sfratti, l’allarme dei sindacati: “La Regione si dimentica degli inquilini e non risponde all’emergenza”

“Avevano promesso di anticipare da settembre a giugno i bandi per i contributi, ma non c’è traccia”
“Il 15 maggio scorso, durante una audizione in regione Piemonte sull’emergenza abitativa, l’Assessore alla semplificazione Marrone e la collega al welfare Caucino dichiaravano, che avrebbero anticipato il bando per il sostegno affitti previsto per settembre a giugno, per distribuire contributi fino a 3000 euro a chi rischia di finire in mezzo alla strada. Siamo arrivati ai primi di luglio e non c’è traccia di bandi per dare un aiuto economico alle famiglie in difficoltà a pagare i canoni”.
Così i sindacati inquilini, SUNIA, SICET, UNIAT, assieme a CGIL, CISL, UIL, che fin dal mese di aprile hanno ripetutamente sollecitato l’Assessore Caucino a un confronto per individuare il modo migliore per una rapida distribuzione dei fondi, regionali e nazionali, stanziati per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare gli affitti, inutilmente, l’Assessore è assente.
Anche il Presidente Cirio il 2 giugno scorso ha dichiarato ad alcuni organi di stampa, che nel “riparti Piemonte” erano stanziati 15 milioni di euro per il sostegno affitti.

Leggi: Torino Oggi, 06/07/2020


sabato 4 luglio 2020
Aiuti alle famiglie per le spese di locazione: appello alla Regione Puglia

È il nocciolo del messaggio contenuto nella lettera che l’organizzazione Sunia Puglia e il Sindacato Inquilini Casa e Territorio – Sicet hanno inviato alla presidenza della Regione, per richiedere un intervento a sostegno delle tante famiglie in difficoltà. Nella lettera si riassume la delibera approvata dalla Giunta regionale negli scorsi mesi per aiutare quei nuclei, che a seguito della emergenza sanitaria dovuta al COVID-19, si sono trovate in difficoltà a pagare il canone di locazione e i servizi condominiali alle ARCA Pugliesi (ex IACP) ma, pur giudicando positivamente l’intervento, si sottolinea come, di fatto, non sia stata messa in atto nessuna misura economica concreta.
“Non comprendiamo i motivi per cui la Regione non ha adottato alcun provvedimento a favore delle famiglie in locazione privata che pagano canoni i quali spesso superano il 50% del reddito – si legge – Altre regioni come la Campania, il Lazio, la Toscana, l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto sono intervenute con interventi mirati di aiuto alle famiglie”.In Puglia sono circa 250mila i nuclei che vivono in locazione, di cui 40mila solo nella città di Bari: numeri che, secondo gli scriventi, non possono permettere alla Regione di sottovalutare la necessità di sostegno in un momento di grave crisi economica causata dalla pandemia.

Leggi: Borderline24, 04/07/2020


venerdì 3 luglio 2020
Oltre 1300 anziani in attesa di un posto in casa di riposo: ancora difficoltà a fare tamponi anti-Covid ai nuovi ospiti

Sono 1348 i cuneesi in coda. Tutti in attesa di entrare in una delle case di riposo della provincia. E sono solo una parte dell’ingorgo. Perché a far confluire i dati sul portale che fotografa la situazione dell’imbuto Rsa ci hanno pensato appena una sessantina di strutture su un totale di 140. Realistico, dunque, ipotizzare che gli anziani in fila si avvicino alla cifra tonda. Il paradosso è che al momento restano tutti fuori dalla porta. Mentre dentro le strutture sono in sofferenza: mezze svuotate dal Covid o dal ricambio naturale, alle prese con i conti che non tornano e il personale in esubero. E allora a cosa è dovuto lo stallo? La procedura per entrare è a prova di fortino: servono due tamponi negativi e poi, una volta dentro, bisogna rimanere in completo isolamento per 14 giorni. Ma non è solo questo il nodo. Sono i tamponi: chi li fa? La risposta resta in un cono d’ombra. Per questo l’associazione provinciale delle case di riposo ha scritto prima all’Asl e poi alla Regione. Tema: a chi bisogna rivolgersi per fare i tamponi? Oggi come oggi sono il passepartout obbligatorio: chi vuole entrare deve passare da lì. Il problema è che non si sa come fare. «Dalle linee guida risulterebbe un onere a carico del privato – spiegano dall’associazione provinciale -. Ma a quanto ci risulta i laboratori analisi non sono accreditati per farlo.

Leggi: La Stampa, 03/07/2020


giovedì 2 luglio 2020
RSA Trivulzio aumenta visite familiari

Prima fase sperimentazione positiva, dal 6/ 20 al giorno al Pat
Aumentano le visite dei familiari agli anziani ospiti del Pio Albergo Trivulzio di Milano, che lo scorso 22 giugno ha riaperto le porte ai parenti, con ingressi scaglionati e una serie di regole per la sicurezza, dopo oltre tre mesi di blocco per l’emergenza Covid.
Dopo che la prima fase sperimentale ha dato esito positivo, dal lunedì 6 luglio doventano venti le visite giornaliere ai famigliari del Pat, una delle strutture del Trivulzio, al centro di un’inchiesta per le morti nella casa di riposo. Dal 12 luglio sarà anche prevista una calendarizzazione completa per i mesi di luglio e agosto, in modo che i famigliari possano pianificare gli incontri con i loro cari.
Dall’incontro del Tavolo Tecnico istituito tra l’Unità di Coordinamento per l’Emergenza e il Comitato Parenti, sono emerse anche la necessità di lavorare, nella prima metà di luglio, alla definizione di un progetto di visite nel fine vita, anche valorizzando gli spazi dell’hospice, e di definire un progetto di visite familiari degli ospiti con demenza/Alzheimer.

Leggi: Ansa, 02/07/2020


giovedì 2 luglio 2020
Contributo badante, a Firenze centinaia di domande

Sono molte centinaia le richieste per il contributo badante avanzate in pochi giorni agli sportelli dei patronati Acli di Firenze e provincia: arrivano per l’80% da donne di età compresa fra 30 e 60 anni. I richiedenti sono per il 33% cittadini delle Filippine
Sono molte centinaia le richieste per il contributo badante avanzate in pochi giorni agli sportelli dei patronati Acli di Firenze e provincia: arrivano per l’80% da donne di età compresa fra 30 e 60 anni. I richiedenti sono per il 33% cittadini delle Filippine, ai quali seguono i cittadini del Perù con il 13%. Terzi in classifica gli italiani (12%) che superano di poco i collaboratori domestici provenienti dalla Romania (11,5%) a dimostrazione del fatto che il lavoro di cura non riguarda soltanto i lavoratori stranieri.

Leggi: Redattore Sociale, 02/07/2020


giovedì 2 luglio 2020
Case di riposo, in Friuli Venezia Giulia, regione interverrà contro l’aumento delle rette

“E’ volontà della Regione intervenire per evitare aumenti delle rette delle case di riposo che andrebbero a ricadere su anziani e famiglie provvedendo all’erogazione di un contributo straordinario a sostegno degli enti gestori delle residenze per anziani, la cui entità verrà definita sulla base delle risorse disponibili”. Lo fa sapere il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, rispondendo oggi in Consiglio regionale a un’interrogazione.
“Se da un lato il Covid impatta sui costi di gestione delle case di riposo e di conseguenza sulle rette- continua Riccardi-, occorre dire che la pandemia ha enfatizzato limiti e criticità più generali che in parte conoscevamo e che ora ci chiedono una riflessione approfondita sui parametri con l’obiettivo di alzare l’asticella dei servizi nei rispettivi ambiti pubblico e privato”. Intanto la Regione, conclude il vicegovernatore, ha effettuato una prima sommaria valutazione sia dei maggior costi sostenuti dalle residenze per scongiurare la diffusione dell’epidemia, sia delle mancate entrate dovute alla sospensione di alcuni servizi e alla riduzione dei nuovi accoglimenti di utenti.

