Vaccini: Right2cure dopo rinvio WTO, basta contare i morti: subito la sospensione brevetti. Mobilitazione continua

“Quanti morti dobbiamo piangere ancora e quante varianti dobbiamo a aspettare affinché l’Organizzazione Mondiale del Commercio decida sulla sospensione dei brevetti dei vaccini e di tutti i kit anticovid?”. È con questa domanda che si apre il comunicato del Comitato italiano della campagna europea Right2cure No Profit on Pandemic, di cui la CGIL fa parte, dopo il rinvio sine die della riunione interministeriale e del Consiglio Generale del WTO previste a Ginevra da oggi al 3 dicembre, in cui si sarebbe dovuta affrontare la discussione sulla moratoria dei brevetti.

Leggi: Cgil


NEWS:

martedì 30 novembre 2021
Rapporto Svimez: in Italia due milioni di famiglie povere, 775mila nel Mezzogiorno

Lo dice il Rapporto Svimez 2021 sull’economia e la società del Mezzogiorno. Rispetto al secondo trimestre 2019, l’occupazione femminile nel Sud si è ridotta di circa 120mila unità nel 2021, (-5%, contro -3,3% del Centro-Nord)
Nel 2020, anche a causa della pandemia, la povertà assoluta è aumentata sia per le famiglie sia per gli individui: sono oltre 2 milioni le famiglie italiane povere, per un totale di più di 5,6 milioni di persone, di cui oltre 775mila nelle regioni meridionali, per circa 2,3 milioni di persone. Lo dice il Rapporto Svimez 2021 sull’economia e la società del Mezzogiorno.
Covid, Svimez: Pil Italia in linea con Francia e Germania
Il profilo del Prodotto interno lordo registrato dalle maggiori economie dell’area euro prima nella fase calante della pandemia e poi in quella della ripresa in corso mostra come la performance dell’Italia sia stata nel complesso in linea con quella di Francia e Germania, sia pure con una caduta più profonda nel corso dei primi trimestri del 2020 rispetto all’economia tedesca. Il recupero dell’economia italiana è andato al di là delle aspettative nel corso del 2021, soprattutto nel terzo trimestre dell’anno. Nel secondo trimestre del 2021, il Pil dell’Italia registrava una distanza dal livello di fine 2019 del 3,8%, a fronte del 3,3 della Germania e del 3,2 della Francia. Continua il Rapporto Svimez 2021.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Manovra. Livia Turco: “Per le politiche sociali investimenti irrisori. Così i ‘Livelli essenziali delle prestazioni sociali per i non autosufficienti’ resteranno al palo”

Se Governo e Parlamento non correggeranno le previsioni finanziarie per il sostegno ai nuovi “Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza”, la riforma dell’assistenza sociale non andrà mai in porto. Le risorse attualmente stanziate vanno quanto meno raddoppiate
La Legge di Bilancio è entrata nel vivo della discussione e della votazione parlamentare. Credo sia doveroso chiedere al Governo ed al Parlamento di non dimenticare la lezione della pandemia.
La quale ha messo in risalto che le figure sociali più colpite sono stati i bambini e le persone anziane e disabili, e che le politiche di loro presa in carico sono nel nostro molto carenti e disomogenee sul territorio nazionale.
La sofferenza della pandemia ha anche messo in risalto che non bastano i trasferimenti monetari, ci vogliono quei servizi sociali come centri diurni, assistenza domiciliare, servizi di sollievo, strutture residenziali costruite con la cultura del domicilio, della casa allargata.
Quei servizi che previsti dalla legge quadro 328/2000 “Disposizioni per un sistema integrato di servizi sociali” sono stati dimenticati, nel corso di venti anni dalle politiche nazionali.
Il PNRR ha messo doverosamente indicato quali due riforme da realizzare il riordino delle misure per le persone diversamente abili e la legge quadro per la presa in carico delle persone anziane non autosufficienti. La prima è stata approvata dal governo ed è all’esame del parlamento.

Leggi: Quotidiano Sanità, 26/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Più anziani e famiglie più piccole, “urge un piano per la natalità”

De Palo (Forum Famiglie) commenta il report Istat che stima di 1 a 30 il rapporto tra giovani e anziani nel 2050. “Siamo fuori tempo massimo. Non è più il tempo di proclami: il Fisco deve sostenere con decisione la famiglia e la natalità”. Assegno unico, “così non può bastare”
Piedini in neonato primo piano: famiglia, natalità, denatalità, figli
“Siamo fuori tempo massimo: i dati resi noti oggi dall’Istat, che parlano di un “potenziale quadro di crisi” sono incontrovertibili: se non cambia l’approccio al tema della natalità, l’Italia è destinata al declino”, dichiara Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, commentando le previsioni sul futuro demografico contenuto nel report “Previsioni della popolazione residente e delle famiglie | base 1/1/2020”.
Secondo l’Istat la popolazione residente è in decrescita: da 59,6 milioni al 1° gennaio 2020 a 58 milioni nel 2030, a 54,1 milioni nel 2050 e a 47,6 milioni nel 2070. E il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale. L’istituto di ricerca stima che entro 10 anni l’81% dei Comuni avrà subito un calo di popolazione, l’87% nel caso di Comuni di zone rurali. In crescita il numero di famiglie ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Non è mai troppo tardi

Il cambiamento non ha limiti di età, al contrario: qualche novità piccola o grande è fondamentale per non “invecchiare dentro”
Sicuramente il passare degli anni incide sulla progettualità e sul livello di aspettative. Allo stesso modo cambia l’attenzione all’estetica e tutto viene ricondotto a una dimensione più misurata. Questo non vuol dire che ci si debba trascurare ed essere tristi e dimessi. Provare emozioni positive, anche relazionate alla gradevolezza fisica, è un modo per prendersi cura di sé anche dal punto di vista del benessere fisico e mentale. # Un taglio di capelli diverso dal solito, un vestito nuovo, un paio di occhiali dalla montatura spiritosa: non sono dettagli, ma piccole gratificazioni che aiutano a sentirsi bene a qualsiasi età, anche se non si è più giovanissimi. Anzi, quando si è avanti con gli anni, l’attenzione al proprio aspetto diviene un modo per prendersi cura del benessere. Più attivi di una volta Parlare di anziani oggi significa alludere a un gruppo molto eterogeneo, che non può più essere categorizzato nell’immagine di una persona un po’ decadente.

Leggi: Viversani e Belli, 26/11/2021


giovedì 25 novembre 2021
Assistenza anziani e disabili. In Italia solo il 2,5% del Pil a fronte del 3,5 della media Ocse. Ma non è solo un problema di risorse, serve un nuovo modello assistenziale

E il confronto è ancor più impietoso se si prendono i dati di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). A denunciare la situazione è uno studio promosso dalla Fondazione per la Sussidiarietà che evidenzia il ruolo chiave del non profit: metà dei posti letto per anziani e disabili (49%) è in strutture no profit. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%. Il sottosegretario Costa: “20 milioni in più per il Fondo assistenza”.
L’Italia destina all’assistenza di anziani e disabili risorse insufficienti, il 2,5% del prodotto interno lordo, contro il 3,5% dei paesi Ocse più sviluppati e molto meno di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). È quanto emerso oggi a Roma alla presentazione del Rapporto “Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza” realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà (FPS), in collaborazione con Cesc – Università degli studi di Bergamo, Crisp – Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli studi di Parma e con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia.
Lo studio evidenzia il ruolo chiave del non profit che copre metà dell’offerta di posti letto per anziani e disabili (49%), rispetto al 42% di 10 anni fa. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%. La ricerca segnala la necessità di istituire un Servizio nazionale per la non autosufficienza che superi l’attuale fram¬mentazione degli interventi. Un sistema integrato, con un fondo nazionale e un unico canale di accesso.

Leggi: Quotidiano Sanità, 25/11/2021


giovedì 25 novembre 2021
Rigenerazione, piani estesi ai privati

I piani integrati di rigenerazione urbana, cui il Pnrr destina 2,5 miliardi alla Missione 5, possono riguardare non solo edifici pubblici, ma anche strutture private. È quanto prevede l’emendamento 21.3 del Pd al decreto legge Pnrr, all’esame della commissione Bilancio della Camera. L’emendamento prevede anche una modalità di intervento innovativa: «riduzione del consumo di suolo attraverso operazioni di demolizione e ricostruzione finalizzate alla deimpermeabilizzazione del suolo già consumato con modifica di sagome e impianti urbanistici e riconoscendo una volumetria aggiuntiva rispetto a quella preesistente di massimo il 20%». Nei piani possono essere finanziati interventi di efficientamento energetico e idrico. L’esame del Dl Pnrr entra in queste ore nel vivo e i Dem schierano i parlamentari di peso in materia di rigenerazione urbana: l’emendamento, fra i segnalati Pd, è firmato dalla presidente della commissione Ambiente, Alessia Rotta (prima firmataria), da Roberto Morassut, Chiara Braga e Stefania Pezzopane

Leggi: Il Sole 24 Ore, 25/11/2021


mercoledì 24 novembre 2021
Cure domiciliari. Calano durante la pandemia, assistiti a casa 385mila cronici over-65, ne mancano all’appello almeno 1 milione

I dati dell’indagine “Long-term care in Italia: verso una rinascita?” di Italia Longeva. per il Presidente Bernabei: “Le cure domiciliari sono la risposta alla fragilità e multimorbilità dell’anziano moderno e il Pnrr rappresenta l’occasione da non sprecare per costruire l’assistenza territoriale del futuro. È tempo di uniformare il sistema ispirandosi ai migliori standard”
L’emergenza sanitaria ha mandato in tilt la rete dei servizi territoriali e le cure domiciliari non hanno fatto eccezione, subendo una battuta d’arresto dopo un trend di crescita positivo registrato nel quinquennio pre-Covid. A farne le spese sono coloro che più di altri necessitano di cure domiciliari: gli anziani fragili, che hanno bisogno di cure e monitoraggio continui a causa della presenza di patologie croniche concomitanti, la cosiddetta multimorbidità, specie se accompagnata da disabilità, non autosufficienza ed esclusione sociale.
Se tra il 2014 e il 2019 gli over-65 assistiti a domicilio sono passati da poco più di 250mila a oltre 390mila (in media un aumento di 25mila unità all’anno), pari al 2,83% dei quasi 14 milioni di anziani residenti in Italia1, nel 2020 questo trend ha cominciato a decrescere, attestandosi a poco più di 385mila unità, ovvero il 2,7% degli over-65 e il 4,5% degli over-75, con Regioni in grado di garantire cure domiciliari a più del 3,5% degli anziani e altre che stentano a raggiungere tassi di copertura dell’1%. Complessivamente, siamo a meno di un terzo da quel 10% fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per adeguarci, entro il 2026, alle buone prassi europee, che vedono punte fino al 13% in Germania (percentuale che arriva al 29% per gli ultra-ottantenni), e i Paesi del Nord Europa dove addirittura 1 over-80 su 3 è assistito in ADI. Non va meglio per le cure residenziali (RSA), che garantiscono la continuità della presa in carico dei pazienti non autosufficienti, di cui beneficiano poco più di 2 anziani su 100.

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/11/2021


mercoledì 24 novembre 2021
La babele dell’assistenza agli anziani nel nostro Paese. “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali”. La nuova ricerca Auser presentata al X Congresso Nazionale

I non autosufficienti nel nostro Paese sono oggi 2milioni 996.000 un numero destinato a crescere nel futuro, nel 2045 potrebbero raggiungere una cifra variabile fra 4.296.000 e gli oltre 5milioni 500mila. Molto dipenderà dalle politiche di prevenzione che verranno realizzate. Gli anziani non autosufficienti esprimono una domanda di assistenza e bisogni molto complessi a cui si riesce a dare risposta a fatica, un peso che le famiglie portano sulle loro spalle spesso in solitudine. Per essere all’altezza della sfida demografica che ci attende occorre mettere al centro la persona con i suoi bisogni (affettivi, sanitari, sociali, culturali); l’integrazione dei servizi di assistenza è una delle condizioni essenziali ai fini della qualità dell’assistenza sociosanitaria alla popolazione anziana non autosufficiente.L’Auser con la ricerca di Claudio Falasca “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” presentata a Roma il 18 novembre in occasione del X Congresso Nazionale, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni. Quello che emerge è una situazione allarmante sul fronte dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, una vera “babele” con grandi ritardi nell’integrazione dei servizi sociali e sanitari.

Leggi: Auser, 24/11/2021


mercoledì 24 novembre 2021
Il ritorno al residenziale dei grandi investitori: in due anni dal 16 al 41%

Mercati in espansione. È il peso dei capitali istituzionali nel «living» europeo L’Italia nel mirino: case per anziani, studentati e appartamenti gestiti in affitto
Un tempo erano le compagnie assicurative e le banche a investire nel settore residenziale. Poi, con l’avvento del real estate a livello industriale, il settore è stato messo in cantina. In Italia, gli appartamenti di società assicurative, banche ed enti previdenziali sono stati oggetto di vendite di massa all’inizio degli anni duemila e da allora, quando si parla di investimenti immobiliari da parte di istituzionali, si fa riferimento a uffici, negozi, centri commerciali, logistica, hotel.
Ora il residenziale è tornato di moda. In tutto il mondo, Italia inclusa. La stabilità del cash flow nel settore living, la liquidità degli asset, la bassa volatilità dei global return e i grandi cambiamenti sociali, demografici e climatici rendono oggi l’investimento nell’immobiliare residenziale particolarmente appetibile non solo per i privati, ma anche per i colossi dell’investimento istituzionale.
La società di consulenza JLL ha appena dedicato un report al tema, dal titolo «Growth opportunities in living», dal quale scaturisce un primo, importante, dato: entro il 2030 un terzo degli investimenti immobiliari diretti a livello globale riguarderà il settore del living.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 24/11/2021


martedì 23 novembre 2021
Piani urbani integrati per progettare la rigenerazione urbana

Con la conversione in Legge del Decreto legge n.152 del 6 novembre 2021 prosegue l’intervento per snellire e potenziare gli strumenti di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
Il Decreto interviene, oltre che su un ulteriore insieme di misure di sostegno e di incentivo alla ripresa di diversi settori economici, anche su ulteriori strumenti finanziari e procedurali “abilitanti” per l’attuazione del Piano Nazionale di ripresa e resilienza.
Nella Nota allegata sono riepilogate le principali misure d’interesse dei Comuni e delle Città metropolitane come i Piani Urbani Integrati e un focus dedicato al Rapporto “Personale comunale e formazione: competenze e scenari” ed.2021, messo a punto dall’IFEL, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dell’ANCI. Il Rapporto, come più volte segnalato dalla categoria Funzione Pubblica Cgil, oltre a segnalare quanto anni di blocco del turnover e delle spese per la formazione del personale pubblico hanno avuto pesanti conseguenze sia in termini quantitativi che di qualificazione degli addetti, conferma la necessità di combinare lo sviluppo delle competenze dei dipendenti comunali e pubblici con l’innovazione organizzativa e tecnologica.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 23/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Sos clima e rigenerazione. Chance per migliorare la qualità del vivere tra eco-quartieri e mobilità sostenibile. Arup e C40 lanciano l’idea di un Superbonus urbano per accelerare la transizione

Affrontare la crisi climatica, per tendere al «Net zero», rigenerare il patrimonio costruito e l’ambiente urbano. Sono obiettivi raggiungibili, ma per i quali non basta rifare le facciate dei singoli edifici e nemmeno efficientarli dal punto di vista energetico. Servono un’agenda urbana e una nuova governance del pubblico, che incida su pezzi di città, con il coinvolgimento di enti locali e developer, cittadini inclusi. «I progetti di vicinato possono aprire la strada a nuove politiche, sperimentare accordi di partenariato innovativi, considerare modi creativi per aumentare la partecipazione e testare tecnologie nuove».
Questi alcuni dei concetti evidenziati da Arup, che con la rete C40 ha messo a punto la ricerca “Green and Thriving Neighbourhoods”. E ancora «quartieri verdi e fiorenti consentono a residenti di tutte le età di soddisfare le proprie esigenze quotidiane, vicino a casa. Si soddisfa l’economia locale, si incentivano lavori verdi». Facendo anche riferimento al tema della città dei 15 minuti.
Alejandro Gutierrez, direttore Cities & Planning di Arup Milano, rientrato in Italia dopo anni di attività in America Latina e nel Regno Unito, intervistato da Il Sole 24 Ore ha messo a fuoco il tema, contestualizzandolo per il caso italiano. «Bisogna ridurre almeno della metà le emissioni entro il 2030, e le città e i loro distretti sono di una scala sufficiente per poter misurare un impatto significativo. L’alleanza delle cento città della rete C40 – racconta Gutierrez –, che conta 800 milioni di abitanti, è l’ambito che permette di influire in modo determinante per accelerare il cambiamento».

Leggi: Quotidiano Condominio, 22/11/2021


DALLE REGIONI:

martedì 30 novembre 2021
Bergamo, ecco 5 progetti per il bando sull’edilizia pubblica

Cinque progetti, per un valore di poco inferiore a 15 milioni di euro. Sono queste le iniziative che il Comune di Bergamo ha candidato al bando ‘Sicuro, Verde e Sociale’, per rimettere a nuovo gran parte del proprio patrimonio immobiliare pubblico. Il bando è finanziato dal Pnrr e rende disponibili sul territorio lombardo circa 253 milioni per interventi di edilizia su edifici residenziali pubblici (con un finanziamento massimo di 15 milioni per ente proponente). Le risorse stanziate verranno ripartite tra l’Aler (l’azienda lombarda per l’edilizia residenziale) e i Comuni. ‘Sicuro, Verde e Sociale’ prevede tempi di attuazione stringenti, che garantiscano l’ultimazione e il collaudo degli interventi entro marzo 2026, in coerenza con le tempistiche concordate dal governo in sede europea.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2021


lunedì 29 novembre 2021
Welfare e salute a Milano – Intervista al neoassessore Lamberto Bertolè

Lamberto Bertolè, 46 anni, è il neo assessore milanese a Welfare e Salute, ha un passato coerente con queste tematiche, da addetto ai lavori, sia come fondatore e operatore di una cooperativa sociale che si occupa di minori, che come insegnante di storia e filosofia al liceo. Negli ultimi 5 anni ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale e oggi si misura con questo nuovo compito amministrativo.
Il direttore IRS, Ugo De Ambrogio, lo incontra nel suo ufficio del quartiere Corvetto, una storica periferia milanese. Il neo assessore lo saluta calorosamente dicendo che sta bene ed è ben motivato nell’assumere le sue nuove funzioni.
Sei assessore al Welfare e salute in questa delicata fase di pandemia, non più in emergenza drammatica ma ormai quasi cronica: che significato hanno queste deleghe?
Lo shock della pandemia ha creato una grande discontinuità, ha amplificato disuguaglianze, fragilità, vulnerabilità e problemi già esistenti. E, al tempo stesso, ha aumentato la consapevolezza pubblica della centralità del welfare e dell’importanza di avere un sistema di servizi non residuale, non marginale, ma trasversale alle politiche dell’amministrazione.
Rispetto a welfare e salute è diffusa oggi una grande aspettativa. La collettività è più consapevole dell’importanza di investire sul sistema del welfare, è una consapevolezza ritrovata che ci offre l’opportunità di farlo e che sostiene la nostra determinazione. Abbiamo il dovere di dedicare ogni nostro sforzo ed energia alla costruzione di risposte ai bisogni, aumentando le possibilità di tutti i cittadini di sostenere le crisi e gli shock, di reagire alle condizioni di fragilità che devono affrontare. Dobbiamo fare di più sia perché è giusto, sia perché tante parti della nostra comunità, che stanno affrontando difficoltà pesanti, ci chiedono di fare di più.

Leggi: Welforum, 29/11/2021


domenica 28 novembre 2021
Maggiori servizi e attenzione per gli anziani

I Sindaci del Distretto dell’Ausl di Imola hanno già condiviso l’impiego delle prime risorse del PNRR destinate al miglioramento delle strutture sanitarie. Sono 4 milioni i fondi richiesti da destinati alle Case della Salute del territorio. Presidio fondamentale in cui i cittadini di Medicina da anni trovano risposta ai loro bisogni, grazie alla collaborazione tra Ausl, medici e pediatri convenzionati e volontariato locale. Sulla Casa della Salute di Medicina saranno investiti circa 800 mila euro per migliorarne la funzionalità, gli ambulatori, gli spazi d’attesa e l’accoglienza. Temi di grande attualità dopo le fragilità che il Covid ha evidenziato un po in tutti gli spazi pubblici. Fondi saranno destinati ovviamente anche all’Ospedale di Imola, ma davanti all’invecchiamento della nostra popolazione e al cronicizzarsi delle patologie è necessario investire anche su nuove modalità che facciano sentire i cittadini più vicini e monitorati nel tempo, possibilmente a casa loro.

Leggi: Il Resto del Carlino, 28/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Milano, oltre 20 mila famiglie sotto sfratto

La denuncia dei sindacati degli inquilini. “Il Comune pubblichi nuovo bando per assegnazione case popolari. Le famiglie sotto sfratto non devono essere lasciate sole senza soluzioni”
Sono quasi 20 mila le famiglie che a Milano e nei comuni della città metropolitana rischiano lo sfratto. Per l’esattezza, 16.513 quelle su cui pendeva una richiesta di esecuzione dello sfratto al 31 dicembre 2019, ossia prima della pandemia. A queste vanno aggiunte altre 3.500, per le quali il Tribunale di Milano ha emesso la convalida dello sfratto dal 2020, anche se sono state sospese per effetto dell’emergenza Covid-19. E poi ci sono 4.562 pignoramenti immobiliari registrati nel 2020, quindi di famiglie alle quali viene pignorata la casa perché per esempio non sono riusciti a pagare il mutuo. È il quadro che emerge dai dati forniti dai sindacati Sunia, Sicet, Uniat, Unione lnquilini, Asia e Conia. Ed è per questo che protestano per la “scelta del Comune di Milano di non aprire il secondo avviso per l’assegnazione delle Case Popolari (alloggi SAP – Servizi Abitativi Pubblici)”, sottolineano. È stato aperto infatti solo un bando per l’assegnazione di 599 alloggi a fronte dei 2.014 che sarebbero disponibili, ai quali se ne potrebbero aggiungere altri derivanti dai piani di manutenzione straordinaria di Aler e Comune. Aler dichiara di averne ristrutturati 2.682 e il Comune 4.200.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Milano. I sindacati inquilini considerano inaccettabile la scelta del comune di non aprire un nuovo bando per l’assegnazione delle case popolari

Conferenza stampa unitaria
I sindacati inquilini considerano inaccettabile la scelta del comune di non aprire un nuovo bando per l’assegnazione delle case popolari
perchè:
• CON LA RIPRESA DEGLI SFRATTI DA SETTEMBRE, SI FA SEMPRE PIU’ DRAMMATICA L’EMERGENZA ABITATIVA A MILANO. Ogni giorno 10 famiglie attendono la polizia che verrà a sfrattarle da casa. Al 31/12/2019 ii Ministero degli Interni segnalava a Milano 16.513 richieste di esecuzione degli sfratti. A queste occorre aggiungere circa 3.500 nuove convalide emesse dal Tribunale di Milano dal 2020 ad oggi che erano state sospese per effetto dell’emergenza sanitaria da COVID/19.
• CI SONO OLTRE 6.000 CASE POPOLARI RISTRUTTURATE DA COMUNE E ALER CHE DEVONO ESSEREASSEGNATE IMMEDIATAMENTE. Le assegnazioni avvengono con tempi ancora troppo lenti, a causa dei vincoli imposti dalla L.R.n.16/2016 e dalle modalità con le quali viene fatta la verifica dei requisiti per gli aventi diritto da parte del Comune e di Aler.
• LE ULTIME MODIFICHE FATTE DALLA REGIONE CONSENTIREBBERO ASSEGNAZIONI PIU’ VELOCI IN BASE ALLADISPONIBILITA’ DEGLI ALLOGGI.
• UN NUOVO BANDO SERVE A MOLTISSIME FAMIGLIE CHE HANNO PEGGIORATO LA LORO CONDIZIONE ABITATIVA, ECONOMICA, SOCIALE E SANITARIA.

Leggi: Sunia, 26/11/2021


giovedì 25 novembre 2021
Sicilia. 233 milioni di euro dal fondo complementare del PNRR per la manutenzione straordinaria e la ristrutturazione degli alloggi e degli immobili di edilizia residenziale pubblica assegnati alla Sicilia

Il patrimonio abitativo pubblico siciliano degli Istituti autonomi case popolari e dei Comuni è quasi del tutto degradato e per il 70% necessita di manutenzione ordinaria e straordinaria, anche per l’incuria in cui è stato abbandonato per anni.
Non possiamo per questo in nessun caso perdere queste ingenti risorse.
Siamo comunque preoccupati per i tempi stretti per la predisposizione dei progetti che entro fine dicembre dovranno essere presentati alla Regione, da parte degli Iacp e dei Comuni, che a sua volta entro il 15 gennaio dovrà presentare il piano degli interventi al ministero delle Infrastrutture.
Il SUNIA ha chiesto: che la definizione degli interventi da inserire nel piano venga fatta coinvolgendo le rappresentanze territoriali dei sindacati degli inquilini e degli assegnatari , che sia data priorità alla manutenzione degli edifici mai più deteriorati e che si tenga conto nelle premialità della riqualificazione di quegli alloggi che possono aumentare l’offerta abitativa pubblica.

Leggi: Sunia, 25/11/2021


IN AGENDA:

3.12.2021 – 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2021

Giunto alla 55ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su questi temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2021», vengono affrontati i processi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

Leggi: Censis


Anziani fragili, rsa e futuro Gli esperti si confrontano – LE due GIORNATE GERIATRICHE novaresi

«Riprendiamo il cammino» è il titolo delle ventesime Giornate geriatriche novaresi (Ggn) sabato 27 e il 4 dicembre all’albergo Italia: si parlerà di anziano fragile e cognitività, di rsa e Covid tra esperienze e futuro, di problemi socio-assistenziali nell’anziano con demenza, di «comunità amica» e altro ancora. Spunti preziosi non solo per professionisti ma anche per chi, a vario titolo, vuole approfondire. Organizzano l’Associazione Malati Alzheimer Novara (Ama) con Alzheimer Uniti Italia e Ordine dei medici. Aldo Biolcati, geriatra, già primario al Maggiore e coordinatore scientifico Ama: «Quest’anno la formula è diversa per ragioni logistiche e per confronti ancora più mirati. È stato impegnativo mettere a punto tutto quanto ma il titolo delle Giornate è più che mai significativo». Il 27 l’attenzione sarà per famigliari caregiver, operatori dei comparti sanitario e socio-assistenziale, psicologi e assistenti sociali. La seconda giornata è in particolare per medici generalisti e specialisti e con 6 crediti Ecm: «Anche la cittadinanza è invitata, in base alla disponibilità dei posti». Iscrizione gratuita, consigliabile comunicarla entro sabato 20. Per dettagli sul 27: amanovaraonlus@gmail.com e 377-1698513. Per il 4 dicembre: ordinemediciodontoiatrinovara@gmail.com oppure 0321-410130. Per partecipare sono necessari mascherina e green-pass.

Leggi: Aging Project


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

AB (Alfabeto Badanti). Appunti per una autobiografia riflessiva

Con lo sguardo di chi si trova a vivere una realtà inaspettata e allo stesso tempo l’occhio “esperto” dello studioso che conosce il nostro sistema di welfare per i non autosufficienti, l’autore offre lo spaccato di vita di un figlio che ha assunto il ruolo di caregiver della propria anziana madre. Il racconto si snoda seguendo le lettere dell’alfabeto, in un alternarsi di osservazioni sul proprio vissuto e di ragionamenti di ampio respiro sulle incongruenze del sistema dei servizi. Di Mauro Ferrari (PhD, sociologo, formatore, consulente organizzativo, docente di Progettazione sociale presso il master “Immigrazione. Fenomeni migratori e trasformazioni sociali” dell’Università Ca’ Foscari di Venezia)
Chi scrive è un sociologo, che da tempo, insieme alla moglie e a qualche supporto esterno, segue sua mamma. Che negli ultimi mesi ha subito un peggioramento, e noi con lei.
Quello che segue è una specie di diario, parte in soggettiva (da qui l’utilizzo della prima persona singolare, le frasi virgolettate), parte in terza persona (le parti che si riferiscono all’interazione fra esperienza diretta e i sistemi di welfare), di una esperienza tuttora in corso come “caregiver familiari”, che altro non sono che figli (e nuore) che hanno intrapreso, per scelta consapevole, la strada della cura a domicilio di una persona non autosufficiente.
Mia mamma, quasi 93enne, nello specifico va nutrita, lavata, cambiata, medicata, spostata dal letto alla carrozzina e viceversa. Nei momenti di lucidità sorprende per come risponde a quesiti sui cruciverba. “il becco dell’aquila?” “rostro” (!), dato che la sua alfabetizzazione è stata in gran parte merito delle “parole crociate” (che bella definizione) compilate nelle notti passate a lume di candela in una garitta vicina al fiume Oglio, in attesa di abbassare o alzare le sbarre del passaggio a livello negli orari previsti, unica compagnia “la domenica del corriere”. Fino a dicembre dello scorso anno viveva a dieci chilometri dalla nostra residenza, con alternarsi di badanti e nostro. Poi, sistemato un monolocale con servizi attrezzati nel giardino della nostra residenza, quella è diventata la sua e nostra abitazione.

Leggi: I Luoghi della Cura


Mese sociale – L’inclusione chiama verbi, non categorie – Di Sergio Pasquinelli

Quando parliamo di inclusione sociale dovremmo smettere di usare le note categorie di bisogno: anziani, minori, poveri, persone con disabilità e così via. Dovremmo usare verbi: vivere con dignità, abitare, lavorare, relazionarsi. Questo, oltre a obbligarci a “integrare” interventi diversi, ci aiuterebbe anche a uscire dal linguaggio un po’ tecnico che circola tra gli addetti ai lavori, a farci capire da tutti, soprattutto da chi è estraneo al mondo dei servizi, del welfare, dell’assistenza.
Il Rapporto di Fondazione per la sussidiarietà
Eppure quando parliamo di risorse economiche ritornano inevitabilmente le note categorie di bisogno con cui ci confrontiamo col resto d’Europa. Ed emerge che l’Italia destina all’assistenza di anziani e disabili risorse insufficienti, il 2,5% del prodotto interno lordo, contro il 3,5% dei paesi Ocse più sviluppati e molto meno di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). È quanto emerso a Roma alla presentazione del Rapporto “Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza” realizzato dalla Fondazione per la sussidiarietà (Fps), in collaborazione con Cesc – Università degli studi di Bergamo, Crisp – Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli studi di Parma e con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia.
Lo studio, come ha evidenziato Redattore Sociale, rileva il ruolo chiave del non profit, che copre metà dell’offerta di posti letto per anziani e disabili (49%), rispetto al 42% di 10 anni fa. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%. La ricerca segnala la necessità di istituire un Servizio nazionale per la non autosufficienza che superi l’attuale frammentazione degli interventi. Un sistema integrato, con un fondo nazionale e un unico canale di accesso.

Leggi: Welforum


Demografia. Le previsioni da incubo dell’Istat: “Nel 2070 la popolazione residente in Italia sarà di 12 mln in meno rispetto al 2020”

Dai 59,6 mln di residenti del 2020 si passerà ai 47,6 mln tra 50 anni. Il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli. IL REPORT
“Le previsioni sul futuro demografico in Italia restituiscono un potenziale quadro di crisi. La popolazione residente è in decrescita: da 59,6 milioni al 1° gennaio 2020 a 58 mln nel 2030, a 54,1 mln nel 2050 e a 47,6 mln nel 2070”. A rilevarlo sono delle stime elaborate dall’Istat che fotografano uno scenario demografico futuro da incubo
Il rapporto tra giovani e anziani infatti sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale.
La crisi demografica si farà sentire su tutto il territorio: entro 10 anni l’81% dei Comuni avrà subito un calo di popolazione, l’87% nel caso di Comuni di zone rurali.
Previsto in crescita il numero di famiglie ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli.

Leggi: Quotidiano Sanità


La missione (possibile) delle cure a casa – di Roberto Bernabei

Ci è voluta un’emergenza sanitaria globale per renderci conto che i fragili si curano sul territorio e che, grazie al supporto delle tecnologie digitali, riusciamo a prenderci cura di questi pazienti anche a distanza. La pandemia ha sfidato il Servizio sanitario laddove, per anni, erano state dedicate risorse e sforzi inadeguati: l’assistenza domiciliare integrata (Adi). Un paradosso, considerato che siamo il primo Paese in Europa per numero di anziani, oggi un quarto della popolazione, e tra gli ultimi per cure domiciliari. I dati del ministero della Salute, censiti da Italia Longeva, ci dicono che l’offerta di Adi, da anni pressoché invariata per numero di assistiti e giornate di presa in carico, è persino peggiorata nell’anno del Covid: nel 2020, poco più di 385mila over-65 (il 2,7% del totale) sono stati curati a domicilio, a fronte di almeno 2 milioni di anziani fragili, con multimorbidità e disabilità, che avrebbero bisogno di cure e monitoraggio continui. L’analisi conferma anche un’altra costante della sanità nostrana, quella delle disomogeneità territoriali, con Regioni in grado di garantire cure domiciliari a più del 3,5% degli anziani e altre che stentano a raggiungere tassi di copertura dell’1%, in molti casi offrendo prestazioni a basso livello di intensità assistenziale e a carattere episodico, come eseguire a domicilio un prelievo ematico. Ma l’Adi è un’altra cosa, prevede un programma di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi che rispondono a bisogni clinici specifici dell’anziano, volti a limitarne il declino funzionale e a migliorare la qualità di vita, e integrati con prestazioni di carattere sociale. Ed è questo che allontana il nostro fragile dall’ospedale posizionandolo nel contesto più favorevole e “curativo”, la propria dimora.

Leggi: Italia Longeva


SEGNALAZIONI:

Indebiti Inps: da calcolare al netto delle imposte

Gli indebiti previdenziali, rivendicati dall’Inps, saranno calcolati al netto delle imposte trattenute al momento dell’erogazione della prestazione e non più al lordo. In applicazione dell’articolo 150 del decreto-legge n. 34/202, l’Istituto previdenziale ha emanato la circolare n. 174 pubblicata il 22 novembre con la quale fornisce le indicazioni operative, precisando che l’ambito di applicazione riguarda le pensioni e le varie indennità previdenziali, nonché le retribuzioni, sulle quali gravano le imposte, mentre sono escluse quelle che ne sono esenti, quali per esempio pensioni e assegni sociali, le pensioni di invalidità civile, le maggiorazioni sociali e gli assegni familiari.
La disposizione, spiega l’Inps nella circolare, è stata introdotta dal legislatore per “deflazionare” il contenzioso civile e amministrativo, derivante dalla pregressa normativa che consentiva all’Istituto previdenziale pubblico di richiedere le somme indebitamente riscosse al lordo delle ritenute fiscali, consentendo al contribuente, raggiunto dalla comunicazione dell’indebito, di recuperare le ritenute subite attraverso il meccanismo della deduzione degli oneri. Contenzioso che, nel corso degli anni, ha contribuito a formare un orientamento giurisprudenziale univoco, secondo cui la restituzione di eventuali indebiti deve riguardare solo le somme effettivamente percepite dal contribuente.
L’Istituto, quindi, in qualità di sostituto di imposta, qualora abbia titolo a chiedere la restituzione di somme percepite indebitamente, dovrà calcolarle al netto delle imposte e non costituiranno onere deducibile per il contribuente gravato dall’indebito.
All’Inps, la nuova disposizione riconosce un credito d’imposta pari al 30 per cento delle somme oggetto di restituzione, utilizzabile senza limite di importo in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D.lgs n. 241/1997.

Leggi: Inca


 

 

 

Domenico Pantaleo è il nuovo presidente nazionale Auser

Venerdì 19 novembre si sono chiusi i lavori del X Congresso Nazionale Auser con l’elezione di Domenico Pantaleo come nuovo presidente nazionale, succede ad Enzo Costa giunto dopo otto anni al termine del suo secondo mandato.
Nato a Milano nel 1954, Pantaleo inizia la sua esperienza sindacale nel 1977 come responsabile della lega Filtea di Putignano (Bari) in una fase di duro scontro per affermare il rispetto del contratto nazionale e per superare le condizioni di sfruttamento e di lavoro nero. Successivamente viene eletto prima Segretario generale della Filtea di Bari per poi essere chiamato a ricoprire la carica di Segretario generale regionale. Nel 1989 entra nella Segreteria regionale della Fillea. Nel 1992 entra invece nella Segreteria della Cgil Puglia con l’incarico di responsabile della contrattazione e delle politiche industriale diventando nel 2000 Segretario generale. Nel 2008 viene eletto Segretario generale della Flc nazionale. Conclusi gli otto anni di mandato viene chiamato a lavorare nel dipartimento welfare della Cgil nazionale, per poi entrare nella Segreteria dello Spi Cgil Nazionale. Dal 29 marzo di quest’anno era membro della presidenza nazionale Auser.


NEWS:

lunedì 22 novembre 2021
Audizione CGIL su Legge di Bilancio 2022

Di seguito pubblichiamo il testo dell’Audizione CGIL sul disegno di legge di Bilancio 2022-2024 svolta lunedì 22 novembre presso le Commissioni congiunte Bilancio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, elaborato da tutte le Aree del Centro Confederale
Il giudizio sulla Legge di bilancio 2022 è condizionato da una serie di misure che presentano forti criticità e da una serie di nodi irrisolti che rischiano di non cogliere la necessità di dare risposte al lavoro, in particolare dei giovani e delle donne, e alle condizioni materiali delle persone. Inoltre sono assenti politiche adeguate di coordinamento sul versante industriale e dello sviluppo, in particolare del Mezzogiorno del Paese, che colleghino adeguatamente le scelte di investimento determinate dal PNRR con strumenti in grado di affrontare da un lato le crisi dall’altro le nuove opportunità di specializzazione produttiva. Non si supporta a sufficienza la transizione industriale verso lo sviluppo sostenibile e l’innovazione. L’Italia ha affrontato l’emergenza pandemica con un’economia debole, una struttura produttiva ridimensionata e un’alta disoccupazione effettiva.

Leggi: Cgil, 22/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Rigenerazione urbana: documento CGIL e SUNIA in relazione al nuovo testo unificato

Di seguito pubblichiamo la memoria predisposta da CGIL e SUNIA, sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, inviata il 17 novembre scorso alla 13a Commissione Permanente del Senato, in relazione al Nuovo testo unificato per i disegni di legge nn. 1131, 970, 985, 1302, 1943, 1981, 2292 e 2297, in materia di rigenerazione urbana
CGIL e SUNIA considerano il coinvolgimento sul nuovo testo unificato in materia di rigenerazione urbana un segnale importante di attenzione e interesse per i temi di cui si occupano, a partire dalla qualità del vivere in contesti urbani sempre più complessi e dell’abitare sociale nel più ampio ambito della rigenerazione urbana.
Le nostre Organizzazioni hanno espresso alcune considerazioni in materia, a novembre dello scorso anno, nell’audizione presso la 13a Commissione permanente del Senato nell’ambito dell’esame congiunto dei disegni di legge 1131, 970, 985, 1302, 1943, 1981. Già in quella occasione mostrammo il nostro apprezzamento per l’interesse del Parlamento nel voler dotare la legislazione nazionale di una norma quadro in materia di rigenerazione urbana, processo ormai ineludibile per perseguire un obiettivo di sviluppo sostenibile, rimarcando un vuoto legislativo che ha prodotto confusione e ambiguità, essendo spesso stata intesa, la rigenerazione, nonostante finalità dichiarate di ridurre il consumo di suolo, favorire la rigenerazione e razionalizzazione del patrimonio edilizio e delle aree urbane degradate, una mera modalità per derogare agli indici edilizi.

Leggi: Cgil, 22/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Cade il tabù dell’obbligo di vaccinazione. Ora si rompano gli indugi e si attui anche in Italia, prima che sia troppo tardi

Una crescita fortissima dei contagi ha spinto il governo austriaco a riattivare il lockdown almeno per i prossimi 20 giorni e poi a fare l’annuncio che rompe il tabù sull’obbligatorietà vaccinale finora imperante in tutte le cancellerie europee: dal 1 febbraio, in Austria, chi non si sarà ancora vaccinato dovrà farlo per legge. E da noi? Cosa impedisce di attuare questa misura ragionevole, chiara e legittima di sanità pubblica?
L’Austria ha rotto gli indugi e ha annunciato che da febbraio 2022 scatterà l’obbligo vaccinale contro il Covid per tutti.
L’Austria è uno dei paesi europei dove la quarta ondata sta colpendo molto duramente: negli ultimi 14 giorni rilevati dall’Ecdc ha contato ben 1.527 casi ogni 100mila abitanti, meno degli oltre 2.000 della Slovenia che detiene il record negativo nei Paesi Ue, ma comunque molti di più dei 473 casi ogni 100mila registrati mediamente in Europa. E molti, molti di più dei 72 ogni 100mila della Spagna e dei 129 dell’Italia.

Leggi: Quotidiano Sanità, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Grandi metropoli: un italiano su 5 andrebbe a vivere in un piccolo paesino

Dove vivi e dove vorresti vivere – Diversi fattori influiscono sul luogo dove si scegliere di vivere, dalle possibilità economiche alle opportunità di lavoro e ai bisogni familiari.
Secondo il sondaggio «Dove vivi e dove vorresti vivere» di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, solo la metà degli abitanti nel nostro Paese è soddisfatta del luogo in cui vive. Dal campione di 3 mila persone, rappresentativo della popolazione italiana, emerge che un quinto degli abitanti dei grandi centri metropolitani andrebbe volentieri in un piccolo paesino. Non è lo stesso, però, per lo spostamento inverso: dai piccoli centri è soltanto il 12% che farebbe a cambio con chi vive in città.
Vantaggi e svantaggi dei grandi centri urbani -Degli abitanti dei grandi centri urbani (oltre 250 mila), gran parte si ritiene soddisfatta. In una scala da 1 a 5 che misura il livello di gradimento del luogo, il 52% ha votato fra 4 e 5. Un terzo di loro, però, pensa che il problema più urgente da risolvere è il costo delle case, ancora prima che dell’inquinamento.

Leggi: Corriere della Sera, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Sindacati al governo: risposte su pensioni, fisco, sanità e non autosufficienza

“I pensionati chiedono risposte, già a partire da questa Legge di Bilancio”. Lo hanno ribadito Cgil, Cisl, Uil e Spi, Fnp, Uilp nel corso della grande Assemblea Nazionale di Spi, Fnp, Uilp che si è tenuta ieri, 17 novembre, a Roma.
“L’apertura del Governo al confronto è un risultato significativo – dichiarano Cgil, Cisl, Uil e Spi, Fnp, Uil – perché è finalmente emersa una volontà di cominciare a discutere di una modifica strutturale della Riforma Fornero, come chiediamo da tempo, e sulla destinazione degli 8 miliardi previsti dalla Legge di Bilancio per ridurre la pressione fiscale. Una volontà che valuteremo e verificheremo negli incontri che si terranno nelle prossime settimane.
Per noi è necessaria l’adozione di misure che tutelino i pensionati di oggi e di domani; a partire da una pensione di garanzia per i giovani; dal riconoscimento previdenziale del lavoro di cura; da una flessibilità in uscita intorno ai 62 anni o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età; dal maggior riconoscimento dei lavoro gravosi e usuranti; da un meccanismo più equo di rivalutazione delle pensioni; dall’ampliamento dei beneficiari della quattordicesima e incremento dell’importo per chi già la riceve.

Leggi: Spi-Cgil, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Anziani, Sant’Egidio lancia il crowdfunding per trovare “soluzioni abitative nuove”

La campagna di raccolta fondi è dedicata a “La Casa dell’Amicizia” e prevede la realizzazione di appartamenti per esperienze di cohousing a beneficio di persone anziane fragili e in difficoltà economiche
La Comunità di Sant’Egidio – comunità cristiana diffusa in 70 paesi del mondo – lancia a Padova nello storico quartiere del Portello il progetto della “La Casa dell’amicizia”. Con la ristrutturazione del patronato della Chiesa dell’Immacolata, l’iniziativa prevede la realizzazione di sale polifunzionali e due appartamenti per esperienze di cohousing a beneficio di anziani in condizioni di fragilità e di difficoltà economiche.
Il progetto parte da una consolidata esperienza della Comunità di Sant’Egidio sul territorio nazionale ed europeo: da molti anni a Padova la comunità, che conta attualmente 300 volontari, ha promosso due convivenze di questo tipo con risultati molto positivi, sia sulla qualità della vita che sulla salute degli anziani.

Leggi: Redattore Sociale, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Spazi in trasformazione

L’urbanismo transitorio è un nuovo approccio alla rigenerazione urbana che da alcuni anni si sta sperimentando con successo in Francia. Amministrazioni e proprietari privati di immobili inutilizzati lavorano per coinvolgere le comunità in un processo dedicato a sperimentare nuovi usi degli spazi che possono innescare processi di cambiamento rigenerativo non solo immobiliare.
Si tratta, infatti, di una innovazione necessaria del modo di “fare e vivere la città” dove la priorità attribuita alla rigenerazione urbana spinge verso la ricerca di modelli di riuso capaci di generare impatti sociali, culturali ed economici tangibili.
Le città, basta guardarsi intorno, sono “piene di vuoti”, spazi non più utilizzati, edifici abbandonati, dalle caserme ai cantieri navali, dalle fabbriche agli uffici vuoti, un patrimonio storico deteriorato soprattutto nelle periferie, che rappresentano insieme un problema e un’opportunità per lo sviluppo del territorio, radicalmente altro dall’espansione insediativa e dal consumo di suolo.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 19/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
La babele dell’assistenza agli anziani nel nostro Paese – “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” – La nuova ricerca Auser presentata al X Congresso Nazionale

I non autosufficienti nel nostro Paese sono oggi 2milioni 996.000 un numero destinato a crescere nel futuro, nel 2045 potrebbero raggiungere una cifra variabile fra 4.296.000 e gli oltre 5milioni 500mila. Molto dipenderà dalle politiche di prevenzione che verranno realizzate.
Gli anziani non autosufficienti esprimono una domanda di assistenza e bisogni molto complessi a cui si riesce a dare risposta a fatica, un peso che le famiglie portano sulle loro spalle spesso in solitudine. Per essere all’altezza della sfida demografica che ci attende occorre mettere al centro la persona con i suoi bisogni (affettivi, sanitari, sociali, culturali); l’integrazione dei servizi di assistenza è una delle condizioni essenziali ai fini della qualità dell’assistenza sociosanitaria alla popolazione anziana non autosufficiente.
L’Auser con la ricerca di Claudio Falasca “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” presentata a Roma il 18 novembre in occasione del X Congresso Nazionale, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni.

Leggi: Auser, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Il Ministro Orlando al Congresso Nazionale Auser – “Rappresentate una preziosa bussola che consente alla politica di non perdersi”

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando è intervenuto questa mattina al X Congresso Nazionale dell’Auser in corso a Roma presso il Centro Congressi Frentani.
Il Ministro ha espresso apprezzamento per l’operato dell’Auser “per la tenacia e la lungimiranza del vostro impegno sociale e solidale che da molti anni portate avanti. Avete tracciato una strada importante dell’innovazione sociale e culturale. Voi – ha proseguito – rappresentate una preziosa bussola che consente anche alla politica di non perdersi. C’è bisogno di una politica che metta al centro l’ essenzialità del diritto alla cura e alle relazioni umane. L’esigenza di un cambiamento profondo nel rapporto tra istituzioni e cittadini deve basarsi sulla partecipazione. Oggi più che mai il ruolo delle organizzazioni è fondamentale” ha proseguito il ministro Orlando.
“Gli anziani, le donne e i bambini hanno pagato di più le conseguenze della pandemia. Sono accresciute le disuguaglianze e le solitudini. La pandemia è stato un punto di rottura che ci ha fatto capire che non possiamo più a tornare a prima e che una nuova politica per gli anziani deve valorizzare quella fase della vita.

Leggi: Auser, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Assistenza ai non autosufficienti: “Situazione allarmante, una vera babele”

Indagine Auser analizza i piani regionali sociali e sanitari: le pagine dedicata agli anziani sono il 3%, le risorse nei bilanci lo 0,2%. “21 sistemi diversi, con rilevanti disparità”. In Italia oltre 2,9 milioni di non autosufficienti, nel 2045 potrebbero anche superare i 5,5
L’assistenza agli anziani non autosufficienti è “una vera ‘babele’ con grandi ritardi nell’integrazione dei servizi sociali e sanitari”. La denuncia di questa “situazione allarmante” è contenuta nella ricerca di Claudio Falasca, “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali”, promossa da Auser e presentata a Roma oggi, 18 novembre, nel corso del X Congresso Nazionale. Sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni: le pagine dedicata agli anziani nei piani sono solo il 3%, le risorse nei bilanci lo 0,2%. “Inutile” invece la verifica del rispetto dei Livelli essenziali delle prestazioni in ambito sociale (Lep) e del loro grado di integrazione con i servizi sanitari, considerato “che a più di 20 anni dalla loro introduzione, perdura l’assenza della normativa nazionale che ne garantisce l’esigibilità”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Dal “geriatra di famiglia” alle tre misure (non rinviabili) sull’assistenza domiciliare: le proposte di Auser

Nell’indagine Auser le misure per uscire dalla “babele” dell’assistenza agli anziani: potenziare infermieri di famiglia, assistenti sociali e assistenza domiciliare e istituire un Fondo nazionale per la cura a lungo termine. “Mettere ordine nell’architettura istituzionale”
Così come per i bambini è istituito il pediatra di famiglia “è giunto il momento di prevedere il Geriatra di famiglia come uno dei pilastri del sistema sanitario”: il rapporto oggi in Italia è di solo 4.249 geriatri per oltre 13 milioni di over65. Accanto a questa figura professionale, occorre sviluppare quella dell’infermiere di famiglia, cui spetterebbe il servizio di consulenza e supporto alle famiglie e la gestione di collegamento, integrazione e ascolto tra il medico di medicina generale, il geriatra, i servizi e la famiglia. Oltre a rafforzare la presenza degli assistenti sociali nei distretti sociosanitari: oggi sono 23.282 a fronte di oltre 253 mila infermieri. Sono alcune delle proposte dell’Auser per “uscire dalla babele” dell’assistenza agli anziani non autosufficienti; una serie di misure sui cui intervenire da subito, a corredo dei risultati dell’indagine “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali”, presentato oggi, 18 novembre, nel corso del X Congresso Nazionale, curata da Claudio Falasca.

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
La Corte Costituzionale boccia le questioni sollevate sulla proroga degli sfratti

Da gennaio però occorrono misure di sostegno a inquilini e proprietari per una reale graduazione programmata dei provvedimenti che freni le gravi criticità dell’emergenza sfratti in forte aumento dal 1 gennaio 2022
Dichiarazione dei Segretari generali Stefano Chiappelli, SUNIA, Antonio Falotico, SICET, Augusto Pascucci, UNIAT, Walter De Cesaris, Unione Inquilini
Con la sentenza n. 213 della Corte Costituzionale, depositata l’11 novembre 2021, si conferma la legittimità delle proroghe (dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 e dal 1° luglio al 31 dicembre 2021) della sospensione dell’esecuzione di rilascio di immobili per morosità.
La pronuncia ha pertanto dichiarato non fondate le questioni di costituzionalità sollevate dai Giudici dell’esecuzione presso i Tribunali di Trieste e di Savona, in relazione all’articolo 13, comma 13, del decreto-legge cd. Milleproroghe (31 dicembre 2020 n. 183) e all’articolo 40-quater del decreto legge cd. sostegni (22 marzo 2021 n. 41).
In particolare la Corte ha rilevato come rispetto alla sospensione prevista all’inizio della pandemia, che risultava generalizzata, i successivi provvedimenti restringendo il campo temporale della sospensione hanno attuato un progressivo e ragionevole aggiustamento e bilanciamento degli interessi e diritti delle parti interessate.

Leggi: Sunia, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Nelle Rsa torna la paura del Covid: tutti positivi e una vittima ad Aosta, 5 morti ad Ancona

Il virus rialza la testa anche nelle strutture di assistenza per anziani. Tutti positivi e una vittima in un centro ad Aosta, 5 morti ad Ancona. I sanitari: «Non bastano più le protezioni, la terza dose è in ritardo»
Ha solo una mascherina bianca per difendersi. E adesso, quest’infermiera triste si mette le mani davanti agli occhi. «Non lo so. Non lo so davvero. Non riesco a capire come possa essere successo. Abbiamo usato tutta la cura possibile e rispettato i protocolli. Ma non è bastato». C’è da sperare che questa casetta bassa, dietro al centro di Aosta, non assomigli al futuro d’Italia. Qui le Rsa vengono chiamate micro comunità. Nella struttura di via Saint-Martin de Corléans, gestita dal Comune, erano ospitate tredici persone anziane non autosufficienti, dodici di loro si sono ammalate di Covid, una è morta: si chiamava Ilda Rosset, aveva ottant’anni e l’Alzheimer, è morta dopo sette giorni di agonia nel reparto di rianimazione dell’ospedale Parini.

Leggi: La Stampa, 18/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Anziani non autosufficienti, in manovra solo 100 milioni per i servizi domiciliari dei Comuni. “Serve almeno il triplo. L’attenzione del governo è calata”

Cristiano Gori, coordinatore del Network Non Autosufficienza che fa parte del Patto per un nuovo welfare in questo campo: “Il Recovery plan prevede 580 milioni in più per l’Assistenza domiciliare integrata delle Asl, cioè i servizi medici, infermieristici e riabilitativi, di cui beneficia il 6,2% degli anziani. Ma, in attesa della riforma annunciata sempre nel Pnrr, va rafforzato anche il servizio comunale”. La legge di Bilancio promette livelli essenziali delle prestazioni: le risorse però non bastano.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 16/11/2021


DALLE REGIONI:

martedì 23 novembre 2021
Puglia, sì dell’aula alla legge sull’assistenza sanitaria per i senza dimora

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato alla unanimità la proposta di legge presentata dal Pd che garantisce assistenza sanitaria a chi vive in strada e che proprio perché senza una casa non può scegliere un medico di base. Il testo di legge si basa sui dati relativi a chi vive in povertà assoluta che secondo i rilievi effettuati dall’Istat e relativi al 2020 riguardano il 9,4% della popolazione nazionale.
La proposta di legge considera anche i dati relativi alla Puglia con un focus sulla città di Bari in cui ci sarebbero tra i 500 e i 550 senzatetto di cui il 53,7% vive in condizioni di indigenza da almeno due anni. Più dell’80% ha dichiarato di aver avuto almeno un contatto con i servizi sociali comunali nel corso dell’ultimo anno mentre il 12% degli intervistati dichiara di avere condizioni di salute precarie o molto gravi.

Leggi: Redattore Sociale, 23/11/2021


martedì 23 novembre 2021
Casa, in Emilia-Romagna 4,3 milioni per inquilini involontariamente morosi

Per gli inquilini involontariamente morosi la Regione Emilia-Romagna per il 2021 mette a disposizione di Comuni e Unioni di Comuni oltre 4,3 milioni di euro. Si trasformeranno in “aiuto concreto” per quanti non riescono a pagare l’affitto per gravi difficoltà economiche, anche dovute all’emergenza sanitaria, e finiscono per rischiare di perdere la casa per sfratto. Questo provvedimento dal 2014 ha permesso di destinare sul territorio oltre 29,8 milioni di euro, e ora viene rafforzato a causa dell’emergenza Covid, ampliando la platea dei beneficiari. La Giunta regionale, con un atto approvato in questi giorni, ha infatti recepito la novità introdotta dal decreto del ministero delle Infrastrutture del 30 luglio scorso, che ha ripartito tra le Regioni i fondi per dare un contributo a chi, a causa dell’emergenza Covid, ha subito una riduzione del reddito Irpef superiore al 25% rispetto al 2020.

Leggi: Redattore Sociale, 23/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Pescara. Il Comune ha pubblicato il bando per la mobilità volontaria fra assegnatari degli alloggi E.R.P. di famiglie con disabili

E’ stato pubblicato, nei giorni scorsi, da parte del Settore Politiche per il Cittadino e del Servizio Politiche Abitative del Comune di Pescara un AVVISO PUBBLICO per la gestione della mobilità volontaria riservata ai sensi dell’art.17-bis L.R. 96/96 e ss.mm.ii. fra assegnatari di Alloggi ERP.
In buona sostanza, gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica possono presentare domanda di mobilità volontaria riservata a nuclei assegnatari, in cui sono presenti persone non deambulanti o non vedenti, riguardo gli alloggi che, nel periodo di efficacia delle varie graduatorie definitive, si renderanno disponibili nel Comune di Pescara, nonché negli immobili di
proprietà del predetto Comune siti in Montesilvano, Spoltore e Francavilla al Mare.

Leggi: Sunia, 22/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Anziani, allarme Pd Marche: rischio perdita di un terzo delle Rsa per debiti

“La Regione Marche sembra aver deciso di lasciare al loro destino gli enti gestori del settore socio-sanitario i quali, durante la pandemia, hanno continuato a erogare servizi di assistenza ad anziani, disabili, minori, soggetti con problemi di salute mentale e dipendenze patologiche”. E’ il j’accuse lanciato dal capogruppo in Consiglio regionale Maurizio Mangialardi (Pd) nei confronti dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini e del governatore Francesco Acquaroli.
“Da mesi denunciamo, inascoltati, le difficoltà di queste strutture, duramente colpite dalla pandemia che ha fatto aumentare i costi di gestione e impedito l’accoglienza di nuove persone- continua Mangialardi – Il rischio è di perdere sotto il peso dei debiti oltre un terzo delle strutture autorizzate che si occupano quotidianamente di ben 15 mila persone di cui 12 mila anziani.

Leggi: Redattore Sociale, 22/11/2021


sabato 20 novembre 2021
La portineria si trasferisce nel quartiere per sostenere chi è in difficoltà

È il progetto del Csv di Venezia per contrastare la solitudine, che coinvolge i territori della città metropolitana, di Mestre e Chioggia. In questi nuovi spazi i volontari assisteranno persone anziane, con disabilità o con problemi socioeconomici per piccole necessità e attività quotidiane
Nel territorio della città metropolitana di Venezia c’è una nuova concezione delle portinerie, che da un singolo palazzo si trasferiscono nei quartieri, diventando spazi innovativi, sia fisici che virtuali, dedicati all’ascolto e al supporto dei cittadini, in cui far crescere legami sociali, ma anche rispondere ai bisogni di chi vive situazioni di difficoltà.
Avviene grazie al progetto “Portinerie di quartiere. Avamposto di comunità” che il Csv di Venezia sta sperimentando in rete con alcune organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale attive sul territorio, per promuovere azioni di contrasto alla “solitudine involontaria”, dovuta al fenomeno dell’impoverimento delle reti primarie familiari e amicali.

Leggi: Redattore Sociale, 20/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Troppa burocrazia e tempi lunghi per i permessi rischiano di fare da freno

Case con prezzi accessibili, mobilità fluida, riqualificazione degli edifici in chiave sostenibile sono alcuni dei temi toccati dal Pnrr , il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che potrebbe rappresentare la sfida chiave per il nostro Paese. E per Milano.
In arrivo nel capoluogo lombardo pre-Covid erano attesi investimenti per circa dieci miliardi di euro, oggi che le cifre si sono ridimensionate per la pandemia e la cautela imposta dai tempi che viviamo dovrebbero arrivare però 4-5 di miliardi proprio dal Pnrr. Capitali in grado di accelerare quel processo di rinascita che Milano ha messo in piedi anni fa.«La stagione aperta dal Governo Draghi e l’approvazione del Pnrr rappresentano una opportunità storica non ripetibile per tracciare un nuovo percorso per il futuro dell’Italia, da un punto di vista sociale, ambientale ed economico – dice Paolo Bellacosa, partner di Vitale & Co -.

