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Archivio notizie2022-04-20T09:05:09+01:00

NEWS:

martedì 1 marzo 2022
Le proposte della “comunità italiana della non autosufficienza”. Nel segno della tutela pubblica

Il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” disegna in un documento un sistema organico di assistenza agli anziani in Italia. Dal Sistema nazionale all’accesso unico, dalla diversificazione delle risposte per i diversi bisogni alla tutela pubblica, fino al riconoscimento del caregiver e alla regolarizzazione delle assistenti: la riforma punto per punto
Un Sistema Nazionale Assistenza Anziani (SNA), per aprire una nuova stagione negli interventi e i supporti diretti agli anziani non autosufficienti, come previsto e richiesto dal Pnrr: è questo il cuore delle proposte contenute nel documento “Proposte per l’introduzione di un Sistema Nazionale Assistenza Anziani”, elaborato dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”: un documento che intende offrire un contributo nella realizzazione di quella riforma, prevista dallo stesso Pnrr, che introduca “un sistema organico di assistenza agli anziani non autosufficienti” in Italia.
Come ricorda il Patto, costituito da una lunga lista di associazioni e organizzazioni che si occupano di welfare e di anziani, “siamo all’inizio del cammino della definizione della riforma, i cui primi atti consisteranno nella presentazione del Disegno di Legge Delega da parte del Governo e nella successiva discussione in Parlamento. La declinazione operativa avverrà successivamente, per mezzo dei Decreti Delegati che attueranno la Legge Delega approvata dal Parlamento. In altre parole, ciò che conta adesso è delineare un solido progetto complessivo per l’assistenza agli anziani non autosufficienti del futuro in Italia”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/03/2022


venerdì 25 febbraio 2022
Case Comunità aperte h24 e collegate a studi dei medici di famiglia. Numero unico per ricevere assistenza, farmacia sempre più integrata nel Ssn e forte presenza di infermieri. Ecco il “DM 71” con i nuovi standard per le cure territoriali

Dopo molti mesi di lavoro è stato trasmesso alle Regioni dal Ministero della Salute il decreto che definisce come dovranno essere organizzate e con quanto personale le cure sul territorio. A vigilare sarà l’Agenas che presenterà una relazione semestrale. Il perno del sistema sarà il Distretto sanitario al cui interno rivestirà un ruolo fondamentale la Casa della Comunità dove i cittadini potranno trovare assistenza h24 ogni giorno della settimana. Rimangono in piedi gli studi dei medici di famiglia (definiti spoke delle Case della Comunità) che saranno collegati in rete per garantire aperture h12 sei giorni su sette.
Dopo lunghi mesi di lavoro e a pochi giorni dall’annuncio del Ministro della Salute, Roberto Speranza arrivano finalmente sul tavolo delle Regioni i nuovi standard per l’assistenza sanitaria sul territorio. Sono contenuti nella bozza di decreto ministeriale che siamo in grado di anticipare, soprannominato dagli addetti ai lavori come “DM71”, intendendo con tale sigla l’omologo per l’assistenza territoriale del DM 70 del 2015 sugli standard ospedalieri.
Il decreto ministeriale, che ora dovrà essere approvato in Conferenza Stato-Regioni, rappresenta nella sostanza la riforma degli attuali assetti delle cure primarie e ha il compito decisivo di indirizzare come spendere le risorse del Pnrr.
Per la prima volta vengono definiti degli standard che dovranno essere rispettati in ogni regione (A vigilare sarà l’Agenas che presenterà una relazione semestrale). Il perno del sistema sarà il Distretto sanitario al cui interno rivestirà un ruolo fondamentale la Casa della Comunità dove i cittadini potranno trovare assistenza h24 ogni giorno della settimana. Rimangono in piedi gli studi dei medici di famiglia (definiti spoke delle Case della Comunità) che saranno collegati in rete per garantire aperture h12 sei giorni su sette (il documento non scioglie il nodo sull’inquadramento giuridico dei mmg dove è ancora in atto un confronto tra Governo e Regioni ndr).

Leggi: Quotidiano Sanità, 25/02/2022


venerdì 25 febbraio 2022
Inclusione sociale, fondi Pnrr – Bando da 1,45 mld per progetti a favore di disabili e fragili

Favorire le attività di inclusione sociale di soggetti fragili e vulnerabili come famiglie e bambini, anziani non autosufficienti, disabili e persone senza dimora è l’obiettivo di un nuovo bando lanciato dal ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando nell’ambito del Pnrr. Il bando si inserisce all’interno della missione 5 «Inclusione e coesione», componente 2 «Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore», investimenti 1.1 «Sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell’istituzionalizzazione», 1.2 «percorsi di autonomia per persone con disabilità” e 1.3 «housing first (innanzitutto la casa) e stazioni di posta», stanziando oltre 1,45 miliardi di euro. La misura prevede interventi di rafforzamento dei servizi a supporto delle famiglie in difficoltà, soluzioni alloggiative e dotazioni strumentali innovative rivolte alle persone anziane per garantire loro una vita autonoma e indipendente, servizi socio assistenziali domiciliari per favorire la deistituzionalizzazione, nonché forme di sostegno agli operatori sociali per contrastare il fenomeno del burn out e iniziative di housing sociale di carattere sia temporaneo che definitivo.

Leggi: Italia Oggi, 25/02/2022


giovedì 24 febbraio 2022
Non autosufficienza. Forum Terzo settore: “Riforma ancora in stallo. Fare presto”

Prevista dal Pnrr, la riforma dovrebbe vedere la luce entro marzo 2024, ma i tempi fissati “risultano incompatibili” con l’urgenza di intervenire sul tema, anche con la revisione dei Lea e l’emanazione dei Leps. Speziale: “Disponibili a trovare una mediazione fra le diverse posizioni in campo”
La riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, espressamente prevista dal Pnrr, dovrebbe vedere la luce entro marzo 2024, ma le persone non autosufficienti ed i loro familiari non possono più attendere. A lanciare l’appello è il Forum Nazionale Terzo Settore, che ha riunito la propria consulta Welfare con all’ordine del giorno la discussione sulla riforma.
I tempi fissati per la legge Delega e i decreti attuativi, sostiene il Forum, “risultano infatti incompatibili con l’ormai non più derogabile necessità di disporre, al più presto, di una riforma organica in tema di non autosufficienza, anche con la revisione dei Lea e l’emanazione dei Leps, e infrastrutturando il territorio con il pieno ed attivo coinvolgimento del terzo settore”. I tempi della riforma, infatti, sono piuttosto lunghi: entro marzo 2023 l’approvazione della legge Delega ed entro il 2024 con l’entrata in vigore dei connessi decreti attuativi.

Leggi: Redattore Sociale, 24/02/2022


giovedì 24 febbraio 2022
“Decreto Tariffe”: basta attese, si raggiunga rapidamente l’accordo

In una lettera inviata al presidente del Consiglio Draghi, al ministro della Salute Speranza, al presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga e al coordinatore della Commissione Salute delle Regioni Donini, il CNAMC di Cittadinanzattiva, organismo cui aderiscono 132 Associazioni di Malati Cronici e Rari, e l’Alleanza Malattie Rare, coordinata dall’OMAR (Osservatorio Malattie Rare), tornano a chiedere con forza di «superare l’impasse che sta bloccando il “Decreto Tariffe” in Conferenza Stato-Regioni, e con esso l’entrata in vigore dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)»
Puzzle sui LEACome abbiamo avuto modo di riferire nelle scorse settimane, lo schema di Decreto MEF-Salute (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ministero della Salute) che aggiorna le tariffe per l’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica è stato trasmesso alle Regioni perché ne prendano visione e lo approvino in sede di Conferenza Stato-Regioni. Si tratta di un testo fondamentale per rendere attuativo il Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017 che, a suo tempo, aveva ridefinito e aggiornato i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
Una decina di giorni fa, si erano espressi su tale materia l’OMAR (Osservatorio Malattie Rare) e Cittadinanzattiva, lanciando un accorato appello ad approvare «con urgenza quel “Decreto Tariffe” per rendere esigibili i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza».

Leggi: Superando, 24/02/2022


martedì 22 febbraio 2022
Rigenerazione urbana, entro il 31 marzo le domande per i ripescaggi e i progetti dei Comuni associati

Con decreto del ministero dell’Interno 21 febbraio 2022, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stata definita la modalità per la presentazione delle richieste di contributi, per l’annualità 2022, per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Lo ha annunciato la direzione centrale della Finanza locale del Viminale con la circolare n. 18/2022.
Secondo quanto stabilito dal comma 535 dell’articolo 1 della legge 234/2021 possono richiedere i predetti contributi:
• i Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti che, in forma associata, presentino una popolazione superiore a 15.000 abitanti, nel limite massimo di 5.000.000 di euro. La domanda dovrà essere presentata dal Comune capofila;
• i Comuni che non risultano beneficiari delle risorse attribuite con il decreto interministeriale 30 dicembre 2021, nel limite massimo della differenza tra gli importi previsti dall’articolo 2, comma 2, del Dpcm 21 gennaio 2021 e le risorse attribuite dal predetto decreto interministeriale.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 22/02/2022


DALLE REGIONI:

domenica 27 febbraio 2022
Spesa a domicilio gratis agli anziani Nuovo servizio attivo da domani

Da domani parte a Rignano un nuovo servizio totalmente gratuito dedicato agli anziani e ai cittadini con fragilità o impossibilitati a uscire anche solo per un breve periodo. Si chiama “Insieme per la spesa” ed è organizzato da Auser Rignano e la Sezione Soci Coop Valdarno fiorentino.
Alle persone in difficoltà, viene portata la spesa a casa, limitatamente a beni di prima necessità (no farmaci). La spesa deve essere pagata da chi la prenota in contanti al momento della consegna. Per prenotare il servizio, si può chiamare da lunedì’ a venerdì’ dalle 9 alle 12 il numero 055.8349248.

Leggi: Quotidiano.net, 27/02/2022


venerdì 25 febbraio 2022
SUNIA Bologna, CDLM-CGIL Bologna e IRES: convegno su i contratti di locazione a canone concordato, stipulati nella città metropolitana di Bologna

Ricerca svolta dall’IRES Emilia Romagna e commissionata dal SUNIA di Bologna e dalla CGIL di Bologna.
Sono stati analizzati oltre 2000 contratti fatti a Bologna nel corso dell’anno 2020 e primi mesi del 2021, circa il 50% di quelli che vengono rinnovati a Bologna ogni anno.

Leggi: Sunia, 25/02/2022


giovedì 24 febbraio 2022
La doppia sfida della sanità italiana

Gli italiani sono convinti che il sistema pubblico abbia retto bene all’urto della pandemia. Ma troppe cure e troppi interventi sono stati rinviati con gravi danni per la salute dei cittadini. Più finanziamenti e più medicina di territorio almeno per iniziare a riparare i danni
La doppia sfida. Affrontare l’emergenza sanitaria in corso e, allo stesso tempo, progettare il nuovo modello che segnerà il dopo pandemia: è questa la doppia sfida (espressione coniata dal Censis nel suo ultimo rapporto) con la quale la sanità italiana si sta confrontando. Con quali risultati?
Quando si è accorta che l’emergenza non sarebbe terminata in tempi brevi, la maggioranza degli italiani (il 77 per cento) ha dato un giudizio positivo sull’operato del servizio sanitario sin da quando è iniziata l’emergenza e ha apprezzato l’eccezionale sforzo compiuto dal comparto. La lunga durata dell’emergenza ha reso però sempre più evidenti le criticità del settore, a cominciare dalla riduzione di servizi e prestazioni per pazienti non Covid 19.

Leggi: Liberetà, 24/02/2022

 


giovedì 24 febbraio 2022
Energia, le coop sociali di Modena a governo e regione: rischio anziani al freddo

Il welfare barcolla sotto i colpi del caro-bollette e i rincari minacciano l’accoglienza. I costi potrebbero raggiungere il milione e mezzo di euro, più del doppio di due anni fa
Anche a Modena il welfare barcolla sotto i colpi del caro-bollette. “Chiediamo a Governo, Regione, amministrazioni comunali e aziende sanitarie interventi di emergenza per calmierare questi rincari. Ne va della tenuta del nostro welfare”, è l’appello oggi di Elena Oliva, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Modena, che rappresenta le 49 coop sociali aderenti. I rincari, spiega Oliva, mettono a rischio davvero l’assistenza alle persone fragili: “Per una cooperativa sociale che gestisce una residenza per anziani o un centro diurno per disabili, dover pagare decine di migliaia di euro in più al mese rappresenta un problema enorme, al quale non può certo far fronte da sola. Chi lavora nel welfare, con margini pressoché inesistenti, non può resistere a lungo”.

Leggi: Redattore Sociale, 24/02/2022


giovedì 24 febbraio 2022
Casa, bando affitti 2022: in Valle d’Aosta sarà pubblicato nel secondo semestre

Il bando di sostegno alla locazione 2022, destinato ai residenti in Valle d’Aosta con Isee fino a 12mila euro, sarà pubblicato nel secondo semestre di quest’anno. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità, Roberto Barmasse, rispondendo ad un’interpellanza …
Il bando di sostegno alla locazione 2022, destinato ai residenti in Valle d’Aosta con Isee fino a 12mila euro, sarà pubblicato nel secondo semestre di quest’anno. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità, Roberto Barmasse, rispondendo ad un’interpellanza proposta dal capogruppo della Lega, Andrea Manfrin. “Tenuto conto del grande numero di domande che potranno arrivare- afferma Barmasse- è nostra intenzione agevolare gli utenti mettendo a disposizione una piattaforma informatica, in corso di progettazione, che permetta di presentare la domanda online e di ricevere immediato riscontro in merito all’esito dell’istruttoria”. E precisa: “Per le persone che non sono in grado di trasmettere i documenti richiesti o di accedere in autonomia alla piattaforma, saranno comunque allestiti due sportelli per i richiedenti muniti di Spid. Chiederemo anche la collaborazione dei patronati”.

Leggi: Redattore Sociale, 24/02/2022


mercoledì 23 febbraio 2022
Torino, da Intesa 88 posti letto per l’emergenza abitativa

Una casa di accoglienza per persone in emergenza abitativa con 88 posti letto in via Fiesole a Torino. Il tutto sarà realizzato tramite una convenzione con Intesa Sanpaolo, che recupererà l’immobile per poi restituirlo alla cittadinanza. Lo ha spiegato stamane in conferenza stampa il presidente di Intesa Gian Maria Gros-Pietro: “Riceviamo dal Comune un edificio, eseguiamo i lavori e riconsegniamo al Comune”. Banca Intesa opererà come unico committente, fornendo tutti i mezzi, fondi, autorizzazioni e materiali necessari alla costruzione dell’opera.
L’immobile di via Fiesole sarà diviso in due nuclei: il maggiore sarà dedicato all’abitare condiviso, con 69 posti di capienza massima, volto a ospitare più nuclei familiari per periodi medio-lunghi. E’ poi previsto un centro per l’accoglienza temporanea con 19 posti complessivi.

Leggi: Redattore Sociale, 23/02/2022


mercoledì 23 febbraio 2022
Chi usa l’assistenza residenziale? Uno studio sulla realtà del Lazio

Almeno nel Lazio, in RSA o in casa di riposo non vanno i più malati ma chi non riesce a mantenere la propria autonomia. Cioè chi, anche in presenza di compromissioni modeste dell’autosufficienza, non è in grado di sopperire a questo attraverso le proprie risorse socio-economiche o i servizi che il sistema pubblico offre
Mentre prosegue la riflessione sulla riforma dell’assistenza territoriale socio-sanitaria rivolta agli anziani, nuove informazioni vengono pubblicate relativamente all’attività delle RSA e delle case di riposo. Come è noto è in corso un dibattito su quale sia la reale necessità di disporre di strutture dedicate ad un assistenza vita natural durante di persone che, si dice, “non possono essere assistite a loro domicilio” perché la complessità delle loro necessità assistenziali è tale da richiedere la permanenza in RSA. Ovviamente diverse dovrebbero essere le ragioni alla base del proliferare delle case di riposo che si rivolgono ad una tipologia di soggetti per definizione autosufficienti o con minime compromissioni dell’autosufficienza.
Uno studio pubblicato sulla rivista Healthcare ha misurato il tasso di entrata in struttura residenziale di un campione rappresentativo della popolazione anziana residente in Regione Lazio, nel corso di tre anni di osservazione successivi ad una valutazione della fragilità. Il primo elemento da sottolineare è che, per la prima volta a nostra conoscenza, abbiamo una misura del tasso di entrata in queste strutture, pari al 12,5/1000 anni/persona (39 soggetti su 1.224 arruolati, seguiti per 3,5 anni, DS±0,8), che sale fino al 23,3/1000 anni/persona per la classe di età superiore ad 85 anni. Tale valore non era di dominio pubblico fino a questo momento e rappresenta una rilevante informazione di partenza, tanto più preziosa in quanto include anche le entrate in casa di riposo e non solo in RSA.

Leggi: Quotidiano Sanità, 23/02/2022


mercoledì 23 febbraio 2022
Vaiano (PO), “Amico web”, il progetto contro la solitudine degli anziani diventa un modello

Amico Web, il progetto contro la solitudine degli anziani per restare collegati agli altri, lanciato in piena pandemia e condotto dai volontari della Sartoria Auser di Vaiano (PO) insieme agli operatori della rsa Lice Mengoni e alle esperte della Fondazione Cdse, è diventato un modello per tutta la Toscana. Questa buona pratica, che merita di essere attivata anche in altri territori, è stata presentata a Sesto Fiorentino nella sede di Auser Toscana, nel corso di un incontro rivolto alle istituzioni regionali e ai presidenti territoriali Auser promosso dall’Auser regionale, Auser territoriale di Prato, Auser La Sartoria di Vaiano e dalla Società della salute di Prato.Nel saluto di apertura l’assessore regionale Spinelli ha voluto sottolineare l’interesse della Regione per progetti che vanno nella direzione di un nuovo modo di concepire il rapporto tra strutture sociali e sanitarie e le persone, superando le grandi difficoltà emerse durante la pandemia.

Leggi: Auser, 23/02/2022


mercoledì 23 febbraio 2022
Casa Bologna, Cgil-Sunia: il canone affitti cala tra il 2020 e il 2021

Lo segnala l’ultimo report sulla casa di Cgil Bologna, istituto di ricerche Ires e sindacato degli inquilini Sunia, nel territorio dell’area metropolitana
Nel corso del 2020 e nei primi tre mesi del 2021, la banca dati ha registrato la locazione di 1.455 immobili e 541 porzioni di immobili con un contratto di canone concordato tradizionale nella Città metropolitana di Bologna. I Comuni in cui si osserva il maggior numero di locazioni sono Bologna (54,6% nel 2020; 54,2% nel 2021) e Imola (15,9% nel 2020; 16,1% nel 2021). Lo segnala l’ultimo report sulla casa di Cgil Bologna, istituto di ricerche Ires e sindacato degli inquilini Sunia, nel territorio dell’area metropolitana. Gli immobili locati nel Comune di Bologna rappresentano più della metà del totale (54,6% nel 2020; 54,2% nel 2021). Seguono gli immobili del nuovo circondario imolese, che rappresentano due immobili su 10 (18,1% nel 2020; 19,6% nel 2021). Più o meno la metà degli immobili locati è collocato nella “Fascia A-1” (48,4% del 2020; 46,6% nel 2021), al secondo posto generale dopo quella di pregio. Nel complesso, nel Comune di Bologna si riscontra una maggiore presenza di immobili appartenenti alla fascia intermedia (B-2), mentre spostandosi verso gli altri Comuni gli alloggi si collocano soprattutto nelle prime fasce. In generale, l’ampiezza media degli immobili locati è di 70,8 metri quadrati.

Leggi: Redattore Sociale, 23/02/2022


giovedì 17 febbraio 2022
Barriere architettoniche con bonus, le Entrate mettono l’ultimo tassello

Tutto pronto per il bonus barriere: con il provvedimento direttoriale di lunedì (Prot. n. 2022/46900) sono state definite le nuove specifiche tecniche per l’invio alle Entrate delle comunicazioni sulla detrazione del 75% delle spese 2021 relative al superamento delle barriere architettoniche (comunicazioni che partiranno dal 24 febbraio, come disposto dal provvedimento del 3 febbraio). È l’ultimo tassello di una norma agevolativa inserita nella legge di Bilancio 2022.
Il bonus fiscale
La norma prevede anche la possibilità di cedere il credito fiscale (che un emendamento al Dl milleproroghe consentirà sino al terzo passaggio) od ottenere direttamente lo sconto in fattura e sarà utilizzabile per tutti i pagamenti sino al 31 dicembre 2022. Si tratta di un bonus speciale, diverso dal superbonus che è comunque applicabile (per i condomìni il 110% vale sino a tutto il 2023) allo stesso tipo di interventi ma solo se si configurano come lavori “trainati”, cioè decisi dal condominio per le parti comuni solo dopo che sono stati deliberati cappotto termico o sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale o miglioramento della sicurezza antisismica. Ma la questione va molto al di là della convenienza fiscale, che pur rappresenta un importante incentivo, e anche della definizione abituale di invalidità, che nelle pronunce della magistratura tende finalmente ad allargarsi a quella di disabilità. Infatti il Dl 34/2020 (superbonus) estende l’agevolazione a tutti gli interventi in favore di ultrasessantacinquenni.

Leggi: Comune di Torino, 17/02/2022


martedì 15 febbraio 2022
Le misure di contrasto alla povertà nazionali, regionali e locali Un’analisi nell’area metropolitana di Bologna Anni 2020-2021

Nel corso degli ultimi anni, a seguito del forte sviluppo, a livello nazionale, delle politiche di contrasto alla povertà, la CTSS metropolitana di Bologna, attraverso le indicazioni programmatorie dell’Atto di Indirizzo e Coordinamento triennale, ha individuato nella lotta alla povertà e all’impoverimento la principale priorità di azione. A partire dal 2018, attraverso il coordinamento metropolitano delle misure a contrasto della povertà, sono state avviate attività di raccolta dati, analisi e approfondimento in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Questo lavoro ha condotto, nel marzo 2021, alla promozione di un seminario pubblico e alla redazione di un primo report di analisi.

Leggi: Città Metropolitana Bologna, 15/02/2022


IN AGENDA:

Si terrà il 2 marzo a Roma al Centro Congressi Frentani un’iniziativa promossa dallo Spi-Cgil dal titolo “Il domani dell’Europa e dell’Italia dopo il Pnrr”.

I lavori inizieranno alle ore 10 con l’introduzione del Presidente dell’Ires Marche Walter Cerfeda. Seguiranno gli interventi del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Vincenzo Amendola, del Segretario generale della Ces Luca Visentini e della Sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze Maria Cecilia Guerra.
Le conclusioni saranno affidate al Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti.
Sarà possibile seguire lo svolgimento dei lavori a partire in diretta sulla pagina Facebook dello Spi-
Cgil nazionale.

Leggi: Spi-Cgil


Gli Accessibility Days 2022 si terranno venerdì 20 e sabato 21 maggio 2022, in concomitanza del GAAD (Global Accessibility Awareness Day).

Accessibility Days è un evento sull’Accessibilità e sulle Disabilità rivolto a sviluppatori, designer, maker, creatori ed editori di contenuti, ed in generale a tutte le persone che si occupano di tecnologie digitali. Compresa anche la Didattica a Distanza, argomento della massima importanza in questo periodo. Si terrà in occasione del Global Accessibility Awareness Day (GAAD), manifestazione promossa ogni anno a livello mondiale per sensibilizzare chi si occupa di tecnologie digitali sul tema dell’accessibilità e dell’inclusività, attraverso il confronto e l’interazione di persone con disabilità. Il programma sarà a breve disponibili nel sito dell’evento

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

martedì 1 marzo 2022
Non autosufficienza, serve un Sistema Nazionale di Assistenza

È stata elaborata dalle circa 50 organizzazioni del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” un’articolata proposta che vuol arricchire il Disegno di legge delega cui sta lavorando il Governo. Una riforma attesa da oltre 20 che per i proponenti dovrebbe essere all’altezza delle esigenze di 3,8 mln di anziani non autosufficienti e delle loro famiglie
Una riforma ambiziosa sulla non autosufficienza; superare la frammentazione delle misure e dei servizi; dare risposte diverse ai diversi bisogni; puntare a percorsi di assistenza semplici ed unitari; conseguire la tutela pubblica della non autosufficienza. Sono questi i cinque messaggi fondamentali dell’articolata proposta elaborata dal Patto per un nuovo welfare. “Siamo all’avvio dell’iter della riforma sulla non autosufficienza, i cui primi atti consisteranno nella presentazione del Disegno di Legge Delega da parte del Governo e nella sua successiva discussione in Parlamento. Occorre fare presto ed unire le forze con l’obiettivo di arrivare ad una riforma, attesa da oltre 20 anni, che sia all’altezza delle esigenze dei 3,8 milioni di anziani non autosufficienti e delle loro famiglie”, è quanto affermano, infati, le circa 50 organizzazioni che compongono il Patto per un nuovo welfare.
Il cuore di quanto proposto dal Patto (in allegato in fondo alla pagina il documento integrale) è l’istituzione di un Sistema Nazionale di Assistenza agli anziani non autosufficienti che, attraverso uno stretto coordinamento fra Stato, Regioni e Comuni, definisca un percorso unico e chiaro ed integri le prestazioni sanitarie e quelle sociali a favore dei quasi 4 milioni di anziani non autosufficienti e delle loro famiglie.

Leggi: Vita


Le “Centrali operative territoriali”. Se ne parla poco ma sono uno snodo fondamentale per la riforma – di Ettore Jorio

In sigla “COT” dovranno contribuire a migliorare l’efficienza delle prestazioni erogate da medici di medicina generale, da pediatri di libera scelta, dai professionisti della continuità assistenziale e dagli specialisti ambulatoriali in organico nelle aziende della salute. Assicurando un pronto e condiviso accesso della persona bisognosa di diagnosi, di cure e di interventi riabilitativi, ai servizi presenti nel catalogo dei servizi e delle prestazioni essenziali rese dai servizi sanitari regionali
Una importante regola che dovrebbe dominare nella fase di progettazione di nuovi modelli assistenziali territoriali, radicalmente diversi o sensibilmente implementativi di quelli esistenti che fanno fatica a rendere percepibile il loro prodotto, è quella di lavorare in una ragione pratica e non già meramente definitoria. Evitando il più possibile di ricorrere ad un vocabolario che faccia sembrare l’aspettativa, spesso remota, in una realtà oramai prossima.
Il nuovo progetto di assistenza sociosanitaria territoriale fonda le radici nel potenziamento del distretto sanitario, che necessiterebbe essere sancito intervenendo legislativamente sugli artt. 3 quater- sexies del vigente d.lgs. 502/92, fissando i neo-principi fondamentali sui quali le Regioni sarebbero chiamate ad aggiornare le loro leggi di dettaglio. Ciò dal momento che lo stesso incide nella sua configurazione erogativa attraverso l’insediamento in esso di importanti strutture e iniziative: le case di comunità (CdC), gli ospedali di comunità (OdC) e le centrali operative territoriali (COT).

Leggi: Quotidiano Sanità


Al Servizio della vita indipendente: intervista al Dott. Carlo Montanari: Ingegnere delle Telecomunicazioni e Tecnico nei Sistemi Domotici

Il diritto alla Vita Indipendente è stato riconosciuto nell’Articolo 19 della “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”, come diritto a vivere nella società con la stessa libertà di scelta delle altre persone, tramite l’adozione di misure volte a facilitare la piena integrazione e partecipazione nella società.
In diverse realtà locali sono attivi progetti per rendere concreti i principi di questo diritto.
A Reggio Emilia, ad esempio, ci si può rivolgere al Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico.
Riportiamo l’intervista a Carlo Montanari, Dottore in Ingegneria delle Telecomunicazioni e Tecnico nei Sistemi Domotici presso il C.A.A.D. di Reggio Emilia.
1) Buongiorno Carlo, innanzitutto grazie per aver accolto il nostro invito, nato dall’esigenza segnalata da molti utenti di identificare un riferimento per favorire l’indipendenza e l’autonomia delle persone con disabilità.
Vuole presentarsi e presentare il servizio che offre CAAD?
Buongiorno, vi ringrazio a mia volta e mi presento: sono Carlo Montanari tecnico dei sistemi domotici dell’equipe del CAAD Reggio Emilia. L’equipe di tipo multidisciplinare è composta inoltre dal tecnico progettista Silvia Trolli, dall’operatrice con competenze di segretariato sociale ed amministrative Manuela Veneziani e dalla responsabile e coordinatrice Arch. Piera Nobili. Il centro è gestito dall’Associazione Cerpa Italia Onlus.
Il CAAD – acronimo di Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico – è un servizio pubblico che fornisce gratuitamente consulenza, sostegno ed orientamento sui temi dell’accessibilità e della fruibilità dell’ambiente domestico.

Leggi: Leonardo Ausili


L’ultima lettera: voce di un caregiver

Cosa significa oggi prendersi cura di un proprio familiare fragile? Quali sono gli aiuti di cui necessitano i caregivers in Italia? Sergio Schiaroli, condividendo la propria esperienza di caregiver, evidenzia la necessità di rafforzare la disponibilità di servizi assistenziali e sociosanitari a sostegno delle famiglie che si trovano ad assistere familiari affetti da demenza e da patologie oncologiche. – di Sergio Schiaroli (scrittore, giornalista, caregiver)
L’ultima lettera: voce di un caregievr
È difficile comprendere l’esperienza di una famiglia chiamata ad assistere un proprio familiare malato e affetto da demenza. Nelle occasioni in cui mi è stato chiesto di presentare pubblicamente il libro in cui racconto la lotta contro l’Alzheimer e il tumore che hanno colpito mia moglie, la premessa è sempre stata la stessa: “per quanto io possa raccontarvi il nostro vissuto, non potete nemmeno immaginare cosa succeda in una casa colpita da malattie come la demenza e quanto essa sia devastante”.
“Devastante” è la parola che per me meglio rappresenta la situazione del malato e dei famigliari caregivers che se ne prendono cura. Devastato ero io, finito in cardiologia con un infarto, implorando ai medici di farmi uscire subito dopo l‘intervento di impianto degli stent per poter aiutare lei, ormai allettata.

Leggi: I Luoghi della Cura


Alla deriva, demografica

Il calo della natalità, in Italia come negli altri paesi, non è più considerato un problema delle donne ma di tutti. Aumentano i panel in cui a discuterne sono gli uomini. E Confindustria ha da poco diffuso un volume dedicato alla ‘deriva demografica’ – di Mara Gasbarron e Annamaria Simonazzi
Qualche giorno fa Confindustria ha celebrato il 110° anniversario della Rivista di Politica Economica, la storica e prestigiosa rivista della casa, dal 2019 liberamente disponibile online. Il numero dell’anniversario (dicembre 2021) è interamente dedicato alla “deriva demografica”, e questo costituisce una novità assoluta per Confindustria. Fino a qualche anno fa, l’organizzazione degli industriali non avrebbe riconosciuto tale importanza a una questione riduttivamente considerata come “sociale”. E in qualche misura sarebbe stato eccessivo pretendere da Confindustria di farsi carico di un tema, la natalità, che si presentava per i datori di lavoro solo come un problema, un costo, e non certo come una sfida da affrontare.
Perché la denatalità cominciasse a mutare natura, dovevano verificarsi due fenomeni di segno opposto. Da un lato, la chiara visibilità di un processo avviato da tempo, ma non per questo evidente. Anche se per 35 anni il numero di figli per donna in media è stato ininterrottamente inferiore a 1,5, l’opinione pubblica ha cominciato a provare allarme solo quando se ne sono visti gli effetti, con le nascite a quota 400 mila e la popolazione che ha cominciato vistosamente a diminuire. Come ha notato Pier Carlo Padoan, intervenuto alla presentazione del volume, le variabili che agiscono nella lunga durata, quali sono quelle demografiche, o quelle ambientali, si muovono lentamente e inesorabilmente, ma non si vedono. Soprattutto, possiamo aggiungere, in un dibattito pubblico che sembra mobilitarsi solo per emergenze successive.

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SEGNALAZIONI:

Pensioni di invalidità e reddito di cittadinanza: una nota dell’INPS

Nel gennaio scorso avevamo segnalato come numerose famiglie con disabilità si fossero viste decurtare o addirittura azzerare dall’INPS il reddito di cittadinanza, in seguito all’aumento delle pensioni di invalidità stabilito da una Sentenza del 2019 della Corte Costituzionale. La stretta interlocuzione della Federazione FISH con l’INPS, dopo che in questi giorni alcune persone con disabilità hanno comunicato di avere nuovamente percepito il reddito di cittadinanza senza variazioni, coincide oggi con una nota dell’Istituto, che renderà necessario continuare a monitorare la situazione
Insegna dell’INPSAlla fine di gennaio avevamo segnalato come numerose famiglie con disabilità si fossero viste decurtare o addirittura azzerare dall’INPS il reddito di cittadinanza, in seguito all’aumento delle pensioni di invalidità stabilito dalla Sentenza 152/20 prodotta due anni fa dalla Corte Costituzionale. Successivamente, un approfondimento curato dal Centro Studi Giuridici HandyLex aveva spiegato il meccanismo alla base di quelle situazioni.
«Già nel 2019 – aveva sottolineato per l’occasione Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) -, quando era stata approvata la Legge 26/19 [conversione del Decreto Legge 4/19, N.d.R.], avevamo denunciato, seppure inascoltati, l’iniquità di conteggiare le pensioni di invalidità nel cumulo del reddito familiare, creando situazioni che allora come oggi danneggiano pesantemente tante famiglie con disabilità». «E tuttavia – aveva aggiunto – non intendiamo stare a guardare questo ennesimo attacco a famiglie costrette a vivere spesso ai limiti dell’indigenza».

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Domanda di pensione: errori formali non cancellano il diritto

Gli errori formali commessi in buona fede nella domanda di pensione non possono ricadere sul lavoratore. Spetta all’Inps la valutazione e la certificazione dei requisiti previdenziali. Accogliendo un ricorso patrocinato dal legale di Inca Lombardia (avvocato Roberta Palotti), la Corte d’Appello del tribunale di Milano nella sentenza n. 24/2022, ha respinto l’interpretazione restrittiva di Inps, secondo cui è legittimo respingere la domanda di una prestazione previdenziale se in essa viene indicato un riferimento normativo sbagliato, anche se il titolare della richiesta è comunque in possesso dei requisiti contributivi e anagrafici per il pensionamento.
Confermando la pronuncia di primo grado del Tribunale di Pavia n. 273/2021, la Corte d’Appello ha condannato l’Inps a corrispondere i ratei di pensione sin dalla prima richiesta avanzata da un lavoratore “esodato”, licenziato a seguito della cessazione di attività dell’azienda per cui lavorava, in liquidazione coatta amministrativa, che aveva fatto richiesta di pensionamento anticipato avvalendosi dell’ottavo provvedimento di salvaguardia (legge 232/2016), rientrando in una delle fattispecie indicate nella legge, ma non in quella espressamente indicata nella richiesta. Tanto è bastato all’Inps per rigettare la domanda di pensione, che invece la Corte d’Appello di Milano ha ordinato di accogliere poiché il lavoratore era in possesso dei requisiti di legge, anche se rientrante in una casistica diversa rispetto a quella specificata.

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NEWS:

martedì 22 febbraio 2022
Senza dimora, nel 2022 un decesso al giorno. “Una strage silenziosa”

Dal 1 gennaio sono 50 le persone senza dimora decedute in Italia. Oltre 450 tra il 2020 e il 2021. I dati inediti pubblicati dalla Fio.PSD nel rapporto “La strage invisibile”. “Il freddo non è la causa principale. Muoiono tutti i mesi, non solo d’inverno. Serve un sistema organico di intervento”
Sono 50 le persone senza dimora morte dal 1 gennaio di quest’anno ad oggi, ovvero una persona al giorno. È l’allarme lanciato dalla Federazione italiana organismi per le persone senza dimora (fio.PSD) che ha pubblicato online un dossier sui morti senza dimora dal titolo “La strage invisibile”. Sono oltre 450, infatti, le persone senza dimora che tra il 2020 e il 2021 hanno perso la vita in condizioni di povertà estrema. “Si parla di loro, e di questi episodi, quasi esclusivamente durante l’inverno, invece ‘i senza tetto’ muoiono tutto l’anno e i numeri lo dimostrano – si legge nel testo -. Ogni anno, all’arrivo delle prime giornate di freddo invernale, siamo chiamati, noi e i nostri 145 Soci sul territorio, a trattare il tema delle morti delle persone senza dimora in Italia. Lo facciamo per lo più rispondendo ad articoli di giornale o interviste radiofoniche e rilanciando, sempre puntualmente, l’appello sulla necessità di agire per cambiare il sistema di intervento alla homelessness”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/02/2022


martedì 22 febbraio 2022
Pnrr. Dalle Case della Comunità alla Telemedicina. Definite le modalità per i “Contratti istituzionali di sviluppo” e i “Piani operativi regionali”

Pronta la bozza di schema dei contratti istituzionali di sviluppo che ogni regione dovrà sottoscrivere entro il 31 maggio 2022 col Ministero della Salute. Nello schema in sostanza ogni regione dovrà inserire il proprio Piano operativo (che in ogni caso prima della stesura del contratto vero e proprio va presentato entro il 28 febbraio) con il cronoprogramma degli interventi. IL DOCUMENTO
21 FEB – Dalle Case della comunità all’assistenza domiciliare passando per l’ammodernamento tecnologico e lo sviluppo della Telemedicina arrivano dal Ministero della Salute le indicazioni alle Regioni su come compilare i Contratti istituzionali di sviluppo ai fini del Pnrr da sottoscrivere entro il 31 maggio 2022. Sullo schema base dovrà essere raggiunta un’intesa in Conferenza Stato-Regioni.
In totale tra fondi del recovery e fondo complementare stiamo parlando di un impatto complessivo circa 10 miliardi di euro che già sono stati ripartiti con precedenti decreti. Nello schema in sostanza ogni regione dovrà inserire il proprio Piano operativo (che in ogni caso prima della stesura del contratto vero e proprio vanno presentati entro il 28 febbraio) con il cronoprogramma degli interventi.

Leggi: Quotidiano Sanità, 22/02/2022


lunedì 21 febbraio 2022
Liste d’attesa. Senior Italia FederAnziani: “Rilanciare la sanità del territorio per recuperare ritardi accumulati durante la pandemia”

Sul punto l’associazione ricorda che è attivo Pronto Senior Salute, il punto d’ascolto e supporto per i cittadini che hanno problemi con le liste d’attesa. “Anche se le Regioni hanno iniziato a rimboccarsi le maniche, sul fronte del recupero delle liste d’attesa occorre ancora uno sforzo importante per rilanciare la sanità del territorio”.
Sono ormai centinaia le telefonate che arrivano ogni settimana al numero di Pronto Senior Salute, il servizio attivato nei mesi scorsi da Senior Italia FederAnziani allo scopo di aiutare i cittadini over 65 che hanno problemi con le liste d’attesa. Si rivolgono ormai a Pronto Senior Salute non solo i senior, i caregiver, i figli, e i nipoti per conto di genitori e nonni, ma anche persone di tutte le età che non riescono a interfacciarsi con i Cup. Il servizio aiuta coloro che si vedono fissare appuntamenti con tempistiche difformi da quanto previsto dal piano nazionale per il governo delle liste d’attesa per il triennio 2019-2021. Il punto d’ascolto li supporta a ottenere il rispetto da parte dei CUP dei tempi indicati dai medici all’interno delle prescrizioni per le visite specialistiche, gli esami diagnostici e i ricoveri e troppo spesso ignorati al momento dell’assegnazione degli appuntamenti.

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/02/2022


lunedì 21 febbraio 2022
La pandemia degli anziani, il bilancio di due anni di Covid in Italia

Il prezzo maggiore è stato pagato dalle persone in età avanzata: prima le più colpite, adesso ultime a ritrovare la normalità. E l’assistenza va ripensata – di Antonella Viola
Adue anni dall’inizio della pandemia nel nostro Paese e in una situazione in netto miglioramento che ci permette di avvicinarci ai prossimi mesi con serenità, è giusto fare un bilancio, guardarsi indietro e intorno per capire chi è stato maggiormente colpito dal Covid-19, aiutarlo nell’immediato e proteggerlo nel futuro. Le crisi colpiscono sempre i soggetti più deboli di una comunità e lo stesso è accaduto durante questa crisi sanitaria, economica e sociale. Nel nostro Paese, gli anziani che vivono nelle Rsa sono stati e sono ancora oggi i più colpiti dal Covid 19, sia direttamente, in quanto soggetti fragili di fronte al virus, sia indirettamente, a causa delle restrizioni che li hanno segregati e privati di tutti gli affetti. Vittime di un sistema sociale che non ci consente di dedicare tempo a chi ne ha donato a noi e di una sanità incapace di mettere in campo una rete di assistenza domiciliare, gli anziani non autosufficienti hanno pagato un prezzo altissimo a questa pandemia. Nel primo anno, prima che arrivassero i vaccini, la mortalità nelle Rsa è stata molto elevata. E non c’è da sorprendersi che sia andata così.

Leggi: La Stampa, 21/02/2022


sabato 19 febbraio 2022
Dai borghi alle caserme abbandonate: le nuove frontiere dell’Abitare solidale

Gabriele Danesi racconta gli sviluppi di un nuovo modello abitativo, all’insegna della condivisione: coabitazioni, condomini solidali e presto un “progetto Anchise”, per offrire casa, servizi e partecipazione a chi è più fragile. “Non solo senza dimora e anziani: i nuovi fragili sono le famiglie. Le risorse del Pnrr vadano a chi ha fame di giustizia sociale e coraggio di investire in nuove avventure”
Non più solo l’idea di pochi “visionari”: il cohousing, o meglio ancora l’abitare solidale, si sta sempre più affermando come ipotesi politica e amministrativa, in grado di offrire soluzioni alle fragilità sociali tradizionali ed emergenti. “Rigenerazione urbana e housing sociale” è un capitolo importante del Pnrr, cosi come di “nuove forme della domiciliarità solidale e della residenzialità” si parla diffusamente nella proposta di legge delega “Norme per la promozione della dignità delle persone anziane e per la presa in carico delle persone non autosufficienti”, presentata dalla commissione presieduta da Livia Turco.

Leggi: Redattore Sociale, 19/02/2022


venerdì 18 febbraio 2022
Bollette luce e gas, gli interventi del governo per famiglie e imprese – Otto miliardi destinati a mitigare gli effetti del caro energia

Il governo vara un decreto contro l’aumento delle bollette, in favore di famiglie e imprese alle prese con gli aumenti di luce e gas, con lo stanziamento di risorse per calmierare i prezzi dell’energia. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, elenca nel dettaglio gli interventi: per le famiglie sono previsti 2,6-2,7 miliardi di euro, per le imprese 2,8-2,9 miliardi di euro e per i servizi degli enti locali, come quello sanitario e l’illuminazione, altri 700 milioni. Sommando i numeri elencati dal ministro risulta un totale di 6,1-6,3 miliardi di euro.
In particolare per le famiglie è previsto l’intervento sugli oneri di sistema per 1,8 miliardi, sull’iva che vale circa 400 milioni e del bonus sociale per un totale di 2,6-2,7 miliardi di euro. Per le imprese sono previsti interventi per gli oneri di sistema, per le aziende energivore e sulle gasivore per 2,8-2,9 miliardi di euro. Infine ”per garantire i servizi degli enti locali, come quello sanitario e l’illuminazione, sono previsti altri 700 milioni.

Leggi: Adnkronos, 18/02/2022


venerdì 18 febbraio 2022
Bollette, ecco il piano per l’emergenza

Sei miliardi contro il caro-energia: metà alle famiglie e metà alle imprese. Taglio Iva e rinnovabili più facili
Su un pacchetto di misure che nel complesso vale circa 8,3-8,5 miliardi il nuovo intervento del governo per calmierare anche nel secondo trimestre il caro energia vale all’incirca 6 miliardi. È stato il ministro dell’Economia Daniele Franco a elencare ieri in dettaglio gli interventi: per le famiglie sono previsti 2,6-2,7 miliardi, per le imprese 2,8-2,9 miliardi e per i servizi degli enti locali altri 700 milioni.

Leggi: La Stampa, 18/02/2022


giovedì 17 febbraio 2022
Giornata Nazionale Degli Operatori Sanitari

La giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato è una delle giornate in cui ciascuno di noi ringrazia medici, infermieri, OSS, terapisti, ostetriche, assistenti familiari, volontari che si prendono cura specialmente dei bambini, degli anziani e delle persone più fragili.
Ferzan Ozpetek e Mogol, insieme a tanti altri personaggi famosi, hanno aderito alla proposta di promuovere l’istituzione della ricorrenza come riconoscenza verso le persone che si prodigano per gli altri con il loro lavoro, con passione e sacrificio.
Familiari e ospiti in RSA durante la permanenza in struttura si affidano al personale che li assiste, li ascolta, li guida e porta loro conforto. Negli ultimi anni si sono fatti carico di grandi responsabilità, permettendo alle famiglie, quando non era possibile incontrare il proprio caro, di abbracciarsi a distanza, di videochiamarsi, di ricevere consulti a qualunque ora, garantendo sempre affetto, cura e attenzioni.

Leggi: Theo, 17/02/2022


giovedì 17 febbraio 2022
Pnrr e sanità, riparte il confronto

Sanità: CGIL, FP, SPI, riprende confronto su PNRR, potenziare assistenza territoriale, finanziamenti e investire su personale
“L’incontro ha permesso di ristabilire un serrato confronto sullo stato di attuazione del PNRR. In particolare si tratta di adeguare progressivamente e stabilmente il finanziamento della sanità e di accelerare e orientare gli interventi per il potenziamento dell’assistenza territoriale, la cui debolezza, da tempo denunciata di fronte al dilagare di ‘un’altra epidemia’, quella delle malattie croniche e della non autosufficienza (come la definisce l’OMS), è stata causa di tanti problemi e di sofferenze anche durante l’emergenza pandemica”. È quanto dichiarano Cgil nazionale, Fp Cgil e Spi Cgil in seguito all’incontro tenutosi questa mattina tra il Ministro Speranza, Cgil, Cisl, Uil, e le rispettive categorie.
“Con il Ministro Speranza – spiegano Confederazione, Fp e Spi – si è convenuto che il confronto, per il quale nelle prossime ore sarà fissato un calendario di incontri, dovrà intanto proseguire su tre nodi. Il primo è il Decreto Ministeriale (cosiddetto “DM 71”) per definire finalmente requisiti e standard organizzativi, strutturali e di personale dell’assistenza socio sanitaria territoriale, e su un attento monitoraggio degli investimenti regionali in corso per Case della Comunità, Assistenza Domiciliare Integrata, Ospedali di Comunità. Sono strutture e attività del distretto socio sanitario che devono restare pubbliche e integrarsi con gli interventi sociali”.

Leggi: Cgil, 17/02/2022


giovedì 17 febbraio 2022
Caro-bollette, coop sociali: “A rischio l’assistenza alle persone fragili”

Aumenti fino al 160% per il gas e al 60% per l’energia elettrica: l’allarme di Confcooperative Federsolidarietà Emilia-Romagna, Dal Pozzo: “Settore dove non è possibile ‘fare economie’, sospendere o riprogrammare autonomamente i servizi essenziali. Non possiamo permetterci di lasciare al freddo i nostri ospiti fragili, dagli anziani ai disabili” – Luca Dal Pozzo pres Federsolid ER
“Ogni giorno ci arrivano dalle nostre cooperative sociali segnalazioni di strutture allo stremo, che si trovano a dover fare i conti con aumenti del gas fino al 160% nelle bollette degli ultimi mesi e al 60% per l’energia elettrica. Per una cooperativa sociale che gestisce una residenza per anziani o un centro diurno per minori in difficoltà o persone con disabilità, ritrovarsi a pagare decine di migliaia di euro in più al mese rappresenta un problema enorme, al quale non può certo fare fronte da sola. Abbiamo segnalazioni di cooperative con bollette passate da 15mila a oltre 40mila euro in un solo mese; per chi lavora nel welfare, con margini pressoché inesistenti, è davvero impossibile resistere a lungo”. E’ la denuncia di Luca Dal Pozzo, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna, che esprime la preoccupazione delle cooperative sociali di “non riuscire più a stare in piedi, se la situazione non cambia”.

Leggi: Redattore Sociale, 17/02/2022


mercoledì 16 febbraio 2022
La casa abbandonata, casa affitti edilizia popolare sfratti

Secondo Giancarlo Storto, già direttore delle Aree urbane e dell’edilizia residenziale del ministero delle Infrastrutture, sono anni che in Italia non si fa edilizia residenziale pubblica
In Italia non si fa edilizia residenziale pubblica, case popolari non se ne costruiscono e anzi sono molte di più quelle che vengono vendute per effetto di assurde leggi che consentono l’alienazione di un patrimonio che è di tutti. È questa l’opinione dell’ingegnere Giancarlo Storto, per una vita direttore generale delle Aree urbane e dell’edilizia residenziale del ministero delle Infrastrutture, che snocciola gli indicatori da cui nasce l’emergenza abitativa che stiamo vivendo: sono 650mila le domande di famiglie a cui sono stati già accertati i requisiti per l’ammissibilità per l’entrata in alloggi pubblici, giacenti presso gli istituti autonomi di case popolari. Un numero rilevante che indica un grande bisogno da parte dei ceti più deboli, rimasto senza risposte adeguate.

Leggi: Collettiva, 16/02/2022


mercoledì 16 febbraio 2022
Italia sotto sfratto

Scaduto il blocco a fine anno, 150 mila famiglie italiane rischiano di finire per strada se non si trovano soluzioni per i nuclei più disagiati. Sunia, Sicet, Uniat e Unione inquilini chiedono di garantire il passaggio da casa a casa e di rifinanziare i fondi di sostegno all’affitto e morosità incolpevole
Il blocco degli sfratti è scaduto a fine anno. La Corte Costituzionale è stata chiara: niente proroghe, niente deroghe. Da Nord a Sud dal primo gennaio si può dare seguito a 150mila esecuzioni forzate, sempre che le prefetture accordino l’uso della forza pubblica. Questo vuol dire che 150mila famiglie, anche se non hanno un altro posto dove andare, indipendentemente dalle condizioni nelle quali si trovano, dovranno lasciare casa. Stiamo parlando di 5-600mila persone, un numero pari agli abitanti di una città grande come Genova, che rischiano di finire sotto i ponti se non si trova una soluzione, per tutti e per ognuno di loro.

Leggi: Collettiva, 16/02/2022


mercoledì 16 febbraio 2022
Il cohousing “da e per le persone con disabilità”: dall’idea alla realtà

Andrea Galliana, geometra di 52 anni, torinese, ha per anni sognato, pensato e progettato un “condominio dinamico” per chi, come lui, ha una disabilità. Di questo bisogno, si è fatta carico la cooperativa Di Vittorio, che grazie a InvestiRE SGR e Compagnia di San Paolo, ha realizzato un “social cohousing” in cui 7 appartamenti su 69 sono “senza barriere”
caregiver sedia a ruote
“Ho messo insieme le mie competenze di geometra e la mia esperienza di disabile ed è venuta fuori quest’idea: un condominio dinamico, in cui le persone con disabilità possano condividere spazi, ma anche attività e servizi”. Così Andrea Galliana, torinese, 53 anni, racconta il progetto a cui ha iniziato a sognare e pensare dieci anni fa e intorno al quale ha raccolto diversi professionisti, come Chiara Casotti, dell’associazione di promozione sociale CoAbitare di Torino, ed “amici architetti, che mi hanno poi messo in contatto, tramite la fondazione Agnelli, con la cooperativa Di Vittorio”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/02/2022


mercoledì 16 febbraio 2022
Alzheimer, Ia e big data «a caccia» dei primi segnali

L’enorme potere di calcolo delle macchine e il loro agire «senza pregiudizi» potrebbe aprire nuove strade sia sul fronte della prevenzione sia su quello terapeutico
Nel campo ancora in larga parte inesplorato della malattia di Alzheimer, clinici ed esperti di Intelligenza artificiale si sono alleati per cercare nuovi varchi che aiutino a capire meglio le cause di questa forma di demenza e a trovare di conseguenza possibili soluzioni sia in chiave di prevenzione sia terapeutica. «Ci sono ancora grandi buchi neri nell’interpretazione sia dell’eziologia che della patogenesi. Per questo gli studi fondati sull’Intelligenza artificiale possono rappresentare piccoli e grandi passi avanti, per quanto riguarda i dati biologici e quelli collegati ai fattori di rischio», spiega il professor Marco Trabucchi presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria e direttore scientifico del Gruppo di ricerca Geriatria di Brescia.
La pubblicazione
A livello internazionale, diversi gruppi di ricercatori stanno portando avanti studi in questo campo per capire se è come sia possibile individuare l’insorgenza dell’Alzheimer utilizzando appunto l’Ia. Ricercatori dell’Università di Chieti-Pescara, della University of California-Irvine hanno da poco pubblicato un lavoro in proposito sul Journal of Alzheimer’s Disease (QUI il testo).

Leggi: Tringo, 16/02/2022


mercoledì 16 febbraio 2022
Barriere architettoniche con bonus, le Entrate mettono l’ultimo tassello

Tutto pronto per il bonus barriere: con il provvedimento direttoriale di lunedì (Prot. n. 2022/46900) sono state definite le nuove specifiche tecniche per l’invio alle Entrate delle comunicazioni sulla detrazione del 75% delle spese 2021 relative al superamento delle barriere architettoniche (comunicazioni che partiranno dal 24 febbraio, come disposto dal provvedimento del 3 febbraio). È l’ultimo tassello di una norma agevolativa inserita nella legge di Bilancio 2022.
Il bonus fiscale
La norma prevede anche la possibilità di cedere il credito fiscale (che un emendamento al Dl milleproroghe consentirà sino al terzo passaggio) od ottenere direttamente lo sconto in fattura e sarà utilizzabile per tutti i pagamenti sino al 31 dicembre 2022. Si tratta di un bonus speciale, diverso dal superbonus che è comunque applicabile (per i condomìni il 110% vale sino a tutto il 2023) allo stesso tipo di interventi ma solo se si configurano come lavori “trainati”, cioè decisi dal condominio per le parti comuni solo dopo che sono stati deliberati cappotto termico o sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale o miglioramento della sicurezza antisismica.

Leggi: Quotidiano Condominio, 16/02/2022


mercoledì 16 febbraio 2022
Pnrr. Speranza: “Pronto il decreto sulla riforma del territorio“. Per i medici di famiglia niente dipendenza: “Gli studi restano e saranno gli “spoke” delle Case della comunità hub”. E poi annuncia altri 625mln per la sanità del Sud

Il Ministro della Salute in audizione in Commissione Affari sociali sull’attuazione del Pnrr annuncia che a breve sarà trasmesso alle Regioni il testo del Dm 71 sulla riforma della sanità territoriale da emanare entro il 30 giugno. In arrivo anche ulteriori risorse dall’Ue per la sanità del Sud. E poi sui medici di famiglia chiude all’ipotesi della dipendenza: “Occorre definire una forte connessione tra medici di famiglia, le case di comunità e il distretto. Ma lo studio del medico ha una funzione di fiducia e prossimità che deve restare tale. Servirà un nuovo Acn”
“Prossimità, azione e uguaglianza sono le tre parole chiave del nostro intervento con il Pnrr. Una sanità di prossimità per essere più vicina alle persone deve mettere radici più profonde nei territori, è la prima scelta che compiamo e per raggiungere questo obiettivo servono insieme riforme e investimenti”. Ha esordito così il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso dell’audizione di ieri sera in commissione Affari sociali della Camera sullo stato di attuazione del Pnrr con un focus specifico sull’assistenza territoriale.

Leggi: Quotidiano Sanità, 16/02/2022


DALLE REGIONI:

martedì 22 febbraio 2022
Il caso dei senza dimora a Termini, tra bruchi e farfalle

Manifestare per i diritti di chi vive in strada è uno dei compiti delle organizzazioni ma eventi spot, sit in e flash mob creano bolle mediatiche che indignano per qualche giorno. Permettere alle persone senza dimora di dormire e mangiare in stazione sarebbe una sconfitta della nostra intelligenza e del nostro sistema di accoglienza
Sono a Termini tutti i giorni da più di venti anni per lavorare in supporto delle persone che nella stazione cercano una dimora alternativa alla casa, ma l’altro giorno, nonostante le sollecitazioni avute da più parti, non c’ero alla manifestazione contro la “pulizia di piazza dei Cinquecento”, perché non riesco ancora a comprendere appieno le vere finalità e gli obiettivi reali di questa alzata di scudi di alcune organizzazioni ed oggi addirittura di alcuni parlamentari che pare abbiano presentato una interrogazione ai Ministeri delle Infrastrutture e degli Interni.

Leggi: Redattore Sociale, 22/02/2022


martedì 22 febbraio 2022
Salute, al via il progetto Gatekeeper per gli over 55

Da oggi è online il portale per il coinvolgimento di quasi 10.000 cittadini pugliesi over55 per la sperimentazione di app abbinate a smartphone per la promozione dei corretti stili di vita e soprattutto per l’individuazione precoce degli eventi che normalmente portano a una prestazione sanitaria o a un ricovero ospedaliero. Si chiama Gatekeeper ed è il più vasto progetto europeo mai realizzato che vede la Puglia protagonista insieme ad altri nove siti pilota di tutta Europa ma con il gruppo sperimentale più numeroso, 10.000 cittadini coinvolti sui 40.000 totali. A coordinare il progetto è l’agenzia regionale AReSS Puglia affiancata da Innovapuglia e impiegherà le più moderne tecnologie di “Internet of Things”, “Big Data” e “Artificial Intelligence”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/02/2022


martedì 22 febbraio 2022
A Bologna ha aperto i battenti la quarta cucina popolare

Prima giornata di lavoro per la Cucina popolare Savena. Un’apertura dopo 3 anni di lavoro e di relazioni con il quartiere e con le realtà locali. Consegnati circa 50 pasti a famiglie numerose in condizioni di fragilità economica e sociale
La Cucina popolare Savena ha aperto i battenti. C’è il container-magazzino, c’è la cucina, ci sono le cuoche e i cuochi guidati dal presidente e chef Giovanni Melli, ci sono volontarie e volontari: così a partire da oggi, martedì 22 febbraio, la quarta Cucina popolare ha iniziato a preparare i pasti per l’asporto: si sono consegnati circa 50 pasti agli ospiti, in questa realtà soprattutto famiglie numerose con fragilità economica e sociale.
“Insomma si è partiti un po’ in sordina per calibrare per bene le forze e l’offerta, come per altro abbiamo fatto con le altre tre Cucine popolari Battiferro, Italicus, Saffi”, affermano i promotori.
E continuano: “Certo, non è l’apertura in ‘pompa magna’ – questa la faremo quando avremo calibrato per bene quello che stiamo facendo – ma apriamo finalmente dopo tre anni di lavoro e di relazioni con il Quartiere, con il Comune (proprietario degli immobili), con il Circolo Sociale e Culturale Villa Paradiso, con le tante volontarie e i tanti volontari che si sono prodigati ed hanno anche lavorato in questi anni per supportare, con derrate alimentari consegnate a domicilio, le famiglie in difficoltà”

Leggi: Redattore Sociale, 22/02/2022


lunedì 21 febbraio 2022
Povertà, arriva nei quartieri di Rimini l’educatore territoriale

Investiti quasi 500mila euro per il sostegno alle persone fragili. L’educatore territoriale sarà in grado di costruire un progetto “su misura” per famiglie e persone in difficoltà, a partire dalle opportunità presenti nel loro quartiere
Sarà in grado di costruire un progetto “su misura” per famiglie e persone in difficoltà, a partire dalle opportunità presenti nel loro quartiere. Debutterà a Rimini, o meglio nei suoi quartieri, l’educatore territoriale, figura “inedita e innovativa” che rappresenterà un punto di riferimento per i cittadini in condizione di povertà e fragilità. E’ una delle novità introdotte con un pacchetto di risorse da 49mila euro messe disposizione dall’amministrazione “per favorire l’autodeterminazione e l’autonomia di coloro che stanno vivendo situazioni di difficoltà economica e disagio sociale, con specifico riferimento alle persone e famiglie del Distretto di Rimini Nord, individuate dai Servizi sociali territoriali”. Il pacchetto prevede iniziative volte all’inserimento nel mercato del lavoro, ad offrire un aiuto nella gestione delle pratiche legali e amministrative, fino ad arrivare a percorsi di sostegno alla cura di sé e alla salute.

Leggi: Redattore Sociale, 21/02/2022


lunedì 21 febbraio 2022
Casa, il Comune di Ravenna si attiva per le famiglie più fragili

Via da oggi, lunedì 21 febbraio, a Ravenna, alle domande per la rinegoziazione dei canoni di locazione, come deliberato dalla Regione, e per ottenere contributi per la morosità incolpevole. Misure, commenta l’assessore alla Casa Gianandrea Baroncini
Via da oggi, lunedì 21 febbraio, a Ravenna, alle domande per la rinegoziazione dei canoni di locazione, come deliberato dalla Regione, e per ottenere contributi per la morosità incolpevole. Misure, commenta l’assessore alla Casa Gianandrea Baroncini, che “vanno nella direzione di sostenere le famiglie nelle spese per l’affitto e allo stesso tempo di consentire ai proprietari di rinegoziare i contratti di affitto residenziale”, avvalendosi delle risorse messe a disposizione da Viale Aldo Moro. Ancora “molte famiglie”, segnala l’assessore, risentono “pesantemente” della crisi conseguente alla pandemia e la spesa per l’affitto è una voce di uscita importante. Con queste risorse e con altre forme di sostegno che la Regione sta mettendo in campo si potrà “offrire un valido aiuto alle famiglie più fragili”. Il contributo è erogato una tantum al locatore. La rinegoziazione prevede la riduzione dell’importo del canone di locazione libero o concordato oppure la modifica della tipologia contrattuale da libero a concordato per aiutare le famiglie con Isee fino a 35mila euro a fronteggiare le difficoltà nel pagamento.

Leggi: Redattore Sociale, 21/02/2022


venerdì 18 febbraio 2022
Anziani, sportello sindacati Emilia-Romagna per usare lo Spid sul telefono

I sindacati pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp hanno deciso di mettere a disposizione i loro sportelli “per fornire assistenza e informazione a tutte le persone anziane, accompagnandole nella gestione dello Spid”
Tra gli utenti under-65 di Lepida oltre il 93% usa l’app LepidaId per accedere al proprio Spid, mentre tra gli utenti over-75 la percentuale scende sotto il 50%: per questo i sindacati pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp hanno deciso di mettere a disposizione i loro sportelli “per fornire assistenza e informazione a tutte le persone anziane, accompagnandole nella gestione dello Spid”. L’accordo è stato sottoscritto con la società in house della Regione, Lepida, che attualmente è il terzo fornitore del servizio Spid in Italia. L’attività, informa il sindacato, consisterà soprattutto nel supporto alla creazione del proprio Spid e all’uso dell’app LepidID, attraverso la quale è più semplice la procedura di riconoscimento.
Secondo i sindacati pensionati, questo accordo “è un segno della possibilità di azione diretta da parte delle istituzioni per ridurre il divario digitale e testimonia la presenza del sindacato nel sostegno ai più fragili”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/02/2022


venerdì 18 febbraio 2022
Gli abitanti progettano strade e piazze

Fondi della Regione per ripensare l’area delle scuole ‘De Amicis’ e ‘Forlanini’. I residenti saranno coinvolti nell’ideazione
Un percorso partecipativo per migliorare l’accessibilità e la sicurezza nelle aree sportive e scolastiche di Formignana e Tresigallo. È questo l’obiettivo del progetto ‘Tresign-Amo’ che ha preso il via in questi giorni e grazie al quale l’amministrazione comunale di Tresignana si è aggiudicata un finanziamento di 15mila euro della Regione, per ripensare le aree vicine alla scuola media ‘De Amicis’ di Formignana e alla primaria ‘Forlanini’ di Tresigallo. Nei prossimi mesi saranno coinvolte associazioni, famiglie, abitanti, soprattutto i più giovani, in momenti di dialogo e confronto pubblico per stimolare la loro creatività, raccogliere bisogni e idee, immaginare e sperimentare scenari e pratiche di trasformazione degli spazi urbani. A sostenere il progetto sono l’istituto comprensivo ‘Don Chendi’ e sei associazioni. In prima linea Asd Faro Formignana, l’Asd Sorgente, Pallavolo Tresigallo, Pro Loco Formignana, Circolo Auser Art’è, Aps Centro sociale ‘Il Viale’.

Leggi: Il Resto del Carlino, 18/02/2022


giovedì 17 febbraio 2022
Brescia. Agenzia per la Casa: ora è realtà

Nasce a Brescia l’agenzia per la casa Me.Ka, un progetto che vuole connettere in modo virtuoso domanda debole e offerta di immobili a canone concordato.
Il servizio è attivo da lunedì 14 febbraio.
Il progetto agirà su un doppio binario: da un lato con la tutela delle fasce deboli, con soluzioni a canone concordato, garantite dal monitoraggio dei sindacati inquilini;
dall’altro con l’intervento diretto del Comune a garanzia degli affittuari privati.
Un progetto pilota capace di mettere in sinergia domanda e offerta e promuovere l’inclusione sociale.
E’ una iniziativa che vuole rispondere alle difficoltà di alloggio di singoli e nuclei famigliari, problema aggravatosi enormemente in questi due anni di crisi sanitaria.

Leggi: Sunia, 17/02/2022


giovedì 17 febbraio 2022
Bollette record: lo Spi Cgil Toscana crea il gruppo d’acquisto dell’energia per risparmiare

Un Gas (gruppo di acquisto solidale) per combattere l’aumento di luce e gas, appunto. Lo Spi toscano si sta attrezzando, in sintonia con la Cgil Toscana, per combattere collettivamente gli aumenti del costo dell’energia, che tanti disagi sta portando ai bilanci delle famiglie. Come? Unendo più soggetti nell’acquisto e tentando di calmierare i costi alla fonte. Un po’ quello che già accade con i gruppi di acquisto solidale: raggruppamenti spontanei di persone che si organizzano per fare acquisto collettivi nel nome del risparmio ma anche della scelta etica.
Gli aumenti. Il costo dell’energia elettrica e del gas metano nell’ultimo anno è aumentato più del 300 per cento. La liberalizzazione introdotta negli anni passati non ha mitigato tutto questo, anzi ha costruito una relazione sbilanciata tra le compagnie e i cittadini, essendo le prime grandi e i secondi soli. Non solo luce e gas: i prezzi della benzina non sono mai stati così alti dal 2012 e i recenti rincari si tradurranno in una stangata da oltre 400 euro annui a famiglia.

Leggi: Liberetà, 17/02/2022


giovedì 17 febbraio 2022
Roma, l’assessora Funari: “Rimettere al centro le persone. Sgomberi? Basta show mediatici”

Intervista alla neo assessora alle Politiche sociali e Salute di Roma Capitale. “A Termini non va contrastato il lavoro dei volontari, ma i senza dimora non devono stare lì. In tre mesi abbiamo aperto 450 posti letto in collaborazione con i municipi. La precedente amministrazione, nonostante i proclami, aveva ridotto le accoglienze” Barbara Funari
Coordinatrice romana di Demos, da oltre trent’anni attiva nel mondo del volontariato con la Comunità di Sant’Egidio, Barbara Funari, neo assessora alle Politiche sociali e alla Salute di Roma, il ruolo che è chiamata a svolgere lo conosce bene. Nel suo percorso professionale e politico si è occupata di integrazione, recupero e sostegno di minori in difficoltà, reinserimento sociale di pazienti psichiatrici, welfare di comunità. Eppure la sfida che l’attende per il nuovo mandato è la più difficile, in una città come Roma dove la pandemia da Covid 19 ha inasprito le diseguaglianze sociali. Redattore Sociale ha intervistato la neo assessora per capire quali interventi sociali e quali politiche porterà avanti nella Capitale.

Leggi: Redattore Sociale, 17/02/2022


mercoledì 16 febbraio 2022
Welfare, in Puglia al via i laboratori del terzo settore

Partono gli incontri di accompagnamento alla progettazione “Puglia capitale sociale 3.0” promossi dall’assessorato regionale al Welfare in collaborazione con Arti, InnovaPuglia, Forum terzo settore Puglia, Csv regionali e Csvnet Puglia
Inizieranno i laboratori di accompagnamento alla progettazione “Puglia capitale sociale 3.0” promossi dall’assessorato al Welfare della Regione Puglia in collaborazione con Arti, InnovaPuglia, forum terzo settore Puglia, Csv regionali e Csvnet Puglia. Gli incontri sono quattro e sono divisi in due moduli, che saranno ripetuti in due date per consentire la massima partecipazione. Il tema del primo modulo verterà sulla definizione dei soggetti aventi diritti a partecipare al progetto.

Leggi: Redattore Sociale, 16/02/2022


mercoledì 16 febbraio 2022
Anziani, in Lombardia un terzo vive da solo. Presentata l’indagine “Più fragili dopo la tempesta?” promossa da Spi Cgil, Fnp Cisl Lombardia e Uilp Uil Lombardia in collaborazione con l’Associazione per la Ricerca Sociale di Milano

Quasi un terzo degli anziani lombardi vive da solo. Ma questo non vuol dire che si sentano soli. Anzi, la solitudine percepita è maggiore nei piccoli centri, dove una quota minore di anziani vive da sola in casa, e si riduce fortemente a Milano, dove la percentuale dei “solitari” è maggiore della media regionale. Il senso di solitudine, percepito, inoltre, è del 5% tra i “giovani-anziani” (quelli che vanno dai 65 ai 70 anni) e arriva al 20% tra gli ultra ottantenni. È uno dei dati più interessanti emersi da Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse, l’indagine svolta sugli anziani lombardi dopo due anni di emergenza sanitaria, promossa da Spi Cgil Lombardia, Fnp Cisl Lombardia, Uilp Uil Lombardia che, in collaborazione con ARS (Associazione per la Ricerca Sociale di Milano) hanno costituito un Osservatorio regionale sulla terza età.

Leggi: Auser, 16/02/2022


IN AGENDA:

25.2.2022 – ore 10.00 – Seminario “La co-progettazione dal punto di vista operativo”

Sala De Pasquale del Comune di Latina,
Organizzato dal Forum Terzo Settore Lazio, CSV Lazio e Legacoop sociali Lazio, in collaborazione con il Comune di Latina e il progetto Fa.Mi “Open Doors”.

Segui: https://www.forumterzosettorelazio.it/index.php/2022/02/04/la-co-progettazione-dal-punto-di-vista-operativo/


25.2.2022 – ore 9.30 – “PNRR: tra potenzialità e criticità per costruire il futuro di Catania e provincia”

PNRR: tra potenzialità e criticità per costruire il futuro di Catania e provincia” è il titolo dell’iniziativa pubblica organizzata dalla Cgil di Catania che avrà luogo il 25 febbraio alle ore 9,30, al Palazzo Platamone di via Vittorio Emanuele a Catania.

Leggi: Day Italia News


26.2.2022 ore 9.00 – Convegno “La riforma del Terzo Settore. Prospettive per lo sviluppo dell’economia sociale”

Roma Università Pontificia Salesiana Documenti scaricabili

Segui: https://www.redattoresociale.it/article/la_riforma_del_terzo_settore_prospettive_per_lo_sviluppo_dell_economia_sociale


IN EVIDENZA:

 Livia Turco: «Che fine ha fatto la legge delega sulla non autosufficienza?» – di Riccardo Bonacina

Il 28 gennaio scorso è stata inviata a Palazzo Chigi una Bozza di legge delega dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali in concerto con il Ministero della Salute. Il testo è frutto delle riflessioni del Gruppo di lavoro “Interventi sociali e politiche per la non autosufficienza” composto da accademici, esperti e operatori sul campo. Molte le novità della Legge delega proposte. Che qui la presidente del Gruppo di lavoro ci illustra
Livia Turco, già ministro per la Solidarietà sociale e poi della Salute, nei mesi scorsi ha presieduto il Gruppo di lavoro “Interventi sociali e politiche per la non autosufficienza” del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Istituito il 26 maggio 2021, il Gruppo di lavoro composto da don Vinicio Albanesi, Pietro Barbieri, Fabrizio Barca, Aldo Bonomi, prof. ssa Nerina Dirindin, Cristina Freguja, Alessandro Goracci, Cristiano Gori, Angelo Marano, Paolo Onelli, Antonella Pezzullo, Francesco Poli, Alfonsina Rinaldi, Nino Santarelli, Miriam Totis, Tiziano Vecchiato, ha scritto il testo di una Legge delega così intitolata, “Norme per la promozione della dignità delle persone anziane e per la presa in carico delle persone non autosufficienti” (il testo in allegato a fondo pagina).
«C’è stata una mescolanza di competenze, saperi accademici accanto a chi lavora sul campo e nelle amministrazioni», racconta Livia Turco, «Un mix che ha permesso alla Commissione di lavorare con profondità, trasparenza e riservatezza su un tema tanto importante si è riusciti a discutere con grande libertà e tesi a scrivere un progetto comune. Abbiamo discusso molto dei Patti sociali territoriali trasversali a tutte le politiche, poi era nostro dovere applicarci al tema della non autosufficienza essendo il Ministero del lavoro titolare del Fondo nazionale della non autosufficienza che scadeva nel 2021 e quindi bisognava approntare il secondo Piano nazionale per la non autosufficienza agganciandolo alla legge di Bilancio per piantare alcuni chiodi, i primi i Livelli essenziali delle Prestazioni Sociali (Leps), e questo è avvenuto con la legge 234/dic 2021 all’art. 1 commi dal 159 – 171 definisce i Leps della non autosufficienza a partire dalla domiciliarità, alle forme di sollievo, alle nuove forme di abitare solidale, alla formazione degli operatori».

Leggi: Vita


Le strutture per anziani dopo la pandemia e in attesa del PNRR

Nonostante siano state aspramente criticate durante la pandemia, le Rsa rimangono un servizio indispensabile nell’assistenza agli anziani. Lo stereotipo che circonda queste strutture va abbattuto con azioni volte a migliorare la vita dei grandi anziani, ad esempio trasformandole da pure residenze a centri di servizi aperti ed integrati con il contesto territoriale. Centri di riferimento, dove anziani e famiglie possano trovare ogni forma di supporto utile a garantire una vita dignitosa – di Fabio Bonetta (Direttore Generale A.S.P. Itis, Trieste)
Potranno ancora esistere le Rsa dopo quello che è accaduto in questi ultimi due anni a seguito della pandemia e delle dichiarazioni mediatiche conseguenti?
Avranno un senso dopo le dichiarazioni di chi dovrebbe proporre al governo la riforma dell’assistenza agli anziani ed alla luce dei contenuti oggi conosciuti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?
La risposta è semplice: sì, assolutamente, ci sarà sempre bisogno della residenzialità protetta. L’illusione che l’assistenza ai grandi anziani possa essere trattata esclusivamente a domicilio è, per usare un termine di moda, una fake news, forse funzionale a determinati interessi, chiaramente illogica, ma sicuramente rimane un’illusione per chi conosce veramente la tematica. Se invece intendiamo continuare a far gravare sulle famiglie l’onere della non autosufficienza, così come sugli ospedali ulteriori ricoveri impropri, ovvero sostenere un determinato sistema di servizi, allora chiudiamo le Rsa.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Ora si può finalmente richiedere all’INPS la Disability Card

Da oggi, 22 febbraio, è possibile richiedere all’INPS la Disability Card, strumento che permetterà un più facile accesso ai vari servizi, da parte delle persone con disabilità, in un regime di reciprocità con gli altri Paesi dell’Unione Europea. Chi farà dunque la richiesta, con tutti i requisiti necessari, riceverà direttamente a casa la nuova tessera nel mese di aprile. Soddisfazione viene espressa dalla Federazione FISH, impegnatasi per anni nel lungo percorso che ha portato a questo risultato
Dapprima, all’inizio di dicembre, vi è stata la presentazione ufficiale da parte della ministra delle Disabilità Erika Stefani, seguita dal relativo Decreto del Presidente del Consiglio, che aveva fissato tutti i criteri e le modalità; mancava quindi solo l’INPS a definire quando si sarebbe potuta richiedere la Disability Card: ebbene, anche quel passaggio si è compiuto, se è vero che da oggi, 22 febbraio, tramite una specifica Sezione dell’Istituto (a questo link), la richiesta può essere effettuata, dopodiché chi ne avrà i requisiti riceverà direttamente a casa la nuova tessera nel prossimo mese di aprile.

Leggi: Superando


Assegno Unico Universale: per le domande prima scadenza il 28 febbraio

Coloro che presenteranno la domanda entro il 28 febbraio potranno ricevere l’Assegno Universale per i figli minori a carico già a partire dalla seconda metà del mese di marzo. A ricordarlo è l’Inps con il comunicato stampa pubblicato ieri sul sito istituzionale, precisando che per chi ne fa richiesta entro il 30 giugno saranno riconosciuti comunque gli arretrati a partire dal mese di marzo. Per le domande presentate successivamente, il sussidio spetterà a partire dal mese successivo a quello della richiesta.
L’Inps ricorda, infine, che l’assegno Unico Universale spetta a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati, non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza).
A partire dal mese di marzo, in attuazione della normativa, cesseranno quindi le prestazioni attualmente erogate in busta paga o con la pensione per il nucleo familiare e le detrazioni fiscali relative. Infatti, il pagamento dell’Assegno Unico sarà corrisposto da INPS direttamente sul conto corrente bancario, sull’iban indicato dal richiedente. Per i titolari del Reddito di Cittadinanza l’assegno, invece, il sussidio verrà versato in automatico sulla carta RdC, senza bisogno di inoltrare alcuna domanda.

Leggi: Inca


 

 

 

 

La tutela dell’ambiente in Costituzione è un fatto epocale

Con la riforma degli articoli 9 e 41, la difesa dell’ambiente, della biodiversità e degli animali entra a pieno titolo nella nostra carta costituzionale. Dopo una lunga battaglia, la nostra legge fondamentale recepisce un cambiamento di sensibilità già avvenuto all’interno della nostra società.
Una battaglia epocale è stata vinta. La tutela dell’ambiente, della biodiversità e del mondo animale è entrata a pieno titolo nella Costituzione italiana. Quasi quarant’anni dopo l’Olanda (1983) e trenta dopo la Germania (1994), anche il nostro paese fa un passo avanti nel rispetto del pianeta. La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge che prevede la modifica di due articoli della Carta fondamentale della Repubblica: il 9 e il 41.

Leggi: Liberetà


NEWS:

martedì 15 febbraio 2022
Rincari energia, le famiglie a basso reddito più penalizzate

La bolla dei prezzi. Il 2022 si è aperto all’insegna del caro bollette, esattamente come si era chiuso il 2021. La bolla dei prezzi del gas naturale sui mercati internazionali non ha cessato di far sentire i suoi effetti sul costo dell’energia e, a ricaduta, sulle bollette di luce e gas. Come se non bastasse, la crisi ucraina potrebbe scatenare conseguenze imprevedibili in caso di guerra.
Per questo si attende il nuovo consiglio dei ministri che dovrà, giovedì, decidere quante risorse stanziare per neutralizzare i rincari che, come è prevedibile, incidono in particolare sui redditi più bassi.
Secondo un rapporto di Assoutenti, che ha tenuto conto dell’andamento dell’inflazione a gennaio, la stangata potrebbe ammontare a 38,5 miliardi di euro.
Una mazzata che già nell’estate e nell’autunno scorsi ha rischiato di “stravolgere” i budget dedicati alle spese domestiche. In quelle occasioni il governo aveva mobilitato risorse pari a circa cinque miliardi di euro complessivi che, se non azzerato del tutto, avevano almeno attenuato il peso dei rincari, con interventi rivolti soprattutto a tutelare i nuclei familiari meno abbienti.

Leggi: Liberetà, 15/02/2022


martedì 15 febbraio 2022
Pnrr, ecco tutti gli errori e i possibili fallimenti

L’attuazione del PNRR sta entrando in una fase cruciale e la logica top down sta mostrando tutti i suoi limiti. Non si centreranno obiettivi di trasformazione se enti locali e soggetti privati non profit non verranno coinvolti: e sul ridisegno dell’assistenza e della sanità siamo ad una vera babele. Un ginepraio di commissioni e luoghi di discussione in cui ha più ruolo un vescovo del Terzo settore
L’attuazione del PNNR sta entrando in una fase cruciale, quasi “ansiogena” per tutti gli attori in campo e soprattutto per il Governo e le sue articolazioni ministeriali che entro metà anno dovranno rendicontare all’UE lo stato dell’arte degli obiettivi programmati circa le spese effettivamente impegnate e le riforme approvate in questo primo anno. Come è noto il mancato o parziale conseguimento degli stessi comincerà a produrre decurtazioni sulle successive tranche di finanziamento. Offro qualche spunto di riflessione a questo punto dell’attuazione con la sconfortante considerazione che il pericolo di una eccessiva centralizzazione delle procedure e dei soggetti attuatori comincia a mostrare i limiti che avevamo paventato.
Il fallimento della logica top down
Partiamo dalla logica dei bandi su base Ministeriale/nazionale o l’attribuzione diretta di ingenti risorse a società pubbliche (o controllate), soprattutto in materia di infrastrutture ed investimenti.

Leggi: Vita, 15/02/2022


venerdì 11 febbraio 2022
Medici di famiglia. Ecco la nuova proposta delle Regioni per il passaggio alla dipendenza. Ma la trattativa con il Ministero è ancora in stallo

Nella richiesta formulata dalle Regioni si chiede di inserire nella norma di legge cui sta lavorando il Ministero della Salute un passaggio che consenta di “reclutare personale dipendente per garantire le attività di assistenza primaria da svolgere all’interno delle case della comunità”. Ma la trattativa col Governo ancora non si sblocca. Da sciogliere anche il nodo della clausola che consentirebbe al Ministero d’intervenire qualora le trattative con i mmg in sede Sisac non riuscissero a sbloccarsi
“Le Regioni e le Province autonome, per il tramite degli Enti del servizio sanitario regionale, possono reclutare personale dipendente per garantire le attività di assistenza primaria da svolgere all’interno delle case della comunità, entro i vigenti limiti di spesa per il personale cumulati con la spesa consuntivata al 31.12.2021 per gli acquisti di servizi sanitari per la medicina di base”.
È questa la richiesta messa nero su bianco dalle Regioni e trasmessa al Governo per fare inserire questo passaggio nel provvedimento di riordino della medicina territoriale cui sta lavorando il Ministero della Salute. In sostanza le regioni chiedono che accanto alla figura del medico di famiglia convenzionato possano essere assunti come dipendenti dei medici da far lavorare nelle Case della comunità.

Leggi: Quotidiano Sanità, 11/02/2022


venerdì 11 febbraio 2022
Anziani fragili (e depredati), la sfida delle cure a casa

Dalla solitudine all’incubo delle finte case di riposo a caccia di pensioni. Contro l’emergenza Draghi chiede un piano a mons. Paglia: «La vecchiaia non sia una condanna»
La metamorfosi demografica dell’Italia sta aprendo una terra di nessuno in cui gli anziani diventano prede. Predatori sono i proprietari di tante sedicenti «case di riposo» nate in questi anni senza titoli, senza attitudini né volontà, interessati solo a prelevare le pensioni dei loro ospiti in cambio del meno possibile o magari in cambio di maltrattamenti. Quando anni fa l’Auser condusse un’indagine, i risultati furono sconcertanti: dalle Pagine gialle risultavano settecento centri di ricovero per anziani assenti dalle liste ufficiali del ministero dell’Interno. «Strutture di cui si sa molto poco — concluse allora l’associazione di volontariato sulla vecchiaia —. Non si trovano negli elenchi di competenza, non sono accreditati presso i sistemi sanitari, non si sa se sono in possesso di autorizzazioni».
Questo scandalo silenzioso può solo allargarsi ogni giorno di più, in mancanza di risposte adeguate. Oggi in Italia vivono quattordici milioni di anziani, sette al di sopra dei 75 anni di età dei quali 2,7 milioni con limitazioni serie dell’autonomia personale. Di questi, oltre un milione abita solo o con un coniuge coetaneo e dichiara di non trovare alcun aiuto o un aiuto sufficiente. Centinaia di migliaia vivono con pensioni al limite della sopravvivenza.

Leggi: Corriere della Sera, 11/02/2022


venerdì 11 febbraio 2022
Nel decreto energia un nuovo intervento contro il caro bollette

Consiglio dei ministri atteso la prossima settimana dovrebbe varare un provvedimento, il decreto energia, per far fronte alla crisi provocata dai rincari delle bollette. Nel decreto anche ritocchi alla cessione multipla dei crediti fiscali, soprattutto per superbonus e altri bonus edilizi, il rinnovo degli incentivi auto e nuove risorse per i Comuni dal fondone Covid.
Bollette e caro energia. Intervista a Re Rebaudengo, Elettricità Futura: colpire le rinnovabili è un grave errore
Lo schema di gioco assomiglia a quello seguito poche settimane fa con il decreto bollette, inserito nell’ambito del Sostegni ter.
Un provvedimento ampio, dunque, che nasce per arginare lo shock provocato dall’aumento dei prezzi delle bollette luce e gas sulle famiglie e, soprattutto, sulle imprese. Imprese che potrebbero vedersi costrette a chiudere i battenti per non subire un salasso.

Leggi: Fasi, 11/02/2022


giovedì 10 febbraio 2022
L’anziano fragile e le speranze del Pnrr

Se non si programma il futuro con chiarezza, attivando tutti i nodi della rete con i quali l’Ospedale di Comunità dovrà collegarsi, c’è il rischio che questo diventi un parcheggio temporaneo in attesa dell’entrata in una Rsa
Il Pnrr sta aprendo nuove importanti prospettive in molti ambiti della nostra vita nazionale. Il governo sta agendo con determinazione e arriverà certamente a importanti risultati. Mi soffermo in particolare sugli ospedali di comunità, il cui inserimento nel Pnrr è stata una scelta importante, che potrebbe trasformarsi in un miglioramento significativo dell’insieme dell’assistenza alle persone anziane fragili. Infatti, nell’organizzazione sanitaria italiana frequentemente mancano strutture in grado di gestire i problemi di salute del cittadino senza ricorrere al ricovero ospedaliero e garantendo un passaggio protetto al momento della dimissione. Il compito, quindi, degli OdC è di rilievo, sia nella prospettiva del singolo, per la difesa della sua salute, sia nella prospettiva delle comunità, per evitare un sovraccarico di lavoro dell’ospedale e delle Rsa. A regime, se si dovesse realizzare il programma indicato dal Pnrr, nel 2026 si arriverebbe a disporre di 0,18 letti per mille abitanti.

Leggi: Corriere della Sera, 10/02/2022


giovedì 10 febbraio 2022
Due anni dopo nelle Rsa nulla è cambiato. Niente visite per i parenti anche se vaccinati

Nonostante il decreto legge, molte strutture continuano a scegliere la strada dell’isolamento. Eppure le dosi hanno fatto crollare la mortalità – di Manila Alfano
Due anni dopo nelle Rsa nulla è cambiato. Niente visite per i parenti anche se vaccinati
Cosa è cambiato nelle Rsa due anni dopo l’emergenza Covid? Purtroppo molti degli anziani e dei pazienti con disabilità restano soli. Chiusi e isolati lontano dai loro affetti. Nonostante un decreto legge approvato dal governo lo scorso 24 dicembre che ha dato il via libera alle visite per i vaccinati con booster, e test antigenico rapido o molecolare eseguito nelle 48 ore precedenti, molte strutture hanno scelto la strada delle porte chiuse.
Non bastano le tre dosi di vaccino, non è stato sufficiente immunizzare pazienti e parenti: le Rsa, moltissime, troppe, restano inaccessibili.
Come se le proteste, le richieste disperate dei parenti che invocano un incontro nel pieno rispetto delle regole, nonostante i pareri dei medici a giurare che guai interrompere il legame con i famigliari, le visite restano chimere.

Leggi: Il Giornale, 10/02/2022


mercoledì 9 febbraio 2022
La bozza di legge delega per la non autosufficienza un primo passo avanti per la riforma

“La bozza di legge delega elaborato dal gruppo di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presieduto dall’ex ministro Livia Turco inviato nei giorni scorsi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresenta un significativo passo in avanti nell’auspicata riforma della non autosufficienza”, lo dichiara l’Auser Nazionale in una nota. “Il rispetto della dignità delle persone anziane già dal titolo della delega è l’incipit intorno a cui si sviluppano le proposte contenute nell’articolato. I capisaldi sono la promozione dell’invecchiamento attivo; il contrasto all’isolamento; la continuità di vita e di cura presso il proprio domicilio; l’esigibilità dei livelli essenziali delle prestazioni sociali; il potenziamento e l’integrazione dei servizi sanitari e sociali per la domiciliarità rafforzando i distretti sociosanitari e dotando di adeguate risorse i servizi sociali; la riforma delle strutture per la residenzialità e semiresidenzialità; lo sviluppo di forme di coabitazione solidale; lo sviluppo di percorsi formativi e di qualificazione e collocamento dei lavoratori impegnati nella attività di cura”.
Per l’Auser quindi, la bozza della delega rappresenta la base per una seria discussione per

Leggi: Auser, 09/02/2022


mercoledì 9 febbraio 2022
Un welfare urbano per ricucire gli strappi della pandemia

Ci dicono sia venuto il tempo di riandare in città. C’è poco da fare il flaneur. Non riconoscendosi nei luoghi abituali, ci si interroga su come il flusso della pandemia abbia cambiato nell’identità le forze che fanno la città, cambiandone in profondità il nomos sociale e politico. Perché ogni città è costituita dall’intreccio di tre livelli: è città-mondo che cerca di agganciarsi ai flussi globali; è città-sociale percorsa da faglie e poteri civili; è città-piattaforma territoriale, aperta alla dimensione regionale, impasto di infrastrutture, produzione, comunità. Se si va oltre le serrande abbassate, tante, e l’anonimato dei volti segnati dalla mascherina che inducono spaesamento ci si interroga sul cosa e come sarà.
Le città sono i luoghi in cui più radicale è l’affermarsi di un nuovo ciclo della società che si fa iper (non post) industriale, trainato dalla centralità nel valore dei grandi servizi che rappresentano l’infrastruttura a sostegno della capacità umana e sociale di riprodursi: salute, natura, sapere, finanza, cultura, logistica, abitare. Una re-industrializzazione della città che non è certo il ritorno della “fabbrica”, perché è la città nel suo complesso che si fa fabbrica del valore.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 09/02/2022


lunedì 7 febbraio 2022
Comunità di spazi e servizi: cohousing a piccoli passi in Italia

Modelli abitativi. Le case con attività condivise aumentano meno della domanda e solo al Centro-Nord Iniziative spontanee, mancano standard di realizzo: sinora 40 esperienze, in Europa è il 2% del mercato.
Lieto fine per Urban Navigli, il progetto di cohousing a Milano rimasto nelle secche per il fallimento della società che lo aveva lanciato (si veda l’articolo a fianco). Manca solo uno step e poi la cooperativa Ccl subentrerà a pieno titolo nell’operazione, con l’obiettivo di chiudere il cantiere entro il 2024.
Un inciampo che non ha fermato un fenomeno – quello del cohousing – che, nato negli anni Sessanta in Scandinavia per poi diffondersi nel resto d’Europa, ha per anni faticato ad attecchire in Italia. Oggi, però, la condivisione di spazi e servizi da parte di proprietari di abitazioni nello stesso complesso condominiale è diventata un valore. Edifici residenziali sostenibili dal punto di vista energetico, ecologico, dell’utilizzo delle risorse, della salute e del benessere degli inquilini, dei materiali, della produzione di rifiuti, dei processi di gestione e dei servizi erogati, raccolti attorno a piazza e verde attrezzato che diventano il luogo di crescita dei rapporti sociali. E anche occasioni per risparmiare sulla spesa e sulle utenze, per condividere spazi. Un modo di abitare che, pur crescendo, continua a essere “di nicchia” e che al sud ha tuttora difficoltà di penetrazione.

Leggi: Quotidiano Condominio, 07/02/2022


lunedì 7 febbraio 2022
Bonus casa, conti da rifare dopo la stretta

Norme antifrodi. Il divieto di cessioni multiple e le indagini sui crediti fittizi bloccano molti potenziali acquirenti e impongono di ripensare gli investimenti Le detrazioni. L’alternativa alla monetizzazione degli incentivi è l’uso diretto, che è però impossibile per i forfettari ed è limitato dall’incapienza fiscale
La stretta antifrodi sui bonus casa mette a dura prova anche chi vuol fare le cose in regola.
Proprietari e professionisti con lavori in corso stanno cercando in questi giorni di perfezionare le cessioni dei crediti d’imposta, scongiurando il rischio che i bonus diventino di fatto “incedibili”. L’allungamento fino al 16 febbraio del periodo transitorio dà un po’ di respiro in più, prima che scatti il divieto di cessioni successive alla prima. Ma di questa boccata d’ossigeno beneficia soprattutto il mercato secondario, compresi gli istituti di credito che hanno più tempo per ottimizzare la collocazione dei bonus tra le società del gruppo. Sul mercato primario, invece, ci sono grandi difficoltà: tra obbligo di asseverazione, divieti in arrivo e indagini sulle frodi, molti
potenziali compratori (banche, poste e assicurazioni) hanno già bloccato o rallentato gli acquisti dei crediti.Così, chi non ha ancora avviato i cantieri – o, comunque, non ha ancora maturato un credito cedibile – deve rifare i conti sulla convenienza, con l’aggravante di un quadro normativo ancora in evoluzione e atipico.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 07/02/2022


DALLE REGIONI:

martedì 15 febbraio 2022
Firenze, colletta pubblica per aiutare gli anziani a pagare le bollette

“Adotta una bolletta”. E’ questo il nome dell’iniziativa del Comune di Firenze e della Fondazione Montedomini per aiutare gli anziani in difficoltà a sostenere le spese delle utenze domestiche. Si potranno donare da un minimo di 1 euro fino al massimo di 1.000 euro a donazione e dal lancio dell’iniziativa nei giorni scorsi sono già stati raccolti oltre 5mila euro.
I fiorentini hanno risposto con entusiasmo alla raccolta fondi: “Molti hanno chiamato la fondazione per capire come donare. Le donazioni vanno dai 50 ai 1.000 euro e la stima è al ribasso – spiega il presidente della fondazione Luigi Paccosi a La Repubblica – I bonifici non sono immediatamente visibili” e quindi è probabile che nei due giorni siano state molte di più le donazioni. I destinatari sono anziani con Isee inferiore a 9mila euro seguiti dai servizi sociali fiorentini, sono tra i “4mila e i 6mila, ma è plausibile pensare che siano molti di più” afferma Funaro.

Leggi: Redattore Sociale, 15/02/2022


martedì 15 febbraio 2022
Casa, Aler: torna il canone zero per inquilini over 70 in regola

Ad annunciarlo è direttamente il Pirellone: beneficiari della misura sono gli assegnatari, da almeno 10 anni, di un alloggio sociale dell’Aler. A prevederlo una specifica delibera, approvata dalla giunta su proposta dell’assessore lombardo alla Casa Alessandro Mattinzoli
Regione Lombardia rilancia fino al 2024 la misura premiale che azzera il canone a favore degli inquilini over settantenni assegnatari di alloggi Aler in regola con i pagamenti di canone e spese di locazione.
Ad annunciarlo è direttamente il Pirellone: beneficiari della misura sono gli assegnatari, da almeno 10 anni, di un alloggio sociale dell’Aler. A prevederlo una specifica delibera, approvata dalla giunta su proposta dell’assessore lombardo alla Casa Alessandro Mattinzoli. I fondi a disposizione sono complessivamente 7,8 milioni di euro per il triennio 2022-2024.
“Dal 2019 al 2021 con la misura sperimentale sono stati supportati circa 6.000 inquilini anziani meritevoli del sostegno”, rivendica Mattinzoli. Da qui nasce “l’utilità di riconoscere e valorizzare l’esempio civico di un corretto rapporto con le Aler anche per i prossimi anni”, conclude.

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lunedì 14 febbraio 2022
Toscana, 56 milioni per la rigenerazione dei borghi abbandonati

Sono 56,5 i milioni di euro destinati alla Toscana, d’intesa col Ministro dei beni culturali, nell’ambito dell’intervento del Pnrr sulla rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi abbandonati o in avanzato processo di declino e abbandono
Sono 56,5 i milioni di euro destinati alla Toscana, d’intesa col Ministro dei beni culturali, nell’ambito dell’intervento del Pnrr sulla rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi abbandonati o in avanzato processo di declino e abbandono. “Un primo bando da 36,5 milioni, già pubblicato con scadenza il 15 marzo, offrirà un contributo massimo di 1.600.000 euro a più di 20 borghi toscani”, ha sottolineato il presidente della Toscana Eugenio Giani. “Venti milioni di euro saranno invece destinati a un borgo scelto dalla Regione, che quindi, grazie alla consistenza del finanziamento, potrà cambiare il proprio volto nel prossimo futuro. Una scelta delicata e complessa che avverrà entro la fine di febbraio con una delibera della Giunta regionale, previa valutazione tecnica da parte della Direzione cultura”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/02/2022


lunedì 14 febbraio 2022
Casa, Reggio Emilia riduce il disagio con immobili tolti alle mafie

A quattro anni dalla sentenza di primo grado del maxi processo Aemilia contro la ‘ndrangheta (e a due da quella di appello) al Comune di Reggio Emilia sono stati assegnati i primi immobili della criminalità organizzata sottoposti a confisca. Si tratta di cinque appartamenti collocati in diverse zone della città che dal primo marzo ospiteranno circa 12 persone in condizione di emergenza abitativa seguite dai servizi sociali e in attesa di una collocazione definitiva. Per gli alloggi, infatti, è ancora in corso l’iter di confisca definitiva al termine del quale entreranno nel patrimonio dell’Agenzia nazionale competente per questi beni. Che potrà però confermare o meno la destinazione d’uso concessa all’amministrazione.
L’operazione è frutto di un accordo tra piazza Prampolini e Filippo Salvardi, amministratore giudiziario nominato dal tribunale di Bologna, che segue per competenza le “pratiche” reggiane. In dettaglio gli appartamenti sono concessi con un contratto di comodato d’uso gratuito al Comune che si farà carico delle utenze e degli oneri di manutenzione ordinaria.

Leggi: Redattore Sociale, 14/02/2022


lunedì 14 febbraio 2022
Casa Milano, nel 2021 è stato assegnato solo il 3% degli alloggi popolari

Il patrimonio delle case popolari (Sap) nella città di Milano è attualmente composto da 61.427 alloggi (di cui 34.224 di proprietà di Aler Milano e 27.203 del Comune tramite la partecipata Mm). Per quanto riguarda le case di Aler si riscontra come dal 2019…
Il patrimonio delle case popolari (Sap) nella città di Milano è attualmente composto da 61.427 alloggi (di cui 34.224 di proprietà di Aler Milano e 27.203 del Comune tramite la partecipata Mm). Per quanto riguarda le case di Aler si riscontra come dal 2019 siano state sottratte, tramite vendite o valorizzazioni, 3.507 case che quindi non possono essere più assegnate alle famiglie in graduatoria. Il 70,63 % degli inquilini delle case popolari è rappresentato da famiglie con Isee Erp inferiore a 16mila euro. Le nuove assegnazioni nel 2021 sono state complessivamente 805, il 3% circa rispetto agli aventi diritto che hanno presentato domanda negli ultimi anni. Dal 2018 sono stati ristrutturati dal Comune di Milano 3.467 alloggi, ma nello stesso periodo le nuove assegnazioni sono state solo 2.072. Almeno 1.395 case sono state ristrutturate ma non assegnate.
I numeri sono stati snocciolati durante il nono congresso territoriale del Sicet, il sindacato degli inquilini della Cisl, tenutosi oggi a Milano, nell’auditorium Enzo Baldoni al Municipio 8. Al termine dell’evento, inoltre, è stato confermato come segretario generale Sicet Ermanno Ronda, affiancato dai segretari Roberto Cetara con delega all’edilizia pubblica e Mattia Gatti con delega a quella privata.

Leggi: Redattore Sociale, 14/02/2022


venerdì 11 febbraio 2022
Calabria. CGIL Gioia Tauro e SUNIA-CGIL Calabria incontrano il Prefetto Mariani per indicare strumenti operativi idonei ad affrontare le politiche abitative nella piana di Gioia Tauro: accordi territoriali per contratti di locazione agevolati, PNRR riutilizzazione beni confiscati e PNRR rinascita borghi

Giovedì 10 febbraio, il Prefetto Massimo Mariani ha convocato e incontrato, presso la Prefettura di Reggio Calabria, Celeste Logiacco (Segretaria Generale Cgil Gioia Tauro) e Francesco Alì (Politiche Abitative Cgil Calabria). L’incontro, richiesto dal sindacato, nasceva dalla volontà dei due sindacalisti di dare un seguito al recente “Consiglio territoriale sull’immigrazione”, convocato proprio dal Prefetto con l’obiettivo di monitorare il fenomeno del caporalato nella Piana di Gioia Tauro, affrontare il tema della messa in sicurezza dei migranti presenti sul territorio e quello del problema alloggiativo.
A parere di Logiacco e Alì, il tema delle politiche abitative può essere affrontato, in questo momento, anche combinando tra loro diversi strumenti, tra i quali i recenti Accordi Territoriali per i contratti di locazione a canone concordato (siglati da Sunia-Cgil Calabria, Sicet-Cisl e Confedilizia Reggio Calabria nei Comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando), nonché due PNRR, quello sulla valorizzazione dei beni confiscati e quello sulla rinascita dei borghi.

Leggi: Sunia, 11/02/2022


giovedì 10 febbraio 2022
Termini Imerese. Il punto sull’emergenza abitativa in un incontro tra CGIL, SUNIA e amministrazione comunale. Di Martino e Darwish: “Condiviso un progetto basato sulle esigenze delle famiglie”

Si è svolto sul tema della “Casa” un incontro presso il comune di Termini Imerese tra la Camera del Lavoro territoriale, il SUNIA e l’assessore alle politiche sociali Maria Concetta Buttà.
Un incontro sollecitato da CGIL e SUNIA per discutere del tema dell’abitare nella città di Termini Imerese e degli interventi da portare avanti, di concerto tra sindacato e amministrazione comunale, a garanzia del diritto alla casa e del diritto a condizioni abitative dignitose per ridurre il disagio abitativo di tantissimi cittadini.
E’ emerso che su Termini Imerese il Comune ha un patrimonio abitativo di oltre 100 proprietà e sono mille le abitazioni di proprietà dello Iacp. “Riteniamo positivo l’incontro con l’amministrazione – dichiarano Laura Di Martino, responsabile della Camera del Lavoro Cgil di Termini Imerese e Zaher Darwish, segretario del SUNIA Palermo – Abbiamo avviato un esame del disagio abitativo diffuso e concordato uno scambio di impegni tra i sindacati e l’amministrazione, con un programma e un iter da seguire”.

Leggi: Sunia, 10/02/2022


mercoledì 9 febbraio 2022
Verbania, nasce il primo parco giochi per anziani. Il progetto restituisce alla comunità una zona prima abbandonata e invasa da rifiuti

Sta prendendo forma il parco giochi per anziani che si sta realizzando nel giardino del Centro sociale Rosa Franzi a Intra. Un progetto che l’Auser di Verbania attraverso l’università del Ben-Essere ha lanciato nella primavera di un anno fa, quando l’area era abbandonata, piena di sterpaglie e rifiuti di ogni sorta. Sono stati i volontari dell’associazione a rimboccarsi le maniche. «I nostri iscritti hanno subito deciso di dare una mano spiega Maria Santina Cattano, presidente di Auser Insieme Verbania -, c’è chi ha portato le proprie cesoie, chi il tosaerba e chi solo passione e olio di gomito». Dopo la pulizia dell’area c’è stata la posa di 100 metri quadrati di uno speciale manto erboso artificiale costato 3.600 euro. «Questa cifra è stata interamente messa dall’università del Ben-Essere e già in estate l’area è stata sfruttata come palestra all’aperto». Ora la fase conclusiva dei lavori per dare vita a un’area di socializzazione con spazi fioriti e coltivati. Il progetto ha un costo complessivo di circa 30 mila euro e ha visto anche il contributo di Comune di Verbania, Fondazione Comunitaria «e in parte ci siamo autofinanziati».

Leggi: Auser, 09/02/2022


mercoledì 9 febbraio 2022
Reggio Emilia, più prossimità per la salute. I primi risultati dell’indagine promossa da Spi Cgil, Fp Cgil, Auser e Federconsumatori

Medici di base, soprattutto con il Covid, sono al primo posto come figure più importanti per i cittadini. Acquistano rilievo i farmacisti, che, probabilmente, prima erano considerati solo come ‘venditori di medicinali’. Poi, ci sono gli ospedali. Le figure di prossimità, insomma, rimangono centrali per il sistema sanitario locale e, in particolare, per il suo miglioramento. È questo che emerge da una prima indagine di Federconsumatori, Spi, Fp Cgil e Auser, tra luci e ombre, cioè considerando ciò che funziona e ciò che, invece, potrebbe funzionare meglio. L’indagine, con 735 interviste, si è concentrata su alcune dimensioni principali: i servizi forniti dai medici di medicina generale, le criticità e i punti di forza. Ciò che ne esce è un quadro positivo della sanità reggiana, anche se i margini di miglioramento, non appena subentreranno i decisori politici, sono e possono essere molti. Rimane centrale, in ogni caso, la centralità dei medici di base. Non a caso il 52% dei rispondenti ha iniziato il rapporto con il proprio medico già da cinque anni. Ma il 65%, si reca dal medico raramente.

