‘O i brevetti o la vita’: click day per firmare ICE “Nessun profitto sulla pandemia”

Oggi 7 aprile, in occasione della Giornata mondiale della salute, il Comitato Italiano della Campagna Europea Diritto alla Cura, promossa da oltre 90 organizzazioni tra cui la Cgil, con lo slogan ‘O i brevetti o la vita’ torna a mobilitarsi con un click day per invitare quante più persone possibile a firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Tutti hanno diritto alla protezione da Covid 19. Nessun profitto sulla pandemia”. L’obiettivo dell’ICE è raccogliere 1 milione di firme per chiedere all’Ue di modificare gli accordi commerciali con una sospensione, almeno temporanea, dei brevetti dei vaccini.
“Lo sviluppo del vaccino contro il COVID-19 – si legge nella locandina della Cgil nazionale (in allegato) – ha richiesto miliardi di fondi pubblici. Nonostante i contribuenti abbiano pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci, a causa dei brevetti singole aziende hanno il controllo su questi prodotti, resi così inaccessibili a milioni di persone”.
“Fino ad oggi – sottolinea la Confederazione – l’accesso alla campagna vaccinale è stato caratterizzato da una inaccettabile disparità tra paesi ricchi e paesi poveri, con gravi conseguenze che vanno ben oltre l’iniquità. In un mondo globalizzato come quello in cui viviamo, lasciare indietro qualcuno significa restare indietro tutti”.
Per la Cgil e per gli altri soggetti promotori della Campagna “è fondamentale che l’accesso ai vaccini sia garantito a livello globale per evitare che ulteriori varianti del virus si sviluppino e vanifichino gli sforzi fatti finora. La salute è un diritto umano ed è tempo che sia un diritto per tutti”.
Domani, mercoledì 7 aprile, dalle ore 18 si terrà una diretta online sulla pagina Facebook italiana di Right2cure/DirittoallaCura, a cui, tra gli altri, parteciperanno con video o in presenza Giulia Anania, Stefano Bellotti “Cisco”, Daniele Biacchessi, Claudio Bisio, Dario Brunori “Brunori SaS”, Giulio Cavalli, Ascanio Celestini, Massimo Cirri, Comunità Officina, don Virginio Colmegna, Luigi Ferrajoli, Silvio Garattini, Ricky Gianco, Paolo Hendel, Germano Lanzoni, Maurizio Maggiani, Giovanna Marini, Paola Minaccioni, Moni Ovadia, Cochi Ponzoni, Marco Presta e Antonello Dose, David Riondino, Paolo Rossi, Marco Rovelli, Renato Sarti, Andrea Satta – Tetes de Bois, Monica Setta, Guido Silvestri (Lupo Alberto), Bebo Storti, Tiberio Timperi, Dario Vergassola, Sofia Viscardi.

Per maggiori informazioni noprofitonpandemic.eu
Per firmare l’iniziativa eci.ec.europa.eu


NEWS:

venerdì 2 aprile 2021
“ABITIAMOLA” – Newsletter Marzo 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
Oggi parlare di politiche urbane significa affrontare la dimensione ecologica, economica, e dell’inclusione sociale. Il “peso” su questi tre assi delle città è rilevante basta pensare che oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città, l’85% del Pil globale è generato dalle aree urbane, così come il 50% della produzione di rifiuti e il 70% delle emissioni. Allo stesso tempo sono anche i luoghi dove si accentuano le disuguaglianze, a partire da quelle sociali e di accesso ai beni pubblici essenziali. L’iniziativa della CGIL “Città Sostenibili”.
A seguito delle ultime disposizioni normative, vi è la possibilità di usufruire di una detrazione pari al 110% per le spese sostenute per interventi di efficientamento energetico e per interventi antisismici. E’ prevista la possibilità, se eseguiti congiuntamente, di innalzare al 110% anche le detrazioni per altri interventi, come l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo ad essi collegati, infissi, installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici e abbattimento delle barriere architettoniche. La Campagna della CGIL “Attiva il Superbonus”.
Si è svolta la prima riunione dell’Alta Commissione per la Qualità dell’Abitare, istituita presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, per l’attuazione del Programma innovativo nazionale volto a affrontare il disagio abitativo e il degrado urbano delle città. La legge di Bilancio 2020 ha previsto anche un altro Piano per la rigenerazione urbana, da 8,5 miliardi di euro che, dopo mesi di ritardo, è stato sbloccato da un Dpcm, che stabilisce criteri e modalità.

Leggi: Cgil, 02/04/2021


giovedì 1 aprile 2021
Rigenerazione urbana, Comuni insoddisfatti del ddl all’esame del Senato

L’Anci rileva forte complessità procedurale e regole di efficienza energetica totalmente avulse da policy e norme esistenti
Un ripensamento sull’intero impianto del ddl ‘Misure per la rigenerazione urbana’ in discussione in Commissione Ambiente al Senato, semplificandolo e prevedendo un Fondo pluriennale e stabile di finanziamento diretto dei progetti di Comuni e Città Metropolitane”.
È quanto chiede l’Associazione dei Comuni Italiani (Anci), attraverso Mario Occhiuto, delegato all’Urbanistica e sindaco di Cosenza, e Alberto Villa, delegato alla Rigenerazione urbana e periferie, sindaco di Pessano con Bornago.
Il ddl – ricordiamo – prevede, tra le altre cose, incentivi per la realizzazione di interventi di rigenerazione urbana e l’acquisto di case efficienti, semplificazioni normative, Fondo da 500 milioni di euro dal 2021 al 2040, banca dati del patrimonio immobiliare inutilizzato.
“Le azioni di rigenerazione urbana necessitano di regole semplici, risorse stabili e rimesse all’autonoma gestione delle città e dei Comuni, sulla base di un indirizzo di crescita e trasformazione urbana sostenibile, patrimonio comune dei Sindaci. Purtroppo – sottolineano i due delegati – tale esigenza appare completamente disattesa, sia nei contenuti che nella forma dal Testo unificato del ddl adottato dalla Commissione, per una serie di rilevanti criticità che abbiamo sintetizzato in un documento inviato oggi in Commissione.

Leggi: Edilportale, 01/04/2021


giovedì 18 marzo 2021
Ascensori, barriere architettoniche e distanze fra gli edifici: interviene il TAR

TAR Lombardia: l’installazione di un ascensore all’esterno di un condominio non richiede il permesso di costruire – di Giorgio Vaiana – 18/03/2021
Ascensori, barriere architettoniche e distanze fra gli edifici: interviene il TAR
L’installazione di un ascensore all’esterno di un condominio richiede il permesso di costruire? Se ne parla nell’interessante sentenza del TAR Lombardia 11 febbraio 2021, n. 388 che ci consente di approfondire l’argomento legato agli ascensori, alle barriere architettoniche e alle distanze fra gli edifici.
I motivi del ricorso
Propone ricorso il proprietario di un immobile al terzo piano di una palazzina. L’uomo intende installare un ascensore esterno per il superamento delle barriere architettoniche. E presenta una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune di residenza. Ma l’amministrazione comunale, con una ordinanza dirigenziale, sospende i lavori, asserendo un contrasto con la norma del Piano delle Regole (PdR) del Piano di Governo del Territorio (PGT). Per il proprietario dell’immobile, però, il Comune commette un errore e chiede l’intervento dei giudici del Tar Lombardia.

Leggi: Lavori Pubblici, 18/04/2021


domenica 31 gennaio 2021
Una città ospitale anche per le donne con disabilità

«Un incontro (spesso) mancato, la relazione fra ambiente e persone fragili», è questa la premessa da cui scaturisce la riflessione che Piera Nobili ha esposto al seminario online “Il corpo, la fragilità, la cura: nuove relazioni e nuove forme di abitare la città”**, svoltosi lo scorso 16 gennaio, e che vi proponiamo di seguito. Tra i soggetti maggiormente penalizzati dall’incontro mancato vi sono le donne con disabilità, per le quali diventa necessario un altro sguardo sulla città e sulla casa. (S.L.)
Un’opera pittorica dell’artista australiana Monica Rohan raffigura una giovane donna il cui corpo, dalla vita in giù, scompare in una specie di coperta variamente colorata: forse vi si è rifugiata, forse l’ha imprigionata.
Le persone con disabilità hanno ben chiaro cosa vuol dire limite grazie al confronto con il proprio corpo, un corpo che conosce la vulnerabilità e la fragilità. Ma le persone con disabilità sono un universo molto ampio che conta diverse condizioni di disabilità, diverse età, differenti generi e orientamenti sessuali, differenti culture e capacità economica, sicché quando parlo di persone con disabilità in realtà ricomprendo un ampio segmento della nostra società. La pandemia ha evidenziato maggiormente la loro vulnerabilità, oltre a quella di coloro che se ne prendono cura, vale a dire i cosiddetti caregiver.
In modo particolare i servizi a loro dedicati hanno subito un drastico ridimensionamento, ed alcuni sono stati sospesi. Fra questi, per prima la scuola che con l’introduzione della didattica a distanza ha reso ancor più difficile, in certi casi addirittura impossibile, per la popolazione scolastica con disabilità l’apprendimento, la relazione con il gruppo classe e con gli e le insegnanti. Anche i centri diurni, i laboratori e i tirocini di inserimento lavorativo sono stati bloccati o ridimensionati, e in molti territori non sono ancora ripartiti.

Leggi: Informare Un H, 31/01/2021


DALLE REGIONI

martedì 6 aprile 2021
Marche. Segreterie regionali CGIL CISL UIL e SUNIA SICET UNIAT. Politiche abitative: l’attuale legge regionale va modificata per cancellare i requisiti illegittimi non per introdurne di ulteriori!

Sono state presentate recentemente in Consiglio regionale due proposte di legge, la n. 25 e la n. 26, per modificare l’attuale normativa regionale in materia di politiche abitative, i cui primi firmatari sono rispettivamente i Consiglieri Antonini e Baiocchi.
Si ritiene che la Legge regionale n. 36/2005 debba essere al più presto modificata, ma le due proposte di legge regionali vanno esattamente nella direzione opposta a quella che sarebbe necessaria.
In particolare nella proposta di legge n. 25, tra i criteri soggettivi per l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica agevolata e sovvenzionata, si prevede che il richiedente risieda da almeno due anni nel comune che emana il bando, criterio che si aggiungerebbe a quello già previsto dalla normativa attuale di risiedere o lavorare da almeno 5 anni nelle Marche.
Evidentemente i presentatori della proposta di legge sembrano ignorare che su questo tema è ripetutamente intervenuta la Corte Costituzionale dichiarando illegittimo il requisito della permanenza residenziale.

Leggi: Sunia, 06/04/2021


sabato 3 aprile 2021
Veneto, sindacati pensionati: sui vaccini totale mancanza di rispetto per gli anziani, trattati come pacchi

La richiesta: si sfrutti lo stop per mancanza di dosi per ripensare tutto il sistema di accesso
Durissima denuncia dei sindacati pensionati del Veneto sui disservizi della campagna vaccinale. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp in un lungo e dettagliato comunicato unitario, ripreso sulla pagina Facebook della Cgil regionale, mettono in fila una serie di episodi che raccontano quanti ritardi e lacune si stanno accumulando in questo piano di somministrazione. Il risultato, per i sindacati, è una vera mancanza di rispetto verso gli anziani.
“Treviso: a un ultra 80enne semi invalido l’sms con la convocazione per il vaccino arriva un’ora prima dell’appuntamento. Per la moglie è impossibile riuscire a prepararlo, uscire di casa e arrivare a destinazione in tempo utile.
Padova: un’anziana di 87 anni, che deambula precariamente con il girello ma può uscire di casa solo trasportata di peso perché le scale per lei sono impossibili, riceve la convocazione ma l’Ulss 6 le dice che non è disabile abbastanza per richiedere la vaccinazione a domicilio.
E i servizi di trasporto – anche del volontariato – sono a pagamento (pazienza), ma non disponibili: tutto pieno.

Leggi: Collettiva, 03/04/2021


giovedì 1 aprile 2021
Apre “Casa 95”, per l’autonomia dei senza dimora

Nuova struttura di accoglienza in cohousing per persone senza dimora, in zona Termini, per accompagnare gli ospiti lungo un percorso di reinserimento. “Si rafforza il circuito di accoglienza”
Roma Capitale apre “Casa95”, una nuova struttura di accoglienza in cohousing per persone senza fissa dimora, in zona Termini, con l’obiettivo di accompagnare gli ospiti lungo un percorso di reinserimento e riconquista dell’autonomia. Il servizio, basato sui principi del cohousing e dell’Housing First, prevede l’attivazione di percorsi personalizzati con l’obiettivo di accompagnare le persone accolte verso l’autonomia sociale, lavorativa e abitativa. Così in un comunicato il Comune di Roma.
L’appartamento, di proprietà di Roma Capitale e ristrutturato con fondi sia ordinari che comunitari FEAD e PON Inclusione, dispone di quattro posti letto e spazi comuni coma la cucina. I primi ospiti entreranno in settimana, iniziando così il percorso di autonomia e la condivisione della gestione della casa, con il supporto di operatori specializzati. Il progetto punta a superare una visione meramente assistenziale, partendo dal principio del ‘prima la casa’ e offrendo un’occasione di riscatto in un luogo che non è solo un alloggio, ma anche spazio di condivisione di compiti e impegni quotidiani, dove possa nascere il senso di appartenenza ad un gruppo in un percorso di progressivo recupero e di integrazione sociale.

Leggi: Redattore Sociale, 01/04/2021


mercoledì 31 marzo 2021
Social welfare district, la nuova piattaforma di servizi per Padova

Pubblico, terzo settore e volontariato insieme per un welfare territoriale integrato. La piattaforma è realizzata da Comune, Csv di Padova e Rovigo e Human Foundation. Melandri: “Il progetto anticipa molti dei meccanismi che si sta cercando di adottare per il Recovery Fund e il Next Generation Eu”.
Costruire un nuovo modello di città sempre più orientato alle persone e alla comunità facendo rete tra pubblica amministrazione, terzo settore e volontariato e puntando su ascolto, integrazione, competenze e innovazione. È questo il Social welfare district presentato ieri a Padova, frutto del primo anno di lavoro che ha visto collaborare il Comune di Padova, il Centro di servizio per il volontariato di Padova e Rovigo e Human Foundation, grazie ad un finanziamento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a valere sul fondo innovazione sociale. Il progetto Social welfare district è uno di 20 finanziati a livello nazionale e ha permesso di studiare un modello innovativo e replicabile che sviluppa un’alleanza solida tra pubblico e privato attorno all’idea di racchiudere in un’unica cornice tutte quelle proposte che rispondono ai bisogni del cittadino in termini di servizi alla persona.

Leggi: Redattore Sociale, 31/03/2021


IN AGENDA:

15 Aprile 2021 – Senza Dimora in Italia, storie di vita e percorsi: quali servizi per quali persone?

Confronto con le Prof. sse Teresa Consoli e Antonella Meo curatrici del volume “Homelessness in Italia”
Mercoledì 15 Aprile alle ore 16:00 si svolgerà un incontro-confronto a partire dal volume recentemente pubblicato da fio.PSD nell’ambito della collana Povertà e Percorsi di Innovazione Sociale
Modera prof. Cristiano Gori: docente di Politica Sociale nel Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento

Leggi: Fio.psd


IN EVIDENZA:

Prossimità fra genitori anziani e figli in Europa: differenze geografiche e conseguenze sul welfare

È vero che gli anziani sono soli? I sistemi di welfare nascono per supplire alla carenza di cure familiari o le famiglie si attivano in assenza di una rete di servizi adeguata? A queste domande Gianpiero Dalla Zuanna e Chiara Gargiulo offrono un’interessante risposta.
Le famiglie italiane ed europee tendono ad essere numericamente più ridotte, per lo più composte da una, due o al massimo tre persone. Ad esempio, in Italia le famiglie unipersonali sono passate dal 22% del 1998-99 al 33% nel 2018-19, quelle con 5+ componenti dall’8 al 5% (Istat, Annuario Statistico Italiano 2020). Queste tendenze sembrano configurare un’Europa sempre più popolata da individui isolati, privi di una adeguata rete di sostegno familiare. Ciò è particolarmente evidente per gli anziani, perché fra di loro l’incremento delle famiglie unipersonali è ancora più accentuato. Oggi, in Italia, metà delle donne con più di 75 anni che risiede in casa, vive da sola (Istat, 2020).
In realtà, la situazione è assai diversa se – in luogo di considerare solo la coabitazione – ci soffermiamo sulla prossimità abitativa. In questa breve nota aggiorniamo i risultati di precedenti studi (vedi ad esempio Hank 2007), mostrando come la prossimità fra gli anziani e i loro figli sia profondamente disomogenea fra i diversi paesi europei. Ragioniamo poi su alcune delle conseguenze di queste differenze sull’organizzazione del welfare.
Prossimità abitativa fra gli anziani e i loro figli oggi in Europa
Concentriamo la nostra attenzione sugli anziani ultraottantenni, ossia quelli a maggior rischio di fragilità. La proporzione con almeno un figlio residente a meno di un chilometro cambia radicalmente spostandosi dal Nord verso il Sud e l’Est Europa, passando dal 17% della Danimarca al 32% della Francia, al 41% della Germania, al 66% dell’Italia e al 70% della

Leggi: I Luoghi della Cura


Le metropoli del post Covid rinascono aumentate e circolari

Economia della ciambella. Amsterdam indica una strada possibile per le città post emergenza: non cancellare spazi, ma lavorare sul riciclo dei tessuti urbani per ricreare e trasformare le funzioni
Decarbonizzate, “circolari” ed eco-oriented: potranno mai esistere in futuro città di questo tipo? Qualcosa indica che ci stiamo muovendo in questa direzione. Le teorie per adattare le metropoli– quelle che entro il 2050, potrebbero dover ospitare sei miliardi di abitanti – a modelli più sostenibili
non mancano. Come quella di Kate Raworth, brillante economista della Oxford University che ha preso in prestito dalla pasticceria la forma di una ciambella a sette strati e ne ha fatto una tesi di sviluppo ecologico. Anche per le città. «Il benessere umano dipende dal mantenimento delle risorse in un buono stato naturale complessivo – scrive la Raworth nel libro “L’Economia della ciambella. Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo” (Edizioni Ambiente, 2017).
Amsterdam ha già annunciato che adotterà la “teoria della ciambella” per superare la crisi pandemica e attutirne eventuali future.
In sintesi, secondo Raworth, va dato al più presto più valore ai sistemi idrici, alla rigenerazione del suolo, alla composizione chimica dell’atmosfera, alla ricchezza della diversità biologica, alla fotosintesi. Sistemi naturali che vanno rispettati e imitati. E ben bilanciati. Anche nelle città.

Leggi: Inu


La Commissione Europea lancia il Libro verde sull’invecchiamento

La Commissione Europea ha presentato nel gennaio scorso un Libro verde per avviare un ampio dibattito politico sulle sfide e le opportunità della società europea che invecchia. Il “Green Paper on Ageing: Fostering solidarity and responsability between generations”, definisce l’impatto di questa marcata tendenza demografica nell’economia e nella società e riflette l’impatto universale dell’invecchiamento su tutte le generazioni e le fasi della vita, sottolineando la necessità di rafforzare la solidarietà intergenerazionale.
Proprio su queste tematiche, la Commissione invita il pubblico a esprimere le proprie opinioni rispondendo ad consultazione pubblica, che durerà 12 settimane e si concluderà il 21 aprile.

Leggi: Rete Caad


SEGNALAZIONI:

Reddito di Emergenza per famiglie bisognose

Da domani e fino al 30 aprile, al via le domande per il riconoscimento del Reddito di Emergenza (REM) per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021, così come stabilito dal decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021.
Lo comunica l’Inps con il messaggio n. 1378 del 1° aprile 2021, ricordando che il REM è una misura straordinaria di sostegno al reddito e sarà riconosciuto a domanda per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021 ai nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza da Covid-19 e in possesso cumulativamente dei requisiti di residenza ed economici, patrimoniali e reddituali, previsti dalla normativa vigente. Al momento della domanda, il richiedente dovrà essere in possesso di una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) valida.
Per il riconoscimento del sussidio, al momento della domanda, il richiedente deve risultare in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti:
– essere regolarmente residente in Italia (la norma non prevede una durata minima di permanenza e il requisito è verificato solo per colui che richiede il beneficio);

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

NEWS

martedì 30 marzo 2021
Vaccino ai caregiver, “finalmente chiarezza” nell’ordinanza di Figliuolo

La nota dispone che “ciascuna regione proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro o di assistenza familiare”. Barbieri: “Nel piano vaccinale nazionale non era inserito con altrettanta limpidità”
Anche i caregiver devono accedere al vaccino, come e possibilmente insieme al familiare con disabilità di cui si prendono cura: lo chiarisce nell’ordinanza firmata ieri il commissario Figliuolo. “Tenuto conto della nota dell’11.03. 2021 ‘Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-covid, con cui la Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha rappresentato l’importanza di conferire alla categoria 1 ‘elevata fragilità’, facendo rientrare nella stessa anche i familiari che prestano assistenza ai disabili gravi”, la nota dispone che “ciascuna regione o provincia autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente, ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella regione o provincia autonoma”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/03/2021


martedì 30 marzo 2021
Caregiver, Stefani: partito il dialogo dei ministeri sul riconoscimento

“Il tema è trasversale”, coinvolge tutte le forze politiche. Il ministro per le Disabilità Erika Stefani, risponde in audizione presso la XI Commissione del Senato ai colleghi deputati sulle linee programmatiche del proprio dicastero
“Il tema di maggiore interesse e attualità politica è quello del caregiver familiare. Sul riconoscimento di questa figura nel nostro ordinamento ho già avviato interlocuzioni con il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, insieme agli uffici tecnici, per poter analizzare al meglio tutte le possibili alternative circa le modalità di riconoscimento del Caregiver”. Ad annunciarlo il ministro per le Disabilità Erika Stefani, che risponde in audizione presso la XI commissione del Senato ai colleghi deputati sulle linee programmatiche del proprio dicastero.
“Lo studio delle varie ipotesi sul tavolo risulta imprescindibile per poter quantificare la misura e, conseguentemente, poter reperire le risorse economico-finanziarie necessarie”, chiarisce Stefani, che ricorda come “la base di partenza sarà costituita dalle proposte già all’esame della Commissione, con la quale ho voluto instaurare fin da subito un proficuo dialogo istituzionale convocando una prima riunione informale che aveva come argomento principale il testo unico sul Caregiver”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/03/2021


martedì 30 marzo 2021
Parcheggi e persone con disabilità: quando le nuove tecnologie aiutano davvero

“Leggere” sensori a batteria a grande distanza, in modo da individuare e monitorare gli stalli riservati alle persone con disabilità, consentendo loro di sapere, già durante il tragitto in automobile, se e quali parcheggi riservati siano liberi: consiste in questo il sistema sperimentale “DEPS” (acronimo che in italiano sta per “Sistema di parcheggio facile per persone con disabilità”), attuato nella città di Torino, avvalendosi anche dei test di verifica svolti da soci di organizzazioni quali la CPD (Consulta per le Persone in Difficoltà) e l’UICI del capoluogo piemontese
Parcheggio disabili.Uno dei problemi dei grandi centri è la mancanza di parcheggi, in particolare quelli riservati alle persone con mobilità ridotta, spesso occupati da abusivi. La città di Torino è impegnata da qualche tempo in un progetto che agevola gli spostamenti delle persone con disabilità e in tal senso è la prima città ad utilizzare il sistema DEPS (Disabled Easy Parking System, ovvero “Sistema di parcheggio facile per le persone con disabilità”).
L’applicazione, ancora in fase di sperimentazione, è nata dalla passione dell’ingegner Daniele Aprà e del suo socio Davide Turato per la tecnologia che consente di poter “leggere” a grande distanza dei sensori a batteria, in modo da individuare e monitorare gli stalli riservati alle persone con disabilità. In pratica l’app consente loro di sapere se e quali parcheggi riservati sono liberi, già durante il tragitto in automobile.

Leggi: Superando, 30/03/2021


lunedì 29 marzo 2021
Senza dimora, in un documentario i vantaggi del modello “Housing First”

Il documentario “Homelessness as Unfairness” presenta alcuni dei risultati del progetto, che ribalta l’approccio tradizionale e che pone l’accento sulle implicazioni politiche e sociali, anche alla luce delle criticità emerse a causa della pandemia da Covid-19 e alle nuove direttive approvate dal Parlamento Ue
Il progetto europeo Home_eu: “Homelessness as unfairness”, nasce nell’Ottobre del 2016 (come parte del programma Horizon 2020) con l’obiettivo di studiare il fenomeno delle persone senza dimora e le principali tipologie di servizi a queste rivolti, al fine di tradurre i risultati in linee guida che favoriscano lo sviluppo di politiche e pratiche utili a ridurre il fenomeno in oggetto. Dodici i partner coinvolti di ben nove paesi europei: Francia, Irlanda, Italia, Polonia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Belgio. Oggi, il documentario “Homelessness as Unfairness” presenta alcuni dei risultati del progetto e mette nero su bianco i vantaggi rappresentati dal modello Housing First, che ribalta l’approccio tradizionale e che pone l’accento sulle implicazioni politiche e sociali, anche alla luce delle criticità emerse a causa della pandemia da Covid-19 e alle nuove direttive approvate dal Parlamento Europeo.

Leggi: Redattore Sociale, 29/03/2021


domenica 28 marzo 2021
Lotta al Covid, per gli anziani d’Italia c’è il vecchio grande cuore del sindacato

Lecco, Perugia, Catania. Da Nord a Sud, il racconto di un grande gesto, quello che ogni giorno in ogni città, volontari Auser e leghe Spi compiono nei confronti della collettività, aiutando gli anziani a prenotarsi per il vaccino e accompagnandoli il giorno della somministrazione
All’inizio gran parte del Paese li ha lasciati indietro, li ha abbandonati. Convinta con cinico sollievo che il Covid colpisse solo gli anziani. Impietosamente sollevata dal fatto che le statistiche, ancora oggi, rivelano percentuali di mortalità tra gli over 65 spaventose se confrontate con quelle di tutte le altre fasce di età. Un report pubblicato lo scorso primo marzo dall’Istituto Superiore di Sanità ci dice che, a quella data, su un totale di poco più di 96 mila persone decedute in Italia a causa del virus, più di 90 mila avevano oltre 60 anni. Di queste, 40 mila avevano un’età compresa tra gli 80 e gli 89 anni.
Il caos in cui la prima ondata della pandemia ha gettato il Paese ha colpito tutti, senza distinzione, ma mentre i più giovani hanno potuto reggere la forza dell’impatto, i più vecchi e fragili sono stati travolti. L’incertezza politica e l’impreparazione a gestire un’emergenza di questa portata ha generato mostri come la tragedia di molte Rsa, dove migliaia di residenti sono morti spesso per mancanza di protocolli, competenze o semplici dispositivi di protezione individuale.

Leggi: Collettiva, 28/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
L’intervista Silvia Rovere, presidente Assoimmobiliare – «Legge sbagliata, impostazione pubblicistica e centralista»

Presidente Rovere, cosa pensa Confindustria Assoimmobiliare del disegno di legge sulla rigenerazione urbana? Pensiamo anzitutto che chi l’ha scritto non abbia capito bene cosa sia la rigenerazione urbana. Nel testo c’è una impostazione totalmente pubblicistica, i comuni approvano i piani, scelgono le aree, dichiarano di interesse pubblico gli immobili. Si ignora che la rigenerazione urbana è fatta in tutto il mondo da investitori privati che trovano una convenienza a investire i loro capitali perché c’è un complesso di obiettivi, di regole e di incentivi chiari, di facile applicazione. Ci aspettavamo semplificazioni e incentivi che non ci sono. Anzi, si peggiora il quadro attuale e si pongono limiti assurdi, come quello del 20% di tetto all’aumento delle volumetrie, che dovrebbero essere lasciati agli ambiti locali, caso per caso. Un giudizio molto severo.Stiamo perdendo l’ennesima opportunità di richiamare in Italia capitali, italiani ed esteri, che vanno a investire nelle città di altri Paesi, in Europa e nel mondo. Avevamo capito che a questo serviva una legge quadro sulla rigenerazione urbana.
Quali norme specifiche criticate?

Leggi: Il Sole 24 Ore, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Divario digitale e lotta alle disuguaglianze, il nuovo numero di LiberEtà

Il nuovo numero di LiberEtà si apre con un approfondimento su un problema epocale: il divario digitale. Un muro immateriale difficile da abbattere fatto di bit, sigle, password, codici, computer e smartphone. Un labirinto nel quale i pensionati rischiano di perdersi. Il divario digitale preclude di fatto l’accesso ai diritti. Il caso dell’Inps, del quale si scrive nel numero, lo dimostra chiaramente.
Di particolare rilievo, l’intervista al monsignor Matteo Maria Zuppi, il “cardinale dei poveri”, che afferma: «Senza pace non c’è futuro, mai abituarsi agli orrori della guerra». E ricorda che tra i doveri della Chiesa c’è anche quello di combattere le disuguaglianze e l’ingiustizia. E a proposito di democrazia e bene comune sottolinea che «i diritti individuali sono indispensabili ma presumono doveri e responsabilità collettive». Un messaggio importante in epoca di pandemia.
Non a caso per la parola del mese scelta è proprio “Comunità”.
In tempo di Covid ecco qualche consiglio pratico sui vaccini: cosa c’è da sapere, le false credenze da sfatare, come funzionano, quanto sono sicuri, l’efficacia contro le varianti.
Intanto, prosegue il nostro viaggio nelle scuole nell’epoca della didattica a distanza raccontata dal punto di vista di un’insegnante e di una studentessa.

Leggi: Liberetà, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Rigenerazione a ostacoli in 21 tappe

Studio Ance. Quindici passaggi per arrivare all’apertura dei cantieri e altri sei adempimenti per adeguare le leggi e i piani regionali Testo unificato della commissione Ambiente del Senato stroncato dai sindaci: no a fondi nazionali distribuiti dalle regioni ai comuni
Eccola la “semplificazione” – si fa per dire – prevista dal testo unificato sulla rigenerazione urbana, all’esame della commissione Ambiente del Senato: 21 tappe necessarie per dare attuazione alla legge, di cui 15 per aprire i cantieri e altre sei per adeguare le leggi urbanistiche e i piani paesaggistici regionali alle nuove norme quadro statali, per censire i patrimoni edilizi comunali pubblici e privati, per avviare programmi specifici per l’edilizia residenziale pubblica, per adeguare i piani urbanistici alle nuove indicazioni regionali. Un guazzabuglio di norme che di fatto paralizzerà definitivamente qualunque operazione di rigenerazione urbana. Impossibile prevedere i tempi anche per aprire i cantieri visto che delle 15 stazioni del gioco dell’oca, solo quattro indicano tempi, che totalizzano 14 mesi.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Le ragioni del testo unificato al senato

Franco Mirabelli – relatore del testo unificato
Il testo unificato sulla rigenerazione urbana nasce dalla sintesi di più disegni di legge presentati da tutti i gruppi parlamentari e ha raccolto molti elementi da questi derivanti. È anche per questo che il testo in Commissione è stato assunto all’unanimità, con una sola astensione. La proposta cerca di dare una visione di lungo periodo sulla rigenerazione urbana e propone soluzioni che permettano la condivisione delle decisioni e delle scelte tra stato, regioni e comuni fino a prevedere il dibattito
pubblico.
Non vi è rischio di intervenire in ambiti di competenza prettamente regionali né di sovrapporsi con disposizioni regionali esistenti. Il Ddl attribuisce alle regioni un ruolo rilevante su ripartizione delle risorse, adozione di disposizioni per la rigenerazione urbana, definizione dei criteri per individuare gli ambiti su cui intervenire, specifici programmi per l’edilizia residenziale pubblica, individuazione di proprie risorse da destinare ai bandi. Le regioni possono adottare, inoltre, specifiche disposizioni per incentivare la rigenerazione urbana. Il Ddl vuole incentivare la rigenerazione grazie a ingenti risorse pubbliche, un miliardo di euro l’anno: vi sono i 500 milioni annui, per venti anni, destinati al Fondo nazionale rigenerazione urbana, gli incentivi di natura diversa (da esenzione Imu e Tari alla riduzione, da parte dei Comuni, dei canoni e tributi dovuti per l’occupazione di suolo pubblico, al Superbonus); inoltre, gli interventi di rigenerazione urbana diventano ambiti prioritari per l’attribuzione dei fondi strutturali Ue e sono pensati incentivi adeguati l’indirizzare le risorse private su interventi di rigenerazione.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Più assistenti sociali, “ottima notizia ma restano indietro aree disagiate”

Il presidente Gazzi: “Il paese è uno solo, come ci ricorda la nostra Costituzione. Il nostro impegno costante è quello di sanare un gap intollerabile”
“I dati forniti ieri dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali che stimano – nel 2021 grazie alle misure messe in campo con la legge di Bilancio – l’assunzione di oltre 1400 assistenti sociali a tempo indeterminato sono un’ottima notizia, ma non possiamo non sottolineare che restano indietro proprio quei territori dove maggiormente si sente il disagio sociale”. Lo sottolinea Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio Nazionale degli Assistenti Sociali, che ricorda: “Dal ministero del Lavoro, dalla ministra Mara Carfagna e da molti parlamentari con i quali interloquiamo continuamente, abbiamo sentito l’impegno a lavorare perché il rapporto di un assistente sociale ogni 6.500 abitanti sia uguale in tutta Italia e che dunque, dalla Lombardia alla Sicilia, tutti gli ambiti possano raggiungere l’obiettivo di 1/5.000 e 1/4.000”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Caregiver, Fish e Fand: costruire supporti integrati e percorso pensionistico agevolato. Stefani s’impegna

Le organizzazioni: “Ottenute rassicurazioni dal ministro Stefani circa la volontà di intervenire sul tema dei caregiver attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico, concertato con il ministro del lavoro Orlando, che possa sollecitare al Senato l’avvio della discussione sulla proposta di legge”
Si è tenuto l’altro giorno negli uffici del dipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri il terzo incontro tra la neo-ministra alle disabilità, Erika Stefani e le principali organizzazioni che si occupano del tema, Fish e Fand. Fra gli argomenti discussi, l’aggiornamento del piano vaccinale anti Covid-19. Stavolta, però, alla presenza dei presidenti delle due federazioni Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano e di Roberto Speziale vice-presidente della Fish, l’attenzione della discussione è stata rivolta, soprattutto, al tema dei caregiver familiari.
Falabella tracciando un bilancio dell’incontro ha detto che “è stato molto positivo e abbiamo ottenuto rassicurazioni dal ministro Stefani circa la volontà di intervenire sul tema dei caregiver attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico, concertato con il ministro del lavoro, Andrea Orlando, che possa sollecitare al più presto al Senato l’avvio della discussione sulla proposta di legge, fortemente voluta da Fish e Fand, che è stata presentata quasi un anno fa”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/03/2021


giovedì 25 marzo 2021
Aree interne. L’indagine di Riabitare l’Italia: più della metà dei giovani vuole restare

I primi risultati della ricerca ribaltano una narrazione che vede i giovani andar via. Quelli che restano sono spesso laureati, lavorano e sono attenti alla qualità della vita. Andrea Membretti, Università di Pavia e coordinatore dell’indagine: “Vogliamo invertire lo sguardo e guardare l’Italia dai margini invece che da quello che si presume essere il centro”
Chi l’ha detto la maggior parte dei giovani va o vuole andar via dalle aree interne e montane del nostro paese? A rovesciare una narrazione data fin troppo per scontata è l’associazione Riabitare l’Italia che in questi giorni ha pubblicato i primi risultati di una poderosa ricerca sui giovani delle aree interne italiane dal titolo “Giovani Dentro”. La ricerca è una delle prime iniziative dell’associazione costituitasi nell’estate del 2020, ma nata nel solco di un laboratorio attivo già da tre anni e che coinvolge esperti, accademici, operatori, attori sociali, cittadini, organizzazioni non governative, imprese, cooperative e aziende interessate al tema della riattivazione dei territori rurali, interni, marginalizzati e montani del paese. “L’obiettivo è quello di focalizzare l’attenzione sulle risorse che ci sono nei territori di cui stiamo parlando – spiega a Redattore Sociale Andrea Membretti, professore di Sociologia del territorio all’Università di Pavia e coordinatore dell’indagine Giovani Dentro -. Vogliamo invertire lo sguardo e guardare l’Italia dai margini invece che da quello che si presume essere il centro”.

Leggi: Redattore Sociale, 25/03/2021


martedì 23 marzo 2021
Rigenerazione urbana frenata: legge quadro, cresce il caos

Al Senato. Il testo unificato ha un miliardo in dote ma è un passo indietro senza incentivi né semplificazioni. Modello Emilia-Romagna
Parte il rush finale per i 28 articoli della legge sulla rigenerazione urbana all’esame della commissione Ambiente del Senato. Nei giorni scorsi, i relatori (la ex M5s ora Leu Paola Nugnes, il dem Franco Mirabelli cui solo ra si è aggiunto il leghista Francesco Bruzzone) hanno presentato il testo unificato che nasce dalla fusione di sei disegni di legge e costituirà la base per la votazione degli emendamenti. Già questa settimana l’esame dovrebbe riprendere con una discussione generale che servirà a capire quanto la sintesi sia ben riuscita e i gruppi siano favorevoli ad andare avanti su questa strada.
La grande attesa per una legge nasce dal fatto che dovrebbe colmare un vuoto nel quadro normativo nazionale, definendo principi fondamentali e politiche di incentivazione sulla base dei quali le Regioni possano a loro volta legiferare o integrare le leggi già esistenti. La materia del governo del
territorio, infatti, è di competenza concorrente fra Stato e Regioni secondo l’articolo 117 della Costituzione e in questi anni alcune regioni – Lombardia, Lazio, Piemonte e soprattutto Emilia-Romagna – hanno approvato proprie leggi innovative che hanno colmato l’inerzia statale.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 23/03/2021


giovedì 4 marzo 2021
Invecchiamento attivo, la proposta di legge Lorefice inizia il suo iter

Attraverso un fondo annuo di 25 milioni si vuole incentivare la cittadinanza attiva, l’attività fisica e combattere l’isolamento
Ci sono passi avanti nell’iter della proposta di legge «Misure per favorire l’invecchiamento attivo attraverso iniziative di utilità sociale e di formazione permanente» (C. 2620) che ha come prima firmataria l’On. Marialucia Lorefice (M5S), Presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera. Mercoledì 3 marzo infatti la proposta è stata assegnata proprio alla XII Commissione Affari sociali che dovrà esaminarla: è un primo passo di quello che sarà il cammino, non si sa ancora di quale durata, di questa proposta. La proposta di legge, indirizzata ai soggetti che abbiamo compiuto i 65 anni di età, propone uno stanziamento di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 da utilizzare per diverse attività a livello nazionale, tutte legate alle tematiche dell’invecchiamento attivo.
Solo per citare alcuni dei punti toccati dalla proposta di legge si propone di prevedere un rimborso spese per gli anziani che mettano il loro impegno civile nella realizzazione di progetti sociali di volontariato, da riconoscere sotto forma di buoni per i pasti e per i trasporti, nonché a crediti sociali fruibili per l’accesso a servizi vari.

Leggi: Happy Ageing, 04/03/2021


DALLE REGIONI:

martedì 30 marzo 2021
Casa, Ferrara: a bando 217 mila euro di fondi per morosità incolpevole

Il Comune di Ferrara offre un contributo fino a 6.000 euro per il sostegno alla “morosità incolpevole” degli inquilini, esteso anche a chi ha subito l’impatto della pandemia da Covid. Lo annuncia l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti
Il Comune di Ferrara offre un contributo fino a 6.000 euro per il sostegno alla ‘morosita’ incolpevole’ degli inquilini, esteso anche a chi ha subito l’impatto della pandemia da Covid. Lo annuncia l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti, anticipando i contenuti di un bando che sara’ pubblicato a breve, finanziato con 217.151,82 euro di fondi ministeriali (55.357 euro relativi all’annualita’ 2020, che si sommano ai 161.794,81 relativi all’annualita’ 2019) e che si affianchera’ ai contributi integrativi, gia’ previsti, per le famiglie a basso reddito, per i quali il bando e’ aperto ed e’ stato recentemente prorogato fino al 9 aprile.
Commentando l’iniziativa, l’assessore spiega che “abbiamo allargato la platea dei beneficiari, estendendo gli aiuti anche a chi, senza sfratto, presenti un’autocertificazione nella quale dichiari di aver subito, a causa dell’emergenza Covid, una perdita del proprio reddito ai fini Irpef superiore al 30% nel periodo marzo-maggio 2020 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente e di non disporre di sufficiente liquidita’ per far fronte al pagamento del canone di locazione in alternativa o in aggiunta agli oneri accessori”. Questi aiuti, chiarisce pero’ Coletti, non saranno cumulabili con il reddito di cittadinanza.

Leggi: Redattore Sociale, 30/03/2021


mercoledì 24 marzo 2021
Bologna, nasce Casa Facendo, un progetto per diffondere l’abitare collaborativo

Casa Facendo, un progetto nato per diffondere le esperienze di abitare collaborativo e far conoscere ai cittadini le opportunità presenti nel territorio Bolognese attraverso l’attivazione di info point, dei punti d’informazione diffusi. Quali informazioni si possono ricevere in uno degli info point? contatti e informazione sulle esperienze abitative che si basano sulla collaborazione, la co-abitazione la condivisione e co-housing; informazioni sui criteri e sulle modalità di accesso; costante aggiornamento delle esperienze diffuse; condivisione con gli utenti che si recano agli info point delle nuove opportunità di abitare collaborativo presenti; informazione sui principi e i valori di partecipazione, responsabilità, attivismo e solidarietà su cui si basano le esperienze di abitare collaborativo.
Sei gli infopoint attivati, fra questi anche Auser Bologna che è partner dell’iniziativa.
Per avere maggiori informazioni e richiedere un appuntamento in uno degli info point contattare: infopoint.casafacendo@gmail.com

Leggi: Auser, 24/03/2021


mercoledì 24 marzo 2021
Roma. Comunicato stampa SUNIA, SICET e UNIAT APS. Piano vendite: incontro tra Ater di Roma e Sunia, Sicet ed Uniat APS

“Dall’incontro svolto in data odierna è emersa la disponibilità dell’Ater di Roma allo spostamento del termine di scadenza delle lettere, che verrà posticipato al 30/06/2021 e all’impegno a comunicare agli assegnatari (o loro aventi causa) i costi definitivi di acquisto ed eventuali altre pendenze entro il 30/04/2021.
Scongiurato anche il rischio di modificazione del prezzo in caso di variazione della rendita catastale.
Rimaniamo in attesa del piano di alienazione, soprattutto degli immobili costruiti in diritto di superficie.
Richiesto un incontro alla Regione Lazio per gli approfondimenti di merito e forme di tutela verso chi non compra. Non ci si può accontentare della rassicurazione che la mobilità non verrà applicata perché non ci sono alloggi disponibili. Il problema è il diritto, e con la mobilità la famiglia assegnataria perde il diritto a permanere nell’alloggio che attualmente occupa. Vista l’inapplicabilità della norma nazionale, chiediamo alla Regione Lazio di attivare immediatamente gli opportuni confronti e predisporre atti formali che scongiurino questa eventualità”.
Così in una nota congiunta i segretari: Emiliano Guarneri (Sunia), Paolo Rigucci (Sicet), Patrizia Behman (Uniat APS)

Leggi: Sunia, 24/03/2021


venerdì 5 marzo 2021
La povertà? Si può vincere con la coabitazione

Roma. Nel Terzo Municipio nasce il tavolo di coprogettazione sulla CoAbitazione, con Asl, Terzo Settore e Municipio
«L’attuale periodo storico è caratterizzato da profonde trasformazioni economiche, politiche, demografiche, sociali e dallo scivolamento costante verso la povertà di una parte sempre più ampia della popolazione» . È l’incipit non dell’articolo, ma del Protocollo d’intesa tavolo di coprogettazione sulla CoAbitazione (il testo si trova qui), sottoscritto meno di un mese fa tra Servizi sociali del III Municipio, ASL Roma 1, Terzo settore e associazioni di volontariato attive sul territorio.
Un Protocollo che si distingue già per il linguaggio, lontano da quel “burocratese”, al quale siamo tutti abituati. «Sì, niente burocratese», conferma decisa Maria Concetta Romano, assessora alle Politiche sociali del III Municipio. «Quando parliamo, tutti devono poter capire».
Perché la CoAbitazione
Ciò che va compreso è, intanto, il contesto in cui nasce il Protocollo: il territorio del III Municipio, popoloso quanto un medio grande comune italiano con i suoi 206.000 abitanti e dove si registra la presenza di 750 persone senza fissa dimora, iscritte cioè presso l’anagrafe fittizia Via Modesta Valenti, 3.

Leggi: Reti Solidali, 05/03/2021


IN AGENDA:

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IN EVIDENZA:

Presentazione della relazione del CNEL sulla qualità dei servizi pubblici
La pandemia, che ha colpito con forza anche l’Italia a partire dal 2020, ha avuto un effetto dirompente su tutti i servizi pubblici, sia a livello centrale che locale, accentuandone le criticità e facendo emergere la ‘fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni”, come l’ha definita il presidente Draghi nella sua relazione programmatica, delineando allo stesso tempo le priorità su cui intervenire nel breve e medio periodo, dalla sanità alla scuola, dai servizi sociali a quelli ambientali, dalla digitalizzazione all’informatizzazione.
E’ questo in sintesi il dato che emerge dalla “Relazione 2020 del CNEL al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Amministrazioni pubbliche centrali e locali alle imprese e i cittadini” che, tra luci e ombre delinea “Un’amministrazione pubblica capace anche di adattarsi rapidamente a circostanze mutate (come successo nel 2020) in ambiti quali la formazione, la diffusione dei processi di digitalizzazione, i meccanismi di pagamento elettronici, la sua stessa organizzazione interna”.

Leggi: Cnel


Effetto pandemia sul mercato della casa

Un Commento
Nel 2020 il mercato delle compravendite di abitazioni ha subito una contrazione, pur senza particolari conseguenze sui prezzi. Il calo è soprattutto di domanda. E tra le agenzie immobiliari cresce ora il pessimismo sulla durata della “perturbazione”.
Pandemia e mercato immobiliare
Che effetti ha la pandemia sul mercato della casa? La risposta non è agevole, anche perché gli andamenti delle variabili che è possibile monitorare potrebbero riflettere, almeno in parte, tendenze che erano già in atto in precedenza. Può, tuttavia, non essere inutile delineare un quadro di come si è mosso il mercato nei singoli quattro trimestri del 2020 sulla base dei dati di fonti ufficiali disponibili.
Una quota maggioritaria dei titolari delle agenzie immobiliari, interpellati trimestralmente dalla Banca d’Itala, valuta negativamente l’impatto del Covid-19. Il loro giudizio sembra aver risentito dell’andamento nel tempo della diffusione dell’epidemia. Nel periodo luglio-settembre, quando la diffusione del virus aveva rallentato, la percentuale delle agenzie che considerava l’impatto negativo è diminuita rispetto al trimestre aprile-giugno, ma è tornata a crescere in autunno con la recrudescenza della pandemia.

Leggi: La Voce


Gli sportelli unici francesi per l’accesso ai servizi pubblici: un esempio per l’Italia?

Le Maisons France Services intendono garantire un’offerta omogenea, un accesso facilitato e una formazione digitale a tutti i cittadini. Lanciati nel 2019, entro fine 2022 dovrebbero coprire l’intero territorio nazionale.
Nel 2019 il Governo francese ha lanciato le Maisons France Services, sportelli unici per l’accesso ai servizi pubblici rivolti a tutti i residenti in Francia e nei territori d’Oltremare. L’obiettivo è facilitare l’interazione tra utenti ed erogatori di servizi e, quindi, l’accesso alle prestazioni fornendo un’offerta omogenea, un accesso semplificato indipendentemente dal luogo di residenza, una formazione digitale adeguata. Potrebbe essere un esempio da seguire anche nel nostro Paese? Ve lo raccontiamo di seguito.
Maisons France Services: di cosa si tratta?
“Proche de vous au quotidien”, in italiano “Vicini a voi tutti i giorni”, è il motto dell’iniziativa del Governo francese la “Maison France Services”. Lanciata nel 2019, la “Maison France Services”- in prosieguo FS – è uno sportello unico (guichet unique) per l’accesso facilitato ai servizi pubblici e rivolto a tutti i residenti in Francia e nei territori d’Oltremare. La direzione del servizio è assegnata al Ministero della Coesione territoriale e delle Relazioni con le Collettività Locali, con la supervisione – in qualità di valutatore esterno delle attività svolte – dell’Agenzia Nazionale della Coesione dei Territori (ANCT).

Leggi: Secondo Welfare


SEGNALAZIONI:

Indennità onnicomprensive nel Decreto sostegni

Il messaggio Inps n. 1275 del 25 marzo 2021 fornisce le prime indicazioni sulle ulteriori misure di sostegno, contenute nel decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021, per far fronte alle gravi difficoltà dovute al protrarsi dello stato di emergenza da Covid-19. Il provvedimento prevede specifiche indennità una tantum e onnicomprensive per alcune categorie di lavoratori e la semplificazione dei requisiti di accesso alla NASpi fino al 31 dicembre 2021.
In particolare, l’articolo 10, comma 1 del decreto 41 del 22 marzo 2021, ha previsto l’erogazione di una indennità una tantum di 2.400 euro per i soggetti che ne hanno già beneficiato perché rientranti già nelle categorie previste dal precedente provvedimento (decreto legge 137/2020, convertito in legge 176/2020).
Si tratta di:
· Lavoratori stagionali e in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni), che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASpI, alla data di entrata in vigore del decreto.
· Lavoratori dipendenti stagionali e lavoratori in somministrazione appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;

Leggi: Inca


Reddito di emergenza per famiglie bisognose

Il Rem o Reddito di emergenza 2021 è una misura riconosciuta alla famiglie in particolari condizione di necessità. L’importo varia da 1.200 a 2.400, per le mensilità di marzo, aprile e maggio. Per i nuclei familiari con disabili gravi a carico, le somme possono aumentare. Per conoscere i requisiti richiesti e come presentare domanda guarda il video.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 23 marzo 2021
Vaccino, “inserire i pazienti con demenza nelle categorie fragili degli aventi diritto”

Appello di società scientifiche, associazioni di pazienti e Cittadinanzattiva all’Istituto Superiore di Sanità, all’Agenzia Italiana del Farmaco e all’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali per richiamare la loro attenzione su un’importante questione di prevenzione alla luce dell’aggiornamento del Piano vaccinale
L’Associazione autonoma aderente alla SIN per le demenze (SINDEM), la Società italiana di neurologia (SIN), la Società italiana di gerontologia e geriatria (SIGG), la Società italiana di Medicina generale e delle cure primarie (SIMG), l’Associazione italiana Malattia di Alzheimer (AIMA) e Cittadinanzattiva hanno inviato una richiesta ufficiale all’Istituto Superiore di Sanità, all’Agenzia Italiana del Farmaco e all’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali per richiamare la loro attenzione su un’importante questione di prevenzione alla luce dell’aggiornamento del Piano vaccinale avvenuto nei giorni scorsi.

Leggi: Redattore Sociale, 23/03/2021


martedì 23 marzo 2021
Anziani, nasce l’intergruppo parlamentare: il valore della “senior economy”

Obiettivo: raccogliere competenze e esperienze per affrontare il tema della longevità. Taverna (M5s): “5 milioni di longevi ne aiutano altri”. Messina (Federanziani): “Investire nei nuovi bisogni dei senior”. 7 milioni di anziani contribuiscono al benessere della famiglia, figli e nipoti
“Nasce oggi ‘Longevità. Prospettive socio-economiche’, intergruppo parlamentare che punta alla tutela dei nostri anziani. E’ composto dai rappresentanti delle varie forze politiche che condividono con me la convinzione che si debba fare di più per questa fascia della nostra popolazione e da numerosi enti che da tempo si occupano del tema”. Lo annuncia la vice presidente del Senato, Paola Taverna, esponente del Movimento 5 Stelle, nel corso della conferenza stampa “Giovani si diventa! Il diritto a una longevità di qualità”, organizzata presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama. Il disegni di Legge presentato introduce all’art. 31 della Costituzione “gli anziani quale ulteriore categoria nei cui confronti la Repubblica assume l’impegno di intervenire fattivamente, tutelandoli e sostenendoli”, spiega Taverna.

Leggi: Redattore Sociale, 23/03/2021


martedì 23 marzo 2021
Casa, Unione inquilini: via ai tavoli con l’Inps per il riutilizzo del patrimonio

“Chiuso oggi il primo tavolo di confronto con il presidente dell’Inps Pasquale Tridico e le rappresentanze di Unione inquilini ottenuto grazie al presidio della scorsa settimana a Ostia e per l’intervento dell’onorevole Stefano Fassina”. E’ quanto si legge in una nota dell’Unione inquilini.
“Siamo molto soddisfatte dell’esito di questo tavolo dove con l’assessora alle politiche sociali del X Municipio Germana Paoletti si è concordato l’avvio immediato di incontri che porteranno a un protocollo per l’utilizzo delle palazzine Enam in Largo delle Sirene da parte delle associazioni del territorio”, afferma Emanuela Isopo di Unione inquilini Ostia.

Leggi: Redattore Sociale, 23/03/2021


lunedì 22 marzo 2021
Sindacato e anziani. Parola d’ordine: ascoltare

La pandemia ha cambiato i bisogni degli italiani. E ha cambiato soprattutto quelli delle persone più vulnerabili, come gli anziani. Ha cambiato ritmi e stili di vita, necessità, priorità. Ma a mutare sono anche i problemi di salute, soprattutto di chi è più fragile, e il rapporto con le strutture sanitarie e con il medico di base. È importante che il sindacato sondi periodicamente questi mutamenti, perché tanta parte della qualità della vita dei cittadini dipende anche da come e cosa il sindacato contratta con le istituzioni, nazionali e locali.
Per questo si stanno moltiplicando sul territorio le ricerche del sindacato pensionati della Cgil sui bisogni degli anziani. Come quella dello Spi Cgil di Pescara che ha condotto un’indagine su 1500 iscritti, tutti over 65. La ricerca è stata presentata venerdì durante un webinar che ha visto coinvolti tutti gli attivisti e i volontari dello Spi locale insieme a psicologi ed esperti della terza età.
“L’idea nasce dall’impossibilità di considerare i nostri iscritti come un tempo. La pandemia ci ha costretto a ridurre contatti diretti, iniziative, incontri”, spiega Paolo Castellucci, segretario generale dello Spi di Pescara. “Abbiamo voluto mantenere comunque un legame forte con tutti e lo abbiamo fatto anche attraverso un questionario pensato con l’obiettivo di sapere come i nostri iscritti hanno vissuto questi mesi difficili e come stanno cambiando in parallelo i loro bisogni. Soltanto così possiamo dare la giusta direzione alla nostra azione sul territorio e avanzare richieste alle istituzioni locali”.

Leggi: Liberetà, 22/03/2021


lunedì 22 marzo 2021
Spid, home banking e pensione telematica: anziani abbandonati

La procedura per lo Spid, il sistema unico di accesso con identità digitale ai servizi online della pubblica amministrazione, diventa un ostacolo insormontabile per chi non possiede email, computer o smartphone. E l’home banking, con sistemi di autenticazione sempre più complessi per evitare intrusioni, per chi non ha una minima alfabetizzazione informatica si traduce in barriere che impediscono di accedere in autonomia al proprio conto, in quartieri e paesi dove scompaiono le filiali degli istituti di credito. La rivoluzione digitale accelerata dalla pandemia sta tagliando fuori una fascia della popolazione, con problemi che sono solo agli inizi e non riguardano solo gli anziani. “Il divario digitale è legato al fattore anagrafico ma anche economico e sociale – spiega Mauro Paris, della segreteria lombarda del sindacato dei pensionati Spi-Cgil –. Il problema è che questi metodi, che presentano anche grossi vantaggi per i cittadini, sono stati imposti all’improvviso, senza tenere conto delle persone non ancora in grado di recepirli”.

Leggi: Il Giorno, 22/03/2021


domenica 21 marzo 2021
Polo per l’innovazione sociale, l’Europa sceglie Torino – In città la sede dell’incubatore delle realtà del terzo settore e del sociale

L’Unione Europea ha scelto Torino come unica sede italiana per il centro di competenze per l’innovazione sociale. Sarà di una sorta di «incubatore», pensiamo a quelli dedicati alla crescita delle start up, tipo I3P del Politecnico, ma dedicato alle realtà operanti nel terzo settore e nell’economia sociale.
Il nuovo polo avrà sede in uno spazio fisico, si pensa all’Open Incet di via Cigna, dove attraverso la collaborazione fra autorità pubbliche, università, centri di ricerca e aziende si cercherà di offrire quella che l’assessore all’Innovazione del Comune, Marco Pironti, chiama «autonomia imprenditoriale al terzo settore». Ciò significa che si formeranno all’imprenditorialità realtà no profit, cooperative, associazioni e tutte quelle realtà che rientrano nella denominazione di Ets, ovvero Enti del terzo settore, che oggi si mantengono quasi esclusivamente grazie al sostegno delle fondazioni bancarie o di finanziamenti tramite bandi locali, nazionali o europei.

Leggi: La Stampa, 21/03/2021


sabato 20 marzo 2021
Common Housing, ecco la città dei servizi

«Con l’esplodere della pandemia da Covid19 non sono entrate in crisi “le” città, ma “un” modello città. Vale a dire il paradigma della città globale, che prevede grandi interventi urbanistici e progetti iconici che richiamano investimenti e turismo. Ma se guardiamo alle persone ci rendiamo conto che la gente è profondamente radicata nelle città e che la vera sfida è quella di andare incontro alle esigenze dei cittadini». Per Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat e di Alleanza Cooperative Milano, imprese edilizie specializzate nell’abitare sociale, le città contemporanee, provate dall’esperienza della pandemia ma non certo al tramonto, devono sperimentare nuove forme di inclusione per i cittadini. «Dobbiamo tenere presente che una città con uno sviluppo equilibrato è più competitiva e meglio integrata nel territorio. Dobbiamo rinunciare al
modello della “città dei borghi”, che prevede lo sviluppo di nuclei urbani satellite, così come all’utopia della “città di prossimità” in cui i servizi sono a chilometro zero e raggiungibili in 15 minuti».

Leggi: Corriere della Sera, 20/03/2021


venerdì 19 marzo 2021
Ex Sindaci nuovamente in campo: inviato messaggio a Draghi

Quarantacinque ex Sindaci italiani di città grandi, medie e piccole – dal Nord al Sud del Paese tra cui Milano, Torino, Moncalieri, Bologna, Trento, Bolzano, Brescia, Mantova, Ferrara, Ravenna, Padova,Verona, Ancona, Pesaro, Bari, Sassari, Cagliari, Pescara, L’Aquila, Pisa, Catania, Agrigento – si sono nuovamente mobilitati inviando un messaggio di preoccupazione e alcune proposte, al presidente del Consiglio Mario Draghi. Tra i promotori anche il Presidente dell’Associazione, Gaetano Sateriale, già Sindaco di Ferrara.
Il timore – si legge nella lettera – è che la filiera della governance istituzionale italiana non sia all’altezza della condivisione e coesione richieste per una scrittura e un’applicazione coerente ed efficace del Pnrr.
Per riannodare la filiera, gli ex primi cittadini chiedono che vi sia una partecipazione dei governi territoriali alla definizione del Pnrr che non si limiti alle sole Regioni, e che per la realizzazione dei progetti derivanti dal Pnrr vengano responsabilizzati i sindaci e non dei commissari inventati allo scopo.
A supporto delle loro tesi, un parere tecnico di due giuristi – i professori Roberto Bin e Alessandro Morelli – anch’esso inviato al presidente del Consiglio, in cui si chiede di definire una procedura straordinaria di semplificazione e controllo tramite una “cabina di regia” nazionale, una struttura tecnica articolata territorialmente, e l’adozione del “modello Genova” per la ricostruzione del ponte Morandi.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 19/03/2021


venerdì 19 marzo 2021
Anziani, in Italia 14 milioni di over 65: dalla Taverna ddl e intergruppo ad hoc

La vice presidente del Senato Paola Taverna, del MoVimento 5 Stelle, ha istituito l’intergruppo parlamentare “Longevità. Prospettive socio-economiche” e presentato due disegni di legge che saranno illustrati martedì 23 marzo
Offrire una migliore qualità di vita ai nostri anziani, tenendo presente che in Italia ci sono 14 milioni over 65, il 23% della popolazione, che nell’arco di 15 anni aumenteranno raggiungendo quota 20 milioni. La vice presidente del Senato Paola Taverna, del MoVimento 5 Stelle, ha istituito l’intergruppo parlamentare “Longevita’. Prospettive socio-economiche” e presentato due disegni di legge che saranno illustrati martedì 23 marzo, alle 10.30, durante la conferenza stampa “Giovani si diventa! Il diritto a una longevità di qualità”, nella sala Caduti di Nassirya del Senato.
Viene spiegato che “serve aprire una riflessione per prevedere delle misure concrete dedicate alla longevità e riferimenti normativi precisi ricordando che i nostri nonni e i nostri genitori sono un tesoro da conservare, non un problema da risolvere”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/03/2021


venerdì 19 marzo 2021
Anziani, “non criminalizzare le Rsa, ma costruire un sistema integrato di assistenza e protezione”

Oggi il webinar di Legacoopsociali. La presidente, Eleonora Vanni: “A seguito degli esiti della pandemia, corriamo il rischio di essere ostaggio di valutazioni e proposte esito di pregiudizi o non conoscenza e di esternazioni emotive”. Trabucchi: “Nella bufera generale le Rsa hanno continuato a lavorare e questi sono i gestori della ripresa della normalità”.
Anziani non è solo non autosufficienza e non è solo domicilio versus Rsa. Da questo punto è iniziato il secondo webinar di Missione Salute, il ciclo di laboratori e confronti di Legacoopsociali sulla filiera dei servizi di cura alla persona. Il focus di oggi riguarda le strutture residenziali per anziani. Il dibattito, moderato dal coordinatore nazionale Legacoopsociali Diego Dutto, ha visto gli interventi della presidente nazionale Legacoopsociali Eleonora Vanni, del presidente dell’associazione italiana di psicogeriatria Marco Trabucchi, la presidente della coop sociale Cadiai Franca Guglielmetti, del responsabile area sanitaria della coop sociale Frassati Angelo Scano, del presidente di Qualità e Benessere Massimo Giordano e della responsabile scientifica del progetto Visiting DTC Amelia Frasca.

Leggi: Redattore Sociale, 19/03/2021


giovedì 18 marzo 2021
Per una nuova presa in carico della non autosufficienza, parola chiave: prossimità

“Oltre la non autosufficienza: diritto alla salute e alla vita indipendente”: il webinar organizzato da Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil pensionati traccia i contorni di una riforma “attesa da 15 anni”. Speranza: “Vogliamo diventare il primo paese europeo per la domiciliarità dei non autosufficienti over 65, passando dal 6 al 10%”
Il futuro del Sistema sanitario nazionale è la “prossimità”: questa è la “parola chiave” indicata dal ministro Speranza, intervenuto stamattina all’incontro online “Oltre la non autosufficienza: diritto alla salute e alla vita indipendente”, organizzato da Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil pensionati. “Oggi è una giornata particolare per noi e per gli altri paesi europei – ha ricordato innanzitutto il ministro – . Aspettiamo una risposta di Ema su Astrazeneca. Siamo ancora dentro una battaglia, l’epidemia è ancora presente, i numeri sono ancora alti e questo ha portato il nostro e altri paesi europei a misure restrittive indispensabili. Ma possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia grazie ai vaccini”, ha aggiunto.

Leggi: Redattore Sociale, 18/03/2021


giovedì 18 marzo 2021
Muoviamoci insieme: esercizi per anziani che vogliono mantenersi attivi

HappyAgeing, l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, ha promosso “Muoviamoci Insieme”, un progetto in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione SIMFER dedicato agli anziani che vogliono mantenersi attivi in casa.
A causa della pandemia da COVID19, molte persone anziane sono state costrette a rimanere a casa, spesso in spazi ristretti e con scarsa possibilità di movimento. L’inattività fisica può causare dei rischi per la salute psico-fisica degli over 65.
L’esercizio fisico infatti, favorisce sia un buon funzionamento del sistema muscolo-scheletrico e cardiorespiratorio, sia un aumento del benessere psicologico.
L’iniziativa accoglie una mini serie di 7 video che rappresentano semplici esercizi che hanno l’obiettivo di combattere i danni dell’inattività fisica negli anziani.

Clicca qui per vedere tutti i video!


giovedì 18 marzo 2021
Curare i nostri anziani

Appello al premier sulla riforma dell’assistenza
Signor presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, oggi lei sta a Bergamo, la città che lo scorso anno è stata testimone di tragedie inenarrabili. Alcuni giorni prima, sulle pagine di Repubblica, con l’amico Corrado Augias proponevamo l’istituzione di una Giornata nazionale per la commemorazione di tutte le vittime del Covid 19. Oggi ricorre tale data e contiamo i nostri morti, che sono tanti, di ogni età e condizione. Li ricordiamo tutti. Ad oggi, in Italia, i morti per Covid 19 sono 103.431 (di questi solo l’1,1% ha meno di 50 anni). E nel mondo, degli oltre 2 milioni e mezzo di vittime, gli anziani rappresentano una quota preponderante: per ogni decesso tra i 5 e i 17 anni dobbiamo registrare ben 7.900 vittime tra gli over 85. Amnesty International, nel suo recente report, scrive che in Italia un anziano su 5 è deceduto a causa della pandemia in una Rsa. Questo ci porta a dire che, al di là delle responsabilità o dei meriti dei singoli, è il sistema complessivo delle residenze ad aver mostrato una scarsa resilienza e tenuta di fronte all’evento epidemico. È indispensabile e urgente intraprendere con decisione la via di forme assistenziali vicine alle dimore e al tessuto sociale delle nostre città e dei nostri Comuni.

Leggi: Vincenzo Paglia, 18/03/2021


mercoledì 17 marzo 2021
Il superbonus è una leva da 6 miliardi ma la burocrazia rischia di bloccarlo

Potenzialità e nodi. Pochi cantieri aperti nonostante l’incentivo del 110% e la possibilità di cedere il credito siano graditi alla filiera Imprese banche e professionisti chiedono l’allungamento dei tempi e la semplificazione delle norme per accedere ai benefici
Il mercato è in grande fermento ma i cantieri aperti sono ancora pochi. Eppure la misura del superbonus 110%, con la possibilità di cedere il credito di imposta all’impresa che esegue i lavori o alla banca che partecipa all’operazione, mette d’accordo tutti gli operatori della filiera edilizia. Sì, perché il provvedimento è in grado di spingere la riqualificazione del patrimonio immobiliare del Paese e di generare – secondo una stima del Cresme, il centro di ricerca sull’industria delle
costruzioni – investimenti non inferiori a circa sei miliardi di euro in 18-20 mesi. A patto però che vengano rimossi i freni costituiti dalla complessità della normativa e delle procedure burocratiche. E che la scadenza della misura, oggi prevista per la fine di giugno del 2022, sia fatta slittare. «Il vero problema è il tempo – conferma Giovanni Savorani, presidente di Confindustria ceramica -. Un prolungamento dei termini consentirebbe di evitare che a tanti sia precluso l’accesso ai benefici e di scongiurare il rischio di una impennata dei prezzi per gli interventi di riqualificazione. Serve un respiro di almeno cinque anni».

Leggi: Inu, 17/03/2021


lunedì 15 marzo 2021
Qualità dell’abitare, città e Regioni al traguardo del maxi-bando

Da Aosta alla Sicilia, i progetti degli enti locali e territoriali che hanno comunicato la propria candidatura al bando ministeriale che scade il 16 marzo
Si chiude domani, martedì 16 marzo, il termine della prima scadenza del bando nazionale della Qualità dell’abitare, che mette in palio 854 milioni di euro. Risorse che dovrebbero essere come volàno per innescare iniziative e risorse del mondo privato, oltre a finanziamenti di altri soggetti pubblici. Dopo la pubblicazione del bando, dopo la costituzione dell'”alta commissione” e la sua prima riunione ai primi di marzo; e soprattutto dopo l’attività di illustrazione e spiegazione del bando attraverso i webinar istituzionali, arriva il momento della verità, con l’effettivo invio dei progetti candidati. E questa volta si spera che il bando abbia successo. L’ultima esperienza simile è quella del Piano città del governo Monti che ha alimentato grandi aspettative ma non ha lasciato un buon ricordo. Il bando “Pinqua” finanzia singole opere pubbliche o insiemi coordinati di interventi
pubblici, incluse le incompiute, con lo scopo di ridurre i fenomeni di marginalizzazione, degrado sociale e a migliorare la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale attraverso vari tipi di interventi che abbiano come principi guida, tra le altre cose, quello della limitazione di consumo di suolo, della mobilità alternativa e dell’efficienza energetica. Tra le regioni e le città, grandi e piccole, che hanno già comunicato le candidature ci sono le seguenti.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 15/03/2021


DALLE REGIONI:

martedì 23 marzo 2021
Calabria, sforbiciata sui fondi per l’ inclusione sociale

La denuncia di Confcooperative Calabria «Abbiamo appreso scandalizzati che ha tagliato di ben 29,4 milioni di euro la già modesta dotazione economica (67,8 milioni di euro) dell’asse 10 Inclusione Sociale (fondi destinati alle persone svantaggiate), con un taglio pari al 43%!»
La Pandemia oltre ad avere avuto gli effetti devastanti a livello sanitario ed economico, ha anche creato un’emergenza sociale nei territori. E’ aumentato significativamente il disagio psichico e psichiatrico; le famiglie già fragili hanno dovuto fronteggiare quotidianamente, senza il minimo supporto, tutte le difficoltà di figli e parenti con disabilità psichiche o fisiche; si è acuita la povertà del precariato; sono saltate le reti sociali e familiari di auto-aiuto. Sono emergenze sociali di cui si sente parlare sempre troppo poco e che rischiano di divenire gravi lesioni al nostro tessuto sociale.
«Queste emergenze sociali vanno affrontate con risorse adeguate e coinvolgendo attivamente tutti gli attori del Terzo Settore della Calabria, al fine di porre in essere servizi e strategie urgenti di intervento nei territori» – evidenzia Vincenzo Linarello (in foto), delegato di Confcooperative Calabria ai Fondi FSE, FESR e Recovery Fund.

Leggi: Vita, 23/03/2021


martedì 23 marzo 2021
Toscana, mille vaccini al giorno per gli operatori del volontariato

Nella regione mille vaccini al giorno per la vaccinazione degli operatori delle associazioni di volontariato di protezione civile impegnati in attività di soccorso, secondo un criterio di massima trasparenza rispetto alla mansione svolta
Mille vaccini al giorno per la vaccinazione degli operatori delle associazioni di volontariato di protezione civile impegnati in attività di soccorso, secondo un criterio di massima trasparenza rispetto alla mansione svolta. Così il presidente della Regione Eugenio Giani interpellato sul tema. “Per la vaccinazione del volontariato di protezione civile – ha detto Giani – è valido lo stesso criterio utilizzato finora durante la campagna vaccinale, ovvero l’assoluta trasparenza e responsabilità rispetto alle mansioni di coloro ai quali si somministrano i vaccini. La Regione ha perciò chiesto alle centrali delle organizzazioni di volontariato di fornire i nominativi di coloro che effettivamente svolgono funzioni di soccorso, perché la circolare ministeriale parla di mezzi di soccorso e di funzione di soccorso”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/03/2021


lunedì 22 marzo 2021
Cure domiciliari. Nei Distretti della Apss di Trento, con il digitale, assistenza a “kilometro zero”

Si chiama “@home”, il progetto di successo realizzato nell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari del capoluogo trentino. Nel 2020 grazie alla sua piattaforma tecnologica, ideata e sviluppata totalmente all’interno dell’Azienda Sanitaria, circa 18mila cittadini sono stati presi in carico da un vasto gruppo di professionisti delle cure domiciliari e palliative; nel primo picco pandemico 10mila persone sono state monitorate a domicilio con 150mila misurazioni e parametri tracciati da remoto
Migliorare attraverso soluzioni digitali i servizi di cure domiciliari distrettuali per offrire risposte rapide, competenti a pazienti sempre più complessi e fragili, anche e soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo attraversando, è possibile.
A dimostrarlo è il progetto “@home” realizzato nell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (Apps) della Provincia Autonoma di Trento. Una della best practice della Card, la Confederazione Associazioni Regionali di Distretto, Società Scientifica che raccoglie gli operatori di tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie che operano nella sanità territoriale. Nato nel 2017 e divenuto operativo agli inizi del 2019 in tutti i Distretti della Provincia di Trento, ha coinvolto un team multidisciplinare composto da circa 300 professionisti tra medici, infermieri, direttori di Uo, Mmg e Pediatri di libera scelta e un pool di esperti di Information Technology interni ed esterni all’Azienda.

Leggi: Quotidiano Sanità, 22/03/2021


venerdì 19 marzo 2021
PINQuA: Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare

Apriamo una finestra sulle città per vedere quali progetti le Amministrazioni locali hanno scelto per partecipare al bando del “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”. Ricordiamo che ciascun ente locale, con i requisiti previsti dal Decreto Interministeriale n. 395 del 16/09/2020, aveva la possibilità di presentare entro il 16 marzo fino a tre idee progettuali, con un contributo massimo per ogni proposta ammessa di 15 milioni di euro. Per la presentazione delle Proposte definite “Pilota ad alto impatto strategico sul territorio nazionale”, il termine è fissato per il 15 aprile 2021.
Iniziamo con la Città di Torino.
I tre ambiti scelti riguardano tre aree particolarmente esposte al disagio socio-economico ed abitativo: Porta Palazzo, Racconigi e Vallette. Queste aree si caratterizzano per la presenza di interventi e progetti già finanziati nell’ambito di iniziative comunali, nazionali ed europee, inoltre, sono previsti importanti investimenti privati di trasformazione urbanistica, ulteriore risorsa per i processi di rigenerazione urbana.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 19/03/2021


giovedì 18 marzo 2021
Bari. Emergenza abitativa in Puglia

In questi giorni, in Puglia, si stanno eseguendo circa mille sfratti per finita locazione non sospesi dalla legge e senza alcun intervento da parte dei comuni e della Regione.
A partire luglio prossimo saranno messi in esecuzione altri 10 mila sfratti per morosità dell’inquilino, Il Governo non è intenzionato a concedere altra sospensione dell’esecuzioni.
Ciò andrà ad aumentare il disagio socio economico della nostra Regione, pertanto è necessario un intervento della Regione per allentare la tensione abitativa attraverso interventi che invogliano la proprietà a rinnovare i contratti a fronte di agevolazioni come sta già avvenendo in altre regioni.
– Scarica il documento intero in formato pdf

Leggi: Sunia, 18/03/2021


mercoledì 17 marzo 2021
Resoconto della riunione tra sindacati inquilini e Conferenza delle Regioni su sfratti e politiche abitative

Si è tenuto questa mattina in videoconferenza l’incontro richiesto dai sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Nel corso della riunione, coordinata, su delega del Presidente della Conferenza Stefano Bonaccini, dall’assessore alle politiche abitative della Regione Campania Bruno Discepolo, i sindacati degli inquilini hanno rimarcato gli effetti che la crisi sanitaria ed economica stanno determinando sul bilancio delle famiglie che vivono in affitto, sottolineando l’urgenza di misure strutturali in grado di sostenere i nuclei familiari più fragili.
L’allegato: – leggi tutto il documento in formato pdf

Leggi: Sunia, 17/03/2021


mercoledì 17 marzo 2021
Casa, Napoli: la giunta approva due interventi di edilizia popolare per 32 milioni

Anche Napoli si candida al bando “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua)” con due interventi di edilizia residenziale pubblica, localizzati nei quartieri densamente abitati di Marianella e di Chiaiano
“Come tutte le grandi città d’Italia anche Napoli si candida al bando ‘Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua) con due interventi di edilizia residenziale pubblica, localizzati nei quartieri densamente abitati di Marianella e di Chiaiano. La qualità dei progetti presentati è molto alta e siamo dunque molto fiduciosi. Si ringraziano il Dipartimento di Architettura, per il supporto scientifico, il Servizio di Edilizia Residenziale Pubblica, responsabile del procedimento, e l’Unità Attuazione Politiche di Coesione, per il supporto tecnico alla candidatura”. Così il vice sindaco di Napoli, Carmine Piscopo, sull’approvazione da parte della giunta comunale di due interventi di edilizia residenziale pubblica per i quartieri di Marianella e di Chiaiano, nell’ambito del PINQuA, pubblicato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Leggi: Redattore Sociale, 17/03/2021


mercoledì 17 marzo 2021
Casa, Firenze si candida al programma Pinqua: chiesti 90 milioni

Con sei macro progetti e 54 interventi, comune e città metropolitana formalizzano la propria candidatura al bando nazionale per la qualità dell’abitare, lanciato dal governo per 853 milioni complessivi
Sei macro progetti, 54 interventi e 90 milioni richiesti. Il Comune e la Città metropolitana di Firenze formalizzano la propria candidatura al bando ‘Pinqua’, acronimo del ‘Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare’ lanciato dal governo per 853 milioni complessivi. Novanta milioni, più 12 che ci metteranno i Comuni coinvolti, per un investimento complessivo che nelle speranze degli amministratori potrebbe raggiungere i 102 milioni, se i progetti saranno tutti promossi e coperti dalle risorse statali.
Tre le maxi aree di intervento presentate dalla metricista’ per 291 alloggi da ristrutturare e 71 da realizzare ex novo. Altri tre i ‘lotti’ su cui Palazzo Vecchio ci prova: uno nel complesso di Santa Maria Novella, altri due per il progetto del quartiere post Covid nell’ex caserma Lupi di Toscana, per altre 119 case complessive. E sono tre anche gli obiettivi delle candidature: dare risposte di medio e lungo periodo all’emergenza abitativa, che si è acuita con il Covid e ha bisogno di progettualità”, implementare “la qualità dell’impianto urbano dei nostri territori e dare opportunità di lavoro e di investimento”, sottolinea il sindaco Dario Nardella lanciando l’operazione

Leggi: Redattore Sociale, 17/03/2021


martedì 16 marzo 2021
Criticità nell’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie: indicazioni emerse da un’indagine pre-pandemica condotta nelle Marche

Mentre ci troviamo ancora nel pieno della seconda ondata della pandemia da COVID-19, ma anche all’avvio di una campagna vaccinale che lascia intravedere la possibilità di superare, seppur con tempistiche ancora da chiarire, la fase più critica dell’epidemia, è importante capire cosa possa essere messo in campo a tutela della popolazione anziana non autosufficiente, quella maggiormente colpita dalla crisi sanitaria.
di Flavia Piccinini, Paolo Fabbietti, Cristina Gagliardi, Giovanni Lamura (IRCCS INRCA, Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, Ancona)
Criticità nell’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie: indicazioni emerse da un’indagine pre-pandemica condotta nelle Marche
Lo studio qui presentato, ideato e condotto prima dell’attuale emergenza, pur non potendo fornire indicazioni specifiche sulle soluzioni da adottare nell’immediato rispetto alla pandemia, può aiutare a capire come gli odierni interventi a carattere emergenziale possano conciliarsi con il perseguimento di obiettivi più a medio-lungo termine, che tengano conto delle criticità strutturali del nostro sistema di Long-Term Care.
Partendo dall’esempio fornito dal contesto marchigiano è possibile individuare le linee di intervento più strutturali in grado di rafforzare le tutele a favore di questa fascia di popolazione, rendendola più resiliente e meglio attrezzata a fronteggiare quello che sembra configurarsi come un problema con il quale dovremo, nonostante il vaccino, convivere a lungo.

Leggi: I Luoghi della Cura, 16/03/2021


martedì 16 marzo 2021
Senior Coach – parte la sperimentazione

Il progetto Senior Coach, nasce dalla collaborazione e co-progettazione tra ASP Terre di Castelli – “G.Gasparini”, Abitaresociale e Spi Cgil Modena e propone un percorso di innovazione sociale per la creazione di nuovi servizi per l’invecchiamento attivo.
Dal minuto 3:00 la presentazione del progetto a cura di Marco Franchini, amministratore unico dell’ASP Terre di Castelli
A tal proposito viene introdotta la figura del Senior Coach, soggetto esperto nell’ambito dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale. I Senior Coach sono dei veri e propri promotori di benessere che dialogano con i portatori di interesse (anziani e familiari), individuando le migliori soluzioni che facilitino la vita di tutti i giorni delle persone anziane e la arricchiscono grazie a nuove esperienze di vita nella comunità.
Obiettivo del progetto è ribaltare la logica dell’attesa assistenziale passiva verso una attivazione della persona che usufruirà dei servizi diventando “promotore” di prodotti e servizi per facilitare la quotidianità delle persone anziane a livello domiciliare e negli ambienti di vita esterna.
La visione di ASP è posizionarsi e acquisire un ruolo rispetto all’innovazione diventando protagonista nel rendere facile e accessibile per gli anziani qualcosa che altrimenti non lo sarebbe: portare nelle casa servizi efficienti e smart.

Leggi: Abitare Sociale, 16/03/2021


martedì 16 marzo 2021
Siracusa. Qualità dell’abitare: Importante protocollo sottoscritto tra il SUNIA e il comune di Siracusa.

Incentivata la partecipazione dell’utenza con un “laboratorio di progettazione partecipata”
L’allegato: – il protocollo di intesa in formato pdf

Leggi: Sunia, 16/03/2021


IN AGENDA:

24.3.2021 – Città sostenibili: Cgil, mercoledì 24 marzo iniziativa con Landini, Decaro e Giovannini

Le città sostenibili saranno al centro dell’iniziativa promossa dalla Cgil per mercoledì prossimo, 24 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30. Il dibattito sarà trasmesso in diretta su Collettiva.it.
Ad introdurre i lavori sarà la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi. La discussione, coordinata dalla segretaria confederale, Rossana Dettori, si articolerà attorno a due panel: “La città inclusiva” e “La città ecologica”.
È prevista per le ore 12.30 una tavola rotonda, alla quale saranno chiamati ad intervenire: Antonio Decaro, presidente Anci, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Leggi: Cgil


23.3.2021 – Comunicare la sostenibilità: la policy sui diritti umani

Prosegue il percorso organizzato da ASviS e FERPI sulla comunicazione della sostenibilità.
Dopo il successo del primo appuntamento sulla policy ambientale che ha visto oltre 700 partecipanti, il secondo appuntamento è dedicato ai diritti umani.
L’incontro prevede, dopo gli interventi di scenario e la testimonianza di alcune imprese, un’esercitazione per passare dalla teoria alla pratica: il ciclo ha infatti l’obiettivo di offrire ai professionisti della comunicazione strumenti utili alla definizione di una strategia di sostenibilit

Leggi:  Media Intelligence Arena


IN EVIDENZA:

Servizio sociale e pandemia in una prospettiva internazionale

L’impatto della crisi pandemica sulle professioni sociali ha attivato processi di ridefinizione delle pratiche, che si sono combinati con un’attività di pensiero e riflessione diffusa, espressa anche in forma scritta. Diversi sono stati i contributi che hanno trovato spazio, ormai da un anno, in quest’area di Welforum.it; molte le segnalazioni proposte ai lettori, su articoli e documenti che hanno dato voce alle comunità professionali.
La pandemia, inoltre, in quanto fenomeno globale, ha rivelato una condivisione di idee ed esperienze a livello internazionale, che si è avviata già nelle prime fasi dell’emergenza. Rappresentazioni dei professionisti di diversi paesi hanno portato all’elaborazione di contributi scritti a carattere divulgativo e, al tempo stesso, sono state oggetto di ricerca e pubblicazioni scientifiche. Si propongono qui due esempi di questo duplice approccio (uno divulgativo, l’altro scientifico), al fine di mettere in luce alcuni temi “forti”, relativi nello specifico al servizio sociale (social work), ma di interesse per tutte le professioni sociali impegnate nell’emergenza sanitaria.
Vale dunque la pena riprendere la raccolta dei report internazionali già segnalata, frutto del lavoro del COVID-19 Social Work Research Forum, coordinato dal prof. T. Harrikari, quale esempio di contributo divulgativo che non propone un’analisi scientifica, ma piuttosto una condivisione di punti di vista dei professionisti.

Leggi: Welforum


Il Recovery plan per avviare la riforma – Una proposta per gli anziani non autosufficienti

Il Network Non Autosufficienza ha reso nota una nuova, e più dettagliata, versione della propria proposta per sfruttare l’opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al fine di avviare la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Il progetto è sostenuto – per adesso – da Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – AIMA, Alzheimer Uniti Italia Onlus, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Terzo Settore e La Bottega del Possibile.
È possibile scaricare la proposta e la sua sintesi. In questo articolo Cristiano Gori, coordinatore del Network, spiega il percorso compiuto sinora.
La scelta del Network Non Autosufficienza di elaborare la proposta è maturata come reazione al venir meno di una speranza nata durante l’ultimo anno. I dati su età e profili di fragilità delle persone decedute con il Covid-19 individuano negli anziani non autosufficienti la fascia di popolazione più colpita. Per mesi, dunque, ci si è chiesti se questa infausta centralità vissuta nella tragedia avrebbe sortito almeno anche un effetto positivo: superare lo storico ridotto interesse della politica nazionale nei loro confronti. Ad alimentare le aspettative in tal senso era stato anche il clamore senza precedenti suscitato nei media e nella società – in particolare durante prima ondata – dal grande prezzo pagato dagli anziani durante la pandemia.
Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 è chiaramente emerso che queste aspettative non si sarebbero realizzate. Da una parte, la Legge di Bilancio non ha confermato lo stanziamento straordinario per l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) introdotto per il 2020 con il Decreto Rilancio di maggio. Una simile scelta – compiuta, peraltro, in una fase storica contraddistinta da un’ampia disponibilità di fondi pubblici – ha ridotto quello che pochi mesi prima era parso il primo passo di un percorso riformatore a uno stanziamento una tantum senza futuro. Dall’altra, a inizio gennaio – quando è stata resa nota l’attuale versione del PNRR, è risultato evidente che al suo interno mancasse un progetto organico e coerente dedicato al futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti.

Leggi: Welforum


Nella UE un abitante su cinque ha più di 65 anni. In Italia la percentuale più alta

I dati Eurostat sono relativi al 2020 e mostrano una Europa sempre più vecchia con un aumento deglle persone over 65 di ben tre punti percentuali in solo un decennio. La Liguria è la regione più vecchia d’Italia e la seconda in Europa con una percentuale di anziani del 28,7%.
Nel 2020, il 20,6% della popolazione dell’UE aveva un’età pari o superiore a 65 anni con un incremento di 3 punti percentuali rispetto alla quota corrispondente di un decennio prima.
Negli Stati membri dell’UE, la quota più elevata di anziani sulla popolazione totale nel 2020 è stata osservata in Italia (23,2%), seguita da Grecia e Finlandia (22,3% ciascuna), Portogallo (22,1%), Germania (21,8%) e Bulgaria (21,6%). Le quote più basse sono state registrate in Irlanda (14,4%) e in Lussemburgo (14,5%).
A livello regionale, le quote più alte di anziani sono state riscontrate a Chemnitz (29,3%) in Germania, seguita dalla Liguria (28,7%) in Italia, dall’Epiro (27,3%) in Grecia, dal Limosino (27,1%) in Francia e dalla Sassonia-Anhalt (27,0%) in Germania.
Le quote più basse sono state registrate in due regioni d’oltremare della Francia: Mayotte (2,7%) e Guyana francese (6,1%) e la regione autonoma spagnola di Melilla (11,1%

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

 Permessi 104 per chi è in part-time verticale o misto

A seguito di due importanti sentenze della Cassazione, l’Inps rivede le proprie precedenti indicazioni operative, riconoscendo il diritto alla fruizione piena dei permessi 104/92 ai dipendenti in part time verticale e misto, con un orario di lavoro superiore al 50%
Per i lavoratori dipendenti del settore privato assunti a tempo parziale di tipo verticale o misto, con attività lavorativa part-time superiore al 50 per cento, i tre giorni di permesso mensile non andranno riproporzionati e saranno quindi riconosciuti interamente. E’ quanto precisa l’Inps che, con la circolare del 19 marzo 2021, n. 45, rivedendo le indicazioni precedentemente fornite, recepisce quanto ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro (con le sentenze n. 22925 del 29 settembre 2017 e l’altra del 20 febbraio 2018, n. 4069) secondo la quale la durata dei permessi 104/92, qualora la percentuale del tempo parziale di tipo verticale superi il 50% del tempo pieno previsto dal contratto collettivo, non deve subire decurtazioni in ragione del ridotto orario di lavoro.

Leggi: Inca


Pensioni di reversibilità: ancora errori Inps su tetto reddituale

Alcune sedi dell’INPS, riguardo al calcolo delle prestazioni legate al reddito, incorrono ancora in una errata valutazione del rispetto del tetto reddituale, alimentando indebiti a carico di cittadini che, oltre a subire nell’immediato un taglio di ciò che spetta loro, sono anche chiamati a restituire quanto già riscosso. Questo avviene per le pensioni di reversibilità, di invalidità ma anche per tutte le altre prestazioni, il cui riconoscimento è subordinato al rispetto di determinati limiti reddituali.
Secondo l’Inca, tutto nasce da un’applicazione errata da parte dell’Istituto di Previdenza pubblico di quanto stabilisce l’articolo 35, comma 8, del decreto legge 30 dicembre 2008, poi recepito, con modificazioni dalla legge 122/2010, che disciplina le modalità di verifica dei redditi per calcolare il diritto e la misura delle prestazioni collegate al reddito, già percepite. Dice la norma: “Ai fini della liquidazione o della ricostituzione delle prestazioni previdenziali ed assistenziali collegate al reddito, il reddito di riferimento è quello conseguito dal beneficiario e dal proprio coniuge nell’anno solare precedente. Per le prestazioni collegate al reddito rilevano i redditi conseguiti nello stesso anno per prestazioni per le quali sussiste l’obbligo di comunicazione al Casellario centrale dei pensionati di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1388 e successive modificazioni e integrazioni”.

Leggi: Inca


 

 

 

Appello degli scienziati per un vaccino anti Covid-19 pubblico

Un appello per produrre un vaccino anti Covid-19 che sia pubblico e aperto a tutti. A lanciarlo sono scienziati e docenti universitari aderenti all’Associazione italiana per la promozione della scienza aperta (Aisa) che il 18 febbraio, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi, alla ministra dell’Università e della Ricerca Cristina Messa, al ministro della Salute Roberto Speranza, hanno avanzato una proposta per introdurre nella legislazione italiana una norma sulle licenze obbligatorie.
Nonostante le dichiarazioni di inizio pandemia – «il vaccino anti Covid 19 sarà un bene comune dell’umanità», affermava un anno fa il presidente francese Macron – i rimedi contro il virus non sono un bene comune, ma proprietà delle grandi aziende farmaceutiche che, nonostante i finanziamenti alla ricerca da parte degli Stati e grazie ai brevetti, possono decidere a chi e quando venderli, senza tenere conto dei diritti delle persone.
Nella missiva, la proposta firmata dai membri del Consiglio Aisa si articola in sei punti all’interno dei quali sono espresse con chiarezza le conseguenze di un sistema attualmente inefficiente ma anche le potenzialità di sviluppo che deriverebbero da un deciso cambio di marcia.
Per condividerla si può spedire un messaggio, preferibilmente dall’indirizzo istituzionale, a aisascienza@protonmail.com, contenente il nome e la dichiarazione “Aderisco”.

Leggi: Liberetà


Consultazione pubblica sul libro Verde sull’invecchiamento della popolazione in Europa – Questionario online fino al 21 aprile

La Commissione Europea sta lavorando alla realizzazione di un Libro Verde che ha come focus l’invecchiamento della popolazione. Il libro verde cercherà di avviare un ampio dibattito pubblico sul fenomeno dell’invecchiamento della popolazione in Europa.
In particolare intende: individuare le principali problematiche connesse al fenomeno; discutere le varie modalità per anticipare e reagire agli impatti socioeconomici dell’invecchiamento della popolazione europea. Sono invitati a esprimere il loro punto di vista tutti i cittadini e i portatori di interessi. “Gradiremmo in particolare i riscontri dei portatori di interessi e dei cittadini che si occupano di politiche collegate all’invecchiamento demografico – si legge in una nota – o che sono coinvolti nei diversi aspetti di tale fenomeno. Tra di essi figurano: autorità pubbliche, regionali e locali degli Stati membri, parti sociali, portatori di interessi attivi in materia di invecchiamento in senso ampio, compresi i settori della sanità e dell’assistenza, dell’istruzione e della formazione, organizzazioni imprenditoriali, mondo accademico, esperti, gruppi di riflessione e organizzazioni internazionali”. C’è tempo fino al 21 aprile per partecipare rispondendo ad un questionario online a questo link – Si accede a una pagina in inglese ma una volta entrati si potrà selezionare la lingua italiana dal pulsante in alto alla pagina stessa.

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 Cgil e Caaf Cgil, al via campagna ‘Attiva il Superbonus’

‘Attiva il superbonus’ la Cgil lancia una campagna di comunicazione e invita a rivolgersi ai Caaf Cgil per ottenere le informazioni necessarie all’attivazione del Superbonus 110%.
Si tratta della possibilità di usufruire di una detrazione pari al 110% riconosciuta sulle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico e per interventi antisismici, dando la possibilità, se eseguiti congiuntamente, di innalzare al 110% anche le detrazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo ad essi collegati, infissi, installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici e abbattimento delle barriere architettoniche.
Aiuti il clima, riduci le bollette, la tua casa è più sicura e cresce la buona occupazione. La Cgil ha da subito dato il suo giudizio positivo sul Superbonus, poiché gli interventi finanziati con questa agevolazione fiscale possono contribuire concretamente all’azione contro il cambiamento climatico, la grande sfida di questi anni, a ridurre il consumo energetico delle abitazioni e le bollette elettriche, a mettere le abitazioni in sicurezza dal rischio sismico, a migliorare la qualità dell’aria delle nostre città e ad abbattere le barriere architettoniche. Oltre a questi benefici, la realizzazione degli interventi potrà portare anche un contributo importante alla ripresa occupazionale nei settori interessati.

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NEWS:

lunedì 15 marzo 2021
Vaccini a badanti, Domina plaude alla decisione del generale Figliuolo

Lorenzo Gasparrini, segretario generale dell’Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico: “Finalmente le badanti sono considerate tra le categorie prioritarie, lo chiedevamo da mesi. Vaccinare tutti i lavoratori domestici che accudiscono i nostri anziani significa proteggere anche loro”
I caregiver devono essere vaccini prioritariamente. Lo ha detto ieri il commissario all’emergenza covid, Francesco Paolo Figliuolo, ospite della trasmissione “Che tempo che fa”. “E’ stato inserito che devono essere vaccinati i genitori, i tutori: diciamola in italiano, i badanti, insomma chi si occupa di queste persone. Il nuovo piano strategico del ministero ha recepito tutte le situazioni, a cominciare da quelle dei piu’ fragili”, ha spiegato. E oggi Domina, l’Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico, plaude il generale Francesco Figliuolo “che ha riconosciuto l’importanza della vaccinazione per i 407 mila lavoratori domestici che assistono disabili e persone non autosufficienti”, afferma l’associazione
“Finalmente le badanti sono considerate tra le categorie prioritarie, lo chiedevamo da mesi – sottolinea Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina -. Vaccinare tutti i lavoratori domestici che accudiscono i nostri anziani significa proteggere anche loro”.
Dati statistici ed elaborazioni sul settore sono pubblicati dall’Osservatorio nazionale Domina nel Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico. In Italia le badanti regolari sono poco più di 407 mila e sono in costante aumento (+11,5% dal 2012). La componente irregolare nel settore è molto alta e si attesta attualmente attorno al 57,6%.

Leggi: Redattore Sociale, 15/03/2021


domenica 14 marzo 2021
Superbonus, spunta la proroga al 2023 nelle carte del Recovery Plan

La novità contenuta nelle schede tecniche inviate dal governo alle commissioni parlamentari: è la base su cui discutono Camera e Senato – di Giorgio Santilli
Spunta la proroga del Superbonus fino alla fine del 2023 nelle schede tecniche del Recovery Plan (scritte in inglese) che il governo ha inviato giovedì notte alle commissioni parlamentari. Va detto subito che non si tratta del nuovo e definitivo Pnrr del governo Draghi, ma di un passo avanti che arricchisce il precedente piano del governo Conte e lo rende molto più aderente alle richieste e ai requisiti Ue.
Questa documentazione di oltre mille pagine presenta infatti target, milestones, obiettivi, cadenzamento temporale delle spese di cui la stessa commissione Ue aveva lamentato l’assenza nelle settimane scorse. Inoltre, questo documento “arricchito” resta la base di Piano su cui si pronuncerà il Parlamento con le risoluzioni previste per fine mese e da cui ha detto di voler partire questo stesso governo, prima nelle parole in Parlamento del premier Draghi, poi in quelle del ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione lunedì scorso.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 14/03/2021


domenica 14 marzo 2021
Subito semplificazioni per Superbonus e rigenerazione urbana

Il ministro della Pa vuole completare quel che non è stato fatto con il Dl 76
Nel decretone Recovery di aprile (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) arriverà il primo pacchetto di semplificazioni necessarie per far decollare il Pnrr. E anche per rispondere ai rilievi già avanzati da Bruxelles su vincoli e lentezze procedurali che rischiano di affondare il piano italiano. È quanto ha
spiegato ieri il ministro della Pa, Renato Brunetta, nell’audizione in Parlamento, ricordando nelle linee programmatiche depositate che fra i nodi ineludibili da affrontare vi sono «l’accelerazione della valutazione di impatto ambientale per i progetti del Piano per l’energia e il clima, le modifiche della disciplina edilizia che agevolino l’utilizzo del superbonus del 110% e, più in generale, la rigenerazione urbana, e le ulteriori semplificazioni necessarie per accelerare la realizzazione della banda larga e la transizione digitale». Un elenco di cinque priorità su cui il decreto semplificazioni dello scorso luglio (76/2020) non ha prodotto risultati o perché ancora inattuato (Piano per l’energia e il clima) o perché non ha introdotto norme risolutive (Superbonus, rigenerazione urbana, banda
larga, trasformazione digitale). Per il Superbonus, in particolare, resta irrisolto il nodo della «verifica di doppia conformità» (a oggi e ai tempi di costruzione) urbanistica ed edilizia, che è il principale fattore di rallentamento del percorso autorizzativo (anche per lo smart working della
Pa a fronte di archivi quasi sempre cartacei).

Leggi: Inu, 14/03/2021


domenica 14 marzo 2021
Così cambia l’Imu: sconti sulle rigenerazioni, tasse più alte sulle case sfitte

Ridurre il numero degli immobili degradati e inutilizzati nelle nostre città grazie a forti sconti sulle tasse per gli immobili interessati da operazioni di rigenerazione urbana e a sostanziosi aumenti di imposte per chi invece non utilizza gli immobili che possiede. Sono le due facce della medaglia presentata dal testo base di disegno di legge sulla rigenerazione urbana sul quale si è raggiunto l’accordo in Senato lo scorso 10 marzo.
Gli immobili da agevolare sono individuati dai Comuni a seguito di una ricognizione del territorio che identifichi le situazioni di degrado urbanistico, sociale ed ambientale; un’analisi da effettuare anche su input dei proprietari degli edifici o delle aree interessati. Per il via libera è necessaria l’approvazione del Consiglio comunale e qualora l’intervento riguardi territori di più Comuni il via libera da una conferenza di programma.
Corpose le agevolazioni previste per chi rigenera. Gli immobili oggetto di riqualificazione saranno, fino alla termine dell’intervento previsto dal piano comunale che li riguarda, esentati dal pagamento di Imu, Tari e Tasi. Inoltre sarà lasciata facoltà ai Comuni di deliberare una riduzione fino al 50 per cento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico; gli oneri di edificatori saranno ridotti del 10 per cento e il trasferimento degli immobili sarà sottoposto a imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 600 euro complessive (vale a dire l’importo di 200 euro per ogni tributo).

Leggi: Corriere della Sera, 14/03/2021


sabato 13 marzo 2021
Vaccini, Iss: tra gli over 80 uno su tre ha già ricevuto una dose

Secondo il rapporto dell’Istituto si registra un calo di contagi e della gravità clinica nella fascia di età che ha ricevuto la dose
Prosegue la campagna vaccinale per gli over 80. Una persona su tre nella fascia 80-89 anni ha già ricevuto almeno una dose di vaccino. A riportarlo è l’aggiornamento nazionale sui dati Covid pubblicato dall’Iss sul suo sito. “Analizzando i dati per fascia di età – si legge – il gruppo che in proporzione ha ricevuto il numero maggiore di dosi è la fascia dei novantenni: il 40% circa ha ricevuto almeno una dose, segue la fascia 80-89 anni con il 32% circa che ha ricevuto almeno una dose”. Secondo il rapporto si nota un calo delle infezioni per quella fascia di età e “un’ulteriore diminuzione del numero di casi e della gravità dello stato clinico – spiega l’Iss – sono attese nelle prossime settimane in risposta all’aumento della copertura vaccinale”.