Leggi: Confedilizia, 19/11/2021


mercoledì 17 novembre 2021
L’intelligenza artificiale per predire il rischio di povertà negli anziani e per riconoscere le emozioni connesse ai bisogni invisibili

Ampel, il nuovo progetto di cui Auser Lombardia è partner, Università di Milano-Bicocca, Auser Lombardia e la Fondazione IRCCS Carlo Besta (con il supporto di Fondazione Cariplo) hanno avviato oggi il progetto “AMPEL: Artificial intelligence facing Multidimensional Poverty in ELderly” che – utilizzando la metafora di un semaforo (“Ampel” in tedesco) con tre gradi di allerta – analizza, classifica e valuta in termini predittivi, il rischio di povertà multidimensionale degli anziani.
Gli obiettivi principali del progetto sono: 1) l’identificazione di nuovi indicatori del rischio di povertà e della loro reciproca interazione sulla base di dati che raccolgono informazioni relative alle difficoltà quotidiane e che potrebbero rivelare nuove criticità che i servizi sociali, i comuni e le altre istituzioni pubbliche dovranno affrontare; 2) la definizione di modelli di Intelligenza Artificiale che, gestendo grandi quantità di dati eterogenei, forniscano una previsione del rischio di povertà, che può essere sfruttata dai responsabili delle politiche di welfare per progressiva eradicazione della povertà e la promozione della salute, anche per guidare le azioni in caso di situazioni di emergenza, come la pandemia Covid-19;

Leggi: Auser, 17/11/2021


IN AGENDA:

3.12.2021 – 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2021

Giunto alla 55ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su questi temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2021», vengono affrontati i processi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

Leggi: Censis


Anziani fragili, rsa e futuro Gli esperti si confrontano – LE due GIORNATE GERIATRICHE novaresi

«Riprendiamo il cammino» è il titolo delle ventesime Giornate geriatriche novaresi (Ggn) sabato 27 e il 4 dicembre all’albergo Italia: si parlerà di anziano fragile e cognitività, di rsa e Covid tra esperienze e futuro, di problemi socio-assistenziali nell’anziano con demenza, di «comunità amica» e altro ancora. Spunti preziosi non solo per professionisti ma anche per chi, a vario titolo, vuole approfondire. Organizzano l’Associazione Malati Alzheimer Novara (Ama) con Alzheimer Uniti Italia e Ordine dei medici. Aldo Biolcati, geriatra, già primario al Maggiore e coordinatore scientifico Ama: «Quest’anno la formula è diversa per ragioni logistiche e per confronti ancora più mirati. È stato impegnativo mettere a punto tutto quanto ma il titolo delle Giornate è più che mai significativo». Il 27 l’attenzione sarà per famigliari caregiver, operatori dei comparti sanitario e socio-assistenziale, psicologi e assistenti sociali. La seconda giornata è in particolare per medici generalisti e specialisti e con 6 crediti Ecm: «Anche la cittadinanza è invitata, in base alla disponibilità dei posti». Iscrizione gratuita, consigliabile comunicarla entro sabato 20. Per dettagli sul 27: amanovaraonlus@gmail.com e 377-1698513. Per il 4 dicembre: ordinemediciodontoiatrinovara@gmail.com oppure 0321-410130. Per partecipare sono necessari mascherina e green-pass.

Leggi: Aging Project


Seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale”

Lunedì 29 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, è in programma il seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale” promosso dal Master in “Governance e innovazioni di welfare locale” del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, insieme al Comune di Bologna e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. L’appuntamento verrà trasmesso dalla sala convegni del MAMbo in diretta streaming sul canale youtube della Redazione Area Welfare del Comune di Bologna. Il seminario vuole essere un’occasione per riflettere – insieme a docenti, esperti, rappresentanti delle Istituzioni – sulle nuove sfide che il nostro welfare è chiamato oggi ad affrontare e sulle innovazioni nella produzione di servizi, alla luce delle opportunità offerte dal Pnrr e dei nuovi strumenti normativi in materia di co-progettazione e co-programmazione. Leggi la notizia

Leggi: Comune di Bologna


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Analisi critica di alcuni obiettivi del PNRR per la medicina territoriale – Giuseppe Belleri

Il capitolo finale del Dossier di accompagnamento del PNRR a Bruxelles affronta le problematiche finanziarie che comprendono due sezioni: i costi per strutture e personale e i risparmi di spesa aggiuntivi rispetto al finanziamento comunitario. Questi ultimi prevedono:
la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza per diabete, BPCO ed ipertensione arteriosa e della spesa farmaceutica per tre classi di farmaci;
il contenimento degli accessi impropri al PS.
Si tratta di ingenti risparmi che destano alcune perplessità per quanto riguarda la spesa farmaceutica, i ricoveri e gli accessi impropri in PS. Vediamo in dettaglio quest’ultimo capitolo.
La riduzione degli accessi in PS
La quantificazione dei risparmi previsti nelle schede di programma appare ottimistica. Le Case della Comunità o CdC potranno contribuire al contenimento dell’utilizzo inappropriato del PS ma difficilmente nella misura che ipotizza il dossier inviato a Bruxelles, vale a dire una riduzione dei codici bianchi e verdi rispettivamente del 90% e 60%, con un risparmio di risorse destinato a finanziare le CdC. Queste percentuali, rapportate al numero annuale di accessi ai PS, comporterebbero un calo complessivo di quasi il 60%, cifra poco realistica e di difficile concretizzazione nel breve-medio periodo.

Leggi: Welforum


Ma i servizi non possono essere un’azienda – di Giovanni Merlo

«La progressiva sanitarizzazione dei servizi sociosanitari – scrive Giovanni Merlo, riferendosi alla realtà della Lombardia, ma non solo – ha coinvolto, seppure in modalità differente, anche gli interventi di carattere più schiettamente socioassistenziale che, pur con contenuti differenti, vengono finanziati e controllati con un sistema che risponde alla medesima matrice ideologica. Uno degli esiti è che, in questa rete di unità di offerta, le persone con disabilità possono entrare con una discreta facilità, almeno fino a quando trovano posti liberi, ma invece non ne escono quasi mai»
L’accademico Gregorio Arena ci ha insegnato che gli Enti di Terzo Settore hanno una natura bifronte: «Da un lato sono cittadini associati che la Repubblica (intesa come apparato istituzionale) deve sostenere quando svolgono attività di interesse generale. Dall’altro lato, cioè dal punto di vista dei cittadini attivi, sono “Repubblica” e quindi devono essi stessi “favorire” le autonome iniziative dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale».
Si tratta di una considerazione che, non a caso, giunge al termine di un progetto che ha coinvolto le principali sigle associative lombarde, chiamato Trame di futuro. Un’iniziativa, cui ne sono seguite altre analoghe, dedicate alla riflessione e al confronto su ciò che unisce e caratterizza una serie di realtà che hanno storie, caratteristiche, organizzazioni e attività molto diverse fra loro, quali ad esempio, tra le altre, l’Auser, le ACLI, la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Leggi: Superando


Professioni sociali e competenze digitali – Una proposta per adeguare i percorsi formativi – Massimo Campedelli, Lara Toccafondi, Gianna Vignani

L’uso delle tecnologie nei servizi alla persona
La rivoluzione digitale coinvolge ogni aspetto della nostra vita. Il passaggio dall’analogico al digitale riguarda lavoro, tempo libero, modo in cui viviamo le relazioni, ecc. Le competenze digitali necessarie per partecipare a questo irreversibile processo ce le costruiamo giorno per giorno in modo proporzionale alle possibilità di accesso a strumenti e tecnologie.
C’è un ambito di applicazione che l’Unione Europea sollecita sempre più a frequentare, ed è quello dei servizi sociali e sociosanitari. Oltre alla necessità di adeguare un settore economico allo “spirito del tempo”, indicatori demografici ed epidemiologici richiedono di ottimizzare risorse materiali e immateriali integrando soluzioni hi-tech in attività caratterizzate da un’alta intensità di relazioni umane. Indice di vecchiaia, aspettativa di vita in buona salute, tasso di fecondità, indice di dipendenza, ecc. sono assolutamente chiari. Diviene quindi sempre più urgente compiere scelte adeguate alle necessità di cura della terza età e che favoriscano un invecchiamento sano.

Leggi: Welforum


Missione inclusione e coesione sociale – Presentazione a cura di Emanuele Ranci Ortigosa

In questo Punto di Welforum: “Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?“ la prima parte, sulle tracce dell’articolo di apertura, è dedicata al cogliere il PNRR come opportunità e sfida per dare seguito al motto “non più come prima”, per andare oltre, per rimpostare rivedere e riqualificare. In un precedente Punto avevamo scritto che occorre cambiare paradigma, assumerne uno nuovo.
L’articolo di apertura e gli articoli della prima parte del Punto, richiamano quindi le sofferenze prodotte dalla pandemia e la storica svolta nelle politiche pubbliche determinatasi per fronteggiarle, cui seguono contributi di analisi e valutazione della impostazione, dei contenuti, delle risorse del PNRR e di proposte per una riorganizzazione e riqualificazione di questa componente del welfare.
Questa seconda parte del Punto è dedicata alla “Missione inclusione e coesione sociale”. Il PNRR la articola in più politiche, ambiti di intervento, relativi finanziamenti, come illustra la tabella 1. (Tabella 1).

Leggi: Welforum


Anteprima Rapporto OASI-Bocconi 2021. La pandemia ha accelerato la trasformazione del Ssn. Dallo shock iniziale al Pnrr – di Lucia Conti

Storicamente, la governance e la mission prevalente del Ssn sono state caratterizzate da profondi processi di trasformazione che “hanno generato fasi di circa 7-10 anni”. Il Covid ha determinato, all’opposto, “il susseguirsi veloce di policy, di mission e di cultura istituzionale”. Tanto che, secondo i ricercatori della Sda Bocconi School of Management, si può parlare di “quattro epoche attraversate in due anni”. E “già se ne intravede all’orizzonte una quinta”, da realizzare anche alla luce del Pnrr. IL RAPPORTO IN SINTESI
La pandemia di SARS-CoV-2 (Covid) ha impresso un’accelerazione fortissima ai cambiamenti del nostro Ssn, tanto che, secondo la Sda Bocconi School of Management si può parlare di “quattro epoche attraversate in due anni”. Al momento gli investimenti del Pnrr rappresentano un trampolino di lancio verso il futuro. Si intravede però una “quinta epoca” che, probabilmente, sarà contraddistinta da una nuova austerità, con una spesa sanitaria corrente che non crescerà significativamente. La questione cruciale è se, dopo questa importante fase di lotta al Covid, segnata da grandi cambiamenti (emergenza, recupero attività, PNRR) e da mesi di riflessioni, sia ancora possibile immaginare una stagione di controllo della spesa basata prevalentemente su razionamenti, o se invece, finalmente, la logica sarà quella della razionalizzazione.

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

Covid-19: Indennità di malattia per quarantena

Sia per i lavoratori dipendenti sia per i fragili, l’Inps rimette in lavorazione le richieste per malattia per quanti si trovino in quarantena a causa del Covid-19 o in permanenza domiciliare con sorveglianza attiva.
A comunicarlo l’Istituto previdenziale pubblico, con il messaggio n. 4027 del 18 novembre, prendendo atto della proroga per tutto il 2021, con effetto anche retroattivo, approvata con il decreto fiscale, entrato in vigore il 22 ottobre scorso (D.L. 146 del 21/10/2021),
Entrambe le tutele economiche, sia per i lavoratori in quarantena sia per quelli “fragili, fortemente sollecitate dalla Cgil e dall’Inca, saranno gestite dalle strutture territoriali Inps di competenza e lavorate nel rispetto dell’ordine cronologico degli eventi.
L’Inps ricorda che la nuova formulazione del comma 5 dell’articolo 26 prevede che gli oneri connessi al riconoscimento dell’indennizzo per malattia a carico dell’Inps, sono finanziati dallo Stato nel limite massimo di spesa di 663,1 milioni di euro per l’anno 2020 e di 976,7 milioni di euro per l’anno 2021.
Il messaggio dell’Inps non contiene, invece, indicazioni sulla gestione del rimborso forfettario di 600 euro dell’onere annuale della malattia-quarantena rimasto a carico del datore di lavoro che non versa il contributo di malattia all’Inps, rimborso previsto sempre dal D.L. 146/2021. Pertanto, in assenza di tali istruzioni, il rimborso continua a non essere operativo.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

All’Auser il “Premio al Volontariato –Costruttori del bene comune” della Presidenza del Senato della Repubblica

L’Auser è fra le associazioni insignite del Premio al Volontariato della Presidenza del Senato. La cerimonia di consegna si è tenuta sabato 13 novembre presso l’Aula del Senato e si potrà seguire in diretta televisiva su Rai Due a cura di Rai Parlamento a partire dalle ore 11,45. “Un riconoscimento che ci riempie di orgoglio – commenta il presidente nazionale Enzo Costa – e che idealmente intendo consegnare a tutti i volontari e le volontarie della nostra associazione che con impegno, dedizione e coraggio hanno svolto le loro attività a favore delle persone più fragili e della comunità, in un momento così difficile per tutti noi”.
Il riconosciomento è stato dato ad Auser “”per lo straordinario impegno dei volontari a sostegno degli anziani”.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 16 novembre 2021
Anziani non autosufficienti: “Battuta d’arresto, ma l’impegno continua”

Intervista a Cristiano Gori, tra i promotori del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza: “Chiedevamo 300 milioni per i servizi di assistenza domiciliare erogati dai Comuni: nella legge di Bilancio ce ne solo 100. Noi continuiamo a impegnarci per un’assistenza domiciliare integrata”
“La preoccupazione generale è che il maggior interesse verso gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie, che si era espresso nella riforma contenuta nel Pnrr, stia già venendo meno. Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza aveva chiesto 300 milioni per i servizi di assistenza domiciliare (Sad) erogati dai Comuni, nella legge di Bilancio ce ne solo 100”. E’ deluso e preoccupato Cristiano Gori, docente di Politica sociale nel dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, consulente scientifico dell’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano e promotore del Network Non autosufficienza, che solo pochi mesi fa, su queste pagine, aveva espresso fiducia e speranza che proprio il Pnrr potesse rappresentare “una grande opportunità per gli anziani non autosufficienti del nostro Paese”. Il documento, infatti, dedicava ampio spazio al tema della non autosufficienza, annunciando non solo interventi di carattere sanitario, ma una “riforma organica” e, appunto, integrata di questo settore. Il Pnrr sembrava quindi recepire “il principale obiettivo della nostra proposta”, commentava Gori, riferendosi al documento presentato dal Network (e commentato sempre su queste pagine) negli scorsi mesi, poco dopo la presentazione del Piano firmato dall’allora premier Conte.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Manovra, “solo 100 milioni per gli anziani non autosufficienti”

La denuncia del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza: “La Legge di bilancio stanzia 200 milioni in meno di quanto previsto per i servizi domiciliari sociali erogati dai Comuni”. “Briciole”: le organizzazioni chiedono il reintegro dei fondi
“La Legge di Bilancio stanzia, per il 2022, solo 100 milioni di euro per i servizi domiciliari sociali erogati dai Comuni agli anziani non autosufficienti. Dunque, 200 milioni in meno di quanto previsto dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che aveva chiesto che l’1% delle risorse stanziate con la Legge di Bilancio – ossia 300 milioni su 30 miliardi – fosse destinato a costruire un rafforzamento stabile dei servizi di assistenza domiciliare erogati dai Comuni”. E’ la denuncia le organizzazioni del Patto.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Come stanno gli anziani in Italia

I dati Istat sugli aspetti strutturali e dinamici dell’invecchiamento sono un importante strumento di approfondimento. Un compendio delle principali informazioni sullo stato di salute e sul benessere degli over 65 del Rapporto annuale 2020
L’accresciuta aspettativa di vita rappresenta indubbiamente un successo per il welfare dell’Italia, che da tempo è una delle nazioni più longeve del mondo, sopravanzando nel 2017 per il sesso maschile tutte le altre dell’Unione europea. Gli indicatori sulla dimensione qualitativa della sopravvivenza dimostrano che non solo è aumentata la speranza di vita, ma anche la vita media in buona salute.
Le donne che nel 2020 hanno 80 anni possono sperare di viverne almeno altri 10 e i coetanei maschi quasi 9. Nell’ultimo decennio, i sessantacinquenni hanno guadagnato più di un anno di speranza di vita in buona salute (da 5,6 nel 2009 a 7,3 nel 2019). Pertanto, le donne a 65 anni si aspettano di vivere in buona salute almeno il 30% degli anni che restano loro, gli uomini più del 40%. Per gli ultraottantenni, questa possibilità diminuisce di poco, scendendo al 23,6% dei 10 anni che restano ancora da vivere per le donne e al 33% dei 9 anni per gli uomini.
Cosa vuol dire buona salute
La percezione di buona salute, che consente di cogliere la multidimensionalità del concetto di salute, inteso, secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, come stato di “completo benessere fisico, mentale e sociale” è complessivamente maggiore tra gli anziani maschi, sebbene l’incremento nell’ultimo decennio sia stato maggiore nelle donne tra i 65 e i 74 anni e nei maschi ultra settantacinquenni.

Leggi: Collettiva, 15/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
L’invecchiamento in buona salute

Prosegue la ricerca di soluzioni organizzative e tecnologiche a favore degli anziani nell’ambito di Sociotechlab, il progetto finanziato dallo Spi Cgil. All’opera università e istituti di eccellenza in Italia
L’invecchiamento è un fatto. Cresce ovunque la quota di persone anziane e in tutti i Paesi si attivano programmi di intervento sociosanitario. Una sfida che si inserisce nel piano delle Nazioni unite e dell’Organizzazione mondiale della sanità per il 2021-2030 sull’Invecchiamento in buona salute. Sono quattro le aree d’azione: la creazione di ambienti fisici, sociali ed economici a misura di anziano; la lotta contro i pregiudizi, gli stereotipi e le discriminazioni nei confronti dell’invecchiamento; lo sviluppo di un’assistenza integrata preventiva, curativa, riabilitativa e palliativa; infine, la garanzia di un’assistenza a lungo termine.
Migliorare la qualità della vita durante la terza età è diventato uno degli obiettivi primari anche per lo Spi, il sindacato dei pensionati e delle pensionate della Cgil. Lo scopo non è solo quello di vivere di più, ma di vivere in salute.

Leggi: Collettiva


lunedì 15 novembre 2021
Clima, le conclusioni della COP26 deludono le associazioni ambientaliste. “Ma la direzione è giusta”

Amnesty International: “Tradimento catastrofico nei confronti dell’umanità”. Wwf: “Testo lontano dalla perfezione, ma la direzione è giusta”. Legambiente: “L’accordo di Glasgow è inadeguato”. Greenpeace: “Accordo debole, manca di coraggio”
Una sostanziale delusione di fondo, ma anche la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta. Questa potrebbe essere la sintesi delle reazioni delle associazioni ambientaliste alle conclusioni della COP26 di Glasgow sul clima. Reazioni diverse, che prendono spunto da un testo finale considerato assai lontano dalla perfezione. Ma per alcuni si tratta comunque di un punto di partenza importante, per altri di un tradimento delle aspettative dei giovani e, più in generale, dell’intera umanità.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Inquinamento. In Italia è strage: nel 2019 quasi 64mila morti evitabili. In tutta Europa 307 mila morti ma 178mila si sarebbero potute evitare con aria più pulita. Report dell’Agenzia europea

I dati dell’Agenzia europea dell’ambiente ci pongono in testa alla classifica. Le malattie più comuni provocate dall’inquinamento e per le quali si registra la maggiore mortalità evitabile sono quelle cardiache, l’ictus, le polmonarie e il cancro ai polmoni. L’Italia è al secondo posto per morti evitabili da particolato e ozono tra i grandi Paesi dopo la Germania, ma al primo posto per le morti da biossido da azoto. Ma la via per abbattere tutte queste morti c’è: rispettare i livelli massimi Oms che se fossero stati rispettati avrebbero ridotto la mortalità evitabile complessiva del 55%.
L’inquinamento atmosferico è una delle principali cause di morte prematura e malattie ed è il più grande rischio per la salute ambientale in Europa. A fare il punto della situazione è l’Agenzia europea per l’ambiente (AEA) che sottolinea come siano le malattie cardiache e l’ictus le ragioni più comuni di morte prematura attribuibili all’inquinamento atmosferico, seguite dalle malattie polmonari e dal cancro ai polmoni.
L’AEA ha anche stimato i potenziali benefici per la salute derivanti dal raggiungimento degli standard di qualità dell’aria dell’UE e dei valori delle linee guida dell’OMS per il particolato fine nell’aria ambiente.

Leggi: Quotidiano Sanità, 15/11/2021

 


sabato 13 novembre
Periferie, 551 progetti pronti ma senza fondi: il 93% è al Nord

Chiusa la graduatoria per distribuire 3,4 miliardi, ma ne servirebbe un altro
Per una volta il problema non è rappresentato dai progetti che mancano. Perché le ristrutturazioni edilizie e gli interventi infrastrutturali per riqualificare aree periferiche a Bergamo, Sondrio, Treviso, Padova, Vicenza o Parma sono stati progettati. Ma mancano i fondi: notizia paradossale ai
tempi del Pnrr che alla riqualificazione urbana dedica «grande attenzione» perché la considera «strumento di supporto all’inclusione e al recupero del degrado sociale e ambientale» come si legge a pagina 210 del Piano.L’allarme circola fra i sindaci da settimane, e alimenta un malcontento tradotto in telefonate sempre più frequenti a Roma per cercare risposte che a oggi non ci sono. A secco sono rimasti 551 progetti, che nel 93% dei casi (510) riguardano il Nord Italia: dove per molte città, soprattutto medie e piccole, la rigenerazione urbana rischia di essere la porta d’accesso quasi
esclusiva al Recovery Plan.L’origine del problema non è complicata da ricostruire. Prima della ripresa degli ultimi due anni la macchina degli investimenti comunali è rimasta imballata per oltre un decennio, rimandando al futuro idee di interventi che si sono quindi accumulate nel tempo. Poi, proprio alla vigilia del Covid e del Next Generation chiamato a ricucire le ferite pandemiche, quel futuro è arrivato, con il bando per la rigenerazione urbana avviato dalla manovra 2020.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 13/11/2021


sabato 13 novembre
Modello Milano per la legge sulla rigenerazione delle città

La discussione al Senato. La proposta risolutiva del ministero delle Infrastrutture consente ai Comuni di approvare progetti presentati da privati anche prima che sia varato il piano complessivo
Al ministero delle Infrastrutture lo chiamano già «modello Milano», pensando all’intervento straordinario per quantità e qualità, di rigenerazione urbana avvenuto nel capoluogo lombardo nel decennio scorso prevalentemente su proposta di soggetti privati.
C’è un articolo della proposta di testo inviata dal ministro Enrico Giovannini al Senato, per disincagliare la legge quadro sulla rigenerazione urbana, che punta proprio a incentivare l’intervento e la proposta di privati nelle città. È l’articolo 7 della proposta e dà, più di altri, il segno del cambiamento che Giovannini vuole imprimere al dibattito sulla rigenerazione urbana. Senza togliere nulla al fatto che il nuovo testo rafforza, pur semplificando, gli strumenti pubblici – nazionali e locali – di programmazione e di valutazione degli interventi, senza però ingessare tutto, come era avvenuto con i testi finora esaminati al Senato. È stata la stessa commissione Ambiente, d’altra parte, a chiedere l’intervento del ministro per cercare un punto di equilibrio che sbloccasse la situazione destinata al binario morto.

Leggi: Inu, 13/11/2021


venerdì 12 novembre 2021
Superbonus 110%, bonus facciate, cessione del credito:le 7 nuove regole da conoscere

I bonus edilizi: torna le cessione del credito e lo sconto in fatturaSi modifica il quadro dei bonus edilizi dopo il varo del disegno di legge di Bilancio 2022 (qui il testo approvato dal Consiglio dei ministri) e il decreto legge sui controlli di congruità delle spese fiscalmente detraibili . Rispetto al testo discusso a ottobre dal Consiglio dei ministri, la Manovra cambia alcuni bonus, le regole per accedere e i documenti da presentare: la novità di maggior rilievo è il ritorno della cessione del credito per tutti i bonus (il testo di ottobre a partire dal 1° gennaio prossimo ne limitava la possibilità al solo bonus 110%). Ricapitoliamo quindi le scadenze e le informazioni principali.Superbonus 110%, le scadenze: dai condomini alle villette Il superbonus viene prorogato nella misura attuale fino al 31 dicembre 2023 per i condomini, fino al 30 giugno 2022 per le case indipendenti, con proroga al 31 dicembre 2022 solo per chi abbia depositato la Comunicazione inizio lavori entro il 30 settembre 2021 o possegga un Isee fino a 25 mila euro; fino al 31 dicembre 2023 per Iacp e assimilati (ivi comprese le cooperative), purché entro il 30 giugno 2022 risulti effettuato il 60% dei lavori.

Leggi: Corriere della Sera, 12/11/2021


giovedì 11 novembre 2021
Una manovra inadeguata. Parte la mobilitazione di CGIL, CISL e UIL

Cgil Cisl Uil legge di bilancio 2022 mobilitazione unitaria
La bozza di legge di bilancio non dà risposte sufficienti per contrastare le diseguaglianze sociali, economiche e geografiche del Paese.
Per questa ragione, CGIL CISL UIL, avviano un percorso di mobilitazione per migliorarne i contenuti nel solco della piattaforma unitaria.
PENSIONI
No a quota 102. Serve una pensione di garanzia per giovani, più sostegno a donne, ai lavoratori disoccupati, discontinui e precoci e forti incentivi per la previdenza complementare.
Possibilità di pensione:
– da 62 anni di età.
– con 41 anni di contributi senza limiti di età.
Migliorare Opzione donna e rafforzare l’Ape sociale estendendo la platea dei lavori gravosi e usuranti.

Leggi: Cgil, 11/11/2021


giovedì 11 novembre 2021
Lavoro domestico, invecchiano colf e badanti. “Si rischia di non avere più personale”

I dati di Assindatcolf e Idos. Nell’ultimo decennio è drasticamente calata la presenza di colf, badanti e baby sitter under 30 (-61,4%) mentre si è assistito ad un invecchiamento della forza lavoro. Con possibili conseguenze nel prossimo futuro. Zini: “Pesano il mancato ricambio generazionale e la chiusura dei canali di ingresso regolari per i cittadini extracomunitari a cui ormai assistiamo da anni e che la pandemia ha bloccato”
Il lavoro domestico non è un impiego che piace ai giovani: nell’ultimo decennio, infatti, è drasticamente calata la presenza di colf, badanti e baby sitter under 30 (-61,4%) mentre si è assistito ad un progressivo invecchiamento della forza lavoro. Nel 2020 gli over 50 rappresentano oltre la metà dei lavoratori impiegati nel comparto: circa 480 mila domestici regolari (di cui 319 mila stranieri) su un totale di 920 mila. È questa la fotografia scattata da Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, che oggi, insieme al Centro Studi e Ricerche Idos, ha presentato i dati sul comparto domestico contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione 2021.

Leggi: Redattore Sociale, 11/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
Anziani non autosufficienti, “grazie alle famiglie lo Stato risparmia 11,6 miliardi per l’assistenza”

Secondo il Rapporto Domina, nel 2020 le famiglie italiane hanno speso 7,2 miliardi di euro per sostenere il lavoro domestico. Aggiungendo la componente irregolare, si sfiorano i 15 miliardi di euro. Considerando solo l’assistenza agli anziani non autosufficienti, in uno scenario ipotetico senza l’impegno delle famiglie, lo Stato dovrebbe gestire una spesa di 11,6 miliardi superiore a quella attuale (lo 0,7% del PIL)
Nel 2020 le famiglie italiane hanno speso 7,2 miliardi di euro per sostenere il lavoro domestico. Aggiungendo la componente irregolare, si sfiorano i 15 miliardi di euro. Considerando solo l’assistenza agli anziani non autosufficienti, in uno scenario ipotetico senza l’impegno delle famiglie, lo Stato dovrebbe gestire una spesa di 11,6 miliardi superiore a quella attuale. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel terzo Rapporto annuale Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico) sul lavoro domestico 2021, che verrà presentato il prossimo gennaio.

Leggi: Redattore Sociale, 10/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
Figliuolo conferma via libera alla terza dose anche nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali

Lo prevede una circolare del Commissario che ha risposto ad un quesito posto dalla Regione Piemonte. “Si potrà procedere alla somministrazione della dose ‘booster’ anche alle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali residenziali e semi residenziali dedicate ai disabili, pazienti psichici e delle dipendenze e al personale ivi operante”. IL DOCUMENTO
Via libera alla terza dose anche in tutte le strutture (sociosanitarie e socioassistenziali) residenziali e semi residenziali. È quanto prevede una circolare del Commissario per l’Emergenza Francesco Figliuolo che ha risposto ad una richiesta pervenuta dalla Regione Piemonte.
“Sentito il parere – si legge nella circolare – del Ministero della Salute, del Consiglio superiore di sanità e dell’Iss, e condividendo la necessità di mettere in sicurezza i citati luoghi di comunità, si esprime parere favorevole in merito al quesito posto, indicando la possibilità di procedere alla somministrazione della dose ‘booster’ anche alle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali residenziali e semi residenziali dedicate ai disabili, pazienti psichici e delle dipendenze e al personale ivi operante”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
Clima. Il caldo miete vittime tra gli over 65: mortalità giornaliera cresciuta dell’8%, +2.239 decessi

Tra il 17 maggio e il 17 settembre, nove le città maggiormente colpite: Bari (+46%), Campobasso (+30%), Catania (+27%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%) Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%) e Napoli (+9%). Questi alcuni dei risultati rilevati dal Sistemi di allarme, dal Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera e dagli accessi in pronto soccorso. IL DOCUMENTO
Un’estate calda, anzi caldissima quella di quest’anno, in Europa a più calda degli ultimi 20 anni. A pagarne lo scotto le fasce di popolazione più fragili per età e condizioni di salute. Da maggio a settembre la mortalità giornaliera è cresciuta dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2020. Ben 2.239 decessi in più causati dalle temperature superiori alla media del periodo con eccessi statisticamente significativi in 9 città: Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%), Campobasso (+30%), Napoli (+9%), Bari (+46%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%) e Catania (+27%).
A fotografare gli effetti delle alte temperature sulla salute sono i risultati dei Sistemi di allarme (Hhwws) e del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG) e degli accessi in pronto soccorso, rilevati tra il 17 maggio e il 17 settembre scorsi, contenuti nel Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute pubblicato sul sito del ministero della Salute.

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/11/2021


martedì 9 novembre 2021
Cop26, abolire il superbonus per attuare la transizione ecologica – di Edoardo Zanchini – Vicepresidente nazionale Legambiente

A guardarlo da Glasgow, il conflitto in corso sul super ecobonus del 110 per cento per la riqualificazione edilizia mostra tutti i limiti di un Paese che non ha ancora deciso di fare sul serio rispetto alla transizione ecologica.
A contrapporsi sono due fronti, da un i “rigoristi” preoccupati per l’impatto sul bilancio dello stato del più generoso incentivo al mondo, e dall’altro un fronte ampio politico e imprenditoriale che chiede di prolungare ancora di qualche anno l’intervento.
Con la legge di Bilancio si è segnato un punto a favore del ministro dell’Economia Daniele Franco, comprensibilmente angosciato da una spesa arrivata già a oltre 10 miliardi di euro e che rischia di andare fuori controllo.

Leggi: News110, 09/11/2021


DALLE REGIONI

martedì 16 novembre 2021
Palermo, dall’Agenzia sociale per la casa erogati due milioni di euro

Oltre due milioni di euro, 539 famiglie accolte e accompagnate verso un nuovo progetto di vita. Il dato emerge dal lavoro messo in campo dall’Agenzia sociale per la casa di Palermo a partire dal mese di ottobre del 2020 e per tutto il 2021 per contrastare il disagio abitativo e quindi le povertà. “Un lavoro, quello degli operatori dei 10 punti snodo di Palermo che non ha trovato sosta nemmeno nei periodi più critici della pandemia e che grazie al dialogo costante con l’amministrazione comunale rappresenta la maggiore interfaccia sul territorio per sostenere le famiglie in difficoltà”, dice una nota.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Casa, la Regione Liguria mette 9 milioni per aiutare a pagare gli affitti

Oltre nove milioni stanziati dalla giunta della Regione Liguria per aiutare le persone in difficoltà a pagare l’affitto. I nuovi finanziamenti approvati oggi coinvolgono 138 Comuni liguri che hanno presentato richiesta e sono stati assegnati in base al fabbisogno della popolazione residente…
Oltre nove milioni stanziati dalla giunta della Regione Liguria per aiutare le persone in difficoltà a pagare l’affitto. I nuovi finanziamenti approvati oggi coinvolgono 138 Comuni liguri che hanno presentato richiesta e sono stati assegnati in base al fabbisogno della popolazione residente. “Un contributo importante per aiutare le fasce più in difficoltà della popolazione- affermano il governatore Giovanni Toti e l’assessore a Edilizia e Urbanistica, Marco Scajola- l’impegno e l’attenzione da parte della Regione nel supportare i cittadini in difficoltà è un elemento fondamentale della nostra azione amministrativa, che tiene naturalmente conto degli effetti economici della pandemia sulle famiglie”. I cittadini interessati potranno rivolgersi direttamente al proprio Comune per accedere alle risorse. I Comuni potranno assegnare i contributi utilizzando i bandi già attivati per l’assegnazione degli otto milioni stanziati lo scorso anno, oppure varandone nuovi.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Anziani, il Comune di Ravenna potenzia il servizio taxi calmierato

Novità per il servizio taxi per persone in condizioni di fragilità impossibilitate a spostarsi in autonomia. Da un lato, infatti, c’è tempo fino al 31 dicembre per la richiesta dei voucher taxi-buoni viaggio per utilizzare il servizio a prezzi calmierati per sbrigare ogni incombenza e necessità o anche raggiungere le sedi vaccinali. Dall’altro è stata ampliata la platea dei beneficiari, estesa agli over 65 e alle persone con invalidità civile riconosciuta per almeno il 64%.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Casa, nelle Marche 63 milioni per la riqualificazione degli alloggi popolari

Il programma nazionale “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica” stanzia quasi 63 milioni di euro per le Marche. La giunta regionale ha approvato oggi i criteri ed i requisiti per la selezione degli interventi da finanziare…
Il programma nazionale “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica” stanzia quasi 63 milioni di euro per le Marche. La giunta regionale ha approvato oggi i criteri ed i requisiti per la selezione degli interventi da finanziare. “Si tratta di un programma di grande rilevanza, in linea con il nostro percorso centrato sull’efficientamento e ristrutturazione del patrimonio residenziale pubblico nel rispetto dei criteri di sicurezza e di tutela ambientale- spiega in una nota l’assessore regionale all’Edilizia residenziale pubblica, Stefano Aguzzi- finanziato a livello nazionale con risorse del Piano nazionale complementare per un importo complessivo di 2 miliardi di euro. Senza dubbio un’altra opportunità per rimettere in moto la crescita economica della regione”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Casa, Reggio Emilia: dalla Regione 976 mila euro di aiuti per l’affitto

Nuove risorse a disposizione del Comune di Reggio Emilia per lo scorrimento della graduatoria a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento dell’affitto della prima casa…
Nuove risorse a disposizione del Comune di Reggio Emilia per lo scorrimento della graduatoria a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento dell’affitto della prima casa. Grazie a un finanziamento della Regione di 976 mila euro, infatti, l’ente sarà in grado di liquidare 749 domande, che si vanno ad aggiungere alle 417 già sostenute a maggio per un totale di 1.166 famiglie reggiane che riceveranno l’aiuto nell’anno 2021 e uno stanziamento complessivo di 1,5 milioni. Tra le nuove domande finanziate, sono comprese tutte le 181 domande inviate per calo del reddito a causa della pandemia da Covid e poco più della metà delle domande presentate per disagio abitativo. La liquidazione avverrà in due tranche: le prime 320 domande saranno finanziate entro l’anno, mentre una seconda tranche con le domande restanti sarà sostenuta a inizio 2022.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2021


domenica 14 novembre 2021
La città battezza l’Osservatorio dei diritti

Firmato un patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale, trentacinque associazioni e alcuni cittadini La città battezza l’Osservatorio dei diritti Firmato un patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale, trentacinque associazioni e alcuni cittadini
LUCCA. Sempre di più città dei diritti. Una festa di partecipazione, nel cuore di Lucca sotto il loggiato di Palazzo Pretorio, ha dato vita ieri pomeriggio all’Osservatorio dei diritti. Un nuovo organismo, che nasce dalla firma di un patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale e trentacinque associazioni del territorio, ma anche singoli cittadini.A sottoscrivere il documento costitutivo, assieme ai rappresentanti dei gruppi, è stato il sindaco Alessandro Tambellini. Con lui, il consigliere delegato ai diritti Daniele Bianucci e l’assessora Ilaria Vietina, assieme ad altri componenti dell’amministrazione.«L’Osservatorio avrà una sede in Città, in quella che chiameremo “la casa dei diritti”, e che inaugureremo nelle prossime settimane – spiega il sindaco, assieme al consigliere Bianucci e all’assessora Vietina – avrà il compito di osservare la reale tutela e la possibile violazione dei diritti all’interno della nostra comunità; di promuovere a riguardo eventi di informazione e sensibilizzazione; di creare e utilizzare strumenti volti all’ascolto della voce dei cittadini.

Leggi: Cgil Lucca, 14/11/2021


venerdì 12 novembre 2021
Barriere architettoniche, la Lombardia dà il via libera alle linee guida per i Piani per l’accessibilità

La Giunta della regione Lombardia ha approvato le linee guida per la redazione dei Piani per l’accessibilità, l’inclusione e il benessere ambientale (Peba). I destinatari sono i comuni, con particolare riferimento a quelli fino a 5 mila abitanti, che hanno bisogno di un maggiore supporto per la realizzazione dei Piani e delle opere fondamentali per migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici
La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Alessandra Locatelli, ha approvato le linee guida per la redazione dei Piani per l’accessibilità, l’inclusione e il benessere ambientale (Peba).
“L’obiettivo – ha spiegato l’assessore – è agevolare la redazione dei Piani e aumentare significativamente il numero dei comuni che li adottano in ottica di accessibilità e inclusione sociale. I destinatari sono i comuni, con particolare riferimento a quelli fino a 5.000 abitanti, in quanto hanno bisogno di un maggiore supporto per la realizzazione dei ‘Peba’ e delle opere fondamentali per migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
La casa è il primo luogo di cura. Le prospettive di riforma previste dal Pnrr

Se ne parla oggi e domani al convegno promosso dalla Asl di Viterbo in collaborazione con l’Università della Tuscia e la Regione Lazio. Gli interventi del Dg Donetti, del direttore di Agenas Mantoan e del coordinatore del gruppo che lavora sul Pnrr al ministero della Salute Stefano Lorusso.
L’invecchiamento della popolazione italiana, il mutato contesto socio-epidemiologico, l’aumento delle fragilità e l’insorgenza di multi-patologie rendono sempre più necessaria la riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Anche a seguito della pandemia da SARS.CoV2 – che ha messo a nudo le reali criticità del sistema sanitario – si è resa sempre più evidente e centrale l’importanza delle cure di prossimità e dell’integrazione tra ospedale e territorio anche grazie all’utilizzo dei sistemi di sanità digitale e della telemedicina.
Il domicilio del paziente diviene in questo scenario un ambito non più di “fastidiosa complessità” ma privilegiato e interconnesso per quella “continuità di cure di qualità” di cui è stato riscontrato l’estremo bisogno proprio nel pieno dell’emergenza pandemica, luogo dove la persona e il suo più vicino caregiver diventano attori rilevanti del processo di presa in carico.

Leggi: Quotidiano Sanità


IN AGENDA:

Anziani fragili, rsa e futuro Gli esperti si confrontano – LE due GIORNATE GERIATRICHE novaresi

«Riprendiamo il cammino» è il titolo delle ventesime Giornate geriatriche novaresi (Ggn) sabato 27 e il 4 dicembre all’albergo Italia: si parlerà di anziano fragile e cognitività, di rsa e Covid tra esperienze e futuro, di problemi socio-assistenziali nell’anziano con demenza, di «comunità amica» e altro ancora. Spunti preziosi non solo per professionisti ma anche per chi, a vario titolo, vuole approfondire. Organizzano l’Associazione Malati Alzheimer Novara (Ama) con Alzheimer Uniti Italia e Ordine dei medici. Aldo Biolcati, geriatra, già primario al Maggiore e coordinatore scientifico Ama: «Quest’anno la formula è diversa per ragioni logistiche e per confronti ancora più mirati. È stato impegnativo mettere a punto tutto quanto ma il titolo delle Giornate è più che mai significativo». Il 27 l’attenzione sarà per famigliari caregiver, operatori dei comparti sanitario e socio-assistenziale, psicologi e assistenti sociali. La seconda giornata è in particolare per medici generalisti e specialisti e con 6 crediti Ecm: «Anche la cittadinanza è invitata, in base alla disponibilità dei posti». Iscrizione gratuita, consigliabile comunicarla entro sabato 20. Per dettagli sul 27: amanovaraonlus@gmail.com e 377-1698513. Per il 4 dicembre: ordinemediciodontoiatrinovara@gmail.com oppure 0321-410130. Per partecipare sono necessari mascherina e green-pass.

Leggi: Aging Project


Seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale”

Lunedì 29 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, è in programma il seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale” promosso dal Master in “Governance e innovazioni di welfare locale” del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, insieme al Comune di Bologna e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. L’appuntamento verrà trasmesso dalla sala convegni del MAMbo in diretta streaming sul canale youtube della Redazione Area Welfare del Comune di Bologna. Il seminario vuole essere un’occasione per riflettere – insieme a docenti, esperti, rappresentanti delle Istituzioni – sulle nuove sfide che il nostro welfare è chiamato oggi ad affrontare e sulle innovazioni nella produzione di servizi, alla luce delle opportunità offerte dal Pnrr e dei nuovi strumenti normativi in materia di co-progettazione e co-programmazione. Leggi la notizia

Leggi: Comune di Bologna


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


Urbanpromo – Progetti per il Paese

Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”. Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

Leggi: Urban Promo


 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Luci e ombre del bilancio di previsione 2022 – di Roberto Artoni

L’approvazione del bilancio di previsione dello Stato è il risultato di un lungo processo, in cui possono essere individuati alcuni passaggi essenziali:
• delineazione del quadro macroeconomico nell’anno in corso;
• previsione delle grandezze macroeconomiche per l’anno successivo associato a una stima delle principali poste del bilancio pubblico in assenza di interventi, o a politiche invariate;
• quadro programmatico delle grandezze macroeconomiche per l’anno successivo;
• individuazione degli interventi di finanza pubblica che dovrebbero garantire il raggiungimento degli obiettivi macroeconomici fissati nel quadro programmatico.
Il disegno di legge varato dal Consiglio dei Ministri è poi sottoposto all’approvazione del Parlamento entro il 31 dicembre.
In queste note ricostruiamo il processo come si è sviluppato nell’anno in corso, fino all’approvazione il 28 ottobre del Disegno di legge riguardante il bilancio di previsione per il 2022, che a sua volta riflette la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef). approvata dal governo all’inizio di ottobre.

Leggi: Welforum


L’accessibilità e l’inclusione sociale contribuiscono alla vitalità urbana

Promosso dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), dall’URBIT (Urbanistica Italiana) e dalla Camera di Commercio di Genova, in collaborazione con il Ministero della Cultura, il CNR e di CERPA Italia, il “Premio città accessibili a tutti” va a tesi di laurea magistrale o a ricerche e studi innovativi sulle tematiche dell’accessibilità a 360 gradi. La cerimonia conclusiva si avrà online il 19 novembre, all’interno della manifestazione “Urbanpromo Progetti per il Paese”, seguita dalla tavola rotonda “Il contributo dell’accessibilità a 360° e dell’inclusione sociale alla vitalità urbana”
Promosso dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), dall’URBIT (Urbanistica Italiana) e dalla Camera di Commercio di Genova, che in tal senso ha messo a disposizione in buoni libri e/o dispositivi un montepremi complessivo di 5.000 euro, oltreché avvalendosi della collaborazione del Ministero della Cultura, del CNR e di CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità), il Premio città accessibili a tutti è destinato a tesi di laurea magistrale, nonché a ricerche e studi aventi carattere innovativo, sulle tematiche dell’accessibilità a trecentosessanta gradi, realizzati, nella fattispecie dell’edizione di quest’anno, tra il 1° aprile 2020 e il 30 settembre scorso.
«L’interesse – spiegano i promotori dell’iniziativa – è stato rivolto in particolare alle parti urbane (centri storici, quartieri periferici, spazi pubblici, edifici) e alle dimensioni vaste (città, ambiti rurali, territori), considerando le limitazioni imposte alla vitalità e reciprocamente alla qualità della vita delle persone che sono prodotte da barriere fisiche, sensoriali, percettive, intellettive e di genere, ma anche culturali, sociali ed economiche».

Leggi: Superando


Autorizzazione e accreditamento dei servizi sociosanitari. Tra libertà di iniziativa privata e regole pubblicistiche – di Alceste Santuari

Il sistema di welfare sociosanitario è caratterizzato – inter alia – da un lato, da elementi di garanzia del cittadino quali l’accesso universalistico alle prestazioni e il rilievo del soggetto pubblico cui l’ordinamento ha affidato la funzione di programmazione, di pianificazione e regolazione dell’erogazione delle prestazioni in una dimensione di supervisione generale della spesa sanitaria, nonché di acquirente, in molti casi, delle prestazioni stesse. Dall’altro, il sistema di welfare si caratterizza come “spazio” in cui gli operatori economici possono operare, anche in concorrenza tra loro, in coerenza con gli elementi di garanzia sopra richiamati.
In questo senso, l’autorizzazione, l’accreditamento e gli accordi contrattuali costituiscono strumenti giuridici funzionali a contemperare le esigenze sopra richiamate e finalizzati ad assolvere le funzioni di regolazione della presenza di soggetti privati in ambito sanitario e sociosanitario, in specie in un momento storico caratterizzato, tra gli altri, dalla contrazione delle risorse pubbliche e dalla necessità di razionalizzare la spesa pubblica. In quest’ottica, dunque, attraverso l’autorizzazione, l’accreditamento e gli accordi contrattuali la committenza pubblica disciplina i rapporti che, in un contesto di partecipazione dei soggetti privati all’erogazione delle prestazioni sociosanitarie, richiedono comunque la responsabilità ultima in capo alle pubbliche amministrazioni.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Fino al 2024 nessun aumento dell’età pensionabile
Nel biennio 2023-2024 non aumenta l’età pensionabile. A stabilirlo il decreto ministeriale del 27 ottobre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre, che ha certificato il decremento della speranza di vita pari a 3 mesi, confermando i vigenti requisiti anagrafici e contributivi.
Di conseguenza fino a quella data, si potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Stessi requisiti anche per coloro che sono privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, le cui pensioni sono calcolate esclusivamente con il metodo contributivo, a condizione però che l’importo pensionistico maturato non risulti inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale.
Invariati i requisiti per la pensione anticipata contributiva: 64 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione effettiva, ma a condizione che la quota maturata non risulti inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale.
Analogamente, i lavoratori rientranti tra le categorie gravose e usuranti, potranno accedere al pensionamento con 66 anni e 7 mesi, così pure restano invariati i requisiti richiesti per i precoci (quelli che possono vantare dodici mesi di lavoro con relativa contribuzione prima del compimento dei 19 anni), che potranno andare in pensione con 41 anni di anzianità contributiva.

Leggi: Inca


Indebiti pensionistici: la giustizia riduce le pretese di Inps

Per la violazione del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione l’Inps può pretendere la restituzione delle somme indebitamente percepite, senza sospendere il trattamento pensionistico. Così si è espresso il Tribunale ordinario di Firenze in ben tre sentenze, accogliendo i ricorsi patrocinati dai consulenti legali dell’Inca del capoluogo toscano. Un principio ragionevole, ma che tale non sembrerebbe essere per l’Inps, il quale considera sufficiente qualsiasi somma di denaro derivante dal lavoro, durante la percezione della pensione, per azzerare tutti i ratei mensili percepiti a partire dalla decorrenza del trattamento, pur in presenza di tutti i requisiti necessari.
La prima pronuncia (n. 989/2020), emessa il 1° marzo 2021, si riferisce al caso di un lavoratore precoce andato in pensione anticipata, con decorrenza a partire dal 1° maggio 2018, al quale è stato revocato il trattamento pensionistico per aver lavorato dieci giorni nel mese di novembre, percependo 745,20 euro. Tanto è bastato all’Inps per rivendicare la restituzione di oltre diecimila euro, pari all’intero ammontare delle mensilità già percepite a partire dalla decorrenza del trattamento pensionistico, per cui aveva tutti i requisiti necessari. Secondo l’Istituto, il solo fatto di aver lavorato durante il periodo di divieto, ha annullato il diritto all’accesso anticipato, previsto per i lavoratori precoci dall’articolo 1, comma 199 n. 232/2016.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

 

Le nuove sfide dell’Auser per una società più inclusiva e attenta ai bisogni degli anziani. A Roma il 18 e 19 novembre il X Congresso Nazionale

“Tra presente e futuro, per una rinnovata visione sociale”. E’ questo il titolo del X gresso Nazionale dell’Auser che si terrà il 18 e 19 novembre a Roma, presso il Centro Congressi Frentani. Parteciperanno ai lavori oltre 300 fra delegati e invitati, in presenza e in remoto. Un Congresso che definirà linee strategiche e organizzative per i prossimi quattro anni e vedrà il rinnovo delle cariche associative, ma che assume un valore particolarmente importante per Auser perché all’insegna del rilancio delle attività dopo i difficili mesi di emergenza sanitaria.
Il 18 prevista la partecipazione del Ministro Andrea Orlando e di Maurizio Landini segretario generale della Cgil.
Tutte le info su www.auser.it


Risposte! Il 17 novembre a Roma l’Assemblea dei pensionati

Si terrà il 17 novembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma “Risposte!”, l’Assemblea nazionale dei pensionati e delle pensionate di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil.
Al centro dell’Assemblea i grandi temi che riguardano da vicino la vita di milioni di pensionati e di persone anziane ai quali il governo non ha ancora dato sufficiente attenzione.
I Sindacati rivendicano da tempo interventi a sostegno del potere d’acquisto delle pensioni e richiedono l’allargamento della platea dei beneficiari della 14esima nonché un sistema più equo di rivalutazione.
Sulla sanità, benché si apprezzi l’aumento del Fondo, si rimarca la necessità di una riforma complessiva del Servizio sanitario nazionale, maggiormente incentrata su territorialità e domiciliarità e l’emanazione di una Legge quadro nazionale sulla non autosufficienza, introdotta già a partire dalla prossima legge di bilancio.
Infine il tema delle tasse, con la richiesta di un intervento che possa ridurre la pressione fiscale sui lavoratori e i pensionati, che le pagano più di tutti.
All’Assemblea parteciperanno anche i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.
I lavori inizieranno alle ore 9.30 e saranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook dello Spi-Cgil.

Leggi: Spi-Cgil


NEWS:

lunedì 8 novembre 2021
La casa come primo luogo di cura. Convegno della Asl di Viterbo con esponenti della sanità regionale e nazionale

L’invecchiamento della popolazione italiana, il mutato contesto socio-epidemiologico, l’aumento delle fragilità e l’insorgenza di multi-patologie rendono sempre più necessaria la riorganizzazione dell’assistenza territoriale.
Anche a seguito della pandemia da SARS.CoV2 – che ha messo a nudo le reali criticità del sistema sanitario – si è resa sempre più evidente e centrale l’importanza delle cure di prossimità e dell’integrazione tra ospedale e territorio anche grazie all’utilizzo dei sistemi di sanità digitale e della telemedicina. Il domicilio del paziente diviene in questo scenario un ambito non più di “fastidiosa complessità” ma privilegiato e interconnesso per quella “continuità di cure di qualità” di cui è stato riscontrato l’estremo bisogno proprio nel pieno dell’emergenza pandemica, luogo dove la persona e il suo più vicino caregiver diventano attori rilevanti del processo di presa in carico.
Non a caso anche il PNRR ha delineato in una delle sue “misure”, la M6C1 un investimento di 4miliardi di euro in “Cure domiciliari e telemedicina” per coordinare i servizi domiciliari e sviluppare coerenti interfaccia con ospedali e con le reti di emergenza-urgenza.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/11/2021


lunedì 8 novembre 2021
Senza dimora. “Così la mia vita, a piccoli passi, è cambiata”

Dalla strada al progetto “Dimora”: la storia di Pietro che oggi, a 25 anni, è tornato a studiare. “I poli di accoglienza ti danno la possibilità di fare il primo passo, aiutandoti a rimetterti in piedi”
Oggi è pieno di energia Pietro Zacchino; 25 anni, ha tanta voglia di studiare, impegnarsi e dedicarsi anche agli altri. Ha alle spalle una situazione molto travagliata, che tre anni fa, lo ha portato a non avere più nulla e a vivere in strada. Grazie al progetto “DimORA! Pon Metro”, dedicato all’accoglienza di persone fragili in povertà socio-sanitaria, che ha previsto l’attivazione di tre poli notturni e diurni gestiti dalla Caritas diocesana con la coop La Panormitana, il Centro diaconale valdese La Noce, l’istituto Don Calabria e la Crocerossa, ora fa parte delle 114 persone senza dimora che, con il progetto di presa in carico – che ha previsto un capillare lavoro di rete tra privato sociale e servizi pubblici – sono riuscite ad intraprendere un percorso di accompagnamento graduale all’autonomia. Per situazioni economiche già a 16 anni Pietro ha dovuto lasciare gli studi, per cercare piccoli lavori che contribuissero a sostenere la sua famiglia.

Leggi: Redattore Sociale, 08/11/2021


lunedì 8 novembre 2021
Ecosistema urbano 2021

E’ stato pubblicato “Ecosistema urbano 2021”, il rapporto di Legambiente che prende in considerazione 105 capoluoghi e tiene conto di 18 indicatori riguardanti sei componenti (aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia) per stilare una classifica delle performance ambientali delle città: a fronte di un punteggio massimo teorico di 100, la media percentuale totalizzata dai centri urbani nel 2020 rimane ferma al 53,05%, identica a quella della scorsa edizione.
Limitadonci ad un esame dei risultati che riguardano le principali metropoli notiamo che si conferma la loro difficoltà comune nel dare risposte alle criticità che le attanagliano: lo smog a Torino, il traffico a Roma, la costante emergenza rifiuti a Palermo, la dispersione d’acqua potabile a Bari, il consumo di suolo a Venezia. Sempre elevati i giorni di superamento dei limiti d’ozono a Milano e Torino e le concentrazioni di biossido d’azoto a Torino o Palermo. Guardando a numeri e percentuali, degno di nota è l’aumento di auto circolanti a Torino (65 ogni 100 abitanti) e a Roma (64/100). Colpiscono lo scarso 19,2% di raccolta differenziata a Palermo o il 36,2% a Napoli, il 3 su 10 raggiunto da Venezia nell’indice dedicato al consumo efficiente di suolo, il 49% di acqua potabile immessa in rete ma sprecata a Bari. In controtendenza, nel complesso, le performance di Milano: il capoluogo lombardo continua a contraddistinguersi per un dinamismo che accompagna un profondo cambiamento in chiave sostenibile avviato da tempo, con numeri che restano confortanti pur nel trend generale di rallentamento.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 08/11/2021


lunedì 8 novembre 2021
L’autonomia è di casa: la domotica e le opportunità offerte all’indipendenza

«Da qualche anno – sottolineano dall’Associazione Parent Project – la domotica ha sperimentato una rivoluzione che sta rendendo i suoi benefìci man mano più accessibili in termini economici e più facilmente integrabili in impianti esistenti»: per questo tale Associazione ha messo a disposizione, nell’àmbito del progetto “L’autonomia è di casa”, la brochure informativa “Domotica e smart home: per saperne di più” e una breve serie di video-pillole, dedicate al medesimo tema
Realizzato con il sostegno della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino), si avvia alla fase finale il progetto denominato L’autonomia è di casa, promosso da Parent Project, Associazione di pazienti e genitori di figli con le forme più gravi di distrofia muscolare (Duchenne e Becker). Rivolta direttamente a quelli di loro che risiedono in Piemonte, l’iniziativa ha segnatamente avuto come focus l’approfondimento della tematica della vita autonoma, con uno spazio speciale voluto per condividere con la comunità Duchenne e Becker informazioni sulle opportunità offerte dalla domotica per contribuire alla costruzione di un’indipendenza sempre maggiore nella vita quotidiana delle persone con disabilità.

Leggi: Superando, 08/11/2021


domenica 7 novembre 2021
«L’Housing sociale è il futuro. Così il Pnrr può cucire le ferite»

«Le abitazioni a basso impatto e a basso costo? Sono il grande tema politico dei prossimi anni. E il Piano nazionale di ripresa cerca di ridurre il ritardo della dinamica immobiliare con la spinta alla rigenerazione urbana». Carlo Cerami si prepara ad aprire il più grande cantiere italiano di social housing, a Milano, area dell’ex Macello, dove la sgr Redo che presiede realizzerà, tra i diversi interventi di interesse culturale e sociale, 1200 appartamenti a emissioni zero, dei quali 800 in affitto a 500 euro al mese e 400 in vendita a 2500 euro al metro quadro. Numero che supera quello delle abitazioni di lusso realizzate a Porta Nuova e a City Life messe in insieme. Ed è questo il punto, una sorta di net zero urbanistico e sociale, osserva Cerami.
L’avvocato amministrativista cinquantaseienne, considerato uno dei fondatori dell’housing sociale in Italia al fianco dell’ex presidente della Cariplo Giuseppe Guzzetti, cita la Città dei Ricchi e Città dei Poveri di Bernardo Secchi (Laterza) e la necessità di superare la separazione, la «zonizzazione», riducendo le disuguaglianze anche nello spazio. Dice Cerami:«Quando siamo partiti agli inizi degli anni 2000 anticipavamo persino la crisi dei subprime. Poi i fatti si sono incaricati di allargare ulteriormente i divari sociali, mentre noi abbiamo continuato a studiare e a crescere, tenendo la barra sulla capacità di realizzare spazi abitativi in prevalenza in affitto a costi contenuti tra i 70 e gli 80 euro al metro quadro».

Leggi: Corriere della Sera, 07/11/2021


venerdì 5 novembre 2021
Terza età, i nuovi invisibili

Troppi anziani vivono soli e dimenticati. Un’emergenza sociale che va affrontata
Filomena era orgogliosa della sua lunghissima chioma che esibiva girando per le strade di Trastevere. Anziana e povera, i familiari la misero in una residenza per la terza età e lì le imposero subito di tagliarsi i capelli. Perse così, nella solitudine, la sua identità. Diventò estranea a sé stessa e morì poco dopo.
Monsignor Vincenzo Paglia la ricorda nelle prime pagine del suo nuovo libro L’età da inventare (Piemme). L’arcivescovo è presidente della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria, istituita dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Inusuale che quel ruolo sia svolto da un prelato ma non vi è persona che conosca più di Paglia – anche per la sua lunga esperienza nella Comunità di Sant’Egidio – il dramma dell’emarginazione degli anziani.
La pandemia ha causato più di 132 mila morti. La stragrande maggioranza di loro erano anziani. Si è quasi persa un’intera generazione. Ma, colti dalla comprensibile ansia di riprendere il cammino della vita produttiva, ce li siamo dimenticati per strada. Di sicuro non hanno imparato nulla dalla tragedia del Covid quei cittadini che si ostinano, potendolo fare, a non vaccinarsi. Ma anche il resto della società, intrappolata in un processo di rimozione, ha qualche colpa. Se non pensiamo per tempo ad affrontare – anche con un’assicurazione obbligatoria – l’esplosione della non autosufficienza (sono 2 milioni e 700 mila tra i 7 milioni di ultrasettantacinquenni) ci troveremo presto a fare i conti con un universo di sofferenze croniche che ricadrà anche sulle giovani generazioni. Ma non è solo una questione di qualità dell’assistenza e di risorse adeguate. La vecchiaia va reinventata come una stagione della vita ricca anche di bellezze ed emozioni.