Leggi: Auser 09/02/2022


mercoledì 9 febbraio 2022
Firenze, Attiva la mente: un progetto di Arte Terapia digitale per combattere il declino cognitivo

“Attiva la mente” è un progetto promosso dall’associazione ACPST con C.R.E.T.E. – Centro Ricerche Europeo Terapia Espressiva Metodo Anne Denner APS, in accordo e collaborazione con ASP Firenze Montedomini – Polo Pubblico dell’Amministrazione Comunale Fiorentina per i Servizi alla Persona e Cooperativa Sociale G. Di Vittorio Onlus. Coinvolta nel progetto la RSA Principe Amabelek – ASP Firenze Montedomini gestita dalla Cooperativa Sociale G. Di Vittorio Onlus, in quanto gli ospiti sono disabili e anziani over 65, affetti da declino cognitivo e morbo di Alzheimer, e sono stati attivati percorsi di video arte terapia digitale, fruibili tramite pc, smartphone, tablet, che riguardano aspetti sonori e visivi, propedeutici a Percorsi di Arte Terapia quali “disegno e pittura”, “fotografia analogica e digitale”, “creta e ceramica”, “collage”, ”scrittura e libro d’artista” realizzati da – Psicologi e Artisti Arti Terapeuti Professionisti in presenza e, durante l’emergenza COVID-19, a distanza. Per gli operatori-socio-sanitari e gli specialisti della RSA, sono stati realizzati percorsi formativi e aggiornamento, affinché potessero essere di supporto agli ospiti durante la realizzazione dei percorsi di Arte Terapia, e attività di assistenza, durante e post l’emergenza COVID – 19, attraverso webinar, messaggististica istantanea, telefono, etc.

Leggi: Auser, 09/02/2022


mercoledì 9 febbraio 2022
Puglia, presentato il piano delle politiche sociali

Sette aree strategiche suddivise in 34 obiettivi, ognuno dei quali comprende 34 interventi e un solo fine: includere i più fragili. È quanto si propone di fare il piano delle politiche sociali della Regione Puglia presentato nel corso dei lavori del III commissione consiliare Sanità. Gli assi sono: sistema del welfare d’accesso; politiche familiari e tutela dei minori; invecchiamento attivo; politiche per l’integrazione delle persone con disabilità e la presa della non autosufficienza; promozione dell’inclusione sociale ed il contrasto alle povertà; prevenzione e contrasto di tutte le forme di maltrattamento e violenza su donne e minori e le pari opportunità e la conciliazione vita-lavoro.

Leggi: Redattore Sociale, 09/02/2022


IN AGENDA:

16.2.2022 ore 17.30 – 19.00 – Garantire il diritto ad una vecchiaia dignitosa – Riflessioni a partire dal disegno di legge:

“Delega per la promozione della dignità delle persone anziane e per la presa in carico delle persone non autossufficienti”

Segui: https://www.facebook.com/associazionesalutedirittofondamentale


19.2.2022 ore 10.00 – Il volontariato che cambia la sanità. Il tempo della relazione è tempo di cura – Convegno

Organizzazione: Csv Bergamo
Bergamo: Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, Viale Papa Giovanni XXIII
Per saperne di più:
https://www.csvnet.it/images/Eventi …
Diretta streaming sulla pagina Facebook “Capitale Italiana del Volontariato – Bergamo 2022”

Leggi: Redattore Sociale


 25.2.2022 Ore 10.00 – Seminario “La co-progettazione dal punto di vista operativo”

Sala De Pasquale del Comune di Latina,
Organizzato dal Forum Terzo Settore Lazio, CSV Lazio e Legacoop sociali Lazio, in collaborazione con il Comune di Latina e il progetto Fa.Mi “Open Doors”.

Segui: https://www.forumterzosettorelazio.it/index.php/2022/02/04/la-co-progettazione-dal-punto-di-vista-operativo/


26.2.2022 ore 9.00 – Convegno “La riforma del Terzo Settore. Prospettive per lo sviluppo dell’economia sociale”

Roma Università Pontificia Salesiana Documenti scaricabili

Segui: https://www.redattoresociale.it/article/la_riforma_del_terzo_settore_prospettive_per_lo_sviluppo_dell_economia_sociale


IN EVIDENZA:

L’integrazione socio-sanitaria parte dalla non autosufficienza: parola di Livia Turco – di Chiara Ludovisi

La commissione “Interventi sociali e politiche per la non autosufficienza”, da lei presieduta, ha delineato nel disegno di legge delega come dovrebbe essere il percorso di presa in carico: “Il Punto unico di accesso sarà l’amico di famiglia, in cui si realizzerà l’integrazione che in questi 20 anni è rimasta sulla carta. La scelta è netta: investire sui servizi e sulla domiciliarità, o gli anziani di domani saranno più soli di adesso”
Cosa accade oggi, quando una famiglia si trova a dover affrontare la non autosufficienza? E cosa dovrà accadere in futuro? “Oggi per la non autosufficienza ci sono tre risorse: qualche ora di assistenza domiciliare, l’indennità di accompagnamento e il congedo pagato fino a due anni per i familiari che assistono le persone disabili, che ho introdotto nella legge 53/2000. E poi ci sono le Rsa, le case di riposo e le badanti, spesso prive di tutele e di diritti”. Lo sa bene Livia Turco, una vita dedicata alle politiche sociali e sanitarie e impegnata nella realizzazione di quell’integrazione che “oggi, a distanza di 20 anni dalla legge 328, ancora è solo sulla carta”. Per questo, dà grande importanza, Livia Turco, al documento appena ultimato dalla Commissione “Interventi sociali e politiche per la non autosufficienza”, istituita presso il ministero del Lavoro e da lei presieduta. Il documento è una proposta di legge delega, trasmessa il 29 gennaio a Palazzo Chigi e su cui “regna il mistero – ci riferisce – Non è stata diramata, non abbiamo ricevuto alcun riscontro”.

Leggi: Redattore Sociale


Riforme per la non autosufficienza e la disabilità – Una proposta articolata – di Maurizio Motta

Questo articolo è un po’ diverso da quelli solitamente presenti in questo sito, perché i contenuti che propone non si concludono nelle poche pagine del suo testo; intendono invece invitare il lettore a esaminare la proposta che qui si allega, la quale è volutamente più articolata e voluminosa dell’articolo, sperando quindi sia nella pazienza che nell’interesse ad approfondire di chi legge. Per spiegare in sintesi questo materiale pare utile richiamare due aspetti: che cosa sta accadendo, e che cosa si valuta importante riformare.
Il contesto attuale
In questo momento di inizio 2022: è già stata approvata una legge delega di riordino sui temi della disabilità, è previsto (dal PNRR) che sia approvata una legge delega sulla non autosufficienza degli anziani, sono state diffuse analisi e proposte sia di diversi soggetti e coalizioni sociali, sia di gruppi di lavoro ministeriali (come quello presieduto da mons. Paglia); e sono state presentate le proposte del gruppo attivato dal ministro Orlando e coordinato da Livia Turco. Inoltre sono stati inseriti nella legge di Bilancio per il 2022 alcuni interventi dedicati alla non autosufficienza classificati come “livelli essenziali”, e stanno arrivando alle Regioni le prime assegnazioni di risorse finanziarie del PNRR.

Leggi: Welforum


Dal circuito vizioso della dis-abilità al circuito virtuoso delle abilità

L’esperienza riabilitativa al Centro Medico di Fisioterapia di Padova, durante la pandemia, mostra come siano notevolmente aumentati i nuovi accessi di pazienti anziani con rallentamento motorio legato all’isolamento protettivo in cui hanno vissuto. L’equipe curante ha cercato di ricalibrare il progetto riabilitativo individuale, focalizzandolo in modo particolare sul recupero delle abilità ridotte e sulla valorizzazione di quelle residue – di Patrizia Scarso (psicologa psicoterapeuta, Centro Medico di Fisioterapia Padova), Eliana Pettenello (terapista della riabilitazione, Centro Medico di Fisioterapia Padova-Tencarola), Giuditta Fellin (medico fisiatra, Centro Medico di Fisioterapia Padova)
In letteratura sono ormai numerose le pubblicazioni relative all’impatto dell’isolamento sociale sulla salute fisica e mentale degli anziani durante la pandemia Covid-19 (Sepùlveda-Lojola et al., 2020a; Hwang et al., 2020; Goethals et al., 2020; Ingram et al., 2021).
In una revisione narrativa del 2020 (b) Sepùlveda-Lojola e collaboratori riferiscono che “il distanziamento sociale a causa della pandemia di Covid-19 potrebbe portare a conseguenze negative per la salute fisica degli anziani.” Questo sembra essere in relazione alla diminuzione dei livelli di attività fisica conseguenti alla restrizione totale o parziale della partecipazione sociale ai gruppi comunitari, alle attività familiari ed anche alla costrizione dello “spazio vitale” inteso come “gli spazi (ad esempio casa, quartiere, città ecc.) che una persona frequenta.” (Ingram et al., 2021).

Leggi: I Luoghi della Cura


Dalla domiciliarità ai Leps: verso la legge delega su anziani e non autosufficienti – di Chiara Ludovisi

La Commissione “Interventi sociali e politiche per la non autosufficienza”, presieduta dall’ex ministro della Salute Livia Turco, ha trasmesso la bozza del documento. Tra i capisaldi: esigibilità dei Leps, superamento dell’istituzionalizzazione, potenziamento e integrazione del servizio per la domiciliarità, riconoscimento del caregiver. Inoltre, Relazione e Linee guida nazionali
Livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi, Linee guida nazionali, Piani d’azione, domiciliarità e semplificazione: sono queste solo alcune delle parole chiave e degli elementi cardine del disegno di legge delega “Norme per la promozione della dignità delle persone anziane e per la presa in carico delle persone non autosufficienti”, che è stato trasmesso nei giorni scorsi al ministro Orlando dalla Commissione “Interventi sociali e politiche per la non autosufficienza” istituita presso il Ministero del Lavoro e Politiche sociali e presieduta dall’ex ministro della Salute Livia Turco. La proposta fa riferimento a persone anziane (over 65) e persone non autosufficienti, ovvero “persone in cui sia stata riscontrata una disabilità fisica, psichica, sensoriale o relazionale in conseguenza della quale vi sia anche la cronicizzazione di patologie, una riduzione o una perdita delle capacità funzionali necessarie per condurre una vita autonoma dal punto di vista sanitario, sociale, abitativo ed economico”.

Leggi: Redattore Sociale


 L’abitare del futuro? È collaborativo

Come attivare forme di abitare collaborativo? Come rigenerare spazi dismessi, dando vita al contempo a comunità di abitanti e a modelli di gestione condivisa? A queste domande hanno cercato di rispondere il Comune di Cesena e l’Azienda pubblica dei Servizi alla Persona Cesena Valle Savio candidandosi al Programma Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA) per il recupero di Palazzo Roverella, un complesso monumentale nel centro storico della città di oltre seimila metri quadrati.
Di questo percorso, sono due gli aspetti inediti su cui faremo un affondo: il primo riguarda la scelta di usare la coprogettazione come strumento di innovazione ed efficienza dell’amministrazione pubblica, il secondo la scelta di portare avanti la dimensione tecnica del progetto con quella del processo di rigenerazione, dando vita a un bando – in corso e con scadenza 15 febbraio 2022 – per affidare i servizi della progettazione definitiva ed esecutiva e la direzione lavori dell’intervento finanziato dal PINQuA, insieme a quelli della gestione dei processi per le future funzioni abitative, culturali e sociali.

Leggi: Audis


Non è solo il lavoro. La “questione femminile” è anche nella terza età

Il divario di genere si manifesta nell’occupazione ma anche in vecchiaia. Le donne vivono più a lungo degli uomini, ma a parità di età hanno più malattie croniche, maggiori limitazioni motorie o sensoriali e minore autonomia.
Esiste una questione femminile non solo nel lavoro. Il rapporto di Confcommercio sulla difficoltà di accesso delle donne all’occupazione, divulgato la settimana scorsa, desta un giusto allarme. Soprattutto se si incrocia con l’altra grande “questione”: quella meridionale.
Secondo l’indagine, appena una donna su tre nel Mezzogiorno ha un’occupazione. Circa il 30 per cento in meno della media Ue. Il tasso nazionale di occupazione femminile si ferma al 49 per cento, contro il 67 per cento degli uomini: 18 punti in meno. Peggio di noi, in Europa, fa solo la Grecia. Se si guarda poi alle posizioni apicali, nel 2013 nelle aziende appena il 3 per cento degli amministratori delegati era donna. Nel 2020, questo dato era ulteriormente calato al 2 per cento.
Il divario nelle retribuzioni. Secondo Almalaurea, le studentesse si laureano prima e con voti più alti, sono di più dei colleghi maschi, seguono tirocini ed esperienze all’estero, eppure faticano a farsi strada nel lavoro, e quando ci riescono guadagnano in media il 20 per cento in meno degli uomini. Ad essere penalizzate sono soprattutto le donne con figli.

Leggi: Liberetà


E’ l‘ageismo e non la vecchiaia il fardello più pesante per la società. Con un impatto economico davvero esorbitante

L’ageismo ha un forte impatto sulla salute. L’OMS definisce la salute come “uno stato di benessere sia fisico sia mentale” e quindi costituito non soltanto da assenza di malattie o di infermità. E’ un discorso più complesso, le cui componenti riguardano dati di realtà (patologia, cure, excursus di malattia) ma anche gli stati d’animo, le percezioni, persino la qualità di vita. Molto spesso l’ importanza dell’incidenza della salute nella nostra vita è sottovalutata, molto più di quanto non lo sia il razzismo, di cui si conoscono le conseguenze. Una ricerca a livello mondiale, commissionata appositamente per questo Rapporto, che esamina 422 studi su 45 Paesi, evidenzia che nel 96% dei casi l’ageismo ha una forte incidenza sulla salute, in tutti i suoi vari aspetti. Come dire: l’ingiustificabile discriminazione delle persone secondo l’età, produce danni sul nostro stato fisico e mentale. E non è dato da sottovalutare.

Leggi: Grey Panthers


SEGNALAZIONI:

Welfare a migranti: per i requisiti può bastare l’autocertificazione
Un cittadino extracomunitario, che chiede una determinata prestazione di welfare, può ricorrere all’autocertificazione per dimostrare il possesso dei requisiti di legge previsti, e l’Inps deve considerarla idonea. E’ quanto, in estrema sintesi, ha stabilito il Tribunale di Milano, nella sentenza del 15 dicembre 2021, accogliendo il ricorso di una donna eritrea, invalida totale e regolarmente residente in Italia dal 2019, che si è vista respingere dall’Inps la domanda di pensione di inabilità, perché non aveva esibito le attestazioni provenienti dalla Repubblica di Eritrea, ricorrendo all’autocertificazione dei requisiti.
La causa, avviata dall’Inca, attraverso i suoi consulenti legali (Paolo Maria Angelone e Franco Scarpelli), si è conclusa positivamente per la donna, con la condanna dell’Istituto previdenziale pubblico al pagamento di tutti gli arretrati maturati, a partire dalla prima richiesta.

Leggi: Inca


 

 

 

NEWS:

martedì 8 febbraio 2022
Morti “con” o “per” Covid, qual’è la situazione in Italia ed ecco perché il conto dovrebbe essere più alto – Lo studio dell’Osservatorio nazionale della salute

Una strage da quasi 150 mila vittime. E nel 2020 ne sono sfuggiti oltre 25 mila
Dopo i ricoveri da giorni è il turno dei morti «con» anziché «per» Covid. Il coro si è alzato tra esponenti politici favorevoli al «liberi tutti e subito», ma anche tra medici ed esperti. Perché nella corsa alla normalizzazione c’è un dato che stona e sono quelle 12 mila vittime del virus da Natale ad oggi, con il totale di 150 mila decessi che l’Italia sembra destinata a raggiungere già questa settimana. Rapportato alla popolazione è il più alto tasso di mortalità da Covid in Europa. Perché probabilmente gli altri li contano in modo meno preciso di quanto non si faccia da noi e non per il fatto che il nostro servizio sanitario nazionale sia più scassato di altri. Ma il dubbio che tutte quelle morti non siano di pazienti positivi deceduti poi per infarti tumori od altro lo sollevano i dati Istat e Iss. Punto di partenza per capire come effettivamente stiano le cose è la mortalità attesa, che si calcola facendo una media di quella rilevata in cinque anni, in questo caso dal 2015 al 2019. I decessi anche nel 2020 sarebbero dovuti essere 645 mila. Aggiungendovi i 74 mila per Covid, riportati dalla Protezione civile nei bollettini quotidiani, si arriva a 719 mila. Se alcuni o molti di loro fossero morti «con» e non «per» Covid di decessi a fine 2020 ne avremmo dovuti contare meno, perché chi non ce l’ha fatta per altre cause dovrebbe rientrare nella «mortalità attesa».

Leggi: La Stampa, 08/02/2022


lunedì 7 febbraio 2022
Interventi immediati per far fronte agli aumenti delle bollette dei servizi primari: energia elettrica, gas, gasolio e acqua.

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA
Gli aumenti delle bollette dei servizi primari della casa faranno crescere la povertà e il disagio abitativo nel nostro paese.
L’ufficio studi del SUNIA ha calcolato che le famiglie dovranno pagare in media 400 euro mensili per questi servizi; si tratta di costi che peseranno duramente sui bilanci delle famiglie che saranno costrette a rinunce importanti anche di vita sociale.
L’aumento delle quote condominiali e delle bollette dei servizi primari degli alloggi colpiranno indistintamente le famiglie con case in proprietà o in locazione, queste ultime già sofferenti per il caro affitto.
L’aumento dell’energia elettrica del 40%, del gas del 11,20% e del gasolio del 25% porterà nel tempo inevitabilmente anche all’aumento dei servizi comunali.
È una situazione non sostenibile per le moltissime famiglie già in difficolta per la crisi economica, sanitaria e sociale.

Leggi: Sunia, 07/02/2022


lunedì 7 febbraio 2022
Speranza: “Nell’ultima settimana contagi Covid scesi del 30%. Nei prossimi mesi la sfida sarà la riforma della sanità territoriale”

Così il Ministro della Salute all’Agorà PD Basilicata sul tema Pnrr e sanità del territorio. “Dobbiamo immaginare un Ssn dove non è il cittadino a inseguire ai servizi ma è la macchina pubblica che è vicina ai cittadini e prova a risolvere i suoi problemi”.
“Stiamo vedendo segnali incoraggianti. Negli ultimi 7 giorni abbiano avuto una decrescita dei contagi del 30%”. Lo ha affermato il Ministro della Salute, Roberto Speranza all’Agorà PD Basilicata sul tema Pnrr e sanità del territorio.
“La grande sfida dei prossimi mesi è riformare il Ssn – ha detto il Ministro – . Ci sono risorse senza precedenti non solo per i 20 mld del Pnrr ma c’è anche il Fondo sanitario dove le risorse non sono mai cresciute così tanto negli ultimi 2 anni. Ora siamo arrivati a 124 mld, ben 10 mld in più rispetto al momento in cui sono arrivato”
“La riforma più rilevante è quella dell’assistenza territoriale – ha precisato -. Dobbiamo immaginare un Ssn dove non è il cittadino a inseguire ai servizi ma è la macchina pubblica che è vicina ai cittadini e prova a risolvere i suoi problemi”.
Tra gli altri obiettivi il Ministro ha detto che occorre “puntare sull’assistenza domiciliare dove investiremo 4 mld. Poi investiremo sulle Case di comunità sulle nuove tecnologie. Prossimità deve significare sia un medico e un infermiere che vengono a casa ma pure un Ssn che è costantemente connesso con i supporti digitali”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 07/02/2022


domenica 6 febbraio 2022
Il tasso di decessi in Italia è da record. Anziani e malati: le colpe della sanità

Impietoso confronto con la Germania, che ha casi doppi e metà dei morti. Tra le spiegazioni i tanti over 65 e i metodi di conteggio: nessuna convince. Il nodo dei medici di base e la crisi degli ospedali – di Antonio Caperna
Il tasso di decessi in Italia è da record. Anziani e malati: le colpe della sanità
Giochiamo una partita Italia-Germania sul campo del Covid: età media della popolazione simile, circa 46 anni, attesa di vita migliore per noi (85,6 anni per le donne e 81,2 per gli uomini rispetto a 83,3 e 78,6), ciclo completo vaccinale al 78,1 per cento, che da loro si ferma al 74,3. E poi il mistero: nelle ultime 24 ore 93.157 positivi e 375 vittime nella Penisola e 217mila contagi e 172 morti a Berlino. È questo il tema al centro del dibattito, perché il trend è sempre di un eccessivo numero di morti, che oscilla tra 350 e 450 ogni giorno, e quindi un tasso che supera i Paesi vicini, dalla Spagna alla Francia compreso quel Regno Unito (ieri 60.578 casi e 259 morti) con tantissime infezioni e poche restrizioni. Gli esperti si interrogano ma purtroppo i pareri non sono unanimi, perché probabilmente non c’è un unico motivo ma un concorso di cause.

Leggi: Il Giornale, 06/02/2022


venerdì 4 febbraio 2022
Covid. Sono ancora 1,5 milioni gli over 50 non vaccinati, nonostante l’obbligo. Copertura 5-11 anni supera il 45%. In tutto restano 5,8 milioni di italiani no vax. Il nuovo report del Governo

Questi i dati emergenti dall’ultimo rapporto del Governo sulla campagna vaccinale. Per i più piccoli le vaccinazioni sembrano procedere con un discreto ritmo visto che rispetto alla scorsa settimana si registra una crescita di oltre il 5%. Nonostante l’obbligo vaccinale per gli over 50, e quello di green pass rafforzato sul lavoro dal 15 di febbraio, le incidenze più alte di non vaccinati si registrano nella fascia 40-49 anni (5,59%) ed il quella 50-59) 7,06%. IL REPORT
Sono in totale 5.799.562 gli italiani di età superiore ai 5 anni ancora senza alcuna dose di vaccino contro il Covid. La settimana scorsa erano poco più di 6,4 milioni il che vuol dire che negli ultimi sette giorni si sono vaccinati con la prima dose circa 600mila persone. E tra i no vax quelli sottoposti ad obbligo avendo compiuto i 50 anni di età sono ancora 1.516.796.
Questi i dati principali sull’andamento della campagna contenuti nel report settimanale della struttura guidata del commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, che rileva come nell’ultima settimana le somministrazioni siano state 3.066.339 pari quindi a una media giornaliera di circa 438mila dosi.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/02/2022


venerdì 4 febbraio 2022
Le Rsa e le ragioni per sopravvivere

Nell’intervista rilasciata su queste pagine a Marco Lignana l’illustre geriatra Ernesto Palummeri, richiamato in servizio nell’emergenza Covid, ha sottolineato gli effetti negativi che sugli anziani ricoverati nelle RSA hanno l’impossibilità o l’accentuata scarsità delle visite dei familiari. Per i vecchi delle Case di riposo l’incontro con i parenti è essenziale come una medicina. Non solo giovano loro i propri congiunti e amici, ma anche quelli che vengono a trovare gli altri degenti, portando comunque dentro un po’ di novità, di interesse, di movimento.
Per chi è arrivato a un’età avanzata e in condizioni di non autosufficienza, le ragioni di vita si riducono e spesso sono fornite solo dagli altri, da quelli che si conoscono e anche da quelli che non si conoscono. Se a chi è ricoverato per sempre viene meno il contatto col mondo di fuori, la sua esistenza si riduce a mera, apatica sopravvivenza.

Leggi: La Repubblica, 04/02/2022


venerdì 4 febbraio 2022
Green Pass. Commissione UE propone di mantenerlo in vita fino al 30 giugno 2023

La Commissione ha anche proposto alcune modifiche al regolamento europeo includere tra i testi autorizzati epr il rilascio anche quelli antigenici di laboratorio di alta qualità, per garantire che i certificati contengano il numero totale corretto di dosi somministrate in ogni Stato membro e per garantire che possano essere rilasciati certificati alle persone che partecipano alla sperimentazione clinica di vaccini. La proposta della Commissione deve ora passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio europeo.
La Commissione europea ha proposto ieri di prorogare di un anno, fino al 30 giugno 2023, il certificato COVID digitale dell’UE.
Il virus della COVID-19, si legge in una nota della Commissione, continua a essere diffuso in Europa e in questa fase non è possibile stabilire l’impatto di un possibile aumento delle infezioni nel secondo semestre del 2022 o dell’emergere di nuove varianti.
La proroga del regolamento, secondo al Commissione, garantirà che i viaggiatori possano continuare a utilizzare il certificato COVID digitale dell’UE per i viaggi all’interno dell’Unione qualora gli Stati membri mantengano determinate misure di sanità pubblica.
La Commissione ha adottato la proposta affinché il Parlamento europeo e il Consiglio possano concludere l’iter legislativo in tempo prima della scadenza dell’attuale regolamento.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/02/2022


giovedì 3 febbraio 2022
Pensioni: CGIL, confronto prosegue, attendiamo risposte adeguate

“Il confronto prosegue, abbiamo ribadito le nostre richieste sulla flessibilità in uscita, augurandoci risposte adeguate da parte del Governo, e sulla previdenza complementare, su cui abbiamo registrato la disponibilità dell’Esecutivo”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli al termine dell’incontro in sede tecnica tenutosi questa mattina al Ministero del Lavoro sulla previdenza.
Sul primo punto il segretario confederale ricorda le rivendicazioni dei sindacati: “occorre una riforma strutturale del sistema, che permetta il pensionamento o dopo i 62 anni di età o con 41 anni di contributi, e trattamenti più favorevoli per chi fa lavori gravosi e di cura”.
Per quanto riguarda la previdenza complementare, Ghiselli ritiene “positiva la volontà espressa dal Governo di valutare e dare risposte sulle proposte avanzate, ad iniziare dalla riapertura di un periodo di silenzio/assenso anche preceduto da una campagna di educazione previdenziale, dalla previsione di procedure a tutela della libertà di adesione di tutti i lavoratori e misure che possano contrastare il mancato versamento dei contributi da parte delle aziende, dall’introduzione di fondi negoziali nei settori esclusi come il comparto della sicurezza e dal sostegno agli investimenti dei fondi nell’economia reale e nel welfare del Paese”.

Leggi: Cgil, 03/02/2022


mercoledì 2 febbraio 2022
Housing first, una casa per 575 homeless: “Pnrr per soluzioni non temporanee”

I dati del Report del monitoraggio condotto dall’Osservatorio fio.PSD nel triennio 2019-2021; coinvolte 31 città in 9 regioni. “La collaborazione con il terzo settore fondamentale per la messa in rete delle azioni avviate”
Un cambiamento è possibile nella lotta per la homelessness e “il Pnrr deve essere l’occasione per soluzioni non temporanee”: lo dicono i dati del Report del monitoraggio condotto dall’Osservatorio fio.PSD nel triennio 2019-2021 che ha coinvolto 31 città in 9 regioni. Sono 575 i senza dimora che oggi hanno una casa grazie alle risorse di Avviso 4/2016-6 – Avviso pubblico per la presentazione di Proposte di intervento per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora e Fondo Povertà. Il monitoraggio ha riguardato i territori con i quali la Federazione ha avviato un percorso biennale di accompagnamento e formazione.
“Quando il ministero stanziò i fondi nel 2016, gli obiettivi erano chiari: i territori dovevano superare l’approccio emergenziale e adottare l’Housing First: – si legge in una nota della Fio.psd – 8 territori su 10 lo hanno fatto, hanno avviato piccole sperimentazioni che sommate tra loro hanno dato a casa a 575 senza dimora in 27 città. Ma le case sono difficili da trovare e le risposte da dare alle persone senza dimora sono invece urgenti e indifferibili. Le città hanno anche utilizzato le risorse quindi per assumere personale, ampliare l’orario di apertura dei servizi, avviare nuove attività di supporto, orientamento al lavoro, laboratori di socializzazione, screening per la salute e l’espletamento pratiche. La collaborazione con il terzo settore è stata fondamentale per la messa in rete di tutte le azioni avviate”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/02/2022


mercoledì 2 febbraio 2022
Per aggiornarsi sulle tecnologie e gli ausili, in vista del nuovo Nomenclatore

L’ausilio non è un “tributo” che la società paga al cittadino per la sua disabilità, ma un diritto della persona, un’opportunità per la sua vita, un bene prezioso. Scegliere però un ausilio, personalizzarlo, addestrare l’utente all’utilizzo di esso, prescriverlo, fare verifiche, è un compito che richiede operatori formati al meglio, tanto più in vista di un nuovo Nomenclatore degli Ausili e delle Protesi: In questo quadro è degno di nota il 5° Master formativo della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, su Tecnologie e Ausili per la Disabilità, che si terrà da marzo a novembre
Dopo l’uscita dello schema del nuovo Nomenclatore degli Ausili e delle Protesi previsto dal Decreto sui LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) del 2017 e segnalato anche su queste pagine, il mondo degli ausili continua la sua evoluzione. Grazie infatti all’innovazione tecnologica e alle numerose soluzioni che offre il mercato, oggi è possibile perseguire obiettivi di miglioramento della qualità di vita e di autonomia per le persone con disabilità, impensabili fino a qualche anno fa.

Leggi: Superando, 02/02/2022


DALLE REGIONI:

martedì 8 febbraio 2022
Anziani sempre più fragili in Lombardia

Indagine svolta dai sindacati dei pensionati. Oltre 400 mila gli over 65 con problemi di autosufficienza. E circa 100 mila vivono di fatto autoreclusi in casa. A causa delle pandemia i famigliari fanno sempre più fatica a supportarli
La pandemia ha reso più fragile chi lo era già. È quanto emerge dall’indagine “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”, svolta intervistando oltre mille anziani, tra i 65 e gli 85 anni, promossa da Spi Cgil Lombardia, Fnp Cisl Lombardia, Uilp Uil Lombardia in collaborazione con ARS – Associazione per la Ricerca Sociale di Milano. “C’è stata una riduzione di orizzonte, che ha colpito tutti, ma ha inciso particolarmente sulla terza e quarta età, già di per sé segnate da spaesamento, sospensione e perdita di progettualità”, si sottolinea nel report. Se prima della pandemia l’83% degli aiuti ricevuti dagli anziani per rispondere ai loro vari bisogni, proveniva da familiari, oggi di fonte ai nuovi bisogni causati dall’emergenza pandemica, i familiari sono riusciti ad offrire un’azione di supporto solo nel 49% dei casi.
Gli ultra 65enni in Lombardia, sono circa 2,3 milioni e aumentano al ritmo di 40 – 50 mila all’anno. Analizzando i risultati, possiamo dividere gli anziani in “due mondi”: quello dei “giovani anziani”, sessantacinquenni/settantenni e quella dei “grandi anziani”, gli ultraottantenni. I “giovani anziani” si distinguono per una maggiore istruzione e predisposizione alla socialità, per una vita dinamica e per una significativa familiarità con le tecnologie.

Leggi: Redattore Sociale, 08/02/2022


lunedì 7 febbraio 2022
Senza dimora a Roma, 5 proposte per passare dalla strada alla casa

Ad avanzarle è l’associazione “Nonna Roma” che ha realizzato un dossier sul fenomeno della marginalità nella Capitale. “Serve un diverso tipo di società che sappia dare centralità alla cura”. La pandemia ha determinato un aumento del +21,9% di nuovi poveri
Agire sulle cause che portano alla vita in strada, garantire l’accesso alla residenza fittizia, superare i provvedimenti repressivi, porre fine alla criminalizzazione di poveri e marginali e, infine, predisporre un piano di accoglienza integrato e permanente. Sono queste le cinque proposte contenute nel report “Dalla strada alla casa”, un dossier realizzato dall’associazione Nonna Roma, che analizza il fenomeno dei senza dimora e il disagio abitativo a Roma.
Nel report, l’associazione ricorda che la pandemia ha determinato un aumento del +21,9% di nuovi poveri. “Il Covid-19 ha fatto emergere le storture di un sistema economico e sociale che già nella fase pre-pandemica mostrava livelli di disuguaglianza elevati che si sono acuiti e che i sistemi di welfare non hanno saputo contenere – si legge nel documento -. Tuttavia, ormai è noto che gli effetti dell’emergenza sanitaria e sociale non sono stati uguali per tutti: le persone in una condizione di grave marginalità hanno subito particolarmente la fase che abbiamo e che stiamo ancora passando.

Leggi: Redattore Sociale, 07/02/2022


sabato 5 febbraio 2022
Covid in Lombardia, le case di riposo riaprono alle visite dei parenti: Green Pass e carezze con i guanti ai loro cari

Dal Pio Albergo Trivulzio alla Don Gnocchi finisce il lockdown delle residenze per anziani. Ma i baci restano vietati
I baci sono ancora vietati, ma altri tipi di contatto, filtrati da guanti e mascherine, sono di nuovo possibili anche nelle Rsa, le strutture per anziani diventate il triste simbolo dei contagi e dei morti nei momenti più bui della pandemia.
Dalla seconda metà dello scorso dicembre la maggior parte degli istituti della Lombardia si era nuovamente blindata, chiudendo le porte alle visite dei parenti degli ospiti ricoverati. Una precauzione dovuta alla crescita repentina della curva e che aveva provocato molta sofferenza nei familiari e negli ospiti. Soprattutto tra gli anziani molto fragili e con patologie, da sempre molto a disagio con lo strumento della videochiamata. Oggi la situazione sta gradualmente ritornando alla normalità. Al Pio Albergo Trivulzio verranno riammesse le visite a partire da lunedì, come sta anche avvenendo nella maggior parte delle altre strutture milanesi e lombarde. Nelle sedi del Pat, per gli incontri verranno predisposti gli ampi saloni della struttura, dove è possibile mantenere un adeguato distanziamento.

Leggi: La Repubblica, 05/02/2022


giovedì 3 febbraio 2022
Rigenerazione dei centri storici e delle periferie, bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia

Cultura, cura, inclusione: stanziati 2,5 milioni di euro per un programma territoriale che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. I progetti dovranno essere presentati all’interno di una partnership obbligatoria che dovrà essere composta da un Comune e da due enti del Terzo Settore
La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ha presentato oggi il nuovo bando “Cultura, cura e inclusione. Azioni di Welfare per la rigenerazione di centri storici e periferie”. Illustrato dalla presidente Cristina Colaiacovo e dal segretario generale Fabrizio Stazi, il bando è pensato e progettato per rispondere a livello locale ad una delle sfide al centro dei programmi delle Istituzioni internazionali, sfida che il profondo cambiamento innescato dallo stato di emergenza dovuto all’epidemia da Covid-19 ha reso ancora più urgenti.
Messi a disposizione 2,5 milioni di euro: “Si tratta di una tra le cifre più ingenti stanziate dalla Fondazione attraverso lo strumento del bando per dare quanto più possibile incisività ad un’azione che, partendo da interventi di rigenerazione urbana e dalla riattivazione di luoghi in disuso o sottoutilizzati (immobili e strutture ma anche parchi e luoghi all’aperto) è finalizzata a ‘creare’ spazi di vita in grado di riattivare cultura, legami e socialità nelle periferie e nei centri storici”, si legge in una nota.

Leggi: Redattore Sociale, 03/02/2022


mercoledì 2 febbraio 2022
Anziani e strutture residenziali nelle Marche, “rette e liste di attesa, non scaricare i costi sulle famiglie”

Il Gruppo Solidarietà si è rivolto al Difensore civico chiedendo un intervento volto a far rispettare la normativa in tema di contribuzione a carico degli utenti nelle residenze sociosanitarie. “Nelle residenze protette a fronte di 4.828 posti convenzionati sono oltre 2500 le persone in lista di attesa. Rette superiori a quanto previsto dalle norme nelle Rsa e oneri a carico degli utenti anche per prestazioni sanitarie nelle residenze protette”
Nei mesi scorsi il Gruppo Solidarietà si è rivolto al Difensore civico regionale delle Marche chiedendo un intervento volto a far rispettare la vigente normativa regionale in tema di contribuzione a carico degli utenti nelle residenze sociosanitarie; ed a sollecitare la Regione a fornire dati in merito alle liste di attesa.
Una successiva nota regionale ha confermato che la quota massima a carico degli utenti ricoverati nelle RSA anziani non può superare i 42,50 euro giorno. “Ma ciononostante la regione Marche continua a non intervenire nei confronti degli enti gestori (pubblici e privati) che chiedono agli utenti rette superiori a quelle previste dalle norme regionali – afferma il Gruppo Solidarietà -. Non risponde, invece, sul fatto che nelle residenze protette possano essere assoggettate agli utenti oltre la retta base di 33,50 euro giorno anche prestazioni di tipo sanitario e socio sanitario (infermieristiche, riabilitative, tutelari) con aumenti che possono oscillare tra il 30 e il 70%”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/02/2022


IN EVIDENZA:

Le cadute in età geriatrica. Analisi della casistica in una popolazione di soggetti ricoverati presso un Istituto di Milano

La caduta in età geriatrica, a causa del ricorso all’istituzionalizzazione associato ai suoi esiti, oltre a rappresentare un evento preoccupante per l’anziano in termini di disabilità, costituisce una priorità per la Sanità Pubblica per il forte impatto che ha sui sistemi sanitario, sociale ed economico. L’articolo espone i risultati di uno studio condotto in 4 diversi setting riabilitativi di un Istituto geriatrico milanese ed evidenzia alcune raccomandazioni rivolte a pazienti ed operatori finalizzate a contenere e ridurre l’evento caduta – di Ines Bertoni (fisioterapista, ASP Golgi Redaelli Milano), Andrea Mazzone (medico geriatra, ASP Golgi Redaelli Milano), Matteo Bonzini (medico del Lavoro, Policlinico di Milano, Professore associato in Medicina del lavoro presso Università degli Studi di Milano)
Le cadute in età geriatrica. Analisi della casistica in una popolazione di soggetti ricoverati presso un Istituto di Milano
Secondo i dati dell’OMS aggiornati a gennaio 2018, le cadute sono la seconda causa di morte accidentale nel Pianeta tanto da diventare uno dei maggiori problemi per la Sanità Pubblica. Nello specifico gli anziani sono i soggetti più esposti al rischio di cadute: ogni anno circa un terzo degli ultrasessantacinquenni è vittima di un incidente di questo tipo e fra gli ospiti di strutture assistenziali la percentuale è maggiore (PNLG 13, 2009). Si calcola che l’incidenza delle cadute nelle case di cura e negli ospedali sia 2 – 3 volte superiore rispetto a quella delle cadute che avvengono nell’abitazione e con complicazioni maggiori.
Considerata la costante crescita della popolazione anziana (si stima che nel 2050 una persona su cinque avrà più di 60 anni) e le problematiche principali associate alle cadute, si rende sempre più opportuno utilizzare la base condivisa di conoscenze presenti in letteratura per identificare i possibili fattori di rischio e valutare l’efficacia degli interventi di prevenzione messi in atto dalle strutture sanitarie.

Leggi: I Luoghi della Cura


..dalla parte del paziente – di Marco Trabucchi

Questa volta dedico ai nostri tradizionali lettori alcune righe diverse dal consueto.
Infatti, dopo aver per anni scritto nelle newsletter della Fondazione Leonardo su aspetti di carattere generale riguardanti la vita delle persone anziane, oggi descrivo la mia personale condizione di cittadino sofferente, di medico che per una volta si è trovato dall’altra parte.
Ne posso discutere con serenità, perché le motivazioni di salute del mio ricovero in ospedale sono già state superate; voglio però mettere queste osservazioni a disposizione di chi ci segue, sperando che possano essere utili nell’incontro con la malattia, evento che talvolta dobbiamo subire anche se non siamo pronti.
Di seguito approfondisco schematicamente alcune parole chiave di questo “incontro”.
Paura: è un sentire che ho già letto altre volte anche nel volto di colleghi di fronte a malattie improvvise. Questa volta è capitata a me, sebbene poi il dovere di curare (autocurarmi predisponendo gli atti più importanti nell’immediato) ha messo da parte le preoccupazioni e le paure. Debbo dire che sono stato preso in carico da medici competenti e molto attenti, che mi hanno fatto capire la giusta entità del problema clinico, con atteggiamento serio e sereno allo stesso tempo. Nessuna banalizzazione: il medico deve capire il paziente, la condizione psicologica, per adattarvi la sua comunicazione, evitando sia di indurre un eccesso di preoccupazione, sia un atteggiamento superficiale, non adatto alla situazione e che rapidamente sarebbe messo in crisi dalle circostanze.

Leggi: Fondazione Leonardo


Per l’assistenza domiciliare il Pnrr (da solo) non basta – di Roberto Bernabei, presidente Italia longeva

La disponibilità di risorse è premessa necessaria, ma non sufficiente per costruire un sistema in grado di gestire in maniera efficace la fragilità dell’anziano. È necessario puntare su formazione e tecnologia
L’organizzazione di un efficiente sistema di cure domiciliari è una strada obbligata e non più rinviabile per la presa in carico dei fragili, al fine principale di limitarne il declino funzionale e garantire una migliore qualità della vita, allontanandoli il più possibile dall’ospedale. La pandemia, se ce ne fosse stato bisogno, l’ha evidenziato con crudele realismo. La strada per avvicinare la «vecchia» Italia alle migliori prassi europee – quel 10 per cento fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) – è ancora lunga, dal momento che mancano all’appello tra 1 e 2 milioni di anziani fragili, con multimorbidità e disabilità, che avrebbero bisogno di ricevere cure e monitoraggio continui, integrati con prestazioni di carattere sociale. A parlare sono i dati del Ministero della Salute, censiti da Italia Longeva, secondo i quali l’offerta di Assistenza Domiciliare Integrata (Adi), da anni pressoché invariata per numero di assistiti e giornate di presa in carico, è – come prevedibile – persino peggiorata durate la pandemia: nel 2020, 385 mila anziani hanno ricevuto assistenza domiciliare (il 2,7 per cento del totale), e, come spesso accade, in maniera tutt’altro che omogenea, con Regioni in grado di garantire cure domiciliari a più del 4,5 per cento degli anziani e altre che stentano a raggiungere tassi di copertura dell’1 per cento, in molti casi offrendo prestazioni a basso livello di intensità assistenziale e a carattere episodico, e obbligando i pazienti a dialogare con una molteplicità di interlocutori differenti sul territorio.

Leggi: Corriere della Sera


Più fragili dopo la tempesta? – di Sergio Pasquinelli, Giulia Assirelli, Francesca Pozzoli

Com’è cambiata l’età anziana dopo quasi due anni di pandemia? Come sono cambiate le condizioni di vita, i bisogni, i desideri, le risorse su cui contare?
Per rispondere a queste domande i sindacati confederali pensionati della Lombardia hanno promosso un Osservatorio regionale sulla terza età, in collaborazione con ARS – Associazione per la Ricerca Sociale di Milano.
Nell’ambito dell’Osservatorio è stata condotta una prima ricerca su un campione rappresentativo di oltre mille ultra 65enni distribuiti su tutto il territorio regionale, che verrà presentata a Milano martedì 8 febbraio (qui il programma) e da cui emergono risultati netti, che qui riassumiamo. Il Rapporto di ricerca sarà disponibile e scaricabile QUI da martedì 8 febbraio.
Due mondi
Dopo due anni di pandemia questa ricerca ci restituisce un’età anziana in cui coesistono almeno due mondi diversi: quello dei giovani anziani, sessantenni e inizio settantenni, che a dire il vero nemmeno si riconoscono come anziani, e quello dei grandi anziani, ultra 80enni. Due mondi molto diversi per condizioni di vita, di salute, risorse a disposizione, uso del tempo, prospettive. Mentre gli ultra 80enni continuano a crescere, il gruppo che sta oggi sempre più consolidandosi è quello dei giovani anziani, un’età in cui stanno entrando i baby-boomers: persone nate tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, mediamente più istruite, socializzate, dinamiche, con una familiarità con le nuove tecnologie nettamente maggiore.

Leggi: Welforum


 Si chiama Caregiving Inventory il termometro che misura lo stato di benessere del caregiver – di Lacchi Nives

Uno studio condotto dall’Istituto Oncologico Veneto – IRCSS, in collaborazione con la Notre Dame University (Indiana, USA) e l’Università degli Studi di Padova ha stabilito che il benessere fisico e psicologico del caregiver è un fattore essenziale per il successo della cura del paziente.
Attraverso il ‘Caregiving Inventory’ un termometro che permette di valutare l’efficacia delle cure prestate, si misurano le capacità di auto-efficacia dei caregiver di malati oncologici. La versione italiana di questo strumento è stata testata su 91 persone provenienti da diverse località del nostro Paese che hanno in affidamento ammalati di cancro. I risultati avuti attraverso una vera e propria formula scientifica, che assegna dei valori numerici alla capacità di gestire le informazioni mediche, ha confermato che la cura di sé ridurrebbe non solo la depressione, l’ansia e lo stress del caregiver, ma favorirebbe anche il sostegno al familiare malato.
Lo studio dimostra l’utilità di fornire una serie di servizi di supporto ai caregiver in modo che essi siano in grado di porre maggiore attenzione verso sé stessi per poter essere attenti alle esigenze del malato e nello stesso tempo fornire maggior collaborazione agli operatori sanitari.

Leggi: Fondazione Leonardo


SEGNALAZIONI:

Giustizia: domanda di pensione errata con diritto di rettifica
Quando un lavoratore commette un errore nella compilazione della domanda di pensione, l’Inps deve riconoscergli la possibilità di rettificarlo, senza danneggiarlo nel riconoscimento integrale del diritto. E’ quanto in estrema sintesi ha deciso il Tribunale di Palermo nella sentenza n. 3723, pubblicata l’11 ottobre scorso, accogliendo il ricorso patrocinato dal consulente legale di Inca Cgil, Paolo De Palma e al contempo ha condannato l’Inps al pagamento degli arretrati non riconosciuti oltre agli interessi legali maturati.
In questo caso, il lavoratore si era visto respingere la domanda di pensione con Quota100, nonostante avesse i requisiti, perché nel compilare la richiesta aveva indicato erroneamente come fondo e gestione competenti quello dei Coltivatori Diretti/Coloni Mezzadri. Errore che aveva cercato di correggere chiedendo all’Inps il riesame della richiesta, anche questo respinto, cui è seguita una seconda domanda di pensione, questa volta accolta, ma con il posticipo della decorrenza di diversi mesi.
Una interpretazione che il Tribunale ha ritenuto infondata sottolineando come “in presenza di simili dati di fatto, l’amministrazione avrebbe senz’altro dovuto consentire la rettifica in conformità al principio di correttezza e di buon andamento dell’attività amministrativa”.

Leggi: Inca


 

 

 

E’ disponibile il nuovo numero della rivista AeA Informa

“Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria territoriale nei piani regionali”: nel nuovo numero della rivista Abitare e Anziani Informa la sintesi della ricerca Auser curata da Claudio Falasca.
La pubblicazione è disponibile a questo link: www.abitareeanziani.it/rivista/


Non autosufficienza. Ecco la proposta di legge delega elaborata dalla Commissione presieduta dall’ex ministro Livia Turco

Il testo, presentato di concerto con il ministero della Salute, prevede l’adozione di “Linee guida nazionali per l’inclusione e la promozione dell’accessibilità delle persone anziane e fragili ai servizi e alle risorse del territorio” sulla base delle quali costruire appositi Piani d’azione sul territorio. Previste forme innovative di coabitazione solidale domiciliare per le persone anziane e anche misure di sostegno ai familiari conviventi impegnati nell’assistenza diretta alla persona non autosufficiente. Fondo per la non autosufficienza da adeguare ogni tre anni. IL TESTO
La Commissione “Interventi sociali e politiche per la non autosufficienza” istituita presso il Ministero del Lavoro e Politiche sociali e presieduta dall’ex ministro della Salute Livia Turco ha ultimato i suoi lavori per la redazione di un disegno di legge delega sulla non autosufficienza.
Il testo che siamo in grado di anticipare è stato trasmesso nei giorni scorsi dal ministro Orlando con il concerto del ministero della Salute alla Presidenza del Consiglio ed ora all’esame del Governo.
Secondo il provvedimento il Governo è delegato a adottare entro dodici mesi uno o più decreti legislativi finalizzati a promuovere le condizioni di vita e di assistenza delle persone anziane e riordinare, semplificare, potenziare, ed integrare maggiormente, anche in via progressiva, la presa in carico delle persone in condizioni di non autosufficienza.

Leggi: Quotidiano Sanità


NEWS:

martedì 1 febbraio 2022
Rapporto Italia. Ecco il nuovo numero di LiberEtà

Il nuovo numero di LiberEtà (clicca qui per l’anteprima) è dedicato alla situazione del nostro Paese nel periodo della pandemia: salute e sanità, lavoro, consumi, rapporti sociali e famiglie secondo il Rapporto Censis. E, dunque, alle conseguenze che il Covid ha generato nel nostro paese: «Spaventata, dolente, indecisa tra risentimento e speranza» è così che viene descritta l’Italia nel 55° Rapporto, secondo il quale il 77 per cento degli italiani, in questi due anni di emergenza sanitaria, ha visto modificare in modo permanente almeno una dimensione fondamentale della propria vita. Abbiamo dedicato spazio all’analisi di questi aspetti, fotografando un paese in attesa di ripresa.
E, a proposito ancora del coronavirus, pubblichiamo l’intervista al pediatra Rino Agostiniani, del direttivo della Società italiana di pediatria e direttore dell’area pediatrica e neonatologica della Asl Toscana Centro: spiega perché e quanto è importante, anzi decisivo, immunizzare i più piccoli.

Leggi: Liberetà, 01/02/2022


martedì 1 febbraio 2022
Bonus edilizi e cessione del credito, “a rischio l’abbattimento delle barriere architettoniche”

Fiaba Onlus e Recert chiedono di cancellare il divieto alla doppia cessione del credito inserito nel Decreto Sostegni ter. “Preoccupazione riguarda il blocco di numerosi interventi resi possibili dal Superbonus 110% e dalla detrazione al 75% dedicata”. E “con questa forte ed ingiustificata limitazione si sono di fatto bloccate anche le assemblee condominiali”
Fiaba Onlus e Recert esprimono perplessità circa i nuovi vincoli alla cessione del credito legati ai bonus edilizi. “La nostra preoccupazione, in particolare, riguarda il blocco di numerosi interventi di abbattimento delle barriere architettoniche resi possibili dal Superbonus 110% e dalla detrazione al 75% dedicata”, sottolinea il presidente di Fiaba Giuseppe Trieste.Questa decisione avrebbe ripercussioni negative non solo sulle imprese che hanno già avviato i lavori, ma anche sulle persone a ridotta mobilità che da tempo aspettavano un’occasione per rendere le loro abitazioni accessibili con costi ridotti, sottolineano le organizzazioni.
“Con questa forte ed ingiustificata limitazione che ritarda tutto il processo della cessione del credito si sono di fatto bloccate le assemblee condominiali in cui si doveva deliberare in tal senso, con gravissime ripercussioni considerando anche il lasso temporale della durata della detrazione fiscale”, ha sottolineato il presidente di Recert Giuseppe De Pasquale.

Leggi: Redattore Sociale, 01/02/2022


lunedì 31 gennaio 2022
Non autosufficienza, “nel 2040 gli italiani avranno bisogno di 200 mila badanti in più”

Rapporto Domina: le famiglie over70 monocomponenti saranno oltre 5 milioni e la spesa sarà di oltre 5 miliardi (+42% rispetto ad oggi), tra retribuzione, contributi e Tfr. “Concedere maggiori sgravi per rendere l’assistenza più sicura”
Nel 2040 le famiglie over 70 monocomponenti passeranno dai 3,5 milioni attuali ad oltre 5 milioni, arrivando a rappresentare la metà di tutte le famiglie monocomponenti. Nell’ottica di garantire lo stesso livello di assistenza e cura dei non autosufficienti (in media 12 assistenti ogni 100 famiglie monocomponenti over70) gli italiani avranno bisogna di altri 200 mila assistenti familiari. E’ il quadro tracciato dal terzo rapporto annuale Domina. “L’incremento medio di personale legato all’assistenza è del 44%, ma in alcune regione la percentuale è decisamente maggiore, ad esempio in Campania dalle 20 mila assistenti attuali si registrerà un incremento di oltre il 70%”, spiega il rapporto.

Leggi: Redattore Sociale, 31/01/2022


venerdì 28 gennaio 2022
Anziani e pandemia. Geriatri: “Rsa, Piano vaccinale battaglia vinta. Ma serve un geriatra in ogni struttura”

“Ora si può guardare al futuro con maggiore serenità” ha detto il presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) Landi, ma bisogna anche “rafforzare le cure a domicilio e un ‘anagrafe’ dei più fragili da raggiungere con la telemedicina”. Resta ancora da raggiungere con il vaccino il 5,6% degli over 70
Hanno pagato il prezzo più alto, più fragili e più colpiti dal virus fin dall’inizio della pandemia, oggi la maggioranza degli over 70 è ben protetta grazie al 92% della copertura vaccinale che ha visto nelle Rsa una priorità, trasformandole da focolai a luoghi tra i più sicuri e tutelati dal contagio. Così per gli anziani si può ora guardare al futuro con maggiore serenità. A patto di raggiungere con i vaccini i circa mezzo milione di over 70 che ancora mancano all’appello (5.6% dei 10.467.00 over 70 italiani), ma anche di evitare che l’isolamento peggiori una situazione già frequente di fragilità cognitiva e fisica.
Lo sottolineano gli esperti della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg), tracciando un bilancio su come è cambiata la vita degli anziani a due anni da quel 30 gennaio, in cui venivano diagnosticati i primi due casi di Covid-19 nel nostro Paese su una coppia di turisti cinesi.

Leggi: Quotidiano Sanità, 28/01/2022


venerdì 28 gennaio 2022
Il momento dei Piani Urbani Integrati delle Città Metropolitane. I casi di Torino e Firenze

Anche le Città Metropolitane concorreranno all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attraverso uno strumento che chiama in causa la loro capacità di pianificazione e programmazione. Entro metà marzo dovranno infatti presentare al governo i Piani Urbani Integrati (PUI). Ciascuno di essi deve prevedere un costo non inferiore a 50 milioni di euro e riguardare prioritariamente la realizzazione di infrastrutture e servizi pubblici ottenuti attraverso la riqualificazione di spazi e strutture di proprietà pubblica.
Francesco Domenico Moccia, segretario generale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (che ha scritto rispetto alla situazione a Napoli un commento sull’edizione locale del quotidiano la Repubblica), ricorda al riguardo la proposta avanzata nel dicembre scorso dall’INU, il Programma Integrato d’Area: “E’ uno strumento per territorializzare il PNRR conferendo coerenza ai progetti secondo prospettive strategiche. Tuttavia vediamo che in gran parte prevale l’ansia dell’attuazione e si evitano analisi più approfondite sulle reali e profonde necessità delle periferie per dirigersi verso la transizione ecologica e l’equità sociale.

Leggi: Inu, 28/01/2022


venerdì 28 gennaio 2022
Cohousing, una risorsa anche per i care leavers: vivere insieme, per imparare a stare da soli

Intervista a Sara Galli e Katia Dal Monte, referenti di “Agevolando” a Bologna e Ravenna. L’associazione, a livello nazionale, accoglie con i suoi progetti abitativi oltre 50 care leavers. “Mancano politiche e strumenti che garantiscano a questi giovani, al termine dei periodi di accoglienza, il diritto a una casa”
Il cohousing come trampolino verso il futuro, quando alle spalle c’è una storia difficile: vivere insieme, con un tutor che accompagni verso l’indipendenza, si rivela un’opportunità preziosa per i ragazzi che, divenuti maggiorenni, devono lasciare le case famiglia e i percorsi di accoglienza per minori e diventare adulti. Un passaggio delicato, spesso complicato, perché diventare adulti a 18 anni è difficile per tutti, figuriamoci per chi ha una storia fatta di disagio sociale, economico e familiare.
Per questo, l’associazione Agevolando in Emilia-Romagna, come altre associazioni in diverse regioni d’Italia, stanno sviluppando progetti di cohusing rivolti proprio ai cosiddetti “care leavers”. Redattore Sociale ha intervistato Sara Galli e Katia Dal Monte, referenti dell’associazione Agevolando rispettivamente a Bologna e Ravenna.

Leggi: Redattore Sociale, 28/01/2022


giovedì 27 gennaio 2022
Periferie, arrivano i 905 milioni per i progetti dei comuni del Nord

Pronta la norma che finanzia le 541 iniziative promosse ma rimaste senza copertura
Eccoli. I 905 milioni necessari a finanziare i progetti comunali di «rigenerazione urbana» rimasti scoperti dai fondi ministeriali sono stati raccolti. Il lavoro di ricerca al ministero dell’Economia, anticipato dal Sole 24 Ore del 18 gennaio, si è concluso. E ha partorito una norma in 8 commi, con tanto di relazioni tecnica e illustrativa, pronta ad entrare in campo come emendamento governativo al Milleproroghe che attende l’esame della Camera. A meno che non si riesca a infilarla in extremis nel Sostegni-ter, che però è stato approvato la settimana scorsa dal governo anche se è ancora al centro di un fitto lavorio sul testo prima dell’approdo in Gazzetta Ufficiale.
Il veicolo che porterà la decisione in Gazzetta Ufficiale non cambia in ogni caso la sua sostanza pratica e politica. Quella pratica indica che i finanziamenti dello Stato copriranno tutti i 2.325 progetti locali per la riqualificazione di edifici e spazi pubblici che hanno superato l’esame ministeriale, e non si limiteranno ai 1.784 in 483 Comuni coperti dai 3,4 miliardi fin qui a disposizione e distribuiti con il decreto interministeriale del 30 dicembre scorso.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 27/01/2022


giovedì 27 gennaio 2022
Medici di famiglia. Fimmg: “Sul futuro delle cure primarie condividiamo i timori di Cittadinanzattiva”

Il sindacato commenta quanto sottolineato dalla segretaria dell’Associazione dei cittadini in una lettera su Qs: “Le cure primarie devono essere organizzate per migliorare l’assistenza, a partire dalle reali esigenze della popolazione”
“Se le istituzioni non ascoltano i cittadini, se le riforme non prendono in considerazione quelle che sono le esigenze e le aspettative della gente, si crea una frattura insanabile che inevitabilmente porta la politica a commettere errori”.
Lo dice Silvestro Scotti, Segretario generale della FIMMG, nel sostenere le parole che Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva, ha speso sul futuro della medicina di famiglia in un dibattito che, scriveva ieri su QS Mandorino, si sta portando avanti sulla testa dei cittadini.
“La nostra proposta – scrive la Fimmg – è, come è già stato fatto in passato, coinvolgere Cittadinanzattiva in una serie di audizioni in Sisac che monitorizzino il procedere della trattativa, affinché emergano le reali esigenze da affrontare nell’evoluzione della medicina generale e delle cure primarie. Un’iniziativa che riproponiamo con forza, per affrontare poi la trattativa sul prossimo contratto guardando ai temi veri e non alla propaganda che con il diritto alla salute e con una medicina di prossimità non ha nulla a che vedere”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/01/2022


giovedì 27 gennaio 2022
Medici di famiglia. Enpam: “No a passaggio a dipendenza”

L’Ente previdenziale interviene nel dibattito tra Governo e Regioni: “Un eventuale mutazione del rapporto di lavoro, anche solo dei futuri medici convenzionati, metterebbe a rischio l’equilibrio del sistema previdenziale e il pagamento delle pensioni già maturate”.
La Fondazione Enpam ribadisce “l’assoluta contrarietà a un eventuale passaggio alla dipendenza dei medici di famiglia attuali e futuri”. L’Enpam, che è deputata “a tutelare il reddito professionale da lavoro autonomo, ha infatti calcolato che un eventuale mutazione del rapporto di lavoro, anche solo dei futuri medici convenzionati, metterebbe a rischio l’equilibrio del sistema previdenziale e il pagamento delle pensioni già maturate”.
“Grazie agli sforzi fatti dall’intera categoria, la Fondazione Enpam – con le regole attuali – è invece l’ente più patrimonializzato d’Italia, con una solidità dimostrata a 50 anni e oltre”, rimarca l’Ente.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/01/2022


giovedì 27 gennaio 2022
L’abitare delle persone disabili

Su Rivista Solidea, pubblicazione curata dall’omonima Società di Mutuo Soccorso del Sociale, Guido Bodda approfondisce il ruolo delle politiche abitative per le persone con disabilità. In particolare, grazie anche alla Legge sul “Dopo di Noi”, si stanno avviando sperimentazioni incentrate sull’abitare condiviso e collaborativo per promuovere percorsi di vita indipendente – Guido Bodda
La legge 112 del 2016, chiamata appunto del “Dopo di noi“, ha avuto l’innegabile merito di far crescere l’attenzione sul tema. Ma al contempo, mi pare, non abbia contribuito affatto a chiarire il quadro. Ha infatti creato aspettative che si sono dimostrate spesso irrealistiche e fittizie, soprattutto in ragione dei pochissimi fondi messi realmente a disposizione dei territori, al di là degli sgravi fiscali previsti. Occorre a mio parere tornare a mettere al centro la qualità di vita delle persone con disabilità, uscendo dalla pura idealità, dagli estremismi e dai preconcetti, per riconoscere, valorizzare e migliorare ciò che già esiste e funziona, costruendo nello stesso tempo insieme nuove ed efficaci risposte ai bisogni emergenti.

Leggi: Secondo Welfare, 27/01/2022


giovedì 27 gennaio 2022
Covid e anziani. Studio italiano: “Non sottovalutare malattia anche se con sintomi lievi, serve una maggiore vigilanza e più protratta”

I risultati di una ricerca epidemiologica condotta nella fase pre-vaccino da Università di Firenze, Aou Careggi, Usl Toscana Centro e Iss confermano che il Covid-19 aumenta il rischio di morte sia negli anziani ospedalizzati che in quelli non ospedalizzati; in entrambi i casi, la mortalità cresce con il grado di vulnerabilità. Lo studio pubblicato sul Journal of the American Medical Directors Association
La Sanità pubblica deve portare attenzione anche alle persone anziane meno vulnerabili e non ospedalizzate colpite da Covid perché la malattia nei loro confronti può rivelarsi insidiosa nel lungo periodo.
È il messaggio che arriva da uno studio epidemiologico “Covid-19, Vulnerability, and Long-Term Mortality in Hospitalized and Nonhospitalized Older Persons”, pubblicato sul Journal of the American Medical Directors Association, a cura della Università di Firenze, Azienda ospedaliero-universitaria Careggi, Azienda USL Toscana Centro (ATC) e Istituto Superiore di Sanità.
I ricercatori, diretti da Mauro Di Bari, docente di Medicina interna dell’Ateneo fiorentino e direttore della Scuola di specializzazione di Geriatria hanno confrontato, nel periodo marzo-novembre 2020, prima dell’avvento del vaccino, i dati sulla mortalità a un anno di soggetti ultra 75enni con Covid o altre patologie distinguendo tra coloro che sono stati ricoverati (a Careggi o in altri ospedali dell’Atc) e quanti hanno fatto solo accesso al Pronto Soccorso senza poi essere ricoverati.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/01/2022


sabato 26 gennaio 2022
Medici di famiglia. Speranza dice no alla dipendenza ma tra le Regioni ancora non c’è accordo

Incontro interlocutorio oggi tra il Ministro e i presidenti di Regione sul documento che disegna il futuro dei medici di medicina generale. Speranza ha difeso il documento mentre il fronte del no rappresentato dalla Campania non ha ceduto. La prossima settimana il tema sarà di nuovo portato in Conferenza delle Regioni.
Fumata nera oggi nell’incontro tra il Ministro della Salute, Roberto Speranza e le Regioni sul documento che disegna il futuro ruolo dei medici di famiglia.
Tra le Regioni infatti ancora non c’è accordo con la Campania che ha confermato la sua posizione di contrarietà al documento messo a punto dagli assessori e dal Ministero e continua a puntare sulla dipendenza.
Ma proprio sulla dipendenza dei medici di famiglia a quanto si apprende il Ministro Speranza avrebbe confermato il suo no e anzi avrebbe rivendicato la bontà del documento che “rappresenta una svolta epocale” e che la partita sulla riforma del territorio con le risorse del Pnrr “è un’occasione storica” che non si può fallire anche tenuto conto della scadenza fissata dal Recovery per il 30 giugno.

Leggi: Quotidiano Sanità, 26/01/2022


sabato 26 gennaio 2022
Senior Italia FederAnziani: “Il caro bollette è una batosta per gli anziani, tolta una mensilità della pensione”

L’associazione: “Una batosta del genere impone di dover scegliere se accendere il riscaldamento o pagare la bolletta del gas, se fare la spesa o comprare i farmaci per le loro cronicità”.
Tolta una mensilità della pensione ai senior. Anzi di più. E’ quanto emerge da un’analisi del Centro Studi di Senior Italia FederAnziani in merito agli aumenti del gas e della luce che saranno pari a 1.118 euro annuali per il 2022. Ben oltre quindi l’importo medio mensile della pensione nel nostro paese, pari a circa 1.039 euro (cifra netta e comprensiva della tredicesima). Un fatto al di fuori della portata dei pensionati italiani, che conferma come i pensionati siano bersagliati dalla pandemia, non solo sul piano della salute per l’abbandono delle cure primarie, ma anche su quello economico.

Leggi: Quotidiano Sanità, 26/01/2022


martedì 25 gennaio 2022
Anziani: “non solo vaccini, servono domiciliarità e caregivers”

Sono 93 i delegati, uomini e donne, che parteciperanno domani e dopodomani a Riccione all’11esimo congresso della Fnp, il sindacato che raccoglie i pensionati Cisl dell’Emilia-Romagna. Si parla anche di clima
Terminata la fase precongressuale, con 116 assemblee in regione e cinque congressi territoriali, sono 93 i delegati, uomini e donne, che parteciperanno domani e dopodomani all’11esimo congresso della Fnp, il sindacato che raccoglie i pensionati Cisl dell’Emilia-Romagna, che si presentano all’appuntamento di Riccione con un’ampia quota di vaccinati. Il congresso, ogni quattro anni, è l’occasione per il rinnovo e conferma del gruppo dirigente ad ogni livello, ma soprattutto è l’occasione per un bilancio dell’attività sindacale svolta e per delineare la strategia operativa per il prossimo quadriennio.

Leggi: Redattore Sociale, 25/01/2022


DALLE REGIONI:

martedì 1 febbraio 2022
Bologna, summit tra comune e prefetto: azione congiunta sugli sfratti

Parte il dialogo tra Comune e Prefettura di Bologna sugli sfratti. Oggi il nuovo prefetto di Bologna, Attilio Visconti, ha incontrato la vicesindaco con delega alla Casa Emily Clancy: decolla la proposta di un tavolo ad hoc…
Parte il dialogo tra Comune e Prefettura di Bologna sugli sfratti. Oggi il nuovo prefetto di Bologna, Attilio Visconti, ha incontrato la vicesindaco con delega alla Casa Emily Clancy: decolla la proposta di un tavolo ad hoc lanciato nei giorni scorsi dal numero uno di Piazza Roosevelt. “Il lavoro di coordinamento che partirà da oggi e arriverà ad un incontro già nelle prossime settimane volto a sottoscrivere le linee guida proposte dal Prefetto- afferma Clancy al termine dell’incontro- ci aiuterà anche a dare nuovo slancio alla parte, ad oggi poco valorizzata, del protocollo morosità incolpevole che prevede ristori economici per i proprietari che accordino limitati rinvii dell’esecuzione e per la ricerca di una soluzione abitativa alternativa da parte del conduttore”.
Al Prefetto, afferma ancora la vice di Matteo Lepore, “ho proposto di arrivare poi alla stesura di un protocollo unico nei prossimi mesi; questo ci consentirebbe di avere un coordinamento di tutta la filiera delle procedure di liberazione, e ho trovato una sua grande disponibilità a lavorare con questo obiettivo”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/02/2022


martedì 1 febbraio 2022
Il Comune di Modena crea con Unimore un osservatorio sul welfare

Un’osservatorio sull’efficacia delle politiche di welfare messe in campo. E’ quello che sarà realizzato come previsto dal protocollo siglato oggi tra il Comune di Modena e l’Università (dipartimento di Economia “Marco Biagi”)…
Un’osservatorio sull’efficacia delle politiche di welfare messe in campo. E’ quello che sarà realizzato come previsto dal protocollo siglato oggi tra il Comune di Modena e l’Università (dipartimento di Economia “Marco Biagi”) per analizzare aspetti come le condizioni socio-economiche, di salute e lavorative dei residenti nel territorio comunale, gli effetti delle politiche attuate e la struttura complessiva dei servizi di welfare pubblici e privati. L’obiettivo, spiega l’assessore Roberta Pinelli, è anche quello di “valutare la situazione socio-economica dei modenesi per definire con precisione e sulla base di dati certi le scelte da compiere”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/02/2022


lunedì 31 gennaio 2022
Torino, i senza dimora potranno avere un medico di base

Protocollo tra regione, comune, prefettura e Asl per garantire prestazioni di assistenza sanitaria previste dai livelli essenziali di assistenza. Servizio finanziato con 200 mila euro, attribuiti anche a soggetti del terzo settore
I senza fissa dimora di Torino potranno avere il Medico di base ed essere iscritti al servizio sanitario regionale. E’ l’impegno che si è presa la Regione Piemonte, che ha firmato oggi un protocollo operativo a questo scopo con Prefettura, Comune, Città Metropolitana e Asl città di Torino per garantire a questa categoria prestazioni di assistenza sanitaria previste dai livelli essenziali di assistenza (Lea).
Al protocollo hanno aderito anche la Diocesi, circoscrizioni comunali di Torino e la Federazione italiana organismi persone senza dimora (Fiorpsd). Per rendere operativo questo servizio sono stati stanziati finora 200.000 euro, che saranno attribuiti anche a soggetti del terzo settore. Il protocollo, che riguarda solo Torino al momento ma che si sta considerando se estendere, è stato aperto eventualmente ad altri soggetti, come le Fondazioni bancarie.

Leggi: Redattore Sociale, 31/01/2022


lunedì 31 gennaio 2022
Puglia. Aumenti indiscriminati per la fornitura dei servizi

Migliaia di famiglie che conducono un alloggio in locazione o in proprietà sono in difficoltà nel pagare i servizi condominiali e le utenze.
Dichiarazione del segretario regionale Nicola Zambetti del SUNIA
Gli aumenti annunciati dei servizi essenziali quali energia elettrica, acqua e gas nonché i tributi locali, farà crescere il disagio abitativo per l’impossibilità delle famiglie a far fronte agli aumenti previsti.
Le rassicurazioni del Governo per intervenire al fine di contenere gli aumenti previsti non sono sufficienti a garantire la tranquillità delle famiglie in locazione o in proprietà dell’abitazione con redditi ai limiti della povertà e/o in greve situazione economica.
La fornitura dell’energia elettrica aumenterà di circa il 40% rispetto all’ultimo anno, mentre la fornitura del gas aumenterà in media dell’11,2%, salvo rare eccezioni aumenteranno anche i tributi comunali.
L’ufficio studi del SUNIA stima che gli aumenti medi per la fornitura dei servizi oscilleranno sui 300 euro mensili che si aggiungeranno al canone di locazione o sulla rata di mutuo.
E’ una situazione non sostenibile per molte famiglie pugliesi che stanno già attraversando una crisi economica causata dalla pandemia.

Leggi: Sunia, 31/01/2022


lunedì 31 gennaio 2022
Anziani in casa senza nessuno Arriva Soli Mai

Approda anche a Pregnana la rete solidale. L’assessore: “Cerchiamo collaboratori”
Arriva anche a Pregnana Milanese la rete territoriale di prossimità “Soli Mai” che non lascia soli gli anziani. Il progetto si basa sulla partecipazione di volontari, che dedicano il loro tempo ad anziani soli per creare relazioni di aiuto o anche di semplice compagnia. “Con questo progetto desideriamo coinvolgere chiunque voglia dedicare del tempo libero ad aiutare il prossimo, in particolare gli anziani del nostro paese che vivono una situazione difficile, di solitudine, che sicuramente sarebbero felici di ricevere un po’ di compagnia e sostegno concreto per commissioni o altro – dichiara l’assessore ai Servizi Sociali Roberto Gadda -. La pandemia ci ha reso tutti più soli e fragili, ha amplificato le situazioni di solitudine alimentando, ansie e preoccupazioni. Con “Soli Mai” possiamo dare un aiuto concreto, diretto e di grande impatto emotivo per tutti”.

Leggi: Il Giorno, 31/01/2022


sabato 29 gennaio 2022
“La solitudine degli anziani è il primo male da curare”

Daniela Degiovanni, dal 1° febbraio direttrice sanitaria dell’Ospitalità Cdr Casale, la casa di riposo di piazza Battisti, avrà due sfide davanti a sé.
La prima sarà «la solitudine degli anziani – dice l’oncologa –, soprattutto quelli con deficit cognitivo, magari senza famiglia, che finiscono per essere abbandonati a se stessi». La mission del l’opera di Degiovanni è sempre stata il «prendersi cura» delle persone nel loro insieme, inteso come relazioni sociali, ed emozioni, che è diverso dal semplice «curare» un corpo malato e sofferente.
Altro ostacolo per la direttrice sarà l’impostazione della struttura che, come tutte, ha un’assistenza misurata in minuti di prestazioni, in base alle patologie presenti: tempo che si trasforma in contributi per i letti convenzionati. «Spesso la mancanza di tempo – spiega Daniela Degiovanni – obbliga a un’assistenza solo parziale, quella appunto dedicata al corpo e non a tutta la persona. Si può fare meglio, addirittura impiegando meno tempo con il personale formato».

Leggi: La Stampa, 29/01/2022


giovedì 27 gennaio 2022
Anmic Parma: “Ancora troppi anziani e disabili in attesa della terza dose a domicilio”

Il presidente Antonini: “Tempi lenti, poco personale e famiglie lasciate senza informazioni. Chiediamo uno sforzo in più”
Con l’impennata dei contagi è salita la preoccupazione da parte delle persone fragili, in particolare disabili e anziani, per il ritardo nel ricevere la terza dose a domicilio. Si tratta di soggetti che, a causa di patologie molto gravi, non possono in nessun modo uscire di casa, i cosiddetti “intrasportabili”. Leggere oggi che, nel solo distretto di Parma, non è ancora stato somministrato il booster a 340 persone, alza il livello di preoccupazione da parte di Anmic Parma, l’associazione di tutela e rappresentanza delle persone con disabilità, con oltre 3 mila iscritti tra Parma e provincia.

Leggi: Redattore Sociale, 27/01/2022


IN AGENDA:

8.2.2022 – “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

Spesa sociale delle regioni – Un confronto pre e post pandemia – di Laura Pelliccia

Quanto spendono le regioni per il sociale? È un interrogativo di non facile soluzione; con le dovute cautele, utilizzando alcune banche dati nazionali di recente istituzione, si possono tentare alcune comparazioni interregionali.
Da qualche anno le regioni adottano uno schema di bilancio omogeneo che dovrebbe consentire una classificazione armonizzata della spesa, innanzi tutto distinguendo ciò che è sociale da ciò che è sanitario. La miglior proxy della spesa sociale è la categoria “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”(Missione 12) che include i programmi che tradizionalmente afferiscono all’area del welfare sociale vero e proprio (anziani, disabili, minori, famiglia, infanzia, esclusione sociale, cooperazione) e gli interventi per la casa. Questo sistema di classificazione non è immune da disomogeneità interpretative, innanzi tutto derivanti dal fatto che i confini tra politiche sociali e politiche di altri settori non sono sempre netti.
Come noto, l’assenza dei Lep implica una profonda variabilità tra la spesa regionale per questo ambito (a confronto la variabilità della spesa sanitaria tra regioni è molto più contenuta), a riprova del fatto che la disponibilità a investire in questo settore è demandata alla sensibilità locali.

Leggi: Welforum


Pandemia e diseguaglianze, (ri)facciamo il punto – Daniela Mesini

La pandemia da Covid-19 non rallenta la sua corsa. Tra varianti più o meno contagiose e previsioni più o meno ottimistiche, sono trascorsi ormai 24 mesi di fatiche e altalenanti restrizioni. L’emergenza sanitaria prosegue e così pure la crisi economica, occupazionale e sociale. Seppure oggi le stime relative alla crescita del PIL sono abbastanza ottimistiche, il commercio con l’estero è in ripresa, così come sono in miglioramento le attività produttive ed i consumi delle famiglie, anche grazie alla fiducia generata dall’innesto di ingenti risorse introdotte sia a livello nazionale che comunitario, il cammino sarà lungo e l’impatto sulle disuguaglianze non sarà certo riassorbibile facilmente.
Le prospettive restano incerte, anche in considerazione della parzialità di alcune riforme recentemente introdotte e delle caratteristiche strutturali del nostro sistema che comportano verosimili rischi di aggravamento di situazioni pre-pandemiche. Si pensi ad esempio alla situazione del nostro mercato del lavoro, già profondamente diseguale prima del covid e caratterizzato da un progressivo ma inesorabile aumento dei working poor, o da un tessuto produttivo di piccole e medie imprese che hanno risentito in maniera significativa della pandemia e che ora faticano a reperire la manodopera necessaria per sostenere la ripresa delle attività, specie in certi comparti produttivi.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Assegno unico 2022: alcuni chiarimenti da Inps

Per il 2022, la domanda di Assegno unico universale per i figli a carico può essere effettuata entro giugno 2022, con il riconoscimento di tutti gli arretrati da marzo. Lo comunica l’Inps in una nota pubblicata oggi sul sito istituzionale, riferendo che ad oggi le richieste inoltrate sono 1.123.348 per 1.854.865 figli a carico.
Nella stessa nota, l’Istituto ricorda che per ricevere l’assegno è necessario che:
– il titolare del conto corrente identificato dal codice IBAN specificato nella domanda sia il richiedente dell’assegno unico. L’INPS non potrà accreditare l’assegno sul conto corrente di una persona differente da chi presenta la domanda. È possibile comunque chiedere l’accredito dell’assegno unico su un conto corrente cointestato al beneficiario che ha presentato la domanda. Non è sufficiente essere delegati alla riscossione.
– il codice fiscale del richiedente sia esattamente corrispondente a quello che risulta all’Istituto di Credito come codice fiscale del titolare del conto corrente su cui si chiede l’accredito.
– il conto corrente su cui si chiede l’accredito dell’assegno unico sia effettivamente attivo e correttamente intestato (o cointestato) al richiedente la prestazione.
Ricordiamo che per avere la necessaria assistenza ed inoltrare correttamente le domande ci si può rivolgere ai CAAF CGIL e all’INCA.

Leggi: Inca


 

 

 

 

NEWS:

martedì 25 gennaio 2022
Anziani: “non solo vaccini, servono domiciliarità e caregivers”

Sono 93 i delegati, uomini e donne, che parteciperanno domani e dopodomani a Riccione all’11esimo congresso della Fnp, il sindacato che raccoglie i pensionati Cisl dell’Emilia-Romagna. Si parla anche di clima
Terminata la fase precongressuale, con 116 assemblee in regione e cinque congressi territoriali, sono 93 i delegati, uomini e donne, che parteciperanno domani e dopodomani all’11esimo congresso della Fnp, il sindacato che raccoglie i pensionati Cisl dell’Emilia-Romagna, che si presentano all’appuntamento di Riccione con un’ampia quota di vaccinati. Il congresso, ogni quattro anni, è l’occasione per il rinnovo e conferma del gruppo dirigente ad ogni livello, ma soprattutto è l’occasione per un bilancio dell’attività sindacale svolta e per delineare la strategia operativa per il prossimo quadriennio.
Fra gli argomenti in discussione la pandemia, ancora protagonista dopo due anni, nonostante la diga costituita dai vaccini e il contributo di tutti i sanitari emiliano-romagnoli. La Fnp si è battuta in questi mesi a favore della vaccinazione della popolazione di riferimento: su una platea di 549.756 persone di età 60-69 anni, 515.460 hanno effettuato il ciclo completo. In cima all’agenda dei pensionati della Cisl restano i temi legati alle politiche socio-sanitarie e di welfare in tutti i Comuni e distretti della regione, così da rispondere ai nuovi e più complessi bisogni degli anziani, adeguando la filiera tra domiciliarità e residenzialità dei servizi.

Leggi: Redattore Sociale, 25/01/2022


lunedì 24 gennaio 2022
Pensioni, Fnp Cisl: no allo stop al ritiro per chi non ha il green pass

La Cisl pensionati sull’obbligo all’esibizione del certificato verde per chiunque si presenti a uno sportello postale o bancario. “Cosa succederà agli anziani più soli, più poveri, meno digitalizzati, meno informati e meno istruiti?”
“Ritirare la pensione alle Poste o in banca da Febbraio non sarà più possibile senza esibire il green pass: cosa succederà quindi alle pensionate e ai pensionati più soli, più poveri, meno digitalizzati, meno informati e meno istruiti, o a coloro che non avranno un familiare da delegare a dotarsi, entro la fine del mese, di una carta prepagata su cui far accreditare la propria pensione?” E’ quello che si chiede la Fnp Cisl in rifermento alla decisione del Governo che, con un Dpcm, obbliga all’esibizione del certificato verde per chiunque si presenti a uno sportello postale o bancario per ritirare la propria pensione.
Questo significa che per riscuotere la pensione sarà obbligatorio esibire il certificato verde, anche ottenuto con un tampone molecolare, antigenico, con la vaccinazione o con la guarigione dal Covid. “A quanto pare – prosegue la Cisl Pensionati – è andata ‘a farsi benedire’ la salvaguardia di buonsenso che tutelava le ‘esigenze essenziali e primarie’, tutte quelle ‘indifferibili e urgenti connesse alla riscossione, presso gli sportelli di Poste italiane e degli istituti di credito abilitati, di pensioni o emolumenti comunque non soggetti ad obbligo di accredito’, ignorando chi con la pensione ci vive, mese dopo mese.

Leggi: Redattore Sociale, 24/01/2022


sabato 22 gennaio 2022
Cosa cambia dal 1° febbraio: pensione solo con il Green Pass, certificazione necessaria per incassare l’assegno alle Poste

Le regole del nuovo decreto. Al supermercato acquistabili da chiunque anche beni non di prima necessità
Il governo non fa sconti nemmeno agli anziani senza vaccino, che dal 1° febbraio non potranno più mettere piede negli uffici postali, nemmeno per ritirare l’agognata pensione. Smentendo le indiscrezioni della vigilia, il Dpcm uscito ieri da Palazzo Chigi nella lista delle attività «essenziali», alle quali si continuerà ad accedere senza nemmeno il Green Pass base rilasciato con il solo tampone, non ha previsto alcuna eccezione per chi va ad incassare l’assegno di quiescenza.
Potenzialmente interessati alla stretta sono quel milione circa di italiani in età di pensione non ancora vaccinati. «Più che di No Vax si tratta di anziani disinformati, che vivono in località remote e senza la minima alfabetizzazione digitale», hanno più volte spiegato gli uomini della struttura commissariale nell’annunciare l’invio di squadre mobili per vaccinare gli anziani nelle località più remote. I quali ora però non figurano nella stringata lista delle deroghe all’obbligo di mostrare il Green Pass. «Condividiamo lo spirito del decreto, ma siamo preoccupati per quei non pochi anziani non scolarizzati e malati che vivono di pensione e che sono senza Green Pass, solo perché disinformati o magari con malattie che non consentono loro di vaccinarsi», denuncia Roberto Messina, presidente di Federanziani, l’associazione della terza età che gestisce 3.500 centri anziani.

Leggi: La Stampa, 22/01/2022


venerdì 21 gennaio 2022
Aree interne. Federsanità: “Ci sono circa 13 mln di abitanti che hanno difficoltà di accesso ai servizi”

La Presidente Tiziana Frittelli: “La chiave è nell’integrazione tra Missione 5 e Missione 6 del PNRR. Disabilità, non autosufficienza, inclusione, equità per il sud da supportare attraverso le reti di prossimità, strutture e telemedicina”.
In Italia quasi 4.200 comuni (quasi la metà del totale) ricadono nelle aree interne. Questi territori coprono il 60% della superficie nazionale, e sono abitati da circa 13 milioni di abitanti (circa il 22% della popolazione italiana). La maggior parte degli abitanti delle aree interne (8,8 milioni di persone) vive nei Comuni intermedi distanti dai 20 ai 40 minuti dal polo più vicino. 3,7 milioni abitano in comuni periferici, mentre 670mila vivono in aree ultra-periferiche (cioè comuni distanti almeno 75 minuti dal centro più vicino) (Fonte: Agenzia per la Coesione territoriale)
Sono questi i dati richiamati da Tiziana Frittelli, Presidente Nazionale di Federsanità e DG dell’AO San Giovanni Addolorata di Roma, nel corso del suo intervento all’evento di oggi organizzato da SDA Bocconi con il contributo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa “Dalle case della salute alle case della comunità. La prospettiva del management”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/01/2022


giovedì 20 gennaio 2022
Aiuto digitale all’Italia che invecchia

L’Italia da 11 anni registra una continua riduzione delle nascite e un aumento dell’età media della popolazione che diventa sempre più anziana. La conferma è arrivata dall’ultimo censimento della popolazione realizzato dall’Istat dal quale emerge che entro il 2050 le persone di 65 anni e più saranno il 35% del totale. I giovani fino a 14 anni di età entro il 2050 saranno l’11,7 % del totale con un rapporto tra giovani e anziani di uno a tre.
L’invecchiamento degli italiani avrà come effetto finale un aumento della proporzione di soggetti affetti da patologie croniche e da comorbidità. Secondo i dati della Società Italiana di Medicina generale, negli ultimi 20 anni la proporzione di italiani affetti da almeno una malattia cronica è aumentata dal 35,1 al 37,9%, mentre la proporzione di soggetti affetti da almeno due malattie croniche è aumentata dal 17,7 al 20%. In valori assoluti questo significa un incremento di circa 2,7 milioni di pazienti con almeno una malattia cronica, di cui circa 2 milioni con almeno due patologie croniche. Serve un grande piano di investimenti che rafforzi l’attuale sistema.

Leggi: Centro Studi 50 & più, 20/01/2022


mercoledì 19 gennaio 2022
Caro bollette, Cia-Anp: rischio indigenza per milioni di anziani

Insufficienti i provvedimenti inseriti nella legge di Bilancio. Necessario “diminuire la dipendenza energetica dall’estero, puntare sulle rinnovabili, abbattere i costi di sistema in bolletta”
Non sono più sufficienti i provvedimenti, pur apprezzabili, che il Governo ha inserito nella legge di Bilancio. Servono misure straordinarie per evitare che tantissimi pensionati, soprattutto quelli con assegni al minimo, precipitino di colpo in una condizione d’indigenza, impossibilitati a far fronte all’aumento esponenziale del costo della vita, tra caro energia, inflazione ed effetti della pandemia. È l’allarme lanciato da Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani.
In particolare, secondo l’Anp, rispetto alla crescita record delle bollette di luce e gas, oltre a un intervento eccezionale di contenimento, serve una strategia a breve e a lungo termine per superare, da una parte, la dipendenza dall’estero sull’approvvigionamento energetico, dall’altra per aumentare la produzione da fonti rinnovabili, investendo per esempio sull’agri-fotovoltaico. Inoltre, occorre intervenire sulla composizione dei costi attribuiti in bolletta, abbattendo i cosiddetti costi di sistema che oggi incidono fino al 50% sulla cifra totale rispetto ai consumi reali. È una situazione ingiusta per tutti, ma che diventa insostenibile per i redditi bassi.

Leggi: Redattore Sociale, 19/01/2022


mercoledì 19 gennaio 2022
Diritto all’abitare: da Banca Etica un prestito obbligazionario subordinato per finanziare progetti di social housing

Banca Etica propone alla sua clientela un prestito obbligazionario subordinato con l’obiettivo di raccogliere 5 milioni di euro da destinare al finanziamento di progetti per il diritto all’abitare e il social-housing.
La proposta si rivolge a chi desidera investire i propri risparmi con in più la certezza di sapere che saranno impiegati per finanziare progetti per rendere disponibili alloggi a nuclei familiari con difficoltà abitative e per esperienze che promuovono un modo diverso di abitare.
“Secondo il Rapporto ASviS 2021, la crisi Covid-19 ha acuito il già grave disagio abitativo che caratterizza l’Italia, rendendo sempre più incompatibili i costi dell’abitare rispetto alla riduzione dei redditi reali. Si calcola che oggi oltre 1,1 milioni di famiglie vivano in condizione di disagio abitativo, acuto o grave. L’auspicabile sviluppo della dotazione di Edilizia Residenziale Pubblica appare sicuramente un fattore rilevante per contrastare il disagio abitativo; tuttavia, essa non può essere sufficiente, soprattutto considerando la presenza di fasce di popolazione il cui reddito, pur non consentendo l’accesso alla locazione ordinaria, non permette di rientrare nei bandi pubblici per l’accesso all’ERP

Leggi: Auser, 19/01/2022


martedì 18 gennaio 2022
Case di comunità, arrivano i fondi ed entrano i medici di famiglia

Il testo messo a punto dalla Cabina di regia Patto per la salute e pronto per le Regioni
La nuova Sanità al di fuori dell’ospedale comincia a prendere forma. Oltre ad aver appena incassato i fondi, 2 miliardi previsti dal Pnrr da spendere per costruire più di 1.3oo Case di comunità per curare gli italiani vicino casa, le Regioni hanno appena dato il via libera al primo passo verso una riforma “copernicana” per i medici di famiglia che dovranno uscire dai loro studi minimo 6 ore a settimana – ma potranno diventare 18 ore – per lavorare dentro queste nuove strutture, cuore delle cure sul territorio il cui identikit è ormai pronto. Nei prossimi giorni infatti il ministero della Salute invierà alle Regioni il documento con«Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale» che servirà per scrivere nero su bianco l’atteso «Dm 71», il decreto ministeriale che disegnerà la Sanità”di prossimità”, quella che è mancata più di tutte in questa pandemia, soprattutto nella fasi drammatiche delle prime ondate. Un documento the il ministero della Salute ha sbloccato proprio ora che si sta sistemando l’ultimo tassello che mancava e cioè quello dei medici di famiglia.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 18/01/2022


venerdì 14 gennaio 2022
Eurostat. Gli affitti sono aumentati del 16%, i prezzi delle case del 39% dal 2010

Gli affitti e i prezzi delle case nell’UE hanno continuato a crescere costantemente nel terzo trimestre del 2021, salendo rispettivamente dell’1,2% e del 9,2% rispetto al terzo trimestre del 2020. Queste informazioni provengono dai dati sugli affitti e sui prezzi delle case pubblicati oggi da Eurostat. L’articolo presenta una manciata di risultati dal più dettagliato articolo Statistics Explained sulle statistiche sui prezzi delle case.
Tra il 2010 e il secondo trimestre del 2011, i prezzi delle case e gli affitti nell’UE hanno seguito percorsi simili, ma dal secondo trimestre del 2011 tali percorsi sono notevolmente divergenti. Mentre gli affitti sono aumentati costantemente per tutto il periodo fino al terzo trimestre del 2021, i prezzi delle case hanno fluttuato considerevolmente.
Dopo un forte calo tra il 2° trimestre 2011 e il 1° trimestre 2013, i prezzi delle case sono rimasti più o meno stabili tra il 2013 e il 2014. Poi si è assistito a un rapido aumento all’inizio del 2015, da quando i prezzi delle case sono aumentati a un ritmo molto più veloce degli affitti.

Leggi: Agenspress, 14/01/2022


DALLE REGIONI:

martedì 25 gennaio 2022
Bologna, il Prefetto al lavoro per costituire un tavolo sugli sfratti

Un tavolo che “affronti il problema degli sfratti e metta al centro non solo le esecuzioni forzate, ma anche la possibilità di andare incontro alle situazioni di disagio provocate dalla pandemia”. Questa l’idea su cui sta lavorando il nuovo prefetto di Bologna, Attilio Visconti, secondo cui “è necessario non solo ora, ma anche in futuro, quando la pandemia sarà passata, cercare di portare in Prefettura i casi di esecuzione forzata e ragionare per capire in che termini si possa attivare la forza pubblica o invece andare incontro ai casi più sensibili”. Un’esperienza, questa, che “ho già portato avanti a Brescia e che vorrei ripetere qui”.
Per quanto riguarda i temi di maggiore attualità dal punto di vista sociale, il prefetto raccoglie anche la sollecitazione di Coalizione civica, che nei giorni scorsi gli aveva chiesto espressamente di ‘andare in pressing’ sul Governo in merito alla questione dell’aumento delle bollette e del caro-vita, auspicando anche la “convocazione di tavoli d’emergenza che affrontino il problema, che sta colpendo in maniera drammatica il settore produttivo, le fasce sociali più fragili e le stesse casse del Comune”.

Leggi: Redattore Sociale, 25/01/2022


lunedì 24 gennaio 2022
Medici di base, in Veneto è il caos. La denuncia dei sindacati dei pensionati

Carenza “cronica” di personale, pensionamenti, mancato cambio generazionale: problemi, incancreniti dalla pandemia, ai quali ora si sopperisce “sulla carta” aumentando il bacino di ogni medico di base da 1.500 a 1.800 pazienti. «Tutti capiamo le ragioni di questa decisione, quel che non vogliamo è che una situazione emergenziale si trasformi nella normalità», commentano Elena Di Gregorio, Tina Cupani e Debora Rocco,segretarie generali dei sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto, «i problemi di oggi hanno radici lontane, dagli errori di programmazione sui numeri degli specialisti, alla non piena attuazione delle medicine di gruppo. A soffrirne non sono solo i medici al lavoro oggi, messi sotto grande pressione dalla gestione del Covid, ma l’utenza più anziana che ha in essi dei punti di riferimento ormai non più certi».

Leggi: Liberetà, 24/01/2022


lunedì 24 gennaio 2022
Casa: Zevi: pronti a sbloccare 50 milioni entro l’anno per affitti e case popolari

L’assessore al Patrimonio intende accelerare l’utilizzo dei fondi per il contributo all’affitto parcheggiati dal 2019. In primavera gli Stati generali del patrimonio
Tra le priorità del suo mandato Tobia Zevi, 38 anni, assessore al Patrimonio, considera “un obbligo morale” riuscire ad assegnare entro l’anno i 50 milioni di fondi per il contributo all’affitto che ha trovato “parcheggiati” in dipartimento. Lo scrive il Corriere della Sera in una articolata e dettagliata intervista.
Perché finora le risorse non sono state distribuite, nonostante le 60 nula richieste presentate al Comune?
“Siamo indietro di tre anni, dal 2019 al 2021. Capisco le difficoltà degli uffici, anche a causa della carenza di personale, impegnati a evitare abusi e irregolarità, ma non sono motivi sufficienti a giustificare un simile ritardo che impatta sulla vita delle persone”.
Come pensa di recuperare?
“Nelle prossime settimane pubblicheremo il bando 2021, se necessario lavoreremo 24 ore su 24: mi impegno a sanare la situazione al più tardi entro la fine dell’anno”.

Leggi: Radio Colonna, 24/01/2022


venerdì 21 gennaio 2022
Spid-Lepida, in Emilia-Romagna metà degli over 75 non scarica l’app

Patto tra Regione Emilia-Romagna, Lepida e sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil per semplificare l’accesso e l’uso dello Spid, l’identità digitale ormai indispensabile per accedere ai servizi della pubblica amministrazione. L’accordo, come spiega la Regione, prevede supporto agli sportelli di prossimità per l’aiuto immediato alle categorie più deboli, un format Tv dedicato e corsi di facilitazione, in presenza e da remoto. Sono stati i numeri a indurre a mettere in campo correttivi: infatti la percentuale di chi ha installato l’app di Lepida per l’accesso alla Spid scende dal 93,4% degli under 65 al 68,9% dei 70-74enni fino al 49,6% degli over 75. “La pandemia ha impresso una forte accelerazione a un processo inevitabile e necessario come la digitalizzazione e la semplificazione dei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadino”, affermano gli assessori regionali all’Agenda digitale Paola Salomoni e al Bilancio Paolo Calvano.

Leggi: Redattore Sociale, 21/01/2022


giovedì 20 gennaio 2022
Casa, Spinelli (Regione Toscana): “Il Governo blocchi gli sfratti”

L’assessora toscana al sociale: “La situazione che si è venuta a creare in questa fase è particolarmente pesante, e richiederebbe strumenti di intervento straordinari che non possono che essere di livello nazionale”
“La situazione che si è venuta a creare in questa fase è particolarmente pesante, e richiederebbe strumenti di intervento straordinari che non possono che essere di livello nazionale, come un auspicabile blocco degli sfratti”. Lo ha detto l’assessora alle politiche sociali della Regione Toscana Serena Spinelli all’indomani dei dati diffusi da Cgil e Sunia secondo cui, nella sola Toscana, ci sarebbero 5mila famiglie a rischio sfratto a causa della ripresa degli sfratti. “Da parte nostra, come Regione Toscana, effettueremo un attento monitoraggio della situazione attraverso il tavolo regionale sull’emergenza abitativa che abbiamo costituito, e auspichiamo l’attivazione e la messa a regime delle Commissioni territoriali previste dalla LR 2/2019, che dovrebbero lavorare proprio sul passaggio da casa a casa in caso di sfratto”.

Leggi: Redattore Sociale, 20/01/2022


giovedì 20 gennaio 2022
Brescia. Comunicato unitario: (il poco etico) Incremento delle tariffe 2022 del teleriscaldamento a Brescia

A fine giugno 2021 A2A annunciava il dimezzamento del fattore di conversione della propria rete di teleriscaldamento per la parte non rinnovabile.
Il coefficiente 0,24, già il più basso in Italia, veniva portato a 0,12.
Grazie anche alle nostre sollecitazioni, si avviava in città, un dibattito per “mettere in salvo” la possibilità di accedere al Superbonus 110% per gli edifici allacciati alla rete del teleriscaldamento.
L’interessamento dei parlamentari bresciani ha fatto si che nella legge di bilancio 2022 venisse inserita una norma per la quale, ai soli fini della certificazione convenzionale, valida per il
Superbonus, si possa utilizzare il vecchio coefficiente 0,24.
Se l’escamotage ha “risolto” il problema del Superbonus ha mantenuto inalterato il problema della redazioni di certificazioni energetiche, per gli edifici collegati al teleriscaldamento, per cui un edificio che consuma 200 kWh/mq.anno viene miracolosamente classificato in classe A4 come se consumasse 1/10 dell’energia.
Peccato che le bollette del teleriscaldamento si paghino sul consumo reale e la classificazione A4 continui ad essere fuorviante per chi intenda affittare o acquistare una casa!

Leggi: Sunia, 20/01/2022


mercoledì 19 gennaio 2022
Anziani, mancano Oss: il comune di Forlì dà una mano sulla formazione

Il Comune di Forlì sta sondando la possibilità di erogare risorse sufficienti a finanziare corsi, dando così “una risposta concreta all’emergenza occupazione”
Favorire la formazione e l’inserimento lavorativo di nuovi operatori socio-sanitari, Oss. Con questo obiettivo il Comune di Forlì sta sondando la possibilità di erogare risorse sufficienti a finanziare corsi, dando così “una risposta concreta all’emergenza occupazione”.
Come infatti sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Rosaria Tassinari, durante il Comitato territoriale di Distretto di questa mattina, “la carenza di personale nelle strutture socio sanitarie, Cra e di lunga degenza del forlivese è un elemento evidente di questa nuova ondata di contagi”. Oltre ai sospesi per non essersi vaccinati, ci sono i sanitari positivi al Covid, i quarantenati, quelli in malattia e quelli che hanno diritto a qualche giorno di ferie dopo quasi due anni di emergenza pandemica. Insomma, prosegue, “la situazione è molto complessa, ascrivibile anche a ragioni di lungo corso e non facilmente risolvibile”. Il Comune, annuncia Tassinari, intende “riprendere e intensificare gli incontri con le strutture socio assistenziali del territorio per favorire un interscambio di bisogni e necessità a beneficio dell’utenza e di chi vi lavora”. Infatti è importante “capire- conclude l’assessore- dove poter intervenire e con quali mezzi, cercando di tutelare le persone più fragili e coloro che tutti i giorni affrontano sforzi lavorativi eccezionali”. (DIRE)

Leggi: Redattore Sociale, 19/01/2022


martedì 18 gennaio 2022
L’appello della Comunità di Sant’Egidio: “Basta case di riposo, l’assistenza agli anziani va rivoluzionata”

«Basta case di riposo, l’assistenza agli anziani va rivoluzionata. Ce lo sta dimostrando anche il Covid». Lancia l’appello la presidente della Comunità di Sant’Egidio Daniela Sironi che ieri ha incontrato, online, il Comune di Novara proprio sul tema della cura dei pensionati e della necessità di rivedere lo schema dei servizi sociali che fa perno sugli istituti. L’incontro di ieri è stato interlocutorio ma sarà seguito da altri confronti per avviare sperimentazioni di nuovi servizi in città. Da sempre i volontari della Comunità di sant’Egidio si occupano di chi è meno giovane e a Novara hanno avviato più progetti che li riguardano tra cui «Viva gli anziani!», un programma di assistenza domiciliare integrata con visite, telefonate e una rete di legami con il territorio. Ma partendo dalla nuova direttiva del ministero della Salute che promuove l’assistenza domiciliare la presidente Sironi chiede di rivoluzionare la prospettiva di assistenza da parte delle istituzioni del territorio, a cominciare da Comune, Asl e ospedale.

Leggi: La Stampa, 18/01/2022


martedì 18 gennaio 2022
Case popolari, in Toscana ristrutturati 2.700 alloggi

Saranno oltre 2.700 gli alloggi di Edilizia residenziale pubblica che verranno riqualificati in Toscana grazie al programma “Sicuro, verde e sociale” finanziato dal Next Generation EU nell’ambito del Pnrr
Saranno oltre 2.700 gli alloggi di Edilizia residenziale pubblica che verranno riqualificati in Toscana grazie al programma “Sicuro, verde e sociale” finanziato dal Next Generation EU nell’ambito del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Fondo Complementare). Lo hanno annunciato oggi a Firenze il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli. La giunta regionale ha infatti approvato il piano regionale composto dalle proposte di intervento inviate dai soggetti gestori del patrimonio Erp, a fronte del finanziamento di oltre 93 Milioni di Euro. Grazie a queste risorse sarà possibile intervenire su una fetta consistente del patrimonio di edilizia pubblica (costituito da circa 50.000 alloggi) con interventi di efficientamento energetico, di miglioramento sismico, di razionalizzazione degli spazi, di riqualificazione degli spazi pubblici e di miglioramento delle aree verdi. Gli interventi finanziati riguardano 2.732 alloggi, ma in lista ce ne sono altri 1.654 ammessi con riserva: potranno accedere ai finanziamenti in caso di rimodulazioni o recuperi di risorse.

Leggi: Redattore Sociale, 18/01/2022


IN AGENDA:

“La riforma dell’Irpef: cosa cambia”: il 26 gennaio un nuovo incontro con gli esperti

Riprendono, anche nel 2022, gli incontri promossi dal Gruppo di consapevolezza civica “Emilia-Romagna diversa” in collaborazione con Auser Emilia Romagna.
Mercoledì 26 gennaio, dalle ore 18 alle 19.30, si svolgerà un incontro online dal titolo “La riforma dell’Irpef: cosa cambia”.
Grazie agli interventi di Simone Pellegrino, professore di Scienza delle finanze, e Luigi Giove, segretario generale della Cgil Emilia-Romagna, si valuteranno gli effetti della recente riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a livello collettivo e per le diverse situazioni reddituali.
Moderano Magda Babini, presidente di Auser regionale e Silvia Giannini, economista.
Al termine degli interventi dei relatori, si aprirà il confronto con i partecipanti.
Per partecipare all’incontro è sufficiente collegarsi a questo link:
https://zoom.us/j/5886985490?pwd=UEhsVE9ubFl4R0xiQjh3WDdDY1lWQT09

Leggi: Auser Emilia Romagna


 27 gennaio 2022, alle 15:00, si svolgerà la Presentazione nazionale di Quinto Rapporto sul secondo welfare

Il volume, intitolato “Il ritorno dello Stato sociale? Mercato, Terzo Settore e comunità oltre la pandemia“, offrirà riflessioni e approfondimenti sugli impatti che il Covid-19 ha avuto sul nostro sistema di welfare e, in particolare, sul ruolo che attori privati, organizzazioni del Terzo Settore, corpi intermedi e gruppi informali di cittadini hanno assunto per affrontare la crisi nella sua dimensione sanitaria, economica e sociale.

