Carissime e carissimi
Sperando che abbiate passate un’estate serena e in salute, riprendiamo la pubblicazione della newsletter di Abitare e Anziani.
La redazione


Il diritto al vaccino deve essere universale

Pubblichiamo il discorso del segretario generale della Cgil durante il G20 della Salute
Prima di tutto un ringraziamento non formale al ministro Roberto Speranza per aver dato anche alle parti sociali e a chi rappresenta il mondo del lavoro la possibilità di partecipare a questo importante appuntamento. Il lavoro, gli uomini e le donne che lo svolgono, è stato determinante nel fronteggiare la pandemia. Penso innanzitutto a quanti occupati nelle corsie degli ospedali, nelle terapie intensive, e a dare assistenza al proprio domicilio a chi colpito dal Covid. E penso anche a quanti, a rischio della propria incolumità, hanno operato nei cosiddetti servizi essenziali consentendo a noi di rimanere al sicuro nelle nostre case. Il lavoro che ha salvato e salva il Paese è quello tutelato, ben retribuito e stabile.

Leggi: Collettva, 06/09/2021


Referendum eutanasia, superata la soglia delle 750mila firme

Circa un terzo delle adesioni in forma digitale. Tra le ultime raccolte anche quelle di Roberto Saviano, Francesco Guccini e Pif
Superate le 750mila firme per il referendum sula legalizzazione dell’eutanasia. Oltre 500mila sono state raccolte ai tavoli, mentre quelle digitali hanno oltrepassato le 250mila. A queste cifre si aggiunge un numero ancora imprecisato di firme raccolte nei Comuni, nei consolati e negli studi degli avvocati e da alcuni gruppi che si sono aggiunti alla mobilitazione nelle scorse settimane. Tra le ultime adesioni raccolte, anche quelle di Roberto Saviano, Pif e Francesco Guccini.
“Ho firmato perché oggi, senza una legge che la regolamenti – afferma Saviano – l’eutanasia non è un diritto accessibile a tutti. Ho firmato perché sia libero di scegliere anche chi non può permettersi di raggiungere paesi dove l’eutanasia è legale. Firmare per promuovere questo referendum, comunque la si pensi, è un atto di rispetto per la vita e per il prossimo”.

Leggi: La Repubblica, 25/08/2021


NEWS:

martedì 7 settembre 2021
Anziani, riforma in corso: meno Rsa, più servizi. “Nuovo umanesimo”

Intervista a monsignor Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, chiamato dal ministro Speranza a guidare la Commissione per la riforma dell’assistenza per gli anziani non autosufficienza. Il futuro? La fine del monopolio residenziale e l’incremento delle cure domiciliari. “Le regioni spendono annualmente 12 miliardi per le sole Rsa. Per la Adi, necessaria a milioni di anziani, si stima non si arrivi ai 2 miliardi”
Meno Rsa, più casa, più famiglia, più servizi. Ma soprattutto, un “nuovo umanesimo”, che ricomprenda al suo interno una nuova visione e un nuovo approccio agli anziani, che nel nostro Paese sono sempre di più e sempre più anziani. E’ il pensiero di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, chiamato dal ministro Speranza esattamente un anno fa, nel settembre 2020, a guidare la Commissione per la riforma dell’assistenza per gli anziani non autosufficienti, che venerdì scorso ha presentato la Carta dei diritti degli anziani. Ma quali sono i pilastri di questa nuova cultura e cura degli anziani? Quale dovrebbe essere il futuro del sistema dell’assistenza dedicata a questa parte sempre più consistente della popolazione, sistema che ha mostrato, con l’inizio della pandemia, tutta la sua inadeguatezza e inefficacia? Redattore Sociale lo ha chiesto a monsignor Vincenzo Paglia.

Leggi: Redattore  Sociale, 07/09/2021


martedì 7 settembre 2021
Alzheimer e Pnrr, “subito percorsi specifici”: lanciata la petizione

Sono 9 i punti dell’appello della Fondazione Maratona Alzheimer rivolto al governo in vista degli investimenti sulla non autosufficienza in chiave Pnrr: “Si punti su assistenza domiciliare, formazione degli operatori e Comunità consapevoli”
“L’Alzheimer è una malattia, non l’evoluzione obbligata del processo di invecchiamento. E come tale va trattata: merita prevenzione, diagnosi, cura, ricerca. Merita una specificità delle cure che, a oggi, non esiste”. L’appello, da Bologna, è unanime e si trasforma in una petizione nazionale che sarà inviata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri Speranza e Orlando e ai presidenti di Camera e Senato. A farsi portavoce di questa necessità è la Fondazione Maratona Alzheimer: “Settembre è il mese dell’Alzheimer. Chiediamo una definizione chiara e percorsi condivisi per la realizzazione del diritto alla cura di questa comunità – spiega Stefano Montalti, presidente della Fondazione –. Parliamo di un milione e 200 mila persone, quasi la metà delle persone con una non autosufficienza. La non autosufficienza cognitiva derivata da demenza, infatti, presenta necessità di cura e assistenza diverse e superiori ad altre non autosufficienze, per le caratteristiche proprie della malattia”.

Leggi: Redattore Sociale, 07/09/2021


martedì 7 settembre 2021
Fillea Cgil: «Pronti a costruire le “città dei 15 minuti”, gli appalti premino chi fa innovazione»

Il segretario del comparto edilizia e legno Alessandro Genovesi: «Il settore delle costruzioni deve diventare un settore industriale, con una crescita dimensionale. Ma il 53% dei lavoratori ha un salario più basso per quello che fa». I nodi e le prospettive
Il comparto del legno pronto a guidare la transizione ecologica e innovazione. Ma attenzione alla carenza di materie prime e ai salari.
Noi di CUOREECONOMICO ne abbiamo parlato con Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil che segue il comparto del legno ed edilizia.
Segretario, Pnrr, rigenerazione urbana, ecobonus: edilizia e legno saranno chiamate a contribuire al rilancio del paese: quali sono le idee per le città del domani?
«La Pandemia ha disvelato tutte le fragilità ed i limiti di un modello urbano e quindi di un modello anche produttivo, per i nostri settori, pieno di contraddizioni.
È divenuto palese che avere una casa ben organizzata, servizi sociali vicini, aree verdi e spazi di socialità o non avere tutto ciò, fa la differenza.
Lo stesso smart working pone la questione dello spostamento urbano. Oggi la rigenerazione delle nostre città, la riqualificazione del costruito, la “città dei 15 minuti” divengono l’unica scelta possibile non solo per il rilancio del settore ma per affermare l’unico modello di sviluppo sostenibile in termini sociali e ambientali.

Su questo i lavoratori dell’edilizia e del legno, le imprese, le stesse pubbliche amministrazioni o famiglie (se parliamo di edilizia privata) devono adeguare modelli culturali, organizzativi, industriali e contrattuali per approfittare fino in fondo delle opportunità che, in questa direzione, lo stesso PNRR offre»

Leggi: Cuore Economico, 07/09/2021


lunedì 6 settembre 2021
Vaccino obbligatorio e tamponi gratuiti, le parti sociali incalzano il governo

Cgil, Cisl e Uil incontrano Confindustria e Confapi. Appello comune: il costo del green pass non ricada su lavoratori e aziende. Sul tavolo anche la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive
Dopo un’estate di polemiche e botte e risposte sui giornali, sindacati e industriali tornano a sedersi intorno a un tavolo per decidere come affrontare questa fase delicata della pandemia. Tema centrale nel colloquio tra il presidente di Confindustria Bonomi e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri, il green pass ma soprattutto i tamponi che sia le imprese che i sindacati non intendono far pagare alle aziende ai lavoratori. E in attesa della decisione del governo nella prossima cabina di regia, chiedono insieme all’esecutivo una parola chiara sui costi.
“Sappiamo che giovedì c’è una cabina di regia del governo – sottolinea il leader di Confindustria Carlo Bonomi – e laddove si dovesse decidere, come noi auspichiamo, l’obbligo gratuito del green pass all’interno dei luoghi di lavoro e se le parti sociali trovassero un accordo su questo, io credo che ci possa essere da parte del governo un riconoscimento di questo passaggio, di questo possibile accordo tra noi e i sindacati facendo a quel punto un’operazione di utilità sociale e quindi facendosi carico del costo di tamponi”.

Leggi: Collettiva, 06/09/2021


lunedì 6 settembre 2021
Sindacati pensionati, sì all’obbligo vaccinale

I Sindacati dei pensionati Spi, Fnp, Uilp sostengono la richiesta di Cgil, Cisl e Uil di istituire per legge l’obbligo vaccinale e sollecitano il governo a prendere rapidamente una decisione in questa direzione.
Contestualmente i Sindacati continueranno, come stanno facendo da mesi in tutti i territori, a portare avanti la campagna di informazione e sensibilizzazione in favore dei vaccini, rivolta in particolare a tutte le persone anziane che non si sono ancora vaccinate.
Si sollecita infine il governo a dare con urgenza indicazioni precise sulla necessità di una terza dose – in primis per i più anziani, i più fragili e gli operatori sanitari – per evitare che il virus torni a mietere vittime in una fascia di popolazione che è stata così severamente colpita dalla pandemia.

Leggi: Spi-Cgil, 06/09/2021


domenica 5 settembre 2021
Un mese di tempo in più per chiedere il bonus affitti

L’Agenzia delle Entrate ha differito di un mese il termine per la presentazione della domanda per il contributo a fondo perduto per la riduzione del canone di locazione
Ci sarà tempo fino al 6 ottobre 2021, invece del 6 settembre, per la presentazione della richiesta del contributo a fondo perduto per la riduzione dell’importo del canone di locazione. È quanto dispone il primo dei due provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicati oggi. Il secondo individua, invece, gli specifici campi delle dichiarazioni dei redditi, relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020, che servono per calcolare il valore dei risultati economici d’esercizio che danno diritto o meno all’erogazione del contributo perequativo introdotto dal Decreto Sostegni-bis (Dl 73/2021).
L’estensione del termine per la presentazione dell’istanza, spiega l’Agenzia, risponde alla volontà di consentire a un maggior numero di contribuenti di fruire dell’agevolazione, tenuto anche conto che l’intervallo temporale previsto per l’invio della domanda è coinciso con il periodo estivo. Dunque, al fine di consentire al maggior numero di potenziali beneficiari di poter inoltrare la domanda il provvedimento di oggi dispone il differimento del termine di presentazione della domanda al 6 ottobre 2021.

Leggi: Agi, 05/09/2021


venerdì 3 settembre 2021
Carta dei diritti degli anziani: autodeterminazione, rispetto e sostegno delle istituzioni

Diritti delle persone anziane e doveri delle istituzioni e degli operatori sanitari al centro del lavoro della Commissione. Nel documento si parla anche di solitudine, eutanasia, violenze e cohousing. Draghi: “Iniziativa di enorme rilevanza sociale ed etica”
“Un lavoro straordinario, un’iniziativa di enorme rilevanza sociale ed etica. L’Italia deve garantire i diritti degli anziani, il rispetto della dignità della persona, in ogni condizione. Perciò il Governo sosterrà la proposta di intervento presentata”. Mario Draghi ha accolto così la Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società elaborata dalla Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita presso il ministero della Salute e guidata da monsignor Vincenzo Paglia.
Tre gli obiettivi esplicitati dalla Carta: “rispetto a una mera enunciazione astratta dei diritti delle persone anziane e dei doveri della comunità, la Carta intende compiere un passo ulteriore in un duplice senso”. Da un lato, dunque, intende “incidere nell’ordinamento prospettando al legislatore principi fondamentali e diritti che possono trovare un riconoscimento formale in specifici atti normativi”, dall’altro vuole “offrire indicazioni operative e organizzative a istituzioni e operatori chiamati a prendersi cura delle persone anziane”. Infine, la Carta vuole “facilitare la conoscenza per le persone anziane dei loro diritti fondamentali e di accrescere la loro consapevolezza, nonché dei doveri che gravano su quanti entrano in relazione con loro”. Per questo l’auspicio della Commissione è che, da subito, la Carta venga tradotta in una direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per orientare le pubbliche amministrazioni.

Leggi: Redattore Sociale, 03/09/2021


giovedì 2 settembre 2021
La tragedia del grattacielo di Via Antonini a Milano: 70 proprietari della loro unica abitazione, resa inagibile, hanno perso tutti i propri beni personali e gli arredi e, stando alle norme attuali, rischiano di non avere nessun risarcimento

Occorre, così come il SUNIA-APU sta sostenendo da anni, che venga varata con urgenza una norma nazionale a tutela della sicurezza di proprietari e inquilini negli edifici residenziali.
Non è la prima volta che si assiste a tragedie come quella di Milano che, solo per fortuna questa volta, non ha provocato vittime anche se ha lasciato sul lastrico numerose famiglie che hanno perso tutti i loro averi con una prospettiva di non avere nessun risarcimento, stando alla normativa attuale.
Dopo alcuni tentativi fatti negli anni passati di rendere più incisive le norme a garanzia della sicurezza anche nelle compravendite immobiliari, prevedendo anche la nullità degli atti in mancanza dei requisiti essenziali di sicurezza, tutto è finito nel dimenticatoio perché ci si è arresi alle lobbies di costruttori e grandi proprietari immobiliari.

Leggi: Sunia, 02/09/2021


mercoledì 1 settembre 2021
Presentata a Draghi la “Carta dei diritti degli anziani”: lavoro straordinario

La presentazione è avvenuta durante un incontro tra il presidente del Consiglio e una delegazione della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, guidata da Monsignor Vincenzo Paglia. “Il governo sosterrà la proposta di intervento”
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi una delegazione della Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, guidata da Monsignor Vincenzo Paglia. Durante l’incontro, al quale era presente il ministro della Salute Roberto Speranza, è stata presentata al presidente del Consiglio la “Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società”, redatta dalla stessa Commissione istituita presso il ministero della Salute.
“Il lavoro elaborato da Monsignor Paglia e dalla Commissione è straordinario” ha affermato il presidente Draghi.
“Si tratta- ha aggiunto- di una iniziativa di enorme rilevanza sociale ed etica. L’Italia deve garantire i diritti degli anziani, il rispetto della dignità della persona, in ogni condizione. L’assistenza socio sanitaria deve essere adeguata e responsabile. Perciò il Governo sosterrà la proposta di intervento presentata oggi”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/09/2021


mercoledì 1 settembre 2021
Pnrr e non autosufficienza, le proposte di Carer per una nuova domiciliarità

“Il nostro Paese vive un grave ritardo strutturale sul versante dei servizi per la non autosufficienza – in particolare i servizi a sostegno della domiciliarità – e sul riconoscimento del ruolo cruciale svolto dalle e dai caregiver e da assistenti familiari nella cura a persone disabili o non autosufficienti”. Si apre così il documento che racchiude le proposte dell’associazione Carer – Caregiver familiari Emilia-Romagna, sui temi della non autosufficienza e della domiciliarità, nell’ambito del programma Next Generation Eu e del Pnrr. Secondo l’associazione, cruciale è il riconoscimento giuridico del ruolo di caregiver familiare come componente di un nuovo assetto di welfare e portatore di specifici diritti. Ecco perché il Pnrr può essere una opportunità storica per effettuare gli investimenti necessari a sostenere un welfare caratterizzato da una nuova domiciliarità. Tra le proposte presentate nel documento l’attivazione di sportelli unici (one stop shop) per l’informazione, l’orientamento ed il supporto ai caregiver familiari;

Leggi: Auser, 01/09/2021


sabato 21 agosto 2021
Aree interne, i vescovi: “Un piano di rilancio contro emarginazione e crisi”

A Benevento il 30-31 agosto l’incontro di oltre venti vescovi per elaborare un piano comune: “Non possiamo assistere inerti, nelle nostre Chiese, alla morte del tessuto sociale”
“Avviare un confronto comune per elaborare un piano di rilancio pastorale delle aree interne del paese, che sempre più si trovano a fare i conti con l’emarginazione, lo spopolamento e la crisi economica”. È questo l’obiettivo dell’incontro che il 30 e il 31 agosto – per iniziativa dell’Arcivescovo Felice Accrocca – vedrà riuniti a Benevento, presso il Centro “La Pace”, più di venti Vescovi provenienti dalle Diocesi di Piemonte, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria. “L’evento – si legge in una nota – si pone nel solco del cammino intrapreso dai Vescovi della Metropolia di Benevento nella primavera del 2019, con il documento ‘Mezzanotte del Mezzogiorno? Lettera agli Amministratori’, nel quale si metteva a fuoco il persistente e grave ritardo nello sviluppo delle aree interne e si chiedeva un progetto che privilegiasse l’interesse comune. Il percorso è stato scandito da successive tappe che hanno coinvolto anche Papa Francesco, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’allora Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/08/2021


venerdì 13 agosto 2021
Caldo e anziani, “una condizione di particolare fragilità aumenta i rischi”

I consigli di Senior Italia FederAnziani agli over75, in particolare a chi ha patologie, e caregiver: “Non uscire di casa nelle ore e nelle località in cui le temperature sono particolarmente elevate”. Messina: “Non abbassare la guardia sulle misure anti-Covid”
“Un caldo del genere, che porta a classificare quest’estate come una delle più calde degli ultimi due secoli, ci spinge a dire: state in guardia o sarà una carneficina!”. E’ invito di Senior Italia FederAnziani agli over75, in particolare chi ha patologie. “Non uscire assolutamente di casa in tutte quelle ore e in quelle località in cui le temperature sono particolarmente elevate”, è il consiglio dell’organizzazione: “In particolare devono prestare attenzione tutti coloro che soffrono di patologie cardiache, polmonari, che sono affetti da demenza, Parkinson o da malattie psichiatriche, le persone con diabete e insufficienza renale e coloro che ogni giorno assumono più di quattro tipi diversi di farmaci. In tutti questi casi ci si trova in una condizione di particolare fragilità che aumenta i rischi collegati al caldo record”.

Leggi: Redattore Sociale, 13/08/2021


venerdì 13 agosto 2021
Visite agli anziani nelle Rsa, tutti i giorni con Green Pass

Spinelli: “farà sentire loro che l’isolamento è finalmente e, speriamo definitivamente, finito”
I parenti potranno visitare i loro cari nelle Rsa anche ogni giorno, e per un tempo sino a 45 minuti. E’ una delle novità introdotte dalla circolare del Ministro della Salute recepita dalla giunta regionale della Toscana. Il provvedimento permette di rendere più semplice e fluido l’accesso e l’uscita dalle strutture di ospitalità e di lungodegenza.
Due le novità rilevanti. La prima riguarda la frequenza delle visite: l’accesso alle Rsa e alle Rsd è possibile tutti i giorni della settimana, anche festivi. La visita potrà svolgersi in un tempo congruo al bisogno di assistenza (stimato in un massimo di circa 45 minuti).
La seconda è relativa alla possibilità, per gli ospiti, di uscire dalle strutture: sono infatti consentite le uscite temporanee, senza che sia necessario, dopo il rientro, ricorrere a specifiche misure di isolamento. Per ciascuna di queste misure sarà necessario esibire il certificato verde Covid 19, il cosiddetto Green Pass.

Leggi: Infermieristica Italiana, 13/08/2021


giovedì 12 agosto 2021
Rsa, quei direttori che non rispettano le regole: Orsan scrive a Fedriga

Il comitato denuncia “l’atteggiamento di chiusura totale verso le visite dei familiari” in alcune Rsa. “L’alibi è la protezione dei soggetti fragili dall’incremento dei contagi a causa della variante delta, ma tutti i 500 mila ospiti, violentati da quarantene allucinanti, sono risultati negativi”
“In questi giorni torridi oltre al Covid e al caldo c’è un altro fenomeno che dilaga a macchia d’olio all’interno delle Residenze Sanitarie Assistite italiane: l’intrepido atto insurrezionale dei Direttori Sanitari delle stesse che, con la complice indifferenza delle Regioni, si rifiutano di applicare una legge dello Stato e la sua circolare attuativa”: inizia così la lettera che il comitato Orsan ha inviato al presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga, a tutti i presidenti di Regione e al coordinatore degli Assessori alla Salute Donini. Il presidente del comitato, Dario Francolini, fa riferimento alle “centinaia di storie di soprusi, vessazioni, decisioni illogiche e incomprensibili verso gli oltre 500 mila ‘ospiti’ residenti nelle circa 4,5,6,7 mila Rsa italiane, in quanto nessuno oggi ne conosce esattamente numero e ubicazione, nonché proprietà. Il filo rosso che lega queste storie – continua – raccontateci dagli oltre 2 milioni di familiari – nipoti, figli, sorelle, mogli e mariti – è uno strano mix di coraggio e codardia che dimostra quanto il socio-sanitario in Italia abbia fatto flop e necessiti di un ripensamento totale, con nuove norme che pongano davvero al centro la dignità umana e la cura della persona e dei suoi familiari, caregiver”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/08/2021


mercoledì 11 agosto 2021
Anziani sempre più soli in città «E assistenti sociali in telelavoro»

Ogni giorno decine di richieste di soccorso – Chi chiede aiuto per la spesa, chi domanda le medicine. Qualcuno cerca solo una voce con cui parlare. Le associazioni protestano: il Comune non ha fatto abbastanza per tutelare i vecchi ASSOCIAZIONE SENECA « Il problema è che il Comune ha investito pochi fondi nell’assistenza agli anziani. Programmi di accompagnamento, come il taxi solidale, sono affondati», spiega Roberta Garbagnati. «Le richieste sono state gestite in modo frettoloso. Ora sono finiti i fondi e il trasporto degli anziani è per lo più affi
■ È una di quelle case dove gli oggetti spariscono tra pile di giornali accartocciati o montagnette di vestiti non stirati. Erminia passa dalla sedia in cucina dove sorseggia il caffè, preparato con una vecchia moka, in una tazzina sbeccata, alla poltrona graffiata agli angoli dal gatto. Guarda la telenovela delle tre del pomeriggio e poi attende una chiamata. Risponde al primo squillo del telefono. È una volontaria che la cerca, con cui ha appuntamento a quell’ora precisa del pomeriggio. È una dei tanti anziani che a Milano richiedono assistenza. Persone rimaste ancora più sole dopo il Covid. Perché hanno perso i coniugi, gli amici, o i punti di riferimento nel quartiere: le associazioni, le bocciofile, i centri aggregativi. Quello che è certo è che nemmeno quest’anno le chiamate al centralino del piano caldo del Comune, tra fine luglio e il mese di agosto, sono calate: a comporre lo 020202, ogni giorno, sono tra trenta e quaranta anziani di media. Chi richiede il pasto a domicilio, chi vuole essere accompagnato a una visita medica, chi è semplicemente solo e ha bisogno di parlare con qualcuno.

Leggi: Libero, 11/08/2021


martedì 10 agosto 2021
Sanità, dove rischia il piano Marshall

Centinaia di nuovi ospedali e presidi territoriali da costruire. Decine di migliaia di infermieri da assumere. Ma ammodernare il sistema vuol dire rivoluzionarlo
La rivoluzione sanitaria italiana passa attraverso la realizzazione di 1350 presidi territoriali e 381 nuovi ospedali. Un gigantesco investimento edilizio che, se non sarà accompagnato dall’assunzione di almeno 33 mila infermieri, sarà totalmente inutile. Il problema è che i nuovi ingaggi non potranno essere effettuati sfruttando i 20,23 miliardi messi a disposizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Pnrr, così come impone l’Europa, al contrario dovranno essere a carico del bilancio pubblico che (per il momento) non ha a disposizione il denaro necessario. Ma andiamo con ordine. Il piano Marshall sanitario ha due obiettivi: trasformare i servizi territoriali e modernizzare la rete ospedaliera. La parte più semplice del piano dovrebbe essere proprio la riqualifica degli ospedali, ma non sarà facile capire su quali puntare: «Se due ospedali su tre hanno raggiunto un sufficiente livello di specializzazione, utile ad affrontare nel modo più corretto le patologie e le urgenze sanitarie, non si può dire lo stesso del restante 30 per cento, che non raggiunge una casistica minima di interventi. Questo significa che il venti per cento della popolazione viene curato in ospedali privi della competenza minima per affrontare, ad esempio, un infarto, un carcinoma, un parto», spiega Francesco Longo, ricercatore del Cergas Bocconi, centro di ricerca sullo stato di salute del Servizio Sanitario Nazionale.

Leggi: L’Espresso, 10/08/2021


giovedì 5 agosto 2021
Nuove risorse per riqualificazione spazi urbani e porti con l’intesa Stato-Regioni

E’ notizia di ieri, 4 agosto, il raggiungimento dell’intesa in Conferenza Unificata Stato- Regioni-Province autonome, su un nuovo decreto che ha lo scopo di investire risorse sulla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica (EDR), destinandovi circa 2 miliardi del Fondo complementare al PNRR, orientate a verde, efficienza energetica, sicurezza sismica e miglioramento delle condizioni sociali.
Il provvedimento è importante perchè va a coprire un vuoto del PNRR. I Piano nazionale, infatti, non aveva espressamente previsto risorse specifiche per il settore.
Sono stati annunciati investimenti anche per il potenziamento e l’ammodernamento della portualità nazionale (vd. articolo “Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est (Seneca)” pubblicato sul sito dell’Associazione il 1° luglio): in particolare per i porti si tratta di 2,8 miliardi di euro dal 2021 al 2026 di cui alle regioni del Sud viene destinato il 43%.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 05/08/2021


martedì 3 agosto 2021
Riconoscimento degli Oss in ambito sanitario? “Ora tocca a noi caregiver”

Il commento e la proposta di una mamma adottiva e caregiver, che da anni si batte perché Lisa, che non sa esprimersi con le parole, possa avere gli strumenti e il personale di cui ha bisogno per comunicare: “L’Oss non è infermiere né medico. Questa confusione crea tanti problemi, in ambito sanitario, scolastico e dei servizi”
Oss come figure saniterie? Tanti rischi e poca chiarezza. Se una certa confusione esiste da sempre, intorno a questa sigla che pochi sanno declinare, è comprensibile la preoccupazione diffusa dalla notizia del riconoscimento di questa professione in ambito sanitario. Ce ne parla Raffaella Buziol, mamma adottiva e caregiver di Lisa, che ha una forma di disprassia e non riesce a comunicare con le parole: “La formazione ed i compiti dell’Oss, oltre a quelli descritti dall’accordo istitutivo del 2001 e 2003, sono stabiliti dalle singole Regioni. La legge 1º febbraio 2006, n. 43 e la legge 11 gennaio 2018, n. 3 ne hanno ulteriormente specificato i compiti e le funzioni. Ma la formazione non è uniforme tra regione e regione, come pure la collocazione di queste figure: ci sono regioni incui l’Oss diventa ‘assistente all’autonomia’, una definizione questa che però riguarda tutt’altra formazione e tutt’altro percorso: quelli dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione in ambito scolastico. L’Oss invece è l’addetto all’assistenza di base: non è né infermiere né medico”.

Leggi: Redattore Sociale, 03/08/2021


lunedì 2 agosto 2021
Cohousing, la nuova frontiera dell’abitare. Il progetto Homers, Legambiente, Cgil.

Recentemente la CGIL ha stretto un patto con HOMERS finalizzato a riconquistare nelle città un processo di vera e propria rigenerazione sociale e abitativa. HOMERS è infatti una società benefit che attraverso servizi innovativi valorizza e riusa immobili dismessi a fini abitativi sviluppando progetti di cohousing.
A sua volta HOMERS ha stretto un patto con Legambiente con la quale la CGIL collabora in tante iniziative.
Ci ha spinto a realizzare questo accordo innanzitutto l’idea e la convinzione che di fronte alla grande sfida del rinnovamento progettuale per uscire dalla pandemia, rimettendo al centro il lavoro, una grande organizzazione come la CGIL debba stare concretamente in campo. Non possiamo cioè limitarci a declamare ai quattro venti che “per uscire dalla crisi il nostro Paese ha bisogno di scommettere e valorizzare le imprese sane ed eticamente centrate sulla tutela dei diritti del lavoro”. Con queste imprese dobbiamo avere la forza di stringere, là dove è possibile, patti concreti di collaborazione che stiano nel solco della legalità.
Con HOMERS dunque vogliamo provare ad aprire sul territorio dei veri e propri cantieri, in particolare per lavorare su immobili confiscati alle mafie, riusandoli come cohousing e farne il punto di innesco di processi estesi di rigenerazione urbana e civile.

Leggi: Fillea Cgil, 02/08/2021


domenica 1 agosto 2021
Pinqua: ammesse 271 proposte progettuali

Conclusa la FASE 1 del Programma per l’Innovazione e la Qualità dell’Abitare (PINQuA) con la consegna della graduatoria il 20 luglio
All’Alta Commissione sono pervenute da Regioni, Città metropolitane e Comuni 290 proposte (delle quali 9 relative ai progetti pilota), ne sono state ammesse 271. I 19 progetti esclusi dal finanziamento (per circa 1 mld di euro) potrebbero essere recuperati in futuro.
I progetti pilota ammessi (ad alto impatto strategico sul territorio nazionale, da cofinanziarsi anche con eventuali ulteriori risorse, ivi comprese quelle di cui al Recovery Fund, in quanto orientati all’attuazione del Green Deal e della Digital Agenda possono essere cofinanziate fino a 100.000.000,00 di euro ciascuna), sono 8 (CM Messina; Comuni di Brescia, Milano, Bari, Lamezia Terme, Ascoli Piceno, Genova; Regione Lombardia).
Sono stati considerati meritevoli di menzione 13 progetti

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 01/08/2021


mercoledì 28 luglio 2021
Anziani digitali Passi avanti nella pandemia – I progetti

La pandemia ha obbligato tutti a fare un passo avanti nel campo della digitalizzazione: i bambini e gli insegnanti con la Dad, la pubblica amministrazione con l’offerta di servizi online, le aziende con l’utilizzo dello smart working. Anche per la popolazione anziana è dimostrato che sapere utilizzare un dispositivo mobile, gestire la posta elettronica, usufruire di qualche servizio online, migliora e facilita la propria vita. L’esperienza di Auser Lombardia, dopo un anno e mezzo di chiusure, può essere giudicata soddisfacente, anche se molto resta da fare. All’indomani del primo lockdown, abbiamo deciso di utilizzare una piattaforma online per le riunioni dei gruppi dirigenti regionali e provinciali, in seguito la modalità è stata adottata in tutti i comprensori, fino nelle Sedi locali. Abbiamo dato il via ad alcune interessanti sperimentazioni, come l’utilizzo di una app specifica per la compagnia telefonica che aiuta le persone a superare la solitudine, l’isolamento e le stimola a prendersi cura della propria persona perché dovranno comparire “in video”.

Leggi: Il Giorno, 28/07/2021


martedì 27 luglio 2021
Anziani. Vivere in solitudine aumenta probabilità di assumere ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici

La solitudine è una “patologia” che negli anziani è responsabile di un maggior consumo di ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici. L’evidenza emerge da uno studio consotto in USA su oltre 6 mila over 65 che hanno partecipato al sondaggio National Social Life, Health, and Aging Project.
Gli anziani che vivono in solitudine hanno maggiori probabilità di assumere ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici rispetto ai coetanei che non si sentono soli. A evidenziarlo è uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine da un team di scienziati coordinato da Ashwin Kotwal, dell’Università della California di San Francisco.
I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 6.017 adulti americani di età pari o superiore a 65 anni, che hanno partecipato al sondaggio National Social Life, Health, and Aging Project in tre step, nel 2005, 2010 e 2015.
Complessivamente, 2.388 partecipanti, pari al 40%, sono stati ‘classificati’ come soggetti a bassa o moderata solitudine, mentre 396, pari al 7%, erano molto soli. Questi ultimi, in particolare, avevano una probabilità significativamente maggiore di quelli che non avvertivano la solitudine di assumere antinfiammatori non steroidei, oppioidi, benzodiazepine, sedativi e antidepressivi. Anche la politerapia era più comune tra i partecipanti molto soli.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/07/2021


martedì 27 luglio 2021
“Ripartire dalla persona”, nasce Assofamiglia

Iniziativa del segretario della Fials Giuseppe Carbone che prevede “oltre al servizio di assistenza domiciliare, l’associazione offre un servizio di trasporto nel comune e fuori comune per disbrigo visite mediche e pratiche amministrative”.
La pandemia ha messo in evidenzia come la medicina del territorio (cure primarie e servizi di prevenzione) sia stata dirimente rispetto alla medicina ospedalocentrica. Stiamo confrontando la medicina dell’iniziativa (cure primarie) e la medicina dell’attesa (assistenza ospedaliere) all’interno del sistema sanitario nazionale.
Puntare sulle sole strutture ospedaliere, pur riconoscendo che in tempo di COVID tali strutture hanno mostrato una flessibilità e una capacità di trasformazione e di riorganizzazione straordinaria e inimmaginabile, non è stato sufficiente e in alcuni casi errato, perché è necessario produrre condizioni di salute nel territorio. La carenza di posti letto in terapia intensiva, e la non adozione di piani d’intervento per le emergenze, evidenzia l’incapacità a trattare le persone prima della necessità del ricovero sul territorio e al proprio domicilio.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Rsa, il Comitato Orsan prepara l’esposto contro ministero della Salute e regioni

Il presidente, Dario Francolino: “A giorni scadrà l’ordinanza dell’8 maggio. Chiediamo solo tre cose: che almeno un familiare dotato di green pass abbia accesso libero 7 giorni su 7 alla Rsa; che gli ospiti ricoverati non siamo sottoposti a quarantena dopo le uscite e che si obblighino le Rsa ad aumentare durata e frequenza delle visite programmate”
“A giorni scadrà l’ordinanza dell’8 maggio (del ministero della Salute, che definisce le modalità di accesso/uscita di ospiti e di visitatori presso le strutture residenziali, ndr) e ancora non ci sono notizie sul rinnovo o sul miglioramento della stessa. Chiediamo solo tre cose: che almeno un familiare dotato di green pass abbia accesso libero 7 giorni su 7 alla Rsa; che gli ospiti ricoverati non siamo sottoposti a quarantena dopo le uscite e che si obblighino le Rsa ad aumentare durata e frequenza delle visite 7/7 sempre programmate. Speriamo che Papa Francesco ci possa sostenere con le sue preghiere”. Sono le parole di Dario Francolino, presidente di Orsan – Open RSA Now, che ha rivolto un personale appello anche al Pontefice che ha indetto la prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani, celebrata ieri.

Leggi: Redattore Sociale, 26/07/2021


venerdì 23 luglio 2021
Il ruolo “sanitario” di assistenti sociali e Oss è legge. “Verso la valorizzazione”

Il riconoscimento è avvenuto con l’approvazione definitiva, in Senato, del decreto Sostegni bis. Le reazioni di Cnoas, Sunas e Aran. “Queste figure affrancate dal preesistente inquadramento desueto e fuorviante nel ruolo tecnico. Ora la contrattazione e l’organizzazione del lavoro potranno valorizzarli adeguatamente”
Operatori socio sanitari e assistenti sociali entrano a pieno titolo nell’ambito del Servizio sanitario nazionale: il riconoscimento che decreta questo passaggio è avvenuto con l’approvazione definitiva, in Senato, del decreto Sostegni bis. In altre parole, queste figure, fino ad oggi riconosciute per il loro ruolo prettamente sociale, da oggi acquistano ufficialmente una funzione sanitaria, ponendosi come anello fondamentale in quella integrazione socio-sanitari da tempo e da più parti invocata e attesa.

Leggi: Redattore Sociale. 23/07/2021


DALLE REGIONI:

Lanazione-Umbria.it – 5.9.2021 – “Quartieri a misura di anziano” Appello alla politica dallo Spi Cgil
Il sindacato: “Le istituzioni locali devono ripensare all’accoglienza con residenze per la terza età integrate nel tessuto urbano”
TERNI «È necessario costruire un sistema di accoglienza che non isoli le persone anziane costringendole ad aspettare l’ora finale in assenza di attenzioni affettive e sociali». Così lo Spi Cgil in un post. Il sindacato dei pensionati del segretario Attilio Romanelli (nella foto) fa il punto sull’accoglienza degli anziani nelle strutture loro dedicate. «Elena Argenti collaboratrice e animatrice di importanti esperienze dell’Auser Cgil di Terni, ha descritto una visita fatta in una casa di cura per anziani – racconta lo Spi Cgil – riportando un’esperienza emotiva toccante a cui non si può rimanere insensibili ma si deve rispondere con una concreta azione politico amministrativa. È necessario aprire una discussione che investa istituzioni, movimento cooperativo, associazioni cattoliche e privati per ripensare questo sistema di assistenza». E il sindacato dei pensionati sottolinea che «è urgente progettare sedi residenziali all’interno della città, servite da figure professionali che possano accompagnare queste persone nella vita quotidiana. Insomma bisogna battersi contro la solitudine e la progressiva emarginazione».
Leggi: https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/quartieri-a-misura-di-anziano-appello-alla-politica-dallo-spi-cgil-1.6766418

Redattoresociale.it – 2.9.2021 – Anziani, Campobasso: presentati 20 appartamenti di alloggi protetti Silver Age
Un progetto sociale e di cohousing del Comune di Campobasso in collaborazione con Optima. La struttura di via Marche è composta da 20 appartamenti di cui 5 ad uso singolo e 15 ad uso doppio, per un totale di 35 posti letto
Sono stati presentati oggi, nel corso di una conferenza stampa, gli Alloggi protetti Silver Age in via Marche, un progetto sociale e di cohousing del Comune di Campobasso in collaborazione con Optima.
“Gli alloggi della struttura Silver Age nascono con l’intenzione, già sviluppata in altre realtà sociali – ha dichiarato il sindaco di Campobasso Roberto Gravina -, di offrire una possibilità di vita autonoma in un appartamento sicuro, protetto e controllato, dove preservando comunque una propria indipendenza, la presenza di spazi comuni permette di favorire la socializzazione e la relazione con gli altri, producendo quel genere di dinamiche necessarie per vivere bene e con serenità ogni periodo della nostra vita”.
Gli Alloggi protetti sono destinati prevalentemente a persone di età superiore ai 65 anni, singoli o in coppia, che conservano un sufficiente grado di autonomia e che tuttavia hanno necessità di una soluzione alloggiativa che consente maggiore sicurezza, protezione e migliore qualità di vita. La struttura di via Marche è composta da 20 appartamenti di cui 5 ad uso singolo e 15 ad uso doppio, per un totale di 35 posti letto.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/anziani_campobasso_presentati_a_20_appartamenti_di_alloggi_protetti_silver_age

Redattoresociale.it – 2.9.2021 – Anziani, Bari: oltre mille interventi in un mese per la tutela
Lo comunica l’amministrazione comunale rendendo noti i dati relativi agli interventi effettuati nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 agosto scorsi nell’ambito del piano operativo cittadino a contrasto delle ondate di calore a tutela degli anziani e delle persone fragili
Sono state 1.215 le telefonate giunte al progetto Serenitanziani, il servizio di sorveglianza attiva pensato dal Comune di Bari e dedicato a persone in stato di disagio sociale ed economico. Lo comunica l’amministrazione comunale rendendo noti i dati relativi agli interventi effettuati nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 agosto scorsi nell’ambito del piano operativo cittadino a contrasto delle ondate di calore a tutela degli anziani e delle persone fragili.
Sono state 145 le telefonate agli operatori del sostegno psicologico rivolto agli over 65 mentre 988 gli anziani che nel periodo in esame hanno scelto di partecipare alle attività promosse per il tempo libero. Con Non più soli, il programma di contrasto alle solitudini delle persone anziane e fragili che prevede supporto nei percorsi di autonomia per l’inclusione sociale, 86 persone sono state accompagnate nelle attività ordinarie di igiene e cura personale, igiene dell’ambiente, monitoraggio delle condizioni di vita, supporto psicologico, consegna della spesa, azioni di compagnia.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/anziani_bari_oltre_mille_interventi_in_un_mese_per_la_tutela

Redattoresociale.it – 12.8.2021 – Firenze, i musei sbarcano nelle Rsa e nei centri per migranti
I contenuti dei musei civici fiorentini saranno offerti alle strutture della fragilità. E’ l’iniziativa Musei in valigia firmata da Mus.e.
Giovani, immigrati e anziani, persone che portano sulle spalle situazioni di fragilità o disagio e che per questo non hanno modo di visitare i musei. È pensata per loro, in quest’estate complicata in cui partire e viaggiare non è affatto semplice, l’iniziativa messa in cantiere dai musei fiorentini che, andando controtendenza, faranno i bagagli preparandosi a lasciare per un po’ le proprie sedi. Lunedì 16 agosto prende infatti il via il progetto Musei in valigia, firmato MUS.E e realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze nell’ambito dei finanziamenti sul bando Partecipazione culturale, che vede protagonisti i Musei Civici Fiorentini ma anche e soprattutto i luoghi in cui essi saranno ospitati. Si tratta di vere e proprie valigie, al cui interno sono custoditi materiali scelti per offrire un’esperienza davvero speciale di avvicinamento al patrimonio fiorentino: dall’Italia vista attraverso gli scatti dei grandi fotografi protagonisti della mostra Italiae, Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea in corso presso Forte Belvedere all’excursus tra le mappe della suggestiva Sala delle carte geografiche di Palazzo Vecchio fino alla full immersion tra i grandi artisti del XX secolo le cui opere sono conservate al Museo Novecento.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/firenze_i_musei_sbarcano_nelle_rsa_e_nei_centri_per_migranti

Redattoresociale.it – 9.8.2021 – Lazio, la regione approva le linee guida per il “durante e dopo di noi”
La Giunta regionale ha approvato le disposizioni regionali per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare: favoriti percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento
La Giunta regionale del Lazio ha approvato le Linee guida regionali per l’applicazione delle finalità contenute nella Legge 22 giugno 2016, n. 112, riguardante le “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”. A darne notizia è l’Assessore alle Politiche Sociali Welfare, Beni Comuni e ASP Alessandra Troncarelli.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/lazio_la_regione_approva_le_linee_guida_per__il_durante_e_dopo_di_noi_

Redattoresociale.it – 6.8.2021 – Anziani, Gasparri-De Vito: l’Assemblea capitolina istituisca il garante
Lo affermano il coordinatore romano di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ed il presidente della Assemblea capitolina e capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, Marcello De Vito
“Oggi in Assemblea capitolina si discute la basilare delibera per l’istituzione del Garante degli Anziani. Dopo il parere unanime in commissione e dopo soprattutto l’istituzione, da parte di Papa Francesco, e la celebrazione della prima giornata mondiale per i nonni e gli anziani dello scorso 25 luglio, auspichiamo che tutti i gruppi capitolini confermino la posizione già espressa, dando in questo modo grande forza all’istituzione di questa figura fondamentale, ancor più in una città come Roma”. Lo affermano il coordinatore romano di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ed il presidente della Assemblea capitolina e capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, Marcello De Vito.
“Il tema dell’invecchiamento attivo invero è ormai riconosciuto come centrale dalla legislazione europea e nazionale. E’ fondamentale porre gli anziani nel vivo della nostra società, garantendogli un ruolo attivo, che consista anche nel poter trasferire il loro importante bagaglio di esperienza, di competenza e di vita ai più giovani.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/anziani_gasparri-de_vito_l_assemblea_capitolina_istituisca_il_garante

Redattoresociale.it – 4.8.2021 – Comune di Napoli, Piano sociale di zona da 30 milioni: 100 assunzioni nel welfare
Digital divide, rafforzamento della rete a supporto delle vittime di violenza, abbattimento delle barriere architettoniche, continuità dei progetti essenziali per la cittadinanza. Sono alcune delle linee fondanti della seconda annualità del Piano sociale di zona del Comune
Digital divide, rafforzamento della rete a supporto delle vittime di violenza, del servizio professionale e del segretariato sociale, abbattimento delle barriere architettoniche, continuità dei progetti essenziali per la cittadinanza. Sono queste alcune delle linee fondanti della seconda annualità del Piano sociale di zona del Comune di Napoli. Previsti interventi per circa 30 milioni di euro, la metà dei quali impiegati per il finanziamento di nuovi progetti. Ad illustrare il Piano, in conferenza stampa, è stata l’assessora comunale alle Politiche sociali Donatella Chiodo.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/comune_di_napoli_piano_sociale_di_zona_da_30_milioni_100_assunzioni_nel_welfare

Sunia.it – 4.8.2021 – Dopo un confronto durato alcuni mesi con le organizzazioni degli inquilini e le confederazioni, la regione Emilia Romagna ha investito sulla prevenzione degli sfratti per morosità incolpevole, offrendo un contributo per le proprietà che intendono abbassare i canoni di affitto o trasformare i canoni liberi in canoni concordati
L’allegato: scarica la Delibera Numero 1275 del 02/08/2021, Seduta Numero 37 – Atti amministrativi, Giunta Regionale
Leggi: https://www.sunia.it/notizie-dalle-regioni/dopo-un-confronto-durato-alcuni-mesi-con-le-organizzazioni-degli-inquilini-e-le-confederazioni-la-regione-emilia-romagna-ha-investito-sulla-prevenzione-degli-sfratti-per-morosita-incolpevole-offren/

Redattoresociale.it – 30.7.2021 – Anziani, Associazione “Felicita”: Sala faccia qualcosa per le Rsa milanesi
Appello al sindaco uscente e candidato del centrosinistra alle prossime comunali: “Che fine hanno fatto nostre proposte? Il silenzio è assordante”
“Prendiamo atto con delusione del silenzio assordante da parte di chi si candida a guidare di nuovo Milano, e lo invitiamo ad assumersi la responsabilità di porre fine a una situazione insostenibile per il vivere civile”. Sono parole molto dure quelle che ‘Felicita’, l’associazione che si occupa della tutela dei diritti nelle Rsa, rivolge al sindaco uscente e candidato del centrosinistra alle prossime comunali, Giuseppe Sala. In sostanza, l’accusa è quella di di non aver agito per “risolvere la grave situazione di peggioramento delle condizioni psico-fisiche degli anziani nelle residenze assistenziali a causa del prolungato isolamento e del taglio dei servizi”.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/anziani_associazione_felicita_sala_faccia_qualcosa_per_le_rsa_milanesi

Sunia.it – 30.7.2021 – Decreto Lupi-Renzi, per i sindacati degli inquilini norma iniqua da cambiare. I piani di alienazione varati dalle aziende rischiano di sradicare migliaia di famiglie assegnatarie di case popolari che non possono riscattare l’abitazione
I sindacati nazionali degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini lanciano l’allarme sugli effetti sociali dei programmi di alienazione e reinvestimento avviati sulla base del decreto Lupi-Renzi del 2014, norma concepita per assicurare il diritto di prelazione ai legittimi assegnatari in caso di vendita di appartamenti inseriti nei condomini misti nei quali la proprietà pubblica è inferiore al 50 per cento.
E se l’assegnatario non è nelle condizioni di acquistare?
Viene spostato in un altro appartamento per poter procedere con la vendita all’asta.
Sono escluse solo le famiglie con particolari situazioni di disagio e i nuclei familiari composti da soli over 70.
Nella Capitale il piano di alienazione avviato dall’Ater di Roma sta creando non poche tensioni tra gli inquilini delle case popolari che non hanno la possibilità economica di acquistare la casa in cui vivono e che ora rischiano di essere fortemente penalizzati dalla norma che stabilisce la mobilità in altri appartamenti. Basti pensare che su 7.500 lettere inviate dall’Ater di Roma, circa 1.000 hanno dato la propria disponibilità all’acquisto e di queste non tutte riusciranno ad acquistare.
Leggi: https://www.sunia.it/notizie-dalle-regioni/decreto-lupi-renzi-per-i-sindacati-degli-inquilini-norma-iniqua-da-cambiare-i-piani-di-alienazione-varati-dalle-aziende-rischiano-di-sradicare-migliaia-di-famiglie-assegnatarie-di-case-popolari-che-2/

Sunia.it – 29.7.2021 – Roma. SUNIA, SICET, UNIAT e UNIONE INQUILINI Roma: il Ministro Lamorgese richiama i prefetti sulla graduazione degli sfratti
Gli sfratti non vanno in vacanza per questo i sindacati della casa oggi hanno scritto al Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, affinché venga raccolto subito l’appello della Ministra degli Interni Lamorgese che, nella comunicazione alle camere del 22 Luglio, ha invitato le Prefetture a convocare tavoli istituzionali finalizzati alla sottoscrizione di “protocolli di intesa con gli interlocutori istituzionali proprio per armonizzare ed integrare gli interventi, in particolare quelli sulla morosità incolpevole sotto i profili della ripartizione delle risorse disponibili, del numero degli alloggi da assegnare in emergenza agli sfrattati, nonché delle procedure da attuare nei confronti delle famiglie colpite da sfratto e per un’adeguata azione di bilanciamento degli interessi a tutela delle fasce più deboli”.
Leggi: https://www.sunia.it/notizie-dalle-regioni/roma-sunia-sicet-uniat-e-unione-inquilini-roma-il-ministro-lamorgese-richiama-i-prefetti-sulla-graduazione-degli-sfratti/

Redattoresociale.it – 26.7.2021 – Anziani, Forza Italia Lombardia vuole un Garante regionale che li supporti
Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”. Per il consigliere Giulio Gallera, primo firmatario del provvedimento: “Una figura necessaria”
Una rigorosa azione di tutela dei diritti delle persone con età superiore ai 65 anni che garantisca loro adeguate misure di sostegno, parità di accesso ai servizi, valorizzazione delle diverse peculiarità e un attento monitoraggio della loro qualità della vita. Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”.
Una figura necessaria che, secondo il primo firmatario del provvedimento, il consigliere Giulio Gallera, “rappresenta un atto di civiltà nei confronti di un’ampia fetta della popolazione regionale potenzialmente fragile”. Il Garante sarà posto in capo al Difensore civico regionale, che avrà il compito di vigilare sull’attuazione delle indicazioni legislative e di segnalare abusi o inadempienze che porterebbero all’applicazione di sanzioni e risarcimenti.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/anziani_forza_italia_lombardia_vuole_un_garante_regionale_che_li_supporti

IN AGENDA:

Auser.it – Il 24 settembre Convegno Conclusivo di “Tapas in aging”
Due anni di ricerca con oltre 500 volontari over65 che hanno contribuito – anche rendendosi disponibili per un’altra ricerca speciale durante un evento storico unico come il lockdown – a indagare come spazio, tempo e ambiente costruito siano determinanti di salute: i risultati del lavoro dei ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, condotto in partnership con Auser Lombardia e sostenuto da Fondazione Cariplo, saranno resi pubblici il 24 settembre (ore 10-13).
Leggi: https://www.auser.it/agenzia-dinformazione-auser/agenzia-di-informazione-auser-anno-24-numero-30-1-settembre-2021/

Auser.it – Il 28 settembre a Roma Convegno Conclusivo del Progetto dei Nonni di Comunità
Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani il prossimo 28 settembre il Convegno Conclusivo del Progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”. Un progetto di Auser Lombardia finanziato dal Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, quattro le regioni coinvolte.
Leggi: https://www.auser.it/agenzia-dinformazione-auser/agenzia-di-informazione-auser-anno-24-numero-30-1-settembre-2021/

Italialongeva.it – Roma e Online – 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six
Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it
Leggi: https://www.italialongeva.it/eventi-organizzati/long-term-care-six/

IN EVIDENZA

Luoghicura.it – 7.9.2021 – Il rapporto tra gli anziani che vivono in struttura e le loro famiglie: le conseguenze del Covid-19
Con l’emergenza sanitaria le relazioni fra anziani ricoverati in struttura e il mondo esterno si sono improvvisamente interrotte; questa esperienza è stata molto faticosa per tutti i soggetti coinvolti: da un lato il senso di solitudine dell’anziano, dall’altro il senso di impotenza dei familiari. E in questo contesto difficile, il personale sanitario si è trovato a svolgere un ruolo, mai esercitato prima, di mediazione delle relazioni fra residenti e familiari.
di Giulia Avancini (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Clara Bertoglio (dottoranda di ricerca in Social Work and Personal Social Services presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Giulia Notari (dottoranda di ricerca in Social Work and Personal Social Services presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)
La relazione tra gli anziani inseriti in una struttura residenziale e i loro familiari ha un’importanza cruciale. I familiari sono il punto di riferimento per gli anziani in RSA, per i quali la visita dei parenti rappresenta il momento più felice (Li et al., 2020). Le motivazioni che portano i familiari a mantenere una relazione con i parenti in struttura sono molteplici: per mantenere viva la relazione; per motivi personali (ad esempio per le amicizie che si sono sviluppate con altri visitatori); infine perché i familiari desiderano monitorare l’assistenza che riceve il proprio caro (Duncan, Morgan, 1994; Gilmour, 2002; Gladstone, Wexler, 2000, 2002; Nolan, Dellasega, 1999).
Il ruolo della famiglia in Italia, infatti, è molto importante: come in tutti gli Stati del Sud Europa, anche in Italia la gestione delle cure delle persone non autosufficienti è quasi interamente delegata alla famiglia (Bettio et al., 2006). Il sistema di Long Term Care è in grado di rispondere solo a una persona su tre in difficoltà, pertanto due terzi degli anziani che non ricevono una risposta dal sistema di welfare pubblico cercano alternative per soddisfare il loro bisogno attraverso la capacità di auto-organizzazione delle (Perobelli, Notarnicola, 2018).
Leggi: https://www.luoghicura.it/servizi/residenzialita/2021/09/il-rapporto-tra-gli-anziani-che-vivono-in-struttura-e-le-loro-famiglie-le-conseguenze-del-covid-19/

Welforum.t – 2.9.2021 – Quando la povertà economica e la povertà abitativa entrano nella vita delle persone – di Remo Siza
Nel giugno scorso a Lisbona, nel corso della conferenza organizzata dalla presidenza portoghese del Consiglio dell’UE, dalla Commissione europea e da FEANTSA (Federazione europea delle associazioni nazionali che si occupano dei senza dimora), i ministri nazionali e i rappresentanti delle istituzioni dell’UE, hanno firmato la “Lisbon Declaration on the European Platform on Combatting Homelessness” (2021). Il lancio della piattaforma segna l’inizio di un percorso verso un impegno condiviso di tutti gli Stati membri a favore delle persone senza dimora al fine di perseguire i seguenti obiettivi:
• nessuno deve dormire per strada per mancanza di alloggi di emergenza accessibili, sicuri e adeguati;
• nessuno deve vivere in un alloggio di emergenza o provvisorio oltre il tempo necessario per passare a una soluzione abitativa permanente;
• nessuno deve lasciare un’istituzione (ad es.: carcere, ospedale, struttura di accoglienza) senza che gli sia offerto un alloggio adeguato;
• lo sfratto va evitato il più possibile, e nessuno deve subirlo senza essere aiutato, laddove necessario, a trovare una soluzione abitativa adeguata;
• nessuno deve essere discriminato a motivo della sua condizione di senza dimora.
Leggi: https://welforum.it/quando-la-poverta-economica-e-la-poverta-abitativa-entrano-nella-vita-delle-persone/

Welforum.it – 2.8.2021 – Reti di prossimità: obiettivi del PNRR e nodi da approfondire – di Giulio Fornero
Si propongono alcune riflessioni, a riguardo delle priorità di scelta rispetto alle reti di prossimità, alla luce delle attuali indicazioni internazionali e delle proposte contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Indicazioni internazionali
Le principali indicazioni per la salute e la sanità a livello internazionale si stanno rapidamente aggiornando, alla luce dell’esperienza della pandemia da Covid-19, o meglio (come precisa R. Horton, in un editoriale di The Lancet, September 26, 2020) della sindemia in atto, poichè due categorie di malattie interagiscono all’interno di popolazioni specifiche, diverse per età e per fragilità: le infezioni da SARS-CoV-2 e una serie di malattie croniche non trasmissibili (NCD).
Le attuali linee di indirizzo sono tutte volte a investire per la salute responsabilizzando i governi e i cittadini, rafforzare i sistemi sanitari centrati sulle persone, creare ambienti favorevoli e comunità resilienti, investire a favore di professionisti ed operatori sanitari e socio-sanitari.
Cosa prevede il PNRR
La missione Salute del PNRR si articola in due componenti:
• Riforma 1: Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale: (…) rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari.
• Riforma 2: Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale.
La Riforma 1 prevede due attività principali:
• La definizione di standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l’assistenza
territoriale e l’identificazione delle strutture a essa deputate (…)
• La definizione (…) di un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio One-Health
Leggi: https://welforum.it/reti-di-prossimita-obiettivi-del-pnrr-e-nodi-da-approfondire/

Welforum.it – 29.7.2021 – Coprogettazione: dal cofinanziamento alla corresponsabilità – di Gianfranco Marocchi
È interessante ragionare su come si sono evoluti gli interessi di chi si occupa di amministrazione condivisa. Solo due anni fa, il tema su cui si concentravano gli incontri pubblici e le domande degli operatori era quello della legittimità: la legge consente di coprogrammare e di coprogettare? Questo filone di riflessione non è scomparso, ma, soprattutto nella seconda parte del 2020, dopo che la Sentenza 131/2020 della Corte costituzionale ha dissolto ogni dubbio in merito, è stato affiancato da un altro: se oggi è ormai chiaro che collaborare si può, si tratta di capire come quando farlo, e come farlo al meglio. E dunque le buone prassi da seguire, gli errori da evitare, con un approccio misto di tipo giuridico (ad esempio, come redigere un avviso pubblico per instradare al meglio il procedimento) e relativo alle dinamiche dei tavoli (come porsi in un tavolo di lavoro e come governarlo).
Oggi questo secondo filone si sta evolvendo in un terzo, che prende le mosse dalle prime esperienze pratiche di coprogrammazione e di coprogettazione. La domanda all’esperto nasce ex post, è una richiesta di confronto di chi ha provato in prima persona a praticare l’amministrazione condivisa e oggi vuole riflettere a partire da “come è andata”. E quindi i soggetti di questa conoscenza sono insieme degli “esperti” che studiano questi temi e i protagonisti che hanno vissuto in prima persona le esperienze; i primi senza i secondi rischiano di produrre una conoscenza vuota e poco appetibile.
Le narrazioni, proprio perché influenzate dalle esperienze soggettive, si fanno oggi molto differenti e non deve stupire di avere a che fare con entusiasti, secondo i quali grazie a queste esperienze si sono modificati radicalmente e in modo positivo i modelli di intervento di un territorio, così come con coloro che evidenziano problematicità.
Leggi: https://welforum.it/coprogettazione-dal-cofinanziamento-alla-corresponsabilita/

Luoghicura.it – 28.7.2021 – Abuso e maltrattamento agli anziani: i risultati di un’indagine in RSA
Per rischio clinico si intende la possibilità di provocare un danno, a seguito di una prestazione sanitaria o assistenziale. Anche gli abusi ed i maltrattamenti sono considerati un rischio nello svolgimento delle pratiche sociosanitarie. Informare, formare e supportare gli operatori, è un’ottima strategia di prevenzione.
di Lidia Cancelliere (Logopedista, Istituto P. Redaelli Milano), Pasquale Coccaro (Infermiere, Coordinatore f.f., Istituto P. Redaelli Milano), Antonio Grillo (Direttore Medico, Istituto P. Redaelli Milano), Emilia Guglielmucci (Assistente Sociale, Istituto P. Redaelli Milano)
Abuso e maltrattamento agli anziani: i risultati di un’indagine in RSA
La letteratura corrente fornisce una moltitudine di definizioni adeguate e appropriate sul significato di rischio clinico. Per i nostri propositi, relativamente alla dimensione socio sanitaria, il rischio e la sua relativa gestione, si configura nella possibilità di provocare un danno, a seguito di una prestazione sanitaria o assistenziale. Nella maggioranza dei casi i protagonisti inconsapevoli sono i pazienti. Un rischio, spesso sottovalutato come tale, ma sicuramente preoccupante, è rappresentato dall’abuso e dal maltrattamento degli ospiti delle case di riposo.
Rischi correlati al settore socio sanitario
Il rischio e la sua relativa gestione, si realizza in contesti dove emergono chiaramente concetti quali fragilità, disabilità, cronicità. I contesti sanitari da alcuni decenni sono entrati nell’ottica dell’ottenimento dei migliori risultati possibili in termini di gestione del rischio clinico attraverso il miglioramento continuo delle prestazioni in linea con le conoscenze più avanzate.
Leggi: https://www.luoghicura.it/servizi/residenzialita/2021/07/abuso-e-maltrattamento-agli-anziani-i-risultati-di-unindagine-in-rsa/

SEGNALAZIONI

Inca.it – 7.9.2021 – Pensione di vecchiaia: ad Inps obbligo di verifica dei requisiti
Se si è in possesso dei requisiti di legge, è ingiustificato rifiutare una prestazione previdenziale perché la domanda contiene riferimenti normativi errati. Spetta comunque all’Inps “verificare la sussistenza dei presupposti per la concessione del beneficio richiesto, senza opporre formalistiche interpretazioni delle norme”.
Con questa motivazione la Corte d’Appello di Ancona, chiamata a pronunciarsi dopo un’ordinanza della Cassazione, ha riconosciuto il diritto di un lavoratore alla pensione di vecchiaia, al quale l’Inps aveva posticipato la decorrenza della prestazione di due anni, pur avendo raggiunto già i requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia, perché nella originaria domanda amministrativa era stata erroneamente richiamata la norma sulla Salvaguardia ex Legge 214/2011, senza allegare la relativa istanza di accesso alla Direzione territoriale del lavoro.
Grazie agli avvocati dell’Inca Cgil, Carla Fioravanti e Paolo Boer, quindi, viene riconosciuta l’originaria decorrenza al trattamento pensionistico, nel frattempo concesso con una perdita di quasi due annualità di ratei, riconoscendo da un lato la valenza della domanda presentata, seppure con un errato riferimento alla salvaguardia e dall’altro, sottolineando il vincolo dell’Inps ad attivare le necessarie valutazioni e verifiche.
Leggi: https://www.inca.it/notizie/975-pensione-di-vecchiaia-ad-inps-obbligo-di-verifica-dei-requisiti.html

Inca.it – 27.8.2021 – Dal 1°ottobre il PIN INPS va in pensione
I PIN rilasciati dall’Inps alla data del 1° ottobre 2020 e rimasti in vigore nel periodo transitorio, perderanno la loro validità alla data del 30 settembre 2021, con la sola eccezione di quelli rilasciati a cittadini residenti all’estero non in possesso di un documento di riconoscimento italiano. Lo comunica l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale, nella quale avverte che gli utenti potranno accedere ai servizi offerti da INPS utilizzando uno dei seguenti sistemi di autenticazione alternativi attualmente accettati:
Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID);
Carta d’Identità Elettronica (CIE);
Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
L’Inps, pertanto, avverte che gli utenti sono invitati a dotarsi, se già non l’avessero fatto, di uno qualsiasi dei sistemi di autenticazione citati, tutti tra loro equivalenti.
Leggi: https://www.inca.it/notizie/971-dal-1-ottobre-il-pin-inps-va-in-pensione.html

Inca.it – 25.8.2021 – Covid 19: Quarantena senza più tutela
La quarantena non è più malattia: salta la copertura previdenziale. L’Inps lo ha comunicato con un messaggio spiegando che mancano gli stanziamenti da parte del governo per il 2021. Cgil, Cisl e Uil, rivolgendosi ai ministri Orlando e Franco, chiedono di garantire le tutele fino al termine dell’emergenza sanitaria.
Di punto in bianco e in pieno agosto salta la copertura previdenziale per la quarantena da covid-19. D’ora in poi e – attenzione – con effetto retroattivo per tutto il 2021, lavoratrici e lavoratori dipendenti del settore privato che dovessero entrare in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria non sarebbero più coperti dalla malattia, come è stato invece per il 2020. La novità, di certo non di poco conto, è stata annunciata dall’Inps con un messaggio lo scorso 6 agosto: “Il legislatore – ha scritto l’Istituto di previdenza – attualmente non ha previsto, per l’anno 2021, appositi stanziamenti volti alla tutela della quarantena… e, pertanto, salvo eventuali interventi normativi, l’Istituto non potrà procedere a riconoscere la tutela previdenziale per gli eventi riferiti all’anno in corso”.
Leggi: https://www.inca.it/notizie/969-covid-19-quarantena-senza-piu-tutela.html

 

 

QUANDO I GENITORI INVECCHIANO…

Lasciali invecchiare con lo stesso amore con cui ti hanno fatto crescere… lasciali parlare e raccontare ripetutamente storie con la stessa pazienza e interesse con cui hanno ascoltato le tue quando eri bambino…lasciali vincere, come tante volte loro ti hanno lasciato vincere…. lasciali godere dei loro amici, delle chiacchiere con i loro nipoti… lasciali godere vivendo tra gli oggetti che lo hanno accompagnato per molto tempo, perché soffrono sentendo che gli strappi pezzi della loro vita… lasciali sbagliare, come tante volte ti sei sbagliato tu…
LASCIALI VIVERE e cerca di renderli felici l’ultimo tratto del cammino che gli manca da percorrere, allo stesso modo in cui loro ti hanno dato la loro mano quando iniziavi il tuo!!
Pablo Neruda

Carissime e carissimi
con questo numero sospendiamo la pubblicazione delle newsletter di Abitare e Anziani. Riprenderemo i primi di settembre. Auguriamo a tutti e tutte una serena estate.
La redazione

NEWS:

martedì 27 luglio 2021
Il ruolo “sanitario” degli assistenti sociali: “Passo epocale, ma c’è tanto da fare”

Intervista a Mirella Silvani (Cnoas): “Per la prima volta, dopo anni di attesa, il sociale entra a pieno titolo nel sistema sanitario: determinanti sociali condizionano malattia e salute. Ora bisognerà seguire cosa accadrà a livello regionale e contrattuale”
“Un passaggio fondamentale, per certi aspetti epocale: per la prima volta dopo anni, il sociale entra a pieno titolo nella definizione del sistema sanitario”: così Mirella Silvani, responsabile Sanità del Consiglio nazionale Ordine assistenti sociali (Cnoas) commenta la novità, contenuta nell’articolo 34 del decreto Sostegni bis, che riconosce la collocazione in ambito sanitario della figura dell’assistente sociale, oltre che dell’Oss. “E’ ora evidente che quando si intraprendono percorsi di cura nell’area sanitaria, questi devono integrarsi con la dimensione sociale e sociosanitaria”, spiega a Silvani a Redattore Sociale che l’ha contattata per avere un commento e una previsione sull’impatto che questa misura potrà avere.
Quale sarà, innanzitutto, la ricaduta sugli utenti, sui cittadini?
La ricaduta sarà l’integrazione che da anni viene invocata: la consapevolezza che le determinanti sociali condizionino i percorsi di malattia e di cura delle persone. Per i cittadini, questo significa che, in un eventuale percorso di malattia cronica, o in momenti particolari di fragilità o di ricovero, o ancora in una condizione di non autosufficienza o di disagio mentale o dipendenze, in tutte queste situazioni, all’interno dei servizi che se ne fanno carico l’equipe includerà professionisti che hanno il compito di monitorare e sostenere la dimensione sociale e di rimuovere le fragilità sociali che incidono sullo stato di benessere e di salute. Il fatto che il nostro Stato stabilisca che nel servizio sanitario ci sia un’area socio-sanitaria in cui siano inserite professioni come quella dell’assistente sociale, che lavora a stretto contatto con situazione familiare e comunitaria della persona, è fondamentale.

Leggi: Redattore Sociale, 27/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
ABITIAMOLA – Newsletter giugno – luglio 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
Sono 271 le proposte ammesse al finanziamento del PinQua – Programma nazionale della qualità dell’abitare del Mims, con l’obiettivo di riqualificare i centri urbani, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale. Ai fondi iniziali si aggiungono 2,8 miliardi del Fondo complementare al PNRR. Il PINQuA utilizza positivamente risorse per l’abitare nel quadro di operazioni di rigenerazione urbana, ma non ha obiettivi quantitativi da dover perseguire, a fronte della distribuzione territoriale dei bisogni.
La pandemia del Covid-19 ha portato al ripensamento di numerosi aspetti quotidiani tra i quali anche il modo di concepire la casa, spesso trasformata in luogo di lavoro, i suoi spazi e le sue caratteristiche strutturali. 3,3 milioni di famiglie italiane nel 2021 dimostrano un’intenzione dichiarata all’acquisto della casa, il 12,8% del totale (nel 2020 erano il 9,5%). Un dato “sorprendente”. Sostenibilità e salubrità, nell’ambito domestico rappresentano ormai due paradigmi.
Il nostro Paese si è trovato ad affrontare molte criticità, in ultimo la pandemia, ma anche tante legate agli eventi calamitosi che si sono succeduti. L’azione politica, intervenendo necessariamente ex post, si è tradotta sempre in un puro schema reattivo e in norme d’urgenza: lo stato di emergenza implica procedure e norme a ridosso dell’evento che contrastano con la necessità di un ordinamento che consenta di agire attraverso azioni condivise che scattino automaticamente in tali situazioni.

Leggi: Cgil, 26/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Covid. Oltre 2,3 milioni di over 60 senza vaccino. Figliuolo: “Entro la fine di luglio il 60% degli italiani avrà completato il ciclo vaccinale”. Il report settimanale del Governo

Si è registrato un incremento di oltre 2,7 milioni di dosi a livello di forniture rispetto alla settimana precedente. Aumento ancora più consistente per le somministrazioni con un +3,9 milioni rispetto alla scorsa settimana. In totale sono 2.359.799 gli over 60 senza alcuna copertura vaccinale. Dopo l’annuncio dell’introduizione del green pass si è avuta una nuova accelerazione di prenotazioni che va da un 15% ad un 200% a seconda delle Regioni.
Restano ancora 2.359.799 gli over 60 non vaccinati. Un dato, quello riportato nell’ultimo report settimanale del governo, che sembra anche ancora muoversi con un ritmo di marcia molto rallentato. Siamo però arrivato al 55% della popolazione vaccinabile (over 12 anni) che ha completato il ciclo vaccinale. Si punta a fine luglio ad arrivare al 60% e, come confermato dal commissario all’emergenza Francesco Paolo FIgliuolo, “ci arriveremo sicuramente”.
Da registrare poi il primo incremento di prenotazioni a seguito dell’annuncio del decreto legge approvato lo scorso giovedì dal Consiglio dei Ministri con il quale si è introdotto il green pass obbligatorio per accedere a diverse attività. “Abbiamo registrato un incremento delle prenotazioni che va da un 15% ad un 200% a seconda delle Regioni. In Friuli Venezia Giulia siamo al 6.000 prenotazioni giornaliere rispetto alle 1000 precedenti. Sono 100mila le prenotazioni solo tra Lombardia e Lazio”, ha commentato Figliuolo.

Leggi: Italia Longeva, 26/07/2021


venerdì 23 luglio 2021
Un popolo di invisibili: senza residenza e senza diritti

C’è un sottobosco di popolazione che è senza residenza. E senza di essa, si è senza diritti. Ciò diventa ancora più problematico ai tempi di pandemia, perché vuol dire avere diritto al medico, alle cure di base e al sistema sanitario nazionale. Per questo l’organizzazione umanitaria ActionAid lancia la campagna # DirittiInGiacenza per denunciare che “troppo spesso nel nostro Paese l’esclusione dalla residenza è discrezionale, illegittima e discriminatoria verso le persone più fragili, sia italiane che straniere”.
Nella giornata ieri, gli attivisti hanno “invaso” piazza Montecitorio a Roma con pacchi vuoti restati “in giacenza”, tornati al mittente per mancanza di indirizzo, simbolo dei diritti sospesi. Un’azione dal forte impatto visivo denuncia un problema sommerso e sconosciuto che accomuna italiani indigenti e migranti, la fascia della popolazione più fragile che spesso vive in condizioni abitative precarie e senza titoli di possesso delle proprie case e che subisce gli effetti più gravi della negazione di diritti fondamentali.

Leggi: Ristretti. 23/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Patto per un nuovo welfare, 5 proposte sulla non autosufficienza

Una grande riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti che punti alla integrazione degli interventi socio-sanitari, tenendo conto delle specifiche ed eterogenee condizioni degli anziani e delle loro famiglie, incrementando i finanziamenti pubblici in particolare per i servizi domiciliari e residenziali e puntando sulla innovazione.
È questa in sintesi la riforma che il neonato “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” chiede al Parlamento e ai Ministri della Salute Roberto Speranza e del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, presenti all’evento trasmesso sulle pagine social di Cittadinanzattiva e del Forum Disuguaglianze e Diversità.
Secondo l’ultimo Dossier Istat, il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni è notevolmente aumentato, passando dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (era il 148,7% nel 2001). Oggi sono circa tre milioni gli anziani non autosufficienti, ossia coloro che non sono in grado di svolgere da soli le normali attività quotidiane e hanno bisogno di un accompagnamento: rappresentano il 5% della popolazione e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030.
Al Patto hanno finora aderito 37 realtà della società civile che hanno deciso di rinnovare l’impegno grazie al quale, negli scorsi mesi, è stato inserito nel PNRR un progetto di riforma radicale e atteso dalla fine degli anni ’90 con la previsione di un investimento di tre miliardi e mezzo di euro. Un’occasione imperdibile per dare risposte alle esigenze degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie, formalizzata dalle organizzazioni ed accolta dalle istituzioni e che, a partire da oggi, può tradursi in realtà grazie alle proposte e al confronto continuo fra i vari attori.
Le prime cinque proposte operative sono state elaborate dal Patto all’interno di un Documento presentato ai Ministri Orlando e Speranza, all’Onorevole Marialucia Lorefice e alla Senatrice Annamaria Parente. Eccole in sintesi:

Leggi: Spi-Cgil, 22/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Lamorgese interviene al Senato: c’è l’impegno per assicurare sui territori la graduazione degli sfratti in esecuzione. Direttive alle prefetture per protocolli condivisi.

Dichiarazione dei segretari generali di SUNIA, SICET, UNIAT Aps, Unione Inquilini
Nel pomeriggio di oggi nell’Aula del Senato la Ministra dell’Interno Lamorgese ha risposto all’interrogazione presentata dai senatori Mirabelli, Malpezzi e Biti in materia di profili di ordine pubblico connessi alla ripresa delle esecuzioni delle procedure di sfratto.
I segretari generali, Stefano Chiappelli, SUNIA, Nino Falotico, SICET, Augusto Pascucci, UNIAT Aps, Walter De Cesaris, Unione Inquilini hanno dichiarato che questo importante momento parlamentare è anche il frutto delle molteplici nostre iniziative unitarie, non ultimi i presidi a livello nazionale e dei territori tenuti in queste ultime settimane per mettere al centro dell’attenzione la drammatica situazione degli sfratti con la ripresa dal 1 luglio delle esecuzioni e l’assenza di soluzioni alternative per 80 mila famiglie con l’incubo di finire “per strada”.
Come si può constatare il testo dell’interrogazione recepisce molte delle nostre impostazioni unitarie in materia di graduazione e governo delle esecuzioni degli sfratti, criticità sui tempi di concreto utilizzo dei finanziamenti e sulle procedure, ed individua correttamente nelle Prefetture l’organo del Governo in grado di coordinare un processo di coinvolgimento di istituzioni centrali e territoriali e delle forze sindacali rappresentative degli inquilini e della proprietà, che porti ad intensificare gli sforzi per approdare a protocolli condivisi per la graduazione delle esecuzioni con particolare attenzione ad un esame approfondito delle situazioni di grave disagio che si stanno registrando.

Leggi: Sunia, 22/07/2021


mercoledì 21 luglio 2021
La proposta. Anziani non autosufficienti, nasce un patto per l’assistenza

Associazioni, sindacati e politica insieme per arrivare a una grande riforma. I ministri Orlando e Speranza: le risorse del Pnrr vadano ai più fragili. Gori: bisogna superare la frammentazione
Un patto tra associazioni, sindacati e istituzioni per affrontare insieme l’emergenza anziani non autosufficienti. Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e quella con meno di 15 anni è notevolmente aumentato, passando dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (era il 148,7% nel 2001). Oggi sono circa tre milioni gli anziani non autosufficienti, ossia coloro che non sono in grado di svolgere da soli le normali attività quotidiane e hanno bisogno di un accompagnamento: rappresentano il 5% della popolazione e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030.
Una grande riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti che punti alla integrazione degli interventi socio-sanitari, tenendo conto delle specifiche ed eterogenee condizioni degli anziani e delle loro famiglie, incrementando i finanziamenti pubblici in particolare per i servizi domiciliari e residenziali e puntando sulla innovazione. È questa in sintesi la richiesta che il neonato “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” rivolge al Parlamento e ai ministri della Salute Roberto Speranza e del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, che ieri hanno partecipato all’evento promosso dal Forum Disuguaglianze e Diversità e da Cittadinanzattiva.
«Dobbiamo provare a trasformare la crisi in opportunità – spiega Speranza –. Con il Pnrr 20 miliardi di euro saranno destinati alla sanità: quattro andranno all’assistenza domiciliare e due alle case di comunità. Tra assistenza sociale e sanitaria c’è un nesso non divisibile, la pandemia ha mostrato che laddove c’è un problema sanitario emerge quello sociale e viceversa». Mentre Orlando ha voluto che nel Pnrr le iniziative di sua competenza «fossero destinate in misura rilevante alle persone fragili e agli anziani non autosufficienti, per rafforzare i servizi sul territorio, che sono ancora troppo caratterizzati da ritardi e da diseguaglianze».

Leggi: Avvenire, 21/07/2021


mercoledì 21 luglio 2021
Nasce il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, presentato il manifesto ai ministri Speranza e Orlando

Cinque passi per iniziare a riformare l’assistenza e il welfare per gli anziani non autosufficienti: sono quelli indicati e richiesto come impegno al governo dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, il nuovo soggetto collettivo che nasce oggi ufficialmente, con la presentazione del suo manifesto ai ministri Orlando e Speranza, durante un incontro online. Quasi 40 le sigle aderenti fino a questo momento: associazioni, sindacati, federazioni e diverse realtà che, in un modo o nell’altro, si occupano di anziani e di non autosufficienza. Tra questi, il Network non autosufficienza, Cittadinanzattiva, Uneba, Forum nazionale del Terzo Settore, Caritas Italiana.
Come prima azione il Patto ha indicato al governo i primi cinque passi da compiere per “cominciare bene il percorso riformatore”. Il primo passo, denominato “Fare la storia”, consiste nel “modificare strutturalmente il settore, come avvenuto nei paesi vicini al nostro che già l’hanno introdotta (l’Austria nel 1993, la Francia nel 2002, la Germania nel 1995, la Spagna nel 2006)”. La richiesta, in sintesi, è di “realizzare un ridisegno sostanziale dell’insieme degli interventi afferenti all’assistenza agli anziani non autosufficienti”. Il secondo passo consiste nel “superare la frammentazione che oggi contraddistingue il sistema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Il terzo passo consiste nel “seguire il paradigma proprio dell’assistenza agli anziani: quello del care multidimensionale, che prevede risposte progettate a partire da uno sguardo complessivo sulla condizione dell’anziano, sui suoi molteplici fattori di fragilità, sul contesto di vita e le relazioni”.

Leggi: Auser


DALLE REGIONI:

martedì 27 luglio 2021
Savona, al via il cohousing per i pazienti psichiatrici

Progetto inaugurato ieri dalla Asl 2, in collaborazione con Arte e Comune. Il governatore Giovanni Toti: “Dobbiamo costruire percorsi di inclusione”
Un alloggio di edilizia residenziale pubblica che consenta di ospitare quattro pazienti individuati dal dipartimento di Salute mentale, con l’intento di fargli intraprendere un percorso di reinserimento sociale all’indomani della loro dimissione dalle comunità terapeutiche. E’ il progetto di cohousing inaugurato ieri dalla Asl 2 savonese, in collaborazione con Arte e Comune di Savona. “Questo è un esempio di dove deve andare la sanità nella nostra regione e nel nostro paese- afferma il presidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria, Giovanni Toti- dobbiamo costruire percorsi per portare i ragazzi che stanno attraversando alcune difficoltà a costruire una nuova vita, grazie anche a un progetto di vita autonoma. Sono certo che questi ragazzi, in futuro, sapranno contribuire alla crescita del nostro territorio”.

Leggi: Redattore Sociale, 27/07/2021


martedì 27 luglio 2021
Torino. dal ministero oltre 43 milioni per un lifting ai quartieri popolari

Domani, giovedì 29 luglio, nella sala Colonne di Palazzo civico, a Torino, avrà luogo una conferenza stampa di presentazione dei progetti di riqualificazione urbana elaborati dal Comune e finanziati con i fondi del programma nazionale del ministero delle Infrastrutture.
Saranno erogati un totale di 43 milioni e 715.000 euro destinati al recupero di Porta Palazzo, di Borgo San Paolo e del quartiere Vallette.
Alla presentazione saranno presenti la sindaca Chiara Appendino, la vicesindaca Sonia Schellino, gli assessori Marco Giusta e Alberto Unìa, e Valter Cavallaro, dirigente dell’area trasformazione periferie.

Leggi: Redattore Sociale, 27/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Vercelli, strage di 49 anziani abbandonati nella Rsa: sei medici, vertici Asl e 118 verso il processo: “Lasciamoli morire nel letto, sono vecchietti di 96 anni”

I sanitari non ricoverarono i malati di Covid applicando il “triage militare”: omicidio colposo e omissione d’atti d’ufficio. Ma cade l’accusa di epidemia colposa
Il Covid girava da giorni nelle stanze della Rsa di piazza Mazzini, a Vercelli. Gli ospiti si ammalavano e morivano. Si ammalava il personale e non si riusciva a sostituire. La sera del 19 marzo dell’anno scorso la situazione era così compromessa che la struttura chiese l’intervento del 118. Diversi anziani erano in gravi condizioni, ma in ospedale a Vercelli c’era un solo posto in terapia intensiva e ben presto anche quello venne occupato da un paziente interno che si era aggravato. Che fare? Anziché cercare posto in altri nosocomi della zona, si decise di “lasciarli morire nel loro letto”, applicando il cosiddetto triage militare: “Stiamo parlando di vecchietti da 85 a 96 anni… Ho fatto il medico per salvare tutti, ma in questo caso bisogna andare giù duri… – dice il medico della centrale operativa del 118 nelle telefonate registrate e acquisite dalla procura parlando con l’ospedale di Vercelli – Ho parlato con l’unità di crisi, con la vostra direzione sanitaria e con te, concordiamo tutti a lasciarli al loro posto belli tranquilli”. “A posto – si sente rispondere – anche io farei… presto dovranno portare le bare”. E in effetti cinque degli anziani che quella sera necessitavano di un ricovero morirono il 20, 21 e 24 marzo.

Leggi: La Repubblica, 26/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Anziani, Forza Italia Lombardia vuole un Garante regionale che li supporti

Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”. Per il consigliere Giulio Gallera, primo firmatario del provvedimento: “Una figura necessaria”
Una rigorosa azione di tutela dei diritti delle persone con età superiore ai 65 anni che garantisca loro adeguate misure di sostegno, parità di accesso ai servizi, valorizzazione delle diverse peculiarità e un attento monitoraggio della loro qualità della vita. Forza Italia ha presentato al Pirellone un progetto di legge per istituire il “Garante regionale per la tutela della persone anziane”.
Una figura necessaria che, secondo il primo firmatario del provvedimento, il consigliere Giulio Gallera, “rappresenta un atto di civiltà nei confronti di un’ampia fetta della popolazione regionale potenzialmente fragile”. Il Garante sarà posto in capo al Difensore civico regionale, che avrà il compito di vigilare sull’attuazione delle indicazioni legislative e di segnalare abusi o inadempienze che porterebbero all’applicazione di sanzioni e risarcimenti. “Nella società moderna- sottolinea il capogruppo di Fi al Pirellone Gianluca Comazzi, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto- il miglioramento della qualità della vita, delle cure e delle attività di prevenzione, abbinato a una forte decrescita del tasso di natalità, ha portato a un incremento dell’età media della popolazione”. Di qui il bisogno di istituire “una figura dedicata alla tutela e alla promozione dei diritti delle persone anziane che possa attuare pienamente il principio di ‘uguaglianza’”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/07/2021


lunedì 26 luglio 2021
Giornata nonni e anziani, “vogliamo scegliere per le nostre vite”

La lettera di un gruppo di anziani della Comunità di Sant’Egidio, nell’occasione della prima Giornata mondiale voluta da papa. “Abbiamo diritto a vivere e morire a casa nostra e quando non è possibile vogliamo stare in luoghi che siano comunità e non istituzioni”
“Siamo un gruppo di anziani di Milano finalmente in vacanza insieme dopo tante chiusure”. Inizia così la lettera scritta da alcuni anziani insieme alla Comunità di Sant’Egidio, nell’occasione della prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da Papa Francesco, che si è celebrata ieri 25 luglio. E’ firmata da Alberto, Anna, Eugenia, Gianni, Luigia, Luisa, Maria, Pietropaolo e Wanda.
“Alcuni di noi vivono in casa, altri invece in una grande Rsa dove a volte la vita è difficile. – scrivono – Il Papa è stato molto saggio ad istituire la festa degli anziani dedicata soprattutto a quelli che non hanno una famiglia. È perciò anche la festa delle persone sole. Il Papa è una persona illuminata, anziano come noi, e ha ragione quando dice che nessuno si salva da solo. Molti anziani hanno paura ed ancor più da quando c’è la pandemia. Il covid ci ha mostrato che tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri, di affetto e di relazioni, soprattutto gli anziani più deboli e soli. Ma anche noi abbiamo una forza, abbiamo il dono della parola e dell’ascolto e li vogliamo mettere al servizio degli altri: parlare, anche della nostra fede che ci ha sorretto per tutta la vita, raccontare la nostra storia, ascoltarci gli uni gli altri. E poi noi anziani possiamo e vogliamo scegliere per le nostre vite, mentre a molti è stata negata questa possibilità”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/07/2021


domenica 25 luglio 2021
Le proposte per gli over 64 ai candidati sindaco: condomini sociali e servizio civile per la terza età

Il 63% si sente ancora in grado di dare molto alla società, il 75% svolge un ruolo fondamentale di sostegno per la propria famiglia
Condomini sociali, servizio civile per la terza età, più panchine e maggiore partecipazione. Queste sono solo alcune delle proposte di ACLI da rivolgere ai candidati sindaco della città di Roma per valorizzare gli over 64. Da una ricerca è emerso che il 63% si sente ancora in grado di dare molto alla società, mentre il 75% svolge un ruolo fondamentale di sostegno per la propria famiglia e i figli.
A 250 over 64 è stato somministrato un questionario, i cui risultati sono stati resi noti dalle ACLI di Roma e provincia nel corso del quinto appuntamento online del “Cantiere Roma”, l’iniziativa promossa dalle ACLI di Roma e provincia in vista delle elezioni amministrative del 2021. Su quanto emerso ACLI stilerà un elenco di proposte da presentare ai candidati sindaco per valorizzare il ruolo degli over 64 in società.
Intanto i risultati sono stati presentati in un confronto che ha visto la partecipazione della presidente delle ACLI di Roma Lidia Borzì, il direttore del reparto di Geriatria dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma e presidente di Giano onlus Giovanni Capobianco e il segretario generale di “Per Roma” Roberto Corbella. È stata inoltre presentata da Giancarlo Penza della Comunità di Sant’Egidio la buona pratica rappresentata dal progetto “Viva gli anziani”. Ha moderato l’incontro il direttore di RomaSette Angelo Zema. “Per noi gli anziani, che nelle ACLI portano un valore aggiunto fondamentale, non sono una categoria anagrafica, ma una categoria esistenziale – ha commentato Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – È necessario, ripensare ai modelli abitativi nella città, incentivando il co-housing e attivando anche altre forme innovative come i condomini solidali, per coniugare convivialità e autonomia assicurando confort e assistenza continua”.

Leggi: Roma Today, 25/07/2021


domenica 25 luglio 2021
Emergenza anziani in Liguria, il sindacato: “Soli e con malattie croniche”

Secondo lo studio dello Spi-Cgil, il 46% degli over 65 ha almeno due patologie diagnosticate: “Servono nuove misure, mettendo al centro la medicina del territorio”
Non è solo la regione più anziana d’Italia ma è anche quella con più persone over 65 o malate o sole (o sia malate, sia sole). È il drammatico quadro dello studio appena ultimato dallo Spi – il sindacato dei pensionati – della Cgil di Genova e della Liguria, partendo dalla banca dati sugli anziani realizzata dall’Istat. «Soli, malati e con il consumo di medicinali più alto. È un’istantanea che potevamo aspettarci, sappiamo che Genova e la Liguria hanno come criticità l’età media alta, ma i numeri emersi devono far scattare, da subito, una serie di contromisure» affermano il segretario generale Spi Cgil Genova Antonio Perziano e Ivano Bosco, segretario generale Spi Cgil Liguria.I datiSu cento persone con più di 65 anni, in Liguria, il 37,9 per cento è affetto da una cronicità grave, e il 46 per cento presenta più di un tipo di patologia cronica. «In valori assoluti, parliamo di cifre elevate – evidenziano Bosco e Perziano – ovvero 166 mila malati cronici gravi e 203 mila con più di una patologia. Se rapportiamo questo dato al totale della popolazione ligure risulta che i cronici gravi sono il 10,8 per cento della popolazione residente, mentre le persone con più di una patologia sono il 13,24 per cento. Si tratta di valori rilevanti che, peraltro, non tengono conto di portatori di gravi patologie di età inferiore ai 65 anni». Uno studio che arriva proprio a ridosso di quella che, ieri, è stata la prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani voluta da Papa Francesco.

Leggi: Il Secolo XIX, 25/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Assistenza anziani: a breve la relazione finale della Commissione per la riforma

Monsignor Paglia, alla guida dell’organismo voluto dal ministro Speranza, anticipa a Famiglia Cristiana il senso della proposta. “Al centro c’è un cambio di prospettiva; prioritario prendersi cura degli anziani nella loro abitazione”. Rsa? “Vanno ripensate”
La relazione finale della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, voluta dal ministro della sanità Roberto Speranza, dovrebbe a breve essere consegnata all’esecutivo Draghi. Lo spiega monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, dallo scorso settembre alla guida della Commissione.
“Al centro della proposta c’è un cambio di prospettiva – anticipa in una intervista a Famiglia Cristiana, pubblicata nel numero in edicola – riteniamo che sia prioritario prendersi cura degli anziani lì dove vivono, nella loro abitazione, facendo sì che non siano mai lasciati soli. Si tratta di assicurare a tutti quello che chiamiamo ‘continuum assistenziale’: prendersi cura di loro tenendo conto delle condizioni in cui via via vengono a trovarsi. Può accadere che quando non si è più autosufficienti ci sia bisogno di cure particolari nelle Rsa, che vanno però ripensate”.
Una vera rivoluzione culturale che dovrebbe passare attraverso la creazione di una cabina di regia e di un iter parlamentare per approvare una riforma che potrebbe godere degli investimenti previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Leggi: Redattore Sociale, 22/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Monreale, sindacati degli inquilini e dei proprietari sottoscrivono al Comune l’accordo sui canoni di locazione. “Un argine importante alle locazioni in nero”

Siglato accordo al comune di Monreale sui canoni agevolati di locazione.
Il patto è stato sottoscritto stamattina con i sindacati degli inquilini e le sigle maggiormente rappresentative dei proprietari, tra le quali Confedilizia e Asppi.
Per i rappresentanti degli inquilini erano presenti i segretari di Sunia, Sicet, Uniat Zaher Darwish, Mario Bommarito e Giovanni Sardo. In totale 13 le sigle che hanno partecipato alla firma con l’amministrazione comunale.
L’accordo è stato presentato al sindaco e a diversi assessori.
“E’ la prima volta – dichiarano i rappresentanti di Sunai, Sicet, Uniat – che viene sottoscritto un accordo territoriale per il Comune di Monreale. Si permette così alla popolazione di usufruire delle agevolazioni fiscali riservate a chi sottoscrive contratti di locazione a canone agevolato. Ed è la conferma che i contratti sono uno strumento per combattere le locazioni in nero e per mettere fine alle diverse situazioni contrattuali e interpretazioni che rischiavano di compromettere diritti e agevolazioni fiscali per le fasce più bisognose della popolazione”.

Leggi: Sunia, 22/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Casa, a Firenze progetti per 90 milioni

L’annuncio del sindaco Nardella. I fondi serviranno per portare avanti i progetti all’ex caserma Lupi di Toscana e in altre aree della città
“Una grande giornata per Firenze. Il Ministero delle Infrastrutture ha inserito nei progetti ammessi a finanziamento nel programma Pinqua sulla qualità dell’abitare tutti e sei i nostri progetti candidati dal Comune e dalla Città Metropolitana di Firenze. In particolare il progetto relativo alla ex Caserma Lupi di Toscana del Comune di Firenze è rientrato nei Top 13 segnalati dalla giuria di tecnici come “meritevoli”. L’importo complessivo di contributi richiesti è di 90 milioni di euro, ripartiti in circa 15 milioni per ogni progetto presentato”. Lo afferma il sindaco di Firenze Dario Nardella.
“Si tratta – spiega il sindaco – di un riconoscimento straordinario della capacità progettuale e della efficienza della Città metropolitana, dei suoi Comuni, e del Comune capoluogo. Ringrazio per questo tutti i sindaci e gli uffici tecnici che hanno partecipato a redigere le candidature”.
“Questi progetti – ricorda Nardella – rientrano nel più generale piano di finanziamenti dell’Unione Europea basati sui nuovi modelli di rigenerazione urbana. Con questi 6 progetti – che includono 54 interventi distribuiti in tutto il territorio fiorentino – daremo una risposta efficace e duratura all’emergenza abitativa del nostro territorio e alle connesse strutture con finalità culturali, sociali ed economiche, attivando anche circa 1000 posti di lavoro diretti e alcune centinaia indiretti. Un’occasione senza precedenti che cade nel momento giusto dopo l’emergenza Covid per dare una spinta poderosa all’economia dell’edilizia, alla progettazione urbana”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/07/2021


giovedì 22 luglio 2021
Lombardia. Giunta presenta nuova riforma sanitaria. Previste 216 Case della comunità, 100 Distretti, 64 ospedali di comunità

Fontana illustra la revisione della regionale dopo la bocciatura del Ministero: “Rafforzare la sanità territoriale, evitare i ricorsi inappropriati in Pronto Soccorso attraverso la realizzazione di strutture dove, grazie al coinvolgimento dei medici di medicina generale e alla loro collaborazione con gli specialisti ospedalieri, i cittadini possano trovare una risposta migliore ai propri bisogni di salute”
Il Governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha presenziato alla conferenza stampa di presentazione della revisione della Legge regionale della sanitaria, approvata oggi in Giunta e ora pronta all’iter dell’esame del Consiglio. “Rafforzare la sanità territoriale, evitare i ricorsi inappropriati in Pronto Soccorso – ha sottolineato il presidente – attraverso la realizzazione di strutture dove, grazie al coinvolgimento dei medici di medicina generale e alla loro collaborazione con gli specialisti ospedalieri, i cittadini possano trovare una risposta migliore ai propri bisogni di salute”.
216 Case della comunità, 100 Distretti e 64 ospedali di comunità
Il governatore Fontana ha quindi annunciato: “216 Case della comunità, 100 Distretti, 64 ospedali di comunità” ovvero “i punti di riferimento per la presa in carico dei lombardi e per l’attuazione della medicina di prossimità”. Questa nuova organizzazione sarà possibile grazie a un’inversione di tendenza del Governo che è tornato ad investire in sanità dopo i continui tagli, iniziati con 7 miliardi nel 2012 e conclusisi con i 20 miliardi del 2019.

Leggi: Quotidiano Sanità, 22/07/2021


IN AGENDA:

23 – 24 novembre 2021 –  Roma e Online – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

La voce degli assistenti sociali sul PNRR – Tra valutazioni complessive e dibattito sull’accesso alla professione – Giovanni Cellini

Intervista alla Vicepresidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali (Cnoas), dott.ssa Barbara Rosina.
I contenuti del PNRR coinvolgono direttamente il servizio sociale da diversi punti di vista. Nell’interlocuzione con la politica, l’Ordine nazionale degli assistenti sociali ha avuto modo di esprimere le proprie posizioni su diversi ambiti dell’intervento professionale; citiamo, a titolo esemplificativo, quello dei minori e delle famiglie e quello della tutela della salute. Al tempo stesso, nell’ambito del Piano, sono in discussione modifiche riguardanti l’abilitazione all’esercizio di alcune professioni ordinate, tra cui anche quella dell’assistente sociale. Nello specifico, è in discussione al Senato il ddl recante “Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti” (atto Senato n.2305).
Abbiamo affrontato con la Vicepresidente del Cnoas alcune delle numerose tematiche relative alle istanze e alle proposte degli assistenti sociali, chiedendole valutazioni di carattere generale sul PNRR e soffermandoci successivamente sul dibattito attuale e sugli scenari futuri per l’accesso alla professione.

Leggi: Welforum


Un osservatorio per i caregiver di persone con demenza

CasaViola, è un centro di riferimento in Italia per chi si trova nella complessa situazione di aiutare un familiare che necessita di attenzioni costanti perché colpito da Alzheimer o da altre forme di demenza. Al XXI Congresso Nazionale AIP, tenutosi a Firenze il 15-17 aprile 2021, CasaViola ha presentato i dati di una ricerca finalizzata a delineare la figura dei caregiver: il quadro che emerge è un alto grado di stress, che coinvolge diversi ambiti di vita e che resiste nel tempo.
di Antonella Deponte, Rosanna Palmeri, Elisa de Morpurgo, Giulia Galvani (CasaViola – Associazione Goffredo de Banfield, Trieste)
Conoscere i caregiver, per dare un sostegno efficace: da questo proposito nasce il lavoro che presentiamo e che riguarda i caregiver di persone con demenza. Pensiamo infatti che lo sviluppo di un sistema di rilevazione delle caratteristiche dei caregiver sia il primo, indispensabile passo per costruire programmi di formazione e sostegno su misura: ottenere una rappresentazione affidabile e regolarmente aggiornata permette di precisare gli interventi ed evitare la dispersione delle risorse.
Nello stesso tempo, questo lavoro vuole essere un invito aperto, a collaborare per un sistema più generale di rilevazione delle caratteristiche e dei bisogni dei caregiver di persone con demenza, che permetta di raccogliere dati più omogenei e comparabili.

Leggi: I Luoghi della Cura


Le case dei vecchi hanno spesso un odore particolare… spesso si sente l’odore dei ricordi (Jonathan Coe)

Un settore immobiliare specifico che sta avendo grande impulso sia in Europa che negli Stati Uniti è quello dedicato alle persone anziane.
In Paesi come Francia, Germania, Belgio e Olanda questo tipo di alloggi si sta diffondendo da anni grazie anche a leggi specifiche che hanno offerto agli investitori delle agevolazioni fiscali. Si tratta, di norma, di monolocali o bilocali tra i 40 e i 50 mq dati in affitto dove il singolo – ma anche la coppia – può vivere in piena autonomia condividendo, se lo desidera, alcuni spazi con altri coetanei dello stesso stabile: il bar, la sala da pranzo, la lavanderia, il cortile, il giardino, ecc. Volendo può anche partecipare ad attività ricreative e di socializzazione. Inoltre, può richiedere dei servizi aggiuntivi: la consegna della spesa o delle medicine a domicilio, la pulizia dell’abitazione, l’assistenza di un infermiere. Le abitazioni sono connesse 24 ore su 24 ad una centrale operativa per offrire un maggior grado di sicurezza e intervenire subito in caso di bisogno. Alloggi in cui chiunque, anche parzialmente non autosufficiente, può ricevere assistenza in ogni momento, vivere nel suo appartamento e – come dicevamo sopra – condividere spazi comuni. Si tratta di soluzioni abitative che la Commissione europea ha finanziato con il programma di ALL (Ambient Assisted Living). L’AAL Forum di quest’anno si svolgerà on line dal 18 al 20 ottobre 2021, come evento principale della II edizione della Settimana europea dell’invecchiamento attivo e in buona salute (EWAHA 18-22 ottobre).

Leggi: Nuove Rigenerazioni


SEGNALAZIONI:


Pensionamento esodati

Esodati nona salvaguardia: l’Inps invia le lettere di certificazione del diritto a pensione. Da ieri sono state avviate le operazioni per l’invio delle lettere di certificazione delle posizioni degli assicurati, che hanno avuto esito positivo per l’accesso a pensione, in applicazione della nona salvaguardia, di cui all’articolo 1, commi da 346 a 348, della Legge 30 dicembre 2020, n.178, a seguito del completamento della fase istruttoria e della verifica di compatibilità rispetto agli stanziamenti previsti dalla disciplina normativa. In un comunicato stampa diffuso ieri, l’Istituto ha anche riferito che da venerdì 30 luglio verrà rilasciato l’aggiornamento delle procedure per la liquidazione delle pensioni.