Leggi: Rai News, 13/03/2021


venerdì 12 marzo 2021
“Caregiver chiamati per dare il proprio contributo”. Comma 255 incontra Stefani

I caregiver familiari vogliono avere voce “prima di tutto su una legge che li tuteli e ridia dignità alle loro vite, poi sui temi sulla disabilità strettamente connessi alla loro figura di congiunti conviventi di persone con disabilità grave, con compromissioni psichiche e cognitive, di cui si prendono cura in maniera globale”
“Ringraziamo il ministro per le Disabilità Erika Stefani per l’incontro di ieri. Finalmente i caregiver familiari vengono chiamati per dare il proprio contributo”. Inizia così la lettera che l’associazione diffonde all’indomani dell’incontro Erika Stefani. Il contributo che i caregiver familiari sentono di essere chiamati a dare è “prima di tutto su una legge che li tuteli e ridia dignità alle loro vite, poi sui temi sulla disabilità strettamente connessi alla loro figura di congiunti conviventi di persone con disabilità grave, con compromissioni psichiche e cognitive, di cui si prendono cura in maniera globale”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/03/2021


venerdì 12 marzo 2021
Includere gli anziani nel Pnrr: la Federazione Alzheimer Italia aderisce alla proposta del Network non autosufficienza

La proposta prevede lo stanziamento di 7,5 miliardi per il periodo 2022-2026, suddivisi in riforma e potenziamento dei servizi domiciliari (circa 5 miliardi) e riqualificazione delle strutture residenziali. La presidente, Gabriella Salvini Porro: “E’ indispensabile proseguire nella difesa dei diritti delle persone con demenza”
“Il prolungarsi dell’emergenza sanitaria richiede interventi urgenti a sostegno dei cittadini più vulnerabili, tra cui certamente rientrano le persone con demenza. La chiusura dei servizi, l’accesso limitato alle cure mediche e terapie, la perdita dei contatti sociali hanno peggiorato la qualità della vita di tutte le famiglie che convivono con la demenza e hanno mostrato la necessità di rendere più accessibile l’assistenza domiciliare nonché più sicure ed efficienti le strutture residenziali. Aderire alla proposta del Network Non Autosufficienza per noi significa continuare il lavoro quotidiano di difesa dei diritti delle persone con demenza e dei loro familiari”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/03/2021


mercoledì 10 marzo 2021
Non autosufficienza, “5 miliardi per la riforma dei servizi domiciliari”

La proposta del Network Non Autosufficienza: un progetto personalizzato integrato per ogni anziano non autosufficiente che riuniasca gli interventi, forniti separatamente da Asl, Comuni e Inps, e tenga conto del lavoro di caregiver e assistenti familiari. Formazione per caregiver e assistenti familiari
Servono 5 miliardi per ridisegnare i servizi domiciliari in Italia. La stima è del Network Non Autosufficienza, che ha elaborato una proposta di riforma dell’assistenza degli anziani. Un pacchetto di azioni “necessarie”, posto all’attenzione del governo, per sfruttare l’opportunità offerta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Il nostro auspicio è che, nel caso in cui – come speriamo – il Governo sia interessato a introdurre nel Pnrr un progetto per la non autosufficienza, possa trovarvi una mole di idee, analisi e informazioni in grado di agevolare il suo compito. Una cosa, in ogni modo, è certa. – spiegano gli estensori – Un passaggio importante come l’avviamento della tanto attesa riforma nazionale non dovrebbe essere compiuto senza un confronto ampio con soggetti sociali, enti locali e altri attori interessati. Si tratta, in altre parole, di valorizzare il patrimonio di esperienze e di competenze esistente tra i tanti coinvolti – con vari ruoli – nella complessa tematica della non autosufficienza. Anche sotto questo profilo, la nostra proposta rappresenta esclusivamente un punto di partenza”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/03/2021


mercoledì 10 marzo 2021
Superbonus 110% e opere interne: gli abusi dentro l’unità immobiliare bloccano la detrazione fiscale?

Oggi rispondiamo a Claudia C. alla domanda: una diversa distribuzione interna degli spazi non autorizzata blocca le detrazioni fiscali del 110%?
Superbonus 110% e opere interne: gli abusi dentro l’unità immobiliare bloccano la detrazione fiscale?
Una delle modifiche più significative apportate al Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio) durante questo primo anno di applicazione del superbonus 110%, riguarda lo stato legittimo e la verifica di conformità urbanistica-edilizia degli immobili dove si vuole intervenire applicando la detrazione fiscale.
Superbonus 110% e verifica di conformità urbanistica-edilizia
Una delle condizioni necessarie per la fruizione di qualsiasi detrazione fiscale prevista su un intervento edilizio è che lo stesso risulti essere esente da abusi. L’art. 49 del DPR n. 380/2001 (c.d. Testo Unico Edilizia) prevede, infatti, che un intervento realizzato su un immobile privo di conformità urbanistica-edilizia non può beneficiare di alcuna agevolazione fiscale previste dalle norme. Nel dettaglio, l’articolo del testo unico edilizia parla di contrasti devono riguardare “violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che eccedano per singola unità immobiliare il due per cento delle misure prescritte, ovvero il mancato rispetto delle destinazioni e degli allineamenti indicati nel programma di fabbricazione, nel piano regolatore generale e nei piani particolareggiati di esecuzione”.
Una disposizione “superata” in parte dal decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. Decreto Agosto) che ha aggiunto all’art. 119 del Decreto Rilancio il comma 13-ter:

Leggi: Lavori Pubblici, 10/03/2021


DALLE REGIONI:

martedì 16 marzo 2021
Covid Lombardia, vaccino a domicilio per gli anziani più fragili: dove funziona e dove no

I progetti pilota di Pavia e di Como, il ruolo dei medici di famiglia: ogni Ats si muove diversamente. Sono 50 mila le richieste arrivate finora dagli over 80 – di Sara Bettoni
Sono i più fragili tra i nonni lombardi. Attendono il vaccino anti-Covid nel letto, chiusi in casa in una sorta di perenne lockdown. Oppure in salotto, dove trascorrono lunghe giornate seduti in poltrona. Circa 50 mila anziani hanno chiesto di ricevere l’iniezione a domicilio, perché non possono raggiungere i centri vaccinali o fanno fatica ad organizzare il viaggio. Il dato potrebbe essere un po’ gonfiato dalle richieste «improprie». È comunque una fetta importante della campagna rivolta agli over 80 che finora ha raccolto più di 580 mila sì. È anche la più difficile da organizzare e sta procedendo con maggiore lentezza rispetto all’attività negli hub. Ogni Ats si organizza diversamente, a volte coinvolgendo i medici di famiglia che già conoscono i propri assistiti. I sieri utilizzati sono Pfizer e Moderna, indicati per i fragili ma purtroppo più complessi da gestire per quanto riguarda il trasporto e la conservazione. Caratteristiche che incidono non poco sul piano di vaccinazione.

Leggi: Corriere della Sera, 16/03/2021


lunedì 15 marzo 2021
Comunità Sant’Egidio e Municipio Roma I insieme per gli over 80

La presidente del Municipio Roma I Centro e il segretario generale della Comunità di Sant’Egidio Acap onlus, hanno firmato un accordo di collaborazione su progetti e obiettivi miranti al sostegno della popolazione anziana, la più colpita dall’isolamento sociale
La presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi, e il segretario generale della Comunità di Sant’Egidio ACAP onlus, Cesare Zucconi, hanno firmato oggi un accordo di collaborazione su progetti e obiettivi miranti al sostegno della popolazione più anziana, la più colpita dall’isolamento sociale. In particolare, il protocollo siglato tra i due enti si pone l’obiettivo di estendere a tutta la popolazione anziana ultra-ottantenne residente nel Municipio il Programma ‘Viva gli Anziani!’, un modello innovativo di intervento che si è rivelato ancora più efficace durante l’emergenza sanitaria ancora in corso.

Leggi: Redattore Sociale, 15/03/2021


lunedì 15 marzo 2021
Anziani, Spi Cgil Roma e Rieti: bene iniziativa sull’invecchiamento attivo

Romano (Spi Cgil regionale): “Necessario che la proposta di legge sia approvata al più presto per essere poi applicata concretamente a livello territoriale”
“Esprimiamo profonda soddisfazione per il successo dell’iniziativa sull’invecchiamento attivo svoltasi a Rieti lo scorso venerdì 12 marzo presso la sala convegni della Asl di Rieti. Grande e’ stata la partecipazione ( circa 100 persone a seguire l’iniziativa e oltre 1000 visualizzazioni su facebook) e la disponibilità emersa da parte di tutte le istituzioni, Regione Lazio, Asl di Rieti, Distretti Sociali, Comuni e Centri Anziani del territorio, sui temi dell’invecchiamento attivo, la cui proposta di legge è all’esame del consiglio regionale del Lazio”. Così, in una nota, lo Spi Cgil Rieti Roma est valle dell’Aniene e le Leghe Spi di Rieti.
“Riteniamo necessario che la proposta di legge sia approvata al piu’ presto per essere poi applicata concretamente a livello territoriale e siamo profondamente convinti che garantire la prevenzione e il benessere alle persone anziane sia una assoluta priorita’ ridisegnare il modello di sanita’ e quello sociosanitario”, ha detto la segretaria generale dello Spi Cgil regionale Alessandra Romano”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/03/2021


lunedì 15 marzo 2021
Rsa in Lombardia, “un modello da rivedere”

Poco coordinamento dalla Regione, servizi territoriali inesistenti, salari bassi per il personale: gli esiti di una ricerca commissionata dal Sindacato dei Pensionati della Cgil Lombardia. Le proposte dell’associazione dei parenti degli ospiti, Felicita, e di Uneba
Mancanza di coordinamento e controllo da parte della Regione, rete dei servizi integrati per la non autosufficienza inesistente, bassi salari del personale e poca formazione: sono alcuni dei “mali” del sistema della Rsa lombarde che emerge da una ricerca, curata da Ires per il Sindacato dei pensionati della Cgil, per la quale sono stati intervistati 50 “testimoni privilegiati”. Una ricerca qualitativa, dunque, che non lesina critiche a una rete 717 strutture convenzionate dal sistema sanitario regionale lombardo con quasi 62 mila posti residenziali accreditati, corrispondenti a 27,1 ogni 1.000 anziani. Per Spi Cgil Lombardia occorre ora ridare slancio “ai servizi sanitari e sociosanitari territoriali”, “potenziare le cure domiciliari, le strutture intermedie e le forme di residenzialità leggera” e rivedere le quote di contributi riconosciuti dalla Regione alle Rsa ferme al 2003.

Leggi: Redattore Sociale, 15/03/2021


sabato 13 marzo 2021
Nei piani vaccinali anche i volontari al lavoro con anziani

La Regione Lombardia, con una delibera, ha inserito nei piani vaccinali anche i volontari dell’Auser e di altre associazioni in prima linea nell’assistenza ad anziani e disabili e nel trasporto in ospedali e centri sanitari per visite e controlli.
“Abbiamo chiesto, dopo la prima fase riservata al personale medico e paramedico e agli ospiti delle Rsa, di vaccinare questi generosi volontari, sia per consentire loro di svolgere il servizio sociale in sicurezza, sia per salvaguardare gli utenti che di norma sono persone fragili ed esposte al rischio di contagio”, spiega in una nota la presidenza di Auser in Lombardia.

Leggi: Msn, 13/03/2021


sabato 13 marzo 2021
Vaccinazioni e riforma socio sanitaria: incontro Anci Lombardia e CGIL, CISL, UIL confederali, dei pensionati e del comparto sanitario

Si è svolto nei giorni scorsi un proficuo incontro tra Anci Lombardia e le Organizzazioni Sindacali confederali CGIL, CISL e UIL nel corso del quale si sono affrontati due temi: la campagna vaccinale e la riforma del sistema socio-sanitario regionale.
Dal confronto tra le parti sono emersi, da un lato, le difficoltà e i problemi dell’avvio di una campagna vaccinale molto complessa e, dall’altro, l’impegno e lo sforzo quotidiano, condiviso da Comuni e organizzazioni sindacali, su più fronti per consentirne uno svolgimento attento – in linea con l’ultimo aggiornamento del piano vaccini nazionale – alle fasce di popolazione più fragili, dagli anziani, ai pazienti pluripatologici, senza dimenticare gli insegnanti e il personale scolastico fino ad arrivare alla vaccinazione massiva, nei tempi e con le modalità più veloci, sicure e vicine ai territori ed ai cittadini.

Leggi: Welfare Network, 13/03/2021


venerdì 12 marzo 2021
Toscana, nasce la Comunità di pratica per l’inclusione sociale

Obiettivo realizzare uno scambio di esperienze e di competenze sui temi dell’inclusione sociale, con particolare attenzione alle famiglie più vulnerabili, ma anche della lotta alla povertà, del sostegno ai minori e agli stranieri
Realizzare uno scambio di esperienze e di competenze sui temi dell’inclusione sociale, con particolare attenzione alle famiglie più vulnerabili, ma anche della lotta alla povertà, del sostegno ai minori e agli stranieri. E’ questo l’obiettivo di fondo della Comunità di Pratica sull’inclusione sociale in Regione Toscana, che è stata presentata stamani in un seminario online promosso dalla Regione in collaborazione con Anci Toscana e cui ha partecipato l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli.
L’incontro era rivolto alle 26 Zone-distretto della Regione Toscana e finalizzato all’aggiornamento e al rafforzamento delle competenze; una Comunità di pratica serve proprio a questo: a favorire un apprendimento continuo attraverso la condivisione delle conoscenze di tutti i soggetti che a vario titolo, e su vari piani (dal nazionale al locale) sono coinvolti.

Leggi: Redattore Sociale, 12/03/2021


IN AGENDA:

23.3.2021 – Comunicare la sostenibilità: la policy sui diritti umani

Prosegue il percorso organizzato da ASviS e FERPI sulla comunicazione della sostenibilità.
Dopo il successo del primo appuntamento sulla policy ambientale che ha visto oltre 700 partecipanti, il secondo appuntamento è dedicato ai diritti umani.
L’incontro prevede, dopo gli interventi di scenario e la testimonianza di alcune imprese, un’esercitazione per passare dalla teoria alla pratica: il ciclo ha infatti l’obiettivo di offrire ai professionisti della comunicazione strumenti utili alla definizione di una strategia di sostenibilit

Leggi:  Media Intelligence Arena


IN EVIDENZA:

Di Matteo: «Draghi metta mano a una riforma fiscale sulle grandi rendite finanziarie e immobiliari»

Parla il presidente nazionale del Movimento Cristiano del Lavoratori: «Dobbiamo lasciarci definitivamente alle spalle il tempo dei sussidi a pioggia e dell’assistenzialismo, che tanto male hanno fatto alla nostra economia. Servono piuttosto politiche attive del lavoro, insieme a un programma di rilancio della competitività delle nostre aziende. Oltre a un progetto corposo di formazione per i giovani, per i lavoratori e per chi ha perso il lavoro: misure poderose per rimettere al centro la dignità dei cittadini rilanciando l’occupazione e la qualità della vita»
Dallo scorso 23 gennaio Antonio Di Matteo è il presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori. Di Matteo, lei eredita la guida del Movimento Cristiano Lavoratori in un momento delicatissimo per la vita economica e sociale del Paese. Il primo riferimento è a papa Bergoglio: «La pandemia ha fatto luce su tutta una serie di criticità che finora giacevano più o meno nascoste nelle pieghe della società. E’ un fatto che temi come il lavoro che manca, la disoccupazione specie giovanile, il gap esistente tra livelli retributivi delle donne rispetto agli uomini, un sistema di welfare che non è più in grado di dare risposte adeguate alle emergenze sociali sono tutte questioni che già esistevano, solo che oggi non possiamo più nasconderci dietro un dito. Quello che come organizzazione cattolica incentrata sui temi del lavoro ci sentiamo di fare è rilanciare la speranza nel futuro, ripartendo da quelle che sono le parole di papa Francesco nella sua Enciclica Fratelli tutti: “il lavoro è una dimensione irrinunciabile della vita sociale, perché non solo è un modo per guadagnarsi il pane, ma anche un mezzo per la crescita personale, per stabilire relazioni sane, per esprimere se stessi” (punto 162). Ecco, qui sta la chiave di volta del nostro essere cattolici impegnati nel sociale e sul fronte del lavoro: pensare alle ragioni dell’economia ma sempre in una chiave che ponga al centro la persona nella sua interezza e in funzione di uno sviluppo che non perda mai i connotati ‘umani’ e l’attenzione al ‘creato’.

Leggi: Vita


Criticità nell’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie: indicazioni emerse da un’indagine pre-pandemica condotta nelle Marche

Mentre ci troviamo ancora nel pieno della seconda ondata della pandemia da COVID-19, ma anche all’avvio di una campagna vaccinale che lascia intravedere la possibilità di superare, seppur con tempistiche ancora da chiarire, la fase più critica dell’epidemia, è importante capire cosa possa essere messo in campo a tutela della popolazione anziana non autosufficiente, quella maggiormente colpita dalla crisi sanitaria.
di Flavia Piccinini, Paolo Fabbietti, Cristina Gagliardi, Giovanni Lamura (IRCCS INRCA, Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, Ancona)
Lo studio qui presentato, ideato e condotto prima dell’attuale emergenza, pur non potendo fornire indicazioni specifiche sulle soluzioni da adottare nell’immediato rispetto alla pandemia, può aiutare a capire come gli odierni interventi a carattere emergenziale possano conciliarsi con il perseguimento di obiettivi più a medio-lungo termine, che tengano conto delle criticità strutturali del nostro sistema di Long-Term Care.
Partendo dall’esempio fornito dal contesto marchigiano è possibile individuare le linee di intervento più strutturali in grado di rafforzare le tutele a favore di questa fascia di popolazione, rendendola più resiliente e meglio attrezzata a fronteggiare quello che sembra configurarsi come un problema con il quale dovremo, nonostante il vaccino, convivere a lungo.

Leggi: I Luoghi della Cura


Il Recovery plan per avviare la riforma – Una proposta per gli anziani non autosufficienti

Il Network Non Autosufficienza ha reso nota una nuova, e più dettagliata, versione della propria proposta per sfruttare l’opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al fine di avviare la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Il progetto è sostenuto – per adesso – da Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – AIMA, Alzheimer Uniti Italia Onlus, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Terzo Settore e La Bottega del Possibile.
La scelta del Network Non Autosufficienza di elaborare la proposta è maturata come reazione al venir meno di una speranza nata durante l’ultimo anno. I dati su età e profili di fragilità delle persone decedute con il Covid-19 individuano negli anziani non autosufficienti la fascia di popolazione più colpita. Per mesi, dunque, ci si è chiesti se questa infausta centralità vissuta nella tragedia avrebbe sortito almeno anche un effetto positivo: superare lo storico ridotto interesse della politica nazionale nei loro confronti. Ad alimentare le aspettative in tal senso era stato anche il clamore senza precedenti suscitato nei media e nella società – in particolare durante prima ondata – dal grande prezzo pagato dagli anziani durante la pandemia.
Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 è chiaramente emerso che queste aspettative non si sarebbero realizzate. Da una parte, la Legge di Bilancio non ha confermato lo stanziamento straordinario per l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) introdotto per il 2020 con il Decreto Rilancio di maggio. Una simile scelta – compiuta, peraltro, in una fase storica contraddistinta da un’ampia disponibilità di fondi pubblici – ha ridotto quello che pochi mesi prima era parso il primo passo di un percorso riformatore a uno stanziamento una tantum senza futuro. Dall’altra, a inizio gennaio – quando è stata resa nota l’attuale versione del PNRR, è risultato evidente che al suo interno mancasse un progetto organico e coerente dedicato al futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti.

Leggi: Welforum


PNRR, quale casa possibile?

Legacoop Abitanti, audita al Senato, ha sottolineato l’importanza dell’attenzione ad housing sociale e rigenerazione urbana «ma abbiamo sortttolineato che servono risorse a fondo perduto per le fasce più fragili e che la cooperazione di abitanti deve essere presente nella co-progettazione e nella governance dei fondi», sottolinea la presidente Rossana Zaccaria
Dopo molti anni di assenza di una politica abitativa strutturale, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza riconosce al tema dell’housing sociale e della rigenerazione urbana un ruolo centrale, peraltro richiamato da una Risoluzione recente del Parlamento europeo, ma vi sono alcuni aspetti relativi agli obiettivi e strumenti del piano che meritano ulteriori approfondimenti e modifiche.
Nell’ambito dell’Audizione dell’Alleanza Cooperative Italiane Settore Abitazione, con l’8° COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI del Senato abbiamo espresso una valutazione complessivamente positiva sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che definisce una nuova agenda sulle Infrastrutture Sociali, prevedendo nell’ambito della missione 5 – Inclusione e coesione – una dotazione di 3,5 mld per Rigenerazione Urbana e 2,8 mld per l’Housing Sociale. Questa componente mira a supportare situazioni di fragilità sociale ed economica intervenendo con “progetti volti ad intercettare le principali vulnerabilità sociali in materia di povertà materiale, disagio abitativo, attraverso il rafforzamento dei servizi sociali e potenziando le iniziative di housing sociale”.

Leggi: Vita


SEGNALAZIONI:

Contagi sul lavoro: tutela Inail per chi non si vaccina

Anche gli operatori sanitari, che hanno deciso di non vaccinarsi contro il Covid, hanno diritto alla tutela antinfortunio qualora dovessero contagiarsi in occasione di lavoro.
Lo ha chiarito l’Inail, in una lettera inviata alla Direzione regionale della Liguria, a seguito di una richiesta di chiarimento, avanzata dall’Ospedale San Martino di Genova, sul caso dei quindici infermieri contagiati dopo aver scelto di non aderire alla campagna vaccinale. Giunge così a conclusione la querelle, creatasi nei giorni precedenti, sull’opportunità di assimilare all’infortunio il contagio avvenuto in azienda, soprattutto in relazione al comportamento volontario rappresentato dal rifiuto del vaccino. La questione sollevata dalla Direzione sanitaria era incentrata, principalmente, sulle eventuali responsabilità del datore di lavoro, sia in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, sia nei confronti del personale infermieristico in caso di richieste di risarcimento per danni civili.

Leggi: Inca


Indennità Covid-19 ai lavoratori domestici interinali

Anche il lavoratore interinale, adibito a prestazioni di lavoro domestico, ha diritto all’indennità prevista per i lavoratori domestici dall’articolo 85 del decreto legge n. 34/2020.
Così si è espresso il Tribunale di Genova nella sentenza n. 97/2021, pubblicata il 12 febbraio scorso, accogliendo il ricorso di una lavoratrice, patrocinato dai legali di Inca Liguria, alla quale l’Inps aveva negato il sussidio di 500 euro per ciascun mese di aprile e maggio 2020, così come previsto dalla norma emergenziale, dovuta alla pandemia da Coronavirus, messa a punto dal governo durante il lockdown, per aiutare i lavoratori in difficoltà.
Il contenzioso nasce dal fatto che, secondo l’Inps, al momento della domanda amministrativa del sussidio economico, la donna, pur svolgendo mansioni domestiche, non risultava iscritta come tale, ma era alle dipendenze di un’agenzia di somministrazione (secondo quanto stabilito dal decreto legislativo n. 81/2015), cioè alle dipendenze di un soggetto diverso dall’utilizzatore della prestazione, quindi, non qualificabile come domestico.
Una interpretazione restrittiva, respinta dal tribunale, poiché, spiega la sentenza, l’articolo 85 del decreto 34/2020 riconosce il diritto sulla base della posizione contrattuale del lavoratore; pertanto, va applicata una decisione “estensiva” della norma che, ai fini del riconoscimento del sussidio, fa riferimento ai “lavoratori domestici” e ai loro “contratti di lavoro” in essere, alla data del 23 febbraio 2020.

Leggi: Inca

 

 

 

 

 

Vaccino: Landini, è un diritto, sia gratuito e accessibile a tutti. Nessun profitto sulla pandemia

Giovedì 11 marzo Giornata della firma dell’Iniziativa dei Cittadini Europei e diretta Facebook
“In tutto il mondo il vaccino deve essere un diritto, gratuito, accessibile a tutti. È una battaglia di civiltà: vuol dire mettere al centro non il profitto, non l’economia, non le multinazionali, ma il lavoro, le persone e la giustizia sociale”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini in un video-appello su Collettiva.it per chiedere di firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Nessun profitto sulla pandemia”, lanciata nell’ambito della Campagna Europea “Right2Cure #NoprofitOnPandemic”, di cui la Cgil è tra i promotori italiani.
L’Iniziativa dei Cittadini Europei è lo strumento attraverso cui i cittadini dell’UE possono rivolgersi direttamente alla Commissione europea per proporre un atto legislativo concreto, ma sono necessarie un milione di firme, 180 mila in Italia. Con questa ICE si chiede che l’accesso a vaccini e cure anti-pandemiche sia gratuito e garantito a tutti a livello globale, trasparenza e controllo sul denaro pubblico utilizzato per sviluppare le tecnologie sanitarie e nessun profitto delle aziende farmaceutiche a scapito della salute delle persone.
Giovedì prossimo, 11 marzo, si riunirà il Consiglio del TRIPs (accordo sui diritti di proprietà intellettuale) dell’Organizzazione Mondiale del Commercio per discutere la richiesta di India e Sudafrica di moratoria temporanea per i brevetti sui vaccini e sui farmaci anti Covid-19. In concomitanza con questo appuntamento i promotori della Campagna, dopo aver inviato venerdì scorso una lettera a Draghi e al Governo in cui si chiede di sostenere la moratoria – lettera che, come si legge nel Comunicato Stampa del Comitato che inviamo in allegato, non ha ricevuto risposta – hanno indetto una prima “Giornata della firma” dell’ICE. Si terrà inoltre, dalle ore 17 alle ore 19, una maratona Facebook con i membri del Comitato promotore e del Comitato nazionale, che sarà possibile seguire sulla pagina della
Campagna (Right2Cure/DirittoallaCura pagina italiana dell’ICE).


Sindacati: subito una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza

La Legge quadro nazionale per la non autosufficienza deve essere parte integrante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per CGIL, CISL e UIL, SPI, FNP e UILP è necessaria una legge che aumenti in modo significativo le risorse e assicuri in ogni parte del Paese prestazioni, sostegni e servizi adeguati e uniformi, riducendo le attuali disuguaglianze tra Regioni e anche all’interno delle stesse Regioni.
Le stime più attendibili indicano che le persone non autosufficienti in Italia, disabili e anziani, sono circa 3,5 milioni. Di questi, 2.850.000, vale a dire l’80,9%, ha più di 65 anni.
La risposta finora data dalle istituzioni a questa vera emergenza nazionale è stata frammentaria, inadeguata e disorganizzata, con uno stanziamento di risorse insufficiente e disomogeneo.
CGIL, CISL e UIL, SPI, FNP e UILP chiedono di calendarizzare al più presto la discussione in Parlamento di una Legge quadro nazionale per la tutela della non autosufficienza, da approvare in tempi rapidi, così da collegarsi ai finanziamenti previsti dalle risorse europee.
Contemporaneamente, va potenziata l’assistenza sociosanitaria territoriale e va profondamente innovato il modello delle strutture residenziali sociosanitarie con la sperimentazione di residenzialità alternativa. Questi interventi devono qualificare il necessario rinnovamento profondo del nostro Sistema Sanitario Nazionale.
CGIL, CISL e UIL, insieme a SPI, FNP e UILP, presenteranno in un webinar il prossimo 18 marzo in dettaglio le proprie proposte, chiamando al confronto Governo, Parlamento e la Conferenza delle Regioni.

Leggi: Spi-Cgil


NEWS:

domenica 7 marzo 2021
Anziani non autosufficienti, l’allarme delle associazioni: “Dimenticati”

“Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza manca un progetto rivolto agli anziani e alle loro famiglie”. La proposta “dedicata alle principali vittime della pandemia” con un pacchetto di “azioni necessarie”. Prevede circa 7,5 miliardi per la non autosufficienza, 5 dei quali per i servizi domiciliari
“Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza manca un progetto rivolto agli anziani e alle loro famiglie”. A lanciare l’allarme il Network Non Autosufficienza che ha elaborato una proposta per sfruttare l’opportunità offerta dal Pnrr per “avviare il necessario percorso di riforma”. Il network è formato da costellazione di soggetti sociali – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – Aima, Alzheimer Uniti Italia Onlus, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Terzo Settore e La Bottega del Possibile – che hanno unito le forze per sostenere la richiesta di riforma nazionale, “consapevoli della gravità della situazione”. L’adesione è comunque aperta alle organizzazioni e alle realtà associative che ritenessero di sostenerla (segnalando la propria volontà a redazione@luoghicura.it).
“I dati che riguardano le persone decedute con il Covid indicano che i più toccati sono gli anziani non autosufficienti. – si legge – Inoltre, le grandi difficoltà incontrate dal sistema pubblico di assistenza nell’affrontare la pandemia non rappresentano un evento anomalo, bensì una manifestazione estrema delle criticità di fondo che – da tempo – lo affliggono”.

Leggi: Redattore Sociale, 07/03/2021


giovedì 4 marzo 2021
Stime preliminari povertà assoluta e delle spese per consumi.

L’Istat diffonde oggi le stime preliminari della povertà assoluta per l’anno 2020 insieme alle stime preliminari delle spese per consumi delle famiglie che costituiscono la base informativa per gli indicatori di povertà assoluta. Le stime definitive saranno rese disponibili, rispettivamente, il 16 e il 9 giugno 2021. I dati sono quindi suscettibili di revisioni, ma offrono un quadro chiaro delle conseguenze che la grave crisi economica prodotta dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria ha determinato sulle condizioni di vita delle famiglie nell’anno appena passato.
La povertà assoluta torna a crescere e tocca il valore più elevato dal 2005.
Le stime preliminari del 2020 indicano valori dell’incidenza di povertà assoluta in crescita sia in termini familiari (da 6,4% del 2019 al 7,7%, +335mila), con oltre 2 milioni di famiglie, sia in termini di individui (dal 7,7% al 9,4%, oltre 1 milione in più) che si attestano a 5,6 milioni.
Nell’anno della pandemia si azzerano i miglioramenti registrati nel 2019. Dopo quattro anni consecutivi di aumento, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e di individui) in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l’incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%. Pertanto, secondo le stime preliminari del 2020 la povertà assoluta raggiunge, in Italia, i valori più elevati dal 2005 (ossia da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore).

Leggi: Istat, 04/03/2021


giovedì 4 marzo 2021
MIMS: al via l’Alta Commissione per la qualità dell’abitare, 170 enti registrati per partecipare al bando

Giovannini: “La riqualificazione delle aree urbane inciderà positivamente sulla vita delle persone che oggi vivono in condizioni di disagio abitativo e socioeconomico”.
Si è svolta oggi la prima riunione dell’Alta Commissione per la Qualità dell’Abitare, istituita presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) per dare attuazione all’omonimo Programma innovativo nazionale, varato con il decreto interministeriale 395/2020. La Commissione, composta da professionisti ed esperti ha, tra l’altro, il compito di esaminare e finanziare progetti per la riqualificazione delle aree urbane disagiate dal punto di vista abitativo e socioeconomico. Il prossimo 16 marzo scadrà la prima fase per la presentazione dei progetti, per i quali sono disponibili 854 milioni di euro (a cui si potranno aggiungere ulteriori risorse europee). Al bando si sono già registrati 170 enti locali e territoriali.
“Il Programma innovativo nazionale sulla qualità dell’abitare è destinato a incidere positivamente sulla qualità della vita delle persone e delle famiglie – ha affermato il Ministro Giovannini intervenendo alla riunione di insediamento dell’Alta Commissione per la Qualità dell’Abitare – la Commissione dovrà programmare in modo dettagliato e puntuale le proprie attività, stimolando una riflessione sul futuro delle politiche abitative, aprendo un dialogo con le organizzazioni della società civile e con le Università che sono chiamate a contribuire attivamente alla trasformazione dei territori nella direzione dello sviluppo sostenibile”.

Leggi: La Stampa, 04/03/2021


mercoledì 3 marzo 2021
Salvare i mutui (e la casa) di chi non ce la fa

I decreti legge varati in piena pandemia hanno allargato le maglie del fondo Gasparrini, il fondo di solidarietà per i mutuatari in difficoltà. Presto però potrebbe non bastare. Serve intervenire quanto prima, con l’istituzione di una bad bank.
Superano quota 500 mila i mutui ipotecari per i quali i proprietari degli immobili hanno chiesto una moratoria per il pagamento delle rate di ammortamento; il loro capitale residuo complessivo è poco al di sotto dei 45 miliardi di euro. A questi numeri si arriva sommando i 200 mila mutui per i quali è stato chiesto l’intervento del fondo Gasparrini – cioè il fondo di solidarietà, istituito con la legge 244/2007, che permette al mutuatario in difficoltà finanziarie, indipendenti dalla sua volontà, di chiedere la sospensione dell’ammortamento del mutuo prima casa – e le 360 mila moratorie di mutui, per un controvalore di 25 miliardi di euro (dichiarazione Abi alla trasmissione Due di denari del 21 dicembre 2020), non eleggibili a quel fondo, accordate dalle banche a seguito di accordi sottoscritti tra Abi e le associazioni dei consumatori. Questa situazione è dovuta alla perdita di reddito provocata dalla pandemia che ha fatto crescere il numero di famiglie impossibilitate a continuare a pagare le rate.

Leggi: La Voce, 03/03/2021


martedì 2 marzo 2021
Le città-quartiere con più servizi e zero emissioni

Lo scenario. Entro il 2050 il 70% della popolazione globale abiterà nelle metropoli: i piani e le strategie dei sindaci del C-40 per centrare gli obiettivi Onu
Nel mondo circa quattro miliardi di persone vivono oggi nelle città. Entro il 2050 – stima la Banca Mondiale – saranno almeno il doppio, circa il 70% della popolazione globale. Basta soffermarsi su questi numeri per comprendere la portata della sfida. La spinta alla sostenibilità è partita da qui, il Covid ha accelerato la consapevolezza e in molti casi anche le azioni concrete. «La pandemia – sottolinea Raf Tuts, direttore della divisione Global solutions di Un Habitat (il programma dell’Onu per gli insediamenti umani) – ha messo in luce l’esigenza di una transizione sostenibile nel sistema dei trasporti, degli spazi pubblici e della sicurezza sanitaria. Soggetti pubblici e privati hanno compreso che gli investimenti in questa direzione sono la chiave per la resilienza oggi, ma anche in futuro, per avere città più vivibili, fruibili ed eque». Principi scritti nero su bianco nell’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con un concetto di sostenibilità a 360 gradi: non solo ambientale, ma anche economica e sociale. A partire, appunto, dal basso. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative. Una delle più autorevoli è la “Carbon neutral cities Alliance” (Cnca): 22 città, da Adelaide a Yokohama passando per New York, Seattle e Toronto, unite dal filo rosso della ricerca della neutralità climatica. Di pari passo fioccano ranking e premi ai centri più virtuosi che danno l’idea di un fenomeno crescente. Anche gli addetti ai lavori hanno creato momenti di condivisione e confronto. Una di queste è l’Urban future Global Conference, che una volta all’anno riunisce i “citychangers” (sindaci, urbanisti, docenti universitari).

Leggi: Inu, 02/03/2021


DALLE REGIONI:

martedì 9 marzo 2021
Anziani, a Bologna la cura ai non autosufficienti è affare di famiglia

Lo conferma uno studio realizzato a Bologna da Unisalute, dal quale emerge che il 57% dei bolognesi gestisce a casa l’assistenza ai familiari non autonomi
La cura delle persone non autosufficienti è sempre una questione di famiglia. Lo conferma uno studio realizzato a Bologna da Unisalute, dal quale emerge che il 57% dei bolognesi gestisce a casa l’assistenza ai familiari non autonomi. Una quota molto alta, rileva l’osservatorio dell’assicurazione sanitaria, dovuta in parte alla tradizione italiana di prendersi cura dei propri familiari tra le mura domestiche, in parte anche ai costi dell’assistenza. In oltre un caso su tre (34%), poi, sono direttamente i familiari a prendersi cura della persona non autosufficiente, mentre nel 23% dei casi, le famiglie si fanno assistere da badanti. Un aspetto, quello della fiducia nei confronti di badanti e infermieri, che è evidentemente centrale, come dimostrano le modalità utilizzate dagli abitanti del capoluogo emiliano: nel 48% dei casi vengono scelte persone in base al passaparola tra parenti e amici, un metodo tradizionale che però fornisce garanzie e tranquillità. Il 18% dei bolognesi, in caso di necessità, si rivolge ad associazioni di volontariato per trovare una persona che possa aiutare il proprio parente non autosufficiente, mentre l’11% fa riferimento alle agenzie del lavoro. Spesso le famiglie decidono di assistere autonomamente i propri cari non autosufficienti anche per ragioni economiche, non potendo permettersi strutture di ricovero né personale di supporto in casa. La cura continua di un malato rischia però di diventare lo stesso insostenibile per le famiglie, oltre a richiedere spesso una assistenza specializzata. L’assistenza ai malati cronici è affidata nel 38% dei casi a badanti o infermieri che operano a domicilio, mentre due volte su tre (62%) questo compito ricade direttamente sui familiari del malato o dell’anziano.

Leggi: Redattore Sociale, 09/03/2021


lunedì 8 marzo 2021
Caregiver, Omar: “Migliaia di lavoratrici a rischio licenziamento”

Sono circa 7 milioni in Italia, per la stragrande maggioranza donne. La maggior parte delle misure di tutela introdotte nella prima fase dell’emergenza sanitaria non sono state rinnovate. “Hanno utilizzato tutti i permessi (104 e non), tutte le ferie, i congedi, perfino l’aspettativa”
caregiver donna e anziano uomo
Essere un caregiver familiare oggi è decisamente drammatico, specie se si è donne: madri, mogli, sorelle di persone con disabilità, in molti casi di persone con malattie rare e croniche gravemente invalidanti, o di persone anziane non autosufficienti. Parliamo di una stima di 7 milioni di persone in Italia, per la stragrande maggioranza donne. Lo Sportello Legale dell’Osservatorio Malattie Rare riceve continue richieste di aiuto: “Hanno utilizzato tutti i permessi (104 e non), tutte le ferie, i congedi, perfino l’aspettativa- spiega Ilaria Vacca, giornalista dello Sportello Legale- Se non sono collocabili in smart working? Se i loro familiari non possono assolutamente rischiare il contagio Covid che fare? E quando i familiari devono essere assistiti h24 e non è più possibile affidarli a strutture semiresidenziali o caregiver professionisti non ancora vaccinati? Dal DPCM 2 marzo 2021, l’ultima misura prevista dal Governo, nessuna risposta per queste persone. Quanti di loro (e quante donne soprattutto) perderanno il posto?”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/03/2021


venerdì 5 marzo 2021
Congelata la riforma dell’agenzia Milano Abitare

Il Tar della Lombardia ha sospeso l’aggiudicazione della gara d’appalto del Comune per la gestione dell’Agenzia, accogliendo in parte il ricorso presentato da tre cooperative sociali. Nei primi cinque anni di vita, l’Agenzia, nata per far incontrare domanda e offerta di alloggi, è riuscita a realizzare 1.350 contratti di affitto a canone concordato
La riforma dell’agenzia Milano Abitare, creata dal Comune di Milano per incentivare l’incontro tra domanda e offerta di case a canoni calmierati, è sospesa almeno fino a giugno. Il Tribunale amministrativo regionale (Tar), con un’ordinanza del 11 febbraio 2021, ha infatti sospeso la determina con cui il Comune assegnava alle cooperative sociali Spazio Aperto Servizi e Libellula la “co-progettazione e co-gestione del nuovo modello sperimentale di Agenzia sociale per la locazione”. Sospensione scaturita dal ricorso presentato da altre tre cooperative sociali, La Cordata, Fondazione d.a.r. “Cesare Scarponi” e Codici, che contestano l’esisto della gara di appalto indetta dal Comune.

Leggi: Redattore Sociale, 05/03/2021


venerdì 5 marzo 2021
Ginosa: “Contesto dell’abitare ed Alzheimer – Come migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e caregiver’’

L’evento, trasmesso in diretta sul canale YouTube del Comune di Ginosa, ha visto la partecipazione di professionisti del settore, che hanno relazionato sul tema. In collegamento anche il Sindaco di Ginosa Vito Parisi, gli Assessori Regionali Rosa Barone e Pier Luigi Lopalco, il Vicepresidente della Commissione Sanità Puglia Vincenzo Di Gregorio, i Consiglieri Regionali Marco Galante e Gianfranco Lopane e gli Assessori di Ambito.
Ha moderato l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ginosa Romana Lippolis.
Al seguente link è possibile rivedere il webinar: https://youtu.be/3hbCvZD9Xyo
Abbiamo proposto una nuova visione che va dalla diagnosi precoce alla rete di servizi che potrebbero ruotare intorno alla persone con Alzheimer e alle loro famiglie – spiega Lippolis – un convegno promosso dal nostro Ambito (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello e Asl) che porta a livelli istituzionali più alti un progetto di vita, ideato da un gruppo di lavoro di tecnici e clinici, a giovamento delle famiglie in cui questa patologia è purtroppo presente.

Leggi: Just Tv, 05/03/2021


mercoledì 3 marzo 2021
Gli anziani a scuola di tecnologia

Al via il progetto ‘Gioia +’, con anziani che imparano ad utilizzare le tecnologie digitali per superare l’isolamento e ricreare una comunità solidale. Una manna dal cielo, soprattutto in tempo di Covid19. Capofila è l’Auser ‘Dirio Ciani’ di Colle di Val d’Elsa, ma il progetto è molto esteso. Per avere un’idea della rete, basta pensare che ad oggi aderiscono ben 12 centri di aggregazione, 4 Rsa (3 in Valdelsa e 1 a Siena) per un totale di 2000 soci, 300 utenti di Rsa e 16 persone afferenti ai mini appartamenti. «Un progetto che abbiamo ideato e stiamo realizzando in tutta la provincia di Siena, grazie al sostegno della Fondazione Monte dei Paschi», dichiara Andrea Dilillo, direttore generale di un vero e proprio percorso condiviso partito lo scorso gennaio e portato avanti da un partenariato ricco e variegato. Oltre alla «Dirio Ciani», troviamo le cooperative Coop 21 e AranciaBlù, il Centro La Lunga Gioventù, le associazioni Motus e Straligut.

Leggi: La Nazione, 03/03/2021


martedì 2 marzo 2021
Il futuro di Milano passa da periferie e area Expo

Riconversioni. Il recupero di 1,3 milioni di metri quadrati in aree degradate consentirà di riqualificare gli ex scali ferroviari e creare nuove zone verdi
La corsa di Milano è stata, inevitabilmente, interrotta dalla pandemia. Ma da questa esperienza i progetti di città sostenibile per eccellenza in Italia potrebbero ulteriormente rafforzarsi. Proprio i lockdown hanno insegnato che la vivibilità di una città non è data solo dal Pil e dalla capacità di offrire lavoro e attirare i giovani più creativi: c’è bisogno di ritrovare spazi verdi, recuperare aree dismesse, rendere più facili gli spostamenti, dare accoglienza a chi arriva da fuori per studiare, avere una città pulita, sviluppare infrastrutture tecnologiche. Sono i pilastri della sostenibilità milanese, che con il Covid hanno cercato un nuovo sbocco. Prima di tutto ci sono i mezzi di trasporto, messi a dura prova lo scorso anno visto che la capacità non ha potuto mediamente superare il 50%, e questo significa compromettere gli equilibri finanziari che rendono possibile l’efficienza. Tuttavia gli investimenti non sono stati bloccati: rimane in piedi il programma in base al quale entro dieci anni l’Atm, la partecipata pubblica dei trasporti, avrà sostituito la sua flotta con mezzi interamente elettrici e green. Si parla di 2 miliardi di investimenti. Nel 2020 sono intanto proseguiti i lavori per la realizzazione di nuove piste ciclabili, proprio perché spostarsi con i mezzi era sconsigliato ma l’uso dell’auto privata andava comunque disincentivato. Il patrimonio di 50 chilometri di pista rimarrà in eredità alla città. Attraversano non solo il centro ma anche le periferie storiche.

Leggi: Inu, 02/03/2021


IN AGENDA:

Italia Longeva – Virtual workshop – 10 marzo 2021, ore 16.00 – 18.30

La misurazione dell’aderenza nella governance della Long-Term Care: key player a confronto
Gli anziani fragili e multimorbidi sono in continuo aumento. Nell’ottica di realizzare una presa in carico di questi pazienti che sia efficiente, efficace ma anche sostenibile, Italia Longeva, nell’ambito del percorso di approfondimento sulla Long-Term Care, ha voluto affrontare e approfondire il tema della gestione dell’aderenza terapeutica, la cui urgenza viene peraltro oggi fortemente amplificata dalla pandemia.
Al fine di avanzare una possibile soluzione concreta, Italia Longeva ha elaborato un indicatore sintetico, facilmente implementabile nella popolazione italiana, che possa costituire la base per una strategia standardizzata di misurazione dell’aderenza alle terapie a livello regionale. Tutto questo, partendo dall’assunto che solo misurando l’aderenza è ipotizzabile ricomprenderla nell’ambito del Nuovo Sistema di Garanzia e quindi inserirne la promozione fra le priorità̀ regionali e farne un obiettivo strategico di sanità pubblica.

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Diritti e qualità di vita dei caregiver: capire per agire

Cittadinanzattiva lancia un questionario per conoscere difficoltà ed esigenze dei caregiver familiari, soprattutto fra i più giovani
«Mi chiamo Francesca. Ho 32 anni e ho scoperto di essere una caregiver quando era troppo tardi, forse. Dall’età di 13 anni mi sono occupata, insieme a mio padre, della mia mamma colpita da una malattia degenerativa molto pesante. Ricordo i sabati sera nei pronto soccorso, le notti in clinica per dormire con lei quando non potevo lasciarla sola e le tenevo la mano, le sue braccia in continuo movimento, gli spasmi quando la cambiavo, la preparavo e le facevo il bagno. Non so bene il momento in cui ho scoperto di essere una caregiver: un giorno, senza saperlo, i ruoli si erano invertiti ed ero io che mi prendevo cura di lei».
È, questa, una delle tante storie di caregiver, spesso giovani, che Cittadinanzattiva ha incontrato sul suo cammino a tutela dei diritti dei cittadini, dalla parte di chi cura e di chi è assistito. In Italia sono un vero e proprio esercito d’invisibili che sostiene il welfare del nostro Paese: in media il 17,4% della popolazione, oltre 8,5 milioni di persone, è caregiver. Spesso si tratta di persone a loro volta anziane, come i familiari che assistono, ma non sempre è così: più di 390 mila sono giovani caregiver che hanno tra i 15 e i 24 anni, ragazzi che si prendono cura regolarmente di un familiare, dedicando tempo, energie, equilibrio e benessere della famiglia.
A cinque anni dal riconoscimento della figura dei caregiver in una Legge regionale (Emilia-Romagna 2014) e a due anni dall’istituzione di un fondo ad essi dedicato, l’atteso Disegno di Legge N. 1461 del 2019 ha formulato una “prima fase di normazione, finalizzata al riconoscimento e alla tutela del lavoro svolto dal caregiver familiare”, riconoscendogli un valore sociale ed economico per il Paese.

Leggi: Vita


Assistenza territoriale al palo. La storia incompiuta delle Case della Salute: a 14 anni dalla legge in oltre il 30% delle Regioni non ci sono. Pochi anche gli ospedali di Comunità

A rivelarlo un dossier del Servizio studi della Camera che ha fatto una mappatura della situazione nelle 21 regioni. Va peggio con gli ospedali di Comunità: in metà delle Regioni non ce n’è nemmeno uno. Le Regioni con più strutture sono Veneto, Emilia Romagna e Toscana. male le autonomie e le Regioni del centro sud. IL DOSSIER
Si fa tanto parlare anche in vista del Recovery Plan del potenziamento dell’assistenza territoriale messa in crisi dalla pandemia da Covid anche rispetto alla creazione delle cosiddette Case di Comunità, che poi in realtà sono un modello che ricalca quello delle Case della Salute istituite nel 2007. Ebbene a 14 anni dalla Legge ci sono ben 8 Regioni (oltre il 30%) che non ne hanno istituita nemmeno una. Situazione peggiore per quanto riguarda gli Ospedali di comunità che erano stati previsti nel Patto per la Salute 2014-2016 ma per cui solo l’anno scorso sono stati definiti gli standard. Ebbene in 11 regioni (oltre il 50%) non ce n’è nemmeno uno.
“L’ampia disomogeneità nel numero di Case della Salute e di Ospedali di Comunità attivi nell’anno 2020 – si legge nel report – , documenta la necessità di un approfondito confronto tra le Regioni/PA, fermo restando come, sulla base della documentazione raccolta, appare evidente come sia in corso un profuso impegno nelle singole Regioni/PA finalizzato al rafforzamento dell’assistenza territoriale, attraverso specifici atti di programmazione”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Buone pratiche per città più inclusive

Da Vienna a Parigi alla Svezia, alcune buone pratiche europee che hanno preso piede per rendere le città più inclusive e sensibili al genere, perché lo spazio pubblico non è mai stato neutro
Progettazione urbana inclusiva, pianificazione territoriale sensibile al genere e partecipazione delle donne al processo decisionale locale: lo spazio pubblico non è mai stato neutro, ma è solo verso la fine degli anni ’80 che la ricerca urbanistica da una prospettiva di genere inizia a suscitare interesse, quando prende sempre più corpo l’idea che la pianificazione spaziale possa riprodurre disuguaglianze sociali e stereotipi. Soprattutto nel caso in cui l’approccio dei pianificatori sia quello di supporre implicitamente che gli abitanti delle città siano uomini.
Per tradizione, d’altronde, lo spazio pubblico è sempre stato dominato dagli uomini, mentre la sfera privata è sempre stata associata alle donne. Molte delle tendenze passate e presenti nella pianificazione urbana riflettono dunque la prospettiva maschile sul ruolo della donna come caregiver.
Tuttavia, da alcuni anni, il tema dell’integrazione della dimensione di genere nella pianificazione e nello sviluppo urbano è balzato in cima all’agenda politica dell’Unione europea. Nel 2006, al fine di promuovere l’uguaglianza di genere a livello locale e regionale, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE) ha lanciato la Carta europea per la parità e l’uguaglianza di donne e uomini nella vita locale.

Leggi: In Genere


Anziani. Servono forme di assistenza che li rispettino.

Prosegue il dibattito sulla chiusura delle RSA- residenze sanitarie assistenziali. Le posizioni di Arvas e di Sant’Egidio
Oltre al coronavirus l’isolamento. Una trappola divenuta ormai un’infelice costante nell’esistenza delle persone più anziane e fragili, costrette ancora oggi a vivere isolate in casa, nelle residenze sanitarie o negli ospedali. Limiti strutturali già noti, quelli del sistema assistenziale e sociosanitario italiano, tornati però drammaticamente a galla in questo tempo scandito dalla pandemia e segnato sempre più dall’esigenza non solo di percorrere nuove vie di prossimità a chi è solo e malato, ma anche di ripensare gli attuali modelli assistenziali.
Arvas: riformare il sistema dall’interno
È soprattutto sul primo fronte che si stanno impegnando realtà come l’Arvas del Lazio (Associazione regionale volontari assistenza sanitaria), attiva da 40 anni a Roma e nelle province di Viterbo e Frosinone. «La nostra organizzazione, che conta 1.800 volontari, opera soprattutto in ambito ospedaliero, ma anche in qualche casa di cura. Ora però quasi tutte le nostre attività sono state sospese», spiega il presidente Silvio Roscioli. «Così abbiamo scelto di impiegare questo tempo per la formazione personale, per riscoprirci realtà unita, ma soprattutto per avviare delle iniziative legate per lo più all’assistenza di “palazzo”, con un’attenzione rivolta soprattutto a quei luoghi e quartieri in cui vivono gli anziani e i malati. A tal proposito cerchiamo di mantenere, per eventuali segnalazioni, contatti costanti con gli assistenti sociali dei vari municipi».

Leggi: Reti Solidali


SEGNALAZIONI:

Contagio da COVID-19: da malattia a infortunio sul lavoro

Grazie all’impegno delle operatrici e degli operatori dell’Inca, la tutela Inail contro i contagi sul lavoro diventa più aderente alla realtà. Il Patronato della Cgil si rivolge ai lavoratori affinché non rinuncino ai propri diritti.
di Marco Bocci, Inca Cgil Nazionale
Generalmente, molti lavoratori sono portati a ritenere che la prestazione, riconosciuta da un Istituto previdenziale o assicurativo (Inail od Inps), sia quanto effettivamente spetti di diritto, poiché viene richiesta od erogata da quelli che ritiene essere gli “Enti” istituiti per la tutela contro i danni da lavoro.
In realtà, a volte non avviene così: spesso un lavoratore si vede attivare una prestazione che va sì a tutelare un proprio diritto, ma quest’ultimo non risulta essere quello che invece dovrebbe regolare la situazione di fatto esistente. Pertanto, succede, nell’ambito del danno da lavoro, che dei lavoratori, messi in malattia comune (e quindi sotto la tutela Inps) per infezione derivante da Covid-19, scoprano, soltanto dopo aver contattato il Patronato per le opportune verifiche, di aver diritto a ben altra prestazione derivante dal riconoscimento del contagio come infortunio contratto in occasione di lavoro.
Nella prima fase della pandemia, a dimostrazione di quanto sopra premesso, molte sedi dell’Inca si sono viste contattare da decine e decine di lavoratori che, dopo aver contratto il Covid-19, si erano rivolte al Patronato per chiedere se la prestazione erogata dall’Inps, derivante dalla certificazione di malattia comune, fosse effettivamente quella spettante.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

Piano vaccini: così non va bene

“Esattamente un anno fa il Covid-19 irrompeva nelle nostre vite. In questi giorni stiamo ricordando le prime zone rosse, il paziente zero, le restrizioni. Mi colpisce la mancanza di sensibilità verso i morti: ad oggi sono più di 95.000”. Lo ha detto il Segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti in un video pubblicato sulla pagina Facebook del Sindacato.
“Non hanno più nomi – continua Pedretti – non hanno storia e sono già stati rimossi. I famigliari vengono lasciati soli nel loro dolore, e quell’elenco si aggiorna ora dopo ora. Francamente mi sembra che nel dibattito pubblico non interessi a molti. Questa è una ferita profonda per il paese.
Tutti vogliamo tornare alla nostra vita. Per farlo però servono i vaccini, e lasciatemi dire che sono un po’ preoccupato.

Leggi: Spi-Cgil


Vaccinazioni over 80: volontari Auser in campo in tutta Italia per aiutare nelle prenotazioni e nel trasporto

“Garantire precedenza nella vaccinazione anche ai volontari”
Con l’avvio in tutte le regioni delle vaccinazioni anti Covid 19 per i cittadini con più di 80 anni, l’Auser con la sua capillare rete di volontari, si è messa a disposizione fornendo un supporto nella procedura di prenotazione online. I volontari sono a disposizione di tutti quegli anziani soli e in difficoltà che non riescono a fare la prenotazione in autonomia. La rete solidale dell’associazione è anche a disposizione – previa prenotazione- ad accompagnare gli over 80 in auto presso le strutture preposte per effettuare la vaccinazione anti Covid.
“Siamo in campo ora più che mai con i nostri volontari – sottolinea il presidente nazionale Enzo Costa – per venire incontro ai bisogni degli anziani più fragili.
Gli over 80 hanno molte difficoltà nell’utilizzare i nuovi strumenti digitali e ci siamo subito attivati per fornire loro un adeguato supporto. Dall’emergenza Covid l’Auser non si è mai fermata e continua ad essere vicina agli anziani fragili con una vasta rete di prossimità. Per questo pensiamo sia giusto garantire ai volontari la precedenza nella vaccinazione come già accade per altre categorie. ”
Si può contattare la sede Auser più vicina consultando l’elenco a questo link

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 2 marzo 2021
Lavoro, dai riders ai caregivers: “anche loro nella Carta di Bologna”

L’economia delle piattaforme abbraccia servizi sempre più ampi tanto che tra questi ci sono anche quelli di assistenza e compagnia rivolti agli anziani e ai disabili: è il caso di Ugo, azienda nata a Milano qualche anno fa e oggi presente in diverse città italiane…
Non solo riders. L’economia delle piattaforme abbraccia servizi sempre più ampi tanto che tra questi ci sono anche quelli di assistenza e compagnia rivolti agli anziani e ai disabili: è il caso di Ugo, azienda nata a Milano qualche anno fa e oggi presente in diverse città italiane. Da pochi mesi Ugo è sbarcata anche a Bologna e ora l’assessore al Lavoro del Comune emiliano, Marco Lombardo, chiede alla società di firmare la “Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano”, nata sotto le Due torri sulla spinta delle mobilitazioni avviate dai ciclofattorini.

Leggi: Redattore Sociale, 02/03/2021


lunedì 1 marzo 2021
“ABITIAMOLA” – Newsletter Febbraio 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
La Commissione europea ha avviato la fase di progettazione dell’iniziativa “Nuovo Bauhaus europeo”, con la quale si vuole lanciare un ponte tra il mondo della scienza e della tecnologia e il mondo dell’arte e della cultura, attraverso il miglioramento di oggetti, spazi, edifici e città.
Con la strategia “Renovation wave” la Commissione europea punta a raddoppiare il tasso di rinnovamento energetico annuale di abitazioni e edifici entro il 2030. La Commissione lancia una consultazione per una revisione della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, assicurando l’adozione di misure per promuovere la decarbonizzazione dell’edilizia.
Molte ricerche internazionali considerano la connessione tra l’aggravarsi dei problemi ambientali con la salute e le cause principali di molte malattie: i temi sono ormai improrogabili e richiedono collaborazione. La pandemia ha messo in luce il grande beneficio che il verde urbano può apportare alla vita quotidiana.

Leggi: Cgil, 01/03/2021


giovedì 25 febbraio 2021
Anziani, “uccisi dal covid o maltrattati”: appello alla ministra Stefani

Per Senior Italia FederAnziani è necessario “superare il modello attuale di gestione della disabilità e della non autosufficienza”. Messina: “A guardare la tv in questi giorni viene la pelle d’oca. Gli anziani chiedono rispetto e sicurezza”
“Uccisi dal covid o torturati nelle case di riposo fuori legge, costretti a vivere in uno stato di abbandono, soggezione e paura, minacciati nell’incolumità fisica da aguzzini mascherati da operatori sanitari, il tutto nell’indifferenza generale che ci considera “solo vecchi”, buoni per essere sacrificati. Quando finirà questo stato di cose? Quand’è che gli anziani e le persone fragili di questo Paese potranno essere trattate con il rispetto che meritano, e non considerate come gli avanzi della società perché inservibili e improduttivi?”. Senior Italia FederAnziani lancia un appello alla neo-ministra per le politiche della disabilità Erika Stefani, affinché “attraverso il dialogo con le associazioni e con le famiglie possa avviare un percorso di profondo cambiamento del sistema, che porti al superamento del modello attuale di gestione della disabilità e della non autosufficienza, dando vere risposte alle persone fragili e alle loro famiglie”.

Leggi: Redattore Sociale, 25/02/2021


mercoledì 24 febbraio 2021
HappyAgeing lancia “Muoviamoci insieme”, attività fisica per gli over 65

La pandemia di Covid-19 ha messo a dura prova la popolazione e in particolar modo gli anziani che, più di altri, spesso corrono un pericolo maggiore per la salute nel contrarre il virus. Limitati, dunque, gli spostamenti, i momenti di socializzazione ma anche l’attività fisica che è invece un fattore fondamentale per vivere in salute. Per questo motivo HappyAgeing-Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo, a seguito del grosso disagio segnalato anche dai sindacati che compongono l’alleanza, ha deciso di lanciare con SIMFER-Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa “Muoviamoci insieme”, un servizio che mira a invogliare le persone anziane a fare attività sportiva. Sui social e sul portale di HappyAgeing – ma anche dei sindacati SPI Cgil, FNP Cisl, Uil Pensionati e FAP ACLI – sono stati pubblicati 8 video in cui viene spiegato come svolgere in maniera corretta – cioè clinicamente e specificamente costruito sull’anziano —gli esercizi fisici. Sono, infatti, gli specialisti di SIMFER e in particolare il Dottore Maurizio Massucci a fornire le indicazioni.
Maggiori informazioni su “Muoviamoci insieme” sono disponibili su www.happyageing.it

Leggi: Auser, 24/02/2021


mercoledì 24 febbraio 2021
Casa, studio SOGEEA: Boom delle abitazioni all’asta +63,5% in 6 mesi

Il numero delle case all’asta in Italia è aumentato del 63,5% in sei mesi: le procedure rilevate a fine 2020 sono infatti 15.146, a fronte delle 9.262 rilevate nel precedente mese di luglio. Una crescita che conferma e, anzi, accentua la tendenza emersa lo scorso anno, quando si era registrato un incremento rispetto all’estate. È quanto emerge dal rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, presentato questa mattina in Senato.
Circa un terzo delle abitazioni in vendita (5.798 unità) si concentra nel Nord del Paese, macro-area in cui l’impennata delle procedure forzate è stata pari al 27,7%. Ancora più severo il dato del Mezzogiorno, ma la brusca risalita è trascinata dalle Isole, dove l’aumento si attesta al 284% (2.105 contro le 584 del semestre precedente) e del 113% nella parte peninsulare (3.027 a fronte delle 1.423 di luglio 2020). Grave la situazione anche al Centro dove si è verificato un aumento del 64%, le procedure rilevate a fine 2020 sono 4.216, mentre quelle di sei mesi fa erano 2.566.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 24/02/2021


DALLE REGIONI:

martedì 2 marzo 2021
Lombardia, lo Spi Cgil dona ad alcune rsa le stanze degli abbracci

Le considerazioni del leader dei pensionati lombardo, Valerio Zanolla
Donare un abbraccio in questi tempi di distanziamento fisico imposto per legge è un segno di sensibilità per il presente e di speranza per il futuro. Donarlo a un anziano, in Lombardia, in una rsa, è la medicina migliore contro il dramma della solitudine e del senso di abbandono imposti dalla pandemia. Deve aver pensato questo lo Spi Cgil regionale quando ha deciso, a sue spese, di dotare di una stanza degli abbracci 14 rsa, una per ciascuno dei 14 territori in cui si divide la Lombardia. Tutto è partito ufficialmente con l’inaugurazione di Alzano Lombardo, a un anno esatto da quella domenica 23 febbraio 2020 segnata dalla chiusura e quasi immediata – controversa – riapertura del pronto soccorso dell’ospedale “Pesenti Fenaroli”, preludio per lo scoppio di uno dei focolai Covid più gravi d’Italia.
Da quella domenica in Lombardia sono morte di covid oltre 28mila persone. Molte di queste – difficile avere un dato esatto – erano over 65 e vivevano in una rsa. Ci ha pensato lo Spi Cgil a restituire umanità, affetto e solidarietà in un contesto e in una terra che sta ricadendo, proprio in questi giorni, in un incubo già vissuto, tra zone rosse, chiusure e contagi impazziti.

Leggi: Collettiva, 02/03/2021


martedì 2 marzo 2021
Casa, Firenze candiderà l’ex Lupi ai bandi per la qualità dell’abitare

Prende forma l’operazione sulla caserma che il ministero della Difesa ha ceduto al Comune: un nuovo quartiere post Covid con 400 appartamenti dedicati al social housing
Un nuovo quartiere post Covid con 400 appartamenti dedicati al social housing per circa 1.300 residenti, una rete stradale da 15.000 metri quadrati e 870 posti auto complessivi (con i 320 del parcheggio scambiatore). Poi il verde che seguirà il percorso della ciclopedonale, un parco e spazi per orti urbani. E ancora negozi di vicinato, commerciale, spazi per le start-up e dedicati al co-working, infine una grande piazza dedicata alle attività culturali e sociali. L’operazione sull’ex Lupi di Toscana, la caserma che il ministero della Difesa ha ceduto al Comune di Firenze, prende forma. E su quelle strade, a proposito di mobilità, potrebbe atterrare un sistema di mobilità elettrica innovativo: una sorta di ‘trenino’ ma su gomma e senza autista, con guida autonoma, in grado di modulare la capienza del convoglio in relazione alla domanda.

Leggi: Redattore Sociale, 02/03/2021


lunedì 1 marzo 2021
Volontariato pronto a partecipare alla vaccinazione degli anziani in Piemonte. Ma la Regione…

Auser, Ada e Anteas con oltre 1500 volontari sono pronte a scendere in campo a sostegno degli anziani per la campagna vaccinale anti Covid. Ma dopo un mese nessuno in Regione Piemonte ha raccolto la loro disponibilità
Nessuna risposta dalla Regione Piemonte alle associazioni di volontariato che si occupano di anziani: Auser, Ada e Anteas che con oltre 1500 volontari sono pronti a scendere in campo a sostegno degli anziani per la campagna vaccinale anti Covid. Hanno anche scritto una lettera agli assessorati regionali guidati da Luigi Genesio Icardi (Sanità) e Chiara Caucino (welfare) per dare la propria disponibilità a scendere in campo. Ma – dopo quasi un mese – il messaggio è rimasto senza risposta.
Le tre sigle forti di 1500 volontari sono certe di poter giocare un ruolo importante in questa fase cruciale della campagna di vaccinazione per i soggetti più fragili. Insieme ai 192 automezzi che compongono la flotta per il trasporto delle persone e le 130 sedi distribuite sul territorio, provincia per provincia. Alle famiglie che ne hanno bisogno, i volontari garantiscono la spesa a domicilio, la consegna dei farmaci e molto altro ancora. Solo a gennaio, sono state 1400 le famiglie raggiunte da questi aiuti.

Leggi: Vita, 01/03/2021


lunedì 1 marzo 2021
Casa, Emilia-Romagna: già migliaia in fila per gli aiuti per pagare l’affitto

Parte la corsa per ottenere un contributo fino a 1.500 euro per pagare l’affitto per chi soffre della crisi economica. E’ in rete dal 18 febbraio la nuova piattaforma web messa a punto dalla Regione per il fondo affitti 2021
Gia’ oggi sono piu’ di 1.250 le domande inviate dagli emiliano-romagnoli in difficolta’ con l’affitto: altri 3.300 la stanno compilando online. Parte la corsa per ottenere un contributo fino a 1.500 euro per pagare l’affitto per chi soffre della crisi economica. E’ in rete dal 18 febbraio la nuova piattaforma web messa a punto dalla Regione per il fondo affitti 2021, che consentira’ di accedere ai contributi regionali previsti dal bando da 11,6 milioni di euro promosso dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’utilizzo delle risorse statali assegnate. “La piattaforma web regionale e’ un servizio ulteriore- chiosa la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega alle Politiche abitative, Elly Schlein- complementare rispetto alla normale procedura di presentazione delle domande ai Comuni. Un’alternativa utile e funzionale anche in relazione alle attuali limitazioni in vigore per gli spostamenti”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/03/2021


lunedì 1 marzo 2021
Web e diritti, arriva la sitcom 3.0 dei pensionati Cgil di Roma e Lazio

I tempi cambiano, i diritti restano. Si chiama così la nuova webserie ideata dal sindacato dei pensionati della Cgil di Roma e Lazio e lanciata oggi pomeriggio in diretta Facebook. Un titolo eloquente, che da una parte racconta della voglia del sindacato dei pensionati della Cgil di innovare e innovarsi, aiutare i più anziani a stare al passo con i tempi e con le tecnologie che cambiano; dall’altra sottolinea quanto sia importante fare una buona e corretta informazione sul tema dei diritti, in modo semplice, chiaro e anche divertente.
“È una grande novità in ambito sindacale”, ha detto oggi Alessandra Romano, segretaria generale dello Spi Cgil di Roma e Lazio e ideatrice della serie, durante la presentazione in diretta su Facebook. “Volevamo raccontare la quotidianità degli anziani con un linguaggio nuovo e allo stesso tempo dare informazioni sui diritti che difendiamo e vogliamo continuare a difendere come sindacato”. Quei diritti che spesso gli anziani non sanno nemmeno di averne diritto. Lo Spi Cgil di Roma e Lazio in questi ultimi anni ha fatto tante campagne informative sui cosiddetti “diritti inespressi”, cioè su quei diritti di cui i pensionati sono titolari ma non ne sono a conoscenza e che spesso comportano anche la possibilità di riscuotere ingenti somme (che l’Inps però eroga solo dietro apposita domanda). “Ma ora più che mai”, spiega Alessandra Romano, “è importante comunicare in modo chiaro”. Ecco perché nasce la sitcom 3.0. Un modo fresco e originale per affrontare temi complessi con il sorriso e l’ironia.

Leggi: Liberetà, 01/03/2021


mercoledì 24 febbraio 2021
Anziani, disabili, scuola: a Firenze scattano i buoni su taxi e Ncc

Per l’iniziativa, rivolta alle categorie fragili, al personale sanitario, scolastico e agli studenti il comune stanzia 764 mila euro. Voucher da 100 euro a beneficiario
Dopo averli annunciati, a Firenze arrivano i voucher su taxi e ncc, buoni sconto rivolti alle categorie fragili, al personale sanitario, scolastico e agli studenti. Per l’iniziativa, approvata in giunta dopo il lavoro congiunto dell’assessore al Bilancio e alle Attività economiche, Federico Gianassi, e dell’assessore al Welfare, Sara Funaro, il Comune stanzia 764.000 euro, risorse arrivate dal governo.
Con l’emergenza Covid in corso, l’obiettivo dell’operazione è quello di promuovere e sostenere spostamenti in sicurezza su taxi e mezzi a noleggio con conducente, con buoni validi fino al 30 giugno. Entro marzo, quindi, sarà pubblicato nella rete civica un link a cui gli interessati e gli aventi diritto potranno candidarsi per i voucher (con autocertificazione online). E coloro che ne potranno beneficiare saranno avvertiti così da poter ritirare il carnet (con Palazzo Vecchio che controllerà successivamente, anche a campione).

Leggi: Redattore Sociale, 24/02/2021


martedì 23 febbraio 2021
Rinnovata l’intesa tra Asl Viterbo e Auser Tuscia per il benessere di anziani affetti da demenze

Grazie alla sinergia, consolidata ormai da anni, in data 17 febbraio 2021, la Asl di Viterbo (nella persona del Direttore Generale Daniela Donetti) e l’Auser Tuscia (nella persona della presidente Giovanna Cavarocchi) hanno firmato un protocollo di collaborazione il cui fine è la promozione del miglioramento del benessere e delle condizioni di vita delle persone affette da demenza e dei loro care givers.
L’accordo del protocollo, di durata triennale rinnovabile, prevede
• che Auser Tuscia si impegni a organizzare e svolgere incontri settimanali coordinati da una terapista occupazionale che, fino al perdurare dell’emergenza Covid-19, si svolgeranno a distanza e le famiglie dei malati potranno essere sostenute dai volontari nella gestione degli incontri e nell’uso dei dispositivi.
• che la ASL che si impegni a promuovere l’informazione anche attraverso i Medici di Medicina Generale e a fornire (laddove possibile) spazi al fine di costruire una rete sociale che abbia il duplice scopo di alleggerire il peso gravante sul care giver e offrire personale qualificato al malato bisognoso di assistenza.

Leggi: Tuscia Up, 23/02/2021


IN AGENDA:

Giovedì 4 marzo alle ore 17.30, sulla pagina Facebook Cgil La Spezia, si terrà il webinar “Energia, ambiente, lavoro. La transizione energetica come opportunità”.

E’ il terzo appuntamento del progetto “Un nuovo modello di sviluppo inclusivo e sostenibile”, un percorso di studio, analisi ed elaborazione progettuale realizzato dalla Cgil spezzina in collaborazione con Fondazione di Vittorio, Auser, Federconsumatori e Sunia.
“Tratteremo il tema della dismissione della centrale a carbone spezzina e degli investimenti che riteniamo opportuno attivare nel settore delle rinnovabili, per il futuro ambientale e occupazionale della nostra città”, dice Lara Ghiglione, segretario generale della Cgil spezzina. “Crediamo, come negli altri webinar, di avere messo assieme personalità di primo piano del settore energetico, dell’ambiente, dell’industria e delle istituzioni, per offrire un ambito di discussione articolato e di alto profilo”.
Il webinar Energia, ambiente e lavoro avrà come ospiti: Giorgio Graditi, direttore dipartimento tecnologie energetiche e fonti rinnovabili Enea; Maria Grazia Midulla, Responsabile clima ed energia Wwf; Paolo Bertetti, responsabile area ricerca e sviluppo San Lorenzo; Francesco Del Pizzo, Terna, responsabile strategie di sviluppo rete e dispacciamento; Francesco Pilo, head of power strategy & regulation per Saras SpA; Marilisa Partipilo, responsabile affari istituzionali area nord di Enel; Andrea Benveduti, assessore sviluppo economico, industria, ricerca ed innovazione tecnologica, energia, Regione Liguria.

Leggi: Msn


Comune di Ginosa – 5 Marzo 2021 ore 11.00 – “Contesto dell’abitare ed Alzheimer – Come migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e caregiver’’


E’ il titolo del webinar organizzato dall’Ambito Territoriale TA/1
L’evento sarà trasmesso in diretta sulla pagina facebook “Comune di Ginosa” ed è aperto al pubblico, che potrà intervenire previa prenotazione inviando una mail all’indirizzo staff@comune.ginosa.ta.it entro le ore 12,00 del 4 marzo

Leggi: Comune di Ginosa


8.3.2021 – Il futuro delle Rsa in Lombardia – Convegno

Organizzazione: Cooperativa La Meridiana
Luogo: Convegno online
Per saperne di più:
https://cooplameridiana.it/il-futur …
Presentazione della ricerca promossa dalla Cooperativa La Meridiana in collaborazione con L’Università Cattolica di Milano e alcune Rsa del territorio

Leggi: Redattore Sociale


Italia Longeva – Virtual workshop – 10 marzo 2021, ore 16.00 – 18.30

La misurazione dell’aderenza nella governance della Long-Term Care: key player a confronto
Gli anziani fragili e multimorbidi sono in continuo aumento. Nell’ottica di realizzare una presa in carico di questi pazienti che sia efficiente, efficace ma anche sostenibile, Italia Longeva, nell’ambito del percorso di approfondimento sulla Long-Term Care, ha voluto affrontare e approfondire il tema della gestione dell’aderenza terapeutica, la cui urgenza viene peraltro oggi fortemente amplificata dalla pandemia.
Al fine di avanzare una possibile soluzione concreta, Italia Longeva ha elaborato un indicatore sintetico, facilmente implementabile nella popolazione italiana, che possa costituire la base per una strategia standardizzata di misurazione dell’aderenza alle terapie a livello regionale. Tutto questo, partendo dall’assunto che solo misurando l’aderenza è ipotizzabile ricomprenderla nell’ambito del Nuovo Sistema di Garanzia e quindi inserirne la promozione fra le priorità̀ regionali e farne un obiettivo strategico di sanità pubblica.

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Lettera a aperta a Mario Draghi. “Perché la UE continua ad opporsi alla liberalizzazione delle licenze per il vaccino Covid?”

Pubblicata oggi sul quotidiano Avvenire, la lettera sottolinea come la proposta avanzata in sede di Organizzazione mondiale del commercio da Sudafrica e India sia perfettamente legale ai sensi della Convenzione di Marrakesh e gode di un crescente consenso, man mano che si avvicina il termine per la decisione finale al Consiglio generale, il 1 e 2 marzo
Gentile presidente Mario Draghi,
esattamente un anno fa, a Codogno, la dottoressa Anna Malora decideva di assumersi la responsabilità di forzare i protocolli medici e fare il test diagnostico a Mattia Maestri, intercettando così per la prima volta la presenza del virus Sars-CoV-2 in Italia.
Di lì a poche settimane, la Lombardia sarebbe divenuta una delle aree clinicamente più colpite nella storia di Covid-19, e il nostro Paese l’epicentro del virus a livello mondiale.
In tempi di pandemia occorre sempre sforzarsi di prevedere cosa possa succedere in futuro in rapporto con il peggior scenario possibile. Solo in questo modo è realistico avere un minimo di preparazione per affrontare i problemi.
In Europa stiamo sperimentando i ritardi che non ci permettono di effettuare con tempestività l’utilizzo dei vaccini per realizzare l’immunità di popolazione perché non abbiamo produzioni autonome e dipendiamo da sorgenti estere che hanno interessi nazionalistici ed economici che non possiamo controllare.
Una condizione che molte popolazioni del Sud del mondo conoscono fin troppo bene. Ci troviamo evidentemente di fronte a una congiuntura senza precedenti.

Leggi: Quotidiano Sanità


Studiare la Fragilità degli anziani

La fragilità è un concetto complesso ma non sfuggente. Studiarne a fondo le dimensioni costitutive, attraverso metodi rigorosi, può consentire di individuare e isolare i fattori di rischio modificabili su cui intervenire precocemente. Di Antonio Guaita, Annalisa Davin (Fondazione Golgi Cenci, Abbiategrasso, MI)
La dea Eos, sorella del sole e della luna, conosciuta anche come Aurora, si innamorò di un mortale, Titono. Gli dei contrastarono questa unione, ma poi l’amore vinse ed Eos poté celebrare le nozze con Titono. Come regalo di nozze Eos chiese per lui l’immortalità e gli dei gliela concessero. Ma poi il tempo passò e mentre la dea Eos rimaneva giovane e bella, Titono invecchiò sempre di più, perse forza e bellezza diventando sempre più fragile.
La dea, infatti, aveva chiesto l’immortalità ma si era dimenticata di chiedere anche l’eterna giovinezza. Così la vecchiaia indebolì talmente tutte le funzioni di Titono, che questi desiderava solo morire. Allora la Dea lo trasformò in un insetto, una cicala, l’insetto dalla pelle secca che non può smettere di vibrare all’alba il suo lamento disperato.
La fragilità nell’età anziana
Vecchiaia e fragilità sono da sempre associati. La parola fragilità indica una condizione di debolezza, infatti deriva dall’espressione latina “frangere”, che significa rompere o rompersi. Ma il contenuto della parola “fragilità” può essere molto ampio, determinato da molti aspetti storici e culturali, per cui, per poter studiare o almeno descrivere la fragilità occorre una definizione che, come tutte le misure, non può non essere sia convenzionale che reale.

Leggi: I Luoghi della Cura


 Oltre i brevetti per sconfiggere il Covid

Siamo in una situazione di sostanziale monopolio. “Big pharma investe solo in ciò che le conviene, è necessario un intervento pubblico”, spiega l’economista Ugo Pagano: “Se un’azienda detentrice si rifiutasse di condividere le licenze, potrebbe essere perseguita per abuso di posizione dominante”
“Serve una produzione straordinaria per rispondere alla domanda mondiale di vaccini. Perché la pandemia cambia le regole, e se un’azienda detentrice del brevetto si rifiutasse, potrebbe addirittura essere perseguita per abuso di posizione dominante”. È l’opinione espressa recentemente sulla produzione di sieri anti-covid da due economisti italiani: Antonio Nicita e Ugo Pagano.
“Di fronte a una carenza di vaccini a livello globale, c’è da chiedersi quali siano le cause – dice a Collettiva Pagano, docente di politica economica all’Università di Siena, dove è anche direttore del dottorato in economia e presidente della Santa Chiara Graduate School -. Oltre alle cause più scontate, come il tempo minimo necessario alla produzione, ci sono infatti anche motivi legati al sistema produttivo e alle istituzioni. Innanzitutto c’è un problema di segretezza nell’elaborazione del farmaco, che oggi ci mette in una situazione di sostanziale monopolio brevettuale, rafforzato dalla regolamentazione vigente. Questo implica che chi prima arriva alla formulazione e ai test positivi sul siero, in qualche modo blocca tutti gli altri.
Un’azienda che volesse mettere a disposizione pezzi di filiera per collaborare alla produzione di vaccini e anticorpi monoclonali cosa dovrebbe fare?
Oggi le aziende che hanno dei brevetti stanno guadagnando moltissimo, anche grazie ai fondi pubblici che sono stati erogati per per produrli. Facendo sperimentazione per primi, hanno però bloccato lo sviluppo dei prodotti degli altri. E ora godono, in Europa e negli Stati Uniti, di una situazione di sostanziale monopolio.

Leggi: Collettiva


Le competenze etiche nel lavoro di cura

Le professioni d’aiuto nell’azione di presa in carico si trovano sovente di fronte al decadimento psicofisico, alla sofferenza fisica, psichica, alla terminalità, a scelte che chiamano in causa valori e principi che assumono una particolare declinazione nel contesto delle cure palliative. Il tema è affrontato in questo articolo tratto dal volume “Accompagnare alle frontiere della vita – Lavoro di cura, cure palliative, Death Education” di Ugo Albano e Nicola Martinelli.
Gli atteggiamenti professionali
A partire dai valori e dai principi, e in particolare, dal concetto che l’uomo è un valore in quanto dotato di infinite potenzialità, capace di libertà, autonomia, in grado di compiere delle scelte consapevoli e creative, di prendersi cura degli altri, di assumere responsabilità, in grado di dominare le leggi della natura, si sviluppano gli atteggiamenti professionali (Dizionario di servizio sociale, 2007). Si definisce atteggiamento professionale quel durevole sistema di valutazioni, di sentimenti e di emozioni e di tendenze all’azione nei confronti di oggetti sociali (Dal Pra Ponticelli, 1987). Gli atteggiamenti professionali sono quindi l’insieme dei “comportamenti ideali” che le professioni d’aiuto dovrebbero assumere nella relazione con l’utente.

Leggi: I Luoghi della Cura


Ai caregiver meno mance e più servizi

Il travagliato iter del Fondo Nazionale per i caregiver
Tira brutti scherzi il cosiddetto “universalismo selettivo” se diventa molto selettivo, al punto da toccare una discutibile arbitrarietà. È il caso del Fondo nazionale per i caregiver.
Chi sono i caregiver familiari? Sono coloro che si prendono cura, aiutano, assistono un parente fragile: un anziano non autosufficiente, una persona con disabilità, un malato cronico, un soggetto con problemi di dipendenza. Secondo Istat in Italia i caregiver familiari sono oltre sette milioni, in maggioranza donne comprese tra i 45 e i 64 anni d’età, con un livello di impegno evidentemente molto diverso: per questo si parla della figura di “caregiver primario”, ossia di chi si occupa quasi quotidianamente del familiare. In questo caso il numero di persone interessate si dimezza.
Ebbene, la legge di bilancio del 2018 ha istituito un Fondo a favore di questa figura con 20 milioni annui per quello e i successivi due anni. Questi fondi, in mancanza di una norma che ne regolasse l’uso, sono rimasti in questi anni in un cassetto.
Intanto alcune Regioni si sono dotate di una legge sui caregiver che ne riconosce presenza e funzioni: Emilia-Romagna, che ha fatto da apripista, Campania e Abruzzo, mentre, come di seguito descritto, in Lombardia è stata promossa, con successo, una campagna di raccolta firme volta alla presentazione di una Legge di iniziativa popolare.

Leggi: Welforum


Per essere efficace il Recovery plan deve ripartire dalle nostre città

Uno dei problemi che pareva avere il Recovery plan italiano nella versione Conte II era la mancanza di un’anima, di una visione prospettica nuova. Dopo l’indiscutibile successo del premier nel trattare a Bruxelles e ottenere l’imponente cifra, sembra che non ci sia stata la capacità o il coraggio di andare oltre i progetti già nei cassetti dei ministeri. Nessuno sentiva tale collage come proprio e nessuno lo ha difeso. Proviamo dunque a proporre al governo Draghi un angolo di visuale nuovo, un punto di partenza certamente non omnicomprensivo ma diverso dalla solita lista della spesa.
Il tema è: convivere nella città. Un tema trasversale Dal 2009 la popolazione urbana mondiale è superiore a quella rurale: la città è il luogo dove tutto si concentra e tutto avviene, il luogo di ogni sfida. Le nostre città sono molto cambiate: policentriche o senza centro, grandi periferie, enormi zone suburbane, mangiano l’entroterra senza arricchirlo. In Italia il tema della città e dell’urbanizzazione si connette con quello delle periferie e delle zone interne abbandonate, dei borghi e delle pedemontane, dello spopolamento e dell’inverno demografico. Proporre tale tema è
trasversale: si collega anche a sanità territoriale, welfare, domiciliarità, digitalizzazione, scuola/educazione/ricerca, movimento/trasporti, pmi e distretti, turismo ecc. In altre parole si può partire dall’habitat cittadino per parlare di tutto. Olivier Mongin, studioso dei fenomeni sociali e urbani, parla della città contemporanea come «città dei flussi»: flussi che travolgono i luoghi stessi e li cambiano. Se la globalizzazione è una rete in continuo movimento, le città sono i nodi, le intersezioni per cui transita.

Leggi: Inu


SEGNALAZIONI:

Maggiorazione ANF per familiari inabili a carico

In considerazione delle richieste di chiarimenti pervenute, l’Inps fornisce precisazioni in merito all’accertamento e alla revisione dell’inabilità, ai fini del riconoscimento della maggiorazione dell’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), in favore delle persone inabili a carico del richiedente la prestazione.
Con il messaggio n. 754 del 22 febbraio, l’Inps sottolinea che la domanda di riconoscimento della maggiorazione degli importi ANF, in favore del lavoratore richiedente, con a carico un familiare inabile al lavoro (se maggiorenne), per il quale è in corso l’iter di accertamento sanitario, in presenza degli altri requisiti normativamente previsti, sarà accolta provvisoriamente in attesa della conclusione dell’iter sanitario di revisione.
Qualora l’esito della procedura confermi l’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a un proficuo lavoro ovvero, se minorenne, che abbia difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età, in presenza degli altri requisiti normativamente previsti, la domanda sarà accolta con decorrenza dalla data di presentazione della relativa istanza. Viceversa, se dalla revisione non risulti confermato lo stato di inabilità del familiare a carico, l’Inps procederà alla reiezione della domanda di autorizzazione ANF per la maggiorazione dei livelli dalla data dell’accertamento sanitario.
Il chiarimento si è reso necessario per il dilatarsi dei tempi di attesa derivanti dalla sospensione delle visite per l’accertamento sanitario degli stati di invalidità e disabilità, determinata dall’emergenza COVID-19. Nello stesso messaggio, l’Inps invita le proprie strutture territoriali a riesaminare, alla luce di tali chiarimenti, i provvedimenti già adottati e le istanze già pervenute e non ancora definite, annunciando la pubblicazione di un successivo messaggio operativo.
Scopri di più guardando il video

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

 

 

La Rete “Per un nuovo welfare” a Draghi: 10 punti per costruire un welfare di comunità e per i giovani

Leggi: Auser


Tutto quello che c’è da sapere sui vaccini, in pillole

Come funzionano i vaccini anti-covid? Sono sicuri ed efficaci rispetto alle nuove varianti del coronavirus?Sono le domande che ci poniamo quotidianamente. Risponde in pillole Michele Conversano, esperto di sanità pubblica e presidente dell’Alleanza per l’invecchiamento attivo HappyAgeing.
Nella prima pillola video realizzata dallo Spi Cgil, a cui faranno seguito altre puntate, il dottor Michele Conversano parla dei meccanismi di funzionamento dei vaccini attualmente approvati e di quelli in via di approvazione e dei loro livelli di efficacia.
«Il funzionamento dei vaccini Pfizer-BionTech e Moderna – spiega Conversano – è molto simile ed è basato sull’uso innovativo dell’Rna messaggero (mRna). Si tratta di una molecola che, una volta iniettata nel nostro organismo, “insegna” alle cellule a formare e riconoscere la proteina Spike, presente sulla superficie del coronavirus. In questo modo il nostro sistema immunitario è in grado di identificare la presenza del virus come estranea e di produrre anticorpi in grado di distruggerlo».

Leggi: Liberetà


NEWS:

lunedì 22 febbraio 2021
Il record: i pensionati italiani i più tassati in Europa

I pensionati italiani sono tra i più tassati in Europa: 30 per cento in più degli altri Paesi. Su un assegno da 1.500 euro da noi si pagano 600 euro di tasse, in Germania 60. Nella generalità dei Paesi europei i redditi da pensione vengono colpiti con aliquote progressive e viene riconosciuta una detrazione d’imposta in cifra fissa o variabile. Nel complesso i redditi da lavoro dipendente, pensione e lavoro autonomo rappresentano l’87,95% dei redditi Irpef. L’Irpef continua a gravare principalmente sui redditi da lavoro dipendente e da pensione: in 15 anni il contributo di tali redditi sul totale è cresciuto di oltre 4 punti percentuali passando dal 79,66 del 2003 all’83,75% del 2018, mentre per contro è calato l’apporto dei redditi da patrimonio (immobiliare e mobiliare) e d’impresa.
L’ultimo rapporto dell’associazione Lef, Legalità ed equità, mette a confronto anche l’andamento dell’imposta versata in rapporto al reddito per i diversi soggetti. Dall’analisi emerge che per i redditi da lavoro e pensione l’imposta registra un incremento percentuale maggiore della crescita del reddito.

Leggi: Collettiva, 22/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Video scheda – Il sistema previdenziale italiano attraverso i numeri: i pensionati, il valore medio delle pensioni, il rapporto tra uomini e donne che continua a essere squilibrato. L’importanza di una pensione di garanzia per i giovani che oggi svolgono lavori discontinui e precari

Apri: Collettiva, 22/02/2021


sabato 20 febbraio 2021
Blocco degli sfratti confermato. Apprezzamento di SUNIA, SICET, UNIAT e Unione Inquilini

Nessuna modifica sugli sfratti sul decreto Milleproroghe, ora però chiediamo contributi per i proprietari e politiche abitative strutturali.
Siamo soddisfatti di come il Governo abbia con responsabilità reagito alla nostra mobilitazione unitaria, risulta infatti impossibile in piena pandemia procedere con le esecuzioni degli sfratti.
Abbiamo perso troppo tempo, per questo chiediamo di procedere con i dovuti ristori ai proprietari e di strutturare da subito, anche attraverso le risorse del recovery plan, politiche abitative per aumentare la disponibilità di alloggi pubblici.
Siamo riusciti a sventare il pericolo di annullare un provvedimento giusto e indispensabile in una situazione di difficoltà economica sanitaria e sociale, per questo ora attendiamo l’o.d.g. annunciato dal Ministro Federico D’Inca per il quale manifestiamo la nostra piena disponibilità a lavorare da subito per trovare delle misure adeguate, politiche del governo sugli sfratti nel garantire l’interesse reciproco delle parti.

Leggi: Sunia, 20/02/2021


venerdì 19 febbraio 2021
“La casa come luogo di cura”: il racconto (e le richieste) di chi la vive ogni giorno

Nel suo discorso al Senato, il neo premier ha fatto riferimento, tra l’altro, al ruolo dell’assistenza domiciliare integrata nella riforma sanitaria, durante la pandemia e non solo. Un’esperienza vissuta, spesso con grandi difficoltà, dalle persone gravemente disabili. “La casa può diventare prigione, se l’assistente non è adeguato o cambia ogni giorno”
“È questa la strada per rendere realmente esigibili i Livelli essenziali di assistenza e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative. La ‘casa come principale luogo di cura’ è oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata”: è questo uno dei passaggi fondamentali della riforma sanitaria illustrata ieri dal nuovo premier Draghi nel suo discorso al Senato. Il riferimento era innanzitutto, ma non esclusivamente, all’emergenza pandemica, che ha svelato l’insufficienza del sistema ospedaliero nell’accogliere e farsi carico di tanti pazienti. Ma quel trinomio, “assistenza domiciliare integrata”, in breve Adi, è già realtà per chi ha in casa una patologia cronica, una disabilità grave, in altre parole una non autosufficienza. Un’esperienza tutt’altro che facile, un servizio tutt’altro che funzionante, una risorsa oggi tutt’altro che capace di sostenere efficacemente le persone che in quella casa vivono e “curano”,

Leggi: Redattore Sociale, 19/02/2021


DALLE REGIONI:

martedì 23 febbraio 2021
Calabria, finalmente il piano sociale: che ruolo avrà il terzo settore?

Dopo anni di vuoto la regione si allinea al resto d’Italia approvando uno strumento fondamentale per il welfare locale. Nell’intervista al portavoce del Forum provinciale di Crotone tutti i retroscena e le sfide che il non profit insieme ai Csv dovranno affrontare in vista dell’attuazione
La regione Calabria, con più di 20 anni di ritardo rispetto al resto d’Italia, ha emanato il suo Piano sociale con il recente intervento dell’assessore al ramo Gallo. Si tratta di uno strumento a dir poco fondamentale per il sistema del welfare regionale, eppure ancora oggi mancano conferme definitive rispetto alla sua piena operatività.
Il Csv Calabria Centro (nato di recente dalla fusione dei Csv di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia), nei giorni scorsi era intervenuto proprio su questa mancata operatività, raccomandando una “piena attuazione dei contenuti del documento programmatico regionale che riconosce il ruolo del terzo settore”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Welfare di comunità, giovani, cittadinanza: i 10 punti del manifesto della società civile

Proposte concrete per il Piano nazionale di ripresa e resilienza e nella transizione ecologica: il contributo della Rete “Per un Nuovo Welfare”. “La società civile sia ascoltata e non relegata alla semplice funzione di manodopera delle istanze sociali del Paese”
Dieci punti, che raccolgono una serie di proposte concrete da inserire nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e nella transizione ecologica, su welfare di prossimità, politiche giovanili e diritti di cittadinanza. E’ il Manifesto di “Per un Nuovo Welfare” , contributo, sottoposto con una lettera aperta al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri Andrea Orlando, Roberto Speranza, Marta Cartabia, Patrizio Bianchi, Mara Carfagna, alle Commissioni Affari Sociali e Affari Costituzionali di Camera e Senato, dalla Rete “Per un nuovo Welfare”, che raccoglie le oltre cento associazioni e enti che hanno sottoscritto il 17 aprile 2020 l’Appello della Società Civile per la Ricostruzione di un Welfare a misura di tutte le persone e dei territori.

Leggi: Redattore Sociale, 22/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Casa, Comune di Roma: Si facilitano le disdette ai sindacati per gli inquilini ERP ma nessuna risposta ai cittadini in disagio ed emergenza abitativa

Dichiarazioni dei segretari di Sunia, Sicet, Uniat aps, Unione Inquilini, Feder.casa e Sai Cisal di Roma
Una agonizzante amministrazione comunale gioca la più banale carta elettorale sferrando un attacco contro i sindacati degli inquilini, più attraverso le dichiarazioni di Federica Angeli che non attraverso il finto provvedimento della assessora alle politiche abitative Vivarelli, per la revoca delle deleghe sindacali degli inquilini delle case popolari.
Il provvedimento dell’assessora è finto nei suoi presupposti, le deleghe ai sindacati sono ovviamente volontarie, sottoscritte esclusivamente da chi sceglie autonomamente di farsi rappresentare, da sempre possono essere disdettate in qualunque momento e soprattutto consentite soltanto a chi in possesso di regolare assegnazione e non a chi ha occupato abusivamente un alloggio popolare, pertanto ben venga anche una facilitazione da parte del Comune sulle modalità con cui i cittadini (in questo caso gli inquilini delle case popolari) possano comunicare con loro.

Leggi: Sunia, 22/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Casa, dalla Regione Lombardia 9 milioni per il recupero di alloggi

Ammontano a oltre 9 milioni le risorse messe in campo da Regione Lombardia e dal ministero per le Infrastrutture per il recupero e la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente. È quanto prevede la delibera approvata dalla giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Alessandro Mattinzoli.
Le risorse sono destinate a realizzare lavori di rapida ristrutturazione degli alloggi sfitti. Le opere dovranno essere realizzate entro 60 giorni e potranno beneficiare di un finanziamento regionale fino a un massimo di 15.000 euro ad alloggio. I fondi porteranno alla ristrutturazione di almeno 641 alloggi.
“Nell’ottica della collaborazione istituzionale- spiega l’assessore- riteniamo opportuno ora piu’ che mai individuare quelle realtà che necessitano di recuperare il patrimonio abitativo. Il valore sociale che questo rappresenta è per Regione Lombardia da sempre un obiettivo da perseguire”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Chiusa in casa senza aiuto né per i rifiuti né per le cure

Carla Baffigi (Auser) è risultata positiva a bassa carica all’inizio di febbraio: «Già con gravi problemi di cuore, ho chi mi dà una mano, tanti anziani no»
«Chiusa in casa senza aiuto né per i rifiuti né per le cure». Carla Baffigi presidente Auser Verde Argento risultata positiva a bassa carica virale Covid ad inizio febbraio più che preoccupata è arrabbiata: «Già con gravissimi problemi di cuore lasciata sola. Ma ho chi mi è vicino, tanti anziani no». Proprio per cercare di non lasciare solo nessuno, nonostante le restrizioni legate alla pandemia, l’Auser ha continuato ad assicurare assistenza telefonica; appena possibile è stato riaperto l’ufficio di via XX Aprile. «In sicurezza, proprio per garantire i servizi – racconta Carla Baffigi -. In sede il 6 febbraio un volontario non si sentiva bene: la stessa mattina ha fatto il tampone risultando positivo. L’operatore sanitario, tracciando oltre i familiari i contatti più prossimi, ha provveduto a fare il test a chi si trovava in sede oltre a me, a Bono Banchi presidente dell’Auser comprensoriale. Lui negativo e io positiva a bassa carica – aggiunge la presidente Auser – a quanto mi hanno spiegato il virus c’è, ma debole cioè non infettivo se non in rari casi: certo dalla mia mamma di 83 anni non posso andare. Il 15 febbraio ho ripetuto il tampone sempre alla postazione del porto di Piombino.

Leggi: Il Tirreno, 22/02/2021


sabato 20 febbraio 2021
Contrasto alla povertà, a Roma il nuovo servizio di “spesa a domicilio” per le nuove povertà

Il dipartimento Politiche sociali di Roma Capitale ha destinato 750 mila euro per sostenere persone in condizione di fragilità, suddividendo la Città in cinque lotti. Affidato tramite bando il servizio di acquisto e consegna di generi di prima necessità. Coop Ael: “La risposta è nella collaborazione con le reti locali di prossimità”
Spesa “solidale” per le famiglie romane in difficoltà economica e sociale: sta per partire il servizio di “acquisto e consegna a domicilio di generi di prima necessità a persone in condizioni di disagio economico in seguito all’insorgere di nuove povertà”, dettate dalla pandemia e dalla forte emergenza sociale ed economica ad essa collegata. Un servizio a cui il dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale ha destinato 750 mila euro e che coprirà i cinque lotti (tre municipi per ogni lotto) in cui la città è stata appositamente suddivisa.

Leggi: Redattore Sociale, 20/02/2021


venerdì 19 febbraio 2021
Caregiver, a Bologna un milione di euro per supporto, consulenza e orientamento

Orientamento e formazione, ma anche interventi di sollievo in caso di necessità, malattia, quarantena o ferie, supporto psicologico e consulenza relazionale: il Comune di Bologna, in collaborazione con le sigle sindacali, avvia un progetto a sostegno dei caregiver familiari
Il caregiver familiare, secondo la definizione della legge della Regione Emilia-Romagna, è “la persona che volontariamente, in modo gratuito e responsabile, si prende cura di una persona cara consenziente, in condizioni di non autosufficienza”. Un ruolo spesso gravoso, ma molto poco riconosciuto dalle istituzioni: i caregiver, durante la pandemia, sono stati tra coloro che hanno pagato un prezzo più alto. Senza supporti né sostegni – umani e/o economici – sono tante le situazioni sfociate in burn out. Ed è per questo che il Comune di Bologna ha deciso di stanziare un milione di euro: orientamento, formazione, interventi di volontari in caso di assenza, supporto psicologico sono alcune delle misure previste. Pratiche e obiettivi sono condivisi con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.

Leggi: Redattore Sociale, 19/02/2021


giovedì 18 febbraio 2021
Casa, in Toscana un tavolo tra sindacati, Regione e prefettura

L’assessora Spinelli: “Siamo pienamente consapevoli che si è aperta una stagione delicatissima sul fronte del disagio abitativo, ma siamo pronti a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per affrontarla”
“Siamo pienamente consapevoli che si è aperta una stagione delicatissima sul fronte del disagio abitativo, ma siamo pronti a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per affrontarla, a partire dal varo di una task force che coinvolga istituzioni e sindacati e che ci permetta di coordinare tutti gli strumenti a disposizione”. Si apre così una dichiarazione dell’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli. L’assessora interviene in relazione a un comunicato congiunto di Cgil, Cisl, Uil e dei sindacati degli inquilini, nel quale si esprime una forte preoccupazione per l’emergenza economica e sociale in atto e si chiede alla Regione di varare un tavolo sul tema casa, in particolare per fronteggiare la questione sfratti, a partire dal 1 luglio quando scadrà, verosimilmente la proroga attualmente all’esame del Parlamento.

Leggi: Redattore Sociale, 18/02/2021


martedì 16 febbraio 2021
Dal comune di Ferrara “buoni taxi” per le persone fragili

L’obiettivo è duplice: permettere alle persone fragili di viaggiare in sicurezza e sostenere il mondo dei taxisti. Il sindaco Alan Fabbri commenta la delibera presentata oggi alla Giunta dall’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti
A Ferrara arrivano i ‘Buoni taxi’, con il duplice obiettivo di “permettere alle persone fragili di viaggiare in sicurezza e di sostenere il mondo dei taxisti, tra i piu’ danneggiati dalle misure restrittive messe in atto, in questi mesi, contro il Covid 19”. Cosi’ il sindaco Alan Fabbri commenta la delibera presentata oggi alla Giunta dall’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti. Per il primo cittadino, i ‘Buoni taxi’ rappresentano “un aiuto importante che va su un doppio binario”. Da un lato, spiega, “sosteniamo, con un contributo economico fino a 300 euro, i cittadini che hanno esigenza di spostarsi per motivi sanitari, permettendo loro di utilizzare un mezzo alternativo ai mezzi pubblici”. In quest’ottica, “abbiamo scelto di distribuire buoni cartacei per andare incontro alle esigenze degli anziani che hanno meno dimestichezza con la tecnologia”. Dall’altro lato, inoltre, “con questa misura lavoriamo per dare un aiuto alla categoria dei taxisti, fortemente penalizzata fin dall’inizio della pandemia e che va tutelata il piu’ possibile”. Lo scorso marzo, ricorda Fabbri, “siamo riusciti ad assegnare 500 euro a fondo perduto attraverso il bando a supporto delle categorie colpite dal lockdown, ora li coinvolgiamo in una rete di azioni positive e di prevenzione, destinando alla loro categoria oltre 234.000 euro”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/02/2021


IN AGENDA:

Campania. Abitare il futuro rigenerando il presente – Dalla qualità dell’abitare al superbonus 110%

Webinar del 24 febbraio 2021. Inizio ore 15 con collegamento aperto a tutti su pagina FB CGIL Campania

Leggi: Sunia


8.3.2021 – Il futuro delle Rsa in Lombardia – Convegno

Organizzazione: Cooperativa La Meridiana
Luogo: Convegno online
Per saperne di più:
https://cooplameridiana.it/il-futur …
Presentazione della ricerca promossa dalla Cooperativa La Meridiana in collaborazione con L’Università Cattolica di Milano e alcune Rsa del territorio

Leggi: Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Infermiere di comunità: case manager o community manager?