Leggi: Secondo Welfare


Il 28 gennaio 2022, alle 17,30, si svolgerà la presentazione del volume: Il maltrattamento dell’anziano in RSA

Analisi del fenomeno, strumenti per l’individuazione, strategie di prevenzione
Organizzazione:Gruppo Solidarietà
Luogo:L’incontro si svolgerà su piattaforma zoom

Leggi: Gruppo Solidarietà


Parma. Dibattito su ‘Esperienze di partecipazione degli assegnatari alla gestione del patrimonio’. L’esperienza Parmense

Dibattito il 1 febbraio 2022 alle ore 14 presso la Casa della Musica; piazzale San Francesco, 1

Leggi: Sunia


8.2.2022 – “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

Genetica dei ricordi – di Johannes Gräff

Che sia il primo giorno di scuola o il primo bacio, alcuni ricordi ci restano impressi per decenni. Come mai? Sembra che le esperienze molto coinvolgenti lascino tracce nei nostri geni
Quando avevo sei anni andavo spesso in bicicletta con il mio migliore amico. Sfrecciavamo a destra e a manca con i nostri trabiccoli in manovre spericolate lungo la via, e facevamo a gara a superarci. Il ricordo me lo porto ancora dentro. Com’è possibile dopo 36 anni? Come fa il cervello a preservare così a lungo i contenuti della memoria? All’incirca negli stessi anni delle mie scorribande con la biciclettina, questa domanda assillava il premio Nobel Francis Crick (vissuto dal 1916 al 2004). Il co-scopritore della struttura del DNA annotava in un saggio del 1984 che buona parte dei componenti delle cellule nervose non è idonea a immagazzinare ricordi per anni o addirittura decenni. Infatti i neuroni sono composti in gran parte da proteine la cui emivita è di alcune ore o al massimo di pochi giorni. Ma esistono molecole nel corpo che durano più a lungo? La risposta è affermativa, perlomeno per un elemento molto importante della cellula: il DNA, che codifica l’informazione ereditaria in modo piuttosto stabile. Crick si domandava quindi se i ricordi non si depositino sotto forma di modificazioni chimiche del patrimonio genetico.

Leggi: Le Scienze


L’attività fisica previene e rallenta la fragilità: studio longitudinale di popolazione

Mantenere una buona qualità di vita in età avanzata è un obiettivo perseguibile (anche) mantenendo uno stile di vita attivo. Gli autori illustrano i risultati di una ricerca volta a verificare se più alti livelli di attività fisica svolta nel tempo libero da parte di anziani non fragili, siano un fattore di protezione rispetto all’insorgenza di fragilità. Secondo obiettivo di questo lavoro è la valutazione della velocità del cammino, come predittore di comparsa di fragilità nel tempo.
di Valentina Biagioli (Fondazione Golgi Cenci), Mauro Ceroni (Fondazione Golgi Cenci, Fondazione Istituto Neurologico Casimiro Mondino), Antonio Guaita (Fondazione Golgi Cenci)
L’aspettativa di vita è aumentata notevolmente negli ultimi decenni grazie ad una migliore alimentazione, igiene, condizioni di vita e cure mediche ampiamente disponibili e alla riduzione della mortalità infantile. La percentuale di persone anziane, ed in particolare la quota di over 80, sta crescendo più rapidamente di qualsiasi altra fascia d’età e si prevede che triplicherà tra il 2015 e il 2050 (Mantovani et al., 2020).
A livello individuale, la maggiore longevità comporta varie problematiche per il mantenimento di una buona qualità della vita. L’invecchiamento è stato definito come il progressivo e generale declino fisiologico di un organismo nella sua capacità di produrre risposte adattive ai fattori di stress a causa dell’accumulo di danni biologici in diversi tessuti. Gli individui più anziani diventano quindi più suscettibili e vulnerabili anche a lievi fattori di stress endogeni e/o esogeni ed il ritorno alle condizioni di base può essere impossibile o difficile e prolungato (Clegg, 2014).

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Congedo parentale SARS CoV-2” per genitori lavoratori autonomi

Con il messaggio n° 327 del 21 gennaio, l’Inps comunica il rilascio della procedura per la presentazione delle domande di congedo SARS CoV-2 per i genitori lavoratori autonomi e per gli iscritti in via esclusiva alla Gestione separata. Ricordiamo che i destinatari di questo beneficio riguardano coloro che hanno figli contagiati, in quarantena da contatto o con attività didattica o educativa in presenza sospesa o con centri diurni assistenziali chiusi. Con un precedente messaggio (n. 74/2022), l’Inps aveva comunicato la proroga al 31 marzo 2022 del termine per la fruizione del “Congedo parentale SARS CoV-2”, disposta dal citato articolo 17 del decreto-legge n. 221/2021.
Per i periodi di astensione fruiti è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione o del reddito a seconda della categoria lavorativa di appartenenza del genitore richiedente il congedo e i periodi sono coperti da contribuzione figurativa.
Per presentare la domanda di “Congedo parentale SARS CoV-2”, anche per figli con disabilità in situazione di gravità, per il quali non sussiste il limite di età di 14 anni, ci si può rivolgere ad una delle sedi Inca territoriali.

Leggi: Inca


Ape sociale: al via le richieste di certificazione del diritto

Dal 18 gennaio è possibile presentare domanda di certificazione dei requisiti per accedere all’anticipo pensionistico con Ape sociale, prorogato dall’ultima legge di bilancio (n. 234/2021) con alcune importanti modifiche. Lo ha comunicato l’Inps nel messaggio n. 274 pubblicato ieri sul sito istituzionale, nel quale l’Istituto riepiloga le novità legislative con le quali è stata ampliata la platea dei potenziali beneficiari.
In particolare, per i disoccupati, è stata eliminata la condizione del decorso del trimestre in stato di disoccupazione; mentre per l’individuazione dei lavoratori che svolgono attività cosiddette gravose è stato introdotto un nuovo elenco delle professioni e, per alcune di esse – operai edili, ceramisti e conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta – è stato ridotto il requisito di anzianità contributiva da 36 a 32 anni.
Per poter accedere all’Ape sociale i potenziali beneficiari devono aver compiuto almeno 63 anni di età e trovarsi in una delle quattro condizioni di seguito elencate:

Leggi: Inca


Infortuni domestici: assicurazione Inail in scadenza

Scade il 31 gennaio prossimo il pagamento del premio assicurativo obbligatorio annuo di 24 euro contro gli infortuni domestici. Lo ricorda l’Inail sul sito istituzionale sottolineando che non è possibile frazionarlo, ma è deducibile ai fini fiscali. Non sono tenuti a pagarlo, coloro i quali hanno un reddito complessivo lordo di 4.648,11 euro l’anno, oppure se si fa parte di nuclei familiari con un reddito complessivo lordo inferiore ai 9.296,22 euro l’anno.
La polizza riconosce e valorizza il lavoro di chiunque, donna o uomo, si occupi in maniera abituale, esclusiva e gratuita dei lavori in casa ed interessa tutti coloro con un’età compresa tra i 18 e i 67 anni di età, purché non svolgano altre attività per le quali sussiste già l’obbligo di iscrizione a un altro ente o cassa previdenziale.
Possono altresì assicurarsi:
• chi è titolare di una pensione;
• cittadino/a straniero/a che soggiorna regolarmente in Italia e non ha altra occupazione;
• persona che, avendo già compiuto i 18 anni, lavora esclusivamente in casa per la cura dei componenti della sua famiglia;
• studente che dimora nella città di residenza o in località diversa purché si occupi anche dell’ambiente in cui abiti;
L’assicurazione riguarda anche i lavoratori in cassa integrazione o beneficiari di prestazioni a carico dei fondi di integrazione salariale; chi percepisce l’indennità di disoccupazione prevista dalle leggi vigenti; i lavoratori stagionali, o con contratto temporaneo e a tempo determinato ma, in questi casi, ricorda l’Inail ci si può assicurare soltanto per i periodi in cui non si svolgono attività lavorative.

Leggi: Inca


 

 

 

NEWS:

lunedì 17 gennaio 2022
Programmi urbani nel PNRR

Piani urbani integrati. Progetti di rigenerazione urbana. Programma innovativo per la qualità dell’abitare
Forniamo un aggiornamento sui programmi urbani legati al PNRR oggetto di disposizioni normative in questo periodo. Abbiamo detto più volte che un volume di risorse rilevanti stanno impattando sulle città per politiche urbane. Tutto ciò sta tuttavia accadendo senza una visione a lungo a termine, senza integrazione tra ambiti d’intervento e senza alcuna forma di pianificazione. Strategie e coordinamento unitario sono al contrario necessarie per evitare di riproporre quanto si è verificato nei programmi degli ultimi anni rivolti alle città: la rimodulazione, da parte degli enti locali, di progetti in larga parte disponibili, velocemente cantierabili, non sempre approfonditi negli elementi di qualità.
Come già comunicato con circolare del 19 ottobre, con il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile il 7 ottobre 2021 sono stati approvati gli elenchi dei beneficiari e delle proposte presentate in merito al Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua). Il Decreto del Ministero dell’Interno del 6 dicembre 2021 ha approvato il modello con il quale le Città Metropolitane individuano gli interventi finanziabili per investimenti in progetti relativi a Piani Urbani Integrati che può essere presentato solo da parte delle Città Metropolitane.

Leggi: Cgil, 17/01/2022


venerdì 14 gennaio 2022
Case di Comunità: la lunga marcia

Il quadro normativo e l’avvio di un finanziamento per realizzare le Case di Comunità, seppure non nella dimensione auspicata, hanno fatto, nell’ultimo anno, notevoli progressi e speriamo che si tratti di elaborazioni e proposte utili quali livelli di partenza per implementare la sanità territoriale e non semplici ipotesi da vanificare nel corso delle trattative con le varie lobby o non applicandole adeguatamente, come è occorso per altri provvedimenti (Decreto Balduzzi, insegna!)
Le scadenze del PNRR si avvicinano e il Governo ci informa che gli adempimenti previsti in accordo con l’Europa sono tutti rispettati. In particolare, in riferimento alle Case della Comunità (CdC), nella informazione trasmessa al Parlamento in data 23 dicembre si specifica che: “È stato concluso il ciclo di incontri finalizzato ad una prima ricognizione dei progetti. Entro il 28 febbraio 2022 ciascuna Regione definirà il proprio piano operativo contente piani di azione volti all’individuazione dei siti”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 14/01/2022


venerdì 14 gennaio 2022
Nuova proposta del Governo: la rateizzazione delle bollette luce e gas

Il piano di rateizzazione per le fatture luce e gas, senza interessi, è uno dei provvedimenti in arrivo dal governo per aiutare gli Italiani a far fronte ai rincari delle utenze nel 2022. Ma, chi può accedervi? e con quali modalità? Ve lo spieghiamo in questo articolo.
Il piano di rateizzazione di ARERA
Le famiglie italiane avranno la possibilità di pagare le fatture delle utenze luce e gas in 10 rate. E’ questa la mossa scelta dal governo per dare una mano alle famiglie che avranno difficoltà ad affrontare gli incrementi dei costi dell’energia elettrica e gas metano in quest’anno.
Le modalità previste da Arera, L’Autorità per l’energia le reti e l’ambiente, consistono nel pagamento di una prima rata pari alla metà del costo totale della fattura che si vorrà rateizzare e nella possibilità di poter pagare la seconda metà in rate da almeno 50 euro in massimo 10 rate. Infatti, qualora l’importo dovesse essere inferiore a 50 euro, l’Autorità concede la possibilità di pagare in meno rate (non meno di due), affinché l’importo relativo a ciascuna di essa sia sempre di maggiore o uguale a 50 euro.

Leggi: Cecop, 14/01/2022


giovedì 13 gennai0 2022
Ascensori, servizi e impianti nel nuovo bonus barriere al 75%

L’agevolazione incentiva anche gli interventi su montascale e piattaforme Tempo limitato per le spese: dovranno essere effettuate entro dicembre del 2022
Ascensori, montascale, piattaforme elevatrici, rampe. Ma anche adeguamenti di servizi igienici, impianti elettrici e domotici. La legge di Bilancio 2022, tra tante proroghe, ha introdotto una nuova agevolazione, dedicata alla rimozione di barriere architettoniche: vale il 75% delle spese sostenute, che sarà poi rimborsato in detrazione nel giro di cinque anni.Nella geografia dei bonus casa si presenta come un’opportunità molto interessante, perché offre percentuali di sconto rilevanti per lavori che moltissimi condomìni dovrebbero comunque effettuare. Anche se sarà importante muoversi subito: la manovra conferma il nuovo sconto solo fino alla fine del 2022. Tra tempi di approvazione e realizzazione degli interventi, c’è il rischio di andare lunghi.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 13/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Auser ha dato la sua adesione a “Smartphonfest 2022 Orientarsi nell’era dell’onlife”

Si tratta di una iniziativa promossa da Articolo 99 associazione per il dialogo sociale dei già consiglieri del Cnel e rivolta agli studenti delle seconde classi degli istituti secondari di secondo grado. Si tratta di un vero e proprio torneo di Storytelling.
“Viviamo in un tempo nuovo definito efficacemente Onlife condizione propria dell’era digitale – si legge nel bando – simbolicamente aperto dallo smartphone, icona dell’irreversibile interconnessione tra il mondo virtuale e quello fisico: l’ambiente nel quale esistiamo. Cos’è, come lo percepiamo, quali potenzialità e quali rischi ci lascia intuire? Quali saperi, quali esperienze potrebbero esserci d’aiuto per orientarci e navigare in spazi largamente inesplorati e suggerirci scelte per il futuro? Forse, allora può esserci d’utilità una palestra, una Palestra del Futuro. Un luogo per una riflessione creativa, per esercitarci, per addestrarci, per progettare e per poi confrontarci con altre classi di studenti del 2° anno, con avremo un’occasione in più per misurare le nostre capacità e le possibilità di realizzare le aspirazioni che coltiviamo”. I ragazzi insieme ai loro docenti si dovranno cimentare in una sorta di torneo di storytelling: racconti, video, fumetti, ecc. I primi tre classificati saranno premiati.

Leggi: Auser, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Il welfare delle famiglie italiane, oltre la metà ha rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2021

Rapporto Cerved. Spesi 136,6 miliardi per prestazioni di welfare (più di 5 mila euro a famiglia): in crescita quelle per salute, assistenza agli anziani e istruzione . Il 50,2% ha rinunciato a prestazioni nella sanità, 56,8% nell’assistenza agli anziani, 58,4% nell’assistenza ai bambini, 33,8% nell’istruzione. Pesano problemi economici, indisponibilità del servizio e inadeguatezza dell’offerta
“Oltre la metà delle famiglie italiane (50,2%) ha rinunciato a prestazioni sanitarie per problemi economici, indisponibilità del servizio o inadeguatezza dell’offerta. Contemporaneamente la spesa delle famiglie per la salute, l’assistenza agli anziani e l’istruzione è aumentata”. Lo rileva l’edizione 2022 del Bilancio di welfare delle famiglie italiane di Cerved, presentato oggi a Roma alla presenza della ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, esponenti del Governo e delle Istituzioni, studiosi del cambiamento sociale e responsabili di imprese operanti mercato dei servizi di welfare. L’indagine ha coinvolto un campione di 4.005 famiglie di tutte le regioni italiane, stratificate per condizione economica e per composizione del nucleo familiare, e le rilevazioni sono state eseguite in diverse fasi negli ultimi due anni, dal lockdown della primavera 2020 a novembre 2021. Obiettivo, analizzare l’influenza dell’emergenza Covid sui comportamenti familiari e per distinguere le conseguenze dell’emergenza dalle tendenze di lungo termine.

Leggi: Redattore Sociale, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Pnrr. Arrivano i primi 8 miliardi per la sanità. Serviranno per Case e Ospedali di comunità, telemedicina, assistenza domiciliare e ammodernamento e sicurezza ospedali.

Le risorse sono così ripartite: case di comunità (2 miliardi); assistenza domiciliare e la telemedicina (204,5 milioni); ospedali di comunità e assistenza sanitaria intermedia (1 miliardo); ammodernamento tecnologico e digitale ospedaliero (più di 2,6 miliardi); sicurezza e sostenibilità ospedaliera (638,8 milioni). Ora le Regioni avranno tempo fino al 28 febbraio 2022 per presentare i Piani regionali al fine di sottoscrivere il Contratto Istituzionale di Sviluppo che in ogni caso dovrà essere firmato entro il 31 maggio 2022. A vigilare sarà il Ministero della Salute.
È stata approvata in Conferenza Stato-Regioni la proposta di riparto dei primi 8 miliardi dei fondi della missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza che verranno destinati alle Regioni responsabili dell’attuazione di specifiche linee progettuali.
Ora le Regioni avranno tempo fino al 28 febbraio 2022 per presentare i Piani regionali al fine di sottoscrivere il Contratto Istituzionale di Sviluppo che in ogni caso dovrà essere firmato entro il 31 maggio 2022. A vigilare sarà il Ministero della Salute.

Leggi: Quotidiano Sanità, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Infermieri. “Ne servono di più e specializzati”. Le Associazioni dei pazienti cronici rilanciano l’allarme

L’appello è di 16 Associaizoni in rappresentanza di quasi 22 milioni di cittadini-pazienti. Rilanciato l’allarme carenza infermieri della Fnopi. Una lettera congiunta a Governo, Parlamento e Regioni per chiedere l’attuazione di una reale multi-professionalità e integrazione multidisciplinare e sviluppare la figura dell’infermiere di famiglia e comunità
Sono i rappresentanti di quasi 22 milioni di malati cronici, dalle associazioni dei malati oncologici a quelle dei portatori di stomie, da chi ha bisogno di nutrizione parenterale al coordinamento nazionale famiglie con disabilità e molte altre ancora.
Chiedono al Governo in una petizione inviata all’esecutivo, al Parlamento e alle Regioni, di non essere lasciati soli sul territorio, nella loro vita di tutti i giorni e per questo hanno bisogno di più infermieri. E specializzati.
La ricetta che le sedici associazioni* che hanno inviato il documento (le più numerose rispetto alle persone che rappresentano) propongono è quella di consolidare una logica normativa e attuativa di reale multi-professionalità e integrazione multidisciplinare oltre che una integrazione tra ospedale e territorio che favorisca davvero la continuità delle cure per sviluppare operativamente un nuovo modello di assistenza di prossimità e domiciliare. Prevedere quindi nelle linee di indirizzo non solo gli standard quantitativi, ma i modelli di relazione interprofessionale da attuare.

Leggi: Quotidiano Sanità, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Una nuova anagrafe immobiliare per avviare la riforma del Catasto

Fisco. Oggi il via libera della commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria al pacchetto di proposte per le nuove regole sulle banche dati. L’obiettivo è un archivio degli atti notarili contro il riciclaggio
Una banca dati integrata tra informazioni catastali e quelle delle proprietà immobiliari per attuare la nuova Anagrafe immobiliare. Una serie di informazioni che consenta a tutte le amministrazioni, anche quelle locali, di conoscere i dati di natura urbanistica e quelli dei soggetti residenti e titolari di diritti reali. A leggerla così la proposta avanzata al Senato dalla bicamerale sulla vigilanza dell’Anagrafe tributaria la nuova banca dati da attuare sembra porre le basi per la nuova riforma del catasto proposta dal Governo nella legge delega in discussione alla Camera. Proposta di riforma su cui però a Montecitorio si è acceso il confronto politico con la maggioranza spaccata sullo stralcio dell’articolo 6 dedicato al nuovo al catasto.

Leggi: Centro di cultura condominiale, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Cura Pnrr per gli immobili italiani

Il patrimonio immobiliare. Oltre l’80% degli edifici residenziali ricadono ancora nelle classificazioni energetiche più basse e rappresentano oltre un terzo dei consumi: il Piano mette a disposizione 15 miliardi per tagliare le emissioni entro il 2030
Dieci anni decisivi per migliorare l’efficienza del patrimonio immobiliare italiano, pubblico e privato. Il percorso iniziato nel 2021 con l’approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrà portare i suoi risultati entro il 2030, anno nel quale l’Unione europea fissa il suo primo traguardo di riduzione dei gas a effetto serra (-55% rispetto allo scenario del 1990).
La sfida sembra quasi impossibile: invertire la tendenza del nostro paese alla scarsa manutenzione dei suoi immobili, che oggi sono vecchi, energivori e, in qualche caso, anche poco sicuri. La differenza, però, potrebbero farla le risorse a disposizione: solo il Pnrr, infatti, dedica oltre 15 miliardi alla riqualificazione degli edifici.
La mappa
Gli immobili in Italia, stando alle ultime statistiche catastali dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’agenzia delle Entrate, sono 76,5 milioni: sono 35,9 milioni gli immobili residenziali (un numero che comprende anche i singoli appartamenti) e oltre 29 milioni quelli collegati in qualche modo ad attività produttive e commercio.

Leggi: Confedilizia, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Anziani e disabili, Italia fanalino di coda in Ue per spesa in assistenza: il peso del privato cresce, mentre lo Stato arretra

Insufficienti. Sono le risorse che l’Italia investe sull’assistenza di anziani e persone con disabilità: il 2,5% del pil, un punto sotto alla media del 3,5% dei paesi Ocse più sviluppati e due meno della Germania (4,5%) che si trova al primo posto, seguita a stretto giro da Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). E mentre il servizio pubblico continua a calare, scendendo dal 30% al 25%, avanza il settore privato, ora al 26% dal 23%. Inoltre cresce in maniera significativa il ruolo chiave del non profit – che include anche le cooperative sociali – e che copre quasi la metà dell’offerta totale di posti letto per anziani e disabili (49%), rispetto al 42% di dieci anni fa. I dati sono contenuti nel rapporto Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà (FPS), in collaborazione con Cesc – Università degli studi di Bergamo, Crisp – Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli studi di Parma e con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia. Statistiche aggiornate ai dati disponibili fino al 2018, che fotografano il quadro italiano dell’assistenza e cura di soggetti anziani non autosufficienti e disabili gravi. La ricerca (120 pagine), a cura di Alberto Brugnoli e Antonello Zangrandi, è frutto di un percorso di confronto e approfondito lavoro con ricercatori, docenti universitari ed esponenti di altri enti del settore socio-sanitario, pubblici, privati e non profit, e contiene analisi e proposte concrete per la riforma del settore

Leggi: Auser, 12/01/2022


lunedì 10 gennaio 2022
Bonus casa prorogati: ecco come pianificare gli interventi

La mappa dei rinnovi. Per i condomini 24 mesi con il superbonus al 110%. Corsa contro il tempo per le villette. Tre anni per le detrazioni ordinarie con possibilità di cessione e sconto in fattura
Terminato il percorso parlamentare della manovra, per i bonus casa si apre adesso la fase della pianificazione. Con l’ok alla legge di Bilancio, famiglie e imprese possono – finalmente – programmare i lavori con un quadro di regole certe.
Le parole pronunciate a ottobre dal ministro dell’Economia si sono rivelate profetiche: «Bonus utili, ma non sostenibili alla lunga», aveva detto in sintesi Daniele Franco. Ecco allora una legge di Bilancio che prevede il pacchetto di proroghe più ricco degli ultimi anni, ma che inizia gradualmente a smantellare l’idea (spesso illusoria) secondo cui «lo Stato paga integralmente i lavori».
Chi vince e chi perde? La risposta cambia in base a una coppia di variabili: condomìni o singole unità immobiliari; interventi “pesanti” o piccole ristrutturazioni.

Leggi: Quotidiano Condominio, 10/01/2022


lunedì 10 gennaio 2022
Villette, soglia del 30% con calcoli doppi

Solo chi raggiunge questo step al 30 giugno potrà arrivare fino al 31 dicembre
Incassata la proroga con la manovra, i proprietari delle “villette unifamiliari” si stanno interrogando su come programmare i lavori per il 2022 massimizzando il superbonus. Anche perché la manovra agevola al 110% le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022 solo a chi dimostrerà (sul come,
ancora non vi sono punti fermi) di aver effettuato «lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo» alla data del 30 giugno 2022.
È convinzione diffusa che, escludendo dal ragionamento gli interventi sismabonus nei Comuni terremotati, la possibile estensione a fine anno non potrà risolvere tutti i problemi: la carenza di materie prime e strutture di servizio (come i ponteggi) e la scarsa disponibilità delle imprese sono solo alcuni degli ostacoli da affrontare.
Certo, la proroga per i condomìni, gli edifici da due a quattro unità di un solo proprietario, le case popolari e gli immobili del terzo settore farà slittare di qualche mese il portafoglio ordini di alcune imprese. Tuttavia, guardando al 30 giugno va messa in conto la concorrenza di tre categorie di soggetti:

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 10/01/2022


martedì 18 gennaio 2022
Recovery, Torino dal 16 marzo spende 233 milioni in rigenerazione

I fondi per la rigenerazione urbana del Pnrr che arriveranno sulla Città metropolitana di Torino hanno ora dei tempi precisi. Si tratta di 233 milioni di fondi, della cui gestione a livello governativo si occupa il ministero dell’Interno. Lo ha annunciato questa mattina, al termine della giunta, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha presentato criteri e scadenze che impegneranno giunta e Comuni della cintura fino al 16 marzo, quando le progettualità elaborate sul territorio saranno trasmesse al Governo.
Il sindaco ha spiegato che i fondi potranno servire per interventi su biblioteche civiche, uffici del Comune, il presidio del territorio pubblico, sport, cultura, giovani e microhousing. E poi iniziative immateriali, ad esempio col Terzo settore per interventi sociali a bassa soglia e gestione dei senza fissa dimora.

Leggi: Redattore Sociale, 18/01/2022


lunedì 17 gennaio 2022
Napoli, al via servizio comunale per l’accoglienza dei senza dimora

Inaugurato alla ‘Casa delle Genti’ – alla presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dell’assessore comunale alle Politiche sociali Luca Trapanese, del presidente della Fondazione Ritiro di Santa Maria del Gran Trionfo padre Salvatore Farì e di, in rappresentanza della diocesi di Napoli, padre Enzo Cozzolino – il servizio comunale di accoglienza per 32 persone senza dimora.
Attraverso la stretta collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali – spiega una nota – è stato possibile garantire una continuità alla Comunità delle Genti con un supporto economico di 10.000 euro mensili. Tale importo copre i costi derivati dall’attività, nello specifico quelli del personale (7.500), del vitto che comprende la colazione e la cena (1.500) e delle utenze (1.000). Un supporto che sarà costante per un periodo di 6 mesi rinnovabili di volta in volta.

Leggi: Redattore Sociale, 17/01/2022


lunedì 17 gennaio 2022
Rsa per anziani in Veneto, la Cisl: “Criticità e urgenze. Sì a un tavolo regionale”

Carenza di personale sociosanitario per Covid o per mancanza di vaccinazione, criticità nel garantire sostenibilità economica, difficoltà nel reperimento di specifiche figure professionali, dimissioni degli operatori in “fuga” verso le strutture sanitarie pubbliche o verso altre professioni: sono i fattori che, secondo la Cisl Veneto, stanno oggi mettendo in ginocchio l’organizzazione del lavoro in molte delle oltre 320 Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per anziani del Veneto, che accolgono circa 28 mila ospiti.
“La verità è che da lungo tempo queste strutture sono in sofferenza – spiega Cinzia Bonan, segretaria di Cisl Veneto con delega alle politiche sociali e sanitarie – e che la straordinaria emergenza sanitaria ha acuito le numerose debolezze già preesistenti nel sistema della residenzialità e della domiciliarità, rendendole ancor più evidenti e preoccupanti. Perciò riteniamo sia urgente individuare puntualmente le criticità del sistema e le priorità di intervento, definendo al contempo i livelli assistenziali che garantiscono da un lato qualità del servizio, sostegno alle persone e alle famiglie in situazioni di fragilità, dall’altro la valorizzazione e la tutela dell’occupazione”.

Leggi: Redattore Sociale, 17/01/2022


venerdì 14 gennaio 2022
Toscana, «entro il 2026 78 case di comunità con i fondi del Pnrr»

Il nuovo piano sul tema della strutture sanitarie: richiesta di finanziamento da 173,5 milioni di euro – di Giulio Gori
Il piano legato alle risorse del Pnrr e del piano complementare che la Regione Toscana ha presentato al governo, sul tema delle nuove strutture sanitarie, punta a realizzare 78 case di comunità, 37 centrali operative territoriali e 24 ospedali di comunità, con una richiesta di 173,5 milioni di finanziamento. L’obiettivo, entro il 2026, è di cambiare il volto della sanità territoriale, il punto debole del sistema toscano. Le case di comunità sono poliambulatori, che raccolgono anche servizi sociali, medici di famiglia, medici di guardia. Le centrali operative territoriali sono invece punti di riferimento per l’organizzazione dell’assistenza a domicilio dei pazienti. Gli ospedali di comunità sono infine una soluzione per le lungo degenze a metà strada tra il domicilio e l’ospedale, dove il paziente cronico e non acuto viene ricoverato e preso in carico da infermieri e oss, con la vigilanza di un medico clinico, aiutato dai medici di famiglia. Firenze vanterà il numero massimo di case di comunità, 7, mentre gli ospedali di comunità saranno principalmente concentrati nelle località di provincia.

Leggi: Corriere Fiorentino, 14/01/2022


venerdì 14 gennaio 2022
Roma, Gualtieri: il piano freddo passa da 95 a 400 unità, via all’accoglienza diffusa

“Un altro fronte su cui abbiamo deciso di potenziare le risorse in bilancio è quello delle politiche sociali, anche alla luce delle conseguenze della pandemia che ha acuito le disuguaglianze. Ma la riduzione delle distanze è per noi una priorità. Tra le cose che mi stanno più a cuore penso all’accoglienza dei senza fissa dimora e al piano freddo, che prevede un consistente incremento dei posti che a oggi sfiora le 400 unità, a fronte delle 95 di novembre. Prevediamo poi un’accoglienza diffusa che mira a superare l’approccio emergenziale e a costruire una rete permanente di servizi che prevede anche un percorso di rientro lavorativo per le persone”. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in apertura della seduta dell’Assemblea capitolina dedicata all’esame del bilancio comunale.

Leggi: Redattore Sociale, 14/01/2022


giovedì 13 gennaio 2022
Casa, “Sicuro, verde e sociale”: presentati i progetti Erp Marche

Presentati stamattina i progetti di riqualificazione di edilizia residenziale pubblica inseriti nell’ambito del programma denominato: “Sicuro verde e sociale”. “Per la sua realizzazione- spiega in una nota l’assessore regionale con delega all’Edilizia residenziale pubblica, Stefano Aguzzi- alla Regione Marche sono stati assegnati oltre 62 milioni di euro che serviranno per l’efficientamento e la ristrutturazione del patrimonio residenziale pubblico nel rispetto dei criteri di sicurezza e di tutela ambientale”. All’incontro erano presenti oltre all’assessore regionale all’Edilizia residenziale pubblica, il presidente di Erap Marche, Massimiliano Sport Bianchini, e il segretario di Erap Marche, Maurizio Urbinati. “Sono molto soddisfatto del lavoro svolto- aggiunge Aguzzi- perché portiamo a compimento un’assegnazione di fondi legati al Pnrr in tempi rapidissimi, comunicataci appena il 30 settembre scorso, la cui procedura scadeva entro l’anno”.

Leggi: Redattore Sociale, 13/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
“Bologna invecchia e va riqualificata”, le coop si candidano

Daniele Ravaglia, presidente di Confcooperative Bologna, tende la mano al comune e alla metropoli: “Lavoriamo più insieme”
“La nostra città invecchierà molto rapidamente, i dati che noi abbiamo ci mostrano un futuro dove l’attenzione ai servizi per la persona dovrà essere particolarmente importante. E chi, se non la cooperazione, potrà dare questo servizio? Pensiamo anche alla riqualificazione territoriale: oggi o se ne occupa il Comune, quindi la pubblica amministrazione, oppure se ne occupano le cooperative”. È lo slancio di Daniele Ravaglia, presidente di Confcooperative Bologna, oggi al convegno online dell’associazione “Ripresa, resilienza, sviluppo sostenibile. Quali partenariati pubblico-privato per la grande Bologna?”. Promosso dalla stessa Confcooperative, l’appuntamento fa il punto “su sviluppo sostenibile ed equo del territorio di Bologna”, in vista delle risorse Pnrr, la cui cabina di regia locale include anche le cooperative.

Leggi: Redattore Sociale, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Emergenza abitativa, a Palermo 2500 famiglie senza casa

In 750 occupano immobili abbandonati. Domani incontro del comune con le associazioni per discutere della situazione di 50 famiglie, che hanno ricevuto un’ordinanza di sgombero per inagibilità. Pellicane: “Utilizzare immobili confiscati con auto-recupero”
Sono 2500 le famiglie, in maggioranza con diversi figli, iscritte nella graduatoria dell’emergenza abitativa a Palermo. Di queste, per assoluta necessità, circa 750 hanno deciso di occupare alcuni immobili, che erano in stato di completo abbandono e su cui hanno operato dei piccoli interventi di auto-recupero. A dirlo è Tony Pellicane, portavoce del Comitato di lotta per la casa 12 luglio, che da molti anni segue la situazione drammatica di molte famiglie, sulla base dei dati dell’ultimo aggiornamento (ottobre 2021). Tra le diverse situazioni, quella di 50 famiglie che occupano due ex edifici scolastici di viale Michelangelo e che hanno ricevuto un’ordinanza di sgombero per inagibilità degli immobili. Domani l’assessorato alle attività sociali ha predisposto un incontro programmatico online, aperto alle associazioni, per confrontarsi proprio sulla situazione delle 50 famiglie.

Leggi: Redattore Sociale, 12/01/2022


IN AGENDA:

“La riforma dell’Irpef: cosa cambia”: il 26 gennaio un nuovo incontro con gli esperti

Riprendono, anche nel 2022, gli incontri promossi dal Gruppo di consapevolezza civica “Emilia-Romagna diversa” in collaborazione con Auser Emilia Romagna.
Mercoledì 26 gennaio, dalle ore 18 alle 19.30, si svolgerà un incontro online dal titolo “La riforma dell’Irpef: cosa cambia”.
Grazie agli interventi di Simone Pellegrino, professore di Scienza delle finanze, e Luigi Giove, segretario generale della Cgil Emilia-Romagna, si valuteranno gli effetti della recente riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a livello collettivo e per le diverse situazioni reddituali.
Moderano Magda Babini, presidente di Auser regionale e Silvia Giannini, economista.
Al termine degli interventi dei relatori, si aprirà il confronto con i partecipanti.
Per partecipare all’incontro è sufficiente collegarsi a questo link:
https://zoom.us/j/5886985490?pwd=UEhsVE9ubFl4R0xiQjh3WDdDY1lWQT09

Leggi: Auser Emilia Romagna


25 gennaio 2022, ore 14:30. La strategia regionale e locale per lo sviluppo sostenibile

Le città, grandi e piccole, vanno ripensate in modo da poter essere resilienti, preparate a prevenire i rischi e a reagire agli shock acuti e agli stress cronici, siano essi di origine naturale, antropica o virale.
L’intento delle politiche urbane è ora quello di agire, in linea con quanto esplicitato dagli obiettivi dell’Agenda 2030, per evitare o prevenire i rischi derivanti dai mutamenti in atto, di proteggere i cittadini più vulnerabili, di promuovere la capacità delle comunità di prepararsi, resistere e risollevarsi dagli impatti arrivando a costruire le condizioni per una evoluzione della dimensione urbana prospera, equa e sostenibile.

Leggi: Eventbride


 27 gennaio 2022, alle 15:00, si svolgerà la Presentazione nazionale di Quinto Rapporto sul secondo welfare

Il volume, intitolato “Il ritorno dello Stato sociale? Mercato, Terzo Settore e comunità oltre la pandemia“, offrirà riflessioni e approfondimenti sugli impatti che il Covid-19 ha avuto sul nostro sistema di welfare e, in particolare, sul ruolo che attori privati, organizzazioni del Terzo Settore, corpi intermedi e gruppi informali di cittadini hanno assunto per affrontare la crisi nella sua dimensione sanitaria, economica e sociale.

Leggi: Secondo Welfare


Il 28 gennaio 2022, alle 17,30, si svolgerà la presentazione del volume: Il maltrattamento dell’anziano in RSA

Analisi del fenomeno, strumenti per l’individuazione, strategie di prevenzione
Organizzazione:Gruppo Solidarietà
Luogo:L’incontro si svolgerà su piattaforma zoom

Leggi: Gruppo Solidarietà


Parma. Dibattito su ‘Esperienze di partecipazione degli assegnatari alla gestione del patrimonio’. L’esperienza Parmense
Dibattito il 1 febbraio 2022 alle ore 14 presso la Casa della Musica; piazzale San Francesco, 1

Leggi: Sunia


Un corso Grey Panthers in presenza, a gennaio, per essere davvero Cittadini digitali

La ripresa delle attività in presenza è possibile, purché si rispettino le modalità di sicurezza, GreenPass e mascherina innanzitutto e si usino le cautele necessarie. Per questo, noi della Redazione, volentieri organizziamo un corso in presenza, che si articola in 5 appuntamenti, di un’ora e trenta minuti l’uno: 50 minuti di lezione, seguita da navigazione diretta dei siti, esercitazioni pratiche ed esempi, costruiti sulle esigenze e sulle domande degli iscritti. Al termine di ogni incontro verrà fornita una dispensa, per facilitare il ripasso e l’approfondimento.
I 5 appuntamenti saranno così articolati:
• Imparare a navigare sul sito del Comune di Milano: i servizi online da utilizzare, per risparmiare tempo e fatica.
• Come attivare SPID e come utilizzarlo: gli usi possibili, per essere identificati in sicurezza sui siti della Pubblica Amministrazione.
• Il fascicolo sanitario elettronico: utilità, uso, esempi pratici.
• Il mondo delle APP: quelle native sui nostri dispositivi, quelle che ci procuriamo gratuitamente o che acquistiamo. APP utili per Senior: 118, google maps, whatsapp e altro ancora.
• Home-banking e Moneta Digitale: essere capaci di muoversi con disinvoltura in ogni contesto, senza mettere mano al portafoglio, alle carte di credito, ai Bancomat. Risparmiando tempo e garantendosi maggiore sicurezza.

Leggi: Grey Panthers


8.2.2022 – “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

Assistenza territoriale. Servono subito nuove leggi, nazionali e regionali – di Ettore Jorio

Per una vera riforma della sanità territoriale serve un provvedimento legislativo statale, integrativo delle politiche distrettuali, che ne sancisca l’istituzione nell’ordinamento della salute e di leggi di dettaglio regionali che ne fissino i criteri e le modalità costitutive e realizzative, adattata ai fabbisogni che ogni realtà geografica esprime
Sanità e PNRR rappresentano un binomio perfetto per alimentare le giuste speranze che la nazione nutre in tema di tutela della propria salute, oggi seriamente vilipesa dal Covid che mette in pericolo il mondo intero.
Due anni terribili, quelli appena conclusi, che hanno registrato il flop di una assistenza territoriale abbandonata da anni a se stessa, fatta eccezione per quelle Regioni che vi hanno investito da tempo. Così come è risultato ovunque inadeguato il sistema ospedaliero ad affrontare una domanda elevata di terapia intensiva e semintensiva. Il tutto negativamente condizionato dall’assenza di un Piano nazionale contro le pandemie lasciato per anni nei cassetti ministeriali, vendendo oggi per nuovo uno strumento vecchio e inappropriato.
Ma la sanità non vuol dire solo Covid, come sembra essere diventato, invece, l’unico obiettivo da risolvere. E’ tutt’altro. Ѐ garantire, alla comunità tutta, l’assistenza ordinaria, contrariamente a come sta facendo una informazione che si caratterizza in modo monodirezionale, affascinando e intimorendo i destinatari a colpi di Covid.

Leggi: Quotidiano Sanità


Cronaca di un’assistenza impossibile

Cosa significa oggi prendersi cura di un proprio familiare non autosufficiente? Quali sono i principali problemi da affrontare per trovare dei sostegni validi nell’attività di cura? Come trovare una conciliazione sostenibile tra l’essere caregiver di un genitore anziano e l’essere al contempo un genitore, un coniuge, un lavoratore? L’autore, condividendo la propria esperienza personale, propone riflessioni e interrogativi su problemi concreti, pratici, che ogni caregiver familiare si trova ad affrontare durante il percorso di cura e assistenza.
di Giuseppe Dino (Caregiver familiare, assegnista di ricerca CNR)
Migliaia di persone in Italia vivono una situazione insostenibile nella gestione dell’assistenza ad un proprio familiare non autosufficiente. Molti di essi assistono persone con gravissime limitazioni delle autonomie, spesso in presenza di deficit cognitivi e disturbi del comportamento che necessitano la presenza assidua di assistenza per lo svolgimento di tutte le attività quotidiane. Io stesso mi trovo in una situazione analoga con mia madre.
Famiglie caregiver sole nella ricerca di assistenti familiari. Un’odissea per ingaggiare una badante
Nonostante l’indennità di accompagnamento e altri supporti (ad esempio il programma home care premium) siano dei validi sostegni economici, una delle più grandi difficoltà che vivono le famiglie caregivers è legata alla ricerca del personale di assistenza. L’esigenza di assistenza continuativa (H24) porta infatti pazienti e famiglie a misurarsi, a volte improvvisamente, con la ricerca di personale, senza ricevere orientamento e supporto.
In queste situazioni le possibilità per le famiglie sono poche: rivolgersi ad una società che garantisce il reperimento di personale dell’assistenza o cercare e selezionare, in autonomia, una persona (colf/badante) utilizzando le proprie conoscenze personali. In questo faticoso processo di ricerca, le famiglie già aggravate dal carico dell’assistenza e da tutte le preoccupazioni ad essa connessa, rischiano di incontrare sedicenti agenzie o intermediari che mettono in primo piano il profitto economico piuttosto che la qualità del servizio erogato.

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La differenza fra accessibilità e progettazione universale – Intervista di Antonio Giuseppe Malafarina a Giulio Ceppi

«Usando una metafora calcistica, l’accessibilità è come avere una buona difesa, pur sapendo che non è facendo catenaccio che si vince. Progettazione universale, invece, vuol dire andare oltre il discorso delle barriere architettoniche, vuol dire avere sensibilità e visione per chi è diverso, cercando di capirne bisogni e desideri, mettendolo in connessione con il resto dei fruitori di un oggetto, spazio o territorio che sia»: a dirlo è Giulio Ceppi, architetto e designer, docente al Politecnico di Milano, direttore di un nuovo corso sulla progettazione universale, che partirà in aprile
Ricordo spesso Archidiversity, di cui ho scritto a suo tempo anche su queste pagine, progetto che coinvolgeva i più grandi progettisti italiani nascendo dalla capacità visionaria di Luigi Bandini Buti e Rodrigo Rodriquez (qui un mio loro ricordo), iniziativa che invitava le archistar a progettare secondo i princìpi della progettazione universale. Ora, sulle loro tracce, vi sarà un corso al Politecnico di Milano e non poteva che tenerlo Giulio Ceppi, forse il miglior erede di quella straordinaria generazione.

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Casa, la ricerca di più spazio premia il riscatto delle periferie

Tendenze. La combinazione tra mutui accessibili, bonus ristrutturazioni e poche costruzioni nuove sta ricreando un mercato di case vecchie e potrebbe accelerare la riqualificazione delle aree decentrate – Laura Cavestri
La corsa alla casa premierà le periferie anche nel 2022. Più grande, più verde, vicino a strade, mezzi pubblici, negozi e scuole. Oppure a scopo investimento, per affittarla a studenti o turisti, in attesa che riparta il comparto viaggi (che sia per svago o affari) e che ha dimostrato d’estate, quando le restrizioni da Covid si allentano, di voler ritornare dinamico. Ma soprattutto, la casa – che sia per viverci o per investimento – la si compra dove ce la si può permettere, trovando un compromesso tra risparmi (cresciuti un po’ in questi due anni di lockdown ma solo per chi ha entrate fisse e posti di lavoro stabili) e stipendi (anche non precari) che non crescono.
Non solo. Come spiega Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it , «La combinazione tra mutui accessibili e a basso costo e bonus ristrutturazioni – in mancanza di nuove costruzioni e con il desiderio di una casa più grande – sta ricreando un mercato delle “case vecchie” e incentiva al rinnovo anche nelle periferie sinora più trascurate. Il problema è che la pressione della domanda è molto forte e non c’è offerta per tutti. Anche perchè di nuovo ce n’è poco ed è comunque molto più caro».

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Covid-19 e servizi semiresidenziali: l’esperienza dei Centri Diurni “A Casa Mia” di Trieste

Il Centro Diurno Integrato è un’unità di offerta socio sanitaria finalizzata a prendersi cura degli anziani fragili e sostenere le loro famiglie, promuovendo l’obiettivo della domiciliarità. Già sollecitati, negli ultimi anni, da un’attività di continua riprogettazione volta ad adattarsi ai mutevoli bisogni di anziani e caregivers, anche questi servizi hanno dovuto confrontarsi con l’emergenza sanitaria e trovare nuove soluzioni per poter continuare a garantire le proprie attività in sicurezza.
di Gabriella Bellini (Direttore delle Attività Socio-Sanitarie dei Servizi Residenziali e Semiresidenziali “Casa Emmaus”, Trieste), Carolina Bologna (Dirigente medico di Medicina Interna, ASL NA1)
I Centri diurni per anziani, si sono sviluppati in Italia nei primi anni ’80 del secolo scorso sotto la spinta di sperimentazioni internazionali (per lo più canadesi) recepite da illuminate organizzazioni no profit del nostro paese. Si tratta di strutture socio-sanitarie a carattere diurno cioè luoghi che offrono servizi diurni in un contesto protetto a persone anziane che presentano perdite di autonomia/autosufficienza di vario grado e tipo.
I primi Centri Diurni erano orientati a soddisfare le richieste di una popolazione geriatrica auto-noma/autosufficiente o con iniziali disabilità e garantivano interventi per lo più ludico-ricreativi e socializzanti. All’epoca essi rappresentavano un modello innovativo, perfettamente in linea con la riflessione internazionale del periodo, che cominciava a porsi il problema di garantire risposte flessibili e articolate ad una popolazione sempre più anziana. Nel corso di un decennio però, la popolazione di riferimento a cui questi servizi si rivolgeva si è modificata, a fronte dell’emergere di una domanda nuova: quella della non autosufficienza. Si è quindi affacciata la necessità di servizi nuovi, capaci di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e sempre più fragile.

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SEGNALAZIONI:

Contributo riduzione dell’affitto, essenziale la data dello sconto

Il bonus non spetta, in ogni caso, con riferimento ai contratti di locazione che, seppur in essere al 29 ottobre 2020, sono stati rinegoziati prima del 25 dicembre 2020 firma contratto
L’Agenzia ha chiarito che il contributo a fondo perduto per la riduzione del canone di locazione spetta se il rapporto locatizio sussiste alla data del 29 ottobre 2020 e per i soli locatori che, dal 25 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021, hanno ridotto il canone per tutto o per parte dell’anno 2021. Ok alla misura per il locatore che abbia proceduto a due successive rinegoziazioni, se nel rispetto dei limiti di legge e prassi.
Questi, in sintesi, i contenuti della risposta a interpello n. 13 dell’11 gennaio 2022.
L’istante, non residente in Italia, rappresenta di aver sottoscritto un contratto di locazione come locatore di un immobile a uso abitativo con canone annuo pari a 6.600 euro, con decorrenza dal 23 luglio 2015.
Detto contratto, in essere alla data del 29 ottobre 2020, è stato oggetto di due rinegoziazioni:
la prima, relativa al periodo dal 23giugno 2020 al 22 giugno 2021, con la quale è stato ridotto l’importo del canone annuo a 1.800 euro
la seconda, riguardante il periodo dal 23 giugno 2021 al 22 luglio 2022, con la quale ha confermato la riduzione prevista con la prima rinegoziazione.
L’istante ritiene di aver diritto al riconoscimento del contributo a fondo perduto per la riduzione dell’importo del canone di locazione, ai sensi dell’articolo 9-quater del Dl n. 137/2020 convertito in legge n. 176/2020, atteso che la ratio della norma sarebbe quella di premiare la generosità del locatore che riduce il canone di locazione, ma lamenta che la procedura per la presentazione dell’istanza di ottenimento del contributo non riconosce la diminuzione del canone, poiché già effettuata con la prima rinegoziazione e, pertanto, respinge l’istanza che l’interessato intende inoltrare.

Leggi: Fisco Oggi


 

 

 

 

NEWS

lunedì 10 gennaio 2022
Covid, Landini (Cgil): vaccinazioni, l`obbligo va esteso a tutti

“La Cgil chiede da agosto l`obbligo per tutti, non solo sui luoghi di lavoro. Invece, anche qui, il governo arriva tardi e con un provvedimento che rischia di creare incomprensioni, perché qualcuno mi deve spiegare come mai un 48enne possa non essere vaccinato ed un 50enne sì”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Anche sulla scuola, spiega, “dopo due anni ci ritroviamo a discutere degli stessi problemi. Le nostre proposte, contenute in un protocollo firmato col ministro, non sono state ascoltate. Avevamo chiesto più investimenti in assunzioni, spazi e misure di sicurezza, invece continuano ad esserci classi super affollate. Non si è investito come si doveva, che era la condizione per dare continuità alla scuola in presenza. Ora, a gennaio, se qualche settimana di insegnamento a distanza garantisce poi di avere tutto l`anno in presenza, forse è meglio prenderla in considerazione”.

Leggi: Il Diario del Lavoro, 10/01/2022


lunedì 10 gennaio 2022
Covid e tamponi: quali e quando farli. Il vademecum degli infettivologi

Con la riapertura delle scuole in gran parte delle regioni e con la ripresa di tutte le attività lavorative dopo le vacanze natalizie, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) chiarisce, in una nota, le caratteristiche dei test disponibili e quali sono le loro caratteristiche. “Se un tampone antigenico in un soggetto sintomatico contatto stretto è negativo, sarà opportuno in caso di persistenza dei sintomi ripeterlo 5 giorni dopo. L’ideale sarebbe un tampone molecolare, ma questo dipende dalla disponibilità”, sottolinea Claudio Mastroianni, presidente Simit.
“Un soggetto asintomatico, se vaccinato con tre dosi o con due dosi da meno di 120 giorni, deve mettersi in autosorveglianza ed effettuare un tampone in caso di sintomi sospetti”, prosegue l’esperto. “Nei soggetti sintomatici si possono eseguire diversi tipi di tampone, antigenico o molecolare. Se un tampone rapido in un soggetto con sintomi contatto stretto è negativo, sarà opportuno ripetere un test antigenico o molecolare 5 giorni dopo in caso di persistenza dei sintomi”. Anche in questo caso, “l’ideale sarebbe un tampone molecolare, ma questo dipende dalla disponibilità”.

Leggi: Popsci, 10/01/2022


Tre anziani su quattro prendono medicine che non servono a nulla

In Italia il 75% degli over 65 assume cinque o più medicine senza averne alcun beneficio. Una vera e propria «epidemia» che arricchisce Big Pharma. Il geriatra Raffaele Antonelli Incalzi: «Con una revisione annuale delle cure scenderebbe del 20% il rischio di eventi avversi collegati all’abuso di medicine». alle pagine 8 e 9 Prendono farmaci come fossero caramelle, vanno in farmacia con la stessa frequenza con cui fanno colazione al bar. Sono le vittime di un’«epidemia prescrittiva», fenomeno perverso esploso negli ultimi due decenni spinto da una massiccia campagna di marketing dell’industria farmaceutica assecondata da gran parte dei medici che ha portato alla diffusa convinzione che più pillole si ingeriscono meglio si vive. Il fenomeno riguarda soprattutto gli anziani. La presenza di almeno due patologie croniche riguarda il 75% degli over 60 e la quasi totalità degli ultraottantenni. Nella terza età prendere un paio di pillole al giorno è pressoché normale. Ma è il cocktail di farmaci a fare impressione. Secondo i dati Osmed, in Italia il 30% degli over 65 prende 10 o più farmaci (nel 2018 erano il 22% e nel 2016 l’ii%) e circa il 50% ne assume tra 5 e 9 oppure prende farmaci per un tempo più lungo del necessario.

Leggi: La Verità, 10/01/2022


lunedì 10 gennaio 2022
Covid, Ledha: no alla chiusura dei servizi residenziali per disabili

Con la nuova ondata di contagi, molte strutture hanno sospeso visite dei familiari e uscite. L’appello di Ledha: “Vengano messe in atto adeguate misure di prevenzione” senza pregiudicare il diritto delle persone disabili alle relazioni con i parenti e a una vita sociale
Con la nuova ondata di contagi comunità e servizi residenziali per disabili hanno di nuovo chiusi le porte alle visite di parenti e amici. La Ledha lancia un appello: “Si evitino chiusure generalizzate e assolute delle strutture residenziali” e chiede che “vengano messe in atto adeguate misure di prevenzione che tengano conto delle necessità e del diritto delle persone a mantenere relazioni affettive con i propri familiari, oltre alla possibilità di partecipare alla vita sociale alle stesse condizioni garantite al resto della popolazione”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/01/2022


mercoledì 5 gennaio 2022
Inflazione e caro bollette, “escalation che avrà effetti pesanti sulle famiglie italiane”

Il grido di allarme delle associazioni di categoria e dei consumatori, dopo i rincari di luce e gas e dopo il dato Istat di dicembre sull’inflazione. Adiconsum: “Aumenti che faranno aumentare le già tante famiglie in povertà energetica”. Assoutenti: “Un massacro”. Unione consumatori: “Fino a 1400 euro in più per una famiglia con 2 figli”
Aumenti delle bollette, aumento generalizzato dell’inflazione, così come dimostrato oggi dai dati Istat sui dicembre 2021 (+3,9%). Segnalati forti rincari per alimentari e trasporti, e con caro-bollette prezzi e tariffe cresceranno ancora, possibile raddoppio del tasso di inflazione entro la primavera. Tutte cose che fanno suonare campanelli d’allarme e che invitano a tenere sotto controllo la situazione delle famiglie italiane, sempre più pressate da rincari di varia natura. Una situazione che spinge molte associazioni di categoria e dei consumatori a prendere posizione.

Leggi: Redattore Sociale, 05/01/2022


martedì 4 febbraio 2022
Rigenerazione urbana, assegnati 3,4 miliardi di euro ai Comuni

Pubblicata la graduatoria del Ministero dell’Interno: finanziate 1748 opere in 483 Comuni
3,4 miliardi di euro finanzieranno, fino al 2026, la rigenerazione urbana nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato sul proprio sito il decreto con i progetti volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, che riceveranno i contributi.
Rigenerazione urbana, i contributi per i Comuni
Per capire la provenienza di queste risorse, è necessario fare un passo indietro. La Legge di Bilancio per il 2020 ha stanziato 8,5 miliardi di euro, dal 2021 al 2034, per assegnare ai Comuni contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana.
Il dpcm 21 gennaio 2021 ha stabilito:
– i criteri per la richiesta dei contributi;

Leggi: Edilportale, 04/02/2022


giovedì 30 dicembre 2021
Dall’Irpef al Superbonus, tutte le misure contenute nella manovra

Tra le principali novità contenute nella manovra del governo Draghi c’è la riforma dell’Irpef, un piano per rateizzare le bollette in 10 mesi, la stretta contro le delocalizzazioni selvagge, la proroga di sei mesi per pagare le cartelle esattoriali notificate nel primo trimestre del 2022
Con il via libera definitivo della Camera, la legge di Bilancio diventa legge, dopo una lunga trattativa tra maggioranza e governo, che ha portato a un tour de force del Parlamento per licenziarla tra Natale e Capodanno, a un passo dal rischio dell’esercizio provvisorio.
Tra le principali novità contenute nella manovra del governo Draghi c’è la riforma dell’Irpef, un piano per rateizzare le bollette in 10 mesi, la stretta contro le delocalizzazioni selvagge, la proroga di sei mesi per pagare, senza interessi di mora, le cartelle esattoriali notificate dal primo gennaio al 31 marzo 2022.
Saltano anche i vincoli inizialmente previsti per poter accedere al superbonus e raddoppia il tetto di spesa detraibile del bonus mobili da 5.000 a 10.000 euro.
Ecco alcune delle principali misure:

Leggi: Agi, 30/12/2021


mercoledì 29 dicembre 2021
Le nuove misure anti-covid per il condominio contenute nel Decreto Legge n. 221 del 24 dicembre 2021

Il provvedimento contiene nuove misure che anche le collettività condominiali devono rispettare
Èstato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.305) il D.L 24 dicembre 2021, n. 221 (Proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19), provvedimento che contiene diverse misure-anti-covid direttamente applicabili in ambito condominiale (già a decorrere dal 25 dicembre).
Nel testo del decreto si precisa chiaramente che l’attuale contesto di rischio impone la prosecuzione delle iniziative di carattere straordinario e urgente intraprese al fine di fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività.
Se consideriamo quanto sopra non possiamo avere dubbi sul fatto che anche queste nuove norme dettate per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus covid-19 sull’intero territorio nazionale siano norme imperative e, pertanto, non derogabili nemmeno con il consenso unanime dei condomini.

Leggi: Condominio Web, 29/12/2021


mercoledì 29 dicembre 2021
Bollette di luce e gas, la stangata di gennaio per le famiglie: «In un anno spese in più per 400 euro»

Il prezzo dell’energia continua a salire, l’allarme della Regione. I consumatori: così nascono le nuove povertà, picco di richieste di aiuto
L’allarme che riguarda le imprese è scattato chiaro e forte, anticipato mesi fa dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi: il prezzo dell’energia continua a salire, diventa sempre meno sostenibile e qualcuno è costretto a fermare gli impianti. Nel frattempo, mentre la curva dei costi dell’energia non accenna a calare, sono arrivate le temperature invernali. E allora il tema energetico è entrato traumaticamente in migliaia di case.
I rincari in bolletta
«Già in settembre erano aumentate del 29,8% per l’elettricità e del 14,4% per il gas — riassume Carmelo Benenti, presidente milanese di Federconsumatori. Di fatto le famiglie nell’arco del 2020 hanno speso per le utenze circa 1.300 euro, nel 2021 circa 1.500 e la previsione per il 2022 è di circa 1.900 euro, cioè 600 in più in due anni».

Leggi: Corriere della Sera, 29/12/2021


mercoledì 22 dicembre 2021
Prevenzione e informazione “per una terza età ricca di salute e stimoli”

Intesa siglata da Obiettivo Famiglia Federcasalinghe e Senior Italia FederAnziani per avere “una voce ancora più forte e autorevole”. Obiettivo, migliorare la vita delle donne e dei cittadini senior
Prevenzione, screening per le principali patologie che riguardano le donne e la terza età, campagne di informazione per migliorare la vita delle donne e dei cittadini senior. Sono alcune delle attività e l’obiettivo del protocollo d’intesa appena siglato da Obiettivo Famiglia Federcasalinghe, associazione che rappresenta 9 milioni di donne, e Senior Italia FederAnziani con i suoi 3,8 milioni di aderenti. “Grazie a questa unione, – si legge in una nota – le due organizzazioni avranno una voce ancora più forte e autorevole quando si tratterà di portare il loro punto di vista rispetto a tematiche di comune interesse. Oltre a ciò, la partnership renderà capillari le campagne di informazione e comunicazione che Senior Italia FederAnziani porta avanti sul territorio attraverso i suoi 3700 centri anziani d’Italia, con progetti di screening e tante iniziative che la federazione mette a disposizione dei suoi aderenti”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Housing sociale per anziani: Inps lancia il progetto con Inarcassa ed Enpap

Prevede la realizzazione di strutture residenziali dedicate ad anziani autosufficienti, con abitazioni autonome dove gli ospiti possono sperimentare una nuova dimensione di vita sociale. Tridico: “Progetto innovativo che risponde a trend demografico paese”
Si chiama housing sociale e prevede la realizzazione di strutture residenziali dedicate ad anziani autosufficienti, con abitazioni autonome dove gli ospiti possono sperimentare una nuova dimensione di vita sociale. Il senior housing esprime un nuovo concetto di residenzialità, con appartamenti dati in locazione ad anziani autosufficienti e forniti di servizi comuni, quali servizi sanitari, lavanderie, aree di uso comuni, assistenza e trasporti, ambienti per attività sportiva e ricreativa, eccetera. Il tutto inserito in località urbane, possibilmente di pregio, nel quale le persone possano godere di una buona qualità di vita. Questo stile abitativo, ampiamente consolidato in Europa negli ultimi anni, è destinato a svolgere una funzione sociale determinante anche in Italia nei prossimi anni, in ragione dei cambiamenti socio-demografici in atto.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 10 gennaio 2022
Mancato pagamento dei ticket sanitari in Lombardia, “accanimento contro anziani e disoccupati”

Dura presa di posizione dello Spi-Cgil Lombardia, dopo che oltre 5 mila famiglie hanno ricevuto una raccomandata delle Ats con cui si chiede di sanare la fruizione di prestazioni sanitarie o di medicinali. “Si accaniscono le stesse forze politiche che a livello nazionale chiedono condoni tombali per gli evasori!”
“Nel 2021 oltre cinquemila famiglie lombarde si sono viste recapitare una raccomandata da parte delle ATS in cui si chiede loro di sanare un’indebita fruizione di prestazioni sanitarie o di medicinali, dispensati in regime di esenzione ticket per limiti di reddito o condizione di disoccupazione / mobilità. Si tratta per lo più di pensionati o disoccupati che negli anni 2016 / 2017 hanno erroneamente continuato ad utilizzare i codici di esenzione E01 – E04 – E02 ed E12, non sapendo di non averne più diritto in quanto la loro condizione era nel frattempo cambiata. Il silenzio di Regione Lombardia sul tema di queste migliaia di verbali, che continua in questi mesi, è incomprensibile. Si tratta di esenzioni, in particolare quella per disoccupazione, rilasciate dietro autocertificazione presso gli sportelli ATS, spesso senza un’adeguata informazione da parte dell’ente”. La denuncia è dello Spi-Cgiul Lombardia, che precisa: “Nulla da eccepire in merito al pagamento di quanto dovuto, ma il problema è che, in base alla normativa, la somma corrispondente all’importo del ticket non pagato viene raddoppiata per effetto della applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria, mettendo in grande difficoltà le famiglie già duramente provate da questo lungo periodo di crisi economica seguita all’emergenza sanitaria. Inoltre non è concessa nessuna possibilità di rateizzazione, se non in caso di decreto ingiuntivo”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/01/2022


venerdì 7 gennaio 2022
Roma. Emergenza sfratti, la Caritas: «Moratoria e poi un tavolo»

Sono 4mila i provvedimenti di allontanamento esecutivi nella Capitale. «Sei mesi in più per dare risposte a persone e famiglie fragili». Oggi scade la mini proroga
Una moratoria di sei mesi per gli oltre 4mila sfratti esecutivi a Roma e l’istituzione di un Tavolo di confronto e conciliazione presso la Prefettura. È l’appello urgente che fa la Caritas diocesana, avanzando anche sei precise richieste, alla vigilia della breve sospensione temporanea, che scade oggi, dell’esecuzione dei provvedimenti disposta dal prefetto su richiesta dell’amministrazione di Roma Capitale. Un dramma, quello della casa, denunciato invano da anni dalla Caritas che nei propri centri raccoglie storie di famiglie a rischio di finire per strada. Ma ora siamo davvero sull’orlo del baratro.

Leggi: Avvenire, 07/01/2022


mercoledì 5 gennaio 2022
Sicilia, dalla regione 29 milioni ai comuni per infanzia e anziani

Avviso pubblicato dall’assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali. Fondi per il contrasto a denatalità, spopolamento, solitudini involontarie e invecchiamento della popolazione
Recuperare edifici pubblici per arricchire i Comuni di servizi per l’infanzia, l’adolescenza e gli anziani, migliorando la qualità della vita e frenando l’esodo dai piccoli centri. È la visione del governo della Regione Siciliana che sta alla base dell’avviso “a sportello” pubblicato dall’assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali, con cui vengono stanziati oltre 29 milioni, a valere sul Fondo sviluppo e coesione (residuo 2014-2020 e anticipazione 2021-27), per finanziare piani di investimento per contrastare la denatalità, lo spopolamento dei luoghi, le solitudini involontarie e l’invecchiamento della popolazione.

Leggi: Redattore Sociale, 05/01/2022


lunedì 3 gennaio 2022
Padova. Protocollo d’intesa promosso dal Comune di Padova, Ordine degli Avvocati, Ater, sindacati e Associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini del territorio provinciale di Padova, sottoscritto alla presenza del Prefetto, recante misure di intervento per la riduzione del disagio abitativo

Leggi: Sunia. 03/01/2022


giovedì 30 dicembre 2021
 Valle d’Aosta, la giunta approva il bando a sostegno degli affitti 2021

Varato il bando di concorso per la partecipazione al fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione per il 2021
In extremis, nell’ultima seduta del 2021 della giunta regionale della Valle d’Aosta, è stato varato il bando di concorso per la partecipazione al fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione per il 2021. Lo comunica in una nota l’assessorato regionale alle Politiche sociali. L’approvazione della delibera è necessaria per offrire l’opportunità agli utenti che nel 2020 non hanno presentato domanda di accedere al sostegno alla locazione per il 2021. Il regolamento prevedeva in automatico il rinnovo delle domande anche per il 2021, senza disciplinare la modalità di accoglimento delle istanze per questa annualità.

Leggi: Redattore Sociale, 30/12/2021


mercoledì 29 dicembre 2021
Fondo inquilini morosi Marche, ampliata platea dei beneficiari

La Regione amplia la platea dei beneficiari che possono accedere ai contributi. La misura è rivolta a tutti coloro che non possono pagare i canoni o sono soggetti a sfratto esecutivo per la perdita del reddito
Fondo inquilini morosi incolpevoli, la Regione Marche amplia la platea dei beneficiari che possono accedere ai contributi. La misura è rivolta a tutti coloro che non possono pagare i canoni o sono soggetti a sfratto esecutivo per la perdita del reddito. La giunta ha aggiornato le disposizioni regionali disciplinate dal Fondo nazionale: le Marche potranno beneficiare di 1,2 milioni di euro da ripartire tra gli interessati. “L’emergenza Covid-19 ha determinato situazioni di disagio economico in molte famiglie che hanno visto diminuire il proprio reddito a causa della pandemia- spiega in una nota l’assessore regionale all’Edilizia Stefano Aguzzi-. Le disposizioni nazionali consentono ora di poter ampliare la platea dei possibili beneficiari e la Regione Marche ha subito aggiornato le linee guida per accedere ai contributi previsti”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/12/2021


mercoledì 29 dicembre 2021
Edilizia residenziale pubblica, approvato il piano in Veneto: finanziati 63 progetti

La Giunta regionale ha approvato il Piano regionale degli interventi di riqualificazione: stanziati 99,7 milioni di euro
Stamattina la Giunta regionale del Veneto con delibera ha approvato il Piano regionale degli interventi di riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica (Erp) e gli esiti della graduatoria per l’individuazione delle iniziative finanziabili che saranno realizzate dai Comuni e dalle Aziende territoriali per l’Edilizia residenziale del Veneto (Ater). Si tratta -spiegano- di interventi finalizzati alla verifica, miglioramento e adeguamento sismico oltre all’efficientamento energetico degli immobili e degli alloggi Erp e alla riqualificazione degli spazi pubblici di pertinenza. La graduatoria approvata su proposta dell’assessore regionale all’Edilizia residenziale pubblica, Cristiano Corazzari, finanzia 63 progetti con i 99 milioni e 700mila euro a disposizione, su un totale di 130 progetti di intervento presentanti. Tutte le province venete hanno progetti che sono stati finanziati.

Leggi: Redattore Sociale, 29/12/2021


lunedì 27 dicembre 2021
Milano, più case per senza dimora e famiglie sfrattate

Tre milioni di euro da aprile 2022 a febbraio 2023 dal Comune per finanziare l’housing sociale,: si passa da 100 a 150 posti. Inoltre 30 posti per i nuclei familiari con minori in situazione di emergenza sociale. L’assessore Bertolè: “Primo passo nella costruzione di un sistema che privilegia l’accoglienza in piccoli e medi centri o appartamenti”
Tre milioni di euro da aprile 2022 a febbraio 2023 per finanziare il sistema di accoglienza residenziale per persone adulte in stato di grave emarginazione e accompagnarle a una maggiore autonomia. Lo ha deciso il Comune di Milano che ha stanziato circa 830mila euro in più rispetto agli anni passati a favore di alloggi di piccole dimensioni, più adatti all’accoglienza dei cosiddetti irriducibili della strada che rifiutano l’ospitalità nei grandi centri.

Leggi: Redattore Sociale, 27/12/2021


giovedì 23 dicembre 2021
Pnrr. Inaugurata a Milano la prima Casa di Comunità

È sviluppata in 5 piani, nell’area dell’Asst Nord Milano. C’è la Radiologia e l’Ecografia internistica, poi spazi per le attività dei medici di medicina generale, degli Infermieri di Famiglia e il Coordinamento rete territoriale, oltre a un Punto Prelievi. Ancora, 20 ambulatori specialisti e quelli per la salute orale. Nella sede anche lo Sportello Psicosociale e un hub per le vaccinazioni degli adulti. Fontana: “Una rivoluzione”. Moratti: “Visione della presa in carico della persona completa”.
È stata inaugurata, in via Rugabella a Milano, alla presenza del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, della vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, dell’assessore al Welfare del Comune di Milano, Lamberto Bertolè, e dei direttori generali Walter Bergamaschi (Ats Città Metropolitana di Milano) e Elisabetta Fabbrini (Asst Nord Milano), Marco Bosio (Asst Niguarda), Matteo Stocco (Asst Santi Paolo e Carlo) e Alessandro Visconti (Asst Fatebenefratelli-Sacco), la prima Casa di Comunità delle 218 previste dal potenziamento della legge sociosanitaria.
“Sono molto soddisfatto – sono le parole presidente Attilio Fontana riprese in una nota diramata dall’ufficio stampa della regione – che sia stata inaugurata questa prima Casa di Comunità. Sicuramente questo momento rappresenta una rivoluzione nel campo sanitario e un primo passo per essere più vicini ai bisogni dei cittadini, dare risposte più immediate e alleggerire al contempo gli ospedali”. “L’obiettivo – ha concluso il governatore – è stato raggiunto grazie all’impegno e alla dedizione di tutti gli attori chiamati in causa ed è anche per questo che abbiamo ottenuto risultati in tempi davvero brevi”.

Leggi: Qutidiano Sanità, 23/12/2021


giovedì 23 dicembre 2021
Anziani, comune di Forlì e Fondazione CR alleate su interventi di sostegno

Oltre mezzo milione di euro per un articolato programma di interventi per la domiciliarità degli anziani, il benessere e l’inclusione sociale delle persone più fragili. Comune di Forlì e Fondazione Cassa dei risparmi di Forlì sottoscrivono due protocolli d’intesa per fronteggiare i bisogni della popolazione anziana. Nel distretto, spiega l’assessore al Welfare Rosaria Tassinari, gli over 65 rappresentano il 25% dell’intera popolazione ed entro il 2035 potranno arrivare al 32%. Gli over 75 sfiorano il 14% della comunità forlivese. Da tempo, prosegue, si è sviluppata “un’articolata rete” di interventi e servizi sociali e socio-sanitari tesi a fronteggiare i bisogni assistenziali di queste persone in condizioni di non autosufficienza o parziale non autosufficienza e delle loro famiglie. Sia sul versante della domiciliarità che su quello dell’assistenza in strutture residenziali. La Fondazione ha inserito nella propria programmazione la promozione di politiche sociali ed interventi a sostegno delle famiglie con anziani anche attraverso lo stanziamento di risorse importanti in compartecipazione con il Comune.

Leggi: Redattore Sociale, 23/12/2021


IN AGENDA:

Un corso Grey Panthers in presenza, a gennaio, per essere davvero Cittadini digitali

La ripresa delle attività in presenza è possibile, purché si rispettino le modalità di sicurezza, GreenPass e mascherina innanzitutto e si usino le cautele necessarie. Per questo, noi della Redazione, volentieri organizziamo un corso in presenza, che si articola in 5 appuntamenti, di un’ora e trenta minuti l’uno: 50 minuti di lezione, seguita da navigazione diretta dei siti, esercitazioni pratiche ed esempi, costruiti sulle esigenze e sulle domande degli iscritti. Al termine di ogni incontro verrà fornita una dispensa, per facilitare il ripasso e l’approfondimento.
I 5 appuntamenti saranno così articolati:
• Imparare a navigare sul sito del Comune di Milano: i servizi online da utilizzare, per risparmiare tempo e fatica.
• Come attivare SPID e come utilizzarlo: gli usi possibili, per essere identificati in sicurezza sui siti della Pubblica Amministrazione.
• Il fascicolo sanitario elettronico: utilità, uso, esempi pratici.
• Il mondo delle APP: quelle native sui nostri dispositivi, quelle che ci procuriamo gratuitamente o che acquistiamo. APP utili per Senior: 118, google maps, whatsapp e altro ancora.
• Home-banking e Moneta Digitale: essere capaci di muoversi con disinvoltura in ogni contesto, senza mettere mano al portafoglio, alle carte di credito, ai Bancomat. Risparmiando tempo e garantendosi maggiore sicurezza.

Leggi: Grey Panthers


8.2.2022 – “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

#fuoridalcoro – Due a quaranta – Sergio Pasquinelli

Pochi giorni prima di Natale è stata inaugurata in pompa magna, con tanto di taglio del nastro, la prima Casa della comunità (Cdc) della città di Milano. Dove ne sorgeranno 24, in luoghi già individuati, e 218 nella regione. È la struttura di via Rugabella, nota a molti milanesi come grande poliambulatorio e centro di prenotazione di visite ed esami. Realtà risalente agli anni Sessanta del secolo scorso.
L’operazione si traduce quindi nella riconversione/potenziamento di qualcosa di già esistente. Ma il punto interessante è stata la presentazione dell’organico che lavorerà nella struttura: cinque medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, dieci infermieri, due Oss, 40 medici specialisti di 18 specialità diverse, personale amministrativo, tecnico, infermieri di comunità, l’apertura di un nuovo centro vaccinale. Casa di comunità in versione “Hub”, quindi aperta 24/7. Non una parola sul personale “sociale”: assistenti sociali, educatori, operatori di base. Ad essi verranno riservati due locali, per funzioni tutte da precisare, in una struttura che, a giudicare dal personale meticolosamente elencato dalle autorità regionali, ne dovrebbe contare in totale almeno 40.
Se il buongiorno si vede dal mattino, le Case della comunità in Lombardia rischiano davvero di diventare questo: poliambulatori affiancati da qualche medico di base che lavorerà in equipe con suoi colleghi, dove l’integrazione col sociale inteso come territorio di riferimento, quindi non solo il sociale “pubblico” ma tutto il terzo settore nelle sue diverse declinazioni, diventa ancillare, marginale.
Ci auguriamo che la progressione di aperture di Cdc nella regione cambi rotta. Che il sociale pubblico e il terzo settore facciano sentire la propria voce. Perché la comunità che queste Case dovrebbero accogliere, dare spazio, sostegno e in qualche modo cittadinanza, non è solo quella dei malati. O dei pazienti.

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La scomparsa dei LEP per la non autosufficienza dalla legge di bilancio 2022 – Quando la cattiva pratica cancella le buone intenzioni – Franco Pesaresi

L’idea del Governo era quella di approvare i Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza con la Legge di bilancio 2022 (A.S. n.2448).
Per questo nel testo presentato al Parlamento della Legge di Bilancio era presente l’art. 43 intitolato proprio “Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza”.
L’art. 43 era fortemente influenzato dal lavoro della Commissione “Turco” che proprio a questo fine aveva presentato un testo di legge al Ministero del lavoro e delle politiche sociali costituito da diversi articoli. Ma qualcosa deve essere accaduto nel trasferimento del testo dall’articolato al solo art. 43 del Disegno di legge sul Bilancio 2022 perché in realtà nel documento presentato alle Camere l’individuazione dei livelli essenziali non c’è più. C’è l’individuazione di una serie di prestazioni sociali da garantire agli anziani non autosufficienti ma queste prestazioni non sono identificate come Livelli essenziali. Rimaneva però il titolo dell’art. 43 a ricordarci quali erano le intenzioni del Governo. Poi, però, con gli emendamenti approvati dal Parlamento e con i voti di fiducia tutti i titoli degli articoli sono scomparsi e con essi anche il richiamo ai “Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza”.
Per cui, alla fine, nella Legge di Bilancio 2022 n. 234/2021, i Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza non vengono identificati.
A confermare che la volontà del Governo era quella di prevedere i LEPS per la non autosufficienza rimane la norma approvata dal Parlamento (comma 167) di prevedere un futuro decreto per definire gli obiettivi di servizio (modalità attuative per la graduale introduzione dei LEPS che si volevano introdurre (ma che, presumo per errore, non si è fatto).

Leggi: Welforum


Se la legge indica chi va curato prima – di Vladimiro Zagrebelsky

Le condizioni gravi di insufficienza di mezzi nei reparti di terapia intensiva e di pronto soccorso rispetto al numero di pazienti affetti da Covid-19 hanno costretto i medici a scelte drammatiche tra l’uno e l’altro dei malati, con pesanti responsabilità per medici e infermieri nei reparti. L’eccezionalità della situazione di emergenza, che si è verificata specialmente in certi periodi della pandemia, ha attirato l’attenzione, in Italia come altrove in Europa, su una questione che si pone peraltro quotidianamente negli ospedali, ove occorre effettuare scelte tra paziente e paziente. Scelte di priorità, ma ogni priorità si accompagna ad una posteriorità e questa, in materia di salute può essere grave. Basti pensare alle “deprogrammazioni” di trattamento di malati non-Covid-19. O al forzato rallentamento degli interventi chirurgici quando sia necessario un successivo ricovero in terapia intensiva e il relativo reparto sia al completo. D’altra parte, è esperienza comune la assegnazione di codici di vari colori all’arrivo in un Pronto Soccorso. Recentemente a Torino il disastro verificatosi in piazza San Carlo ha improvvisamente portato centinaia di feriti in reparti di Pronto Soccorso ovviamente non predisposti per gestire una tale ondata di pazienti. Scelte rapidissime hanno dovuto esser fatte. Il richiamo alla “medicina di guerra” è appropriato. Il nesso dei trattamenti intensivi o di urgenza nei casi gravi di Covid-19 con la vita o la morte ha posto ai medici e alle loro associazioni specialistiche la necessità di elaborare specifiche e adeguate linee di condotta.

Leggi: La Stampa


Povertà sanitaria, un’altra piaga globale di cui si parla troppo poco: 600mila persone non possono permettersi i farmaci

Nell’ultimo anno, a causa della pandemia, sono aumentati i tassi di povertà. E sono numerosissime le persone in Italia che non possono permettersi l’acquisto dei farmaci di cui hanno bisogno.
La salute è il bene più importante. E non c’è ricchezza, non c’è benessere se ovviamente non ci si può curare. Non è, però, scontato ricordare che i soldi possono in realtà regalarti un po’ di salute o perlomeno l’accesso alle terapie, soprattutto quando i dati del 9° Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico) dimostrano che ci sono circa 600mila persone che non possono acquistare i medicinali di cui hanno bisogno.
Se 600mila persone sembrano tante (e lo sono), sembrano ancora più numerose perché questo rapporto dimostra che nel 2021 c’è stato un incremento del 37,63% di persone in povertà sanitaria. Come mai? La causa pare essere la pandemia da Covid-19 che ha arrecato gravi danni alla salute e al reddito di milioni di residenti.

Leggi: Ohga


Riformare l’aiuto agli anziani – di Cinzia Arena

La Fondazione per la Sussidiarietà ha presentato il rapporto Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza realizzato in collaborazione con le Fondazioni Don Gnocchi e Sacra Famiglia e le Università di Milano (Statale e Politecnico), Parma e BergamoRisorse.
Dal documento risulta che le risorse per l’assistenza di anziani e disabili vengono destinate con il contagocce. L’Italia infatti destina a queste due categorie solo il 2,5% del Pil, contro una media del 3,5% dei Paesi Ocse e percentuali al di sopra del 4% di Germania, Gran Bretagna e Francia. Una distanza da colmare con l’istituzione di un Servizio nazionale per la non autosufficienza che superi l’attuale frammentazione degli interventi: un sistema integrato con un fondo nazionale e un unico canale di accesso.
Lo studio della Fondazione evidenzia il ruolo chiave del non profit che oggi copre la metà dell’offerta dei posti letto per anziani e disabili (il 49% per la precisione) rispetto al 42% di dieci anni fa. In crescita anche il privato (26%) mentre il pubblico è sceso dal 30 al 35%. Con 13,8 milioni di anziani, l’Italia è uno dei Paesi più vecchi del mondo. Gli over 65 sono il 23% della popolazione (il 20% nell’Unione Europea). Una quota destinata a salire in futuro. I disabili con gravi limitazioni nelle attività abituali sono circa 3,1 milioni, il 5,2% della popolazione. La spesa per il long term care, vale a dire per assistere gli anziani, è in Italia circa lo 0,7% del Pil, la metà rispetto ai Paesi Ocse (1,5%), e molto inferiore rispetto ai maggiori partner europei.

Leggi: Centro Studi 50&più


La Commissione europea presenta il suo piano per l’economia sociale – di Patrizia Toia

L’economia è fatta di esseri umani e non può essere ridotta a bilanci e profitti.
Per questo è importante che, dopo tanti anni di lavoro e di battaglie di chi crede nel valore e nella centralità delle persone, la Commissione europea abbia finalmente presentato un piano d’azione per promuovere l’economia sociale. È il risultato del lavoro e dell’impegno appassionato del Commissario Nicolas Schmit, oltre che di tutti gli attori del settore e anche dell’Intergruppo parlamentare, di cui sono co-presidente.
L’economia sociale comprende una serie di imprese, organizzazioni e soggetti giuridici, come le imprese sociali, le cooperative, le società di mutuo soccorso, le mutuelles, le associazioni senza scopo di lucro e le fondazioni. Questi soggetti, che sono gestiti in modo partecipativo e dal basso, mettono le persone e l’ambiente al centro della loro missione e reinvestono la maggior parte dei loro profitti nell’organizzazione stessa o in una specifica causa sociale.
L’Europa conta 2,8 milioni di soggetti dell’economia sociale, i quali danno lavoro a 13,6 milioni di persone. Sono tante, ma la loro importanza non è solo nei numeri o nei servizi sociali che offrono, quanto nella loro capacità di dimostrare che c’è un modo diverso, praticabile e concreto, di fare impresa, di usare i fondi e di essere degli operatori economici attivi e dinamici.
Con questo piano d’azione finalmente si apre una pagina nuova della politica europea che offre al settore dell’economia sociale il sostegno di cui ha bisogno per crescere, avere successo e creare lavoro e coesione sociale. Si tratta di un piano a cui lavoriamo da tanto tempo e che prende le mosse dall’iniziativa della Commissione per l’imprenditoria sociale del lontano 2011, oltre a essere il risultato di un ampio processo di consultazione con i cittadini e i portatori di interessi.
Un’iniziativa tanto più importante in questo momento di difficoltà in cui la crisi causata dal Covid-19 ha messo in luce la resilienza e l’inventiva dei modelli di business dell’economia sociale. Si tratta però di un percorso lungo su cui dovremo lavorare nei prossimi anni.

Leggi: Welforum


Luci e ombre sulla riqualificazione del patrimonio edilizio

Vi proponiamo una sintesi ragionata dello Studio “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione” pubblicato in Documentazione e Ricerche n.32/3 dalla Camera dei Deputati del 9.12.2021.
Link: Nota_Il_recupero_e_la_riqualificazione_energetica_del_patrimonio_edilizio_Camera_-_27122021_.pdf

Leggi: Nuove Rigenerazioni


Un Superbonus distorsivo e poco sostenibile – di Giuseppe Pisauro

Le forze politiche festeggiano il rinnovo del Superbonus inserito in legge di bilancio. Come tutti gli altri bonus edilizi, però, anche il 110 per cento ha il difetto di favorire le fasce più abbienti, cui si aggiunge la totale insostenibilità per le finanze pubbliche.
Raramente una misura ha ricevuto il sostegno pressoché unanime delle forze politiche in Parlamento come nel caso del Superbonus – o Ecobonus – 110 per cento. Le motivazioni avanzate sono varie. La più importante sembra essere il rinnovamento del patrimonio edilizio del Paese in funzione della transizione ecologica. In questa ottica, i dati mostrano che il Superbonus è semplicemente non sostenibile e distorsivo. A tutto novembre, una spesa di oltre 13 miliardi ha finanziato circa 70 mila interventi, che corrispondono allo 0,54 per cento delle abitazioni unifamiliari e allo 0,87 per cento dei condomini. La cifra che occorrerebbe per coprire l’intero patrimonio viaggerebbe così verso i duemila miliardi. L’eccessiva generosità rende lo schema inefficiente, dal momento che, eliminando ogni conflitto di interesse tra proprietari di immobili e imprese edili, induce un aumento del costo del risparmio energetico – come ha sottolineato il Presidente del Consiglio nella conferenza stampa di mercoledì, quando ha ricordato “l’aumento straordinario dei prezzi delle componenti per fare le ristrutturazioni”. Una bella illustrazione delle conseguenze del fenomeno noto agli economisti come terzo pagante.

Leggi: La Voce


“Stop al privato: la sanità dev’essere pubblica. E per riformare il territorio medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali devono diventare dipendenti del Ssn”. Ecco la piattaforma della Fp Cgil Medici

In un corposo documento il sindacato lancia le sue proposte per riformare la sanità. E il primo j’accuse è sulla china privatistica che dalla 833 in poi ha preso il Ssn: “È il momento di operare un cambiamento radicale profondo e sistemico, restituendo ai cittadini i loro diritti”. E sulla formazione si chiede il superamento del numero chiuso per l’accesso a medicina. IL DOCUMENTO
“Con la pandemia abbiamo dovuto prendere atto che le riforme successive alla 833 si sono allontanate dall’obbiettivo di costruire progressivamente un sistema di tutele della salute equo, universale, solidale, diffuso, strutturalmente solido. Questo è, pertanto, il momento di operare un cambiamento radicale profondo e sistemico, restituendo ai cittadini i loro diritti”. Inizia così il documento ‘La salute delle Comunità’ elaborato dalla Fp Cgil Medici e che verrà presentato oggi in un evento.
Il documento rappresenta una vera e propria piattaforma programmatica che traccia la rotta del futuro della nostra sanità che per la Cgil non può che essere pubblica. E per questo occorre “spezzare l’evidente conflitto di interessi tra il privato (soggetto di profitto) e la persona assistita che paga le tasse perché le sia garantito il diritto alla salute. La Salute dei cittadini non può essere soggetto e oggetto di mercato con le sue determinazioni competitive. È un ossimoro gestire la salute dei cittadini mettendo in competizione pubblico e privato”.

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

Domande di pensione: errori formali non giustificano il rigetto di Inps

Gli errori formali nella compilazione delle domande di pensione non giustificano la reiezione della prestazione, se il lavoratore ha i requisiti contributivi e di età richiesti dalla normativa vigente. Si potrebbe sintetizzare così il contenuto di due sentenze emesse dai Tribunali di Aosta e di Grosseto che, grazie ai legali dell’Inca, hanno restituito il diritto alla pensione a tre lavoratori, ai quali l’Inps aveva bocciato la domanda di pensione, perché formalmente sbagliate.
Non è la prima volta che i legali dell’Inca si imbattono in cause di questo tipo, ma quello che desta anche una certa ilarità è la difesa dell’Inps nel sostenere la propria posizione. Nella prima pronuncia, quella del Tribunale di Aosta (sentenza n. 59/2021), si legge infatti che i due lavoratori coinvolti avrebbero indicando nella domanda “pensione di anzianità anticipata”, anziché Quota 100, a cui si riferiva in realtà la loro richiesta. Una errata specificazione che non legittima il rifiuto della domanda, dal momento che le due tipologie di pensione “fanno parte di un unico genus di prestazione previdenziale”, spiega la sentenza.

Leggi: Inca


Contagio come infortunio: primi riconoscimenti alla Fiac di Bologna

Grazie alla Fiom e all’Inca di Bologna, l’Inail riconosce le tutele antinfortunistiche ad una cinquantina di dipendenti di un’anzienda metalmeccanica bolognese, contagiati dal Coronavirus.
Avevano contratto la malattia sul posto di lavoro tra febbraio e marzo dello scorso anno ma, solo qualche giorno fa, a seguito di una richiesta di riconoscimento avviata dal Patronato della Cgil, insieme al sindacato dei metalmeccanici, è arrivata la conferma da parte dell’Istituto assicuratore che ad una cinquantina di lavoratori della Fiac Compressori di Pontecchio Marconi, primo caso nel bolognese in ambito metalmeccanico, sarà corrisposta una tutela in più, quella della qualificazione del periodo come infortunio e non come malattia.
Una decisione che consentirà loro di ottenere più facilmente le terapie post infezione e l’eventuale riconoscimento dei postumi permanenti causati dal virus. Prestazioni non scontate, considerando la difficoltà di dimostrare con certezza dove è avvenuto il contagio e dunque il nesso causale con l’attività lavorativa.

Leggi: Inca


Covid. Dalle quarantene all’isolamento ecco tutte le nuove regole. La circolare del Ministero

Pubblicato il documento che chiarisce le nuove misure del decreto legge varato dal Governo e pubblicato in Gazzetta ufficiale e che sono in vigore da oggi. “Terza dose riporta efficacia vaccini contro Omicron a livelli comparabili a quelli contro la variante Delta conferendo una buona protezione nei confronti della malattia grave”. LA CIRCOLARE
“I primi dati sull’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Omicron suggeriscono che la stessa sarebbe in grado di ridurre l’efficacia dei vaccini nei confronti dell’infezione, della trasmissione, e della malattia sintomatica, soprattutto in chi ha completato il ciclo di due dosi da più di 120 giorni. La terza dose riporterebbe tuttavia l’efficacia dei vaccini a livelli comparabili a quelli contro la variante Delta conferendo una buona protezione nei confronti della malattia grave. Per tali ragioni è opportuno promuovere la somministrazione della terza dose di richiamo (“booster”) e differenziare le misure previste per la durata ed il termine della quarantena sia in base al tempo trascorso dal completamento del ciclo vaccinale primario che alla somministrazione della dose “booster””.
È quanto si legge nella premessa della nuova circolare del Ministero della Salute che chiarisce le nuove misure del decreto legge varato dal Governo e pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Leggi: Quotidiano Sanità


 Le necessità dei caregiver europei – di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)

E’ dedicato ai caregiver in Europa il quinto capitolo del volume a cura di Franco Pesaresi “Il manuale dei caregiver familiari. Aiutare chi aiuta”, edito da Maggioli (2021). Nel breve estratto che qui proponiamo, Pesaresi si concentra sulle necessità dei caregiver, tra cui la conciliazione fra assistenza, lavoro e vita privata, un adeguato sostegno al reddito e il riconoscimento del servizio di cura da essi svolto, tanto a livello sociale quanto da parte del sistema dei servizi.
Il volume, promosso dalla Fondazione Cenci Gallingani, è ora disponibile gratuitamente in download.

Leggi: I Luoghi della Cura


 

 NEWS:

martedì 21 dicembre 2021
Una trattativa per cambiare, ma sarà una vera riforma?

Il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, commenta l’avvio della trattativa sul sistema previdenziale e la disponibilità del governo a discutere a tutto campo sulla base della piattaforma unitaria dei sindacati. Oggi la road map. Rimane critico il giudizio sulle scelte della Legge di bilancio
Segretario Ghiselli, oggi il presidente del Consiglio vi presenterà il calendario dei prossimi incontri sulle pensioni. Possiamo dire che si supera finalmente un blocco che resiste da anni e che si avvia il percorso che porterà al superamento della riforma Fornero?
Ieri il presidente del Consiglio ci ha confermato che il governo è disponibile ad avviare un confronto sulla modifica delle attuali normative previdenziali. E il governo è disposto a farlo partendo dagli argomenti contenuti nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl, Uil che ieri abbiamo portato di nuovo a Palazzo Chigi. Oggi avremo il calendario degli incontri di approfondimento. Per il governo alle prossime riunioni tecniche ci saranno il sottosegretario Garofoli, il consigliere Leonardi e i tre ministri competenti, quello de Lavoro, Andrea Orlando, dell’economia, Daniele Franco e Renato Brunetta, ministro della pubblica amministrazione.

Leggi: Collettiva, 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Anziani, patto per il welfare. Supporti medici? Sì, ma anche aiuti alle famiglie

Il 2022 potrebbe essere decisivo per la riforma dei servizi per i non autosufficienti. Le richieste avanzate al governo dall’Alleanza di oltre 40 enti della società civile. Più fondi nella Legge di bilancio: mancano circa 200 milioni di euro per l’assistenza
Nel 2022, in Italia, il modo in cui ci si prende cura degli anziani potrebbe finalmente iniziare a cambiare. Ma molto dipende dalla Legge di bilancio. E da come verrà modificata in seguito al dibattito parlamentare in corso. Il nostro è un Paese vecchio e in invecchiamento. Oggi i cittadini sopra i 65 anni sono quasi quattordici milioni, pari al 23 per cento della popolazione. È il dato più alto di tutta l’Unione europea, ma si stima che crescerà ancora, arrivando a raggiungere il 34 per cento nel 2050. Il termine anziano, però, riguarda persone molto diverse tra loro, per età, risorse e bisogni: dall’arzillo neo-pensionato all’ottantenne acciaccata fino al novantenne con demenza.
Per creare un welfare che li sostenga tutti è meglio suddividerli almeno in tre gruppi: attivi, fragili e non autosufficienti. Per le prime due categorie non si hanno molti dati a disposizione, mentre nella terza si contano 2,6 milioni di persone circa. Ed è proprio per loro che la situazione potrebbe cambiare. «Serve un ripensamento di sistema», sostiene Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci al Welfare. A suo parere «occorre passare da una logica “prestazionale” a una di presa in carico e di accompagnamento della persona nella parte finale della propria vita», spiega.

Leggi: Corriere della Sera, 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Iva al terzo settore, pericolo scampato (per ora)

Nella notte approvato in Senato l’emendamento che rinvia di due anni l’entrata in vigore della norma. Tommasini “E’ una buona notizia, frutto della mobilitazione di questi giorni; siamo disponibili e pronti al dialogo per trovare soluzioni definitive”
Questa notte la maggioranza al Senato ha approvato un emendamento alla Legge di Bilancio che rinvia l’entrata in vigore della norma che assoggetta tutto il terzo settore al regime Iva.
“È una buona notizia – dichiara Chiara Tommasini, presidente di CSVnet – perché è stato scongiurato, per il momento, un provvedimento che avrebbe messo in difficoltà tutto l’associazionismo, con aggravio di costi e adempimenti burocratici. Senza peraltro giovare alla casse dello Stato perché la novità avrebbe riguardato gli enti che non svolgono attività commerciali.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
I comuni potranno assumere assistenti sociali. Gazzi: “Nessuno ha più alibi”

L’emendamento alla Legge di Bilancio approvato in nottata: fino al 2026 gli enti potranno assumere una figura ogni 6.500 abitanti e tendere a una ogni 4000, attingendo al Fondo di Solidarietà Comunale garantito dallo Stato. Il presidente dell’Ordine: “Vigileremo”. Le senatrici M5s: “Soddisfatte, eguali servizi territoriali a tutti i cittadini”
Tutti i comuni italiani potranno assumere assistenti sociali, a tempo indeterminato, per raggiungere la soglia di uno per 6500 abitanti e tendere a uno ogni 4000 entro il 2026, attingendo al Fondo di Solidarietà Comunale garantito dallo Stato. Il M5s commenta per voce delle senatrici Nunzia Catalfo, Grazia D’Angelo e Antonella Campagna, firmatarie dell’emendamento approvato in nottata, il risultato. “Con il via libera della commissione Bilancio al nostro emendamento, il M5S ha ottenuto un altro straordinario risultato a tutela delle fasce più fragili delle popolazione e assicurare servizi sociali adeguati da Nord a Sud: dal prossimo anno, infatti, e fino al 2026, ogni Comune italiano potrà assumere un assistente sociale ogni 6.500 abitanti. Grazie alla nostra proposta, che rimuove vincoli alle assunzioni, gli enti locali potranno procedere al potenziamento di fatto degli organici per assicurare servizi sociali adeguati ai propri cittadini.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/i_comuni_potranno_assumere_assistenti_sociali_gazzi_nessuno_ha_piu_alibi_
Redattoresociale.it – 21.12.2021 – C’era una volta la legge sul caregiver. Che fine ha fatto? Lo domanda First – di Chiara Ludovisi
Sui vari progetti di legge, accorpati e incardinati presso la commissione Lavoro del Senato, “sembra essere sceso l’oblio, come se i caregiver familiari fossero scomparsi”. Intanto, con la pandemia, la condizione del caregiver è sprofondata. “Dove sono, nel Pnrr, interventi mirati all’effettivo riconoscimento del valore sociale di cura?”
C’era un volta un progetto di legge sul caregiver familiare. Ce n’erano diversi, anzi, “accorpati e poi incardinati nel 2018 presso la Commissione permanente del Senato ( Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale)”. A ricordarlo è la First (Federazione italiana rete sostegno e tutela), visto che “sembra essere sceso l’oblio, non se parla più, come se, tutto di un tratto, i caregiver familiari fossero scomparsi e non esistano più”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Pensioni, parte il cantiere

Dall’incontro sindacati-governo un calendario di nuovi incontri per una vera riforma del sistema previdenziale, a cominciare dalla legge Fornero. Landini: “Si riparta dalla piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil”
“Abbiamo consegnato una piattaforma unitaria. Il governo ha deciso di far partire tre confronti: uno sulla flessibilità in uscita, uno sulla pensione per giovani e donne e il terzo sulla previdenza complementare”. Pressoché unanime il giudizio dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Bombardieri e Sbarra, all’uscita dal Palazzo Chigi dopo l’incontro con il presidente del consiglio Draghi, i ministri dell’Economia Franco, del Lavoro Orlando e della Pubblica amministrazione Brunetta.
Landini ha sottolineato come “abbiamo consegnato al governo la proposta unitaria sulla riforma delle pensioni e abbiamo chiesto che il confronto che si dovrà aprire deve affrontare tutte le questioni che dentro la piattaforma ci sono, quindi non ci interessa di discutere di qualche aggiustamento ma fare una riforma che corregga tutte le distorsioni, gli errori, i limiti e le diseguaglianze che ci sono dentro alla riforma Fornero”. Sui vari temi, ha proseguito il numero uno della Cgil, “il governo si è impegnato a farci aver domani mattina un calendario di incontri da avviare nei prossimi giorni e mesi in modo che l’insieme di queste questioni venga affrontato”.

Leggi: Collettiva, 20/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Rsa. Via libera in Stato-Regioni ai fondi per la videosorveglianza nelle strutture per anziani e disabili e a sostegno caregiver

L’intesa ripartisce 80 mln per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, nonchè all’acquisto delle apparecchiature rivolte alla conservazione delle immagini. Espresso anche il parere favorevole sul riparto del fondo per il sostegno ai caregiver.
”Spesso la cronaca ci riferisce di intollerabili episodi di maltrattamenti ad anziani o disabili ricoverati in strutture socio sanitari e socio assistenziali. Fatti semplicemente inqualificabili, per questo oggi in Conferenza Stato-Regioni abbiamo preso con il Governo una importante decisione sancendo una intesa sul fondo per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso in tali strutture”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.
Si tratta di 80 milioni che sono stati ripartiti tra le Regioni proprio con l’obiettivo di assicurare – ha spiegato il Presidente – una maggiore tutela alle persone ospitate nelle strutture residenziali, semi-residenziali o diurne”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 20/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Immaginare e progettare la rigenerazione sul piano urbano

Nel mese di novembre l’INU, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, ha organizzato URBANPROMO, una settimana di approfondimenti su temi di interesse per la progettazione degli ambienti di vita e di lavoro nelle città.
Proponiamo, in particolare, alla vostra attenzione due dei temi trattati:
La Carta per i grandi eventi nelle città ricche di patrimonio
Progetti per la rinascita di parti di città
Relativamente al primo punto, l’INU fa presente come in passato, molte città hanno utilizzato i grandi eventi per sostenere i propri piani e progetti urbanistici, sviluppare il turismo o migliorare la propria visibilità. L’attenzione è stata spesso concentrata sulla creazione di nuove infrastrutture per lo sport o la cultura. Recentemente, alcuni organizzatori di grandi eventi, tra cui le Olimpiadi, hanno preferito intervenire nel tessuto urbano e utilizzare strutture già esistenti, rinnovandole o adattandole a nuovi scopi.
Per le città storiche e ricche di patrimonio culturale questo cambiamento rappresenta un’opportunità di sviluppo ma anche una minaccia per il patrimonio. La “Carta per i grandi eventi nelle città ricche di patrimonio” risponde alle sfide emergenti per le città che ospitano grandi eventi, soprattutto quando questi utilizzano, adattano infrastrutture e spazi esistenti all’interno di contesti storici.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 20/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Covid e over 65. Senior Italia FederAnziani: “Difficoltà di accesso alle cure per la metà dei senior”

In un’indagine la fotografia di com’è cambiato dopo il Covid l’universo senior. A fronte di un peggioramento nella salute collettiva, e a causa delle liste d’attesa più lunghe che nel periodo precedente la pandemia, sono diventati più difficili di prima i rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale, con il 55,4% del campione che ha avuto più difficoltà che rispetto al passato a prenotare visite specialistiche o esami diagnostici
Vita sociale azzerata per un over 65 su due, aumento di insonnia, ansia e depressione, riduzione dell’attività fisica e difficoltà nell’accesso alle cure, ma anche più cura per l’ambiente in cui si vive, riscoperta del piacere della lettura e come sempre, al centro di tutto, la necessità di supportare più che mai dal punto di vista economico figli e nipoti. Questa la nuova normalità post-Covid per l’universo degli over 65, secondo quanto emerge da un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani. Una normalità dominata ancora dalla paura del virus che non viene meno, e invita a non abbassare la guardia neanche dopo la vaccinazione.

Leggi: Quotidiano Sanità, 20/12/2021


sabato 18 dicembre 2021
E i designer imparano a progettare per una società “matura” – Basta terza età, ora c’è la longevità

Al Politecnico di Milano si formano studenti attenti a creare oggetti e case più inclusive, puntando sulla frugalità
Longevità e innovazione responsabile è il corso varato da due anni dal Dipartimento di design del Politecnico di Milano e dalla Fondazione Ravasi Garzanti, che assieme a forze sociali, istituzioni e università promuove un nuovo approccio alla longevità» racconta Francesco Samoré, docente del Politecnico che ne è responsabile. «Insegna ai designer in erba un nuovo approccio alla progettazione. Gli studenti non progettano chiusi nella propria bolla, ma fanno squadra con chi già lavora per far stare bene le persone in una società sempre più matura: chi si impegna nei servizi di assistenza, il personale della pubblica amministrazione, creatori di start up tecnologiche. L’obiettivo è dare forma a una cultura inclusiva che si esprime nel “design per tutti”. È una filosofia che si applica, ad esempio, a quello che si deve fare per garantire agli anziani di continuare a vivere bene in casa anche quando l’autonomia si riduce. Di soluzioni ce ne sono già tante, ma non sono sempre davvero efficaci: alcune sono il frutto di una visione tecno-ottimista, che considera la tecnologia “la” risposta ai problemi. Poi magari l’aggeggio cozza con la diffidenza di chi dovrebbe trarne vantaggio.

Leggi: Io Donna, 18/12/2021


sabato 18 dicembre 2021
Bollette, piano a rate in 10 mesi per le famiglie in difficoltà

Il meccanismo potrà scattare per i mancati pagamenti di fatture emesse tra gennaio e aprile. Anticipo di 1 miliardo a favore dei venditori – di Celestina Dominelli
La definitiva messa a terra del meccanismo spetterà all’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera), ma intanto il governo cala l’asso della rateizzazione per le famiglie in difficoltà con il pagamento delle bollette di luce e gas e fissa un sistema di compensazione, con un miliardo di euro a disposizione, a favore dei venditori di energia interessati dalla procedura. È quanto prevede uno degli emendamenti alla manovra presentato ieri dall’esecutivo, in commissione Bilancio al Senato, che conferma il pacchetto di misure tampone per contenere l’impatto dei nuovi aumenti in arrivo a gennaio.
La novità, però, è rappresentata dalla possibilità di attivare un piano di rateizzazione per non più di 10 mesi. Ma come funzionerà questa strada? Sarà l’Arera a fissare, a valle dell’approvazione del provvedimento, con una delibera ad hoc, le modalità applicative, ma lo schema sembra sostanzialmente ricalcare quanto era stato già previsto per i clienti morosi in piena emergenza pandemica, come spiega al Sole 24 Ore il numero uno dell’Authority, Stefano Besseghini: «Il provvedimento del governo si muove nella direzione di una cosa già accaduta, in forma minore, nel periodo del lockdown. In quella situazione emergenziale, le delibere di Arera riguardarono anche le modalità di pagamento.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 18/12/2021


venerdì 17 dicembre 2021
Case, 9 milioni fuori dai target Ue per il risparmio energetico

È sul banco degli imputati per le pesanti emissioni di anidride carbonica. Per questo si è scelto a livello europeo di dettare regole stringenti affinché il patrimonio edilizio dei singoli Stati membri dell’Unione venga reso più efficiente dal punto di vista energetico. Regole con le quali lo stock immobiliare italiano vetusto deve fare i conti, soprattutto in termini di costi per mettere in atto la riqualificazione, oggi agevolata dai diversi bonus del Governo, domani non si sa.
Gli immobili rappresentano, infatti, secondo i dati della società di consulenza JLL il 35% delle emissioni globali. «Il patrimonio immobiliare italiano per il 74,1% è stato realizzato prima dell’entrata in vigore della normativa completa sul risparmio energetico e sulla sicurezza sismica» dice Gabriele Buia, presidente Ance (associazione nazionale dei costruttori edili). Quindi nove milioni di immobili, su 12,2 milioni di edifici, non sono in grado di garantire le performance energetiche richieste per gli edifici costruiti successivamente, e sono molto lontano dalle prestazioni minime richieste alle abitazioni dei nostri giorni.