Leggi: Inca


Dal 6 agosto bisognerà avere il green pass o molte attività saranno off limit. Per i colori sarà determinante tasso ricoveri. Previsto accordo con le farmacie per tamponi a prezzi contenuti

Il Governo ha licenziato il decreto legge che disciplina l’uso e la validità del certificato verde Covid il cui possesso sarà vincolante nei locali dove si consuma al tavolo (quindi anche nei bar, ma non al bancone), per cinema e teatro, per eventi, competizioni sportive, piscine, palestre, fiere, sagre, convegni, parchi divertimento, sale gioco, concorsi, centri sociali, musei. Si farà accordo con le farmacie per tamponi rapidi a prezzi contenuti. Stato emergenza prorogato al 31 dicembre. LA BOZZA.
“L’economia italiana va bene, si sta riprendendo, va meglio di altri Paesi ma la variante delta è minacciosa. Abbiamo imparato che senza agire subito la realtà già presente in altri Paesi si presenterebbe da noi in un intervallo di tempo molto ravvicinato. Invito tutti gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito per proteggere loro stessi e le loro famiglie. Il green pass non è un arbitrio ma una condizione per tenere aperte le attività economiche”.
Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa ha illustrato il Decreto legge approvato in Consiglio dei Ministri per contrastare la nuova ondata di contagi da Covid.
Il testo, ha spiegato il premier, potrà essere modificato durante il passaggio in Parlamento: “Siamo aperti e più che disponibili a miglioramenti di carattere tecnico”. Invece per scuola, trasporti e lavoro, ha spiegato il premier, ci saranno provvedimenti ad hoc a breve.
E rispondendo a una domanda su alcune dichiarazioni di Salvini che aveva affermato che per i giovani il vaccino non serve Draghi ha lanciato la sua stoccata: “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire e senza vaccinazione si deve chiudere di nuovo”, ha detto.

Leggi: Quotidiano Sanità


Postumi Covid-19: l’Inca si confronta con il mondo scientifico
Long covid è il termine con il quale il mondo scientifico indica i postumi di lungo termine che la pandemia produrrà nel tempo sulla salute fisica e mentale dei tantissimi contagiati, di cui si sa ancora molto poco. Di questo si occupa l’ultimo Notiziario Inca online n. 3 proponendo gli atti del convegno dedicato al tema, che si è svolto il 9 giugno scorso da remoto. Si tratta di una interessante serie di relazioni di autorevoli medici specialistici, con cui il Patronato della Cgil si confronta quotidianamente per cercare risposte adeguate ai numerosi interrogativi con l’intento di migliorare l’azione di tutela individuale.

Leggi: Inca


 

 

 

 

NEWS:

martedì 20 luglio 2021
Anziani non autosufficienti: cinque impegni per una giusta riforma

Nasce il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, che presenta il suo manifesto ai ministri Speranza e Orlando. Cinque le azioni prioritarie richieste: fare la storia, superare la frammentazione, riconoscere le specificità, investire per cambiare e connettere interventi transitori e riforma
Cinque passi per iniziare a riformare l’assistenza e il welfare per gli anziani non autosufficienti: sono quelli indicati e richiesto come impegno al governo dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, il nuovo soggetto collettivo che nasce oggi ufficialmente, con la presentazione del suo manifesto ai ministri Orlando e Speranza, durante un incontro online.
Quasi 40 le sigle aderenti fino a questo momento: associazioni, sindacati, federazioni e diverse realtà che, in un modo o nell’altro, si occupano di anziani e di non autosufficienza. Tra questi, il Network non autosufficienza, Cittadinanzattiva, Uneba, Forum nazionale del Terzo Settore, Caritas Italiana.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede la realizzazione della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia – si legge nel documento -. Si tratta di un risultato storico, da una parte, dato che questa riforma è attesa dalla fine degli anni ’90, ma è unicamente un punto di partenza, dall’altra, perché solo la sua elaborazione ne mostrerà l’effettiva capacità di rispondere alle esigenze degli anziani e delle loro famiglie. In sintesi, la previsione del Pnrr offre un’opportunità storica per il futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia: la sfida è riuscire a coglierla”.

Leggi: Redattore Sociale, 20/07/2021


martedì 20 luglio 2021
Welfare, Orlando: è motore di sviluppo, riformare la non autosufficienza

Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali ad un evento organizzato da Forum disuguaglianze e diversità e Cittadinanzattiva: “Abbiamo bisogno di un patto per aumentare le risorse per i servizi sociali”
La riforma della non autosufficienza punta alla “integrazione”. Lo dice il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, intervenendo ad un evento organizzato dal Forum disuguaglianze e diversità e da Cittadinanzattiva.
Orlando osserva che “il welfare è fattore centrale per la ripresa economica, un welfare che sia partecipato, che punti sull’attivazione delle persone, che non sia ostaggio di qualche apparato”.
Per questo, “abbiamo bisogno di un patto per aumentare le risorse per i servizi sociali, avere il sostegno di tutti i livelli è l’obiettivo politico da mettere al centro”, perché, conclude, “l’unità è la condizione per il successo”, rappresentato dalla “integrazione sociosanitaria”.

Leggi: Redattore Sociale, 20/07/2021


lunedì 19 luglio 2021
Profitti, cure scarse, scandali. Chi sono i signori delle Rsa

La pandemia ha terremotato i colossi dell’ assistenza agli anziani, in mano ai fondi con sede nei grandi paradisi fiscali. Un affare miliardario, spesso sulla pelle di lavoratori e ospiti.
Michaelle Rigodon, Aljoscha Krause e Sonia Jalda sono infermieri. Lavoravano per le tre più grosse società di residenze sanitarie per anziani d ‘ Europa. Raccontano le stesse storie: ” I residenti erano trattati come pezzi di fabbrica. Molti lavoratori gettavano la spugna avviliti ” , dice Michaelle a proposito della Rsa Anatole France in Alvernia, Francia, proprietà di Orpea. ” Avevo la sensazione di non trattare le persone con dignità ” , si lamenta il collega Krause dalla Haus an der Ilmenau di Korian, a Lüneburg, in Germania. ” Siamo gli stessi, o peggio, di prima del Covid – accusa Jalda parlando di una Rsa di Domus Vi in Spagna, a Vigo -. Il modello è puro business ” . LA PANDEMIA, con il 46% dei morti nelle Rsa, ha acceso i riflettori su un settore che i governi hanno delegato ai privati. Il viaggio di Investigate – Europe tra le Rsa d’Europa mostra l’abbandono: poco personale, turni massacranti, contratti precari, la qualità della cura è spesso assente, i controlli rari e solo sulle carte. L ‘ assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi (Lega), lo ha detto durante la pandemia: ” Le Rsa sono soggetti terzi ri spetto al servizio sanitario ”

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 19/07/2021


lunedì 19 luglio 2021
Liste d’attesa, oltre 460 chiamate in una settimana al servizio per gli over65

Senior Italia FederAnziani fa il punto sulla linea d’ascolto “Pronto Senior Salute”: a chiamare soprattutto figli e nipoti, le difficoltà maggiori per accedere a esami cardiovascolari e radiografici, riabilitazione e interventi per la cataratta. “Il 78,9% terrorizzato dal coronavirus”
Sono 464 le chiamate arrivate durante la prima settimana di attività al servizio Pronto Senior Salute, il numero lanciato da Senior Italia FederAnziani per supportare coloro che abbiano problemi nelle liste d’attesa e aiutarli a ottenere prestazioni sanitarie entro i tempi stabiliti dalla normativa nazionale. Le chiamate ricevute sono arrivate nel 63% dei casi da donne e a chiamare maggiormente sono stati figli e nipoti, per conto di genitori e nonni con difficoltà nell’accesso a visite specialistiche, indagini diagnostiche e interventi. Sul totale delle chiamate, infatti, il maggior numero ha riguardato la difficoltà di accedere alle indagini strumentali per l’ambito cardiovascolare (ECG, ecocardiografie), le indagini radiografiche (tac e risonanze), la riabilitazione e gli interventi per la cataratta, rispetto ai quali sono prese in considerazione solo le urgenze. Molte anche le chiamate che esprimono preoccupazione di non poter accedere agli screening oncologici, specialmente quelli del seno.

Leggi: Redattore Sociale, 19/07/2021


sabato 17 luglio 2021
Ancora più di 2,4 mln di over 60 non vaccinati. E diverse Regioni sono indietro sul personale scolastico. Il report del Governo

Rispetto alla settimana precedente, sono circa solo 68mila le persone che sono state raggiunte tra gli over 60. La percentuale di personale scolastico attualmente raggiunta da una prima somministrazione è pari all’85%, su media nazionale, e ha fatto registrare un incremento dello 0,5% rispetto al 23 giugno scorso. Considerando che diverse Regioni rimangono ben al di sotto dell’80% di prime somministrazioni, il Commissario ha chiesto di “attuare in maniera ancor più proattiva il metodo di raggiungimento attivo del personale”.
Restano ancora 2.437.720 gli over 60 non vaccinati. Un dato, quello riportato nell’ultimo report settimanale del governo, che sembra anche ancora muoversi con un ritmo di marcia molto rallentato. Rispetto alla settimana precedente, sono circa solo 68mila le persone che sono state raggiunte in questa fascia d’età.
La percentuale di personale scolastico attualmente raggiunta da una prima somministrazione è pari all’85%, su media nazionale, e ha fatto registrare un incremento dello 0,5% rispetto al 23 giugno scorso.
Al fine di rendere più omogenee le percentuali a livello regionale per tale categoria, considerando che diverse Regioni rimangono ben al di sotto dell’80% di prime somministrazioni, il Commissario ha chiesto di “attuare in maniera ancor più proattiva il metodo di raggiungimento attivo del personale che non ha ancora aderito alla campagna vaccinale, coinvolgendo anche i Medici Competenti per sensibilizzare la comunità scolastica in maniera ancor più capillare”.
La lettera invita inoltre le Regioni “ad incentivare le vaccinazione della categoria, considerandola prioritaria e riservandole corsie preferenziali anche presso gli hub vaccinali”

Leggi: Quotidiano Sanità, 17/07/2021


venerdì 16 luglio 2021
Mercato immobiliare, con il Covid cambiano le esigenze degli italiani: 2 milioni in più pronti a cambiare casa

La casa come baricentro della vita
Dopo l’esperienza della pandemia e dei mesi di lockdown, gli italiani rivedono la relazione con la propria casa, che si trasforma nel vero baricentro delle nostre vite. Se da un lato c’è chi è pronto ad affrontare la nuova normalità tra smartworking e lavoro in presenza, dall’altro c’è chi vuole cambiare casa, magari puntando su un’abitazione con più spazi aperti o vicina ad aree verdi. Tutto questo, con un occhio di riguardo alle opportunità portate dalle nuove tecnologie per la casa effortless. È questo il ritratto degli italiani emerso da CasaDoxa 2021, la quarta edizione dell’Osservatorio nazionale sugli italiani e la casa di BVA Doxa relativamente ai principali cambiamenti in atto nella società e nelle case degli italiani, realizzato tra aprile e maggio 2021 intervistando online oltre 7.000 famiglie italiane.
Nel 2021 2 milioni di italiani in più alla ricerca di una nuova casa
Messi a dura prova dall’esperienza della pandemia, sono sempre di più gli italiani che intendono cambiare casa entro i prossimi 4 anni. Se nel 2019, in tempi pre-pandemici, la percentuale toccava quota 22%, nel 2021 si arriva al 26%, pari ad un incremento di 2 milioni di persone. E proprio il lockdown è il fattore alla base di questo desiderio: il 53% di chi ha intenzione di cambiare casa nel prossimo quadriennio dichiara infatti che l’esperienza delle chiusure che si sono alternate per tutto il 2020 e l’inizio del 2021 ha contribuito ad alimentare questa volontà.

Leggi: Corriere della Sera, 16/07/2021


giovedì 15 luglio 2021
Popolazione sempre più anziana e con demenza grave, “ecco perché non possiamo fare a meno delle Rsa”

Conferenza organizzata da Uneba per fare “un’operazione verità” dopo la criminalizzazione delle Rsa durante la pandemia. “Chi contrappone Rsa e domiciliarità sbaglia”, afferma il presidente Franco Massi. L’età media dei ricoverati supera gli 85 anni, il 64% con demenza
Anziani, fisioterapia, assistenza, rsa
Nel 2019 l’età media di chi è entrato in una Rsa era di quasi 86 anni, il 64,26% aveva problemi di demenza, il 34% aveva bisogno di assistenza anche per mangiare. Sono questi alcuni dei dati per i quali, secondo Uneba, “non possiamo fare a meno delle Rsa”, come recita il titolo della conferenza stampa di questa mattina organizzata dall’ente che ne rappresenta oltre 900 in tutta Italia. “L’anno scorso le Rsa sono state criminalizzate – ha detto Franco Massi, presidente di Uneba Nazionale -. I morti nelle Rsa facevano notizia, quelli nelle case non facevano notizia. Nelle Rsa gli anziani avevano comunque assistenza di infermieri e medici. A domicilio molti anziani sono morti senza ricevere assistenza o neanche una telefonata dal medico di famiglia. È necessaria un’operazione verità e abbiamo bisogno di certezze per il futuro. Residenzialità e domiciliarità sono complementari, chi le contrappone sbaglia. Bisogna dare risposte adeguate al bisogno di ogni persona. E per questo oltre alle Rsa c’è l’assistenza domiciliare, ci sono i centri diurni o i mini alloggi protetti”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/07/2021


mercoledì 14 luglio 2021
Generali e Cdp puntano agli “over 65”

Al via Convivit, una joint venture per un nuovo modello abitativo
Generali Italia e Cdp Venture Capital puntano sulla «silver economy» con Convivit, una realtà immobiliare destinata agli over 65. Nel 2045, infatti, secondo le stime dell’Istat, gli ultra 65enni, già oggi in costante aumento (con una crescita del 5% registrata negli ultimi vent’anni), saranno 20 milioni rispetto ai 13,6 milioni del 2018. Uno scenario in cui i consumi dei senior sono destinati ad aumentare.
Ispirata dai nuclei urbani Usa destinati ai senior in cui sono ambientati numerosi successi hollywoodiani (come Cocoon), Convivit vuole proporre anche in Italia un modello abitativo dedicato ad anziani autosufficienti. Convivit, partecipata al 50% da Cdp Venture Capital (tramite il fondo Boost Innovation) e al 50% da Generali Wellion, è guidata da Andrea Mecenero e punta ad aprire entro il 2030 venti residenze in grado di ospitare fino a 2.500 persone. «Grazie a questa partnership con Cdp portiamo in Italia un nuovo modello abitativo su modello internazionale con servizi digitali, di assistenza e benessere, dando un contributo concreto alla realizzabilità di politiche per l’active ageing. Puntiamo a rendere disponibili, entro il 2030, duemila appartamenti moderni basati su un nuovo concept che integra servizi, IoT (Internet of Things) spazi comuni e aree verdi», ha dichiarato Marco Sesana, country manager & Ceo Generali Italia, a margine della presentazione del meeting di Rimini 2021.

Leggi: Il Giornale


martedì 6 luglio 2021
Al via (con un po’ di ritardo) il programma di edilizia finanziato nel 1978 con fondi Gescal

Pubblicato il Dm Mims-Mef che assegna 219 milioni a 17 regioni per 44 interventi. C’è anche il Dm ad hoc per la Campania È arrivato, alla fine, il decreto Infrastrutture-Economia che “mette a terra” oltre 219 milioni di euro dei fondi Gescal assegnati a 17 Regioni (esattamente 219.194.640,15 euro) nel lontano 1978. Fondi che – è sempre opportuno ricordare – attendono di essere spesi da quella data per realizzare «programmi sperimentali di edilizia residenziale pubblica». Dopo che il precedente governo aveva recuperato queste risorse Cipe (250 milioni in totale) e dopo che a dicembre scorso la conferenza delle Regioni ha dato l’intesa allo schema di decreto Mef-Infrastrutture (ancora firmato Gualtieri-De Micheli), il ministero ha pubblicato il provvedimento interministeriale (n.193) – ora firmato da Enrico Giovannini (a fine marzo) e da Daniele Franco (a fine aprile) – che approva definitivamente gli interventi e i relativi soggetti ammessi a finanziamento, aprendo dunque la strada ai cantieri.
Il provvedimento elenca 44 interventi in 33 città in un apposito allegato.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 06/07/2021


martedì 6 luglio 2021
L’accesso all’housing sociale: così requisiti e costi da Nord a Sud

Il canone medio annuo può variare da 50 a 80 euro. Dal reddito alla cittadinanza i vincoli per gli inquilini, che non devono possedere altre case e non aver subito sfratti per morosità.
Si chiama 5Square l’intervento residenziale in costruzione nella zona Sud di Milano, in via Antegnani, con 468 alloggi, che sarà pronto a gennaio 2022 e di cui è aperto l’avviso per la raccolta delle candidature per affittare 102 appartamenti a canone convenzionato (dei 304 in locazione).
L’architettura è dello studio Barreca & La Varra e si tratta di un’operazione in un brownfield (riqualificazione dell’esistente), dove insistevano cinque scheletri abbandonati da decenni. Al piano terra (su 3mila mq) un supermercato, un asilo e altri spazi a servizio gestiti da manifatture innovative. L’avviso è promosso dal Fondo Immobiliare Lombardia e gestito da Redo Sgr. I destinatari sono «nuclei familiari o singole persone il cui reddito complessivo risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi non sia superiore a quello massimo stabilito annualmente dalla Regione Lombardia per accedere all’edilizia agevolata, incrementato del 25% e con l’abbattimento legalmente previsto per ogni figlio a carico».

Leggi: Il Sole 24 Ore, 06/07/2021


lunedì 5 luglio 2021
La «casa infrastruttura» lega welfare di comunità e riqualificazioni Urbane

Infrastrutture sociali. È questa la locuzione chiave proposta dal Pnrr per tenere insieme la rigenerazione urbana con l’abitare sociale. Ambito d’azione di cooperative, delle imprese di capitali, delle Sgr che investono con capitali propri e di altre con fondi partecipati, delle fondazioni bancarie che promuovono modelli di welfare di comunità, e degli investitori istituzionali come le assicurazioni o le casse di previdenza.
«La città e la casa tornano sotto i riflettori come bene primario, come bene comune, come luogo di servizi e come tema di co-progettazione con il terzo settore che rinsalda i fili della comunità» come commenta Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al contrasto alle
diseguaglianze e transizione ecologica, partecipando alla presentazione di una recente ricerca Nomisma e Legacoop Abitanti sul “Next housing”. In un momento in cui la pandemia ha evidenziato le necessità di una casa confortevole e il limite di molte abitazioni in cui si è stati costretti per giorni e settimane in lockdown sia lo scorso anno che nel 2021.
La debolezza economica delle famiglie
Dal Pnrr al Pinqua (per questo il Mims anticipa che la prossima sessione della commissione è fissata per il 7 luglio e che i cantieri partiranno a febbraio 2021), gli stakeholder chiedono un effettivo impegno del governo «sull’offerta abitativa a canoni sostenibili, una politica strutturale per la casa» dice Rossana Zaccaria, presidente di Legacoop Abitanti, anticipando l’impegno a fare squadra perché l’Italia si faccia valere, nella competizione internazionale e investendo sul co-design, nell’ambito del New European Bauhaus

Leggi: Confedilizia, 05/07/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 19 luglio 2021
Inaugurata a Roma la prima comunità alloggio per persone anziane

In zona La Giustiniana la “Casa Giada Gialla” potrà accogliere fino a 10 persone. Il servizio è caratterizzato dalla condivisione di spazi comuni all’interno di un contesto di piccola comunità e con l’affiancamento di operatori specializzati presenti H24, con gestione in accordo con l’Irasp
Al via la prima comunità alloggio di Roma Capitale per persone anziane, in zona La Giustiniana: “Casa Giada Gialla”. L’appartamento potrà accogliere fino a 10 persone. Il servizio è caratterizzato dalla condivisione di spazi comuni, come cucina e salotto, all’interno di un contesto di piccola comunità e con l’affiancamento di operatori specializzati presenti H24, con gestione in accordo con l’Irasp. L’arredamento e la gestione del servizio sono supportati da fondi Pon Metro. Lo scrive in una nota il comune di Roma.
L’obiettivo del progetto è favorire l’invecchiamento attivo, l’autodeterminazione dei singoli, la valorizzazione delle caratteristiche individuali e l’inserimento nel tessuto urbano.
La comunità alloggio si aggiunge, così, al cohousing “Casa Giada”, già aperto dall’Amministrazione nello stesso stabile in zona La Giustiniana, e agli altri cohousing “Casa Gaia” e “Casa delle Viole”, avviati rispettivamente in zona Torre Gaia e zona Monteverd

Leggi: Redattore Sociale, 19/07/2021


lunedì 19 luglio 2021
A Milano un grande piano di welfare per la città

Partito il confronto tra Comune e terzo settore in vista del nuovo piano di zona 2022-2024. Tre priorità: recupero distanza tra istituzioni e cittadini, attenzione particolare ai quartieri oltre la circonvallazione, co-progettazione e co-gestione. E in Europa le grandi città predispongono piani per una prossima pandemia
Un grande piano di welfare per la città: è iniziato oggi il confronto di idee tra Comune e terzo settore per arrivare nei prossimi mesi a dotare Milano di un nuovo piano di zona che varrà per il triennio 2022-2024. “Dovrà essere un piano che trova forza nel tenere insieme e non nel separare”, ha affermato Gabriele Rabaiotti, assessore alle Politiche sociali e della casa, in apertura dell’incontro “Le società delle città. La risposta dei sistemi di welfare dopo la pandemia”, che si è tenuto a Palazzo Reale. Per l’assessore sono tre le indicazione che emergono dalla pandemia: recuperare il divario tra istituzioni e cittadini, puntare soprattutto sui quartieri più popolari e più popolati che sono ubicati soprattutto oltre la circonvallazione esterna e puntare sul metodo della co-progettazione e co-gestione.

Leggi: Redattore Sociale, 19/07/2021


lunedì 19 luglio 2021
Non autosufficienti, Cna Marche: creare una rete sul territorio

Il neo presidente Giancarlo Sperindio: “Curare a casa almeno il 10% di loro entro 2026, oggi siamo al 4%”. Un marchigiano su quattro ha più di 65 anni. I non autosufficienti sono 144 mila
“Il nostro progetto si propone di aprire sportelli informativi e di supporto alle famiglie di anziani e disabili per la gestione dei problemi pratici legati alla non autosufficienza: creare una rete di supporto e di coordinamento nel territorio con le istituzioni e altri soggetti come medici di famiglia, case di riposo e farmacie”. Lo dice in una nota il neo presidente di Cna pensionati Marche, Giancarlo Sperindio, subentrato in questi giorni ad Ilario Persiani. Sperindio, 69 anni, negli ultimi otto anni ha guidato Cna pensionati di Pesaro e Urbino ed ora è chiamato a rappresentare i 16.092 pensionati marchigiani associati dell’artigianato e del lavoro autonomo di cui 5.975 di Ancona, 5.765 di Pesaro e Urbino, 1.792 di Ascoli Piceno, 1.675 di Macerata e 885 di Fermo. Numeri che mettono le Marche al quarto posto tra le regioni italiane dopo Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia.

Leggi: Redattore Sociale, 19/07/2021


venerdì 16 luglio 2021
Anziani, sos Spi-Cgil Reggio Emilia: la rete dei servizi va ripensata

Matteo Alberini, segretario Spi-Cgil di Reggio Emilia, interviene sulla situazione dell’Asp “Città delle persone”, azienda partecipata al 96% dal Comune di Reggio e tra i principali erogatori di servizi assistenziali per anziani e disabili ed educativi per minori
“Ormai appare chiaro che l’intera rete del welfare per i soggetti fragili va ripensata in una logica di programmazione di lungo periodo, per non farsi trovare impreparati quando finirà l’emergenza”. Lo afferma Matteo Alberini, segretario Spi-Cgil di Reggio Emilia, che interviene sulla situazione dell’Asp “Città delle persone”, azienda partecipata al 96% dal Comune di Reggio e tra i principali erogatori di servizi assistenziali per anziani e disabili ed educativi per minori. Come emerso da una recente commissione consiliare, a causa della pandemia che ne ha drasticamente ridotto l’attività, l’azienda ha infatti chiuso l’esercizio 2020 in perdita per oltre 700mila euro. Inoltre, come spiegato dalla presidente Mariella Martini, si è vista proporre un nuovo contratto di servizio con un taglio rilevante dei posti letto disponibili e la chiusura del centro diurno per le demenze.

Leggi: Redattore Sociale, 16/07/2021


venerdì 16 luglio 2021
Rsa in Emilia-Romagna, dimezzati gli ospiti: le “famiglie rinunciano”

A confermarlo è l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, rispondendo in commissione all’interrogazione del leghista Michele Facci
Si è dimezzato il numero di ospiti delle Rsa in Emilia-Romagna tra il 2020 e il primo trimestre 2021. Un calo “determinato anche dalle rinunce delle famiglie in lista d’attesa per motivi precauzionali sulla situazione epidemiologica”. A confermarlo è l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, rispondendo oggi in commissione all’interrogazione del leghista Michele Facci. E’ proprio l’esponente del Carroccio a fornire i numeri. “Dai 28mila ricoveri del 2020 nelle Rsa e negli hospice- spiega- si è passati a poco più di 16mila0 nei primi mesi del 2021”. Facci chiede anche se questo “non abbia in qualche modo destato preoccupazione e allarme e quali siano le azioni che si intendono adottare”. In particolare, il leghista chiede della Regione di aumentare i controlli sulle strutture e verificare le modalità organizzative adottate dai gestori per garantire le visite dei familiari.

Leggi: Redattore Sociale, 16/07/2021


mrecoledì 14 luglio 2021
Le condizioni di salute della popolazione anziana in Italia

Nel 2019, prima della crisi pandemica, gli indicatori di salute degli over 75 si confermano in miglioramento.
Ad eccezione delle malattie croniche gravi, più diffuse tra gli uomini (46,0% contro 41,1% delle donne), le donne hanno condizioni peggiori per tutti gli altri indicatori di salute.
Forti le differenze territoriali a svantaggio del Sud e delle Isole e le disuguaglianze sociali nella salute.
Circa un terzo degli over 75 presenta una grave limitazione dell’autonomia e per un anziano su 10 questa incide sia sulle le attività quotidiane di cura personale che su quelle della vita domestica (8,5% nell’Ue22).

Leggi: Istat, 14/07/2021


mercoledì 7 luglio 2021
Lazio: al via piano da 15 milioni di euro per 200 ascensori nelle palazzine di edilizia pubblica

La Giunta regionale del Lazio ha approvato una delibera con cui vengono assegnati 27 milioni di euro per interventi di riqualificazione degli immobili di edilizia popolare, di cui 15 milioni per le manutenzioni degli edifici Ater di Roma e 12 milioni per tutte le altre Ater del Lazio
La Giunta regionale del Lazio ha approvato una delibera con cui vengono assegnati 27 milioni di euro per interventi di riqualificazione degli immobili di edilizia popolare, di cui 15 milioni per le manutenzioni degli edifici Ater di Roma e 12 milioni per tutte le altre Ater del Lazio. In particolare, queste risorse saranno destinate alla realizzazione e alla manutenzione degli ascensori in tutti gli edifici Ater di Roma e delle altre province, con l’obiettivo di migliorare la qualità abitativa dei residenti e di “liberare” quei cittadini che oggi sono costretti a restare in casa per problemi di deambulazione e senza ascensore.
L’Amministrazione Zingaretti ha già definito un programma di azione, insieme all’Ater di Roma, che riguarda circa 198 palazzine di edilizia pubblica per altrettanti ascensori con una spesa complessiva di 15 milioni di euro.
I primi due complessi Ater su cui si interverrà sono nei quartieri del Tufello e di Valmelaina, per poi proseguire con altri edifici nelle zone di Pietralata, Ponte Mammolo, Garbatella, Tiburtino III, Acilia, Quarticciolo, San Basilio, Torrevecchia, Primavalle, Ostia Lido, Torre Gaia, Quadraro, Tor Marancia, Montesacro, Testaccio, Trullo, Tor de Schiavi, Settecamini, Torre Spaccata, Vigne Nuove e Spinaceto.

Leggi: Casa e Clima, 07/07/2021


mercoledì 7 luglio 2021
Ferrara. Importante sentenza del Tribunale di Ferrara contro le norme discriminatorie per l’accesso agli alloggi di edilizia economica popolare indetto dal Comune di Ferrara nel 2020

Il Tribunale di Ferrara, Giudice dott.ssa Maria Marta Cristoni, ha accolto il ricorso promosso da ASGI -Associazione studi giuridici sull’immigrazione – e da due cittadine straniere, con il patrocinio di CGIL, CISL, UIL e dalle associazioni degli inquilini SUNIA, SICET e UNIAT di Ferrara, e l’intervento dell’associazione l’Altro diritto, contro il bando per l’accesso agli alloggi di edilizia economica popolare indetto dal Comune di Ferrara nel 2020. Le due cittadine, dopo aver presentato domanda di assegnazione di alloggio ERP, si erano viste collocare (a causa della loro modesta anzianità di residenza a Ferrara) in una posizione molto bassa in graduatoria, anche se si trovano in condizione di estremo bisogno.
Il Tribunale ha dichiarato discriminatorio il Regolamento del Comune sia rispetto all’impossidenza, per la richiesta a soli cittadini extracomunitari di documentazione aggiuntiva e gravosa, sia rispetto al punteggio dedicato alla residenzialità storica, preponderante rispetto ai requisiti indicativi di uno stato di bisogno abitativo.

Leggi: Sunia, 07/07/2021


IN AGENDA:

Famiglia e anziani: legami tra generazioni, risorsa per il futuro

Il convegno, organizzato in collaborazione con la Federazione Anziani e Pensionati Acli, con i Giovani delle Acli e con l’Ufficio nazionale per la Pastorale della Famiglia della Cei, si inserisce negli eventi organizzati per l’anno speciale 2021-2022 dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia” che culminerà il 26 giugno 2022, a Roma, con il 10° Incontro mondiale delle Famiglie.
I lavori del convegno saranno aperti da Lidia Borzì, Delegata nazionale Acli alla Famiglia e gli Stili di vita, a seguire interverranno: la Prof.ssa Donatella Bramanti, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’ex Ministro Mario Giro, Vicepresidente Comunità di S. Egidio, Fra Marco Vianelli, Direttore Ufficio per la Pastorale della Famiglia CEI, Serafino Zilio, Presidente Nazionale FAP Acli, Simone Romagnoli, Coordinatore nazionale Giovani delle Acli, Paolo Ricotti, Presidente nazionale Patronato Acli, Antonio Russo, Vicepresidente nazionale Acli con delega al Wefare, Giorgio Cislaghi, Acli Foggia e Rosa De Angelis, Acli Bologna.
Le conclusioni sono affidate alla Ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità, Elena Bonetti e al Presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia. Modera il dibattito la conduttrice Rai Benedetta Rinaldi.
L’evento si svolgerà in modalità mista: in presenza presso la sede nazionale delle Acli, in via G. Marcora a Roma e in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale Youtube delle Acli nazionali

Leggi: Redattore Sociale


Quale riforma per gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie?

Il 20 luglio alle 15:00 verrà presentato il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”, un’ampia coalizione sociale che intende elaborare proposte operative per la riforma sulla non autosufficienza e dialogherà con i Ministri Andrea Orlando e Roberto Speranza. L’obiettivo principale è presentare alle istituzioni le questioni centrali da cui partire nella preparazione della riforma e confrontarsi in merito alla stessa.

Leggi: I Luoghi della Cura


IN EVIDENZA:

Cosa ci aspettiamo dal PNRR Analisi del Piano che dovrebbe cambiare l’Italia – Di Domenico Pantaleo, Presidenza Nazionale Auser

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta una grande opportunità per cambiare il modello di sviluppo in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale in coerenza con quanto stabilito dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
L’obiettivo prioritario deve essere quello di superare le profonde disuguaglianze, presenti ben prima della pandemia ma notevolmente aggravate durante l’emergenza sanitaria e sociale. Basti pensare alla crescita delle povertà con poco più di due milioni di famiglie in povertà assoluta e 2,6 milioni relativa con un gran numero di immigrati. I bambini in povertà in Italia sono diventati 1 milione e 346 mila e l’emergenza Covid ha messo seriamente a rischio anche il diritto all’istruzione. Siamo
di fronte ad una vera e propria emergenza sociale, solo in parte attenuata dal reddito di cittadinanza e altre forme di sostegno. Si sono persi circa un milione di posti di lavoro e allo stesso tempo è cresciuto a dismisura il lavoro povero, in appalto e precario che ha penalizzato, ancora di più, donne e giovani. Sono aumentate notevolmente le morti e gli incidenti sul lavoro perché molte imprese ritengono la sicurezza un costo e non un dovere etico e morale nei confronti dei lavoratori.
La pandemia ha messo anche in luce enormi differenze nella qualità dei servizi del welfare e l’inefficienza della sanità territoriale nel rispondere alla sempre più difficile condizione delle persone anziane, a fronte del fenomeno della non autosufficienza e della cronicità. Le tante morti di anziani nelle case di riposo e la condizione diffusa di solitudine e abbandono durante la pandemia non possono essere solo un ricordo ma lo stimolo a cambiare radicalmente il modello sanitario e socio sanitario. I bisogni delle persone devono tornare a essere quindi il centro di un processo di radicale cambiamento tenendo insieme le tante emergenze sociali e la prospettiva di una transizione verso un modello di sviluppo sostenibile. Questo dovrebbe essere l’orizzonte rovesciando la narrazione liberista fatta di individualismo, di distruzione della natura, di riduzione del perimetro pubblico e del trionfo delle ragioni del mercato e della finanza sul destino dell’umanità. Ciò richiede prima di tutto un forte ruolo pubblico di programmazione, di regia e di intervento diretto per creare occupazione come risposta positiva alla crescita collettiva intorno ai beni comuni.

Leggi: Auser


 Il settore sociale nel PNRR – di Franco Pesaresi

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato nel mese di aprile 2021 e inviato all’Unione Europea per il finanziamento, prevede diversi interventi nel settore sociale distribuiti a loro volta in tre settori definiti “Missioni”, anche se la parte più significativa di questi è collocata nella Missione 5 “inclusione e coesione”.
Il PNRR, in genere, per ogni settore di intervento prevede una parte riservata alle riforme che accompagnano il Piano ed una parte, quella più nota, relativa agli investimenti nelle singole azioni previste.
Le riforme previste nel PNRR
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) contempla ben 53 misure legislative: 9 di queste saranno adottate con decreto-legge; 12 con legge delega; per una si prevede l’adozione di un decreto legislativo.
Quelle di interesse sociale comprese all’interno della Missione 5 “inclusione e coesione” e “Missione 6 Salute” sono tre e toccano grandi aree strategiche del settore sociale: le politiche familiari, la legge quadro per la disabilità e la riforma degli interventi per gli anziani non autosufficienti (Cfr. Tab. 1).

Leggi: Welforum


 “Il serbatoio di forza lavoro si esaurisce, non c’è antitesi giovani/anziani”

Alla metà del prossimo decennio, nel 2035, potrebbero esserci in Italia poco più di 5 milioni di persone in meno in età lavorativa (convenzionalmente dai 15 ai 64 anni) secondo le proiezioni dell’Istat. Come se sparissero tre grandi città come Roma, Milano e Napoli. Colpa della progressiva fuoriuscita dei baby boomers dal mondo del lavoro: una gran parte dei nati nel dopoguerra è già passata alla pensione ed entro nove anni, nel 2030, praticamente tutti coloro che sono catalogati in questo cluster (nati tra il 1946 e il 1970) avranno abbandonato la fascia d’età che si accompagna al lavoro attivo. Dietro le generazioni del dopoguerra – protagoniste di una rivoluzione culturale ampia e profonda della cultura italiana, culminata nel mitico “68”, e per questo altrettanto amate o disprezzate a seconda del punto di vista ideologico, e negli ultimi anni accusate dai più giovani di occupare tutte le posizioni di potere – non c’è però lo stesso numero di persone. E quindi il declino sia della popolazione che degli individui in età del lavoro non è la previsione di un indovino, ma un esito già scritto nel Libro del Numeri.
Tuttavia gli effetti di questo crollo destano preoccupazione. Avremo anche un buco nell’occupazione? E quindi varrà l’equazione meno popolazione in età attiva-meno lavoratori-meno ricchezza prodotta? Detto in soldoni, diventeremo più poveri? “Il rischio che calino gli occupati in effetti c’è”, spiega in questa intervista il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo.

Leggi: Huffington Post


La condizione di salute degli anziani in Italia

L’articolo propone un’analisi e una rielaborazione di alcuni dati ISTAT sull’invecchiamento della popolazione, focalizzandosi in particolare sulla percezione della condizione di salute, gli stili di vita alimentare, l’assunzione di farmaci, il grado di soddisfazione della propria qualità di vita e le relazioni sociali.
di Franco Cirio ( Responsabile per le professioni sanitarie del Dipartimento continuità dell’assistenza ospedale-territorio dell’ASL Città di Torino), Pietro Cissello ( Infermiere Servizi territoriali e distrettuali ASL Città di Torino)
In Italia la popolazione ultrasessantacinquenne nel decennio 2010-2019 è passata da 12.206.470 del 2010 (il 20.2% della popolazione totale) a 13.693.215 del 2019 (22.9%) con un incremento di 1.486.745 persone. L’ISTAT annualmente raccoglie e sistematizza i dati sugli aspetti strutturali e dinamici dell’invecchiamento della popolazione italiana e si propone quale strumento di approfondimento per policy maker, operatori sociali, studiosi e cittadini.
Le informazioni reperibili sul sito Anziani.Stat sono organizzate in modo coerente e omogeneo e vengono aggiornate periodicamente. Il sistema consente anche analisi territoriali fino al livello regionale. I dati raccolti negli anni permettono una comparazione e una valutazione dell’evoluzione nel tempo di alcune condizioni demografiche, sanitarie e sociali: la composizione nuclei famigliari, la prevalenza delle principali patologie croniche, della comorbilità, dell’assunzione di farmaci, gli stili di vita (alimentare, fumo, sedentarietà), vita di relazione e associativa, eventuale povertà economica, utilizzo di aiuti domiciliari, e soddisfazione della propria esistenza.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Pensione di inabilità: requisito età al momento della domanda

Per il riconoscimento della pensione di inabilità civile, il requisito anagrafico va verificato secondo le norme vigenti al momento della domanda. Con questa motivazione la Corte d’Appello di Milano ha accolto il ricorso patrocinato dai legali di Inca in favore di una persona riconosciuta invalida al 100 per cento. L’Inps aveva rigettato la richiesta di pensione sostenendo che già prima dell’istanza l’interessata aveva raggiunto la previgente età di 66 anni e 7 mesi prevista per la concessione dell’assegno sociale, sostitutivo della prestazione richiesta.
La pretesa dell’Inps, riportata in sentenza, accolta in primo grado, ma ribaltata in Appello, partiva dall’assunto di dover applicare il criterio del requisito previgente se l’età è stata o sarà raggiunta prima dell’ingresso del nuovo requisito anagrafico e affermando che i richiedenti il riconoscimento dell’invalidità civile nel 2019, che hanno compiuto entro il 2018 i 66 anni e 7 mesi, sono riconosciuti, laddove ne ricorrano i requisiti sanitari, “ultrasessantacinquenni”, qualifica che preclude la possibilità di accesso alla pensione o assegno degli invalidi civili.
Opposto l’orientamento della Corte d’Appello che, richiamando le norme succedutesi nel tempo, con le quali sono stati innalzati i requisiti anagrafici, ha ritenuto fondato il ricorso della donna che al momento della domanda di inabilità non aveva compiuto 67 anni.

Leggi: Inca


Parte il contributo per chi ha ridotto l’affitto

Due scadenze: richieste entro il 6 settembre, sconti sul canone entro fine anno
Al via la presentazione delle domande per la richiesta di contributo per i locatori che hanno concesso, o hanno intenzione di concedere, una riduzione del canone. Per la richiesta c’è tempo fino al 6 settembre, ma le rinegoziazioni possono essere comunicate fino al prossimo 31 dicembre.
I requisiti
Il decreto Ristori (Dl 137/2020), ha introdotto un contributo a fondo perduto per i locatori che riducono il canone ai loro inquilini. Se il locatore teme di non incassare i canoni di locazione, la riduzione rappresenta una opportunità considerato che, in base all’articolo 26 del Tuir, i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo concorrono a formare il reddito anche se non percepiti, a meno che la mancata percezione non sia provata dall’intimazione di sfratto o dall’ingiunzione di pagamento.
Per beneficiare del contributo occorre rispettare tre condizioni:
1 l’immobile deve essere concesso in locazione con contratto in essere al 29 ottobre 2020 e adibito ad abitazione principale del locatario. L’agenzia delle Entrate ha precisato che tale requisito è soddisfatto quando il conduttore dimori abitualmente nell’abitazione e, quindi, abbia lì stabilito la residenza anagrafica;

Leggi: Confedilizia


 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 6 luglio 2021
Casa, con la pandemia 1,9 milioni di famiglie si sono trovate in difficoltà nel pagare l’affitto

I dati dell’indagine di Facile.it. Con il Covid persi 1,3 miliardi di euro di rate non pagate. Maggiori difficoltà al centro e al sud, principalmente per problemi di lavoro. Con la fine del blocco sfratti 445 mila famiglie potrebbero dover lasciare l’immobile affittato
Affitti, casa, chiave su porta
La pandemia e la conseguente crisi economica hanno avuto un impatto estremamente negativo sul mercato degli affitti; circa 1,9 milioni di famiglie italiane si sono trovate in difficoltà e per questo hanno ritardato o addirittura saltato una o più rate d’affitto tra marzo 2020 e maggio 2021. A fotografare la situazione è stata l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different da cui è emerso che più di 1 locatore su 3 (39%), pari a 1,7 milioni di proprietari immobiliari, nei dodici mesi, ha dovuto fare i conti con un inquilino moroso.
Il danno economico è davvero importante; se si considera che, in media, per ciascuna abitazione oggetto di insolvenza le rate non pagate sono state 5, per un importo pari a 1.740 euro, si stima che il mercato delle locazioni abitative abbia perso nell’ultimo anno una somma prossima a 1,3 miliardi di euro in canoni non riscossi.

Leggi: Redattore Sociale, 06/07/2021


lunedì 5 luglio 2021
Sigg e Sigot: appena 4.300 geriatri per 13 milioni di over 65

Insufficiente il fabbisogno di nuovi geriatri previsto nel Recovery Plan. A richiamare l’attenzione sull’esigenza di riprogrammare il numero di specialisti sono la Società italiana di gerontologia e geriatria e della Società italiana di geriatria ospedale e territorio: ne servirebbero almeno 11 mila, ma sono pochissimi i posti nelle scuole di specializzazione ogni anno
Più pediatri che geriatri. Le culle si svuotano, gli anziani aumentano: nonostante questo in Italia, uno dei Paesi più vecchi del mondo con circa 13 milioni di over 65 e appena 400 mila nuovi nati all’anno, ci sono più medici dedicati all’assistenza dei più piccoli, 7500, che specialisti in grado di gestire gli anziani, appena 4300. Inoltre, nei prossimi tre anni il fabbisogno di specialisti in Geriatria è addirittura in calo in base al numero di borse di specializzazione previste: da 347 per l’anno in corso a 319 nel 2023. In pratica in tre anni saranno cumulativamente ammessi alla specializzazione di Geriatria 1008 medici va fronte di 2287 a quella in Pediatria.
Gli esperti della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) e della Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (Sigot) lanciano l’allarme: senza un adeguato numero di geriatri a gestire la valutazione e la terapia dei tanti over 65 con molteplici malattie croniche, sarà impossibile prendersi carico di una popolazione che ha bisogno di risposte di cura su misura e che è sempre più fragile anche a causa della pandemia, che ha evidenziato le aumentate necessità di risorse da dedicare alla gestione degli anziani.
Sigg e Sigot chiedono perciò che venga rivalutato il fabbisogno di geriatri e anche che vengano rese disponibili le Unità di Geriatria in tutti gli ospedali italiani, eventualmente rimodulando una parte dei 26.000 posti letto nelle Medicine Interne in posti letto di Geriatria.

Leggi: Redattore Sociale, 05/07/2021


domenica 4 luglio 2021
Covid. Vaccinazioni a rilento tra gli over 60: ne mancano quasi 2,6 milioni. Il report del Governo

Sono 58.914.245 le dosi di vaccino, consegnate alle Regioni, 4.300.819 in più rispetto alla settimana precedente. In tutto ci sono ancora 2.585.513 italiani della categoria over 60 da intercettare che non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino contro il Covid. Solo circa 100 mila le persone con più di 60 anni raggiunte la scorsa settimana.
Restano ancora 2.585.513 gli over 60 non vaccinati. Un dato, quello riportato nell’ultimo report settimanale del governo, che sembra anche ancora muoversi con un ritmo di marcia molto rallentato. Rispetto alla settimana precedente, sono circa solo 100mila le persone che sono state raggiunte in questa fascia d’età.
Vaccinazione agli over 80
In totale sono stati vaccinati con almeno una dose 4.199.149 persone pari al 92,42%, il che vuol dire che 354.563 (7,79%) sono ancora in attesa di vaccino.
Le Regioni che hanno vaccinato più persone con almeno una dose sono il Veneto e la Toscana con, rispettivamente, il 98,59% e il 98,40%. Fanalino di coda la Sicilia con il 76,68%.

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/07/2021


venerdì 2 luglio 2021
Anziani, le Rsa? “Diventino residence con eventi culturali”

Le proposte per creare strutture integrate emerse durante il convegno di Firenze “Oltre l’Rsa”. Saraceni (Mater Olbia Hospital): “Spettacoli e giochi dentro le Rsa”. Costa (Auser): “Portare eventi dentro le strutture”
“Le Rsa non possono continuare ad essere un luogo di custodia isolato e separato, si deve trovare il modo di aprire queste realtà, che non possono essere soltanto un luogo di degenza, ma devono trasformarsi in residence, dove ci sono persone non autosufficienti e persone autosufficienti che magari stanno in una casa di riposo collegata e che sono in grado di entrare in relazione con gli ospiti delle Rsa con una funzione di recupero sociale perché la relazione è la cura principale. La pandemia ha messo in evidenza la chiusura ermetica delle Rsa dove non poteva entrare nessuno, servono invece Rsa aperte, che siano luoghi con eventi culturali, spettacoli, giochi aperti alla città e ai familiari dei pazienti, serve un radicale cambio di passo”. Sono le parole di Vincenzo Maria Saraceni, responsabile Riabilitazione post-acuta e neuroriabilitazione del Mater Olbia Hospital, intervenuto al convegno “Oltre l’Rsa” organizzato a Firenze per riflettere sull’assistenza agli anziani fragili e non autosufficienti dopo che l’esperienza della pandemia ha sottolineato l’urgenza di un’ampia revisione in questo ambito.

Leggi: Redattore Sociale, 02/07/2021


venerdì 2 luglio 2021
Anziani, Sant’Egidio: “Da caldo e solitudine ci si difende con più solidarietà”

La Comunità di Sant’Egidio non interrompe la sua presenza accanto agli anziani e intensifica il programma dedicato agli over80: centri e sedi restano aperti e proseguono visite domiciliari e servizio telefonico
“In un anno segnato dalla pandemia, gli anziani hanno già sofferto tanto: sono stati loro, ovunque, le vittime principali a cui il Covid-9, come ha scritto Papa Francesco nel messaggio per la I Giornata mondiale dei nonni, ‘ha riservato un trattamento speciale, un trattamento più duro’. Non vogliamo che accada di nuovo!”. Sant’Egidio lancia un appello a tutti i cittadini: “Accorgiamoci in questi giorni degli anziani soli che vivono accanto a noi, a partire dai nostri vicini di casa; tutti possiamo fare qualcosa aiutando direttamente chi è in difficoltà con una visita o una telefonata, fermiamoci di fronte alle situazioni di disagio, suoniamo il campanello di un nostro vicino per sapere come sta. Una visita, a volte, può salvare una vita, perché più che il caldo è troppo spesso la solitudine a costituire un grave rischio: da entrambi ci si può difendere con più umanità e solidarietà”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/07/2021


lunedì 28 giugno 2021
Fondi per i Caregiver: aiuti pubblici a confronto

Guida agli aiuti concessi dai due Fondi per i Caregiver familiari, istituiti con le Manovre finanziarie 2018 e 2021: analisi comparata.
Del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare si parla da quando la Legge di Bilancio 2018 (commi 254-256 della Legge 205/2017) ha istituito la sua prima versione, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020. Ma di Fondo con la stessa denominazione ce n’è anche un altro, finanziato con la Legge di Bilancio 2021 (Legge n. 178/2020). Vediamo quindi cosa hanno i comune e in cosa differiscono i due Fondi.
Dopo l’istituzione del Fondo caregiver attuato dalla Legge di Bilancio 2018, la Manovra 2019 (art. 1, commi 483-484, della Legge 145/2018) ha incrementato il Fondo di 5 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2019-2021. Le somme residue e non impiegate del Fondo, al termine di ciascun esercizio finanziario, sono state versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al medesimo Fondo. Quindi la Sezione II della Legge di Bilancio 2021 ha assegnato al Fondo, per il 2021, risorse pari a circa 23,7 milioni di euro. Inizialmente il Fondo è stato istituito con l’obiettivo di sostenere gli interventi legislativi per il riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare.

Leggi: Pmi, 28/06/2021


lunedì 28 giugno 2021
Case, tutti la vogliono più grande: quanto si spende davvero per 100 mq. A Milano prezzi sul del 27%

Certo solo una quota minoritaria di quelle famiglie finirà per firmare un rogito: non tanto perché le altre cambieranno idea sul comprare casa, ma perché verificheranno che non hanno le risorse sufficienti per effettuare l’acquisto. Lo studio tiene conto anche di questo e valutando le possibilità reddituali di chi ha risposto sostiene che in oltre 800 mila casi l’acquisto dell’immobile risulta sostenibile, un altro numero record.
D’altro canto per molti le risorse economiche non sono un problema: se nel Paese si è verificato un drammatico aumento della povertà assoluta è altrettanto vero che chi dispone di un reddito fisso e non ha perso il lavoro grazie al risparmio forzoso compiuto negli ultimi mesi è un po’ più ricco di prima, e che per una fascia certo minoritaria ma non trascurabile di popolazione la pandemia ha costituito un’occasione di guadagno.

Leggi: Corriere della Sera, 28/06/2021


giovedì 24 giugno 2021
Un’ampia indagine sull’accesso agli ausili nel nostro Paese

Quale conoscenza abbiamo sulla reale diffusione delle tecnologie assistive, più semplicemente chiamate “ausili”? E in quale misura l’Italia è in grado di rispondere ai bisogni di ausili della popolazione? Per rispondere a queste domande è stata avviata nel nostro Paese la più ampia raccolta dati di sempre sull’accesso agli ausili, promossa e finanziata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il contributo scientifico e finanziario dell’Istituto Superiore di Sanità e il coordinamento dell’Associazione AIAS di Bologna, supportata dalla Fondazione CENSIS e dalla Rete GLIC
«Le tecnologie assistive – scrivono dall’AIAS di Bologna (Associazione Italiana Assistenza Spastici) -, più comunemente e semplicemente chiamate “ausili”, sono di fondamentale importanza per le persone con disabilità, per molte persone anziane e per i malati cronici. Ma quale conoscenza abbiamo sulla loro reale diffusione? E in quale misura l’Italia è in grado di rispondere ai bisogni di ausili della sua popolazione?»: è per dare risposta a queste domande che è stata avviata in Italia un’indagine promossa e finanziata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), con il contributo scientifico e finanziario dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità (ISS). A coordinarla è la stessa AIAS di Bologna, con la supervisione scientifica dell’ISS e il supporto della Fondazione CENSIS e della GLIC (Rete Italiana dei Centri di Consulenza su Ausili Tecnologici per le Disabilità), ed è previsto il coinvolgimento di un campione di 10.000 persone tra la popolazione generale.

Leggi: Superando, 24/06/2021


giovedì 24 giugno 2021
Welfare, i sindacati: legge sulla non autosufficienza subito, non nel 2023

Nota congiunta dei segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil dopo l’incontro con il gruppo parlamentare del Pd: bene la nostra proposta nel Pnrr, ma il fattore tempo è determinante
“Nell’incontro avuto oggi con il gruppo parlamentare del Pd – presenti Debora Serracchiani, Carla Cantone, Stefano Lepri, Paola Boldrini, Simona Malpezzi, Mauro Laus, Valeria Fedeli, Elena Carnevali, Luca Rizzo Nervo, Vanna Iori – rispetto al tema della non autosufficienza abbiamo manifestato la nostra soddisfazione sul fatto che nel Pnrr finalmente si accogliesse la nostra proposta di approvare una legge quadro per le persone non autosufficienti. Ma abbiamo detto anche che, se questa è davvero la sfida per il welfare, anche alla luce dei dati sull’invecchiamento della popolazione, il fattore tempo è determinante”. Lo dichiarano in una nota congiunta i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rosanna Dettori, Andrea Cuccello, Domenico Proietti ed i Segretari Generali della Federazione dei Pensionati, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo.
“Ma per quanto ci riguarda- aggiungono- non è necessario attendere la conclusione della legislatura, il 2023, come indicato dal Pnrr, per il varo della legge, che sposterebbe con i successivi decreti delegati ancora più avanti la sua attuazione, ma andrebbe promosso sin da subito, anche prevedendo gradualità di applicazione. Abbiamo detto che per quanto ci riguarda le cure domiciliari per i non autosufficienti sono centrali e urgenti. I gruppi parlamentari del Pd hanno dichiarato la volontà di riunire le quattro Commissioni Camera e Senato Lavoro e Sanità per armonizzare le proposte di legge già esistenti con il documento di Cgil, Cisl, Uil e per settembre mettere in campo la legge che il paese si aspetta, coinvolgendo le organizzazioni sindacali”.

Leggi: Redattore Sociale, 24/06/2021


DALLE REGIONI:

martedì 6 luglio 2021
Casa, a Firenze bando per trovare alloggi Erp

Pubblicato un avviso di acquisto per trovare sul mercato immobiliare fabbricati da destinare velocemente ad alloggi Erp per ampliare l’offerta di edilizia popolare
Trovare sul mercato immobiliare fabbricati da destinare velocemente ad alloggi Erp per ampliare l’offerta di edilizia popolare. E’ questo lo scopo del Comune di Firenze che ha pubblicato un avviso di acquisto per il reperimento di fabbricati o porzioni di fabbricati per aiutare le famiglie che si trovano in disagio abitativo.
Palazzo Vecchio ha aperto l’avviso pubblico per comprare immobili dopo il bando della Regione Toscana che finanzia l’acquisto di fabbricati da destinare ad edilizia residenziale pubblica fino all’importo massimo complessivo di 8 milioni di euro. Grazie a questa iniziativa regionale il Comune di Firenze ha aperto la procedura di evidenza pubblica – a cui sarà possibile partecipare fino al 6 agosto alle 12 – per acquistare con i fondi messi a disposizione della Regione complessi residenziali pronti o quasi, da rendere comunque abitabili in breve tempo.
Fra i requisiti richiesti dalla Regione c’è il massimale sul prezzo al mq riconosciuto e che la richiesta sia per un intero fabbricato o ad una porzione di fabbricato costituito da almeno 4 alloggi, gestibili autonomamente. Tutte le info sono a https://www.comune.fi.it/pagina/amministrazione-trasparente/beni-immobili-e-gestione-patrimonio

Leggi: Redattore Sociale, 06/07/2021


lunedì 5 luglio 2021
Luglio mese degli anziani, ecco le iniziative di Acli Roma

Incontri, laboratori, servizi e sportelli di ascolto faranno da tappe di avvicinamento alla prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, voluta da Papa Francesco, che si celebrerà domenica 25 luglio
Le Acli di Roma insieme alla Fap (Federazione anziani e pensionati) Acli di Roma dedicano il mese di luglio agli anziani, mettendo in campo una serie di iniziative rivolte alla terza età, che faranno da tappe di avvicinamento alla prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, voluta da Papa Francesco, che si celebrerà domenica 25 luglio.
La prima iniziativa promossa grazie alla collaborazione dei circoli Acli Arteis, Cosimelli e Nucleo Acli Dipendenti comunali, è “E… state al sicuro”, un percorso che prevede una serie di attività come il laboratorio per la realizzazione di mascherine, un corso di modellazione e scultura e visite guidate per la città di Roma, ma anche un servizio di accompagnamento per tamponi e/o vaccini grazie al Taxi solidale, uno sportello di supporto psicologico e, soprattutto, un corso sull’utilizzo di PC, smartphone e tablet e di formazione sullo Spid, che sarà dedicato agli anziani insieme ai loro assistenti familiari grazie al sostegno di Acli Colf Roma. Tutte le iniziative verranno svolte nel rispetto delle normative anti-Covid previa prenotazione, chiamando il numero 3442402333.

Leggi: Redattore Sociale, 05/07/2021


giovedì 1 luglio 2021
Casa, in Toscana 80mila famiglie in emergenza abitativa

I sindacati: “L’auspicio è che su tutto il territorio toscano siano rimesse nel circolo virtuoso delle assegnazioni, le oltre 3.500 case popolari sfitte”
In Toscana si stima che siano 80.000 mila le famiglie in emergenza abitativa e di queste 30% rischiano di avere un’esecuzione con forza pubblica entro la fine del 2021. Per questo Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet, Uniat e Unione inquilini della Toscana, in una lettera aperta, chiedono a tutte le forze politiche e istituzionali di intervenire per consentire ‘il passaggio da casa a casa’ delle famiglie in difficoltà economica. “L’auspicio è che su tutto il territorio toscano siano rimesse nel circolo virtuoso delle assegnazioni, le oltre 3.500 case popolari sfitte e che si costituiscano i tavoli Territoriali per l’emergenza abitativa (come previsto dalla legge 2/2019), necessari per coordinare tutti i soggetti che a livello locale si ritroveranno prossimamente coinvolti nella gestione dell’emergenza casa (uffici giudiziari preposti alle esecuzioni, Comuni, enti gestori delle case popolari, organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini, enti del terzo settore)”.
“La difficile situazione creata dalla pandemia – spiegano i sindacati – ha fatto aumentare in Toscana il numero di famiglie in difficoltà economica: il 70% delle persone sono lavoratori in difficoltà, colpiti dall’emergenza sociale, senza possibilità di risoluzione dal punto di vista abitativo”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/07/2021


giovedì 1 luglio 2021
Case popolari, in Toscana 28 mln per ristrutturare quelle sfitte

L’assessora Spinelli: “A giugno abbiamo pubblicato anche l’avviso pubblico rivolto ai Comuni toscani con 8 milioni di contributi per l’acquisto di alloggi che possano essere subito disponibili e assegnabili e vadano ad accrescere il patrimonio di edilizia residenziale pubblica”
L’allarme è stato lanciato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che con le sigle Sunia, Sicet, Uniat e Unione inquilini stimano in 80 mila le famiglie in Toscana in emergenza abitativa, di cui il 30 per cento rischia di essere sfrattata entro la fine del 2021con esecuzione coatta della forza pubblica. Per questo chiedono un intervento e la messa a disposizione delle oltre 3500 case popolari sfitte.
“Anche la Regione condivide la forte preoccupazione espressa dai sindacati, con cui esiste un confronto fattivo che va avanti da diversi mesi – commenta l’assessore al sociale della Toscana, Serena Spinelli – Servono azioni in sinergia con tutti gli attori in campo e da parte nostra c’è la massima disponibilità, come sempre, a lavorare con tutti per monitorare le azioni già messe in campo e le situazioni di emergenza, così come per provare a risolvere quelle situazioni proseguendo nell’azione comune, con l’obiettivo condiviso di far fronte all’emergenza e di garantire il diritto alla casa”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/07/2021


giovedì 1 luglio 2021
Veneto, over65 un quarto dei residenti. “Riavviare progetti sull’invecchiamento attivo”

Nel 2030 saranno 200 mila in più. Fra gli over65 veneti più di un terzo vive solo. I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil fanno il punto sulla legge regionale 23/2017. “Chiediamo che trovi piena applicazione, già ricevuto un finanziamento di circa un milione di euro”
Veneto, over65 un quarto dei residenti. “Riavviare progetti sull’invecchiamento attivo” In Veneto, secondo i dati Istat, la popolazione adulta e anziana degli ultra65enni rappresenta un quarto dei residenti, nell’ambito di un trend demografico che non è destinato a fermarsi. Nella regione a inizio 2021, gli over65 hanno raggiunto quota 1.142.756, in aumento sia rispetto al 2020 (1.135.667) che al 2019 (1.119.979). In dieci anni il loro numero è raddoppiato e, in prospettiva, la crescita è costante tanto che attorno al 2030 gli anziani saranno circa 200mila in più rispetto a ora. Non solo. Fra gli over 65 veneti, più di un terzo vive solo, soprattutto nella fascia delle donne che conta circa 260mila vedove, contro i 50mila vedovi maschi.
In considerazione di questi dati e dell’impatto della pandemia, “capace di accentuare in modo esasperato la solitudine e l’isolamento degli anziani” i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil del Veneto ribadiscono la “necessità di riprendere subito in mano la programmazione triennale sull’invecchiamento attivo (legge regionale 23/2017), bloccata dal virus”. Secondo le organizzazioni sindacali, i progetti per il sostegno degli anziani nell’attività fisica, nel volontariato, nella formazione, nel confronto fra generazioni, nella cultura e nel turismo sociale e in tutte le azioni legate appunto all’invecchiamento attivo, “non possono subire ulteriori rinvii, soprattutto considerando le dinamiche demografiche che accompagnano il Veneto”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/07/2021


mercoledì 30 giugno 2021
Bergamo. NO allo sblocco degli sfratti senza una graduazione che permetta il passaggio da casa a casa. Presidio mercoledi 30 Giugno presso la prefettura di Bergamo

Il 30 giugno scadrà il blocco dell’esecuzione degli sfratti deciso dal Governo a seguito dell’emergenza Covid-19
Nella provincia di Bergamo gli ultimi dati pubblicati in nostro possesso risalgono al 2020 riferiti al 2019 che ha visto richiesta di esecuzione 2247 esecuzioni di sfratti e la previsione
è un forte aumento a fronte di perdita di lavoro e di reddito, senza che il Comune di Bergamo e gli altri comuni della provincia abbiano predisposto un piano serio d’intervento.
Le assegnazioni di case popolari continuano ad essere insufficienti mentre rimangono centinaia di alloggi sfitti, le accoglienze provvisorie sono in numero talmente insufficiente e ridotto ad aggi non ancora operativi,con un ritardo di applicazione non giustificabili e con tempistiche non coerenti con le date di effettiva esecuzione degli sfratti.
Alle migliaia di sfratti in corso che si sbloccheranno si aggiungono a quelli non bloccati riferiti alla scadenza contrattuale, si aggiungeranno nuovi sfratti legati alla difficoltà degli inquilini a pagare il canone di locazione, spese per le utenze dovute alla caduta di reddito conseguenza delle difficoltà lavorative con la prospettiva dello sblocco dei licenziamenti.
I contributi stanziati sono risultati insufficienti complicati da una procedura di erogazione farraginosa e comunque legata dall’accettazione del proprietario.

Leggi: Sunia, 30/06/2021


mercoledì 30 giugno 2021
Reggio Calabria, Falcomatà: con il sì al Piano di zona sociale parte la programmazione

Il comune approva anche il sistema integrato di interventi. L’assessore al Welfare, Demetrio Delfino: “Nel Piano 100 soggetti territoriali. Rafforziamo i settori su disabilità, minori e anziani”
“Questo Piano di zona ci consente di programmare per i prossimi anni gli interventi nel settore Politiche sociali. Si tratta di una eccellenza in ambito di Enti locali: ci permette di chiedere e ottenere dalla Regione e dal governo nazionale le risorse necessarie a garantire le Politiche sociali e in generale il welfare cittadino, cosa che nel corso di questi anni abbiamo comunque fatto, ma avvalendoci dei fondi comunitari. Noi spendiamo una media di 30 milioni di euro l’anno nelle politiche sociali, di questi 29,750 milioni di euro a valere su fondi comunitari”. Così alla Dire il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà a margine dei lavori del Consiglio comunale che ha approvato il Piano di zona per il sociale e il Sistema integrato di interventi.
“Questo aspetto, accanto alla battaglia vinta sul superamento del criterio della spesa storica e della definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, metterà fine a quello che è una discriminazione di cittadinanza”, ha aggiunto Falcomatà che poi ha chiosato: “Da oggi con queste due programmazioni in atto un bambino nato a Reggio Calabria avrà gli stessi diritti così come avviene nelle altre città del Paese”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/06/2021


mercoledì 30 giugno 2021
Rigenerazione urbana, superbonus e Piano Casa nella nuova legge delle Marche

Approvata la norma che semplifica la fruizione del 110% sulle demolizioni e ricostruzioni con ampliamento del 40% previste dal Piano Casa
L’Assemblea legislativa della Regione Marche ha approvato la proposta di legge a iniziativa della Giunta regionale “Disposizioni in materia di rigenerazione urbana e attività edilizia” che modificherà la LR 22/2011 e la LR 22/2009.
“Una bella mano per far ripartire questa regione e ridare un effettivo riavvio al settore edilizio, anche in termini di semplificazione amministrativa” ha commentato l’assessore all’Urbanistica, Stefano Aguzzi.
La legge, secondo l’assessore, è “un’azione fondamentale per l’avvio delle attività edilizie diffuse sul territorio e la realizzazione della messa in sicurezza sismica e dell’efficientamento energetico complessivo degli edifici, agevolando quindi le imprese, ma anche i cittadini”.

Leggi: Edilportale, 30/06/2021


mercoledì 30 giugno 2021
Reggio Emilia. Sottoscritto un importante protocollo di intesa recante misure di intervento per la riduzione del disagio abitativo

Protocollo di intesa promosso dal Tribunale di Reggio Emilia, il coordinamento del tavolo provinciale di concertazione per le politiche abitative di Reggio Emilia e il Comune di Reggio Emilia, Sindacati ed Associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini del territorio provinciale di Reggio Emilia, sottoscritto alla presenza del prefetto di Reggio Emilia.

Leggi: Sunia, 30/06/2021


martedì 29 giugno 2021
Casa, i sindacati del Veneto: da luglio migliaia di famiglie rischiano lo sfratto

Prima della pandemia in Veneto erano in corso circa 3.000 sfratti, e ora la situazione non può che essere peggiorata. Lo segnalano i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Sunia, Sicet, Uniat del Veneto, che chiedono un incontro urgente alla Regione…
Prima della pandemia in Veneto erano in corso circa 3.000 sfratti, e ora la situazione non può che essere peggiorata. Lo segnalano i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Sunia, Sicet, Uniat del Veneto, che chiedono un incontro urgente alla Regione, “per affrontare tempestivamente l’emergenza sfratti e per delineare e programmare gli interventi prioritari e strutturali da attivare, e sostenere finanziariamente, per incrementare gli alloggi pubblici disponibili”. Perché, senza un intervento, “in Veneto da luglio migliaia di famiglie, in larghissima parte per morosità incolpevole, saranno sottoposte a sfratto esecutivo, senza alcuna garanzia di soluzioni alternative e di un passaggio da casa a casa”.
Contestualmente, “stiamo sollecitando le prefetture a promuovere e coordinare un confronto tra le amministrazioni locali, le Ater e le rappresentanze sociali del territorio, per verificare la dimensione del problema e definire Protocolli condivisi per la regolazione e la gestione degli sfratti esecutivi, garantendo che nessuno si ritrovi senza un alloggio in cui abitare”, aggiungono i sindacati, che a livello nazionale hanno chiesto anche l’attivazione di misure da parte del Governo. (DIRE)

Leggi: Redattore Sociale, 29/06/2021


IN AGENDA:

8 luglio 2021 – ore 10 – 4^ Conferenza Nazionale delle Green City

Il prossimo 8 luglio, dalle 10.00 alle 13.00, si terrà la 4^ Conferenza Nazionale delle Green City dedicata al tema “Le città verso la neutralità climatica” in diretta streaming.
L’evento è realizzato dal Green City Network in collaborazione con il GSE e con il supporto di CONOU. È, inoltre, inserito nel programma “All4Climate – Italy 2021”, il calendario delle iniziative nazionali in vista della COP 26.
La Conferenza vedrà la presentazione della Carta delle città verso la neutralità climatica che promuove, con misure puntuali e una vasta gamma di strumenti, un nuovo protagonismo delle città per la transizione alla neutralità climatica. La sfida della neutralità climatica è un impegno decisivo per il futuro delle città, ma anche una occasione di riqualificazione ecologica e di miglioramento dello sviluppo locale e del benessere per i cittadini.

Leggi: Fondazione sviluppo sostenibile


IN EVIDENZA:

Che sia il caso di ripensarlo dalle fondamenta, l’attuale Stato Sociale?

«Un sistema così concepito – scrive Paola Di Michele, dipingendo un impietoso quadro di come è attualmente strutturato lo Stato Sociale -, non tutela né gli utenti, né gli operatori e nell’ultimo anno la pandemia ha messo letteralmente a nudo tutte le gravi carenze presenti nel settore sanitario, socioassistenziale ed educativo. Che sia il caso di ripensarlo e che magari sia pubblico, come voleva Franco Basaglia negli Anni Settanta?»
C’è un quadro bellissimo, arcinoto, di Pellizza Da Volpedo che rappresenta il Terzo Stato in marcia. Fatto di gente povera, vestita male ma con lo sguardo dignitoso e deciso proteso al futuro di chi cerca di conquistare il proprio pezzetto di dignità. E c’è un movimento nascente di lavoratori, operatori del sociale, che comincia adesso a prendere coscienza di condizioni lavorative diventate ormai al limite della sopportazione.
Per capirci, mi riferisco alle Cooperative Sociali di tipo A, cui l’ISTAT assegna un totale di lavoratori di circa 380.000 unità, per un indotto di più di 8 miliardi di euro, e che si suddivide in servizi scolastici educativi, servizi domiciliari socioassistenziali, socioeducativi, sociosanitari, centri diurni, centri di accoglienza, case-famiglia, nidi, e altro. Fondi che lo Stato stanzia alle Cooperative Sociali e che per meno della metà giungono nelle mani dei lavoratori.

Leggi: Superando


Oltre la pandemia. Riflessioni intorno alle strutture residenziali per anziani

La pandemia ha riportato all’attualità il tema delle strutture residenziali per anziani. Il dibattito ha assunto toni anche drammatici, riproponendo il tema della limitazione, se non chiusura, delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). Al netto delle forzature emotive o ideologiche, è comunque evidente la necessità di ripensare servizi datati o non coerenti con l’evoluzione dei bisogni. Ovviamente, non si può parlare solo dei servizi residenziali. La pandemia ha piuttosto messo in evidenza la debolezza del sistema territoriale e di una sanità orientata essenzialmente sulla medicina specialistica e ospedaliera. In ogni caso, dopo decenni di ridotta o assente programmazione, l’Italia ha accumulato un ritardo notevole rispetto agli altri paesi europei o OCSE. Ad esempio, non esiste alcun surplus di posti letto residenziali, storicamente fra i più bassi in Europa e con una tendenza alla loro graduale riduzione (ISTAT, 2018). Questo deficit, comune anche all’offerta semiresidenziale, abitativa sociale e domiciliare, richiederà investimenti consistenti e robuste riforme normative, se si vorrà garantire un’assistenza di qualità, diffusa e personalizzabile

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

 Indennità per gli autonomi (ISCRO): domanda online

È attivo il servizio online per la presentazione della domanda di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO), prevista dalla legge di bilancio 2021 (legge 178/2020), rivolta agli iscritti alla Gestione Separata dell’INPS che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo.
Sulla misura di sostegno, la circolare INPS 30 giugno 2021, n. 94 ricorda che l’indennità mensile varia dai 250 euro e agli 800 euro, a seconda dei requisiti posseduti dal richiedente ed prevista per il 2021, per i prossimi tre anni. A copertura dei costi, l’articolo 1, comma 397, della legge n. 178/2020 prevede lo stanziamento di 70,4 milioni di euro per il 2021, 35,1 milioni di euro per il 2022, 19,3 milioni di euro per il 2023 e 3,9 milioni di euro per il 2024. La domanda va presentata all’INPS entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni interessati.

Leggi: Inca


Reddito di Emergenza: ulteriori 4 mensilità

L’Inps, nel messaggio n. 2406 del 24 giugno 2021, comunica che le domande di riconoscimento delle ulteriori 4 mensilità del Reddito di emergenza (Rem) potranno essere presentate dal 1° luglio 2021 al 31 luglio 2021.
Il sussidio è previsto dall’art. 36 del decreto legge n. 73/2021 (decreto Sostegni bis) per i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Contrariamente a quanto previsto dal precedente analogo provvedimento (articolo 12, comma 2, D.L. n. 41/2021), dal diritto sono esclusi coloro che hanno terminato, tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, di percepire i trattamenti NASpI e DIS-COLL. Al momento della domanda, il richiedente dovrà essere in possesso di una DSU valida.
Per avere diritto alla prestazione, i nuclei familiari devono essere in possesso, congiuntamente, dei requisiti di residenza in Italia (in capo al solo richiedente) ed economici, individuati sulla base della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente valida al momento della presentazione della domanda di Rem; un valore del patrimonio mobiliare familiare (verificato al 31 dicembre 2020) inferiore a 10.000 euro, elevato di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino a un massimo di 20.000 euro. La soglia e il massimale sono incrementati di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini ISEE; un valore ISEE, attestato dalla DSU valida al momento della presentazione della domanda, inferiore a 15.000 euro.

Leggi: Inca


 

 

 

 

“Aperti per ferie”: tante occasioni di socializzazione per gli anziani

Torna la campagna estiva dell’Auser “Aperti per ferie” con tante occasioni rivolte agli anziani soli di socializzazione, turismo sociale, cultura. Passeggiate all’aria aperta, ginnastica nei parchi, visite guidate per scoprire gli angoli più belli dei centri storici delle nostre città, incontri culturali, musica, merende in compagnia, soggiorni estivi nelle località turistiche e tanto altro ancora. In più una guida pratica scaricabile dal sito www.auser.it su come affrontare le ondate di calore. L’estate 2021 di Auser parte con tante iniziative in campo per contrastare la solitudine e l’isolamento che, a causa della pandemia, hanno segnato la vita di molti anziani. Da vaccinati (almeno in larghissima parte), in sicurezza con il rispetto di tutte le regole anti Covid-19 ancora in vigore, si può affrontare con un pizzico di serenità in più questo periodo dell’anno.

Leggi: Auser


NEWS:

marted’ 29 giugno 2021
Minuti contati, passeggiate vietate Anziani ancora prigionieri nelle Rsa

La denuncia basata sullo studio dell’Orsan: «Nel 75% dei casi le visite durano al massimo mezz’ora e appena il 24% delle strutture concede uscite esterne. L’ordinanza di Speranza sulle riaperture viene ignorata» «Not¿ possiamo accettare di far morire da soli i nostri nonni» Iparenti temono che la variante delta porti a breve a nuove chiusure? Ai più fortunati sono concessi appena 30 minuti alla settimana. Per tutti gli altri, gli incontri con i familiari ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali risultano complicati, a volte impossibili. L’ordinanza dello scorso 8 maggio, con cui il ministro, della Salute Roberto Speranza ha riaperto le porte delle Rsa a familiari e visitatori, non è sufficiente. A limitare gli incontri, secondo le denunce delle associazioni, ci pensano i direttori sanitari, che adottano le «misure precauzionali più restrittive», riconosciute loro dal ministero solo per gravi motivi di natura epidemiologica, anche ora che l’Italia intera è in zona bianca e i rischi di trasmissione delle infezioni si sono ridotti. «I direttori sanitari sono più realisti del re, si sentono al di sopra persino della legge», racconta Dario Francofino, presidente del comitato Orsan-Open Rsa now, che sta ultimando un’indagine sulle criticità segnalate in 1.000 residenze per anziani sparse in tutta Italia, da presentare giovedì al ministero.

Leggi: La Verità, 29/06/2021


lunedì 28 giugno 2021
Vaccini Covid. Ancora quasi 2,7 milioni di over 60 in attesa della prima dose. Il report del Governo

Sono 54.613.426 le dosi di vaccino, consegnate alle Regioni, 5.059.120 in più rispetto alla settimana precedente. In tutto ci sono ancora 2.693.791italiani della categoria over 60 da intercettare che non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino contro il Covid. Solo 140.000 le persone con più di 60 anni raggiunte la scorsa settimana. Di queste, una minima percentuale ha ricevuto Astrazeneca e Johnson&Johnson. IL RAPPORTO
Restano ancora 2.693.791 gli over 60 non vaccinati. Un dato, quello riportato nell’ultimo report settimanale del governo, che sembra non smuoversi. Rispetto alla settimana precedente, solo 140mila le persone che sono state raggiunte in questa fascia d’età. Di queste, una minima percentuale ha ricevuto Astrazeneca e Johnson&Johnson, i due vaccini raccomandati per gli over 60: sono state infatti somministrate poco più di 8.800 prime dosi Astrazeneca e circa 13.500 del monodose J&J.
Vaccinazione agli over 80
In totale sono stati vaccinati con almeno una dose 4.196.349 persone pari al 92,21%, il che vuol dire che 354.563 (7,79%) sono ancora in attesa di vaccino

Leggi: Quotidiano Sanità, 28/06/2021


sabato 26 giugno 2021
Famiglie degli anziani in Rsa in piazza a Bologna: “Trattamento disumano”

“Da 16 mesi non vediamo i nostri cari. Questa è disumanità”: la denuncia del Coordinamento per il diritto alla sanità per le persone anziane malate e non autosufficienti. Famiglie arrivate da tutto il centro-nord Italia per manifestare contro una situazione “intollerabile”
“Da 16 mesi non vediamo i nostri cari. Questa è disumanità”. Lo gridano forte i familiari degli anziani ricoverati nelle Rsa, arrivati questa mattina a Bologna da tutto il Centro-Nord Italia per manifestare contro una situazione diventata ormai “intollerabile”. Lo dice chiaro e tondo Maria Caterina Dell’Aera del Coordinamento per il diritto alla sanità per le persone anziane malate e non autosufficienti, che ha organizzato la protesta di oggi. In piazza Re Enzo ci sono cittadini e famiglie non solo di Bologna, ma arrivati da Parma, Firenze, Viareggio, Padova, Verona, Milano, Torino, Brescia, Lecco e anche dal Trentino. Tutti denunciano la stessa situazione: dall’inizio della pandemia, i familiari non possono più accedere alle strutture e gli anziani dentro le Rsa “sono abbandonati”. Le Regioni intanto “rimpallano le responsabilità” e il Governo “parla ma non fa niente”.

Leggi: La Difesa del Popolo, 26/06/2021


venerdì 25 giugno 2021
Emergenza sfratti. Prosegue la mobilitazione dei Sindacati Inquilini per garantire un tetto alle famiglie indigenti

Si è svolto ieri pomeriggio a Piazza Montecitorio un nuovo presidio dei sindacati degli inquilini a sostegno delle oltre 80.000 famiglie sottoposte a sfratto e per le quali non è ormai prevista nessuna forma di proroga dell’esecuzione.
Nonostante la gravissima carenza di case popolari ed un mercato dell’affitto privato in cui i canoni di locazione sono ormai da molto tempo incompatibili con i redditi di una parte consistente dell’inquilinato, nessun provvedimento per garantire il passaggio da casa a casa delle famiglie indigenti è all’ordine del giorno del Governo e del Parlamento.
In un contesto generale caratterizzato dal progressivo impoverimento dei ceti popolari, dal degrado delle periferie dei maggiori centri urbani e da una pandemia non ancora definitivamente risolta, l’esecuzione indiscriminata di questa grande mole di sfratti sarebbe un dramma per migliaia di cittadini ed un colpo durissimo per la coesione sociale.
E non si tratta di una narrazione di parte: anche l’ISTAT ha appena comunicato che vi sono circa 866.000 famiglie povere in affitto che corrispondono ad oltre il 43% di tutte le famiglie povere a fronte di una quota di famiglie in affitto rispetto al totale dei residenti che è soltanto del 18%.

Leggi: Sunia, 25/06/2021


venerdì 25 giugno 2021
La scommessa più alta: il domicilio come primo luogo di presa in carico

La “casa come primo luogo di cura” è la scommessa più difficile nella riorganizzazione assistenziale del territorio. L’obiettivo è prendere in carico l’assistenza domiciliare integrata (Adi), entro la metà del 2026, il 10% della popolazione over 65 e oggi l’Italia – che ha ricevuto già nel 2019 una raccomandazione in merito dalla Commissione Europea – parte da livelli minimi con meno di 20 ore l’anno per utente. Ne derivano ospedalizzazioni improprie di migliaia pazienti che potrebbero essere seguiti più utilmente a domicilio, con maggior sollievo, minori spese per le famiglie e per il Servizio sanitario nazionale, ma anche con i benefici di una ridotta esposizione a rischi concreti come quello delle infezioni contratte in ospedale.
Il ministero della Salute punta a scalare la classifica europea dell’Assistenza domiciliare integrata, rimontando dall’attuale 4% per superare i modelli Svezia e Germania che oggi si attestano sul 9 % (la media Ocse è del 6%). Tradotto in numeri, questo intervento consentirà di prendere in carico da qui a cinque anni 800mila persone in più. Destinatari sono gli anziani con una o più malattie croniche e i non autosufficienti ma servirà una vera e propria rivoluzione nella formazione dei professionisti sanitari e nei modelli organizzativi e culturali dell’assistenza. La telemedicina sarà un tassello fondamentale, purché sia resa praticabile da un’infrastruttura complessiva che metta in rete le Centrali operative territoriali (Cot), le Asl e i distretti e consenta il collegamento costante con l’ospedale e con il medico curante.

Leggi: Centro Studi 50&più


giovedì 24 giugno 2021
Dedalus e Senior Italia FederAnziani insieme per migliorare l’assistenza agli anziani e promuovere l’inclusione digitale

La collaborazione si fonda sulla messa a disposizione di persone selezionate da Senior Italia FederAnziani della piattaforma di interoperabilità DC4H e sull’ecosistema delle app A4P di Dedalus, per realizzare Programmi di Supporto al Paziente (PSP) e progetti di inclusione digitale che avranno l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi sanitari, migliorare la presa in carico e supportare i pazienti nella corretta esecuzione delle terapie prescritte
Il Gruppo Dedalus, leader internazionale delle soluzioni software per la sanità, e Senior Italia FederAnziani, la federazione attiva nella promozione dei diritti degli anziani allo scopo di migliorarne la qualità della vita, hanno siglato una partnership finalizzata all’attuazione di progetti specifici nell’ambito della Salute e della Sanità Digitale.
La collaborazione si fonda sulla messa a disposizione di persone selezionate da Senior Italia FederAnziani della piattaforma di interoperabilità DC4H e sull’ecosistema delle app A4P di Dedalus, per realizzare Programmi di Supporto al Paziente (PSP) e progetti di inclusione digitale che avranno l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi sanitari, migliorare la presa in carico e supportare i pazienti nella corretta esecuzione delle terapie prescritte sia dai medici di famiglia che dalle strutture ospedaliere.

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/06/2021


mercoledì 23 giugno 2021
Gli “abbandonati” dell’assistenza domiciliare: la storia di Simone e la paura del ricovero

La pandemia ha aggravato la situazione, ma i problemi sono iniziati già prima: le convenzioni non vengono rispettate perché nessuno controlla. Ma senza controllo, non c’è protezione. Infermieri pagati 15 euro l’ora anziché 27. “Ho paura per mio figlio e temo che la Asl stia pensando al ricovero. Ma lui morirebbe”
Simone finalmente ha una casa col giardino, da quando sua mamma Sara è riuscita a “regalargli il sole” per il suo compleanno. Nonostante la gravissima disabilità e il peggioramento delle sue condizioni, “è sereno e felice – assicura sua mamma – perché sente intorno a sé l’affetto e la cura. Io però sono preoccupata, perché l’assistenza che riceve è sempre meno adeguata, la nostra società ci ha ricusati e ora dovrei accettarne un’altra, il che significherebbe ricominciare da capo. Ma ho paura, soprattutto, che questo progressivo peggioramento della qualità dell’Adi serva per forzare un ricovero, contro il quale mi batterò fino alla fine”.
La storia di Simone è quella di tanti che, come lui, ricevono un’assistenza domiciliare integrata ad elevata intensità (tecnicamente, terzo livello): “Una sorta di ospedalizzazione domiciliare – ci spiega la mamma, Sara Bonanno – pensata per permettere ai pazienti con situazioni molto gravi e ingravescenti di restare a casa, assistiti come se fossero in ospedale, con macchinari e personale infermieristico specializzato. Si tratta di cure palliative, attivate laddove non si può curare una condizione inguaribile: si accompagna fino all’ultimo respiro, permettendo a queste persone di vivere una vita dignitosa con i suoi affetti e i suoi ritmi”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Rigenerazione urbana, privati e housing sociale per i nuovi quartieri Servizi abitativi. Il volano economico e progettuale dei piani pubblici al servizio del decoro urbano e dell’inclusione sociale, insieme alla finanza

Il Pnrr conferisce all’housing sociale – frutto di una pluriennale esperienza di “blending” tra pubblico e privati ma senza ancora un ruolo chiaro nelle politiche nazionali – uno status di azione per così dire “costituzionale” di un Paese civile nei confronti dei suoi cittadini: dare una casa dignitosa (e relativi servizi di base) a chi non ce l’ha, o perché è giovane e non può ancora permettersela o perché l’ha persa per rovesci lavorativi o familiari. La realizzazione di alloggi accessibili a chi ha pochi mezzi si trova rubricata alla “componente” 2 della Missione 5, dedicata a “infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”. Ma la vera novità è che accanto all’housing sociale ci sono anche i massicci piani e programmi di rigenerazione urbana di matrice pubblica, incardinati al ministero delle Infrastrutture e al ministero dell’Interno, ma aperti alla partecipazione di investitori e operatori privati. Come a dire che la spinta al cambiamento e miglioramento dell’ambiente urbano – con il concorso di finanza, società immobiliari e imprese di costruzione – ha senso se risponde a esigenze di inclusione, socialità e assistenza delle persone e delle famiglie più in difficoltà. Un’impostazione che non potrà non condizionare tutta la filiera della produzione: dall’analisi del contesto alla pianificazione e progettazione degli interventi, in ogni aspetto: verde, servizi, spazi comuni, soluzioni abitative e lavorative

Leggi: Inu, 22/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
Covid, Tendercapital-Censis: anziani coriacei, oltre le restrizioni e la paura

Studio dell’Osservatorio Silver Economy Tendercapital-Censis. Gli over 65 hanno dimostrato una forte tenuta psicologica. Il “silver welfare” non si è interrotto con il Covid: l’88,7% degli anziani si definisce il bancomat di figli e nipoti. Resta la frattura intergenerazionale, anche se per gli italiani (84,5%) gli anziani non autosufficienti devono rimanere a casa propria
È stato presentato al Senato a Roma il secondo numero dell’Osservatorio Silver Economy Tendercapital-Censis dal titolo: “La Silver economy nell’anno più nero”. Lo studio ha raccontato la longevità attiva dopo 16 mesi di pandemia, analizzando la condizione degli anziani durante la fase più difficile, quella delle continue restrizioni. Gli anziani, pur colpiti duramente dagli effetti sanitari e sociali dell’emergenza Covid-19, hanno mostrato una forte tenuta psicologica ed ora sono pronti per essere ancora protagonisti nella società e nell’economia italiana.
Anziani coriacei, oltre le restrizioni
Dal Rapporto dell’Osservatorio Tendercapital-Censis emerge che la silver generation si è dimostrata la più coriacea nell’affrontare la crisi generata dalla pandemia, tra isolamento, divieti e la paura per una malattia in molti casi letale. Infatti, il 69,3% degli anziani dichiara di non aver sofferto di stress psicofisico dal marzo 2020, mentre il dato scende al 23,3% tra i giovani e al 34,1% tra gli adulti.

Leggi: La Difesa del Popolo, 21/06/2021


DALLE REGIONI:

martedì 29 giugno 2021
Sblocco sfratti, oltre 10 mila famiglie a rischio nel milanese

I sindacati degli inquilini organizzano presidio sotto la Prefettura e chiedono ai Comuni un piano per le famiglie che perderanno la casa. “Necessario un protocollo di intesa che gradui le esecuzioni degli sfratti per consentire le assegnazioni di alloggi da parte dei Comuni”
sfratti cartello
Sono oltre 10 mila gli sfratti che andranno in esecuzione a partire da luglio nell’area metropolitana di Milano. È quanto denunciano i sindacati degli inquilini di Cgil, Cisl e Uil. È l’effetto della decisione del Governo Draghi di non rinnovare il blocco degli sfratti per l’emergenza covid. “Nè il Comune di Milano né gli altri gradi Comuni della provincia hanno predisposto un serio piano di intervento a favore delle famiglie colpite”, rimarcano i sindacati. Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini, Conia e Asia hanno organizzato un presidio per mercoledì 30 giugno 2021, alle ore 17.30, presso la Prefettura (corso Monforte, angolo via Vivaio) per denunciare il rischio che migliaia di famiglie restino senza casa.
“Per evitare le conseguenze più drammatiche della nuova emergenza abitativa a Milano e nell’area metropolitana è necessario un protocollo di intesa che gradui le esecuzioni degli sfratti -chiedono i sindacati-, sospendendoli nelle situazioni di rilevanza sociale, in modo da consentire un intervento tempestivo di assegnazione di un altro alloggio anche temporaneo da parte dei Comuni”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/06/2021


mercoledì 23 giugno 2021
Com’è cambiata la domanda di casa a causa della pandemia

Il nuovo dossier del Comune di Bologna analizza le recenti graduatorie per il “contributo affitto” e per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica in città, per capire come è cambiato il profilo di chi chiede aiuto: aumentano le famiglie in povertà assoluta, gli italiani e i non residenti, in particolare gli studenti fuori sede
Chi sono le persone che chiedono aiuto alla pubblica amministrazione sul tema casa? E come sono cambiate durante la pandemia? Il dossier “Bologna. La domanda di casa” del Comune fa un’analisi delle recenti graduatorie di richieste di aiuto per l’affitto e accesso all’edilizia residenziale pubblica in città, per capire se e come è cambiata la domanda di casa durante l’emergenza sanitaria. I risultati sono rilevanti: si riscontra un aumento dell’estrema povertà nelle famiglie che chiedono aiuto, oltre che un aumento della numerosità dei soggetti che fanno domanda.
“Oggi, per soddisfare le necessità di tutti, l’amministrazione pubblica ha bisogno di molte più risorse – commenta Marco Guerzoni, responsabile del Servizio politiche abitative del Comune di Bologna –. I dati ci dicono che c’è stato un impoverimento complessivo delle famiglie che si rivolgono al Comune. I richiedenti in stato di grave deprivazione materiale, con un Isee pari a zero, sono sostanzialmente raddoppiati: negli ultimi 5 anni sono passati dal rappresentare il 5 per cento delle istanze a circa il 9 per cento nel 2021. Parallelamente, abbiamo registrato un forte aumento di domande: nel 2021 sono state circa 10 mila, a fronte di 4 mila nel 2020. Questo dimostra il grande impatto che ha avuto l’emergenza Covid sul reddito di molte persone”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/06/2021


mercoledì 23 giugno 2021
Fuga degli infermieri dalle «Rsa» verso gli ospedali, buco da 1200 posti: «Ora chi curerà gli anziani?»

Una sorta di «concorrenza sleale» degli ospedali ai danni delle residenze sanitarie per anziani e disabili. Gli infermieri sono pochi rispetto alle necessità. A livello italiano si stima una mancanza di circa 60 mila professionisti, 9 mila in Lombardia. Le strutture pubbliche se li contendono con Rsa e Rsd, a cui riescono a «rubarli» perché possono offrire stipendi più vantaggiosi e incarichi più ambiti. «Il problema non è nuovo, ma è emerso con forza con la pandemia — dice Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) —. Prima le assunzioni nel pubblico erano contingentate». Quando sono state sbloccate, è iniziato l’esodo.
Qualche numero aiuta a capire meglio il fenomeno. «In regione tra Rsa, Rsd, assistenza domiciliare integrata e strutture di cure intermedie abbiamo perso 1.200 figure» calcola Valeria Negrini. È presidente di Aci Welfare Lombardia e Confcooperative Federsolidarietà Lombardia, due sigle che rappresentano una buona fetta del settore socio-sanitario.

Leggi: Corriere della Sera, 23/06/2021


mercoledì 23 giugno 2021
Bologna. Comunicato stampa unitario su incontro prefetto

Questa mattina si è tenuto presso la Prefettura di Bologna in piazza Roosevelt il presidio promosso da CGIL CISL UIL e le rappresentanze degli inquilini SUNIA SICET UNIAT dell’Emilia Romagna per rivendicare nei confronti del Governo, una politica adeguata a garantire il diritto alla casa per migliaia di nuclei famigliari che si trovano in difficoltà a pagare l’affitto. Una condizione causata dapprima dagli effetti economici della grande crisi finanziaria e successivamente aggravata dalla crisi Pandemica che ha ulteriormente depauperato i redditi familiari, come purtroppo confermano i dati delle domande presentate ai comuni, per ottenere un aiuto indispensabile a pagare l’affitto (circa 52.000 in regione).
Nel corso del presidio una delegazione è stata ricevuta dal capo di Gabinetto della Prefettura dott. Massimo Di Donato, al quale SUNIA SICET e UNIAT hanno chiesto che oltre a rappresentare al Governo la grave situazione che si verrà a creare dal primo di luglio quando potranno essere eseguiti gli sfratti per morosità incolpevole, le Prefetture della nostra regione si facciano parte attiva per la definizione di protocolli territoriali con i comuni e le parti sociali per governare questa fase difficile oltre a favorire procedure di negoziazione in grado di evitare nuove procedure di sfratto per morosità incolpevole.

Leggi: Sunia, 23/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Intervista all’immobiliarista di Porta Nuova Catella “Un piano per rigenerare Roma sul modello milanese”

Manfredi Catella è l’imprenditore immobiliare considerato padre del progetto Porta Nuova a Milano, una delle più grandi riqualificazioni urbane a uso misto realizzate in Europa e che ha cambiato lo skyline di Milano con il coinvolgimento di oltre 20 studi di architettura di otto Paesi. Ora Catella ha alzato lo sguardo in direzione Roma e ritiene che grazie alla visione e alle risorse del Recovery Plan e del Next Generation Eu si può pensare a dei progetti simili anche sulla capitale.
Dottor Catella, dalla lettura attenta del Recovery Plan che progetti si possono pensare per la riqualificazione urbana?
«Siamo alla vigilia di un’opportunità storica di rigenerazione per l’Italia: grazie a Next Generation Eu si sono create condizioni, visione e finanziamenti determinanti perché possa essere valorizzata la risorsa straordinaria rappresentata dal nostro territorio e dalle nostre città».
Quale genere di interventi sono possibili, secondo lei?
«Rispetto alla media europea, abbiamo una percentuale molto alta di immobili con oltre 60 anni di vita, a rischio sismico o con problemi strutturali. Solamente per colmare questi gap, aggiornando le nostre città, si potrebbero rigenerare non meno di 100 milioni di metri quadrati con investimenti per oltre 200 miliardi di euro in 10 anni e importanti ricadute su ambiente, occupazione ed economia»

Leggi: Repubblica, 22/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Casa: sindacati di Roma e Lazio, positivo incontro in Prefettura, si aprirà cabina regia su tema

I sindacati Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti e Uil Lazio insieme ai sindacati degli inquilini Sunia Sicet e Uniat Aps in una nota giudicano “positivo” l’incontro di oggi con la prefettura di Roma sul tema degli sfratti e dell’emergenza abitativa.
I sindacati Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti e Uil Lazio insieme ai sindacati degli inquilini Sunia Sicet e Uniat Aps in una nota giudicano “positivo” l’incontro di oggi con la prefettura di Roma sul tema degli sfratti e dell’emergenza abitativa.
“La prefettura ha rappresentato le attività già messe in campo per il governo delle situazioni critiche che si sono manifestate con il coinvolgimento delle istituzioni locali.
Successivamente sono stati affrontati i temi posti dalle organizzazioni sindacali e degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat Aps relativi alla apertura di un tavolo permanente per collaborare sulle soluzioni da approntare nei numerosi casi di sfratto che ci saranno a seguito del prossimo sblocco.
È emersa, da un confronto tra la Corte d’appello di Roma e la prefettura, una stima di circa 4.000 provvedimenti tra quelli emessi e in procinto di andare in fase esecutiva, che confermano tutte le preoccupazioni delle parti sociali.

Leggi: Sunia, 22/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Nasce l’Agenda 2.0 per lo sviluppo sostenibile di Bologna

Questo strumento “servirà alle istituzioni per misurare se davvero stanno raggiungendo gli obiettivi dello sviluppo sostenibile, per l’ambiente, l’economia e lo sviluppo sociale, verrà quantificato il consumo di suolo, la sua progressiva eliminazione da qui al 2050, verrà misurato il tasso effettivo di copertura dei nidi e delle scuole d’infanzia, ci sarà una piattaforma online che tutti potranno consultare per vedere come concretamente si stanno realizzando questi obiettivi”. Così il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha presentato la neonata Agenda 2.0 per lo ‘Sviluppo sostenibile della Città metropolitana di Bologna’: un nuovo strumento (il primo in Italia) per una svolta green di tutto il territorio con obiettivi e indicatori economici e sociali.
“L’agenda è uno strumento di monitoraggio e di indirizzo per tutte le politiche della città metropolitana, dall’urbanistica all’edilizia scolastica. Ci aiuterà con l’applicazione dei fondi europei – ha aggiunto Merola – perché abbiamo tutti gli strumenti di programmazione approvati e quindi abbiamo tutte le possibilità di essere tra i primi ad attuare quei finanziamenti”.
A tenerla a battesimo sarà il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini, insieme al sindaco Merola, il 24 giugno in un convegno internazionale online che vedrà la partecipazione, tra glia altri, anche della vicepresidente dalla Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein.

Leggi: Ansa, 22/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
L’ex convento rinasce a Treviso come cohousing per la terza età

Rigenerazione. Il progetto Borgo Mazzini realizzato da Israa: sette immobili con 42 appartamenti dotati di domotica e connessi con i servizi sanitari.
Pronto nel 2022 con un investimento da 35 milioni Si chiama Borgo Mazzini ed è un isolato del centro storico di Treviso, dove si tiene anche il mercato all’aperto, che l’amministrazione comunale ha da poco annunciato di voler rendere pedonale. Il motore è l’Israa, l’istituto per servizi di ricovero e assistenza agli anziani, e il tassello più prezioso di questo pezzo di città è un ex convento con un chiostro del XVI secolo. La sua rinascita passa per il cohousing, un’idea prima culturale e poi immobiliare.
«La nostra istituzione – racconta Giorgio Pavan, direttore di Israa – conta oggi 850 posti letto per anziani, 700 dei quali non autosufficienti. Con noi lavorano circa 800 persone e abbiamo un bilancio dell’ordine dei 35 milioni di euro. Da una decina d’anni ci stiamo impegnando per mettere a sistema un’articolata filiera capace di dare risposte puntuali all’invecchiamento della popolazione. Non bastano semplici posti letti, servono servizi che vanno dai centri diurni alle attività per un invecchiamento attivo, e in questa filiera trova spazio l’iniziativa del cohousing che nel nostro caso giova della mediazione istituzionale, avviando i processi di integrazione e socializzazione».

Leggi: Centro Studi 50&più


IN AGENDA:

2.7.2021 – Firenze, convegno nazionale sulle RSA

“Oltre la RSA verso una long term care inclusiva” è il titolo del convegno promosso dalla Fondazione Turati che si terrà il prossimo 2 luglio a Firenze presso l’Auditorium Sant’Apollinare ma con la possibilità anche di seguirlo da remoto attraverso la piattaforma Zoom e in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Turati. Il convegno mette insieme una serie di importanti contributi scientifici e istituzionali da parte di chi opera ogni giorno nella pratica della prevenzione e promozione dell’assistenza agli anziani fragili e non autosufficienti. Verranno illustrate esperienze, pratiche, idee e progetti nella direzione indicata dal PNRR.
Fra i relatori in programma anche il presidente nazionale Enzo Costa.
Per ulteriori info: ufficiostampa@fondazioneturati.it

Leggi: Auser


8.7.2021 – ore 10 – Fondazione svilupposostenibile.org – 4^ Conferenza Nazionale delle Green City

Il prossimo 8 luglio, dalle 10.00 alle 13.00, si terrà la 4^ Conferenza Nazionale delle Green City dedicata al tema “Le città verso la neutralità climatica” in diretta streaming.
L’evento è realizzato dal Green City Network in collaborazione con il GSE e con il supporto di CONOU. È, inoltre, inserito nel programma “All4Climate – Italy 2021”, il calendario delle iniziative nazionali in vista della COP 26.
La Conferenza vedrà la presentazione della Carta delle città verso la neutralità climatica che promuove, con misure puntuali e una vasta gamma di strumenti, un nuovo protagonismo delle città per la transizione alla neutralità climatica. La sfida della neutralità climatica è un impegno decisivo per il futuro delle città, ma anche una occasione di riqualificazione ecologica e di miglioramento dello sviluppo locale e del benessere per i cittadini.

Leggi: Fondazione Sviluppo Sostenibile


IN EVIDENZA:

PNRR: ci saranno gli infermieri?

Nei prossimi anni il numero di infermieri nel nostro Paese dovrà aumentare sensibilmente affinché trovino attuazione gli investimenti previsti dalla missione Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Sarà effettivamente così? Franco Pesaresi offre una risposta chiara a questa domanda – di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) nella missione 6 Salute prevede una serie di investimenti sia nella sanità territoriale sia in quella ospedaliera che, una volta realizzati, richiederanno la disponibilità di un numero aggiuntivo e significativo di infermieri. Le nuove case della comunità, gli ospedali di comunità, il potenziamento dell’assistenza domiciliare, le centrali operative territoriali e il completamento della nuova rete delle terapie intensive ospedaliere richiederanno la disponibilità di 30.485 infermieri in più rispetto alla dotazione attuale (tabella 1).