Leggi: Sant’Egidio, 05/11/2021


giovedì 4 novembre 2021
Infermieri di famiglia e comunità. Altems: “Ne mancano quasi 24 mila in Italia”

Il dato emerge dall’ultimo report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica che oltre alla consueta analisi sull’andamento dell’epidemia ha elaborato un focus ad hoc sulla carenza della nuova figura dell’infermiere di famiglia che con la pandemia ha un effetto ancora più rilevante.
Mancano in Italia quasi 24 mila nuovi infermieri da dedicare al ruolo di infermiere di famiglia e comunità. Significa che anche se venissero assunti tutti e 15 mila i neolaureati in scienze infermieristiche, ne mancherebbero comunque all’appello 9000 mila, una carenza che con la pandemia ha un impatto ancora più rilevante sulla gestione sanitaria del paese. A ciò si aggiunge il problema del disallineamento tra dotazioni tecnologiche e di posti letto e dotazioni di personale con specifiche professionalità registrato durante la seconda ondata della pandemia, in cui il rapporto tra numero di anestesisti-rianimatori e posti letto di terapia intensiva è sceso da 2,5 a 1,9, con la conseguenza di una riduzione della capacità assistenziale in uno dei punti nevralgici del sistema.
È quanto emerso dalla 72ma puntata dell’Instant Report Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/11/2021


mercoledì 3 novembre 2021
Giornata internazionale anziani. Il 61% degli ultra 65enni riferisce di avere almeno un problema strutturale nell’abitazione

Il 1°ottobre è stata celebrata dalle Nazioni Unite la Giornata internazionale delle persone anziane. “L’età anziana – ha sottolineato il Ministero della Salute sul proprio sito – è una realtà complessa e variegata che va dagli anziani attivi e in salute agli anziani non autosufficienti. Se da un lato l’invecchiamento della popolazione rappresenta un indubbio successo sul piano della sanità pubblica, in quanto evidenzia una aspettativa di vita molto alta, allo stesso tempo, richiama l’attenzione sulla necessità di ulteriori interventi di sostegno alle politiche sanitarie e sociali”.
[…] Dal Rapporto “Passi d’Argento”, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è emerso in particolare che in Italia l’83% degli anziani vive in casa di proprietà e 2 anziani su 10 vivono da soli. Il 60% viene considerato attivo, ma 4 anziani su 10 hanno paura di cadere, in particolare le donne, le persone con maggiori difficoltà economiche o con basso livello di istruzione e chi vive da solo.
Più della metà degli ultra 65enni (il 61%) riferisce di avere almeno un problema strutturale nell’abitazione in cui vive.
Leggi su quotidiano sanità
Il rapporto Passi d’argento

Leggi: Rete Caad, 03/11/2021


mercoledì 3 novembre 2021
Al Sud per le Rsa si spende di meno che al Nord. I risultati di una ricerca

Le regioni del Sud spendono in media quattro volte di meno rispetto a quelle del Nord in servizi sanitari residenziali per anziani. E, più in generale, la distribuzione delle Rsa, le residenze sanitarie per anziani entrate nell’occhio del ciclone nei momenti peggiori della prima e seconda ondata Covid, sul territorio nazionale sembra più legata alle risorse a disposizione delle Regioni e a fattori di mercato del lavoro femminile che ai reali bisogni degli anziani. È il risultato a cui giunge uno studio condotto da due ricercatrici dell’Università Sapienza di Roma e pubblicato sullo European Journal of Health Economics ideato proprio per comprendere la mortalità nelle prime fasi della pandemia. Lo studio ha confermato la presenza di un gradiente Nord-Sud nella spesa per le residenze per anziani: la spesa in Rsa per ogni ultra-65enne residente delle regioni del Nord è doppia rispetto a quelle del Centro e quattro volte più alta rispetto a quelle del Sud. La spesa, inoltre, è inversamente correlata al bisogno di salute degli anziani. Per esempio è inferiore laddove è più alta la presenza di anziani con salute precaria: in Calabria, dove l’aspettativa di vita in salute a 65 anni è poco superiore ai tre anni, si ha una spesa per servizi sanitari residenziali pari a un terzo della media nazionale; specularmente, la provincia di Bolzano, che ha un’aspettativa di vita in buona salute tra le più alte d’Italia, spende 5 volte più della media. Quello che invece sembra incidere sulla spesa sono variabili di tipo economico e di mercato del lavoro. A questo proposito è lampante il caso della disoccupazione femminile: la ricerca ha mostrato che la spesa per Rsa è più bassa in quelle regioni in cui è minore la percentuale di donne occupate

Leggi: Auser, 03/11/2021


mercoledì 3 novembre 2021
Taglio assegno invalidi parziali. Orlando: “Governo interverrà nel Deceto Fiscale per rivedere norma”

Così il ministro del Lavoro risponde alla Camera ad un question time del PD a seguito della comunicazione dell’Inps sul fatto che l’assegno di invalidità verrà garantito solo a fronte di una totale inattività lavorativa. “Il Ministero del Lavoro, sentito l’Inps, sta elaborando un intervento, volto a rivisitare la formulazione vigente del precetto normativo, per consentire l’erogazione della prestazione in certi limiti reddituali, a prescindere dalla natura del reddito”.
L’Inps ha recentemente comunicato che l’assegno di invalidità sarà dato, d’ora in avanti, solo a fronte di una totale inattività lavorativa da parte del beneficiario. Questa interpretazione deriverebbe dalla giurisprudenza della Corte di cassazione, secondo la quale non lavorare sarebbe un requisito necessario, al pari del previsto accertamento sanitario della condizione di invalidità.
Questa previsione, però, potrebbe a breve essere a breve modificata grazie ad un intervento del Govenro. “Posso assicurare che il Ministero del Lavoro, sentito l’Inps, sta elaborando un intervento, volto a rivisitare la formulazione vigente del precetto normativo, per consentire l’erogazione della prestazione in certi limiti reddituali, a prescindere dalla natura del reddito. Tale proposta emendativa sarà inserita nel veicolo normativo più opportuno tra quelli in discussione in Parlamento, molto probabilmente in sede di conversione del decreto-legge in materia fiscale, al fine di giungere a una celere definizione della questione, che consenta il pieno sostegno economico agli invalidi civili parziali”. Questo l’annuncio del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, dato oggi pomeriggio nel corso di un question time alla Camera su questo tema presentato da Stefano Lepri (Pd).

Leggi: Quotidiano Sanità, 03/11/2021


mercoledì 3 novembre 2021
Bonus edilizi, resta lo sconto in fattura

Manovra. Ripristino per tre anni e per tutti i tipi di incentivo, insieme alla cessione del credito, con le modifiche al Ddl di bilancio varato dal governo ma ancora atteso al Senato. Emendamento M5S per rendere automatico il rimborso delle detrazioni sanitarie
Anche quest’anno la legge di bilancio è finita al centro di un fitto lavorìo dopo l’approvazione formale in consiglio dei ministri. Ma i tavoli tecnici e politici che si stanno riunendo a ripetizione per il testo definitivo, atteso a questo punto al Senato solo nei primi giorni della prossima settimana,
potrebbero portare buone notizie. La prima riguarda i bonus edilizi, per i quali si riaffacciano lo sconto in fattura e la cedibilità del credito anche negli interventi che non rientrano nel super-sconto del 110%. Perché sono bastate poche ore a capire che il compromesso finito nella bozza di manovra esaminata dal governo, con la stabilizzazione triennale dei bonus al 50 e al 65% e la proroga annuale del bonus facciate in formato ridotto dal 90 al 60%, avrebbe rischiato grosso nel corso dell’esame parlamentare. Le obiezioni della maggioranza, arrivate prima di tutto dal Movimento 5 Stelle, si sono concentrate sull’addio alla possibilità di scontare direttamente l’agevolazione in fattura e di cedere il credito, senza aspettare quindi le detrazioni dall’Irpef degli anni successivi.
Nel testo preparato dal governo questo meccanismo sarebbe sopravvissuto dal 1° gennaio solo per il super-bonus del 110 per cento.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 03/11/2021


martedì 2 novembre 2021
Ultimi due mesi per agganciare sconto in fattura e cessione

Manovra 2022. Stop alle modalità alternative alla detrazione per tutti i bonus casa, 110% escluso Cambia il mercato: da rivedere i lavori pianificati. Sostituzione di infissi e caldaie, ristrutturazioni di interni o lavori sulle facciate. Oltre alla proroga del superbonus e degli sconti fiscali per la casa,
c’è un altro passaggio del disegno di legge di Bilancio che è destinato ad avere un impatto fortissimo sul mercato dell’edilizia per i prossimi mesi, colpendo parecchio alcuni settori.
La bozza di manovra, infatti, dal primo gennaio del 2022 cancella del tutto lo sconto in fattura e la cessione del credito, con la sola eccezione del 110%: in questo caso ci sarà tempo fino al 2025. Viene, così, eliminato quello che si stava consolidando come uno degli elementi più richiesti dai
clienti nell’offerta commerciale delle imprese legate all’edilizia.L’intervento
La manovra, in un passaggio dell’articolo dedicato ai bonus edilizi, interviene sul decreto Rilancio (Dl 34/2020, articolo 121), allungando la vita delle regole su cessione del credito e sconto in fattura, ma solo per il superbonus: chi sostiene lavori relativi al 110% potrà usare anche questi meccanismi, oltre alla fruizione diretta della detrazione, fino al 31 dicembre del 2025

Leggi: Il Sole 24 Ore, 02/11/2021


DALLE REGIONI:

martedì 9 novembre 2021
Sesto, l’Unione Inquilini chiede di istituire una commissione per graduare gli sfratti

Sabato 13 novembre alle ore 15.30 l’Unione Inquilini di Sesto San Giovanni ha organizzato nella sede di via Marx 495 un’assemblea per chiedere l’istituzione di una Commissione di Graduazione degli Sfratti. Parteciperanno all’incontro anche Acli, Auser e alcune forze politiche della città. “Sono 670 gli sfratti in esecuzione a Sesto San Giovanni – sottolinea l’Unione Inquilini -. Sono famiglie che hanno trovato sistemazione nei residence, in attesa di assegnazione. Sono persone sistemate in appartamenti in sub-affitto dalla vecchia Commissione per l’emergenza abitativa. Sono nuclei che con la crisi economica e sanitaria non sono riuscite a pagare l’affitto”. “L’unico modo – prosegue il sindacato – per scongiurare il dramma di migliaia di persone per strada senza un tetto è istituire una Commissione di Graduazione degli Sfratti che conceda la forza pubblica nelle esecuzioni solo in presenza di alternative abitative per le famiglie, tranne che nei casi di morosità colpevole“. “Garantire i passaggi da casa a casa – conclude l’Unione Inquilini – è l’unico modo per evitare tensioni sociali e, in un periodo di pandemia, per evitare diffusioni del contagio causate dall’impossibilità di intervento di medici di base e delle strutture sanitarie cittadine”.

Leggi: Sesto Notizie, 09/11/2021


lunedì 8 novembre 2021
Assistenti sociali a Gualtieri: serve un significativo cambio di passo

Laura Paradiso (Ordine del Lazio): “Le ingenti risorse destinate a RomaCapitale dal Pnrr siano indirizzate verso il potenziamento dei Servizi Sociali Municipali”
“Serve un significativo cambio di passo ad iniziare dalle modalità con le quali verranno usate le ingenti risorse destinate a RomaCapitale dal Pnrr che dovranno essere indirizzate verso il potenziamento dei Servizi Sociali Municipali”. Lo scrive – in una Lettera Aperta indirizzata al neo Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri – la Presidente del Consiglio dell’Ordine del Lazio degli Assistenti sociali, Laura Paradiso.
Nella lettera si sottolinea come “RomaCapitale si trovi ad affrontare una grave crisi sociale ed economica mostrando tutte le criticità che l’emergenza sanitaria ha drammaticamente esaltato. Tra queste, la perdita di una occupazione stabile con reddito almeno sufficiente alla sussistenza con conseguente precarietà della situazione abitativa, l’aumento dei problemi legati all’impoverimento di larga fascia di cittadini, una generalizzata crescita della domanda di interventi dei servizi sociali: a fronte di questi bisogni serve mettere immediatamente mano al potenziamento dei servizi, delle risorse finanziarie ed organizzative e per quanto riguarda quelle professionali chiamando in servizio quegli assistenti sociali vincitori del recente concorso”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/11/2021


venerdì 5 novembre 2021
Non autosufficienze, in Veneto riparto da 832 milioni di euro

Rispetto all’anno 2020 l’incremento è complessivamente di 11 milioni di euro. Lanzarin: “Il riparto per il 2021 destina il 63,6 % di risorse alla residenzialità e semi-residenzialità anziani, con l’attribuzione di 529,4 milioni di euro; 7,1 milioni in più rispetto all’anno precedente”
Su proposta dell’assessore alla Sanità e alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin, la Giunta regionale del Veneto ha approvato la delibera con cui si richiede il parere alla 5° Commissione consiliare sulla programmazione e attribuzione alle Aziende Ulss delle risorse per la non autosufficienza per il riparto dell’anno 2021.
“Il riparto, che ammonta a complessivi 832 milioni di euro, rispetto all’anno 2020 è stato incrementato complessivamente di 11 milioni – afferma una nota della Giunta -, salvaguardando i cambiamenti demografici in atto, nel perseguimento dell’omogeneità dell’offerta di strutture oltre che i posti e le prese in carico delle persone non autosufficienti e con disabilità sul territorio regionale. Nel contempo viene garantita la continuità del servizio di telesoccorso/telecontrollo (5,5 milioni di euro), i ricoveri temporanei di sollievo a sostegno delle famiglie dei malati di SLA (832 mila euro) ed il concorso all’assistenza ai degenti degli ex ospedali psichiatrici (1,95 milioni di euro)”.

Leggi: Redattore Sociale, 05/11/2021


venerdì 5 novembre 2021
Venezia. Del problema casa non si sente più parlare

Da due anni a questa parte del problema della casa non si sente parlare.
Non é che prima se ne parlasse molto, per la verità. Ma in quest’ultimo lungo periodo tutto tace. Si può anche capire.
La pandemia ha dominato, e domina ancora, tutte le notizie, privandole quasi totalmente della visibilità che potrebbero avere. Lo stato di preoccupazione derivatone tiene lo sguardo delle persone incollato allo schermo televisivo per seguire l’evoluzione del diffondersi del virus, che costituisce il vero problema da affrontare e da risolvere.
In tale situazione si può anche capire, come si diceva, che alla gente non interessi in questo momento il problema della casa. Lo sfrattato ha perso del tutto la propria visibilità.
La gente è presa dalla preoccupazione di poter finire in ospedale. Ha altro da pensare che agli sfrattati!
I politici però sono stati eletti e sono pagati proprio per occuparsi di tutti i problemi dei cittadini e fra questi vi è anche quello di garantire un’abitazione a tutti.
I politici pero non possono e non devono profittare della attuale situazione di emergenza pandemica per rimandare all’infinito la soluzione di un problema che ci trasciniamo dietro fin dal dopoguerra. Tanto più che l’Italia é il paese che conta il minor numero di persone in affitto rispetto agli altri paesi europei. Garantire un’abitazione dignitosa a tutti é indice di civiltà.

Leggi: Sunia, 05/11/2021


venerdì 5 novembre 2021
Casa, Lombardia: fino al 2 dicembre il bando Pnrr da 250 milioni per l’erp

Fino al prossimo 2 dicembre, sulla piattaforma della Regione Lombardia sarà possibile aderire al bando ‘Sicuro, verde e sociale’ previsto dal Pnrr per la riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica: alla Lombardia è destinata una fetta di oltre 252 milioni di euro.
Entro il 31 dicembre saranno individuate le proposte di intervento che saranno poi approvate dal ministero delle Infrastrutture. Le risorse finanziarie di derivazione statale saranno suddivise in sei tranche, dal 2021 al 2026. Nello specifico: 25.293.724 euro per il 2021; 50.587.449,06 euro per il 2022; 44.264.017 euro per ogni anno dal 2023 al 2026. Una quota di questi finanziamenti sarà riservata ai Comuni sotto i 30.000 abitanti in modo che le grandi città non esauriscano tutti i fondi disponibili. Il programma prevede tempi di attuazione molto stringenti. Entro marzo 2026, dovranno infatti essere ultimati tutti i lavori.

Leggi: Redattore Sociale, 05/11/2021


giovedì 4 novembre 2021
Palermo. Caroenergia: Federconsumatori e SUNIA chiedono interventi al Governo

Ammontano ad oltre 312 Euro, secondo le stime diffuse da Federconsumatori e SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari), le ricadute che ogni famiglia subirà per colpa dei recenti rincari delle bollette di energia elettrica e gas.
Per il riscaldamento, invece, si prospettano aumenti del 19% rispetto all’anno scorso. Secondo l’elaborazione di Federconsumatori, infine, il prezzo della benzina è di 14 centesimi al litro più alto rispetto al prezzo equo (+168 euro l’anno, per automobilista).
A fronte di rincari a doppia cifra, Federconsumatori e SUNIA ritengono che sia essenziale un intervento deciso da parte del Governo nazionale per calmierare i prezzi dell’energia e dei carburanti e, di conseguenza, per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini consumatori.
La povertà energetica, cioè la situazione in cui un cittadino non ha abbastanza soldi per pagare le bollette derivanti da un consumo minimo essenziale di energia, è infatti un rischio concreto per sempre più famiglie italiane. Famiglie che, tra le altre cose, a causa del COVID non vengono certo da un periodo di vacche grasse.

Leggi: Sunia, 04/11/2021


giovedì 4 novembre 2021
Toscana. Pubblicato il quarto rapporto Welfare e salute, eccesso di mortalità dell’8,6% nel 2020

Per Giani e Bezzini “un lavoro prezioso”, che “giunge in un momento cruciale di ripartenza, dopo le difficoltà determinate dalla pandedia di Covid a livello sanitario, sociale ed economico”. I decessi in Regione sono stati 48.135 nel 2006, con un eccesso (con riferimento al quinquennio 2015-2019) dell’8,6%, a fronte di un +15,6% registrato in Italia. Il 94,2% di questo eccesso è attribuibile a Covid-19. IL DOCUMENTO
Nel 2020 la Regione Toscana ha fatto registra un eccesso di mortalità dell’8,6%. Sono già visibili anche altri effetti della pandemia da Covid-19 anche sulle dinamiche demografiche: ha acuito tendenze già in atto da alcuni anni (diminuzione dei flussi migratori e calo della natalità). E’ quanto emerge dal quarto Rapporto Welfare e Salute in Toscana 2021 pubblicato dall’Agenzia regionale di Sanità e presentato oggi.
“La quarta edizione del rapporto ‘Welfare e salute in Toscana’ – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani – giunge in un momento cruciale di ripartenza, dopo le difficoltà determinate dalla pandedia di Covid a livello sanitario, sociale ed economico. E’ uno strumento conoscitivo importante, che ci consente di avere una visione di insieme delle problematiche di salute della nostra comunità, fornendoci la giusta chiave di lettura della realtà che viviamo, per programmare al meglio le nostre prossime azioni di intervento”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/11/2021


IN AGENDA:

Seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale”

Lunedì 29 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, è in programma il seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale” promosso dal Master in “Governance e innovazioni di welfare locale” del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, insieme al Comune di Bologna e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. L’appuntamento verrà trasmesso dalla sala convegni del MAMbo in diretta streaming sul canale youtube della Redazione Area Welfare del Comune di Bologna. Il seminario vuole essere un’occasione per riflettere – insieme a docenti, esperti, rappresentanti delle Istituzioni – sulle nuove sfide che il nostro welfare è chiamato oggi ad affrontare e sulle innovazioni nella produzione di servizi, alla luce delle opportunità offerte dal Pnrr e dei nuovi strumenti normativi in materia di co-progettazione e co-programmazione. Leggi la notizia

Leggi: Comune di Bologna


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto

L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ha attivato, per l’autunno del 2021, due eventi ECM dal titolo “I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto”, la cui direzione è affidata al prof. Rabih Chattat ( https://www.unibo.it/sitoweb/rabih.chattat ).
Il primo evento, dal titolo “Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile” si svolgerà nella giornata del 29 ottobre (14.00-17.00). L’evento offrirà l’occasione di analizzare modelli operativi integrati di salute. Con il focus sulle indicazioni che la prospettiva psico-sociale offre, saranno discusse alcune prospettive di territorialità diffusa e compartecipata in cui lo psicologo gioca un ruolo chiave in collaborazione con le altre figure professionali.
Il secondo evento, dal titolo “Ruolo della psicologia per vivere bene con le malattie croniche: opportunità e modelli per i futuri servizi territoriali” si svolgerà nella giornata del 12 novembre (14.30-18.00). Durante l’evento saranno discusse alcune esperienze dei servizi che lavorano per garantire la possibilità di vivere bene con, e nonostante, le malattie e le condizioni di non autosufficienza. Si parlerà di etica della cura e dei processi di intervento, si discuterà della declinazione della matrice di cura e di “presa in carico” psico-sociale in ambito territoriale ed ambulatoriale, di cure primarie, e della formazione dei nuovi operatori della salute.

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Urbanpromo – Progetti per il Paese

Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”. Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

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 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

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 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Messaggi utili dal nuovo Piano Nazionale

Su risorse e servizi nuove prospettive da considerare per i prossimi piani di zona – di Valentina Ghetti
In piena estate è stato approvato dalla Rete nazionale per la protezione e l’inclusione sociale il testo del nuovo Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali, di recente sancito da intesa anche in Conferenza unificata: un insieme di indirizzi di riferimento per Regioni, Ambiti e Comuni nell’orientare la declinazione dei sistemi di welfare locali. Si tratta di un documento particolarmente rilevante per gli ambiti lombardi, che proprio in questi mesi sono impegnati a definire le linee programmatorie per il prossimo triennio. Una cornice di riferimento, da cui non è possibile prescindere.
Le future risorse per il welfare sociale
Si tratta di un piano unico e modulare, che oggi si compone della parte nazionale e di quella specifica sul contrasto alla povertà e che sarà poi completato con l’aggiornamento del piano per la non autosufficienza. Nella parte iniziale, in cui viene ricostruita la fotografia nazionale del sistema di welfare, si riportano alcune informazioni rilevanti.
Sebbene la spesa sociale complessiva italiana, negli ultimi anni, abbia vissuto un incremento tale da portare la sua percentuale in rapporto al PIL a livello della media dei paesi europei, la spesa locale per il welfare continua ad essere nettamente inferiore oltre che, storicamente, disomogenea (dai 200 euro pro- capite del Trentino Alto Adige ai 22 della Calabria). Una situazione che detta l’agenda per i prossimi anni, che saranno caratterizzati da una sensibile crescita delle risorse e, soprattutto, da una loro stabilizzazione. Il piano infatti, indica per la prima volta, la natura strutturale dei principali finanziamenti al sociale “appostati automaticamente a bilancio” e che permetteranno “certezza di risorse e una programmazione effettiva degli interventi”.

Leggi: Welforum


Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?

A cura dell’Istituto per la Ricerca Sociale – Presentazione Emanuele Ranci Ortigosa
La pandemia del Covid-19 ha avuto un drammatico impatto sulla salute e sulla vita della popolazione, in Italia e nel mondo intero, pur con molte differenziazioni nell’entità dei danni e nei tempi di manifestazione. Nel mondo ad oggi si contano 213 milioni di casi di Covid-19 e 4.490.000 di decessi, in Europa sono 61 milioni i casi e 1.220.000 i decessi, in Italia 4.490.000 i casi e 129.000 i decessi. A tale effetto diretto vanno sommati tutti gli ulteriori danni sulla salute per l’interruzione della prevenzione e cura di molte altre patologie, dovuta alla concentrazione delle risorse e degli interventi sulla lotta alla pandemia. Danni che dalla salute si ripercuotono su altre cruciali dimensioni della vita sociale, con la messa in crisi del lavoro, delle attività economiche, produttive, educative. Nel nostro paese, nel 2020, l’occupazione perde 945 mila unità, pari al -2%, i redditi da lavoro e i consumi si contraggono, si riduce il PIL di quasi il 9%.
In campo sociale si verifica un significativo allargamento della platea dei poveri, con scivolamento in povertà di target di popolazione fino a pochi mesi prima al riparo da situazioni di deprivazione. Azzerando i timidi progressi degli anni precedenti, dal 2019 al 2020 la povertà assoluta cresce e tocca più di 2 milioni di famiglie (dal 6,4% al 7,7%) e di 5,6 milioni di persone (dal 7,7% al 9,4%, oltre 1 milione in più). Le famiglie più colpite sono quelle con persona di riferimento occupata, quelle numerose o con almeno un figlio minore, quelle monogenitore, oltreché i giovani tra i 18 e i 34 anni e gli immigrati. Aumentano anche le diseguaglianze, si diffondono situazioni e percezioni di insicurezza e di fragilità, crescono in misura preoccupante la povertà educativa e la deprivazione culturale di adolescenti e giovani, così come l’abbandono scolastico. I NEET (not in education, emploiment or training) sono in Italia il 27,8% contro una media EU del 16,4%.

Leggi: Welforum


Il lavoro domestico in Italia: una indagine esplorativa – di Sergio Pasquinelli, Francesca Pozzoli

Più per necessità e meno per scelta
Il settore del lavoro domestico in Italia si distingue sempre più per la sua funzione di welfare. È il dato centrale che emerge da una indagine svolta per conto di Fidaldo (Federazione italiana datori di lavoro domestico) su un campione nazionale di 3.486 datori di lavoro iscritti alle associazioni aderenti alla Federazione (Nuova Collaborazione, Assindatcolf, ADLD e ADLC). Seppure si tratti di una contenuta percentuale degli iscritti, il campione è comunque assai rilevante; per numero di intervistati, si tratta dell’indagine più estesa finora realizzata sul lavoro domestico in Italia.
Dall’indagine emerge che, per quanto formalizzate attraverso contratti di lavoro siglati tra due privati cittadini, le assunzioni di lavoratori domestici (prevalentemente colf, badanti e baby-sitter) rispondono oggi a stati di bisogno diffusi più che a scelte prettamente individuali. Raramente il beneficiario diretto del lavoro domestico è la singola persona intestataria del contratto di lavoro. Al contrario, nella stragrande maggioranza dei casi il beneficiario diretto è un familiare o il nucleo familiare allargato. Inoltre, soprattutto per alcune categorie di datori di lavoro, la decisione di assumere un lavoratore o una lavoratrice domestica è generalmente dettata da esigenze di conciliazione tra vita privata e lavoro o dall’aggravarsi di una situazione di bisogno.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Pensioni estere: diritti inespressi, ci pensa Inca Germania

Il Patronato della Cgil, presente in Germania con diversi uffici, avvia una campagna di sensibilizzazione rivolta agli italiani, che nel corso della loro carriera abbiano lavorato in suolo tedesco, affinché facciano valere i diritti acquisiti, di cui spesso non sono a conoscenza.
E non sono pochi. Secondo una stima di Inca Cgil sono oltre quattro milioni; tantissimi di loro pur avendo raggiunto l’età pensionabile non presentano domanda di pensione.
Un fenomeno tutt’altro che marginale: Luigi Brillante, coordinatore degli uffici Inca Germania, riferisce che tra i soli assicurati italiani, nati nel 1953, negli archivi delle casse previdenziali tedesche giacciono circa 50.000 posizioni assicurative, ma solo la metà ha presentato una domanda di pensione.
Secondo l’Inca, “tanti non sanno – spiega Brillante – che anche se hanno lavorato in Germania per pochi mesi hanno acquisito dei diritti; alcuni pensano che nella pensione italiana siano già conteggiati anche i periodi esteri”. “Inoltre, aggiunge Brillante, chi ha un trattamento minimo riconosciuto dall’Inps pensa che non sia necessario riscattare i pochi anni di lavoro in Germania, perché l’importo della pensione estera potrebbe essere assorbito dal trattamento minimo già percepito, senza considerare che se si rinuncia alla pensione tedesca, di fatto, si regalano all’erario di questo Stato i contributi versati, poiché la quota percepita da Inps è a carico dei soli contribuenti italiani”.

Leggi: Inca


Sanatoria domestici e agricoli 2020: in Umbria #incavince

In Umbria il Patronato della Cgil vince il ricorso contro il ministero dell’Interno.
Ha funzionato poco e male la sanatoria per lavoratrici domestiche e agricoli disposta dal governo per il periodo giugno 2020 – agosto 2021. I numeri, anche in territorio umbro, non sono stati certamente quelli attesi, tuttavia un piccolo, ma significativo risultato è stato ottenuto grazie all’azione del patronato Inca Cgil dell’Umbria, che, in collaborazione con la struttura nazionale, ha vinto un ricorso al Tar contro il ministero dell’Interno, allargando, seppur per un numero limitato di casi, i requisiti previsti per l’accesso alla procedura d’emersione.
“Tutto è partito dalla richiesta di un datore di lavoro di Perugia, che voleva regolarizzare la propria assistente familiare ucraina – spiega Alessia Giuliacci dell’Inca Cgil dell’Umbria – ma si è visto rigettare la richiesta per insufficienza di documentazione comprovante la presenza in Italia della donna, antecedente all’8 marzo 2020, data prevista dalla normativa.Tuttavia la lavoratrice era effettivamente presente in Italia, come dimostrato dal biglietto nominativo del pullman con cui proprio nel marzo 2020 aveva fatto ritorno a Perugia dopo un breve periodo nel suo Paese di origine”. “Solo che – continua Giuliacci – per il ministero quello non era un documento valido, a differenza di biglietti analoghi di aerei e navi. Allora con i nostri avvocati Giulia Crescini e Francesco Lauria, abbiamo fatto ricorso sostenendo che quel titolo fosse invece altrettanto idoneo a dimostrare l’ingresso in Italia”.

Leggi: Inca


 

 

 

NEWS:

venerdì 29 ottobre 2021
Pensioni, bollette, fisco: i principali provvedimenti della legge di bilancio

Riforma delle pensioni e del reddito di cittadinanza, conferma del superbonus ma a scalare, due miliardi contro il caro bollette. Interventi per circa 30 miliardi, di cui 12 solo nel 2022 dedicati al taglio delle tasse. “E saranno 40 nel triennio”, promette il premier Mario Draghi
Foto: Agenzia DireIl premier Mario Draghi
Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio, la cui bozza conteneva ben 185 articoli. Ci sono volute quasi quattro ore di riunione dell’esecutivo per dare il via libera a un provvedimento monstre che riguarda il fisco, il lavoro, le imprese, la riforma degli ammortizzatori, la sanità. Interventi per circa 30 miliardi, di cui 12 solo nel 2022 dedicati al taglio delle tasse. “E saranno 40 nel triennio”, promette il premier Mario Draghi.
Per quanto riguarda le pensioni, tiene l’accordo raggiunto in cabina di regia della maggioranza: nel 2022 ci sarà Quota 102, con 64 anni di età anagrafica e 38 di contributi. Confermata la diminuzione dell’Iva sugli assorbenti e i tamponi non compostabili: si passa dal 22% al 10%. Viene invece rinviato al 1° gennaio 2023 l’ingresso in vigore di plastic tax e sugar tax. Inoltre, la cassa integrazione per i lavoratori Alitalia viene prorogata al 2023.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Prezzi: SUNIA e Federconsumatori unite contro i rincari dell’energia.

Il Governo intervenga sulla tassazione in bolletta e a tutela dei nuclei più fragili.
Sono sempre più allarmanti i rincari a cui i cittadini devono far fronte ogni giorno, specialmente per quanto riguarda le spese per l’energia che peraltro si aggiungono a un disagio abitativo che da tempo deve fare i conti con livelli dei canoni non sopportabili dai redditi dei conduttori su cui oggi peseranno grandi lievitazioni dei costi delle utenze domestiche e condominiali per inquilini e proprietari diretti della prima casa.
La crescita dei fenomeni di morosità incolpevole che coinvolge un numero crescente di famiglie è il chiaro indicatore del “costo dell’abitare”.
Ammontano ad oltre 312 Euro, secondo le stime diffuse da Federconsumatori e SUNIA, le ricadute che ogni famiglia subirà alla luce dei rincari delle bollette di energia elettrica e gas. Per il riscaldamento, invece, si prospettano aumenti del +19%.
Ulteriori rincari riguardano i carburanti, i prodotti alimentari (soprattutto pane e pasta) e in generale i costi di beni e servizi i cui prezzi sono destinati a salire sull’onda della crescita dei costi di produzione e di trasporto.

Leggi: Sunia, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Istat, nel Censimento 2021 anche la rilevazione del numero di senza dimora

Nel censimento 2011 erano circa 125 mila le persone rilevate nei campi attrezzati, nelle baracche o in situazioni di fortuna, compresi 35 mila senza tetto. Nel 2014, un’indagine in 158 comuni avevano utilizzato i servizi di mensa e accoglienza notturna oltre 50 mila persone senza dimora in 2 mesi. Istat: “Per il Censimento 2021 previsto un importante cambio di paradigma metodologico”
Il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni 2021 dell’Istat si pone come obiettivo anche la rilevazione delle convivenze anagrafiche e delle cosiddette “popolazioni speciali”, ovvero le popolazioni elusive costituite da persone senza tetto, senza fissa dimora o che vivono nei campi attrezzati e negli insediamenti tollerati o spontanei. “Esse rappresentano un universo variegato e di difficile intercettazione sul territorio nell’ambito della rilevazione censuaria che ha richiesto un importante cambio di paradigma metodologico – afferma l’Istat -. Con i Censimenti della popolazione, per la prima volta nel 1991 e, in seguito, nel 2011, i senza fissa dimora e i senza tetto erano rilevati con tecnica ‘point in time’, ossia una rilevazione effettuata nel corso di una notte nei grandi comuni con l’obiettivo di individuarne il maggior numero possibile. Nel Censimento di quest’anno si utilizzano invece come fonte i Registri dai quali dedurre le informazioni anagrafiche su dette popolazioni, a completamento del conteggio e della definizione della struttura demografica della popolazione censita”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Al via la campagna di Vidas sul biotestamento

“Scegli adesso. Adesso che puoi” è lo slogan che accompagna video, manifesti e post sui canali social per promuovere la conoscenza e l’informazione sulla possibilità di redigere le “Disposizioni anticipate di trattamento”. Aperti anche uno sportello e una linea telefonica dedicati
“Biotestamento. Scegli adesso. Adesso che puoi” è lo slogan della campagna promossa da Vidas (Volontari Italiani Domiciliari per l’Assistenza ai Sofferenti), con il patrocinio di Pubblicità Progresso. Nei mesi di novembre e dicembre (il 14 dicembre ricorre l’anniversario dell’approvazione della legge 219 in Senato), l’invito a conoscere e informarsi sul biotestamento sarà diffuso con spot trasmessi a titolo gratuito dalle principali emittenti radio e tv nazionali e locali, affissioni tradizionali e digital e una serie di servizi gratuiti rivolti ai cittadini che desiderano saperne di più.
Nonostante la legge sul biotestamento sia in vigore da quasi quattro anni, meno dell’1% della popolazione lo ha redatto e solo il 19% dichiara di conoscere bene la legge che lo regola e le procedure per depositarlo correttamente. “Un incidente, l’improvviso aggravarsi di una malattia possono impedire di manifestare le proprie volontà su quali trattamenti sanitari accettare e quali no -sottolinea Vidas-. Per questo in Italia esiste una legge, la 219/2017, che sancisce il diritto di esprimere queste scelte prima, nel pieno delle proprie facoltà mentali, attraverso la stesura delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT), il cosiddetto biotestamento”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Anziani, rinnovato l’accordo Intesa Sanpaolo e Caritas

Rinnovato l’accordo tra Intesa Sanpaolo e la Caritas italiana per finanziare progetti a supporto delle Diocesi nella loro azione di contenimento dei bisogni sociali. Per il 2021/2022 Intesa mette a disposizione 1,5 milioni di euro…
Rinnovato l’accordo tra Intesa Sanpaolo e la Caritas italiana per finanziare progetti a supporto delle Diocesi nella loro azione di contenimento dei bisogni sociali. Per il 2021/2022 Intesa mette a disposizione 1,5 milioni di euro.
Quest’anno viene individuato come ambito di intervento l’inclusione della popolazione anziana: una categoria che ha molto risentito della crisi pandemica, con grave peggioramento delle condizioni di vita e di salute a causa di isolamento e distanziamento sociale.
L’obiettivo principale di questi progetti è quello di rispondere ai bisogni più urgenti, sviluppando azioni innovative per attivare reti virtuose di solidarietà e prossimità.
“Dopo gli importanti risultati raggiunti con la prima edizione di ‘Aiutare chi aiuta’, rinnoviamo il nostro impegno al fianco della Caritas. Questo nuovo intervento si rivolge a una fascia di popolazione fragile, il cui sostegno richiede forme innovative e sostenibili di supporto sociale”, aggiunge Elena Jacobs, responsabile del settore Valorizzazione del sociale di Intesa Sanpaolo.
Grazie alla prima edizione dell’accordo, nel 2020 sono state sostenute 22 iniziative in tutta Italia, offrendo a persone in stato di bisogno casa e accoglienza, sostegno nella ricerca di lavoro e nell’avviamento di nuove imprese.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


giovedì 28 ottobre 2021
Superbonus 110%, proroga per tutto il 2023 (ma per le villette tetto Isee a 25 mila euro)

Confermata la proroga. Alla fine la proroga del Superbonus del 110% è arrivata. La legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri conferma sostanzialmente l’impianto del Documento programmatico di bilancio, inviato due settimane fa a Bruxelles, e proroga fino al 2023 il bonus edilizio per i condomìni. Approvata anche l’estenzione per tutto il 2022 per case unifamiliari e villette, ma con un serio paletto: il bonus è concesso solo ai lavori sulle prime case monofamiliari e villette con tetto Isee di 25 mila euro. Proroga fino a tutto il 2023 per i condomìni Come detto, la manovra proroga a tutto il 2023 il Superbonus al 110% per i condomìni. Da quel momento in poi scatterà il décalage, con il beneficio che scende al 70% per l’anno 2024 e al 65% per il 2025. Proroga di 6 mesi per le villette (con tetto Isee)La proroga di sei mesi estende il Superbonus 110% relativo a villette e case unifamiliari fino al 31 dicembre 2022 (la scadenza era prevista per il 30 giugno). Ma riguarda solo le prime case di famiglie con Isee inferiore a 25 mila euro. I paletti non piacciono ad alcuni esponenti del M5S e della Lega e nemmno a Confedilizia. «In effetti, non prorogare la misura sarebbe più apprezzabile rispetto al fingere di farlo», ha commentato in una nota il presidente dell’associazione, Giorgio Spaziani Testa. «Ma l’auspicio è che la maggioranza a sostegno del Governo, almeno su questo, non batta in ritirata, possibilmente difendendo anche un incentivo importante come il bonus facciate», ha concluso Spaziani Testa.Ok agli altri bonus edilizi. Confermati anche tutti gli altri bonus edilizi, come l’ecobonus al 60% e il bonus facciate, che viene prorogato ma con una percentuale che scende dal 90 al 60%. Prorogati il bonus elettrodiomestici Confermata anche la detrazione del 50% per l’acquisto negli anni 2022, 2023 e 2024 di mobili e di grandi elettrodomestici (forni non inferiori alla classe A; lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie non inferiori alla classe E; ed F per i frigoriferi e i congelatori. La detrazione è per un ammontare complessivo non superiore ai 5 mila euro e spetta a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto.

Leggi: Corriere della Sera, 28/10/2021


mercoledì 27 ottobre 2021
Federalismo fiscale. La Corte dei conti in audizione: “Ssn non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità”. Al Sud 100 euro a testa in meno per le spese sanitarie

La magistratura contabile in audizione presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale che a tutt’oggi è inattuato. Tra Nord e Sud molte differenze nella spesa pro capite: al Nord si spendono in media 100 euro in più a cittadino rispetto al Sud. E per la Corte gli indici di valutazione dei LEA, secondo la vecchia e la nuova disciplina, sono una testimonianza delle differenze tra i sistemi santari regionali. IL DOCUMENTO
“Nonostante il percorso di graduale avvicinamento ai livelli essenziali, il sistema sanitario non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità. Gli indici di valutazione dei LEA, secondo la vecchia e la nuova disciplina, ne sono una testimonianza”. È quanto afferma la Corte dei conti in videoconferenza, presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, in relazione allo stato di attuazione e sulle prospettive del federalismo fiscale, anche con riferimento ai relativi contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“Il fenomeno – spiega la Corte – può essere rilevato anche attraverso i dati della mobilità interregionale o anche quelli relativi alle Regioni in piano di rientro sanitario, quelle che presentano i problemi di adeguamento infrastrutturale e tecnologico più evidenti (senza considerare le diverse politiche regionali sui ticket)”.
Inoltre la Corte ha pubblicato una tabella in cui mette a confronto la spesa pro capite per la sanità che in media tra le Regioni a statuto ordinario è di 2.120 euro ma guardando meglio sono molte le differenze: al Nord la spesa media è di 2.139 euro contro i 2.046 del Sud.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/10/2021


DALLE REGIONI:

martedì 2 novembre 2021
Casa, Basilicata: 6 milioni per abbattere le barriere architettoniche

Ammonta a circa 6 milioni di euro la somma che la giunta regionale della Basilicata ha concesso ai Comuni per eliminare le barriere architettoniche negli edifici dove si trovano le persone invalide totali e con difficoltà di deambulazione
Ammonta a circa 6 milioni di euro la somma che la giunta regionale della Basilicata ha concesso ai Comuni per eliminare le barriere architettoniche negli edifici dove si trovano le persone invalide totali e con difficoltà di deambulazione. I cittadini riconosciuti riceveranno i contributi richiesti dal 2016 al primo marzo 2021.
“Mettiamo la parola fine a una partita ferma dal 2016 – commenta l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rosa -. I circa sei milioni che abbiamo assegnato ai Comuni derivano da fondi dello Stato che siamo riusciti a sbloccare”. Per Rosa “la rimozione delle barriere architettoniche è un atto di civiltà.
Oggi, finalmente, possiamo dare risposte alle persone disabili che hanno difficoltà ad accedere alle loro case e che attendevano da troppo tempo”.
Un risultato che secondo l’assessore “nasce da un lavoro costante e dalle strette interlocuzioni che i nostri uffici hanno portato avanti con i ministeri competenti”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/11/2021


martedì 2 novembre 2021
Marche, centinaia di “no” alla nuova struttura per 175 anziani e disabili

Continuano le proteste per la realizzazione di una grande struttura sanitaria a Rapagnano (Fm). Petizione di sei organizzazioni promotrici, a cui ora se ne aggiungono molte altre: raccolte centinaia di firme. Grusol: “L’impegno è come de-istituzionalizzare e non come re-istituzionalizzare”
Una raccolta firme per fermare la costruzione di una nuova, grande struttura sanitaria, destinata ad accogliere 175 persone anziane o con disabilità a Rapagnano, in provincia di Fermo: la petizione è stata lanciata nei giorni scorsi da Grusol, il gruppo solidarietà guidato da Fabio Ragaini. “Abbiamo promosso una raccolta firme per chiedere alla Regione di ritirare il provvedimento e di modificare la normativa che stabilisce i requisiti per le autorizzazioni alle strutture di questo tipo – spiega Ragaini – che sono la riproposizione di un modello che riteniamo inaccettabile e superato e che determina isolamento ed emarginazione in queste persone. Chiediamo servizi più ancorati alle comunità e un sostegno il più vicino possibile alla dimensione familiare, non strutture come queste che giudichiamo separanti e non inclusive”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/11/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Case della Comunità. Regione Toscana approva le linee di indirizzo

La sperimentazione si baserà sull’esperienza delle Case della salute e avverrà in ognuna delle tre Ausl della Toscana, all’interno della quali sono state identificate altrettante Case della salute dove testare il nuovo modello: de “Le piagge” (Ausl Toscana centro), di Querceta (Toscana nord ovest) e di Abbadia San Salvatore (Ausl sud est). Bezzini: “Testiamo sul campo le novità del Pnrr, facendo della prossimità il concetto chiave”. IL DOCUMENTO
Pronte a partire, in Toscana, le prime esperienze-pilota di Case della comunità. Una sperimentazione con la quale la Regione sceglie di testare un modello di medicina di prossimità, che prefigura un’organizzazione adeguata alle strutture che verranno realizzate grazie al Pnrr, anche per renderle fin da subito operative. La Giunta regionale, fa infatti sapere una nota, nella sua ultima seduta, ha approvato le linee di indirizzo per la sperimentazione di queste nuove realtà destinate, entro i prossimi cinque anni, a diventare un punto di riferimento sia per le questioni legate alla salute, sia per le problematiche sociali di ogni cittadino.

Leggi: Quotidiano Sanità, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Reggio Calabria, dalla giunta +300mila euro al fondo per le non autosufficienze

L’assessore al Welfare Demetrio Delfino: “Serviranno ad implementare servizi fondamentali, soprattutto nel campo delle disabilità”
La giunta comunale di Reggio Calabria ha ampliato, per oltre 290 mila euro, il Fondo per le non autosufficienze, considerato lo sblocco, da parte del governo, di economie relative all’annualità 2016. “Si tratta di somme molto importanti per Palazzo San Giorgio che”, secondo l’assessore al Welfare Demetrio Delfino “serviranno ad implementare servizi fondamentali, soprattutto nel campo delle disabilità”.
“Su temi così delicati – ha detto – l’attenzione dell’amministrazione è, da sempre, altissima. Ogni giorno il settore lavora per migliorare i servizi e, questo contributo, si inserisce perfettamente nel percorso d’inclusione e rigenerazione sociale intrapreso dall’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Falcomatà”. “Servizi – ha spiegato Delfino – che vanno dall’assistenza domiciliare per anziani non autosufficienti a quella per i disabili, dal Centro diurno e dal laboratorio per adulti con disabilità agli spazi socio-educativi per minori disabili, dall’assistenza educativa scolastica al superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche fino al rilascio del contrassegno di circolazione e di sosta del veicolo a favore dei disabili”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


venerdì 29 ottobre 2021
Disabilità, il Piemonte rimborsa chi abbatte le barriere architettoniche

La giunta regionale ha stanziato 2 milioni di euro per i cittadini che hanno effettuato lavori all’interno delle proprie abitazioni. Iniziativa dell’assessora al Welfare con delega alla casa Chiara Caucino
La giunta della Regione Piemonte ha stanziato 2 milioni di euro che serviranno a rimborsare i cittadini che hanno effettuato lavori di abbattimento delle barriere architettoniche all’interno delle proprie abitazioni. La misura è stata presa su iniziativa dell’assessora al Welfare con delega alla casa Chiara Caucino, e andrà a coprire i circa 500 interventi segnalati. Ciascun cittadino avrà diritto a un rimborso di 8.000 euro che verrà erogato direttamente dai Comuni di residenza, ai quali l’interessato deve aver presentato apposita richiesta. “Sono molto soddisfatta di poter assegnare le risorse per le famiglie che hanno provveduto ad abbattere le barriere architettoniche nelle loro case private- ha commentato Caucino- si tratta, infatti, di interventi che, seppur anche di contenuta entità economica, possono cambiare radicalmente la qualità di vita delle persone”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2021


giovedì 28 ottobre 2021
Alloggi Erp, a Firenze al via la presentazione delle domande

Dalle 12 di domani, venerdì 29 ottobre, fino alle 12 del 28 dicembre 2021 sarà possibile presentare la domanda di partecipazione al nuovo bando per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica del Comune
Dalle 12 di domani, venerdì 29 ottobre, fino alle 12 del 28 dicembre 2021 sarà possibile presentare la domanda di partecipazione al nuovo bando per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) del Comune di Firenze. “È un bando importante, che arriva in un momento molto delicato per quanto abbiamo vissuto con la pandemia” ha detto il sindaco Dario Nardella. “Firenze riparte dopo il Covid con un grande impegno per far fronte all’emergenza casa – ha continuato il sindaco -, che affrontiamo sia con le varie misure abitative del Piano casa ‘La Pira 2.0’, sia con il bando che presentiamo oggi, che si inserisce nel nostro ampio programma di riqualificazione e realizzazione di nuove case popolari”. “Grazie alla convenzione che abbiamo stipulato con i Caf – ha continuato il sindaco – cerchiamo di essere il più vicini possibile ai cittadini. Vogliamo metterli in condizione di non fare errori nella compilazione delle domande. Inoltre, i nostri uffici Casa sono a disposizione con una mail e due numeri dedicati per offrire assistenza a chi ha bisogno”. Per inserire la domanda è necessario essere in possesso di un sistema di identificazione digitale (SPID, CIE oppure CNS) e di un’attestazione Isee valida per il 2021. Fra i requisiti principali per accedere all’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica Erp, definiti dalla Legge Regionale n. 2 del 2019, si ricordano: la residenza anagrafica o la sede dell’attività lavorativa prevalente nel Comune di Firenze l’assenza di condanne penali, un valore Isee 2021 non superiore a 16.500 euro, assenza di diritti di proprietà su altri beni immobili in Italia e all’estero, assenza di titolarità di imbarcazioni o autoveicoli con potenza superiore a 80KW, non essere occupanti abusivi di alloggi di Erp e non essere stati oggetto di provvedimenti di decadenza o di occupazione senza titolo.

Leggi: Redattore Sociale, 28/10/2021


mercoledì 27 ottobre 2021
Carenza di medici, anziani senza assistenza

Melegnano – Due quartieri senza medico di base e i disagi ricadono soprattutto sugli anziani. È la situazione al Carmine e al Montorfano, frazioni che si trovano lungo via Emilia e i cui residenti, quasi 5mila persone, devono raggiungere altre zone della città per sottoporsi a visite e consulti.
Partiamo dal Carmine. La zona, come raccontano gli abitanti, è scoperta da sei mesi, da quando l’unica dottoressa presente si è spostata in un’altra zona di Melegnano. I pazienti, di riflesso, sono costretti a trasferte fuori quartiere. Per gli anziani, che si muovono a piedi anche per non costringere i familiari a fare da autisti, è un disagio, come confermano le sorelle Vittorina e Bianca Cazzulani: “E pensare che un tempo nel quartiere c’erano ben tre medici – dicono –. Gli spazi per ospitare gli ambulatori ci sarebbero”. “La scomodità è doversi muovere a piedi anche nelle giornate di maltempo – aggiunge Giancarla Rossi –. Passi per le ricette, ma per le visite bisogna per forza andare di persona”. Anche chi è giovane e non ha problemi a fare quattro passi è solidale con chi si dice penalizzato: “Speriamo che la situazione possa migliorare con l’arrivo di almeno un medico nella frazione”, è l’auspicio di Tatiana Francu.

Leggi: Il Giorno, 27/10/2021


martedì 26 ottobre 2021
Palermo. Programma Qualità dell’Abitare, Palermo esclusa dai 200 milioni di finanziamenti. SUNIA e FILLEA chiedono spiegazioni al Comune sull’assenza di progetti ammessi

Nessun progetto per Palermo.
In totale, in Sicilia, sono stati ammessi progetti per 200 milioni e 621 mila euro del programma innovativo nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua) presentati dai comuni di Catania, Trapani, Messina e Gela.
Ma il capoluogo siciliano non è presente tra le città dell’isola che beneficeranno dei finanziamenti.
Il Sunia Palermo interviene per chiedere spiegazioni al Comune di Palermo sull’assenza della città dalla graduatoria. Nei giorni scorsi era intervenuta la Fillea Cgil, che oggi rincara la dose perché i chiarimenti chiesti non sono arrivati.
“Il Comune di Palermo si è reso, ancora una volta, responsabile della perdita di occasioni importanti per la nostra città, che avrebbero potuto dare risposte ad esigenze, anche drammatiche, diffuse. Combattere l’emergenza abitativa, il malessere sociale e la disoccupazione ormai cronica dovrebbero essere delle priorità inderogabili per una classe politica accorta – dichiara il segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish – Degli oltre 200 milioni destinati ai progetti presentati in Sicilia con il programma per la qualità dell’abitare nessun progetto è stato finanziato per Palermo. Da Messina a Catania, da Gela a Trapani, invece finanziamenti per decine di milioni. Nulla invece per una città che conta circa 2.500 famiglie iscritte nella graduatoria per l’emergenza abitativa. Ciò è avvenuto nonostante i continui appelli del Sunia a prevedere interventi, anche strutturali, per affrontare il tema emergenziale e della qualità dell’abitare”.

Leggi: Sunia, 26/10/2021


IN AGENDA:

“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto

L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ha attivato, per l’autunno del 2021, due eventi ECM dal titolo “I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto”, la cui direzione è affidata al prof. Rabih Chattat ( https://www.unibo.it/sitoweb/rabih.chattat ).
Il primo evento, dal titolo “Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile” si svolgerà nella giornata del 29 ottobre (14.00-17.00). L’evento offrirà l’occasione di analizzare modelli operativi integrati di salute. Con il focus sulle indicazioni che la prospettiva psico-sociale offre, saranno discusse alcune prospettive di territorialità diffusa e compartecipata in cui lo psicologo gioca un ruolo chiave in collaborazione con le altre figure professionali.
Il secondo evento, dal titolo “Ruolo della psicologia per vivere bene con le malattie croniche: opportunità e modelli per i futuri servizi territoriali” si svolgerà nella giornata del 12 novembre (14.30-18.00). Durante l’evento saranno discusse alcune esperienze dei servizi che lavorano per garantire la possibilità di vivere bene con, e nonostante, le malattie e le condizioni di non autosufficienza. Si parlerà di etica della cura e dei processi di intervento, si discuterà della declinazione della matrice di cura e di “presa in carico” psico-sociale in ambito territoriale ed ambulatoriale, di cure primarie, e della formazione dei nuovi operatori della salute.

Leggi: Unibo


Urbanpromo – Progetti per il Paese

Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”. Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

Leggi: Urban Promo


 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Intervista a Monsignor Paglia: “Vecchio è bello e, soprattutto, utile” di Paolo Rodari

Il saggio del presidente della Pontificia Accademia per la Vita
Monsignor Vincenzo Paglia, nel suo libro “L’età da inventare” (Piemme) dice che la vecchiaia è un’età ancora da scrivere. Cosa c’è di nuovo da dire” «C’è da dire, anzitutto, che per la prima volta nella storia la vecchiaia è diventata di massa. Non che non ci fossero prima, ma non erano così numerosi come oggi. In Italia gli anziani siamo il 23,4% del totale della popolazione, ossia poco meno di 14 milioni di persone. Siamo il secondo paese al mondo, dopo il Giappone, per longevità. Si tratta di una nuova generazione, una sorta di nuovo “continente”. Ma è ancora poco conosciuto: c’è poco pensiero, poca riflessione su questi lunghi anni che chiudono l’esistenza sulla terra. È una specie di “terra incognita” senza un pensiero sociale, politico, economico, spirituale».
Per molti anziani la vita è insopportabile. E c’è chi chiede di poterla interrompere attraverso l’eutanasia. Una mistica dei nostri giorni, Angela Volpini, ha detto che si batterebbe perché nessuno faccia questa scelta estrema ma insieme che la scelta irrevocabile di farla finita va rispettata. Non le sembra una posizione ragionevole^ «La posizione ragionevole è quella di riconoscere a questi anni un senso. E dire: che senso ha vivere tanti anni in più, dopo la pensione? Come viverli? È questa la sfida da raccogliere per non cadere nel luogo comune della vecchiaia come un naufragio. Anche gli anziani hanno diritto a pensare ad un loro futuro che sia degno e non uno scarto. Se c’è l’amore non si vuole la morte. Semmai non si vuole soffrire. Ed è su questo che bisogna anche impegnarci. Gli anziani sono indispensabili per la crescita della società. Non uno scarto».

Leggi: La Repubblica


La città futura trova spazio in altezza tra orti, piazze sociali e megastore – di Maria Chiara Voci

I tetti occupano fino al 25% dell’area territoriale di un agglomerato urbano. Si moltiplicano studi e progetti per farli vivere come spazi sia residenziali sia aggregativi e culturali
Rigenerare una città sopra la città: si chiama “Roofscape Urbanism” (letteralmente, l’urbanistica dei tetti) ed è una disciplina che si sta affermando, con sempre maggior successo, a partire dalle grandi metropoli mondiali per ripensare il tessuto costruito.
Il recupero inizia dall’alto
Anziché partire dalle fondamenta, il recupero inizia dall’alto: in ambienti urbani sempre più densi, le coperture degli edifici esistenti rappresentano uno spazio inutilizzato da “popolare” innestando nuove funzioni e aprendo grandi opportunità di sviluppo dei centri abitati. I tetti occupano fino al 25% dell’area territoriale di una città: una risorsa che non può essere ignorata, specie a fronte di proiezioni che indicano come entro il 2050 il 70% della popolazione si concentrerà a vivere nelle aree urbane. Occorre attivare nuovi livelli di fruizione del patrimonio esistente, innestando funzioni fra le più disparate: da quella classica di nuove metrature residenziali o per servizi, per ampliare lo sguardo dai classici terrazzi a veri e propri giardini a uso collettivo, a piazze e luoghi sociali, centri culturali, infrastrutture sostenibili e persino coltivazioni agricole a chilometri zero. «L’intervento sui piani di copertura rappresenta oggi, a livello internazionale, uno scenario attraverso il quale sperimentare l’applicazione di strategie a scala urbana finalizzate al perseguimento di obiettivi di sostenibilità energetico-ambientale oltre ad essere un ambito per l’applicazione di nuovi modelli di sviluppo per la valorizzazione economica del patrimonio edilizio esistente – spiega Guido Callegari, professore associato di Tecnologia dell’architettura al Politecnico di Torino –. Nella sola Europa abbiamo 24 miliardi di mq da recuperare, il 75% dei quali è residenziale. La traiettoria da assumere in ambito europeo è funzionale all’applicazione della strategia “Renovation Wave” per promuovere l’efficientamento energetico».