Leggi: Quotidiano Condominio, 17/12/2021


giovedì 16 dicembre 2021
Casa e ambiente, dal 2030 nuovi edifici a emissioni zero

La direttiva Ue. Nell’ambito della politica «Fit for 55» sull’efficienza energetica nell’edilizia pubblica e privata, la Commissione propone che le abitazioni più inquinanti passino in nove anni da classe G a F
La Commissione europea ha presentato ieri le sue attese proposte legislative dedicate all’efficienza energetica nell’edilizia pubblica e privata. L’obiettivo è ridurre drasticamente le emissioni nocive di un settore particolarmente inquinante. Il pacchetto fa parte della politica ambientale “Fit for 55” che punta alla riduzione del gas a effetto serra del 55% entro il 2030, rispetto ai dati del 1990. Nel contempo, Bruxelles ha proposto acquisti in comune di gas.
Dal 2030 in poi i nuovi edifici privati non dovranno produrre emissioni nocive (la data per gli edifici pubblici è anticipata al 2027). Concretamente significa che «gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili», spiega la Commissione. Le proposte comunitarie introducono anche nuovi standard minimi.

Leggi: Inu, 16/12/2021


mercoledì 15 dicembre 2021
La povertà sanitaria aumenta del 37,6% nel 2021 rispetto all’anno precedente. 600.000 persone senza cure

Nel 2021, almeno 597.560 persone povere non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno. Si tratta di 163.387 persone in più rispetto alle 434.173 del 2020. Si è registrato, quindi, un incremento del 37,63% di persone in povertà sanitaria. L’aumento deriva dalla pandemia da Covid-19 che ha arrecato gravi danni alla salute e al reddito di milioni di residenti.
È quanto emerge dal 9° Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico). I dati, rilevati attraverso la rete dei 1.790 enti assistenziali convenzionati con il Banco ed elaborati da OPSan, sono stati presentati il 16 dicembre 2021, in un convegno in diretta streaming promosso da Banco Farmaceutico e AIFA.
Nonostante il forte universalismo del nostro Servizio Sanitario Nazionale, il 42,2% della spesa farmaceutica è a carico delle famiglie, che nel 2020 (ultimi dati disponibili) hanno speso 8,7 miliardi di euro su un totale di 20,5 miliardi.

Leggi: In Salute, 15/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
Presentato il XIX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità

Un paziente su due dichiara che con la pandemia sono aumentate le criticità nell’accesso alla diagnosi e cura per la propria patologia. A subire rinvii e ritardi sono ancora le visite specialistiche e diagnostiche, in aumento le difficoltà ad attivare l’assistenza domiciliare integrata e a farsi riconoscere l’invalidità o handicap. Va meglio sul fronte della prevenzione, grazie al recupero di alcuni ritardi negli screening programmati e nelle vaccinazioni ordinarie. Dalla pandemia inoltre un impulso positivo alla telemedicina.
Costi privati in aumento per un paziente su due e uno su cinque è stato costretto a rinunciare alle cure per motivi economici.
Insieme alle difficoltà e richieste dei cittadini affetti da una patologia cronica e rara, ci sono quelle dei caregiver familiari – oltre sette milioni nel nostro Paese – che chiedono meno burocrazia e più tutele a livello lavorativo e, i più giovani, nel percorso di studi
La fotografia emerge dal XIX Rapporto sulle politiche della cronicità, dal titolo “La cura che (ancora) non c’è”, presentato oggi da Cittadinanzattiva e realizzato con il coinvolgimento di 64 associazioni di pazienti con patologia cronica e rara aderenti al CnAMC (Coordinamento nazionale Associazioni Malati cronici) e di circa 3000 pazienti. Il Rapporto è realizzato con il sostegno non condizionato di MSD e di Chiesi.

Leggi: CittadinanzAttiva, 14/12/2021


lunedì 13 dicembre 2021
Il caro bollette deve essere affrontato partendo dai poveri

La questione della povertà energetica è di grande attualità per l’impatto che l’aumento del prezzo del gas sta avendo sulle famiglie. Le misure del governo messe in campo finora non sono adeguate a fronteggiare un problema crescente.
Il governo Draghi invece di spalmare le risorse per la riduzione delle bollette tra tutte le utenze dovrebbe intervenire sul bonus gas e luce, aumentando il contributo, allargando la platea e correggendo i limiti che fino a oggi lo hanno caratterizzato.
E si potrebbe passare da un contributo al consumo a interventi di isolamento termico degli edifici e di autoproduzione dal solare che possono consentire di ridurre drasticamente la spesa delle famiglie.

Leggi: Domani, 13/12/2021


lunedì 13 dicembre 2021
La prima risposta al caro bollette sono le comunità energetiche

A Ussaramanna, piccolo comune con 512 abitanti nella provincia del Medio Campidano in Sardegna, la stangata dei prezzi dell’elettricità si sentirà molto meno. Oltre 60 tra famiglie e imprese, compresi un bar e una parrucchiera, si sono messi insieme per condividere l’energia fornita da tre impianti fotovoltaici: uno da 11 kilowatt già presente sul tetto del municipio e due per 60 kilowatt complessivi che saranno installati sul Centro di aggregazione sociale e sul deposito comunale, per una produzione totale di circa 72 megawattora all’anno. «Grazie a questa operazione i soci risparmieranno circa il 25 per cento del costo dell’energia» spiega Sara Capuzzo, presidente di Enostra, cooperativa energetica di Milano che ha fornito la sua consulenza, «e con l’aumento delle quotazioni del metano il beneficio aumenterò ulteriormente». Ma non è solo il portafoglio ad aver
spinto gli abitanti di Ussuramanna ad aderire al progetto: «È palpabile anche la voglia di essere più autonomi e di contribuire alla transizione energetica e allo sviluppo di iniziative di carattere sociale a vantaggio di tutta la collettività» sostiene Capuzzo.

Leggi: Domani, 13/12/2021


lunedì 13 dicembre 2021
Lavori in casa e scadenza di fine anno: come anticipare i bonus in otto mosse.

Verso il 31 dicembre. La data di pagamento può ancora bloccare la detrazione-facciate al 90% o la spesa a 16mila euro per i mobili Per cedere le agevolazioni ordinarie occorre spesso la congruità delle spese, mentre per il superbonus resta il Sal minimo del 30%.
Mai come quest’anno la scadenza del 31 dicembre è cruciale per le detrazioni edilizie. Il disegno di legge di Bilancio – non ancora approvato – prospetta per ora una riduzione del bonus facciate dal 90 al 60% nel 2022. E taglia da 16mila a 5mila euro la spesa massima agevolata dal bonus mobili. Per le agevolazioni ordinarie, invece, è in arrivo una proroga triennale, mentre il superbonus otterrà una conferma fino al 2025 per i condomìni, con detrazioni calanti e regole ancora da votare in Parlamento su unità monofamiliari e lavori trainati. Intanto, il decreto Antifrodi – in vigore dal 12 novembre scorso – impone
l’asseverazione di congruità delle spese e il visto di conformità per cedere o sfruttare con sconto in fattura le detrazioni diverse dal 110 per cento. Ponendo così un vincolo in più a molti dei proprietari che stanno cercando in questi giorni di prenotare o anticipare le attuali agevolazioni, districandosi anche tra il boom dei prezzi e i ritardi nelle consegne.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 13/12/2021


DALLE REGIONI:

martedì 21 dicembre 2021
SUNIA, SICET ed UNIAT APS di Roma e Lazio hanno sollecitato un urgente intervento dell’Assessore Capitolino alla Casa, Tobia Zevi con il Prefetto, al fine di garantire la permanenza in casa alle famiglie fragili sotto sfratto nel periodo natalizio, dando così le gambe alla recente mozione approvata in Consiglio Comunale.

Gli sfratti previsti anche per i primissimi giorni dell’anno rischiano di essere eseguiti, se non viene proclama la consueta “tregua” che, da sempre, evita la concessione della forza pubblica fino alla metà di gennaio.
L’Assessore ha recepito la gravità della situazione e si è impegnato a rappresentarla al Prefetto con urgenza.
I giorni della cosiddetta tregua saranno comunque essere utilizzati per trovare delle soluzioni a situazioni emergenziali e consentirà di attivare, con le parti sociali, un momento di confronto e pianificazione.
I fondi recentemente stanziati dalla Regione Lazio sulla morosità incolpevole saranno oggetto di un incontro della prossima settimana per valutare come si possa costruire un bando più efficiente che con rapidità eroghi il contributo individuato.

Leggi: Sunia, 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Il welfare nel PNRR a Milano e in Lombardia

Un passo nella messa a fuoco delle azioni che verranno promosse col PNRR a Milano e in Lombardia è stato compiuto il 13 dicembre a Milano. Nell’ambito dell’iniziativa Italiadomani – Dialoghi sul PNRR promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri si è tenuto un incontro con cittadini, imprese e Amministrazioni locali per comunicare i primi contenuti e le opportunità che si aprono col PNRR per il territorio lombardo. All’incontro hanno preso parte i ministri principalmente coinvolti nella formulazione dei piani di sviluppo: Cingolani (Transizione Ecologica), Colao (Innovazione tecnologica e Transizione digitale), Leonardi (capo del Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica economica della Presidenza del Consiglio), insieme a Letizia Moratti (Vice Presidente e Assessore al Welfare della Regione Lombardia), a al sindaco di Milano, Beppe Sala.
In tale contesto sono state presentate le misure in via di definizione per il territorio lombardo e per la città di Milano in particolare per quanto riguarda:
Il rafforzamento della medicina territoriale;
La rigenerazione urbana;
Le infrastrutture e la mobilità sostenibile;
La digitalizzazione delle città e della pubblica amministrazione.

Leggi: Welforum


martedì 21 dicembre 2021
Le barriere architettoniche in stazione? Sono una discriminazione diretta

Lo ha riconosciuto il Tribunale di Bologna, che ha condannato Rfi alla rimozione entro sei mesi degli ostacoli individuati, alla corresponsione di un risarcimento simbolico, alle spese legali e alla pubblicazione dell’ordinanza su quotidiani di tiratura nazionale a proprie spese
Linea ferroviaria Bologna-Porretta, fermata Borgonuovo: la banchina è troppo bassa, nonostante i treni siano ribassati o dotati di piattaforme e pedane. Una situazione che, di fatto, rende la fermata inaccessibile per le persone con disabilità (ma anche per i passeggini, gli anziani con ridotta mobilità, in generale per tutte le persone in condizioni di fragilità motoria). Un disagio che che è stato preso in mano dal Servizio antidiscriminazione di Sidima, la Società italiana disability manager. Le prime risposte fornite dalla Rete ferroviaria italiana – il Piano d’impresa non lo prevede, la stazione non è una stazione ma una fermata, il flusso di persone non giustifica l’investimento – non sono state ritenute adeguate.

Leggi: Redattore Sociale , 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Se il caregiver non può andare al Caaf, il Caaf va dal caregiver: si parte a Roma

La fondazione Villa Point e il Caaf Lupo Roma Tuscolana fanno “un regalo di Natale” a tutti i caregiver: il Caaf si fa a misura di disabilità e diventa non solo accessibile, ma anche “a domicilio”, per aiutare le famiglie ad accedere a servizi e sussidi, senza perdersi e attardarsi nelle maglie della burocrazia. L’idea di Fabiana Gianni, mamma caregiver, diventa realtà
Un Caaf a misura di disabilità, per aiutare le famiglie ad accedere a servizi, risorse e benefici, senza perdersi tra le carte della burocrazia: sta muovendo i primi passi a Roma il primo sportello di assistenza fiscale di questo genere, grazie alla convenzione con la fondazione Villa Point. L’idea è della presidente della fondazione, Fabiana Gianni, che in quanto giornalista e mamma-caregiver “militante”, sa bene quanto un servizio di questo tipo possa essere utile per chi si prende cura di un familiare con disabilità e rendere esigibili diritti e tutele che spesso rischiano di perdersi, anche loro, nelle maglie della burocrazia.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Milano. Emergenza sfratti a Milano: presidio dei sindacati inquilini Milano, in queste settimane vengono eseguiti 10 sfratti al giorno e da gennaio, dopo la conclusione dell’ultimo blocco degli sfratti previsto dai decreti governativi, più di 20.000 famiglie attendono l’Ufficiale Giudiziario con la Forza Pubblica.

Non si tratta di numeri ma di famiglie con bambini, anziani e invalidi che si troveranno senza casa con il rischio di restare in mezzo alla strada in assenza di interventi pubblici adeguati.
Si sta profilando un dramma sociale straordinario. Le politiche finora messe in atto da Governo – Regione e Comune si sono dimostrate inadeguate e inefficaci.
Nella prossima Legge di Bilancio, al momento, non è previsto alcun stanziamento per il contributo all’affitto e per la morosità incolpevole a partire dal 2023, nel Pnrr non si prevede alcun incremento di alloggi popolari.
Le leggi introdotte dal 2016 da Regione Lombardia impediscono la rapida assegnazione delle case popolari (SAP) e soluzioni concrete per le famiglie sotto sfratto.

Leggi: Sunia, 20/12/2021


sabato 18 dicembre 2021
Mille strutture per 250 milioni di euro: il grande business delle residenze sanitarie in Sicilia

La Regione copre le spese per i primi 60 giorni di ricovero: tra 111 e 200 euro a paziente
Vale circa 250 milioni di euro all’anno il giro d’affari delle strutture socio-sanitarie siciliane accreditate con il servizio sanitario regionale. Nell’Isola si contano circa mille strutture per un totale di circa 4.500 posti letto. Vi rientrano quelli delle Rsa che ospitano anziani con patologie cronico degenerative, demenza senile e Alzheimer (circa 2.200 posti letto), le comunità terapeutiche assistite per pazienti psichiatrici (1.500 posti letto) e i centri di riabilitazione per le persone affette da disabilità psico-fisico-sensoriale (800 posti letto). Rientrava tra queste ultime la “Suor Rosina La Grua onlus” di Castelbuono, la residenza lager che in cinque anni ha ricevuto convenzioni per 6,2 milioni di euro, un milione e 300 mila euro all’anno circa.
Le tariffe medie nelle strutture siciliane accreditate oscillano tra i 111,80 e i 200 euro al giorno a paziente. La retta è totalmente a carico della Regione per i primi 60 giorni di degenza, successivamente in base al modello Isee viene quantificata una percentuale a carico del paziente o della famiglia.

Leggi: La Repubblica, 18/12/2021


sabato 18 dicembre 2021
I parenti degli anziani: “Visite nelle Rsa troppo difficili”

Una o due visite alla settimana per circa mezz’ora. Per i parenti degli ospiti delle Rsa non si è mai concretizzata la circolare del ministero della Salute (adottata dalla Regione) che da quattro mesi consente visite anche quotidiane, per un massimo di 45 minuti, nelle strutture. «Da un’indagine su alcune Rsa di Firenze è venuto fuori che le visite sono possibili una volta a settimana su appuntamento: è insufficiente, così non si recupera un rapporto di confidenza e condivisione. I familiari poi svolgevano una sorta di controllo, leggero ma importante, che è venuto a mancare» spiega Anna Nocentini, presidente di Adina, associazione per la difesa delle persone non autosufficienti. «Oltre l’80% delle Rsa a livello nazionale disattende la circolare ministeriale: hanno scelto l’isolamento quale unica via per la salvaguardia della salute, ma il sostegno dei parenti fa parte della terapia» rimarca Alessandro Azzoni, che si occupa della questione a livello nazionale con l’associazione Felìcita. Tra i suoi iscritti anche Francesco Sonnati, che ha il fratello nella fiorentina Villa Gisella: «Riesco a vederlo due volte a settimana per 20 minuti, poi in base alle infermiere riesco a stare di più. Capisco ci sia paura dei contagi, ma lui è invalido al 100%, non parla, avrebbe bisogno di visite e attenzioni permanenti come fino al Covid.

Leggi: La Repubblica, 18/12/2021


venerdì 17 dicembre 2021
Regione Abruzzo istituisce la Consulta per la Salute mentale

Ne faranno parte le associazioni più rappresentative del settore, che forniranno al Dipartimento regionale e alle Asl un supporto nella predisposizione degli atti programmatori che riguardano la salute mentale. Verì: “Sono convinta che l’ascolto delle istanze delle associazioni rappresenti un valido contributo per migliorare il lavoro che stiamo portando avanti, rendendolo sempre più adeguato alle esigenze e aspettative di utenti e operatori”.
Sarà istituita in Abruzzo, all’inizio del nuovo anno la Consulta regionale per la Salute Mentale. Lo annuncia in una nota l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che questa mattina ha riunito i direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale delle Asl abruzzesi per confrontarsi sull’attivazione del nuovo organismo consultivo, che affiancherà il Tavolo tecnico della Salute Mentale.
“Della Consulta – spiega l’assessore – faranno parte le associazioni più rappresentative del settore, che forniranno al Dipartimento regionale e alle Asl un supporto nella predisposizione degli atti programmatori che riguardano la salute mentale, ambito al quale stiamo riservando grande attenzione fin dal mio insediamento”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 17/12/2021


venerdì 17 dicembre 2021
Welfare, in Toscana 277 milioni per anziani e non autosufficienti

La regione approva la delibera dell’assessora alle Politiche sociali, Serena Spinelli: “Rispetto a un anno fa le risorse sono confermate, così come l’impegno per i progetti di vita indipendente”
Ammontano a quasi 277 milioni le risorse che la Regione Toscana ha assegnato per il 2022 alle Società della Salute o alle Zone distretto per le attività destinate alle persone anziane e non autosufficienti. La manovra, approvata dalla giunta, stanzia 58 milioni per garantire i servizi domiciliari rivolti a persone anziane non autosufficienti; 12,9 milioni, invece, verranno utilizzati per dare continuità ai progetti di vita indipendente. Infine, i restanti 206 saranno messi a disposizione delle aziende sanitarie per l’inserimento e il mantenimento degli ultrasessantacinquenni non autosufficienti nelle residenze sanitarie assistenziali e nei centri diurni.

Leggi: Redattore Sociale, 17/12/2021


giovedì 16 dicembre 2021
Sicilia, nasce il garante regionale dei diritti degli anziani

L’Ars ha approvato ieri all’unanimità il ddl. La relatrice Margherita La Rocca Ruvolo: gli anziani “sono un grande patrimonio da preservare e custodire gelosamente. Garantire le necessarie tutele giuridiche e di sicurezza”
L’Ars ha approvato ieri all’unanimità il ddl per l’istituzione del Garante regionale per i diritti del cittadino anziano. Esprime soddisfazione la presidente della commissione Salute, Margherita La Rocca Ruvolo, relatrice del testo frutto dell’unificazione di tre proposte di legge presentate dai deputati Galvagno, Lantieri, Calderone e Savona.
“L’esigenza dell’istituzione del Garante dei diritti degli anziani – dice La Rocca Ruvolo – si è ancor più evidenziata nel corso della pandemia con l’omissione vaccinale, o tardiva, di soggetti più deboli over 70 e soprattutto over 80. Gli anziani sono una grande risorsa sociale e morale, rappresentano oggi il vero welfare della società. Sono un grande patrimonio da preservare e custodire gelosamente.

Leggi: Redattore Sociale, 16/12/2021


IN AGENDA:

Un corso Grey Panthers in presenza, a gennaio, per essere davvero Cittadini digitali

La ripresa delle attività in presenza è possibile, purché si rispettino le modalità di sicurezza, GreenPass e mascherina innanzitutto e si usino le cautele necessarie. Per questo, noi della Redazione, volentieri organizziamo un corso in presenza, che si articola in 5 appuntamenti, di un’ora e trenta minuti l’uno: 50 minuti di lezione, seguita da navigazione diretta dei siti, esercitazioni pratiche ed esempi, costruiti sulle esigenze e sulle domande degli iscritti. Al termine di ogni incontro verrà fornita una dispensa, per facilitare il ripasso e l’approfondimento.
I 5 appuntamenti saranno così articolati:
• Imparare a navigare sul sito del Comune di Milano: i servizi online da utilizzare, per risparmiare tempo e fatica.
• Come attivare SPID e come utilizzarlo: gli usi possibili, per essere identificati in sicurezza sui siti della Pubblica Amministrazione.
• Il fascicolo sanitario elettronico: utilità, uso, esempi pratici.
• Il mondo delle APP: quelle native sui nostri dispositivi, quelle che ci procuriamo gratuitamente o che acquistiamo. APP utili per Senior: 118, google maps, whatsapp e altro ancora.
• Home-banking e Moneta Digitale: essere capaci di muoversi con disinvoltura in ogni contesto, senza mettere mano al portafoglio, alle carte di credito, ai Bancomat. Risparmiando tempo e garantendosi maggiore sicurezza.

Leggi: Grey Panthers


“Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

Le nuove figure professionali nel welfare di comunità

Saperi e pratiche del community management. Gli esiti della ricerca di Fondazione Cariplo sui progetti di Welfare in Azione – di Alice Melzi
Un mondo in trasformazione sempre più rapida nelle strutture economiche, sociali e tecnologiche sta ponendo da qualche tempo l’esigenza di riflettere sul tema del lavoro del futuro. Lo sviluppo del lavoro di comunità è un ambito che sta maturando forme di intervento e rapidi cambiamenti nel modo di lavorare nel sociale, oramai paradigmatici di scenari di sviluppo futuri.
La ricerca Le nuove figure professionali nel welfare di comunità realizzata da Fondazione Cariplo sui progetti del programma Welfare in Azione (4 edizioni dal 2015 ad oggi per un totale di 37 progetti) intende restituire una ricostruzione delle nuove figure professionali che si stanno affermando nel campo del lavoro comunitario, per fornire un primo quadro utile alle sfide che il welfare sarà destinato ad affrontare.
Nella ricerca vengono indagati i framework di lavoro, i tipi di pratiche per compiti, gli strumenti e le competenze, le forme decisionali e le difficoltà che queste nuove professioni del welfare si trovano ad affrontare sul campo, in maniera oggi pionieristica.
La ricerca condotta, basata su interviste e focus group realizzati nel periodo tra 2019 e 2020, ha analizzato 22 figure professionali afferenti a 15 progetti appartenenti alle diverse edizioni del programma Welfare in Azione. Per costruire il quadro di queste figure è stato utilizzato l’”approccio delle pratiche” che punta all’attenzione a quell’intelligenza della e nell’azione collaborativa dei soggetti che interagiscono facendo qualcosa insieme per risolvere un problema comune e collettivo, condividendo valori o scopi, e producendo effetti ed impatti non sempre prevedibili.

Leggi: Welforum


Case di Comunità. Facile a dirsi…più difficile a farsi. Ecco una road map per farle sul serio – di Giorgio Banchieri

Passo dopo passo cosa si dovrà fare (e con quali difficoltà) per arrivare alla realizzazione concreta delle nuove Case di Comunità prevista dal Pnrr. Le Case della Comunità dovrebbero essere il luogo fisico di prossimità e di facile individuazione dove la comunità può accedere per poter entrare in contatto con il sistema di assistenza sanitaria e sociosanitaria. Dovrebbero promuovere un modello organizzativo di approccio integrato e multidisciplinare attraverso équipe territoriali e dovrebbero essere la sede privilegiata per la progettazione e l’erogazione di interventi sanitari e di integrazione sociale
Nel PNRR vengono introdotte per la prima volta nel lessico “sanitalese” le “Case di Comunità” che dovrebbero sostituire le preesistenti “Case della Salute” assumendone le funzionalità e implementandone alcune.
In realtà esiste una serie di documenti di policy sanitaria precedenti che definiscono questi modelli di “strutture intermedie” tra ospedali e reti di cure primarie anticipando quanto poi ribadito e sistematizzato in parte nel PNRR stesso. Le novità del PNRR sono relative al loro inserimento in una logica di reti territoriali integrate in base al modello “Hub & Spoke”, precedentemente applicato prevalentemente nel mondo della ospedalità e nelle reti tempo dipendenti. Oltre, ovviamente, alla quantità e capillarità della loro diffusione nei territori.

Leggi: Quotidiano Sanità


Due anni di Covid. Una crisi non solo sanitaria ma globale, che pesa soprattutto sui più deboli – di Grazia Labate

Gli effetti diretti della pandemia mettono alcuni gruppi a maggior rischio di infezione, malattia grave o morte, mentre gli effetti indiretti sono causati dalle varie restrizioni essenziali per controllare la diffusione dell’infezione. Sebbene alcuni gruppi abbiano vulnerabilità comuni in entrambe le categorie, le misure politiche per salvaguardare queste persone possono essere diverse
La pandemia di COVID-19 non ha precedenti e non si riesce ad arrestare. Essa non solo ha provocato una crisi di salute pubblica, ma le misure necessarie per contenere la diffusione del virus hanno portato a gravi crisi economiche, sociali ed educative. Nelle economie e nelle società, le conseguenze della pandemia sono disomogenee e non ancora del tutto calcolabili.
La pandemia ha ulteriormente esacerbato le situazioni delle popolazioni vulnerabili. Siamo in un momento cruciale, che richiede una risposta più che mai collaborativa per espandere la copertura sanitaria universale e la protezione sociale e costruire sistemi sanitari e di protezione sociale più resilienti.

Leggi: Quotidiano Sanità


L’appello di 100 realtà sociali. Basta con il «laissez-faire», è tempo di nuovo welfare – Leonardo Becchetti e Angelo Moretti

L’attualità non sembra darci tregua e ogni giorno, tra allarmi pandemici di nuove varianti ed eventi sempre più drammatici come lo sciame di tornado d’oltreoceano legati al problema del riscaldamento globale, rende fondamentale e urgente la risposta della comunità mondiale alla sfida dei mali pubblici globali.
È innegabile che il nuovo scenario che evidenzia le conseguenze negative per tutti di comportamenti individuali socialmente dannosi (dalle negligenze su precauzione e vaccini alle scelte ambientalmente insostenibili) abbia reso obsoleta la logica del laissez-faire e centrale il tema delle sinergie tra cittadinanza attiva, imprese responsabili e istituzioni illuminate.
È in questa logica che si deve innestare la rivoluzione del welfare in una logica generativa dove l’attenzione agli ultimi promossa dalla società civile e dagli enti di Terzo settore può essere un volano decisivo che, curando relazioni ferite, genera valore economico e quel capitale sociale fondamentale che trasforma leoni da tastiera ossessionati da complotti in cittadini attivi capaci di contribuire al bene della comunità.

Leggi: Avvenire


I LEP tra Corte costituzionale e legge di Bilancio 2022 – Alceste Santuari

Su questo sito abbiamo già affrontato le questioni giuridiche e istituzionali relative ai LEP. A distanza di mesi da quel contributo, i LEP si ritrovano oggetto di una pronuncia della Corte costituzionale e dell’art. 43 del disegno di legge di Bilancio 2022. Prima di analizzare i contenuti della sentenza in parola e dell’art. 43, si ritiene opportuno richiamare alcuni profili dei LEP.
A seguito dell’approvazione della Riforma del Titolo V della Costituzione di cui alla legge costituzionale n. 3/2001, la nozione di livelli essenziali delle prestazioni (LEP) è stata estesa su tutto il territorio nazionale ed è stata costituzionalizzata. L’art. 117, comma 2, lett. m) della Costituzione stabilisce, infatti, che spetta allo Stato la “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.
Determinazione e garanzia dei LEP diventano dunque responsabilità delle istituzioni statali, chiamate, nello specifico, ad assicurare che tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza territoriale, possano fruire degli stessi livelli quali-quantitativi di prestazioni.
La costituzionalizzazione dei LEP, tuttavia, implica la inevitabile “leale collaborazione” delle Regioni, cui la medesima Costituzione, proprio a seguito della Riforma del Titolo V, riconosce la potestà legislativa primaria in materia di servizi sociali e potestà legislativa concorrente in materia di tutela della salute. In quest’ottica, le Regioni devono orientare le proprie scelte organizzative e gestionali in ordine all’erogazione dei servizi sociali e socio-sanitari consapevoli che esse sono chiamate a contribuire all’effettività esigibilità dei livelli essenziali delle prestazioni.

Leggi: Welforum


 La nuova normalità: lavoro ibrido e tecnologia agile

Con la pandemia da Covid-19 il mondo del lavoro, nel nostro Paese, ha dovuto riorganizzarsi facendo ricorso, ove possibile, al lavoro da remoto. In ambito sanitario e sociosanitario, dove per molti lavoratori la presenza fisica sul luogo di lavoro e il contatto umano sono imprescindibili, si registra la più alta percentuale di denunce per infortunio e decesso a causa del virus. Le restrizioni legate al Covid-19, tuttavia, hanno portato a sviluppare forme innovative di assistenza sanitaria a distanza. – di Antonio Monteleone (Presidente AGeSPI Lombardia)
Al momento in cui scrivo, qui in Italia siamo nella fase definibile di sub picco pandemico. Non si registrano, infatti, le punte elevate d’incidenza del contagio ma la situazione è ondivaga e sicuramente non è ancora chiaramente riportabile a livelli di ordinarietà endemica. C’è però una sufficiente chiarezza per esaminare l’efficacia delle misure utilizzate e così aggiornare linee guida, protocolli e procedure e per impostare, nel corso del perdurante stress-test del Covid-19, nuovi modelli organizzativi. Benché – va certamente sottolineato! – con valutazioni e proposte in revisione costante alla luce dell’emergere di nuovi dati ed evidenze.
A me preme concentrarmi sulla costatazione che s’intendono mantenere diverse misure cautelative, di certo per molto tempo a venire e in certi ambiti sanitari e sociosanitari con alta probabilità permanentemente e quindi con la necessità di rivedere i classificatori tariffari di servizi e prestazioni. Tra tali misure, in caso di virus trasmissibili per via aerea, anche solo respirando oltre che con le micro-gocce espulse con tosse e starnuti, acquista speciale rilievo il mantenimento di distanze tra più individui che per ragioni diverse condividono contemporaneamente spazi vicini, in particolare nei luoghi ove si incontrano soggetti fragili. Questi sono da annoverare essenzialmente nelle fasce d’età più elevate (> 55 anni) nonché tra coloro che presentano comorbilità tali (ad es. patologie cardiovascolari, respiratorie, dismetaboliche e cerebro-degenerative) da essere esposti a maggiori rischi per la loro salute in caso di infezione sovrapposta (vedi ‘Circolare congiunta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute del 04/09/2020’).

Leggi: I Luoghi della Cura


 

 

 

 

 

#SpiegoneFisco. Domande e risposte per capire cosa si sta decidendo nella Legge di bilancio 2022 e qual è la posizione della CGIL

Cosa ha previsto il Governo sul fisco nella Legge di bilancio?
Un intervento finalizzato alla riduzione della “pressione fiscale sui fattori produttivi”, attraverso l’utilizzo di 8 miliardi di euro annui e destinato alla riduzione dell’IRPEF e dell’IRAP (Imposta regionale per le attività produttive).
C’è stato un confronto con il Governo sui temi fiscali?
No. Abbiamo avuto solo un incontro lo scorso 16 novembre, durante il quale ci è stato detto che si sarebbe aperto un confronto di merito sul fisco. Dopodiché il Governo ha lavorato con i partiti di maggioranza e il 29 novembre ci ha illustrato solo verbalmente la decisione senza nessuna volontà di modificarla. Per realizzare una riforma organica del sistema fiscale ci vogliono più risorse. L’intervento in Legge di Bilancio non è una riforma del fisco e non si può considerare nemmeno un primo passo della riforma prevista dalla Legge delega al Governo per la riforma fiscale, su cui peraltro CGIL, CISL e UIL si sono già espressi in modo molto critico.
Cosa hanno chiesto CGIL, CISL e UIL e perché?

Leggi: Cgil


NEWS:

martedì 14 dicembre 2021
Per un Nuovo Welfare scrive a Draghi : «Al Pnrr manca una visione innovativa»

Lettera aperta della rete di oltre cento associazioni, enti e personalità della società civile al Presidente del Consiglio affinché la messa in opera delle riforme e degli investimenti cambi davvero in meglio il nostro welfare e il nostro Paese
Siamo oltre cento, tra Associazioni, Enti e personalità della Società civile, della Chiesa, esperti sui temi della salute mentale, dell’integrazione sociosanitaria, della ricerca epidemiologica, dell’economia civile e dell’applicazione del “metodo Budget di Salute” per la produzione innovativa dei sistemi di welfare comunitario e generativo. A febbraio di quest’anno, come Rete Per un Nuovo Welfare avevamo scritto un accorato appello a Mario Draghi perché il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potesse contenere gli elementi, declinati in dieci punti, di un “nuovo welfare”, offrendo al Governo la nostra collaborazione.
Abbiamo scritto nuovamente a Draghi e al suo Governo per evidenziare le mancate risposte e le carenze del PNRR in tema di welfare: «Abbiamo apprezzato lo sforzo della Sua Presidenza di offrire nel documento “Italia Domani” una lettura molto attenta alle criticità strutturali del nostro Paese in materia di digital divide, di riconversione ecologica delle fonti di energia e dell’economia, del divario infrastrutturale tra Nord e Sud, di fondi per la ricerca e la povertà educativa, per la coesione sociale e per la sanità diffusa, all’interno delle sei missioni di “Italia domani”, ma non ci siamo ritrovati nelle visioni che sottendono alle riforme ed agli investimenti previsti per far fronte alla ripresa ed alla resilienza».

Leggi: Vita, 14/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
Dal primo gennaio oltre 100 mila famiglie sotto sfratto in Italia

L’allarme dei sindacati degli inquilini. Con la fine dell’anno via libera definitiva agli sfratti dopo il blocco per l’emergenza covid. “Occorre un piano di rigenerazione del patrimonio abitativo pubblico. Ma nel Pnrr non è previsto nulla”
Dal primo gennaio non ci sarà più alcuna ancora di salvezza per chi vive sotto sfratto. Oltre 100mila famiglie aspetteranno l’arrivo dell’ufficiale giudiziario. Il decreto mille proroghe aveva previsto tre “finestre” di sblocco degli sfratti: a luglio (per quelli pre pandemia e a settembre e fine dicembre per gli altri). “Siamo preoccupati anche perché c’è stata una ripresa delle richieste di sfratto, dopo il fermo per covid dei tribunali”, spiega Stefano Chiappelli, segretario nazionale del Sunia, che insieme a Sicet, Uniat e Unione Inquilini, ha tenuto una conferenza stampa a Roma per chiedere al Governo Draghi misure più efficaci per affrontare il problema casa. “Nel Pnrr non c’è alcun investimento sull’edilizia pubblica e sociale -aggiunge Chiappelli-. Ci sono circa 100mila domande di alloggi popolari inevase. Occorre un piano nazionale di rigenerazione del patrimonio abitativo pubblico. Permetterebbe di recuperare circa 500mila alloggi”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
Cronicità: liste di attesa in aumento con la pandemia. Un paziente su 5 rinuncia alle cure per i costi

Il Rapporto di Cittadinanzattiva. La pandemia ha avuto un impatto positivo sui servizi di telemedicina, sono però acuiti i problemi già evidenti. Un paziente su due (52,4%) ritiene aumentate le criticità, Il 40,5% dei cittadini dichiara che è più difficile effettuare una visita specialistica. Negative ma stabili le segnalazioni di ritardi negli interventi chirurgici, lo segnala 1 cittadino su 3. I caregiver chiedono più riconoscimenti e tutele
Un paziente su due dichiara che con la pandemia sono aumentate le criticità nell’accesso alla diagnosi e cura per la propria patologia. A subire rinvii e ritardi sono ancora le visite specialistiche e diagnostiche, in aumento le difficoltà ad attivare l’assistenza domiciliare integrata e a farsi riconoscere l’invalidità o handicap. Va meglio sul fronte della prevenzione, grazie al recupero di alcuni ritardi negli screening programmati e nelle vaccinazioni ordinarie. Dalla pandemia inoltre un impulso positivo alla telemedicina. Ed ancora: costi privati in aumento per un paziente su due e uno su cinque è stato costretto a rinunciare alle cure per motivi economici.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
Over 50 sempre più tecnologici, ma il divario digitale è ampio

L’associazione 50&Più e la Fondazione Leonardo hanno realizzato il volume “Ipotesi per il futuro degli anziani”. Da un’indagine contenuta nel libro, emerge che quasi l’85% degli ultracinquantenni possiede uno smartphone, oltre il 61% ha un pc, il 21% circa ha un tablet, circa il 40% utilizza un telefono cellulare senza Internet e l’8,4% utilizza uno smartwatch. Le proposte alla politica per ridurre il digital divide
“L’emergenza sanitaria che stiamo ancora vivendo ha amplificato la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie nella vita quotidiana di ognuno, incrementando il processo di adeguamento al digitale. Una situazione che ha fatto emergere criticità e sfide per la popolazione senior. Essa, infatti, risulta più in difficoltà nell’acquisizione di competenze digitali, nell’esercizio della tutela della privacy e dei propri diritti e nell’accesso alle tecnologie informatiche, ma è anche il segmento di popolazione maggiormente in crescita e destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale in termini sociali ed economici”. Ad affermarlo è l’associazione 50&Più, che con la Fondazione Leonardo ha realizzato il volume “Ipotesi per il futuro degli anziani. Tecnologie per l’autonomia, la salute e le connessioni sociali”, che fornisce un quadro della situazione odierna e degli scenari con cui la popolazione anziana dovrà confrontarsi nei prossimi anni.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


lunedì 13 dicembre 2021
La fotografia Enea: la povertà energetica torna a salire dopo il Covid e sfiora il 10%

Secondo il report, la percentuale di famiglie povere ha registrato un brusco aumento dopo la decisiva contrazione del 2019 – di Celestina Dominelli
Dopo la decisa contrazione osservata per il 2019, il tasso di povertà energetica torna a crescere tanto da allinearsi al livello del 2018 (8,7%). Ma, secondo assunzioni di sviluppo pessimistiche, la percentuale di famiglie povere energetiche potrebbe, al contrario, crescere di oltre un punto e mezzo rispetto al dato registrato nel 2019 (9,7%) raggiungendo il valore massimo negli ultimi 15 anni di osservazioni. Sono questi i numeri sulla povertà energetica contenuti nell’ultimo Rapporto Enea sull’efficienza energetica presentato nei giorni scorsi.
La curva della povertà energetica negli ultimi due anni
Secondo il documento che riprende i dati Istat per fotografare il fenomeno nel 2020: il numero di famiglie in povertà assoluta in Italia è cresciuto di oltre un punto percentuale tra il 2019 e il 2020, attestandosi al 7,7% del totale, pari a circa 5,6 milioni di individui. Tra le principali cause, si ritiene che abbia influito in maniera determinante l’impatto negativo che la pandemia di Covid-19 ha esercitato sugli equilibri economici generali e sulle condizioni di vita delle famiglie.

Leggi: Twnews, 13/12/2021


sabato 11 dicembre 2021
Legambiente: il Superbonus va migliorato, non ridimensionato e deve diventare strutturale per riduzione gas serra e sicurezza edilizia

“Il governo Draghi sul Superbonus sta sbagliando di grosso: fermi il suo ridimensionamento e lo corregga per portarlo avanti nel migliore dei modi. Il Superbonus è infatti, ad oggi, l’unica misura concreta messa in campo per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas climalteranti al 2030, che permette anche di contrastare il problema crescente della povertà energetica” -dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Quanto previsto dal Consiglio dei Ministri -aggiunge- è infatti, più che la trasformazione del 110% in una politica strutturale d’incentivo all’efficientamento energetico delle case dei cittadini, l’annuncio della fine della stessa al 2023”. L’attuale normativa è suo avviso “una misura tutt’altro che perfetta e andrebbe modificata in alcune parti”. Legambiente chiede al governo di riordinare l’intera materia con la produzione di Norme Tecniche specifiche che “possano trasformare l’attuale politica di sostegno al settore delle costruzioni nel principale intervento per la riduzione dei gas climalteranti e di messa in sicurezza del fragile patrimonio edilizio del nostro Paese”.

Leggi: News110, 11/12/2021


Un miliardo contro il caro-bollette

Le risorse per ridurre il rincaro delle bollette verranno da un fondo che potrà arrivare a 3,8 miliardi. Il forte rialzo dei prezzi dei beni energetici ha già spinto il governo a intervenire con uno stanziamento di 2 miliardi nella legge di Bilancio, risorse che nelle prossime ore verranno ulteriormente aumentate, portando così il totale del fondo utilizzato anche per mitigare gli effetti del rincaro di gas e luce a quota 3,8 miliardi (quasi la metà di quanto stanziato per ridurre le tasse).
L’intento del governo è rimarcare la connotazione espansiva della manovra, il quadro, del resto, è quello tratteggiato dal premier Mario Draghi, ricordando i benefici del Pnrr. «Abbiamo avviato il Next Generation Eu. Nei prossimi cinque anni, l’Italia spenderà in totale più di 235 miliardi per raggiungere questi obiettivi. Intendiamo promuovere le energie rinnovabili, rinnovare il sistema dei trasporti, costruire servizi migliori per i cittadini italiani dalla sanità alla scuola». Una serie di proponimenti condivisi dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, durante un intervento dedicato all’integrazione dei temi ambientali e climatici nella nuova Politica Agricola dell’Ue. «Nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, l’attuazione delle politiche di settore richiede una regia di sistema e una visione ampia, a garanzia — osserva il presidente — dell’efficacia delle misure per una ripartenza strutturale, solida e lungimirante, attenta al benessere dell’uomo e del pianeta».

Leggi: Corriere della Sera, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Città Metropolitane, in arrivo 2,7 miliardi di euro per la rigenerazione urbana

Entro il 7 marzo 2022 i Piani Urbani Integrati per la trasformazione di territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili
Il Ministero dell’Interno dà il via ai Piani Urbani Integrati, la misura da oltre 2,7 miliardi di euro finalizzata al miglioramento di aree urbane degradate e per la rigenerazione e rivitalizzazione economica delle Città Metropolitane.
La misura, che copre il periodo 2022-2026, è prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ‘Piani Integrati – M5C2 – Investimento 2.2’, ed è disciplinata dal DL 152/2021 di attuazione del PNRR.
Con il DM del 6 dicembre 2021, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato approvato il modello con il quale le Città Metropolitane potranno presentare i propri progetti per interventi di valore minimo di 50 milioni di euro.
I progetti dovranno riguardare investimenti volti al miglioramento di ampie aree urbane degradate, per la rigenerazione e rivitalizzazione economica, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi alla persona e alla riqualificazione dell’accessibilità e delle infrastrutture.

Leggi: Edilportale, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Casa della Comunità. Cgil: “Per farla funzionare serve obbligo presenza dei medici di famiglia e favorire loro passaggio a dipendenza”

Il sindacato analizza il documento sulla riforma della sanità territoriale messo a punto da Agenas evidenziando che “non rappresenta una Riforma compiuta”. E poi chiede che gli standard sia uniformi e validi su tutto il Paese per “evitare fughe autonomiste”. E sulle Case della Comunità: “Non è accettabile un modello differenziato a seconda delle soluzioni adottate nelle singole regioni in forza degli accordi con i Mmg”. IL DOCUMENTO CGIL
Il documento messo a punto da Agenas “non rappresenta una Riforma compiuta dell’Assistenza socio sanitaria territoriale”. È questa una delle premesse che fa la Cgil nelle sue osservazioni alla bozza di riforma su cui lo scorso mese ci sono stati degli incontri con Agenas e Ministero della Salute.
Per il sindacato nel documento “non sono trattate componenti importanti del complesso sistema di servizi e attività previsti nei LEA distrettuali (e della Prevenzione), le questioni riferite al personale sono in gran parte da sviluppare o lasciate in sospeso (si pensi al ruolo dei Medici di Medicina Generale), sono appena accennate connessioni esplicite con le riforme e gli investimenti della Missione 5C2, in specie sulla non autosufficienza, non viene affrontato adeguatamente il rapporto tra questo intervento e il DM 70/2015 su standard e requisiti della rete ospedaliera”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Lavoro domestico e salario minimo, “per le famiglie aumento ingestibile dei costi”

L’Associazione Domina ha analizzato l’impatto dell’assistenza familiare sul bilancio familiare di un pensionato o di una famiglia italiana tipo: l’introduzione del salario minimo aumenterebbe i costi annui del +41,1% nei casi di utilizzo solo per 25 ore a settimana, fino ad un +91,5% nel caso di 54 ore settimanali con convivenza. “Il rischio è alimentare il lavoro nero”
“Nelle ultime settimane è tornato al centro del dibattito il tema del salario minimo, visto favorevolmente dal Parlamento Europeo. A livello europeo, in effetti, in molti Paesi è previsto un minimo salariale orario, mentre in altre realtà (tra cui l’Italia) la tutela dei lavoratori è garantita dai Contratti collettivi”. Secondo l’Associazione Domina (Associazione nazionale famiglie dei datori di lavoro domestico), tuttavia, l’introduzione di un salario minimo “renderebbe ancora più gravoso il peso dell’assistenza alle famiglie, rendendo di fatto ancora più appetibile il ricorso al lavoro nero”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
Case della Comunità. Ogni medico di famiglia dovrà andarci 2 ore a settimana. Serviranno anche 30 mila infermieri e 10 mila unità di supporto. Ecco i nuovi standard

Quasi pronti i nuovi standard per le nuove strutture territoriali previste dal Pnrr che oltre alle Case della Comunità prevedono le Usca, gli Ospedali di comunità e le Centrali operative territoriali. Per i medici di famiglia si va verso un modello ad ore, mentre per infermieri e personale amministrativo e tecnico di supporto vi sarà la dipendenza. In manovra prevista la possibilità di allentare i tetti di spesa fino a 1 mld nel 2026.
Ogni medico di famiglia dovrà andare a lavorare per 2 ore a settimana nelle Case della Comunità. Inoltre per le 1.350 strutture Hub (circa 1 ogni 40-50 mila abitanti) il fabbisogno di infermieri di famiglia è stimato in 20-30 mila unità e serviranno poi circa 10.000 unità di personale amministrativo e tecnico per far marciare la macchina e deburocratizzare il lavoro del personale sanitario.
E poi ad ogni Casa della Comunità afferiranno 10-15 studi dei medici di famiglia.
Sono questi gli standard che entreranno nella riforma dell’assistenza territoriale su cui sta lavorando Agenas e che il suo direttore generale Domenico Mantoan ha messo nero su bianco in alcune slide presentate recentemente al Forum Risk Management.
Il documento finale è ormai quasi pronto e presto potrebbe essere inviato alle Regioni anche per dar loro modo di accendere i motori della riforma e iniziare nella stesura dei piani la cui dead line ultima è fissata per la fine di maggio del 2022.
Ma se il Pnrr prevede 2 mld per la costruzione delle strutture, per il personale aggiuntivo, che servirà per il funzionamento delle Case della Comunità, nella Manovra è stata predisposta una norma che allenta i vincoli di spesa e che consentirà nuove assunzioni e anche il pagamento delle ore aggiuntive per i Mmg per cui sembra quindi tramontare (per ora) l’ipotesi della dipendenza.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
PNRR Missione Salute: “Modelli e standard assistenza territoriale”. Le osservazioni CGIL

Il gruppo di lavoro Stato Regioni coordinato da Agenas ha presentato il documento finalizzato all’approvazione, dopo Intesa Stato Regioni, di un Decreto Ministeriale che prevede “la definizione di un nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza sanitaria territoriale attraverso la definizione di un quadro normativo che identifichi gli standard strutturali, tecnologici e organizzativi in tutte le regioni”. Si tratta della Riforma dell’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale prevista dalla Missione 6 Componente1 (M6C1) del PNRR, con entrata in vigore entro il 30 giugno 2022 (vedi: DM MEF 6.8.2021).
Sul documento si sono svolti tre incontro tecnici (21 ottobre, 5 e 15 novembre 2021) tra i rappresentanti del Ministero della Salute (Stefano Lorusso, Massimo Paolucci), di AGENAS (Domenico Mantoan) e di CGIL, CISL, UIL.
La CGIL ha presentato un documento di Osservazioni.

Leggi: Cgil, 09/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
SOS emergenza casa. Intervista di Collettiva a Stefano Chiappelli, Segretario Generale del SUNIA

A lanciare l’allarme è il sindacato degli inquilini Sunia, che per rafforzare presenza e servizi tiene a Rimini l’assemblea organizzativa “I diritti, l’abitare, il territorio”. “Guardiamo al domani – spiega il segretario generale Chiappelli – per rappresentare al meglio le istanze delle persone”
In Italia una famiglia su quattro non riesce a pagare l’affitto. Quelle più fortunate, che si sono accollate un mutuo per comprare un alloggio, non stanno meglio: hanno accumulato 15 miliardi e 600 mila euro di rate non pagate. Le ultime rilevazioni dicono che sono state pignorate 160 mila case, mentre sul fronte locazione nel 2020 sono stati convalidati 32.536 sfratti (di cui poco più di 28 mila per morosità) e sono state richieste 22.841 esecuzioni: di queste, 5.270 sono state eseguite, nonostante la sospensione prevista per legge.
Nel nostro Paese c’è un’emergenza abitativa che riceve poca attenzione da parte di governo e Parlamento, nonostante i numeri siano allarmanti. Stando ai dati del ministero dell’Interno, con la ripresa delle esecuzioni scattata a luglio, sommando le richieste pendenti per i periodi precedenti al Covid, sono oltre 100 mila le famiglie a rischio di estromissione dall’alloggio. A questo si aggiunga che gli anni scorsi avevano visto una netta e progressiva diminuzione delle risorse previste per le misure di sostegno agli affitti e alla morosità incolpevole.

Leggi: Sunia, 09/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
Maggiore attenzione per la malattia di Alzheimer

I trattamenti hanno maggior efficacia se iniziati nelle fasi iniziali, per questo è cruciale una diagnosi precoce. Per ottenere questo risultato è necessario serve un’omogeneizzazione a livello nazionale del percorso diagnostico-assistenziale
A causa dell’invecchiamento della popolazione, la malattia di Alzheimer rappresenta una patologia in continuo aumento che grava pesantemente sui sistemi socio-sanitari. Attualmente circa 600 mila persone ne sono affette in Italia, numero destinato ad aumentare fin oltre il milione e mezzo entro il 2040. Il meccanismo alla base della malattia è multifattoriale ed è innescato dalla deposizione della proteina amiloide nel cervello. Negli ultimi 20 anni la ricerca si è concentrata sullo sviluppo di farmaci per rimuovere i depositi cerebrali di amiloide. Nell’estate del 2021 è stato approvato da parte dell’americana Fda il primo di questi farmaci, aprendo nuove prospettive per il trattamento della malattia. L’esperienza accumulata nel corso degli studi clinici ha evidenziato che . L’identificazione di centri di riferimento per la diagnosi precoce, per la prescrizione delle terapie e per il monitoraggio dei possibili effetti collaterali è oggi uno dei principali aspetti del necessario riassetto del processo di valutazione clinica. Maggior consapevolezza, migliore formazione per i medici di medicina generale e presa in carico multidisciplinare (con il coinvolgimento di neurologi, geriatri, neuropsichiatri, neuroradiologi, medici nucleari, infermieri e fisioterapisti) sono ulteriori aspetti centrali nell’affrontare quella che molto probabilmente sarà una sfida sanitaria del XXI secolo.

Leggi: Corriere della Sera, 09/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
Case, la stretta Ue: divieto di vendita o affitto (dal 2030) se consumano troppa energia

Il raggiungimento della neutralità climatica nel 2050 e l’obiettivo intermedio del taglio del 55% delle emissioni di CO2 nel 2030 passano anche dalla riqualificazione energetica degli edifici, con nuovi standard che saranno proposti il 14 dicembre dalla Commissione Ue nella revisione della direttiva sul Rendimento energetico dell’edilizia (Energy performance building directive, Epbd) che interessa gli edifici pubblici e privati. La nuova certificazione, come era stato anticipato dal Messaggero, diventa più stringente e sarà obbligatoria per gli edifici da costruire, da ristrutturare, in caso di vendita o di rinnovo dell’affitto. Vediamo nel dettaglio cosa cambia secondo l’ultima bozza — oltre 70 pagine — visionata dal Corriere, che deve però passare al vaglio ancora di due riunioni (giovedì c’è la discussione tra i gabinetti e lunedì quella dei capi di gabinetto) prima di arrivare sul tavolo del Collegio dei commissari il 14 dicembre per la sua adozione. Quindi sono ancora possibili cambiamenti. Il nuovo articolo 9, che stabilisce gli standard di rendimento degli edifici, prevede al comma 1 l’obbligo per gli Stati membri di assicurare che dal 2027 gli edifici pubblici appartengano alla classe F (quindi niente più G che è la peggiore) e dal 2030 dovranno salire di una altro gradino alla classe E. Gli edifici residenziali, case e appartamenti, dovranno rientrare almeno nella classe F dal primo gennaio 2030 e salire almeno alla classe E dal 2033.

Leggi: Corriere della Sera, 09/12/2021


DALLE REGIONI:

martedì 14 dicembre 2021
Spid per gli anziani, continua la campagna della Regione Toscana

La campagna si propone di fornire a coloro che hanno meno familiarità con i computer lo Spid, cioè l’identità digitale per accedere ai servizi della Pubblica amministrazione
Continua la campagna di aiuto per gli over 65, “Connessi in buona compagnia” promossa dalla Regione Toscana per facilitare l’alfabetizzazione digitale della popolazione più anziana. Sabato 18 dicembre sono in programma aperture straordinarie delle Botteghe della salute per accogliere gli utenti. A Follonica dalle 9 alle 14 il servizio è attivo presso il Municipio in via Roma 47. A San Marcello-Piteglio, dalle 9 alle 11, funzionerà la Bottega della salute mobile presso la Pubblica assistenza Maresca, in via Borgo Freddo 40. A Massa Marittima, dalle 9 alle 14, la bottega sarà aperta presso l’ufficio comunale di Nicoletta, in via della Miniera 2. La campagna vede la partecipazione e il sostegno di Anci Toscana, delle Botteghe della salute e delle associazioni dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. Gli interessati possono recarsi anche presso tutte le 72 Botteghe della salute attive in Toscana, generalmente aperte dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
La Basilicata quarta per l’assistenza domiciliare integrata over 65

“Avviare il potenziamento della medicina territoriale già dal 2022”. È quanto dichiara l’assessore regionale alla Salute e alle politiche sociali Rocco Leone, commentando i dati pubblicati sul Corriere della Sera che vedono la Basilicata al quarto posto in Italia per assistenza domiciliare integrata rispetto al totale degli over 65 nel 2020
“Serve avviare, già dal 2022, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e la riorganizzazione della medicina territoriale inserendo la questione tra i punti chiave della riforma dell’assistenza alla non autosufficienza prevista dal Pnrr. In Basilicata siamo sulla strada giusta”. È quanto dichiara l’assessore regionale alla Salute e alle politiche sociali Rocco Leone, commentando i dati pubblicati sul Corriere della Sera che vedono la Basilicata al quarto posto in Italia per assistenza domiciliare integrata rispetto al totale degli over 65 nel 2020.
“La Regione – ha aggiunto – condivide gli obiettivi della proposta sull’assistenza domiciliare, formulata dalle principali organizzazioni impegnate nella tutela dell’anziano. Si tratta di una proposta che centra in pieno gli obiettivi della riforma nazionale dell’assistenza agli anziani non autosufficienti prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Le cure domiciliari alla popolazione della città di Torino – L’analisi della prassi per una nuova progettualità

L’assistenza domiciliare integrata (ADI) di titolarità delle Aziende Sanitarie, è stata istituita dal Progetto Obiettivo “Tutela della salute degli anziani 1991-1995” del 1992 ed è attiva da metà degli anni ’90. Presente in tutte le ASL, consiste in un insieme multidisciplinare di servizi medici, infermieristici e riabilitativi che offrono continuità assistenziale a soggetti non autosufficienti o fragili di ogni età, affetti da patologie varie, perlopiù cronico-evolutive (Tidoli, 2021).
Fin dal Piano Sanitario Nazionale 1998-2000, l’assistenza domiciliare integrata (ADI) è stata considerata uno dei servizi fondamentali della rete di assistenza per l’anziano fragile. Tuttavia l’ADI non è rivolta solo a persone anziane, affette da patologie croniche, non autosufficienti, ma anche e appropriatamente, a persone con patologie o condizioni in fase di risoluzione come ad esempio: dimessi dall’ospedale dopo intervento chirurgico ma necessitanti di temporaneo supporto medico, infermieristico, riabilitativo erogabili a domicilio.
L’Art. 22 del DPCM 12 gennaio 2017 che definisce e aggiorna i livelli essenziali di assistenza (LEA) prevede una suddivisione delle cure domiciliari per livelli di complessità assistenziale:
• di base, caratterizzate da prestazioni con basso coefficiente d’intensità assistenziale (CIA) fino a 0,14
• integrate (ADI) di I^ livello, caratterizzato da un Coefficiente d’intensità assistenziale (CIA) da 0,14 a 0,30
• integrate (ADI) di II^ livello (CIA tra 0,31-0,50)
• integrate (ADI) di III^ livello (CIA > 0,50)

Leggi: Welforum, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
La polizia spiega agli anziani come difendersi dalle truffe

Prendono il via oggi alle 16.30 nell’aula magna dell’Auser Tintoretto a Sassari, gli incontri organizzati dal Gruppo di volontariato e protezione civile dell’Associazione nazionale della polizia di Stato – sezione di Sassari, guidata dal presidente Pietro Sortino. Incontri rivolti agli anziani per aiutarli a difendersi dalle truffe, essendo loro i soggetti più esposti a questi atti di delinquenza. Un gruppo quello della polizia che opera nel campo del volontariato, con particolare riguardo alla promozione e tutela dei diritti umani, civili e sociali, al superamento dell’emarginazione attraverso la prevenzione e rimozione di situazioni di bisogno.
La conferenza in programma all’Auser avrà come tema “Aiutateci ad Aiutarvi” , oggi in particolare l’evento verrà coinvolti gli anziani della zona Monte Rosello e Sacro Cuore, per poi coinvolgere nei prossimi incontri anche gli anziani delle altre zone della città.

Leggi: La Nuova Sardegna, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Bari, al via il piano operativo a tutela di anziani e fragili

Lo sportello psicologico per gestire l’isolamento sociale dei cittadini con più di 65 anni, il pony della solidarietà, il monitoraggio telefonico e un numero verde. Sono gli interventi dedicati agli anziani che risiedono a Bari e inseriti nel piano operativo attivo da oggi e in vigore fino al 15 marzo
Lo sportello psicologico per over 65 per gestire l’isolamento sociale dei cittadini con più di 65 anni, il pony della solidarietà per l’acquisto e la consegna di alimenti, farmaci e beni di prima necessità e il conferimento dei rifiuti, il monitoraggio telefonico e un numero verde per l’ascolto. Sono gli interventi dedicati agli anziani che risiedono a Bari e inseriti nel piano operativo a contrasto e a tutela degli anziani e delle persone fragili, attivo da oggi e in vigore fino al 15 marzo prossimo. Il programma prevede anche un welfare itinerante con un camper che effettua soste nei luoghi dove gravitano abitualmente persone senza dimora e negli spazi di maggior aggregazione giovanile. Ai soggetti più fragili, in condizioni di povertà estrema e a rischio emarginazione, viene offerto sostegno psico-sociale e orientamento ai servizi socio-sanitari del territorio, mentre ai più giovani, che si ritrovano nelle piazze o in prossimità dei locali della movida barese, informazioni e ascolto sul tema delle dipendenze patologiche.

Leggi: Redattore Sociale, 10/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
La Spezia, arriva la “Bibliotechina di quartiere”

Apre a La Spezia, in via Parma 24, la nuova ‘Bibliotechina di quartiere’. L’iniziativa è di Ausercultura e di Montag Il Circolo dei Lettori. Si tratta di un dono che Auser ha voluto fare al quartiere di Mazzetta, un servizio gratuito, aperto a tutti senza iscrizione. E chi fosse impossibilitato ad andare in sede perché molto anziano, malato o disabile, riceverà il libro a casa telefonando allo 0187 513108. Oltre al prestito funzionerà anche la ‘cassetta scambialibro’ di Montag: chiunque può prendere un libro dalla cassetta che diventerà suo lasciandone in cambio uno proprio.

Leggi: Auser, 09/12/2021


IN AGENDA:

Pensioni. Il Governo convoca Cgil, Cisl e Uil il 20 dicembre

Il governo ha convocato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil per lunedì 20 dicembre. Sul tavolo dell’incontro, che alle 15,30 dovrebbe esserci, a quanto si apprende da fonti sindacali, la riforma delle pensioni.

Leggi: Redattore Sociale


8-2-2022 – “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

I caregivers familiari in Italia: intervista a Loredana Ligabue

La pandemia ha aumentato il carico assistenziale che grava sugli oltre 7 milioni di caregivers familiari presenti in Italia. Al maggior impegno nell’assistenza si è aggiunto un ampliamento delle azioni di cura richieste, che coinvolgono sempre più anche giovani e giovanissimi caregivers. Loredana Ligabue propone una visione complessiva del sistema dei caregivers familiari in Italia evidenziando il processo di riconoscimento di tale figura da parte di alcuni regioni e offrendo spunti di riflessione per una riforma della domiciliarità che possa concretamente supportare le famiglie e gli anziani.
di Loredana Ligabue (Segretaria della Associazione CARER APS e responsabile delle attività a sostegno del caregiver familiari di Anziani e non solo scs)
A cura di: Veruska Menghini, Assistente sociale specialista, collabora con il Network Non Autosufficienza
Chi sono i caregivers in Italia oggi?
La risposta a questa domanda risulta essere particolarmente complessa. Come è noto infatti non sono disponibili indagini e valutazioni sistematizzate e continuative, a livello nazionale, sul dimensionamento di questo fenomeno.
Alcuni dati significativi sono disponibili da un recente studio condotto da Eurocarers in collaborazione con l’INRCA e con il supporto della Commissione Europea che ha analizzato l’impatto della pandemia sui caregivers familiari. Le informazioni emerse da questo studio, intrecciate con i dati disponibili da altre fonti quale, ad esempio, il Rapporto dell’Unione Europea sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari, nello specifico in relazione all’aiuto dato a salute, invecchiamento e patologie degenerative e i dati ISTAT inerenti la conciliazione del lavoro di cura tra lavoro e famiglia, fanno emergere una dimensione enorme del fenomeno in Italia, situazione che si dimostra non particolarmente distante da quanto rilevato negli altri paesi europei.
Il 14% della popolazione italiana è impegnato in attività di cura nei confronti di un familiare fragile e, dentro questo dato, emerge una presenza, nuova e rilevante, di giovani adulti, giovani e giovanissimi caregivers che si aggiungono ai caregivers in età lavorativa e ai caregivers anziani nel percorso di assistenza a lungo termine. L’esperienza del caregiving familiare coinvolge sempre più, in modo trasversale, le diverse fasce generazionali, incidendo profondamente sulla vita delle persone, una vita che si collega ad una propria progettualità, alla costruzione di un proprio nucleo familiare, all’attività lavorativa e alla vita sociale. In valori assoluti sono oltre 7 milioni gli italiani che prestano attività di cura a lungo termine e molti di essi – oltre 2 milioni – risultano avere un impegno particolarmente rilevante che supera pesantemente le 20 ore settimanali (di questi il 25% coinvolge caregivers familiari anziani).

Leggi: I Luoghi della Cura


Nuove fragilità e buone pratiche di innovazione sociale 

Presentate da Intesa Sanpaolo le ricerche sulla solidarietà post Covid-19 (Ipsos), sulla situazione socio-economica del Paese (Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo) e “I Colori dell’Inclusione. Valorizzazione del sociale”, documento che supporta la programmazione delle iniziative sociali della banca
L’Italia è tra i Paesi europei con le più elevate disuguaglianze. Nel 2020 ha subito il calo più elevato nel tasso di attività femminile (persi quasi 2 punti a fronte di una sostanziale stabilità nella media Ue), mentre il 23% dei giovani tra i 15 e i 29 anni è Neet (Neither in Education nor in Employment or Training). Inoltre è fondamentale favorire incontro domanda – offerta di lavoro: a novembre 2021 erano attesi 464.950 ingressi nel mondo del lavoro, di cui il 39% di difficile reperimento.
Sono questi alcuni dei dati dello scenario in cui si inserisce la presentazione, nel corso dell’evento “I Colori dell’Inclusione”, della ricerca Ipsos sulla solidarietà post-Covid, le analisi del Chief economist Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice sulla situazione socio-economica del Paese e il documento “I Colori dell’Inclusione” che nasce in Intesa Sanpaolo con lo scopo di individuare i trend su cui innestare ed orientare le iniziative della Banca in coerenza con il cambiamento sociale in atto nel Paese.

Leggi: Vita


Tridico: dividere la spesa assistenziale da quella previdenziale per trasparenza

“Dividere la spesa assistenziale da quella previdenziale è un obiettivo di trasparenza e razionalizzazione che perseguiamo da tempo. È al lavoro anche una Commissione ministeriale”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nell’ambito della prima riunione di insediamento del nuovo Consiglio Nazionale di Federmanager
“Dividere la spesa assistenziale da quella previdenziale è un obiettivo di trasparenza e razionalizzazione che perseguiamo da tempo. È al lavoro anche una Commissione ministeriale per accelerare l’adozione di tutti i meccanismi necessari a dare evidenza ad una più decisa separazione fra le due principali voci di spesa dell’Inps”. Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico lo ha detto nell’ambito della prima riunione di insediamento del nuovo Consiglio Nazionale di Federmanager, presieduta da Stefano Cuzzilla.
Tridico ha riconosciuto “il ruolo cruciale” dei manager, spiega una nota: “In questa complessa fase è doveroso ringraziare i manager, pubblici e privati, per aver dimostrato senso di responsabilità, grande competenza e tenacia nel contribuire ad accompagnare il Paese fuori dalla crisi- ha detto- L’Italia ha messo in atto strategie efficaci che hanno smentito pregiudizi infondati con dati inoppugnabili.”

Leggi: Redattore Sociale


Italia, nuovo record minimo delle nascite: 405 mila. Il Covid pesa sulla recessione demografica

I dati del Censimento Istat:. Il deficit di nascite rispetto ai decessi “è tutto dovuto alla popolazione di cittadinanza italiana (-386 mila), mentre per la popolazione straniera il saldo naturale resta ampiamente positivo (+50.584)”. Nel 2020 in Italia 59,2 milioni di residenti (-0,7%). Quasi 3 comuni su 4 perdono popolazione rispetto al 2019. Si accentua l’invecchiamento
persone che camminano
Nuovo record minimo delle nascite a quota 405 mila. Lo rileva l’Istat nel Censimento della popolazione residente e dinamica demografica Anno 2020.
La geografia delle nascite mostra un calo generalizzato in tutte le ripartizioni, più accentuato al Nord-ovest (-4,3%) e al Sud (-3,8%), rileva l’Istat. I tassi di natalità pongono la provincia autonoma di Bolzano al primo posto con 9,7 nati per mille abitanti e la Sardegna all’ultimo con il 5,2 per mille.
Mentre le ragioni della denatalità “vanno ricercate soprattutto nei fattori che hanno contribuito alla tendenza negativa dell’ultimo decennio (progressiva riduzione della popolazione in età feconda, posticipazione e clima di incertezza per il futuro”), il quadro demografico italiano “ha subito un profondo cambiamento a causa dell’eccesso di decessi direttamente o indirettamente riferibili alla pandemia da Covid-19”, precisa l’Istat

Leggi: Redattore Sociale


 

 

 

 

 

Insieme per la giustizia. CGIL e UIL proclamano 8 ore di sciopero generale per giovedì 16 dicembre con manifestazione nazionale a Roma

La Cgil, e la Uil hanno riunito i propri singoli organismi statutari per una valutazione sulla manovra economica varata dal Governo.
Pur apprezzando lo sforzo e l’impegno del Premier Draghi e del suo Esecutivo, la manovra è stata considerata insoddisfacente da entrambe le Organizzazioni sindacali, in particolare sul fronte del fisco, delle pensioni, della scuola, delle politiche industriali e del contrasto alle delocalizzazioni, del contrasto alla precarietà del lavoro soprattutto dei giovani e delle donne, della non autosufficienza, tanto più alla luce delle risorse, disponibili in questa fase, che avrebbero consentito una più efficace redistribuzione della ricchezza, per ridurre le diseguaglianze e per generare uno sviluppo equilibrato e strutturale e un’occupazione stabile.

Leggi: Cgil


Decreto Fiscale, Forum Terzo settore: “Introdotto l’obbligo del regime Iva per le associazioni. Un duro colpo al volontariato

In sede di conversione del DL fiscale al Senato è stato approvato un emendamento che impone alle associazioni, dal 1 gennaio 2022, di essere assoggettate al regime IVA, pur non svolgendo alcuna attività commerciale.
Il provvedimento prevede il passaggio da un regime di esclusione Iva, ad un regime di esenzione per i servizi prestati e i beni ceduti dagli enti nei confronti dei propri soci. Sembra una piccola variazione, neutra economicamente, ma che invece comporta i costi di tenuta della contabilità IVA, oneri e ulteriori adempimenti burocratici.
Già oggi il Terzo settore sta affrontando il delicato passaggio di entrata in vigore del Registro Unico del Terzo settore, con tutte le problematiche conseguenti. L’introduzione di questo ulteriore adempimento è peraltro disallineato con la normativa oggi in vigore e produrrà disorientamento e sfiducia negli enti, soprattutto quelli più piccoli.

Leggi: Auser


Anziani. Pantaleo (Auser): “Dobbiamo accantonare la logica che la vecchiaia sia l’età dello scarto”

In una società consumista come la nostra c’è posto per gli anziani? Se, da un lato, si parla sempre di più di invecchiamento attivo, dall’altro, cresce il numero degli anziani non autosufficienti. In Italia sono oggi 2milioni e 996mila, un numero destinato a crescere nel futuro, ma i servizi sono a macchia di leopardo. In più il Covid ha colpito duramente le persone più avanti negli anni, che hanno pagato un prezzo altissimo in termini di morti e di tanta solitudine. Con il neo presidente dell’Auser, Domenico Pantaleo, riflettiamo sulla situazione degli anziani nel nostro Paese e sul ruolo dell’Associazione che guida.
Quali sono le sfide che aspettano l’Auser?
L’Auser, con le sue 1.516 sedi e con gli oltre 42.000 volontari, deve continuare a svolgere la sua funzione solidaristica contribuendo attivamente all’inclusione sociale. Nell’ultimo anno e mezzo la pandemia non ci ha fermato e abbiamo intensificato tutte le attività di prossimità, mantenendo aperte tutte le nostre sedi. Le persone assistite sono state 395.100. Continuiamo a vivere una stagione difficile con il Covid 19 che ancora imperversa.

Leggi: Agensir


NEWS:

lunedì 6 dicembre 2021
Anziani e tecnologia. Il progetto del sindacato pensionati Cgil entra nella fase due

Sociotechlab è il progetto dello Spi Cgil nato dalla collaborazione con la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa pensato per raggiungere due obiettivi: conoscere i reali bisogni delle persone anziane e mettere in campo progetti ingegneristici per produrre prototipi di accompagnamento tecnologico per le persone più fragili.
Il progetto, partito pochi mesi fa, ora è entrato in una nuova fase, quella di indagine e studio della popolazione anziana. L’idea è partire dai bisogni reali per immaginare soluzioni adatte a chi vive quotidianamente situazioni di fragilità.
Ma vediamo di cosa si tratta nello specifico. Ce lo spiega Susanna Felicetti, coordinatrice del progetto per lo Spi Cgil: “Siamo entrati nella fase due del progetto. Abbiamo elaborato un questionario per gli anziani, soprattutto per quelli che vivono nelle aree interne”. L’idea è quella di mappare i bisogni reali e anche le competenze tecnologiche degli anziani.
“Tanti strumenti, pensiamo anche ai salvavita di noti marchi italiani, erano pensati con le migliori intenzioni ma all’atto pratico non venivano utilizzati dagli anziani. Troppo complessi o di difficile utilizzo. Per questo è importante partire dai bisogni concreti e le reali capacità delle persone anziane”, prosegue Felicetti.

Leggi: Liberetà, 06/12/2021


lunedì 6 dicembre 2021
Pubblicato il dodicesimo rapporto CGIL sulla contrattazione sociale territoriale

Di recente, è stato pubblicato il “Dodicesimo rapporto sulla contrattazione sociale territoriale” che riguarda il primo anno della pandemia. Riteniamo utile diffonderlo per le interessanti chiavi di lettura che propone. Le due introduzioni (Rossana Dettori e Lorenzo Mazzoli) mettono in risalto l’importanza del fatto che malgrado il lockdown si sia effettuata anche nel 2020 la contrattazione sociale e che non ha riguardato solo temi di emergenza ma anche un primo tentativo (da verificare nel 2021) di tener conto delle fragilità del tessuto urbano e sociale (povertà, anzianità, solitudine) che la pandemia ha reso più visibili. A partire dal sistema dell’assistenza sanitaria e non solo. Nel venire meno delle relazioni fra persone, nella necessità di introdurre criteri di prossimità nell’erogazione dei servizi (di assistenza, di trasporto, di distribuzione, ecc.).

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 06/12/2021


venerdì 3 dicembre 2021
NO AGLI AUMENTI DELLA BOLLETTA ELETTRICA. Il Governo deve intervenire eliminando oneri che non possono ricadere sulle famiglie.

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, Segretario Generale SUNIA
Le famiglie italiane pagano l’energia elettrica a costi maggiori per consentire alle imprese di avere un costo ridotto; inoltre l’attuale sistema invoglia le famiglie a consumare di più per pagare meno.
Il SUNIA ritiene che sia arrivato il momento di mettere mano alla composizione dei costi delle varie voci della bolletta dell’energia elettrica ove oltre il 50% sono imposte o oneri impropri.
Vi sono le condizioni favorevoli, con risorse disponibili, per la ricalibratura della bolletta che tenga conto della situazione attuale e dell’aumento complessivo dei costi di gestione delle abitazioni (acqua, luce, gas, ecc.).
Con il pagamento della bolletta energetica vengono versati circa 8 milioni di euro al giorno in fondi che non vengono utilizzati completamente: attualmente vi sono circa 14 miliardi non utilizzati.
Il SUNIA invita il Governo ed il Parlamento ad uscire dai proclami, a recepire le istanze delle famiglie, già nella attuale manovra di bilancio del 2022, per affrontare il problema del caro bollette e ad utilizzare anche le risorse accantonate, 14 miliardi di euro, per ridurre il costo delle bollette energetiche di tutte le abitazioni principali, a favore degli inquilini e dei proprietari diretti del proprio alloggio, aiutando le famiglie in difficoltà economica e riducendo gli oneri generali di sistema.

Leggi: Sunia, 03/12/2021


venerdì 3 dicembre 2021
Giovani critici verso gli anziani, donne in difficoltà con il lavoro. Ma si riscopre la solidarietà

Rapporto Censis. La popolazione complessiva diminuisce anno dopo anno: 906.146 persone in meno tra il 2015 e il 2020. Rispetto alle intenzioni pre-Covid, la grande maggioranza delle famiglie che stavano pensando di avere un figlio ha deciso di rinviare (55,3%) o di rinunciare definitivamente al progetto genitoriale (11,1%). Durante la pandemia 421 mila donne hanno perso o non hanno trovato lavoro
L’Italia affronta la grande sfida della ripresa post-pandemia con una grave debolezza: la scarsità di risorse umane su cui fare leva. Il primo fattore critico è l’inverno demografico. A sottilinearlo ancora una volta è il Censis, che oggi ha presentato il suo 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese.
Tra il 2015 e il 2020 si è verificata una contrazione del 16,8% delle nascite. Nel 2020 il numero di nati ogni 1.000 abitanti è sceso per la prima volta sotto la soglia dei 7 (6,8), il valore più basso di tutti i Paesi dell’Unione europea (media Ue: 9,1). La popolazione complessiva diminuisce anno dopo anno: 906.146 persone in meno tra il 2015 e il 2020. Secondo gli scenari di previsione, la popolazione attiva (15-64 anni), pari oggi al 63,8% del totale, scenderà al 60,9% nel 2030 e al 54,1% nel 2050.

Leggi: Redattore Sociale, 03/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
Pnrr: si parte. Dalle Case della Comunità all’ammodernamento tecnologico. In arrivo i primi 8 mld per le Regioni. Ecco il decreto

Trasmesso dal Ministero della Salute alle Regioni il testo finale del decreto con la proposta di riparto dei fondi della missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza che verranno destinati alle Regioni responsabili dell’attuazione di specifiche linee progettuali. Le Regioni dovranno presentare i piani entro il 28 febbraio 2022. IL DECRETO
È stata trasmessa dal Ministero della Salute alle Regioni la proposta di riparto dei fondi della missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza che verranno destinati alle Regioni responsabili dell’attuazione di specifiche linee progettuali. Il testo finale che dovrà essere approvato dalla Conferenza Stato-Regioni conferma le cifre anticipate dalla bozza pubblicata da Quotidiano Sanità a ottobre. Ora le Regioni avranno tempo fino al 28 febbraio 2022 per presentare i Piani regionali al fine di sottoscrivere il Contratto Istituzionale di Sviluppo che in ogni caso dovrà essere firmato entro il 31 maggio 2022. A vigilare sarà il Ministero della Salute.

Leggi: Quotidiano Sanità, 02/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
Inflazione, niente allarmismi

I dati Istat delle ultime settimane hanno riacceso il dibattito sull’andamento dell’economia e gli aumenti di prezzi e tariffe, in particolare di beni primari come alimentari ed energia, che possono pesare parecchio sulle tasche di lavoratori e pensionati. Ma le cose non stanno esattamente così
Sull’inflazione c’è grande confusione. È tornata, certamente, dati Istat alla mano, ma questa non è necessariamente una ferale notizia. Anche se siamo di fronte a una dinamica nuova rispetto agli ultimi dieci anni, che hanno visto a lungo prezzi bloccati, l’aumento dello 0,7 per cento a ottobre su base mensile e del 3 per cento tendenziale su base annua, che a novembre si è attestata sul più 3,8 per cento, non deve fare scattare allarmismi né innescare paure. Perché il dato va analizzato. “Innanzitutto occorre spiegare il motivo per cui i prezzi sono cresciuti – spiega Riccardo Sanna, capo area Politiche di sviluppo della Cgil -: c’è stato un rimbalzo della domanda e del commercio estero maggiore rispetto all’offerta, cioè beni e prodotti che prima non venivano comprati hanno ricominciato a essere richiesti in quantità. Dopo le chiusure e le restrizioni causate dalla pandemia, il commercio globale è ripartito, e questo ha fatto aumentare i prezzi. È cresciuta la domanda di materie prime incluse le fonti fossili, anche perché la riconversione verde è ancora indietro”.

Leggi: Collettiva, 02/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
La “controfinanziaria” punta a potenziare i servizi sociali e a incrementare i fondi per la disabilità

Sbilanciamoci chiede 20 mila assunzioni tra assistenti sociali e domiciliari, educatori e psicologi in 5 anni, oltre a un intervento deciso per rafforzare l’assistenza semi-residenziale leggera e domiciliare rivolta agli anziani. Immigrazione: chiesta la chiusura di Cas e Cpr a favore di un sistema di accoglienza unico e pubblico. Inoltre, “diminuire in modo netto le spese militari, con un risparmio di 5 miliardi di euro”
Per Sbilanciamoci la vera emergenza è quella ambientale. La “controfinanziaria” presentata oggi a Roma, tra le varie cose, intende affermare una visione e un piano d’azione che puntino in maniera decisa sulla transizione ecologica e la decarbonizzazione dell’economia, la lotta ai cambiamenti climatici e il contrasto del rischio idrogeologico, la tutela della biodiversità e del nostro patrimonio naturale. “In particolare si afferma -, proponiamo di avviare un programma capillare di piccole e medie opere pubbliche volto a migliorare la qualità della vita, promuovendo occupazione e cura del territorio: a tal fine, chiediamo di destinare oltre 1,7 miliardi per la promozione e installazione di impianti fotovoltaici con accumulo, la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale pubblico, per rafforzare il sistema di ricerca e innovazione nel campo della transizione ecologica e anche il potenziamento dei controlli ambientali e sanitari”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/12/2021


mercoledì 1 dicembre 2021
Partenariati diffusi e servizi di comunità, quale futuro per l’abitare in Italia?

Comitato Nazionale per l’Housing Sociale – un soggetto aggregatore che si impegna a porre le basi per una nuova politica abitativa e di rigenerazione urbana – nasce dalla collaborazione tra alcuni dei più importanti soggetti che operano nell’ambito dell’housing sociale in Italia, tra cui Federcasa, Legacoop Abitanti, Confcooperative Habitat, AGCI Abitanti, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Housing Sociale, Fondazione Sviluppo e Crescita CRT.
Il Comitato ha organizzato quest’autunno una serie d’incontri con esperti del settore delle costruzioni e rappresentanti istituzionali, affrontando una serie di temi quali “Il partenariato Pubblico e Privato,” per affrontare le criticità e le opportunità proprie di questo strumento e aprire un fronte di collaborazione utile a renderlo operativo nel più breve tempo possibile considerato fondamentale – dal settore privato – nello sviluppo di progetti di rigenerazione e di nuova produzione di edilizia residenziale sociale.
Altri temi in discussione hanno riguardato: “Territori inclusivi e abitare giovanile in Italia” dove sono state messe a confronto alcune esperienze di rigenerazione urbana e costruzione di comunità e la presentazione degli esiti del questionario “Immaginiamo insieme la casa del futuro” realizzato tra gli abitanti dei progetti di housing sociale realizzati dagli aderenti al Comitato, ponendo l’attenzione in particolare su tre nuclei tematici: arte e cultura, verde e benessere e servizi. I webinar sono stati promossi nel contesto dell’iniziativa New European Bauhaus, lanciata dalla Commissione Europea con l’obiettivo di ridisegnare i luoghi in cui viviamo per un futuro bello, sostenibile ed inclusivo di cui vi avevamo parlato nell’articolo “Bello, bello, bello” pubblicato l’11 luglio nel sito dell’Associazione Nuove Ri-Generazioni..

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 01/12/2021


mercoledì 1 dicembre 2021
Senza dimora, con il covid aumentate le richieste agli Help center: oltre 473 mila interventi

Diminuiscono sensibilmente gli utenti ma crescono le richieste di beni di prima necessità. A chiedere aiuto anche tanti italiani. Radicchi: “Durante la pandemia gli Help Center hanno dovuto operare riadattando la loro attività, aprendosi ad un’utenza completamente nuova e colmando il vuoto del sistema”
Nel 2020 sono stati oltre 473mila gli interventi di assistenza a persone in difficoltà realizzati dai 18 Help Center, sportelli di ascolto, orientamento ed assistenza sociale presenti nelle stazioni ferroviarie italiane. E’ quanto emerge dal Rapporto dell’Osservatorio della Solidarietà nelle Stazioni Italiane (Onds) presentato oggi in un evento in streaming all’Auditorium Villa Patrizi, sede del Gruppo FS Italiane.
Quello appena passato è stato un anno condizionato dall’emergenza Covid-19 che, a fronte di una riduzione del numero totale degli interventi rispetto al 2019 dovuta, a causa della pandemia, alla chiusura temporanea di alcuni servizi e alla limitazione forzata degli spostamenti, ha visto aumentare del 2% le richieste di beni di prima necessità.

Leggi: Redattore Sociale, 01/12/2021


giovedì 11 novembre 2021
La Casa di Ale è un progetto pilota, ideato dal padre di un bambino disabile, per raccontare un percorso sociale e mostrare soluzioni e tecnologie che possano diventare un riferimento per tutti

La disabilità è tale solo quando ciò che ci circonda ci impedisce di vivere serenamente. Non ci sta Marco, papà di Ale, a lasciare che la malattia che ha colpito suo figlio – tetraplegico e ventilato artificialmente – gli impedisca di vivere una vita completa. Così, superato lo shock della diagnosi avvenuta quando suo figlio aveva solo 4 anni, ha messo in campo tutte le sue competenze ed energie per creare uno spazio adatto ad Alessandro. Un progetto che oggi è un pilota per tanti altri bambini ammalati.
La casa di Ale
La casa che Marco sta costruendo per Alessandro è senza barriere, autonoma a livello energetico, piena di luce, e con spazi verdi per il fondamentale contatto con la natura: una casa tecnologicamente avanzata e con una palestra, per separare la vita quotidiana dalla riabilitazione.
«A luglio 2016, al ritorno da una breve vacanza in montagna, Ale inizia a stare male. Dal saltare e correre nei prati, improvvisamente la sua vita (e la nostra con essa) precipita in un abisso nero. In soli due giorni non può più muoversi e respirare autonomamente. Inizia così il nostro calvario» ha raccontato Marco. «I miei ricordi si fanno confusi di quei momenti, troppo forti e troppo rapidi per essere razionalizzati coerentemente. Eppure da subito capisco che, pragmaticamente, devo fare tutto ciò in mio possesso per rendere la vita di mio figlio il più semplice e migliore possibile. Per dargli quel futuro che gli è stato strappato in così breve tempo.

Leggi: Io Donna, 11/12/2021


giovedì 11 novembre 2021
L’autonomia è di casa: la domotica e le opportunità offerte all’indipendenza

«Da qualche anno – sottolineano dall’Associazione Parent Project – la domotica ha sperimentato una rivoluzione che sta rendendo i suoi benefìci man mano più accessibili in termini economici e più facilmente integrabili in impianti esistenti»: per questo tale Associazione ha messo a disposizione, nell’àmbito del progetto “L’autonomia è di casa”, la brochure informativa “Domotica e smart home: per saperne di più” e una breve serie di video-pillole, dedicate al medesimo tema
Realizzato con il sostegno della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino), si avvia alla fase finale il progetto denominato L’autonomia è di casa, promosso da Parent Project, Associazione di pazienti e genitori di figli con le forme più gravi di distrofia muscolare (Duchenne e Becker). Rivolta direttamente a quelli di loro che risiedono in Piemonte, l’iniziativa ha segnatamente avuto come focus l’approfondimento della tematica della vita autonoma, con uno spazio speciale voluto per condividere con la comunità Duchenne e Becker informazioni sulle opportunità offerte dalla domotica per contribuire alla costruzione di un’indipendenza sempre maggiore nella vita quotidiana delle persone con disabilità.

Leggi: Superando, 11/12/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 6 dicembre 2021
Casa, Spinelli: “Effetti pandemia ammortizzati grazie a blocco sfratti e sostegno affitti”

L’assessora alle politiche per la casa Serena Spinelli ha introdotto il rapporto sulla condizione abitativa n Toscana redatto dall’Osservatorio sociale regionale
“Il 2020 è stato l’anno del Covid ma anche quello della casa. Perché, con i ripetuti lockdown, la dimensione abitativa è diventata ancora più centrale per la condizione di individui e famiglie. mostrando il ruolo che essa può giocare nel riproporre o addirittura amplificare le disuguaglianze sociali”. Lo ha detto l’assessora regionale alle politiche per la casa Serena Spinelli introducendo il decimo rapporto sulla dimensione abitativa n Toscana redatto dall’Osservatorio sociale regionale in collaborazione con Anci Toscana e il Settore politiche abitative della Regione. La fotografia statistica, presentata nel corso di un evento online, riguarda un patrimonio residenziale di oltre 2 milioni di immobili che nel corso del 2020, anno cui si riferisce il rapporto, è rimasto pressoché stabile (+0,2%), mentre sono diminuite le compravendite (-8,4%), e soprattutto vi è stato un deciso passo indietro nelle nuove costruzioni (-26,1%).

Leggi: Redattore Sociale, 06/12/2021


lunedì 6 dicembre 2021
Casa, Modena: il Comune cerca 50 alloggi in affitto per chi ha difficoltà

Il Comune di Modena cerca alloggi (50) per le famiglie residenti in città che hanno difficoltà a trovare un appartamento in affitto, pur avendo un reddito. I canoni applicati, adesso, non dovranno superare il valore minimo del canone concordato e “il contratto sarà stipulato direttamente dal gestore con la famiglia segnalata dai Servizi sociali” del Comune. Al gestore che aderirà alla proposta, l’amministrazione comunale riconoscerà come incentivo 85 euro al mese per ogni alloggi (comprese anche le spese per l’attivazione di interventi di accompagnamento e l’assunzione del maggior rischio per mancati interventi di ripristino di competenza dei locatari). Prevede tutto un nuovo avviso pubblico pubblicato nel sito del Comune da oggi, nel contesto delle azioni anti-disagio abitativo. Le famiglie con cui il soggetto gestore stipulerà il contratto di locazione saranno scelte dal Comune all’interno della lista di coloro che hanno fatto domanda attraverso l’Agenzia casa, strumento grazie a cui i proprietari possono conferire il proprio immobile ricevendo dal Comune garanzie sul pagamento dell’affitto.

Leggi: Redattore Sociale, 06/12/2021


sabato 4 dicembre 2021
Progetti per dare sostegno alla popolazione anziana

La pandemia ha aggravato in maniera rilevante le condizioni di vita di anziani soli o con rapporti sociali fragili e ne ha indebolito ulteriormente l’autonomia e l’indipendenza. Con l’intento di rispondere a queste criticità, la Fondazione Carispezia ha promosso il bando ‘La comunità per i suoi anziani’ per potenziare la rete di aiuti e servizi a favore di questa fascia particolarmente debole della popolazione. Sei sono stati i progetti selezionati, sostenuti complessivamente con circa 330mila euro, che prevedono interventi innovativi e integrati su tutto il territorio della provincia della Spezia e della Lunigiana, messi in campo da partnership formate da Comuni e organizzazioni del Terzo Settore. “Con questo bando la Fondazione ha voluto incentivare la creazione di collaborazioni concrete tra pubblico e privato per il raggiungimento di uno scopo comune: migliorare la qualità di vita della popolazione anziana del nostro territorio, che rappresenta una vera e propria ricchezza per le nostre comunità – ha dichiarato Andrea Corradino, presidente della Fondazione Carispezia – . Grazie ai progetti finanziati sarà possibile implementare servizi di prossimità e facilitare la vita quotidiana degli anziani, oltre a favorire interventi che riducono il rischio di isolamento ed esclusione, potenziando occasioni di socializzazione e relazioni che rivestono un ruolo essenziale nella vita di queste persone”.

Leggi: La Nazione, 04/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
Riforma sanità lombarda: “Un regalo ai privati”

Dure critiche alla nuova legge regionale da Acli Milanesi, da Cgil e da Spi Cgil. “Le Case della Comunità saranno solo poliambulatori”. “Mancano investimenti sul personale”
La sanità lombarda sarà ancora più in mano ai privati, a scapito del settore pubblico. È questa la critica principale alla riforma sanitaria, approvata dal Consiglio regionale il 30 novembre, che arriva dai sindacati e dalle Acli. “Si delinea ciò che temevamo succedesse: le modifiche apportate non risolveranno i grandi problemi che si sono evidenziati in modo eclatante durante la pandemia” è il commento delle Acli Milanesi. “Senza investimenti sul personale non andiamo da nessuna parte -sottolinea Monica Vangi della segreteria Cgil Lombardia-. Non vorremmo che la carenza degli organici nel pubblico (impegnato pancia a terra nella campagna contro il Covid,) diventi il pretesto per affidarsi ai privati”. “Non ci sono risposte adeguate che vanno nella direzione di un vero cambiamento – aggiunge Valerio Zanolla, segretario Spi Cgil Lombardia-, nell’ottica di garantire ai cittadini un servizio sanitario pubblico efficiente”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
Firenze, attivo il servizio di accoglienza invernale con 120 posti letto

È attivo il servizio di accoglienza invernale con 120 posti letto a disposizione dei senza dimora che decidono di lasciare la strada e ‘rifugiarsi’ al caldo delle strutture di accoglienza, nel rispetto delle norme anti contagio Covid-19
È attivo a Firenze il servizio di accoglienza invernale con 120 posti letto a disposizione dei senza dimora che decidono di lasciare la strada e ‘rifugiarsi’ al caldo delle strutture di accoglienza, nel rispetto delle norme anti contagio Covid-19. Le strutture, in caso di bisogno, permetteranno di ampliare l’offerta di posti letto, andando oltre i 150 posti messi a disposizione lo scorso anno. Il servizio dell’amministrazione comunale, che inizia oggi con la Fondazione Onlus Caritas e destinato a cittadini italiani e stranieri, uomini maggiorenni, donne sole, residenti o presenti sul territorio del Comune di Firenze, prevede infatti la possibilità di eventuale proroga legata alle condizioni climatiche avverse che potranno presentarsi.

Leggi: Redattore Sociale, 02/12/2021


mercoledì 1 dicembre 2021
Casa, il Comune di Genova azzera il debito a 838 famiglie nelle “popolari”

Il Comune di Genova azzera il debito ai nuovi morosi incolpevoli, inquilini degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che da febbraio 2020, a seguito dell’emergenza pandemica, non sono più stati in grado di provvedere al pagamento della propria casa. Si tratta di 583 nuclei familiari, che hanno maturato un debito complessivo nei confronti di Arte e del Comune di oltre 713.000 euro. A ciò si aggiunge una seconda misura dedicata ad altre 339 famiglie con reddito lordo annuale sotto i 6.700 euro e un debito di più lungo corso: per queste, è previsto un piano di rientro per complessivi 2,7 milioni. Previsto il totale azzeramento del dovuto per 255 famiglie con un debito fino a 15.000 euro, un taglio del 60% del debito per i 58 nuclei che devono tra 15.000 e 25.000 euro, un taglio del 40% per le 16 famiglie con debito tra 25.000 e 35.000 euro, un taglio del 30% per i dieci nuclei con debito superiore ai 35.000 euro.

Leggi: Redattore Sociale, 01/12/2021


mercoledì 1 dicembre 2021
«Un masterplan per il sociale». E a maggio a Torino arriva Al Gore

Finanza sostenibile, archivi di dati per mappare le nuove povertà, acquisti da aziende Esg. Le strategie di Torino Social Impact al 2024. A maggio il summit dei filantropi
Quattro progetti per migliorare i benefici che il Terzo settore è in grado di apportare alle fasce più deboli. E un summit globale della filantropia a maggio (Covid permettendo), a cui, secondo indiscrezioni, dovrebbero partecipare l’ex vicepresidente Usa Al Gore e membri di spicco della famiglia Rockefeller, amministratori della fondazione attiva a livello globale nella sanità e nell’innovazione tecnologica (in Italia aiutò a eradicare la malaria). Torino Social Impact — l’associazione che dal 2017 riunisce finanza, istituzioni, privati e ricerca — ha annunciato ieri il suo master plan 2022-24 per dare una risposta economicamente aggiornata e sostenibile al dilemma dei problemi sociali emergenti. All’assise era presente anche l’assessora all’Innovazione, Chiara Foglietta, segno della ripresa di un dialogo con l’associazione che sotto la giunta Cinquestelle si era un po’ raffreddato.

Leggi: Corriere della Sera, 01/12/2021


giovedì 30 novembre 2021
La Casa di Giorno trasloca ad Agognate. Dopo 33 anni lascia la sede storica di via dei Tornielli

Il centro per anziani si trasferisce nei locali della residenza San Domenico ma, fino a che sussisterà l’emergenza sanitaria, non ci sarà promiscuità di spazi e condivisione di attività tra gli utenti delle due strutture
Dopo 33 anni di attivitàlLa Casa di Giorno Don Aldo Mercoli lascia la sede storica di via dei Tornielli e si trasferisce, dal 1 dicembre, ad Agognate in un’ala della residenza per anziani San Domenico proseguendo il proprio servizio a favore della terza e quarta età.
L’area dedicata alla Casa di Giorno è collocata al piano terra con accesso diretto all’area verde esterna e vicina alla chiesa, nel nucleo denominato “Canonica”, dove ospiterà una ventina di utenti, tra ospiti già iscritti in precedenza e nuovi inserimenti, tutti rigorosamente in possesso di Green Pass (tutti gli iscritti hanno già ricevuto la terza dose di vaccino). La gestione di Casa di Giorno e della sua programmazione quotidiana avverrà in totale autonomia e completamente separata da quella svolta dalla residenza San Domenico, fino a quando sussisterà l’emergenza sanitaria, non ci sarà promiscuità di spazi e condivisione di attività tra gli utenti delle due strutture.

Leggi: La Voce di Novara, 30/11/2021


IN AGENDA:

“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Per una strategia di progresso dell’assistenza residenziale alle persone non autosufficienti: la congiunzione con l’assistenza domiciliare

Per il rilancio del settore dell’assistenza residenziale per la non autosufficienza, gli autori propongono che esso sia posto in stretta congiunzione con l’assistenza domiciliare, in un sistema territoriale unitario, integrato ed integrante governato dal Distretto, con l’obiettivo strategico di portare il rapporto delle risorse pubbliche spese per questa residenzialità e la domiciliarità nella proporzione di 1:1. Questi criteri programmatici fondanti possono riequilibrare il sistema ed armonizzare le reti di offerta pubbliche e private accreditate-convenzionate dei due settori.
di Paolo Da Col, Antonino Trimarchi (Centro Studi CARD – Confederazione Associazioni Regionali Distretti)
Questo articolo potrebbe anche intitolarsi “Dalla pratica sul campo alle proposte di governance di un nuovo sistema unitario distrettuale domiciliarità-residenzialità per la non autosufficienza”. Esso nasce dalla constatazione che le persone non autosufficienti patiscono oggi la frammentazione dei servizi, spesso compartimentati nelle due macro-realtà sanitaria e sociale, in cui sono inseriti i servizi residenziali e domiciliari. E’ nota la disparità di risorse tra l’ambito sanitario e sociale (tra tre e dieci volte in più a favore del sanitario, in relazione ai metodi di calcolo e ai territori), così come di dimensione di utenza servita, di livello di diffusione e accessibilità. Queste asimmetrie si ripercuotono sugli utenti.

Leggi: I Luoghi della Cura


Sondaggio “Longevità e CASA” di A.L.I.

Credi che la tua casa di oggi sarà ancora la scelta migliore dopo i 75 anni?
Questione poco percepita dal pubblico ma molto sofferta da molti grandi vecchi ostaggi delle proprie case, l’adeguatezza dell’abitazione alle esigenze della vecchiaia estrema è un tema che andrebbe approfondito per tempo nell’ottica di una pianificazione della vita dopo l’età della pensione.
Grazie alla nuova longevità, si parla di un periodo molto lungo – venticinque/trent’anni – praticamente un terzo della vita, che passa attraverso fasi molto diverse e condizioni fisiche molto diverse. Quindi anche esigenze di confort e sicurezza molto diverse. Le case che abitiamo sono spesso le stesse che hanno accompagnato la vita familiare, piene di ricordi, certo, ma disegnate per persone più giovani.
A.L.I. Active Longevity Institute, il primo Osservatorio sull’invecchiamento della popolazione, sta conducendo una indagine per approfondire il rapporto che i senior hanno con la propria casa in una prospettiva di longevità. Siete invitati a rispondere, sia gli over 55, pubblico primario dell’indagine, sia gli under 55 per comprendere le tendenze a venire. Non ci vogliono più di 10 minuti
Cliccate su questo link https://www.activelongevity.eu/2021/10/10/sondaggio-longevita-e-casa/ e iscrivetevi con il vostro indirizzo mail. Rispondente al questionario, totalmente anonimo perché il sistema non può associare indirizzi mail e risposte, e inviate.

Leggi: Abitare Sociale


 La differenza tra integrazione e inclusione – di Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona*

«L’integrazione – scrivono dal Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di oggi, 3 Dicembre – mette fisicamente insieme le persone, ma non sempre concede le stesse possibilità di essere, fare e desiderare. L’inclusione, invece, permette a tutti, indistintamente, in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo e in qualsiasi situazione di essere cittadini e cittadine a tutti gli effetti. Non basta dunque integrare le diversità, bisogna formare ad esse, fare spazio alla ricchezza delle differenze e offrire possibilità di fare»
In questo Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, così densa di significato, vorremmo parlare di una piccola ma importante svolta impressa alla nostra comunicazione: i concetti cardine espressi anche negli hashtag usati, sono passati infatti da dignità, autonomia e integrazione a dignità, autonomia e inclusione.
Ma qual è questa differenza, piccola ma sostanziale, fra integrazione e inclusione?
L’integrazione mette fisicamente insieme le persone, ma non sempre concede le stesse possibilità di essere, fare e desiderare. L’inclusione, invece, permette a tutti, indistintamente, in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo e in qualsiasi situazione di essere cittadini e cittadine a tutti gli effetti. L’inclusione si realizza solo nella società tutta. Non basta dunque integrare le diversità, bisogna formare ad esse, fare spazio alla ricchezza delle differenze e offrire possibilità di fare.

Leggi: Superando


Le segnalazioni di welforum sul PNRR – A cura di Eleonora Gnan

Organizzata in ordine cronologico, la raccolta di segnalazioni che proponiamo in questa quarta parte comprende documenti ed articoli ritenuti di interesse sul tema e a cui il lettore può liberamente accedere tramite link. Non si tratta quindi di indicazioni bibliografiche complete ed esaustive, ma dell’offerta di una diretta lettura di scritti interessanti di fonte diversa da welforum.it.
Segnaliamo in primo luogo i testi dei documenti più importanti, seguiti da una sezione dedicata ad Analisi del Piano, punti di vista e considerazioni generali (4.1), e da una seconda su PNRR e welfare (4.2), a sua volta articolata in Sanità, Disuguaglianze e inclusione sociale, Giovani e famiglia, Disabilità e non autosufficienza, e Terzo settore.
Il 30 aprile 2021 il Governo ha trasmesso alla Commissione UE il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 aprile.
Il 31 maggio 2021 in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto Legge 77/2021 contenente disposizioni relative alla governance del PNRR con indicazioni rispetto al sistema di coordinamento, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del Piano.
La Camera del Deputati ha realizzato un’apposita sezione dedicata al PNRR italiano, che presenta le principali aree di intervento, le sei missioni e i relativi stanziamenti, le tre priorità trasversali, nonché i principali interventi sintetizzati in capitoli sulla base delle politiche pubbliche interessate. Il Servizio Studi di Camera e Senato ha inoltre pubblicato una scheda di lettura, aggiornata al 15 luglio, contenente una puntuale analisi del Piano italiano.

Leggi: Welforum


Missione salute – Presentazione – Emanuele Ranci Ortigosa

Questo Punto di Welforum, “Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?“, con l’articolo di apertura di Emanuele Ranci Ortigosa e la prima parte, richiama le sofferenze prodotte dalla pandemia e la storica svolta nelle politiche pubbliche determinatasi per fronteggiarle sospendendo tradizionali principi e regole di austerità per passare a politiche espansive e a interventi di forte tutela pubblica, concretizzatisi nella programmazione. Seguono, nella prospettiva del “non più come prima”, contributi di analisi e valutazione della impostazione, dei contenuti, delle risorse del nostro PNRR.
La seconda parte del Punto è dedicata alla “Missione Inclusione e coesione sociale” e focalizza l’attenzione su “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore” e in particolare su “Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale”, con qualche attenzione anche a Housing sociale.
La “Missione Salute” è trattata dagli scritti raccolti in questa terza parte del Punto sul PNRR. Tale missione si occupa di “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, e in particolare di “Servizi sociali, disabilità, e marginalità sociale“, assegnando anche le risorse fra le aree e gli interventi previsti, come indicato nella tabella 1.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI

Reddito di Libertà: possibile ripescaggio domande respinte

Le domande di riconoscimento del Reddito di Libertà presentate e non accolte nel corso dell’anno per insufficienza del budget non saranno definitivamente scartate al 31 dicembre 2021. Lo comunica l’Inps con il messaggio n. 4352, pubblicato ieri sul sito istituzionale, precisando che, in caso di ulteriori finanziamenti del fondo, le richieste conserveranno la loro validità ai fini dell’accesso alle risorse e potranno essere istruite e liquidate secondo l’ordine cronologico di presentazione.
Ricordiamo che il Reddito di Libertà, istituito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 dicembre 2020, che ha previsto uno stanziamento di 3 milioni di euro, è rivolto alle donne vittime di violenza e in condizione di povertà, inserite in un percorso di recupero della propria autonomia ed emancipazione.

Leggi: Inca


Assegno di invalidità a chi lavora

In attesa della conversione in legge del decreto fiscale n. 146/2021, è stato approvato in commissione Bilancio al Senato l’emendamento che ripristina il pagamento dell’assegno per gli invalidi civili parziali che prestano attività lavorativa ed è questa una prima vittoria anche del sindacato che si era mobilitato per questa grave ingiustizia, dopo una interpretazione estremamente restrittiva da parte dell’Inps.
L’Istituto, infatti, aveva sospeso per tali soggetti il pagamento della prestazione a partire dal 14 ottobre 2021 (con il messaggio 3495), sulla base di due pronunciamenti della Corte costituzionale che ne limitava l’erogazione ai soli soggetti inoccupati.
Ricordiamo che nel 2021 l’importo mensile dell’assegno di assistenza ammonta a 287,09 euro, viene erogato per tredici mensilità e il limite di reddito annuo consentito per mantenere l’assegno di invalidità è pari a 4.931,29 euro. La prestazione è pagata dall’Inps alle persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni, che abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%.