Leggi: I Luoghi della Cura


Rafael Moneo: “Lo spazio urbano vive se è di tutti”

L’archistar, che ha appena ricevuto il Leone alla carriera della Biennale, spiega la sua filosofia: “Non singoli progetti ma sistemi integrati e in armonia con l’ambiente”
«C’è una luce meravigliosa che sottolinea le linee delle volute che sostengono la cupola, guardi come accompagna le forme e i profili della chiesa, giù fino all’arco della porta che sembra un arco trionfale. Quale prologo è più azzeccato per parlare d’architettura di Santa Maria della Salute?».
L’aria è tersa, Venezia illuminata dal sole alto del mezzogiorno, mentre Rafael Moneo, insignito del prestigioso Leone d’Oro alla carriera alla diciassettesima Biennale di Venezia, a cura di Hashim Sarkis, riflette sulle sfide dell’architettura: dalla condivisione al modello di città, alla ridefinizione della disciplina. Spagnolo, 84 anni, Pritzker Prize, architetto e teorico, Moneo, elegante nel suo estivo abito di lino chiaro, interpreta il modernismo in chiave poetica e contemporanea in edifici che plasmano la luce come il Museo d’Arte romana a Merida, l’ampliamento del Prado a Madrid, la cattedrale di Los Angeles, o lo Science Building della Columbia University a New York e il Palazzo del Cinema al Lido di Venezia.
Qual è la sua risposta al titolo di questa Biennale Architettura, How will we live together ?
«Dopo la pandemia questo è il tema più importante. Sarkis l’aveva immaginato prima che succedesse tutto e ora è ancora più urgente capire come vivere insieme. Una delle opzioni è la condivisione: condividere risorse, culture, linguaggi senza dimenticare il senso di libertà e autonomia che individui, paesi e grandi corpi sociali domandano».

Leggi: La Repubblica


RAPPORTO CIVICO 5.0: I DATI DEI MONITORAGGI DI LEGAMBIENTE SULL’EFFICIENZA DEGLI EDIFICI

Rapporto Civico 5.0: edizione edilizia popolare. Il diritto alla classe A per tutti e tutte. Da inizio 2021 interventi di efficientamento cresciuti del 514%, ma per categorie di famiglie più agiate: in Italia sono oltre 2 milioni quelle in situazione di povertà energetica.
I monitoraggi della campagna: in Italia bolletta termica può raggiungere i 3mila euro, i consumi elettrici i mille euro all’anno. Asciugatrici e frigoriferi tra gli elettrodomestici che consumano di più
Legambiente: “10 proposte per rendere Superbonus volano del settore edilizio. Proroga incentivo al 2025, politiche per riqualificazioni profonde, priorità a case popolari e quartieri disagiati”
Nell’Italia del Superbonus – l’incentivo per la riqualificazione edilizia più generoso al mondo – la precarietà energetica è un fenomeno in costante crescita che colpisce oltre due milioni di famiglie: a incidere particolarmente sui loro bilanci è la spesa termica, che può arrivare, in casi eccezionali, a superare i 3 mila euro annui. Sebbene dall’inizio del 2021 gli interventi di efficientamento siano cresciuti del 514%, questi hanno interessato le categorie di famiglie più agiate, procedendo a ritmi troppo lenti nell’edilizia pubblica e, soprattutto, nelle periferie. Altrettanto lenti, se non del tutto inesistenti, gli strumenti per facilitare l’accesso agli incentivi delle famiglie in difficoltà, non in grado di sostenere i costi extra bonus.

Leggi: Legambiente


SEGNALAZIONI:

Indennità Covid: nuove domande entro il 30 settembre

L’Inps informa che è attivo il servizio per la presentazione della domanda di indennità Covid19 prevista dal decreto Sostegni bis (decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73), per le seguenti categorie di lavoratori:
stagionali e somministrati dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
stagionali e somministrati appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
intermittenti;
autonomi occasionali;
incaricati di vendita a domicilio;
subordinati a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
lavoratori dello spettacolo;
operai agricoli a tempo determinato;
pescatori autonomi.
La misura di sostegno prevede il pagamento di una indennità pari a 1.600 euro, 800 euro se agricoli o 950 euro se pescatori, a seconda dei casi. L’Inps avverte che i lavoratori già beneficiari dell’indennità prevista dal decreto Sostegni (decreto legge 22 marzo 2021, n. 41) stanno già ricevendo il pagamento senza dover presentare una nuova domanda.
Viceversa, coloro che non hanno beneficiato dell’indennità del decreto Sostegni hanno tempo di presentare la richiesta per il riconoscimento della nuova prestazione entro il 30 settembre 2021.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

24 Giugno alle ore 15 Presidio a Piazza Montecitorio, Roma. Dal 1^ Luglio via libera agli sfratti! SUNIA-SICET-UNIAT-UNIONE INQUILINI scrivono al Governo, Gruppi Parlamentari, Conferenza delle Regioni e ANCI. Mobilitazione per sostenere le proposte sindacali per il passaggio da casa a casa ed il sostegno alle famiglie

Dichiarazione dei Segretari generali Stefano Chiappelli (SUNIA), Nino Falotico (SICET), Augusto Pascucci (UNIAT), Walter De Cesaris (Unione Inquilini)
“Siamo allarmati e preoccupati per le imminenti conseguenze della scelta di Parlamento e Governo di procedere con il DL 41/2021 convertito dalla legge 69/2020 (cd Sostegni 1) ad una mini-proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità lasciando fuori tutti i provvedimenti (che sono la maggioranza) emessi prima del 20 febbraio 2020.

Leggi: Sunia


NEWS:

martedì 22 giugno 2021
Anziani, nelle Rsa italiane sette su dieci sono malnutriti, il report

Il report sottolinea le grandi criticità all’interno delle strutture di ricovero per anziani. Ma anche la scarsa attenzione da parte dei media sul tema.
Un’alimentazione adeguata è uno degli aspetti più importanti per preservare la salute e l’autonomia dell’anziano. Eppure la malnutrizione riguarda dal 3-4% nei soggetti anziani che vivono a casa loro fino al 70% di quelli ospitati in strutture di lungodegenza e Rsa.
E “manca un programma nazionale di sorveglianza nutrizionale relativo agli anziani”. E’ quanto emerge dal documento prodotto dal Tavolo tecnico per migliorare la salute dell’anziano per gli aspetti nutrizionali pubblicato sul sito del Ministero della Salute. Negli ultimi 30 anni la produzione scientifica mondiale sulla nutrizione nella popolazione geriatrica è aumentata esponenzialmente del 2.600%, con circa 35.000 articoli complessivamente pubblicati dal 1948. Questo ha portato a un suo progressivo inserimento nelle linee guida delle società scientifiche internazionali che si occupano della Terza Età.
Eppure, da una revisione di 240 studi scientifici che hanno esaminato 113.967 anziani, è emerso come la prevalenza della malnutrizione per difetto varia molto a seconda del contesto ed è molto elevata a livello ospedaliero. Il documento, sulla base dei dati disponibili, individua molte criticità. Tra queste il fatto che “l’attenzione dei media per le problematiche nutrizionali dell’anziano è molto scarsa”. Mentre per quanto riguarda il personale sanitario, medico in particolare, “risulta difficile comprendere il paradosso di come, a fronte di un dichiarato interesse su tali argomenti, si assiste ad una sistematica carenza di formazione”.

Leggi: QdS, 22/06/2021


martedì 22 giugno 2021
“Ciao nonna”, i pensionati sui social come non li avete mai visti

Attraverso un innovativo racconto per immagini, il volume Ciao nonna presenta, in modo inedito, a un pubblico di giovani il mondo del sindacato pensionati della Cgil.
Come un elastico. La distanza tra le generazioni è un elastico che si allunga e si accorcia. La trincea di una guerra le divide per anagrafe: vecchi a casa e giovani in battaglia. La lotta partigiana può farle coincidere: anziani staffette e giovani in montagna. Una pandemia può metterle una contro l’altra: vecchi abbandonati e giovani alle prese con la didattica a distanza. Eppure nel nuovo millennio, complici le tecnologie, lo spazio tra nonni e nipoti sembra essersi ridotto.
Ma è davvero così? Ad accorciare l’elastico prova Ciao nonna. I vecchi, i social, il sindacato, un volume fresco di stampa edito da LiberEtà che, con un innovativo racconto per immagini, in- tende narrare lo Spi a un pubblico nuovo: i nipoti.
Vecchi simboli, nuovi linguaggi. Sulla copertina rossa campeggia una falce e martello disegnata dai pixel (i punti base che costituiscono un’immagine, ndr). Un incrocio di vecchi simboli e nuovi linguaggi che restituisce la contemporaneità: i valori di sempre e i nuovi strumenti patrimonio ormai collettivo. I giovani preferiscono Instagram e Tik Tok, i “diversamente giovani” presidiano Facebook, ma nel grande mare della rete gli uni sbirciano gli altri.

Leggi: Liberetà, 22/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
Pure il ministero ammette che c’è lo scandalo Rsa: è ora di chiuderle

Le Rsa, le residenze sanitarie assistenziali per anziani, sono di nuovo nel mirino. Questa volta è un rapporto del ministero della Salute a mettere in rilievo l’aspetto nutrizionale degli anziani in Italia. Dopo aver esaminato quasi 250 studi scientifici che hanno valutato il livello di alimentazione di circa 110.000 anziani, i risultati sono inquietanti: un grado di malnutrizione preoccupante concerne il 3-4 per cento degli anziani che vivono a casa loro ma si innalza fino al 70 per cento per quelli posti in strutture di lungodegenza e Rsa. I dati del ministero confermano quello che molti testimoni denunciano da tempo e cioè che nelle Rsa si mangia male e poco, si beve ancor meno e il risultato sono continui casi di disidratazione e malnutrizione che indeboliscono gli anziani e li condannano ad essere più facilmente preda di gravi malattie. Certamente non è così dovunque, ma si tratta di un trend generalizzato e purtroppo assai esteso. Il rapporto del ministero (di un anno fa ma messo online ora) evidenzia la mancanza di una sorveglianza nutrizionale per gli anziani anche se la produzione scientifica su tema è considerevolmente aumentata negli ultimi trent’anni. Il testo del tavolo tecnico denuncia anche una scarsa attenzione dei media a tali fenomeni e una “carenza sistematica” di formazione del personale sanitario.

Leggi: Domani, 21/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
Senza dimora, premio europeo al progetto Housing First Trieste

Assegnati gli Ending Homelessness Awards, un premio a chi ha fatto l’uso più stimolante dei fondi europei nella lotta al fenomeno. Terzo posto all’Italia con il progetto di Caritas Trieste, cooperativa sociale Lybra e comune. “I fondi Ue possono svolgere un ruolo trasformativo”
Il progetto Housing First Trieste, nato dalla collaborazione tra Caritas Trieste, la Cooperativa Sociale Lybra e il Comune di Trieste, ha ottenuto il terzo premio (Bronze Prize) della terza edizione degli Ending Homelessness Awards, promosso da Feantsa e assegnato ieri, 21 giugno. Il riconoscimento premia i progetti che hanno fatto l’uso più stimolante dei fondi europei nel contrastare e dare una risposta al fenomeno dei senza dimora.
Il progetto Housing First Trieste
Il progetto a Trieste, sottolineano i promotori, attivato sperimentalmente dalla Fondazione diocesana Caritas Trieste onlus nel 2016, è stato inizialmente finanziato con i fondi derivanti dall’8×1000 Cedi Caritas Italiana. È stato implementato dal 2019 in collaborazione con il Comune di Trieste, che ha fornito 10 appartamenti attraverso i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, ed il partenariato della cooperativa sociale Lybra ha garantito l’accoglienza di trenta persone residenti tra cui cinque nuclei familiari.

Leggi: Redattore Sociale, 21/06/2021


sabato 19 giugno 2021
Infermieri e assistenti sociali in prima linea e insieme per la salute delle persone

Fnopi e Cnoas si allenano per definire una linea di azione che metta in risalto le peculiarità anche comuni delle due professioni e sia a solo ed esclusivo vantaggio del cittadino assistito.
“Non basta soddisfare un bisogno, servono progetti multiprofessionali per rispondere alla salute, al benessere, delle persone”, così i presidenti della Federazioni degli infermieri, Barbara Mangiacavalli e dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi.
I direttivi del Cnoas e della Fnopi si sono incontrati a Roma per definire una linea di azione che metta in risalto le peculiarità anche comuni delle due professioni e sia a solo ed esclusivo vantaggio del cittadino assistito.
“Questo è importante – hanno commentato i presidenti – non soltanto sul piano strategico delle riforme, ma nella vita di ogni giorno. Infermieri e assistenti sociali dimostrano, nella loro capacità di prendere in carico le persone su livelli multidimensionali, una visione deontologica, disciplinare ed etica molto vicina”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 19/06/2021


giovedì 17 giugno 2021
Superbonus 110%: dal Senato via libera con modifiche al decreto Fondo complementare al PNRR

Proroga al 30 giugno 2023 del termine per avvalersi del superbonus per gli IACP. Per gli interventi effettuati dai condomini la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori
L’Assemblea de3l Senato ha oggi approvato con modifiche il ddl 2207, di conversione in legge del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti. Il testo passa alla Camera.
Qui riportiamo il comunicato di Palazzo Madama.
Le relatrici, sen. Conzatti (IV-PSI) e Erica Rivolta (L-SP), hanno illustrato il provvedimento. L’articolo 1, comma 1, approva il Piano nazionale per gli investimenti complementari, finalizzato ad integrare, con risorse nazionali, gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per complessivi 30,6 miliardi di euro (derivanti dallo scostamento approvato dal Parlamento nel mese di aprile) per gli anni dal 2021 al 2026. Il comma 2 provvede a ripartire il Fondo tra le amministrazioni centrali competenti, individuando i programmi e gli interventi cui destinare le risorse e il relativo profilo finanziario annuale. Il comma 3 proroga fino al 30 giugno 2023 il termine per avvalersi della misura del superbonus per gli Istituti autonomi case popolari-IACP. Per gli interventi effettuati dai condomini la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori.

Leggi: Casa e Clima, 17/06/2021


giovedì 17 giugno 2021
Blocco degli sfratti alla Consulta: non tutelati i locatori in difficoltà

Il giudice ha sollevato il dubbio di costituzionalità ritenendo non giustificabile la sospensione indiscriminata della liberazione degli immobili
Alla Corte costituzionale arriva una nuova richiesta di pronunciarsi sul provvedimento di blocco delle esecuzioni degli sfratti, deciso all’inizio della pandemia. A rimettere la questione alla Consulta questa volta è il Tribunale di Savona, che, con l’ordinanza del 3 giugno 2021 (giudice Tagliasacchi), ha sollevato dubbi di legittimità costituzionale degli articoli: 103, comma 6, del decreto legge 18/2020; 13, comma 13, del decreto legge 183/2020; e 40-quater del decreto legge 41/2021. Una successione di norme che proroga la sospensione degli sfratti per morosità di immobili abitati dal debitore fino al 30 settembre 2021, per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio al 30 settembre 2020, e fino al 31 dicembre 2021, per quelli adottati dal 1° ottobre 2020 al 30 giugno 2021.
L’ordinanza di Savona si aggiunge a quella del Tribunale di Trieste del 24 aprile 2021, che aveva investito le stesse norme (tranne il più recente decreto legge 41/2021, in vigore dal 22 maggio), e alle questioni sollevate da altri giudici in relazione alla sospensione dei pignoramenti. La vicenda al centro dell’ordinanza di Savona parte dal reclamo proposto da un locatore, in base all’articolo 60 del Codice di procedura civile, al giudice dell’esecuzione, perché impossibilitato a riottenere la disponibilità del proprio immobile occupato da un conduttore moroso, che privava il locatore di una primaria fonte di sostentamento.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 17/06/2021


DALLE REGIONI:

martedì 22 giugno 2021
La terza età pasionaria non si arrende – I nonni del Giambellino

Senza medico di base: un mese per un appuntamento. Scatta la protesta delle sedie
Continua la protesta al Giambellino di nonne e nonni rimaste senza medico di base. Ieri seduti fuori da casa. È la rivolta della terza età pasionaria che nonostante il caldo e i dolori alle ossa non si arrende, da via Odazio, via degli Apuli e via Segneri: «Rivendichiamo i nostri diritti».
a pagina 6
La cosa che colpisce di più, oltre alla protesta, è la dichiarazione di un certo amore. «Il medico di base diventa un amico, un appoggio, una presenza che dà sicurezza, se è bravo, se fa il suo lavoro con passione, se ti risponde alle chiamate anche di sera e se ha lo studio molto vicino, tanto che ti incontra per strada e si ferma a dire due parole care: nonna Lina, come sta?».

Leggi: Corriere della Sera, 22/06/2021


martedì 22 giugno 2021
Emilia-Romagna, riaprono i centri diurni per anziani e disabili

Via libera della giunta regionale alla ripresa delle “attività ordinarie di accoglienza, educazione e riabilitazione attive prima della pandemia”
Riaprono in Emilia-Romagna i centri diurni per anziani e disabili. Da ieri, 21 giugno, tornano a regime pre-Covid i centri diurni, i centri socio-riabilitativi diurni e i centri socio occupazionali, con ripresa delle “attività ordinarie di accoglienza, educazione e riabilitazione attive prima della pandemia”. Lo annuncia la Regione, dopo che la giunta regionale ha approvato ieri le nuove indicazioni per garantire la “completa apertura di questi servizi”, chiusi dal 10 marzo 2020 in seguito alla prima ondata di Covid-19, poi solo parzialmente riattivati a fine maggio dello stesso anno. In questo modo le persone più fragili (disabili, anche gravi, e anziani) possono riprendere a tempo pieno “le attività educative, riabilitative, formative e di socializzazione”, interrotte durante il lungo periodo di lockdown da emergenza sanitaria, mentre le loro famiglie “possono contare nuovamente, per alcune ore del giorno, su un sostegno esterno”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/06/2021


lunedì 21 giugno 2021
Emilia Romagna. CGIL, CISL, UIL e SUNIA, SICET, UNIAT: la Casa è un diritto di ogni cittadino, presidio regionale il 23 giugno 2021 dalle ore 10.30 in piazza Roosevelt a Bologna

A seguito della mini proroga del DL 41/2021 convertito in legge 69/2021, dal 1 Luglio potranno essere eseguiti gli sfratti il cui provvedimento sia stato emesso prima del 20 febbraio 2020, poi a partire da settembre diventeranno esecutivi quelli decisi nel corso del 2020, tutto ciò avverrà senza che siano state previste misure adeguate alla gestione di un fenomeno che colpirà migliaia di famiglie.
Abbiamo da tempo sostenuto alcune proposte precise per risolvere il problema che interessa oltre 80.000 famiglie su base nazionale e diverse migliaia nella nostra regione.
In questa situazione molte amministrazioni locali e le Prefetture, saranno chiamate ad affrontare nei territori questa nuova gravissima emergenza.
Da tempo abbiamo avanzato alle istituzioni nazionali le seguenti proposte:

Leggi: Sunia, 21/06/2021


venerdì 18 giugno 2021
Sicilia. Il disagio abitativo cresce: 20.000 famiglie rischiano di restare senza casa mentre la Regione Sicilia si distingue per un pericoloso immobilismo

Sunia Sicet e Uniat esprimono la loro grande preoccupazione e ritengono che, in un contesto in cui disuguaglianze e povertà aumentano, occorre proteggere socialmente chi è rimasto indietro e chi è meno protetto, come chi ha perso il lavoro, chi aveva già il problema dell’abitare ed oggi sta precipitando verso l’emergenza abitativa, chi non riesce più a pagare i canoni d’affitto e sta per perdere la casa.
L’abitare è un nodo non risolto che questa crisi ha esasperato.
La Regione Sicilia non ha in questi anni provveduto a varare alcun provvedimento per far fronte al grave disagio delle famiglie in ordine al sostegno economico all’affitto ma si è limitata a erogare solo parte dei finanziamenti statali che hanno comunque una natura emergenziale. Così come non ha provveduto a programmare nuova edilizia popolare nè a riformare i sistemi di gestione del patrimonio abitativo pubblico.

Leggi: Sunia, 18/06/2021


venerdì 18 giugno 2021
Piemonte. Comunicato stampa unitario: Mercoledì 23 giugno alle ore 10,30 presidio in Piazza Castello. La scelta del Parlamento e del Governo di procedere ad una mini-proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità è sbagliata

La scelta di Parlamento e Governo di procedere ad una mini-proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità lasciando fuori tutti i provvedimenti (che sono la maggioranza) emessi prima del 20 febbraio 2020, senza una cabina di regia per governare le esecuzioni e senza strumenti finanziari e normativi adeguati a garantire forme di accompagnamento sociale per il passaggio da casa a casa, è sbagliata oltre che inefficace e pericolosa.
SUNIA, SICET e UNIAT hanno da tempo avanzato alcune proposte precise per risolvere il problema che interessa oltre 80.000 famiglie e che riguardano sia lo stato centrale che regioni, comuni e prefetture:

Leggi: Sunia, 18/06/2021


mercoledì 16 giugno 2021
San Giorgio a Cremano (NA): è dell’Auser il Garante degli Anziani

Giornata da ricordare quella del 10 Giugno 2021, dopo quella del Garante dei Disabili, il Consiglio Comunale della città di San Giorgio a Cremano Napoli ha eletto all’unanimità Nicola Aceto, vice presidente Auser San Giorgio ODV come figura del Garante degli Anziani con lo scopo di assicurare la piena attuazione dei diritti e degli interessi degli anziani, ma soprattutto di istituire una figura che vigili sull’applicazione della legislazione vigente, raccolga le segnalazioni provenienti dai cittadini anziani o dalle associazioni che li rappresentano, si faccia carico di iniziative volte ad assicurare che alle persone anziane siano erogate le prestazioni relative al diritto alla salute e al miglioramento della qualità della vita per un invecchiamento attivo.
“È un passo molto importante per una città come la nostra dove i cittadini anziani rappresentano una parte rilevante della collettività – sottolinea Roberto Dentice presidente dell’Auser di San Giorgio – Un grazie va ai consiglieri tutti per il loro voto unanime e per il lavoro delle commissioni consiliari, alle associazioni cittadine e alle organizzazioni sindacali che hanno promosso e sostenuto insieme ad Auser San Giorgio ODV, l’istituzione di questa importante figura attraverso lo sportello di Agire Sociale”.

Leggi: Auser, 16/06/2021


IN AGENDA:

25-26 giugno – Al via la Seconda Conferenza nazionale per la Salute Mentale. Ancora troppe criticità e le persone con disturbi mentali continuano a ricevere risposte inadeguate

La Conferenza 2021 (in programma il 25 e 26 giugno prossimi) giunge a vent’anni di distanza dalla prima e viene realizzata a conclusione di un percorso di approfondimento sviluppatosi all’interno del Tavolo Tecnico istituito presso il Ministero della Salute e attraverso una serie di seminari tematici. Le criticità affrontate in tali sedi saranno oggetto di confronto nel corso della Conferenza Nazionale. IL PROGRAMMA
“Non c’è salute senza salute mentale e non c’è buona salute mentale e benessere senza adottare un approccio basato sui diritti umani.”
Eppure “la salute mentale è stata trascurata per troppo tempo”.
È un problema che “ci riguarda tutti, ed è urgente agire in modo più incisivo”
“Abbiamo bisogno di maggiori investimenti nei servizi e non dobbiamo permettere allo stigma di allontanare le persone dall’assistenza di cui hanno bisogno.
Così il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, in occasione dell’ultima giornata Mondiale della Salute Mentale.
Bastano queste semplici affermazioni per spiegare le ragioni della seconda Conferenza Nazionale promossa dal Ministero della Salute per la Salute Mentale che si svolgerà, venerdì 25 e sabato 26 giugno, in streaming.

Leggi: Quotidiano Sanità


26 giugno – Pensionati in piazza con Cgil, Cisl e Uil alle manifestazioni del 26 giugno

Le organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil sono insieme ai lavoratori e alle lavoratrici e parteciperanno convinte alla mobilitazione confederale del 26 giugno. Il Segretario generale Spi, Ivan Pedretti sarà a Torino, il Segretario generale Fnp Piero Ragazzini a Firenze, il Segretario generale Uilp Carmelo Barbagallo sarà a Bari.
“Per uscire dalla gravissima crisi prodotta dalla pandemia serve un Patto per il Paese che unisca lavoratori e pensionati, giovani e anziani, donne e uomini – dichiarano Pedretti, Ragazzini, Barbagallo. Obiettivo prioritario: aumentare i posti di lavoro non precari e pagati il giusto, a partire da giovani e donne. In questo modo, si potranno anche garantire pensioni eque oggi e domani. Il Pnrr è un’occasione da non perdere per rilanciare occupazione e investimenti e riformare profondamente il nostro welfare con il coinvolgimento del sindacato.”

Leggi: Spi-Cgil


Patrocinio Auser per la 14° edizione della Settimana della Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale

Auser Nazionale ha concesso il Patrocinio gratuito alla 14° edizione della Settimana della prevenzione dell’Invecchiamento Mentale (SPIM) promossa da Assomensana che si terrà in tutta Italia dal 20 al 25 settembre 2021, condividendone le finalità e la convinzione che l’adozione di corretti stili di vita possa essere elemento centrale nel miglioramento delle condizioni di salute delle persone, a cominciare da quelle anziane. Dal 20 al 25 settembre 2021 in occasione della SPIM 350 esperti psicologi, geriatri e neurologi si rendono disponibili per effettuare check-up neuropsicologici gratuiti per valutare lo stato di salute cognitiva delle persone in oltre 180 città italiane.L’evento vuole veicolare il messaggio che è possibile rallentare il decadimento cognitivo. Molte persone sono rassegnate alla perdita di efficienza mentale e spesso adottano comportamenti salutari inadeguati. La SPIM intende sensibilizzare l’opinione pubblica che si può intervenire per mantenere una buona salute mentale a tutte le età e dare informazioni sugli stili di vita più adeguati.
Per ulteriori info: www.assomensana.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Iss e geriatri: parte uno studio per un nuovo modello di Rsa

Si tratta di un progetto di collaborazione per rilanciare un nuovo modello che configuri un diverso approccio di sanità territoriale. Castagna (Sigot): “Lo studio realizzerà una fotografia multidimensionale delle Rsa, dopo il monitoraggio delle vaccinazioni anti Covid-19 nelle stesse residenze, che costituiscono un nodo fondamentale nell’assistenza sanitaria”
Gli anziani sono stati le principali vittime del Covid-19. Tra questi, la situazione più tragica è stata quella degli ospiti delle Rsa. In queste strutture vi sono ospiti con quadri complessi di comorbidità e gradi diversi di deficit cognitivo. Per capire i principali problemi e per rilanciare un nuovo modello che configuri un diverso approccio di sanità territoriale, è partito un lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità a cui si è affiancato uno studio osservazionale avviato sempre dall’Iss in collaborazione con la Societài Italiana geriatria ospedale e territorio (Sigot).

Leggi: Redattore Sociale


Riforma non autosufficienza, ecco i sei rischi “che nulla cambi”

L’analisi di Sergio Pasquinelli (Welforum): “Quanto di tutto quello che è previsto dal Pnrr produrrà cambiamento?”. Tra le preoccupazioni principali: “perdere l’occasione delle riforme di sistema”, “lasciare l’Adi così com’è”, confondere Case della comunità e poliambulatori, non modificare l’indennità di accompagnamento, lasciare le Rsa “istituzioni totali” e “dimenticare gli assenti”
donna anziana disabile
La riforma dei servizi e del welfare per la non autosufficienza e la disabilità potrebbe presto vedere la luce, dopo essere stata annunciata, tratteggiata e dettagliata nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il rischio però è che non sia efficace e non centri il bersaglio: a richiamare oggi l’attenzione su questa possibilità è Sergio Pasquinelli, che su Welforum ha pubblicato un’analisi di quelli che considera i “sei modi per non cambiare nulla”. Perché proprio questa è la preoccupazione di fondo: che il cambiamento annunciato non produca, di fatto, nulla (o quasi) di nuovo, in un settore che invece ha bisogno di una grande e profonda riforma strutturale. “Quanto tutto quello che viene previsto produrrà davvero cambiamento rispetto al welfare di oggi?”, è la domanda da cui prende il via l’analisi di Pasquinelli. “In controluce – afferma – vedo sei rischi di non riuscire a farlo, di non cogliere queste opportunità”.

Leggi: Redattore Sociale


SEGNALAZIONI:

Assegno temporaneo per figli minori dal 1° luglio
Con un nuovo messaggio (n.2371), l’Inps interviene sull’Assegno temporaneo per i figli minori, annunciando che dal 1° luglio sarà attiva la procedura telematica per l’inoltro delle domande. Si tratta di una prestazione ponte, in attesa dell’adozione dei decreti attuativi della legge delega sull’assegno unico e universale, rivolta a coloro che finora erano esclusi dall’assegno per il nucleo familiare (ANF).
L’Istituto riepiloga i requisiti necessari che il richiedente l’assegno temporaneo deve possedere cumulativamente, al momento della domanda, ovvero:

Leggi: Inca


Profili di contenzioso nella tutela dei diritti previdenziali

L’ultimo numero del Notiziario Inca Online ospita alcuni contributi importanti del Collegio legale di Inca Cgil, che ripercorrono gli sviluppi di tematiche al centro dell’attività di tutela del Patronato nella sua costante attenzione alla salvaguardia dei diritti previdenziali e all’adeguamento della legislazione sociale secondo i principi costituzionali dell’uguaglianza, della ragionevolezza e della adeguatezza. Si misurano sul tema gli avvocati Rosa Maffei, Amos Andreoni, Barbara Iside Storace, Giulia Crescini, Maria Afrodite Carotenuto.
Leggi la rivista

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 I nuovi importi degli Assegni familiari

Aperta la procedura per domande ANF 2021-2022 per lavoratori dipendenti del privato, il calcolo includerà le nuove maggiorazioni per i nuclei con figli. A comunicarlo l’Inps con un messaggio pubblicato sul sito istituzionale.
Sul portale dell’Inps è disponibile la procedura per le domande di assegno al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti del settore privato, relativo al periodo valido dal 1 luglio 2021 al 30 giugno 2022. La procedura è stata avviata con un messaggio dell’Istituto che include le consuete tabelle di calcolo e rivalutazione annuale dei redditi per il nucleo familiare rispetto alle diverse tipologie di nuclei e maggiorazioni per i nuclei con figli.
Con il recente decreto-legge 8 giugno 2021, n.79, è stato infatti riconosciuto agli aventi diritto all’assegno per il nucleo familiare, a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, un incremento di euro 37,5 per ciascun figlio nei nuclei familiari fino a due figli, e di euro 55 per ciascun figlio nei nuclei familiari di almeno tre figli. Successivamente all’inoltro della domanda e delle verifiche dell’Inps, verranno calcolati gli assegni e le eventuali maggiorazioni. Le modalità verranno dettagliate in una circolare che sarà pubblicata nei prossimi giorni.

Leggi: Inca


Quegli anziani senza assistenza
Quasi un italiano su 10 è in condizioni di povertà assoluta. La fotografia dell’Istat conferma l’effetto devastante prodotto dalla crisi innescata dalla pandemia sulle famiglie: in un anno il totale dei nuclei in difficoltà ha superato i 2 milioni, passando dal 6,4% al 7,7% del totale, con un’impennata al Nord. Gli anziani sopra i 75 anni in Italia sono circa 7 milioni. Tra questi oltre 2,7 milioni di individui presentano gravi difficoltà motorie, compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane. E 1,2 milioni di anziani dichiarano di non poter contare su un aiuto adeguato alle proprie necessità. Circa 100 mila anziani, soli o con familiari altrettanto anziani, non dispongono nemmeno di risorse economiche per poter accedere a servizi di assistenza a pagamento. Una fascia di popolazione enorme, alla quale vengono date poche e tardive risposte. Sono alcuni dei dati dell’indagine Istat svolta a livello europeo e analizzati assieme alla Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana. Emerge una complessa e urgente domanda assistenziale. Sino ad ora siamo abituati a un’assistenza che tende a separare i diversi bisogni degli anziani, come se le loro esigenze non appartenessero alla stessa persona: Commissioni per i presidi protesici, per i pannoloni, per le RSA, per l’assistenza domiciliare, per l’assegno di accompagno e via dicendo.

Leggi: La Stampa


 

 

 

 

Contro solitudine e isolamento, tante iniziative per gli anziani con “Aperti per ferie”

Torna la campagna Auser per gli anziani soli: turismo sociale, passeggiate all’aria aperta, ginnastica nei parchi, visite guidate. L’’appello del presidente Costa ai giovani per dedicare qualche ora della settimana a fare volontariato
“Al parco Ariosto di Cinisello Balsamo si fa ginnastica, si gioca a bocce e i volontari Auser hanno tirato a lucido l’area giochi dei bambini. Nel giardino del benessere di Palermo, bene confiscato alla mafia gestito da Auser, hanno piantato fiori e piante aromatiche ed è tutto pronto per gli eventi serali e del fine settimana”. Sono alcune delle attività previste dalla campagna estiva dell’Auser “Aperti per ferie” rivolte agli anziani soli di socializzazione, turismo sociale, cultura: passeggiate all’aria aperta, ginnastica nei parchi, visite guidate per scoprire gli angoli più belli dei centri storici delle nostre città, incontri culturali, musica, merende in compagnia, soggiorni estivi nelle località turistiche e tanto altro ancora.

Leggi: Redattore Sociale


NEWS:

martedì 15 giugno 2021
Anziani maltrattati, “piaga invisibile”. Il peso della pandemia

HelpAge denuncia una condizione che secondo l’Oms riguarderà 350 milioni di persone nel 2050. La la pandemia ha causato un maggior isolamento e aumentato i rischi di violazione dei loro diritti. “Nel mondo le persone anziane soffrono in silenzio, perché non sanno come denunciare”
Nella Giornata mondiale di sensibilizzazione sugli abusi verso gli anziani (che dal 2011 si celebra 15 giugno) HelpAge ricorda i dati dall’Organizzazione mondiale della sanità (2017) basati su 52 studi in 28 paesi, secondo cui ha conosciuto questa condizione almeno una persona anziana su 6 nel mondo, circa 146 milioni di over60. Vista la tendenza globale all’invecchiamento della popolazione, l’Oms stima che gli anziani abusati saranno 350 milioni nel 2050.
“Si possono violare i diritti degli anziani in molti modi, anche senza giungere alla violenza fisica o verbale. Ad esempio, privandoli della loro dignità lasciandoli con abiti sporchi, non fornendo la necessaria assistenza quando sono impossibilitati a muoversi, privandoli del cibo, dei farmaci, delle relazioni sociali e familiari. – sottolinea HelpAge – A questa situazione già allarmante, ma purtroppo ‘silenziosa’, si aggiunge che ovunque la pandemia ha causato un maggior isolamento delle persone anziane,con una palese violazione dei loro diritti”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/06/2021


martedì 15 giugno 2021
Anziani maltrattati, Anap: “Sostenere famiglie e caregiver”

Giornata mondiale per la consapevolezza. Puntare sulla prevenzione. Il presidente Celaschi: “Se da un lato bisogna tutelare le persone anziane, dall’altro bisogna sostenere chi si occupa di loro, salvaguardano il benessere sociale e psicologico di tutti”
Nella Giornata Mondiale per la consapevolezza degli abusi sugli anziani (15 giugno), voluta dall’Onu per tenere alta l’attenzione su un problema “silenzioso” che è cresciuto durante la pandemia, Anap- Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato ricorda i diversi studi che hanno dimostrato come durante i mesi dell’emergenza, gli anziani siano stati costretti a dipendere sempre più dagli altri, palesando una fragilità ancora maggiore. “Sia in casa che nelle Rsa una serie di fattori – situazioni economiche precarie, convivenze forzate, spazi ridotti e sovraffollati, riduzione del personale e ritmi stressanti nelle residenze assistenziali – hanno contribuito a incrementare le probabilità che un anziano potesse diventare vittima di maltrattamenti come denutrizione, disattenzione, scarsa igiene e abusi psicologici”, si legge in una nota.

Leggi: Redattore Sociale, 15/06/2021


lunedì 14 giugno 2021
Effetto Covid così gli indifesi sono più fragili e sempre più soli

Ottocento anziani morti per il virus nelle case di riposo Tremila quelli seguiti dai volontari di Sant’Egidio “I diritti dei deboli nella nostra società non esistono” L’arcivescovo Marco Tasca :” La pandemia è come la bassa marea, quando l’acqua si ritira si vedono tutte le magagne”
Prima indifesi. Poi segregati.
Adesso, ancora più fragili: per gli strascichi da long covid che colpiscono almeno mille persone in Liguria, spiegano i geriatri. E per le pesanti regressioni cognitive, eredità dell’isolamento. Sono gli anziani: ottocento, quelli morti di covid nelle residenze sanitarie liguri. Tremila, i più deboli: seguiti a Genova dai volontari della Comunità di Sant’Egidio con il progetto Viva gli anziani nei quartieri del centro storico, di Begato, di Sampierdarena, dove la solitudine ha un peso diverso. E’ come se non esistessero, eppure sono tantissimi: quattrocentomila ultra sessantacinquenni in tutta la Liguria, il 28,7 per cento della popolazione. Quasi un cittadino su tre: la percentuale più alta di tutta Europa. Eppure, i loro diritti «non esistono – sintetizza Andrea Chiappori, referente della Comunità di Sant’Egidio – è impressionante come prima, durante e dopo la pandemia non abbiano alcuna voce in capitolo. I diritti dei deboli non sono diritti deboli, ripeteva Tettamanzi: ma i loro sono stati messi per ultimi. Pensiamo alle modalità di assistenza, che non possono scegliere.

Leggi: La Repubblica, 14/06/2021


mercoledì 9 giugno 2021
Pnrr, assistenti sociali: “Costruire un welfare che non lasci mai soli”

Il presidente Gazzi in audizione alla Bicamerale infanzia e adolescenza: “Uscire dalla logica del welfare a progetto e dall’assistenzialismo fatto di bonus e ristori per mettere al centro minorenni, adolescenti e le loro famiglie”
Uscire dalla logica del welfare a progetto e dall’assistenzialismo fatto di bonus e ristori per mettere al centro minorenni, adolescenti e le loro famiglie: è quanto chiedono gli assistenti sociali. Oggi il presidente Gianmario Gazzi è intervenuto in audizione della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza in seguito all’indagine conoscitiva sul funzionamento e la gestione dei servizi sociali con particolare riferimento all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
“I mesi passati ci hanno messo di fronte ai punti di debolezza del nostro sistema indicandoci quali sono gli errori da non ripetere – ha detto Gazzi – Una ricerca realizzata dalla nostra Fondazione Nazionale con il contributo del Consiglio nazionale e dei Consigli Regionali che ha coinvolto oltre 20 mila assistenti sociali, ha disegnato una situazione a macchia di leopardo. Realtà che hanno avuto strumenti e persone e altre dove le colleghe e i colleghi hanno sopperito anche con mezzi propri alla mancanza di tutto. Ci sono stati luoghi dove i servizi sociali hanno proprio chiuso! Del resto soltanto con il Decreto Rilancio il sociale è diventato servizio pubblico essenziale!”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/06/2021


DALLE REGIONI:

martedì 15 giugno 2021
Otto proposte per riformare le Rsa. L’inziativa dei sindacati in Lombardia

Le proposte sono state presentate dai tre segretari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Zanolla, Didoné e Bontempelli, al presidente del consiglio regionale, al termine di una petizione che ha raccolto 23mila firme. Zanolla: «Urgente cambiare le 700 strutture lombarde per mettere al sicuro gli ospiti».
Otto proposte per riformare le Rsa Lombarde, “perché siano luoghi dove vivere serenamente la vecchiaia”. Sono quelle presentate dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil al presidente del consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi, al termine di una petizione che in due mesi ha portato a oltre 23mila firme. I rappresentanti dei tre sindacati sono stati accolti a Palazzo Pirelli dal vice Presidente Carlo Borghetti.
Nel dettaglio il documento chiede forme di residenzialità aperta e leggera; integrazione tra Rsa e servizi sociosanitari territoriali; adeguamento dei minutaggi assistenziali alla reale complessità di cura degli anziani; trasparenza su dati, esiti di cura e rette; copertura del 50% delle rette da parte del servizio sanitario regionale; rette sostenibili per le famiglie; rafforzamento del personale e percorsi di formazione specifici; visite dei familiari in sicurezza.

Leggi: Liberetà, 15/06/2021


martedì 15 giugno 2021
Sicilia. Il disagio abitativo cresce: 20.000 famiglie rischiano di restare senza casa mentre la Regione Sicilia si distingue per un pericoloso immobilismo

Sunia, Sicet e Uniat esprimono la loro grande preoccupazione e ritengono che, in un contesto in cui disuguaglianze e povertà aumentano, occorre proteggere socialmente chi è rimasto indietro e chi è meno protetto, come chi ha perso il lavoro, chi aveva già il problema dell’abitare ed oggi sta precipitando verso l’emergenza abitativa, chi non riesce più a pagare i canoni d’affitto e sta per perdere la casa.
L’abitare è un nodo non risolto che questa crisi ha esasperato.
La Regione Sicilia non ha in questi anni provveduto a varare alcun provvedimento per far fronte al grave disagio delle famiglie in ordine al sostegno economico all’affitto ma si è limitata a erogare solo parte dei finanziamenti statali che hanno comunque una natura emergenziale. Così come non ha provveduto a programmare nuova edilizia popolare nè a riformare i sistemi di gestione del patrimonio abitativo pubblico.

Leggi: Sunia, 15/06/2021


lunedì 14 giugno 2021
“Bologna attiva”, la rigenerazione urbana per rispondere alle esigenze dei cittadini

Coworking, costudying, dad. Sportelli, allestimenti, incontri. All’ex Ravone nasce uno spazio dove sperimentare pratiche innovative di prossimità. Al centro, i processi globali in corso e i nuovi lavoratori: “Così ci riappropriamo di uno scalo importante della città”
Si chiama “Bologna attiva Officina metropolitana per il nuovo lavoro, il mutualismo e l’economia collaborativa” ed è un progetto di rigenerazione urbana e sociale. Nato dalla collaborazione tra Fondazione per l’innovazione urbana, Università di Bologna e Open Event, ha l’obiettivo di sperimentare pratiche innovative e collettive a integrazione dei processi di rigenerazione urbana che risultino strettamente connessi ai bisogni della città e dei cittadini. “Vogliamo costruire – spiega Chiara Faini della Fondazione – uno spazio di lavoro, studio e dialogo aperto tra comunità, professionisti e studenti in grado di porsi all’avanguardia di processi globali, ma che lavori al contempo sulla prossimità, grazie anche all’attivazione di percorsi di co-progettazione per portare alla costituzione di una filiera dedicata ai bisogni del nuovo lavoro e che metta in relazione conoscenza, cultura, innovazione e benessere”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/06/2021


venerdì 11 giugno 2021
Ambulatori e servizi seconda vita delle rsa

Un voucher con cui i cittadini possano scegliere tra le Rsa accreditate, servizi domiciliari erogati direttamente dalle strutture, una rete con ospedali e medici di famiglia e un piano pandemico regionale per coordinare la prevenzione: con il Covid quasi alle spalle, il momento è cruciale per Regione e Asl per pianificare la trasformazione delle residenze per anziani e i gestori indicano la strada per la svolta, a cominciare da un punto fermo: «Non dobbiamo più arrivare a chiudere le porte ai parenti». Un voucher con cui i cittadini possano scegliere tra le Rsa accreditate, servizi domiciliari erogati direttamente dalle strutture, una rete con ospedali e medici di famiglia e un piano pandemico regionale per coordinare la prevenzione: con il Covid quasi alle spalle, il momento è cruciale per Regione e Asl per pianificare la trasformazione delle residenze per anziani e i gestori indicano la strada per la svolta, a cominciare da un punto fermo: «Non dobbiamo più arrivare a chiudere le porte ai parenti», dice Ubaldo Borchi, membro della giunta nazionale Confcommercio Salute, Sanità e Cura, con delega ai rapporti con il ministero della Salute e a Genova direttore della Residenza Valpolcevera.

Leggi: La Repubblica, 11/06/2021


venerdì 11 giugno 2021
La città si prepara a fronteggiare l’emergenza caldo

Da lunedì sarà attivo il servizio di ascolto telefonico. Tra le pratiche da rispettare: bere molto e fare pasti leggeri
Con il caldo e l’estate alle porte l’Ausl e il Comune di Reggio – in collaborazione con altri enti e organizzazioni di volontariato come Auser, Croce Verde, Croce Rossa – hanno definito il piano di intervento per promuovere azioni volte ad alleviare, nel periodo estivo, la solitudine delle persone anziane e a soccorrerle in caso di bisogno.
Da lunedì sarà attivato il centro di ascolto telefonico (tel: 0522-320666) per aiutare le persone che rimangono in città nei giorni più caldi e che possono avere bisogno d’assistenza o di scambiare due parole al telefono. Il servizio sarà attivo fino al 3 settembre dalle 9 alle 12 dal lunedì a venerdì; dalle 9 alle 18 il sabato e la domenica.

Leggi: Gazzetta di Reggio, 11/06/2021


mercoledì 9 giugno 2021
Milano, la protesta degli anziani del quartiere Giambellino rimasti senza medico di base: “È una vergogna, facciamo lo sciopero della fame”

Senza medico di base dal 1 luglio. È quello a cui stanno andando incontro gli oltre 1800 pazienti del dottor Carlo Lorenzo Veneroni che, come ha annunciato Ats con una lettera, andrà in pensione il prossimo 30 giugno e non sarà sostituito. Almeno in quell’ambulatorio. Una notizia che ha colto impreparati gli anziani del quartiere Giambellino di Milano, uno con l’età media più alta di Milano, che, dopo aver lanciato una raccolta firme le scorse settimane, come ha riportato il Corriere della Sera, oggi hanno organizzato un sit-in di protesta: uno sciopero della fame per chiedere l’assegnazione di un nuovo medico di zona. “Siamo anziani, malati e soli e adesso anche senza un medico: è una vergogna”, spiegano. La vicinanza all’abitazione per molti degli anziani coinvolti, di cui diversi con patologie, era fondamentale. “Tutti gli altri dottori abbastanza vicini son pieni”, spiega un altro residente. Non sanno quando finirà la protesta. “Finché non si decidono a mandare qualcuno”, concludono.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 09/06/2021


lunedì 7 giugno 2021
È uno dei primi casi in Italia di applicazione del superbonus 110% non a un singolo edificio, ma a un intero quartiere. A Martina Franca, in provincia di Taranto, è partita un’operazione per la riqualificazione energetica di 28 palazzine (per 224 famiglie in totale e un territorio di 8.400 metri quadrati).

L’intervento, che prende il nome di Montetullio dall’area di riferimento, è realizzato dalla Serveco, player che opera nella bonifica e risanamenti ambientali e che è capofila (ma come parte attiva di una cordata, non come general contractor) di un team di imprese locali e professionisti. Gli immobili (che fanno parte di un supercondominio) sono stati realizzati da una ventina di anni e, tuttavia, sono lontani dagli standard di costruzione a basso impatto energetico. Il lavoro di recupero consisterà nella sostituzione delle caldaie autonome preesistenti con nuovi impianti evoluti a condensazione e controllati da valvole che si autoregolano in funzione della temperatura esterna; nella sostituzione dei serramenti e dei portoncini di ingresso degli appartamenti;
nella coibentazione delle strutture; nell’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo a servizio delle parti comuni.

Leggi: Quotidiano Condominio, 07/06/2021


IN AGENDA:

16.6.2021 – Inclusione, Cgil: mercoledì parte l’evento “Futura 2021”

Dal 16 giugno, al Centro Congressi Frentani di Roma la settimana di eventi che vedrà protagoniste le categorie e le tutele individuali del sindacato
“Futura 2021. Partecipazione. Inclusione. Rappresentanza”: partirà il 16 giugno, mercoledì prossimo, al Centro Congressi Frentani di Roma la settimana di eventi che vedrà protagoniste le categorie e le tutele individuali della Cgil, organizzata in collaborazione con Futura. “Sette giorni di dibattiti e confronti, in presenza e da remoto, che saranno trasmessi in diretta sulla piattaforma Collettiva.it e che avranno al centro i tre grandi temi della partecipazione, dell’inclusione e della rappresentanza. In una fase difficile sul piano economico e sociale- si legge nella nota- il dialogo e le proposte condivise possono essere un utile momento di crescita per la Cgil ma anche un contributo per provare a rilanciare il nostro Paese. Per questo le categorie della Cgil, il Patronato Inca ed i Caaf promuoveranno iniziative con ospiti esterni, segretari generali di categoria e confederali, dirigenti sindacali e lavoratori, accademici, rappresentanti delle Istituzioni, ministri e forze politiche”.

Leggi: Redattore Sociale


17.6.2021 – ore 11 – Presentazione Condominio solidale

Relazioni, partecipazione, solidarietà, inclusione, condivisione, cooperazione: sono queste le radici sulle quali si è sviluppato il Condominio Solidale Pantera Rosa di Cervia, una virtuosa esperienza di co-housing, servizio del Comune di Cervia, gestito dal 2015 con affidamento in appalto dalla Cooperativa Sole.
Il Condominio solidale Pantera Rosa è un progetto di Welfare di comunità e rappresenta una realtà innovativa, evoluzione del concetto di buon vicinato e simbolo di nuove pratiche che ha al centro le persone, soggetti attivi del loro benessere, protagonisti del cambiamento e valore per la comunità.
Giovedì 17 giugno, alle ore 11, è in programma, anche da remoto, la presentazione dello studio di impatto economico e sociale che il progetto ha prodotto in questi anni sulla comunità.

Link per collegarsi alla presentazione


IN EVIDENZA:

(Più) sani o (quasi) immortali

Quando si invecchia il mondo si capovolge, è come se la vita stessa avesse un “dentro” e un “fuori”. E tra quelli che stanno dentro o fuori, comunque distanti, isolati, al margine, ci sono loro.
Non sempre è così, per fortuna, ma i dati delle numerose indagini sociali e delle statistiche demografiche, ci parlano di milioni di persone al di fuori dal ciclo produttivo (l’unico che conti in un sistema capitalistico); dai consumi (che fanno tendenza); dall’uso delle tecnologie avanzate (non possederle o non conoscerne l’uso esclude automaticamente da servizi e prestazioni on-line); dalla vita pubblica; dalle attività di intrattenimento; dagli eventi sportivi; dai programmi di prevenzione …ma, sempre più dentro la solitudine, la depressione, rese spesso vulnerabili dalla povertà e dalle malattie.
Ogni civiltà ha avuto un modo diverso di considerare la vecchiaia e, nel corso della storia, la condizione di vita delle persone anziane ha subito differenti mutamenti. In molti paesi, anche in Italia, alle anziane e agli anziani veniva riconosciuto un ruolo importante perché erano detentrici e detentori di memoria ed esperienza, per l’importanza delle conoscenze e dei valori da tramandare alle nuove generazioni, per l’aiuto e la funzione di guida spirituale e ideale che hanno saputo svolgere.

Leggi: Nuove Rigenerazioni


Dottor robot

Sociotechlab è un progetto della durata di due anni firmato dallo Spi Cgil con la Scuola superiore universitaria Sant’Anna di Pisa. Un laboratorio tecnologico e sociale per sperimentare innovazioni nel campo della biorobotica e della telemedicina, a favore degli anziani e dei disabili
È la prima volta nella storia del sindacato dei pensionati della Cgil: sindacato e università collaborano direttamente anche sul terreno della ricerca medica. Lo Spi ha infatti firmato con la Scuola superiore universitaria Sant’Anna di Pisa un accordo per realizzare progetti di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico. I contenuti e le forme dell’accordo sono innovativi e riguardano temi come la promozione della salute, il miglioramento della qualità di vita delle persone affette da patologie croniche e non autosufficienti, il miglioramento dei sistemi e processi di management sanitario, la definizione di politiche sociali inclusive.
Siglato dal rettore della prestigiosa scuola di Pisa, centro di eccellenza in Italia in questo settore di ricerche, Sabina Nuti e dal segretario generale dello Spi, Ivan Pedretti, nel mese di maggio, l’accordo, avrà durata biennale, 2021-2022.

Leggi: Collettiva


Sociotechlab, occasione per anziani e giovani

L’obiettivo è rispondere ai problemi delle patologie croniche. Un’iniziativa molto avanzata, basata sulle conquiste più recenti della robotica medica e della medicina a distanza
L’allungamento della speranza di vita è una delle più evidenti conquiste degli ultimi anni e fa dell’Italia uno dei Paesi più longevi al mondo. Una conquista sicuramente da preservare e rafforzare, ma che rischia di trasformarsi in una zavorra se non adeguatamente gestita. Con l’invecchiamento della popolazione aumentano gli anni d’inattività, quindi aumenta il peso a carico degli attivi; in alcuni casi, alla situazione d’inattività si associa anche quella della malattia, ancor più di complessa gestione se cronica, sino alle situazioni estreme di non autosufficienza.
Vi sono modi diversi per affrontare tale processo. Ve n’è uno, più conservativo e tradizionale, che mantiene in carico alla famiglia la gestione dell’anziano attraverso forme di cura e assistenza che, se non svolte direttamente dai familiari, sono da loro finanziate attraverso il ricorso a badanti o a strutture dedicate (Rsa). Tutto questo, oltre a generare frustrazione sia dell’assistito sia dei suoi familiari, comporta costi sociali ed economici non indifferenti, dando anche vita ad attività lavorative precarie e mal pagate.

Leggi: Collettiva


Un patto tra generazioni per un futuro migliore

Molti sostengono che le nuove tecnologie possano favorire l’autonomia, l’empowerment e la centralità della persona all’interno dei percorsi di cura, nella gestione della propria salute. Ma possono anche aiutare a superare le barriere della distanza
Nel piano nazionale delle cronicità del 2016 si stimava che circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale fosse destinato alla gestione delle malattie croniche, che riguarda il 42% della popolazione italiana (Istat, 2018). Una cifra rilevante, ma anche preoccupante, se si considera che la probabilità di avere una malattia cronica aumenta con l’età e che la quota di popolazione anziana in Italia è in continua crescita (si prevede che nel 2040-2045 arriverà al 33%). L’invecchiamento della popolazione è dovuto sia all’allungamento dell’aspettativa di vita sia al calo della natalità.
Una conquista da attivare
La longevità è certamente una conquista, ma se l’invecchiamento della popolazione non è accompagnato da politiche per mitigare i problemi a esso connessi, ad esempio la cronicità e la non autosufficienza, non si potrà parlare di vera conquista. Le sfide quindi sono: come essere sostenibili da un punto di vista economico e sociale? come bilanciare i bisogni di generazioni diverse? le nuove tecnologie e i nuovi modelli organizzativi e di cura possono aiutare a risolvere questi problemi?

Leggi: Collettiva


Il PNRR: un’opportunità per il sistema integrato dei servizi alla persona

Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza non è una shopping list, cioè un elenco di progetti slegati fra loro, ma un piano a tutti gli effetti con obiettivi generali che orientano la pluralità delle azioni strategiche, con priorità e risorse finanziarie commisurate. È un Piano di massicci investimenti pubblici da realizzare nell’arco temporale di riferimento 2021-2026 che assume l’obiettivo di modernizzare e rafforzare il potenziale di crescita della società italiana e affrontare le sue criticità storiche: l’assenza di infrastrutture digitale adeguate, la capacità amministrativa della pubblica amministrazione, la concorrenza e le barriere di accesso al mercato. Questi sono le priorità e gli interventi specifici che sono ritenuti necessari per attivare rapidamente e rimettere in moto un meccanismo che a causa di eventi esterni al sistema economico si è fermato.
Il Piano si sviluppa nell’ambito di tre Assi strategici (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale) e si articola in sei Missioni:
Missione 1: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (40,73 miliardi;
Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica (59,33 miliardi);
Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile (25,13 miliardi);
Missione 4: Istruzione e ricerca (30,88 miliardi);
Missione 5: Inclusione e coesione (19,81 miliardi);
Missione 6: Salute 15,63 miliardi).

Leggi: https://welforum.it/il-pnrr-unopportunita-per-il-sistema-integrato-dei-servizi-alla-persona/


Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria

L’Istat e la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, istituita presso il Ministero della Salute e presieduta da Mons. Vincenzo Paglia, hanno avviato una collaborazione per esplorare le condizioni di fragilità e la domanda di assistenza sociale e sanitaria espressa dalle persone con almeno 75 anni.
L’esigenza di approfondire l’analisi dei bisogni relativi a questa fascia di età nasce dalle criticità emerse nel corso della recente crisi sanitaria, particolarmente nelle strutture residenziali, e dall’obiettivo di costruire una solida base conoscitiva per garantire adeguate forme di assistenza e servizi territoriali agli anziani.
Il presente Rapporto trae spunto dalle analisi dei dati dell’Indagine campionaria europea sulle condizioni di salute condotte nell’ambito di una collaborazione tra la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita presso il Ministero della Salute e l’Istat.

Leggi: Istat


SEGNALAZIONI:

Giustizia: Gli estratti conto previdenziali di Inps hanno valore certificativo

Di fronte ad errori commessi da Inps nell’accreditare i contributivi previdenziali, che inducono il lavoratore a dimettersi dal lavoro, nella convinzione di poter andare in pensione, l’azione di risarcimento del danno è da considerarsi un rimedio a situazioni di obiettiva ingiustizia. Così ha stabilito la Corte d’Appello di Trento, accogliendo il ricorso di un lavoratore, assistito dai legali di Inca, che si è visto rifiutare dall’Istituto previdenziale la domanda di pensione anticipata, dopo aver dato le dimissioni dal lavoro, in virtù di un accordo sindacale, confidando nella correttezza dell’estratto contributivo fornito dall’Inps, che gli attribuiva il diritto al pensionamento. Documento che invece conteneva inesattezze, tali da lasciare il lavoratore in una situazione di incertezza profonda, senza alcun reddito.

Leggi: Inca


 Reddito di Emergenza: domande dal 1° al 31 luglio

Le domande di Reddito di Emergenza (REM) per le nuove quote di giugno, luglio, agosto e settembre 2021 potranno essere presentate all’INPS dal 1° al 31 luglio 2021. In una nota stampa, l’Istituto previdenziale riferisce che i nuclei familiari, in possesso dei requisiti previsti per il riconoscimento delle prestazioni, riconosciute dal decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, potranno presentare la domanda tramite il servizio online, autenticandosi con le proprie credenziali, o i patronati. Con un successivo messaggio l’Inps fornirà ulteriori chiarimenti sui requisiti e sulle incompatibilità con altri benefici.

Leggi: Inca


Assegno unico: al via la misura ponte dal 1° luglio

Negli uffici di patronato della Cgil tutto pronto per la richiesta a partire dal prossimo mese. Necessario l’Isee che si può ottenere ai Caaf Cgil. Interessate un milione e 800mila famiglie e 2,7 milioni di minori.

Leggi: Inca


RECENSIONI:

Il manuale dei caregiver familiari. Aiutare chi aiuta, a cura di Franco Pesaresi, Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna (RN), 2021

a cura di Giselda Rusmini (caporedattore, “I luoghi della cura online”)
“Nel complesso, il riconoscimento del lavoro dei caregiver e del suo valore è molto basso, sia da parte della società, ma anche da parte delle loro famiglie. Infatti, i caregiver familiari, nonostante riempiano gli ampi spazi lasciati vuoti dall’assistenza formale a lungo termine, sono raramente considerati coproduttori dei servizi sociali, nonostante sviluppino una vasta gamma di competenze ed abbiano acquisito esperienza”.
Queste poche righe ben rappresentano uno dei principali problemi da cui prende le mosse il volume dedicato ai caregiver familiari, curato da Franco Pesaresi, dal quale emerge con forza la necessità di raggiungere un pieno riconoscimento del servizio di cura da essi svolto, tanto a livello sociale quanto da parte del sistema dei servizi.
Il libro va ad aggiungersi ai tradizionali “Rapporti NNA”, dedicati all’analisi dei servizi ad almeno parziale finanziamento pubblico rivolti agli anziani non autosufficienti, ed ai volumi della collana “Gli Approfondimenti”, focalizzati su specifici temi o servizi. In questi lavori, il fondamentale ruolo svolto dai caregiver aveva finora trovato spazio solo nel 5° Rapporto, con il capitolo “L’altra bussola: le strategie di sostegno familiare e privato” 1: il volume di Franco Pesaresi, dunque, si fa testimone di una accresciuta considerazione della cura prestata dal caregiver familiari.

Leggi: I Luoghi della Cura


 

 

 

 

NEWS:

martedì 8 giugno 2021
Il sì al farmaco anti-Alzheimer che divide gli scienziati

Usa, il medicinale Biogen è l’unico approvato dal 2003. Sarebbe il primo a rallentare il declino cognitivo La decisione della Fda è però contestata dagli stessi esperti indipendenti dell’Agenzia americana Il rimedio costerà 50mila dollari all’anno per ogni paziente
La sua efficacia, è ancora tutta da provare. Ma intanto ieri la Food and Drug Administration americana, l’ente che si occupa di approvare nuovi medicinali, ha dato il via libera all’uso del farmaco sperimentale Aducanumab (noto anche come Aduhelm): capace, secondo la casa farmaceutica produttrice Biogen, di rallentare il declino cognitivo in fase lieve di pazienti affetti da Alzheimer. È la prima nuova terapia approvata per combattere il morbo fin dal 2003. Una decisione, quella della Fda, presa nonostante l’opposizione netta (10 contrari e un incerto) dei membri del comitato consultivo di esperti indipendenti che un anno fa bloccò il nuovo farmaco, perché i test non erano sufficienti a dimostrare l’efficacia effettiva della terapia. A spingere però l’ente americano ad affrettare i tempi, utilizzando la corsia privilegiata destinata ai medicinali salvavita anche quando sono necessari ulteriori studi (test clinici supplementari pure in questo caso) è l’impatto del trattamento sulle fasi iniziali del malattia. L’iniezione mensile per via endovenosa, sarebbe infatti capace di rallentarne i progressi del morbo e non solo di alleviarne i sintomi.
«I vantaggi di somministrare Aduhelm ai malati Alzheimer superano i rischi della terapia» dice Patrizia Cavazzoni, direttrice del Centro per la valutazione dei farmaci della Fda, annunciandone l’approvazione.

Leggi: La Repubblica, 08/06/2021


lunedì 7 luglio 2021
Istat: in Italia 2,7 milioni di aziani in forte difficoltà

“Su una popolazione di riferimento composta da circa 6,9 milioni di over 75, sono stati identificati oltre 2,7 milioni di individui che presentano gravi difficoltà motorie, comorbilità, compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane di cura della persona e nelle attività strumentali della vita quotidiana”. Lo sottolinea l’Istat nel rapporto ‘Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria’.
Tra questi, 1,2 milioni di anziani dichiarano di non poter contare su un aiuto adeguato alle proprie necessità, di cui circa 1 milione vive solo oppure con altri familiari tutti over 65 senza supporto o con un livello di aiuto insufficiente. Infine, circa 100mila anziani, soli o con familiari anziani, oltre a non avere aiuti adeguati sono anche poveri di risorse economiche, con l’impossibilità di accedere a servizi a pagamento per avere assistenza.
“È dunque della massima importanza – rileva l’Istat – intercettare la domanda economica e sociale di questo “popolo” di anziani spesso soli, con scarse disponibilità economiche e senza aiuto, traducendola in un’offerta di servizi di sostegno, prioritariamente presso l’abitazione e sul territorio; oltre ad assicurare loro una migliore qualità di vita, ciò permetterà di evitare che la condizione di svantaggio si trasformi ed esploda come domanda sanitaria dalle dimensioni insostenibili”.

Leggi: La Repubblica, 07/06/2021


sabato 5 giugno 2021
Povertà in Italia. L’anno nero della pandemia

Secondo le stime preliminari dell’Istat, quelli dello scorso anno sono i dati peggiori dal 2005 ad oggi. Sono 5,6 milioni le persone in povertà assoluta nel nostro paese e per la prima volta negli ultimi anni è il Nord a presentare i numeri più preoccupanti. Cresce anche l’incidenza della povertà tra i minori, la più alta dal 2005
I dati sulla povertà in Italia relativi al 2020 – e quindi all’anno della pandemia – sono arrivati prima del consueto appuntamento estivo con l’Istituto nazionale di statistica e le stime preliminari fornite proprio dall’Istat delineano un quadro che non era difficile immaginare. Nel 2020 la povertà in Italia è cresciuta in modo sensibile, stabilendo il record rispetto ai dati raccolti dall’Istat dal 2005: sono oltre 2 milioni le famiglie in povertà assoluta (il 7,7% del totale contro il 6,4% del 2019,) con un aumento di 335 mila famiglie. Complessivamente le persone in povertà assoluta in Italia, invece, sono 5,6 milioni (il 9,4% contro 7,7% del 2019), ossia oltre un milione in più rispetto all’anno precedente. In fumo, quindi, l’inversione di tendenza registrata nel 2019: la povertà assoluta in Italia riprende a galoppare, nonostante le misure strutturali di contrasto ormai attive da più di un anno – il Reddito di cittadinanza – e le misure straordinarie adottate dal governo – il Reddito di emergenza – per contrastare la crisi scatenata dalla pandemia.

Leggi: Redattore Sociale, 05/06/2021


venerdì 4 giugno 2021
Rsa, aperture ancora “con il contagocce”. Le richieste dei familiari

Monitoraggio del comitato Orsan: “Entrare in una Rsa è come entrare in un videogame, con protocolli inutili tra persone in possesso di green pass. Solo poche decine di visite al giorno, con chiusura il sabato e la domenica. Serve coinvolgere il volontariato”. E le proposte di Felicita: meno limiti alle visite, un garante degli anziani e il Muro della memoria
Nelle Rsa, poco o nulla è cambiato: le visite dei familiari sono riprese solo sulla carta, mentre nella realtà le strutture restano per lo più blindate, con regole rigide e severe limitazioni agli ingressi dei parenti. A denunciarlo è il comitato ORSAN – Open RSA Now, che con il suo Osservatorio ha svolto un monitoraggio su un campione di oltre 5 mila familiari con ospiti ricoverati. “Le 7.372 Rsa italiane continuano ad applicare in modo restrittivo il testo dell’ordinanza ministeriale dell’8 maggio 2021 sulla riapertura delle visite nelle strutture – riferisce il comitato – imponendo ai 350 mila ospiti e agli oltre 2 milioni di familiari incontri con il contagocce”.
Ad oggi, ci fa sapere Dario Francolino, presidente del comitato, “la situazione resta grave: in Piemonte, Veneto, Lombardia e parte della Toscana sta lentamente migliorando, ma restano anche qui pesanti limitazioni alle visite. Solo una volta a settimana, esclusi sabato e domenica e per non più di 15 minuti, sempre su appuntamento e con tampone, che solo in Lombardia e Piemonte è a carico delle Regioni.

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2021


martedì 1 giugno 2021
Teleassistenza. Promossa dai pazienti, ma per gli specialisti non può sostituire la visita in presenza

Dall’Ausl Romagna la prima survey sulla teleassistenza offerta tra luglio e ottobre 2020. Il 74% dei 953 pazienti afferenti ai servizi di Diabetologia, Pediatria, Neurologia e Oncologia valutano “ottima” o “buona” l’esperienza dei servizi di teleassistenza erogati dal Ssr, che per il 57% si sono al pari delle visite in presenza. Ma per molti degli specialisti la teleassistenza non può essere considerata alla stregua delle visite in presenza.
I pazienti promuovono l’assistenza da remoto erogata nell’anno della pandemia e chiedono che non si torni indietro quando l’emergenza sarà finita. Un giudizio condiviso anche dagli specialisti, ma con alcuni caveat legati all’intensità di cura e alle fasi di gestione delle diverse patologie, in relazione al singolo paziente: per i professionisti della salute, infatti, uno dei punti fermi da cui partire per ridisegnare l’assistenza sanitaria, in un’ottica di capillarità e continuità terapeutica, è senz’altro l’implementazione della teleassistenza, ma come integrazione alle visite in presenza, e non come approccio sostitutivo. È quanto emerge dalla ricerca “La teleassistenza ai tempi del Covid19: il punto di vista dei cittadini e dei professionisti” realizzata dall’Unità Operativa Qualità e Governo Clinico dell’AUSL Romagna in collaborazione con il Servizio Innovazione Sociale dell’ASSR dell’Emilia-Romagna, che ha fotografato lo spaccato dell’offerta di assistenza sanitaria della Regione tra luglio e ottobre 2020.

Leggi: Quotidiano Sanità, 01/06/2021


martedì 1 giugno 2021
Rimozione barriere al traino del sismabonus

Grazie al Dl Semplificazioni, gli interventi «finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche» potranno essere trainati al 110% non solo dal super ecobonus, ma anche dal super sismabonus. Da gennaio 2021, se eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi «trainanti» dell’ecobonus, possono beneficiare del super ecobonus del 110%, come interventi trainati, anche gli interventi indicati nell’articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del Tuir, tra i quali rientrano quelli «finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi».
Questa agevolazione sarà possibile, dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Semplificazioni, anche se questi interventi saranno eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi del super sismabonus al 110%. Naturalmente, per lo stesso intervento si potrà beneficiare di una sola delle due agevolazioni. In sostanza, gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche potranno essere trainati alternativamente dal super ecobonus o dal super sismabonus

Leggi: Il Sole 24 Ore, 01/06/2021


venerdì 28 maggio 2021
Immunizzazione dell’anziano, da HappyAgeing 7 richieste in un Instant Paper per giocare d’anticipo contro il virus

La pandemia da Covid-19 per oltre un anno ha cambiato la vita di tutti e in modo particolare delle persone più anziane e dei “fragili”; ha portato al centro di ogni politica e ogni attività di comunicazione la sanità, la scienza, le politiche di contenimento del virus e quindi anche il tema delle vaccinazioni. Per un anno il vaccino è stato da tutti visto come la speranza, la soluzione, per poi però ricadere – non appena è stato disponibile – in polemiche su sicurezza ed efficacia, spesso alimentate da una cattiva comunicazione.
“Ma ci sono stati altri effetti, meno visibili e meno comunicati, ma altrettanto importanti: per una stagione la circolazione del virus influenzale è stata fortemente contenuta, grazie a una straordinaria adesione alla campagna vaccinale e grazie alle precauzioni adottate da tutta la popolazione, un fatto assolutamente positivo ma che, per contro, è stato accompagnato da una generale disattenzione verso altre immunizzazioni, come quella per l’herpes zoster, lo pneumococco, il tetano o la pertosse. Questo, insieme a un clima non ancora positivo verso i vaccini e a una scarsa percezione dei rischi connessi all’infezione, potrebbe essere pagato a caro prezzo nel prossimo futuro, a meno che non si riesca a far tesoro dell’esperienza acquisita e a utilizzarla immediatamente”.

Leggi: In Salute, 28/05/2021


DALLE REGIONI:

martedì 8 giugno 2021
Dalla giunta regionale del Lazio 6 milioni per il riconoscimento del caregiver familiare

Approvate le ‘Linee guida regionali per il riconoscimento del caregiver familiare, la valorizzazione sociale del ruolo e la promozione di interventi di sostegno’
La Giunta regionale del Lazio ha approvato le ‘Linee guida regionali per il riconoscimento del caregiver familiare, la valorizzazione sociale del ruolo e la promozione di interventi di sostegno’. Con questo intervento la Regione Lazio investe oltre 6 milioni di euro per dare pieno valore e dignità alla figura del caregiver nella rete di assistenza alla persona con disabilità e non autosufficienza.
“Oggi, con il pieno riconoscimento del caregiver, abbiamo raggiunto un importante traguardo- commenta l’assessore alle Politiche Sociali Welfare, Beni Comuni e Asp Alessandra Troncarelli- Una formalizzazione necessaria, a sostegno di una figura sempre più cruciale nell’ambito del sistema di assistenza dal momento che il progressivo invecchiamento della popolazione, le condizioni di disabilità e non autosufficienza, la cronicità e le patologie degenerative determinano un ricorso sempre più frequente al supporto informale offerto dal contesto familiare.

Leggi: Redattore Sociale, 08/06/2021


martedì 8 giugno 2021
Puglia, firmato l’accordo per la costituzione del tavolo per il Servizio sociale

Anche la Puglia ha il tavolo regionale permanente per il Servizio sociale. È stato firmato oggi infatti, a Bari, l’accordo tra Regione Puglia, Anci Puglia, Consiglio regionale dell’ordine degli Assistenti sociali.
Anche la Puglia ha il tavolo regionale permanente per il Servizio sociale. È stato firmato oggi infatti, a Bari, l’accordo tra Regione Puglia, Anci Puglia, Consiglio regionale dell’ordine degli Assistenti sociali e Fondazione Firss per la costituzione del tavolo.
“Con Il protocollo firmato oggi viene istituito il tavolo regionale per il Servizio sociale che avrà tra i suoi obiettivi proprio la valorizzazione del servizio sociale professionale e la programmazione di interventi che risolvano le criticità dell’attuale sistema”, dichiara l’assessore regionale al Welfare, Rosa Barone che intende “continuare a rafforzare le politiche sociali”.
“Convocheremo al più presto il primo tavolo con tutti gli attori interessati, in modo da poter dar vita ad azioni per il miglioramento e il potenziamento del servizio sociale professionale”, aggiunge Barone ringraziando “gli assistenti sociali per il grande lavoro che fanno tutti i giorni sui territori, mettendo anche a rischio la propria incolumità. Ultimo caso in ordine di tempo l’aggressione tre giorni fa a due assistenti sociali di Altamura, a cui voglio manifestare il mio sostegno”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/06/2021


martedì 8 giugno 2021
Milano, accelerazione delle vaccinazioni ai senza dimora

Oggi tocca agli ospiti di Casa Jannacci e man mano nei prossimi giorni, sarà il turno delle altre strutture. Per ora rimangono esclusi gli stranieri irregolari che non sono nel circuito dell’accoglienza. Don Colmegna: “Da tempo chiedevamo di non dimenticare chi vive in condizioni di povertà estrema”
Nei centri di accoglienza di Progetto Arca quasi 300 sono alla seconda dose, ieri è toccata la prima dose agli ospiti della Casa della carità, oggi a quelli di Casa Jannacci. Nei prossimi giorni sarà il turno di chi dorme alla Fondazione Fratelli di San Francesco e di altre strutture. Poi chi frequenta le mense e le docce pubbliche. Questa settimana la vaccinazione anticovid dei senza dimora ha avuto un’accelerazione a Milano, ma solo per quanto riguarda coloro che sono accolti in maniera stabile da queste strutture. Per chi vive in strada, invece, il piano vaccinale deve ancora partire, anche se si stanno tenendo riunioni sia in Regione che nelle Ats lombarde per organizzarlo.

Leggi: Redattore Sociale, 08/06/2021


martedì 8 giugno 2021
Emergenza casa, progetto a tre per aiutare chi ha bisogno

Spesso il non avere un tetto sopra la testa è la punta dell’iceberg di una situazione di disagio sociale e, al contrario, una sistemazione abitativa può rappresentare, per molti, l’inizio di un percorso di rinascita. Proprio in questa chiave nasce un progetto di co-progettazione tra il Comune di Calenzano, la Società della Salute Nord Ovest e l’associazione onlus Auser di Sesto per una serie di attività rivolte a persone in emergenza abitativa. Con una delibera approvata la giunta calenzanese ha demandato all’Area Servizi alla persona la partecipazione alla coprogettazione e la stipula di una convenzione per la regolamentazione delle attività in ponte e dei rapporti fra gli enti coinvolti. In particolare si prevede di attivare un sostegno per i soggetti inseriti in alloggi temporanei destinati all’emergenza abitativa: tra le iniziative sulla carta un sostegno nella ricerca di una soluzione abitativa dignitosa, l’affiancamento e il supporto per facilitare l’accesso alla rete dei servizi, l’attività educativa volta al reinserimento sociale.

Leggi: La Nazione, 08/06/2021


martedì 8 giugno 2021
Trasporto sociale per anziani e disabili

L’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune della Spezia rilancia il servizio di Trasporto Sociale per anziani e unifica la modalità di accesso. In collaborazione con Ada, Anteas e Auseril servizio sarà potenziato e l’ammissione diverrà pubblica attraverso un iter semplificato. utente . Il servizio è rivolto a tutti i cittadini anziani ultra sessantacinquenni senza disponibilità di auto propria o familiari e che devono recarsi in strutture sanitarie o presidi medici. Il servizio, gratuito, riguarda anche persone disabili ed è rivolto solo a chi ha Isee sotto i 20mila euro. Prenotazioni: centralino gestito da Auser 375 7138591; 0187-1571224 lunedì-venerdì 9-12.30 e 15-17, Sportello Cittadinanza Servizi Sociali 0187745670 lunedì-venerdì 8,30-13,30, martedì 14,30-17,30.

Leggi: La Nazione, 08/06/2021


venerdì 4 giugno 2021
Cura degli anziani, nascono a Milano gli sportelli multifunzionali

Si tratta di 4 sportelli, denominati “CuraMI&ProteggiMI”, dedicati al benessere degli anziani, che offrono informazioni a 360 gradi su servizi e opportunità presenti nel territorio. Progetto nato grazie alla collaborazione di quattro organizzazioni specializzate nelle presa in carico delle persone fragili
Sono tanti e diversi i bisogni di chi è anziano e di chi gli è a fianco. Non c’è solo da cercare magari la badante giusta, ma anche da sbrigare pratiche per ottenere sgravi fiscali, oppure si ha il desiderio di cercare associazioni o servizi che migliorino la vita quotidiana grazie a iniziative di aggregazione. E a Milano sono nati quattro sportelli, CuraMI&ProteggiMI, che sono in grado di fornire tutte le informazioni su un ampio ventaglio di servizi dedicati alla cura e all’assistenza. Il progetto nasce grazie a quattro organizzazioni sul territorio specializzate nella presa in carico delle persone fragili: le coop sociali Eureka!, Piccolo Principe e Genera e l’associazione InCerchio, con il supporto della Fondazione Ravasi Garzanti.
“Il termine ‘curami’ indica il prendersi cura, cioè riconoscere alle persone il diritto alla valorizzazione delle capacità a ogni età, mettendole in grado di svolgere attività, compiere scelte, godere di affetti – spiega Carla Piersanti, coordinatrice del progetto -. ‘Proteggimi’ significa offrire la soluzione migliore di servizi offerti, necessari al benessere della persona, all’interno di un percorso personalizzato e continuativo”.

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2021


venerdì 4 giugno 2021
Assistenza residenziale nelle Marche, il Grusol: “Settore strutturalmente non governato”

Liste di attesa, posti, contagi, decessi: il Gruppo Solidarietà prende in esame i contenuti di una risposta data dalla Giunta a un’interrogazione consiliare e analizza i dati. “Continua ad esserci un’area di servizi non presidiata. Luoghi popolati da persone che contano poco e nel quale mantenere un trasparente sistema di accesso non sembra interessare nessuno degli attori in campo”
Lo scorso 10 marzo il Gruppo Solidarietà (Grusol) aveva sottoposto ai consiglieri regionali delle Marche una proposta di interrogazione consiliare su Coronavirus e strutture residenziali. L’obiettivo era quello di capire l’impatto della pandemia sul complessivo dell’offerta residenziale. Il 29 marzo l’intero gruppo consiliare del Partito democratico ha presentato l’interrogazione che è stata discussa nella seduta del 25 maggio 2021. La risposta dell’assessorato competente viene oggi commentata dallo stesso Gruppo Solidarietà, che sottolinea come i dati presentati siano “discutibili su diversi punti, mentre su altri sarebbe

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2021


giovedì 3 giugno 2021
Roma, la fine del blocco degli sfratti rischia di innescare la rabbia sociale

“La pandemia da Covid-19 ha impattato come una valanga sulle fragilità di persone e famiglie, stravolgendone gli equilibri e amplificando i nodi irrisolti.
Tra questi, sicuramente, spicca l’annosa questione dell’emergenza abitativa che rischia davvero di esplodere con una drammaticità senza precedenti.
Secondo il Comune di Roma, infatti, 56mila nuclei familiari vivono una situazione di emergenza abitativa.
A questi si aggiungono 14mila famiglie in lista d’attesa per una casa popolare e 50mila persone che hanno presentato richiesta per il contributo all’affitto durante la pandemia. Molte di queste sono ancora in attesa di ricevere il contributo”.
Così in una nota unitaria, Cgil di Roma e del Lazio, Cisl di Roma Capitale Rieti, Uil del Lazio e i rispettivi sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat che hanno inviato una lettera aperta con richiesta di convocazione al prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, riguardo l’imminente sblocco degli sfratti che, andando a coincidere con la fine del blocco dei licenziamenti, rischia di innescare, come una miccia, ulteriore disperazione e rabbia sociale.

Leggi: Sunia, 03/06/2021


lunedì 31 maggio 2021
Pesaro riconnette la città alla collina Hub di servizi ai residenti nei borghi

Riqualificazione urbana. Con le risorse del bando Pinqua l’obiettivo è recuperare patrimonio edilizio storico da integrare con piattaforme di coworking, attività pubbliche e iniziative di inclusione sociale
Operatività, gentilezza e crescita, innovazione, sostenibilità, coesione e benessere, solidarietà, rapidità, rigore e bellezza. Si chiamano così le deleghe degli assessorati della città di Pesaro, 96mila abitanti e una caratteristica configurazione che connette la città novecentesca a ridosso della costa, con la città di collina (una “collana” di borghi da 2-5mila abitanti ciascuno, e qualche realtà da un migliaio di abitanti).
Reti di trasporto «green»
La città, guidata dal sindaco Matteo Ricci, guarda al suo futuro proponendo un disegno urbano che ridefinisca la vocazione di un tessuto con un passato legato al produttivo, dalla meccanica al mobile. E se in Europa, ma ormai anche in Italia, corre l’idea della “città dei 15 minuti”, a Pesaro è già realtà: «stiamo lavorando perché Pesaro-centro storico diventi la città dei 5 minuti, e in 15 si connetta al sistema dei borghi che dovranno diventare attrattori per la cultura e il turismo, destinazioni di produzione culturale ed economica, ma anche luoghi dove vivere» racconta il vicesindaco e assessore alla bellezza Daniele Vimini.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 31/05/2021


venerdì 28 maggio 2021
A Bagno a Ripoli una nuova casa per le persone in difficoltà, inaugurato il progetto di co-housing

Si chiama Casa Liberi Tutti la nuova residenza per l’abitare condiviso situata in via S. degli Antelli. Potrà ospitare 4 persone fino a 18 mesi ciascuna. In collaborazione con Auser Abitare Solidale saranno attivati percorsi di autonomia abitativa
Un tetto condiviso per persone che versano in situazioni di emergenza abitativa. Ma anche un luogo dove attivare percorsi per uscire dal momento di difficoltà, con progetti di autonomia individuali anche di reinserimento nel mondo del lavoro. Sarà una casa per riacquistare la propria autonomia a 360° gradi quella inaugurata stamani all’Antella, nel Comune di Bagno a Ripoli. L’appartamento, situato nel cuore della frazione in via Simone degli Antelli 18, diventerà il quartier generale per il progetto comunale di social housing “Casa Liberi Tutti”, finalizzato a contrastare fenomeni di disagio abitativo, esclusione e marginalità attraverso la co-abitazione solidale.

Leggi: Met Provincia Firenze, 28/05/2021


IN AGENDA:

17.06.2021 – ore 11 – Cervia – Presentazione Condominio solidale

Relazioni, partecipazione, solidarietà, inclusione, condivisione, cooperazione: sono queste le radici sulle quali si è sviluppato il Condominio Solidale Pantera Rosa di Cervia, una virtuosa esperienza di co-housing, servizio del Comune di Cervia, gestito dal 2015 con affidamento in appalto dalla Cooperativa Sole.
Il Condominio solidale Pantera Rosa è un progetto di Welfare di comunità e rappresenta una realtà innovativa, evoluzione del concetto di buon vicinato e simbolo di nuove pratiche che ha al centro le persone, soggetti attivi del loro benessere, protagonisti del cambiamento e valore per la comunità.
Giovedì 17 giugno, alle ore 11, è in programma, anche da remoto, la presentazione dello studio di impatto economico e sociale che il progetto ha prodotto in questi anni sulla comunità.

Link per collegarsi alla presentazione: https://call.lifesizecloud.com/extension/799508


IN EVIDENZA:

 I comuni alla sfida del Pnrr

I comuni dovranno gestire ingenti risorse del Pnrr. L’analisi dei progetti finanziati dal Fondo sociale europeo rivela che quelli troppo piccoli e quelli grandi, specie al Sud, hanno difficoltà a spendere i fondi. Servirebbe una struttura di sostegno.
I comuni e la capacità di utilizzare le risorse
I comuni saranno chiamati a gestire ingenti risorse provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. In un articolo precedente abbiamo visto come la capacità di spendere i fondi europei da parte dei comuni sia molto differente, secondo un dualismo importante tra Nord e Sud: al fine di superare le criticità organizzative, potrebbe essere utile prevedere una cabina di regia specifica per i comuni del Sud.
Qui ci occupiamo invece di una questione connessa ma ulteriore, ovvero la dimensione ottima che consente di gestire opportunamente i progetti finanziati con i fondi Pnrr.
Anche in questo caso una prima risposta alla domanda potrebbe provenire dal passato, analizzando i progetti finanziati dal Fondo sociale europeo (Fse) per il periodo di programmazione 2014-2020 (fonte: Opencoesione). In particolare, ci focalizziamo sui progetti per cui i comuni sono stati gli unici attuatori. La ragione della scelta sta nel fatto che in quest’ultimo caso si pone con forza il tema della capacità non solo di spesa, ma anche di gestione degli appalti per l’effettiva realizzazione dei progetti.

Leggi: La Voce


Recovery Plan. Card: “I Distretti indispensabili strumenti per la riforma dell’assistenza territoriale della missione 6 Salute”

Cure domiciliari, reti di prossimità, Case della Comunità, strutture intermedie e telemedicina per un potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale, da integrare con quanto previsto nella Missione 5. Per la CARD: “I Distretti sono pronti a mettersi a disposizione. Occorre siano riconosciuti come strumento essenziale della riforma e coerentemente attrezzati, con uniformità su tutto il territorio nazionale”
Il Piano nazionale Ripresa e Resilienza dedica la sesta ed ultima missione alla “Salute”, titolo che ben si correla con quello della Missione 5 “Inclusione e Coesione”, e include la riforma per l’assistenza sanitaria territoriale. Va notato che si parla di “salute” e non di “sanità”. Come già nei due precedenti contributi (disabilità e assistenza agli anziani non autosufficienti), per illustrare l’argomento ci serviremo molto più del testo originale del Piano che non delle nostre parole.
Il capitolo si apre con affermazioni importanti: “La pandemia da Covid-19 ha confermato il valore universale della salute, la sua natura di bene pubblico fondamentale e la rilevanza macro-economica dei servizi sanitari pubblici”. Il richiamo alla salute quale bene pubblico potrebbe suonare retorico, ma fa sempre piacere leggerlo in un Piano sostanzialmente di tipo economico-finanziario. Seguono altre osservazioni parimenti apprezzate: “… Nel complesso il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) presenta esiti sanitari adeguati, un’elevata speranza di vita alla nascita nonostante la spesa sanitaria sul Pil risulti inferiore rispetto alla media Ue”. (dal testo inglese si apprende che è 3,649 US$ pro capite nel 2019 vs 4.223 US$ nei Paesi Ocse, dunque significativamente inferiore).

Leggi: Quotidiano Sanità


 Le cure domiciliari e la telemedicina del PNRR

La componente 1 della “Missione Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) si pone l’obiettivo del rafforzamento delle prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi sociosanitari.
Il secondo progetto (o investimento) di questo ampio capitolo mette a disposizione 4 miliardi di euro e riguarda lo sviluppo delle cure domiciliari e degli strumenti di telemedicina ad esse collegate (Cfr. Tab. 1). Ed è di questo investimento che si occuperà il presente articolo.
Tab. 1 – Investimenti per le reti di prossimità, le strutture e la telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale
Ambiti di intervento/misura Totale mld
Investimento 1: Case della Comunità e presa in carico della persona 2,00
Investimento 2: Casa come primo luogo di cura, assistenza domiciliare e telemedicina 4,00
Investimento 3: Sviluppo delle cure intermedie 1,00
Totale Componente 1 7,00

Leggi: Welforum


Nuove reti sociali per nuove povertà

Oggi serve una rete di protezione in grado di rispondere ai nuovi rischi sociali e di intervenire in modo rapido e universale all’emergere di crisi. C’è però un pericolo: dividere in due la società tra chi riceve i trasferimenti e chi finanzia il welfare.
Il welfare fa i conti con la pandemia
Quando si pensa al welfare state, è strano parlare di “ritorno dello stato”, perché dal welfare state lo stato non se ne è mai andato, almeno in Italia. Dal 1995 a oggi la spesa per prestazioni sociali è più che raddoppiata e nel 2019 è pari a 2,3 volte quella del 1995 – anche se ha subito un rallentamento tra il 2009 e il 2019. Dopo lo scoppio della pandemia si è poi verificata, ovunque, una vera e propria esplosione della spesa sociale per cercare di limitare i danni della crisi sui bilanci di famiglie e imprese. Sembra che nel mondo siano stati lanciati circa 1.600 nuovi programmi di spesa sociale nel corso del 2020. Una reazione completamente diversa da quella adottata per la crisi del 2008. L’aumento della domanda di welfare ha riguardato sia la quantità di risorse, in beni e servizi, sia la loro destinazione.
Nel forum del Festival dell’Economia dedicato a “Nuove povertà e nuove reti sociali” prendiamo spunto da alcune domande:
1) Come sono cambiate le condizioni delle famiglie a causa del Covid? E come ha risposto il sistema di welfare?
2) Il welfare state attuale è adeguato al mondo post-pandemia o deve cambiare? E in quale direzione?
3) Di fronte ai cambiamenti in corso, come si modifica il rapporto tra welfare pubblico e welfare privato?

Leggi: La Voce


 

 

 

 

 

BOOM, il Sindacato dei pensionati Cgil sbarca su Instagram

Boom, lotte, bombe e rock’n’roll. È il nome del nuovo account Instagram del sindacato dei pensionati della Cgil da oggi venerdì 28 maggio on line (@boom_ita – www.instagram.com/boom_ita/). Un nuovo canale con il quale lo Spi vuole aprire un dialogo e un confronto con le nuove generazioni. Come? Raccontando una straordinaria stagione della storia italiana, quella degli anni Sessanta e Settanta, caratterizzata da profonde trasformazioni sociali, da cui il nome “esplosivo” Boom. Furono anni di progressi e conquiste, ma anche di bombe e terrorismo, di tensioni sociali e terribili attentati. Ma fu anche una grande esplosione di gioia e novità, di movimenti giovanili, politici e sindacali, di fermento e innovazione, di grandi lotte e battaglie che hanno dato forma al paese che conosciamo oggi.

Leggi: Liberetà


NEWS:

lunedì 31 maggio 2021
Infermieri di famiglia al palo. Fnopi: “Corte dei conti ne certifica il mancato utilizzo”

La Federazione commenta i dati del Rapporto di coordinamento della finanza pubblica che certifica come rispetto al decreto Rilancio che ne ha previsti 9.600 a maggio 2020, per il primo anno con contratti flessibili e dal 2021 assunti a tempo indeterminato: finora sono in servizio solo in 1.132, l’11,9% delle previsioni.
Infermieri di famiglia e comunità per implementare un nuovo modello di assistenza domiciliare anche durante la pandemia per pazienti covid e non covid: ancora a rilento l’immissione nel sistema. Il decreto Rilancio ne ha previsti 9.600 a maggio 2020, per il primo anno con contratti flessibili e dal 2021 assunti a tempo indeterminato: finora sono in servizio solo in 1.132, l’11,9% delle previsioni.
A certificarlo è la Corte dei conti nel suo Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica, dove tra si dice chiaramente che “limitato è il grado di attuazione di misure, quali l’utilizzo degli infermieri di comunità” e “incerti anche i risultati sul fronte del potenziamento dell’assistenza domiciliare o del recupero dell’attività ordinaria sacrificata nei mesi dell’emergenza, che rappresenta forse il maggior onere che la pandemia ci obbliga ora ad affrontare”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 31/05/2021


sabato 29 maggio 2021
In Toscana, Veneto ed Emilia Romagna cure al top. Disastro Molise e Calabria

Ecco gli ultimi dati sul monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza. Rispetto al 2018 peggiorano i loro dati il Molise e la Calabria che scendono sotto il dato della sufficienza di 160. Male anche il Piemonte che perde 30 punti. In calo anche la Basilicata. Bene il Lazio che supera i 200 punti
Veneto, Toscana ed Emilia Romagna si confermano sul podio anche nella Griglia Lea 2019 appena pubblicata nel Report di coordinamento della Finanza pubblica della Corte dei conti. Malissimo invece il Molise e la Calabria che scendono sotto la soglia di 160 che rappresenta la sufficienza e quindi risultano inadempienti.
Nello specifico in base all’indicatore complessivo, che riassume in modo aggregato lo stato di adempienza nei vari livelli di assistenza, si collocano oltre la soglia minima (160) cinque regioni in Piano di rientro: al di sopra di 200 Abruzzo e Lazio, 193 la Puglia, stazionarie Campania (168) e Sicilia (173). In netto peggioramento la qualità dei servizi resi in Calabria e in Molise che, con un punteggio pari a 125 e 146 (162 e 180 nel 2018), risultano inadempienti secondo la “Griglia” LEA. Per quanto riguarda le regioni non in Piano, esse presentano un punteggio complessivo superiore alla soglia, con valori compresi tra i 172 punti della Basilicata (in peggioramento rispetto al 2018 quando aveva registrato 191) e i 222 di Veneto e Toscana e 221 dell’Emilia-Romagna.

Leggi: Quotidiano Sanità, 29/05/2021


venerdì 28 maggio 2021
Social Innovation – Dalla “città in 15 minuti” alle piste ciclabili, il Covid-19 ridisegna le metropoli

Anche Milano sembra ora volersi ispirare al modello di Parigi, passando a forme di mobilità diverse dalle auto private e aumentando le aree verdi. Con una forte centralità dei quartieri
Tutto a portata di mano. Sembra questo il futuro a cui si preparano le città nella fase di post-pandemia: le metropoli, come Londra, Parigi, Milano o Madrid, esisteranno ancora soltanto se garantiranno ai loro abitanti un livello di vita sostenibile. Un valore diventato certezza negli ultimi anni e addirittura necessità con l’epidemia di Coronavirus, come dimostra la richiesta sempre più pressante dei cittadini di spostarsi il meno possibile per avere beni e servizi. Le metropoli hanno iniziato così a ripensarsi, immaginando un futuro simile a quello di città come Barcellona, famosa per i suoi quartieri autosufficienti chiamati “superblocchi”.
L’esempio più recente è Parigi. La “città in 15 minuti” è stato uno dei punti del programma elettorale di “Paris en commun”, la piattaforma politica della sindaca Anne Hidalgo, rieletta alla guida della capitale francese la scorsa estate. L’idea della sindaca parigina è un rimando al concetto di “Città umana intelligente”, elaborato dal professore dell’Università Paris-I Carlos Moreno. Secondo il docente franco-colombiano, serve «rielaborare il concetto di prossimità, articolandolo sulle sei funzioni che dovrebbe garantire ciascun quartiere: vivere, lavorare, fornire, prendersi cura, apprendere e divertirsi».

Leggi: Vita, 28/05/2021


giovedì 27 maggio 2021
Biennale di Architettura 2021: HOW WILL WE LIVE TOGETHER?

Si è aperta il 22 maggio la XVII edizione della Biennale di Architettura di Venezia, con una mostra che mette al centro non solo le tendenze dell’architettura, ma anche quelle della scienza, delle arti, dell’innovazione ed in generale della ricerca di un modello umano da ridefinire.
Tema di questa Biennale Architettura è il suo titolo che è allo stesso tempo un titolo e una domanda aperta.
HOW: come, parla di approcci pratici e soluzioni concrete, sottolineando l’importanza del problem solving nel pensiero architettonico.
WILL: esprime il tempo futuro e segnala uno sguardo rivolto al futuro ma anche la ricerca di visione e determinazione, attingendo alla forza dell’immaginario architettonico.
WE: è la prima persona plurale e quindi inclusiva di altri popoli, di altre specie, che fa appello a una comprensione più empatica dell’architettura.
LIVE: significa non semplicemente esistere ma prosperare, fiorire, abitare ed esprimere la vita, attingendo all’intrinseco ottimismo dell’architettura.
TOGETHER: implica collettivi, spazi comuni, valori universali, evidenziando l’architettura come forma collettiva e forma di espressione collettiva.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 27/05/2021


mercoledì 26 maggio 2021
Assistenza, verso una “carta dei diritti degli anziani e dei doveri della società”

Riunione dell’Intergruppo parlamentare longevità sui nuovi approcci all’assistenza sanitaria: dalle Rsa alla domiciliarità. Il documento verrà presentato dal governo al G20. Mons. Paglia: “Logica di continuum assistenziale”. Occorrono circa 9 miliardi e nuova proposta normativa
Superare la dicotomia tra assistenza sociale e sanitaria, passare da una sanità di prestazioni a una sanità di continuità e utilizzare al massimo il Pnrr nella logica di rivisitazione del servizio sanitario nazionale per arrivare a nuovi modelli di presa in carico degli anziani, che consentano di rispondere meglio ai bisogni di una popolazione longeva. Sono i temi al centro della quinta riunione dell’Intergruppo Parlamentare “Longevità. Prospettive socio-economiche”, a cui hanno partecipato oltre 40 legislatori dedicata al tema dei nuovi approcci all’assistenza sanitaria: dalle Rsa alla domiciliarità. E’ emersa la necessità di attivare una rete di servizi di prossimità, consentendo agli anziani di vivere a casa loro e di essere presi in carico con servizi di inclusione digitale e sociale, strumenti di lotta alla solitudine, prevenzione ed educazione sanitaria.

Leggi: Redattore Sociale, 26/05/2021


mercoledì 26 maggio 2021
Carabinieri per censire le RSA – Fiaschi: “Una decisione che ci preoccupa fortemente”

“In seguito al comunicato stampa del Ministero della Salute sul protocollo sottoscritto con l’arma dei Carabinieri per censire le Residenze per Anziani, esprimiamo preoccupazione e forti perplessità. Attendiamo di leggere il protocollo prima di entrare pienamente nel merito, ma al momento non comprendiamo motivazioni e finalità della scelta di far intervenire l’arma dei Carabinieri per censire tali realtà.” Così commenta la Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Claudia Fiaschi.
“Oggi la stima degli anziani che vivono in strutture residenziali è di circa 300 mila persone – dichiara Roberto Speziale, coordinatore della consulta Welfare – Inoltre ci sono le strutture in cui vivono le persone con disabilità e quelle con disturbi psichiatrici. Tra queste rientrano anche quelle nate grazie alla legge 112/2016 cosiddetta del ‘durante e dopo di noi’. Siamo consapevoli che possa esserci un problema di censimento di queste realtà, ma rivolgersi all’Arma non ci sembra la scelta più indicata, anche per il tipo di messaggio che rischia di passare. Ci lascia perplessi anche la durata del protocollo (tre anni) quando, se l’obiettivo come sembra è quello del censimento, sarebbero bastati tre mesi.

Leggi: Auser, 26/05/2021


lunedì 24 maggio 2021
Più tempo al 110%, ma non per tutti i lavori

Solo per i condomìni il prolungamento non richiede alcuna condizione Resta da chiarire quale sia il perimetro degli interventi cui riferire il Sal del 60%
Più tempo per condomìni e case popolari, stesse scadenze per gli altri. Il nuovo, ingarbugliato calendario del superbonus emerge dalle modifiche che il Dl 56/2021 ha apportato al Dl Rilancio (in particolare, ai commi 3-bis ed 8-bis dell’articolo 119 del Dl 34/2020). In attesa delle eventuali proroghe generalizzate richieste dagli operatori, le date chiave sono tre:
30 giugno 2022 per le spese su edifici unifamiliari e singole unità con impianti indipendenti e accesso autonomo, nonché per gli interventi di Onlus, Odv, Aps, coop a proprietà indivisa ed enti del mondo sportivo che vogliono rinnovare gli spogliatoi;
31 dicembre 2022 per i condomìni. A questa data possono arrivare anche gli edifici da due a quattro unità immobiliari posseduti da una sola persona fisica – o in comproprietà – purché entro il 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo. Con il question time del 29 aprile scorso è stato chiarito che il conteggio delle unità non deve considerare le pertinenze accatastate in modo autonomo;
30 giugno 2023 per Iacp ed enti assimilati, i quali, tuttavia, guadagnano altri sei mesi dimostrando che a tale data è stato raggiunto un Sal di almeno il 60% del totale. Lo stesso termine vale per i condomìni in cui la proprietà è in prevalenza di Iacp ed enti assimilati (circolare 30/E/2020).