Leggi: Redattore Sociale, 02/07/2020


mercoledì 1 luglio 2020
Al via la graduale e controllata riapertura dei Centri Sociali Anziani di Roma

Al via la graduale e controllata riapertura dei Centri Sociali Anziani di Roma. L’ordinanza sindacale prevede la possibilità della riapertura dei centri, nel rispetto delle indicazioni contenute nell’ordinanza regionale e solo nei casi in cui siano stati effettuati i necessari interventi di prevenzione sanitaria. E’ quanto si legge in una nota del comune di Roma. I centri resteranno dunque chiusi in tutti i casi in cui non sia possibile garantire le idonee misure di contenimento del contagio.
Tra gli interventi necessari, rientrano le sanificazioni degli ambienti, gli interventi di manutenzione ordinaria degli spazi interni ed esterni e di manutenzione dei filtri per gli impianti di condizionamento e l’acquisto di dispenser di gel disinfettante. La riapertura sarà effettuata con provvedimento del direttore del Municipio, sentito il direttore dell’Area Socio-Educativa e il presidente del Centro Sociale Anziani interessato. L’ordinanza prevede inoltre la riattivazione delle attività sociali e sociosanitarie, compresi i centri semiresidenziali per persone con disabilità mentre restano chiusi i centri diurni e le strutture semiresidenziali in favore di persone anziane o affette da patologie croniche”. Cosi’ in una nota il Comune di Roma.

Leggi: Redattore Sociale, 01/07/2020


mercoledì 1 luglio 2020
La Spezia, anziani meno soli grazie alla tecnologia e alla solidarietà

Nonostante le evidenti difficoltà che l’emergenza ha comportato, Auser La Spezia è riuscita a portare avanti due progetti sostenuti da Fondazione Carispezia, “Il mondo dentro casa” e “Noi ci siamo, soccorso domiciliare”, nato proprio durante il periodo di crisi.
Il primo ha preso forma nel 2017 e prevedeva corsi di alfabetizzazione digitale per gli anziani over 70 che non escono spesso di casa. Si è trattato di un progetto molto ampio che aveva l’obiettivo di raggiungere gli anziani soli attraverso la tecnologia. Per questo, mediante l’utilizzo dei tablet e attraverso un percorso formativo che ha coinvolto dei tutor, il mondo è entrato nelle case di queste persone, per citare il nome del progetto.
L’altra iniziativa è interamente legata all’emergenza Covid-19: Fondazione Carispezia ha messo a disposizione 9mila euro che sono serviti per 500 servizi tra consegna spesa e medicinali, anche a persone che erano in quarantena.
In questo progetto, che ha coinvolto tutto territorio provinciale, rientrava anche la ‘compagnia telefonica’.

Leggi: Auser, 01/07/2020


mercoledì 1 luglio 2020
Crisi affitti per oltre un terzo dei trevigiani: «In molti a rischio sfratto»

Sindacati e Partito Democratico lanciano l’allarme: «Decine le richieste di aiuto ai Caaf della provincia. Procedura farraginosa, servono provvedimenti immediati»
Con l’emergenza Coronavirus più di un terzo degli inquilini in provincia di Treviso rischia di non riuscire a pagare l’affitto: servono provvedimenti immediati per sostenere le famiglie, iniziando da una semplificazione della procedura per accedere ai contributi regionali che prevedono un contributo per il pagamento del canone di 400 euro».
A lanciare l’allarme è Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico a Treviso. «Il Sunia ci segnala che molti inquilini si stanno rivolgendo ai loro sportelli ed ai Caaf per richieste d’aiuto data l’impossibilità di pagare l’affitto ed in molti stanno già facendo i conti con ingiunzioni di pagamento e sfratti – afferma Zorzi – La Regione ha predisposto un contributo per gli affitti legato all’emergenza che prevede di erogare 400 euro a chi ha avuto una riduzione delle proprie entrate di almeno il 50 percento nel trimestre marzo-maggio rispetto allo stesso periodo del 2019, ma la scadenza del 5 luglio per presentare domanda è troppo ravvicinata. La procedura è farraginosa, può avvenire solo per via telematica e c’è la necessità di avere un conto corrente, così tante persone non sanno come procedere e si trovano in difficoltà. Per questo diventa indispensabile coinvolgere i Caaf ed i servizi sociali dei comuni, affinché diano un supporto indispensabile per molte di queste persone. Sul tema aveva presentato un’interrogazione anche il consigliere regionale Andrea Zanoni».

Leggi: Treviso Today, 01/07/2020


martedì 30 giugno 2020
Teramo, incontro ATER – Sindacati: nasce un osservatorio permanente per la salvaguardia dei diritti degli inquilini

Avviare un confronto costruttivo sui temi riguardanti la gestione dell’edilizia residenziale pubblica nel territorio provinciale e sulla gestione del patrimonio immobiliare di oltre 2.600 alloggi dislocati nella provincia. E’ quanto si è deciso nel corso di un incontro tra il Presidente dell’Ater Teramo, Dott.ssa Maria Ceci e i responsabili provinciali dei Sindacati degli inquilini, Sicet, Sunia e Uniat.
“Così il rapporto tra proprietà e sindacato inquilini diventerà più efficiente – affermano i sindacati in una nota congiunta – Si potranno perseguire insieme nuovi obiettivi, soprattutto sul versante dell’utilizzo delle risorse disponibili per il rilancio degli interventi di ERP, nonché per la manutenzione e la gestione equa del patrimonio abitativo pubblico, nel rispetto dei regolamenti e delle normative che legano l’Azienda e le Organizzazioni Sindacali”.
Le tre sigle con Antonio Di Berardo per il Sicet-CISL, Giovanna Varalli per il Sunia-CGIL e Antonio Caprini per l’Uniat-UIL, hanno manifestato l’esigenza di istituire un osservatorio permanente per consentire una buona qualità del vivere agli inquilini e portare avanti una proficua collaborazione tra ATER e Organizzazioni Sindacali.

Leggi: Ekuonews, 30/06/2020


IN AGENDA:

Italia Longeva – Long-Term Care Five

Roma, nuova data in corso di definizione
Auditorium Biagio D’Alba, Ministero della Salute
Quinta edizione degli Stati Generali dell’assistenza a lungo termine
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), si terrà in autunno in data in corso di definizione.

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Il Piano Nazionale della Cronicità in Italia

Il Piano si propone di delineare un sistema nazionale omogeneo, volto a prevenire e gestire la cronicità. AGENAS e Regioni hanno lavorato insieme per individuare esperienze, azioni o procedure più significative di altre, esportabili in altri contesti, che costituissero una cassetta degli attrezzi per progettare azioni positive.
di Anna Banchero (docente di Politiche Sociosanitarie e Accreditamento presso l’Università di Genova Laurea Magistrale in Servizio Sociale e Politiche Sociali)
Il Piano Nazionale della Cronicità in Italia
Entro il 2060 si prevede che il numero di cittadini europei con età superiore a 65 anni aumenti da 88 a 152 milioni, con una popolazione anziana doppia di quella dei minori entro i 15 anni. Le malattie croniche (come lo scompenso cardiaco, l’insufficienza respiratoria, i disturbi del sonno, il diabete, l’obesità, la depressione, la demenza, l’ipertensione), colpiscono l’80% delle persone oltre i 65 anni e spesso si verificano contemporaneamente.
La co-morbosità è associata anche ad un declino di molti aspetti della salute, come la qualità della vita, la mobilità, la capacità funzionale, con un conseguente aumento di stress psicologico, ospedalizzazioni, uso delle risorse sanitarie e mortalità. Gran parte dei problemi causati dalle malattie croniche sono prevenibili agendo su fattori di rischio comuni, come tabacco, alcol, alimentazione e attività fisica, insieme con la promozione della salute e con l’empowerment.