Leggi: Inca


Giustizia: Esenzione Irpef di 1.000 euro su pensione ai superstiti orfani

Grazie ad un ricorso patrocinato dall’Inca, la Corte d’Appello di Brescia restituisce ad una figlia maggiorenne orfana e inabile al lavoro, il diritto alla pensione di inabilità, sospesa da tre anni dall’Inps a causa del superamento del limite di reddito previsto dalla normativa vigente, cui è subordinato il riconoscimento della prestazione.
L’oggetto del contenzioso della sentenza n. 265/2021, pubblicata il 24 novembre scorso, riguarda la corretta applicazione della esenzione fiscale in favore degli orfani, titolari della pensione ai superstiti, introdotta con la legge di Stabilità 2017.
Secondo l’interpretazione dell’Istituto di previdenza pubblico, accolta in prima istanza dal Tribunale di Bergamo con la sentenza n. 580/2020, per la formazione del reddito imponibile ai fini dell’Irpef, che deve essere calcolato al netto degli oneri deducibili indicati nell’articolo 10 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, non rientrava l’esenzione fiscale di mille euro riconosciuta ai superstiti orfani, prevista dall’articolo 1, comma 249, L. 232/2016.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

Vaccini: Right2cure dopo rinvio WTO, basta contare i morti: subito la sospensione brevetti. Mobilitazione continua

“Quanti morti dobbiamo piangere ancora e quante varianti dobbiamo a aspettare affinché l’Organizzazione Mondiale del Commercio decida sulla sospensione dei brevetti dei vaccini e di tutti i kit anticovid?”. È con questa domanda che si apre il comunicato del Comitato italiano della campagna europea Right2cure No Profit on Pandemic, di cui la CGIL fa parte, dopo il rinvio sine die della riunione interministeriale e del Consiglio Generale del WTO previste a Ginevra da oggi al 3 dicembre, in cui si sarebbe dovuta affrontare la discussione sulla moratoria dei brevetti.

Leggi: Cgil


NEWS:

martedì 30 novembre 2021
Rapporto Svimez: in Italia due milioni di famiglie povere, 775mila nel Mezzogiorno

Lo dice il Rapporto Svimez 2021 sull’economia e la società del Mezzogiorno. Rispetto al secondo trimestre 2019, l’occupazione femminile nel Sud si è ridotta di circa 120mila unità nel 2021, (-5%, contro -3,3% del Centro-Nord)
Nel 2020, anche a causa della pandemia, la povertà assoluta è aumentata sia per le famiglie sia per gli individui: sono oltre 2 milioni le famiglie italiane povere, per un totale di più di 5,6 milioni di persone, di cui oltre 775mila nelle regioni meridionali, per circa 2,3 milioni di persone. Lo dice il Rapporto Svimez 2021 sull’economia e la società del Mezzogiorno.
Covid, Svimez: Pil Italia in linea con Francia e Germania
Il profilo del Prodotto interno lordo registrato dalle maggiori economie dell’area euro prima nella fase calante della pandemia e poi in quella della ripresa in corso mostra come la performance dell’Italia sia stata nel complesso in linea con quella di Francia e Germania, sia pure con una caduta più profonda nel corso dei primi trimestri del 2020 rispetto all’economia tedesca. Il recupero dell’economia italiana è andato al di là delle aspettative nel corso del 2021, soprattutto nel terzo trimestre dell’anno. Nel secondo trimestre del 2021, il Pil dell’Italia registrava una distanza dal livello di fine 2019 del 3,8%, a fronte del 3,3 della Germania e del 3,2 della Francia. Continua il Rapporto Svimez 2021.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Manovra. Livia Turco: “Per le politiche sociali investimenti irrisori. Così i ‘Livelli essenziali delle prestazioni sociali per i non autosufficienti’ resteranno al palo”

Se Governo e Parlamento non correggeranno le previsioni finanziarie per il sostegno ai nuovi “Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza”, la riforma dell’assistenza sociale non andrà mai in porto. Le risorse attualmente stanziate vanno quanto meno raddoppiate
La Legge di Bilancio è entrata nel vivo della discussione e della votazione parlamentare. Credo sia doveroso chiedere al Governo ed al Parlamento di non dimenticare la lezione della pandemia.
La quale ha messo in risalto che le figure sociali più colpite sono stati i bambini e le persone anziane e disabili, e che le politiche di loro presa in carico sono nel nostro molto carenti e disomogenee sul territorio nazionale.
La sofferenza della pandemia ha anche messo in risalto che non bastano i trasferimenti monetari, ci vogliono quei servizi sociali come centri diurni, assistenza domiciliare, servizi di sollievo, strutture residenziali costruite con la cultura del domicilio, della casa allargata.
Quei servizi che previsti dalla legge quadro 328/2000 “Disposizioni per un sistema integrato di servizi sociali” sono stati dimenticati, nel corso di venti anni dalle politiche nazionali.
Il PNRR ha messo doverosamente indicato quali due riforme da realizzare il riordino delle misure per le persone diversamente abili e la legge quadro per la presa in carico delle persone anziane non autosufficienti. La prima è stata approvata dal governo ed è all’esame del parlamento.

Leggi: Quotidiano Sanità, 26/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Più anziani e famiglie più piccole, “urge un piano per la natalità”

De Palo (Forum Famiglie) commenta il report Istat che stima di 1 a 30 il rapporto tra giovani e anziani nel 2050. “Siamo fuori tempo massimo. Non è più il tempo di proclami: il Fisco deve sostenere con decisione la famiglia e la natalità”. Assegno unico, “così non può bastare”
Piedini in neonato primo piano: famiglia, natalità, denatalità, figli
“Siamo fuori tempo massimo: i dati resi noti oggi dall’Istat, che parlano di un “potenziale quadro di crisi” sono incontrovertibili: se non cambia l’approccio al tema della natalità, l’Italia è destinata al declino”, dichiara Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, commentando le previsioni sul futuro demografico contenuto nel report “Previsioni della popolazione residente e delle famiglie | base 1/1/2020”.
Secondo l’Istat la popolazione residente è in decrescita: da 59,6 milioni al 1° gennaio 2020 a 58 milioni nel 2030, a 54,1 milioni nel 2050 e a 47,6 milioni nel 2070. E il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale. L’istituto di ricerca stima che entro 10 anni l’81% dei Comuni avrà subito un calo di popolazione, l’87% nel caso di Comuni di zone rurali. In crescita il numero di famiglie ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Non è mai troppo tardi

Il cambiamento non ha limiti di età, al contrario: qualche novità piccola o grande è fondamentale per non “invecchiare dentro”
Sicuramente il passare degli anni incide sulla progettualità e sul livello di aspettative. Allo stesso modo cambia l’attenzione all’estetica e tutto viene ricondotto a una dimensione più misurata. Questo non vuol dire che ci si debba trascurare ed essere tristi e dimessi. Provare emozioni positive, anche relazionate alla gradevolezza fisica, è un modo per prendersi cura di sé anche dal punto di vista del benessere fisico e mentale. # Un taglio di capelli diverso dal solito, un vestito nuovo, un paio di occhiali dalla montatura spiritosa: non sono dettagli, ma piccole gratificazioni che aiutano a sentirsi bene a qualsiasi età, anche se non si è più giovanissimi. Anzi, quando si è avanti con gli anni, l’attenzione al proprio aspetto diviene un modo per prendersi cura del benessere. Più attivi di una volta Parlare di anziani oggi significa alludere a un gruppo molto eterogeneo, che non può più essere categorizzato nell’immagine di una persona un po’ decadente.

Leggi: Viversani e Belli, 26/11/2021


giovedì 25 novembre 2021
Assistenza anziani e disabili. In Italia solo il 2,5% del Pil a fronte del 3,5 della media Ocse. Ma non è solo un problema di risorse, serve un nuovo modello assistenziale

E il confronto è ancor più impietoso se si prendono i dati di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). A denunciare la situazione è uno studio promosso dalla Fondazione per la Sussidiarietà che evidenzia il ruolo chiave del non profit: metà dei posti letto per anziani e disabili (49%) è in strutture no profit. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%. Il sottosegretario Costa: “20 milioni in più per il Fondo assistenza”.
L’Italia destina all’assistenza di anziani e disabili risorse insufficienti, il 2,5% del prodotto interno lordo, contro il 3,5% dei paesi Ocse più sviluppati e molto meno di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). È quanto emerso oggi a Roma alla presentazione del Rapporto “Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza” realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà (FPS), in collaborazione con Cesc – Università degli studi di Bergamo, Crisp – Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli studi di Parma e con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia.
Lo studio evidenzia il ruolo chiave del non profit che copre metà dell’offerta di posti letto per anziani e disabili (49%), rispetto al 42% di 10 anni fa. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%. La ricerca segnala la necessità di istituire un Servizio nazionale per la non autosufficienza che superi l’attuale fram¬mentazione degli interventi. Un sistema integrato, con un fondo nazionale e un unico canale di accesso.

Leggi: Quotidiano Sanità, 25/11/2021


giovedì 25 novembre 2021
Rigenerazione, piani estesi ai privati

I piani integrati di rigenerazione urbana, cui il Pnrr destina 2,5 miliardi alla Missione 5, possono riguardare non solo edifici pubblici, ma anche strutture private. È quanto prevede l’emendamento 21.3 del Pd al decreto legge Pnrr, all’esame della commissione Bilancio della Camera. L’emendamento prevede anche una modalità di intervento innovativa: «riduzione del consumo di suolo attraverso operazioni di demolizione e ricostruzione finalizzate alla deimpermeabilizzazione del suolo già consumato con modifica di sagome e impianti urbanistici e riconoscendo una volumetria aggiuntiva rispetto a quella preesistente di massimo il 20%». Nei piani possono essere finanziati interventi di efficientamento energetico e idrico. L’esame del Dl Pnrr entra in queste ore nel vivo e i Dem schierano i parlamentari di peso in materia di rigenerazione urbana: l’emendamento, fra i segnalati Pd, è firmato dalla presidente della commissione Ambiente, Alessia Rotta (prima firmataria), da Roberto Morassut, Chiara Braga e Stefania Pezzopane

Leggi: Il Sole 24 Ore, 25/11/2021


mercoledì 24 novembre 2021
Cure domiciliari. Calano durante la pandemia, assistiti a casa 385mila cronici over-65, ne mancano all’appello almeno 1 milione

I dati dell’indagine “Long-term care in Italia: verso una rinascita?” di Italia Longeva. per il Presidente Bernabei: “Le cure domiciliari sono la risposta alla fragilità e multimorbilità dell’anziano moderno e il Pnrr rappresenta l’occasione da non sprecare per costruire l’assistenza territoriale del futuro. È tempo di uniformare il sistema ispirandosi ai migliori standard”
L’emergenza sanitaria ha mandato in tilt la rete dei servizi territoriali e le cure domiciliari non hanno fatto eccezione, subendo una battuta d’arresto dopo un trend di crescita positivo registrato nel quinquennio pre-Covid. A farne le spese sono coloro che più di altri necessitano di cure domiciliari: gli anziani fragili, che hanno bisogno di cure e monitoraggio continui a causa della presenza di patologie croniche concomitanti, la cosiddetta multimorbidità, specie se accompagnata da disabilità, non autosufficienza ed esclusione sociale.
Se tra il 2014 e il 2019 gli over-65 assistiti a domicilio sono passati da poco più di 250mila a oltre 390mila (in media un aumento di 25mila unità all’anno), pari al 2,83% dei quasi 14 milioni di anziani residenti in Italia1, nel 2020 questo trend ha cominciato a decrescere, attestandosi a poco più di 385mila unità, ovvero il 2,7% degli over-65 e il 4,5% degli over-75, con Regioni in grado di garantire cure domiciliari a più del 3,5% degli anziani e altre che stentano a raggiungere tassi di copertura dell’1%. Complessivamente, siamo a meno di un terzo da quel 10% fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per adeguarci, entro il 2026, alle buone prassi europee, che vedono punte fino al 13% in Germania (percentuale che arriva al 29% per gli ultra-ottantenni), e i Paesi del Nord Europa dove addirittura 1 over-80 su 3 è assistito in ADI. Non va meglio per le cure residenziali (RSA), che garantiscono la continuità della presa in carico dei pazienti non autosufficienti, di cui beneficiano poco più di 2 anziani su 100.

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/11/2021


mercoledì 24 novembre 2021
La babele dell’assistenza agli anziani nel nostro Paese. “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali”. La nuova ricerca Auser presentata al X Congresso Nazionale

I non autosufficienti nel nostro Paese sono oggi 2milioni 996.000 un numero destinato a crescere nel futuro, nel 2045 potrebbero raggiungere una cifra variabile fra 4.296.000 e gli oltre 5milioni 500mila. Molto dipenderà dalle politiche di prevenzione che verranno realizzate. Gli anziani non autosufficienti esprimono una domanda di assistenza e bisogni molto complessi a cui si riesce a dare risposta a fatica, un peso che le famiglie portano sulle loro spalle spesso in solitudine. Per essere all’altezza della sfida demografica che ci attende occorre mettere al centro la persona con i suoi bisogni (affettivi, sanitari, sociali, culturali); l’integrazione dei servizi di assistenza è una delle condizioni essenziali ai fini della qualità dell’assistenza sociosanitaria alla popolazione anziana non autosufficiente.L’Auser con la ricerca di Claudio Falasca “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” presentata a Roma il 18 novembre in occasione del X Congresso Nazionale, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni. Quello che emerge è una situazione allarmante sul fronte dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, una vera “babele” con grandi ritardi nell’integrazione dei servizi sociali e sanitari.

Leggi: Auser, 24/11/2021


mercoledì 24 novembre 2021
Il ritorno al residenziale dei grandi investitori: in due anni dal 16 al 41%

Mercati in espansione. È il peso dei capitali istituzionali nel «living» europeo L’Italia nel mirino: case per anziani, studentati e appartamenti gestiti in affitto
Un tempo erano le compagnie assicurative e le banche a investire nel settore residenziale. Poi, con l’avvento del real estate a livello industriale, il settore è stato messo in cantina. In Italia, gli appartamenti di società assicurative, banche ed enti previdenziali sono stati oggetto di vendite di massa all’inizio degli anni duemila e da allora, quando si parla di investimenti immobiliari da parte di istituzionali, si fa riferimento a uffici, negozi, centri commerciali, logistica, hotel.
Ora il residenziale è tornato di moda. In tutto il mondo, Italia inclusa. La stabilità del cash flow nel settore living, la liquidità degli asset, la bassa volatilità dei global return e i grandi cambiamenti sociali, demografici e climatici rendono oggi l’investimento nell’immobiliare residenziale particolarmente appetibile non solo per i privati, ma anche per i colossi dell’investimento istituzionale.
La società di consulenza JLL ha appena dedicato un report al tema, dal titolo «Growth opportunities in living», dal quale scaturisce un primo, importante, dato: entro il 2030 un terzo degli investimenti immobiliari diretti a livello globale riguarderà il settore del living.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 24/11/2021


martedì 23 novembre 2021
Piani urbani integrati per progettare la rigenerazione urbana

Con la conversione in Legge del Decreto legge n.152 del 6 novembre 2021 prosegue l’intervento per snellire e potenziare gli strumenti di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
Il Decreto interviene, oltre che su un ulteriore insieme di misure di sostegno e di incentivo alla ripresa di diversi settori economici, anche su ulteriori strumenti finanziari e procedurali “abilitanti” per l’attuazione del Piano Nazionale di ripresa e resilienza.
Nella Nota allegata sono riepilogate le principali misure d’interesse dei Comuni e delle Città metropolitane come i Piani Urbani Integrati e un focus dedicato al Rapporto “Personale comunale e formazione: competenze e scenari” ed.2021, messo a punto dall’IFEL, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dell’ANCI. Il Rapporto, come più volte segnalato dalla categoria Funzione Pubblica Cgil, oltre a segnalare quanto anni di blocco del turnover e delle spese per la formazione del personale pubblico hanno avuto pesanti conseguenze sia in termini quantitativi che di qualificazione degli addetti, conferma la necessità di combinare lo sviluppo delle competenze dei dipendenti comunali e pubblici con l’innovazione organizzativa e tecnologica.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 23/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Sos clima e rigenerazione. Chance per migliorare la qualità del vivere tra eco-quartieri e mobilità sostenibile. Arup e C40 lanciano l’idea di un Superbonus urbano per accelerare la transizione

Affrontare la crisi climatica, per tendere al «Net zero», rigenerare il patrimonio costruito e l’ambiente urbano. Sono obiettivi raggiungibili, ma per i quali non basta rifare le facciate dei singoli edifici e nemmeno efficientarli dal punto di vista energetico. Servono un’agenda urbana e una nuova governance del pubblico, che incida su pezzi di città, con il coinvolgimento di enti locali e developer, cittadini inclusi. «I progetti di vicinato possono aprire la strada a nuove politiche, sperimentare accordi di partenariato innovativi, considerare modi creativi per aumentare la partecipazione e testare tecnologie nuove».
Questi alcuni dei concetti evidenziati da Arup, che con la rete C40 ha messo a punto la ricerca “Green and Thriving Neighbourhoods”. E ancora «quartieri verdi e fiorenti consentono a residenti di tutte le età di soddisfare le proprie esigenze quotidiane, vicino a casa. Si soddisfa l’economia locale, si incentivano lavori verdi». Facendo anche riferimento al tema della città dei 15 minuti.
Alejandro Gutierrez, direttore Cities & Planning di Arup Milano, rientrato in Italia dopo anni di attività in America Latina e nel Regno Unito, intervistato da Il Sole 24 Ore ha messo a fuoco il tema, contestualizzandolo per il caso italiano. «Bisogna ridurre almeno della metà le emissioni entro il 2030, e le città e i loro distretti sono di una scala sufficiente per poter misurare un impatto significativo. L’alleanza delle cento città della rete C40 – racconta Gutierrez –, che conta 800 milioni di abitanti, è l’ambito che permette di influire in modo determinante per accelerare il cambiamento».

Leggi: Quotidiano Condominio, 22/11/2021


DALLE REGIONI:

martedì 30 novembre 2021
Bergamo, ecco 5 progetti per il bando sull’edilizia pubblica

Cinque progetti, per un valore di poco inferiore a 15 milioni di euro. Sono queste le iniziative che il Comune di Bergamo ha candidato al bando ‘Sicuro, Verde e Sociale’, per rimettere a nuovo gran parte del proprio patrimonio immobiliare pubblico. Il bando è finanziato dal Pnrr e rende disponibili sul territorio lombardo circa 253 milioni per interventi di edilizia su edifici residenziali pubblici (con un finanziamento massimo di 15 milioni per ente proponente). Le risorse stanziate verranno ripartite tra l’Aler (l’azienda lombarda per l’edilizia residenziale) e i Comuni. ‘Sicuro, Verde e Sociale’ prevede tempi di attuazione stringenti, che garantiscano l’ultimazione e il collaudo degli interventi entro marzo 2026, in coerenza con le tempistiche concordate dal governo in sede europea.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2021


lunedì 29 novembre 2021
Welfare e salute a Milano – Intervista al neoassessore Lamberto Bertolè

Lamberto Bertolè, 46 anni, è il neo assessore milanese a Welfare e Salute, ha un passato coerente con queste tematiche, da addetto ai lavori, sia come fondatore e operatore di una cooperativa sociale che si occupa di minori, che come insegnante di storia e filosofia al liceo. Negli ultimi 5 anni ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale e oggi si misura con questo nuovo compito amministrativo.
Il direttore IRS, Ugo De Ambrogio, lo incontra nel suo ufficio del quartiere Corvetto, una storica periferia milanese. Il neo assessore lo saluta calorosamente dicendo che sta bene ed è ben motivato nell’assumere le sue nuove funzioni.
Sei assessore al Welfare e salute in questa delicata fase di pandemia, non più in emergenza drammatica ma ormai quasi cronica: che significato hanno queste deleghe?
Lo shock della pandemia ha creato una grande discontinuità, ha amplificato disuguaglianze, fragilità, vulnerabilità e problemi già esistenti. E, al tempo stesso, ha aumentato la consapevolezza pubblica della centralità del welfare e dell’importanza di avere un sistema di servizi non residuale, non marginale, ma trasversale alle politiche dell’amministrazione.
Rispetto a welfare e salute è diffusa oggi una grande aspettativa. La collettività è più consapevole dell’importanza di investire sul sistema del welfare, è una consapevolezza ritrovata che ci offre l’opportunità di farlo e che sostiene la nostra determinazione. Abbiamo il dovere di dedicare ogni nostro sforzo ed energia alla costruzione di risposte ai bisogni, aumentando le possibilità di tutti i cittadini di sostenere le crisi e gli shock, di reagire alle condizioni di fragilità che devono affrontare. Dobbiamo fare di più sia perché è giusto, sia perché tante parti della nostra comunità, che stanno affrontando difficoltà pesanti, ci chiedono di fare di più.

Leggi: Welforum, 29/11/2021


domenica 28 novembre 2021
Maggiori servizi e attenzione per gli anziani

I Sindaci del Distretto dell’Ausl di Imola hanno già condiviso l’impiego delle prime risorse del PNRR destinate al miglioramento delle strutture sanitarie. Sono 4 milioni i fondi richiesti da destinati alle Case della Salute del territorio. Presidio fondamentale in cui i cittadini di Medicina da anni trovano risposta ai loro bisogni, grazie alla collaborazione tra Ausl, medici e pediatri convenzionati e volontariato locale. Sulla Casa della Salute di Medicina saranno investiti circa 800 mila euro per migliorarne la funzionalità, gli ambulatori, gli spazi d’attesa e l’accoglienza. Temi di grande attualità dopo le fragilità che il Covid ha evidenziato un po in tutti gli spazi pubblici. Fondi saranno destinati ovviamente anche all’Ospedale di Imola, ma davanti all’invecchiamento della nostra popolazione e al cronicizzarsi delle patologie è necessario investire anche su nuove modalità che facciano sentire i cittadini più vicini e monitorati nel tempo, possibilmente a casa loro.

Leggi: Il Resto del Carlino, 28/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Milano, oltre 20 mila famiglie sotto sfratto

La denuncia dei sindacati degli inquilini. “Il Comune pubblichi nuovo bando per assegnazione case popolari. Le famiglie sotto sfratto non devono essere lasciate sole senza soluzioni”
Sono quasi 20 mila le famiglie che a Milano e nei comuni della città metropolitana rischiano lo sfratto. Per l’esattezza, 16.513 quelle su cui pendeva una richiesta di esecuzione dello sfratto al 31 dicembre 2019, ossia prima della pandemia. A queste vanno aggiunte altre 3.500, per le quali il Tribunale di Milano ha emesso la convalida dello sfratto dal 2020, anche se sono state sospese per effetto dell’emergenza Covid-19. E poi ci sono 4.562 pignoramenti immobiliari registrati nel 2020, quindi di famiglie alle quali viene pignorata la casa perché per esempio non sono riusciti a pagare il mutuo. È il quadro che emerge dai dati forniti dai sindacati Sunia, Sicet, Uniat, Unione lnquilini, Asia e Conia. Ed è per questo che protestano per la “scelta del Comune di Milano di non aprire il secondo avviso per l’assegnazione delle Case Popolari (alloggi SAP – Servizi Abitativi Pubblici)”, sottolineano. È stato aperto infatti solo un bando per l’assegnazione di 599 alloggi a fronte dei 2.014 che sarebbero disponibili, ai quali se ne potrebbero aggiungere altri derivanti dai piani di manutenzione straordinaria di Aler e Comune. Aler dichiara di averne ristrutturati 2.682 e il Comune 4.200.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Milano. I sindacati inquilini considerano inaccettabile la scelta del comune di non aprire un nuovo bando per l’assegnazione delle case popolari

Conferenza stampa unitaria
I sindacati inquilini considerano inaccettabile la scelta del comune di non aprire un nuovo bando per l’assegnazione delle case popolari
perchè:
• CON LA RIPRESA DEGLI SFRATTI DA SETTEMBRE, SI FA SEMPRE PIU’ DRAMMATICA L’EMERGENZA ABITATIVA A MILANO. Ogni giorno 10 famiglie attendono la polizia che verrà a sfrattarle da casa. Al 31/12/2019 ii Ministero degli Interni segnalava a Milano 16.513 richieste di esecuzione degli sfratti. A queste occorre aggiungere circa 3.500 nuove convalide emesse dal Tribunale di Milano dal 2020 ad oggi che erano state sospese per effetto dell’emergenza sanitaria da COVID/19.
• CI SONO OLTRE 6.000 CASE POPOLARI RISTRUTTURATE DA COMUNE E ALER CHE DEVONO ESSEREASSEGNATE IMMEDIATAMENTE. Le assegnazioni avvengono con tempi ancora troppo lenti, a causa dei vincoli imposti dalla L.R.n.16/2016 e dalle modalità con le quali viene fatta la verifica dei requisiti per gli aventi diritto da parte del Comune e di Aler.
• LE ULTIME MODIFICHE FATTE DALLA REGIONE CONSENTIREBBERO ASSEGNAZIONI PIU’ VELOCI IN BASE ALLADISPONIBILITA’ DEGLI ALLOGGI.
• UN NUOVO BANDO SERVE A MOLTISSIME FAMIGLIE CHE HANNO PEGGIORATO LA LORO CONDIZIONE ABITATIVA, ECONOMICA, SOCIALE E SANITARIA.

Leggi: Sunia, 26/11/2021


giovedì 25 novembre 2021
Sicilia. 233 milioni di euro dal fondo complementare del PNRR per la manutenzione straordinaria e la ristrutturazione degli alloggi e degli immobili di edilizia residenziale pubblica assegnati alla Sicilia

Il patrimonio abitativo pubblico siciliano degli Istituti autonomi case popolari e dei Comuni è quasi del tutto degradato e per il 70% necessita di manutenzione ordinaria e straordinaria, anche per l’incuria in cui è stato abbandonato per anni.
Non possiamo per questo in nessun caso perdere queste ingenti risorse.
Siamo comunque preoccupati per i tempi stretti per la predisposizione dei progetti che entro fine dicembre dovranno essere presentati alla Regione, da parte degli Iacp e dei Comuni, che a sua volta entro il 15 gennaio dovrà presentare il piano degli interventi al ministero delle Infrastrutture.
Il SUNIA ha chiesto: che la definizione degli interventi da inserire nel piano venga fatta coinvolgendo le rappresentanze territoriali dei sindacati degli inquilini e degli assegnatari , che sia data priorità alla manutenzione degli edifici mai più deteriorati e che si tenga conto nelle premialità della riqualificazione di quegli alloggi che possono aumentare l’offerta abitativa pubblica.

Leggi: Sunia, 25/11/2021


IN AGENDA:

3.12.2021 – 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2021

Giunto alla 55ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su questi temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2021», vengono affrontati i processi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

Leggi: Censis


Anziani fragili, rsa e futuro Gli esperti si confrontano – LE due GIORNATE GERIATRICHE novaresi

«Riprendiamo il cammino» è il titolo delle ventesime Giornate geriatriche novaresi (Ggn) sabato 27 e il 4 dicembre all’albergo Italia: si parlerà di anziano fragile e cognitività, di rsa e Covid tra esperienze e futuro, di problemi socio-assistenziali nell’anziano con demenza, di «comunità amica» e altro ancora. Spunti preziosi non solo per professionisti ma anche per chi, a vario titolo, vuole approfondire. Organizzano l’Associazione Malati Alzheimer Novara (Ama) con Alzheimer Uniti Italia e Ordine dei medici. Aldo Biolcati, geriatra, già primario al Maggiore e coordinatore scientifico Ama: «Quest’anno la formula è diversa per ragioni logistiche e per confronti ancora più mirati. È stato impegnativo mettere a punto tutto quanto ma il titolo delle Giornate è più che mai significativo». Il 27 l’attenzione sarà per famigliari caregiver, operatori dei comparti sanitario e socio-assistenziale, psicologi e assistenti sociali. La seconda giornata è in particolare per medici generalisti e specialisti e con 6 crediti Ecm: «Anche la cittadinanza è invitata, in base alla disponibilità dei posti». Iscrizione gratuita, consigliabile comunicarla entro sabato 20. Per dettagli sul 27: amanovaraonlus@gmail.com e 377-1698513. Per il 4 dicembre: ordinemediciodontoiatrinovara@gmail.com oppure 0321-410130. Per partecipare sono necessari mascherina e green-pass.

Leggi: Aging Project


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

AB (Alfabeto Badanti). Appunti per una autobiografia riflessiva

Con lo sguardo di chi si trova a vivere una realtà inaspettata e allo stesso tempo l’occhio “esperto” dello studioso che conosce il nostro sistema di welfare per i non autosufficienti, l’autore offre lo spaccato di vita di un figlio che ha assunto il ruolo di caregiver della propria anziana madre. Il racconto si snoda seguendo le lettere dell’alfabeto, in un alternarsi di osservazioni sul proprio vissuto e di ragionamenti di ampio respiro sulle incongruenze del sistema dei servizi. Di Mauro Ferrari (PhD, sociologo, formatore, consulente organizzativo, docente di Progettazione sociale presso il master “Immigrazione. Fenomeni migratori e trasformazioni sociali” dell’Università Ca’ Foscari di Venezia)
Chi scrive è un sociologo, che da tempo, insieme alla moglie e a qualche supporto esterno, segue sua mamma. Che negli ultimi mesi ha subito un peggioramento, e noi con lei.
Quello che segue è una specie di diario, parte in soggettiva (da qui l’utilizzo della prima persona singolare, le frasi virgolettate), parte in terza persona (le parti che si riferiscono all’interazione fra esperienza diretta e i sistemi di welfare), di una esperienza tuttora in corso come “caregiver familiari”, che altro non sono che figli (e nuore) che hanno intrapreso, per scelta consapevole, la strada della cura a domicilio di una persona non autosufficiente.
Mia mamma, quasi 93enne, nello specifico va nutrita, lavata, cambiata, medicata, spostata dal letto alla carrozzina e viceversa. Nei momenti di lucidità sorprende per come risponde a quesiti sui cruciverba. “il becco dell’aquila?” “rostro” (!), dato che la sua alfabetizzazione è stata in gran parte merito delle “parole crociate” (che bella definizione) compilate nelle notti passate a lume di candela in una garitta vicina al fiume Oglio, in attesa di abbassare o alzare le sbarre del passaggio a livello negli orari previsti, unica compagnia “la domenica del corriere”. Fino a dicembre dello scorso anno viveva a dieci chilometri dalla nostra residenza, con alternarsi di badanti e nostro. Poi, sistemato un monolocale con servizi attrezzati nel giardino della nostra residenza, quella è diventata la sua e nostra abitazione.

Leggi: I Luoghi della Cura


Mese sociale – L’inclusione chiama verbi, non categorie – Di Sergio Pasquinelli

Quando parliamo di inclusione sociale dovremmo smettere di usare le note categorie di bisogno: anziani, minori, poveri, persone con disabilità e così via. Dovremmo usare verbi: vivere con dignità, abitare, lavorare, relazionarsi. Questo, oltre a obbligarci a “integrare” interventi diversi, ci aiuterebbe anche a uscire dal linguaggio un po’ tecnico che circola tra gli addetti ai lavori, a farci capire da tutti, soprattutto da chi è estraneo al mondo dei servizi, del welfare, dell’assistenza.
Il Rapporto di Fondazione per la sussidiarietà
Eppure quando parliamo di risorse economiche ritornano inevitabilmente le note categorie di bisogno con cui ci confrontiamo col resto d’Europa. Ed emerge che l’Italia destina all’assistenza di anziani e disabili risorse insufficienti, il 2,5% del prodotto interno lordo, contro il 3,5% dei paesi Ocse più sviluppati e molto meno di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). È quanto emerso a Roma alla presentazione del Rapporto “Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza” realizzato dalla Fondazione per la sussidiarietà (Fps), in collaborazione con Cesc – Università degli studi di Bergamo, Crisp – Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli studi di Parma e con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia.
Lo studio, come ha evidenziato Redattore Sociale, rileva il ruolo chiave del non profit, che copre metà dell’offerta di posti letto per anziani e disabili (49%), rispetto al 42% di 10 anni fa. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%. La ricerca segnala la necessità di istituire un Servizio nazionale per la non autosufficienza che superi l’attuale frammentazione degli interventi. Un sistema integrato, con un fondo nazionale e un unico canale di accesso.

Leggi: Welforum


Demografia. Le previsioni da incubo dell’Istat: “Nel 2070 la popolazione residente in Italia sarà di 12 mln in meno rispetto al 2020”

Dai 59,6 mln di residenti del 2020 si passerà ai 47,6 mln tra 50 anni. Il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli. IL REPORT
“Le previsioni sul futuro demografico in Italia restituiscono un potenziale quadro di crisi. La popolazione residente è in decrescita: da 59,6 milioni al 1° gennaio 2020 a 58 mln nel 2030, a 54,1 mln nel 2050 e a 47,6 mln nel 2070”. A rilevarlo sono delle stime elaborate dall’Istat che fotografano uno scenario demografico futuro da incubo
Il rapporto tra giovani e anziani infatti sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale.
La crisi demografica si farà sentire su tutto il territorio: entro 10 anni l’81% dei Comuni avrà subito un calo di popolazione, l’87% nel caso di Comuni di zone rurali.
Previsto in crescita il numero di famiglie ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli.

Leggi: Quotidiano Sanità


La missione (possibile) delle cure a casa – di Roberto Bernabei

Ci è voluta un’emergenza sanitaria globale per renderci conto che i fragili si curano sul territorio e che, grazie al supporto delle tecnologie digitali, riusciamo a prenderci cura di questi pazienti anche a distanza. La pandemia ha sfidato il Servizio sanitario laddove, per anni, erano state dedicate risorse e sforzi inadeguati: l’assistenza domiciliare integrata (Adi). Un paradosso, considerato che siamo il primo Paese in Europa per numero di anziani, oggi un quarto della popolazione, e tra gli ultimi per cure domiciliari. I dati del ministero della Salute, censiti da Italia Longeva, ci dicono che l’offerta di Adi, da anni pressoché invariata per numero di assistiti e giornate di presa in carico, è persino peggiorata nell’anno del Covid: nel 2020, poco più di 385mila over-65 (il 2,7% del totale) sono stati curati a domicilio, a fronte di almeno 2 milioni di anziani fragili, con multimorbidità e disabilità, che avrebbero bisogno di cure e monitoraggio continui. L’analisi conferma anche un’altra costante della sanità nostrana, quella delle disomogeneità territoriali, con Regioni in grado di garantire cure domiciliari a più del 3,5% degli anziani e altre che stentano a raggiungere tassi di copertura dell’1%, in molti casi offrendo prestazioni a basso livello di intensità assistenziale e a carattere episodico, come eseguire a domicilio un prelievo ematico. Ma l’Adi è un’altra cosa, prevede un programma di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi che rispondono a bisogni clinici specifici dell’anziano, volti a limitarne il declino funzionale e a migliorare la qualità di vita, e integrati con prestazioni di carattere sociale. Ed è questo che allontana il nostro fragile dall’ospedale posizionandolo nel contesto più favorevole e “curativo”, la propria dimora.

Leggi: Italia Longeva


SEGNALAZIONI:

Indebiti Inps: da calcolare al netto delle imposte

Gli indebiti previdenziali, rivendicati dall’Inps, saranno calcolati al netto delle imposte trattenute al momento dell’erogazione della prestazione e non più al lordo. In applicazione dell’articolo 150 del decreto-legge n. 34/202, l’Istituto previdenziale ha emanato la circolare n. 174 pubblicata il 22 novembre con la quale fornisce le indicazioni operative, precisando che l’ambito di applicazione riguarda le pensioni e le varie indennità previdenziali, nonché le retribuzioni, sulle quali gravano le imposte, mentre sono escluse quelle che ne sono esenti, quali per esempio pensioni e assegni sociali, le pensioni di invalidità civile, le maggiorazioni sociali e gli assegni familiari.
La disposizione, spiega l’Inps nella circolare, è stata introdotta dal legislatore per “deflazionare” il contenzioso civile e amministrativo, derivante dalla pregressa normativa che consentiva all’Istituto previdenziale pubblico di richiedere le somme indebitamente riscosse al lordo delle ritenute fiscali, consentendo al contribuente, raggiunto dalla comunicazione dell’indebito, di recuperare le ritenute subite attraverso il meccanismo della deduzione degli oneri. Contenzioso che, nel corso degli anni, ha contribuito a formare un orientamento giurisprudenziale univoco, secondo cui la restituzione di eventuali indebiti deve riguardare solo le somme effettivamente percepite dal contribuente.
L’Istituto, quindi, in qualità di sostituto di imposta, qualora abbia titolo a chiedere la restituzione di somme percepite indebitamente, dovrà calcolarle al netto delle imposte e non costituiranno onere deducibile per il contribuente gravato dall’indebito.
All’Inps, la nuova disposizione riconosce un credito d’imposta pari al 30 per cento delle somme oggetto di restituzione, utilizzabile senza limite di importo in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D.lgs n. 241/1997.

Leggi: Inca


 

 

 

Domenico Pantaleo è il nuovo presidente nazionale Auser

Venerdì 19 novembre si sono chiusi i lavori del X Congresso Nazionale Auser con l’elezione di Domenico Pantaleo come nuovo presidente nazionale, succede ad Enzo Costa giunto dopo otto anni al termine del suo secondo mandato.
Nato a Milano nel 1954, Pantaleo inizia la sua esperienza sindacale nel 1977 come responsabile della lega Filtea di Putignano (Bari) in una fase di duro scontro per affermare il rispetto del contratto nazionale e per superare le condizioni di sfruttamento e di lavoro nero. Successivamente viene eletto prima Segretario generale della Filtea di Bari per poi essere chiamato a ricoprire la carica di Segretario generale regionale. Nel 1989 entra nella Segreteria regionale della Fillea. Nel 1992 entra invece nella Segreteria della Cgil Puglia con l’incarico di responsabile della contrattazione e delle politiche industriale diventando nel 2000 Segretario generale. Nel 2008 viene eletto Segretario generale della Flc nazionale. Conclusi gli otto anni di mandato viene chiamato a lavorare nel dipartimento welfare della Cgil nazionale, per poi entrare nella Segreteria dello Spi Cgil Nazionale. Dal 29 marzo di quest’anno era membro della presidenza nazionale Auser.


NEWS:

lunedì 22 novembre 2021
Audizione CGIL su Legge di Bilancio 2022

Di seguito pubblichiamo il testo dell’Audizione CGIL sul disegno di legge di Bilancio 2022-2024 svolta lunedì 22 novembre presso le Commissioni congiunte Bilancio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, elaborato da tutte le Aree del Centro Confederale
Il giudizio sulla Legge di bilancio 2022 è condizionato da una serie di misure che presentano forti criticità e da una serie di nodi irrisolti che rischiano di non cogliere la necessità di dare risposte al lavoro, in particolare dei giovani e delle donne, e alle condizioni materiali delle persone. Inoltre sono assenti politiche adeguate di coordinamento sul versante industriale e dello sviluppo, in particolare del Mezzogiorno del Paese, che colleghino adeguatamente le scelte di investimento determinate dal PNRR con strumenti in grado di affrontare da un lato le crisi dall’altro le nuove opportunità di specializzazione produttiva. Non si supporta a sufficienza la transizione industriale verso lo sviluppo sostenibile e l’innovazione. L’Italia ha affrontato l’emergenza pandemica con un’economia debole, una struttura produttiva ridimensionata e un’alta disoccupazione effettiva.

Leggi: Cgil, 22/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Rigenerazione urbana: documento CGIL e SUNIA in relazione al nuovo testo unificato

Di seguito pubblichiamo la memoria predisposta da CGIL e SUNIA, sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, inviata il 17 novembre scorso alla 13a Commissione Permanente del Senato, in relazione al Nuovo testo unificato per i disegni di legge nn. 1131, 970, 985, 1302, 1943, 1981, 2292 e 2297, in materia di rigenerazione urbana
CGIL e SUNIA considerano il coinvolgimento sul nuovo testo unificato in materia di rigenerazione urbana un segnale importante di attenzione e interesse per i temi di cui si occupano, a partire dalla qualità del vivere in contesti urbani sempre più complessi e dell’abitare sociale nel più ampio ambito della rigenerazione urbana.
Le nostre Organizzazioni hanno espresso alcune considerazioni in materia, a novembre dello scorso anno, nell’audizione presso la 13a Commissione permanente del Senato nell’ambito dell’esame congiunto dei disegni di legge 1131, 970, 985, 1302, 1943, 1981. Già in quella occasione mostrammo il nostro apprezzamento per l’interesse del Parlamento nel voler dotare la legislazione nazionale di una norma quadro in materia di rigenerazione urbana, processo ormai ineludibile per perseguire un obiettivo di sviluppo sostenibile, rimarcando un vuoto legislativo che ha prodotto confusione e ambiguità, essendo spesso stata intesa, la rigenerazione, nonostante finalità dichiarate di ridurre il consumo di suolo, favorire la rigenerazione e razionalizzazione del patrimonio edilizio e delle aree urbane degradate, una mera modalità per derogare agli indici edilizi.

Leggi: Cgil, 22/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Cade il tabù dell’obbligo di vaccinazione. Ora si rompano gli indugi e si attui anche in Italia, prima che sia troppo tardi

Una crescita fortissima dei contagi ha spinto il governo austriaco a riattivare il lockdown almeno per i prossimi 20 giorni e poi a fare l’annuncio che rompe il tabù sull’obbligatorietà vaccinale finora imperante in tutte le cancellerie europee: dal 1 febbraio, in Austria, chi non si sarà ancora vaccinato dovrà farlo per legge. E da noi? Cosa impedisce di attuare questa misura ragionevole, chiara e legittima di sanità pubblica?
L’Austria ha rotto gli indugi e ha annunciato che da febbraio 2022 scatterà l’obbligo vaccinale contro il Covid per tutti.
L’Austria è uno dei paesi europei dove la quarta ondata sta colpendo molto duramente: negli ultimi 14 giorni rilevati dall’Ecdc ha contato ben 1.527 casi ogni 100mila abitanti, meno degli oltre 2.000 della Slovenia che detiene il record negativo nei Paesi Ue, ma comunque molti di più dei 473 casi ogni 100mila registrati mediamente in Europa. E molti, molti di più dei 72 ogni 100mila della Spagna e dei 129 dell’Italia.

Leggi: Quotidiano Sanità, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Grandi metropoli: un italiano su 5 andrebbe a vivere in un piccolo paesino

Dove vivi e dove vorresti vivere – Diversi fattori influiscono sul luogo dove si scegliere di vivere, dalle possibilità economiche alle opportunità di lavoro e ai bisogni familiari.
Secondo il sondaggio «Dove vivi e dove vorresti vivere» di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, solo la metà degli abitanti nel nostro Paese è soddisfatta del luogo in cui vive. Dal campione di 3 mila persone, rappresentativo della popolazione italiana, emerge che un quinto degli abitanti dei grandi centri metropolitani andrebbe volentieri in un piccolo paesino. Non è lo stesso, però, per lo spostamento inverso: dai piccoli centri è soltanto il 12% che farebbe a cambio con chi vive in città.
Vantaggi e svantaggi dei grandi centri urbani -Degli abitanti dei grandi centri urbani (oltre 250 mila), gran parte si ritiene soddisfatta. In una scala da 1 a 5 che misura il livello di gradimento del luogo, il 52% ha votato fra 4 e 5. Un terzo di loro, però, pensa che il problema più urgente da risolvere è il costo delle case, ancora prima che dell’inquinamento.

Leggi: Corriere della Sera, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Sindacati al governo: risposte su pensioni, fisco, sanità e non autosufficienza

“I pensionati chiedono risposte, già a partire da questa Legge di Bilancio”. Lo hanno ribadito Cgil, Cisl, Uil e Spi, Fnp, Uilp nel corso della grande Assemblea Nazionale di Spi, Fnp, Uilp che si è tenuta ieri, 17 novembre, a Roma.
“L’apertura del Governo al confronto è un risultato significativo – dichiarano Cgil, Cisl, Uil e Spi, Fnp, Uil – perché è finalmente emersa una volontà di cominciare a discutere di una modifica strutturale della Riforma Fornero, come chiediamo da tempo, e sulla destinazione degli 8 miliardi previsti dalla Legge di Bilancio per ridurre la pressione fiscale. Una volontà che valuteremo e verificheremo negli incontri che si terranno nelle prossime settimane.
Per noi è necessaria l’adozione di misure che tutelino i pensionati di oggi e di domani; a partire da una pensione di garanzia per i giovani; dal riconoscimento previdenziale del lavoro di cura; da una flessibilità in uscita intorno ai 62 anni o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età; dal maggior riconoscimento dei lavoro gravosi e usuranti; da un meccanismo più equo di rivalutazione delle pensioni; dall’ampliamento dei beneficiari della quattordicesima e incremento dell’importo per chi già la riceve.

Leggi: Spi-Cgil, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Anziani, Sant’Egidio lancia il crowdfunding per trovare “soluzioni abitative nuove”

La campagna di raccolta fondi è dedicata a “La Casa dell’Amicizia” e prevede la realizzazione di appartamenti per esperienze di cohousing a beneficio di persone anziane fragili e in difficoltà economiche
La Comunità di Sant’Egidio – comunità cristiana diffusa in 70 paesi del mondo – lancia a Padova nello storico quartiere del Portello il progetto della “La Casa dell’amicizia”. Con la ristrutturazione del patronato della Chiesa dell’Immacolata, l’iniziativa prevede la realizzazione di sale polifunzionali e due appartamenti per esperienze di cohousing a beneficio di anziani in condizioni di fragilità e di difficoltà economiche.
Il progetto parte da una consolidata esperienza della Comunità di Sant’Egidio sul territorio nazionale ed europeo: da molti anni a Padova la comunità, che conta attualmente 300 volontari, ha promosso due convivenze di questo tipo con risultati molto positivi, sia sulla qualità della vita che sulla salute degli anziani.

Leggi: Redattore Sociale, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Spazi in trasformazione

L’urbanismo transitorio è un nuovo approccio alla rigenerazione urbana che da alcuni anni si sta sperimentando con successo in Francia. Amministrazioni e proprietari privati di immobili inutilizzati lavorano per coinvolgere le comunità in un processo dedicato a sperimentare nuovi usi degli spazi che possono innescare processi di cambiamento rigenerativo non solo immobiliare.
Si tratta, infatti, di una innovazione necessaria del modo di “fare e vivere la città” dove la priorità attribuita alla rigenerazione urbana spinge verso la ricerca di modelli di riuso capaci di generare impatti sociali, culturali ed economici tangibili.
Le città, basta guardarsi intorno, sono “piene di vuoti”, spazi non più utilizzati, edifici abbandonati, dalle caserme ai cantieri navali, dalle fabbriche agli uffici vuoti, un patrimonio storico deteriorato soprattutto nelle periferie, che rappresentano insieme un problema e un’opportunità per lo sviluppo del territorio, radicalmente altro dall’espansione insediativa e dal consumo di suolo.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 19/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
La babele dell’assistenza agli anziani nel nostro Paese – “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” – La nuova ricerca Auser presentata al X Congresso Nazionale

I non autosufficienti nel nostro Paese sono oggi 2milioni 996.000 un numero destinato a crescere nel futuro, nel 2045 potrebbero raggiungere una cifra variabile fra 4.296.000 e gli oltre 5milioni 500mila. Molto dipenderà dalle politiche di prevenzione che verranno realizzate.
Gli anziani non autosufficienti esprimono una domanda di assistenza e bisogni molto complessi a cui si riesce a dare risposta a fatica, un peso che le famiglie portano sulle loro spalle spesso in solitudine. Per essere all’altezza della sfida demografica che ci attende occorre mettere al centro la persona con i suoi bisogni (affettivi, sanitari, sociali, culturali); l’integrazione dei servizi di assistenza è una delle condizioni essenziali ai fini della qualità dell’assistenza sociosanitaria alla popolazione anziana non autosufficiente.
L’Auser con la ricerca di Claudio Falasca “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” presentata a Roma il 18 novembre in occasione del X Congresso Nazionale, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni.

Leggi: Auser, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Il Ministro Orlando al Congresso Nazionale Auser – “Rappresentate una preziosa bussola che consente alla politica di non perdersi”

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando è intervenuto questa mattina al X Congresso Nazionale dell’Auser in corso a Roma presso il Centro Congressi Frentani.
Il Ministro ha espresso apprezzamento per l’operato dell’Auser “per la tenacia e la lungimiranza del vostro impegno sociale e solidale che da molti anni portate avanti. Avete tracciato una strada importante dell’innovazione sociale e culturale. Voi – ha proseguito – rappresentate una preziosa bussola che consente anche alla politica di non perdersi. C’è bisogno di una politica che metta al centro l’ essenzialità del diritto alla cura e alle relazioni umane. L’esigenza di un cambiamento profondo nel rapporto tra istituzioni e cittadini deve basarsi sulla partecipazione. Oggi più che mai il ruolo delle organizzazioni è fondamentale” ha proseguito il ministro Orlando.
“Gli anziani, le donne e i bambini hanno pagato di più le conseguenze della pandemia. Sono accresciute le disuguaglianze e le solitudini. La pandemia è stato un punto di rottura che ci ha fatto capire che non possiamo più a tornare a prima e che una nuova politica per gli anziani deve valorizzare quella fase della vita.

Leggi: Auser, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Assistenza ai non autosufficienti: “Situazione allarmante, una vera babele”

Indagine Auser analizza i piani regionali sociali e sanitari: le pagine dedicata agli anziani sono il 3%, le risorse nei bilanci lo 0,2%. “21 sistemi diversi, con rilevanti disparità”. In Italia oltre 2,9 milioni di non autosufficienti, nel 2045 potrebbero anche superare i 5,5
L’assistenza agli anziani non autosufficienti è “una vera ‘babele’ con grandi ritardi nell’integrazione dei servizi sociali e sanitari”. La denuncia di questa “situazione allarmante” è contenuta nella ricerca di Claudio Falasca, “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali”, promossa da Auser e presentata a Roma oggi, 18 novembre, nel corso del X Congresso Nazionale. Sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni: le pagine dedicata agli anziani nei piani sono solo il 3%, le risorse nei bilanci lo 0,2%. “Inutile” invece la verifica del rispetto dei Livelli essenziali delle prestazioni in ambito sociale (Lep) e del loro grado di integrazione con i servizi sanitari, considerato “che a più di 20 anni dalla loro introduzione, perdura l’assenza della normativa nazionale che ne garantisce l’esigibilità”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Dal “geriatra di famiglia” alle tre misure (non rinviabili) sull’assistenza domiciliare: le proposte di Auser

Nell’indagine Auser le misure per uscire dalla “babele” dell’assistenza agli anziani: potenziare infermieri di famiglia, assistenti sociali e assistenza domiciliare e istituire un Fondo nazionale per la cura a lungo termine. “Mettere ordine nell’architettura istituzionale”
Così come per i bambini è istituito il pediatra di famiglia “è giunto il momento di prevedere il Geriatra di famiglia come uno dei pilastri del sistema sanitario”: il rapporto oggi in Italia è di solo 4.249 geriatri per oltre 13 milioni di over65. Accanto a questa figura professionale, occorre sviluppare quella dell’infermiere di famiglia, cui spetterebbe il servizio di consulenza e supporto alle famiglie e la gestione di collegamento, integrazione e ascolto tra il medico di medicina generale, il geriatra, i servizi e la famiglia. Oltre a rafforzare la presenza degli assistenti sociali nei distretti sociosanitari: oggi sono 23.282 a fronte di oltre 253 mila infermieri. Sono alcune delle proposte dell’Auser per “uscire dalla babele” dell’assistenza agli anziani non autosufficienti; una serie di misure sui cui intervenire da subito, a corredo dei risultati dell’indagine “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali”, presentato oggi, 18 novembre, nel corso del X Congresso Nazionale, curata da Claudio Falasca.

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
La Corte Costituzionale boccia le questioni sollevate sulla proroga degli sfratti

Da gennaio però occorrono misure di sostegno a inquilini e proprietari per una reale graduazione programmata dei provvedimenti che freni le gravi criticità dell’emergenza sfratti in forte aumento dal 1 gennaio 2022
Dichiarazione dei Segretari generali Stefano Chiappelli, SUNIA, Antonio Falotico, SICET, Augusto Pascucci, UNIAT, Walter De Cesaris, Unione Inquilini
Con la sentenza n. 213 della Corte Costituzionale, depositata l’11 novembre 2021, si conferma la legittimità delle proroghe (dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 e dal 1° luglio al 31 dicembre 2021) della sospensione dell’esecuzione di rilascio di immobili per morosità.
La pronuncia ha pertanto dichiarato non fondate le questioni di costituzionalità sollevate dai Giudici dell’esecuzione presso i Tribunali di Trieste e di Savona, in relazione all’articolo 13, comma 13, del decreto-legge cd. Milleproroghe (31 dicembre 2020 n. 183) e all’articolo 40-quater del decreto legge cd. sostegni (22 marzo 2021 n. 41).
In particolare la Corte ha rilevato come rispetto alla sospensione prevista all’inizio della pandemia, che risultava generalizzata, i successivi provvedimenti restringendo il campo temporale della sospensione hanno attuato un progressivo e ragionevole aggiustamento e bilanciamento degli interessi e diritti delle parti interessate.

Leggi: Sunia, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Nelle Rsa torna la paura del Covid: tutti positivi e una vittima ad Aosta, 5 morti ad Ancona

Il virus rialza la testa anche nelle strutture di assistenza per anziani. Tutti positivi e una vittima in un centro ad Aosta, 5 morti ad Ancona. I sanitari: «Non bastano più le protezioni, la terza dose è in ritardo»
Ha solo una mascherina bianca per difendersi. E adesso, quest’infermiera triste si mette le mani davanti agli occhi. «Non lo so. Non lo so davvero. Non riesco a capire come possa essere successo. Abbiamo usato tutta la cura possibile e rispettato i protocolli. Ma non è bastato». C’è da sperare che questa casetta bassa, dietro al centro di Aosta, non assomigli al futuro d’Italia. Qui le Rsa vengono chiamate micro comunità. Nella struttura di via Saint-Martin de Corléans, gestita dal Comune, erano ospitate tredici persone anziane non autosufficienti, dodici di loro si sono ammalate di Covid, una è morta: si chiamava Ilda Rosset, aveva ottant’anni e l’Alzheimer, è morta dopo sette giorni di agonia nel reparto di rianimazione dell’ospedale Parini.

Leggi: La Stampa, 18/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Anziani non autosufficienti, in manovra solo 100 milioni per i servizi domiciliari dei Comuni. “Serve almeno il triplo. L’attenzione del governo è calata”

Cristiano Gori, coordinatore del Network Non Autosufficienza che fa parte del Patto per un nuovo welfare in questo campo: “Il Recovery plan prevede 580 milioni in più per l’Assistenza domiciliare integrata delle Asl, cioè i servizi medici, infermieristici e riabilitativi, di cui beneficia il 6,2% degli anziani. Ma, in attesa della riforma annunciata sempre nel Pnrr, va rafforzato anche il servizio comunale”. La legge di Bilancio promette livelli essenziali delle prestazioni: le risorse però non bastano.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 16/11/2021


DALLE REGIONI:

martedì 23 novembre 2021
Puglia, sì dell’aula alla legge sull’assistenza sanitaria per i senza dimora

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato alla unanimità la proposta di legge presentata dal Pd che garantisce assistenza sanitaria a chi vive in strada e che proprio perché senza una casa non può scegliere un medico di base. Il testo di legge si basa sui dati relativi a chi vive in povertà assoluta che secondo i rilievi effettuati dall’Istat e relativi al 2020 riguardano il 9,4% della popolazione nazionale.
La proposta di legge considera anche i dati relativi alla Puglia con un focus sulla città di Bari in cui ci sarebbero tra i 500 e i 550 senzatetto di cui il 53,7% vive in condizioni di indigenza da almeno due anni. Più dell’80% ha dichiarato di aver avuto almeno un contatto con i servizi sociali comunali nel corso dell’ultimo anno mentre il 12% degli intervistati dichiara di avere condizioni di salute precarie o molto gravi.

Leggi: Redattore Sociale, 23/11/2021


martedì 23 novembre 2021
Casa, in Emilia-Romagna 4,3 milioni per inquilini involontariamente morosi

Per gli inquilini involontariamente morosi la Regione Emilia-Romagna per il 2021 mette a disposizione di Comuni e Unioni di Comuni oltre 4,3 milioni di euro. Si trasformeranno in “aiuto concreto” per quanti non riescono a pagare l’affitto per gravi difficoltà economiche, anche dovute all’emergenza sanitaria, e finiscono per rischiare di perdere la casa per sfratto. Questo provvedimento dal 2014 ha permesso di destinare sul territorio oltre 29,8 milioni di euro, e ora viene rafforzato a causa dell’emergenza Covid, ampliando la platea dei beneficiari. La Giunta regionale, con un atto approvato in questi giorni, ha infatti recepito la novità introdotta dal decreto del ministero delle Infrastrutture del 30 luglio scorso, che ha ripartito tra le Regioni i fondi per dare un contributo a chi, a causa dell’emergenza Covid, ha subito una riduzione del reddito Irpef superiore al 25% rispetto al 2020.

Leggi: Redattore Sociale, 23/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Pescara. Il Comune ha pubblicato il bando per la mobilità volontaria fra assegnatari degli alloggi E.R.P. di famiglie con disabili

E’ stato pubblicato, nei giorni scorsi, da parte del Settore Politiche per il Cittadino e del Servizio Politiche Abitative del Comune di Pescara un AVVISO PUBBLICO per la gestione della mobilità volontaria riservata ai sensi dell’art.17-bis L.R. 96/96 e ss.mm.ii. fra assegnatari di Alloggi ERP.
In buona sostanza, gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica possono presentare domanda di mobilità volontaria riservata a nuclei assegnatari, in cui sono presenti persone non deambulanti o non vedenti, riguardo gli alloggi che, nel periodo di efficacia delle varie graduatorie definitive, si renderanno disponibili nel Comune di Pescara, nonché negli immobili di
proprietà del predetto Comune siti in Montesilvano, Spoltore e Francavilla al Mare.

Leggi: Sunia, 22/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Anziani, allarme Pd Marche: rischio perdita di un terzo delle Rsa per debiti

“La Regione Marche sembra aver deciso di lasciare al loro destino gli enti gestori del settore socio-sanitario i quali, durante la pandemia, hanno continuato a erogare servizi di assistenza ad anziani, disabili, minori, soggetti con problemi di salute mentale e dipendenze patologiche”. E’ il j’accuse lanciato dal capogruppo in Consiglio regionale Maurizio Mangialardi (Pd) nei confronti dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini e del governatore Francesco Acquaroli.
“Da mesi denunciamo, inascoltati, le difficoltà di queste strutture, duramente colpite dalla pandemia che ha fatto aumentare i costi di gestione e impedito l’accoglienza di nuove persone- continua Mangialardi – Il rischio è di perdere sotto il peso dei debiti oltre un terzo delle strutture autorizzate che si occupano quotidianamente di ben 15 mila persone di cui 12 mila anziani.

Leggi: Redattore Sociale, 22/11/2021


sabato 20 novembre 2021
La portineria si trasferisce nel quartiere per sostenere chi è in difficoltà

È il progetto del Csv di Venezia per contrastare la solitudine, che coinvolge i territori della città metropolitana, di Mestre e Chioggia. In questi nuovi spazi i volontari assisteranno persone anziane, con disabilità o con problemi socioeconomici per piccole necessità e attività quotidiane
Nel territorio della città metropolitana di Venezia c’è una nuova concezione delle portinerie, che da un singolo palazzo si trasferiscono nei quartieri, diventando spazi innovativi, sia fisici che virtuali, dedicati all’ascolto e al supporto dei cittadini, in cui far crescere legami sociali, ma anche rispondere ai bisogni di chi vive situazioni di difficoltà.
Avviene grazie al progetto “Portinerie di quartiere. Avamposto di comunità” che il Csv di Venezia sta sperimentando in rete con alcune organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale attive sul territorio, per promuovere azioni di contrasto alla “solitudine involontaria”, dovuta al fenomeno dell’impoverimento delle reti primarie familiari e amicali.

Leggi: Redattore Sociale, 20/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Troppa burocrazia e tempi lunghi per i permessi rischiano di fare da freno

Case con prezzi accessibili, mobilità fluida, riqualificazione degli edifici in chiave sostenibile sono alcuni dei temi toccati dal Pnrr , il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che potrebbe rappresentare la sfida chiave per il nostro Paese. E per Milano.
In arrivo nel capoluogo lombardo pre-Covid erano attesi investimenti per circa dieci miliardi di euro, oggi che le cifre si sono ridimensionate per la pandemia e la cautela imposta dai tempi che viviamo dovrebbero arrivare però 4-5 di miliardi proprio dal Pnrr. Capitali in grado di accelerare quel processo di rinascita che Milano ha messo in piedi anni fa.«La stagione aperta dal Governo Draghi e l’approvazione del Pnrr rappresentano una opportunità storica non ripetibile per tracciare un nuovo percorso per il futuro dell’Italia, da un punto di vista sociale, ambientale ed economico – dice Paolo Bellacosa, partner di Vitale & Co -.

Leggi: Confedilizia, 19/11/2021


mercoledì 17 novembre 2021
L’intelligenza artificiale per predire il rischio di povertà negli anziani e per riconoscere le emozioni connesse ai bisogni invisibili

Ampel, il nuovo progetto di cui Auser Lombardia è partner, Università di Milano-Bicocca, Auser Lombardia e la Fondazione IRCCS Carlo Besta (con il supporto di Fondazione Cariplo) hanno avviato oggi il progetto “AMPEL: Artificial intelligence facing Multidimensional Poverty in ELderly” che – utilizzando la metafora di un semaforo (“Ampel” in tedesco) con tre gradi di allerta – analizza, classifica e valuta in termini predittivi, il rischio di povertà multidimensionale degli anziani.
Gli obiettivi principali del progetto sono: 1) l’identificazione di nuovi indicatori del rischio di povertà e della loro reciproca interazione sulla base di dati che raccolgono informazioni relative alle difficoltà quotidiane e che potrebbero rivelare nuove criticità che i servizi sociali, i comuni e le altre istituzioni pubbliche dovranno affrontare; 2) la definizione di modelli di Intelligenza Artificiale che, gestendo grandi quantità di dati eterogenei, forniscano una previsione del rischio di povertà, che può essere sfruttata dai responsabili delle politiche di welfare per progressiva eradicazione della povertà e la promozione della salute, anche per guidare le azioni in caso di situazioni di emergenza, come la pandemia Covid-19;

Leggi: Auser, 17/11/2021


IN AGENDA:

3.12.2021 – 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2021

Giunto alla 55ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su questi temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2021», vengono affrontati i processi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

Leggi: Censis


Anziani fragili, rsa e futuro Gli esperti si confrontano – LE due GIORNATE GERIATRICHE novaresi

«Riprendiamo il cammino» è il titolo delle ventesime Giornate geriatriche novaresi (Ggn) sabato 27 e il 4 dicembre all’albergo Italia: si parlerà di anziano fragile e cognitività, di rsa e Covid tra esperienze e futuro, di problemi socio-assistenziali nell’anziano con demenza, di «comunità amica» e altro ancora. Spunti preziosi non solo per professionisti ma anche per chi, a vario titolo, vuole approfondire. Organizzano l’Associazione Malati Alzheimer Novara (Ama) con Alzheimer Uniti Italia e Ordine dei medici. Aldo Biolcati, geriatra, già primario al Maggiore e coordinatore scientifico Ama: «Quest’anno la formula è diversa per ragioni logistiche e per confronti ancora più mirati. È stato impegnativo mettere a punto tutto quanto ma il titolo delle Giornate è più che mai significativo». Il 27 l’attenzione sarà per famigliari caregiver, operatori dei comparti sanitario e socio-assistenziale, psicologi e assistenti sociali. La seconda giornata è in particolare per medici generalisti e specialisti e con 6 crediti Ecm: «Anche la cittadinanza è invitata, in base alla disponibilità dei posti». Iscrizione gratuita, consigliabile comunicarla entro sabato 20. Per dettagli sul 27: amanovaraonlus@gmail.com e 377-1698513. Per il 4 dicembre: ordinemediciodontoiatrinovara@gmail.com oppure 0321-410130. Per partecipare sono necessari mascherina e green-pass.

Leggi: Aging Project


Seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale”

Lunedì 29 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, è in programma il seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale” promosso dal Master in “Governance e innovazioni di welfare locale” del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, insieme al Comune di Bologna e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. L’appuntamento verrà trasmesso dalla sala convegni del MAMbo in diretta streaming sul canale youtube della Redazione Area Welfare del Comune di Bologna. Il seminario vuole essere un’occasione per riflettere – insieme a docenti, esperti, rappresentanti delle Istituzioni – sulle nuove sfide che il nostro welfare è chiamato oggi ad affrontare e sulle innovazioni nella produzione di servizi, alla luce delle opportunità offerte dal Pnrr e dei nuovi strumenti normativi in materia di co-progettazione e co-programmazione. Leggi la notizia

Leggi: Comune di Bologna


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Analisi critica di alcuni obiettivi del PNRR per la medicina territoriale – Giuseppe Belleri

Il capitolo finale del Dossier di accompagnamento del PNRR a Bruxelles affronta le problematiche finanziarie che comprendono due sezioni: i costi per strutture e personale e i risparmi di spesa aggiuntivi rispetto al finanziamento comunitario. Questi ultimi prevedono:
la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza per diabete, BPCO ed ipertensione arteriosa e della spesa farmaceutica per tre classi di farmaci;
il contenimento degli accessi impropri al PS.
Si tratta di ingenti risparmi che destano alcune perplessità per quanto riguarda la spesa farmaceutica, i ricoveri e gli accessi impropri in PS. Vediamo in dettaglio quest’ultimo capitolo.
La riduzione degli accessi in PS
La quantificazione dei risparmi previsti nelle schede di programma appare ottimistica. Le Case della Comunità o CdC potranno contribuire al contenimento dell’utilizzo inappropriato del PS ma difficilmente nella misura che ipotizza il dossier inviato a Bruxelles, vale a dire una riduzione dei codici bianchi e verdi rispettivamente del 90% e 60%, con un risparmio di risorse destinato a finanziare le CdC. Queste percentuali, rapportate al numero annuale di accessi ai PS, comporterebbero un calo complessivo di quasi il 60%, cifra poco realistica e di difficile concretizzazione nel breve-medio periodo.

Leggi: Welforum


Ma i servizi non possono essere un’azienda – di Giovanni Merlo

«La progressiva sanitarizzazione dei servizi sociosanitari – scrive Giovanni Merlo, riferendosi alla realtà della Lombardia, ma non solo – ha coinvolto, seppure in modalità differente, anche gli interventi di carattere più schiettamente socioassistenziale che, pur con contenuti differenti, vengono finanziati e controllati con un sistema che risponde alla medesima matrice ideologica. Uno degli esiti è che, in questa rete di unità di offerta, le persone con disabilità possono entrare con una discreta facilità, almeno fino a quando trovano posti liberi, ma invece non ne escono quasi mai»
L’accademico Gregorio Arena ci ha insegnato che gli Enti di Terzo Settore hanno una natura bifronte: «Da un lato sono cittadini associati che la Repubblica (intesa come apparato istituzionale) deve sostenere quando svolgono attività di interesse generale. Dall’altro lato, cioè dal punto di vista dei cittadini attivi, sono “Repubblica” e quindi devono essi stessi “favorire” le autonome iniziative dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale».
Si tratta di una considerazione che, non a caso, giunge al termine di un progetto che ha coinvolto le principali sigle associative lombarde, chiamato Trame di futuro. Un’iniziativa, cui ne sono seguite altre analoghe, dedicate alla riflessione e al confronto su ciò che unisce e caratterizza una serie di realtà che hanno storie, caratteristiche, organizzazioni e attività molto diverse fra loro, quali ad esempio, tra le altre, l’Auser, le ACLI, la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

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Professioni sociali e competenze digitali – Una proposta per adeguare i percorsi formativi – Massimo Campedelli, Lara Toccafondi, Gianna Vignani

L’uso delle tecnologie nei servizi alla persona
La rivoluzione digitale coinvolge ogni aspetto della nostra vita. Il passaggio dall’analogico al digitale riguarda lavoro, tempo libero, modo in cui viviamo le relazioni, ecc. Le competenze digitali necessarie per partecipare a questo irreversibile processo ce le costruiamo giorno per giorno in modo proporzionale alle possibilità di accesso a strumenti e tecnologie.
C’è un ambito di applicazione che l’Unione Europea sollecita sempre più a frequentare, ed è quello dei servizi sociali e sociosanitari. Oltre alla necessità di adeguare un settore economico allo “spirito del tempo”, indicatori demografici ed epidemiologici richiedono di ottimizzare risorse materiali e immateriali integrando soluzioni hi-tech in attività caratterizzate da un’alta intensità di relazioni umane. Indice di vecchiaia, aspettativa di vita in buona salute, tasso di fecondità, indice di dipendenza, ecc. sono assolutamente chiari. Diviene quindi sempre più urgente compiere scelte adeguate alle necessità di cura della terza età e che favoriscano un invecchiamento sano.

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Missione inclusione e coesione sociale – Presentazione a cura di Emanuele Ranci Ortigosa

In questo Punto di Welforum: “Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?“ la prima parte, sulle tracce dell’articolo di apertura, è dedicata al cogliere il PNRR come opportunità e sfida per dare seguito al motto “non più come prima”, per andare oltre, per rimpostare rivedere e riqualificare. In un precedente Punto avevamo scritto che occorre cambiare paradigma, assumerne uno nuovo.
L’articolo di apertura e gli articoli della prima parte del Punto, richiamano quindi le sofferenze prodotte dalla pandemia e la storica svolta nelle politiche pubbliche determinatasi per fronteggiarle, cui seguono contributi di analisi e valutazione della impostazione, dei contenuti, delle risorse del PNRR e di proposte per una riorganizzazione e riqualificazione di questa componente del welfare.
Questa seconda parte del Punto è dedicata alla “Missione inclusione e coesione sociale”. Il PNRR la articola in più politiche, ambiti di intervento, relativi finanziamenti, come illustra la tabella 1. (Tabella 1).

Leggi: Welforum


Anteprima Rapporto OASI-Bocconi 2021. La pandemia ha accelerato la trasformazione del Ssn. Dallo shock iniziale al Pnrr – di Lucia Conti

Storicamente, la governance e la mission prevalente del Ssn sono state caratterizzate da profondi processi di trasformazione che “hanno generato fasi di circa 7-10 anni”. Il Covid ha determinato, all’opposto, “il susseguirsi veloce di policy, di mission e di cultura istituzionale”. Tanto che, secondo i ricercatori della Sda Bocconi School of Management, si può parlare di “quattro epoche attraversate in due anni”. E “già se ne intravede all’orizzonte una quinta”, da realizzare anche alla luce del Pnrr. IL RAPPORTO IN SINTESI
La pandemia di SARS-CoV-2 (Covid) ha impresso un’accelerazione fortissima ai cambiamenti del nostro Ssn, tanto che, secondo la Sda Bocconi School of Management si può parlare di “quattro epoche attraversate in due anni”. Al momento gli investimenti del Pnrr rappresentano un trampolino di lancio verso il futuro. Si intravede però una “quinta epoca” che, probabilmente, sarà contraddistinta da una nuova austerità, con una spesa sanitaria corrente che non crescerà significativamente. La questione cruciale è se, dopo questa importante fase di lotta al Covid, segnata da grandi cambiamenti (emergenza, recupero attività, PNRR) e da mesi di riflessioni, sia ancora possibile immaginare una stagione di controllo della spesa basata prevalentemente su razionamenti, o se invece, finalmente, la logica sarà quella della razionalizzazione.

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

Covid-19: Indennità di malattia per quarantena

Sia per i lavoratori dipendenti sia per i fragili, l’Inps rimette in lavorazione le richieste per malattia per quanti si trovino in quarantena a causa del Covid-19 o in permanenza domiciliare con sorveglianza attiva.
A comunicarlo l’Istituto previdenziale pubblico, con il messaggio n. 4027 del 18 novembre, prendendo atto della proroga per tutto il 2021, con effetto anche retroattivo, approvata con il decreto fiscale, entrato in vigore il 22 ottobre scorso (D.L. 146 del 21/10/2021),
Entrambe le tutele economiche, sia per i lavoratori in quarantena sia per quelli “fragili, fortemente sollecitate dalla Cgil e dall’Inca, saranno gestite dalle strutture territoriali Inps di competenza e lavorate nel rispetto dell’ordine cronologico degli eventi.
L’Inps ricorda che la nuova formulazione del comma 5 dell’articolo 26 prevede che gli oneri connessi al riconoscimento dell’indennizzo per malattia a carico dell’Inps, sono finanziati dallo Stato nel limite massimo di spesa di 663,1 milioni di euro per l’anno 2020 e di 976,7 milioni di euro per l’anno 2021.
Il messaggio dell’Inps non contiene, invece, indicazioni sulla gestione del rimborso forfettario di 600 euro dell’onere annuale della malattia-quarantena rimasto a carico del datore di lavoro che non versa il contributo di malattia all’Inps, rimborso previsto sempre dal D.L. 146/2021. Pertanto, in assenza di tali istruzioni, il rimborso continua a non essere operativo.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

All’Auser il “Premio al Volontariato –Costruttori del bene comune” della Presidenza del Senato della Repubblica

L’Auser è fra le associazioni insignite del Premio al Volontariato della Presidenza del Senato. La cerimonia di consegna si è tenuta sabato 13 novembre presso l’Aula del Senato e si potrà seguire in diretta televisiva su Rai Due a cura di Rai Parlamento a partire dalle ore 11,45. “Un riconoscimento che ci riempie di orgoglio – commenta il presidente nazionale Enzo Costa – e che idealmente intendo consegnare a tutti i volontari e le volontarie della nostra associazione che con impegno, dedizione e coraggio hanno svolto le loro attività a favore delle persone più fragili e della comunità, in un momento così difficile per tutti noi”.
Il riconosciomento è stato dato ad Auser “”per lo straordinario impegno dei volontari a sostegno degli anziani”.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 16 novembre 2021
Anziani non autosufficienti: “Battuta d’arresto, ma l’impegno continua”

Intervista a Cristiano Gori, tra i promotori del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza: “Chiedevamo 300 milioni per i servizi di assistenza domiciliare erogati dai Comuni: nella legge di Bilancio ce ne solo 100. Noi continuiamo a impegnarci per un’assistenza domiciliare integrata”
“La preoccupazione generale è che il maggior interesse verso gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie, che si era espresso nella riforma contenuta nel Pnrr, stia già venendo meno. Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza aveva chiesto 300 milioni per i servizi di assistenza domiciliare (Sad) erogati dai Comuni, nella legge di Bilancio ce ne solo 100”. E’ deluso e preoccupato Cristiano Gori, docente di Politica sociale nel dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, consulente scientifico dell’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano e promotore del Network Non autosufficienza, che solo pochi mesi fa, su queste pagine, aveva espresso fiducia e speranza che proprio il Pnrr potesse rappresentare “una grande opportunità per gli anziani non autosufficienti del nostro Paese”. Il documento, infatti, dedicava ampio spazio al tema della non autosufficienza, annunciando non solo interventi di carattere sanitario, ma una “riforma organica” e, appunto, integrata di questo settore. Il Pnrr sembrava quindi recepire “il principale obiettivo della nostra proposta”, commentava Gori, riferendosi al documento presentato dal Network (e commentato sempre su queste pagine) negli scorsi mesi, poco dopo la presentazione del Piano firmato dall’allora premier Conte.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Manovra, “solo 100 milioni per gli anziani non autosufficienti”

La denuncia del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza: “La Legge di bilancio stanzia 200 milioni in meno di quanto previsto per i servizi domiciliari sociali erogati dai Comuni”. “Briciole”: le organizzazioni chiedono il reintegro dei fondi
“La Legge di Bilancio stanzia, per il 2022, solo 100 milioni di euro per i servizi domiciliari sociali erogati dai Comuni agli anziani non autosufficienti. Dunque, 200 milioni in meno di quanto previsto dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che aveva chiesto che l’1% delle risorse stanziate con la Legge di Bilancio – ossia 300 milioni su 30 miliardi – fosse destinato a costruire un rafforzamento stabile dei servizi di assistenza domiciliare erogati dai Comuni”. E’ la denuncia le organizzazioni del Patto.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Come stanno gli anziani in Italia

I dati Istat sugli aspetti strutturali e dinamici dell’invecchiamento sono un importante strumento di approfondimento. Un compendio delle principali informazioni sullo stato di salute e sul benessere degli over 65 del Rapporto annuale 2020
L’accresciuta aspettativa di vita rappresenta indubbiamente un successo per il welfare dell’Italia, che da tempo è una delle nazioni più longeve del mondo, sopravanzando nel 2017 per il sesso maschile tutte le altre dell’Unione europea. Gli indicatori sulla dimensione qualitativa della sopravvivenza dimostrano che non solo è aumentata la speranza di vita, ma anche la vita media in buona salute.
Le donne che nel 2020 hanno 80 anni possono sperare di viverne almeno altri 10 e i coetanei maschi quasi 9. Nell’ultimo decennio, i sessantacinquenni hanno guadagnato più di un anno di speranza di vita in buona salute (da 5,6 nel 2009 a 7,3 nel 2019). Pertanto, le donne a 65 anni si aspettano di vivere in buona salute almeno il 30% degli anni che restano loro, gli uomini più del 40%. Per gli ultraottantenni, questa possibilità diminuisce di poco, scendendo al 23,6% dei 10 anni che restano ancora da vivere per le donne e al 33% dei 9 anni per gli uomini.
Cosa vuol dire buona salute
La percezione di buona salute, che consente di cogliere la multidimensionalità del concetto di salute, inteso, secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, come stato di “completo benessere fisico, mentale e sociale” è complessivamente maggiore tra gli anziani maschi, sebbene l’incremento nell’ultimo decennio sia stato maggiore nelle donne tra i 65 e i 74 anni e nei maschi ultra settantacinquenni.

Leggi: Collettiva, 15/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
L’invecchiamento in buona salute

Prosegue la ricerca di soluzioni organizzative e tecnologiche a favore degli anziani nell’ambito di Sociotechlab, il progetto finanziato dallo Spi Cgil. All’opera università e istituti di eccellenza in Italia
L’invecchiamento è un fatto. Cresce ovunque la quota di persone anziane e in tutti i Paesi si attivano programmi di intervento sociosanitario. Una sfida che si inserisce nel piano delle Nazioni unite e dell’Organizzazione mondiale della sanità per il 2021-2030 sull’Invecchiamento in buona salute. Sono quattro le aree d’azione: la creazione di ambienti fisici, sociali ed economici a misura di anziano; la lotta contro i pregiudizi, gli stereotipi e le discriminazioni nei confronti dell’invecchiamento; lo sviluppo di un’assistenza integrata preventiva, curativa, riabilitativa e palliativa; infine, la garanzia di un’assistenza a lungo termine.
Migliorare la qualità della vita durante la terza età è diventato uno degli obiettivi primari anche per lo Spi, il sindacato dei pensionati e delle pensionate della Cgil. Lo scopo non è solo quello di vivere di più, ma di vivere in salute.

Leggi: Collettiva


lunedì 15 novembre 2021
Clima, le conclusioni della COP26 deludono le associazioni ambientaliste. “Ma la direzione è giusta”

Amnesty International: “Tradimento catastrofico nei confronti dell’umanità”. Wwf: “Testo lontano dalla perfezione, ma la direzione è giusta”. Legambiente: “L’accordo di Glasgow è inadeguato”. Greenpeace: “Accordo debole, manca di coraggio”
Una sostanziale delusione di fondo, ma anche la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta. Questa potrebbe essere la sintesi delle reazioni delle associazioni ambientaliste alle conclusioni della COP26 di Glasgow sul clima. Reazioni diverse, che prendono spunto da un testo finale considerato assai lontano dalla perfezione. Ma per alcuni si tratta comunque di un punto di partenza importante, per altri di un tradimento delle aspettative dei giovani e, più in generale, dell’intera umanità.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Inquinamento. In Italia è strage: nel 2019 quasi 64mila morti evitabili. In tutta Europa 307 mila morti ma 178mila si sarebbero potute evitare con aria più pulita. Report dell’Agenzia europea

I dati dell’Agenzia europea dell’ambiente ci pongono in testa alla classifica. Le malattie più comuni provocate dall’inquinamento e per le quali si registra la maggiore mortalità evitabile sono quelle cardiache, l’ictus, le polmonarie e il cancro ai polmoni. L’Italia è al secondo posto per morti evitabili da particolato e ozono tra i grandi Paesi dopo la Germania, ma al primo posto per le morti da biossido da azoto. Ma la via per abbattere tutte queste morti c’è: rispettare i livelli massimi Oms che se fossero stati rispettati avrebbero ridotto la mortalità evitabile complessiva del 55%.
L’inquinamento atmosferico è una delle principali cause di morte prematura e malattie ed è il più grande rischio per la salute ambientale in Europa. A fare il punto della situazione è l’Agenzia europea per l’ambiente (AEA) che sottolinea come siano le malattie cardiache e l’ictus le ragioni più comuni di morte prematura attribuibili all’inquinamento atmosferico, seguite dalle malattie polmonari e dal cancro ai polmoni.
L’AEA ha anche stimato i potenziali benefici per la salute derivanti dal raggiungimento degli standard di qualità dell’aria dell’UE e dei valori delle linee guida dell’OMS per il particolato fine nell’aria ambiente.

Leggi: Quotidiano Sanità, 15/11/2021

 


sabato 13 novembre
Periferie, 551 progetti pronti ma senza fondi: il 93% è al Nord

Chiusa la graduatoria per distribuire 3,4 miliardi, ma ne servirebbe un altro
Per una volta il problema non è rappresentato dai progetti che mancano. Perché le ristrutturazioni edilizie e gli interventi infrastrutturali per riqualificare aree periferiche a Bergamo, Sondrio, Treviso, Padova, Vicenza o Parma sono stati progettati. Ma mancano i fondi: notizia paradossale ai
tempi del Pnrr che alla riqualificazione urbana dedica «grande attenzione» perché la considera «strumento di supporto all’inclusione e al recupero del degrado sociale e ambientale» come si legge a pagina 210 del Piano.L’allarme circola fra i sindaci da settimane, e alimenta un malcontento tradotto in telefonate sempre più frequenti a Roma per cercare risposte che a oggi non ci sono. A secco sono rimasti 551 progetti, che nel 93% dei casi (510) riguardano il Nord Italia: dove per molte città, soprattutto medie e piccole, la rigenerazione urbana rischia di essere la porta d’accesso quasi
esclusiva al Recovery Plan.L’origine del problema non è complicata da ricostruire. Prima della ripresa degli ultimi due anni la macchina degli investimenti comunali è rimasta imballata per oltre un decennio, rimandando al futuro idee di interventi che si sono quindi accumulate nel tempo. Poi, proprio alla vigilia del Covid e del Next Generation chiamato a ricucire le ferite pandemiche, quel futuro è arrivato, con il bando per la rigenerazione urbana avviato dalla manovra 2020.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 13/11/2021


sabato 13 novembre
Modello Milano per la legge sulla rigenerazione delle città

La discussione al Senato. La proposta risolutiva del ministero delle Infrastrutture consente ai Comuni di approvare progetti presentati da privati anche prima che sia varato il piano complessivo
Al ministero delle Infrastrutture lo chiamano già «modello Milano», pensando all’intervento straordinario per quantità e qualità, di rigenerazione urbana avvenuto nel capoluogo lombardo nel decennio scorso prevalentemente su proposta di soggetti privati.
C’è un articolo della proposta di testo inviata dal ministro Enrico Giovannini al Senato, per disincagliare la legge quadro sulla rigenerazione urbana, che punta proprio a incentivare l’intervento e la proposta di privati nelle città. È l’articolo 7 della proposta e dà, più di altri, il segno del cambiamento che Giovannini vuole imprimere al dibattito sulla rigenerazione urbana. Senza togliere nulla al fatto che il nuovo testo rafforza, pur semplificando, gli strumenti pubblici – nazionali e locali – di programmazione e di valutazione degli interventi, senza però ingessare tutto, come era avvenuto con i testi finora esaminati al Senato. È stata la stessa commissione Ambiente, d’altra parte, a chiedere l’intervento del ministro per cercare un punto di equilibrio che sbloccasse la situazione destinata al binario morto.

Leggi: Inu, 13/11/2021


venerdì 12 novembre 2021
Superbonus 110%, bonus facciate, cessione del credito:le 7 nuove regole da conoscere

I bonus edilizi: torna le cessione del credito e lo sconto in fatturaSi modifica il quadro dei bonus edilizi dopo il varo del disegno di legge di Bilancio 2022 (qui il testo approvato dal Consiglio dei ministri) e il decreto legge sui controlli di congruità delle spese fiscalmente detraibili . Rispetto al testo discusso a ottobre dal Consiglio dei ministri, la Manovra cambia alcuni bonus, le regole per accedere e i documenti da presentare: la novità di maggior rilievo è il ritorno della cessione del credito per tutti i bonus (il testo di ottobre a partire dal 1° gennaio prossimo ne limitava la possibilità al solo bonus 110%). Ricapitoliamo quindi le scadenze e le informazioni principali.Superbonus 110%, le scadenze: dai condomini alle villette Il superbonus viene prorogato nella misura attuale fino al 31 dicembre 2023 per i condomini, fino al 30 giugno 2022 per le case indipendenti, con proroga al 31 dicembre 2022 solo per chi abbia depositato la Comunicazione inizio lavori entro il 30 settembre 2021 o possegga un Isee fino a 25 mila euro; fino al 31 dicembre 2023 per Iacp e assimilati (ivi comprese le cooperative), purché entro il 30 giugno 2022 risulti effettuato il 60% dei lavori.

Leggi: Corriere della Sera, 12/11/2021


giovedì 11 novembre 2021
Una manovra inadeguata. Parte la mobilitazione di CGIL, CISL e UIL

Cgil Cisl Uil legge di bilancio 2022 mobilitazione unitaria
La bozza di legge di bilancio non dà risposte sufficienti per contrastare le diseguaglianze sociali, economiche e geografiche del Paese.
Per questa ragione, CGIL CISL UIL, avviano un percorso di mobilitazione per migliorarne i contenuti nel solco della piattaforma unitaria.
PENSIONI
No a quota 102. Serve una pensione di garanzia per giovani, più sostegno a donne, ai lavoratori disoccupati, discontinui e precoci e forti incentivi per la previdenza complementare.
Possibilità di pensione:
– da 62 anni di età.
– con 41 anni di contributi senza limiti di età.
Migliorare Opzione donna e rafforzare l’Ape sociale estendendo la platea dei lavori gravosi e usuranti.

Leggi: Cgil, 11/11/2021


giovedì 11 novembre 2021
Lavoro domestico, invecchiano colf e badanti. “Si rischia di non avere più personale”

I dati di Assindatcolf e Idos. Nell’ultimo decennio è drasticamente calata la presenza di colf, badanti e baby sitter under 30 (-61,4%) mentre si è assistito ad un invecchiamento della forza lavoro. Con possibili conseguenze nel prossimo futuro. Zini: “Pesano il mancato ricambio generazionale e la chiusura dei canali di ingresso regolari per i cittadini extracomunitari a cui ormai assistiamo da anni e che la pandemia ha bloccato”
Il lavoro domestico non è un impiego che piace ai giovani: nell’ultimo decennio, infatti, è drasticamente calata la presenza di colf, badanti e baby sitter under 30 (-61,4%) mentre si è assistito ad un progressivo invecchiamento della forza lavoro. Nel 2020 gli over 50 rappresentano oltre la metà dei lavoratori impiegati nel comparto: circa 480 mila domestici regolari (di cui 319 mila stranieri) su un totale di 920 mila. È questa la fotografia scattata da Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, che oggi, insieme al Centro Studi e Ricerche Idos, ha presentato i dati sul comparto domestico contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione 2021.

Leggi: Redattore Sociale, 11/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
Anziani non autosufficienti, “grazie alle famiglie lo Stato risparmia 11,6 miliardi per l’assistenza”

Secondo il Rapporto Domina, nel 2020 le famiglie italiane hanno speso 7,2 miliardi di euro per sostenere il lavoro domestico. Aggiungendo la componente irregolare, si sfiorano i 15 miliardi di euro. Considerando solo l’assistenza agli anziani non autosufficienti, in uno scenario ipotetico senza l’impegno delle famiglie, lo Stato dovrebbe gestire una spesa di 11,6 miliardi superiore a quella attuale (lo 0,7% del PIL)
Nel 2020 le famiglie italiane hanno speso 7,2 miliardi di euro per sostenere il lavoro domestico. Aggiungendo la componente irregolare, si sfiorano i 15 miliardi di euro. Considerando solo l’assistenza agli anziani non autosufficienti, in uno scenario ipotetico senza l’impegno delle famiglie, lo Stato dovrebbe gestire una spesa di 11,6 miliardi superiore a quella attuale. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel terzo Rapporto annuale Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico) sul lavoro domestico 2021, che verrà presentato il prossimo gennaio.

Leggi: Redattore Sociale, 10/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
Figliuolo conferma via libera alla terza dose anche nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali

Lo prevede una circolare del Commissario che ha risposto ad un quesito posto dalla Regione Piemonte. “Si potrà procedere alla somministrazione della dose ‘booster’ anche alle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali residenziali e semi residenziali dedicate ai disabili, pazienti psichici e delle dipendenze e al personale ivi operante”. IL DOCUMENTO
Via libera alla terza dose anche in tutte le strutture (sociosanitarie e socioassistenziali) residenziali e semi residenziali. È quanto prevede una circolare del Commissario per l’Emergenza Francesco Figliuolo che ha risposto ad una richiesta pervenuta dalla Regione Piemonte.
“Sentito il parere – si legge nella circolare – del Ministero della Salute, del Consiglio superiore di sanità e dell’Iss, e condividendo la necessità di mettere in sicurezza i citati luoghi di comunità, si esprime parere favorevole in merito al quesito posto, indicando la possibilità di procedere alla somministrazione della dose ‘booster’ anche alle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali residenziali e semi residenziali dedicate ai disabili, pazienti psichici e delle dipendenze e al personale ivi operante”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
Clima. Il caldo miete vittime tra gli over 65: mortalità giornaliera cresciuta dell’8%, +2.239 decessi

Tra il 17 maggio e il 17 settembre, nove le città maggiormente colpite: Bari (+46%), Campobasso (+30%), Catania (+27%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%) Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%) e Napoli (+9%). Questi alcuni dei risultati rilevati dal Sistemi di allarme, dal Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera e dagli accessi in pronto soccorso. IL DOCUMENTO
Un’estate calda, anzi caldissima quella di quest’anno, in Europa a più calda degli ultimi 20 anni. A pagarne lo scotto le fasce di popolazione più fragili per età e condizioni di salute. Da maggio a settembre la mortalità giornaliera è cresciuta dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2020. Ben 2.239 decessi in più causati dalle temperature superiori alla media del periodo con eccessi statisticamente significativi in 9 città: Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%), Campobasso (+30%), Napoli (+9%), Bari (+46%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%) e Catania (+27%).
A fotografare gli effetti delle alte temperature sulla salute sono i risultati dei Sistemi di allarme (Hhwws) e del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG) e degli accessi in pronto soccorso, rilevati tra il 17 maggio e il 17 settembre scorsi, contenuti nel Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute pubblicato sul sito del ministero della Salute.

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/11/2021


martedì 9 novembre 2021
Cop26, abolire il superbonus per attuare la transizione ecologica – di Edoardo Zanchini – Vicepresidente nazionale Legambiente

A guardarlo da Glasgow, il conflitto in corso sul super ecobonus del 110 per cento per la riqualificazione edilizia mostra tutti i limiti di un Paese che non ha ancora deciso di fare sul serio rispetto alla transizione ecologica.
A contrapporsi sono due fronti, da un i “rigoristi” preoccupati per l’impatto sul bilancio dello stato del più generoso incentivo al mondo, e dall’altro un fronte ampio politico e imprenditoriale che chiede di prolungare ancora di qualche anno l’intervento.
Con la legge di Bilancio si è segnato un punto a favore del ministro dell’Economia Daniele Franco, comprensibilmente angosciato da una spesa arrivata già a oltre 10 miliardi di euro e che rischia di andare fuori controllo.

Leggi: News110, 09/11/2021


DALLE REGIONI

martedì 16 novembre 2021
Palermo, dall’Agenzia sociale per la casa erogati due milioni di euro

Oltre due milioni di euro, 539 famiglie accolte e accompagnate verso un nuovo progetto di vita. Il dato emerge dal lavoro messo in campo dall’Agenzia sociale per la casa di Palermo a partire dal mese di ottobre del 2020 e per tutto il 2021 per contrastare il disagio abitativo e quindi le povertà. “Un lavoro, quello degli operatori dei 10 punti snodo di Palermo che non ha trovato sosta nemmeno nei periodi più critici della pandemia e che grazie al dialogo costante con l’amministrazione comunale rappresenta la maggiore interfaccia sul territorio per sostenere le famiglie in difficoltà”, dice una nota.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Casa, la Regione Liguria mette 9 milioni per aiutare a pagare gli affitti

Oltre nove milioni stanziati dalla giunta della Regione Liguria per aiutare le persone in difficoltà a pagare l’affitto. I nuovi finanziamenti approvati oggi coinvolgono 138 Comuni liguri che hanno presentato richiesta e sono stati assegnati in base al fabbisogno della popolazione residente…
Oltre nove milioni stanziati dalla giunta della Regione Liguria per aiutare le persone in difficoltà a pagare l’affitto. I nuovi finanziamenti approvati oggi coinvolgono 138 Comuni liguri che hanno presentato richiesta e sono stati assegnati in base al fabbisogno della popolazione residente. “Un contributo importante per aiutare le fasce più in difficoltà della popolazione- affermano il governatore Giovanni Toti e l’assessore a Edilizia e Urbanistica, Marco Scajola- l’impegno e l’attenzione da parte della Regione nel supportare i cittadini in difficoltà è un elemento fondamentale della nostra azione amministrativa, che tiene naturalmente conto degli effetti economici della pandemia sulle famiglie”. I cittadini interessati potranno rivolgersi direttamente al proprio Comune per accedere alle risorse. I Comuni potranno assegnare i contributi utilizzando i bandi già attivati per l’assegnazione degli otto milioni stanziati lo scorso anno, oppure varandone nuovi.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Anziani, il Comune di Ravenna potenzia il servizio taxi calmierato

Novità per il servizio taxi per persone in condizioni di fragilità impossibilitate a spostarsi in autonomia. Da un lato, infatti, c’è tempo fino al 31 dicembre per la richiesta dei voucher taxi-buoni viaggio per utilizzare il servizio a prezzi calmierati per sbrigare ogni incombenza e necessità o anche raggiungere le sedi vaccinali. Dall’altro è stata ampliata la platea dei beneficiari, estesa agli over 65 e alle persone con invalidità civile riconosciuta per almeno il 64%.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Casa, nelle Marche 63 milioni per la riqualificazione degli alloggi popolari

Il programma nazionale “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica” stanzia quasi 63 milioni di euro per le Marche. La giunta regionale ha approvato oggi i criteri ed i requisiti per la selezione degli interventi da finanziare…
Il programma nazionale “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica” stanzia quasi 63 milioni di euro per le Marche. La giunta regionale ha approvato oggi i criteri ed i requisiti per la selezione degli interventi da finanziare. “Si tratta di un programma di grande rilevanza, in linea con il nostro percorso centrato sull’efficientamento e ristrutturazione del patrimonio residenziale pubblico nel rispetto dei criteri di sicurezza e di tutela ambientale- spiega in una nota l’assessore regionale all’Edilizia residenziale pubblica, Stefano Aguzzi- finanziato a livello nazionale con risorse del Piano nazionale complementare per un importo complessivo di 2 miliardi di euro. Senza dubbio un’altra opportunità per rimettere in moto la crescita economica della regione”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Casa, Reggio Emilia: dalla Regione 976 mila euro di aiuti per l’affitto

Nuove risorse a disposizione del Comune di Reggio Emilia per lo scorrimento della graduatoria a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento dell’affitto della prima casa…
Nuove risorse a disposizione del Comune di Reggio Emilia per lo scorrimento della graduatoria a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento dell’affitto della prima casa. Grazie a un finanziamento della Regione di 976 mila euro, infatti, l’ente sarà in grado di liquidare 749 domande, che si vanno ad aggiungere alle 417 già sostenute a maggio per un totale di 1.166 famiglie reggiane che riceveranno l’aiuto nell’anno 2021 e uno stanziamento complessivo di 1,5 milioni. Tra le nuove domande finanziate, sono comprese tutte le 181 domande inviate per calo del reddito a causa della pandemia da Covid e poco più della metà delle domande presentate per disagio abitativo. La liquidazione avverrà in due tranche: le prime 320 domande saranno finanziate entro l’anno, mentre una seconda tranche con le domande restanti sarà sostenuta a inizio 2022.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2021


domenica 14 novembre 2021
La città battezza l’Osservatorio dei diritti

Firmato un patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale, trentacinque associazioni e alcuni cittadini La città battezza l’Osservatorio dei diritti Firmato un patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale, trentacinque associazioni e alcuni cittadini
LUCCA. Sempre di più città dei diritti. Una festa di partecipazione, nel cuore di Lucca sotto il loggiato di Palazzo Pretorio, ha dato vita ieri pomeriggio all’Osservatorio dei diritti. Un nuovo organismo, che nasce dalla firma di un patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale e trentacinque associazioni del territorio, ma anche singoli cittadini.A sottoscrivere il documento costitutivo, assieme ai rappresentanti dei gruppi, è stato il sindaco Alessandro Tambellini. Con lui, il consigliere delegato ai diritti Daniele Bianucci e l’assessora Ilaria Vietina, assieme ad altri componenti dell’amministrazione.«L’Osservatorio avrà una sede in Città, in quella che chiameremo “la casa dei diritti”, e che inaugureremo nelle prossime settimane – spiega il sindaco, assieme al consigliere Bianucci e all’assessora Vietina – avrà il compito di osservare la reale tutela e la possibile violazione dei diritti all’interno della nostra comunità; di promuovere a riguardo eventi di informazione e sensibilizzazione; di creare e utilizzare strumenti volti all’ascolto della voce dei cittadini.

Leggi: Cgil Lucca, 14/11/2021


venerdì 12 novembre 2021
Barriere architettoniche, la Lombardia dà il via libera alle linee guida per i Piani per l’accessibilità

La Giunta della regione Lombardia ha approvato le linee guida per la redazione dei Piani per l’accessibilità, l’inclusione e il benessere ambientale (Peba). I destinatari sono i comuni, con particolare riferimento a quelli fino a 5 mila abitanti, che hanno bisogno di un maggiore supporto per la realizzazione dei Piani e delle opere fondamentali per migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici
La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Alessandra Locatelli, ha approvato le linee guida per la redazione dei Piani per l’accessibilità, l’inclusione e il benessere ambientale (Peba).
“L’obiettivo – ha spiegato l’assessore – è agevolare la redazione dei Piani e aumentare significativamente il numero dei comuni che li adottano in ottica di accessibilità e inclusione sociale. I destinatari sono i comuni, con particolare riferimento a quelli fino a 5.000 abitanti, in quanto hanno bisogno di un maggiore supporto per la realizzazione dei ‘Peba’ e delle opere fondamentali per migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
La casa è il primo luogo di cura. Le prospettive di riforma previste dal Pnrr

Se ne parla oggi e domani al convegno promosso dalla Asl di Viterbo in collaborazione con l’Università della Tuscia e la Regione Lazio. Gli interventi del Dg Donetti, del direttore di Agenas Mantoan e del coordinatore del gruppo che lavora sul Pnrr al ministero della Salute Stefano Lorusso.
L’invecchiamento della popolazione italiana, il mutato contesto socio-epidemiologico, l’aumento delle fragilità e l’insorgenza di multi-patologie rendono sempre più necessaria la riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Anche a seguito della pandemia da SARS.CoV2 – che ha messo a nudo le reali criticità del sistema sanitario – si è resa sempre più evidente e centrale l’importanza delle cure di prossimità e dell’integrazione tra ospedale e territorio anche grazie all’utilizzo dei sistemi di sanità digitale e della telemedicina.
Il domicilio del paziente diviene in questo scenario un ambito non più di “fastidiosa complessità” ma privilegiato e interconnesso per quella “continuità di cure di qualità” di cui è stato riscontrato l’estremo bisogno proprio nel pieno dell’emergenza pandemica, luogo dove la persona e il suo più vicino caregiver diventano attori rilevanti del processo di presa in carico.

Leggi: Quotidiano Sanità


IN AGENDA:

Anziani fragili, rsa e futuro Gli esperti si confrontano – LE due GIORNATE GERIATRICHE novaresi

«Riprendiamo il cammino» è il titolo delle ventesime Giornate geriatriche novaresi (Ggn) sabato 27 e il 4 dicembre all’albergo Italia: si parlerà di anziano fragile e cognitività, di rsa e Covid tra esperienze e futuro, di problemi socio-assistenziali nell’anziano con demenza, di «comunità amica» e altro ancora. Spunti preziosi non solo per professionisti ma anche per chi, a vario titolo, vuole approfondire. Organizzano l’Associazione Malati Alzheimer Novara (Ama) con Alzheimer Uniti Italia e Ordine dei medici. Aldo Biolcati, geriatra, già primario al Maggiore e coordinatore scientifico Ama: «Quest’anno la formula è diversa per ragioni logistiche e per confronti ancora più mirati. È stato impegnativo mettere a punto tutto quanto ma il titolo delle Giornate è più che mai significativo». Il 27 l’attenzione sarà per famigliari caregiver, operatori dei comparti sanitario e socio-assistenziale, psicologi e assistenti sociali. La seconda giornata è in particolare per medici generalisti e specialisti e con 6 crediti Ecm: «Anche la cittadinanza è invitata, in base alla disponibilità dei posti». Iscrizione gratuita, consigliabile comunicarla entro sabato 20. Per dettagli sul 27: amanovaraonlus@gmail.com e 377-1698513. Per il 4 dicembre: ordinemediciodontoiatrinovara@gmail.com oppure 0321-410130. Per partecipare sono necessari mascherina e green-pass.

Leggi: Aging Project


Seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale”

Lunedì 29 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, è in programma il seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale” promosso dal Master in “Governance e innovazioni di welfare locale” del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, insieme al Comune di Bologna e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. L’appuntamento verrà trasmesso dalla sala convegni del MAMbo in diretta streaming sul canale youtube della Redazione Area Welfare del Comune di Bologna. Il seminario vuole essere un’occasione per riflettere – insieme a docenti, esperti, rappresentanti delle Istituzioni – sulle nuove sfide che il nostro welfare è chiamato oggi ad affrontare e sulle innovazioni nella produzione di servizi, alla luce delle opportunità offerte dal Pnrr e dei nuovi strumenti normativi in materia di co-progettazione e co-programmazione. Leggi la notizia

Leggi: Comune di Bologna


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

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Urbanpromo – Progetti per il Paese

Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”. Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

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 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

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 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Luci e ombre del bilancio di previsione 2022 – di Roberto Artoni

L’approvazione del bilancio di previsione dello Stato è il risultato di un lungo processo, in cui possono essere individuati alcuni passaggi essenziali:
• delineazione del quadro macroeconomico nell’anno in corso;
• previsione delle grandezze macroeconomiche per l’anno successivo associato a una stima delle principali poste del bilancio pubblico in assenza di interventi, o a politiche invariate;
• quadro programmatico delle grandezze macroeconomiche per l’anno successivo;
• individuazione degli interventi di finanza pubblica che dovrebbero garantire il raggiungimento degli obiettivi macroeconomici fissati nel quadro programmatico.
Il disegno di legge varato dal Consiglio dei Ministri è poi sottoposto all’approvazione del Parlamento entro il 31 dicembre.
In queste note ricostruiamo il processo come si è sviluppato nell’anno in corso, fino all’approvazione il 28 ottobre del Disegno di legge riguardante il bilancio di previsione per il 2022, che a sua volta riflette la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef). approvata dal governo all’inizio di ottobre.

Leggi: Welforum


L’accessibilità e l’inclusione sociale contribuiscono alla vitalità urbana

Promosso dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), dall’URBIT (Urbanistica Italiana) e dalla Camera di Commercio di Genova, in collaborazione con il Ministero della Cultura, il CNR e di CERPA Italia, il “Premio città accessibili a tutti” va a tesi di laurea magistrale o a ricerche e studi innovativi sulle tematiche dell’accessibilità a 360 gradi. La cerimonia conclusiva si avrà online il 19 novembre, all’interno della manifestazione “Urbanpromo Progetti per il Paese”, seguita dalla tavola rotonda “Il contributo dell’accessibilità a 360° e dell’inclusione sociale alla vitalità urbana”
Promosso dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), dall’URBIT (Urbanistica Italiana) e dalla Camera di Commercio di Genova, che in tal senso ha messo a disposizione in buoni libri e/o dispositivi un montepremi complessivo di 5.000 euro, oltreché avvalendosi della collaborazione del Ministero della Cultura, del CNR e di CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità), il Premio città accessibili a tutti è destinato a tesi di laurea magistrale, nonché a ricerche e studi aventi carattere innovativo, sulle tematiche dell’accessibilità a trecentosessanta gradi, realizzati, nella fattispecie dell’edizione di quest’anno, tra il 1° aprile 2020 e il 30 settembre scorso.
«L’interesse – spiegano i promotori dell’iniziativa – è stato rivolto in particolare alle parti urbane (centri storici, quartieri periferici, spazi pubblici, edifici) e alle dimensioni vaste (città, ambiti rurali, territori), considerando le limitazioni imposte alla vitalità e reciprocamente alla qualità della vita delle persone che sono prodotte da barriere fisiche, sensoriali, percettive, intellettive e di genere, ma anche culturali, sociali ed economiche».