Leggi: Il Sole 24 Ore, 24/05/2021


DALLE REGIONI:

sabato 29 maggio 2021
Una casa a chi non ce l’ha Accordo Auser-Comune

Bagno a Ripoli – Il nome “Casa libera tutti” richiama il gioco senza tempo del nascondino. Ma in questo appartamento di via Simone degli Antelli 18, non ci si nasconde: chi andrà a viverci potrà invece uscire allo scoperto e ripartire. È un alloggio dedicato a chi si trova in un periodo difficile, di disagio abitativo e di esclusione. Grazie alla collaborazione tra il Comune e Auser Abitare solidale, potrà ospitare fino a 4 persone che magari non si conoscono, ma che hanno l’opportunità di trovare un tetto condiviso. Due camere da letto singole e una doppia, un’area comune con spazio giorno, cucina e servizi igienici, per un totale di 70 metri quadri appena ristrutturati e arredati con colori tenui nella frazione di Antella, saranno il luogo “dove superare momenti di fragilità, ricreando una situazione di normalità – spiegano Elena Bacci e Viola Ridolfi, coordinatori dei volontari Auser Abitare Solidale -. Una casa a tutti gli effetti in cui sarà importante anche l’aspetto di comunità e la socializzazione tra gli ospiti”. Tra i primi a entrare in questo appartamento ci saranno genitori soli con figli o piccoli nuclei familiari, babbi e mamme in difficoltà dopo una separazione, persone che hanno perso il lavoro e non possono al momento permettersi un affitto. “Il progetto – sottolinea il sindaco Francesco Casini – oltre a dare una casa, prevede iniziative concrete per l’autonomia personale a diversi livelli: abitativa, lavorativa, economica e sociale”.

Leggi: La Nazione, 29/05/2021


venerdì 28 maggio 2021
Case popolari, ok dalla commissione al nuovo regolamento delle Marche

Particolare attenzione ai giovani. Tra i criteri gli anni di permanenza nel territorio comunale e la presenza di disabili. Gli extra Ue dovranno dimostrare di non avere beni immobili nei loro stati d’origine
Case popolari, la commissione Governo del territorio delle Marche approva la proposta di legge che modifica la normativa vigente. Il provvedimento nasce dalla proposta di Andrea Maria Antonini (Lega) a cui è stata abbinato quella di Nicola Baiocchi (Fdi). Nella definizione delle graduatorie particolare attenzione verrà data ai giovani con agevolazioni per i nuclei familiari composti da soggetti under35, per le famiglie monoparentali (con uno o più figli a carico) per gli appartenenti alle Forze dell’ordine e ai Vigili del fuoco. Tra i criteri principali che determinano le graduatorie sono stati introdotti anche gli anni di permanenza nel territorio comunale e la presenza di disabili in famiglia.
“L’attenzione alla legalità per la Lega è fondamentale e lo abbiamo ribadito prevedendo tra le cause di decadenza dell’assegnazione la condanna, anche in via non definitiva, per reati consumati o tentati in materia di violenza familiare- spiegano in una nota il commissario regionale del Carroccio, Riccardo Augusto Marchetti ed i consiglieri Antonini e Marinelli-. A tutela, presidio e supporto degli alloggi e dei territori, parte di essi saranno riservati agli appartenenti alle Forze dell’ordine ed ai Vigili del fuoco che prestano servizio in regione”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/05/2021


mercoledì 26 maggio 2021
Truffe agli anziani: in un manuale tutte le regole per difendersi

L’iniziativa dell’assessorato ai servizi sociali
Improbabili tecnici incaricati della lettura del contatore, falsi postini e falsi medici. Tutti i tranelli nei quali possono cadere gli anziani, i più esposti ai pericoli di un’attività delinquenziale che spesso si nasconde dietro profili apparentemente inoffensivi. Per prevenire e contrastare questo fenomeno, fornendo suggerendo regole di comportamento, nasce ‘Occhio alla truffa”, una campagna di prevenzione rivolta ad anziani, e non solo. Un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno e realizzato dall’assessorato ai Servizi Sociali del Comune della Spezia in collaborazione con Auser, ente capofila, Federconsumatori, Ada, Aidea e Aidea Solidarietà. Un servizio di assistenza messo a punto, col contributo della rete locale di volontariato, per assicurare sostegno a tutte le vittime di furti e raggiri, ma anche a quanti abbiano la necessità di avere un supporto informativo utile a destreggiarsi tra pratiche di vendita a domicilio, investimenti economici, prestiti e telemarketing.

Leggi: La Nazione, 26/05/2021


mercoledì 26 maggio 2021
Emilia-Romagna verso il boom degli over 65, e uno su 4 vivrà solo

Nel 2050 gli anziani, oggi meno di un quarto della popolazione, diventeranno oltre un terzo. E un milione di loro avrà malattia cronica. Cisl: “Occuparsene ora”
Nel 2035 la popolazione di under 14 in Emilia-Romagna scenderà dall’attuale 13% all’11%, e ci resterà per 15 anni, fino al 2050. Invece, gli over 65, oggi meno di un quarto della popolazione, diventeranno oltre un terzo nel 2050. E sempre tra 30 anni un 65enne su quattro vivrà solo e così anche quasi i due terzi degli anziani che con più di 85 anni. Inoltre, più di un milione di persone con più di 65 anni soffrirà di almeno una malattia cronica: un quarto di loro avrà più di 85 anni. Le previsioni arrivano da una ricerca realizzata dall’associazione Neodemos di Firenze per Fnp, sindacato pensionati della Cisl. E proprio per il sindacato è bene iniziare ad occuparsene subito. “Lo scenario che abbiamo davanti ci obbliga a riprogrammare il futuro ed adeguare le politiche pubbliche- afferma il segretario Fnp Emilia Centrale Adelmo Lasagni- l’invecchiamento della popolazione è un fenomeno destinato ad accentuarsi nei prossimi decenni, con una riduzione della popolazione in età lavorativa rispetto a quella più anziana, che invece crecerà per effetto dell’aumento della speranza di vita e il rallentamento delle nascite”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/05/2021


IN AGENDA:

03.06.2021 – ore 11.30 – Attività fisica e corretta nutrizione: la chiave per il risparmio della spesa sanitaria

Aumentando solo dell’1% il numero di persone attive, il risparmio sulla spesa sanitaria sarebbe di 80 milioni di euro all’anno. L’attività fisica e una corretta alimentazione sono importanti per la prevenzione di molte malattie e per migliorare le condizioni di salute.
Come ha affermato il Presidente del Consiglio Mario Draghi, “Con un miliardo di euro di investimenti nel PNRR da oggi lo sport ha piena dignità nelle politiche pubbliche del nostro Paese, anche per lo stretto legame che c’è tra l’attività sportiva, il benessere e la coesione sociale”. Diretta streaming sul sito e sul canale Youtube del CNEL

Leggi: Cnel


03.06.2021 – ore 15 – L’eccezionalismo demografico italiano

Presentazione del Rapporto dell’Associazione Italiana per gli Studi di Popolazione (AISP)
Diretta streaming sul sito e sul canale Youtube del CNEL

Leggi: Cnel


09.06.2021 – Alimentazione, benessere, salute: nuovo incontro online con il dott. Paolo Pigozzi. Una iniziativa Auser e Spi Cgil

Tre incontri online aperti a tutti con il dott. Paolo Pigozzi per parlare di alimentazione sana, benessere e salute. Iniziativa promossa da Auser e Spi Cgil. Si comincia il 19 maggio con il tema “Mangiar bene per vivere bene. Come mantenere il nostro organismo e il sistema immunitario il più possibile in salute anche in tempi di pandemia. Tra scienza e tradizione. Riflessioni, suggerimenti e qualche ricetta”. L’appuntamento successivo si terrà il 27 maggio durante il quale si parlerà di “Muoversi per restare vivi”, terzo e ultimo incontro il 9 giugno con “Il cibo dell’anima. Ridurre lo stress, nutrire la mente e lo spirito per rinforzare il sistema immunitario e vivere felici e contenti. Un obiettivo che tutti meritiamo di raggiungere”.
Tutti gli incontri si terranno online dalle ore 15 alle 17,30 si potrà accedere a questo link

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Il prezzo della pandemia. Parla monsignor Paglia

L’arcivescovo Vincenzo Paglia, scelto dal governo come responsabile della Commissione di studio sulla riforma dell’assistenza agli anziani, commenta i risultati dell’Osservatorio Futura sugli effetti sociali del virus
Monsignor Vincenzo Paglia, che nel passato è stato per anni arcivescovo a Terni, è stato scelto dal ministro della Salute, Roberto Speranza, come coordinatore della Commissione nazionale di studio per la riforma del sistema dell’assistenza sociosanitaria degli anziani. Ha pubblicato per Einaudi un libro a quattro mani con Luigi Manconi, Il senso della vita. Conversazioni tra un religioso e un pococredente. Gli abbiamo chiesto un commento sui risultati del sondaggio realizzato dall’Osservatorio Futura per conto della Cgil . Ecco le sue risposte.
Dal sondaggio risulta che le categorie sociali più colpite dalla pandemia sono state gli anziani, i disabili e in generale le persone che vivono da sole (soprattutto donne). Condivide questo giudizio?
Lo condivido e aggiungo che c’è un’altra “categoria”: i bambini e gli adolescenti, i quali stando in casa, con le scuole chiuse e senza la dimensione della socialità hanno subito danni non lievi. Ma vado in ordine. Un anno fa, nella primavera del 2020, il responsabile dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di fronte alla strage di anziani ha parlato di una “tragedia inimmaginabile”. I decessi sono avvenuti in gran parte negli Istituti per anziani. La “famiglia”, a parità di condizioni, li ha protetti di più. In realtà il Covid-19 ha fatto emergere una contraddizione già presente nella società: lo scarto dei più deboli. Per questo va avviata una riflessione profonda su come ripensare l’assistenza ai deboli, in particolare agli anziani, ai disabili e ai bambini. Per quel che riguarda gli anziani dobbiamo essere ormai sicuri che l’istituzionalizzazione non va bene. Abbiamo bisogno di una nuova visione, di un nuovo paradigma che permetta alla società di prendersi cura degli anziani. E lo stesso vale per i minori, soprattutto per i bambini e per le famiglie, come anche per i disabili. Certo, vi è anche il problema delle donne, del lavoro, della riorganizzazione stessa della società. E’ all’interno di una nuova visione della società che si colloca, ad esempio, la questione della natalità. E’ anche un problema economico, ma è anzitutto culturale, ossia di visione del futuro, di gusto di una vita piena di affetti e non solo tesa alla propria autorealizzazione.

Leggi: Collettiva


Il virus della solitudine

Dal campione emerge un giudizio diversificato sul ruolo degli anziani nella società e sulle pensioni del futuro. I giovani temono per i loro assegni troppo bassi. Gli anziani chiedono una legge nazionale sulla non autosufficienza
Gli anziani sono indicati tra le categorie che più hanno sofferto durante la pandemia. Il dato risulta dall’ultimo sondaggio realizzato dall’Osservatorio Futura per conto della Cgil, su un campione rappresentativo della popolazione (i dettagli nel rapporto completo). Ma non ci sono solo gli anziani. Al primo posto nella classifica delle categorie più colpite ci sono infatti le persone sole, che sono spesso anziane, ma non sempre. A seguire, tra le categorie che hanno sofferto maggiormente, i disabili e gli anziani. I ricercatori che hanno realizzato il sondaggio sottolineano il fatto che le persone direttamente interessate (es. anziani, giovani e donne) ritengono di avere sofferto più di quanto pensino le altre persone intervistate per lo stesso questionario.
L’isolamento è indicato comunque come la causa principale del disagio per gli anziani durante la pandemia, più delle preoccupazioni per la malattia e l’alto tasso di mortalità in questa fascia di età. Sugli anziani il giudizio degli intervistati è ambivalente e mostra forti connotazioni soggettive. Da una parte si riconosce infatti il grande ruolo sociale che svolgono gli anziani e i pensionati nella società, ma dall’altra c’è una fascia di giovani che comincia ad avere timore di un futuro fatto di pensioni scarse. Ovviamente non si tratta tanto di conflitto intergenerazionale, quanto della necessità di mettere mano alla riforma delle pensioni come stanno chiedendo da mesi i sindacati confederali. che hanno consegnato al governo precise proposte tra cui anche la pensione di garanzia per i giovani.

Leggi: Collettiva


PNRR: una prima analisi dell’impatto sul welfare sociale e sociosanitario

Quali riforme prevede il PNRR del Governo Draghi per il welfare territoriale?
Quali investimenti accompagneranno tali processi e secondo quali logiche? In cosa si differenzia la proposta definitiva rispetto alle precedenti versioni?
A fine aprile è stato approvato il PNRR, un programma straordinario di riforme e investimenti di portata di medio lungo periodo (2022-2026) con lo scopo della ripresa del Paese. In precedenza, prima dell’avvento del nuovo Governo, erano circolate altre bozze del Piano.
In questo passaggio cercheremo di rappresentare le implicazioni per il settore del welfare alla persona (sociale e sociosanitario). Pur nella consapevolezza che altre missioni riconoscono sostegni a servizi che storicamente venivano classificati nel perimetro del welfare (es. sostegno ai servizi socioeducativi per la prima infanzia), si ritiene importante un focus limitato all’attuale concetto del welfare alla persona vero e proprio.
Cercheremo di fare una sintesi degli interventi previsti, evidenziando, ove possibile, le novità rispetto alle ipotesi circolate all’epoca del Governo Conte.
La portata del Piano e i principali interventi in area welfare
Il PNRR inviato a Bruxelles dal governo Draghi prevede un investimento complessivo, nell’arco 2022-2026 di 191,5 miliardi (circa 19 in meno rispetto alla bozza del precedente Governo); alle missioni “inclusione/coesione” e “salute” sono dedicati rispettivamente 19,8 e 15,63 Miliardi, con un peso rispetto all’investimento complessivo più contenuto rispetto a quello definito nell’ipotesi Conte (Tab. 1)

Leggi: Welforum


Così l’invecchiamento abbassa i tassi di interesse

L’invecchiamento della popolazione spinge al ribasso i tassi di interesse reali. La crescente scarsità della forza lavoro riduce infatti la domanda di investimenti, mentre l’allungamento dell’aspettativa di vita porta le famiglie a risparmiare di più.
Due fenomeni paralleli
La maggior parte delle economie avanzate è da decenni su un sentiero difficilmente deviabile di decrescita dei tassi di natalità e mortalità, un fenomeno di lungo periodo che la pandemia non ha arrestato, come l’Istat ha recentemente chiarito per l’Italia. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite (che tengono conto di possibili flussi netti di immigrazione), nell’area dell’euro per 10 persone in età lavorativa (tra i 15 e 64 anni) ci saranno oltre 4 persone di età superiore ai 65 già nel 2030, per salire a oltre 5 su 10 nel 2050, rispetto a una proporzione di circa 2 su 10 negli anni Ottanta. L’andamento è in linea con quello dei paesi più sviluppati nel loro insieme (figura 1).

Leggi: La Voce


Gli anziani e la pandemia – Indagine demoscopica

Risultati della 10° wave del mese di aprile 2021
NOTA METODOLOGICA
UNIVERSO DI RIFERIMENTO – Popolazione di età superiore a 18 anni
CAMPIONE – Sono state realizzate 2.002 interviste. Il campione è rappresentativo della popolazione + 18 anni con accesso a Internet.
METODOLOGIA DI RILEVAZIONE – L’indagine è stata condotta attraverso questionari autocompilati online su panel web.
I nominativi degli individui da intervistare sono stati estratti con criterio casuale da un database di panelisti.
PERIODO DI RILEVAZIONE Le interviste sono state realizzate dal 19 al 29 Aprile 2021

Leggi: Collettiva


SEGNALAZIONI:

Caaf.Cgil – Superbonus 110%: aiuti il clima, la tua casa è più sicura, cresce la buona occupazione.

Vuoi realizzare interventi diversi da quelli relativi all’efficientamento energetico?
Se non devi fare il cappotto termico o sostituire l’impianto di riscaldamento, ma vuoi sostituire infissi e finestre oppure devi realizzare lavori di manutenzione straordinaria (il rifacimento del bagno comprensivo dell’impianto idraulico) o interventi di ristrutturazione edilizia, non puoi accedere al superbonus 110%, ma per questi tipi d’interventi potrai usufruire di una detrazione del 50%.
Anche in questo caso puoi optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, in alternativa alla detrazione riconosciuta in dieci anni in dichiarazione dei redditi.
Ad esempio: se spendi 7.000 euro, con la cessione del credito recuperi subito 3.500 euro.
Il vantaggio fiscale è notevole, proprio per questo il percorso burocratico è complesso e richiede l’intervento di personale professionalmente qualificato come gli operatori del CAAF “dedicati al 110%, che riservano la giusta attenzione e tutelano tutti i cittadini.
Chi vuole usufruire del Superbonus può iscriversi gratuitamente alla piattaforma Rilancio Italia e trovare nella banca dati validi professionisti e imprese a cui affidarsi, fornitori di beni che riconoscono subito lo sconto in fattura, proprio per farti realizzare gli interventi a costo zero.
Per tutti gli approfondimenti puoi fissare un appuntamento nella sede CAAF più comoda per te!

Leggi: Caf Cgil


 

 

 

 

 

AeA Informa, online il nuovo numero della rivista dedicato alla riforma delle RSA e alla qualità dell’abitare delle persone con Alzheimer

Un primo articolo riporta le proposte per la riforma delle RSA che l’AUSER ha presentato alla Commissione per la riforma della assistenza agli anziani non autosufficienti, Istituita dal Ministero della salute nel 2020 e presieduta da Monsignor Paglia.
A questo fanno seguito alcune delle relazioni svolte nel corso della importante iniziativa promossa il 5 Marzo 2021 dal Comune di Ginosa e dal Gruppo di lavoro Architettura e salute, sul tema “Contesto dell’abitare e Alzheimer”. Una iniziativa che, ponendo al centro dell’attenzione l’anziano con Alzheimer, si fa carico di individuare le possibili proposte per dare sollievo alle persone coinvolte in una dei più drammatici aspetti della fragilità.


NEWS:

martedì 25 maggio 2021
Quei tre milioni di over 60 in fuga dal vaccino l’ultimo ostacolo sulla strada dell’immunità Anziani da rintracciare o da convincere, la fascia tra 60 e 69 anni resta quella più indietro. E all’appello mancano anche 70 mila sanitari

Troppe fiale ai più giovani, il richiamo del commissario alle Regioni Medici No vax, guida l’Emilia Romagna con 21 mila ancora non protetti
Tra il popolo dei capelli bianchi dai 60 anni in su e i sanitari sono tre milioni i dispersi della campagna vaccinale. Un esercito uscito fuori dai radar sia delle Regioni che del Commissario straordinario e che si dovrà cercare di convincere a immunizzarsi perché è proprio tra chi è più in là con gli anni e tra i professionisti della salute che il Covid fa più danni. Mentre parte delle Regioni pensano a come fare il richiamo ai vacanzieri e accelerano nelle somministrazioni a under 60, giovani e giovanissimi maturandi, tanti, troppi fragili e sanitari refrattari al vaccino rischiano di non immunizzarsi mai. Vediamo dove e perché partendo dai sessantenni. Il rifiuto della prenotazione Nella fascia di età 60-69 all’appuntamento con la prima dose non sono andati in 2 milioni e 683 mila, mentre molte fiale stanno andando ai più giovani. La curva delle somministrazioni giornaliere ai sessantenni scende infatti dalle 161.139 del 17 maggio alle 136.140 di ieri, mentre i cinquantenni da inizio mese sono passati da appena 33.696 somministrazioni a 137.848. E le curve si impennano in salita anche per le altre fasce di età.

Leggi: La Stampa, 25/05/2021


martedì 25 maggio 2021
Superbonus: Cgil, va nella giusta direzione, ora diventi strutturale per raggiungere obiettivi importanti

“Il Suberbonus al 110%, pur agendo in assenza di una visione a lungo termine che garantirebbe maggiore efficacia, va nella giusta direzione: aumenta l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici, favorisce l’occupazione, redistribuisce valore e benefici affrontando la povertà energetica”. Ad affermarlo la Cgil nazionale oggi in audizione presso le Commissioni ambiente e attività produttive della Camera dei deputati sul Superbonus al 110%.
Per il sindacato di corso d’Italia “vanno però affrontate alcune criticità. La misura – sottolinea – deve essere strutturale, o almeno prorogata fino al 2030, finanziata di anno in anno, con elementi di equità che leghino le detrazioni ai redditi. Si deve puntare a raggiungere l’obiettivo massimo di risultato e deve essere assicurata la fruibilità anche alle famiglie con bassi redditi, eliminando oneri e costi aggiuntivi sia rispetto allo sconto in fattura che alla cessione del credito”.
Inoltre, secondo la Cgil “alcuni interventi devono essere consentiti anche in assenza della realizzazione di quelli trainanti (abbattimento delle barriere architettoniche, installazione di pannelli fotovoltaici, di sistemi di accumulo e di colonnine di ricarica). Particolare attenzione dovrà essere posta nelle Semplificazioni in materia di edilizia e urbanistica, che non dovranno tradursi in possibili e diffusi condoni edilizi”. Infine, conclude la Cgil “devono essere garantite le condizioni fondamentali di legalità, contrasto al lavoro irregolare, sicurezza”.

Leggi: Cgil, 25/05/2021


lunedì 24 maggio 2021
Assistenza primaria per gli anziani. Confcooperative sollecita riforma

“La posizione di Confcooperative Sanità è chiara da tempo: occorre una regia nazionale unica, che superi le impasse originate dal Titolo V, costituendo un modello di continuità assistenziale incentrato sulla casa”, ha detto il presidente Milanese durante un convegno on air con Speranza e Stefani
“Il Paese ha bisogno di un processo riformatore radicale ma le riforme, perché siano efficaci, non si realizzano a colpi di maglio: occorrono scelte convinte e condivise e questo sembra il momento storico più adatto.” A parlare è il Presidente di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, nel corso del Digital Debate dal titolo “Valore e dignità alla persona”.
“Il tema dell’assistenza primaria agli anziani è, paradossalmente, attuale da trent’anni: oggi la necessità di procedere alla sua realizzazione è stata catalizzata dalla pandemia”, ha proseguito Milanese. “La posizione di Confcooperative Sanità è chiara da tempo: occorre una regia nazionale unica, che superi le impasse originate dal Titolo V, costituendo un modello di continuità assistenziale incentrato sulla casa. Proprio un’assistenza domiciliare finalmente “matura” consentirebbe di dischiudere nuovi spazi occupazionali. I conti sono presto fatti: a fronte di 240 ore di assistenza all’anno ad un milione di anziani servirebbero 112mila operatori specializzati. Il PNRR, se utilizzato con scienza e coscienza, potrebbe servire da volàno”, ha infine concluso il Presidente.

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/05/2021


lunedì 24 maggio 2021
Caregiver e sibling universitari a raccolta: “Quanti siamo?”

Antonio Demarcus, studente universitario “fuori corso” e caregiver di sua mamma, prova a fare un censimento, attraverso un sondaggio online. E rilancia la campagna nazionale per il diritto allo studio e il manifesto “Unidad”: perché Dad può voler dire anche inclusione
Chi sono e quanti sono i caregiver familiari universitari? Quali bisogni hanno e quali sostegni potrebbero attivare gli atenei, per venire incontro alle loro particolari esigenze? Sono le domande a cui cerca di rispondere uno di loro, Antonio Demarcus, che sta portando avanti da tempo una battaglia per il diritto allo studio di chi, come lui, con fatica cerca di conciliare l’impegno universitario con quello dell’assistenza costante e continuativa. Dopo aver raccontato su queste pagine le “13 tutele necessarie”, Demarcus oggi lancia un sondaggio online, per provare a capire quanti siano i caregiver familiari universitari e i sibling universitari. Lo fa attraverso un breve form anonimo, che chiede di compilare e condividere.

Leggi: Redattore Sociale, 24/05/2021


lunedì 24 maggio 2021
Il “Superbonus” sull’eliminazione delle barriere: a chi e come

Il “Decreto Rilancio” ha introdotto lo scorso anno il cosiddetto “Superbonus”, ovvero una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettui interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o riduzione del rischio sismico nei propri condomini o abitazioni singole. Una volta eseguito uno di tali interventi, il beneficiario può avvalersene anche su interventi riguardanti l’eliminazione delle barriere architettoniche. Un dettagliato approfondimento curato dal Centro Studi Giuridici HandyLex.org spiega a chi e come è rivolta la detrazione
Barriere architettoniche.Quello che è diventato noto come “Decreto Rilancio” (Decreto Legge 34/20, convertito con modifiche nella Legge 77/20) ha introdotto lo scorso anno il cosiddetto “Superbonus”, ovvero una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettui interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o riduzione del rischio sismico nei propri condomini o abitazioni singole.
Per poterne godere, è necessario effettuare almeno un intervento definito “trainante”, consistente cioè nell’isolamento termico, nella sostituzione degli impianti di climatizzazione o in interventi antisismici sugli edifici. Una volta eseguito uno di tali interventi, il beneficiario può avvalersi del “Superbonus” anche su interventi cosiddetti “trainati”, tra i quali quelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche per le persone con disabilità grave e per chi ha più di 65 anni.

Leggi: Superando, 24/05/2021


sabato 22 maggio 2021
Città intelligente, cuore umano

Per Carlos Moreno i centri urbani non devono essere semplicemente tecnologici, ma occorre un neourbanesimo del presente che privilegi i bisogni dell’uomo e la sostenibilità
Il concetto di smart city è sempre più diffuso, e prevede una città incentrata sulla tecnologia. L’architetto franco-colombiano Carlos Moreno, invece, parla di Human smart city: qui il centro della città è l’uomo. “Si è partiti dalla concezione tecnocentrica del 2010 – spiega -: la smart city intesa come intelligenza della città. La nostra smart city, però, è una città intelligente col cuore umano”.
“Questa tendenza è stata rafforzata dalla consapevolezza del cambiamento climatico. Stiamo vivendo una vera e propria emergenza: qui e ora, oggi, dobbiamo trasformare l’urbanistica. Da qui deriva la nostra concezione di neourbanesimo: non definito da infrastrutture e edifici o strade e grandi impianti monofunzionali, ma dagli usi e dai bisogni dei cittadini”.
Carlos Moreno è nato in Colombia nel 1959 e si è trasferito in Francia all’età di 20 anni. Professore universitario, è noto per le sue riflessioni, iniziative e applicazioni incentrate sulla città intelligente, sostenibile e sensibile. Riflessioni che lo hanno portato a coniare il concetto di città 15 minuti, una visione urbana residenziale in base alla quale tutti i cittadini devono essere in grado di soddisfare la maggior parte dei loro bisogni a pochi passi o in bicicletta. Il concetto è stato reso popolare dal sindaco di Parigi, Anne Hidalgo.

Leggi: Collettiva, 22/05/2021


venerdì 21 maggio 2021
Senza dimora. In arrivo la piattaforma europea, Fiopsd scrive a Orlando

Il 21 giugno a Lisbona verrà lanciata la EU Collaboration Platform on Homelessness per dare concretezza all’art. 19 del Pilastro Ue dei diritti sociali dedicato ai senza dimora. Avonto, presidente Fiopsd: “Occasione importante per confermare l’impegno che l’Italia porta avanti nel contrasto alla homelessness”
Il prossimo 21 giugno a Lisbona verrà lanciata la EU Collaboration Platform on Homelessness, idea promossa dal Commissario europeo per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione, Nicolas Schmit, per dare concretezza all’art. 19 del Pilastro Ue dei diritti sociali dedicato alle persone senza dimora che prevede il diritto ad alloggi e assistenza per i senza dimora al fine di promuovere l’inclusione sociale. A darne notizia è una nota della Fiopsd, la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora, che per l’occasione ha inviato una lettera – firmata dalla presidente Fiopsd Cristina Avonto – al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, e al segretario generale del ministero, Raffaele Tangorra, per chiedere attenzione e adesione alla piattaforma.

Leggi: Redattore Sociale, 21/05/2021


venerdì 21 maggio 2021
Gli scienziati al Global Health Summit: “La pandemia non si fermerà senza un accesso universale alle risorse”

Elaborato un decalogo sulla base delle evidenze disponibili con le azioni necessarie non solo a mettere fine alla pandemia, ma anche ad assicurare una migliore preparazione in vista delle future minacce pandemiche. Brusaferro (Iss): “Per ridurre il rischio di future pandemie dobbiamo anche affrontare il legame tra crisi sanitarie, povertà, disuguaglianze strutturali e degrado ambientale”. “Nessun Paese sarà al sicuro fino a quando tutti i Paesi non lo saranno”. E’ questo il messaggio principale del panel di 26 scienziati istituito dalla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e dal premier italiano Mario Draghi in qualità di presidente del G20, in vista del Global Health Summit di oggi, contenuto nel rapporto finale pubblicato sul sito della Commissione Europea.
Gli esperti del Global Health Summit Scientific Expert Panel, co presieduto da Peter Piot, ‘special adviser’ della presidente Von der Leyen e dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, hanno elaborato un vero e proprio decalogo sulla base delle evidenze disponibili con le azioni necessarie non solo a mettere fine alla pandemia, ma anche ad assicurare una migliore preparazione in vista delle future minacce pandemiche.

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/05/2021


venerdì 21 maggio 2021
Recovery Plan. Ecco come si spenderanno gli 8,6 mld per gli ospedali e le nuove tecnologie. Ma, a differenza del territorio, manca una visione riformatrice per i nosocomi del futuro

Dopo aver affrontato le misure del PNRR previste per l’assistenza territoriale ecco cosa prevede il Piano per l’ospedale e le nuove tecnologie. Previsti anche il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico e nuove borse di studio per mmg e specializzazioni. Ma manca un riferimento alle riforme che sembrano necessarie per migliorare la governance e gestire al meglio la montagna di soldi che arriverà nei prossimi anni. E dietro l’angolo c’è il rischio che il tutto si riduca al solo, pur necessario, ammodernamento tecnologico
Dalla Riforma degli Irccs, passando per la digitalizzazione degli ospedali e il rinnovo del parco tecnologico, fino al potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico e nuove borse di studio per mmg e specializzazioni. È questo l’architrave dell’investimento da 8,6 miliardi di euro per gli ospedali del Recovery Plan italiano che analizziamo oggi dopo aver affrontato cosa prevede il PNRR per l’assistenza territoriale.
In buona sostanza si tratta di una lunga lista della spesa per macchine, lavori di ammodernamento e progetti che hanno lo scopo di rendere gli ospedali più hi-tech e al passo coi tempi.
Più marginale l’intervento sul personale dove si aggiungono borse di studio per i medici e si finanzia un maxi corso di formazione sulle infezioni ospedaliere.

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/05/2021


giovedì 20 maggio 2021
Covid. Accordo tra Parlamento europeo e Consiglio Ue su certificato digitale per viaggiare in Europa senza restrizioni

Il certificato sarà disponibile in formato digitale o cartaceo. Attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o è risultata negativa ad un test o si è ripresa dall’infezione. In pratica, si tratterà di tre certificati distinti. Un quadro comune dell’UE consentirà agli Stati membri di emettere certificati che saranno poi accettati in altri paesi dell’UE. Ma per la decisione finale bisognerà aspettare altri passaggi che si completeranno probabilmente entro metà giugno.
I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto oggi un accordo provvisorio per un certificato digitale Covid dell’UE per facilitare la libera circolazione in Europa durante la pandemia.
Il certificato sarà disponibile in formato digitale o cartaceo. Attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o è risultata negativa ad un test o si è ripresa dall’infezione. In pratica, si tratterà di tre certificati distinti. Un quadro comune dell’UE consentirà agli Stati membri di emettere certificati che saranno poi accettati in altri paesi dell’UE.
Il regolamento del certificato digitale Covid dell’UE dovrebbe essere in vigore per 12 mesi. Il certificato non costituirà una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione e non sarà considerato documento di viaggio.

Leggi: Quotidiano Sanità, 20/05/2021


mercoledì 19 maggio 2021
A Luglio “riapertura” anche per gli sfratti senza garanzia del passaggio da casa a casa!

Dichiarazioni dei Segretari generali SUNIA, SICET, UNIAT ed Unione Inquilini
Il testo definitivamente approvato da Senato e Camera del Decreto Sostegni è deludente riguardo al
grave problema dell’emergenza abitativa accresciuta in dimensioni eccezionali dalla crisi pandemica e dalle sue conseguenze economiche e sociali.
La scelta di Parlamento e Governo di procedere ad una mini- proroga delle esecuzioni degli sfratti per morosità, in larghissima parte incolpevole, lasciando fuori tutti i provvedimenti (che sono la maggioranza) emessi prima del 20 febbraio 2020, senza una cabina di regia per governare le esecuzioni anche con il passaggio da casa a casa, è sbagliata oltre che inefficace e pericolosa perché all’interno di un provvedimento che già nel suo titolo mira ai sostegni, non aiuta né gli inquilini in difficoltà a pagare l’affitto né i proprietari che non ricevono il corrispettivo.
Abbiamo da tempo sostenuto alcune proposte precise per risolvere il problema che interessa oltre
80.000 famiglie e che riguardano:

Leggi: Sunia, 19/05/2021


martedì 18 maggio 2021
Demenza senile. Valutazione cognitiva virtuale affidabile quanto quella fatta di persona

Una recente analisi fatta da ricercatori canadesi avvalora l’utilità della telemedicina nella diagnosi e nella gestione di una patologia geriatrica come la demenza senile. I ricercatori canadesi hanno esaminato i dati di 121 studi per un totale di oltre 15 mila partecipanti.
Gli esami virtuali via video possono essere uno strumento efficace per condurre valutazioni e test cognitivi e per diagnosticare la demenza a distanza. A suggerirlo è una recente analisi pubblicata dal Journal of the American Geriatrics Society , realizzata da un gruppo di ricercatori guidato da Jennifer Watt, del St. Michael’s Hospital Health Toronto, in Canada.
I ricercatori canadesi hanno esaminato i dati di 121 studi per un totale di 15.832 partecipanti adulti che non avevano una precedente diagnosi di demenza o ritardo cognitivo lieve e sono state sottoposti a valutazione di persona o tramite visite virtuali in videoconferenza o al telefono.
Rispetto alle valutazioni di persona, le valutazioni in videoconferenza sono state efficaci nel diagnosticare la demenza, con una buona affidabilità, come evidenziato in due studi inclusi nell’analisi. In un terzo studio, invece, i ricercatori hanno scoperto che le valutazioni virtuali erano sensibili e specifiche al 100% rispetto alle valutazioni fatte di persona, per la diagnosi di demenza. I problemi di udito e il livello di esperienza nell’uso delle tecnologie, però, potrebbero influenzare l’efficacia delle visite virtuali.

Leggi: Quotidiano Sanità, 18/05/2021


DALLE REGIONI:

venerdì 21 maggio 2021
Rsa toscane contro l’accordo Ministero-Carabinieri: “Non servono perquisizioni, ma un’analisi dei bisogni”

Il riferimento è al protocollo siglato pochi giorni fa tra Ministero e Carabinieri. Per il comitato di coordinamento dei gestori delle Rsa toscane le strutture sono “già perfettamente conosciute dalle Regioni perché ‘autorizzate’ e, se del caso, ‘accreditate’, quindi periodicamente controllate da apposite Commissioni regionali”. Se si vuole migliorare l’assistenza agli anziani, per il Comitato, non serve mandare i Carabinieri ma “analizzare i diversi bisogni degli anziani e rimodulare le risposte assistenziali”.
Il comitato di coordinamento dei gestori delle Rsa toscane si dice “sorpreso” del comunicato con cui il Ministero della Salute rende noto di avere sottoscritto, in accordo con la “Commissione per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”, un Protocollo d’Intesa, della durata di tre anni, con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri per effettuare su tutto il territorio nazionale una “ricognizione delle residenze socio assistenziali”. Scopo dell’iniziativa”, con “successive verifiche” da parte dell’Arma “in relazione a situazioni meritevoli di approfondimento”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/05/2021


venerdì 21 maggio 2021
Napoli. Presidio unitario, Venerdi 28 Maggio 2021 dalle ore 10 presso la sede ACER Campania in via Domenico Morelli, 75 (Chiatamone, NA)

Per dire BASTA:
• all’ipotesi di un aumento indiscriminato dei canoni di locazione dal 1° luglio
• ai ritardi per gli interventi di manutenzione ordinaria degli alloggi popolari
• al blocco e alla riduzione dei servizi all’utenza
• all’arroganza e agli atteggiamenti antisindacali dei vertici dell’ACER
CHIEDIAMO SUBITO
Una decisa inversione di rotta sulla gestione dell’immenso patrimonio pubblico;
Lo sblocco delle attività gestionali dell’ACER Campania e dei cinque Dipartimenti Provinciali (volture e regolarizzazioni contrattuali, piani di rateizzazione, acquisto alloggio, ecc.);
Lo sblocco delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio pubblico, sempre più nel degrado, con l’utilizzo delle risorse pubbliche stanziate per la riqualificazione del patrimonio (fondi CIPE, ecobonus, sisma bonus, superbonus 110%, decreto sulla qualità dell’abitare, recovery fund) attraverso la concertazione con le parti sociali;

Leggi: Sunia, 21/05/2021


giovedì 20 maggio 2021
Corviale, 70 associazioni unite per la rigenerazione urbana

Auser Lazio e Abitare e Anziani tra i firmatari dell’intesa con la regione Lazio, che prevede la costituzione di un tavolo istituzionale sulla co-programmazione e la co-progettazione delle attività di riqualificazione del quartiere romano
Il Corviale (detto “il Serpentone” per via della sua lunghezza), è un complesso residenziale di edilizia popolare di Roma risalente agli anni Settanta situato nella periferia sud-ovest della capitale (XI municipio), dove abitano più di 4.500 persone. La rigenerazione urbana del quartiere è al centro del protocollo, approvato dalla giunta Zingaretti, che prevede la costituzione di un tavolo istituzionale sulla co-programmazione e la co-progettazione del “Quadrante di Corviale”. Lo sottolineano Auser Lazio e Abitare e Anziani tra i firmatari dell’intesa con la Regione Lazio che coinvolge oltre 70 associazioni nella costituzione di un tavolo di coordinamento.

Leggi: Redattore Sociale, 20/05/2021


IN AGENDA:

27.5.2021 – Secondo appuntamento del ciclo di incontri Auser e Spi Cgil su Alimentazione, Salute e Benessere

Giovedì 27 maggio dalle ore 15 alle 17,30 si terrà il secondo appuntamento del ciclo di tre incontri su Alimentazione, Salute e Benessere promossi da Auser e Spi Cgil con la collaborazione del dott. Paolo Pigozzi.
Argomento dell’incontro: “muoversi per restare vivi. L’attività fisica è un pilastro fondamentale per la prevenzione, ma anche per riacquistare la salute, fisica e psichica. Socrate, le multinazionali e noi. Il movimento quotidiano”.
Paolo Pigozzi è medico dal 1977. Collabora con diverse riviste ed è autore di numerosi testi tra cui “Colazione da re” – Edizioni Liberetà, 2018 – diffuso a livello nazionale e occasione di numerose iniziative Auser/Spi a livello territoriale. Collabora con la rivista Liberetà.
Il link per accedere alle videoconferenze è il seguente: https://spicgil.adobeconnect.com/benessere


31.5.2021 – Recovery plan, quale sussidiarietà?

Il prossimo 31 maggio un webtalk promosso da Vita con Avvenire in cui quattro rappresentanti della società civile, Andrea Morniroli, Francesco Marsico, Stefano Granata e Anna Lisa Mandorino interloquiranno con i rappresentanti dei partiti, Giuseppe Provenzano, Maria Chiara Gadda, Maria Teresa Bellucci e Maurizio Lupi.

Leggi: Vita


7/14/21/28 maggio ore 15.00/17.00 CAREGIVER DAY 2021: SENTIERI DI CURA POST COVID- 19 – UNDICESIMA EDIZIONE

E’ trascorso un lungo, difficile anno in cui la pandemia ha cambiato profondamente le nostre esistenze. La cura ha mostrato di essere essenziale nel dare speranza, accoglienza, sostegno. E proprio per questo il prendersi cura va riconosciuto, sostenuto, valorizzato, ma anche riprogettato, riconnesso, integrato nelle nostre vite. Un lavoro di cura sostenibile attraverso servizi di prossimità e welfare di comunità, tra generi e generazioni, tra casa e lavoro, tra distanza e presenza, tra tecnologia e contatto in presenza. Di tutto questo vogliamo parlare insieme nella undicesima edizione del Caregiver Day (giornate dedicate al familiare che si prende cura di un proprio caro) che -dalle ore 15,00 alle ore 17,00 – con accesso gratuito previa iscrizione. avranno luogo da remoto -in modalità webinar – tutti i venerdì del mese di maggio.

Leggi: Caregiver Day


IN EVIDENZA:

Le case della comunità: cosa prevede il PNRR – Qualche criticità significativa

Il Recovery Plan – ovvero Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – , approvato nello scorso aprile, prevede diversi interventi in campo sanitario. Uno di questi interventi prevede la realizzazione entro il 2026 di 1.288 Case della Comunità. Che cosa sono e come saranno organizzate?
Le Case della Comunità: che cosa sono?
Le Case della Comunità sono strutture sanitarie, promotrici di un modello di intervento multidisciplinare, nonché luoghi privilegiati per la progettazione di interventi di carattere sociale e di integrazione sociosanitaria. La sede della Casa della Comunità deve essere visibile e facilmente accessibile per la comunità di riferimento perché è il luogo dove il cittadino può trovare una risposta adeguata alle diverse esigenze sanitarie o sociosanitarie.
In queste strutture, al fine di poter fornire tutti i servizi sanitari di base, il Medico di Medicina Generale e il Pediatri di Libera lavorano in équipe, in collaborazione con gli infermieri di famiglia, gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti sanitari quali logopedisti, fisioterapisti, dietologi, tecnici della riabilitazione e altri. La presenza degli assistenti sociali nelle Case della Comunità rafforzerà il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale.
La figura chiave nella Casa della Comunità sarà l’infermiere di famiglia, figura già introdotta dal Decreto Legge n. 34/2020 che, grazie alle sue conoscenze e competenze specialistiche nel settore delle cure primarie e della sanità pubblica, diventa il professionista responsabile dei processi infermieristici in famiglia e Comunità.

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Vaccini: beni pubblici mondiali garantiti a tutti

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, oggi questa frase di Voltaire, resa famosa dal fumetto dell’Uomo Ragno, dovrebbe diventare il motto dell’industria farmaceutica europea ed occidentale, con la postilla che la frase vale anche all’inverso: non c’è potere senza responsabilità, e senza la legittimità che ne deriva. Per questo credo che, in questo momento di crisi, il grande potere ottenuto dalla cause farmaceutiche con i vaccini di cui detengono i brevetti vada esercitato con grande responsabilità.
In gioco non ci sono solo milioni di vite di cittadini dei Paesi in via di sviluppo, ma anche la legittimità di un settore chiave per l’Ue come quello farmaceutico e delle regole sulla proprietà intellettuale che sono fondamentali alla sua esistenza. Per questo motivo nella sessione plenaria di aprile del Parlamento europeo ho votato a favore di quegli emendamenti che definivano i vaccini “beni pubblici mondiali garantiti a tutti” e quelli che invitavano l’Unione europea a “sostenere l’iniziativa promossa da India e Sudafrica presso l’Omc, finalizzata a una sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale” e per questo ritornerò sul tema anche nella prossima seduta plenaria.
Per mesi chi ha appoggiato la sospensione dei brevetti è stato considerato velleitario ed estremista, ma oggi il cambio di posizione dell’amministrazione americana ci dà ragione e anche l’Unione europea deve riconsiderare le sue posizioni in uno spirito di concretezza e di cooperazione con tutti gli stakeholder.

Leggi: Welforum


La promozione del diritto di invecchiare a casa propria

Grazie al supporto del terzo settore, è stato possibile individuare risposte alternative alle esigenze dei cittadini più fragili sorte durante la pandemia. Lo sportello badanti del Comune di Lodi Vecchio offre un’interessante opportunità, sia per i cittadini alla ricerca di un’assistente familiare che per coloro che sono alla ricerca di un’occupazione.- di Alice Scabiosi (Assistente sociale Comune di Lodi Vecchio), Simone Fabiano (Assessore Servizi sociali Comune di Lodi Vecchio)
I servizi sociali hanno sempre svolto un ruolo rilevante all’interno degli interventi che, nel corso degli anni, le varie amministrazioni comunali hanno attuato a favore della popolazione. L’attenzione e la cura delle fragilità sociali hanno rappresentato una sorta di filo rosso che ha connotato le politiche sociali delle amministrazioni nel corso dei vari decenni. Tuttavia, benché il monitoraggio e il sostegno alle povertà sociali fossero ben strutturati e collaudati, la crisi pandemica da Covid-19 ha sollecitato un repentino rinnovamento dell’assetto dei servizi pubblici ed un rapido superamento delle modalità di lavoro collaudate negli anni. Questo improvviso cambiamento ha offerto, allo stesso tempo, lo stimolo per la creazione di nuove forme di risposta ai bisogni e alle povertà.
Le sfide sociali legate alla crisi del Covid-19 hanno rappresentato l’impulso per mettere sotto una lente d’ingrandimento le prassi operative e gli standard di servizio fino ad allora adottati dall’Amministrazione comunale durante il precedente periodo di “normalità”. In fondo, la crisi epidemiologica ha funzionato come una sorta di “stress-test” sull’abituale realtà dei servizi sociali ed in particolar modo per quella fascia di anziani che è stata particolarmente colpita dal virus. Tutto questo permette ora di cogliere aspetti positivi e criticità, con una lucidità di analisi che la normalità non avrebbe probabilmente consentito.

Leggi: I Luoghi della Cura


Riequilibrare Nord e Sud per costruire il Welfare delle opportunità

Lezioni della storia
Il Presidente del Consiglio Draghi, aprendo i lavori della Conferenza “SUD–Progetti per ripartire”, promossa dal Ministro Carfagna, ha affermato, con la sua consueta chiarezza, la necessità di imprimere nuovo impulso al processo di convergenza tra Mezzogiorno e centro-Nord che è fermo da decenni. Anzi, dagli inizi degli anni ’70 a oggi è grandemente peggiorato. Il prodotto per persona nel Sud è passato dal 65% del Centro Nord al 55%. Negli ultimi anni, c’è stato un forte calo negli investimenti pubblici, che ha colpito il Sud ovviamente insieme al resto del Paese. Tra il 2008 e il 2018, la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si è infatti più che dimezzata ed è passata da 21 a poco più di 10 miliardi.
Tali evidenze e le nuove e significative opportunità offerte dai Piani Europei di rilancio non possono tuttavia lasciare in ombra i limiti mostrati dal Sud: abbiamo imparato che tante risorse non portano necessariamente alla ripartenza del Mezzogiorno. Ci sono due problemi: uno nell’utilizzo dei fondi europei, l’altro nella capacità di completamento delle opere pubbliche.
Di certo, anche queste difficoltà dimostrano la persistenza di una Questione meridionale, che ha forme e caratteristiche diverse rispetto ai decenni passati. D’altra parte, l’analisi storica, economica e sociale più critica riconosce che – insieme all’eredità di un profondo sottosviluppo e ad un livello di diffusa povertà materiale e culturale – vi sia stato e vi sia un problema di classi dirigenti che hanno alimentato immobilismo, clientele, malaffare e organizzazioni criminali. Così come non può – tale critica – accettare l’immagine di un Sud che vive alle spalle del resto del Paese.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Poste: pensioni giugno in pagamento dal 26 maggio

Anche le pensioni del mese di giugno saranno accreditate a partire da mercoledì 26 maggio per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 Atm Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello. Lo comunica Poste Italiane in una nota.
In continuità con quanto fatto finora e con l’obiettivo di evitare assembramenti, si legge, il pagamento delle pensioni in contanti avverrà secondo la seguente turnazione alfabetica che potrà variare in base al numero di giorni di apertura dell’Ufficio Postale di riferimento. Pertanto, comunica Poste, il calendario per i prelievi seguirà lo schema: i cognomi dalla A alla B mercoledì 26 maggio; dalla C alla D giovedì 27 maggio; dalla E alla K venerdì 28 maggio; dalla L alla O sabato mattina 29 maggio; dalla P alla R lunedì 31 maggio; infine dalla S alla Z martedì 1° giugno.
Poste Italiane ricorda inoltre “che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali e che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono richiedere, delegando al ritiro i Carabinieri, la consegna della pensione a domicilio. Le modalità di pagamento anticipato delle pensioni – si legge ancora – hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. È necessario indossare la mascherina protettiva, entrare nell’Ufficio Postale solo all’uscita del cliente precedente e tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno sia nelle sale aperte al pubblico”, conclude la nota di Poste.

Leggi: Inca


Pensioni: certificazione del diritto per il personale scolastico

“Si avvia a conclusione, anche quest’anno positivamente e nei tempi programmati, l’operazione di certificazione del diritto alla pensione per il personale del comparto scuola, svolta da Inps in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.” L’Inps fa sapere che alla data del 20 maggio ha già completato, anche grazie all’impegno delle scuole e dell’Amministrazione scolastica, la definizione del 95% delle certificazioni del diritto alla pensione in relazione alla platea interessata.
In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale, l’Istituto sottolinea come ciò permetterà al Ministero dell’Istruzione di realizzare in tempi utili le operazioni di mobilità e di immissione in ruolo del personale in funzione dell’avvio del nuovo anno scolastico.
Considerando le verifiche con esito positivo, l’Istituto afferma che risultano certificati i diritti alla pensione per 42.204 nominativi (31.873 del personale docente; 9.235 del personale ATA; 581 insegnanti di Religione; 406 dirigenti scolastici; 109 nel personale educativo). Sono stati dunque pienamente raggiunti gli obiettivi, grazie anche all’intenso lavoro tra gli uffici territoriali delle due Amministrazioni, nonostante le difficoltà del lungo periodo di emergenza sanitaria e la prevalente attività in smart working. La collaborazione tra Inps e Ministero dell’Istruzione ha inoltre permesso, a livello centrale, attraverso una cabina di regia dedicata, di risolvere le criticità riscontrate sui dati trasmessi in relazione alle posizioni assicurative dei dipendenti per la liquidazione della pensione.

Leggi: Inca

 

 

 

 

 

Cantieri, muoiono gli anziani

I dati dell’osservatorio Fillea parlano chiaro. Nei primi due mesi del 2021, il 43% dei morti sul lavoro in edilizia è tra i 40 ed i 60 anni, un altro 43% è di over 60, di cui 3 ultrasettantenni. Si tratta addirittura del 170% in più rispetto all’anno scorso
Nelle costruzioni si continua a morire di lavoro. E i morti sono sempre più spesso lavoratori anziani. Il comparto dell’edilizia, anche in questi primi mesi del 2021 resta uno dei settori più a rischio, seguito dai lapidei. Secondo il monitoraggio indipendente della Fillea Cgil, sono stati 32 gli infortuni fatali nei primi due mesi dell’anno.
E’ un dato in enorme crescita, tra l’altro: si tratta addirittura del 170% in più rispetto all’anno scorso, il doppio delle vittime registrate nel 2019. Nei cantieri italiani si muore soprattutto per caduta dall’alto (48%) o travolti da materiali (26%) Ma a preoccupare il sindacato c’è anche l’età dei lavoratori morti sul lavoro, sempre più avanti con gli anni: il 43% delle vittime è tra i 40 ed i 60 anni, il 43% over 60, di cui 3 ultrasettantenni.

Leggi: Collettiva


NEWS:

lunedì 17 maggio 2021
La prevenzione è ancora il fanalino di coda del Ssn

Scarsi investimenti e tagli al personale dedicato e l’epidemia di COVID 19 ha peggiorato le cose. Si è avvertita in gran parte del Paese la carenza di coordinamento regionale per le attività di sanità pubblica e di tutela della salute collettiva, specie nella prima fase dell’epidemia, che ha determinato gravi criticità nel sistema
Con un investimento nella Prevenzione dello 0,5 per cento contro la media Europea del 2,9 per cento, il nostro Paese occupa il fanalino di coda della classifica stilata in questo delicato ambito. Ed ancora in 10 anni, dal 2008 al 2018 si è registrato per gli Operatori della Prevenzione in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro quasi il dimezzamento degli organici, da 5.060 a 3.246.
Questo ed altri temi che fotografano le criticità di un settore di primo piano della Sanità Pubblica, soprattutto in questo periodo pandemico da Sars-Cov-2, sono stati elencati in una nota inviata alcune ore fa al Presidente del Consiglio Mario Draghi ed ai Ministri della Salute Roberto Speranza, del Lavoro Andrea Orlando, della Giustizia Marta Cartabia, nonché al Presidente della Conferenza Stato Regioni Massimiliano Fedriga, da parte della CIIP, la Confederazione Italiana Interassociativa della Prevenzione, fondata 30 anni fa, a cui fanno riferimento 13 organizzazioni scientifiche e professionali del settore, per esprime forte preoccupazione per l’aumento degli infortuni, in particolare gravi e mortali, verificatisi in Italia.

Leggi: Quotidiano Sanità, 17/05/2021


domenica 16 maggio 2021
Covid: dove mettere il miliardo di euro in pensioni che l’Inps risparmia ogni anno

Considerando l’alternativa, invecchiare è la miglior cosa che possa capitare nella vita. Possibilmente in salute. Sappiamo che purtroppo non va sempre così. In Italia ci sono 3 milioni di non autosufficienti (5% della popolazione) e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030. Parliamo di persone che non sono in grado di fare niente da soli e hanno bisogno di un accompagnamento. E allora proviamo a metterci nei loro panni: cosa devono fare per avere il sostegno a cui hanno diritto?
In Italia ci sono 3 milioni di non autosufficienti (5% della popolazione) e il loro numero è destinato a raddoppiare entro il 2030
Odissea tra uffici e sportelli
Per il riconoscimento di una invalidità al 100% perché non riesco a camminare, lavarmi, vestirmi né a mangiare senza l’aiuto di un accompagnatore, devo andare dal medico di famiglia che mi fa la certificazione, che poi invio all’Inps per ottenere un codice identificativo. Con questo codice vado a fare la visita medica all’Asl, e poi presento online la domanda. Ma se non ho dimestichezza posso rivolgermi ad un patronato. A questo punto il mio caso viene esaminato da una commissione presieduta da un medico Inps. Una volta ricevuto dall’Istituto di previdenza il verbale di indennità civile, compilo il modulo AP70 che mi consente di ricevere dalla stessa Inps l’indennità di accompagnamento di 522,10 euro al mese, indipendentemente dal reddito. Non ci sono dati ufficiali sui tempi di questo iter, ma le esperienze raccolte sul campo dicono che passano dai cinque ai sei mesi.

Leggi: Corriere della Sera, 16/05/2021


venerdì 14 maggio 2021
Con la pandemia raddoppiati gli infortuni in casa

L’allarme lanciato dall’Inail riguarda soprattutto le casalinghe
Lavori in casa, raddoppiano gli infortuni e le casalinghe sono sempre più a rischio proprio dentro le mura domestiche a causa dei carichi di lavoro e dell’incremento dell’età di chi si prende cura della famiglia a titolo gratuito. Oltre 90mila sono le donne che in Umbria si dichiarano casalinghe secondo l’Istat, e quasi la metà di queste ha oltre 65 anni. Di contro aumentano anche i rischi in casa: infatti, secondo quanto emerge dagli ultimi dati disponibili dell’Inail, gli infortuni domestici sono quasi raddoppiati in un anno: nel 2019 45 sono state le denunce presentate all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (contro le 27 del 2018 e le 15 del 2017). La maggior parte degli infortuni sono stati registrati nella provincia di Perugia (29) e hanno riguardato soprattutto fratture dovute a cadute accidentali nelle abitazioni durante le faccende domestiche.
Di tutte le denunce presentate all’Inail 20 sono state accettate dall’Istituto senza ottenere però un indennizzo. Un altro dato preoccupante è che gli incidenti domestici sono più frequenti ai danni delle casalinghe con un’età compresa tra i 60-65 anni, a dimostrazione che nell’ambito famigliare sono sempre più le persone anziane a prendersi cura della famiglia non senza, appunto, conseguenze.

Leggi: Il Messaggero, 14/05/2021


venerdì 14 maggio 2021
Invecchiare a casa è meglio

Ci troviamo in un momento cruciale per gli anziani. In tanti, troppi, se ne sono andati con il Covid. Chi è rimasto spesso ha trovato tanta solitudine, poca assistenza domiciliare, servizi carenti.
Le questioni sul campo della non autosufficienza sono molteplici. Una legge quadro è in arrivo, secondo quando previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil vigilano e hanno avviato un confronto con il governo per condurre in porto questo importante risultato, da anni reclamato a gran voce.
Quando si parla di non autosufficienza si parla anche di domiciliarità, ovvero del diritto di invecchiare a casa propria, diritto per il quale il sindacato dei pensionati della Cgil si batte da anni, anche con la contrattazione territoriale e con iniziative di riflessione come quella che si è svolta ieri a Bari dal titolo Abitare e Domiciliarità, quando invecchiare a casa è meglio.
La domiciliarità riguarda anche tanti anziani che non sono ancora non autosufficienti ma che hanno bisogno di assistenze e di cure. Pensare a un modo per ritardare il più possibile la loro ospedalizzazione vuol dire innanzitutto difendere il diritto di vivere a casa propria e garantire una vecchiaia dignitosa, ma significa anche non gravare troppo sul sistema sanitario nazionale con i costi elevatissimi che un’ospedalizzazione comporta. Oggi però non è sempre facile trovare alternative domiciliari all’ospedale.

Leggi: Liberetà, 14/05/2021


giovedì 13 maggio 2021
Il monito della Corte Costituzionale: “In sanità è necessario un esercizio forte, da parte dello Stato, del potere di coordinamento e correzione delle inefficienze regionali”

“Un esercizio inadeguato di questo potere non solo comporta rischi di disomogeneità ma può ledere gli stessi livelli essenziali delle prestazioni. Questo problema di fondo si è riproposto nel contesto attuale, pure caratterizzato dalla competenza esclusiva dello Stato in materia di profilassi internazionale, competenza che avrebbe dovuto garantire quell’unitarietà di azione e di disciplina che la dimensione nazionale dell’emergenza imponeva”. Così il Presidente Giancarlo Coraggio nella sua relazione sull’attività della Consulta.
“La peculiarità di un servizio sanitario nazionale ma a gestione regionale richiede un esercizio forte, da parte dello Stato, del potere di coordinamento e di correzione delle inefficienze regionali: un esercizio inadeguato di questo potere non solo comporta rischi di disomogeneità ma può ledere gli stessi livelli essenziali delle prestazioni, sul cui rispetto, anche nel 2020, la Corte si è più volte soffermata. Questo problema di fondo si è riproposto nel contesto attuale, pure caratterizzato dalla competenza esclusiva dello Stato in materia di profilassi internazionale, competenza che avrebbe dovuto garantire quell’unitarietà di azione e di disciplina che la dimensione nazionale dell’emergenza imponeva e tutt’ora impone”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 13/05/2021


giovedì 13 maggio 2021
La Rsa si sposta a casa degli anziani

Il programma di assistenza dal nome “Rsa aperta” ha l’obiettivo di consentire alla persona anziana non autosufficiente o affetta da demenza di rimanere nella propria casa, rinviando il ricovero in una struttura residenziale. Nella sostanza, un team scelto dalla Rsa si reca a domicilio dal paziente per fornire una serie di prestazione gratuite, da quelle assistenziali a quelle riabilitative. Si prevede la possibilità di attuare interventi infermieristici e di stimolazione cognitiva, non tralasciando la gestione dei disturbi del comportamento e delle problematiche legate a malnutrizione e disfagia alle attività motorie all’igiene personale. In certi casi è prevista la consegna di pasti caldi sette giorni su sette e la pulizia dell’alloggio.
Un altro aspetto del programma riguarda il supporto al caregiver, attraverso consulenze personalizzate, sia per l’adattamento degli spazi domestici, sia per affrontare problemi di carattere comportamentali. Per “Residenza aperta” si intende anche la possibilità di aprire la struttura ad attività fisiche di mantenimento e di animazione, e – contemporaneamente – di offrire la un ricovero temporaneo nei casi necessari, a causa di una riacutizzazione della malattia o per garantire un periodo di riposo ai familiari. Questo modello di welfare di prossimità è nato in Lombardia ed è attivo in Liguria, Piemonte e Veneto, e ogni Regione presenta regole diversificate di accesso e gestione. In tutti i casi si rivolge a persone con demenza certificata e a tutti gli over 75 non autosufficienti, invalidi al 100%.

Leggi: Centro Studi 50&Più, 13/05/2021


giovedì 13 maggio 2021
“Trasformare le Rsa in servizio di supporto a famiglie e anziani”

Controlli Nas, Messina (Senior Italia FederAnziani): “Nessuna giustificazione possibile per situazioni di abbandono e sovraffollamento intollerabile”. La necessità di un modello integrato nella rete assistenziale territoriale e e centrato sulla domiciliarità
“È gravissimo che in un momento così difficile nella vita del Paese, che vede un grande sforzo unitario per il superamento della pandemia, e l’impegno quotidiano di migliaia di persone, tra medici, infermieri, operatori sanitari, per salvare la vita dei nostri anziani, ci sia invece chi specula sulla pelle di questi ultimi, chi ne calpesta la dignità e addirittura ne mette a rischio la salute e la vita”. E’ il commento di Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani in merito all’esito dei controlli effettuati dai Nas in 572 strutture per anziani che hanno portato a rilevare irregolarità nel 25% delle strutture.
“Il bilancio dell’azione dei Nas, come sempre puntuale e impeccabile, è pesantissimo: quello che emerge è che in Italia purtroppo tra le strutture residenziali per anziani, a fronte di una maggioranza pienamente rispettosa delle regole, se ne annoverano anche molte poco o per niente sicure, tanto più in un momento delicato come quello che stiamo attraversando.

Leggi: Redattore Sociale, 13/05/2021


giovedì 13 maggio 2021
“The Father”, nella testa di un anziano che si perde. E di chi si prende cura di lui

Il 20 maggio in sala il film di Florian Zeller, che racconta l’insorgere e l’avanzare della demenza: la confusione e lo smarrimento del padre, ma anche la disperazione dei suoi caregiver, diventano esperienza vissuta. Dalla casa all’istituto, la “cura” degli anziani al centro della scena. E della storia che stiamo attraversando
Anthony smarrisce continuamente il suo orologio, sospetta che qualcuno glielo abbia rubato: accade almeno una volta al giorno, ormai, impegnandolo in una ricerca affannosa e continua. “Succedono cose strane”, dichiara spesso, cercando di convincere sua figlia Anne che il problema sia fuori, e non dentro la propria testa. Poi arriveranno le lacrime, il pianto disperato, a segnare la resa: insieme all’orologio, Anthony sta smarrendo inesorabilmente la capacità di governare il tempo, di orientarsi
nello spazio, di riconoscersi e riconoscere. E piangendo, tornerà fanciullo, tra le braccia di un’infermiera che sarà la nuova mamma, in quella nuova casa che si chiama casa di riposo.

Leggi: Redattore Sociale, 13/05/2021


mercoledì 12 maggio 2021
Pnrr: Sindacati, bene l’istituzione di un tavolo tecnico/politico di confronto sulla non autosufficienza

“L’incontro con il Governo sull’esigenza di varare una legge quadro sulla non autosufficienza è stato positivo”. Lo dichiarano in una nota congiunta i Segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Rosanna Dettori, Andrea Cuccello, Domenico Proietti ed i Segretari Generali della Federazione dei Pensionati, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo, al termine dell’ incontro in videoconferenza con i Ministri del Lavoro e della Salute, Andrea Orlando e Roberto Speranza.
“È positivo che Il Pnrr abbia fatto propria la nostra proposta di una legge quadro per le persone non autosufficienti, ma la sua approvazione deve avvenire adesso e non a fine legislatura nel 2023. Se questa è davvero la sfida per il welfare, il fattore tempo è determinante”. “Questa riforma – sottolineano i sindacalisti – deve affrontare in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione finalizzato ad offrire le migliori condizioni per mantenere la massima autonomia possibile. Le risorse del welfare socio sanitario per la non autosufficienza, previste dal Pnrr, non sono sufficienti rispetto al fabbisogno stimato per un primo pacchetto di interventi (dai 7,5 ai 9 miliardi di euro), considerando che vanno resi strutturali i finanziamenti per le indispensabili assunzioni di personale”.

Leggi: Auser, 12/05/2021


mercoledì 12 maggio 2021
Non autosufficienza, la legge c’è. Avanti il confronto

Finalmente una legge sulla non autosufficienza. A prevederla, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, è il Piano nazionale di ripresa e resilienza. I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil ieri hanno incontrato i Ministri del Lavoro Andrea Orlando e della Salute Roberto Speranza per fare il punto. L’obiettivo per i sindacati è partecipare alla scrittura della legge quadro.
“Nel Pnrr c’è scritto nero su bianco l’impegno del governo a definire una legge nazionale sulla non autosufficienza, come chiedevamo da tempo. Ora quella legge va scritta”, dicono i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo.
“È positivo che Il Pnrr abbia fatto propria la nostra proposta di una legge quadro per le persone non autosufficienti, ma la sua approvazione deve avvenire adesso e non a fine legislatura nel 2023″, hanno detto al termine dell’incontro. “Se questa è davvero la sfida per il welfare, il fattore tempo è determinante”.
Per i sindacati dei pensionati la riforma deve affrontare in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione finalizzato ad offrire le migliori condizioni per mantenere la massima autonomia possibile.

Leggi: Liberetà, 12/05/2021


martedì 11 maggio 2021
C’è tempo sino a tutto il 2022 per pagare i lavori del superbonus in condominio, senza più l’obbligo di eseguire il 60% dei lavori entro giugno.

Slitta invece al 30 giugno 2023 il termine per i lavori negli ex Iacp. Confermato il termine per le persone fisiche proprietarie di palazzine da 2 a 4 unità immobiliari: anche per loro c’è tempo sino al 31 dicembre 2022 ma solo se avranno, loro sì, realizzato almeno il 60% dei lavori entro il 30 giugno 2022. La modifica è prevista dall’articolo 1, commi 3, 4 , 5 e 8, del Dl 59/ 2021 (in vigore dall’8 maggio) , che reca le misure urgenti per il Fondo complementare al Pnrr.
I vantaggi
Maggiori certezze quindi, per chi in condominio ha intenzione di iniziare i lavori, anche se siamo lontani dalla proroga generalizzata al 2023. Sinora il limite del 60% entro giugno era previsto proprio per i condomìni, che invece possono organizzarsi come meglio credono. E questo è certamente un vantaggio, data l’enorme difficoltà di avvio dell’operazione, che richiede tempi lunghi di decisione anche a fronte di una realizzazione magari veloce. Compatibilmente con la situazione attuale di carenza di manodopera specializzata, materiali e ponteggi

Leggi: Il Sole 24 Ore, 11/05/2021


DALLE REGIONI:

martedì 18 maggio 2021
“Prendi in casa uno studente”: 650 convivenze a Milano dal 2004

Il progetto finora si è rivolto agli anziani, ma adesso viene esteso anche a famiglie, coppie e single che potranno ospitare un under 35. Al via la campagna di comunicazione
Dal 2004 il progetto “Prendi in casa” offre alloggi a under 35, ospiti di anziani che hanno una camera in più. Finora sono state avviate oltre 650 convivenze. Ora viene esteso e anche famiglie, coppie e single potranno accogliere nelle loro case lavoratori o studenti fuori sede. MeglioMilano, associazione fondata nel 1987 da Camera di Commercio, Unione Confcommercio e Automobile Club di Milano e che gestisce il progetto, ha quindi lanciato una campagna di comunicazione sui social media. “Prendi in casa è un progetto che ha l’obiettivo di offrire alloggi a prezzi accessibili per i giovani -spiegano gli organizzatori-. È una possibilità per i residenti (proprietari di casa o titolari di contratto di affitto) di condividere le spese di casa, creando un contesto familiare e di sostegno reciproco”.
“È un progetto innovativo -aggiunge MeglioMilano- perché sperimenta un nuovo modo di abitare, che trasforma il bisogno abitativo dei giovani in un’opportunità di socialità per i residenti e per creare coesione sociale tra i nuovi e i vecchi milanesi creando relazioni virtuose di sostegno reciproco”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/05/2021


lunedì 17 maggio 2021
Marche, le assistenti sociali ci “mettono la faccia” (e si raccontano)

Otto i progetti selezionati per la nuova edizione dell’iniziativa ideata dalla Commissione Comunicazione dell’Ordine regionale. Video e parole per promuovere il lavoro dell’assistente sociale e i progetti sul territorio
Sono 8 i progetti selezionati per la nuova edizione di “Mettiamoci la faccia”, l’iniziativa ideata dalla Commissione Comunicazione dell’Ordine Assistenti Sociali delle Marche, presieduta da Sara Concetti. Otto interessanti progetti, come ha ribadito la presidente uscente dell’Ordine Marzia Lorenzetti, che verranno raccontati attraverso video ed articoli per promuovere il lavoro dell’assistente sociale. “Oltre all’importante attività portata avanti dalla Commissione Comunicazione in questi anni – ha spiegato – è sempre più necessario far uscire questi racconti dal nostro territorio. Attraverso Mettiamoci la faccia, infatti, diamo la possibilità alle assistenti sociali delle Marche di veicolare le proprie progettualità, creando al contempo delle finestre aperte su tutto il panorama nazionale, anche grazie alla preziosa collaborazione instaurata con l’agenzia Redattore Sociale”.

Leggi: Redattore Sociale, 17/05/2021


IN AGENDA:

19.05.2021 – Alimentazione, benessere, salute: tre incontri online con il dott. Paolo Pigozzi. Una iniziativa Auser e Spi Cgil

Tre incontri online aperti a tutti con il dott. Paolo Pigozzi per parlare di alimentazione sana, benessere e salute. Iniziativa promossa da Auser e Spi Cgil. Si comincia il 19 maggio con il tema “Mangiar bene per vivere bene.Come mantenere il nostro organismo e il sistema immunitario il più possibile in salute anche in tempi di pandemia. Tra scienza e tradizione. Riflessioni, suggerimenti e qualche ricetta”. L’appuntamento successivo si terrà il 27 maggio durante il quale si parlerà di “Muoversi per restare vivi”, terzo e ultimo incontro il 9 giugno con “Il cibo dell’anima. Ridurre lo stress, nutrire la mente e lo spirito per rinforzare il sistema immunitario e vivere felici e contenti. Un obiettivo che tutti meritiamo di raggiungere”.
Tutti gli incontri si terranno online dalle ore 15 alle 17,30 si potrà accedere a questo link

Leggi: Auser


20.05.2021 – Il budget di salute: dalle promesse a quale realtà?

In occasione dell’uscita dell’inserto speciale di Prospettive Sociali e Sanitarie (n.1 – Inverno 2021), welforum.it propone per giovedì 20 maggio 2021 un nuovo seminario gratuito: Il budget di salute: dalle promesse a quale realtà? per il quale saranno richiesti 2 crediti formativi per assistenti sociali.
È possibile iscriversi qui per ricevere il link di partecipazione. Il programma è disponibile qui.


7/14/21/28 maggio ore 15.00/17.00 CAREGIVER DAY 2021: SENTIERI DI CURA POST COVID- 19 – UNDICESIMA EDIZIONE

E’ trascorso un lungo, difficile anno in cui la pandemia ha cambiato profondamente le nostre esistenze. La cura ha mostrato di essere essenziale nel dare speranza, accoglienza, sostegno. E proprio per questo il prendersi cura va riconosciuto, sostenuto, valorizzato, ma anche riprogettato, riconnesso, integrato nelle nostre vite. Un lavoro di cura sostenibile attraverso servizi di prossimità e welfare di comunità, tra generi e generazioni, tra casa e lavoro, tra distanza e presenza, tra tecnologia e contatto in presenza. Di tutto questo vogliamo parlare insieme nella undicesima edizione del Caregiver Day (giornate dedicate al familiare che si prende cura di un proprio caro) che -dalle ore 15,00 alle ore 17,00 – con accesso gratuito previa iscrizione. avranno luogo da remoto -in modalità webinar – tutti i venerdì del mese di maggio.

Leggi: Caregiver Day


31.05.2021 – Recovery plan, quale sussidiarietà?

Il prossimo 31 maggio un webtalk promosso da Vita con Avvenire in cui quattro rappresentanti della società civile, Andrea Morniroli, Francesco Marsico, Stefano Granata e Anna Lisa Mandorino interloquiranno con i rappresentanti dei partiti, Giuseppe Provenzano, Maria Chiara Gadda, Maria Teresa Bellucci e Maurizio Lupi.

Leggi: Vita


IN EVIDENZA:

 La povertà energetica e le misure di contrasto – Tra pandemia e PNRR

Che cos’è la povertà energetica?
La povertà energetica è una condizione di inabilità ad accedere ai livelli socialmente e materialmente necessari di consumo energetico, ed è dovuta a una combinazione di fattori come il basso reddito familiare, gli alti costi dell’energia, un consumo energetico elevato a causa della bassa efficienza energetica della casa e degli elettrodomestici. La povertà energetica mette a rischio la salute fisica e mentale, riduce le performance sul lavoro e a scuola e ha anche effetti negativi sull’ambiente.
Come si misura? Poiché la povertà energetica è un fenomeno con diverse cause ed è incorporato in un contesto socio-tecnico complesso, sarebbe difficile misurarla con un solo indicatore. Ecco perché l’osservatorio Europeo della Povertà Energetica (EPOV) indica quattro diversi indicatori primari per misurare la povertà energetica, dei quali due sono il consumo energetico troppo basso e la quota di reddito dedicata alla spesa energetica troppo elevata. Gli altri due indicatori spesso usati per catturare la povertà energetica, sono il ritardo nel pagamento delle bollette e l’incapacità di mantenere la casa adeguatamente calda d’inverno (o fredda d’estate). Tra gli indicatori secondari della povertà energetica è opportuno menzionare la mortalità invernale in eccesso o la presenza di gravi problemi di qualità dell’abitazione, come perdite dal tetto, umidità nei pavimenti, nei muri o nelle fondamenta, muffe e funghi alle finestre.

Leggi: Welforum


 Combattere la povertà energetica? Serve un’azione coordinata di istituzioni Ue e società civile

Di fronte all’aggravamento della povertà energetica in Europa indotto dalla pandemia sono necessarie misure urgenti. Tutte le istituzioni a livello europeo, nazionale e locale devono unire le loro forze in un approccio coordinato per affrontare il problema con il coinvolgimento attivo della società civile organizzata, che deve poter svolgere un ruolo chiave nella definizione e nell’attuazione di politiche volte a eliminare la povertà energetica
Nel 2019 la povertà energetica ha toccato circa 35 milioni di persone, calcola Eurostat. La pandemia di Covid-19 ha aggravato le disuguaglianze e il numero delle persone che vivono in condizioni di povertà è aumentato, con il rischio di compromettere seriamente gli sforzi volti a combattere la povertà energetica. Affrontarla può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica, riducendo in tal modo le disuguaglianze nell’Unione europea e sostenendo la ripresa dalla crisi della pandemia di Covid-19.
Deve quindi diventare una priorità nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), del Green Deal europeo, e del Pilastro europeo dei diritti sociali, insieme di 20 principi e diritti fondamentali in ambito sociale con cui l’Ue intende mettere al primo posto le tutele lavorative e sociali. Tutte le istituzioni a livello europeo, nazionale e locale, devono unire le loro forze per affrontare la povertà energetica, con il coinvolgimento attivo della società civile organizzata.

Leggi: Vita


Governance e riparto del PNRR per il SSN

Per riparare ai gravi danni sociali ed economici causati dalla pandemia, l’Europa ha potenziato il proprio bilancio pluriennale 2021-2027 con un programma di finanziamento straordinario: il Next Generation EU (NGEU) conta infatti una quantità complessiva di risorse pari a 750 miliardi di euro, dei quali oltre la metà è costituita da sovvenzioni (390 mlrd €). Il NGEU non è solamente un ammontare cospicuo di risorse, ma piuttosto uno strumento programmatico di ripresa economica attraverso cui l’Europa intende dare forma ai pilastri cardine della propria visione strategica per il futuro: transizione ecologica, trasformazione digitale, coesione sociale, territoriale e di genere, crescita sostenibile ed inclusiva, politiche di sostegno per le nuove generazioni, salute e resilienza istituzionale.
Il nostro Paese ha fatto propri questi i principi fondamentali attraverso l’elaborazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede l’impiego di 191,5 miliardi di euro, ovvero l’ammontare massimo che l’Italia può richiedere nell’ambito del NGEU, suddivisi in 68,9 miliardi di sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti. A queste risorse vanno poi sommate quelle rese disponibili dal programma di finanziamento REACT-EU (13 miliardi di euro), pensate per il brevissimo periodo da spendere negli anni 2021-2023 secondo normative europea e quelle derivanti dalla programmazione nazionale aggiuntiva (il c.d. fondo complementare, che ammonta a 30,64 miliardi di euro).

Leggi: Welforum


Basta favori iniqui, rafforziamo il welfare

Affrontare le iniquità e i buchi dei bonus e delle agevolazioni fiscali richiede un deciso cambio di rotta a favore del rafforzamento del welfare dei servizi, dai servizi sanitari ai servizi sociali ed educativi, fin dalla prima infanzia. Ma cosa intendere per rafforzamento? Rafforzare significa, certamente, investire più risorse: in tutti i servizi appena richiamati, è netta l’inferiorità della spesa pubblica italiana rispetto alla spesa media del resto dei paesi europei. Le risorse, tuttavia, non sono tutto. Nonostante gli esempi di successo, l’offerta pubblica si dimostra in troppi casi carente e sono altresì evidenti i limiti dei tentativi di contrastare le carenze pubbliche con l’introduzione di elementi di quasi mercati, quali le remunerazioni incentivanti e le esternalizzazioni. In molti casi, l’esito è stato null’altro che l’aggiunta di un male ad un altro. Basti pensare ai direttori generali del Ssn remunerati per tagliare la capacità in eccesso che sarebbe stata così utile per affrontare la pandemia. Rafforzare il welfare dei servizi richiede dunque di occuparsi anche di come migliorare le modalità di erogazione. Vorrei proporre alcune indicazioni, per quanto succinte. Primo, va rafforzata la natura di rete dei servizi. Prevenire e soddisfare bisogni richiede un insieme composito di interventi. Non basta la somma di prestazioni. Le reti soddisfano esattamente questo obiettivo. Permettono di offrire percorsi integrati, radicati nei diversi territori.

Leggi: Bollettino Adapt


Gioco d’azzardo e alcol in età anziana: una ricerca dell’Ordine Assistenti Sociali Lombardia

Fenomeni diffusi, ma sommersi e poco indagati. Parliamo del bere tardivo e del gioco d’azzardo in età anziana, affrontati dell’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali della Lombardia attraverso una ricerca ad hoc, di cui l’articolo presenta i principali risultati. L’indagine, che ha sollecitato la comunità professionale a “fermarsi” e interrogarsi sul tema, ha indicato bisogni formativi specifici e possibili nuovi ambiti di attività, anche nella prevenzione.
di Beatrice Longoni (Consigliere referente del Gruppo Anziani del CROAS Lombardia), Mirella Silvani (Consigliere Segretario del CNOAS, già Presidente del CROAS Lombardia)
La ricerca “Gioco d’azzardo e alcol in età anziana: pensieri ed esperienze degli assistenti sociali lombardi” è nata dal lavoro del gruppo tematico “Anziani”, uno dei 12 gruppi tematici dell’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali della Lombardia (CROAS Lombardia) e ne rappresenta in modo perfetto la funzione e il valore.
L’organizzazione e l’attività dei gruppi tematici e dei 10 gruppi territoriali provinciali è una peculiarità del CROAS Lombardia; negli anni i gruppi hanno prodotto riflessioni, studi e proposte utili sia allo sviluppo dei processi d’intervento professionale, sia alla definizione di piani operativi del sistema sociosanitario e sociale regionale. Da oltre un decennio, i gruppi tematici e territoriali rappresentano il modello scelto dal CROAS Lombardia per promuovere la partecipazione degli iscritti al mandato dell’Ordine: rappresentare la comunità professionale e costituirne l’espressione, a tutela sia dei professionisti sia dei cittadini, riguardo alla qualità dell’intervento.

Leggi: I Luoghi della Cura


Cambio di passo – Servono piani e progetti capaci di esprimere un nuovo modello di abitare accettando la sfida urgente di riscrivere le basi del rapporto Uomo-Natura

Era il secondo dopoguerra quando il boom economico, le necessità della ricostruzione e l’elevata richiesta di alloggi, tra i tanti fattori, determinarono la crescita esponenziale dei centri urbani, la cui voracità di suoli supportata da un’urbanistica espansiva si espresse in tempi talmente rapidi da stravolgere la fisionomia del paesaggio urbano. Con l’inesorabile smantellamento della società mezzadrile anche il suo modello di organizzazione territoriale ha conosciuto la crisi. Una crisi che non si è limitata allo spopolamento, all’abbandono dei vecchi luoghi, i paesi, in favore dei nuovi, in città, ma che ha intaccato qualcosa di più profondo, lo stesso legame tra Uomo e Natura. La periferia urbana si espandeva e in nome del progresso venivano recisi i legami con il mondo agreste, persa la capacità di osservazione dei fenomeni, il rispetto dei tempi e degli spazi della natura. Nel tempo però gli intonaci si sono scrostati rivelando l’obsolescenza di quell’idea di progresso figlia dell’economia lineare e l’obsolescenza della sua traduzione territoriale, che oggi trova nell’espressione di Augé una sintesi tanto efficace quanto preoccupante: non-luogo. Tralasciamo per questa volta l’analisi delle cause, che pure sarebbe necessaria, quello che interessa in questa sede è provare a fornire alcune soluzioni. Il XXI secolo apre le porte ad una nuova consapevolezza: la necessità di rammendare le periferie, per dirla con Piano, consapevolezza che oggi assume una dimensione ancor più forte in relazione alla timida crescita di una cultura della sostenibilità.

Leggi: Fillea-Cgil


Un’idea semplice – Riconnettere bisogni e condizioni dell’abitare in sicurezza nelle città grandi, medie e piccole

Di recente abbiamo assistito a un seminario di ASVIS sulla legge di bilancio 2021 e sul PNRR che il Governo Draghi sta riscrivendo. Si è trattato, come sempre, di un rapporto estremamente dettagliato sullo stato di avanzamento verso gli obiettivi ONU 2030 sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Finita la rassegna puntuale e dettagliata, si avverte sempre l’esigenza di comprendere da quali priorità si debba partire e come. Se ci sono obiettivi più generali con cui riassumere i tanti capitoli e se vi sono ostacoli da rimuovere per poter essere più efficaci. Se è preferibile scegliere un percorso realizzativo top down (da Roma in giù, per intenderci) o invece una filiera di confronto con le istituzioni che parte dai bisogni delle persone e dei territori, come più consono a un’Associazione come la nostra.
Sul primo punto certo le priorità sono tante, ma non possiamo dimenticare quella del lavoro. La necessità urgente di creare nuove occasioni di lavoro per giovani e donne e raggiungere la “piena occupazione”. Un obiettivo che a destra e a sinistra negli ultimi venti anni è stato colpevolmente dimenticato, anche in Europa. La domanda interna è ferma nel nostro paese da molto tempo. Non sarà la ripresa della domanda estera, quando arriverà, a risolvere il problema se non torneranno a crescere consumi e investimenti in Italia.

Leggi: Fillea-Cgil


SEGNALAZIONI:

Pensionati all’estero: accertamento esistenza in vita
Nei prossimi giorni i pensionati che riscuotono in Europa, Africa e Oceania, ad esclusione dei Paesi Scandinavi e dei Paesi dell’est Europa, riceveranno da Citibank NA i moduli di richiesta di attestazione dell’esistenza in vita. Lo comunica l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale, sottolineando come l’accertamento di esistenza in vita dei pensionati che riscuotono all’estero riveste particolare importanza per l’Istituto, in quanto la difficoltà di acquisire informazioni complete, aggiornate e tempestive in merito al decesso dei pensionati espone al concreto rischio di erogare pagamenti non dovuti.
L’accertamento, a partire dal 2012, viene effettuato da Citibank NA, l’Istituto di credito che esegue i pagamenti al di fuori del territorio nazionale per conto dell’INPS. Tuttavia, il diffondersi della pandemia dovuta al Covid-19 ha comportato, a livello globale, l’adozione di misure di contenimento del contagio che hanno avuto un impatto importante anche sulle attività connesse a tale verifica. Pertanto, a tutela dei pensionati e di tutti i soggetti coinvolti, è stata concordata con Citibank una nuova calendarizzazione della campagna di accertamento dell’esistenza in vita.

Leggi: Inca


NASpI e pensione anticipata: non c’è indebito Inps senza domanda di pensione

Un’altra sentenza del Tribunale di Firenze accoglie il ricorso patrocinato dai legali di Inca condannando l’Inps a restituire le somme trattenute sulla pensione anticipata di un lavoratore, percettore di NASp – di Lisa Bartoli
Ancora una volta l’Inps è condannato a riconoscere il diritto all’indennità di disoccupazione NASpI fino alla effettiva decorrenza della pensione anticipata di anzianità. Dopo la sentenza (n. 1127/2021) della Corte d’Appello di Roma – III sezione Lavoro e Previdenza), anche il tribunale ordinario di Firenze decide in tal senso, accogliendo il ricorso patrocinato dall’avvocato Maria Gabriella Del Rosso, legale di Inca Toscana. Respinta, quindi, l’interpretazione dell’Inps secondo cui L.F., che è stato licenziato dall’azienda per cui lavorava, avrebbe perso il diritto al mantenimento della NASpI, con corrispondente diritto dell’Inps al recupero delle somme versate a tale titolo, nel cosiddetto periodo finestra e quindi dalla maturazione dei requisiti alla pensione, ancora prima di inoltrare domanda di pensionamento.
La dinamica della storia è la stessa di tante altre: L.R. fa domanda di NASpI il 2 gennaio 2019, per disoccupazione involontaria; percepisce l’indennità a partire dal 23 marzo e il 10 settembre dello stesso anno fa domanda di pensione anticipata, che gli viene liquidata con decorrenza il primo ottobre.

Leggi: Inca


Revisioni invalidità civile: Anmic contro la nuova procedura dell’Inps
L’associazione critica la sospensione immediata della prestazione assistenziale in caso di assenza alla visita. Il presidente Pagano: “Atteggiamento autoritario e penalizzante nei confronti dei cittadini disabili, prima ancora che l’invalido possa fornire motivazione della propria assenza, a prescindere da eventuali disservizi postali”
L’Anmic esprime con forza la propria contrarietà alla nuova procedura semplificata Inps che ha introdotto, a partire dal 7 maggio, la procedura della sospensione immediata della prestazione assistenziale di invalidità civile in caso di assenza alla visita di revisione. “Si tratta dell’ennesimo tentativo da parte dell’Inps di ‘addomesticare’ la legge attraverso l’emissione di circolari e messaggi che ne mutano il senso”, dichiara il presidente nazionale dell’Anmic Nazaro Pagano. “Non sarebbe purtroppo la prima volta, ed è nostra intenzione valutare l’opportunità di ricorrere alle autorità competenti nel perdurare di tale atteggiamento”. L’associazione ricorda come con il messaggio 1835 del 6 maggio scorso, l’Inps ha dato nuova voce all’art. 25 (comma 6 bis del DL 25.6.2014 n. 40 conv. in L. 11.08.2014 n. 114), stabilendo che, nel caso di invito per le visite dov’è prevista la revisione, a prescindere dall’esito della comunicazione postale, l’assenza determinerà in ogni caso la sospensione cautelativa della prestazione economica.

Leggi: Redattore Sociale

 

 

 

NEWS:

martedì 11 maggio 2021
Al via l’Intergruppo parlamentare sulla cronicità: attuare il Piano nazionale

Attuare e monitorare il Piano nazionale sulla cronicità, varato nel 2016, anche alla luce delle difficoltà registrate dal servizio sanitario nazionale ad assistere, su tutto il territorio nazionale, i pazienti cronici nel corso dell’emergenza Covid19. E’ questo l’obiettivo dell’Intergruppo parlamentare che è stato presentato oggi al Senato
Attuare e monitorare il Piano nazionale sulla cronicità, varato nel 2016, anche alla luce delle difficoltà registrate dal servizio sanitario nazionale ad assistere, su tutto il territorio nazionale, i pazienti cronici nel corso dell’emergenza Covid19. E’ questo l’obiettivo dell’intergruppo parlamentare che è stato presentato oggi al Senato, nel corso di una conferenza stampa nella Sala Nassirya, dalla senatrice del Pd Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione Sanità, dall’onorevole Nicola Provenza, delegato d’Aula alla Camera del M5s e componente della Commissione Affari sociali, e dalla professoressa Paola Pisanti, che ha contribuito alla redazione del Piano nazionale.

Leggi: Redattore Sociale, 11/05/2021


martedì 11 maggio 2021
Anziani, l’arcivescovo Zuppi: riformare l’assistenza, il loro sacrificio non sia inutile

Questa mattina a Bologna una messa dedicata agli anziani, i più colpiti dalla pandemia. “Facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere, ad esempio con un nuovo modo di difendere la fragilità”
Bisogna “insistere” sulla revisione completa della rete di assistenza per gli anziani, perché il loro sacrificio in questo anno di pandemia “non sia stato inutile”. E’ il pungolo del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, che questa mattina in cattedrale ha celebrato una messa per gli anziani alla presenza dell’immagine della Madonna di San Luca. Zuppi in particolare cita le parole dell’ex assessore regionale ed ex commissario all’emergenza, Sergio Venturi.
“La maggior parte delle vittime della pandemia sono persone anziane- ricorda Zuppi- non dobbiamo dimenticare questo dolore, ma far sì che non sia stato inutile. Facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere, ad esempio con un nuovo modo di difendere la fragilità. L’assessore Venturi disse un anno fa che bisogna rivedere tutta l’assistenza e bisogna insistere su questo, perché è importante che la vita di chi è più fragile e anziano sia difesa, anzitutto a casa”, sollecita il cardinale. Questi mesi, continua Zuppi, “sono stati durissimi. Però in realtà possono diventare ancora più luminosi, perché capiamo come l’isolamento può essere sconfitto e capiamo che la solitudine è una tortura. E’ una condizione per tutti insostenibile, perché non siamo fatti per essere soli”.

Leggi: Redattore Sociale, 11/05/2021


martedì 11 maggio 2021
Anziani, l’intergruppo parlamentare: il co-housing per socializzare e combattere la solitudine

È stato il co-housing il tema centrale della quarta riunione dell’Intergruppo Parlamentare per tutelare la longevità voluto dal vicepresidente del Senato, Paola Taverna. Roberto Messina: “Il futuro dell’abitare è rappresentato dallo sviluppo di nuove soluzioni che rispondano ai bisogni di persone desiderose di mantenere la propria autonomia”
È stato il co-housing il tema centrale della quarta riunione dell’Intergruppo Parlamentare per tutelare la longevità voluto dal vicepresidente del Senato, Paola Taverna, che ha presieduto l’incontro a cui hanno dato il proprio contributo il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Roma, Veronica Mammì, e Sandro Polci, senior partner Cresme consulting e membro della presidenza del Comitato scientifico di Legambiente.
“Il co-housing è certamente una proposta innovativa – ha detto Taverna – che porta alla socializzazione, contrasta la solitudine e l’esclusione sociale, che insidiano la qualità della vita dei nostri longevi. In Italia se ne parla, se ne conoscono potenzialità e benefici, i privati da tempo hanno dato seguito all’idea progettando e realizzando soluzioni residenziali comuni. Le Istituzioni gradualmente e sporadicamente cominciano a ritenerlo uno strumento per raggiungere molteplicità finalità pubbliche di attuale interesse e di preminente valore. Credo sia necessario incoraggiare la realizzazione di contesti abitativi e residenziali per anziani ancora autosufficienti che desiderino vivere per conto proprio, dove siano disponibili o facilmente accessibili servizi sanitari di base e servizi di supporto alla vita quotidiana.

Leggi: Redattore Sociale, 11/05/2021


lunedì 10 maggio 2021
Visite ad anziani nelle RSA: “Finalmente si è pensato a chi non ha voce. Ora un nuovo modello di assistenza per gli anziani fragili”

Dichiarazione del presidente nazionale Auser Enzo Costa
Siamo molto contenti che il ministro Speranza abbia firmato l’ordinanza che permetterà agli anziani delle RSA di ricevere nuovamente visite di parenti e amici. In sicurezza.
Attendevamo da tempo questa decisione, le condizioni di isolamento totale in cui da 14 mesi erano costretti a vivere gli anziani erano diventate insostenibili, con forti ripercussioni sulle loro condizioni psicofisiche.
Le videochiamate, le stanze degli abbracci, che anche grazie alla nostra rete di volontariato siamo riusciti ad organizzare e favorire in molte strutture, hanno permesso una qualche forma di contatto con l’esterno. Ma ricevere una visita di un proprio caro o di un amico, è un’altra cosa.
L’isolamento totale dal mondo esterno rischiava di diventare una pesante elemento di discriminazione nei confronti di migliaia di anziani fragili, che erano stati vaccinati e poi dimenticati.
Bene quindi che in questa fase generale di riaperture si sia finalmente pensato a chi non ha voce.
Auspichiamo da tempo che si trovi al più presto un modello di assistenza che consenta agli anziani fragili di essere curati e sostenuti nel proprio territorio e a casa propria.

Leggi: Auser, 10/05/2021


lunedì 10 maggio 2021
Rsa, 8 su 10 ancora chiuse. “Aprano tutte. O siano sanzionate”

Dario Francolino (comitato Orsan), ha potuto riabbracciare la mamma dopo 15 mesi. “Ma mi sono presentato con le telecamere dei Tg nazionali. Non tutti possono farlo”. Alessandro Azzoni (comitato Felicita) non è potuto entrare. “Rsa impreparate, ampia discrezionalità ai direttori sanitari e rigidi vincoli per i parenti”
Le Rsa hanno riaperto. La notizia ufficiale circola da sabato, giorno in cui il ministro Speranza ha firmato l’ordinanza nazionale, dando seguito e operatività alla circolare del 30 novembre, che già allora annunciava la riapertura delle strutture alle visite dall’esterno. Le richieste accorate di familiari, soprattutto figli, che da tanti mesi non vedevano i loro anziani sono state quindi ufficialmente accolte. Ma tra l’”ufficiale” e il “reale” a volte c’è di mezzo il mare. Così, mentre alcuni già domenica hanno potuto riabbracciare i propri cari, in un giorno significativo come la festa della mamma, tanti sono ancora in attesa di istruzioni da Rsa tuttora blindate e silenti. E si teme che l’attesa possa durare ancora a lungo. Dario Francolino (presidente del comitato Orsan) è riuscito ad entrare nella Rsa in cui si trova sua mamma; Alessandro Azzoni (presidente dell’associazione Felicita) invece no, come pure Giuseppe Panero (associazione Felicita): tutti aspettano e temono che l’attesa possa, per molti, possa essere ancora lunga.

Leggi: Redattore Sociale, 10/05/2021


lunedì 10 maggio 2021
Recovery Plan. Meno medici di famiglia e più infermieri per le cure territoriali. Per sostenere economicamente la riforma si punta a ridurre accessi in Pronto soccorso e consumo farmaci

Nelle schede tecniche del PNRR italiano si entra nello specifico della riforma della sanità territoriale che vale 7 mld e si analizzano anche le risorse che serviranno per pagare il personale dal 2027 quando i soldi europei finiranno. Ecco punto per punto il Piano del Governo per Case della Comunità, Ospedali di comunità e assistenza domiciliare. IL DOCUMENTO
Case della comunità, potenziamento dell’assistenza domiciliare e Ospedali di comunità rappresentano l’architrave della riforma dell’assistenza territoriale contenuta nel PNRR italiano e per cui dal Recovery Fund verranno utilizzati 7 miliardi di euro tra il 2022 e il 2026.
Ma per far andare a regime tutta la macchina, ovvero pagare tutto il personale necessario serviranno dal 2027 altri 1,3 miliardi che il Governo pensa di trovare aumentando il Fondo sanitario nazionale di 180 mln, riducendo le ospedalizzazioni dei pazienti cronici (134,3 mln), riducendo gli accessi inappropriati al pronto soccorso (719,2 mln) e abbassando la spesa dei farmaci riducendo anche in questo caso le inappropriatezze (329 mln).

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/05/2021


lunedì 10 maggio 2021
Superbonus 110%, perché rischia il flop? Come cambiarlo per renderlo più semplice

In un dibattito pubblico online che si è tenuto la mattina del 6 maggio l’Associazione nazionale costruttori edili denuncia che la mancata proroga rischia di determinare una significativa riduzione dei cantieri per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza sismica degli edifici.
L’Ance chiede decisioni tempestive che dicano «in maniera chiara e inequivocabile che ci sarà tempo fino a fine 2023» e che «le procedure saranno più semplici e chiare grazie a un intervento immediato, già nel prossimo decreto legge, volto a ridurre la quantità di carta che bisogna produrre per mettere in sicurezza e rendere meno inquinanti le proprie case»

Leggi: Informazione, 10/02/2021


venerdì 7 maggio 2021
Dl Sostegni. Cgil, Cisl e Uil Fp protestano contro il mancato riconoscimento del ruolo sociosanitario a Oss, assistenti sociali e sociologi

La presa di posizione dopo la non ammissibilità al Senato dell’emendamento approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze. I sindacati: “Governo e Ministero della Salute si impegnino per dare a operatori giusto riconoscimento professionale”
“Ancora una volta, nel decreto legge Sostegni, è stato rifiutato il riconoscimento del ruolo sociosanitario agli Oss, come pure alle assistenti sociali e ai sociologi, la cui definizione specifica risale addirittura al 1979″. Così Michele Vannini, segretario della Fp Cgil, Marianna Ferruzzi, segretaria della Cisl Fp e Maria Vittoria Gobbo, segretario della Uil Fpl.
“Un ritardo inappropriato ed ingiusto rispetto alle profonde modifiche che stanno interessando il sistema sanitario, socio sanitario e socio assistenziale, ancora più stridente alla luce della pandemia che ha evidenziato l’essenziale lavoro svolto da queste figure nel sistema sanitario – affermano i Segretari, che continuano – per di più nel momento in cui si sta rafforzando la pressione per modificare il percorso formativo degli Oss, chiedendo di assumere competenze improprie e fuori da una chiara cornice normativa e contrattuale”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 07/05/2021


venerdì 7 maggio 2021
Recovery Plan. Smi: “Le Case di Comunità sono un modello inadatto. Sì invece a dipendenza ‘atipica’”

Il sindacato lancia le sue proposte sull’assistenza territoriale del PNRR: “Trasformare il Corso di Medicina Generale in Specializzazione a livello universitario e realizzare la dipendenza atipica per le figure convenzionate tuttora prive di tali tutele, come invece previsto in altri paesi europei mantenendo le strutture territoriali già presenti e garantendo le tutele caratteristiche della dipendenza”.
“La previsione nel PNRR della costruzione delle Case della Comunità per la presa in carico dei pazienti desta perplessità in quanto questo modello organizzativo, che coinvolge la medicina generale, con tutti i suoi compiti ad oggi riconosciuti e tutta la rete territoriale dell’assistenza, evidenzia molte criticità e troppe similitudini con le Case della Salute che già hanno visto risultati scadenti in termini di obiettivi di risultato, così come riportato nei dati pubblicati da Agenas nel 2012. Le Case di Comunità, proposte con il PNRR non sembrano differire molto dal precedente e fallimentare progetto di Case della Salute. È prevista, infatti, l’istituzione di una casa di comunità ogni 24.500 abitanti e ancora una volta, non si propone un modello di assistenza territoriale realmente prossimo alle case delle famiglie italiane. Ci chiediamo quanti chilometri dovrà percorrere per recarsi ad una Casa di Comunità un paziente della Puglia o del Lazio? Dal punto di vista dell’articolazione territoriale il criterio legato rigidamente al numero di abitanti (mediamente una Casa ogni 20-25 mila abitanti) non può penalizzare determinati territori (quali territori montani o aree interne o a bassa densità abitativa), delle cui le peculiarità vanno tenuto conto”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 07/05/2021


venerdì 7 maggio 2021

Blocco prolungato degli sfratti all’esame della Consulta

Il Tribunale di Trieste ha sollevato questione di costituzionalità del blocco delle esecuzioni di rilascio . La questione viene sollevata in relazione agli articoli 3 (eguaglianza dei cittadini avanti la legge), 24 (possibilità di tutti di agire in giudizio), 42 (riconoscimento della proprietà privata), 47 (tutela del risparmio), 77 (emanazione di decreti da parte del Governo) e 117, comma 1 (potestà legislativa).
I temi sotto la lente
In particolare, nell’ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale, è messa in discussione la costituzionalità dell’articolo 103, comma 6 del Dl 17 marzo 2020, n.18, come convertito e modificato, «con cui – scrive David Di Paoli Paulovich, giudice dell’esecuzione pendente e interessata al caso – fu disposta la «sospensione» dell’esecuzione dei «provvedimenti di rilascio degli immobili», nonché dell’articolo 13, comma 13, del Dl 31 dicembre 2020, n. 183, come convertito, «sia nella parte in cui – scrive sempre il giudice dell’esecuzione – sospende i provvedimenti di rilascio anche per situazioni estranee all’emergenza sanitaria quali le situazioni di morosità relativa al «mancato pagamento del canone alle scadenze» e che si siano verificate anteriormente al manifestarsi della pandemia, sia nella parte in cui, prevedendo ipso iure la sospensione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, impedisce al giudice dell’esecuzione di delibare e valutare, mettendole a raffronto comparato, le distinte esigenze del proprietario rispetto a quelle dell’occupante ai fini del decidere se disporre la sospensione».