A partire dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale possono reclutare 9.600 infermieri di famiglia e comunità, con uno stanziamento di 25 milioni di euro. Una funzione di regia di cui si sente terribilmente necessità, al di là del fatto che sia svolta da un infermiere o da un’altra figura professionale. Costa: «Dobbiamo rendere questa funzione di regia un diritto, oggi non lo è. »
Il Patto per la Salute 2019/21 ha previsto che accanto ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, agli specialisti ambulatoriali e ai farmacisti sui territori arrivi «l’assistenza infermieristica di famiglia e comunità, per garantire la completa presa in carico integrata delle persone». In piena pandemia il Decreto Rilancio (legge 77/2020) ha dato il via libera alle assunzioni: a decorrere dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale possono procedere al reclutamento di 9.600 infermieri di famiglia e comunità, «in numero non superiore ad 8 unità ogni 50.000 abitanti», ossia uno ogni 6.250 abitanti. Molti e immediati i distiguo: non si tratta di un professionista prestazionale, non è da confondere con l’infermiere delle cure domiciliari, non interviene a seguito di una prescrizione medica… L’infermiere di famiglia e di comunità vuole invece essere una figura innovativa, nella direzione del welfare generativo di comunità. Un’utopia, visto che gli infermieri già mancano di loro? Se no, a quali condizioni? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Costa, professore di Igiene presso l’Università di Torino, esperto di disuguaglianze di salute e di valutazione di impatto delle politiche sanitarie e non sanitarie sulla salute, coordinatore del Master in infermieristica di famiglia e di comunità dell’Università di Torino.

Leggi: Vita


Il social work con le persone non autosufficienti: riflessioni a partire da una ricerca in Lombardia

L’assistente sociale svolge una funzione di intermediazione socio-assistenziale: si occupa di individuare le prestazioni necessarie, di aiutare le persone a decidere cosa fare, di organizzare concretamente il tutto. La sua posizione è quella di chi si trova a lavorare non solo tra i cittadini e il proprio Ente, ma anche tra i cittadini e altri enti, servizi, organizzazioni e, spesso, tra i cittadini e le comunità locali.
di Francesca Corradini, Giulia Avancini, Maria Luisa Raineri (Centro di Ricerca Relational Social Work, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)
Prevenzione dei maltrattamenti e promozione della bientraitance ai tempi del Covid
Secondo uno degli ultimi studi disponibili (Facchini, 2010), circa un quarto degli assistenti sociali italiani si occupa di persone anziane, e il 6% si occupa di disabilità: l’area della non autosufficienza impiega quindi circa un terzo del totale degli assistenti sociali. Questa figura professionale rappresenta un nodo centrale nel multiforme sistema di welfare italiano (Burgalassi, 2012), collocandosi al crocevia tra la domanda di interventi e prestazioni proveniente dai cittadini e l’offerta assistenziale degli Enti e dei Servizi.
La presenza del servizio sociale professionale è prevista dalla Legge 328/2000 tra i livelli essenziali dell’assistenza, proprio perché questi professionisti sono chiamati a decodificare le differenti situazioni e a far pervenire ai singoli individui o nuclei familiari, nella maniera più flessibile e personalizzata possibile, le molteplici provvidenze previste dal sistema assistenziale. Per far questo è necessario l’esercizio di una elevata discrezionalità professionale, pur da esercitarsi all’interno delle previsioni normative e dei regolamenti istituzionali (Raineri e Corradini, 2019).

Leggi: I Luoghi della Cura


Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi: i materiali del seminario del 17 febbraio 2021

Si è tenuto online il 17 febbraio il seminario “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti”, organizzato con IRS, Lega Coop Lazio, CSV Lazio e con la partecipazione dell’Assessorato alle Politiche sociali, welfare ed enti locali della Regione Lazio. Durante l’incontro, al quale hanno partecipato oltre mille persone, sono stati presentati i nuovi strumenti di collaborazione tra ente pubblico e terzo settore, e alcune esperienze significative. Qui il programma dell’incontro e il video della mattinata.
Di seguito le slide presentate dai relatori:
I rapporti tra P.A. e ETS sono plurimi e di partnerships, Alceste Santuari
Collaborare si può. Come farlo in modo autentico, Gianfranco Marocchi
Housing sociale Leoncavallo, Francesca Di Pietro
Un’esperienza di coprogettazione: interventi integrati per cittadini di paese terzi, Mascia Marchetti
Co-progettazione e co-costruzione di 5 gruppi appartamento «Dopo di Noi», Paola De Riù
Fare sistema: è utile e fa star bene!, Anna Abburrà

Leggi: Welforum


Idee chiare, fermezza e determinazione, per cambiare i servizi sociosanitari

«Occorre condividere un nuovo approccio che riporti tutte le espressioni del nostro welfare, e soprattutto di un welfare territoriale “non più zoppo”, ad una dimensione di sostegno integrato al bene-essere delle Persone. In questo quadro, come spesso è accaduto, il mondo delle disabilità potrebbe svolgere il ruolo di apripista, ma per riconfigurare il sistema dei servizi sociosanitari a partire dai diritti sociali della persona e della sua famiglia, servono idee chiare, fermezza e determinazione»: lo scrive Fausto Giancaterina in questo suo approfondimento, vera e propria proposta operativa
“Ho l’impressione che l’incremento crescente del nostro comunicare attraverso i social media (e più in generale attraverso internet) ci stia piano piano trascinando verso una forma di “pensiero corto”, con conseguente pericolo di elaborare “visioni corte”, anche quando si tratti di affrontare le complessità della nostra vita sociale e del nostro welfare, in particolare del welfare territoriale riguardante i sistemi organizzativi della sanità e del sociale, sempre più inadeguati a garantire il diritto alla salute.
Contrastare un tale pericolo è, a mio avviso, importante e significa impegnarsi ad elaborare segnali di un pensiero forte e lungimirante, capace di argomentare buone proposte per governare quella complessità ed elaborare una buona politica, attenta all’interesse generale e a difesa dell’universalità della sanità pubblica e della centralità dei servizi territoriali, presìdi preziosi di prevenzione e di protezione sociale.

Leggi: Superando


SEGNALAZIONI:

Invalidità: Pensione di vecchiaia anticipata

Grazie all’Inca di Alessandria, la Corte d’Appello di Torino riconosce il diritto di una lavoratrice disabile all’80% di andare in pensione di vecchiaia anticipata.
La pensione di vecchiaia anticipata deve essere riconosciuta ai lavoratori invalidi civili con una disabilità pari almeno all’80%, a prescindere dalla tipologia del lavoro svolto. E’ quanto ha stabilito la Corte d’Appello di Torino (sentenza n. 467/2020), in una causa patrocinata dai legali di Inca Cgil di Alessandria, condannando l’Inps “a costituire e liquidare in favore di una lavoratrice disabile la pensione di vecchiaia anticipata con decorrenza dalla data della domanda amministrativa e a pagarle i ratei maturati, oltre agli interessi legali dal dovuto al saldo”.
Il nodo del contendere, già oggetto di altre cause analoghe, attiene all’individuazione del tipo di invalidità a cui fare riferimento per stabilire la sussistenza del requisito sanitario, necessario per il riconoscimento della deroga rispetto ai limiti di età per la pensione di vecchiaia, che sono stati progressivamente elevati dal D.lgs n. 503/1992 (dal primo gennaio 2000, 65 anni di età per gli uomini e 60 anni delle donne, mentre prima del nuovo regime, il limite anagrafico era rispettivamente 60 e 55).

Leggi: Inca


Pensioni: Pagamento anticipato fino a maggio

Considerato il perdurare dell’emergenza sanitaria e per evitare assembramenti, il pagamento in contanti delle pensioni alle poste sarà anticipato fino a maggio. Per quanto riguarda il rateo di febbraio, si comincerà il 23 febbraio, seguendo l’ordine alfabetico del proprio cognome. A comunicarlo è l’Inps.
Per chi ha scelto l’accredito la data di disponibilità dell’assegno è per tutti la stessa (bisogna essere titolare di Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution), mentre chi ha una carta Postamat, Carta Libretto o Postepay Evolution può prelevare nello stesso giorno la pensione da uno dei 7mila ATM Postamat dislocati su tutto il territorio nazionale.
Infine, chi si reca allo sportello per il ritiro in contanti deve seguire il seguente calendario in base al cognome del titolare della pensione:
dalla A alla B martedì 23 febbraio;
dalla C alla D mercoledì 24 febbraio;
dalla E alla K giovedì 25 febbraio;
dalla L alla O venerdì 26 febbraio;
dalla P alla R sabato mattina 27 febbraio;
dalla S alla Z lunedì 1° marzo.
Gli over 75, che non hanno già delegato qualcuno al ritiro, possono farne richiesta ai Carabinieri, che poi porteranno la pensione a casa dell’interessato.
La data valuta resta comunque quella del primo giorno bancabile del mese, che è anche il giorno di accredito per chi riceve il trattamento su conto bancario.
Leggi: Inca


 

 

 

NEWS:

lunedì 15 febbraio 2021
Blocco sfratti, sindacati inquilini: domani presidio davanti alla prefettura di Milano

I Sindacati degli Inquilini, Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Asia, Uniat, Conia a livello Nazionale hanno inviato una lettera ai Gruppi Parlamentari della Camera, ai Presidenti e ai componenti delle Commissioni Affari Istituzionali e Bilancio e Tesoro per chiedere conferma della sospensione degli sfratti al 30 giugno contenuta nel decreto Milleproroghe e hanno inviato una nota ai Presidenti della Conferenza delle Regioni (Bonaccini) e dell’Anci (Decaro) per chiedere un tavolo di confronto per cercare in questi mesi una soluzione alloggiativa alternativa e misure di sostegno a favore di inquilini e proprietari. A sostegno di queste richieste terranno un presidio a Roma, domani martedì 16 alle ore 15 in piazza Montecitorio. Anche a Milano, in concomitanza con l’iniziativa di Roma, il Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Uniat, Asia, Conia hanno organizzato un presidio domani martedì 16 febbraio alle ore 15 nelle adiacenze della prefettura. “La sospensione degli sfratti – spiegano i Sindacati degli Inquilini di Milano – introdotta dal Governo nel Decreto Milleproroghe, a seguito della grave situazione economica-sociale derivante dalla emergenza sanitaria è una misura irrinunciabile.

Leggi: Imprese Lavoro, 15/02/2021


domenica 14 febbraio 2021
Non indaga solo la magistratura. Sulle RSA si muovono pure i 5 Stelle

Proposta una Commissione parlamentare d’inchiesta. Tremano i ras della sanità privata e chi doveva vigilare
Dall’inizio della pandemia nelle Rsa italiane si è consumata una strage. Gli anziani, soggetti fragili a cui spesso il Covid ha lasciato ben poche speranze, sono morti come mosche. A migliaia si sono infettati in quelle strutture che sono raddoppiate negli ultimi dieci anni e che sono ormai oltre 4.600.
Gli imprenditori che gestiscono le Residenze sanitarie assistenziali hanno fatto tutto il possibile per evitare tutti quei decessi e le indicazioni date loro dalle autorità impegnate nella gestione della pandemia sono stati giuste? Se lo chiedono i magistrati che, da Nord a Sud, in questi mesi hanno aperto e continuano ad aprire inchieste su un dramma i cui contorni, partendo dal numero esatto delle vittime, non sono ancora definiti.
E per far luce su quello che è stato bollato come uno scandalo anche da Amnesty International, la senatrice pentastellata Barbara Guidolin (M5S), membro anche della Commissione straordinaria per la tutela e promozione diritti umani, insieme a 30 colleghi ha proposto l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta.

Leggi: La Notizia, 14/02/2021


venerdì 12 febbraio 2021
RSA e anziani: un nuovo modello di cura senza cedere all’impressionismo

In attesa del documento conclusivo che la “Commissione Paglia” consegnerà al nuovo ministro della Salute, ecco il commento di alcune fra le principali realtà impegnate nell’assistenza agli anziani al «nuovo modello di cura e di assistenza» tratteggiato dalla Pontificia Accademia per la Vita
Un documento «forte e autorevole», «assolutamente condivisibile nei principi», accolto con «gratitudine» da chi è ogni giorno in prima fila nell’assistenza delle persone anziane. Ma anche con la voglia di marcare qualche distinguo e la preoccupazione per la pervasiva narrazione univoca delle RSA come capro espiatorio perfetto di quel che è accaduto la scorsa primavera, quando la prima terribile ondata del Covid ha colto tutti impreparati. Alla ricerca di quell’equilibrio che lo stesso documento della Pontificia Accademia per la Vita indica come obiettivo, senza «liquidare la questione della cura degli anziani con la ricerca di capri espiatori, di singoli colpevoli» e, di contro, senza che «si alzi un coro in difesa degli ottimi risultati di chi ha evitato il contagio nelle case di cura».

Leggi: Vita, 12/02/2021


mercoledì 10 febbraio 2021
Anziani, ripensare i servizi: “L’isolamento? Quanto di peggio ci possa essere”

Riorganizzare le strutture per gli anziani alla luce dell’emergenza sanitaria. È questo l’obiettivo di una ricerca condotta dall’Università Cattolica per Fnp Cisl Emilia-Romagna: “Puntare su domiciliarità e servizi intermedi e mettere al centro le relazioni”
Qual è stato l’impatto sociale dell’epidemia sulle persone fragili e sui servizi socio-assistenziali? Quali sono le conseguenze del distanziamento e delle misure di protezione sulle persone anziane, sui loro caregiver e sugli operatori delle strutture protette, rivelatesi l’anello debole della catena, deputate alla protezione delle persone accolte e, al contempo, fonte di contagio? Sono queste le domande a cui prova a rispondere l’analisi “Ripensare i servizi per anziani in Emilia-Romagna. L’impatto sociale del Covid-19 sulle strutture protette” commissionato da Fnp Cisl Emilia-Romagna al Centro di ricerca Relational Social Work dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “L’impatto sanitario sugli ospiti – spiega Loris Cavalletti, segretario generale regionale Fnp Cisl – è, come ben sappiamo, dirompente, ma le conseguenze dell’epidemia vanno oltre i dati, seppur fondamentali, relativi al numero di contagi. I risultati di questa ricerca ci permettono di cominciare a delineare linee di intervento e programmazione che tengano conto del mutato scenario conseguente all’epidemia”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/02/2021


mercoledì 10 febbraio 2021
Non autosufficienza. Legacoopsociali: “Ripensare la filiera dei servizi di cura”

Costruire proposte condivise per definire i requisiti essenziali della filiera e iniziare un percorso di sperimentazione a livello nazionale. Ne parla un working paper pubblicato in questi giorni. Vanni: “Prendere in carico i bisogni di una persona vuol dire accompagnarla in un percorso di empowerment”
L’emergenza Covid ha reso ancora più evidente la necessità di tessere una rete di servizi a sostegno della cura delle persone più deboli. Legacoopsociali ha tenuto il laboratorio “Ripensare la filiera integrata dei servizi rivolti a persone non autosufficienti” nei mesi di ottobre e novembre 2020, all’interno del progetto Sent-Social Enterprise. Dagli esiti è nato un working paper pubblicato su Percorsi di Secondo Welfare.
L’obiettivo è stato quello di costruire ipotesi e proposte condivise per definire requisiti essenziali di una filiera integrata di servizi di cura alle persone in condizione di fragilità e iniziare un percorso di socializzazione di esperienze e competenze, creazione di collegamenti e collaborazioni, animare un vivaio di idee comuni e soluzioni praticabili da sperimentare nei servizi a livello nazionale e territoriale. Due i prodotti esito del confronto: un canvas, una mappa sinottica delle questioni da affrontare in ambito di programmazione, progettazione e gestione operative di filiere integrate di servizi di cura alla persona, e un documento di sintesi che mette in luce alcuni elementi di visione e proposte per la costruzione di una filiera integrata di servizi per le persone in condizione di non autosufficienza, anziane e con disabilità.

Leggi: Redattore Sociale, 10/02/2021


martedì 9 febbraio 2021
Più domicilio e continuum delle cure: ripensare le case di riposo

La Pontificia Accademia per la Vita, presieduta da Mons. Vincenzo Paglia, ha presentato oggi un poderoso documento che indica la necessità di ripensare il modello di cura e assistenza degli anziani più fragili. Il domicilio diventa centrale. Non si tratta di cancellare le strutture residenziali ma di mettere al centro la persona, superando l’idea di servizi standardizzati
«A livello culturale e di coscienza civile e cristiana, è quanto mai opportuno un profondo ripensamento dei modelli assistenziali per gli anziani». «Abbiamo bisogno di una nuova visione, di un nuovo paradigma che permetta alla società di prendersi cura degli anziani». Lo dice il poderoso documento della Pontificia Accademia per la Vita presentato oggi, dal titolo “La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia”.
«I dati dei decessi sono brutali nella loro crudeltà. A tutt’oggi si parla di più di 2,3 milioni di anziani morti per il Covid-19, la maggioranza dei quali ultrasettantacinquenni. Una vera e propria “strage di anziani”. E la maggioranza di essi è deceduta negli istituti per anziani», ha detto monsignor Vincenzo Paglia presentando il documento. «I dati di alcuni paesi – ad esempio l’Italia – mostrano che la metà degli anziani vittime da Covid-19 viene dagli istituti e dalle Rsa, mentre solo un 24 per cento del totale dei decessi riguarda gli anziani e i vecchi che vivevano a casa. Insomma, il 50% delle morti è avvenuto tra i circa 300.000 ospiti di case di riposo ed RSA mentre solo il 24% ha colpito i 7 milioni di anziani over 75 che vivono a casa.

Leggi: Vita, 09/02/2021


martedì 9 febbraio 2021
Recovery plan, Federsanità: rafforzare la medicina del territorio

Le proposte della federazione in Commissione Affari sociali della Camera dei deputati di questo pomeriggio, convocata per interpellare i rappresentanti del settore sanitario sul Recovery Plan
“Auspichiamo che il Recovery plan possa essere decisivo per potenziare la medicina territoriale. Chiediamo in particolare che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta possano assumere un ruolo centrale nell’assistenza domiciliare. Crediamo, infatti, che sia necessario ripensare la sanità, facendo prevalere la logica della comunità”. Così Tiziana Frittelli, presidente di Federsanità, nel suo intervento in videoconferenza in Commissione Affari sociali della Camera dei deputati di questo pomeriggio, convocata per interpellare i rappresentanti del settore sanitario sul Recovery Plan.
“Proponiamo- ha detto Frittelli- di orientare gli investimenti edilizi per le infrastrutture ospedaliere verso soluzioni in grado di garantirne la flessibilità dell’offerta rispetto al fabbisogno e la sostenibilità ambientale degli interventi, fattori di spesa per investimento che tuttavia in prospettiva riducono anche significativamente le spese di gestione”, ha aggiunto.

Leggi: Redattore Sociale, 09/02/2021


giovedì 4 febbraio 2021
Assistenza nelle strutture e a domicilio, Grusol sollecita intervento

L’organizzazione marchigiana si fa portavoce delle istanze di familiari e associazioni, perché sia garantita tutela della salute nelle residenze sociosanitarie e nei servizi domiciliari
Disposizioni chiare e omogenee sulla tutela della salute e la sicurezza di pazienti e operatori, tanto all’interno delle strutture quanto a domicilio: è quanto chiede il Gruppo Solidarietà, in una lettera inviata alla Regione Marche e al ministero della Salute. “Ci facciamo portavoce di molte istanze che provengono da familiari e associazioni (e da ultimo anche da diversi soggetti gestori)” spiega l’organizzazione, introducendo le due questioni.
Primo, gli ingressi nelle strutture residenziali: “Le disposizioni regionali e di Asur sono state emanate prima della circolare del ministero del 12 ottobre che disciplina, ad esempio, tempi di isolamento e quarantena. Secondo dette disposizioni, la quarantena è di 10 giorni, periodo al termine del quale viene eseguito il tampone. Prassi che ci risulta assunta da alcuni, dopo emanazione della circolare. Nella nota della regione Marche del 23.10.20, si assumono ‘le indicazioni della recente circolare del ministero della Salute’, ma contemporaneamente si confermano le disposizioni delle dgr 600 (riguardante i centri diurni) e 685 (residenze). Da ultimo con nota del 22 dicembre l’Asur ha disposto ‘l’effettuazione del tampone all’ingresso e dopo 15 giorni’. Una situazione che, chiaramente, non solo determina confusione applicativa, ma ha effetti sulle persone per il prolungamento dell’isolamento, e sull’offerta residenziale per la conseguente riduzione dei posti disponibili”

Leggi: Redattore Sociale, 04/02/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 15 febbraio 2021
Firenze, il manuale della convivenza nelle case popolari

Rispetto degli spazi comuni e del decoro, giusto conferimento dei rifiuti, riconversione delle aree non utilizzate. Sono alcuni punti contenuti all’interno del “Manuale per l’abitare consapevole di case, edifici e città”
Rispetto degli spazi comuni e del decoro, giusto conferimento dei rifiuti, riconversione delle aree non utilizzate e momenti di aggregazione per favorire l’integrazione tra inquilini di diverse nazionalità. Sono alcuni punti contenuti all’interno del “Manuale per l’abitare consapevole di case, edifici e città”, risultato del progetto “Educazione alla cittadinanza e all’abitare”, che nasce con l’obiettivo principale di introdurre le possibili applicazioni del paradigma della resilienza nello stile di vita degli inquilini degli edifici di edilizia residenziale pubblica. Sviluppato a partire da una proposta di Federcasa, in collaborazione con il GSE, il progetto, coordinato da Valentina D’Addato, ha visto il coinvolgimento di tre città – Firenze, Milano e Trento – con la sperimentazione delle amministrazioni comunali e dei relativi enti gestori, Casa Spa, MM Spa e ITEA Spa.
Gli enti gestori del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, sono naturalmente interessati e coinvolti nel necessario processo di rigenerazione resiliente delle città per gli aspetti infrastrutturali che tali processi implicano, lo sono anche per gli aspetti che riguardano la qualità della vita degli abitanti, in particolare attraverso quell’accompagnamento all’abitare sempre più necessario in termini di servizio pubblico standardizzato e professionalizzato, che gli enti gestori sono chiamati ad attivare.

Leggi: Redattore Sociale, 5/02/2021


lunedì 15 febbraio 2021
Casa, in Toscana concorso di idee per soluzioni architettoniche innovative

L’iniziativa è curata dal Fondo Housing Toscano (FHT), in attuazione della legge regionale 78 del 2020 e del Protocollo di Intesa sottoscritto da Regione Toscana e da FHT
Si è aperta venerdì 12 febbraio la procedura di ‘Manifestazione di Interesse’ per la partecipazione al concorso di idee, promosso per individuare soluzioni tecnico architettoniche innovative. L’iniziativa è curata dal Fondo Housing Toscano (FHT), in attuazione della legge regionale 78 del 2020 e del Protocollo di Intesa sottoscritto da Regione Toscana e da FHT. Lo scopo è favorire la crescita qualitativa delle modalità insediative, anche attraverso la sperimentazione e l’innovazione, interpellando il mondo tecnico professionale per la raccolta di soluzioni progettuali.
“Il tema dell’abitare – spiega l’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli – assume una rinnovata centralità nel dibattito pubblico nazionale e regionale, sia per il crescente bisogno di intervento pubblico a garanzia del diritto alla casa, sia in previsione dell’arrivo delle risorse del Recovery Fund. Sappiamo che la crisi economica che accompagna quella sanitaria ridisegna i contorni del mercato immobiliare, rendendolo sempre meno accessibile anche per fasce di reddito che fino ad un anno fa potevano accedere a prezzi di mercato. Per questo crediamo che – conclude -, accanto ad un forte e rinnovato impegno per l’edilizia residenziale pubblica, la Regione debba contribuire a rafforzare anche soluzioni abitative ad affitto calmierato per una fascia grigia, sottoposta sempre più alla minaccia dell’impoverimento”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/02/2021


giovedì 11 febbraio 2021
Welfare, a Venezia partono i progetti per “La città sicura di sé”

Sono al via i cinque progetti selezionati dall’amministrazione comunale di Venezia con il bando “Condominio e reti solidali”. il primo progetto ad essere avviato è Mova per favorire una vita attiva degli anziani
Sono al via i cinque progetti selezionati dall’amministrazione comunale di Venezia con il bando ‘Condominio e reti solidali’ nell’ambito del programma “La città sicura di sé”. Lo annuncia l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini, ricordando che i progetti si concluderanno nel 2023 e sono cofinanziati dall’Unione europea.
Nello specifico, il primo progetto ad essere avviato è Mova (muoversi orientandosi ad una vita attiva), realizzato dal Cus Venezia, e ha l’obiettivo di promuovere, attraverso la pratica motoria, iniziative tese a rimuovere gli ostacoli per un concreto e attivo reinserimento degli anziani nella vita sociale e quotidiana. L’iniziativa coinvolgerà almeno 15 persone over 70, ed in particolare persone più fragili perché sole o in difficoltà a livello motorio funzionale o relazionale. Per l’avvio è prevista un’attività di formazione degli operatori impegnati, infatti uno degli obbiettivi alla base del progetto è quello di formare in modo specifico gli operatori, laureati in scienze motorie o diplomati Isef, sulle necessità della popolazione, oggetto del progetto, in modo che possano proporre le attività più adeguate al target di riferimento. “A Venezia abbiamo un indice di anzianità molto elevato ed è ormai provato che un’attività motoria ed uno stile di vita adeguati permettano di contrastare una serie di patologie, rallentando l’invecchiamento. Con questa iniziativa ci poniamo quindi l’obiettivo di fornire un servizio a favore della comunita’ cittadina. Il progetto è triennale, ma la nostra speranza e’ quella di poterlo proseguire ed allargare”, commenta Massimo Zanotto, presidente del Cus Venezia. (DIRE)

Leggi: Redattore Sociale, 11/02/2021


giovedì 11 febbraio 2021
Dall’Ateneo di Cagliari un robot che allena gli anziani

Sviluppare un robot che faccia da personal trainer agli anziani, correggendo i movimenti errati e incoraggiando allo stesso tempo l’esercizio fisico. È l’obiettivo del progetto “Dr. VCoach” dell’Università di Cagliari, finanziato con 171 mila euro
Sviluppare un robot che faccia da personal trainer agli anziani, correggendo i movimenti errati e incoraggiando allo stesso tempo l’esercizio fisico. È l’obiettivo del progetto “Dr. VCoach” dell’Università di Cagliari, finanziato con 171 mila euro nell’ambito del programma europeo Marie Sklodowska-Curie individual fellowships. La ricerca, di durata biennale, sarà coordinata da Diego Reforgiato Recupero, docente di informatica al Dipartimento di matematica e informatica dell’Ateneo cagliaritano, e vedrà in prima linea Nino Cauli, ricercatore beneficiario della Marie Curie individual fellowship finanziata dal progetto, che tornerà così in Sardegna dopo un periodo di intensa formazione all’estero.
Il robot agirà secondo le direttive di un vero personal trainer umano che tramite un’interfaccia lo istruirà sulle operazioni da compiere: le attivita’ di studio, di ricerca e di addestramento si svolgeranno all’interno del laboratorio di Human-Robot Interaction (http://hri.unica.it), fondato e diretto dal professor Reforgiato, e nei locali del Dipartimento di matematica e informatica dell’Ateneo del capoluogo sardo.

Leggi: Redattore Sociale, 11/02/2021


martedì 2 febbraio 2021
Milano inclusiva anche grazie all’Edilizia residenziale sociale

Presentato lo studio Nomisma sulla produzione di case in locazione a costi accessibili. Chi opera nell’Ers riesce a garantire equilibrio economico finanziario praticando canoni tra gli 80 e i 100 euro mq/anno. Rimane poco presidiata una fetta di domanda che richiede canoni più bassi. Sempre più strategica una politica che favorisca housing sociale in affitto
A tenere desta l’attenzione sulle politiche abitative di Milano, far sì che non tradisca il suo nome “Mediolanum”, ovvero la città di mezzo, ci sono un gruppo di player che operano nel mercato dell’Ers (Edilizia residenziale sociale) e che, come ha ricordato Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat in occasione della presentazione dello studio curato da Nomisma con il Comune di Milano “Milano Inclusiva. La produzione di case in locazione a costi accessibili”, vogliono giocare un ruolo di perno, consapevoli della la necessità di interpretare il mercato dell’affitto sostenibile e, avviare così, un processo di formazione di rete che favorisca la nascita di iniziative di settore.
Lo studio, illustrato nel corso di una conferenza stampa da Elena Molignani di Nomisma, è stato promosso da CdO Forum Edilizia, Confcooperative, Legacoop, Fondazione Welfare Ambrosiano, Redi sgr Fondazione Housing sociale, con il sostegno di Fondazione Cariplo, Fondazione Ceur e la Ringhiera.

Leggi: Vita, 02/02/2021


IN AGENDA:

17.2.2021 – “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti

Si terrà online il prossimo 17 febbraio dalle 10.00 alle 13.00 il nuovo seminario dal titolo “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti”.
Richiesti 3 crediti formativi per assistenti sociali. Per saperne di più – Qui il modulo di PRE-ISCRIZIONE.
Attenzione! L’effettiva iscrizione andrà successivamente formalizzata seguendo le indicazioni che verranno inviate via mail.

Leggi: Welforum


17.2.2021 – dalle ore 9:30 alle ore 11:00 – CERGAS SDA Bocconi – LE PROSPETTIVE PER IL SETTORE SOCIO-SANITARIO OLTRE LA PANDEMIA

Presentazione
3° RAPPORTO OSSERVATORIO LONG TERM CARE
Quali sono le percezioni delle famiglie, prima e dopo Covid-19, e cosa si aspettano dai servizi?
Cosa ci ha insegnato questa pandemia sul settore LCT e sui servizi?
Quali lezioni possiamo trarre rispetto agli elementi di valore generati dal settore e alle innovazioni che si rendono a questo punto necessarie?
INTERVENGONO:
Elisabetta Notarnicola, Eleonora Perobelli, Andrea Rotolo e Sara Berloto – CERGAS SDA Bocconi
Massimo Minaudo – Essity
Jiří Horecký – European Ageing Network
Consulta il programma completo dell’evento sul nostro sito > Le prospettive per il settore socio-sanitario oltre la pandemia. Presentazione del 3 Rapporto Osservatorio Long Term Care | SDA Bocconi School of Management – Top Business School in Europe – eventSignup
La partecipazione è gratuita previa registrazione online.


IN EVIDENZA:

Sociale e Sanità nella Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

La proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR), approvata in Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2021, rappresenta il documento che nelle prossime settimane verrà discusso dagli organi istituzionali (Parlamento, Regioni e autonomie locali), dalle Parti economiche e sociali, dal Terzo settore e dalle reti di cittadinanza, per definirne i contenuti definitivi e per portarlo formalmente, entro il 30 aprile 2021, all’attenzione della Commissione Europea, con la quale già nei mesi scorsi è stata attivata una interlocuzione rispetto ai suoi obiettivi generali.
I PNRR saranno valutati dalla Commissione entro 2 mesi dalla loro presentazione e tale valutazione dovrà essere approvata dal Consiglio entro 4 settimane dalla proposta della Commissione stessa. I piani saranno riesaminati e adattati, se necessario, nel 2022 per tenere conto della ripartizione definitiva dei fondi per il 2023. La crisi politica, che in queste ultime settimane ha investito il Governo, arriva quindi in una fase decisiva della discussione relativa alla pianificazione delle risorse destinate ad orientare il sistema Paese nella fase post-pandemica.
L’Italia rappresenta il Paese europeo dove la pandemia ha sortito prima i propri effetti, e con impatti di assoluto rilievo sul tessuto economico e sociale. Per questi motivi, essa rappresenta anche il Paese che potrà usufruire in misura maggiore delle risorse dedicate al rilancio e alla crescita post-pandemia. Nell’ambito di Next Generation EU (NGEU), il Paese potrà infatti contare su 196,5 miliardi di euro tra sovvenzioni (circa 65 miliardi) e prestiti, oltre ai 13,5 mld di React-EU e ai 1,2 mld del Just Transition Fund. Nelle stime del Consiglio europeo, l’insieme dei fondi europei compresi nel Quadro Finanziario Pluriennale e nel Next Generation EU metteranno a disposizione dell’Italia, nel periodo 2021-2029, un volume di circa 309 miliardi di euro.

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Le politiche per la gestione della cronicità e i bisogni delle persone non autosufficienti

È davvero cambiato qualcosa?
Uno dei più importanti cambiamenti nelle politiche sanitarie degli ultimi anni è consistito nell’orientamento verso modelli per la gestione del paziente cronico.
Dal momento che la cronicità viene universalmente considerata il “bisogno emergente” del nuovo secolo e il principale fattore di assorbimento delle risorse, le istituzioni internazionali hanno raccomandato l’adozione di modelli organizzativi che mettessero al centro delle risposte assistenziali questo fattore, superando gli storici approcci centrati invece sulla gestione degli episodi di acuzie.
Parole quali “population health management”, “stratificazione”, “PAI”, “piramidi della cronicità” sono divenute le best practices delle politiche sanitarie.
Nel nostro Paese questi modelli sono originariamente stati oggetto di sperimentazioni locali, per poi divenire il cuore di un Piano Nazionale del Ministero della Salute che ne ha promosso la diffusione in tutte le regioni.
Uno studio condotto nell’ambito del recente rapporto del Network Non Autosufficienza ha esplorato i processi applicativi implementati dalle regioni in tale ambito, focalizzandosi sugli impatti per le persone non autosufficienti. Proviamo a ripercorrere le tappe di questa analisi.
Va precisato che le valutazioni risalgono all’epoca ante Covid; una rilettura alla luce degli effetti della pandemia non può che rafforzare quanto argomentato.
La questione centrale: cronicità è sinonimo di non autosufficienza?
Prima di procedere con la lettura dei risultati è necessaria una premessa. L’interesse per la cronicità viene spesso invocato nel dibattito pubblico quale intervento a favore della Long Term Care, utilizzando, senza precisarne le differenze, termini quali cronici/fragili/anziani/non autosufficienti come sinonimi. Tuttavia, ognuna di queste condizioni ha una differente definizione non esattamente sovrapponibile:

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Se si ammala chi assiste una persona con disabilità, chi potrà sostituirla?

Partendo dal Piano Vaccinale della Regione Toscana, che si è allineata alle indicazioni ministeriali, eludendo anch’essa la fondamentale connessione tra la persona con disabilità e chi le presta assistenza, Simona Lancioni osserva che «forse il Ministero della Salute e le Regioni dovrebbero iniziare a porsi la seguente domanda: se si ammalasse la persona che presta assistenza ad una persona con disabilità grave, chi potrebbe sostituirla in questo ruolo?». E al di là della Toscana, cosa sta succedendo nelle altre Regioni?
Nei giorni scorsi sul sito della Regione Toscana è stato pubblicato il programma regionale delle vaccinazioni anti-Covid, specificando le diverse fasi e l’ordine con cui le differenti categorie di soggetti potranno accedere alla profilassi, il tipo di vaccino utilizzato, le modalità di prenotazione e i luoghi di somministrazione.
Sin da subito si è ritenuto di considerare le persone ospiti di strutture residenziali – delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e delle RSD (Residenze Sanitarie Disabili) – tra le categorie da vaccinare prioritariamente, mentre riguardo alla vaccinazione delle persone con disabilità che vivono nelle proprie abitazioni si è dovuto attendere il documento pubblicato l’8 febbraio scorso dal Ministero della Salute [se ne legga già ampiamente anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Tuttavia, come ha prontamente segnalato l’Associazione Luca Coscioni, [anche sulle nostre pagine, N.d.R.], tale documento presenta la lacuna di non considerare i/le caregiver tra le categorie da vaccinare prioritariamente.

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Si ricomponga la frattura tra sociale e sanitario

L’appello su Il Sole 24 ore. Il PNRR fornisce una straordinaria occasione per porre mano alla riforma strutturale del maggior ostacolo al buon funzionamento del welfare territoriale italiano: la persistente frattura tra sociale e sanitario. Occorre una delega per il governo unitario di tutta l’area dell’integrazione sociosanitaria, a partire dalla assegnazione delle competenze nei dicasteri del prossimo Governo. Porre attenzione ai Budget Salute
Sanità
Anche il PNRR, come l’intera programmazione sociale e sanitaria degli ultimi vent’anni, affida alle politiche sociali e sanitarie compiti sostanzialmente convergenti, auspicandone l’integrazione nel rispetto dell’unitarietà e della centralità della persona. Si tratta di una strategia che ha mostrato ampi limiti applicativi. Riteniamo che la realizzazione del PNRR fornisca una straordinaria occasione per porre mano alla riforma strutturale del maggior ostacolo al buon funzionamento del welfare territoriale italiano: la persistente frattura tra sociale e sanitario.
Ciò avviene anche in quelle aree che, per evidenza scientifica e dettato normativo, sono caratterizzate dalla inscindibilità degli apporti professionali sanitari e sociali e dalla indivisibilità dell’impatto sugli esiti. Sono oltre 3,1 milioni in Italia le persone che presentano limitazioni, a causa di problemi di salute, nello svolgimento di attività abituali e ordinarie: sono persone anziane, con disabilità, persone con problemi di salute mentale e/o dipendenze, o con disturbi del comportamento, che hanno bisogno di progetti personalizzati di intervento sul piano terapeutico, riabilitativo, assistenziale, tutelare.

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Disabilità e non autosufficienza: dopo la pandemia serve altro

Quali conseguenze ha finora prodotto la pandemia sulla popolazione con disabilità e non autosufficiente? Ci proponiamo di rispondere con queste brevi note a questa domanda. Chi già viveva in condizioni di svantaggio e fragilità prima della pandemia da Covid-19 ha attraversato un peggioramento delle proprie condizioni. Ma in che senso e in che misura?
Anziani: contagi e mortalità
Oltre 14 milioni di persone in Italia convivono con una patologia cronica e di questi 8,4 milioni sono ultra 65enni. Sono proprio loro, i pazienti doppiamente fragili per età e per patologie pregresse, che hanno maggiormente subito gli esiti della pandemia. Secondo il Report del 2 dicembre 2020 dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) “Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia”, l’età media dei pazienti deceduti e positivi al Covid è di 80 anni ed è più alta di 30 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione. In particolare la letalità per fascia di età passa dallo 0,19% nel gruppo di età 40-49 anni allo 2,97% nella fascia 50-59 anni, al 10,23% nel gruppo di età 60-69 anni, al 19,03% nella fascia di età 80-89 anni.
A pesare è il maggior numero di patologie che si sovrappongono andando avanti con gli anni. Già dopo i 65 più della metà delle persone convive con una o più malattie croniche e questa quota aumenta con l’età fino a interessare i tre quarti degli ultra 85enni e i malati cronici sono quelli più a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19. Secondo i dati Iss le più comuni malattie croniche diagnosticate prima di contrarre l’infezione da Covid nei pazienti deceduti sono:

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Prevenzione del rischio di caduta nelle persone fragili al domicilio

Le cadute rappresentano un problema rilevante nella popolazione anziana: qui vengono forniti utili contenuti educativi essenziali, raccomandazioni, suggerimenti, consigli pratici, con la finalità di condividere conoscenze di base e problemi prioritari di sicurezza.
di Marina Simoncelli (MD Direttore UOC Medicina Riabilitativa -Azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord”), Benedetta Emanuelli (MD Medico Fisiatra UOC Medicina Riabilitativa Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord”)
Prevenzione del rischio di caduta nelle persone fragili al domicilio
Le cadute tra le mura domestiche degli anziani e più in generale delle persone con disabilità di ordine motorio e/o cognitivo rappresentano una priorità per la sanità pubblica a causa della loro frequenza e gravità; le cadute rappresentano la prima causa di incidente domestico e parallelamente la prima causa di ricovero e decesso per tale ragione.
Esistono fattori di rischio di caduta intrinseci, anche detti personali (come le alterazioni legate all’età, oppure allo stato di malattia ed al funzionamento globale della persona), ma anche fattori estrinseci, ovvero ambientali (ossia tipicamente la presenza di ostacoli in casa, le calzature non idonee, l’impiego di ausili non adeguati o il loro errato impiego). Viene quindi raccomandata l’identificazione di tali fattori attraverso una valutazione oligo-multidimensionale delle persone a rischio, in primis condotta da operatori sanitari e sociali, che preveda il passaggio delle informazioni e l’attivazione di un sistema di sorveglianza e messa in opera di procedure e strategie di prevenzione da parte del caregiver, del familiare e del paziente stesso.

Leggi: I Luoghi della Cura


L’ospedale al centro e fuori il deserto. Diagnosi di un sistema da curare

Nei territori mancano medici, infermieri, reti organizzate e leggere di presidi sociali e sanitari. I miliardi del Next Generation Eu possono essere una grande occasione. Ma bisogna cambiare modello di riferimento.
Al di là delle differenze regionali, il nostro è un Paese interamente, integralmente ospedalecentrico. Tutto ciò che è fuori dall’ospedale viene considerato “altro” rispetto al complesso, articolato mondo della cura. C’è, in alcuni casi si vede, ma è letto come un’appendice informale del sistema di sanità e salute. In questo “altro”, però, ci sono tantissime cose. Ci sono persone, relazioni, corpi intermedi, famiglie. Un mondo di bisogni e fragilità. E ci sono esperienze e risposte, molte risposte a quei bisogni e a quelle fragilità. Su tutte: l’assistenza domiciliare integrata. Un asset fondamentale per un Paese che ha una longevità crescente, ma continua a non investire adeguatamente in questo settore. Mancano medici, mancano infermieri, la formazione va a rilento, i Pronto Soccorso sono congestionati e tante, troppe promesse sono state disattese. È una contraddizione ed è un paradosso per una realtà con una società civile organizzata che, anche in tempo di pandemia, ha mostrato una vivacità senza pari. Ma, soprattutto, è un paradigma da rovesciare e un modello di sanità territoriale interamente da riscrivere. Imparando la lezione, rafforzando i punti deboli e riorganizzando quelli forti. Facendo leva come soggetto attivo sul Terzo settore: realtà più prossima alle persone, ai loro bisogni e al territorio.

Leggi: Vita


 

 

 

 

 

AeA Informa, online in nuovo numero della rivista dedicato alla dimensione abitativa delle persone anziane

Valutare l’age-friendliness di un’abitazione: è questo il tema del nuovo numero della rivista Abitare e Anziani Informa.
La pubblicazione presenta la ricerca dell’Ing. Adriana Luciano, Dottoressa in Ingegneria dei Sistemi Civili che analizza la dimensione abitativa delle persone anziane, con l’obiettivo di creare un indicatore per la valutazione della qualità dell’ambiente domestico, intesa come l’insieme dei requisiti spaziali e prestazionali dell’abitazione che consentono a un anziano di vivere in condizioni di autonomia e sicurezza.

Leggi la rivista


A luglio la prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Si terrà, a partire da quest’anno, la quarta domenica di luglio in prossimità della festa dei Santi Gioacchino ed Anna, i nonni di Gesù. La Giornata permetterà, come annunciato oggi da Francesco al termine della preghiera dell’Angelus, di celebrare il dono della vecchiaia e di ricordare coloro che, prima di noi e per noi, custodiscono e tramandano la vita e la fede
La nostra memoria, le radici dei popoli, l’anello di congiunzione tra le generazioni, un tesoro da custodire. Questo sono gli anziani e i nonni nel pensiero del Papa, un vero e proprio “dono” la cui ricchezza spesso dimentichiamo. Per questa ragione, come annunciato oggi al termine dell’Angelus, Francesco ha scelto di dedicare a loro, a partire dal prossimo luglio, una Giornata a livello mondiale.:

Leggi: Vatican News


NEWS:

martedì 9 febbraio 2021
Anziani, Paglia: piano di assistenza da 9 miliardi per il nuovo governo

Lo ha annunciato il presidente della Pontificia Accademia per la Vita: “Invertire la consuetudine passata. Previste 100 mila assunzioni per operatori sociali”
“Come Commissione per la riorganizzazione dell’assistenza agli anziani promossa dal ministro Speranza noi stiamo preparando, ed è quasi pronto nei dettagli, un piano per invertire la consuetudine passata”. Lo ha annunciato il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Vincenzo Paglia, in un’intervista a InBlu2000, la radio nazionale DAB della Conferenza episcopale italiana.
“Abbiamo programmato un intervento triennale – ha spiegato mons. Paglia a InBlu2000 – per 500 mila anziani non autosufficienti e 500.000 parzialmente autosufficienti con l’impiego di 9 miliardi di euro che prevedono anche 100 mila assunzioni per operatori sociali e non solo sanitari per attuare questa nuova prospettiva che peraltro farebbe risparmiare notevolmente le spese perché si eviterebbero inutili ricorsi al Pronto Soccorso e inutili degenze ospedaliere che costerebbero comunque molto di più”.
“In questo senso la prospettiva – ha concluso mons. Paglia – è preparata nei dettagli, la presenteremo al nuovo governo che speriamo entri presto in vigore perché a nostro avviso si tratta davvero di impostare un nuovo paradigma di attenzione verso l’ enorme mondo degli anziani”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/02/2021


martedì 9 febbraio 2021
Morire di freddo non si può

A Roma il circolo Arci Sparwasser è diventato un dormitorio, che apre le sue porte a chi non ha una casa. Sono 8 mila i senza fissa dimora nella capitale
Sette posti letto, più uno per l’operatore. Al circolo Sparwasser, nel locale Pigneto di Roma, ci sono ancora le bottiglie di liquore sugli scaffali e i cimeli delle feste passate, attaccati alle pareti. Ma il locale oggi è diventato un dormitorio, che dà ospitalità a chi non ha una casa. Il progetto “Qui c’è posto” è partito a gennaio, grazie alla collaborazione con l’Associazione Nonna Roma, un banco del mutuo soccorso che, attraverso la distribuzione alimentare e di prodotti di prima necessità, aiuta persone e famiglie in condizione di povertà. “Eravamo chiusi per via della pandemia – racconta Margherita Puca – e ci siamo detti che era uno spreco, che avremmo potuto riaprire per chi è costretto a dormire per strada”.

Leggi: Collettiva, 09/02/2021


lunedì 8 febbraio 2021
“ABITIAMOLA” – Newsletter Gennaio 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
Tutte le missioni del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza impattano sulle città, è tuttavia difficile valutare l’impatto di un ampio spettro di interventi le cui politiche di riferimento appaiono frammentate, mancando la definizione dei progetti e in alcuni casi una normativa nazionale di riferimento, come per la rigenerazione urbana o l’edilizia sociale. Manca una politica urbana integrata. CGIL, CISL, UIL hanno lanciato le proprie proposte nel corso dell’iniziativa “Rigenerazione Urbana e Politiche Abitative nella Next Generation UE”.
Il 30 dicembre 2020 è stata pubblicata in G.U. la legge di Bilancio 2021. Vengono prorogati i bonus edilizi, anche al 110% e l’opzione per la cessione o lo sconto, inserendo nuove tipologie di interventi e alcuni soggetti beneficiari. Si incrementano stanziamenti per edilizia scolastica e sanitaria. Vengono potenziati il Fondo per l’affitto e il Fondo per le morosità incolpevoli: le misure sono tuttavia ancora insufficienti a fronteggiare la condizione di difficoltà economica delle famiglie.

Leggi: Cgil, 08/02/2021


lunedì 8 febbraio 2021
SFRATTI: rinvio iniziativa presidio unitario a martedì 16 febbraio alle ore 15 in Piazza Montecitorio

SUNIA, SICET, UNIAT e UNIONE INQUILINI comunicano che il presidio previsto per domani 9 febbraio alle ore 15,00 in piazza Montecitorio non si terrà, in quanto le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio non hanno programmato per domani alcuna discussione degli emendamenti al decreto Milleproroghe, in relazione alla crisi di Governo ed alle consultazioni in atto, ed è rinviato a martedì 16 febbraio alle ore 15,00 sempre in Piazza Montecitorio.

Leggi: Sunia, 08/02/2021


lunedì 8 febbraio 2021
Caregiver familiari, sbloccato il fondo. Tre indicazioni per valorizzare le risorse

Dopo tre anni, riparto tra le regioni del fondo per il sostegno dei caregiver familiari. Confad: “La pandemia ha aggravato il carico di accudimento, assistenza e responsabilità dei caregiver: urgenti misure di sostegno, ora possibili grazie alle risorse stanziate”
Il bisogno c’è, anzi l’urgenza. Le risorse, anche. Ora non resta che fare presto e fare bene, perché il fondo per il sostegno dei caregiver familiari raggiunga il suo scopo. E’ quantyo chiede il Coordinamento nazionale famiglie con disabilità (Confad), commentando così la notizia dello sblocco e del riparto del fondo, dopo tre anni di attesa: “L’utilizzo delle risorse sia corretto e sollecito – domanda Confad – Alla luce dell’esperienza vissuta dai caregiver familiari nell’attuale fase pandemica, con l’intensificazione del loro carico di accudimento, assistenza e responsabilità nei confronti di un parente convivente con disabilità grave non autosufficiente e l’isolamento di fatto subìto,

Leggi: Redattore Sociale, 08/02/2021


venerdì 5 febbraio 2021
Fondo infrastrutture sociali, sbloccati 300 milioni per i Comuni del Sud

Via libera al decreto che ripartisce 75 milioni annui, dal 2020 al 2023, direttamente agli enti locali del Mezzogiorno
Con la presa d’atto della Conferenza Stato-Città, dopo un confronto essenziale con l’Anci, è arrivato il via libera al decreto che ripartisce 75 milioni annui, dal 2020 al 2023, direttamente alle amministrazioni locali del Mezzogiorno. Si tratta del Fondo infrastrutture sociali per i Comuni del Sud. Contributi destinati città medie e piccole, per nuovi interventi, manutenzioni straordinarie, su scuole, strutture e residenze sanitarie, edilizia sociale, beni culturali, impianti sportivi, arredo urbano, verde pubblico, e altri ambiti della vita sociale.
I fondi erano stati stanziati dalla legge 27 dicembre 2019 n. 160 che ai comma 311 e 312 dell’articolo 1 avevano fissato un finanziamento per i Comuni situati nel territorio delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia da destinare a investimenti in infrastrutture sociali.
Le risorse sono state assegnate in base a un criterio di ripartizione inversamente proporzionale alla popolazione di riferimento, in modo da garantire anche a un Comune di 500 abitanti un contributo totale di 32.000 euro (mentre un Comune con popolazione maggiore di 250.000 abitanti riceverà un contributo totale pari a 655.000 euro), relativamente maggiore in pro capite.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 05/02/2021


venerdì 5 febbraio 2021
Superbonus 110 per cento, online la guida aggiornata

Recepite le rilevanti modifiche alla disciplina agevolativa che hanno ulteriormente potenziato e ampliato le possibilità di fruire della detrazione e delle opzioni alternative superbonus
Disponibile sul sito delle Entrate, nell’apposita sezione “l’Agenzia informa” e su questa rivista, la guida al “Superbonus 110%” con tutti gli aggiornamenti apportati dalla legge di Bilancio 2021, che ha ampliato la portata delle misure del Superbonus (vedi articolo “Legge di bilancio 2021 e Fisco – 1 Superbonus prorogato e “ampliato”).
Ampliato l’ambito applicativo
La detrazione spetta per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, per gli interventi trainanti (isolamento termico, impianti di climatizzazione, interventi antisismici). Una delle novità è rappresentata dall’inclusione, fra lavori di isolamento termico, della coibentazione del tetto.
Il Superbonus spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 per gli interventi sulle parti comuni degli edifici effettuati dai condomìni e dalle persone fisiche, al di fuori di un’attività di impresa, con riferimento agli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduti da un unico proprietario o in comproprietà, per i quali alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo. Se gli interventi con tale percentuale di ultimazione, sono stati eseguiti dagli istituti autonomi case popolari (Iacp), il Superbonus vale per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023.

Leggi: Fisco Oggi, 05/02/2021


venerdì 5 febbraio 2021
Maggioranza semplice per l’ok all’installazione dell’ascensore nell’interesse di anziani e disabili

Installare un ascensore su area comune, per eliminare le barriere architettoniche o ridurre il disagio dei disabili, è innovazione da approvarsicon la maggioranza dell’articolo 1136, commi 2 e 3, del Codice civile. Per solidarietà condominiale, e nel contemperare i vari interessi in gioco tra cui quello dei disabili a fruire dell’edificio, la perdita della possibilità di affaccio dai poggioli condominiali dal lato frontale degli stessi è sacrificio ragionevole e sostenibile. Lo precisail Tribunale di Pordenone con sentenza numero 267 del 25 maggio 2020.
La vicenda
Motivo di lite, l’approvata costruzione di un ascensore esterno all’edificio contestata da tre condòmini. La delibera, lamentano, era invalida per diverse ragioni: violazione della previa informazione (l’assemblea straordinaria avrebbe avuto un oggetto diverso rispetto a quello indicato
come ordine del giorno); mancato rispetto del quorum deliberativo necessario per la modifica della destinazione d’uso di parti comuni; lesione al decoro architettonico ed estetico dello stabile; riduzione del cortile con perdita di parcheggi e della possibilità di affaccio dei poggioli condominiali.

Leggi: Quotidiano Condominio, 05/02/2021


giovedì 4 febbraio 2021
Chiusa in casa da 15 giorni per colpa dell’ascensore

Maria abita nelle case popolari di Lingotto: per un guasto è bloccata dal 21 gennaio
I pezzi da cambiare dovrebbero arrivare in settimana, poi altri 2 giorni di lavoro
Dieci giorni reclusa in casa, non per il Covid, ma per l’ascensore guasto. Maria, 25 anni, disabile, abita in un alloggio popolare, in via Guala. Ha bisogno della carrozzina per uscire, ma dal 21 gennaio non può proseguire oltre l’ingresso se non per una manciata di metri, Il motivo? L’ascensore è guasto. Da quando Maria si è accorta che pur insistendo a schiacciare il pulsante di chiamata, l’elevatore resta desolatamente fermo, la venticinquenne ha cominciato a chiamare i numeri telefonici di Atc, responsabile della palazzina. «Pur avendo raggiunto le persone che si occupano della manutenzione – riferisce la ragazza – le risposte erano sempre vaghe: “Vedremo”. “Siamo a conoscenza del problema e dei disagi, ma ancora non sappiamo perché non funzioni”». Tutto questo fino a martedì, quando finalmente si è riacceso un barlume di speranza: «Mi hanno confermato di aver compreso la natura del guasto: c’è un pezzo rotto nel meccanismo che consente la risalita e che stanno aspettando che arrivi quello sostitutivo. Per venerdì sarà, forse, potrebbe tornare tutto come prima».

Leggi: La Stampa, 04/02/2021


giovedì 4 febbraio 2021
Stop sfratti: le Associazioni degli inquilini scrivono ai gruppi parlamentari, ai Presidenti della Conferenza delle Regioni e dell’ANCI per sollecitare la conferma della sospensione prevista dal DL “Milleproroghe” e per ricercare soluzioni alternative.

Dichiarazione dei segretari generali del SUNIA, Stefano Chiappelli, SICET, Nino Falotico, UNIAT, Augusto Pascucci, UNIONE INQUILINI, Massimo Pasquini
I Sindacati degli inquilini, nella grave e perdurante situazione di emergenza sanitaria e alla luce dell’attuale crisi anche politica, con una lettera (allegata) ai gruppi parlamentari della Camera, ai Presidenti e ai componenti delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio e Tesoro, esprimono una forte preoccupazione in merito alla conversione in legge del DL ”Millleproroghe “nella parte del testo che prevede la sospensione sino al 30 giugno delle esecuzioni degli sfratti e delle procedure immobiliari, misura che in questi giorni è oggetto di irresponsabili attacchi da parte di chi vorrebbe eliminarla dal provvedimento.
Per quanto ci riguarda il blocco degli sfratti è irrinunciabile per impedire che si mettano ”in mezzo alla strada” migliaia di famiglie senza una alternativa alloggiativa.

Leggi: Sunia, 04/02/2021


martedì 2 febbraio 2021
Vaccini. La speranza che dobbiamo agli anziani

Fare presto – “Vaccinare gli anziani ridurrà la mortalità del 70 per cento”. È scritto a grandi lettere sulla pagina Facebook del sindacato dei pensionati della Cgil che da giorni ha avviato, insieme a Fnp Cisl e a Uilp Uil, una campagna di sensibilizzazione su un tema di cruciale importanza per il nostro paese. La vaccinazione degli anziani è infatti il cuore della battaglia alla pandemia.
Eppure, nonostante le parole di rassicurazione che arrivano da chi gestisce la pandemia in Italia e dall’Europa, che governa in prima linea tutta la partita dei vaccini, per lo Spi Cgil non c’è da stare tranquilli. E molto si potrebbe fare per superare la situazione di stallo nella distribuzione dei vaccini che si è creata in Europa, e non solo.
“Sta accadendo una cosa gravissima”, dice con fermezza la responsabile del dipartimento socio-sanitario dello Spi Cgil Antonella Pezzullo. “L’Europa non sta facendo abbastanza. Gli Stati membri non stanno facendo abbastanza. Le strade da percorrere per assicurare che un bene essenziale alla vita come il vaccino ci sono e sono molte. Sono state percorse per l’hiv, per l’epatite c, per fare solo due esempi”. Quando le chiediamo nello specifico cosa si potrebbe fare in concreto, Pezzullo risponde in modo chiaro: “Si potrebbe sospendere la licenza delle case farmaceutiche, per esempio, ovviamente nel pieno rispetto della proprietà dei brevetti e dietro adeguato compenso. Ma si può fare, è previsto dalle regole internazionali”.

Leggi: Liberetà, 02/02/2021


lunedì 1 febbraio 2021
Crollo degli affitti a Milano e Roma: pesano Covid, lockdown e fuga degli studenti dalle città – Milano e Roma tra le città più colpite dal crollo degli affitti

I lockdown in Unione Europea, il ritorno degli studenti a casa, la riduzione dei trasferimenti lavorativi di manager e professionisti, il boom della smart working economy sono i fattori che hanno inciso sul crollo degli affitti sia nelle principali città italiane sia in quelle europee.
A partire da Milano che ha chiuso l’anno appena finito con un -4,5% e un canone medio di 221 euro al metro quadro per anno. Male anche le altre principali città italiane secondo il Centro studi Abitare Co. A Roma il calo è stato del 4,4%, a Bologna ancora più consistente del 5,3%, a Napoli del 2,2%, a Genova del 2,7%, a Torino del 2,6% e Firenze e Bari rispettivamente del 3,2% e del 2,2%. Meno pesanti le flessioni di Palermo con il -1,5% e Verona -1,3%, nonostante siano anch’esse città turistiche e universitarie.

Leggi: Corriere della Sera, 01/02/2021


DALLE REGIONI:

martedì 9 febbraio 2021
Casa, in Sardegna al via piano riqualificazione da un miliardo

“In Sardegna partirà a breve il più grande piano per la riqualificazione e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare gestito, direttamente o indirettamente, da Area, l’Azienda regionale per l’edilizia abitativa”. Così il presidente della Regione, Christian Solinas
“In Sardegna partirà a breve il più grande piano per la riqualificazione e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare gestito, direttamente o indirettamente, da Area, l’Azienda regionale per l’edilizia abitativa”. Così il presidente della Regione, Christian Solinas, in una video conferenza stampa convocata questa mattina, alla presenza del commissario straordinario di Area, Adamo Pili.
“Si tratta di una grande possibilità che garantirà migliori condizioni di vita per gli inquilini delle strutture Area- spiega Solinas- ma anche un grande volano dal punto di vista economico: sarà in grado di attivare fino a un miliardo di euro di ricadute sul territorio, con cantieri aperti in tutta la Sardegna. Obiettivo, la creazione di un’intensità di lavoro stimabile fino a 14 mila unità, per un comparto, quello artigiano edile, che ha subito gravissime perdite durante la pandemia”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/02/2021


lunedì 8 febbraio 2021
Casa, Bologna metropolitana: accordo anti-sfratti anche nel 2021

Prorogato il protocollo con le “misure straordinarie di intervento” per la riduzione del disagio abitativo. Firmano anche Regione Emilia-Romagna, Comune e Tribunale di Bologna
Troppe famiglie a rischio sfratto a causa del Covid. Per fronteggiare l’aumento dei disagio abitativo durante la crisi economica la Città metropolitana di Bologna ha deciso nei giorni scorsi di rinnovare il protocollo anti-sfratti a tutto il 2021: il protocollo contiene “misure straordinarie di intervento” per la riduzione del disagio abitativo e porta la firme anche di Regione Emilia-Romagna, Comune e Tribunale di Bologna, Comuni dell’area metropolitana, Ordine degli avvocati di Bologna, sindacati e associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini. Obiettivo è “dare continuità alle misure di sostegno avviate con i protocolli precedenti considerato che nel territorio metropolitano esistono numerose situazioni di disagio abitativo che mettono a rischio la disponibilità della propria abitazione da parte delle famiglie che non sono più in grado di pagare il canone di locazione, ulteriormente aggravate dalla crisi determinatasi per effetto dell’emergenza epidemiologica in corso”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/02/2021


venerdì 5 febbraio 2021
Servizi Roma, assistenti sociali: preoccupazione per i tagli

Così Patrizia Favali, presidente del Consiglio del Lazio dell’Ordine degli Assistenti sociali in merito ai tagli che Roma Capitale si appresta ad operare alle risorse destinate a finanziare i Servizi sociali del Campidoglio e dei Municipi
“Siamo molto preoccupati per i tagli che Roma Capitale si accinge ad operare ai Servizi sociali come indicano le tabelle di bilancio relative all’esercizio 2021 attualmente in discussione. Si tratta di una iniziativa che lascia interdetti e che non trova giustificazione alcuna. Ci attendiamo che, con senso di responsabilità, il Campidoglio accantoni questa ipotesi che non sarebbe assolutamente compresa in particolare da quei cittadini per i quali i Servizi sociali sono un punto di riferimento del quale non possono essere privati”. Così Patrizia Favali, presidente del Consiglio del Lazio dell’Ordine degli Assistenti sociali in merito ai tagli che Roma Capitale si appresta ad operare alle risorse destinate a finanziare i Servizi sociali del Campidoglio e dei Municipi.
“Se possibile- dice ancora Favali- l’iniziativa di Roma Capitale è ancora più grave e sorprendente proprio perché il Covid-19 ha reso evidente a tutti l’importanza del servizio sociale, di un sistema integrato dei servizi, di livelli essenziali delle prestazioni sociali e socio-sanitarie erogate in maniera uniforme e con la garanzia della continuità degli interventi in favore delle persone, delle famiglie, dei gruppi e delle comunità”.

Leggi: Redattore Sociale, 05/02/2021


giovedì 4 febbraio 2021
Parchi e piazze, 9 telecamere a Castelnuovocli

A Castelnuovo e a Montale arrivano 9 nuove telecamere di videosorveglianza, per un totale complessivo di 54. A darne notizia è lo stesso Comune, che in una nota annuncia: «Nove telecamere di videosorveglianza in più a Montale e Castelnuovo. È stata completata in questi giorni l’installazione dei nuovi dispositivi per il monitoraggio del territorio, un intervento realizzato dal Comune e cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna. Si allarga dunque la rete di sicurezza del perimetro castelnovese: dopo il primo stralcio, che aveva interessato soprattutto gli edifici scolastici, con questo secondo stralcio del progetto sulla sicurezza salgono a 54 gli occhi elettronici dislocati sul territorio comunale. I nuovi dispositivi sono stati collocati a Montale, uno all’Auser nel Parco Grizzaga, due in centro (via Vandelli e piazza Braglia) e uno a Montale 2; a Castelnuovo sono stati fissati nel palazzo del municipio su piazza Matteotti, all’Avap, al parco Rio Gamberi, al parco di Cavidole e in piazza Gramsci. L’implementazione del sistema di videosorveglianza viene incontro alle esigenze di maggior presidio di alcune aree sensibili manifestate dai cittadini, e rientra in un piano dedicato alla sicurezza urbana in cui l’amministrazione comunale è costantemente impegnata».

Leggi: Il Resto del Carlino, 04/02/2021


giovedì 4 febbraio 2021
Disabilità e piano per l’emergenza, “accessibilità condizione necessaria”

Soccorso senza barriere, Fand e Fish Calabria alla regione di integrare la delibera sui piani di protezione civile con l’analisi dei percorsi urbani che evidenziano le barriere architettoniche, così da completare la mappa sinottica della disabilità
“La regione Calabria integri la delibera di giunta 611/2019 (piani di protezione civile) recependo dai Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) l’analisi dei percorsi urbani che evidenziano le Barriere architettoniche, così da completare la mappa sinottica della disabilità”. Lo hanno chiesto le associazioni Soccorso senza barriere, Fand e Fish Calabria in un tavolo di lavoro regionale, che ha visto seduti insieme le organizzazioni e i rappresentanti istituzionali.
“Occorre compiere una scelta filosofica fondamentale: assumere come orientamento essenziale di qualsiasi intervento, disposizione o direttiva, l’obiettivo di fornire prioritariamente l’autonomia dell’individuo, principalmente, in emergenza.

Leggi: Redattore Sociale, 04/02/2021


mercoledì 3 febbraio 2021
Zero case popolari sfitte: l’obiettivo del Comune di Milano vicino al traguardo. Ma mancano ancora gli alloggi a prezzi agevolati

Negli ultimi anni recuperati 2.200 alloggi di edilizia popolare del Comune, entro fine aprile dovrebbero essere 3mila. Ma una ricerca di Nomisma sottolinea: ancora insufficiente l’offerta di affitti a prezzi accessibili
L’obiettivo dichiarato a inizio mandato era “zero case sfitte”, intese come case popolari vuote da assegnare. E adesso che alla fine del quinquennio di Beppe Sala come sindaco di Milano – primo mandato, almeno, visto che si ricandida – quell’obiettivo sembra vicino: “Siamo arrivati a 2.200 e pensiamo di arrivare a 3 mila entro la fine di aprile – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali e abitative del Comune, Gabriele Rabaiotti – abbiamo investito 120 milioni di euro in 3 anni per mettere a posto gli alloggi popolari vuoti e poterli assegnare”. E ora potrà farlo.
Ma per un obiettivo vicino un altro sembra ancora lontana: quello di realizzare un patrimonio di case ad affitto agevolato per tutte le famiglie milanesi che ne hanno bisogno. In particolare ci sono 146.500 nuclei “che sono nelle condizioni reddituali per sostenere un canone compreso tra i 50-80 euro al metro quadrato all’anno” che non hanno accesso al pur imponente patrimonio di edilizia residenziale sociale, spiega una ricerca Nomisma.

Leggi: La Repubblica, 03/02/2021


IN AGENDA:

17.2.2021 – “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti”

Si terrà online il prossimo 17 febbraio dalle 10.00 alle 13.00 il nuovo seminario dal titolo “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti”.
Richiesti 3 crediti formativi per assistenti sociali. Per saperne di più – Qui il modulo di PRE-ISCRIZIONE.
Attenzione! L’effettiva iscrizione andrà successivamente formalizzata seguendo le indicazioni che verranno inviate via mail.

Leggi: Welforum


17.2.2021 – dalle ore 9:30 alle ore 11:00 – CERGAS SDA Bocconi – LE PROSPETTIVE PER IL SETTORE SOCIO-SANITARIO OLTRE LA PANDEMIA

Presentazione
3° RAPPORTO OSSERVATORIO LONG TERM CARE
Quali sono le percezioni delle famiglie, prima e dopo Covid-19, e cosa si aspettano dai servizi?
Cosa ci ha insegnato questa pandemia sul settore LCT e sui servizi?
Quali lezioni possiamo trarre rispetto agli elementi di valore generati dal settore e alle innovazioni che si rendono a questo punto necessarie?
INTERVENGONO:
Elisabetta Notarnicola, Eleonora Perobelli, Andrea Rotolo e Sara Berloto – CERGAS SDA Bocconi
Massimo Minaudo – Essity
Jiří Horecký – European Ageing Network
Consulta il programma completo dell’evento sul nostro sito > Le prospettive per il settore socio-sanitario oltre la pandemia. Presentazione del 3 Rapporto Osservatorio Long Term Care | SDA Bocconi School of Management – Top Business School in Europe – eventSignup
La partecipazione è gratuita previa registrazione online.


IN EVIDENZA:

Covid offre l’opportunità di rimodellare le città, afferma l’architetto Foster

La pandemia accelera le tendenze che potrebbero vedere gli uffici vacanti diventare torri residenziali – Di George Hammond
Gli uffici lasciati vacanti dal coronavirus potrebbero diventare le torri residenziali del futuro e i buchi nella strada principale potrebbero essere tappati dalle fattorie urbane, ha detto Lord Norman Foster, mentre l’architetto ha esposto la sua visione per le città post-pandemiche.
Secondo l’architetto il coronavirus è “un acceleratore” delle tendenze che ridisegneranno le città globali, tra cui il riproposizionamento di edifici per usi alternativi e la pedonalizzazione di aree più ampie di centri urbani, di alcuni degli edifici per uffici più noti al mondo, incluso il Gherkin a Londra e la sede centrale di Apple a Cupertino, in California.
La pandemia ci ha portato a un “bivio” nell’evoluzione dell’ufficio, ha detto Foster al Financial Times in un’intervista: spazi di lavoro datati con altezze dal pavimento al soffitto e layout ripetitivi rischiano di scivolare nell’obsolescenza poiché la pandemia innesca una maggiore domanda di “compiti a casa”.
Ma quello spazio potrebbe essere utilizzato in modo creativo, anche per più alloggi nei centri urbani. “Forse l’obsoleto edificio per uffici diventa la torre residenziale del futuro. . . Se puoi superare la suddivisione in zone, allora forse il grande magazzino che è suddiviso in zone come vendita al dettaglio può essere riorganizzato per il tempo libero, come un cinema o per l’industria “, ha detto.

Leggi: Financial Times


Prossimità e comunità per un vero “recovery”

Il nostro sistema di welfare è davvero universalistico? I diritti sociali sono davvero diritti sostanziali per tutti? «Prossimità e comunità sono il binomio utile che avrebbe fortemente rallentato l’ecatombe pandemico. Sono anche, però, il binomio imprescindibile di chi vuole un piano di recupero vero»
Un tempo straordinario non richiede effetti speciali. Come è stato dopo le grandi guerre e i grandi drammi della storia in genere, si ri-parte dalla passione per l’uomo. E l’uomo, o meglio la persona, vive il territorio (prossimità) e la comunità: ogni recupero (recovery) diverso rischia di non essere a sua misura.
La pandemia ha messo in evidenza le carenze del sistema sanitario pubblico, in particolare sul versante della prossimità delle cure. Anche territori definiti “eccellenze sanitarie” non hanno retto al carico ospedaliero, pagando la riorganizzazione sanitaria dell’ultimo ventennio che ha ospedalizzato le cure e burocratizzato la medicina generale di base, creando un vero e proprio imbuto ospedaliero o – peggio – situazioni di totale assenza della presa in carico (si veda il caso dei soggetti non autosufficienti soli o dei cittadini in condizioni di svantaggio geografico nell’accesso alle cure). Il tutto nel Paese che, tra i tanti ritardi sociali e assistenziali, è ancora lontanissimo dalla copertura totale del fabbisogno di assistenza domiciliare ai soggetti non autosufficienti, con differenze geografiche allarmanti che confermano il dramma per cui dal luogo in cui nasci discende la tua speranza di vita e il tuo livello di benessere in generale. Il nostro sistema di welfare e di salute si fonda su diritti costituzionalmente garantiti, universali nella forma: nella sostanza universali solo nella misura in cui tutto il bisogno trova una risposta.

Leggi: Vita


Il COVID-19 e le RSA: prime riflessioni e spunti per il futuro

Le policy e i media hanno sempre dimostrato scarso interesse al tema degli anziani; il COVID-19 è stato uno stress test che ha riportato in luce gli aspetti critici presenti nelle RSA già rilevati negli anni e mai affrontati pienamente, ed ha evidenziato la necessità di una riforma del sistema.
di Marco Noli (Docente a contratto Facoltà di Scienze Politiche e Sociali Università Cattolica di Milano. Formatore e consulente organizzativo.)
Sull’onda emotiva delle drammatiche morti in RSA si è accentuata una lettura che evocava le RSA come luoghi di abbandono, di incuria: la frase che spesso ha sintetizzato la situazione è stata “in RSA si muore”, senza alcun approfondimento e lettura analitica di quanto stesse succedendo (Gori, Trabucchi, 2020).
Analizzando i dati della mortalità nelle residenze, rilevati attraverso una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità nel periodo 1/2/2020 – 5/5/2020, si evidenzia che su un campione di 1.356 strutture per un totale di 97.521 anziani, i deceduti con COVID 19 accertati con tampone sono stati il 7,4% di tutti i deceduti. Se invece si considerano i deceduti con sintomi simil-influenzali senza accertamento di positività, ma con possibile sospetto COVID-19 si raggiunge il 41,2% di tutti i deceduti nel periodo. Questi dati sulla mortalità italiana sono in linea -purtroppo – con i dati dei morti collegati al COVID 19 nelle strutture per anziani nel mondo, che oscillano da un 25% al 75% di tutti morti per COVID 19 (Pesaresi, 2020). Sarà necessario approfondire questi dati ancora incompleti e spesso confusi e scoordinati, e renderli più intellegibili per avere la reale entità dei decessi durante tutta la pandemia.

Leggi: I Luoghi della Cura


Invecchiamento, anziani fragili e Covid: una chiave di lettura

L’Italia è un Paese che diventa ogni giorno più vecchio. Un numero sempre più significativo di soggetti si trova in condizione di vulnerabilità e/o di fragilità, ed è maggiormente a rischio di incorrere in una perdita funzionale e/o di autonomia. Tali condizioni si sono accentuate durante l’emergenza sanitaria: è necessario ora introdurre degli interventi di prossimità che, da un lato, permettano all’anziano di non cadere in un vortice di abbandono e di scoraggiamento e, dall’altro, sostengano realmente il carico di cura dei figli.
di Giuseppe Monteduro (Università del Molise), Sara Nanetti (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)
L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che sta caratterizzando il quadro demografico di numerose società, in particolare di quelle occidentali e del Giappone. L’aumento dell’aspettativa di vita, il miglioramento delle condizioni economiche, il progresso tecnologico e medico hanno modificato la struttura anagrafica delle società. Questa nuova condizione demografica costringe gli Stati a ripensare alle garanzie offerte dal sistema di welfare. Oltre alle forme di assistenza economica già in essere, è necessario rivedere il quadro degli interventi sociali: assistenza domiciliare e servizi di socializzazione devono essere integrati con altre nuove tipologie di servizio, rivolti a fasce di cittadini, che sono particolarmente vulnerabili.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Congedo Covid per didattica a distanza: al via le domande

L’Inps comunica il rilascio della procedura per la compilazione e l’invio on line delle domande di “congedo straordinario per sospensione attività in presenza delle classi II e III media in zona rossa o su tutto il territorio nazionale per figlio con disabilità grave per scuole di ogni ordine o grado o per chiusura centri assistenziali”.
Nel messaggio 515 del 5 febbraio scorso, l’Istituto ricorda che la domanda potrà riguardare anche periodi di astensione antecedenti alla data di presentazione della richiesta, ma comunque non anteriori al 9 novembre 2020.
Inoltre, ricorda che:
– il congedo per sospensione dell’attività didattica in presenza delle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado può essere fruito dai genitori lavoratori dipendenti per i figli alunni di scuole per le quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza, situate nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (cosiddette zone rosse), individuate nelle Ordinanze del Ministro della Salute ai sensi dell’articolo 3 dei D.P.C.M. del 3 novembre 2020 e del 3 dicembre 2020, dell’articolo 19-bis del decreto-legge n. 137/2020, nonché, da ultimo, dell’articolo 3 del D.P.C.M. del 14 gennaio 2021, e per un massimo di giorni non superiore al periodo indicato nell’Ordinanza stessa, salvo proroghe.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

NEWS

venerdì 29 gennaio 2021
Città, l’Italia insegue l’Europa: sviluppo e opere sostenibili

Si fa strada (faticosamente) anche in Italia l’idea che non ha senso parlare di nuovo modello di sviluppo sostenibile senza un coinvolgimento prioritario delle città che nel mondo sono ormai il principale motore del Pil (ma anche del degrado ambientale) e che – soprattutto in Europa – sono portatrici di nuove esperienze di ridisegno del proprio futuro con una pianificazione di lungo periodo di nuova generazione.
Si fa strada soprattutto nei sindaci delle aree metropolitane, che nel 2017 avevano firmato la Carta di Bologna per l’Ambiente e in alcuni casi virtuosi – da Bologna a Bari, da Milano a Roma – provano ora a esplicitare i loro impegni in «Agende urbane per lo sviluppo sostenibile» secondo il modello lanciato dal ministero dell’Ambiente nel bando del 2019. Al loro fianco l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis) e il Centro nazionale di studi per le politiche urbane (Urban@it). Proprio Urban@it raccoglie alcune di queste esperienze nel Sesto Rapporto sulle città, intitolato «Le città protagoniste dello sviluppo sostenibile», che sarà presentato online domani con i curatori (Nicola Martinelli, Edoardo Croci e Mariavaleria Mininni), il direttore di Urban@it, Walter Vitali, il portavoce di Asvis, Enrico Giovannini, e il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 29/01/2021


venerdì 29 gennaio 2021
Casa, Inps: venduti agli inquilini 56 appartamenti per oltre 3,17 milioni di euro

Nell’ambito del proprio programma di dismissioni immobiliari l’Inps ha concluso nei giorni scorsi la vendita in blocco di 56 appartamenti nel popoloso quartiere Tuscolano a Roma, ceduti ad affittuari di lungo corso…
L’operazione, che riveste particolare importanza nello scenario attuale di grave emergenza abitativa, ha consentito di realizzare un importo di € 3.175.319 da destinare ad investimenti futuri.
Nel rispetto delle norme di legge e delle direttive sulla gestione del patrimonio residenziale pubblico, la vendita si e’ potuta effettuare a seguito di una valutazione di mercato degli immobili eseguita dall’Agenzia delle Entrate e di una proposta ai conduttori aventi diritto, applicando le agevolazioni sul prezzo della prima casa previsto dalla normativa di settore.
L’operazione si inserisce nel nuovo piano di cessioni immobiliari dell’Istituto che prevede solo di recente vendite dirette, secondo specifiche condizioni e usi sociali, anche agli enti locali.
Nel triennio 2021-2023, la Direzione Patrimonio e Investimenti dell’Inps ha in programma di cedere complessivamente, attraverso diverse opzioni, immobili per un valore di circa 450 milioni di euro, quale parte di un patrimonio di unita’ immobiliari stimato a bilancio in circa 2 miliardi di euro.

Leggi: Redattore Sociale, 29/01/2021


giovedì 28 gennaio 2021
Sfratti: gravissimo parere della Commissione Finanze. La sospensione degli sfratti non si tocca. Non si possono mettere le persone in mezzo alla strada in piena pandemia!

Dichiarazioni dei Segretari Generali di SUNIA, Stefano Chiappelli; SICET, Nino Falotico; UNIAT, Augusto Pascucci e Unione Inquilini, Massimo Pasquini.
“Mentre si aggrava la pandemia e siamo caduti in piena crisi di Governo è uscito dalla Commissione Finanze della Camera un parere indirizzato alle Commissioni competenti sul decreto Milleproroghe, che vuole incidere in maniera rilevante sulla misura di sospensione delle esecuzioni degli sfratti e delle procedure immobiliari.
Siamo contrari alla distinzione tra morosità incolpevoli precedenti o successive all’emergenza pandemica in corso.
Il problema è l’esecuzione forzata degli sfratti per le famiglie in difficoltà in una fase drammatica come quella attuale, in cui non è possibile spostarsi neanche tra Comuni.
Siamo consapevoli delle difficoltà dei proprietari, ma l’alternativa in questa fase non può intervenire prima del 30 giugno. Bene invece farebbero Governo e Parlamento a prevedere ristori ed esenzioni in favore della proprietà interessata.

Leggi: Sunia, 28/01/2021


mercoledì 27 gennaio 2021
Le proposte di CGIL, CISL, UIL su ‘Politiche Abitative e Rigenerazione Urbana nella Next Generation UE’

Pianificare un progetto complessivo che permetta di rivitalizzare città e contesti urbani, anche in risposta a nuovi bisogni e al crescente disagio abitativo; migliorare sia la qualità degli insediamenti che il benessere sociale delle comunità, identificando interventi che mirino anche a soddisfare le esigenze ambientali, di inclusione, di protezione e promozione della salute delle persone.
Sono alcune delle proposte contenute nel documento CGIL, CISL e UIL lanciate nel corso dell’evento “Rigenerazione urbana e politiche abitative nella Next Generation EU” che si è svolto questa mattina e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, della Ministra On. Paola De Micheli, del Presidente della Conferenza Stato/Regioni Stefano Bonaccini e del Direttore dell’Agenzia della Coesione Territoriale Massimo Sabatini. Rivedi la diretta su Collettiva.it
“Le città ricoprono un ruolo centrale nello sviluppo economico del Paese e per la crescita della qualità della vita dei cittadini – sottolineano la Vicesegretaria Generale Cgil Gianna Fracassi, e i Segretari Confederali di CISL e UIL, Giulio Romani e Ivana Veronese .

Leggi: Cgil, 27/01/2021


mercoledì 27 gennaio 2021
Covid, Le Foche: «Gli anziani devono restare in casa il più possibile, mascherine fino in autunno»

L’immunologo sui vaccini: «Le difficoltà erano previste, le aziende devono organizzarsi. Grande speranza, gli anticorpi monoclonali» – di Margherita De Bac
«Siamo in una fase di transizione in cui occorre essere ancora molto prudenti e rispettare con estremo rigore le misure di protezione individuale, come mascherina e distanziamento. Però le truppe che ci salveranno sono dietro l’angolo». Francesco Le Foche, immunologo della Sapienza, si rivolge idealmente ai milioni di italiani «stremati» dal punto di vista psicologico ed economico da oltre un anno di pandemia.
I contagi oggi sembrano in risalita, 15 mila nuovi casi. Come si fa a mantenersi fiduciosi?
«Non si può parlare di aumento se i dati non vengono letti nell’arco della settimana. I bollettini quotidiani possono ingannare. Sembra ci sia una certa stabilizzazione e che gli ospedali siano leggermente meno sotto pressione anche se sempre congestionati. La fiducia non deve venir meno però il messaggio deve essere chiaro».

Leggi: Corriere della Sera, 27/01/2021


venerdì 22 gennaio 2021
Ecobonus, case rivalutate fino al 32% (senza spendere): i prezzi per quartiere, da Milano a Roma

Il potenziale nelle grandi città
Una casa per cui sono programmati i lavori del super ecobonus ha un potenziale di rivalutazione in media del 10,2% a Milano e del 9,3% nella Capitale. Lo dicono i numeri ricavati analizzando gli ultimi dati sul mercato immobiliare. Ma che vi possa essere un sensibile aumento di valore dopo i lavori lo dice soprattutto il buon senso: d’inverno il riscaldamento costa meno ed è più efficiente, e anche d’estate si spende meno per il condizionamento. Se si cambiano gli infissi con prodotti di buon livello, la casa è più silenziosa e se la coibentazione termica è fatta con soluzioni che diano la giusta importanza all’estetica del palazzo l’edificio guadagna appeal. Nella tabella qui sotto (nell’articolo versione desktop) le possibilità di rivalutazione con il super ecobonus al 100% degli immobili a Milano.

Leggi: Msn Notizie, 22/01/2021


mercoledì 20 gennaio 2021
Anziani: progetto Smart Bear attivo fino al 2023

Invecchiamento della popolazione e cure: sarà attivo fino al 2023 il progetto Smart Bear che vede coinvolti 27 partners da 11 nazioni, coordinati da Cnr-Icar
L’invecchiamento è una sfida centrale per le nazioni europee, in cui la quota di popolazione anziana è in costante crescita. L’invecchiamento ha impatti sociali e finanziari significativi a causa della maggiore incidenza di disturbi della salute quali perdita dell’udito, malattie cardiovascolari, disturbi mentali e dell’equilibrio. La tendenza attuale, nella cura degli anziani, è quella di cercare soluzioni per la prevenzione e il trattamento efficaci dei disturbi legati all’età.
A tal scopo, il progetto Smart Bear, finanziato dall’UE nell’ambito del programma Horizon 2020, svilupperà una piattaforma basata su una varietà di sensori che raccoglieranno dati sulla vita quotidiana degli anziani e li analizzeranno per fornire loro interventi personalizzati. La soluzione Smart Bear sarà testata in cinque progetti pilota su larga scala, che coinvolgeranno 5.000 anziani in Francia, Grecia, Italia, Romania, Spagna e Portogallo.

Leggi: Corriere Nazionale, 20/01/2021


DALLE REGIONI:

martedì 2 febbraio 2021
Case a Milano: quasi 150 mila le famiglie escluse anche dall’edilizia residenziale sociale

Sarebbero in grado di pagare un canone d’affitto annuo medio basso, ma il mercato immobiliare non offre loro nulla. I dati dello studio di Nomisma rivelano il bisogno di case a costi accessibili per famiglie e single, ma negli ultimi dieci anni l’edilizia convenzionata ha “prodotto” poco più di 6mila alloggi
Sono circa 146.500 le famiglie che a Milano non riescono a trovare una casa con un affitto medio basso. Lo rivela lo studio di Nomisma (“Milano inclusiva. La produzione di case in locazione a costi accessibili”), realizzato con la collaborazione del Comune di Milano e promosso da CDO Forum Edilizia, Confcooperative, Legacoop, Fondazione Welfare Ambrosiano, Redi sgr Fondazione Housing sociale, con il sostegno di Fondazione Cariplo, Fondazione Ceur e la Ringhiera. Secondo la stima di Nomisma, si tratta di famiglie con un reddito complessivo mensile che oscilla tra i mille e i 1.500 euro al mese e che sarebbero in grado di pagare un canone annuale da 50 a 80 euro al metro quadro per un appartamento di 70 metri quadri. Il mercato immobiliare di Milano, però, non offre loro nulla. Neanche l’edilizia residenziale sociale (Ers) ha case per loro abbordabili, visto che il canone medio negli alloggi Ers oscilla tra gli 80 e i 120 euro all’anno al metro quadro.

Leggi: Redattore Sociale, 02/02/2021


martedì 2 febbraio 2021
Per gli anziani di Bergamo un numero verde per ogni “dubbio digitale”

Un gruppo di volontari risponde a ogni domanda su smartphone, pc, tablet e le applicazioni per effettuare video chiamate o prenotare esami clinici on line. Un progetto promosso da Cesvi e Comune
Come si usa whatsapp? Come si avvia una videochiamata? E come faccio a prenotare una visita on line? A queste e a ogni altra domanda che un over 65 vuole fare su smartphone, pc, tablet e sulle principali applicazioni rispondono ora i “Volontari digitali per Bergamo Aiuta”. Il progetto è promosso da Fondazione Cesvi in collaborazione con il Comune di Bergamo e Samsung Electronics Italia. Per usufruirne basta chiamare il Numero Verde, fornito da Professional Link, 800 694 926, al quale rispondono volontari del Comune di Bergamo adeguatamente formati dagli esperti di Samsung Electronics Italia. Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. In particolare, la popolazione anziana di Bergamo può richiedere assistenza telefonica per l’utilizzo di videochiamate con WhatsApp, Skype e Zoom, l’invio e la gestione della posta elettronica, lo svolgimento della pratica Spid, la spesa online e la prenotazione degli esami clinici online. Oltre alla possibilità di chiamare il numero verde gli over 65 potranno prossimamente visionare video tutorial che hanno l’obiettivo di accompagnare l’utente nei vari passaggi dell’utilizzo dei diversi strumenti.

Leggi: Redattore Sociale, 02/02/2021


lunedì 1 febbraio 2021
Catania – Demolizione dell’ex ospedale Santa Marta. Occasione per una rigenerazione urbana inclusiva partendo dall’edilizia sociale

Grazie all’iniziativa di 50 donne e uomini tecnici, intellettuali e cittadini che hanno sottoscritto un’articolata lettera aperta sull’annunciata demolizione di una parte consistente dell’edificato dell’ex ospedale Santa Marta, la collettività è venuta a conoscenza che la Regione aveva deciso di intervenire su uno dei tanti ospedali dismessi , senza che questo intervento fosse previsto negli strumenti pianificatori e tanto meno senza che fosse stato avviato alcun confronto con la collettività.
E’ del tutto evidente che non si possa parlare di rigenerazione urbana inerente l’area dell’Antico Corso considerando solo l’area e gli edifici del Santa Marta senza considerare che in quel territorio,
centrale e strategico, insistono le aree e gli edifici dell’ex ospedale Vittorio Emanuele e quelli dell’ex Santo Bambino. Siamo poi convinti che la progettazione di interventi sulla città e di rifunzionalizzazione dei grandi contenitori dismessi non possa che basarsi sull’individuazione dei bisogni e delle esigenze della popolazione e sul fatto che la chiusura dei nosocomi ha comportato in tempi brevissimi lo spopolamento di una zona che fin troppo caotica ha subito un’evidente accelerazione del processo della sua marginalizzazione.

Leggi: Sunia, 01/02/2021


lunedì 1 febbraio 2021
«Vaccino agli over 80 assistiti a domicilio»

L’annuncio dell’assessore alla Sanità Donini: si parte già mercoledì. In arrivo altre 55mila dosi – di Marina Amaduzzi
Sono 55mila le nuove dosi di vaccino in arrivo questa settimana in Emilia-Romagna, regione che a ieri sera aveva già immunizzato anche con il richiamo oltre 75.000 persone, su più di 205mila somministrazioni, oltre il 93% delle 221.000 dosi circa consegnate dal 27 dicembre. In questi giorni proseguono le seconde iniezioni per chi, tra personale sanitario, operatori e ospiti delle Cra, le strutture per anziani, aveva già avuto la prima ed entro il fine settimana potrebbero essere riaperte le prenotazioni di chi era stato messo in attesa per i tagli alle forniture di Pfizer. Non solo.
«Domani inizieremo a vaccinare gli ultra 80enni in assistenza domiciliare — ha annunciato ieri l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini —. Poi immagino che, in ragione al numero di vaccini che arriveranno, seguiremo quella che è l’indicazione del piano nazionale e passeremo alle categorie più vulnerabili, poi anche alla popolazione ultra 70enne e poi ultra 60enne».

Leggi: Corriere di Bologna, 01/02/2021


sabato 30 gennaio 2021
Punto di ascolto per gli anziani Nasce il ‘Tavolo della longevità‘

Il Comune di Gambettola ha avviato un percorso con sindacati e servizi sociali per i bisogni della terza età
Il Comune di Gambettola ha dato vita al Tavolo della Longevità, un percorso condiviso tra amministrazione comunale, servizi sociali, associazioni e sindacati per monitorare e rispondere ai bisogni della terza età. Al primo incontro svoltosi in videoconferenza hanno partecipato il sindaco Letizia Bisacchi, l’assessore ai servizi sociali Maurizio Pracucci, Ramona Baiardi della Caritas Gambettola, Giovanni Esposito dell’Unione Rubicone e Mare, Manuele Broccoli dell’Asp Rubicone, Acer Casa, Auser, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, Cad, Caritas, Fondazione Renzo Macchini e Nicola Dellapasqua vice sindaco di Savignano. «Il Tavolo della Longevità – ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Maurizio Pracucci – vuole essere il primo punto di ascolto dei problemi e delle criticità, dove interrogarsi sulle soluzioni utili a rendere accessibili alle persone anziane le stesse opportunità a disposizione degli altri cittadini».

Leggi: Il Resto del Carlino, 30/01/2021


venerdì 29 gennaio 2021
Possibile ripresa degli sfratti, Unione inquilini: la Raggi li blocchi

“Nonostante ci ritroviamo ancora in piena pandemia, diversi emendamenti, anche di maggioranza, verranno presentati in Parlamento per rivedere la proroga degli sfratti approvata nel Milleproroghe. Una eventualità che dovrebbe preoccupare non poco la Sindaca Virginia Raggi e l’assessora alle politiche abitative Valentina Vivarelli in una città completamente impreparata ad affrontare la valanga di sfratti che a pochi mesi potrebbero inondare la città. Da mesi Unione Inquilini invoca il tavolo di crisi in una città impantanata invece nella guerra ai numeri delle erogazioni del contributo affitto Covid-19. Sindaca, lei è responsabile della salute dei cittadini e a questi deve garantire il passaggio di casa in casa. Si sta facendo promotrice del blocco degli sfratti? Non è il momento di intervenire sul Prefetto per dare vita ad una commissione graduazione sfratti? Dove sono le case popolari per garantire le famiglie in graduatoria e le famiglie in disagio economico e abitativo per le quali a breve o a giugno si prevedono le esecuzioni di sfratto? A quando il tavolo di crisi approvato nella mozione votata all’unanimità in Campidoglio?”. Così in un comunicato l’Unione Inquilini.

Leggi: Redattore Sociale, 29/01/2021


venerdì 29 gennaio 2021
Anziani, in Veneto niente più quota sociale per il ricovero in Rsa

Lo annuncia l’assessore regionale al Sociale, Manuela Lanzarin. Finché il Fondo nazionale per la non autosufficienza non sarà implementato la compartecipazione pubblica non sarà sostanzialmente erogata
Finché il Fondo nazionale per la non autosufficienza non sarà implementato con la determinazione della copertura destinata a finanziare le funzioni assistenziali dei Comuni, in Veneto la compartecipazione pubblica per chi è ricoverato in casa di riposo e non ha risorse sufficienti a pagare la retta, non sarà sostanzialmente erogata, in quanto ridotta ai trattamenti essenziali e previdenziali o alle indennità già percepiti. In pratica, i non autosufficienti ricoverati in casa di riposo pagheranno la quota sociale della loro retta utilizzando i loro trattamenti assistenziali e previdenziali o le indennità percepite. Lo annuncia l’assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin, spiegando che il passaggio “è in questo momento fondamentale per continuare a garantire l’offerta assistenziale in ambiti tanto delicati e fondamentali della programmazione sociale del Veneto”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/01/2021


giovedì 28 gennaio 2021
Calabria, dalla regione 700 mila euro per il reddito di residenza attiva

Si punta a mitigare spopolamento dei piccoli comuni. Contributi per gli under 40 pronti a spostarsi da tutta Italia. L’assessore Orsomarso: “Un piccolo progetto simbolo. ripensare al ripartenza”
Dare impulso ai piccoli comuni della Calabria, favorendo la nascita di nuove imprese gestite da giovani. È questo lo scopo del progetto presentato oggi a Catanzaro alla Cittadella Santelli dagli assessori regionali all’Agricoltura e allo Sviluppo economico Gianluca Gallo e Fausto Orsomarso.
Un progetto pilota, siglato a fine dicembre 2020 e finanziato con 700mila euro, nell’ambito degli interventi previsti dal Protocollo d’intesa tra i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia e la Regione Calabria, che si basa sul reddito di residenza attiva.
Si tratta di una misura da erogare ai soggetti che decidano di trasferirsi in alcune aree della regione in cui è maggiormente accentuato il fenomeno dello spopolamento.

Leggi: Redattore Sociale, 28/01/2021


giovedì 28 gennaio 2021
Casa, in Toscana 100 nuovi alloggi Erp all’anno

Dal 2015 le case popolari sono aumentate di quasi 600 unità. L’assessore Spinelli: “Serviranno risorse e risposte strutturate, anche con modalità straordinarie, per rispondere alla crisi imminente”
Povertà, casa, soldi, beni confiscati, mafie, disagio abitativo, economia, monete
Per il sesto anno consecutivo il mercato delle compravendite toscano segna una crescita delle transazioni su base annua, anche se si riduce l’intensità di tale incremento (+1,5%), così come anche la flessione dei prezzi, che mostrano lievi scostamenti nel 2019 rispetto all’anno precedente (-0,8). Sono alcuni dei dati del Nono rapporto nulla condizione abitativa in Toscana redatto dall’Osservatorio Sociale regionale in collaborazione con Anci Toscana e il Settore Politiche Abitative della Regione.
Si conferma l’importante ruolo dei mutui, che caratterizzano il 52,7% delle transazioni, anche se si riscontra una lieve riduzione relativa del numero di acquisti immobiliari realizzati utilizzando un finanziamento bancario (pari allo 0,5%), a fronte di un altrettanto leggero incremento nel capitale impiegato. Si modifica altresì la lunghezza di questi rapporti, con la durata media dei mutui in Toscana che passa da 23,7 anni a 24,1 (in Italia la variazione è da 22,9 a 23,1 anni). La rata media decresce, passando dai 606 euro mensili del 2018 ai 594 del 2019.

Leggi: Redattore Sociale, 28/01/2021


giovedì 28 gennaio 2021
Roma, Coop e associazioni: chi taglia il welfare taglia il futuro

Protesta in piazza del Campidoglio contro i presunti tagli al sociale previsti nel bilancio 2021 del Comune di Roma Capitale. “Situazione da chiarire. Non si faccia cassa sulla pelle dei più fragili”
Si sono dati appuntamento in piazza del Campidoglio in 200, come concordato con la Questura nel rispetto delle norme sul distanziamento, per ribadire con forza il proprio disappunto circa i presunti tagli al sociale previsti nel bilancio 2021 del Comune di Roma Capitale. Lo fanno sapere Centrali Cooperative, Sindacati, Forum del Terzo Settore, Associazioni (tra cui Fish, Nonna Roma e Arci), operatori, famiglie e utenti, uniti “contro un’Amministrazione sorda di fronte alle richieste di chiarimenti e trincerata dietro comunicati di facciata, basati su dichiarazioni ambigue non supportate da dati certi e verificabili”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/01/2021


giovedì 28 gennaio 2021
Calabria, via libera al Piano per il sociale. Ma resta il “nodo” delle risorse

Il documento descrive una realtà disomogenea con territori sprovvisti di strutture e invita a potenziare le capacità di accesso a nuovi finanziamenti. Intanto il Comune di Catanzaro chiede trasferimenti dallo Stato secondo equità richiamando le osservazioni della Corte dei conti
Disabilità, carrozzina, sedia a rotelle
Il Piano sociale regionale approvato a fine dicembre dall’assemblea legislativa della Calabria è in via di principio una sorta di “bussola” per individuare la strada verso il miglioramento dei servizi e delle politiche a sostegno delle persone con disabilità, dell’infanzia, dell’adolescenza, per il contrasto alla povertà, ecc… Tutto questo con il ruolo centrale dei Comuni. Che raggruppati in ambiti territoriali sono chiamati a cogliere specifici bisogni, a pianificare, ad autorizzare e accreditare servizi per le loro zone di riferimento alla luce della riforma deliberata nel 2019, dopo oltre un ventennio d’attesa, durante la precedente legislatura su impulso della giunta di centrosinistra. Il Piano però “è un punto di partenza, non è altro che una fotografia attuale, forse già superata dopo l’emergenza Covid”, dice l’assessore regionale al welfare, Gianluca Gallo, parlando in aula nel corso dei lavori dedicati alla discussione di questo strumento di programmazione. Un piano che al netto delle complicanze socio-economiche derivanti dalla pandemia da coronavirus fa comunque emergere diversi punti critici su cui intervenire.

Leggi: Redattore Sociale, 28/01/2021


mercoledì 27 gennaio 2021
Serve un nuovo modello di welfare

Lo scorso anno è stato un anno difficile e anche Auser Toscana come altre realtà di volontariato si è trovata ad affrontare una situazione senza precedenti. La pandemia ha sconvolto la vita a tutti, ma i volontari Auser hanno mantenuto la loro presenza sul territorio per “dare una mano” alle persone in difficoltà. Ci siamo occupati di consegnare spesa e medicinali a domicilio, dove è stato possibile abbiamo consegnato i libri delle biblioteche e in molti casi abbiamo avviato conversazioni telefoniche con gli anziani soli. Perché, durante l’emergenza sanitaria, la solitudine è entrata nelle case di molti. La pandemia ha portato paura, isolamento, ha alimentato diffidenza e sfiducia, con effetti psicologici dovuti alla mancanza di contatti umani e di affettività. Anche povertà e disuguaglianze economiche e sociali sono cresciute. Gravi sono stati i comportamenti verso gli anziani, di esclusione e di emarginazione.

Leggi: La Nazione, 27/01/2021


mercoledì 27 gennaio 2021
Lecco, un’indagine per conoscere le necessità degli anziani: al primo posto il contrasto della solitudine

Quali sono le abitudini e le necessità dei nostri anziani? A questa domanda risponde l’indagine telefonica effettuata dai volontari di Auser in provincia di Lecco. Intervistate 125 persone, già incluse tra quelle periodicamente contattate nell’ambito del servizio di compagnia telefonica. Ai “nonni” è stato chiesto non di rispondere a una lista di quesiti, ma di raccontare in modo fluido il proprio vissuto e il proprio presente, le problematiche, i bisogni e i pensieri legati alle incertezze del periodo. Il campione è composto per la quasi totalità da donne, più di metà nella fascia tra gli 80 e i 90 anni.
“I dati confermano la condizione di solitudine delle persone anziane, ed esplicitano un supporto esterno insufficiente, accompagnato dal bisogno di sentire la presenza e il sostegno dei famigliari o delle associazioni di volontariato” spiegano da Auser. Qualsiasi azione di contrasto alla solitudine aiuta a migliorare la salute degli anziani, poiché, il pensiero di buona parte degli intervistati, “uno dei fattori principali per garantire una buona qualità di vita sono le relazioni sociali”. Solo il 37% degli intervistati ha relazioni parentali più volte alla settimana.