Leggi: Superando


Autorizzazione e accreditamento dei servizi sociosanitari. Tra libertà di iniziativa privata e regole pubblicistiche – di Alceste Santuari

Il sistema di welfare sociosanitario è caratterizzato – inter alia – da un lato, da elementi di garanzia del cittadino quali l’accesso universalistico alle prestazioni e il rilievo del soggetto pubblico cui l’ordinamento ha affidato la funzione di programmazione, di pianificazione e regolazione dell’erogazione delle prestazioni in una dimensione di supervisione generale della spesa sanitaria, nonché di acquirente, in molti casi, delle prestazioni stesse. Dall’altro, il sistema di welfare si caratterizza come “spazio” in cui gli operatori economici possono operare, anche in concorrenza tra loro, in coerenza con gli elementi di garanzia sopra richiamati.
In questo senso, l’autorizzazione, l’accreditamento e gli accordi contrattuali costituiscono strumenti giuridici funzionali a contemperare le esigenze sopra richiamate e finalizzati ad assolvere le funzioni di regolazione della presenza di soggetti privati in ambito sanitario e sociosanitario, in specie in un momento storico caratterizzato, tra gli altri, dalla contrazione delle risorse pubbliche e dalla necessità di razionalizzare la spesa pubblica. In quest’ottica, dunque, attraverso l’autorizzazione, l’accreditamento e gli accordi contrattuali la committenza pubblica disciplina i rapporti che, in un contesto di partecipazione dei soggetti privati all’erogazione delle prestazioni sociosanitarie, richiedono comunque la responsabilità ultima in capo alle pubbliche amministrazioni.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Fino al 2024 nessun aumento dell’età pensionabile
Nel biennio 2023-2024 non aumenta l’età pensionabile. A stabilirlo il decreto ministeriale del 27 ottobre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre, che ha certificato il decremento della speranza di vita pari a 3 mesi, confermando i vigenti requisiti anagrafici e contributivi.
Di conseguenza fino a quella data, si potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Stessi requisiti anche per coloro che sono privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, le cui pensioni sono calcolate esclusivamente con il metodo contributivo, a condizione però che l’importo pensionistico maturato non risulti inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale.
Invariati i requisiti per la pensione anticipata contributiva: 64 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione effettiva, ma a condizione che la quota maturata non risulti inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale.
Analogamente, i lavoratori rientranti tra le categorie gravose e usuranti, potranno accedere al pensionamento con 66 anni e 7 mesi, così pure restano invariati i requisiti richiesti per i precoci (quelli che possono vantare dodici mesi di lavoro con relativa contribuzione prima del compimento dei 19 anni), che potranno andare in pensione con 41 anni di anzianità contributiva.

Leggi: Inca


Indebiti pensionistici: la giustizia riduce le pretese di Inps

Per la violazione del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione l’Inps può pretendere la restituzione delle somme indebitamente percepite, senza sospendere il trattamento pensionistico. Così si è espresso il Tribunale ordinario di Firenze in ben tre sentenze, accogliendo i ricorsi patrocinati dai consulenti legali dell’Inca del capoluogo toscano. Un principio ragionevole, ma che tale non sembrerebbe essere per l’Inps, il quale considera sufficiente qualsiasi somma di denaro derivante dal lavoro, durante la percezione della pensione, per azzerare tutti i ratei mensili percepiti a partire dalla decorrenza del trattamento, pur in presenza di tutti i requisiti necessari.
La prima pronuncia (n. 989/2020), emessa il 1° marzo 2021, si riferisce al caso di un lavoratore precoce andato in pensione anticipata, con decorrenza a partire dal 1° maggio 2018, al quale è stato revocato il trattamento pensionistico per aver lavorato dieci giorni nel mese di novembre, percependo 745,20 euro. Tanto è bastato all’Inps per rivendicare la restituzione di oltre diecimila euro, pari all’intero ammontare delle mensilità già percepite a partire dalla decorrenza del trattamento pensionistico, per cui aveva tutti i requisiti necessari. Secondo l’Istituto, il solo fatto di aver lavorato durante il periodo di divieto, ha annullato il diritto all’accesso anticipato, previsto per i lavoratori precoci dall’articolo 1, comma 199 n. 232/2016.

Leggi: Inca

 

 

QUANDO I GENITORI INVECCHIANO…

Lasciali invecchiare con lo stesso amore con cui ti hanno fatto crescere… lasciali parlare e raccontare ripetutamente storie con la stessa pazienza e interesse con cui hanno ascoltato le tue quando eri bambino…lasciali vincere, come tante volte loro ti hanno lasciato vincere…. lasciali godere dei loro amici, delle chiacchiere con i loro nipoti… lasciali godere vivendo tra gli oggetti che lo hanno accompagnato per molto tempo, perché soffrono sentendo che gli strappi pezzi della loro vita… lasciali sbagliare, come tante volte ti sei sbagliato tu…
LASCIALI VIVERE e cerca di renderli felici l’ultimo tratto del cammino che gli manca da percorrere, allo stesso modo in cui loro ti hanno dato la loro mano quando iniziavi il tuo!!
Pablo Neruda

Carissime e carissimi
con questo numero sospendiamo la pubblicazione delle newsletter di Abitare e Anziani. Riprenderemo i primi di settembre. Auguriamo a tutti e tutte una serena estate.
La redazione

NEWS:

martedì 27 luglio 2021
Il ruolo “sanitario” degli assistenti sociali: “Passo epocale, ma c’è tanto da fare”

Intervista a Mirella Silvani (Cnoas): “Per la prima volta, dopo anni di attesa, il sociale entra a pieno titolo nel sistema sanitario: determinanti sociali condizionano malattia e salute. Ora bisognerà seguire cosa accadrà a livello regionale e contrattuale”
“Un passaggio fondamentale, per certi aspetti epocale: per la prima volta dopo anni, il sociale entra a pieno titolo nella definizione del sistema sanitario”: così Mirella Silvani, responsabile Sanità del Consiglio nazionale Ordine assistenti sociali (Cnoas) commenta la novità, contenuta nell’articolo 34 del decreto Sostegni bis, che riconosce la collocazione in ambito sanitario della figura dell’assistente sociale, oltre che dell’Oss. “E’ ora evidente che quando si intraprendono percorsi di cura nell’area sanitaria, questi devono integrarsi con la dimensione sociale e sociosanitaria”, spiega a Silvani a Redattore Sociale che l’ha contattata per avere un commento e una previsione sull’impatto che questa misura potrà avere.
Quale sarà, innanzitutto, la ricaduta sugli utenti, sui cittadini?
La ricaduta sarà l’integrazione che da anni viene invocata: la consapevolezza che le determinanti sociali condizionino i percorsi di malattia e di cura delle persone. Per i cittadini, questo significa che, in un eventuale percorso di malattia cronica, o in momenti particolari di fragilità o di ricovero, o ancora in una condizione di non autosufficienza o di disagio mentale o dipendenze, in tutte queste situazioni, all’interno dei servizi che se ne fanno carico l’equipe includerà professionisti che hanno il compito di monitorare e sostenere la dimensione sociale e di rimuovere le fragilità sociali che incidono sullo stato di benessere e di salute. Il fatto che il nostro Stato stabilisca che nel servizio sanitario ci sia un’area socio-sanitaria in cui siano inserite professioni come quella dell’assistente sociale, che lavora a stretto contatto con situazione familiare e comunitaria della persona, è fondamentale.

Leggi: Redattore Sociale, 27/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
ABITIAMOLA – Newsletter giugno – luglio 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
Sono 271 le proposte ammesse al finanziamento del PinQua – Programma nazionale della qualità dell’abitare del Mims, con l’obiettivo di riqualificare i centri urbani, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale. Ai fondi iniziali si aggiungono 2,8 miliardi del Fondo complementare al PNRR. Il PINQuA utilizza positivamente risorse per l’abitare nel quadro di operazioni di rigenerazione urbana, ma non ha obiettivi quantitativi da dover perseguire, a fronte della distribuzione territoriale dei bisogni.
La pandemia del Covid-19 ha portato al ripensamento di numerosi aspetti quotidiani tra i quali anche il modo di concepire la casa, spesso trasformata in luogo di lavoro, i suoi spazi e le sue caratteristiche strutturali. 3,3 milioni di famiglie italiane nel 2021 dimostrano un’intenzione dichiarata all’acquisto della casa, il 12,8% del totale (nel 2020 erano il 9,5%). Un dato “sorprendente”. Sostenibilità e salubrità, nell’ambito domestico rappresentano ormai due paradigmi.
Il nostro Paese si è trovato ad affrontare molte criticità, in ultimo la pandemia, ma anche tante legate agli eventi calamitosi che si sono succeduti. L’azione politica, intervenendo necessariamente ex post, si è tradotta sempre in un puro schema reattivo e in norme d’urgenza: lo stato di emergenza implica procedure e norme a ridosso dell’evento che contrastano con la necessità di un ordinamento che consenta di agire attraverso azioni condivise che scattino automaticamente in tali situazioni.

Leggi: Cgil, 26/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Covid. Oltre 2,3 milioni di over 60 senza vaccino. Figliuolo: “Entro la fine di luglio il 60% degli italiani avrà completato il ciclo vaccinale”. Il report settimanale del Governo

Si è registrato un incremento di oltre 2,7 milioni di dosi a livello di forniture rispetto alla settimana precedente. Aumento ancora più consistente per le somministrazioni con un +3,9 milioni rispetto alla scorsa settimana. In totale sono 2.359.799 gli over 60 senza alcuna copertura vaccinale. Dopo l’annuncio dell’introduizione del green pass si è avuta una nuova accelerazione di prenotazioni che va da un 15% ad un 200% a seconda delle Regioni.
Restano ancora 2.359.799 gli over 60 non vaccinati. Un dato, quello riportato nell’ultimo report settimanale del governo, che sembra anche ancora muoversi con un ritmo di marcia molto rallentato. Siamo però arrivato al 55% della popolazione vaccinabile (over 12 anni) che ha completato il ciclo vaccinale. Si punta a fine luglio ad arrivare al 60% e, come confermato dal commissario all’emergenza Francesco Paolo FIgliuolo, “ci arriveremo sicuramente”.
Da registrare poi il primo incremento di prenotazioni a seguito dell’annuncio del decreto legge approvato lo scorso giovedì dal Consiglio dei Ministri con il quale si è introdotto il green pass obbligatorio per accedere a diverse attività. “Abbiamo registrato un incremento delle prenotazioni che va da un 15% ad un 200% a seconda delle Regioni. In Friuli Venezia Giulia siamo al 6.000 prenotazioni giornaliere rispetto alle 1000 precedenti. Sono 100mila le prenotazioni solo tra Lombardia e Lazio”, ha commentato Figliuolo.

Leggi: Italia Longeva, 26/07/2021


venerdì 23 luglio 2021
Un popolo di invisibili: senza residenza e senza diritti

C’è un sottobosco di popolazione che è senza residenza. E senza di essa, si è senza diritti. Ciò diventa ancora più problematico ai tempi di pandemia, perché vuol dire avere diritto al medico, alle cure di base e al sistema sanitario nazionale. Per questo l’organizzazione umanitaria ActionAid lancia la campagna # DirittiInGiacenza per denunciare che “troppo spesso nel nostro Paese l’esclusione dalla residenza è discrezionale, illegittima e discriminatoria verso le persone più fragili, sia italiane che straniere”.
Nella giornata ieri, gli attivisti hanno “invaso” piazza Montecitorio a Roma con pacchi vuoti restati “in giacenza”, tornati al mittente per mancanza di indirizzo, simbolo dei diritti sospesi. Un’azione dal forte impatto visivo denuncia un problema sommerso e sconosciuto che accomuna italiani indigenti e migranti, la fascia della popolazione più fragile che spesso vive in condizioni abitative precarie e senza titoli di possesso delle proprie case e che subisce gli effetti più gravi della negazione di diritti fondamentali.

Leggi: Ristretti. 23/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Patto per un nuovo welfare, 5 proposte sulla non autosufficienza

Una grande riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti che punti alla integrazione degli interventi socio-sanitari, tenendo conto delle specifiche ed eterogenee condizioni degli anziani e delle loro famiglie, incrementando i finanziamenti pubblici in particolare per i servizi domiciliari e residenziali e puntando sulla innovazione.
È questa in sintesi la riforma che il neonato “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” chiede al Parlamento e ai Ministri della Salute Roberto Speranza e del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, presenti all’evento trasmesso sulle pagine social di Cittadinanzattiva e del Forum Disuguaglianze e Diversità.
Secondo l’ultimo Dossier Istat, il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni è notevolmente aumentato, passando dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (era il 148,7% nel 2001). Oggi sono circa tre milioni gli anziani non autosufficienti, ossia coloro che non sono in grado di svolgere da soli le normali attività quotidiane e hanno bisogno di un accompagnamento: rappresentano il 5% della popolazione e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030.
Al Patto hanno finora aderito 37 realtà della società civile che hanno deciso di rinnovare l’impegno grazie al quale, negli scorsi mesi, è stato inserito nel PNRR un progetto di riforma radicale e atteso dalla fine degli anni ’90 con la previsione di un investimento di tre miliardi e mezzo di euro. Un’occasione imperdibile per dare risposte alle esigenze degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie, formalizzata dalle organizzazioni ed accolta dalle istituzioni e che, a partire da oggi, può tradursi in realtà grazie alle proposte e al confronto continuo fra i vari attori.
Le prime cinque proposte operative sono state elaborate dal Patto all’interno di un Documento presentato ai Ministri Orlando e Speranza, all’Onorevole Marialucia Lorefice e alla Senatrice Annamaria Parente. Eccole in sintesi:

Leggi: Spi-Cgil, 22/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Lamorgese interviene al Senato: c’è l’impegno per assicurare sui territori la graduazione degli sfratti in esecuzione. Direttive alle prefetture per protocolli condivisi.

Dichiarazione dei segretari generali di SUNIA, SICET, UNIAT Aps, Unione Inquilini
Nel pomeriggio di oggi nell’Aula del Senato la Ministra dell’Interno Lamorgese ha risposto all’interrogazione presentata dai senatori Mirabelli, Malpezzi e Biti in materia di profili di ordine pubblico connessi alla ripresa delle esecuzioni delle procedure di sfratto.
I segretari generali, Stefano Chiappelli, SUNIA, Nino Falotico, SICET, Augusto Pascucci, UNIAT Aps, Walter De Cesaris, Unione Inquilini hanno dichiarato che questo importante momento parlamentare è anche il frutto delle molteplici nostre iniziative unitarie, non ultimi i presidi a livello nazionale e dei territori tenuti in queste ultime settimane per mettere al centro dell’attenzione la drammatica situazione degli sfratti con la ripresa dal 1 luglio delle esecuzioni e l’assenza di soluzioni alternative per 80 mila famiglie con l’incubo di finire “per strada”.
Come si può constatare il testo dell’interrogazione recepisce molte delle nostre impostazioni unitarie in materia di graduazione e governo delle esecuzioni degli sfratti, criticità sui tempi di concreto utilizzo dei finanziamenti e sulle procedure, ed individua correttamente nelle Prefetture l’organo del Governo in grado di coordinare un processo di coinvolgimento di istituzioni centrali e territoriali e delle forze sindacali rappresentative degli inquilini e della proprietà, che porti ad intensificare gli sforzi per approdare a protocolli condivisi per la graduazione delle esecuzioni con particolare attenzione ad un esame approfondito delle situazioni di grave disagio che si stanno registrando.

Leggi: Sunia, 22/07/2021


mercoledì 21 luglio 2021
La proposta. Anziani non autosufficienti, nasce un patto per l’assistenza

Associazioni, sindacati e politica insieme per arrivare a una grande riforma. I ministri Orlando e Speranza: le risorse del Pnrr vadano ai più fragili. Gori: bisogna superare la frammentazione
Un patto tra associazioni, sindacati e istituzioni per affrontare insieme l’emergenza anziani non autosufficienti. Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni è notevolmente aumentato, passando dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (era il 148,7% nel 2001). Oggi sono circa tre milioni gli anziani non autosufficienti, ossia coloro che non sono in grado di svolgere da soli le normali attività quotidiane e hanno bisogno di un accompagnamento: rappresentano il 5% della popolazione e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030.
Una grande riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti che punti alla integrazione degli interventi socio-sanitari, tenendo conto delle specifiche ed eterogenee condizioni degli anziani e delle loro famiglie, incrementando i finanziamenti pubblici in particolare per i servizi domiciliari e residenziali e puntando sulla innovazione. È questa in sintesi la richiesta che il neonato “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” rivolge al Parlamento e ai ministri della Salute Roberto Speranza e del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, che ieri hanno partecipato all’evento promosso dal Forum Disuguaglianze e Diversità e da Cittadinanzattiva.
«Dobbiamo provare a trasformare la crisi in opportunità – spiega Speranza –. Con il Pnrr 20 miliardi di euro saranno destinati alla sanità: quattro andranno all’assistenza domiciliare e due alle case di comunità. Tra assistenza sociale e sanitaria c’è un nesso non divisibile, la pandemia ha mostrato che laddove c’è un problema sanitario emerge quello sociale e viceversa». Mentre Orlando ha voluto che nel Pnrr le iniziative di sua competenza «fossero destinate in misura rilevante alle persone fragili e agli anziani non autosufficienti, per rafforzare i servizi sul territorio, che sono ancora troppo caratterizzati da ritardi e da diseguaglianze».

Leggi: Avvenire, 21/07/2021


mercoledì 21 luglio 2021
Nasce il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, presentato il manifesto ai ministri Speranza e Orlando

Cinque passi per iniziare a riformare l’assistenza e il welfare per gli anziani non autosufficienti: sono quelli indicati e richiesto come impegno al governo dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, il nuovo soggetto collettivo che nasce oggi ufficialmente, con la presentazione del suo manifesto ai ministri Orlando e Speranza, durante un incontro online. Quasi 40 le sigle aderenti fino a questo momento: associazioni, sindacati, federazioni e diverse realtà che, in un modo o nell’altro, si occupano di anziani e di non autosufficienza. Tra questi, il Network non autosufficienza, Cittadinanzattiva, Uneba, Forum nazionale del Terzo Settore, Caritas Italiana.
Come prima azione il Patto ha indicato al governo i primi cinque passi da compiere per “cominciare bene il percorso riformatore”. Il primo passo, denominato “Fare la storia”, consiste nel “modificare strutturalmente il settore, come avvenuto nei paesi vicini al nostro che già l’hanno introdotta (l’Austria nel 1993, la Francia nel 2002, la Germania nel 1995, la Spagna nel 2006)”. La richiesta, in sintesi, è di “realizzare un ridisegno sostanziale dell’insieme degli interventi afferenti all’assistenza agli anziani non autosufficienti”. Il secondo passo consiste nel “superare la frammentazione che oggi contraddistingue il sistema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Il terzo passo consiste nel “seguire il paradigma proprio dell’assistenza agli anziani: quello del care multidimensionale, che prevede risposte progettate a partire da uno sguardo complessivo sulla condizione dell’anziano, sui suoi molteplici fattori di fragilità, sul contesto di vita e le relazioni”.

Leggi: Auser


DALLE REGIONI:

martedì 27 luglio 2021
Savona, al via il cohousing per i pazienti psichiatrici

Progetto inaugurato ieri dalla Asl 2, in collaborazione con Arte e Comune. Il governatore Giovanni Toti: “Dobbiamo costruire percorsi di inclusione”
Un alloggio di edilizia residenziale pubblica che consenta di ospitare quattro pazienti individuati dal dipartimento di Salute mentale, con l’intento di fargli intraprendere un percorso di reinserimento sociale all’indomani della loro dimissione dalle comunità terapeutiche. E’ il progetto di cohousing inaugurato ieri dalla Asl 2 savonese, in collaborazione con Arte e Comune di Savona. “Questo è un esempio di dove deve andare la sanità nella nostra regione e nel nostro paese- afferma il presidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria, Giovanni Toti- dobbiamo costruire percorsi per portare i ragazzi che stanno attraversando alcune difficoltà a costruire una nuova vita, grazie anche a un progetto di vita autonoma. Sono certo che questi ragazzi, in futuro, sapranno contribuire alla crescita del nostro territorio”.

Leggi: Redattore Sociale, 27/07/2021


martedì 27 luglio 2021
Torino. dal ministero oltre 43 milioni per un lifting ai quartieri popolari

Domani, giovedì 29 luglio, nella sala Colonne di Palazzo civico, a Torino, avrà luogo una conferenza stampa di presentazione dei progetti di riqualificazione urbana elaborati dal Comune e finanziati con i fondi del programma nazionale del ministero delle Infrastrutture.
Saranno erogati un totale di 43 milioni e 715.000 euro destinati al recupero di Porta Palazzo, di Borgo San Paolo e del quartiere Vallette.
Alla presentazione saranno presenti la sindaca Chiara Appendino, la vicesindaca Sonia Schellino, gli assessori Marco Giusta e Alberto Unìa, e Valter Cavallaro, dirigente dell’area trasformazione periferie.

Leggi: Redattore Sociale, 27/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Vercelli, strage di 49 anziani abbandonati nella Rsa: sei medici, vertici Asl e 118 verso il processo: “Lasciamoli morire nel letto, sono vecchietti di 96 anni”

I sanitari non ricoverarono i malati di Covid applicando il “triage militare”: omicidio colposo e omissione d’atti d’ufficio. Ma cade l’accusa di epidemia colposa
Il Covid girava da giorni nelle stanze della Rsa di piazza Mazzini, a Vercelli. Gli ospiti si ammalavano e morivano. Si ammalava il personale e non si riusciva a sostituire. La sera del 19 marzo dell’anno scorso la situazione era così compromessa che la struttura chiese l’intervento del 118. Diversi anziani erano in gravi condizioni, ma in ospedale a Vercelli c’era un solo posto in terapia intensiva e ben presto anche quello venne occupato da un paziente interno che si era aggravato. Che fare? Anziché cercare posto in altri nosocomi della zona, si decise di “lasciarli morire nel loro letto”, applicando il cosiddetto triage militare: “Stiamo parlando di vecchietti da 85 a 96 anni… Ho fatto il medico per salvare tutti, ma in questo caso bisogna andare giù duri… – dice il medico della centrale operativa del 118 nelle telefonate registrate e acquisite dalla procura parlando con l’ospedale di Vercelli – Ho parlato con l’unità di crisi, con la vostra direzione sanitaria e con te, concordiamo tutti a lasciarli al loro posto belli tranquilli”. “A posto – si sente rispondere – anche io farei… presto dovranno portare le bare”. E in effetti cinque degli anziani che quella sera necessitavano di un ricovero morirono il 20, 21 e 24 marzo.

Leggi: La Repubblica, 26/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Anziani, Forza Italia Lombardia vuole un Garante regionale che li supporti

Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”. Per il consigliere Giulio Gallera, primo firmatario del provvedimento: “Una figura necessaria”
Una rigorosa azione di tutela dei diritti delle persone con età superiore ai 65 anni che garantisca loro adeguate misure di sostegno, parità di accesso ai servizi, valorizzazione delle diverse peculiarità e un attento monitoraggio della loro qualità della vita. Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”.
Una figura necessaria che, secondo il primo firmatario del provvedimento, il consigliere Giulio Gallera, “rappresenta un atto di civiltà nei confronti di un’ampia fetta della popolazione regionale potenzialmente fragile”. Il Garante sarà posto in capo al Difensore civico regionale, che avrà il compito di vigilare sull’attuazione delle indicazioni legislative e di segnalare abusi o inadempienze che porterebbero all’applicazione di sanzioni e risarcimenti. “Nella società moderna- sottolinea il capogruppo di Fi al Pirellone Gianluca Comazzi, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto- il miglioramento della qualità della vita, delle cure e delle attività di prevenzione, abbinato a una forte decrescita del tasso di natalità, ha portato a un incremento dell’età media della popolazione”. Di qui il bisogno di istituire “una figura dedicata alla tutela e alla promozione dei diritti delle persone anziane che possa attuare pienamente il principio di ‘uguaglianza’”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Giornata nonni e anziani, “vogliamo scegliere per le nostre vite”

La lettera di un gruppo di anziani della Comunità di Sant’Egidio, nell’occasione della prima Giornata mondiale voluta da papa. “Abbiamo diritto a vivere e morire a casa nostra e quando non è possibile vogliamo stare in luoghi che siano comunità e non istituzioni”
“Siamo un gruppo di anziani di Milano finalmente in vacanza insieme dopo tante chiusure”. Inizia così la lettera scritta da alcuni anziani insieme alla Comunità di Sant’Egidio, nell’occasione della prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da Papa Francesco, che si è celebrata ieri 25 luglio. E’ firmata da Alberto, Anna, Eugenia, Gianni, Luigia, Luisa, Maria, Pietropaolo e Wanda.
“Alcuni di noi vivono in casa, altri invece in una grande Rsa dove a volte la vita è difficile. – scrivono – Il Papa è stato molto saggio ad istituire la festa degli anziani dedicata soprattutto a quelli che non hanno una famiglia. È perciò anche la festa delle persone sole. Il Papa è una persona illuminata, anziano come noi, e ha ragione quando dice che nessuno si salva da solo. Molti anziani hanno paura ed ancor più da quando c’è la pandemia. Il covid ci ha mostrato che tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri, di affetto e di relazioni, soprattutto gli anziani più deboli e soli. Ma anche noi abbiamo una forza, abbiamo il dono della parola e dell’ascolto e li vogliamo mettere al servizio degli altri: parlare, anche della nostra fede che ci ha sorretto per tutta la vita, raccontare la nostra storia, ascoltarci gli uni gli altri. E poi noi anziani possiamo e vogliamo scegliere per le nostre vite, mentre a molti è stata negata questa possibilità”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/07/2021


domenica 25 luglio 2021
Le proposte per gli over 64 ai candidati sindaco: condomini sociali e servizio civile per la terza età

Il 63% si sente ancora in grado di dare molto alla società, il 75% svolge un ruolo fondamentale di sostegno per la propria famiglia
Condomini sociali, servizio civile per la terza età, più panchine e maggiore partecipazione. Queste sono solo alcune delle proposte di ACLI da rivolgere ai candidati sindaco della città di Roma per valorizzare gli over 64. Da una ricerca è emerso che il 63% si sente ancora in grado di dare molto alla società, mentre il 75% svolge un ruolo fondamentale di sostegno per la propria famiglia e i figli.
A 250 over 64 è stato somministrato un questionario, i cui risultati sono stati resi noti dalle ACLI di Roma e provincia nel corso del quinto appuntamento online del “Cantiere Roma”, l’iniziativa promossa dalle ACLI di Roma e provincia in vista delle elezioni amministrative del 2021. Su quanto emerso ACLI stilerà un elenco di proposte da presentare ai candidati sindaco per valorizzare il ruolo degli over 64 in società.
Intanto i risultati sono stati presentati in un confronto che ha visto la partecipazione della presidente delle ACLI di Roma Lidia Borzì, il direttore del reparto di Geriatria dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma e presidente di Giano onlus Giovanni Capobianco e il segretario generale di “Per Roma” Roberto Corbella. È stata inoltre presentata da Giancarlo Penza della Comunità di Sant’Egidio la buona pratica rappresentata dal progetto “Viva gli anziani”. Ha moderato l’incontro il direttore di RomaSette Angelo Zema. “Per noi gli anziani, che nelle ACLI portano un valore aggiunto fondamentale, non sono una categoria anagrafica, ma una categoria esistenziale – ha commentato Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – È necessario, ripensare ai modelli abitativi nella città, incentivando il co-housing e attivando anche altre forme innovative come i condomini solidali, per coniugare convivialità e autonomia assicurando confort e assistenza continua”.

Leggi: Roma Today, 25/07/2021


domenica 25 luglio 2021
Emergenza anziani in Liguria, il sindacato: “Soli e con malattie croniche”

Secondo lo studio dello Spi-Cgil, il 46% degli over 65 ha almeno due patologie diagnosticate: “Servono nuove misure, mettendo al centro la medicina del territorio”
Non è solo la regione più anziana d’Italia ma è anche quella con più persone over 65 o malate o sole (o sia malate, sia sole). È il drammatico quadro dello studio appena ultimato dallo Spi – il sindacato dei pensionati – della Cgil di Genova e della Liguria, partendo dalla banca dati sugli anziani realizzata dall’Istat. «Soli, malati e con il consumo di medicinali più alto. È un’istantanea che potevamo aspettarci, sappiamo che Genova e la Liguria hanno come criticità l’età media alta, ma i numeri emersi devono far scattare, da subito, una serie di contromisure» affermano il segretario generale Spi Cgil Genova Antonio Perziano e Ivano Bosco, segretario generale Spi Cgil Liguria.I datiSu cento persone con più di 65 anni, in Liguria, il 37,9 per cento è affetto da una cronicità grave, e il 46 per cento presenta più di un tipo di patologia cronica. «In valori assoluti, parliamo di cifre elevate – evidenziano Bosco e Perziano – ovvero 166 mila malati cronici gravi e 203 mila con più di una patologia. Se rapportiamo questo dato al totale della popolazione ligure risulta che i cronici gravi sono il 10,8 per cento della popolazione residente, mentre le persone con più di una patologia sono il 13,24 per cento. Si tratta di valori rilevanti che, peraltro, non tengono conto di portatori di gravi patologie di età inferiore ai 65 anni». Uno studio che arriva proprio a ridosso di quella che, ieri, è stata la prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani voluta da Papa Francesco.

Leggi: Il Secolo XIX, 25/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Assistenza anziani: a breve la relazione finale della Commissione per la riforma

Monsignor Paglia, alla guida dell’organismo voluto dal ministro Speranza, anticipa a Famiglia Cristiana il senso della proposta. “Al centro c’è un cambio di prospettiva; prioritario prendersi cura degli anziani nella loro abitazione”. Rsa? “Vanno ripensate”
La relazione finale della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, voluta dal ministro della sanità Roberto Speranza, dovrebbe a breve essere consegnata all’esecutivo Draghi. Lo spiega monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, dallo scorso settembre alla guida della Commissione.
“Al centro della proposta c’è un cambio di prospettiva – anticipa in una intervista a Famiglia Cristiana, pubblicata nel numero in edicola – riteniamo che sia prioritario prendersi cura degli anziani lì dove vivono, nella loro abitazione, facendo sì che non siano mai lasciati soli. Si tratta di assicurare a tutti quello che chiamiamo ‘continuum assistenziale’: prendersi cura di loro tenendo conto delle condizioni in cui via via vengono a trovarsi. Può accadere che quando non si è più autosufficienti ci sia bisogno di cure particolari nelle Rsa, che vanno però ripensate”.
Una vera rivoluzione culturale che dovrebbe passare attraverso la creazione di una cabina di regia e di un iter parlamentare per approvare una riforma che potrebbe godere degli investimenti previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Leggi: Redattore Sociale, 22/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Monreale, sindacati degli inquilini e dei proprietari sottoscrivono al Comune l’accordo sui canoni di locazione. “Un argine importante alle locazioni in nero”

Siglato accordo al comune di Monreale sui canoni agevolati di locazione.
Il patto è stato sottoscritto stamattina con i sindacati degli inquilini e le sigle maggiormente rappresentative dei proprietari, tra le quali Confedilizia e Asppi.
Per i rappresentanti degli inquilini erano presenti i segretari di Sunia, Sicet, Uniat Zaher Darwish, Mario Bommarito e Giovanni Sardo. In totale 13 le sigle che hanno partecipato alla firma con l’amministrazione comunale.
L’accordo è stato presentato al sindaco e a diversi assessori.
“E’ la prima volta – dichiarano i rappresentanti di Sunai, Sicet, Uniat – che viene sottoscritto un accordo territoriale per il Comune di Monreale. Si permette così alla popolazione di usufruire delle agevolazioni fiscali riservate a chi sottoscrive contratti di locazione a canone agevolato. Ed è la conferma che i contratti sono uno strumento per combattere le locazioni in nero e per mettere fine alle diverse situazioni contrattuali e interpretazioni che rischiavano di compromettere diritti e agevolazioni fiscali per le fasce più bisognose della popolazione”.

Leggi: Sunia, 22/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Casa, a Firenze progetti per 90 milioni

L’annuncio del sindaco Nardella. I fondi serviranno per portare avanti i progetti all’ex caserma Lupi di Toscana e in altre aree della città
“Una grande giornata per Firenze. Il Ministero delle Infrastrutture ha inserito nei progetti ammessi a finanziamento nel programma Pinqua sulla qualità dell’abitare tutti e sei i nostri progetti candidati dal Comune e dalla Città Metropolitana di Firenze. In particolare il progetto relativo alla ex Caserma Lupi di Toscana del Comune di Firenze è rientrato nei Top 13 segnalati dalla giuria di tecnici come “meritevoli”. L’importo complessivo di contributi richiesti è di 90 milioni di euro, ripartiti in circa 15 milioni per ogni progetto presentato”. Lo afferma il sindaco di Firenze Dario Nardella.
“Si tratta – spiega il sindaco – di un riconoscimento straordinario della capacità progettuale e della efficienza della Città metropolitana, dei suoi Comuni, e del Comune capoluogo. Ringrazio per questo tutti i sindaci e gli uffici tecnici che hanno partecipato a redigere le candidature”.
“Questi progetti – ricorda Nardella – rientrano nel più generale piano di finanziamenti dell’Unione Europea basati sui nuovi modelli di rigenerazione urbana. Con questi 6 progetti – che includono 54 interventi distribuiti in tutto il territorio fiorentino – daremo una risposta efficace e duratura all’emergenza abitativa del nostro territorio e alle connesse strutture con finalità culturali, sociali ed economiche, attivando anche circa 1000 posti di lavoro diretti e alcune centinaia indiretti. Un’occasione senza precedenti che cade nel momento giusto dopo l’emergenza Covid per dare una spinta poderosa all’economia dell’edilizia, alla progettazione urbana”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Lombardia. Giunta presenta nuova riforma sanitaria. Previste 216 Case della comunità, 100 Distretti, 64 ospedali di comunità

Fontana illustra la revisione della regionale dopo la bocciatura del Ministero: “Rafforzare la sanità territoriale, evitare i ricorsi inappropriati in Pronto Soccorso attraverso la realizzazione di strutture dove, grazie al coinvolgimento dei medici di medicina generale e alla loro collaborazione con gli specialisti ospedalieri, i cittadini possano trovare una risposta migliore ai propri bisogni di salute”
Il Governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha presenziato alla conferenza stampa di presentazione della revisione della Legge regionale della sanitaria, approvata oggi in Giunta e ora pronta all’iter dell’esame del Consiglio. “Rafforzare la sanità territoriale, evitare i ricorsi inappropriati in Pronto Soccorso – ha sottolineato il presidente – attraverso la realizzazione di strutture dove, grazie al coinvolgimento dei medici di medicina generale e alla loro collaborazione con gli specialisti ospedalieri, i cittadini possano trovare una risposta migliore ai propri bisogni di salute”.
216 Case della comunità, 100 Distretti e 64 ospedali di comunità
Il governatore Fontana ha quindi annunciato: “216 Case della comunità, 100 Distretti, 64 ospedali di comunità” ovvero “i punti di riferimento per la presa in carico dei lombardi e per l’attuazione della medicina di prossimità”. Questa nuova organizzazione sarà possibile grazie a un’inversione di tendenza del Governo che è tornato ad investire in sanità dopo i continui tagli, iniziati con 7 miliardi nel 2012 e conclusisi con i 20 miliardi del 2019.

Leggi: Quotidiano Sanità, 22/07/2021


IN AGENDA:

23 – 24 novembre 2021 – Roma e Online – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

La voce degli assistenti sociali sul PNRR – Tra valutazioni complessive e dibattito sull’accesso alla professione – Giovanni Cellini

Intervista alla Vicepresidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali (Cnoas), dott.ssa Barbara Rosina.
I contenuti del PNRR coinvolgono direttamente il servizio sociale da diversi punti di vista. Nell’interlocuzione con la politica, l’Ordine nazionale degli assistenti sociali ha avuto modo di esprimere le proprie posizioni su diversi ambiti dell’intervento professionale; citiamo, a titolo esemplificativo, quello dei minori e delle famiglie e quello della tutela della salute. Al tempo stesso, nell’ambito del Piano, sono in discussione modifiche riguardanti l’abilitazione all’esercizio di alcune professioni ordinate, tra cui anche quella dell’assistente sociale. Nello specifico, è in discussione al Senato il ddl recante “Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti” (atto Senato n.2305).
Abbiamo affrontato con la Vicepresidente del Cnoas alcune delle numerose tematiche relative alle istanze e alle proposte degli assistenti sociali, chiedendole valutazioni di carattere generale sul PNRR e soffermandoci successivamente sul dibattito attuale e sugli scenari futuri per l’accesso alla professione.

Leggi: Welforum


Un osservatorio per i caregiver di persone con demenza

CasaViola, è un centro di riferimento in Italia per chi si trova nella complessa situazione di aiutare un familiare che necessita di attenzioni costanti perché colpito da Alzheimer o da altre forme di demenza. Al XXI Congresso Nazionale AIP, tenutosi a Firenze il 15-17 aprile 2021, CasaViola ha presentato i dati di una ricerca finalizzata a delineare la figura dei caregiver: il quadro che emerge è un alto grado di stress, che coinvolge diversi ambiti di vita e che resiste nel tempo.
di Antonella Deponte, Rosanna Palmeri, Elisa de Morpurgo, Giulia Galvani (CasaViola – Associazione Goffredo de Banfield, Trieste)
Conoscere i caregiver, per dare un sostegno efficace: da questo proposito nasce il lavoro che presentiamo e che riguarda i caregiver di persone con demenza. Pensiamo infatti che lo sviluppo di un sistema di rilevazione delle caratteristiche dei caregiver sia il primo, indispensabile passo per costruire programmi di formazione e sostegno su misura: ottenere una rappresentazione affidabile e regolarmente aggiornata permette di precisare gli interventi ed evitare la dispersione delle risorse.
Nello stesso tempo, questo lavoro vuole essere un invito aperto, a collaborare per un sistema più generale di rilevazione delle caratteristiche e dei bisogni dei caregiver di persone con demenza, che permetta di raccogliere dati più omogenei e comparabili.

Leggi: I Luoghi della Cura


Le case dei vecchi hanno spesso un odore particolare… spesso si sente l’odore dei ricordi (Jonathan Coe)

Un settore immobiliare specifico che sta avendo grande impulso sia in Europa che negli Stati Uniti è quello dedicato alle persone anziane.
In Paesi come Francia, Germania, Belgio e Olanda questo tipo di alloggi si sta diffondendo da anni grazie anche a leggi specifiche che hanno offerto agli investitori delle agevolazioni fiscali. Si tratta, di norma, di monolocali o bilocali tra i 40 e i 50 mq dati in affitto dove il singolo – ma anche la coppia – può vivere in piena autonomia condividendo, se lo desidera, alcuni spazi con altri coetanei dello stesso stabile: il bar, la sala da pranzo, la lavanderia, il cortile, il giardino, ecc. Volendo può anche partecipare ad attività ricreative e di socializzazione. Inoltre, può richiedere dei servizi aggiuntivi: la consegna della spesa o delle medicine a domicilio, la pulizia dell’abitazione, l’assistenza di un infermiere. Le abitazioni sono connesse 24 ore su 24 ad una centrale operativa per offrire un maggior grado di sicurezza e intervenire subito in caso di bisogno. Alloggi in cui chiunque, anche parzialmente non autosufficiente, può ricevere assistenza in ogni momento, vivere nel suo appartamento e – come dicevamo sopra – condividere spazi comuni. Si tratta di soluzioni abitative che la Commissione europea ha finanziato con il programma di ALL (Ambient Assisted Living). L’AAL Forum di quest’anno si svolgerà on line dal 18 al 20 ottobre 2021, come evento principale della II edizione della Settimana europea dell’invecchiamento attivo e in buona salute (EWAHA 18-22 ottobre).

Leggi: Nuove Rigenerazioni


SEGNALAZIONI:


Pensionamento esodati

Esodati nona salvaguardia: l’Inps invia le lettere di certificazione del diritto a pensione. Da ieri sono state avviate le operazioni per l’invio delle lettere di certificazione delle posizioni degli assicurati, che hanno avuto esito positivo per l’accesso a pensione, in applicazione della nona salvaguardia, di cui all’articolo 1, commi da 346 a 348, della Legge 30 dicembre 2020, n.178, a seguito del completamento della fase istruttoria e della verifica di compatibilità rispetto agli stanziamenti previsti dalla disciplina normativa. In un comunicato stampa diffuso ieri, l’Istituto ha anche riferito che da venerdì 30 luglio verrà rilasciato l’aggiornamento delle procedure per la liquidazione delle pensioni.

Leggi: Inca


Dal 6 agosto bisognerà avere il green pass o molte attività saranno off limit. Per i colori sarà determinante tasso ricoveri. Previsto accordo con le farmacie per tamponi a prezzi contenuti

Il Governo ha licenziato il decreto legge che disciplina l’uso e la validità del certificato verde Covid il cui possesso sarà vincolante nei locali dove si consuma al tavolo (quindi anche nei bar, ma non al bancone), per cinema e teatro, per eventi, competizioni sportive, piscine, palestre, fiere, sagre, convegni, parchi divertimento, sale gioco, concorsi, centri sociali, musei. Si farà accordo con le farmacie per tamponi rapidi a prezzi contenuti. Stato emergenza prorogato al 31 dicembre. LA BOZZA.
“L’economia italiana va bene, si sta riprendendo, va meglio di altri Paesi ma la variante delta è minacciosa. Abbiamo imparato che senza agire subito la realtà già presente in altri Paesi si presenterebbe da noi in un intervallo di tempo molto ravvicinato. Invito tutti gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito per proteggere loro stessi e le loro famiglie. Il green pass non è un arbitrio ma una condizione per tenere aperte le attività economiche”.
Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa ha illustrato il Decreto legge approvato in Consiglio dei Ministri per contrastare la nuova ondata di contagi da Covid.
Il testo, ha spiegato il premier, potrà essere modificato durante il passaggio in Parlamento: “Siamo aperti e più che disponibili a miglioramenti di carattere tecnico”. Invece per scuola, trasporti e lavoro, ha spiegato il premier, ci saranno provvedimenti ad hoc a breve.
E rispondendo a una domanda su alcune dichiarazioni di Salvini che aveva affermato che per i giovani il vaccino non serve Draghi ha lanciato la sua stoccata: “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire e senza vaccinazione si deve chiudere di nuovo”, ha detto.

Leggi: Quotidiano Sanità


Postumi Covid-19: l’Inca si confronta con il mondo scientifico
Long covid è il termine con il quale il mondo scientifico indica i postumi di lungo termine che la pandemia produrrà nel tempo sulla salute fisica e mentale dei tantissimi contagiati, di cui si sa ancora molto poco. Di questo si occupa l’ultimo Notiziario Inca online n. 3 proponendo gli atti del convegno dedicato al tema, che si è svolto il 9 giugno scorso da remoto. Si tratta di una interessante serie di relazioni di autorevoli medici specialistici, con cui il Patronato della Cgil si confronta quotidianamente per cercare risposte adeguate ai numerosi interrogativi con l’intento di migliorare l’azione di tutela individuale.

Leggi: Inca


 

 

 

 

NEWS:

martedì 20 luglio 2021
Anziani non autosufficienti: cinque impegni per una giusta riforma

Nasce il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, che presenta il suo manifesto ai ministri Speranza e Orlando. Cinque le azioni prioritarie richieste: fare la storia, superare la frammentazione, riconoscere le specificità, investire per cambiare e connettere interventi transitori e riforma
Cinque passi per iniziare a riformare l’assistenza e il welfare per gli anziani non autosufficienti: sono quelli indicati e richiesto come impegno al governo dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, il nuovo soggetto collettivo che nasce oggi ufficialmente, con la presentazione del suo manifesto ai ministri Orlando e Speranza, durante un incontro online.
Quasi 40 le sigle aderenti fino a questo momento: associazioni, sindacati, federazioni e diverse realtà che, in un modo o nell’altro, si occupano di anziani e di non autosufficienza. Tra questi, il Network non autosufficienza, Cittadinanzattiva, Uneba, Forum nazionale del Terzo Settore, Caritas Italiana.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede la realizzazione della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia – si legge nel documento -. Si tratta di un risultato storico, da una parte, dato che questa riforma è attesa dalla fine degli anni ’90, ma è unicamente un punto di partenza, dall’altra, perché solo la sua elaborazione ne mostrerà l’effettiva capacità di rispondere alle esigenze degli anziani e delle loro famiglie. In sintesi, la previsione del Pnrr offre un’opportunità storica per il futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia: la sfida è riuscire a coglierla”.

Leggi: Redattore Sociale, 20/07/2021


martedì 20 luglio 2021
Welfare, Orlando: è motore di sviluppo, riformare la non autosufficienza

Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali ad un evento organizzato da Forum disuguaglianze e diversità e Cittadinanzattiva: “Abbiamo bisogno di un patto per aumentare le risorse per i servizi sociali”
La riforma della non autosufficienza punta alla “integrazione”. Lo dice il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, intervenendo ad un evento organizzato dal Forum disuguaglianze e diversità e da Cittadinanzattiva.
Orlando osserva che “il welfare è fattore centrale per la ripresa economica, un welfare che sia partecipato, che punti sull’attivazione delle persone, che non sia ostaggio di qualche apparato”.
Per questo, “abbiamo bisogno di un patto per aumentare le risorse per i servizi sociali, avere il sostegno di tutti i livelli è l’obiettivo politico da mettere al centro”, perché, conclude, “l’unità è la condizione per il successo”, rappresentato dalla “integrazione sociosanitaria”.

Leggi: Redattore Sociale, 20/07/2021


lunedì 19 luglio 2021
Profitti, cure scarse, scandali. Chi sono i signori delle Rsa

La pandemia ha terremotato i colossi dell’ assistenza agli anziani, in mano ai fondi con sede nei grandi paradisi fiscali. Un affare miliardario, spesso sulla pelle di lavoratori e ospiti.
Michaelle Rigodon, Aljoscha Krause e Sonia Jalda sono infermieri. Lavoravano per le tre più grosse società di residenze sanitarie per anziani d ‘ Europa. Raccontano le stesse storie: ” I residenti erano trattati come pezzi di fabbrica. Molti lavoratori gettavano la spugna avviliti ” , dice Michaelle a proposito della Rsa Anatole France in Alvernia, Francia, proprietà di Orpea. ” Avevo la sensazione di non trattare le persone con dignità ” , si lamenta il collega Krause dalla Haus an der Ilmenau di Korian, a Lüneburg, in Germania. ” Siamo gli stessi, o peggio, di prima del Covid – accusa Jalda parlando di una Rsa di Domus Vi in Spagna, a Vigo -. Il modello è puro business ” . LA PANDEMIA, con il 46% dei morti nelle Rsa, ha acceso i riflettori su un settore che i governi hanno delegato ai privati. Il viaggio di Investigate – Europe tra le Rsa d’Europa mostra l’abbandono: poco personale, turni massacranti, contratti precari, la qualità della cura è spesso assente, i controlli rari e solo sulle carte. L ‘ assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi (Lega), lo ha detto durante la pandemia: ” Le Rsa sono soggetti terzi ri spetto al servizio sanitario ”

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 19/07/2021


lunedì 19 luglio 2021
Liste d’attesa, oltre 460 chiamate in una settimana al servizio per gli over65

Senior Italia FederAnziani fa il punto sulla linea d’ascolto “Pronto Senior Salute”: a chiamare soprattutto figli e nipoti, le difficoltà maggiori per accedere a esami cardiovascolari e radiografici, riabilitazione e interventi per la cataratta. “Il 78,9% terrorizzato dal coronavirus”
Sono 464 le chiamate arrivate durante la prima settimana di attività al servizio Pronto Senior Salute, il numero lanciato da Senior Italia FederAnziani per supportare coloro che abbiano problemi nelle liste d’attesa e aiutarli a ottenere prestazioni sanitarie entro i tempi stabiliti dalla normativa nazionale. Le chiamate ricevute sono arrivate nel 63% dei casi da donne e a chiamare maggiormente sono stati figli e nipoti, per conto di genitori e nonni con difficoltà nell’accesso a visite specialistiche, indagini diagnostiche e interventi. Sul totale delle chiamate, infatti, il maggior numero ha riguardato la difficoltà di accedere alle indagini strumentali per l’ambito cardiovascolare (ECG, ecocardiografie), le indagini radiografiche (tac e risonanze), la riabilitazione e gli interventi per la cataratta, rispetto ai quali sono prese in considerazione solo le urgenze. Molte anche le chiamate che esprimono preoccupazione di non poter accedere agli screening oncologici, specialmente quelli del seno.

Leggi: Redattore Sociale, 19/07/2021


sabato 17 luglio 2021
Ancora più di 2,4 mln di over 60 non vaccinati. E diverse Regioni sono indietro sul personale scolastico. Il report del Governo

Rispetto alla settimana precedente, sono circa solo 68mila le persone che sono state raggiunte tra gli over 60. La percentuale di personale scolastico attualmente raggiunta da una prima somministrazione è pari all’85%, su media nazionale, e ha fatto registrare un incremento dello 0,5% rispetto al 23 giugno scorso. Considerando che diverse Regioni rimangono ben al di sotto dell’80% di prime somministrazioni, il Commissario ha chiesto di “attuare in maniera ancor più proattiva il metodo di raggiungimento attivo del personale”.
Restano ancora 2.437.720 gli over 60 non vaccinati. Un dato, quello riportato nell’ultimo report settimanale del governo, che sembra anche ancora muoversi con un ritmo di marcia molto rallentato. Rispetto alla settimana precedente, sono circa solo 68mila le persone che sono state raggiunte in questa fascia d’età.
La percentuale di personale scolastico attualmente raggiunta da una prima somministrazione è pari all’85%, su media nazionale, e ha fatto registrare un incremento dello 0,5% rispetto al 23 giugno scorso.
Al fine di rendere più omogenee le percentuali a livello regionale per tale categoria, considerando che diverse Regioni rimangono ben al di sotto dell’80% di prime somministrazioni, il Commissario ha chiesto di “attuare in maniera ancor più proattiva il metodo di raggiungimento attivo del personale che non ha ancora aderito alla campagna vaccinale, coinvolgendo anche i Medici Competenti per sensibilizzare la comunità scolastica in maniera ancor più capillare”.
La lettera invita inoltre le Regioni “ad incentivare le vaccinazione della categoria, considerandola prioritaria e riservandole corsie preferenziali anche presso gli hub vaccinali”

Leggi: Quotidiano Sanità, 17/07/2021


venerdì 16 luglio 2021
Mercato immobiliare, con il Covid cambiano le esigenze degli italiani: 2 milioni in più pronti a cambiare casa

La casa come baricentro della vita
Dopo l’esperienza della pandemia e dei mesi di lockdown, gli italiani rivedono la relazione con la propria casa, che si trasforma nel vero baricentro delle nostre vite. Se da un lato c’è chi è pronto ad affrontare la nuova normalità tra smartworking e lavoro in presenza, dall’altro c’è chi vuole cambiare casa, magari puntando su un’abitazione con più spazi aperti o vicina ad aree verdi. Tutto questo, con un occhio di riguardo alle opportunità portate dalle nuove tecnologie per la casa effortless. È questo il ritratto degli italiani emerso da CasaDoxa 2021, la quarta edizione dell’Osservatorio nazionale sugli italiani e la casa di BVA Doxa relativamente ai principali cambiamenti in atto nella società e nelle case degli italiani, realizzato tra aprile e maggio 2021 intervistando online oltre 7.000 famiglie italiane.
Nel 2021 2 milioni di italiani in più alla ricerca di una nuova casa
Messi a dura prova dall’esperienza della pandemia, sono sempre di più gli italiani che intendono cambiare casa entro i prossimi 4 anni. Se nel 2019, in tempi pre-pandemici, la percentuale toccava quota 22%, nel 2021 si arriva al 26%, pari ad un incremento di 2 milioni di persone. E proprio il lockdown è il fattore alla base di questo desiderio: il 53% di chi ha intenzione di cambiare casa nel prossimo quadriennio dichiara infatti che l’esperienza delle chiusure che si sono alternate per tutto il 2020 e l’inizio del 2021 ha contribuito ad alimentare questa volontà.

Leggi: Corriere della Sera, 16/07/2021


giovedì 15 luglio 2021
Popolazione sempre più anziana e con demenza grave, “ecco perché non possiamo fare a meno delle Rsa”

Conferenza organizzata da Uneba per fare “un’operazione verità” dopo la criminalizzazione delle Rsa durante la pandemia. “Chi contrappone Rsa e domiciliarità sbaglia”, afferma il presidente Franco Massi. L’età media dei ricoverati supera gli 85 anni, il 64% con demenza
Anziani, fisioterapia, assistenza, rsa
Nel 2019 l’età media di chi è entrato in una Rsa era di quasi 86 anni, il 64,26% aveva problemi di demenza, il 34% aveva bisogno di assistenza anche per mangiare. Sono questi alcuni dei dati per i quali, secondo Uneba, “non possiamo fare a meno delle Rsa”, come recita il titolo della conferenza stampa di questa mattina organizzata dall’ente che ne rappresenta oltre 900 in tutta Italia. “L’anno scorso le Rsa sono state criminalizzate – ha detto Franco Massi, presidente di Uneba Nazionale -. I morti nelle Rsa facevano notizia, quelli nelle case non facevano notizia. Nelle Rsa gli anziani avevano comunque assistenza di infermieri e medici. A domicilio molti anziani sono morti senza ricevere assistenza o neanche una telefonata dal medico di famiglia. È necessaria un’operazione verità e abbiamo bisogno di certezze per il futuro. Residenzialità e domiciliarità sono complementari, chi le contrappone sbaglia. Bisogna dare risposte adeguate al bisogno di ogni persona. E per questo oltre alle Rsa c’è l’assistenza domiciliare, ci sono i centri diurni o i mini alloggi protetti”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/07/2021


mercoledì 14 luglio 2021
Generali e Cdp puntano agli “over 65”

Al via Convivit, una joint venture per un nuovo modello abitativo
Generali Italia e Cdp Venture Capital puntano sulla «silver economy» con Convivit, una realtà immobiliare destinata agli over 65. Nel 2045, infatti, secondo le stime dell’Istat, gli ultra 65enni, già oggi in costante aumento (con una crescita del 5% registrata negli ultimi vent’anni), saranno 20 milioni rispetto ai 13,6 milioni del 2018. Uno scenario in cui i consumi dei senior sono destinati ad aumentare.
Ispirata dai nuclei urbani Usa destinati ai senior in cui sono ambientati numerosi successi hollywoodiani (come Cocoon), Convivit vuole proporre anche in Italia un modello abitativo dedicato ad anziani autosufficienti. Convivit, partecipata al 50% da Cdp Venture Capital (tramite il fondo Boost Innovation) e al 50% da Generali Wellion, è guidata da Andrea Mecenero e punta ad aprire entro il 2030 venti residenze in grado di ospitare fino a 2.500 persone. «Grazie a questa partnership con Cdp portiamo in Italia un nuovo modello abitativo su modello internazionale con servizi digitali, di assistenza e benessere, dando un contributo concreto alla realizzabilità di politiche per l’active ageing. Puntiamo a rendere disponibili, entro il 2030, duemila appartamenti moderni basati su un nuovo concept che integra servizi, IoT (Internet of Things) spazi comuni e aree verdi», ha dichiarato Marco Sesana, country manager & Ceo Generali Italia, a margine della presentazione del meeting di Rimini 2021.

Leggi: Il Giornale


martedì 6 luglio 2021
Al via (con un po’ di ritardo) il programma di edilizia finanziato nel 1978 con fondi Gescal

Pubblicato il Dm Mims-Mef che assegna 219 milioni a 17 regioni per 44 interventi. C’è anche il Dm ad hoc per la Campania È arrivato, alla fine, il decreto Infrastrutture-Economia che “mette a terra” oltre 219 milioni di euro dei fondi Gescal assegnati a 17 Regioni (esattamente 219.194.640,15 euro) nel lontano 1978. Fondi che – è sempre opportuno ricordare – attendono di essere spesi da quella data per realizzare «programmi sperimentali di edilizia residenziale pubblica». Dopo che il precedente governo aveva recuperato queste risorse Cipe (250 milioni in totale) e dopo che a dicembre scorso la conferenza delle Regioni ha dato l’intesa allo schema di decreto Mef-Infrastrutture (ancora firmato Gualtieri-De Micheli), il ministero ha pubblicato il provvedimento interministeriale (n.193) – ora firmato da Enrico Giovannini (a fine marzo) e da Daniele Franco (a fine aprile) – che approva definitivamente gli interventi e i relativi soggetti ammessi a finanziamento, aprendo dunque la strada ai cantieri.
Il provvedimento elenca 44 interventi in 33 città in un apposito allegato.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 06/07/2021


martedì 6 luglio 2021
L’accesso all’housing sociale: così requisiti e costi da Nord a Sud

Il canone medio annuo può variare da 50 a 80 euro. Dal reddito alla cittadinanza i vincoli per gli inquilini, che non devono possedere altre case e non aver subito sfratti per morosità.
Si chiama 5Square l’intervento residenziale in costruzione nella zona Sud di Milano, in via Antegnani, con 468 alloggi, che sarà pronto a gennaio 2022 e di cui è aperto l’avviso per la raccolta delle candidature per affittare 102 appartamenti a canone convenzionato (dei 304 in locazione).
L’architettura è dello studio Barreca & La Varra e si tratta di un’operazione in un brownfield (riqualificazione dell’esistente), dove insistevano cinque scheletri abbandonati da decenni. Al piano terra (su 3mila mq) un supermercato, un asilo e altri spazi a servizio gestiti da manifatture innovative. L’avviso è promosso dal Fondo Immobiliare Lombardia e gestito da Redo Sgr. I destinatari sono «nuclei familiari o singole persone il cui reddito complessivo risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi non sia superiore a quello massimo stabilito annualmente dalla Regione Lombardia per accedere all’edilizia agevolata, incrementato del 25% e con l’abbattimento legalmente previsto per ogni figlio a carico».

Leggi: Il Sole 24 Ore, 06/07/2021


lunedì 5 luglio 2021
La «casa infrastruttura» lega welfare di comunità e riqualificazioni Urbane

Infrastrutture sociali. È questa la locuzione chiave proposta dal Pnrr per tenere insieme la rigenerazione urbana con l’abitare sociale. Ambito d’azione di cooperative, delle imprese di capitali, delle Sgr che investono con capitali propri e di altre con fondi partecipati, delle fondazioni bancarie che promuovono modelli di welfare di comunità, e degli investitori istituzionali come le assicurazioni o le casse di previdenza.
«La città e la casa tornano sotto i riflettori come bene primario, come bene comune, come luogo di servizi e come tema di co-progettazione con il terzo settore che rinsalda i fili della comunità» come commenta Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al contrasto alle
diseguaglianze e transizione ecologica, partecipando alla presentazione di una recente ricerca Nomisma e Legacoop Abitanti sul “Next housing”. In un momento in cui la pandemia ha evidenziato le necessità di una casa confortevole e il limite di molte abitazioni in cui si è stati costretti per giorni e settimane in lockdown sia lo scorso anno che nel 2021.
La debolezza economica delle famiglie
Dal Pnrr al Pinqua (per questo il Mims anticipa che la prossima sessione della commissione è fissata per il 7 luglio e che i cantieri partiranno a febbraio 2021), gli stakeholder chiedono un effettivo impegno del governo «sull’offerta abitativa a canoni sostenibili, una politica strutturale per la casa» dice Rossana Zaccaria, presidente di Legacoop Abitanti, anticipando l’impegno a fare squadra perché l’Italia si faccia valere, nella competizione internazionale e investendo sul co-design, nell’ambito del New European Bauhaus

Leggi: Confedilizia, 05/07/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 19 luglio 2021
Inaugurata a Roma la prima comunità alloggio per persone anziane

In zona La Giustiniana la “Casa Giada Gialla” potrà accogliere fino a 10 persone. Il servizio è caratterizzato dalla condivisione di spazi comuni all’interno di un contesto di piccola comunità e con l’affiancamento di operatori specializzati presenti H24, con gestione in accordo con l’Irasp
Al via la prima comunità alloggio di Roma Capitale per persone anziane, in zona La Giustiniana: “Casa Giada Gialla”. L’appartamento potrà accogliere fino a 10 persone. Il servizio è caratterizzato dalla condivisione di spazi comuni, come cucina e salotto, all’interno di un contesto di piccola comunità e con l’affiancamento di operatori specializzati presenti H24, con gestione in accordo con l’Irasp. L’arredamento e la gestione del servizio sono supportati da fondi Pon Metro. Lo scrive in una nota il comune di Roma.
L’obiettivo del progetto è favorire l’invecchiamento attivo, l’autodeterminazione dei singoli, la valorizzazione delle caratteristiche individuali e l’inserimento nel tessuto urbano.
La comunità alloggio si aggiunge, così, al cohousing “Casa Giada”, già aperto dall’Amministrazione nello stesso stabile in zona La Giustiniana, e agli altri cohousing “Casa Gaia” e “Casa delle Viole”, avviati rispettivamente in zona Torre Gaia e zona Monteverd

Leggi: Redattore Sociale, 19/07/2021


lunedì 19 luglio 2021
A Milano un grande piano di welfare per la città

Partito il confronto tra Comune e terzo settore in vista del nuovo piano di zona 2022-2024. Tre priorità: recupero distanza tra istituzioni e cittadini, attenzione particolare ai quartieri oltre la circonvallazione, co-progettazione e co-gestione. E in Europa le grandi città predispongono piani per una prossima pandemia
Un grande piano di welfare per la città: è iniziato oggi il confronto di idee tra Comune e terzo settore per arrivare nei prossimi mesi a dotare Milano di un nuovo piano di zona che varrà per il triennio 2022-2024. “Dovrà essere un piano che trova forza nel tenere insieme e non nel separare”, ha affermato Gabriele Rabaiotti, assessore alle Politiche sociali e della casa, in apertura dell’incontro “Le società delle città. La risposta dei sistemi di welfare dopo la pandemia”, che si è tenuto a Palazzo Reale. Per l’assessore sono tre le indicazione che emergono dalla pandemia: recuperare il divario tra istituzioni e cittadini, puntare soprattutto sui quartieri più popolari e più popolati che sono ubicati soprattutto oltre la circonvallazione esterna e puntare sul metodo della co-progettazione e co-gestione.

Leggi: Redattore Sociale, 19/07/2021


lunedì 19 luglio 2021
Non autosufficienti, Cna Marche: creare una rete sul territorio

Il neo presidente Giancarlo Sperindio: “Curare a casa almeno il 10% di loro entro 2026, oggi siamo al 4%”. Un marchigiano su quattro ha più di 65 anni. I non autosufficienti sono 144 mila
“Il nostro progetto si propone di aprire sportelli informativi e di supporto alle famiglie di anziani e disabili per la gestione dei problemi pratici legati alla non autosufficienza: creare una rete di supporto e di coordinamento nel territorio con le istituzioni e altri soggetti come medici di famiglia, case di riposo e farmacie”. Lo dice in una nota il neo presidente di Cna pensionati Marche, Giancarlo Sperindio, subentrato in questi giorni ad Ilario Persiani. Sperindio, 69 anni, negli ultimi otto anni ha guidato Cna pensionati di Pesaro e Urbino ed ora è chiamato a rappresentare i 16.092 pensionati marchigiani associati dell’artigianato e del lavoro autonomo di cui 5.975 di Ancona, 5.765 di Pesaro e Urbino, 1.792 di Ascoli Piceno, 1.675 di Macerata e 885 di Fermo. Numeri che mettono le Marche al quarto posto tra le regioni italiane dopo Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia.

Leggi: Redattore Sociale, 19/07/2021


venerdì 16 luglio 2021
Anziani, sos Spi-Cgil Reggio Emilia: la rete dei servizi va ripensata

Matteo Alberini, segretario Spi-Cgil di Reggio Emilia, interviene sulla situazione dell’Asp “Città delle persone”, azienda partecipata al 96% dal Comune di Reggio e tra i principali erogatori di servizi assistenziali per anziani e disabili ed educativi per minori
“Ormai appare chiaro che l’intera rete del welfare per i soggetti fragili va ripensata in una logica di programmazione di lungo periodo, per non farsi trovare impreparati quando finirà l’emergenza”. Lo afferma Matteo Alberini, segretario Spi-Cgil di Reggio Emilia, che interviene sulla situazione dell’Asp “Città delle persone”, azienda partecipata al 96% dal Comune di Reggio e tra i principali erogatori di servizi assistenziali per anziani e disabili ed educativi per minori. Come emerso da una recente commissione consiliare, a causa della pandemia che ne ha drasticamente ridotto l’attività, l’azienda ha infatti chiuso l’esercizio 2020 in perdita per oltre 700mila euro. Inoltre, come spiegato dalla presidente Mariella Martini, si è vista proporre un nuovo contratto di servizio con un taglio rilevante dei posti letto disponibili e la chiusura del centro diurno per le demenze.

Leggi: Redattore Sociale, 16/07/2021


venerdì 16 luglio 2021
Rsa in Emilia-Romagna, dimezzati gli ospiti: le “famiglie rinunciano”

A confermarlo è l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, rispondendo in commissione all’interrogazione del leghista Michele Facci
Si è dimezzato il numero di ospiti delle Rsa in Emilia-Romagna tra il 2020 e il primo trimestre 2021. Un calo “determinato anche dalle rinunce delle famiglie in lista d’attesa per motivi precauzionali sulla situazione epidemiologica”. A confermarlo è l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, rispondendo oggi in commissione all’interrogazione del leghista Michele Facci. E’ proprio l’esponente del Carroccio a fornire i numeri. “Dai 28mila ricoveri del 2020 nelle Rsa e negli hospice- spiega- si è passati a poco più di 16mila0 nei primi mesi del 2021”. Facci chiede anche se questo “non abbia in qualche modo destato preoccupazione e allarme e quali siano le azioni che si intendono adottare”. In particolare, il leghista chiede della Regione di aumentare i controlli sulle strutture e verificare le modalità organizzative adottate dai gestori per garantire le visite dei familiari.

Leggi: Redattore Sociale, 16/07/2021


mrecoledì 14 luglio 2021
Le condizioni di salute della popolazione anziana in Italia

Nel 2019, prima della crisi pandemica, gli indicatori di salute degli over 75 si confermano in miglioramento.
Ad eccezione delle malattie croniche gravi, più diffuse tra gli uomini (46,0% contro 41,1% delle donne), le donne hanno condizioni peggiori per tutti gli altri indicatori di salute.
Forti le differenze territoriali a svantaggio del Sud e delle Isole e le disuguaglianze sociali nella salute.
Circa un terzo degli over 75 presenta una grave limitazione dell’autonomia e per un anziano su 10 questa incide sia sulle le attività quotidiane di cura personale che su quelle della vita domestica (8,5% nell’Ue22).

Leggi: Istat, 14/07/2021


mercoledì 7 luglio 2021
Lazio: al via piano da 15 milioni di euro per 200 ascensori nelle palazzine di edilizia pubblica

La Giunta regionale del Lazio ha approvato una delibera con cui vengono assegnati 27 milioni di euro per interventi di riqualificazione degli immobili di edilizia popolare, di cui 15 milioni per le manutenzioni degli edifici Ater di Roma e 12 milioni per tutte le altre Ater del Lazio
La Giunta regionale del Lazio ha approvato una delibera con cui vengono assegnati 27 milioni di euro per interventi di riqualificazione degli immobili di edilizia popolare, di cui 15 milioni per le manutenzioni degli edifici Ater di Roma e 12 milioni per tutte le altre Ater del Lazio. In particolare, queste risorse saranno destinate alla realizzazione e alla manutenzione degli ascensori in tutti gli edifici Ater di Roma e delle altre province, con l’obiettivo di migliorare la qualità abitativa dei residenti e di “liberare” quei cittadini che oggi sono costretti a restare in casa per problemi di deambulazione e senza ascensore.
L’Amministrazione Zingaretti ha già definito un programma di azione, insieme all’Ater di Roma, che riguarda circa 198 palazzine di edilizia pubblica per altrettanti ascensori con una spesa complessiva di 15 milioni di euro.
I primi due complessi Ater su cui si interverrà sono nei quartieri del Tufello e di Valmelaina, per poi proseguire con altri edifici nelle zone di Pietralata, Ponte Mammolo, Garbatella, Tiburtino III, Acilia, Quarticciolo, San Basilio, Torrevecchia, Primavalle, Ostia Lido, Torre Gaia, Quadraro, Tor Marancia, Montesacro, Testaccio, Trullo, Tor de Schiavi, Settecamini, Torre Spaccata, Vigne Nuove e Spinaceto.

Leggi: Casa e Clima, 07/07/2021


mercoledì 7 luglio 2021
Ferrara. Importante sentenza del Tribunale di Ferrara contro le norme discriminatorie per l’accesso agli alloggi di edilizia economica popolare indetto dal Comune di Ferrara nel 2020

Il Tribunale di Ferrara, Giudice dott.ssa Maria Marta Cristoni, ha accolto il ricorso promosso da ASGI -Associazione studi giuridici sull’immigrazione – e da due cittadine straniere, con il patrocinio di CGIL, CISL, UIL e dalle associazioni degli inquilini SUNIA, SICET e UNIAT di Ferrara, e l’intervento dell’associazione l’Altro diritto, contro il bando per l’accesso agli alloggi di edilizia economica popolare indetto dal Comune di Ferrara nel 2020. Le due cittadine, dopo aver presentato domanda di assegnazione di alloggio ERP, si erano viste collocare (a causa della loro modesta anzianità di residenza a Ferrara) in una posizione molto bassa in graduatoria, anche se si trovano in condizione di estremo bisogno.
Il Tribunale ha dichiarato discriminatorio il Regolamento del Comune sia rispetto all’impossidenza, per la richiesta a soli cittadini extracomunitari di documentazione aggiuntiva e gravosa, sia rispetto al punteggio dedicato alla residenzialità storica, preponderante rispetto ai requisiti indicativi di uno stato di bisogno abitativo.

Leggi: Sunia, 07/07/2021


IN AGENDA:

Famiglia e anziani: legami tra generazioni, risorsa per il futuro

Il convegno, organizzato in collaborazione con la Federazione Anziani e Pensionati Acli, con i Giovani delle Acli e con l’Ufficio nazionale per la Pastorale della Famiglia della Cei, si inserisce negli eventi organizzati per l’anno speciale 2021-2022 dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia” che culminerà il 26 giugno 2022, a Roma, con il 10° Incontro mondiale delle Famiglie.
I lavori del convegno saranno aperti da Lidia Borzì, Delegata nazionale Acli alla Famiglia e gli Stili di vita, a seguire interverranno: la Prof.ssa Donatella Bramanti, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’ex Ministro Mario Giro, Vicepresidente Comunità di S. Egidio, Fra Marco Vianelli, Direttore Ufficio per la Pastorale della Famiglia CEI, Serafino Zilio, Presidente Nazionale FAP Acli, Simone Romagnoli, Coordinatore nazionale Giovani delle Acli, Paolo Ricotti, Presidente nazionale Patronato Acli, Antonio Russo, Vicepresidente nazionale Acli con delega al Wefare, Giorgio Cislaghi, Acli Foggia e Rosa De Angelis, Acli Bologna.
Le conclusioni sono affidate alla Ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità, Elena Bonetti e al Presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia. Modera il dibattito la conduttrice Rai Benedetta Rinaldi.
L’evento si svolgerà in modalità mista: in presenza presso la sede nazionale delle Acli, in via G. Marcora a Roma e in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale Youtube delle Acli nazionali

Leggi: Redattore Sociale


Quale riforma per gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie?

Il 20 luglio alle 15:00 verrà presentato il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, un’ampia coalizione sociale che intende elaborare proposte operative per la riforma sulla non autosufficienza e dialogherà con i Ministri Andrea Orlando e Roberto Speranza. L’obiettivo principale è presentare alle istituzioni le questioni centrali da cui partire nella preparazione della riforma e confrontarsi in merito alla stessa.

Leggi: I Luoghi della Cura


IN EVIDENZA:

Cosa ci aspettiamo dal PNRR Analisi del Piano che dovrebbe cambiare l’Italia – Di Domenico Pantaleo, Presidenza Nazionale Auser

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta una grande opportunità per cambiare il modello di sviluppo in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale in coerenza con quanto stabilito dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
L’obiettivo prioritario deve essere quello di superare le profonde disuguaglianze, presenti ben prima della pandemia ma notevolmente aggravate durante l’emergenza sanitaria e sociale. Basti pensare alla crescita delle povertà con poco più di due milioni di famiglie in povertà assoluta e 2,6 milioni relativa con un gran numero di immigrati. I bambini in povertà in Italia sono diventati 1 milione e 346 mila e l’emergenza Covid ha messo seriamente a rischio anche il diritto all’istruzione. Siamo
di fronte ad una vera e propria emergenza sociale, solo in parte attenuata dal reddito di cittadinanza e altre forme di sostegno. Si sono persi circa un milione di posti di lavoro e allo stesso tempo è cresciuto a dismisura il lavoro povero, in appalto e precario che ha penalizzato, ancora di più, donne e giovani. Sono aumentate notevolmente le morti e gli incidenti sul lavoro perché molte imprese ritengono la sicurezza un costo e non un dovere etico e morale nei confronti dei lavoratori.
La pandemia ha messo anche in luce enormi differenze nella qualità dei servizi del welfare e l’inefficienza della sanità territoriale nel rispondere alla sempre più difficile condizione delle persone anziane, a fronte del fenomeno della non autosufficienza e della cronicità. Le tante morti di anziani nelle case di riposo e la condizione diffusa di solitudine e abbandono durante la pandemia non possono essere solo un ricordo ma lo stimolo a cambiare radicalmente il modello sanitario e socio sanitario. I bisogni delle persone devono tornare a essere quindi il centro di un processo di radicale cambiamento tenendo insieme le tante emergenze sociali e la prospettiva di una transizione verso un modello di sviluppo sostenibile. Questo dovrebbe essere l’orizzonte rovesciando la narrazione liberista fatta di individualismo, di distruzione della natura, di riduzione del perimetro pubblico e del trionfo delle ragioni del mercato e della finanza sul destino dell’umanità. Ciò richiede prima di tutto un forte ruolo pubblico di programmazione, di regia e di intervento diretto per creare occupazione come risposta positiva alla crescita collettiva intorno ai beni comuni.

Leggi: Auser


Il settore sociale nel PNRR – di Franco Pesaresi

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato nel mese di aprile 2021 e inviato all’Unione Europea per il finanziamento, prevede diversi interventi nel settore sociale distribuiti a loro volta in tre settori definiti “Missioni”, anche se la parte più significativa di questi è collocata nella Missione 5 “inclusione e coesione”.
Il PNRR, in genere, per ogni settore di intervento prevede una parte riservata alle riforme che accompagnano il Piano ed una parte, quella più nota, relativa agli investimenti nelle singole azioni previste.
Le riforme previste nel PNRR
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) contempla ben 53 misure legislative: 9 di queste saranno adottate con decreto-legge; 12 con legge delega; per una si prevede l’adozione di un decreto legislativo.
Quelle di interesse sociale comprese all’interno della Missione 5 “inclusione e coesione” e “Missione 6 Salute” sono tre e toccano grandi aree strategiche del settore sociale: le politiche familiari, la legge quadro per la disabilità e la riforma degli interventi per gli anziani non autosufficienti (Cfr. Tab. 1).

Leggi: Welforum


“Il serbatoio di forza lavoro si esaurisce, non c’è antitesi giovani/anziani”

Alla metà del prossimo decennio, nel 2035, potrebbero esserci in Italia poco più di 5 milioni di persone in meno in età lavorativa (convenzionalmente dai 15 ai 64 anni) secondo le proiezioni dell’Istat. Come se sparissero tre grandi città come Roma, Milano e Napoli. Colpa della progressiva fuoriuscita dei baby boomers dal mondo del lavoro: una gran parte dei nati nel dopoguerra è già passata alla pensione ed entro nove anni, nel 2030, praticamente tutti coloro che sono catalogati in questo cluster (nati tra il 1946 e il 1970) avranno abbandonato la fascia d’età che si accompagna al lavoro attivo. Dietro le generazioni del dopoguerra – protagoniste di una rivoluzione culturale ampia e profonda della cultura italiana, culminata nel mitico “68”, e per questo altrettanto amate o disprezzate a seconda del punto di vista ideologico, e negli ultimi anni accusate dai più giovani di occupare tutte le posizioni di potere – non c’è però lo stesso numero di persone. E quindi il declino sia della popolazione che degli individui in età del lavoro non è la previsione di un indovino, ma un esito già scritto nel Libro del Numeri.
Tuttavia gli effetti di questo crollo destano preoccupazione. Avremo anche un buco nell’occupazione? E quindi varrà l’equazione meno popolazione in età attiva-meno lavoratori-meno ricchezza prodotta? Detto in soldoni, diventeremo più poveri? “Il rischio che calino gli occupati in effetti c’è”, spiega in questa intervista il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo.

Leggi: Huffington Post


La condizione di salute degli anziani in Italia

L’articolo propone un’analisi e una rielaborazione di alcuni dati ISTAT sull’invecchiamento della popolazione, focalizzandosi in particolare sulla percezione della condizione di salute, gli stili di vita alimentare, l’assunzione di farmaci, il grado di soddisfazione della propria qualità di vita e le relazioni sociali.
di Franco Cirio ( Responsabile per le professioni sanitarie del Dipartimento continuità dell’assistenza ospedale-territorio dell’ASL Città di Torino), Pietro Cissello ( Infermiere Servizi territoriali e distrettuali ASL Città di Torino)
In Italia la popolazione ultrasessantacinquenne nel decennio 2010-2019 è passata da 12.206.470 del 2010 (il 20.2% della popolazione totale) a 13.693.215 del 2019 (22.9%) con un incremento di 1.486.745 persone. L’ISTAT annualmente raccoglie e sistematizza i dati sugli aspetti strutturali e dinamici dell’invecchiamento della popolazione italiana e si propone quale strumento di approfondimento per policy maker, operatori sociali, studiosi e cittadini.
Le informazioni reperibili sul sito Anziani.Stat sono organizzate in modo coerente e omogeneo e vengono aggiornate periodicamente. Il sistema consente anche analisi territoriali fino al livello regionale. I dati raccolti negli anni permettono una comparazione e una valutazione dell’evoluzione nel tempo di alcune condizioni demografiche, sanitarie e sociali: la composizione nuclei famigliari, la prevalenza delle principali patologie croniche, della comorbilità, dell’assunzione di farmaci, gli stili di vita (alimentare, fumo, sedentarietà), vita di relazione e associativa, eventuale povertà economica, utilizzo di aiuti domiciliari, e soddisfazione della propria esistenza.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Pensione di inabilità: requisito età al momento della domanda

Per il riconoscimento della pensione di inabilità civile, il requisito anagrafico va verificato secondo le norme vigenti al momento della domanda. Con questa motivazione la Corte d’Appello di Milano ha accolto il ricorso patrocinato dai legali di Inca in favore di una persona riconosciuta invalida al 100 per cento. L’Inps aveva rigettato la richiesta di pensione sostenendo che già prima dell’istanza l’interessata aveva raggiunto la previgente età di 66 anni e 7 mesi prevista per la concessione dell’assegno sociale, sostitutivo della prestazione richiesta.
La pretesa dell’Inps, riportata in sentenza, accolta in primo grado, ma ribaltata in Appello, partiva dall’assunto di dover applicare il criterio del requisito previgente se l’età è stata o sarà raggiunta prima dell’ingresso del nuovo requisito anagrafico e affermando che i richiedenti il riconoscimento dell’invalidità civile nel 2019, che hanno compiuto entro il 2018 i 66 anni e 7 mesi, sono riconosciuti, laddove ne ricorrano i requisiti sanitari, “ultrasessantacinquenni”, qualifica che preclude la possibilità di accesso alla pensione o assegno degli invalidi civili.
Opposto l’orientamento della Corte d’Appello che, richiamando le norme succedutesi nel tempo, con le quali sono stati innalzati i requisiti anagrafici, ha ritenuto fondato il ricorso della donna che al momento della domanda di inabilità non aveva compiuto 67 anni.

Leggi: Inca


Parte il contributo per chi ha ridotto l’affitto

Due scadenze: richieste entro il 6 settembre, sconti sul canone entro fine anno
Al via la presentazione delle domande per la richiesta di contributo per i locatori che hanno concesso, o hanno intenzione di concedere, una riduzione del canone. Per la richiesta c’è tempo fino al 6 settembre, ma le rinegoziazioni possono essere comunicate fino al prossimo 31 dicembre.
I requisiti
Il decreto Ristori (Dl 137/2020), ha introdotto un contributo a fondo perduto per i locatori che riducono il canone ai loro inquilini. Se il locatore teme di non incassare i canoni di locazione, la riduzione rappresenta una opportunità considerato che, in base all’articolo 26 del Tuir, i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo concorrono a formare il reddito anche se non percepiti, a meno che la mancata percezione non sia provata dall’intimazione di sfratto o dall’ingiunzione di pagamento.
Per beneficiare del contributo occorre rispettare tre condizioni:
1 l’immobile deve essere concesso in locazione con contratto in essere al 29 ottobre 2020 e adibito ad abitazione principale del locatario. L’agenzia delle Entrate ha precisato che tale requisito è soddisfatto quando il conduttore dimori abitualmente nell’abitazione e, quindi, abbia lì stabilito la residenza anagrafica;

Leggi: Confedilizia


 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 6 luglio 2021
Casa, con la pandemia 1,9 milioni di famiglie si sono trovate in difficoltà nel pagare l’affitto

I dati dell’indagine di Facile.it. Con il Covid persi 1,3 miliardi di euro di rate non pagate. Maggiori difficoltà al centro e al sud, principalmente per problemi di lavoro. Con la fine del blocco sfratti 445 mila famiglie potrebbero dover lasciare l’immobile affittato
Affitti, casa, chiave su porta
La pandemia e la conseguente crisi economica hanno avuto un impatto estremamente negativo sul mercato degli affitti; circa 1,9 milioni di famiglie italiane si sono trovate in difficoltà e per questo hanno ritardato o addirittura saltato una o più rate d’affitto tra marzo 2020 e maggio 2021. A fotografare la situazione è stata l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different da cui è emerso che più di 1 locatore su 3 (39%), pari a 1,7 milioni di proprietari immobiliari, nei dodici mesi, ha dovuto fare i conti con un inquilino moroso.
Il danno economico è davvero importante; se si considera che, in media, per ciascuna abitazione oggetto di insolvenza le rate non pagate sono state 5, per un importo pari a 1.740 euro, si stima che il mercato delle locazioni abitative abbia perso nell’ultimo anno una somma prossima a 1,3 miliardi di euro in canoni non riscossi.

Leggi: Redattore Sociale, 06/07/2021


lunedì 5 luglio 2021
Sigg e Sigot: appena 4.300 geriatri per 13 milioni di over 65

Insufficiente il fabbisogno di nuovi geriatri previsto nel Recovery Plan. A richiamare l’attenzione sull’esigenza di riprogrammare il numero di specialisti sono la Società italiana di gerontologia e geriatria e della Società italiana di geriatria ospedale e territorio: ne servirebbero almeno 11 mila, ma sono pochissimi i posti nelle scuole di specializzazione ogni anno
Più pediatri che geriatri. Le culle si svuotano, gli anziani aumentano: nonostante questo in Italia, uno dei Paesi più vecchi del mondo con circa 13 milioni di over 65 e appena 400 mila nuovi nati all’anno, ci sono più medici dedicati all’assistenza dei più piccoli, 7500, che specialisti in grado di gestire gli anziani, appena 4300. Inoltre, nei prossimi tre anni il fabbisogno di specialisti in Geriatria è addirittura in calo in base al numero di borse di specializzazione previste: da 347 per l’anno in corso a 319 nel 2023. In pratica in tre anni saranno cumulativamente ammessi alla specializzazione di Geriatria 1008 medici va fronte di 2287 a quella in Pediatria.
Gli esperti della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) e della Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (Sigot) lanciano l’allarme: senza un adeguato numero di geriatri a gestire la valutazione e la terapia dei tanti over 65 con molteplici malattie croniche, sarà impossibile prendersi carico di una popolazione che ha bisogno di risposte di cura su misura e che è sempre più fragile anche a causa della pandemia, che ha evidenziato le aumentate necessità di risorse da dedicare alla gestione degli anziani.
Sigg e Sigot chiedono perciò che venga rivalutato il fabbisogno di geriatri e anche che vengano rese disponibili le Unità di Geriatria in tutti gli ospedali italiani, eventualmente rimodulando una parte dei 26.000 posti letto nelle Medicine Interne in posti letto di Geriatria.

Leggi: Redattore Sociale, 05/07/2021


domenica 4 luglio 2021
Covid. Vaccinazioni a rilento tra gli over 60: ne mancano quasi 2,6 milioni. Il report del Governo

Sono 58.914.245 le dosi di vaccino, consegnate alle Regioni, 4.300.819 in più rispetto alla settimana precedente. In tutto ci sono ancora 2.585.513 italiani della categoria over 60 da intercettare che non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino contro il Covid. Solo circa 100 mila le persone con più di 60 anni raggiunte la scorsa settimana.
Restano ancora 2.585.513 gli over 60 non vaccinati. Un dato, quello riportato nell’ultimo report settimanale del governo, che sembra anche ancora muoversi con un ritmo di marcia molto rallentato. Rispetto alla settimana precedente, sono circa solo 100mila le persone che sono state raggiunte in questa fascia d’età.
Vaccinazione agli over 80
In totale sono stati vaccinati con almeno una dose 4.199.149 persone pari al 92,42%, il che vuol dire che 354.563 (7,79%) sono ancora in attesa di vaccino.
Le Regioni che hanno vaccinato più persone con almeno una dose sono il Veneto e la Toscana con, rispettivamente, il 98,59% e il 98,40%. Fanalino di coda la Sicilia con il 76,68%.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/07/2021


venerdì 2 luglio 2021
Anziani, le Rsa? “Diventino residence con eventi culturali”

Le proposte per creare strutture integrate emerse durante il convegno di Firenze “Oltre l’Rsa”. Saraceni (Mater Olbia Hospital): “Spettacoli e giochi dentro le Rsa”. Costa (Auser): “Portare eventi dentro le strutture”
“Le Rsa non possono continuare ad essere un luogo di custodia isolato e separato, si deve trovare il modo di aprire queste realtà, che non possono essere soltanto un luogo di degenza, ma devono trasformarsi in residence, dove ci sono persone non autosufficienti e persone autosufficienti che magari stanno in una casa di riposo collegata e che sono in grado di entrare in relazione con gli ospiti delle Rsa con una funzione di recupero sociale perché la relazione è la cura principale. La pandemia ha messo in evidenza la chiusura ermetica delle Rsa dove non poteva entrare nessuno, servono invece Rsa aperte, che siano luoghi con eventi culturali, spettacoli, giochi aperti alla città e ai familiari dei pazienti, serve un radicale cambio di passo”. Sono le parole di Vincenzo Maria Saraceni, responsabile Riabilitazione post-acuta e neuroriabilitazione del Mater Olbia Hospital, intervenuto al convegno “Oltre l’Rsa” organizzato a Firenze per riflettere sull’assistenza agli anziani fragili e non autosufficienti dopo che l’esperienza della pandemia ha sottolineato l’urgenza di un’ampia revisione in questo ambito.

Leggi: Redattore Sociale, 02/07/2021


venerdì 2 luglio 2021
Anziani, Sant’Egidio: “Da caldo e solitudine ci si difende con più solidarietà”

La Comunità di Sant’Egidio non interrompe la sua presenza accanto agli anziani e intensifica il programma dedicato agli over80: centri e sedi restano aperti e proseguono visite domiciliari e servizio telefonico
“In un anno segnato dalla pandemia, gli anziani hanno già sofferto tanto: sono stati loro, ovunque, le vittime principali a cui il Covid-9, come ha scritto Papa Francesco nel messaggio per la I Giornata mondiale dei nonni, ‘ha riservato un trattamento speciale, un trattamento più duro’. Non vogliamo che accada di nuovo!”. Sant’Egidio lancia un appello a tutti i cittadini: “Accorgiamoci in questi giorni degli anziani soli che vivono accanto a noi, a partire dai nostri vicini di casa; tutti possiamo fare qualcosa aiutando direttamente chi è in difficoltà con una visita o una telefonata, fermiamoci di fronte alle situazioni di disagio, suoniamo il campanello di un nostro vicino per sapere come sta. Una visita, a volte, può salvare una vita, perché più che il caldo è troppo spesso la solitudine a costituire un grave rischio: da entrambi ci si può difendere con più umanità e solidarietà”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/07/2021


lunedì 28 giugno 2021
Fondi per i Caregiver: aiuti pubblici a confronto

Guida agli aiuti concessi dai due Fondi per i Caregiver familiari, istituiti con le Manovre finanziarie 2018 e 2021: analisi comparata.
Del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare si parla da quando la Legge di Bilancio 2018 (commi 254-256 della Legge 205/2017) ha istituito la sua prima versione, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020. Ma di Fondo con la stessa denominazione ce n’è anche un altro, finanziato con la Legge di Bilancio 2021 (Legge n. 178/2020). Vediamo quindi cosa hanno i comune e in cosa differiscono i due Fondi.
Dopo l’istituzione del Fondo caregiver attuato dalla Legge di Bilancio 2018, la Manovra 2019 (art. 1, commi 483-484, della Legge 145/2018) ha incrementato il Fondo di 5 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2019-2021. Le somme residue e non impiegate del Fondo, al termine di ciascun esercizio finanziario, sono state versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al medesimo Fondo. Quindi la Sezione II della Legge di Bilancio 2021 ha assegnato al Fondo, per il 2021, risorse pari a circa 23,7 milioni di euro. Inizialmente il Fondo è stato istituito con l’obiettivo di sostenere gli interventi legislativi per il riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare.

Leggi: Pmi, 28/06/2021


lunedì 28 giugno 2021
Case, tutti la vogliono più grande: quanto si spende davvero per 100 mq. A Milano prezzi sul del 27%

Certo solo una quota minoritaria di quelle famiglie finirà per firmare un rogito: non tanto perché le altre cambieranno idea sul comprare casa, ma perché verificheranno che non hanno le risorse sufficienti per effettuare l’acquisto. Lo studio tiene conto anche di questo e valutando le possibilità reddituali di chi ha risposto sostiene che in oltre 800 mila casi l’acquisto dell’immobile risulta sostenibile, un altro numero record.
D’altro canto per molti le risorse economiche non sono un problema: se nel Paese si è verificato un drammatico aumento della povertà assoluta è altrettanto vero che chi dispone di un reddito fisso e non ha perso il lavoro grazie al risparmio forzoso compiuto negli ultimi mesi è un po’ più ricco di prima, e che per una fascia certo minoritaria ma non trascurabile di popolazione la pandemia ha costituito un’occasione di guadagno.

Leggi: Corriere della Sera, 28/06/2021


giovedì 24 giugno 2021
Un’ampia indagine sull’accesso agli ausili nel nostro Paese

Quale conoscenza abbiamo sulla reale diffusione delle tecnologie assistive, più semplicemente chiamate “ausili”? E in quale misura l’Italia è in grado di rispondere ai bisogni di ausili della popolazione? Per rispondere a queste domande è stata avviata nel nostro Paese la più ampia raccolta dati di sempre sull’accesso agli ausili, promossa e finanziata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il contributo scientifico e finanziario dell’Istituto Superiore di Sanità e il coordinamento dell’Associazione AIAS di Bologna, supportata dalla Fondazione CENSIS e dalla Rete GLIC
«Le tecnologie assistive – scrivono dall’AIAS di Bologna (Associazione Italiana Assistenza Spastici) -, più comunemente e semplicemente chiamate “ausili”, sono di fondamentale importanza per le persone con disabilità, per molte persone anziane e per i malati cronici. Ma quale conoscenza abbiamo sulla loro reale diffusione? E in quale misura l’Italia è in grado di rispondere ai bisogni di ausili della sua popolazione?»: è per dare risposta a queste domande che è stata avviata in Italia un’indagine promossa e finanziata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), con il contributo scientifico e finanziario dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità (ISS). A coordinarla è la stessa AIAS di Bologna, con la supervisione scientifica dell’ISS e il supporto della Fondazione CENSIS e della GLIC (Rete Italiana dei Centri di Consulenza su Ausili Tecnologici per le Disabilità), ed è previsto il coinvolgimento di un campione di 10.000 persone tra la popolazione generale.

Leggi: Superando, 24/06/2021


giovedì 24 giugno 2021
Welfare, i sindacati: legge sulla non autosufficienza subito, non nel 2023

Nota congiunta dei segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil dopo l’incontro con il gruppo parlamentare del Pd: bene la nostra proposta nel Pnrr, ma il fattore tempo è determinante
“Nell’incontro avuto oggi con il gruppo parlamentare del Pd – presenti Debora Serracchiani, Carla Cantone, Stefano Lepri, Paola Boldrini, Simona Malpezzi, Mauro Laus, Valeria Fedeli, Elena Carnevali, Luca Rizzo Nervo, Vanna Iori – rispetto al tema della non autosufficienza abbiamo manifestato la nostra soddisfazione sul fatto che nel Pnrr finalmente si accogliesse la nostra proposta di approvare una legge quadro per le persone non autosufficienti. Ma abbiamo detto anche che, se questa è davvero la sfida per il welfare, anche alla luce dei dati sull’invecchiamento della popolazione, il fattore tempo è determinante”. Lo dichiarano in una nota congiunta i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rosanna Dettori, Andrea Cuccello, Domenico Proietti ed i Segretari Generali della Federazione dei Pensionati, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo.
“Ma per quanto ci riguarda- aggiungono- non è necessario attendere la conclusione della legislatura, il 2023, come indicato dal Pnrr, per il varo della legge, che sposterebbe con i successivi decreti delegati ancora più avanti la sua attuazione, ma andrebbe promosso sin da subito, anche prevedendo gradualità di applicazione. Abbiamo detto che per quanto ci riguarda le cure domiciliari per i non autosufficienti sono centrali e urgenti. I gruppi parlamentari del Pd hanno dichiarato la volontà di riunire le quattro Commissioni Camera e Senato Lavoro e Sanità per armonizzare le proposte di legge già esistenti con il documento di Cgil, Cisl, Uil e per settembre mettere in campo la legge che il paese si aspetta, coinvolgendo le organizzazioni sindacali”.

Leggi: Redattore Sociale, 24/06/2021


DALLE REGIONI:

martedì 6 luglio 2021
Casa, a Firenze bando per trovare alloggi Erp

Pubblicato un avviso di acquisto per trovare sul mercato immobiliare fabbricati da destinare velocemente ad alloggi Erp per ampliare l’offerta di edilizia popolare
Trovare sul mercato immobiliare fabbricati da destinare velocemente ad alloggi Erp per ampliare l’offerta di edilizia popolare. E’ questo lo scopo del Comune di Firenze che ha pubblicato un avviso di acquisto per il reperimento di fabbricati o porzioni di fabbricati per aiutare le famiglie che si trovano in disagio abitativo.
Palazzo Vecchio ha aperto l’avviso pubblico per comprare immobili dopo il bando della Regione Toscana che finanzia l’acquisto di fabbricati da destinare ad edilizia residenziale pubblica fino all’importo massimo complessivo di 8 milioni di euro. Grazie a questa iniziativa regionale il Comune di Firenze ha aperto la procedura di evidenza pubblica – a cui sarà possibile partecipare fino al 6 agosto alle 12 – per acquistare con i fondi messi a disposizione della Regione complessi residenziali pronti o quasi, da rendere comunque abitabili in breve tempo.
Fra i requisiti richiesti dalla Regione c’è il massimale sul prezzo al mq riconosciuto e che la richiesta sia per un intero fabbricato o ad una porzione di fabbricato costituito da almeno 4 alloggi, gestibili autonomamente. Tutte le info sono a https://www.comune.fi.it/pagina/amministrazione-trasparente/beni-immobili-e-gestione-patrimonio

Leggi: Redattore Sociale, 06/07/2021


lunedì 5 luglio 2021
Luglio mese degli anziani, ecco le iniziative di Acli Roma

Incontri, laboratori, servizi e sportelli di ascolto faranno da tappe di avvicinamento alla prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, voluta da Papa Francesco, che si celebrerà domenica 25 luglio
Le Acli di Roma insieme alla Fap (Federazione anziani e pensionati) Acli di Roma dedicano il mese di luglio agli anziani, mettendo in campo una serie di iniziative rivolte alla terza età, che faranno da tappe di avvicinamento alla prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, voluta da Papa Francesco, che si celebrerà domenica 25 luglio.
La prima iniziativa promossa grazie alla collaborazione dei circoli Acli Arteis, Cosimelli e Nucleo Acli Dipendenti comunali, è “E… state al sicuro”, un percorso che prevede una serie di attività come il laboratorio per la realizzazione di mascherine, un corso di modellazione e scultura e visite guidate per la città di Roma, ma anche un servizio di accompagnamento per tamponi e/o vaccini grazie al Taxi solidale, uno sportello di supporto psicologico e, soprattutto, un corso sull’utilizzo di PC, smartphone e tablet e di formazione sullo Spid, che sarà dedicato agli anziani insieme ai loro assistenti familiari grazie al sostegno di Acli Colf Roma. Tutte le iniziative verranno svolte nel rispetto delle normative anti-Covid previa prenotazione, chiamando il numero 3442402333.

Leggi: Redattore Sociale, 05/07/2021


giovedì 1 luglio 2021
Casa, in Toscana 80mila famiglie in emergenza abitativa

I sindacati: “L’auspicio è che su tutto il territorio toscano siano rimesse nel circolo virtuoso delle assegnazioni, le oltre 3.500 case popolari sfitte”
In Toscana si stima che siano 80.000 mila le famiglie in emergenza abitativa e di queste 30% rischiano di avere un’esecuzione con forza pubblica entro la fine del 2021. Per questo Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet, Uniat e Unione inquilini della Toscana, in una lettera aperta, chiedono a tutte le forze politiche e istituzionali di intervenire per consentire ‘il passaggio da casa a casa’ delle famiglie in difficoltà economica. “L’auspicio è che su tutto il territorio toscano siano rimesse nel circolo virtuoso delle assegnazioni, le oltre 3.500 case popolari sfitte e che si costituiscano i tavoli Territoriali per l’emergenza abitativa (come previsto dalla legge 2/2019), necessari per coordinare tutti i soggetti che a livello locale si ritroveranno prossimamente coinvolti nella gestione dell’emergenza casa (uffici giudiziari preposti alle esecuzioni, Comuni, enti gestori delle case popolari, organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini, enti del terzo settore)”.
“La difficile situazione creata dalla pandemia – spiegano i sindacati – ha fatto aumentare in Toscana il numero di famiglie in difficoltà economica: il 70% delle persone sono lavoratori in difficoltà, colpiti dall’emergenza sociale, senza possibilità di risoluzione dal punto di vista abitativo”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/07/2021


giovedì 1 luglio 2021
Case popolari, in Toscana 28 mln per ristrutturare quelle sfitte

L’assessora Spinelli: “A giugno abbiamo pubblicato anche l’avviso pubblico rivolto ai Comuni toscani con 8 milioni di contributi per l’acquisto di alloggi che possano essere subito disponibili e assegnabili e vadano ad accrescere il patrimonio di edilizia residenziale pubblica”
L’allarme è stato lanciato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che con le sigle Sunia, Sicet, Uniat e Unione inquilini stimano in 80 mila le famiglie in Toscana in emergenza abitativa, di cui il 30 per cento rischia di essere sfrattata entro la fine del 2021con esecuzione coatta della forza pubblica. Per questo chiedono un intervento e la messa a disposizione delle oltre 3500 case popolari sfitte.
“Anche la Regione condivide la forte preoccupazione espressa dai sindacati, con cui esiste un confronto fattivo che va avanti da diversi mesi – commenta l’assessore al sociale della Toscana, Serena Spinelli – Servono azioni in sinergia con tutti gli attori in campo e da parte nostra c’è la massima disponibilità, come sempre, a lavorare con tutti per monitorare le azioni già messe in campo e le situazioni di emergenza, così come per provare a risolvere quelle situazioni proseguendo nell’azione comune, con l’obiettivo condiviso di far fronte all’emergenza e di garantire il diritto alla casa”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/07/2021


giovedì 1 luglio 2021
Veneto, over65 un quarto dei residenti. “Riavviare progetti sull’invecchiamento attivo”

Nel 2030 saranno 200 mila in più. Fra gli over65 veneti più di un terzo vive solo. I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil fanno il punto sulla legge regionale 23/2017. “Chiediamo che trovi piena applicazione, già ricevuto un finanziamento di circa un milione di euro”
Veneto, over65 un quarto dei residenti. “Riavviare progetti sull’invecchiamento attivo” In Veneto, secondo i dati Istat, la popolazione adulta e anziana degli ultra65enni rappresenta un quarto dei residenti, nell’ambito di un trend demografico che non è destinato a fermarsi. Nella regione a inizio 2021, gli over65 hanno raggiunto quota 1.142.756, in aumento sia rispetto al 2020 (1.135.667) che al 2019 (1.119.979). In dieci anni il loro numero è raddoppiato e, in prospettiva, la crescita è costante tanto che attorno al 2030 gli anziani saranno circa 200mila in più rispetto a ora. Non solo. Fra gli over 65 veneti, più di un terzo vive solo, soprattutto nella fascia delle donne che conta circa 260mila vedove, contro i 50mila vedovi maschi.
In considerazione di questi dati e dell’impatto della pandemia, “capace di accentuare in modo esasperato la solitudine e l’isolamento degli anziani” i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil del Veneto ribadiscono la “necessità di riprendere subito in mano la programmazione triennale sull’invecchiamento attivo (legge regionale 23/2017), bloccata dal virus”. Secondo le organizzazioni sindacali, i progetti per il sostegno degli anziani nell’attività fisica, nel volontariato, nella formazione, nel confronto fra generazioni, nella cultura e nel turismo sociale e in tutte le azioni legate appunto all’invecchiamento attivo, “non possono subire ulteriori rinvii, soprattutto considerando le dinamiche demografiche che accompagnano il Veneto”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/07/2021


mercoledì 30 giugno 2021
Bergamo. NO allo sblocco degli sfratti senza una graduazione che permetta il passaggio da casa a casa. Presidio mercoledi 30 Giugno presso la prefettura di Bergamo

Il 30 giugno scadrà il blocco dell’esecuzione degli sfratti deciso dal Governo a seguito dell’emergenza Covid-19
Nella provincia di Bergamo gli ultimi dati pubblicati in nostro possesso risalgono al 2020 riferiti al 2019 che ha visto richiesta di esecuzione 2247 esecuzioni di sfratti e la previsione
è un forte aumento a fronte di perdita di lavoro e di reddito, senza che il Comune di Bergamo e gli altri comuni della provincia abbiano predisposto un piano serio d’intervento.
Le assegnazioni di case popolari continuano ad essere insufficienti mentre rimangono centinaia di alloggi sfitti, le accoglienze provvisorie sono in numero talmente insufficiente e ridotto ad aggi non ancora operativi,con un ritardo di applicazione non giustificabili e con tempistiche non coerenti con le date di effettiva esecuzione degli sfratti.
Alle migliaia di sfratti in corso che si sbloccheranno si aggiungono a quelli non bloccati riferiti alla scadenza contrattuale, si aggiungeranno nuovi sfratti legati alla difficoltà degli inquilini a pagare il canone di locazione, spese per le utenze dovute alla caduta di reddito conseguenza delle difficoltà lavorative con la prospettiva dello sblocco dei licenziamenti.
I contributi stanziati sono risultati insufficienti complicati da una procedura di erogazione farraginosa e comunque legata dall’accettazione del proprietario.

Leggi: Sunia, 30/06/2021


mercoledì 30 giugno 2021
Reggio Calabria, Falcomatà: con il sì al Piano di zona sociale parte la programmazione

Il comune approva anche il sistema integrato di interventi. L’assessore al Welfare, Demetrio Delfino: “Nel Piano 100 soggetti territoriali. Rafforziamo i settori su disabilità, minori e anziani”
“Questo Piano di zona ci consente di programmare per i prossimi anni gli interventi nel settore Politiche sociali. Si tratta di una eccellenza in ambito di Enti locali: ci permette di chiedere e ottenere dalla Regione e dal governo nazionale le risorse necessarie a garantire le Politiche sociali e in generale il welfare cittadino, cosa che nel corso di questi anni abbiamo comunque fatto, ma avvalendoci dei fondi comunitari. Noi spendiamo una media di 30 milioni di euro l’anno nelle politiche sociali, di questi 29,750 milioni di euro a valere su fondi comunitari”. Così alla Dire il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà a margine dei lavori del Consiglio comunale che ha approvato il Piano di zona per il sociale e il Sistema integrato di interventi.
“Questo aspetto, accanto alla battaglia vinta sul superamento del criterio della spesa storica e della definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, metterà fine a quello che è una discriminazione di cittadinanza”, ha aggiunto Falcomatà che poi ha chiosato: “Da oggi con queste due programmazioni in atto un bambino nato a Reggio Calabria avrà gli stessi diritti così come avviene nelle altre città del Paese”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/06/2021


mercoledì 30 giugno 2021
Rigenerazione urbana, superbonus e Piano Casa nella nuova legge delle Marche

Approvata la norma che semplifica la fruizione del 110% sulle demolizioni e ricostruzioni con ampliamento del 40% previste dal Piano Casa
L’Assemblea legislativa della Regione Marche ha approvato la proposta di legge a iniziativa della Giunta regionale “Disposizioni in materia di rigenerazione urbana e attività edilizia” che modificherà la LR 22/2011 e la LR 22/2009.
“Una bella mano per far ripartire questa regione e ridare un effettivo riavvio al settore edilizio, anche in termini di semplificazione amministrativa” ha commentato l’assessore all’Urbanistica, Stefano Aguzzi.
La legge, secondo l’assessore, è “un’azione fondamentale per l’avvio delle attività edilizie diffuse sul territorio e la realizzazione della messa in sicurezza sismica e dell’efficientamento energetico complessivo degli edifici, agevolando quindi le imprese, ma anche i cittadini”.