Leggi: I Luoghi della Cura


Covid-19. La mortalità nelle strutture residenziali per anziani

In Italia, dati certi e completi sulla mortalità collegata al Covid-19 nelle strutture residenziali per anziani non ci sono.
L’unica rilevazione nazionale è una survey sul contagio Covid-19 nelle strutture residenziali per anziani realizzata dall’Istituto superiore di Sanità (ISS) (5/5/2020). Premetto che non userò, come fanno altri la parola RSA, ma userò il termine “strutture residenziali per anziani” perché in realtà le strutture che ospitano anziani sono di diverse tipologie (RSA, residenze protette, case di riposo, case protette, centri servizi, ecc.). La survey è stata realizzata inviando un questionario a 3.417 strutture a cui hanno risposto 1.356 strutture per un totale di 97.521 anziani ospitati (il 33,7% dei posti letto che sono 289.164). In 5 regioni il tasso di rispondenza delle strutture è stato inferiore al 20%. Fra le altre cose, la survey ha chiesto alle strutture di indicare il numero dei decessi complessivi di anziani, di quelli con positività accertata da Covid-19 e di quelli con sintomi simil-influenzali (ma senza positività accertata) dal 1/2/2020 al 5/5/2020.

Leggi: Welforum


Diritti essenziali e coprogrammazione

Segnali importanti per lo sviluppo del welfare – Di Ugo De Ambrogio | 7 luglio 2020
Negli ultimi giorni sono accaduti due importanti fatti che, messi insieme, potrebbero rappresentare altrettanti importanti segnali per uno sviluppo del welfare sociale nel prossimo futuro in Italia.
Il primo, in senso cronologico, è stata la sentenza 131 della Corte costituzionale del 26/6/2020. Tale sentenza, interviene a proposito della LR 2/2019 della Regione Umbria a seguito dell’azione del Governo che ritiene illegittima la scelta della Regione Umbria di ampliare le previsioni dell’art. 55 del Codice del Terzo settore anche alle cooperative di comunità. La Corte afferma la legittimità dell’art. 55 evidenziandone la diretta derivazione Costituzionale e il fondamento nella natura peculiare degli Enti di Terzo settore. Tale sentenza ribadisce inoltre la compatibilità dell’art. 55 con il “diritto eurounitario” richiamando come lo stesso diritto dell’Unione mantenga “in capo agli Stati membri la possibilità di apprestare, in relazione ad attività a spiccata valenza sociale, un modello organizzativo ispirato non al principio di concorrenza ma a quello di solidarietà”.
Gli articoli di Gianfranco Marocchi e Alceste Santuari pubblicati nei giorni scorsi su welforum.it si sono già ampiamente soffermati sull’importanza di tale sentenza come punto di svolta, che determina il fatto che Terzo settore e Pubblico sono da considerarsi partner che, insieme per perseguire il valore della solidarietà sociale, concorrono con pari dignità e valore, alla costruzione delle politiche sociali pubbliche.

Leggi: Welforum


Un’opportunità dalla tragedia: la riforma nazionale è di nuovo possibile

Cristiano Gori e Marco Trabucchi concludono la serie di articoli sull’emergenza Covid-19 volgendo lo sguardo in avanti. Il dolore rappresenta la principale eredità della tragedia vissuta, ma non l’unica. E’ maturata, infatti, anche un’inattesa opportunità. Dopo un lungo oblio, la politica nazionale si è “accorta” degli anziani non autosufficienti: la riforma del settore, dunque, torna ad essere una prospettiva possibile.
di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non Autosufficienza), Marco Trabucchi (Associazione Italiana di Psicogeriatria, Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia e Network Non Autosufficienza)
Un’opportunità-dalla-tragedia
La prima “finestra di opportunità”: un’occasione mancata
A partire dalla fine del secolo scorso, nella società e nella politica italiana è cresciuta la consapevolezza della necessità di rivedere il sistema di welfare per renderlo più adeguato all’aumento degli anziani non autosufficienti. In effetti, tra la conclusione degli anni ’90 e il 2008, la riforma nazionale dell’assistenza loro destinata (Long-Term Care)1 è stata ampiamente discussa e molte proposte sono state avanzate. Tuttavia, la stagione che ha visto numerosi paesi simili al nostro introdurre robuste riforme nazionali – come Austria (1993), Germania (1995), Francia (2002) e Spagna (2006) – in Italia non ha avuto un analogo risultato. L’onere di sviluppare il sistema di Long-Term Care è stato, pertanto, lasciato sostanzialmente sulle spalle di Regioni e Comuni, impossibilitati a farvi adeguatamente fronte da soli.

Leggi: I Luoghi della Cura


La sanità e quel dibattito tutto “ideologico” sul Mes

Ancora in questi giorni, le forze politiche che sostengono il governo sono arrivate, su tutti i media divise, tra chi è favorevole al Mes (il Partito democratico) e chi è contrario (il Movimento Cinque Stelle).
Sulla carta le posizioni sembrano rigide: Nicola Zingaretti, in un’intervista al Corriere della Sera, ha elencato dieci buoni motivi per cui chiedere il prestito. Dall’altro lato della barricata Vito Crimi, che ha risposto a muso duro al segretario del Pd. “Non è uno strumento idoneo. Se debito deve essere, allora meglio che avvenga attraverso uno scostamento di bilancio”.
In mezzo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che temporeggia, ed è pronto a rinviare la questione a settembre.
L’auspicio del premier è che in autunno il governo italiano non sia l’unico a chiedere il prestito, e che un voto in Parlamento sul pacchetto completo Recovery Fund-Mes abbia oggettivamente più speranze di passare, senza grandi contraccolpi per la maggioranza.
Ricordiamolo qui: i 240 miliardi previsti dal Fondo sono destinati alle spese dirette e indirette per la sanità. All’Italia potrebbero toccare fino a 37 miliardi di euro, risorse di cui, dopo dieci anni di tagli indiscriminati, la nostra sanità avrebbe bisogno come il pane.

Leggi: Liberetà


Integrazione sociosanitaria e livelli essenziali – Perché la sfida ora è nei territori

Pubblichiamo l’intervento del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi, agli Stati Generali
Voglio cominciare con il ringraziare tutto l’Esecutivo partendo dalla Presidenza del Consiglio, ma permettetemi un grazie particolare al ministro Speranza, al viceministro Sileri e alla sottosegretaria Zampa perché in questi mesi difficili per tutti, per ora e per i giorni che verranno, il peso si è scaricato lì. Su un ministero, quello della Salute, che da anni ha visto un depauperamento delle forze.
Sarò sintetico, com’è sintetico il documento che abbiamo presentato, perché sono convinto che le cose da fare siano note.
Intervengo dopo colleghi che si sono definiti “figli di un Dio minore” e li contraddico perché i “figli di un Dio Minore” non sono seduti a questo tavolo, ma noi assistenti sociali siamo qui per rappresentarli. Rappresentiamo le persone con disabilità che non hanno ancora i centri diurni aperti, i minorenni che per mesi sono rimasti chiusi in casa, le persone anziane, con fragilità, sole, che non hanno avuto aiuti a domicilio e che ancora fanno fatica ad accedere ai servizi domiciliari perché nel nostro Paese manca un’integrazione socio sanitaria. Le politiche sociali vanno in una direzione e quelle della salute in un’altra. E nel mezzo ci sono le Regioni, i Comuni, le aziende sanitarie, i consorzi, il Terzo settore…

Leggi: Welforum


La Corte Costituzionale sulla coprogettazione – Sciolti i dubbi interpretativi sull’art.55 del Codice del Terzo Settore