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 07/05/2021


giovedì 6 maggio 2021
Rigenerazione urbana nel Pnrr: 290 progetti per 4,5 miliardi

Le città. Prima prova di bando destinato a comuni e regioni per aggiudicarsi le risorse del Recovery Cresciuta la dote, disponibili 3,2 miliardi fra fondi Ue e nazionali: 2,8 entro il 2026, 380 milioni dal 2027
Una pioggia di proposte in arrivo dai comuni per i progetti di rigenerazione urbana, di riqualificazione delle periferie e dei complessi delle case popolari, di realizzazione di nuove unità per il social housing: in tutto sono arrivati al ministero delle Infrastrutture 290 interventi per una richiesta di finanziamento di 4,5 miliardi. Un successo notevole per un programma che partiva da un finanziamento di 853,81 milioni stanziato dalla legge di bilancio 2020 e che è andato crescendo via via con le risorse europee del Recovery Plan dove il governo, alla missione 5.3, ha inserito una posta complessiva (fondi europei e fondi nazionali preesistenti) di 2,8 miliardi. A queste risorse si aggiungono 380 milioni di fondi nazionali (sono il residuo dello stanziamento inziiale) per il periodo 2027-2033. In tutto 3,2 miliardi che evidentemente non bastano a finanziare tutte le proposte.La crescita delle risorse europee dal piano di gennaio a oggi è anche frutto dell’abilità negoziale del ministro Giovannini che si è esplicata in varie direzioni (con una crescita di risorse complessiva di 14 miliardi). Ma alla causa ha certamente giovato proprio il successo del bando già in corso e la raccolta numerosa dei progetti.

Leggi: Quotidiano Condominio, 06/05/2021


giovedì 6 maggio 2021
110% OVVERO 100MILA POSTI DI LAVORO

Prorogare il superbonus inserendo le risorse necessarie già dal prossimo decreto: Alessandro Genovesi al meeting Filiera dell’edilizia – forze politiche del 6 maggio.
“Prorogare il superbonus 110% inserendo le risorse necessarie già dal prossimo decreto “imprese” e senza attendere la legge Finanziaria significa rafforzare una misura utile a tutti. Perché è una misura su cui risparmia la famiglia, ci guadagniamo in salute – visto che le nostre case soprattutto quelle più vecchie, producono il 30% di tutta la Co2 – e per ogni anno di proroga del bonus si sostengono oltre 100mila posti di lavoro, tra diretti ed indotto: serve una visione di medio termine e una cultura di sistema, base per uno specifico patto tra produttori che mai come oggi la politica dovrebbe valorizzare.” Così Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea, ha concluso il suo intervento nel corso del confronto con le forze politiche promosso dall’intera filiera dell’edilizia, svoltosi stamane in videoconferenza, per chiedere al governo di prolungare e rafforzare la misura del 110% sin dai prossimi provvedimenti.
“Per il momento questo provvedimento sta funzionando soprattutto per le villette, case unifamiliari e per le case più moderne ma non sta funzionando per i condomini e le case più vecchie (molto del nostro patrimonio risale agli anni 60 e 70), dove vi è la maggioranza della popolazione e che ha più bisogno di questi interventi anche per una questione sociale. Fare un salto di due classi energetiche vuol dire, tanto per essere chiari, risparmiare in bolletta tra i 650 e 1000 euro, in un Paese che ha 2 milioni di famiglie in povertà energetica e il 9,8 per cento degli italiani sotto la soglia di povertà. Il 110% avrebbe un effetto sociale importante, oltre che occupazionale.”

Leggi: Fillea Cgil, 06/05/2021


giovedì 6 maggio 2021
L’accessibilità è la base di ogni altro diritto: la Camera approva una Mozione

«Il diritto all’accessibilità è sia diritto in sé e per sé, sia diritto fondamentale “funzionale”, presupposto imprescindibile per il godimento di tutti gli altri diritti della persona umana, perché la sua garanzia consente alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente, di compiere le proprie scelte e di partecipare a tutti, gli aspetti della vita su base di eguaglianza con gli altri»: è uno dei tanti passaggi della lunga e importante Mozione concernente “Iniziative volte al superamento delle barriere architettoniche”, che la Camera ha approvato ieri, 6 maggio, all’unanimità
Merita certamente di essere letto con grande attenzione il testo della Mozione che è stata approvata ieri all’unanimità alla Camera (disponibile integralmente a questo link), unificando altre tre Mozioni, presentate in modo separato da diversi gruppi parlamentari.
Al di là del titolo, infatti (Mozione concernente iniziative volte al superamento delle barriere architettoniche), si tratta di un testo che tratta il tema dell’accessibilità in ogni suo aspetto, ponendo le proprie basi innanzitutto sulla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, nonché sulla principale produzione normativa nazionale e internazionale riguardante tale settore. E con concetti analoghi a quelli espressi dalla citata Convenzione, si puntualizza che «il diritto all’accessibilità è sia diritto in sé e per sé, sia diritto fondamentale “funzionale”, presupposto imprescindibile per il godimento di tutti gli altri diritti della persona umana, perché la sua garanzia consente alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente, di compiere le proprie scelte e di partecipare a tutti, gli aspetti della vita su base di eguaglianza con gli altri».

Leggi: Superando, 06/05/2021


mercoledì 5 maggio 2021
Network Non Autosufficienza: “Accolti nel Pnrr i punti chiave della nostra proposta”

La riforma prevede, come indicato nella proposta delle organizzazioni: un sistema orientato sulla preminenza del sostegno alla domiciliarità; l’incremento dell’offerta di servizi; il rafforzamento dei modelli d’intervento secondo la logica della cura multidimensionale; la riduzione della frammentazione del sistema e la semplificazione dei percorsi di accesso. “Dovremo vigilare affinché gli interventi previsti nella fase iniziale siano effettivamente predisposti, a cominciare da uno stanziamento adeguato di risorse”.
“Esprimiamo grande soddisfazione per l’avvio di questa riforma e ringraziamo il Presidente del Consiglio Draghi e i Ministri Orlando e Speranza che hanno accolto e sostenuto la nostra richiesta”, affermano alcune delle organizzazioni promotrici: Alzheimer Uniti Italia, Caritas, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze e Diversità, Forum Nazionale Terzo Settore, La Bottega del Possibile.
“Si tratta di una riforma organica, che integra gli aspetti sanitari a quelli sociali dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, elemento di assoluta novità che il Piano accoglie e sancisce, superando di fatto uno dei principali problemi che i cittadini del nostro Paese si trovano ad affrontare”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 05/05/2021


mercoledì 5 maggio 2021
Monsignor Paglia: «Oggi l’assistenza è monopolio delle Rsa. Aiutiamo gli anziani a rimanere a casa»

L’arcivescovo: «Pronto il piano di riforma. Lo Stato spende 12 miliardi l’anno per le case di riposo, mentre per l’assistenza domiciliare sociale non arriva a 2» – di Gian Guido Vecchi
Monsignor Paglia: «Oggi l’assistenza è monopolio delle Rsa. Aiutiamo gli anziani a rimanere a casa» shadow
«A giorni presenteremo a Mario Draghi il primo blocco della riforma, secondo le indicazioni che il presidente del Consiglio ha recepito nel Pnrr, ovvero la centralità dell’assistenza domiciliare integrata agli anziani». L’arcivescovo Vincenzo Paglia presiede la «Commissione per la riforma della assistenza per la popolazione anziana» istituita dal ministro della Salute Roberto Speranza. Consigliere spirituale di Sant’Egidio, condivide la denuncia della comunità contro il «monopolio» di Rsa e case di riposo.
C’è chi dice che la commissione se la prende troppo con le Rsa, perché?
«Conosco molto bene queste critiche. E conosco altrettanto bene il moltiplicarsi delle segnalazioni di abusi e situazioni di abbandono verso gli anziani ospiti di Rsa. Il primo atto della Commissione è stato proprio di contribuire alla ripresa in sicurezza delle visite nelle residenze. Ne è seguita una circolare ministeriale del 30 novembre 2020 con le “disposizioni per l’accesso dei visitatori”, proprio per scongiurare il fatto, ormai acclarato, che si muore di solitudine ed abbandono almeno quanto si muore di Covid».

Leggi: Corriere della Sera, 05/05/2021


martedì 4 maggio 2021
Aiutiamo i più fragili invece di legare i giovani a mutui e case di proprietà

Raggiungere la cosiddetta “società dei proprietari di casa”, per risolvere la questione abitativa una volta per tutte. Questo è il leitmotiv che orienta le politiche abitative italiane dal secondo dopoguerra a oggi, tutte o quasi imperniate sull’incentivo alla proprietà.
Obiettivo quasi raggiunto, si direbbe, dato che oggi in Italia tre famiglie su quattro vivono in proprietà, segnale della spiccata cultura del possesso della casa che caratterizza il nostro paese.
Quindi per quale ragione una delle principali proposte del governo è di nuovo quella di ampliare le forme di supporto alla proprietà? La discussione verte sulle agevolazioni di accesso per l’acquisto della prima casa dei giovani con meno di 35 anni attraverso un fondo di garanzia dei mutui.
Non che in Italia non si senta il bisogno di interventi a sostegno dell’abitare, soprattutto quando questi non passano per nuove costruzioni e consumo di suolo. Tuttavia, il finanziamento del fondo di garanzia prima casa presenta almeno tre grosse criticità che dovrebbero rimetterlo in discussione.
La prima domanda che ci dovremmo fare è: la proprietà è la scelta migliore
per i più giovani?

Leggi: Domani, 04/05/2021


venerdì 30 aprile 2021
Superbonus 110% per l’abbattimento delle barriere architettoniche: ok anche allo sconto in fattura e alla cessione del credito

Risposta del Mef a interrogazione: gli interventi possono riguardare anche gli spazi non residenziali (garage, cantine eccetera) e basta il consenso della maggioranza assoluta dei condomini per ottenere il bonus. In questo caso il massimale va calcolato su tutte le unità e ripartito solo per chi ha aderito
“Con la risposta ricevuta oggi (ieri, ndr) dal Ministero dell’Economia a una nostra interrogazione sull’utilizzo del superbonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche, abbiamo ottenuto alcuni importanti chiarimenti. Portiamo a termine così in modo positivo un’iniziativa del nostro gruppo avviata gia’ dall’estate scorsa e che rende possibile ora sciogliere dei dubbi su alcuni punti chiave”.
Così i deputati Pd Gian Mario Fragomeli, capogruppo in commissione Finanze, e Gian Luca Benamati, capogruppo in commissione Attività produttive.
“Si precisa infatti che, oltre alle detrazioni, per l’abbattimento delle barriere architettoniche sarà possibile ottenere lo sconto in fattura e la cessione del credito. Non sarà più necessario quindi anticipare le spese e aspettare 10 anni per i rimborsi e anche chi non ha risorse potrà in questo modo utilizzare il bonus. Inoltre, si esplicita che sarà possibile usufruire di questo strumento anche nei condomini dove non sono presenti disabili o ultrasessantacinquenni. Un modo per garantire a tutti l’accessibilità e l’acquisto per tutti gli appartamenti dello stabile”.

Leggi: Casa e Clima, 30/04/2021


DALLE REGIONI:

sabato 8 maggio 2021
Liguria. Legge ligure alloggi popolari, per Sunia e Sicet è incostituzionale

Sulla base di tre sentenze che riguardano Lombardia, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia.
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’ illegittimità di quella parte della legge regionale della Lombardia, che fissa il requisito della residenza ultraquinquennale come condizione di accesso al beneficio dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica. La richiesta di tale requisito “contrasta sia con i principi di eguaglianza formale e ragionevolezza, perché produce una irragionevole disparità di trattamento a danno di chi, cittadino o straniero, non ne sia in possesso, sia con il principio di eguaglianza sostanziale, perché tale richiesta contraddice la funzione sociale dell’edilizia residenziale pubblica”.
Forte di questa pronuncia i sindacati Sunia e Sicet hanno rivolto una lettera al presidente della Regione Liguria, al presidente del Consiglio regionale della Liguria e ai presidenti dei gruppi consiliari regionali per ottenere una revisione della legge regionale. Anche questa infatti richiede, per poter partecipare al bando, di possedere il requisito della “residenza o attività lavorativa da almeno cinque anni nel bacino di utenza a cui appartiene il Comune che emana il bando tenendo conto della decorrenza della stessa nell’ambito del territorio regionale”.

Leggi: Sunia, 08/05/2021


mercoledì 5 maggio 2021
La Spezia, Auser partner del progetto “Abitare la casa”

Accogliere in alloggi persone in condizione di fragilità o a rischio marginalità, inserendole in un percorso lavorativo che sul lungo periodo permetta di renderle autonome e integrate all’interno della comunità. È questo l’obiettivo del progetto «Abitare la casa» realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando «Territori Inclusivi», promosso in collaborazione con Fondazione CRC e con l’adesione di Fondazione De Mari, a cui prendono parte ben nove partner tra enti e associazioni del territorio: cooperativa Lindbergh come ente capofila del progetto, Croce Rossa della Spezia, Auser, Gruppo San Giovanni Bosco, Missione 2000, le associazioni Buon Mercato e Kairos Aps Tempo e Valore alle persone e infine i tre Distretti sociosanitari della provincia. Saranno proprio gli enti e le associazioni partner del progetto, attraverso la loro consolidata rete di assistenza sociale diffusa sul territorio, a intercettare le persone che potenzialmente potrebbero beneficiare del percorso di inserimento alloggiativo e lavorativo. I beneficiari (10 al massimo) dovranno accettare un piano educativo individuale, impegnandosi ad aderire all’attività di mediazione sociale che anima il progetto: le persone verranno coinvolte in progetti educativi personalizzati, con l’aiuto di educatori che lavorano in servizi di mediazione sociale e nelle associazioni partner di “Abitare la casa”.

Leggi: Auser, 05/05/2021


martedì 4 maggio 2021
Housing sociale, nascono i “Borghi per l’abitare” destinati ad anziani e disabili

In provincia di Varese parte il progetto realizzato da Fondazione Sacra Famiglia: 11 appartamenti sono destinati a persone anziane o con disabilità troppo fragili per abitare da sole ma ancora autonome
Si chiama i “Borghi per l’abitare” il primo progetto di housing sociale realizzato da Fondazione Sacra Famiglia. Undici appartamenti di recente realizzazione accoglieranno persone con fragilità, garantendo loro la possibilità di vivere in autonomia e di accedere a servizi sociosanitari in caso di necessità, nei comuni di Leggiuno e Cocquio Trevisago, in provincia di Varese. “Gli appartamenti sono adatti a chi necessita di aiuto nello svolgimento delle attività quotidiane del vivere e desidera abitare in un luogo che concili autonomia e relazione – commenta Laura Puddu, direttore delle sedi varesine di Fondazione Sacra Famiglia -. Il progetto è pensato per accogliere quelle persone troppo fragili per abitare da sole, ma allo stesso tempo troppo autonome per risiedere in una struttura residenziale per non autosufficienti”.
Alla funzionalità degli alloggi, confortevoli e completamente accessibili, si aggiungono una serie di servizi pensati per rispondere alle esigenze di persone che necessitano di un sostegno per la gestione della vita quotidiana.

Leggi: Redattore Sociale, 04/05/2021


IN AGENDA:

7/14/21/28 maggio ore 15.00/17.00 CAREGIVER DAY 2021: SENTIERI DI CURA POST COVID- 19 – UNDICESIMA EDIZIONE

E’ trascorso un lungo, difficile anno in cui la pandemia ha cambiato profondamente le nostre esistenze. La cura ha mostrato di essere essenziale nel dare speranza, accoglienza, sostegno. E proprio per questo il prendersi cura va riconosciuto, sostenuto, valorizzato, ma anche riprogettato, riconnesso, integrato nelle nostre vite. Un lavoro di cura sostenibile attraverso servizi di prossimità e welfare di comunità, tra generi e generazioni, tra casa e lavoro, tra distanza e presenza, tra tecnologia e contatto in presenza. Di tutto questo vogliamo parlare insieme nella undicesima edizione del Caregiver Day (giornate dedicate al familiare che si prende cura di un proprio caro) che -dalle ore 15,00 alle ore 17,00 – con accesso gratuito previa iscrizione. avranno luogo da remoto -in modalità webinar – tutti i venerdì del mese di maggio.

Leggi: Caregiver Day


14.5.2021 Presidio unitario a Napoli. La riforma dell’Edilizia Pubblica non decolla: tutto fermo per le problematiche abitative mentre si profila il caos gestionale nel patrimonio pubblico

C’E’ IL RISCHIO CONCRETO DELL’ESPLOSIONE DI UNA BOMBA SOCIALE ALLA SCADENZA DELLA PROROGA DEGLI SFRATTI – PRESIDIO UNITARIO
Venerdì 14.5.2021 – dalle ore 10,00 – Palazzo della Regione Campania – Via S. Lucia, Napoli
Per chiedere:
• UNA DECISA INVERSIONE DI ROTTA SULLE POLITICHE ABITATIVE E SULLA GESTIONE DELL’IMMENSO PATRIMONIO PUBBLICO;
• LO SBLOCCO DELLE ATTIVITÀ GESTIONALI DELL’ACER CAMPANIA E DEI DIPARTIMENTI PROVINCIALI (VOLTURE, PIANI DI RATEIZZAZIONE, ACQUISTO ALLOGGI);
• LO SBLOCCO DELLE ATTIVITÀ MANUTENTIVE ORDINARIE E STRAORDINARIE DEL PATRIMONIO PUBBLICO SEMPRE PIU’ NEL DEGRADO, CHE MORTIFICA LA DIGNITA’ DEGLI INQUILINI;

Leggi: Sunia


Anziani, a settembre la decima edizione della maratona Alzheimer

Si correrà il 12 da Cesena a Cesenatico. Dal 2012 si contano 40.000 partecipanti e sono stati raccolti 320.000 euro destinati a progetti di assistenza alle persone con demenza e alle loro famiglie
Sono aperte le iscrizioni alla Mezza Maratona Alzheimer – III Memorial Azeglio Vicini che si svolgerà, sul tradizionale percorso di 21.0975 chilometri, omologato Fidal, da Cesena a Cesenatico, domenica 12 settembre. L’iscrizione comprende una donazione di 10 euro a sostegno di progetti Alzheimer di cura e assistenza, cultura, prevenzione e ricerca scientifica. La mezza maratona partirà dallo stadio Manuzzi di Cesena per concludersi al Parco di Levante di Cesenatico. Dal 2018, in seguito alla scomparsa dell’ex ct Azeglio Vicini, la Mezza Maratona è stata nominata “Memorial Azeglio Vicini” grazie alla collaborazione con il Panathlon Club Cesena. La gara si svolgerà nel contesto della prossima edizione della manifestazione solidaristica Maratona Alzheimer (Cesenatico 10-12 Settembre 2021) che quest’anno raggiunge il traguardo del suo primo decennale. Dal 2012 si contano 40.000 partecipanti e sono stati raccolti 320.000 euro destinati a progetti di assistenza alle persone con demenza e alle loro famiglie, ad attività di prevenzione e ad innovativi progetti di ricerca.

Leggi: Redattore Sociale


Bologna. Sfratti: inadeguata la risposta alla emergenza abitativa

Le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, nella conversione in legge del Decreto sostegni, hanno approvato un emendamento che autorizza la esecuzione degli sfratti esecutivi ante 28 febbraio 2020, proroga la sospensione di quelli emessi dal 28 febbraio al 30 settembre2020 al 30 settembre 2021 e sposta il termine di sospensione al 31 di dicembre 2021 per tutti gli sfratti la cui esecutività è stata decisa dal 1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021.
Il provvedimento poi non prevede alcuno strumento per gestire l’emergenza abitativa che si creerà alle varie scadenze, parliamo di decine di migliaia di provvedimenti che riguardano famiglie con difficoltà economiche conclamate, in particolare questa emergenza sociale si trasferirà sui territori, mettendo in grossa difficoltà le amministrazioni locali nel garantire un alloggio.
Questo avverrà mentre ancora saremo in una situazione di difficoltà sanitaria e sociale il cui superamento è tutt’altro che acquisito.

Leggi: Sunia


Palermo. SUNIA, “Bene approvazione nelle Commissioni di proroga, ma diversificazione in base al periodo rischia di creare disparità tra famiglie in difficoltà”

Positiva l’approvazione nelle Commissioni parlamentari dell’emendamento al Decreto Sostegni sulla proroga degli sfratti ma anche preoccupazione per la loro diversificazione “a seconda del periodo in cui sono emessi, non tenendo in nessun conto che le famiglie che non hanno pagato puntualmente i canoni sono tutte famiglie in grave difficoltà che hanno visto crescere il loro disagio anche a causa della pandemia”.
A parlare è Giusy Milazzo, segretaria generale del Sunia Sicilia, sindacato degli inquilini, che lamenta anche “l’inesistenza ad oggi di previsioni normative che agevolino il passaggio da casa a casa per coloro ai quali scadono i contratti di locazione”.”
“Abbiamo in questi mesi avanzato proposte sia a livello nazionale che territoriale- afferma Milazzo- per chiedere la stipula di protocolli d’intesa per la gradazione degli sfratti e per l’utilizzo delle somme del sostegno all’affitto proprio per scongiurare il ricorso allo sfratto come unico strumento che utilizzano i proprietari per esigere i propri diritti.
Ma ancora le risposte sono troppo timide nonostante la gravità del problema.
Siamo comunque fiduciosi che il Governo possa in breve tempo adottare misure idonee e che le Prefetture dell’isola – conclude la segretario del Sunia- accolgano la nostra pressante richiesta affinchè si stipulino nelle province accordi utili a evitare il dramma sociale che, nonostante il differimento del blocco, non tarderà a scoppiare”.

Leggi: Sunia


Alimentazione, benessere, salute: tre incontri online con il dott. Paolo Pigozzi. Una iniziativa Auser e Spi Cgil

Tre incontri online aperti a tutti con il dott. Paolo Pigozzi per parlare di alimentazione sana, benessere e salute. Iniziativa promossa da Auser e Spi Cgil.Si comincia il 19 maggio con il tema “Mangiar bene per vivere bene.Come mantenere il nostro organismo e il sistema immunitario il più possibile in salute anche in tempi di pandemia. Tra scienza e tradizione. Riflessioni, suggerimenti e qualche ricetta”. L’appuntamento successivo si terrà il 27 maggio durante il quale si parlerà di “Muoversi per restare vivi”, terzo e ultimo incontro il 9 giugno con “Il cibo dell’anima. Ridurre lo stress, nutrire la mente e lo spirito per rinforzare il sistema immunitario e vivere felici e contenti. Un obiettivo che tutti meritiamo di raggiungere”.
Tutti gli incontri si terranno online dalle ore 15 alle 17,30 si potrà accedere a questo link

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Ricerca Rur: «Piano di rottamazione per costruire 20 quartieri e 100mila case sostenibili»

In breve – Giuseppe Roma: «Il 110% e la rigenerazione soft non bastano, più risorse dal Pnrr»
L’Italia resta in Europa la cenerentola della mobilità abitativa e del mercato dell’affitto: solo il 21,2% delle famiglie lo usano contro il 59% della Svizzera, il 49% della Germania, il 45% dell’Austria. Inoltre, gli affitti a canone calmierato sono il 32% contro il 44% della Francia che ha anche forme di intervento per edilizia residenziale pubblica, studenti e categorie svantaggiate. La Pandemia acuisce le tensioni con un blocco di fatto degli sfratti che crea un’ulteriore paralisi al mercato. Senza contare che l’abbandono di una politica dell’edilizia popolare ha lasciato alle nostre città in eredità le ferite degli ecomostri degli anni ’70 senza strumenti e risorse per riconvertirli. Da tutto questo nasce l’idea della Rur (Rete urbana delle Rappresentanze), guidata dall’ex direttore generale del Censis Giuseppe Roma, di lanciare un grande progetto di rottamazione e «affitto compatibile» con l’occhio rivolto ai fondi e alle politiche del Next Generation Eu. Il bonus 110% – sostiene la ricerca Rur – è «una grande positiva operazione per migliorare quello che c’è», ma «intervenire sull’esistente ha il limite di congelare la condizione abitativa come spontaneamente si è venuta a stratificare». Non è più pensabile – dice Roma – «praticare il solo rammendo di case insicure e inquinanti, bisogna passare a cucire abitazioni nuove e sostenibili, con consumi di suolo ed energetici pari a zero»

Fonte: Il Sole 24 Ore


SEGNALAZIONI:

Visite di revisione per invalidità civile

La persona invalida, cosiderata rivedibile, che non si presenta a visita nel giorno indicato nell’invito di convocazione si vedrà sospesa la prestazione a partire dalla data di convocazione. E’ quanto comunica l’INPS, con il messaggio 6 maggio 2021, n. 1835, precisando che tale indicazione rientra nel processo di semplificazione di revisione dell’invalidità civile per l’accertamento della permanenza dei requisiti sanitari per invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. Pertanto, spiega l’Inps, a prescindere dall’esito della comunicazione postale, l’assenza a visita di revisione determinerà in ogni caso la sospensione cautelativa della prestazione economica.
In questi casi, l’interessato riceverà la comunicazione dell’avvenuta sospensione della prestazione con l’invito a presentare alla struttura Inps territorialmente competente, entro 90 giorni, idonea giustificazione dell’assenza e se la motivazione sarà ritenuta fondata, l’Inps riavvierà il processo di revisione dell’accertamento sanitario con la comunicazione della nuova data di visita medica. Nel caso in cui l’interessato risulti assente anche a questa seconda convocazione, l’Inps provvederà alla revoca del beneficio economico dalla data di sospensione.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

NEWS:

lunedì 3 maggio 2021
Giovani e anziani. Abitare insieme per combattere le mafie

La battaglia per la legalità si può fare in tanti modi. Innanzitutto prendendosi cura dei beni confiscati, cercando di assicurarsi che tornino nelle mani della comunità. Come ha fatto il sindacato dei pensionati della Cgil di Genova nello storico quartiere periferico di Sampierdarena.
Insieme all’Auser, lo Spi Cgil si sta occupando del riutilizzo di due appartamenti confiscati alla mafia con l’obiettivo di farne due abitazioni per giovani e anziani. L’idea è quella di pensare a una coabitazione intergenerazionale ovvero a una forma di ciò che oggi va sotto il nome di co-housing. Abitare insieme per condividere tempi, spazi, ritmi, esperienze. Il progetto si chiama “Nessun uomo è un’isola” e nasce proprio con l’obiettivo di avviare processi virtuosi di socializzazione tra generazioni diverse riconsegnando alla collettività ciò che prima era in mano alla criminalità organizzata.
Solidarietà intergenerazionale in periferia
Facciamo un passo indietro. Sampierdarena è un quartiere complesso. Rivalutato in parte grazie alla costruzione della fermata della metropolitana Brin. Ma dopo il crollo del ponte Morandi è rimasto isolato, complice anche la chiusura di molte strade che lo collegavano al centro. Oggi è animato da tanti cittadini e associazioni che dal basso, dialogando con le istituzioni, cercano di rilanciarlo. È qui che il sindacato dei pensionati si sta attivando insieme ad Auser per rendere operativo il riuso di due immobili confiscati che accoglieranno persone in difficoltà con problemi abitativi (o perché non possono far fronte al pagamento di un affitto o non hanno i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica).

Leggi: Liberetà, 03/05/2021


lunedì 3 maggio 2021
Edili si PNRR

Il comunicato delle segreterie nazionali Fillea Filca Feneal su infrastrutture: le risorse del PNRR siano impiegate per il lavoro di qualità nei cantieri.
“Il PNRR rappresenta una grande occasione per il Paese. Se pensiamo a quanto previsto dalle missioni 2 e 3 su rigenerazione, transizione energetica e infrastrutture, esso può consentire di recuperare i divari tra Nord e Sud del Paese, ridurre le emissioni di Co2, mettere in sicurezza città e territori e aumentare la competitività e produttività del sistema a vantaggio di cittadini e lavoratori. Il sindacato delle costruzioni da tempo rivendica interventi concreti e certezza delle risorse, avanzando proposte anche su come semplificare passaggi burocratici e autorizzativi. Il ‘cosa fare’, però, è importante quanto il ‘come fare’.”
Lo dichiarano le segreterie nazionali di FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil alla vigilia del prossimo Consiglio dei Ministri, che dovrebbe varare ulteriori norme di semplificazione in materia di opere pubbliche.

Leggi: Fillea Cgil, 03/05/2021


domenica 2 maggio 2021
Non autosufficienza: dal Piano una risposta alla società

Per l’assistenza agli anziani non autosufficienti, il Pnrr di Draghi è assai diverso da quello di Conte. Prevede, infatti, la riforma nazionale attesa da decenni. Era la principale richiesta delle tante associazioni raccolte intorno alla proposta del Network. – Network Non Autosufficienza
Da Conte a Draghi
In una società contrassegnata dal progressivo invecchiamento della popolazione, l’assistenza agli anziani non autosufficienti dovrebbe rappresentare una questione centrale. Ancora manca, invece, la riforma nazionale necessaria per rafforzare e razionalizzare questo ambito del welfare, di cui si discute dalla fine degli anni ’90. La tradizionale disattenzione dello stato italiano in materia si ritrovava anche nella versione del Pnrr elaborata dal precedente governo. Infatti, all’assistenza agli anziani non autosufficienti erano lì dedicati investimenti limitati e frammentati ma – soprattutto – non vi era alcun progetto per il suo futuro.
Il Piano licenziato dal governo Draghi, invece, è nettamente diverso. La novità fondamentale è proprio la previsione della realizzazione della riforma nazionale del settore. Si tratta di una riforma organica, che comprende l’insieme degli interventi esistenti, appartenenti sia alla filiera delle politiche sociali sia a quella socio-sanitaria. Tale atto sarà finalizzato all’introduzione di livelli essenziali delle prestazioni rivolte agli anziani non autosufficienti. Si stabilisce, inoltre, che la riforma dovrà essere introdotta – attraverso un’apposita legge – entro il termine naturale della legislatura (primavera 2023), un passaggio di particolare rilievo perché la Commissione europea verificherà il rispetto delle scadenze indicate nel Piano. Il Pnrr delinea gli obiettivi della riforma in termini generali: il suo valore aggiunto, dunque, consiste nell’offrire un’opportunità storica di cambiamento e la capacità di coglierla dipenderà dall’effettivo disegno della norma (si vedano Ranci e Da Roit).

Leggi: La Voce, 02/05/2021


venerdì 30 aprile 2021
Rsa, l’impegno del governo: “Presto una norma per riaprirle alle visite”

Il sottosegretario Costa risponde a due interrogazioni: “Nel prossimo futuro meccanismi per facilitare l’ingresso di parenti e caregiver”
È allo studio una norma per riaprire, nel rispetto delle regole, le Rsa alle visite di familiari e caregiver. Ad annunciare l’intenzione del governo è stato ieri il sottosegretario Andrea Costa, che si è espresso nella risposta immediata a due interrogazioni parlamentari di Giuseppina Versace (FI) e Celeste D’Arrando (M5S). “Nel prossimo futuro, compatibilmente con l’andamento epidemiologico e nel rispetto delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico, saranno promossi meccanismi per facilitare ingresso di parenti e caregiver nelle Residenze sanitarie assistenziali”, ha spiegato Costa.
I comitati: “Non basta, serve un’ordinanza urgente”
Parole accolte con favore da Dario Francolino, presidente dell’Orsan, il “Comitato open rsa now”, che dopo l’appello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella esprime soddisfazione ma ribadisce: “Serve qualcosa di più, serve un’ordinanza urgente. Bisogna agire ora, anche perché dobbiamo evitare, come sta già accadendo in queste ore, il caos regionale, con Rsa che decidono da sole, regioni che fanno fughe in avanti e regioni immobili”.
Francolino sottolinea che benché in queste strutture le condizioni epidemiologiche siano cambiare “in positivo, gli ospiti siano vaccinati e il 90% delle Rsa sia Covid free”, ormai da oltre un anno a questa parte anziani e disabili non possono ricevere visite. Un dramma che riguarda milioni di persone, tra genitori, nonni, figli e nipoti.

Leggi: La Repubblica, 30/04/2021


giovedì 29 aprile 2021
Cura degli anziani, la riforma inizia dal Pnrr

Il Pnrr compie un miracolo: riporta nell’agenda politica italiana il tema della non autosufficienza. Ci sono sfide ineludibili da affrontare per costruire un sistema di livello europeo, che garantisca servizi di qualità domiciliari e residenziali.
La non autosufficienza nel Pnrr
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza annuncia una “riforma volta alla non autosufficienza […] [che] affronti in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento, ai fini di un approccio finalizzato ad offrire le migliori condizioni per mantenere o riguadagnare la massima autonomia possibile in un contesto il più possibile de-istituzionalizzato” (p. 45).
Il Pnrr compie dunque un miracolo: riporta nell’agenda politica italiana il tema della non autosufficienza, quasi 25 anni dopo la proposta della Commissione Onofri (1997). Dopo il pesantissimo tributo pagato dagli anziani durante la pandemia, va al governo il merito di avere riaperto il dibattito. Poiché il Pnrr non delinea ancora i tratti fondamentali della riforma, è utile richiamare le sfide ineludibili per dare all’Italia un sistema di long-term care di livello europeo.

Leggi: La Voce, 29/04/2021


mercoledì 28 aprile 2021
Pnrr, Sindacati pensionati: un primo segnale positivo verso una legge sulla non autosufficienza

“Nel Pnrr si comincia ad affrontare il grande tema della non autosufficienza degli anziani.
Le misure contenute nel Pnrr possono gettare, infatti, le basi per la definizione di una legge nazionale che fissi i livelli essenziali delle prestazioni e assicuri servizi e sostegni adeguati e uniformi su tutto il territorio nazionale, legge che era da lungo tempo invocata e rivendicata dalle nostre Organizzazioni sindacali. Bisognerà valutare nel dettaglio come questi primi elementi contenuti nel Pnrr si svilupperanno. Per questo chiediamo al Governo di aprire subito un confronto con i Sindacati confederali e dei pensionati.”
Lo dichiarano i Segretari generali dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo.
“In diversi punti del Piano nazionale di ripresa e resilienza – continuano i Segretari generali di Spi, Fnp, Uilp – ritroviamo l’esigenza di occuparsi della condizione di non autosufficienza delle persone anziane, in particolare attraverso il rafforzamento dei servizi sociosanitari territoriali e dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo di nuove tecnologie come la telemedicina e la riforma delle Rsa.
L’obiettivo, che condividiamo nel profondo, è quello di evitare l’ospedalizzazione degli anziani, di individuare la casa come il primo luogo della cura e di favorire il più possibile la loro autonomia e indipendenza”.

Leggi: Spi-Cgil, 28/04/2021


mercoledì 28 aprile 2021
Anziani, Impagliazzo (S.Egidio): nessuna apertura in strutture e Rsa

“Dobbiamo esprimere indignazione morale di fronte ai dati sempre più gravi, da inzio pandemia ad oggi, sul mondo delle Rsa, delle case di riposo e delle residenze per anziani. Denunciamo il fatto che ci troviamo in una eterna ‘zona rossa’ anche in questi giorni quando quasi tutta l’Italia è arrivata alla zona gialla”. A denunciarlo è stato stamane il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo che ha presentato una indagine sulla situazione delle strutture per anziani nel nostro paese.
Dai dati presentati nell’indagine condotta in 240 strutture di 11 città e 10 regioni, emerge che in più del 64% di queste non si consentono visite a familiari, amici o volontari, e viene impedita addirittura l’uscita anche per le visite specialistiche. Solo nel 20% degli istituti sono state approntate le cosiddette “stanze del saluto” e in metà delle Rsa non ci si è attrezzati neppure per le videochiamate. Solo il 64 delle strutture, infine, hanno garantito una assistenza religiosa a chi lo richiedeva.
“Da queste strutture – ha denunciato Impagliazzo nel corso di una conferenza stampa – non si esce o si esce ancora molto poco. Nonostante le direttive, le indicazioni e gli appelli venuti anche dal Ministero della salute sugli effetti nefasti della solitudine per gli anziani, nonostante le pressioni dei familiari quasi nulla è cambiato fino ad oggi”.

Leggi: Yahoo, 28/04/2021


mercoledì 28 aprile 2021
Anziani non autosufficienti, si inserisca nel PNRR la proposta elaborata dal Network Non Autosufficienza

Una semplificazione dei percorsi per accedere agli interventi pubblici in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti; un’ampia riforma dei servizi domiciliari; un investimento straordinario per migliorare le strutture residenziali del nostro Paese. Il tutto grazie ad uno stanziamento di sette miliardi e mezzo per il periodo 2022/2026.
È quanto prevede la proposta elaborata dal Network Non Autosufficienza della quale i primi promotori (Alzheimer Uniti, Aima, Caritas, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Nazionale Terzo Settore, La Bottega del Possibile) e le numerose organizzazioni e sigle che hanno deciso di sostenerla, chiedono al Presidente del Consiglio Draghi ed ai Ministri Orlando e Speranza l’inserimento come progetto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Leggi: Auser, 28/04/2021


DALLE REGIONI:

venerdì 30 aprile 2021
Palermo. Ex Onpi, il SUNIA sollecita al sindaco il rilascio immediato delle residenze anagrafiche per le 45 famiglie che abitano nel complesso di Partanna

Il SUNIA sollecita il sindaco a intervenire e a provvedere senza altri ritardi al rilascio delle residenze anagrafiche per le famiglie che abitano nel complesso ex Onpi di Partanna Mondello.
“Chiediamo al sindaco di rispondere alla nostra richiesta di risoluzione dei problemi che ancora ostacolano la possibilità per le famiglie di ottenere il rilascio della residenza anagrafica.
Altrimenti saremo costretti a provvedere per altre vie – dichiara il segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish – Dopo circa trenta mesi di paziente attesa, durante i quali molte famiglie hanno anche perso diverse occasioni che potevano alleggerire le difficoltà riscontrate, aggravate anche dalla pandemia del Covid.
E considerati numerosi impegni presi da vari esponenti della giunta di governo della città, mai mantenuti, riscontriamo la mancanza di volontà da parte del sindaco e dell’amministrazione di fare dei decisi passi avanti nei riguardi del diritto all’abitare di queste famiglie.
Per questo il Sunia chiede al sindaco il rilascio immediato delle residenze anagrafiche per le circa 45 famiglie che abitano nel complesso Onpi e che aspirano a una regolarizzazione della loro condizione”.

Leggi: Sunia, 30/04/2021


giovedì 29 aprile 2021
Catania. Edilizia abitativa popolare nelle periferie, gli sfratti e la difficile condizione in cui vivono gli inquilini

Il tema dell’edilizia abitativa popolare nelle periferie, degli sfratti e della difficile condizione in cui vivono gli inquilini è stato al centro dell’incontro tra la delegazione del Sunia composta dalla segreteria generale Giusi Milazzo e da Agata Palazzolo componente della segreteria stessa e il nuovo prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi che ha accolto la richiesta del sindacato.
“È stata l’occasione per esporre alla rappresentante dello Stato la difficile situazione che dal punto di vista sociale economico e abitativo caratterizza la città di Catania e il suo territorio, situazione che la crisi pandemica ha aggravato ulteriormente.
Nel corso dell’incontro, che è stato particolarmente cordiale e proficuo, è stato anche segnalato il positivo fermento delle associazioni che operano sul quartiere di Librino e che svolgono un lavoro di grande valenza sociale a supporto della popolazione e di contrasto all’illegalità”.
Tra i vari temi trattati, c’è infatti il caso della Torre Leone di Librino e della necessità che le istituzioni rispondano all’appello dei nuovi assegnatari che chiedono attenzione affinchè il palazzo non ricada sotto il controllo criminale, ma che al contrario, desiderano ambientarsi e vivere con agio e serenità.

Leggi: Sunia, 29/04/2021


giovedì 29 aprile 2021
Emergenza casa, la Toscana mette a disposizione il suo patrimonio immobiliare

In programma anche una task force con istituzioni e sindacati per prevenire e affrontare le situazioni di criticità abitativa
La Regione Toscana si prepara ad affrontare una stagione delicatissima sul fronte dell’emergenza casa con il varo di due nuovi strumenti: una task force con istituzioni e sindacati per prevenire e affrontare le situazioni di criticità abitativa, e una ricognizione del patrimonio immobiliare inutilizzato e che possa essere destinato all’emergenza abitativa e sociale. Le due novità sono contenute in due atti approvati nell’ultima seduta della giunta regionale, su proposta dell’assessora regionale alle politiche abitative e sociali Serena Spinelli.
“Le conseguenze della pandemia sulla situazione economica e sociale – evidenzia Spinelli – si stanno facendo sentire in maniera sempre più pesante nelle categorie più fragili, che già si trovavano in condizioni di difficoltà economica. E per quanto riguarda il diritto all’abitare è evidente anche la crescita di quella fascia di persone che fa sempre più fatica a sostenere il costo dell’affitto. A questo si aggiungerà la scadenza di misure nazionali, come il blocco degli sfratti, che hanno consentito almeno di contenere le pesanti ripercussioni della pandemia

Leggi: Redattore Sociale, 29/04/2021


giovedì 29 aprile 2021
Anziani, l’idea delle regioni: green pass per riaprire le case di riposo

Utilizzare il “green pass” anche per le riaperture delle case di riposo alle visite dei familiari. E’ l’idea su cui stanno lavorando le Regioni, che si sono messe all’opera per definire linee guida nazionali omogenee e uniformi
Utilizzare il ‘green pass’ anche per le riaperture delle case di riposo alle visite dei familiari. E’ l’idea su cui stanno lavorando le Regioni, che a livello nazionale si sono messe all’opera per definire linee guida omogenee e uniformi per tutti i territori. A spiegarlo è Manuela Lanzarin, assessore a Sanità e Servizi sociali del Veneto, oggi in conferenza stampa. Sulle riaperture delle Rsa, spiega, “anche la Lombardia ha chiesto che ci sia un orientamento comune”, perché l’attuale formulazione dei decreti in vigore “ci mette in difficoltà”, delegando la decisione al direttore sanitario delle singole strutture. Per questo, le Regioni hanno deciso di adottare “linee guida uniformi- continua Lanzarin- tenendo conto anche del ‘green pass'”, che viene rilasciato in tre casi: a vaccinazione avvenuta; se si ha avuto il Covid negli ultimi sei mesi; con un tampone negativo nelle ultime 48 ore. “Si sta valutando se inserire questo elemento anche per una maggiore apertura delle case di riposo- conferma Lanzarin- è un discorso delicato, quindi penso che faremo una riunione lunedì o martedì e al tavolo chiamiamo anche il settore prevenzione del Ministero e l’Istituto superiore di sanità, perché è una scelta che deve essere condivisa” e fatta in modo che “non ci siano contraddizione”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/04/2021


IN AGENDA:

7.5.2021 – Auser.it – Caregiver Day 2021

Inizia venerdì’ 7 maggio alle ore 15, su piattaforma ZOOM, l’undicesima edizione delle Giornate del CAREGIVER DAY: a oltre un anno dall’avvento della pandemia.
Una pandemia che ha drammaticamente mostrato a tutti la centralità delle cure sanitarie e della cura (care). E la cura, nel nostro sistema di welfare, è sostanzialmente sulle spalle di milioni di familiari, perlopiù donne, che – con l’avvento della malattia, della disabilità- si trovano a dover modificare profondamente le loro aspettative di vita, di lavoro, di relazione e- per i piu’ giovani-anche di studio.
Della cura si parlerà con Luigina Mortari -Direttrice del Dipartimento di Scienze Umane e Professore Ordinario di Epistemologia della Ricerca Qualitativa presso la scuola di Medicina e di Filosofia della cura, Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona -dopo un saluto introduttivo di Elly Schlein, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna.
A condurre i lavori sarà Licia Boccaletti, Presidente di Anziani e non solo-società cooperativa sociale che – con il sostegno dell’Unione Terre d’Argine ed il patrocinio della Regione Emilia Romagna, di Carer-Associazione dei Caregiver Familiari dell’Emilia Romagna e dell’Azienda Sanitaria di Modena – promuove la rassegna del Caregiver Day.
Tutti gli eventi della rassegna sono gratuiti previa iscrizione:
Tel.059645421 E-mail: info@anzianienonsolo.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Vigilare, sorvegliare, pretendere

Se l’attenzione dedicata alla non autosufficienza dal PNRR rappresenta un punto di svolta significativo, secondo Patrizia Spadin non esaurisce i bisogni e le altre necessità di cura delle persone affette dal morbo di Alzheimer e le loro famiglie.
Vigilare-sorvegliare-pretendere
Noi colpiti dall’Alzheimer, noi popolo della demenza (il 5% della popolazione, forse più, se consideriamo oltre ai malati e ai familiari anche gli operatori) abbiamo finalmente recepito il messaggio che ci è stato lanciato forte e chiaro. Qual è? Ci arriviamo tra un attimo.
Nonostante il tributo in vite umane pagato alla colpevole superficialità con cui è stato affrontato il Covid, nonostante sia più di un ventennio che le vittime unite a voci autorevoli chiedono al Sistema di welfare risposte adeguate ai bisogni, nel momento in cui si può tentare di progettare/trasformare/innovare, dell’Alzheimer e della demenza si perdono le tracce e siamo costretti a “infilarci” in una categoria (anziani non autosufficienti) che per quanto da noi abitata, nella sua necessità di progettazione/miglioramento non esaurisce i nostri bisogni e le altre necessità di cura di cui siamo portatori.
Per la prima volta negli ultimi anni ci troviamo dinnanzi alla possibilità di poter programmare ed attuare degli investimenti, spostando l’attenzione dalle esigenze più congiunturali (la spesa corrente, che pure il Documento di Economia e Finanza certifica in aumento per la long term care) a quelle prospettiche. Investendo potremmo cambiare la visione, attuare le riforme che fino ad oggi sono rimaste confinate nei convegni, disegnare nuovi percorsi di presa in carico.

Leggi: I Luoghi della Cura


La strada è ancora lunga, ma un passo importante è stato fatto

Il PNRR prevede due azioni molto importanti per migliorare la qualità di vita delle persone fragili e dei loro familiari e caregiver: potenziare i servizi a domicilio e riqualificare le strutture residenziali. Secondo Gabriella Salvini Porro, si tratta di un traguardo significativo, raggiunto grazie all’unione di molte forze.
Strada-lunga
Accogliamo con grande soddisfazione la notizia che il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi il 25 aprile include una vera e propria riforma organica degli interventi in favore degli anziani non autosufficienti ed è previsto che sia approvata entro la fine di questa legislatura. Una novità che ci rende molto orgogliosi perché è la dimostrazione che unendo le forze e lavorando insieme si possono raggiungere traguardi sempre più significativi. Ringraziamo il Network Non Autosufficienza per aver creato un gruppo di lavoro formato da attori eterogenei ed estremamente competenti che ha saputo comporre una proposta articolata e molto professionale che ha unito la visione di insieme ad una grande concretezza. In aggiunta a ciò, abbiamo molto apprezzato la capacità di riunire una serie di associazioni che, condividendo questo percorso, hanno potuto arricchirsi a vicenda portando il valore aggiunto della propria esperienza quotidiana di cura e sostegno alle persone fragili e ai loro familiari.

Leggi: I Luoghi della Cura


Quanto costa offrire assistenza agli anziani?

È uno dei grandi temi che le donne sperano di vedere recepito nel Recovery Plan. Perché su di loro ricade sempre l’attenzione ai più fragili. Eppure, investire sulla cura dei non autosufficienti creerebbe un circuito virtuoso e grandi vantaggi economici. Ecco come
In un Paese che non insegue le questioni sbagliate, gli anziani sarebbero da tempo una priorità. E infatti, nel vuoto di una riforma rimandata da vent’anni ma realizzata nei Paesi vicini, al crescere del numero degli anziani che hanno bisogno di tutto, cresce il numero di figli e soprattutto figlie che se ne prendono cura – magari insieme a donne straniere che lasciano i propri genitori in nome dei nostri. E spesso con costi economici e personali immensi. Eppure l’Italia sta filando come un treno verso un futuro decisamente vecchio: se si fa 100 il numero degli italiani over 80 nel 2000, nel 2010 erano già 152,9, sono 198,1 oggi, saranno 234,1 nel 2030, 274,2 nel 2040 e 353,9 nel 2050. Può un Paese costretto dalla pandemia a ripensare il modo con cui ha finora affrontato la cura e l’assistenza alla persona continuare a non pensare agli anziani non autosufficienti? E può continuare a credere che se ne occupino soprattutto e quasi sempre le donne? Oggi i finanziamenti europei del Recovery Fund possono essere la scintilla di una riforma attesa da tempo e che le sofferenze delle persone e i trend di invecchiamento rendono ormai improcrastinabile. Senza contare che le donne non sono più disponibili o non sono più nelle condizioni di pagare in prima persona il conto infinito di colmare le voragini di un Welfare inesistente, un peso che molte cominciano a trovarsi sulle spalle da giovani: stando a un report Istat, il 38 per cento ha rimodulato il proprio impegno professionale in funzione della maternità.

Leggi: Io Donna


“Il Recovery Plan ci ha deluso. Le Case della Comunità allontanano la sanità dai cittadini. Sui vaccini ci hanno coinvolto per poi lasciarci con le mani in mano. Medici di famiglia pronti allo stato di agitazione”

Il leader del principale sindacato della medicina generale a testa bassa contro le misure per la sanità territoriale previste dal PNRR. “Non capiamo come questo progetto si allinei con le parole del presidente Draghi e del Ministro Speranza sulla prossimità delle cure”. E poi sullo scarso coinvolgimento della categoria nella campagna vaccinale: “Si è pensato di puntare di più sugli Hub per un meccanismo di consenso politico e di valorizzazione dipendenza con gli straordinari e che tra l’altro costa molto di più”
“Invece di avvicinare la sanità ai cittadini rischiamo di allontanarla, siamo delusi”. È così che il segretario della Fimmg, Silvestro Scotti in quest’intervista boccia l’impianto del PNRR italiano per quanto riguarda la sanità territoriale e nella fattispecie il progetto delle Case delle Comunità che non convince i medici di famiglia. Ma per il leader del Sindacato sono da bocciare anche gli Ospedali di Comunità dove “non è chiarito ruolo dei medici”.
Ma nell’intervista Scotti parla anche della campagna di vaccinazione anti Covid dove lamenta lo scarso coinvolgimento dei medici di famiglia e annuncia come potrebbe essere proclamato lo stato di agitazione della categoria. “Si è pensato di puntare di più sugli Hub per un meccanismo di consenso politico e di valorizzazione dipendenza con gli straordinari e che tra l’altro costa molto di più”.
E poi ancora: “Prima ci coinvolgono e poi ci mettono in tribuna facendoci passare come quelli che non vogliono fare nulla. Ma ora diciamo basta”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Anziani e assistenza domiciliare, la fragilità incompresa

Come rendere sostenibile vivere a casa, nel proprio contesto, senza dover contare solo sulla solidarietà dei familiari?
L’altissima mortalità per Covid 19 tra gli anziani e la sua concentrazione massima tra quelli ricoverati nelle Rsa, unita alla emersione di fenomeni di grave trascuratezza e/o violenza, come denunciato anche su questo giornale, rischiano di trasmettere l’idea che la maggior parte degli anziani fragili o non autosufficienti sia ricoverata nelle Rsa e che queste siano in larga prevalenza luoghi di abbandono, da smantellare a favore della permanenza in casa propria.
È l’immagine comunicata anche dal documento della Commissione per la riforma voluta dal ministro Speranza (Commissione Paglia, dal nome del suo coordinatore).
Premesso che di domiciliarità – ageing in place – si parla a livello internazionale almeno dagli anni ’90 del secolo scorso, in Italia ciò che scarseggia non è, appunto, la domiciliarità, quanto i servizi che la rendono possibile senza che essa gravi totalmente sulle risorse umane, di tempo e finanziarie dei familiari (per lo più donne), con il solo aiuto dell’Indennità di accompagnamento che, per altro, non differenzia per tipo di non autosufficienza e non è legato ad alcuna condizionalità d’uso.
Secondo gli ultimi, non aggiornatissimi, dati disponibili, gli anziani che vivono in una residenza in Italia sono 285 mila, pari a meno del 2% dell’intera popolazione over 65. Una percentuale di molto inferiore a quella della maggior parte dei Paesi europei, ove la disponibilità di posti è di gran lunga superiore (e la mortalità per Covid degli anziani, in strutture o a casa, molto più bassa).

Leggi: La Repubblica


La rinascita passa dai piccoli borghi

Idee e progetti dello Spi Cgil per un corretto utilizzo delle risorse europee e del Piano di resistenza e resilienza. Parla il segretario nazionale, Lorenzo Mazzoli
Il fenomeno del progressivo invecchiamento della popolazione residente nelle aree interne e la relativa fuga dai piccoli borghi entrano a far parte dei temi prioritari per la ricostruzione del Paese. Il tema non solo è riconosciuto come una delle nuove “questioni” nazionali, ma è anche inserito nella lista degli investimenti per il Piano di resistenza e resilienza (Pnrr). Tra fondi europei e Fondo nazionale è previsto infatti un piano organico di investimenti che porterà nelle aree interne non meno di 2 miliardi nei prossimi sette anni. Per lo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil, è necessario il coinvolgimento diretto delle parti sociali (compresi ovviamente le rappresentanze dei pensionati) e a livello territoriale nei singoli Comuni che saranno interessati (sono state individuate 72 aree). Lo Spi, oltre a rivendicare il suo ruolo nella contrattazione sociale e nel controllo della gestione delle ingenti risorse che stanno per essere investite, si prepara anche a rilanciare le iniziative nei territori per coinvolgere anziani e cittadini. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Mazzoli, entrato di recente nella segretaria nazionale dello Spi con varie deleghe. Tra queste c’è anche la questione del ripopolamento dei piccoli centri.

Leggi: Collettiva


SaniTalk: il domicilio come setting di cura

Regioni e singole aziende sanitarie hanno problemi e sfide particolari, ma per riuscire a raggiungere la continuità assistenziale e superare l’organizzazione ospedalocentrica del Ssn, servono indicazioni comuni a tutti, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti organizzativi. È questa la richiesta comune dei manager che hanno partecipato al Sanitalk di Sanitask dedicato al domicilio come setting di cura.
Da molti anni in Italia si parla di uscire dalla concezione ospedalocentrica della sanità potenziando maggiormente il territorio e puntando sulla continuità assistenziale. L’ultimo anno e mezzo ha portato alla luce tutti i problemi irrisolti e si è imposta sempre più la necessità di gestire il paziente al suo domicilio, almeno per quanto riguarda la fase cronica della malattia.
Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Un panel di esperti si è confrontato sulla questione durante il IV Sanitalk dedicato al “domicilio come setting di cura”.
Per Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale vicario Fimmg (la Federazione italiana medici di medicina generale), “la pandemia ha reso evidente anche carenze di regioni per altri aspetti virtuose, come la Lombardia, nella gestione della domiciliarità. Dal mio punto di vista ha funzionato il rapporto di fiducia tra medico e paziente, ma la medicina generale non è stata abbastanza pronta a reagire, come del resto l’intera organizzazione sanitaria”. Per Bartoletti “servono strumenti di gestione ma anche responsabilità chiare per la medicina generale: finora abbiamo amministrato il territorio, adesso lo dobbiamo gestire”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Rigenerare le aree degradate: dote di 2,3 miliardi, metà al Sud.

Il programma Pinqua per la qualità dell’abitare: fondi fino a 15 milioni a intervento per residenze, biblioteche e spazi pubblici. Otto i piani-pilota per un massimo di 100 milioni ciascuno
Progetti di periferie ed edilizia residenziale pubblica fino, più in generale, alla rigenerazione urbana sono pronti a partire se arriveranno le risorse del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (Pinqua), magari con la prospettiva di ulteriori somme dal Next Generation Eu. Sono 282 le proposte arrivate al dicastero di Porta Pia – in riferimento all’ex art. 4 del decreto interministeriale 395/2020 – per riqualificare e incrementare il patrimonio residenziale sociale, rigenerare il tessuto socioeconomico, incrementare accessibilità e sicurezza dei luoghi, trovare nuove funzioni per spazi e immobili pubblici, migliorare la qualità di vita dei cittadini. Alle candidature – 81 da enti del nord, 65 del centro e 136 del sud – per un finanziamento massimo di 15 milioni a progetto, si aggiungono otto proposte ad alto rendimento (per potenziale impatto strategico sul territorio e con un budget massimo di 100 milioni). «Le risorse stanziate sono 2,3 miliardi, il 50% destinato al Mezzogiorno» precisano dal Mims, ministero delle Infrastrutture e della mobilità.

Leggi: Quotidiano Condominio


SEGNALAZIONI:

Medici pensionati richiamati in servizio

L’Inps chiarisce che non sarà sospesa la pensione dei medici in quiescenza, richiamati in servizio per affrontare l’emergenza sanitaria, se i relativi redditi sono riconducibili a lavoro autonomo. Mentre resta la sospensione, per i titolari di pensione di vecchiaia, ai vengano conferiti incarichi retribuiti dalle aziende sanitarie e socio-sanitarie.
I redditi da lavoro autonomo dei medici pensionati, richiamati in servizio per affrontare l’emergenza sanitaria, sono pienamente compatibili con la titolarità di una pensione di vecchiaia, anticipata o quota 100. A chiarirlo è l’Inps con un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 29 aprile scorso, precisando: “Nel caso di medici titolari di assegno pensionistico di vecchiaia o anticipata, che si rendono disponibili per operare le vaccinazioni attraverso un incarico di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, sottoscritto con le Aziende sanitarie, possono farlo senza incorrere nella sospensione della pensione, a condizione che l’incarico sia assegnato ai sensi dell’articolo 2 bis del DL 18/2020 convertito dalla legge 24/4/20 n. 27 e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. E in tal caso la compatibilità vale anche per i titolari di pensione attivata in quota 100 che siano ancora al di sotto dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, al raggiungimento della quale reddito pensionistico e altro reddito da lavoro diventa cumulabile”.

Leggi: Inca


Congedo Covid per minori contagiati o in quarantena

L’Inps comunica l’attivazione della procedura telematica per la compilazione e l’invio delle domande di riconoscimento del Congedo covid.
A partire da oggi, 29 aprile 2021, è attiva la procedura telematica per la compilazione e l’invio on line delle domande di riconoscimento del Congedo covid, rivolto ai genitori, lavoratori dipendenti del settore privato, con figli affetti da COVID-19, in quarantena da contatto o con attività didattica in presenza sospesa o con centri diurni assistenziali chiusi. Lo comunica l’Inps nel messaggio n°1752 pubblicato oggi sul sito istituzionale, ricordando che il congedo può essere fruito alternativamente da uno dei due genitori solo qualora il richiedente non possa svolgere il lavoro in modalità agile; per i figli gravemente disabili non è richiesto il requisito di convivenza.
Ricordiamo che la domanda della prestazione, prevista dall’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 2021 n.30, deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso uno dei seguenti canali:
• tramite il portale web dell’Istituto nell’ambito dei servizi per presentare le domande di “Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure diSPID, CIE, CNS), utilizzando gli appositi servizi raggiungibili direttamente dalla home page del sito www.inps.it. Si ricorda che a decorrere dal 1° ottobre 2020 l’Istituto non rilascia più nuovi PIN;
• tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
• tramite gli Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.

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Indennità onnicomprensiva per lavoratori in somministrazione

L’indennità onnicomprensiva di 2.400 euro per i lavoratori somministrati di settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali è riconosciuta a prescindere dal carattere stagionale dell’attività e di conseguenza subordinatamente al solo possesso dei requisiti di accesso.
E’ la precisazione fornita dalla direzione centrale dell’Inps a seguito di una richiesta di chiarimento avanzata dal Patronato Inca e Nidil Cgil, dopo la diffusione della circolare esplicativa dell’Istituto previdenziale pubblico n. 65/2021.
Nel ricordare che c’è tempo fino al 31 maggio per la presentazione delle domande, il Patronato della Cgil riepiloga i requisiti di accesso per il riconoscimento della prestazione, ovvero:
• aver cessato involontariamente un rapporto di lavoro in somministrazione nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 ed il 23 marzo 2021;
• aver svolto come lavoratori in somministrazione una prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nello stesso periodo che va dal 1 gennaio 2019 al 23 marzo 2021;
• non essere titolari alla data di presentazione della domanda, di pensione diretta o di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, ad eccezione di un contratto di lavoro intermittente senza indennità di disponibilità.

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NEWS:

martedì 27 aprile 2021
Curare a casa 1,4 milioni di italiani entro il 2026, la dote sale a 4 miliardi

Le strategie del Pnrr. L’assistenza domiciliare destinata al 10% degli over 65, dimezzato il numero di ospedali e Case di comunità per la Sanità territoriale
Curare a casa il 10% degli over 65 italiani – circa 1,4 milioni – entro metà del 2026. Il Servizio sanitario nazionale travolto dallo tsunami del Covid nella sua prima trincea, quella dell’assistenza domiciliare praticamente assente durante l’emergenza, ripartirà da qui per diventare più forte di fronte a nuove pandemie e alla diffusione delle patologie croniche con cui tanti anziani sono costretti a convivere. L’ambiziosissima sfida è contenuta nel testo definitivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza che alla fine ha scelto di scommettere soprattutto su questo fronte facendo salire la dote da 2 a 4 miliardi dei 15,6 complessivi del Pnnr previsti per la missione «Salute» (a cui si aggiungono 1,7 miliardi di React Eu e 2,9 del Fondo complementare). Risorse queste che serviranno per sviluppare anche la telemedicina a casa (1 miliardo) e attivare (280 milioni) 602 Centrali operative territoriali, una in ogni distretto, con la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 27/04/2021


lunedì 26 aprile 2021
Recovery Plan. Il Governo lo ha trasmesso al Parlamento. Per l’Italia progetti e riforme finanziati con 235,14 miliardi. Alla sanità andranno 20,22 miliardi. Ecco il testo definitivo

Per il Governo “Si tratta di un intervento epocale, che intende riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale”. Per la sanità stanziati 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, 2,9 miliardi dal Fondo complementare e 1,7 miliardi di fondi React-EU che portano il totale degli investimenti a 20,22 miliardi con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure. IL TESTO
Il Governo ha trasmesso ieri al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il Piano – spiega una lunga nota di Palazzo Chigi – si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica.
Il Piano italiano prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del NGEU.
Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile.

Leggi: Quotidiano Sanità, 26/04/2021


lunedì 26 aprile 2021
Terzo settore, infanzia, disabilità e non autosufficienza nel PNRR

Il Presidente del Consiglio ha presentato oggi al Parlamento il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ecco alcuni punti. In arrivo una riforma della disabilità e una per la non autosufficienza
«Sbaglieremmo tutti a pensare che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pur nella sua storica importanza, sia solo un insieme di progetti tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi, scadenze. Vi proporrei di leggerlo anche in un altro modo. Metteteci dentro le vite degli italiani, le nostre ma soprattutto quelle dei giovani, delle donne, dei cittadini che verranno. Le attese di chi più ha sofferto gli effetti devastanti della pandemia. Le aspirazioni delle famiglie preoccupate per l’educazione e il futuro dei propri figli. Le giuste rivendicazioni di chi un lavoro non ce l’ha o lo ha perso. Le preoccupazioni di chi ha dovuto chiudere la propria attività per permettere a noi tutti di frenare il contagio. L’ansia dei territori svantaggiati di affrancarsi da disagi e povertà. La consapevolezza di ogni comunità che l’ambiente va tutelato e rispettato»: ha esordito così oggi il Presidente del Consiglio Mario Draghi nel presentare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza #NextGenerationItalia davanti alla Camera. «Non è dunque solo una questione di reddito, lavoro, benessere, ma anche di valori civili, di sentimenti della nostra comunità nazionale che nessun numero, nessuna tabella potranno mai rappresentare.

Leggi: Vita, 26/04/2021


lunedì 26 aprile 2021
La sanità nel Recovery Plan: 20,2 miliardi per ridisegnare il modello di assistenza e ammodernare il Ssn

Migliorare l’efficacia nel rispondere ai bisogni di cura delle persone, anche alla luce delle criticità emerse durante la pandemia. E per farlo si mira a rafforzare la prevenzione e l’assistenza sul territorio e l’integrazione fra servizi sanitari e sociali; a garantire equità di accesso alle cure e nell’erogazione delle prestazioni; ad ammodernare la dotazione delle strutture del SSN in termini di qualità del capitale umano e formazione, risorse digitali, strutturali, strumentali e tecnologiche; a promuovere la ricerca scientifica in ambito biomedico e sanitario.
Il Recovery Plan sbarca in Parlamento per il via libero definitivo prima dell’invio a Bruxelles previsto entro il prossimo 30 aprile.
Per la sanità (Missione n. 6 del Piano) la dote complessiva è di 20,2 miliardi, di cui 9 per la Componente 1 della Missione dedicata alle Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale e 11,22 alla Componente 2 della Missione dedicata a innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale.

Leggi: Quotidiano Sanità, 26/04/2021


lunedì 26 aprile 2021
Nel Pnrr di Draghi c’è la riforma della non autosufficienza

Non solo interventi per le persone non autosufficienti: nel testo consegnato al Parlamento, la quinta missione (22,4 miliardi) comprende “l’avvio di una riforma organica degli interventi in favore degli anziani non autosufficienti da approvarsi con apposito provvedimento legislativo entro la fine della legislatura”
donna anziana disabile
Non solo interventi, investimenti e misure, ma una vera a propria “riforma organica degli interventi in favore degli anziani non autosufficienti da approvarsi con apposito provvedimento legislativo entro la fine della legislatura”: è una delle novità contenute nel testo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, trasmesso ieri dal governo al Parlamento. Di disabilità e non autosufficienza si parla nella quinta missione, “Inclusione e Coesione”, che stanzia complessivamente 22,4 miliardi, e nella sesta missione, “Salute”, che stanzia complessivamente 18,5 miliardi. Tra le “riforme settoriali contenute nelle singole missioni, ci sono infatti la “legge quadro sulla disabilità” e la “riforma della non autosufficienza”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/04/2021


domenica 25 aprile 2021
Non autosufficienza, “ecco come dovranno essere le residenze del futuro”

L’idea è contenuta nella proposta “per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, elaborata dal Network Non Autosufficienza. Previsto un investimento di 1,75 miliardi per la riqualificazione delle strutture sanitarie. “Almeno il 30% dei posti letto a valenza socio-sanitaria in Italia necessita di interventi”
1,75 miliardi per costruire le strutture residenziali che, in futuro, dovranno accogliere in modo adeguato gli anziani non autosufficienti: è quanto chiede e prevede la “proposta per il piano nazionale di ripresa e resilienza”, elaborata dal Network non autosufficienza (nato nel 2009 e composto da studiosi, dirigenti di servizi pubblici e privati e consulenti), dal titolo “Costruire il futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti”.
La proposta, che abbiamo già presentato e sintetizzato, con Franco Pesaresi, su queste pagine, indica cinque linee d’intervento per realizzare quella “riforma nazionale dell’assistenza agli anziani non autosufficienti attesa in Italia – sinora senza esito – dalla fine degli anni ’90”. Una riforma che non è inserita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza ma che, secondo il Network, necessariamente deve esservi inclusa, secondo le cinque linee indicate: sistema di governance della conoscenza; sistema di governance istituzionale; accesso unico alla rete degli interventi; riforma dei servizi domiciliari (che abbiamo approfondito su queste pagine); riqualificazione delle strutture residenziali.

Leggi: Redattore Sociale, 25/04/2021


sabato 24 aprile 2021
Recovery Plan e politiche sociali: le azioni previste per famiglie e persone

Dal rafforzamento degli asili nido alla riforma sulla non autosufficienza, passando per il contrasto alla marginalità sociale e per il supporto alle famiglie e alle persone con disabilità: viaggio dentro il Piano nazionale di ripresa e resilienza
Famiglie, minori, persone con disabilità, anziani non autosufficienti. C’è un’attenzione specifica per loro nella bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che dopo l’esame del Parlamento sarà trasmesso dall’Italia alla Commissione Europea entro la fine di questo mese di aprile 2021. Rappresentano dunque una priorità gli interventi pensati per accrescere l’inclusione sociale, parte integrante del grande Piano chiamato a disegnare l’Italia che verrà.
“Nonostante gli importanti sforzi compiuti negli ultimi anni – si legge nel testo – le politiche sociali e di sostegno alle famiglie devono essere ancora notevolmente rafforzate. Queste politiche vanno inserite in una programmazione organica e di sistema che abbia lo scopo di superare i sensibili divari territoriali esistenti, con la finalità di migliorare l’equità sociale, la solidarietà intergenerazionale e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. A questo concorre in modo determinante la scelta nel Piano di destinare importanti risorse alle infrastrutture sociali funzionali alla realizzazione di politiche a sostegno delle famiglie, dei minori, delle persone con gravi disabilità e degli anziani non autosufficienti”.

Leggi: Redattore Sociale, 24/04/2021


mercoledì 21 aprile 2021
Badanti, silenti ma presenti: sono quasi un milione in Italia, di cui il 60% lavora in nero

Presentazione della ricerca di Acli Lombardia. Sono in generale più anziane e prevalentemente originarie dell’Est Europa. Scarsi o assenti gli accessi ai servizi sanitari e sociali
Si tratta di una ricerca sulle persone che si prendono cura degli anziani nelle case private che aiuta a capire come sono cambiate in questi anni, e soprattutto dopo oltre un anno di pandemia, le loro condizioni: per loro, e per noi, è cambiato un mondo. Se ne parla oggi, 21 aprile alle ore 17, durante un incontro realizzato in live streaming sui canali Facebook e Youtube di ACLI Lombardia APS.
Sono più anziane e in maggioranza dell’Est Europa. Rispetto alla fase di emersione ed espansione del fenomeno, le badanti sono oggi molto più anziane, sono meno disposte a convivere e all’assistenza notturna, provengono un po’ di più dall’Est Europa, ma molto meno dal Sud America. Molto più che in passato intendono continuare a svolgere questo lavoro, di cui sono mediamente soddisfatte, ma come in passato sono incerte su quanto durerà la loro permanenza in Italia. Una presenza che rimane lontana dai servizi sanitari e sociali: solo una badante su dieci è iscritta a un registro delle assistenti familiari.

Leggi: La Repubblica, 21/04/2021


mercoledì 21 aprile 2021
Rigenerazione urbana, le imprese chiedono una norma che valorizzi il ruolo del privato

Confindustria, Ance e Confindustria Assoimmobiliare esprimono forte preoccupazione per il disegno di legge in esame al Senato
Forte preoccupazione in merito al testo di legge unificato sulla rigenerazione urbana in esame presso la Commissione Territorio e Ambiente del Senato è stata espressa dai Presidenti di Confindustria Carlo Bonomi, di Confindustria Assoimmobiliare Silvia Maria Rovere e di ANCE Gabriele Buia.
“La rigenerazione – affermano le associazioni imprenditoriali – è un tema di straordinaria rilevanza sociale ed economica, che deve diventare una grande occasione per trasformare le aree urbane e offrire ai cittadini servizi moderni, sostenibili e digitalizzati e per rilanciare filiere produttive e tecnologiche di primaria importanza. Occorre finalmente trasformare le buone intenzioni in prassi e regole concrete capaci di raggiungere questi obiettivi.
Per questa ragione è necessaria una disciplina flessibile e semplice in grado di valorizzare il ruolo del privato nelle varie realtà territoriali e di soddisfare rapidamente le esigenze di una società in continua evoluzione, sia dal punto di vista socioeconomico che tecnologico e ambientale.

Leggi: Edilportale, 21/04/2021


mercoledì 21 aprile 2021
Anziani non autosufficienti. L’appello del Network Non Autosufficienza: “Si inserisca la nostra proposta nel Pnrr”

Percorsi semplificati per accedere agli interventi pubblici, affinché si ricomponga l’attuale caotica molteplicità di enti, sedi e procedure differenti; un’ampia riforma dei servizi domiciliari, perché rispondano alle varie problematicità legate alla non autosufficienza e diventino un effettivo punto di riferimento per le famiglie; un investimento straordinario per migliorare quelle strutture residenziali che necessitano di essere ammodernate e riqualificate. Queste le proposte avanzate a Draghi, Orlando e Speranza. LE PROPOSTE
Una semplificazione dei percorsi per accedere agli interventi pubblici in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti; un’ampia riforma dei servizi domiciliari; un investimento straordinario per migliorare le strutture residenziali del nostro Paese. Il tutto grazie ad uno stanziamento di sette miliardi e mezzo per il periodo 2022/2026.
È quanto prevede la proposta elaborata dal Network Non Autosufficienza della quale oggi i primi promotori (Alzheimer Uniti, Aima, Caritas, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Nazionale Terzo Settore, La Bottega del Possibile) e le numerose organizzazioni e sigle che hanno deciso di sostenerla, chiedono al Presidente del Consiglio Draghi ed ai Ministri Orlando e Speranza l’inserimento come progetto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/04/2021


mercoledì 21 aprile 2021
Anziani, Luca Vecchi (Anci): bene il tavolo con il Governo sulla socialità

Il tavolo di lavoro convocato oggi dai ministri del Lavoro Andrea Orlando e della Salute Roberto Speranza sulla progressiva ripresa della socialità per le persone anziane incassa l’apprezzamento di Luca Vecchi, delegato Anci al Welfare e sindaco di Reggio Emilia
Il tavolo di lavoro convocato oggi dai ministri del Lavoro Andrea Orlando e della Salute Roberto Speranza sulla progressiva ripresa della socialità per le persone anziane incassa l’apprezzamento di Luca Vecchi, delegato Anci al Welfare e sindaco di Reggio Emilia. Dopo la riunione a cui ha partecipato con rappresentanti del terzo settore il reggiano commenta infatti: “La popolazione anziana è quella che più di altre è stata colpita dal virus, quella che soffre di solitudine e di una rottura significativa dei legami sociali e interpersonali”. Per questo “è un fatto importante darsi una strategia che, nelle prossime settimane, rimetta in condizione questa fascia della popolazione di ritrovare più ampi spazi di libertà”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/04/2021


martedì 20 aprile 2021
Superbonus 110%, come cambierà l’agevolazione per i lavori in casa

La proroga del superbonus fino a tutto il 2023: a che punto siamo
Ci sarà più tempo per usufruire del superbonus del 110% per gli interventi di efficientamento energetico? Sì, se nella redazione del Pnrr si terrà conto delle linee guida sui bonus edilizi approvate dai due rami del Parlamento. Le linee infatti raccomandano la proroga a tutto il 2023 dell’agevolazione, senza obbligo di percentuali minime di ultimazione dei lavori; inoltre si punta a semplificazioni nelle procedure soprattutto per quanto riguarda la verifica delle regolarità urbanistica degli edifici e delle singole unità immobiliari, a un ammorbidimento della regola del guadagno di due classi energetiche laddove sia difficile rispettarla (ad esempio nella riqualificazione di edifici nei centri storici); all’estensione del bonus anche a chi esercita attività di impresa (ora sono ammessi solo i lavori sulle parti comuni nei condomini a prevalenza residenziale).

Leggi: Corriere della Sera, 20/04/2021


martedì 20 aprile 2021
“Sospendere i brevetti per i vaccini anti Covid”. L’appello del Comitato Italiano Diritto alla Cura a Draghi

In vista della nuova riunione del WTO al presidente del Consiglio affinché decida di schierare l’Italia a sostegno della proposta di India e Sud Africa per una moratoria temporanea dei brevetti sui vaccini e sui farmaci anti COVID-19 e di esercitare tutta la sua influenza anche nei confronti della Commissione Europea, affinché si pronunci in tal senso. LA LETTERA
Vaccini, ultima chiamata: al Presidente del Consiglio Mario Draghi si chiede di schierare l’Italia a sostegno della proposta di India e Sud Africa per una moratoria temporanea dei brevetti sui vaccini e sui farmaci anti COVID-19 e di esercitare tutta la sua influenza anche nei confronti della Commissione Europea, affinché si pronunci in tal senso. L’occasione imminente è la riunione del Consiglio TRIPs, previsto per il 22 e il 30 aprile, seguito il 5 maggio, dal Consiglio Generale del WTO: è questo l’oggetto di una lettera inviata a Mario Draghi, a nome del Comitato Italiano Diritto alla Cura da Vittorio Agnoletto, portavoce della Campagna Europea -Right2Cure #NoprofitOnPandemic, www.noprofitonpandemic.eu/it.
Fortissime le preoccupazioni espresse nella lettera: “la girandola affannosa dei dati sulle dosi realmente disponibili dimostra che sarà impossibile vaccinare il 70% della popolazione mondiale entro il 2021, per mettere in sicurezza la salute di tutti, anche perché 9 persone su 10 nei Paesi poveri non avranno accesso ai vaccini entro la fine dell’anno. Il virus continuerà a circolare e a mutare, vanificando gli sforzi economici e i sacrifici fatti dalle popolazioni, da quando è cominciata la pandemia.

Leggi: Quotidiano Sanità, 20/04/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 26 aprile 2021
Rsa lombarde: costi in aumento e liste d’attesa

Pubblicato il report annuale del sindacato dei pensionati di Cisl Lombardia. A Milano la “retta alberghiera” a carico delle famiglie può oscillare da 76 a 93 euro al giorno. E non sono ancora disponibili i dati sui decessi per covid-19
Il ricovero in una Rsa di Milano può costare all’anziano (e alla sua famiglia) da 76 euro a 93 al giorno. In Valtellina, nel territorio dell’Ats Montagna, da 50 euro a 60. Nel periodo 2015-2020 le rette nel capoluogo lombardo sono aumentate dal 10 al 13 per cento, mentre sempre in Valtellina l’incremento è stato dal 13 al 15 per cento. In media nelle Rsa lombarde il rincaro delle rette a carico degli anziani è oscillato dal 9,53% al 10,48%. E si tratta solo della parte “alberghiera” del ricovero, perché poi c’è la parte sanitaria che viene pagata dalla Regione. Il sindacato dei pensionati della Cisl Lombardia ha pubblicato oggi il consueto report sulle case di riposo, in cui analizza rette e servizi offerti dalle 709 strutture presenti. Dai dati raccolti, emerge quindi che una famiglia spende intorno ai 24.500 euro all’anno per il ricovero del nonno in Rsa. E quasi sempre c’è una lista d’attesa prima di riuscire a entrare in una Rsa.

Leggi: Redattore Sociale, 26/04/2021


domenica 25 aprile 2021
Anziani più connessi e meno soli Arriva in soccorso l’”Amico web”

Grazie al progetto Amico Web tanti anziani che rischiano di restare isolati a causa della pandemia possono restare in contatto e svolgere attività collettive ludiche e culturali da casa, sotto la guida di un gruppo di esperti. Il progetto è condotto dai volontari della Sartoria Auser di Vaiano, dagli operatori della Rsa Lice Mengoni e dalle esperte della Fondazione Cdse. Con loro c’è una rete di sostegno di cui fanno parte la Società della Salute di Prato, il Comune di Vaiano, la Fondazione Cdse, la Rsa Lice MengoniVilla Magli, la Farmacia Cooperativa di Vaiano, l’Auser territoriale di Prato e lo Spi Cgil Lega Valbisenzio. “L’idea del progetto è nata constatando la difficoltà di contatti che le persone sole e fragili, a casa oppure nelle strutture, hanno dovuto affrontare durante questo difficile anno – spiegano i promotori -. Strumenti come il telefono sono stati spesso le uniche vie per comunicare con gli altri, soprattutto per le persone anziane poco avvezze ai mezzi di comunicazione. A molti di loro i familiari hanno regalato telefoni smart per poter fare le video chiamate e poter vedere i nipoti che poco li hanno frequentati durante la pandemia. Anche nelle strutture hanno attivato la modalità delle videochiamate affinché gli ospiti potessero contattare i loro cari”.

Leggi: Msn, 25/04/2021


IN AGENDA:

28.04.2021 – Rsa e case di riposo: “un’eterna zona rossa”. Indagine sugli anziani ingiustamente reclusi

Mercoledì 28 aprile, alle 11.30, a Roma, in via della Paglia 14b, verrà presentata – in presenza e in streaming – un’inchiesta sulle condizioni di vita degli anziani residenti nelle Rsa e nelle case di riposo in Italia.
Com’è noto, la popolazione anziana è stata duramente colpita dalla pandemia a partire dal numero elevatissimo di vittime. Ma al pericolo del virus – di fronte al quale nelle strutture residenziali non sono state prese, in troppi casi, misure capaci di contrastarne la diffusione – si è aggiunta anche l’aggravante di un isolamento che, dopo l’esperienza della prima ondata, si sarebbe potuto attenuare con grande vantaggio per la salute e le condizioni di vita degli stessi anziani e delle loro famiglie.
Nella conferenza stampa, oltre a illustrare i dati dell’inchiesta saranno fatti esempi e raccontate storie dell’ingiusto isolamento vissuto da molti anziani dall’inizio della pandemia fino ad oggi. Saranno inoltre avanzate alcune proposte perché siano garantiti il diritto alla salute e alla libertà personale di chi risiede negli istituti.

Leggi: Sant’Egidio


29.04.2021 – Vaccinare gli anziani in epoca Covid, Workshop di Italia Longeva

Il 29 aprile alle 15.30, organizzato da Italia Longeva, si terrà il workshop online “Vaccinazioni e anziani in epoca Covid: pratiche routinarie e innovative per orientare il cambiamento”, per un approfondimento sugli interventi attuabili e replicabili a livello locale per rinnovare e ottimizzare i servizi di prevenzione nell’invecchiamento.
Il confronto prenderà spunto dalle varie esperienze sviluppate sul territorio in risposta alla forte pressione organizzativa causata dalla pandemia, analizzate nella prima Indagine di Italia Longeva relativa alle soluzioni di sanità pubblica più efficaci per migliorare le coperture vaccinali della popolazione anziana e dei fragili.
Interverranno al dibattito numerosi ospiti, apre i lavori Roberto Bernabei, Italia Longeva.
Per info: italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Mese sociale – Disabilità e non autosufficienza: si volta pagina?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) apre finalmente la stagione delle riforme sulla non autosufficienza e per le persone con disabilità. Le attese e le pressioni di molti, la campagna fatta da una coalizione di attori guidata dal Network per la Non Autosufficienza (qui Cristiano Gori richiama il percorso seguito), hanno trovato un esito positivo, ma soprattutto l’hanno trovato più di vent’anni di aspettative non soddisfatte.
Perché non solo vengono stanziate somme importanti a favore di nuovi servizi domiciliari (quattro miliardi, per la precisione, per arrivare a coprire il 10% della popolazione ultra 65enne), a favore di “Case della Comunità” (due miliardi, se ne prevedono un totale di 1.288), a favore dell’assistenza residenziale per anziani attraverso gruppi di appartamenti (300 milioni), a favore delle cosiddette cure intermedie, attraverso Ospedali di comunità (1 miliardo, se ne prevedono 381).
Soprattutto, si prevedono interventi legislativi di riforma, che ricompongano in modo organico l’esistente, indichino nuovi obiettivi, e nuovi livelli essenziali di assistenza.
Non autosufficienza
Il Piano prevede un provvedimento legislativo, a seguito di apposita delega parlamentare, per un sistema organico di interventi a favore degli anziani non autosufficienti. Il provvedimento sarà adottato entro la scadenza naturale della legislatura (primavera 2023) ed è finalizzato a costruire “un sistema organico di interventi” e alla formale individuazione di livelli essenziali delle prestazioni per gli anziani non autosufficienti.

Leggi: Welforum


La riforma del Long-term care e il PNRR

Il PNRR tocca il tema della non autosufficienza delle persone anziane proponendo un “un investimento straordinario sulle infrastrutture sociali, nonché sui servizi sociali e sanitari di comunità e domiciliari, per migliorare l’autonomia delle persone con disabilità” (Missione 5: Inclusione e Coesione) e affermando la necessità di una “riforma volta alla non autosufficienza […] [che] affront[i] in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento, ai fini di un approccio finalizzato ad offrire le migliori condizioni per mantenere o riguadagnare la massima autonomia possibile in un contesto il più possibile de-istituzionalizzato (p.45).
Pur senza allocare risorse finanziarie ad hoc, il PNRR sembra compiere un miracolo: fa ricomparire nell’agenda politica italiana la possibilità di una riforma per la non autosufficienza, a quasi 25 anni di distanza dalla proposta della Commissione Onofri (1997). In questo ambito delle politiche sociali l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa: a parte i paesi nordici e l’Olanda che sono stati dei precursori, a partire dagli anni 1990 tutti gli altri grandi paesi (a cominciare dalla Germania, che introdusse un’assicurazione obbligatoria long-term care nel 1995, per chiudere con la Spagna, che approvò una “Legge sull’autonomia” nel 2006) hanno riformato il loro sistema di cure di lunga durata, allo scopo di rispondere con maggiore efficacia alle sfide dell’invecchiamento e del correlato aumento del bisogno di cura.
Dopo il pesantissimo tributo pagato dagli anziani nel corso della pandemia, ci pare un atto più che dovuto che il tema ritorni nell’agenda politica. A questo sforzo ha contribuito anche la proposta presentata dal Network Non Autosufficienza, che ha convogliato un buon numero di adesioni da parte delle associazioni del settore.

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Pnrr, “grande opportunità per gli anziani non autosufficienti di questo paese”

Intervista a Cristiano Gori (Network non autosufficienza). “Il Piano prevede di avviare quella riforma del settore, che attendiamo dagli anni ’90. Passi avanti anche per l’integrazione socio-sanitaria. Le risorse dovranno essere incrementate, ma si apre uno spazio, che dovremo tutti riempire di contenuti”
“Una grande opportunità per gli anziani non autosufficienti del nostro Paese”: così Cristiano Gori, docente di Politica sociale nel dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, consulente scientifico dell’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano e promotore del Network Non autosufficienza, definisce il Pnrr presentato da Draghi. Un documento che dedica ampio spazio al tema della non autosufficienza, annunciando non solo interventi di carattere sanitario, ma una “riforma organica” e, appunto, integrata di questo settore. E nel far questo mostra di recepire il senso e “il principale obiettivo della nostra proposta”, commenta Gori, riferendosi al documento presentato dal Network (e commentato su queste pagine) negli scorsi mesi, poco dopo la presentazione del Piano firmato dall’allora premier Conte.
Soddisfatti?

Leggi: Redattore Sociale


Il PNRR, le Case della Comunità e la costruzione di compiuti Sistemi Territoriali Integrati

A più venti anni dal D.Lgs. 229/99 le vicende legate all’attuale situazione ci spingono a interrogarci sull’esigenza di identificare una compiuta organizzazione territoriale che si sviluppi in modo uniforme lungo tutto il Paese. Il punto cruciale è rappresentato dalla pertinenza territoriale (il perimetro del distretto) che costituisce anche il basamento organizzativo entro cui organizzare un livello direzionale uniforme che incroci le varie strutture organizzative e i diversi dipartimenti, orientandone costantemente l’organizzazione e le attività
La nuova struttura del PNRR presenta qualche differenza rispetto all’allocazione delle risorse nella Missione 6 – Componente 1 dedicata alla sanità territoriale. In particolare l’attenzione è stata attirata dalla diminuzione delle destinazioni per le Case della Comunità e le Cure intermedie e l’aumento delle destinazioni per le Attività domiciliari. Si passa rispettivamente da 4 a 2 mld per le Case della Comunità, da 2 a 1 mld per le Cure intermedie, da 1 a 4 mld per le Domiciliarità e telemedicina; conservando il saldo complessivo che resta di sette miliardi di euro. Rispetto a queste vicende è possibile avanzare tre ordini di considerazioni nel tentativo di promuovere una discussione di ampio respiro di cui tutto il sistema sanitario manifesta estremo bisogno.

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Titolo V, sanità e pandemia. Cassese: “Regioni non possono andare ognuna per proprio conto. Ci vorrebbe un Parlamento sanitario Stato-Regioni”

In un’intervista raccolta da Agenas il noto giurista interviene in merito alle criticità emerse anche in pandemia sulla gestione della sanità. “Il superamento dell’attuale Titolo V può esser molto difficile, per cui conviene avere una soluzione di ripiego, che potrebbe essere quella dell’esercizio congiunto Stato-Regioni, ad opera di una specie di “Parlamento sanitario Stato-Regioni”, ispirato al modello delle “Gemeinschaftsaufgaben” tedesche”. E sulla pandemia: “Occorre assicurare un’unica ed esclusiva regia nazionale”
“Il riparto originario delle competenze tra Stato e Regioni risale a 50 anni fa. Quello specifico relativo alla sanità, è stato ridefinito vent’anni fa. Molta acqua è passata sotto i ponti. Abbiamo fatto molte esperienze. Sappiamo che uno dei punti deboli del Servizio sanitario nazionale è quello di aver inglobato dentro di sé il divario Nord – Sud. Il Titolo V della Costituzione, quello che riguarda le Regioni, le Province e i Comuni, richiede una nuova valutazione”.
A dirlo è il Giudice emerito della Corte Costituzionale, Sabino Cassese che in quest’intervista curata da Agenas affronta i nodi e fornisce una possibile soluzione per la riforma del Titolo V.
Professor Cassese, il Titolo V della Costituzione, negli ultimi 20 anni, è stato oggetto di riforme costituzionali entrate in vigore, di riforme costituzionali approvate e poi bocciate dal referendum, nonché di progetti di riforma rimasti sulla carta. Che prova ha dato, di fronte alla pandemia, l’attuale formulazione dell’art. 117 (che prevede la competenza concorrente di Stato e Regioni in materia di tutela della salute)?

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Le Linee guida ministeriali sugli istituti giuridici di cooperazione tra PA e ETS – La chiusura del cerchio?

Il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 31 marzo 2021, recante “Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore negli articoli 55-57 del decreto legislativo n. 117 del 2017”, giunge a completare un iter normativo che, attraversando momenti di difficoltà interpretative, peraltro non ancora del tutto risolte, può considerarsi un approdo positivo nella definizione dei rapporti giuridici intercorrenti tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore che intendono collaborare per realizzare finalità di interesse generale.
Il decreto ministeriale in parola può invero considerarsi alla stregua di una ulteriore conferma e declinazione del principio costituzionale di sussidiarietà (art. 118). Come è noto, quest’ultimo ha permeato l’intera riforma del Terzo settore: nello specifico, gli artt. 55, 56 e 57 del Codice del Terzo settore evidenziano la valenza “strategica” dei rapporti collaborativi tra enti pubblici ed organizzazioni non profit, così come anche confermato dalla nota sentenza della Corte costituzionale n. 131 del 2020.

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SEGNALAZIONI:

Reddito di Emergenza: domande fino al 31 maggio

Prorogato al 31 maggio il termine di presentazione delle domande per il riconoscimento del Reddito di Emergenza (REM).
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, tenuto conto della necessità di garantire un più ampio accesso al Reddito di Emergenza di cui all’articolo 12 del D.L. 22 marzo 2021, n. 41, il cui termine perentorio di presentazione era stato fissato al 30 aprile 2021, ha autorizzato il differimento del termine di presentazione delle domande al 31 maggio 2021. E’ quanto fa sapere l’Inps con una nota pubblicata ieri sul sito istituzionale, ricordando che il Reddito di Emergenza è una misura straordinaria di sostegno al reddito e sarà riconosciuto a domanda per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021 ai nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza da Covid-19 e in possesso cumulativamente dei requisiti di residenza ed economici, patrimoniali e reddituali, previsti dalla normativa vigente. Al momento della domanda, il richiedente dovrà essere in possesso di una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) valida.

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Infortuni: Consulta su criteri di valutazione di malattie preesistenti

Sono passati più di venti anni dalla emanazione del D. lgs. 38/2000, un decreto che ha completamente stravolto il metodo di valutazione del danno da lavoro e che, ancora oggi, rivela ambiti di applicazione che, seppur esplorati dalla giurisprudenza di legittimità e di merito, sono ancora oggetto di profonda discussione, come dimostra la recente sentenza della Corte costituzionale n. 63/2021.
Nello specifico, giova rilevare che con l’emanazione di tale decreto nel luglio del 2000 veniva realizzata una sorta di “rivoluzione copernicana”(così venne definita da alcuni giuristi all’epoca) nei criteri di valutazione del danno da lavoro: si è passati infatti da una visione tutta incentrata sulla diminuzione della capacità lavorativa generica ad una accezione che prevedeva come criterio valutativo del danno quello della quantificazione del “danno biologico”, vale a dire quello parametrato sull’effettiva riduzione della capacità psico-fisica dell’individuo, disancorato pertanto da qualsiasi valutazione della capacità produttiva (economicamente valutabile) del lavoratore.

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Assegni familiari a lavoratori extracomunitari in Italia

Una recente sentenza del Tribunale di Pescara, accogliendo un ricorso patrocinato dai legali di Inca, riconosce il diritto di un cittadino pakistano, con permesso di soggiorno di lungo periodo, a percepire gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF) per moglie e figli residenti nel paese di origine. Condannato l’Inps al pagamento.
Fa domanda di assegni familiari chiedendo l’autorizzazione di inserire nel proprio nucleo moglie e figli residenti in Pakistan, ma l’Inps glieli nega per “assenza di convenzione” con quel Paese. Il Tribunale di Pescara però dichiara “discriminatoria” la condotta dell’Istituto di Previdenza Pubblico, perché nega il diritto ad un cittadino extracomunitario, titolare di un regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro, che invece viene riconosciuto agli italiani, operanti all’estero, nelle medesime condizioni. Il Tribunale ha quindi accertato il diritto del ricorrente a percepire gli ANF, nel periodo dal 1 settembre 2012 al 30 giugno 2017, computando nel nucleo familiare il coniuge e i due figli residenti in Pakistan. Da qui, la condanna a carico dell’Inps a pagare quanto richiesto dal ricorrente, con l’aggiunta degli interessi legali maturati e delle spese processuali.
La sentenza n. 1503/2021, emessa il 12 marzo scorso dalla Sezione Lavoro e Previdenza, che nasce da un ricorso di un cittadino pakistano, assistito dall’Avvocato Matteo Tresca, consulente legale di Inca di Pescara, segnala ancora una volta la difficoltà cui vanno incontro i lavoratori stranieri, regolarmente presenti in Italia, quando chiedono l’accesso alle prestazioni di welfare.

Leggi: Inca


 

 

 

 

NEWS:

martedì 20 aprile 2021
Rigenerazione urbana, Regioni: ‘col nuovo ddl si rischia la paralisi’

Norme sul consumo di suolo e banca dati del riuso viste come un aggravio ingiustificabile per i Comuni
Il disegno di legge sulla rigenerazione urbana non piace alle Regioni. La Conferenza delle Regioni, con un parere, ha smontato articolo per articolo il ddl all’esame del Senato sottolineando come una serie di strumenti, pensati per ridurre il consumo di suolo e favorire il processo di rigenerazione, potrebbe in realtà rendere incerta la normativa regionale e paralizzare gli interventi.
Rigenerazione urbana, rischio paralisi negli enti locali
La Conferenza delle Regioni ritiene che la legge nazionale sulla rigenerazione urbana costituisca un quadro chiaro e, nello stesso tempo, siano fatte salve le norme regionali previgenti e già in linea con gli obiettivi nazionali. L’obbligo di adeguamento alla nuova legge determinerebbe l’immediata paralisi della legislazione regionale e degli strumenti comunali, causando incertezze operative per le iniziative in corso o in programma.
Il parere sottolinea anche le difficoltà dei Comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, cui viene chiesta la creazione di banche dati e Piani comunali di rigenerazione urbana. Le Regioni ritengono che non è chiaro se i piani comunali di rigenerazione urbana siano piani urbanistici generali, attuativi o di nuova configurazione o, invece, un programma da attuare mediante uno o più piani urbanistici attuativi.

Leggi: Edilportale, 20/04/2021


lunedì 19 aprile 2021
Superbonus, proposta al Governo

110% e riqualificazione del patrimonio edilizio, le riforme nel Recovery Plan per accelerare la decarbonizzazione e ridurre le disuguaglianze: la proposta Fillea – Legambiente.
E’ senza dubbio il più importante intervento nel settore da diversi decenni, anche per la sua “visione” integrale della riqualificazione: il super bonus del 110% con il Recovery Plan viene prorogato fino al 2023, confermandosi elemento centrale delle politiche nazionali per l’efficienza energetica, la riqualificazione degli edifici e l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Per Fillea e Legambiente – tra i primi a sostenere l’introduzione del 110%, qualificarlo ed estenderlo – occorre però superare alcuni limiti e problemi emersi nella attuazione dei provvedimenti, come spiegano in una nota comune Alessandro Genovesi, segretario generale degli edili Cgil, ed Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale Legambiente “occorre che il super bonus sia un’occasione vera per ridurre consumi energetici, emissioni e al contempo le disuguaglianze sociali, rendendolo uno strumento di facile utilizzo soprattutto da parte delle fasce di popolazione più povere e disagiate, per alimentare un circuito virtuoso che aiuti a qualificare il mercato e a sostenere il futuro green delle costruzioni, per alimentare buona occupazione, stabile, di qualità, altamente professionalizzata.”
Quali dunque i limiti e le criticità riscontrati fino ad oggi nell’applicazione dell’incentivo? E quali potrebbero essere gli interventi per superarli? A queste domande tentano di rispondere Fillea e Legambiente, lanciando al Governo Draghi la loro proposta dal titolo “Un Superbonus veramente per tutti. 110% e riqualificazione del patrimonio edilizio: le riforme nel Recovery Plan per accelerare la decarbonizzazione e ridurre le disuguaglianze”.

Leggi: Fillea Cgil, 19/04/2021


venerdì 16 aprile 2021
Vaccini Covid. Cresce copertura degli over 80 ma ancora 1 milione non ha ricevuto nemmeno una dose. 70enni vaccinati salgono al 30%. Il nuovo report del Governo

Rispetto all’ultimo aggiornamento sono salite di circa il 10% le vaccinazioni per gli over 80 e over 70 anche se in quest’ultima fascia d’età ben 4,2 mln coloro ancora in attesa della prima dose. In media nell’ultima settimana sono stati inoculati 291 mila vaccini al giorno. Ecco chi sono le Regioni che sono più avanti e quelle che sono più indietro IL REPORT
Al 16 aprile in Italia sono state distribuite 17.143.590 dosi di vaccini anti Covid e ne sono state somministrate in totale tra prime e seconde dosi 14.259.835. Negli ultimi 6 giorni sono state inoculate 1.749.937 dosi, una media di 291 mila al giorno. Per quanto riguarda i punti vaccinali presenti sul territorio sono 2.276. Sono alcuni dei numeri del report settimanale del Governo che analizza l’andamento della vaccinazione per over 80, 70enni, ospiti Rsa, personale sanitario e scolastico.
Nel report mancano però all’appello le vaccinazioni riferite ad altre categorie prioritarie del piano vaccini, come le persone con elevata fragilità e le Forze dell’Ordine e altre ancora, per un totale di circa 1,8 milioni di somministrazioni non contemplate in questo rapporto.

Leggi: Quotidiano Sanità, 16/04/2021


giovedì 15 aprile 2021
Decreto sostegni, al Senato l’emendamento “salva casa”

Spiraglio di speranza per chi non riesce più a pagare il mutuo. Presentato un emendamento che renderebbe subito operativa la possibilità di rinegoziare il proprio mutuo oppure di chiedere un rifinanziamento per estinguerlo
Potrebbe aprirsi uno spiraglio di speranza per le famiglie che rischiano di perdere la casa perché non riescono più a pagare il mutuo. Al Senato è stato presentato un emendamento al Decreto Sostegni (in corso di conversione) che renderebbe subito operativa la possibilità di rinegoziare il proprio mutuo oppure di chiedere un rifinanziamento per estinguere il mutuo stesso, mediante l’accesso al Fondo di garanzia per la prima casa, anche quando l’alloggio è già stato messo all’asta. Tale possibilità è prevista dall’articolo 41 bis della legge 157 del 2019, ma finora è rimasta inapplicata perché mancavano i decreti attuativi. Se l’emendamento verrà approvato, non saranno più necessari. L’emendamento è stato fortemente voluto da Caritas Ambrosiana e dalla Fondazione San Bernardino. “La casa di abitazione è un bene essenziale che va meglio tutelato superando le distorsioni che il meccanismo delle aste giudiziarie produce -dichiara Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana e presidente della Fondazione San Bernardino-. Davanti a una crisi sociale tanto grave come quella attuale non possiamo lasciare le famiglie nude e indifese. Sarebbe drammatico per loro e non avrebbe senso nemmeno dal punto di vista del sistema economico”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/04/2021


giovedì 15 aprile 2021
Il social housing a Urbanpromo

C’è l’abitare sociale tra i temi che hanno caratterizzato l’ultima edizione di Urbanpromo, la manifestazione organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit. Proprio all’abitare sociale è stata anche dedicata una due giorni ad hoc. Su questo argomento sono incentrati alcuni progetti della gallery di www.urbanpromo.it
CDP Investimenti SGR ha presentato le attività del Fondo Investimenti per l’Abitare Sociale (FIA). Da oltre dieci anni Cassa Depositi e Prestiti è impegnata a promuovere e sostenere lo sviluppo dell’Edilizia Privata Sociale, il cosiddetto Housing Sociale, attraverso questo fondo di fondi, di cui è investitore di riferimento (con 1 miliardo di euro capitale, pari a circa il 50% della dotazione finanziaria complessiva), nonché gestore attraverso la controllata CDP Investimenti SGR. Il FIA opera attraverso un Sistema Integrato di Fondi (SIF): 29 fondi immobiliari locali, gestiti da 9 SGR, che hanno come investitore di riferimento il FIA (con quote comprese tra il 33 e l’80% del capitale totale) e come co-investitori gli stakeholders del territorio, in primis le fondazioni locali di origine bancaria, ma anche Regioni, Province, Comuni, cooperative di abitazione e sviluppatori privati. Le risorse complessivamente mobilitate dal SIF sono pari a circa 3 miliardi di euro (moltiplicatore 3X rispetto all’investimento di CDP), grazie alle quali il SIF può essere considerato – a livello mondiale – il terzo intervento per dimensioni attivo nell’ambito dell’impact investing. L’offerta del SIF traguarda a regime circa 20.000 alloggi sociali oltre a posti letto in residenze temporanee e studentesche distribuiti su tutto il territorio nazionale. Ad oggi sono circa 230 gli interventi realizzati o in corso di realizzazione.