Leggi: Il Sole 24 Ore


Nuovi spazi per un modo nuovo di lavorare – di Marco Bentivogli e Daniele Di Fausto

Nel 1906 San Francisco fu colpita da un fortissimo terremoto che rese inagibili tutte le infrastrutture. La collaborazione pubblico-privato diede vita a una società privata per la rigenerazione urbana.
Grazie a quella esperienza la società – Cbre – divenne dopo cento anni il numero uno al mondo nel settore della consulenza immobiliare. Nel 2020, il Covid è stato un terremoto molto più grave che non ha toccato le mura dei palazzi, ma ha raso al suolo le relazioni. Gli spazi sono rimasti integri, ma sono stati svuotati dal loro senso.
Uffici, scuole, ristoranti, teatri, palestre da un giorno all’altro sono diventati disabitati, vuoti, senza vita.Una grande quantità di spazi, di diverso uso e tipologia, è diventata per la prima volta, in tutto il mondo, sovrabbondante. Riteniamo, come nel 1906, che ci sia una nuova opportunità, quella di riportare la vita nelle città. Ma con un paradigma e una modalità diversa rispetto a quella del secolo
scorso. Nel pieno corso della transizione digitale e sostenibile sarebbe un ossimoro portare avanti piani esclusivi di ricostruzione, di efficientamento tecnologico degli impianti e delle dotazioni, di rigenerazione urbana per come li abbiamo visti e conosciuti fino a ora. Insomma, la grande trasformazione digitale “scongela” il tempo e lo spazio del lavoro e la nuova normalità è nientemeno che la riproposizione delle idee degli anni 90 ?
Non esiste sviluppo territoriale senza la creazione di veri ecosistemi territoriali digitali, in cui la Pubblica amministrazione a si trasformi in piattaforma abilitante di servizio, promozione e dialogo. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) avrà respiro se riforme e risorse ne terranno conto

Leggi: Efm


Riscoprire la tenerezza nel contatto corporeo nella relazione di cura con l’anziano – di di Elisabetta Orlandini (Coordinatrice presidio riabilitativo presso l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Spedali Civili di Brescia)

Possiamo cambiare la qualità della vita nei luoghi della cura cambiando la postura con cui li abitiamo, scoprendo e riscoprendoci nella tenerezza reciproca che si esprime, anche e soprattutto, nel modo in cui entriamo in contatto corporeo con l’altro. L’emergere di una crescente fatica e sofferenza da parte di chi è impegnato professionalmente nella relazione di cura ci chiama a nuove ricerche di senso, ad un modo differente di guardare la fragilità, sia del paziente che di chi lo cura.
Riscoprire la tenerezza nel contatto corporeo nella relazione di cura con l’anziano
In questo momento storico parlare di contatto corporeo nelle relazione di cura con l’anziano risulta essere particolarmente complicato. Come rappresentato nell’opera video di Bill Viola “The raft“, dopo l’esperienza drammatica dell’emergenza sanitaria COVID-19 stiamo tutti iniziando ad alzare lo sguardo ma, in questa fase, la vicinanza e il contatto corporeo ancora preoccupano.
Rileggere oggi questo contributo, elaborato prima dell’irrompere della pandemia, mostra con evidenza quanto i gesti di vicinanza siano fondamentali nella relazione con l’altro e consente di riguardare con maggior consapevolezza ciò che abbiamo vissuto durante l’emergenza sanitaria, soprattutto nei contesti di cura per gli anziani fragili.
In questo difficile periodo la relazione affettiva e corporea tra operatori ed anziani non solo si è mantenuta, essa si è intensificata pur con i DPI e i limiti imposti dalla pandemia. Il contatto tra operatore ed anziano si è trasformato in abbraccio e carezza. La carezza, espressione della cognizione del dolore e soprattutto della comprensione affettuosa del dolore dell’altro, è divenuta ponte tra abissi di solitudine andando a colmare la lontananza dagli affetti più cari. Abbracci e carezze hanno potuto e dovuto trovare spazio per rassicurare, consolare, accompagnare, portando la tenerezza nel mondo della cura e cercando di riconciliare la vita con la morte.

Leggi: I Luoghi della Cura


Rapporto Caritas 2021 su povertà ed esclusione sociale in Italia

Il 16 ottobre Caritas ha pubblicato il suo Rapporto 2021 su povertà ed esclusione sociale in Italia dal titolo “Oltre l’ostacolo”. Il documento oltre a prendere in esame le statistiche ufficiali sulla povertà e i dati di fonte Caritas, si concentra sul tema dell’usura e del sovra-indebitamento, sulla crisi del settore turistico, sullo scenario economico-finanziario e sulle politiche di contrasto alla povertà (Reddito di Cittadinanza in primis). L’obiettivo del Rapporto è quello di cogliere e di evidenziare, a partire dalle esperienze territoriali, elementi di prospettiva ed esempi di risposta e resilienza delle comunità locali che, più che mai in questo ultimo anno e mezzo di pandemia, si sono fatte carico di situazioni di marginalità e vulnerabilità, incrociandosi con risposte istituzionali nazionali ed europee dando luogo ad una serie di triangolazioni positive. Riprendiamo di seguito un corposo estratto dell’Executive summary, scaricabile per esteso insieme al Rapporto completo.
Le dimensioni dell’ostacolo: i dati Caritas sulla povertà in Italia
Nel 2020 la rete Caritas, potendo contare su 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e su oltre 93 mila volontari, ha complessivamente supportato 1,9 milioni di persone. Di queste il 44% ha fatto riferimento alla Caritas per la prima volta. Disaggregando i dati per Regione emergono alcune importanti differenze territoriali: tra le Regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distinguono la Valle d’Aosta (61,1%,) la Campania (57,0%), il Lazio (52,9%), la Sardegna (51,5%) e il Trentino-Alto Adige (50,8%). Allo stesso modo, emergono importanti differenze legate all’età: per i giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 34 anni le nuove povertà pesano per il 57,7%.

Leggi: Welforum


 

 

 

 

NEWS:

lunedì 25 ottobre 2021
Crescono i datori di lavoro domestico, nel 2020 sono 992 mila

Rapporto Domina: quasi il 95% è di nazionalità italiana, le donne rappresentano il 57,1% ma nell’ultimo anno crescono gli uomini. Oltre un terzo si concentra in Lombardia e nel Lazio. Oltre 98 mila sono grandi invalidi e 3.500 sacerdoti. “Su oltre 2,3 milioni di famiglie datori di lavoro, oltre 1 milione sono senza un contratto regolare”
A fine 2020 i datori di lavoro domestico regolari sono 992 mila, in aumento rispetto all’anno precedente (+8,5%). Aggiungendo la componente irregolare, si superano i 2,3 milioni di famiglie coinvolte. Lo rivela il nuovo rapporto annuale Domina sul lavoro domestico. Il 94,9% dei datori di lavoro domestico è di nazionalità italiana, mentre gli stranieri comunitari rappresentano il 2,4%, mentre gli extra Ue il 2,6%. Le donne rappresentano il 57,1% dei datori di lavoro, anche se nell’ultimo anno gli uomini hanno registrato un aumento lievemente maggiore (+9,4%, contro +7,8% delle donne).

Leggi: Redattore Sociale, 25/10/2021


lunedì 25 ottobre 2021
Il diritto alla mobilità non può dipendere dalla buona volontà di un Sindaco

Lo dichiarano Cittadinanzattiva e la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), a proposito dell’ancora mancato provvedimento che garantisca in tutti i Comuni d’Italia il parcheggio gratuito tra le strisce blu per le persone con disabilità, quando gli spazi riservati siano già occupati o non presenti. Per questo le medesime organizzazioni chiedono l’approvazione di due emendamenti in tal senso, presentati da altrettante Deputate, in sede di conversione in Legge del “Decreto Infrastrutture”
Foto in primo piano di parcheggi con strisce blu. Sullo sfondo alcune autoCome aveva sottolineato in un proprio approfondimento del settembre scorso il Centro Studi Giuridici HandyLex, ciò di cui avevamo riferito anche sulle nostre pagine, secondo il cosiddetto “Decreto Infrastrutture” (Decreto Legge 121/21), «dovrà essere sempre il Sindaco di ogni Comune a decidere se e come riservare limitati spazi alla sosta, presumibilmente tra le “strisce blu”, continuando dunque ad esercitare il proprio potere discrezionale e rischiando in tal modo di mantenere situazioni disuguali tra Comuni e Comuni».

Leggi: Superando, 25/10/2021


lunedì 25 ottobre 2021
Vaccini Covid. Si va verso la terza dose per tutti. Brusaferro (Iss): “È uno scenario verosimile”

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico del ministero: “Noi continueremo a fare come abbiamo sempre fatto monitorando sempre la persistenza della risposta immunitaria, e man mano che ci saranno le evidenze del caso, saranno declinate dal punto di vista organizzativo. Importante continuare comunque a mantenere l’adesione della popolazione verso le misure di sicurezza, in primis l’utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi per evitare scenari di peggioramento”.
“Oggi è raccomandata per alcune categorie, in particolare quelle più fragili, ma la terza dose di vaccino anti-Covid per tutta la popolazione è uno scenario verosimile”. Lo ha detto oggi il presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico del ministero, Silvio Brusaferro, a margine di un convegno a Venezia.
“Noi continueremo a fare come abbiamo sempre fatto – ha aggiunto – monitorando sempre la persistenza della risposta immunitaria, e man mano che ci saranno le evidenze del caso, saranno declinate dal punto di vista organizzativo” ha evidenziato.
Il numero uno dell’Iss ha poi commentato anche il recente aumento dei contagi: “Sono impegnato a fare in modo che la copertura vaccinale da una parte e il monitoraggio dall’altra ci guidino nella comprensione di come evolve la pandemia. Credo che sia fondamentale l’adesione della popolazione verso le misure di sicurezza, in primis l’utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi per evitare scenari di peggioramento”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 25/10/2021


sabato 23 ottobre 2021
Richiamo alla responsabilità. Il Pass per colf e badanti fa fare un bagno di realtà

L’entrata in vigore delle norme che richiedono il Green pass, da vaccino o in alternativa da tampone valido, anche per colf e assistenti familiari, dette e detti badanti, comporta un’assunzione di responsabilità da parte di quegli atipici datori di lavoro che sono le famiglie, insieme alle persone che prestano servizio presso di loro. Finché l’obbligo riguardava datori di lavoro convenzionali, ossia le imprese private, il sistema pubblico, le organizzazioni del Terzo settore, i cittadini e le loro famiglie potevano rimanere in un comodo ruolo di spettatori. Ora, invece, tocca a loro far rispettare le norme.
Gli obblighi di legge confermano e rafforzano l’interesse ad auto-tutelare la propria salute e in special modo quella dei componenti più fragili dei nuclei familiari. Entra anche per questa via nelle case e nella vita quotidiana quanto papa Francesco ha tante volte ribadito: siamo tutti sulla stessa barca, non possiamo salvarci da soli. Ed è illusorio credere di poter vivere sani in un mondo malato.

Leggi: Avvenire, 23/10/2021


venerdì 22 ottobre 2021
Mancano le coperture: finanziati solo 159 progetti rispetto ai 271 approvati

Come avevamo segnalato nell’articolo del 1° agosto scorso, i rischi per la mancata copertura finanziaria delle complessive 271 proposte progettuali ammesse del Programma innovativo nazionale per la Qualità dell’Abitare, sono stati confermati.
Oltre allo stanziamento ministeriale di 2,8 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e circa 20 milioni derivanti da residui 2019 e 2020, il ministro Giovannini auspica che “le Regioni e le altre amministrazioni locali riescano a trovare fondi aggiuntivi per realizzare quegli interventi che, pur avendo superato positivamente la valutazione di merito, non hanno un’adeguata copertura finanziaria”.
L’ultimazione dei lavori e la fruibilità delle opere è fissata, coerentemente con i tempi di realizzazione delle opere del PNRR, al 31 marzo 2026. L’inserimento del PINQuA nel PNRR ha determinato un accorciamento dei tempi di realizzazione degli interventi rispetto alla scadenza originaria, prevista per il 2033.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 22/10/2021


venerdì 22 ottobre 2021
Pianificare le città rispettando la salute

Con l’ Accordo Stato-Regioni del 22 settembre 2021 è stato approvato il “Documento di indirizzo per la pianificazione urbana in un’ottica di Salute Pubblica – Urban Health”.
Nella premessa viene evidenziato come, negli ultimi anni, si sia diffusa una crescente attenzione alla relazione tra salute pubblica e pianificazione urbana in grado di giocare un ruolo decisivo anche nella promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla salute.
In particolare, l’Obiettivo 11 punta a “rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resilienti e sostenibili”, nella consapevolezza che l’ambiente che ci circonda può influire drasticamente sulle nostre abitudini e stili di vita. Per questo motivo, il miglioramento dei nostri spazi vitali è un obiettivo imprescindibile entro il 2030.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 22/10/2021


giovedì 21 ottobre 2021
Dopo il Dpb. La risposta Mef all’interrogazione Pd in commissione Finanze della Camera sul caso dello sconto in fattura senza Saldo. In Parlamento è già battaglia sulla mancata proroga.

Franceschini: le facciate sono di fatto beni pubblici, siamo contro l’abolizione
La mancata proroga del bonus facciate oltre il 31 dicembre 2021, decisa dal governo martedì sera con l’approvazione del Documento programmatico di bilancio, non impedisce la possibilità di concludere i lavori già in corso – almeno nel caso dello sconto in fattura – oltre la data di fine anno, a condizione che il saldo della fattura relativa al 10% residuo da dare all’impresa sia pagato effettivamente entro il termine del 31 dicembre. Un primo chiarimento in tal senso arriva dalla risposta a una interrogazione Pd (Fragomeli, Nardi) data dal sottosegretario al Mef Freni durante il
question time in commissione Finanze della Camera. Un’interpretazione non è una norma – auspicabile nella legge di bilancio per maggiore chiarezza – ma la posizione espressa ieri dal Mef trova rispondenza nella interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 21/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
Prigionieri delle RSA – Lockdown infinito

Chiusi nelle residenze assistenziali, gli anziani oggi non muoiono di Covid. Piuttosto di solitudine e lontananza forzata dai propri cari. Un purgatorio intollerabile, nonostante varie ordinanze ministeriali permettano le visite quotidiane. Ma poche strutture le rispettano.
C’è chi non ha visto la madre per un anno, chi non ha potuto sentire il padre neppure per telefono. C’è chi ha visto la compagna spegnersi giorno dopo giorno, senza poter far niente. In tempo di pandemia le Rsa, le Residenze sanitarie assistenziali – che in Italia sono 4.629, spesso gestite da gruppi privati – hanno mostrato la loro intrinseca fragilità, chiudendosi al mondo e portando i pazienti spesso a spegnersi per sempre. «Oggi l’unica nota positiva da quando è cominciata la pandemia è che non ci sono più morti per Covid grazie alla campagna vaccinale, per il resto non ci sono buone notizie: non è cambiato nulla dal tempo del primo lockdown» esordisce Alessandro Azzoni, presidente del comitato di familiari Felicita (nato per iniziativa dei familiari del Pio Albergo Trivulzio di Milano), che ha deciso di battersi in prima persona anche per sua madre. La donna, dopo essersi ammalata di Covid nel marzo 2020, è rimasta isolata per mesi. «Da quel momento non è più la stessa. Sopravvive in uno stato catatonico, mangia con il sondino e io non posso starle vicino. Avrebbe bisogno di contatto e di affetto.

Leggi: Panorama, 20/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
La pandemia ha aumentato le difficoltà dei familiari impegnati nella cura, uno studio di Eurocarers

Lo studio condotto da Eurocarers e svolto in collaborazione con il Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento dell’IRCCS INRCA (Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani) di Ancona rileva che nell’ultimo anno le difficoltà dei caregiver informali e familiari sono aumentate. Il lavoro, finanziato dalla Commissione Europea, ha preso in esame circa 2500 caregiver informali provenienti da 16 diversi Paesi. Attraverso le risposte è stato possibile determinare l’impatto della pandemia su vari aspetti della loro vita quotidiana.
L’ISTAT (dati 2018) indica che più di 7 milioni sono le persone che in Italia si occupano dei propri familiari non più autonomi. In maggioranza sono persone che superano i 50 anni e uno su cinque è over 60. Le donne rappresentano l’80% dei caregiver. Attualmente la legislazione italiana non riconosce la figura dei caregiver familiari o informali per cui il loro ruolo sociale, pur svolgendo un lavoro di cura molto oneroso, è irrilevante. Nella Legge di Bilancio 2021, attraverso un nuovo Fondo che stanzia 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021-2023, si è iniziato a rivalutare la loro importanza all’interno della società.

Leggi: Auser, 20/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
A fine anno stop al bonus facciate. Il 110% al 2023 (villette escluse)

Prorogati per tutto il prossimo anno i crediti d’imposta ordinari su ristrutturazioni al 50% e risparmio energetico al 65%
Arrivano i chiarimenti attesi per i bonus edilizi che dovranno poi trovare un riscontro concreto nella legge di bilancio, all’esame del governo la prossima settimana. A fare le spese della selettività rivendicata dal Mef su questi sconti fiscali sarà anzitutto il credito di imposta al 90% per il
rifacimento delle facciate, che in questo momento tirava più di tutti gli altri, soprattutto nelle grandi città. Il governo è intenzionato a non prorogarlo oltre la sua scadenza del 31 dicembre 2021. L’ipotesi di una continuazione anche nel 2022 era stata presa in considerazione nei giorni scorsi, chiesta a gran voce dalle categorie economiche, ma ieri non rientrava più nel ventaglio delle misure che il governo aveva intenzione di inserire nel Documento programmatico di bilancio (Dpb) prima e nella legge di bilancio poi. Questo nonostante ancora alla riunione della cabina di regia di ieri Pd e Lega si siano fatti portatori di una richiesta di proroga con décalage, cioè con una percentuale di sconto via via più bassa.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 20/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
Blocco degli sfratti, per la Corte Costituzionale la proroga fino al 31 dicembre è legittima: “Non penalizza eccessivamente i proprietari”

I Tribunali di Trieste e Savona ritenevano che le norme sulle sospensioni, in scadenza a fine anno, non fossero costituzionali, perché più vantaggiose per il conduttore che per il locatario dell’affitto. Secondo la corte però, con l’attenuarsi della pandemia, le applicazioni della misura si sono ridotte progressivamente
La parziale proroga del blocco degli sfratti durante l’emergenza pandemica, contenuta nel “decreto Sostegni” del governo Draghi, è legittima. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale in un udienza pubblica questa mattina: le censure sulle sospensioni dei Tribunali di Trieste e Savona non sono fondate. Le contestazioni riguardavano la costituzionalità delle norme che regolano le proroghe (articolo 13, comma 13, del dl n. 183/2020 e articolo 40-quater del dl n. 41/2021, entrambi convertiti in legge) fino alla fine del 2021 per le morosità maturate durante la pandemia. L’accusa era quella di aver favorito, tramite la sospensione, i conduttori rispetto ai locatori dell’affitto.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 20/10/2021


mercoledì 20 ottobre 2021
Sfratti: bene la sentenza della Corte Costituzionale che ha legittimato la sospensione degli sfratti per morosità incolpevole in piena pandemia

Dichiarazione dei segretari generali: Stefano Chiappelli, SUNIA; Antonio Falotico, SICET; Augusto Pascucci, UNIAT
La Corte costituzionale ha bocciato oggi le questioni sollevate dai Tribunali di Trieste e di Savona sulla legittimità costituzionale delle norme (articolo 13, comma 13, del dl n. 183/2020 e articolo 40-quater del dl n. 41/2021, che hanno fissato termini di proroga per i provvedimenti di rilascio per morosità di immobili, per l`emergenza COVID-19.
In attesa del deposito delle motivazioni l’importante sentenza fa giustizia anche delle scomposte e ripetute pressioni di chi da tempo agitava lo spauracchio della incostituzionalità.
I sindacati inquilini, che da tempo hanno rivendicato equilibrio su un tema così delicato e drammatico, esprimono soddisfazione e apprezzamento ma fanno rilevare che gli sfratti già ripresi in larga parte a luglio ed a settembre saranno tutti in esecuzione dal prossimo dicembre.
Occorre rilanciare con forza e decisione la graduazione degli sfratti e la rinegoziazione dei contratti e in tal senso facciamo appello alle Prefetture ed ai Comuni, alcuni dei quali sono usciti dall’impasse dovuto alla campagna elettorale, per l’immediata convocazione di tavoli per affrontare il problema.

Leggi: Sunia, 20/10/2021


DALLE REGIONI

martedì 26 ottobre 2021
Qualità dell’abitare: alla Sicilia 201 milioni per 8 progetti di rigenerazione urbana

Sono 8 i progetti finanziati per la Sicilia per un importo complessivo di poco più di 201 milioni di euro nell’ambito del bando “Pinqua” programma innovativo per la qualità dell’abitare. Tra i progetti, presentati da Comuni, Regioni e Aree Metropolitane, che hanno superato l’esame dell’alta Commissione 7 sono ordinari e uno pilota.
I primi sono finanziati con importi fino a 15 milioni di euro il secondo con una somma fino a 100 milioni di euro. Per Cgil e Sunia siciliani si tratta di “un’opportunità da non perdere nonostante su alcune delle proposte finanziate le perplessità siano tante, se si considerano le finalità del bando e l’esigenza complessiva di incidere sulla qualità urbana e sociale dei quartieri degradati. Ora – sottolineano i segretari generali Alfio Mannino e Giusy Milazzo- chiediamo che si apra immediatamente un’interlocuzione tra i Comuni interessati , il partneriato sociale e le comunità coinvolte. La partecipazione è infatti l’unico metodo che può garantire l’efficacia di progetti che si propongono una rigenerazione urbana sociale ed edilizia delle zone più fragili e complesse della città”. In Sicilia erano stati ammessi al finanziamento altri 15 proposte progettuali che non sono stati finanziati per mancanza di risorse. “Si tratta ora di capire – dicono Mannino e Milazzo- con quali altri fondi lo Stato o gli stessi Comuni intendono finanziare i progetti che hanno già superato una selezione”.

Leggi: Giornale di Sicilia, 26/10/2021


martedì 26 ottobre 2021
Programma “Qualità dell’abitare”: Palermo esclusa dai 200 milioni di finanziamenti

Sunia e Fillea chiedono spiegazioni al Comune sull’assenza di progetti ammessi. Tra i progetti c’era la riqualificazione di due quartieri popolari, Borgo Nuovo e Sperone
Nessun progetto per Palermo. In totale, in Sicilia, sono stati ammessi progetti per 200 milioni e 621 mila euro del programma innovativo nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua) presentati dai comuni di Catania, Trapani, Messina e Gela. Ma il capoluogo siciliano non è presente tra le città dell’isola che beneficeranno dei finanziamenti.
Il Sunia Palermo interviene per chiedere spiegazioni al Comune di Palermo sull’assenza della città dalla graduatoria. Nei giorni scorsi era intervenuta la Fillea Cgil, che oggi rincara la dose perché i chiarimenti chiesti non sono arrivati.

Leggi: Palermo Today, 26/10/2021


martedì 26 ottobre 2021
Bando Erp, uscita prevista 29 ottobre, ma le criticità sono già tante

Sembra che ormai la data sia certa. Il 29 ottobre, quindi a giorni, dovrebbe uscire, a quasi 4 anni di distanza dall’ultimo, il nuovo bando Erp del Comune di Firenze. Le date per fare domanda, secondo quanto emerge dagli uffici, comprenderebbero il periodo di tempo che va dal 29 ottobre al 28 dicembre. La domanda può essere fatta solo mediante la procedura online definita dal Comune, accessibile dal sito istituzionale dell’ente comunale. Per presentare la domanda, è necessario possedere uno dei seguenti sistemi di accesso ai servizi online: Spid, Cie/Cns, avere un’attestazione Isee valida per il 2021, accedere con le proprie credenziali al servizio online del Comune e inserire la domanda. Per quanto riguarda i requisiti per l’accesso, al possesso della cittadinanza italiana o di un regolare permesso di soggiorno per quanto riguarda i cittadini di Paesi terzi, si aggiunge la residenza anagrafica o la certificazione della sede di attività lavorativa nel comune di Firenze, oltre all’assenza di condanne penali. Ancora, il tetto per partecipare è di 16.500 euro di valore Isee, non essere proprietari di beni immobili in Italia e all’estero, non essere titolari di imbarcazioni o auoveicoli con potenza superiore a 80KW, non essere occupanti abusivi di alloggi ERP, nè essere stati oggetto di decadenza o di occupazione senza titolo. I requisiti per la partecipazione al bando devono essere posseduti da tutti i componenti del nucleo famigliare.

Leggi: Stamp Toscana, 26/10/2021


lunedì 25 ottobre 2021
Attrezzature più moderne, colori più vivaci, ma sono sempre i vecchi istituti!

«Strutture come queste richiamano esplicitamente il modello dei vecchi istituti, magari con qualche ammodernamento delle attrezzature e pareti dai colori più vivaci, luoghi che separano le persone dai normali contesti di vita»: lo dicono dal Gruppo Solidarietà, che insieme ad altre organizzazioni delle Marche sta conducendo una battaglia per il ritiro di un Decreto della propria Regione, che ha autorizzato la realizzazione di una struttura di 175 posti, residenziali e semiresidenziali, destinati a persone con disabilità, anziani non autosufficienti e con demenza, persone con disturbi psichici
Alla fine di settembre, come avevamo segnalato anche sulle nostre pagine, alcune organizzazioni delle Marche (ANGSA Marche-Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo, ACLI Marche-Associazione Cristiana Lavoratori Italiani, Fondazione Paladini di Ancona, Cooperativa Papa Giovanni XXIII di Ancona, Gruppo Solidarietà di Moie di Maiolati Spontini e UILDM Ancona-Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) avevano denunciato i contenuti di un recente Decreto della propria Regione (Decreto 48/21), che aveva autorizzato la realizzazione di una struttura con una capienza di 175 posti lesto, residenziali e semiresidenziali, destinati a persone con disabilità, anziani non autosufficienti e con demenza, persone con disturbi psichici, nel Comune di Rapagnano (Fermo).

Leggi: Superando, 28/10/2021


lunedì 25 ottobre 2021
Milano, Lamberto Bertolé: «Accesso alla casa, disagio economico e giovani», le tre priorità sociali

Parla il neoassessore al Welfare della giunta Sala, Lamberto Bertolé: «Bisogna intercettare subito i bisogni per evitare che si cronicizzino» – di Maurizio Giannattasio
Lamberto Bertolé, neoassessore al Welfare, quali sono le emergenze su cui bisogna intervenire subito?
«Ne indico tre, tutte conseguenti alla pandemia. Le nuove povertà, le persone cadute in difficoltà economica perché hanno perso il lavoro o i lavoratoripoveri che non vengono retribuiti abbastanza. La seconda emergenza riguarda la casa. A Milano c’è un problema di accesso all’abitazione molto importante. La terza, è il disagio degli adolescenti post Covid, in forte aumento e che richiede tutta la nostra attenzione».
Il Comune come intende affrontare queste emergenze?
«Mai come ora bisogna fare sistema nel modo più efficace possibile e superare il rischio di singole isole che rispondano a singoli problemi per andare a raggiungere quante più persone possibili. Dobbiamo evitare vuoti da una parte e ridondanze dall’altra. Di fronte a temi così gravi e importanti dobbiamo fare in modo che tutte le risorse vengano indirizzate verso i bisogni prioritari della realtà post pandemica. Il nostro obiettivo più ambizioso deve essere quello di accompagnare nel più breve tempo possibile le persone in difficoltà fuori dall’emergenza. Dobbiamo contrastare il rischio della cronicità».

Leggi: Corriere della Sera, 25/10/2021


venerdì 22 ottobre 2021
A Firenze aprono sportelli per la non autosufficienza

Otto sportelli per informare e sostenere anziani non autosufficienti e le loro famiglie. L’iniziativa parte dello Spi Cgil di Firenze che dalla settimana prossima, in alcune delle proprie sedi del territorio metropolitano (vedi sotto), mette a disposizione i propri volontari per offrire servizi di consulenza, assistenza, orientamento e compilazione modulistica.
Secondo le stime, gli anziani non autosufficienti over 65 in tutta la Ausl Toscana Centro, e cioè nell’area Area Fiorentina Mugello, Empolese Valdarno Inferiore, è complessivamente di circa 28mila persone di cui più di 9mila su Firenze.
A tale proposito lo Spi Cgil di Firenze aveva condotto nei mesi scorsi l’indagine “Famiglie e non autosufficienza”, mettendo in evidenza dati difficilmente contestabili: la drammatica mancanza di servizi continua a scaricarsi sulle famiglie. E c’è ancora poca informazione sui servizi e sui diritti di cui dovrebbero godere le persone affette da disabilità e i loro congiunti.

Leggi: Liberetà, 22/10/2021


IN AGENDA:

“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto

L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ha attivato, per l’autunno del 2021, due eventi ECM dal titolo “I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto”, la cui direzione è affidata al prof. Rabih Chattat ( https://www.unibo.it/sitoweb/rabih.chattat ).
Il primo evento, dal titolo “Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile” si svolgerà nella giornata del 29 ottobre (14.00-17.00). L’evento offrirà l’occasione di analizzare modelli operativi integrati di salute. Con il focus sulle indicazioni che la prospettiva psico-sociale offre, saranno discusse alcune prospettive di territorialità diffusa e compartecipata in cui lo psicologo gioca un ruolo chiave in collaborazione con le altre figure professionali.
Il secondo evento, dal titolo “Ruolo della psicologia per vivere bene con le malattie croniche: opportunità e modelli per i futuri servizi territoriali” si svolgerà nella giornata del 12 novembre (14.30-18.00). Durante l’evento saranno discusse alcune esperienze dei servizi che lavorano per garantire la possibilità di vivere bene con, e nonostante, le malattie e le condizioni di non autosufficienza. Si parlerà di etica della cura e dei processi di intervento, si discuterà della declinazione della matrice di cura e di “presa in carico” psico-sociale in ambito territoriale ed ambulatoriale, di cure primarie, e della formazione dei nuovi operatori della salute.
Di seguito il LINK ove sarà possibile iscriversi agli eventi ECM cliccando sul form di iscrizione, e scaricare la brochure di entrambi gli eventi (disponibile anche in allegato).

Leggi: Unibo


Urbanpromo – Progetti per il Paese

Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”. Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

Leggi: Urban Promo


 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Accessibilità e inclusione, due facce della stessa medaglia – di Donata Scannavini

«Bisogna innescare un circolo virtuoso – scrive Donata Scannavini, commentando un recente evento dedicato all’accessibilità, promosso dalla Regione Lombardia – per cui un modello culturale inclusivo generi progetti di spazi e luoghi fruibili e accessibili a tutti, con o senza disabilità, i quali, a loro volta, facendo incontrare le persone e creando occasioni di conoscenza e scambio reciproco, favoriscano la crescita di una cultura sempre più inclusiva»
Il 22 ottobre scorso si è svolta a Milano la prima di tre Giornate di studio per il nuovo Piano di Azione Regionale rivolto alle persone con disabilità, organizzate dalla Regione Lombardia. Scopo di questi incontri è ragionare attorno ad alcune tematiche di interesse nevralgico per le persone con disabilità, coinvolgendo i portatori d’interesse (stakeholder), ovvero le stesse persone con disabilità, gli operatori e i rappresentanti delle istituzioni, e producendo riflessioni, idee e linee guida che guideranno appunto la stesura del Piano di Azione Regionale di durata triennale, rivolto alle persone con disabilità.

Leggi: Superando


Convergenze pericolose nell’Edilizia Residenziale Pubblica – di Raffaella Saporito, Eleonora Perobelli, Francesco Vidè

L’edilizia residenziale pubblica (ERP) è il terreno di convergenza di alcune tra le questioni sociali più urgenti del contemporaneo. Molti tra i circa 2,2 milioni di residenti (Federcasa, 2021) negli alloggi popolari sono caratterizzati da più forme di fragilità, oltre che da un reddito contenuto: lavoro discontinuo e disoccupazione, scarsi livelli di istruzione, salute più incerta e accesso discontinuo alle cure, forme di solitudine affettiva, invecchiamento poco protetto e più esposto all’abbandono, forme di degrado e violenza urbana. Inevitabilmente questa complessità e disagio sociale entrano nei processi produttivi e organizzativi delle Aziende Casa, gli enti che hanno raccolto l’eredità degli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP) a seguito del processo di regionalizzazione e aziendalizzazione delle politiche della casa. Questi enti gestori stanno attraversando anni incerti, segnati dalla difficoltà di ridefinire la propria identità e missione nel sistema pubblico: non più enti di costruzione di immobili, ma nemmeno operatori di welfare a pieno titolo. Questa indeterminatezza strategica impatta in maniera irrimediabile sui sistemi di gestione: se non è chiaro il prodotto generato (muri e tetti? welfare?) rispetto a cosa si può definire la coerenza dell’azione manageriale? Come si può valutare l’efficienza e l’efficacia della gestione, se non con misure di processo, alla lunga irrilevanti?

Leggi: Welforum


Le disuguaglianze crescono, a partire da quelle in salute, fermiamo il regionalismo differenziato – di Roberto Polillo e Mara Tognetti

Mentre esprimiamo un giudizio positivo sull’entità delle risorse messe a recentemente disposizioni per il rilancio del SSN (20 miliardi in conto capitale con Il PNRR e 2 miliardi di incremento del fondo sanitario nazionale per il periodo 2022-2024) esprimiamo altrettanto forte perplessità sulla ricomparsa nell’agenda del governo della proposta di autonomia differenziata regionale
Il tema delle disuguaglianze oltre ad essere una questione di equità è innanzitutto un tema centrale per ripensare i servizi sanitari e in generale gli interventi per la salute.
Una necessità che si impone perché le disuguaglianze hanno registrato, a partire dagli ultimi decenni un incremento significativo per un concatenarsi nel tempo di fattori diversi: l’impatto economico indotto dalla grande crisi del 2008; le politiche restrittive di stampo neo-liberista che a questa hanno fatto seguito; la frammentarietà della capacità di risposta del nostro SSN verso bisogni sanitari crescenti; la diversa efficacia dei 21 sistemi sanitari regionali (SSR) che hanno compromesso l’unitarietà delle politiche della salute.
A questo si è aggiunto l’impatto determinato dalla pandemia Covid 19, le cui caratteristiche, per richiamare un concetto di Richard Horton sulla rivista The Lancet (Horton R. Offline: Covid-19 is not a pandemic. Lancet 2020; 396: 874) sono quelle della “sindemia”: una condizione in cui l’infezione e i suoi possibili esiti non sono una variabile indipendente ma, al contrario, sono strettamente collegati a situazioni cliniche preesistenti con cui interagiscono in funzione di fattori co-esistenti più ampi di natura sociale politica ed economica.

Leggi: Quotidiano Sanità


L’impatto della pandemia da Covid-19 sui caregiver informali in Europa – di Flavia Piccinini, Giovanni Lamura, Marco Socci

Come noto, uno dei gruppi di popolazione più colpiti dalla pandemia da Covid-19 ancora in corso è quello delle persone con esigenze di assistenza a lungo termine, soprattutto in età avanzata (Cacciapaglia et al., 2020), e dei loro caregiver informali (familiari, vicini o chiunque assista altre persone non autosufficienti a titolo gratuito). Mentre diversi studi hanno analizzato l’impatto della prima ondata di pandemia verificatasi nella primavera del 2020 (ad es. Kostyál et al., 2021; Tur-Sinai et al., 2021), pochissimi sono quelli che possono offrire una prospettiva transnazionale sugli effetti – forse anche più forti – della pandemia che ha avuto luogo in Europa durante l’inverno 2020-2021, quando le conseguenze della prima e delle successive ondate pandemiche potrebbero essersi accumulate nel tempo.
In tale scenario, questo articolo presenta i risultati di uno studio volto ad analizzare l’esperienza dei caregiver informali di persone anziane, fragili o con disabilità in Europa durante la crisi pandemica da COVID-19. Lo studio, supportato dalla Commissione Europea, è stato condotto dal Centro Ricerche Economico-Sociali dell’IRCSS INRCA di Ancona, in collaborazione con Eurocarers (Associazione europea a supporto dei caregiver), attraverso una survey online rivolta a caregiver informali (di 18 anni e più) che forniscono supporto e si prendono cura regolarmente (cioè non occasionalmente o temporaneamente) di una o più persone non più in grado di svolgere autonomamente una o più attività quotidiane, a causa di problemi di salute psico-fisica, disabilità o età anziana (65 anni e più).

Leggi: Welforum


Centrale Operativa Territoriale e Punto unico di accesso: quale possibile integrazione?

I Punti Unici di Accesso ai servizi (PUA) sono previsti e promossi sia nel PNRR sia nel Piano Nazionale degli interventi sociali del 2021-2023. Seppur in assenza di indicazioni coordinate tra i due percorsi normativi, considerati i finanziamenti previsti è necessario maturare la consapevolezza della fase storica di grande opportunità in cui ci troviamo per rivedere i sistemi di accesso esistenti e, ricomporli, verso la costruzione di un unico punto di accesso integrato ai servizi sanitari, sociosanitari e sociali. – di Marco Noli
Centrale Operativa Territoriale e Punto unico di accesso: quale possibile integrazione?
Il tema dell’accesso ai servizi è sempre stato presente nel dibattito sul welfare. Le Regioni hanno declinato questi gate di accesso con denominazioni e funzionalità diversificate in ordine a; target di utenza di riferimento (rivolti a tutta l’utenza o a target specifici), modalità di segnalazione (accesso diretto dei cittadini o differito), mission affidata (rispetto alle funzioni assegnate e alle modalità organizzative) assetto istituzionale (del Comune/Ambito o dell’ASL) rapporto con gli erogatori dei servizi (compresa autorizzazione o meno della prestazione) (Bellentani et al.,2008; Devastato 2008 e 2011; Fosti et al., 2015 a e b).

Leggi: I Luoghi della Cura


Cure primarie. La proposta di Agenas e Ministero. Il Distretto sarà il perno ma gli studi di Mmg e pediatri non verranno abbandonati e saranno collegati alle Case della Comunità

È pronta la nuova stesura del documento elaborato da Agenas e Ministero della Salute che disegna la nuova assistenza territoriale. Ruolo centrale sarà affidato al Distretto che avrà il compito di coordinare vari servizi tra cui le Case della Comunità hub e spoke, gli Ospedali della Comunità, le Usca, gli Hospice, gli infermieri di famiglia, le cure domiciliari e l’implementazione del Numero verde europeo 116117 per le cure non urgenti. Restano in piedi anche gli studi di medici di famiglia e pediatri. LA BOZZA
Prende sempre più forma la nuova organizzazione dell’assistenza territoriale. È infatti pronta una nuova versione del documento (vedi prima versione pubblicata da Quotidiano Sanità in estate) elaborato da Agenas e Ministero della Salute che ridisegna completamente l’assistenza primaria e “affronta le principali tematiche strettamente connesse agli interventi previsti nell’ambito della Missione 6 Component 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza”.
Perno di questo nuovo sistema sarà il distretto sanitario. Ce ne dovrà essere uno ogni 100 mila abitanti ed esso sarà il luogo “privilegiato di gestione e di coordinamento funzionale ed organizzativo della rete dei servizi sociosanitari e sanitari territoriali, centro di riferimento per l’accesso a tutti i servizi dell’ASL”.

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

Quarantena e congedi parentali: novità per persone con disabilità e familiari – di AIPD Nazionale

Noto anche come “Decreto Sicurezza Lavoro”, il Decreto Legge 146/21 (“Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”), entrato in vigore il 22 ottobre, apporta anche alcune novità a misure già introdotte, che interessano le persone con disabilità e le loro famiglie, oltreché i datori di lavoro, in relazione ai periodi trascorsi in quarantena e ai congedi parentali
Noto anche come “Decreto Sicurezza Lavoro”, il Decreto Legge 146/21 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili), entrato in vigore il 22 ottobre, apporta anche alcune novità a misure già introdotte, che interessano le persone con disabilità e le loro famiglie, oltreché i datori di lavoro.

Leggi: Superando


Covid-19: Rifinanziati i congedi parentali

L’articolo 9 del decreto fiscale (n. 146/2021), entrato in vigore il 22 ottobre, ha prolungato fino al 31 dicembre 2021, i congedi parentali straordinari Covid, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi con figli minori di 14 anni, ai quali sia stata sospesa la didattica in presenza o che siano in quarantena a causa del virus.
Il congedo è retribuito con una indennità pari al 50% della retribuzione e può essere fruito in modalità oraria e giornaliera, alternativamente da uno dei due genitori (mai negli stessi giorni), ed è coperto da contribuzione figurativa. La prestazione ha effetto retroattivo a partire dall’inizio dell’anno scolastico 2021-2022. I congedi parentali già fruiti dai lavoratori prima del 22 ottobre, data di entrata in vigore del decreto, possono essere convertiti in congedi parentali Covid.
I requisiti dell’età (under 14) e della convivenza, non si applicano per chi ha figli con disabilità grave, accertata secondo la legge 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine e grado, per i quali è stata sospesa l’attività didattica in presenza o che sono ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura.

Leggi: Inca


 Quarantena per Covid-19: torna indennizzata come malattia

La quarantena per Covid -19 torna ad essere indennizzata come malattia. Trovata la copertura finanziaria nel decreto legge fisco-lavoro, n. 146/2021, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che stanzia i fondi per garantire questa prestazione fino al 31 dicembre.
Il provvedimento, modificando in parte l’articolo 26, comma 5 del decreto legge Cura Italia (n. 18 del marzo 2020) riguarda sia i dipendenti del settore privato, sia i lavoratori fragili del settore pubblico e privato, che non possono svolgere l’attività in smart working.
Con il nuovo decreto, già in vigore da ieri, per chi si trovi in quarantena con sorveglianza attiva e permanenza domiciliare, l’Inps torna, quindi, a farsi carico del costo integrale dell’indennità di malattia, così come era stato chiesto dai sindacati, preoccupati del venir meno di questa tutela, dopo la pubblicazione del messaggio Inps n. 2842 del 6 agosto scorso, nel quale l’Istituto avvertiva che, in assenza di rifinanziamento della malattia per quarantena, i lavoratori in queste situazioni avrebbero dovuto addirittura restituire le indennità già corrisposte.

Leggi: Inca


Sussidio mensile per i genitori disoccupati con figli disabili

Con il decreto interministeriale dell’11 ottobre 2021 sono stati individuati i soggetti destinatari del contributo economico previsto per i genitori disoccupati o monoreddito con figli disabili a carico, aventi un handicap non inferiore al 60%; contributo introdotto nella legge di Bilancio 2021 (n. 178 del 30 dicembre 2020, all’art. 1 commi 365 e 366). Per il riconoscimento del beneficio, il genitore richiedente deve risultare privo di impiego o avere un reddito da lavoro dipendente annuo non superiore 8.145 euro, oppure 4.800 euro, se è lavoratore autonomo.
Secondo le indicazioni contenute nel provvedimento, per genitore monoreddito si intende chi ricava tutto il proprio reddito esclusivamente dall’attività lavorata, sia pure prestata a favore di una pluralità di datori di lavoro o sia percettore di un trattamento pensionistico previdenziale. Si prescinde, in ogni caso, dall’eventuale proprietà della casa di abitazione. La misura di sostegno è concessa per il 2021, il 2022 e il 2023.
L’importo è di 150 euro mensili ed è riconosciuto a partire da gennaio 2021 e per l’intera annualità. Aumenta a 300 e a 500 euro mensili se il genitore ha due o più figli a carico con una disabilità non inferiore al 60%.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 19 ottobre 2021
Pensioni, a che punto siamo?

I lunghi mesi della pandemia hanno spostato l’attenzione del sindacato su altri temi, tuttavia la questione previdenziale resta il cuore delle rivendicazioni di Cgil, Cisl e Uil. I nodi da sciogliere di questa materia complessa e controversa sono ancora molti. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e di vedere quali sono i temi sui quali in autunno sarà necessario far ripartire il confronto con il governo.
La crisi determinata dalla pandemia ha lasciato sul campo nuove disuguaglianze e ha acuito quelle che già mordevano drammaticamente il nostro paese. Nell’ultimo anno e mezzo i sindacati hanno focalizzato la propria attenzione sulla tutela dei posti di lavoro, insistendo sulla riforma degli ammortizzatori sociali, come sul blocco dei licenziamenti, nel tentativo di arginare le conseguenze più dure di una crisi senza precedenti.
La questione previdenziale è rimasta in disparte ma non è affatto sparita. La tutela delle pensioni per chi è già in pensione da una parte, e la revisione della legge Fornero e dei meccanismi di pensionamento per chi ancora lavora, dall’altra, restano il cuore delle rivendicazioni che Cgil, Cisl e Uil intendono continuare a portare avanti nei prossimi mesi.
Quali sono i nodi da sciogliere? Facciamo il punto, per portare un po’ di chiarezza in una materia complessa. Partiamo da chi è già in pensione.

Leggi: Liberetà, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Green pass obbligatorio per colf e badanti: sanzioni, controlli e vaccini validi

Le colf e le badanti che non hanno il green pass non possono lavorare. Dopo giorni di consultazioni tra i vari ministeri, il governo chiarisce l’interpretazione delle norme che riguardano il lavoro domestico. E specifica che anche chi svolge lavoro domestico a tempo pieno sarà costretto a lasciare l’alloggio. Il rischio: multe e sanzioni identiche a quelle previste per tutti gli altri lavoratori privati. Una precisazione resa necessaria soprattutto a fronte del rifiuto di alcuni collaboratori domestici che pretendevano di continuare a svolgere le proprie mansioni pur non essendo vaccinati oppure senza essersi sottoposti a tampone.
Sono le Faq (risposte a domande frequenti) pubblicate sul sito del governo a fornire le indicazioni su questo tipo di rapporto di lavoro dipendente. E arrivano nel giorno in cui l’Inps registra una nuova impennata di assenze per malattia: dal giorno di entrata in vigore dell’ obbligo di certificazione verde, il 15 ottobre scorso, sono arrivati 152.780 certificati di malattia con un aumento del 14,6%.

Leggi: Corriere della Sera, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Casa, Istat: 245.240 atti di compravendita nel quarto trimestre del 2020 (+3,2%)

Il 94,2% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (231.100), il 5,4% quelle a uso economico (13.276) e lo 0,4% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (864)
Nel IV trimestre 2020 sono 245.240 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari. Lo comunica l’Istat.
Le compravendite aumentano del 3,2% rispetto al trimestre precedente e del 4,9% su base annua. In concomitanza delle misure adottate per il contenimento del Covid-19, nei primi sei mesi del 2020 si registra un forte calo delle compravendite. Segue una ripresa nei mesi estivi, a seguito del graduale allentamento di tali misure. Seppure con intensità diverse, la ripresa, sia congiunturale che su base annua, prosegue nell’ultimo trimestre.
Il 94,2% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (231.100), il 5,4% quelle a uso economico (13.276) e lo 0,4% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (864).

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Imparare con un gioco da tavolo, la nuova frontiera per gli operatori delle residenze per anziani

Trasmettere conoscenze in un’atmosfera rilassata, conoscersi a vicenda, costruire relazioni. Il progetto europeo Gamlec è partito dall’analisi dei bisogni degli anziani non autosufficienti per elaborare un gioco da tavolo di formazione dedicato a operatori e caregiver
Il gioco da tavolo per la formazione delle figure professionali e dei caregiver che si occupano di anziani non autosufficienti. È l’idea alla base del progetto europeo Gamlec – Gaming for Mutual Learning in Elder Care che coinvolge Italia, Germania, Lituania e Paesi Bassi e che, partito nel 2019, è oggi nella fase conclusiva. Partner per l’Italia sono Asp Città di Bologna e la cooperativa sociale Cadiai che domani, in un evento che si svolgerà all’Arci Benassi di via Cavina, descriveranno le diverse fasi del progetto raccontando le esperienze pilota di alcune strutture del bolognese e organizzando una vera e propria sessione di gioco alla quale potrà partecipare – previa iscrizione – chiunque sia interessato.
Il principio da cui l’intero progetto parte è che il gioco può essere utilizzato per trasmettere conoscenze e competenze in un’atmosfera rilassata e allegra. Il gioco da tavolo, in particolare, può diventare in questo modo un vero e proprio “incontro” delle diverse parti interessate e uno strumento per conoscersi a vicenda e costruire relazioni con il risultato di migliorare la comunicazione, la comprensione reciproca e la cooperazione.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


lunedì 18 ottobre 2021
Housing first, in Italia mille persone accolte: “Dal Pnrr nuovi finanziamenti”

All’Homeless more rights festival di Bologna, Caterina Cortese di fio.PSD racconta l’approccio per contrastare la grave emarginazione adulta che dà una casa a chi vive in strada, senza passare per il dormitorio. “Oggi l’housing first è attivo in 52 città italiane: nel Piano del governo 250 progetti finanziati”
Circa mille persone accolte, progetti attivi in 52 città italiane, con una percentuale di persone che abbandonano il programma pari solo al 7 per cento, e un utente su tre che ottiene la residenza e il reddito di cittadinanza. Sono i dati dell’housing first in Italia, riportati da Caterina Cortese, responsabile dell’area Studio, ricerca e promozione culturale della fio.PSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora), che è intervenuta a Bologna all’Homeless more rights festival organizzato da Avvocato di strada.
L’housing first è uno degli approcci più innovativi per contrastare la grave marginalità adulta, e consiste nel dare alle persone senza dimora l’opportunità di entrare in un appartamento autonomo senza passare dal dormitorio, con il supporto di una equipe di operatori sociali direttamente in casa. “Nel nostro paese si sta puntando sempre di più sull’housing first, e recentemente si sono aperti nuovi progetti anche in alcune piccole città, che stanno individuando sul mercato immobiliare appartamenti adatti a questo tipo di programma – racconta Cortese –. Questo è un segno di un cambio di passo: il governo sta investendo sempre di più sulle politiche abitative, e l’housing first fa parte di queste. Nel Pnrr, ad esempio, vengono finanziati oltre 250 progetti di housing first, con un investimento di circa 250 milioni di euro”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/10/2021


sabato 16 ottobre 2021
Caritas Italiana: “Cresce la povertà e si allontanano gli obiettivi dell’Agenda 2030”

Presentato oggi il ventesimo Rapporto sulla povertà dal titolo “Oltre l’ostacolo”. 25 anni fa il primo rapporto Caritas sulla povertà assoluta. “L’emergenza sanitaria ha colpito duramente il tessuto sociale ed economico. Solo in Italia si contano oltre un milione di poveri assoluti in più rispetto al pre-pandemia”
Cresce la povertà assoluta in Italia e si allontanano così molti degli obiettivi dell’Agenda 2030 di Sviluppo sostenibile delle Nazioni unite. A tracciare un quadro aggiornato della povertà in Italia è il Rapporto 2021 di Caritas Italiana dal titolo “Oltre l’ostacolo” pubblicato oggi online. Il rapporto – che giunge a 25 anni dalla sua prima edizione – “si cala in un momento cruciale della vita del nostro Paese, ancora alle prese con la persistenza di un’emergenza sanitaria che ha colpito duramente il tessuto sociale ed economico, evidenziando tuttavia grandi esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e privati”, si legge nel testo.
A decretare l’allontanamento dagli obiettivi dell’Agenda 2030, un rapporto delle Nazioni unite, secondo cui il Covid-19 ha di fatto rallentato a livello globale i progressi per il raggiungimento di gran parte dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. “Sul fronte della povertà e della disuguaglianza – spiega la Caritas – , le persone in povertà estrema passano da 119 a 124 milioni; in un anno il tasso di individui sotto la soglia di povertà estrema sale così dall’8,4% al 9,5%. Non si registrava un aumento in tal senso dal 1998, attestano le Nazioni unite”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/10/2021


venerdì 15 ottobre 2021
In Italia vi sono 2,7 milioni di anziani in gravi difficoltà

Al termine dei lavori di un anno, la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, istituita dal ministro Speranza, ha messo a punto la “Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società” denunciando che su una popolazione di riferimento composta da circa 6,9 milioni di over 75, oltre 2,7 milioni di individui presentano gravi difficoltà motorie, comorbilità, compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane di cura della persona e nelle attività strumentali della vita quotidiana. Tra questi, 1,2 milioni di anziani dichiarano di non poter contare su un aiuto adeguato alle proprie necessità.
In sostanza, pur riconoscendo l’ampio lavoro svolto dalla Commissione, potremmo dire che non è stato rivelato nulla di nuovo.
Il documento, lo ricordo, è stato presentato il primo settembre al Presidente Mario Draghi da Monsignor Vincenzo Paglia, già consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio ed ex vescovo di Terni-Narni-Amelia, e da alcuni anni presidente della Pontifica accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio per le scienze del matrimonio e della famiglia, che presiede la Commissione.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 15/10/2021


giovedì 14 ottobre 2021
Vaccino antinfluenzale 2021/2022: quando e dove fare, costo e per chi è gratis

Campagna vaccinale antinfluenzale 2021/2022 al via a ottobre, il vaccino si potrà fare anche in farmacia. Quanto costa, per chi è gratis, quando è raccomandato e terza dose Covid: le cose da sapere.
Vaccino antinfluenzale 2021/2022: quando e dove fare, costo e per chi è gratis
Mentre l’Italia va verso la somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid per i soggetti con sistema immunitario compromesso e gli anziani, si avvicina anche la stagione del vaccino antinfluenzale 2021-2022.
Storicamente il vaccino contro l’influenza è raccomandato per i bambini, le persone fragili e gli anziani. Quest’anno le due campagne vaccinali, contro l’influenza e contro il Covid-19, “rischiano” di coincidere, e non mancano i dubbi sulla sicurezza, i rischi e i possibili effetti collaterali causati dalle due iniezioni fatte a distanza di poco tempo.
Un’altra novità di quest’anno riguarda la possibilità di fare il vaccino antinfluenzale in farmacia. Qui di seguito tutte le informazioni utili in attesa che parta la campagna vaccinale contro l’influenza: quando inizia e dove si fa, chi deve fare il vaccino, per chi è gratis, quanto costa e come si procederà con il vaccino e la terza dose anti-Covid.
Vaccino influenza 2021-2022: quando si deve fare
Ad aprile il Ministero della Salute ha emanato la circolare con le raccomandazioni per la stagione del vaccino antinfluenzale 2021-2022.

Leggi: Money, 14/10/2021


giovedì 14 ottobre 2021
“Non solo case di riposo”. Vinicio Albanesi: tutelare la vita in tutte le sue fasi

Ispirato dalla pubblicazione di Vinicio Albanesi “Anziani deportati”, il “Centro Dott. E. Caravaggio” organizza il 16 ottobre “Non solo case di riposo”, un confronto sul tema del benessere delle persone anziane. Albanesi: “Negare la ghettizzazione e gli interventi inadeguati del sistema esistente significa sacrificare vite, senza averne titolo”
“I nostri cari hanno diritto a godere della memoria della loro vita. Hanno offerto a noi il benessere di cui godiamo; restituire quanto ricevuto è dovere”. Ad aprile del 2020 in piena emergenza coronavirus, Vinicio Albanesi (presidente della Comunità di Capodarco) pubblica per la testata Redattore Sociale, “Senza volerlo abbiamo progettato la ‘deportazione’ di chi è vecchio”. È l’inizio di una profonda riflessione sui meccanismi dedicati all’ultimo tratto di vita dei nostri anziani che, scrive: “non possono restare anonimi, meccanici, disumani”. La grave crisi che ha colpito le Residenze sanitarie assistenziali durante la pandemia offre così l’occasione per ripensare alle scelte fatte. “L’epidemia, con le migliaia di morti dentro le Rsa, ha mostrato chiaramente – argomenta Albanesi – i limiti terapeutici ed esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere: occorre cambiare approccio, senza far prevalere la logica del risparmio”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/10/2021


mercoledì 13 ottobre 2021
“Siamo tutti caregiver (o lo diventeremo)”: FamilyHelp aiuta chi si prende cura

Voice assistant, app e intelligenza artificiale si uniscono nella soluzione presentata allo Smau dalla startup emiliana eDialog, che sarà immessa sul mercato dalla primavera 2022: un modo per prendersi cura degli anziani e non solo, anche da remoto
Si chiama “FamilyHelp.AI” e aiuterà i caregiver a prendersi cura dei propri anziani o familiari con disabilità, anche da remoto. L’ha sviluppata e presentata in anteprima allo Smau Milano 2021, in attesa che sbarchi sul mercato la prossima primavera, la startup emiliana eDialog, fondata nel febbraio 2021 da Enrico Paccini e Stefano Ubaldi. Dalla sede di Fidenza hanno scelto di focalizzare la propria attività di ricerca sullo studio di soluzioni innovative per il superamento delle barriere architettoniche digitali, utilizzando la voce come principale strumento di dialogo con i dispositivi.
“Nella vita siamo o saremo tutti caregiver. Forse in futuro ne avremo anche necessità – dichiara Enrico Paccini, Ceo e co-founder di eDialog nonché ideatore del progetto – Questa semplice riflessione, frutto della difficile fase pandemica, ci ha spinto ad utilizzare l’intelligenza artificiale al servizio della persona per creare un rapporto empatico con chi ha bisogno, eliminando le barriere architettoniche digitali attraverso lo smart speaker. La tecnologia sviluppata per l’applicativo, che arriverà sul mercato nella primavera 2022, si rivolge ad aziende operative a vari livelli nell’ambito dell’assistenza domiciliare, con personalizzazioni legate alle diverse esigenze e patologie”.

Leggi: Redattore Sociale, 13/10/2021


martedì 12 ottobre 2021
Riforma del Catasto: oltre la metà degli italiani la approva

La riforma del catasto, ormai da giorni, scalda e spesso divide il dibattito pubblico. Per capire meglio cosa ne pensano i cittadini italiani, Facile.it ha commissionato un’indagine agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione, il più
possibile coinvolto e interessato alla questione: un totale di 1.010 persone di età compresa fra i 18 e i 74 anni, residenti sull’interno territorio nazionale, proprietari di immobili o intenzionati ad un acquisto nei prossimi 12 mesi.
Il 57% è d’accordo
È emerso che oltre un proprietario su due (con esattezza il 57%) è d’accordo con la riforma. Un dato che aumenta andando a nord-ovest, con un picco del 63,1%. Questo significa che la maggior parte di coloro che possiedono un immobile vede positivamente un intervento sul catasto. Al contrario, a dichiararsi apertamente scettico è solo il 16,3% ma sono ancora molte le persone che non hanno le idee chiare a riguardo (26,7%).
Le ragioni dei favorevoli

Leggi: Corriere della Sera, 12/10/2021


martedì 12 ottobre 2021
«Bonus edilizi decisivi per la crescita del Pil: avanti così fino al 2023»

Buia (Ance). «Il governo non danneggi imprese e famiglie, poi servirà un piano. Il 110% ha ridotto la CO2 di 6mila condomini in un anno, prima erano mille in sei anni»
«L’assenza di chiarezza sulle intenzioni del governo di prorogare o meno i bonus edilizi danneggia gravemente le imprese che non possono programmare e sono costrette a rinunciare a lavori o a concentrarli in spazi di tempo ristrettissimi, in una fase in cui è già difficile trovare materie prime
come per esempio l’acciaio per i ponteggi. L’incertezza rallenta i lavori programmati dai cittadini e finirà per produrre un freno anche alla crescita del Pil, cui in questa fase sta dando un forte contributo attivo anche l’edilizia. Servono risposte urgenti, non sappiamo se fra due mesi e mezzo si
potrà ancora beneficiare delle agevolazioni attuali, e vediamo invece una confusione che cresce, con posizioni e rapporti che arrivano da ambienti di governo e mettono addirittura in discussione l’apporto positivo che il Superbonus sta dando agli obiettivi ambientali e all’abbattimento delle emissioni».
Il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, invoca da mesi una risposta del governo, chiara e netta, sul Superbonus, sul bonus facciate e sugli altri crediti di imposta in favore dei cittadini che eseguono i lavori in casa o nei condomini.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 12/10/2021


lunedì 4 ottobre 2021
Affitti brevi: passo positivo la banca dati ma per le regole occorrono poteri ai comuni per difendere l’identità delle città e tutelare le locazioni di durata

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, Segretario generale SUNIA
Il Decreto attuativo del Dl 34/2019 (Decreto Crescita) firmato dal Ministro del Turismo, ora in attesa di registrazione della Corte dei Conti e successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, nei
prossimi mesi dovrà essere concretamente applicato, e può indubbiamente rappresentare un parziale e limitato elemento di controllo e freno all’evasione fiscale nel settore delle locazioni brevi turistiche, che stanno riprendendo nelle nostre città d’arte e turistiche dopo la forzata pausa legata all’emergenza covid 19.
Permangono tuttavia i nostri dubbi e perplessità, più volte evidenziate a Governo e Parlamento anche in sede di conversione in legge del “Decreto Crescita” e della Legge di Bilancio 2021, riguardo al contesto normativo che fino ad oggi regola il settore con il conseguente beneficio fiscale della cedolare secca per chiunque e in qualsiasi Comune utilizza questi contratti per l’affitto con locazione breve di non oltre 4 alloggi.