L’art. 55 del Codice del Terzo Settore stabilisce che la coprogettazione, ancorata sia all’art. 118 Cost., sia alla legge n. 241/1990, “è finalizzata alla definizione ed eventualmente alla realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento finalizzati a soddisfare bisogni definiti[…]”. Gli enti locali hanno dunque la possibilità di condividere, stabilire insieme, individuare i percorsi più adeguati in forma congiunta con gli ETS interessati per definire progettualità che permettano di realizzare la finalità di cui all’art. 55 CTS.
La co-progettazione di cui all’art. 55 CTS, pertanto, postula naturaliter una procedura ad evidenza pubblica che tuttavia non può essere confusa con l’applicazione sic et sempliciter degli articoli del codice degli appalti.
Le finalità sono diverse e nel caso della co-progettazione (come si evince nel caso di specie) la selezione è riservata alle sole organizzazioni non profit.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Fino a 1.200 euro per i familiari che si prendono cura dei minori

Aiutano quotidianamente le famiglie mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie energie.
Sono i nonni e le nonne e senza il loro prezioso contributo in tanti non saprebbero come andare avanti.
È un “lavoro” gratuito e informale, a cui viene finalmente dato un riconoscimento.
L’Inps ha infatti stabilito che il bonus Baby Sitter introdotto dal decreto Rilancio può essere utilizzato anche se a prendersi cura dei figli minori siano i propri familiari, purché non conviventi.
Il bonus spetta al nucleo familiare nel limite massimo complessivo di 1.200 euro e viene erogato attraverso il Libretto di Famiglia dell’Inps (qui spieghiamo bene di che cosa si tratta).
Il limite d’eta dei minori da accudire è fissato a 12 anni.
Non sono invece previsti limiti in caso di condizioni di disabilità.
È una misura importante che aiuta i lavoratori e riconosce il valore del “lavoro” delle nonne e dei nonni!

Leggi: Pensionati


Covid-19: Bonus Colf e Badanti

Inca Liguria: tanti ne hanno diritto, ma molti non lo sanno
Tra le misure straordinarie introdotte dal Governo per tutelare i lavoratori durante l’emergenza sanitaria, c’è il bonus per i lavoratori domestici e per chi si occupa dell’assistenza ad anziani o disabili.
Si tratta di mille euro complessivi per i mesi di aprile e maggio e ne hanno diritto coloro che, in presenza di un rapporto di lavoro, hanno avuto difficoltà economiche causate proprio dalla pandemia.
In poco più di un mese il Patronato Inca Cgil di Genova ha effettuato oltre 550 pratiche, ma ancora troppe sono le persone che non sono a conoscenza del provvedimento e che rischiano di restarne escluse. E’ necessario infatti che chi possiede i requisiti, ossia i lavoratori non conviventi con il datore di lavoro con un contratto superiore alle 10 ore settimanali, faccia domanda al più presto perché non c’è una scadenza per la presentazione della pratica, ma terminati i fondi stanziati cesserà anche la possibilità di richiedere il bonus.
Chi volesse maggiori informazioni si può rivolgere al Patronato Inca Cgil: telefoni e orari su www.liguria.cgil.it/genova. La pratica è gratuita.

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Sedi Inps: dal 1° luglio la riapertura al pubblico

L’Inps comunica che dal 1° luglio riaprono gli sportelli Inps dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30. L’accesso nelle sedi dell’Istituto dovrà essere prenotato attraverso i seguenti canali:
• Contact center, chiamando al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile);
• app INPS Mobile;
• sito web.
Per quanto riguarda le sedi della regione Lombardia, in considerazione dell’emergenza sanitaria ancora in corso, il servizio di informazione e di consulenza al pubblico continua ad essere garantito esclusivamente in modalità telefonica tramite:
• Contact center, chiamando al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile);
• Sportello telefonico provinciale;
• Prenotazione di una richiamata dall’operatore Inps tramite Contact Center, app INPS Mobile e sito web (app INPS Mobile e sito web).
Infine, il servizio di consulenza per gli intermediari istituzionali e gli altri utenti abilitati ai “Cassetti” continuerà ad essere assicurato a distanza tramite videochiamata o via telefono.

Leggi: Inca

 

 

 

 

 

 

Gli anziani sono stati già dimenticati?

“Non abbiamo ancora superato del tutto la fase dell’emergenza e gli anziani sembrano essere già finiti nel dimenticatoio. Si nominano task force, si chiamano a raccolta gli esperti, si convocano stati generali.
Si parla di piani per la ripresa, di lavoro e di sviluppo, che va bene, ma non si parla di welfare e di quello che serve agli anziani”.
A lanciare l’allarme è il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti con un video pubblicato sulla pagina Facebook del Sindacato.
“Prima che scoppiasse questa emergenza – continua Pedretti – dicevamo che bisognava riformare nel profondo il nostro stato sociale e chiedevamo in particolare una legge nazionale sulla non autosufficienza. Avevamo molta ragione e continuiamo ad avercela.
C’è bisogno di domiciliarità e di assistenza. C’è bisogno di ripensare le case di riposo perché quello che è successo non accada mai più. C’è insomma bisogno di un nuovo welfare, oggi più che mai”.
L’ultimo passaggio del suo intervento il Segretario generale dello Spi-Cgil lo dedica al tema dello scontro tra generazioni, che sembra ritornare in auge.
“I bisogni degli anziani – sostiene Pedretti – vengono ancora messi in contrapposizione a quelli dei giovani e dei bambini. È insopportabile, è ingiusto, non è vero.
Noi sappiamo che cosa significa tenere insieme le generazioni perché abbiamo figli e nipoti e perché facciamo tanto con e per i giovani. Ci vogliono dividere ma anche questa volta non ci riusciranno perché noi non glielo permetteremo”.

Leggi: Spi-Cgil


NEWS:

martedì 30 giugno 2020
Welfare. Cgil: “Universale e inclusivo, il disagio sociale aumenterà”

Presentazione del XI Rapporto sulla contrattazione sociale territoriale dell’Osservatorio Cgil-Fdv-Spi. Serve “una coerente ed efficace politica sociale e territoriale al tempo della pandemia e della fase di ripresa”
Serve “una coerente ed efficace politica sociale e territoriale al tempo della pandemia e della fase di ripresa”. Il percorso di “rilancio e diffusione della contrattazione sociale va ripreso con ancora piu’ forti motivazioni. Anzi, la situazione che ci viene consegnata con la pandemia richiede uno sforzo straordinario e aggiuntivo perche’ l’azione territoriale, vicino alla nostra gente, e’ ancora piu’ importante ora”. Lo sottolinea il segretario confederale Roberto Ghiselli, durante la presentazione del XI Rapporto sulla contrattazione sociale territoriale dell’Osservatorio Cgil-Fdv-Spi. La Cgil ha esaminato l’attivita’ della contrattazione sociale del 2019 con un occhio al futuro. In occasione del convegno su ‘Dopo l’emergenza. Un welfare piu’ forte per diritti universali’ trasmesso su Facebook e Collettiva.it, il sindacato guidato da Maurizio Landini ha esaminato gli accordi siglati con le amministrazioni pubbliche: si tratta di 874 documenti di cui 681 sono accordi, 164 verbali e 29 Piattaforme. Rispetto al 2018 il calo dei documenti e’ di oltre 2001. “In parte- spiega la Cgil- cio’ e’ dovuto alla diminuzione delle intese in alcune aree del Paese, in misura piu’ o meno accentuata (Emilia Romagna, Piemonte, Veneto)”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/06/2020


martedì 30 giugno 2020
Rsa, per gli anziani lockdown senza fine. In Piemonte la metà delle strutture è ancora chiusa

I gestori alla Regione: regole chiare. I sindacati pronti a costituirsi parte civile nei processi per le vittime Covid
Il lock down è già entrato nell’album dei ricordi ma ad oggi almeno il 50 per cento delle Rsa, le residenze sanitarie per anziani, è ancora blindata o semi-blindata. «Numero per difetto – precisa Michele Assandri, segretario regionale Anaste, tra le principali associazioni di categoria -: non dimentichiamo che nelle struttura piemontesi ci sono ancora oltre un migliaio di ospiti positivi». E’ uno dei temi che frenano il ritorno all’attività ordinaria in gran parte delle oltre 700 Rsa piemontesi, compreso il ripristino delle visite per i famigliari e per i parenti. L’altro è l’assenza di chiarezza. E quindi il timore, da parte dei gestori, di assumersi responsabilità a fronte di un quadro che per molti versi resta evanescente, nonostante le linee-guida emanate dalla Regione. La protesta Un fronte rovente, sul quale hanno preso posizione anche i confederali. Ieri il lancio della campagna “Senza radici non c’è futuro”, promossa dalle segreterie regionali di Spi Cgil – Fnp Cisl – Uil Piemonte di fronte al “Convitto Principessa Felicita di Savoia”. «Stiamo valutando di costituirci parte civile nelle azioni giudiziarie che attengono ai decessi nelle Rsa», spiega Lorenzo Cestari, Uil Pensionati. In vista del confronto in Regione i sindacati chiedono la revisione totale della lungodegenza, maggiori risorse per la domiciliarità e il rafforzamento della sanità territoriale.