Leggi: Lavori Pubblici, 15/04/2021


giovedì 15 aprile 2021
“Con la scusa del Covid”: i caregiver e la crisi dei servizi domiciliari

Denuncia dell’associazione laziale Adi famiglie italiane: “Interrotto sostegno medico e infermieristico per ‘ospedalizzati in casa’, alcuni ventilati”. La pandemia fa migrare infermieri dalle case alle strutture: “Ma i nostri malati non sono meno gravi di chi rischia la terapia intensiva per Covid. No a ricovero presso strutture quale alternativa ad assistenza domiciliare integrata”
Gli infermieri domiciliari sono sempre meno: e chi vive la “casa come luogo di cura”, rischia il ricovero coatto. E’ quanto sta accadendo nel Lazio, secondo l’associazione Adi famiglie italiane, che torna a denunciare una questione già sollevata su queste pagine il mese scorso: il grave impatto che la pandemia ha avuto e sta avendo sull’assistenza domiciliare delle persone con gravi disabilità. In particolare, è la carenza di infermieri, raccontata a Redattore sociale anche dalla mamma di Sabin, a mettere in crisi le famiglie. La situazione, sempre più pesante, non accenna a migliorare: “Numerose segnalazioni sono pervenute da famiglie, che si vedono private del sostegno medico/infermieristico di cui i propri cari hanno bisogno per ‘sopravvivere’ – riferisce l’associazione – Stiamo parlando di pazienti non collaboranti, ospedalizzati in casa, che non sono in grado di compiere quegli atti quotidiani considerati nella normalità ‘banali’, come per esempio deglutire la propria saliva (figuriamoci il cibo) o di soddisfare anche il semplice prurito. Alcuni di questi pazienti sono addirittura ‘ventilati’, ossia non in grado di respirare autonomamente. In pratica – spiega l’associazione – è come se in un reparto di sub-intensiva di un ospedale non ci fossero più infermieri!”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/04/2021


mercoledì 14 aprile 2021
Il programma qualità dell’abitare

Con il Decreto Ministeriale attuativo del Fondo Qualità dell’Abitare, il 16 novembre 2020 vengono stanziati 854 milioni di Euro destinati a sostenere interventi a carattere pluriennale in materia di riqualificazione, di incremento del patrimonio di edilizia residenziale sociale, di immobili pubblici e privati, e di rifunzionalizzazione di aree e spazi. L’obiettivo principale è quello di sostenere finanziariamente progetti di rigenerazione del tessuto urbano, dell’accessibilità, sicurezza urbana, servizi, infrastrutture, di rigenerazione di aree e spazi costruiti, in particolare quelli ad alta tensione abitativa. Lo scopo è quello di migliorare la qualità ambientale e la resilienza ai cambiamenti climatici, di identificazione ed impiego di modelli di inclusione sociale e welfare urbano nonché promuovere processi partecipativi che coinvolgono anche il sindacato.
Il Fondo qualità dell’abitare è rivolto ai Comuni con una popolazione superiore ai 60.000 abitanti, Regioni e Città metropolitane che possono presentare progetti per comuni di minori dimensioni in forma coordinata ed aggregata con la possibilità di presentare fino a 3 proposte per uno o più specifici ambiti del proprio territorio. I progetti dovevano essere presentati entro il 16 marzo 2021 e contenere la “Proposta complessiva preliminare indicante la strategia nel suo complesso” e successivamente, non oltre il 16 giugno 2021, gli enti dovranno completare la procedura di legge trasmettendo i progetti, definitivi o esecutivi, degli interventi previsti che verranno selezionati e valutati, entro 3 mesi, da una apposita commissione nazionale. Nei quattro mesi successivi i progetti selezionati dalla commissione nazionale saranno trasformati in accordi di programma e quindi finanziati.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 14/04/2021


lunedì 12 aprile 2021
Più incentivi all’ascensore che aiuta disabili e anziani

Installazione consentita anche senza le maggioranze previste dalla legge Dal 1° gennaio è possibile beneficiare del 110% per tutti gli strumenti dimobilità
Più facile installare l’ascensore in condominio per anziani e disabili. Se in assemblea non si raggiunge la maggioranza prevista dalla legge, ciascun condomino può procedere direttamente, se l’innovazione non lede il diritto degli altri di fare uso delle parti comuni dell’edificio. Dal 1° gennaio 2021, inoltre, è possibile beneficiare del superbonus 110% anche per installare ascensori e montacarichi. Ma andiamo con ordine.
Bene comune
L’ascensore è previsto dall’articolo 1117,numero 3, Codice civile tra gli impianti comuni dell’edificio perché destinato, per la sua funzione, al godimento di tutti i condomini, se l’impianto è installato nell’edificio condominiale sin dalla sua costruzione.
Deve considerarsi un bene comune anche ai proprietari delle unità immobiliari del piano terra perché è idoneo a valorizzare l’intero immobile e di norma permette di raggiungere più comodamente parti superiori che sono comuni, se il regolamento o i rogiti non dispongono altrimenti.

Leggi: Quotidiano Condominio, 12/04/2021


lunedì 12 aprile 2021
Caduta sullo «scalino», spetta il risarcimento alla vittima anziana

L’ordinaria cautela va calibrata sulla persona alla quale è richiesta
Il condominio risarcisce il proprietario anziano caduto a causa del forte dislivello tra l’ascensore e il piano. Lo afferma il Tribunale di Savona che, con la sentenza 226/2021, accoglie la richiesta di risarcimento presentata da un’anziana proprietaria contro il condominio e la compagnia di assicurazioni. È una delle tante conseguenze della mancata installazione dei sistemi di controllo che, per gli impianti installati ante 1999, non sono obbligatori.
Il caso consente di esaminare la responsabilità del condominio da cose in custodia (articolo 2051 del Codice civile) se l’ascensore non si arresti in coincidenza del piano. La vicenda riguarda infatti un’anziana condomina, caduta rovinosamente entrando nell’ascensore condominiale poiché questo, nell’arrestarsi, aveva creato un dislivello di circa 20 centimetri rispetto al livello del piano. La condomina ha quindi chiesto il risarcimento dei danni subiti.
La responsabilità per i danni causati da cose in custodia è a carattere oggettivo e si configura tutte le volte in cui si realizzi un danno per effetto di un bene posto sotto la custodia di un soggetto. È esclusa solo dal caso fortuito, incluso il fatto commesso dal danneggiato.Nel caso esaminato, però, il Tribunale non ha ritenuto che la disattenzione dell’anziana condomina potesse esimere il condominio dalla propria responsabilità.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 12/04/2021


lunedì 12 aprile 2021
Bonus casa e 110%: tutti i freni agli sconti

I nodi applicativi. Cresce il pressing degli addetti ai lavori per semplificare le regole su conformità, limiti di spesa, procedure e requisiti delle opere
Limiti di spesa, lavori agevolati, edifici ammessi, mercato delle cessioni. Mentre nel recovery plan si aspetta l’ultima parola sulla proroga del superbonus al 2023, le richieste di semplificazione – arrivate da più parti – portano alla luce le incongruenze e i problemi applicativi dei bonus casa.
Che non si fermano al 110%, ma investono le detrazioni ordinarie. Anni di proroghe e modifiche hanno generato una disciplina sparpagliata tra decreti legge e manovre finanziarie, a volte poco coerente. Due esempi su tutti. Perché il bonus mobili – appena aumentato a 16mila euro di spesa massima – si può abbinare solo alla detrazione del 50% (o al sismabonus) e non all’ecobonus? E perché le barriere architettoniche si possono eliminare con il 110% se si fa un intervento di superbonus in versione “eco”, ma non antisismico?
Molti inconvenienti nascono dalla cattiva abitudine di non fare mai ordine tra i bonus. L’arrivo del 110%, per esempio, ha lasciato inalterati i vecchi ecobonus al 70 e 75% in condominio, introdotti cinque anni fa, che oggi impallidiscono al cospetto del superbonus.

Leggi: Quotidiano Condominio, 12/04/2021


lunedì 12 aprile 2021
Così il Covid (e non solo) mette in crisi l’assistenza domiciliare

Denuncia dell’associazione Adi Famiglie italiane: “Nel Lazio i pazienti ad alta complessità sono abbandonati dalle società accreditate: turni scoperti di un servizio fondamentale che assicura la sopravvivenza ai più fragili e alle loro famiglie. L’assistenza deve essere garantita anche in casa, non solo in ospedale”
Persone con gravissime disabilità, che vivono in casa e qui hanno bisogno di assistenza infermieristica, spesso necessaria 24 ore su 24, sono di fatto abbandonate, perché “l’assistenza domiciliare su pazienti ad alta complessità di fatto non viene più erogata dalle società accreditate per conto della Regione Lazio”. La denuncia della situazione, testimoniata su queste pagine anche dal racconto di una mamma caregiver, arriva dall’associazione Adi Famiglie italiane, che tramite la presidente Serena Troiani ha inviato una lettera alla Regione, per rendere noto come “le società accreditate continuano in tutta tranquillità a lasciare assistenze con numerosi turni scoperti, senza offrire più quelle garanzie che hanno permesso il loro accreditamento. Nello stesso tempo però vengono attivate nuove assistenze a bassa intensità con l’impiego di altre risorse infermieristiche”. Il tutto, senza che le società “subiscano alcuna conseguenza, al contrario delle nostre famiglie, che hanno silenziosamente subito di tutto e sono ormai stanche, distrutte, abbandonate dalle istituzioni”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/04/2021


venerdì 9 aprile 2021
Testo unificato rigenerazione urbana, INU: semplificare il sistema del finanziamento

L’Istituto Nazionale di Urbanistica ha inviato alla Commissione Ambiente del Senato un articolato documento di considerazioni e osservazioni sul testo unificato, in discussione, sulla rigenerazione urbana
L’Istituto Nazionale di Urbanistica ha inviato alla Commissione Ambiente del Senato un articolato documento di considerazioni e osservazioni sul testo unificato, in discussione, sulla rigenerazione urbana. L’INU in premessa esprime l’apprezzamento per l’iniziativa auspicando tuttavia che non venga relegata “in secondo piano la necessità che il Parlamento, colmando un pluriennale ritardo, si affretti a dotare il Paese di legge di principi o legge quadro in materia di governo del territorio, riformando e adeguando alle odierne esigenze nazionali una gamma di materie molto vasta”.
Tra le indicazioni fornite dall’INU nel documento c’è quella di prestare attenzione alla distinzione fra i contenuti del testo unificato di pertinenza dello Stato, delle Regioni e quelli che è appropriato definire a livello di Comuni; semplificare il sistema del finanziamento che comprende ben 13 passaggi procedurali; raccordare i contenuti del provvedimento con il Piano nazionale di ripresa e resilienza e con l’opportunità di assumere la prospettiva della città basata sul concetto di prossimità, la città dei 15 minuti.

Leggi: Casa e Clima, 09/04/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 19 aprile 2021
Truffe e senso di colpa, a Modena apre lo sportello per gli anziani

Rabbia, senso di colpa o di inadeguatezza dopo aver subito una truffa? A Modena è attivo da oggi lo “Sportello psicologico”, che fornisce assistenza gratuita alle vittime…
Rabbia, senso di colpa o di inadeguatezza dopo aver subito una truffa? A Modena è attivo da oggi lo “Sportello psicologico”, che fornisce assistenza gratuita alle vittime. L’iniziativa si colloca nell’ambito di “La prevenzione rende sicuri: azioni integrate per il contrasto di truffe e raggiri ai danni della popolazione anziana”, il progetto del Comune, a cura dell’ufficio Legalità e Sicurezze e portato avanti con la collaborazione di enti e associazioni, che si è aggiudicato un finanziamento del Fondo Unico Giustizia del ministero dell’Interno. “Lo Sportello psicologico- segnalano in Comune- è stato pensato per persone truffate, raggirate o derubate di età superiore a 65 anni, ma in caso di necessità, della stessa opportunità potranno usufruire anche persone più giovani in situazione di oggettiva difficoltà personale”. Il progetto gode in ogni caso della collaborazione di Polizia Locale, forze dell’ordine, servizi sociali, sportelli non da soli, gruppi del controllo di vicinato, comitati anziani e sindacati dei pensionati. Oltre a diversi materiali informativi che verranno distribuiti in questa fase, tra l’altro, da maggio i suggerimenti per difendersi dalle truffe verranno diffusi anche tramite le frequenze radiofoniche nell’ambito del progetto comunale “La prevenzione rende sicuri”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/04/2021


giovedì 15 aprile 2021
Casa Ferrara, assegnati 82 alloggi erp: il 96% a famiglie italiane

Le polemiche dei mesi scorsi sulla graduatoria per l’assegnazione delle case popolari, che vedeva solo famiglie italiane nelle prime 157 posizioni, sono probabilmente destinate a scoppiare nuovamente dopo l’annuncio…
Le polemiche dei mesi scorsi sulla graduatoria per l’assegnazione delle case popolari, che vedeva solo famiglie italiane nelle prime 157 posizioni, sono probabilmente destinate a scoppiare nuovamente dopo l’annuncio, da parte del Comune di Ferrara, che il 96% delle 82 famiglie che, nelle prossime settimane, potranno accedere alla casa popolare, sono appunto italiane. Sulla questione, che nasce dal fatto che, con il nuovo regolamento approvato l’anno scorso dall’amministrazione a guida leghista, vengono privilegiati requisiti come la residenzialità storica, nei giorni scorsi sono già stati presentati dei ricorsi, ma per il momento il Comune va avanti per la sua strada.
Nel dettaglio, fa sapere l’amministrazione, tra gli assegnatari ci sono “anziani, nuclei familiari di cui fanno parte persone con disabilità e genitori single con minori, ma anche giovani coppie e genitori separati, e sei famiglie che risultano a reddito zero, per le quali è previsto un pagamento del canone ulteriormente ridotto”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/04/2021


mercoledì 14 aprile 2021
Assistenza sociale 4.0, Municipio I Roma: al via il primo progetto

È attivo da oggi il primo progetto di Assistenza sociale 4.0 per il monitoraggio e la digitalizzazione delle attività di assistenza domiciliare per fornire alla persone anziane la possibilità di restare connesse con i propri familiari e con il mondo esterno…
È attivo da oggi il primo progetto di Assistenza sociale 4.0 per il monitoraggio e la digitalizzazione delle attività di assistenza domiciliare per fornire alla persone anziane la possibilità di restare connesse con i propri familiari e con il mondo esterno, fruendo al contempo di assistenza e servizi da remoto e in totale sicurezza.
L’idea nasce dall’attività dell’Associazione Concreta-Mente nell’ambito del Patto di Comunità promosso dal Municipio I ed è stata sviluppata da Live Protection, società del Gruppo Linkem, in partnership con le start up innovative Assisto e Ageing Tech e si concretizzerà grazie al supporto della Comunità di Sant’Egidio e del Dipartimento di Ingegneria DIAG de La Sapienza di Roma. Così in un comunicato il Municipio Roma I Centro.
“La pandemia ha acuito il bisogno delle persone anziane di restare connesse con i propri familiari e con il mondo esterno soprattutto in periodi di lockdown come quello che stiamo vivendo- spiegano Sabrina Alfonsi ed Emiliano Monteverde Presidente e Assessore alla politiche sociali del Municipio Roma I Centro- Allo stesso tempo e’ cresciuta la domanda da parte delle amministrazioni e delle cooperative sociali di servizi socio assistenziali innovativi per supportare il monitoraggio e la costante verifica delle necessità delle fasce più deboli della popolazione.

Leggi: Redattore Sociale, 14/04/2021


mercoledì 14 aprile 2021
Milano. ENPAM, presidio per processo dismissione patrimonio immobiliare, sindacati inquilini ricevuti dai rappresentanti della proprietà: “Risposte per ora insoddisfacenti”

‘Non ci fermeremo. Continueremo con le iniziative. Il Comune si faccia parte attiva con la Fondazione’
Si è tenuto questa mattina il presidio organizzato dai Sindacati Inquilini, Sunia, Sicet, Unione Inquilini, sotto la sede milanese della Fondazione Enpam, in via Viviani 12, per sollecitare risposte chiare alla proprietà sulla dismissione del patrimonio immobiliare e tutele certe per gli inquilini.
Nel corso del presidio, che ha visto la partecipazione di inquilini degli stabili di Milano, Basiglio e Vimodrone, i Sindacati degli Inquilini di Milano sono stati ricevuti nella sede milanese di ENPAM dai rappresentanti della proprietà.
“Grazie alla nostra mobilitazione siamo stati ricevuti dai rappresentanti della proprietà: abbiamo chiesto loro garanzie e tutele da inserire prima della vendita e che siano vincolanti per i soggetti che compreranno l’intero patrimonio. Abbiamo chiesto, inoltre, che ci sia in primo luogo la conferma della validità degli accordi sindacali attualmente sottoscritti e l’impegno ad avviare una trattativa prima della vendita in blocco. Ma le risposte per ora non sono state soddisfacenti: Enpam sino a quando non vedrà le offerte dei soggetti interessati non vuole prendere impegni rispetto alle tutele per gli inquilini. Si rende pertanto ancora più urgente che anche il Comune di Milano si faccia parte attiva e intervenga con iniziative di mediazione con la Fondazione”.

Leggi: Sunia, 14/04/2021


mercoledì 14 aprile 2021
Casa, a Rimini quadruplicate le famiglie che chiedono un sostegno: 133

Quadruplicate rispetto allo stesso periodo del 2020, le famiglie riminesi che nei primi tre mesi di quest’anno hanno chiesto al Comune il sostegno all’abitare. Il numero, sottolinea l’amministrazione, conferma “ancora una volta l’impatto della pandemia sui bilanci delle famiglie”
Sono 133, quadruplicate rispetto allo stesso periodo del 2020, le famiglie riminesi che nei primi tre mesi di quest’anno hanno chiesto al Comune il sostegno all’abitare, rivolgendosi allo sportello del Comune. Il numero, sottolinea l’amministrazione, conferma “ancora una volta l’impatto della pandemia sui bilanci delle famiglie”. Dall’1 gennaio al 30 marzo 2020 furono infatti 38 i nuclei che si rivolsero allo sportello. Pur considerando che nel mese di marzo le richieste si sono ‘congelate’ in virtu’ del rinvio delle scadenze delle utenze e che si sono messi in moto i diversi servizi di emergenza (come la consegna di pasti, spesa e farmaci a domicilio), dal dato si evince appunto come “la gestione della casa diventi il fattore più pesante e difficile da sostenere”, aggiunge il Comune.

Leggi: Redattore Sociale, 14/04/2021


IN AGENDA:

21.4.2021 – Come hanno attraversato le badanti i lunghi mesi della pandemia?
Come sta cambiando questa presenza nel nostro paese? Una ricerca che ha messo insieme quasi vent’anni di analisi per rispondere a queste domande, curata da Sergio Pasquinelli e Francesca Pozzoli: verrà presentata il 21 aprile.
Scarica qui il rapporto di ricerca

Leggi: Acli Lombardia


29.4.2021 – Italia Longeva – Virtual workshop – ore 15.30-17.30

Le vaccinazioni degli anziani in epoca Covid – Pratiche routinarie e innovative per orientare il cambiamento
Italia Longeva, nella Settimana europea e mondiale delle vaccinazioni, riunisce referenti istituzionali, esperti e operatori del settore della vaccinazione per confrontarsi sulle principali evidenze emerse dalla prima “Indagine sulla vaccinazione degli anziani e dei fragili in epoca Covid”, realizzata con il coinvolgimento dei responsabili dei servizi territoriali di prevenzione, nell’ottica di rafforzare questo strumento di prevenzione prezioso contro le malattie infettive più pericolose nella terza età previste dal Calendario per la Vita.
Parteciperanno al dibattito referenti istituzionali, esperti e alcuni operatori della sanità territoriale direttamente coinvolti nell’Indagine

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Covid-19: quali effetti sulla vita degli anziani ospiti delle case di riposo e delle loro famiglie?

La Pandemia ha colpito duramente le RSA, non solo per l’elevato numero di contagi che ha interessato gli ospiti, ma anche per le ricadute negative che la chiusura verso l’esterno e il conseguente isolamento dei pazienti hanno avuto sulle loro condizioni di salute. Allo stesso modo, i familiari hanno vissuto con senso di impotenza e sofferenza questa situazione. – di Anna Dallavo (Consulente Psicologa presso la Rsa San Francesco D’Assisi di Milano)
La pandemia causata dal coronavirus ha determinato, oltre alla grave emergenza sanitaria, un importante problema organizzativo nella gestione delle Strutture per anziani, costringendole, in ottemperanza alle direttive ministeriali del DPCM del 4 marzo 2020, a vietare l’accesso in struttura alle famiglie per tutelare la salute dei propri residenti. L’articolo illustra l’esperienza della RSA San Francesco d’Assisi di Milano.
L’importanza delle famiglie nella vita comunitaria delle case di riposo
Dal 4 marzo 2020 a tutt’oggi, gli anziani non hanno più potuto ricevere le visite di parenti e amici, situazione mai vissuta prima d’ora nella storia delle case di riposo. Non poter permettere l’accesso dei famigliari è stato un evento che, fin dal primo momento, ha preoccupato le strutture residenziali interessate, temendo ripercussioni dal punto di vista psicologico poiché, nella vita quotidiana delle RSA, le famiglie rappresentano una risorsa fondamentale per il benessere psicologico degli ospiti. L’obiettivo di ogni struttura è di accogliere l’ospite e instaurare una proficua collaborazione con i famigliari sin dal giorno dell’ingresso. L’attenzione degli addetti ai lavori è stata pertanto da subito orientata a cogliere cambiamenti nel tono dell’umore e valutare la presenza di ansia o disagio psicologico.

Leggi: I Luoghi della Cura


La cura dopo la tempesta

Come hanno attraversato le badanti i lunghi mesi della pandemia? Come sta cambiando questa presenza, ormai più che ventennale, nel nostro paese? La crisi sanitaria ha colpito duro anche in questo settore: molte badanti sono rimaste senza lavoro, altre lo hanno visto modificato con sofferte conseguenze di prospettiva, di lavoro e di vita. Le dimensioni di questi cambiamenti non le conosciamo: abbiamo voluto iniziare a colmare questa lacuna.
Abbiamo realizzato una ricerca a dimensione nazionale nell’ambito del progetto “Time to care” sostenuto da Fondazione Cariplo, che fa il punto sulle badanti di oggi rispetto alla situazione del primo decennio degli anni Duemila. E abbiamo scoperto che è cambiato un mondo.
La ricerca verrà presentata in live streaming il 21 aprile: qui il programma dell’evento “La cura dopo la tempesta”, mentre il Rapporto di ricerca si trova qui.
La ricerca, a dimensione nazionale, è stata resa possibile grazie alla collaborazione di Acli Lombardia, Acli Colf nazionale e delle sue diverse sedi distribuite su tutto il territorio, e poi di Acli Varese, Acli Colf Milano, Saf Acli Milano, le cooperative Piccolo Principe e Ripari di Milano, Caritas Ambrosiana, Badando.it, Fnp Cisl Lombardia, VillageCare.it. Tutti, con le relative attività di sportello, si sono prodigati in mesi molto complicati.
Riprendiamo qui alcune delle evidenze raccolte, che ci consegnano una realtà insieme matura e segmentata.
Quello delle badanti è un mercato maturo non già sul lato della domanda di lavoro, che anzi aumenta inesorabilmente, muta nelle sue geometrie interne, familiari, si modifica in termini di deficit sanitari prevalenti, oggi sempre più di tipo cognitivo. È maturo sul lato dell’offerta. È maturo perché è bassissimo il turn-over, è senza dinamica evolutiva, ha grandi vincoli alla crescita (per l’assenza di flussi migratori regolati), e perché invecchia.

Leggi: Welforum


Uno a Cinquemila

Come è noto la Legge di Bilancio del 2021 attiva delle misure per il potenziamento dei servizi sociali, tra queste il Comma 797 è finalizzato al raggiungimento del livello essenziale delle prestazioni di assistenza sociale (LEP) definito da un Assistente Sociale ogni 5.000 abitanti in ciascun Ambito territoriale sociale (ATS) del territorio nazionale.
Lo standard prende in considerazione solo persone con la qualifica di assistente sociale assunte a tempo indeterminato dalle amministrazioni comunali e che operano nella programmazione, organizzazione o realizzazione dei servizi socioassistenziali. Nella sfera dello standard è ricompreso anche il personale assunto secondo le stesse modalità nelle forme associate o negli enti strumentali comunali, così come l’eventuale personale assunto da aziende sanitarie delegate dai comuni per i servizi socioassistenziali il cui costo venga rimborsato.
Per incentivare l’assunzione a tempo indeterminato di assistenti sociali viene concesso un contributo statale a tutti gli ambiti zonali che garantiscono un livello minimo di servizio rappresentato da almeno un assistente sociale assunto a tempo indeterminato ogni 6.500 abitanti, fino a raggiungere lo standard di uno a cinquemila. Il contributo è pari a 40.000 euro per ciascuna unità di personale eccedente lo standard dei 6.500 abitanti e fino allo standard dei 5.000 abitanti. Per il successivo intervallo tra 5.000 e 4.000 il contributo statale è dimezzato a 20.000 euro per unità di personale. I contributi sono alimentati da una riserva finalizzata del Fondo Povertà, al momento in questo meccanismo non sono coinvolti né il Fondo Nazionale Politiche Sociali né l’incremento del Fondo Solidarietà Comunale per il potenziamento dei servizi sociali e asili nido definito dai commi 791-794 della L. 178/2020.
Per raccogliere le richieste di contributo è necessario utilizzare la Piattaforma SIOSS, il cui accesso è regolato attraverso la definizione dell’ente di riferimento (Capofila) di ciascun ambito zonale e del relativo referente tecnico. Le competenti strutture regionali provvedono all’accreditamento presso il Ministero del Welfare dei nominativi indicati dagli ambiti.

Leggi: Welforum


Intervista – Vaccino: profitto o bene comune?

“Non siamo capaci di governare in maniera globali come difenderci dalla pandemia”. Lo afferma Eduardo Missoni, docente di salute globale e medico della cooperazione internazionale
“Serve un internazionalismo dei vaccini”. Lo ha affermato papa Francesco nell’omelia di Pasqua, e basterebbe leggere l’andamento delle somministrazioni di siero anti-Covid nel mondo per rendersi conto della verità di questa affermazione. Negli Usa circa un terzo della popolazione ha ricevuto le due dosi, in Gran Bretagna sono oltre 31 milioni e mezzo di cittadine e cittadini a cui è stato somministrato il siero, contagi e decessi sono bassissimi. Dopo mesi di tutto chiuso, per davvero, sono cominciate le riaperture. Il 5,7% della popolazione dell’Europa a 27 ha già ricevuto l’immunizzazione completa mentre nei paesi del Sud del mondo è arrivato meno dell’1% delle dosi necessarie e in alcuni paesi dell’Africa, nulla.
Ma, è sempre Francesco a ricordarlo, nessuno si salva da solo. Non soltanto per ragioni etiche o di solidarietà. Lo sostengono gli scienziati: se nel minor tempo possibile non si immunizza la maggior parte della popolazione mondiale, il coronavirus varierà e tornerà a correre per il pianeta, rendendo inefficaci gli sforzi fatti. Mai come in questo momento dunque i brevetti sui vaccini suonano anacronistici e incoerenti rispetto al bisogno di salute mondiale. Oltre che iniqui.

Leggi: Collettiva


 

 

 

 

 

 

Non autosufficienza: al via tavolo di confronto Conferenza Regioni-organizzazioni sindacali

Si è tenuto ieri un incontro fra il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, e i vertici delle organizzazioni sindacali, rappresentati da Rossana Dettori, Segretario confederale Cgil, Andrea Cuccello, Segretario confederale Cisl, Domenico Proietti, Segretario confederale Uil, e le rispettive federazioni dei pensionati: Antonella Pezzullo, Segretaria nazionale Spi Cgil, Piero Ragazzini, Segretario generale Fnp Cisl, Carmelo Barbagallo, Segretario generale Uilp Uil, Francesca Salvatore, Segretaria nazionale Uilp Uil.
Quello di ieri è stato – secondo i partecipanti – un confronto proficuo sui temi della non autosufficienza, con l’obiettivo di individuare un percorso che porti alla proposta di una legge quadro nazionale che definisca servizi e sostegni adeguati ed uniformi su tutto il territorio nazionale da presentare al Governo e al Parlamento.
Si è concordato di attivare nelle prossime settimane un tavolo di confronto tra le organizzazioni sindacali e le Commissioni competenti della Conferenza delle Regioni che lavori ad alcune proposte prioritarie che Regioni e Sindacati possano rappresentare unitariamente all’Esecutivo.
Tre le priorità individuate nel confronto:

Leggi: Spi-Cgil


La vecchiaia va vissuta con dignità. Ecco perché cambiare le rsa

La pandemia ha messo in evidenza lacune e criticità del sistema di cure, soprattutto quello legato alle residenze per gli anziani, gravate da una serie di problemi che esistevano già prima che il Covid aggredisse le nostre vite e colpisse tanti anziani deboli. La pandemia li ha fatti venire a galla e li ha fatti esplodere.
Ecco allora che da un momento critico come quello che abbiamo vissuto, e che purtroppo stiamo ancora vivendo, possono emergere nuove linee di azione, idee e riforme per il futuro dei nostri anziani. È in questo quadro che si colloca l’iniziativa dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil della Lombardia che da ieri hanno lanciato una raccolta di firme per chiedere un cambio radicale nella gestione delle Rsa.
L’obiettivo della petizione è chiedere al governo regionale che le Rsa diventino finalmente luoghi dove vivere serenamente la vecchiaia. Ma come fare in concreto? Ci sono diverse strade che i sindacati prospettano.

Leggi: Liberetà


NEWS:

sabato 10 aprile 2021
“Chiediamo al Governo di promuovere una Convenzione Onu per i diritti degli anziani”

Intervista a Emilia Romano, presidente di HelpAge Italia: “Avere linee guida sarebbe passo importantissimo. Ci sono state denunce e tanti i diritti violati delle persone anziane – alcune morte – durante la pandemia dentro le nostre strutture. Ancora ci sono strutture che negano l’accesso alle visite ai familiari”
Coppia di anziani di spalle
Una convenzione internazionale per i diritti delle persone anziane che metta al centro il riconoscimento e la cura di tutti gli aspetti della terza età. A chiederlo al governo Draghi, affinché l’Italia se ne faccia sostenitrice e promotrice, è HelpAge Italia onlus. E’ stata l’unica associazione italiana invitata, dal 29 Marzo al 1°Aprile, all’undicesima sessione del Open-Ended Working Group on Ageing, il gruppo delle Nazioni Unite che si occupa della tutela dei diritti delle persone anziane che si è tenuta a New York e in modalità virtuale. HelpAge Italia è associata alla rete Internazionale HelpAge International. Abbiamo intervistato la presidente di HelpAge Italia onlus Emilia Romano.
Lei è stata ascoltata in conference call durante Open-Ended Working Group on Ageing.
Da molti anni presso le Nazioni Unite è operativo un gruppo di lavoro che esamina il quadro internazionale esistente dei diritti umani delle persone anziane, identificando le possibili lacune e il modo migliore per affrontarle, anche considerando, la fattibilità di ulteriori strumenti e misure da adottare.

Leggi: Redattore Sociale, 10/04/2021


venerdì 9 aprile 2021
Recovery Plan. CARD: “Includere nel Piano il sostegno agli anziani non autosufficienti. I Distretti sono pronti a contribuire”

La Confederazione Associazioni Regionali di Distretto aderisce alla proposta del Network Non Autosufficienza per includere il sostegno agli anziani non autosufficienti e le loro famiglie nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Da Col e Trimarchi: “L’assistenza domiciliare e residenziale, sono pietre angolari del sistema distrettuale. Card pronta contribuire per esperienze e competenze”
Card, la Confederazione Associazioni Regionali di Distretto e Network Non Autosufficienza uniscono le forze per costruire un futuro migliore per gli anziani non autosufficienti. I Distretti scendono infatti in campo e aderiscono alla proposta per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Network.
Gli esperti del Network Nna sono partiti dall’osservazione che i dati su età e profili di fragilità delle persone decedute con il Covid-19 indicano che i più colpiti sono gli anziani non autosufficienti. Da qui la loro decisione: elaborare un progetto per gli anziani e le loro famiglie con nuove proposte di Pnrr per la non autosufficienza, al fine di evitare che ci si dimentichi paradossalmente proprio di coloro che ne hanno pagato il prezzo maggiore.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/04/2021


venerdì 9 aprile 2021
Residenze per anziani. Blitz dei Nas durante feste Pasqua: rilevate irregolarità nel 17% delle strutture

Nel corso della vigilanza sono state contestate 16 sanzioni penali e 50 amministrative, principalmente connesse con carenze igieniche e strutturali, presenza di un numero superiore di anziani rispetto alla capienza massima autorizzata, spesso collocati in ambienti eccessivamente ristretti, nonché inosservanza delle misure anti-COVID
In concomitanza con le festività Pasquali, i Carabinieri NAS hanno svolto una intensa campagna di controllo in ambito nazionale finalizzata all’accertamento del rispetto dei livelli di assistenza e di cura presso le strutture socio-sanitarie e ricettive per gli anziani. Il monitoraggio è stato predisposto, d’intesa con il Ministero della Salute, nel periodo festivo durante il quale può registrarsi una riduzione degli operatori dovuta alla fruizione di ferie e riposi lavorativi. Tale elemento può determinare una riduzione del livello di erogazione dei servizi e situazioni di abbandono, le cui conseguenze per gli anziani ospiti possono accentuarsi in relazione all’emergenza sanitaria connessa con il COVID-19.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/04/2021


venerdì 9 aprile 2021
Superbonus fino al 2023 e bonus casa unico, le richieste del Parlamento per il PNRR

Proposte anche l’estensione del superbonus ad alberghi, imprese e professionisti e la creazione di un portale unico per la cessione del credito
Rafforzare i bonus fiscali per la riqualificazione energetica ed edilizia degli immobili, estendere la platea dei beneficiari e semplificare le procedure per avviare i lavori non solo attraverso la revisione del Testo Unico dell’edilizia, ma anche creando un portale unico per la cessione del credito.
Sono le proposte formulate dal Parlamento nell’ambito del Programma nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). L’obiettivo delle richieste è, da una parte, aprire il maggior numero di cantieri e riqualificare il patrimonio edilizio esistente, dall’altra far sì che la fruizione delle detrazioni fiscali sia semplice ed immediata.
Sia la Camera sia il Senato si sono espressi sul PNRR messo a punto dal Governo Conte. Nel frattempo, il Governo guidato da Mario Draghi sta redigendo la nuova versione del PNRR, nonchè le norme che, modificando e semplificando le regole esistenti, dovrebbero spianare la strada agli obiettivi di rilancio economico e sostenibilità ambientale.

Leggi: Edilportale, 09/04/2021


venerdì 9 aprile 2021
Barriere architettoniche, il credito fiscale per ora non è cedibile

Con la legge 17/2020 il legislatore, modificando il comma 2 dell’articolo 119 del Dl 34/2020, ha introdotto la possibilità di avvalersi del bonus 110% anche per gli interventi previsti dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del Dpr 917/1986 se effettuati in favore di disabili e di soggetti che superano il sessantacinquesimo anno di età.
In pratica, quelli su singole unità immobiliari e su parti comuni, finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche su singole unità immobiliari e su parti comuni, come ascensori e montacarichi e finalizzati a realizzare ogni strumento adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità, in base all’articolo 3, comma 3, della legge 104/92 (circolare 19/E/2020). Va detto che la costruzione normativa, riconducendo il beneficio alla presenza di interventi di cui al comma 1 dell’articolo 119 del Dl 34/2020, ovvero agli interventi “trainanti” di tipo “ecobonus”, di fatto esclude la possibilità di avvalersi del beneficio previsto ove l’intervento trainante sia di tipo “sismabonus”. Una scelta inspiegabile, considerando che queste opere risulterebbero più accostabili ai lavori trainanti di carattere antisismico e non a quelli di tipo energetico.

Leggi: Quotidiano Condominio, 09/04/2021


giovedì 8 aprile 2021
Superbonus: la guida Fillea-Spi

Una guida semplice e sintetica con le prime informazioni utili su Bonus e Superbonus a disposizione per chi voglia intervenire per migliorare e riqualificare la propria casa.
Se la Pandemia ci sta insegnando una cosa è quanto sia importante la casa, gli spazi fisici intorno a noi, il nostro quartiere, la prossimità o meno dei servizi, per combattere la solitudine, le ingiustizie e poter vivere meglio. Valori e necessità che ovviamente rimarranno anche dopo questi drammatici mesi.
Per questo abbiamo sostenuto e sosteniamo tutte quelle politiche che incentivino la riqualificazione delle case, degli edifici pubblici, delle città, producendo migliore qualità nell’abitare, minori sprechi di energia e meno inquinamento, risparmi in bolletta (più una casa è efficiente, meno consuma). In particolare a vantaggio delle fasce più deboli, con minore reddito o con maggiori fragilità. Un’occasione non solo per creare lavoro per migliaia di edili, artigiani, professionisti, ma per rendere migliore l’ambiente e le città in cui viviamo.

Leggi: Fillea-Cgil, 08/04/2021


giovedì 8 aprile 2021
Successione locazione convivente di fatto e coniuge: Cassazione

Affitto: subingresso nel contratto da parte del coniuge separato o del partner convivente di fatto.
La pregressa convivenza more uxorio non legittima, ex se, la successione ex lege nel contratto di locazione, occorrendo — piuttosto — che tra il conduttore ed il convivente esista prole naturale.
Cassazione civile sez. III, 09/04/2015, n.7098
In tema di convivenze more uxorio in presenza di figli minori nati dai due conviventi, l’immobile adibito a casa familiare è assegnato al genitore collocatario dei predetti minori, anche se quest’ultimo non è proprietario dell’immobile o conduttore in virtù di rapporto di locazione o comunque autonomo titolare di una posizione giuridica qualificata rispetto all’immobile. Egli, peraltro, in virtù dell’affectio che costituisce il nucleo costituzionalmente protetto della relazione di convivenza è comunque detentore qualificato dell’immobile ed esercita il diritto di godimento su di
esso in posizione del tutto assimilabile al comodatario, anche nell’ipotesi in cui proprietario esclusivo sia l’altro convivente.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 08/04/2021


giovedì 8 aprile 2021
Superbonus 110%, ascensori trainati solo se eliminano le barriere architettoniche

Le Entrate dovranno chiarire se l’intervento è possibile anche in stabili dove non risiedano né persone con problemi motori, né over 65
La materia già ampia del superbonus ha visto, grazie alla legge di Bilancio 2021, l’ulteriore estensione del 110% agli interventi d’installazione degli ascensori nei condomìni e negli edifici oggetto dell’agevolazione, a titolo di intervento trainato. L’aliquota del 110%, infatti, si applica ora anche agli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche per favorire la mobilità interna ed esterna alle abitazioni, di due categorie di soggetti:
– le persone portatrici di handicap in situazione di gravità (certificate dalla commissione medica in base all’articolo 4 della legge 104/1992);
– le persone di età superiore a 65 anni, che ai fini del 110% sono state equiparate alle prime.
Si tratta dei lavori di cui all’articolo 16-bis comma 1, lettera e), Dpr 917/86, che vedono il balzo dell’aliquota di detrazione dal 50 al 110% per effetto del novellato articolo 119, comma 2, Dl 34/2020, a patto che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di miglioramento energetico trainanti (vale a dire quelli indicati al comma 1 dello stesso articolo 119).

Leggi: Quotidiano Condominio, 08/04/2021


DALLE REGIONI:

martedì 13 aprile 2021
Milano. Comunicato stampa unitario SUNIA, SICET, UNIONE INQUILINI. ENPAM, processo dismissione patrimonio immobiliare. Presidio dei sindacati inquilini domani 14 Aprile, ore 10.30 sotto la sede milanese in Via Viviani 12

Sindacati degli inquilini chiedono chiarezza e tutele per gli inquilini dei 1.566 alloggi, tra Milano, Basiglio e Vimodrone, interessati agli accordi sindacali. In scadenza di contratto o con contratti scaduti 739 famiglie. Chiederemo mediazione del Comune di Milano
Risposte a richieste di incontro inviate da ottobre non arrivate e tutele degli inquilini, soprattutto fragili e in condizioni di difficoltà, ancora incerte. A fronte di ripetuti e inascoltati solleciti alla Fondazione Enpam, la cassa previdenziale di medici e odontoiatri, che ha avviato il progetto di vendita immobiliare denominato ‘Project dream’, i Sindacati degli Inquilini di Milano Sunia, Sicet, Unione Inquilini, insieme agli inquilini hanno organizzato:
L’asta comprende 31 asset direzionali (per una superficie lorda complessiva di 520mila mq); 10 hotel sparsi tra Roma, Milano, Abano e Montegrotto, cinque proprietà retail (30mila mq), una caserma nella capitale, un polo logistico (90mila mq) nell’hinterland del capoluogo lombardo e 17 immobili a destinazione residenziale. Il valore complessivo di 1 miliardo di euro.

Leggi: Sunia, 13/04/2021


lunedì 12 aprile 2021
Foggia. Emergenza abitativa e proposte di soluzione

Nelle ultime settimane, ancora una volta, l’emergenza abitativa che domina la Città di Foggia ha ottenuto l’attenzione della cronaca nazionale.
Nulla è cambiato dopo aver trovato una soluzione dignitosa alle famiglie dei container di Via San Severo, solo una delle tantissime situazioni di disagio presenti nella nostra città.
Ma chi ha il potere di fare qualcosa? E cosa è stato fatto?
La Legge Regionale n°22/2014 parla chiaro: il Comune ha la funzione di elaborare i Piani casa, di concorrere all’elaborazione dei programmi volti all’incremento, alla manutenzione e alla riqualificazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica, deve istituire le Agenzie Comunali per la Casa finalizzate a favorire l’incontro fra domanda e offerta, il rispetto delle norme contrattuali e il contenimento dei prezzi degli alloggi in locazione ed infine deve provvedere alla formazione e alla pubblicazione delle graduatorie di assegnazione alloggi di E.R.P..

Leggi: Sunia, 12/04/2021


venerdì 9 aprile 2021
Napoli. Questione abitativa. La riforma dell’edilizia pubblica non decolla: ancora tutto fermo mentre si profila il caos gestionale nel patrimonio pubblico

Sono passati diversi mesi dall’approvazione anche del nuovo Regolamento per la gestione del patrimonio pubblico e delle problematiche abitative in Campania, ma tutto rimane fermo: i Comuni non sono in condizione di varare i nuovi bandi per l’assegnazione degli alloggi nè di procedere allo scorrimento delle graduatorie, anche perchè non sono state emanate disposizioni per la gestione della fase transitoria.
Gli allegati: documento unitario in formato pdf

Leggi: Sunia, 09/04/2021


venerdì 9 aprile 2021
Bologna. Firmato protocollo di intesa recante misure straordinarie di intervento per la riduzione del disagio abitativo

Protocollo di intesa tra il tribunale di Bologna, la città metropolitana di Bologna, i comuni dell’area metropolitana di Bologna, la Regione Emilia Romagna, l’ordine degli avvocati di Bologna, i sindacati e le associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini, recante misure straordinarie di intervento per la riduzione del disagio abitativo.
L’allegato: protocollo di intesa in formato pdf

Leggi: Sunia, 09/04/2021


mercoledì 7 aprile 2021
Superbonus, 110 milioni di euro per le case popolari del Comune di Milano

MM ha già pronto un pacchetto di interventi da 110 milioni di euro per ristrutturare le case popolari sfruttando il Superbonus. Dubbi però sulle ristrutturazioni nei condomini misti
La società MM, partecipata del comune di Milano che si occupa, tra le altre cose, di edilizia popolare, ha realizzato un progetto dal valore di 110 milioni di euro per riqualificare alcune abitazioni popolari della città usufruendo del Superbonus 110%.
Il piano è stato annunciato da Gabriele Rabaiotti, assessore alle politiche abitative, il pomeriggio del 6 aprile, nel corso della riunione consiliare online del Comune sul bilancio della Direzione Casa: “MM ha già fatto una manifestazione d’interesse senza impegno. Alcune realtà si sono abilitate come soggetti proponenti per gestire il 110 e a breve verranno riconvocate e gli si chiederà di partecipare a una gara di progettazione per il successivo appalto”. In quanto operato da una partecipata lo stanziamento non sarà visibile nel bilancio di Palazzo Marino se non per la sola cifra che riguarda i 4 milioni per la progettazione degli interventi, che saranno poi a carico della società che si occuperà dei lavori, e per i 20 milioni che saranno investiti nei condomini “misti”, in cui ci sono sia appartamenti di proprietà comunale, sia di proprietà privata.

Leggi: Casa e Clima, 07/04/2021


IN AGENDA:

21.4.2021 – Come hanno attraversato le badanti i lunghi mesi della pandemia?
Come sta cambiando questa presenza nel nostro paese? Una ricerca che ha messo insieme quasi vent’anni di analisi per rispondere a queste domande, curata da Sergio Pasquinelli e Francesca Pozzoli: verrà presentata il 21 aprile. Qui il programma.
Scarica qui il rapporto di ricerca

Leggi: Acli Lombardia


15.4.2021 – Formare per il green building: una grande occasione per il Paese

Con il ministro Bianchi e Landini, evento online Fillea, diretta dalle ore 9:30 sulle pagine Facebook Fillea e Collettiva.
Sempre di più il futuro (per non dire il presente) del settore delle costruzioni – anche a seguito della pandemia e della “riscoperta” della qualità dell’abitare – sarà basato su rigenerazione, riqualificazione, efficientamento energetico, sismico, sensoriale. I vari incentivi (compreso l’ultimo, il c.d. super bonus del 110%) stanno già incentivando tale cambio di paradigma produttivo, coerente con gli obiettivi internazionali di riduzione delle emissioni, di sostenibilità, sicurezza, di ricorso a circuiti di economia circolare.
Cambiano le aziende, le tecniche costruttive, i materiali, i processi (forte digitalizzazione del cantiere, Bim, progettazione dell’intervento con già incorporata la manutenzione e finanche lo smaltimento) e – di conseguenza – anche le esigenze professionali e le qualifiche. Su questo ultimo punto siamo, tutti, terribilmente in ritardo, tanto è che già oggi la Fillea Cgil stima in almeno 20/30 mila il fabbisogno non soddisfatto di tecnici di cantiere green, coibentisti, carpentieri metallici e del legno, operai specializzati nella montatura (sempre meno manovali e sempre più montatori di materiali vari), esperti di risparmio energetico, ecc.

Leggi: Fillea Cgil


15.4.2021 -Senza Dimora in Italia, storie di vita e percorsi: quali servizi per quali persone?

Confronto con le Prof. sse Teresa Consoli e Antonella Meo curatrici del volume “Homelessness in Italia”
Mercoledì 15 Aprile alle ore 16:00 si svolgerà un incontro-confronto a partire dal volume recentemente pubblicato da fio.PSD nell’ambito della collana Povertà e Percorsi di Innovazione Sociale
Modera prof. Cristiano Gori: docente di Politica Sociale nel Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento
Sarà possibile seguire il confronto su questa pagina a partire dalle ore 16:00

Leggi: Fiopsd


IN EVIDENZA

Per uno sviluppo equo e sostenibile

Si annunciano due tempi per la politica economica del nostro paese. Il primo è scandito dall’emergenza covid: gli interventi sono finalizzati all’attenuazione dei gravi danni sociali ed economici provocati dall’epidemia. Nel secondo tempo, invece, le azioni di politica economica dovrebbero ripristinare un meccanismo di sviluppo equo e sostenibile, inceppatosi non solo per effetto dell’epidemia da alcuni decenni.
I provvedimenti emergenziali di questo governo, come del precedente, hanno provocato e provocheranno una forte espansione dell’indebitamento annuale, circa 6 punti in termini di prodotto nel 2020, e della consistenza del debito pubblico, circa 20 punti sempre con riferimento all’anno passato. Gli interventi straordinari a favore di imprese e lavoratori sia autonomi sia dipendenti hanno finora evitato un ulteriore aggravamento della crisi economica: è peraltro evidente che una ripresa soddisfacente dell’attività economica potrà verificarsi solo con il definitivo controllo dell’epidemia. Le stime di una ripresa del pil nel corso del 2021 scontano appunto il blocco dei contagi e, quindi, una riattivazione dei consumi in molti settori.
Si può comunque trarre un insegnamento dall’esperienza degli ultimi dodici mesi. Le sofferenze maggiori, e quindi gli affannosi interventi di sostegno finanziario di più vasta portata, sono stati necessari per i comparti sui quali hanno maggiormente inciso le politiche cosiddette riformiste degli anni passati.

Leggi: Welforum


Assistenza residenziale: profili bioetici e biogiuridici nel Rapporto ISS COVID-19 n. 6/2021

Il dilagare dell’infezione da coronavirus SARS-Cov-2 all’interno di molte residenze per anziani ha mostrato la fragilità di queste strutture, ora al centro di numerose riflessioni. Il gruppo di lavoro Bioetica COVID-19 dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nel Rapporto n. 6/2021 affronta gli aspetti bioetici e biogiuridici dell’assistenza alle persone non autosufficienti e offre alcune considerazioni etico-assistenziali su temi specifici.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sin dall’inizio dell’epidemia da COVID-19 ha istituito Gruppi di Lavoro tematici che hanno realizzato numerosi Rapporti, alcuni di particolare interesse per i servizi domiciliari e residenziali rivolti agli anziani non autosufficienti.
Lo studio “Assistenza sociosanitaria residenziale agli anziani non autosufficienti: profili bioetici e biogiuridici”, del Gruppo di lavoro ISS Bioetica COVID-19 in collaborazione col Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, propone una riflessione etico-giuridica sulla tutela dei residenti nelle strutture socio-sanitarie, con l’intento di favorire, anche in condizioni emergenziali, pratiche uniformi che pongano al centro la persona e i suoi bisogni.
Il Rapporto si basa sulla considerazione che qualunque forma di istituzionalizzazione può porre a rischio la salvaguardia dei beni essenziali e il rispetto dei diritti delle persone assistite.
Nel documento viene descritto il sistema nazionale di assistenza agli anziani non autosufficienti e vengono esaminati i diritti degli assistiti in riferimento al sistema giuridico italiano.

Leggi: I Luoghi della Cura


La priorità è rigenerare

Servono centri resilienti, meno vulnerabili di fronte alle crisi. Con l’imperativo di individuare soluzioni in cui trovino equilibrio gli obiettivi sociali, economici e ambientali
Il testo che segue è parte di un intervento tenuto nel corso dell’iniziativa Città sostenibili, lo scorso 24 marzo 2021.
È stata evidenziata, nel primo panel, la centralità che assume il “territorio” nel determinare la qualità della vita e come nella dimensione urbana possiamo leggere le maggiori contraddizioni e diseguaglianze sociali, economiche e di benessere. Questo porta alla necessità di una profonda riflessione su come le città siano chiamate a riorganizzare i propri assetti, in base a nuove dinamiche e nuovi bisogni, su nuovi principi e nuove logiche di sviluppo.
La crisi da Covid-19 ha mostrato tutte le connessioni tra salute, società, ambiente, clima ed economia, marcando ancora di più le criticità di un modello di sviluppo non orientato alla sostenibilità e basato prevalentemente sull’uso intensivo delle risorse naturali. La necessità che si pone è quella di città più resilienti, meno vulnerabi di fronte alle crisi, con l’imperativo di individuare soluzioni in cui trovino equilibrio gli obiettivi sociali, economici e ambientali, laddove i primi due, nel Green Deal europeo, sono strettamente connessi e dipendenti dalla qualità ecologica. La transizione verde, infatti, è l’asse portante insieme alla transizione digitale, di tutte le politiche europee, ponendo temi ormai ineludibili.

Leggi: Collettiva


Non lasciare nessuno indietro

Le città non come luogo di esclusione e separazione, ma di inclusione e condivisione, dove i conflitti non vengono negati e rimossi, ma emergono e vengono affrontati
Il testo che segue è parte di un intervento tenuto nel corso dell’iniziativa Città sostenibili, lo scorso 24 marzo 2021.
Il 70% dei comuni italiani ha meno di 5mila abitanti, con appena il 16% della popolazione. Il 60% risiede in comuni con meno di 60mila abitanti, mentre il 25% vive in città che hanno più di 100mila residenti. Se consideriamo le città metropolitane, circa 9,5 milioni di persone risiedono nei comuni capoluogo, e più del doppio (22 mln) nell’area metropolitana complessiva.
Una simile varietà della struttura demografica urbana denota che servono risposte differenti in ragione della diversa geografia abitativa della popolazione e le conseguenze della pandemia sulle abitudini – e quindi sulle scelte – di vita delle persone potrebbero consegnarci nei prossimi anni un panorama ulteriormente mutato.

Leggi: Collettiva


L’intelligenza che serve

Al centro del nuovo tessuto digitale urbano non devono esserci macchine e algoritmi, ma relazioni sociali e benessere diffuso
Il testo che segue è parte di un intervento tenuto nel corso dell’iniziativa Città sostenibili, lo scorso 24 marzo 2021.
L’ ambito di analisi di questa nostra iniziativa odierna è stato esaustivamente descritto dalla vice segretaria della Cgil, che ha ricordato anche come questa non sia la prima iniziativa che mettiamo in campo, in maniera multidisciplinare, sulle città.
Sui luoghi abbiamo infatti cominciato a ragionare già in fase pre pandemica, proprio attestando la nostra attenzione sulle città metropolitane e partendo dalla constatazione che, ad oggi, sono circa 22 milioni di persone in Italia, cioè un terzo della popolazione complessiva, ad abitare le città metropolitane.
L’organizzazione e la strutturazione delle città racconta in qualche modo la società con le sue stratificazioni sociali e le scelte che si fanno dal punto di vista del rapporto tra cittadinanza e comunità, e le nostre città sono dunque una sentinella di come lunghi periodi di assenza di politica pubblica, coniugati con un’idea neoliberista della società, abbiano comportato una distruzione della coesione sociale che un luogo abitato dovrebbe avere.
Abbiamo così avuto città deindustrializzate, ristrutturazioni industriali e urbanistiche importanti, e la città è stata sostanzialmente ridefinita.

Leggi: Collettiva


Invecchiamento attivo tra inerzia, rinnovamento e innovazione: traiettorie di policy a confronto tra Italia e Norvegia

Dal 2010, in seguito alle raccomandazioni Europee, Italia e Norvegia hanno avviato un percorso culturale e normativo sull’invecchiamento attivo. Premesse e conclusioni sono differenti, ma entrambi gli Stati sono ancora lontani da una piena attuazione del paradigma dell’IA per l’inclusione e la partecipazione dei soggetti anziani. Nel caso italiano, perché trascinato da una certa inerzia legislativa, mentre nel caso norvegese perché radicalmente innovativo.
di Gloria Ziglioli (Dottoranda presso la Facoltà di Scienze Sociali, Dipartimento di Sociologia dell’University of Agder, Norvegia e affiliata al Centro di Ricerca per le Trasformazioni Digitali -CeDiT)
L’idea della ‘società per tutte le età’ e il policy framework sul tema dell’invecchiamento attivo (IA) sono diffusi a livello internazionale da circa una ventina d’anni, rivestendo altresì un obiettivo cruciale per l’Agenda Europea (Commissione Europea, 2010, Commissione Europea, 2014) e dunque, implicitamente, anche per le politiche previdenziali, occupazionali, sanitarie e assistenziali degli Stati membri.
Il tema della cura come nuovo rischio sociale è ampiamente riconosciuto e discusso in letteratura (Saraceno, 2010; Ranci, Pavolini, 2015; Gori, 2011), come conseguenza al rilevamento di cambiamenti sostanziali nel quadro socio-demografico ed economico europeo. In particolare il dibattito verte sull’aumento della richiesta per le cure a lungo termine (LTC) e la necessità di creare un welfare più moderno per gli anziani, attraverso un nuovo patto sociale tra caregiver formali e informali, all’interno della più ampia cornice dell’IA.
In particolare, l’aspettativa di uniformità legislativa promossa dagli organismi sovranazionali sul tema viene richiamata attorno ai seguenti obiettivi strategici:
• Servizi accessibili, sostenibili e di alta qualità
• Servizi innovativi e moderni anche attraverso l’uso di tecnologie (TIC)
• Investimento nella prevenzione, promozione della salute a copertura di tutto il ciclo di vita
• Approccio politico multisettoriale, integrato, coordinato e potenziativo delle attività di community care.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Prestazioni invalidità civile: nessuna nuova domanda per aggravamento

In caso di esito sfavorevole per l’invalido civile della visita di revisione e conseguente revoca della prestazione, gli invalidi possono fare direttamente ricorso al giudice per rivendicare la permanenza del requisito sanitario e il ripristino del beneficio senza dover presentare una nuova domanda amministrativa. E’ quanto, in estrema sintesi, ha stabilito il Tribunale di Venezia, con due sentenze emesse il 23 marzo scorso, sull’annosa questione dei verbali di revisione dell’invalidità civile, respingendo le ragioni di opposizione di Inps.
Secondo il tribunale, le commissioni mediche preposte ad esprimersi sulla permanenza o meno del grado di invalidità precedentemente accertato, devono valutare anche l’eventuale sopravvenuto aggravamento e, in caso di conferma, l’Inps non può pretendere dalla persona disabile la presentazione di una nuova domanda amministrativa per ottenere prestazioni aggiuntive o per continuare a percepire quelle già acquisite.
Desta particolare interesse, il caso affrontato con il verdetto n. 2139/2020 ai danni di un minore, affetto da gravi patologie invalidanti, per le quali aveva già ottenuto il riconoscimento dell’ indennità di frequenza; prestazione confermata un anno dopo in sede di revisione dalla stessa Commissione di verifica, che accertato l’aggravamento delle condizioni di salute, gli riconosce anche il diritto a percepire l’indennità di accompagnamento, ma per ottenerla l’Inps pretende una nuova domanda amministrativa perché, a suo dire, le disposizioni normative non permettono alle commissioni mediche, in sede di accertamento revisionale, di riconoscere una percentuale di invalidità superiore a quella in precedenza determinata”.

Leggi: Inca

 

 

 

 

 

‘O i brevetti o la vita’: click day per firmare ICE “Nessun profitto sulla pandemia”

Oggi 7 aprile, in occasione della Giornata mondiale della salute, il Comitato Italiano della Campagna Europea Diritto alla Cura, promossa da oltre 90 organizzazioni tra cui la Cgil, con lo slogan ‘O i brevetti o la vita’ torna a mobilitarsi con un click day per invitare quante più persone possibile a firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Tutti hanno diritto alla protezione da Covid 19. Nessun profitto sulla pandemia”. L’obiettivo dell’ICE è raccogliere 1 milione di firme per chiedere all’Ue di modificare gli accordi commerciali con una sospensione, almeno temporanea, dei brevetti dei vaccini.
“Lo sviluppo del vaccino contro il COVID-19 – si legge nella locandina della Cgil nazionale (in allegato) – ha richiesto miliardi di fondi pubblici. Nonostante i contribuenti abbiano pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci, a causa dei brevetti singole aziende hanno il controllo su questi prodotti, resi così inaccessibili a milioni di persone”.
“Fino ad oggi – sottolinea la Confederazione – l’accesso alla campagna vaccinale è stato caratterizzato da una inaccettabile disparità tra paesi ricchi e paesi poveri, con gravi conseguenze che vanno ben oltre l’iniquità. In un mondo globalizzato come quello in cui viviamo, lasciare indietro qualcuno significa restare indietro tutti”.
Per la Cgil e per gli altri soggetti promotori della Campagna “è fondamentale che l’accesso ai vaccini sia garantito a livello globale per evitare che ulteriori varianti del virus si sviluppino e vanifichino gli sforzi fatti finora. La salute è un diritto umano ed è tempo che sia un diritto per tutti”.
Domani, mercoledì 7 aprile, dalle ore 18 si terrà una diretta online sulla pagina Facebook italiana di Right2cure/DirittoallaCura, a cui, tra gli altri, parteciperanno con video o in presenza Giulia Anania, Stefano Bellotti “Cisco”, Daniele Biacchessi, Claudio Bisio, Dario Brunori “Brunori SaS”, Giulio Cavalli, Ascanio Celestini, Massimo Cirri, Comunità Officina, don Virginio Colmegna, Luigi Ferrajoli, Silvio Garattini, Ricky Gianco, Paolo Hendel, Germano Lanzoni, Maurizio Maggiani, Giovanna Marini, Paola Minaccioni, Moni Ovadia, Cochi Ponzoni, Marco Presta e Antonello Dose, David Riondino, Paolo Rossi, Marco Rovelli, Renato Sarti, Andrea Satta – Tetes de Bois, Monica Setta, Guido Silvestri (Lupo Alberto), Bebo Storti, Tiberio Timperi, Dario Vergassola, Sofia Viscardi.

Per maggiori informazioni noprofitonpandemic.eu
Per firmare l’iniziativa eci.ec.europa.eu


NEWS:

venerdì 2 aprile 2021
“ABITIAMOLA” – Newsletter Marzo 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
Oggi parlare di politiche urbane significa affrontare la dimensione ecologica, economica, e dell’inclusione sociale. Il “peso” su questi tre assi delle città è rilevante basta pensare che oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città, l’85% del Pil globale è generato dalle aree urbane, così come il 50% della produzione di rifiuti e il 70% delle emissioni. Allo stesso tempo sono anche i luoghi dove si accentuano le disuguaglianze, a partire da quelle sociali e di accesso ai beni pubblici essenziali. L’iniziativa della CGIL “Città Sostenibili”.
A seguito delle ultime disposizioni normative, vi è la possibilità di usufruire di una detrazione pari al 110% per le spese sostenute per interventi di efficientamento energetico e per interventi antisismici. E’ prevista la possibilità, se eseguiti congiuntamente, di innalzare al 110% anche le detrazioni per altri interventi, come l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo ad essi collegati, infissi, installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici e abbattimento delle barriere architettoniche. La Campagna della CGIL “Attiva il Superbonus”.
Si è svolta la prima riunione dell’Alta Commissione per la Qualità dell’Abitare, istituita presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, per l’attuazione del Programma innovativo nazionale volto a affrontare il disagio abitativo e il degrado urbano delle città. La legge di Bilancio 2020 ha previsto anche un altro Piano per la rigenerazione urbana, da 8,5 miliardi di euro che, dopo mesi di ritardo, è stato sbloccato da un Dpcm, che stabilisce criteri e modalità.

Leggi: Cgil, 02/04/2021


giovedì 1 aprile 2021
Rigenerazione urbana, Comuni insoddisfatti del ddl all’esame del Senato

L’Anci rileva forte complessità procedurale e regole di efficienza energetica totalmente avulse da policy e norme esistenti
Un ripensamento sull’intero impianto del ddl ‘Misure per la rigenerazione urbana’ in discussione in Commissione Ambiente al Senato, semplificandolo e prevedendo un Fondo pluriennale e stabile di finanziamento diretto dei progetti di Comuni e Città Metropolitane”.
È quanto chiede l’Associazione dei Comuni Italiani (Anci), attraverso Mario Occhiuto, delegato all’Urbanistica e sindaco di Cosenza, e Alberto Villa, delegato alla Rigenerazione urbana e periferie, sindaco di Pessano con Bornago.
Il ddl – ricordiamo – prevede, tra le altre cose, incentivi per la realizzazione di interventi di rigenerazione urbana e l’acquisto di case efficienti, semplificazioni normative, Fondo da 500 milioni di euro dal 2021 al 2040, banca dati del patrimonio immobiliare inutilizzato.
“Le azioni di rigenerazione urbana necessitano di regole semplici, risorse stabili e rimesse all’autonoma gestione delle città e dei Comuni, sulla base di un indirizzo di crescita e trasformazione urbana sostenibile, patrimonio comune dei Sindaci. Purtroppo – sottolineano i due delegati – tale esigenza appare completamente disattesa, sia nei contenuti che nella forma dal Testo unificato del ddl adottato dalla Commissione, per una serie di rilevanti criticità che abbiamo sintetizzato in un documento inviato oggi in Commissione.

Leggi: Edilportale, 01/04/2021


giovedì 18 marzo 2021
Ascensori, barriere architettoniche e distanze fra gli edifici: interviene il TAR

TAR Lombardia: l’installazione di un ascensore all’esterno di un condominio non richiede il permesso di costruire – di Giorgio Vaiana – 18/03/2021
Ascensori, barriere architettoniche e distanze fra gli edifici: interviene il TAR
L’installazione di un ascensore all’esterno di un condominio richiede il permesso di costruire? Se ne parla nell’interessante sentenza del TAR Lombardia 11 febbraio 2021, n. 388 che ci consente di approfondire l’argomento legato agli ascensori, alle barriere architettoniche e alle distanze fra gli edifici.
I motivi del ricorso
Propone ricorso il proprietario di un immobile al terzo piano di una palazzina. L’uomo intende installare un ascensore esterno per il superamento delle barriere architettoniche. E presenta una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune di residenza. Ma l’amministrazione comunale, con una ordinanza dirigenziale, sospende i lavori, asserendo un contrasto con la norma del Piano delle Regole (PdR) del Piano di Governo del Territorio (PGT). Per il proprietario dell’immobile, però, il Comune commette un errore e chiede l’intervento dei giudici del Tar Lombardia.

Leggi: Lavori Pubblici, 18/04/2021


domenica 31 gennaio 2021
Una città ospitale anche per le donne con disabilità

«Un incontro (spesso) mancato, la relazione fra ambiente e persone fragili», è questa la premessa da cui scaturisce la riflessione che Piera Nobili ha esposto al seminario online “Il corpo, la fragilità, la cura: nuove relazioni e nuove forme di abitare la città”**, svoltosi lo scorso 16 gennaio, e che vi proponiamo di seguito. Tra i soggetti maggiormente penalizzati dall’incontro mancato vi sono le donne con disabilità, per le quali diventa necessario un altro sguardo sulla città e sulla casa. (S.L.)
Un’opera pittorica dell’artista australiana Monica Rohan raffigura una giovane donna il cui corpo, dalla vita in giù, scompare in una specie di coperta variamente colorata: forse vi si è rifugiata, forse l’ha imprigionata.
Le persone con disabilità hanno ben chiaro cosa vuol dire limite grazie al confronto con il proprio corpo, un corpo che conosce la vulnerabilità e la fragilità. Ma le persone con disabilità sono un universo molto ampio che conta diverse condizioni di disabilità, diverse età, differenti generi e orientamenti sessuali, differenti culture e capacità economica, sicché quando parlo di persone con disabilità in realtà ricomprendo un ampio segmento della nostra società. La pandemia ha evidenziato maggiormente la loro vulnerabilità, oltre a quella di coloro che se ne prendono cura, vale a dire i cosiddetti caregiver.
In modo particolare i servizi a loro dedicati hanno subito un drastico ridimensionamento, ed alcuni sono stati sospesi. Fra questi, per prima la scuola che con l’introduzione della didattica a distanza ha reso ancor più difficile, in certi casi addirittura impossibile, per la popolazione scolastica con disabilità l’apprendimento, la relazione con il gruppo classe e con gli e le insegnanti. Anche i centri diurni, i laboratori e i tirocini di inserimento lavorativo sono stati bloccati o ridimensionati, e in molti territori non sono ancora ripartiti.

Leggi: Informare Un H, 31/01/2021


DALLE REGIONI

martedì 6 aprile 2021
Marche. Segreterie regionali CGIL CISL UIL e SUNIA SICET UNIAT. Politiche abitative: l’attuale legge regionale va modificata per cancellare i requisiti illegittimi non per introdurne di ulteriori!

Sono state presentate recentemente in Consiglio regionale due proposte di legge, la n. 25 e la n. 26, per modificare l’attuale normativa regionale in materia di politiche abitative, i cui primi firmatari sono rispettivamente i Consiglieri Antonini e Baiocchi.
Si ritiene che la Legge regionale n. 36/2005 debba essere al più presto modificata, ma le due proposte di legge regionali vanno esattamente nella direzione opposta a quella che sarebbe necessaria.
In particolare nella proposta di legge n. 25, tra i criteri soggettivi per l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica agevolata e sovvenzionata, si prevede che il richiedente risieda da almeno due anni nel comune che emana il bando, criterio che si aggiungerebbe a quello già previsto dalla normativa attuale di risiedere o lavorare da almeno 5 anni nelle Marche.
Evidentemente i presentatori della proposta di legge sembrano ignorare che su questo tema è ripetutamente intervenuta la Corte Costituzionale dichiarando illegittimo il requisito della permanenza residenziale.

Leggi: Sunia, 06/04/2021


sabato 3 aprile 2021
Veneto, sindacati pensionati: sui vaccini totale mancanza di rispetto per gli anziani, trattati come pacchi

La richiesta: si sfrutti lo stop per mancanza di dosi per ripensare tutto il sistema di accesso
Durissima denuncia dei sindacati pensionati del Veneto sui disservizi della campagna vaccinale. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp in un lungo e dettagliato comunicato unitario, ripreso sulla pagina Facebook della Cgil regionale, mettono in fila una serie di episodi che raccontano quanti ritardi e lacune si stanno accumulando in questo piano di somministrazione. Il risultato, per i sindacati, è una vera mancanza di rispetto verso gli anziani.
“Treviso: a un ultra 80enne semi invalido l’sms con la convocazione per il vaccino arriva un’ora prima dell’appuntamento. Per la moglie è impossibile riuscire a prepararlo, uscire di casa e arrivare a destinazione in tempo utile.
Padova: un’anziana di 87 anni, che deambula precariamente con il girello ma può uscire di casa solo trasportata di peso perché le scale per lei sono impossibili, riceve la convocazione ma l’Ulss 6 le dice che non è disabile abbastanza per richiedere la vaccinazione a domicilio.
E i servizi di trasporto – anche del volontariato – sono a pagamento (pazienza), ma non disponibili: tutto pieno.

Leggi: Collettiva, 03/04/2021


giovedì 1 aprile 2021
Apre “Casa 95”, per l’autonomia dei senza dimora

Nuova struttura di accoglienza in cohousing per persone senza dimora, in zona Termini, per accompagnare gli ospiti lungo un percorso di reinserimento. “Si rafforza il circuito di accoglienza”
Roma Capitale apre “Casa95”, una nuova struttura di accoglienza in cohousing per persone senza fissa dimora, in zona Termini, con l’obiettivo di accompagnare gli ospiti lungo un percorso di reinserimento e riconquista dell’autonomia. Il servizio, basato sui principi del cohousing e dell’Housing First, prevede l’attivazione di percorsi personalizzati con l’obiettivo di accompagnare le persone accolte verso l’autonomia sociale, lavorativa e abitativa. Così in un comunicato il Comune di Roma.
L’appartamento, di proprietà di Roma Capitale e ristrutturato con fondi sia ordinari che comunitari FEAD e PON Inclusione, dispone di quattro posti letto e spazi comuni coma la cucina. I primi ospiti entreranno in settimana, iniziando così il percorso di autonomia e la condivisione della gestione della casa, con il supporto di operatori specializzati. Il progetto punta a superare una visione meramente assistenziale, partendo dal principio del ‘prima la casa’ e offrendo un’occasione di riscatto in un luogo che non è solo un alloggio, ma anche spazio di condivisione di compiti e impegni quotidiani, dove possa nascere il senso di appartenenza ad un gruppo in un percorso di progressivo recupero e di integrazione sociale.

Leggi: Redattore Sociale, 01/04/2021


mercoledì 31 marzo 2021
Social welfare district, la nuova piattaforma di servizi per Padova

Pubblico, terzo settore e volontariato insieme per un welfare territoriale integrato. La piattaforma è realizzata da Comune, Csv di Padova e Rovigo e Human Foundation. Melandri: “Il progetto anticipa molti dei meccanismi che si sta cercando di adottare per il Recovery Fund e il Next Generation Eu”.
Costruire un nuovo modello di città sempre più orientato alle persone e alla comunità facendo rete tra pubblica amministrazione, terzo settore e volontariato e puntando su ascolto, integrazione, competenze e innovazione. È questo il Social welfare district presentato ieri a Padova, frutto del primo anno di lavoro che ha visto collaborare il Comune di Padova, il Centro di servizio per il volontariato di Padova e Rovigo e Human Foundation, grazie ad un finanziamento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a valere sul fondo innovazione sociale. Il progetto Social welfare district è uno di 20 finanziati a livello nazionale e ha permesso di studiare un modello innovativo e replicabile che sviluppa un’alleanza solida tra pubblico e privato attorno all’idea di racchiudere in un’unica cornice tutte quelle proposte che rispondono ai bisogni del cittadino in termini di servizi alla persona.

Leggi: Redattore Sociale, 31/03/2021


IN AGENDA:

15 Aprile 2021 – Senza Dimora in Italia, storie di vita e percorsi: quali servizi per quali persone?

Confronto con le Prof. sse Teresa Consoli e Antonella Meo curatrici del volume “Homelessness in Italia”
Mercoledì 15 Aprile alle ore 16:00 si svolgerà un incontro-confronto a partire dal volume recentemente pubblicato da fio.PSD nell’ambito della collana Povertà e Percorsi di Innovazione Sociale
Modera prof. Cristiano Gori: docente di Politica Sociale nel Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento

Leggi: Fio.psd


IN EVIDENZA:

Prossimità fra genitori anziani e figli in Europa: differenze geografiche e conseguenze sul welfare

È vero che gli anziani sono soli? I sistemi di welfare nascono per supplire alla carenza di cure familiari o le famiglie si attivano in assenza di una rete di servizi adeguata? A queste domande Gianpiero Dalla Zuanna e Chiara Gargiulo offrono un’interessante risposta.
Le famiglie italiane ed europee tendono ad essere numericamente più ridotte, per lo più composte da una, due o al massimo tre persone. Ad esempio, in Italia le famiglie unipersonali sono passate dal 22% del 1998-99 al 33% nel 2018-19, quelle con 5+ componenti dall’8 al 5% (Istat, Annuario Statistico Italiano 2020). Queste tendenze sembrano configurare un’Europa sempre più popolata da individui isolati, privi di una adeguata rete di sostegno familiare. Ciò è particolarmente evidente per gli anziani, perché fra di loro l’incremento delle famiglie unipersonali è ancora più accentuato. Oggi, in Italia, metà delle donne con più di 75 anni che risiede in casa, vive da sola (Istat, 2020).
In realtà, la situazione è assai diversa se – in luogo di considerare solo la coabitazione – ci soffermiamo sulla prossimità abitativa. In questa breve nota aggiorniamo i risultati di precedenti studi (vedi ad esempio Hank 2007), mostrando come la prossimità fra gli anziani e i loro figli sia profondamente disomogenea fra i diversi paesi europei. Ragioniamo poi su alcune delle conseguenze di queste differenze sull’organizzazione del welfare.
Prossimità abitativa fra gli anziani e i loro figli oggi in Europa
Concentriamo la nostra attenzione sugli anziani ultraottantenni, ossia quelli a maggior rischio di fragilità. La proporzione con almeno un figlio residente a meno di un chilometro cambia radicalmente spostandosi dal Nord verso il Sud e l’Est Europa, passando dal 17% della Danimarca al 32% della Francia, al 41% della Germania, al 66% dell’Italia e al 70% della

Leggi: I Luoghi della Cura


Le metropoli del post Covid rinascono aumentate e circolari

Economia della ciambella. Amsterdam indica una strada possibile per le città post emergenza: non cancellare spazi, ma lavorare sul riciclo dei tessuti urbani per ricreare e trasformare le funzioni
Decarbonizzate, “circolari” ed eco-oriented: potranno mai esistere in futuro città di questo tipo? Qualcosa indica che ci stiamo muovendo in questa direzione. Le teorie per adattare le metropoli– quelle che entro il 2050, potrebbero dover ospitare sei miliardi di abitanti – a modelli più sostenibili
non mancano. Come quella di Kate Raworth, brillante economista della Oxford University che ha preso in prestito dalla pasticceria la forma di una ciambella a sette strati e ne ha fatto una tesi di sviluppo ecologico. Anche per le città. «Il benessere umano dipende dal mantenimento delle risorse in un buono stato naturale complessivo – scrive la Raworth nel libro “L’Economia della ciambella. Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo” (Edizioni Ambiente, 2017).
Amsterdam ha già annunciato che adotterà la “teoria della ciambella” per superare la crisi pandemica e attutirne eventuali future.
In sintesi, secondo Raworth, va dato al più presto più valore ai sistemi idrici, alla rigenerazione del suolo, alla composizione chimica dell’atmosfera, alla ricchezza della diversità biologica, alla fotosintesi. Sistemi naturali che vanno rispettati e imitati. E ben bilanciati. Anche nelle città.

Leggi: Inu


La Commissione Europea lancia il Libro verde sull’invecchiamento

La Commissione Europea ha presentato nel gennaio scorso un Libro verde per avviare un ampio dibattito politico sulle sfide e le opportunità della società europea che invecchia. Il “Green Paper on Ageing: Fostering solidarity and responsability between generations”, definisce l’impatto di questa marcata tendenza demografica nell’economia e nella società e riflette l’impatto universale dell’invecchiamento su tutte le generazioni e le fasi della vita, sottolineando la necessità di rafforzare la solidarietà intergenerazionale.
Proprio su queste tematiche, la Commissione invita il pubblico a esprimere le proprie opinioni rispondendo ad consultazione pubblica, che durerà 12 settimane e si concluderà il 21 aprile.

Leggi: Rete Caad


SEGNALAZIONI:

Reddito di Emergenza per famiglie bisognose

Da domani e fino al 30 aprile, al via le domande per il riconoscimento del Reddito di Emergenza (REM) per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021, così come stabilito dal decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021.
Lo comunica l’Inps con il messaggio n. 1378 del 1° aprile 2021, ricordando che il REM è una misura straordinaria di sostegno al reddito e sarà riconosciuto a domanda per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021 ai nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza da Covid-19 e in possesso cumulativamente dei requisiti di residenza ed economici, patrimoniali e reddituali, previsti dalla normativa vigente. Al momento della domanda, il richiedente dovrà essere in possesso di una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) valida.
Per il riconoscimento del sussidio, al momento della domanda, il richiedente deve risultare in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti:
– essere regolarmente residente in Italia (la norma non prevede una durata minima di permanenza e il requisito è verificato solo per colui che richiede il beneficio);

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

NEWS

martedì 30 marzo 2021
Vaccino ai caregiver, “finalmente chiarezza” nell’ordinanza di Figliuolo

La nota dispone che “ciascuna regione proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro o di assistenza familiare”. Barbieri: “Nel piano vaccinale nazionale non era inserito con altrettanta limpidità”
Anche i caregiver devono accedere al vaccino, come e possibilmente insieme al familiare con disabilità di cui si prendono cura: lo chiarisce nell’ordinanza firmata ieri il commissario Figliuolo. “Tenuto conto della nota dell’11.03. 2021 ‘Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-covid, con cui la Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha rappresentato l’importanza di conferire alla categoria 1 ‘elevata fragilità’, facendo rientrare nella stessa anche i familiari che prestano assistenza ai disabili gravi”, la nota dispone che “ciascuna regione o provincia autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente, ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella regione o provincia autonoma”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/03/2021


martedì 30 marzo 2021
Caregiver, Stefani: partito il dialogo dei ministeri sul riconoscimento

“Il tema è trasversale”, coinvolge tutte le forze politiche. Il ministro per le Disabilità Erika Stefani, risponde in audizione presso la XI Commissione del Senato ai colleghi deputati sulle linee programmatiche del proprio dicastero
“Il tema di maggiore interesse e attualità politica è quello del caregiver familiare. Sul riconoscimento di questa figura nel nostro ordinamento ho già avviato interlocuzioni con il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, insieme agli uffici tecnici, per poter analizzare al meglio tutte le possibili alternative circa le modalità di riconoscimento del Caregiver”. Ad annunciarlo il ministro per le Disabilità Erika Stefani, che risponde in audizione presso la XI commissione del Senato ai colleghi deputati sulle linee programmatiche del proprio dicastero.
“Lo studio delle varie ipotesi sul tavolo risulta imprescindibile per poter quantificare la misura e, conseguentemente, poter reperire le risorse economico-finanziarie necessarie”, chiarisce Stefani, che ricorda come “la base di partenza sarà costituita dalle proposte già all’esame della Commissione, con la quale ho voluto instaurare fin da subito un proficuo dialogo istituzionale convocando una prima riunione informale che aveva come argomento principale il testo unico sul Caregiver”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/03/2021


martedì 30 marzo 2021
Parcheggi e persone con disabilità: quando le nuove tecnologie aiutano davvero

“Leggere” sensori a batteria a grande distanza, in modo da individuare e monitorare gli stalli riservati alle persone con disabilità, consentendo loro di sapere, già durante il tragitto in automobile, se e quali parcheggi riservati siano liberi: consiste in questo il sistema sperimentale “DEPS” (acronimo che in italiano sta per “Sistema di parcheggio facile per persone con disabilità”), attuato nella città di Torino, avvalendosi anche dei test di verifica svolti da soci di organizzazioni quali la CPD (Consulta per le Persone in Difficoltà) e l’UICI del capoluogo piemontese
Parcheggio disabili.Uno dei problemi dei grandi centri è la mancanza di parcheggi, in particolare quelli riservati alle persone con mobilità ridotta, spesso occupati da abusivi. La città di Torino è impegnata da qualche tempo in un progetto che agevola gli spostamenti delle persone con disabilità e in tal senso è la prima città ad utilizzare il sistema DEPS (Disabled Easy Parking System, ovvero “Sistema di parcheggio facile per le persone con disabilità”).
L’applicazione, ancora in fase di sperimentazione, è nata dalla passione dell’ingegner Daniele Aprà e del suo socio Davide Turato per la tecnologia che consente di poter “leggere” a grande distanza dei sensori a batteria, in modo da individuare e monitorare gli stalli riservati alle persone con disabilità. In pratica l’app consente loro di sapere se e quali parcheggi riservati sono liberi, già durante il tragitto in automobile.

Leggi: Superando, 30/03/2021


lunedì 29 marzo 2021
Senza dimora, in un documentario i vantaggi del modello “Housing First”

Il documentario “Homelessness as Unfairness” presenta alcuni dei risultati del progetto, che ribalta l’approccio tradizionale e che pone l’accento sulle implicazioni politiche e sociali, anche alla luce delle criticità emerse a causa della pandemia da Covid-19 e alle nuove direttive approvate dal Parlamento Ue
Il progetto europeo Home_eu: “Homelessness as unfairness”, nasce nell’Ottobre del 2016 (come parte del programma Horizon 2020) con l’obiettivo di studiare il fenomeno delle persone senza dimora e le principali tipologie di servizi a queste rivolti, al fine di tradurre i risultati in linee guida che favoriscano lo sviluppo di politiche e pratiche utili a ridurre il fenomeno in oggetto. Dodici i partner coinvolti di ben nove paesi europei: Francia, Irlanda, Italia, Polonia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Belgio. Oggi, il documentario “Homelessness as Unfairness” presenta alcuni dei risultati del progetto e mette nero su bianco i vantaggi rappresentati dal modello Housing First, che ribalta l’approccio tradizionale e che pone l’accento sulle implicazioni politiche e sociali, anche alla luce delle criticità emerse a causa della pandemia da Covid-19 e alle nuove direttive approvate dal Parlamento Europeo.

Leggi: Redattore Sociale, 29/03/2021


domenica 28 marzo 2021
Lotta al Covid, per gli anziani d’Italia c’è il vecchio grande cuore del sindacato

Lecco, Perugia, Catania. Da Nord a Sud, il racconto di un grande gesto, quello che ogni giorno in ogni città, volontari Auser e leghe Spi compiono nei confronti della collettività, aiutando gli anziani a prenotarsi per il vaccino e accompagnandoli il giorno della somministrazione
All’inizio gran parte del Paese li ha lasciati indietro, li ha abbandonati. Convinta con cinico sollievo che il Covid colpisse solo gli anziani. Impietosamente sollevata dal fatto che le statistiche, ancora oggi, rivelano percentuali di mortalità tra gli over 65 spaventose se confrontate con quelle di tutte le altre fasce di età. Un report pubblicato lo scorso primo marzo dall’Istituto Superiore di Sanità ci dice che, a quella data, su un totale di poco più di 96 mila persone decedute in Italia a causa del virus, più di 90 mila avevano oltre 60 anni. Di queste, 40 mila avevano un’età compresa tra gli 80 e gli 89 anni.
Il caos in cui la prima ondata della pandemia ha gettato il Paese ha colpito tutti, senza distinzione, ma mentre i più giovani hanno potuto reggere la forza dell’impatto, i più vecchi e fragili sono stati travolti. L’incertezza politica e l’impreparazione a gestire un’emergenza di questa portata ha generato mostri come la tragedia di molte Rsa, dove migliaia di residenti sono morti spesso per mancanza di protocolli, competenze o semplici dispositivi di protezione individuale.

Leggi: Collettiva, 28/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
L’intervista Silvia Rovere, presidente Assoimmobiliare – «Legge sbagliata, impostazione pubblicistica e centralista»

Presidente Rovere, cosa pensa Confindustria Assoimmobiliare del disegno di legge sulla rigenerazione urbana? Pensiamo anzitutto che chi l’ha scritto non abbia capito bene cosa sia la rigenerazione urbana. Nel testo c’è una impostazione totalmente pubblicistica, i comuni approvano i piani, scelgono le aree, dichiarano di interesse pubblico gli immobili. Si ignora che la rigenerazione urbana è fatta in tutto il mondo da investitori privati che trovano una convenienza a investire i loro capitali perché c’è un complesso di obiettivi, di regole e di incentivi chiari, di facile applicazione. Ci aspettavamo semplificazioni e incentivi che non ci sono. Anzi, si peggiora il quadro attuale e si pongono limiti assurdi, come quello del 20% di tetto all’aumento delle volumetrie, che dovrebbero essere lasciati agli ambiti locali, caso per caso. Un giudizio molto severo.Stiamo perdendo l’ennesima opportunità di richiamare in Italia capitali, italiani ed esteri, che vanno a investire nelle città di altri Paesi, in Europa e nel mondo. Avevamo capito che a questo serviva una legge quadro sulla rigenerazione urbana.
Quali norme specifiche criticate?

Leggi: Il Sole 24 Ore, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Divario digitale e lotta alle disuguaglianze, il nuovo numero di LiberEtà

Il nuovo numero di LiberEtà si apre con un approfondimento su un problema epocale: il divario digitale. Un muro immateriale difficile da abbattere fatto di bit, sigle, password, codici, computer e smartphone. Un labirinto nel quale i pensionati rischiano di perdersi. Il divario digitale preclude di fatto l’accesso ai diritti. Il caso dell’Inps, del quale si scrive nel numero, lo dimostra chiaramente.
Di particolare rilievo, l’intervista al monsignor Matteo Maria Zuppi, il “cardinale dei poveri”, che afferma: «Senza pace non c’è futuro, mai abituarsi agli orrori della guerra». E ricorda che tra i doveri della Chiesa c’è anche quello di combattere le disuguaglianze e l’ingiustizia. E a proposito di democrazia e bene comune sottolinea che «i diritti individuali sono indispensabili ma presumono doveri e responsabilità collettive». Un messaggio importante in epoca di pandemia.
Non a caso per la parola del mese scelta è proprio “Comunità”.
In tempo di Covid ecco qualche consiglio pratico sui vaccini: cosa c’è da sapere, le false credenze da sfatare, come funzionano, quanto sono sicuri, l’efficacia contro le varianti.
Intanto, prosegue il nostro viaggio nelle scuole nell’epoca della didattica a distanza raccontata dal punto di vista di un’insegnante e di una studentessa.

Leggi: Liberetà, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Rigenerazione a ostacoli in 21 tappe

Studio Ance. Quindici passaggi per arrivare all’apertura dei cantieri e altri sei adempimenti per adeguare le leggi e i piani regionali Testo unificato della commissione Ambiente del Senato stroncato dai sindaci: no a fondi nazionali distribuiti dalle regioni ai comuni
Eccola la “semplificazione” – si fa per dire – prevista dal testo unificato sulla rigenerazione urbana, all’esame della commissione Ambiente del Senato: 21 tappe necessarie per dare attuazione alla legge, di cui 15 per aprire i cantieri e altre sei per adeguare le leggi urbanistiche e i piani paesaggistici regionali alle nuove norme quadro statali, per censire i patrimoni edilizi comunali pubblici e privati, per avviare programmi specifici per l’edilizia residenziale pubblica, per adeguare i piani urbanistici alle nuove indicazioni regionali. Un guazzabuglio di norme che di fatto paralizzerà definitivamente qualunque operazione di rigenerazione urbana. Impossibile prevedere i tempi anche per aprire i cantieri visto che delle 15 stazioni del gioco dell’oca, solo quattro indicano tempi, che totalizzano 14 mesi.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Le ragioni del testo unificato al senato

Franco Mirabelli – relatore del testo unificato
Il testo unificato sulla rigenerazione urbana nasce dalla sintesi di più disegni di legge presentati da tutti i gruppi parlamentari e ha raccolto molti elementi da questi derivanti. È anche per questo che il testo in Commissione è stato assunto all’unanimità, con una sola astensione. La proposta cerca di dare una visione di lungo periodo sulla rigenerazione urbana e propone soluzioni che permettano la condivisione delle decisioni e delle scelte tra stato, regioni e comuni fino a prevedere il dibattito
pubblico.
Non vi è rischio di intervenire in ambiti di competenza prettamente regionali né di sovrapporsi con disposizioni regionali esistenti. Il Ddl attribuisce alle regioni un ruolo rilevante su ripartizione delle risorse, adozione di disposizioni per la rigenerazione urbana, definizione dei criteri per individuare gli ambiti su cui intervenire, specifici programmi per l’edilizia residenziale pubblica, individuazione di proprie risorse da destinare ai bandi. Le regioni possono adottare, inoltre, specifiche disposizioni per incentivare la rigenerazione urbana. Il Ddl vuole incentivare la rigenerazione grazie a ingenti risorse pubbliche, un miliardo di euro l’anno: vi sono i 500 milioni annui, per venti anni, destinati al Fondo nazionale rigenerazione urbana, gli incentivi di natura diversa (da esenzione Imu e Tari alla riduzione, da parte dei Comuni, dei canoni e tributi dovuti per l’occupazione di suolo pubblico, al Superbonus); inoltre, gli interventi di rigenerazione urbana diventano ambiti prioritari per l’attribuzione dei fondi strutturali Ue e sono pensati incentivi adeguati l’indirizzare le risorse private su interventi di rigenerazione.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Più assistenti sociali, “ottima notizia ma restano indietro aree disagiate”

Il presidente Gazzi: “Il paese è uno solo, come ci ricorda la nostra Costituzione. Il nostro impegno costante è quello di sanare un gap intollerabile”
“I dati forniti ieri dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali che stimano – nel 2021 grazie alle misure messe in campo con la legge di Bilancio – l’assunzione di oltre 1400 assistenti sociali a tempo indeterminato sono un’ottima notizia, ma non possiamo non sottolineare che restano indietro proprio quei territori dove maggiormente si sente il disagio sociale”. Lo sottolinea Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio Nazionale degli Assistenti Sociali, che ricorda: “Dal ministero del Lavoro, dalla ministra Mara Carfagna e da molti parlamentari con i quali interloquiamo continuamente, abbiamo sentito l’impegno a lavorare perché il rapporto di un assistente sociale ogni 6.500 abitanti sia uguale in tutta Italia e che dunque, dalla Lombardia alla Sicilia, tutti gli ambiti possano raggiungere l’obiettivo di 1/5.000 e 1/4.000”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/03/2021


venerdì 26 marzo 2021
Caregiver, Fish e Fand: costruire supporti integrati e percorso pensionistico agevolato. Stefani s’impegna

Le organizzazioni: “Ottenute rassicurazioni dal ministro Stefani circa la volontà di intervenire sul tema dei caregiver attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico, concertato con il ministro del lavoro Orlando, che possa sollecitare al Senato l’avvio della discussione sulla proposta di legge”
Si è tenuto l’altro giorno negli uffici del dipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri il terzo incontro tra la neo-ministra alle disabilità, Erika Stefani e le principali organizzazioni che si occupano del tema, Fish e Fand. Fra gli argomenti discussi, l’aggiornamento del piano vaccinale anti Covid-19. Stavolta, però, alla presenza dei presidenti delle due federazioni Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano e di Roberto Speziale vice-presidente della Fish, l’attenzione della discussione è stata rivolta, soprattutto, al tema dei caregiver familiari.
Falabella tracciando un bilancio dell’incontro ha detto che “è stato molto positivo e abbiamo ottenuto rassicurazioni dal ministro Stefani circa la volontà di intervenire sul tema dei caregiver attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico, concertato con il ministro del lavoro, Andrea Orlando, che possa sollecitare al più presto al Senato l’avvio della discussione sulla proposta di legge, fortemente voluta da Fish e Fand, che è stata presentata quasi un anno fa”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/03/2021


giovedì 25 marzo 2021
Aree interne. L’indagine di Riabitare l’Italia: più della metà dei giovani vuole restare

I primi risultati della ricerca ribaltano una narrazione che vede i giovani andar via. Quelli che restano sono spesso laureati, lavorano e sono attenti alla qualità della vita. Andrea Membretti, Università di Pavia e coordinatore dell’indagine: “Vogliamo invertire lo sguardo e guardare l’Italia dai margini invece che da quello che si presume essere il centro”
Chi l’ha detto la maggior parte dei giovani va o vuole andar via dalle aree interne e montane del nostro paese? A rovesciare una narrazione data fin troppo per scontata è l’associazione Riabitare l’Italia che in questi giorni ha pubblicato i primi risultati di una poderosa ricerca sui giovani delle aree interne italiane dal titolo “Giovani Dentro”. La ricerca è una delle prime iniziative dell’associazione costituitasi nell’estate del 2020, ma nata nel solco di un laboratorio attivo già da tre anni e che coinvolge esperti, accademici, operatori, attori sociali, cittadini, organizzazioni non governative, imprese, cooperative e aziende interessate al tema della riattivazione dei territori rurali, interni, marginalizzati e montani del paese. “L’obiettivo è quello di focalizzare l’attenzione sulle risorse che ci sono nei territori di cui stiamo parlando – spiega a Redattore Sociale Andrea Membretti, professore di Sociologia del territorio all’Università di Pavia e coordinatore dell’indagine Giovani Dentro -. Vogliamo invertire lo sguardo e guardare l’Italia dai margini invece che da quello che si presume essere il centro”.

Leggi: Redattore Sociale, 25/03/2021


martedì 23 marzo 2021
Rigenerazione urbana frenata: legge quadro, cresce il caos

Al Senato. Il testo unificato ha un miliardo in dote ma è un passo indietro senza incentivi né semplificazioni. Modello Emilia-Romagna
Parte il rush finale per i 28 articoli della legge sulla rigenerazione urbana all’esame della commissione Ambiente del Senato. Nei giorni scorsi, i relatori (la ex M5s ora Leu Paola Nugnes, il dem Franco Mirabelli cui solo ra si è aggiunto il leghista Francesco Bruzzone) hanno presentato il testo unificato che nasce dalla fusione di sei disegni di legge e costituirà la base per la votazione degli emendamenti. Già questa settimana l’esame dovrebbe riprendere con una discussione generale che servirà a capire quanto la sintesi sia ben riuscita e i gruppi siano favorevoli ad andare avanti su questa strada.
La grande attesa per una legge nasce dal fatto che dovrebbe colmare un vuoto nel quadro normativo nazionale, definendo principi fondamentali e politiche di incentivazione sulla base dei quali le Regioni possano a loro volta legiferare o integrare le leggi già esistenti. La materia del governo del
territorio, infatti, è di competenza concorrente fra Stato e Regioni secondo l’articolo 117 della Costituzione e in questi anni alcune regioni – Lombardia, Lazio, Piemonte e soprattutto Emilia-Romagna – hanno approvato proprie leggi innovative che hanno colmato l’inerzia statale.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 23/03/2021


giovedì 4 marzo 2021
Invecchiamento attivo, la proposta di legge Lorefice inizia il suo iter

Attraverso un fondo annuo di 25 milioni si vuole incentivare la cittadinanza attiva, l’attività fisica e combattere l’isolamento
Ci sono passi avanti nell’iter della proposta di legge «Misure per favorire l’invecchiamento attivo attraverso iniziative di utilità sociale e di formazione permanente» (C. 2620) che ha come prima firmataria l’On. Marialucia Lorefice (M5S), Presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera. Mercoledì 3 marzo infatti la proposta è stata assegnata proprio alla XII Commissione Affari sociali che dovrà esaminarla: è un primo passo di quello che sarà il cammino, non si sa ancora di quale durata, di questa proposta. La proposta di legge, indirizzata ai soggetti che abbiamo compiuto i 65 anni di età, propone uno stanziamento di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 da utilizzare per diverse attività a livello nazionale, tutte legate alle tematiche dell’invecchiamento attivo.
Solo per citare alcuni dei punti toccati dalla proposta di legge si propone di prevedere un rimborso spese per gli anziani che mettano il loro impegno civile nella realizzazione di progetti sociali di volontariato, da riconoscere sotto forma di buoni per i pasti e per i trasporti, nonché a crediti sociali fruibili per l’accesso a servizi vari.

Leggi: Happy Ageing, 04/03/2021


DALLE REGIONI:

martedì 30 marzo 2021
Casa, Ferrara: a bando 217 mila euro di fondi per morosità incolpevole

Il Comune di Ferrara offre un contributo fino a 6.000 euro per il sostegno alla “morosità incolpevole” degli inquilini, esteso anche a chi ha subito l’impatto della pandemia da Covid. Lo annuncia l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti
Il Comune di Ferrara offre un contributo fino a 6.000 euro per il sostegno alla ‘morosita’ incolpevole’ degli inquilini, esteso anche a chi ha subito l’impatto della pandemia da Covid. Lo annuncia l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti, anticipando i contenuti di un bando che sara’ pubblicato a breve, finanziato con 217.151,82 euro di fondi ministeriali (55.357 euro relativi all’annualita’ 2020, che si sommano ai 161.794,81 relativi all’annualita’ 2019) e che si affianchera’ ai contributi integrativi, gia’ previsti, per le famiglie a basso reddito, per i quali il bando e’ aperto ed e’ stato recentemente prorogato fino al 9 aprile.
Commentando l’iniziativa, l’assessore spiega che “abbiamo allargato la platea dei beneficiari, estendendo gli aiuti anche a chi, senza sfratto, presenti un’autocertificazione nella quale dichiari di aver subito, a causa dell’emergenza Covid, una perdita del proprio reddito ai fini Irpef superiore al 30% nel periodo marzo-maggio 2020 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente e di non disporre di sufficiente liquidita’ per far fronte al pagamento del canone di locazione in alternativa o in aggiunta agli oneri accessori”. Questi aiuti, chiarisce pero’ Coletti, non saranno cumulabili con il reddito di cittadinanza.