Leggi: Auser, 27/01/2021


IN AGENDA:

3.2.2021 – ore 17.00 – Dalle Istituzioni al territorio: il contributo di assistenti sociali, sociologi e psicologi alle innovazioni dei servizi e delle politiche per nuove generazioni e famiglie

Ciclo di incontri “Welfare nascente”
Organizzazione:
Istituzione Gian Franco Minguzzi, IRESS e Comune di Bologna
Città: Online

Leggi: Redattore Sociale


17.2.2021 – “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti”

Si terrà online il prossimo 17 febbraio dalle 10.00 alle 13.00 il nuovo seminario dal titolo “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti”.
Richiesti 3 crediti formativi per assistenti sociali. Per saperne di più – Qui il modulo di PRE-ISCRIZIONE.
Attenzione! L’effettiva iscrizione andrà successivamente formalizzata seguendo le indicazioni che verranno inviate via mail.

Leggi: Welforum


26.1.2021 – Inaugura il Master “Governance e innovazioni di welfare locale” con due giornate di approfondimento aperte a tutti

Inaugura il Master di II livello “Governance e innovazioni di welfare locale”, promosso Dipartimento di Scienze Politiche Sociali dell’Università di Bologna, in collaborazione con la Scuola Achille Ardigò del Comune di Bologna e di ANCI Emilia Romagna.
Le prime due giornate del Master – in programma venerdì 5 febbraio dalle 9.30 alle 19 e sabato 6 febbraio dalle 9.30 alle 13.30 – saranno aperte, oltre che agli iscritti al Master, anche a tutti i cittadini interessati. L’evento si terrà sulla piattaforma Microsoft Teams, a questo link: https://urly.it/39y9g. La mattinata del venerdì sarà dedicata al tema del welfare multilivello con una Lecture di grande rilevanza scientifica e relatori di rilevanza istituzionale, locale, regionale ed europea; mentre nel pomeriggio verranno sviluppati alcuni temi centrali per il welfare locale. Il sabato mattina sarà invece dedicato a una discussione approfondita sul Recovery Fund con attori istituzionali del contesto bolognese.

Leggi: Comune di Bologna


IN EVIDENZA:

L’intervento dei Comuni può limitarsi a integrare la retta dei servizi residenziali?

Una riflessione critica sui regolamenti comunali di accesso ai servizi
L’articolo è stato pubblicato su LombardiaSociale.it il 1° novembre 2020. Qui è ripreso con piccoli adattamenti.
Tutti i regolamenti comunali la prevedono. Possono variare i criteri di accesso e le modalità di definizione degli importi, ma in tutte le norme che regolano l’accesso ai servizi sociali, non si può evitare di incappare in almeno un articolo destinato a definire le modalità di “integrazione della retta del servizio”. E’ una previsione che può riguardare l’insieme dei servizi e delle Unità di offerta per le persone con disabilità oppure, sempre più frequentemente, limitarsi all’accesso ai servizi residenziali.
In pratica i Comuni, alla luce del fatto che alcuni loro cittadini con disabilità usufruiscono di servizi residenziali, prevedono la possibilità di contribuire al pagamento della retta concedendo un contributo alle persone che vivono in queste strutture. Un modo di pensare alla funzione sociale di questi servizi e alla vita e ai diritti di chi vi ci abita, contestabile sotto molti punti di vista, che crea molti problemi alle persone coinvolte e che, in modo inossidabile, resiste nel tempo.

Leggi: Welforum


Costruire il futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. – Una Proposta Aperta per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

“Quale progetto potrebbe essere utile per gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie?”. E’ a questa domanda – assente nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR) – che vuole rispondere la proposta formulata dal Network Non Autosufficienza. Il documento – aperto a idee di sviluppo e miglioramento – ha lo scopo di contribuire ad avviare un confronto pubblico sul contributo che il PNRR può fornire alla costruzione del futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia.
Il Network Non Autosufficienza (NNA) propone l’introduzione di una sezione dedicata all’assistenza agli anziani non autosufficienti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR). La proposta risponde alla domanda che manca nel Piano: “quale progetto potrebbe essere utile per gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie?”. A tal fine si definisce un quadro progettuale unitario e si collocano al suo interno le azioni già stabilite dal PNRR, modificandole e integrandole con altre.
I contenuti della proposta
Un investimento straordinario nei servizi domiciliari per accompagnarne la riforma complessiva. È prioritario puntare sulla domiciliarità e – a tal fine – l’ampliamento dell’offerta deve andare di pari passo con il miglioramento degli interventi, lungo tre direttici. Primo, semplificazione: unificazione dei passaggi da svolgere per accedere alle misure pubbliche, superando l’attuale frammentazione tra enti, sedi e percorsi differenti, e collocazione in un sistema unico delle prestazioni oggi fornite separatamente da Asl, Comuni e Inps. Secondo, articolazione delle risposte: erogazione non solo degli interventi di natura medico-infermieristica, ma anche di quelli – oggi marginali – di sostegno nelle attività fondamentali della vita quotidiana, che la non autosufficienza impedisce all’anziano di compiere. Terzo, sostegno alle famiglie: presenza di operatori che rappresentino per loro un punto di riferimento certo nel tempo, e interventi di affiancamento e sostegno dedicati a caregiver familiari e badanti.

Leggi: I Luoghi della Cura


Il Fondo nazionale non autosufficienza tra passato e futuro

Perché un’analisi del Fondo
Il Fondo Nazionale Non Autosufficienza (FNNA) compie ormai 13 anni. Di lui finora si è sentito parlare soprattutto a proposito dei relativi livelli di finanziamento: di anno in anno le cronache hanno commentato le variazioni agli stanziamenti del Bilancio dello Stato. Poco invece si è discusso del suo ruolo quale strumento per le politiche per la non autosufficienza (non risultano precedenti analisi nella letteratura di settore).
Nell’ambito del recente rapporto del Network Non Autosufficienza, uno studio di carattere multidimensionale (economico/assistenziale/organizzativo) ha cercato di esplorare il ruolo del Fondo nel nostro sistema di welfare, tenendo conto dei rapporti tra i vari soggetti coinvolti e del raccordo tra questa politica e gli altri programmi pubblici per la non autosufficienza; una particolare attenzione è stata rivolta all’impatto sul target degli anziani.
Il lavoro ha ripercorso la storia del Fondo fin dalle sue origini, fotografando non solo le scelte del Governo centrale ma anche quelle delle regioni (per confrontare i comportamenti dei territori sono state utilizzate le statistiche diffuse dal Ministero ed è stata realizzata un’apposita indagine su un campione di testimoni privilegiati delle realtà locali). Rispetto a questo scenario, si è poi riflettuto sugli impatti del Piano Nazionale non Autosufficienza approvato circa un anno fa. Quali sono i nodi ancora aperti?

Leggi: Welforum


Vaccinazioni COVID-19: le priorità e gli anziani

La maggior parte dei paesi ha stabilito che gli ospiti delle residenze per anziani ed il personale sono tra le massime priorità delle vaccinazioni per il COVID-19. Ciò, tuttavia, non sempre si è tradotto nella pratica. In questo articolo Franco Pesaresi illustra l’approccio vaccinale adottato dall’Italia e da altri paesi europei e non.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)
Il Piano vaccinale italiano
Il Piano vaccinale italiano, considerata la disponibilità iniziale di un numero di dosi limitato di vaccino contro il COVID-19, in questa prima fase della campagna di vaccinazione ha disposto di concentrare le risorse sulla protezione del personale dedicato a fronteggiare l’emergenza pandemica e sui soggetti più fragili, individuando le seguenti categorie da vaccinare in via prioritaria nelle fasi iniziali:
Operatori sanitari e sociosanitari. Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione da COVID-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali.
Residenti (ospiti) e personale dei presidi residenziali per anziani. I residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave a causa dell’età avanzata, la presenza di molteplici comorbilità, e la necessità di assistenza per alimentarsi e per le altre attività quotidiane.
Persone di età avanzata. È evidente che un programma basato sull’età aumenti la copertura anche nelle persone con fattori di rischio clinici, visto che la prevalenza di comorbilità aumenta con l’età, tenendo conto che nelle persone di età avanzata, considerata l’elevata probabilità di sviluppare una malattia grave e il conseguente ricorso a ricoveri in terapia intensiva o sub-intensiva, questo gruppo di popolazione è il più a rischio.

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Le principali novità della Legge di Bilancio 2021

Dopo il voto di Camera e Senato, la Legge 30 dicembre 2020, n. 178 recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 è stata approvata in via definitiva e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Molte sono le novità introdotte dalla norma in materia di fisco, lavoro e finanziamenti, ma anche relative a sanità, politiche sociali e istruzione.
Presentiamo di seguito una selezione dei principali elementi contenuti nella Legge di Bilancio 2021 riguardanti i temi cari a Welforum.it e ai suoi lettori, a partire dall’ambito sociosanitario, fino ad arrivare a quello lavorativo e occupazionale, delle politiche di coesione e della scuola.
Politiche sociali
In tema di politiche sociali le misure previste dalla Legge di Bilancio 2021 sono dirette essenzialmente all’incremento di risorse e servizi destinati alle famiglie. In sintesi, il provvedimento:
Incrementa il Fondo assegno universale e servizi alla famiglia di 3.012,1 milioni di euro per il 2021, indirizzando tali risorse all’attuazione di interventi in materia di sostegno e valorizzazione della famiglia nonché al riordino e alla sistematizzazione delle politiche di sostegno alle famiglie con figli [commi 2-7];
Rinnova per il 2021 l’assegno di natalità (c.d. Bonus bebè), con una dotazione di 340 milioni di euro per l’anno 2021 e 400 milioni di euro per l’anno 2022 [comma 362];
Istituisce il Fondo per la copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico delle attività di cura del caregiver familiare, con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2021-2023 [comma 334];

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I vaccini ci salveranno?

In medicina non si possono adottare atteggiamenti trionfalistici, perché la biologia e la clinica non seguono percorsi rigidi e assolutamente prevedibili. Per questo ho inserito nel titolo un punto di domanda. Tuttavia, sono abbastanza certo che i vaccini contro il Covid-19 abbiano un’azione positiva rispetto alla salute dei singoli e al benessere delle comunità.
Le vicende degli ultimi mesi hanno chiarito che non vi è realisticamente una possibilità di bloccare la pandemia solo con provvedimenti di popolazione. Sarebbero, infatti, necessari interventi drastici come il lockdown della scorsa primavera che, per una serie di motivi, non sono ripetibili. Si tratta di interventi drammaticamente dannosi per l’economia e insopportabili per la parte della popolazione più fragile (dagli anziani in preda alla solitudine nelle abitazioni ai giovani ai quali manca la relazione che si crea nella scuola, fino ad altri gruppi sociali gravemente danneggiati).
Partendo da questa constatazione, si deve riconoscere che la vaccinazione di massa resta l’unico provvedimento con una buona probabilità di successo. E da qualche settimana siamo entrati in pieno in questa fase. Non sappiamo ancora, in modo realistico, quanti dovranno essere complessivamente i cittadini da vaccinare per raggiungere la cosiddetta “immunità di gregge”, cioè la possibilità concreta che il virus non circoli più nei luoghi della vita sociale. Probabilmente l’obiettivo non sarà raggiunto a breve. Si è dato inizio, quindi, alla vaccinazione delle persone più a rischio, sia per la loro esposizione all’infezione sia per le condizioni intrinseche di fragilità. Tra i primi vi sono gli operatori sanitari.

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Metodo Montessori, una risorsa per migliorare la vita nella terza età

La filosofia pedagogica di Maria Montessori viene applicata sempre di più nell’ambito della terza età. Un metodo valido che supporta l’indipendenza delle persone anziane. Tutti gli aspetti nel libro “Il metodo Montessori e gli anziani fragili- Principi e metodi per migliorare il benessere e le autonomie” – di Maria Enza Giannetto
Metodo Montessori e anziani, pedagogia della terza età, terza età
Indipendenza e autonomia sono due dei principi alla base del metodo Maria Montessori. Due principi su cui si fonda il metodo pedagogico del saper fare da soli che negli ultimi anni sta trovando applicazione sempre maggiore in ambiti anche diversi da quello dell’nfanzia. Il metodo Montessori per anziani fragili è uno strumento per favorire l’autonomia, anche nella terza età.
Si intitola, appunto, Il metodo Montessori e gli anziani fragili – Principi e metodi per migliorare il benessere e le autonomie il libro edito da Erickson e scritto dai tre pedagogisti Federica Taddia, responsabile delle attività socio-educative nelle strutture per anziani Villa Ranuzzi e Villa Serena di Bologna, Annalisa Perino, direttrice di corsi di formazione nel metodo Montessori e Ruggero Poi, formatore Montessori e direttore di corsi di formazione sul metodo. Il testo analizza i vantaggi comprovati dell’applicazione del metodo utilizzato da Maria Montessori con i bambini proprio con gli anziani.

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SEGNALAZIONI:

Covid-19: Cig per i lavoratori in permanenza domiciliare

Trattamenti di sostegno al reddito per sospensione dei lavoratori residenti o domiciliati in Comuni interessati da provvedimenti di permanenza domiciliare adottati dall’autorità pubblica per l’epidemia da Covid-19. Il messaggio di Inps n. 304 del 25 gennaio.
I datori di lavoro operanti esclusivamente in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, che abbiano sospeso l’attività lavorativa anche a causa dell’impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro da parte dei dipendenti, possono presentare domanda di accesso ai trattamenti di Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO), in Deroga (CIGD), di Assegno Ordinario (ASO) e di Cassa Integrazione Speciale Operai Agricoli (CISOA) con specifica causale “Covid-19 – Obbligo permanenza domiciliare”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio al 30 aprile 2020.
L’inps, con il messaggio con il messaggio n. 304, del 25 gennaio, fornisce ulteriori precisazioni riguardo l’applicazione del decreto-legge 104/2020, che ha previsto una particolare tutela per i lavoratori impossibilitati a raggiungere il luogo di lavoro, in conseguenza dell’emanazione di ordinanze amministrative emesse dalle autorità pubbliche competenti prima dell’entrata in vigore della norma.

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Vaccini: Sindacati, è strage degli anziani. Fate presto

“Bisogna fare presto perché stiamo assistendo ad una vera e propria strage degli anziani nel nostro paese, che rischia di acuirsi ulteriormente nelle prossime settimane per i ritardi nella messa in opera del piano vaccinale.
Dobbiamo dircelo con grande chiarezza e franchezza. Ogni giorno, ora o minuto perso ha una diretta e drammatica conseguenza in termini di vite umane, in particolare nella categoria anagrafica degli over60 dove da inizio pandemia si concentra il 95,6% dei decessi”.
A lanciare l’allarme sono i Segretari generali dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo.
“Non si tratta – continuano i Segretari – solo di voler uscire rapidamente da questa situazione per tornare alla normalità ma di lottare contro il tempo per salvare la vita dei nostri anziani.
Ci appelliamo per questo con forza a tutte le autorità competenti perché facciano tutto il necessario e perché portino il nostro paese fuori dall’emergenza in tempi rapidi. Ulteriori ritardi non sono più accettabili e bisogna lavorare ventre a terra per recuperare in fretta quelli già accumulati”.


“Tutti hanno diritti alla protezione da Covid 19: nessun profitto sulla pandemia”, una campagna europea a cui ha aderito Auser
E’ una campagna ICE: Iniziativa dei Cittadini Europei, ed è promossa da autorevoli personalità di vari Paesi europei; per l’Italia la CGIL, con CISL e UIL, è componente del comitato promotore nazionale. Obiettivo è la raccolta di 1 milione di firme online (per l’Italia 180mila). Raggiunto tale obiettivo il contenuto della petizione, autorizzata dalla Commissione Europea, è esaminata dalla stessa Commissione che sugli obiettivi dell’iniziativa proposta ha il potere di proporre un atto giuridico dell’Unione ai fini dell’attuazione dei trattati destinato a tutelare e migliorare la salute pubblica.
La petizione si può firmare a questo link dove basta scegliere la nazionalità e compilare il breve e semplice modulo di adesione (numero documento di identità, nome e cognome).


NEWS:

lunedì 25 gennaio 2021
Via libera dalla Conferenza Stato-Regioni al nuovo Piano pandemico. Mascherine e distanziamento utili anche per l’influenza. Per attuarlo le risorse saranno extra Fondo sanitario

Individuate quattro fasi pandemiche e per ognuna dettate le cose da predisporre e fare. E la mascherina e le altre miusre preventive per il Covid si consigliano anche durante le pandemie da virus influenzali. Il Piano dovrà essere aggiornato ogni 3 anni ma dei ritocchi potranno essere fatti anche prima su richiesta delle Regioni. Confermata la scomparsa l’indicazione agli operatori sulla selezione dei pazienti in caso di carenza di risorse anche se resta il richiamo etico al problema.
“Preparedness e Readiness” ovvero “Preparazione e Prontezza”: sono queste le due parole chiave per una buona risposta ad una pandemia e su queste due parole si basa anche il Nuovo Piano pandemico influenzale 2021-2023 approvato oggi dalla Stato-Regioni in una versione leggermente rivista rispetto alla seconda bozza circolata la settimana scorsa. Le novità principali sono sostanzialmente due: la prima riguarda le risorse dove il Governo ha accettato la modifica richiesta dalle Regioni di fare in modo che le risorse per affrontare una nuova pandemia non siano aggiuntive rispetto a quelle del Fondo sanitario nazionale. .
Altra richiesta accolta è quella di prevedere un aggiornamento periodico dei contenuti del Piano e in ogni caso a procedere all’aggiornamento, su richiesta delle Regioni e delle Province autonome, anche con una tempistica diversa dalla cadenza individuata di 3 anni.

Leggi: Quotidiano Sanità, 25/01/2021


lunedì 25 gennaio 2021
Un welfare che tuteli la vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie

«Un nuovo modello di welfare comunitario d’inclusione, che garantisca la piena applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, perché ora più che mai sono richiesti la massima attenzione e il massimo impegno, per far sì che continuino ad essere assicurati tutti i servizi essenziali e tutelati gli spazi vitali e le libertà fondamentali delle persone con disabilità e delle loro famiglie»: è questa la sfida concretamente lanciata dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nel corso del proprio Consiglio Nazionale
La riforma del sistema del welfare, da attuare a partire dalle risorse messe a disposizione dal Recovery Fund e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione Europea nell’àmbito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19»: è questa la sfida lanciata al Governo dal Consiglio Nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), tenutosi nei giorni scorsi, con grande partecipazione, che ha portato alla condivisione di un ampio documento presentato dalla Giunta e dalla Presidenza della Federazione stessa.

Leggi: Superando, 25/01/2021


lunedì 25 gennaio 2021
Case popolari, l’anzianità di residenza requisito “ingiusto”

In molte regioni l’anzianità di residenza è lo strumento principale usato per frenare l’accesso alle case popolari di cittadini extracomunitari. Il rischio è di costruire graduatorie che mettono in secondo piano condizione economica o disagio abitativo.
Il premio all’anzianità di residenza
Il sindaco di Ferrara, un esponente del partito della Lega, rivendica con orgoglio che “prima gli italiani”, nel suo comune, «non è più uno slogan da campagna elettorale, ora è finalmente realtà»: le prime 157 posizioni dell’ultima (la trentaduesima) graduatoria per l’assegnazione delle case popolari del comune sono tutte occupate da italiani. Di conseguenza, la «casa popolare non deve più essere considerata un servizio dedicato quasi esclusivamente alle famiglie immigrate». Ma in quelle prime posizioni sono anche «compresi nuclei stranieri che hanno acquisito la cittadinanza» (da un post del 4 gennaio 2021, ore 19,01 sulla pagina facebook del sindaco). Sarebbe interessante sapere quanti sono quei nuclei, le loro nazioni di provenienza e se nelle precedenti graduatorie erano conteggiati tra gli stranieri o tra gli italiani.

Leggi: La Voce, 25/01/2021


lunedì 25 gennaio 2021
Caregiver: una legge che non ci tutela e non ci considera

«Siamo allarmati – scrivono dal Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 – per lo stato della norma sui caregiver familiari. Abbiamo sempre chiesto un sistema di indennità e tutele crescenti per ridare dignità ai caregiver familiari, coloro che si prendono cura dei propri congiunti con disabilità e che da anni attendono una legge che li identifichi e restituisca loro i diritti e la dignità di persone. Invece, la loro attesa rischia di finire in una delusione ancor più amara, con un’accelerazione verso una legge che non ci tutela e più ancora non ci considera!»
Siamo allarmati per lo stato della norma sui caregiver familiari. L’adozione di un testo unificato e l’aggiornamento ultimo pubblicato danno la sensazione che il tema stia prendendo una deriva da noi temuta.
Abbiamo sempre chiesto un sistema di indennità e tutele crescenti per ridare dignità ai caregiver familiari, coloro che si prendono cura dei propri congiunti con disabilità e che da anni attendono una legge che li identifichi e restituisca loro i diritti e la dignità di persone. Invece, l’attesa dei caregiver familiari rischia di finire in una delusione ancor più amara: sostegno psicologico, gruppi di auto mutuo aiuto che se proposti da terzi perdono il senso stesso della loro spontaneità, immaginarie reti solidali e tanta tanta informazione e formazione, che darà vita a un’infinità di corsi e corsetti generici e collettivi, già presenti su internet, per spiegare ai caregiver familiari le problematiche dei loro congiunti con disabilità: come se l’intera esistenza passata al fianco del proprio caro non fosse sufficiente a formarci a quel livello!

Leggi: Superando, 25/01/2021


domenica 24 gennaio 2021
Coronavirus. Sileri: “Il vaccino per gli over 80 slitta di 4 settimane”

Il viceministro della Salute ha spiegato che le riduzioni di dosi comunicate da Pfizer e AstraZeneca provocheranno un ritardo di 6-8 settimane per il resto della popolazione. Pfizer: “Dalla settimana prossima forniture torneranno a regime”
Le riduzioni di dosi comunicate da Pfizer e da AstraZeneca “faranno slittare di circa quattro settimane i tempi previsti per la vaccinazione degli over 80 e di circa 6-8 settimane quelli per il resto della popolazione. Da domani le dosi a disposizione saranno utilizzate anzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione, cioè soprattutto per gli operatori sanitari”. Così il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri a ‘Domenica In’ su Rai1.
“Tra due settimane, se tutto va bene – ha aggiunto Sileri – avremo un mercato con i tre vaccini: il che significa riprendere con maggior forza, completare la vaccinazione per i medici e gli infermieri e cominciare con gli over 80”. E poi: “Questo tipo di rallentamento coinvolge tutta l’Europa e buona parte del mondo, ma confido che il ritardo possa essere colmato più avanti”.

Leggi: La Repubblica, 24/01/2021


venerdì 22 gennaio 2021
Covid, Cesvi: assistenza psicologica contro la solitudine degli anziani

A Milano il progetto “Veniamo noi da te” in collaborazione con la cooperativa Spazio aperto servizi. Attivata una linea diretta per chiedere gratuitamente l’intervento di uno psicologo
Assistenza psicologica gratuita per aiutare gli anziani, i loro familiari e i caregiver ad affrontare l’emergenza Covid-19. Fondazione Cesvi e Cooperativa Spazio Aperto Servizi promuovono un servizio di assistenza psicologica, dedicato agli over 65 del VI Municipio della città di Milano e a coloro che se ne prendono cura, grazie al supporto di psicologi esperti nella gestione del trauma del centro clinico CTIF – Cura e Terapia per l’Infanzia e la Famiglia di Spazio Aperto Servizi.
L’iniziativa, rivolta a coloro che accusano un forte disagio emotivo, si inserisce nell’ambito del progetto “Veniamo noi da te”, nato all’inizio della pandemia con l’obiettivo di garantire supporto alla popolazione over 65 con interventi legati alle prime necessità (consegna di spesa, distribuzione di medicinali a domicilio, accompagnamento per visite) e prevenire situazioni di emarginazione e isolamento, anche con attività di monitoraggio e ascolto empatico telefonico.

Leggi: Redattore Sociale, 22/01/2021


venerdì 22 gennaio 2021
Nasce nel tempo del Covid il primo tg a misura di anziani

Nato da Senior Italia FederAnziani, spazia dai temi della salute a quelli del sociale, dell’economia, delle nuove tecnologie, fino alla cultura e al tempo libero, con un linguaggio semplice. In onda dal lunedì al venerdì sul canale Youtube e sulla pagina Facebook della federazione della terza età
Salute, benessere, stili di vita, informazioni utili, e ovviamente tanta attualità sui temi più rilevanti di questo tempo segnato dalla pandemia: tutto questo e molto altro in Senior News, il primo tg a misura di senior. Nato da Senior Italia FederAnziani, il format spazia dai temi della salute a quelli del sociale, dell’economia, delle nuove tecnologie, fino alla cultura e al tempo libero, con un linguaggio semplice, viaggiando sul social network più frequentato dagli over 65 (Facebook), su Youtube, attraverso la rete virtuale dei centri anziani, divenuta, in questi mesi di lockdown, più attiva che mai. Insomma un tg interamente dedicato agli over 65 e ai loro bisogni, in rete tutti i giorni dal lunedì al venerdì, alle 14.30, sul web.

Leggi: Redattore Sociale, 22/01/2021


giovedì 21 gennaio 2021
Salute. Cresce la povertà sanitaria in Italia, +2,3%

Oltre 1,6 milioni di famiglie hanno rinunciato a curarsi per motivi economici. Sono stati ben 314 mila, in un solo anno, i “viaggi della speranza” del Sud che hanno generato bilanci in rosso per oltre 1,2 miliardi di euro. Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige sono i sistemi sanitari più in salute del paese. Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio: «Regioni e Governo approfittino delle ingenti risorse finanziarie del dispositivo Next Generation EU della maggiore flessibilità della programmazione 2021-2027 per ridurre il disequilibrio dell’offerta sanitaria italiana».

Leggi: Demoskopika, 21/01/2021


giovedì 21 gennaio 2021
Il Parlamento europeo promuove il diritto ad un alloggio adeguato a prezzi sostenibili

Oggi il Parlamento europeo ha approvato con 352 sì, 179 no e 152 astensioni una risoluzione che impegna i paesi membri a garantire l’accesso ad un alloggio dignitoso e a prezzi accessibili e a prevenire il fenomeno dei senzatetto. Marie Linder, presidente dell’Unione internazionale degli inquilini (IUT), nonché dell’Unione svedese degli inquilini, ha accolto con favore il voto in quanto inverte la tendenza della politica europea sulle questioni abitative. “Il Parlamento europeo è ora all’avanguardia nella realizzazione dei profondi e attesi cambiamenti del mercato immobiliare”, è il commento della presidente dello IUT che aggiunge: “Mentre i governi nazionali credono ancora che il mercato risolverà tutti i problemi abitativi, il Parlamento europeo alza la red card, ferma la speculazione e supera le barriere agli investimenti per l’housing sociale. L’edilizia abitativa è la voce di spesa più alta per i cittadini europei. Il 38% delle famiglie a rischio di povertà spende più del 40% del reddito disponibile per l’alloggio mentre si stima che nell’Europa post pandemia 156 milioni di persone saranno a rischio di povertà”.

Leggi: Sicet, 21/01/2021


giovedì 21 gennaio 2021
Barriere architettoniche: OK 110%

Buone notizie dal Parlamento, che accoglie la proposta di estendere il superbonus 110% agli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche per la mobilità di disabili e over 65.
“L’estensione del 110% anche per gli interventi volti ad abbattere le barriere architettoniche e favorire la mobilità delle persone a partire da anziani over 65 e disabili motori, oltre 14 milioni di persone potenzialmente interessate, è una buona notizia. Viene accolta la proposta che come Fillea e Spi, i sindacati degli edili e dei pensionati della Cgil, avevamo lanciato insieme a Legambiente, Auser, Abitare Anziani, Nuove RI-Generazioni, il 12 novembre scorso a Governo e Maggioranza”.
Cosi in una nota Alessandro Genovesi, segretario generale di Fillea Cgil, che prosegue “la proroga degli incentivi però fino a giugno 2022 pur andando nella direzione giusta è ancora insufficiente. Una parte delle risorse del Piano Nazionale per la Ripresa, dovranno servire per portare l’incentivo fino al 2023. Leggeremo meglio nei prossimi giorni le nuove norme. Per intanto riconosciamo al Parlamento di aver assunto una questione di giustizia e benessere lanciata dal sindacato ed in particolare un plauso a quelle forze politiche come il PD, Leu e M5S che l’avevano da subito sostenuta”.

Leggi: Fillea Cgil, 21/01/2021


giovedì 21 gennaio 2021
Gli anziani accuditi a distanza con la tecnologia digitale L’esperimento in un residence di 14 appartamenti

L’epidemia ha fatto emergere prioritariamente due questioni: l’insufficienza in molte aree di una rete sanitaria territoriale, cioè di un filtro in grado di intervenire con efficacia evitando il ricovero ospedaliero non necessario e l’inadeguatezza delle strutture protette e dell’assistenza agli anziani (tra l’altro in una società a forte invecchiamento). I due problemi hanno rilevanti punti di connessione. Da più parti ci si sta attivando per cercare di intervenire in modo da turare le falle anche per quando l’epidemia sarà passata ed è auspicabile un riavvio della sanità su basi più solide.
Un esempio è il Residence Care (a gestione pubblica) con sede a Novi di Modena, dove è stata realizzata la monitorizzazione a distanza. Come funziona? «In una decina di appartamenti del residence in cui vivono autonomamente gli ospiti», spiegano nella struttura, «sono stati collocati sensori di movimento in grado di rilevare il passaggio e il tempo di permanenza di una persona all’interno di una stanza, e un sensore ambientale per il monitoraggio della temperatura, dell’umidità e del livello di illuminazione.

Leggi: Italia Oggi, 21/01/2021


mercoledì 20 gennaio 2021
Sindacati pensionati: vaccini e legge sulla non autosufficienza subito

“Una campagna vaccinale seria e veloce che porti il paese fuori dall’emergenza e che salvi la vita degli anziani, che anche in queste ore continuano a morire nelle Rsa o in un letto d’ospedale”, è quanto si legge nel comunicato stampa unitario che i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno diramato oggi, mercoledì 20 gennaio, nel corso di un’iniziativa che si è svolta a Roma. La richiesta di una rapida ed efficace campagna vaccinale fa seguito a una condizione emergenziale che non accenna ad attenuarsi soprattutto nelle rsa.
Ma oltre ai vaccini per gli anziani, i sindacati dei pensionati si rivolgono alle forze politiche per l’approvazione, non più rimandabile, di una legge nazionale sulla non autosufficienza. Ma sul piatto c’è anche la riforma della sanità. “Si tratta di interventi quantomai urgenti e di cui il paese ha estremamente bisogno”, si legge nel comunicato, “come è stato drammaticamente dimostrato dalla diffusione della pandemia di Covid-19 e perché siamo il Paese più anziano d’Europa, secondo al mondo solo dopo il Giappone”.
E ancora, “una profonda riforma del fisco che affronti radicalmente le diseguaglianze che si sono accumulate in questi anni, con i pensionati e i lavoratori dipendenti che da soli provvedono quasi integralmente al gettito fiscale del nostro paese”.
Dunque interventi ad ampio raggio che si intrecciano con la definizione del Recovery Plan che secondo i sindacati andrà “declinato con progetti concreti e rispetto al quale si pone l’esigenza di una governance condivisa”.

Leggi: Liberetà, 20/01/2021


mercoledì 20 gennaio 2021
I familiari come parte essenziale del progetto di cura

Il terzo capitolo del 7° Rapporto sull’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, di Antonio Guaita, affronta il tema delle “inadeguatezze” delle residenze assistenziali per gli anziani portate al centro dell’attenzione durante la pandemia. L’autore si concentra sulle carenze di tipo “qualitativo”, cioè quelle che richiedono un modo diverso di operare, fra cui l’insufficiente coinvolgimento dei familiari. Proponiamo ai lettori un breve estratto del capitolo. di Antonio Guaita (Fondazione Golgi Cenci, Abbiategrasso, Milano e Network Non Autosufficienza)
Gli articoli sui quotidiani durante la fase acuta della pandemia, ma anche dopo, hanno sempre sottolineato gli episodi di contrapposizione fra staff delle residenze e familiari, dalle critiche verbali alle denunce giudiziarie, riportando testimonianze e interviste sia di singoli che di rappresentanti di organizzazioni di parenti. Per fortuna nella realtà della maggioranza delle residenze queste vicende non si sono verificate, ma è indubbio che i familiari abbiano vissuto momenti di grave disagio e che in parte continueranno a farlo. In particolare l’impossibilità di avere contatti diretti con il proprio congiunto e con chi lo stava curando, anche nelle situazioni più gravi e mortali, ha messo in luce in alcuni casi una grave mancanza di fiducia e di collaborazione: queste sensazioni non possono essere ignorate, ma vanno analizzate e capite per trovare possibili miglioramenti. Tutte le strutture, salvo eccezioni, hanno cercato di attuare modalità di comunicazione alternativa: secondo i dati Iss (2020), il 68,6 % delle residenze ha fatto ricorso a telefonate e videochiamate programmate. Occorre però porsi il problema in termini più generali, che aiutino a capire le reazioni, a volte veramente fuori controllo, di molti familiari. Di seguito si propongono alcuni punti, ognuno dei quali andrebbe sviluppato.

Leggi: I Luoghi della Cura, 20/01/2021


martedì 19 gennaio 2021
Superbonus 110%: sul sito della Pcm il portale ad hoc con le informazioni

Da oggi, con un click, è possibile conoscere tutte le indicazioni relative all’incentivo fiscale previsto a favore dei contribuenti che vogliono rendere più efficienti e più sicure le loro abitazioni
All’indirizzo ‘www.governo.it/superbonus’ da oggi approda il sito dedicato al Superbonus 110% dove i cittadini interessati possono trovare tutte le notizie sui requisiti per l’accesso alla maxi-detrazione e una specifica sezione con risposte alle domande frequenti (faq) a cura dell’Agenzia delle entrate ed Enea. Il nuovo canale informativo si affianca a quello già presente sul sito dell’Agenzia delle entrate e ne arricchisce le informazioni, attraverso una serie di box tematici di facile comprensione e la possibilità di inviare i propri quesiti.
A presentare questa agevolazione sul sito della Pcm è il sottosegretario Riccardo Fraccaro che lo definisce uno strumento che “…serve proprio a rilanciare la nostra economia combattendo allo stesso tempo i cambiamenti climatici. […] Questa è la nostra idea di rivoluzione: cambiare le nostre abitudini e il nostro modo di vivere, in una collaborazione inedita tra pubblico e privato, tra Stato e imprese, tra cittadino e pubblica amministrazione”.

Leggi: Fisco Oggi, 19/01/2021


martedì 19 gennaio 2021
Blocco degli sfratti e l’incidenza del Covid 19 sulla valutazione dell’inadempimento del locatario. Una questione tutt’ora irrisolta

Il “blocco degli sfratti”, ha determinato profondi “disorientamenti giurisprudenziali”, in quanto le pronunce dei Giudici di merito hanno evidenziato orientamenti profondamente differenti Il quadro normativo di riferimento.
La grave crisi economica ingenerata nel Paese dalla diffusione della pandemia da Coronavirus, ha, com’è noto, indotto il Governo a dichiarare lo stato d’emergenza sanitaria e, di conseguenza, ad intervenire, a più riprese, facendo ampio ricorso allo strumento della decretazione, legislativa e d’urgenza, per cercare di limitare al minimo gli effetti negativi per l’economia italiana. Uno dei settori nei quali si è registrato un più incisivo intervento normativo è stato quello del mercato immobiliare, ed in particolare il comparto delle locazioni, nell’ambito del quale, verosimilmente al fine di dare un sostegno al reddito di tutte quelle attività sottoposte a chiusura totale in epoca di
lockdown, si è disposto il blocco degli sfratti.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 19/01/2021


domenica 17 gennaio 2021
La teleassemblea è l’unica soluzione razionale per prendere decisioni rapide sul 110%

Per le assemblee di condominio niente è cambiato nel DPCM del 14 gennaio 2021 in vigore dal 15 gennaio 2021. All’ art.1, comma 10, lettera o), rimane «fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza;». Ma il fatto che sia possibile, con il consenso della maggioranza dei condòmini, che l’assemblea si svolga in video conferenza, obbliga l’amministratore di condominio a cercare di realizzarla, senza rischio di contagio.
Libere a distanza
Con l’assemblea in videoconferenza ogni difficoltà di spostamento è annullata, anche per chi si trova nelle zone arancioni o rosse. Chi è immunodepresso, anziano, in situazioni soggettive che impediscono di esporsi al rischio sarà ben favorevole a che la partecipazione possa avvenire senza rischio di contagio.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 17/01/2021


DALLE REGIONI:

domenica 24 gennaio 2021
L’assalto degli over 80 ai medici di base: “Quando ci vaccinate?”

Il segretario dei camici bianchi: “Pronti a fare la nostra parte, ma date risposte agli anziani”. In arrivo domani 55 mila dosi Pfizer, ma solo per i richiami
Avrebbero dovuto cominciare le vaccinazioni mercoledì 20 gennaio, adesso dovranno aspettare settimane prima di veder iniettare la prima dose a un loro coetaneo e ricevere l’appuntamento per il siero anti- Covid. Gli ultraottantenni della città sono stati duramente penalizzati dal ritardo delle fiale Pfizer, per molti questa frenata si è tradotta in una drammatica incognita sul futuro. « Un signore con più di 80 anni mi ha fermato per strada — racconta Paolo Bordon, direttore dell’Ausl — mi ha detto: “Io rischio di non fare in tempo ad averlo il vaccino, se non vi date una mossa”. Parliamo di persone che possono aspettare qualche settimana, ma non mesi. Mercoledì sapremo qualcosa di più sui prossimi arrivi del vaccino Pfizer e sarà decisivo».

Leggi: La Repubblica, 24/01/2021


sabato 23 gennaio 2021
Bologna, 521 affitti “light” per chi fa fatica a pagare

A Bologna 521 contratti d’affitto meno cari per chi fatica a pagarsi la casa. È il bilancio dell’accordo messo in campo nei mesi scorsi dal Comune per venire incontro alle prime difficoltà economiche innescate dalla pandemia di Covid
A Bologna 521 contratti d’affitto meno cari per chi fatica a pagarsi la casa. È il bilancio dell’accordo messo in campo nei mesi scorsi dal Comune per venire incontro alle prima difficolta’ economiche innescate dalla pandemia di Covid. A fornire l’aggiornamento e’ lo stesso sindaco Virginio Merola, in un post di questa mattina. “A maggio, nel pieno della prima fase dell’emergenza coronavirus- ricorda Merola sui social- abbiamo firmato un accordo pilota: un protocollo d’intesa con le associazioni dei proprietari immobiliari, i sindacati degli inquilini, l’Universita’ e la fondazione dell’innovazione urbana per favorire la rinegoziazione dei contratti”. Con questo strumento “sono stati rinegoziati 521 contratti di affitto, abbassando il canone agli inquilini. Un aiuto concreto finanziato con il nostro bilancio (e le sanzioni sugli abusi edilizi) e risorse regionali”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/01/2021


venerdì 22 gennaio 2021
Una legge nazionale per la non autosufficienza: l’input parte da Forlì

Manca una norma nazionale che preveda obiettivi, strumenti, risorse, l’assessore al Welfare Tassinari inaugura l’iter con un atto formale di giunta, con il sostegno dei sindacati pensionati: “Vulnus significativo che va sanato”
Una legge nazionale per la non autosufficienza. L’input parte da Forli’ con l’assessore al Welfare, Rosaria Tassinari, che inaugura l’iter con un atto formale di giunta, d’intesa e con il sostegno dei sindacati pensionati (Spi-Cgil, Fn-Cisl e Uilp-Uil dell’Emilia-Romagna), inviato al Governo, ai ministeri della Salute e del Lavoro, all’assessorato regionale alla Sanità. Nel distretto forlivese le persone sopra i 65 anni rappresentano il 25% dell’intera popolazione e in proiezione entro il 2035 potranno arrivare al 32%; la fascia più fragile, dai 75 anni, attualmente rappresenta quasi il 14% e oltre un terzo di essi risulta vivere solo.
“Da tempo nel nostro territorio- spiega Tassinari- si è sviluppata un’articolata rete di interventi e servizi sociali tesi a fronteggiare i bisogni assistenziali degli anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti e delle loro famiglie, sia sul versante della domiciliarità che su quello dell’assistenza in strutture residenziali”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/01/2021


giovedì 21 gennaio 2021
Giappone, case automobilistiche riprogettano auto per una società di anziani

In Giappone, paese con il più alto tasso di invecchiamento della popolazione, dove quasi il 30% ha oltre 65 anni di età, anche il settore automotive, pilastro portante dell’economia del Paese…
In Giappone, paese con il piu’ alto tasso di invecchiamento della popolazione, dove quasi il 30% ha oltre 65 anni di eta’, anche il settore automotive, pilastro portante dell’economia del Paese, ha iniziato a riprogettare prodotti e servizi in modo da adattarsi alle esigenze della società del futuro, che vedrà la necessità di garantire auto adatte a conducenti di eta’ molto avanzata.
Una serie di incidenti mortali che ha visto protagonisti conducenti anziani ha gia’ da tempo messo in allarme le autorità le quali hanno richiesto ai produttori di porre attenzione a dotazioni di sicurezza aggiuntive per i veicoli di nuova immatricolazione.
Per questo motivo, a partire da quest’anno, e’ diventato obbligatorio dotare di freni automatici tutti i nuovi veicoli venduti in Giappone, e molte case automobilistiche, tra cui le principali Toyota Motor Corp. e Nissan Motor Co., hanno iniziato ad applicare le nuove tecnologie di intelligenza artificiale per rendere le auto di facile utilizzo.

Leggi: Redattore Sociale, 21/01/2021


giovedì 21 gennaio 2021
Servizi agli anziani, si cercano nonni volontari

L’appello del presidente Auser di Montemurlo, Landini: “Serve aiuto per la sorveglianza scuole, giardini e per il telefono-amico”
«Chi è in pensione ed è disponibile a darci una mano è sempre bene accetto all’Auser». Arrigo Landini, presidente della sezione di Montemurlo lancia un appello. L’invito è ad entrare a far parte della squadra di 35 nonni che ogni giorno svolge sul territorio servizi importantissimi per la comunità: dalla sicurezza nelle scuole al servizio di compagnia per chi è solo. Attività per le quali servono braccia volenterose. «Il merito dei servizi svolti dall’Auser è duplice – sottolinea l’assessore alle politiche sociali, Alberto Fanti – Le attività svolte non fanno bene solo alla comunità, ma valorizzano le persone che le portano avanti facendole sentire ancora attive, inserite in un contesto sociale di valore e apprezzate. E poi è fondamentale mantenere il rapporto tra bambini e anziani, un vero elisir di lunga vita che porta beneficio psicologico ad entrambi». Proprio sul rapporto coi bambini è fondato il servizio di sorveglianza svolto dall’Auser con ben 14 volontari all’interno delle scuole primarie e dell’infanzia del territorio, grazie ad un accordo con l’istituto comprensivo ‘Margherita Hack’».

Leggi: La Nazione, 21/01/2021


giovedì 21 gennaio 2021
Caritas Ambrosiana: blocco pignoramenti a famiglie sovraindebitate ed eviteremo aggressività sociale

Estendere alle famiglie il blocco automatico delle azioni esecutive nelle procedure di sovra-indebitamento così come è stato previsto per le aziende. A chiederlo, in una nota, la Caritas Ambrosiana e la Fondazione San Bernardino che insieme ad altre organizzazioni della società civile si sono fatte promotrici in questi mesi di diverse iniziative a favore dei soggetti più deboli schiacciati sotto il peso dei propri debiti. Oggi un’impresa in fallimento, quando chiede al giudice di avviare il concordato preventivo, durante tutto il processo di rinegoziazione può beneficiare di un ombrello protettivo (tecnicamente automatic stay) che salvaguarda il proprio patrimonio dalle azioni dei suoi creditori. Questo principio in Italia non vale per le famiglie. In questo modo può accadere che la persona sovra-indebitata subisca il pignoramento dello stipendio, della pensione, dell’auto, o si ritrovi con la propria casa all’asta, prima ancora che il gestore della crisi nominato dal giudice, proponga ai suoi creditori un piano di rientro.

Leggi: Milano Post, 21/01/2021


mercoledì 20 gennaio 2021
Sindacati dei pensionati: “Chiediamo alla Lombardia un piano vaccinale anticovid”

Cgil Cisl e Uil scrivono alla neo assessora Letizia Moratti: “Siamo preoccupati, reduci dall’esperienza negati del vaccino antinfluenzale”. Didoné (Fnp Cisl): “Presenti un piano con indicazioni su priorità, tempistica e modalità della somministrazione”
“Chiediamo alla Regione un piano per il vaccino anticovid”. Da settimane Emilio Didoné, segretario della Cisl Pensionati della Lombardia (Fnp), invita la giunta guidata dal governatore Fontana a fare chiarezza su come è o verrà organizzata la campagna vaccinale. E oggi torna alla carica, insieme ai segretari regionale dei pensionati di Cgil e Uil, Valerio Zanolla e Serena Bontempelli, con un comunicato in cui chiedono anche un incontro con la neo assessora al Welfare Letizia Moratti. “Vogliamo rappresentare la nostra preoccupazione per l’organizzazione, soprattutto di prospettiva, della campagna vaccinale antiCovid – scrivono in una lettera indirizza alla Moratti -. Siamo reduci da un’esperienza fortemente negativa sul fronte del vaccino antinfluenzale, e non vorremmo mai rivivere le vicende che molti anziani hanno vissuto l’autunno scorso”.

Leggi: Redattore Sociale, 20/01/2021


IN AGENDA:

26 gennaio 12:30 – 14:00 – Assistenza agli anziani: considerazioni sulle RSA e la pandemia

« Bioetica e Covid. La corsa al vaccino: aspetti scientifici e questioni etiche”
Il 26 gennaio 2021, dalle ore 12.30, l’ex magistrato Gherardo Colombo sarà ospite del Lunch Seminar online dell’Aging Project, in un dialogo con i professori UPO Fabrizio Faggiano e Massimiliano Panella, sugli aspetti etici e giuridici della gestione delle RSA durante la pandemia di COVID-19.
La pandemia ha colpito in maniera più tragica le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) che, soprattutto durante la prima ondata, sono diventate focolai del coronavirus con centinaia di anziani morti e operatori contagiati e hanno visto un grave aumento della mortalità tra gli ospiti.
L’emergenza sanitaria ha acuito una serie di problemi sistemici che affliggono le RSA, con ricadute sulla salute, degli ospiti e degli operatori, e anche sui diritti degli anziani.
Amnesty International Italia ha recentemente presentato un rapporto sulle violazioni dei diritti umani nelle strutture di residenza sociosanitarie e socio-assistenziali italiane durante la pandemia da Covid-19, in un report dal titolo “Abbandonati”.

Leggi: Aging Project


27 gennaio 2021 – Rigenerazione urbana e politiche abitative

Iniziativa unitaria CGIL, CISL, UIL. In programma per mercoledi 27 alle ore 10.

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Bolzano – 28 gennaio 2021 ore: 16:30 – Convegno: Anziani “la morte al tempo del Covid 19”

La piattaforma utilizzata per il convegno è Zoom e la procedura per accedere è davvero semplice. Infatti, non si deve far altro che premere sul link qui sotto riportato, inserire il proprio nome nel campo apposito e premere sul pulsante Join, per accedere alla conferenza:.
https://us02web.zoom.us/j/83592971858

Leggi: Redattore Sociale


29 gennaio 2021 – Presentazione sesto rapporto sulle città: URBAN@IT

Venerdì 29 gennaio ore 10:30 – 13:00, il Centro nazionale per le politiche urbane presenta il “Sesto Rapporto sulle città. Le città protagoniste dello sviluppo sostenibile”. Presenterà il rapporto Walter Vitali, direttore esecutivo di Urban@it, a cui seguiranno vari interventi di esperti ed esponenti istituzionali.
Per seguire l’evento online ci si ptrà collegare con il link: https://www.urbanit.it


IN EVIDENZA:

La Convenzione ONU dieci anni dopo la ratifica da parte dell’Unione Europea

«Dieci anni sono un traguardo importante – scrivono dal Forum Europeo sulla Disabilità, a proposito del decennale dalla ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità da parte dell’Unione Europea – ma come possono testimoniare cento milioni di persone con disabilità in Europa, ratificare una Convenzione non basta: infatti, fino a quando le persone con disabilità non avranno concretamente gli stessi diritti degli altri in tutti i settori della vita, la Convenzione va ancora considerata come un “cantiere aperto” e su questo si dovrà lavorare a fondo negli anni a venire»
Oggi, 22 gennaio, coincide con il decennale della ratifica da parte dell’Unione Europea della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
L’Unione Europea è stata l’unica organizzazione di integrazione regionale ad avere ratificato la Convenzione, un fatto rivoluzionario, un segno di leadership globale, che ha portato a grandi cambiamenti nel modo in cui i diritti delle persone con disabilità vengono trattati a livello internazionale, sia in àmbito dell’Unione Europea che dei singoli Stati Membri.
Dieci anni sono un traguardo importante, ma come possono testimoniare cento milioni di persone con disabilità in Europa, ratificare una Convenzione non basta: infatti, fino a quando le persone con disabilità non avranno gli stessi diritti degli altri, il medesimo livello di occupazione, di istruzione, di inclusione sociale, il diritto di viaggiare, lavorare e studiare all’interno dell’Unione Europea come tutti gli altri, la possibilità di vivere in modo indipendente e di far parte a pieno titolo della propria comunità, la Convenzione dev’essere ancora considerata come un “cantiere aperto”.

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Gli esperti: la pandemia non finirà se il vaccino non sarà per tutti

La Northeastern University di Boston ha elaborato un modello per capire gli effetti di una distribuzione iniqua del siero contro il covid. Senza collaborazione tra Paesi ricchi e Paesi poveri i morti rischiano di raddoppiare. “Non è solo un problema etico, un vaccino meno diffuso avrebbe meno effetto anche nelle aree ad alto reddito”
Se i Paesi con maggiori risorse finanziarie continueranno a monopolizzare le dosi di vaccino contro il Covid a discapito dei Paesi più poveri, la pandemia causerà il doppio dei morti. È quanto emerge chiaramente da un rapporto elaborato da Network Science Institute della Northeastern University di Boston, guidato dallo scienziato italiano Alessandro Vespignani.
Per valutare gli effetti del vaccino, i ricercatori hanno elaborato due possibili scenari, basandosi su traiettorie già ipotizzabili a metà marzo. Il primo scenario prevede 3 miliardi di dosi di vaccino distribuite nel mondo in maniera iniqua: i primi 2 miliardi cooptati da 50 Paesi ad alto reddito, il terzo miliardo distribuito equamente nel resto del mondo. Il secondo modello, invece, prevede che tutte le dosi vengano distribuite ovunque in proporzione alla popolazione di ciascun Paese, non alla sua capacità economica.

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Vaccini, il nodo dei brevetti

Le regole del Wto prevedono 20 anni di diritti di proprietà sui farmaci. Ma è giusto in una situazione di crisi sanitaria globale come quella che stiamo attraversando? Derogare a queste norme, spiega Andrea Capocci, giornalista scientifico del «Manifesto», sarebbe importante per i Paesi più poveri ma permetterebbe anche di allargare la produzione in quelli più ricchi
Farmaci e vaccini per tutti: solo in questo modo si sconfigge il virus. Ma è così semplice? È solo una questione di tempo? In realtà no, perché produzione e commercializzazione sono protetti dai diritti proprietari che, considerando le regole che si è dato il Wto con gli accordi Trips, durano 20 anni. E se in particolari condizioni queste regole possono essere superate, tuttavia non è così semplice. Di questo nodo fondamentale abbiamo ragionato con Andrea Capocci, giornalista scientifico, che di questi temi scrive per il Manifesto . “La situazione è complessa – spiega Capocci -. È vero che per ora i vaccini costano relativamente poco, ma il prezzo oscilla parecchio: si va dall’euro di Astra Zeneca ai 30 di Moderna. Sono cifre che per i Paesi poveri non sono certo irrisorie ”.
Il problema dei costi e del proprietario del regime riguarda dunque solo questi paesi?
Certamente li riguarda in misura maggiore: sono quelli sui quali il problema della scarsa capacità produttiva e dell’innalzamento dei costi – e quindi dell’asta che avviene a livello internazionale – ha un impatto maggiore. Però il problema interessa anche Paesi come l’Italia. Mi spiego: sicuramente noi avremo più vaccini del Kenya, ma nonostante questo vediamo come la campagna vaccinale proceda lentamente per coprire una parte sostanziale della popolazione. Tutto ciò non è una variabile indipendente: questa situazione deriva dalle politiche delle aziende e dal regime di proprietà intellettuale dei brevetti. Se per ipotesi domani il Wto decidesse di derogare in questo caso ai brevetti, sarebbe più facile anche nei Paesi ricchi allargare la produzione.

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SEGNALAZIONI:

Indennità COVID-19: Riesame delle domande

A partire dal 15 gennaio, fino ai primi giorni di febbraio, è possibile chiedere all’Inps il riesame delle domande respinte per il riconoscimento dell’indennità covid, prevista per alcune categorie di lavoratori, in base a quanto disposto dall’articolo 9 del decreto legge n. 104/2020 convertito, con modificazioni dalla legge n. 126/2020.
Lo comunica l’Inps, nel messaggio n. 143 del 15 gennaio, precisando che ci sono 20 giorni di tempo (termine da non considerarsi perentorio), a decorrere dalla data di pubblicazione del messaggio stesso, o dalla data di notifica della reiezione se successiva, per chiedere all’Istituto l’eventuale supplemento di istruttoria, trascorso il quale, qualora l’interessato non abbia prodotto utile documentazione, la domanda deve intendersi respinta.
Ricordiamo che il sussidio, consistente in una indennità onnicomprensiva di 1.000 euro, è rivolta in favore delle seguenti categorie:

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Come si va in pensione nel 2021

Approvate nell’ultima legge di bilancio le proroghe per Quota cento, Opzione donna e l’allargamento della platea per Ape sociale, il quadro 2021 sulle pensioni viene aggiornato confermando le misure di accesso flessibile al pensionamento anticipato prima dell’età anagrafica di 67 anni, attualmente previsti, in ragione dell’aumento della speranza di vita, secondo i dettami della legge Fornero.
Per conoscere come si va in pensione guarda il video

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 19 gennaio 2021
Vaccino, “se non si accelera tra 50 e 80mila anziani morti entro giugno”

La stima (e l’allarme) di Senior Italia FederAnziani che fa appello alle autorità, affinché sia fatto il possibile per far procedere più speditamente le vaccinazioni. Messina: “Terrorizzati da questi numeri, una vera e propria ecatombe”
Tra i 50 e gli 80 mila anziani perderanno la vita a causa del Covid entro giugno, se non sarà velocizzata la campagna vaccinale: è la drammatica stima di Senior Italia FederAnziani, che lancia l’allarme e fa appello alle autorità, affinché sia fatto il possibile per far procedere più speditamente le vaccinazioni.
“Secondo i dati ufficiali sulla mortalità per coronavirus in Italia, – si legge in una nota – ogni giorno muoiono circa 500 persone a causa dell’infezione da Covid 19, e sappiamo che si tratta quasi esclusivamente di anziani, dato che stando all’ultimo rapporto Iss del 16 dicembre 2020 l’età media dei pazienti deceduti e positivi a Sars-CoV-2 è 80 anni. Questo consente di stimare che da qui a giugno 2021, ovvero in 165 giorni, un numero elevatissimo di anziani, tra i cinquantamila (con 303 morti al giorno) e gli ottantamila (con 484 morti al giorno), perderà la vita a causa del Covid, se non saremo in grado di imprimere alla campagna per la vaccinazione una significativa accelerazione”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/01/2021


martedì 19 gennaio 2021
Piano freddo, la risposta di diverse città europee all’emergenza Covid

Posti letto extra, protocolli di prevenzione e distanziamento, isolamento per i positivi: a Madrid, Barcellona e Bruxelles, le amministrazioni hanno messo in campo diverse misure per rispondere alle esigenze delle persone senza dimora durante i mesi più rigidi e per scongiurare il contagio. L’inchiesta del giornale di strada di Bologna, Piazza Grande, racconta come hanno fatto
Posti letto extra, distribuzione di coperte e sacchi a pelo, somministrazione di pasti caldi e misure di prevenzione e distanziamento anti-Covid: come viene organizzato il Piano freddo in diverse città europee? Quali sono i punti di forza, e quali le criticità? E quali risposte sono state trovate per l’emergenza Covid-19? Sono le domande che stanno alla base dell’inchiesta del giornale di strada di Bologna Piazza Grande, che ha indagato in che modo è stato strutturato in diversi paesi d’Europa il programma nato per rispondere alle esigenze delle persone senza dimora durante i mesi con le temperature più rigide.

Leggi: Redattore Sociale, 19/01/2021


martedì 19 gennaio 2021
Anziani, un “vaccino contro la solitudine”: l’appello di Uneba

L’associazione chiede che, per ogni anziano vaccinato, sia al più presto vaccinato anche un familiare, perché si possano riprendere le visite e gli incontri. “Urgente rimediare all’altra ferita che questi mesi di pandemia hanno inferto ai nostri anziani: quella della solitudine”
familiare rsa
C’è il Covid, ma c’è anche la solitudine: se per il primo è arrivato il vaccino, anche per la seconda occorre trovare al più presto un rimedio. E’ quello che Uneba chiama il “vaccino contro la solitudine”, nell’appello in cui chiede che, per ogni anziano vaccinato, sia al più presto vaccinato anche uno dei suoi familiari. Come spiega Franco Massi, presidente di Uneba nazionale. “il vaccino contro il Covid 19 è fondamentale per gli anziani e le persone fragili accolte in Rsa e altre strutture residenziali per disabili, e applaudiamo la scelta di dare loro priorità nella somministrazione. Una scelta che può davvero fare la differenza tra la vita e la morte.

Leggi: Redattore Sociale, 19/01/2021


lunedì 18 gennaio 2021
Lavoro domestico: boom di assunzioni durante il lockdown, ma ancora 1 milione in nero

I dati di Domina. Oltre 50 mila assunzioni di lavoratori domestici nel mese di marzo (+58,5% rispetto al 2019). Inoltre, effettuate 1,3 milioni di richieste di bonus baby sitter (per un importo potenziale di 1,7 miliardi). Le famiglie spendono 15,1 miliardi annui, facendo risparmiare allo Stato 10,9 miliardi di Welfare
L’emergenza sanitaria ha portato un aumento del fabbisogno di assistenza da parte delle famiglie, soprattutto per i bambini (con le scuole chiuse) e gli anziani soli. “Nel 2020 si è registrato un aumento delle assunzioni, anche grazie al bonus baby sitter. Tuttavia, il lavoro nero rimane ancora forte nel settore domestico”, commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico).
Ecco i numeri.
Due milioni di lavoratori domestici (6 su 10 in nero). Secondo i dati Inps 2019, i lavoratori domestici regolari sono 849 mila, in lieve calo rispetto al 2018 (-1,8%). Negli ultimi anni sono costantemente aumentate le badanti (+11,5% dal 2012) e diminuite le colf (-32,1%): oggi le colf sono in lieve maggioranza (52%) rispetto alle Badanti (48%). “Da fonti Istat sappiamo però che il tasso di irregolarità nel settore domestico è del 57,6%1, per cui la componente registrata all’Inps rappresenta meno della metà del totale”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/01/2021


sabato 16 gennaio 2021
Emergenza freddo e pandemia, “soluzioni adeguate per evitare vittime”

Appello di Medu. “Solo nelle stazioni di Termini e Tiburtina presenti almeno 300 persone senza dimora. Molti presentano vulnerabilità e circa il 10% ha oltre 50 anni”. A Roma si stimano più di 10.000 homeless
“Grave” la situazione delle persone senza dimora, “costrette a dormire sulla strada nei giorni più freddi della stagione invernale”. E’ l’allarme di Medici per i Diritti Umani, che ricorda i nove decessi, solo a Roma, dall’inizio dell’inverno e si dice preoccupata anche perché nei prossimi giorni si prevedono temperature ancora più rigide.
“Solo presso le stazioni di Termini e Tiburtina, dove Medu opera ogni settimana con una clinica mobile, sono presenti almeno 300 persone senza dimora. – si legge in una nota – Tra i pazienti assistiti da Medu, inoltre, molti presentano vulnerabilità di vario tipo (minori stranieri non accompagnati, persone con patologie croniche di vario tipo, anziani, etc.) e circa il 10% della popolazione assistita ha un’età superiore ai 50 anni”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/01/2021


venerdì 15 gennaio 2021
Casa, liti tra condomini aumentate del 70% durante il lockdown

“La pandemia ha stravolto ed esasperato gli equilibri della convivenza”. Le parole di Emilio Giffi, fondatore di Condominio Chiaro, rete nazionale che tutela i cittadini che abitano nei condomini
“Il 2020 è stato caratterizzato da lunghi periodi trascorsi in casa. Inevitabilmente questa situazione ha portato a un aumento di stress, che spesso è sfociato in litigi tra condomini, aumentati di quasi il 70%, ai quali non sempre gli amministratori hanno saputo porre rimedio in modo adeguato”, sostiene Emilio Giffi, fondatore di Condominio Chiaro, rete nazionale che tutela i cittadini che abitano nei condomini.
“La pandemia ha stravolto ed esasperato gli equilibri della convivenza, e questo sta rendendo necessario rivedere le regole di convivenza all’interno dei condomini, ma anche il modo in cui questi vengono amministrati”, aggiunge Giffi in una nota.

Leggi: Redattore Sociale, 15/01/2021


mercoledì 13 gennaio 2021
“Vogliamo riaprire i nostri circoli”: appello del terzo settore

Arci e Acli tornano a chiedere di far ripartire le attività: “Migliaia di circoli e associazioni di promozione culturale e sociale sono allo stremo. Riaprire significa sopravvivere”. Fondo straordinario, risorse “insufficienti e rischiano di arrivare troppo tardi”
“Siamo consapevoli delle difficoltà legate alla pandemia e alla situazione epidemiologica in Italia ma crediamo che, anche in questo momento in cui si parla di molte regioni che entreranno in zona arancione non si debbano ancora una volta dimenticare e discriminare il ruolo e le attività del mondo dell’associazionismo di promozione sociale e culturale del terzo settore. Per questo torniamo a chiedere di far ripartire le attività di migliaia di esperienze associative, in sicurezza e nel rispetto delle norme per la tutela della salute di ognuno, così come si sta ipotizzando in queste ore per altri settori, a partire dai musei”. Lo sottolineano la presidente nazionale Arci, Francesca Chiavacci, e il Presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini in una nota congiunta.

Leggi: Redattore Sociale, 13/01/2021


lunedì 11 gennaio 2021
Affitti, aiuti ancora inadeguati dietro il blocco degli sfratti

Previsto un altro stop (fino al 30 giugno) al rilascio degli immobili abitati dai morosi Ma proprietari e inquilini chiedono misure anche per arginare i disagi causati dal Covid
Il blocco degli sfratti – prolungato fino al prossimo 30 giugno dal Milleproroghe – ha monopolizzato le cronache degli ultimi giorni. Dietro questa misura d’emergenza, però, restano aperte tutte le ferite lasciate dalla pandemia sul fronte abitativo.
Per il ministero dell’Interno, solo nel 2019 ci sono state 100mila richieste di esecuzione e quasi 26mila sfratti eseguiti. Mentre nel 2020, secondo la Giustizia, i procedimenti di convalida definiti sono stati oltre 37mila (si veda l’articolo in basso). Lo stop alle esecuzioni garantisce che nessuno “finisca in strada” in questo periodo. Ma non risolve i problemi di chi non può – e non potrà – sostenere il peso dei canoni, né di chi non trova casa. E lascia in difficoltà anche quei proprietari che dalla locazione ricavano un’entrata rilevante.
Lo stop e gli altri sconti
«Il blocco è incostituzionale e scarica sui proprietari un onere di welfare che toccherebbe allo Stato», dichiara Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia. Pesa, inoltre, la natura indiscriminata dello stop: «La misura interessa morosità incancrenite da anni, sorte ben prima della pandemia, e non valuta la situazione economica del conduttore e del locatore, che spesso ricava dall’affitto la sua unica fonte di sostentamento». Secondo le statistiche delle Finanze, il 68% dei proprietari d’immobili ha un reddito annuo fino a 26mila euro.

Leggi: Quotidiano Condominio, 11/01/2021


lunedì 11 gennaio 2021
Non si fermano i procedimenti nei tribunali

Il blocco dell’esecuzione degli sfratti non ferma i procedimenti in tribunale per la loro convalida. Che, anzi, proseguono fino alle battute finali: nei primi nove mesi dell’anno scorso, secondo i dati del ministero della Giustizia, sono stati definiti 37.269 procedimenti per convalida di sfratto.
Si tratta, per la quasi totalità (più del 90%), di sfratti per morosità relativi perlopiù ad abitazioni (22.487 procedimenti) e per il resto a immobili a uso diverso (11.586 procedimenti). Una minoranza dei procedimenti (poco più di 3.000) riguarda invece la convalida di sfratti per finita locazione.
Va precisato che non si tratta solo di sfratti convalidati, perché il ministero della Giustizia monitora il totale dei procedimenti definiti, anche altrimenti. Ma sono numeri che danno comunque la misura dell’intervento dei giudici nei rapporti problematici tra locatori e conduttori. A rimanere in stand-by, invece, è l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio: la sospensione, introdotta la scorsa primavera, è stata confermata per altri sei mesi, fino al 30 giugno prossimo, dal decreto Milleproroghe (183/2020), quando lo sfratto è legato a morosità o all’esproprio dell’immobile.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 11/01/2021


venerdì 8 gennaio 2021
Covid e vaccini, Assindatcolf: “Badanti come operatori delle Rsa”

Il presidente, Andrea Zini: “In Italia le badanti sono circa 1 milione, tra regolari e non. Seppur in un ambito più ristretto, i compiti che svolgono possono essere equiparati a quelli del personale che opera nelle Rsa. Includere le badanti tra le categorie che riceveranno il vaccino in via prioritaria sarebbe, quindi, un’operazione sensata e logica”
“Oggi per la prima volta il vice ministro Sileri ha citato le badanti tra le categorie che svolgono attività lavorativa a rischio, ovvero a strettissimo contatto con le persone più fragili, anziani anche over 85, malati e disabili. Proprio per questo motivo lo scorso 23 dicembre, insieme a tutte le parti sociali firmatarie del Ccnl del settore, abbiamo inviato un avviso comune al Governo per chiedere che le badanti venissero inserite tra le categorie che riceveranno il vaccino in via prioritaria. Siamo ancora in attesa di una risposta: serve una posizione unitaria di tutto l’Esecutivo e chiarezza sulla tempistica”. È quanto dichiara Andrea Zini, presidente Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico), componente della Federazione Italiana Fidaldo, tra i firmatari dell’avviso comune.

Leggi: Redattore Sociale, 08/01/2021


DALLE REGIONI:

martedì 19 gennaio 2021
Casa, dal comune di Roma ok alla valorizzazione di immobili per la coabitazione

Saranno destinati a programmi specifici per l’accoglienza di nuclei familiari in difficoltà, oltre che per la creazione di poli sociali a servizio dei quartieri
Percorsi sperimentali di forme di coabitazione in edifici di proprietà pubblica, attraverso la riqualificazione di immobili in condizioni di abbandono o degrado da destinare a programmi specifici per l’accoglienza di nuclei familiari in difficoltà, oltre che per la creazione di poli sociali a servizio dei quartieri. È l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta capitolina che coinvolge tre immobili della città: l’ex asilo nido in via Tarso (VIII Municipio), l’ex sede dell’Istituto di istruzione superiore Don Calabria in via Cardinal Capranica (XIV Municipio) e l’ex scuola in via Sorel (V Municipio) di proprietà di Città Metropolitana e oggetto di un accordo per la cessione a Roma Capitale. Lo scrive in una nota il Comune di Roma.
“L’Amministrazione, con questo atto, prosegue nella direzione di contribuire all’avvio di percorsi che vadano ad affrontare in maniera strutturale le problematiche legate all’emergenza abitativa, anche attraverso forme di coabitazione e di housing sociale. Il lavoro che stiamo portando avanti punta a trovare soluzioni solide e non più emergenziali su un tema che coinvolge tantissimi cittadini”, dichiara la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Leggi: Redattore Sociale, 19/01/2021


martedì 19 gennaio 2021
Anziani, Uil Emilia-Romagna: obbligo alle case riposo di attrezzarsi per le visite

“Avrei dotato o obbligato le case di riposo a munirsi di tutti quei dispositivi che fanno in modo di far incontrare comunque i familiari”, ad esempio le tende di plastica che consentono le visite “e non ci sono dappertutto”. Lo afferma il segretario della Uil di Bologna
“Avrei dotato o obbligato le case di riposo a munirsi di tutti quei dispositivi che fanno in modo di far incontrare comunque i familiari”, ad esempio le tende di plastica che consentono le visite “e non ci sono dappertutto”. Lo afferma il segretario della Uil di Bologna e dell’Emilia-Romagna, Giuliano Zignani, ai microfoni di Punto Radio. “Conosco persone che da mesi non vedono i propri genitori ed è una cosa assurda”, aggiunge il sindacalista, rilanciando l’appello alla vaccinazione rivolto gli operatori di queste strutture.

Leggi: Redattore Sociale, 19/01/2021


martedì 19 gennaio 2021
Senza dimora, Unione inquilini: il piano freddo di Roma non prevede servizi per disabili

“Mentre la sindaca Virginia Raggi pensa a come realizzare la funivia, 9 persone sono morte in strada per il freddo”. La denuncia di Emanuela Isopo di Unione Inquilini Ostia, impegnata in prima linea nell’accoglienza del X Municipio
“Il bando piano freddo per l’accoglienza dei senza fissa dimora di Roma Capitale, indetto il 18 novembre e chiuso al 18 dicembre, per soli 450 posti non prevede neppure servizi adeguati per i tanti disabili”. Così in una nota dell’Unione inquilini.
“Ricordiamo che nella capitale i senza fissa dimora sono 8 mila ed è grazie al mondo dell’associazionismo che i servizi arrivano a tante persone che altrimenti rimarrebbero escluse dai servizi in piena pandemia. Per questo aderiamo all’appello di ‘Nonna Roma’” .

Leggi: Redattore Sociale, 19/01/2021


martedì 19 gennaio 2021
Piano freddo, a Bologna 416 le segnalazioni di persone in strada

Finora 233 inserimenti, tra cui otto anziani e 20 giovani. Il consigliere Francesco Errani: “Serve la collaborazione di tutti, segnalando le persone in strada e donando coperte, piumini o sacchi a pelo”
A Bologna, dall’1 dicembre a oggi, sono state 416 le comunicazioni inviate da parte dei cittadini per segnalare la presenza di persone senza dimora per strada. Lo riferisce il consigliere comunale Francesco Errani (Pd) facendo in punto sull’andamento del Piano freddo.
“Sono 234 i posti che, sommati all’accoglienza ordinaria che Bologna mette a disposizione durante tutti i mesi dell’anno, raggiunge i 600 posti a disposizione per le persone senza dimora”, ricorda Errani durante il Consiglio di oggi. Finora, riferisce sempre il dem, sono 233 le persone che sono entrate nel Piano freddo: otto anziani, 20 giovani (tra i 18 e i 25 anni) e 203 adulti; 63 gli italiani. “Con l’arrivo dell’inverno serve la collaborazione di tutti i cittadini che, insieme a volontari, associazioni e amministrazione comunale- sottolinea Errani- possono dare una risposta per chi ha bisogno di un riparo per difendersi dal freddo”. C’è intanto la possibilità di segnalare la presenza di persone in strada (con un’email a instrada@piazzagrande.it), ricorda Errani, ma i cittadini possono collaborare anche donando coperte invernali, piumini o sacchi a pelo: lo si può fare portando il materiale all’Asp in via Bigari 3, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. (DIRE)

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martedì 19 gennaio 2021
Emergenza freddo: a Palermo interventi per i senza dimora

Tamponi rapidi, vestiario, cibo, aiuti in strada e nei centri diurni e notturni, mentre è sempre attivo il numero della polizia municipale per i cittadini che volessero segnalare la presenza di persone senza dimora che necessitano di assistenza…
Tamponi rapidi, vestiario, cibo, aiuti in strada e nei centri diurni e notturni, mentre e’ sempre attivo il numero della polizia municipale per i cittadini che volessero segnalare la presenza di persone senza dimora che necessitano di assistenza. È quanto previsto a Palermo e provincia tra gli interventi a sostegno e inclusione delle persone senza dimora in questo periodo segnato dalla pandemia da Covid-19, grazie alla stipula, nello scorso mese di dicembre, dell’accordo con la Città metropolitana e l’Asp. L’intesa rientra nella collaborazione fra Città Metropolitana e Comune di Palermo.
“Come ogni volta che si verifica un peggioramento delle condizioni climatiche sono stati potenziati, con la collaborazione di diversi enti del privato sociale, il servizio di distribuzione pasti e coperte, tramite le Unità di strada della Croce Rossa e delle associazioni accreditate, la capacità di accoglienza di cittadini senza dimora, attraverso l’ampliamento dei posti disponibili nei centri, e la consegna su tutto il territorio della provincia di kit per le necessità primarie”, spiega il Comune in una nota.

Leggi: Redattore Sociale, 19/01/2021


lunedì 18 gennaio 2021
Da Consiglio comunale di Campobasso ok alla Consulta cittadina dei servizi socio-sanitari

Nasce a Campobasso, grazie all’approvazione da parte del Consiglio comunale del regolamento per l’istituzione e il suo funzionamento, la Consulta cittadina dei servizi socio-sanitari per la tutela della Sanità Pubblica
Nasce a Campobasso, grazie all’approvazione da parte del Consiglio comunale del regolamento per l’istituzione e il suo funzionamento, la Consulta cittadina dei servizi socio-sanitari per la tutela della Sanità Pubblica. Il regolamento è stato approvato all’unanimità in Aula, dopo i passaggi nelle commissioni consiliari Politiche Sociali e Statuto e Regolamenti.
“Su volontà dell’intera maggioranza, – ha dichiarato in fase di presentazione del regolamento la consigliera del MoVimento 5 Stelle e presidente della Commissione Politiche Sociali, Rosanna Coccagno – dell’assessore alle Politiche Sociali Luca Praitano, gia’ impegnato e interessato sul tema da molti anni, su proposta del consigliere Antonio Musto e su richiesta di associazioni operanti a Campobasso, si è provveduto a portare nella commissione pertinente l’argomento e, successivamente, si è provveduto a stilare un regolamento con la piena partecipazione di tutti i componenti della V commissione consiliare Permanente e con la collaborazione del consigliere Antonio Musto. Si è avvertito come necessario un intervento politico popolare per creare una Consulta – ha aggiunto Coccagno – con carattere propositivo, consultivo, osservativo, di monitoraggio e conoscitivo, aprendo così un dialogo con tutti coloro che vivono la sanità quotidianamente, con il fine di diventare promotori di nuove e buone pratiche per tutelare la salute della collettività…..

Leggi: Redattore Sociale, 18/01/2021


sabato 16 gennaio 2021
Campidoglio, cresce l’accoglienza per persone senza dimora

Si punta a oltre 1200 posti: prosegue l’azione di Roma Capitale per aprire nuovi posti di accoglienza per persone senza dimora. Saranno declinati in strutture notturne, con pasti caldi, bevande e kit igienici per sostenere persone in condizioni di grave fragilità
Roma – Prosegue l’azione di Roma Capitale per aprire nuovi posti di accoglienza per persone senza dimora. Attraverso le procedure in fase di completamento, si punta a superare i 1200 ricoveri. Così il Comune di Roma in una nota.
“L’impegno e le azioni dell’amministrazione sono costanti per ampliare l’accoglienza di persone senza dimora durante i mesi più freddi dell’anno”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì. I nuovi posti di accoglienza saranno declinati in strutture notturne H15 e H24, con pasti caldi, bevande e kit igienici per sostenere persone in condizioni di grave fragilità.

Leggi: Redattore Sociale, 16/01/2021


venerdì 15 gennaio 2021
“Nel Recovery Plan non c’è spazio per le Rsa”

Il Piano di investimenti per la ripresa del Paese non prevede stanziamenti per le case di riposo ma punta tutto sull’assistenza domiciliare. La protesta di Uneba Lombardia: “Domiciliarità e Rsa non sono in contrasto”
Nel Recovery Plan non c’è traccia delle Rsa, le residenze sanitarie assistenziali. Dei 210 miliardi di euro di investimenti previsti, non uno andrà a questo settore dell’assistenza socio-sanitaria. Al centro dell’attenzione in questi mesi di pandemia come mai era successo, le Rsa non sono considerate. Nel “Piano di ripresa e resilienza” del Governo Conte, sono sei le missioni previste per il rilancio del Paese: 1) “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”; 2) “Rivoluzione verde e transizione ecologica”; 3) “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”; 4) “Istruzione e ricerca”; 5) “Inclusione e coesione” e 6) “Salute”. Le missioni in cui sarebbero potute rientrare le Rsa sono ovviamente la cinque e la sei. E in effetti in entrambe si affronta il “tema” anziani, ma solo in termini di potenziamento dell’assistenza domiciliare. E’ quanto denuncia Uneba Lombardia, associazione alla quale aderiscono diverse Rsa.

Leggi: Redattore Sociale, 15/01/2021


venerdì 15 gennaio 2021
Welfare, il Comune di Roma garantisce i servizi sociali a tutti i livelli

L’Amministrazione Capitolina garantirà la continuità dei servizi sociali erogati sia a livello centrale sia a livello municipale, prevedendo le risorse necessarie affinché nessun servizio venga interrotto
L’Amministrazione Capitolina garantirà la continuità dei servizi sociali erogati sia a livello centrale sia a livello municipale, prevedendo le risorse necessarie affinché nessun servizio venga interrotto. Lo stato delle risorse è stato condiviso ieri nel corso di una riunione tenuta in videocall tra il Gabinetto della sindaca, la Ragioneria generale, l’Assessorato al Bilancio, l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì, i direttori dei Dipartimenti Scuola e Sociale di Roma Capitale e i rappresentanti delle sigle sindacali e delle centrali cooperative. così in un comunicato il Comune di Roma.
“Abbiamo tenuto a fare subito chiarezza in merito ad alcuni timori circolati in merito alla continuità di importanti servizi sociali territoriali. Come Amministrazione non ci siamo mai sottratti al confronto e lo testimoniano i numerosi e costanti incontri che abbiamo tenuto in questi mesi con le persone presenti anche oggi in videocall e grazie ai quali abbiamo portato a segno importanti risultati per la città”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.

Leggi: Redattore Sociale, 15/01/2021


giovedì 14 gennaio 2021
Brescia. Crisi abitativa: Le proposte delle organizzazioni degli inquilini

Le proposte delle organizzazioni degli inquilini di Brescia sono state recepite dal Comune di Brescia. Un primo passo concreto per avviare a Brescia l’intermediazione pubblica tra la domanda debole e l’offerta di immobili a canone concordato.
Il documento contiene le proposte delle organizzazioni degli inquilini di Brescia. Le proposte sono state discusse il 12 gennaio con l’Assessore Alessandro Cantoni, l’Assessore ai Servizi Sociali Marco Fenaroli, i dirigenti comunali di settore e i responsabili territoriali di tutte le organizzazioni dei proprietari. Le rappresentanze dei proprietari non hanno opposto alcuna osservazione pregiudiziale. L’Amministrazione comunale, rappresentata dai due assessori, ha recepito integralmente le proposte presentate.
È il primo passo concreto per avviare a Brescia l’intermediazione pubblica tra la domanda debole e l’offerta di immobili a canone concordato, nonché un passo concreto verso l’apertura di un tavolo di confronto con A2A per affrontare la morosità delle utenze di coloro che abitano case in locazione.
L’allegato: il documento in formato pdf

Leggi: Sunia, 14/01/2021


mercoledì 13 gennaio 2021
Emilia Romagna. Emergenza abitativa. L’ulteriore contributo regionale per l’affitto è una prima risposta alla crisi, resta alta però la preoccupazione per il numero di sfratti per morosità incolpevole.

La Giunta della Regione Emilia-Romagna, anche a seguito di incontri con le associazioni degli inquilini unitamente a CGIL CISL UIL e ANCI (associazione dei comuni), il 28 dicembre dell’anno scorso ha deliberato l’impiego di 11,6 milioni di euro per un ulteriore contributo affitto a tutti i nuclei famigliari che sono in difficoltà economiche.
Saranno i Distretti Socio Sanitari della nostra regione a dare avvio ai bandi affitto che dovranno chiudersi entro il 28 di febbraio 2021.
Potranno presentare domanda per il contributo tutti i residenti nella nostra regione che abbiano un regolare contratto di affitto registrato presso l’agenzia delle entrate e che siano in possesso di alcuni requisiti: avere avuto un reddito ISEE per l’anno 2020 o un reddito ISEE per il 2021 inferiore ai 17.154 euro; oppure avere un reddito ISEE inferiore ai 35.000 euro ed aver subito un calo di reddito nel trimestre marzo aprile maggio 2020 superiore al 20%.

Leggi: Sunia, 13/01/2021


mercoledì 13 gennaio 2021
Piemonte. Comunicato unitario: No a inutili divisioni. Non si tratta di chi accede per primo alle case popolari ma che ci siano alloggi per tutti coloro che ne hanno bisogno.

In Piemonte aumentano i poveri, molti hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione e a marzo scadrà il blocco dei licenziamenti.
La crisi economica che si protrae da oltre un decennio e le conseguenze sul comparto abitativo dell’emergenza sanitaria provocata dal Covid – 19 hanno determinato un aumento degli sfratti per morosità incolpevole.
Per garantire a chi ne ha maggiormente bisogno un bene primario come la casa non servono le uscite estemporanee. Sono invece necessari interventi strutturali che garantiscano a tutti affitti economicamente sostenibili e, per le fasce più deboli, l’accesso all’edilizia residenziale pubblica.
L’Assessore sa bene che in Piemonte mancano le case popolari, l’edilizia pubblica, che rappresenta in Piemonte circa il 2,5% del patrimonio immobiliare complessivo, contro il circa 5% della media nazionale è largamente insufficiente a rispondere al fabbisogno delle famiglie piemontesi. Infatti negli ultimi anni le assegnazioni di alloggi erp non sono arrivati a soddisfare il 15% delle domande, a Torino l’ultimo bando ha raccolto quasi 7.000 domande e le assegnazioni non arrivano a 500 all’anno.
Per questo è fuorviante e inutile l’annuncio dell’Assessore Caucino, “prima la casa ai piemontesi”.

Leggi: Sunia, 13/01/2021


martedì 12 gennaio 2021
Contributi alle residenze per anziani e disabili: il Friuli proroga la scadenza

La Regione Friuli Venezia Giulia proroga al 31 gennaio il termine per la presentazione delle domande di contributo, a rimborso delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2020, e legate alle prestazioni sanitarie rese dalle varie residenze della regione a seguito dell’emergenza da Covid-19
Un aiuto concreto alle strutture che ospitano anziani e disabili e che hanno dovuto subire disagi e problematiche connesse alla pandemia. La Regione Friuli Venezia Giulia proroga al 31 gennaio il termine per la presentazione delle domande di contributo, a rimborso delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2020, e legate alle prestazioni sanitarie rese dalle varie residenze della regione a seguito dell’emergenza da Covid-19.
Lo ricorda oggi in una nota Asugi, l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, che pubblica anche sul web le modalità per presentare le richieste, con la compilazione di moduli e altri documenti da inviare entro fine mese. I gestori delle strutture residenziali per anziani e disabili dovranno anche presentare un rendiconto dei costi sostenuti, secondo determinati parametri richiesti. (DIRE)

Leggi: Redattore Sociale, 12/01/2021


IN AGENDA:

26 gennaio 12:30 – 14:00 – Assistenza agli anziani: considerazioni sulle RSA e la pandemia

« Bioetica e Covid. La corsa al vaccino: aspetti scientifici e questioni etiche”
Il 26 gennaio 2021, dalle ore 12.30, l’ex magistrato Gherardo Colombo sarà ospite del Lunch Seminar online dell’Aging Project, in un dialogo con i professori UPO Fabrizio Faggiano e Massimiliano Panella, sugli aspetti etici e giuridici della gestione delle RSA durante la pandemia di COVID-19.
La pandemia ha colpito in maniera più tragica le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) che, soprattutto durante la prima ondata, sono diventate focolai del coronavirus con centinaia di anziani morti e operatori contagiati e hanno visto un grave aumento della mortalità tra gli ospiti.
L’emergenza sanitaria ha acuito una serie di problemi sistemici che affliggono le RSA, con ricadute sulla salute, degli ospiti e degli operatori, e anche sui diritti degli anziani.
Amnesty International Italia ha recentemente presentato un rapporto sulle violazioni dei diritti umani nelle strutture di residenza sociosanitarie e socio-assistenziali italiane durante la pandemia da Covid-19, in un report dal titolo “Abbandonati”.

Leggi: Aging Project


Bolzano – 28 gennaio 2021 ore: 16:30 – Convegno: Anziani “la morte al tempo del Covid 19”

La piattaforma utilizzata per il convegno è Zoom e la procedura per accedere è davvero semplice. Infatti, non si deve far altro che premere sul link qui sotto riportato, inserire il proprio nome nel campo apposito e premere sul pulsante Join, per accedere alla conferenza:.
https://us02web.zoom.us/j/83592971858

Leggi: Redattore Sociale


SEGNALAZIONI:

Ma la salute di territorio è anche “sociale”

Letizia Moratti, appena insediata come nuovo assessore al Welfare di Regione Lombardia, ospite della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”, il 10 gennaio auspicava una revisione della sanità lombarda nella direzione di una medicina di territorio “più vicina ai cittadini e ai loro bisogni: questa sarà una mia priorità”. In un passaggio successivo, la stessa Moratti parla di sanità come di uno snodo che deve integrarsi con l’ambiente, le politiche sociali, l’economia.
Mi auguro che alle parole seguano i fatti, perché il punto sta proprio qui: una “sanità” di territorio non è sinonimo di una “medicina” di territorio: richiede punti di vista, soggetti, attività diverse. La sanità riguarda la salute, che riguarda a sua volta un benessere che possiamo promuovere con interventi medici, sociali, educativi, psicologici e così via. Il rischio è che la pioggia di miliardi che con il Recovery Plan arriverà sulla sanità (più di 20 in totale, di cui 7,9 per l’assistenza di prossimità e la telemedicina) si risolva in più medicina e tecnologia: è il rischio di una “sanitarizzazione” del sociale. Di una logica che riconduce a trattamenti medico-infermieristici bisogni che richiedono altro, o che seleziona solo ciò che trova risposta in interventi medico-terapeutici.
Una sanità di territorio deve includere il sociale. Ma che cosa significa esattamente questo? Rispondo facendo tre esempi, che riguardano tre ampi, e cruciali, campi di d’azione.

Leggi: Welforum


Agli anziani servono nuovi modi di abitare

Si parla molto, dopo le tragiche morti di anziani nelle Rsa della scorsa primavera, della necessità di cambiare un modello residenziale di assistenza che spesso riduce al minimo la qualità della vita degli anziani. Nel 2030 gli anziani nel mondo saranno 2 miliardi. In Italia, negli ultimi 40 anni, gli over 65 sono più che raddoppiati. La complessiva popolazione italiana è aumentata del 20 per cento, quella anziana del 155 per cento. Paradossalmente, più la popolazione aumenta più cresce la
solitudine: le famiglie anziane unipersonali sono oltre 3,5 milioni.
Ancora quasi assenti sono in Italia modelli residenziali intermedi con servizi adeguati al di fuori delle strutture, dove l’obiettivo sia promuovere l’invecchiamento attivo e l’inclusione sociale e non la contenzione. La necessità di trovare nuove soluzioni a questa contraddizione fra sicurezza e liberta che caratterizza l’assistenza ai più fragili è un tema dominante per gli anziani.
Per costruire questa alternativa occorre implementare politiche innovative e sperimentazioni nell’ambito del welfare dí comunità, sviluppando soluzioni intermedie tra il domicilio e la Rsa, e forme di “abitare protetto” in un contesto non istituzionale e più simile alla casa. Attualmente ogni famiglia affronta per la retta in Rsa circa 2.500 euro al mese, che raddoppia con i contributi pubblici versati alle residenze. Viene da chiedersi se questo capitale possa venir amministrato in un modo più efficace per la qualità della vita degli anziani e per il servizio medico e infermieristico, lasciando il ricovero nelle strutture solo come ultima spiaggia per chi non riesce più a essere gestito in altro modo.

Leggi: Inu


La programmazione sociale di zona a vent’anni dalla 328

I Policy Highlights di Politiche Sociali/Social Policies: questo articolo è la sintesi di un contributo uscito sul numero 3/2020 della rivista, con il titolo “Le trasformazioni del sistema di welfare locale osservate dal monitoraggio sulla programmazione sociale di zona”. Il contributo è parte del focus “Servizi sociali e diseguaglianze territoriali. A vent’anni dalla legge quadro 328/00”, otto contributi che, a partire da approcci disciplinari e fuochi tematici diversi, discutono due decenni di implementazione della legge 328/00.
La nascita e lo sviluppo dei sistemi locali di welfare, nel rispetto del principio di sussidiarietà e del decentramento di funzioni alle Regioni e agli Enti locali, rappresentano i punti cardine su cui ha puntato sin dalla sua emanazione la legge quadro 328/00. L’Ambito sociale, in questo contesto, rappresenta uno dei soggetti istituzionali caratterizzanti la messa a regime della legge quadro e il piano sociale di zona (PdZ), quale strumento di programmazione a disposizione degli Ambiti stessi, ha assunto un’importanza strategica nel processo di governance territoriale. Inoltre, negli ultimi anni, grazie al ruolo cucitogli addosso dal policy maker nell’attuazione delle misure di contrasto alla povertà (dal Sostegno per l’inclusione attiva, al Reddito di cittadinanza, passando per il Reddito di inclusione), l’Ambito sociale si vede attribuito un ruolo di assoluta rilevanza, anche nella complessa funzione di garantire un’offerta integrata di servizi intesa come livello essenziale delle prestazioni.
In questo contributo si pone l’attenzione su alcune dimensioni dell’evoluzione di sistemi di welfare restituendo in forma aggregata (nazionale e/o regionale dove possibile) evidenze empiriche emerse da tre edizioni di monitoraggio sulla programmazione sociale di zona realizzate da Inapp (ex Isfol) nel periodo compreso tra il 2007 e il 2017. Tale attività di monitoraggio ha la peculiarità di essere una delle poche esperienze di questo genere nel panorama nazionale, garantendo una copertura variabile tra il 50 e il 70 per cento degli ambiti sociali censiti a seconda degli anni.

Leggi: Welforum


«I nuovi condomini? Canone unico per casa, palestra e coworking» Abbadessa (Hines): l’affitto conviene. I piani per Porta Vittoria

«Il futuro? Il leasing abitativo. Affitti a canoni calmierati in grandi città come Milano ma in condomini di ultima generazione, con servizi a valore aggiunto come aree coworking, palestre, spazi giochi per i bimbi e supporto di baby-sitter. Una casa che è anche un po’ un ufficio vista l’esplosione dello smart-working ma senza perdere l’aspetto relazionale del lavoro che si può recuperare anche condividendo scrivania e pc col vicino di casa». Anno 2021, benvenuti nel nuovo modo di abitare innescato dall’era Covid. Una rivoluzione copernicana che Mario Abbadessa, numero uno del colosso Usa dell’immobiliare Hines, intende intercettare colmando una domanda di mercato finora poco coperta. «Senza avere un approccio speculativo, con rendimenti meno attraenti rispetto a quelli basati sullo sviluppo di progetti immobiliari di lusso, ma orientandosi alla classe media che fa fatica a trovare una soluzione flessibile sul mercato libero senza sobbarcarsi investimenti troppo a lungo termine».
Prima sorpresa: il mutuo non conviene più nonostante i tassi al minimo storico?
«Io stesso vivo in affitto a Milano con moglie e figli. Comprare casa rischia di essere troppo vincolante. Con le vite che abbiamo, i cambiamenti che stiamo vivendo e i cicli di lavoro ormai sempre più corti la soluzione è l’affitto. Ma a canoni calmierati. Un prezzo fisso, non esorbitante, che includa però nel costo una serie di servizi che attualmente non abbiamo. …….

Leggi: Corriere della Sera


Disabilità e non autosufficienza: dopo la pandemia serve altro

Quali conseguenze ha finora prodotto la pandemia sulla popolazione con disabilità e non autosufficiente? Ci proponiamo di rispondere con queste brevi note a questa domanda. Chi già viveva in condizioni di svantaggio e fragilità prima della pandemia da Covid-19 ha attraversato un peggioramento delle proprie condizioni. Ma in che senso e in che misura?
Anziani: contagi e mortalità
Oltre 14 milioni di persone in Italia convivono con una patologia cronica e di questi 8,4 milioni sono ultra 65enni. Sono proprio loro, i pazienti doppiamente fragili per età e per patologie pregresse, che hanno maggiormente subito gli esiti della pandemia. Secondo il Report del 2 dicembre 2020 dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) “Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia”, l’età media dei pazienti deceduti e positivi al Covid è di 80 anni ed è più alta di 30 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione. In particolare la letalità per fascia di età passa dallo 0,19% nel gruppo di età 40-49 anni allo 2,97% nella fascia 50-59 anni, al 10,23% nel gruppo di età 60-69 anni, al 19,03% nella fascia di età 80-89 anni.
A pesare è il maggior numero di patologie che si sovrappongono andando avanti con gli anni. Già dopo i 65 più della metà delle persone convive con una o più malattie croniche e questa quota aumenta con l’età fino a interessare i tre quarti degli ultra 85enni e i malati cronici sono quelli più a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19. Secondo i dati Iss le più comuni malattie croniche diagnosticate prima di contrarre l’infezione da Covid nei pazienti deceduti sono:

Leggi: Welforum


Il Piano d’azione europeo per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027

La Commissione Europea ha presentato a fine novembre il Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027. Mentre sul fronte della riforma del regolamento di Dublino sull’asilo l’Europa è tuttora in una situazione di stallo in attesa di una riforma che tarda ad arrivare, la Commissione Europea ha presentato un piano d’azione in materia di integrazione ed inclusione dei migranti regolari.
Si tratta di un documento inteso a fungere da orientamento delle politiche e da connettore di risorse, offrendo una panoramica del possibile utilizzo e valorizzazione dei diversi fondi europei che possono essere utilizzati per affrontare le barriere nell’accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria e all’alloggio che oggi ostacolano la partecipazione e l’inclusione nella società europea delle persone provenienti da un contesto migratorio. In quanto piano d’azione non ha valore vincolante anche perché, a differenza dei flussi irregolari e dell’asilo, la migrazione regolare è di competenza nazionale. Il documento infatti punta molto sul ruolo che possono svolgere i paesi ospitanti, e in particolare le comunità locali dove concretamente vengono agiti ed attuati i programmi di integrazione.
Il Piano sottolinea che solo attraverso una fattiva politica europea di integrazione ed inclusione e una buona gestione delle politiche in materia di migrazione e asilo, sia possibile promuovere la coesione sociale e un’economia dinamica che funzioni per tutti, fondamentale in un momento così difficile.

Leggi: Welforum


Le reti familiari e il senso di solitudine degli anziani

Il contributo di Stefania Cerea, che presenta i primi risultati del progetto di ricerca “INclusive AGEing in place (IN-AGE). Abitare l’età fragile”, si focalizza sul rapporto fra reti familiari e senso di solitudine degli anziani, studiato attraverso un’indagine che ha coinvolto 140 persone anziane.
di Stefania Cerea (Assegnista di ricerca, Laboratorio di Politiche Sociali, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano)
Le reti familiari e il senso di solitudine degli anziani
In Italia, dove le strutture residenziali, ma anche i servizi di assistenza di carattere domiciliare, sono in grado di coprire solo una fetta residuale della popolazione anziana che ne avrebbe bisogno, le reti familiari rappresentano attori chiave del sistema di cura delle persone anziane fragili. Nel tempo, a fronte di una sempre più ridotta disponibilità della popolazione femminile, tradizionalmente deputata ad occuparsi degli anziani, ma sempre più gravata su altri fronti (quello lavorativo e della cura di figli e nipoti), le cosiddette badanti hanno in parte supplito alla carenza di servizi in kind. Tuttavia, ancora oggi è la famiglia dell’anziano in primis, quando presente, ad occuparsi di lui, soprattutto quanto si tratta di incombenze non facilmente delegabili a terzi.
Fin qui nulla di nuovo, che già non si sappia e su cui la ricerca non si sia già diffusamente indirizzata ed espressa. Invece, quale ruolo svolgono le reti familiari in relazione al senso di solitudine delle persone anziane, a maggior ragione quando queste ultime vivono sole nel loro domicilio? Il tema è stato indagato attraverso il progetto di ricerca “INclusive AGEing in place (IN-AGE). Abitare l’età fragile”, di cui si presentano i primi risultati1.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI
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NEWS:

martedì 12 gennaio 2021
Sacrificati i più fragili? “Quel passaggio del Piano pandemico sarà cancellato”

Sandra Zampa, sottosegretario alla Salute, commenta così le indiscrezioni trapelate sul documento: “Quella bozza non ha alcun valore. Quel passaggio andrà eliminato”. Barbieri: “Quanto è oggi scritto nella bozza non dovrebbe accadere, ma accade. Rasenta l’eugenetica”. Trabucchi: “Sarebbe l’età il criterio da applicare in ogni caso?”
Falso allarme: il Piano pandemico 2021-2023 non prevede il sacrificio dei più fragili o, come l’ha definita qualcuno, la “selezione della specie”: la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa assicura a Redattore Sociale che “la bozza diffusa in queste ore da alcuni organi d’informazione non ha alcun valore” e che “quel passaggio andrà eliminato”. Più che una promessa, suona come una certezza, che dovrebbe definitivamente archiviare le righe che, in queste ore, diffuse insieme ad altri stralci della bozza di documento, non hanno tardato a suscitare clamore. Si legge: “Lo squilibrio tra necessità e risorse disponibili può rendere necessario adottare criteri per il triage nell’accesso alle terapie. Gli operatori sanitari sono sempre obbligati, anche durante la crisi, a fornire le cure migliori, più appropriate, ragionevolmente possibili. Tuttavia, quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio“.

Leggi: Redattore Sociale, 12/01/2021


lunedì 11 gennaio 2021
SUNIA, SICET, UNIAT e UNIONE INQUILINI: La sospensione degli sfratti non si tocca! E’ intollerabile dover lasciare la casa in piena emergenza pandemia

Subito un patto tra istituzioni e rappresentanze di inquilini e proprietari per affrontare l’emergenza se si vogliono evitare nuove proroghe.
Si sta avviando il percorso parlamentare che dovrà portare alla conversione in legge del DL “Milleproroghe.”
Il provvedimento contiene una necessaria misura di proroga della sospensione dei provvedimenti di rilascio degli immobili ad uso abitativo e ad uso diverso che, nella attuale gravissima crisi sanitaria, economica e sociale, rappresenta un atto dovuto ed indispensabile in un momento che vede un maggior rigore di tutte le misure di restrizione per contrastare la pandemia e l’avvio della campagna di vaccinazione.
Pertanto sarebbe stato impensabile e inumano mettere sulla strada, già dal primo gennaio, migliaia di famiglie con esecuzioni forzate ed in assenza di alternative immediate con passaggio da casa a casa.
Qualsiasi valutazione non può prescindere da Covid-19 e dai suoi effetti tragici che non si attenuano, anzi sono in crescita.
Per questo ci opponiamo fermamente a qualsiasi tentativo di modifica della norma sulla sospensione già in vigore senza immediate e praticabili alternative e con il rischio di aggravare i conflitti sociali.

Leggi: Sunia, 11/01/2021


lunedì 11 gennaio 2021
Anziani, Fondazione Leonardo e Carabinieri: accordo per la formazione all’uso digitale

Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo e la Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine hanno siglato un accordo per la realizzazione del progetto “Formazione anziani all’uso del digitale – Diventare cittadino digitale”
Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo e la Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine hanno siglato un accordo per la realizzazione del progetto “Formazione anziani all’uso del digitale – Diventare cittadino digitale”. Alla cerimonia di firma hanno partecipato, tra gli altri, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Giovanni Nistri, il Presidente e l’Amministratore Delegato di Leonardo, Luciano Carta e Alessandro Profumo, il Presidente della Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, Luciano Violante, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Arma, Gen. C.A. Teo Luzi

Leggi: Redattore Sociale, 11/01/2021


lunedì 11 gennaio 2021
Pronto il nuovo Piano Pandemico 2021-2023. “Se risorse sono scarse privilegiare pazienti che possono trarne maggior beneficio”. Ecco le misure: formazione, scorte Dpi e farmaci e organizzazione dei servizi

Pronto il documento elaborato dal Ministero della Salute che identifica tutte le azioni da intraprendere per non farsi travolgere da una nuova pandemia e anche le possibili risposte in tempo di epidemia (es. catena di comando, chi fa che cosa, misure di prevenzione e controllo, ecc.), nonché le azioni di monitoraggio dell’attuazione del piano stesso. LA BOZZA DEL NUOVO PIANO PANDEMICO
Piani regionali, effettuare esercitazioni, assicurare la disponibilità di DPI per gli operatori sanitari delle strutture dei SSR e per gli USMAF/SASN, provvedere alle scorte/assicurare la disponibilità, e in caso di necessità di piattaforme per il rapido sviluppo di farmaci antivirali antiinfluenzali e vaccini pandemici contro virus influenzali aviari che si dimostrino in grado di passare all’uomo. E ancora, definizione della catena di comando e azioni di monitoraggio dell’attuazione.

Leggi: Quotidiano Sanità, 11/01/2021


lunedì 11 gennaio 2021
Freddo e pandemia, l’appello: “Edifici dismessi e hotel per i senza dimora”

La proposta della Comunità di Sant’Egidio: apertura immediata delle strutture chiuse per covid con indennizzi agli albergatori. Sono 3 mila le persone che nella Capitale passano la notte in strada e, da novembre a oggi, hanno perso la vita 9 clochard
“Chiediamo l’apertura immediata di edifici pubblici e alberghi attualmente chiusi per il Covid-19 che siano in grado di accogliere le persone senza dimora presenti nelle strade di Roma”. Questo l’appello-proposta lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio alle istituzioni locali e agli albergatori. Sono 3 mila le persone che nella Capitale passano la notte in strada, e da novembre a oggi hanno perso la vita 9 clochard “a causa dell’emergenza freddo e dell’isolamento creato dalla pandemia”.