Leggi: La Stampa, 30/06/2020


martedì 30 giugno 2020
«Nelle Rsa vogliamo medici e infermieri» La richiesta dei sindacati

Guidotti (Cisl): «La strage si poteva evitare»
Dopo la strage, adesso tutti vogliono la rivoluzione nelle Rsa, perché gli oltre seicento ospiti morti finora causa pandemia non si debbano mai più piangere. «In queste strutture, il peso delle figure sanitarie deve aumentare. Occorrono infermieri e medici interni, gli ospiti non possono più essere seguiti dal medico di famiglia, che arriva e se ne va. È una barzelletta. E non basta che la presenza di un direttore sanitario, perché la sua funzione è solo organizzativa», spiega Lorenzo Cestari della Uil pensionati.
Lo fa davanti al portone di ingresso del Convitto Principessa Felicita, nel verde della collina torinese, divenuto noto anche per l’audio di una oss che descriveva la situazione difficile nei giorni più duri dell’emergenza. Qui – secondo la direzione del Convitto – ci sono stati 82 ospiti positivi e una ventina deceduti causa Covid. Un luogo tristemente simbolico. Dove Uil, Cgil e Cisl annunciano anche di volersi costituire parte civile negli eventuali processi penali per le morti in Rsa. «Perché – dicono – che le cose cambino davvero». I sindacati chiedono un maggior controllo della Regione su queste strutture. E pure che alle Rsa si ricorra sempre meno, lasciando gli anziani a casa loro e aiutando le famiglie con un assegno di cura, il passaggio periodico di medici e infermieri, altri tipi di sostegno.

Leggi: Corriere della Sera, 30/06/2020


martedì 30 giugno 2020
Il “Bonus Caregiver Familiari” darebbe dignità a persone che vivono nell’ombra

«Il “Bonus Caregiver Familiari” sarebbe un segno tangibile per uscire dall’indifferenza e dal dimenticatoio in cui da sempre vivono i caregiver familiari, un indennizzo all’aggravio del lavoro di cura svolto in questi quattro mesi di emergenza in cui sono stati chiusi tutti i servizi alla persona con disabilità, un modo per dare dignità a persone che da sempre vivono nell’ombra»: lo ha scritto in una lettera al ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri il Gruppo Caregiver Familiari Comma 255, nato per volontà di numerosi genitori e congiunti di persone con disabilità grave.
Si chiama Caregiver Familiari Comma 255 ed è un Gruppo nato dalla volontà di numerosi caregiver familiari, genitori e congiunti di persone con disabilità grave, allo scopo di dare piena attuazione al riconoscimento di tale figura giuridica – quella del caregiver familiare, appunto – introdotta nell’ordinamento italiano dall’articolo 1, comma 255 della Legge 205/17 (Legge di Bilancio per il 2018).

Leggi: Superando, 30/06/2020


lunedì 29 giugno 2020
I familiari degli ospiti delle Rsa scrivono al Garante: “Diritto all’affettività”

Lettera di 30 comitati aderenti all’associazione Felicita per chiedere il ripristino delle visite dei parenti. “Gli anziani delle Rsa subiscono il danno di una prolungata esclusione dalla vita e dal possibile ritorno alla normalità. Rifiutano di alimentarsi e danno segni di peggioramento dello stato di salute”
Gli ospiti nelle Rsa sono ancora isolati, i parenti chiedono che siano ripristinate le visite. E hanno scritto una lettera a Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, per chiedergli “di favorire l’istituzione di forme di controllo nazionale, affidate nelle singole strutture anche ai rappresentanti dei parenti, affinché sia garantito ovunque il diritto agli incontri, secondo modalità rispettose della sicurezza ma anche della privacy necessaria alla reale ripresa delle relazioni parentali indispensabili alla sopravvivenza degli anziani”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/06/2020


lunedì 29 giugno 2020
«Riflettere sugli errori per non ripeterli mai più»

L’omaggio alle vittime – L’incontro con Fontana, Gori e i sindaci della provincia «L’Italia si inchina davanti a chi è stato ucciso dalla malattia»
Mattarella a Bergamo per il Requiem al cimitero «Percorriamo con coraggio la strada della ripartenza»
Bergamo «A Bergamo c’è l’Italia che ha sofferto, che è stata ferita, che ha pianto, che sa di non poter dimenticare… Bergamo oggi è l’Italia intera, il cuore della Repubblica, che si inchina davanti alle migliaia di donne e uomini uccisi da una malattia, ancora in larga parte sconosciuta e che continua a minacciare il mondo, dopo averlo costretto a fermarsi…».
Nel silenzio della sera, l’abbraccio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla terra più colpita dalla grande tragedia. Davanti a lui, al cimitero monumentale di Bergamo, distanziati e fasciati nel tricolore, 230 sindaci dei comuni della provincia venuti a commemorare le vittime del coronavirus. Una serata di commiato collettivo con l’orchestra del Teatro Donizetti a eseguire la Messa da Requiem del compositore bergamasco per una preghiera religiosa e laica al tempo stesso. «Il destino di tante persone e delle loro famiglie è cambiato all’improvviso – ha ricordato Mattarella prima che iniziassero a vibrare le note degli orchestrali, tutti mascherati tranne i fiati -. Vite e affetti strappati, spesso senza un ultimo abbraccio, senza l’ultimo saluto, senza poter stringere la mano di un familiare».

Leggi: Corriere della Sera, 29/06/2020


lunedì 29 giugno 2020
Sospensione degli sfratti al 31 dicembre, un primo segnale

Ora misure di ulteriore tutela degli inquilini in difficoltà per garantire la permanenza nell’abitazione ed evitare gli sfratti per morosità incolpevole.
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, Segretario generale del SUNIA
L’ulteriore sospensione degli sfratti esecutivi a fine 2020 approvato dalla Commissione Bilancio della Camera è un fatto positivo che accoglie una nostra proposta, ci attendiamo che sia confermata dall’aula e dal Senato con la conversione in legge definitiva del decreto 34.
Ora il Parlamento e il Governo devono inserire nel testo definitivo misure in grado di assicurare soluzioni immediate al grave disagio abitativo delle famiglie che riguardino:
aumento della dotazione del fondo di sostegno all’affitto;
criteri affidati alle regioni per dare risposte articolate per chi ha subito cadute dei redditi per effetto della crisi sanitaria, per le famiglie in difficoltà nel pagamento dei canoni già prima dell’emergenza, per chi subisce sfratto per morosità incolpevole;
porre un freno all’aumento vertiginoso dei nuovi procedimenti di sfratto che si sta verificando, agevolando con misure fiscali e contributi erogati con procedure accelerate, la rinegoziazione degli affitti da ridurre sensibilmente;
promuovere, con la sospensione da parte del magistrato delle nuove procedure, la rinegoziazione tra proprietario e inquilino all’interno di commissioni di negoziazione già previste dall’ordinamento;
un forte piano di rilancio dell’edilizia pubblica.
Confidiamo che queste proposte trovino risposte adeguate da Parlamento e Governo.