Leggi: Sunia, 04/10/2021


DALLE REGIONI:

martedì 19 ottobre 2021
Anziani, over 60 il 23% dei lombardi (2 milioni): rete Auser da 6.189 volontari

Si è aperto oggi a Milano il decimo congresso di Auser Lombardia per l’insediamento della nuova presidenza. Primo punto ad essere rimarcato: la costanza nelle attività di assistenza agli anziani, a prevalenza femminile, anche durante la pandemia
In Lombardia gli over 60 sono oltre 2 milioni, circa il 23% della popolazione. Un dato Istat del 2020 che restituisce l’importanza dei lavoro dei volontari per assistere gli anziani. Con questa certezza si è aperto oggi a Milano il decimo congresso di Auser Lombardia per l’insediamento della nuova presidenza.
Il primo punto ad essere stato rimarcato è la costanza nelle attività di assistenza agli anziani- a prevalenza femminile- anche durante la pandemia. Solo nel 2020 Auser Lombardia contava 64.390 soci e 6.189 volontari e le donne costituivano rispettivamente il 60% e il 49%.
Sono stati investiti 173.900 euro dall’organizzazione regionale a supporto di una rete che conta 14 comprensori, 430 associazioni locali affiliate e almeno 13 progetti attivi.
“È necessario dare vita ad un sistema di welfare che intervenga su servizi specializzati e domiciliari. Fondamentale è il rafforzamento delle cure territoriali”, dichiara la presidente regionale uscente di Auser Lombardia Ersilia Brambilla, sottolineando come sempre secondo l’Istat nel 2020 si sia rilevato che un anziano su tre vive da solo nella regione.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Anziani soli e meno capaci di muoversi: a Bologna “peggiorano”

Una nuova ricerca condotta dalla Fondazione Generazioni della Cisl, che ha distribuito una serie di questionari nei mesi scorsi, durante la seconda ondata della pandemia, conferma la condizione di fragilità diffusa degli anziani a Bologna
Sempre più soli e con maggiori difficoltà a muoversi, in particolare a uscire di casa, dove spesso sono presenti barriere architettoniche. Difficoltà che in media per quasi uno su due sono peggiorate nell’ultimo anno, anche a causa della pandemia. Si conferma così la condizione di fragilità diffusa degli anziani a Bologna, secondo una nuova ricerca condotta dalla Fondazione Generazioni della Cisl, che ha distribuito una serie di questionari nei mesi scorsi, durante la seconda ondata della pandemia. “Questa ricerca è un utile biglietto da visita per la Cisl nei confronti del nuovo sindaco di Bologna e della sua Giunta, come contributo del sindacato per il lavoro dei prossimi cinque anni”, manda a dire il presidente della Fondazione, Sergio Palmieri.
Su 382 risposte ottenute dalla Cisl, dunque, sono 307 gli anziani che hanno dichiarato di essere in condizione di fragilità: il 57% è donna, metà hanno tra gli 81 e 90 anni, uno su tre vive in città e due su cinque sono anziani soli, mentre tra chi ha un convivente, nel 77% dei casi si tratta del coniuge. Tre su 10 hanno anche un animale domestico. Il 51% degli intervistati ha un reddito tra i 15mila e i 28mila euro annui, ma c’è anche un 29% che rimane sotto la soglia dei 15mila euro. Un terzo può contare sull’indennità di accompagnamento, mentre il 15% ha a disposizione il servizio di assistenza domiciliare. Il 48% ha però pagato di tasca propria (fino a 500 euro all’anno) per prestazioni extra, mentre il 40% è arrivato a spenderne fino a 2.500. Quasi nessuno però ha una mutua o una polizza sanitaria privata.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Bologna, il demografo: cambi forma, realizzare la “città dei 15 minuti”

La ricetta per il futuro del capoluogo emiliano del demografo Gianluigi Bovini, intervenuto questa mattina al convegno della Fondazione Generazioni della Cisl di Bologna per la presentazione di una ricerca sulla condizione degli anziani nell’area metropolitana
Potenziare i servizi educativi, sociali e sanitari sotto le Due torri potrebbe non bastare se non si mette mano al disegno complessivo di Bologna, puntando a realizzare nel concreto la ‘città dei 15 minuti’. E’ la ricetta per il futuro del capoluogo emiliano del demografo Gianluigi Bovini, intervenuto questa mattina al convegno della Fondazione Generazioni della Cisl di Bologna per la presentazione di una ricerca sulla condizione degli anziani nell’area metropolitana.
“Occorre avviare una riflessione sulla forma urbana della città- sostiene il demografo- che sia coerente con la longevità e l’infanzia. Le città, compresa Bologna, non sono pensate né per i bambini né per gli anziani, ma solo per chi lavora e per chi consuma. Così facendo però abbiamo escluso la metà della popolazione”. Serve dunque “avviare una riflessione anche urbanistica sulla città- insiste Bovini- occorre darle una forma diversa. Dobbiamo prendere ognuna delle 18 zone di Bologna e verificare concretamente e con pragmatismo come si applica il concetto della “città dei 15 minuti”, in modo che ogni cittadino abbia tutti i servizi essenziali, fisici ma anche digitali, a una distanza massima di 15 minuti a piedi. Questa è una visione della città coerente con la longevità e l’infanzia- afferma il demografo- dobbiamo cambiare radicalmente il modo in cui ci spostiamo, perché l’unico spostamento che non inquina è quello che non viene effettuato”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


martedì 19 ottobre 2021
Welfare Bologna, Zamagni: basta la dicotomia Ausl-Comune, fondere i servizi

“Assistenza domiciliare anziani, serve un’azione unica sociale e sanitaria”. La lezione dell’economista Stefano Zamagni, intervenuto questa mattina al convegno organizzato dalla Fondazione Generazioni della Cisl di Bologna
Fondere in un unico servizio a domicilio dedicato agli anziani sia l’assistenza sanitaria dell’Ausl sia quella sociale del Comune, superando l’attuale “dicotomia” di un modello che “non regge più”. E’ la lezione dell’economista Stefano Zamagni, intervenuto questa mattina al convegno organizzato dalla Fondazione Generazioni della Cisl di Bologna. Parole, quelle che Zamagni pronuncia in generale, che potrebbero essere anche come una sollecitazione alla nuova Giunta del neosindaco Matteo Lepore, presentata proprio ieri alla stampa. “Non serve un approccio assistenzialistico- avverte Zamagni- perché il tema dell’anzianità è trasversale e incrocia tutti gli altri temi. Il modello attuale prevede da un lato l’assistenza domiciliare sanitaria e dall’altra i servizi sociali. Ma questo è un modello che non regge più, e non capisco perché nessuno se ne renda conto”.
Nel Pnrr, sottolinea l’economista, “ci sono sette miliardi di euro, ma sono tutti per rafforzare l’assistenza domiciliare sanitaria. Se invece vogliamo innovare, dobbiamo farlo nella direzione giusta. Basta con questa dicotomia tra i servizi dell’Ausl e quelli del Comune, serve un approccio integrato fondendo i due servizi e aprendo al terzo settore..

Leggi: Redattore Sociale, 19/10/2021


lunedì 18 ottobre 2021
Palermo. Sblocco degli sfratti, è allarme. Aperto tavolo di confronto tra i sindacati degli inquilini di Palermo, Sunia, Sicet, Uniat e il prefetto Forlani. “Si rischia una stagione di grave disagio sociale”

Aperto il tavolo di confronto in Prefettura sul tema degli sfratti, bloccati durante la pandemia, e tornati a gravare sulle famiglie più disagiate dal 30 settembre.
Oggi i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat hanno incontrato il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani per esprimere la loro preoccupazione per la scadenza dei termini normativi di blocco degli sfratti e per quello che potrà comportare per chi vive in condizioni abitative precarie a Palermo.
L’incontro si è svolto in un clima di “cordialità e rispetto”.
“Il confronto è stato sollecitato al Prefetto dai sindacati della casa per concordare degli interventi per fronteggiare l’emergenza.
Chiedevamo fosse convocata assieme a noi l’amministrazione comunale, che non si è presentata – dichiarano i segretari di Sunia, Sicet e Uniat Palermo Zaher Darwish, Mario Bommarito e Giovanni Sardo – Abbiamo lanciato l’allarme perché il rischio che si prospetta, nella stagione prossima, è di un aumento esponenziale degli sfratti nella città di Palermo. Un tema che se non affrontato con celerità e immediatezza rischia di sfociare in un dramma sociale”.

Leggi: Sunia, 18/10/2021


IN AGENDA:

29.10.2021 – “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile

L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ha attivato, per l’autunno del 2021, due eventi ECM dal titolo “I piani di salute territoriale, il futuro ed il presente a confronto”, la cui direzione è affidata al prof. Rabih Chattat ( https://www.unibo.it/sitoweb/rabih.chattat ).
Il primo evento, dal titolo “Contesti di sviluppo: territorialità e demenza, un connubio possibile” si svolgerà nella giornata del 29 ottobre (14.00-17.00). L’evento offrirà l’occasione di analizzare modelli operativi integrati di salute. Con il focus sulle indicazioni che la prospettiva psico-sociale offre, saranno discusse alcune prospettive di territorialità diffusa e compartecipata in cui lo psicologo gioca un ruolo chiave in collaborazione con le altre figure professionali.
Il secondo evento, dal titolo “Ruolo della psicologia per vivere bene con le malattie croniche: opportunità e modelli per i futuri servizi territoriali” si svolgerà nella giornata del 12 novembre (14.30-18.00). Durante l’evento saranno discusse alcune esperienze dei servizi che lavorano per garantire la possibilità di vivere bene con, e nonostante, le malattie e le condizioni di non autosufficienza. Si parlerà di etica della cura e dei processi di intervento, si discuterà della declinazione della matrice di cura e di “presa in carico” psico-sociale in ambito territoriale ed ambulatoriale, di cure primarie, e della formazione dei nuovi operatori della salute.
Di seguito il LINK ove sarà possibile iscriversi agli eventi ECM cliccando sul form di iscrizione, e scaricare la brochure di entrambi gli eventi (disponibile anche in allegato).
https://site.unibo.it/gripidem/it/progetti-formazione/ecmsalute01


Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”

Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

Leggi: Urbanpromo


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

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Forum non autosufficienza – 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Un laboratorio senza tempo – di Paolo Andruccioli e Cavide Colella

Torniamo a parlare di Sociotechlab, il progetto avviato da alcuni mesi dallo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil in collaborazione con prestigiosi istituti di ricerca tecnologica italiani. L’analisi dei bisogni delle persone che superano la soglia della vecchiaia, per progettare ausili per i più fragili
C’è un’età che definisce la vecchiaia? Qual è il momento in cui si diventa davvero anziani in Italia, oltre quello che ci dicono le regole sulla flessibilità in uscita dal mercato del lavoro? Per l’Istat il numero fatidico è il 75. Su questo fatto a quanto pare incontrovertibile l’ultima indagine demografica dell’Istituto nazionale di statistica, è chiara: nella fascia di età 65-74 anni, gli italiani godono di una salute generalmente migliore rispetto al resto d’Europa, in particolare per quanto riguarda le patologie croniche. Oggi a 65 anni hanno un’aspettativa di vita più alta di un anno rispetto alla media europea (18,9 anni per gli uomini e 22,2 per le donne nel 2015).
Il numero magico
C’è però un momento di passaggio. Dai 75 anni in poi le condizioni di salute cominciano decisamente a peggiorare. Le persone sono più sofferenti a causa di qualche malattia cronica e di dolori fisici che ne limitano la qualità della vita. Un anziano su due soffre di una malattia cronica. Se questa è la soglia, molto diverso è il discorso sul “che fare” per migliorare la vita delle persone anziane e per accompagnare l’epoca dell’invecchiamento attivo.

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I bisogni degli anziani – di Susanna Felicetti e Stefano Casini

Conoscere le esigenze degli anziani e comprendere come soddisfarle è necessario, non solo per garantire loro e alle loro famiglie adeguate condizioni di vita, ma anche per non gravare eccessivamente sull’intera collettività
Le esigenze di ciascuno cambiano in modo continuo nel corso della vita; cambiano sulla base del livello di istruzione, delle competenze acquisite, del tipo di attività che si svolge o che si è svolto, ma cambiano anche sulla base dei luoghi della propria residenza, della famiglia di appartenenza. Ed ovviamente del reddito. E se nella fase iniziale della vita una parte importante delle esigenze è orientata verso la formazione delle competenze (messe poi a frutto nel corso dell’attività lavorativa), nel corso della terza età i bisogni tendono – sempre più col passare del tempo – a concentrarsi su questioni più legate alla cura e all’assistenza.
Una scelta per la collettività
Conoscere le esigenze degli anziani e comprendere come soddisfarle è necessario non solo per garantire loro e alle loro famiglie adeguate condizioni di vita, ma anche per non gravare eccessivamente sull’intera collettività visto che il peso che nei prossimi anni avranno soprattutto i grandi anziani richiederà che una quota crescente delle entrate pubbliche venga loro destinata. Comprendere i bisogni della terza età, cercando di proiettarli in un futuro caratterizzato da un invecchiamento crescente, ma anche da un’intensa evoluzione tecnologica, è quindi assolutamente strategico. Nella terza età, rispetto alle altre fasi della vita, più che la tipologia di bisogni da soddisfare, cambia il modo con cui vengono affrontati e vissuti e cambia l’incidenza delle diverse componenti.

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La salute alla soglia della vecchiaia – di Cristina Basili

Nella fascia di età 65-74 anni gli italiani godono di una salute generalmente migliore rispetto al resto d’Europa. Dai 75 anni in poi gli anziani vivono, però, in condizioni di salute decisamente peggiori, sono più sofferenti a causa di qualche malattia cronica e con dolori fisici che ne limitano la qualità della vita. Uno su due soffre di una malattia cronica
Il reddito, il livello di istruzione, l’attività lavorativa svolta, la famiglia di appartenenza, il luogo di residenza condizionano i bisogni degli anziani, come quelli delle altre fasi della vita. Sarebbe però un errore considerare la cosiddetta “terza età” come una categoria unica, gli over 65 sono persone molto diverse tra di loro e di conseguenza hanno bisogni molto diversi. Si parla, infatti, sia di persone ancora molto attive, alcune delle quali continuano a svolgere un’attività lavorativa e di ultranovantenni per i quali il rischio di cadere in una situazione di non autosufficienza è molto elevato. Vero è che con il crescere dell’età aumentano le esigenze legate alla cura e all’assistenza.
Il record italiano
L’Italia è uno dei paesi più longevi al mondo (con 83,1 anni, nel 2017 si confermava al secondo posto per speranza di vita alla nascita nell’UE-28) ma è altrettanto vero che vi è una soglia oltre la quale lo stato di salute -e più in generale il livello di benessere- dei nostri anziani peggiora anche rispetto a quelli degli altri paesi europei. Soglia che si colloca attorno ai 75 anni come emerge chiaramente nell’ultima indagine Istat “Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell’Unione Europea”. Nella fascia di età 65-74 anni, gli italiani godono di una salute generalmente migliore rispetto al resto d’Europa, in particolare per quanto riguarda le patologie croniche. Senza contare che a 65 anni hanno un’aspettativa di vita più alta di un anno rispetto alla media europea (18,9 anni per gli uomini e 22,2 per le donne nel 2015).

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Risorse per il welfare in bilico – Tra interventi Covid, PNRR, manovre di bilancio e piani settoriali – di Laura Pelliccia

Rispetto alle anticipazioni diffuse a primavera sulle scelte di fondo del Governo in materia di interventi finanziati attraverso il PNRR e delle riforme ad esso collegate, nel corso dell’estate, per effetto della pubblicazione di altri documenti istituzionali sul tema, il quadro informativo sul Recovery Plan si è arricchito di nuovi dettagli. Ad esempio, sono stati ufficializzati gli elenchi degli obiettivi intermedi e finali che condizioneranno l’erogazione dei finanziamenti, sono stati individuati i cronoprogrammi per l’erogazione dei fondi, sono state precisate le metodologie con cui sono stati stimati i costi degli interventi finanziati dal PNRR.
Questo processo si interseca necessariamente con i più ampi meccanismi di programmazione delle risorse, in particolare con le manovre di bilancio pluriennale e i relativi impatti sulla programmazione per il 2022, nell’ambito della sezione autunnale di bilancio. Il quadro tendenziale delle risorse per la sanità e per il sociale è, già di per sé, pieno di incognite, in quanto il 2020 e il 2021 sono stati caratterizzati dallo shock della pandemia: è dunque quanto mai difficile individuare il naturale trend evolutivo di medio periodo perché le tendenze in atto sono l’effetto di interventi straordinari di cui non vi è certezza di continuità di finanziamento
La manovra di bilancio per il 2022 va inquadrata anche nell’ambito dei processi programmatori che caratterizzano gli specifici settori, in particolare nell’ambito dell’aggiornamento del nuovo Piano Sociale Nazionale e del nuovo Patto per la salute.

Leggi: Welforum


Finalmente il disegno concreto per una nuova assistenza a domicilio

Il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” è un’ampia coalizione sociale nata al fine di valorizzare al meglio l’occasione storica offerta dalla riforma nazionale dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il Patto ha iniziato a produrre un “Piano Nazionale di Domiciliarità Integrata per gli anziani non autosufficienti”. Si tratta di un documento che vuole essere proposta per la legge di Bilancio 2022. Il documento completo si trova qui.
Il Piano inizia la costruzione dei servizi domiciliari di cui l’Italia ha bisogno, utilizzando i nuovi fondi già previsti e aggiungendo gli altri necessari. Le azioni da compiere consistono nel cambiare il modello d’intervento dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata, delle Asl), nello stanziare maggiori risorse per il Sad (Servizio di assistenza domiciliare, dei Comuni) e nel realizzare risposte integrate. Il Patto ritiene necessario rafforzare l’intera filiera dei servizi: domiciliari, semi-residenziali e residenziali. Gli investimenti del PNRR e le recenti normative concentrano i nuovi stanziamenti per la non autosufficienza sugli interventi a domicilio: il loro utilizzo è in via di definizione. Adesso è, quindi, il momento di presentare una proposta per la domiciliarità.
Le direzioni sono quelle più volte sottolineate su Welforum in particolare negli ultimi due anni. Riprendiamo i passaggi più salienti del Piano, partendo dagli obiettivi della visione di medio-lungo periodo verso cui tendere:
Una sola risposta integrata. Superare l’attuale separatezza tra il Sad e l’Adi, i due servizi domiciliari pubblici esistenti in Italia.

Leggi: Welforum


Ripensare i centri urbani con la lente dell’umanità

Architetti e sociologi a confronto: il modello del futuro è policentrico Corriere della sera
Le città sono state a lungo il cuore pulsante del nostro Paese, il centro delle attività, il luogo degli scambi, fisici e intellettuali. Poi la pandemia ha mischiato le carte e offerto prospettive che prima ci erano sembrate impensabili. Durante il lockdown, chi ha potuto, anche grazie allo smartworking, ha riscoperto la possibilità di una vita fuori dalle metropoli. Ora che la paura dei contagi si fa più sfumata e le abitudini sembrano tornare lentamente ai ritmi del «prima» come possiamo ricucire le nostre città? In tutto il mondo si avverte la necessità di riportarle al centro della scena, provando però a migliorarle e renderle più sostenibili.
«La pandemia ha messo di nuovo sotto la lente di ingrandimento la grande discrasia tra centro e periferie», spiega il sociologo Alfredo Mela, autore de La città postmodern a (Carocci) e a lungo docente del Politecnico di Torino. «Abbiamo notato come ci siano zone più sguarnite di servizi rispetto ad altre e come, in molti centri, si siano sviluppate delle bolle intorno a determinati tipi di attività dai centri commerciali agli ospedali fino ai locali notturni. Le concentrazioni eccessive possono diventare pericolose: le banlieu francesi ne sono state, purtroppo, l’esempio. Dobbiamo ripartire da qui per ripensare un nuovo modello di città inclusivo. La sostenibilità urbana non deve essere solo ambientale, tema che dovrebbe comunque stare in cima all’agenda di tutti i politici, ma anche umana ed economica».

Leggi: Corriere della Sera


L’intervento. Le città del futuro devono essere la culla dell’economia circolare – di Marco Cremaschi

Il nostro pianeta è una navicella nello spazio, si consuma ciò che è a bordo e non si butta niente: oggi rispetto a ieri c’è una nuova consapevolezza che il modello è questo ma il “diavolo” sta nell’attuazione
L’economia del cowboy o della navicella? Già nel 1966, K. E. Boulding contrapponeva il cowboy che esaurisce le risorse e sposta altrove la frontiera, alla navicella spaziale che ricicla ogni stilla d’acqua e di ossigeno. Questa è la metafora fondante l’economia circolare: il pianeta è una navicella nello spazio, si consuma ciò che è a bordo e non si butta niente. La sfida era difficile: Barry Commoner pubblica un bestseller dal significativo titolo Chiudere il cerchio nel 1971, ma la sua candidatura alle presidenziali fu un fallimento. I baby-boomers, drogati dal benessere, non vollero appassionarsi all’ecologia. Anche oggi, le politiche di crescita ignorano i dilemmi ambientali e drogano l’economia, rottamando auto e televisioni, creando rifiuti e nuovi problemi.
Dopo il Covid, i valori sono cambiati. Nelle elezioni locali in Francia le grandi città sono in mano ai verdi, che sono determinanti nella formazione del governo in Germania. Il Pnrr dell’Unione Europea premia la transizione. In Italia, il ministro Cingolani ribattezza il ministero in questo senso. Non a caso, salute, povertà, lavoro e clima (più che immigrazione e giustizia) sono largamente le prime preoccupazioni degli italiani nei sondaggi d’Eurobarometro. Ma, siamone certi, la transizione non avverrà per caso o per buona volontà, ma grazie a una nuova pianificazione. Se ne parlerà  oggi ai Dialoghi Italo-Francesi per l’Europa organizzati da Luiss, Sciences Po e Ambrosetti.

Leggi: La Repubblica


SEGNALAZIONI:

Lavoratori fragili: tutele anticovid fino al 31 dicembre
Per i lavoratori fragili estese le tutele anticovid fino al 31 dicembre. L’Inps, con il messaggio n. 3465 del 13 ottobre, in applicazione delle modifiche introdotte dalla legge del 24 settembre n. 133 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 1° ottobre scorso, charisce che è stato, infatti, ulteriormente prorogato, fino alla fine dell’anno, il termine per il riconoscimento della tutela, introdotta con il decreto legge “Cura Italia” (n. 18 del 17 marzo 2020), che prevede l’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero, con la conseguente erogazione della prestazione economica e il correlato accredito della contribuzione figurativa, per quanti non possono svolgere l’attività in modalità agile. Tale tutela, chiarisce l’Inps, è riconoscibile nell’ambito delle risorse stanziate, attualmente pari a 396 milioni di euro per il 2021.
L’Istituto chiarisce inoltre che eventuali ricorsi amministrativi contro provvedimenti di diniego, sono prese in carico dalle Strutture territoriali competenti dell’Inps e riesaminati in autotutela, anche qualora siano stati già presentati presso i Comitati di gestione (Comitato amministratore della gestione Prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti e Comitato amministratore del Fondo della gestione speciale dei lavoratori autonomi di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335).

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 12 ottobre 2021
Finalmente il disegno concreto per una nuova assistenza a domicilio

Il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” è un’ampia coalizione sociale nata al fine di valorizzare al meglio l’occasione storica offerta dalla riforma nazionale dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il Patto ha iniziato a produrre un “Piano Nazionale di Domiciliarità Integrata per gli anziani non autosufficienti”. Si tratta di un documento che vuole essere proposta per la legge di Bilancio 2022. Il documento completo si trova qui.
Il Piano inizia la costruzione dei servizi domiciliari di cui l’Italia ha bisogno, utilizzando i nuovi fondi già previsti e aggiungendo gli altri necessari. Le azioni da compiere consistono nel cambiare il modello d’intervento dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata, delle Asl), nello stanziare maggiori risorse per il Sad (Servizio di assistenza domiciliare, dei Comuni) e nel realizzare risposte integrate. Il Patto ritiene necessario rafforzare l’intera filiera dei servizi: domiciliari, semi-residenziali e residenziali. Gli investimenti del PNRR e le recenti normative concentrano i nuovi stanziamenti per la non autosufficienza sugli interventi a domicilio: il loro utilizzo è in via di definizione. Adesso è, quindi, il momento di presentare una proposta per la domiciliarità.
Le direzioni sono quelle più volte sottolineate su Welforum in particolare negli ultimi due anni. Riprendiamo i passaggi più salienti del Piano, partendo dagli obiettivi della visione di medio-lungo periodo verso cui tendere:
Una sola risposta integrata. Superare l’attuale separatezza tra il Sad e l’Adi, i due servizi domiciliari pubblici esistenti in Italia.
La possibilità di ricevere il giusto mix di prestazioni che la non autosufficienza richiede. Sono: i) servizi medico-infermieristico-riabilitativi, ii) sostegno nelle attività fondamentali della vita quotidiana, iii) azioni di affiancamento e supporto a familiari e badanti. Attualmente la presenza di ii) e iii) è estremamente contenuta.
La possibilità di ricevere assistenza per il tempo necessario. In genere la non autosufficienza si protrae a lungo e richiede interventi frequenti. L’intensità degli interventi (numero di visite per utente) e la durata del periodo di assistenza devono, dunque, essere adeguate. Oggi, in prevalenza, intensità e durata sono troppo limitate.

Leggi: Welforum, 12/10/2021


sabato 9 ottobre 2021
Pnrr: assegnati 2,8 mld per il programma PinQua sulla qualità dell’abitare

Approvate 159 proposte di progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica
Pnrr: assegnati 2,8 mld per il programma PinQua sulla qualità dell’abitare
Il Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini ha firmato il decreto con cui sono stati assegnati 2,8 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e circa 20 milioni derivanti da residui 2019 e 2020 per attuare il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua).
Approvate 159 proposte di progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica
Con i fondi assegnato sono state, di fatto, approvate 159 proposte di progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica presentate da Regioni, Comuni e Città Metropolitane.
Il 40% dei fondi è stato destinato a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno. Gli interventi previsti sono finalizzati a ridurre il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, a rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani, a migliorare l’accessibilità, la funzionalità e la sicurezza di spazi e luoghi degradati, spesso localizzati nelle periferie.

Leggi: Lavori Pubblici, 09/10/2021


sabato 9 ottobre 2021
Viana Paolo – Rsa, la sfida è creare comunità

La seconda giornata del congresso Uneba a Lignano Sabbiadoro è stata dedicata al contributo offerto dal mondo delle Rsa all’emergenza Covid. «Ci ha ferito la demonizzazione di queste strutture, scattata per il solo fatto che vi si moriva, come ovunque si moriva. Almeno, nelle nostre case di riposo non si moriva soli» ha puntualizzato il direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della salute, don Massimo Angelelli. Peraltro, non morivano solo gli ospiti. Il presidente dell’Inail, Franco Bettoni, ha fornito i dati degli infortuni degli operatori della sanità e dell’assistenza sociale durante la pandemia: 85.000 denunce, 120 morti. Le denunce di contagio dei servizi di assistenza sociale, residenziale e no, sono quasi 31.000 e l’83% riguarda donne (rispetto alla media del 68%) e 9.000 stranieri (30% contro il 13,6). L’analisi per professione evidenzia che la categoria più colpita è quella delle professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, gli operatori sociosanitari anzitutto, con il 40% delle denunce.

Leggi: Centro Studi 50 &più, 09/10/2021


venerdì 8 ottobre 2021
Reddito, fisco, non autosufficienza. Pensionati dimenticati?

Il Sindacato dei pensionati della Cgil esprime preoccupazione per l’assenza di interventi da parte del governo rivolti a 16 milioni di pensionati e di persone anziane.
“A quanto apprendiamo – dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti – la delega fiscale non prevede alcuna riduzione delle tasse ai pensionati, come invece chiediamo da tempo. I pensionati, infatti, sono quelli che pagano più tasse di tutti, anche più dei lavoratori dipendenti a parità di reddito. Uno squilibrio divenuto insostenibile che andrebbe sanato”.
“Sulle pensioni – continua Pedretti – grava un silenzio incomprensibile non solo sulla flessibilità in uscita ma anche sul sostegno al reddito di milioni di persone che sono già in pensione, la maggior parte dei quali hanno redditi bassi o bassissimi”.
“Nulla sappiamo infine – conclude il Segretario generale dello Spi-Cgil – sulle reali intenzioni del governo in materia di non autosufficienza degli anziani. Di fronte a una pandemia che ha provocato oltre 130mila morti serve con urgenza una legge nazionale che riformi nel profondo il nostro sistema socio-sanitario”.

Leggi: Spi-Cgil, 08/10/2021


venerdì 8 ottobre 2021
Spi Cgil, nella Nota al Def si dimenticano i pensionati

Il sindacato dei pensionati Cgil si dice preoccupato rispetto a quanto contenuto nella Nota di aggiornamento al Def. “Reddito, tasse e sanità dei pensionati sono stati totalmente dimenticati”, dice Ivan Pedretti, il segretario generale dello Spi Cgil, sulla sua pagina Facebook.
La delega fiscale non prevede nessuna riduzione delle tasse ai pensionati che, secondo lo Spi Cgil, sarebbero quelli che pagano più tasse di tutti, “anche più dei lavoratori dipendenti a parità di reddito. Uno squilibrio divenuto insostenibile che andrebbe sanato”, dice Pedretti.
Anche sulle pensioni il sindacato avanza delle richieste precise: “Sulle pensioni – continua il segretario generale dello Spi – grava un silenzio incomprensibile non solo sulla flessibilità in uscita ma anche sul sostegno al reddito di milioni di persone che sono già in pensione, la maggior parte dei quali hanno redditi bassi o bassissimi”.
E poi c’è la partita, importantissima, della legge sulla non autosufficienza. Anche su questo fronte il sindacato attende da tempo risposte concrete, soprattutto tenendo conto delle difficoltà acuite dall’emergenza pandemica: “Di fronte a una pandemia che ha provocato oltre 130mila morti serve con urgenza una legge nazionale che riformi nel profondo il nostro sistema socio-sanitario”, ha concluso Pedretti.

Leggi: Liberetà, 08/10/2021


venerdì 8 ottobre 2021
Terza dose. Ok per tutti gli over 60 e i fragili. Ecco la nuova circolare del Ministero

Pronta la nuova direttiva ministeriale anticipata oggi in conferenza stampa dal direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. Rezza ha specificato che comunque, nonostante il parere favorevole di Ema, per il momento non si prevede che la terza dose sia estesa a tutta la popolazione over 18 “anche perché molti giovani sono stati vaccinati poco tempo fa e non hanno bisogno di una dose di richiamo”. LA CIRCOLARE.
“Alla luce delle ultime deliberazioni di EMA via libera alla terza dose (booster) di vaccino per i fragili di ogni età e per tutti gli over 60 sempre dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione”, è quanto prevede la nuova circolare del ministero della Salute diramata in serata.
Che il ministero stesse pensando a una nuova circolare lo aveva anticipato oggi pomeriggio in conferenza stampa lo stesso direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza rispondendo a una domanda di Quotidiano Sanità sull’orientamento del Governo italiano rispetto alla terza dose di richiamo del vaccino anti Covid dopo il parere favorevole di Ema a somministrarla a tutta la popolazione over 18.
“L’orientamento in Italia – aveva detto Rezza – è quello di offrire il richiamo con la terza dose agli over-80 e alle persone nelle Rsa e agli operatori sanitari a partire da quelli over-60. Naturalmente è importante assicurare comunque questa possibilità a tutti i sanitari. È possibile che a breve venga emanata una nuova circolare che dia indicazioni più precise riguardo i pazienti iper-fragili e anche su come regolarci con le fasce di età ma non si pensa per il momento a un richiamo universale su tutta la popolazione, anche perché molti giovani sono stati vaccinati poco tempo fa e non hanno bisogno di una dose di richiamo”.

Leggi: Quotdiano Sanità, 08/10/2021


giovedì 7 ottobre 2021
Casa, 2,82 miliardi del Pnrr per il programma sulla qualità dell’abitare.

Il ministro Giovannini firma il decreto. Fondi per attuare il Programma innovativo nazionale per la Qualità dell’abitare. Si punta sulla rigenerazione dei centri urbani e il miglioramento della coesione sociale
Approvate 159 proposte di progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica presentate da Regioni, Comuni e Città Metropolitane per un valore complessivo di 2,82 miliardi di euro. Con il decreto firmato oggi dal ministro delle Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, vengono assegnati 2,8 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e circa 20 milioni derivanti da residui 2019 e 2020 per attuare il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua).
Il 40% dei fondi verrà destinato a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno.
Gli interventi previsti sono finalizzati a ridurre il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, a rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani, a migliorare l’accessibilità, la funzionalità e la sicurezza di spazi e luoghi degradati, spesso localizzati nelle periferie.

Leggi: Redattore Sociale, 07/10/2021


giovedì 7 ottobre 2021
Politiche sociali, Orlando firma il decreto di riparto del Fondo nazionale

Destinati al Fondo oltre 390 milioni di euro per ognuna delle annualità 2021-2022-2023. Il decreto contiene il Piano sociale nazionale 2021-e il Piano nazionale degli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà per il triennio
– Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha firmato ieri il decreto concernente il riparto del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, che contiene al suo interno il Piano sociale nazionale 2021-2023 e il Piano nazionale degli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2021-2023. Nello specifico, spiega una nota del ministero del Lavoro, sono stati adottati il capitolo 1 (La strutturalizzazione del sistema dei servizi sociali) e il capitolo 2 (Piano sociale nazionale 2021-2023) dell’atto di programmazione nazionale Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021-2023, approvato dalla Rete della protezione e dell’inclusione sociale lo scorso 28 luglio 2021.

Leggi: Redattore Sociale, 07/10/2021


giovedì 7 ottobre 2021
Prima casa esente, caccia agli abusi. Ecco come sarà il nuovo catasto

La riforma del catasto sarebbe stata approvata dal governo con il fine di mappare gli immobili e non di aumentare le tasse. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia Daniele Franco. Sul Corriere della Sera, Gino Pagliuca nota anche come la mossa non avrà ricadute tributarie almeno fino al 2026, quando spetterà all’esecutivo in carica decidere cosa fare dei dati raccolti. Di fatto, a fine ricognizione, alcuni si troveranno di fronte a un doppio valore della casa, uno a fini fiscali e l’altro patrimoniale. “Nella delega”, si legge sul quotidiano di via Solferino, “si prevede che l’Agenzia si doti di strumenti che identifichino gli immobili non censiti, e che possa procedere al ‘corretto classamento’” di quelli con destinazioni di utilizzo diverse. A rischio di cambiare classe soprattutto i vecchi immobili profondamente ristrutturati. Per quanto riguarda il fronte dell’abusivismo, gli ultimi rapporti stimano 1,2 milioni di case sconosciute al catasto.

Leggi: Soldi On Line, 07/10/2021


giovedì 7 ottobre 2021
Il Parlamento: prorogare i bonus edilizi

È tra le priorità inserite nei due identici testi approvati ieri sera da Camera e Senato anche con il “sì” della Lega
Il voto. La scelta riguarda anche il bonus facciate al 90%, Le Camere approvano, con il sì della Lega, le risoluzioni di maggioranza sulla Nota di aggiornamento al Def. Chiesto anche il prolungamento dello sconto in fattura e della cessione del credito
Al primo importante appuntamento parlamentare dopo la tornata elettorale delle amministrative, e in attesa dell’esito dei ballottaggi, la maggioranza trova, non senza fatica, la quadratura del cerchio per una risoluzione condivisa sulla Nota di aggiornamento al Def. Che si snoda lungo dieci, precise sollecitazioni al governo in vista dell’ormai imminente varo della legge di bilancio. A cominciare da quella che impegna l’esecutivo «a prevedere la proroga dei vari bonus edilizi», con al primo posto il superbonus del 110%, prolungando anche lo “sconto in fattura” e la “cedibilità del credito”. E, anche se non sono esplicitamente citati dal testo, appare evidente il riferimento al bonus facciate del 90%, al bonus ristrutturazioni del 50%, al bonus energetico del 65% e anche al bonus mobili.
Non una semplice indicazione, dunque, ma una richiesta pressante, accompagnata dalla sollecitazione a valutare la possibilità di far rientrare nel raggio d’azione di queste agevolazioni altri edifici rispetto a quelli già previsti, e in particolare quelli in stato di degrado, non accatastati o che non producono reddito. E la maggioranza si attende ora che queste misure vengano tutte confermate con la manovra che sarà presentata a metà mese. Così come gli altri nove punti indicati

Leggi: Quotidiano Condominio, 07/10/2021


mercoledì 6 ottobre 2021
“In Italia città poco green, al di là delle belle parole”: il report del Wwf

Nel rapporto Urban Nature 2021 del Wwf, i mali di politiche urbanistiche che non tengono conto della crisi climatica e del benessere dei cittadini. Dai piani urbanistici obsoleti ai parchi inquinati da pesticidi. “Urgente una legge sul consumo del suolo”
Piani urbanistici obsoleti, parchi e viali cittadini inquinati da pesticidi, campagne abbandonate: è il volto poco green di molti comuni italiani. Ma non tutto è perduto, visto che le buone prassi e i progetti innovativi esistono, anche nel Belpaese. È quanto emerge dal report Urban Nature 2021, dal titolo “Verso Città ‘Nature Positive’: Decementifichiamo il nostro territorio – Rinverdiamo la nostra vita”, pubblicato dal Wwf. “Le nostre città vanno ripensate per affrontare la crisi climatica e migliorare il benessere e la qualità della vita delle comunità -dichiara Donatella Bianchi, presidente di Wwf Italia-. Riportare la natura in città servirà anche ad invertire la curva della perdita di biodiversità che sembra oggi irreversibile”.
Tre i filoni tematici del Report: “Decementifichiamo le città”, “Nutriamo la biodiversità”e “Rinverdiamo le nostre scuole”. Oltre alla denuncia della situazione, il report presenta una rassegna di progetti pilota, proposte e modelli per rivoluzionare i paradigmi delle nostre città, mettendoli a disposizione di istituzioni, realtà civiche attive sul territorio e cittadini per essere realizzati in maniera capillare. Alla stesura del report hanno contribuito docenti del Politecnico di Milano e delle Università di Roma Sapienza, Roma Tre, del Molise e dell’Aquila.

Leggi: Redattore Sociale, 06/10/2021


mercoledì 6 ottobre 2021
Bollette, Draghi: interventi strutturali nella legge di bilancio

Sul fronte dei costi dell’energia “a parte la determinazione a proseguire la strategia di cercare di mitigare costi sociali degli aumenti dei prezzi, tenendo anche in mente la sostenibilità di questo processo…
Sul fronte dei costi dell’energia “a parte la determinazione a proseguire la strategia di cercare di mitigare costi sociali degli aumenti dei prezzi, tenendo anche in mente la sostenibilità di questo processo, bisogna pensare anche a misure di tipo strutturale”. Su ciò “la riflessione avrà luogo all’interno della legge di Bilancio ed è lì che vedremo le varie possibilità”. Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo dice in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia.

Leggi: Redattore Sociale, 06/10/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 11 ottobre 2021
Lombardia, grazie al Pnrr interventi sull’edilizia popolare da 252 milioni

E’ di oltre 252 milioni di euro la cifra disponibile per il territorio della Lombardia prevista dal programma nazionale ‘Sicuro, verde e sociale’ per interventi edilizi su edifici residenziali pubblici, finanziato con le risorse del Pnrr. La delibera relativa al provvedimento è stata approvata dalla giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa Alessandro Mattinzoli. La fase attuativa del Programma entrerà nel vivo con la pubblicazione del bando regionale. Entro il 31 dicembre saranno individuate le proposte di intervento che saranno approvate dal ministero delle Infrastrutture.
Si potranno presentare le domande solo in modalità telematica e con firma digitale sul sito destinato ai bandi della Regione.
I fondi, di derivazione statale, saranno suddivisi in sei tranche, dal 2021 al 2026. Nello specifico, oltre 25 milioni per il 2021, più di 50 milioni per il 2022 e circa 44 milioni ogni anno dal 2023 al 2026.

Leggi: Redattore Sociale, 11/10/2021


venerdì 8 ottobre 2021
Veneto, 10 milioni per migliorare gli edifici per l’assistenza

L’80% degli interventi verrà concentrato nel settore anziani, il rimanente 20% in quello dell’assistenza alle persone con disabilità. Contributi a restituzione fino all’80% della spesa
Nel 2021 la Regione Veneto metterà a disposizione 10 milioni di euro per interventi sugli immobili destinati all’erogazione di servizi destinati all’assistenza di persone anziane non autosufficienti e persone con disabilità. Lo annuncia l’assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin, dopo che la giunta ha approvato la delibera che definisce i criteri e le modalità per la presentazione delle richieste di contributo da parte delle soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro che intendono effettuare gli interventi. I 10 milioni di euro messi a disposizione “andranno a finanziare quegli interventi sugli immobili che prevedono un miglioramento delle condizioni di sicurezza per le persone che usufruiranno dei servizi. Oltre ai lavori mirati a contenere la diffusione del virus, sono finanziabili quelli di adeguamento alla disciplina antincendio e antisismica, quelli sugli spazi necessari all’erogazione dei servizi, compresa la dotazione impiantistica per i gas medicali, nonché per il completamento di interventi di ristrutturazione già in corso laddove si proceda con un nuovo lotto funzionale”, spiega Lanzarin.

Leggi: Redattore Sociale, 08/10/2021


mercoledì 6 ottobre 2021
Comunali Milano, il sindaco rieletto Sala chiama la Regione: “Su casa e salute serve fare uno scatto insieme”

Agenda bipartisan per il sindaco, che offre “collaborazione anche alle altre forze politiche, ma chiedo solo serietà”. Nella trattativa da aprire con Fontana il passaggio da Aler alla gestione comunale e la riforma della sanità territoriale
La promessa di essere non solo “il sindaco di tutti”, ma anche di trovare i modi per far partecipare tutti alla trasformazione di Milano, l’ha formulata a scrutinio ancora in corso, quando ormai, però, la sua corsa verso il 57,73 per cento era lanciata. Ed è quello che, il giorno dopo, Beppe Sala assicura
anche alla politica. A cominciare dalla Regione. E dai due tavoli che vuole aprire quanto prima con il presidente Attilio Fontana per affrontare il capitolo case popolari, e con la vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti per risolvere il problema della sanità territoriale.
Una questione di fairplay, certo. Perché (almeno) il giorno dopo è questo che prevale, con Matteo Salvini e Luca Bernardo che dicono di averlo chiamato. Ma non solo. Sala lo aveva già ricordato: i prossimi cinque anni saranno i più difficili per Milano. E lo ribadisce: “La collaborazione è obbligatoria perché sarà un periodo difficile, dovremo convincere i cittadini a fidarsi e a partecipare, dovremo trovare anche strade innovative perché non sono tempi normali”. Ma la mano tesa del sindaco non sarà per tutti. Lui è pronto a lavorare, dice, ma chiede in cambio “solo una cosa: serietà.
Se qualcuno preferisce continuare con battute a raffica e con il prendere a martellate le piste ciclabili, allora è difficile collaborare”.

Leggi: La Repubblica, 06/10/2021


IN AGENDA:

“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


Italialongeva.it – Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


Forum non autosufficienza – 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

La qualità dell’abitare nel Pnrr – di Domenico Della Porta

Obiettivi: riqualificazione e ’incremento dell’edilizia sociale, ristrutturazione e rigenerazione della società urbana, miglioramento dell’accessibilità e sicurezza urbana, mitigazione della carenza abitativa e aumento della qualità ambientale, utilizzo di modelli e strumenti innovativi per la gestione, l’ inclusione e il benessere urbano; il secondo, interventi ad alto impatto strategico sul territorio nazionale
“Per portare a termine nei tempi fissati dalla normativa il “Programma innovativo per la qualità dell’abitare (PinQuA)”, afferente alla Missione 5 del PNRR (Inclusione e Coesione) occorre puntare ad un rafforzamento ulteriore della collaborazione tra Comuni ed ASL”, ha detto la presidente di Federsanità Tiziana Frittelli, a margine del recente Forum Mediterraneo 2021 in Sanità, tenutosi a Bari.
Si tratta di un intervento di Social housing che prevede due grossi investimenti, complessivamente di circa 3 miliardi di euro: il primo finalizzato alla riqualificazione e incremento dell’edilizia sociale, ristrutturazione e rigenerazione della società urbana, miglioramento dell’accessibilità e sicurezza urbana, mitigazione della carenza abitativa e aumento della qualità ambientale, utilizzo di modelli e strumenti innovativi per la gestione, l’ inclusione e il benessere urbano; il secondo, interventi ad alto impatto strategico sul territorio nazionale.
Ci troviamo di fronte ad una vera e propria “rivoluzione” dell’urbanistica finalizzata alla protezione e miglioramento dello stato di salute della popolazione, fino ad oggi esposta a numerosi rischi da non sottovalutare, legati proprio alle caratteristiche abitative, che ne hanno compromesso la stabilità.

Leggi: Quotidiano Sanità


Medici di famiglia. Fp Cgil Medici: “Serve una diversa organizzazione che li integri nel sistema”

Filippi: “Serve un rapporto contrattuale che deve garantire tutele e diritti, come nel contratto della dirigenza sanitaria, superando quello libero professionale”.
“È necessario un cambiamento radicale dell’organizzazione del lavoro del Servizio socio sanitario nazionale e servono soprattutto finanziamenti per il personale che, al contrario, non si intravedono né nel Pnrr né nella Nadef, la quale invece registra un forte taglio del fondo sanitario, pari a 6 miliardi nei prossimi due anni”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, nel corso del suo intervento all’iniziativa, promossa dalla categoria insieme allo Spi Cgil, ‘L’assistenza si costruisce insieme. I protagonisti del SSSN dialogano’.
Per il dirigente sindacale, “abbiamo innanzitutto un problema di risorse che, nonostante la pandemia, non registrano un avanzamento ma anzi una netta diminuzione, ma soprattutto abbiamo un problema di organizzazione dei servizi e del lavoro. Organizzazione che oggi ha bisogno di essere più flessibile per essere costruita intorno al cittadino. Serve un modello flessibile che preveda una maggiore trasversalità fra le diverse competenze e una maggiore contaminazione di queste ultime, superando i modelli rigidi basati sul singolo riferimento professionale e quelli basati sul rapporto duale, peraltro asimmetrico. Vanno individuati invece dei servizi multiprofessionali – aggiunge – che possono offrire ai cittadini la flessibilità necessaria per adeguarsi alle loro esigenze di vita e salute. Per fare questo serve un cambiamento profondo, a partire da quello che rappresenta non solo l’avamposto primario della presa in carico dei cittadini, e cioè la medicina generale, ma che è soprattutto il vero punto debole della assistenza territoriale. Il sistema oggi congegnato del medico single practice di medicina generale è vecchio e inadeguato, e impedisce qualsiasi possibilità di cambiamento”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Autonomia differenziata. Il no dell’Anaao: “È un frutto avvelenato per la sanità pubblica”

Il sindacato commenta quanto previsto nella Nadef 2021: “Il governo dei migliori, come quelli che lo hanno preceduto, baratta un forte elemento di coesione sociale con l’illusione di un patto politico con una parte della sua maggioranza, balcanizzando l’unico diritto che la Costituzione definisce “fondamentale””.
“La manina che nella notte tra il 29 e 30 settembre ha aggiunto il Ddl “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata di cui all’art.116 della Costituzione” ai decreti collegati alla prossima legge di bilancio non ha reso un buon servigio alla sanità pubblica, peraltro duramente provata dalla pandemia e dalla carenza di personale”. È quanto si legge in una nota dell’Anaao Assomed.
“Questa riesumazione – commenta l’Anaao Assomed – potrebbe, infatti, rappresentare il colpo di piccone definitivo a quello che resta di nazionale del Servizio Sanitario pubblico. Il governo dei migliori, come quelli che lo hanno preceduto, baratta un forte elemento di coesione sociale con l’illusione di un patto politico con una parte della sua maggioranza, balcanizzando l’unico diritto che la Costituzione definisce “fondamentale””.
“Il federalismo sanitario nato con la modifica del titolo V – prosegue l’Anaao Assomed – ha prodotto differenze, diseguaglianze, divaricazioni nel tessuto sociale senza minimamente scalfire il gradiente Nord Sud. Ormai fallito, non si salverà nemmeno nella versione “a geometria variabile”, che il Governo intende assecondare, con il rischio di favorire ulteriori spinte verso l’egoismo territoriale ed il sovranismo regionale, ridimensionare il contributo fiscale delle Regioni più ricche, aumentare l’entropia istituzionale. In una sanità lacerata da importanti criticità, il diritto alla salute cesserà di essere un bene pubblico nazionale per assumere una valenza locale che ne diventa la fonte primaria”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Censire gli immobili fantasma e rivalutare le vecchie rendite: ecco come cambierà il catasto – di Valentina Conte

La riforma non comporta l’aumento delle tasse sulla casa fino al primo gennaio 2026. In questi cinque anni verrà potenziata l’Anagrafe immobiliare integrata e si procederà con la mappatura degli edifici
Qual è lo scopo della riforma del catasto inserita nella legge delega del fisco?
Uno scopo duplice. Da una parte modernizzare gli strumenti di mappatura degli immobili italiani per individuare e classare 1,2 milioni di immobili “fantasma”, non censiti o non censiti correttamente, di terreni edificabili accatastati come agricoli, di immobili abusivi. Il secondo obiettivo è rivedere le attuali rendite catastali di tutti gli immobili, vecchie e inadeguate, rivalutandole ai valori di mercato. La revisione delle rendite comporta l’aumento delle tasse? Non fino al primo gennaio 2026, come è scritto all’articolo 7 comma 2 lettera D della delega: le nuove informazioni non saranno utilizzate «per la determinazione della base imponibile dei tributi» legati alla casa: Imu, Iva, Irpef, altre imposte (ipotecaria, catastale, etc.). Il premier Draghi ha garantito che le nuove rendite non impatteranno neanche sul calcolo dell’Isee, indispensabile per ottenere bonus e agevolazioni varie. La riforma resterà dunque congelata per 5 anni: nel frattempo tutte le tasse e anche l’Isee verranno calcolati in base alle rendite attuali.Cosa accadrà dunque in questi cinque anni? Verrà potenziata, con ogni probabilità, l’Anagrafe immobiliare integrata, già esistente, per connettere tra loro i diversi database immobiliari dell’Agenzia delle entrate. E anche la trasmissione telematica dei dati tra Agenzia e uffici comunali. In parallelo, ciascuna rendita catastale come le conosciamo oggi sarà affiancata dal valore immobiliare e dalla rendita attualizzata ai valori di mercato. Si fisserà infine un meccanismo per adeguare in automatico, periodicamente, le rendite senza però mai superare il valore di mercato. Il premier Draghi l’ha definita «un’operazione di trasparenza statistica» per «accatastare tutto quello che oggi non è accatastato». E ovviamente per
rivalutare ciò che lo è.

Leggi: La Repubblica


Cgil Medici e Pensionati Cgil: “Medici di famiglia: dipendenza è strada più chiara” – di L.F.

“I Medici di famiglia medici di famiglia sono in difficoltà, si sentono pesci fuor d’acqua, perché isolati senza sostegno della rete e del sistema. Basta slogan, ora riforme vere ma attenzione con la Nadef si tagliano 5 miliardi alla sanità”. Pensionati e i medici del sindacato chiedono una riforma condivisa dell’assistenza sanitaria e denunciano un definanziamento per la sanità nei prossimi anni. “I nuovi modelli non si accontentano di slogan, ma richiedono un ripensamento vero, a partire dalle prassi professionali e dal lavoro”
“L’assistenza sanitaria si costruisce insieme”. È questo l’assunto da cui partono Lo SPI Cgil e la Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN che per il 7 ottobre hanno organizzato una giornata dedicata al confronto sui temi caldi della sanità a partire dal Pnrr e dalla riforma della medicina del territorio.
“Lo Spi Cgil è un’organizzazione sindacale che rappresenta milioni di iscritti che appartengono alle generazioni più anziane del paese” dice Antonella Pezzullo Segretaria Nazionale Spi-Cgil. “E tuttavia crede che oggi non è solo questione di invocare il protagonismo dei cittadini, che pure hanno necessità di essere ascoltati e di partecipare a decisioni fondamentali in termini di diritti” spiega Pezzullo.
“Noi rappresentiamo una generazione che interroga in modo sostanziale il SSN – rimarca -, avendo partecipato decenni fa alla sua costruzione, e conoscendone dunque profondamente il valore politico e sociale. Questa generazione sa bene anche di essere al centro, e protagonista, di un potente cambiamento, demografico innanzitutto, ma nondimeno culturale” ma per lo Spi Cgil

Leggi: Quotidiano Sanità


Salute e inclusione sociale. Il ruolo dei sindaci nella governance dei sistemi sanitari e sociali

A Bari, nel corso dei lavori del Forum mediterraneo sanità, l’evento “Pnrr visto da sud” per avviare una riflessione sulle sinergie istituzionali tra mondo sanitario e governance degli enti locali a tutela della salute dei cittadini. Ad introdurre i lavori il Presidente di Anci Antonio Decaro e la Presidente di Federsanità Tiziana Frittelli.
Una stagione nuova in cui il valore emergente sia quello dell’alleanza istituzionale a tutela della salute dei cittadini. Con questo obiettivo si è svolto oggi a Bari, nel corso dei lavori del Forum Mediterraneo sanità, l’incontro “Pnrr visto da Sud. Salute – inclusione sociale: il ruolo dei Sindaci nella governance dei sistemi sanitari e sociali” organizzato in collaborazione con Anci e Federsanità.
Ad introdurre i lavori il Presidente di Anci e Sindaco di Bari, Antonio Decaro, e la Presidente di Federsanità e Dg dell’AO san Giovanni Addolorata di Roma Tiziana Frittelli.
“L’emergenza sanitaria – detto fra l’altro il presidente Decaro – ha fatto emergere la necessità di una sempre maggiore integrazione tra sociale e sanitario volta alla salvaguardia della salute e della qualità della vita delle nostre comunità. Questo rapporto deve essere ulteriormente potenziato e reso strutturale per rilanciare un’idea di welfare che veda nell’integrazione sociosanitaria il suo fulcro fondamentale, non solo nelle fasi critiche dell’emergenza ma anche in una fase post emergenziale. Proprio la pandemia ci ha dimostrato che per alleggerire le strutture ospedaliere e prevenire o ritardare l’istituzionalizzazione in struttura, è determinante l’efficienza e la capillarità di un sistema integrato territoriale di servizi sanitari, socio-sanitari e sociali di prossimità, con il necessario coinvolgimento dei Comuni e il loro coordinamento con le autorità sanitarie. Pertanto, dev’essere un obiettivo condiviso assicurare una governance multilivello tra Sindaci, Asl e Regioni potenziando il ruolo dei Sindaci all’interno della Conferenza dei Sindaci, la cui operatività deve essere garantita in tutto il territorio nazionale”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Big cities Usa a rischio esodo? I dati di dicono di no

Entro il 2022 il 25% dei dipendenti potrebbe lavorare da casa svuotando le città ma ecco dove si mettono in moto altri fattori. A New York prezzi alle stelle – di Evelina Marchesini
L’interrogativo è di quelli in grado di dividere analisti, esperti e market makers, degno di un Ted Talks di alto livello: gli effetti della pandemia minacciano il futuro delle grandi città americane e i relativi mercati immobiliari? Secondo molti sì, tanto che centri urbani come Chicago, Los Angeles, New York e San Francisco – per citare gli esempi più eclatanti – potrebbero anche aver raggiunto il picco di densità. Non necessariamente preludio della fine, ma forse fattore scatenante di grandi cambiamenti. Secondo altri, invece, proprio città come New York, San Francisco e Seattle sono nel pieno del vortice di ripresa dell’interesse degli investitori e la prossima apertura, a novembre, al turismo da parte degli Stati Uniti intensificherà questo processo. Dove sta la realtà? Per cercare di capirlo abbiamo girato la domanda agli stessi protagonisti ed istituti di ricerca, partendo da un report di Capital Group curato dall’economista Jared Franz.
La minaccia della deurbanizzazione
La prima cosa da specificare è quale sia il motivo scatenante di un tale interrogativo. Il tutto parte da un’osservazione sotto gli occhi di tutti, cioè il forte impulso al lavoro da casa (senza scendere nelle polemiche se si tratti di smart, home o remote working) impresso dalla pandemia.Capital Group mette in evidenza che i primi segnali di una forte tendenza alla deurbanizzazione sono sotto gli occhi di tutti.«Dall’inizio della panIdemia di Covid-19, la migrazione da alcune grandi città ha subito un’accelerazione, mentre i prezzi delle abitazioni nelle zone suburbane sono schizzati alle stelle», sottolinea Capital Group. Entro il 2022 circa il 25% dei dipendenti statunitensi potrebbe lavorare da remoto, a fronte di un mero 5% prima della pandemia, e molti sceglieranno mercoledì 6 ottobre 2021di vivere in zone meno costose e affollate. «Supponendo che questa tendenza persista, sarebbe il cambiamento più radicale nei modelli occupazionali americani dalla Seconda Guerra Mondiale», afferma Franz.

Leggi: Il Sole 24 Ore


 

 

 

 

 

 

Giornata della Partecipazione
Giovedì prossimo, 7 ottobre, la Cgil e molti enti, associazioni e reti del civismo attivo e delle organizzazioni civiche e sociali si incontreranno nel Parco di Piazza Vittorio a Roma per discutere insieme del futuro del Paese. L’appuntamento è previsto a partire dalle ore 15.30 e si chiuderà con un dibattito a cui, dalle ore 18, parteciperà tra gli altri il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

Leggi: Cgil


NEWS:

lunedì 4 ottobre 2021
Anziani, il cardinale Bassetti: “Ampliare il tipo di offerta per l’assistenza”

A Milano convegno di Uneba e Aris sul futuro di Rsa e assistenza domiciliare dopo l’esperienza della pandemia. Entro il 2030 gli anziani non autosufficienti saranno circa 5 milioni
“L’assistenza all’anziano, paradigma dell’assistenza alla persona in generale, deve cogliere ‘i segni dei tempi’ ampliando il tipo di offerta, accentuando e differenziando la presenza di nuove professionalità pur all’interno del mandato unico di ‘curare il tuo prossimo’”. È il messaggio del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, al convegno promosso da Aris e Uneba e organizzato per il 4 ottobre dall’Istituto Auxologico a Milano, sulla cura e l’assistenza degli anziani dopo il Covid-19. Un convegno che cerca di delineare il futuro delle Rsa e delle cure domiciliari, dopo l’esperienza della pandemia. “I contesti ospedaliero, di Rsa, o di cure domiciliari non devono essere mondi isolati e antagonisti -sostiene il cardinale-: scienza di qua, assistenza di là. Ciascun modello deve rappresentare un’offerta anche tecnica, un’opportunità non preclusa da posizioni ideologiche. Probabilmente soltanto uomini illuminati dalla Luce del Vangelo, oggi, hanno la capacità di declinare concretamente la difficile missione di ricucire il crescente distacco fra scienza e assistenza: anziani e disabili sono un campo di confronto importantissimo”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Uguaglianza digitale per tutte le età

In occasione della Giornata internazionale delle persone anziane la Ferpa – il Sindacato europeo dei pensionati e degli anziani – ha deciso di mettere al centro della propria agenda l’uguaglianza digitale.
Le innovazioni digitali e tecnologiche possono infatti rappresentare un importante passo in avanti per la nostra società.
L’uso delle nuove tecnologie può migliorare la qualità della vita, favorire l’indipendenza degli anziani e al tempo stesso creare nuovi lavori di qualità per i giovani.
È però fondamentale che siano pienamente nelle disponibilità di tutte le generazioni. Per questo c’è bisogno di una formazione mirata, con corsi specifici per chi non è nativo digitale, anche favorendo l’incontro e lo scambio intergenerazionale.
Diciamo sì alla digitalizzazione e no all’esclusione!