Leggi: Redattore Sociale, 11/01/2021


venerdì 8 gennaio 2021
Sanità territoriale. Cgil: “Medici di famiglia siano dipendenti del Ssn”

Così la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori nel corso dell’audizione tenutasi ieri in Commissione Sanità del Senato sul potenziamento e sulla riqualificazione della medicina territoriale nell’epoca post Covid.
“Occorre restituire maggiore forza al SSN pubblico e universale, indebolito da anni di tagli. È necessario approvare urgentemente un Piano nazionale per potenziare, in tutto il Paese, il sistema di prevenzione e la rete dei servizi socio sanitari territoriali. Un Piano che va finanziato anche con un uso mirato dei fondi europei: del Recovery Plan, che risulta ancora insufficiente, e del MES”. Così la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori nel corso dell’audizione tenutasi ieri in Commissione Sanità del Senato sul potenziamento e sulla riqualificazione della medicina territoriale nell’epoca post Covid.

Leggi: Quotidiano Sanità, 08/01/2021


venerdì 8 gennaio 2021
Povertà, Sant’Egidio: aumento preoccupante, la precarietà abitativa diventa una minaccia

“L’aumento della povertà, registrato dall’inizio della pandemia, sta assumendo aspetti preoccupanti a diversi livelli”. Così in una nota la Comunità di Sant’Egidio
“L’aumento della povertà, registrato dall’inizio della pandemia, sta assumendo aspetti preoccupanti a diversi livelli. Tra i bisogni primari espressi dalle famiglie più fragili, oltre al necessario per mangiare, c’è anche quello di un alloggio garantito. La precarietà abitativa, fenomeno già presente in tempi ordinari, sta negli ultimi mesi diventando una vera e propria minaccia per molti nuclei familiari, a partire dagli anziani (soprattutto quelli che vivono da soli), dalle persone con disabilità e, più in generale, da quelle che sono al di sotto della soglia di povertà. Il progetto ‘Riparto da Casa’ che ha come sottotitoli emblematici ‘Torno a Casa’, ‘Resto a Casa’, per indicare le diverse modalità con cui si sviluppa, promosso da Sant’Egidio, ha l’obiettivo di rispondere ad alcune di queste necessità, individuate a partire dalla rete di solidarietà costruita in questi anni dalla Comunità a favore delle fragilità presenti nella società italiana.

Leggi: Redattore Sociale, 08/01/2021


giovedì 7 gennaio 2021
“Negli ultimi 10 anni perdita di strutture, posti letto e personale nel Ssn”. Lo studio della Fondazione The Bridge

Nel periodo 2007-2017, calo delle strutture la riduzione complessiva di posti letto ospedalieri ha raggiunto quotai 35.797. Il valore del finanziamento ordinario dello Stato al Ssn in rapporto al Pil dal 2010 è in continuo calo, con una percentuale di spesa sanitaria prevista per il 2021 intorno al 6,3%, rispetto al 6,8% del 2014. La presidente Rosaria Iardino: “Il concetto di federalismo si è trasformato in un sistema a macchia d’olio, dove 21 Sistemi Sanitari Regionali hanno adottato politiche sanitarie differenti e disomogenee”. LO STUDIO
Una forte diminuzione delle strutture di ricovero tra il 2007 e il 2017, sia pubbliche (-22%) che private (-11%), la riduzione complessiva di posti letto ospedalieri (-35.797) nello stesso periodo e un continuo calo degli investimenti da parte dello Stato nel Servizio Sanitario nazionale. Questi alcuni dati che emergono dallo studio realizzato dalla Fondazione The Bridge sulle politiche sanitarie nazionali e l’impatto sulle Regioni.

Leggi: Quotidiano Sanità, 07/01/2021


giovedì 7 gennaio 2021
Rsa. Sempre troppe irregolarità. Durante le feste ispezioni dei Nas: violazioni nel 15% delle strutture

È proseguita anche durante la pausa natalizia l’attività ispettiva dei Carabinieri nelle strutture per anziani. Le verifiche hanno portato alla contestazione di 109 violazioni penali e 373 amministrative, con l’applicazione di sanzioni per un valore di 111 mila euro, deferendo all’Autorità giudiziaria 83 persone e segnalandone ulteriori 287 alle Autorità amministrative.
In concomitanza con il periodo delle Festività natalizie e fino al 6 gennaio, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha realizzato, in stretta intesa con il Ministro della Salute, On. Roberto Speranza, una campagna di verifiche condotta dai 38 NAS nell’intero territorio nazionale che ha portato all’ispezione di 1.848 strutture sanitarie e socio-assistenziali, quali Residenze Sanitarie Assistite e di lungodegenza, case di riposo, comunità alloggio, rilevando irregolarità presso 281 di esse, pari al 15% degli obiettivi ispezionati. Una percentuale analoga a quella rilevata nei blitz effettuati in autunno.

Leggi: Quotidiano Sanità, 07/01/2021


martedì 5 gennaio 2021
Fuga dalle città ora la casa si cerca nel verde.

L’anno della pandemia ha avuto un impatto rilevante sul mercato immobiliare, anche dal punto di vista delle mete privilegiate negli acquisti.
Italiani in fuga dalle città, ora la casa si compra nel verde. I dati di Nomisma segnalano un calo delle operazioni del 18,7% a livello nazionale .
A Roma il dato più eclatante, con -20,8% delle vendite nella metropoli e +13% in provincia. Via dalla pazza folla, causa Covid-19, alla ricerca di spazi maggiori, di una veranda su cui fare giardinaggio, di uno sbocco all’aperto quando la circolazione è vietata o comunque sottoposta a forti limitazioni.
L’anno della pandemia ha avuto un impatto rilevante sul mercato immobiliare, anche dal punto di vista qualitativo. Non tanto sotto il profilo dei prezzi medi il calo stimato per l’intero 2020 è nell’ordine dell’1-2% quanto dal punto di vista delle compravendite e delle mete privilegiate negli acquisti.
Fenomeno noto quello sui prezzi, perché il mercato del mattone ha poca elasticità e nei momenti di crisi vede precipitare i rogiti ben prima che le quotazioni si adeguino al calo della domanda; in questo caso poi il lockdown ha oggettivamente messo ostacoli alle visite degli appartamenti e quindi le compravendite hanno avuto un andamento strettamente legato ai Dpcm, con una ripresa nel periodo estivo e una nuova gelata a partire dall’autunno.

Leggi: Mediare Oggi, 05/01/2021


lunedì 4 gennaio 2021
Griglia Lea 2018. Emilia Romagna, Veneto e Trento, le migliori. Le peggiori, Bolzano, Molise e Calabria. Le maggiori carenze nell’assistenza territoriale. I dati dell’ultimo rapporto

La misurazione è stata effettuata sui tre principali livelli di assistenza: prevenzione, distretto (territorio) e ospedale. Il calcolo è stato effettuato usando parte dei nuovi indicatori di performance (ancora a livello sperimentale) previsti dalla nuova Griglia di valutazione dei Lea che entrerà però a regime solo tra due anni con il monitoraggio del 2020. Il quadro generale presenta 13 Regioni e PA con punteggio positivo per tutte e tre gli ambiti assistenziali e le restanti Regioni e Pa insufficienti in uno o due indicatori. LE SLIDE
Sono l’Emilia Romagna con un punteggio di 278,28 su 300, il Veneto con 272,3 punti su 300 e la Pa di Trento con 260 punti complessivi, le migliori classificate per quanto riguarda la copertura dei Livelli essenziali di assistenza nel 2018. Lo rileva l’ultimo monitoraggio del Ministero della Salute effettuato usando parte dei nuovi indicatori di valutazione utilizzati per misurare le performance sanitarie nei tre principali livelli di assistenza: prevenzione, distretto (territorio) e ospedale.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/01/2021


lunedì 4 gennaio 2021
Povertà, minori, anziani… le parole del 2020

“Furbetti” e “poveri meritevoli”. Bambini e adolescenti “invisibili”, dopo la stagione da protagonisti del Fridays for Future. “L’emergenza nell’emergenza” degli anziani. Un servizio civile che ha saputo “ripensarsi”. Come abbiamo raccontato questo anno segnato dalla pandemia? Come è cambiato il linguaggio sul sociale? L’analisi degli esperti e le “parole del 2020”
Come abbiamo raccontato questo anno segnato dalla pandemia? Come è cambiato il linguaggio sul sociale? Lo abbiamo analizzato, tema per tema, con gli esperti del settore. Ecco “le parole del 2020”
POVERTA’. In 2020 è l’anno dei “furbetti” e dei “poveri meritevoli”. Mai come in quest’anno, nella percezione della povertà, si è allargato il divario tra poveri, imbroglioni o sdraiati sul divano. A farne le spese, però, è anche la reputazione delle misure strutturali. E mentre si pensa agli adulti, i minorenni in povertà diventano gli “invisibili” della pandemia. L’analisi della sociologa Chiara Saraceno: “Serve un pensiero strategico”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/01/2021


martedì 29 dicembre 2020
Anziani nel 2020: dalla “sottovalutazione” del rischio all'”emergenza”

LE PAROLE DEL 2020. Bilancio di Costanzo Ranci, coordinatore del Laboratorio di politiche sociali del Politecnico di Milano, sull’anno terribile per la categoria di persone più colpite dal virus. “Siamo ancora in una situazione di emergenza nell’emergenza”
Povertà. Anziana di spalle seduta su un muretto
All’inizio della pandemia c’è stata sottovalutazione del contagio nelle Rsa. Oggi siamo ancora in una situazione di emergenza nell’emergenza”. Per Costanzo Ranci, ordinario di Sociologia economica al Politecnico di Milano, dove coordina il Laboratorio di Politiche Sociali, il 2020 non solo è stato terribile per gli anziani, ma si conclude senza alcun miglioramento nella gestione delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), salvo eccezioni che come tali rimangono. “Siamo in attesa di avere i dati sui contagi nella seconda ondata del virus -spiega-. Ma rimane il deficit di personale e l’inadeguatezza delle strutture”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/12/2020


DALLE REGIONI:

martedì 12 gennaio 2021
Anziani soli, l’Auser aiuta con Servizio Buongiorno

L’Auser in campo per aiutare concretamente le persone anziane. Perché «tra gli effetti che la crisi pandemica ha prodotto, c’è sicuramente un incremento delle situazioni di solitudine e fragilità». Così, per rispondere a questo fenomeno, arriva il Servizio Buongiorno, progetto finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio in collaborazione con il Comune e molte realtà associative del territorio che punta «a prevenire e contrastare l’isolamento sociale degli over 70 partendo da una semplice telefonata». Il tutto, ovviamente, in forma totalmente gratuita. «Viviamo un momento storico in cui tutti parlano molto, ma in pochi sono disponibili ad ascoltare – spiega Franca Gasparri, presidente Auser Perugia – noi invece proviamo a fare proprio questo: chiamiamo le persone anziane sole e ascoltiamo le loro storie, i loro bisogni e poi, se c’è necessità, diamo anche un aiuto concreto, ad esempio consegnando la spesa o i farmaci a chi ha difficoltà ad uscire di casa, oppure facendo da tramite verso i servizi pubblici». Il serizio è già attivo, ma Auser vorrebbe fare di più. «L’obiettivo che ci siamo dati è allargare ulteriormente l’utenza e per questo partirà una campagna di informazione nelle farmacie e presso gli ambulatori medici sul territorio, per coinvolgere un numero sempre maggiore di persone». Per attivare il servizio basta chiamare la prima volta il numero 0755005666 e poi sarà l’associazione a richiamare periodicamente. L’Auser lavora anche per realizzare delle videochiamate.

Leggi: Il Messaggero, 12/01/2021


martedì 12 dicembre 2021
Senza dimora, Federalberghi Roma: a disposizione, ma il Comune ci chiami

Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, risponde così all’appello lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio, che ha chiesto di mettere a disposizione per i senza dimora gli edifici pubblici e gli alberghi attualmente chiusi per il Covid-19, a fronte di un indennizzo
– “La nostra disponibilità ad accogliere i senza dimora nelle nostre strutture c’è, come c’è sempre stata per le emergenze, ma è l’amministrazione che deve farsi sentire, non possiamo sostituirci alle istituzioni”. Intervistato dall’agenzia Dire, Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, risponde così all’appello lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio, che ha chiesto di mettere a disposizione per i senza dimora gli edifici pubblici e gli alberghi attualmente chiusi per il Covid-19, a fronte di un indennizzo.

Leggi: Redattore Sociale, 12/01/2021


lunedì 11 gennaio 2021
Casa .Erp, in Piemonte privilegiati i residenti da almeno 15 anni

“Prima i Piemontesi”. Il provvedimento, che l’assessore regionale al Welfare con delega alla Casa Chiara Caucino, aveva promesso fin dall’inizio del suo mandato sarà presto realtà: i cittadini piemontesi avranno una corsia preferenziale nell’assegnazione delle case popolari
“Prima i Piemontesi”. Il provvedimento, che l’assessore regionale al Welfare con delega alla Casa Chiara Caucino, aveva promesso fin dall’inizio del suo mandato sarà presto realtà: i cittadini piemontesi avranno una corsia preferenziale nell’assegnazione delle case popolari. Una circostanza, inserita nel regolamento della nuova legge regionale, che verrà presto approvata, e che consentirà ai cittadini piemontesi di poter usufruire di un punteggio più elevato in graduatoria.
La nuova norma, in particolare, va a modificare l’articolo 8 della legge 3 del 2010, concedendo punteggi aggiuntivi a residenti da 15, 20 o 25 anni. Non solo, sarà previsto un meccanismo di premialità anche per le famiglie con un solo genitore che vive con figli minori.

Leggi: Redattore Sociale, 11/01/2021


sabato 9 gennaio 2021
Roma: sindacati, servizi sociali da rafforzare

“Temiamo che ci sia l’intenzione di Roma Capitale di dare un duro colpo ai servizi sociali della città. Abbiamo già denunciato l’assenza dei rappresentanti dell’amministrazione interessati, in primis l’assessore al bilancio e l’assessore alle politiche sociali, alla commissione trasparenza del 30 dicembre scorso. Anche l’appello rivolto alla stessa sindaca Raggi, per risolvere le tante questioni aperte, è rimasto finora inascoltato. Per questo, anche in presenza di una convocazione indetta dall’assessore Mammì, come già annunciato, ci troviamo costretti ad avviare iniziative di mobilitazione: il 13 gennaio, alle 10, saremo in presidio sotto l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Roma capitale, in viale Manzoni, anche per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema urgente quanto delicato”, dichiarano Fp Cgil di Roma e Lazio, Cisl Fp Roma capitale Rieti, Uil Fpl Roma e Lazio e le centrali cooperative Agci solidarietà Lazio, Confcooperative Federsolidarietà Lazio e Legacoopsociali Lazio.

Leggi: Collettiva, 09/01/2021


venerdì 8 gennaio 2021
Anziani, difensore civico Emilia-Romagna: consentire le visite ai parenti

Allentare le restrizioni e consentire le visite dei familiari ad anziani e disabili ospitati nelle strutture residenziali, utilizzando ad esempio i tamponi rapidi. A lanciare l’appello è il difensore civico dell’Emilia-Romagna, Carlotta Marù
Allentare le restrizioni e consentire le visite dei familiari ad anziani e disabili ospitati nelle strutture residenziali, utilizzando ad esempio i tamponi rapidi. A lanciare l’appello è il difensore civico dell’Emilia-Romagna, Carlotta Marù, che sollecita a “ricercare da subito soluzioni” per permettere gli incontri con i parenti. Il protrarsi della pandemia, rimarca Marù, “rischia di danneggiare l’equilibrio psicofisico degli ospiti di queste strutture, sia persone anziane sia persone con disabilità”. Per questo, insiste il difensore civico, occorre “trovare modalità che possano garantire la ripresa delle visite dei familiari, prevedendo tutte le precauzioni necessarie”. Ad esempio, segnala Maru’, “l’utilizzo del tampone rapido potrebbe gia’ rappresentare una soluzione”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/01/2021


giovedì 7 gennaio 2021
A Bologna un “senior park” per la ginnastica sotto casa delle persone anziane

L’associazione Ca’ Bura del quartiere Navile ha realizzato un percorso psico-motorio con attrezzi per l’allenamento di persone con diversi gradi di autosufficienza. Baratti (presidente): “Grande risposta: con le restrizioni in atto, il movimento all’aria aperta è determinante”
Senior_Park_Navile
Lo ha ribadito l’Istat sul finire dello scorso anno: l’Italia è uno dei Paesi più vecchi al mondo, con 173,1 persone over 65 ogni cento persone con meno di 15 anni al primo gennaio 2019. Come noto, l’aspettativa di vita nel mondo è aumentata nel corso degli ultimi anni e nella regione europea il tasso di invecchiamento è il più alto. Secondo l’Organizzazione mondiale della salute, nel 2050 il 27 per cento della popolazione avrà più di 65 anni, dato che rende necessarie strategie in grado di garantire un invecchiamento il più possibile in salute e la prevenzione delle patologie non trasmissibili. E una delle direttive dell’organizzazione è proprio quella di promuovere il più possibile l’attività fisica come prevenzione della fragilità nelle persone anziane.

Leggi: Redattore Sociale, 07/01/2021


martedì 5 gennaio 2021
Casa Milano. La Regione Lombardia al Prefetto: pronti a riprendere gli sgomberi

“Oggi ho scritto al Prefetto di Milano per chiedere di intervenire presso il Governo e convocare quanto prima il tavolo tecnico che coordina gli sgomberi programmati delle case popolari”. Ad annunciarlo, l’assessore lombardo alle Politiche abitative
“Oggi ho scritto al Prefetto di Milano per chiedere di intervenire presso il Governo e convocare quanto prima il tavolo tecnico che coordina gli sgomberi programmati delle case popolari”. Ad annunciarlo, l’assessore lombardo alle Politiche abitative, Stefano Bolognini, pronto a riprendere gli sgomberi per quegli inquilini abusivi che non rientrano in situazioni di indigenza.
Secondo l’assessore infatti, Il decreto ‘Milleproroghe 2021’, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre, “stabilisce la sospensione degli sfratti ‘limitatamente ai provvedimenti di rilascio adottati per mancato pagamento del canone alle scadenze e ai provvedimenti di rilascio conseguenti all’adozione del decreto di trasferimento di immobili pignorati ed abitati dal debitore e dai suoi familiari’, e di fatto, quindi, permette la ripresa degli sgomberi delle famiglie non in stato di bisogno”.

Leggi: Redattore Sociale, 05/01/2021


lunedì 4 gennaio 2021
Servizio civile ad hoc per gli anziani, Marche: ok dalla giunta al riparto dei fondi

È quanto si propone la deliberazione, approvata nella scorsa seduta dalla giunta regionale che ha stanziato complessivamente per l’intervento 60mila euro
Mettere a disposizione della comunità e in particolare delle giovani generazioni, la propria competenza, esperienza formativa, cognitiva, professionale ed umana per la realizzazione di attività progettuali finalizzate a dare concrete risposte ai fabbisogni sociali, culturali, artistici e della tradizione locale presenti sul territorio: in sostanza un vero e proprio Servizio civile per gli anziani. È quanto si propone la deliberazione, approvata nella scorsa seduta dalla giunta regionale che ha stanziato complessivamente per l’intervento 60mila euro e indicato i criteri di riparto dei fondi agli Ambiti territoriali sociali.
“Si tratta della prima volta- spiega in una nota l’assessore alla Sanità e Servizi sociali, Filippo Saltamartini- in cui la Regione Marche da’ concreta attuazione a una normativa del 2018 per promuovere iniziative finalizzate a valorizzare l’esperienza e la competenza delle persone anziane maturate nel corso della vita professionale, sociale e culturale. Vogliamo valorizzare la persona anziana come ‘risorsa’ per accrescere il benessere della collettività anche attraverso il sostegno di azioni che agevolino la collaborazione tra gli enti pubblici, il mondo del volontariato e gli stessi anziani”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/01/2021


mercoledì 23 dicembre 2020
Anziani, Regione Lazio: approvata graduatoria per il bando “terza età”

Stanziati 2,6 milioni di euro. Interventi per attività motorie, ricreative, culturali e di tutela della salute, ma anche formazione e interventi per contrastare le cause di emarginazione sociale
Approvata la graduatoria dell’avviso pubblico ‘Progetto TE – Lazio per la terza età rivolto a tutti i centri anziani della Regione Lazio che prevede, tra gli altri, interventi per attività motorie, ricreative, culturali e di tutela della salute, ma anche di formazione all’uso delle tecnologie informative, corsi sulle problematiche sanitarie e sociali connesse con la terza età, orientamento ai servizi socio-sanitari erogati sul territorio e interventi per contrastare le cause di emarginazione sociale. Così in un comunicato la Regione Lazio.

Leggi: Redattore Sociale, 23/12/2020


IN AGENDA:

26 gennaio 12:30 – 14:00 – Assistenza agli anziani: considerazioni sulle RSA e la pandemia

« Bioetica e Covid. La corsa al vaccino: aspetti scientifici e questioni etiche”
Il 26 gennaio 2021, dalle ore 12.30, l’ex magistrato Gherardo Colombo sarà ospite del Lunch Seminar online dell’Aging Project, in un dialogo con i professori UPO Fabrizio Faggiano e Massimiliano Panella, sugli aspetti etici e giuridici della gestione delle RSA durante la pandemia di COVID-19.
La pandemia ha colpito in maniera più tragica le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) che, soprattutto durante la prima ondata, sono diventate focolai del coronavirus con centinaia di anziani morti e operatori contagiati e hanno visto un grave aumento della mortalità tra gli ospiti.
L’emergenza sanitaria ha acuito una serie di problemi sistemici che affliggono le RSA, con ricadute sulla salute, degli ospiti e degli operatori, e anche sui diritti degli anziani.
Amnesty International Italia ha recentemente presentato un rapporto sulle violazioni dei diritti umani nelle strutture di residenza sociosanitarie e socio-assistenziali italiane durante la pandemia da Covid-19, in un report dal titolo “Abbandonati”.

Leggi: Aging Project


Bolzano – 28 gennaio 2021 ore: 16:30 – Convegno: Anziani “la morte al tempo del Covid 19”

La piattaforma utilizzata per il convegno è Zoom e la procedura per accedere è davvero semplice. Infatti, non si deve far altro che premere sul link qui sotto riportato, inserire il proprio nome nel campo apposito e premere sul pulsante Join, per accedere alla conferenza:.
https://us02web.zoom.us/j/83592971858

Leggi: Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP)

Profili giuridici e assetti istituzionali multilivello
Il tema in oggetto è il risultato di un’evoluzione storico-normativa che testimonia della necessità di definire un punto di equilibrio tra esigenze di uniformità territoriale delle prestazioni e modelli organizzativi e gestionali regionali.
La previsione e definizione di livelli essenziali ai fini dell’erogazione di prestazioni da parte dello Stato avviene per la prima volta con la legge n. 833/1978, istitutiva del SSN. Gli artt. 3 e 53 della legge in parola configuravano i livelli uniformi di assistenza (LEA) da perseguire nella erogazione delle prestazioni e dei servizi sanitari, rispondendo così all’esigenza di dare piena attuazione al diritto alla salute di cui all’art. 32 della Costituzione.
Successivamente, il d. lgs. n. 502/1992, come modificato ed integrato dal d. lgs. n. 229/1999, specificava la nozione di LEA, disponendo che il SSN assicura “i livelli essenziali e uniformi di assistenza definiti dal Piano sanitario nazionale nel rispetto dei principi della dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell’equità nell’accesso all’assistenza, della qualità delle cure e della loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze, nonché dell’economicità nell’impiego delle risorse”.

Leggi: Welforum


Covid-19 e disuguaglianze: quale impatto sui senza dimora?

#IoRestoaCasa. Così recitava l’hashtag più condiviso durante la prima ondata della pandemia. Ma chi una casa non ce l’ha? Le persone senza dimora sono tra i gruppi sociali più vulnerabili e maggiormente esposti all’emergenza sanitaria in corso. L’ultimo censimento nazionale dei senza dimora in Italia annovera oltre 50 mila persone in tale condizione: più della metà vive nelle Regioni del Nord, in particolare all’interno delle grandi aree metropolitane. In Lombardia si contano oltre 16 mila senza dimora (il 31,5% del totale nazionale), di cui più di 12 mila solo a Milano. Questi ultimi sono essenzialmente uomini, stranieri, con età inferiore ai 54 anni e con basso titolo di studio. I dati raccontano che la maggior parte di queste persone, prima di diventare homeless, viveva nella propria casa; quasi un terzo risulta occupato in lavori a termine, saltuari e a bassa qualifica, senza quindi percepire un reddito dignitoso. Nonostante un ampio numero di persone senza dimora si siano nel tempo avvicinate ai servizi pubblici e privati attraverso l’inserimento in strutture di accoglienza, permane uno “zoccolo duro”, costituito da almeno un migliaio di persone, che fatica ad inserirsi in percorsi di inclusione sociale, anche di bassa soglia.

Leggi: Welforum


Ripensare la sanità in chiave territoriale e di trasformazione digitale

In uno scenario di auspicabile rinnovamento di infrastrutture, piattaforme e servizi innovativi, la sanità richiede una decisa trasformazione digitale, una tecnologia integrata nei processi gestionali e dati di qualità per un efficace supporto alle decisioni. di Fulvio Ananasso
I nostri comportamenti sociali – tra cui i rapidi e pervasivi trasferimenti aerei – e la crescita esponenziale della popolazione mondiale a partire dal XX secolo facilitano la diffusione di germi ed agenti patogeni vari. Solo dal 2000 ad oggi abbiamo assistito a sette epidemie più o meno gravi, e gli scienziati avvertono che i nostri stili di vita continueranno a permettere il diffondersi di virus con ondate ricorrenti ogni 3-5 anni. Occorrerà quindi abituarsi a convivere con virus ed epidemie varie sempre più frequenti ed aggressive, come l’attuale severe acute respiratory syndrome coronavirus (SARS-CoV-2), che è tra noi e non se ne andrà facilmente. Occorrerà evitare quanto verificatosi negli scorsi mesi, quando la paura – o l’impossibilità – di recarsi in centri medici potenzialmente a rischio contagio Covid-19 ha (molto ridotto se non) sostanzialmente azzerato le visite di controllo e prevenzione anche per altre patologie. Ciò ha causato un sostanziale blocco delle attività di assistenza medico-sanitaria, poco basati su tele-monitoraggio/-medicina – e in generale su processi sanitari assistiti da infrastrutture, piattaforme e strumenti ICT (information & communication technology) -, ma piuttosto su visite e consulti in presenza – secondo il paradigma di spostare “atomi” (persone) e non “bit”.

Leggi: Futura Network


La gestione associata dei servizi socio-assistenziali in Piemonte

Piano, ma avanti
I Policy Highlights di Politiche Sociali/Social Policies: questo articolo è la sintesi di un contributo uscito sul numero 3/2020 della rivista, con il titolo “La gestione associata dei servizi socio-assistenziali: piano ma avanti”. Il contributo è parte del focus “Servizi sociali e diseguaglianze territoriali. A vent’anni dalla legge quadro 328/00”, otto contributi che, a partire da approcci disciplinari e fuochi tematici diversi, discutono due decenni di implementazione della legge 328/00.
Nell’arco degli ultimi decenni abbiamo assistito in Italia a processi di riorganizzazione e cambiamento dell’architettura istituzionale delle politiche socio-assistenziali che hanno contribuito a creare sistemi di welfare differenziati su base regionale. La lunga assenza nel nostro Paese di una legge quadro sui servizi sociali utile a definire standard minimi e uniformi a livello nazionale, è uno dei fattori che ha contribuito a disegnare un sistema di welfare poco armonico e territorialmente diseguale. Durante gli anni ‘80 e ‘90 molte regioni hanno promulgato leggi di riordino dei servizi socio-assistenziali che hanno progressivamente dato l’impronta ai diversi sistemi di welfare regionali distinguendoli per principi-guida ispiratori (pubblico vs quasi-mercato) intensità e forme dell’offerta, capacità di copertura della domanda. La Legge 328/2000 e, prima ancora la Legge 285/1997 nel solo ambito delle politiche a favore dei minori, hanno stimolato una maggiore uniformità delle prestazioni e l’integrazione tra gli interventi sociali con quelli sanitari. Dal 2001 con la riforma del Titolo V della Costituzione sono, tuttavia, le Regioni e i territori a proporsi come i principali protagonisti nel plasmare i concreti assetti della governance delle politiche socio-assistenziali.

Leggi: Welforum


Una fotografia del finanziamento dell’ADI tra passato e futuro

Un quadro del finanziamento dell’ADI alla vigilia dei recenti interventi di potenziamento. Cosa sappiamo del relativo processo di implementazione? Sta davvero cambiando il sostegno agli interventi al domicilio? Alcune prime valutazioni.- di Laura Pelliccia (Funzionario di Regione Lombardia; collaboratrice di Lombardia Sociale; collaboratrice di NNA)
L’importanza di un intervento mirato allo sviluppo al sostegno della domiciliarità
Nella storia del nostro Paese sono mancati, a livello nazionale, veri e propri interventi mirati al potenziamento dell’ADI. Nonostante il domicilio fosse universalmente riconosciuto quale luogo da privilegiare per l’erogazione dell’assistenza sociale e sanitaria, gli sforzi di potenziamento di questo tipo di servizi sono rimasti a lungo in balia delle sensibilità locali (ogni regione ha scelto il livello di centralità da riconoscere a questi servizi1).
Sebbene l’importanza dell’assistenza domiciliare sia stata menzionata in momenti chiave per il nostro welfare (ad esempio il DPCM sui nuovi Lea del 2017), queste buone intenzioni non sempre sono state accompagnate da provvedimenti operativi che assicurassero il raggiungimento dell’obiettivo.
Tale tendenza sembrava essersi interrotta nel 2020, quando un apposito provvedimento (DL Rilancio, poi convertito in L. 77) ha annunciato un importante investimento sull’ADI.
Per inquadrare la portata innovativa di questo intervento, si ritiene utile rappresentare una fotografia del finanziamento di questo settore alla vigilia del 2020.
Alla luce dei dettagli del DL Rilancio e sulla scorta delle informazioni ad oggi disponibili sul relativo processo attuativo, si cercherà di far luce sui relativi impatti operativi, per immaginare in che modo possa aver inciso sul quadro del finanziamento preesistente.

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Legge di bilancio: passi indietro sull’assistenza domiciliare

Il Decreto Rilancio di maggio aveva previsto, per il solo 2020, un corposo finanziamento una tantum vincolato all’assistenza domiciliare integrata (Adi). Nel 2021, ci si aspettava che tali risorse aggiuntive venissero rese strutturali e fossero accompagnate da un progetto per lo sviluppo di questo settore nel nostro Paese. Nella Legge di Bilancio appena approvata, invece, sono venuti meno sia il fondo dedicato sia, di conseguenza, la possibilità di avviare una riforma della domiciliarità in Italia.
di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non Autosufficienza), Laura Pelliccia (Funzionario di Regione Lombardia; collaboratrice di Lombardia Sociale; collaboratrice di NNA)
Per capire quanto avvenuto bisogna tornare allo scorso mese di maggio, quando fu promulgato il Decreto Rilancio. La pandemia era scoppiata da poco ma risultava già ben chiaro come gli anziani non autosufficienti fossero i più colpiti. Si era rapidamente fatta strada, inoltre, la consapevolezza che in molte aree d’Italia una maggior presenza del welfare pubblico nel territorio avrebbe consentito di meglio contrastare il Covid-19; ciò avrebbe permesso, in particolare, di prevenire e non solo di inseguire il diffondersi della pandemia. A partire da questa valutazione – ampiamente condivisa – maturò in quel periodo un rinnovato interesse tanto nei confronti del ruolo fondamentale che gli interventi domiciliari dovrebbero svolgere in un moderno sistema di welfare, quanto verso la necessità di un loro deciso rafforzamento nel nostro Paese.

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SEGNALAZIONI:

Contributo ai pensionati non autosufficienti iscritti ad ENAM

Contributo per i pensionati non autosufficienti, iscritti all’ENAM (Ente Nazionale Assistenza Magistrale). Le domande potranno essere presentate tramite patronato.
Si tratta di un contributo monetario annuo riservato agli insegnanti di scuola statale dell’infanzia e primaria a tempo indeterminato, ai dirigenti scolastici, provenienti dall’ex ruolo di direttori didattici, e ai direttori dei servizi generali e amministrativi provenienti dalla legge 2 dicembre 1967, n. 1213. Lo scorso 15 dicembre, in un incontro presso la Direzione Centrale dell’Inps, l’Istituto ha presentato ai Patronati la procedura di invio delle richieste, che sarà operativa da metà gennaio.
Per accedere al beneficio, il richiedente deve essere stato riconosciuto dalle competenti commissioni mediche:

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Legge di Bilancio 2021: le novità per famiglia e lavoro

Assegno Unico per le famiglie, congedo di paternità di dieci giorni, rifinanziamento del bonus bebè e aiuti per i figli disabili sono alcune delle principali novità contenute nella legge di Bilancio appena approvata (n. 178 del 30 dicembre), che ridisegnano la mappa dei benefici fin qui conosciuti a sostegno delle famiglie.
Di seguito una breve sintesi di alcuni tra i provvedimenti contenuti nella manovra.
Fondo Assegno Unico e Servizi alla famiglia
Nell’ambito della previsione della riforma fiscale, la legge di Bilancio ha istituito un Fondo, con una dotazione di finanziaria di 8.000 milioni di euro per il 2022 e di 7.000 milioni di euro annui a decorrere dal 2023, di cui una quota non inferiore a 5.000 milioni di euro e non superiore a 6.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022 è destinata all’Assegno Universale e servizi alla famiglia. Inoltre, per il 2021, anche le risorse destinate alle altre misure a sostegno della famiglia, previste dal comma 339, art.1 della legge n. 160/2019, sono state aumentate di 3.012,1 milioni di euro. Stanziamenti che serviranno a riordinare e sistematizzare complessivamente la generalità delle politiche di sostegno alle famiglie con figli (Commi 2 e 7).

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Pensioni: all’Inca la verifica dei contributi previdenziali
Controlla la tua posizione assicurativa, con Ecocert, l’Estratto Conto Certificativo di Inps che racconta la storia lavorativa individuale. E’ l’invito di Inca Piemonte, rivolto alle lavoratrici e ai lavoratori per richiedere il documento e verificare la posizione assicurativa individuale. Con professionalità e competenza, gli operatori e le operatrici di Patronato offrono una consulenza previdenziale personalizzata. Contatta telefonicamente la sede Inca più vicina alla tua abitazione per prendere un appuntamento. Se vuoi saperne di più guarda il video.

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Decennio per l’invecchiamento sano, l’impegno di Auser

Studio mondiale sulle condizioni di invecchiamento e buone pratiche cui hanno contribuito 100 differenti organizzazioni, con 350 studi di caso in 55 paesi in tutto il mondo
L’Oms presenta e dà il via al decennio 2021-2030 dell’Invecchiamento in Buona Salute, con un evento online “Decade of Healthy Aging 2021-2030″ (Decennio per l’Invecchiamento Sano), con uno studio mondiale sulle condizioni di invecchiamento e buone pratiche cui hanno contribuito 100 differenti organizzazioni, con 350 studi di caso in 55 paesi in tutto il mondo. Fra questi anche l’Auser, indicata come un attore attivo nella costruzione di ambienti che favoriscano l’invecchiamento in buone condizioni di salute, valorizzando le competenze delle persone di ogni età e fornendo assistenza concreta al fine di soddisfare alcuni dei bisogni primari legati al sopraggiungere dell’età anziana.
“Lo studio ci aiuta a focalizzare quanto (e quanto poco!) sappiamo delle persone anziane e delle loro reali priorità, sottolinea il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus. L’obiettivo di questo Decennio dell’Invecchiamento in Buona Salute è contribuire a fornire risposte concrete in un approccio olistico basato sia sulla cura e tutela delle persone anziane sia sulla costruzione di ambienti accoglienti che ne favoriscano la partecipazione in società eque e inclusive”.

Leggi: Redattore Sociale


NEWS:

martedì 22 dicembre 2020
Piano nazionale demenze, finalmente il finanziamento

Via libera della Commissione Bilancio della Camera: nella bozza della legge di bilancio 2021 inserito un emendamento che permetterà al Piano di trasformarsi in azioni concrete per le persone con demenza e i loro familiari, previsti 15 milioni in tre anni. La presidente della federazione Salvini Porro ha accolto la notizia «con estrema soddisfazione»
«È con estrema soddisfazione che accogliamo la notizia dell’approvazione del finanziamento del Piano Nazionale Demenze: da molti anni la Federazione Alzheimer Italia si batte con forza per questo risultato e oggi non possiamo che essere orgogliosi. Un grande piacere che condividiamo con un milione e 200mila famiglie italiane che vivono a contatto con la demenza e affrontano con dignità questa situazione: è per loro che ogni giorno lavoriamo ed è a loro che è dedicata questa vittoria. La cifra stanziata rappresenta solo il primo passo per poter dare il via a interventi concreti». Con queste parole Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, esprime la soddisfazione nell’apprendere che la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla legge di bilancio 2021 che prevede un finanziamento di 15 milioni in 3 anni per il Piano Nazionale Demenze. L’emendamento inserito nella bozza di legge di bilancio, firmato da Angela Ianaro, ha preso spunto dal disegno di legge della senatrice Barbara Guidolin, scritto con la collaborazione della Federazione Alzheimer Italia. Si tratta di un passo avanti decisivo nella tutela dei diritti delle persone con demenza e dei loro familiari e nel miglioramento della loro qualità di vita: obiettivo per cui la Federazione Alzheimer Italia si impegna da oltre 25 anni. Ora il testo della legge di bilancio arriverà alla Camera e poi al Senato per ricevere l’approvazione definitiva.

Leggi: Vita, 22/12/2020


martedì 22 dicembre 2020
Covid, nuove tecnologie nelle Rsa: progetto della Fondazione Onda contro l’isolamento

Il progetto nasce per fornire un supporto concreto alle Rsa nella gestione dell’emergenza che ha colpito particolarmente le persone anziane, soggetti fragili, molto avanti negli anni o con patologie croniche
Il dramma dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19 ha posto in evidenza l’importante ruolo delle nuove tecnologie non solo a livello lavorativo, attraverso l’introduzione dello smartworking, ma anche in ambito medicale e sociale. L’utilizzo delle nuove tecnologie si è rivelato particolarmente utile all’interno delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), molto colpite dalla pandemia non solo per il numero dei decessi, ma anche per i risvolti psicologici causati dalla brusca interruzione della possibilità di visita agli ospiti introdotta in via precauzionale. Così in una nota la Fondazione Onda.

Leggi: Redattore Sociale, 22/12/2020


lunedì 21 dicembre 2020
“Non siete soli”, 20 mila pacchi alimentari per gli over 80

Iniziativa promossa da Eni Foundation, Comunità di Sant’Egidio Acap Onlus, Fondazione Campagna Amica e Coldiretti per gli anziani in difficoltà durante l’emergenza sanitaria
ROMA – Parte oggi l’iniziativa ‘Non siete soli’ promossa da Eni Foundation in partnership con la Comunità di Sant’Egidio ACAP Onlus, la Fondazione Campagna Amica e Coldiretti, che prevede la consegna di 20mila pacchi alimentari a domicilio ad anziani over 80, tra le fasce di popolazione maggiormente colpite dagli effetti della crisi pandemica.
L’iniziativa di Eni Foundation, la Fondazione di Eni costituita alla fine del 2006 per promuovere e realizzare in Italia e nel mondo iniziative di solidarietà sociali ed umanitarie, si rivolge alle persone che hanno superato gli ottanta anni di età, cittadini di tre grandi città italiane, Milano, Roma e Napoli, che vivono in una situazione di estrema difficoltà poiché non inserite all’interno di alcuna rete assistenziale.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2020


lunedì 21 dicembre 2020
Superbonus 110% anche per l’abbattimento delle barriere architettoniche per gli over 65

La misura era stata richiesta a gran voce al governo dal Sindacato dei pensionati Spi-Cgil, da quello degli edili Fillea-Cgil e dall’Auser. Grazie ad uno specifico emendamento della maggioranza è stata ora inserita nella legge di bilancio, in approvazione entro la fine dell’anno.
Si tratta del superbonus del 110% anche per le opere di abbattimento delle barriere architettoniche in favore delle persone che hanno più di 65 anni.
Significa che sarà possibile adeguare i condomini o le proprie abitazioni alle esigenze specifiche degli anziani senza spendere nemmeno un euro.
I sindacati portano così “a casa” un risultato importante con una norma che migliora fattivamente le condizioni di vita delle persone che rappresenta e che è in grado anche di prevenire anche eventuali problemi in futuro.
“Una conquista – la definisce il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti commentando la notizia – frutto dell’iniziativa del sindacato e che potrà permettere agli anziani di restare più a lungo in casa propria”.

Leggi: Spi-Cgil, 21/12/2020


lunedì 21 dicembre 2020
Bonus 110%, bene l’estensione alle barriere architettoniche

“L’estensione del 110% anche per gli interventi volti ad abbattere le barriere architettoniche e favorire la mobilità delle persone a partire da anziani over 65 e disabili motori, oltre 14 milioni di persone potenzialmente interessate, è una buona notizia. Viene accolta la proposta che come Fillea e Spi, i sindacati degli edili e dei pensionati della Cgil, avevamo lanciato insieme a Legambiente, Auser, Abitare Anziani, Nuove RI-Generazioni, il 12 novembre scorso a Governo e Maggioranza”. Cosi in una nota Alessandro Genovesi, segretario generale di Fillea Cgil, che prosegue “la proroga degli incentivi però fino a giugno 2022 pur andando nella direzione giusta è ancora insufficiente. Una parte delle risorse del Piano Nazionale per la Ripresa, dovranno servire per portare l’incentivo fino al 2023. Leggeremo meglio nei prossimi giorni le nuove norme. Per intanto riconosciamo al Parlamento di aver assunto una questione di giustizia e benessere lanciata dal sindacato ed in particolare un plauso a quelle forze politiche come il PD, Leu e M5S che l’avevano da subito sostenuta”.

Leggi: Collettiva, 21/12/2020


venerdì 18 dicembre 2020
L’impatto della “sanatoria” 2020 sul lavoro domestico e di cura

Le lavoratrici straniere presenti nelle case degli italiani sono molto più numerose di quelle che appaiono dalle statistiche ufficiali. L’articolo approfondisce l’effetto della recente “sanatoria” sul comparto del lavoro domestico e di cura.
di Enrico Di Pasquale, Chiara Tronchin (ricercatori Fondazione Leone Moressa)
Quello del lavoro domestico e di cura è tra i settori con il più alto tasso di informalità in Italia (57,6%, dati Istat 2018). Secondo le anticipazioni del II Rapporto annuale DOMINA sul lavoro domestico, ciò significa che gli 849 mila lavoratori censiti dall’INPS (dati 2019) rappresentano meno della metà di quelli realmente impiegati, che invece superano quota 2 milioni1.
Per correttezza, quando parliamo di “lavoro domestico” dovremmo sempre distinguere le diverse figure professionali, molto diverse tra loro. Basti pensare che rientrano in questo settore gli assistenti familiari che si occupano della cura degli anziani e dei non autosufficienti (badanti), ma anche i collaboratori domestici (colf), le baby sitter, gli addetti ai lavori di giardinaggio, cucina o manutenzione. In questo senso, purtroppo, le banche dati ufficiali non aiutano, riportando solamente la distinzione tra colf e badanti. Possiamo comunque tenere presente la distinzione fondamentale tra “cura delle persone” (oltre alle “badanti”, anche baby sitter e accudienti) e “cura delle cose” (colf, cuochi, giardinieri, ecc.).

Leggi: I Luoghi della Cura, 18/12/2020


giovedì 17 dicembre 2020
“Abbandonati”: il rapporto sulle violazioni dei diritti umani nelle case di riposo italiane durante il Covid-19

Amnesty International Italia presenta “Abbandonati”: il rapporto sulle violazioni dei diritti umani nelle strutture di residenza sociosanitarie e socioassistenziali italiane durante la pandemia da Covid-19.
Lo studio, nell’ambito del quale sono state raccolte oltre 80 interviste in tre regioni d’Italia, ha analizzato l’impatto delle decisioni e pratiche delle istituzioni nella risposta alla pandemia nelle strutture di residenza sociosanitarie e socioassistenziali, rilevando la mancata tutela del diritto alla vita, alla salute e alla non discriminazione degli ospiti anziani.
Il rapporto “Abbandonati”, frutto di una ricerca condotta da Amnesty International Italia sulle violazioni dei diritti nelle strutture di residenza sociosanitarie e sociosanitarie durante la pandemia da Covid-19 in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, ha messo in luce le lacune delle istituzioni italiane a livello nazionale, regionale e locale nell’adottare misure tempestive per proteggere la vita e la dignità delle persone anziane nelle case di riposo nel corso dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Leggi: Amnesty, 17/12/2020


giovedì 17 dicembre 2020
Covid, anziani in Rsa: la rivoluzione necessaria

Cambiare la gestione della terza età e superare i modelli attuali di accoglienza, andando oltre l’istituzionalizzazione. Una riflessione necessaria, che l’epidemia ha fatto emergere mostrando i limiti terapeutici e esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere
Niente visite dei parenti, niente uscite all’esterno, riduzione anche dei contatti e degli incontri all’interno: un lockdown, di fatto mai finito, per gli anziani e le loro famiglie in questi mesi scanditi dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Una situazione estrema, che ha mostrato tutta la fragilità di alcuni sistemi assistenziali e socio-sanitari e contribuito ad accendere una luce, anche nel dibattito mediatico, sulla popolazione anziana, facendo emergere i nodi critici.

Leggi: Redattore Sociale, 17/12/2020


mercoledì 16 dicembre 2020
Next generation, Sindacati pensionati: insufficienti risorse per sanità

Sono totalmente insufficienti le risorse, se confermate, che il Governo prevede di investire per la sanità con i progetti della Next Generation.
Ad affermarlo i Segretari Generali SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini Carmelo Barbagallo, che auspicano che il Governo riveda il livello dei finanziamenti destinati alla sanità nella proposta del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza all’interno della Next Generation.
Infatti, spiegano Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo, per l’Italia sono previsti in totale 209 miliardi di cui 196 con la RRF e, di questi, il Governo prevede di investire per il rilancio della Sanità solo 9 miliardi di euro. Queste risorse limitate non permetteranno di rafforzare la capacità di erogare servizi efficienti del Servizio Sanitario Nazionale.
Per questo SPI, FNP e UILP aderiscono convintamente all’appello lanciato da SOS Sanità.
SPI, FNP e UILP insistono sulla necessità di utilizzare anche le risorse del MES, in quanto per garantire il diritto costituzionale alla salute di tutti i cittadini, sono necessari massicci investimenti nell’assistenza di prossimità, telemedicina e per l’innovazione la ricerca e la digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.

Leggi: Spi-Cgil, 16/12/2020


mercoledì 16 dicembre 2020
Casa, i sindacati: emergenza sfratti, serve proroga di almeno sei mesi

Così in una nota congiunta le sigle sindacali di Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini
“Nella legge di bilancio e nel decreto Ristori in discussione in Parlamento, e’ nel farraginoso e accidentato percorso degli emendamenti, non c’è traccia di una norma di sospensione ulteriore delle esecuzioni degli sfratti e delle procedure immobiliari, oltre la imminente scadenza del 31 dicembre”. Così in una nota congiunta le sigle sindacali di Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini.
“Questo- spiegano- significherebbe un sostanziale via libera agli sfratti dal 1 gennaio per famiglie ed esercizi commerciali, nonché alle esecuzioni forzate dei provvedimenti a seguito del mancato pagamento delle rate del mutuo per la prima casa. L’assenza di una indispensabile norma di proroga è del tutto grave e incomprensibile anche alla luce degli intendimenti emersi durante la discussione del Def e degli impegni assunti dal governo in quanto significherebbe gettare benzina sul fuoco del dilagante disagio sociale. In assenza di risorse e politiche stabili e strutturali per la casa, a partire da un massiccio piano organico e strutturale per l’aumento degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, e nel bel mezzo di una pandemia che non accenna ad allentare la sua tragica presa ……

Leggi: Redattore Sociale, 16/12/2020


mercoledì 16 dicembre 2020
Anziani più digitali fra videochiamate e social

Fra gli anziani over 65 della Brianza spopola WhatsApp per organizzare pizzate o incontri con amici, figli e nipoti, seguito da Facebook, per informarsi su associazioni di volontariato, sindacati pensionati ed eventi. In un contesto di isolamento forzato, le videochat mantengono e rafforzano le relazioni sociali. Lo hanno spiegato gli esperti dell’Università Milano Bicocca, la professoressa Emanuela Sala, Alessandro Caliandro, ricercatore dell’Università di Pavia, e i responsabili di Auser Monza Brianza nel progetto “Invecchiare in una società digitale: anziani, social networks e benessere”. Ieri la restituzione dei risultati online con gli studenti del triennio di Scienze umane e Scienze economico-sociali dell’Istituto Porta di Monza. Alla ricerca, svolta in tutta Italia tra gennaio e febbraio 2020, hanno partecipato 30 soci di Auser Brianza che si ritrovano nei macro risultati: Il 27% degli over65 in Italia usa internet e il 7% usa i social media.

Leggi: Auser, 16/12/2020


mercoledì 16 dicembre 2020
Anziani. “Non lasciamoli soli”, una campagna per sconfiggere l’isolamento sociale

Fido, Uneba, Italia Longeva e Nipoti di Babbo Natale lanciano una piattaforma di crowdfunding dove sarà possibile sostenere i progetti caricati dalle Rsa di tutta Italia per migliorare la qualità della vita degli ospiti. “Lavoriamo affinché la società post Covid sia migliore di quella che l’ha preceduta”
Tutelare gli anziani, prendersi cura di loro e non lasciarli soli. Di fronte a bollettini quotidiani sempre drammatici – il numero di morti per Covid non scende e, nell’86 per cento di casi, si tratta di persone con più di 70 anni – Uneba, Fondazione Italia per il dono onlus, Associazione Italia Longeva e Nipoti di Babbo Natale hanno lanciato Non lasciamoli soli, una campagna di raccolta fondi volta a sensibilizzare i cittadini su un tema tanto importante. “Mobilitare risorse ed energie non solo è indispensabile per aiutare i nostri anziani e chi si prende cura di loro – spiegano –, ma è anche un’opportunità concreta per creare le condizioni affinché la società post Covid sia migliore di quella che l’ha preceduta”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/12/2020


DALLE REGIONI:

martedì 22 dicembre 2020
Casa, ricerca della Cisl: l’88% delle famiglie milanesi in difficoltà sull’affitto

Studio del Sicet e dell’Università di Ferrara su 400 nuclei familiari nel periodo che va dall’inizio della pandemia a oggi. “Irresponsabile non prorogare la sospensione degli sfratti nel 2021”.
L’88% delle famiglie milanesi ha difficoltà a pagare l’affitto. Lo rivela una ricerca del Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio) Cisl e del dipartimento degli Studi umanistici dell’Università di Ferrara. Lo studio ha coinvolto 400 nuclei familiari nel periodo che va dall’inizio della pandemia a oggi. Il 57% degli intervistati è rappresentato da cittadini italiani, mentre il 43% da stranieri. Sono evidenti, secondo la ricerca, gli effetti della crisi economica: più del 50% degli intervistati ha subito una contrazione del reddito, solo il 15% delle famiglie ha un reddito annuo superiore a 20.000 euro e il 72% dei nuclei è monoreddito.

Leggi: Redattore Sociale, 22/12/2020


martedì 22 dicembre 2020
Palermo, intesa tra la Città metropolitana e la Caritas per l’aiuto ai più fragili

Solidarietà e mutuo soccorso per le persone in stato di bisogno del territorio. Il sindaco Orlando: “Questa è una risposta di riconoscimento di diritti elementari grazie anche a risorse dell’Unione Europea”
È stata siglata oggi, presso Palazzo Comitini, la Convenzione con la Caritas Palermo per solidarietà sociale e di mutuo soccorso e per attivare interventi di aiuto alle persone in stato di bisogno del territorio. Con questa azione la Città Metropolitana di Palermo ha destinato 20.000 euro alla Caritas diocesana del capoluogo siciliano. Si è proceduto inoltre all’accordo, con i Comuni che hanno aderito all’iniziativa, alla destinazione di 80 mila euro agli enti del Territorio Metropolitano con una popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. La Caritas diocesana di Palermo e le parrocchie istituzioni Sociali private individuate dai Comuni, potranno offrire così, alle famiglie individuate, buoni spesa per prodotti alimentari o per indumenti o altra forma di aiuto sociale per far fronte all’emergenza freddo invernale.

Leggi: Redattore Sociale, 22/12/2020


martedì 22 dicembre 2020
A Bologna sale l’allarme sfratti: 600 famiglie in strada dal primo gennaio

Sale di tono a Bologna l’allarme per il rischio di una massiccia ondata di sfratti. Dopo che ieri i sindacati degli inquilini e le associazioni dei proprietari immobiliari hanno chiesto un incontro urgente al prefetto Francesca Ferrandino, per parlare di come evitare che tanta gente si ritrovi a breve senza casa, oggi è la Cgil che torna a insistere. E lo fa fornendo un dato che indica la dimensione del problema: dall’1 gennaio “circa 600 famiglie dell’area metropolitana potrebbero trovarsi in mezzo ad una strada ed in piena pandemia, vanificando le azioni messe in campo dal Comune di Bologna e dalla Regione Emilia-Romagna negli ultimi due anni”.
Questo perché manca nella legge di bilancio in discussione in Parlamento, “e nel farraginoso e accidentato percorso degli emendamenti, non c’è traccia di una norma di sospensione ulteriore delle esecuzioni degli sfratti oltre la imminente scadenza del 31 dicembre”, spiegano Sonia Sovilla, della segreteria della Camera del lavoro e Francesco Rienzi, segretario del Sunia, il sindacato inquilini della Cgil.

Leggi: Redattore Sociale, 22/12/2020


lunedì 21 dicembre 2020
Attivato a Torino uno Sportello Caregiver in versione online

Volontari, associazioni, ma in genere tutti i cittadini, sono i destinatari del nuovo Sportello Caregiver attivato gratuitamente in versione online dal Centro Servizi per il Volontariato Vol.To, in collaborazione con l’Associazione piemontese Gilo Care. Quest’ultima ha come obiettivo il supporto e l’accompagnamento ai caregiver familiari, rispondendo ai bisogni di quelle famiglie in cui vi sia una persona che necessita di aiuto costante, soprattutto in àmbiti spesso sottovalutati, come la socialità, le relazioni, la burocrazia, la logistica, il lavoro, i risvolti emotivi e organizzativi
Volontari che debbano entrare in contatto, nel loro servizio, con le famiglie di persone non autosufficienti e interagire e rapportarsi non solo con la persona assistita, ma anche con i caregiver. Associazioni, in tutti i casi in cui sia consigliabile tener presente il punto di vista del caregiver familiare nell’organizzare attività, momenti di formazione e iniziative di sostegno, anche rivolte alle famiglie delle persone assistite. Cittadini, ovvero tutti coloro che (come caregiver familiare, amico, parente, collega di lavoro) stanno affrontando un cambiamento nella relazione con una persona in perdita di autosufficienza e nell’organizzazione della vita conseguente: a loro si rivolge il nuovo Sportello Caregiver attivato gratuitamente in versione online dal Centro Servizi per il Volontariato Vol.To, in collaborazione con l’Associazione piemontese Gilo Care.

Leggi: Superando, 21/12/2020


lunedì 21 dicembre 2020
Anziani, nuove stanze degli abbracci nelle Rsa toscane

L’annuncio dell’assessora al sociale Serena Spinelli: “Come Regione stiamo provvedendo a definire un modello che contiene indicazioni e requisiti essenziali per la realizzazione delle stanze degli abbracci”
Stiamo riscontrando un notevole interesse intorno alla realizzazione delle cosiddette “stanze degil abbracci” nelle Rsa. Sicuramente è uno degli strumenti che possono alleviare il carico di isolamento e solitudine degli anziani ospiti, molto provati, così come le famiglie, dalla prolungata situazione di emergenza sanitaria che non consente l’accesso alle strutture. Uno strumento certamente molto potente, dato che arriva a consentire una forma di contatto, seppur mediato da appositi teli e protezioni.
Come Regione vogliamo continuare a favorire, sempre nella massima sicurezza per la prevenzione del contagio, le possibilità di comunicazione e di incontro tra gli anziani che vivono in Rsa e i loro familiari. Fornire queste occasioni è un elemento essenziale per la loro qualità della vita. Per questo come Regione stiamo provvedendo a definire un modello che contiene indicazioni e requisiti essenziali per la realizzazione delle “stanze degli abbracci”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2020


venerdì 18 dicembre 2020
Casa, Sunia-Sicet Lazio: necessaria la proroga della sospensione degli sfratti

“La mancata proroga della sospensione degli sfratti è un atto di grave irresponsabilità da parte del Governo, che getta benzina sul fuoco su una situazione di disagio abitativo che già adesso non risulta affrontabile da parte dei Comuni. La ripresa delle esecuzioni degli sfratti nel bel mezzo di una pandemia che non accenna ad allentare la sua tragica presa sul Paese, sarebbe un colpo durissimo per la tenuta sociale e incrinerebbe ulteriormente la già debole fiducia dei cittadini e dei piccoli e medi operatori economici nei confronti delle istituzioni”. Lo affermano in un comunicato unitario i sindacati degli inquilini Sunia e Sicet di Roma e Lazio.
“Il Comune di Roma, che ad oggi ha erogato meno del 10% dei contributi straordinari di sostegno all’affitto richiesti prima dell’estate, e le strutture di assistenza che ordinariamente intervengono per la prima tutela dei nuclei familiari sfrattati, soprattutto in presenza di minori, anziani o condizioni di fragilità economica e sociale non sarebbero in grado di affrontare i numeri di questa nuova emergenza.

Leggi: Redattore Sociale, 18/12/2020


giovedì 17 dicembre 2020
Napoli. Emergenza abitativa, blocco sfratti. SUNIA e CGIL Napoli: dal 1 Gennaio rischio bomba sociale. Oltre 15mila famiglie potrebbero rimanere senza casa. Necessaria una proroga di sospensione delle esecuzioni per almeno altri 6 mesi.

Rinegoziare i canoni di affitto per una loro diminuzione
Con la fine del blocco degli sfratti al 31 dicembre e senza norme che ne prevedano la sospensione delle esecuzioni nella legge di Bilancio 2021, rischiamo che rimangano senza casa migliaia e migliaia di famiglie. In particolare in Campania sono oltre 20.000 le richieste di esecuzioni di sfratti nel 2019, di cui 7000,00 solo a Napoli. Senza considerare gli esercizi commerciali, che subiranno sorte analogo. Una situazione allarmante, resa ancor più grave dalla crisi economica derivante dall’emergenza pandemica e che potrebbe trasformarsi in una vera e propria bomba sociale. Come richiesto dai Sindacati Inquilini a livello Nazionale al Governo, occorre prorogare di almeno altri 6 mesi la sospensione delle esecuzioni sfratti e, contestualmente, definire misure per la rinegoziazione dei canoni, per dare certezza sia all’inquilino che al proprietari

Leggi: Sunia, 17/12/2020


IN AGENDA:
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IN EVIDENZA:

Che cosa abbiamo imparato dal Covid

Proponiamo ai lettori un assaggio del primo capitolo del 7° Rapporto sull’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, in cui Cristiano Gori e Marco Trabucchi dedicano un’ampia riflessione alle “lezioni della pandemia”, mettendo a fuoco che cosa possiamo imparare da questa inedita e drammatica esperienza.
di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non Autosufficienza), Marco Trabucchi (Associazione Italiana di Psicogeriatria, Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia e Network Non Autosufficienza)
“Non possiamo permetterci di sprecare una crisi come questa, è un’opportunità di fare cose che prima non si pensava di poter realizzare”. Quando pronunciò questa frase, divenuta poi nota e riferita allo sconquasso dell’economia mondiale nel 2008, Rahm Emanuel – già capo di Gabinetto di Obama alla Casa Bianca – certamente non aveva in mente l’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Eppure, è difficile trovare una sintesi più calzante dello spirito che ci è oggi richiesto davanti alla tragedia vissuta dal nostro Paese.
Nei tormentati mesi segnati dall’irrompere del Covid-19 – tra marzo e luglio 2020 – abbiamo tenuto sulla rivista “I luoghi della cura” la rubrica “Taccuino sul mondo nuovo”. Nella prima uscita indicammo che “lo scopo è quello di descrivere il presente, in modo critico, per scrivere nel nostro ideale taccuino qualche spunto e qualche idea che permetta, a noi che stendiamo queste note e ai nostri lettori, di prepararci in modo adeguato al ‘dopo’.

Leggi: I Luoghi della Cura


L’amministratore di sostegno nel sistema di cura dei soggetti vulnerabili

La legge n. 6 del 9.01.2004 sull’istituzione dell’amministratore di sostegno (A.d.S.) si fonda sul principio della centralità della persona beneficiaria, soggetto riconosciuto e valorizzato nella sua capacità di azione e autodeterminazione, tenendo conto delle condizioni che limitano la sua autonomia, il suo contesto di vita, le sue relazioni sociali. Differentemente dall’interdizione e dall’inabilitazione, misure alle quali si ricorre ormai in forma residuale e come estrema ratio perché ritenute totalizzanti e coercitive, la persona beneficiaria dell’A.d.S. non viene deprivata di diritti, ma viene supportata nel suo progetto di vita, nel rispetto delle sue aspirazioni e mantenendo ed incoraggiando la capacità conservate. Solo alcune attività, che risultano per lui difficili da svolgere, vengono delegate all’A.d.S. dal Giudice tutelare nel suo esclusivo interesse. Si tratta di un progetto individuale che deve essere costantemente monitorato e valutato, suscettibile a modifiche nel tempo per compensare le fragilità cui va incontro la persona.

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Caro Conte, la valutazione d’impatto sociale deve entrare nei processi amministrativi

Social Value Italia, l’AIV – Associazione Italiana di Valutazione, Assobenefit, la Fondazione Finanza Etica, il Forum per la Finanza Sostenibile e Torino Social Impact, hanno inviato all’attenzione del Presidente del Consiglio Conte un appello affinché gli interventi finanziati nell’ambito del piano Next Generation EU prevedano strategie di monitoraggio, di valutazione dell’implementazione e dei risultati dei programmi, e dell’impatto sociale dei cambiamenti positivi effettivamente generati.
La pandemia finirà. Non sappiamo ancora quando, ma finirà. E dopo, ci sarà la ripresa (forse dovremmo usare una forma più dubitativa, ma vogliamo farci guidare dall’ottimismo della volontà). La ripresa sarà sostenuta da una possente iniezione di risorse finanziarie, generate perlopiù attraverso l’emissione di titoli di debito pubblico. Che siano nazionali od europei, cambia poco: vuol dire utilizzare oggi denaro che qualcun altro domani dovrà ripagare. In pratica, si tratta di ipotecare il presente delle generazioni future.
Se è vero che ogni promessa è debito, è vero anche il contrario: ogni debito è una promessa. E questa promessa dobbiamo farla alle generazioni future, che sono le nostre creditrici: non un euro sarà sprecato, non un euro sarà speso se non per creare le fondamenta di un’Italia e un’Europa più giuste ed inclusive, in cui ciascuno potrà trovare le condizioni per la propria realizzazione.

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Anziani non autosufficienti cercano politici ambiziosi

Nell’articolo pubblicato l’8 dicembre 2020 su L’Espresso, Cristiano Gori sottolinea come nessuna forza politica abbia condotto finora una battaglia a favore degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie. Eppure, nel nostro Paese, questa riforma del welfare gioverebbe a tutti. – di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non Autosufficienza)
Riusciranno le nostre madri o nonne con l’Alzheimer e i nostri zii o padri costretti in poltrona a diventare una priorità della politica? La modernizzazione del welfare italiano passa – ben più di quanto non si pensi – dalla risposta a questo interrogativo.
I dati sull’incremento esponenziale della popolazione anziana non autosufficiente e sulle difficoltà causate dalle deboli risposte delle politiche pubbliche occupano ormai intere biblioteche. Ancor più significativa delle ricerche sul tema, però, è l’esperienza di ognuno: se non siete un anziano non autosufficiente o un suo parente, o se nessuna persona vicina a voi lo è, smettete di leggere l’articolo. Siete rimasti in tanti a seguire queste righe per un semplice motivo: stiamo parlando di una questione centrale nella società italiana.

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Studio sulle conseguenze dell’epidemia da COVID-19 sui caregiver informali in Europa

Questo studio, promosso in tutta Europa da Eurocarers (Associazione europea a supporto dei caregiver), e svolto in collaborazione con il Centro Ricerche Economico-Sociali dell’IRCCS INRCA di Ancona, è rivolto ai caregiver informali, coloro cioè che, come familiari, vicini e simili, forniscono assistenza in modo gratuito a persone che hanno bisogno di aiuto (o sostegno o supporto) per motivi di salute psico-fisica, disabilità o età anziana (65 anni o più), per meglio comprenderne l’esperienza vissuta durante l’epidemia da COVID-19.
Scopo di questa iniziativa è documentare e analizzare come l’epidemia da COVID-19 possa aver avuto un impatto su aspetti come salute dei caregiver, situazione assistenziale, reti di supporto disponibili, accesso ai servizi sanitari e sociali, condizione lavorativa ed economica, conciliazione tra lavoro e vita privata. Inoltre, l’indagine cerca di raccogliere opinioni e suggerimenti/raccomandazioni dei caregiver informali su come poter essere supportarti al meglio in questi tempi di pandemia.

Leggi: Survey Monkey


Perché investire nella long term care

La domanda di assistenti familiari è destinata a crescere in modo importante nei prossimi trent’anni, quando le persone anziane in Italia saranno oltre 12 milioni. Occorre agire in tempo e investire nella long term care – di Annamaria Simonazzi
L’Italia ha il più alto rapporto di popolazione oltre i 65 anni sul totale della popolazione in Europa. Sebbene cresca la quota degli over 65 in buona salute, il problema della non autosufficienza (in inglese long term care, abbreviato Ltc, ndr) viene progressivamente spostato in avanti. L’assistenza alle persone non autosufficienti rappresenta una voce importante nei bilanci pubblici e in quelli delle famiglie. Invecchiare in salute è non solo un obiettivo fondamentale della qualità della vita, ma rappresenta anche un buon investimento dal punto di vista economico. Il piano nazionale per la ripresa e la resilienza proposto dal governo dovrebbe articolarsi anche intorno a questa consapevolezza.
La divisione del lavoro nel sistema italiano di Ltc rientra ancora in quello che era stato definito il “modello mediterraneo” di cura, centrato sostanzialmente sulla famiglia, che supervisiona spesso il lavoro di assistenza di una “badante”, con il supporto pubblico consistente in modo prevalente di trasferimenti monetari. Il ricorso alla cura residenziale viene spesso riservato alla fase di maggiore morbilità, con la conseguenza che è mutata nel tempo la popolazione delle residenze, cui spettano sempre di più compiti sanitari, più che assistenziali.

Leggi: In Genere


Chi si cura delle persone anziane

Le proposte sull’assistenza alle persone anziane e disabili contenute nel piano nazionale per la ripresa sono vaghe e imprecise. Sintomo della scarsa conoscenza che circola, nelle stanze dove si decide, su una fetta di welfare che invece merita attenzione e competenza – di Mara Gasbarrone, Marcella Corsi
È difficile presentare progetti su una realtà di cui si ignora quasi tutto. Quindi è parzialmente spiegabile la vaghezza delle proposte della bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sul tema dell’assistenza agli anziani, una componente del lavoro di cura almeno altrettanto importante di quella destinata ai bambini. Facciamo un rapido elenco in successione delle informazioni ricavate da varie fonti.
Il Pnrr denuncia “un’elevata disomogeneità territoriale di tutti i servizi residenziali e di prossimità (circa 300 posti letto per anziani ogni 1000 abitanti)”, numero quest’ultimo del tutto inverosimile, tanto da far pensare a un refuso.
Non va meglio per un organo d’informazione solitamente attento, espressione del terzo settore, come Vita, che qualche mese fa titolava Sos per 300mila anziani in case di riposo confondendo fra case di riposo, destinate agli anziani autosufficienti, e residenze sanitarie assistenziali (Rsa), che ospitano anziani non autosufficienti. E proseguiva “allarme per oltre 300 mila nonni ospitati in 7mila strutture da nord a sud dell’Italia”. Fonte: non meglio precisati dati del Ministero dell’Interno, analizzati dall’Ue.coop, la quale nel frattempo ha aumentato il numero dei “nonni” ricoverati a 340 mila.

Leggi: In Genere


SEGNALAZIONI:

Pensioni: per Gennaio e febbraio pagamento anticipato

Anche per i mesi di gennaio e febbraio 2021, per coloro che riscuotono le pensioni presso Poste Italiane S.p.A. è prevista l’anticipazione del pagamento che, rispetto alle normali scadenze, sarà distribuito su più giorni.
A comunicarlo l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale, nella quale spiega che la decisione è stata stabilita al solo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli ufficio postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19.
In particolare, l’Istituto previdenziale spiega che per il mese di gennaio, il pagamento avrà luogo dal 28 dicembre 2020 al 2 gennaio 2021 mentre per il mese di febbraio verrà effettuato dal 25 al 30 gennaio 2021, secondo un calendario che sarà pubblicato da Poste italiane.
L’Inps, infine, precisa che trattandosi esclusivamente di un’anticipazione del pagamento, il diritto al rateo di pensione si matura comunque il primo giorno del mese di competenza dello stesso.
Di seguito il calendario dei pagamenti di gennaio e febbraio 2021

Leggi: Inca

 

 

 

 

 

 

 

Appello dei Sindacati dei pensionati per un nuovo welfare: al via la petizione su Change.org

Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil lanciano una petizione sulla piattaforma online di raccolta firme change.org, per chiedere a Governo, Parlamento, istituzioni regionali e locali che il welfare torni ad essere una priorità di questo Paese.
Questi i punti fondamentali per i Sindacati dei pensionati: una legge-quadro nazionale sulla non autosufficienza; il rilancio del Servizio sanitario nazionale; la riforma delle Rsa e della domiciliarità; la rivalutazione delle pensioni e l’ampliamento della 14esima mensilità.
“È necessario – si legge nella petizione – un intervento sulla non autosufficienza: c’è bisogno di una legge di civiltà che manca da molto tempo, resa ancora più urgente dall’impatto che la pandemia di Covid-19 sta avendo in particolare sulla popolazione anziana più fragile ed esposta.
Serve un modello di sanità ripensato, un modello di sanità universale e ‘pubblica’, che contribuisca in tal modo al rilancio dello Stato sociale. Bisogna intervenire immediatamente per mettere in sicurezza tutte le Rsa e garantire la presenza al loro interno di personale adeguatamente formato. Infine, è un diritto sacrosanto per i pensionati poter avere un’equa rivalutazione dei trattamenti pensionistici, insieme all’ampliamento della quattordicesima mensilità.”
I Sindacati dei pensionati invitano tutti i loro dirigenti e iscritti a sottoscrivere l’appello.
È possibile firmare la petizione al seguente link: chng.it/fnyh2DSB6n

Leggi: Spi-Cgil


NEWS:

martedì 15 dicembre 2020
Italia, un paese sempre più vecchio. Campania, la “più giovane”

I dati del censimento Istat (2018-2019): più del 50% dei residenti è concentrato in cinque regioni (Lombardia , Veneto, Lazio, Campania e Sicilia) e, rispetto al 2011, i residenti diminuiscono nell’Italia Meridionale e nelle isole. L’età media aumenta di due anni. Cresce l’occupazione delle donne, ma lo squilibrio di genere permane
Anziani, Covid (Anziano con bastone)
La popolazione censita in Italia al 31 dicembre 2019 ammonta a 59.641.488 residenti – circa 175mila persone in meno rispetto al 31 dicembre 2018, pari a -0,3% – ma risulta sostanzialmente stabile nel confronto con il 2011 (anno dell’ultimo censimento di tipo tradizionale), quando si contarono 59.433.744 residenti (+0,3%, per un totale di +207.744 individui). Lo rileva l’Istat nel rapporto Sul ‘Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni – Prima diffusione dei dati definitivi 2018 e 2019’. Rispetto al 2011, i residenti diminuiscono nell’Italia Meridionale e nelle Isole (-1,9% e -2,3%), e aumentano nell’Italia Centrale (+2%) e in entrambe le ripartizioni del Nord (+1,6% nell’Italia Nord-orientale e +1,4% nell’Italia Nord-occidentale). Più del 50% dei residenti è concentrato in cinque regioni, una per ogni ripartizione geografica: Lombardia (16,8%), Veneto (8,2%), Lazio (9,7%), Campania (9,6%) e Sicilia (8,2%).

Leggi: Redattore Sociale, 15/12/2020


martedì 15 dicembre 2020
Anziani, Zaia: nelle case riposo più mortalità per Covid che a marzo

“Eppure adesso abbiamo procedure e dpi che prima non avevamo”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, oggi in conferenza stampa. I dati saranno approfonditi in uno studio dedicato alla pandemia nelle Rsa
“Nelle case di riposo abbiamo più mortalità rispetto a marzo, eppure ora abbiamo Dpi e procedure che prima non avevamo”. Lo afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale. I dati saranno approfonditi in uno studio dedicato alla pandemia nelle Rsa, ma una ipotesi è che in questa fase i decessi avvengano nelle case di riposo, mentre nella prima fase i pazienti positivi erano spostati più frequentemente in ospedale, e pertanto il dato incideva sulla conta dei decessi in ospedale e non di quelli in Rsa.

Leggi: Redattore Sociale, 15/12/2020


martedì 15 dicembre 2020
Anziani, il Covid aumenta i problemi con le badanti: dalla cucina alla malafede

Durante la pandemia sono aumentati i conflitti, per via di generazioni e soprattutto culture diverse, tra anziani e i badanti che li assistono. Acli Bologna offre mediazione
Durante la pandemia sono aumentati i conflitti, per via di generazioni e soprattutto culture diverse, tra anziani e i badanti che li assistono. A volte, oltre che lavorativi, i problemi diventano anche “personali, culturale e intergenerazionali”, spiega Chiara Pazzaglia, presidente del Patronato Acli di Bologna, evidenziando questo problema come una delle principali diatribe acuite dall’emergenza sanitaria.
Accudire un anziano non significa infatti soltanto aiutarlo a spostarsi da una parte all’altra della casa o portarlo alle visite mediche: “Sono molti i fattori che si innescano”, dice Claudio Natali, che si occupa per Acli del collocamento e della gestione dei lavoratori domestici. “Non è facile gestire questi rapporti perché oltre all’anziano entrano in gioco anche i figli” che spesso possono essere scontenti del lavoro dei badanti e che oggi rivestono, in molti casi, il ruolo di caregiver dell’anziano. Ancora, si possono innescare conflitti interculturali “al netto delle situazioni di malafede”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/12/2020


martedì 15 dicembre 2020
Un caregiver dev’essere accanto alla persona con disabilità grave ricoverata

«Siamo consapevoli dello sforzo e della dedizione che i sanitari impiegano per tutti i pazienti, rischiando essi stessi il contagio. Ai percorsi di cura, però, occorre aggiungere un protocollo che preveda la presenza di un caregiver accanto alla persona con disabilità grave ricoverata»: a chiederlo con forza è Tiziana Grilli, presidente dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), dopo il caso della donna con sindrome di Down, morta per Covid al Policlinico di Catania, lontana dai familiari che sempre si erano presi cura di lei.
«Si tratta – prosegue Grilli – di un problema che riguarda le persone con Sindrome di Down e tutte quelle con disabilità intellettiva, che non si autodeterminano e non hanno sempre la capacità di esprimere i propri bisogni. Infatti, essere ricoverati in un reparto ospedaliero per la necessità di cure, significa per tutti cambiare completamente il contesto di vita abituale, ma si pensi cosa possa accadere alle persone che non hanno gli strumenti per decodificare e sopportare le nuove condizioni e che spesso non hanno una comunicazione verbale efficace.

Leggi: Superando, 15/12/2020


martedì 15 dicembre 2020
Nonni revolution

Sono morti soli, nei letti degli istituti. E soli sono tutt’ora. Troppo pericoloso farli uscire, andare a trovarli. Gli anziani, durante questa pandemia, stanno mostrando tutte le loro fragilità – di Maria Sorbi
Sono morti soli, nei letti degli istituti. E soli sono tutt’ora. Troppo pericoloso farli uscire, andare a trovarli. Gli anziani, durante questa pandemia, stanno mostrando tutte le loro fragilità. Così come le sta mostrando il sistema per assisterli. Da ripensare e correggere, al di là dell’emergenza di quest’anno.
A giugno il comitato di esperti guidato dal manager Vittorio Colao lo ha detto chiaramente: «È necessario studiare un’alternativa al ricovero in Rsa e residenze diurne tramite progetti di vita indipendente per persone con disabilità, minori, anziani, persone con disagio psichico».
E un paio di mesi più tardi il ministro alla Salute Roberto Speranza ha nominato una commissione speciale per creare le nuove Rsa, spiegando che «i mesi del Covid hanno fatto emergere la necessità di un profondo ripensamento delle politiche di assistenza sociosanitaria per la popolazione più anziana. La commissione aiuterà le istituzioni ad indagare il fenomeno e a proporre le necessarie ipotesi di riforma».

Leggi: Il Giornale, 15/12/2020


lunedì 14 dicembre 2020
Blocco degli sfratti, con la fine dell’anno si rischiano migliaia di nuovi senzatetto

Il SUNIA, sindacato nazionale di inquilini ed assegnatari, lancia l’allarme per la fine del blocco degli sfratti in piena pandemia: è un incubo vero e proprio, irresponsabile chi preme per la ripresa della esecuzioni
Il 31 dicembre terminerà il blocco degli sfratti approvato lo scorso giugno dal Governo, una misura utile e necessaria a mitigare gli effetti drammatici che la pandemia avrebbe avuto sul comparto dell’affitto abitativo. Cosa succederà dal primo gennaio, lo abbiamo chiesto a Stefano Chiappelli, segretario generale del Sunia, il sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari.
Il blocco dell’esecuzione forzata degli sfratti è stata una misura tampone che per qualche mese ha messo al riparo migliaia di famiglie colpite dalla crisi, dalla disoccupazione e dall’erosione dei redditi; ora cosa dobbiamo aspettarci?
“Ritengo che sia impensabile, nella grave situazione che si registra, sia in termini di pandemia che sul piano economico e sociale, riprendere l’esecuzione forzata degli sfratti e delle procedure immobiliari sia per le abitazioni che per i locali nei quali si svolgono le attività commerciali.

Leggi: Collettiva, 14/12/2020


lunedì 14 dicembre 2020
Lavoro, Domina: solo l’8,1% degli anziani potrà pagare la badante a dicembre

Lo rileva l’Osservatorio nel secondo Rapporto annuale sul Lavoro Domestico. Le famiglie spenderanno oltre 2 milioni per tredicesime e mensilità
“Natale al tempo della pandemia. Milioni di anziani in difficoltà, non solo quest’anno resteranno soli per le feste, solamente l’8,1%, rileva l’Osservatorio Domina, nel secondo Rapporto annuale sul Lavoro Domestico 2020, potrà permettersi di pagare una badante a tempo pieno (40 ore di lavoro la settimana) facendo affidamento solamente sulla pensione”. Così in una nota stampa l’Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico Domina.
“Per gli 849mila lavoratori domestici regolari, le famiglie italiane spenderanno quasi 440 milioni di euro in tredicesime- continua Domina- A questi si devono aggiungere le mensilità di dicembre e, laddove richiesto, un anticipo di Tfr. Se consideriamo anche la componente irregolare, le famiglie potrebbero spendere a dicembre fino a 3 miliardi di euro. Il Pil annuale garantito dalle retribuzioni di colf e badanti è pari a 18 miliardi di euro di valore aggiunto, tenendo conto del lavoro regolare e irregolare. Le famiglie spendono ogni anno, di media, 7,1 miliardi di euro per le retribuzioni dei lavoratori domestici regolari (tfr e Inps inclusi) e 8,1 miliardi per quelli irregolari”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2020


lunedì 14 dicembre 2020
Catania. Non c’è ancora una data certa per la consegna delle chiavi degli alloggi dell’ex Palazzo di cemento a Librino, ma il sindaco Pogliese ha dato appuntamento al Sunia e agli assegnatari al prossimo 23 dicembre

Per il 23 Dicembre la risoluzione del caso potrebbe essere finalmente più vicina, anche se il sindacato degli inquilini preferisce non abbassare la guardia.
Una delegazione composta dal Sunia di Catania e da quattro rappresentanti delle 96 famiglie assegnatarie degli alloggi all’ex Palazzo di cemento a Librino, è stata ricevuta stamattina dal sindaco Pogliese. Erano infatti in corso i lavori – sollecitati proprio dal sindacato degli inquilini- con tutti i settori comunali responsabili del completamento dei lavori e delle consegne.
Nel frattempo, in piazza Università si teneva il sit in annunciato dal sindacato nei giorni scorsi al quale hanno aderito circa 50 assegnatari.

Leggi: Sunia, 14/12/2020


lunedì 14 dicembre 2020
Cronicità e assistenza territoriale, riorganizzazione basata sulle eccellenze

“Quello che negli anni scorsi sembrava essere un argomento di “dialogo di politica sanitaria”, è diventato durante quest’anno un’urgenza”. Una delle sessioni chiave del XLI Congresso annuale SIFO è stata “Malattie Croniche: riorganizzazione dei percorsi di cura dell’assistenza farmaceutica territoriale”
Una delle maggiori criticità riscontrate in periodo pandemico è quella del mancato rapporto e dialogo tra ospedale e territorio. Quello che negli anni scorsi sembrava essere un argomento di “dialogo di politica sanitaria”, è diventato durante quest’anno un’urgenza. Non a caso una delle sessioni chiave del XLI Congresso annuale SIFO è stata Malattie Croniche: riorganizzazione dei percorsi di cura dell’assistenza farmaceutica territoriale. In una visione globale, quale può essere il ruolo del Farmacista delle Aziende Sanitarie nell’integrazione dell’assistenza farmaceutica tra ospedale e territorio? Risponde Simona Creazzola (past-president SIFO e tutor della Sessione): “Un rapporto integrato e sinergico fra i farmacisti delle Aziende Sanitarie che operano in ospedale e sul territorio è fondamentale oggi più che mai per il contributo della nostra ………

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2020


sabato 12 dicembre 2020
Testo Unico e Barriere Architettoniche: le proposte del CNAPPC Consiglio Nazionale degli architetti per un mondo migliore

Un mondo migliore, un futuro per tutti. Sono queste le parole chiave che gli architetti italiani hanno presentato al Governo in due emendamenti che sono stati approvati e che porteranno modifiche e novità riguardo testo unico edilizia e barriere architettoniche. Un tema, quello di progettare un nuovo futuro – sottolinea il Consiglio Nazionale degli architetti in una nota stampa – che vede gli architetti professionisti impegnati in prima persona “per fornire un contributo alle politiche nazionali e internazionali anche a partire dal recente recepimento delle proposte degli Architetti PPC italiani all’interno del disegno di legge nazionale che disciplinerà il settore delle costruzioni”.
Il punto sul tema dell’accessibilità e di quali novità è possibile apportare al testo unico edilizia e alla progettazione delle barriere architettoniche sarà approfondito mercoledì 9 dicembre dalle 14,30 alle 19 nel corso di un convegno online organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dal titolo “Un Futuro per tutti – il ruolo degli Architetti PPC nel Design for all tra visioni e azioni”.

Leggi: Rete Caad, 12/12/2020


sabato 12 dicembre 2020
Reggio Calabria. Francesco Alì e Celeste Logiacco: “Il valore economico, politico-sindacale e simbolico dei nuovi Accordi Territoriali per i contratti di locazione a canone concordato per i Comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando”

“La firma e il deposito da parte di Sunia-Cgil Calabria, Confedilizia e Sicet-Cisl di Reggio Calabria dei tre nuovi Accordi Territoriali per i contratti di locazione a canone concordato nei Comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando è importante perché produrrà per il territorio della Piana valore aggiunto da un punto di vista economico, politico-sindacale e simbolico”.
Così Francesco Alì (delegato alle politiche abitative Cgil Calabria e segretario Sunia-Cgil regionale) e Celeste Logiacco (Segretaria Generale Cgil Gioia Tauro).
Il valore economico
“L’Accordo produrrà innanzitutto benefici economici e questo è già un risultato in tempi di gravissima crisi sanitaria ed economica – spiegano Celeste Logiacco e Francesco Alì – Canoni calmierati e sconti fiscali per inquilini e proprietari, maggiori entrate per le casse comunali sono alcuni degli effetti più evidenti.

Leggi: Sunia, 12/12/2020


venerdì 11 dicembre 2020
Natale, 407 mila badanti faranno gli straordinari?

Secondo l’osservatorio Domina, se i figli non potranno trascorrere le festività con i genitori, le badanti dovranno restare ad accudire gli anziani anche a Natale. I dati del Rapporto annuale: 50.401 assunzioni solo a marzo 2020, (+58% rispetto a marzo 2019), perché solo chi era in regola poteva andare al lavoro durante il lockdown. Gasparrini: “Da affrontare il tema della sicurezza: impossibile distanziamento”
Se non potranno esserci i figli, dovranno esserci le badanti: a Natale, tante di loro dovranno restare accanto agli anziani di cui si prendono cura. Forse non tutte le 407 mila badanti regolari censite nel 2019 dal 2° Rapporto annuale sul lavoro domestico 2020 dell’Osservatorio nazionale Domina. E’ certo però, secondo Domina, che “il mini lockdown che si prospetta per le feste di Natale e Capodanno avrà ripercussioni anche nel mondo del lavoro domestico. Se i figli non potranno trascorrere le festività con i genitori, le oltre 407 mila badanti che lavorano regolarmente in Italia potrebbero dover fare gli straordinari, rimanendo ad accudire gli anziani”.

Leggi: Redattore Sociale, 11/12/2020


lunedì 7 dicembre 2020
Barriere architettoniche: ok alla cessione del credito, a determinate condizioni

Il sottosegretario Villarosa risponde ad una interrogazione sul bonus fiscale introdotto dal Decreto Rilancio
I lavori finalizzati al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche godono dell’opzione della cessione del credito, a determinate condizioni.
È stata questa la risposta del sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze, Alessio Villarosa, all’interrogazione posta dal deputato Gian Mario Fragomeli.
Il deputato chiedeva se tra le spese sostenute negli anni 2020 e 2021, per le quali – in alternativa al superbonus 110% e agli eltri bonus fiscali – si può scegliere la cessione del credito ex art. 121 del Decreto Rilancio (DL 34/2020 convertito nella Legge 77/2020), potessero essere ricomprese anche quelle finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche agevolate con l’IVA al 4%.
Si tratta, per esempio, del rifacimento o dell’adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori), degli interventi di natura edilizia più rilevante, quali il rifacimento di scale ed ascensori, dell’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o piattaforme elevatrici.

Leggi: Edilportale, 07/12/2020


DALLE REGIONI:

lunedì 14 dicembre 2020
Pescara. Affitto e morosità incolpevole, i sindacati: dannosa lentezza della Regione Abruzzo

A giugno, le segreterie regionali dei sindacati confederali e dei rispettivi sindacati degli inquilini, avevano chiesto agli assessori competenti e al Presidente della Regione un incontro per verificare l’impatto della crisi scatenata dal diffondersi del contagio da Covid19, sul disagio abitativo. “In altri termini – spiegano in una nota Carmine Ranieri, segretario regionale CGIL e Geppino Oleandro, Commissario del SUNIA – sentivamo la necessità di capire se le risorse messe in campo dal Governo Nazionale erano in grado di far fronte alla richiesta di aiuto e di sostegno all’affitto che coinvolgeva migliaia di famiglie e i relativi proprietari degli stessi immobili. La richiesta inoltrata era motivata da due questioni cruciali:
1) La fase attuativa dei decreti governativi, coi i quali sono state assegnate le risorse alla Regione Abruzzo del fondo di sostegno all’affitto e sulla morosità incolpevole richiedevano la messa in campo di procedure urgenti per accelerare, semplificare e rendere immediatamente disponibili gli aiuti a sostegno dell’affitto.

Leggi: Sunia, 14/12/2020


domenica 13 dicembre 2020
Auser in prima linea contro il Covid “Per dare ascolto agli anziani soli”

La sede di Grosseto sarà aperta due giorni a settimana per dare assistenza telefonica agli oltre 1.200 associati. Inoltre nella struttura di via Einaudi saranno consegnate anche le mascherine
Auser Grosseto spalanca le porte. I prossimi giorni si annunciano particolarmente impegnativi per le persone anziane che a causa delle norme anti-Covid rischiano di ritrovarsi sole anche se hanno figli e nipoti. Per venire incontro ai cittadini più anziani nei molteplici bisogni che in questo periodo si manifestano più che in passato, Auser Grosseto a partire da domani, dunque, apre la propria sede di Gorarella, in via Enrico De Nicola 19, non solo al mattino, dalle 9 alle 12 (dal lunedì al venerdì), ma anche nei pomeriggi del martedì e del giovedì, dalle 14.30 alle 16.30. In questi orari i volontari consegneranno le mascherine per conto della Protezione civile, ma non solo.
“Siamo pronti e formati anche per l’ascolto – spiega la presidente Vera Bartalucci – grazie al progetto Sportello sociale Auser, al quale tutti possono rivolgersi per ogni tipo di necessità”. Il periodo che stiamo vivendo ha reso più difficoltoso lo svolgimento delle funzioni e dei compiti di Auser, impedendo, per esempio, la preparazione dei pasti nei centri o, più semplicemente, l’organizzazione del tempo libero di coloro che, storicamente, si rivolgono all’associazione.

Leggi: La Nazione, 13/12/2020


venerdì 11 dicembre 2020
A Bari, screening su 200 senzatetto della città

I tamponi saranno effettuati domani e domenica all’esterno della mensa di Santa Chiara a Bari vecchia. Sono circa 200 le persone destinatarie delle analisi che saranno effettuate in piu’ turni
La Asl di Bari, in collaborazione con la Caritas diocesana di Bari e Bitonto, ha avviato uno screening per tutte le persone senza dimora della città. I tamponi saranno effettuati domani e domenica all’esterno della mensa di Santa Chiara a Bari vecchia. Sono circa 200 le persone destinatarie delle analisi che saranno effettuate in più turni, dalle 9 alle 11:30 e dalle 15 alle 18.
Gli operatori del dipartimento di Prevenzione forniranno ai senza dimora dispositivi di protezione individuale e soluzione alcolica per igienizzare le mani. Chi risulterà positivo al test antigenico sarà sottoposto a tampone molecolare e trasferito nell’hotel Moderno, messo a disposizione dalla Protezione civile regionale. Sara’ compito della Caritas informare gli utenti e predisporre un sistema di identificazione degli stessi con dati anagrafici in modo tale da facilitare il processo dei test.

Leggi: Redattore Sociale, 11/12/2020


giovedì 10 dicembre 2020
Senza dimora, come rispondere ai nuovi bisogni (nell’emergenza Covid)

Un bilancio del progetto “Inside”, che dal 2016 implementa interventi innovativi per contrastare la grave emarginazione adulta in tredici comuni dell’Emilia-Romagna. Schlein: “Oggi si stanno affiancando vecchie e nuove povertà: vogliamo costruire politiche innovative e flessibili per adattarsi al nuovo contesto”
Potenziare il lavoro di rete per contrastare la marginalità estrema, progettare interventi di lungo periodo per i senza dimora e aumentare la conoscenza del fenomeno. Sono gli obiettivi del progetto “Inside – Interventi strutturati e innovativi per contrastare la grave emarginazione adulta senza dimora in Emilia-Romagna”, che dal 2016 ha permesso l’implementazione in Regione di diversi servizi in tredici Comuni. I risultati del progetto, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con risorse di due fondi europei – Pon inclusione e Fead (Fondo Europeo di Aiuto agli indigenti) – per un totale di 2 milioni 900 mila euro, sono stati raccontati nel seminario online “Interventi di contrasto alla grave emarginazione adulta e senza dimora. Esperienze e nuove prospettive del progetto regionale Inside”, promosso oggi dalla Regione Emilia-Romagna e Art-E

Leggi: Redattore Sociale, 10/12/2020


giovedì 10 dicembre 2020
Casa, sindacati veneti: centinaia di famiglie a rischio di sfratto

Sono centinaia le famiglie venete che rischiano di perdere la casa nei primi mesi del 2021, al termine del blocco degli sfratti. Lo denunciano i segretari dei sindacati Sicet, Sunia e Uniat del Veneto
Sono centinaia le famiglie venete che rischiano di perdere la casa nei primi mesi del 2021, al termine del blocco degli sfratti. Lo denunciano i segretari dei sindacati Sicet, Sunia e Uniat del Veneto, Pietro Scomparin, Michele Brombin, e Claudio Stocco. “Abbiamo chiesto un incontro alla Regione Veneto per monitorare la situazione e per chiedere che vengano messe a disposizione alloggi, anche temporanei, per queste emergenze abitative, senza dividere le famiglie, e nel frattempo rendere usufruibili tutti quegli alloggi dell’Ater attualmente sfitti perche’ bisognosi di restauri”, anticipano i sindacati. “I contributi una tantum che la Regione Veneto ha messo a disposizione sono poca cosa rispetto alle reali necessita’, aggravate dall’imperversare della pandemia che in primis ha colpito chi aveva lavori precari”

Leggi: Redattore Sociale, 10/12/2020


IN AGENDA:

Le persone con fragilità e le tecnologie assistive – 17.12.2020 (ore 15.30-18), dall’Università di Bergamo

Un percorso da diverse prospettive, dedicato alle tecnologie assistive per le persone con fragilità, con particolare attenzione alle persone con disabilità e a quelle anziane: sarà questo il seminario online del 17 dicembre, intitolato “Cura della tecnologia. Persone con fragilità e tecnologie assistive”, promosso dall’Università di Bergamo, insieme a Confcooperative Bergamo e all’Impresa Sociale COESI della città lombarda
«Nel suo significato originario, il termine “tecnica” non è coincidente con quello che comunemente chiamiamo know-how o problem solving, espressioni il cui significato rimanda al trovare una soluzione efficace ed efficiente a un problema. È questa, infatti, una visione limitata di che cosa sia “tecnica”, che genera in alcuni casi diffidenza in chi opera nei servizi alla persona e specialmente in quelli rivolti alle persone fragilità: prendersi cura di una persona (e delle sue reti familiari), infatti, non è riducibile a risolvere problemi.

Leggi: Superando


Convegno annuale de lavoce.info

Giovedì 17 dicembre dalle 17 alle 19.30 si svolgerà, in diretta Zoom, il convegno annuale de lavoce.info: si parlerà di economia e ricerca alla sfida del Covid. A breve tutti i dettagli.

Leggi: La Voce


18 dicembre 2020 – “Si fa presto a dire Vita Indipendente”

Sarà il pedagogista Roberto Medeghini a condurre il 18 dicembre il nuovo seminario in rete promosso nell’àmbito del percorso “Si fa presto a dire Vita Indipendente”, voluto dal Gruppo Giovani della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), per formare sui temi legati alla Vita Indipendente, da intendere come il raggiungimento di un’autonomia non solo abitativa o lavorativa, ma da inserire nel più ampio campo dell’autodeterminazione della persona con disabilità, ossia la possibilità di decidere per sé e la propria vita.

Leggi: Superando


IN EVIDENZA:

Health at a Glance – Europe 2020

Nel mese di novembre è uscita la pubblicazione dell’OECD dedicata ai sistemi sanitari europei, quali si configuravano negli anni immediatamente precedenti alla crisi del Covid-19. In questa nota ho raccolto i dati, per i miei interessi più significativi, riferiti a sei Paesi europei: oltre all’Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito. La scelta dei Paesi deve essere giustificata.
L’Italia aveva nel 1996 un reddito reale pro capite pari al 95 % di Francia e Germania e marginalmente superiore al Regno Unito; negli ultimi 20 anni ci siamo progressivamente allontanati da questi Paesi, stante che le stime correnti collocano il nostro reddito pro capite al 75% di quello tedesco e all’80% di quelli di Francia e Regno Unito. Ci stiamo invece progressivamente avvicinati alla Spagna; mentre nel 1990 il reddito italiano era superiore del 28% di quello spagnolo, nel 2019 il divario si era ridotto al 7%. (tab.1).
Possiamo infine ricordare che nell’arco di tempo qui considerato il reddito reale pro capite si è ridotto in Italia del 2%. Non sembra che sia stato finora condotto un esauriente esame delle cause all’origine del prolungato periodo di stagnazione dell’economia italiana. In questa nota ci limitiamo a rappresentare l’esito che il mancato sviluppo ha avuto sul sistema sanitario italiano relativamente a quello degli altri Paesi europei.

Leggi: Welforum


Una volta di più: accompagnamento e pensione d’invalidità non fanno reddito

«Sia la pensione di invalidità che l’indennità di accompagnamento esulano dalla nozione di “reddito” ai fini del calcolo ISEE, in quanto non costituiscono incrementi di ricchezza, ma importi riconosciuti a titolo meramente compensativo o risarcitorio a favore delle situazioni di disabilità»: lo ha sancito una volta di più una recente Sentenza del Consiglio di Stato, imponendo al Comune di Parma di annullare quel regolamento relativo ai progetti di vita in favore delle persone con disabilità, che si era mosso in senso contrario
Due anni fa era stata l’Associazione di Promozione Sociale emiliana Prima gli ultimi a ricorrere contro il Comune di Parma per un regolamento approvato dal Comune stesso, che disciplinava il sostegno economico ai progetti di vita in favore delle persone con disabilità residenti nel Distretto della città. Motivo del contendere la decisione su chi avesse diritto a riduzioni o esenzioni dal pagamento di servizi non sanitari, tema sul quale l’Amministrazione Comunale aveva incluso nel reddito ai fini dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) anche le indennità di accompagnamento e le pensioni di invalidità.

Leggi: Superando


Recovery Plan. Associazioni e sindacati chiedono investimento di almeno 30 miliardi per la sanità

I 9 miliardi proposti nella bozza “hanno dell’incredibile”. “Ci troviamo di fronte a una scelta politica precisa, uno schiaffo alla sanità pubblica nazionale e ai servizi sociali: la rinuncia a rinnovare e potenziare il nostro SSN, per metterlo in grado di tutelare per davvero la salute della popolazione e ridurre le sempre più profonde diseguaglianze sociali. Una scelta destinata a trasformare un invidiato sistema di sanità pubblica in uno che sempre più favorirà la medicina privata”.
“La proposta di PNRR presentata dal Governo riserva agli investimenti per la Salute 9 miliardi: appena il 4,6 % delle enormi risorse messe a disposizione con Next Generation UE (quasi 200 miliardi). E’ una scelta che ha dell’incredibile. La pandemia ha mostrato quanto fragile, indebolito dai tagli e impreparato fosse il Servizio sanitario italiano e ancor più i servizi sociali. In questi mesi grazie al sacrificio e al senso etico e professionale di chi lavora nel sistema socio sanitario si è potuto rispondere a quello che sta succedendo. Lo abbiamo visto nel corso della prima micidiale ondata e ancor più ora con la marea della seconda fase”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Recovery Plan. Fnopo: “Senza investimenti adeguati non ci potrà essere sanità adeguata”

Le ostetriche: “Risulta incomprensibile come nella bozza del Recovery Plan il Governo abbia pensato di stanziare solo 9 miliardi di euro a un comparto in affanno e ormai quasi al collasso. Una decisione politica miope che rischia di costare molto di più nel lungo periodo in termini di salute dei cittadini e delle finanze dello Stato”.
“È sotto gli occhi di tutti come la sanità italiana abbia avuto e, oggi ancora di più, abbia urgente necessità di risorse finanziarie adeguate per poter garantire efficacia e sicurezza delle cure e assistenza. Risorse che, come sta dimostrando l’attuale pandemia, sono state insufficienti e inadeguate per affrontare l’emergenza – urgenza sia a livello delle strutture Covid sia a livello delle strutture e dei servizi territoriali (consultori/ambulatori generali e specialistici) che solo gli enormi sacrifici dei professionisti della sanità hanno saputo tamponare. La buona volontà, però, non può essere la soluzione a problemi decennali. Risulta quindi incomprensibile come nella bozza del Recovery Plan il Governo abbia pensato di stanziare solo 9 miliardi di euro a un comparto in affanno e ormai quasi al collasso. Una decisione politica miope che rischia di costare molto di più nel lungo periodo in termini di salute dei cittadini e delle finanze dello Stato”.

Leggi: Quotidiano Sanità


L’impatto della pandemia sulla demografia

Bonetti: «L’elemento dell’attivazione del desiderio è lo snodo fondamentale da cogliere e favorire, a livello individuale e collettivo. L’antitesi tra maternità e lavoro non ha funzionato. Il Paese deve aprire gli occhi e dire che ha usato la strategia sbagliata». Rosina: «Lasciare che l’emergenza sanitaria diventi una ulteriore occasione di revisione al ribasso, per le nuove generazioni, dei propri progetti di vita, condannerebbe tutto il paese ad un declino irreversibile».
Ve la ricordate l’ironia di marzo? Ci sarà un baby boom figlio del lockdown. C’è voluto poco per capire che le cose stavano andando diversamente e che la convivenza forzata più che far volare il desiderio ha fatto aumentare le crisi di coppia (ovvio che l’impatto sui concepimenti potrà essere misurato a nove mesi di distanza, quindi sull’andamento delle nascite da dicembre 2020 in poi, benché i dati parziali sui primi otto mesi dell’anno evidenziano già una riduzione di oltre 6.400 nati rispetto allo stesso periodo del 2019). Non contenti, ci hanno riprovato con le vignette sul cenone di San Silvestro da consumare obbligatoriamente in camera. Ora lo dicono anche i dati: «le prime evidenze disponibili mostrano il prevalere di una combinazione di difficoltà e incertezza che tende ad indebolire le scelte di impegno positivo verso il futuro, in particolare quella di avere un figlio», si legge nel Primo rapporto del Gruppo di esperti “Demografia e Covid-19” intitolato L’impatto della pandemia di covid-19 su natalità e condizione delle nuove generazioni che è stato presentato oggi.