Leggi: Sunia, 29/06/2020


domenica 28 giugno 2020
Covid. Appello di 101 tra Premi Nobel ed ex capi di Stato per rendere il vaccino gratuito

Promosso dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, è stato firmato tra gli altri da Mikhail Gorbachev, Lech Walesa, Malala Yousafzai, Lula, Romano Prodi, George Clooney, Matt Damon, Sharon Stone e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. “Invitiamo tutte le entità sociali, politiche e sanitarie a riaffermare la nostra responsabilità collettiva per la protezione di tutte le persone vulnerabili legate a povertà, discriminazione, genere, malattia, perdita di autonomia o funzionalità o età”. L’APPELLO
Centouno leader, ex capi di Stato e di governo, premi Nobel e attori hanno firmato un appello, promosso dal premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, affinché “governi, fondazioni, filantropi e imprese sociali si facciano avanti per produrre e distribuire i vaccini in tutto il mondo gratuitamente”.
Nell’appello si rimarca come “Governi, fondazioni, organizzazioni finanziarie internazionali come la Banca mondiale e le banche di sviluppo regionale dovrebbero elaborare dettagli su come rendere i vaccini disponibili gratuitamente. Facciamo appello a governi, fondazioni, organizzazioni di beneficenza, individui filantropici e imprese sociali (vale a dire, le imprese create per risolvere i problemi delle persone senza trarne alcun profitto personale) di farsi avanti per produrre e / o distribuire i vaccini ovunque il mondo. Invitiamo tutte le entità sociali, politiche e sanitarie a riaffermare la nostra responsabilità collettiva per la protezione di tutte le persone vulnerabili legate a povertà, discriminazione, genere, malattia, perdita di autonomia o funzionalità o età”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 28/06/2020


sabato 27 giugno 2020
Zingaretti: “La condizione degli anziani così non va, diciamo ‘basta Rsa’”

Prendersi cura delle persone in modo diverso, ripensare il Ssn. Il segretario del Pd: “Nell’Italia che dobbiamo costruire non si può pensare di lasciare la condizione degli anziani così come è stata fino a oggi. Basaglia diceva ‘basta manicomi’, noi diciamo ‘basta Rsa’”
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Roma – “Nell’Italia che dobbiamo costruire non si puo’ pensare di lasciare la condizione degli anziani cosi’ come e’ stata fino a oggi. Basaglia diceva ‘basta manicomi’, noi diciamo ‘basta RSA’ perche’ dobbiamo prenderci cura delle persone anziane in modo diverso. Dobbiamo ripensare il sistema sanitario unendo il sistema delle politiche sociali, puntando alla rete del territorio e rimettendo in discussione strutture come le RSA, per trovare forme nuove di presa in carico. Questa e’ una grande sfida. Quelle che abbiamo conosciuto finora non sono un modo degno di essere vicini alla generazione anziana e a chi ha bisogno. Troviamo forme nuove”. Nicola zingaretti, segretario Pd e presidente della Regione Lazio, lo scrive su Facebook.

Leggi: Redattore Sociale, 27/06/2020


giovedì 25 giugno 2020
Speranza: «Potevamo fare di più e meglio, la sanità ora va ripensata»

Il ministro della Salute intervistato dal direttore del Corriere Luciano Fontana: «Non abbassiamo la guardia, solo con il vaccino potremo davvero sconfiggere il virus»
«Pensare che la battaglia sia finita è un errore, solo con il vaccino potremo sconfiggere il virus. Se abbassiamo la guardia corriamo il rischio di commettere errori». L’appello alla prudenza arriva dal ministro della Salute Roberto Speranza, ospite del talk organizzato da Rcs Academy «La nuova Sanità: investimenti, spesa sanitaria e il contributo della digital health». Intervistato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, Speranza ha parlato di mesi difficili, di un Paese che deve ripartire. Ha citato Papa Francesco: peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla. Il ministro ha voluto ringraziare «donne e uomini della sanità, all’altezza di questa sfida», le istituzioni e lo stesso Servizio sanitario nazionale, che hanno fronteggiato una «prova durissima».
Rapporto Stato-Regioni
Difficile è stata la decisione di misure senza precedenti, così come lo sforzo di rispettarle da parte dei cittadini. «Ma ci sono cose su cui potevamo fare di più e meglio — ha ammesso Speranza —, punti su cui sarà necessario lavorare: gli investimenti nella Sanità, la digital health, il rafforzamento della medicina di territorio». Con l’epidemia è emerso il tema del rapporto Stato-Regioni, ha sottolineato Luciano Fontana, ci sono stati momenti di tensione e incomprensione. «È un grande tema, che merita la massima attenzione, anche se tutti abbiamo fatto il possibile per mantenere relazioni istituzionali corrette. L’Italia corre il rischio del pendolo: si oscilla tra ultrafederalismo e centralismo. Serve invece un equilibrio, dobbiamo entrare nell’età matura dei rapporti tra Stato e autonomie» ha detto il titolare del Ministero di Lungotevere Ripa.

Leggi: Corriere della Sera, 25/06/2020


giovedì 25 giugno 2020
Medicina del territorio, ovvero il diritto di invecchiare a casa propria

Medicina del territorio e domiciliarità. Sono le parole chiave dei progetti di rilancio dei sistemi sanitari regionali. Da Nord a Sud i sindacati si stanno mobilitando per chiedere alle istituzioni un cambio radicale di rotta. Nei giorni scorsi abbiamo raccontato il piano strategico proposto dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil avanzato nel Lazio. Ma anche altrove ci si muove nella stessa direzione. Come in Puglia, dove stamattina è stato presentato un Patto a sostegno della domiciliarità accompagnato dallo slogan “Il diritto degli anziani di invecchiare a casa propria”.
“Serve una svolta nella sanità territoriale”, hanno dichiarato a gran voce i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. Giovanni Forte, Vitantonio Taddeo e Rocco Matarozzo hanno presentato il patto per ribadire come sia necessario, ora più che mai, cambiare rotta. Per i sindacati l’emergenza Covid 19 ha dimostrato chiaramente l’inadeguatezza del sistema sanitario pugliese. Per non parlare della situazione delle rsa della Regione, dove a causa del coronavirus si sono registrati ben 111 decessi.
Da dove iniziare dunque? Il punto di partenza è la legge regionale n.16/2019 per “l’invecchiamento attivo e in buona salute” che individua nella famiglia e nella casa il contesto per garantire condizioni di vita ideali per la terza età. I sindacati chiedono che venga attuata tempestivamente. Anche perché consideriamo che gli over 65 rappresentano ben il 23% della popolazione pugliese. L’assistenza domiciliare integrata, invece, organizzata sul territorio dalle Asl e dagli ambiti sociali, soddisfa solo il 2,3% di coloro che ne avrebbero diritto. Per questo è importante ripartire dal territorio, perché solo così si può far fronte ai problemi della non autosufficienza e delle cronicità.

Leggi: Liberetà, 25/06/2020


mercoledì 24 giugno 2020
Coronavirus, ‘curare prima giovani e poi anziani’: lo pensa un millennial su due

Ben 5 giovani su 10 in emergenza vogliono penalizzare gli anziani nell’accesso alle cure e nella competizione sulle risorse pubbliche. Più precisamente, il (il 39,2% nel totale della popolazione) ritiene che nell’emergenza sia giusto che i giovani siano curati prima degli anziani; inoltre il 35% dei giovani (il 26,9% nel totale della popolazione) è convinto che sia troppa la spesa pubblica per gli anziani, dalle pensioni alla salute, a danno dei giovani. E’ quanto emerge da un rapporto dell’osservatorio Censis-Tendercapital dal titolo ‘La silver economy e le sue conseguenze nella società post covid-19’.
“La pandemia ha creato anche una spaccatura intergenerazionale- spiega l’osservatorio- da una parte gli over 65, mediamente in buona salute, solidi economicamente, con vite appaganti e una riconosciuta utilità sociale, dall’altra i giovani. Un nuovo rancore sociale alimentato e legittimato da una inedita voglia di preferenza generazionale nell’accesso alle risorse e ai servizi pubblici, legata alla visione del longevo come privilegiato dissipatore di risorse pubbliche”.