Leggi: Spi-Cgil, 01/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Europa sempre più vecchia: indice dipendenza anziani al 34,8% e salirà al 56,7% nel 2050

Il calcolo lo ha fatto Eurostat che ha analizzato paese per paese e regione per regione l’indice di dipendenza degli anziani, vale a dire il rapporto tra persone in età lavorativa (20-64) e persone over 65. L’Italia è tra i paesi con il rapporto di dipendenza più elevato insieme a Germania, Grecia, Spagna, Francia, Portogallo e Finlandia.
L’indice di dipendenza degli anziani nell’UE è aumentato notevolmente negli ultimi 20 anni. Nel 2001, l’indice di dipendenza degli anziani nell’UE era del 25,9%, il che significa che c’erano poco meno di quattro adulti in età lavorativa (20-64) per ogni persona di età pari o superiore a 65 anni.
Passando al 1° gennaio 2020, il rapporto è aumentato al 34,8%, il che significa che c’erano poco meno di tre adulti in età lavorativa per ogni persona di età pari o superiore a 65 anni.
Al 1° gennaio 2020, alcuni dei rapporti più elevati erano concentrati nella Germania orientale, in Grecia, Spagna, Francia, Italia, Portogallo e Finlandia. La maggior parte di queste regioni erano prevalentemente rurali, montuose o relativamente remote, dove è probabile che i giovani abbiano lasciato la regione per continuare gli studi o cercare lavoro.
Tra le regioni dell’UE, l’Euritania, una regione montuosa nella Grecia centrale, ha registrato il più alto indice di dipendenza degli anziani (78,3%). Questa regione è stata seguita dalla regione belga nord-occidentale di Arr. Veurne (64,6%) e la regione tedesca di Suhl, Kreisfreie Stadt (61,3%).
Al contrario, i rapporti più bassi nell’UE sono stati registrati nella regione ultraperiferica francese di Mayotte (6,1%) e Guyane (11,7%) e nella regione spagnola di Fuerteventura (16,5%).

Leggi: Quotidiano Sanità, 01/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Giornata internazionale anziani. Un over 85 su due interessato da disabilità. Ma carico assistenza è quasi tutto sulle famiglie

Sono i numeri del Rapporto “Passi d’Argento” coordinato dall’Iss. La quasi totalità delle persone con disabilità (99%) riceve aiuto, ma questo carico di cura e di assistenza è per lo più sostenuto dalle famiglie, molto meno dal servizio pubblico di ASL e Comune.
Il 1°ottobre è celebrata dalle Nazioni Unite la Giornata internazionale delle persone anziane. “L’età anziana – sottolinea il Ministero della Salute sul proprio sito – è una realtà complessa e variegata che va dagli anziani attivi e in salute agli anziani non autosufficienti. Se da un lato l’invecchiamento della popolazione rappresenta un indubbio successo sul piano della sanità pubblica, in quanto evidenzia una aspettativa di vita molto alta, allo stesso tempo, richiama l’attenzione sulla necessità di ulteriori interventi di sostegno alle politiche sanitarie e sociali. Invecchiare in buona salute è, infatti, un obiettivo prioritario non solo delle strategie europee ed internazionali ma anche nazionali”.
“Anche in considerazione delle esperienze legate alla pandemia da COVID-19, il Piano nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025, adottato con Intesa Stato-Regioni del 6 agosto 2020, ha previsto- ricorda il Ministero – un rinnovato impegno nel campo della promozione della salute e della prevenzione delle malattie lungo tutto il corso della vita e sostiene la necessità di programmare e progettare sempre più in modo integrato, ponendo particolare attenzione a gruppi sociali particolarmente a rischio di fragilità o di disuguaglianza, secondo una visione etica e di coesione sociale”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 01/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Anziani, da Happyageing sette proposte per una nuova stagione

Non solo vaccino anti-Covid. “I rischi di influenza, Herpes Zoster, pertosse, difterite, tetano e infezioni da pneumococco siano sottovalutati dagli over 50”
“L’Italia è uno dei Paesi più longevi: nel 2019, secondo Eurostat, eravamo al secondo posto dopo la Spagna per speranza di vita (83,6 anni, +2,3 anni rispetto alla media UE), tuttavia proprio questa struttura demografica ha fatto sì che con la pandemia si verificasse una significativa inversione di tendenza. È stato perso quasi un anno di aspettativa di vita alla nascita, con alcune regioni che hanno registrato una perdita anche maggiore. In una società che invecchia si verifica un fenomeno di immunosenescenza, cioè una minore risposta fisiologica alle malattie infettive, una riduzione dell’immunità acquisita nell’infanzia, e dunque un maggior rischio di complicanze: per questo occorre dare una particolare attenzione alle politiche di immunizzazione puntando sulle vaccinazioni contro l’influenza, lo pneumococco e l’Herpes Zoster, ma senza dimenticare la pertosse e la difterite che stanno tornando a circolare in Europa e il tetano, la cui copertura diminuisce nel tempo. Per questo HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo intende dare il proprio contributo attraverso una produzione costante di documenti di analisi ma anche, e soprattutto, proposte estremamente concrete”. Con queste parole Michele Conversano, Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico dell’associazione, ha introdotto la II Assise Nazionale HappyAgeing sull’immunizzazione dell’adulto e dell’anziano tenutasi in modalità phygital al Centro Congressi Frentani di Roma grazie al contributo non condizionate di GSK, MSD, Pfizer, Sanofi Pasteur e Seqirus.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2021


giovedì 30 settembre 2021
Il nonno dell’anno? Costruisce dinosauri con i sassi

A Imola Emilio Padovani ha ormai un Jurassic Park tutto suo. Sabato 2 ottobre sarà premiato nella ricorrenza italiana della “Festa dei nonni”
Il “nonno dell’anno” vive a Codrignano, Imola, ed ha un suo personalissimo Jurassic park popolato di dinosauri di sassi che costruisce lui stesso. Si chiama Emilio Padovani e dopodomani, sabato 2 ottobre nella ricorrenza italiana della “Festa dei nonni”, sarà premiato come ‘Nonno dell’anno 2021′. A nominarlo è stata l’associazione culturale “O Leudo” di Sestri Levante (Genova), con questa motivazione: “Un modello culturale altamente educativo”. “Sono una persona semplice, non avrei mai immaginato di poter avere un onore così grande senza nemmeno muovere un dito, infatti è stata l’Associazione ad avere l’iniziativa”, dice Padovani. E’ stata la sua passione per i sassi, di cui è collezionista, a renderlo famoso: li raccoglie ovunque, nei campi, nelle cave o nei greti, di diversa forma e colore. E, dopo aver visto il film Jurassic Park, si diverte a costruire cose e animali, fra cui i suoi dinosauri, diventati tanto noti da farlo approdare anche nelle trasmissioni di Rai Uno.

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2021


giovedì 30 settembre 2021
Rsa, monitoraggio Iss: “Con i vaccini crollata la mortalità”

Report di sorveglianza sulle strutture residenziali socio-sanitarie, dal 5 ottobre 2020 al 19 settembre 2021su 852 strutture. “Mortalità settimanale diminuita nettamente dall’inizio della campagna di vaccinazione e inferiore allo 0,01% anche nelle ultime settimane”. Lieve nuovo aumento dei focolai nei mesi estivi
“La mortalità settimanale per l’infezione da Sars-CoV-2 è diminuita nettamente dall’inizio della campagna di vaccinazione, ed è rimasta inferiore allo 0,01% anche nelle ultime settimane”. È quanto emerge dal terzo aggiornamento del report di sorveglianza sulle strutture residenziali socio-sanitarie, realizzato dall’Iss in collaborazione con il ministero della Salute, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e l’Ars Toscana. “Il report – si legge – segnala da luglio un nuovo aumento nel numero di casi, segno della necessità di rinforzare l’immunità degli ospiti”.
Sono 852 le strutture residenziali che hanno partecipato alla sorveglianza durante l’emergenza Covid-19, dal 5 ottobre 2020 al 19 settembre 2021, per un totale di 31.178 posti letto disponibili. Di queste, 341 erano strutture residenziali per anziani non autosufficienti, per un totale di 15.031 posti letto.

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2021


mercoledì 29 settembre 2021
Milano: il volontariato che allunga la vita. Presentati i dati della ricerca del progetto Tapas in Aging

Salute, qualità di vita e benessere bio-psico-sociale, dopo una certa età, dipendono strettamente dalla presenza di una solida rete di contatti. Chi ha una rete solida di relazioni o è parte attiva di un’associazione non solo riesce ad avere una buona percezione di salute e di benessere psicofisico e riesce a gestire più efficacemente ogni situazione, indipendentemente dalla condizione economica individuale, ma ha anche una salute migliore . Sono le persone che ci stanno a fianco a fare la differenza e non bastano dunque le relazioni parentali, amicali e di buon vicinato; per invecchiare in salute è necessario anche essere inclusi in reti territoriali e avere punti di riferimento associativi .
Sono questi i messaggi emersi da “ Tapas in Aging – Time and Places and Spaces in Aging ”, il progetto biennale (2019-2021) coordinato dall’UOC Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano in collaborazione con AUSER Regionale Lombardia e finanziato da Fondazione Cariplo e presentato a Milano il 24 settembre. I dati sono stati raccolti su un campione di 431 persone over50 residenti in Lombardia e afferenti ad Auser Lombardia come volontari o utenti; i soggetti sono equamente divisi tra uomini (209) e donne (222), hanno un’età media di 70 anni (nello specifico, da 51 a 83 anni) e sono per la maggior parte in pensione.

Leggi: Auser, 29/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Rsa, al via la terza dose di vaccino. Ma troppe ancora le restrizioni alle visite

Il Comitato Orsan indica i “cinque punti fondamentali” e annuncia: “Il 2 ottobre, festeggeremo i nonni, davanti ai cancelli delle Rsa. Non voteremo i candidati che non si impegneranno per gli anziani”
Non c’è pace, per le Rsa: mentre il Cts dà il via libera alla terza dose di vaccino, tante, troppe restano le restrizioni rispetto alle visite dei parenti e, in generale, ai rapporti con l’esterno. Torna a denunciare la situazione il comitato ORSAN – Open RSA Now: “Nove Rsa su dieci si rifiutano di aprire ai parenti sette giorni su sette – riferisce il presidente Dario Francolino – Siamo abbandonati a noi stessi, nonostante Governo e Parlamento abbiano iperlegiferato per farci stare vicini ai nostri affetti, nelle Rsa. L’ostinazione e il disinteresse con cui purtroppo Regioni e Rsa si rifiutano di applicare la legge n.126 promulgata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella pubblicata sulla G.U. è davvero diventata un’emergenza – spiega ancora – Riceviamo almeno 100 telefonate strazianti al giorno che a questo punto consegneremo alla Procura della Repubblica di Monza in cui figli, nipoti, mogli, mariti, fratelli, sorelle, parenti e amici, sono letteralmente disperati perché vedono appassire e morire i propri cari senza una parola di conforto”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 4 ottobre 2021
Marche: eliminazione barriere architettoniche in edifici privati, approvati criteri di riparto dei fondi

Dopo la sospensione dal 2000 al 2017 dei fondi statali, a cui la Regione ha cercato in passato di sopperire con propri fondi, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha assegnato alla Regione Marche 3.186.247,61 euro per le annualità 2018-2019-2020
La Giunta regionale delle Marche ha approvato questa mattina i criteri per il riparto tra i comuni dei fondi statali assegnati per gli anni 2018/2020 per l’eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati, che aveva già ricevuto il 28 settembre scorso il parere favorevole del CAL.
Su proposta dall’assessore all’Urbanistica Stefano Aguzzi, la delibera conferma dunque “l’attenzione dell’esecutivo verso il superamento delle barriere architettoniche – specifica Aguzzi – per una migliore qualità della vita e della fruibilità dell’ambiente”.
Dopo la sospensione dal 2000 al 2017 dei fondi statali, a cui la Regione ha cercato in passato di sopperire con propri fondi, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha assegnato alla Regione Marche complessivi 3.186.247,61 euro per le annualità 2018-2019-2020, al fine di soddisfare l’intero fabbisogno maturato.
“Tali risorse – afferma la nota della regione -, quantificate in circa 2,90 milioni di euro, sono finalizzate a soddisfare le domande pregresse presentate entro il primo marzo 2018 dai cittadini residenti nei comuni che hanno comunicato il proprio fabbisogno aggiornato al 1 marzo 2021, per le difficoltà operative connesse all’emergenza sanitaria in corso”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/10/2021


venerdì 1 ottobre 2021
Toscana, saranno realizzati 62 nuovi alloggi popolari

E’ l’effetto di un accordo di programma che sarà presto sottoscritto da Ministero delle infrastrutture e dalla Regione
La realizzazione di 62 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica: sarà questo l’effetto di un accordo di programma che sarà presto sottoscritto da Ministero delle infrastrutture e Regione Toscana. L’accordo, i cui contenuti sono stati approvati dalla giunta regionale nella sua ultima seduta, permetterà di integrare il Piano nazionale di edilizia abitativa che prevede la realizzazione di 192 alloggi Erp.
Grazie infatti a un’ulteriore ripartizione di risorse ministeriali sono state attribuite alla Regione Toscana altri 6,7 milioni di euro cui si aggiungeranno 2,5 milioni di economie per interventi non realizzati e una integrazione di 1,2 milioni provenienti dal bilancio regionale per un toale di 10,5 milioni.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2021


giovedì 30 settembre 2021
Sardegna, allarme spopolamento: nei borghi 46mila case vuote

La fotografia scattata nell’ultima indagine della Cna Sardegna, secondo cui, in un contesto di irreversibile riduzione della popolazione e senza un cambiamento di rotta, sarà la popolazione dell’entroterra isolano a calare maggiormente. “Attivare un processo di riqualificazione”
In Sardegna ci sono 165 i borghi popolati in media da 1.400 abitanti e caratterizzati da un forte tasso di invecchiamento della popolazione -circa un quarto degli abitanti ha superato i 64 anni- e dalla presenza di molti edifici in disuso: ad ora risultano 11.700 gli edifici inutilizzati e 46 mila le abitazioni vuote. Questa la fotografia scattata nell’ultima indagine della Cna Sardegna, secondo cui, in un contesto di irreversibile riduzione della popolazione -che potrebbe arrivare al -28% da qui al 2050- e senza un cambiamento di rotta, sarà la popolazione dell’entroterra isolano a calare maggiormente: -36%, in base alle proiezioni demografiche. Ovviamente i primi centri urbani ad essere colpiti saranno i piccoli borghi.
“Il calo demografico, lo spopolamento dell’entroterra, tende a determinare la perdita di identità culturale dell’isola- spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna-. Serve dunque un progetto di sviluppo che ponga maggiore attenzione alle dinamiche socio-economiche dell’entroterra, attraverso la valorizzazione e la tutela dell’immenso patrimonio paesaggistico e culturale, ripensando la qualità della domanda turistica, promuovendo un turismo culturale, naturalistico, esperienziale e promuovendo la cultura, l’economia, l’artigianato e le tradizioni locali”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/09/2021


mercoledì 29 settembre 2021
Stop barriere architettoniche, case senza ostacoli per persone con disabilità e anziani: dalla Regione E.Romagna 10,2 milioni di euro

Un aiuto concreto a chi rischia di vivere isolato arriva dalla Regione Emilia-Romagna, che per il 2021 ha stanziato complessivamente quasi 10,2 milioni di euro, tra risorse statali e regionali, per l’eliminazione e il superamento delle cosiddette barriere architettoniche negli edifici e nelle abitazioni private. Un pacchetto di risorse destinate ai Comuni ed Unioni per finanziare i lavori edilizi di miglioramento dell’accessibilità negli appartamenti e nelle parti comuni dei condomini, la cui ripartizione su tutto il territorio, è stata approvata dalla Giunta regionale in questi giorni; saranno poi i Comuni ad assegnarle ai cittadini e alle famiglie residenti che ne hanno fatto richiesta.
Nel dettaglio, della somma complessiva (10 milioni 169 mila euro), 8,2 milioni di euro provengono dal Fondo nazionale, e i restanti 1,9 milioni sono quelli stanziati annualmente dalla Regione attraverso lo specifico Fondo regionale, istituito con una legge regionale nel 2013; un Fondo che dalla sua attivazione ha permesso di finanziare, con oltre 14,4 milioni di euro, più di 4.400 interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche in ambito domestico.

Leggi: Rete Caad, 29/09/2021


mercoledì 29 settembre 2021
Amministrative a Roma, un “social business plan” per misurare i servizi sociali

Lo chiede Alessandro Radicchi di Europe Consulting e Binario 95. “Non serve solo un intervento sociosanitario ma un’integrazione sociosanitaria, non basta strillare che le persone non devono stare in strada, bisogna provvedere a una vera presa in carico”
“Roma ha bisogno innanzitutto di un social business plan”. Ne è convinto Alessandro Radicchi, presidente di Europe Consulting e Binario 95, che spiega così a Redattore Sociale quali sono le priorità nel campo del sociale a cui dovrà porre attenzione il prossimo sindaco di Roma. “La pandemia ha evidenziato alcuni elementi: la velocità di intervento del terzo settore ha compensato una più lenta e più difficile capacità adattamento delle istituzioni a far fronte allo shock pandemico. Le sinergie si sono poi attivate – spiega – ma c’è l’esigenza di una pianificazione dell’emergenza, non solo sanitaria ma anche climatica, per esempio sul piano freddo e il piano caldo per i senza dimora”.
Secondo Radicchi, dunque, Roma ha bisogno di “un sistema di protezione sociale che sia in grado di attivarsi con facilità, le cui risorse siano già predefinite. Ogni anno arriviamo in ritardo, arriviamo cioè al 20 novembre o al 1 dicembre a capire quanti posti effettivi ci sono e come attivarci per il periodo invernale”. Serve dunque una strategia che va definita in largo anticipo.

Leggi: Redattore Sociale, 29/09/2021


IN AGENDA:

Il 7 ottobre a Roma “L’assistenza si costruisce insieme”

Per riformare nel profondo il nostro sistema di welfare – e in particolare la presa in carico delle persone affette da malattie croniche e il potenziamento dell’assistenza territoriale – è fondamentale ascoltare le proposte e le ragioni di chi è in prima linea.
Per questo Spi Cgil e Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn hanno deciso di chiamare a raccolta cittadini, operatori socio-sanitari e istituzioni per un’iniziativa seminariale dal titolo “L’assistenza si costruisce insieme. I protagonisti del Sssn dialogano” che si terrà il prossimo 7 ottobre a Roma presso il Centro Congressi Frentani.
I lavori saranno aperti alle ore 9.30 dalle introduzioni del Segretario nazionale Fp Cgil e Dirigenti Ssn Andrea Filippi e della Segretaria nazionale dello Spi Cgil Antonella Pezzullo.
Seguirà una tavola rotonda condotta dalla giornalista di Quotidiano Sanità Ester Maragò a cui prenderanno parte diversi pensionati e operatori sanitari del territorio. All’iniziativa parteciperanno inoltre la senatrice e vice-Presidente della Commissione igiene e sanità del Senato Paola Boldrini, l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato e il direttore dell’Agenas Domenico Mantoan.
Le conclusioni sono invece affidate ai Segretari generali nazionali dello Spi Cgil e della Fp Cgil Ivan Pedretti e Serena Sorrentino.
Sarà possibile seguire il seminario in diretta sulle pagine Facebook dello Spi Cgil nazionale e della Funzione pubblica Cgil nazionale.

Leggi: Spi-Cgil


International Tenants’ Day 2021. Il SUNIA aderisce alla “Giornata internazionale degli inquilini” promossa dallo IUT (International Union of Tenants)

Per più di un anno la pandemia da COVID-19 ha causato enormi danni umani ed economici su scala globale. Il virus continua a cambiare i nostri modi di vivere e la ripresa richiederà immensi investimenti, finanziari e umani. Il settore abitativo, di conseguenza, è soggetto alle stesse sfide di prima della pandemia, solo ancora più profonde e gravi. Gli inquilini, in quanto gruppo vulnerabile nel mercato immobiliare, stanno affrontando sfratti e affitti arretrati. Il tema riflette la nostra speranza per la ripresa dalla pandemia da covid-19, una rinnovata enfasi e soluzioni per la crisi climatica insieme alla costruzione di alloggi a prezzi accessibili per tutti.

Leggi: Sunia


Roma, PNRR e un nuovo modello di sviluppo. Iniziativa della Cgil con movimenti e associazioni del terzo settore

Il 7 ottobre a partire dalle ore 15.30, presso i giardini di Piazza Vittorio a Roma, si terrà una iniziativa organizzata dalla Cgil insieme ad associazioni e movimenti sul rapporto tra le risorse stanziate all’interno del Pnrr e un nuovo modello di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile. L’obiettivo di tale incontro è quello di rafforzare ed estendere una rete che rivendichi partecipazione alle scelte decisive per il futuro del Paese e aprire a livello nazionale, regionale e territoriale spazi pubblici di confronto sulla finalizzazione delle risorse, garantendo un monitoraggio condiviso sulle missioni e i progetti del Next Generation eu. L’iniziativa si articolerà su tre Panel di discussione e confronto, dedicati ai temi del welfare, della transizione digitale e ambientale. L’Auser sarà direttamente coinvolta nella discussione dedicata al welfare.
L’iniziativa sarà conclusa con un dibattito al quale parteciperà Maurizio Landini, Seg. Gen. della Cgil assieme ad altre personalità, sulla sintesi dei punti condivisi affrontati nei diversi panel. Il lavoro preparatorio, a cui ha partecipato Domenico Pantaleo per Auser, ha definito la scaletta degli argomenti da trattare ma soprattutto ha evidenziato che l’appuntamento del 7 rappresenta il punto di partenza di un percorso che dovrà continuare a livello nazionale e territoriale.

Leggi: Auser


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Giornata anziani, Mattarella: promuovere l’inclusione nella dimensione digitale

La dichiarazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la Giornata internazionale delle persone anziane che ha come tema l’equità digitale. “Creare una sinergia tra le radici di un Paese e la sua crescita”
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Quest’anno la Giornata internazionale delle persone anziane ha come tema l’equità digitale per tutte le età e si sofferma sulla necessità di offrire a tutti l’accesso pieno al mondo digitale e ai progressi tecnologici. Obiettivo delle Nazioni Unite è quello di raggiungere uno sviluppo sostenibile entro il 2030, cercando di colmare il divario digitale che ancora persiste tra i diversi Paesi.
Investire sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie significa promuovere la piena inclusione dei cittadini di tutte le età nella vita relazionale e culturale del Paese. Restare esclusi dalla dimensione digitale può essere per un anziano un fattore di emarginazione sociale.
Definire la persona anziana oggi non è facile perché l’età è un concetto dinamico e in continua evoluzione. Considerare ‘anziana’ una persona non può costituire l’alibi per lasciare indietro una parte della popolazione rispetto a cambiamenti ed evoluzioni che hanno l’effetto di trasformare la nostra vita.

Leggi: Redattore Sociale


Il Piano nazionale di domiciliarità integrata

La proposta del “Patto” per la Legge di Bilancio 2022
Dalle organizzazioni del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” la richiesta di avviare – nel 2022 – il Piano Nazionale di Domiciliarità Integrata per gli anziani non autosufficienti.
Il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza propone di avviare – nel 2022 – il Piano Nazionale di Domiciliarità Integrata per gli anziani non autosufficienti. Il Piano inizia la costruzione dei servizi domiciliari di cui l’Italia ha bisogno, utilizzando i nuovi fondi già previsti e aggiungendo gli altri necessari. Le azioni da compiere consistono nel cambiare il modello d’intervento dell’Adi (Assistenza domiciliare integrata, delle Asl), nello stanziare maggiori risorse per il Sad (Servizio di assistenza domiciliare, dei Comuni) e nel realizzare risposte integrate.
Il Patto ritiene necessario rafforzare l’intera filiera dei servizi: domiciliari, semi-residenziali e residenziali. Gli investimenti del PNRR e le recenti normative concentrano i nuovi stanziamenti per la non autosufficienza sugli interventi a domicilio: il loro utilizzo è in via di definizione. Adesso è, quindi, il momento di presentare una proposta per la domiciliarità.
Perché avviare il Piano Domiciliarità
Primo, per cominciare a fornire migliori risposte ad anziani e famiglie. Non si può aspettare l’introduzione – tra il 2023 e il 2024 – della complessiva riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, prevista dal PNRR.
Secondo, per sfruttare il periodo precedente alla riforma iniziando a modificare gli interventi nella sua direzione, dato che l’attuazione dei cambiamenti nei territori è sempre lunga e complessa.
Terzo, per evitare contraddizioni tra le misure attivate adesso e gli scopi della successiva riforma, che creerebbero le condizioni per il suo fallimento. Il rischio riguarda l’attuale configurazione dell’Adi, la mancanza di un collegamento con il Sad e l’assenza di risorse addizionali a esso destinate.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Via libera alla somministrazione concomitante vaccino Covid-19 e antinfluenzale. Ecco la circolare del Ministero della Salute

Sarà possibile programmare la somministrazione dei due vaccini nella medesima seduta vaccinale tranne che per i vaccini vivi attenuati, per i quali può essere considerata valida una distanza minima precauzionale di 14 giorni prima o dopo la somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2. La “doppia vaccinazione” è rivolta in particolare ad alcune categorie di soggetti per le quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e che siano allo stesso tempo eleggibili per la vaccinazione Covid (soggetti preposti alla terza dose, persone over 60 non ancora vaccinate, etc.).
Via libera alla somministrazione concomitante vaccino Covid-19 e antinfluenzale. È quanto prevede una circolare del Ministero della Salute che informa che “sarà possibile programmare la somministrazione dei due vaccini (antinfluenzale e anto Covid), nel rispetto delle norme di buona pratica vaccinale, nella medesima seduta vaccinale, fermo restando che una eventuale mancanza di disponibilità di uno dei due vaccini non venga utilizzata come motivo per procrastinare la somministrazione dell’altro”.
La “doppia vaccinazione” sarà possibile in particolare per alcune categorie di soggetti per le quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e che siano allo stesso tempo eleggibili per la vaccinazione antiSARS-CoV-2/COVID-19 (es. gruppi target della dose addizionale o booster, persone over 60 non ancora vaccinate, etc.)

Leggi: Quotidiano Sanità


 

 

 

 

 

 

 

 

Una rete di 300  nonni  e nonne di comunità volontari Auser per cambiare il territorio e contrastare la povertà educativa minorile
Concluso il progetto promosso e finanziato dall’Impresa Sociale Con i Bambini
Trecento nonni volontari Auser, cinquecento bambini da 0 a 6 anni, 1200 famiglie, 47 partner e quattro regioni: Lombardia, Toscana, Umbria e Basilicata. Sono i  numeri del progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali” soggetto capofila Auser Lombardia. Un progetto realizzato nell’ambito del bando per la prima infanzia affidato per la gestione da Fondazione con il Sud all’Impresa Sociale  “Con i bambini” che ha presentato a Roma in un evento pubblico, esiti ed esperienze.


NEWS:

martedì 28 settembre 2021
Nel 2022 il Piano nazionale di domiciliarità integrata: la proposta delle associazioni

Documento di oltre 40 organizzazioni del terzo settore pubblicato oggi e indirizzato a Governo, Parlamento e società civile. Il Piano come primo passo verso una riforma complessiva dell’assistenza agli anziani prevista per il 2023-2024 dal Pnrr. Gori: “Anziani e famiglie non possono aspettare”
Anziani e famiglie hanno bisogno con urgenza di risposte ai loro bisogni. Non possono aspettare una riforma generale dell’assistenza che, pur necessaria, arriverà nel 2023-2024. È questa la ragione stringente che ha ispirato oltre 40 organizzazioni del terzo settore, riunite nel Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza, a ideare un “Piano nazionale di Domiciliarità Integrata”, che viene pubblicato oggi e indirizzato a Governo, Parlamento e alla società civile. Un Piano da avviare nel 2022, inserendolo nella manovra finanziaria del Governo. L’Italia ha l’occasione storica, grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e i fondi dell’Unione Europea, di dar vita a una riforma complessiva dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Che però vedrà la luce tra due o tre anni, se va bene. Nel frattempo, si può compiere un primo passo importante, atteso da famiglie, anziani e dagli operatori del settore: un nuovo Piano che riorganizzi, migliori e rilanci l’assistenza domiciliare. “Gli investimenti del Pnrr e le recenti normative concentrano i nuovi stanziamenti per la non autosufficienza sugli interventi a domicilio -sottolinea Cristiano Gori, docente di Politica sociale all’Università di Trento e coordinatore scientifico del Patto-:Noi guardiamo alla realtà e quindi partiamo da qui. Questo è il primo treno che parte sull’assistenza agli anziani, dobbiamo prenderlo e fare in modo che dia i suoi frutti al più presto. Anziani e famiglie non possono aspettare”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Ecco le azioni per realizzare il Piano nazionale domiciliarità integrata

Tre i provvedimenti principali previsti secondo le associazioni promotrici: la creazione di una cabina di regia ministeriale e di accordi tra comuni e Asl, più ore per l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) e più risorse per il Servizio assistenza domiciliare (Sad)
Sono tre le azioni per realizzare il Piano nazionale di domiciliarità integrata, lanciato oggi da oltre 40 organizzazioni del terzo settore: creare una cabina di regia tra ministeri, cambiare il modello di intervento dell’attuale Assistenza domiciliare integrata (Adi), incrementare i fondi del Servizio assistenza domiciliare (Sad). “Il Piano intende connettere le attività degli attori responsabili della domiciliarità, a livello locale (Comuni e Asl) così come nazionale (i Ministeri competenti per la non autosufficienza, Welfare e Salute). Solo agendo su entrambi i livelli è possibile costruire risposte integrate”, si legge nel documento consultabile sul sito.
Attualmente l’assistenza agli anziani è di competenza sia del ministero del Welfare che di quello della Salute. Il Piano prevede che “costituiscano una Cabina di Regia nazionale unitaria, responsabile delle leve cruciali di governo del Piano: i fondi, il loro utilizzo e la relativa verifica”. Un coordinamento dunque che .parta dall’alto ma che poi coinvolga ogni attore della “filiera”. “Nei territori, il Piano Domiciliarità stabilisce che – nel 2022 – tutti gli Ambiti sociali (Comuni) e i Distretti sanitari (Asl) stipulino un accordo per realizzare insieme i requisiti organizzativi di base per un approccio integrato -si legge nel documento-: l’unità di valutazione multidimensionale, dove esaminare le condizioni dell’anziano e individuare gli interventi più adeguati, il progetto personalizzato integrato, che comprenda il complesso delle prestazioni pubbliche fruite e le raccordi con l’attività dei familiari e delle badanti, (il responsabile del caso, punto di riferimento nel tempo per ogni soggetto coinvolto”

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Dodici milioni di nonni si prendono cura dei nipoti e li aiutano economicamente

“I nonni in Italia durante dodici mesi di pandemia hanno contribuito con oltre 38,3 miliardi ai bilanci delle famiglie”. È la fotografia del mondo dei nonni che emerge da un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani
“I nonni in Italia durante dodici mesi di pandemia hanno contribuito con oltre 38,3 miliardi ai bilanci delle famiglie. Sono infatti 12 milioni i nonni italiani che oltre a fare da baby sitter ai loro nipoti sostengono economicamente le famiglie dei propri figli, soprattutto per comprare vestiti, giochi, libri, per pagare la scuola o le varie attività dei nipoti, ma anche per pagare il mutuo o l’affitto di casa o semplicemente per fare la spesa. Senza calcolare il valore economico dell’attività di accudimento dei nipoti. Anche per continuare a svolgere questo lavoro i nonni hanno deciso di proteggere la propria salute e quella di chi li circonda vaccinandosi per primi (lo ha fatto oltre il 98% del campione intervistato da Senior Italia). A spingerli a vaccinarsi contro il Covid è stato infatti l’amore per i figli e i nipoti e il desiderio di riabbracciarli e tornare alla normalità piuttosto che la paura”. È la fotografia del mondo dei nonni che emerge da un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani, i cui risultati sono stati diffusi oggi in occasione della conferenza stampa di presentazione della Festa dei Nonni 2021, tenutasi presso il Senato della Repubblica, alla quale hanno partecipato la vice presidente del Senato della Repubblica Paola Taverna, il vice presidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo, il Sottosegretario per la Salute Pierpaolo Sileri e il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
La carica dei 300 nonni di comunità

Circa 300 “nonni e nonne di comunità” che hanno messo tempo, affetto ed esperienza a disposizione di 500 bambini da zero a 3 anni. Li hanno fatti giocare, li hanno accompagnati in piscina, hanno fatto con loro passeggiate e laboratori, hanno impastato insieme il pane e la pizza. I risultati dell’originale progetto di Auser finanziato da Con i Bambini
Nonna Lola ha quasi 80 anni e ha raccontato ai bambini un’infinità di storie, che loro ascoltavano incantati. C’è nonno Gaetano con le sue costruzioni, Emidio il nonno contadino. Sono solo alcuni dei circa 300 “nonni e nonne di comunità” che da oltre tre anni hanno messo tempo, affetto ed esperienza a disposizione di 1.200 famiglie fragili, seguendo circa 500 bambini da zero a 3 anni. Li hanno fatti giocare, li hanno accompagnati in piscina, hanno fatto con loro passeggiate e laboratori, hanno impastato insieme il pane e la pizza. Durante il lockdown hanno continuato a far sentire la loro vicinanza in tutti i modi possibili.
Sono loro il cuore del progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”, progetto sostenuto dall’Impresa sociale “Con i bambini” che ha visto Auser Lombardia come capofila. Il progetto ha interessato quattro regioni: Lombardia, Toscana, Umbria e Basilicata, coinvolgendo una cinquantina di partner tra cui l’Università Bicocca di Milano, la Fondazione Asilo Mariuccia, l’Istituto degli Innocenti di Firenze. Gli esiti del progetto sono stati presentati oggi a Roma, da Lella Brambilla, presidente Auser Lombardia e responsabile del progetto e della pedagogista e professore onorario dell’Università Bicocca di Milano Susanna Mantovani.

Leggi: Vita, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Sileri: i nonni valgono 20 miliardi l’anno, con il nuovo Ssn più tutele

“Sono la ‘silver economy’, sono coloro che offrono sostegno alle famiglie, ai figli e ai nipoti”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo a “La festa dei nonni 2021”, un’iniziativa di Senior Italia FederAnziani
“Il valore dei nostri nonni può essere parzialmente indicato con una cifra ben precisa: 20 miliardi di euro l’anno. I nonni sono la ‘silver economy’, sono coloro che offrono sostegno alle famiglie, ai figli e ai nipoti. Per questo abbiamo il dovere di tutelarli e lo faremo di più con quello che sarà il nostro nuovo sistema sanitario”. Lo ha detto il Sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo alla presentazione de “La festa dei nonni 2021”, un’iniziativa di Senior Italia FederAnziani e presentata dalla senatrice Paola Taverna.
“La categoria più colpita dal Covid è quella dei nostri nonni, gli anziani. La maggior parte dei 130mila decessi registrati- ricorda Sileri- riguarda proprio i nonni, le librerie delle nostre famiglie, le nostre basi e le nostre radici. Il dramma più grande di questa pandemia è proprio aver perso loro”. E continua: “Stiamo lavorando per mettere in sicurezza i nonni. Mancano all’appello alcune centinaia di migliaia di over 65 per la vaccinazione e a loro rivolgiamo continuamente il nostro appello. Capisco la riluttanza alla vaccinazione, ma con la giusta informazione riusciremo a mettere in sicurezza gli indecisi. Siamo pronti a continuare a proteggere gli over 80 e gli ospiti delle Rsa con la somministrazione della terza dose”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/09/2021


martedì 28 settembre 2021
Sad anziani: diventi livello essenziale

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede che il Parlamento individui i livelli essenziali delle prestazioni per gli anziani non autosufficienti. Il testo di Franco Pesaresi e Cristiano Gori propone al dibattito la definizione del livello essenziale dell’assistenza domiciliare socio-assistenziale per anziani non autosufficienti nella prospettiva dell’annunciata legge di riforma.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza), Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non Autosufficienza)
SAD anziani: diventi livello essenziale!
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha previsto che entro la primavera del 2023 il Parlamento approvi la riforma legislativa organica degli interventi in favore degli anziani non autosufficienti provvedendo anche alla formale individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni.
Uno dei livelli essenziali dovrà necessariamente prevedere l’assistenza domiciliare socio-assistenziale che è, evidentemente, la forma prioritaria di assistenza per gli anziani non autosufficienti anche tenuto conto che l’assistenza domiciliare sanitaria (Adi) è già un livello essenziale (LEA).
Questo scritto propone al dibattito la definizione del livello essenziale dell’assistenza domiciliare socio-assistenziale per anziani non autosufficienti nella prospettiva dell’annunciata legge di riforma della non autosufficienza.

Leggi: I Luoghi della Cura, 28/09/2021


lunedì 27 settembre 2021
ABITIAMOLA – Newsletter Agosto – Settembre 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
■ L’inquinamento atmosferico rappresenta uno dei maggiori rischi per la salute nel mondo, contribuendo a circa 7 milioni di morti premature ogni anno. Si stima, peraltro, che le sole emissioni derivanti da combustibili fossili costino all’economia fino a 2,9 trilioni di dollari all’anno (3,3% del PIL globale), a cui si aggiungono anche una serie di problemi ambientali. Nel nostro Paese, a settembre, 11 città hanno già superato il limite previsto per le polveri sottili. Il Report di Legambiente “Mal’Aria”.
■ La piaga dell’abusivismo edilizio continua a produrre, secondo dati forniti dal Cresme, più di 20mila case ogni anno, tra costruzioni ex novo e ampliamenti significativi. Procedere con gli abbattimenti dei manufatti illegali è il migliore deterrente perché si scongiuri il sorgere di nuovi abusi. Ma, secondo dati recenti, dal 2004 al 2020 è stato abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da ordinanza, consolidando un’economia illegale e “parallela”. Il Terzo bando per la demolizione degli abusi edilizi (MIMS).
■ Dopo cinque anni dal sisma che colpì l’Italia centrale, i numeri confermano l’accelerazione data alla ricostruzione, ma l’obiettivo di far rinascere quei luoghi è ancora molto lontano da raggiungere. Occorre un grande piano di rilancio che guardi ai reali bisogni delle comunità, partendo dai piani di investimento di risorse pubbliche e private, per giungere ad una efficace programmazione dei servizi pubblici sanitari, scolastici, di trasporto e di connessione materiale e immateriale. Il Terzo Rapporto sulla ricostruzione.

Leggi: Cgil, 27/09/2021


sabato 25 settembre 2021
Vaccini, terza dose subito a over 80 e ospiti di Rsa: poi toccherà agli operatori sanitari più a rischio. Brusaferro (Cts): “Per questi ultimi nessun rinvio”

In arrivo una nuova circolare del ministero della Salute con le linee guida. Ampia la disponibilità di vaccini. Dopo gli anziani la terza dose a medici e operatori sanitari over 60 o con patologie
Terza dose da subito a over 80 e ad ospiti delle Residenze sanitarie assistite, anche se meno anziani. Poi toccherà al personale sanitario ritenuto più a rischio o per età ( over 60) o per fragilità. Poi via via agli altri e alle persone con le patologie che avevano avuto la priorità già nelle prime fasi della campagna vaccinale.
Questa la valutazione del Comitato tecnico scientifico che ha così sciolto gli interrogativi posti dal ministero della Salute sul target per il quale prevedere la dose booster di vaccino. Nelle prossime ore sono attese le linee guida del ministero della Salute con una nuova circolare che servirà alle Regioni per organizzare le nuove somministrazioni per le quali c’è ampia disponibilità di vaccini Pfizer e Moderna, gli unici che saranno utilizzati.
Ma intanto, alle voci su un possibile rinvio della terza dose agli operatori sanitari, Silvio Brusaferro, portavoce del Cts, risponde: “Non
sono previsti rinvii per gli operatori sanitari. Nel costante perseguimento di un’ottica di massima precauzione, la somministrazione di un’ulteriore dose di vaccino viene indicata progressivamente per gli ultraottantenni, i residenti nelle RSA, persone ultrafragili e operatori sanitari a partire da quelli più a rischio”, si legge in una nota.

Leggi: La Repubblica, 25/09/2021


venerdì 24 settembre 2021
Intervento di 3 miliardi, oneri di sistema sospesi per 6 milioni di pmi. Niente rincari gas per 2,5 milioni, Iva al 5%

Roma Un intervento da 3 miliardi di euro per sostenere famiglie e imprese che dal primo ottobre dovranno affrontare la stangata delle bollette di luce e gas. Via gli oneri di sistema nella bolletta elettrica per tutti fino alla fine dell’anno. Aliquota Iva al 5% sui consumi di gas metano e bonus sociale per circa 3 milioni di persone. Lo aveva annunciato ieri mattina il presidente del Consiglio Mario Draghi durante il suo intervento all’assemblea di Confindustria a Roma, e nel pomeriggio il Consiglio dei ministri ha dato l’ok al decreto legge per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas per il quarto trimestre 2021.
Dal primo ottobre al 31 dicembre 2021 dunque 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kilowatt e 6 milioni di piccole e medie imprese con utenze in bassa tensione usufruiranno del taglio totale degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica. A questi si aggiungono oltre 3 milioni di persone che già oggi beneficiano del bonus energia, previsto per i nuclei famigliari con un Isee al di sotto di 8.265 euro annui, per i nuclei famigliari numerosi (Isee entro i 20.000 euro e almeno 4 figli), per i percettori del reddito o della pensione di cittadinanza, e per coloro che si trovano in gravi condizioni di salute: «Per costoro – spiega Palazzo Chigi – sono azzerati gli effetti del futuro aumento della bolletta». Impegnati 2,5 miliardi per un intervento, ha sottolineato il presidente del Consiglio Draghi, «con una forte valenza sociale, per aiutare in particolare i più poveri e i più fragili».

Leggi: Corriere della Sera, 24/09/2021


mercoledì 22 settembre 2021
Anziani, terza dose e vaccino antinfluenza saranno dati insieme

Il piano del ministero per somministrare agli over 80 le due dosi nella stessa giornata
Fare il vaccino contro l’influenza insieme alla terza dose di quello contro il Covid. È l’ipotesi sulla quale si lavora al ministero alla Salute, dove è in preparazione la circolare sul cosiddetto “booster”, cioè il rinforzo di protezione dato da una nuova somministrazione a persone anziane e a parte del personale sanitario. A ottobre, quando sarà terminato il lavoro da poco iniziato sulle persone che hanno problemi al sistema immunitario, riceverà di nuovo l’anti-coronavirus chi ha più di 80 anni oppure si trova in una Rsa. Si tratta di una categoria di persone che rientra in quella, più ampia, alla quale è consigliato il vaccino contro la malattia stagionale, cioè gli over 60. Quest’anno si voleva partire proprio dalla fine del mese prossimo con la campagna contro l’influenza e così è necessario decidere in fretta cosa fare: chiedere che passi un certo periodo di tempo, magari 15 giorni, tra una somministrazione e l’altra oppure farle insieme? Il punto è che non ci sono studi che diano un’indicazione precisa su come comportarsi. Si procede in base all’esperienza con gli altri vaccini. Mentre in Europa nessuno si è ancora mosso, negli Usa si è deciso di procedere con la doppia somministrazione in contemporanea, dopo l’indicazione di Cdc, i Centers for disease control. Al momento è questa la strada che sembra intenzionata a imboccare anche l’Italia. Al ministero si ipotizzano due iniezioni, una per braccio, nel corso della stessa seduta.

Leggi: La Repubblica, 22/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Equità e parità di gettito: si tratta sul Catasto, slitta la riforma fiscale

I nuovi calcoli sulle tasse del mattone fanno rinviare ancora l’approdo in Cdm della delega.
Sul Catasto il Governo va avanti. Cercando di rincorrere l’invarianza di gettito che, secondo le intenzioni dei tecnici del Mef, dovrebbe tradursi in una redistribuzione del carico fiscale sulla casa adeguando le rendite ai valori di mercato ma senza far crescere l’importo complessivo delle tasse sul mattone. E senza toccare l’abitazione principale.
​Obiettivi certo non facili da far passare con una maggioranza che si è subito spaccata sulle tasse sul mattone. Ma la macchina va avanti, costi anche dover prendere qualche giorno in più per il varo della delega fiscale, contestualmente all’approvazione della Nadef, e lasciare spazio nel Cdm di giovedì prossimo al decreto legge per ridurre di almeno un terzo l’aumento delle bollette di luce e gas, e alle misure antidelocalizzazione (su cui restano però ancora divergenze). Misure queste ultime che potrebbero prendere anche la forma di emendamenti al decreto sulla crisi d’impresa all’esame delle Camere.
Con la delega fiscale, sollecitata anche dalla Commissione europea, il Governo punta a riscrivere l’Irpef, alleggerendo il prelievo sui redditi medio bassi e accentuando quanto più possibile la separazione tra redditi da lavoro e rendite finanziare. Non solo. La delega punta anche a ridurre i vicoli della privacy per consentire all’amministrazione finanziaria di utilizzare con più efficacia la miriade di dati in suo possesso per contrastare l’evasione.

Leggi: Agefis News, 21/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Badanti, Domina: “Green pass necessario, serve numero verde contro i certificati falsi”

Lorenzo Gasparrini, segretario generale dell’Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico: “Il rischio di vedersi fornire una documentazione falsa, in cui incorrono soprattutto i più anziani non avvezzi alle nuove tecnologie, è concreto e elevato”
Il lavoro domestico in Italia coinvolge oltre 2 milioni di famiglie ed è il vero pilastro dell’assistenza nel Paese. Il settore, che da solo vale l’1,1% del PIL (17,9 miliardi di € di valore aggiunto), consente di prendersi cura dei nostri anziani e delle persone più fragili che, mai come in questo periodo pandemico necessitano di essere tutelate. “L’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio è un passo verso una maggiore sicurezza per questa fetta di popolazione ma da solo non basta – afferma Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico) -. È noto che la pratica delle false certificazioni verdi si sta diffondendo in molti Paesi ed il rischio di vedersi fornire una documentazione falsa, in cui incorrono soprattutto i più anziani non avvezzi alle nuove tecnologie necessarie per la verifica della validità del documento, è concreto e elevato”.
“Per far fronte a questa problematica – conclude Gasparrini – chiediamo che venga attivato, presso una pubblica Istituzione, un numero verde che consenta alla famiglia di verificare l’autenticità e la scadenza del Green Pass del proprio lavoratore domestico”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2021


DALLE REGIONI:

martedì 28 settembre 2021
Campania, pensionati poveri, soli e con pochi servizi sociali

“Il 68,87 per cento dei pensionati campani percepisce un reddito inferiore ai 1000 euro mensili. La nostra regione si colloca al dodicesimo posto per reddito medio annuo con 17.810 euro. Per quanto riguarda le aree metropolitane, Napoli ha un reddito medio di 21.668 euro, con una forbice che va dai 47.313 euro per le fasce più agiate ai 13.866 euro per le fasce più in difficoltà. L’aspettativa di vita in Campania è la più bassa del Paese: gli uomini vivono in media 78,4 anni, le donne 83,3. Entrambi gli indicatori ci pongono all’ultimo posto nella classifica nazionale. Una situazione aggravata anche da una cronica carenza di servizi sociali”.
Sono questi alcuni dati della ricerca realizzata dallo Spi Cgil Campania Napoli sulla condizione degli anziani e sulla situazione pensionistica regionale che sarà presentata alla stampa ieri mattina (lunedì 27 settembre) alle ore 11 nella sede del sindacato pensionati Cgil in via Duomo 296 a Napoli. All’incontro con i giornalisti parteciperanno il segretario generale dello Spi Cgil Campania Napoli, Franco Tavella ed i segretari Giovanni Nughes e Alfonso Viola.
“Lo studio – spiega Franco Tavella – mette a confronto i dati campani con quelli nazionali e di altre regioni e territori che ha lo scopo non solo di fotografare la situazione in atto ma, anche e soprattutto, di allargare la discussione ed il confronto in sede politica ed istituzionale ai vari livelli sulla situazione strutturale dell’economia campana e sulla condizione socio-economica”.

Leggi: Collettiva, 28/09/2021


venerdì 24 settembre 2021
Palermo. Allarme dei sindacati della casa. Richiesta di convocazione al prefetto. “Chiediamo incontro assieme all’amministrazione della città su sblocco degli sfratti e emergenza Covid”

Le organizzazioni sindacali degli inquilini, Sunia Sicet e Uniat, hanno chiesto la convocazione urgente di un tavolo di confronto, congiuntamente all’amministrazione della città, per “analizzare, verificare e prospettare possibili interventi in relazione alla situazione degli sfratti”.
Da un anno, a causa del Covid-19 e della crisi economica, gli sfratti erano stati bloccati.
Ma adesso si riparte.
“Lo sblocco degli sfratti rischia di trasformarsi in un’emergenza sociale dalle incalcolabili ricadute – dichiarano i segretari del Sunia Zaher Darwish, del Sicet Mario Bommarito dell’Uniat Giovanni Sardo – Nonostante le esecuzioni siano diversificate nel tempo, sono già arrivate le lettere a numerose famiglie, preannunciando il tentativo di prendere in consegna gli immobili. Di fronte a questa grave situazione, registriamo un silenzio assordante e l’inerzia della amministrazione della città”.

Leggi: Sunia, 24/09/2021


giovedì 23 settembre 2021
Catanzaro. Sottoscritto e depositato il nuovo accordo territoriale per i contratti a canone concordato per la città di Catanzaro

Dalle organizzazioni rappresentative della proprietà immobiliare e dell’inquilinato
È stato sottoscritto in sede sindacale e depositato presso il Comune di Catanzaro il nuovo accordo territoriale per i contratti concordati di locazione per la città di Catanzaro, i quali riguardano le tre tipologie di contratti per esigenze ordinarie di abitazione, per esigenze transitorie e per studenti universitari.
Lo stesso, frutto di un lungo lavoro preparatorio, da approfonditi studi e ricerche e dall’intesa raggiunta della organizzazioni sindacali rappresentative sia a livello nazionale sia a livello locale della proprietà immobiliare, Confedilizia Catanzaro, rappresentata dal presidente avv. Sandro Scoppa, e dell’inquilinato, Sunia-CGIL Calabria, rappresentata da Francesco Alì e Gaetana Pesce, Sicet-Cisl Catanzaro, rappresentata da Raffaele Rotundo, Uniat-Uil Calabria, rappresentata da Alberto Frontera, e Conia Catanzaro, rappresentato da Francesco Severino, segna un momento importante per la città capoluogo di Regione e conferma, nello stesso tempo, l’impegno delle medesime OO.SS. verso un settore, come quello immobiliare, che da tempo soffre una crisi profonda.

Leggi: Sunia, 23/09/2021


mercoledì 22 settembre 2021
Roma, il sindacato in piazza: fare rete per combattere il disagio

La festa di ieri organizzata dal sindacato dei pensionati Cgil di Roma e Lazio – insieme allo Spi di Roma centro ovest litoranea e alla lega Spi del IX Municipio – in uno dei quartieri periferici della Capitale, il Laurentino 38, è solo una delle tante iniziative che hanno animato e animeranno, fino alla fine di ottobre, le piazze di Roma e di tutto il Lazio. L’obiettivo dello Spi Cgil è quello di radicarsi sempre di più sul territorio dialogando con le persone che vivono la città, o le aree interne, ascoltare i loro bisogni, offrire momenti di incontro, scambio, dibattito, confronto. Per trovare insieme soluzioni concrete che abbiano come fine ultimo quello di migliorare la qualità della vita delle persone.
Pochi mesi fa lo Spi di Roma e Lazio inaugurava una nuova sede proprio al Laurentino 38, noto quartiere della periferia sud della Capitale, che si caratterizza, tra le altre cose, per difficili condizioni abitative e mancanza di servizi. Eppure non tutto va nel verso sbagliato. Le esperienze di cittadinanza attiva sono tante, quella del sindacato innanzitutto, ma anche quella di tante reti presenti nel quartiere. Per questo ieri, sul palco di Largo Benenson, si sono alternate le voci di chi la città la conosce e l’ha studiata, come il prof. Monni dell’Università di Roma Tre, autore di un libro dall’eloquente titolo “Le sette Rome”, dedicato proprio all’analisi delle disuguaglianze sociali quartiere per quartiere.

Leggi: Liberetà, 22/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Da Acer Ferrara un innovativo progetto pilota per l’utilizzo del superbonus

L’Azienda Casa Emilia Romagna di Ferrara ha deciso di mettersi in gioco sul tema superbonus 110%, con una proposta che nasce da un disegno strategico di riqualificazione del quadrante sud della città di Ferrara.
Si tratta, in particolare, del quartiere di viale Krasnodar, che sarà protagonista di un progetto di efficientamento energetico e sismico rivolto a 16 edifici di e.r.p. tutti in locazione, per un volume di investimenti di quasi 19 milioni di euro, finalizzato, per la prima volta, anche ad un contestuale piano di riqualificazione urbana. Su questa formula innovativa, che ci risulta essere per ora unica in Italia, il Comune di Ferrara investirà circa un milione di euro, che attiverà l’intero pacchetto dei quasi 19 milioni di euro di risorse in campo per questo appalto di EPC.
Dopo la presentazione del piano, nelle scorse settimane, da parte dei costruttori di questa esperienza pilota- ossia Acer Ferrara, Nomisma e AESS (Agenzia per l’Energia Sostenibile e lo Sviluppo)- il 14 settembre scorso la Giunta Comunale di Ferrara ha approvato la delibera , che darà il via alla procedura di selezione pubblica dell’operatore economico.
All’aggiudicatario di questa gara competerà eseguire l’intervento con l’utilizzo dello sgravio fiscale previsto dalla normativa del superbonus 110%.
Ad occuparsi invece delle fasi di gara sarà la stessa Acer Ferrara, che auspica, a fronte della portata della proposta, la partecipazione degli operatori più innovativi del paese.
Il caso ferrarese è uno dei primi a livello nazionale in cui il superbonus, pensato per interventi sui singoli edifici, viene allargato all’intero contesto urbano. La scelta di mettere a bando la realizzazione degli interventi su tutti i 16 edifici in un’unica procedura, dovrebbe consentire di realizzare, quali migliorie all’interno dello stesso appalto, interventi sulle dotazioni urbane del quartiere, a servizio della collettività.

Leggi: Audis, 21/09/2021


IN AGENDA:

“Esiste qualcosa dopo le RSA?” – Save the date

Il 29 settembre è in uscita il nuovo “Il Punto” di Welforum, curato da Sergio Pasquinelli, sulle RSA. Raccoglierà 10 articoli usciti su questo tema dall’inizio della pandemia.
Martedì 5 ottobre alle 10.30 promuoviamo un Webinar di presentazione e discussione di questa raccolta. L’occasione per un confronto sulle prospettive e i cambiamenti delle residenze, resi necessari dopo un anno e mezzo di pandemia. Un confronto che vuole essere aperto, laico, concreto.
Hanno finora confermato la loro presenza, tra gli altri, Fabrizio Giunco della Fondazione Don Gnocchi, Luca Degani di Uneba Lombardia, Federica Trapletti dello Spi Cgil Lombardia, Felice Romeo di Legacoop Lombardia, Antonio Guaita della Fondazione Golgi Cenci.
A breve il programma completo e l’apertura delle iscrizioni per il 5 ottobre.

Leggi: Welforum


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Le mille facce di chi non ce la fa – di Roberta Lisi

La povertà economica è solo una conseguenza di altre povertà. Il sostegno economico è indispensabile, ma per aggredire davvero il fenomeno occorre ricostruire il welfare. Ne parliamo con Gianmaria Gazzi, il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali
Lei è il presidente degli assistenti sociali, è a contatto con 46mila operatori sul campo. Secondo la sua esperienza che cos’è la povertà?
La povertà ha mille facce. Quella economica, certo, che però si accompagna o è spesso determinata da povertà relazionale, magari cognitiva, di salute, di formazione, soprattutto in un mondo complesso come quello di oggi. È per questo che quando si parla di povertà è sbagliato legarla, principalmente, alla mancanza di lavoro. Ci sono tantissime persone in condizioni di indigenza che non sono collocabili al lavoro, proprio perché hanno altre mancanze o altri bisogni: competenze specifiche, orientamento, vicinanza, salute. Le persone povere che si rivolgono a noi e ci chiedono aiuto, possono aver bisogno di una casa o di cure o di compagnia, o hanno bisogno di essere aiutate per accudire figli o anziani. Se non ho a disposizione le persone e i servizi come faccio ad aiutarli? Poi, certo, c’è anche chi è senza lavoro, ma non è per quello che arrivano a noi.
Se la povertà non è determinata dalla mancanza di lavoro, qual è la priorità degli interventi che vanno messi in campo?
Innanzitutto accogliere le persone e compiere una valutazione iniziale di quali siano i bisogni e le risorse di quella specifica donna, uomo o famiglia. Il tasso di non occupabilità di quanti si trovano in povertà è assai alto, basti pensare ai senza dimora, ai migranti, agli anziani, ai disabili o ai portatori di disagio psichico. O anche alle donne con figli piccoli o genitori da accudire. Se il sistema di welfare si affida al lavoro di cura informale e familistico, il problema di quei nuclei familiari è l’assenza di servizi per l’infanzia e per la non autosufficienza che costringe le donne a non lavorare. Quella povertà lì è determinata da scelte sbagliate che hanno sempre più ristretto il perimetro dei servizi pubblici di welfare e si affronta creando asili nido, servizi per l’infanzia e non autosufficienza e poi puntando sulle competenze di quelle donne che, liberate dal lavoro di cura informale, possono avere un’attività retribuita.

Leggi: Collettiva


Economia e anziani, alla Cattolica di Roma la lectio magistralis di monsignor Vincenzo Paglia

Il presidente della Pontificia accademia per la vita sarà ospite del webinar “L’assistenza agli anziani tra diritti e doveri della comunità”, che sarà trasmesso online sabato 25 settembre alle ore 9
Sarà la lectio magistralis di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e della Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana del ministero della Salute, l’ospite del webinar dal titolo ‘L’assistenza agli anziani tra diritti e doveri della comunità’, promosso dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari – Facoltà di Economia dell’Università Cattolica (Altems) di Roma, che sarà trasmesso online sabato 25 settembre alle ore 9 e che potrà essere seguito collegandosi alla homepage della sede di Roma dell’ateneo (https://roma.unicatt.it/).
L’incontro sarà aperto dal saluto del professor Americo Cicchetti, ordinario di Organizzazione aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica e direttore dell’Altems, e introdotto dal professor Vincenzo Antonelli, docente di Diritto Amministrativo alla Facoltà di Economia e direttore del corso di perfezionamento in Terzo settore e sanità dell’Altems. Le conclusioni dell’incontro sono affidate a Giuseppe Milanese, presidente di Confcooperative Sanità.
La lezione di monsignor Paglia affronterà le principali problematiche che oggi, anche a causa della pandemia da Covid-19, caratterizzano l’assistenza delle persone anziane e le proposte che la Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita dal ministro della Salute Speranza ha presentato al presidente del Consiglio Draghi.