Leggi: Vita


La circolare del Ministero sulle visite dei parenti nelle strutture per anziani.

Quando la circolare contrasta con la legge
La nuova circolare del Ministero della Salute in tema di visite dei parenti agli anziani ospiti nelle strutture residenziali introduce alcune novità che rischiano di rimanere solo sulla carta. L’analisi di Franco Pesaresi.
Il tema delle visite dei parenti agli anziani ospitati nelle strutture residenziali è importante perché l’isolamento sociale e la solitudine rappresentano motivo di sofferenza e importanti fattori di rischio nella popolazione anziana per lo stato di salute fisica e mentale.
Purtroppo il quadro normativo che definisce questi momenti e delinea le disposizioni per la loro realizzazione è contraddittorio ed alimenterà ulteriori confusioni e sofferenze per gli anziani e le loro famiglie.
Facciamo il punto della situazione.
Il 13 ottobre 2020 il Presidente del Consiglio firma il DPCM con la chiusura delle strutture per anziani alle visite dei parenti. Il testo, poi confermato anche nei decreti successivi, recita testualmente: “l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione”.

Leggi: I Luoghi della Cura


Considerazioni per un approccio evolutivo ai LEP

Sotto la pressione dell’emergenza epidemica, e in previsione delle nuove risorse pubbliche disponibili, si sono riaperti temi un tempo di primissimo piano ma che sono stati progressivamente messi nella bacheca delle cose belle e mai usate. Si torna a discutere apertamente di livelli essenziali delle prestazioni, integrazione sociosanitaria, riorganizzazione per processi e non per categorie assistenziali, programmazione territoriale, reti comunitarie. A venti anni dalla legge 328/2000 e dal D.Lgs. 229/1999 si riprendono esattamente i principali istituti introdotti in quella stagione di inizio secolo per riproporli dopo un periodo così lungo di sostanziale inutilizzo. Temi perennemente evocati in tutte le occasioni possibili ma scarsamente praticati, se non in esperienze basate sulla volontà esplicita di poche persone o di qualche organizzazione particolarmente impegnata. L’irruzione dell’emergenza sanitaria, con le sue ricadute in termini economici e sociali e culturali, ha marcato con durezza inappellabile tutti i ritardi accumulati dalla costruzione di compiuti sistemi territoriali nelle materie sociali, sociosanitarie e sanitarie.

Leggi: Welforum


Ogni tanto dite grazie agli anziani

Alla fin fine sembra che il problema siano i vecchi, gli anziani, i pensionati.
Qualche anno fa venne lanciata una campagna pubblicitaria che invitava tutti ad adottare un nonno/a perché i vecchi erano relegati in un mondo a parte, il più delle volte trascurati, abbandonati, ritenuti inutili. Si passò così a una rivalutazione della terza età come valore della memoria, si impiegarono davanti alle scuole per far attraversare i bimbi e altre amenità consimili.
Nello stesso tempo i nonni servivano ai figli per andare avanti con contributi in denaro più o meno grandi, ai nipoti per integrare le paghette, e ai governi per prelevare sempre qualcosa dalle loro (troppo spesso) magre pensioni. Salariati e pensionati la patrimoniale l’hanno sempre avuta, tanto per divagare un po’.
Poi è arrivato il Covid e tutto è cambiato. Gli anziani da vittime innocenti della prima ondata sono diventate vittime predestinate, e infine vittime delle maldicenze e della cattiveria. E c’era, c’è ancora, chi invocava la sospensione delle cure perché si tratta di vecchi improduttivi. Insomma: perché devo limitare la mia vita per proteggere persone che hanno ancora poco da campare? Perché devo subire la “dittatura sanitaria” per colpa di persone che costano alla società per cure sanitarie e pensioni?

Leggi: Liberetà


SEGNALAZIONI:

Indennità Covid-19: fino al 31 dicembre le domande

Spostata dal 15 al 31 dicembre la scadenza per la presentazione delle domande per indennità COVID-19, pari a mille euro, destinata alle categorie di lavoratori indicati nell’articolo 9 del D.L. n. 157/2020. In particolare, si tratta di:
· lavoratori autonomi occasionali;
· lavoratori dello spettacolo;
· lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
· lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
· lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
· lavoratori intermittenti;
· lavoratori incaricati alle vendite a domicilio.
A comunicarlo è l’Inps precisando che invece rimane immutata al 18 dicembre la scadenza per chi, nelle stesse categorie di lavoratori, deve fare ancora domanda per il precedente indennizzo fissato dall’art. 15 del decreto legge n.137/2020 (il primo Decreto Ristori).

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

Cosa possono fare gli anziani nel mondo? L’esempio di Auser viene riportato a livello internazionale

L’Associazione citata come buona pratica dall’OMS nel “Decade of Healty Ageing 2020-2030”
Nei giorni 2 e 3 dicembre 2020 la OMS ha lanciato la “Decade of Healthy Ageing 2020-2030” (Il Decennio per un Invecchiamento in salute) e ha presentato il baseline report con l’indicazione delle azioni necessarie per misurare un impatto concreto sulle persone. Nell’area in cui si parla della capacità degli anziani di contribuire alla società sono evidenziati sei aspetti e Auser è menzionata come esempio di buona pratica per accelerare l’impatto positivo e raggiungere l’obiettivo nei tempi previsti.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 8 dicembre 2020
#ausernonsiferma – Sedi aperte e servizi di prossimità per gli anziani soli

Da quando è esplosa e dilagata l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus i servizi di Auser non si sono mai fermati. Da Nord al Sud del Paese. Durante il lockdown di marzo e aprile lo abbiamo testimoniato con il fitto elenco di attività nella sezione “Auser c’è” sul sito nazionale. La prova che Auser aveva saputo reagire con orgoglio, determinazione, capacità organizzativa ad un evento unico ed eccezionale. Sono poi seguite le Fasi due e tre, con la progressiva riapertura delle sedi e una nuova pianificazione delle attività. E lo abbiamo raccontato nel numero precedente della rivista. Poi la seconda ondata dell’epidemia e le nuove restrizioni contenute nei DPCM sono calati su tutti noi, sulle nostre vite. Ma l’associazione non si è fatta cogliere impreparata. Pur fra mille difficoltà e con tutte le attività di socializzazione, turismo sociale, corsi e laboratori culturali in presenza ovviamente fermi, l’Auser non si è fermata. Anzi. Ha saputo dar prova di una grande capacità di resilienza. Ha saputo reagire, adattarsi.

Leggi: Auser, 08/12/2020


lunedì 7 dicembre 2020
Sbilanciamoci: “Welfare e solidarietà come assi strategici per la ripartenza”

Nella “contromanovra” di Sbilanciamoci attenzione alla disabilità (oltre 800 milioni per incrementare i vari Fondi), ai migranti (chiusura dei Cas e creazione di un Centro di accoglienza unico), alla casa, alle pensioni, Al Piano nazionale per i senza dimora; 700 milioni per le carceri
“Il Covid-19 ha colpito un Paese che negli ultimi 20 anni ha tagliato le risorse per i Fondi sociali nazionali e ne ha prodotto la frammentazione, non ha ancora definito i Livelli essenziali di assistenza delle prestazioni sociali previsti dalla legge, ha disinvestito sul sistema dei servizi e delle infrastrutture territoriali, puntando sulla moltiplicazione delle erogazioni monetarie individuali – ricorda Sbilanciamoci -. Oggi più che mai è urgente cambiare strada”.
Secondo il Rapporto, sono welfare e solidarietà gli “assi strategici per la ripartenza”.
“Per migliorare il sistema dei servizi sociali chiediamo un piano di 20 mila assunzioni tra assistenti sociali e domiciliari, educatori e psicologi in 5 anni (104 milioni il costo sul 2021); …….

Leggi: Redattore Sociale, 07/12/2020


lunedì 7 dicembre 2020
Recovery Plan. Per la Salute solo 9 miliardi. Si punta su Case di comunità e sanità digitale. La bozza del Piano del Governo

Due i macrobiettivi presenti nel documento messo a punto dal Governo e all’esame del Consiglio dei ministri: Assistenza di prossimità e telemedicina da un lato e Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria dall’altro. Contrariamente alle aspettative sul totale delle risorse europee (196 mld) appena il 4,6% va alla salute. Il Governo: “Ssn è giunto alla prova del Covid manifestando elementi di relativa debolezza rispetto ai principali partner europei”.
Dei 209 miliardi previsti dal Recovery Fund per l’Italia il Governo ha messo nero su bianco i progetti per una cifra di circa 196 mld. E alla Salute ne vanno 9 mld (il 4,6%) per puntare sul rinnovamento dell’assistenza territoriale e la digitalizzazione. È quanto prevede la bozza, che Quotidiano Sanità è in grado di pubblicare, del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano per l’accesso ai fondi del Next Generation Eu. Cifre davvero molto lontane rispetto ai 68 mld ipotizzati dal Ministero della Salute la scorsa estate quando il dicastero di Lungo Tevere Ripa inviò al Governo le sue proposte (come tutti gli altri ministeri) in vista del Piano europeo.

Leggi: Quotidiano Sanità, 07/12/2020


sabato 5 dicembre 2020
Lisbona affitta le case (vuote causa Covid) di Airbnb per far tornare i portoghesi in città

Il Comune offre fino a mille euro al mese per cinque anni ai proprietari per riaffittare poi gli appartamenti a canone agevolato alle famiglie che ne hanno bisogno. Nel centro oltre il 25% degli edifici è destinato alle locazioni a breve termine
Il Covid svuota Lisbona di turisti e la capitale lusitana prova ad approfittarne per frenare lo tsunami Airbnb e tornare a riempire il centro storico di cittadini portoghesi. Il piano “Affitto sicuro” lanciato dal sindaco Fernando Medina da qualche mese ha la lineare semplicità di molte idee geniali: la pandemia ha fatto crollare quasi del 90% gli arrivi stranieri sul Tago e i 22.242 appartamenti in offerta sulla vetrina digitale della piattaforma statunitense sono da mesi desolatamente vuoti. Il primo cittadino ha deciso così di calare l’asso: il Comune offre ai proprietari di affittarli per cinque anni ad un prezzo interessante – la base è mille euro al mese per un appartamento con quattro camere in centro – per poi subaffittarli a prezzo ridotto (massimo un terzo del reddito disponibile) a famiglie in cerca di una prima casa a prezzi ragionevoli, missione oggi quasi impossibile, in città.

Leggi: La Repubblica, 05/12/2020


sabato 5 dicembre 2020
Replicare la trovata di Lisbona

Il Comune che affitta i B&B e poi li riaffitta alle famiglie in difficoltà – forse non sarebbe neanche possibile in Italia, giuridicamente. Ma qualcosa si fa già, si può fare e si farà.
A Firenze ad esempio il sindaco Dario Nardella prepara due mosse: una per portare in centro città giovani artigiani e creativi, l’altra per farsi garante tra proprietari e inquilini così da spingere i B&B in questa fase di fermo turistico agli affitti lunghi. A Bari il sindaco Antonio Decaro ha già sperimentato le Case di comunità, non solo un tetto ma anche un sostegno. Entrambi pensano poi che l’operazione di Lisbona potrebbe essere molto costosa per le casse dei Comuni italiani, perché il mercato immobiliare dei nostri centri storici viaggia su livelli più alti.
Ma andiamo per ordine. Decaro e Nardini non sono due sindaci a caso. Il primo guida l’Anci (oltre che Bari), l’Associazione dei Comuni italiani dal 2016, rieletto un anno fa per un secondo mandato triennale. Durante la pandemia ha visto crescere la povertà alimentare e poi anche abitativa, coordinando lo sforzo da 800 milioni per i pacchi alimentari distribuiti dai sindaci e ora chiedendo al governo di poter gestire anche i 160 milioni per gli sfratti in aumento. Il secondo è coordinatore dei sindaci metropolitani, quelli delle grandi città – come la sua Firenze – e anche presidente di Eurocities: per i prossimi due anni rappresenterà le città europee con più di 250 mila abitanti.

Leggi: Repubblica, 05/12/2020


venerdì 4 dicembre 2020
Cgil, Cisl e Uil vogliono il Mes Sanità. Ecco tutte le proposte dei sindacati per il rilancio del Welfare sanitario e socio sanitario

Inviato dai sindacati a Governo, Regioni, Comuni e presidenti di Camera e Senato un documento con una serie di proposte per rilanciare il nostro sistema sanitario e di assistenza sociale e anche per raggiungere l’obiettivo di colmare quel divario territoriale tra regioni (in particolare tra nord e sud), centri urbani e aree interne in costante crescita che ha generato forti disuguaglianze sociali e la conseguente rinuncia alle cure. IL DOCUMENTO
Investimenti per potenziare la prevenzione e la rete dei servizi territoriali e affrontare quelle che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce “le nuove epidemie”: le Cronicità, la Non Autosufficienza, il disagio mentale, e che riguardano le persone più esposte anche ai rischi e alle conseguenze dell’emergenza da Covid19. E ancora un piano straordinario di assunzioni. Il tutto finalizzato a colmare quel divario territoriale tra regioni (in particolare tra nord e sud), centri urbani e aree interne in costante crescita che ha generato forti disuguaglianze sociali e la conseguente rinuncia alle cure. È questo l’architrave delle proposte di Cgil, Cisl e Uil per il rilancio del Welfare sanitario e socio sanitario. Il documento è stato inviato a Governo, Regioni, Comuni e presidenti di Camera e Senato.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/12/2020


venerdì 4 dicembre 2020
Divisa e dominata dalla paura: l’Italia del Covid secondo il Censis

Un Paese dove aumenta il divario tra poveri e ricchi, dove non si fanno più figli, dove la didattica a distanza ha aumentato il gap tra studenti e dove l’ansia e la paura sono i sentimenti predominanti. È il quadro che emerge dal rapporto Censis 2020 pubblicato oggi
Un Paese dove aumenta il divario tra poveri e ricchi, dove non si fanno più figli, dove la didattica a distanza ha aumentato il gap tra studenti e dove l’ansia e la paura sono i sentimenti predominanti. È il quadro che emerge dal rapporto Censis 2020 pubblicato oggi.
Secondo l’indagine, ben il 79,8% degli italiani è favorevole ad aumentare o almeno a non allentare le restrizioni in vista delle feste di Natale. Secondo la maggioranza degli intervistati, a pandemia conclusa, ne usciremo tutt’altro che migliori. Lo sostiene infatti il 44,8% di loro, mentre per il 20,5% questa esperienza ci renderà migliori. Quindi la paura del covid: il 57,8% degli italiani, rivela l’indagine, “è disposto a rinunciare alle libertà personali in nome della tutela della salute collettiva, lasciando al Governo le decisioni su quando e come uscire di casa”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/12/2020


venerdì 4 dicembre 2020
Superbonus 110%, ok alla cessione del credito per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Il sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze Alessio Mattia Villarosa ha risposto ieri, in commissione Finanze della Camera, all’interrogazione 5-04996 Fragomeli, avente ad oggetto “Applicazione delle norme sulle detrazioni fiscali in materia edilizia ed energetica alla realizzazione di opere destinate al superamento o alla eliminazione di barriere architettoniche”.
Con il documento in esame l’Onorevole interrogante, fa riferimento alle disposizioni introdotte dall’articolo 121, comma 2, del decreto-legge n. 34 del 2020 (cosiddetto Decreto Rilancio) che consentono, per le spese sostenute negli anni 2020 e 2021, di usufruire di alcune detrazioni fiscali in
materia edilizia ed energetica sotto forma di crediti di imposta o di sconti sui corrispettivi, prevedente la possibilità di cessione del credito d’imposta, in deroga alle ordinarie disposizioni previste in tema di cedibilità dei relativi crediti tributari.
A tal proposito, l’Onorevole chiede, in particolare, di sapere se la cessione del credito d’imposta sia applicabile anche alle prestazioni, con Iva al 4 per cento, di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione delle opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche.

Leggi: Casa e clima, 04/12/2020


giovedì 3 dicembre 2020
Medicina del territorio. “Più telemedicina e integrazione dei servizi“. Ecco le “14 mosse” di Cittadinanzattiva per riformarla

Dalla necessità di definire “il Dm 70 del territorio” individuando gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici per assicurare parametri uniformi in tutto il Paese, alla somministrazione al domicilio del paziente di farmaci ospedalieri e terapie farmacologiche normalmente distribuite in modalità diretta. Queste alcune delle proposte presentate oggi in Commissione Igiene e Sanità. LE PROPOSTE
“Appare evidente l’urgenza di migliorare l’accesso alle cure per i pazienti sul territorio passando da una visione ospedale-centrica ad un approccio domiciliare dell’assistenza a favore dei cittadini con un approccio di sistema ed integrato”.
Così Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, intervenuto stamattina in audizione Commissione Igiene e Sanità del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di potenziamento e riqualificazione della medicina territoriale nell’epoca post covid (Atto n. 569).
Un’occasione per presentare 14 proposte per far ripartire la medicina del territorio.
Punto cardine dell’incontro il recentissimo Rapporto PIT Salute dal quale è emerso come l’ambito dell’assistenza territoriale sia al secondo posto per numero di segnalazioni dei cittadini raccogliendo quasi il 20% del totale dei contatti nel 2019 e confermandosi uno dei settori più critici nel periodo dell’emergenza Covid.

Leggi: Quotidiano Sanità, 03/12/2020


mercoledì 2 dicembre 2020
La colpa non è dei «vecchi». Se siamo in difficoltà a causa della pandemia, il problema è politico

Questo non è un editoriale, bensì un manifesto in difesa di chi ormai non è più un giovanotto e tuttavia non si rassegna a rinchiudersi in casa o, peggio, a tirare le cuoia come qualcuno si augura. Sono anni che chiunque raggiunga una certa età, cioè quella della pensione, viene guardato da economisti e commentatori come una specie di costo fisso da tagliare, perché invece di produrre e generare ricchezza per il Fisco, si gode i frutti del proprio lavoro. Ma da quando siamo sprofondati nell’incubo del coronavirus, il giudizio nei confronti degli anziani si è fatto ancora più severo, anzi, direi feroce. Il problema sono loro, sembrano dire ogni sera dagli schermi televisivi i cosiddetti esperti. Sono le persone fra i settanta e gli ottant’anni che si ammalano più facilmente di Covid. Dunque, non ha senso rinchiudere tutti gli italiani in casa, vietando loro di comportarsi come hanno sempre fatto e cioè di andare al ristorante, divertirsi e viaggiare: meglio vietare la libera circolazione dei pensionati e che sia finita, così ci saranno meno persone che finiscono in terapia intensiva e meno ottuagenari che affollano i pronto soccorso. Sì, il nemico più che il coronavirus sembrano loro: i vecchi.

Leggi: Panorama, 02/12/2020


mercoledì 2 dicembre 2020
“Volontariato, insieme possiamo”. Dall’emergenza alle sfide del futuro

Il 5 dicembre Forum Terzo Settore, CSVnet e Caritas Italiana celebrano la 35^ Giornata internazionale indetta dall’Onu con una staffetta di volontari
Decine di volontari da tutta Italia si alterneranno in una staffetta per raccontare la propria esperienza. Uomini e donne che in questi mesi, negli ambiti più diversi, hanno donato il loro tempo per rimanere accanto alle persone più fragili e per rispondere ai bisogni emergenti delle comunità. Dal loro impegno, in questa epoca di grande sofferenza, hanno anche tratto nuove idee per il “volontariato del futuro”.
Sono i protagonisti dell’evento on line organizzato da Forum Nazionale del Terzo Settore, CSVnet e Caritas Italiana per sabato 5 dicembre, 35^ Giornata internazionale del volontariato. L’incontro si svolge dalle 10 alle 13 in diretta Facebook ed ha un duplice obiettivo: restituire, seppure in piccola parte, l’intensità delle emozioni vissute dai volontari in un anno del tutto particolare come il 2020 e avviare, attraverso le loro riflessioni, un nuovo percorso culturale sull’impegno sociale gratuito in Italia. Un’iniziativa che gli organizzatori intendono come “costituente”, aperta al contributo di tutti e che percorrerà l’intero anno.

Leggi: Auser, 02/12/2020


mercoledì 2 dicembre 2020
Città, circolare De Micheli-Dadone per spingere demolizioni e ricostruzioni

Dopo le polemiche sull’articolo 10 del Dl Semplificazioni arrivano i chiarimenti che danno spazio alle scelte locali
Spazio alle scelte locali sul punto più delicato (e contestato) delle «semplificazioni» dettate dal Dl 76/2020 in materia di rigenerazione urbana. Sull’articolo 10, accusato da costruttori, progettisti e addetti ai lavori di essere un blocco (invece di una scorciatoia) per gli interventi di riqualificazione delle città, arriva ora la circolare firmata insieme dalle ministre delle Infrastrutture Paola De Micheli e della Funzione pubblica Fabiana Dadone. Il provvedimento – indirizzato a Regioni, Province, Comuni e Provveditorati – fa il punto sulle novità introdotte dal Dl Semplificazioni per agevolare le operazioni di demolizione e ricostruzione, soffermandosi anche sulla questione più spinosa: l’equiparazione agli interventi sui beni vincolati di tutte le operazioni previste nelle «zone omogenee A» (i centri storici) a prescindere da reale valore storico architettonico degli edifici interessati dai progetti di riqualificazione.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 02/12/2020


mercoledì 2 dicembre 2020
Ristrutturazione urbanistica con il sismabonus: una nuova soluzione per la rigenerazione urbana

Anche questo tipo di interventi potrebbe essere ammesso agli incentivi e permettere riqualificazioni su larga scala e non limitati al singolo edificio
Ecobonus e sismabonus sono ormai oggetto di un dibattito quotidiano, oggetto di un susseguirsi di circolari ed interpelli, nonché di commenti da parte degli operatori del settore.
Di particolare interesse e rilevanza per i costruttori è sicuramente il c.d. sismabonus acquisti che consente agli acquirenti di nuove unità oggetto di miglioramento sismico di poter beneficiare di detrazioni calcolat e su un importo lavori fino a euro 96.000.
Si è ampiamente discusso se la disciplina sul sismabonus acquisti (introdotta nel 2013 e oggetto di successive modifiche) debba essere letta con riferimento alle definizioni edilizie in vigore all’epoca dell’introduzione della norma, ovvero debba adattarsi alle definizioni per come recentemente modificate ed ampliate dal legislatore con il c.d. Decreto Semplificazioni e ciò con particolare riferimento alla ristrutturazione edilizia che, oggi, consente anche ampliamenti volumetrici.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 02/12/2020


martedì 1 dicembre 2020
A oltre un anno dalla legge ad hoc sulla rigenerazione urbana, la Regione

Lombardia mette sul piatto anche la “benzina” per realizzare gli interventi sul costruito. Si tratta di 100 milioni di euro a fondo perduto, 40 milioni sul 2021 e 60 milioni sul 2022, in conto capitale destinati alle amministrazioni locali con progetti.
I fondi verranno attribuiti con un bando, ma il finanziamento massimo concedibile – fino a 500mila euro con investimento di almeno 100mila euro – lascia prevedere una distribuzione “estensiva” ai comuni (in un numero minimo di 200, considerando il tetto massimo di 500mila euro) e non invece una concentrazione di risorse su progetti strategici. Il bando sarà pubblicato entro 90 giorni dall’approvazione della delibera regionale, avvenuta oggi su proposta dell’assessore al Territorio e urbanistica, Pietro Foroni.
Potranno essere finanziati interventi di recupero, riqualificazione e adeguamento funzionale, strutturale e impiantistico di immobili e di beni pubblici del patrimonio storico, culturale, architettonico e archeologico; la riqualificazione di spazi pubblici e di aree verdi urbane e miglioramento dell’accessibilità e della mobilità. L’oppotunità è riservata ai comuni lombardi in forma singola o associata (Comunità montane, Unione di Comuni o altre modalità di intese o di aggregazione tra Comuni).

Leggi: Il Sole 24 Ore, 01/12/2020


martedì 1 dicembre 2020
L’incubo dei 3 milioni di anziani soli che pesa sul governo

Secondo i dati Istat, tra le persone di 75 anni, il 51% vive a una distanza di non oltre un chilometro dal figlio più vicino e il 20% ci vive insieme, mentre l’8,9% non ha figli e vive solo e lo 0,9% ha figli lontani all’estero
“Sulla mia tavola la sera di Natale non ci sarà la solita stella decorativa, ma un bel computer collegato via Skype con figli e nipoti. Alla mia età so di essere nel mirino del virus, quindi non posso rischiare. Ma credo che in questo Natale ognuno si ingegnerà come può per non lasciare soli i propri vecchi. Nonostante tutto per gli italiani la famiglia resta un pilastro. E forse ci salverà la tecnologia, così come è avvenuto nel primo lockdown». Gustavo Pietropoli Charmet, classe 1938, psichiatra e psicoterapeuta, dice che sarà così, il Natale dei mille espedienti per ricongiungersi, «almeno virtualmente». Lo sappiamo, aggiunge Charnet, «la solitudine è una malattia della vecchiaia, ma sento e vedo nelle persone la decisione, forte, di trovare ogni soluzione per festeggiare insieme ai propri anziani pur proteggendoli».

Leggi: La Repubblica, 01/12/2020


DALLE REGIONI:

lunedì 7 dicembre 2020
Piemonte. Parte la riforma della medicina territoriale. Si investe su medici di famiglia e farmacie

Dal 2021 la Regione metterà a bilancio 10 milioni di euro all’anno per il progetto, oltre ai 17,3 milioni già destinati alla diagnostica di primo livello per la medicina generale e all’investimento di 7 milioni già deliberato per la telemedicina. Si punterà soprattutto sulla medicina di gruppo, ma anche sulla collaborazione tra servizi, a partire dalle Farmacie. Fazio: “Il Piemonte paga un’ assistenza territoriale debole. La riforma vuole ricostruire ciò che è stato smantellato con decenni di tagli lineari”. La regia sarà affidata al nuovo Dipartimento delle cure primarie.
Garantire l’effettiva realizzazione della continuità delle cure, la presa in carico della cronicità ed una migliore accessibilità alle prestazioni, anche nei territori montani o con caratteristiche di zona disagiata. Sono gli obiettivi di una progetto di riorganizzazione della medicina territoriale in Piemonte che la Giunta regionale intende attuare in tempi rapidi. A presentarlo sono stati il presidente della Regione Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi e il coordinatore del Gruppo di lavoro sulla Medicina territoriale, Ferruccio Fazio

Leggi: Quotidiano Sanità, 07/12/2020


venerdì 4 dicembre 2020
Recovery Fund. Sanità digitale, Case della Salute e valorizzazione del personale. Ecco le priorità per le Regioni sul tema della salute

Presentato un documento con le principali iniziative che secondo gli Enti locali dovranno essere l’architrave per il piano Next Generation Eu. Per la sanità proposto anche il potenziamento ed ammodernamento del patrimonio immobiliare e tecnologico degli ospedali e il sostegno alla ricerca medica, immunologica e farmaceutica. IL DOCUMENTO
Potenziamento della sanità digitale, rafforzamento della medicina territoriale con la creazione di più Case della Salute e ospedali di comunità. Ma non solo, valorizzazione del personale, ammodernamento degli ospedali, investimenti in ricerca e integrazione tra politiche sanitarie e politiche sociali e ambientali. Sono questi i capisaldi per la sanità messi nero su bianco dalle Regioni riguardo ai fondi del Next Generation Eu.
Le priorità per la sanità:
Rafforzamento della resilienza e tempestività di risposta del sistema ospedaliero
Potenziamento ed ammodernamento del patrimonio immobiliare e tecnologico. Interventi per la messa in sicurezza delle strutture (sismica, antincendio) per migliorare l’efficienza e la sicurezza delle strutture, di assicurarne la prossimità e la capacità di rispondere alle esigenze sanitarie, perseguendo l’efficientamento energetico e il rispetto ambientale,

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/12/2020


venerdì 4 dicembre 2020
Bologna, facilitatori di comunità nelle case Acer per superare l’emarginazione

È il nuovo progetto di mediazione sociale e culturale nei condomini di case popolari della Bolognina e di Pescarola, portato avanti dalle cooperative Open Group e Cadiai. Dopo aver fatto un’analisi dei bisogni, si organizzeranno laboratori e nascerà un’equipe di persone residenti, che verranno formate per fare da tramite e mediare i conflitti.
Offrire informazioni e supporto per le persone più vulnerabili, aiutare nell’accesso ai servizi pubblici, mostrare le opportunità e le risorse presenti nel territorio. Sono queste alcune delle azioni portate avanti nel nuovo progetto di mediazione sociale e culturale nelle case popolari dell’Acer di Bologna, in particolare del quartiere Navile, nei condomini della Bolognina e di Pescarola. Gli operatori della cooperativa sociale Open Group, insieme a una mediatrice linguistica della cooperativa Cadiai, stanno incontrando le realtà e gli abitanti della zona, per sviluppare nuove azioni di comunità e supportare l’autonomia delle persone.

Leggi: Cadiai, 04/12/2020


giovedì 3 dicembre 2020
Palermo. Regolamento beni confiscati. Il SUNIA scrive al consiglio comunale: si previlegi la destinazione per colmare l’emergenza abitativa e si istituisca la commissione di garanzia, con il contributo del sindacato

In considerazione della imminente discussione al consiglio comunale del regolamento per la gestione dei beni confiscati alle Mafie, il Sunia Palermo scrive al presidente del consiglio comunale ed ai gruppi consiliari, facendo un appello affinché, nell’approvazione del predetto regolamento, si garantisca di previlegiare la destinazione d’uso degli immobili per finalità abitative e per colmare le esigenze aumentate esponenzialmente negli ultimi cinque anni, di circa il 300%, passando da 800 famiglie iscritte nelle graduatorie per l’emergenza abitativa, a circa 2400 nell’ultima graduatoria, appena pubblicata lo scorso ottobre.
Ed in considerazione della carenza di immobili da destinare, si chiede inoltre, di utilizzare il 25% degli immobili ERP, resi disponibili, per le stesse finalità.
È esigente, che si cambi mentalità di gestione degli immobili, aprendo alle organizzazioni rappresentative della società civile, tra le quali il sindacato della casa, il quale può dare un importante contributo.

Leggi: Sunia, 03/12/2020


IN AGENDA:

Diritti umani, la lezione civica degli studenti italiani

Giovedì 10 dicembre si terrà via Zoom e YouTube una lezione pubblica sui diritti umani e la responsabilità fatta interamente dagli alunni e studenti delle scuole di 15 regioni, dall’infanzia alla secondaria di II° grado.
Da più di settant’anni il mondo celebra la Giornata Internazionale dei Diritti Umani. Ma quest’anno il 10 dicembre è ancora più importante. “La pandemia che ci ha investito, insieme ai tanti altri virus e problemi irrisolti che conosciamo, sta comprimendo molti nostri diritti fondamentali come il diritto alla vita, alla salute, alla libertà, all’educazione, al lavoro… – afferma in una nota la Tavola della Pace -. Allo stesso tempo è cresciuta la necessità di agire tutti in modo più responsabile”. Per promuovere una cultura diffusa dei diritti e della responsabilità, allora, giovedì 10 dicembre si svolgerà un evento inedito: una Lezione pubblica sui diritti umani e la responsabilità fatta interamente dagli alunni e studenti delle scuole di 15 regioni, dall’infanzia alla secondaria di II° grado. L’iniziativa è proprio della Tavola della Pace. L’Assemblea sarà aperta dalla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e dalla viceministra, Anna Ascani.

Leggi: Redattore Sociale


Al via l’Open Forum Disuguaglianze e Diversità

16 giorni per costruire l’Italia del futuro. Parte oggi, lunedì 30 novembre, e si concluderà il 15 dicembre l’”Open ForumDD – Proposte, dialoghi e strategie per il Paese di domani”, una diretta non stop sui temi centrali per uscire dalla crisi, alla vigilia della presentazione a Bruxelles del piano italiano per la ripresa. Si parlerà di scuola, salute, casa, lavoro, aree interne, digitale, ambiente, imprese, pubblica amministrazione. 160 ore di live-streaming con più di 200 ospiti tra ministri, politici, giornalisti, scrittori, sindacalisti, attivisti, società civile. Si comincia tutte le mattine alle 10, per concludere la giornata alle ore 19.

Leggi: Liberetà


“La Cura – Festival dei Diritti” – Edizione 2020 dal 3 al 13 dicembre 2020

Il Festival dei Diritti giunge alla sua 14a edizione e si svolgerà sul territorio in cui CSV Lombardia Sud è presente, coinvolgendo associazioni ed enti di terzo settore di Cremona, Lodi, Mantova e Pavia. Il tema di questa edizione è LA CURA. Cura per la salute, ma anche all’ambiente, alle relazioni, alle comunità, alle città.
Il Festival dei Diritti 2020 è l’occasione per riflettere su come agire al meglio pratiche di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Quale “cura” e quindi quali attenzioni e premure siamo chiamati ad attivare per il futuro dell’umanità? Per il nostro pianeta? Per le nuove generazioni? Per non lasciare indietro nessuno?

Leggi: Festival dei Diritti


15.12.2020 – ore 15.00 – Più bisogni, quali risorse? Le sfide del secondo welfare di fronte alla pandemia

Un momento di confronto per comprendere come sta cambiando il nostro welfare a causa del Covid-19. L’evento è parte del percorso che ci porterà al Quinto Rapporto sul secondo welfare del prossimo autunno.
Nell’autunno 2021 Percorsi di secondo welfare presenterà il Quinto Rapporto sul secondo welfare in Italia. Vista l’importanza di questo appuntamento abbiamo scelto di organizzare una serie di iniziative partecipate per rendere più ricche e approfondite le analisi che confluiranno nel documento, immaginando e costruendo un percorso condiviso lungo un anno che possa permetterci di realizzare un Rapporto che sia all’altezza delle sfide del presente.

Leggi: Secondo Welfare


Convegno annuale de lavoce.info

Giovedì 17 dicembre dalle 17 alle 19.30 si svolgerà, in diretta Zoom, il convegno annuale de lavoce.info: si parlerà di economia e ricerca alla sfida del Covid. A breve tutti i dettagli.

Leggi: La Voce


IN EVIDENZA:

Spesa sanitaria. Tra pubblica e privata Italia sempre sotto la media Ue. I numeri di Eurostat

L’Istituto ha rilevato come la spesa media nell’Unione in rapporto al Pil per la sanità sia al 9,9%. Italia al 12° posto con l’8,7%. In testa Germania (11,5%) e Francia (11,3%). In coda la Romania (5,6%) e il Lussemburgo (5,3%).
In media nell’UE, la spesa sanitaria pubblica e privata è stata pari al 9,9% del PIL nel 2018. Tra gli Stati membri dell’UE, le quote maggiori sono state registrate in Germania (11,5% del PIL) e Francia (11,3%), seguite dalla Svezia (10,9%). L’’Italia è con il suo 8,7% sotto la media e si colloca al 12° posto.
Al contrario, le quote più basse della spesa sanitaria sono state registrate in Lussemburgo (5,3% del PIL) e Romania (5,6%).

Leggi: Quotidiano Sanità


L’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia – 7° Rapporto 2020/2021 – Punto di non ritorno

E’ uscito il nuovo Rapporto NNA sull’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia – promosso dalla Fondazione Cenci Gallingani ed edito da Maggioli – che offre uno sguardo completo sul sistema pubblico di assistenza e sulle sue prospettive, partendo dall’ assunto che la tragedia vissuta con la pandemia ci ha condotti ad un “punto di non ritorno”.
Una crisi della portata di quella che stiamo attraversando raramente passa senza lasciare tracce profonde. Può costituire l’opportunità per un ripensamento positivo del nostro sistema di welfare, uno scatto in avanti che faccia delle difficoltà sperimentate l’occasione per affrontare quei nodi che – in condizioni normali – è difficile sciogliere. Oppure può portare a un’accelerazione e a un peggioramento delle criticità già presenti, esiti di un irrigidimento che consegna ogni azione a una logica conservativa. Nel welfare, come in tutti i sistemi sociali, davanti alle crisi gli sbocchi possibili sono solo due: innovazione o ripiegamento, una terza strada non esiste. Siamo, dunque, a un punto di non ritorno.”
E’ questa la posizione alla base delle analisi e delle proposte contenute nel 7° Rapporto sull’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, a cura nel Network non Autosufficienza, un libro capace di offrire uno sguardo il più possibile completo sul nostro settore e le sue prospettive, suddiviso in tre parti.

Leggi: I Luoghi della Cura


Il Decreto Rilancio e i servizi sociali essenziali

In questo periodo confuso e incerto, le good news rischiano di passare inosservate e, quindi, di non essere colte nelle loro potenzialità.
Intendiamo, in questa sede, riferirci alla previsione contenuta nell’art. 2-bis dell’art. 89 del d.l. 34/2020, convertito in legge n. 77/2020 (c.d. Decreto Rilancio). Poiché trattasi di una previsione normativa di interesse per l’organizzazione, la gestione e l’erogazione dei servizi sociali, riteniamo opportuno richiamarlo per esteso:
“2-bis. I servizi previsti all’articolo 22, comma 4, della legge 8 novembre 2000, n. 328, sono da considerarsi servizi pubblici essenziali, anche se svolti in regime di concessione, accreditamento o mediante convenzione, in quanto volti a garantire il godimento di diritti della persona costituzionalmente tutelati. Allo scopo di assicurare l’effettivo e continuo godimento di tali diritti, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle loro competenze e della loro autonomia organizzativa, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, definiscono le modalità per garantire l’accesso e la continuità dei servizi sociali, socio-assistenziali e sociosanitari essenziali di cui al presente comma anche in situazione di emergenza, sulla base di progetti personalizzati, tenendo conto delle specifiche e inderogabili esigenze di tutela delle persone più esposte agli effetti di emergenze e calamità.

Leggi: Welforum


Garantire tutti i servizi sociali anche in situazione di emergenza

In sede di conversione in legge il Decreto “Rilancio” ha portato due novità per i servizi sociali comunali. All’art. 89 del D. L. 34/2020 è stato aggiunto il comma 2-bis che ha stabilito:
i servizi previsti all’articolo 22, comma 4, della legge 8 novembre 2000, n. 328, sono da considerarsi servizi pubblici essenziali;
le regioni definiscono le modalità per garantire l’accesso e la continuità dei servizi sociali, socio-assistenziali e socio-sanitari essenziali anche in situazione di emergenza.
Tutti i servizi sociali sono servizi pubblici essenziali
I servizi pubblici essenziali, anche se svolti in regime di concessione o mediante convenzione, sono quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla vita, alla salute, alla libertà ed alla sicurezza, alla libertà di circolazione, all’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione ed alla libertà di comunicazione. Questi servizi, anche in caso di sciopero, devono comunque essere garantiti.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Decreto ristori: una tantum e indennità onnicompresiva

Prorogato al 18 dicembre il termine di presentazione delle domande per il riconoscimento dell’indennità una tantum e indennità onnicomprensiva (pari a mille euro), inizialmente previsto per ii 30 novembre. Lo ha comunicato l’Inps in merito all’applicazione del Decreto Ristori (n. 137 del 28 ottobre), di cui si occupa la circolare n. 137 del 26 novembre, pubblicata quando mancavano soltanto 4 giorni alla scadenza del 30 novembre.
Sono destinatari dei sussidi:
• i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
• i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
• i lavoratori intermittenti;
• i lavoratori autonomi occasionali;
• i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
• i lavoratori dello spettacolo;
• i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali.
L’Istituto informa che i lavoratori, già beneficiari dell’indennità, non devono presentare una nuova domanda, poiché il sussidio sarà riconosciuto in automatico; mentre dovrà farne richiesta chi invece non aveva usufruito delle misure previste dal decreto di agosto n. 104.
L’indennità onnicomprensiva è prevista anche per i lavoratori dipendenti e autonomi che, in conseguenza dell’emergenza da Covid-19, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro e che non hanno già fruito di questa misura. Anche queste nuove misure non sono cumulabili tra loro, né soho compatibili con altre prestazioni previdenziali, quali, ad esempio: Rem, Reddito di cittadinanza, pensione diretta e Naspi.

 

 

 

 

 

 

Covid/ Cure a casa, ecco la circolare del ministero scritta con i medici di famiglia

Persone che hanno avuto contatti stretti, individui con sintomi – lievi o gravi – o ammalati. Ma soprattutto, pazienti da trattare sulla base della condizione che determina la possibile evoluzione del Covid-19: essere sani oppure già affetti da più malattie, in particolare se anziani. Questa la mappa di partenza per le cure a casa affidate ai medici di medicina generale – con le indicazioni puntuali sulle terapie da somministrare e su quelle sconsigliate – tracciata dalla circolare del ministero della Salute “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-CoV-2”, in via di pubblicazione dopo settimane di confronto con i medici..

Leggi: Sanità 24


NEWS:

martedì 1 dicembre 2020
Cittadinanzattiva: «Cresce l’emergenza su visite mediche e esami rinviati a causa del Covid-19»

È stato presentato oggi il XXIII Rapporto Pit Salute: accesso alle prestazioni e assistenza territoriale le principali criticità che uniscono l’Italia negli ultimi 5 anni
Accesso alle prestazioni e assistenza territoriale sono i due aspetti attraverso cui, negli ultimi cinque anni, il Servizio Sanitario Nazionale ha mostrato tutta la sua fragilità: il primo resta la voce più segnalata dai cittadini, sebbene in leggera diminuzione, negli ultimi 5 anni (30,5% nel 2015, 25,4% nel 2019), cresce parallelamente il dato relativo all’assistenza territoriale (11,5% nel 2015, 19,7% nel 2019).
È il quadro che emerge dal XXIII Rapporto PiT Salute di Cittadinanzattiva che fotografa annualmente lo stato del SSN dal punto di vista dei cittadini, quest’anno con un approfondimento sulle tendenze tra il 2015 e il 2019 e un focus sul 2020, scelta dettata dall’emergenza da Covid19.
Il Rapporto contiene l’elaborazione delle segnalazioni gestite dalle sedi del Tribunale per i diritti del malato presenti sul territorio nazionale e dei servizi Pit Salute locali dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 (in totale 13.720) e le segnalazioni ((8907) relative all’emergenza Covid registrate dal 1° gennaio al 30 settembre 2020.

Leggi: Vita, 01/12/2020


domenica 29 novembre 2020
Anche i senior italiani apprezzano la sanità digitale

Una volta tanto possiamo tirare un sospiro di sollievo. Dopo tanti studi, analisi e ricerche che hanno stigmatizzato il rapporto altalenante che noi italiani abbiamo con la tecnologia, ecco una buona notizia. Finalmente sembriamo apprezzare vantaggi e soluzioni della sanità digitale, una percezione che riguarda anche i senior.
Tra prenotazioni online, televisite, App per fare diagnosi e monitorare la salute, l’attuale emergenza sanitaria ci sta rendendo più ferrati sull’argomento. A confermarlo una ricerca di mercato condotta da Deloitte – azienda di servizi di consulenza e revisione – su un campione di oltre 6.000 cittadini italiani ed europei. Ma ad essere intervisti sono stati anche rappresentanti e manager di circa 20 imprese ed organizzazioni di diversi settori industriali. La ricerca è stata presentata durante l’ultimo Innovation Summit 2020, Umanesimo digitale, stella polare della ripresa, sul ruolo che l’innovazione può svolgere in questa fase delicata dell’emergenza sanitaria Covid-19.
Per 9 italiani su 10 l’innovazione sanitaria è fondamentale

Leggi: Spazio 50, 29/11/2020


venerdì 27 novembre 2020
Manovra, Gazzi (assistenti sociali): “Servono servizi non mance”

“Nessun anziano, bambino, disabile solo vivrà meglio grazie a un bonus”: il presidente dell’Ordine, Gianmario Gazzi, al seminario di Welforum.it. Appello ai decisori politici: “Da questa legge di Bilancio ci aspettiamo un aumento di fondi per rinforzare e strutturare i servizi”
“Prendersi cura ai tempi del Covid è ancora più difficile che farlo in tempi normali quando pure le emergenze sono quotidiane e le risposte che si cerca di dare a chi ha bisogno di molto, spesso di tutto, sono inadeguate. Per questo ai decisori politici si chiede visione e non soltanto misure tampone pure necessarie quando la situazione si fa gravissima quale quella attuale. Da questa legge di Bilancio ci aspettiamo un aumento di fondi per rinforzare e strutturare i servizi; l’impegno a prevedere assunzioni a tempo indeterminato per assistenti sociali che, spesso precari, hanno di fronte problemi che richiedono continuità di intervento; il recupero anche per il 2021 dei nostri professionisti nelle Unità speciali di continuità assistenziali”.

Leggi: Redattore Sociale, 27/11/2020


venerdì 27 novembre 2020
Borse solidali per sostenere gli anziani in difficoltà

Realizzate con stoffe donate, serviranno a donare ore di assistenza sanitaria gratuita: iniziativa avviata dall’associazione De Banfield, la onlus che da oltre 30 anni a Trieste segue persone anziane in difficoltà o con alzheimer e le famiglie
Si intitola “La borsa che dona” l’iniziativa avviata dall’associazione De Banfield, la onlus che da oltre 30 anni a Trieste segue persone anziane in difficoltà o con alzheimer, e le loro famiglie. Un gruppo di volontarie ha utilizzato stoffe donate dalla gente, per realizzare una serie di borse. La novita’ e’ stata presentata oggi dalla vicepresidente dell’associazione Teresa Squarcina e dalla responsabile del gruppo di volontariato Anna Soldano.
Tre i testimonial che sostengono il progetto: l’attrice Ariella Reggio, l’ideatrice di Its, International Talent Support, Barbara Franchin, e il presidente della Barcolana, la regata piu’ grande del mondo, Mitja Gialuz. Il ricavato di ogni borsa, in vendita dal primo giorno di dicembre, servira’ a donare ore di assistenza sanitaria gratuita agli anziani, garantendo un aiuto direttamente nelle abitazioni.

Leggi: Redattore Sociale, 27/11/2020


giovedì 26 novembre 2020
Caregiver, quel legame che il Covid non può spezzare. Dalla tragedia la proposta

Prende spunto da una storia drammatica, la proposta di un protocollo che permetta l’affiancamento per le persone non autosufficienti in ospedale, presentata da alcune associazioni al ministro Speranza. La storia è quella di Daniele, uomo con disabilità ucciso dal Covid; del papà che si è “lasciato andare” e della mamma che non lo ha potuto salutare
Un protocollo che obblighi gli ospedali a ricoverare, insieme al paziente con disabiltà anche il suo caregiver familiare, garantendogli i servizi essenziali: è una richiesta che da tempo con forza rivendicala la community “Sorelle di Cuore”, di cui fanno parte varie realtà associative e di cui è moderatrice Oltre lo Sguardo onlus. Una richiesta che parte da una certezza: il caregiver è la cura e spesso l’unica possibilità di guarigione per le persone con disabilità che si ammalano di Covid (e non solo). Oggi la Community torna a chiedere con forza un protocollo che garantisca questa possibilità, mentre si moltiplicano le storie, spesso drammatiche.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2020


giovedì 26 novembre 2020
Solitudine, torna attivo il numero verde di Federanziani

Il servizio, creato insieme a Windtre e Sipem SoS, è nato per offrire aiuto a coloro che abbiano bisogno di ascolto e sostegno psicologico durante la pandemia e il lockdown
Dopo le numerose chiamate ricevute durante il primo periodo del lockdown, il numero verde di Senior Italia FederAnziani, Windtre e Sipem SoS, la Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza, nato all’inizio della pandemia per supportare gli anziani soli, è di nuovo attivo da oggi, 26 novembre. Il servizio continuerà, pertanto, ad offrire aiuto a coloro che abbiano bisogno di ascolto e sostegno psicologico in questo prolungato periodo di isolamento.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2020


DALLE REGIONI:

martedì 1 dicembre 2020
Senza dimora, a Firenze al via l’accoglienza freddo

Centoventi posti dislocati in vari punti della città. Non si entra senza aver eseguito il tampone, un servizio che è stato finanziato da Fondazione CR
Partirà giovedì a Firenze il servizio di accoglienza invernale con 120 posti letto, che potranno arrivare fino a 150, a disposizione dei senza dimora che decidono di lasciare la strada e ‘rifugiarsi’ al caldo delle strutture di accoglienza. Il servizio, destinato a cittadini italiani e stranieri, uomini maggiorenni, donne sole, residenti o presenti sul territorio del Comune di Firenze, si concluderà il 31 marzo prossimo, con possibilità di eventuale proroga legata alle condizioni climatiche avverse che potranno presentarsi. Le novità di questo inverno particolare, segnato dalla pandemia, riguardano le strutture utilizzate e il nuovo servizio di reperibilità infermieristica dalle 20 alle 24, finanziato dalla Fondazione CR Firenze.

Leggi: Redattore Sociale, 01/12/2020


martedì 1 dicembre 2020
Reggio Emilia, le case di riposo aprono le “stanze degli abbracci”

Si tratta di spazi dove gli ospiti potranno incontrare in sicurezza i loro familiari attraverso una parete di plastica trasparente e con maniche indossabili dai visitatori
Nelle otto strutture gestiste dall’Asp di Reggio Emilia potrebbero essere operative già tra poche settimane le prime “stanze degli abbracci” della provincia. Dove cioè i 500 anziani ospitati possono incontrare in sicurezza i loro familiari attraverso una parete di plastica trasparente e con maniche indossabili dai visitatori. A progettarle saranno le giovani leve dell’Ordine reggiano degli architetti (affiancati da un collega più esperto) su proposta del Comune e in collaborazione con i tecnici dell’Ausl. “Le persone anziane ospiti di residenze socio-sanitarie assistite e delle case di riposo, sono state fra le più duramente colpite, non solo sul piano epidemiologico, ma anche e in maniera totalizzante, dalle norme di isolamento imposte dal coronavirus”, spiega l’assessore al Welfare Daniele Marchi.

Leggi: Redattore Sociale, 01/12/2020


lunedì 30 novembre 2020
Solidarietà a domicilio – Auser terni solidarietà

L’emergenza sanitaria non è uguale per tutti, tantomeno per le persone anziane. È per questo che Cgil e Auser della città umbra hanno deciso di avviare un servizio rivolto a chi non può fare da solo la spesa, comprare farmaci e altri beni di prima necessità
Il telefono squilla e Sharon risponde. Dall’altra parte c’è la signora Angela che ha voglia di un po’ di compagnia, visto che in questa fase non esce quasi mai di casa. Pochi minuti e il telefono squilla ancora, è un’altra signora che ha bisogno di fare la spesa e acquistare alcuni farmaci. Allora Sharon prende nota e poi passa la lista a Matteo ed Elena che si occupano delle consegne.
L’emergenza sanitaria non è uguale per tutti, tantomeno per le persone anziane. È per questo che Cgil e Auser di Terni hanno deciso di avviare un servizio di “solidarietà a domicilio”, consegnando alle persone che non possono fare da sole spesa, farmaci e altri beni di prima necessità, ma anche offrendo ascolto e compagnia telefonica. “Cerchiamo in maniera concreta di stare vicini alle persone che in questa fase sono più sole – spiega Claudio Cipolla, segretario generale della Cgil ternana – lo facciamo facendo sindacato di strada, insieme ad Auser, nella consapevolezza che la pandemia sta generando nuove disuguaglianze, contro le quali la Cgil si batte da sempre e intende continuare a farlo”.

Leggi: Collettiva, 30/11/2020


lunedì 30 novembre 2020
Cosenza – L’Auser non dorme mai

Sin dalle prime settimane dell’emergenza sanitaria, l’Associazione per l’invecchiamento attivo voluta dalla Cgil e dallo Spi, è stata in prima linea, con numerose iniziative di supporto alle famiglie e al territorio
Amantea è una cittadina sul mar Tirreno, nella provincia di Cosenza, oggi zona rossa. Qui, i volontari dell’Auser raccolgono e consegnano a domicilio pacchi alimentari, medicine e altri beni di prima necessità. I volontari più anziani, insieme a quelli più giovani, hanno ripulito strade e monumenti.
La sede dell’Auser è rimasta sempre aperta, per accompagnare i cittadini nella compilazione delle pratiche per la richiesta dei bonus o degli altri strumenti di sostegno messi a disposizione dal governo. Il presidente, Antonio Perricone: “Qui ci conosciamo tutti. Sappiamo chi sono le persone che hanno bisogno di aiuto, e andiamo a bussare alle loro porte, senza dire niente, senza rivelare i loro nomi. Rispettiamo la loro privacy, ma non li lasciamo da soli”

Leggi: Collettiva, 30/11/2020


lunedì 30 novembre 2020
“Bologna ti dà”, nasce la piattaforma dei servizi per i senza dimora

Cinque studenti universitari lanciano un portale che raccoglie, in un unico sito, mense, dormitori, centri di assistenza legale e di salute, punti di distribuzione vestiti e docce, ma anche scuole di italiano e laboratori di comunità. “Vogliamo dare uno strumento in più ai senzatetto che hanno bisogno di aiuto e ai cittadini che vogliono dare solidarietà”
Mense, dormitori, assistenza legale, centri di salute, punti di distribuzione vestiti e docce, ma anche scuole di italiano e laboratori di comunità. È la nuova piattaforma “Bologna ti dà”, che raccoglie in un unico portale tutti i servizi dedicati alle persone senza dimora del capoluogo emiliano, sia pubblici che privati. L’idea arriva da un gruppo di cinque studenti dell’università di Bologna, iscritti al corso di Educatore sociale e culturale, che hanno partecipato al bando del Corpo europeo di solidarietà che finanzia progetti di giovani tra i 18 e i 30 anni.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2020


lunedì 30 novembre 2020
Lombardia, bonus badanti: fino a 2.400 euro a famiglia

“Il nostro obiettivo e’ sempre stato quello di sostenere gli sportelli informativi territoriali, per orientare e assistere i cittadini nella ricerca e nella selezione dell’assistente familiare e favorire le famiglie con un bonus che abbatta i costi”. Così l’assessore alla Famiglia, genitorialità e pari opportunità di Regione Lombardia, Silvia Piani, commentando l’introduzione delle linee guida per l’istituzione degli Sportelli per l’assistenza familiare e dei Registri degli assistenti familiari. Per iscriversi ai Registri gli assistenti familiari dovranno dimostrare di aver ottenuto il diploma di scuola secondaria di primo grado, oppure sottoscrivere un’autodichiarazione attestante il livello di conoscenza della lingua adeguato alle mansioni da svolgere.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2020


lunedì 30 novembre 2020
Tablet e smartphone nelle Rsa: la Regione Toscana stanzia i fondi

La Regione stanzia 900 mila euro per consentire alle residenze per anziani di acquistare smartphone, tablet, televisori e lavagne multimediali. Strumenti utili per una comunicazione a distanza fra gli ospiti delle strutture e i parenti, in virtù delle restrizioni imposte contro la diffusione del Coronavirus. Ciascuna Rsa potrà ottenere fino a 2.700 euro di contributo. A prevederlo una delibera approvata dalla Giunta regionale nel corso dell’ultima seduta. “Sappiamo che aver dovuto chiudere le Rsa all’accesso dei familiari e doverlo fare per un tempo così lungo, se da una parte è una delle misure necessarie per salvaguardare ospiti e operatori e contrastare la diffusione del contagio, dall’altra ha un impatto psicologico pesante sugli anziani, sulla loro qualità della vita e anche sui familiari”, spiega l’assessora regionale alle Politiche sociali, Serena Spinelli.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2020


lunedì 30 novembre 2020
Veneto, parte l’accreditamento per le forme di welfare collettive

La Regione Veneto ha avviato un sistema di accreditamento delle forme di welfare collettive, che mira a costruire una rete regionale del welfare. Ad occuparsi del sistema di accreditamento è Veneto Welfare.
La Regione Veneto ha avviato un sistema di accreditamento delle forme di welfare collettive, che mira a costruire una rete regionale del welfare. Ad occuparsi del sistema di accreditamento e’ Veneto Welfare, unità operativa dell’agenzia regionale Veneto Lavoro, con funzioni di promozione e sviluppo della previdenza complementare e degli strumenti di welfare integrato in Regione. L’accreditamento e’ aperto ai fondi pensione negoziali iscritti all’albo nazionale Covip, ai fondi sanitari integrativi bilaterali, alle forme di welfare contrattuale gestite dagli enti bilaterali e dai fondi di solidarietà e ad altre forme collettive di welfare integrativo di tipo aziendale o territoriale.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2020


venerdì 27 novembre 2020
Casa, dalla Regione Liguria 400 mila euro per morosità incolpevole

E’ lo stanziamento approvato oggi dalla giunta regionale, per aiutare chi ha subito una significativa riduzione del reddito a causa dell’emergenza economia innescata dalla pandemia da Covid
Quasi 400 mila euro in arrivo per la morosità incolpevole a 23 Comuni liguri ad alta tensione abitativa. E’ lo stanziamento approvato oggi dalla giunta regionale, per aiutare chi ha subito una significativa riduzione del reddito a causa dell’emergenza economia innescata dalla pandemia da Covid. I Comuni destinatari del finanziamento adotteranno appositi bandi per l’utilizzo dei fondi, a favore di inquilini raggiunti da provvedimenti di sfratto per morosità. Il sostegno si estende anche a chi non è destinatario di sfratto, ma che presenti un’autocertificazione in cui dichiari di aver subito, in ragione dell’emergenza Covid, una perdita del proprio reddito e di non disporre di sufficiente liquidità per far fronte al pagamento dell’affitto o degli oneri accessori.

Leggi: Redattore Sociale, 27/11/2020


mercoledì 25 novembre 2020
Anziani, un Nucleo Covid per non autosufficienti in una casa residenza di Ravenna

All’interno della Cra Galla Placidia è stato aperto un Nucleo Covid per persone non autosufficienti positive al coronavirus ma non bisognose di cure mediche. Vici (direttore Consorzio Solco): “Cooperazione sociale in prima linea per la tutela dei più fragili”
Un Nucleo Covid da 20 posti letto all’interno della Cra Galla Placidia di Ravenna: personale, percorsi e ingressi distinti, due realtà diverse ma entrambe impegnate nella tutela delle persone più fragili in pandemia. L’intuizione è dell’Azienda Usl della Romagna che, con l’arrivo della seconda ondata e l’evidente rischio di sovraccarico degli ospedali, ha chiesto alla residenza per anziani la disponibilità di aprire al proprio interno un Nucleo Covid per accogliere persone non autosufficienti positive al virus, asintomatiche o paucisintomatiche che, per le loro condizioni, non possono rientrare in casa o in struttura ma non hanno bisogno di cure ospedaliere. L’Azienda sanitaria locale, così, ha indetto un bando pubblico, vinto dal Consorzio Solco di Ravenna, già gestore della Cra.

Leggi: Redattore Sociale, 25/11/2020


sabato 21 novembre 2020
Una rete di cure territoriali diffusa, competente: i lunghi mesi dell’emergenza sanitaria ne dimostrano l’importanza. Un nutrito gruppo di soggetti sociali lombardi promuove 10 punti per costruirla.

Un momento da non perdere
La revisione della legge regionale 23/2015, in scadenza, offre la possibilità di ripensare e riorganizzare le cure domiciliari, tassello fondamentale dell’assistenza territoriale. La legge 77/2020 (ex dl Rilancio) aumenta le risorse previste per i servizi di Assistenza domiciliare integrata (ADI), stanziando 734 milioni per le cure domiciliari.
Questo momento può permettere di avviare un percorso di adeguamento dell’attuale rete di interventi domiciliari, più capace di affrontare le sfide, sociali e demografiche, che ci attendono domani, evitando che le nuove risorse si limitino ad aggiungersi all’esistente lasciando le cose come stanno.
Cogliendo l’attuale finestra di opportunità , un gruppo di soggetti sociali composto dalle sezioni lombarde del Forum del Terzo Settore, SPI CGIL, FNP CISL, ACLI, Legacoop, Confcooperative, Federsolidarietà, AUSER, ANTEAS, Ordine degli assistenti sociali, CISL Medici, UNEBA, Centri di servizio per il volontariato (CSV), in collaborazione con ARS, ha promosso 10 punti per superare i limiti odierni. Anci Lombardia, inoltre, ha espresso un sostegno “convinto e determinato” nei confronti dei contenuti sintetizzati di seguito[1].
Le proposte si collocano nel quadro della revisione della LR 23/15 e delle nuove risorse stanziate nonché nella direzione di una nuova legge quadro nazionale sulla non autosufficienza.

Leggi: Lombardia Sociale, 21/11/2020


IN AGENDA:

4 dicembre 2020 – 9 ° Healthcare Summit del Sole-24Ore: focus sul Ssn nel futuro post pandemia con il ministro Speranza e il viceministro Sileri

Venerdì 4 dicembre, dalle 9.45 alle 13.15, si terrà in diretta streaming la 9° edizione dell’Healthcare Summit del Sole 24 Ore, con l’obiettivo di analizzare gli scenari evolutivi attesi per il Ssn nel futuro post pandemia. Tra gli argomenti trattati verrà fatta un’analisi della sanità italiana tra ordinarietà ed emergenza sanitaria, approfondendo i nodi del sistema sul fronte delle risorse umane e di quelle finanziarie, con il ruolo del Recovery Fund nel nuovo piano per la sanità del futuro

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore


Al via l’Open Forum Disuguaglianze e Diversità

16 giorni per costruire l’Italia del futuro. Parte oggi, lunedì 30 novembre, e si concluderà il 15 dicembre l’”Open ForumDD – Proposte, dialoghi e strategie per il Paese di domani”, una diretta non stop sui temi centrali per uscire dalla crisi, alla vigilia della presentazione a Bruxelles del piano italiano per la ripresa. Si parlerà di scuola, salute, casa, lavoro, aree interne, digitale, ambiente, imprese, pubblica amministrazione. 160 ore di live-streaming con più di 200 ospiti tra ministri, politici, giornalisti, scrittori, sindacalisti, attivisti, società civile. Si comincia tutte le mattine alle 10, per concludere la giornata alle ore 19.

Leggi: Liberetà


Venerdì 4 dicembre 2020 Ore: 10:00 – 54° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2020

Diretta Streaming
Giunto alla 54ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su questi temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2020», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

Segui: Censis


“La Cura – Festival dei Diritti” – Edizione 2020 dal 3 al 13 dicembre 2020

Il Festival dei Diritti giunge alla sua 14a edizione e si svolgerà sul territorio in cui CSV Lombardia Sud è presente, coinvolgendo associazioni ed enti di terzo settore di Cremona, Lodi, Mantova e Pavia. Il tema di questa edizione è LA CURA. Cura per la salute, ma anche all’ambiente, alle relazioni, alle comunità, alle città.
Il Festival dei Diritti 2020 è l’occasione per riflettere su come agire al meglio pratiche di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Quale “cura” e quindi quali attenzioni e premure siamo chiamati ad attivare per il futuro dell’umanità? Per il nostro pianeta? Per le nuove generazioni? Per non lasciare indietro nessuno?

Leggi: Festival Dei Diritti


“Più bisogni, quali risorse? Le sfide del secondo welfare di fronte alla pandemia” – 15 dicembre, alle ore 15.00

Un momento di confronto per comprendere come sta cambiando il nostro welfare a causa del Covid-19. L’evento è parte del percorso che ci porterà al Quinto Rapporto sul secondo welfare del prossimo autunno.
L’evento, che si svolgerà online, vuole essere un momento di confronto con esperti, operatori e studiosi che potranno aiutarci a comprendere come sta cambiando il nostro welfare di fronte alle enormi sfide poste dal Covid-19.

Leggi: Secondo Welfare


Convegno annuale de lavoce.info

Giovedì 17 dicembre dalle 17 alle 19.30 si svolgerà, in diretta Zoom, il convegno annuale de lavoce.info: si parlerà di economia e ricerca alla sfida del Covid. A breve tutti i dettagli.

Leggi: La Voce


IN EVIDENZA:

20 anni dalla legge 328/2000: nodi aperti per gestire il welfare locale

Il modo migliore per celebrare quella che voleva essere una cruciale riforma del welfare è di guardare al futuro, per chiedersi che cosa c’è oggi da fare per migliorare i meccanismi che consentono di gestire i servizi sociali. E non pochi sono gli snodi che meriterebbero azioni, sia a livello locale che nazionale. Discutiamone qui alcuni.
La gestione locale in capo ad un soggetto sovra comunale
La 328 ha incentivato positivamente la gestione associata da parte dei comuni singoli, con la messa in opera di diffuse forme di governo locale sovra comunale. E non vi è dubbio che l’esperienza ha dimostrato che questa modalità di governo locale dei servizi sociali è indispensabile sia per garantire uniformità di offerte nei comuni, sia per fruire di economie di scala. Ma molte criticità rimangono aperte sul tema, e richiederebbero azioni:
È presente un disegno troppo disomogeneo nelle diverse regioni delle forme di governo associativo dei comuni, con incentivazioni e vincoli che sono inadeguati a garantire una effettiva gestione associata. Ed anche con forme gestionali sovra comunali che non sono sempre efficaci, e con frammentazione nelle attribuzioni di funzioni sugli interventi sociali tra livelli di governo locale differenti. Sono anche presenti eccessive differenze nella messa a disposizione delle risorse da parte dei comuni singoli verso il loro soggetto gestore, il che lo indebolisce o ne complica la capacità.

Leggi: Welforum


Anteprima. Rapporto Oasi 2020. Nel Ssn arrivano nuovi finanziamenti e più personale sanitario. Ma non basteranno se manca una seria programmazione

Sarà presentata domani la nuova edizione del Rapporto Oasi 2020 elaborato dai ricercatori del Cergas SDA Bocconi. Al centro l’impatto che l’emergenza covid ha avuto sulla sanità in termini di sistema. Ma se per la prima volta dopo 10 anni il SSN ha aumentato significativamente la propria spesa corrente (per il 2020 si stima un aumento di oltre 5 miliardi, pari al +4,7% della spesa totale) e tra marzo e ottobre sono state assunte oltre 36.000 unità di personale sanitario, i ricercatori evidenziano come questo non sia sufficiente se manca una programmazione virtuosa in grado di traghettare il Ssn verso il futuro
La pandemia di covid si è abbattuta su un sistema sanitario già fortemente colpito dai tagli e caratterizzato da processi di riorganizzazione non ovunque portati a compimento. Il Ssn ha mostrato, di fronte a un’emergenza che ha investito una quota di popolazione enorme, tutte le sue fragilità, soprattutto sul fronte della sanità territoriale, fondamentale per gestire e contenere l’emergenza, ma del tutto impreparata a farlo. Il coronavirus ha però rappresentato una spinta incredibile allo sviluppo del sistema. Non solo perché ha imposto l’investimento di risorse che altrimenti non sarebbero mai state messe in campo, ma soprattutto perché ha posto chiaramente davanti agli occhi di tutti, decisori in primis, un gran numero di progetti da realizzare e di soluzioni da trovare. Distogliere lo sguardo e far finta di nulla, stavolta, era impossibile. Intanto il contesto in cui il management era costretto a prendere decisioni cambiava, e lo faceva rapidamente, con l’evolversi dell’epidemia: prima alta, bassa, media e poi nuovamente alta incidenza del Covid-19.

Leggi: Quotidiano Sanità


Il ruolo del volontariato nel ricostruire le comunità, dopo il Covid

Usciremo dalla pandemia devastati, o rafforzati? Se la strada è la seconda, non si può percorrere senza valorizzare il volontariato. Anche attraverso la coprogettazione
Nei mesi della pandemia ci siamo interrogati, abbiamo osservato, provato a riflettere da soli o confrontandoci in gruppo, abbiamo agito e chiesto ad altri di sostenerci e soprattutto in tanti abbiamo ribadito che da soli non avremmo potuto farcela. Abbiamo compreso che affrontare la ripresa dopo il “trauma” è un compito delicato, ma necessario; pieno di incognite, ma come ci indica anche Massimo Recalcati, psicoanalista: «ripensare il trauma non è la premessa alla ripartenza, è la ripartenza stessa». I cittadini, le organizzazioni di volontariato, gli enti di Terzo settore, le società private e gli enti pubblici hanno affrontato e stanno affrontando dunque una grande sfida e, al tempo stesso, in tanti abbiamo compreso che, se correttamente orientata, questa nuova stagione del recovery fund potrà rigenerare i nostri tessuti sociali, riequilibrare tante diseguaglianze e ridare slancio al nostro Paese.

Leggi: Reti Solidali


Sognare l’RSA di domani

Nell’articolo precedente l’autrice ha raccontato l’esperienza vissuta come direttore sanitario della Fondazione Cardinal Gusmini durante il periodo più acuto dell’emergenza sanitaria. Ora immagina un futuro diverso per le RSA, con nuovi standard strutturali e gestionali, adeguatamente remunerate dalla Regione, in grado di garantire un’assistenza alle situazioni sanitarie complesse. Di Melania Cappuccio (Geriatra e Direttore Sanitario della Fondazione Cardinal Gusmini di Vertova, BG)
Sognare l’RSA di domani
“La realtà delle strutture residenziali per anziani è il simbolo della nostra epoca di incertezze culturali e organizzative. Nelle aree di cerniera, dove sono impossibili risposte semplici e univoche, le nostre capacità di rispondere correttamente ai bisogni mostrano gravi limiti”. Sono le prime righe di un volumetto di Rozzini, Carabellese e Trabucchi, scritto nel 1992, sull’assistenza nelle residenze per anziani. Dopo 28 anni potrebbero essere l’incipit, oggi, per riaffermare l’importanza di continuare un percorso difficile, ma doveroso, senza farsi dominare dai fallimenti, soprattutto dopo l’epidemia Covid.
Le RSA del futuro: una prospettiva colta, fortemente progettuale e positiva
In questa società pragmatica, almeno apparentemente, fondata su criteri economici esasperatamente volti al risparmio, si sono persi gli obiettivi primari di una società civile, democratica e fondata sui valori che da sempre hanno connaturato l’Uomo. Il sognatore, l’idealista, colui che guarda oltre, viene pertanto snobbato e lasciato ai margini. In realtà l’Uomo da sempre ha costruito la società e i propri valori partendo dai sogni, da obiettivi molto elevati che ha cercato di raggiungere.

Leggi: I Luoghi della Cura


Le RSA: se, per chi, come…

Il mondo intero, e in esso il mondo dei servizi residenziali per anziani, è stato profondamente scosso dall’evento pandemico. Durante la preoccupante crescita della curva epidemica, le istituzioni sociosanitarie e i loro dirigenti si sono sfidati nel rintracciare soluzioni di emergenza, che garantiscano la continuità assistenziale e al contempo la qualità di vita possibile, lottando per la salute dei loro ospiti mentre al contempo affrontano notevoli difficoltà economiche, dovute ad una certa latitanza delle istituzioni pubbliche, per lo più concentrate a garantire il funzionamento del servizio ospedaliero.
Nel frattempo, sui media si sono diffuse le posizioni più intransigenti: c’è chi attacca in modo pervasivo e totale la concezione stessa delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), spingendo in modo univoco verso la domiciliarità, ritenuta l’unica offerta in grado di rispettare la dignità della persona anziana, salvaguardandone ad un tempo la salute.
Nulla di nuovo, per altro: la critica alle istituzioni residenziali vanta una storia secolare, che l’emergenza pandemica ha solo acuito, offrendo il destro per accelerare le critiche, in un momento delicatissimo per la loro stessa esistenza. “Le case di riposo sono figlie bastarde delle case della carità e degli ospedali ed esprimono le peggiori caratteristiche dei due genitori. Sono l’ultima spiaggia allo stesso modo degli ospedali del XIX secolo. Lo stereotipo è quello di un luogo brutto puzzolente, popolato da persone fragili, spesso dementi” (Kane R.L. e West J.C., 2005).

Leggi: Welforum


Nuovo Rapporto NNA: anticipazioni

Nell’ambito della XII edizione del Forum N.A., il Network Non Autosufficienza ha condotto la plenaria di apertura del convegno anticipando, in parte, i contenuti del Settimo Rapporto NNA in uscita a breve.
“Le lezioni della pandemia” è il titolo della Plenaria, a cura del Network Non Autosufficienza, svoltasi la mattina del 25 novembre 2020 nell’ambito del Forum della non autosufficienza e dell’autonomia possibile – Digital edition.
Durante l’appuntamento – che ha visto l’anticipazione di alcuni contenuti del Settimo Rapporto sull’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, in uscita a breve – sono stati messi a fuoco alcuni messaggi che l’emergenza da Covid-19, con i costi di vite umane e di dolore che ha portato con sé, ci ha lasciato su come migliorare il welfare del nostro Paese.
Cristiano Gori, Antonio Guaita, Marco Noli, Franco Pesaresi e Marco Trabucchi hanno discusso le implicazioni di questi “messaggi” per chi, con ruoli e compiti diversi, opera nel settore, affrontandoli prima con riferimento al sistema della non autosufficienza nel suo insieme e poi considerando, rispettivamente, l’area della domiciliarità e quella della residenzialità.

Leggi: I Luoghi della Cura


Senzatetto: il PE chiede di porre fine al fenomeno entro il 2030

Il Parlamento ha approvato martedì una serie di linee guida per combattere il fenomeno dei senzatetto e porre fine all’esclusione abitativa nell’UE.
Il Parlamento ha approvato martedì una serie di linee guida per combattere il fenomeno dei senzatetto e porre fine all’esclusione abitativa nell’UE.
Nella risoluzione non legislativa adottata con 647 voti favorevoli, 13 contrari e 32 astensioni, il PE sottolinea la precaria situazione di vita di oltre 700 mila persone in Europa che ogni notte si ritrovano senza un tetto, con un aumento del 70% in un decennio. L’alloggio è un diritto umano fondamentale, perciò si chiede un’azione più forte da parte della Commissione e dei Paesi UE per porre fine al fenomeno nell’UE entro il 2030.
Ulteriori misure nazionali e a livello UE
La Commissione europea dovrebbe sostenere i Paesi UE, migliorare il monitoraggio, continuare a fornire finanziamenti e presentare un quadro europeo per le strategie nazionali. Mentre i Paesi UE dovrebbero adottare il principio di “Housing First”, che aiuta a ridurre significativamente il fenomeno dei senzatetto, introducendo piani d’azione e approcci innovativi basati sul concetto che la casa è un diritto umano fondamentale.

Leggi: Europarl


SEGNALAZIONI:

Decreto ristori: una tantum e indennità onnicompresiva

Prorogato al 18 dicembre il termine di presentazione delle domande per il riconoscimento dell’indennità una tantum e indennità onnicomprensiva (pari a mille euro), inizialmente previsto per ii 30 novembre. Lo ha comunicato l’Inps in merito all’applicazione del Decreto Ristori (n. 137 del 28 ottobre), di cui si occupa la circolare n. 137 del 26 novembre, pubblicata quando mancavano soltanto 4 giorni alla scadenza del 30 novembre.
Sono destinatari dei sussidi:
• i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
• i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
• i lavoratori intermittenti;
• i lavoratori autonomi occasionali;
• i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
• i lavoratori dello spettacolo;
• i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali.
L’Istituto informa che i lavoratori, già beneficiari dell’indennità, non devono presentare una nuova domanda, poiché il sussidio sarà riconosciuto in automatico; mentre dovrà farne richiesta chi invece non aveva usufruito delle misure previste dal decreto di agosto n. 104.

Leggi: Inca


NEWS:

martedì 24 novembre 2020
In Ue oltre 700 mila senza dimora: la casa, “diritto umano”

Le linee guida del Parlamento Ue: approvata risoluzione, non legislativa, che chiede di porre fine al fenomeno entro il 2030. Negli ultimi 10 anni l’aumento è del 70%, ma secondo Fondazione Abbé Pierre e Feantsa le misure di emergenza adottate durante la crisi sanitaria hanno portato a una diminuzione drastica
La casa è un “diritto umano fondamentale” e l’“housing first” una misura che aiuta a ridurre il fenomeno dei senza dimora. Lo precisa il Parlamento europeo che ha approvato una serie di linee guida di contrasto, con una risoluzione non legislativa adottata con 647 voti favorevoli, 13 contrari e 32 astensioni. Chiede un’azione più forte da parte della Commissione e dei Paesi Ue per porre fine al fenomeno nell’Ue entro il 2030.
In Europa sono oltre 700 mila le persone che ogni notte si ritrovano senza un riparo, un numero che negli ultimi 10 anni è aumentato del 70%. Tuttavia secondo la stima della Fondazione Abbé Pierre e Feantsa, contenuta nel quinto rapporto sull’esclusione abitativa in Europa (luglio 2020) durante la crisi sanitaria il numero dei senza dimora “è diminuito drasticamente grazie alle misure di emergenza per fornire riparo ai più vulnerabili prese da tutti i paesi europei”.

Leggi: Redattore Sociale, 24/11/2020


martedì 24 novembre 2020
Bilanciare ovunque la tutela della salute e i bisogni relazionali e affettivi

«Strumenti di screening per il coronavirus, come quelli del Veneto e dell’Emilia Romagna, vanno introdotti anche nelle altre Regioni, per realizzare quel delicato bilanciamento tra la tutela della salute e i fondamentali bisogni relazionali e affettivi delle persone più fragili, per le quali le videochiamate, anche a motivo di patologie specifiche di cui sono spesso portatori, non sono una soluzione adeguata»: lo ha dichiarato il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, a proposito delle strutture residenziali che ospitano persone con disabilità
Come avevamo segnalato già nell’estate scorsa, il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale aveva avviato una stringente iniziativa di interlocuzione con i Presidenti di tutte le Regioni, per far sì che ogni eventuale situazione di confinamento delle persone con disabilità in strutture residenziali non si protraesse ulteriormente.
Lo stesso Garante aveva anche chiesto che «si sollecitasse un controllo, o laddove necessario una revisione, sulla corretta applicazione delle nuove regole che definiscono le modalità di contatto tra gli ospiti delle strutture delle residenze per persone con disabilità e i loro cari, sollecitando le Autorità Regionali a garantire, nella necessaria sicurezza, sia la possibilità di accesso dall’esterno dei familiari, sia quella di uscita degli ospiti».

Leggi: Superando, 24/11/2020


lunedì 23 novembre 2020
“ABITIAMOLA” – Newsletter ottobre 2020

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 31 ottobre come Giornata mondiale delle città. La Giornata dovrebbe promuovere notevolmente l’interesse della comunità internazionale per l’urbanizzazione globale, spingere in avanti la cooperazione tra i paesi per cogliere le opportunità e affrontare le sfide dell’urbanizzazione e contribuire allo sviluppo urbano sostenibile in tutto il mondo. Il tema 2020 è: valorizzare le nostre comunità e città.
■ I messaggi chiave della Giornata mondiale delle città 2020.
L’Unione Europea sta attraversando da tempo un’emergenza abitativa sistemica, che ha le sue cause nella carenza strutturale di case a prezzi accessibili, case popolari e nella mancanza di investimenti pubblici. Più di cento città, regioni e deputati europei hanno proposto un “Patto europeo per la casa“, considerato uno dei pilastri del piano di ripresa, indicando la sua utilità nell’esecuzione di una nuova stagione di investimenti pubblici per risolvere la crisi abitativa.

Leggi: Cgil, 23/11/2020


lunedì 23 novembre 2020
Per una sanità inclusiva e di prossimità, la riorganizzazione e il potenziamento del territorio

Questa netta scelta sarà al centro di un’importante sessione del Forum Risk Management, tutta orientata a condividere e rilanciare un approccio basato sulla prevenzione, sulla sanità d’iniziativa, sulla personalizzazione della cura fra Ospedale e Territorio e sulla multi-professionalità/multidisciplinarietà del percorso.
L’emergenza COVID ha reso non più rinviabile un robusto rinnovamento dell’offerta di assistenza in ambito territoriale, per accogliere ed accompagnare le persone, specie se affette da malattie croniche, lungo il loro percorso assistenziale, superando il vecchio modello centrato sull’attesa e solo sull’ospedale.
Questa netta scelta sarà al centro di un’importante sessione il 16 dicembre del Forum Risk Management, tutta orientata a condividere e rilanciare un approccio basato sulla prevenzione, sulla sanità d’iniziativa, sulla personalizzazione della cura fra Ospedale e Territorio e sulla multi-professionalità/multidisciplinarietà del percorso.
Verrà sottolineata, infatti, la necessità di integrare le professionalità mediche con quelle non meno rilevanti, per la tutela dei malati, infermieristiche e quelle appartenenti all’ambito sociale, ……..

Leggi: Quotidiano Sanità, 23/11/2020


lunedì 23 novembre 2020
DDL BILANCIO. Importante e positivo il rifinanziamento del Fondo di Sostegno alle abitazioni, ma non ancora sufficiente.

Chiediamo che dalla Legge di Bilancio sia garantito e incentivato l’affitto a canoni sopportabili con procedure che favoriscano la rinegoziazione per impedire gli sfratti per morosità incolpevole
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA
“Il disegno di Legge sul Bilancio dello Stato 2021 presentato dal Governo al Parlamento contiene una importante e positiva scelta riguardo al Fondo di sostegno alle abitazioni in affitto prevedendo uno stanziamento di complessivi 210 milioni per il 2021 e 230 milioni per il 2022, come da tempo da noi rivendicato.
Sarà necessario attuare l’impegno del Ministero delle infrastrutture, delle Regioni e dei Comuni per una gestione di questi fondi con nuovi ed incisivi criteri, da adottare entro la fine dell’anno come previsto dall’ultimo decreto di ripartizione risorse 2020, capaci di incidere sulla situazione drammatica determinata dall’emergenza Covid-19.
Il comparto dell’affitto abitativo vive una crisi enorme che coinvolge migliaia famiglie che, alle difficoltà precedenti, vedono sommarsi cadute di reddito, disoccupazione, incertezze e l’incubo dello sfratto per morosità incolpevole.

Leggi: Sunia, 23/11/2020


giovedì 19 novembre 2020
RSA. Ecco le proposte delle strutture religiose per trasformarle in centri multiservizi capaci di assicurare interventi a domicilio

Servizi “aperti”, capaci di assicurare interventi al domicilio delle persone anziane fragili, insieme a risposte residenziali protette, in collegamento con le altre realtà assistenziali, assicurando la presenza di un adeguato numero di personale medico ed infermieristico altamente specializzato nell’assistenza dell’anziano pluripatologico e spesso non autosufficiente. Questa la proposta presentata alla Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana. IL DOCUMENTO
Trasformare le Rsa in centri multiservizi territoriali, in servizi “aperti”, capaci di assicurare interventi al domicilio delle persone anziane fragili, insieme a risposte residenziali protette, in collegamento con le altre realtà assistenziali, assicurando la presenza di un adeguato numero di personale medico ed infermieristico altamente specializzato nell’assistenza dell’anziano pluripatologico e spesso non autosufficiente.
E’ la proposta presentata da Padre Virginio Bebber, alla Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana istituita di recente dal Ministro della Salute Speranza, presieduta da Mons. Vincenzo Paglia, Gran cancelliere del Pontificio Istituto Teologico per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia.

Leggi: Quotidiano Sanità, 19/11/2020


giovedì 19 novembre 2020
Curare a casa: 10 proposte per una nuova assistenza a domicilio

Una rete di associazioni e realtà del welfare lombardo ha elaborato un documento, in cui sono indicati i primi passi da compiere per un ripensamento complessivo dell’assistenza domiciliare: dai Lea al caregiver, dagli assistenti familiari all’accesso alle cure, passando per una “nuova missione dei servizi” e una “messa a terra consapevole”
Il futuro delle cure è a casa: lo sta dimostrando l’emergenza sanitaria in corso, con il collasso e l’intasamento dei reparti ospedalieri e la carenza, ogni giorno più evidente, dei servizi territoriali. Proprio da questa considerazione nascono le “Dieci proposte” per una nuova assistenza a domicilio in Lombardia: un documento corale, che sarà presentato domani ore 10, online), frutto della sinergia tra diverse realtà del welfare lombardo: Forum Terzo Settore, Spi Cgil, Fnp Cisl, Acli Aps, Legacoop , Confcooperative , Federsolidarietà, Auser, Anteas, Ordine degli assistenti sociali, Cisl Medici, Uneba, Csv.

Leggi: Redattore Sociale, 19/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Manovra: Sindacati pensionati, inserire misure a favore dei pensionati e degli anziani

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil ribadiscono la richiesta a Governo e Parlamento di inserire nella manovra di bilancio e nei prossimi provvedimenti legislativi anche misure a favore dei pensionati e degli anziani.
“Siamo consapevoli della gravità del momento e della necessità di un Patto per il Paese che unisca lavoratori e pensionati, giovani e anziani – affermano i Segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo – e siamo convinti che interventi a favore dei pensionati siano necessari e urgenti: per ragioni di equità sociale; perché deve essere riconosciuto il fondamentale ruolo economico e sociale svolto dalle persone anziane; perché restituire potere d’acquisto a lavoratori e pensionati è indispensabile per far ripartire il Paese alla fine dell’emergenza sanitaria; perché le persone più fragili, sole, non autosufficienti non sono scarti e devono essere tutelate e curate”.
Spi, Fnp, Uilp chiedono una legge quadro nazionale per la non autosufficienza, che assicuri servizi e sostegni uniformi e adeguati in tutto il Paese. Ritengono poi necessaria una profonda riforma delle Strutture residenziali socio sanitarie per anziani: strutture più piccole e integrate nel territorio; maggiori controlli; forme di residenzialità alternativa; potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata per consentire alle persone di restare nelle proprie case. Una riforma da inserire in un più vasto progetto di rilancio del Servizio sanitario nazionale.

Leggi: Spi-Cgil, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Manovra, fondo per caregiver: 75 milioni nel triennio

È istituito presso il ministero del lavoro un Fondo destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare, con una dotazione di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023″. Lo prevede la bozza bollinata della legge di bilancio.

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Fondo non autosufficienza, “ma quale aumento?”. Lettera a Conte

Il Comitato 16 Novembre rivolge un appello al premier: “Nella bozza di Bilancio non vediamo incrementi significativi del fondo, fermo a 570 milioni di euro. Si porti ad almeno 1 miliardo, con le risorse del Recovery Fund. Oggi si parla di cure domiciliari per il Covid: noi siamo abituali fruitori, ma senza sostegno. Servono mille euro al mese per l’assistenza”
Si potrebbe, si dovrebbe, eppure non si fa: aumentare il fondo non autosufficienza è una necessità riconosciuta da molti, rivendicata da anni, promessa tante volte, che oggi si potrebbe finalmente realizzare, grazie alle risorse del Recovery Fund. Eppure, “nella bozza di Bilancio non vediamo incrementi significativi del fondo, fermo a 570 milioni di euro. Non ci siamo!”. La denuncia arriva direttamente al premier Conte dal Comitato 16 Novembre, tramite la presidente Mariangela Lamanna: “E’ necessario aumentare quel fondo ad almeno un miliardo – ricorda -, cifra ancora ben lontana da quello che servirebbe, e le risorse potrebbero essere attinte dal Recovery Fund, in maniera tale da favorire l’assistenza indiretta”, suggerisce il Comitato, introducendo così un …….

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Casa, De Micheli: 650mila persone hanno bisogno di un alloggio stabile

“Nella legge di Bilancio 850 mln per l’edilizia residenziale pubblica”. Lo dice la ministra per le Infrastrutture e i Trasporti, partecipando al panel “Territori sostenibili per il rilancio del Paese” nell’ambito dell’assemblea Anci
In Italia ci sono “650mila persone che hanno necessità di trovare un alloggio stabile”, e per questo “nella legge di Bilancio abbiamo inserito 850 milioni da fondi non spesi in un decennio per l’edilizia residenziale pubblica nelle città sopra i 60mila abitanti con maggiore stress abitativo”. Paola De Micheli, ministra per le Infrastrutture e i Trasporti, lo dice partecipando al panel ‘Territori sostenibili per il rilancio del Paese’ nell’ambito della XXVII Assemblea Anci ‘L’Italia al passo dei sindaci’, evento online.
“Poi c’è il piano di rinascita urbana”, prosegue De Micheli, e “l’Anci è il luogo ideale per promuovere questa misura” che ruota “attorno al recupero di immobili già esistenti per l’edilizia residenziale pubblica”. Il governo, quindi, finanziando “con le Regioni, e anche il cofinanziamento dei privati, chiede alle città di trovare progetti che riqualifichino interi quartieri e pezzi di città”, ..

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Coronavirus e Rsa: diritti, tutele e consigli Online il Vademecum di Cittadinanzattiva

Orientare i cittadini che hanno familiari ricoverati nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) in questo difficile periodo di emergenza sanitaria. È questo l’obiettivo del Vademecum “Coronavirus e RSA: diritti, tutele e consigli”, realizzato da Cittadinanzattiva con il contributo non condizionato di Medtronic Foundation, e disponibile sul sito web dell’organizzazione https://www.cittadinanzattiva.it/approfondimenti/salute/13698-le-residenze-sanitarie-assistenziali-rsa-una-guida-in-tempi-di-emergenza.html
Questi alcuni consigli ed informazioni per i cittadini, contenuti nel Vademecum: è proibito l’ingresso all’interno delle RSA ai parenti e ai visitatori, salvo nei casi strettamente indicati dalla direzione sanitaria; nei casi previsti, l’ingresso deve avvenire rispettando tutti i protocolli di sicurezza della struttura; si raccomanda fortemente, prima di recarsi presso la struttura sanitaria, di contattare la struttura in modo da avere contezza delle reali possibilità di ingresso, oltre che informarsi sulla zona di appartenenza della regione nella quale è sita la struttura; è consigliato verificare se la struttura ha redatto un protocollo di sicurezza COVID per avere garanzie ……..

Leggi: Auser, 18/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Tutela anziani e Covid-19. Controlli dei Nas in 232 strutture, irregolarità nel 16%. Sospesa l’attività assistenziale in 4 Rsa

Nel 40% delle strutture irregolari i carabinieri hanno riscontrato violazioni in materia di misure di prevenzione alla diffusione del virus, riconducibili all’assenza di piani preventivi anti-Covid. Sospesa l’attività assistenziale in 4 strutture. Contestate complessivamente, 59 violazioni, di cui 9 penali e 43 amministrative; 11 le persone deferite all’autorità giudiziaria e 42 quelle segnalate
Con il progressivo aumento della diffusione epidemica da Covid-19, è stato rafforzato, su richiesta del Ministro della Salute, Roberto Speranza, il dispositivo dei Carabinieri dei Nas dedicato al controllo dei servizi devoluti all’ospitalità e alla cura delle persone anziane che si trovano in condizione di particolare vulnerabilità fisica, in ragione dell’età e della sussistenza di pregresse patologie.
Nell’ultima settimana, d’intesa con il Ministero della Salute è stata realizzata un’intensa campagna di verifiche che ha portato all’esecuzione di 232 ispezioni presso strutture sanitarie e socio-assistenziali, quali Residenze Sanitarie Assistite e di lungodegenza, case di riposo, comunità alloggio, ecc., con la finalità di accertare la regolare attuazione delle misure di contenimento e prevenzione alla diffusione epidemica e, nel contempo, individuare eventuali situazioni di insufficiente erogazione di servizi assistenziali e di mancato possesso dei titoli abilitativi professionali da parte degli operatori, propedeutici a episodi di omessa custodia e maltrattamento.

Leggi: Quotidiano Sanità, 17/11/2020


DALLE REGIONI:

giovedì 19 novembre 2020
Toscana: diritto alla casa e aiuti ai più fragili, le priorità dell’assessora Spinelli

Intervista alla nuova assessora alle politiche sociali della Regione Toscana. Sulle Rsa: “Ci siamo mossi per avere una più rapida individuazione degli ospiti positivi e per implementare un sistema di tracciamento sociosanitario integrato, tramite App, per una migliore comunicazione e monitoraggio dei dati”
“Ci siamo mossi per avere una più rapida individuazione degli ospiti positivi e per implementare un sistema di tracciamento sociosanitario integrato, tramite App, per una migliore comunicazione e monitoraggio dei dati. E soprattutto intendiamo attuare una completa separazione degli anziani positivi dai negativi, così da ridurre la possibilità di estensione dell’infezione in un ambito che per sua natura ha caratteristiche volte a favorire la socialità, piuttosto che il trattamento e l’isolamento sanitari”.
E’ questo il piano della neo-assessora al Sociale della Regione Toscana, Serena Spinelli, per prevenire e ridurre i contagi nelle Rsa, uno dei punti maggiormente critici che la pandemia ci sta mettendo di fronte.

Leggi: Redattore Sociale, 19/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Assistenza domiciliare Covid. Cgil, Cisl e Uil contro ricorso al privato in Lombardia: “Prezzi stellari. Regione garantisca le cure a tutti”

I sindacati riferiscono di prezzi che vanno da 90 euro per il tampone a casa e 450 euro per un pacchetto di prestazioni sanitarie a domicilio. Prestazioni a cui si fa ricorso perché “la sanità lombarda anche in questa seconda ondata epidemica si è mostrata impreparata e non ha organizzato i servizi di sanità territoriale di cui c’è estremo bisogno”. Ma la salute, evidenzia Cgil, Cigl e Uil, “è un diritto che la Sanità Pubblica deve garantire a tutti”. Chiesto l’impegno della Regione a potenziare i servizi.
“Dalla sanità privata è partita l’iniziativa per un servizio di assistenza sanitaria e diagnostica domiciliare per pazienti Covid-19 in isolamento domiciliare obbligatorio (90 € per il tampone a casa e 450 € per un pacchetto di prestazioni sanitarie a domicilio), ma l’uno e l’altra sono proprio quello che la sanità pubblica deve garantire a tutti coloro che ne hanno bisogno”. A denunciarlo, in una nota congiunta, sono Cgil, Cisl e Uil Lombardia.
Per i sindacati “è un dovere pubblico, e tanto più in questa fase un’assoluta necessità, garantire servizi domiciliari e continuità assistenziale, per ridurre la pressione sugli ospedali che rischiano nei prossimi giorni la saturazione dei posti letto, ma la sanità lombarda anche in questa seconda ondata epidemica si è mostrata impreparata e non ha organizzato i servizi di sanità territoriale di cui c’è estremo bisogno”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Piano sociale Roma, Raggi: superata la logica dell’assistenzialismo

La sindaca su Facebook: “Dopo 16 anni ridefiniti i contenuti e riorganizzati i servizi essenziali. Strumenti di sostegno assicurati a tutti i soggetti in condizioni di fragilità”
“Ieri è stata una giornata importante. Dopo sedici anni abbiamo approvato il Piano sociale cittadino, un documento che ridefinisce contenuti, qualità e quantità dei servizi sociali, rimettendo al centro la persona. Un traguardo importante che abbiamo raggiunto in un momento delicato di grande bisogno. Vogliamo restituire alle persone che vivono a Roma la certezza di un sistema di protezione che possa sostenerli e affiancarli”. Lo scrive su Facebook il sindaco di Roma, Virginia Raggi.
“Abbiamo riorganizzato i servizi sociali essenziali, inserendoli in una rete che spazia dal cohousing ai centri anti-violenza. Superiamo la logica dell’assistenzialismo per promuovere l’autonomia della persona, con i suoi bisogni ma anche con le sue potenzialità e capacità di contribuire alla …………

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


mercoledì 18 novembre 2020
Toscana, arrivano le Rsa Covid free

Alcune Residenze sanitarie assistite per anziani saranno riconvertite in Rsa total Covid. L’assessora Spinelli: “Garantire il massimo di separazione tra ospiti positivi e negativi così da ridurre i contagi il più possibile”
Alcune Residenze sanitarie assistite per anziani saranno riconvertite in Rsa total Covid. E’ quanto dispone l’ultima Ordinanza (la numero 112), firmata oggi dal presidente della Toscana, Eugenio Giani. Un’operazione, questa, che sarà messa in pista a breve e che rimarrà in vigore per l’intera durata dell’emergenza sanitaria. Le strutture a essere convertite in Rsa Covid saranno principalmente quelle con una maggiore percentuale di positivi: alle Asl il compito di predisporre l’elenco delle strutture con i requisiti richiesti per essere riorganizzate, in tempi rapidi, in total Covid e sempre in stretta collaborazione con le Società della Salute e le Zone distretto territoriali. “Seguiamo con la massima attenzione ciò che accade nelle Rsa in questo periodo così difficile e agiamo di conseguenza, mettendo in atto le migliori soluzioni organizzative possibili, in modo condiviso e celere, finché durerà lo stato di emergenza determinato dal Covid – dichiara il ……..

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2020


IN AGENDA:

Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile

Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

Leggi: Forum Non Autosufficienza


Giovedì 26 novembre 9.30 – 13.00 – La nuova vita delle aree interne

AttivAree, il Programma intersettoriale di Fondazione Cariplo mirato a riattivare le aree montane dell’Oltrepò Pavese e delle Valli Trompia e Sabbia, partito nel 2016, sta per concludersi!
Per questo è stato organizzato il convegno La nuova vita delle aree interne in programma per giovedì 26 novembre dalle ore 9.30 – 13.00. Il Convegno – in diretta streaming – sarà l’occasione per ragionare sul ripensamento della relazione tra aree interne e centri urbani, sulle disuguaglianze territoriali in termini di accesso ai servizi e di partecipazione civica e sul ruolo del Terzo Settore.
In questi anni, i territori hanno aumentato la loro forza attrattiva nei confronti dei residenti, dei potenziali investitori e dei poli urbani di riferimento, facendo leva sulle risorse delle comunità.

Segui: Fondazione Cariplo


Torna HANDImatica, evento online, 26-27-28 novembre 2020

In occasione dei 40 anni di attività e considerato il contesto attuale, Fondazione ASPHI Onlus vuole dedicare la dodicesima edizione di HANDImatica al tema “Tecnologie digitali per la comunità fragile”.
I disagi causati dal lockdown si sono sommati alle preesistenti condizioni di fragilità della società che hanno reso ancora più complicata la gestione della vita scolastica, lavorativa e quotidiana, incidendo nelle relazioni e nelle autonomie. Anche la vita degli anziani, ambito al quale ASPHI ha rivolto da più di dieci anni la propria attenzione, è stata fortemente condizionata dagli effetti della pandemia. In un contesto nel quale le persone con disabilità e fragilità hanno subìto le forti conseguenze del Covid-19, l’utilizzo consapevole delle tecnologie si è dimostrato una potenzialità nei vari percorsi di inclusione e di cura.
Con queste premesse nasce la dodicesima edizione online di HANDImatica 2020, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Università degli Studi di Bologna e l’Ufficio Scolastico
Leggi nel sito di Asphi

Leggi: Asphi


Martedì 1 dicembre 2020 ore 9.00 – 13,15 – Presentazione Nazionale del Rapporto Oasi 2020

Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema sanitario Italiano

Segui: Sda Bocconi


Virtual meeting – 1-2 Dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sotto forma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.

Per informazioni: info@italialongeva.it


Venerdì 4 dicembre 2020 Ore: 10:00 – 54° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2020

Diretta Streaming
Giunto alla 54ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su questi temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2020», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

Segui: Censis


IN EVIDENZA:

Le famiglie italiane tra insicurezza economica e capacità di cura

Numerose ricerche hanno rilevato come la pandemia e le misure di contenimento che sono state adottate hanno profondamente cambiato le condizioni di vita delle famiglie italiane. Queste ricerche – alcune realizzate da istituti ufficiali di rilevazione, altre da organizzazioni private o di terzo settore – evidenziano i cambiamenti intervenuti nel reddito delle famiglie, nei consumi, nell’occupazione, la crescita delle disuguaglianze, della povertà educative e alimentari.
Rapporti e indagini di Eurofound, dell’Istat e della Banca d’Italia evidenziano che gran parte delle famiglie italiane ha subito una notevole riduzione del proprio reddito e dell’orario di lavoro. La Banca d’Italia in un suo recente rapporto (2020) rileva che la quota di nuclei che dichiarano di aver subito dall’inizio della pandemia un calo del reddito, è pari al 30 per cento con un miglioramento rispetto al dato della rilevazione di aprile-maggio, mesi nei quali la riduzione del reddito aveva interessato circa la metà delle famiglie. La crisi economica ha colpito maggiormente le famiglie appartenenti ai quinti più bassi della distribuzione del reddito da lavoro. Nel Rapporto annuale e nei successivi rapporti trimestrali, l’Istat (2020) evidenzia che, rispetto al secondo trimestre 2019, il numero di occupati scende di 841 mila unità: calano soprattutto i dipendenti a termine (-677 mila, -21,6%) e continuano a diminuire gli indipendenti (-219 mila, -4,1%). Dal lato dell’offerta di lavoro, nel secondo trimestre del 2020 il numero di persone occupate subisce un ampio calo in termini congiunturali (-470 mila, -2,0%).

Leggi: Welforum


Ripensare la cura come responsabilità di tutti

Bassa natalità e invecchiamento della popolazione cambieranno le economie dei paesi europei nei prossimi anni. Ora che la pandemia ha reso visibile la fragilità dei nostri sistemi di welfare, è il momento di ripensare la cura. Un’analisi dalla Spagna
È dell’estate scorsa lo studio pubblicato dalla rivista The Lancet che annunciava, con tono preoccupato, il panorama demografico ed economico internazionale. Sarebbero 23 i paesi interessati da una riduzione della popolazione e in Europa, per la Spagna in particolare, si prefigura una diminuzione del 50% della popolazione nell’intervallo di tempo compreso tra il 2017 e il 2100. La Spagna dovrebbe quindi passare dai circa 47 milioni del 2020 a 22,91 milioni nel 2100.
Bassa natalità e invecchiamento della popolazione – si legge nello studio – influenzeranno in modo particolare le economie dei paesi interessati. Per la Spagna questi dati anticipano un ostacolo economico che porterà il paese dall’essere tra le tredici economie con il Pil più alto a scendere al 28esimo posto della classifica nel 2100. Il Lancet segnala la fecondità come una sfida globale: “cercare di aumentare il tasso di fecondità creando un ambiente favorevole alle donne per avere figli e proseguire la loro carriera, limitare l’accesso ai servizi di salute riproduttiva, aumentare la partecipazione alla forza lavoro, soprattutto in età avanzata, e promuovere l’immigrazione ”.
In effetti l’anno scorso la Spagna ha registrato il minor numero di nascite di tutta la serie storica iniziata nel 1941 dall’Istituto nazionale di statistica. Le coorti di donne in età fertile sono meno numerose e la fertilità è in caduta libera. L’indicatore di figli per donna è sceso l’anno scorso a 1,23, il valore più basso degli ultimi 19 anni.