Leggi: Adnkronos, 24/06/2020


DALLE REGIONI:

sabato 27 giugno 2020
Emergenza casa, le proposte di Cgil e Sunia

Migliaia di famiglie sotto sfratto non accedono ai contributi
L’emergenza Coronavirus ha acuito in Campania anche l’emergenza abitativa. Migliaia infatti i nuclei familiari che non possono accedere ai fitti o che sono a rischio sfratto. CGIL e SUNIA Campania presentano una serie di emendamenti e proposte al Governo nazionale e regionale per arginare il fenomeno e dare risposte concrete ai cittadini, che verranno illustrate lunedì 29 giugno 2020 alle ore 10:30 nel salone “Gianfranco Federico” (1° piano sede CGIL via Toledo, 353 – Napoli) in una conferenza stampa con il segretario generale CGIL Campania, Nicola Ricci, il segretario generale SUNIA Campania, Antonio Giordano, il responsabile dipartimento Ambiente e Salute CGIL Campania, Eduardo Pizzo e i responsabili territoriali del SUNIA per illustrare le proposte del sindacato.

Leggi: Ottopagine, 27/06/2020


giovedì 25 giugno 2020
Firenze: Patti territoriali per ridurre i massimi dei canoni di affitto

I patti territoriali tengono in forte considerazione l’emergenza abitativa cittadina aggravatasi con il Coronavirus e le conseguenze che ha avuto su inquilini e proprietari delle abitazioni destinate alla residenza privata, temporanea e turistica. L’obiettivo per il quale sono stati sottoscritti è abbassare gli affitti privati stipulati a canone concordato. In questo contesto è stato individuato un percorso condiviso tra Comune, sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari immobiliari per favorire la stipulazione di contratti di locazione a canone concordato che prevedono canoni inferiori rispetto alle altre tipologie contrattuali, la riduzione del canone oppure il passaggio a contratto concordato; per promuovere la trasformazione dei contratti in corso in nuovi contratti a canoni più sostenibili e prevedere misure di garanzia e sostegno per il pagamento dei canoni per favorire l’inserimento nel mercato locativo residenziale di alloggi già destinati alla ricezione turistica, sostenendo il recupero del tessuto urbano e sociale. Questo percorso di collaborazione tra i tre soggetti è stato definito nel protocollo firmato oggi a Palazzo Vecchio dall’assessore alla Casa Andrea Vannucci, dalle associazioni dei proprietari (Appc, Asppi, Confabitare, Confedilizia, Uppi) e dalle organizzazioni sindacali degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat, Unione inquilini). Il protocollo, della durata di tre anni, dà infatti attuazione agli accordi territoriali sulle locazioni abitative promossi dall’amministrazione comunale fiorentina.

Leggi: Nove Firenze, 25/06/2020


martedì 23 giugno 2020
Casa, incontro tra Montuori e i sindacati sul Programma per il superamento dell’emergenza abitativa

Montuori: “Proseguire un’interlocuzione a tutti i livelli per un percorso strutturato”. I sindacati: “Azioni con Regione e Governo per mettere al centro Roma capitale”
C’è la delibera con il Programma Strategico per il superamento del disagio e dell’emergenza abitativa a Roma al centro del tavolo che si è tenuto ieri tra l’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Luca Montuori, e i sindacati delle sigle di Roma e Lazio di Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet e Uniat Aps. Una delibera uscita proprio dagli uffici di Montuori approvata in Giunta nelle scorse settimane che contiene un piano per la riorganizzazione e la densificazione dei piani di zona nell’ottica della realizzazione di abitazioni a canoni di affitto calmierati. Il tutto inquadrato nella cornice del disagio abitativo capitolino che coinvolge, si scrive nella delibera, 56.000 famiglie e riguardante circa 200.000 persone.
“È stato un incontro molto costruttivo che ha preso il via proprio dagli indirizzi e dai dati contenuti nella delibera che vuole offrire un panorama di analisi e di indirizzi utile a sviluppare una discussione più ampia possibile”, ha scritto Montuori in una nota. “Credo sia un approccio importante per proseguire un’interlocuzione a tutti i livelli che porti a un percorso definito e strutturato attraverso un lavoro quanto più possibile sinergico per il proseguimento dell’iter che vedrà entro l’estate le prime delibere attuative”.

Leggi: Roma Today, 23/06/2020


IN AGENDA:

7 luglio 2020 – Italia Longeva – Assistenza domiciliare integrata – Virtual Meeting – Ripensare modelli e strumenti a partire da quanto imparato in emergenza

Virtual meeting – 7 luglio 2020 – ore 16.00 – 18.30
Nello scenario di emergenza determinato dal Covid-19, in cui la necessità di curare al proprio domicilio gli anziani fragili e multimorbidi si conferma un’esigenza prioritaria, pressante ed improcrastinabile, Italia Longeva – da anni fortemente impegnata su questa tematica anche mediante la realizzazione di indagini sul territorio – è in prima linea nella promozione di una riorganizzazione dei modelli di assistenza domiciliare, perno attorno al quale la Long-Term Care dovrebbe ruotare.
Per dotare i nostri anziani di un servizio ADI facilmente accessibile, equo, diffuso, efficace ed economicamente sostenibile per il SSN occorrono competenze e formazione. E serve rivedere processi e procedure e sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia, come durante la pandemia si è saputo fare in alcuni territori.

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

La Corte Costituzionale sulla coprogettazione

Sciolti i dubbi interpretativi sull’art.55 del Codice del Terzo Settore
L’art. 55 del Codice del Terzo Settore stabilisce che la coprogettazione, ancorata sia all’art. 118 Cost., sia alla legge n. 241/1990, “è finalizzata alla definizione ed eventualmente alla realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento finalizzati a soddisfare bisogni definiti[…]”. Gli enti locali hanno dunque la possibilità di condividere, stabilire insieme, individuare i percorsi più adeguati in forma congiunta con gli ETS interessati per definire progettualità che permettano di realizzare la finalità di cui all’art. 55 CTS.
La co-progettazione di cui all’art. 55 CTS, pertanto, postula naturaliter una procedura ad evidenza pubblica che tuttavia non può essere confusa con l’applicazione sic et sempliciter degli articoli del codice degli appalti.
Le finalità sono diverse e nel caso della co-progettazione (come si evince nel caso di specie) la selezione è riservata alle sole organizzazioni non profit.
O é coprogettazione (genuina) o è codice dei contratti pubblici: tertium non datur.
E tale collocazione non risulta contraria al diritto europeo, anzi. Benché l’architettura istituzionale comunitaria, così come disegnata dai Trattati, sia tutta definita da un’impostazione che tende a favorire la realizzazione di un mercato comune in senso proconcorrenziale, le legislazioni dei singoli Stati membri sono tutte permeate dal riconoscimento della fondamentale funzione programmatoria degli enti pubblici, capace di stimolare e valorizzare l’apporto, spesso innovativo, delle imprese non profit. Al riguardo, in questa sede, basti ricordare che gli artt. 76 e 77 della Direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici legittimano gli Stati membri a prevedere norme e procedure che rispettino e assicurino la specificità dei servizi da organizzare, così da valorizzare l’apporto originario degli enti non profit.