Leggi: Redattore Sociale, 30/03/2021


mercoledì 24 marzo 2021
Bologna, nasce Casa Facendo, un progetto per diffondere l’abitare collaborativo

Casa Facendo, un progetto nato per diffondere le esperienze di abitare collaborativo e far conoscere ai cittadini le opportunità presenti nel territorio Bolognese attraverso l’attivazione di info point, dei punti d’informazione diffusi. Quali informazioni si possono ricevere in uno degli info point? contatti e informazione sulle esperienze abitative che si basano sulla collaborazione, la co-abitazione la condivisione e co-housing; informazioni sui criteri e sulle modalità di accesso; costante aggiornamento delle esperienze diffuse; condivisione con gli utenti che si recano agli info point delle nuove opportunità di abitare collaborativo presenti; informazione sui principi e i valori di partecipazione, responsabilità, attivismo e solidarietà su cui si basano le esperienze di abitare collaborativo.
Sei gli infopoint attivati, fra questi anche Auser Bologna che è partner dell’iniziativa.
Per avere maggiori informazioni e richiedere un appuntamento in uno degli info point contattare: infopoint.casafacendo@gmail.com

Leggi: Auser, 24/03/2021


mercoledì 24 marzo 2021
Roma. Comunicato stampa SUNIA, SICET e UNIAT APS. Piano vendite: incontro tra Ater di Roma e Sunia, Sicet ed Uniat APS

“Dall’incontro svolto in data odierna è emersa la disponibilità dell’Ater di Roma allo spostamento del termine di scadenza delle lettere, che verrà posticipato al 30/06/2021 e all’impegno a comunicare agli assegnatari (o loro aventi causa) i costi definitivi di acquisto ed eventuali altre pendenze entro il 30/04/2021.
Scongiurato anche il rischio di modificazione del prezzo in caso di variazione della rendita catastale.
Rimaniamo in attesa del piano di alienazione, soprattutto degli immobili costruiti in diritto di superficie.
Richiesto un incontro alla Regione Lazio per gli approfondimenti di merito e forme di tutela verso chi non compra. Non ci si può accontentare della rassicurazione che la mobilità non verrà applicata perché non ci sono alloggi disponibili. Il problema è il diritto, e con la mobilità la famiglia assegnataria perde il diritto a permanere nell’alloggio che attualmente occupa. Vista l’inapplicabilità della norma nazionale, chiediamo alla Regione Lazio di attivare immediatamente gli opportuni confronti e predisporre atti formali che scongiurino questa eventualità”.
Così in una nota congiunta i segretari: Emiliano Guarneri (Sunia), Paolo Rigucci (Sicet), Patrizia Behman (Uniat APS)

Leggi: Sunia, 24/03/2021


venerdì 5 marzo 2021
La povertà? Si può vincere con la coabitazione

Roma. Nel Terzo Municipio nasce il tavolo di coprogettazione sulla CoAbitazione, con Asl, Terzo Settore e Municipio
«L’attuale periodo storico è caratterizzato da profonde trasformazioni economiche, politiche, demografiche, sociali e dallo scivolamento costante verso la povertà di una parte sempre più ampia della popolazione» . È l’incipit non dell’articolo, ma del Protocollo d’intesa tavolo di coprogettazione sulla CoAbitazione (il testo si trova qui), sottoscritto meno di un mese fa tra Servizi sociali del III Municipio, ASL Roma 1, Terzo settore e associazioni di volontariato attive sul territorio.
Un Protocollo che si distingue già per il linguaggio, lontano da quel “burocratese”, al quale siamo tutti abituati. «Sì, niente burocratese», conferma decisa Maria Concetta Romano, assessora alle Politiche sociali del III Municipio. «Quando parliamo, tutti devono poter capire».
Perché la CoAbitazione
Ciò che va compreso è, intanto, il contesto in cui nasce il Protocollo: il territorio del III Municipio, popoloso quanto un medio grande comune italiano con i suoi 206.000 abitanti e dove si registra la presenza di 750 persone senza fissa dimora, iscritte cioè presso l’anagrafe fittizia Via Modesta Valenti, 3.

Leggi: Reti Solidali, 05/03/2021


IN AGENDA:

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IN EVIDENZA:

Presentazione della relazione del CNEL sulla qualità dei servizi pubblici
La pandemia, che ha colpito con forza anche l’Italia a partire dal 2020, ha avuto un effetto dirompente su tutti i servizi pubblici, sia a livello centrale che locale, accentuandone le criticità e facendo emergere la ‘fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni”, come l’ha definita il presidente Draghi nella sua relazione programmatica, delineando allo stesso tempo le priorità su cui intervenire nel breve e medio periodo, dalla sanità alla scuola, dai servizi sociali a quelli ambientali, dalla digitalizzazione all’informatizzazione.
E’ questo in sintesi il dato che emerge dalla “Relazione 2020 del CNEL al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Amministrazioni pubbliche centrali e locali alle imprese e i cittadini” che, tra luci e ombre delinea “Un’amministrazione pubblica capace anche di adattarsi rapidamente a circostanze mutate (come successo nel 2020) in ambiti quali la formazione, la diffusione dei processi di digitalizzazione, i meccanismi di pagamento elettronici, la sua stessa organizzazione interna”.

Leggi: Cnel


Effetto pandemia sul mercato della casa

Un Commento
Nel 2020 il mercato delle compravendite di abitazioni ha subito una contrazione, pur senza particolari conseguenze sui prezzi. Il calo è soprattutto di domanda. E tra le agenzie immobiliari cresce ora il pessimismo sulla durata della “perturbazione”.
Pandemia e mercato immobiliare
Che effetti ha la pandemia sul mercato della casa? La risposta non è agevole, anche perché gli andamenti delle variabili che è possibile monitorare potrebbero riflettere, almeno in parte, tendenze che erano già in atto in precedenza. Può, tuttavia, non essere inutile delineare un quadro di come si è mosso il mercato nei singoli quattro trimestri del 2020 sulla base dei dati di fonti ufficiali disponibili.
Una quota maggioritaria dei titolari delle agenzie immobiliari, interpellati trimestralmente dalla Banca d’Itala, valuta negativamente l’impatto del Covid-19. Il loro giudizio sembra aver risentito dell’andamento nel tempo della diffusione dell’epidemia. Nel periodo luglio-settembre, quando la diffusione del virus aveva rallentato, la percentuale delle agenzie che considerava l’impatto negativo è diminuita rispetto al trimestre aprile-giugno, ma è tornata a crescere in autunno con la recrudescenza della pandemia.

Leggi: La Voce


Gli sportelli unici francesi per l’accesso ai servizi pubblici: un esempio per l’Italia?

Le Maisons France Services intendono garantire un’offerta omogenea, un accesso facilitato e una formazione digitale a tutti i cittadini. Lanciati nel 2019, entro fine 2022 dovrebbero coprire l’intero territorio nazionale.
Nel 2019 il Governo francese ha lanciato le Maisons France Services, sportelli unici per l’accesso ai servizi pubblici rivolti a tutti i residenti in Francia e nei territori d’Oltremare. L’obiettivo è facilitare l’interazione tra utenti ed erogatori di servizi e, quindi, l’accesso alle prestazioni fornendo un’offerta omogenea, un accesso semplificato indipendentemente dal luogo di residenza, una formazione digitale adeguata. Potrebbe essere un esempio da seguire anche nel nostro Paese? Ve lo raccontiamo di seguito.
Maisons France Services: di cosa si tratta?
“Proche de vous au quotidien”, in italiano “Vicini a voi tutti i giorni”, è il motto dell’iniziativa del Governo francese la “Maison France Services”. Lanciata nel 2019, la “Maison France Services”- in prosieguo FS – è uno sportello unico (guichet unique) per l’accesso facilitato ai servizi pubblici e rivolto a tutti i residenti in Francia e nei territori d’Oltremare. La direzione del servizio è assegnata al Ministero della Coesione territoriale e delle Relazioni con le Collettività Locali, con la supervisione – in qualità di valutatore esterno delle attività svolte – dell’Agenzia Nazionale della Coesione dei Territori (ANCT).

Leggi: Secondo Welfare


SEGNALAZIONI:

Indennità onnicomprensive nel Decreto sostegni

Il messaggio Inps n. 1275 del 25 marzo 2021 fornisce le prime indicazioni sulle ulteriori misure di sostegno, contenute nel decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021, per far fronte alle gravi difficoltà dovute al protrarsi dello stato di emergenza da Covid-19. Il provvedimento prevede specifiche indennità una tantum e onnicomprensive per alcune categorie di lavoratori e la semplificazione dei requisiti di accesso alla NASpi fino al 31 dicembre 2021.
In particolare, l’articolo 10, comma 1 del decreto 41 del 22 marzo 2021, ha previsto l’erogazione di una indennità una tantum di 2.400 euro per i soggetti che ne hanno già beneficiato perché rientranti già nelle categorie previste dal precedente provvedimento (decreto legge 137/2020, convertito in legge 176/2020).
Si tratta di:
· Lavoratori stagionali e in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni), che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASpI, alla data di entrata in vigore del decreto.
· Lavoratori dipendenti stagionali e lavoratori in somministrazione appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;

Leggi: Inca


Reddito di emergenza per famiglie bisognose

Il Rem o Reddito di emergenza 2021 è una misura riconosciuta alla famiglie in particolari condizione di necessità. L’importo varia da 1.200 a 2.400, per le mensilità di marzo, aprile e maggio. Per i nuclei familiari con disabili gravi a carico, le somme possono aumentare. Per conoscere i requisiti richiesti e come presentare domanda guarda il video.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

NEWS:

martedì 23 marzo 2021
Vaccino, “inserire i pazienti con demenza nelle categorie fragili degli aventi diritto”

Appello di società scientifiche, associazioni di pazienti e Cittadinanzattiva all’Istituto Superiore di Sanità, all’Agenzia Italiana del Farmaco e all’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali per richiamare la loro attenzione su un’importante questione di prevenzione alla luce dell’aggiornamento del Piano vaccinale
L’Associazione autonoma aderente alla SIN per le demenze (SINDEM), la Società italiana di neurologia (SIN), la Società italiana di gerontologia e geriatria (SIGG), la Società italiana di Medicina generale e delle cure primarie (SIMG), l’Associazione italiana Malattia di Alzheimer (AIMA) e Cittadinanzattiva hanno inviato una richiesta ufficiale all’Istituto Superiore di Sanità, all’Agenzia Italiana del Farmaco e all’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali per richiamare la loro attenzione su un’importante questione di prevenzione alla luce dell’aggiornamento del Piano vaccinale avvenuto nei giorni scorsi.

Leggi: Redattore Sociale, 23/03/2021


martedì 23 marzo 2021
Anziani, nasce l’intergruppo parlamentare: il valore della “senior economy”

Obiettivo: raccogliere competenze e esperienze per affrontare il tema della longevità. Taverna (M5s): “5 milioni di longevi ne aiutano altri”. Messina (Federanziani): “Investire nei nuovi bisogni dei senior”. 7 milioni di anziani contribuiscono al benessere della famiglia, figli e nipoti
“Nasce oggi ‘Longevità. Prospettive socio-economiche’, intergruppo parlamentare che punta alla tutela dei nostri anziani. E’ composto dai rappresentanti delle varie forze politiche che condividono con me la convinzione che si debba fare di più per questa fascia della nostra popolazione e da numerosi enti che da tempo si occupano del tema”. Lo annuncia la vice presidente del Senato, Paola Taverna, esponente del Movimento 5 Stelle, nel corso della conferenza stampa “Giovani si diventa! Il diritto a una longevità di qualità”, organizzata presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama. Il disegni di Legge presentato introduce all’art. 31 della Costituzione “gli anziani quale ulteriore categoria nei cui confronti la Repubblica assume l’impegno di intervenire fattivamente, tutelandoli e sostenendoli”, spiega Taverna.

Leggi: Redattore Sociale, 23/03/2021


martedì 23 marzo 2021
Casa, Unione inquilini: via ai tavoli con l’Inps per il riutilizzo del patrimonio

“Chiuso oggi il primo tavolo di confronto con il presidente dell’Inps Pasquale Tridico e le rappresentanze di Unione inquilini ottenuto grazie al presidio della scorsa settimana a Ostia e per l’intervento dell’onorevole Stefano Fassina”. E’ quanto si legge in una nota dell’Unione inquilini.
“Siamo molto soddisfatte dell’esito di questo tavolo dove con l’assessora alle politiche sociali del X Municipio Germana Paoletti si è concordato l’avvio immediato di incontri che porteranno a un protocollo per l’utilizzo delle palazzine Enam in Largo delle Sirene da parte delle associazioni del territorio”, afferma Emanuela Isopo di Unione inquilini Ostia.

Leggi: Redattore Sociale, 23/03/2021


lunedì 22 marzo 2021
Sindacato e anziani. Parola d’ordine: ascoltare

La pandemia ha cambiato i bisogni degli italiani. E ha cambiato soprattutto quelli delle persone più vulnerabili, come gli anziani. Ha cambiato ritmi e stili di vita, necessità, priorità. Ma a mutare sono anche i problemi di salute, soprattutto di chi è più fragile, e il rapporto con le strutture sanitarie e con il medico di base. È importante che il sindacato sondi periodicamente questi mutamenti, perché tanta parte della qualità della vita dei cittadini dipende anche da come e cosa il sindacato contratta con le istituzioni, nazionali e locali.
Per questo si stanno moltiplicando sul territorio le ricerche del sindacato pensionati della Cgil sui bisogni degli anziani. Come quella dello Spi Cgil di Pescara che ha condotto un’indagine su 1500 iscritti, tutti over 65. La ricerca è stata presentata venerdì durante un webinar che ha visto coinvolti tutti gli attivisti e i volontari dello Spi locale insieme a psicologi ed esperti della terza età.
“L’idea nasce dall’impossibilità di considerare i nostri iscritti come un tempo. La pandemia ci ha costretto a ridurre contatti diretti, iniziative, incontri”, spiega Paolo Castellucci, segretario generale dello Spi di Pescara. “Abbiamo voluto mantenere comunque un legame forte con tutti e lo abbiamo fatto anche attraverso un questionario pensato con l’obiettivo di sapere come i nostri iscritti hanno vissuto questi mesi difficili e come stanno cambiando in parallelo i loro bisogni. Soltanto così possiamo dare la giusta direzione alla nostra azione sul territorio e avanzare richieste alle istituzioni locali”.

Leggi: Liberetà, 22/03/2021


lunedì 22 marzo 2021
Spid, home banking e pensione telematica: anziani abbandonati

La procedura per lo Spid, il sistema unico di accesso con identità digitale ai servizi online della pubblica amministrazione, diventa un ostacolo insormontabile per chi non possiede email, computer o smartphone. E l’home banking, con sistemi di autenticazione sempre più complessi per evitare intrusioni, per chi non ha una minima alfabetizzazione informatica si traduce in barriere che impediscono di accedere in autonomia al proprio conto, in quartieri e paesi dove scompaiono le filiali degli istituti di credito. La rivoluzione digitale accelerata dalla pandemia sta tagliando fuori una fascia della popolazione, con problemi che sono solo agli inizi e non riguardano solo gli anziani. “Il divario digitale è legato al fattore anagrafico ma anche economico e sociale – spiega Mauro Paris, della segreteria lombarda del sindacato dei pensionati Spi-Cgil –. Il problema è che questi metodi, che presentano anche grossi vantaggi per i cittadini, sono stati imposti all’improvviso, senza tenere conto delle persone non ancora in grado di recepirli”.

Leggi: Il Giorno, 22/03/2021


domenica 21 marzo 2021
Polo per l’innovazione sociale, l’Europa sceglie Torino – In città la sede dell’incubatore delle realtà del terzo settore e del sociale

L’Unione Europea ha scelto Torino come unica sede italiana per il centro di competenze per l’innovazione sociale. Sarà di una sorta di «incubatore», pensiamo a quelli dedicati alla crescita delle start up, tipo I3P del Politecnico, ma dedicato alle realtà operanti nel terzo settore e nell’economia sociale.
Il nuovo polo avrà sede in uno spazio fisico, si pensa all’Open Incet di via Cigna, dove attraverso la collaborazione fra autorità pubbliche, università, centri di ricerca e aziende si cercherà di offrire quella che l’assessore all’Innovazione del Comune, Marco Pironti, chiama «autonomia imprenditoriale al terzo settore». Ciò significa che si formeranno all’imprenditorialità realtà no profit, cooperative, associazioni e tutte quelle realtà che rientrano nella denominazione di Ets, ovvero Enti del terzo settore, che oggi si mantengono quasi esclusivamente grazie al sostegno delle fondazioni bancarie o di finanziamenti tramite bandi locali, nazionali o europei.

Leggi: La Stampa, 21/03/2021


sabato 20 marzo 2021
Common Housing, ecco la città dei servizi

«Con l’esplodere della pandemia da Covid19 non sono entrate in crisi “le” città, ma “un” modello città. Vale a dire il paradigma della città globale, che prevede grandi interventi urbanistici e progetti iconici che richiamano investimenti e turismo. Ma se guardiamo alle persone ci rendiamo conto che la gente è profondamente radicata nelle città e che la vera sfida è quella di andare incontro alle esigenze dei cittadini». Per Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat e di Alleanza Cooperative Milano, imprese edilizie specializzate nell’abitare sociale, le città contemporanee, provate dall’esperienza della pandemia ma non certo al tramonto, devono sperimentare nuove forme di inclusione per i cittadini. «Dobbiamo tenere presente che una città con uno sviluppo equilibrato è più competitiva e meglio integrata nel territorio. Dobbiamo rinunciare al
modello della “città dei borghi”, che prevede lo sviluppo di nuclei urbani satellite, così come all’utopia della “città di prossimità” in cui i servizi sono a chilometro zero e raggiungibili in 15 minuti».

Leggi: Corriere della Sera, 20/03/2021


venerdì 19 marzo 2021
Ex Sindaci nuovamente in campo: inviato messaggio a Draghi

Quarantacinque ex Sindaci italiani di città grandi, medie e piccole – dal Nord al Sud del Paese tra cui Milano, Torino, Moncalieri, Bologna, Trento, Bolzano, Brescia, Mantova, Ferrara, Ravenna, Padova,Verona, Ancona, Pesaro, Bari, Sassari, Cagliari, Pescara, L’Aquila, Pisa, Catania, Agrigento – si sono nuovamente mobilitati inviando un messaggio di preoccupazione e alcune proposte, al presidente del Consiglio Mario Draghi. Tra i promotori anche il Presidente dell’Associazione, Gaetano Sateriale, già Sindaco di Ferrara.
Il timore – si legge nella lettera – è che la filiera della governance istituzionale italiana non sia all’altezza della condivisione e coesione richieste per una scrittura e un’applicazione coerente ed efficace del Pnrr.
Per riannodare la filiera, gli ex primi cittadini chiedono che vi sia una partecipazione dei governi territoriali alla definizione del Pnrr che non si limiti alle sole Regioni, e che per la realizzazione dei progetti derivanti dal Pnrr vengano responsabilizzati i sindaci e non dei commissari inventati allo scopo.
A supporto delle loro tesi, un parere tecnico di due giuristi – i professori Roberto Bin e Alessandro Morelli – anch’esso inviato al presidente del Consiglio, in cui si chiede di definire una procedura straordinaria di semplificazione e controllo tramite una “cabina di regia” nazionale, una struttura tecnica articolata territorialmente, e l’adozione del “modello Genova” per la ricostruzione del ponte Morandi.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 19/03/2021


venerdì 19 marzo 2021
Anziani, in Italia 14 milioni di over 65: dalla Taverna ddl e intergruppo ad hoc

La vice presidente del Senato Paola Taverna, del MoVimento 5 Stelle, ha istituito l’intergruppo parlamentare “Longevità. Prospettive socio-economiche” e presentato due disegni di legge che saranno illustrati martedì 23 marzo
Offrire una migliore qualità di vita ai nostri anziani, tenendo presente che in Italia ci sono 14 milioni over 65, il 23% della popolazione, che nell’arco di 15 anni aumenteranno raggiungendo quota 20 milioni. La vice presidente del Senato Paola Taverna, del MoVimento 5 Stelle, ha istituito l’intergruppo parlamentare “Longevita’. Prospettive socio-economiche” e presentato due disegni di legge che saranno illustrati martedì 23 marzo, alle 10.30, durante la conferenza stampa “Giovani si diventa! Il diritto a una longevità di qualità”, nella sala Caduti di Nassirya del Senato.
Viene spiegato che “serve aprire una riflessione per prevedere delle misure concrete dedicate alla longevità e riferimenti normativi precisi ricordando che i nostri nonni e i nostri genitori sono un tesoro da conservare, non un problema da risolvere”.

Leggi: Redattore Sociale, 19/03/2021


venerdì 19 marzo 2021
Anziani, “non criminalizzare le Rsa, ma costruire un sistema integrato di assistenza e protezione”

Oggi il webinar di Legacoopsociali. La presidente, Eleonora Vanni: “A seguito degli esiti della pandemia, corriamo il rischio di essere ostaggio di valutazioni e proposte esito di pregiudizi o non conoscenza e di esternazioni emotive”. Trabucchi: “Nella bufera generale le Rsa hanno continuato a lavorare e questi sono i gestori della ripresa della normalità”.
Anziani non è solo non autosufficienza e non è solo domicilio versus Rsa. Da questo punto è iniziato il secondo webinar di Missione Salute, il ciclo di laboratori e confronti di Legacoopsociali sulla filiera dei servizi di cura alla persona. Il focus di oggi riguarda le strutture residenziali per anziani. Il dibattito, moderato dal coordinatore nazionale Legacoopsociali Diego Dutto, ha visto gli interventi della presidente nazionale Legacoopsociali Eleonora Vanni, del presidente dell’associazione italiana di psicogeriatria Marco Trabucchi, la presidente della coop sociale Cadiai Franca Guglielmetti, del responsabile area sanitaria della coop sociale Frassati Angelo Scano, del presidente di Qualità e Benessere Massimo Giordano e della responsabile scientifica del progetto Visiting DTC Amelia Frasca.

Leggi: Redattore Sociale, 19/03/2021


giovedì 18 marzo 2021
Per una nuova presa in carico della non autosufficienza, parola chiave: prossimità

“Oltre la non autosufficienza: diritto alla salute e alla vita indipendente”: il webinar organizzato da Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil pensionati traccia i contorni di una riforma “attesa da 15 anni”. Speranza: “Vogliamo diventare il primo paese europeo per la domiciliarità dei non autosufficienti over 65, passando dal 6 al 10%”
Il futuro del Sistema sanitario nazionale è la “prossimità”: questa è la “parola chiave” indicata dal ministro Speranza, intervenuto stamattina all’incontro online “Oltre la non autosufficienza: diritto alla salute e alla vita indipendente”, organizzato da Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil pensionati. “Oggi è una giornata particolare per noi e per gli altri paesi europei – ha ricordato innanzitutto il ministro – . Aspettiamo una risposta di Ema su Astrazeneca. Siamo ancora dentro una battaglia, l’epidemia è ancora presente, i numeri sono ancora alti e questo ha portato il nostro e altri paesi europei a misure restrittive indispensabili. Ma possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia grazie ai vaccini”, ha aggiunto.

Leggi: Redattore Sociale, 18/03/2021


giovedì 18 marzo 2021
Muoviamoci insieme: esercizi per anziani che vogliono mantenersi attivi

HappyAgeing, l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, ha promosso “Muoviamoci Insieme”, un progetto in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione SIMFER dedicato agli anziani che vogliono mantenersi attivi in casa.
A causa della pandemia da COVID19, molte persone anziane sono state costrette a rimanere a casa, spesso in spazi ristretti e con scarsa possibilità di movimento. L’inattività fisica può causare dei rischi per la salute psico-fisica degli over 65.
L’esercizio fisico infatti, favorisce sia un buon funzionamento del sistema muscolo-scheletrico e cardiorespiratorio, sia un aumento del benessere psicologico.
L’iniziativa accoglie una mini serie di 7 video che rappresentano semplici esercizi che hanno l’obiettivo di combattere i danni dell’inattività fisica negli anziani.

Clicca qui per vedere tutti i video!


giovedì 18 marzo 2021
Curare i nostri anziani

Appello al premier sulla riforma dell’assistenza
Signor presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, oggi lei sta a Bergamo, la città che lo scorso anno è stata testimone di tragedie inenarrabili. Alcuni giorni prima, sulle pagine di Repubblica, con l’amico Corrado Augias proponevamo l’istituzione di una Giornata nazionale per la commemorazione di tutte le vittime del Covid 19. Oggi ricorre tale data e contiamo i nostri morti, che sono tanti, di ogni età e condizione. Li ricordiamo tutti. Ad oggi, in Italia, i morti per Covid 19 sono 103.431 (di questi solo l’1,1% ha meno di 50 anni). E nel mondo, degli oltre 2 milioni e mezzo di vittime, gli anziani rappresentano una quota preponderante: per ogni decesso tra i 5 e i 17 anni dobbiamo registrare ben 7.900 vittime tra gli over 85. Amnesty International, nel suo recente report, scrive che in Italia un anziano su 5 è deceduto a causa della pandemia in una Rsa. Questo ci porta a dire che, al di là delle responsabilità o dei meriti dei singoli, è il sistema complessivo delle residenze ad aver mostrato una scarsa resilienza e tenuta di fronte all’evento epidemico. È indispensabile e urgente intraprendere con decisione la via di forme assistenziali vicine alle dimore e al tessuto sociale delle nostre città e dei nostri Comuni.

Leggi: Vincenzo Paglia, 18/03/2021


mercoledì 17 marzo 2021
Il superbonus è una leva da 6 miliardi ma la burocrazia rischia di bloccarlo

Potenzialità e nodi. Pochi cantieri aperti nonostante l’incentivo del 110% e la possibilità di cedere il credito siano graditi alla filiera Imprese banche e professionisti chiedono l’allungamento dei tempi e la semplificazione delle norme per accedere ai benefici
Il mercato è in grande fermento ma i cantieri aperti sono ancora pochi. Eppure la misura del superbonus 110%, con la possibilità di cedere il credito di imposta all’impresa che esegue i lavori o alla banca che partecipa all’operazione, mette d’accordo tutti gli operatori della filiera edilizia. Sì, perché il provvedimento è in grado di spingere la riqualificazione del patrimonio immobiliare del Paese e di generare – secondo una stima del Cresme, il centro di ricerca sull’industria delle
costruzioni – investimenti non inferiori a circa sei miliardi di euro in 18-20 mesi. A patto però che vengano rimossi i freni costituiti dalla complessità della normativa e delle procedure burocratiche. E che la scadenza della misura, oggi prevista per la fine di giugno del 2022, sia fatta slittare. «Il vero problema è il tempo – conferma Giovanni Savorani, presidente di Confindustria ceramica -. Un prolungamento dei termini consentirebbe di evitare che a tanti sia precluso l’accesso ai benefici e di scongiurare il rischio di una impennata dei prezzi per gli interventi di riqualificazione. Serve un respiro di almeno cinque anni».

Leggi: Inu, 17/03/2021


lunedì 15 marzo 2021
Qualità dell’abitare, città e Regioni al traguardo del maxi-bando

Da Aosta alla Sicilia, i progetti degli enti locali e territoriali che hanno comunicato la propria candidatura al bando ministeriale che scade il 16 marzo
Si chiude domani, martedì 16 marzo, il termine della prima scadenza del bando nazionale della Qualità dell’abitare, che mette in palio 854 milioni di euro. Risorse che dovrebbero essere come volàno per innescare iniziative e risorse del mondo privato, oltre a finanziamenti di altri soggetti pubblici. Dopo la pubblicazione del bando, dopo la costituzione dell'”alta commissione” e la sua prima riunione ai primi di marzo; e soprattutto dopo l’attività di illustrazione e spiegazione del bando attraverso i webinar istituzionali, arriva il momento della verità, con l’effettivo invio dei progetti candidati. E questa volta si spera che il bando abbia successo. L’ultima esperienza simile è quella del Piano città del governo Monti che ha alimentato grandi aspettative ma non ha lasciato un buon ricordo. Il bando “Pinqua” finanzia singole opere pubbliche o insiemi coordinati di interventi
pubblici, incluse le incompiute, con lo scopo di ridurre i fenomeni di marginalizzazione, degrado sociale e a migliorare la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale attraverso vari tipi di interventi che abbiano come principi guida, tra le altre cose, quello della limitazione di consumo di suolo, della mobilità alternativa e dell’efficienza energetica. Tra le regioni e le città, grandi e piccole, che hanno già comunicato le candidature ci sono le seguenti.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 15/03/2021


DALLE REGIONI:

martedì 23 marzo 2021
Calabria, sforbiciata sui fondi per l’ inclusione sociale

La denuncia di Confcooperative Calabria «Abbiamo appreso scandalizzati che ha tagliato di ben 29,4 milioni di euro la già modesta dotazione economica (67,8 milioni di euro) dell’asse 10 Inclusione Sociale (fondi destinati alle persone svantaggiate), con un taglio pari al 43%!»
La Pandemia oltre ad avere avuto gli effetti devastanti a livello sanitario ed economico, ha anche creato un’emergenza sociale nei territori. E’ aumentato significativamente il disagio psichico e psichiatrico; le famiglie già fragili hanno dovuto fronteggiare quotidianamente, senza il minimo supporto, tutte le difficoltà di figli e parenti con disabilità psichiche o fisiche; si è acuita la povertà del precariato; sono saltate le reti sociali e familiari di auto-aiuto. Sono emergenze sociali di cui si sente parlare sempre troppo poco e che rischiano di divenire gravi lesioni al nostro tessuto sociale.
«Queste emergenze sociali vanno affrontate con risorse adeguate e coinvolgendo attivamente tutti gli attori del Terzo Settore della Calabria, al fine di porre in essere servizi e strategie urgenti di intervento nei territori» – evidenzia Vincenzo Linarello (in foto), delegato di Confcooperative Calabria ai Fondi FSE, FESR e Recovery Fund.

Leggi: Vita, 23/03/2021


martedì 23 marzo 2021
Toscana, mille vaccini al giorno per gli operatori del volontariato

Nella regione mille vaccini al giorno per la vaccinazione degli operatori delle associazioni di volontariato di protezione civile impegnati in attività di soccorso, secondo un criterio di massima trasparenza rispetto alla mansione svolta
Mille vaccini al giorno per la vaccinazione degli operatori delle associazioni di volontariato di protezione civile impegnati in attività di soccorso, secondo un criterio di massima trasparenza rispetto alla mansione svolta. Così il presidente della Regione Eugenio Giani interpellato sul tema. “Per la vaccinazione del volontariato di protezione civile – ha detto Giani – è valido lo stesso criterio utilizzato finora durante la campagna vaccinale, ovvero l’assoluta trasparenza e responsabilità rispetto alle mansioni di coloro ai quali si somministrano i vaccini. La Regione ha perciò chiesto alle centrali delle organizzazioni di volontariato di fornire i nominativi di coloro che effettivamente svolgono funzioni di soccorso, perché la circolare ministeriale parla di mezzi di soccorso e di funzione di soccorso”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/03/2021


lunedì 22 marzo 2021
Cure domiciliari. Nei Distretti della Apss di Trento, con il digitale, assistenza a “kilometro zero”

Si chiama “@home”, il progetto di successo realizzato nell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari del capoluogo trentino. Nel 2020 grazie alla sua piattaforma tecnologica, ideata e sviluppata totalmente all’interno dell’Azienda Sanitaria, circa 18mila cittadini sono stati presi in carico da un vasto gruppo di professionisti delle cure domiciliari e palliative; nel primo picco pandemico 10mila persone sono state monitorate a domicilio con 150mila misurazioni e parametri tracciati da remoto
Migliorare attraverso soluzioni digitali i servizi di cure domiciliari distrettuali per offrire risposte rapide, competenti a pazienti sempre più complessi e fragili, anche e soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo attraversando, è possibile.
A dimostrarlo è il progetto “@home” realizzato nell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (Apps) della Provincia Autonoma di Trento. Una della best practice della Card, la Confederazione Associazioni Regionali di Distretto, Società Scientifica che raccoglie gli operatori di tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie che operano nella sanità territoriale. Nato nel 2017 e divenuto operativo agli inizi del 2019 in tutti i Distretti della Provincia di Trento, ha coinvolto un team multidisciplinare composto da circa 300 professionisti tra medici, infermieri, direttori di Uo, Mmg e Pediatri di libera scelta e un pool di esperti di Information Technology interni ed esterni all’Azienda.

Leggi: Quotidiano Sanità, 22/03/2021


venerdì 19 marzo 2021
PINQuA: Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare

Apriamo una finestra sulle città per vedere quali progetti le Amministrazioni locali hanno scelto per partecipare al bando del “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”. Ricordiamo che ciascun ente locale, con i requisiti previsti dal Decreto Interministeriale n. 395 del 16/09/2020, aveva la possibilità di presentare entro il 16 marzo fino a tre idee progettuali, con un contributo massimo per ogni proposta ammessa di 15 milioni di euro. Per la presentazione delle Proposte definite “Pilota ad alto impatto strategico sul territorio nazionale”, il termine è fissato per il 15 aprile 2021.
Iniziamo con la Città di Torino.
I tre ambiti scelti riguardano tre aree particolarmente esposte al disagio socio-economico ed abitativo: Porta Palazzo, Racconigi e Vallette. Queste aree si caratterizzano per la presenza di interventi e progetti già finanziati nell’ambito di iniziative comunali, nazionali ed europee, inoltre, sono previsti importanti investimenti privati di trasformazione urbanistica, ulteriore risorsa per i processi di rigenerazione urbana.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 19/03/2021


giovedì 18 marzo 2021
Bari. Emergenza abitativa in Puglia

In questi giorni, in Puglia, si stanno eseguendo circa mille sfratti per finita locazione non sospesi dalla legge e senza alcun intervento da parte dei comuni e della Regione.
A partire luglio prossimo saranno messi in esecuzione altri 10 mila sfratti per morosità dell’inquilino, Il Governo non è intenzionato a concedere altra sospensione dell’esecuzioni.
Ciò andrà ad aumentare il disagio socio economico della nostra Regione, pertanto è necessario un intervento della Regione per allentare la tensione abitativa attraverso interventi che invogliano la proprietà a rinnovare i contratti a fronte di agevolazioni come sta già avvenendo in altre regioni.
– Scarica il documento intero in formato pdf

Leggi: Sunia, 18/03/2021


mercoledì 17 marzo 2021
Resoconto della riunione tra sindacati inquilini e Conferenza delle Regioni su sfratti e politiche abitative

Si è tenuto questa mattina in videoconferenza l’incontro richiesto dai sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Nel corso della riunione, coordinata, su delega del Presidente della Conferenza Stefano Bonaccini, dall’assessore alle politiche abitative della Regione Campania Bruno Discepolo, i sindacati degli inquilini hanno rimarcato gli effetti che la crisi sanitaria ed economica stanno determinando sul bilancio delle famiglie che vivono in affitto, sottolineando l’urgenza di misure strutturali in grado di sostenere i nuclei familiari più fragili.
L’allegato: – leggi tutto il documento in formato pdf

Leggi: Sunia, 17/03/2021


mercoledì 17 marzo 2021
Casa, Napoli: la giunta approva due interventi di edilizia popolare per 32 milioni

Anche Napoli si candida al bando “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua)” con due interventi di edilizia residenziale pubblica, localizzati nei quartieri densamente abitati di Marianella e di Chiaiano
“Come tutte le grandi città d’Italia anche Napoli si candida al bando ‘Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua) con due interventi di edilizia residenziale pubblica, localizzati nei quartieri densamente abitati di Marianella e di Chiaiano. La qualità dei progetti presentati è molto alta e siamo dunque molto fiduciosi. Si ringraziano il Dipartimento di Architettura, per il supporto scientifico, il Servizio di Edilizia Residenziale Pubblica, responsabile del procedimento, e l’Unità Attuazione Politiche di Coesione, per il supporto tecnico alla candidatura”. Così il vice sindaco di Napoli, Carmine Piscopo, sull’approvazione da parte della giunta comunale di due interventi di edilizia residenziale pubblica per i quartieri di Marianella e di Chiaiano, nell’ambito del PINQuA, pubblicato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Leggi: Redattore Sociale, 17/03/2021


mercoledì 17 marzo 2021
Casa, Firenze si candida al programma Pinqua: chiesti 90 milioni

Con sei macro progetti e 54 interventi, comune e città metropolitana formalizzano la propria candidatura al bando nazionale per la qualità dell’abitare, lanciato dal governo per 853 milioni complessivi
Sei macro progetti, 54 interventi e 90 milioni richiesti. Il Comune e la Città metropolitana di Firenze formalizzano la propria candidatura al bando ‘Pinqua’, acronimo del ‘Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare’ lanciato dal governo per 853 milioni complessivi. Novanta milioni, più 12 che ci metteranno i Comuni coinvolti, per un investimento complessivo che nelle speranze degli amministratori potrebbe raggiungere i 102 milioni, se i progetti saranno tutti promossi e coperti dalle risorse statali.
Tre le maxi aree di intervento presentate dalla metricista’ per 291 alloggi da ristrutturare e 71 da realizzare ex novo. Altri tre i ‘lotti’ su cui Palazzo Vecchio ci prova: uno nel complesso di Santa Maria Novella, altri due per il progetto del quartiere post Covid nell’ex caserma Lupi di Toscana, per altre 119 case complessive. E sono tre anche gli obiettivi delle candidature: dare risposte di medio e lungo periodo all’emergenza abitativa, che si è acuita con il Covid e ha bisogno di progettualità”, implementare “la qualità dell’impianto urbano dei nostri territori e dare opportunità di lavoro e di investimento”, sottolinea il sindaco Dario Nardella lanciando l’operazione

Leggi: Redattore Sociale, 17/03/2021


martedì 16 marzo 2021
Criticità nell’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie: indicazioni emerse da un’indagine pre-pandemica condotta nelle Marche

Mentre ci troviamo ancora nel pieno della seconda ondata della pandemia da COVID-19, ma anche all’avvio di una campagna vaccinale che lascia intravedere la possibilità di superare, seppur con tempistiche ancora da chiarire, la fase più critica dell’epidemia, è importante capire cosa possa essere messo in campo a tutela della popolazione anziana non autosufficiente, quella maggiormente colpita dalla crisi sanitaria.
di Flavia Piccinini, Paolo Fabbietti, Cristina Gagliardi, Giovanni Lamura (IRCCS INRCA, Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, Ancona)
Criticità nell’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie: indicazioni emerse da un’indagine pre-pandemica condotta nelle Marche
Lo studio qui presentato, ideato e condotto prima dell’attuale emergenza, pur non potendo fornire indicazioni specifiche sulle soluzioni da adottare nell’immediato rispetto alla pandemia, può aiutare a capire come gli odierni interventi a carattere emergenziale possano conciliarsi con il perseguimento di obiettivi più a medio-lungo termine, che tengano conto delle criticità strutturali del nostro sistema di Long-Term Care.
Partendo dall’esempio fornito dal contesto marchigiano è possibile individuare le linee di intervento più strutturali in grado di rafforzare le tutele a favore di questa fascia di popolazione, rendendola più resiliente e meglio attrezzata a fronteggiare quello che sembra configurarsi come un problema con il quale dovremo, nonostante il vaccino, convivere a lungo.

Leggi: I Luoghi della Cura, 16/03/2021


martedì 16 marzo 2021
Senior Coach – parte la sperimentazione

Il progetto Senior Coach, nasce dalla collaborazione e co-progettazione tra ASP Terre di Castelli – “G.Gasparini”, Abitaresociale e Spi Cgil Modena e propone un percorso di innovazione sociale per la creazione di nuovi servizi per l’invecchiamento attivo.
Dal minuto 3:00 la presentazione del progetto a cura di Marco Franchini, amministratore unico dell’ASP Terre di Castelli
A tal proposito viene introdotta la figura del Senior Coach, soggetto esperto nell’ambito dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale. I Senior Coach sono dei veri e propri promotori di benessere che dialogano con i portatori di interesse (anziani e familiari), individuando le migliori soluzioni che facilitino la vita di tutti i giorni delle persone anziane e la arricchiscono grazie a nuove esperienze di vita nella comunità.
Obiettivo del progetto è ribaltare la logica dell’attesa assistenziale passiva verso una attivazione della persona che usufruirà dei servizi diventando “promotore” di prodotti e servizi per facilitare la quotidianità delle persone anziane a livello domiciliare e negli ambienti di vita esterna.
La visione di ASP è posizionarsi e acquisire un ruolo rispetto all’innovazione diventando protagonista nel rendere facile e accessibile per gli anziani qualcosa che altrimenti non lo sarebbe: portare nelle casa servizi efficienti e smart.

Leggi: Abitare Sociale, 16/03/2021


martedì 16 marzo 2021
Siracusa. Qualità dell’abitare: Importante protocollo sottoscritto tra il SUNIA e il comune di Siracusa.

Incentivata la partecipazione dell’utenza con un “laboratorio di progettazione partecipata”
L’allegato: – il protocollo di intesa in formato pdf

Leggi: Sunia, 16/03/2021


IN AGENDA:

24.3.2021 – Città sostenibili: Cgil, mercoledì 24 marzo iniziativa con Landini, Decaro e Giovannini

Le città sostenibili saranno al centro dell’iniziativa promossa dalla Cgil per mercoledì prossimo, 24 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30. Il dibattito sarà trasmesso in diretta su Collettiva.it.
Ad introdurre i lavori sarà la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi. La discussione, coordinata dalla segretaria confederale, Rossana Dettori, si articolerà attorno a due panel: “La città inclusiva” e “La città ecologica”.
È prevista per le ore 12.30 una tavola rotonda, alla quale saranno chiamati ad intervenire: Antonio Decaro, presidente Anci, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Leggi: Cgil


23.3.2021 – Comunicare la sostenibilità: la policy sui diritti umani

Prosegue il percorso organizzato da ASviS e FERPI sulla comunicazione della sostenibilità.
Dopo il successo del primo appuntamento sulla policy ambientale che ha visto oltre 700 partecipanti, il secondo appuntamento è dedicato ai diritti umani.
L’incontro prevede, dopo gli interventi di scenario e la testimonianza di alcune imprese, un’esercitazione per passare dalla teoria alla pratica: il ciclo ha infatti l’obiettivo di offrire ai professionisti della comunicazione strumenti utili alla definizione di una strategia di sostenibilit

Leggi: Media Intelligence Arena


IN EVIDENZA:

Servizio sociale e pandemia in una prospettiva internazionale

L’impatto della crisi pandemica sulle professioni sociali ha attivato processi di ridefinizione delle pratiche, che si sono combinati con un’attività di pensiero e riflessione diffusa, espressa anche in forma scritta. Diversi sono stati i contributi che hanno trovato spazio, ormai da un anno, in quest’area di Welforum.it; molte le segnalazioni proposte ai lettori, su articoli e documenti che hanno dato voce alle comunità professionali.
La pandemia, inoltre, in quanto fenomeno globale, ha rivelato una condivisione di idee ed esperienze a livello internazionale, che si è avviata già nelle prime fasi dell’emergenza. Rappresentazioni dei professionisti di diversi paesi hanno portato all’elaborazione di contributi scritti a carattere divulgativo e, al tempo stesso, sono state oggetto di ricerca e pubblicazioni scientifiche. Si propongono qui due esempi di questo duplice approccio (uno divulgativo, l’altro scientifico), al fine di mettere in luce alcuni temi “forti”, relativi nello specifico al servizio sociale (social work), ma di interesse per tutte le professioni sociali impegnate nell’emergenza sanitaria.
Vale dunque la pena riprendere la raccolta dei report internazionali già segnalata, frutto del lavoro del COVID-19 Social Work Research Forum, coordinato dal prof. T. Harrikari, quale esempio di contributo divulgativo che non propone un’analisi scientifica, ma piuttosto una condivisione di punti di vista dei professionisti.

Leggi: Welforum


Il Recovery plan per avviare la riforma – Una proposta per gli anziani non autosufficienti

Il Network Non Autosufficienza ha reso nota una nuova, e più dettagliata, versione della propria proposta per sfruttare l’opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al fine di avviare la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Il progetto è sostenuto – per adesso – da Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – AIMA, Alzheimer Uniti Italia Onlus, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Terzo Settore e La Bottega del Possibile.
È possibile scaricare la proposta e la sua sintesi. In questo articolo Cristiano Gori, coordinatore del Network, spiega il percorso compiuto sinora.
La scelta del Network Non Autosufficienza di elaborare la proposta è maturata come reazione al venir meno di una speranza nata durante l’ultimo anno. I dati su età e profili di fragilità delle persone decedute con il Covid-19 individuano negli anziani non autosufficienti la fascia di popolazione più colpita. Per mesi, dunque, ci si è chiesti se questa infausta centralità vissuta nella tragedia avrebbe sortito almeno anche un effetto positivo: superare lo storico ridotto interesse della politica nazionale nei loro confronti. Ad alimentare le aspettative in tal senso era stato anche il clamore senza precedenti suscitato nei media e nella società – in particolare durante prima ondata – dal grande prezzo pagato dagli anziani durante la pandemia.
Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 è chiaramente emerso che queste aspettative non si sarebbero realizzate. Da una parte, la Legge di Bilancio non ha confermato lo stanziamento straordinario per l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) introdotto per il 2020 con il Decreto Rilancio di maggio. Una simile scelta – compiuta, peraltro, in una fase storica contraddistinta da un’ampia disponibilità di fondi pubblici – ha ridotto quello che pochi mesi prima era parso il primo passo di un percorso riformatore a uno stanziamento una tantum senza futuro. Dall’altra, a inizio gennaio – quando è stata resa nota l’attuale versione del PNRR, è risultato evidente che al suo interno mancasse un progetto organico e coerente dedicato al futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti.

Leggi: Welforum


Nella UE un abitante su cinque ha più di 65 anni. In Italia la percentuale più alta

I dati Eurostat sono relativi al 2020 e mostrano una Europa sempre più vecchia con un aumento deglle persone over 65 di ben tre punti percentuali in solo un decennio. La Liguria è la regione più vecchia d’Italia e la seconda in Europa con una percentuale di anziani del 28,7%.
Nel 2020, il 20,6% della popolazione dell’UE aveva un’età pari o superiore a 65 anni con un incremento di 3 punti percentuali rispetto alla quota corrispondente di un decennio prima.
Negli Stati membri dell’UE, la quota più elevata di anziani sulla popolazione totale nel 2020 è stata osservata in Italia (23,2%), seguita da Grecia e Finlandia (22,3% ciascuna), Portogallo (22,1%), Germania (21,8%) e Bulgaria (21,6%). Le quote più basse sono state registrate in Irlanda (14,4%) e in Lussemburgo (14,5%).
A livello regionale, le quote più alte di anziani sono state riscontrate a Chemnitz (29,3%) in Germania, seguita dalla Liguria (28,7%) in Italia, dall’Epiro (27,3%) in Grecia, dal Limosino (27,1%) in Francia e dalla Sassonia-Anhalt (27,0%) in Germania.
Le quote più basse sono state registrate in due regioni d’oltremare della Francia: Mayotte (2,7%) e Guyana francese (6,1%) e la regione autonoma spagnola di Melilla (11,1%

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

Permessi 104 per chi è in part-time verticale o misto

A seguito di due importanti sentenze della Cassazione, l’Inps rivede le proprie precedenti indicazioni operative, riconoscendo il diritto alla fruizione piena dei permessi 104/92 ai dipendenti in part time verticale e misto, con un orario di lavoro superiore al 50%
Per i lavoratori dipendenti del settore privato assunti a tempo parziale di tipo verticale o misto, con attività lavorativa part-time superiore al 50 per cento, i tre giorni di permesso mensile non andranno riproporzionati e saranno quindi riconosciuti interamente. E’ quanto precisa l’Inps che, con la circolare del 19 marzo 2021, n. 45, rivedendo le indicazioni precedentemente fornite, recepisce quanto ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro (con le sentenze n. 22925 del 29 settembre 2017 e l’altra del 20 febbraio 2018, n. 4069) secondo la quale la durata dei permessi 104/92, qualora la percentuale del tempo parziale di tipo verticale superi il 50% del tempo pieno previsto dal contratto collettivo, non deve subire decurtazioni in ragione del ridotto orario di lavoro.

Leggi: Inca


Pensioni di reversibilità: ancora errori Inps su tetto reddituale

Alcune sedi dell’INPS, riguardo al calcolo delle prestazioni legate al reddito, incorrono ancora in una errata valutazione del rispetto del tetto reddituale, alimentando indebiti a carico di cittadini che, oltre a subire nell’immediato un taglio di ciò che spetta loro, sono anche chiamati a restituire quanto già riscosso. Questo avviene per le pensioni di reversibilità, di invalidità ma anche per tutte le altre prestazioni, il cui riconoscimento è subordinato al rispetto di determinati limiti reddituali.
Secondo l’Inca, tutto nasce da un’applicazione errata da parte dell’Istituto di Previdenza pubblico di quanto stabilisce l’articolo 35, comma 8, del decreto legge 30 dicembre 2008, poi recepito, con modificazioni dalla legge 122/2010, che disciplina le modalità di verifica dei redditi per calcolare il diritto e la misura delle prestazioni collegate al reddito, già percepite. Dice la norma: “Ai fini della liquidazione o della ricostituzione delle prestazioni previdenziali ed assistenziali collegate al reddito, il reddito di riferimento è quello conseguito dal beneficiario e dal proprio coniuge nell’anno solare precedente. Per le prestazioni collegate al reddito rilevano i redditi conseguiti nello stesso anno per prestazioni per le quali sussiste l’obbligo di comunicazione al Casellario centrale dei pensionati di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1388 e successive modificazioni e integrazioni”.

Leggi: Inca


 

 

 

Appello degli scienziati per un vaccino anti Covid-19 pubblico

Un appello per produrre un vaccino anti Covid-19 che sia pubblico e aperto a tutti. A lanciarlo sono scienziati e docenti universitari aderenti all’Associazione italiana per la promozione della scienza aperta (Aisa) che il 18 febbraio, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi, alla ministra dell’Università e della Ricerca Cristina Messa, al ministro della Salute Roberto Speranza, hanno avanzato una proposta per introdurre nella legislazione italiana una norma sulle licenze obbligatorie.
Nonostante le dichiarazioni di inizio pandemia – «il vaccino anti Covid 19 sarà un bene comune dell’umanità», affermava un anno fa il presidente francese Macron – i rimedi contro il virus non sono un bene comune, ma proprietà delle grandi aziende farmaceutiche che, nonostante i finanziamenti alla ricerca da parte degli Stati e grazie ai brevetti, possono decidere a chi e quando venderli, senza tenere conto dei diritti delle persone.
Nella missiva, la proposta firmata dai membri del Consiglio Aisa si articola in sei punti all’interno dei quali sono espresse con chiarezza le conseguenze di un sistema attualmente inefficiente ma anche le potenzialità di sviluppo che deriverebbero da un deciso cambio di marcia.
Per condividerla si può spedire un messaggio, preferibilmente dall’indirizzo istituzionale, a aisascienza@protonmail.com, contenente il nome e la dichiarazione “Aderisco”.

Leggi: Liberetà


Consultazione pubblica sul libro Verde sull’invecchiamento della popolazione in Europa – Questionario online fino al 21 aprile

La Commissione Europea sta lavorando alla realizzazione di un Libro Verde che ha come focus l’invecchiamento della popolazione. Il libro verde cercherà di avviare un ampio dibattito pubblico sul fenomeno dell’invecchiamento della popolazione in Europa.
In particolare intende: individuare le principali problematiche connesse al fenomeno; discutere le varie modalità per anticipare e reagire agli impatti socioeconomici dell’invecchiamento della popolazione europea. Sono invitati a esprimere il loro punto di vista tutti i cittadini e i portatori di interessi. “Gradiremmo in particolare i riscontri dei portatori di interessi e dei cittadini che si occupano di politiche collegate all’invecchiamento demografico – si legge in una nota – o che sono coinvolti nei diversi aspetti di tale fenomeno. Tra di essi figurano: autorità pubbliche, regionali e locali degli Stati membri, parti sociali, portatori di interessi attivi in materia di invecchiamento in senso ampio, compresi i settori della sanità e dell’assistenza, dell’istruzione e della formazione, organizzazioni imprenditoriali, mondo accademico, esperti, gruppi di riflessione e organizzazioni internazionali”. C’è tempo fino al 21 aprile per partecipare rispondendo ad un questionario online a questo link – Si accede a una pagina in inglese ma una volta entrati si potrà selezionare la lingua italiana dal pulsante in alto alla pagina stessa.

Leggi: Ec Europa


Cgil e Caaf Cgil, al via campagna ‘Attiva il Superbonus’

‘Attiva il superbonus’ la Cgil lancia una campagna di comunicazione e invita a rivolgersi ai Caaf Cgil per ottenere le informazioni necessarie all’attivazione del Superbonus 110%.
Si tratta della possibilità di usufruire di una detrazione pari al 110% riconosciuta sulle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico e per interventi antisismici, dando la possibilità, se eseguiti congiuntamente, di innalzare al 110% anche le detrazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo ad essi collegati, infissi, installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici e abbattimento delle barriere architettoniche.
Aiuti il clima, riduci le bollette, la tua casa è più sicura e cresce la buona occupazione. La Cgil ha da subito dato il suo giudizio positivo sul Superbonus, poiché gli interventi finanziati con questa agevolazione fiscale possono contribuire concretamente all’azione contro il cambiamento climatico, la grande sfida di questi anni, a ridurre il consumo energetico delle abitazioni e le bollette elettriche, a mettere le abitazioni in sicurezza dal rischio sismico, a migliorare la qualità dell’aria delle nostre città e ad abbattere le barriere architettoniche. Oltre a questi benefici, la realizzazione degli interventi potrà portare anche un contributo importante alla ripresa occupazionale nei settori interessati.

Leggi: Cgil


NEWS:

lunedì 15 marzo 2021
Vaccini a badanti, Domina plaude alla decisione del generale Figliuolo

Lorenzo Gasparrini, segretario generale dell’Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico: “Finalmente le badanti sono considerate tra le categorie prioritarie, lo chiedevamo da mesi. Vaccinare tutti i lavoratori domestici che accudiscono i nostri anziani significa proteggere anche loro”
I caregiver devono essere vaccini prioritariamente. Lo ha detto ieri il commissario all’emergenza covid, Francesco Paolo Figliuolo, ospite della trasmissione “Che tempo che fa”. “E’ stato inserito che devono essere vaccinati i genitori, i tutori: diciamola in italiano, i badanti, insomma chi si occupa di queste persone. Il nuovo piano strategico del ministero ha recepito tutte le situazioni, a cominciare da quelle dei piu’ fragili”, ha spiegato. E oggi Domina, l’Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico, plaude il generale Francesco Figliuolo “che ha riconosciuto l’importanza della vaccinazione per i 407 mila lavoratori domestici che assistono disabili e persone non autosufficienti”, afferma l’associazione
“Finalmente le badanti sono considerate tra le categorie prioritarie, lo chiedevamo da mesi – sottolinea Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina -. Vaccinare tutti i lavoratori domestici che accudiscono i nostri anziani significa proteggere anche loro”.
Dati statistici ed elaborazioni sul settore sono pubblicati dall’Osservatorio nazionale Domina nel Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico. In Italia le badanti regolari sono poco più di 407 mila e sono in costante aumento (+11,5% dal 2012). La componente irregolare nel settore è molto alta e si attesta attualmente attorno al 57,6%.

Leggi: Redattore Sociale, 15/03/2021


domenica 14 marzo 2021
Superbonus, spunta la proroga al 2023 nelle carte del Recovery Plan

La novità contenuta nelle schede tecniche inviate dal governo alle commissioni parlamentari: è la base su cui discutono Camera e Senato – di Giorgio Santilli
Spunta la proroga del Superbonus fino alla fine del 2023 nelle schede tecniche del Recovery Plan (scritte in inglese) che il governo ha inviato giovedì notte alle commissioni parlamentari. Va detto subito che non si tratta del nuovo e definitivo Pnrr del governo Draghi, ma di un passo avanti che arricchisce il precedente piano del governo Conte e lo rende molto più aderente alle richieste e ai requisiti Ue.
Questa documentazione di oltre mille pagine presenta infatti target, milestones, obiettivi, cadenzamento temporale delle spese di cui la stessa commissione Ue aveva lamentato l’assenza nelle settimane scorse. Inoltre, questo documento “arricchito” resta la base di Piano su cui si pronuncerà il Parlamento con le risoluzioni previste per fine mese e da cui ha detto di voler partire questo stesso governo, prima nelle parole in Parlamento del premier Draghi, poi in quelle del ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione lunedì scorso.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 14/03/2021


domenica 14 marzo 2021
Subito semplificazioni per Superbonus e rigenerazione urbana

Il ministro della Pa vuole completare quel che non è stato fatto con il Dl 76
Nel decretone Recovery di aprile (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) arriverà il primo pacchetto di semplificazioni necessarie per far decollare il Pnrr. E anche per rispondere ai rilievi già avanzati da Bruxelles su vincoli e lentezze procedurali che rischiano di affondare il piano italiano. È quanto ha
spiegato ieri il ministro della Pa, Renato Brunetta, nell’audizione in Parlamento, ricordando nelle linee programmatiche depositate che fra i nodi ineludibili da affrontare vi sono «l’accelerazione della valutazione di impatto ambientale per i progetti del Piano per l’energia e il clima, le modifiche della disciplina edilizia che agevolino l’utilizzo del superbonus del 110% e, più in generale, la rigenerazione urbana, e le ulteriori semplificazioni necessarie per accelerare la realizzazione della banda larga e la transizione digitale». Un elenco di cinque priorità su cui il decreto semplificazioni dello scorso luglio (76/2020) non ha prodotto risultati o perché ancora inattuato (Piano per l’energia e il clima) o perché non ha introdotto norme risolutive (Superbonus, rigenerazione urbana, banda
larga, trasformazione digitale). Per il Superbonus, in particolare, resta irrisolto il nodo della «verifica di doppia conformità» (a oggi e ai tempi di costruzione) urbanistica ed edilizia, che è il principale fattore di rallentamento del percorso autorizzativo (anche per lo smart working della
Pa a fronte di archivi quasi sempre cartacei).

Leggi: Inu, 14/03/2021


domenica 14 marzo 2021
Così cambia l’Imu: sconti sulle rigenerazioni, tasse più alte sulle case sfitte

Ridurre il numero degli immobili degradati e inutilizzati nelle nostre città grazie a forti sconti sulle tasse per gli immobili interessati da operazioni di rigenerazione urbana e a sostanziosi aumenti di imposte per chi invece non utilizza gli immobili che possiede. Sono le due facce della medaglia presentata dal testo base di disegno di legge sulla rigenerazione urbana sul quale si è raggiunto l’accordo in Senato lo scorso 10 marzo.
Gli immobili da agevolare sono individuati dai Comuni a seguito di una ricognizione del territorio che identifichi le situazioni di degrado urbanistico, sociale ed ambientale; un’analisi da effettuare anche su input dei proprietari degli edifici o delle aree interessati. Per il via libera è necessaria l’approvazione del Consiglio comunale e qualora l’intervento riguardi territori di più Comuni il via libera da una conferenza di programma.
Corpose le agevolazioni previste per chi rigenera. Gli immobili oggetto di riqualificazione saranno, fino alla termine dell’intervento previsto dal piano comunale che li riguarda, esentati dal pagamento di Imu, Tari e Tasi. Inoltre sarà lasciata facoltà ai Comuni di deliberare una riduzione fino al 50 per cento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico; gli oneri di edificatori saranno ridotti del 10 per cento e il trasferimento degli immobili sarà sottoposto a imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 600 euro complessive (vale a dire l’importo di 200 euro per ogni tributo).

Leggi: Corriere della Sera, 14/03/2021


sabato 13 marzo 2021
Vaccini, Iss: tra gli over 80 uno su tre ha già ricevuto una dose

Secondo il rapporto dell’Istituto si registra un calo di contagi e della gravità clinica nella fascia di età che ha ricevuto la dose
Prosegue la campagna vaccinale per gli over 80. Una persona su tre nella fascia 80-89 anni ha già ricevuto almeno una dose di vaccino. A riportarlo è l’aggiornamento nazionale sui dati Covid pubblicato dall’Iss sul suo sito. “Analizzando i dati per fascia di età – si legge – il gruppo che in proporzione ha ricevuto il numero maggiore di dosi è la fascia dei novantenni: il 40% circa ha ricevuto almeno una dose, segue la fascia 80-89 anni con il 32% circa che ha ricevuto almeno una dose”. Secondo il rapporto si nota un calo delle infezioni per quella fascia di età e “un’ulteriore diminuzione del numero di casi e della gravità dello stato clinico – spiega l’Iss – sono attese nelle prossime settimane in risposta all’aumento della copertura vaccinale”.

Leggi: Rai News, 13/03/2021


venerdì 12 marzo 2021
“Caregiver chiamati per dare il proprio contributo”. Comma 255 incontra Stefani

I caregiver familiari vogliono avere voce “prima di tutto su una legge che li tuteli e ridia dignità alle loro vite, poi sui temi sulla disabilità strettamente connessi alla loro figura di congiunti conviventi di persone con disabilità grave, con compromissioni psichiche e cognitive, di cui si prendono cura in maniera globale”
“Ringraziamo il ministro per le Disabilità Erika Stefani per l’incontro di ieri. Finalmente i caregiver familiari vengono chiamati per dare il proprio contributo”. Inizia così la lettera che l’associazione diffonde all’indomani dell’incontro Erika Stefani. Il contributo che i caregiver familiari sentono di essere chiamati a dare è “prima di tutto su una legge che li tuteli e ridia dignità alle loro vite, poi sui temi sulla disabilità strettamente connessi alla loro figura di congiunti conviventi di persone con disabilità grave, con compromissioni psichiche e cognitive, di cui si prendono cura in maniera globale”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/03/2021


venerdì 12 marzo 2021
Includere gli anziani nel Pnrr: la Federazione Alzheimer Italia aderisce alla proposta del Network non autosufficienza

La proposta prevede lo stanziamento di 7,5 miliardi per il periodo 2022-2026, suddivisi in riforma e potenziamento dei servizi domiciliari (circa 5 miliardi) e riqualificazione delle strutture residenziali. La presidente, Gabriella Salvini Porro: “E’ indispensabile proseguire nella difesa dei diritti delle persone con demenza”
“Il prolungarsi dell’emergenza sanitaria richiede interventi urgenti a sostegno dei cittadini più vulnerabili, tra cui certamente rientrano le persone con demenza. La chiusura dei servizi, l’accesso limitato alle cure mediche e terapie, la perdita dei contatti sociali hanno peggiorato la qualità della vita di tutte le famiglie che convivono con la demenza e hanno mostrato la necessità di rendere più accessibile l’assistenza domiciliare nonché più sicure ed efficienti le strutture residenziali. Aderire alla proposta del Network Non Autosufficienza per noi significa continuare il lavoro quotidiano di difesa dei diritti delle persone con demenza e dei loro familiari”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/03/2021


mercoledì 10 marzo 2021
Non autosufficienza, “5 miliardi per la riforma dei servizi domiciliari”

La proposta del Network Non Autosufficienza: un progetto personalizzato integrato per ogni anziano non autosufficiente che riuniasca gli interventi, forniti separatamente da Asl, Comuni e Inps, e tenga conto del lavoro di caregiver e assistenti familiari. Formazione per caregiver e assistenti familiari
Servono 5 miliardi per ridisegnare i servizi domiciliari in Italia. La stima è del Network Non Autosufficienza, che ha elaborato una proposta di riforma dell’assistenza degli anziani. Un pacchetto di azioni “necessarie”, posto all’attenzione del governo, per sfruttare l’opportunità offerta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Il nostro auspicio è che, nel caso in cui – come speriamo – il Governo sia interessato a introdurre nel Pnrr un progetto per la non autosufficienza, possa trovarvi una mole di idee, analisi e informazioni in grado di agevolare il suo compito. Una cosa, in ogni modo, è certa. – spiegano gli estensori – Un passaggio importante come l’avviamento della tanto attesa riforma nazionale non dovrebbe essere compiuto senza un confronto ampio con soggetti sociali, enti locali e altri attori interessati. Si tratta, in altre parole, di valorizzare il patrimonio di esperienze e di competenze esistente tra i tanti coinvolti – con vari ruoli – nella complessa tematica della non autosufficienza. Anche sotto questo profilo, la nostra proposta rappresenta esclusivamente un punto di partenza”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/03/2021


mercoledì 10 marzo 2021
Superbonus 110% e opere interne: gli abusi dentro l’unità immobiliare bloccano la detrazione fiscale?

Oggi rispondiamo a Claudia C. alla domanda: una diversa distribuzione interna degli spazi non autorizzata blocca le detrazioni fiscali del 110%?
Superbonus 110% e opere interne: gli abusi dentro l’unità immobiliare bloccano la detrazione fiscale?
Una delle modifiche più significative apportate al Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio) durante questo primo anno di applicazione del superbonus 110%, riguarda lo stato legittimo e la verifica di conformità urbanistica-edilizia degli immobili dove si vuole intervenire applicando la detrazione fiscale.
Superbonus 110% e verifica di conformità urbanistica-edilizia
Una delle condizioni necessarie per la fruizione di qualsiasi detrazione fiscale prevista su un intervento edilizio è che lo stesso risulti essere esente da abusi. L’art. 49 del DPR n. 380/2001 (c.d. Testo Unico Edilizia) prevede, infatti, che un intervento realizzato su un immobile privo di conformità urbanistica-edilizia non può beneficiare di alcuna agevolazione fiscale previste dalle norme. Nel dettaglio, l’articolo del testo unico edilizia parla di contrasti devono riguardare “violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che eccedano per singola unità immobiliare il due per cento delle misure prescritte, ovvero il mancato rispetto delle destinazioni e degli allineamenti indicati nel programma di fabbricazione, nel piano regolatore generale e nei piani particolareggiati di esecuzione”.
Una disposizione “superata” in parte dal decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. Decreto Agosto) che ha aggiunto all’art. 119 del Decreto Rilancio il comma 13-ter:

Leggi: Lavori Pubblici, 10/03/2021


DALLE REGIONI:

martedì 16 marzo 2021
Covid Lombardia, vaccino a domicilio per gli anziani più fragili: dove funziona e dove no

I progetti pilota di Pavia e di Como, il ruolo dei medici di famiglia: ogni Ats si muove diversamente. Sono 50 mila le richieste arrivate finora dagli over 80 – di Sara Bettoni
Sono i più fragili tra i nonni lombardi. Attendono il vaccino anti-Covid nel letto, chiusi in casa in una sorta di perenne lockdown. Oppure in salotto, dove trascorrono lunghe giornate seduti in poltrona. Circa 50 mila anziani hanno chiesto di ricevere l’iniezione a domicilio, perché non possono raggiungere i centri vaccinali o fanno fatica ad organizzare il viaggio. Il dato potrebbe essere un po’ gonfiato dalle richieste «improprie». È comunque una fetta importante della campagna rivolta agli over 80 che finora ha raccolto più di 580 mila sì. È anche la più difficile da organizzare e sta procedendo con maggiore lentezza rispetto all’attività negli hub. Ogni Ats si organizza diversamente, a volte coinvolgendo i medici di famiglia che già conoscono i propri assistiti. I sieri utilizzati sono Pfizer e Moderna, indicati per i fragili ma purtroppo più complessi da gestire per quanto riguarda il trasporto e la conservazione. Caratteristiche che incidono non poco sul piano di vaccinazione.

Leggi: Corriere della Sera, 16/03/2021


lunedì 15 marzo 2021
Comunità Sant’Egidio e Municipio Roma I insieme per gli over 80

La presidente del Municipio Roma I Centro e il segretario generale della Comunità di Sant’Egidio Acap onlus, hanno firmato un accordo di collaborazione su progetti e obiettivi miranti al sostegno della popolazione anziana, la più colpita dall’isolamento sociale
La presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi, e il segretario generale della Comunità di Sant’Egidio ACAP onlus, Cesare Zucconi, hanno firmato oggi un accordo di collaborazione su progetti e obiettivi miranti al sostegno della popolazione più anziana, la più colpita dall’isolamento sociale. In particolare, il protocollo siglato tra i due enti si pone l’obiettivo di estendere a tutta la popolazione anziana ultra-ottantenne residente nel Municipio il Programma ‘Viva gli Anziani!’, un modello innovativo di intervento che si è rivelato ancora più efficace durante l’emergenza sanitaria ancora in corso.

Leggi: Redattore Sociale, 15/03/2021


lunedì 15 marzo 2021
Anziani, Spi Cgil Roma e Rieti: bene iniziativa sull’invecchiamento attivo

Romano (Spi Cgil regionale): “Necessario che la proposta di legge sia approvata al più presto per essere poi applicata concretamente a livello territoriale”
“Esprimiamo profonda soddisfazione per il successo dell’iniziativa sull’invecchiamento attivo svoltasi a Rieti lo scorso venerdì 12 marzo presso la sala convegni della Asl di Rieti. Grande e’ stata la partecipazione ( circa 100 persone a seguire l’iniziativa e oltre 1000 visualizzazioni su facebook) e la disponibilità emersa da parte di tutte le istituzioni, Regione Lazio, Asl di Rieti, Distretti Sociali, Comuni e Centri Anziani del territorio, sui temi dell’invecchiamento attivo, la cui proposta di legge è all’esame del consiglio regionale del Lazio”. Così, in una nota, lo Spi Cgil Rieti Roma est valle dell’Aniene e le Leghe Spi di Rieti.
“Riteniamo necessario che la proposta di legge sia approvata al piu’ presto per essere poi applicata concretamente a livello territoriale e siamo profondamente convinti che garantire la prevenzione e il benessere alle persone anziane sia una assoluta priorita’ ridisegnare il modello di sanita’ e quello sociosanitario”, ha detto la segretaria generale dello Spi Cgil regionale Alessandra Romano”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/03/2021


lunedì 15 marzo 2021
Rsa in Lombardia, “un modello da rivedere”

Poco coordinamento dalla Regione, servizi territoriali inesistenti, salari bassi per il personale: gli esiti di una ricerca commissionata dal Sindacato dei Pensionati della Cgil Lombardia. Le proposte dell’associazione dei parenti degli ospiti, Felicita, e di Uneba
Mancanza di coordinamento e controllo da parte della Regione, rete dei servizi integrati per la non autosufficienza inesistente, bassi salari del personale e poca formazione: sono alcuni dei “mali” del sistema della Rsa lombarde che emerge da una ricerca, curata da Ires per il Sindacato dei pensionati della Cgil, per la quale sono stati intervistati 50 “testimoni privilegiati”. Una ricerca qualitativa, dunque, che non lesina critiche a una rete 717 strutture convenzionate dal sistema sanitario regionale lombardo con quasi 62 mila posti residenziali accreditati, corrispondenti a 27,1 ogni 1.000 anziani. Per Spi Cgil Lombardia occorre ora ridare slancio “ai servizi sanitari e sociosanitari territoriali”, “potenziare le cure domiciliari, le strutture intermedie e le forme di residenzialità leggera” e rivedere le quote di contributi riconosciuti dalla Regione alle Rsa ferme al 2003.

Leggi: Redattore Sociale, 15/03/2021


sabato 13 marzo 2021
Nei piani vaccinali anche i volontari al lavoro con anziani

La Regione Lombardia, con una delibera, ha inserito nei piani vaccinali anche i volontari dell’Auser e di altre associazioni in prima linea nell’assistenza ad anziani e disabili e nel trasporto in ospedali e centri sanitari per visite e controlli.
“Abbiamo chiesto, dopo la prima fase riservata al personale medico e paramedico e agli ospiti delle Rsa, di vaccinare questi generosi volontari, sia per consentire loro di svolgere il servizio sociale in sicurezza, sia per salvaguardare gli utenti che di norma sono persone fragili ed esposte al rischio di contagio”, spiega in una nota la presidenza di Auser in Lombardia.

Leggi: Msn, 13/03/2021


sabato 13 marzo 2021
Vaccinazioni e riforma socio sanitaria: incontro Anci Lombardia e CGIL, CISL, UIL confederali, dei pensionati e del comparto sanitario

Si è svolto nei giorni scorsi un proficuo incontro tra Anci Lombardia e le Organizzazioni Sindacali confederali CGIL, CISL e UIL nel corso del quale si sono affrontati due temi: la campagna vaccinale e la riforma del sistema socio-sanitario regionale.
Dal confronto tra le parti sono emersi, da un lato, le difficoltà e i problemi dell’avvio di una campagna vaccinale molto complessa e, dall’altro, l’impegno e lo sforzo quotidiano, condiviso da Comuni e organizzazioni sindacali, su più fronti per consentirne uno svolgimento attento – in linea con l’ultimo aggiornamento del piano vaccini nazionale – alle fasce di popolazione più fragili, dagli anziani, ai pazienti pluripatologici, senza dimenticare gli insegnanti e il personale scolastico fino ad arrivare alla vaccinazione massiva, nei tempi e con le modalità più veloci, sicure e vicine ai territori ed ai cittadini.

Leggi: Welfare Network, 13/03/2021


venerdì 12 marzo 2021
Toscana, nasce la Comunità di pratica per l’inclusione sociale

Obiettivo realizzare uno scambio di esperienze e di competenze sui temi dell’inclusione sociale, con particolare attenzione alle famiglie più vulnerabili, ma anche della lotta alla povertà, del sostegno ai minori e agli stranieri
Realizzare uno scambio di esperienze e di competenze sui temi dell’inclusione sociale, con particolare attenzione alle famiglie più vulnerabili, ma anche della lotta alla povertà, del sostegno ai minori e agli stranieri. E’ questo l’obiettivo di fondo della Comunità di Pratica sull’inclusione sociale in Regione Toscana, che è stata presentata stamani in un seminario online promosso dalla Regione in collaborazione con Anci Toscana e cui ha partecipato l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli.
L’incontro era rivolto alle 26 Zone-distretto della Regione Toscana e finalizzato all’aggiornamento e al rafforzamento delle competenze; una Comunità di pratica serve proprio a questo: a favorire un apprendimento continuo attraverso la condivisione delle conoscenze di tutti i soggetti che a vario titolo, e su vari piani (dal nazionale al locale) sono coinvolti.

Leggi: Redattore Sociale, 12/03/2021


IN AGENDA:

23.3.2021 – Comunicare la sostenibilità: la policy sui diritti umani

Prosegue il percorso organizzato da ASviS e FERPI sulla comunicazione della sostenibilità.
Dopo il successo del primo appuntamento sulla policy ambientale che ha visto oltre 700 partecipanti, il secondo appuntamento è dedicato ai diritti umani.
L’incontro prevede, dopo gli interventi di scenario e la testimonianza di alcune imprese, un’esercitazione per passare dalla teoria alla pratica: il ciclo ha infatti l’obiettivo di offrire ai professionisti della comunicazione strumenti utili alla definizione di una strategia di sostenibilit

Leggi: Media Intelligence Arena


IN EVIDENZA:

Di Matteo: «Draghi metta mano a una riforma fiscale sulle grandi rendite finanziarie e immobiliari»

Parla il presidente nazionale del Movimento Cristiano del Lavoratori: «Dobbiamo lasciarci definitivamente alle spalle il tempo dei sussidi a pioggia e dell’assistenzialismo, che tanto male hanno fatto alla nostra economia. Servono piuttosto politiche attive del lavoro, insieme a un programma di rilancio della competitività delle nostre aziende. Oltre a un progetto corposo di formazione per i giovani, per i lavoratori e per chi ha perso il lavoro: misure poderose per rimettere al centro la dignità dei cittadini rilanciando l’occupazione e la qualità della vita»
Dallo scorso 23 gennaio Antonio Di Matteo è il presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori. Di Matteo, lei eredita la guida del Movimento Cristiano Lavoratori in un momento delicatissimo per la vita economica e sociale del Paese. Il primo riferimento è a papa Bergoglio: «La pandemia ha fatto luce su tutta una serie di criticità che finora giacevano più o meno nascoste nelle pieghe della società. E’ un fatto che temi come il lavoro che manca, la disoccupazione specie giovanile, il gap esistente tra livelli retributivi delle donne rispetto agli uomini, un sistema di welfare che non è più in grado di dare risposte adeguate alle emergenze sociali sono tutte questioni che già esistevano, solo che oggi non possiamo più nasconderci dietro un dito. Quello che come organizzazione cattolica incentrata sui temi del lavoro ci sentiamo di fare è rilanciare la speranza nel futuro, ripartendo da quelle che sono le parole di papa Francesco nella sua Enciclica Fratelli tutti: “il lavoro è una dimensione irrinunciabile della vita sociale, perché non solo è un modo per guadagnarsi il pane, ma anche un mezzo per la crescita personale, per stabilire relazioni sane, per esprimere se stessi” (punto 162). Ecco, qui sta la chiave di volta del nostro essere cattolici impegnati nel sociale e sul fronte del lavoro: pensare alle ragioni dell’economia ma sempre in una chiave che ponga al centro la persona nella sua interezza e in funzione di uno sviluppo che non perda mai i connotati ‘umani’ e l’attenzione al ‘creato’.

Leggi: Vita


Criticità nell’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie: indicazioni emerse da un’indagine pre-pandemica condotta nelle Marche

Mentre ci troviamo ancora nel pieno della seconda ondata della pandemia da COVID-19, ma anche all’avvio di una campagna vaccinale che lascia intravedere la possibilità di superare, seppur con tempistiche ancora da chiarire, la fase più critica dell’epidemia, è importante capire cosa possa essere messo in campo a tutela della popolazione anziana non autosufficiente, quella maggiormente colpita dalla crisi sanitaria.
di Flavia Piccinini, Paolo Fabbietti, Cristina Gagliardi, Giovanni Lamura (IRCCS INRCA, Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, Ancona)
Lo studio qui presentato, ideato e condotto prima dell’attuale emergenza, pur non potendo fornire indicazioni specifiche sulle soluzioni da adottare nell’immediato rispetto alla pandemia, può aiutare a capire come gli odierni interventi a carattere emergenziale possano conciliarsi con il perseguimento di obiettivi più a medio-lungo termine, che tengano conto delle criticità strutturali del nostro sistema di Long-Term Care.
Partendo dall’esempio fornito dal contesto marchigiano è possibile individuare le linee di intervento più strutturali in grado di rafforzare le tutele a favore di questa fascia di popolazione, rendendola più resiliente e meglio attrezzata a fronteggiare quello che sembra configurarsi come un problema con il quale dovremo, nonostante il vaccino, convivere a lungo.

Leggi: I Luoghi della Cura


Il Recovery plan per avviare la riforma – Una proposta per gli anziani non autosufficienti

Il Network Non Autosufficienza ha reso nota una nuova, e più dettagliata, versione della propria proposta per sfruttare l’opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al fine di avviare la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Il progetto è sostenuto – per adesso – da Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – AIMA, Alzheimer Uniti Italia Onlus, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Terzo Settore e La Bottega del Possibile.
La scelta del Network Non Autosufficienza di elaborare la proposta è maturata come reazione al venir meno di una speranza nata durante l’ultimo anno. I dati su età e profili di fragilità delle persone decedute con il Covid-19 individuano negli anziani non autosufficienti la fascia di popolazione più colpita. Per mesi, dunque, ci si è chiesti se questa infausta centralità vissuta nella tragedia avrebbe sortito almeno anche un effetto positivo: superare lo storico ridotto interesse della politica nazionale nei loro confronti. Ad alimentare le aspettative in tal senso era stato anche il clamore senza precedenti suscitato nei media e nella società – in particolare durante prima ondata – dal grande prezzo pagato dagli anziani durante la pandemia.
Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 è chiaramente emerso che queste aspettative non si sarebbero realizzate. Da una parte, la Legge di Bilancio non ha confermato lo stanziamento straordinario per l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) introdotto per il 2020 con il Decreto Rilancio di maggio. Una simile scelta – compiuta, peraltro, in una fase storica contraddistinta da un’ampia disponibilità di fondi pubblici – ha ridotto quello che pochi mesi prima era parso il primo passo di un percorso riformatore a uno stanziamento una tantum senza futuro. Dall’altra, a inizio gennaio – quando è stata resa nota l’attuale versione del PNRR, è risultato evidente che al suo interno mancasse un progetto organico e coerente dedicato al futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti.

Leggi: Welforum


PNRR, quale casa possibile?

Legacoop Abitanti, audita al Senato, ha sottolineato l’importanza dell’attenzione ad housing sociale e rigenerazione urbana «ma abbiamo sortttolineato che servono risorse a fondo perduto per le fasce più fragili e che la cooperazione di abitanti deve essere presente nella co-progettazione e nella governance dei fondi», sottolinea la presidente Rossana Zaccaria
Dopo molti anni di assenza di una politica abitativa strutturale, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza riconosce al tema dell’housing sociale e della rigenerazione urbana un ruolo centrale, peraltro richiamato da una Risoluzione recente del Parlamento europeo, ma vi sono alcuni aspetti relativi agli obiettivi e strumenti del piano che meritano ulteriori approfondimenti e modifiche.
Nell’ambito dell’Audizione dell’Alleanza Cooperative Italiane Settore Abitazione, con l’8° COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI del Senato abbiamo espresso una valutazione complessivamente positiva sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che definisce una nuova agenda sulle Infrastrutture Sociali, prevedendo nell’ambito della missione 5 – Inclusione e coesione – una dotazione di 3,5 mld per Rigenerazione Urbana e 2,8 mld per l’Housing Sociale. Questa componente mira a supportare situazioni di fragilità sociale ed economica intervenendo con “progetti volti ad intercettare le principali vulnerabilità sociali in materia di povertà materiale, disagio abitativo, attraverso il rafforzamento dei servizi sociali e potenziando le iniziative di housing sociale”.

Leggi: Vita


SEGNALAZIONI:

Contagi sul lavoro: tutela Inail per chi non si vaccina

Anche gli operatori sanitari, che hanno deciso di non vaccinarsi contro il Covid, hanno diritto alla tutela antinfortunio qualora dovessero contagiarsi in occasione di lavoro.
Lo ha chiarito l’Inail, in una lettera inviata alla Direzione regionale della Liguria, a seguito di una richiesta di chiarimento, avanzata dall’Ospedale San Martino di Genova, sul caso dei quindici infermieri contagiati dopo aver scelto di non aderire alla campagna vaccinale. Giunge così a conclusione la querelle, creatasi nei giorni precedenti, sull’opportunità di assimilare all’infortunio il contagio avvenuto in azienda, soprattutto in relazione al comportamento volontario rappresentato dal rifiuto del vaccino. La questione sollevata dalla Direzione sanitaria era incentrata, principalmente, sulle eventuali responsabilità del datore di lavoro, sia in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, sia nei confronti del personale infermieristico in caso di richieste di risarcimento per danni civili.

Leggi: Inca


Indennità Covid-19 ai lavoratori domestici interinali

Anche il lavoratore interinale, adibito a prestazioni di lavoro domestico, ha diritto all’indennità prevista per i lavoratori domestici dall’articolo 85 del decreto legge n. 34/2020.
Così si è espresso il Tribunale di Genova nella sentenza n. 97/2021, pubblicata il 12 febbraio scorso, accogliendo il ricorso di una lavoratrice, patrocinato dai legali di Inca Liguria, alla quale l’Inps aveva negato il sussidio di 500 euro per ciascun mese di aprile e maggio 2020, così come previsto dalla norma emergenziale, dovuta alla pandemia da Coronavirus, messa a punto dal governo durante il lockdown, per aiutare i lavoratori in difficoltà.
Il contenzioso nasce dal fatto che, secondo l’Inps, al momento della domanda amministrativa del sussidio economico, la donna, pur svolgendo mansioni domestiche, non risultava iscritta come tale, ma era alle dipendenze di un’agenzia di somministrazione (secondo quanto stabilito dal decreto legislativo n. 81/2015), cioè alle dipendenze di un soggetto diverso dall’utilizzatore della prestazione, quindi, non qualificabile come domestico.
Una interpretazione restrittiva, respinta dal tribunale, poiché, spiega la sentenza, l’articolo 85 del decreto 34/2020 riconosce il diritto sulla base della posizione contrattuale del lavoratore; pertanto, va applicata una decisione “estensiva” della norma che, ai fini del riconoscimento del sussidio, fa riferimento ai “lavoratori domestici” e ai loro “contratti di lavoro” in essere, alla data del 23 febbraio 2020.

Leggi: Inca

 

 

 

 

 

Vaccino: Landini, è un diritto, sia gratuito e accessibile a tutti. Nessun profitto sulla pandemia

Giovedì 11 marzo Giornata della firma dell’Iniziativa dei Cittadini Europei e diretta Facebook
“In tutto il mondo il vaccino deve essere un diritto, gratuito, accessibile a tutti. È una battaglia di civiltà: vuol dire mettere al centro non il profitto, non l’economia, non le multinazionali, ma il lavoro, le persone e la giustizia sociale”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini in un video-appello su Collettiva.it per chiedere di firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Nessun profitto sulla pandemia”, lanciata nell’ambito della Campagna Europea “Right2Cure #NoprofitOnPandemic”, di cui la Cgil è tra i promotori italiani.
L’Iniziativa dei Cittadini Europei è lo strumento attraverso cui i cittadini dell’UE possono rivolgersi direttamente alla Commissione europea per proporre un atto legislativo concreto, ma sono necessarie un milione di firme, 180 mila in Italia. Con questa ICE si chiede che l’accesso a vaccini e cure anti-pandemiche sia gratuito e garantito a tutti a livello globale, trasparenza e controllo sul denaro pubblico utilizzato per sviluppare le tecnologie sanitarie e nessun profitto delle aziende farmaceutiche a scapito della salute delle persone.
Giovedì prossimo, 11 marzo, si riunirà il Consiglio del TRIPs (accordo sui diritti di proprietà intellettuale) dell’Organizzazione Mondiale del Commercio per discutere la richiesta di India e Sudafrica di moratoria temporanea per i brevetti sui vaccini e sui farmaci anti Covid-19. In concomitanza con questo appuntamento i promotori della Campagna, dopo aver inviato venerdì scorso una lettera a Draghi e al Governo in cui si chiede di sostenere la moratoria – lettera che, come si legge nel Comunicato Stampa del Comitato che inviamo in allegato, non ha ricevuto risposta – hanno indetto una prima “Giornata della firma” dell’ICE. Si terrà inoltre, dalle ore 17 alle ore 19, una maratona Facebook con i membri del Comitato promotore e del Comitato nazionale, che sarà possibile seguire sulla pagina della
Campagna (Right2Cure/DirittoallaCura pagina italiana dell’ICE).


Sindacati: subito una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza

La Legge quadro nazionale per la non autosufficienza deve essere parte integrante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per CGIL, CISL e UIL, SPI, FNP e UILP è necessaria una legge che aumenti in modo significativo le risorse e assicuri in ogni parte del Paese prestazioni, sostegni e servizi adeguati e uniformi, riducendo le attuali disuguaglianze tra Regioni e anche all’interno delle stesse Regioni.
Le stime più attendibili indicano che le persone non autosufficienti in Italia, disabili e anziani, sono circa 3,5 milioni. Di questi, 2.850.000, vale a dire l’80,9%, ha più di 65 anni.
La risposta finora data dalle istituzioni a questa vera emergenza nazionale è stata frammentaria, inadeguata e disorganizzata, con uno stanziamento di risorse insufficiente e disomogeneo.
CGIL, CISL e UIL, SPI, FNP e UILP chiedono di calendarizzare al più presto la discussione in Parlamento di una Legge quadro nazionale per la tutela della non autosufficienza, da approvare in tempi rapidi, così da collegarsi ai finanziamenti previsti dalle risorse europee.
Contemporaneamente, va potenziata l’assistenza sociosanitaria territoriale e va profondamente innovato il modello delle strutture residenziali sociosanitarie con la sperimentazione di residenzialità alternativa. Questi interventi devono qualificare il necessario rinnovamento profondo del nostro Sistema Sanitario Nazionale.
CGIL, CISL e UIL, insieme a SPI, FNP e UILP, presenteranno in un webinar il prossimo 18 marzo in dettaglio le proprie proposte, chiamando al confronto Governo, Parlamento e la Conferenza delle Regioni.

Leggi: Spi-Cgil


NEWS:

domenica 7 marzo 2021
Anziani non autosufficienti, l’allarme delle associazioni: “Dimenticati”

“Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza manca un progetto rivolto agli anziani e alle loro famiglie”. La proposta “dedicata alle principali vittime della pandemia” con un pacchetto di “azioni necessarie”. Prevede circa 7,5 miliardi per la non autosufficienza, 5 dei quali per i servizi domiciliari
“Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza manca un progetto rivolto agli anziani e alle loro famiglie”. A lanciare l’allarme il Network Non Autosufficienza che ha elaborato una proposta per sfruttare l’opportunità offerta dal Pnrr per “avviare il necessario percorso di riforma”. Il network è formato da costellazione di soggetti sociali – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer – Aima, Alzheimer Uniti Italia Onlus, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Terzo Settore e La Bottega del Possibile – che hanno unito le forze per sostenere la richiesta di riforma nazionale, “consapevoli della gravità della situazione”. L’adesione è comunque aperta alle organizzazioni e alle realtà associative che ritenessero di sostenerla (segnalando la propria volontà a redazione@luoghicura.it).
“I dati che riguardano le persone decedute con il Covid indicano che i più toccati sono gli anziani non autosufficienti. – si legge – Inoltre, le grandi difficoltà incontrate dal sistema pubblico di assistenza nell’affrontare la pandemia non rappresentano un evento anomalo, bensì una manifestazione estrema delle criticità di fondo che – da tempo – lo affliggono”.

Leggi: Redattore Sociale, 07/03/2021


giovedì 4 marzo 2021
Stime preliminari povertà assoluta e delle spese per consumi.

L’Istat diffonde oggi le stime preliminari della povertà assoluta per l’anno 2020 insieme alle stime preliminari delle spese per consumi delle famiglie che costituiscono la base informativa per gli indicatori di povertà assoluta. Le stime definitive saranno rese disponibili, rispettivamente, il 16 e il 9 giugno 2021. I dati sono quindi suscettibili di revisioni, ma offrono un quadro chiaro delle conseguenze che la grave crisi economica prodotta dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria ha determinato sulle condizioni di vita delle famiglie nell’anno appena passato.
La povertà assoluta torna a crescere e tocca il valore più elevato dal 2005.
Le stime preliminari del 2020 indicano valori dell’incidenza di povertà assoluta in crescita sia in termini familiari (da 6,4% del 2019 al 7,7%, +335mila), con oltre 2 milioni di famiglie, sia in termini di individui (dal 7,7% al 9,4%, oltre 1 milione in più) che si attestano a 5,6 milioni.
Nell’anno della pandemia si azzerano i miglioramenti registrati nel 2019. Dopo quattro anni consecutivi di aumento, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e di individui) in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l’incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%. Pertanto, secondo le stime preliminari del 2020 la povertà assoluta raggiunge, in Italia, i valori più elevati dal 2005 (ossia da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore).

Leggi: Istat, 04/03/2021


giovedì 4 marzo 2021
MIMS: al via l’Alta Commissione per la qualità dell’abitare, 170 enti registrati per partecipare al bando

Giovannini: “La riqualificazione delle aree urbane inciderà positivamente sulla vita delle persone che oggi vivono in condizioni di disagio abitativo e socioeconomico”.
Si è svolta oggi la prima riunione dell’Alta Commissione per la Qualità dell’Abitare, istituita presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) per dare attuazione all’omonimo Programma innovativo nazionale, varato con il decreto interministeriale 395/2020. La Commissione, composta da professionisti ed esperti ha, tra l’altro, il compito di esaminare e finanziare progetti per la riqualificazione delle aree urbane disagiate dal punto di vista abitativo e socioeconomico. Il prossimo 16 marzo scadrà la prima fase per la presentazione dei progetti, per i quali sono disponibili 854 milioni di euro (a cui si potranno aggiungere ulteriori risorse europee). Al bando si sono già registrati 170 enti locali e territoriali.
“Il Programma innovativo nazionale sulla qualità dell’abitare è destinato a incidere positivamente sulla qualità della vita delle persone e delle famiglie – ha affermato il Ministro Giovannini intervenendo alla riunione di insediamento dell’Alta Commissione per la Qualità dell’Abitare – la Commissione dovrà programmare in modo dettagliato e puntuale le proprie attività, stimolando una riflessione sul futuro delle politiche abitative, aprendo un dialogo con le organizzazioni della società civile e con le Università che sono chiamate a contribuire attivamente alla trasformazione dei territori nella direzione dello sviluppo sostenibile”.

Leggi: La Stampa, 04/03/2021


mercoledì 3 marzo 2021
Salvare i mutui (e la casa) di chi non ce la fa

I decreti legge varati in piena pandemia hanno allargato le maglie del fondo Gasparrini, il fondo di solidarietà per i mutuatari in difficoltà. Presto però potrebbe non bastare. Serve intervenire quanto prima, con l’istituzione di una bad bank.
Superano quota 500 mila i mutui ipotecari per i quali i proprietari degli immobili hanno chiesto una moratoria per il pagamento delle rate di ammortamento; il loro capitale residuo complessivo è poco al di sotto dei 45 miliardi di euro. A questi numeri si arriva sommando i 200 mila mutui per i quali è stato chiesto l’intervento del fondo Gasparrini – cioè il fondo di solidarietà, istituito con la legge 244/2007, che permette al mutuatario in difficoltà finanziarie, indipendenti dalla sua volontà, di chiedere la sospensione dell’ammortamento del mutuo prima casa – e le 360 mila moratorie di mutui, per un controvalore di 25 miliardi di euro (dichiarazione Abi alla trasmissione Due di denari del 21 dicembre 2020), non eleggibili a quel fondo, accordate dalle banche a seguito di accordi sottoscritti tra Abi e le associazioni dei consumatori. Questa situazione è dovuta alla perdita di reddito provocata dalla pandemia che ha fatto crescere il numero di famiglie impossibilitate a continuare a pagare le rate.

Leggi: La Voce, 03/03/2021


martedì 2 marzo 2021
Le città-quartiere con più servizi e zero emissioni

Lo scenario. Entro il 2050 il 70% della popolazione globale abiterà nelle metropoli: i piani e le strategie dei sindaci del C-40 per centrare gli obiettivi Onu
Nel mondo circa quattro miliardi di persone vivono oggi nelle città. Entro il 2050 – stima la Banca Mondiale – saranno almeno il doppio, circa il 70% della popolazione globale. Basta soffermarsi su questi numeri per comprendere la portata della sfida. La spinta alla sostenibilità è partita da qui, il Covid ha accelerato la consapevolezza e in molti casi anche le azioni concrete. «La pandemia – sottolinea Raf Tuts, direttore della divisione Global solutions di Un Habitat (il programma dell’Onu per gli insediamenti umani) – ha messo in luce l’esigenza di una transizione sostenibile nel sistema dei trasporti, degli spazi pubblici e della sicurezza sanitaria. Soggetti pubblici e privati hanno compreso che gli investimenti in questa direzione sono la chiave per la resilienza oggi, ma anche in futuro, per avere città più vivibili, fruibili ed eque». Principi scritti nero su bianco nell’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con un concetto di sostenibilità a 360 gradi: non solo ambientale, ma anche economica e sociale. A partire, appunto, dal basso. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative. Una delle più autorevoli è la “Carbon neutral cities Alliance” (Cnca): 22 città, da Adelaide a Yokohama passando per New York, Seattle e Toronto, unite dal filo rosso della ricerca della neutralità climatica. Di pari passo fioccano ranking e premi ai centri più virtuosi che danno l’idea di un fenomeno crescente. Anche gli addetti ai lavori hanno creato momenti di condivisione e confronto. Una di queste è l’Urban future Global Conference, che una volta all’anno riunisce i “citychangers” (sindaci, urbanisti, docenti universitari).

Leggi: Inu, 02/03/2021


DALLE REGIONI:

martedì 9 marzo 2021
Anziani, a Bologna la cura ai non autosufficienti è affare di famiglia

Lo conferma uno studio realizzato a Bologna da Unisalute, dal quale emerge che il 57% dei bolognesi gestisce a casa l’assistenza ai familiari non autonomi
La cura delle persone non autosufficienti è sempre una questione di famiglia. Lo conferma uno studio realizzato a Bologna da Unisalute, dal quale emerge che il 57% dei bolognesi gestisce a casa l’assistenza ai familiari non autonomi. Una quota molto alta, rileva l’osservatorio dell’assicurazione sanitaria, dovuta in parte alla tradizione italiana di prendersi cura dei propri familiari tra le mura domestiche, in parte anche ai costi dell’assistenza. In oltre un caso su tre (34%), poi, sono direttamente i familiari a prendersi cura della persona non autosufficiente, mentre nel 23% dei casi, le famiglie si fanno assistere da badanti. Un aspetto, quello della fiducia nei confronti di badanti e infermieri, che è evidentemente centrale, come dimostrano le modalità utilizzate dagli abitanti del capoluogo emiliano: nel 48% dei casi vengono scelte persone in base al passaparola tra parenti e amici, un metodo tradizionale che però fornisce garanzie e tranquillità. Il 18% dei bolognesi, in caso di necessità, si rivolge ad associazioni di volontariato per trovare una persona che possa aiutare il proprio parente non autosufficiente, mentre l’11% fa riferimento alle agenzie del lavoro. Spesso le famiglie decidono di assistere autonomamente i propri cari non autosufficienti anche per ragioni economiche, non potendo permettersi strutture di ricovero né personale di supporto in casa. La cura continua di un malato rischia però di diventare lo stesso insostenibile per le famiglie, oltre a richiedere spesso una assistenza specializzata. L’assistenza ai malati cronici è affidata nel 38% dei casi a badanti o infermieri che operano a domicilio, mentre due volte su tre (62%) questo compito ricade direttamente sui familiari del malato o dell’anziano.

Leggi: Redattore Sociale, 09/03/2021


lunedì 8 marzo 2021
Caregiver, Omar: “Migliaia di lavoratrici a rischio licenziamento”

Sono circa 7 milioni in Italia, per la stragrande maggioranza donne. La maggior parte delle misure di tutela introdotte nella prima fase dell’emergenza sanitaria non sono state rinnovate. “Hanno utilizzato tutti i permessi (104 e non), tutte le ferie, i congedi, perfino l’aspettativa”
caregiver donna e anziano uomo
Essere un caregiver familiare oggi è decisamente drammatico, specie se si è donne: madri, mogli, sorelle di persone con disabilità, in molti casi di persone con malattie rare e croniche gravemente invalidanti, o di persone anziane non autosufficienti. Parliamo di una stima di 7 milioni di persone in Italia, per la stragrande maggioranza donne. Lo Sportello Legale dell’Osservatorio Malattie Rare riceve continue richieste di aiuto: “Hanno utilizzato tutti i permessi (104 e non), tutte le ferie, i congedi, perfino l’aspettativa- spiega Ilaria Vacca, giornalista dello Sportello Legale- Se non sono collocabili in smart working? Se i loro familiari non possono assolutamente rischiare il contagio Covid che fare? E quando i familiari devono essere assistiti h24 e non è più possibile affidarli a strutture semiresidenziali o caregiver professionisti non ancora vaccinati? Dal DPCM 2 marzo 2021, l’ultima misura prevista dal Governo, nessuna risposta per queste persone. Quanti di loro (e quante donne soprattutto) perderanno il posto?”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/03/2021


venerdì 5 marzo 2021
Congelata la riforma dell’agenzia Milano Abitare

Il Tar della Lombardia ha sospeso l’aggiudicazione della gara d’appalto del Comune per la gestione dell’Agenzia, accogliendo in parte il ricorso presentato da tre cooperative sociali. Nei primi cinque anni di vita, l’Agenzia, nata per far incontrare domanda e offerta di alloggi, è riuscita a realizzare 1.350 contratti di affitto a canone concordato
La riforma dell’agenzia Milano Abitare, creata dal Comune di Milano per incentivare l’incontro tra domanda e offerta di case a canoni calmierati, è sospesa almeno fino a giugno. Il Tribunale amministrativo regionale (Tar), con un’ordinanza del 11 febbraio 2021, ha infatti sospeso la determina con cui il Comune assegnava alle cooperative sociali Spazio Aperto Servizi e Libellula la “co-progettazione e co-gestione del nuovo modello sperimentale di Agenzia sociale per la locazione”. Sospensione scaturita dal ricorso presentato da altre tre cooperative sociali, La Cordata, Fondazione d.a.r. “Cesare Scarponi” e Codici, che contestano l’esisto della gara di appalto indetta dal Comune.

Leggi: Redattore Sociale, 05/03/2021


venerdì 5 marzo 2021
Ginosa: “Contesto dell’abitare ed Alzheimer – Come migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e caregiver’’

L’evento, trasmesso in diretta sul canale YouTube del Comune di Ginosa, ha visto la partecipazione di professionisti del settore, che hanno relazionato sul tema. In collegamento anche il Sindaco di Ginosa Vito Parisi, gli Assessori Regionali Rosa Barone e Pier Luigi Lopalco, il Vicepresidente della Commissione Sanità Puglia Vincenzo Di Gregorio, i Consiglieri Regionali Marco Galante e Gianfranco Lopane e gli Assessori di Ambito.
Ha moderato l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ginosa Romana Lippolis.
Al seguente link è possibile rivedere il webinar: https://youtu.be/3hbCvZD9Xyo
Abbiamo proposto una nuova visione che va dalla diagnosi precoce alla rete di servizi che potrebbero ruotare intorno alla persone con Alzheimer e alle loro famiglie – spiega Lippolis – un convegno promosso dal nostro Ambito (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello e Asl) che porta a livelli istituzionali più alti un progetto di vita, ideato da un gruppo di lavoro di tecnici e clinici, a giovamento delle famiglie in cui questa patologia è purtroppo presente.

Leggi: Just Tv, 05/03/2021


mercoledì 3 marzo 2021
Gli anziani a scuola di tecnologia

Al via il progetto ‘Gioia +’, con anziani che imparano ad utilizzare le tecnologie digitali per superare l’isolamento e ricreare una comunità solidale. Una manna dal cielo, soprattutto in tempo di Covid19. Capofila è l’Auser ‘Dirio Ciani’ di Colle di Val d’Elsa, ma il progetto è molto esteso. Per avere un’idea della rete, basta pensare che ad oggi aderiscono ben 12 centri di aggregazione, 4 Rsa (3 in Valdelsa e 1 a Siena) per un totale di 2000 soci, 300 utenti di Rsa e 16 persone afferenti ai mini appartamenti. «Un progetto che abbiamo ideato e stiamo realizzando in tutta la provincia di Siena, grazie al sostegno della Fondazione Monte dei Paschi», dichiara Andrea Dilillo, direttore generale di un vero e proprio percorso condiviso partito lo scorso gennaio e portato avanti da un partenariato ricco e variegato. Oltre alla «Dirio Ciani», troviamo le cooperative Coop 21 e AranciaBlù, il Centro La Lunga Gioventù, le associazioni Motus e Straligut.