Leggi: In Genere


Il Papa ai giovani economisti di Assisi: «Terzo settore e filantropia possono essere palliativi»

Così Papa Francesco: “Sapete che urge una diversa narrazione economica, urge prendere atto responsabilmente del fatto che «l’attuale sistema mondiale è insostenibile da diversi punti di vista» e colpisce nostra sorella terra, tanto gravemente maltrattata e spogliata, e insieme i più poveri e gli esclusi. Non basta neppure puntare sulla ricerca di palliativi nel terzo settore o in modelli filantropici»
l Papa è intervenuto oggi con videomessaggio a conclusione di ‘The Economy of Francesco’, il Forum di Assisi sul futuro del capitalismo voluto da Francesco con la convocazione di oltre 1000 giovani studiosi in campo economico. Ecco alcuni passaggi del messaggio
So che avete accettato immediatamente questa convocazione, perché siete in grado di vedere, analizzare e sperimentare che non possiamo andare avanti in questo modo: lo ha mostrato chiaramente il livello di adesione, di iscrizione e di partecipazione a questo patto, che è andato oltre le capacità. Voi manifestate una sensibilità e una preoccupazione speciali per identificare le questioni cruciali che ci interpellano. L’avete fatto da una prospettiva particolare: l’economia, che è il vostro ambito di ricerca, di studio e di lavoro. Sapete che urge una diversa narrazione economica, urge prendere atto responsabilmente del fatto che «l’attuale sistema mondiale è insostenibile da diversi punti di vista» e colpisce nostra sorella terra, tanto gravemente maltrattata e spogliata, e insieme i più poveri e gli esclusi. Vanno insieme: tu spogli la terra e ci sono tanti poveri esclusi.
Essi sono i primi danneggiati… e anche i primi dimenticati. Attenzione però a non lasciarsi convincere che questo sia solo un ricorrente luogo comune. Voi siete molto più di un “rumore” superficiale e passeggero che si può addormentare e narcotizzare con il tempo. Se non vogliamo che questo succeda, siete chiamati a incidere concretamente nelle vostre città e università, nel lavoro e nel sindacato, nelle imprese e nei movimenti, negli uffici pubblici e privati con intelligenza, impegno e convinzione, per arrivare al nucleo e al cuore dove si elaborano e si decidono i temi e i paradigmi.

Leggi: Vita


Anziani e social, non si finisce mai di imparare

A qualsiasi età si può imparare qualcosa di nuovo. Lo dimostra il gruppo di persone di più di 80 anni che nel 2019 ha seguito un corso sull’uso dei social media. E con le nuove conoscenze hanno affrontato meglio l’isolamento sociale durante il lockdown.
Anziani, pandemia e divario digitale
La pandemia di Covid-19 apre sfide senza precedenti su diversi fronti: sanitario, sociale, economico. Il 9 marzo l’Italia, primo paese in Europa, ha istituito il lockdown nazionale per contenere la diffusione del virus. La chiusura si è protratta fino al 4 maggio.
Gli anziani hanno pagato (e pagano tuttora) il prezzo più alto della pandemia e delle misure di contenimento. Sopra i 70 anni, infatti, aumentano sia il rischio di sviluppare le forme più gravi della malattia che i tassi di mortalità. Allo stesso tempo, il rischio di esclusione sociale in questa fascia di popolazione è molto elevato. La pandemia, infatti, ha costretto a spostarsi sempre di più verso un mondo digitalizzato, sia per mantenere i contatti sociali che per accedere a servizi di pubblica utilità. Tuttavia, è ancora molto marcato il divario inter-generazionale nell’utilizzo dei mezzi di informazione e comunicazione e dei social media. Nel 2019, la percentuale di famiglie con accesso a Internet in Italia era del 74,7 per cento, ma scendeva al 34 per cento se si consideravano le famiglie composte solo da persone di 65 anni e più. La maggior parte di loro, dichiarava di non aver accesso a Internet per mancanza di capacità (Istat).

Leggi: La Voce


“Welfare Italia”, rapporto Unipol-Ambrosetti: il 10% della classe media verso la povertà

Nel rapporto 2020 del think thank, emerge che “le fasce più vulnerabili saranno influenzate anche dalla crisi in seguito al Covid che riguarda il Terzo settore, attore essenziale nel sostegno della popolazione più in difficoltà”
“Anche la classe media sarà particolarmente colpita dalla crisi in atto: senza un intervento da parte dello Stato, la pandemia potrebbe determinare uno spostamento di oltre 1,6 milioni di famiglie dalla classe media (9,9% del totale) alla povertà e generare una perdita di reddito disponibile netto per tale classe di oltre 23,4 miliardi di euro”. È quanto si legge nel rapporto 2020 del think thank “Welfare Italia”, sviluppato dal Gruppo Unipol in collaborazione con The European House-Ambrosetti.
“La pandemia rischia concretamente di esacerbare le disuguaglianze presenti sul territorio nazionale”, prosegue la relazione. “Considerando che il paniere di beni e servizi necessari a ciascuna famiglia per il proprio basilare sostentamento mensile è di circa 1.100 Euro, la metà delle famiglie italiane non sarebbe in grado di autosostenersi per più di 5 mesi in assenza di un’integrazione e dovendo fare leva esclusivamente sui propri asset liquidabili. Una simile considerazione pone serie preoccupazioni relative alla diffusione della povertà assoluta”.

Leggi: Redattore Sociale


Progetti per una società inclusiva

Per rispondere alle grandi trasformazioni, necessarie risposte innovative. Se ne è parlato durante il panel con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S.Egidio, la sociologa Chiara Saraceno e Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Ha moderato Costanza Calabrese, giornalista del Tg5
Sono tre gli elementi che connotano le trasformazioni in corso: l’invecchiamento della popolazione (con una speranza di vita a 81 anni per gli uomini, 84 per le donne), la denatalità (1,3 figli di media) e in prospettiva la diminuzione della popolazione. Per Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, è necessario ripensare tutta la struttura della società con i suoi nuovi bisogni. Il ripensamento delle politiche sociali deve quindi essere legato alle politiche di sviluppo e dell’occupazione. E’ necessario guardare in avanti, superando contrapposizioni e stereotipi. Per Ghiselli, è necessario vedere l’anziano come risorsa e per far questo è necessario mettere in campo concrete politiche per l’invecchiamento attivo. Sul tema della progettazione del futuro è intervenuta la sociologa Chiara Saraceno: In Italia, ha detto, manca un equilibrio tra generazioni. Le donne sono state punite dalla riforma Dini. Oggi lo squilibrio è molto forte: ci vuole una pensione minima garantita a tutti a prescindere. Non servono riformine

Leggi: Collettiva


SEGNALAZIONI:

In pagamento le pensioni di dicembre!

Prosegue anche a dicembre il pagamento anticipato delle pensioni presso gli sportelli postali rispetto alle normali scadenze e sarà distribuito su più giorni. Lo rende noto l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale.
L’anticipo del pagamento delle pensioni è stato stabilito allo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli ufficio postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19.
Il pagamento avverrà secondo il seguente calendario, in base alla lettera iniziale del cognome dei titolari delle prestazioni:

Leggi: Inca


NEWS:

martedì 17 novembre 2020
La rivalutazione delle pensioni è salva

Alla fine il governo ha dovuto fare marcia indietro. La rivalutazione delle pensioni è salva e non ci sarà la proroga del blocco fino al 2023 come inizialmente previsto dal testo della prossima legge di bilancio.
Che significa?
Significa che dal 1° gennaio 2022 entrerà in vigore un nuovo meccanismo di rivalutazione che permetterà un maggiore recupero di potere d’acquisto delle pensioni.
Gli scaglioni saranno tre: il prima, al 100%, fino alla quota di quattro volte il trattamento minimo; il secondo, al 90%, per la quota da quattro a cinque volte il trattamento minimo; il terzo, al 75%, per la quota sopra cinque volte il trattamento minimo.
Attualmente il sistema prevede invece una rivalutazione al 100% solo per le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo, al 97% per quelle tra tre e quattro volte, al 77% per quelle tra quattro e cinque, al 52% per quelle tra cinque e sei e a decrescere ulteriormente per gli importi più elevati.

Leggi: Spi-Cgil, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Legge di bilancio, le misure del governo

Approvato il testo che va ora all’esame del Parlamento. Cig e decontribuzione per assumere donne e giovani, conferma dei bonus famiglia in attesa del via all’assegno unico. Previsti anche fondi per asili nido, servizio civile, sport di base, Reddito di cittadinanza
Nel tardo pomeriggio di ieri il Consiglio dei ministri ha approvato nuovamente (dopo il via libera con la formula “salvo intese” dello scorso 18 ottobre) la legge di bilancio: 38 miliardi che nelle intenzioni del governo sono destinati a sostenere famiglie e imprese colpite dalla crisi innescata dalla pandemia. Nei prossimi giorni il governo si riunirà ancora per varare la relazione che chiede un ulteriore scostamento di bilancio di circa 20 miliardi. Questo extra deficit, che inciderà sui conti del 2021, dovrà poi essere votato dalle Camere, probabilmente la settimana prossima. Nel corso dell’ultima capigruppo l’esecutivo giallorosso aveva indicato come data probabile il 25 novembre.

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Covid/ Il Tar Lazio dà ragione allo Smi: le cure a casa spettano solo alla Usca e non al Mmg

L’assistenza a domicilio dei pazienti Covid non spetta al medico di medicina generale ma alle Unità speciali di continuità assitenziali (Usca). Questa è l’opinione del Tar del Lazio, sezione terza quater, contenuta nella sentenza del 1191/2020.
Il Tar ha accolto il ricorso del sindacato Sindacato dei Medici Italiani (Smi) avverso una serie di provvedimenti della Regione Lazio che allargavano al Mmg questo ruolo (Ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. Z00009 del 17.3.2020; provvedimento della Regione Lazio – Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria prot. «Int. 0314552.10-04-2020; Determinazione della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria – Area Risorse Umane, a firma del Direttore regionale, prot. G04569 del 20.4.2020 e prot. G04586 del 20.4.2020 nonche della la Nota della Regione Lazio, Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria – Direzione Regionale per l’Inclusione Sociale prot. 301502 del 9.4.2020)

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Al via fondo rinascita urbana

Con la pubblicazione del decreto attuativo a firma Mit, Mise, Mibact, avvio concreto del programma. Genovesi: buona notizia, ora enti locali e organizzazioni sociali siano protagonisti.
“L’avvio concreto del programma Rinascita Urbana con i suoi 854 milioni di euro a disposizione è una buona notizia, perché intende incidere sulla qualità dell’abitare, sul recupero fisico e sociale degli spazi urbani, premiando rigenerazioni, alti standard ambientali e tecnologici, valorizzazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica. Un impegno che il Governo prese con il sindacato proprio ad un convegno promosso dalla Fillea Cgil e che oggi è ancora più urgente e attuale realizzare, per avere una città socialmente più giusta e anche più bella”. Così commenta Alessandro Genovesi, Segretario generale Fillea Cgil, la pubblicazione del decreto attuativo a firma del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ministero dell’Economia e Ministero dei Beni culturali.
“Ora, vista anche la positiva scelta di un meccanismo in due tempi (progetto preliminare e progetto definitivo), invece di tirare fuori dai cassetti vecchie idee, gli enti locali, le forze sociali, le associazioni degli inquilini e di quartiere siano protagonisti nella realizzazione dei progetti, partendo dai bisogni, dal coinvolgimento dei diretti interessati. Solo così i progetti presentati, …….

Leggi: Fillea Cgil, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Programma innovativo per la qualità dell’abitare, nell’attuazione dare priorità al rilancio dell’edilizia pubblica

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale del SUNIA
“Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture sul programma innovativo per la qualità dell’abitare, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, passerà ora alla fase attuativa. Da parte nostra rimangono le forti perplessità sulla esiguità dei finanziamenti spalmati sino al 2033, sulle lungaggini istruttorie e sulla mancanza di una scelta netta e definita di priorità che si deve riconoscere all’edilizia residenziale pubblica e al suo forte rilancio come abbiamo più volte rivendicato dal Governo nelle audizioni e nei documenti da noi presentati con proposte concrete mirate a queste finalità.
Non dimentichiamo che il Decreto è stato concepito prima della crisi prodotta dalla pandemia Covid-19 ed è di tutta evidenza che sono necessari provvedimenti di rifinanziamento, anche con le risorse del Recovery fund, oltre che l’unificazione delle risorse già previste in altri provvedimenti, affinché si possa dare un marcato indirizzo di programmazione strutturale ed efficace all’attuale Decreto che, così com’è, appare condivisibile nei propositi ma vago e incerto nelle reali prospettive di significativo intervento sulla riqualificazione urbana e sulla crisi e il disagio abitativo delle famiglie.

Leggi: Sunia, 17/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
L’housing sociale per il rilancio italiano

Nella mattinata del 17 novembre, al convegno di apertura di Urbanpromo, saranno presentati il Comitato Nazionale per l’housing sociale (vedi news) e la sintesi della sezione dedicata all’housing sociale del rapporto Rilanciare le infrastrutture sociali in Italia, coordinato da Edoardo Reviglio e promosso dalla Fondazione Astrid e dalla Fondazione Collegio Carlo Alberto della Compagnia di San Paolo.
Le due iniziative si caratterizzano per la volontà di costruire una visione di sistema, mosse dall’esigenza di strutturare una strategia comune, efficace e a lungo termine, capace di rilanciare il tema della casa e di segnare un cambio di passo nell’ambito della partnership pubblico-privato.
È da anni che Italia non vengono intrapresi importanti piani per la locazione sociale e a canoni calmierati, il comitato e il rapporto rilanciano la necessità di piani complessi e pluriennali; articolati per dare un disegno complessivo e organico alle diverse offerte presenti sul territorio sia pubbliche che private.

Leggi: Vita, 16/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
Pensioni e Rsa, “serve riprogettazione sociale complessiva”

I due temi sono stati al centro di un dibattito nell’ambito dell’evento “Futura: lavoro, ambiente, innovazione” a cura della Cgil con la sociologa Chiara Saraceno, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S.Egidio e Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil
Sono tre gli elementi che connotano le trasformazioni in corso: l’invecchiamento della popolazione (con una speranza di vita a 81 anni per gli uomini, 84 per le donne), la denatalità (1,3 figli di media) e in prospettiva la diminuzione della popolazione. Per Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, è necessario ripensare tutta la struttura della società con i suoi nuovi bisogni. Il ripensamento delle politiche sociali deve quindi essere legato alle politiche di sviluppo e dell’occupazione. E’ necessario guardare in avanti, superando contrapposizioni e stereotipi. Per Ghiselli, è necessario vedere l’anziano come risorsa e per far questo è necessario mettere in campo concrete politiche per l’invecchiamento attivo. Sul tema della progettazione del futuro è intervenuta la sociologa Chiara Saraceno: in Italia, ha detto, manca un equilibrio tra generazioni. Le donne sono state punite dalla riforma Dini. Oggi lo squilibrio è molto forte: ci vuole una pensione minima garantita a tutti a prescindere. Non servono riformine. “Bisogna iniziare a pensare seriamente – ha dichiarato Saraceno – a chi andrà in pensione tra venti e trent’anni e a quali condizioni potrà andarci”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
Housing sociale, nasce comitato nazionale per rilanciare il tema casa

Un comitato per rilanciare il tema casa a livello nazionale e proporre progetti che siano in grado di attrarre nuovi investitori, mettendo in comunicazione partner pubblici e privati. È questo lo scopo che si prefigge il Comitato Nazionale per l’housing sociale, costituitosi nelle scorse settimane grazie all’impegno dei soggetti più rappresentativi del settore: Federcasa, Legacoop Abitanti, Confcooperative Habitat, Fondazione Housing sociale, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, che sarà presentato il 17 novembre al convegno online di Urbanpromo. Un soggetto indipendente, che vuole dare risposte concrete alla domanda di edilizia sociale del Paese, mettendo insieme i principali attori che operano in questo campo.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2020


sabato 14 novembre 2020
L’importante è la salute

La pandemia come occasione obbligata per ripensare il sistema sanitario. Confronto appassionato tra Silvio Garattini, medico e ricercatore, Nerina Dirindin, economista Università di Torino, Maurizio Casasco, Confapi, e Rossana Dettori, segretaria confederale Cgil, A sullecitarie il Confronto Federico Fubini del Corriere della Sera
La pandemia ha posto il Paese e l’Europa di fronte alla necessità di un doppio salto culturale. Il primo lo indica il professor Silvio Garattini, medico e ricercatore, che ha affermato: “Per garantire il diritto alla salute occorre spostare il fuoco “dall’occuparci delle malattie all’occuparci innanzitutto della prevenzione”. Il secondo l’ha suggerito la professoressa Nerina Dirindin, economista insegna all’Università di Torino: “L’aver abbracciato il pensiero neo liberista ha fatto sì che anche la salute sia diventato un ‘bene’ da affidare al mercato. La conseguenza politica di questa scelta ideologica è stata l’impoverimento della sanità pubblica. La pandemia ci ha insegnato che la salute non è una merce”. Se n’è parlato durante un dibattito a Futura 2020, l’evento organizzato dalla Cgil al Teatro Brancaccio di Roma.
L’abbandono della prevenzione ha reso totalmente insufficienti i servizi di igiene pubblica non solo dal punto di vista del numero degli operatori ma della cultura dell’indagine epidemiologica, …….

Leggi: Collettiva, 14/11/2020


sabato 14 novembre 2020
Progetti per una società inclusiva

Per rispondere alle grandi trasformazioni, necessarie risposte innovative. Se ne è parlato durante il panel con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, la sociologa Chiara Saraceno e Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Ha moderato Costanza Calabrese, giornalista del Tg5
Sono tre gli elementi che connotano le trasformazioni in corso: l’invecchiamento della popolazione (con una speranza di vita a 81 anni per gli uomini, 84 per le donne), la denatalità (1,3 figli di media) e in prospettiva la diminuzione della popolazione. Per Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, è necessario ripensare tutta la struttura della società con i suoi nuovi bisogni. Il ripensamento delle politiche sociali deve quindi essere legato alle politiche di sviluppo e dell’occupazione. E’ necessario guardare in avanti, superando contrapposizioni e stereotipi. Per Ghiselli, è necessario vedere l’anziano come risorsa e per far questo è necessario mettere in campo concrete politiche per l’invecchiamento attivo. Sul tema della progettazione del futuro è intervenuta la sociologa Chiara Saraceno: In Italia, ha detto, manca un equilibrio tra generazioni. Le donne sono state punite dalla riforma Dini. Oggi lo squilibrio è molto forte: ci vuole una pensione minima garantita a tutti a prescindere. Non servono riformine

Leggi: Collettiva, 14/11/2020


venerdì 13 novembre 2020
Suberbonus 110%, le proposte per migliorarlo

Può essere il grimaldello per avviare un’opera straordinaria di manutenzione del patrimonio abitativo e, allo stesso tempo favorire un rilancio ambientale economico e sociale del paese. Ma il Superbonus 110 per cento va bene così o è possibile farlo funzionare meglio raggiungendo anche le fasce di popolazione redditualmente deboli, a partire dagli anziani, e realtà complesse, come quelle dei grandi condomini nelle aree urbane?
Alcune risposte sono arrivate dal convegno “Una proposta per il benessere dentro e fuori la casa. Come rilanciare il Bonus 100%” tenuto, in videoconferenza, il 12 novembre. L’evento è stato promosso da Fillea Cgil, Spi Cgil, Nuove Ri-Generazioni, Legambiente, Auser, Abitare& Anziani. Interlocutori Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Chiara Braga, parlamentare Pd e Rossella Muroni, parlamentare Leu, di fatto autori del provvedimento. La discussione, intensa e proficua, è stata coordinata da Mina Cilloni, segretaria nazionale dello Spi e responsabile del dipartimento Benessere e diritti. Nel corso del convegno sono intervenuti Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil, Enzo Costa, presidente Auser, Marco Di Luccio, presidente Abitare&Anziani, Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil, Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente e Sindacato.
I rappresentanti delle associazioni hanno messo sul tavolo alcune concrete proposte per migliorare una misura sulla quale si registra un consenso generale, dalle imprese ai sindacati, dalle associazioni ai cittadini. Eccole: prorogare la misura, che ora scade nel 2021, fino a comprendere il 2025; includere nella detrazione del 110 per cento anche l’abbattimento delle barriere architettoniche, sia interne sia esterne agli edifici. Attualmente la detrazione infatti è soltanto del 50 per cento e riguarda solo le persone portatrici di handicap. Andrebbe invece estesa anche agli anziani. Riordinare l’intero sistema delle detrazioni fiscali che ora sono al 50, al 65, al 75, al 90 e al 110 per cento, differenziando gli incentivi sulla base delle prestazioni raggiunte; istituire fondi pubblici per anticipare le spese per chi avrà problemi a trovare istituti finanziari privati o imprese disposte a praticare lo sconto in fattura.

Leggi: Liberetà, 13/11/2020


mercoledì 4 novembre 2020
Effetto Covid sulle pensioni

Il virus non ha colpito solo la salute dei cittadini del nostro continente, ma sta causando ricadute anche sulla previdenza presente e futura
Il Coronavirus non ha colpito solo la salute dei cittadini europei, ma sta causando effetti anche sulle pensioni presenti e future. Un paper pubblicato dall’European Trade Union Institute, curato da David Natali, ci aiuta a fare il punto sulla situazione.
Durante i primi mesi del Covid, la maggior parte dei paesi europei ha varato misure a breve termine, riducendo o rinviando i contributi dovuti alle casse della previdenza. È successo ad esempio in Finlandia e in Spagna. Altri hanno aumentato le prestazioni per gli anziani, mettendo a disposizione risorse aggiuntive per la previdenza sociale. È successo in Germania e in Francia. In Germania, il governo ha deciso un’iniezione di liquidità di 5,3 miliardi di euro nel 2020 e fondi aggiuntivi nel 2021 nel bilancio della previdenza sociale. In Francia, oltre a sospendere le riforme pensionistiche previste, è stato concordato che il Fondo francese di riserva per le pensioni pagherà almeno altri 13 miliardi di euro per contribuire al finanziamento delle pensioni statali.

Leggi: Collettiva, 04/11/2020


DALLE REGIONI:

martedì 17 novembre 2020
Dalle “stazioni di posta” ai centri anti violenza, Roma ha un nuovo piano sociale

Elaborato dall’assessore Veronica Mammì è stato approvata questo pomeriggio e si basa sui Leps, i livelli essenziali delle prestazioni. La sindaca Raggi: “Il piano rimette al centro la persona”
Le ‘stazioni di posta’, luoghi aperti a chi ha bisogno di accoglienza notturna, un pasto, un presidio socio-sanitario e un supporto anche per l’orientamento al lavoro. I centri anti violenza in ogni Municipio, al fine di prevenire e contrastare gli abusi maschili contro le donne, anche di minore età. Ed ancora: le integrazioni finanziarie da parte del Comune di Roma al reddito di cittadinanza nazionale e 40 assunzioni l’anno per rafforzare la squadra degli assistenti sociali comunali. Queste alcune delle novità del nuovo piano sociale comunale approvato questo pomeriggio dall’Assemblea Capitolina dopo quattro sedute dedicate alla sua discussione.
La delibera che contiene il piano, elaborato dall’assessora Veronica Mammì, si basa su un nuovo principio: la creazione di nuovi livelli essenziali delle prestazioni (LEPS) e dei servizi che il Comune di Roma si impegna a garantire sul territorio di competenza integrando gli indirizzi nazionali e regionali. In questo modo, secondo le intenzioni del Campidoglio, si realizza un ……..

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Legge sui caregiver, depositate oltre 5 mila firme in regione Lombardia

Sono almeno 450 mila i caregiver in Lombardia e il numero è “destinato a crescere”. Un’ampia coalizione di soggetti del terzo settore, sindacati e istituzioni impegnato a sostenere proposta di legge popolare per il riconoscimento
Oltre 5.000 firme di cittadine e cittadini lombardi a supporto della Proposta di legge popolare per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare. Sono state consegnate oggi, martedì 17 novembre, agli Uffici del Consiglio Regionale della Lombardia dai promotori della campagna #iosonocaregiver. Sono almeno 450 mila i caregiver in Lombardia e il numero, come sottolineano i promotori, è “destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione da una parte e di prevedibile indebolimento e impoverimento delle strutture familiari”
La consegna delle firme conclude un percorso, avviato lo scorso novembre 2019, da un’ampia coalizione di soggetti del terzo settore, del mondo sindacale lombardo e delle istituzioni territoriali: ACLI Lombardia APS, Forum del Terzo Settore Lombardia, ARCI Lombardia, ANCeSCAO Lombardia, SPI CGIL Lombardia, AUSER Lombardia, FNP CISL pensionati Lombardia, ANTEAS Lombardia, UILP Lombardia, ADA Lombardia, UNEBA, ANCI Lombardia.

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
“Un ponte senza età”, in Toscana i nipoti si prendono cura dei nonni

Parte il progetto di Montescudaio: video, biografie e corsi di cucina contro l’isolamento e per favorire l’aggregazione sociale
Si chiama “Un ponte senza età” il progetto finanziato dalla Regione Toscana che vede protagonisti i nipoti e i nonni di Montescudaio. Si propone di contrastare la vulnerabilità della popolazione anziana del territorio della Bassa Val di Cecina. Gli attori principali sono gli alunni delle due classi terze della scuola secondaria inferiore “Griselli” di Montescudaio, che si sono assunti un compito importante: vincere l’isolamento sociale, garantendo una risposta integrata ai bisogni socio-relazionali degli anziani attraverso una cultura della solidarietà e il coordinamento di interventi specifici.
Ma i ragazzi non si sono persi d’animo e, insieme ai loro insegnanti, hanno pensato di realizzare un video in cui i nonni possano esprimersi e raccontare le loro esperienze e di partecipare ad un corso di cucina povera, così da sfruttare, con l’aiuto di un cuoco locale, le abilità delle nonne ai fornelli. Nel frattempo il Covid ci ha messo lo zampino, ma i ragazzi non si sono scoraggiati e hanno pensato di iniziare i contatti con una serie di interviste telefoniche, in attesa di poter “accorciare le distanze” con i nonni.

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


martedì 17 novembre 2020
Anziani, Comitato vittime Rsa Emilia-Romagna: è di nuovo un disastro

Il problema è che la gestione delle strutture per anziani in Emilia-Romagna “è un ginepraio”. A sfogare i suoi timori è Francesca Sanfelice, presidente del Comitato regionale vittime Rsa
Il quadro generale “è un disastro”. E le notizie sui maltrattamenti nella casa di riposo di Valsamoggia, in provincia di Bologna, “ci preoccupano molto”. Perché con le limitazioni alle visite nelle strutture per anziani, “è venuto a mancare il controllo da parte dei familiari”. A sfogare così i suoi timori è Francesca Sanfelice, presidente del Comitato regionale vittime Rsa, parlando oggi alla ‘Dire’. “Come familiari siamo sul chi va là- dice Sanfelice- da mesi non possiamo entrare nelle Rsa. Prima avevamo anche una funzione di sostegno agli operatori e di controllo. Oggi invece non è più come prima, la maggior parte delle strutture non ci permette di entrare oppure le visite sono consentite per poco tempo e comunque a distanza”. Anche il personale, sottolinea Sanfelice, “è più sotto pressione. Era carente già prima del Covid, ora è anche peggio della prima ondata, perché al minimo sospetto di contatto con un caso positivo, gli operatori vengono messi in isolamento”.

Leggi: Redattore Sociale, 17/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
Emilia-Romagna. CASA: sono 40 mila i nuclei in emergenza abitativa in Emilia-Romagna. Minarelli (SUNIA): “Bisogna aumentare il patrimonio pubblico, il rapporto tra proprietà e affitto deve essere più equilibrato”.

Giove (CGIL ER): “La programmazione dei fondi UE sarà il vero banco di prova, anche in Emilia-Romagna”.
Sono 40 mila i nuclei famigliari in emergenza abitativa in Emilia-Romagna. Il dato, che tiene insieme le domande per il contributo per l’affitto negli ultimi anni e le graduatorie per gli alloggi ERP, è emerso durante la webinar di questa mattina “La casa un diritto per tutti”, promossa e organizzata da CGIL ER e SUNIA ER, alla quale hanno preso parte Valentino Minarelli (segretario generale SUNIA ER), Marzia Dall’Aglio (segreteria SPI CGIL ER), Lanfranco De Franco (ANCI ER), Silvia Antolini (coordinatrice regionale ACER FP ER), Filippo Calandra (segretario generale Fillea CGIL ER), Elly Schlein (vice presidente Regione Emilia-Romagna) e Luigi Giove (segretario generale CGIL ER).
“Bisogna offrire a questi nuclei un percorso di fuoriuscita”, sottolinea Minarelli, “attraverso un incremento del patrimonio pubblico di dimensioni tali da offrire un alloggio calmierato a chi oggi ne è escluso, come avviene in molti paesi europei dove il rapporto tra alloggi in proprietà e in affitto è più equilibrato”.

Leggi: Sunia, 16/11/2020


lunedì 16 novembre 2020
Emilia Romagna. Maltrattamenti in struttura per anziani. Quattro arresti

L’hanno denominata “Inferno” l’indagine dei Nas di Bologna per omissione di soccorso, esercizio abusivo della professione sanitaria e maltrattamenti agli anziani ospiti di una struttura attiva inizialmente in Valsamoggia (BO) e successivamente trasferita arbitrariamente presso un albergo di Zocca (MO). Agli arresti domiciliari il gestore della struttura e 3 collaboratrici. L’indagine partita a gennaio, dopo il ricovero all’Ospedale di Bazzano di uno degli anziani, con lesioni tali da far scattare la segnalazione da parte della direzione ospedaliera.
Stamani, a conclusione dell’indagine denominata “Inferno”, il NAS Carabinieri di Bologna, coadiuvato dai Carabinieri dei Comandi Provinciali di Modena e Reggio Emilia e del 13° Nucleo Elicotteri di Forlì, ha dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del gestore di una struttura ricettiva per anziani e di 3 collaboratrici, ritenuti responsabili di maltrattamento, omissione di soccorso ed esercizio abusivo della professione sanitaria.
L’attività investigativa, riferisce una nota del Nas, “ha consentito di individuare la sistematica e continuata modalità vessatoria, violenta, minacciosa e ingiuriosa con cui gli indagati si rapportavano ai 9 anziani ospiti ultraottantenni della struttura, provvedendo altresì a somministrare terapie in assenza di prescrizione medica e di propria iniziativa”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 16/11/2020


venerdì 13 novembre 2020
Senza dimora e Covid. Ecco perché curare gli invisibili è fondamentale

Intervista al professor Aldo Morrone, direttore scientifico dell’ospedale San Gallicano di Roma e responsabile del progetto sperimentale di tracciamento alla stazione Termini di Roma. “Rimettere al centro delle politiche sanitarie le persone a maggior rischio marginalità”
Alla stazione Termini di Roma sono ripresi in questi giorni i test gratuiti antigenici e molecolari per i senza dimora e gli operatori dei servizi sociali della Capitale. Il progetto, attivo da maggio, è una sperimentazione nata dall’intuizione dell’Istituto San Gallicano (Ircss) e di Binario 95, per mappare quella parte della popolazione che non ha accesso ai servizi sanitari di base. A capo dell’iniziativa, finanziata all’interno del Polo Sociale Roma Termini in spazi concessi da Ferrovie dello Stato, c’è il professore Aldo Morrone, tra i maggiori esperti italiani di malattie della migrazione e della povertà. Direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano, da sempre attivo nella ricerca e la cura per le persone in difficoltà. Un impegno che lo ha portato anche in Africa, nella regione del Tigray ora al centro di una guerra civile. Lo abbiamo intervistato in questi giorni, mentre monitorava i test anti Covid alla stazione di Roma.

Leggi: Redattore Sociale, 13/11/2020


venerdì 13 novembre 2020
Palermo. La scarsa attenzione del governo regionale sul tema delle locazioni e dell’emergenza abitativa, rischia di produrre drammi sociali.

I dati ufficiali annualmente diffusi, sugli sfratti delle locazioni abitative nella nostra città, sfiora ogni anno 1600 casi, tale dato, è soggetto ad un aumento significativo anche quest’anno, vista l’emergenza epidemica in corso nonostante gli importanti interventi economici e normativi del governo nazionale.
Rammarica dovere affermare, che la scarsa attenzione al tema da parte del governo regionale, e la quasi totale assenza di provvedimenti a sostegno delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori, in disagio socio-economico, sta mettendo a dura prova migliaia di famiglie nella città, ma anche nell’intera regione.
Dopo lunghi mesi, centinaia di famiglie, attendono ancora, il pagamento delle quote spettanti e previsti nel bando integrazione all’affitto per le locazioni in corso nel 2018, altrettanto, si attende la pubblicazione del bando per le morosità incolpevoli, a questi si aggiunge il disagio, causato dai proclami del Presidente della Regione, preannunciando una copertura di sei mensilità di canone di locazione in favore degli assegnatari di case popolari, mai concretizzati.

Leggi: Sunia, 13/11/2020


giovedì 12 novembre 2020
Anziani, De Corato: in Lombardia attenzione alle truffe nel lockdown

Dopo le rapine in farmacia, in Lombardia tornano con il lockdown anche le truffe agli anziani. “Con la scusa della sanificazione dell’appartamento- dice Riccardo De Corato…
Dopo le rapine in farmacia, in Lombardia tornano con il lockdown anche le truffe agli anziani. “Con la scusa della sanificazione dell’appartamento- dice Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza- si è consumata l’ennesima truffa ai danni di una 77enne a Milano, derubata di soldi e gioielli. L’episodio, avvenuto in via Modena, dimostra come balordi senza scrupoli fanno leva sulla paura della gente. Esprimo la mia solidarietà alla signora”.
L’assessore raccomanda agli anziani di non aprire la porta a sconosciuti e di denunciare ogni sospetto di truffa. “L’impegno della Regione- conclude De Corato- è costante: a giugno la Giunta ha stanziato 600.000 euro destinati agli enti locali per realizzare iniziative utili a prevenire e contrastare le truffe agli anziani”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/11/2020


giovedì 12 novembre 2020
Covid ed Rsa, Spi Cgil Roma-Lazio: spezzare l’isolamento degli anziani dalle famiglie

“Va spezzato l’isolamento degli anziani dai loro familiari. Nelle Rsa gli ospiti ancora una volta sono isolati dai loro familiari. È questa la condizione che più pesa sugli anziani. Il momento della visita ad un parente o un congiunto è spesso occasione per un sostegno concreto ma anche è fattore molto importante per garantire un equilibrio psicofisico dell’ospite”. E’ quanto dichiara la segretaria Generale Spi Cgil Roma e Lazio, Alessandra Romano.
“Le Rsa del Lazio che a luglio riaprivano- spiega la sindacalista- sulla base di un protocollo regionale oggi sono tornate a chiudersi. Le cause e le responsabilità sono note. Lo Spi Cgil le ha indicate: dalle rilevanti criticità nell’utilizzo degli strumenti di protezione a tutela del personale, all’incompleta e tardiva somministrazione dei tamponi, al mancato approntamento di percorsi separati, ai trattamenti contrattuali anomali. Una somma di inadeguatezze che i controlli dei Nas dei Carabinieri e quelli delle ASL hanno da tempo attestato e che sono da tempo all’attenzione della Regione Lazio.

Leggi: Redattore Sociale, 12/11/2020


IN AGENDA:

A 20 anni dalla Legge 328/2000. Quali sfide per il futuro? – Tavola rotonda dal 19/11 2020 al 20/11 2020

Organizzazione:
Osservatorio Politiche Sociali dell’Università di Salerno
Per partecipare agli incontri è necessario prenotarsi entro il 18 novembre all’indirizzo: rtrapanese@unisa.it

Leggi: Redattore Sociale


Torna HANDImatica, evento online, 26-27-28 novembre 2020

In occasione dei 40 anni di attività e considerato il contesto attuale, Fondazione ASPHI Onlus vuole dedicare la dodicesima edizione di HANDImatica al tema “Tecnologie digitali per la comunità fragile”.
I disagi causati dal lockdown si sono sommati alle preesistenti condizioni di fragilità della società che hanno reso ancora più complicata la gestione della vita scolastica, lavorativa e quotidiana, incidendo nelle relazioni e nelle autonomie. Anche la vita degli anziani, ambito al quale ASPHI ha rivolto da più di dieci anni la propria attenzione, è stata fortemente condizionata dagli effetti della pandemia. In un contesto nel quale le persone con disabilità e fragilità hanno subìto le forti conseguenze del Covid-19, l’utilizzo consapevole delle tecnologie si è dimostrato una potenzialità nei vari percorsi di inclusione e di cura.
Con queste premesse nasce la dodicesima edizione online di HANDImatica 2020, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Università degli Studi di Bologna e l’Ufficio Scolastico
Leggi nel sito di Asphi

Leggi: Asphi


Virtual meeting – 1-2 Dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sotto forma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.

Per informazioni: info@italialongeva.it


Forum della Non Autosufficienza e dell’autonimia possibile

Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

Leggi: Forum Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Valutare gli interventi socio-sanitari per innovare i servizi

In un contesto teso a migliorare l’organizzazione e la qualità dei servizi socio-sanitari la valutazione assume un’importanza strategica. In questo articolo gli autori presentano il “Modello di valutazione degli interventi sanitari territoriali”, che può essere utilizzato da un gruppo di lavoro impegnato a trasformare/migliorare la realtà in cui opera.
Di Roberto Di Monaco (Dipartimento di Culture, Politica e Società, Università degli Studi di Torino), Silvia Pilutti (Prospettive ricerca socio-economica s.a.s., Torino), Paola Obbia (Associazione Infermieri di Famiglia e di Comunità)
Esistono idee diverse sulla valutazione. Quella che proponiamo attraverso il “Modello di valutazione degli interventi sanitari territoriali”, sinteticamente illustrata in questo breve contributo, si muove nella tradizione della ricerca-azione, ovvero è una delle azioni che un gruppo di persone svolge nell’ambito dello sforzo per trasformare/migliorare la realtà in cui opera.
In un contesto organizzativo, come quello di un servizio sociale o sanitario, questo approccio si ispira alla Lean Organization, che attribuisce un ruolo centrale all’innovazione e al miglioramento continuo, misurato e verificato in modo sperimentale, orientato ad aumentare il valore per la persona e/o la comunità destinataria del servizio. In altre parole, la valutazione diventa una delle azioni condotte continuamente e sistematicamente dagli stessi professionisti, nell’ambito dei processi di lavoro.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Reddito di Emergenza: al via le domande

Dal 10 al 30 novembre, è possibile presentare la nuova domanda di Reddito di Emergenza prevista dal recente decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. “Decreto ristori”).
Per saperne di più guarda il video

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Coronavirus. Monsignor Paglia: «Anziani a casa, non è utopia»

Così il documento della commissione ministeriale definisce un nuovo paradigma dell’assistenza. «Si deve partire da quella domiciliare. Puntiamo a una sanità di quartiere, che sia vicina alle persone»
Monsignor Paglia: «Anziani a casa, non è utopia»
Com’era facilmente prevedibile il dramma anziani sta riesplodendo con conseguenze devastanti e, ancora una volta, le Rsa sono al centro della bufera. Lei è più volte intervenuto per sollecitare il superamento del concetto di Rsa. A che punto siamo?
«Era più che prevedibile quanto sta accadendo. Già nella prima ondata abbiamo assistito al dramma della morte di centinaia di migliaia di anziani nei diversi Paesi del mondo. In quei mesi si è calcolato che – almeno nei paesi occidentali – il 50% dei decessi sia avvenuto nelle nursing home, nelle case di riposo, negli ospedali per lungodegenti, insomma nei luoghi della assistenza residenziale a lungo termine», risponde l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita che, dal mese scorso, presiede anche la Commissione istituita dal ministero della Sanità per la riforma dell’assistenza degli anziani.

Leggi: Avvenire


NEWS:

martedì 10 novembre 2020
Covid, Cittadinanzattiva: i servizi territoriali sono l’emergenza nazionale

Lo ha detto Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, intervenendo al webinar “La pandemia Covid-19 in Italia”, organizzato da The European House – Ambrosetti nell’ambito del “XV Forum Meridiano Sanità”
“La riorganizzazione dei servizi territoriali era già considerata una priorità politica, ora rappresenta un problema di emergenza nazionale”. Lo ha detto Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, intervenendo oggi al webinar ‘La pandemia Covid-19 in Italia’, organizzato da The European House – Ambrosetti nell’ambito del ‘XV Forum Meridiano Sanita”. L’evento, in modalità digitale, è in programma fino a domani. “È fondamentale definire ruoli e funzioni a livello territoriale- ha proseguito Gaudioso- a cominciare dalla definizione di chi somministrerà i vaccini”. Secondo il segretario generale di Cittadinanzattiva “non dobbiamo tornare all’epoca pre Covid-19, perché i tagli che sono stati fatti in passato hanno avuto impatti soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione”. Ha quindi concluso: “Non possiamo lasciare i cittadini ostaggio di classi dirigenti che non sanno fare il proprio mestiere”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/11/2020


lunedì 9 novembre 2020
Funzione Pubblica Cgil a Regioni: “Perché non riconoscere finalmente il ruolo socio sanitario come previsto dalla Legge Lorenzin?”

“Perché non è ancora istituita una figura univoca con formazione univoca, ed utilizzo univoco su tutto il territorio nazionale? La cosiddetta ‘terza s’ non è una risposta, ed inoltre ci chiediamo dove sia prevista contrattualmente. Perdonateci, ma forse vi sfuggono dei ‘dettagli’. Riconoscete una volta per tutte la reale funzione della nostra figura”. Così il Coordinamento Nazionale Oss Fp Cgil
“Abbiamo letto la proposta che la Conferenza delle Regioni ha approvato e che verrà sottoposta al Governo. Con grande sorpresa, ci siamo scoperti ‘provvidenziali’ nella tenuta del sistema in questa fase emergenziale”. Così il Coordinamento Nazionale degli Operatori Socio Sanitari della Fp Cgil a margine del documento delle Regioni che prevede, oltre alla possibilità per gli Oss di praticare il tampone in questa fase emergenziale da Covid-19 (possibilità a cui è seguito il parere contrario della Fnopi), anche la riattivazione del loro percorso di formazione complementare in assistenza sanitaria, già previsto dall’Accordo Stato Regioni del 16 gennaio 2003.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/11/2020


lunedì 9 novembre 2020
Rsa, i parenti degli anziani: “Non isolateli”

Lettera di Felicita, l’associazione di parenti degli ospiti nelle Rsa: “Hanno una duplice fragilità: fisica e psicologica. Vanno curate entrambe. Non sia inibita la frequentazione da parte dei parenti”
“Gli ospiti delle RSA sono soggetti caratterizzati da una duplice fragilità, quella fisica e quella mentale e psicologica. La cura di entrambe tali fragilità è essenziale per il loro benessere e la loro stessa sopravvivenza”. L’associazione Felicita, nata nel giugno scorso per iniziativa dei parenti degli anziani ricoverati al Pio Albergo Trivulzio di Milano e che ben presto ha raccolto l’adesione di famigliari di ospiti di Rsa in diverse parti d’Italia, torna a chiedere con forza che gli anziani ricoverati possano continuare a incontrare i parenti. E in una lettera che sta inviando ai direttori di Rsa invita “anche in questo momento, a non inibire del tutto la frequentazione delle strutture da parte dei parenti e di permettere agli ospiti adeguati momenti di socialità”. La pandemia non finirà presto ed è impensabile che gli anziani rimangano soli per così tanti mesi.

Leggi: Redattore Sociale, 09/11/2020


lunedì 9 novembre 2020
La sofferenza silenziosa. Il welfare che non c’è

In Italia il Welfare continua ad essere identificato con la sanità e la previdenza. L’intervento sociale continua ad essere considerata assistenza riparativa a affidata ai bonus ed agli interventi monetari. I servizi sociali privi di una rappresentazione del loro valore continuano a rimanere i figli di un Dio minore. Eppure la Riforma che prevede il pilastro delle politiche sociali c’è, e l’8 novembre ha compiuto vent’anni. Se quella legge fosse stata applicata, in questa durissima pandemia, tante persone sarebbero meno sole.
Ci sono persone dentro questo dramma della pandemia che non faranno mai rumore, non alzeranno la voce, non faranno manifestazioni. Sono quelli che soffrono di più, sono gli esclusi, sono i sofferenti. L’elenco sarebbe lungo. Le persone senza fissa dimora, chi non ha reddito, i bambini che vivono la povertà dei genitori, le persone anziane non autosufficienti, chi soffre di problemi di salute mentale o le varie forme di dipendenza. Non alzano la voce perché non hanno la forza. Sono gli invisibili intercettati dal volontariato, dalle Caritas, dagli assistenti sociali. Sono quel popolo di umanità sofferente che rischia di sprofondare nell’abisso.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/11/2020


sabato 7 novembre 2020
Dossier Caritas sul diritto all’abitare in Italia e in Europa versione testuale

“Casa, bene comune. Il diritto all’abitare nel contesto europeo” (.pdf) è il titolo del 60° Dossier con Dati e Testimonianze (DDT) di analisi legislativa sul diritto alla casa nel continente europeo, che Caritas Italiana pubblica interamente online in vista dell’anniversario della caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989).
Pur nell’ambito di un quadro giuridico di spessore, la casa infatti resta per molti europei una meta difficile da raggiungere. Nell’Unione Europea circa 700 mila persone affrontano ogni notte il problema dell’assenza di casa e il fenomeno è aumentato del 70% in dieci anni. Il 38% delle famiglie povere europee spende più del 40% del reddito per mantenere la propria abitazione e un quarto di esse vive in alloggi sovraffollati.
Come ricorda anche il nostro ultimo Rapporto sulla povertà ed esclusione sociale in Italia, nel nostro Paese oltre 1,8 milioni di famiglie sono in condizioni di povertà assoluta e chi vive in affitto ha una situazione più critica: circa 850 mila famiglie povere in locazione, quasi la metà …..

Leggi: Caritas, 07/11/2020


sabato 7 novembre 2020
Gli anziani, un patrimonio da difendere. L’approfondimento settimanale del Giornale radio sociale

Tra le ipotesi in campo per invertire la curva dei contagi, quella di circoscrivere le limitazioni alla popolazione anziana. Il settore più fragile rispetto al dilagare del virus, come tristemente noto dall’esperienza della prima ondata e che per questo andrebbe maggiormente tutelata: ma non isolata, perché isolamento significa solitudine
Nelle ultime settimane, l’incremento dei contagi da coronavirus e la crescente pressione sul sistema sanitario nazionale hanno monopolizzato l’attenzione in tutto il Paese, agitando lo spettro di un nuovo lockdown. Da un lato i timori per la salute, dall’altro quelli per la tenuta economica del paese, inevitabile conseguenza delle nuove restrizioni adottate per contenere il dilagare dell’epidemia. Tra le ipotesi in campo per invertire la curva dei contagi, si è fatta strada quella di circoscrivere le limitazioni alla popolazione anziana. Il settore più fragile rispetto al dilagare del virus, come tristemente noto dall’esperienza della prima ondata e che per questo andrebbe maggiormente tutelata: ma non isolata, perché isolamento significa solitudine.

Leggi: Redattore Sociale, 07/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Rsa, i privati chiedono un tavolo istituzionale per uscire dal Far West

«La proposta sul Recovery Fund – spiega Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva e componente del Comitato tecnico-scientifico – prevede 1,3 miliardi per le voci Assistenza domiciliare integrata e Rsa. Una cifra non banale che andrà usata non per l’interesse del singolo ma per il bene della comunità»

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Case di riposo, suona l’allarme

Le notizie che arrivano dal Pio Albergo Trivulzio (74 operatori sociosanitari, e 14 pazienti dell’Istituto positivi) ma anche da Aulla in Lunigiana (50 positivi tra operatori e ospiti), dall’’Istituto Povere Figlie della Visitazione di Maria, a Napoli (una cinquantina di positivi), dalla struttura Rosa Libri a Greve in Chianti, in provincia di Firenze, (39 ospiti su 48; quattro i morti), risvegliano gli incubi vissuti nella primavera scorsa.
Brucia ancora sulla pelle viva ciò che è accaduto durante la prima ondata della pandemia, quando a essere colpite furono decine e decine di case di riposo e Rsa. L’Organizzazione mondiale della sanità, nel mezzo della tempesta, stimò che fino al 50 per cento dei deceduti a causa del covid, andassero annoverati tra i residenti delle strutture residenziali per anziani, e non solo in Italia. L’Istituto superiore della sanità è stato più preciso, parlando di un numero di caduti nelle strutture compreso tra 9 e 10mila.
Perché in questo lasso di tempo non si sono costruite procedure condivise da tutte le strutture per anziani, per tenere lontano il virus da una popolazione fragile e a forte rischio?

Leggi: Liberetà, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Cambiare le Rsa? Proposte diverse per un nuovo futuro

Che cosa cambiare nelle residenze per anziani? Come? Welforum.it e Redattore Sociale hanno raccolto e analizzato alcune delle proposte emerse in questi mesi: dalla “sanitarizzazione” alla “cancellazione”. “Immaginare non un unico ma più modelli, articolati in base ai bisogni di cura e all’intensità assistenziale necessaria”
Che cosa cambiare nelle residenze per anziani? Come? Mentre risale la curva dei contagi e dei decessi anche nelle RSA, proviamo a tirare le fila delle diverse idee, proposte, auspici circolati negli ultimi mesi per far fronte alla strage avvenuta nelle residenze, per far sì che non si ripeta. E forse anche per cambiare un modello di cura e di presa in carico della disabilità e non autosufficienza.
Welforum.it e Redattore Sociale hanno dedicato un’attenzione particolare a quello che è successo quest’anno nelle residenze. Qui proponiamo una sintesi di alcune delle proposte emerse. Non è una rassegna esaustiva e le proposte considerate certamente riguardano condizioni diverse di non autosufficienza, che per loro stessa natura esprimono esigenze, bisogni di cura e ……

Leggi: Redattore Sociale, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Anziani, Sant’Egidio: “Vogliamo cambiare il concetto di assistenza”

“Impressionante che il 50% degli anziani sia morto nelle Rsa”: le proposte della Comunità di Sant’Egidio nella conferenza “Mai più soli”. Il presidente Impagliazzo: “Vogliamo essere voce degli anziani, delle famiglie che hanno bisogno di assistere i propri cari”.
“Noi chiediamo che si appronti, nelle Rsa, un sistema valido, a partire da quello delle video-chiamate, che non funziona ovunque. É una fake news che funzioni ovunque e anzi non è stato fatto nulla a livello centrale per sviluppare una soluzione nell’assistenza a distanza per gli anziani. I nostri anziani non stanno morendo solo di Covid, stanno morendo di solitudine”. Lo ha affermato Marco Impagliazzo, presidente della comunità di Sant’Egidio, nel corso della conferenza ‘Mai più soli’.
“Gli anziani sono un valore aggiunto, non mancanza di produttività”
“Occuparsi degli anziani, delle persone fragili, è un valore aggiunto per la società e per il singolo, non una sottrazione di produttività, come invece ho sentito dire la settimana scorsa da un esponente politico”.

Leggi: Redattore Sociale, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Senza dimora. In strada con le unità mobili che curano gli invisibili della pandemia

Viaggio nelle stazioni di Roma con Medu, Intersos e Sanità di Frontiera per raccontare chi vive in strada e gli operatori che li aiutano. “Il virus non è una livella e non è neanche democratico: le persone vulnerabili sono più a rischio”
La lunga veste a fiori a coprire il corpo, l’hijab dello stesso tessuto, le scarpe rosa. Amal*, ha 13 anni ed è arrivata a Roma dal Kenya da appena 10 giorni. Il padre, che abita in Sicilia da anni, è riuscito ad ottenere il ricongiungimento familiare. Ora nella Capitale aspettano di poter andare insieme a Catania ad abbracciare il resto della famiglia. Ma Amal da qualche giorno non sta bene. “Ha forti crampi allo stomaco. Ho paura che possa aver preso il coronavirus. Potete visitarla?” chiede il padre agli operatori della clinica mobile di Medici per i diritti umani, ferma all’angolo della stazione Termini, su via Marsala. Da poco sono passate le 20, il team mobile dell’organizzazione ha montato all’esterno del camper due banchetti. Nel primo si misura la temperatura corporea e si fa l’accettazione: si chiedono i dati socio-anagrafici, la provenienza, il tipo di patologie per cui ci si richiede la visita e le condizioni di vita e abitative.

Leggi: Redattore Sociale, 06/11/2020


DALLE REGIONI:

“Casa Facendo: pratiche per un abitare condiviso”

Auser Bologna è capofila del progetto “Casa Facendo: pratiche per un abitare condiviso” che vede una partnership composta da: ANCeSCAO Bologna APS, A.vo.C. – Associazione Volontari del Carcere, Next Generation Italy, Porto 15 APS, Piazza Grande, Babel Tribù.
Le finalità del progetto sono: guardare all’abitare come possibile snodo di welfare generativo; aumentare l’offerta e la capacità di progettazione di soluzioni abitative solidali, migliorando la corrispondenza tra opportunità offerte e bisogni abitativi rilevati; una maggiore organicità e sistematicità delle esperienze e delle progettualità attive sul territorio cittadino nell’ambito di pratiche innovative di abitare collaborativo, attraverso una trasmissione delle competenze, della cura e del rafforzamento delle reti; aumentare sistemi informativi e protocolli operativi condivisi volti a facilitare l’incontro tra domanda di assistenza e offerta di collaborazione, bisogni abitativi e possibilità di sostegno.
Il progetto ha ottenuto un finanziamento regionale (DGR 689/2019) nell’ambito dell’Accordo di Programma sottoscritto tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Emilia-Romagna ai sensi degli articoli 72 e 73 del d.lgs. n. 117/2017, Codice del Terzo Settore, per il finanziamento e il sostegno di progetti di rilevanza locale promossi da organizzazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale.
Il progetto ha una durata di 12 mesi, avviato a Novembre 2019, ha interrotto le sue attività a causa della pandemia da Coronavirus, ed il termine è stato fissato al 31 Gennaio 2021.

Leggi: Auser Bologna


martedì 10 novembre 2020
Anziani, la Regione Veneto stanzia 12,8 milioni per contributi alle Rsa

Il contributo straordinario sarà assegnato in base al numero di posti letto accreditati e convenzionati, assegnando un valore maggiore alle strutture più colpite dalla pandemia tra il 1 marzo e il 31 ottobre 2020
La giunta regionale del Veneto ha stanziato 12,8 milioni di euro per le case di riposo. Il contributo straordinario sarà assegnato in base al numero di posti letto accreditati e convenzionati, assegnando un valore maggiore alle strutture più colpite dalla pandemia tra il 1 marzo e il 31 ottobre 2020. Lo annuncia l’assessore regionale a Sanità e Sociale Manuela Lanzarin, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera.

Leggi: Redattore Sociale, 10/11/2020


lunedì 9 novembre 2020
Rsa, in Toscana assistenza mediamente buona

Indagine della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa per capire la qualità delle strutture nel 2019, anno ‘ante Covid-19’. Valutate circa un terzo (100) delle residenze per anziani attive nella regione
Il Laboratorio Mes Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha presentato venerdì 30 ottobre i risultati della valutazione della performance delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) per anziani durante un webinar, per capire la qualità delle strutture nel 2019, anno ‘ante Covid-19’. Così, in una nota stampa, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
I risultati del 2019 sono monitorati attraverso un set di circa 40 indicatori, valutati secondo standard condivisi in cinque fasce colore (dal rosso, la fascia più critica, al verde, la fascia ottima). Il progetto-spiega la nota- ha valutato le performance di circa un terzo (100) delle RSA attive in Toscana, che hanno aderito in maniera volontaria, ma il gruppo di ricerca del Laboratorio MeS Management e Sanità ha compiuto anche un’azione di monitoraggio, coinvolgendo in questo caso tutte le strutture (circa 300) regionali.

Leggi: Redattore Sociale, 09/11/2020


sabato 7 novembre 2020
Comitato emergenza occupa a Santa Marinella

Da questa mattina 7 novembre 2020 il Comitato “Emergenza Casa di Santa Marinella” sta occupando un immobile sfitto da anni in via Aurelia 10. È la conseguenza – si legge in una nota- delle mancate risposte da anni nei confronti di cittadini
Da questa mattina 7 novembre 2020 il Comitato “Emergenza Casa di Santa Marinella” sta occupando un immobile sfitto da anni in via Aurelia 10. È la conseguenza – si legge in una nota- delle mancate risposte da anni nei confronti di cittadini che vivono una estrema precarietà abitativa. È significativo che questo accade in un piccolo centro. Tutti parlano e non agiscono di emergenza abitativa nei grandi centri urbani, eppure gravissime condizioni abitative si vivono anche nei piccoli e medi comuni nel silenzio totale delle istituzioni. A Santa Marinella, cosi’ come a Roma o Milano, o Messina vi sono decine, centinaia, migliaia di famiglie costrette alla marginalità abitativa mentre al contempo vi sono migliaia di immobili vuoti lasciati nel degrado.
La coraggiosa iniziativa di questa mattina del “Comitato Emergenza abitativa di Santa Marinella” con il quale da tempo Unione Inquilini collabora testimonia che non è più il tempo dell’attesa e che..

Leggi: Redattore Sociale, 07/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Milano, a Lambrate e al Corvetto i progetti pilota di Sant’Egidio per gli anziani

In un appartamento confiscato alla mafia da dieci anni è attivato un progetto di cohousing, mentre quest’estate è partito un monitoraggio telefonico che coinvolge oltre 100 over 65 anziani-soli
Per alcuni è stata la casa in cui ha passato (bene) i suoi ultimi anni di vita, per altri una tappa più o meno lunga in un momento di difficoltà. Compie 10 anni il progetto di cohousing a Lambrate della Comunità di Sant’Egidio dedicato alle persone anziane. In un appartamento confiscato alla mafia, e assegnato dal Comune a Sant’Egidio, hanno vissuto ormai una decina di persone. Oggi ci vivono tre donne. Ciascuna contribuisce alle spese sia della casa che di una badante. Ma possono contare anche sull’amicizia di un nutrito gruppo di volontari. “È un appartamento normale -racconta Riccardo Mauri, referente del progetto-. Possiamo dire che lo stile di coabitazione di questi anziani è paragonabile a degli studenti fuori sede novantenni”. Certo, la coabitazione con altre persone, magari dopo anni di vita da soli, può risultare a volte complicata.

Leggi: Redattore Sociale, 06/11/2020


venerdì 6 novembre 2020
Non isoliamo gli anziani. La ricerca di Spi Lombardia e Istituto Mario Negri

Isolati, timorosi, abbandonati: ecco come si sono sentiti gli anziani durante i mesi della clausura (il cosiddetto lockdown). Questi sentimenti sono stati colti da una ricerca condotta dallo Spi Cgil della Lombardia, in collaborazione con Istituto Mario Negri di Milano. Proprio l’impossibilità di vedere i familiari, le lunghe giornate in solitudine, l’ansia e la paura di fronte alla sempre più aggressiva emergenza sanitaria hanno reso gli anziani una delle categorie più colpite dalla pandemia e dal conseguente periodo di clausura.
La ricerca – effettuata tra luglio e settembre – si è basata su un questionario distribuito a 1.480 over 65 residenti in tutti i territori della Lombardia. È una traccia da seguire per i mesi che ci attendono. Un’indicazione importante per i decisori politici ma anche per il sentire comune che sempre più spesso considera gli anziani come un peso per la società.
Lo studio presenta un suo volto di grande attualità: è stato diffuso proprio mentre c’è chi ha proposto di chiudere gli anziani in casa per “tutelare la loro salute”.

Leggi: Liberetà, 06/11/2020


mercoledì 4 novembre 2020
Casa, Calabria, 14 milioni di euro per interventi negli alloggi Aterp

Sono stati assegnati dalla giunta regionale della Calabria all’l’Amministrazione pubblica per la gestione degli alloggi residenziali pubblici per la realizzazione di interventi finalizzati al recupero e al completamento di alloggi di edilizia residenziale pubblica
14 milioni di euro sono stati assegnati dalla giunta regionale della Calabria all’Aterp (l’Amministrazione pubblica per la gestione degli alloggi residenziali pubblici, ndr) per la realizzazione di interventi finalizzati al recupero e al completamento di alloggi di edilizia residenziale pubblica. E’ stato infatti condiviso tra l’assessorato ai Lavori pubblici della Regione Calabria ed il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’iter per la sottoscrizione di un apposito accordo Stato/Regione che disciplina l’attuazione del programma finalizzato ad incrementare l’offerta di abitazioni in locazione a canone sostenibile e la dotazione di servizi e infrastrutture di quartieri degradati.

Leggi: Redattore Sociale, 04/11/2020


mercoledì 4 novembre 2020
Bologna, facilitatori di comunità nelle case Acer per superare l’emarginazione

È il nuovo progetto di mediazione sociale e culturale nei condomini di case popolari della Bolognina e di Pescarola, portato avanti dalle cooperative Open Group e Cadiai. Dopo aver fatto un’analisi dei bisogni, si organizzeranno laboratori e nascerà un’equipe di persone residenti, che verranno formate per fare da tramite e mediare i conflitti
Bologna quartiere NavileOffrire informazioni e supporto per le persone più vulnerabili, aiutare nell’accesso ai servizi pubblici, mostrare le opportunità e le risorse presenti nel territorio. Sono queste alcune delle azioni portate avanti nel nuovo progetto di mediazione sociale e culturale nelle case popolari dell’Acer di Bologna, in particolare del quartiere Navile, nei condomini della Bolognina e di Pescarola. Gli operatori della cooperativa sociale Open Group, insieme a una mediatrice linguistica della cooperativa Cadiai, stanno incontrando le realtà e gli abitanti della zona, per sviluppare nuove azioni di comunità e supportare l’autonomia delle persone.

Leggi: Redattore Sociale, 04/11/2020


IN AGENDA:

Bonus 110%. Si può fare di più?

Una proposta per il benessere dentro e fuori la casa: il 12 novembre ore 15:00 Convegno online promosso da Fillea, Spi e Nuove Ri-Generazioni. Diretta streaming.
Il cosiddetto “bonus 110%” rappresenta una delle scelte di politica economica e ambientale tre le più positive e “sistemiche” degli ultimi anni, una scelta che spinge sulla qualità ambientale e sulla sicurezza, rilanciando al tempo stesso un settore ed una filiera dalle forti capacità anticicliche. Una scelta che sottintende una più ampia visione, quella del benessere delle persone, dei territori, delle città. Un benessere che è tante cose: dalla salute alla scuola, dalla vivibilità delle città ai trasporti, ma che è anche “casa”…mai come oggi, alla luce dei drammi della pandemia, tornata al centro del dibattito.
Considerando che quasi il 40% delle abitazioni private italiane ha più di 40 anni di vita e solo una percentuale irrisoria ha subito interventi di ammodernamento (risparmio energetico, antisismica), il bonus 110% può essere il grimaldello per avviare un’opera straordinaria di manutenzione del patrimonio abitativo? Ed ancora, questo incentivo va bene così o è possibile farlo funzionare meglio, presto e bene, raggiungendo anche le fasce di popolazioni e redditualmente deboli, a partire dagli anziani, e realtà complesse, come quelle dei grandi condomini nelle aree urbane?
A queste domande tenterà di rispondere il Convegno online in programma il 12 novembre alle ore 15:00, dal titolo “Una proposta per il benessere dentro e fuori la casa. Come rilanciare il Bonus 100%”.
Aprirà il convegno Gaetano Sateriale con l’illustrazione della proposta elaborata da Fillea Cgil, Spi Cgil, Nuove Ri-Generazioni, Legambiente, Auser, Abitare e Anziani. A seguire, coordinati da Mina Cilloni, prenderanno la parola Riccardo Fraccaro, Chiara Braga, Enzo Costa, Marco Di Luccio, Alessandro Genovesi, Rossella Muroni, Edoardo Zanchini, Ivan Pedretti.
Collegamento per la diretta streaming a partire dalle ore 15:00 sui canali social Fillea ( Facebook e Youtube) Spi (Facebook) e su Collettiva.it.

Leggi: Fillea Cgil


Dal 13 novembre “Futura: lavoro, ambiente, innovazione”, partecipa Conte

L’appuntamento promosso dalla Cgil si aprirà il 13 novembre con il confronto tra il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte
“Futura: lavoro, ambiente, innovazione”. Questo il titolo della tre giorni promossa dalla Cgil e realizzata con la collaborazione e il supporto tecnico di Futuralab. L’appuntamento si aprirà il 13 novembre con il confronto tra il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sarà possibile seguire in diretta tutto l’evento su Collettiva.it. Dal Teatro Brancaccio di Roma, dove sarà allestito lo studio centrale, si alterneranno tavoli istituzionali a tavoli tematici con studiosi, personalità ed esperti.

Leggi: Collettiva


Bologna. WebinAir sulle politiche abitative, lunedi 16 Novembre dalle ore 9.30

LA CASA UN DIRITTO PER TUTTI

Leggi: Sunia


Torna HANDImatica, evento online, 26-27-28 novembre 2020

In occasione dei 40 anni di attività e considerato il contesto attuale, Fondazione ASPHI Onlus vuole dedicare la dodicesima edizione di HANDImatica al tema “Tecnologie digitali per la comunità fragile”.
I disagi causati dal lockdown si sono sommati alle preesistenti condizioni di fragilità della società che hanno reso ancora più complicata la gestione della vita scolastica, lavorativa e quotidiana, incidendo nelle relazioni e nelle autonomie. Anche la vita degli anziani, ambito al quale ASPHI ha rivolto da più di dieci anni la propria attenzione, è stata fortemente condizionata dagli effetti della pandemia. In un contesto nel quale le persone con disabilità e fragilità hanno subìto le forti conseguenze del Covid-19, l’utilizzo consapevole delle tecnologie si è dimostrato una potenzialità nei vari percorsi di inclusione e di cura.
Con queste premesse nasce la dodicesima edizione online di HANDImatica 2020, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Università degli Studi di Bologna e l’Ufficio Scolastico
Leggi nel sito di Asphi

Leggi: Asphi


Virtual meeting – 1-2 dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sottoforma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.
Per informazioni: info@italialongeva.it


Forum della Non Autosufficienza e dell’autonimia possibile

Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

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IN EVIDENZA:

Il contrasto all’homelessness ai tempi del Covid 19

Spunti dalle esperienze di Milano e Torino
La letteratura scientifica e le pubblicazioni sul tema dell’homelessness sottolineano, da tempo, come la vita in strada e nei servizi di bassa soglia rappresenti un fattore di rischio per la salute e l’incolumità fisica delle persone. A partire dal mese di marzo 2020, il tema ha trovato ampio spazio anche sui giornali e sui social network, in virtù di quanto accaduto nei servizi rivolti alle persone senza dimora, a seguito della pandemia di Covid-19.
Regioni, Comuni e Unità di Crisi sono stati costretti ad una riorganizzazione dei loro servizi. Le misure adottate, a volte non sono state sufficienti a ridurre i rischi, sia per gli ospiti, sia per gli operatori sociali, altre volte, invece, sono state considerate delle buone pratiche da cui poter ripartire.
È il caso dei Comuni di Torino e Milano, le cui testimonianze appaiono rilevanti.
L’esperienza del Comune di Torino
A Torino sono state introdotte modifiche negli spazi esistenti e sono state individuate nuove strutture. Dal 18 marzo 2020 sono state bloccate le turnazioni degli utenti, garantendo a chi era in dormitorio, il posto letto oltre le trenta notti previste dal regolamento. Gli operatori delle strutture hanno cominciato a misurare le temperature all’ingresso e ad istituire dei pre-triage.

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Welfare in cerca di futuro

La situazione nostra e del nostro paese prima dell’irrompere del Coronavirus, riguardandola ora, ci appare invidiabile. In effetti potevamo incontrarci e parlarci senza mascherarci, perfino abbracciarci, le strade erano affollate, i negozi pure, uffici e aziende erano attivi, le scuole e le università affollate di insegnanti e studenti. Da allora le condizioni di vita, di lavoro, di studio, di mobilità sono drasticamente peggiorate, anche se non per tutti in egual misura.
Spontaneo allora sognare di rimettere quanto prima le cose a posto tornando appena possibile, via via che la pandemia lo consentirà, a quel passato. E per tanti aspetti del nostro vivere tale desiderio è del tutto legittimo e accettabile.
Questa visione del passato è però per altri aspetti troppo ottimistica e superficiale. Lo stesso Coronavirus ne ha rimarcato e talora drammatizzato limiti e manchevolezze. Welforum ne ha spesso trattato, nel nostro campo di attenzione. Bisogni e disagi non trovavano adeguata considerazione e risposta nelle politiche e nelle azioni pubbliche e private, e altrettanto si potrebbe dire per le attività produttive di beni e servizi, per cui in termini di sviluppo, nelle sue tante e diverse dimensioni, restavamo da anni fra gli ultimi in Europa. E la giustificazione ricorrente del non riuscire a risalire la corrente era la mancanza di risorse economiche, l’opprimente debito che tarpava le ali a governanti e operatori.

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Cambiare le RSA? Proposte diverse per un nuovo futuro

Che cosa cambiare nelle residenze per anziani? Come?
Mentre risale la curva dei contagi e dei decessi anche nelle RSA, proviamo a tirare le fila delle diverse idee, proposte, auspici circolati negli ultimi mesi per far fronte alla strage avvenuta nelle residenze, per far sì che non si ripeta. E forse anche per cambiare un modello di cura e di presa in carico della disabilità e non autosufficienza.
Welforum.it e Redattore Sociale hanno dedicato un’attenzione particolare a quello che è successo quest’anno nelle residenze.
Qui proponiamo una sintesi di alcune delle proposte emerse. Non è una rassegna esaustiva e le proposte considerate certamente riguardano condizioni diverse di non autosufficienza, che per loro stessa natura esprimono esigenze, bisogni di cura e assistenza diversificati, per cui i cambiamenti auspicabili possono posizionarsi a diversi livelli di complessità. Un approfondimento analitico delle proposte in relazione a condizioni diverse di salute va al di là di questa rassegna, pur rimanendo cruciale se pensiamo alle residenze di domani.

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Venti anni di 328. Turco: “Legge non applicata. E oggi c’è un bisogno disperato di livelli essenziali”

Parla la firmataria della legge, ex ministra della Solidarietà sociale negli anni 1996-2000. “La legge presentava una cultura fortemente innovativa, ma non siamo riusciti a trasmettere il messaggio. Non a caso si tratta di una norma che è stata e viene chiamata ancora con un numero!”. E aggiunge: “La cultura dei bonus è diventata prevalente anche nel centrosinistra”
E’ stata la firmataria della legge 328 del 2000, la “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Parliamo di Livia Turco, ex parlamentare, ex ministra della Solidarietà sociale (dal 1996 al 2000, prima con premier Romano Prodi e successivamente con Massimo D’Alema), attualmente presidente della Fondazione Nilde Iotti. L’approvazione, l’8 novembre del 2000, della norma ha costituito un evento che fu considerato di portata storica: per la prima volta era stata emanata una legge organica nazionale che mirava a porre ordine nel settore dei servizi sociali.
Abbiamo chiesto a Livia Turco un bilancio di questi 20 anni, fatto con i criteri interpretativi di chi quella legge l’ha voluta e l’ha ottenuta. E oggi, fuori dai processi decisionali, osserva con interesse la gestione delle politiche sociali nel nostro Paese.

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Venti anni di 328, assistenti sociali: “Integrazione socio-sanitaria non più rimandabile”

Webinar a 20 anni dalla legge con Catalfo e Zampa. Gazzi. “Se gli obiettivi della 328 fossero stati raggiunti, questo disastro da Covid-19 avrebbe provocato meno dolore e meno solitudine”. Appello ad “uscire dall’assistenzialismo e garantire diritti”
“Non ci voleva questa maledetta e disgraziata pandemia a farci scoprire che ci sono persone che non arrivano neanche ad esigere i propri diritti. Non era necessario arrivare al lockdown per scoprire l’importanza dell’assistenza domiciliare per anziani e persone disabili o dell’educativa domiciliare per bambini ai quali la scuola non riesce ad arrivare con un tablet o un computer. Non dovevamo vedere gli ospedali occupati da persone che avremmo potuto assistere a casa per sapere che l’integrazione socio-sanitaria è una necessità non più rinviabile. Tutte queste verità erano già tra gli obiettivi di una legge che compie 20 anni e che ancora aspetta di essere realizzata”. Lo ribadisce Gianmario Gazzi, presidente del consiglio dell’ordine degli assistenti sociali, in occasione dell’anniversario dell’approvazione della “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.

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Venti anni di 328. Gori: “Ha detto alle istituzioni che esiste il mondo del sociale”

L’analisi del professore di Politica sociale dell’Università di Trento: “La legge 328 ha seminato. Quello che occorre capire è perché sono passati 17 anni dalla sua approvazione all’introduzione del reddito di inclusione”. E sul futuro: “La sfida è quella della non autosufficienza”
“Perché siamo così affezionati alla 328? Perché ha detto alle istituzioni che esiste il mondo del sociale. Ecco, se devo dire cosa ha fatto la 328, direi che ha seminato”. Parole di Cristiano Gori, docente di Politica sociale nel dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e consulente scientifico dell’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano. In passato, autore del libro “La riforma dei servizi sociali in Italia. L’attuazione della legge 328 e le sfide future”. Con lui abbiamo fatto un punto a venti anni dall’approvazione della norma, cercando di valutarne l’impatto avuto sul sistema dei servizi sociali in Italia ed evidenziandone gli elementi di debolezza.

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Venti anni di 328. Gazzi: “Legge che ha avuto un’adolescenza difficile. Adesso deve capire cosa vuole diventare”

Parla il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali: “Bilancio positivo rispetto alla cultura del sociale introdotta nel Paese. Ma con il Covid abbiamo visto un sistema che ha retto per la buona volontà delle persone”. E sui Liveas: “Fondi andati a zero negli anni, come si sarebbe potuto parlare di Livelli essenziali?”
“Io credo che la Legge 328 abbia avuto un’infanzia bellissima, un’adolescenza difficile e oggi abbia bisogno di capire chi è e chi vuole diventare”. Gianmario Gazzi, presidente dell’Ordine nazionale degli assistenti sociali, sceglie questa metafora per iniziare il suo bilancio a 20 anni dall’approvazione della Legge 328. Era l’8 novembre del 2000 e il Parlamento approvò definitivamente la “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, pubblicata poi in Gazzetta Ufficiale 5 giorni dopo (13 novembre).
Proprio gli assistenti sociali hanno più volte invitato il Governo, nell’ultimo periodo, a puntellare economicamente la norma e a investire di più sui servizi sociali, aspetto decisivo soprattutto in questo periodo di grande difficoltà. Abbiamo chiesto a Gazzi, dunque, un parere su questi venti anni, cogliendone gli aspetti positivi e i ritardi.

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Venti anni di 328. Ragaini: “Legge che si è arenata nella riforma del titolo V e nei pochi finanziamenti”

Parla il responsabile del Gruppo Solidarietà: “La legge non ha introdotto nuovi diritti. Si può dire che abbia favorito, soprattutto in alcune regioni, processi che hanno determinato un risveglio di attenzione programmatoria e in qualche caso anche finanziaria nel settore”
Venti anni di legge 328. Una legge che arriva all’età “adulta” con non pochi acciacchi. Una norma con evidenti meriti di tipo culturale, che però ha fatto da subito i conti con un approccio poco coerente di chi ha gestito la cosa pubblica nel nostro Paese.
Meriti e limiti della legge 328 si mostrano in tutta la loro evidenza nell’analisi di Fabio Ragaini, responsabile del Gruppo Solidarietà (Grusol), associazione di volontariato che opera nel territorio della provincia di Ancona e che da anni garantisce una irrinunciabile attività di analisi sulle politiche sociali. Nel 1989 il Grusol ha avviato un Centro Documentazione proprio sulle politiche sociali e da 35 anni pubblica la rivista Appunti sulle Politiche sociali, rivista che si propone come strumento di riflessione e approfondimento su aspetti legati agli interventi di assistenza sociale ….

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Venti anni di 328. Una legge innovativa, più apprezzata dagli operatori che dalla politica

L’8 novembre del 2000 veniva approvata la “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Una norma che, a distanza di 20 anni, ancora non è stata compiutamente applicata. E che ancora divide sul piano politico e culturale
La Legge 328/2000 intitolata “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” è la legge per l’assistenza, finalizzata a promuovere interventi sociali, assistenziali e socio-sanitari che garantiscano un aiuto concreto alle persone e alle famiglie in difficoltà. La legge è stata approvata l’8 novembre del 2000, dopo un periodo di gestazione di quasi 4 anni. Firmataria della legge fu l’allora ministra della Solidarietà sociale Livia Turco, titolare del dicastero nei Governi Prosi e D’Alema (dal 1996 al 2000). La 328 fu uno degli ulti atti di quell’esperienza di Governo, caratterizzata dall’Ulivo. Un iter laborioso, che coinvolse molti attori del sociale in diversi tavoli di confronto.

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Il Caffè Alzheimer e la relazione coi malati: risultati positivi e criticità

La persona con demenza sarà sempre più spesso la protagonista del percorso di cura. I Caffè Alzheimer si collocano tra i servizi che offrono un palcoscenico adatto ad ospitarla, poiché propongono una cura personalizzata. La loro frequentazione, oltre a garantire un maggior benessere al caregiver, sembra avere un impatto positivo sui sintomi neuropsicologici dei malati.
di Federica Gottardi, Chiara Vecchi, Sara Avanzini, Nicola Berruti (dottori in psicologia, coordinamento dei Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia), Alessandra Rodella (Educatrice, Coordinamento dei Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia), Stefano Boffelli (Medico Geriatra, Fondazione Poliambulanza e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia), Marco Trabucchi (Presidente Associazione Italiana Psicogeriatria, e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia)
Il Caffè Alzheimer e la relazione coi malati: risultati positivi e criticità
“A massive amount of personalized care”1è uno slogan lanciato al fine di spiegare l’atmosfera generale nella quale si dovrà svolgere nei prossimi anni la cura delle persone anziane, in particolare quelle affette da alterazioni della cognitività (Trabucchi, 2016 – Introduzione al Manuale operativo del Coordinamento degli Alzheimer Caffè della Lombardia Orientale).
I servizi territoriali dovranno porre sempre di più l’ammalato nel ruolo di attore primario al centro di un contesto di cura personalizzata, ed i Caffè Alzheimer si collocano tra i servizi che, forse più di altri, offrono un palcoscenico adatto ad ospitare questi attori. Una cura personalizzata implica ascolto attento e risposte adeguate alle richieste della persona e della sua famiglia, ma con un’impostazione personalizzata tecnico-clinica, che analizza da vicino la situazione del singolo individuo, prendendo in considerazione la condizione di malattia ed il grado di compromissione dell’indipendenza cognitiva e funzionale.

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SEGNALAZIONI:

Reddito emergenza, Inps: da domani possibile presentare la nuova domanda

A partire da martedì 10 novembre sarà possibile presentare la nuova domanda di Reddito di emergenza prevista dal recente decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. “Decreto ristori”)…
A partire da martedì 10 novembre sarà possibile presentare la nuova domanda di Reddito di emergenza prevista dal recente decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. “Decreto ristori”).
Il REm, introdotto con il decreto legge n. 34/2020, era già stato prorogato con il decreto legge n. 104/2020 che ha riconosciuto ai nuclei familiari in possesso dei requisiti la possibilità di presentare una nuova domanda per il riconoscimento di un’ulteriore mensilità (indipendentemente dall’avere già richiesto, ed eventualmente ottenuto, il precedente beneficio).
Il recente decreto legge n. 137/2020 (cd. Decreto ristori) ha previsto la possibilità di ottenere due ulteriori mensilità, per i mesi di novembre e dicembre 2020.
Potranno presentare la nuova domanda esclusivamente: i nuclei che non hanno mai ottenuto il beneficio in precedenza (perché non hanno presentato la domanda o perché non è stato loro riconosciuto il beneficio); i nuclei che hanno ottenuto solo il primo REm (quello introdotto dal decreto legge 34/2020) e non anche il secondo (quello previsto dal decreto legge 104/2020).
Per tutti i nuclei già beneficiari del REm di cui al decreto legge n. 104/2020, infatti, il riconoscimento avverrà d’ufficio, senza necessità di presentare domanda.

Leggi: Redattore Sociale


Costa (Auser): «Isolare gli anziani è una follia»

«Il tweet di Giovanni Toti che descrive gli anziani come “non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese” lo trovo disgustoso», dichiara Vincenzo Costa, presidente di Auser, associazione per l’invecchiamento attivo. «Dire ad una persona anziana che vive da sola “non uscire più di casa” non significa tutelarlo, ma isolarlo. Serve un piano straordinario di interventi a favore delle persone anziane, non basta incentivare bonus vacanze, monopattini e biciclette»
“Per quanto ci addolori ogni singola vittima del #covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate”. A leggero, questo tweet che vedete tra virgolette, postato ieri da Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, la prima cosa che si pensa è “questa è una fake news, non l’ha scritto davvero”. Invece no, non solo l’ha scritto ma poi – scusandosi maldestramente dopo la valanga di critiche che gli sono giustamente arrivate – rincara la dose questa mattina in un’intervista rilasciata al Corriere delle Sera e dichiara: “È un passaggio scritto in modo maldestro e mi dispiace se ha ferito qualcuno. Ma la sostanza è chiarissima”. Caro Toti, ma chiarissima a chi?

Leggi: Vita


NEWS:

martedì 3 novembre 2020
Rsa come “centri di servizio”: ecco come riformarle

Le proposte di Auser presentate alla Commissione tecnica “per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”, voluta dal ministero della Salute. Costa: “Rendere esigibile il diritto di ogni anziano di invecchiare a casa propria”
“Rendere esigibile il diritto di ogni anziano di invecchiare a casa propria”: lo ribadisce il presidente nazionale Auser Enzo Costa è stato oggi audito presso la Commissione tecnica “per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”, istituita dal Ministero della Salute e presieduta da monsignor Paglia. “Malgrado i limiti evidenti – ha sottolineato Costa – Auser ritiene che le Rsa siano un servizio importante per persone che non potrebbero essere assistiti a domicilio e ritiene che la riforma delle Rsa debba tener conto di una serie di importanti indirizzi che abbiamo presentato alla Commissione”.
Ecco dunque le proposte di riforma, presentate in sede di audizione.

Leggi: Redattore Sociale, 03/11/2020


martedì 3 novembre 2020
Senza anziani non c’è futuro

È tristissimo parlare degli anziani in questi termini. Tristissimo e indegno e la dice lunga su quanto la nostra società sia diventata disumana, perché i vecchi non sono mai stati così poco rispettati come oggi (e non parlo solo di tempi da pandemia), quando in tutte le civiltà, di ogni tempo e di ogni luogo del mondo, gli anziani hanno sempre goduto di grande rispetto. Vorrei andare oltre la volgare questione se proteggere gli anziani significa rinchiuderli perché improduttivi e mi pare superfluo aggiungere che una persona non è inutile solo perché la definiamo fragile. Do quindi per scontato tutto questo e vorrei andare oltre e parlarvi di mia zia, che il 22 novembre compirà novanta anni: la settimana scorsa è morta la canina con cui viveva in simbiosi da oltre quattordici. Gli allevatori interpellati e anche i canili e le associazioni dei bastardini hanno messo le mani avanti: non diamo un cucciolo a una persona di quell’età.

Leggi: La Stampa, 03/11/2020


martedì 3 novembre 2020
La pandemia continua, la solitudine dei caregiver anche

Sondaggio di Confad su circa 400 persone che assistono familiari con disabilità: quasi il 60% denuncia un appesantimento del carico assistenziale sulle proprie spalle e dichiara di non poter contare su alcun aiuto. Il 75% chiede didattica domiciliare anziché a distanza
L’emergenza Covid continua e si aggrava: così come si aggravano le condizioni di vita dei caregiver familiari. A rilevarlo è il sondaggio realizzato da Confad, il Coordinamento nazionale famiglie con disabilità, che ha coinvolto circa 400 persone che, in tutta Italia, assistono in modo continuativo e spesso esclusivo familiari con disabilità. Ne emerge un quadro allarmante, che racconta la fatica e la solitudine di chi, in questo complicato periodo, ha visto appesantirsi una condizione già tanto gravosa e ridursi servizi e sostegni già insufficienti.
Il primo problema si chiama scuola
Guardando ai principali dati, emerge innanzitutto il problema della scuola, sia essa chiusa o a distanza (il che cambia poco, evidentemente, nel caso degli alunni con disabilità): “Nel 75% dei casi – si legge nel report – i caregiver familiari intervistati hanno evidenziato l’assoluta necessità di organizzare lezioni domiciliari, e non didattica a distanza, per gli alunni con disabilità in caso di nuovo lockdown”.

Leggi: Redattore Sociale, 03/11/2020


lunedì 2 novembre 2020
Così le residenze per gli anziani diventano focolai

Partiamo da una domanda: porteresti tua madre in una casa di riposo dopo aver visto che in soli quattro mesi il 40% dei decessi avvenuto nelle Rsa è attribuibile al Covid? E adesso ci risiamo. L’elenco di cosa è andato storto durante la prima ondata è lungo: mancanza di dispositivi di protezione individuale, impreparazione sulle procedure da svolgere per contenere l’infezione, assenza di personale sanitario qualificato, difficoltà nel trasferire i residenti infetti in strutture ospedaliere, impossibilità di far eseguire i tamponi. Ma questo non basta a spiegare il perché le Rsa sono diventate cimiteri. Il problema è che uno dei pilastri del nostro sistema di welfare non ha le fondamenta.
Siamo il Paese più anziano d’Europa, dove si campa più a lungo e si fanno meno figli. Gli over 80 sono 4,4 milioni, di cui 2,2 sopra gli 84. In prospettiva tra 10 anni ci saranno quasi 800 mila ultra 80enni in più, che diventeranno quasi 8 milioni nel 2050. Eppure l’interesse pubblico è così basso che ad oggi non esiste nemmeno una mappa completa della situazione reale.

Leggi: Corriere della Sera, 02/11/2020


lunedì 2 novembre 2020
Sindacati pensionati: tutelare le persone anziane ma no a lockdown anagrafico

“Non isoliamo le persone anziane, né a casa loro né nelle Rsa e nelle case di riposo. Gli anziani sono cittadini come tutti gli altri e hanno doveri, ma anche diritti, e non possono essere soggetti a misure di isolamento anagrafico forzato. Occorre tutelarli sì, ma in una condizione di conforto e sostegno quotidiano, dato dall’amore e dalla vicinanza dei loro cari. Occorre tutelarli anche con il potenziamento del Servizio sanitario nazionale, con una maggiore integrazione sociosanitaria e il rafforzamento della medicina di prossimità”. È quanto dichiarano unitariamente i Segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo in risposta alle ipotesi di misure di prevenzione al rischio di contagio da Covid-19 paventate da più parti, che vorrebbero rinchiudere le persone anziane in una sorta di “lockdown generazionale”.
“Le persone anziane sono, non solo la storia di questo Paese, ma anche la sua contemporaneità, rappresentata dall’aiuto che riescono a dare alle nostre famiglie ogni volta che fanno compagnia ai nostri figli e ai nipoti, o quando le sostengono di fronte alle necessità, anche economiche, derivanti da una crisi che in questi anni attanaglia il nostro Paese.

Leggi: Spi-Cgil, 02/11/2020


lunedì 2 novembre 2020
Coronavirus, Luigi Bergamaschini: «Over 70, indispensabile il contatto sociale. Serve una rete di servizi»

Il professor Luigi Bergamaschini, 70 anni, geriatra, docente alla Statale. Nella scorsa primavera ha contratto il Covid ed è stato ricoverato in terapia intensiva al San Paolo
«L’esperienza del primo lockdown avrebbe dovuto dirci cosa mettere in campo».
Ora si chiede di isolare gli anziani.
«Non è un progetto che critico di per sé, può essere indispensabile. Si deve tener conto che potrebbe avere ricadute enormi sulla collettività, che andrebbero valutate, e dunque prevenute». Il professor Luigi Bergamaschini premette di voler ragionare «solo da medico»: insigne geriatra, docente alla «Statale», già a capo della scuola di specializzazione in geriatria e direttore dell’unità di «Riabilitazione neuro-motoria e respiratoria» al Trivulzio, dove all’inizio della pandemia chiedeva che fossero aumentate il più possibile le precauzioni per evitare che il virus si diffondesse nei reparti. Il professore ha 70 anni; nella scorsa primavera ha contratto il Covid ed è stato ricoverato in terapia intensiva al «San Paolo».

Leggi: Corriere della Sera, 02/11/2020


domenica 1 novembre 2020
Toti: “Anziani i più colpiti e non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese. Stiano a casa”

“Sono i nostri anziani i più colpiti dal virus e sono quelli che vanno tutelati di più: si tratta di persone che non sono indispensabili allo sforzo produttivo del Paese. Perché non si interviene su questa categoria? Sarebbe folle richiudere in casa tanti italiani per cui il Covid normalmente ha esiti lievi, bloccare la produzione del Paese, fermare la scuola e il futuro dei nostri giovani e non considerare alcun intervento su coloro che rischiano davvero”: così Giovanni Toti sull’ipotesi di limitare gli spostamenti solo per gli over-70.
Il governo si è riunito questa mattina con i rappresentanti delle Regioni, in vista del nuovo Dpcm che dovrebbe arrivare già nella giornata di domani. E alcuni governatori hanno proposto di limitare gli spostamenti solo agli over 70. Un lockdown generazionale, in altre parole. La richiesta sarebbe stata avanzata da Liguria, Lombardia e Piemonte. In particolare, secondo il ligure Giovanni Toti questo potrebbe essere il modo per evitare lockdown locali che isolerebbero i territori.

Leggi: Fanpage, 01/11/2020


domenica 1 novembre 2020
Respinti gli anziani in ospedale: 300 casi in Lombardia

A Varese Positivo il 60% degli ospiti – Non c ‘ è più posto Anche l ‘ assessore Gallera lo ha ammesso. Tutto ricade così sulle strutture
Il tam tam preoccupato tra le case di riposo lombarde, correva da alcune settimane: “Per i nostri anziani positivi al Covid, e con sintomi, si stanno chiudendo le porte degli ospedali” . Tanti segnali c ‘ erano già. Come quello arrivato dall ‘ Ospeda le di Circolo di Varese, che aveva invitato i vertici delle Rsa a provvedere il più possibile al loro interno all ‘ assistenza dei degenti contagiati. O come quello del direttore generale dell’Ats Città metropolitana di Milano, Walter Bergamaschi, che nel corso di un audizione con i consiglieri del Comune ha spiegato che “si sta esaurendo la possibilità di trasferire negli ospedali gli ospiti di queste strutture, perché la pressione è tale che la disponibilità è modesta. Stiamo lavorando in sinergia con le Rsa per definire dei livelli di rischio differenziati”. In realtà già ora non c’è più posto, negli ospedali pubblici, per gli anziani contagiati: vengono respinti. La conferma è arrivata ieri dallo stesso assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

Leggi: il Fatto Quotidiano, 01/11/2020


sabato 31 ottobre 2020
Lockdown per gli anziani? “Segregare è inaccettabile, in assenza di servizi”

Marco Trabucchi, presidente dell’associazione italiana Psicogeriatria, critica la proposta dell’Ispi di isolare gli anziani per ridurre i contagi senza una chiusura generalizzata. “La segregazione dell’anziano è mortale, se non sono imposti standard assistenziali e servizi territoriali che oggi non funzionano. Milioni di persone uscirebbero dal circuito della cura”
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“Inaccettabile”, peggio ancora: “mortale”. Così Marco Trabucchi, presidente dell’associazione italiana Psicogeriatria, critica l’ipotesi dell’Ispi riguardo l’opportunità di isolare gli anziani per ridurre i contagi senza ricorrere a un lockdown totale. “La segregazione dell’anziano è mortale, perché provoca solitudine, senso di abbandono, disperazione – osserva Trabucchi – Si riprodurrebbe la situazione della scorsa primavera, quando gli anziani chiusi nelle loro case hanno mostrato gravi problemi di salute sul piano somatico e psicologico”.
C’è però anche una seconda ragione, di ordine più strettamente clinico: gli anziani, isolati in casa, non sarebbero presi in cura da nessuno e finirebbero per essere abbandonati, perché la rete dei servizi territoriali è inefficiente e non è stata incrementata. “Oggi non funzionano i servizi territoriali, per cui si creerebbe una situazione nella quale milioni ci cittadini non sarebbero seguiti sul piano clinico e dovrebbero arrangiarsi, come nel recente passato – osserva Trabucchi.

Leggi: Redattore Sociale, 31/10/2020


sabato 31 ottobre 2020
Chiudere in casa soltanto gli anziani è incostituzionale

La proposta di un lockdown selettivo per le persone più a rischio viola gli articoli 3, 16 e 32 della Costituzione. Meglio offrire loro fasce orarie dedicate nei negozi
Nei giorni scorsi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) ha avanzato l’ipotesi di un «lockdown solo per le fasce d’età più a rischio». Anche alcuni economisti hanno discusso della possibilità di «separare i giovani dagli anziani». Secondo l’Ispi, la soluzione sarebbe «un “giusto” compromesso tra l’esigenza di salvare vite e quella di evitare il collasso economico». Considerato, infatti, che «l’82 per cento dei deceduti per Covid aveva più di 70 anni e il 94 per cento ne aveva più di 60 anni» e il virus uccide «oltre 7 persone ogni 100 tra gli ultra-ottantenni», «sarebbe sufficiente isolare gli ultra ottantenni per dimezzare la mortalità diretta del virus. Se poi riuscissimo a isolare gli ultra-sessantenni, la mortalità sarebbe dieci volte inferiore». Pur proponendo questa soluzione, lo stesso Ispi si chiede: «Davvero un lockdown limitato alle fasce più anziane ne eviterebbe l’infezione? Ci sono molti dubbi al riguardo».

Leggi: Domani, 31/10/2020


sabato 31 ottobre 2020
Over 60, lockdown per salvarli “Ma sono il 33% degli italiani”

Lo studio Ispi: “Separare anziani e giovani per evitare chiusure”. Gli esperti: “Centrale il loro ruolo sociale”
Lockdown selettivo e isolamento per fasce d’età coinvolgendo soltanto chi ha più di 60 anni. Un’ipotesi già avanzata nella prima fase dell’epidemia e che ora viene rilanciata nello studio di un ricercatore dell’Ispi, Matteo Villa.
I numeri sono ineccepibili ma lo stesso Villa in conclusione ragiona sulla difficile realizzazione di una misura selettiva oltretutto in un Paese come il nostro dove gli over 60 rappresentano oltre un terzo della popolazione e i cosiddetti «anziani» sono, quasi, tutti al lavoro. Ipotesi non applicabile anche per il professor Massimo Antonelli, ordinario di Anestesia e Rianimazione e direttore della Medicina d’emergenza del Gemelli di Roma. Antonelli sottolinea che non si può prescindere dal ruolo attivo che ha la popolazione over 60, della quale oltretutto fa parte avendo 64 anni. Dove potrebbe isolarsi poi una fetta di popolazione tanto vasta?
Villa ammette che la sua ipotesi non è certo una panacea ma insiste sulla necessità di non escluderla a priori perché rappresenterebbe un buon compromesso con il quale salvare vite e allo stesso tempo salvaguardare l’economia.

Leggi: Il Giornale, 31/10/2020


venerdì 30 ottobre 2020
Città a misura d’uomo – Una sfida globale

Le città del mondo sono sempre più affollate ma non inclusive, luoghi dove si vive faticosamente con i trasporti ingolfati, i servizi di base non sempre accessibili, dove il vicino di casa è uno sconosciuto, che abbiamo visto, forse per la prima volta, solo quando siamo stati costretti a frequentare i balconi per sfuggire al lockdown.
Agglomerati di palazzi dove la quotidianità è pesante e la solitudine tangibile, dove si vive male ma dove tutti vogliono stare perché la città promette più occasioni di lavoro, crescita economica e sviluppo. Fino al 2009 la popolazione rurale era di gran lunga maggiore di quella urbana. Ormai, invece, vive in città più della metà della popolazione mondiale, ed entro il 2050 si stima che le metropoli del mondo ospiteranno più del 68 per cento degli abitanti della terra.
Un’urbanizzazione dilagante che si concentra soprattutto in Asia ed Africa, in particolare in Cina, India e Nigeria, che non significa però inclusione sociale, uguaglianza, accesso ai servizi di base, nuove opportunità.

Leggi: Osservatore Romano, 30/10/2020


giovedì 29 ottobre 2020
RSA – Pedretti: non va per niente bene

Il segretario generale dello Spi Cgil, Ivan Pedretti rilancia l’allarme sulla situazione di pericolo nelle Residenze assistenziali sanitarie che ospitano anziani e persone disabili. “Ci mobiliteremo”
Non va per niente bene. Il segretario generale dello Spi, Ivan Pedreti interviene sulla questione delle Rsa con un post sulla pagina Facebook del sindacato dei pensionati della Cgil. “Aumentano i contagi – scrive Pedretti -, si riempiono nuovamente le terapie intensive, tornano a morire gli anziani nelle Rsa. No, non sta andando tutto bene. Ci mobiliteremo, come potremo. Non rinunciamo a far sentire forte la nostra voce.

Leggi: Collettiva, 29/10/2020


giovedì 29 ottobre 2020
Misure anti-Covid: ancora restrizioni, ma per le assemblee di condominio cambia nulla

Con la nuova circolare del Ministero dell’Interno, pubblicata martedì 27 ottobre e avente ad oggetto “Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 ottobre 2020. Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” vengono alcune indicazioni applicative ed elementi di chiarimento rispetto all’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio in vigore da lunedì 26 ottobre.
È bene precisarlo, però: si tratta di “raccomandazioni”, vale a dire di esortazioni volte a sollecitare l’adozione di comportamenti ispirati alla massima prudenza e al senso di responsabilità dei singoli.
Cosa spiega la circolare
In quest’ultima circolare, a differenza che nella precedente del 18 ottobre, non vengono citate esplicitamente le “riunioni”: dunque, rispetto alle assemblee di condominio si rimanda a quanto già detto in precedenza (si veda Condominio, sì alle assemblee in presenza. Amministratori: è il tempo delle scelte). Si parla, bensì, di convegni, congressi ed eventi in generale, ribadendo il fatto …….

Leggi: Quotidiano del Condominio, 29/10/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Michele Serra contro il sindacato dei ‘vecchi’. Ecco perché sbaglia

Giovani con il drink in mano. Anziani che se restano reclusi in casa tutto sommato poco male perché in fondo hanno già dato. Il “Sindacato dei vecchi di cui non abbiamo proprio bisogno”.
Un articolo brutto e che non aiuta, soprattutto se l’obiettivo che ci si pone è quello di evitare che generazioni diverse finiscano per odiarsi e per farsi la guerra mentre nel paese infuria la bufera sanitaria e economica portata dal Covid-19.
Il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti risponde all’articolo di Michele Serra pubblicato su La Repubbica il 27 ottobre 2020.
Gentile Michele Serra,
ho letto il suo articolo “Nonni contro nipoti, le generazioni divise dalla pandemia” e non sono riuscito proprio a trattenere la penna.
In questo preciso momento storico di tutto abbiamo bisogno meno che di una rappresentazione così forzata e stereotipata delle due categorie, quella dei giovani col drink in mano e quella degli anziani che se restano reclusi in casa tutto sommato poco male perché in fondo hanno già dato.
Tale rappresentazione di certo non aiuta soprattutto se l’obiettivo che ci si pone è quello di evitare che generazioni diverse finiscano per odiarsi e per farsi la guerra mentre nel paese infuria la bufera sanitaria e economica portata dal Covid-19.

Leggi: Spi-Cgil, 28/10/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Centri urbani diffusi per il dopo Covid

L’articolazione territoriale del sistema economico, e i suoi cambiamenti, hanno da sempre profondamente influenzato l’organizzazione delle società. Il passaggio dalla caccia alla coltivazione rese possibile la formazione delle prime comunità; il commercio diede vita ai grandi viaggi stimolando scambi culturali tra società molto diverse; infine, la rivoluzione industriale trasformò le
campagne e le città attorno alle industrie e alle grandi fabbriche, i nuovi epicentri del sistema economico.
Da circa tre decenni, l’economia basata sulla conoscenza ha dato un forte impulso alle grandi agglomerazioni urbane. Le città si sono estese, inglobando porzioni crescenti del territorio circostante, come mostrano i casi di Milano e Roma e l’espansione di tutte le capitali europee. I vecchi confini amministrativi sono stati ampliati per includere le aree economiche funzionali, dando vita al fenomeno delle aree metropolitane.
Le grandi agglomerazioni urbane sono il risultato del funzionamento dell’economia della ………

Leggi: Inu, 28/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Nonni contro nipoti, le generazioni divise dalla pandemia – Di Michele Serra

I ragazzi non sono depressi solo per colpa degli anziani che li obbligano a restare a casa. E i vecchi non muoiono solo per colpa dei giovani che li contagiano
I giovani non sono una corporazione e i vecchi nemmeno. Si registrano con una certa preoccupazione, dunque, i primi sintomi di una lettura generazionale del Covid, con i nipoti accusati di contagiare i nonni, e sul fronte opposto l’allarme rosso per l’isolamento che prostra irrimediabilmente adolescenti e bambini, poveri figli. Opposte lagne che rischiano di essere il remake degli opposti estremismi.