Leggi: Edilportale, 30/06/2021


mercoledì 30 giugno 2021
Reggio Emilia. Sottoscritto un importante protocollo di intesa recante misure di intervento per la riduzione del disagio abitativo

Protocollo di intesa promosso dal Tribunale di Reggio Emilia, il coordinamento del tavolo provinciale di concertazione per le politiche abitative di Reggio Emilia e il Comune di Reggio Emilia, Sindacati ed Associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini del territorio provinciale di Reggio Emilia, sottoscritto alla presenza del prefetto di Reggio Emilia.

Leggi: Sunia, 30/06/2021


martedì 29 giugno 2021
Casa, i sindacati del Veneto: da luglio migliaia di famiglie rischiano lo sfratto

Prima della pandemia in Veneto erano in corso circa 3.000 sfratti, e ora la situazione non può che essere peggiorata. Lo segnalano i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Sunia, Sicet, Uniat del Veneto, che chiedono un incontro urgente alla Regione…
Prima della pandemia in Veneto erano in corso circa 3.000 sfratti, e ora la situazione non può che essere peggiorata. Lo segnalano i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Sunia, Sicet, Uniat del Veneto, che chiedono un incontro urgente alla Regione, “per affrontare tempestivamente l’emergenza sfratti e per delineare e programmare gli interventi prioritari e strutturali da attivare, e sostenere finanziariamente, per incrementare gli alloggi pubblici disponibili”. Perché, senza un intervento, “in Veneto da luglio migliaia di famiglie, in larghissima parte per morosità incolpevole, saranno sottoposte a sfratto esecutivo, senza alcuna garanzia di soluzioni alternative e di un passaggio da casa a casa”.
Contestualmente, “stiamo sollecitando le prefetture a promuovere e coordinare un confronto tra le amministrazioni locali, le Ater e le rappresentanze sociali del territorio, per verificare la dimensione del problema e definire Protocolli condivisi per la regolazione e la gestione degli sfratti esecutivi, garantendo che nessuno si ritrovi senza un alloggio in cui abitare”, aggiungono i sindacati, che a livello nazionale hanno chiesto anche l’attivazione di misure da parte del Governo. (DIRE)

Leggi: Redattore Sociale, 29/06/2021


IN AGENDA:

8 luglio 2021 – ore 10 – 4^ Conferenza Nazionale delle Green City

Il prossimo 8 luglio, dalle 10.00 alle 13.00, si terrà la 4^ Conferenza Nazionale delle Green City dedicata al tema “Le città verso la neutralità climatica” in diretta streaming.
L’evento è realizzato dal Green City Network in collaborazione con il GSE e con il supporto di CONOU. È, inoltre, inserito nel programma “All4Climate – Italy 2021”, il calendario delle iniziative nazionali in vista della COP 26.
La Conferenza vedrà la presentazione della Carta delle città verso la neutralità climatica che promuove, con misure puntuali e una vasta gamma di strumenti, un nuovo protagonismo delle città per la transizione alla neutralità climatica. La sfida della neutralità climatica è un impegno decisivo per il futuro delle città, ma anche una occasione di riqualificazione ecologica e di miglioramento dello sviluppo locale e del benessere per i cittadini.

Leggi: Fondazione sviluppo sostenibile


IN EVIDENZA:

Che sia il caso di ripensarlo dalle fondamenta, l’attuale Stato Sociale?

«Un sistema così concepito – scrive Paola Di Michele, dipingendo un impietoso quadro di come è attualmente strutturato lo Stato Sociale -, non tutela né gli utenti, né gli operatori e nell’ultimo anno la pandemia ha messo letteralmente a nudo tutte le gravi carenze presenti nel settore sanitario, socioassistenziale ed educativo. Che sia il caso di ripensarlo e che magari sia pubblico, come voleva Franco Basaglia negli Anni Settanta?»
C’è un quadro bellissimo, arcinoto, di Pellizza Da Volpedo che rappresenta il Terzo Stato in marcia. Fatto di gente povera, vestita male ma con lo sguardo dignitoso e deciso proteso al futuro di chi cerca di conquistare il proprio pezzetto di dignità. E c’è un movimento nascente di lavoratori, operatori del sociale, che comincia adesso a prendere coscienza di condizioni lavorative diventate ormai al limite della sopportazione.
Per capirci, mi riferisco alle Cooperative Sociali di tipo A, cui l’ISTAT assegna un totale di lavoratori di circa 380.000 unità, per un indotto di più di 8 miliardi di euro, e che si suddivide in servizi scolastici educativi, servizi domiciliari socioassistenziali, socioeducativi, sociosanitari, centri diurni, centri di accoglienza, case-famiglia, nidi, e altro. Fondi che lo Stato stanzia alle Cooperative Sociali e che per meno della metà giungono nelle mani dei lavoratori.

Leggi: Superando


Oltre la pandemia. Riflessioni intorno alle strutture residenziali per anziani

La pandemia ha riportato all’attualità il tema delle strutture residenziali per anziani. Il dibattito ha assunto toni anche drammatici, riproponendo il tema della limitazione, se non chiusura, delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). Al netto delle forzature emotive o ideologiche, è comunque evidente la necessità di ripensare servizi datati o non coerenti con l’evoluzione dei bisogni. Ovviamente, non si può parlare solo dei servizi residenziali. La pandemia ha piuttosto messo in evidenza la debolezza del sistema territoriale e di una sanità orientata essenzialmente sulla medicina specialistica e ospedaliera. In ogni caso, dopo decenni di ridotta o assente programmazione, l’Italia ha accumulato un ritardo notevole rispetto agli altri paesi europei o OCSE. Ad esempio, non esiste alcun surplus di posti letto residenziali, storicamente fra i più bassi in Europa e con una tendenza alla loro graduale riduzione (ISTAT, 2018). Questo deficit, comune anche all’offerta semiresidenziale, abitativa sociale e domiciliare, richiederà investimenti consistenti e robuste riforme normative, se si vorrà garantire un’assistenza di qualità, diffusa e personalizzabile

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Indennità per gli autonomi (ISCRO): domanda online

È attivo il servizio online per la presentazione della domanda di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO), prevista dalla legge di bilancio 2021 (legge 178/2020), rivolta agli iscritti alla Gestione Separata dell’INPS che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.
Sulla misura di sostegno, la circolare INPS 30 giugno 2021, n. 94 ricorda che l’indennità mensile varia dai 250 euro e agli 800 euro, a seconda dei requisiti posseduti dal richiedente ed prevista per il 2021, per i prossimi tre anni. A copertura dei costi, l’articolo 1, comma 397, della legge n. 178/2020 prevede lo stanziamento di 70,4 milioni di euro per il 2021, 35,1 milioni di euro per il 2022, 19,3 milioni di euro per il 2023 e 3,9 milioni di euro per il 2024. La domanda va presentata all’INPS entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni interessati.

Leggi: Inca


Reddito di Emergenza: ulteriori 4 mensilità

L’Inps, nel messaggio n. 2406 del 24 giugno 2021, comunica che le domande di riconoscimento delle ulteriori 4 mensilità del Reddito di emergenza (Rem) potranno essere presentate dal 1° luglio 2021 al 31 luglio 2021.
Il sussidio è previsto dall’art. 36 del decreto legge n. 73/2021 (decreto Sostegni bis) per i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Contrariamente a quanto previsto dal precedente analogo provvedimento (articolo 12, comma 2, D.L. n. 41/2021), dal diritto sono esclusi coloro che hanno terminato, tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, di percepire i trattamenti NASpI e DIS-COLL. Al momento della domanda, il richiedente dovrà essere in possesso di una DSU valida.
Per avere diritto alla prestazione, i nuclei familiari devono essere in possesso, congiuntamente, dei requisiti di residenza in Italia (in capo al solo richiedente) ed economici, individuati sulla base della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente valida al momento della presentazione della domanda di Rem; un valore del patrimonio mobiliare familiare (verificato al 31 dicembre 2020) inferiore a 10.000 euro, elevato di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino a un massimo di 20.000 euro. La soglia e il massimale sono incrementati di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini ISEE; un valore ISEE, attestato dalla DSU valida al momento della presentazione della domanda, inferiore a 15.000 euro.

Leggi: Inca


 

 

 

 

“Aperti per ferie”: tante occasioni di socializzazione per gli anziani

Torna la campagna estiva dell’Auser “Aperti per ferie” con tante occasioni rivolte agli anziani soli di socializzazione, turismo sociale, cultura. Passeggiate all’aria aperta, ginnastica nei parchi, visite guidate per scoprire gli angoli più belli dei centri storici delle nostre città, incontri culturali, musica, merende in compagnia, soggiorni estivi nelle località turistiche e tanto altro ancora. In più una guida pratica scaricabile dal sito www.auser.it su come affrontare le ondate di calore. L’estate 2021 di Auser parte con tante iniziative in campo per contrastare la solitudine e l’isolamento che, a causa della pandemia, hanno segnato la vita di molti anziani. Da vaccinati (almeno in larghissima parte), in sicurezza con il rispetto di tutte le regole anti Covid-19 ancora in vigore, si può affrontare con un pizzico di serenità in più questo periodo dell’anno.

Leggi: Auser


NEWS:

marted’ 29 giugno 2021
Minuti contati, passeggiate vietate Anziani ancora prigionieri nelle Rsa

La denuncia basata sullo studio dell’Orsan: «Nel 75% dei casi le visite durano al massimo mezz’ora e appena il 24% delle strutture concede uscite esterne. L’ordinanza di Speranza sulle riaperture viene ignorata» «Not¿ possiamo accettare di far morire da soli i nostri nonni» Iparenti temono che la variante delta porti a breve a nuove chiusure? Ai più fortunati sono concessi appena 30 minuti alla settimana. Per tutti gli altri, gli incontri con i familiari ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali risultano complicati, a volte impossibili. L’ordinanza dello scorso 8 maggio, con cui il ministro, della Salute Roberto Speranza ha riaperto le porte delle Rsa a familiari e visitatori, non è sufficiente. A limitare gli incontri, secondo le denunce delle associazioni, ci pensano i direttori sanitari, che adottano le «misure precauzionali più restrittive», riconosciute loro dal ministero solo per gravi motivi di natura epidemiologica, anche ora che l’Italia intera è in zona bianca e i rischi di trasmissione delle infezioni si sono ridotti. «I direttori sanitari sono più realisti del re, si sentono al di sopra persino della legge», racconta Dario Francofino, presidente del comitato Orsan-Open Rsa now, che sta ultimando un’indagine sulle criticità segnalate in 1.000 residenze per anziani sparse in tutta Italia, da presentare giovedì al ministero.

Leggi: La Verità, 29/06/2021


lunedì 28 giugno 2021
Vaccini Covid. Ancora quasi 2,7 milioni di over 60 in attesa della prima dose. Il report del Governo

Sono 54.613.426 le dosi di vaccino, consegnate alle Regioni, 5.059.120 in più rispetto alla settimana precedente. In tutto ci sono ancora 2.693.791italiani della categoria over 60 da intercettare che non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino contro il Covid. Solo 140.000 le persone con più di 60 anni raggiunte la scorsa settimana. Di queste, una minima percentuale ha ricevuto Astrazeneca e Johnson&Johnson. IL RAPPORTO
Restano ancora 2.693.791 gli over 60 non vaccinati. Un dato, quello riportato nell’ultimo report settimanale del governo, che sembra non smuoversi. Rispetto alla settimana precedente, solo 140mila le persone che sono state raggiunte in questa fascia d’età. Di queste, una minima percentuale ha ricevuto Astrazeneca e Johnson&Johnson, i due vaccini raccomandati per gli over 60: sono state infatti somministrate poco più di 8.800 prime dosi Astrazeneca e circa 13.500 del monodose J&J.
Vaccinazione agli over 80
In totale sono stati vaccinati con almeno una dose 4.196.349 persone pari al 92,21%, il che vuol dire che 354.563 (7,79%) sono ancora in attesa di vaccino

Leggi: Quotidiano Sanità, 28/06/2021


sabato 26 giugno 2021
Famiglie degli anziani in Rsa in piazza a Bologna: “Trattamento disumano”

“Da 16 mesi non vediamo i nostri cari. Questa è disumanità”: la denuncia del Coordinamento per il diritto alla sanità per le persone anziane malate e non autosufficienti. Famiglie arrivate da tutto il centro-nord Italia per manifestare contro una situazione “intollerabile”
“Da 16 mesi non vediamo i nostri cari. Questa è disumanità”. Lo gridano forte i familiari degli anziani ricoverati nelle Rsa, arrivati questa mattina a Bologna da tutto il Centro-Nord Italia per manifestare contro una situazione diventata ormai “intollerabile”. Lo dice chiaro e tondo Maria Caterina Dell’Aera del Coordinamento per il diritto alla sanità per le persone anziane malate e non autosufficienti, che ha organizzato la protesta di oggi. In piazza Re Enzo ci sono cittadini e famiglie non solo di Bologna, ma arrivati da Parma, Firenze, Viareggio, Padova, Verona, Milano, Torino, Brescia, Lecco e anche dal Trentino. Tutti denunciano la stessa situazione: dall’inizio della pandemia, i familiari non possono più accedere alle strutture e gli anziani dentro le Rsa “sono abbandonati”. Le Regioni intanto “rimpallano le responsabilità” e il Governo “parla ma non fa niente”.

Leggi: La Difesa del Popolo, 26/06/2021


venerdì 25 giugno 2021
Emergenza sfratti. Prosegue la mobilitazione dei Sindacati Inquilini per garantire un tetto alle famiglie indigenti

Si è svolto ieri pomeriggio a Piazza Montecitorio un nuovo presidio dei sindacati degli inquilini a sostegno delle oltre 80.000 famiglie sottoposte a sfratto e per le quali non è ormai prevista nessuna forma di proroga dell’esecuzione.
Nonostante la gravissima carenza di case popolari ed un mercato dell’affitto privato in cui i canoni di locazione sono ormai da molto tempo incompatibili con i redditi di una parte consistente dell’inquilinato, nessun provvedimento per garantire il passaggio da casa a casa delle famiglie indigenti è all’ordine del giorno del Governo e del Parlamento.
In un contesto generale caratterizzato dal progressivo impoverimento dei ceti popolari, dal degrado delle periferie dei maggiori centri urbani e da una pandemia non ancora definitivamente risolta, l’esecuzione indiscriminata di questa grande mole di sfratti sarebbe un dramma per migliaia di cittadini ed un colpo durissimo per la coesione sociale.
E non si tratta di una narrazione di parte: anche l’ISTAT ha appena comunicato che vi sono circa 866.000 famiglie povere in affitto che corrispondono ad oltre il 43% di tutte le famiglie povere a fronte di una quota di famiglie in affitto rispetto al totale dei residenti che è soltanto del 18%.

Leggi: Sunia, 25/06/2021


venerdì 25 giugno 2021
La scommessa più alta: il domicilio come primo luogo di presa in carico

La “casa come primo luogo di cura” è la scommessa più difficile nella riorganizzazione assistenziale del territorio. L’obiettivo è prendere in carico l’assistenza domiciliare integrata (Adi), entro la metà del 2026, il 10% della popolazione over 65 e oggi l’Italia – che ha ricevuto già nel 2019 una raccomandazione in merito dalla Commissione Europea – parte da livelli minimi con meno di 20 ore l’anno per utente. Ne derivano ospedalizzazioni improprie di migliaia pazienti che potrebbero essere seguiti più utilmente a domicilio, con maggior sollievo, minori spese per le famiglie e per il Servizio sanitario nazionale, ma anche con i benefici di una ridotta esposizione a rischi concreti come quello delle infezioni contratte in ospedale.
Il ministero della Salute punta a scalare la classifica europea dell’Assistenza domiciliare integrata, rimontando dall’attuale 4% per superare i modelli Svezia e Germania che oggi si attestano sul 9 % (la media Ocse è del 6%). Tradotto in numeri, questo intervento consentirà di prendere in carico da qui a cinque anni 800mila persone in più. Destinatari sono gli anziani con una o più malattie croniche e i non autosufficienti ma servirà una vera e propria rivoluzione nella formazione dei professionisti sanitari e nei modelli organizzativi e culturali dell’assistenza. La telemedicina sarà un tassello fondamentale, purché sia resa praticabile da un’infrastruttura complessiva che metta in rete le Centrali operative territoriali (Cot), le Asl e i distretti e consenta il collegamento costante con l’ospedale e con il medico curante.

Leggi: Centro Studi 50&più


giovedì 24 giugno 2021
Dedalus e Senior Italia FederAnziani insieme per migliorare l’assistenza agli anziani e promuovere l’inclusione digitale

La collaborazione si fonda sulla messa a disposizione di persone selezionate da Senior Italia FederAnziani della piattaforma di interoperabilità DC4H e sull’ecosistema delle app A4P di Dedalus, per realizzare Programmi di Supporto al Paziente (PSP) e progetti di inclusione digitale che avranno l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi sanitari, migliorare la presa in carico e supportare i pazienti nella corretta esecuzione delle terapie prescritte
Il Gruppo Dedalus, leader internazionale delle soluzioni software per la sanità, e Senior Italia FederAnziani, la federazione attiva nella promozione dei diritti degli anziani allo scopo di migliorarne la qualità della vita, hanno siglato una partnership finalizzata all’attuazione di progetti specifici nell’ambito della Salute e della Sanità Digitale.
La collaborazione si fonda sulla messa a disposizione di persone selezionate da Senior Italia FederAnziani della piattaforma di interoperabilità DC4H e sull’ecosistema delle app A4P di Dedalus, per realizzare Programmi di Supporto al Paziente (PSP) e progetti di inclusione digitale che avranno l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi sanitari, migliorare la presa in carico e supportare i pazienti nella corretta esecuzione delle terapie prescritte sia dai medici di famiglia che dalle strutture ospedaliere.

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/06/2021


mercoledì 23 giugno 2021
Gli “abbandonati” dell’assistenza domiciliare: la storia di Simone e la paura del ricovero

La pandemia ha aggravato la situazione, ma i problemi sono iniziati già prima: le convenzioni non vengono rispettate perché nessuno controlla. Ma senza controllo, non c’è protezione. Infermieri pagati 15 euro l’ora anziché 27. “Ho paura per mio figlio e temo che la Asl stia pensando al ricovero. Ma lui morirebbe”
Simone finalmente ha una casa col giardino, da quando sua mamma Sara è riuscita a “regalargli il sole” per il suo compleanno. Nonostante la gravissima disabilità e il peggioramento delle sue condizioni, “è sereno e felice – assicura sua mamma – perché sente intorno a sé l’affetto e la cura. Io però sono preoccupata, perché l’assistenza che riceve è sempre meno adeguata, la nostra società ci ha ricusati e ora dovrei accettarne un’altra, il che significherebbe ricominciare da capo. Ma ho paura, soprattutto, che questo progressivo peggioramento della qualità dell’Adi serva per forzare un ricovero, contro il quale mi batterò fino alla fine”.
La storia di Simone è quella di tanti che, come lui, ricevono un’assistenza domiciliare integrata ad elevata intensità (tecnicamente, terzo livello): “Una sorta di ospedalizzazione domiciliare – ci spiega la mamma, Sara Bonanno – pensata per permettere ai pazienti con situazioni molto gravi e ingravescenti di restare a casa, assistiti come se fossero in ospedale, con macchinari e personale infermieristico specializzato. Si tratta di cure palliative, attivate laddove non si può curare una condizione inguaribile: si accompagna fino all’ultimo respiro, permettendo a queste persone di vivere una vita dignitosa con i suoi affetti e i suoi ritmi”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Rigenerazione urbana, privati e housing sociale per i nuovi quartieri Servizi abitativi. Il volano economico e progettuale dei piani pubblici al servizio del decoro urbano e dell’inclusione sociale, insieme alla finanza

Il Pnrr conferisce all’housing sociale – frutto di una pluriennale esperienza di “blending” tra pubblico e privati ma senza ancora un ruolo chiaro nelle politiche nazionali – uno status di azione per così dire “costituzionale” di un Paese civile nei confronti dei suoi cittadini: dare una casa dignitosa (e relativi servizi di base) a chi non ce l’ha, o perché è giovane e non può ancora permettersela o perché l’ha persa per rovesci lavorativi o familiari. La realizzazione di alloggi accessibili a chi ha pochi mezzi si trova rubricata alla “componente” 2 della Missione 5, dedicata a “infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”. Ma la vera novità è che accanto all’housing sociale ci sono anche i massicci piani e programmi di rigenerazione urbana di matrice pubblica, incardinati al ministero delle Infrastrutture e al ministero dell’Interno, ma aperti alla partecipazione di investitori e operatori privati. Come a dire che la spinta al cambiamento e miglioramento dell’ambiente urbano – con il concorso di finanza, società immobiliari e imprese di costruzione – ha senso se risponde a esigenze di inclusione, socialità e assistenza delle persone e delle famiglie più in difficoltà. Un’impostazione che non potrà non condizionare tutta la filiera della produzione: dall’analisi del contesto alla pianificazione e progettazione degli interventi, in ogni aspetto: verde, servizi, spazi comuni, soluzioni abitative e lavorative

Leggi: Inu, 22/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
Covid, Tendercapital-Censis: anziani coriacei, oltre le restrizioni e la paura

Studio dell’Osservatorio Silver Economy Tendercapital-Censis. Gli over 65 hanno dimostrato una forte tenuta psicologica. Il “silver welfare” non si è interrotto con il Covid: l’88,7% degli anziani si definisce il bancomat di figli e nipoti. Resta la frattura intergenerazionale, anche se per gli italiani (84,5%) gli anziani non autosufficienti devono rimanere a casa propria
È stato presentato al Senato a Roma il secondo numero dell’Osservatorio Silver Economy Tendercapital-Censis dal titolo: “La Silver economy nell’anno più nero”. Lo studio ha raccontato la longevità attiva dopo 16 mesi di pandemia, analizzando la condizione degli anziani durante la fase più difficile, quella delle continue restrizioni. Gli anziani, pur colpiti duramente dagli effetti sanitari e sociali dell’emergenza Covid-19, hanno mostrato una forte tenuta psicologica ed ora sono pronti per essere ancora protagonisti nella società e nell’economia italiana.
Anziani coriacei, oltre le restrizioni
Dal Rapporto dell’Osservatorio Tendercapital-Censis emerge che la silver generation si è dimostrata la più coriacea nell’affrontare la crisi generata dalla pandemia, tra isolamento, divieti e la paura per una malattia in molti casi letale. Infatti, il 69,3% degli anziani dichiara di non aver sofferto di stress psicofisico dal marzo 2020, mentre il dato scende al 23,3% tra i giovani e al 34,1% tra gli adulti.

Leggi: La Difesa del Popolo, 21/06/2021


DALLE REGIONI:

martedì 29 giugno 2021
Sblocco sfratti, oltre 10 mila famiglie a rischio nel milanese

I sindacati degli inquilini organizzano presidio sotto la Prefettura e chiedono ai Comuni un piano per le famiglie che perderanno la casa. “Necessario un protocollo di intesa che gradui le esecuzioni degli sfratti per consentire le assegnazioni di alloggi da parte dei Comuni”
sfratti cartello
Sono oltre 10 mila gli sfratti che andranno in esecuzione a partire da luglio nell’area metropolitana di Milano. È quanto denunciano i sindacati degli inquilini di Cgil, Cisl e Uil. È l’effetto della decisione del Governo Draghi di non rinnovare il blocco degli sfratti per l’emergenza covid. “Nè il Comune di Milano né gli altri gradi Comuni della provincia hanno predisposto un serio piano di intervento a favore delle famiglie colpite”, rimarcano i sindacati. Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini, Conia e Asia hanno organizzato un presidio per mercoledì 30 giugno 2021, alle ore 17.30, presso la Prefettura (corso Monforte, angolo via Vivaio) per denunciare il rischio che migliaia di famiglie restino senza casa.
“Per evitare le conseguenze più drammatiche della nuova emergenza abitativa a Milano e nell’area metropolitana è necessario un protocollo di intesa che gradui le esecuzioni degli sfratti -chiedono i sindacati-, sospendendoli nelle situazioni di rilevanza sociale, in modo da consentire un intervento tempestivo di assegnazione di un altro alloggio anche temporaneo da parte dei Comuni”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/06/2021


mercoledì 23 giugno 2021
Com’è cambiata la domanda di casa a causa della pandemia

Il nuovo dossier del Comune di Bologna analizza le recenti graduatorie per il “contributo affitto” e per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica in città, per capire come è cambiato il profilo di chi chiede aiuto: aumentano le famiglie in povertà assoluta, gli italiani e i non residenti, in particolare gli studenti fuori sede
Chi sono le persone che chiedono aiuto alla pubblica amministrazione sul tema casa? E come sono cambiate durante la pandemia? Il dossier “Bologna. La domanda di casa” del Comune fa un’analisi delle recenti graduatorie di richieste di aiuto per l’affitto e accesso all’edilizia residenziale pubblica in città, per capire se e come è cambiata la domanda di casa durante l’emergenza sanitaria. I risultati sono rilevanti: si riscontra un aumento dell’estrema povertà nelle famiglie che chiedono aiuto, oltre che un aumento della numerosità dei soggetti che fanno domanda.
“Oggi, per soddisfare le necessità di tutti, l’amministrazione pubblica ha bisogno di molte più risorse – commenta Marco Guerzoni, responsabile del Servizio politiche abitative del Comune di Bologna –. I dati ci dicono che c’è stato un impoverimento complessivo delle famiglie che si rivolgono al Comune. I richiedenti in stato di grave deprivazione materiale, con un Isee pari a zero, sono sostanzialmente raddoppiati: negli ultimi 5 anni sono passati dal rappresentare il 5 per cento delle istanze a circa il 9 per cento nel 2021. Parallelamente, abbiamo registrato un forte aumento di domande: nel 2021 sono state circa 10 mila, a fronte di 4 mila nel 2020. Questo dimostra il grande impatto che ha avuto l’emergenza Covid sul reddito di molte persone”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/06/2021


mercoledì 23 giugno 2021
Fuga degli infermieri dalle «Rsa» verso gli ospedali, buco da 1200 posti: «Ora chi curerà gli anziani?»

Una sorta di «concorrenza sleale» degli ospedali ai danni delle residenze sanitarie per anziani e disabili. Gli infermieri sono pochi rispetto alle necessità. A livello italiano si stima una mancanza di circa 60 mila professionisti, 9 mila in Lombardia. Le strutture pubbliche se li contendono con Rsa e Rsd, a cui riescono a «rubarli» perché possono offrire stipendi più vantaggiosi e incarichi più ambiti. «Il problema non è nuovo, ma è emerso con forza con la pandemia — dice Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) —. Prima le assunzioni nel pubblico erano contingentate». Quando sono state sbloccate, è iniziato l’esodo.
Qualche numero aiuta a capire meglio il fenomeno. «In regione tra Rsa, Rsd, assistenza domiciliare integrata e strutture di cure intermedie abbiamo perso 1.200 figure» calcola Valeria Negrini. È presidente di Aci Welfare Lombardia e Confcooperative Federsolidarietà Lombardia, due sigle che rappresentano una buona fetta del settore socio-sanitario.

Leggi: Corriere della Sera, 23/06/2021


mercoledì 23 giugno 2021
Bologna. Comunicato stampa unitario su incontro prefetto

Questa mattina si è tenuto presso la Prefettura di Bologna in piazza Roosevelt il presidio promosso da CGIL CISL UIL e le rappresentanze degli inquilini SUNIA SICET UNIAT dell’Emilia Romagna per rivendicare nei confronti del Governo, una politica adeguata a garantire il diritto alla casa per migliaia di nuclei famigliari che si trovano in difficoltà a pagare l’affitto. Una condizione causata dapprima dagli effetti economici della grande crisi finanziaria e successivamente aggravata dalla crisi Pandemica che ha ulteriormente depauperato i redditi familiari, come purtroppo confermano i dati delle domande presentate ai comuni, per ottenere un aiuto indispensabile a pagare l’affitto (circa 52.000 in regione).
Nel corso del presidio una delegazione è stata ricevuta dal capo di Gabinetto della Prefettura dott. Massimo Di Donato, al quale SUNIA SICET e UNIAT hanno chiesto che oltre a rappresentare al Governo la grave situazione che si verrà a creare dal primo di luglio quando potranno essere eseguiti gli sfratti per morosità incolpevole, le Prefetture della nostra regione si facciano parte attiva per la definizione di protocolli territoriali con i comuni e le parti sociali per governare questa fase difficile oltre a favorire procedure di negoziazione in grado di evitare nuove procedure di sfratto per morosità incolpevole.

Leggi: Sunia, 23/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Intervista all’immobiliarista di Porta Nuova Catella “Un piano per rigenerare Roma sul modello milanese”

Manfredi Catella è l’imprenditore immobiliare considerato padre del progetto Porta Nuova a Milano, una delle più grandi riqualificazioni urbane a uso misto realizzate in Europa e che ha cambiato lo skyline di Milano con il coinvolgimento di oltre 20 studi di architettura di otto Paesi. Ora Catella ha alzato lo sguardo in direzione Roma e ritiene che grazie alla visione e alle risorse del Recovery Plan e del Next Generation Eu si può pensare a dei progetti simili anche sulla capitale.
Dottor Catella, dalla lettura attenta del Recovery Plan che progetti si possono pensare per la riqualificazione urbana?
«Siamo alla vigilia di un’opportunità storica di rigenerazione per l’Italia: grazie a Next Generation Eu si sono create condizioni, visione e finanziamenti determinanti perché possa essere valorizzata la risorsa straordinaria rappresentata dal nostro territorio e dalle nostre città».
Quale genere di interventi sono possibili, secondo lei?
«Rispetto alla media europea, abbiamo una percentuale molto alta di immobili con oltre 60 anni di vita, a rischio sismico o con problemi strutturali. Solamente per colmare questi gap, aggiornando le nostre città, si potrebbero rigenerare non meno di 100 milioni di metri quadrati con investimenti per oltre 200 miliardi di euro in 10 anni e importanti ricadute su ambiente, occupazione ed economia»

Leggi: Repubblica, 22/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Casa: sindacati di Roma e Lazio, positivo incontro in Prefettura, si aprirà cabina regia su tema

I sindacati Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti e Uil Lazio insieme ai sindacati degli inquilini Sunia Sicet e Uniat Aps in una nota giudicano “positivo” l’incontro di oggi con la prefettura di Roma sul tema degli sfratti e dell’emergenza abitativa.
I sindacati Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti e Uil Lazio insieme ai sindacati degli inquilini Sunia Sicet e Uniat Aps in una nota giudicano “positivo” l’incontro di oggi con la prefettura di Roma sul tema degli sfratti e dell’emergenza abitativa.
“La prefettura ha rappresentato le attività già messe in campo per il governo delle situazioni critiche che si sono manifestate con il coinvolgimento delle istituzioni locali.
Successivamente sono stati affrontati i temi posti dalle organizzazioni sindacali e degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat Aps relativi alla apertura di un tavolo permanente per collaborare sulle soluzioni da approntare nei numerosi casi di sfratto che ci saranno a seguito del prossimo sblocco.
È emersa, da un confronto tra la Corte d’appello di Roma e la prefettura, una stima di circa 4.000 provvedimenti tra quelli emessi e in procinto di andare in fase esecutiva, che confermano tutte le preoccupazioni delle parti sociali.

Leggi: Sunia, 22/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Nasce l’Agenda 2.0 per lo sviluppo sostenibile di Bologna

Questo strumento “servirà alle istituzioni per misurare se davvero stanno raggiungendo gli obiettivi dello sviluppo sostenibile, per l’ambiente, l’economia e lo sviluppo sociale, verrà quantificato il consumo di suolo, la sua progressiva eliminazione da qui al 2050, verrà misurato il tasso effettivo di copertura dei nidi e delle scuole d’infanzia, ci sarà una piattaforma online che tutti potranno consultare per vedere come concretamente si stanno realizzando questi obiettivi”. Così il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha presentato la neonata Agenda 2.0 per lo ‘Sviluppo sostenibile della Città metropolitana di Bologna’: un nuovo strumento (il primo in Italia) per una svolta green di tutto il territorio con obiettivi e indicatori economici e sociali.
“L’agenda è uno strumento di monitoraggio e di indirizzo per tutte le politiche della città metropolitana, dall’urbanistica all’edilizia scolastica. Ci aiuterà con l’applicazione dei fondi europei – ha aggiunto Merola – perché abbiamo tutti gli strumenti di programmazione approvati e quindi abbiamo tutte le possibilità di essere tra i primi ad attuare quei finanziamenti”.
A tenerla a battesimo sarà il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini, insieme al sindaco Merola, il 24 giugno in un convegno internazionale online che vedrà la partecipazione, tra glia altri, anche della vicepresidente dalla Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein.

Leggi: Ansa, 22/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
L’ex convento rinasce a Treviso come cohousing per la terza età

Rigenerazione. Il progetto Borgo Mazzini realizzato da Israa: sette immobili con 42 appartamenti dotati di domotica e connessi con i servizi sanitari.
Pronto nel 2022 con un investimento da 35 milioni Si chiama Borgo Mazzini ed è un isolato del centro storico di Treviso, dove si tiene anche il mercato all’aperto, che l’amministrazione comunale ha da poco annunciato di voler rendere pedonale. Il motore è l’Israa, l’istituto per servizi di ricovero e assistenza agli anziani, e il tassello più prezioso di questo pezzo di città è un ex convento con un chiostro del XVI secolo. La sua rinascita passa per il cohousing, un’idea prima culturale e poi immobiliare.
«La nostra istituzione – racconta Giorgio Pavan, direttore di Israa – conta oggi 850 posti letto per anziani, 700 dei quali non autosufficienti. Con noi lavorano circa 800 persone e abbiamo un bilancio dell’ordine dei 35 milioni di euro. Da una decina d’anni ci stiamo impegnando per mettere a sistema un’articolata filiera capace di dare risposte puntuali all’invecchiamento della popolazione. Non bastano semplici posti letti, servono servizi che vanno dai centri diurni alle attività per un invecchiamento attivo, e in questa filiera trova spazio l’iniziativa del cohousing che nel nostro caso giova della mediazione istituzionale, avviando i processi di integrazione e socializzazione».

Leggi: Centro Studi 50&più


IN AGENDA:

2.7.2021 – Firenze, convegno nazionale sulle RSA

“Oltre la RSA verso una long term care inclusiva” è il titolo del convegno promosso dalla Fondazione Turati che si terrà il prossimo 2 luglio a Firenze presso l’Auditorium Sant’Apollinare ma con la possibilità anche di seguirlo da remoto attraverso la piattaforma Zoom e in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Turati. Il convegno mette insieme una serie di importanti contributi scientifici e istituzionali da parte di chi opera ogni giorno nella pratica della prevenzione e promozione dell’assistenza agli anziani fragili e non autosufficienti. Verranno illustrate esperienze, pratiche, idee e progetti nella direzione indicata dal PNRR.
Fra i relatori in programma anche il presidente nazionale Enzo Costa.
Per ulteriori info: ufficiostampa@fondazioneturati.it

Leggi: Auser


8.7.2021 – ore 10 – Fondazione svilupposostenibile.org – 4^ Conferenza Nazionale delle Green City

Il prossimo 8 luglio, dalle 10.00 alle 13.00, si terrà la 4^ Conferenza Nazionale delle Green City dedicata al tema “Le città verso la neutralità climatica” in diretta streaming.
L’evento è realizzato dal Green City Network in collaborazione con il GSE e con il supporto di CONOU. È, inoltre, inserito nel programma “All4Climate – Italy 2021”, il calendario delle iniziative nazionali in vista della COP 26.
La Conferenza vedrà la presentazione della Carta delle città verso la neutralità climatica che promuove, con misure puntuali e una vasta gamma di strumenti, un nuovo protagonismo delle città per la transizione alla neutralità climatica. La sfida della neutralità climatica è un impegno decisivo per il futuro delle città, ma anche una occasione di riqualificazione ecologica e di miglioramento dello sviluppo locale e del benessere per i cittadini.

Leggi: Fondazione Sviluppo Sostenibile


IN EVIDENZA:

PNRR: ci saranno gli infermieri?

Nei prossimi anni il numero di infermieri nel nostro Paese dovrà aumentare sensibilmente affinché trovino attuazione gli investimenti previsti dalla missione Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Sarà effettivamente così? Franco Pesaresi offre una risposta chiara a questa domanda – di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) nella missione 6 Salute prevede una serie di investimenti sia nella sanità territoriale sia in quella ospedaliera che, una volta realizzati, richiederanno la disponibilità di un numero aggiuntivo e significativo di infermieri. Le nuove case della comunità, gli ospedali di comunità, il potenziamento dell’assistenza domiciliare, le centrali operative territoriali e il completamento della nuova rete delle terapie intensive ospedaliere richiederanno la disponibilità di 30.485 infermieri in più rispetto alla dotazione attuale (tabella 1).

Leggi: I Luoghi della Cura


Rafael Moneo: “Lo spazio urbano vive se è di tutti”

L’archistar, che ha appena ricevuto il Leone alla carriera della Biennale, spiega la sua filosofia: “Non singoli progetti ma sistemi integrati e in armonia con l’ambiente”
«C’è una luce meravigliosa che sottolinea le linee delle volute che sostengono la cupola, guardi come accompagna le forme e i profili della chiesa, giù fino all’arco della porta che sembra un arco trionfale. Quale prologo è più azzeccato per parlare d’architettura di Santa Maria della Salute?».
L’aria è tersa, Venezia illuminata dal sole alto del mezzogiorno, mentre Rafael Moneo, insignito del prestigioso Leone d’Oro alla carriera alla diciassettesima Biennale di Venezia, a cura di Hashim Sarkis, riflette sulle sfide dell’architettura: dalla condivisione al modello di città, alla ridefinizione della disciplina. Spagnolo, 84 anni, Pritzker Prize, architetto e teorico, Moneo, elegante nel suo estivo abito di lino chiaro, interpreta il modernismo in chiave poetica e contemporanea in edifici che plasmano la luce come il Museo d’Arte romana a Merida, l’ampliamento del Prado a Madrid, la cattedrale di Los Angeles, o lo Science Building della Columbia University a New York e il Palazzo del Cinema al Lido di Venezia.
Qual è la sua risposta al titolo di questa Biennale Architettura, How will we live together ?
«Dopo la pandemia questo è il tema più importante. Sarkis l’aveva immaginato prima che succedesse tutto e ora è ancora più urgente capire come vivere insieme. Una delle opzioni è la condivisione: condividere risorse, culture, linguaggi senza dimenticare il senso di libertà e autonomia che individui, paesi e grandi corpi sociali domandano».

Leggi: La Repubblica


RAPPORTO CIVICO 5.0: I DATI DEI MONITORAGGI DI LEGAMBIENTE SULL’EFFICIENZA DEGLI EDIFICI

Rapporto Civico 5.0: edizione edilizia popolare. Il diritto alla classe A per tutti e tutte. Da inizio 2021 interventi di efficientamento cresciuti del 514%, ma per categorie di famiglie più agiate: in Italia sono oltre 2 milioni quelle in situazione di povertà energetica.
I monitoraggi della campagna: in Italia bolletta termica può raggiungere i 3mila euro, i consumi elettrici i mille euro all’anno. Asciugatrici e frigoriferi tra gli elettrodomestici che consumano di più
Legambiente: “10 proposte per rendere Superbonus volano del settore edilizio. Proroga incentivo al 2025, politiche per riqualificazioni profonde, priorità a case popolari e quartieri disagiati”
Nell’Italia del Superbonus – l’incentivo per la riqualificazione edilizia più generoso al mondo – la precarietà energetica è un fenomeno in costante crescita che colpisce oltre due milioni di famiglie: a incidere particolarmente sui loro bilanci è la spesa termica, che può arrivare, in casi eccezionali, a superare i 3 mila euro annui. Sebbene dall’inizio del 2021 gli interventi di efficientamento siano cresciuti del 514%, questi hanno interessato le categorie di famiglie più agiate, procedendo a ritmi troppo lenti nell’edilizia pubblica e, soprattutto, nelle periferie. Altrettanto lenti, se non del tutto inesistenti, gli strumenti per facilitare l’accesso agli incentivi delle famiglie in difficoltà, non in grado di sostenere i costi extra bonus.

Leggi: Legambiente


SEGNALAZIONI:

Indennità Covid: nuove domande entro il 30 settembre

L’Inps informa che è attivo il servizio per la presentazione della domanda di indennità Covid19 prevista dal decreto Sostegni bis (decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73), per le seguenti categorie di lavoratori:
stagionali e somministrati dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
stagionali e somministrati appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
intermittenti;
autonomi occasionali;
incaricati di vendita a domicilio;
subordinati a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
lavoratori dello spettacolo;
operai agricoli a tempo determinato;
pescatori autonomi.
La misura di sostegno prevede il pagamento di una indennità pari a 1.600 euro, 800 euro se agricoli o 950 euro se pescatori, a seconda dei casi. L’Inps avverte che i lavoratori già beneficiari dell’indennità prevista dal decreto Sostegni (decreto legge 22 marzo 2021, n. 41) stanno già ricevendo il pagamento senza dover presentare una nuova domanda.
Viceversa, coloro che non hanno beneficiato dell’indennità del decreto Sostegni hanno tempo di presentare la richiesta per il riconoscimento della nuova prestazione entro il 30 settembre 2021.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

24 Giugno alle ore 15 Presidio a Piazza Montecitorio, Roma. Dal 1^ Luglio via libera agli sfratti! SUNIA-SICET-UNIAT-UNIONE INQUILINI scrivono al Governo, Gruppi Parlamentari, Conferenza delle Regioni e ANCI. Mobilitazione per sostenere le proposte sindacali per il passaggio da casa a casa ed il sostegno alle famiglie

Dichiarazione dei Segretari generali Stefano Chiappelli (SUNIA), Nino Falotico (SICET), Augusto Pascucci (UNIAT), Walter De Cesaris (Unione Inquilini)
“Siamo allarmati e preoccupati per le imminenti conseguenze della scelta di Parlamento e Governo di procedere con il DL 41/2021 convertito dalla legge 69/2020 (cd Sostegni 1) ad una mini-proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità lasciando fuori tutti i provvedimenti (che sono la maggioranza) emessi prima del 20 febbraio 2020.

Leggi: Sunia


NEWS:

martedì 22 giugno 2021
Anziani, nelle Rsa italiane sette su dieci sono malnutriti, il report

Il report sottolinea le grandi criticità all’interno delle strutture di ricovero per anziani. Ma anche la scarsa attenzione da parte dei media sul tema.
Un’alimentazione adeguata è uno degli aspetti più importanti per preservare la salute e l’autonomia dell’anziano. Eppure la malnutrizione riguarda dal 3-4% nei soggetti anziani che vivono a casa loro fino al 70% di quelli ospitati in strutture di lungodegenza e Rsa.
E “manca un programma nazionale di sorveglianza nutrizionale relativo agli anziani”. E’ quanto emerge dal documento prodotto dal Tavolo tecnico per migliorare la salute dell’anziano per gli aspetti nutrizionali pubblicato sul sito del Ministero della Salute. Negli ultimi 30 anni la produzione scientifica mondiale sulla nutrizione nella popolazione geriatrica è aumentata esponenzialmente del 2.600%, con circa 35.000 articoli complessivamente pubblicati dal 1948. Questo ha portato a un suo progressivo inserimento nelle linee guida delle società scientifiche internazionali che si occupano della Terza Età.
Eppure, da una revisione di 240 studi scientifici che hanno esaminato 113.967 anziani, è emerso come la prevalenza della malnutrizione per difetto varia molto a seconda del contesto ed è molto elevata a livello ospedaliero. Il documento, sulla base dei dati disponibili, individua molte criticità. Tra queste il fatto che “l’attenzione dei media per le problematiche nutrizionali dell’anziano è molto scarsa”. Mentre per quanto riguarda il personale sanitario, medico in particolare, “risulta difficile comprendere il paradosso di come, a fronte di un dichiarato interesse su tali argomenti, si assiste ad una sistematica carenza di formazione”.

Leggi: QdS, 22/06/2021


martedì 22 giugno 2021
“Ciao nonna”, i pensionati sui social come non li avete mai visti

Attraverso un innovativo racconto per immagini, il volume Ciao nonna presenta, in modo inedito, a un pubblico di giovani il mondo del sindacato pensionati della Cgil.
Come un elastico. La distanza tra le generazioni è un elastico che si allunga e si accorcia. La trincea di una guerra le divide per anagrafe: vecchi a casa e giovani in battaglia. La lotta partigiana può farle coincidere: anziani staffette e giovani in montagna. Una pandemia può metterle una contro l’altra: vecchi abbandonati e giovani alle prese con la didattica a distanza. Eppure nel nuovo millennio, complici le tecnologie, lo spazio tra nonni e nipoti sembra essersi ridotto.
Ma è davvero così? Ad accorciare l’elastico prova Ciao nonna. I vecchi, i social, il sindacato, un volume fresco di stampa edito da LiberEtà che, con un innovativo racconto per immagini, in- tende narrare lo Spi a un pubblico nuovo: i nipoti.
Vecchi simboli, nuovi linguaggi. Sulla copertina rossa campeggia una falce e martello disegnata dai pixel (i punti base che costituiscono un’immagine, ndr). Un incrocio di vecchi simboli e nuovi linguaggi che restituisce la contemporaneità: i valori di sempre e i nuovi strumenti patrimonio ormai collettivo. I giovani preferiscono Instagram e Tik Tok, i “diversamente giovani” presidiano Facebook, ma nel grande mare della rete gli uni sbirciano gli altri.

Leggi: Liberetà, 22/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
Pure il ministero ammette che c’è lo scandalo Rsa: è ora di chiuderle

Le Rsa, le residenze sanitarie assistenziali per anziani, sono di nuovo nel mirino. Questa volta è un rapporto del ministero della Salute a mettere in rilievo l’aspetto nutrizionale degli anziani in Italia. Dopo aver esaminato quasi 250 studi scientifici che hanno valutato il livello di alimentazione di circa 110.000 anziani, i risultati sono inquietanti: un grado di malnutrizione preoccupante concerne il 3-4 per cento degli anziani che vivono a casa loro ma si innalza fino al 70 per cento per quelli posti in strutture di lungodegenza e Rsa. I dati del ministero confermano quello che molti testimoni denunciano da tempo e cioè che nelle Rsa si mangia male e poco, si beve ancor meno e il risultato sono continui casi di disidratazione e malnutrizione che indeboliscono gli anziani e li condannano ad essere più facilmente preda di gravi malattie. Certamente non è così dovunque, ma si tratta di un trend generalizzato e purtroppo assai esteso. Il rapporto del ministero (di un anno fa ma messo online ora) evidenzia la mancanza di una sorveglianza nutrizionale per gli anziani anche se la produzione scientifica su tema è considerevolmente aumentata negli ultimi trent’anni. Il testo del tavolo tecnico denuncia anche una scarsa attenzione dei media a tali fenomeni e una “carenza sistematica” di formazione del personale sanitario.

Leggi: Domani, 21/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
Senza dimora, premio europeo al progetto Housing First Trieste

Assegnati gli Ending Homelessness Awards, un premio a chi ha fatto l’uso più stimolante dei fondi europei nella lotta al fenomeno. Terzo posto all’Italia con il progetto di Caritas Trieste, cooperativa sociale Lybra e comune. “I fondi Ue possono svolgere un ruolo trasformativo”
Il progetto Housing First Trieste, nato dalla collaborazione tra Caritas Trieste, la Cooperativa Sociale Lybra e il Comune di Trieste, ha ottenuto il terzo premio (Bronze Prize) della terza edizione degli Ending Homelessness Awards, promosso da Feantsa e assegnato ieri, 21 giugno. Il riconoscimento premia i progetti che hanno fatto l’uso più stimolante dei fondi europei nel contrastare e dare una risposta al fenomeno dei senza dimora.
Il progetto Housing First Trieste
Il progetto a Trieste, sottolineano i promotori, attivato sperimentalmente dalla Fondazione diocesana Caritas Trieste onlus nel 2016, è stato inizialmente finanziato con i fondi derivanti dall’8×1000 Cedi Caritas Italiana. È stato implementato dal 2019 in collaborazione con il Comune di Trieste, che ha fornito 10 appartamenti attraverso i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, ed il partenariato della cooperativa sociale Lybra ha garantito l’accoglienza di trenta persone residenti tra cui cinque nuclei familiari.

Leggi: Redattore Sociale, 21/06/2021


sabato 19 giugno 2021
Infermieri e assistenti sociali in prima linea e insieme per la salute delle persone

Fnopi e Cnoas si allenano per definire una linea di azione che metta in risalto le peculiarità anche comuni delle due professioni e sia a solo ed esclusivo vantaggio del cittadino assistito.
“Non basta soddisfare un bisogno, servono progetti multiprofessionali per rispondere alla salute, al benessere, delle persone”, così i presidenti della Federazioni degli infermieri, Barbara Mangiacavalli e dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi.
I direttivi del Cnoas e della Fnopi si sono incontrati a Roma per definire una linea di azione che metta in risalto le peculiarità anche comuni delle due professioni e sia a solo ed esclusivo vantaggio del cittadino assistito.
“Questo è importante – hanno commentato i presidenti – non soltanto sul piano strategico delle riforme, ma nella vita di ogni giorno. Infermieri e assistenti sociali dimostrano, nella loro capacità di prendere in carico le persone su livelli multidimensionali, una visione deontologica, disciplinare ed etica molto vicina”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 19/06/2021


giovedì 17 giugno 2021
Superbonus 110%: dal Senato via libera con modifiche al decreto Fondo complementare al PNRR

Proroga al 30 giugno 2023 del termine per avvalersi del superbonus per gli IACP. Per gli interventi effettuati dai condomini la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori
L’Assemblea de3l Senato ha oggi approvato con modifiche il ddl 2207, di conversione in legge del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti. Il testo passa alla Camera.
Qui riportiamo il comunicato di Palazzo Madama.
Le relatrici, sen. Conzatti (IV-PSI) e Erica Rivolta (L-SP), hanno illustrato il provvedimento. L’articolo 1, comma 1, approva il Piano nazionale per gli investimenti complementari, finalizzato ad integrare, con risorse nazionali, gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per complessivi 30,6 miliardi di euro (derivanti dallo scostamento approvato dal Parlamento nel mese di aprile) per gli anni dal 2021 al 2026. Il comma 2 provvede a ripartire il Fondo tra le amministrazioni centrali competenti, individuando i programmi e gli interventi cui destinare le risorse e il relativo profilo finanziario annuale. Il comma 3 proroga fino al 30 giugno 2023 il termine per avvalersi della misura del superbonus per gli Istituti autonomi case popolari-IACP. Per gli interventi effettuati dai condomini la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori.

Leggi: Casa e Clima, 17/06/2021


giovedì 17 giugno 2021
Blocco degli sfratti alla Consulta: non tutelati i locatori in difficoltà

Il giudice ha sollevato il dubbio di costituzionalità ritenendo non giustificabile la sospensione indiscriminata della liberazione degli immobili
Alla Corte costituzionale arriva una nuova richiesta di pronunciarsi sul provvedimento di blocco delle esecuzioni degli sfratti, deciso all’inizio della pandemia. A rimettere la questione alla Consulta questa volta è il Tribunale di Savona, che, con l’ordinanza del 3 giugno 2021 (giudice Tagliasacchi), ha sollevato dubbi di legittimità costituzionale degli articoli: 103, comma 6, del decreto legge 18/2020; 13, comma 13, del decreto legge 183/2020; e 40-quater del decreto legge 41/2021. Una successione di norme che proroga la sospensione degli sfratti per morosità di immobili abitati dal debitore fino al 30 settembre 2021, per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio al 30 settembre 2020, e fino al 31 dicembre 2021, per quelli adottati dal 1° ottobre 2020 al 30 giugno 2021.
L’ordinanza di Savona si aggiunge a quella del Tribunale di Trieste del 24 aprile 2021, che aveva investito le stesse norme (tranne il più recente decreto legge 41/2021, in vigore dal 22 maggio), e alle questioni sollevate da altri giudici in relazione alla sospensione dei pignoramenti. La vicenda al centro dell’ordinanza di Savona parte dal reclamo proposto da un locatore, in base all’articolo 60 del Codice di procedura civile, al giudice dell’esecuzione, perché impossibilitato a riottenere la disponibilità del proprio immobile occupato da un conduttore moroso, che privava il locatore di una primaria fonte di sostentamento.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 17/06/2021


DALLE REGIONI:

martedì 22 giugno 2021
La terza età pasionaria non si arrende – I nonni del Giambellino

Senza medico di base: un mese per un appuntamento. Scatta la protesta delle sedie
Continua la protesta al Giambellino di nonne e nonni rimaste senza medico di base. Ieri seduti fuori da casa. È la rivolta della terza età pasionaria che nonostante il caldo e i dolori alle ossa non si arrende, da via Odazio, via degli Apuli e via Segneri: «Rivendichiamo i nostri diritti».
a pagina 6
La cosa che colpisce di più, oltre alla protesta, è la dichiarazione di un certo amore. «Il medico di base diventa un amico, un appoggio, una presenza che dà sicurezza, se è bravo, se fa il suo lavoro con passione, se ti risponde alle chiamate anche di sera e se ha lo studio molto vicino, tanto che ti incontra per strada e si ferma a dire due parole care: nonna Lina, come sta?».

Leggi: Corriere della Sera, 22/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Emilia-Romagna, riaprono i centri diurni per anziani e disabili

Via libera della giunta regionale alla ripresa delle “attività ordinarie di accoglienza, educazione e riabilitazione attive prima della pandemia”
Riaprono in Emilia-Romagna i centri diurni per anziani e disabili. Da ieri, 21 giugno, tornano a regime pre-Covid i centri diurni, i centri socio-riabilitativi diurni e i centri socio occupazionali, con ripresa delle “attività ordinarie di accoglienza, educazione e riabilitazione attive prima della pandemia”. Lo annuncia la Regione, dopo che la giunta regionale ha approvato ieri le nuove indicazioni per garantire la “completa apertura di questi servizi”, chiusi dal 10 marzo 2020 in seguito alla prima ondata di Covid-19, poi solo parzialmente riattivati a fine maggio dello stesso anno. In questo modo le persone più fragili (disabili, anche gravi, e anziani) possono riprendere a tempo pieno “le attività educative, riabilitative, formative e di socializzazione”, interrotte durante il lungo periodo di lockdown da emergenza sanitaria, mentre le loro famiglie “possono contare nuovamente, per alcune ore del giorno, su un sostegno esterno”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
Emilia Romagna. CGIL, CISL, UIL e SUNIA, SICET, UNIAT: la Casa è un diritto di ogni cittadino, presidio regionale il 23 giugno 2021 dalle ore 10.30 in piazza Roosevelt a Bologna

A seguito della mini proroga del DL 41/2021 convertito in legge 69/2021, dal 1 Luglio potranno essere eseguiti gli sfratti il cui provvedimento sia stato emesso prima del 20 febbraio 2020, poi a partire da settembre diventeranno esecutivi quelli decisi nel corso del 2020, tutto ciò avverrà senza che siano state previste misure adeguate alla gestione di un fenomeno che colpirà migliaia di famiglie.
Abbiamo da tempo sostenuto alcune proposte precise per risolvere il problema che interessa oltre 80.000 famiglie su base nazionale e diverse migliaia nella nostra regione.
In questa situazione molte amministrazioni locali e le Prefetture, saranno chiamate ad affrontare nei territori questa nuova gravissima emergenza.
Da tempo abbiamo avanzato alle istituzioni nazionali le seguenti proposte:

Leggi: Sunia, 21/06/2021


venerdì 18 giugno 2021
Sicilia. Il disagio abitativo cresce: 20.000 famiglie rischiano di restare senza casa mentre la Regione Sicilia si distingue per un pericoloso immobilismo

Sunia Sicet e Uniat esprimono la loro grande preoccupazione e ritengono che, in un contesto in cui disuguaglianze e povertà aumentano, occorre proteggere socialmente chi è rimasto indietro e chi è meno protetto, come chi ha perso il lavoro, chi aveva già il problema dell’abitare ed oggi sta precipitando verso l’emergenza abitativa, chi non riesce più a pagare i canoni d’affitto e sta per perdere la casa.
L’abitare è un nodo non risolto che questa crisi ha esasperato.
La Regione Sicilia non ha in questi anni provveduto a varare alcun provvedimento per far fronte al grave disagio delle famiglie in ordine al sostegno economico all’affitto ma si è limitata a erogare solo parte dei finanziamenti statali che hanno comunque una natura emergenziale. Così come non ha provveduto a programmare nuova edilizia popolare nè a riformare i sistemi di gestione del patrimonio abitativo pubblico.

Leggi: Sunia, 18/06/2021


venerdì 18 giugno 2021
Piemonte. Comunicato stampa unitario: Mercoledì 23 giugno alle ore 10,30 presidio in Piazza Castello. La scelta del Parlamento e del Governo di procedere ad una mini-proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità è sbagliata

La scelta di Parlamento e Governo di procedere ad una mini-proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità lasciando fuori tutti i provvedimenti (che sono la maggioranza) emessi prima del 20 febbraio 2020, senza una cabina di regia per governare le esecuzioni e senza strumenti finanziari e normativi adeguati a garantire forme di accompagnamento sociale per il passaggio da casa a casa, è sbagliata oltre che inefficace e pericolosa.
SUNIA, SICET e UNIAT hanno da tempo avanzato alcune proposte precise per risolvere il problema che interessa oltre 80.000 famiglie e che riguardano sia lo stato centrale che regioni, comuni e prefetture:

Leggi: Sunia, 18/06/2021


mercoledì 16 giugno 2021
San Giorgio a Cremano (NA): è dell’Auser il Garante degli Anziani

Giornata da ricordare quella del 10 Giugno 2021, dopo quella del Garante dei Disabili, il Consiglio Comunale della città di San Giorgio a Cremano Napoli ha eletto all’unanimità Nicola Aceto, vice presidente Auser San Giorgio ODV come figura del Garante degli Anziani con lo scopo di assicurare la piena attuazione dei diritti e degli interessi degli anziani, ma soprattutto di istituire una figura che vigili sull’applicazione della legislazione vigente, raccolga le segnalazioni provenienti dai cittadini anziani o dalle associazioni che li rappresentano, si faccia carico di iniziative volte ad assicurare che alle persone anziane siano erogate le prestazioni relative al diritto alla salute e al miglioramento della qualità della vita per un invecchiamento attivo.
“È un passo molto importante per una città come la nostra dove i cittadini anziani rappresentano una parte rilevante della collettività – sottolinea Roberto Dentice presidente dell’Auser di San Giorgio – Un grazie va ai consiglieri tutti per il loro voto unanime e per il lavoro delle commissioni consiliari, alle associazioni cittadine e alle organizzazioni sindacali che hanno promosso e sostenuto insieme ad Auser San Giorgio ODV, l’istituzione di questa importante figura attraverso lo sportello di Agire Sociale”.

Leggi: Auser, 16/06/2021


IN AGENDA:

25-26 giugno – Al via la Seconda Conferenza nazionale per la Salute Mentale. Ancora troppe criticità e le persone con disturbi mentali continuano a ricevere risposte inadeguate

La Conferenza 2021 (in programma il 25 e 26 giugno prossimi) giunge a vent’anni di distanza dalla prima e viene realizzata a conclusione di un percorso di approfondimento sviluppatosi all’interno del Tavolo Tecnico istituito presso il Ministero della Salute e attraverso una serie di seminari tematici. Le criticità affrontate in tali sedi saranno oggetto di confronto nel corso della Conferenza Nazionale. IL PROGRAMMA
“Non c’è salute senza salute mentale e non c’è buona salute mentale e benessere senza adottare un approccio basato sui diritti umani.”
Eppure “la salute mentale è stata trascurata per troppo tempo”.
È un problema che “ci riguarda tutti, ed è urgente agire in modo più incisivo”
“Abbiamo bisogno di maggiori investimenti nei servizi e non dobbiamo permettere allo stigma di allontanare le persone dall’assistenza di cui hanno bisogno.
Così il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, in occasione dell’ultima giornata Mondiale della Salute Mentale.
Bastano queste semplici affermazioni per spiegare le ragioni della seconda Conferenza Nazionale promossa dal Ministero della Salute per la Salute Mentale che si svolgerà, venerdì 25 e sabato 26 giugno, in streaming.

Leggi: Quotidiano Sanità


26 giugno – Pensionati in piazza con Cgil, Cisl e Uil alle manifestazioni del 26 giugno

Le organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil sono insieme ai lavoratori e alle lavoratrici e parteciperanno convinte alla mobilitazione confederale del 26 giugno. Il Segretario generale Spi, Ivan Pedretti sarà a Torino, il Segretario generale Fnp Piero Ragazzini a Firenze, il Segretario generale Uilp Carmelo Barbagallo sarà a Bari.
“Per uscire dalla gravissima crisi prodotta dalla pandemia serve un Patto per il Paese che unisca lavoratori e pensionati, giovani e anziani, donne e uomini – dichiarano Pedretti, Ragazzini, Barbagallo. Obiettivo prioritario: aumentare i posti di lavoro non precari e pagati il giusto, a partire da giovani e donne. In questo modo, si potranno anche garantire pensioni eque oggi e domani. Il Pnrr è un’occasione da non perdere per rilanciare occupazione e investimenti e riformare profondamente il nostro welfare con il coinvolgimento del sindacato.”

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Patrocinio Auser per la 14° edizione della Settimana della Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale

Auser Nazionale ha concesso il Patrocinio gratuito alla 14° edizione della Settimana della prevenzione dell’Invecchiamento Mentale (SPIM) promossa da Assomensana che si terrà in tutta Italia dal 20 al 25 settembre 2021, condividendone le finalità e la convinzione che l’adozione di corretti stili di vita possa essere elemento centrale nel miglioramento delle condizioni di salute delle persone, a cominciare da quelle anziane. Dal 20 al 25 settembre 2021 in occasione della SPIM 350 esperti psicologi, geriatri e neurologi si rendono disponibili per effettuare check-up neuropsicologici gratuiti per valutare lo stato di salute cognitiva delle persone in oltre 180 città italiane.L’evento vuole veicolare il messaggio che è possibile rallentare il decadimento cognitivo. Molte persone sono rassegnate alla perdita di efficienza mentale e spesso adottano comportamenti salutari inadeguati. La SPIM intende sensibilizzare l’opinione pubblica che si può intervenire per mantenere una buona salute mentale a tutte le età e dare informazioni sugli stili di vita più adeguati.
Per ulteriori info: www.assomensana.it

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IN EVIDENZA:

Iss e geriatri: parte uno studio per un nuovo modello di Rsa

Si tratta di un progetto di collaborazione per rilanciare un nuovo modello che configuri un diverso approccio di sanità territoriale. Castagna (Sigot): “Lo studio realizzerà una fotografia multidimensionale delle Rsa, dopo il monitoraggio delle vaccinazioni anti Covid-19 nelle stesse residenze, che costituiscono un nodo fondamentale nell’assistenza sanitaria”
Gli anziani sono stati le principali vittime del Covid-19. Tra questi, la situazione più tragica è stata quella degli ospiti delle Rsa. In queste strutture vi sono ospiti con quadri complessi di comorbidità e gradi diversi di deficit cognitivo. Per capire i principali problemi e per rilanciare un nuovo modello che configuri un diverso approccio di sanità territoriale, è partito un lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità a cui si è affiancato uno studio osservazionale avviato sempre dall’Iss in collaborazione con la Societài Italiana geriatria ospedale e territorio (Sigot).

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Riforma non autosufficienza, ecco i sei rischi “che nulla cambi”

L’analisi di Sergio Pasquinelli (Welforum): “Quanto di tutto quello che è previsto dal Pnrr produrrà cambiamento?”. Tra le preoccupazioni principali: “perdere l’occasione delle riforme di sistema”, “lasciare l’Adi così com’è”, confondere Case della comunità e poliambulatori, non modificare l’indennità di accompagnamento, lasciare le Rsa “istituzioni totali” e “dimenticare gli assenti”
donna anziana disabile
La riforma dei servizi e del welfare per la non autosufficienza e la disabilità potrebbe presto vedere la luce, dopo essere stata annunciata, tratteggiata e dettagliata nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il rischio però è che non sia efficace e non centri il bersaglio: a richiamare oggi l’attenzione su questa possibilità è Sergio Pasquinelli, che su Welforum ha pubblicato un’analisi di quelli che considera i “sei modi per non cambiare nulla”. Perché proprio questa è la preoccupazione di fondo: che il cambiamento annunciato non produca, di fatto, nulla (o quasi) di nuovo, in un settore che invece ha bisogno di una grande e profonda riforma strutturale. “Quanto tutto quello che viene previsto produrrà davvero cambiamento rispetto al welfare di oggi?”, è la domanda da cui prende il via l’analisi di Pasquinelli. “In controluce – afferma – vedo sei rischi di non riuscire a farlo, di non cogliere queste opportunità”.

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SEGNALAZIONI:

Assegno temporaneo per figli minori dal 1° luglio
Con un nuovo messaggio (n.2371), l’Inps interviene sull’Assegno temporaneo per i figli minori, annunciando che dal 1° luglio sarà attiva la procedura telematica per l’inoltro delle domande. Si tratta di una prestazione ponte, in attesa dell’adozione dei decreti attuativi della legge delega sull’assegno unico e universale, rivolta a coloro che finora erano esclusi dall’assegno per il nucleo familiare (ANF).
L’Istituto riepiloga i requisiti necessari che il richiedente l’assegno temporaneo deve possedere cumulativamente, al momento della domanda, ovvero:

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Profili di contenzioso nella tutela dei diritti previdenziali

L’ultimo numero del Notiziario Inca Online ospita alcuni contributi importanti del Collegio legale di Inca Cgil, che ripercorrono gli sviluppi di tematiche al centro dell’attività di tutela del Patronato nella sua costante attenzione alla salvaguardia dei diritti previdenziali e all’adeguamento della legislazione sociale secondo i principi costituzionali dell’uguaglianza, della ragionevolezza e della adeguatezza. Si misurano sul tema gli avvocati Rosa Maffei, Amos Andreoni, Barbara Iside Storace, Giulia Crescini, Maria Afrodite Carotenuto.
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I nuovi importi degli Assegni familiari

Aperta la procedura per domande ANF 2021-2022 per lavoratori dipendenti del privato, il calcolo includerà le nuove maggiorazioni per i nuclei con figli. A comunicarlo l’Inps con un messaggio pubblicato sul sito istituzionale.
Sul portale dell’Inps è disponibile la procedura per le domande di assegno al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti del settore privato, relativo al periodo valido dal 1 luglio 2021 al 30 giugno 2022. La procedura è stata avviata con un messaggio dell’Istituto che include le consuete tabelle di calcolo e rivalutazione annuale dei redditi per il nucleo familiare rispetto alle diverse tipologie di nuclei e maggiorazioni per i nuclei con figli.
Con il recente decreto-legge 8 giugno 2021, n.79, è stato infatti riconosciuto agli aventi diritto all’assegno per il nucleo familiare, a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, un incremento di euro 37,5 per ciascun figlio nei nuclei familiari fino a due figli, e di euro 55 per ciascun figlio nei nuclei familiari di almeno tre figli. Successivamente all’inoltro della domanda e delle verifiche dell’Inps, verranno calcolati gli assegni e le eventuali maggiorazioni. Le modalità verranno dettagliate in una circolare che sarà pubblicata nei prossimi giorni.

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Quegli anziani senza assistenza
Quasi un italiano su 10 è in condizioni di povertà assoluta. La fotografia dell’Istat conferma l’effetto devastante prodotto dalla crisi innescata dalla pandemia sulle famiglie: in un anno il totale dei nuclei in difficoltà ha superato i 2 milioni, passando dal 6,4% al 7,7% del totale, con un’impennata al Nord. Gli anziani sopra i 75 anni in Italia sono circa 7 milioni. Tra questi oltre 2,7 milioni di individui presentano gravi difficoltà motorie, compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane. E 1,2 milioni di anziani dichiarano di non poter contare su un aiuto adeguato alle proprie necessità. Circa 100 mila anziani, soli o con familiari altrettanto anziani, non dispongono nemmeno di risorse economiche per poter accedere a servizi di assistenza a pagamento. Una fascia di popolazione enorme, alla quale vengono date poche e tardive risposte. Sono alcuni dei dati dell’indagine Istat svolta a livello europeo e analizzati assieme alla Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana. Emerge una complessa e urgente domanda assistenziale. Sino ad ora siamo abituati a un’assistenza che tende a separare i diversi bisogni degli anziani, come se le loro esigenze non appartenessero alla stessa persona: Commissioni per i presidi protesici, per i pannoloni, per le RSA, per l’assistenza domiciliare, per l’assegno di accompagno e via dicendo.

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Contro solitudine e isolamento, tante iniziative per gli anziani con “Aperti per ferie”

Torna la campagna Auser per gli anziani soli: turismo sociale, passeggiate all’aria aperta, ginnastica nei parchi, visite guidate. L’’appello del presidente Costa ai giovani per dedicare qualche ora della settimana a fare volontariato
“Al parco Ariosto di Cinisello Balsamo si fa ginnastica, si gioca a bocce e i volontari Auser hanno tirato a lucido l’area giochi dei bambini. Nel giardino del benessere di Palermo, bene confiscato alla mafia gestito da Auser, hanno piantato fiori e piante aromatiche ed è tutto pronto per gli eventi serali e del fine settimana”. Sono alcune delle attività previste dalla campagna estiva dell’Auser “Aperti per ferie” rivolte agli anziani soli di socializzazione, turismo sociale, cultura: passeggiate all’aria aperta, ginnastica nei parchi, visite guidate per scoprire gli angoli più belli dei centri storici delle nostre città, incontri culturali, musica, merende in compagnia, soggiorni estivi nelle località turistiche e tanto altro ancora.

Leggi: Redattore Sociale


NEWS:

martedì 15 giugno 2021
Anziani maltrattati, “piaga invisibile”. Il peso della pandemia

HelpAge denuncia una condizione che secondo l’Oms riguarderà 350 milioni di persone nel 2050. La la pandemia ha causato un maggior isolamento e aumentato i rischi di violazione dei loro diritti. “Nel mondo le persone anziane soffrono in silenzio, perché non sanno come denunciare”
Nella Giornata mondiale di sensibilizzazione sugli abusi verso gli anziani (che dal 2011 si celebra 15 giugno) HelpAge ricorda i dati dall’Organizzazione mondiale della sanità (2017) basati su 52 studi in 28 paesi, secondo cui ha conosciuto questa condizione almeno una persona anziana su 6 nel mondo, circa 146 milioni di over60. Vista la tendenza globale all’invecchiamento della popolazione, l’Oms stima che gli anziani abusati saranno 350 milioni nel 2050.
“Si possono violare i diritti degli anziani in molti modi, anche senza giungere alla violenza fisica o verbale. Ad esempio, privandoli della loro dignità lasciandoli con abiti sporchi, non fornendo la necessaria assistenza quando sono impossibilitati a muoversi, privandoli del cibo, dei farmaci, delle relazioni sociali e familiari. – sottolinea HelpAge – A questa situazione già allarmante, ma purtroppo ‘silenziosa’, si aggiunge che ovunque la pandemia ha causato un maggior isolamento delle persone anziane,con una palese violazione dei loro diritti”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/06/2021


martedì 15 giugno 2021
Anziani maltrattati, Anap: “Sostenere famiglie e caregiver”

Giornata mondiale per la consapevolezza. Puntare sulla prevenzione. Il presidente Celaschi: “Se da un lato bisogna tutelare le persone anziane, dall’altro bisogna sostenere chi si occupa di loro, salvaguardano il benessere sociale e psicologico di tutti”
Nella Giornata Mondiale per la consapevolezza degli abusi sugli anziani (15 giugno), voluta dall’Onu per tenere alta l’attenzione su un problema “silenzioso” che è cresciuto durante la pandemia, Anap- Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato ricorda i diversi studi che hanno dimostrato come durante i mesi dell’emergenza, gli anziani siano stati costretti a dipendere sempre più dagli altri, palesando una fragilità ancora maggiore. “Sia in casa che nelle Rsa una serie di fattori – situazioni economiche precarie, convivenze forzate, spazi ridotti e sovraffollati, riduzione del personale e ritmi stressanti nelle residenze assistenziali – hanno contribuito a incrementare le probabilità che un anziano potesse diventare vittima di maltrattamenti come denutrizione, disattenzione, scarsa igiene e abusi psicologici”, si legge in una nota.

Leggi: Redattore Sociale, 15/06/2021


lunedì 14 giugno 2021
Effetto Covid così gli indifesi sono più fragili e sempre più soli

Ottocento anziani morti per il virus nelle case di riposo Tremila quelli seguiti dai volontari di Sant’Egidio “I diritti dei deboli nella nostra società non esistono” L’arcivescovo Marco Tasca :” La pandemia è come la bassa marea, quando l’acqua si ritira si vedono tutte le magagne”
Prima indifesi. Poi segregati.
Adesso, ancora più fragili: per gli strascichi da long covid che colpiscono almeno mille persone in Liguria, spiegano i geriatri. E per le pesanti regressioni cognitive, eredità dell’isolamento. Sono gli anziani: ottocento, quelli morti di covid nelle residenze sanitarie liguri. Tremila, i più deboli: seguiti a Genova dai volontari della Comunità di Sant’Egidio con il progetto Viva gli anziani nei quartieri del centro storico, di Begato, di Sampierdarena, dove la solitudine ha un peso diverso. E’ come se non esistessero, eppure sono tantissimi: quattrocentomila ultra sessantacinquenni in tutta la Liguria, il 28,7 per cento della popolazione. Quasi un cittadino su tre: la percentuale più alta di tutta Europa. Eppure, i loro diritti «non esistono – sintetizza Andrea Chiappori, referente della Comunità di Sant’Egidio – è impressionante come prima, durante e dopo la pandemia non abbiano alcuna voce in capitolo. I diritti dei deboli non sono diritti deboli, ripeteva Tettamanzi: ma i loro sono stati messi per ultimi. Pensiamo alle modalità di assistenza, che non possono scegliere.

Leggi: La Repubblica, 14/06/2021


mercoledì 9 giugno 2021
Pnrr, assistenti sociali: “Costruire un welfare che non lasci mai soli”

Il presidente Gazzi in audizione alla Bicamerale infanzia e adolescenza: “Uscire dalla logica del welfare a progetto e dall’assistenzialismo fatto di bonus e ristori per mettere al centro minorenni, adolescenti e le loro famiglie”
Uscire dalla logica del welfare a progetto e dall’assistenzialismo fatto di bonus e ristori per mettere al centro minorenni, adolescenti e le loro famiglie: è quanto chiedono gli assistenti sociali. Oggi il presidente Gianmario Gazzi è intervenuto in audizione della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza in seguito all’indagine conoscitiva sul funzionamento e la gestione dei servizi sociali con particolare riferimento all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
“I mesi passati ci hanno messo di fronte ai punti di debolezza del nostro sistema indicandoci quali sono gli errori da non ripetere – ha detto Gazzi – Una ricerca realizzata dalla nostra Fondazione Nazionale con il contributo del Consiglio nazionale e dei Consigli Regionali che ha coinvolto oltre 20 mila assistenti sociali, ha disegnato una situazione a macchia di leopardo. Realtà che hanno avuto strumenti e persone e altre dove le colleghe e i colleghi hanno sopperito anche con mezzi propri alla mancanza di tutto. Ci sono stati luoghi dove i servizi sociali hanno proprio chiuso! Del resto soltanto con il Decreto Rilancio il sociale è diventato servizio pubblico essenziale!”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/06/2021


DALLE REGIONI:

martedì 15 giugno 2021
Otto proposte per riformare le Rsa. L’inziativa dei sindacati in Lombardia

Le proposte sono state presentate dai tre segretari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Zanolla, Didoné e Bontempelli, al presidente del consiglio regionale, al termine di una petizione che ha raccolto 23mila firme. Zanolla: «Urgente cambiare le 700 strutture lombarde per mettere al sicuro gli ospiti».
Otto proposte per riformare le Rsa Lombarde, “perché siano luoghi dove vivere serenamente la vecchiaia”. Sono quelle presentate dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil al presidente del consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi, al termine di una petizione che in due mesi ha portato a oltre 23mila firme. I rappresentanti dei tre sindacati sono stati accolti a Palazzo Pirelli dal vice Presidente Carlo Borghetti.
Nel dettaglio il documento chiede forme di residenzialità aperta e leggera; integrazione tra Rsa e servizi sociosanitari territoriali; adeguamento dei minutaggi assistenziali alla reale complessità di cura degli anziani; trasparenza su dati, esiti di cura e rette; copertura del 50% delle rette da parte del servizio sanitario regionale; rette sostenibili per le famiglie; rafforzamento del personale e percorsi di formazione specifici; visite dei familiari in sicurezza.

Leggi: Liberetà, 15/06/2021


martedì 15 giugno 2021
Sicilia. Il disagio abitativo cresce: 20.000 famiglie rischiano di restare senza casa mentre la Regione Sicilia si distingue per un pericoloso immobilismo

Sunia, Sicet e Uniat esprimono la loro grande preoccupazione e ritengono che, in un contesto in cui disuguaglianze e povertà aumentano, occorre proteggere socialmente chi è rimasto indietro e chi è meno protetto, come chi ha perso il lavoro, chi aveva già il problema dell’abitare ed oggi sta precipitando verso l’emergenza abitativa, chi non riesce più a pagare i canoni d’affitto e sta per perdere la casa.
L’abitare è un nodo non risolto che questa crisi ha esasperato.
La Regione Sicilia non ha in questi anni provveduto a varare alcun provvedimento per far fronte al grave disagio delle famiglie in ordine al sostegno economico all’affitto ma si è limitata a erogare solo parte dei finanziamenti statali che hanno comunque una natura emergenziale. Così come non ha provveduto a programmare nuova edilizia popolare nè a riformare i sistemi di gestione del patrimonio abitativo pubblico.

Leggi: Sunia, 15/06/2021


lunedì 14 giugno 2021
“Bologna attiva”, la rigenerazione urbana per rispondere alle esigenze dei cittadini

Coworking, costudying, dad. Sportelli, allestimenti, incontri. All’ex Ravone nasce uno spazio dove sperimentare pratiche innovative di prossimità. Al centro, i processi globali in corso e i nuovi lavoratori: “Così ci riappropriamo di uno scalo importante della città”
Si chiama “Bologna attiva Officina metropolitana per il nuovo lavoro, il mutualismo e l’economia collaborativa” ed è un progetto di rigenerazione urbana e sociale. Nato dalla collaborazione tra Fondazione per l’innovazione urbana, Università di Bologna e Open Event, ha l’obiettivo di sperimentare pratiche innovative e collettive a integrazione dei processi di rigenerazione urbana che risultino strettamente connessi ai bisogni della città e dei cittadini. “Vogliamo costruire – spiega Chiara Faini della Fondazione – uno spazio di lavoro, studio e dialogo aperto tra comunità, professionisti e studenti in grado di porsi all’avanguardia di processi globali, ma che lavori al contempo sulla prossimità, grazie anche all’attivazione di percorsi di co-progettazione per portare alla costituzione di una filiera dedicata ai bisogni del nuovo lavoro e che metta in relazione conoscenza, cultura, innovazione e benessere”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/06/2021


venerdì 11 giugno 2021
Ambulatori e servizi seconda vita delle rsa

Un voucher con cui i cittadini possano scegliere tra le Rsa accreditate, servizi domiciliari erogati direttamente dalle strutture, una rete con ospedali e medici di famiglia e un piano pandemico regionale per coordinare la prevenzione: con il Covid quasi alle spalle, il momento è cruciale per Regione e Asl per pianificare la trasformazione delle residenze per anziani e i gestori indicano la strada per la svolta, a cominciare da un punto fermo: «Non dobbiamo più arrivare a chiudere le porte ai parenti». Un voucher con cui i cittadini possano scegliere tra le Rsa accreditate, servizi domiciliari erogati direttamente dalle strutture, una rete con ospedali e medici di famiglia e un piano pandemico regionale per coordinare la prevenzione: con il Covid quasi alle spalle, il momento è cruciale per Regione e Asl per pianificare la trasformazione delle residenze per anziani e i gestori indicano la strada per la svolta, a cominciare da un punto fermo: «Non dobbiamo più arrivare a chiudere le porte ai parenti», dice Ubaldo Borchi, membro della giunta nazionale Confcommercio Salute, Sanità e Cura, con delega ai rapporti con il ministero della Salute e a Genova direttore della Residenza Valpolcevera.

Leggi: La Repubblica, 11/06/2021


venerdì 11 giugno 2021
La città si prepara a fronteggiare l’emergenza caldo

Da lunedì sarà attivo il servizio di ascolto telefonico. Tra le pratiche da rispettare: bere molto e fare pasti leggeri
Con il caldo e l’estate alle porte l’Ausl e il Comune di Reggio – in collaborazione con altri enti e organizzazioni di volontariato come Auser, Croce Verde, Croce Rossa – hanno definito il piano di intervento per promuovere azioni volte ad alleviare, nel periodo estivo, la solitudine delle persone anziane e a soccorrerle in caso di bisogno.
Da lunedì sarà attivato il centro di ascolto telefonico (tel: 0522-320666) per aiutare le persone che rimangono in città nei giorni più caldi e che possono avere bisogno d’assistenza o di scambiare due parole al telefono. Il servizio sarà attivo fino al 3 settembre dalle 9 alle 12 dal lunedì a venerdì; dalle 9 alle 18 il sabato e la domenica.

Leggi: Gazzetta di Reggio, 11/06/2021


mercoledì 9 giugno 2021
Milano, la protesta degli anziani del quartiere Giambellino rimasti senza medico di base: “È una vergogna, facciamo lo sciopero della fame”

Senza medico di base dal 1 luglio. È quello a cui stanno andando incontro gli oltre 1800 pazienti del dottor Carlo Lorenzo Veneroni che, come ha annunciato Ats con una lettera, andrà in pensione il prossimo 30 giugno e non sarà sostituito. Almeno in quell’ambulatorio. Una notizia che ha colto impreparati gli anziani del quartiere Giambellino di Milano, uno con l’età media più alta di Milano, che, dopo aver lanciato una raccolta firme le scorse settimane, come ha riportato il Corriere della Sera, oggi hanno organizzato un sit-in di protesta: uno sciopero della fame per chiedere l’assegnazione di un nuovo medico di zona. “Siamo anziani, malati e soli e adesso anche senza un medico: è una vergogna”, spiegano. La vicinanza all’abitazione per molti degli anziani coinvolti, di cui diversi con patologie, era fondamentale. “Tutti gli altri dottori abbastanza vicini son pieni”, spiega un altro residente. Non sanno quando finirà la protesta. “Finché non si decidono a mandare qualcuno”, concludono.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 09/06/2021


lunedì 7 giugno 2021
È uno dei primi casi in Italia di applicazione del superbonus 110% non a un singolo edificio, ma a un intero quartiere. A Martina Franca, in provincia di Taranto, è partita un’operazione per la riqualificazione energetica di 28 palazzine (per 224 famiglie in totale e un territorio di 8.400 metri quadrati).

L’intervento, che prende il nome di Montetullio dall’area di riferimento, è realizzato dalla Serveco, player che opera nella bonifica e risanamenti ambientali e che è capofila (ma come parte attiva di una cordata, non come general contractor) di un team di imprese locali e professionisti. Gli immobili (che fanno parte di un supercondominio) sono stati realizzati da una ventina di anni e, tuttavia, sono lontani dagli standard di costruzione a basso impatto energetico. Il lavoro di recupero consisterà nella sostituzione delle caldaie autonome preesistenti con nuovi impianti evoluti a condensazione e controllati da valvole che si autoregolano in funzione della temperatura esterna; nella sostituzione dei serramenti e dei portoncini di ingresso degli appartamenti;
nella coibentazione delle strutture; nell’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo a servizio delle parti comuni.

Leggi: Quotidiano Condominio, 07/06/2021


IN AGENDA:

16.6.2021 – Inclusione, Cgil: mercoledì parte l’evento “Futura 2021”

Dal 16 giugno, al Centro Congressi Frentani di Roma la settimana di eventi che vedrà protagoniste le categorie e le tutele individuali del sindacato
“Futura 2021. Partecipazione. Inclusione. Rappresentanza”: partirà il 16 giugno, mercoledì prossimo, al Centro Congressi Frentani di Roma la settimana di eventi che vedrà protagoniste le categorie e le tutele individuali della Cgil, organizzata in collaborazione con Futura. “Sette giorni di dibattiti e confronti, in presenza e da remoto, che saranno trasmessi in diretta sulla piattaforma Collettiva.it e che avranno al centro i tre grandi temi della partecipazione, dell’inclusione e della rappresentanza. In una fase difficile sul piano economico e sociale- si legge nella nota- il dialogo e le proposte condivise possono essere un utile momento di crescita per la Cgil ma anche un contributo per provare a rilanciare il nostro Paese. Per questo le categorie della Cgil, il Patronato Inca ed i Caaf promuoveranno iniziative con ospiti esterni, segretari generali di categoria e confederali, dirigenti sindacali e lavoratori, accademici, rappresentanti delle Istituzioni, ministri e forze politiche”.

Leggi: Redattore Sociale


17.6.2021 – ore 11 – Presentazione Condominio solidale

Relazioni, partecipazione, solidarietà, inclusione, condivisione, cooperazione: sono queste le radici sulle quali si è sviluppato il Condominio Solidale Pantera Rosa di Cervia, una virtuosa esperienza di co-housing, servizio del Comune di Cervia, gestito dal 2015 con affidamento in appalto dalla Cooperativa Sole.
Il Condominio solidale Pantera Rosa è un progetto di Welfare di comunità e rappresenta una realtà innovativa, evoluzione del concetto di buon vicinato e simbolo di nuove pratiche che ha al centro le persone, soggetti attivi del loro benessere, protagonisti del cambiamento e valore per la comunità.
Giovedì 17 giugno, alle ore 11, è in programma, anche da remoto, la presentazione dello studio di impatto economico e sociale che il progetto ha prodotto in questi anni sulla comunità.

Link per collegarsi alla presentazione


IN EVIDENZA:

(Più) sani o (quasi) immortali

Quando si invecchia il mondo si capovolge, è come se la vita stessa avesse un “dentro” e un “fuori”. E tra quelli che stanno dentro o fuori, comunque distanti, isolati, al margine, ci sono loro.
Non sempre è così, per fortuna, ma i dati delle numerose indagini sociali e delle statistiche demografiche, ci parlano di milioni di persone al di fuori dal ciclo produttivo (l’unico che conti in un sistema capitalistico); dai consumi (che fanno tendenza); dall’uso delle tecnologie avanzate (non possederle o non conoscerne l’uso esclude automaticamente da servizi e prestazioni on-line); dalla vita pubblica; dalle attività di intrattenimento; dagli eventi sportivi; dai programmi di prevenzione …ma, sempre più dentro la solitudine, la depressione, rese spesso vulnerabili dalla povertà e dalle malattie.
Ogni civiltà ha avuto un modo diverso di considerare la vecchiaia e, nel corso della storia, la condizione di vita delle persone anziane ha subito differenti mutamenti. In molti paesi, anche in Italia, alle anziane e agli anziani veniva riconosciuto un ruolo importante perché erano detentrici e detentori di memoria ed esperienza, per l’importanza delle conoscenze e dei valori da tramandare alle nuove generazioni, per l’aiuto e la funzione di guida spirituale e ideale che hanno saputo svolgere.

Leggi: Nuove Rigenerazioni


Dottor robot

Sociotechlab è un progetto della durata di due anni firmato dallo Spi Cgil con la Scuola superiore universitaria Sant’Anna di Pisa. Un laboratorio tecnologico e sociale per sperimentare innovazioni nel campo della biorobotica e della telemedicina, a favore degli anziani e dei disabili
È la prima volta nella storia del sindacato dei pensionati della Cgil: sindacato e università collaborano direttamente anche sul terreno della ricerca medica. Lo Spi ha infatti firmato con la Scuola superiore universitaria Sant’Anna di Pisa un accordo per realizzare progetti di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico. I contenuti e le forme dell’accordo sono innovativi e riguardano temi come la promozione della salute, il miglioramento della qualità di vita delle persone affette da patologie croniche e non autosufficienti, il miglioramento dei sistemi e processi di management sanitario, la definizione di politiche sociali inclusive.
Siglato dal rettore della prestigiosa scuola di Pisa, centro di eccellenza in Italia in questo settore di ricerche, Sabina Nuti e dal segretario generale dello Spi, Ivan Pedretti, nel mese di maggio, l’accordo, avrà durata biennale, 2021-2022.

Leggi: Collettiva


Sociotechlab, occasione per anziani e giovani

L’obiettivo è rispondere ai problemi delle patologie croniche. Un’iniziativa molto avanzata, basata sulle conquiste più recenti della robotica medica e della medicina a distanza
L’allungamento della speranza di vita è una delle più evidenti conquiste degli ultimi anni e fa dell’Italia uno dei Paesi più longevi al mondo. Una conquista sicuramente da preservare e rafforzare, ma che rischia di trasformarsi in una zavorra se non adeguatamente gestita. Con l’invecchiamento della popolazione aumentano gli anni d’inattività, quindi aumenta il peso a carico degli attivi; in alcuni casi, alla situazione d’inattività si associa anche quella della malattia, ancor più di complessa gestione se cronica, sino alle situazioni estreme di non autosufficienza.
Vi sono modi diversi per affrontare tale processo. Ve n’è uno, più conservativo e tradizionale, che mantiene in carico alla famiglia la gestione dell’anziano attraverso forme di cura e assistenza che, se non svolte direttamente dai familiari, sono da loro finanziate attraverso il ricorso a badanti o a strutture dedicate (Rsa). Tutto questo, oltre a generare frustrazione sia dell’assistito sia dei suoi familiari, comporta costi sociali ed economici non indifferenti, dando anche vita ad attività lavorative precarie e mal pagate.

Leggi: Collettiva


Un patto tra generazioni per un futuro migliore

Molti sostengono che le nuove tecnologie possano favorire l’autonomia, l’empowerment e la centralità della persona all’interno dei percorsi di cura, nella gestione della propria salute. Ma possono anche aiutare a superare le barriere della distanza
Nel piano nazionale delle cronicità del 2016 si stimava che circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale fosse destinato alla gestione delle malattie croniche, che riguarda il 42% della popolazione italiana (Istat, 2018). Una cifra rilevante, ma anche preoccupante, se si considera che la probabilità di avere una malattia cronica aumenta con l’età e che la quota di popolazione anziana in Italia è in continua crescita (si prevede che nel 2040-2045 arriverà al 33%). L’invecchiamento della popolazione è dovuto sia all’allungamento dell’aspettativa di vita sia al calo della natalità.
Una conquista da attivare
La longevità è certamente una conquista, ma se l’invecchiamento della popolazione non è accompagnato da politiche per mitigare i problemi a esso connessi, ad esempio la cronicità e la non autosufficienza, non si potrà parlare di vera conquista. Le sfide quindi sono: come essere sostenibili da un punto di vista economico e sociale? come bilanciare i bisogni di generazioni diverse? le nuove tecnologie e i nuovi modelli organizzativi e di cura possono aiutare a risolvere questi problemi?

Leggi: Collettiva


Il PNRR: un’opportunità per il sistema integrato dei servizi alla persona

Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza non è una shopping list, cioè un elenco di progetti slegati fra loro, ma un piano a tutti gli effetti con obiettivi generali che orientano la pluralità delle azioni strategiche, con priorità e risorse finanziarie commisurate. È un Piano di massicci investimenti pubblici da realizzare nell’arco temporale di riferimento 2021-2026 che assume l’obiettivo di modernizzare e rafforzare il potenziale di crescita della società italiana e affrontare le sue criticità storiche: l’assenza di infrastrutture digitale adeguate, la capacità amministrativa della pubblica amministrazione, la concorrenza e le barriere di accesso al mercato. Questi sono le priorità e gli interventi specifici che sono ritenuti necessari per attivare rapidamente e rimettere in moto un meccanismo che a causa di eventi esterni al sistema economico si è fermato.
Il Piano si sviluppa nell’ambito di tre Assi strategici (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale) e si articola in sei Missioni:
Missione 1: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (40,73 miliardi;
Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica (59,33 miliardi);
Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile (25,13 miliardi);
Missione 4: Istruzione e ricerca (30,88 miliardi);
Missione 5: Inclusione e coesione (19,81 miliardi);
Missione 6: Salute 15,63 miliardi).

Leggi: https://welforum.it/il-pnrr-unopportunita-per-il-sistema-integrato-dei-servizi-alla-persona/


Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria

L’Istat e la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, istituita presso il Ministero della Salute e presieduta da Mons. Vincenzo Paglia, hanno avviato una collaborazione per esplorare le condizioni di fragilità e la domanda di assistenza sociale e sanitaria espressa dalle persone con almeno 75 anni.
L’esigenza di approfondire l’analisi dei bisogni relativi a questa fascia di età nasce dalle criticità emerse nel corso della recente crisi sanitaria, particolarmente nelle strutture residenziali, e dall’obiettivo di costruire una solida base conoscitiva per garantire adeguate forme di assistenza e servizi territoriali agli anziani.
Il presente Rapporto trae spunto dalle analisi dei dati dell’Indagine campionaria europea sulle condizioni di salute condotte nell’ambito di una collaborazione tra la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita presso il Ministero della Salute e l’Istat.

Leggi: Istat


SEGNALAZIONI:

Giustizia: Gli estratti conto previdenziali di Inps hanno valore certificativo

Di fronte ad errori commessi da Inps nell’accreditare i contributivi previdenziali, che inducono il lavoratore a dimettersi dal lavoro, nella convinzione di poter andare in pensione, l’azione di risarcimento del danno è da considerarsi un rimedio a situazioni di obiettiva ingiustizia. Così ha stabilito la Corte d’Appello di Trento, accogliendo il ricorso di un lavoratore, assistito dai legali di Inca, che si è visto rifiutare dall’Istituto previdenziale la domanda di pensione anticipata, dopo aver dato le dimissioni dal lavoro, in virtù di un accordo sindacale, confidando nella correttezza dell’estratto contributivo fornito dall’Inps, che gli attribuiva il diritto al pensionamento. Documento che invece conteneva inesattezze, tali da lasciare il lavoratore in una situazione di incertezza profonda, senza alcun reddito.

Leggi: Inca


Reddito di Emergenza: domande dal 1° al 31 luglio

Le domande di Reddito di Emergenza (REM) per le nuove quote di giugno, luglio, agosto e settembre 2021 potranno essere presentate all’INPS dal 1° al 31 luglio 2021. In una nota stampa, l’Istituto previdenziale riferisce che i nuclei familiari, in possesso dei requisiti previsti per il riconoscimento delle prestazioni, riconosciute dal decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, potranno presentare la domanda tramite il servizio online, autenticandosi con le proprie credenziali, o i patronati. Con un successivo messaggio l’Inps fornirà ulteriori chiarimenti sui requisiti e sulle incompatibilità con altri benefici.

Leggi: Inca


Assegno unico: al via la misura ponte dal 1° luglio

Negli uffici di patronato della Cgil tutto pronto per la richiesta a partire dal prossimo mese. Necessario l’Isee che si può ottenere ai Caaf Cgil. Interessate un milione e 800mila famiglie e 2,7 milioni di minori.

Leggi: Inca


RECENSIONI:

Il manuale dei caregiver familiari. Aiutare chi aiuta, a cura di Franco Pesaresi, Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna (RN), 2021

a cura di Giselda Rusmini (caporedattore, “I luoghi della cura online”)
“Nel complesso, il riconoscimento del lavoro dei caregiver e del suo valore è molto basso, sia da parte della società, ma anche da parte delle loro famiglie. Infatti, i caregiver familiari, nonostante riempiano gli ampi spazi lasciati vuoti dall’assistenza formale a lungo termine, sono raramente considerati coproduttori dei servizi sociali, nonostante sviluppino una vasta gamma di competenze ed abbiano acquisito esperienza”.
Queste poche righe ben rappresentano uno dei principali problemi da cui prende le mosse il volume dedicato ai caregiver familiari, curato da Franco Pesaresi, dal quale emerge con forza la necessità di raggiungere un pieno riconoscimento del servizio di cura da essi svolto, tanto a livello sociale quanto da parte del sistema dei servizi.
Il libro va ad aggiungersi ai tradizionali “Rapporti NNA”, dedicati all’analisi dei servizi ad almeno parziale finanziamento pubblico rivolti agli anziani non autosufficienti, ed ai volumi della collana “Gli Approfondimenti”, focalizzati su specifici temi o servizi. In questi lavori, il fondamentale ruolo svolto dai caregiver aveva finora trovato spazio solo nel 5° Rapporto, con il capitolo “L’altra bussola: le strategie di sostegno familiare e privato” 1: il volume di Franco Pesaresi, dunque, si fa testimone di una accresciuta considerazione della cura prestata dal caregiver familiari.

Leggi: I Luoghi della Cura


 

 

 

 

NEWS:

martedì 8 giugno 2021
Il sì al farmaco anti-Alzheimer che divide gli scienziati

Usa, il medicinale Biogen è l’unico approvato dal 2003. Sarebbe il primo a rallentare il declino cognitivo La decisione della Fda è però contestata dagli stessi esperti indipendenti dell’Agenzia americana Il rimedio costerà 50mila dollari all’anno per ogni paziente
La sua efficacia, è ancora tutta da provare. Ma intanto ieri la Food and Drug Administration americana, l’ente che si occupa di approvare nuovi medicinali, ha dato il via libera all’uso del farmaco sperimentale Aducanumab (noto anche come Aduhelm): capace, secondo la casa farmaceutica produttrice Biogen, di rallentare il declino cognitivo in fase lieve di pazienti affetti da Alzheimer. È la prima nuova terapia approvata per combattere il morbo fin dal 2003. Una decisione, quella della Fda, presa nonostante l’opposizione netta (10 contrari e un incerto) dei membri del comitato consultivo di esperti indipendenti che un anno fa bloccò il nuovo farmaco, perché i test non erano sufficienti a dimostrare l’efficacia effettiva della terapia. A spingere però l’ente americano ad affrettare i tempi, utilizzando la corsia privilegiata destinata ai medicinali salvavita anche quando sono necessari ulteriori studi (test clinici supplementari pure in questo caso) è l’impatto del trattamento sulle fasi iniziali del malattia. L’iniezione mensile per via endovenosa, sarebbe infatti capace di rallentarne i progressi del morbo e non solo di alleviarne i sintomi.
«I vantaggi di somministrare Aduhelm ai malati Alzheimer superano i rischi della terapia» dice Patrizia Cavazzoni, direttrice del Centro per la valutazione dei farmaci della Fda, annunciandone l’approvazione.

Leggi: La Repubblica, 08/06/2021


lunedì 7 luglio 2021
Istat: in Italia 2,7 milioni di aziani in forte difficoltà

“Su una popolazione di riferimento composta da circa 6,9 milioni di over 75, sono stati identificati oltre 2,7 milioni di individui che presentano gravi difficoltà motorie, comorbilità, compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane di cura della persona e nelle attività strumentali della vita quotidiana”. Lo sottolinea l’Istat nel rapporto ‘Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria’.
Tra questi, 1,2 milioni di anziani dichiarano di non poter contare su un aiuto adeguato alle proprie necessità, di cui circa 1 milione vive solo oppure con altri familiari tutti over 65 senza supporto o con un livello di aiuto insufficiente. Infine, circa 100mila anziani, soli o con familiari anziani, oltre a non avere aiuti adeguati sono anche poveri di risorse economiche, con l’impossibilità di accedere a servizi a pagamento per avere assistenza.
“È dunque della massima importanza – rileva l’Istat – intercettare la domanda economica e sociale di questo “popolo” di anziani spesso soli, con scarse disponibilità economiche e senza aiuto, traducendola in un’offerta di servizi di sostegno, prioritariamente presso l’abitazione e sul territorio; oltre ad assicurare loro una migliore qualità di vita, ciò permetterà di evitare che la condizione di svantaggio si trasformi ed esploda come domanda sanitaria dalle dimensioni insostenibili”.

Leggi: La Repubblica, 07/06/2021


sabato 5 giugno 2021
Povertà in Italia. L’anno nero della pandemia

Secondo le stime preliminari dell’Istat, quelli dello scorso anno sono i dati peggiori dal 2005 ad oggi. Sono 5,6 milioni le persone in povertà assoluta nel nostro paese e per la prima volta negli ultimi anni è il Nord a presentare i numeri più preoccupanti. Cresce anche l’incidenza della povertà tra i minori, la più alta dal 2005
I dati sulla povertà in Italia relativi al 2020 – e quindi all’anno della pandemia – sono arrivati prima del consueto appuntamento estivo con l’Istituto nazionale di statistica e le stime preliminari fornite proprio dall’Istat delineano un quadro che non era difficile immaginare. Nel 2020 la povertà in Italia è cresciuta in modo sensibile, stabilendo il record rispetto ai dati raccolti dall’Istat dal 2005: sono oltre 2 milioni le famiglie in povertà assoluta (il 7,7% del totale contro il 6,4% del 2019,) con un aumento di 335 mila famiglie. Complessivamente le persone in povertà assoluta in Italia, invece, sono 5,6 milioni (il 9,4% contro 7,7% del 2019), ossia oltre un milione in più rispetto all’anno precedente. In fumo, quindi, l’inversione di tendenza registrata nel 2019: la povertà assoluta in Italia riprende a galoppare, nonostante le misure strutturali di contrasto ormai attive da più di un anno – il Reddito di cittadinanza – e le misure straordinarie adottate dal governo – il Reddito di emergenza – per contrastare la crisi scatenata dalla pandemia.

Leggi: Redattore Sociale, 05/06/2021


venerdì 4 giugno 2021
Rsa, aperture ancora “con il contagocce”. Le richieste dei familiari

Monitoraggio del comitato Orsan: “Entrare in una Rsa è come entrare in un videogame, con protocolli inutili tra persone in possesso di green pass. Solo poche decine di visite al giorno, con chiusura il sabato e la domenica. Serve coinvolgere il volontariato”. E le proposte di Felicita: meno limiti alle visite, un garante degli anziani e il Muro della memoria
Nelle Rsa, poco o nulla è cambiato: le visite dei familiari sono riprese solo sulla carta, mentre nella realtà le strutture restano per lo più blindate, con regole rigide e severe limitazioni agli ingressi dei parenti. A denunciarlo è il comitato ORSAN – Open RSA Now, che con il suo Osservatorio ha svolto un monitoraggio su un campione di oltre 5 mila familiari con ospiti ricoverati. “Le 7.372 Rsa italiane continuano ad applicare in modo restrittivo il testo dell’ordinanza ministeriale dell’8 maggio 2021 sulla riapertura delle visite nelle strutture – riferisce il comitato – imponendo ai 350 mila ospiti e agli oltre 2 milioni di familiari incontri con il contagocce”.
Ad oggi, ci fa sapere Dario Francolino, presidente del comitato, “la situazione resta grave: in Piemonte, Veneto, Lombardia e parte della Toscana sta lentamente migliorando, ma restano anche qui pesanti limitazioni alle visite. Solo una volta a settimana, esclusi sabato e domenica e per non più di 15 minuti, sempre su appuntamento e con tampone, che solo in Lombardia e Piemonte è a carico delle Regioni.

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2021


martedì 1 giugno 2021
Teleassistenza. Promossa dai pazienti, ma per gli specialisti non può sostituire la visita in presenza

Dall’Ausl Romagna la prima survey sulla teleassistenza offerta tra luglio e ottobre 2020. Il 74% dei 953 pazienti afferenti ai servizi di Diabetologia, Pediatria, Neurologia e Oncologia valutano “ottima” o “buona” l’esperienza dei servizi di teleassistenza erogati dal Ssr, che per il 57% si sono al pari delle visite in presenza. Ma per molti degli specialisti la teleassistenza non può essere considerata alla stregua delle visite in presenza.
I pazienti promuovono l’assistenza da remoto erogata nell’anno della pandemia e chiedono che non si torni indietro quando l’emergenza sarà finita. Un giudizio condiviso anche dagli specialisti, ma con alcuni caveat legati all’intensità di cura e alle fasi di gestione delle diverse patologie, in relazione al singolo paziente: per i professionisti della salute, infatti, uno dei punti fermi da cui partire per ridisegnare l’assistenza sanitaria, in un’ottica di capillarità e continuità terapeutica, è senz’altro l’implementazione della teleassistenza, ma come integrazione alle visite in presenza, e non come approccio sostitutivo. È quanto emerge dalla ricerca “La teleassistenza ai tempi del Covid19: il punto di vista dei cittadini e dei professionisti” realizzata dall’Unità Operativa Qualità e Governo Clinico dell’AUSL Romagna in collaborazione con il Servizio Innovazione Sociale dell’ASSR dell’Emilia-Romagna, che ha fotografato lo spaccato dell’offerta di assistenza sanitaria della Regione tra luglio e ottobre 2020.