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 Le residenze dopo la pandemia – Sergio Pasquinelli

All’inizio furono le mascherine. Quei dispositivi di protezione individuale (DPI) che le residenze iniziarono a usare in ritardo, per reticenza o per oggettiva difficoltà di approvvigionamento. Poi una catena di inciampi gestionali e organizzativi portarono conseguenze nefaste: la gestione delle visite, l’inserimento in alcune strutture di convalescenti Covid provenienti dagli ospedali, la compartimentazione interna e la gestione degli spazi, e così via.
Certo, siamo al senno di poi. Le analisi svolte sono diverse e questo Punto di Welforum le racchiude in diversi contributi. In un contesto di scarsa informazione ufficiale: per esempio non sappiamo ancora quanti sono stati i decessi nelle residenze. L’Istituto Superiore di Sanità ha svolto delle ricognizioni, ma su un numero limitato di strutture (circa il 10%), quindi con valori poco rappresentativi. Un anno fa è stata istituita una Commissione di esperti su iniziativa del ministro della salute (c.d. Commissione Paglia), con l’ambizioso fine di riformare il settore, che tuttavia non ha finora prodotto evidenze o proposte di una qualche pregnanza.
Un settore che è cresciuto negli ultimi vent’anni prevalentemente per opera dell’iniziativa privata, in particolare sulla spinta di alcune multinazionali dell’assistenza alla terza età, ma che risulta ancora sottodimensionato rispetto ad altri paesi europei: noi abbiamo poco più di 280.000 posti letto nelle residenze, contro i 370.000 della Spagna, i 720.000 della Francia, gli 870.000 della Germania. Per non parlare delle abissali differenze di dotazione tra una regione e l’altra (si veda l’ultimo rapporto NNA).

Leggi: Welforum


Programmazione sociale territoriale: ci sarà la stagione dei CO? – Di Ugo De Ambrogio

A seguito della pandemia tuttora in corso e della disponibilità di risorse che i processi di fronteggiamento della pandemia stanno mettendo a disposizione dei policy makers (PNNR e altro), nel nostro paese sta riprendendo una fiorente stagione di programmazione sociale.
In molte regioni si è ripresa la programmazione di zona che per alcuni anni era rimasta sopita (Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia e altre), inoltre sono stati redatti piani nazionali settoriali: il Piano sociale nazionale, legato al fondo nazionale per le politiche sociali, il Piano per gli interventi e i servizi di contrasto alla povertà legato al fondo povertà, il Piano per la non autosufficienza, legato al fondo per le non autosufficienze. I primi due sono stati elaborati per il triennio 2018-2020 il terzo per il triennio 2019-2021.
Tali strumenti settoriali sono stati recentemente accorpati e sintetizzati nel nuovo Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2021/2024, che attendevamo da quasi un ventennio e che si candida ad essere un’importante strumento di indirizzo per le regioni e i territori al fine di utilizzare al meglio le risorse oggi disponibili.
Il piano si propone come: “uno strumento di sintesi, che “intende rispondere al dettato legislativo costituendosi come documento dinamico e modulare, che contiene all’interno una cornice unitaria, i soprarichiamati piani settoriali (pag 2)”.

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 Il punto di vista dei diritti umani. Intervista a Leilani Farha

Leilani Farha è l’ex Special Rapporteur sul diritto alla casa delle Nazioni Unite e Direttrice Generale di The Shift. Lavora perché la casa sia considerata un bene sociale e non una merce. Ha contribuito a sviluppare linee guida globali sul diritto alla casa come diritto umano, anche attraverso i suoi Report e le prime Linee guida delle Nazioni Unite per l’attuazione del diritto alla casa. È la protagonista del documentario PUSH sulla finanziarizzazione degli alloggi. Leilani ha lanciato “The Shift” nel 2017 con l’Ufficio delle Nazioni Unite dell’Alto Commissario per i diritti umani e Città unite e governo locale.
Come si definisce “Uguaglianza”?
Quando penso a un mondo di uguaglianza, penso a un mondo in cui le persone che subiscono determinate decisioni sono incluse nel processo decisionale. Oggi non viviamo in questo mondo. Dovremmo creare una società in cui individui e gruppi emarginati possano essere realmente attivi nella nostra democrazia in modo significativo. Sto parlando di un mondo in cui queste persone e questi gruppi amministrano e danno forma alle nostre città.
Possiamo lottare per l’uguaglianza senza considerare il diritto alla casa come una necessità primaria?
Dobbiamo capire che le cattive condizioni abitative non sono una conseguenza della disuguaglianza: sono il motore della disuguaglianza! C’è una forte connessione tra alloggio e uguaglianza, che è una delle cose che sto cercando di trasmettere nel mio lavoro. Anche gli attori istituzionali dal lato finanziario stanno iniziando a capire che c’è una grave disuguaglianza nella maggior parte delle società, ma ciò che non riescono a fare è riconoscere il legame con la finanza globale nel settore immobiliare e dunque tra le condizioni abitative e disuguaglianza. Dobbiamo capire la relazione tra il settore immobiliare, le cattive condizioni abitative e la crescente disuguaglianza, se non lo faremo non potremo risolvere il problema.

Leggi: Acri


 

 

 

 

Senior Coach, l’allenatore per invecchiare bene

Si può invecchiare in modo attivo puntando a felicità e benessere. Come? Dall’alimentazione alla cura del corpo, dall’attività fisica alla partecipazione politica, dalle relazioni sociali al tempo libero alle tecnologie digitali, il nuovo libro edito da LiberEtà, Senior Coach, raccoglie suggerimenti, idee, consigli ed esempi pratici per la vita quotidiana di tutti.
La guida, scritta da Francesco Cocco, Pino Frau e Samuele Verucchi, e realizzata in collaborazione con il Dipartimento benessere e diritti dello Spi Cgil e con l’Alta Scuola Spi Luciano Lama, è graficamente accattivante e colorata.
Si suddivide in otto sezioni (benessere, abitare, comunità, lavoro, informazione, servizi, tempo, welfare) ed è composta da capitoli brevi e sintetici. In ogni capitolo vengono evidenziati, anche attraverso le illustrazioni di Riccardo Atzeni, i consigli utili e le buone pratiche.

Leggi: Liberetà


NEWS:

martedì 21 settembre 2021
Alzheimer, “il costo della malattia pesa sulle famiglie”

Dalle case della comunità alla creazione di un ‘assistenza domiciliare dedicata: le priorità di Aima e Sin in “7 buoni motivi e 7 buone proposte per non dimenticare l’Alzheimer”. Costi per 15,6 miliardi, l’80% in capo alle famiglie
“Grazie alla ricerca, nel prossimo futuro potrebbe essere possibile cambiare il corso della malattia di Alzheimer partendo dalle sue primissime fasi caratterizzate da un decadimento cognitivo lieve. Questa nuova prospettiva investe la dimensione organizzativa e le dotazioni strutturali del Ssn”. È questa la prima delle “7 buone proposte per non dimenticare l’Alzheimer” presentata oggi, in occasione della Giornata mondiale Alzheimer da Aima – Associazione italiana malattia di Alzheimer e Società Italiana di Neurologia (Sin).
Le 7 proposte

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Demenza, per 1 medico su 3 “diagnosi inutile perché non esiste una cura”

E’ il dato del rapporto mondiale Alzheimer che più preoccupa la Federazione Alzheimer Italia. Il 75% dei 55 milioni dei casi nel mondo non ha una diagnosi ufficiale. Il 47% delle persone con demenza non ha accesso a medici qualificati. Le iniziative “dementia friendly” per far sentire inclusi pazienti e familiari e combattere lo stigma
Il 75% dei 55 milioni dei casi di demenza nel mondo non ha una diagnosi ufficiale. Si tratta di 41 milioni di persone e la percentuale nei paesi a basso-medio reddito raggiunge anche il 90%. Lo rileva il rapporto mondiale Alzheimer 2021 lanciato oggi dalla Federazione Alzheimer Italia per l’Italia, in occasione della XXVIII Giornata mondiale (21 settembre), e dedicato al tema della diagnosi, come dichiara già il titolo del documento, “Viaggio attraverso la diagnosi di demenza”, ritenuto cruciale.
Ad indagare sui principali ostacoli che impediscono di ricevere una corretta diagnosi un questionario online, a cui hanno aderito oltre 3.500 persone tra pazienti, caregiver e personale medico. Le risposte sono state raccolte dalla McGill University di Montreal che ha analizzato nel dettaglio le motivazioni: al primo posto c’è la difficoltà di accesso a medici qualificati (47%), seguita dalla paura della diagnosi e delle sue conseguenze (46%) e dai costi (34%). Per quanto riguarda il personale sanitario, l’ostacolo principale nell’effettuare una diagnosi corretta è la difficoltà di accesso a test diagnostici specializzati (38%) seguita dalla mancanza di formazione e conoscenze specifiche (37%). Il rapporto rileva che lo stigma risulta essere ancora uno dei principali problemi: “1 medico su 3 pensa che la diagnosi sia inutile perché non esiste una cura per la demenza”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2021


martedì 21 settembre 2021
Senza dimora, “superare l’approccio emergenziale”: la Fiopsd scrive ai candidati

La Federazione esprime in una lettera le sue richieste in vista delle amministrative del 3 e 4 ottobre: dall’Housing First alla coprogettazione nelle città. “La crisi economica ha portato a un aumento delle persone in situazione di marginalità”
Riconoscere il diritto alla residenza a chi ne ha i requisiti per legge; forte sostegno alle politiche dell’abitare, quali HousingFirst e HousingLed, per superare la logica emergenziale delle accoglienze notturne; rafforzare percorsi di presa in carico delle persone senza dimora, fra servizi sociali, uffici anagrafe, polizia locale, uffici politiche abitative e del lavoro, secondo una logica di accompagnamento all’autonomia e diritto all’abitare. E poi: incentivare azioni permigliorare il lavoro di comunità, la coesione sociale e la consapevolezza che vivere in strada non è mai una scelta ma una conseguenza; rafforzare gli uffici della programmazione ed amministrativi, relativi alle politiche sociali, per garantire il corretto utilizzo degli imminenti fondi stanziati ai livelli regionali, nazionali, europei (Pon inclusione, Piano povertà, Pnrr, React you, Fead, etc.).

Leggi: Redattore Sociale, 21/09/2021


lunedì 20 settembre 2021
Giornata Alzheimer, i 10 campanelli d’allarme a cui prestare attenzione

Dalla perdita di memoria alle difficoltà nelle attività quotidiane; dalla difficoltà nel pensiero astratto ai cambiamenti di umore e di comportamento. Alla vigilia della Giornata mondiale, Orpea stila un decalogo e inaugura un Numero Amico dedicato ai caregiver
In Italia si stima che siano circa 1 milione e 200mila le persone con demenza. Di queste il 50-60 per cento sono colpite da Alzheimer e, secondo le previsioni, nel 2050 la malattia interesserà 152 milioni di persone in tutto il mondo. “Nelle nostre strutture siamo impegnati quotidianamente nella cura e nell’assistenza dei malati di Alzheimer e nel supporto ai loro famigliari – spiega Thibault Sartini, ceo Cluster New Countries, di cui fa parte anche l’Italia, di Orpea, tra i principali player a livello mondiale nel settore delle residenze per anziani e delle case di cura riabilitative –. Ci è sembrato importante celebrare la ricorrenza del 21 settembre, Giornata mondiale dell’Alzheimer, con un ampliamento a 40 posti letto dedicati nella nostra residenza milanese San Felice di Segrate”.

Leggi: Redattore Sociale, 20/09/2021


domenica 19 settembre 2021
Il dramma degli anziani: “Noi, soli negli ospedali ancora blindati”

Nell’Italia che riapre, visite nei reparti negate o ridotte a pochi minuti. Le storie e la rabbia dei parenti. “Mia moglie di ottant’anni isolata e smarrita”. I dirigenti: “Nulla sarà più come prima del Covid”.
«Nemmeno la biancheria potevo portarle, nemmeno uno spazzolino da denti, qualcosa da mangiare, un po’ di acqua. Giuseppina, la mia Giuseppina, è rimasta sola, a ottant’anni, per quaranta ore, sulla barella del pronto soccorso di uno dei più importanti ospedali di Palermo e noi non sapevamo che fine avesse fatto». Si dispera ancora Franco, 82 anni, attivissimo pensionato e volontario Auser, mentre prova a raccontare il calvario della moglie, “intrappolata” nelle regole post Covid degli ospedali italiani e rimasta isolata dal mondo per dieci giorni per un semplice malore. «Abbiamo festeggiato cinquant’anni di matrimonio, mai lontani uno dall’altra, capite? È successo alla fine di agosto, qui a Palermo faceva ancora un caldo infernale. Giuseppina si è sentita male di notte, è svenuta e abbiamo chiamato il 118. Hanno deciso di ricoverarla, con un codice giallo. E qui è iniziato l’inferno. Quando finalmente l’hanno trasferita in reparto, ho aspettato intere giornate davanti al portone di Medicina Interna sperando di poterla salutare e di parlare con i medici». Invano.
Con l’Italia che lentamente riapre, l’ultima frontiera dell’isolamento degli anziani, il luogo dove si resta soli, con l’unico conforto (se va bene) di una visita di un quarto d’ora, è l’ospedale. Fortino ancora inespugnabile ai familiari dei malati.

Leggi: La Repubblica, 19/09/2021


sabato 18 settembre 2021
Real estate, il residenziale detta i tempi del dopo Covid

Le città in rigenerazione. La sfida di edifici ibridi che incorporino funzioni come uffici e ospitalità La casa? Grande e nel verde, per i giovani in affitto. di Paola Dezza
Sarà una città di spazi condivisi e fluidi, dove aree di lavoro, abitazioni e spazi per lo shopping e il divertimento saranno sempre più integrati. Una città a misura d’uomo, dove la qualità della vita sarà declinata in servizi più approcciabili, ma anche in metri quadrati di verde e infrastrutture dinamiche. La rivoluzione innescata dal Covid-19 nel mondo immobiliare inizia a germogliare. Si ripensano i progetti per adeguarli a necessità e desideri degli utenti e degli investitori, si rivalutano le case per trovare soluzioni più congeniali alle nuove dinamiche di vita quotidiana.
La pandemia ha rappresentato una doccia fredda in un mercato immobiliare che stava viaggiando a vele spiegate, seppur con differenti velocità. Da subito le previsioni hanno rivisto al ribasso i numeri attesi in quei mesi. La primavera 2020 è stata caratterizzata dalla chiusura delle agenzie immobiliari, dalla frenata degli acquisti, dallo stop ai grandi investimenti stranieri in tutti i settori. Una chiusura che ha pesato sui volumi dei singoli settori, dal residenziale agli uffici, dagli hotel chiusi ai centri commerciali con le loro aperture a singhiozzo e le polemiche sulle chiusure domenicali.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 18/09/2021


venerdì 17 settembre 2021
Assemblea delle leghe Spi Cgil. Sempre più vicini alle persone

Una giornata all’insegna della voglia di cambiare, rinnovarsi, dare il proprio contributo per il futuro che verrà. Si può sintetizzare così l’Assemblea delle delegate e dei delegati delle leghe Spi della Cgil che si è da poco conclusa a Cattolica, in provincia di Rimini. Primo appuntamento del post pandemia. Più di mille persone si sono ritrovate finalmente in presenza per celebrare un momento importante di confronto e per definire insieme le prospettive d’azione dei prossimi mesi.
Le sfide del sindacato
Le leghe del sindacato pensionati della Cgil, che sono il presidio più diffuso sul territorio della Cgil, sono 1500 in tutta Italia e sono un punto di riferimento fondamentale per tante cittadini e cittadini, anziani in primis, ma non solo. Oggi volontari e attivisti delle leghe dello Spi si sono alternati sul palco raccontando la loro esperienza sul campo ma anche le difficoltà di questi quasi due lunghi anni di pandemia. Insieme a loro il segretario generale dello Spi Ivan Pedretti, che ha aperto i lavori, e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che ha concluso, sintonizzati sulla necessità di puntare sul territorio, rafforzare la presenza del sindacato tra le persone e nei luoghi del lavoro, convinti della necessità di attuare rapidamente significative riforme: dalla sanità alla non autosufficienza, dalle pensioni all’emergenza ambientale, dal fisco alla tutela dei diritti dei lavoratori. Ma convinti anche del fatto che sulle modalità di impiego delle risorse del Pnrr i sindacati debbano essere coinvolti di più.

Leggi: Liberetà, 17/09/2021


venerdì 17 settembre 2021
Caro bollette, il governo punta a tagliare il 30% degli aumenti

Servono almeno 2-3 miliardi: dalle aste CO2 solo 750 milioni, sul resto necessaria la copertura del Mef, il decreto settimana prossima – di Celestina Dominelli e Carmine Fotina
Con la manovra d’urgenza il governo punta a sterilizzare quasi un terzo degli aumenti delle bollette di luce e gas in arrivo per il prossimo trimestre. È il 30% l’obiettivo che si sarebbe dato l’esecutivo al termine dei vari confronti tecnici degli ultimi giorni e del vertice che si è tenuto ieri mattina tra il premier Mario Draghi, il ministro dell’Economia Daniele Franco e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.
Governo a caccia di 3 miliardi
Per questa riduzione dell’impatto sui consumatori finali occorrerebbe comunque una cifra molto consistente, tra i 2 e i 3 miliardi, sulle cui coperture lavora il Mef. L’intervento non è stato esaminato dal Consiglio dei ministri di ieri e, come anticipato dal Sole 24 Ore, il varo delle misure di emergenza in Cdm è in programma per la prossima settimana, probabilmente con uno specifico decreto legge.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 17/09/2021


venerdì 17 settembre 2021
Casa, gli italiani pensano a cambiarla

Oltre il 50% delle famiglie prevede di cambiare casa nel prossimo biennio. Nei desiderata c’è l’acquisto
In Italia oltre il 50% delle famiglie prevede di cambiare casa nel prossimo biennio e la quasi totalità punta all’acquisto, erodendo la quota degli interessati alla locazione. Il 13% vuole cercare una soluzione abitativa diversa, più tecnologica e sostenibile di quella attuale, cosa che inciderà anche sui prezzi nel lungo termine: a livello nazionale i canoni di locazione potranno crescere da qui al 2030 dell’8% e i prezzi di vendita del 9% per quelle operazioni particolarmente innovative e aderenti ai nuovi bisogni della domanda.
E’ quanto emerge dal rapporto “La nostra casa e la domanda del futuro” realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Abitare Co. e presentato durante il Forum annuale in corso a Santa Margherita Ligure.
Guardando avanti, la componente tecnologica nel settore residenziale occuperà il 21% circa degli investimenti e sarà indirizzata ad accelerare il processo di standardizzazione degli immobili, ma ancora più importanti saranno le scelte degli sviluppatori riguardanti la qualità dei servizi condominiali.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 17/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
Domande e risposte – Se cambiano gli indicatori chi dovrà pagare di più

Perché si vuole riformare il Catasto?
Il sistema attuale di fatto è basato su estimi che rappresentano i valori teorici dei canoni che si potevano ottenere negli anni Ottanta del secolo scorso affittando la casa. Le grandi città sono suddivise in aree molto grandi e poco omogenee dal punto di vista del mercato e, per quanto riguarda gli immobili residenziali, l’unità di misura della superficie non è quella, adoperata nella pratica commerciale, del metro quadrato ma il vano catastale, di misura variabile. Il sistema fa sì che ad esempio abitazioni d’epoca ma di pregio e in posizione centrale abbiano talora valori fiscali
minori di quelli di case della stessa superficie in periferia ma nuove. Con la riforma si adopererebbero valori a metro quadrato basati su prezzi e canoni di mercato.
Di riforma si parla da quasi 25 anni ma nessun governo è andato fino in fondo. Perché?
Perché la riforma si tradurrebbe in un sicuro aumento dell’imposizione fiscale a meno di non ricorrere a un drastico taglio delle aliquote e prevedere una clausola di salvaguardia per cui chi pagherebbe di più possa optare per calcolare le imposte con il sistema precedente. Ne risulterebbero alla fine incassi minori per l’Erario centrale e le casse comunali, utopistico pensare che sia questa l’intenzione.

Leggi: Corriere della Sera, 15/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
Caro-bollette, il pressing sul premier. Dal Pd a M5S: intervenga il governo

Roma «L’Italia è un bell’esempio, perché sulla transizione energetica sta facendo un lavoro veramente ottimo». Le parole di Franz Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, ai microfoni di Radio Rai, arrivano il giorno dopo l’annuncio da parte del ministro Roberto Cingolani
della prossima stangata d’autunno per famiglie e imprese sulle bollette di gas e luce con rincari fino al 42%. E sembrerebbero quasi una beffa se il vicepresidente non puntualizzasse che «se si fosse fatta la transizione ecologica cinque anni fa, oggi non avremmo prezzi cosi alti» e che «è essenziale utilizzare anche i fondi del Recovery per la transizione energetica, come ha fatto l’Italia». Ma Timmermans sottolinea anche che, «invece di rimanere paralizzati o rallentare la cose a causa dell’attuale aumento dei prezzi, dovremmo accelerare le cose nella transizione alle energie rinnovabili in modo che l’energia rinnovabile a prezzi accessibili diventi disponibile a tutti». È preoccupato: «L’unica cosa che non possiamo permetterci è che la parte sociale si opponga a quella climatica, vedo molto chiaramente questa minaccia, ma solo circa un quinto dell’aumento dei prezzi può essere attribuito all’aumento dei prezzi della CO2, gli altri sono semplicemente una conseguenza della carenza del mercato».

Leggi: Corriere della Sera, 15/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
La transizione verde, il peso sulle famiglie e l’ipotesi di un «calmiere»

Parte da lontano il processo che ha portato alla vigilia dell’annuncio di nuovi sostanziali rincari della bolletta elettrica in molti Paesi europei, Italia inclusa. E porta tutti i segni di una trasformazione di fondo. Si vedono certamente le cause passeggere, dai flussi di gas russo inferiori alle attese per un incidente negli impianti siberiani all’estate senza vento nel mare del Nord che ha ridotto la produzione eolica riportando nuova domanda sul gas e sul carbone. Ma questi fattori, inclusa l’ondata di consumi innescata dalle riaperture post-lockdown, verranno meno con il tempo. Altri più profondi resteranno. E imporranno presto all’Italia di chiedersi qual è la sua strategia verso il calo delle emissioni, così come il suo approccio a una maggiore equità riguardo agli oneri accumulatisi sulle bollette in modo opaco o socialmente ingiusto.
Gli aumenti di questi giorni partono da lontano, perché in parte sono il punto d’arrivo di lunghi anni di investimenti deboli da parte dei grandi gruppi degli idrocarburi. La tensione sul mercato del gas finisce dunque per ripercuotersi sui costi dell’elettricità, che proprio il gas contribuisce a generare. «La domanda di gas naturale è cresciuta quasi senza sosta nell’ultimo decennio — osserva Enrico Mariutti, presidente dell’Istituto alti studi in geopolitica di Roma — ma le major spesso hanno rinunciato a sviluppare nuova capacità di offerta, in parte perché sotto pressione da parte degli investitori che chiedevano strategie sostenibili dal punto di vista ambientale».

Leggi: Ius Letter, 15/09/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 20 settembre 2021
Comune di Roma: al via i lavori del nuovo Centro per famiglie e comunità per anziani

Sono in corso i lavori sull’immobile confiscato alla criminalità organizzata in zona Eur che sarà restituito ai cittadini con un servizio che prevede un Centro per le famiglie di secondo livello e una Comunità alloggio per persone anziane. In attuazione al Piano sociale cittadino, Roma Capitale si dota dei primi due centri per famiglie di II livello
Sono in corso i lavori sull’immobile confiscato alla criminalità organizzata in zona Eur che sarà restituito ai cittadini con un servizio che prevede un Centro per le famiglie di secondo livello e una Comunità alloggio per persone anziane. In attuazione al Piano sociale cittadino, Roma Capitale si dota dei primi due centri per famiglie di II livello. Il primo è pronto e sarà inaugurato a fine mese, mentre sono in corso i lavori per la realizzazione del secondo. Così in una nota il Comune di Roma.

Leggi: Redattore Sociale, 20/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
Grosseto, campagna contro le truffe agli anziani

Saranno a disposizione dei cittadini, nei principali punti di aggregazione di Grosseto, per tutto il mese di settembre e per parte del mese di ottobre, gli operatori e i volontari del progetto “Over to over”, promosso dal Comune di Grosseto, in collaborazione con la Prefettura e realizzato dal Coeso Società della Salute e da Simurg Ricerche, per prevenire le truffe agli anziani. Obiettivo del punto informativo itinerante, che prende il via il 14 settembre, è quello di dare informazioni alle persone interessate perché difendersi dalla truffe è possibile, se si mettono in campo una serie di accorgimenti. Ai punti informativi itineranti, quindi, sarà possibile confrontarsi con gli operatori, ma anche ritirare materiale informativo utile per avere una serie di suggerimenti sui comportamenti utili da mettere in campo. Inoltre è fondamentale ricordarsi che le forze dell’ordine sono a disposizione dei cittadini per prestare soccorso, verificare informazioni, sostenere in tutte quelle situazioni dubbie. Ad accogliere il punto informativo itinerante saranno i luoghi maggiormente frequentati dalle persone anziane e dai loro caregiver e quindi il distretto socio sanitario di via Don Minzoni a Grosseto, il mercato settimanale del giovedì e gli uffici postali della città.
Per informazioni: www.coesoareagr.it, overtover@simurgricerche.it, centralino Coeso 0564 439210 – Pas (Punto di accesso al sociale) 0564 439230.

Leggi: Auser, 15/09/2021


mercoledì 15 settembre 2021
Emilia Romagna. Casa, allarme Cgil-Sunia: “Nel 2020 in Emilia-Romagna 3.086 sfratti. Usare al meglio i fondi regionali”

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato i dati degli sfratti emessi ed eseguiti nel corso del 2020.
Da una lettura di questi numeri si conferma l’emergenza abitativa anche in Emilia-Romagna, e questo nonostante gli investimenti della Regione (anche su nostra sollecitazione) nel corso degli ultimi due anni, sia per reimmettere sul mercato alloggi pubblici, sia per aiutare le famiglie in difficoltà economica con la misura del contributo affitto.
In regione sono 3.086 gli sfratti emessi nel 2020, di cui 1.753 per morosità incolpevole, e di questi 537 eseguiti nonostante che ci fosse una legge che li sospendeva.
In particolare sono Bologna (629) e Modena (469) che guidano la graduatoria, poi seguono Reggio Emilia (431) e Parma (384), infine Ravenna (273), Rimini (265), Forli-Cesena (231), Ferrara (216) e Piacenza (188). Su scala nazionale la nostra regione viene subito dopo il Lazio (5.512) e la Lombardia (3.868).
Tutto ciò conferma la necessità di un vero piano nazionale di riqualificazione urbana in grado di immettere sul mercato dell’affitto alloggi a canoni calmierati, per poter così riaffermare il diritto alla casa per un numero consistente di nuclei famigliari.

Leggi: Sunia, 15/09/2021


IN AGENDA:

Futura 2021: a Bologna tre giorni di dibattiti

Partecipano, tra gli altri, Landini, Bianchi, Bombardieri, Conte, Giorgetti, Letta, Orlando, Sbarra, Speranza. L’appuntamento si terrà dal 24 al 26 settembre al Teatro Duse e sarà integralmente trasmesso in diretta su Collettiva
Da venerdì 24 a domenica 26 settembre, al Teatro Duse di Bologna, si terrà “Futura 2021. Partecipazione. Inclusione. Rappresentanza”, la tre giorni di approfondimento e dibattito promossa dalla Cgil e realizzata con la collaborazione e il supporto tecnico di Futura. L’appuntamento verrà integralmente trasmesso in diretta su Collettiva e distribuito ai principali media nazionali e internazionali.
In continuità con l’edizione tenutasi lo scorso giugno al Centro Congressi Frentani di Roma e che ha avuto come protagoniste le categorie e le tutele individuali della Cgil, Futura 2021 avrà al centro la partecipazione, l’inclusione e la rappresentanza. Di questi temi, nel corso dei tanti panel in presenza o digitali delle giornate di venerdì, sabato e domenica, discuteranno studiosi, personalità ed esperti. Vi saranno ospiti di alto profilo istituzionale come i ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi, dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, della Salute Roberto Speranza. Parteciperanno anche esponenti politici, tra cui il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte e il segretario del Partito Democratico Enrico Letta.

Leggi: Collettiva


Dallo Spi Cgil tre Lectio Magistralis nel mese di settembre

Il sindacato dei pensionati promuove l’iniziativa Lectio Magistralis, tre incontri nel mese di settembre con importanti personaggi del mondo della cultura. si comincia il 22 settembre alle ore 9 con Luca Mercalli, alle ore 15 incontro con Maurizio Ambrosini; il 24 settembre alle ore 14 incontro con Carlos Moreno e Marco Pollastri; ultimo inocntro il 28 settembre con Leonardo Becchetti alle ore 17,30
Per accedere alla riunione colllegarsi a https://spicgil.adobeconnect.com/benessere


Il 24 settembre Convegno Conclusivo di “Tapas in aging”

Due anni di ricerca con oltre 500 volontari over65 che hanno contribuito – anche rendendosi disponibili per un’altra ricerca speciale durante un evento storico unico come il lockdown – a indagare come spazio, tempo e ambiente costruito siano determinanti di salute: i risultati del lavoro dei ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, condotto in partnership con Auser Lombardia e sostenuto da Fondazione Cariplo, saranno resi pubblici il 24 settembre (ore 10-13).

Leggi: Auser


Il 28 settembre a Roma Convegno Conclusivo del Progetto dei Nonni di Comunità

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani il prossimo 28 settembre il Convegno Conclusivo del Progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”. Un progetto di Auser Lombardia finanziato dal Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, quattro le regioni coinvolte.

Leggi: Auser


“Esiste qualcosa dopo le RSA?” – Save the date

Il 29 settembre è in uscita il nuovo “Il Punto” di Welforum, curato da Sergio Pasquinelli, sulle RSA. Raccoglierà 10 articoli usciti su questo tema dall’inizio della pandemia.
Martedì 5 ottobre alle 10.30 promuoviamo un Webinar di presentazione e discussione di questa raccolta. L’occasione per un confronto sulle prospettive e i cambiamenti delle residenze, resi necessari dopo un anno e mezzo di pandemia. Un confronto che vuole essere aperto, laico, concreto.
Hanno finora confermato la loro presenza, tra gli altri, Fabrizio Giunco della Fondazione Don Gnocchi, Luca Degani di Uneba Lombardia, Federica Trapletti dello Spi Cgil Lombardia, Felice Romeo di Legacoop Lombardia, Antonio Guaita della Fondazione Golgi Cenci.
A breve il programma completo e l’apertura delle iscrizioni per il 5 ottobre.

Leggi: Welforum


23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

 La grande incompiuta: l’assistenza primaria – di Vittorio Mapelli

I servizi sanitari territoriali, e la medicina di base in particolare, sono in profonda crisi da molti anni, finendo anche per essere additati come il capro espiatorio della pandemia. Viene loro imputato di non essersi adeguati ai cambiamenti della società, della tecnologia sanitaria e dell’informazione, continuando ad operare secondo un modello organizzativo e culturale novecentesco: quello del medico libero professionista singolo. Leggi e progetti di riforma non sono mancati nell’ultimo venti-trentennio, ma sono rimasti al palo. Le Case della salute, proposte dalla ministra Turco nel 2007, sono state sperimentate solo in 10 regioni. Le UCCP (Unità complesse di cure primarie) introdotte dal ministro Balduzzi nel 2012, non sono decollate, sia perché legiferate “a invarianza di spesa”, sia per l’ostilità dei sindacati medici, sia per la subalternità dello Stato e delle Regioni nel sottoscrivere l’accordo collettivo nazionale (ACN), che regola i rapporti tra il SSN e i medici di medicina generale (MMG) prestatori di “lavoro autonomo, continuativo e coordinato”.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Contagio Covid e inidoneità temporanea

Centoquaranta giorni di inidoneità temporanea, causa Covid. E’ quanto l’Inail ha riconosciuto ad una lavoratrice domiciliare per conto di una Asl di Torino, grazie all’intervento di una sede di Inca del capoluogo piemontese, che ha inoltrato regolare denuncia di infortunio.
Contagiatasi presso l’abitazione di un suo assistito, la lavoratrice, risultata positiva ad un tampone durante un controllo in ospedale, è stata messa in malattia dal proprio medico curante per oltre quattro mesi, dal 12 ottobre 2020 al 28 febbraio di quest’anno. Come lei anche altre due sue colleghe sono risultate contagiate, a dimostrazione dell’alta contagiosità del virus. L’attenzione prestata alle misure di prevenzione, il diretto contatto con gli assistiti, che richiedono una cura costante personalizzata, non è bastata a ridurre il rischio di contagio; è bastato un solo caso, per giunta, asintomatico, per aprire la strada al virus, come è successo a questa lavoratrice che quotidianamente entra nelle case delle persone con fragilità fisiche, psichiche e sociali, anche gravi, per aiutarle nelle pratiche quotidiane.

Leggi: Inca


Invalidità civile: accertamento reddituale per gli extracomunitari

I cittadini extracomunitari provenienti da paesi, colpiti da grave crisi politica, economica e sociale, per i quali corre l’obbligo dell’accertamento reddituale legato all’invalidità civile, potranno farlo con autocertificazione, anziché presentare le certificazioni o attestazioni (corredate da traduzione in lingua italiana e autenticate dall’autorità consolare italiana), rilasciate dalla competente autorità dello Stato estero, come prevede la procedura ordinaria per il riconoscimento dell’invalidità civile. E’ questa la mediazione ottenuta dai patronati del Ce.Pa., tra cui l’Inca Cgil, che hanno sollecitato l’Inps a trovare una soluzione ai gravi disagi patiti da quei cittadini provenienti da paesi, impossibilitati a rilasciare le attestazioni dovute.
In un messaggio, non ancora pubblicato, l’Inps ha delineato le nuove indicazioni estendendo le disposizioni già previste per il reddito e la pensione di cittadinanza anche alle prestazioni di invalidità civile (Decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero degli Affari Esteri del 21 ottobre 2019).

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

Al via assemblee e iniziative per sensibilizzare e informare lavoratori e lavoratrici sul valore e sull’utilità del vaccino e dei protocolli anti-covid
Una corretta informazione per superare dubbi e paure, dare un’ulteriore spinta alla campagna vaccinale e sensibilizzare chi lavora. Dopo aver chiesto al governo di introdurre l’obbligo e di assumersi così la responsabilità politica che su questa materia gli viene assegnata dalla Costituzione, la Cgil scende in campo: tutte le strutture, dalle camere del lavoro alle categorie nazionali, si mobilitano perché il messaggio arrivi nei luoghi di lavoro: “Vacciniamoci. Per noi stessi, per gli altri”.

Leggi: Collettiva


NEWS:

martedì 14 settembre 2021
Sfratti: continua e si aggrava l’emergenza abitativa. Serve un piano casa nazionale per l’affitto

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA
Il Ministero degli Interni ha recentemente pubblicato i dati sugli sfratti del 2020.
In Italia sono stati convalidati 32.536 sfratti, di cui 28.024 per morosità e sono state richieste 22.841 esecuzioni, di cui 5270 eseguite, nonostante la sospensione prevista per legge.
Nel paese c’è un’emergenza abitativa che ha poca attenzione da parte del Governo e del Parlamento e i cui numeri dimostrano che non è più possibile rinviare un piano casa nazionale finanziato costantemente.
I dati del Ministero dell’Interno confermano una situazione allarmante per le nostre città.

Leggi: Sunia, 14/09/2021


martedì 14 settembre 2021
Aumentano le bollette, “ennesima mannaia per chi ha una disabilità gravissima”

Il ministro Cingolani ha annunciato un aumento del 40% nel prossimo trimestre”. Le preoccupazioni di associazioni e caregiver: non solo respiratori, ma letto antidecubito, macchina per la tosse, perfino televisione, condizionatore e riscaldamento sono essenziali. “Si pensino subito agevolazioni mirate”. “Gestire un familiare con gravissima disabilità costa circa 3 mila euro al mese”. E di energia elettrica si spende fino a 1.500 euro al mese
Salute, sanità: paziente sul letto di un ospedale
Aumenteranno, anzi lieviteranno, quasi raddoppieranno le bollette dell’elettricità, già a partire dal prossimo trimestre. Se l’annuncio del ministro Cingolani è una cattiva notizia per tutti, per le famiglie delle persone con gravi e gravissime disabilità rischia di essere una vera tragedia. Tante sono le apparecchiature da cui dipendono le vite di chi ha alcune patologie, specialmente in fase avanzate: e specialmente alcune di queste consumano moltissimo. Abbiamo quindi chiesto ad alcuni rappresentanti di questa parte di mondo quale impatto potrebbe avere questo aumento sui loro bilanci familiari.

Leggi: Redattore Sociale, 14/09/2021


lunedì 13 settembre 2021
Flessibilità, giovani e donne: sulle pensioni la Cgil sfida il governo

Il segretario confederale Roberto Ghiselli rilancia le proposte del sindacato per una vera riforma della previdenza: “L’esecutivo ci ascolti e apra un confronto, altrimenti prenderemo le nostre iniziative”
Non c’è più tempo. Il 31 dicembre 2021 si avvicina a passi veloci. Se non ci saranno interventi legislativi, da gennaio rimarranno pienamente in vigore solo le regole della riforma Fornero, senza alcuna correzione e possibilità alternativa di uscita anticipata: si andrà in pensione a 67 anni o con 43 anni di contributi. Milioni di lavoratori saranno penalizzati e il sindacato non può permetterlo.
“Perciò chiediamo per l’ennesima volta al governo di convocarci. Ma dall’ultimo incontro di fine luglio non abbiamo saputo più niente. Si è trattato solo di una falsa partenza. Quindi o si riapre il dialogo, o i sindacati rilanceranno la mobilitazione”. Lo ha detto il segretario confederale della Cgil, con delega alle politiche previdenziali, Roberto Ghiselli, che ha partecipato ad una iniziativa della Cgil umbra a Perugia mercoledì 8 settembre.

Leggi: Collettiva, 13/09/2021


venerdì 10 settembre 2021
Videoscheda: l’intelligenza artificiale a misura di anziano

Entra nel vivo il progetto Sociotechlab dello Spi Cgil. Obiettivo: migliorare la qualità della vita delle persone in età avanzata e fragili
E’ in pieno svolgimento il progetto finanziato dallo Spi Cgil e realizzato con una serie di partner di alto profilo scientifico, tra i quali la Scuola Superiore Universitaria S.Anna di Pisa. La scommessa è quella di sviluppare la ricerca sulle esigenze delle persone anziane e in particolare delle più fragili. Giovani ricercatori al lavoro per migliorare la vita dei nonni. Un nuovo grande patto tra generazioni. Molto largo il ventaglio dei prodotti di questa ricerca innovativa che si inserisce perfettamente in quella che gli esperti chiamano la “silver economy”

Leggi: Collettiva, 10/09/2021


giovedì 9 settembre 2021
Pnrr. Lanciata petizione nazionale per il diritto alla cura delle persone con l’Azheimer

La Petizione nazionale per il diritto alla cura delle persone con l’Azheimer è stata promossa dalla Fondazione Maratona Alzheimer. Nove i punti specifici che si chiede vengano recepiti nel Pnrr, tra questi recepire completamente l’evidenza scientifica che riconoscele demenze come “malattie” e non come evoluzione obbligata del processo di invecchiamento; Case delle Comunità come luoghi di prevenzione; adeguata strutturazione dei Centri Disturbi Cognitivi e Demenze e una nuova organizzazione delle Rsa.
E’ stata presentata ieri, presso la sede dell’Azienda Usl di Bologna, la Petizione nazionale per il diritto alla cura delle persone con l’Azheimer, promossa dalla Fondazione Maratona Alzheimer.
L’occasione è unica: il Pnrr, approvato in Parlamento, ha previsto interventi specifici a tutela della salute e l’approvazione di una legge di riforma delle attuali disposizioni sulla non autosufficienza. “E’ in questo contesto che si deve lottare per ottenere ciò che può aiutare le persone con Alzheimer, contrastare l’isolamento sociale di cui soffrono, sostenere le famiglie e i care giver, migliorare le condizioni di assistenza, delle cure a domicilio e nelle strutture, superare le difficoltà che fino ad oggi non hanno trovato una risposta politica soddisfacente” così commenta Stefano Montalti, Presidente della Fondazione Maratona Alzheimer.
Settembre è il mese mondiale dell’Alzheimer, dedicato alle 36milioni di persone nel mondo con Alzheimer e con altre demenze. Un intero mese dedicato ad azioni e iniziative per sensibilizzare la società sulla demenza e richiamare la fondamentale lotta allo stigma che circonda questa condizione.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/09/2021


giovedì 9 settembre 2021
Perché è necessario ripensare alle Rsa – di Marco Trabucchi, presidente Associazione psicogeriatria

Oggi pare che le residenze per anziani siano sparite dai radar della politica, in particolare dall’attenzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Queste istituzioni non devono essere «contenitori» vuoti, ma spazi vitali
È davvero strano che le Rsa, dopo aver provocato grandi dichiarazioni sulla loro inadeguata protezione delle persone anziane, oggi siano sparite dai radar della politica, in particolare dall’attenzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sembrerebbe impossibile dimenticarsi che molti anziani fragili possono vivere solo perché qualcuno si prende cura di loro in modo stabile, coordinato, grazie a specifiche competenze, come avviene nelle Rsa. Oggi mediamente l’età dei residenti è attorno agli 87.5 anni, le funzioni cognitive sono compromesse nel 70 per cento, oltre tre quarti soffre per una rilevante riduzione dell’autosufficienza. La condizione di salute è instabile, a causa della presenza contemporanea di più malattie, che determinano un quadro complesso, che può variare rapidamente nel giro di poco tempo.

Leggi: Corriere della Sera, 09/09/2021


giovedì 9 settembre 2021
“La salute del caregiver”. Dalle agevolazioni al sostegno: ecco i diritti di chi assiste

In un libro la “raccolta” dei diritti dei caregiver, dagli aspetti sanitari a quelli normativi, sociali e comunicativi. Curato da Francesco Pegreffi e Chiara Pazzaglia, nasce come “strumento socio-sanitario”. In attesa che il disegno di legge per il loro riconoscimento riprenda l’iter parlamentare
caregiver
“Il prossimo passo? Rafforzare la rete dei servizi a domicilio e mettere al centro il caregiver. Anche riconoscendo a livello sociale e lavorativo il tempo dedicato all’assistenza: di fatto si tratta di una formazione continua, che deve essere valorizzata”. Paolo Bordon, direttore generale Azienda Usl di Bologna, introduce così la presentazione del libro “La salute del caregiver”, un volume curato da Francesco Pegreffi, medico chirurgo ortopedico, e Chiara Pazzaglia, giornalista e presidente delle Acli di Bologna, che, con approccio multidisciplinare, traccia gli aspetti giuridici e socio-sanitari del caregiver, “figura professionale di grande attualità, colonna portante della rete sanitaria che in Italia rappresenta numericamente il 12 per cento della popolazione con una prevalenza di donne”, sottolinea Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione Ant, realtà che – oltre ad ospitare la presentazione – ha partecipato alla stesura del libro portando la propria esperienza nell’ambito dell’assistenza sanitaria domiciliare.

Leggi: Redattore Sociale, 09/09/2021


lunedì 6 settembre 2021
Facciate e rischio incendi: il passaggio cruciale è valutare i materiali

L’incendio di Milano, in via Antonini, ha aperto un dibattito nella filiera dell’edilizia su una questione di grande attualità: il retrofitting delle facciate. «A prescindere dall’elemento scatenante e da eventuali concause, la scelta di un materiale coibente combustibile (anziché un materiale autoestinguente) e la mancata realizzazione di barriere tra i vari piani (o il mancato funzionamento
delle stesse), ha comportato notevoli danni alle opere, fortunatamente senza danni a persone» commenta Francesco Viero, direttore generale della società Maffeis Engineering. Un episodio analogo, costato però la vita a 72 persone, era avvenuto quattro anni fa a Londra, a seguito del terribile incendio che ha colpito la Grenfell Tower di 24piani. «Due giorni dopo l’incendio – racconta Viero – il governo inglese ha prescritto ai proprietari di edifici a torre di effettuare una verifica dei propri immobili». Il risultato? 300 di questi presentavano un sistema di facciata similare con pannelli compositi in alluminio e circa 11.300 edifici altre tipologie di materiale combustibile. Di questi ultimi, 1.700 venivano classificati ad alto rischio, da risanare subito. Il problema non era quindi isolato. Il mondo del real estate ha dovuto fare i conti con i dati e più in generale con la reputation.

Leggi: Confedilizia, 06/09/2021


DALLE REGIONI:

giovedì 9 settembre 2021
Roma. Casa. Sindacati: nuova amministrazione dovrà segnare cambio di passo

“L’intervento recente del Prefetto di Roma su alcune situazioni difficili, improntato sulla collaborazione istituzionale e sull’attenzione dei cittadini più fragili per prevenire tensioni sociali, può essere ancora più incisivo e inclusivo se si proseguirà nel dialogo aperto con CGIL-CISL e UIL di Roma e le organizzazioni degli inquilini”.
Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti, la Uil del Lazio, insieme a Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil.
“Per questo – continua la nota – abbiamo richiesto un urgente incontro al Prefetto così da conoscere anche la nuova procedura che intende adottare a partire da ottobre per effettuare i numerosi sfratti in città.
Roma ha la assoluta necessità di compiere un salto di qualità dal punto di vista dell’efficienza amministrativa, che sarebbe anche segnale di un ritrovato rispetto verso i propri cittadini.
La pandemia ha scoperto l’effettività incapacità della Capitale di rispondere in maniera massiva ai bisogni primari dei suoi abitanti.

Leggi: Sunia, 09/09/2021


mercoledì 8 settembre 2021
Welfare, nel barese un condominio sociale per aiutare chi è in difficoltà

Hanno trovato una casa in cui d’ora in poi potranno pensare con più serenità al futuro. La famiglia, composta da 4 persone tra cui un bimbo di tre anni e un neonato di due mesi, è la prima ad aver occupato uno degli otto appartamenti…
Hanno trovato una casa in cui d’ora in poi potranno pensare con più serenità al futuro. La famiglia, composta da 4 persone tra cui un bimbo di tre anni e un neonato di due mesi, è la prima ad aver occupato uno degli otto appartamenti del complesso Poggio delle Ginestre inaugurato oggi a Noicattaro (Bari) e destinato a donne e adulti in difficoltà oltre che a famiglie vulnerabili.
L’accesso avviene su segnalazione dei servizi sociali o su richiesta degli interessati in caso di emergenza abitativa, sfratto o comprovate condizioni di difficoltà psico-sociale: per ogni ospite saranno predisposti un piano individualizzato e un percorso di orientamento e supporto all’autonomia personale.

Leggi: Redattore Sociale, 08/09/2021


IN AGENDA:

Il 17 Settembre a Cattolica l’Assemblea nazionale delle Leghe Spi-Cgil – Sanità, non autosufficienza, pensioni, campagna vaccinale, Conferenza di Organizzazione Cgil.

Il 17 settembre in piazza della Repubblica a Cattolica l’Assemblea nazionale delle Leghe dello Spi-Cgil dal titolo “C’è bisogno. Capire, esserci, partecipare”.
I lavori cominceranno alle ore 9.30 e saranno aperti dalla relazione del Segretario generale dello Spi-Cgil nazionale Ivan Pedretti.
Seguiranno gli interventi dei pensionati e delle pensionate di diverse Regioni italiane. A chiudere la mattinata l’intervento del Segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
Per la prima volta dalla pandemia i pensionati della Cgil tornano a riunirsi in presenza in numero consistente, con un migliaio di persone in arrivo a Cattolica da tutta Italia.
L’Assemblea sarà l’occasione per fare il punto sulle tante sfide che attendono il Sindacato nei prossimi mesi, dalla necessità di una legge sull’obbligatorietà dei vaccini alla riforma delle pensioni, alla definizione del Pnrr su sanità e non autosufficienza, alla Conferenza di Organizzazione che la Cgil si appresta a tenere in autunno.
I lavori dell’Assemblea saranno trasmessi in diretta sulle pagine Facebook della Cgil nazionale, dello Spi-Cgil nazionale e di Collettiva.

Leggi: Spi-Cgil


Il 24 settembre Convegno Conclusivo di “Tapas in aging”

Due anni di ricerca con oltre 500 volontari over65 che hanno contribuito – anche rendendosi disponibili per un’altra ricerca speciale durante un evento storico unico come il lockdown – a indagare come spazio, tempo e ambiente costruito siano determinanti di salute: i risultati del lavoro dei ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, condotto in partnership con Auser Lombardia e sostenuto da Fondazione Cariplo, saranno resi pubblici il 24 settembre (ore 10-13).

Leggi: Auser


Il 28 settembre a Roma Convegno Conclusivo del Progetto dei Nonni di Comunità

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani il prossimo 28 settembre il Convegno Conclusivo del Progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”. Un progetto di Auser Lombardia finanziato dal Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, quattro le regioni coinvolte.

Leggi: Auser


“Esiste qualcosa dopo le RSA?” – Save the date

Il 29 settembre è in uscita il nuovo “Il Punto” di Welforum, curato da Sergio Pasquinelli, sulle RSA. Raccoglierà 10 articoli usciti su questo tema dall’inizio della pandemia.
Martedì 5 ottobre alle 10.30 promuoviamo un Webinar di presentazione e discussione di questa raccolta. L’occasione per un confronto sulle prospettive e i cambiamenti delle residenze, resi necessari dopo un anno e mezzo di pandemia. Un confronto che vuole essere aperto, laico, concreto.
Hanno finora confermato la loro presenza, tra gli altri, Fabrizio Giunco della Fondazione Don Gnocchi, Luca Degani di Uneba Lombardia, Federica Trapletti dello Spi Cgil Lombardia, Felice Romeo di Legacoop Lombardia, Antonio Guaita della Fondazione Golgi Cenci.
A breve il programma completo e l’apertura delle iscrizioni per il 5 ottobre.

Leggi: Welforum


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Un patto per la non autosufficienza

Cinque proposte operative che puntano alla integrazione degli interventi socio-sanitari, tenendo conto delle specifiche ed eterogenee condizioni degli anziani e delle loro famiglie
Una grande riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti che punti alla integrazione degli interventi socio-sanitari, tenendo conto delle specifiche ed eterogenee condizioni degli anziani e delle loro famiglie, incrementando i finanziamenti pubblici in particolare per i servizi domiciliari e residenziali e puntando sulla innovazione. È questa in sintesi la riforma che il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, nato a fine luglio, chiede al Parlamento e ai ministri della Salute Roberto Speranza e del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando.
Secondo l’ultimo Dossier Istat, il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni è notevolmente aumentato, passando dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (era il 148,7% nel 2001). Oggi sono circa tre milioni gli anziani non autosufficienti, ossia coloro che non sono in grado di svolgere da soli le normali attività quotidiane e hanno bisogno di un accompagnamento: rappresentano il 5% della popolazione e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030.
Al Patto hanno finora aderito 37 realtà della società civile che hanno deciso di rinnovare l’impegno grazie al quale è stato inserito nel Pnrr un progetto di riforma radicale e atteso dalla fine degli anni ’90 con la previsione di un investimento di tre miliardi e mezzo di euro. Un’occasione imperdibile per dare risposte alle esigenze degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie, formalizzata dalle organizzazioni ed accolta dalle istituzioni e che, a partire da oggi, può tradursi in realtà grazie alle proposte e al confronto continuo fra i vari attori.

Leggi: Collettiva


Farmacie di comunità, il labile confine fra commercio e sanità – di Livio Garattini e Alessandro Nobili

Qualsiasi iniziativa mirata a estendere i servizi sanitari offerti dalle farmacie nell’assistenza territoriale va guardata con molta circospezione alla luce dell’attuale quadro normativo (pharmaceutical care o farmacia dei servizi che sia), anche in prospettiva della riforma di tutto il settore delle cure primarie (vedi PNRR). Seppur consapevoli del ruolo chiave che le farmacie di prossimità possono svolgere in questo nuovo scenario
La farmacia è una disciplina relativamente recente sotto il profilo storico, che sta un po’ a metà strada fra chimica e sanità, essendo legata indissolubilmente al farmaco, dallo sviluppo alla produzione per finire con la sua distribuzione. Peraltro, a partire dagli anni cinquanta del millennio scorso il ruolo del farmacista è radicalmente mutato con l’avvento della produzione di massa da parte dell’industria farmaceutica. Fino ad allora, infatti, il farmacista era solito anche produrli i farmaci nel proprio laboratorio, mentre da molto meno di un secolo la sua attività sul farmaco si è sostanzialmente ristretta alla distribuzione anche nelle farmacie territoriali, altrimenti dette di comunità, tuttora il luogo di lavoro di gran lunga prevalente dei laureati in farmacia. Infatti, dopo medici e infermieri, i farmacisti di comunità rappresentano il terzo gruppo più numeroso di professionisti sanitari in Europa.

Leggi: Quotidiano Sanità


A cosa serve la lungassistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti? – di Franco Cirio, Giulia Adduci

Livelli essenziali di salute e percorsi assistenziali a domicilio
Il Servizio sanitario nazionale (SSN), come previsto dall’Art. 22 del DPCM 12 gennaio 2017 che definisce e aggiorna i livelli essenziali di assistenza, garantisce alle persone non autosufficienti o in condizioni di fragilità, con patologie in atto o esiti delle stesse, percorsi assistenziali a domicilio costituiti dall’insieme organizzato di trattamenti medici, riabilitativi, infermieristici e di aiuto infermieristico necessari per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita.
Le cure mirano a stabilizzare il quadro clinico, a limitare il declino funzionale e a migliorare la qualità della vita della persona nel proprio ambiente familiare, evitando per quanto possibile, il ricorso al ricovero ospedaliero o in una struttura residenziale. In ogni caso l’ASL assicura la continuità tra l’assistenza ospedaliera e l’assistenza territoriale a domicilio.
Il suddetto articolo prevede inoltre una suddivisione delle cure domiciliari per livelli di complessità assistenziale:
• di base, caratterizzate da prestazioni occasionali;
• integrate (ADI) di I^ livello, caratterizzato da un Coefficiente d’intensità assistenziale (CIA) fino a 0,30;
• integrate (ADI) di II^ livello (CIA tra 0,31-0,50);
• integrate (ADI) di III^ livello (CIA >0,50) (CIA: rapporto tra giornate di effettiva assistenza nelle quali è stato effettuato almeno un accesso domiciliare e giornate di cura dalla data della presa in carico alla cessazione del programma).

Leggi: Welforum


Piazze a misura d’uomo e uffici come salotti – di Marina Paglieri

Le città post pandemia L’architetto Ratti al festival di “Salute” ripensa i luoghi di vita e di lavoro: “Spazi dove tornare a incontrarsi”
Come dovranno cambiare le città e gliuffici dopo il Covid? Carlo Ratti, architetto torinese, classe 1971, docente di Urban technologies and planning al Mit di Boston, dove dirige il Senseable City Lab, è convinto che dopo la pandemia non possano più essere le stesse. Ma come cambieranno? Sono i temi su cui l’ha intervistato ieri sera, al Teatro Carignano di Torino il direttore Maurizio Molinari, durante la seconda puntata, dopo l’esordio romano, del Festival di Salute. Un’ora di colloquio, con una certezza: «La città ha vinto, ha dimostrato di saper reagire. E il momento di implementare con le tecnologie un modello che è cambiato. The City is back. Ma è diversa».
I nuovi uffici
Una trasformazione che passa anche dal lavoro. Lo smart working resisterà, ma torneremo negli uffici, che non sono morti, come sosteneva Twitter un anno fa: vi andremo con più flessibilità, in spazi più soft, dotati di salotti in cui incontrarsi. Perché, se si resta isolati, si perde la forza dei legami deboli, per dirla con il sociologo Usa Mark Granovetter: «Analizzando i Big data al Mit, vediamo che se lavoriamo solo in digitale, solo su Zoom, manteniamo i legami forti, la rete degli amici e degli amici degli amici, ma i legami deboli diventano più deboli e li perdiamo. Eppure è da
questi che nascono le idee».

Leggi: Inu


La silver economy: un nuovo stimolo all’economia – di Susanna Felicetti e Stefano Casini Benvenuti

L’approccio all’invecchiamento della popolazione che caratterizza tutto il mondo occidentale è molto diversificato. Tra le novità, una crescita importante di quella parte dell’economia e degli interventi sociali che mettono al primo posto la qualità della vita delle persone anziane
L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che caratterizza tutto il mondo occidentale, sollecitando considerazioni di natura diversa, talvolta esaltanti (l’invecchiamento visto come conquista sociale), altre volte preoccupate (l’invecchiamento visto come limitazione delle potenzialità lavorative). Si tratta tuttavia di riflessioni parziali che si soffermano solo sul primo stadio degli effetti dell’invecchiamento, trascurandone altri, tutt’altro che secondari.
Non è un caso se da qualche tempo, insieme alla Green economy, si sente parlare di Silver economy (se il verde richiama il colore degli alberi, l’argento richiama la canizie degli anziani); entrambe, potrebbero fornire una spinta decisiva alla ripresa di un’economia in fase di stagnazione (sono, infatti, molti a parlare di stagnazione secolare). Vi sono infatti non pochi studiosi che vedono nella Green e nella Silver economy le forze per l’avvio di una nuova fase della nostra storia che, affrontando due problemi cruciali, darebbero anche nuovo vigore alla crescita dell’economia.
Due approcci
Rispetto a questo ragionamento si può adottare un approccio statico e uno più dinamico. Il primo fa riferimento al fatto che gli anziani già oggi contribuiscono alla formazione del Pil tramite la spesa per sostenere i propri consumi. Lo fanno in modo diverso dalle persone più giovani, innanzitutto perché alcuni bisogni assumono per loro un’importanza maggiore, infatti gli over 65: sono in larga misura proprietari della abitazione in cui vivono gran parte del loro tempo; sostengono maggiori spese per il funzionamento della casa oltre a quelle per l’alimentazione; spendono di più per la salute e l’assistenza.

Leggi: Collettiva


L’Internet delle cose al servizio degli anziani – di Lorenzo De Micieli

L’Internet of Things si inserisce a pieno titolo nel filone della ricerca medica e tecnologica finalizzata al sostegno della terza età. Le innovazioni potranno garantire un cambio di paradigma in tutti i settori sanitari
L’innovazione tecnologica e le conquiste della scienza medica hanno notevolmente migliorato l’aspettativa di vita. Secondo le Nazioni Unite (Onu) la percentuale della popolazione mondiale di età pari o superiore a 65 anni aumenterà da circa il 9% nel 2019 a circa il 16% nel 2050. Anche se la tendenza all’invecchiamento interessa praticamente tutti i paesi, essa ha il maggiore impatto in Europa e Nord America, dove si prevede che una persona su quattro avrà più di 65 anni entro il 2050. Con l’età, l’entità dei problemi di salute tende ad aumentare e l’inevitabile declino delle capacità funzionali richiede soluzioni in grado di far fronte alla riduzione delle capacità fisiche e mentali. Una società che invecchia rapidamente ha bisogno di soluzioni efficaci per il suo invecchiamento sano, che aiutino a rimanere in buona salute, a mantenere l’indipendenza e a migliorare il benessere delle persone anziane e dei soggetti fragili con patologie croniche. Il cambiamento di età della società è riconosciuto internazionalmente come una sfida globale, anche per le sue implicazioni sul sistema economico e sul mercato del lavoro. Gli anziani sono i principali utenti del sistema sanitario pubblico e, man mano che la loro quota percentuale crescerà, ne aumenterà la pressione economica sulla popolazione più giovane e occupata.

Leggi: Collettiva


 

 

 

 

 

 

Carissime e carissimi
Sperando che abbiate passate un’estate serena e in salute, riprendiamo la pubblicazione della newsletter di Abitare e Anziani.
La redazione


Il diritto al vaccino deve essere universale

Pubblichiamo il discorso del segretario generale della Cgil durante il G20 della Salute
Prima di tutto un ringraziamento non formale al ministro Roberto Speranza per aver dato anche alle parti sociali e a chi rappresenta il mondo del lavoro la possibilità di partecipare a questo importante appuntamento. Il lavoro, gli uomini e le donne che lo svolgono, è stato determinante nel fronteggiare la pandemia. Penso innanzitutto a quanti occupati nelle corsie degli ospedali, nelle terapie intensive, e a dare assistenza al proprio domicilio a chi colpito dal Covid. E penso anche a quanti, a rischio della propria incolumità, hanno operato nei cosiddetti servizi essenziali consentendo a noi di rimanere al sicuro nelle nostre case. Il lavoro che ha salvato e salva il Paese è quello tutelato, ben retribuito e stabile.