Leggi: La Repubblica, 27/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Oltre la città connessa più servizi (e per tutti)

Chi l’avrebbe detto che sarebbe stata proprio l’entità biologica più basica, arcaica ed elementare che conosciamo a proiettarci nel futuro. Un semplice aggregato di proteine è stato capace di cambiare nel giro di pochi mesi contemporaneamente sia gli scenari geopolitici globali che gli usi e costumi di ogni singolo cittadino. Dal lavoro alla mobilità, dalla scuola ai consumi passando ovviamente dalla sanità, un virus ha messo in discussione il dogma della globalizzazione. E se, in attesa di un vaccino, il distanziamento sociale è l’unico strumento a disposizione per scongiurare un nuovo lockdown, allora la strada è la digitalizzazione spinta della nostra Weltanschauung. Per dirla con
Aldo Bonomi, sociologo, fondatore del consorzio Aaster ed esperto di dinamiche territoriali urbane ed extra-urbane, «il Covid ci riporterà al modello rinascimentale, all’Italia delle 100 città e al rapporto stretto tra città e territorio. Si ridisegneranno gli spazi urbani ma anche le reti, i trasporti, le piattaforme produttive, con uno spostamento dal centro alla periferia che ci cambierà la vita».

Leggi: Corriere della Sera, 26/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Quanto rende avere una casa più verde

Chi cede oggi a Milano o a Roma cento metri quadrati comprati 10 anni fa perde fino a 96 mila euro, chi li ha ristrutturati si difende – Ecco perché ecobonus e altri sconti vanno ben sfruttati
Ristrutturare casa è anche un investimento, perché garantisce una migliore tenuta del valore nel tempo dell’immobile. Certo, se poi lo si può fare come oggi a costo zero, almeno per quanto riguarda la parte energetica con il super bonus, il guadagno è più che sicuro, ma anche chi ha operato con le vecchie regole fiscali non ha di che lamentarsi. Per mostrarlo abbiamo provato a vedere che cosa è successo nelle dieci principali città italiane nell’arco di un decennio che, considerando i valori medi di mercato, ha visto una discesa generalizzata dei prezzi.
Abbiamo quindi considerato quattro appartamenti diversi per misura e tipologia di zona confrontando i valori ricavabili dal data base di Nomisma di dieci anni fa con quelli attuali, ipotizzando che la casa acquisita a sua tempo fosse usata ma in ottimo stato di conservazione: come
tali si considerano gli alloggi dove si può entrare solo effettuando lavori di ripristino di minimo impegno (la «rinfrescata» alle pareti, il cambio dei sanitari), e abbiamo visto che cosa è successo da una parte a chi oltre a effettuare una manutenzione costante all’immobile lo ha ulteriormente …….

Leggi: Confedilizia, 26/10/2020


DALLE REGIONI:

lunedì 2 novembre 2020
Assistenza domiciliare, nel Lazio il “lockdown” non è mai finito. Adi scrive alla Regione

Il gruppo ha inviato una lettera all’assessore D’Amato e chiede un incontro, per illustrare le criticità della propria condizione: “Siamo al collasso: turni scoperti e continui cambi di personale: per conoscere questi pazienti c’è bisogno di tempo. Ci sentiamo abbandonati, nel mezzo della pandemia”
Famiglie abbandonate, lasciate sole ad assistere figli o genitori o compagni gravemente disabili, con una necessità assistenziale molto alta, che in questo momento grava soprattutto sulle spalle dei caregiver: nel Lazio l’assistenza domiciliare è in una sorta di “lockdown” perenne, aggravata dalla pandemia che ha reso gli operatori meno presenti e soprattutto meno costanti. Così, l’assistenza non basta e non è adeguata: non è continuativa, come dovrebbe essere per disabilità complesse; gli operatori cambiano in continuazione, come non dovrebbe invece accadere con questi pazienti.
A lanciare l’allarme è il gruppo Adi famiglie italiane, associazione nata per la tutela delle famiglie che necessitano di assistenza domiciliare, che ha indirizzato una lettera e una richiesta d’incontro all’assessore regionale alla Sanità D’Amato. “Le scrivo per richiederle urgentemente un incontro in Regione Lazio, in cui poter illustrare la criticità della condizione di vita delle nostre famiglie, che da mesi cercano di fronteggiare gravissime problematiche, divenute ormai insostenibili – scrive la presidente Serena Troiani – Siamo al collasso, l’assistenza domiciliare dei nostri pazienti non …..

Leggi: Redattore Sociale, 02/11/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Nasce il Tavolo sulle politiche per la popolazione anziana: un percorso per progetti innovativi su residenzialità, domiciliarità e abitare

“Non basta lavorare sull’emergenza dovuta alla pandemia, occorre pensare a politiche di lungo periodo e mettere in campo progetti innovativi a partire anche da ciò che è successo in questi mesi e dalle criticità registrate”. Partendo da questa considerazione il presidente Giuliano Barigazzi ha proposto alla Conferenza territoriale sociale sanitaria metropolitana l’istituzione del “Tavolo di lavoro sulle politiche rivolte alla popolazione anziana”, sia quella non autosufficiente che quella che vive in modo autonomo o semi-autonomo nella propria abitazione.
I macro temi su cui lavorerà il Tavolo, al quale saranno invitati a partecipare Sindaci, Ausl, Asp, una rappresentanza dei gestori di servizi accreditati, sindacati e associazioni economiche di categoria (Unindustria, Confcommercio…), saranno tre:
Residenzialità: il Covid ha colpito fortemente il sistema residenziale per anziani, un sistema che, in questi anni, a fronte di grandi cambiamenti sociali, demografici ed epidemiologici ha evidenziato molte criticità. Ctssm e Comune di Bologna hanno svolto un’indagine su quanto accaduto ……..

Leggi: Ctts, 28/10/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Anziani sfrattati, la Rsa diventa Covid

L’Umbria travolta dal virus è in cerca di nuove strutture per ospitare malati, tra queste la Regione avrebbe individuato anche una Rsa, la “Seppilli” di Perugia, che attualmente ospita persone anziane non autosufficienti. Il personale però ha paura: non siamo preparati e non abbiamo dispositivi adeguati
“Tra i lavoratori c’è paura, tanta paura” dice un dipendente della Usl Umbria 1 ai microfoni di Collettiva, preferendo non mostrarsi in volto. I lavoratori di cui parla sono infermieri e operatori socio-sanitari della Rsa “Seppilli” di Perugia, una Residenza sanitaria assistenziale che ospita anziani non autosufficienti e che ora sarà destinata dalla Regione a struttura Covid. Una scelta non solo non condivisa con lavoratori e sindacati, ma che desta grande preoccupazione sia per il personale che per le persone anziane e i loro familiari.
I sindacati dei lavoratori della sanità hanno per questo dato vita a un presidio simbolico davanti alla struttura, mentre quelli dei pensionati hanno lanciato un grido d’allarme rispetto al rischio di riproporre un “modello Lombardia”. Per Spi, Fnp e Uilp dell’Umbria “la salute degli anziani è un bene prezioso per tutta la comunità che deve essere tutelato come diritto individuale, ma anche come bene collettivo, a salvaguardia di una generazione che ha costruito, non retoricamente, ma oggettivamente, il Paese e l’Umbria. Per questo è necessaria una regia condivisa delle scelte a tutela delle fasce più fragili della popolazione”.

Leggi: Collettiva, 28/10/2020


mercoledì 28 ottobre 2020
Taranto. Grave rischio abitativo. Richiesta urgente incontro

Il SUNIA e la CGIL segnalano con forte preoccupazione il rischio dell’esplodere di un grave disagio sociale che interesserà gli inquilini/assegnatari degli alloggi popolari che, a seguito di cartolarizzazione, sono divenuti di proprietà della Società CAR.IM. srl e, in particolare quelli residenti nel Comune di San Giorgio.
A tali inquilini/assegnatari, la Società suddetta ha inviato, infatti, l’ingiunzione di sfratto. Trattasi per lo più di anziani anche disabili gravi, ai quali si nega ogni prospettiva di risoluzione di una controversia nata da tempo e sulla quale si era intervenuti già nell’ottobre 2019 con un accordo tra le parti (Comune di Taranto, titolare degli alloggi, Società CAR.IM. e Sindacati degli inquilini) come da verbale allegato, accordo evidentemente non rispettato a nostro giudizio dalla stessa Società immobiliare.
A fronte della situazione che, peraltro, potrà interessare anche altri immobili siti nel Comune di Taranto, coinvolgendo diverse decine di inquilini e rispettive famiglie, chiediamo un incontro urgente, che possa coinvolgere il Comune di Taranto e quello di San Giorgio, al fine di individuare percorsi e soluzioni atte a tutelare il diritto dei cittadini a suo tempo assegnatari sulla base di un bando pubblico delle abitazioni di cui trattasi.

Leggi: Sunia, 28/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Milano, bando Aler da 59 milioni per l’efficientamento energetico

L’Aler Milano ha pubblicato un avviso per affidare i lavori di efficientamento energetico del patrimonio residenziale gestito a Milano e Provincia, attraverso la manutenzione straordinaria. Il valore complessivo della gara – con accordo quadro – è esattamente ari a 59 milioni di euro. L’incarico è suddiviso in dieci lotti. Ciascun concorrente può concorrere per tutti i lotti ma potrà aggiudicarsene al massimo uno. Il bando precisa che ciascun lotto potrà essere aggiudicato anche in presenza di una sola offerta valida. Ciascun lotto ha un valore di 5,9 milioni di euro (di cui 5,2 di base d’asta e 700mila euro di oneri per la sicurezza) e viene aggiudicato in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, premiando la qualità tecnica con massimo 80 punti e il prezzo con massimo 20 punti. In tutti i 10 lotti casi la durata contrattuale è di due anni, non rinnovabile. Tuttavia, l’azienda casa della lombarda ha tenuto conto dell’opportunità del Sismabonus. Si legge infatti nel bando che, «nel caso in cui, raggiunta la scadenza naturale del contratto, dovessero risultare delle somme residue.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 27/10/2020


IN AGENDA:

Torna il Silver Economy Forum, si svolgerà tutto in remoto

Dal 5 al 7 novembre si svolgerà in modalità virtuale su piattaforma digitale dedicata, la terza edizione del “Silver Economy Forum”. Tema di questa edizione “Silver Care. Se non ora quando? Il tempo della prevenzione”. Il Forum si rivolge ad aziende, professionisti, associazioni, istituzioni e mondo dell’informazione per approfondire in workshop dedicati le tante tematiche che gravitano attorno alla terza età.

Leggi: Silver Economy Forum


Torna HANDImatica, evento online, 26-27-28 novembre 2020

In occasione dei 40 anni di attività e considerato il contesto attuale, Fondazione ASPHI Onlus vuole dedicare la dodicesima edizione di HANDImatica al tema “Tecnologie digitali per la comunità fragile”.
I disagi causati dal lockdown si sono sommati alle preesistenti condizioni di fragilità della società che hanno reso ancora più complicata la gestione della vita scolastica, lavorativa e quotidiana, incidendo nelle relazioni e nelle autonomie. Anche la vita degli anziani, ambito al quale ASPHI ha rivolto da più di dieci anni la propria attenzione, è stata fortemente condizionata dagli effetti della pandemia. In un contesto nel quale le persone con disabilità e fragilità hanno subìto le forti conseguenze del Covid-19, l’utilizzo consapevole delle tecnologie si è dimostrato una potenzialità nei vari percorsi di inclusione e di cura.
Con queste premesse nasce la dodicesima edizione online di HANDImatica 2020, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, l’Università degli Studi di Bologna e l’Ufficio Scolastico
Leggi nel sito di Asphi

Leggi: Asphi


Virtual meeting – 1-2 dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sottoforma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.
Per informazioni: info@italialongeva.it


Forum della Non Autosufficienza e dell’autonimia possibile

Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

Leggi: Forum Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Alberto Asor Rosa: “Chiuderci dentro ci ucciderà anziché salvarci”

Per l’intellettuale “la proposta di tenere in lockdown gli over 70 nasconde un retropensiero, quello di anticipare la nostra uscita di scena” – Di Simonetta Fiori
Contrario
Questa proposta nasconde un retropensiero, quello di anticipare la nostra uscita di scena
«Una misura che va contro ogni regola di buon senso. Ci si può ammalare di clausura prima ancora che di Covid». Alberto Asor Rosa è vigorosamente contrario alla proposta di chiudere a casa gli ultrasettantenni. Ha appena compiuto 87 anni e non intende rinunciare alla sua passeggiata quotidiana. «È come se volessero anticipare la nostra scomparsa dal mondo». In gioco è non solo il destino di una generazione, dice il grande studioso di letteratura, ma il cattivo rapporto con il passato, «cancellato dalla scena perfino nelle chiome bianche».
Perché è importante uscire di casa? «La passeggiata può rappresentare un motivo in più per sopravvivere alla pandemia. Le mie piccole uscite con Marina, la mia compagna, servono per rimanere dentro un circolo vitale senza il quale l’esistenza diventerebbe insopportabile. Comprare i cioccolatini in via Cola di Rienzo o spingersi fino a Castel Sant’Angelo significa continuare …….

Leggi: La Repubblica


Covid-19: le risposte politiche all’emergenza in alcuni paesi europei

La Commissione Europea ha pubblicato il 18 Agosto 2020 i risultati di una indagine realizzata dalla Rete europea per la politica sociale (Espn) sul tema delle conseguenze socio-economiche del Covid-19 e le risposte politiche affrontate in 16 paesi europei (dodici Stati membri dell’UE, tra i quali purtroppo l’Italia non è presente, e quattro paesi non appartenenti all’UE: Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia settentrionale e Serbia). È possibile leggere i 16 report.
Nei diversi Paesi la pandemia ha avuto e sta ancora avendo conseguenze significative per l’economia e sta determinando l’aumento del numero di persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Le misure di contrasto all’emergenza sanitaria hanno prodotto nell’immediato una forte domanda di protezione sociale. Gli interventi sono stati adottati principalmente per:
tutelare l’occupazione e mitigare le perdite di reddito;
sostenere le imprese che si trovano ad affrontare elevati rischi di disgregazione;
ridurre l’impatto della crisi sulle persone e soprattutto sui gruppi più vulnerabili;
agevolare i sistemi sanitari pubblici;
rallentare la diffusione della pandemia.

Leggi: Welforum


Rsa, un modello da cancellare o da migliorare?

Con la seconda ondata della pandemia, torna alto l’allarme per gli anziani, sopratutto nelle strutture. E si torna a parlare di Rsa e case di riposo: sul quotidiano “Domani” il dibattito tra Mario Giro e Cristiano Gori sul futuro degli istituti
Le Rsa devono essere chiuse, superate, completamente smantellate? O devono essere semplicemente “riviste e corrette”, migliorate nell’assistenza e nel servizio che offrono e di cui, che piaccia o no, non si può fare a meno? Non si ferma il dibattito sulle Rsa, tristemente protagoniste della prima ondata della pandemia e nuovamente sotto i riflettori con la seconda. Sul nuovo quotidiano Domani, approdano due posizioni diverse e distanti, ma in un certo modo complementari, a mantenere accesa l’attenzione su un tema che ha diritto e ragione di essere centrale.
Rsa, un modello “sbagliato”
Da una parte c’è Mario Giro, politologo, che afferma con chiarezza: “Case di riposo e Rsa vanno chiuse. Non si tratta di una posizione ideologica ma di onesta constatazione: i numeri degli anziani morti in istituto, e che continuano a morirvi, sono troppo alti per non trarne le dovute conseguenze. Nessuno nega che gli istituti abbiano reso grandi servigi ma la civiltà dell’assistenza evolve …….

Leggi: Redattore Sociale


La performance occupazionale in RSA al tempo della pandemia

Gli ospiti delle RSA sono fra coloro che maggiormente hanno subito le conseguenze della pandemia: elevate percentuali di diffusione del virus e conseguenze, anche gravose, sullo stato di salute dei contagiati, chiusura al pubblico e sconvolgimento delle attività giornaliere. In questo contesto, il terapista occupazionale ha dovuto ripensare il proprio intervento per continuare a garantirne l’efficacia.
di Federica Rota (Terapista Occupazionale, Istituto San Giuseppe di Villa d’Adda, BG)
L’arrivo della pandemia, con l’arresto improvviso delle abitudini quotidiane, sociali, famigliari e professionali, ha trovato chiunque emotivamente ed organizzativamente impreparato. Anche le persone che vivono in RSA hanno dovuto fronteggiare le conseguenze delle misure di sicurezza, che hanno costretto gli Enti gestori a rimodulare le attività che danno significato e ritmo agli ospiti.
Il lockdown e l’anziano in RSA
Il lockdown ha sollecitato a confrontarsi con la mancanza di occupazioni e routine consuete che scandiscono le giornata. Come spesso accade nei momenti di crisi, le persone hanno messo in moto le proprie capacità di adattamento e riorganizzazione (Bertholom, 2020). La persona che vive in RSA mette in gioco queste capacità di adattamento già dal momento in cui decide di vivere ……

Leggi: I Luoghi dell Cura


SEGNALAZIONI:

Indennità Covid: Riesame delle domande

Per chi si è visto respingere la domanda di riconoscimento dell’indennità Covid (600/1000 euro), ci sono 20 giorni di tempo per proporre all’Inps un’istanza di riesame delle domande, che permetterà all’Istituto di verificare in autotutela la presenza di errori o disallineamenti nelle banche dati.
A chiarirlo è l’Inps, con il messaggio n. 4005 del 30 ottobre, nel quale l’Istituto comunica di aver completato la prima fase di gestione delle domande e le motivazioni delle istanze respinte per il mancato superamento dei requisiti previsti per l’accesso alla prestazione.
Il termine di 20 giorni per il riesame decorre a partire dal 30 ottobre (data di pubblicazione del messaggio) o dalla conoscenza della reiezione se successiva), trascorso il quale, se l’interessato non produce la necessaria documentazione, la domanda viene considerata respinta.
Gli esiti di tutte le domande e le relative motivazioni (in caso di esito negativo) sono consultabili nella sezione del sito INPS “Covid-19: tutti i servizi” > “Indennità 600/1000 euro”, alla voce “Esiti”, insieme alla legenda aggiornata delle reiezioni delle domande di indennità COVID-19.

Leggi: Inca


Aumento delle pensioni di invalidità

Con le mensilità di novembre e dicembre 2020, gli invalidi civili totali, i ciechi assoluti e i sordi, titolari di pensione, riceveranno l'”incremento al milione” (delle vecchie lire), in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020, che ha esteso il diritto alla maggiorazione a partire dal compimento dei 18 anni e non più dai 60 anni in poi, come è stato finora.
Con il messaggio n. 3960 del 28 ottobre, l’Inps fornisce le indicazioni sulle modalità di pagamento, sottolineando che gli aventi diritto non dovranno presentare alcuna domanda, poiché sarà riconosciuta d’ufficio dall’Istituto, sempreché siano rispettati i limiti di reddito, previsti dalla normativa vigente (8.469,63 euro per i beneficiari non coniugati e 14.447,42 euro, cumulati con il coniuge, per quelli coniugati).Inoltre spiega che saranno pagati gli arretrati dovuti dal 20 luglio 2020. L’importo spettante, per il 2020, è di 651,51 euro per 13 mensilità
Qualora i redditi personali abbiano subito una variazione nel corso del 2020, che incide sul ……..

Leggi: Inca


IL VADEMECUM – 7 regole da seguire se incontrate il Covid

La sanità è al collasso. Milioni di cittadini che non sono affetti dal virus non riescono ad accedere alle cure. Se avrete a che fare con la sars-cov-2, come contatti diretti, positivi, sintomatici o asintomatici, niente panico: Keep calm e leggete attentamente queste indicazioni. La possibilità del Servizio Sanitario Nazionale di aiutare dipende dalla capacità di tutti di conservare le risorse
La sanità sta collassando sotto il peso del covid. I numeri e le testimonianze sono sotto gli occhi di tutti. Per questo ognuno di noi è chiamato a comportarsi con senso di responsabilità sociale, sapendo che le sue scelte avranno un impatto determinante sul quadro generale. Se vogliamo permettere a tutti quelli che hanno bisogno di cure urgenti al pronto soccorso e in ospedale, che sia per il covid o per qualsiasi altra patologia, di trovare posto e assistenza adeguata, dobbiamo seguire delle regole. Noi, con il consiglio di alcuni medici e operatori sanitari con cui abbiamo parlato, ne abbiamo individuate 7. Sono semplici da comprendere, anche se ci vogliono coraggio e pazienza per rispettarle e non cedere. La possibilità del Servizio Sanitario Nazionale di aiutare dipende dalla capacità di tutti di conservare le risorse. C’è bisogno dell’aiuto e dell’impegno di ognuno. Quindi niente panico o, come si dice oggi, Keep calm e leggete attentamente.

Leggi: Collettiva


NEWS:

martedì 27 ottobre 2020
Approvato il Decreto Ristori: ecco le misure previste dalla bozza

Dopo meno di un’ora di riunione è terminato a palazzo Chigi il Consiglio dei ministri. Approvato a quanto si apprende il Dl Ristori. Ecco le misure previste dalla bozza del decreto
Sei settimane di Cig Covid fino al 31 gennaio
Arrivano sei settimane di cassa integrazione Covid che “devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021“. È quanto si legge nella bozza del dl Ristori.
Tamponi antigenici dai medici base, stanziati 30 milioni
Per “l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta” vengono stanziati 30 milioni di euro fino a dicembre.
50 milioni per associazioni e società sportive dilettantistiche
Arriva un fondo da 50 milioni per il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche. Lo prevede la bozza del decreto ristori

Leggi: Redattore Sociale, 27/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Senza dimora, quando la casa cambia la vita

I risultati dell’indagine della Fiopsd sui progetti di Housing first promosso in Italia. Il 23% di chi è stato accolto in appartamento ha ora una vita autonoma, con un lavoro e un reddito. Avonto: “È un’accoglienza che protegge e valorizza la persona garantendo il diritto all’abitare”. Bassi costi di gestione per gli enti
Antonio era il classico Senza Dimora: anni di vita in strada, alcolista, una carriera lavorativa interrotta e una separazione dolorosa. Da due anni, però, vive in una casa, non si tira indietro quando c’è la possibilità di lavorare e si prende cura di sé. Antonio è una delle oltre mille persone che in questi anni è stato coinvolto in uno dei progetti di Housing First, grazie ai quali la persona senza dimora viene accolta direttamente in un appartamento (evitando il dormitorio), magari in condivisione con altri senza tetto, e seguita dagli operatori in un percorso che la porti a diventare autonoma. La Fio.psd (Federazione italiana organismi per i senza dimora) ha presentato oggi i risultati del monitoraggio effetturato nel periodo 2017-2019 su 31 progetti di Housing First. Ebbene, su 420 persone che hanno avuto accesso a questo tipo di progetti, solo il 7% ha abbandonato. Gli altri vivono ancora in casa e tra questi il 23% ha una vita autonoma, in una casa di cui paga l’affitto. “È un’accoglienza che protegge e valorizza la persona garantendo il diritto all’abitare”, sottolinea Cristina Avonto, presidente della Fiopsd.

Leggi: Redattore Sociale, 27/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Chiudiamo le Rsa. Ma per sempre

In questi giorni di recrudescenza della pandemia non si può tacere un dramma vissuto da molti, benché sia il più possibile occultato. Un dramma carico di dolore e sofferenza, di fronte al quale è nostra responsabilità reagire, per quanto possibile, in modo da contrastare il male che colpisce persone, famiglie e convivenze. Un dramma che non osservo dall’esterno ma nel quale mi sono trovato coinvolto in prima persona.
Una persona a me familiare, vedova e senza figli, verso gli ottant’anni è stata colpita da demenza senile. Fino ad allora autonoma e piena di forze, seppur in una vita solitaria in casa, riusciva a vivere in pienezza relazioni con i vicini e i compaesani. Siccome nessuno poteva ospitarla, le si è provveduta una badante, ma la malattia, con manifestazioni anche violente, non permetteva questo tipo di assistenza. Così la si è dovuta per forza portare in una Rsa, dove però è peggiorata, sempre più estranea a questo mondo e, pur visitata da parenti, ha deciso di rifiutare il cibo fino a morire.

Leggi: News Forum Salute Mentale, 27/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Coronavirus, vaccino di Oxford genera risposta immunitaria negli anziani

Il Financial Times anticipa alcuni studi sulla sperimentazione. Di Lorenzo, presidente dell’Irbm: «Entro giugno 2021 ci saranno dosi per tutti»
I primi risultati dei test per il vaccino contro il coronavirus sviluppato dall’Università di Oxford in collaborazione con AstraZeneca e le cui dosi saranno prodotte in Italia dalla società Irbm di Pomezia, mostra che produce una robusta risposta immunitaria nelle persone anziane, il gruppo a più alto rischio, secondo quanto riportato dal Financial Times.
E’ stato scoperto che il vaccino innesca gli anticorpi protettivi e le cellule T nei gruppi di età più avanzato, scrive il giornale citando due persone vicine alla sperimentazione. I risultati fanno eco ai dati rilasciati a luglio che hanno mostrato che il vaccino ha generato “risposte immunitarie robuste” in un gruppo di adulti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni, aggiunge il quotidiano.
Ma Ft avverte che i test di immunogenicità positivi non assicurano che il vaccino alla fine si dimostrerà sicuro ed efficace nelle persone anziane. AstraZeneca, che sta sviluppando il vaccino con i ricercatori dell’Università di Oxford, è visto come un capofila nella corsa per produrre un vaccino per proteggere dal Covid-19.

Leggi: La Stampa, 26/10/2020


giovedì 22 ottobre 2020
Rsa, Sant’Egidio si interroga. Don Albanesi: “Serve una grande riforma”

Si è svolto ieri un confronto con diversi interventi in video conferenza, tra cui quello del presidente della Comunità di Capodarco Vinicio Albanesi che ha illustrato la necessità di cambiare radicalmente la gestione delle persone anziane, superando la tendenza all’istituzionalizzazione
rsa donna anziana finestra
“Senza anziani non c’è futuro” è il titolo della tavola rotonda organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio-Milano per fare il punto sulla gestione della terza età all’indomani della grave crisi che ha colpito le Residenze sanitarie assistenziali durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Il momento di confronto si è svolto ieri ed ha visto diversi interventi in video conferenza, tra cui quello del presidente della Comunità di Capodarco Vinicio Albanesi che ha illustrato il proprio pensiero sulla necessità di cambiare radicalmente la gestione delle persone anziane, superando la tendenza all’istituzionalizzazione e cercando in ogni caso di favorire la loro permanenza in casa. Questi temi sono al centro di un e-book realizzato lo scorso agosto dallo stesso presidente della Comunità di Capodarco, dove approfondisce anche il tema del “trattamento” che viene riservato alle persone anziane, dicendosi convinto che esso abbia implicazioni ben più ampie di quelle (già di per sé enormi) collegate alla pandemia.

Leggi: Redattore Sociale, 22/10/2020


giovedì 22 ottobre 2020
Anziani e disabilità, “relazioni e terapie siano garantite”. Ministero chiede di rivedere le Linee guida

Zampa (sottosegretaria alla Salute): “Con il ministro chiederemo all’Iss di aggiornare le Linee guida, perché garantiscano relazioni con i parenti. L’emergenza non è ai livelli di marzo”. Intanto la Commissione per la riforma delle Rsa si è riunita e ha iniziato a lavorare. “Obiettivo condiviso: ridare nobiltà alla parola vecchiaia. Le attuali risposte non sono adeguate”
“Chiederemo al presidente Conte e all’Istituto Superiore di Sanità di rivedere le Linee guida sulle Rsa, perché obblighino, o almeno raccomandino alle strutture di garantire e tutelare le relazioni con i familiari”: lo riferisce a Redattore Sociale la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, immediatamente dopo essersi confrontata sul tema con il ministro Speranza. “L’emergenza c’è e naturalmente la priorità è tenere il virus lontano dalle strutture per anziani, per evitare che si ripeta quanto già accaduto. Non siamo però oggi in una fase in cui si debba immaginare qualcosa di simile a quello che abbiamo vissuto in primavera: possiamo superare la criticità con restrizioni significative, ma senza totali chiusure”, afferma. Questo in generale, ma anche in particolare per le Rsa: “Dobbiamo accompagnare le linee guida che prevedevano la chiusura delle strutture con l’obbligo spero, o almeno la raccomandazione che gli anziani ospiti non siano privati dei rapporti con i familiari, restando certo in sicurezza”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Anziani soli, impauriti e ai margini. Così il Covid ha stravolto le loro vite

Sono il 22 per cento della popolazione ma si parla, poco, solo di quelli che vivono nelle residenze sanitarie. Eppure stanno pagando un prezzo altissimo per il lockdown: la fine della socialità e delle cure ordinarie
Si tratta dei quasi 13 milioni di over 65, censiti dall’Istat, che oggi pagano il prezzo più alto dell’emergenza Covid-19. Di loro non si parla, fatto salvo per quelli che vivono nelle Residenze sanitarie assistenziali, le Rsa. E gli altri, come hanno vissuto negli ultimi mesi?
Il lockdown ha messo una croce su quello che viene definito invecchiamento attivo, ovvero la capacità per gli anziani di poter essere impegnati dal punto di vista sociale e fisico.
«Gli anziani durante la pandemia hanno pagato un prezzo salato», commenta Claudio Pedone, geriatra del policlinico universitario Campus bio-medico.

Leggi: Domani, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Covid, anziani in Rsa: la rivoluzione necessaria

Cambiare la gestione della terza età e superare i modelli attuali di accoglienza, andando oltre l’istituzionalizzazione. Una riflessione necessaria, che l’epidemia ha fatto emergere mostrando i limiti terapeutici e esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere
Niente visite dei parenti, niente uscite all’esterno, riduzione anche dei contatti e degli incontri all’interno: un lockdown, di fatto mai finito, per gli anziani e le loro famiglie in questi mesi scanditi dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Una situazione estrema, che ha mostrato tutta la fragilità di alcuni sistemi assistenziali e socio-sanitari e contribuito ad accendere una luce, anche nel dibattito mediatico, sulla popolazione anziana, facendo emergere i nodi critici.
La gravità di alcuni focolai in case di riposo e strutture di accoglienza, che si sono isolate per rispondere alla pandemia e proteggere i propri ospiti dagli effetti di un virus sconosciuto – letale per i “grandi vecchi” del nostro paese – ha fatto riemergere limiti già noti di un sistema di cura e la necessità di ripensarne l’organizzazione. Una dimensione che preoccupa e chiede di allargare lo sguardo all’accoglienza che verrà. Un ripensamento delle strutture che superi gli attuali modelli, una “rivoluzione” necessaria.

Leggi: Redattore Sociale, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Anziani, cosa serve per affrontare la nuova emergenza

In questo momento di rinnovata emergenza dal sindacato si levano voci di protesta: si sta facendo troppo poco per i cittadini più fragili. Non si sta agendo come si dovrebbe sul fronte delle Rsa. Non si danno risposte a milioni di persone anziane che vivono con pensioni basse al limite dell’indigenza. A dirlo è il segretario dei pensionati Cgil, Ivan Pedretti, dalla sua pagina Facebook.
Qualche risposta, positiva, arriva, se non dal Governo, che secondo Pedretti sta fornendo risposte inadeguate sia sul fronte della sanità che su quello economico, arriva dal territorio sul versante della non autosufficienza, grazie alla battaglia condotta proprio dai sindacati dei pensionati. In Umbria la regione ha ripristinato i fondi per la non autosufficienza che erano stati tagliati. I sindacati dei pensionati tutti, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, si dicono molto soddisfatti. “La lotta paga”, dice la segretaria generale dello Spi Cgil Umbria Maria Rita Paggio. “La mobilitazione è iniziata a giugno. Non eravamo d’accordo sulla riduzione dei fondi della Regione per la non autosufficienza. Siamo soddisfatti del risultati che abbiamo ottenuto”.

Leggi: Liberetà, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Auser ha aderito all’Appello “Finanziamente Europei: Priorità all’assistenza sociale e sanitaria territoriale”

L’Auser Nazionale ha aderito all’Appello “Finanziamenti Europei per la Ripresa: Usarli bene. Priorità assistenza sociale e sanitaria territoriale”. Un appello promosso e sottoscritto da un’ampia platea di soggetti, dai sindacati confederali al mondo dell’associazionismo e del volontariato. L’Appello contiene proposte concrete per l’utilizzo di almeno 30 miliardi destinati a 10 progetti per il Potenziamento dell’Assistenza Socio Sanitaria Territoriale.
“La drammatica lezione della emergenza pandemica – si legge nell’Appello – ci ha confermato che è indispensabile rendere più forte il Servizio Sanitario Nazionale, pubblico e universale e che priorità assoluta sono il potenziamento e la ristrutturazione dell’assistenza integrata sociosanitaria territoriale. È evidente che il modello che separa sanità da sociale, fondato prevalentemente sul “ricovero”, sia in ospedale che in altre strutture residenziali, come le Rsa, ha mostrato enormi limiti. È invece diritto e aspirazione di ogni persona vivere e curarsi nel proprio contesto di vita, con il sostegno dei servizi domiciliari e territoriali. Ciò è più efficace e sicuro, a maggior ragione ………

Leggi: Auser, 21/10/2020


DALLE REGIONI:

martedì 27 ottobre 2020
Rsa, D’Amato (Lazio): grazie ai sindacati, accordo per il cambiamento

L’assessore regionale alla sanità sul nuovo modello di Rsa, frutto dell’accordo con Cgil, Cisl e Uil. Cisl Lazio: “Punti fondamentali sono nuove regole e un nuovo modello di partecipazione”
“Ringrazio Cgil, Cisl e Uil per questo appuntamento e questo accordo. C’è da riconoscere subito che c’è stata un’inversione di rotta: questo governo ha recuperato molte risorse per la sanità, ripristinando alcuni punti di PIL che per anni sono stati accantonati. L’Italia è un paese in cui c’è un’alta aspettativa di vita, per cui l’accordo che è stato sottoscritto è fondamentale e funzionale anche al rafforzamento del territorio”. Così l’assessore alla sanità della Regione Lazio D’Amato, a margine dell’incontro virtuale sul nuovo modello di Rsa, frutto dell’accordo con Cgil, Cisl e Uil.
“Oggi ho verificato con l’assessore al bilancio anche il cronoprogramma di questo accordo, per le assunzioni da fare, per recuperare gli immobili, diversi ex Ipab per realizzare le nuove Rsa pubbliche. Nelle prossime settimane definiremo con i sindacati quindi, come attuare il cronoprogramma. Dovremmo rivedere le norme sulle Rsa: abbiamo contagi in tante case di riposo. I controlli nelle Rsa, peraltro, testimoniano un grande lavoro e la necessità di un’estrema attenzione. Ci sono alcune Rsa- ha concluso D’Amato- che hanno dato disdetta ai lavoratori per non …………

Leggi: Redattore Sociale, 27/10/2020


martedì 27 ottobre 2020
Senza dimora e coprifuoco, esposto di Baobab: “A Roma accoglienza bloccata”

Gli attivisti si rivolgono al Comune e al Servizio centrale del Viminale: “da venerdì 150 stanno violando lockdown notturno perché non hanno alternativa”. In strada anche famiglie e persone con problemi sanitari, ancora più a rischio di contrarre il coronavirus
“Da venerdì scorso, 150 migranti di Piazzale Spadolini stanno violando il lockdown notturno; stanno venendo meno alle regole di pubblica sicurezza, contro la propria volontà e intenzione dal momento che, chiaramente, dovrebbero e vorrebbero trovare l’accoglienza a cui hanno diritto”. Inizia così la lettera appello con cui gli attivisti di Baobab experience denunciano la situazione dei senza fissa dimora e migranti in transito a Roma. Come raccontato da Redattore Sociale, in un reportage realizzato la notte del primo coprifuoco nella Capitale, centinaia di persone sono rimaste in strada a dormire, in assenza di soluzioni alternative.
Durante un’assemblea al presidio informale di Piazzale Spadolini, dietro la stazione Tiburtina, volontari e migranti di Baobab Experience hanno compilato i moduli di autocertificazione, in un’azione dimostrativa hanno attestato le ragioni della presenza in strada di chi alla strada è costretto. Inoltre, in un esposto, il terzo dall’inizio dell’emergenza sanitaria, l’Associazione ha oggi, nuovamente, richiamato l’attenzione delle Autorità competenti sulla condizione drammatica ……..

Leggi: Redattore Sociale, 27/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
3^ RAPPORTO OSSERVATORIO SISMA 2016

Ricostruzione, andamento lento. Macerie, ritardi e vuoti. Cantieri, allarme sicurezza, qualità del lavoro ed infiltrazioni criminali: Fillea e Lgambiente presentano il Report 2020.
Nelle aree terremotate del Centro Italia colpite dal sisma del 2016 la veloce e diffusa ricostruzione, ad oggi, si è dimostrata un impegno drammaticamente disatteso segnato in questi quattro anni da ritardi e lungaggini burocratiche, e ora anche dalla pandemia. È necessario prenderne atto per poter programmare al meglio la politica e i piani per lo sviluppo dei comuni del centro Italia colpiti dal sisma del 2016: è questa l’amara sintesi che emerge dal Terzo Rapporto dall’Osservatorio Nazionale Sisma Fillea – Legambiente (www.osservatoriosisma.it) presentato questa mattina in diretta streaming, che è possibile rivedere integralmente sulle pagine Facebook di Fillea, Legambiente e AbruzzoWeb.
A parlar chiaro sono i dati raccolti nel report sulla ricostruzione – al 30 giugno sono poco più del 17% le richieste di Contributo per la Ricostruzione (RCR) rispetto i danni lievi e gravi sisma del patrimonio edile privato – sulla rimozione delle macerie – rimosse l’88% delle macerie pubbliche stimate inizialmente.

Leggi: Fillea Cgil, 26/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Senza dimora, Bologna verso un piano freddo di comunità

Un’accoglienza diffusa che coinvolga associazioni e privati cittadini per mettere a disposizione durante l’inverno nuovi spazi da abitare. È la proposta lanciata dall’associazione Piazza Grande, insieme al Comune e Asp. Salmaso: “La città ha già una forte rete di solidarietà: sfruttiamo le energie esistenti per aiutare chi ne ha più bisogno”
Un’accoglienza diffusa per persone senza dimora, che coinvolga associazioni e privati cittadini per mettere a disposizione durante l’inverno nuovi spazi da abitare. È il piano freddo di comunità, la proposta lanciata a Bologna dall’associazione Piazza Grande, insieme al Comune e Asp Città di Bologna, con l’obiettivo di avviare un nuovo processo di welfare di comunità, costruendo insieme al terzo settore e alla cittadinanza proposte innovative e concrete per mettere in atto un nuovo modello di accoglienza.
“Il piano freddo è uno sforzo straordinario che la città fa durante l’inverno, quando le persone senza dimora sono più esposte e in pericolo – afferma Carlo Francesco Salmaso, presidente di Piazza Grande –. Per riuscire a dare a tutti un riparo, ogni anno si istituiscono grandi strutture che ospitano tutte insieme le persone che non hanno una casa. Oggi questo sforzo va però in contrasto con la necessità di assicurare il distanziamento fisico, e dunque non di raggruppare, bensì di separare le persone: ecco perché questo inverno andremo incontro a un piano freddo speciale, diverso

Leggi: Redattore Sociale, 26/10/2020


lunedì 26 ottobre 2020
Calabria. Borghi, avviso pubblico MIBACT per favorire la rinascita e la rigenerazione culturale, turistico ed economico-sociale dei piccoli borghi

Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha promosso un avviso pubblico per un importo complessivo di 750.000 euro per favorire la rinascita e la rigenerazione culturale, turistica ed economico-sociale dei piccoli borghi.
Il progetto si chiama “Borghi in Festival–Comunità, cultura, impresa per la rigenerazione dei territori” ed è stato pensato per finanziare attività culturali, da realizzarsi in forma di festival, al fine di favorire il benessere e migliorare la qualità della vita degli abitanti dei borghi italiani attraverso la promozione della cultura.
Il bando, frutto di un accordo tra Direzione Generale Creatività Contemporanea e Direzione Generale Turismo del MiBACT, rientra tra le azioni istituzionali messe in atto dal Ministero per incentivare progetti di rigenerazione dei territori e per rafforzare e integrare l’offerta turistica e culturale nei borghi italiani all’insegna della sostenibilità, dell’accessibilità e dell’innovazione.
In particolare, Borghi in Festival punta a promuovere e sostenere la qualità e le eccellenze ………..

Leggi: Sunia, 26/10/2020


sabato 24 ottobre 2020
Senza dimora, la prima notte di coprifuoco a Roma tra chi non può tornare a casa

La situazione nelle stazioni di Termini, Tiburtina e San Pietro, dove nonostante l’ordinanza regionale centinaia di persone dormono per strada. Supportate solo dai volontari. “Da Comune e Regione un immobilismo lungo sette mesi, mentre i contagi da coronavirus continuano a salire”
Quando mancano pochi minuti a mezzanotte un gruppo di persone esce dalla porta centrale della stazione Termini, a Roma: sono originari dell’Est Europa, hanno valigie e borse, non sono turisti. Mettono i bagagli impilati sulla ringhiera che dà su piazza dei Cinquecento, allungano sull’asfalto i cartoni, poi il sacco a pelo e infine le coperte. Con l’automatismo di un rito ripetuto si apprestano a passare un’altra notte in strada. Intorno la città si svuota: c’è solo un taxi in fila, in attesa degli ultimi viaggiatori, sul piazzale ancora pochi autobus, le macchine della polizia e qualcuno che si affretta a tornare a casa. L’ordinanza firmata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dispone la chiusura delle attività e lo stop degli spostamenti dalle 24 alle 5 di mattina, per trenta giorni. Nella notte del primo coprifuoco a Roma dal dopoguerra, Redattore Sociale ha documentato la situazione di chi non ha una casa in cui tornare nelle stazioni di Termini, Tiburtina e San Pietro.
In tutto sono circa 50mila i senza dimora in Italia, ottomila solo nella città di Roma

Leggi: Redattore Sociale, 24/10/2020


venerdì 23 ottobre 2020
Caritas Ambrosiana: “Stop alle aste immobiliari su prime case, laboratori e negozi”

Mentre sono bloccate le cartelle esattoriali e i pignoramenti per debiti verso la pubblica amministrazione, per 90 mila famiglie potrebbero scattare dalle prossime settimane le esecuzioni immobiliari per debiti verso le banche. “Inaccettabile che società di recupero crediti siano domiciliate nei paradisi fiscali”
“Stop alle aste immobiliari per i prestiti che i cittadini non sono in grado di restituire alle banche su prime case, laboratori e negozi”: a chiederlo è Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana e Presidente della Fondazione San Bernardino. Gualzetti si sta battendo da anni perché sia affrontato il tema del sovra-indebitamento delle famiglie. Spesso si tratta di famiglie che avevano una vita normale, che avevano contratto debiti per le loro piccole attività artigianali. Poi la perdita del lavoro, o una malattia le hanno rese incapaci di far fronte alle rate del mutuo e sono sprofondate in una condizione di povertà. Da cui è difficile uscire anche perché non si riesce a rinegoziare i debiti contratti con banche o finanziarie.
Con la pandemia e la crisi sociale ed economica, la condizione delle persone indebitate si è aggravata. “La crisi non colpisce più solo i poveri ma anche il cosiddetto ceto medio -sottolinea Luciano Gualzetti-. Per questo in vista della ripresa dei contagi e dell’aggravarsi delle condizioni economiche degli italiani già provati dal lockdown della scorsa primavera, il Governo ha fatto ……

Leggi: Redattore Sociale, 23/10/2020


giovedì 22 ottobre 2020
Chiusura Rsa in Lombardia, “la Regione non vuole assumersi responsabilità”

Dura lettera di critica del Cnca Lombardia al Governatore Fontana. “Presidente e Giunta sembrano non aver imparato nulla dai mesi della pandemia”
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“Un provvedimento inaccettabile con cui Regione Lombardia si esime da ogni responsabilità. A spese, anche questa volta, delle persone fragili”. Paolo Cattaneo, presidente lombardo del Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, non usa tanti giri di parole nel bocciare la scelta del Governatore Fontana di chiudere Rsa e comunità alla visita dei parenti fino al 6 novembre. “Il Presidente della Regione Lombardia e tutta la sua Giunta sembrano non avere imparato nulla dai mesi della pandemia che ha investito con particolare violenza la nostra Regione e tanto meno dai tantissimi errori commessi nella gestione non solo sanitaria ma anche sociale degli effetti dirompenti dell’emergenza sanitaria”.
“Senza voler operare alcuna distinzione tra le molto differenti tipologie delle strutture di accoglienza residenziale -scrive Paolo Cattaneo nella lettera inviata ai vertici della Regione-, come già fatto con precedenti provvedimenti emanati in primavera ed estate, le ordinanze (la n.619 e la 620, ndr) decretano il divieto per parenti e caregiver di poter fare visita ai propri cari ospitati …….

Leggi: Redattore Sociale, 22/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Covid in Umbria, un numero di telefono contro la solitudine degli anziani

Si chiama “Servizio Buongiorno” il progetto presentato dall’Auser di Perugia
Arriva in Umbria un nuovo strumento per combattere la solitudine delle persone anziane anche in questo periodo di emergenza Covid. Si chiama “Servizio Buongiorno” il progetto dell’Auser di Perugia, presentato mercoledì mattina nel corso di una video conferenza stampa da Franca Gasparri, presidente dell’associazione di volontariato. “Nel corso della pandemia – ha detto Gasparri – sono state centinaia le persone anziane che ci hanno contattati anche solo per avere un po’ di compagnia al telefono, o perché avevano bisogno di un aiuto. Ora, con il nuovo progetto vogliamo strutturare questo rapporto, mettendo i nostri volontari a disposizione delle persone che ne hanno bisogno”. Il servizio è totalmente gratuito e per accedervi basta contattare Auser al numero 075500566

Leggi: Giornale Nuova Immagine, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Covid-19, in Lombardia varato il coprifuoco. “Chi si preoccupa dei senza dimora?”

Emanata l’ordinanza. “Temo che non sia stata presa in considerazione l’esistenza stessa dei senza dimora”, avverte Alberto Sinigallia, presidente della Fondazione Progetto Arca. Intanto il Comune di Milano ha pubblicato i bandi per il piano antifreddo e il rafforzamento di unità di strada e centri diurni
La Regione Lombardia ha emanato l’ordinanza con cui istituisce il coprifuoco: “su tutto il territorio della Regione Lombardia, dalle ore 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza”. E “la sussistenza delle situazioni che consentono la possibilità di spostamento incombe sull’interessato. Tale onere potrà essere assolto, producendo un’autodichiarazione”. Ora che sarà vietato uscire di casa di notte, “bisogna pensare a chi di notte in strada ci dorme” afferma Alberto Sinigallia, presidente della Fondazione Progetto Arca. Progetto Arca ha progetti per i senza dimora (accoglienza e unità di strada) sia a Milano che a Roma e Napoli. “Sono tre situazioni molto diverse tra loro. Ma quel che ci preme, come durante il lockdown, è che non ci si dimentichi degli invisibili delle nostre città”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/10/2020


mercoledì 21 ottobre 2020
Non autosufficienza, nel bolognese bonus per famiglie che pagano la badante

Contributi economici straordinari per sostenere i disabili e gli anziani (over 65) non autosufficienti seguiti da assistenti famigliari. Per ottenerli, gli interessanti dovranno partecipare ad un bando emanato dai Comuni del distretto pianura Est di Bologna, che oggi hanno siglato un protocollo con le organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil.
L’obiettivo dell’accordo è sostenere “le famiglie con anziani non autosufficienti e disabili gravi” che “hanno dovuto farsi maggiormente carico del problema a causa della pandemia Covid-19”. Per richiedere il contribuito è necessario risiedere in uno dei Comuni del Distretto (Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Castel Maggiore, Castenaso, Galliera, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Castello d’Argile, San Giorgio di Piano e San Pietro in Casale). I destinatari sono anziani di età superiore ai 65 anni, con ridotta autonomia o adulti (maggiorenni) con disabilità grave o non autosufficienza, come definite ai fini Isee. Inoltre, per chiedere questi contributi i destinatari non devono già beneficiare di un assegno un massimo …….

Leggi: Redattore Sociale, 21/10/2020


IN AGENDA:

Virtual meeting – 1-2 dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sottoforma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.
Per informazioni: info@italialongeva.it


Forum della Non Autosufficienza e dell’autonimia possibile
Alla luce dell’attuale contesto, comunichiamo che il Forum NA si evolve e si rinnova con un’edizione che si svolgerà completamente in modalità digitale dal 25 al 27 novembre e dall’1 al 4 dicembre 2020.
L’edizione digitale ha l’obiettivo di far vivere la stessa grande qualità dei contenuti dell’evento in presenza, grazie ad un nuovo format che prevede un ciclo di 18 workshop online distribuiti in 7 giorni. Gli appuntamenti formativi si svolgeranno in fasce orarie non sovrapposte per cui potrai assistere a tutti i 18 incontri, contro i 6 che avresti potuto frequentare se l’evento fosse stato nella classica modalità. Il tutto comodamente dalla tua postazione di lavoro. Inoltre, i workshop saranno integralmente registrati e resi disponibili on demand per un anno.

Leggi: Forum Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Integrazione e sviluppo dei servizi sociosanitari

Il Punto estivo di Welforum, Un nuovo paradigma per i servizi sanitari, era centrato sull’affermazione che la pandemia può rivelarsi un’occasione per ripensare lo stesso paradigma delle politiche sanitarie.
Come avevamo preannunciato, presentiamo ora la successiva raccolta su Integrazione e sviluppo dei servizi sociosanitari, che riprende la stessa impostazione trattando delle politiche e degli interventi sociosanitari, di cui occorre rivedere e riequilibrare l’impostazione e organizzazione per renderli più efficienti, più efficaci e più equi attraverso la costruzione di forti reti territoriali integrate.
Il tema dell’integrazione è datato ma purtroppo tutt’altro che adeguatamente considerato e ancor meno risolto. L’attuale situazione lo ripropone ancora una volta con forza, come approccio e gestione di limiti e problemi assistenziali altrimenti irrisolvibili. Esso viene affrontato nei primi tre articoli di questo nuovo Punto di Welforum.it

Leggi: Welforum


Legami familiari e cura degli anziani in Europa

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione che da diversi decenni interessa l’Europa e in particolare l’Italia, comporta una crescente pressione dal lato delle cure, che coinvolgono spesso la sfera familiare. Ciò è particolarmente valido per i Paesi mediterranei, fra cui l’Italia, che hanno affrontato le esigenze di una popolazione che invecchia in ritardo rispetto ai Paesi del Nord Europa.
Ma quali sono le variabili che impattano maggiormente sulla scelta di fornire cure informali da parte di un familiare e, soprattutto, esiste ancora una polarizzazione Nord-Sud Europa rispetto a questa scelta?
L’analisi dei dati SHARE, una banca dati che contiene informazioni sulle condizioni economiche, familiari, sociali e di salute degli individui con un’età maggiore di 50 anni provenienti da diversi Paesi europei, può aiutare a trovare una risposta. Il presente contributo si focalizza su variabili che caratterizzano i legami familiari e individua le differenze fra Paesi che fondano le proprie radici rispettivamente su società familistiche (tipicamente nell’Europa del Sud) e società ……………

Leggi: Welforum


Servizi territoriali: insegnamenti dall’emergenza sanitaria?

Il prossimo autunno sarà per il welfare territoriale un tempo di scelte cruciali con opportunità del tutto inedite, se non altro perché occorre definire l’uso di importanti nuove risorse. E dunque non è più il momento di “appelli” e dichiarazioni, ma di provvedimenti legislativi e dispositivi con ricadute operative, e capaci di ampio respiro e disegni strategici. Quali temi sarebbe opportuno includere in una agenda di riordino dei servizi sociali e sociosanitari territoriali, alla luce di ciò che si è imparato nella pandemia? Ne proponiamo alcuni, con azioni opportune sia a livello nazionale che locale:
1) C’è un’ampia convergenza sulla necessità di riorganizzare i servizi territoriali, e tuttavia è necessario che non si punti solo ad irrobustire la capacità di interventi sanitari e “contro le infezioni”, ma anche a potenziare l’assistenza domiciliare per la non autosufficienza, problema crescente per milioni di famiglie. E sul tema ciò che occorre non è tanto (o solo) incrementare organici e risorse, ma anche ridisegnare modelli e setting di cura, pensando anche che il primo …..

Leggi: Welforum


L’integrazione sociosanitaria: assetti istituzionali e profili giuridici

Anche alla luce di quanto ci può insegnare la pandemia da Covid-19 – Di Alceste Santuari
In Italia, così come in molti Stati Membri dell’Unione Europea, gli enti pubblici hanno ridefinito il loro ruolo, progressivamente abbandonando la produzione e l’erogazione diretta dei servizi, per assumere invece una funzione di programmazione e di regolazione. Nell’ambito di quest’ultima funzione, poi, enti locali ed enti del servizio sanitario hanno attivato meccanismi di finanziamento e produzione dei servizi socio-sanitari basati su dinamiche contrattuali e convenzionali. Si tratta di contesti di “quasi-mercato” ovvero di forte raccordo istituzionale, anche verticale, tra istituzioni pubbliche locali. In questi contesti, particolare rilevanza assumono le attività svolte e i servizi erogati dalle organizzazioni non profit, sempre più coinvolte nell’erogazione dei servizi sociosanitari e quindi (anch’esse) a garantire i diritti fondamentali e livelli essenziali delle prestazioni (cfr. art. 117, comma 2, lett. m) Cost.).

Leggi: Welforum


Integrazione sociosanitaria e livelli essenziali – Perché la sfida ora è nei territori

Pubblichiamo l’intervento del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi, agli Stati Generali
Voglio cominciare con il ringraziare tutto l’Esecutivo partendo dalla Presidenza del Consiglio, ma permettetemi un grazie particolare al ministro Speranza, al viceministro Sileri e alla sottosegretaria Zampa perché in questi mesi difficili per tutti, per ora e per i giorni che verranno, il peso si è scaricato lì. Su un ministero, quello della Salute, che da anni ha visto un depauperamento delle forze.
Sarò sintetico, com’è sintetico il documento che abbiamo presentato, perché sono convinto che le cose da fare siano note.
Intervengo dopo colleghi che si sono definiti “figli di un Dio minore” e li contraddico perché i “figli di un Dio Minore” non sono seduti a questo tavolo, ma noi assistenti sociali siamo qui per rappresentarli. Rappresentiamo le persone con disabilità che non hanno ancora i centri diurni aperti, i minorenni che per mesi sono rimasti chiusi in casa, le persone anziane, con fragilità, sole, che non hanno avuto aiuti a domicilio e che ancora fanno fatica ad accedere ai servizi domiciliari ………..

Leggi: Welforum


RSA e pandemia: considerazioni a tappe

L’articolo di Mauro Colombo propone una riflessione su quanto accaduto con l’insorgere dell’emergenza nelle case di riposo, offre una lettura della situazione attuale e illustra alcuni punti chiave per affrontare il domani.
Questo articolo è stato pubblicato anche su Psicogeriatria, n. 1/2020, Supplemento 1.
di Mauro Colombo (Fondazione Golgi Cenci ed Istituto Geriatrico “Camillo Golgi”, Abbiategrasso)
La fase acuta
Ci ricorderemo a lungo – al di là dei danni di ogni tipo – della pandemia Covid 19, variamente definita “strana”, “nuova”, “inquietante”. Lo stesso Journal of American Medical Association (Fontanrosa, Bauchner, 2020) ammette che l’unica caratteristica di questa pandemia è la sua imprevedibilità. Almeno, questo tragico virus camaleontico un merito lo ha avuto: portare pubblica attenzione al mondo delle strutture di ricovero per anziani, di cui ora – più o meno a proposito – parlano in tanti, dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, alle scuole di economia…
Opportunamente, JAMA ha aperto una rubrica orientata esplicitamente alla fase post-acuta, per gettare uno sguardo al dopodomani, quando sarà necessario un ampio ri-assestamento del nostro modo di vivere, in una “nuova normalità” ancora de definire. Un articolo dichiara già nel titolo di voler “mettere il genio nella bottiglia”, ed indica una serie di manovre efficaci (in particolare la quarantena entro 24 ore), per le quali stima un costo di 5 miliardi di dollari nei soli USA. …………

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Isolamento e quarantena da Covid-19

L’ultima Circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020 aggiorna le indicazioni riguardo la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena, in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico l’11 ottobre 2020.
La circolare chiarisce che:
l’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione.
La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

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Pensioni: a novembre pagamento anticipato

L’Inps fa sapere che anche per il mese di novembre, il pagamento delle pensioni presso gli sportelli postali sarà anticipato rispetto alle normali scadenze e sarà distribuito su più giorni. In particolare si tratta dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili.
L’anticipo è stato stabilito allo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli uffici postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19.
Il pagamento avverrà secondo il seguente calendario, in base alla lettera iniziale del cognome dei titolari delle prestazioni:

MARTEDI’ 27 OTTOBRE A B
MERCOLEDI’ 28 OTTOBRE C D
GIOVEDI’ 29 OTTOBRE E K
VENERDI’ 30 OTTOBRE L O
SABATO 31 OTTOBRE P R
LUNEDI’ 2 NOVEMBRE S Z

Leggi: Inca


NEWS:

martedì 20 ottobre 2020
Cure digitali per raggiungere un anziano su dieci a casa

Il piano del Governo per sfruttare le risorse europee
La «casa digitale come prima luogo di cura». Si chiama così uno dei capitoli principali del piano a cui lavora il ministro della Salute Roberto Speranza che guarda ai fondi europei del Recovery fund (o del Mes) per finanziare la messa in sicurezza del Servizio sanitario nazionale dopo lo tsunami del Covid che dopo la prima violenta ondata ora potrebbe tornare a colpire la nostra Sanità.
Un terremoto che ha messo a nudo quello che è il fianco scoperto del Ssn: le cure a casa, mancate durante i mesi dell’emergenza quando si aspettavano i malati di coronavirus in ospedale invece di trattarli ai primi sintomi del virus.
Una lezione importante di cui si proverà a fare tesoro con le risorse che si spera arriveranno nei prossimi mesi dall’Europa. Da qui il progetto ambizioso del ministro Speranza: quello di far diventare l’Italia il primo Paese europeo nell’assistenza domiciliare capace di curare un over 65 su dieci a casa (oggi si assistono non più del 4% degli anziani). Un addio parziale all’ospedale contenuta nelle bozze del piano messo a punto dai tecnici del ministero della Salute che sarà possibile investendo 5 miliardi in cinque anni sulle «cure territoriali digitali» creando «presidi a degenza temporanea» e strutture come le «Case di comunità» – l’idea è averne una ogni 50mila abitanti – dove equipe formate da medici di famiglia, infermieri e altri specialisti forniranno le cure per i primi bisogni della cronicità.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 20/10/2020


martedì 20 ottobre 2020
Stop alle visite nelle RSA: la solitudine di anziani e operatori, il dolore dei familiari

Intervista a Marco Trabucchi (Aip): “Per gli anziani, problemi di alimentazione, tra inappetenza e riduzione del sostegno. Così entrano nel tunnel, che passa dall’indebolimento muscolare e porta al rischio di cadute e ricoveri. E temo che gli operatori non reggano più”. Soluzioni? “In questo momento c’è troppo paura. Ma il blocco è una mazzata alla creatività”
Non avevano potuto riabbracciare i propri cari, ma almeno avevano potuto rivederli: dopo mesi di separazione forzata, gli anziani delle strutture avevano rincontrati i propri figli, nipoti, parenti, spezzando quella solitudine che a cui il rischio del contagio li aveva condannati. Ora tutto torna a congelarsi: lo stop alle visite si impone in diverse regioni, ultima la Lombardia, lasciando di nuovo i familiari fuori dalle RSA e delle case di riposo. Una misura (forse) necessaria, nel momento in cui si rischia una nuova “strage degli innocenti”, ma che avrà certamente un impatto drammatico non solo per gli anziani ospiti di queste strutture, ma anche per gli operatori e naturalmente per i familiari. Ne abbiamo parlato con Marco Trabucchi, presidente dell’Aip (associazione italiana psicogeriatria) che più volte in questo periodo ha lanciato l’allarme, evidenziando le pesanti conseguenze che la riduzione delle relazioni ha sulla saluta psicofisica dell’anziano stesso.

Leggi: Redattore Sociale, 20/10/2020


martedì 20 ottobre 2020
Anziani terrorizzati dal covid e in auto lockdown: problemi di accesso alle cure

Sondaggio condotto da Senior Italia FederAnziani su un campione di 645 over65. Hanno paura di finire in ospedale e di morire soli ma anche di essere contagiati e contagiare i familiari. Grandi le difficoltà per effettuare le visite specialistiche, esami diagnostici e interventi già programmati: in un caso su tre costretti a ricorrere al privato
anziana con mascherina senior italia
Terrorizzati dal Covid al punto da aver praticato un auto lockdown. Hanno paura di finire in ospedale e di morire soli ma anche di contagiare i familiari. Hanno imparato a usare tutte le tecnologie disponibili per restare in contatto con familiari e amici e hanno fiducia nelle istituzioni. Grandi le difficoltà per effettuare le visite specialistiche in itinere, gli esami diagnostici, gli interventi già programmati, i controlli oncologici e in un caso su tre sono stati costretti a ricorrere a strutture private pagando di tasca propria. É la fotografia che restituisce il sondaggio condotto da Senior Italia FederAnziani su un campione di 645 over65 per analizzare le paure e le difficoltà che la popolazione anziana sta incontrando in questo lungo periodo di pandemia, e il livello di fiducia nei decisori politici.

Leggi: Redattore Sociale, 20/10/2020


martedì 20 ottobre 2020
A Casa sollievo della sofferenza arriva Pepper, robot umanoide

Il robot che a breve girerà nei reparti e tra i corridoi dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, nel Foggiano supporterà la riabilitazione, la comunicazione e la valutazione sanitaria specie per i pazienti più anziani
Si chiama Pepper, ha gli occhioni grandi e una espressione che ricorda la felicità. È il robot umanoide che a breve girerà nei reparti e tra i corridoi dell’ospedale Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo, nel Foggiano. Supporterà la riabilitazione, la comunicazione e la valutazione sanitaria specie per i pazienti più anziani. Il progetto è parte della ricerca sulla trasformazione digitale in sanità finalizzata a facilitare il lavoro del personale medico, su cui Casa Sollievo sta lavorando già da alcuni anni.

Leggi: Redattore Sociale, 20/10/2020


martedì 20 ottobre 2020
L’assistenza sanitaria alle persone con disabilità ai tempi del Covid

«Dalle esperienze della prima fase della pandemia – scrivono Nicola Panocchia e Filippo Ghelma dell’ASMeD (Associazione per lo Studio dell’assistenza Medica alla persona con Disabilità) – è emersa la necessità di definire urgentemente, sia a livello nazionale che regionale, protocolli clinico assistenziali rivolti ai pazienti con disabilità, che tengano conto delle diverse tipologie di disabilità, delle loro peculiarità e della necessità di un’assistenza continua. L’emergenza, infatti, non giustifica in alcun modo la negazione dei diritti delle persone»
Particolare di persona in carrozzina spinta da un infermiereLa salute e la gestione intraospedaliera delle persone con disabilità sono temi che presentano numerose criticità, più volte affrontate anche sulle colonne di «Superando.it». Spesso, infatti, l’organizzazione delle cure e alcuni pregiudizi degli operatori sanitari creano delle “barriere sanitarie” pregiudicando il diritto alla cura delle persone con disabilità. L’ ASMeD (Associazione per lo Studio dell’assistenza Medica alla persona con Disabilità) riunisce i professionisti sanitari che operano nell’àmbito della salute di queste persone; ne fanno parte, in particolare, operatori sanitari che svolgono il loro lavoro in strutture ospedaliere dotate di percorsi dedicati alla gestione delle problematiche mediche delle persone con disabilità.

Leggi: Superando, 20/10/2020


lunedì 19 ottobre 2020
Manovra. Conte: “Risorse significative per rafforzare il Ssn”. Gualtieri: “Stanziati altri 4 mld per personale, vaccini ed emergenza”

Il ministro dell’Economia in conferenza stampa con il premier ha spiegato come “già nei precedenti decreti avevamo aumentato le risorse di 1,2 miliardi, con questo aumentiamo ulteriormente la dotazione di 1 miliardo per il fondo sanitario, confermiamo le assunzioni del personale sanitario, determiniamo un incremento per l’indennità dei medici e infermieri, e staniamo ulteriori risorse per l’acquisto dei vaccini”. Tornando poi sul Mes Conte ha chiarito: “Ci sarà l’opportunità per parlarne nelle sedi opportune”.
– “La manovra economica che è stata approvata avrà un importo complessivo di 39 miliardi e si prefigge due obiettivi: il sostegno e il rilancio dell’economia italiana. Mantiene una impostazione di forte espansione, non prevediamo aumenti di tasse, è una scelta precisa, un indirizzo politico che abbiamo perseguito sino all’ultimo. Sono risorse significative nonostante il contesto difficile che stiamo attraversando, serviranno a rafforzare la sanità, aiutare i settori più colpiti, rafforzare il trasporto scolastico”.
Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa ha presentato nel pomeriggio la manovra varato lo scorso sabato sera in Consiglio dei Ministri.
Insieme a lui anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che ha sottolineato come la manovra sia “importante e ambiziosa, ed offre un forte impulso per la ripresa economica, puntando su investimenti, istruzione, welfare, sanità”. Per quanto riguarda in particolare la sanità, “già nei precedenti decreti avevamo aumentato le risorse di 1,2 miliardi, con questo aumentiamo ulteriormente la dotazione di 1 miliardo per il fondo sanitario, confermiamo le assunzioni del personale sanitario, determiniamo un incremento per l’indennità dei medici e infermieri, e staniamo ulteriori risorse per l’acquisto dei vaccini. Complessivamente sono 4 miliardi ulteriori alla sanità. Questo è un governo che ha detto che sulla sanità non si possono fare tagli, occorre rafforzare gli investimenti”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 19/10/2020


venerdì 16 ottobre 2020
Chiusura delle Rsa, “un’emergenza nell’emergenza”

I parenti degli anziani che aderiscono all’associazioni Felicita contestano la scelta della Regione Lombardia di bloccare le visite nelle Rsa. “I nostri cari saranno di nuovo isolati e rischiano di spegnersi”
La chiusura delle Rsa, decisa dalla Regione Lombardia, “è una emergenza nell’emergenza, perché i nostri anziani saranno di nuovo isolati e molti di loro rischiano di spegnersi non vedendo più figli o parenti”. A parlare è Laura Aspromonte dell’associazione Felicita, nata nel giugno scorso per iniziativa dei parenti degli anziani ricoverati al Pio Albergo Trivulzio di Milano e che ben presto ha raccolto l’adesione di famigliari di ospiti di Rsa in diverse parti d’Italia. “Siamo molto preoccupati -aggiunge-. E siamo contrari a questa chiusura. In questi mesi, dopo il lockdown, abbiamo seguito tutti i protocolli durante le visite ai nostri cari”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/10/2020


venerdì 16 ottobre 2020
Famiglia, Conferenza unificata: ok al fondo caregiver, nidi e scuole per l’infanzia

Oggi espresso il parere favorevole da parte delle regioni, di Upi e dell’Anci, sul decreto di riparto a favore delle regioni del “Fondo per il sostegno e il ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”…
In sede di Conferenza Unificata è stato oggi espresso il parere favorevole da parte delle regioni, di UPI e dell’ANCI, sul decreto di riparto a favore delle regioni del ‘Fondo per il sostegno e il ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare’, istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 254, della legge n. 205/2017.
Il decreto di riparto, spiega il ministero della Famiglia, che riconosce il valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare, prevede che le risorse siano destinate alle Regioni che le utilizzano per interventi di sollievo e sostegno destinati al caregiver familiare, dando priorità: ai caregiver di persone in condizione di disabilità gravissima, così come definita dall’articolo 3 del decreto 26 settembre 2016 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, recante ‘Riparto delle risorse finanziarie del Fondo nazionale per le non autosufficienze, anno 2016’, tenendo anche conto dei fenomeni di insorgenza anticipata delle condizioni previste dall’articolo 3, del medesimo decreto; ai caregiver di coloro che non hanno avuto accesso alle strutture residenziali a causa delle disposizioni normative emergenziali comprovata da idonea documentazione; a programmi di accompagnamento finalizzati alla deistituzionalizzazione e al ricongiungimento del caregiver con la persona assistita. Complessivamente, le risorse che le regioni destineranno ai comuni e agli ambiti territoriali per gli interventi, ammontano a euro 68.314.662, così suddivisi:

Leggi: Redattore Sociale, 16/10/2020


venerdì 16 ottobre 2020
Per un senza dimora su quattro l’housing first ha funzionato

L’anticipazione dei dati di una ricerca condotta dalla Fio.psd sui progetti che prevedono di accogliere subito in appartamento i senza tetto, evitando i dormitori. Il 25% ora vive autonomamente in una casa propria e lavora. Domani in sette città prevista La Notte dei senza dimora
Uno su quattro ce l’ha fatta: ora vive in una casa tutta sua e ha un lavoro. Sono i risultati dell’Housing first, progetto promosso da diverse realtà che in Italia si occupano di senza dimora. L’Housing first prevede che la persona sia accolta subito in un appartamento (evitando il dormitorio), magari in condivisione con altri senza tetto, e seguita dagli operatori in un percorso che la porti a diventare autonoma. Secondo la ricerca condotta dalla Federazione italiana organismi per le persone senza dimora (Fio.psd), il 93% delle persone accolte dopo due anni (2017-2019) è ancora in una casa, mentre il 25% dei beneficiari ha raggiunto l’autonomia (lavoro, casa e ricongiungimenti familiari). Dall’inizio della sperimentazione dell’Housing First dal 2014 ad oggi, sono state oltre mille le persone senza dimora a passare dalla strada alla casa.

Leggi: Redattore Sociale, 16/10/2020


giovedì 15 ottobre 2020
Rsa, serve un cambiamento radicale delle cure sanitarie. Appello dei familiari

“E’ più facile eliminare le visite e qualsiasi attività che mettere mano alla urgente riorganizzazione delle cure e degli standard del personale. Ma queste misure non produrranno più benessere dei nostri cari malati”. La denuncia del Comitato vittime nelle Rsa
Le Rsa devono cambiare radicalmente, trasformandosi in strutture sanitarie residenziali che offrano standard di accoglienza e assistenza adeguati: è l’appello lanciato da Maria Grazia Breda e Andrea Ciattaglia, della Fondazione promozione sociale onlus – Comitato vittime nelle Rsa. “I casi di cronaca di questi giorni relativi a nuove chiusure drastiche delle Rsa, visite minime o inesistenti dei parenti, abbandono terapeutico e relazionale delle persone con demenza, malattia di Alzheimer o altre malattie degenerative e fortemente invalidanti, devono sollecitare un’azione immediata delle istituzioni”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/10/2020


giovedì 15 ottobre 2020
Welfare. Gazzi: “Un miliardo di euro per garantire dritti sociali a chi ne è escluso”

Il presidente degli assistenti sociali in una lettera alla ministra Catalfo: “Più servizi o anche il Rdc sarà inutile. Il prossimo Piano Sociale Nazionale non finisca per essere un libro di buone intenzioni che rischiano di restare sulla carta”
Gli assistenti sociali scrivono alla ministra del Lavoro e della Politiche sociali, Nunzia Catalfo. in vista della prossima legge di Bilancio e perché “il prossimo Piano Sociale Nazionale non finisca per essere un libro di buone intenzioni che rischiano di restare sulla carta”.
Con una missiva che prende spunto dall’ormai prossimo ventennale della legge 328 che l’8 novembre del 2000 intendeva realizzare un sistema integrato di interventi e servizi sociali, i 44 mila professionisti chiedono un “impegno forte e non più rimandabile”.
“Le scrivo mentre le preoccupazioni che hanno bloccato il Paese per mesi, tornano a inquietare le nostre giornate. La crisi pandemica e le conseguenze sulla tenuta economica – scrive il presidente dell’Ordine, Gianmario Gazzi – hanno mostrato tutti i limiti di visione politica e gli errori di gestione che abbiamo commesso nei decenni passati nel campo della sanità, ma anche delle politiche sociali. Errori lontani e più vicini”.
“E così – aggiunge – riaffiorano problemi già individuati e non valutati perché sommersi dall’euforia del pensare di aver trovato soluzioni a disagi vecchi come il mondo”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/10/2020


DALLE REGIONI:

martedì 20 ottobre 2020
Un altro Comune condannato “per barriere”

Il Tribunale di Napoli ha condannato il Comune di Anacapri per «condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità», a causa della presenza delle barriere architettoniche – poi rimosse in corso di causa – che impedivano alle persone con disabilità motoria di accedere al Belvedere della Migliera (o Migliara). Il provvedimento ha accolto in tal senso il ricorso presentato da un cittadino con disabilità, protagonista di una lunga battaglia, e dall’Associazione Lucca Coscioni, stabilendo il risarcimento per danno non patrimoniale di 8.000 euro al primo e di 3.000 alla seconda
«Questa decisione del Tribunale di Napoli conferma e rafforza quell’orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità secondo il quale la mancata rimozione delle barriere architettoniche ad opera delle Pubbliche Amministrazioni costituisce una condotta discriminatoria che in quanto tale dev’essere rimossa attraverso la pronta realizzazione di tutte quelle opere necessarie a rendere pienamente fruibili e accessibili i luoghi e gli spazi pubblici a chiunque, senza alcuna distinzione basata sulle condizioni fisiche in cui può venirsi a trovare, in via temporanea o definitiva, la singola persona».

Leggi: Superando, 20/10/2020


lunedì 19 ottobre 2020
Chiusura Rsa, “iniqua e incomprensibile” la delibera della Lombardia

La dura critica di Forum terzo settore Lombardia e Ledha all’ordinanza regionale che vieta le visite dei parenti in ogni struttura d’accoglienza. Due i punti critici: detta “stesse regole per realtà diverse” e c’è “sproporzione tra quello che viene chiesto alle persone che vivono nei servizi residenziali e il resto della cittadinanza”
La delibera della Regione Lombardia che vieta le visite dei parenti in ogni struttura d’accoglienza residenziale è “iniqua e incomprensibile”. Il Forum del Terzo Settore della Lombardia e la Lega per i diritti per le persone con disabilità chiedono pertanto al Governatore Fontana di rivederla. Due le ragioni di fondo di questa richiesta. La prima è che la delibera n.620 del 16 ottobre 2020 tratta allo stesso modo strutture che sono molto diverse tra loro: “persone con disabilità, persone che vivono in strutture della psichiatria e delle dipendenze, fino ad arrivare alle comunità per minori”. Stesse regole per realtà diverse “paragonando una struttura che accoglie giovani con sofferenza mentale e una dove vivono anziani ultra-ottantenni con patologie plurime”. La seconda ragione è che c’è una “sproporzione tra quello che viene chiesto alle persone che vivono nei servizi residenziali e il resto della cittadinanza”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2020


domenica 18 ottobre 2020
Anziani, i sindacati: il Veneto li protegga, no a una nuova conta dei morti

Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilpensionati-Uil) tornano a lanciare l’allarme sulle case di riposo: “Va rafforzata subito la presenza di personale sanitario e assistenziale”
“La Regione non può più perdere tempo con annunci e promesse vane sulle case di riposo. Questo è il momento di agire, è finito il tempo degli spot. Va rafforzata subito la presenza di personale sanitario e assistenziale affinché gli ospiti siano seguiti al meglio, e affinché questi anziani non si ritrovino di nuovo chiusi senza l’affetto dei familiari all’interno delle strutture in questi momenti di rinnovata emergenza epidemiologica”. E soprattutto, guai ad arrivare ad una nuova conta di decessi per via del Covid. I sindacati dei pensionati del Veneto (Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilpensionati-Uil) tornano a lanciare l’allarme sulle case di riposo per non rivedere ciò che è successo nei primi mesi di diffusione del virus, “quando più di 800 ospiti sono deceduti in totale solitudine”. Un allarme dovuto al fatto che la Regione annuncia interventi, “ma non è trasparente sulla loro attuazione”. Ad esempio: i test rapidi per i visitatori nelle case di riposo dovevano partire il 12 ottobre, ma “questa procedura non è ancora operativa in tutte le strutture”, però “intanto è servita al presidente Zaia ad avere i soliti titoli a caratteri cubitali sui giornali. Non è più il momento della propaganda, la campagna elettorale è finita”, dicono Fabio Osti (Uilpensionati), Elena Di Gregorio (Spi), Vanna Giantin (Fnp).

Leggi: Redattore Sociale, 18/10/2020


domenica 18 ottobre 2020
Pisa. Le bugie sull’edilizia residenziale pubblica

Il S.U.N.I.A. di Pisa esprime solidarietà agli abitanti del condominio di Via Pungilupo a Pisa per quanto accaduto nei giorni scorsi.
Sulla vicenda, si sono subito espressi i vertici del Comune di Pisa e dell’Apes tirando fuori la solita proposta che ormai sentiamo dire da anni: “urge una mappatura degli immobile per individuare le priorità di intervento”.
Ci piace ricordare che una mappatura degli immobili di E.R.P. che hanno necessità di urgenti interventi di manutenzione straordinaria esiste già in quanto gli Enti Gestori ogni anno devono trasferire il dato alla Regione ove si riporta anche il grado di vetustà degli immobili. Basterebbe poi leggere con attenzione i numerosi reclami che vengono recapitati al Comune e all’Apes dagli assegnatari ove lamentano problemi di infiltrazioni di acqua e altre serie vicende.
Sinceramente siamo stanchi delle “frasi fatte” che sempre si sprecano in queste tragiche circostanze, e ci teniamo a guardare la realtà:

Leggi: Sunia, 18/10/2020


sabato 17 ottobre 2020
Caritas, è boom di “nuovi poveri”: dal 31% al 45%

Rapporto presentato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà. I dati si riferiscono al periodo maggio-settembre 2019, confrontato con lo stesso periodo del 2020. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza
Il rapporto di Caritas Italiana, pubblicato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà, cerca di restituire una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19. I dati della statistica pubblica definiscono lo scenario entro il quale ci muoviamo: il nostro Paese registra nel secondo trimestre del 2020 una marcata flessione del Pil; l’occupazione registra un calo di 841 mila occupati rispetto al 2019; diminuisce, inoltre, il tasso di disoccupazione a favore però di una vistosa impennata degli inattivi, cioè delle sempre più numerose persone che smettono di cercare lavoro. Sembra dunque profilarsi il tempo di una grave recessione economica che diventa terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà, proprio come avvenuto dopo la crisi del 2008.

Leggi: Redattore Sociale, 17/10/2020


sabato 17 ottobre 2020
Il SUNIA di Catania contro lo sgombero delle famiglie di via Bummacaro a Librino

Il SUNIA di Catania ritiene che ci siano gli estremi per un’azione legale contro l’ordine di sgombero comunicato ieri alle 26 famiglie delle forze dell’ordine che abitano gli alloggi di viale
Per la segretaria provinciale del SUNIA Cgil, Giusi Milazzo, “è evidente che se da lato un ramo dell’Amministrazione regionale sta per dare attuazione a quando previsto dalla finanziaria 2020 all’art.21 comma 4, come aveva rassicurato nei mesi scorsi il presidente Musumeci a tutela degli inquilini, dall’altro porta avanti l’azione di sequestro dell’immobile e il conseguente ordine di rilascio degli appartamenti”.
Una storia contorta e per molti versi amara che giunge a conclusione di un percorso lungo 7 anni ma che per il SUNIA contiene un aspetto molto grave: “Se le azioni dei diversi uffici della Regione si muovono in direzioni opposte e in contraddizione non può essere in caso – spiega Milazzo – Abbiamo già chiesto al Presidente della Regione e all’assessore regionale alle Infrastrutture un incontro urgentissimo e anche organizzato un’assemblea alla presenza delle famiglie e dei legali del Sunia per mettere a punto le azioni sia di lotta sindacale che legali contro l’ordine di rilascio. Chiederemo anche quanto previsto dell’articolo 21 comma 4 della finanziaria 2020 per l’acquisto e l’assegnazione per queste famiglie di nuovi appartamenti in cui possano abitare mettendo fine a questa odissea”.

Leggi: Sunia, 17/10/2020


venerdì 16 ottobre 2020
Milano, Via Tolstoj: grazie a mobilitazione inquilini e sindacati manutenzioni senza lasciare le case. Primo passo ma non e’ sufficiente. Subito apertura tavolo

Bene le soluzioni annunciate oggi dalla proprietà RealeImmobili che permetteranno agli inquilini di non lasciare le loro case, proponendo loro il rinnovo dei contratti (alla naturale scadenza) e riservando una maggior attenzione per le famiglie più fragili.
Un buon risultato raggiunto grazie alla mobilitazione degli inquilini e all’intervento dei Sindacati Inquilini Sunia Milano e Sicet, presenti a quell’incontro che si è tenuto lo scorso mercoledì 7 ottobre con i vertici di Reale Group e del Comune di Milano.
Ma non è sufficiente.
Ora chiediamo l’apertura di un tavolo di trattativa per stabilire le condizioni economiche di rinnovo dei contratti futuri a canoni sostenibili, clausole di salvaguardia per le fasce più deboli e avvio del tavolo tecnico per la realizzazione delle opere straordinarie”.
Lo dichiarano il Sunia e Sicet a seguito del comunicato stampa di Reale Group e Comune.

Leggi: Sunia, 16/10/2020


giovedì 15 ottobre 2020
Bologna oltre il Covid: “Puntare su welfare integrato, istruzione e infrastrutture”

Presentato il rapporto della task force voluta dal sindaco per la ripartenza. Welfare, sostenibilità, cultura, economia: “Connessione e banda ultra larga, riqualificazione e lavoro agile, innovazione e semplificazione amministrativa”
Non tornare al passato, ma interpretare il cambiamento andando a ricercare le nuove opportunità secondo le cinque categorie che definiscono la “resilienza trasformativa”: prevenzione, preparazione, protezione, promozione e trasformazione. Perché, in un’ottica di medio-lungo periodo, le azioni di mitigazione e di compensazione degli effetti negativi legati alla pandemia non sarebbero sufficienti. È questo, in sintesi, quanto emerge da “Bologna riparte. Oltre l’emergenza coronavirus”, rapporto realizzato da un gruppo di lavoro incaricato, lo scorso aprile, dal sindaco Virginio Merola di individuare i percorsi di uscita dalla pandemia, una volta messi a fuoco i rischi e l’impatto immediato sul tessuto economico e sociale, oltre che sanitario. A supporto della task force, lo staff della Fondazione per l’Innovazione Urbana. Obiettivo finale, coinvolgere il numero più alto possibile di esperti, centri di ricerca, associazioni, cittadini e imprese”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/10/2020


giovedì 15 ottobre 2020
Senza dimora a Padova. “Andare oltre l’emergenza e la logica del dormitorio”

Presentata questa mattina la ricerca “2020: Vivere senza dimora a Padova” condotta dall’Università di Padova, insieme a Csv e Comune. Sabato 17 ottobre la Notte dei senza dimora. L’assessore Nalin: “Durante l’emergenza sanitaria, l’accoglienza ha dato vita a importanti esperienze e reti di collaborazione”
Andare oltre la logica del dormitorio e dell’emergenza, superare la frammentarietà dei servizi e migliorarne l’accessibilità, formare volontari e coinvolgere maggiormente la cittadinanza. Sono queste le linee guida che emergono dalla ricerca “2020: Vivere senza dimora a Padova”, frutto del lavoro condotto dal Tavolo “Povertà e Nuove Emarginazioni”, istituito in occasione di Padova Capitale Europea del Volontariato, con l’Università di Padova, il Centro Servizio Volontariato e il Comune di Padova. La ricerca, curata dal Dipartimento di psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’Università degli Studi di Padova, è stata presentata questa mattina in occasione della conferenza stampa di lancio della Notte dei senza dimora che si terrà sabato 17 ottobre, dalle ore 17.30, ai Giardini dell’Arena e come tutti gli anni in occasione della Giornata Mondiale della lotta alla povertà, per sensibilizzare sul tema della povertà estrema e dell’emarginazione sociale.

Leggi: Redattore Sociale, 15/10/2020


mercoledì 14 ottobre 2020
Case popolari, la Lombardia non chiederà più le possidenze agli stranieri

La Regione annuncia di aver “recepito” l’ordinanza del Tribunale di Milano dello scorso 27 luglio. L’assessore Bolognini: “Ad oggi niente certificato, ma faremo ricorso”. Nell’attesa emesso un provvedimento “ponte”
La Regione Lombardia annuncia di aver “recepito” l’ordinanza del Tribunale di Milano dello scorso 27 luglio, informando che il certificato di possidenza non verrà richiesto agli stranieri in procedura di assegnazione di alloggio popolare. Tuttavia, come conferma l’assessore lombardo alle Politiche abitative Stefano Bolognini, la Regione “ha comunque già deliberato la volontà di fare ricorso”, oltre ad aver fatto richiesta di sospensiva rispetto alla sentenza del tribunale e all’ordinanza.

Leggi: Redattore Sociale, 14/10/2020


IN AGENDA:

Virtual meeting – 1-2 dicembre 2020 – Long-Term Care Five

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2020
Il convegno, originariamente fissato per il 7 e 8 luglio (data posticipata causa Covid), è stato riprogrammato per l’1 e 2 dicembre sottoforma di virtual meeting.
Giunge alla quinta edizione l’evento “Long-Term Care, Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine”, che riunisce annualmente decisori e attori della sanità con l’obiettivo di fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte della gestione della Long-Term Care sul territorio e presentare best practice e proposte nell’ambito dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile con patologie a decorso cronico.
Oggi più che mai – alla luce della pandemia e in considerazione di quanto emerso negli ultimi drammatici mesi- è urgente, prioritario e improcrastinabile avviare ed implementare una riorganizzazione dei modelli di gestione sul territorio.
L’edizione 2020 intende caratterizzarsi come un’occasione di riflessione costruttiva sui percorsi e sugli strumenti – intesi sia come competenze che come tecnologia – della riorganizzazione.
Per informazioni: info@italialongeva.it


IN EVIDENZA

Cittadinanzattiva – Presentata la “Carta della qualità e della sicurezza delle cure per pazienti e operatori sanitari”

Dalla trasparenza, alla formazione dei professionisti, all’empowerment dei cittadini, cosa le strutture sanitarie devono assicurare per prevenire le infezioni ospedaliere
Trasparenza, anche sul sito web della struttura sanitaria, delle azioni poste in essere per la prevenzione delle infezioni; formazione continua dei professionisti sanitari e informazione ai cittadini per rendere, gli uni e gli altri, sempre più consapevoli delle principali situazioni di rischio infettivo e attori di comportamenti responsabili di protezione della propria e altrui salute; azioni di sorveglianza più efficaci, da parte della struttura sanitaria, a partire dalla registrazione/documentazione delle infezioni, coinvolgendo e incentivando cittadini e personale sanitario a segnalare in modo spontaneo eventuali eventi avversi e situazioni a rischio, al fine di attivare prontamente le azioni di gestione di rischio clinico; massima attenzione all’igiene e alla sanificazione degli ambienti sanitari e non sanitari delle struttura, nel rispetto delle più recenti Linee di indirizzo, riconosciute come buone pratiche clinico-assistenziali, finalizzate al controllo delle infezioni nelle strutture (ospedaliere e socio-sanitarie); adozione delle pratiche cliniche e dei protocolli di sicurezza e sterilizzazione e vigilanza perché siano eseguite secondo le più accreditate Linee Guida.

Leggi: Vita


«Chiudere le RSA e riformare l’intero sistema del welfare»

L’intervista a Vinicio Albanesi
Il presidente della Comunità di Capodarco «Servono strutture piccole e accoglienti»
• «Per gli anziani il lockdown non è finito e chissà fino a quando durerà. Il Covid ha peggiorato la situazione di quanti sono nelle Rsa, le residenze sanitarie. Lontani dalle famiglie, senza più alcun legame con l’esterno tranne qualche telefonata, vivono come deportati. I pochi spazi vivibili sono stati soppressi. Gli anziani sono solo numeri, collocati in pochi metri quadrati di una stanza, avviati verso una lenta morte interiore». Colpiscono al cuore le parole di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, nelle Marche, che dal 1994 ha raccolto il testimone del fondatore don Franco Monterubbianesi. Anziani, disabili, tossicodipendenti, migranti, una vita dedicata al prossimo. È autore di un e-book, Anziani deportati, sulla condizione nelle residenze sanitarie pubbliche. È azzardato dire che la solitudine nelle Rsa uccide come il Covid? «Per niente. La pandemia sta mettendo in crisi lo schema delle Rsa che già avevano mostrato i loro limiti. Sono strutture che hanno un’impostazione ospedaliera e quindi ritmi e regole rigide. Ma un conto è trascorrere qualche giorno in ospedale, altro è passarci anni, la parte conclusiva della vita. La pandemia ha imposto misure severe che hanno improvvisamente isolato gli anziani con conseguenze psicologiche gravissime. Già il trasferimento dalla propria casa in una residenza è un trauma.

Leggi: La Verità


Coronavirus, mons. Paglia: “Ecco come può cambiare l’assistenza agli anziani”

“Il primo obiettivo è quello di permettere agli anziani di vivere gli ultimi anni della loro vita nel loro ambiente” dice Paglia, chiamato dal ministro Speranza a presiedere una commissione per riformare l’assistenza sanitaria della popolazione anziana. “C’è bisogno di farsi prossimi alle case, ai quartieri, alle città: dagli infermieri di quartiere ai medici di famiglia, dagli assistenti sociali ai fisioterapisti”
“La pandemia ci ha posto in una situazione drammatica, di portata globale. Stiamo dolorosamente vivendo un paradosso che non avremmo mai immaginato: per sopravvivere alla malattia dobbiamo isolarci gli uni dagli altri, ma se dovessimo imparare a vivere isolati gli uni dagli altri non potremmo che renderci conto quanto il vivere con gli altri sia essenziale per la nostra vita. C’è bisogno di un sussulto di intelligenza e di solidarietà da parte di tutti”. Questo il messaggio che monsignor Vincenzo Paglia, cancelliere del Pontificio Istituto Teologico per le Scienze del matrimonio e della famiglia, ha consegnato alla X edizione di Tennis and Friends; evento organizzato per promuovere e diffondere la cultura della prevenzione. Un’edizione speciale, in live streaming ieri e oggi dal Foro Italico di Roma dalle 10 alle 17, che ha offerto la possibilità di effettuare screening gratuiti in totale sicurezza. Paglia, tra gli ospiti della manifestazione, qualche settimana fa è stato chiamato al ministro della Salute, Roberto Speranza, a presiedere una commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana. “Gli anziani sono coloro che stanno pagando il prezzo più alto della pandemia. Nelle Rsa il virus l’ha fatta da padrone purtroppo. Serve dunque uno scatto di intelligenza e di creatività verso gli anziani e questo è proprio l’obiettivo della commissione che sono stato chiamato a presiedere”.

Leggi: Rai News


Quanti lavoratori curano, istruiscono e amministrano gli italiani? Molto pochi

Curare e assistere, educare e istruire, amministrare e difendere sono le funzioni essenziali per la riproduzione di una società. Nelle società moderne queste funzioni sono specializzate, cioè non sono più affidate alle famiglie o alle comunità, ma a strutture specializzate: ospedali e case di cura, scuole e università, enti pubblici e caserme. E nei paesi europei queste strutture sono per lo più finanziate dalla spesa pubblica e costituiscono gran parte del welfare state.
Per vedere le variazioni nel corso del tempo e le differenze tra paesi gli economisti ricorrono alle quote di reddito nazionale o di spesa pubblica destinate a queste funzioni. Tuttavia, nonostante il crescente ricorso a tecnologie sempre più sofisticate e costose, tutte queste funzioni sono a elevata intensità di lavoro umano, per lo più molto qualificato e alcuni studi ne mettono in luce la diversa consistenza rispetto all’occupazione totale. Ma è anche possibile calcolare quanti lavoratori vi sono occupati rispetto alla popolazione che devono curare, istruire o amministrare. Questo esercizio, non usuale, consente di mettere in luce un quadro impietoso per l’Italia, poiché chi vive in Italia riceve prestazioni educative, sanitarie, assistenziali e amministrative da un numero di addetti molto basso rispetto agli altri paesi europei.
L’Italia al penultimo posto in Europa per i lavoratori del welfare

Leggi: Welforum


La cura delle patologie croniche degli anziani di fronte alla pandemia: la rete dei servizi domiciliari è necessaria e sostenibile

I bisogni manifestati dagli anziani sono in evoluzione, ma sostanzialmente si esprimono sempre, anche nelle fasi acute, come necessità di protezione dalla perdita di autonomia. Nel contributo gli autori mettono in luce le criticità, rese ancor più evidenti dall’emergenza sanitaria, dell’attuale sistema dei servizi a sostegno degli anziani non autosufficienti ed evidenziano la necessità di ripartire proprio dai bisogni delle persone e delle loro famiglie, all’interno dei contesti, familiari e territoriali, in cui questi si esprimono. di Arcangelo Ceretti, Antonio Guaita (Fondazione Golgi Cenci)
La cura delle patologie croniche degli anziani di fronte alla pandemia: la rete dei servizi domiciliari è necessaria e sostenibile
“…È opinione condivisa che i servizi domiciliari in Italia siano complessivamente deboli, pur con notevoli eccezioni disseminate nella penisola. In merito all’esiguità dell’investimento pubblico non sussistono dubbi, come ci ricorda il confronto internazionale. Ma le risorse economiche rappresentano solo metà del problema (Gori, Trabucchi, 2020)”.
Ma se la debolezza dei servizi non è solo legata a carenza di finanziamento, allora non è anche necessario ripensare le loro funzioni in relazione agli altri servizi di territorio o ospedalieri? E da dove ripartire per questo ripensamento se non dall’inizio, dai bisogni cui tali servizi dovrebbero rispondere?
Non si tratta di inventare nulla di nuovo, non vi è discussione sul fatto che la sfida al welfare sia rappresentata dall’invecchiamento della popolazione e dalle malattie cronico degenerative età correlate. Per chi si occupa, anche occasionalmente di questi temi, è un déjà vue che rischia di suonare stantio, quasi scontato. Invece il panorama dei servizi della salute sembra vivere in un altro mondo, dove le modalità di assistenza e cura sono tutte dettate da eventi patologici puntuali e risolvibili in un tempo più o meno breve. Incredibilmente, proprio una malattia infettiva e acuta, una epidemia, parola di sapore quasi medioevale, ha messo in luce di nuovo e meglio gli errori e le carenze del sistema sanitario assistenziale quando i protagonisti sono le persone anziane.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Super bonus 110%, grande occasione per i condomini

I Caaf Cgil stanno affinando una piattaforma che gestirà agevolmente tutto l’iter. Il consiglio è quello di rivolgersi a loro prima di iniziare i lavori
Il super Ecobonus è un’agevolazione fiscale che vi permette di fare, a costo zero, interventi che vi garantirebbero, nel tempo, di risparmiare sulle spese di riscaldamento. Lo strumento rappresenta senz’altro un’occasione irripetibile per tutti i condomini, ma è molto complesso da utilizzare. Il consiglio, per poterlo gestire al meglio, è quello di rivolgersi ai Caaf Cgil. Vediamo perché.
Quali sono gli interventi principali? Ai fini del Super Bonus 110%, i due interventi principali in un condominio riguardano l’isolamento termico (il cosiddetto cappotto che permette di coibentare le pareti esterne dell’edificio) e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, da autonomi a centralizzati. L’agevolazione fiscale è riconosciuta anche sulle spese per interventi antisismici (purché gli edifici siano situati nelle zone a rischio 1-2-3).
Quali le scadenze? La detrazione del 110 per cento è riconosciuta per le spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021.
Quali le procedure? Per beneficiare della detrazione, l’assemblea di condominio dovrà approvare l’esecuzione degli interventi previsti. A quel punto, il singolo condomino usufruirà della detrazione per i lavori effettuati sulle parti comuni degli edifici, in ragione dei millesimi di proprietà.

Leggi: Collettiva


Aumenti in arrivo per le pensioni di invalidità. Ecco cosa cambia

Con la prossima rata di novembre, l’Inps metterà in pagamento la maggiorazione sociale a favore degli invalidi civili, facendo seguito alla sentenza di luglio della Corte Costituzionale. La Consulta, infatti, si era pronunciata pochi mesi fa sancendo l’incostituzionalità del limite di età che, dal 2001, aveva regolato il trattamento assistenziale per gli invalidi civili.
Una piccola rivoluzione. L’incremento di maggiorazione sociale, che può arrivare a 651,51 euro per 13 mensilità, verrà ora erogato a tutti i soggetti riconosciuti invalidi civili totali, sordi o ciechi civili assoluti, a partire dai 18 anni di età. Ma facciamo un passo indietro per capire bene di cosa si tratta.
Prima del 2001 agli invalidi civili la legge riconosceva una pensione minima di 283 euro. Ne avevano diritto tutti coloro che erano riconosciuti invalidi indipendentemente dall’età e dalla vita lavorativa. La legge di bilancio del 2001 stabiliva che la pensione minima di 283 euro venisse maggiorata in base a requisiti di reddito e a limiti di età, fissati a 60 anni. In base a questi due criteri, il limite massimo di incremento di maggiorazione sociale veniva fissato a 1 milione di vecchie lire che, con le rivalutazioni successive e il passaggio all’euro, è oggi pari a 651,51 euro.

Leggi: Liberetà


Il nuovo numero di AeA Informa: la povertà energetica e gli anziani

E’ disponibile sul sito www.abitareeanziani.it il nuovo numero della rivista Abitare e Anziani Informa.
Tema della pubblicazione è la povertà energetica e gli anziani, con la sintesi del Rapporto realizzato dalla Fondazione Di Vittorio per conto e in collaborazione con Spi-Cgil.
La rivista è disponibile in formato web e pdf a questo link.


“Con noi, per un futuro di solidarietà”. Al via la nuova campagna di tesseramento Auser

“Con noi, per un futuro di solidarietà” è lo slogan che caratterizza la campagna di tesseramento Auser per il 2021.
Anche quest’anno si tratta di una tessera d’autore, realizzata dall’illustratrice Claudia Palmarucci: l’immagine completa la narrazione avviata dal Congresso di Salerno con la realizzazione del quadrato centrale.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 13 ottobre 2020
Speranza alla manifestazione della Cgil: “Basta a logica dei silos e dei tetti di spesa”. Landini: “Stop a 21 sanità diverse”

Il Ministro della Salute intervenendo alla manifestazione a Roma di sabato scorso promossa da Cgil `Sanità pubblica e per tutti´ con il segretario generale Maurizio Landini ha ribadito la sua idea di riforma e promesso che non vi saranno tagli ma investimenti. Il sindacato: “Chiediamo di essere coinvolti”
“Serve di nuovo un contributo profondo di tutti. So che stiamo chiedendo sacrifici. Stare in questa piazza bellissima con le mascherine distanziate è un costo sì, è un costo, ma c’è poco da fare. Anche per me parlare con la mascherina è un costo ma è necessario e indispensabile perché non possiamo vanificare i sacrifici straordinari che abbiamo fatto finora. Abbiamo dimostrato, e quando dico abbiamo non penso al Governo ma penso al Paese. Abbiamo dimostrato nei giorni pia’ difficili di essere un grande Paese, non il Governo, voglio essere chiaro, l’Italia. Dobbiamo dimostrarlo di nuovo perché i mesi che arrivano non sono semplici e dobbiamo dimostrare ancora di essere un grande Paese”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza sabato alla manifestazione a Roma promossa da Cgil e Funzione Pubblica Cgil `Sanità pubblica e per tutti´ con il segretario generale Maurizio Landini.

Leggi: Quotidiano Sanità, 13/10/2020


martedì 13 ottobre 2020
Disabilità, RSA, minori e sport: questioni vecchie e nuove nel Dpcm

Il testo appena approvato prevede, come i precedenti, misure specifiche per le persone con disabilità e per gli anziani nelle strutture: qui, in particolare, tornano a “limitarsi” i contatti con l’esterno. Compaiono in due passaggi i minori e le loro attività. E si distingue tra sport amatoriale e dilettantistico
Ci sono vecchie e nuove conoscenze, nel Dpcm appena approvato, che contiene le “misure urgenti di contenimento del contagio”. Accanto alle disposizioni sull’uso dei dispositivi di protezione, sui divieti di assembramento dentro e fuori casa e alle nuove regole e limitazioni per locali pubblici e privati, si torna a parlare anche di anziani in struttura e di persone con disabilità, lì prefigurando di fatto una nuova chiusura ai contatti con l’esterno, qui prevedendo deroghe nell’uso dei dispositivi e nel distanziamento. E poi, questa volta, nel decreto appaiono i “minori”, con la loro “attività ludica e ricreativa”. E si riconosce il valore dell’attività sportiva, di fatto lasciando che si svolga non solo quella professionale e agonistica, ma anche quella dilettantistica. Niente da fare invece per lo sport amatoriale di contatto. Vediamo nel dettaglio cosa sia quindi previsto per anziani, persone con disabilità, bambini e sport all’interno del testo.

Leggi: Redattore Sociale, 13/10/2020


martedì 13 ottobre 2020
PENSIONI – Ghiselli (Cgil): “Ci aspettiamo dal governo risposte concrete”

In vista del nuovo incontro con il governo fissato per mercoledì 14 ottobre, la Cgil rilancia le scelte sulle emergenze legate alla crisi. Rimandata per ora la discussione sulla riforma del sistema previdenziale
“L’incontro in programma domani al ministero del Lavoro sulla previdenza, non si terrà sulle questioni relative alla riforma previdenziale ma, considerando i tempi ravvicinati, avrà come oggetto i temi più impellenti da inserire nella legge di bilancio”. Lo fa sapere il segretario confederale della Cgil nazionale, Roberto Ghiselli.
Le misure urgenti
“Per noi – spiega Ghiselli – è importante che il governo fornisca risposte concrete alle nostre proposte ch