Leggi: Welforum


Abbiamo risposte alla solitudine?

La solitudine accelera il processo di fragilizzazione della persona anziana quale fattore aggiuntivo all’età, alle patologie croniche e alla perdita parziale o totale dell’autosufficienza. Le teorie che ruotano attorno alle strategie di contrasto alla nemica solitudine sono orientate a favorire qualità relazionale e non quantità. Disponiamo di una moltitudine di risposte che necessitano tuttavia di essere inserite in un processo orientato al più ampio cambiamento culturale.
di Federica Gottardi (Psicologa-psicoterapeuta, Fondazione I.P.S. Cardinal Gusmini di Vertova, Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia)
Abbiamo risposte alla solitudine?
Solitude, loneliness, aloneness. L’essere soli dal sentirsi soli, far riferimento ad una condizione psicologica, un vissuto emotivo, oppure ad una condizione sociale oggettiva di isolamento. Rimane compito arduo identificare la solitudine e differenziarla da concetti che spesso ci confondono quali la malinconia, l’isolamento e, più in generale, la sofferenza.
Le facce della solitudine
Esiste una differenziazione che è stata, ed è tutt’ora, al centro di dibattiti filosofico-culturali. Si parla infatti, oltre che di solitudine che genera sofferenza, di una solitudine beata, ricercata. Una solitudine desiderabile, un isolamento che è quasi un’esperienza mistica “capace di spingere l’animo tra le cose celesti”, come scriveva Petrarca.
Si parla poi di una solitudine che Pirandello ha definito “incertezza angosciosa”. Quell’entità che prende forma proprio nel momento in cui non si è soli e che priva l’uomo della sua stessa identità. Che poi è lo stesso concetto espresso visivamente da Edvard Munch in Sera sul viale Karl Johan (1982; fig.1): la solitudine che si manifesta proprio in un luogo di massima socializzazione, nel centro della città. Nessuno sguardo incrocia quello dell’altro. La folla quale non-luogo dove si può provare la solitudine più profonda. Il fenomeno giapponese del kodokushi (morte solitaria) ne è un esempio. Un fenomeno particolarmente diffuso nella capitale, quasi sconosciuto nei piccoli villaggi rurali. Un paradosso, ma morire di solitudine e in solitudine è molto più facile quando si è circondati da milioni di persone. L’apoteosi di una società senza identità. È la morte nell’indifferenza collettiva. Lo stato emotivo sperimentato quando esiste una differenza tra le relazioni desiderate e quelle che si percepisce di avere (Cacioppo e Cacioppo, 2014).

Leggi: I Luoghi della Cura


Appunti per il welfare che ci aspetta

L’emergenza sanitaria interroga anche noi ricercatori, formatori, analisti e valutatori dell’Area politiche sociali e sanitarie dell’IRS (Istituto per la Ricerca Sociale). Un’emergenza che ha investito frontalmente il nostro lavoro, i nostri progetti di ricerca, formazione, accompagnamento che da più di tre mesi attraversano riconfigurazioni radicali.
Sentiamo l’urgenza di dire la nostra, di dare il nostro contributo. Di analisi e di proposta. Lo facciamo da un punto di vista particolare, quello di un osservatorio agito da sguardi e professionalità diverse sul welfare sociale e territoriale. Una realtà vasta e multiforme, quella dei servizi sociali e sociosanitari, che sta mostrando una straordinaria resilienza e con cui quotidianamente ci interfacciamo, a livello di comunità locali, di regioni, a livello nazionale e anche europeo.
Sguardi diversi che mettiamo insieme in queste pagine. Sguardi che vedono una realtà segnata da molte e drammatiche difficoltà. Ma anche una realtà che si sta ora aprendo a nuove possibilità e opportunità di cambiamento. O che almeno vuole farlo, aspira fortemente in questa direzione. Per anni abbiamo cercato di “Disegnare il welfare di domani” attraverso sintesi progressive, e con noi ci hanno accompagnato in tanti. Da molto tempo dedichiamo uno sguardo attento ai cambiamenti in atto nel Paese (www.welforum.it e Prospettive Sociali e Sanitarie) e in Lombardia (www.lombardiasociale.it).
Oggi questa crisi enorme porta con sé nuove possibilità: non possiamo sprecare questa occasione. Nella consapevolezza che a nuove opportunità si accompagnano anche nuovi rischi: primo fra tutti quello di non osare il cambiamento possibile, di non cercare di superare i limiti del passato, di non capire che possiamo aprire una nuova stagione.
Un documento scritto dunque a molte mani, che vuole essere aperto ad ulteriori contributi. Questo è il nostro provvisorio, ma convinto, punto di vista sulla situazione attuale e il futuro che ci attende. Un work in progress che desideriamo venga via via precisato, arricchito.

Leggi: Welforum


L’Infermiere di Famiglia e Comunità in ASL 2. Applicazione operativa di una nuova metodologia di presa in carico

Il Sistema Sanitario Nazionale è oggi in continua evoluzione, anche a causa dei significativi cambiamenti epidemiologici tra cui l’aumento dell’età media e l’incremento di patologie croniche. Queste variabili spingono gli operatori sanitari a ripensare a processi clinico-organizzativi più resilienti ed efficienti, con l’intento di migliorare sistematicamente le cure erogate.
di Roberta Rapetti (Coordinatore Infermieristico S.C. Coordinamento Professioni Sanitarie Territoriale Asl 2), Maria Enrica Auteri (Direttore S.C. Coordinamento Professioni Sanitarie Territoriale Asl 2), Antonio Pansera (Infermiere S.C. Coordinamento Professioni Sanitarie Territoriale Asl 2), Simona Visca (Infermiere S.C. Coordinamento Professioni Sanitarie Territoriale Asl 2), Paolo Cavagnaro (Commissario Straordinario Asl 2)
L’Infermiere di Famiglia e Comunità in ASL2
L’invecchiamento della popolazione è un processo fisiologico complesso che coinvolge aspetti sanitari, culturali ed economici. A fronte di un allungamento dell’aspettativa di vita e dei progressi in ambito sociale, medico e farmacologico, non corrisponde, tuttavia, un parallelo miglioramento delle condizioni di salute. Le cause vanno soprattutto ricercate nel progressivo aumento di malattie, soprattutto invalidanti, che insorgono nella fascia di età più avanzata e che conducono frequentemente a una situazione di disabilità (Ministero della salute, 2016).
Le persone anziane, spesso affette da multi-patologie, ad andamento cronico, necessitano di frequenti visite specialistiche, prestazioni diagnostiche e poli-farmacoterapia. Le principali minacce, a cui possono incorrere questi soggetti, sono rappresentate da interventi frammentati, incentrati più sul trattamento della sintomatologia che sulle reali necessità, e incremento dei ricoveri ospedalieri, con conseguente peggioramento del benessere psico-fisico e dell’aumentato rischio di mortalità (Ministero della salute, 2016).

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Sedi Inps: dal 1° luglio la riapertura al pubblico

L’Inps comunica che dal 1° luglio riaprono gli sportelli Inps dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30. L’accesso nelle sedi dell’Istituto dovrà essere prenotato attraverso i seguenti canali:
Contact center, chiamando al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile);
app INPS Mobile;
sito web.
Per quanto riguarda le sedi della regione Lombardia, in considerazione dell’emergenza sanitaria ancora in corso, il servizio di informazione e di consulenza al pubblico continua ad essere garantito esclusivamente in modalità telefonica tramite:
Contact center, chiamando al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile);
Sportello telefonico provinciale;
Prenotazione di una richiamata dall’operatore Inps tramite Contact Center, app INPS Mobile e sito web (app INPS Mobile e sito web).
Infine, il servizio di consulenza per gli intermediari istituzionali e gli altri utenti abilitati ai “Cassetti” continuerà ad essere assicurato a distanza tramite videochiamata o via telefono.

Leggi: Inca


 

 


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