Leggi: Quotidiano Sanità, 01/06/2021


martedì 1 giugno 2021
Rimozione barriere al traino del sismabonus

Grazie al Dl Semplificazioni, gli interventi «finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche» potranno essere trainati al 110% non solo dal super ecobonus, ma anche dal super sismabonus. Da gennaio 2021, se eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi «trainanti» dell’ecobonus, possono beneficiare del super ecobonus del 110%, come interventi trainati, anche gli interventi indicati nell’articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del Tuir, tra i quali rientrano quelli «finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi».
Questa agevolazione sarà possibile, dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Semplificazioni, anche se questi interventi saranno eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi del super sismabonus al 110%. Naturalmente, per lo stesso intervento si potrà beneficiare di una sola delle due agevolazioni. In sostanza, gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche potranno essere trainati alternativamente dal super ecobonus o dal super sismabonus

Leggi: Il Sole 24 Ore, 01/06/2021


venerdì 28 maggio 2021
Immunizzazione dell’anziano, da HappyAgeing 7 richieste in un Instant Paper per giocare d’anticipo contro il virus

La pandemia da Covid-19 per oltre un anno ha cambiato la vita di tutti e in modo particolare delle persone più anziane e dei “fragili”; ha portato al centro di ogni politica e ogni attività di comunicazione la sanità, la scienza, le politiche di contenimento del virus e quindi anche il tema delle vaccinazioni. Per un anno il vaccino è stato da tutti visto come la speranza, la soluzione, per poi però ricadere – non appena è stato disponibile – in polemiche su sicurezza ed efficacia, spesso alimentate da una cattiva comunicazione.
“Ma ci sono stati altri effetti, meno visibili e meno comunicati, ma altrettanto importanti: per una stagione la circolazione del virus influenzale è stata fortemente contenuta, grazie a una straordinaria adesione alla campagna vaccinale e grazie alle precauzioni adottate da tutta la popolazione, un fatto assolutamente positivo ma che, per contro, è stato accompagnato da una generale disattenzione verso altre immunizzazioni, come quella per l’herpes zoster, lo pneumococco, il tetano o la pertosse. Questo, insieme a un clima non ancora positivo verso i vaccini e a una scarsa percezione dei rischi connessi all’infezione, potrebbe essere pagato a caro prezzo nel prossimo futuro, a meno che non si riesca a far tesoro dell’esperienza acquisita e a utilizzarla immediatamente”.

Leggi: In Salute, 28/05/2021


DALLE REGIONI:

martedì 8 giugno 2021
Dalla giunta regionale del Lazio 6 milioni per il riconoscimento del caregiver familiare

Approvate le ‘Linee guida regionali per il riconoscimento del caregiver familiare, la valorizzazione sociale del ruolo e la promozione di interventi di sostegno’
La Giunta regionale del Lazio ha approvato le ‘Linee guida regionali per il riconoscimento del caregiver familiare, la valorizzazione sociale del ruolo e la promozione di interventi di sostegno’. Con questo intervento la Regione Lazio investe oltre 6 milioni di euro per dare pieno valore e dignità alla figura del caregiver nella rete di assistenza alla persona con disabilità e non autosufficienza.
“Oggi, con il pieno riconoscimento del caregiver, abbiamo raggiunto un importante traguardo- commenta l’assessore alle Politiche Sociali Welfare, Beni Comuni e Asp Alessandra Troncarelli- Una formalizzazione necessaria, a sostegno di una figura sempre più cruciale nell’ambito del sistema di assistenza dal momento che il progressivo invecchiamento della popolazione, le condizioni di disabilità e non autosufficienza, la cronicità e le patologie degenerative determinano un ricorso sempre più frequente al supporto informale offerto dal contesto familiare.

Leggi: Redattore Sociale, 08/06/2021


martedì 8 giugno 2021
Puglia, firmato l’accordo per la costituzione del tavolo per il Servizio sociale

Anche la Puglia ha il tavolo regionale permanente per il Servizio sociale. È stato firmato oggi infatti, a Bari, l’accordo tra Regione Puglia, Anci Puglia, Consiglio regionale dell’ordine degli Assistenti sociali.
Anche la Puglia ha il tavolo regionale permanente per il Servizio sociale. È stato firmato oggi infatti, a Bari, l’accordo tra Regione Puglia, Anci Puglia, Consiglio regionale dell’ordine degli Assistenti sociali e Fondazione Firss per la costituzione del tavolo.
“Con Il protocollo firmato oggi viene istituito il tavolo regionale per il Servizio sociale che avrà tra i suoi obiettivi proprio la valorizzazione del servizio sociale professionale e la programmazione di interventi che risolvano le criticità dell’attuale sistema”, dichiara l’assessore regionale al Welfare, Rosa Barone che intende “continuare a rafforzare le politiche sociali”.
“Convocheremo al più presto il primo tavolo con tutti gli attori interessati, in modo da poter dar vita ad azioni per il miglioramento e il potenziamento del servizio sociale professionale”, aggiunge Barone ringraziando “gli assistenti sociali per il grande lavoro che fanno tutti i giorni sui territori, mettendo anche a rischio la propria incolumità. Ultimo caso in ordine di tempo l’aggressione tre giorni fa a due assistenti sociali di Altamura, a cui voglio manifestare il mio sostegno”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/06/2021


martedì 8 giugno 2021
Milano, accelerazione delle vaccinazioni ai senza dimora

Oggi tocca agli ospiti di Casa Jannacci e man mano nei prossimi giorni, sarà il turno delle altre strutture. Per ora rimangono esclusi gli stranieri irregolari che non sono nel circuito dell’accoglienza. Don Colmegna: “Da tempo chiedevamo di non dimenticare chi vive in condizioni di povertà estrema”
Nei centri di accoglienza di Progetto Arca quasi 300 sono alla seconda dose, ieri è toccata la prima dose agli ospiti della Casa della carità, oggi a quelli di Casa Jannacci. Nei prossimi giorni sarà il turno di chi dorme alla Fondazione Fratelli di San Francesco e di altre strutture. Poi chi frequenta le mense e le docce pubbliche. Questa settimana la vaccinazione anticovid dei senza dimora ha avuto un’accelerazione a Milano, ma solo per quanto riguarda coloro che sono accolti in maniera stabile da queste strutture. Per chi vive in strada, invece, il piano vaccinale deve ancora partire, anche se si stanno tenendo riunioni sia in Regione che nelle Ats lombarde per organizzarlo.

Leggi: Redattore Sociale, 08/06/2021


martedì 8 giugno 2021
Emergenza casa, progetto a tre per aiutare chi ha bisogno

Spesso il non avere un tetto sopra la testa è la punta dell’iceberg di una situazione di disagio sociale e, al contrario, una sistemazione abitativa può rappresentare, per molti, l’inizio di un percorso di rinascita. Proprio in questa chiave nasce un progetto di co-progettazione tra il Comune di Calenzano, la Società della Salute Nord Ovest e l’associazione onlus Auser di Sesto per una serie di attività rivolte a persone in emergenza abitativa. Con una delibera approvata la giunta calenzanese ha demandato all’Area Servizi alla persona la partecipazione alla coprogettazione e la stipula di una convenzione per la regolamentazione delle attività in ponte e dei rapporti fra gli enti coinvolti. In particolare si prevede di attivare un sostegno per i soggetti inseriti in alloggi temporanei destinati all’emergenza abitativa: tra le iniziative sulla carta un sostegno nella ricerca di una soluzione abitativa dignitosa, l’affiancamento e il supporto per facilitare l’accesso alla rete dei servizi, l’attività educativa volta al reinserimento sociale.

Leggi: La Nazione, 08/06/2021


martedì 8 giugno 2021
Trasporto sociale per anziani e disabili

L’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune della Spezia rilancia il servizio di Trasporto Sociale per anziani e unifica la modalità di accesso. In collaborazione con Ada, Anteas e Auseril servizio sarà potenziato e l’ammissione diverrà pubblica attraverso un iter semplificato. utente . Il servizio è rivolto a tutti i cittadini anziani ultra sessantacinquenni senza disponibilità di auto propria o familiari e che devono recarsi in strutture sanitarie o presidi medici. Il servizio, gratuito, riguarda anche persone disabili ed è rivolto solo a chi ha Isee sotto i 20mila euro. Prenotazioni: centralino gestito da Auser 375 7138591; 0187-1571224 lunedì-venerdì 9-12.30 e 15-17, Sportello Cittadinanza Servizi Sociali 0187745670 lunedì-venerdì 8,30-13,30, martedì 14,30-17,30.

Leggi: La Nazione, 08/06/2021


venerdì 4 giugno 2021
Cura degli anziani, nascono a Milano gli sportelli multifunzionali

Si tratta di 4 sportelli, denominati “CuraMI&ProteggiMI”, dedicati al benessere degli anziani, che offrono informazioni a 360 gradi su servizi e opportunità presenti nel territorio. Progetto nato grazie alla collaborazione di quattro organizzazioni specializzate nelle presa in carico delle persone fragili
Sono tanti e diversi i bisogni di chi è anziano e di chi gli è a fianco. Non c’è solo da cercare magari la badante giusta, ma anche da sbrigare pratiche per ottenere sgravi fiscali, oppure si ha il desiderio di cercare associazioni o servizi che migliorino la vita quotidiana grazie a iniziative di aggregazione. E a Milano sono nati quattro sportelli, CuraMI&ProteggiMI, che sono in grado di fornire tutte le informazioni su un ampio ventaglio di servizi dedicati alla cura e all’assistenza. Il progetto nasce grazie a quattro organizzazioni sul territorio specializzate nella presa in carico delle persone fragili: le coop sociali Eureka!, Piccolo Principe e Genera e l’associazione InCerchio, con il supporto della Fondazione Ravasi Garzanti.
“Il termine ‘curami’ indica il prendersi cura, cioè riconoscere alle persone il diritto alla valorizzazione delle capacità a ogni età, mettendole in grado di svolgere attività, compiere scelte, godere di affetti – spiega Carla Piersanti, coordinatrice del progetto -. ‘Proteggimi’ significa offrire la soluzione migliore di servizi offerti, necessari al benessere della persona, all’interno di un percorso personalizzato e continuativo”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2021


venerdì 4 giugno 2021
Assistenza residenziale nelle Marche, il Grusol: “Settore strutturalmente non governato”

Liste di attesa, posti, contagi, decessi: il Gruppo Solidarietà prende in esame i contenuti di una risposta data dalla Giunta a un’interrogazione consiliare e analizza i dati. “Continua ad esserci un’area di servizi non presidiata. Luoghi popolati da persone che contano poco e nel quale mantenere un trasparente sistema di accesso non sembra interessare nessuno degli attori in campo”
Lo scorso 10 marzo il Gruppo Solidarietà (Grusol) aveva sottoposto ai consiglieri regionali delle Marche una proposta di interrogazione consiliare su Coronavirus e strutture residenziali. L’obiettivo era quello di capire l’impatto della pandemia sul complessivo dell’offerta residenziale. Il 29 marzo l’intero gruppo consiliare del Partito democratico ha presentato l’interrogazione che è stata discussa nella seduta del 25 maggio 2021. La risposta dell’assessorato competente viene oggi commentata dallo stesso Gruppo Solidarietà, che sottolinea come i dati presentati siano “discutibili su diversi punti, mentre su altri sarebbe

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2021


giovedì 3 giugno 2021
Roma, la fine del blocco degli sfratti rischia di innescare la rabbia sociale

“La pandemia da Covid-19 ha impattato come una valanga sulle fragilità di persone e famiglie, stravolgendone gli equilibri e amplificando i nodi irrisolti.
Tra questi, sicuramente, spicca l’annosa questione dell’emergenza abitativa che rischia davvero di esplodere con una drammaticità senza precedenti.
Secondo il Comune di Roma, infatti, 56mila nuclei familiari vivono una situazione di emergenza abitativa.
A questi si aggiungono 14mila famiglie in lista d’attesa per una casa popolare e 50mila persone che hanno presentato richiesta per il contributo all’affitto durante la pandemia. Molte di queste sono ancora in attesa di ricevere il contributo”.
Così in una nota unitaria, Cgil di Roma e del Lazio, Cisl di Roma Capitale Rieti, Uil del Lazio e i rispettivi sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat che hanno inviato una lettera aperta con richiesta di convocazione al prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, riguardo l’imminente sblocco degli sfratti che, andando a coincidere con la fine del blocco dei licenziamenti, rischia di innescare, come una miccia, ulteriore disperazione e rabbia sociale.

Leggi: Sunia, 03/06/2021


lunedì 31 maggio 2021
Pesaro riconnette la città alla collina Hub di servizi ai residenti nei borghi

Riqualificazione urbana. Con le risorse del bando Pinqua l’obiettivo è recuperare patrimonio edilizio storico da integrare con piattaforme di coworking, attività pubbliche e iniziative di inclusione sociale
Operatività, gentilezza e crescita, innovazione, sostenibilità, coesione e benessere, solidarietà, rapidità, rigore e bellezza. Si chiamano così le deleghe degli assessorati della città di Pesaro, 96mila abitanti e una caratteristica configurazione che connette la città novecentesca a ridosso della costa, con la città di collina (una “collana” di borghi da 2-5mila abitanti ciascuno, e qualche realtà da un migliaio di abitanti).
Reti di trasporto «green»
La città, guidata dal sindaco Matteo Ricci, guarda al suo futuro proponendo un disegno urbano che ridefinisca la vocazione di un tessuto con un passato legato al produttivo, dalla meccanica al mobile. E se in Europa, ma ormai anche in Italia, corre l’idea della “città dei 15 minuti”, a Pesaro è già realtà: «stiamo lavorando perché Pesaro-centro storico diventi la città dei 5 minuti, e in 15 si connetta al sistema dei borghi che dovranno diventare attrattori per la cultura e il turismo, destinazioni di produzione culturale ed economica, ma anche luoghi dove vivere» racconta il vicesindaco e assessore alla bellezza Daniele Vimini.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 31/05/2021


venerdì 28 maggio 2021
A Bagno a Ripoli una nuova casa per le persone in difficoltà, inaugurato il progetto di co-housing

Si chiama Casa Liberi Tutti la nuova residenza per l’abitare condiviso situata in via S. degli Antelli. Potrà ospitare 4 persone fino a 18 mesi ciascuna. In collaborazione con Auser Abitare Solidale saranno attivati percorsi di autonomia abitativa
Un tetto condiviso per persone che versano in situazioni di emergenza abitativa. Ma anche un luogo dove attivare percorsi per uscire dal momento di difficoltà, con progetti di autonomia individuali anche di reinserimento nel mondo del lavoro. Sarà una casa per riacquistare la propria autonomia a 360° gradi quella inaugurata stamani all’Antella, nel Comune di Bagno a Ripoli. L’appartamento, situato nel cuore della frazione in via Simone degli Antelli 18, diventerà il quartier generale per il progetto comunale di social housing “Casa Liberi Tutti”, finalizzato a contrastare fenomeni di disagio abitativo, esclusione e marginalità attraverso la co-abitazione solidale.

Leggi: Met Provincia Firenze, 28/05/2021


IN AGENDA:

17.06.2021 – ore 11 – Cervia – Presentazione Condominio solidale

Relazioni, partecipazione, solidarietà, inclusione, condivisione, cooperazione: sono queste le radici sulle quali si è sviluppato il Condominio Solidale Pantera Rosa di Cervia, una virtuosa esperienza di co-housing, servizio del Comune di Cervia, gestito dal 2015 con affidamento in appalto dalla Cooperativa Sole.
Il Condominio solidale Pantera Rosa è un progetto di Welfare di comunità e rappresenta una realtà innovativa, evoluzione del concetto di buon vicinato e simbolo di nuove pratiche che ha al centro le persone, soggetti attivi del loro benessere, protagonisti del cambiamento e valore per la comunità.
Giovedì 17 giugno, alle ore 11, è in programma, anche da remoto, la presentazione dello studio di impatto economico e sociale che il progetto ha prodotto in questi anni sulla comunità.

Link per collegarsi alla presentazione: https://call.lifesizecloud.com/extension/799508


IN EVIDENZA:

I comuni alla sfida del Pnrr

I comuni dovranno gestire ingenti risorse del Pnrr. L’analisi dei progetti finanziati dal Fondo sociale europeo rivela che quelli troppo piccoli e quelli grandi, specie al Sud, hanno difficoltà a spendere i fondi. Servirebbe una struttura di sostegno.
I comuni e la capacità di utilizzare le risorse
I comuni saranno chiamati a gestire ingenti risorse provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. In un articolo precedente abbiamo visto come la capacità di spendere i fondi europei da parte dei comuni sia molto differente, secondo un dualismo importante tra Nord e Sud: al fine di superare le criticità organizzative, potrebbe essere utile prevedere una cabina di regia specifica per i comuni del Sud.
Qui ci occupiamo invece di una questione connessa ma ulteriore, ovvero la dimensione ottima che consente di gestire opportunamente i progetti finanziati con i fondi Pnrr.
Anche in questo caso una prima risposta alla domanda potrebbe provenire dal passato, analizzando i progetti finanziati dal Fondo sociale europeo (Fse) per il periodo di programmazione 2014-2020 (fonte: Opencoesione). In particolare, ci focalizziamo sui progetti per cui i comuni sono stati gli unici attuatori. La ragione della scelta sta nel fatto che in quest’ultimo caso si pone con forza il tema della capacità non solo di spesa, ma anche di gestione degli appalti per l’effettiva realizzazione dei progetti.

Leggi: La Voce


Recovery Plan. Card: “I Distretti indispensabili strumenti per la riforma dell’assistenza territoriale della missione 6 Salute”

Cure domiciliari, reti di prossimità, Case della Comunità, strutture intermedie e telemedicina per un potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale, da integrare con quanto previsto nella Missione 5. Per la CARD: “I Distretti sono pronti a mettersi a disposizione. Occorre siano riconosciuti come strumento essenziale della riforma e coerentemente attrezzati, con uniformità su tutto il territorio nazionale”
Il Piano nazionale Ripresa e Resilienza dedica la sesta ed ultima missione alla “Salute”, titolo che ben si correla con quello della Missione 5 “Inclusione e Coesione”, e include la riforma per l’assistenza sanitaria territoriale. Va notato che si parla di “salute” e non di “sanità”. Come già nei due precedenti contributi (disabilità e assistenza agli anziani non autosufficienti), per illustrare l’argomento ci serviremo molto più del testo originale del Piano che non delle nostre parole.
Il capitolo si apre con affermazioni importanti: “La pandemia da Covid-19 ha confermato il valore universale della salute, la sua natura di bene pubblico fondamentale e la rilevanza macro-economica dei servizi sanitari pubblici”. Il richiamo alla salute quale bene pubblico potrebbe suonare retorico, ma fa sempre piacere leggerlo in un Piano sostanzialmente di tipo economico-finanziario. Seguono altre osservazioni parimenti apprezzate: “… Nel complesso il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) presenta esiti sanitari adeguati, un’elevata speranza di vita alla nascita nonostante la spesa sanitaria sul Pil risulti inferiore rispetto alla media Ue”. (dal testo inglese si apprende che è 3,649 US$ pro capite nel 2019 vs 4.223 US$ nei Paesi Ocse, dunque significativamente inferiore).

Leggi: Quotidiano Sanità


Le cure domiciliari e la telemedicina del PNRR

La componente 1 della “Missione Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) si pone l’obiettivo del rafforzamento delle prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi sociosanitari.
Il secondo progetto (o investimento) di questo ampio capitolo mette a disposizione 4 miliardi di euro e riguarda lo sviluppo delle cure domiciliari e degli strumenti di telemedicina ad esse collegate (Cfr. Tab. 1). Ed è di questo investimento che si occuperà il presente articolo.
Tab. 1 – Investimenti per le reti di prossimità, le strutture e la telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale
Ambiti di intervento/misura Totale mld
Investimento 1: Case della Comunità e presa in carico della persona 2,00
Investimento 2: Casa come primo luogo di cura, assistenza domiciliare e telemedicina 4,00
Investimento 3: Sviluppo delle cure intermedie 1,00
Totale Componente 1 7,00

Leggi: Welforum


Nuove reti sociali per nuove povertà

Oggi serve una rete di protezione in grado di rispondere ai nuovi rischi sociali e di intervenire in modo rapido e universale all’emergere di crisi. C’è però un pericolo: dividere in due la società tra chi riceve i trasferimenti e chi finanzia il welfare.
Il welfare fa i conti con la pandemia
Quando si pensa al welfare state, è strano parlare di “ritorno dello stato”, perché dal welfare state lo stato non se ne è mai andato, almeno in Italia. Dal 1995 a oggi la spesa per prestazioni sociali è più che raddoppiata e nel 2019 è pari a 2,3 volte quella del 1995 – anche se ha subito un rallentamento tra il 2009 e il 2019. Dopo lo scoppio della pandemia si è poi verificata, ovunque, una vera e propria esplosione della spesa sociale per cercare di limitare i danni della crisi sui bilanci di famiglie e imprese. Sembra che nel mondo siano stati lanciati circa 1.600 nuovi programmi di spesa sociale nel corso del 2020. Una reazione completamente diversa da quella adottata per la crisi del 2008. L’aumento della domanda di welfare ha riguardato sia la quantità di risorse, in beni e servizi, sia la loro destinazione.
Nel forum del Festival dell’Economia dedicato a “Nuove povertà e nuove reti sociali” prendiamo spunto da alcune domande:
1) Come sono cambiate le condizioni delle famiglie a causa del Covid? E come ha risposto il sistema di welfare?
2) Il welfare state attuale è adeguato al mondo post-pandemia o deve cambiare? E in quale direzione?
3) Di fronte ai cambiamenti in corso, come si modifica il rapporto tra welfare pubblico e welfare privato?

Leggi: La Voce


 

 

 

 

 

BOOM, il Sindacato dei pensionati Cgil sbarca su Instagram

Boom, lotte, bombe e rock’n’roll. È il nome del nuovo account Instagram del sindacato dei pensionati della Cgil da oggi venerdì 28 maggio on line (@boom_ita – www.instagram.com/boom_ita/). Un nuovo canale con il quale lo Spi vuole aprire un dialogo e un confronto con le nuove generazioni. Come? Raccontando una straordinaria stagione della storia italiana, quella degli anni Sessanta e Settanta, caratterizzata da profonde trasformazioni sociali, da cui il nome “esplosivo” Boom. Furono anni di progressi e conquiste, ma anche di bombe e terrorismo, di tensioni sociali e terribili attentati. Ma fu anche una grande esplosione di gioia e novità, di movimenti giovanili, politici e sindacali, di fermento e innovazione, di grandi lotte e battaglie che hanno dato forma al paese che conosciamo oggi.

Leggi: Liberetà


NEWS:

lunedì 31 maggio 2021
Infermieri di famiglia al palo. Fnopi: “Corte dei conti ne certifica il mancato utilizzo”

La Federazione commenta i dati del Rapporto di coordinamento della finanza pubblica che certifica come rispetto al decreto Rilancio che ne ha previsti 9.600 a maggio 2020, per il primo anno con contratti flessibili e dal 2021 assunti a tempo indeterminato: finora sono in servizio solo in 1.132, l’11,9% delle previsioni.
Infermieri di famiglia e comunità per implementare un nuovo modello di assistenza domiciliare anche durante la pandemia per pazienti covid e non covid: ancora a rilento l’immissione nel sistema. Il decreto Rilancio ne ha previsti 9.600 a maggio 2020, per il primo anno con contratti flessibili e dal 2021 assunti a tempo indeterminato: finora sono in servizio solo in 1.132, l’11,9% delle previsioni.
A certificarlo è la Corte dei conti nel suo Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica, dove tra si dice chiaramente che “limitato è il grado di attuazione di misure, quali l’utilizzo degli infermieri di comunità” e “incerti anche i risultati sul fronte del potenziamento dell’assistenza domiciliare o del recupero dell’attività ordinaria sacrificata nei mesi dell’emergenza, che rappresenta forse il maggior onere che la pandemia ci obbliga ora ad affrontare”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 31/05/2021


sabato 29 maggio 2021
In Toscana, Veneto ed Emilia Romagna cure al top. Disastro Molise e Calabria

Ecco gli ultimi dati sul monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza. Rispetto al 2018 peggiorano i loro dati il Molise e la Calabria che scendono sotto il dato della sufficienza di 160. Male anche il Piemonte che perde 30 punti. In calo anche la Basilicata. Bene il Lazio che supera i 200 punti
Veneto, Toscana ed Emilia Romagna si confermano sul podio anche nella Griglia Lea 2019 appena pubblicata nel Report di coordinamento della Finanza pubblica della Corte dei conti. Malissimo invece il Molise e la Calabria che scendono sotto la soglia di 160 che rappresenta la sufficienza e quindi risultano inadempienti.
Nello specifico in base all’indicatore complessivo, che riassume in modo aggregato lo stato di adempienza nei vari livelli di assistenza, si collocano oltre la soglia minima (160) cinque regioni in Piano di rientro: al di sopra di 200 Abruzzo e Lazio, 193 la Puglia, stazionarie Campania (168) e Sicilia (173). In netto peggioramento la qualità dei servizi resi in Calabria e in Molise che, con un punteggio pari a 125 e 146 (162 e 180 nel 2018), risultano inadempienti secondo la “Griglia” LEA. Per quanto riguarda le regioni non in Piano, esse presentano un punteggio complessivo superiore alla soglia, con valori compresi tra i 172 punti della Basilicata (in peggioramento rispetto al 2018 quando aveva registrato 191) e i 222 di Veneto e Toscana e 221 dell’Emilia-Romagna.

Leggi: Quotidiano Sanità, 29/05/2021


venerdì 28 maggio 2021
Social Innovation – Dalla “città in 15 minuti” alle piste ciclabili, il Covid-19 ridisegna le metropoli

Anche Milano sembra ora volersi ispirare al modello di Parigi, passando a forme di mobilità diverse dalle auto private e aumentando le aree verdi. Con una forte centralità dei quartieri
Tutto a portata di mano. Sembra questo il futuro a cui si preparano le città nella fase di post-pandemia: le metropoli, come Londra, Parigi, Milano o Madrid, esisteranno ancora soltanto se garantiranno ai loro abitanti un livello di vita sostenibile. Un valore diventato certezza negli ultimi anni e addirittura necessità con l’epidemia di Coronavirus, come dimostra la richiesta sempre più pressante dei cittadini di spostarsi il meno possibile per avere beni e servizi. Le metropoli hanno iniziato così a ripensarsi, immaginando un futuro simile a quello di città come Barcellona, famosa per i suoi quartieri autosufficienti chiamati “superblocchi”.
L’esempio più recente è Parigi. La “città in 15 minuti” è stato uno dei punti del programma elettorale di “Paris en commun”, la piattaforma politica della sindaca Anne Hidalgo, rieletta alla guida della capitale francese la scorsa estate. L’idea della sindaca parigina è un rimando al concetto di “Città umana intelligente”, elaborato dal professore dell’Università Paris-I Carlos Moreno. Secondo il docente franco-colombiano, serve «rielaborare il concetto di prossimità, articolandolo sulle sei funzioni che dovrebbe garantire ciascun quartiere: vivere, lavorare, fornire, prendersi cura, apprendere e divertirsi».

Leggi: Vita, 28/05/2021


giovedì 27 maggio 2021
Biennale di Architettura 2021: HOW WILL WE LIVE TOGETHER?

Si è aperta il 22 maggio la XVII edizione della Biennale di Architettura di Venezia, con una mostra che mette al centro non solo le tendenze dell’architettura, ma anche quelle della scienza, delle arti, dell’innovazione ed in generale della ricerca di un modello umano da ridefinire.
Tema di questa Biennale Architettura è il suo titolo che è allo stesso tempo un titolo e una domanda aperta.
HOW: come, parla di approcci pratici e soluzioni concrete, sottolineando l’importanza del problem solving nel pensiero architettonico.
WILL: esprime il tempo futuro e segnala uno sguardo rivolto al futuro ma anche la ricerca di visione e determinazione, attingendo alla forza dell’immaginario architettonico.
WE: è la prima persona plurale e quindi inclusiva di altri popoli, di altre specie, che fa appello a una comprensione più empatica dell’architettura.
LIVE: significa non semplicemente esistere ma prosperare, fiorire, abitare ed esprimere la vita, attingendo all’intrinseco ottimismo dell’architettura.
TOGETHER: implica collettivi, spazi comuni, valori universali, evidenziando l’architettura come forma collettiva e forma di espressione collettiva.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 27/05/2021


mercoledì 26 maggio 2021
Assistenza, verso una “carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società”

Riunione dell’Intergruppo parlamentare longevità sui nuovi approcci all’assistenza sanitaria: dalle Rsa alla domiciliarità. Il documento verrà presentato dal governo al G20. Mons. Paglia: “Logica di continuum assistenziale”. Occorrono circa 9 miliardi e nuova proposta normativa
Superare la dicotomia tra assistenza sociale e sanitaria, passare da una sanità di prestazioni a una sanità di continuità e utilizzare al massimo il Pnrr nella logica di rivisitazione del servizio sanitario nazionale per arrivare a nuovi modelli di presa in carico degli anziani, che consentano di rispondere meglio ai bisogni di una popolazione longeva. Sono i temi al centro della quinta riunione dell’Intergruppo Parlamentare “Longevità. Prospettive socio-economiche”, a cui hanno partecipato oltre 40 legislatori dedicata al tema dei nuovi approcci all’assistenza sanitaria: dalle Rsa alla domiciliarità. E’ emersa la necessità di attivare una rete di servizi di prossimità, consentendo agli anziani di vivere a casa loro e di essere presi in carico con servizi di inclusione digitale e sociale, strumenti di lotta alla solitudine, prevenzione ed educazione sanitaria.

Leggi: Redattore Sociale, 26/05/2021


mercoledì 26 maggio 2021
Carabinieri per censire le RSA – Fiaschi: “Una decisione che ci preoccupa fortemente”

“In seguito al comunicato stampa del Ministero della Salute sul protocollo sottoscritto con l’arma dei Carabinieri per censire le Residenze per Anziani, esprimiamo preoccupazione e forti perplessità. Attendiamo di leggere il protocollo prima di entrare pienamente nel merito, ma al momento non comprendiamo motivazioni e finalità della scelta di far intervenire l’arma dei Carabinieri per censire tali realtà.” Così commenta la Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Claudia Fiaschi.
“Oggi la stima degli anziani che vivono in strutture residenziali è di circa 300 mila persone – dichiara Roberto Speziale, coordinatore della consulta Welfare – Inoltre ci sono le strutture in cui vivono le persone con disabilità e quelle con disturbi psichiatrici. Tra queste rientrano anche quelle nate grazie alla legge 112/2016 cosiddetta del ‘durante e dopo di noi’. Siamo consapevoli che possa esserci un problema di censimento di queste realtà, ma rivolgersi all’Arma non ci sembra la scelta più indicata, anche per il tipo di messaggio che rischia di passare. Ci lascia perplessi anche la durata del protocollo (tre anni) quando, se l’obiettivo come sembra è quello del censimento, sarebbero bastati tre mesi.

Leggi: Auser, 26/05/2021


lunedì 24 maggio 2021
Più tempo al 110%, ma non per tutti i lavori

Solo per i condomìni il prolungamento non richiede alcuna condizione Resta da chiarire quale sia il perimetro degli interventi cui riferire il Sal del 60%
Più tempo per condomìni e case popolari, stesse scadenze per gli altri. Il nuovo, ingarbugliato calendario del superbonus emerge dalle modifiche che il Dl 56/2021 ha apportato al Dl Rilancio (in particolare, ai commi 3-bis ed 8-bis dell’articolo 119 del Dl 34/2020). In attesa delle eventuali proroghe generalizzate richieste dagli operatori, le date chiave sono tre:
30 giugno 2022 per le spese su edifici unifamiliari e singole unità con impianti indipendenti e accesso autonomo, nonché per gli interventi di Onlus, Odv, Aps, coop a proprietà indivisa ed enti del mondo sportivo che vogliono rinnovare gli spogliatoi;
31 dicembre 2022 per i condomìni. A questa data possono arrivare anche gli edifici da due a quattro unità immobiliari posseduti da una sola persona fisica – o in comproprietà – purché entro il 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo. Con il question time del 29 aprile scorso è stato chiarito che il conteggio delle unità non deve considerare le pertinenze accatastate in modo autonomo;
30 giugno 2023 per Iacp ed enti assimilati, i quali, tuttavia, guadagnano altri sei mesi dimostrando che a tale data è stato raggiunto un Sal di almeno il 60% del totale. Lo stesso termine vale per i condomìni in cui la proprietà è in prevalenza di Iacp ed enti assimilati (circolare 30/E/2020).

Leggi: Il Sole 24 Ore, 24/05/2021


DALLE REGIONI:

sabato 29 maggio 2021
Una casa a chi non ce l’ha Accordo Auser-Comune

Bagno a Ripoli – Il nome “Casa libera tutti” richiama il gioco senza tempo del nascondino. Ma in questo appartamento di via Simone degli Antelli 18, non ci si nasconde: chi andrà a viverci potrà invece uscire allo scoperto e ripartire. È un alloggio dedicato a chi si trova in un periodo difficile, di disagio abitativo e di esclusione. Grazie alla collaborazione tra il Comune e Auser Abitare solidale, potrà ospitare fino a 4 persone che magari non si conoscono, ma che hanno l’opportunità di trovare un tetto condiviso. Due camere da letto singole e una doppia, un’area comune con spazio giorno, cucina e servizi igienici, per un totale di 70 metri quadri appena ristrutturati e arredati con colori tenui nella frazione di Antella, saranno il luogo “dove superare momenti di fragilità, ricreando una situazione di normalità – spiegano Elena Bacci e Viola Ridolfi, coordinatori dei volontari Auser Abitare Solidale -. Una casa a tutti gli effetti in cui sarà importante anche l’aspetto di comunità e la socializzazione tra gli ospiti”. Tra i primi a entrare in questo appartamento ci saranno genitori soli con figli o piccoli nuclei familiari, babbi e mamme in difficoltà dopo una separazione, persone che hanno perso il lavoro e non possono al momento permettersi un affitto. “Il progetto – sottolinea il sindaco Francesco Casini – oltre a dare una casa, prevede iniziative concrete per l’autonomia personale a diversi livelli: abitativa, lavorativa, economica e sociale”.

Leggi: La Nazione, 29/05/2021


venerdì 28 maggio 2021
Case popolari, ok dalla commissione al nuovo regolamento delle Marche

Particolare attenzione ai giovani. Tra i criteri gli anni di permanenza nel territorio comunale e la presenza di disabili. Gli extra Ue dovranno dimostrare di non avere beni immobili nei loro stati d’origine
Case popolari, la commissione Governo del territorio delle Marche approva la proposta di legge che modifica la normativa vigente. Il provvedimento nasce dalla proposta di Andrea Maria Antonini (Lega) a cui è stata abbinato quella di Nicola Baiocchi (Fdi). Nella definizione delle graduatorie particolare attenzione verrà data ai giovani con agevolazioni per i nuclei familiari composti da soggetti under35, per le famiglie monoparentali (con uno o più figli a carico) per gli appartenenti alle Forze dell’ordine e ai Vigili del fuoco. Tra i criteri principali che determinano le graduatorie sono stati introdotti anche gli anni di permanenza nel territorio comunale e la presenza di disabili in famiglia.
“L’attenzione alla legalità per la Lega è fondamentale e lo abbiamo ribadito prevedendo tra le cause di decadenza dell’assegnazione la condanna, anche in via non definitiva, per reati consumati o tentati in materia di violenza familiare- spiegano in una nota il commissario regionale del Carroccio, Riccardo Augusto Marchetti ed i consiglieri Antonini e Marinelli-. A tutela, presidio e supporto degli alloggi e dei territori, parte di essi saranno riservati agli appartenenti alle Forze dell’ordine ed ai Vigili del fuoco che prestano servizio in regione”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/05/2021


mercoledì 26 maggio 2021
Truffe agli anziani: in un manuale tutte le regole per difendersi

L’iniziativa dell’assessorato ai servizi sociali
Improbabili tecnici incaricati della lettura del contatore, falsi postini e falsi medici. Tutti i tranelli nei quali possono cadere gli anziani, i più esposti ai pericoli di un’attività delinquenziale che spesso si nasconde dietro profili apparentemente inoffensivi. Per prevenire e contrastare questo fenomeno, fornendo suggerendo regole di comportamento, nasce ‘Occhio alla truffa”, una campagna di prevenzione rivolta ad anziani, e non solo. Un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno e realizzato dall’assessorato ai Servizi Sociali del Comune della Spezia in collaborazione con Auser, ente capofila, Federconsumatori, Ada, Aidea e Aidea Solidarietà. Un servizio di assistenza messo a punto, col contributo della rete locale di volontariato, per assicurare sostegno a tutte le vittime di furti e raggiri, ma anche a quanti abbiano la necessità di avere un supporto informativo utile a destreggiarsi tra pratiche di vendita a domicilio, investimenti economici, prestiti e telemarketing.

Leggi: La Nazione, 26/05/2021


mercoledì 26 maggio 2021
Emilia-Romagna verso il boom degli over 65, e uno su 4 vivrà solo

Nel 2050 gli anziani, oggi meno di un quarto della popolazione, diventeranno oltre un terzo. E un milione di loro avrà malattia cronica. Cisl: “Occuparsene ora”
Nel 2035 la popolazione di under 14 in Emilia-Romagna scenderà dall’attuale 13% all’11%, e ci resterà per 15 anni, fino al 2050. Invece, gli over 65, oggi meno di un quarto della popolazione, diventeranno oltre un terzo nel 2050. E sempre tra 30 anni un 65enne su quattro vivrà solo e così anche quasi i due terzi degli anziani che con più di 85 anni. Inoltre, più di un milione di persone con più di 65 anni soffrirà di almeno una malattia cronica: un quarto di loro avrà più di 85 anni. Le previsioni arrivano da una ricerca realizzata dall’associazione Neodemos di Firenze per Fnp, sindacato pensionati della Cisl. E proprio per il sindacato è bene iniziare ad occuparsene subito. “Lo scenario che abbiamo davanti ci obbliga a riprogrammare il futuro ed adeguare le politiche pubbliche- afferma il segretario Fnp Emilia Centrale Adelmo Lasagni- l’invecchiamento della popolazione è un fenomeno destinato ad accentuarsi nei prossimi decenni, con una riduzione della popolazione in età lavorativa rispetto a quella più anziana, che invece crecerà per effetto dell’aumento della speranza di vita e il rallentamento delle nascite”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/05/2021


IN AGENDA:

03.06.2021 – ore 11.30 – Attività fisica e corretta nutrizione: la chiave per il risparmio della spesa sanitaria

Aumentando solo dell’1% il numero di persone attive, il risparmio sulla spesa sanitaria sarebbe di 80 milioni di euro all’anno. L’attività fisica e una corretta alimentazione sono importanti per la prevenzione di molte malattie e per migliorare le condizioni di salute.
Come ha affermato il Presidente del Consiglio Mario Draghi, “Con un miliardo di euro di investimenti nel PNRR da oggi lo sport ha piena dignità nelle politiche pubbliche del nostro Paese, anche per lo stretto legame che c’è tra l’attività sportiva, il benessere e la coesione sociale”. Diretta streaming sul sito e sul canale Youtube del CNEL

Leggi: Cnel


03.06.2021 – ore 15 – L’eccezionalismo demografico italiano

Presentazione del Rapporto dell’Associazione Italiana per gli Studi di Popolazione (AISP)
Diretta streaming sul sito e sul canale Youtube del CNEL

Leggi: Cnel


09.06.2021 – Alimentazione, benessere, salute: nuovo incontro online con il dott. Paolo Pigozzi. Una iniziativa Auser e Spi Cgil

Tre incontri online aperti a tutti con il dott. Paolo Pigozzi per parlare di alimentazione sana, benessere e salute. Iniziativa promossa da Auser e Spi Cgil. Si comincia il 19 maggio con il tema “Mangiar bene per vivere bene. Come mantenere il nostro organismo e il sistema immunitario il più possibile in salute anche in tempi di pandemia. Tra scienza e tradizione. Riflessioni, suggerimenti e qualche ricetta”. L’appuntamento successivo si terrà il 27 maggio durante il quale si parlerà di “Muoversi per restare vivi”, terzo e ultimo incontro il 9 giugno con “Il cibo dell’anima. Ridurre lo stress, nutrire la mente e lo spirito per rinforzare il sistema immunitario e vivere felici e contenti. Un obiettivo che tutti meritiamo di raggiungere”.
Tutti gli incontri si terranno online dalle ore 15 alle 17,30 si potrà accedere a questo link

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Il prezzo della pandemia. Parla monsignor Paglia

L’arcivescovo Vincenzo Paglia, scelto dal governo come responsabile della Commissione di studio sulla riforma dell’assistenza agli anziani, commenta i risultati dell’Osservatorio Futura sugli effetti sociali del virus
Monsignor Vincenzo Paglia, che nel passato è stato per anni arcivescovo a Terni, è stato scelto dal ministro della Salute, Roberto Speranza, come coordinatore della Commissione nazionale di studio per la riforma del sistema dell’assistenza sociosanitaria degli anziani. Ha pubblicato per Einaudi un libro a quattro mani con Luigi Manconi, Il senso della vita. Conversazioni tra un religioso e un pococredente. Gli abbiamo chiesto un commento sui risultati del sondaggio realizzato dall’Osservatorio Futura per conto della Cgil . Ecco le sue risposte.
Dal sondaggio risulta che le categorie sociali più colpite dalla pandemia sono state gli anziani, i disabili e in generale le persone che vivono da sole (soprattutto donne). Condivide questo giudizio?
Lo condivido e aggiungo che c’è un’altra “categoria”: i bambini e gli adolescenti, i quali stando in casa, con le scuole chiuse e senza la dimensione della socialità hanno subito danni non lievi. Ma vado in ordine. Un anno fa, nella primavera del 2020, il responsabile dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di fronte alla strage di anziani ha parlato di una “tragedia inimmaginabile”. I decessi sono avvenuti in gran parte negli Istituti per anziani. La “famiglia”, a parità di condizioni, li ha protetti di più. In realtà il Covid-19 ha fatto emergere una contraddizione già presente nella società: lo scarto dei più deboli. Per questo va avviata una riflessione profonda su come ripensare l’assistenza ai deboli, in particolare agli anziani, ai disabili e ai bambini. Per quel che riguarda gli anziani dobbiamo essere ormai sicuri che l’istituzionalizzazione non va bene. Abbiamo bisogno di una nuova visione, di un nuovo paradigma che permetta alla società di prendersi cura degli anziani. E lo stesso vale per i minori, soprattutto per i bambini e per le famiglie, come anche per i disabili. Certo, vi è anche il problema delle donne, del lavoro, della riorganizzazione stessa della società. E’ all’interno di una nuova visione della società che si colloca, ad esempio, la questione della natalità. E’ anche un problema economico, ma è anzitutto culturale, ossia di visione del futuro, di gusto di una vita piena di affetti e non solo tesa alla propria autorealizzazione.

Leggi: Collettiva


Il virus della solitudine

Dal campione emerge un giudizio diversificato sul ruolo degli anziani nella società e sulle pensioni del futuro. I giovani temono per i loro assegni troppo bassi. Gli anziani chiedono una legge nazionale sulla non autosufficienza
Gli anziani sono indicati tra le categorie che più hanno sofferto durante la pandemia. Il dato risulta dall’ultimo sondaggio realizzato dall’Osservatorio Futura per conto della Cgil, su un campione rappresentativo della popolazione (i dettagli nel rapporto completo). Ma non ci sono solo gli anziani. Al primo posto nella classifica delle categorie più colpite ci sono infatti le persone sole, che sono spesso anziane, ma non sempre. A seguire, tra le categorie che hanno sofferto maggiormente, i disabili e gli anziani. I ricercatori che hanno realizzato il sondaggio sottolineano il fatto che le persone direttamente interessate (es. anziani, giovani e donne) ritengono di avere sofferto più di quanto pensino le altre persone intervistate per lo stesso questionario.
L’isolamento è indicato comunque come la causa principale del disagio per gli anziani durante la pandemia, più delle preoccupazioni per la malattia e l’alto tasso di mortalità in questa fascia di età. Sugli anziani il giudizio degli intervistati è ambivalente e mostra forti connotazioni soggettive. Da una parte si riconosce infatti il grande ruolo sociale che svolgono gli anziani e i pensionati nella società, ma dall’altra c’è una fascia di giovani che comincia ad avere timore di un futuro fatto di pensioni scarse. Ovviamente non si tratta tanto di conflitto intergenerazionale, quanto della necessità di mettere mano alla riforma delle pensioni come stanno chiedendo da mesi i sindacati confederali. che hanno consegnato al governo precise proposte tra cui anche la pensione di garanzia per i giovani.

Leggi: Collettiva


PNRR: una prima analisi dell’impatto sul welfare sociale e sociosanitario

Quali riforme prevede il PNRR del Governo Draghi per il welfare territoriale?
Quali investimenti accompagneranno tali processi e secondo quali logiche? In cosa si differenzia la proposta definitiva rispetto alle precedenti versioni?
A fine aprile è stato approvato il PNRR, un programma straordinario di riforme e investimenti di portata di medio lungo periodo (2022-2026) con lo scopo della ripresa del Paese. In precedenza, prima dell’avvento del nuovo Governo, erano circolate altre bozze del Piano.
In questo passaggio cercheremo di rappresentare le implicazioni per il settore del welfare alla persona (sociale e sociosanitario). Pur nella consapevolezza che altre missioni riconoscono sostegni a servizi che storicamente venivano classificati nel perimetro del welfare (es. sostegno ai servizi socioeducativi per la prima infanzia), si ritiene importante un focus limitato all’attuale concetto del welfare alla persona vero e proprio.
Cercheremo di fare una sintesi degli interventi previsti, evidenziando, ove possibile, le novità rispetto alle ipotesi circolate all’epoca del Governo Conte.
La portata del Piano e i principali interventi in area welfare
Il PNRR inviato a Bruxelles dal governo Draghi prevede un investimento complessivo, nell’arco 2022-2026 di 191,5 miliardi (circa 19 in meno rispetto alla bozza del precedente Governo); alle missioni “inclusione/coesione” e “salute” sono dedicati rispettivamente 19,8 e 15,63 Miliardi, con un peso rispetto all’investimento complessivo più contenuto rispetto a quello definito nell’ipotesi Conte (Tab. 1)

Leggi: Welforum


Così l’invecchiamento abbassa i tassi di interesse

L’invecchiamento della popolazione spinge al ribasso i tassi di interesse reali. La crescente scarsità della forza lavoro riduce infatti la domanda di investimenti, mentre l’allungamento dell’aspettativa di vita porta le famiglie a risparmiare di più.
Due fenomeni paralleli
La maggior parte delle economie avanzate è da decenni su un sentiero difficilmente deviabile di decrescita dei tassi di natalità e mortalità, un fenomeno di lungo periodo che la pandemia non ha arrestato, come l’Istat ha recentemente chiarito per l’Italia. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite (che tengono conto di possibili flussi netti di immigrazione), nell’area dell’euro per 10 persone in età lavorativa (tra i 15 e 64 anni) ci saranno oltre 4 persone di età superiore ai 65 già nel 2030, per salire a oltre 5 su 10 nel 2050, rispetto a una proporzione di circa 2 su 10 negli anni Ottanta. L’andamento è in linea con quello dei paesi più sviluppati nel loro insieme (figura 1).

Leggi: La Voce


Gli anziani e la pandemia – Indagine demoscopica

Risultati della 10° wave del mese di aprile 2021
NOTA METODOLOGICA
UNIVERSO DI RIFERIMENTO – Popolazione di età superiore a 18 anni
CAMPIONE – Sono state realizzate 2.002 interviste. Il campione è rappresentativo della popolazione + 18 anni con accesso a Internet.
METODOLOGIA DI RILEVAZIONE – L’indagine è stata condotta attraverso questionari autocompilati online su panel web.
I nominativi degli individui da intervistare sono stati estratti con criterio casuale da un database di panelisti.
PERIODO DI RILEVAZIONE Le interviste sono state realizzate dal 19 al 29 Aprile 2021

Leggi: Collettiva


SEGNALAZIONI:

Caaf.Cgil – Superbonus 110%: aiuti il clima, la tua casa è più sicura, cresce la buona occupazione.

Vuoi realizzare interventi diversi da quelli relativi all’efficientamento energetico?
Se non devi fare il cappotto termico o sostituire l’impianto di riscaldamento, ma vuoi sostituire infissi e finestre oppure devi realizzare lavori di manutenzione straordinaria (il rifacimento del bagno comprensivo dell’impianto idraulico) o interventi di ristrutturazione edilizia, non puoi accedere al superbonus 110%, ma per questi tipi d’interventi potrai usufruire di una detrazione del 50%.
Anche in questo caso puoi optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, in alternativa alla detrazione riconosciuta in dieci anni in dichiarazione dei redditi.
Ad esempio: se spendi 7.000 euro, con la cessione del credito recuperi subito 3.500 euro.
Il vantaggio fiscale è notevole, proprio per questo il percorso burocratico è complesso e richiede l’intervento di personale professionalmente qualificato come gli operatori del CAAF “dedicati al 110%, che riservano la giusta attenzione e tutelano tutti i cittadini.
Chi vuole usufruire del Superbonus può iscriversi gratuitamente alla piattaforma Rilancio Italia e trovare nella banca dati validi professionisti e imprese a cui affidarsi, fornitori di beni che riconoscono subito lo sconto in fattura, proprio per farti realizzare gli interventi a costo zero.
Per tutti gli approfondimenti puoi fissare un appuntamento nella sede CAAF più comoda per te!

Leggi: Caf Cgil


 

 

 

 

 

AeA Informa, online il nuovo numero della rivista dedicato alla riforma delle RSA e alla qualità dell’abitare delle persone con Alzheimer

Un primo articolo riporta le proposte per la riforma delle RSA che l’AUSER ha presentato alla Commissione per la riforma della assistenza agli anziani non autosufficienti, Istituita dal Ministero della salute nel 2020 e presieduta da Monsignor Paglia.
A questo fanno seguito alcune delle relazioni svolte nel corso della importante iniziativa promossa il 5 Marzo 2021 dal Comune di Ginosa e dal Gruppo di lavoro Architettura e salute, sul tema “Contesto dell’abitare e Alzheimer”. Una iniziativa che, ponendo al centro dell’attenzione l’anziano con Alzheimer, si fa carico di individuare le possibili proposte per dare sollievo alle persone coinvolte in una dei più drammatici aspetti della fragilità.


NEWS:

martedì 25 maggio 2021
Quei tre milioni di over 60 in fuga dal vaccino l’ultimo ostacolo sulla strada dell’immunità Anziani da rintracciare o da convincere, la fascia tra 60 e 69 anni resta quella più indietro. E all’appello mancano anche 70 mila sanitari

Troppe fiale ai più giovani, il richiamo del commissario alle Regioni Medici No vax, guida l’Emilia Romagna con 21 mila ancora non protetti
Tra il popolo dei capelli bianchi dai 60 anni in su e i sanitari sono tre milioni i dispersi della campagna vaccinale. Un esercito uscito fuori dai radar sia delle Regioni che del Commissario straordinario e che si dovrà cercare di convincere a immunizzarsi perché è proprio tra chi è più in là con gli anni e tra i professionisti della salute che il Covid fa più danni. Mentre parte delle Regioni pensano a come fare il richiamo ai vacanzieri e accelerano nelle somministrazioni a under 60, giovani e giovanissimi maturandi, tanti, troppi fragili e sanitari refrattari al vaccino rischiano di non immunizzarsi mai. Vediamo dove e perché partendo dai sessantenni. Il rifiuto della prenotazione Nella fascia di età 60-69 all’appuntamento con la prima dose non sono andati in 2 milioni e 683 mila, mentre molte fiale stanno andando ai più giovani. La curva delle somministrazioni giornaliere ai sessantenni scende infatti dalle 161.139 del 17 maggio alle 136.140 di ieri, mentre i cinquantenni da inizio mese sono passati da appena 33.696 somministrazioni a 137.848. E le curve si impennano in salita anche per le altre fasce di età.

Leggi: La Stampa, 25/05/2021


martedì 25 maggio 2021
Superbonus: Cgil, va nella giusta direzione, ora diventi strutturale per raggiungere obiettivi importanti

“Il Suberbonus al 110%, pur agendo in assenza di una visione a lungo termine che garantirebbe maggiore efficacia, va nella giusta direzione: aumenta l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici, favorisce l’occupazione, redistribuisce valore e benefici affrontando la povertà energetica”. Ad affermarlo la Cgil nazionale oggi in audizione presso le Commissioni ambiente e attività produttive della Camera dei deputati sul Superbonus al 110%.
Per il sindacato di corso d’Italia “vanno però affrontate alcune criticità. La misura – sottolinea – deve essere strutturale, o almeno prorogata fino al 2030, finanziata di anno in anno, con elementi di equità che leghino le detrazioni ai redditi. Si deve puntare a raggiungere l’obiettivo massimo di risultato e deve essere assicurata la fruibilità anche alle famiglie con bassi redditi, eliminando oneri e costi aggiuntivi sia rispetto allo sconto in fattura che alla cessione del credito”.
Inoltre, secondo la Cgil “alcuni interventi devono essere consentiti anche in assenza della realizzazione di quelli trainanti (abbattimento delle barriere architettoniche, installazione di pannelli fotovoltaici, di sistemi di accumulo e di colonnine di ricarica). Particolare attenzione dovrà essere posta nelle Semplificazioni in materia di edilizia e urbanistica, che non dovranno tradursi in possibili e diffusi condoni edilizi”. Infine, conclude la Cgil “devono essere garantite le condizioni fondamentali di legalità, contrasto al lavoro irregolare, sicurezza”.

Leggi: Cgil, 25/05/2021


lunedì 24 maggio 2021
Assistenza primaria per gli anziani. Confcooperative sollecita riforma

“La posizione di Confcooperative Sanità è chiara da tempo: occorre una regia nazionale unica, che superi le impasse originate dal Titolo V, costituendo un modello di continuità assistenziale incentrato sulla casa”, ha detto il presidente Milanese durante un convegno on air con Speranza e Stefani
“Il Paese ha bisogno di un processo riformatore radicale ma le riforme, perché siano efficaci, non si realizzano a colpi di maglio: occorrono scelte convinte e condivise e questo sembra il momento storico più adatto.” A parlare è il Presidente di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, nel corso del Digital Debate dal titolo “Valore e dignità alla persona”.
“Il tema dell’assistenza primaria agli anziani è, paradossalmente, attuale da trent’anni: oggi la necessità di procedere alla sua realizzazione è stata catalizzata dalla pandemia”, ha proseguito Milanese. “La posizione di Confcooperative Sanità è chiara da tempo: occorre una regia nazionale unica, che superi le impasse originate dal Titolo V, costituendo un modello di continuità assistenziale incentrato sulla casa. Proprio un’assistenza domiciliare finalmente “matura” consentirebbe di dischiudere nuovi spazi occupazionali. I conti sono presto fatti: a fronte di 240 ore di assistenza all’anno ad un milione di anziani servirebbero 112mila operatori specializzati. Il PNRR, se utilizzato con scienza e coscienza, potrebbe servire da volàno”, ha infine concluso il Presidente.

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/05/2021


lunedì 24 maggio 2021
Caregiver e sibling universitari a raccolta: “Quanti siamo?”

Antonio Demarcus, studente universitario “fuori corso” e caregiver di sua mamma, prova a fare un censimento, attraverso un sondaggio online. E rilancia la campagna nazionale per il diritto allo studio e il manifesto “Unidad”: perché Dad può voler dire anche inclusione
Chi sono e quanti sono i caregiver familiari universitari? Quali bisogni hanno e quali sostegni potrebbero attivare gli atenei, per venire incontro alle loro particolari esigenze? Sono le domande a cui cerca di rispondere uno di loro, Antonio Demarcus, che sta portando avanti da tempo una battaglia per il diritto allo studio di chi, come lui, con fatica cerca di conciliare l’impegno universitario con quello dell’assistenza costante e continuativa. Dopo aver raccontato su queste pagine le “13 tutele necessarie”, Demarcus oggi lancia un sondaggio online, per provare a capire quanti siano i caregiver familiari universitari e i sibling universitari. Lo fa attraverso un breve form anonimo, che chiede di compilare e condividere.

Leggi: Redattore Sociale, 24/05/2021


lunedì 24 maggio 2021
Il “Superbonus” sull’eliminazione delle barriere: a chi e come

Il “Decreto Rilancio” ha introdotto lo scorso anno il cosiddetto “Superbonus”, ovvero una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettui interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o riduzione del rischio sismico nei propri condomini o abitazioni singole. Una volta eseguito uno di tali interventi, il beneficiario può avvalersene anche su interventi riguardanti l’eliminazione delle barriere architettoniche. Un dettagliato approfondimento curato dal Centro Studi Giuridici HandyLex.org spiega a chi e come è rivolta la detrazione
Barriere architettoniche.Quello che è diventato noto come “Decreto Rilancio” (Decreto Legge 34/20, convertito con modifiche nella Legge 77/20) ha introdotto lo scorso anno il cosiddetto “Superbonus”, ovvero una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettui interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o riduzione del rischio sismico nei propri condomini o abitazioni singole.
Per poterne godere, è necessario effettuare almeno un intervento definito “trainante”, consistente cioè nell’isolamento termico, nella sostituzione degli impianti di climatizzazione o in interventi antisismici sugli edifici. Una volta eseguito uno di tali interventi, il beneficiario può avvalersi del “Superbonus” anche su interventi cosiddetti “trainati”, tra i quali quelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche per le persone con disabilità grave e per chi ha più di 65 anni.

Leggi: Superando, 24/05/2021


sabato 22 maggio 2021
Città intelligente, cuore umano

Per Carlos Moreno i centri urbani non devono essere semplicemente tecnologici, ma occorre un neourbanesimo del presente che privilegi i bisogni dell’uomo e la sostenibilità
Il concetto di smart city è sempre più diffuso, e prevede una città incentrata sulla tecnologia. L’architetto franco-colombiano Carlos Moreno, invece, parla di Human smart city: qui il centro della città è l’uomo. “Si è partiti dalla concezione tecnocentrica del 2010 – spiega -: la smart city intesa come intelligenza della città. La nostra smart city, però, è una città intelligente col cuore umano”.
“Questa tendenza è stata rafforzata dalla consapevolezza del cambiamento climatico. Stiamo vivendo una vera e propria emergenza: qui e ora, oggi, dobbiamo trasformare l’urbanistica. Da qui deriva la nostra concezione di neourbanesimo: non definito da infrastrutture e edifici o strade e grandi impianti monofunzionali, ma dagli usi e dai bisogni dei cittadini”.
Carlos Moreno è nato in Colombia nel 1959 e si è trasferito in Francia all’età di 20 anni. Professore universitario, è noto per le sue riflessioni, iniziative e applicazioni incentrate sulla città intelligente, sostenibile e sensibile. Riflessioni che lo hanno portato a coniare il concetto di città 15 minuti, una visione urbana residenziale in base alla quale tutti i cittadini devono essere in grado di soddisfare la maggior parte dei loro bisogni a pochi passi o in bicicletta. Il concetto è stato reso popolare dal sindaco di Parigi, Anne Hidalgo.

Leggi: Collettiva, 22/05/2021


venerdì 21 maggio 2021
Senza dimora. In arrivo la piattaforma europea, Fiopsd scrive a Orlando

Il 21 giugno a Lisbona verrà lanciata la EU Collaboration Platform on Homelessness per dare concretezza all’art. 19 del Pilastro Ue dei diritti sociali dedicato ai senza dimora. Avonto, presidente Fiopsd: “Occasione importante per confermare l’impegno che l’Italia porta avanti nel contrasto alla homelessness”
Il prossimo 21 giugno a Lisbona verrà lanciata la EU Collaboration Platform on Homelessness, idea promossa dal Commissario europeo per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione, Nicolas Schmit, per dare concretezza all’art. 19 del Pilastro Ue dei diritti sociali dedicato alle persone senza dimora che prevede il diritto ad alloggi e assistenza per i senza dimora al fine di promuovere l’inclusione sociale. A darne notizia è una nota della Fiopsd, la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora, che per l’occasione ha inviato una lettera – firmata dalla presidente Fiopsd Cristina Avonto – al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, e al segretario generale del ministero, Raffaele Tangorra, per chiedere attenzione e adesione alla piattaforma.

Leggi: Redattore Sociale, 21/05/2021


venerdì 21 maggio 2021
Gli scienziati al Global Health Summit: “La pandemia non si fermerà senza un accesso universale alle risorse”

Elaborato un decalogo sulla base delle evidenze disponibili con le azioni necessarie non solo a mettere fine alla pandemia, ma anche ad assicurare una migliore preparazione in vista delle future minacce pandemiche. Brusaferro (Iss): “Per ridurre il rischio di future pandemie dobbiamo anche affrontare il legame tra crisi sanitarie, povertà, disuguaglianze strutturali e degrado ambientale”. “Nessun Paese sarà al sicuro fino a quando tutti i Paesi non lo saranno”. E’ questo il messaggio principale del panel di 26 scienziati istituito dalla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e dal premier italiano Mario Draghi in qualità di presidente del G20, in vista del Global Health Summit di oggi, contenuto nel rapporto finale pubblicato sul sito della Commissione Europea.
Gli esperti del Global Health Summit Scientific Expert Panel, co presieduto da Peter Piot, ‘special adviser’ della presidente Von der Leyen e dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, hanno elaborato un vero e proprio decalogo sulla base delle evidenze disponibili con le azioni necessarie non solo a mettere fine alla pandemia, ma anche ad assicurare una migliore preparazione in vista delle future minacce pandemiche.

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/05/2021


venerdì 21 maggio 2021
Recovery Plan. Ecco come si spenderanno gli 8,6 mld per gli ospedali e le nuove tecnologie. Ma, a differenza del territorio, manca una visione riformatrice per i nosocomi del futuro

Dopo aver affrontato le misure del PNRR previste per l’assistenza territoriale ecco cosa prevede il Piano per l’ospedale e le nuove tecnologie. Previsti anche il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico e nuove borse di studio per mmg e specializzazioni. Ma manca un riferimento alle riforme che sembrano necessarie per migliorare la governance e gestire al meglio la montagna di soldi che arriverà nei prossimi anni. E dietro l’angolo c’è il rischio che il tutto si riduca al solo, pur necessario, ammodernamento tecnologico
Dalla Riforma degli Irccs, passando per la digitalizzazione degli ospedali e il rinnovo del parco tecnologico, fino al potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico e nuove borse di studio per mmg e specializzazioni. È questo l’architrave dell’investimento da 8,6 miliardi di euro per gli ospedali del Recovery Plan italiano che analizziamo oggi dopo aver affrontato cosa prevede il PNRR per l’assistenza territoriale.
In buona sostanza si tratta di una lunga lista della spesa per macchine, lavori di ammodernamento e progetti che hanno lo scopo di rendere gli ospedali più hi-tech e al passo coi tempi.
Più marginale l’intervento sul personale dove si aggiungono borse di studio per i medici e si finanzia un maxi corso di formazione sulle infezioni ospedaliere.

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/05/2021


giovedì 20 maggio 2021
Covid. Accordo tra Parlamento europeo e Consiglio Ue su certificato digitale per viaggiare in Europa senza restrizioni

Il certificato sarà disponibile in formato digitale o cartaceo. Attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o è risultata negativa ad un test o si è ripresa dall’infezione. In pratica, si tratterà di tre certificati distinti. Un quadro comune dell’UE consentirà agli Stati membri di emettere certificati che saranno poi accettati in altri paesi dell’UE. Ma per la decisione finale bisognerà aspettare altri passaggi che si completeranno probabilmente entro metà giugno.
I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto oggi un accordo provvisorio per un certificato digitale Covid dell’UE per facilitare la libera circolazione in Europa durante la pandemia.
Il certificato sarà disponibile in formato digitale o cartaceo. Attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o è risultata negativa ad un test o si è ripresa dall’infezione. In pratica, si tratterà di tre certificati distinti. Un quadro comune dell’UE consentirà agli Stati membri di emettere certificati che saranno poi accettati in altri paesi dell’UE.
Il regolamento del certificato digitale Covid dell’UE dovrebbe essere in vigore per 12 mesi. Il certificato non costituirà una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione e non sarà considerato documento di viaggio.

Leggi: Quotidiano Sanità, 20/05/2021


mercoledì 19 maggio 2021
A Luglio “riapertura” anche per gli sfratti senza garanzia del passaggio da casa a casa!

Dichiarazioni dei Segretari generali SUNIA, SICET, UNIAT ed Unione Inquilini
Il testo definitivamente approvato da Senato e Camera del Decreto Sostegni è deludente riguardo al
grave problema dell’emergenza abitativa accresciuta in dimensioni eccezionali dalla crisi pandemica e dalle sue conseguenze economiche e sociali.
La scelta di Parlamento e Governo di procedere ad una mini- proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità, in larghissima parte incolpevole, lasciando fuori tutti i provvedimenti (che sono la maggioranza) emessi prima del 20 febbraio 2020, senza una cabina di regia per governare le esecuzioni anche con il passaggio da casa a casa, è sbagliata oltre che inefficace e pericolosa perché all’interno di un provvedimento che già nel suo titolo mira ai sostegni, non aiuta né gli inquilini in difficoltà a pagare l’affitto né i proprietari che non ricevono il corrispettivo.
Abbiamo da tempo sostenuto alcune proposte precise per risolvere il problema che interessa oltre
80.000 famiglie e che riguardano:

Leggi: Sunia, 19/05/2021


martedì 18 maggio 2021
Demenza senile. Valutazione cognitiva virtuale affidabile quanto quella fatta di persona

Una recente analisi fatta da ricercatori canadesi avvalora l’utilità della telemedicina nella diagnosi e nella gestione di una patologia geriatrica come la demenza senile. I ricercatori canadesi hanno esaminato i dati di 121 studi per un totale di oltre 15 mila partecipanti.
Gli esami virtuali via video possono essere uno strumento efficace per condurre valutazioni e test cognitivi e per diagnosticare la demenza a distanza. A suggerirlo è una recente analisi pubblicata dal Journal of the American Geriatrics Society , realizzata da un gruppo di ricercatori guidato da Jennifer Watt, del St. Michael’s Hospital Health Toronto, in Canada.
I ricercatori canadesi hanno esaminato i dati di 121 studi per un totale di 15.832 partecipanti adulti che non avevano una precedente diagnosi di demenza o ritardo cognitivo lieve e sono state sottoposti a valutazione di persona o tramite visite virtuali in videoconferenza o al telefono.
Rispetto alle valutazioni di persona, le valutazioni in videoconferenza sono state efficaci nel diagnosticare la demenza, con una buona affidabilità, come evidenziato in due studi inclusi nell’analisi. In un terzo studio, invece, i ricercatori hanno scoperto che le valutazioni virtuali erano sensibili e specifiche al 100% rispetto alle valutazioni fatte di persona, per la diagnosi di demenza. I problemi di udito e il livello di esperienza nell’uso delle tecnologie, però, potrebbero influenzare l’efficacia delle visite virtuali.

Leggi: Quotidiano Sanità, 18/05/2021


DALLE REGIONI:

venerdì 21 maggio 2021
Rsa toscane contro l’accordo Ministero-Carabinieri: “Non servono perquisizioni, ma un’analisi dei bisogni”

Il riferimento è al protocollo siglato pochi giorni fa tra Ministero e Carabinieri. Per il comitato di coordinamento dei gestori delle Rsa toscane le strutture sono “già perfettamente conosciute dalle Regioni perché ‘autorizzate’ e, se del caso, ‘accreditate’, quindi periodicamente controllate da apposite Commissioni regionali”. Se si vuole migliorare l’assistenza agli anziani, per il Comitato, non serve mandare i Carabinieri ma “analizzare i diversi bisogni degli anziani e rimodulare le risposte assistenziali”.
Il comitato di coordinamento dei gestori delle Rsa toscane si dice “sorpreso” del comunicato con cui il Ministero della Salute rende noto di avere sottoscritto, in accordo con la “Commissione per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”, un Protocollo d’Intesa, della durata di tre anni, con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri per effettuare su tutto il territorio nazionale una “ricognizione delle residenze socio assistenziali”. Scopo dell’iniziativa”, con “successive verifiche” da parte dell’Arma “in relazione a situazioni meritevoli di approfondimento”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/05/2021


venerdì 21 maggio 2021
Napoli. Presidio unitario, Venerdi 28 Maggio 2021 dalle ore 10 presso la sede ACER Campania in via Domenico Morelli, 75 (Chiatamone, NA)

Per dire BASTA:
• all’ipotesi di un aumento indiscriminato dei canoni di locazione dal 1° luglio
• ai ritardi per gli interventi di manutenzione ordinaria degli alloggi popolari
• al blocco e alla riduzione dei servizi all’utenza
• all’arroganza e agli atteggiamenti antisindacali dei vertici dell’ACER
CHIEDIAMO SUBITO
Una decisa inversione di rotta sulla gestione dell’immenso patrimonio pubblico;
Lo sblocco delle attività gestionali dell’ACER Campania e dei cinque Dipartimenti Provinciali (volture e regolarizzazioni contrattuali, piani di rateizzazione, acquisto alloggio, ecc.);
Lo sblocco delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio pubblico, sempre più nel degrado, con l’utilizzo delle risorse pubbliche stanziate per la riqualificazione del patrimonio (fondi CIPE, ecobonus, sisma bonus, superbonus 110%, decreto sulla qualità dell’abitare, recovery fund) attraverso la concertazione con le parti sociali;

Leggi: Sunia, 21/05/2021


giovedì 20 maggio 2021
Corviale, 70 associazioni unite per la rigenerazione urbana

Auser Lazio e Abitare e Anziani tra i firmatari dell’intesa con la regione Lazio, che prevede la costituzione di un tavolo istituzionale sulla co-programmazione e la co-progettazione delle attività di riqualificazione del quartiere romano
Il Corviale (detto “il Serpentone” per via della sua lunghezza), è un complesso residenziale di edilizia popolare di Roma risalente agli anni Settanta situato nella periferia sud-ovest della capitale (XI municipio), dove abitano più di 4.500 persone. La rigenerazione urbana del quartiere è al centro del protocollo, approvato dalla giunta Zingaretti, che prevede la costituzione di un tavolo istituzionale sulla co-programmazione e la co-progettazione del “Quadrante di Corviale”. Lo sottolineano Auser Lazio e Abitare e Anziani tra i firmatari dell’intesa con la Regione Lazio che coinvolge oltre 70 associazioni nella costituzione di un tavolo di coordinamento.

Leggi: Redattore Sociale, 20/05/2021


IN AGENDA:

27.5.2021 – Secondo appuntamento del ciclo di incontri Auser e Spi Cgil su Alimentazione, Salute e Benessere

Giovedì 27 maggio dalle ore 15 alle 17,30 si terrà il secondo appuntamento del ciclo di tre incontri su Alimentazione, Salute e Benessere promossi da Auser e Spi Cgil con la collaborazione del dott. Paolo Pigozzi.
Argomento dell’incontro: “muoversi per restare vivi. L’attività fisica è un pilastro fondamentale per la prevenzione, ma anche per riacquistare la salute, fisica e psichica. Socrate, le multinazionali e noi. Il movimento quotidiano”.
Paolo Pigozzi è medico dal 1977. Collabora con diverse riviste ed è autore di numerosi testi tra cui “Colazione da re” – Edizioni Liberetà, 2018 – diffuso a livello nazionale e occasione di numerose iniziative Auser/Spi a livello territoriale. Collabora con la rivista Liberetà.
Il link per accedere alle videoconferenze è il seguente: https://spicgil.adobeconnect.com/benessere


31.5.2021 – Recovery plan, quale sussidiarietà?

Il prossimo 31 maggio un webtalk promosso da Vita con Avvenire in cui quattro rappresentanti della società civile, Andrea Morniroli, Francesco Marsico, Stefano Granata e Anna Lisa Mandorino interloquiranno con i rappresentanti dei partiti, Giuseppe Provenzano, Maria Chiara Gadda, Maria Teresa Bellucci e Maurizio Lupi.

Leggi: Vita


7/14/21/28 maggio ore 15.00/17.00 CAREGIVER DAY 2021: SENTIERI DI CURA POST COVID- 19 – UNDICESIMA EDIZIONE

E’ trascorso un lungo, difficile anno in cui la pandemia ha cambiato profondamente le nostre esistenze. La cura ha mostrato di essere essenziale nel dare speranza, accoglienza, sostegno. E proprio per questo il prendersi cura va riconosciuto, sostenuto, valorizzato, ma anche riprogettato, riconnesso, integrato nelle nostre vite. Un lavoro di cura sostenibile attraverso servizi di prossimità e welfare di comunità, tra generi e generazioni, tra casa e lavoro, tra distanza e presenza, tra tecnologia e contatto in presenza. Di tutto questo vogliamo parlare insieme nella undicesima edizione del Caregiver Day (giornate dedicate al familiare che si prende cura di un proprio caro) che -dalle ore 15,00 alle ore 17,00 – con accesso gratuito previa iscrizione. avranno luogo da remoto -in modalità webinar – tutti i venerdì del mese di maggio.

Leggi: Caregiver Day


IN EVIDENZA:

Le case della comunità: cosa prevede il PNRR – Qualche criticità significativa

Il Recovery Plan – ovvero Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – , approvato nello scorso aprile, prevede diversi interventi in campo sanitario. Uno di questi interventi prevede la realizzazione entro il 2026 di 1.288 Case della Comunità. Che cosa sono e come saranno organizzate?
Le Case della Comunità: che cosa sono?
Le Case della Comunità sono strutture sanitarie, promotrici di un modello di intervento multidisciplinare, nonché luoghi privilegiati per la progettazione di interventi di carattere sociale e di integrazione sociosanitaria. La sede della Casa della Comunità deve essere visibile e facilmente accessibile per la comunità di riferimento perché è il luogo dove il cittadino può trovare una risposta adeguata alle diverse esigenze sanitarie o sociosanitarie.
In queste strutture, al fine di poter fornire tutti i servizi sanitari di base, il Medico di Medicina Generale e il Pediatri di Libera lavorano in équipe, in collaborazione con gli infermieri di famiglia, gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti sanitari quali logopedisti, fisioterapisti, dietologi, tecnici della riabilitazione e altri. La presenza degli assistenti sociali nelle Case della Comunità rafforzerà il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale.
La figura chiave nella Casa della Comunità sarà l’infermiere di famiglia, figura già introdotta dal Decreto Legge n. 34/2020 che, grazie alle sue conoscenze e competenze specialistiche nel settore delle cure primarie e della sanità pubblica, diventa il professionista responsabile dei processi infermieristici in famiglia e Comunità.

Leggi: Welforum


Vaccini: beni pubblici mondiali garantiti a tutti

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, oggi questa frase di Voltaire, resa famosa dal fumetto dell’Uomo Ragno, dovrebbe diventare il motto dell’industria farmaceutica europea ed occidentale, con la postilla che la frase vale anche all’inverso: non c’è potere senza responsabilità, e senza la legittimità che ne deriva. Per questo credo che, in questo momento di crisi, il grande potere ottenuto dalla cause farmaceutiche con i vaccini di cui detengono i brevetti vada esercitato con grande responsabilità.
In gioco non ci sono solo milioni di vite di cittadini dei Paesi in via di sviluppo, ma anche la legittimità di un settore chiave per l’Ue come quello farmaceutico e delle regole sulla proprietà intellettuale che sono fondamentali alla sua esistenza. Per questo motivo nella sessione plenaria di aprile del Parlamento europeo ho votato a favore di quegli emendamenti che definivano i vaccini “beni pubblici mondiali garantiti a tutti” e quelli che invitavano l’Unione europea a “sostenere l’iniziativa promossa da India e Sudafrica presso l’Omc, finalizzata a una sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale” e per questo ritornerò sul tema anche nella prossima seduta plenaria.
Per mesi chi ha appoggiato la sospensione dei brevetti è stato considerato velleitario ed estremista, ma oggi il cambio di posizione dell’amministrazione americana ci dà ragione e anche l’Unione europea deve riconsiderare le sue posizioni in uno spirito di concretezza e di cooperazione con tutti gli stakeholder.

Leggi: Welforum


La promozione del diritto di invecchiare a casa propria

Grazie al supporto del terzo settore, è stato possibile individuare risposte alternative alle esigenze dei cittadini più fragili sorte durante la pandemia. Lo sportello badanti del Comune di Lodi Vecchio offre un’interessante opportunità, sia per i cittadini alla ricerca di un’assistente familiare che per coloro che sono alla ricerca di un’occupazione.- di Alice Scabiosi (Assistente sociale Comune di Lodi Vecchio), Simone Fabiano (Assessore Servizi sociali Comune di Lodi Vecchio)
I servizi sociali hanno sempre svolto un ruolo rilevante all’interno degli interventi che, nel corso degli anni, le varie amministrazioni comunali hanno attuato a favore della popolazione. L’attenzione e la cura delle fragilità sociali hanno rappresentato una sorta di filo rosso che ha connotato le politiche sociali delle amministrazioni nel corso dei vari decenni. Tuttavia, benché il monitoraggio e il sostegno alle povertà sociali fossero ben strutturati e collaudati, la crisi pandemica da Covid-19 ha sollecitato un repentino rinnovamento dell’assetto dei servizi pubblici ed un rapido superamento delle modalità di lavoro collaudate negli anni. Questo improvviso cambiamento ha offerto, allo stesso tempo, lo stimolo per la creazione di nuove forme di risposta ai bisogni e alle povertà.
Le sfide sociali legate alla crisi del Covid-19 hanno rappresentato l’impulso per mettere sotto una lente d’ingrandimento le prassi operative e gli standard di servizio fino ad allora adottati dall’Amministrazione comunale durante il precedente periodo di “normalità”. In fondo, la crisi epidemiologica ha funzionato come una sorta di “stress-test” sull’abituale realtà dei servizi sociali ed in particolar modo per quella fascia di anziani che è stata particolarmente colpita dal virus. Tutto questo permette ora di cogliere aspetti positivi e criticità, con una lucidità di analisi che la normalità non avrebbe probabilmente consentito.

Leggi: I Luoghi della Cura


Riequilibrare Nord e Sud per costruire il Welfare delle opportunità

Lezioni della storia
Il Presidente del Consiglio Draghi, aprendo i lavori della Conferenza “SUD–Progetti per ripartire”, promossa dal Ministro Carfagna, ha affermato, con la sua consueta chiarezza, la necessità di imprimere nuovo impulso al processo di convergenza tra Mezzogiorno e centro-Nord che è fermo da decenni. Anzi, dagli inizi degli anni ’70 a oggi è grandemente peggiorato. Il prodotto per persona nel Sud è passato dal 65% del Centro Nord al 55%. Negli ultimi anni, c’è stato un forte calo negli investimenti pubblici, che ha colpito il Sud ovviamente insieme al resto del Paese. Tra il 2008 e il 2018, la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si è infatti più che dimezzata ed è passata da 21 a poco più di 10 miliardi.
Tali evidenze e le nuove e significative opportunità offerte dai Piani Europei di rilancio non possono tuttavia lasciare in ombra i limiti mostrati dal Sud: abbiamo imparato che tante risorse non portano necessariamente alla ripartenza del Mezzogiorno. Ci sono due problemi: uno nell’utilizzo dei fondi europei, l’altro nella capacità di completamento delle opere pubbliche.
Di certo, anche queste difficoltà dimostrano la persistenza di una Questione meridionale, che ha forme e caratteristiche diverse rispetto ai decenni passati. D’altra parte, l’analisi storica, economica e sociale più critica riconosce che – insieme all’eredità di un profondo sottosviluppo e ad un livello di diffusa povertà materiale e culturale – vi sia stato e vi sia un problema di classi dirigenti che hanno alimentato immobilismo, clientele, malaffare e organizzazioni criminali. Così come non può – tale critica – accettare l’immagine di un Sud che vive alle spalle del resto del Paese.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Poste: pensioni giugno in pagamento dal 26 maggio

Anche le pensioni del mese di giugno saranno accreditate a partire da mercoledì 26 maggio per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 Atm Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello. Lo comunica Poste Italiane in una nota.
In continuità con quanto fatto finora e con l’obiettivo di evitare assembramenti, si legge, il pagamento delle pensioni in contanti avverrà secondo la seguente turnazione alfabetica che potrà variare in base al numero di giorni di apertura dell’Ufficio Postale di riferimento. Pertanto, comunica Poste, il calendario per i prelievi seguirà lo schema: i cognomi dalla A alla B mercoledì 26 maggio; dalla C alla D giovedì 27 maggio; dalla E alla K venerdì 28 maggio; dalla L alla O sabato mattina 29 maggio; dalla P alla R lunedì 31 maggio; infine dalla S alla Z martedì 1° giugno.
Poste Italiane ricorda inoltre “che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali e che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono richiedere, delegando al ritiro i Carabinieri, la consegna della pensione a domicilio. Le modalità di pagamento anticipato delle pensioni – si legge ancora – hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. È necessario indossare la mascherina protettiva, entrare nell’Ufficio Postale solo all’uscita del cliente precedente e tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno sia nelle sale aperte al pubblico”, conclude la nota di Poste.

Leggi: Inca


Pensioni: certificazione del diritto per il personale scolastico

“Si avvia a conclusione, anche quest’anno positivamente e nei tempi programmati, l’operazione di certificazione del diritto alla pensione per il personale del comparto scuola, svolta da Inps in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.” L’Inps fa sapere che alla data del 20 maggio ha già completato, anche grazie all’impegno delle scuole e dell’Amministrazione scolastica, la definizione del 95% delle certificazioni del diritto alla pensione in relazione alla platea interessata.
In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale, l’Istituto sottolinea come ciò permetterà al Ministero dell’Istruzione di realizzare in tempi utili le operazioni di mobilità e di immissione in ruolo del personale in funzione dell’avvio del nuovo anno scolastico.
Considerando le verifiche con esito positivo, l’Istituto afferma che risultano certificati i diritti alla pensione per 42.204 nominativi (31.873 del personale docente; 9.235 del personale ATA; 581 insegnanti di Religione; 406 dirigenti scolastici; 109 nel personale educativo). Sono stati dunque pienamente raggiunti gli obiettivi, grazie anche all’intenso lavoro tra gli uffici territoriali delle due Amministrazioni, nonostante le difficoltà del lungo periodo di emergenza sanitaria e la prevalente attività in smart working. La collaborazione tra Inps e Ministero dell’Istruzione ha inoltre permesso, a livello centrale, attraverso una cabina di regia dedicata, di risolvere le criticità riscontrate sui dati trasmessi in relazione alle posizioni assicurative dei dipendenti per la liquidazione della pensione.

Leggi: Inca

 

 

 

 

 

Cantieri, muoiono gli anziani

I dati dell’osservatorio Fillea parlano chiaro. Nei primi due mesi del 2021, il 43% dei morti sul lavoro in edilizia è tra i 40 ed i 60 anni, un altro 43% è di over 60, di cui 3 ultrasettantenni. Si tratta addirittura del 170% in più rispetto all’anno scorso
Nelle costruzioni si continua a morire di lavoro. E i morti sono sempre più spesso lavoratori anziani. Il comparto dell’edilizia, anche in questi primi mesi del 2021 resta uno dei settori più a rischio, seguito dai lapidei. Secondo il monitoraggio indipendente della Fillea Cgil, sono stati 32 gli infortuni fatali nei primi due mesi dell’anno.
E’ un dato in enorme crescita, tra l’altro: si tratta addirittura del 170% in più rispetto all’anno scorso, il doppio delle vittime registrate nel 2019. Nei cantieri italiani si muore soprattutto per caduta dall’alto (48%) o travolti da materiali (26%) Ma a preoccupare il sindacato c’è anche l’età dei lavoratori morti sul lavoro, sempre più avanti con gli anni: il 43% delle vittime è tra i 40 ed i 60 anni, il 43% over 60, di cui 3 ultrasettantenni.

Leggi: Collettiva


NEWS:

lunedì 17 maggio 2021
La prevenzione è ancora il fanalino di coda del Ssn

Scarsi investimenti e tagli al personale dedicato e l’epidemia di COVID 19 ha peggiorato le cose. Si è avvertita in gran parte del Paese la carenza di coordinamento regionale per le attività di sanità pubblica e di tutela della salute collettiva, specie nella prima fase dell’epidemia, che ha determinato gravi criticità nel sistema
Con un investimento nella Prevenzione dello 0,5 per cento contro la media Europea del 2,9 per cento, il nostro Paese occupa il fanalino di coda della classifica stilata in questo delicato ambito. Ed ancora in 10 anni, dal 2008 al 2018 si è registrato per gli Operatori della Prevenzione in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro quasi il dimezzamento degli organici, da 5.060 a 3.246.
Questo ed altri temi che fotografano le criticità di un settore di primo piano della Sanità Pubblica, soprattutto in questo periodo pandemico da Sars-Cov-2, sono stati elencati in una nota inviata alcune ore fa al Presidente del Consiglio Mario Draghi ed ai Ministri della Salute Roberto Speranza, del Lavoro Andrea Orlando, della Giustizia Marta Cartabia, nonché al Presidente della Conferenza Stato Regioni Massimiliano Fedriga, da parte della CIIP, la Confederazione Italiana Interassociativa della Prevenzione, fondata 30 anni fa, a cui fanno riferimento 13 organizzazioni scientifiche e professionali del settore, per esprime forte preoccupazione per l’aumento degli infortuni, in particolare gravi e mortali, verificatisi in Italia.

Leggi: Quotidiano Sanità, 17/05/2021


domenica 16 maggio 2021
Covid: dove mettere il miliardo di euro in pensioni che l’Inps risparmia ogni anno

Considerando l’alternativa, invecchiare è la miglior cosa che possa capitare nella vita. Possibilmente in salute. Sappiamo che purtroppo non va sempre così. In Italia ci sono 3 milioni di non autosufficienti (5% della popolazione) e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030. Parliamo di persone che non sono in grado di fare niente da soli e hanno bisogno di un accompagnamento. E allora proviamo a metterci nei loro panni: cosa devono fare per avere il sostegno a cui hanno diritto?
In Italia ci sono 3 milioni di non autosufficienti (5% della popolazione) e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030
Odissea tra uffici e sportelli
Per il riconoscimento di una invalidità al 100% perché non riesco a camminare, lavarmi, vestirmi né a mangiare senza l’aiuto di un accompagnatore, devo andare dal medico di famiglia che mi fa la certificazione, che poi invio all’Inps per ottenere un codice identificativo. Con questo codice vado a fare la visita medica all’Asl, e poi presento online la domanda. Ma se non ho dimestichezza posso rivolgermi ad un patronato. A questo punto il mio caso viene esaminato da una commissione presieduta da un medico Inps. Una volta ricevuto dall’Istituto di previdenza il verbale di indennità civile, compilo il modulo AP70 che mi consente di ricevere dalla stessa Inps l’indennità di accompagnamento di 522,10 euro al mese, indipendentemente dal reddito. Non ci sono dati ufficiali sui tempi di questo iter, ma le esperienze raccolte sul campo dicono che passano dai cinque ai sei mesi.

Leggi: Corriere della Sera, 16/05/2021


venerdì 14 maggio 2021
Con la pandemia raddoppiati gli infortuni in casa

L’allarme lanciato dall’Inail riguarda soprattutto le casalinghe
Lavori in casa, raddoppiano gli infortuni e le casalinghe sono sempre più a rischio proprio dentro le mura domestiche a causa dei carichi di lavoro e dell’incremento dell’età di chi si prende cura della famiglia a titolo gratuito. Oltre 90mila sono le donne che in Umbria si dichiarano casalinghe secondo l’Istat, e quasi la metà di queste ha oltre 65 anni. Di contro aumentano anche i rischi in casa: infatti, secondo quanto emerge dagli ultimi dati disponibili dell’Inail, gli infortuni domestici sono quasi raddoppiati in un anno: nel 2019 45 sono state le denunce presentate all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (contro le 27 del 2018 e le 15 del 2017). La maggior parte degli infortuni sono stati registrati nella provincia di Perugia (29) e hanno riguardato soprattutto fratture dovute a cadute accidentali nelle abitazioni durante le faccende domestiche.
Di tutte le denunce presentate all’Inail 20 sono state accettate dall’Istituto senza ottenere però un indennizzo. Un altro dato preoccupante è che gli incidenti domestici sono più frequenti ai danni delle casalinghe con un’età compresa tra i 60-65 anni, a dimostrazione che nell’ambito famigliare sono sempre più le persone anziane a prendersi cura della famiglia non senza, appunto, conseguenze.

Leggi: Il Messaggero, 14/05/2021


venerdì 14 maggio 2021
Invecchiare a casa è meglio

Ci troviamo in un momento cruciale per gli anziani. In tanti, troppi, se ne sono andati con il Covid. Chi è rimasto spesso ha trovato tanta solitudine, poca assistenza domiciliare, servizi carenti.
Le questioni sul campo della non autosufficienza sono molteplici. Una legge quadro è in arrivo, secondo quando previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil vigilano e hanno avviato un confronto con il governo per condurre in porto questo importante risultato, da anni reclamato a gran voce.
Quando si parla di non autosufficienza si parla anche di domiciliarità, ovvero del diritto di invecchiare a casa propria, diritto per il quale il sindacato dei pensionati della Cgil si batte da anni, anche con la contrattazione territoriale e con iniziative di riflessione come quella che si è svolta ieri a Bari dal titolo Abitare e Domiciliarità, quando invecchiare a casa è meglio.
La domiciliarità riguarda anche tanti anziani che non sono ancora non autosufficienti ma che hanno bisogno di assistenze e di cure. Pensare a un modo per ritardare il più possibile la loro ospedalizzazione vuol dire innanzitutto difendere il diritto di vivere a casa propria e garantire una vecchiaia dignitosa, ma significa anche non gravare troppo sul sistema sanitario nazionale con i costi elevatissimi che un’ospedalizzazione comporta. Oggi però non è sempre facile trovare alternative domiciliari all’ospedale.

Leggi: Liberetà, 14/05/2021


giovedì 13 maggio 2021
Il monito della Corte Costituzionale: “In sanità è necessario un esercizio forte, da parte dello Stato, del potere di coordinamento e correzione delle inefficienze regionali”

“Un esercizio inadeguato di questo potere non solo comporta rischi di disomogeneità ma può ledere gli stessi livelli essenziali delle prestazioni. Questo problema di fondo si è riproposto nel contesto attuale, pure caratterizzato dalla competenza esclusiva dello Stato in materia di profilassi internazionale, competenza che avrebbe dovuto garantire quell’unitarietà di azione e di disciplina che la dimensione nazionale dell’emergenza imponeva”. Così il Presidente Giancarlo Coraggio nella sua relazione sull’attività della Consulta.
“La peculiarità di un servizio sanitario nazionale ma a gestione regionale richiede un esercizio forte, da parte dello Stato, del potere di coordinamento e di correzione delle inefficienze regionali: un esercizio inadeguato di questo potere non solo comporta rischi di disomogeneità ma può ledere gli stessi livelli essenziali delle prestazioni, sul cui rispetto, anche nel 2020, la Corte si è più volte soffermata. Questo problema di fondo si è riproposto nel contesto attuale, pure caratterizzato dalla competenza esclusiva dello Stato in materia di profilassi internazionale, competenza che avrebbe dovuto garantire quell’unitarietà di azione e di disciplina che la dimensione nazionale dell’emergenza imponeva e tutt’ora impone”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 13/05/2021


giovedì 13 maggio 2021
La Rsa si sposta a casa degli anziani

Il programma di assistenza dal nome “Rsa aperta” ha l’obiettivo di consentire alla persona anziana non autosufficiente o affetta da demenza di rimanere nella propria casa, rinviando il ricovero in una struttura residenziale. Nella sostanza, un team scelto dalla Rsa si reca a domicilio dal paziente per fornire una serie di prestazione gratuite, da quelle assistenziali a quelle riabilitative. Si prevede la possibilità di attuare interventi infermieristici e di stimolazione cognitiva, non tralasciando la gestione dei disturbi del comportamento e delle problematiche legate a malnutrizione e disfagia alle attività motorie all’igiene personale. In certi casi è prevista la consegna di pasti caldi sette giorni su sette e la pulizia dell’alloggio.
Un altro aspetto del programma riguarda il supporto al caregiver, attraverso consulenze personalizzate, sia per l’adattamento degli spazi domestici, sia per affrontare problemi di carattere comportamentali. Per “Residenza aperta” si intende anche la possibilità di aprire la struttura ad attività fisiche di mantenimento e di animazione, e – contemporaneamente – di offrire la un ricovero temporaneo nei casi necessari, a causa di una riacutizzazione della malattia o per garantire un periodo di riposo ai familiari. Questo modello di welfare di prossimità è nato in Lombardia ed è attivo in Liguria, Piemonte e Veneto, e ogni Regione presenta regole diversificate di accesso e gestione. In tutti i casi si rivolge a persone con demenza certificata e a tutti gli over 75 non autosufficienti, invalidi al 100%.

Leggi: Centro Studi 50&Più, 13/05/2021


giovedì 13 maggio 2021
“Trasformare le Rsa in servizio di supporto a famiglie e anziani”

Controlli Nas, Messina (Senior Italia FederAnziani): “Nessuna giustificazione possibile per situazioni di abbandono e sovraffollamento intollerabile”. La necessità di un modello integrato nella rete assistenziale territoriale e e centrato sulla domiciliarità
“È gravissimo che in un momento così difficile nella vita del Paese, che vede un grande sforzo unitario per il superamento della pandemia, e l’impegno quotidiano di migliaia di persone, tra medici, infermieri, operatori sanitari, per salvare la vita dei nostri anziani, ci sia invece chi specula sulla pelle di questi ultimi, chi ne calpesta la dignità e addirittura ne mette a rischio la salute e la vita”. E’ il commento di Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani in merito all’esito dei controlli effettuati dai Nas in 572 strutture per anziani che hanno portato a rilevare irregolarità nel 25% delle strutture.
“Il bilancio dell’azione dei Nas, come sempre puntuale e impeccabile, è pesantissimo: quello che emerge è che in Italia purtroppo tra le strutture residenziali per anziani, a fronte di una maggioranza pienamente rispettosa delle regole, se ne annoverano anche molte poco o per niente sicure, tanto più in un momento delicato come quello che stiamo attraversando.

Leggi: Redattore Sociale, 13/05/2021


giovedì 13 maggio 2021
“The Father”, nella testa di un anziano che si perde. E di chi si prende cura di lui

Il 20 maggio in sala il film di Florian Zeller, che racconta l’insorgere e l’avanzare della demenza: la confusione e lo smarrimento del padre, ma anche la disperazione dei suoi caregiver, diventano esperienza vissuta. Dalla casa all’istituto, la “cura” degli anziani al centro della scena. E della storia che stiamo attraversando
Anthony smarrisce continuamente il suo orologio, sospetta che qualcuno glielo abbia rubato: accade almeno una volta al giorno, ormai, impegnandolo in una ricerca affannosa e continua. “Succedono cose strane”, dichiara spesso, cercando di convincere sua figlia Anne che il problema sia fuori, e non dentro la propria testa. Poi arriveranno le lacrime, il pianto disperato, a segnare la resa: insieme all’orologio, Anthony sta smarrendo inesorabilmente la capacità di governare il tempo, di orientarsi
nello spazio, di riconoscersi e riconoscere. E piangendo, tornerà fanciullo, tra le braccia di un’infermiera che sarà la nuova mamma, in quella nuova casa che si chiama casa di riposo.

Leggi: Redattore Sociale, 13/05/2021


mercoledì 12 maggio 2021
Pnrr: Sindacati, bene l’istituzione di un tavolo tecnico/politico di confronto sulla non autosufficienza

“L’incontro con il Governo sull’esigenza di varare una legge quadro sulla non autosufficienza è stato positivo”. Lo dichiarano in una nota congiunta i Segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rosanna Dettori, Andrea Cuccello, Domenico Proietti ed i Segretari Generali della Federazione dei Pensionati, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo, al termine dell’ incontro in videoconferenza con i Ministri del Lavoro e della Salute, Andrea Orlando e Roberto Speranza.
“È positivo che Il Pnrr abbia fatto propria la nostra proposta di una legge quadro per le persone non autosufficienti, ma la sua approvazione deve avvenire adesso e non a fine legislatura nel 2023. Se questa è davvero la sfida per il welfare, il fattore tempo è determinante”. “Questa riforma – sottolineano i sindacalisti – deve affrontare in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione finalizzato ad offrire le migliori condizioni per mantenere la massima autonomia possibile. Le risorse del welfare socio sanitario per la non autosufficienza, previste dal Pnrr, non sono sufficienti rispetto al fabbisogno stimato per un primo pacchetto di interventi (dai 7,5 ai 9 miliardi di euro), considerando che vanno resi strutturali i finanziamenti per le indispensabili assunzioni di personale”.

Leggi: Auser, 12/05/2021


mercoledì 12 maggio 2021
Non autosufficienza, la legge c’è. Avanti il confronto

Finalmente una legge sulla non autosufficienza. A prevederla, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, è il Piano nazionale di ripresa e resilienza. I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil ieri hanno incontrato i Ministri del Lavoro Andrea Orlando e della Salute Roberto Speranza per fare il punto. L’obiettivo per i sindacati è partecipare alla scrittura della legge quadro.
“Nel Pnrr c’è scritto nero su bianco l’impegno del governo a definire una legge nazionale sulla non autosufficienza, come chiedevamo da tempo. Ora quella legge va scritta”, dicono i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo.
“È positivo che Il Pnrr abbia fatto propria la nostra proposta di una legge quadro per le persone non autosufficienti, ma la sua approvazione deve avvenire adesso e non a fine legislatura nel 2023″, hanno detto al termine dell’incontro. “Se questa è davvero la sfida per il welfare, il fattore tempo è determinante”.
Per i sindacati dei pensionati la riforma deve affrontare in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione finalizzato ad offrire le migliori condizioni per mantenere la massima autonomia possibile.

Leggi: Liberetà, 12/05/2021


martedì 11 maggio 2021
C’è tempo sino a tutto il 2022 per pagare i lavori del superbonus in condominio, senza più l’obbligo di eseguire il 60% dei lavori entro giugno.

Slitta invece al 30 giugno 2023 il termine per i lavori negli ex Iacp. Confermato il termine per le persone fisiche proprietarie di palazzine da 2 a 4 unità immobiliari: anche per loro c’è tempo sino al 31 dicembre 2022 ma solo se avranno, loro sì, realizzato almeno il 60% dei lavori entro il 30 giugno 2022. La modifica è prevista dall’articolo 1, commi 3, 4 , 5 e 8, del Dl 59/ 2021 (in vigore dall’8 maggio) , che reca le misure urgenti per il Fondo complementare al Pnrr.
I vantaggi
Maggiori certezze quindi, per chi in condominio ha intenzione di iniziare i lavori, anche se siamo lontani dalla proroga generalizzata al 2023. Sinora il limite del 60% entro giugno era previsto proprio per i condomìni, che invece possono organizzarsi come meglio credono. E questo è certamente un vantaggio, data l’enorme difficoltà di avvio dell’operazione, che richiede tempi lunghi di decisione anche a fronte di una realizzazione magari veloce. Compatibilmente con la situazione attuale di carenza di manodopera specializzata, materiali e ponteggi

Leggi: Il Sole 24 Ore, 11/05/2021


DALLE REGIONI:

martedì 18 maggio 2021
“Prendi in casa uno studente”: 650 convivenze a Milano dal 2004

Il progetto finora si è rivolto agli anziani, ma adesso viene esteso anche a famiglie, coppie e single che potranno ospitare un under 35. Al via la campagna di comunicazione
Dal 2004 il progetto “Prendi in casa” offre alloggi a under 35, ospiti di anziani che hanno una camera in più. Finora sono state avviate oltre 650 convivenze. Ora viene esteso e anche famiglie, coppie e single potranno accogliere nelle loro case lavoratori o studenti fuori sede. MeglioMilano, associazione fondata nel 1987 da Camera di Commercio, Unione Confcommercio e Automobile Club di Milano e che gestisce il progetto, ha quindi lanciato una campagna di comunicazione sui social media. “Prendi in casa è un progetto che ha l’obiettivo di offrire alloggi a prezzi accessibili per i giovani -spiegano gli organizzatori-. È una possibilità per i residenti (proprietari di casa o titolari di contratto di affitto) di condividere le spese di casa, creando un contesto familiare e di sostegno reciproco”.
“È un progetto innovativo -aggiunge MeglioMilano- perché sperimenta un nuovo modo di abitare, che trasforma il bisogno abitativo dei giovani in un’opportunità di socialità per i residenti e per creare coesione sociale tra i nuovi e i vecchi milanesi creando relazioni virtuose di sostegno reciproco”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/05/2021


lunedì 17 maggio 2021
Marche, le assistenti sociali ci “mettono la faccia” (e si raccontano)

Otto i progetti selezionati per la nuova edizione dell’iniziativa ideata dalla Commissione Comunicazione dell’Ordine regionale. Video e parole per promuovere il lavoro dell’assistente sociale e i progetti sul territorio
Sono 8 i progetti selezionati per la nuova edizione di “Mettiamoci la faccia”, l’iniziativa ideata dalla Commissione Comunicazione dell’Ordine Assistenti Sociali delle Marche, presieduta da Sara Concetti. Otto interessanti progetti, come ha ribadito la presidente uscente dell’Ordine Marzia Lorenzetti, che verranno raccontati attraverso video ed articoli per promuovere il lavoro dell’assistente sociale. “Oltre all’importante attività portata avanti dalla Commissione Comunicazione in questi anni – ha spiegato – è sempre più necessario far uscire questi racconti dal nostro territorio. Attraverso Mettiamoci la faccia, infatti, diamo la possibilità alle assistenti sociali delle Marche di veicolare le proprie progettualità, creando al contempo delle finestre aperte su tutto il panorama nazionale, anche grazie alla preziosa collaborazione instaurata con l’agenzia Redattore Sociale”.

Leggi: Redattore Sociale, 17/05/2021


IN AGENDA:

19.05.2021 – Alimentazione, benessere, salute: tre incontri online con il dott. Paolo Pigozzi. Una iniziativa Auser e Spi Cgil

Tre incontri online aperti a tutti con il dott. Paolo Pigozzi per parlare di alimentazione sana, benessere e salute. Iniziativa promossa da Auser e Spi Cgil. Si comincia il 19 maggio con il tema “Mangiar bene per vivere bene.Come mantenere il nostro organismo e il sistema immunitario il più possibile in salute anche in tempi di pandemia. Tra scienza e tradizione. Riflessioni, suggerimenti e qualche ricetta”. L’appuntamento successivo si terrà il 27 maggio durante il quale si parlerà di “Muoversi per restare vivi”, terzo e ultimo incontro il 9 giugno con “Il cibo dell’anima. Ridurre lo stress, nutrire la mente e lo spirito per rinforzare il sistema immunitario e vivere felici e contenti. Un obiettivo che tutti meritiamo di raggiungere”.
Tutti gli incontri si terranno online dalle ore 15 alle 17,30 si potrà accedere a questo link

Leggi: Auser


20.05.2021 – Il budget di salute: dalle promesse a quale realtà?

In occasione dell’uscita dell’inserto speciale di Prospettive Sociali e Sanitarie (n.1 – Inverno 2021), welforum.it propone per giovedì 20 maggio 2021 un nuovo seminario gratuito: Il budget di salute: dalle promesse a quale realtà? per il quale saranno richiesti 2 crediti formativi per assistenti sociali.
È possibile iscriversi qui per ricevere il link di partecipazione. Il programma è disponibile qui.


7/14/21/28 maggio ore 15.00/17.00 CAREGIVER DAY 2021: SENTIERI DI CURA POST COVID- 19 – UNDICESIMA EDIZIONE

E’ trascorso un lungo, difficile anno in cui la pandemia ha cambiato profondamente le nostre esistenze. La cura ha mostrato di essere essenziale nel dare speranza, accoglienza, sostegno. E proprio per questo il prendersi cura va riconosciuto, sostenuto, valorizzato, ma anche riprogettato, riconnesso, integrato nelle nostre vite. Un lavoro di cura sostenibile attraverso servizi di prossimità e welfare di comunità, tra generi e generazioni, tra casa e lavoro, tra distanza e presenza, tra tecnologia e contatto in presenza. Di tutto questo vogliamo parlare insieme nella undicesima edizione del Caregiver Day (giornate dedicate al familiare che si prende cura di un proprio caro) che -dalle ore 15,00 alle ore 17,00 – con accesso gratuito previa iscrizione. avranno luogo da remoto -in modalità webinar – tutti i venerdì del mese di maggio.

Leggi: Caregiver Day


31.05.2021 – Recovery plan, quale sussidiarietà?

Il prossimo 31 maggio un webtalk promosso da Vita con Avvenire in cui quattro rappresentanti della società civile, Andrea Morniroli, Francesco Marsico, Stefano Granata e Anna Lisa Mandorino interloquiranno con i rappresentanti dei partiti, Giuseppe Provenzano, Maria Chiara Gadda, Maria Teresa Bellucci e Maurizio Lupi.

Leggi: Vita


IN EVIDENZA:

La povertà energetica e le misure di contrasto – Tra pandemia e PNRR

Che cos’è la povertà energetica?
La povertà energetica è una condizione di inabilità ad accedere ai livelli socialmente e materialmente necessari di consumo energetico, ed è dovuta a una combinazione di fattori come il basso reddito familiare, gli alti costi dell’energia, un consumo energetico elevato a causa della bassa efficienza energetica della casa e degli elettrodomestici. La povertà energetica mette a rischio la salute fisica e mentale, riduce le performance sul lavoro e a scuola e ha anche effetti negativi sull’ambiente.
Come si misura? Poiché la povertà energetica è un fenomeno con diverse cause ed è incorporato in un contesto socio-tecnico complesso, sarebbe difficile misurarla con un solo indicatore. Ecco perché l’osservatorio Europeo della Povertà Energetica (EPOV) indica quattro diversi indicatori primari per misurare la povertà energetica, dei quali due sono il consumo energetico troppo basso e la quota di reddito dedicata alla spesa energetica troppo elevata. Gl