Leggi: Collettiva, 06/09/2021


Referendum eutanasia, superata la soglia delle 750mila firme

Circa un terzo delle adesioni in forma digitale. Tra le ultime raccolte anche quelle di Roberto Saviano, Francesco Guccini e Pif
Superate le 750mila firme per il referendum sula legalizzazione dell’eutanasia. Oltre 500mila sono state raccolte ai tavoli, mentre quelle digitali hanno oltrepassato le 250mila. A queste cifre si aggiunge un numero ancora imprecisato di firme raccolte nei Comuni, nei consolati e negli studi degli avvocati e da alcuni gruppi che si sono aggiunti alla mobilitazione nelle scorse settimane. Tra le ultime adesioni raccolte, anche quelle di Roberto Saviano, Pif e Francesco Guccini.
“Ho firmato perché oggi, senza una legge che la regolamenti – afferma Saviano – l’eutanasia non è un diritto accessibile a tutti. Ho firmato perché sia libero di scegliere anche chi non può permettersi di raggiungere paesi dove l’eutanasia è legale. Firmare per promuovere questo referendum, comunque la si pensi, è un atto di rispetto per la vita e per il prossimo”.

Leggi: La Repubblica, 25/08/2021


NEWS:

martedì 7 settembre 2021
Anziani, riforma in corso: meno Rsa, più servizi. “Nuovo umanesimo”

Intervista a monsignor Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, chiamato dal ministro Speranza a guidare la Commissione per la riforma dell’assistenza per gli anziani non autosufficienza. Il futuro? La fine del monopolio residenziale e l’incremento delle cure domiciliari. “Le regioni spendono annualmente 12 miliardi per le sole Rsa. Per la Adi, necessaria a milioni di anziani, si stima non si arrivi ai 2 miliardi”
Meno Rsa, più casa, più famiglia, più servizi. Ma soprattutto, un “nuovo umanesimo”, che ricomprenda al suo interno una nuova visione e un nuovo approccio agli anziani, che nel nostro Paese sono sempre di più e sempre più anziani. E’ il pensiero di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, chiamato dal ministro Speranza esattamente un anno fa, nel settembre 2020, a guidare la Commissione per la riforma dell’assistenza per gli anziani non autosufficienti, che venerdì scorso ha presentato la Carta dei diritti degli anziani. Ma quali sono i pilastri di questa nuova cultura e cura degli anziani? Quale dovrebbe essere il futuro del sistema dell’assistenza dedicata a questa parte sempre più consistente della popolazione, sistema che ha mostrato, con l’inizio della pandemia, tutta la sua inadeguatezza e inefficacia? Redattore Sociale lo ha chiesto a monsignor Vincenzo Paglia.

Leggi: Redattore Sociale, 07/09/2021


martedì 7 settembre 2021
Alzheimer e Pnrr, “subito percorsi specifici”: lanciata la petizione

Sono 9 i punti dell’appello della Fondazione Maratona Alzheimer rivolto al governo in vista degli investimenti sulla non autosufficienza in chiave Pnrr: “Si punti su assistenza domiciliare, formazione degli operatori e Comunità consapevoli”
“L’Alzheimer è una malattia, non l’evoluzione obbligata del processo di invecchiamento. E come tale va trattata: merita prevenzione, diagnosi, cura, ricerca. Merita una specificità delle cure che, a oggi, non esiste”. L’appello, da Bologna, è unanime e si trasforma in una petizione nazionale che sarà inviata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri Speranza e Orlando e ai presidenti di Camera e Senato. A farsi portavoce di questa necessità è la Fondazione Maratona Alzheimer: “Settembre è il mese dell’Alzheimer. Chiediamo una definizione chiara e percorsi condivisi per la realizzazione del diritto alla cura di questa comunità – spiega Stefano Montalti, presidente della Fondazione –. Parliamo di un milione e 200 mila persone, quasi la metà delle persone con una non autosufficienza. La non autosufficienza cognitiva derivata da demenza, infatti, presenta necessità di cura e assistenza diverse e superiori ad altre non autosufficienze, per le caratteristiche proprie della malattia”.

Leggi: Redattore Sociale, 07/09/2021


martedì 7 settembre 2021
Fillea Cgil: «Pronti a costruire le “città dei 15 minuti”, gli appalti premino chi fa innovazione»

Il segretario del comparto edilizia e legno Alessandro Genovesi: «Il settore delle costruzioni deve diventare un settore industriale, con una crescita dimensionale. Ma il 53% dei lavoratori ha un salario più basso per quello che fa». I nodi e le prospettive
Il comparto del legno pronto a guidare la transizione ecologica e innovazione. Ma attenzione alla carenza di materie prime e ai salari.
Noi di CUOREECONOMICO ne abbiamo parlato con Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil che segue il comparto del legno ed edilizia.
Segretario, Pnrr, rigenerazione urbana, ecobonus: edilizia e legno saranno chiamate a contribuire al rilancio del paese: quali sono le idee per le città del domani?
«La Pandemia ha disvelato tutte le fragilità ed i limiti di un modello urbano e quindi di un modello anche produttivo, per i nostri settori, pieno di contraddizioni.
È divenuto palese che avere una casa ben organizzata, servizi sociali vicini, aree verdi e spazi di socialità o non avere tutto ciò, fa la differenza.
Lo stesso smart working pone la questione dello spostamento urbano. Oggi la rigenerazione delle nostre città, la riqualificazione del costruito, la “città dei 15 minuti” divengono l’unica scelta possibile non solo per il rilancio del settore ma per affermare l’unico modello di sviluppo sostenibile in termini sociali e ambientali.

Su questo i lavoratori dell’edilizia e del legno, le imprese, le stesse pubbliche amministrazioni o famiglie (se parliamo di edilizia privata) devono adeguare modelli culturali, organizzativi, industriali e contrattuali per approfittare fino in fondo delle opportunità che, in questa direzione, lo stesso PNRR offre»

Leggi: Cuore Economico, 07/09/2021


lunedì 6 settembre 2021
Vaccino obbligatorio e tamponi gratuiti, le parti sociali incalzano il governo

Cgil, Cisl e Uil incontrano Confindustria e Confapi. Appello comune: il costo del green pass non ricada su lavoratori e aziende. Sul tavolo anche la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive
Dopo un’estate di polemiche e botte e risposte sui giornali, sindacati e industriali tornano a sedersi intorno a un tavolo per decidere come affrontare questa fase delicata della pandemia. Tema centrale nel colloquio tra il presidente di Confindustria Bonomi e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri, il green pass ma soprattutto i tamponi che sia le imprese che i sindacati non intendono far pagare alle aziende ai lavoratori. E in attesa della decisione del governo nella prossima cabina di regia, chiedono insieme all’esecutivo una parola chiara sui costi.
“Sappiamo che giovedì c’è una cabina di regia del governo – sottolinea il leader di Confindustria Carlo Bonomi – e laddove si dovesse decidere, come noi auspichiamo, l’obbligo gratuito del green pass all’interno dei luoghi di lavoro e se le parti sociali trovassero un accordo su questo, io credo che ci possa essere da parte del governo un riconoscimento di questo passaggio, di questo possibile accordo tra noi e i sindacati facendo a quel punto un’operazione di utilità sociale e quindi facendosi carico del costo di tamponi”.

Leggi: Collettiva, 06/09/2021


lunedì 6 settembre 2021
Sindacati pensionati, sì all’obbligo vaccinale

I Sindacati dei pensionati Spi, Fnp, Uilp sostengono la richiesta di Cgil, Cisl e Uil di istituire per legge l’obbligo vaccinale e sollecitano il governo a prendere rapidamente una decisione in questa direzione.
Contestualmente i Sindacati continueranno, come stanno facendo da mesi in tutti i territori, a portare avanti la campagna di informazione e sensibilizzazione in favore dei vaccini, rivolta in particolare a tutte le persone anziane che non si sono ancora vaccinate.
Si sollecita infine il governo a dare con urgenza indicazioni precise sulla necessità di una terza dose – in primis per i più anziani, i più fragili e gli operatori sanitari – per evitare che il virus torni a mietere vittime in una fascia di popolazione che è stata così severamente colpita dalla pandemia.

Leggi: Spi-Cgil, 06/09/2021


domenica 5 settembre 2021
Un mese di tempo in più per chiedere il bonus affitti

L’Agenzia delle Entrate ha differito di un mese il termine per la presentazione della domanda per il contributo a fondo perduto per la riduzione del canone di locazione
Ci sarà tempo fino al 6 ottobre 2021, invece del 6 settembre, per la presentazione della richiesta del contributo a fondo perduto per la riduzione dell’importo del canone di locazione. È quanto dispone il primo dei due provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicati oggi. Il secondo individua, invece, gli specifici campi delle dichiarazioni dei redditi, relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020, che servono per calcolare il valore dei risultati economici d’esercizio che danno diritto o meno all’erogazione del contributo perequativo introdotto dal Decreto Sostegni-bis (Dl 73/2021).
L’estensione del termine per la presentazione dell’istanza, spiega l’Agenzia, risponde alla volontà di consentire a un maggior numero di contribuenti di fruire dell’agevolazione, tenuto anche conto che l’intervallo temporale previsto per l’invio della domanda è coinciso con il periodo estivo. Dunque, al fine di consentire al maggior numero di potenziali beneficiari di poter inoltrare la domanda il provvedimento di oggi dispone il differimento del termine di presentazione della domanda al 6 ottobre 2021.

Leggi: Agi, 05/09/2021


venerdì 3 settembre 2021
Carta dei diritti degli anziani: autodeterminazione, rispetto e sostegno delle istituzioni

Diritti delle persone anziane e doveri delle istituzioni e degli operatori sanitari al centro del lavoro della Commissione. Nel documento si parla anche di solitudine, eutanasia, violenze e cohousing. Draghi: “Iniziativa di enorme rilevanza sociale ed etica”
“Un lavoro straordinario, un’iniziativa di enorme rilevanza sociale ed etica. L’Italia deve garantire i diritti degli anziani, il rispetto della dignità della persona, in ogni condizione. Perciò il Governo sosterrà la proposta di intervento presentata”. Mario Draghi ha accolto così la Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società elaborata dalla Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita presso il ministero della Salute e guidata da monsignor Vincenzo Paglia.
Tre gli obiettivi esplicitati dalla Carta: “rispetto a una mera enunciazione astratta dei diritti delle persone anziane e dei doveri della comunità, la Carta intende compiere un passo ulteriore in un duplice senso”. Da un lato, dunque, intende “incidere nell’ordinamento prospettando al legislatore principi fondamentali e diritti che possono trovare un riconoscimento formale in specifici atti normativi”, dall’altro vuole “offrire indicazioni operative e organizzative a istituzioni e operatori chiamati a prendersi cura delle persone anziane”. Infine, la Carta vuole “facilitare la conoscenza per le persone anziane dei loro diritti fondamentali e di accrescere la loro consapevolezza, nonché dei doveri che gravano su quanti entrano in relazione con loro”. Per questo l’auspicio della Commissione è che, da subito, la Carta venga tradotta in una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per orientare le pubbliche amministrazioni.

Leggi: Redattore Sociale, 03/09/2021


giovedì 2 settembre 2021
La tragedia del grattacielo di Via Antonini a Milano: 70 proprietari della loro unica abitazione, resa inagibile, hanno perso tutti i propri beni personali e gli arredi e, stando alle norme attuali, rischiano di non avere nessun risarcimento

Occorre, così come il SUNIA-APU sta sostenendo da anni, che venga varata con urgenza una norma nazionale a tutela della sicurezza di proprietari e inquilini negli edifici residenziali.
Non è la prima volta che si assiste a tragedie come quella di Milano che, solo per fortuna questa volta, non ha provocato vittime anche se ha lasciato sul lastrico numerose famiglie che hanno perso tutti i loro averi con una prospettiva di non avere nessun risarcimento, stando alla normativa attuale.
Dopo alcuni tentativi fatti negli anni passati di rendere più incisive le norme a garanzia della sicurezza anche nelle compravendite immobiliari, prevedendo anche la nullità degli atti in mancanza dei requisiti essenziali di sicurezza, tutto è finito nel dimenticatoio perché ci si è arresi alle lobbies di costruttori e grandi proprietari immobiliari.

Leggi: Sunia, 02/09/2021


mercoledì 1 settembre 2021
Presentata a Draghi la “Carta dei diritti degli anziani”: lavoro straordinario

La presentazione è avvenuta durante un incontro tra il presidente del Consiglio e una delegazione della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, guidata da Monsignor Vincenzo Paglia. “Il governo sosterrà la proposta di intervento”
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi una delegazione della Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, guidata da Monsignor Vincenzo Paglia. Durante l’incontro, al quale era presente il ministro della Salute Roberto Speranza, è stata presentata al presidente del Consiglio la “Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società”, redatta dalla stessa Commissione istituita presso il ministero della Salute.
“Il lavoro elaborato da Monsignor Paglia e dalla Commissione è straordinario” ha affermato il presidente Draghi.
“Si tratta- ha aggiunto- di una iniziativa di enorme rilevanza sociale ed etica. L’Italia deve garantire i diritti degli anziani, il rispetto della dignità della persona, in ogni condizione. L’assistenza socio sanitaria deve essere adeguata e responsabile. Perciò il Governo sosterrà la proposta di intervento presentata oggi”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/09/2021


mercoledì 1 settembre 2021
Pnrr e non autosufficienza, le proposte di Carer per una nuova domiciliarità

“Il nostro Paese vive un grave ritardo strutturale sul versante dei servizi per la non autosufficienza – in particolare i servizi a sostegno della domiciliarità – e sul riconoscimento del ruolo cruciale svolto dalle e dai caregiver e da assistenti familiari nella cura a persone disabili o non autosufficienti”. Si apre così il documento che racchiude le proposte dell’associazione Carer – Caregiver familiari Emilia-Romagna, sui temi della non autosufficienza e della domiciliarità, nell’ambito del programma Next Generation Eu e del Pnrr. Secondo l’associazione, cruciale è il riconoscimento giuridico del ruolo di caregiver familiare come componente di un nuovo assetto di welfare e portatore di specifici diritti. Ecco perché il Pnrr può essere una opportunità storica per effettuare gli investimenti necessari a sostenere un welfare caratterizzato da una nuova domiciliarità. Tra le proposte presentate nel documento l’attivazione di sportelli unici (one stop shop) per l’informazione, l’orientamento ed il supporto ai caregiver familiari;

Leggi: Auser, 01/09/2021


sabato 21 agosto 2021
Aree interne, i vescovi: “Un piano di rilancio contro emarginazione e crisi”

A Benevento il 30-31 agosto l’incontro di oltre venti vescovi per elaborare un piano comune: “Non possiamo assistere inerti, nelle nostre Chiese, alla morte del tessuto sociale”
“Avviare un confronto comune per elaborare un piano di rilancio pastorale delle aree interne del paese, che sempre più si trovano a fare i conti con l’emarginazione, lo spopolamento e la crisi economica”. È questo l’obiettivo dell’incontro che il 30 e il 31 agosto – per iniziativa dell’Arcivescovo Felice Accrocca – vedrà riuniti a Benevento, presso il Centro “La Pace”, più di venti Vescovi provenienti dalle Diocesi di Piemonte, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria. “L’evento – si legge in una nota – si pone nel solco del cammino intrapreso dai Vescovi della Metropolia di Benevento nella primavera del 2019, con il documento ‘Mezzanotte del Mezzogiorno? Lettera agli Amministratori’, nel quale si metteva a fuoco il persistente e grave ritardo nello sviluppo delle aree interne e si chiedeva un progetto che privilegiasse l’interesse comune. Il percorso è stato scandito da successive tappe che hanno coinvolto anche Papa Francesco, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’allora Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/08/2021


venerdì 13 agosto 2021
Caldo e anziani, “una condizione di particolare fragilità aumenta i rischi”

I consigli di Senior Italia FederAnziani agli over75, in particolare a chi ha patologie, e caregiver: “Non uscire di casa nelle ore e nelle località in cui le temperature sono particolarmente elevate”. Messina: “Non abbassare la guardia sulle misure anti-Covid”
“Un caldo del genere, che porta a classificare quest’estate come una delle più calde degli ultimi due secoli, ci spinge a dire: state in guardia o sarà una carneficina!”. E’ invito di Senior Italia FederAnziani agli over75, in particolare chi ha patologie. “Non uscire assolutamente di casa in tutte quelle ore e in quelle località in cui le temperature sono particolarmente elevate”, è il consiglio dell’organizzazione: “In particolare devono prestare attenzione tutti coloro che soffrono di patologie cardiache, polmonari, che sono affetti da demenza, Parkinson o da malattie psichiatriche, le persone con diabete e insufficienza renale e coloro che ogni giorno assumono più di quattro tipi diversi di farmaci. In tutti questi casi ci si trova in una condizione di particolare fragilità che aumenta i rischi collegati al caldo record”.

Leggi: Redattore Sociale, 13/08/2021


venerdì 13 agosto 2021
Visite agli anziani nelle Rsa, tutti i giorni con Green Pass

Spinelli: “farà sentire loro che l’isolamento è finalmente e, speriamo definitivamente, finito”
I parenti potranno visitare i loro cari nelle Rsa anche ogni giorno, e per un tempo sino a 45 minuti. E’ una delle novità introdotte dalla circolare del Ministro della Salute recepita dalla giunta regionale della Toscana. Il provvedimento permette di rendere più semplice e fluido l’accesso e l’uscita dalle strutture di ospitalità e di lungodegenza.
Due le novità rilevanti. La prima riguarda la frequenza delle visite: l’accesso alle Rsa e alle Rsd è possibile tutti i giorni della settimana, anche festivi. La visita potrà svolgersi in un tempo congruo al bisogno di assistenza (stimato in un massimo di circa 45 minuti).
La seconda è relativa alla possibilità, per gli ospiti, di uscire dalle strutture: sono infatti consentite le uscite temporanee, senza che sia necessario, dopo il rientro, ricorrere a specifiche misure di isolamento. Per ciascuna di queste misure sarà necessario esibire il certificato verde Covid 19, il cosiddetto Green Pass.

Leggi: Infermieristica Italiana, 13/08/2021


giovedì 12 agosto 2021
Rsa, quei direttori che non rispettano le regole: Orsan scrive a Fedriga

Il comitato denuncia “l’atteggiamento di chiusura totale verso le visite dei familiari” in alcune Rsa. “L’alibi è la protezione dei soggetti fragili dall’incremento dei contagi a causa della variante delta, ma tutti i 500 mila ospiti, violentati da quarantene allucinanti, sono risultati negativi”
“In questi giorni torridi oltre al Covid e al caldo c’è un altro fenomeno che dilaga a macchia d’olio all’interno delle Residenze Sanitarie Assistite italiane: l’intrepido atto insurrezionale dei Direttori Sanitari delle stesse che, con la complice indifferenza delle Regioni, si rifiutano di applicare una legge dello Stato e la sua circolare attuativa”: inizia così la lettera che il comitato Orsan ha inviato al presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga, a tutti i presidenti di Regione e al coordinatore degli Assessori alla Salute Donini. Il presidente del comitato, Dario Francolini, fa riferimento alle “centinaia di storie di soprusi, vessazioni, decisioni illogiche e incomprensibili verso gli oltre 500 mila ‘ospiti’ residenti nelle circa 4,5,6,7 mila Rsa italiane, in quanto nessuno oggi ne conosce esattamente numero e ubicazione, nonché proprietà. Il filo rosso che lega queste storie – continua – raccontateci dagli oltre 2 milioni di familiari – nipoti, figli, sorelle, mogli e mariti – è uno strano mix di coraggio e codardia che dimostra quanto il socio-sanitario in Italia abbia fatto flop e necessiti di un ripensamento totale, con nuove norme che pongano davvero al centro la dignità umana e la cura della persona e dei suoi familiari, caregiver”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/08/2021


mercoledì 11 agosto 2021
Anziani sempre più soli in città «E assistenti sociali in telelavoro»

Ogni giorno decine di richieste di soccorso – Chi chiede aiuto per la spesa, chi domanda le medicine. Qualcuno cerca solo una voce con cui parlare. Le associazioni protestano: il Comune non ha fatto abbastanza per tutelare i vecchi ASSOCIAZIONE SENECA « Il problema è che il Comune ha investito pochi fondi nell’assistenza agli anziani. Programmi di accompagnamento, come il taxi solidale, sono affondati», spiega Roberta Garbagnati. «Le richieste sono state gestite in modo frettoloso. Ora sono finiti i fondi e il trasporto degli anziani è per lo più affi
■ È una di quelle case dove gli oggetti spariscono tra pile di giornali accartocciati o montagnette di vestiti non stirati. Erminia passa dalla sedia in cucina dove sorseggia il caffè, preparato con una vecchia moka, in una tazzina sbeccata, alla poltrona graffiata agli angoli dal gatto. Guarda la telenovela delle tre del pomeriggio e poi attende una chiamata. Risponde al primo squillo del telefono. È una volontaria che la cerca, con cui ha appuntamento a quell’ora precisa del pomeriggio. È una dei tanti anziani che a Milano richiedono assistenza. Persone rimaste ancora più sole dopo il Covid. Perché hanno perso i coniugi, gli amici, o i punti di riferimento nel quartiere: le associazioni, le bocciofile, i centri aggregativi. Quello che è certo è che nemmeno quest’anno le chiamate al centralino del piano caldo del Comune, tra fine luglio e il mese di agosto, sono calate: a comporre lo 020202, ogni giorno, sono tra trenta e quaranta anziani di media. Chi richiede il pasto a domicilio, chi vuole essere accompagnato a una visita medica, chi è semplicemente solo e ha bisogno di parlare con qualcuno.

Leggi: Libero, 11/08/2021


martedì 10 agosto 2021
Sanità, dove rischia il piano Marshall

Centinaia di nuovi ospedali e presidi territoriali da costruire. Decine di migliaia di infermieri da assumere. Ma ammodernare il sistema vuol dire rivoluzionarlo
La rivoluzione sanitaria italiana passa attraverso la realizzazione di 1350 presidi territoriali e 381 nuovi ospedali. Un gigantesco investimento edilizio che, se non sarà accompagnato dall’assunzione di almeno 33 mila infermieri, sarà totalmente inutile. Il problema è che i nuovi ingaggi non potranno essere effettuati sfruttando i 20,23 miliardi messi a disposizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Pnrr, così come impone l’Europa, al contrario dovranno essere a carico del bilancio pubblico che (per il momento) non ha a disposizione il denaro necessario. Ma andiamo con ordine. Il piano Marshall sanitario ha due obiettivi: trasformare i servizi territoriali e modernizzare la rete ospedaliera. La parte più semplice del piano dovrebbe essere proprio la riqualifica degli ospedali, ma non sarà facile capire su quali puntare: «Se due ospedali su tre hanno raggiunto un sufficiente livello di specializzazione, utile ad affrontare nel modo più corretto le patologie e le urgenze sanitarie, non si può dire lo stesso del restante 30 per cento, che non raggiunge una casistica minima di interventi. Questo significa che il venti per cento della popolazione viene curato in ospedali privi della competenza minima per affrontare, ad esempio, un infarto, un carcinoma, un parto», spiega Francesco Longo, ricercatore del Cergas Bocconi, centro di ricerca sullo stato di salute del Servizio Sanitario Nazionale.

Leggi: L’Espresso, 10/08/2021


giovedì 5 agosto 2021
Nuove risorse per riqualificazione spazi urbani e porti con l’intesa Stato-Regioni

E’ notizia di ieri, 4 agosto, il raggiungimento dell’intesa in Conferenza Unificata Stato- Regioni-Province autonome, su un nuovo decreto che ha lo scopo di investire risorse sulla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica (EDR), destinandovi circa 2 miliardi del Fondo complementare al PNRR, orientate a verde, efficienza energetica, sicurezza sismica e miglioramento delle condizioni sociali.
Il provvedimento è importante perchè va a coprire un vuoto del PNRR. I Piano nazionale, infatti, non aveva espressamente previsto risorse specifiche per il settore.
Sono stati annunciati investimenti anche per il potenziamento e l’ammodernamento della portualità nazionale (vd. articolo “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est (Seneca)” pubblicato sul sito dell’Associazione il 1° luglio): in particolare per i porti si tratta di 2,8 miliardi di euro dal 2021 al 2026 di cui alle regioni del Sud viene destinato il 43%.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 05/08/2021


martedì 3 agosto 2021
Riconoscimento degli Oss in ambito sanitario? “Ora tocca a noi caregiver”

Il commento e la proposta di una mamma adottiva e caregiver, che da anni si batte perché Lisa, che non sa esprimersi con le parole, possa avere gli strumenti e il personale di cui ha bisogno per comunicare: “L’Oss non è infermiere né medico. Questa confusione crea tanti problemi, in ambito sanitario, scolastico e dei servizi”
Oss come figure saniterie? Tanti rischi e poca chiarezza. Se una certa confusione esiste da sempre, intorno a questa sigla che pochi sanno declinare, è comprensibile la preoccupazione diffusa dalla notizia del riconoscimento di questa professione in ambito sanitario. Ce ne parla Raffaella Buziol, mamma adottiva e caregiver di Lisa, che ha una forma di disprassia e non riesce a comunicare con le parole: “La formazione ed i compiti dell’Oss, oltre a quelli descritti dall’accordo istitutivo del 2001 e 2003, sono stabiliti dalle singole Regioni. La legge 1º febbraio 2006, n. 43 e la legge 11 gennaio 2018, n. 3 ne hanno ulteriormente specificato i compiti e le funzioni. Ma la formazione non è uniforme tra regione e regione, come pure la collocazione di queste figure: ci sono regioni incui l’Oss diventa ‘assistente all’autonomia’, una definizione questa che però riguarda tutt’altra formazione e tutt’altro percorso: quelli dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione in ambito scolastico. L’Oss invece è l’addetto all’assistenza di base: non è né infermiere né medico”.

Leggi: Redattore Sociale, 03/08/2021


lunedì 2 agosto 2021
Cohousing, la nuova frontiera dell’abitare. Il progetto Homers, Legambiente, Cgil.

Recentemente la CGIL ha stretto un patto con HOMERS finalizzato a riconquistare nelle città un processo di vera e propria rigenerazione sociale e abitativa. HOMERS è infatti una società benefit che attraverso servizi innovativi valorizza e riusa immobili dismessi a fini abitativi sviluppando progetti di cohousing.
A sua volta HOMERS ha stretto un patto con Legambiente con la quale la CGIL collabora in tante iniziative.
Ci ha spinto a realizzare questo accordo innanzitutto l’idea e la convinzione che di fronte alla grande sfida del rinnovamento progettuale per uscire dalla pandemia, rimettendo al centro il lavoro, una grande organizzazione come la CGIL debba stare concretamente in campo. Non possiamo cioè limitarci a declamare ai quattro venti che “per uscire dalla crisi il nostro Paese ha bisogno di scommettere e valorizzare le imprese sane ed eticamente centrate sulla tutela dei diritti del lavoro”. Con queste imprese dobbiamo avere la forza di stringere, là dove è possibile, patti concreti di collaborazione che stiano nel solco della legalità.
Con HOMERS dunque vogliamo provare ad aprire sul territorio dei veri e propri cantieri, in particolare per lavorare su immobili confiscati alle mafie, riusandoli come cohousing e farne il punto di innesco di processi estesi di rigenerazione urbana e civile.

Leggi: Fillea Cgil, 02/08/2021


domenica 1 agosto 2021
Pinqua: ammesse 271 proposte progettuali

Conclusa la FASE 1 del Programma per l’Innovazione e la Qualità dell’Abitare (PINQuA) con la consegna della graduatoria il 20 luglio
All’Alta Commissione sono pervenute da Regioni, Città metropolitane e Comuni 290 proposte (delle quali 9 relative ai progetti pilota), ne sono state ammesse 271. I 19 progetti esclusi dal finanziamento (per circa 1 mld di euro) potrebbero essere recuperati in futuro.
I progetti pilota ammessi (ad alto impatto strategico sul territorio nazionale, da cofinanziarsi anche con eventuali ulteriori risorse, ivi comprese quelle di cui al Recovery Fund, in quanto orientati all’attuazione del Green Deal e della Digital Agenda possono essere cofinanziate fino a 100.000.000,00 di euro ciascuna), sono 8 (CM Messina; Comuni di Brescia, Milano, Bari, Lamezia Terme, Ascoli Piceno, Genova; Regione Lombardia).
Sono stati considerati meritevoli di menzione 13 progetti

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 01/08/2021


mercoledì 28 luglio 2021
Anziani digitali Passi avanti nella pandemia – I progetti

La pandemia ha obbligato tutti a fare un passo avanti nel campo della digitalizzazione: i bambini e gli insegnanti con la Dad, la pubblica amministrazione con l’offerta di servizi online, le aziende con l’utilizzo dello smart working. Anche per la popolazione anziana è dimostrato che sapere utilizzare un dispositivo mobile, gestire la posta elettronica, usufruire di qualche servizio online, migliora e facilita la propria vita. L’esperienza di Auser Lombardia, dopo un anno e mezzo di chiusure, può essere giudicata soddisfacente, anche se molto resta da fare. All’indomani del primo lockdown, abbiamo deciso di utilizzare una piattaforma online per le riunioni dei gruppi dirigenti regionali e provinciali, in seguito la modalità è stata adottata in tutti i comprensori, fino nelle Sedi locali. Abbiamo dato il via ad alcune interessanti sperimentazioni, come l’utilizzo di una app specifica per la compagnia telefonica che aiuta le persone a superare la solitudine, l’isolamento e le stimola a prendersi cura della propria persona perché dovranno comparire “in video”.

Leggi: Il Giorno, 28/07/2021


martedì 27 luglio 2021
Anziani. Vivere in solitudine aumenta probabilità di assumere ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici

La solitudine è una “patologia” che negli anziani è responsabile di un maggior consumo di ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici. L’evidenza emerge da uno studio consotto in USA su oltre 6 mila over 65 che hanno partecipato al sondaggio National Social Life, Health, and Aging Project.
Gli anziani che vivono in solitudine hanno maggiori probabilità di assumere ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici rispetto ai coetanei che non si sentono soli. A evidenziarlo è uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine da un team di scienziati coordinato da Ashwin Kotwal, dell’Università della California di San Francisco.
I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 6.017 adulti americani di età pari o superiore a 65 anni, che hanno partecipato al sondaggio National Social Life, Health, and Aging Project in tre step, nel 2005, 2010 e 2015.
Complessivamente, 2.388 partecipanti, pari al 40%, sono stati ‘classificati’ come soggetti a bassa o moderata solitudine, mentre 396, pari al 7%, erano molto soli. Questi ultimi, in particolare, avevano una probabilità significativamente maggiore di quelli che non avvertivano la solitudine di assumere antinfiammatori non steroidei, oppioidi, benzodiazepine, sedativi e antidepressivi. Anche la politerapia era più comune tra i partecipanti molto soli.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/07/2021


martedì 27 luglio 2021
“Ripartire dalla persona”, nasce Assofamiglia

Iniziativa del segretario della Fials Giuseppe Carbone che prevede “oltre al servizio di assistenza domiciliare, l’associazione offre un servizio di trasporto nel comune e fuori comune per disbrigo visite mediche e pratiche amministrative”.
La pandemia ha messo in evidenzia come la medicina del territorio (cure primarie e servizi di prevenzione) sia stata dirimente rispetto alla medicina ospedalocentrica. Stiamo confrontando la medicina dell’iniziativa (cure primarie) e la medicina dell’attesa (assistenza ospedaliere) all’interno del sistema sanitario nazionale.
Puntare sulle sole strutture ospedaliere, pur riconoscendo che in tempo di COVID tali strutture hanno mostrato una flessibilità e una capacità di trasformazione e di riorganizzazione straordinaria e inimmaginabile, non è stato sufficiente e in alcuni casi errato, perché è necessario produrre condizioni di salute nel territorio. La carenza di posti letto in terapia intensiva, e la non adozione di piani d’intervento per le emergenze, evidenzia l’incapacità a trattare le persone prima della necessità del ricovero sul territorio e al proprio domicilio.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Rsa, il Comitato Orsan prepara l’esposto contro ministero della Salute e regioni

Il presidente, Dario Francolino: “A giorni scadrà l’ordinanza dell’8 maggio. Chiediamo solo tre cose: che almeno un familiare dotato di green pass abbia accesso libero 7 giorni su 7 alla Rsa; che gli ospiti ricoverati non siamo sottoposti a quarantena dopo le uscite e che si obblighino le Rsa ad aumentare durata e frequenza delle visite programmate”
“A giorni scadrà l’ordinanza dell’8 maggio (del ministero della Salute, che definisce le modalità di accesso/uscita di ospiti e di visitatori presso le strutture residenziali, ndr) e ancora non ci sono notizie sul rinnovo o sul miglioramento della stessa. Chiediamo solo tre cose: che almeno un familiare dotato di green pass abbia accesso libero 7 giorni su 7 alla Rsa; che gli ospiti ricoverati non siamo sottoposti a quarantena dopo le uscite e che si obblighino le Rsa ad aumentare durata e frequenza delle visite 7/7 sempre programmate. Speriamo che Papa Francesco ci possa sostenere con le sue preghiere”. Sono le parole di Dario Francolino, presidente di Orsan – Open RSA Now, che ha rivolto un personale appello anche al Pontefice che ha indetto la prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani, celebrata ieri.

Leggi: Redattore Sociale, 26/07/2021


venerdì 23 luglio 2021
Il ruolo “sanitario” di assistenti sociali e Oss è legge. “Verso la valorizzazione”

Il riconoscimento è avvenuto con l’approvazione definitiva, in Senato, del decreto Sostegni bis. Le reazioni di Cnoas, Sunas e Aran. “Queste figure affrancate dal preesistente inquadramento desueto e fuorviante nel ruolo tecnico. Ora la contrattazione e l’organizzazione del lavoro potranno valorizzarli adeguatamente”
Operatori socio sanitari e assistenti sociali entrano a pieno titolo nell’ambito del Servizio sanitario nazionale: il riconoscimento che decreta questo passaggio è avvenuto con l’approvazione definitiva, in Senato, del decreto Sostegni bis. In altre parole, queste figure, fino ad oggi riconosciute per il loro ruolo prettamente sociale, da oggi acquistano ufficialmente una funzione sanitaria, ponendosi come anello fondamentale in quella integrazione socio-sanitari da tempo e da più parti invocata e attesa.

Leggi: Redattore Sociale. 23/07/2021


DALLE REGIONI:

domenica 5 settembre 2021
“Quartieri a misura di anziano” Appello alla politica dallo Spi Cgil

Il sindacato: “Le istituzioni locali devono ripensare all’accoglienza con residenze per la terza età integrate nel tessuto urbano”
«È necessario costruire un sistema di accoglienza che non isoli le persone anziane costringendole ad aspettare l’ora finale in assenza di attenzioni affettive e sociali». Così lo Spi Cgil in un post. Il sindacato dei pensionati del segretario Attilio Romanelli (nella foto) fa il punto sull’accoglienza degli anziani nelle strutture loro dedicate. «Elena Argenti collaboratrice e animatrice di importanti esperienze dell’Auser Cgil di Terni, ha descritto una visita fatta in una casa di cura per anziani – racconta lo Spi Cgil – riportando un’esperienza emotiva toccante a cui non si può rimanere insensibili ma si deve rispondere con una concreta azione politico amministrativa. È necessario aprire una discussione che investa istituzioni, movimento cooperativo, associazioni cattoliche e privati per ripensare questo sistema di assistenza». E il sindacato dei pensionati sottolinea che «è urgente progettare sedi residenziali all’interno della città, servite da figure professionali che possano accompagnare queste persone nella vita quotidiana. Insomma bisogna battersi contro la solitudine e la progressiva emarginazione».

Leggi: La Nazione, 05/09/2021


giovedì 2 settembre 2021
Anziani, Campobasso: presentati 20 appartamenti di alloggi protetti Silver Age

Un progetto sociale e di cohousing del Comune di Campobasso in collaborazione con Optima. La struttura di via Marche è composta da 20 appartamenti di cui 5 ad uso singolo e 15 ad uso doppio, per un totale di 35 posti letto
Sono stati presentati oggi, nel corso di una conferenza stampa, gli Alloggi protetti Silver Age in via Marche, un progetto sociale e di cohousing del Comune di Campobasso in collaborazione con Optima.
“Gli alloggi della struttura Silver Age nascono con l’intenzione, già sviluppata in altre realtà sociali – ha dichiarato il sindaco di Campobasso Roberto Gravina -, di offrire una possibilità di vita autonoma in un appartamento sicuro, protetto e controllato, dove preservando comunque una propria indipendenza, la presenza di spazi comuni permette di favorire la socializzazione e la relazione con gli altri, producendo quel genere di dinamiche necessarie per vivere bene e con serenità ogni periodo della nostra vita”.
Gli Alloggi protetti sono destinati prevalentemente a persone di età superiore ai 65 anni, singoli o in coppia, che conservano un sufficiente grado di autonomia e che tuttavia hanno necessità di una soluzione alloggiativa che consente maggiore sicurezza, protezione e migliore qualità di vita. La struttura di via Marche è composta da 20 appartamenti di cui 5 ad uso singolo e 15 ad uso doppio, per un totale di 35 posti letto.

Leggi: Redattore Sociale, 02/09/2021


giovedì 2 settembre 2021
Anziani, Bari: oltre mille interventi in un mese per la tutela

Lo comunica l’amministrazione comunale rendendo noti i dati relativi agli interventi effettuati nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 agosto scorsi nell’ambito del piano operativo cittadino a contrasto delle ondate di calore a tutela degli anziani e delle persone fragili
Sono state 1.215 le telefonate giunte al progetto Serenitanziani, il servizio di sorveglianza attiva pensato dal Comune di Bari e dedicato a persone in stato di disagio sociale ed economico. Lo comunica l’amministrazione comunale rendendo noti i dati relativi agli interventi effettuati nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 agosto scorsi nell’ambito del piano operativo cittadino a contrasto delle ondate di calore a tutela degli anziani e delle persone fragili.
Sono state 145 le telefonate agli operatori del sostegno psicologico rivolto agli over 65 mentre 988 gli anziani che nel periodo in esame hanno scelto di partecipare alle attività promosse per il tempo libero. Con Non più soli, il programma di contrasto alle solitudini delle persone anziane e fragili che prevede supporto nei percorsi di autonomia per l’inclusione sociale, 86 persone sono state accompagnate nelle attività ordinarie di igiene e cura personale, igiene dell’ambiente, monitoraggio delle condizioni di vita, supporto psicologico, consegna della spesa, azioni di compagnia.

Leggi: Redattore Sociale, 02/09/2021


giovedì 12 agosto 2021
Firenze, i musei sbarcano nelle Rsa e nei centri per migranti

I contenuti dei musei civici fiorentini saranno offerti alle strutture della fragilità. E’ l’iniziativa Musei in valigia firmata da Mus.e.
Giovani, immigrati e anziani, persone che portano sulle spalle situazioni di fragilità o disagio e che per questo non hanno modo di visitare i musei. È pensata per loro, in quest’estate complicata in cui partire e viaggiare non è affatto semplice, l’iniziativa messa in cantiere dai musei fiorentini che, andando controtendenza, faranno i bagagli preparandosi a lasciare per un po’ le proprie sedi. Lunedì 16 agosto prende infatti il via il progetto Musei in valigia, firmato MUS.E e realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze nell’ambito dei finanziamenti sul bando Partecipazione culturale, che vede protagonisti i Musei Civici Fiorentini ma anche e soprattutto i luoghi in cui essi saranno ospitati. Si tratta di vere e proprie valigie, al cui interno sono custoditi materiali scelti per offrire un’esperienza davvero speciale di avvicinamento al patrimonio fiorentino: dall’Italia vista attraverso gli scatti dei grandi fotografi protagonisti della mostra Italiae, Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea in corso presso Forte Belvedere all’excursus tra le mappe della suggestiva Sala delle carte geografiche di Palazzo Vecchio fino alla full immersion tra i grandi artisti del XX secolo le cui opere sono conservate al Museo Novecento.

Leggi: Redattore Sociale, 12/08/2021


lunedì 9 agosto 2021
Lazio, la regione approva le linee guida per il “durante e dopo di noi”

La Giunta regionale ha approvato le disposizioni regionali per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare: favoriti percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento
La Giunta regionale del Lazio ha approvato le Linee guida regionali per l’applicazione delle finalità contenute nella Legge 22 giugno 2016, n. 112, riguardante le “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”. A darne notizia è l’Assessore alle Politiche Sociali Welfare, Beni Comuni e ASP Alessandra Troncarelli.

Leggi: Redattore Sociale, 09/08/2021


lunedì 6 agosto 2021
Anziani, Gasparri-De Vito: l’Assemblea capitolina istituisca il garante

Lo affermano il coordinatore romano di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ed il presidente della Assemblea capitolina e capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, Marcello De Vito
“Oggi in Assemblea capitolina si discute la basilare delibera per l’istituzione del Garante degli Anziani. Dopo il parere unanime in commissione e dopo soprattutto l’istituzione, da parte di Papa Francesco, e la celebrazione della prima giornata mondiale per i nonni e gli anziani dello scorso 25 luglio, auspichiamo che tutti i gruppi capitolini confermino la posizione già espressa, dando in questo modo grande forza all’istituzione di questa figura fondamentale, ancor più in una città come Roma”. Lo affermano il coordinatore romano di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ed il presidente della Assemblea capitolina e capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, Marcello De Vito.
“Il tema dell’invecchiamento attivo invero è ormai riconosciuto come centrale dalla legislazione europea e nazionale. E’ fondamentale porre gli anziani nel vivo della nostra società, garantendogli un ruolo attivo, che consista anche nel poter trasferire il loro importante bagaglio di esperienza, di competenza e di vita ai più giovani.

Leggi: Redattore Sociale, 06/08/2021


mercoledì 4 agosto 2021
Comune di Napoli, Piano sociale di zona da 30 milioni: 100 assunzioni nel welfare

Digital divide, rafforzamento della rete a supporto delle vittime di violenza, abbattimento delle barriere architettoniche, continuità dei progetti essenziali per la cittadinanza. Sono alcune delle linee fondanti della seconda annualità del Piano sociale di zona del Comune
Digital divide, rafforzamento della rete a supporto delle vittime di violenza, del servizio professionale e del segretariato sociale, abbattimento delle barriere architettoniche, continuità dei progetti essenziali per la cittadinanza. Sono queste alcune delle linee fondanti della seconda annualità del Piano sociale di zona del Comune di Napoli. Previsti interventi per circa 30 milioni di euro, la metà dei quali impiegati per il finanziamento di nuovi progetti. Ad illustrare il Piano, in conferenza stampa, è stata l’assessora comunale alle Politiche sociali Donatella Chiodo.

Leggi: Redattore Sociale, 04/08/2021


venerdì 30 luglio 2021
Anziani, Associazione “Felicita”: Sala faccia qualcosa per le Rsa milanesi

Appello al sindaco uscente e candidato del centrosinistra alle prossime comunali: “Che fine hanno fatto nostre proposte? Il silenzio è assordante”
“Prendiamo atto con delusione del silenzio assordante da parte di chi si candida a guidare di nuovo Milano, e lo invitiamo ad assumersi la responsabilità di porre fine a una situazione insostenibile per il vivere civile”. Sono parole molto dure quelle che ‘Felicita’, l’associazione che si occupa della tutela dei diritti nelle Rsa, rivolge al sindaco uscente e candidato del centrosinistra alle prossime comunali, Giuseppe Sala. In sostanza, l’accusa è quella di di non aver agito per “risolvere la grave situazione di peggioramento delle condizioni psico-fisiche degli anziani nelle residenze assistenziali a causa del prolungato isolamento e del taglio dei servizi”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/07/2021


venerdì 30 luglio 2021
Decreto Lupi-Renzi, per i sindacati degli inquilini norma iniqua da cambiare. I piani di alienazione varati dalle aziende rischiano di sradicare migliaia di famiglie assegnatarie di case popolari che non possono riscattare l’abitazione

I sindacati nazionali degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini lanciano l’allarme sugli effetti sociali dei programmi di alienazione e reinvestimento avviati sulla base del decreto Lupi-Renzi del 2014, norma concepita per assicurare il diritto di prelazione ai legittimi assegnatari in caso di vendita di appartamenti inseriti nei condomini misti nei quali la proprietà pubblica è inferiore al 50 per cento.
E se l’assegnatario non è nelle condizioni di acquistare?
Viene spostato in un altro appartamento per poter procedere con la vendita all’asta.
Sono escluse solo le famiglie con particolari situazioni di disagio e i nuclei familiari composti da soli over 70.
Nella Capitale il piano di alienazione avviato dall’Ater di Roma sta creando non poche tensioni tra gli inquilini delle case popolari che non hanno la possibilità economica di acquistare la casa in cui vivono e che ora rischiano di essere fortemente penalizzati dalla norma che stabilisce la mobilità in altri appartamenti. Basti pensare che su 7.500 lettere inviate dall’Ater di Roma, circa 1.000 hanno dato la propria disponibilità all’acquisto e di queste non tutte riusciranno ad acquistare.

Leggi: Sunia, 30/07/2021


giovedì 29 luglio 2021
Roma. SUNIA, SICET, UNIAT e UNIONE INQUILINI Roma: il Ministro Lamorgese richiama i prefetti sulla graduazione degli sfratti

Gli sfratti non vanno in vacanza per questo i sindacati della casa oggi hanno scritto al Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, affinché venga raccolto subito l’appello della Ministra degli Interni Lamorgese che, nella comunicazione alle camere del 22 Luglio, ha invitato le Prefetture a convocare tavoli istituzionali finalizzati alla sottoscrizione di “protocolli di intesa con gli interlocutori istituzionali proprio per armonizzare ed integrare gli interventi, in particolare quelli sulla morosità incolpevole sotto i profili della ripartizione delle risorse disponibili, del numero degli alloggi da assegnare in emergenza agli sfrattati, nonché delle procedure da attuare nei confronti delle famiglie colpite da sfratto e per un’adeguata azione di bilanciamento degli interessi a tutela delle fasce più deboli”.

Leggi: Sunia, 29/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Anziani, Forza Italia Lombardia vuole un Garante regionale che li supporti

Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”. Per il consigliere Giulio Gallera, primo firmatario del provvedimento: “Una figura necessaria”
Una rigorosa azione di tutela dei diritti delle persone con età superiore ai 65 anni che garantisca loro adeguate misure di sostegno, parità di accesso ai servizi, valorizzazione delle diverse peculiarità e un attento monitoraggio della loro qualità della vita. Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”.
Una figura necessaria che, secondo il primo firmatario del provvedimento, il consigliere Giulio Gallera, “rappresenta un atto di civiltà nei confronti di un’ampia fetta della popolazione regionale potenzialmente fragile”. Il Garante sarà posto in capo al Difensore civico regionale, che avrà il compito di vigilare sull’attuazione delle indicazioni legislative e di segnalare abusi o inadempienze che porterebbero all’applicazione di sanzioni e risarcimenti.

Leggi: Redattore Sociale, 26/07/2021


IN AGENDA:

Il 24 settembre Convegno Conclusivo di “Tapas in aging”

Due anni di ricerca con oltre 500 volontari over65 che hanno contribuito – anche rendendosi disponibili per un’altra ricerca speciale durante un evento storico unico come il lockdown – a indagare come spazio, tempo e ambiente costruito siano determinanti di salute: i risultati del lavoro dei ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, condotto in partnership con Auser Lombardia e sostenuto da Fondazione Cariplo, saranno resi pubblici il 24 settembre (ore 10-13).

Leggi: Auser


Il 28 settembre a Roma Convegno Conclusivo del Progetto dei Nonni di Comunità

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani il prossimo 28 settembre il Convegno Conclusivo del Progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”. Un progetto di Auser Lombardia finanziato dal Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, quattro le regioni coinvolte.

Leggi: Auser


Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

 Il rapporto tra gli anziani che vivono in struttura e le loro famiglie: le conseguenze del Covid-19

Con l’emergenza sanitaria le relazioni fra anziani ricoverati in struttura e il mondo esterno si sono improvvisamente interrotte; questa esperienza è stata molto faticosa per tutti i soggetti coinvolti: da un lato il senso di solitudine dell’anziano, dall’altro il senso di impotenza dei familiari. E in questo contesto difficile, il personale sanitario si è trovato a svolgere un ruolo, mai esercitato prima, di mediazione delle relazioni fra residenti e familiari.
di Giulia Avancini (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Clara Bertoglio (dottoranda di ricerca in Social Work and Personal Social Services presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Giulia Notari (dottoranda di ricerca in Social Work and Personal Social Services presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)
La relazione tra gli anziani inseriti in una struttura residenziale e i loro familiari ha un’importanza cruciale. I familiari sono il punto di riferimento per gli anziani in RSA, per i quali la visita dei parenti rappresenta il momento più felice (Li et al., 2020). Le motivazioni che portano i familiari a mantenere una relazione con i parenti in struttura sono molteplici: per mantenere viva la relazione; per motivi personali (ad esempio per le amicizie che si sono sviluppate con altri visitatori); infine perché i familiari desiderano monitorare l’assistenza che riceve il proprio caro (Duncan, Morgan, 1994; Gilmour, 2002; Gladstone, Wexler, 2000, 2002; Nolan, Dellasega, 1999).
Il ruolo della famiglia in Italia, infatti, è molto importante: come in tutti gli Stati del Sud Europa, anche in Italia la gestione delle cure delle persone non autosufficienti è quasi interamente delegata alla famiglia (Bettio et al., 2006). Il sistema di Long Term Care è in grado di rispondere solo a una persona su tre in difficoltà, pertanto due terzi degli anziani che non ricevono una risposta dal sistema di welfare pubblico cercano alternative per soddisfare il loro bisogno attraverso la capacità di auto-organizzazione delle (Perobelli, Notarnicola, 2018).

Leggi: I Luoghi della Cura


Quando la povertà economica e la povertà abitativa entrano nella vita delle persone – di Remo Siza

Nel giugno scorso a Lisbona, nel corso della conferenza organizzata dalla presidenza portoghese del Consiglio dell’UE, dalla Commissione europea e da FEANTSA (Federazione europea delle associazioni nazionali che si occupano dei senza dimora), i ministri nazionali e i rappresentanti delle istituzioni dell’UE, hanno firmato la “Lisbon Declaration on the European Platform on Combatting Homelessness” (2021). Il lancio della piattaforma segna l’inizio di un percorso verso un impegno condiviso di tutti gli Stati membri a favore delle persone senza dimora al fine di perseguire i seguenti obiettivi:
• nessuno deve dormire per strada per mancanza di alloggi di emergenza accessibili, sicuri e adeguati;
• nessuno deve vivere in un alloggio di emergenza o provvisorio oltre il tempo necessario per passare a una soluzione abitativa permanente;
• nessuno deve lasciare un’istituzione (ad es.: carcere, ospedale, struttura di accoglienza) senza che gli sia offerto un alloggio adeguato;
• lo sfratto va evitato il più possibile, e nessuno deve subirlo senza essere aiutato, laddove necessario, a trovare una soluzione abitativa adeguata;
• nessuno deve essere discriminato a motivo della sua condizione di senza dimora.

Leggi: Welforum


Reti di prossimità: obiettivi del PNRR e nodi da approfondire – di Giulio Fornero

Si propongono alcune riflessioni, a riguardo delle priorità di scelta rispetto alle reti di prossimità, alla luce delle attuali indicazioni internazionali e delle proposte contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Indicazioni internazionali
Le principali indicazioni per la salute e la sanità a livello internazionale si stanno rapidamente aggiornando, alla luce dell’esperienza della pandemia da Covid-19, o meglio (come precisa R. Horton, in un editoriale di The Lancet, September 26, 2020) della sindemia in atto, poichè due categorie di malattie interagiscono all’interno di popolazioni specifiche, diverse per età e per fragilità: le infezioni da SARS-CoV-2 e una serie di malattie croniche non trasmissibili (NCD).
Le attuali linee di indirizzo sono tutte volte a investire per la salute responsabilizzando i governi e i cittadini, rafforzare i sistemi sanitari centrati sulle persone, creare ambienti favorevoli e comunità resilienti, investire a favore di professionisti ed operatori sanitari e socio-sanitari.
Cosa prevede il PNRR
La missione Salute del PNRR si articola in due componenti:
• Riforma 1: Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale: (…) rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari.
• Riforma 2: Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale.
La Riforma 1 prevede due attività principali:
• La definizione di standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l’assistenza
territoriale e l’identificazione delle strutture a essa deputate (…)
• La definizione (…) di un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio One-Health

Leggi: Welforum


Coprogettazione: dal cofinanziamento alla corresponsabilità – di Gianfranco Marocchi

È interessante ragionare su come si sono evoluti gli interessi di chi si occupa di amministrazione condivisa. Solo due anni fa, il tema su cui si concentravano gli incontri pubblici e le domande degli operatori era quello della legittimità: la legge consente di coprogrammare e di coprogettare? Questo filone di riflessione non è scomparso, ma, soprattutto nella seconda parte del 2020, dopo che la Sentenza 131/2020 della Corte costituzionale ha dissolto ogni dubbio in merito, è stato affiancato da un altro: se oggi è ormai chiaro che collaborare si può, si tratta di capire come quando farlo, e come farlo al meglio. E dunque le buone prassi da seguire, gli errori da evitare, con un approccio misto di tipo giuridico (ad esempio, come redigere un avviso pubblico per instradare al meglio il procedimento) e relativo alle dinamiche dei tavoli (come porsi in un tavolo di lavoro e come governarlo).
Oggi questo secondo filone si sta evolvendo in un terzo, che prende le mosse dalle prime esperienze pratiche di coprogrammazione e di coprogettazione. La domanda all’esperto nasce ex post, è una richiesta di confronto di chi ha provato in prima persona a praticare l’amministrazione condivisa e oggi vuole riflettere a partire da “come è andata”. E quindi i soggetti di questa conoscenza sono insieme degli “esperti” che studiano questi temi e i protagonisti che hanno vissuto in prima persona le esperienze; i primi senza i secondi rischiano di produrre una conoscenza vuota e poco appetibile.
Le narrazioni, proprio perché influenzate dalle esperienze soggettive, si fanno oggi molto differenti e non deve stupire di avere a che fare con entusiasti, secondo i quali grazie a queste esperienze si sono modificati radicalmente e in modo positivo i modelli di intervento di un territorio, così come con coloro che evidenziano problematicità.

Leggi: Welforum


Abuso e maltrattamento agli anziani: i risultati di un’indagine in RSA

Per rischio clinico si intende la possibilità di provocare un danno, a seguito di una prestazione sanitaria o assistenziale. Anche gli abusi ed i maltrattamenti sono considerati un rischio nello svolgimento delle pratiche sociosanitarie. Informare, formare e supportare gli operatori, è un’ottima strategia di prevenzione.
di Lidia Cancelliere (Logopedista, Istituto P. Redaelli Milano), Pasquale Coccaro (Infermiere, Coordinatore f.f., Istituto P. Redaelli Milano), Antonio Grillo (Direttore Medico, Istituto P. Redaelli Milano), Emilia Guglielmucci (Assistente Sociale, Istituto P. Redaelli Milano)
Abuso e maltrattamento agli anziani: i risultati di un’indagine in RSA
La letteratura corrente fornisce una moltitudine di definizioni adeguate e appropriate sul significato di rischio clinico. Per i nostri propositi, relativamente alla dimensione socio sanitaria, il rischio e la sua relativa gestione, si configura nella possibilità di provocare un danno, a seguito di una prestazione sanitaria o assistenziale. Nella maggioranza dei casi i protagonisti inconsapevoli sono i pazienti. Un rischio, spesso sottovalutato come tale, ma sicuramente preoccupante, è rappresentato dall’abuso e dal maltrattamento degli ospiti delle case di riposo.
Rischi correlati al settore socio sanitario
Il rischio e la sua relativa gestione, si realizza in contesti dove emergono chiaramente concetti quali fragilità, disabilità, cronicità. I contesti sanitari da alcuni decenni sono entrati nell’ottica dell’ottenimento dei migliori risultati possibili in termini di gestione del rischio clinico attraverso il miglioramento continuo delle prestazioni in linea con le conoscenze più avanzate.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Pensione di vecchiaia: ad Inps obbligo di verifica dei requisiti

Se si è in possesso dei requisiti di legge, è ingiustificato rifiutare una prestazione previdenziale perché la domanda contiene riferimenti normativi errati. Spetta comunque all’Inps “verificare la sussistenza dei presupposti per la concessione del beneficio richiesto, senza opporre formalistiche interpretazioni delle norme”.
Con questa motivazione la Corte d’Appello di Ancona, chiamata a pronunciarsi dopo un’ordinanza della Cassazione, ha riconosciuto il diritto di un lavoratore alla pensione di vecchiaia, al quale l’Inps aveva posticipato la decorrenza della prestazione di due anni, pur avendo raggiunto già i requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia, perché nella originaria domanda amministrativa era stata erroneamente richiamata la norma sulla Salvaguardia ex Legge 214/2011, senza allegare la relativa istanza di accesso alla Direzione territoriale del lavoro.
Grazie agli avvocati dell’Inca Cgil, Carla Fioravanti e Paolo Boer, quindi, viene riconosciuta l’originaria decorrenza al trattamento pensionistico, nel frattempo concesso con una perdita di quasi due annualità di ratei, riconoscendo da un lato la valenza della domanda presentata, seppure con un errato riferimento alla salvaguardia e dall’altro, sottolineando il vincolo dell’Inps ad attivare le necessarie valutazioni e verifiche.

Leggi: Inca


Dal 1°ottobre il PIN INPS va in pensione

I PIN rilasciati dall’Inps alla data del 1° ottobre 2020 e rimasti in vigore nel periodo transitorio, perderanno la loro validità alla data del 30 settembre 2021, con la sola eccezione di quelli rilasciati a cittadini residenti all’estero non in possesso di un documento di riconoscimento italiano. Lo comunica l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale, nella quale avverte che gli utenti potranno accedere ai servizi offerti da INPS utilizzando uno dei seguenti sistemi di autenticazione alternativi attualmente accettati:
Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID);
Carta d’Identità Elettronica (CIE);
Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
L’Inps, pertanto, avverte che gli utenti sono invitati a dotarsi, se già non l’avessero fatto, di uno qualsiasi dei sistemi di autenticazione citati, tutti tra loro equivalenti.

Leggi: Inca


Covid 19: Quarantena senza più tutela

La quarantena non è più malattia: salta la copertura previdenziale. L’Inps lo ha comunicato con un messaggio spiegando che mancano gli stanziamenti da parte del governo per il 2021. Cgil, Cisl e Uil, rivolgendosi ai ministri Orlando e Franco, chiedono di garantire le tutele fino al termine dell’emergenza sanitaria.
Di punto in bianco e in pieno agosto salta la copertura previdenziale per la quarantena da covid-19. D’ora in poi e – attenzione – con effetto retroattivo per tutto il 2021, lavoratrici e lavoratori dipendenti del settore privato che dovessero entrare in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria non sarebbero più coperti dalla malattia, come è stato invece per il 2020. La novità, di certo non di poco conto, è stata annunciata dall’Inps con un messaggio lo scorso 6 agosto: “Il legislatore – ha scritto l’Istituto di previdenza – attualmente non ha previsto, per l’anno 2021, appositi stanziamenti volti alla tutela della quarantena… e, pertanto, salvo eventuali interventi normativi, l’Istituto non potrà procedere a riconoscere la tutela previdenziale per gli eventi riferiti all’anno in corso”.

Leggi: Inca


 

 

 

 


 

 


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