Leggi: La Nazione, 03/03/2021


martedì 2 marzo 2021
Il futuro di Milano passa da periferie e area Expo

Riconversioni. Il recupero di 1,3 milioni di metri quadrati in aree degradate consentirà di riqualificare gli ex scali ferroviari e creare nuove zone verdi
La corsa di Milano è stata, inevitabilmente, interrotta dalla pandemia. Ma da questa esperienza i progetti di città sostenibile per eccellenza in Italia potrebbero ulteriormente rafforzarsi. Proprio i lockdown hanno insegnato che la vivibilità di una città non è data solo dal Pil e dalla capacità di offrire lavoro e attirare i giovani più creativi: c’è bisogno di ritrovare spazi verdi, recuperare aree dismesse, rendere più facili gli spostamenti, dare accoglienza a chi arriva da fuori per studiare, avere una città pulita, sviluppare infrastrutture tecnologiche. Sono i pilastri della sostenibilità milanese, che con il Covid hanno cercato un nuovo sbocco. Prima di tutto ci sono i mezzi di trasporto, messi a dura prova lo scorso anno visto che la capacità non ha potuto mediamente superare il 50%, e questo significa compromettere gli equilibri finanziari che rendono possibile l’efficienza. Tuttavia gli investimenti non sono stati bloccati: rimane in piedi il programma in base al quale entro dieci anni l’Atm, la partecipata pubblica dei trasporti, avrà sostituito la sua flotta con mezzi interamente elettrici e green. Si parla di 2 miliardi di investimenti. Nel 2020 sono intanto proseguiti i lavori per la realizzazione di nuove piste ciclabili, proprio perché spostarsi con i mezzi era sconsigliato ma l’uso dell’auto privata andava comunque disincentivato. Il patrimonio di 50 chilometri di pista rimarrà in eredità alla città. Attraversano non solo il centro ma anche le periferie storiche.

Leggi: Inu, 02/03/2021


IN AGENDA:

Italia Longeva – Virtual workshop – 10 marzo 2021, ore 16.00 – 18.30

La misurazione dell’aderenza nella governance della Long-Term Care: key player a confronto
Gli anziani fragili e multimorbidi sono in continuo aumento. Nell’ottica di realizzare una presa in carico di questi pazienti che sia efficiente, efficace ma anche sostenibile, Italia Longeva, nell’ambito del percorso di approfondimento sulla Long-Term Care, ha voluto affrontare e approfondire il tema della gestione dell’aderenza terapeutica, la cui urgenza viene peraltro oggi fortemente amplificata dalla pandemia.
Al fine di avanzare una possibile soluzione concreta, Italia Longeva ha elaborato un indicatore sintetico, facilmente implementabile nella popolazione italiana, che possa costituire la base per una strategia standardizzata di misurazione dell’aderenza alle terapie a livello regionale. Tutto questo, partendo dall’assunto che solo misurando l’aderenza è ipotizzabile ricomprenderla nell’ambito del Nuovo Sistema di Garanzia e quindi inserirne la promozione fra le priorità̀ regionali e farne un obiettivo strategico di sanità pubblica.

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Diritti e qualità di vita dei caregiver: capire per agire

Cittadinanzattiva lancia un questionario per conoscere difficoltà ed esigenze dei caregiver familiari, soprattutto fra i più giovani
«Mi chiamo Francesca. Ho 32 anni e ho scoperto di essere una caregiver quando era troppo tardi, forse. Dall’età di 13 anni mi sono occupata, insieme a mio padre, della mia mamma colpita da una malattia degenerativa molto pesante. Ricordo i sabati sera nei pronto soccorso, le notti in clinica per dormire con lei quando non potevo lasciarla sola e le tenevo la mano, le sue braccia in continuo movimento, gli spasmi quando la cambiavo, la preparavo e le facevo il bagno. Non so bene il momento in cui ho scoperto di essere una caregiver: un giorno, senza saperlo, i ruoli si erano invertiti ed ero io che mi prendevo cura di lei».
È, questa, una delle tante storie di caregiver, spesso giovani, che Cittadinanzattiva ha incontrato sul suo cammino a tutela dei diritti dei cittadini, dalla parte di chi cura e di chi è assistito. In Italia sono un vero e proprio esercito d’invisibili che sostiene il welfare del nostro Paese: in media il 17,4% della popolazione, oltre 8,5 milioni di persone, è caregiver. Spesso si tratta di persone a loro volta anziane, come i familiari che assistono, ma non sempre è così: più di 390 mila sono giovani caregiver che hanno tra i 15 e i 24 anni, ragazzi che si prendono cura regolarmente di un familiare, dedicando tempo, energie, equilibrio e benessere della famiglia.
A cinque anni dal riconoscimento della figura dei caregiver in una Legge regionale (Emilia-Romagna 2014) e a due anni dall’istituzione di un fondo ad essi dedicato, l’atteso Disegno di Legge N. 1461 del 2019 ha formulato una “prima fase di normazione, finalizzata al riconoscimento e alla tutela del lavoro svolto dal caregiver familiare”, riconoscendogli un valore sociale ed economico per il Paese.

Leggi: Vita


Assistenza territoriale al palo. La storia incompiuta delle Case della Salute: a 14 anni dalla legge in oltre il 30% delle Regioni non ci sono. Pochi anche gli ospedali di Comunità

A rivelarlo un dossier del Servizio studi della Camera che ha fatto una mappatura della situazione nelle 21 regioni. Va peggio con gli ospedali di Comunità: in metà delle Regioni non ce n’è nemmeno uno. Le Regioni con più strutture sono Veneto, Emilia Romagna e Toscana. male le autonomie e le Regioni del centro sud. IL DOSSIER
Si fa tanto parlare anche in vista del Recovery Plan del potenziamento dell’assistenza territoriale messa in crisi dalla pandemia da Covid anche rispetto alla creazione delle cosiddette Case di Comunità, che poi in realtà sono un modello che ricalca quello delle Case della Salute istituite nel 2007. Ebbene a 14 anni dalla Legge ci sono ben 8 Regioni (oltre il 30%) che non ne hanno istituita nemmeno una. Situazione peggiore per quanto riguarda gli Ospedali di comunità che erano stati previsti nel Patto per la Salute 2014-2016 ma per cui solo l’anno scorso sono stati definiti gli standard. Ebbene in 11 regioni (oltre il 50%) non ce n’è nemmeno uno.
“L’ampia disomogeneità nel numero di Case della Salute e di Ospedali di Comunità attivi nell’anno 2020 – si legge nel report – , documenta la necessità di un approfondito confronto tra le Regioni/PA, fermo restando come, sulla base della documentazione raccolta, appare evidente come sia in corso un profuso impegno nelle singole Regioni/PA finalizzato al rafforzamento dell’assistenza territoriale, attraverso specifici atti di programmazione”.

Leggi: Quotidiano Sanità


Buone pratiche per città più inclusive

Da Vienna a Parigi alla Svezia, alcune buone pratiche europee che hanno preso piede per rendere le città più inclusive e sensibili al genere, perché lo spazio pubblico non è mai stato neutro
Progettazione urbana inclusiva, pianificazione territoriale sensibile al genere e partecipazione delle donne al processo decisionale locale: lo spazio pubblico non è mai stato neutro, ma è solo verso la fine degli anni ’80 che la ricerca urbanistica da una prospettiva di genere inizia a suscitare interesse, quando prende sempre più corpo l’idea che la pianificazione spaziale possa riprodurre disuguaglianze sociali e stereotipi. Soprattutto nel caso in cui l’approccio dei pianificatori sia quello di supporre implicitamente che gli abitanti delle città siano uomini.
Per tradizione, d’altronde, lo spazio pubblico è sempre stato dominato dagli uomini, mentre la sfera privata è sempre stata associata alle donne. Molte delle tendenze passate e presenti nella pianificazione urbana riflettono dunque la prospettiva maschile sul ruolo della donna come caregiver.
Tuttavia, da alcuni anni, il tema dell’integrazione della dimensione di genere nella pianificazione e nello sviluppo urbano è balzato in cima all’agenda politica dell’Unione europea. Nel 2006, al fine di promuovere l’uguaglianza di genere a livello locale e regionale, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE) ha lanciato la Carta europea per la parità e l’uguaglianza di donne e uomini nella vita locale.

Leggi: In Genere


Anziani. Servono forme di assistenza che li rispettino.

Prosegue il dibattito sulla chiusura delle RSA- residenze sanitarie assistenziali. Le posizioni di Arvas e di Sant’Egidio
Oltre al coronavirus l’isolamento. Una trappola divenuta ormai un’infelice costante nell’esistenza delle persone più anziane e fragili, costrette ancora oggi a vivere isolate in casa, nelle residenze sanitarie o negli ospedali. Limiti strutturali già noti, quelli del sistema assistenziale e sociosanitario italiano, tornati però drammaticamente a galla in questo tempo scandito dalla pandemia e segnato sempre più dall’esigenza non solo di percorrere nuove vie di prossimità a chi è solo e malato, ma anche di ripensare gli attuali modelli assistenziali.
Arvas: riformare il sistema dall’interno
È soprattutto sul primo fronte che si stanno impegnando realtà come l’Arvas del Lazio (Associazione regionale volontari assistenza sanitaria), attiva da 40 anni a Roma e nelle province di Viterbo e Frosinone. «La nostra organizzazione, che conta 1.800 volontari, opera soprattutto in ambito ospedaliero, ma anche in qualche casa di cura. Ora però quasi tutte le nostre attività sono state sospese», spiega il presidente Silvio Roscioli. «Così abbiamo scelto di impiegare questo tempo per la formazione personale, per riscoprirci realtà unita, ma soprattutto per avviare delle iniziative legate per lo più all’assistenza di “palazzo”, con un’attenzione rivolta soprattutto a quei luoghi e quartieri in cui vivono gli anziani e i malati. A tal proposito cerchiamo di mantenere, per eventuali segnalazioni, contatti costanti con gli assistenti sociali dei vari municipi».

Leggi: Reti Solidali


SEGNALAZIONI:

Contagio da COVID-19: da malattia a infortunio sul lavoro

Grazie all’impegno delle operatrici e degli operatori dell’Inca, la tutela Inail contro i contagi sul lavoro diventa più aderente alla realtà. Il Patronato della Cgil si rivolge ai lavoratori affinché non rinuncino ai propri diritti.
di Marco Bocci, Inca Cgil Nazionale
Generalmente, molti lavoratori sono portati a ritenere che la prestazione, riconosciuta da un Istituto previdenziale o assicurativo (Inail od Inps), sia quanto effettivamente spetti di diritto, poiché viene richiesta od erogata da quelli che ritiene essere gli “Enti” istituiti per la tutela contro i danni da lavoro.
In realtà, a volte non avviene così: spesso un lavoratore si vede attivare una prestazione che va sì a tutelare un proprio diritto, ma quest’ultimo non risulta essere quello che invece dovrebbe regolare la situazione di fatto esistente. Pertanto, succede, nell’ambito del danno da lavoro, che dei lavoratori, messi in malattia comune (e quindi sotto la tutela Inps) per infezione derivante da Covid-19, scoprano, soltanto dopo aver contattato il Patronato per le opportune verifiche, di aver diritto a ben altra prestazione derivante dal riconoscimento del contagio come infortunio contratto in occasione di lavoro.
Nella prima fase della pandemia, a dimostrazione di quanto sopra premesso, molte sedi dell’Inca si sono viste contattare da decine e decine di lavoratori che, dopo aver contratto il Covid-19, si erano rivolte al Patronato per chiedere se la prestazione erogata dall’Inps, derivante dalla certificazione di malattia comune, fosse effettivamente quella spettante.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

Piano vaccini: così non va bene

“Esattamente un anno fa il Covid-19 irrompeva nelle nostre vite. In questi giorni stiamo ricordando le prime zone rosse, il paziente zero, le restrizioni. Mi colpisce la mancanza di sensibilità verso i morti: ad oggi sono più di 95.000”. Lo ha detto il Segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti in un video pubblicato sulla pagina Facebook del Sindacato.
“Non hanno più nomi – continua Pedretti – non hanno storia e sono già stati rimossi. I famigliari vengono lasciati soli nel loro dolore, e quell’elenco si aggiorna ora dopo ora. Francamente mi sembra che nel dibattito pubblico non interessi a molti. Questa è una ferita profonda per il paese.
Tutti vogliamo tornare alla nostra vita. Per farlo però servono i vaccini, e lasciatemi dire che sono un po’ preoccupato.

Leggi: Spi-Cgil


Vaccinazioni over 80: volontari Auser in campo in tutta Italia per aiutare nelle prenotazioni e nel trasporto

“Garantire precedenza nella vaccinazione anche ai volontari”
Con l’avvio in tutte le regioni delle vaccinazioni anti Covid 19 per i cittadini con più di 80 anni, l’Auser con la sua capillare rete di volontari, si è messa a disposizione fornendo un supporto nella procedura di prenotazione online. I volontari sono a disposizione di tutti quegli anziani soli e in difficoltà che non riescono a fare la prenotazione in autonomia. La rete solidale dell’associazione è anche a disposizione – previa prenotazione- ad accompagnare gli over 80 in auto presso le strutture preposte per effettuare la vaccinazione anti Covid.
“Siamo in campo ora più che mai con i nostri volontari – sottolinea il presidente nazionale Enzo Costa – per venire incontro ai bisogni degli anziani più fragili.
Gli over 80 hanno molte difficoltà nell’utilizzare i nuovi strumenti digitali e ci siamo subito attivati per fornire loro un adeguato supporto. Dall’emergenza Covid l’Auser non si è mai fermata e continua ad essere vicina agli anziani fragili con una vasta rete di prossimità. Per questo pensiamo sia giusto garantire ai volontari la precedenza nella vaccinazione come già accade per altre categorie. ”
Si può contattare la sede Auser più vicina consultando l’elenco a questo link

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 2 marzo 2021
Lavoro, dai riders ai caregivers: “anche loro nella Carta di Bologna”

L’economia delle piattaforme abbraccia servizi sempre più ampi tanto che tra questi ci sono anche quelli di assistenza e compagnia rivolti agli anziani e ai disabili: è il caso di Ugo, azienda nata a Milano qualche anno fa e oggi presente in diverse città italiane…
Non solo riders. L’economia delle piattaforme abbraccia servizi sempre più ampi tanto che tra questi ci sono anche quelli di assistenza e compagnia rivolti agli anziani e ai disabili: è il caso di Ugo, azienda nata a Milano qualche anno fa e oggi presente in diverse città italiane. Da pochi mesi Ugo è sbarcata anche a Bologna e ora l’assessore al Lavoro del Comune emiliano, Marco Lombardo, chiede alla società di firmare la “Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano”, nata sotto le Due torri sulla spinta delle mobilitazioni avviate dai ciclofattorini.

Leggi: Redattore Sociale, 02/03/2021


lunedì 1 marzo 2021
“ABITIAMOLA” – Newsletter Febbraio 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
La Commissione europea ha avviato la fase di progettazione dell’iniziativa “Nuovo Bauhaus europeo”, con la quale si vuole lanciare un ponte tra il mondo della scienza e della tecnologia e il mondo dell’arte e della cultura, attraverso il miglioramento di oggetti, spazi, edifici e città.
Con la strategia “Renovation wave” la Commissione europea punta a raddoppiare il tasso di rinnovamento energetico annuale di abitazioni e edifici entro il 2030. La Commissione lancia una consultazione per una revisione della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, assicurando l’adozione di misure per promuovere la decarbonizzazione dell’edilizia.
Molte ricerche internazionali considerano la connessione tra l’aggravarsi dei problemi ambientali con la salute e le cause principali di molte malattie: i temi sono ormai improrogabili e richiedono collaborazione. La pandemia ha messo in luce il grande beneficio che il verde urbano può apportare alla vita quotidiana.

Leggi: Cgil, 01/03/2021


giovedì 25 febbraio 2021
Anziani, “uccisi dal covid o maltrattati”: appello alla ministra Stefani

Per Senior Italia FederAnziani è necessario “superare il modello attuale di gestione della disabilità e della non autosufficienza”. Messina: “A guardare la tv in questi giorni viene la pelle d’oca. Gli anziani chiedono rispetto e sicurezza”
“Uccisi dal covid o torturati nelle case di riposo fuori legge, costretti a vivere in uno stato di abbandono, soggezione e paura, minacciati nell’incolumità fisica da aguzzini mascherati da operatori sanitari, il tutto nell’indifferenza generale che ci considera “solo vecchi”, buoni per essere sacrificati. Quando finirà questo stato di cose? Quand’è che gli anziani e le persone fragili di questo Paese potranno essere trattate con il rispetto che meritano, e non considerate come gli avanzi della società perché inservibili e improduttivi?”. Senior Italia FederAnziani lancia un appello alla neo-ministra per le politiche della disabilità Erika Stefani, affinché “attraverso il dialogo con le associazioni e con le famiglie possa avviare un percorso di profondo cambiamento del sistema, che porti al superamento del modello attuale di gestione della disabilità e della non autosufficienza, dando vere risposte alle persone fragili e alle loro famiglie”.

Leggi: Redattore Sociale, 25/02/2021


mercoledì 24 febbraio 2021
HappyAgeing lancia “Muoviamoci insieme”, attività fisica per gli over 65

La pandemia di Covid-19 ha messo a dura prova la popolazione e in particolar modo gli anziani che, più di altri, spesso corrono un pericolo maggiore per la salute nel contrarre il virus. Limitati, dunque, gli spostamenti, i momenti di socializzazione ma anche l’attività fisica che è invece un fattore fondamentale per vivere in salute. Per questo motivo HappyAgeing-Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo, a seguito del grosso disagio segnalato anche dai sindacati che compongono l’alleanza, ha deciso di lanciare con SIMFER-Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa “Muoviamoci insieme”, un servizio che mira a invogliare le persone anziane a fare attività sportiva. Sui social e sul portale di HappyAgeing – ma anche dei sindacati SPI Cgil, FNP Cisl, Uil Pensionati e FAP ACLI – sono stati pubblicati 8 video in cui viene spiegato come svolgere in maniera corretta – cioè clinicamente e specificamente costruito sull’anziano —gli esercizi fisici. Sono, infatti, gli specialisti di SIMFER e in particolare il Dottore Maurizio Massucci a fornire le indicazioni.
Maggiori informazioni su “Muoviamoci insieme” sono disponibili su www.happyageing.it

Leggi: Auser, 24/02/2021


mercoledì 24 febbraio 2021
Casa, studio SOGEEA: Boom delle abitazioni all’asta +63,5% in 6 mesi

Il numero delle case all’asta in Italia è aumentato del 63,5% in sei mesi: le procedure rilevate a fine 2020 sono infatti 15.146, a fronte delle 9.262 rilevate nel precedente mese di luglio. Una crescita che conferma e, anzi, accentua la tendenza emersa lo scorso anno, quando si era registrato un incremento rispetto all’estate. È quanto emerge dal rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, presentato questa mattina in Senato.
Circa un terzo delle abitazioni in vendita (5.798 unità) si concentra nel Nord del Paese, macro-area in cui l’impennata delle procedure forzate è stata pari al 27,7%. Ancora più severo il dato del Mezzogiorno, ma la brusca risalita è trascinata dalle Isole, dove l’aumento si attesta al 284% (2.105 contro le 584 del semestre precedente) e del 113% nella parte peninsulare (3.027 a fronte delle 1.423 di luglio 2020). Grave la situazione anche al Centro dove si è verificato un aumento del 64%, le procedure rilevate a fine 2020 sono 4.216, mentre quelle di sei mesi fa erano 2.566.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 24/02/2021


DALLE REGIONI:

martedì 2 marzo 2021
Lombardia, lo Spi Cgil dona ad alcune rsa le stanze degli abbracci

Le considerazioni del leader dei pensionati lombardo, Valerio Zanolla
Donare un abbraccio in questi tempi di distanziamento fisico imposto per legge è un segno di sensibilità per il presente e di speranza per il futuro. Donarlo a un anziano, in Lombardia, in una rsa, è la medicina migliore contro il dramma della solitudine e del senso di abbandono imposti dalla pandemia. Deve aver pensato questo lo Spi Cgil regionale quando ha deciso, a sue spese, di dotare di una stanza degli abbracci 14 rsa, una per ciascuno dei 14 territori in cui si divide la Lombardia. Tutto è partito ufficialmente con l’inaugurazione di Alzano Lombardo, a un anno esatto da quella domenica 23 febbraio 2020 segnata dalla chiusura e quasi immediata – controversa – riapertura del pronto soccorso dell’ospedale “Pesenti Fenaroli”, preludio per lo scoppio di uno dei focolai Covid più gravi d’Italia.
Da quella domenica in Lombardia sono morte di covid oltre 28mila persone. Molte di queste – difficile avere un dato esatto – erano over 65 e vivevano in una rsa. Ci ha pensato lo Spi Cgil a restituire umanità, affetto e solidarietà in un contesto e in una terra che sta ricadendo, proprio in questi giorni, in un incubo già vissuto, tra zone rosse, chiusure e contagi impazziti.

Leggi: Collettiva, 02/03/2021


martedì 2 marzo 2021
Casa, Firenze candiderà l’ex Lupi ai bandi per la qualità dell’abitare

Prende forma l’operazione sulla caserma che il ministero della Difesa ha ceduto al Comune: un nuovo quartiere post Covid con 400 appartamenti dedicati al social housing
Un nuovo quartiere post Covid con 400 appartamenti dedicati al social housing per circa 1.300 residenti, una rete stradale da 15.000 metri quadrati e 870 posti auto complessivi (con i 320 del parcheggio scambiatore). Poi il verde che seguirà il percorso della ciclopedonale, un parco e spazi per orti urbani. E ancora negozi di vicinato, commerciale, spazi per le start-up e dedicati al co-working, infine una grande piazza dedicata alle attività culturali e sociali. L’operazione sull’ex Lupi di Toscana, la caserma che il ministero della Difesa ha ceduto al Comune di Firenze, prende forma. E su quelle strade, a proposito di mobilità, potrebbe atterrare un sistema di mobilità elettrica innovativo: una sorta di ‘trenino’ ma su gomma e senza autista, con guida autonoma, in grado di modulare la capienza del convoglio in relazione alla domanda.

Leggi: Redattore Sociale, 02/03/2021


lunedì 1 marzo 2021
Volontariato pronto a partecipare alla vaccinazione degli anziani in Piemonte. Ma la Regione…

Auser, Ada e Anteas con oltre 1500 volontari sono pronte a scendere in campo a sostegno degli anziani per la campagna vaccinale anti Covid. Ma dopo un mese nessuno in Regione Piemonte ha raccolto la loro disponibilità
Nessuna risposta dalla Regione Piemonte alle associazioni di volontariato che si occupano di anziani: Auser, Ada e Anteas che con oltre 1500 volontari sono pronti a scendere in campo a sostegno degli anziani per la campagna vaccinale anti Covid. Hanno anche scritto una lettera agli assessorati regionali guidati da Luigi Genesio Icardi (Sanità) e Chiara Caucino (welfare) per dare la propria disponibilità a scendere in campo. Ma – dopo quasi un mese – il messaggio è rimasto senza risposta.
Le tre sigle forti di 1500 volontari sono certe di poter giocare un ruolo importante in questa fase cruciale della campagna di vaccinazione per i soggetti più fragili. Insieme ai 192 automezzi che compongono la flotta per il trasporto delle persone e le 130 sedi distribuite sul territorio, provincia per provincia. Alle famiglie che ne hanno bisogno, i volontari garantiscono la spesa a domicilio, la consegna dei farmaci e molto altro ancora. Solo a gennaio, sono state 1400 le famiglie raggiunte da questi aiuti.

Leggi: Vita, 01/03/2021


lunedì 1 marzo 2021
Casa, Emilia-Romagna: già migliaia in fila per gli aiuti per pagare l’affitto

Parte la corsa per ottenere un contributo fino a 1.500 euro per pagare l’affitto per chi soffre della crisi economica. E’ in rete dal 18 febbraio la nuova piattaforma web messa a punto dalla Regione per il fondo affitti 2021
Gia’ oggi sono piu’ di 1.250 le domande inviate dagli emiliano-romagnoli in difficolta’ con l’affitto: altri 3.300 la stanno compilando online. Parte la corsa per ottenere un contributo fino a 1.500 euro per pagare l’affitto per chi soffre della crisi economica. E’ in rete dal 18 febbraio la nuova piattaforma web messa a punto dalla Regione per il fondo affitti 2021, che consentira’ di accedere ai contributi regionali previsti dal bando da 11,6 milioni di euro promosso dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’utilizzo delle risorse statali assegnate. “La piattaforma web regionale e’ un servizio ulteriore- chiosa la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega alle Politiche abitative, Elly Schlein- complementare rispetto alla normale procedura di presentazione delle domande ai Comuni. Un’alternativa utile e funzionale anche in relazione alle attuali limitazioni in vigore per gli spostamenti”.

Leggi: Redattore Sociale, 01/03/2021


lunedì 1 marzo 2021
Web e diritti, arriva la sitcom 3.0 dei pensionati Cgil di Roma e Lazio

I tempi cambiano, i diritti restano. Si chiama così la nuova webserie ideata dal sindacato dei pensionati della Cgil di Roma e Lazio e lanciata oggi pomeriggio in diretta Facebook. Un titolo eloquente, che da una parte racconta della voglia del sindacato dei pensionati della Cgil di innovare e innovarsi, aiutare i più anziani a stare al passo con i tempi e con le tecnologie che cambiano; dall’altra sottolinea quanto sia importante fare una buona e corretta informazione sul tema dei diritti, in modo semplice, chiaro e anche divertente.
“È una grande novità in ambito sindacale”, ha detto oggi Alessandra Romano, segretaria generale dello Spi Cgil di Roma e Lazio e ideatrice della serie, durante la presentazione in diretta su Facebook. “Volevamo raccontare la quotidianità degli anziani con un linguaggio nuovo e allo stesso tempo dare informazioni sui diritti che difendiamo e vogliamo continuare a difendere come sindacato”. Quei diritti che spesso gli anziani non sanno nemmeno di averne diritto. Lo Spi Cgil di Roma e Lazio in questi ultimi anni ha fatto tante campagne informative sui cosiddetti “diritti inespressi”, cioè su quei diritti di cui i pensionati sono titolari ma non ne sono a conoscenza e che spesso comportano anche la possibilità di riscuotere ingenti somme (che l’Inps però eroga solo dietro apposita domanda). “Ma ora più che mai”, spiega Alessandra Romano, “è importante comunicare in modo chiaro”. Ecco perché nasce la sitcom 3.0. Un modo fresco e originale per affrontare temi complessi con il sorriso e l’ironia.

Leggi: Liberetà, 01/03/2021


mercoledì 24 febbraio 2021
Anziani, disabili, scuola: a Firenze scattano i buoni su taxi e Ncc

Per l’iniziativa, rivolta alle categorie fragili, al personale sanitario, scolastico e agli studenti il comune stanzia 764 mila euro. Voucher da 100 euro a beneficiario
Dopo averli annunciati, a Firenze arrivano i voucher su taxi e ncc, buoni sconto rivolti alle categorie fragili, al personale sanitario, scolastico e agli studenti. Per l’iniziativa, approvata in giunta dopo il lavoro congiunto dell’assessore al Bilancio e alle Attività economiche, Federico Gianassi, e dell’assessore al Welfare, Sara Funaro, il Comune stanzia 764.000 euro, risorse arrivate dal governo.
Con l’emergenza Covid in corso, l’obiettivo dell’operazione è quello di promuovere e sostenere spostamenti in sicurezza su taxi e mezzi a noleggio con conducente, con buoni validi fino al 30 giugno. Entro marzo, quindi, sarà pubblicato nella rete civica un link a cui gli interessati e gli aventi diritto potranno candidarsi per i voucher (con autocertificazione online). E coloro che ne potranno beneficiare saranno avvertiti così da poter ritirare il carnet (con Palazzo Vecchio che controllerà successivamente, anche a campione).

Leggi: Redattore Sociale, 24/02/2021


martedì 23 febbraio 2021
Rinnovata l’intesa tra Asl Viterbo e Auser Tuscia per il benessere di anziani affetti da demenze

Grazie alla sinergia, consolidata ormai da anni, in data 17 febbraio 2021, la Asl di Viterbo (nella persona del Direttore Generale Daniela Donetti) e l’Auser Tuscia (nella persona della presidente Giovanna Cavarocchi) hanno firmato un protocollo di collaborazione il cui fine è la promozione del miglioramento del benessere e delle condizioni di vita delle persone affette da demenza e dei loro care givers.
L’accordo del protocollo, di durata triennale rinnovabile, prevede
• che Auser Tuscia si impegni a organizzare e svolgere incontri settimanali coordinati da una terapista occupazionale che, fino al perdurare dell’emergenza Covid-19, si svolgeranno a distanza e le famiglie dei malati potranno essere sostenute dai volontari nella gestione degli incontri e nell’uso dei dispositivi.
• che la ASL che si impegni a promuovere l’informazione anche attraverso i Medici di Medicina Generale e a fornire (laddove possibile) spazi al fine di costruire una rete sociale che abbia il duplice scopo di alleggerire il peso gravante sul care giver e offrire personale qualificato al malato bisognoso di assistenza.

Leggi: Tuscia Up, 23/02/2021


IN AGENDA:

Giovedì 4 marzo alle ore 17.30, sulla pagina Facebook Cgil La Spezia, si terrà il webinar “Energia, ambiente, lavoro. La transizione energetica come opportunità”.

E’ il terzo appuntamento del progetto “Un nuovo modello di sviluppo inclusivo e sostenibile”, un percorso di studio, analisi ed elaborazione progettuale realizzato dalla Cgil spezzina in collaborazione con Fondazione di Vittorio, Auser, Federconsumatori e Sunia.
“Tratteremo il tema della dismissione della centrale a carbone spezzina e degli investimenti che riteniamo opportuno attivare nel settore delle rinnovabili, per il futuro ambientale e occupazionale della nostra città”, dice Lara Ghiglione, segretario generale della Cgil spezzina. “Crediamo, come negli altri webinar, di avere messo assieme personalità di primo piano del settore energetico, dell’ambiente, dell’industria e delle istituzioni, per offrire un ambito di discussione articolato e di alto profilo”.
Il webinar Energia, ambiente e lavoro avrà come ospiti: Giorgio Graditi, direttore dipartimento tecnologie energetiche e fonti rinnovabili Enea; Maria Grazia Midulla, Responsabile clima ed energia Wwf; Paolo Bertetti, responsabile area ricerca e sviluppo San Lorenzo; Francesco Del Pizzo, Terna, responsabile strategie di sviluppo rete e dispacciamento; Francesco Pilo, head of power strategy & regulation per Saras SpA; Marilisa Partipilo, responsabile affari istituzionali area nord di Enel; Andrea Benveduti, assessore sviluppo economico, industria, ricerca ed innovazione tecnologica, energia, Regione Liguria.

Leggi: Msn


Comune di Ginosa – 5 Marzo 2021 ore 11.00 – “Contesto dell’abitare ed Alzheimer – Come migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e caregiver’’


E’ il titolo del webinar organizzato dall’Ambito Territoriale TA/1
L’evento sarà trasmesso in diretta sulla pagina facebook “Comune di Ginosa” ed è aperto al pubblico, che potrà intervenire previa prenotazione inviando una mail all’indirizzo staff@comune.ginosa.ta.it entro le ore 12,00 del 4 marzo

Leggi: Comune di Ginosa


8.3.2021 – Il futuro delle Rsa in Lombardia – Convegno

Organizzazione: Cooperativa La Meridiana
Luogo: Convegno online
Per saperne di più:
https://cooplameridiana.it/il-futur …
Presentazione della ricerca promossa dalla Cooperativa La Meridiana in collaborazione con L’Università Cattolica di Milano e alcune Rsa del territorio

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Italia Longeva – Virtual workshop – 10 marzo 2021, ore 16.00 – 18.30

La misurazione dell’aderenza nella governance della Long-Term Care: key player a confronto
Gli anziani fragili e multimorbidi sono in continuo aumento. Nell’ottica di realizzare una presa in carico di questi pazienti che sia efficiente, efficace ma anche sostenibile, Italia Longeva, nell’ambito del percorso di approfondimento sulla Long-Term Care, ha voluto affrontare e approfondire il tema della gestione dell’aderenza terapeutica, la cui urgenza viene peraltro oggi fortemente amplificata dalla pandemia.
Al fine di avanzare una possibile soluzione concreta, Italia Longeva ha elaborato un indicatore sintetico, facilmente implementabile nella popolazione italiana, che possa costituire la base per una strategia standardizzata di misurazione dell’aderenza alle terapie a livello regionale. Tutto questo, partendo dall’assunto che solo misurando l’aderenza è ipotizzabile ricomprenderla nell’ambito del Nuovo Sistema di Garanzia e quindi inserirne la promozione fra le priorità̀ regionali e farne un obiettivo strategico di sanità pubblica.

Leggi: Italia Longeva


IN EVIDENZA:

Lettera a aperta a Mario Draghi. “Perché la UE continua ad opporsi alla liberalizzazione delle licenze per il vaccino Covid?”

Pubblicata oggi sul quotidiano Avvenire, la lettera sottolinea come la proposta avanzata in sede di Organizzazione mondiale del commercio da Sudafrica e India sia perfettamente legale ai sensi della Convenzione di Marrakesh e gode di un crescente consenso, man mano che si avvicina il termine per la decisione finale al Consiglio generale, il 1 e 2 marzo
Gentile presidente Mario Draghi,
esattamente un anno fa, a Codogno, la dottoressa Anna Malora decideva di assumersi la responsabilità di forzare i protocolli medici e fare il test diagnostico a Mattia Maestri, intercettando così per la prima volta la presenza del virus Sars-CoV-2 in Italia.
Di lì a poche settimane, la Lombardia sarebbe divenuta una delle aree clinicamente più colpite nella storia di Covid-19, e il nostro Paese l’epicentro del virus a livello mondiale.
In tempi di pandemia occorre sempre sforzarsi di prevedere cosa possa succedere in futuro in rapporto con il peggior scenario possibile. Solo in questo modo è realistico avere un minimo di preparazione per affrontare i problemi.
In Europa stiamo sperimentando i ritardi che non ci permettono di effettuare con tempestività l’utilizzo dei vaccini per realizzare l’immunità di popolazione perché non abbiamo produzioni autonome e dipendiamo da sorgenti estere che hanno interessi nazionalistici ed economici che non possiamo controllare.
Una condizione che molte popolazioni del Sud del mondo conoscono fin troppo bene. Ci troviamo evidentemente di fronte a una congiuntura senza precedenti.

Leggi: Quotidiano Sanità


Studiare la Fragilità degli anziani

La fragilità è un concetto complesso ma non sfuggente. Studiarne a fondo le dimensioni costitutive, attraverso metodi rigorosi, può consentire di individuare e isolare i fattori di rischio modificabili su cui intervenire precocemente. Di Antonio Guaita, Annalisa Davin (Fondazione Golgi Cenci, Abbiategrasso, MI)
La dea Eos, sorella del sole e della luna, conosciuta anche come Aurora, si innamorò di un mortale, Titono. Gli dei contrastarono questa unione, ma poi l’amore vinse ed Eos poté celebrare le nozze con Titono. Come regalo di nozze Eos chiese per lui l’immortalità e gli dei gliela concessero. Ma poi il tempo passò e mentre la dea Eos rimaneva giovane e bella, Titono invecchiò sempre di più, perse forza e bellezza diventando sempre più fragile.
La dea, infatti, aveva chiesto l’immortalità ma si era dimenticata di chiedere anche l’eterna giovinezza. Così la vecchiaia indebolì talmente tutte le funzioni di Titono, che questi desiderava solo morire. Allora la Dea lo trasformò in un insetto, una cicala, l’insetto dalla pelle secca che non può smettere di vibrare all’alba il suo lamento disperato.
La fragilità nell’età anziana
Vecchiaia e fragilità sono da sempre associati. La parola fragilità indica una condizione di debolezza, infatti deriva dall’espressione latina “frangere”, che significa rompere o rompersi. Ma il contenuto della parola “fragilità” può essere molto ampio, determinato da molti aspetti storici e culturali, per cui, per poter studiare o almeno descrivere la fragilità occorre una definizione che, come tutte le misure, non può non essere sia convenzionale che reale.

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Oltre i brevetti per sconfiggere il Covid

Siamo in una situazione di sostanziale monopolio. “Big pharma investe solo in ciò che le conviene, è necessario un intervento pubblico”, spiega l’economista Ugo Pagano: “Se un’azienda detentrice si rifiutasse di condividere le licenze, potrebbe essere perseguita per abuso di posizione dominante”
“Serve una produzione straordinaria per rispondere alla domanda mondiale di vaccini. Perché la pandemia cambia le regole, e se un’azienda detentrice del brevetto si rifiutasse, potrebbe addirittura essere perseguita per abuso di posizione dominante”. È l’opinione espressa recentemente sulla produzione di sieri anti-covid da due economisti italiani: Antonio Nicita e Ugo Pagano.
“Di fronte a una carenza di vaccini a livello globale, c’è da chiedersi quali siano le cause – dice a Collettiva Pagano, docente di politica economica all’Università di Siena, dove è anche direttore del dottorato in economia e presidente della Santa Chiara Graduate School -. Oltre alle cause più scontate, come il tempo minimo necessario alla produzione, ci sono infatti anche motivi legati al sistema produttivo e alle istituzioni. Innanzitutto c’è un problema di segretezza nell’elaborazione del farmaco, che oggi ci mette in una situazione di sostanziale monopolio brevettuale, rafforzato dalla regolamentazione vigente. Questo implica che chi prima arriva alla formulazione e ai test positivi sul siero, in qualche modo blocca tutti gli altri.
Un’azienda che volesse mettere a disposizione pezzi di filiera per collaborare alla produzione di vaccini e anticorpi monoclonali cosa dovrebbe fare?
Oggi le aziende che hanno dei brevetti stanno guadagnando moltissimo, anche grazie ai fondi pubblici che sono stati erogati per per produrli. Facendo sperimentazione per primi, hanno però bloccato lo sviluppo dei prodotti degli altri. E ora godono, in Europa e negli Stati Uniti, di una situazione di sostanziale monopolio.

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Le competenze etiche nel lavoro di cura

Le professioni d’aiuto nell’azione di presa in carico si trovano sovente di fronte al decadimento psicofisico, alla sofferenza fisica, psichica, alla terminalità, a scelte che chiamano in causa valori e principi che assumono una particolare declinazione nel contesto delle cure palliative. Il tema è affrontato in questo articolo tratto dal volume “Accompagnare alle frontiere della vita – Lavoro di cura, cure palliative, Death Education” di Ugo Albano e Nicola Martinelli.
Gli atteggiamenti professionali
A partire dai valori e dai principi, e in particolare, dal concetto che l’uomo è un valore in quanto dotato di infinite potenzialità, capace di libertà, autonomia, in grado di compiere delle scelte consapevoli e creative, di prendersi cura degli altri, di assumere responsabilità, in grado di dominare le leggi della natura, si sviluppano gli atteggiamenti professionali (Dizionario di servizio sociale, 2007). Si definisce atteggiamento professionale quel durevole sistema di valutazioni, di sentimenti e di emozioni e di tendenze all’azione nei confronti di oggetti sociali (Dal Pra Ponticelli, 1987). Gli atteggiamenti professionali sono quindi l’insieme dei “comportamenti ideali” che le professioni d’aiuto dovrebbero assumere nella relazione con l’utente.

Leggi: I Luoghi della Cura


Ai caregiver meno mance e più servizi

Il travagliato iter del Fondo Nazionale per i caregiver
Tira brutti scherzi il cosiddetto “universalismo selettivo” se diventa molto selettivo, al punto da toccare una discutibile arbitrarietà. È il caso del Fondo nazionale per i caregiver.
Chi sono i caregiver familiari? Sono coloro che si prendono cura, aiutano, assistono un parente fragile: un anziano non autosufficiente, una persona con disabilità, un malato cronico, un soggetto con problemi di dipendenza. Secondo Istat in Italia i caregiver familiari sono oltre sette milioni, in maggioranza donne comprese tra i 45 e i 64 anni d’età, con un livello di impegno evidentemente molto diverso: per questo si parla della figura di “caregiver primario”, ossia di chi si occupa quasi quotidianamente del familiare. In questo caso il numero di persone interessate si dimezza.
Ebbene, la legge di bilancio del 2018 ha istituito un Fondo a favore di questa figura con 20 milioni annui per quello e i successivi due anni. Questi fondi, in mancanza di una norma che ne regolasse l’uso, sono rimasti in questi anni in un cassetto.
Intanto alcune Regioni si sono dotate di una legge sui caregiver che ne riconosce presenza e funzioni: Emilia-Romagna, che ha fatto da apripista, Campania e Abruzzo, mentre, come di seguito descritto, in Lombardia è stata promossa, con successo, una campagna di raccolta firme volta alla presentazione di una Legge di iniziativa popolare.

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Per essere efficace il Recovery plan deve ripartire dalle nostre città

Uno dei problemi che pareva avere il Recovery plan italiano nella versione Conte II era la mancanza di un’anima, di una visione prospettica nuova. Dopo l’indiscutibile successo del premier nel trattare a Bruxelles e ottenere l’imponente cifra, sembra che non ci sia stata la capacità o il coraggio di andare oltre i progetti già nei cassetti dei ministeri. Nessuno sentiva tale collage come proprio e nessuno lo ha difeso. Proviamo dunque a proporre al governo Draghi un angolo di visuale nuovo, un punto di partenza certamente non omnicomprensivo ma diverso dalla solita lista della spesa.
Il tema è: convivere nella città. Un tema trasversale Dal 2009 la popolazione urbana mondiale è superiore a quella rurale: la città è il luogo dove tutto si concentra e tutto avviene, il luogo di ogni sfida. Le nostre città sono molto cambiate: policentriche o senza centro, grandi periferie, enormi zone suburbane, mangiano l’entroterra senza arricchirlo. In Italia il tema della città e dell’urbanizzazione si connette con quello delle periferie e delle zone interne abbandonate, dei borghi e delle pedemontane, dello spopolamento e dell’inverno demografico. Proporre tale tema è
trasversale: si collega anche a sanità territoriale, welfare, domiciliarità, digitalizzazione, scuola/educazione/ricerca, movimento/trasporti, pmi e distretti, turismo ecc. In altre parole si può partire dall’habitat cittadino per parlare di tutto. Olivier Mongin, studioso dei fenomeni sociali e urbani, parla della città contemporanea come «città dei flussi»: flussi che travolgono i luoghi stessi e li cambiano. Se la globalizzazione è una rete in continuo movimento, le città sono i nodi, le intersezioni per cui transita.

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SEGNALAZIONI:

Maggiorazione ANF per familiari inabili a carico

In considerazione delle richieste di chiarimenti pervenute, l’Inps fornisce precisazioni in merito all’accertamento e alla revisione dell’inabilità, ai fini del riconoscimento della maggiorazione dell’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), in favore delle persone inabili a carico del richiedente la prestazione.
Con il messaggio n. 754 del 22 febbraio, l’Inps sottolinea che la domanda di riconoscimento della maggiorazione degli importi ANF, in favore del lavoratore richiedente, con a carico un familiare inabile al lavoro (se maggiorenne), per il quale è in corso l’iter di accertamento sanitario, in presenza degli altri requisiti normativamente previsti, sarà accolta provvisoriamente in attesa della conclusione dell’iter sanitario di revisione.
Qualora l’esito della procedura confermi l’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a un proficuo lavoro ovvero, se minorenne, che abbia difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età, in presenza degli altri requisiti normativamente previsti, la domanda sarà accolta con decorrenza dalla data di presentazione della relativa istanza. Viceversa, se dalla revisione non risulti confermato lo stato di inabilità del familiare a carico, l’Inps procederà alla reiezione della domanda di autorizzazione ANF per la maggiorazione dei livelli dalla data dell’accertamento sanitario.
Il chiarimento si è reso necessario per il dilatarsi dei tempi di attesa derivanti dalla sospensione delle visite per l’accertamento sanitario degli stati di invalidità e disabilità, determinata dall’emergenza COVID-19. Nello stesso messaggio, l’Inps invita le proprie strutture territoriali a riesaminare, alla luce di tali chiarimenti, i provvedimenti già adottati e le istanze già pervenute e non ancora definite, annunciando la pubblicazione di un successivo messaggio operativo.
Scopri di più guardando il video

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

 

 

La Rete “Per un nuovo welfare” a Draghi: 10 punti per costruire un welfare di comunità e per i giovani

Leggi: Auser


Tutto quello che c’è da sapere sui vaccini, in pillole

Come funzionano i vaccini anti-covid? Sono sicuri ed efficaci rispetto alle nuove varianti del coronavirus?Sono le domande che ci poniamo quotidianamente. Risponde in pillole Michele Conversano, esperto di sanità pubblica e presidente dell’Alleanza per l’invecchiamento attivo HappyAgeing.
Nella prima pillola video realizzata dallo Spi Cgil, a cui faranno seguito altre puntate, il dottor Michele Conversano parla dei meccanismi di funzionamento dei vaccini attualmente approvati e di quelli in via di approvazione e dei loro livelli di efficacia.
«Il funzionamento dei vaccini Pfizer-BionTech e Moderna – spiega Conversano – è molto simile ed è basato sull’uso innovativo dell’Rna messaggero (mRna). Si tratta di una molecola che, una volta iniettata nel nostro organismo, “insegna” alle cellule a formare e riconoscere la proteina Spike, presente sulla superficie del coronavirus. In questo modo il nostro sistema immunitario è in grado di identificare la presenza del virus come estranea e di produrre anticorpi in grado di distruggerlo».

Leggi: Liberetà


NEWS:

lunedì 22 febbraio 2021
Il record: i pensionati italiani i più tassati in Europa

I pensionati italiani sono tra i più tassati in Europa: 30 per cento in più degli altri Paesi. Su un assegno da 1.500 euro da noi si pagano 600 euro di tasse, in Germania 60. Nella generalità dei Paesi europei i redditi da pensione vengono colpiti con aliquote progressive e viene riconosciuta una detrazione d’imposta in cifra fissa o variabile. Nel complesso i redditi da lavoro dipendente, pensione e lavoro autonomo rappresentano l’87,95% dei redditi Irpef. L’Irpef continua a gravare principalmente sui redditi da lavoro dipendente e da pensione: in 15 anni il contributo di tali redditi sul totale è cresciuto di oltre 4 punti percentuali passando dal 79,66 del 2003 all’83,75% del 2018, mentre per contro è calato l’apporto dei redditi da patrimonio (immobiliare e mobiliare) e d’impresa.
L’ultimo rapporto dell’associazione Lef, Legalità ed equità, mette a confronto anche l’andamento dell’imposta versata in rapporto al reddito per i diversi soggetti. Dall’analisi emerge che per i redditi da lavoro e pensione l’imposta registra un incremento percentuale maggiore della crescita del reddito.

Leggi: Collettiva, 22/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Video scheda – Il sistema previdenziale italiano attraverso i numeri: i pensionati, il valore medio delle pensioni, il rapporto tra uomini e donne che continua a essere squilibrato. L’importanza di una pensione di garanzia per i giovani che oggi svolgono lavori discontinui e precari

Apri: Collettiva, 22/02/2021


sabato 20 febbraio 2021
Blocco degli sfratti confermato. Apprezzamento di SUNIA, SICET, UNIAT e Unione Inquilini

Nessuna modifica sugli sfratti sul decreto Milleproroghe, ora però chiediamo contributi per i proprietari e politiche abitative strutturali.
Siamo soddisfatti di come il Governo abbia con responsabilità reagito alla nostra mobilitazione unitaria, risulta infatti impossibile in piena pandemia procedere con le esecuzioni degli sfratti.
Abbiamo perso troppo tempo, per questo chiediamo di procedere con i dovuti ristori ai proprietari e di strutturare da subito, anche attraverso le risorse del recovery plan, politiche abitative per aumentare la disponibilità di alloggi pubblici.
Siamo riusciti a sventare il pericolo di annullare un provvedimento giusto e indispensabile in una situazione di difficoltà economica sanitaria e sociale, per questo ora attendiamo l’o.d.g. annunciato dal Ministro Federico D’Inca per il quale manifestiamo la nostra piena disponibilità a lavorare da subito per trovare delle misure adeguate, politiche del governo sugli sfratti nel garantire l’interesse reciproco delle parti.

Leggi: Sunia, 20/02/2021


venerdì 19 febbraio 2021
“La casa come luogo di cura”: il racconto (e le richieste) di chi la vive ogni giorno

Nel suo discorso al Senato, il neo premier ha fatto riferimento, tra l’altro, al ruolo dell’assistenza domiciliare integrata nella riforma sanitaria, durante la pandemia e non solo. Un’esperienza vissuta, spesso con grandi difficoltà, dalle persone gravemente disabili. “La casa può diventare prigione, se l’assistente non è adeguato o cambia ogni giorno”
“È questa la strada per rendere realmente esigibili i Livelli essenziali di assistenza e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative. La ‘casa come principale luogo di cura’ è oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata”: è questo uno dei passaggi fondamentali della riforma sanitaria illustrata ieri dal nuovo premier Draghi nel suo discorso al Senato. Il riferimento era innanzitutto, ma non esclusivamente, all’emergenza pandemica, che ha svelato l’insufficienza del sistema ospedaliero nell’accogliere e farsi carico di tanti pazienti. Ma quel trinomio, “assistenza domiciliare integrata”, in breve Adi, è già realtà per chi ha in casa una patologia cronica, una disabilità grave, in altre parole una non autosufficienza. Un’esperienza tutt’altro che facile, un servizio tutt’altro che funzionante, una risorsa oggi tutt’altro che capace di sostenere efficacemente le persone che in quella casa vivono e “curano”,

Leggi: Redattore Sociale, 19/02/2021


DALLE REGIONI:

martedì 23 febbraio 2021
Calabria, finalmente il piano sociale: che ruolo avrà il terzo settore?

Dopo anni di vuoto la regione si allinea al resto d’Italia approvando uno strumento fondamentale per il welfare locale. Nell’intervista al portavoce del Forum provinciale di Crotone tutti i retroscena e le sfide che il non profit insieme ai Csv dovranno affrontare in vista dell’attuazione
La regione Calabria, con più di 20 anni di ritardo rispetto al resto d’Italia, ha emanato il suo Piano sociale con il recente intervento dell’assessore al ramo Gallo. Si tratta di uno strumento a dir poco fondamentale per il sistema del welfare regionale, eppure ancora oggi mancano conferme definitive rispetto alla sua piena operatività.
Il Csv Calabria Centro (nato di recente dalla fusione dei Csv di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia), nei giorni scorsi era intervenuto proprio su questa mancata operatività, raccomandando una “piena attuazione dei contenuti del documento programmatico regionale che riconosce il ruolo del terzo settore”.

Leggi: Redattore Sociale, 23/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Welfare di comunità, giovani, cittadinanza: i 10 punti del manifesto della società civile

Proposte concrete per il Piano nazionale di ripresa e resilienza e nella transizione ecologica: il contributo della Rete “Per un Nuovo Welfare”. “La società civile sia ascoltata e non relegata alla semplice funzione di manodopera delle istanze sociali del Paese”
Dieci punti, che raccolgono una serie di proposte concrete da inserire nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e nella transizione ecologica, su welfare di prossimità, politiche giovanili e diritti di cittadinanza. E’ il Manifesto di “Per un Nuovo Welfare” , contributo, sottoposto con una lettera aperta al Presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri Andrea Orlando, Roberto Speranza, Marta Cartabia, Patrizio Bianchi, Mara Carfagna, alle Commissioni Affari Sociali e Affari Costituzionali di Camera e Senato, dalla Rete “Per un nuovo Welfare”, che raccoglie le oltre cento associazioni e enti che hanno sottoscritto il 17 aprile 2020 l’Appello della Società Civile per la Ricostruzione di un Welfare a misura di tutte le persone e dei territori.

Leggi: Redattore Sociale, 22/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Casa, Comune di Roma: Si facilitano le disdette ai sindacati per gli inquilini ERP ma nessuna risposta ai cittadini in disagio ed emergenza abitativa

Dichiarazioni dei segretari di Sunia, Sicet, Uniat aps, Unione Inquilini, Feder.casa e Sai Cisal di Roma
Una agonizzante amministrazione comunale gioca la più banale carta elettorale sferrando un attacco contro i sindacati degli inquilini, più attraverso le dichiarazioni di Federica Angeli che non attraverso il finto provvedimento della assessora alle politiche abitative Vivarelli, per la revoca delle deleghe sindacali degli inquilini delle case popolari.
Il provvedimento dell’assessora è finto nei suoi presupposti, le deleghe ai sindacati sono ovviamente volontarie, sottoscritte esclusivamente da chi sceglie autonomamente di farsi rappresentare, da sempre possono essere disdettate in qualunque momento e soprattutto consentite soltanto a chi in possesso di regolare assegnazione e non a chi ha occupato abusivamente un alloggio popolare, pertanto ben venga anche una facilitazione da parte del Comune sulle modalità con cui i cittadini (in questo caso gli inquilini delle case popolari) possano comunicare con loro.

Leggi: Sunia, 22/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Casa, dalla Regione Lombardia 9 milioni per il recupero di alloggi

Ammontano a oltre 9 milioni le risorse messe in campo da Regione Lombardia e dal ministero per le Infrastrutture per il recupero e la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente. È quanto prevede la delibera approvata dalla giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Alessandro Mattinzoli.
Le risorse sono destinate a realizzare lavori di rapida ristrutturazione degli alloggi sfitti. Le opere dovranno essere realizzate entro 60 giorni e potranno beneficiare di un finanziamento regionale fino a un massimo di 15.000 euro ad alloggio. I fondi porteranno alla ristrutturazione di almeno 641 alloggi.
“Nell’ottica della collaborazione istituzionale- spiega l’assessore- riteniamo opportuno ora piu’ che mai individuare quelle realtà che necessitano di recuperare il patrimonio abitativo. Il valore sociale che questo rappresenta è per Regione Lombardia da sempre un obiettivo da perseguire”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/02/2021


lunedì 22 febbraio 2021
Chiusa in casa senza aiuto né per i rifiuti né per le cure

Carla Baffigi (Auser) è risultata positiva a bassa carica all’inizio di febbraio: «Già con gravi problemi di cuore, ho chi mi dà una mano, tanti anziani no»
«Chiusa in casa senza aiuto né per i rifiuti né per le cure». Carla Baffigi presidente Auser Verde Argento risultata positiva a bassa carica virale Covid ad inizio febbraio più che preoccupata è arrabbiata: «Già con gravissimi problemi di cuore lasciata sola. Ma ho chi mi è vicino, tanti anziani no». Proprio per cercare di non lasciare solo nessuno, nonostante le restrizioni legate alla pandemia, l’Auser ha continuato ad assicurare assistenza telefonica; appena possibile è stato riaperto l’ufficio di via XX Aprile. «In sicurezza, proprio per garantire i servizi – racconta Carla Baffigi -. In sede il 6 febbraio un volontario non si sentiva bene: la stessa mattina ha fatto il tampone risultando positivo. L’operatore sanitario, tracciando oltre i familiari i contatti più prossimi, ha provveduto a fare il test a chi si trovava in sede oltre a me, a Bono Banchi presidente dell’Auser comprensoriale. Lui negativo e io positiva a bassa carica – aggiunge la presidente Auser – a quanto mi hanno spiegato il virus c’è, ma debole cioè non infettivo se non in rari casi: certo dalla mia mamma di 83 anni non posso andare. Il 15 febbraio ho ripetuto il tampone sempre alla postazione del porto di Piombino.

Leggi: Il Tirreno, 22/02/2021


sabato 20 febbraio 2021
Contrasto alla povertà, a Roma il nuovo servizio di “spesa a domicilio” per le nuove povertà

Il dipartimento Politiche sociali di Roma Capitale ha destinato 750 mila euro per sostenere persone in condizione di fragilità, suddividendo la Città in cinque lotti. Affidato tramite bando il servizio di acquisto e consegna di generi di prima necessità. Coop Ael: “La risposta è nella collaborazione con le reti locali di prossimità”
Spesa “solidale” per le famiglie romane in difficoltà economica e sociale: sta per partire il servizio di “acquisto e consegna a domicilio di generi di prima necessità a persone in condizioni di disagio economico in seguito all’insorgere di nuove povertà”, dettate dalla pandemia e dalla forte emergenza sociale ed economica ad essa collegata. Un servizio a cui il dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale ha destinato 750 mila euro e che coprirà i cinque lotti (tre municipi per ogni lotto) in cui la città è stata appositamente suddivisa.

Leggi: Redattore Sociale, 20/02/2021


venerdì 19 febbraio 2021
Caregiver, a Bologna un milione di euro per supporto, consulenza e orientamento

Orientamento e formazione, ma anche interventi di sollievo in caso di necessità, malattia, quarantena o ferie, supporto psicologico e consulenza relazionale: il Comune di Bologna, in collaborazione con le sigle sindacali, avvia un progetto a sostegno dei caregiver familiari
Il caregiver familiare, secondo la definizione della legge della Regione Emilia-Romagna, è “la persona che volontariamente, in modo gratuito e responsabile, si prende cura di una persona cara consenziente, in condizioni di non autosufficienza”. Un ruolo spesso gravoso, ma molto poco riconosciuto dalle istituzioni: i caregiver, durante la pandemia, sono stati tra coloro che hanno pagato un prezzo più alto. Senza supporti né sostegni – umani e/o economici – sono tante le situazioni sfociate in burn out. Ed è per questo che il Comune di Bologna ha deciso di stanziare un milione di euro: orientamento, formazione, interventi di volontari in caso di assenza, supporto psicologico sono alcune delle misure previste. Pratiche e obiettivi sono condivisi con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.

Leggi: Redattore Sociale, 19/02/2021


giovedì 18 febbraio 2021
Casa, in Toscana un tavolo tra sindacati, Regione e prefettura

L’assessora Spinelli: “Siamo pienamente consapevoli che si è aperta una stagione delicatissima sul fronte del disagio abitativo, ma siamo pronti a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per affrontarla”
“Siamo pienamente consapevoli che si è aperta una stagione delicatissima sul fronte del disagio abitativo, ma siamo pronti a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per affrontarla, a partire dal varo di una task force che coinvolga istituzioni e sindacati e che ci permetta di coordinare tutti gli strumenti a disposizione”. Si apre così una dichiarazione dell’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli. L’assessora interviene in relazione a un comunicato congiunto di Cgil, Cisl, Uil e dei sindacati degli inquilini, nel quale si esprime una forte preoccupazione per l’emergenza economica e sociale in atto e si chiede alla Regione di varare un tavolo sul tema casa, in particolare per fronteggiare la questione sfratti, a partire dal 1 luglio quando scadrà, verosimilmente la proroga attualmente all’esame del Parlamento.

Leggi: Redattore Sociale, 18/02/2021


martedì 16 febbraio 2021
Dal comune di Ferrara “buoni taxi” per le persone fragili

L’obiettivo è duplice: permettere alle persone fragili di viaggiare in sicurezza e sostenere il mondo dei taxisti. Il sindaco Alan Fabbri commenta la delibera presentata oggi alla Giunta dall’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti
A Ferrara arrivano i ‘Buoni taxi’, con il duplice obiettivo di “permettere alle persone fragili di viaggiare in sicurezza e di sostenere il mondo dei taxisti, tra i piu’ danneggiati dalle misure restrittive messe in atto, in questi mesi, contro il Covid 19”. Cosi’ il sindaco Alan Fabbri commenta la delibera presentata oggi alla Giunta dall’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti. Per il primo cittadino, i ‘Buoni taxi’ rappresentano “un aiuto importante che va su un doppio binario”. Da un lato, spiega, “sosteniamo, con un contributo economico fino a 300 euro, i cittadini che hanno esigenza di spostarsi per motivi sanitari, permettendo loro di utilizzare un mezzo alternativo ai mezzi pubblici”. In quest’ottica, “abbiamo scelto di distribuire buoni cartacei per andare incontro alle esigenze degli anziani che hanno meno dimestichezza con la tecnologia”. Dall’altro lato, inoltre, “con questa misura lavoriamo per dare un aiuto alla categoria dei taxisti, fortemente penalizzata fin dall’inizio della pandemia e che va tutelata il piu’ possibile”. Lo scorso marzo, ricorda Fabbri, “siamo riusciti ad assegnare 500 euro a fondo perduto attraverso il bando a supporto delle categorie colpite dal lockdown, ora li coinvolgiamo in una rete di azioni positive e di prevenzione, destinando alla loro categoria oltre 234.000 euro”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/02/2021


IN AGENDA:

Campania. Abitare il futuro rigenerando il presente – Dalla qualità dell’abitare al superbonus 110%

Webinar del 24 febbraio 2021. Inizio ore 15 con collegamento aperto a tutti su pagina FB CGIL Campania

Leggi: Sunia


8.3.2021 – Il futuro delle Rsa in Lombardia – Convegno

Organizzazione: Cooperativa La Meridiana
Luogo: Convegno online
Per saperne di più:
https://cooplameridiana.it/il-futur …
Presentazione della ricerca promossa dalla Cooperativa La Meridiana in collaborazione con L’Università Cattolica di Milano e alcune Rsa del territorio

Leggi: Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Infermiere di comunità: case manager o community manager?

A partire dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale possono reclutare 9.600 infermieri di famiglia e comunità, con uno stanziamento di 25 milioni di euro. Una funzione di regia di cui si sente terribilmente necessità, al di là del fatto che sia svolta da un infermiere o da un’altra figura professionale. Costa: «Dobbiamo rendere questa funzione di regia un diritto, oggi non lo è. »
Il Patto per la Salute 2019/21 ha previsto che accanto ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, agli specialisti ambulatoriali e ai farmacisti sui territori arrivi «l’assistenza infermieristica di famiglia e comunità, per garantire la completa presa in carico integrata delle persone». In piena pandemia il Decreto Rilancio (legge 77/2020) ha dato il via libera alle assunzioni: a decorrere dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale possono procedere al reclutamento di 9.600 infermieri di famiglia e comunità, «in numero non superiore ad 8 unità ogni 50.000 abitanti», ossia uno ogni 6.250 abitanti. Molti e immediati i distiguo: non si tratta di un professionista prestazionale, non è da confondere con l’infermiere delle cure domiciliari, non interviene a seguito di una prescrizione medica… L’infermiere di famiglia e di comunità vuole invece essere una figura innovativa, nella direzione del welfare generativo di comunità. Un’utopia, visto che gli infermieri già mancano di loro? Se no, a quali condizioni? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Costa, professore di Igiene presso l’Università di Torino, esperto di disuguaglianze di salute e di valutazione di impatto delle politiche sanitarie e non sanitarie sulla salute, coordinatore del Master in infermieristica di famiglia e di comunità dell’Università di Torino.

Leggi: Vita


Il social work con le persone non autosufficienti: riflessioni a partire da una ricerca in Lombardia

L’assistente sociale svolge una funzione di intermediazione socio-assistenziale: si occupa di individuare le prestazioni necessarie, di aiutare le persone a decidere cosa fare, di organizzare concretamente il tutto. La sua posizione è quella di chi si trova a lavorare non solo tra i cittadini e il proprio Ente, ma anche tra i cittadini e altri enti, servizi, organizzazioni e, spesso, tra i cittadini e le comunità locali.
di Francesca Corradini, Giulia Avancini, Maria Luisa Raineri (Centro di Ricerca Relational Social Work, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)
Prevenzione dei maltrattamenti e promozione della bientraitance ai tempi del Covid
Secondo uno degli ultimi studi disponibili (Facchini, 2010), circa un quarto degli assistenti sociali italiani si occupa di persone anziane, e il 6% si occupa di disabilità: l’area della non autosufficienza impiega quindi circa un terzo del totale degli assistenti sociali. Questa figura professionale rappresenta un nodo centrale nel multiforme sistema di welfare italiano (Burgalassi, 2012), collocandosi al crocevia tra la domanda di interventi e prestazioni proveniente dai cittadini e l’offerta assistenziale degli Enti e dei Servizi.
La presenza del servizio sociale professionale è prevista dalla Legge 328/2000 tra i livelli essenziali dell’assistenza, proprio perché questi professionisti sono chiamati a decodificare le differenti situazioni e a far pervenire ai singoli individui o nuclei familiari, nella maniera più flessibile e personalizzata possibile, le molteplici provvidenze previste dal sistema assistenziale. Per far questo è necessario l’esercizio di una elevata discrezionalità professionale, pur da esercitarsi all’interno delle previsioni normative e dei regolamenti istituzionali (Raineri e Corradini, 2019).

Leggi: I Luoghi della Cura


Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi: i materiali del seminario del 17 febbraio 2021

Si è tenuto online il 17 febbraio il seminario “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti”, organizzato con IRS, Lega Coop Lazio, CSV Lazio e con la partecipazione dell’Assessorato alle Politiche sociali, welfare ed enti locali della Regione Lazio. Durante l’incontro, al quale hanno partecipato oltre mille persone, sono stati presentati i nuovi strumenti di collaborazione tra ente pubblico e terzo settore, e alcune esperienze significative. Qui il programma dell’incontro e il video della mattinata.
Di seguito le slide presentate dai relatori:
I rapporti tra P.A. e ETS sono plurimi e di partnerships, Alceste Santuari
Collaborare si può. Come farlo in modo autentico, Gianfranco Marocchi
Housing sociale Leoncavallo, Francesca Di Pietro
Un’esperienza di coprogettazione: interventi integrati per cittadini di paese terzi, Mascia Marchetti
Co-progettazione e co-costruzione di 5 gruppi appartamento «Dopo di Noi», Paola De Riù
Fare sistema: è utile e fa star bene!, Anna Abburrà

Leggi: Welforum


Idee chiare, fermezza e determinazione, per cambiare i servizi sociosanitari

«Occorre condividere un nuovo approccio che riporti tutte le espressioni del nostro welfare, e soprattutto di un welfare territoriale “non più zoppo”, ad una dimensione di sostegno integrato al bene-essere delle Persone. In questo quadro, come spesso è accaduto, il mondo delle disabilità potrebbe svolgere il ruolo di apripista, ma per riconfigurare il sistema dei servizi sociosanitari a partire dai diritti sociali della persona e della sua famiglia, servono idee chiare, fermezza e determinazione»: lo scrive Fausto Giancaterina in questo suo approfondimento, vera e propria proposta operativa
“Ho l’impressione che l’incremento crescente del nostro comunicare attraverso i social media (e più in generale attraverso internet) ci stia piano piano trascinando verso una forma di “pensiero corto”, con conseguente pericolo di elaborare “visioni corte”, anche quando si tratti di affrontare le complessità della nostra vita sociale e del nostro welfare, in particolare del welfare territoriale riguardante i sistemi organizzativi della sanità e del sociale, sempre più inadeguati a garantire il diritto alla salute.
Contrastare un tale pericolo è, a mio avviso, importante e significa impegnarsi ad elaborare segnali di un pensiero forte e lungimirante, capace di argomentare buone proposte per governare quella complessità ed elaborare una buona politica, attenta all’interesse generale e a difesa dell’universalità della sanità pubblica e della centralità dei servizi territoriali, presìdi preziosi di prevenzione e di protezione sociale.

Leggi: Superando


SEGNALAZIONI:

Invalidità: Pensione di vecchiaia anticipata

Grazie all’Inca di Alessandria, la Corte d’Appello di Torino riconosce il diritto di una lavoratrice disabile all’80% di andare in pensione di vecchiaia anticipata.
La pensione di vecchiaia anticipata deve essere riconosciuta ai lavoratori invalidi civili con una disabilità pari almeno all’80%, a prescindere dalla tipologia del lavoro svolto. E’ quanto ha stabilito la Corte d’Appello di Torino (sentenza n. 467/2020), in una causa patrocinata dai legali di Inca Cgil di Alessandria, condannando l’Inps “a costituire e liquidare in favore di una lavoratrice disabile la pensione di vecchiaia anticipata con decorrenza dalla data della domanda amministrativa e a pagarle i ratei maturati, oltre agli interessi legali dal dovuto al saldo”.
Il nodo del contendere, già oggetto di altre cause analoghe, attiene all’individuazione del tipo di invalidità a cui fare riferimento per stabilire la sussistenza del requisito sanitario, necessario per il riconoscimento della deroga rispetto ai limiti di età per la pensione di vecchiaia, che sono stati progressivamente elevati dal D.lgs n. 503/1992 (dal primo gennaio 2000, 65 anni di età per gli uomini e 60 anni delle donne, mentre prima del nuovo regime, il limite anagrafico era rispettivamente 60 e 55).

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Pensioni: Pagamento anticipato fino a maggio

Considerato il perdurare dell’emergenza sanitaria e per evitare assembramenti, il pagamento in contanti delle pensioni alle poste sarà anticipato fino a maggio. Per quanto riguarda il rateo di febbraio, si comincerà il 23 febbraio, seguendo l’ordine alfabetico del proprio cognome. A comunicarlo è l’Inps.
Per chi ha scelto l’accredito la data di disponibilità dell’assegno è per tutti la stessa (bisogna essere titolare di Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution), mentre chi ha una carta Postamat, Carta Libretto o Postepay Evolution può prelevare nello stesso giorno la pensione da uno dei 7mila ATM Postamat dislocati su tutto il territorio nazionale.
Infine, chi si reca allo sportello per il ritiro in contanti deve seguire il seguente calendario in base al cognome del titolare della pensione:
dalla A alla B martedì 23 febbraio;
dalla C alla D mercoledì 24 febbraio;
dalla E alla K giovedì 25 febbraio;
dalla L alla O venerdì 26 febbraio;
dalla P alla R sabato mattina 27 febbraio;
dalla S alla Z lunedì 1° marzo.
Gli over 75, che non hanno già delegato qualcuno al ritiro, possono farne richiesta ai Carabinieri, che poi porteranno la pensione a casa dell’interessato.
La data valuta resta comunque quella del primo giorno bancabile del mese, che è anche il giorno di accredito per chi riceve il trattamento su conto bancario.
Leggi: Inca


 

 

 

NEWS:

lunedì 15 febbraio 2021
Blocco sfratti, sindacati inquilini: domani presidio davanti alla prefettura di Milano

I Sindacati degli Inquilini, Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Asia, Uniat, Conia a livello Nazionale hanno inviato una lettera ai Gruppi Parlamentari della Camera, ai Presidenti e ai componenti delle Commissioni Affari Istituzionali e Bilancio e Tesoro per chiedere conferma della sospensione degli sfratti al 30 giugno contenuta nel decreto Milleproroghe e hanno inviato una nota ai Presidenti della Conferenza delle Regioni (Bonaccini) e dell’Anci (Decaro) per chiedere un tavolo di confronto per cercare in questi mesi una soluzione alloggiativa alternativa e misure di sostegno a favore di inquilini e proprietari. A sostegno di queste richieste terranno un presidio a Roma, domani martedì 16 alle ore 15 in piazza Montecitorio. Anche a Milano, in concomitanza con l’iniziativa di Roma, il Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Uniat, Asia, Conia hanno organizzato un presidio domani martedì 16 febbraio alle ore 15 nelle adiacenze della prefettura. “La sospensione degli sfratti – spiegano i Sindacati degli Inquilini di Milano – introdotta dal Governo nel Decreto Milleproroghe, a seguito della grave situazione economica-sociale derivante dalla emergenza sanitaria è una misura irrinunciabile.

Leggi: Imprese Lavoro, 15/02/2021


domenica 14 febbraio 2021
Non indaga solo la magistratura. Sulle RSA si muovono pure i 5 Stelle

Proposta una Commissione parlamentare d’inchiesta. Tremano i ras della sanità privata e chi doveva vigilare
Dall’inizio della pandemia nelle Rsa italiane si è consumata una strage. Gli anziani, soggetti fragili a cui spesso il Covid ha lasciato ben poche speranze, sono morti come mosche. A migliaia si sono infettati in quelle strutture che sono raddoppiate negli ultimi dieci anni e che sono ormai oltre 4.600.
Gli imprenditori che gestiscono le Residenze sanitarie assistenziali hanno fatto tutto il possibile per evitare tutti quei decessi e le indicazioni date loro dalle autorità impegnate nella gestione della pandemia sono stati giuste? Se lo chiedono i magistrati che, da Nord a Sud, in questi mesi hanno aperto e continuano ad aprire inchieste su un dramma i cui contorni, partendo dal numero esatto delle vittime, non sono ancora definiti.
E per far luce su quello che è stato bollato come uno scandalo anche da Amnesty International, la senatrice pentastellata Barbara Guidolin (M5S), membro anche della Commissione straordinaria per la tutela e promozione diritti umani, insieme a 30 colleghi ha proposto l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta.

Leggi: La Notizia, 14/02/2021


venerdì 12 febbraio 2021
RSA e anziani: un nuovo modello di cura senza cedere all’impressionismo

In attesa del documento conclusivo che la “Commissione Paglia” consegnerà al nuovo ministro della Salute, ecco il commento di alcune fra le principali realtà impegnate nell’assistenza agli anziani al «nuovo modello di cura e di assistenza» tratteggiato dalla Pontificia Accademia per la Vita
Un documento «forte e autorevole», «assolutamente condivisibile nei principi», accolto con «gratitudine» da chi è ogni giorno in prima fila nell’assistenza delle persone anziane. Ma anche con la voglia di marcare qualche distinguo e la preoccupazione per la pervasiva narrazione univoca delle RSA come capro espiatorio perfetto di quel che è accaduto la scorsa primavera, quando la prima terribile ondata del Covid ha colto tutti impreparati. Alla ricerca di quell’equilibrio che lo stesso documento della Pontificia Accademia per la Vita indica come obiettivo, senza «liquidare la questione della cura degli anziani con la ricerca di capri espiatori, di singoli colpevoli» e, di contro, senza che «si alzi un coro in difesa degli ottimi risultati di chi ha evitato il contagio nelle case di cura».

Leggi: Vita, 12/02/2021


mercoledì 10 febbraio 2021
Anziani, ripensare i servizi: “L’isolamento? Quanto di peggio ci possa essere”

Riorganizzare le strutture per gli anziani alla luce dell’emergenza sanitaria. È questo l’obiettivo di una ricerca condotta dall’Università Cattolica per Fnp Cisl Emilia-Romagna: “Puntare su domiciliarità e servizi intermedi e mettere al centro le relazioni”
Qual è stato l’impatto sociale dell’epidemia sulle persone fragili e sui servizi socio-assistenziali? Quali sono le conseguenze del distanziamento e delle misure di protezione sulle persone anziane, sui loro caregiver e sugli operatori delle strutture protette, rivelatesi l’anello debole della catena, deputate alla protezione delle persone accolte e, al contempo, fonte di contagio? Sono queste le domande a cui prova a rispondere l’analisi “Ripensare i servizi per anziani in Emilia-Romagna. L’impatto sociale del Covid-19 sulle strutture protette” commissionato da Fnp Cisl Emilia-Romagna al Centro di ricerca Relational Social Work dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “L’impatto sanitario sugli ospiti – spiega Loris Cavalletti, segretario generale regionale Fnp Cisl – è, come ben sappiamo, dirompente, ma le conseguenze dell’epidemia vanno oltre i dati, seppur fondamentali, relativi al numero di contagi. I risultati di questa ricerca ci permettono di cominciare a delineare linee di intervento e programmazione che tengano conto del mutato scenario conseguente all’epidemia”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/02/2021


mercoledì 10 febbraio 2021
Non autosufficienza. Legacoopsociali: “Ripensare la filiera dei servizi di cura”

Costruire proposte condivise per definire i requisiti essenziali della filiera e iniziare un percorso di sperimentazione a livello nazionale. Ne parla un working paper pubblicato in questi giorni. Vanni: “Prendere in carico i bisogni di una persona vuol dire accompagnarla in un percorso di empowerment”
L’emergenza Covid ha reso ancora più evidente la necessità di tessere una rete di servizi a sostegno della cura delle persone più deboli. Legacoopsociali ha tenuto il laboratorio “Ripensare la filiera integrata dei servizi rivolti a persone non autosufficienti” nei mesi di ottobre e novembre 2020, all’interno del progetto Sent-Social Enterprise. Dagli esiti è nato un working paper pubblicato su Percorsi di Secondo Welfare.
L’obiettivo è stato quello di costruire ipotesi e proposte condivise per definire requisiti essenziali di una filiera integrata di servizi di cura alle persone in condizione di fragilità e iniziare un percorso di socializzazione di esperienze e competenze, creazione di collegamenti e collaborazioni, animare un vivaio di idee comuni e soluzioni praticabili da sperimentare nei servizi a livello nazionale e territoriale. Due i prodotti esito del confronto: un canvas, una mappa sinottica delle questioni da affrontare in ambito di programmazione, progettazione e gestione operative di filiere integrate di servizi di cura alla persona, e un documento di sintesi che mette in luce alcuni elementi di visione e proposte per la costruzione di una filiera integrata di servizi per le persone in condizione di non autosufficienza, anziane e con disabilità.

Leggi: Redattore Sociale, 10/02/2021


martedì 9 febbraio 2021
Più domicilio e continuum delle cure: ripensare le case di riposo

La Pontificia Accademia per la Vita, presieduta da Mons. Vincenzo Paglia, ha presentato oggi un poderoso documento che indica la necessità di ripensare il modello di cura e assistenza degli anziani più fragili. Il domicilio diventa centrale. Non si tratta di cancellare le strutture residenziali ma di mettere al centro la persona, superando l’idea di servizi standardizzati
«A livello culturale e di coscienza civile e cristiana, è quanto mai opportuno un profondo ripensamento dei modelli assistenziali per gli anziani». «Abbiamo bisogno di una nuova visione, di un nuovo paradigma che permetta alla società di prendersi cura degli anziani». Lo dice il poderoso documento della Pontificia Accademia per la Vita presentato oggi, dal titolo “La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia”.
«I dati dei decessi sono brutali nella loro crudeltà. A tutt’oggi si parla di più di 2,3 milioni di anziani morti per il Covid-19, la maggioranza dei quali ultrasettantacinquenni. Una vera e propria “strage di anziani”. E la maggioranza di essi è deceduta negli istituti per anziani», ha detto monsignor Vincenzo Paglia presentando il documento. «I dati di alcuni paesi – ad esempio l’Italia – mostrano che la metà degli anziani vittime da Covid-19 viene dagli istituti e dalle Rsa, mentre solo un 24 per cento del totale dei decessi riguarda gli anziani e i vecchi che vivevano a casa. Insomma, il 50% delle morti è avvenuto tra i circa 300.000 ospiti di case di riposo ed RSA mentre solo il 24% ha colpito i 7 milioni di anziani over 75 che vivono a casa.

Leggi: Vita, 09/02/2021


martedì 9 febbraio 2021
Recovery plan, Federsanità: rafforzare la medicina del territorio

Le proposte della federazione in Commissione Affari sociali della Camera dei deputati di questo pomeriggio, convocata per interpellare i rappresentanti del settore sanitario sul Recovery Plan
“Auspichiamo che il Recovery plan possa essere decisivo per potenziare la medicina territoriale. Chiediamo in particolare che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta possano assumere un ruolo centrale nell’assistenza domiciliare. Crediamo, infatti, che sia necessario ripensare la sanità, facendo prevalere la logica della comunità”. Così Tiziana Frittelli, presidente di Federsanità, nel suo intervento in videoconferenza in Commissione Affari sociali della Camera dei deputati di questo pomeriggio, convocata per interpellare i rappresentanti del settore sanitario sul Recovery Plan.
“Proponiamo- ha detto Frittelli- di orientare gli investimenti edilizi per le infrastrutture ospedaliere verso soluzioni in grado di garantirne la flessibilità dell’offerta rispetto al fabbisogno e la sostenibilità ambientale degli interventi, fattori di spesa per investimento che tuttavia in prospettiva riducono anche significativamente le spese di gestione”, ha aggiunto.

Leggi: Redattore Sociale, 09/02/2021


giovedì 4 febbraio 2021
Assistenza nelle strutture e a domicilio, Grusol sollecita intervento

L’organizzazione marchigiana si fa portavoce delle istanze di familiari e associazioni, perché sia garantita tutela della salute nelle residenze sociosanitarie e nei servizi domiciliari
Disposizioni chiare e omogenee sulla tutela della salute e la sicurezza di pazienti e operatori, tanto all’interno delle strutture quanto a domicilio: è quanto chiede il Gruppo Solidarietà, in una lettera inviata alla Regione Marche e al ministero della Salute. “Ci facciamo portavoce di molte istanze che provengono da familiari e associazioni (e da ultimo anche da diversi soggetti gestori)” spiega l’organizzazione, introducendo le due questioni.
Primo, gli ingressi nelle strutture residenziali: “Le disposizioni regionali e di Asur sono state emanate prima della circolare del ministero del 12 ottobre che disciplina, ad esempio, tempi di isolamento e quarantena. Secondo dette disposizioni, la quarantena è di 10 giorni, periodo al termine del quale viene eseguito il tampone. Prassi che ci risulta assunta da alcuni, dopo emanazione della circolare. Nella nota della regione Marche del 23.10.20, si assumono ‘le indicazioni della recente circolare del ministero della Salute’, ma contemporaneamente si confermano le disposizioni delle dgr 600 (riguardante i centri diurni) e 685 (residenze). Da ultimo con nota del 22 dicembre l’Asur ha disposto ‘l’effettuazione del tampone all’ingresso e dopo 15 giorni’. Una situazione che, chiaramente, non solo determina confusione applicativa, ma ha effetti sulle persone per il prolungamento dell’isolamento, e sull’offerta residenziale per la conseguente riduzione dei posti disponibili”

Leggi: Redattore Sociale, 04/02/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 15 febbraio 2021
Firenze, il manuale della convivenza nelle case popolari

Rispetto degli spazi comuni e del decoro, giusto conferimento dei rifiuti, riconversione delle aree non utilizzate. Sono alcuni punti contenuti all’interno del “Manuale per l’abitare consapevole di case, edifici e città”
Rispetto degli spazi comuni e del decoro, giusto conferimento dei rifiuti, riconversione delle aree non utilizzate e momenti di aggregazione per favorire l’integrazione tra inquilini di diverse nazionalità. Sono alcuni punti contenuti all’interno del “Manuale per l’abitare consapevole di case, edifici e città”, risultato del progetto “Educazione alla cittadinanza e all’abitare”, che nasce con l’obiettivo principale di introdurre le possibili applicazioni del paradigma della resilienza nello stile di vita degli inquilini degli edifici di edilizia residenziale pubblica. Sviluppato a partire da una proposta di Federcasa, in collaborazione con il GSE, il progetto, coordinato da Valentina D’Addato, ha visto il coinvolgimento di tre città – Firenze, Milano e Trento – con la sperimentazione delle amministrazioni comunali e dei relativi enti gestori, Casa Spa, MM Spa e ITEA Spa.
Gli enti gestori del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, sono naturalmente interessati e coinvolti nel necessario processo di rigenerazione resiliente delle città per gli aspetti infrastrutturali che tali processi implicano, lo sono anche per gli aspetti che riguardano la qualità della vita degli abitanti, in particolare attraverso quell’accompagnamento all’abitare sempre più necessario in termini di servizio pubblico standardizzato e professionalizzato, che gli enti gestori sono chiamati ad attivare.

Leggi: Redattore Sociale, 5/02/2021


lunedì 15 febbraio 2021
Casa, in Toscana concorso di idee per soluzioni architettoniche innovative

L’iniziativa è curata dal Fondo Housing Toscano (FHT), in attuazione della legge regionale 78 del 2020 e del Protocollo di Intesa sottoscritto da Regione Toscana e da FHT
Si è aperta venerdì 12 febbraio la procedura di ‘Manifestazione di Interesse’ per la partecipazione al concorso di idee, promosso per individuare soluzioni tecnico architettoniche innovative. L’iniziativa è curata dal Fondo Housing Toscano (FHT), in attuazione della legge regionale 78 del 2020 e del Protocollo di Intesa sottoscritto da Regione Toscana e da FHT. Lo scopo è favorire la crescita qualitativa delle modalità insediative, anche attraverso la sperimentazione e l’innovazione, interpellando il mondo tecnico professionale per la raccolta di soluzioni progettuali.
“Il tema dell’abitare – spiega l’assessora alle politiche sociali Serena Spinelli – assume una rinnovata centralità nel dibattito pubblico nazionale e regionale, sia per il crescente bisogno di intervento pubblico a garanzia del diritto alla casa, sia in previsione dell’arrivo delle risorse del Recovery Fund. Sappiamo che la crisi economica che accompagna quella sanitaria ridisegna i contorni del mercato immobiliare, rendendolo sempre meno accessibile anche per fasce di reddito che fino ad un anno fa potevano accedere a prezzi di mercato. Per questo crediamo che – conclude -, accanto ad un forte e rinnovato impegno per l’edilizia residenziale pubblica, la Regione debba contribuire a rafforzare anche soluzioni abitative ad affitto calmierato per una fascia grigia, sottoposta sempre più alla minaccia dell’impoverimento”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/02/2021


giovedì 11 febbraio 2021
Welfare, a Venezia partono i progetti per “La città sicura di sé”

Sono al via i cinque progetti selezionati dall’amministrazione comunale di Venezia con il bando “Condominio e reti solidali”. il primo progetto ad essere avviato è Mova per favorire una vita attiva degli anziani
Sono al via i cinque progetti selezionati dall’amministrazione comunale di Venezia con il bando ‘Condominio e reti solidali’ nell’ambito del programma “La città sicura di sé”. Lo annuncia l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini, ricordando che i progetti si concluderanno nel 2023 e sono cofinanziati dall’Unione europea.
Nello specifico, il primo progetto ad essere avviato è Mova (muoversi orientandosi ad una vita attiva), realizzato dal Cus Venezia, e ha l’obiettivo di promuovere, attraverso la pratica motoria, iniziative tese a rimuovere gli ostacoli per un concreto e attivo reinserimento degli anziani nella vita sociale e quotidiana. L’iniziativa coinvolgerà almeno 15 persone over 70, ed in particolare persone più fragili perché sole o in difficoltà a livello motorio funzionale o relazionale. Per l’avvio è prevista un’attività di formazione degli operatori impegnati, infatti uno degli obbiettivi alla base del progetto è quello di formare in modo specifico gli operatori, laureati in scienze motorie o diplomati Isef, sulle necessità della popolazione, oggetto del progetto, in modo che possano proporre le attività più adeguate al target di riferimento. “A Venezia abbiamo un indice di anzianità molto elevato ed è ormai provato che un’attività motoria ed uno stile di vita adeguati permettano di contrastare una serie di patologie, rallentando l’invecchiamento. Con questa iniziativa ci poniamo quindi l’obiettivo di fornire un servizio a favore della comunita’ cittadina. Il progetto è triennale, ma la nostra speranza e’ quella di poterlo proseguire ed allargare”, commenta Massimo Zanotto, presidente del Cus Venezia. (DIRE)

Leggi: Redattore Sociale, 11/02/2021


giovedì 11 febbraio 2021
Dall’Ateneo di Cagliari un robot che allena gli anziani

Sviluppare un robot che faccia da personal trainer agli anziani, correggendo i movimenti errati e incoraggiando allo stesso tempo l’esercizio fisico. È l’obiettivo del progetto “Dr. VCoach” dell’Università di Cagliari, finanziato con 171 mila euro
Sviluppare un robot che faccia da personal trainer agli anziani, correggendo i movimenti errati e incoraggiando allo stesso tempo l’esercizio fisico. È l’obiettivo del progetto “Dr. VCoach” dell’Università di Cagliari, finanziato con 171 mila euro nell’ambito del programma europeo Marie Sklodowska-Curie individual fellowships. La ricerca, di durata biennale, sarà coordinata da Diego Reforgiato Recupero, docente di informatica al Dipartimento di matematica e informatica dell’Ateneo cagliaritano, e vedrà in prima linea Nino Cauli, ricercatore beneficiario della Marie Curie individual fellowship finanziata dal progetto, che tornerà così in Sardegna dopo un periodo di intensa formazione all’estero.
Il robot agirà secondo le direttive di un vero personal trainer umano che tramite un’interfaccia lo istruirà sulle operazioni da compiere: le attivita’ di studio, di ricerca e di addestramento si svolgeranno all’interno del laboratorio di Human-Robot Interaction (http://hri.unica.it), fondato e diretto dal professor Reforgiato, e nei locali del Dipartimento di matematica e informatica dell’Ateneo del capoluogo sardo.

Leggi: Redattore Sociale, 11/02/2021


martedì 2 febbraio 2021
Milano inclusiva anche grazie all’Edilizia residenziale sociale

Presentato lo studio Nomisma sulla produzione di case in locazione a costi accessibili. Chi opera nell’Ers riesce a garantire equilibrio economico finanziario praticando canoni tra gli 80 e i 100 euro mq/anno. Rimane poco presidiata una fetta di domanda che richiede canoni più bassi. Sempre più strategica una politica che favorisca housing sociale in affitto
A tenere desta l’attenzione sulle politiche abitative di Milano, far sì che non tradisca il suo nome “Mediolanum”, ovvero la città di mezzo, ci sono un gruppo di player che operano nel mercato dell’Ers (Edilizia residenziale sociale) e che, come ha ricordato Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat in occasione della presentazione dello studio curato da Nomisma con il Comune di Milano “Milano Inclusiva. La produzione di case in locazione a costi accessibili”, vogliono giocare un ruolo di perno, consapevoli della la necessità di interpretare il mercato dell’affitto sostenibile e, avviare così, un processo di formazione di rete che favorisca la nascita di iniziative di settore.
Lo studio, illustrato nel corso di una conferenza stampa da Elena Molignani di Nomisma, è stato promosso da CdO Forum Edilizia, Confcooperative, Legacoop, Fondazione Welfare Ambrosiano, Redi sgr Fondazione Housing sociale, con il sostegno di Fondazione Cariplo, Fondazione Ceur e la Ringhiera.

Leggi: Vita, 02/02/2021


IN AGENDA:

17.2.2021 – “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti

Si terrà online il prossimo 17 febbraio dalle 10.00 alle 13.00 il nuovo seminario dal titolo “Co-progettazione, co-programmazione e strumenti collaborativi in un anno di grandi cambiamenti”.
Richiesti 3 crediti formativi per assistenti sociali. Per saperne di più – Qui il modulo di PRE-ISCRIZIONE.
Attenzione! L’effettiva iscrizione andrà successivamente formalizzata seguendo le indicazioni che verranno inviate via mail.

Leggi: Welforum


17.2.2021 – dalle ore 9:30 alle ore 11:00 – CERGAS SDA Bocconi – LE PROSPETTIVE PER IL SETTORE SOCIO-SANITARIO OLTRE LA PANDEMIA

Presentazione
3° RAPPORTO OSSERVATORIO LONG TERM CARE
Quali sono le percezioni delle famiglie, prima e dopo Covid-19, e cosa si aspettano dai servizi?
Cosa ci ha insegnato questa pandemia sul settore LCT e sui servizi?
Quali lezioni possiamo trarre rispetto agli elementi di valore generati dal settore e alle innovazioni che si rendono a questo punto necessarie?
INTERVENGONO:
Elisabetta Notarnicola, Eleonora Perobelli, Andrea Rotolo e Sara Berloto – CERGAS SDA Bocconi
Massimo Minaudo – Essity
Jiří Horecký – European Ageing Network
Consulta il programma completo dell’evento sul nostro sito > Le prospettive per il settore socio-sanitario oltre la pandemia. Presentazione del 3 Rapporto Osservatorio Long Term Care | SDA Bocconi School of Management – Top Business School in Europe – eventSignup
La partecipazione è gratuita previa registrazione online.


IN EVIDENZA:

Sociale e Sanità nella Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

La proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR), approvata in Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2021, rappresenta il documento che nelle prossime settimane verrà discusso dagli organi istituzionali (Parlamento, Regioni e autonomie locali), dalle Parti economiche e sociali, dal Terzo settore e dalle reti di cittadinanza, per definirne i contenuti definitivi e per portarlo formalmente, entro il 30 aprile 2021, all’attenzione della Commissione Europea, con la quale già nei mesi scorsi è stata attivata una interlocuzione rispetto ai suoi obiettivi generali.
I PNRR saranno valutati dalla Commissione entro 2 mesi dalla loro presentazione e tale valutazione dovrà essere approvata dal Consiglio entro 4 settimane dalla proposta della Commissione stessa. I piani saranno riesaminati e adattati, se necessario, nel 2022 per tenere conto della ripartizione definitiva dei fondi per il 2023. La crisi politica, che in queste ultime settimane ha investito il Governo, arriva quindi in una fase decisiva della discussione relativa alla pianificazione delle risorse destinate ad orientare il sistema Paese nella fase post-pandemica.
L’Italia rappresenta il Paese europeo dove la pandemia ha sortito prima i propri effetti, e con impatti di assoluto rilievo sul tessuto economico e sociale. Per questi motivi, essa rappresenta anche il Paese che potrà usufruire in misura maggiore delle risorse dedicate al rilancio e alla crescita post-pandemia. Nell’ambito di Next Generation EU (NGEU), il Paese potrà infatti contare su 196,5 miliardi di euro tra sovvenzioni (circa 65 miliardi) e prestiti, oltre ai 13,5 mld di React-EU e ai 1,2 mld del Just Transition Fund. Nelle stime del Consiglio europeo, l’insieme dei fondi europei compresi nel Quadro Finanziario Pluriennale e nel Next Generation EU metteranno a disposizione dell’Italia, nel periodo 2021-2029, un volume di circa 309 miliardi di euro.

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Le politiche per la gestione della cronicità e i bisogni delle persone non autosufficienti

È davvero cambiato qualcosa?
Uno dei più importanti cambiamenti nelle politiche sanitarie degli ultimi anni è consistito nell’orientamento verso modelli per la gestione del paziente cronico.
Dal momento che la cronicità viene universalmente considerata il “bisogno emergente” del nuovo secolo e il principale fattore di assorbimento delle risorse, le istituzioni internazionali hanno raccomandato l’adozione di modelli organizzativi che mettessero al centro delle risposte assistenziali questo fattore, superando gli storici approcci centrati invece sulla gestione degli episodi di acuzie.
Parole quali “population health management”, “stratificazione”, “PAI”, “piramidi della cronicità” sono divenute le best practices delle politiche sanitarie.
Nel nostro Paese questi modelli sono originariamente stati oggetto di sperimentazioni locali, per poi divenire il cuore di un Piano Nazionale del Ministero della Salute che ne ha promosso la diffusione in tutte le regioni.
Uno studio condotto nell’ambito del recente rapporto del Network Non Autosufficienza ha esplorato i processi applicativi implementati dalle regioni in tale ambito, focalizzandosi sugli impatti per le persone non autosufficienti. Proviamo a ripercorrere le tappe di questa analisi.
Va precisato che le valutazioni risalgono all’epoca ante Covid; una rilettura alla luce degli effetti della pandemia non può che rafforzare quanto argomentato.
La questione centrale: cronicità è sinonimo di non autosufficienza?
Prima di procedere con la lettura dei risultati è necessaria una premessa. L’interesse per la cronicità viene spesso invocato nel dibattito pubblico quale intervento a favore della Long Term Care, utilizzando, senza precisarne le differenze, termini quali cronici/fragili/anziani/non autosufficienti come sinonimi. Tuttavia, ognuna di queste condizioni ha una differente definizione non esattamente sovrapponibile:

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Se si ammala chi assiste una persona con disabilità, chi potrà sostituirla?

Partendo dal Piano Vaccinale della Regione Toscana, che si è allineata alle indicazioni ministeriali, eludendo anch’essa la fondamentale connessione tra la persona con disabilità e chi le presta assistenza, Simona Lancioni osserva che «forse il Ministero della Salute e le Regioni dovrebbero iniziare a porsi la seguente domanda: se si ammalasse la persona che presta assistenza ad una persona con disabilità grave, chi potrebbe sostituirla in questo ruolo?». E al di là della Toscana, cosa sta succedendo nelle altre Regioni?
Nei giorni scorsi sul sito della Regione Toscana è stato pubblicato il programma regionale delle vaccinazioni anti-Covid, specificando le diverse fasi e l’ordine con cui le differenti categorie di soggetti potranno accedere alla profilassi, il tipo di vaccino utilizzato, le modalità di prenotazione e i luoghi di somministrazione.
Sin da subito si è ritenuto di considerare le persone ospiti di strutture residenziali – delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e delle RSD (Residenze Sanitarie Disabili) – tra le categorie da vaccinare prioritariamente, mentre riguardo alla vaccinazione delle persone con disabilità che vivono nelle proprie abitazioni si è dovuto attendere il documento pubblicato l’8 febbraio scorso dal Ministero della Salute [se ne legga già ampiamente anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Tuttavia, come ha prontamente segnalato l’Associazione Luca Coscioni, [anche sulle nostre pagine, N.d.R.], tale documento presenta la lacuna di non considerare i/le caregiver tra le categorie da vaccinare prioritariamente.

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Si ricomponga la frattura tra sociale e sanitario

L’appello su Il Sole 24 ore. Il PNRR fornisce una straordinaria occasione per porre mano alla riforma strutturale del maggior ostacolo al buon funzionamento del welfare territoriale italiano: la persistente frattura tra sociale e sanitario. Occorre una delega per il governo unitario di tutta l’area dell’integrazione sociosanitaria, a partire dalla assegnazione delle competenze nei dicasteri del prossimo Governo. Porre attenzione ai Budget Salute
Sanità
Anche il PNRR, come l’intera programmazione sociale e sanitaria degli ultimi vent’anni, affida alle politiche sociali e sanitarie compiti sostanzialmente convergenti, auspicandone l’integrazione nel rispetto dell’unitarietà e della centralità della persona. Si tratta di una strategia che ha mostrato ampi limiti applicativi. Riteniamo che la realizzazione del PNRR fornisca una straordinaria occasione per porre mano alla riforma strutturale del maggior ostacolo al buon funzionamento del welfare territoriale italiano: la persistente frattura tra sociale e sanitario.
Ciò avviene anche in quelle aree che, per evidenza scientifica e dettato normativo, sono caratterizzate dalla inscindibilità degli apporti professionali sanitari e sociali e dalla indivisibilità dell’impatto sugli esiti. Sono oltre 3,1 milioni in Italia le persone che presentano limitazioni, a causa di problemi di salute, nello svolgimento di attività abituali e ordinarie: sono persone anziane, con disabilità, persone con problemi di salute mentale e/o dipendenze, o con disturbi del comportamento, che hanno bisogno di progetti personalizzati di intervento sul piano terapeutico, riabilitativo, assistenziale, tutelare.

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Disabilità e non autosufficienza: dopo la pandemia serve altro

Quali conseguenze ha finora prodotto la pandemia sulla popolazione con disabilità e non autosufficiente? Ci proponiamo di rispondere con queste brevi note a questa domanda. Chi già viveva in condizioni di svantaggio e fragilità prima della pandemia da Covid-19 ha attraversato un peggioramento delle proprie condizioni. Ma in che senso e in che misura?
Anziani: contagi e mortalità
Oltre 14 milioni di persone in Italia convivono con una patologia cronica e di questi 8,4 milioni sono ultra 65enni. Sono proprio loro, i pazienti doppiamente fragili per età e per patologie pregresse, che hanno maggiormente subito gli esiti della pandemia. Secondo il Report del 2 dicembre 2020 dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) “Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia”, l’età media dei pazienti deceduti e positivi al Covid è di 80 anni ed è più alta di 30 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione. In particolare la letalità per fascia di età passa dallo 0,19% nel gruppo di età 40-49 anni allo 2,97% nella fascia 50-59 anni, al 10,23% nel gruppo di età 60-69 anni, al 19,03% nella fascia di età 80-89 anni.
A pesare è il maggior numero di patologie che si sovrappongono andando avanti con gli anni. Già dopo i 65 più della metà delle persone convive con una o più malattie croniche e questa quota aumenta con l’età fino a interessare i tre quarti degli ultra 85enni e i malati cronici sono quelli più a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19. Secondo i dati Iss le più comuni malattie croniche diagnosticate prima di contrarre l’infezione da Covid nei pazienti deceduti sono:

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Prevenzione del rischio di caduta nelle persone fragili al domicilio

Le cadute rappresentano un problema rilevante nella popolazione anziana: qui vengono forniti utili contenuti educativi essenziali, raccomandazioni, suggerimenti, consigli pratici, con la finalità di condividere conoscenze di base e problemi prioritari di sicurezza.
di Marina Simoncelli (MD Direttore UOC Medicina Riabilitativa -Azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord”), Benedetta Emanuelli (MD Medico Fisiatra UOC Medicina Riabilitativa Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord”)
Prevenzione del rischio di caduta nelle persone fragili al domicilio
Le cadute tra le mura domestiche degli anziani e più in generale delle persone con disabilità di ordine motorio e/o cognitivo rappresentano una priorità per la sanità pubblica a causa della loro frequenza e gravità; le cadute rappresentano la prima causa di incidente domestico e parallelamente la prima causa di ricovero e decesso per tale ragione.
Esistono fattori di rischio di caduta intrinseci, anche detti personali (come le alterazioni legate all’età, oppure allo stato di malattia ed al funzionamento globale della persona), ma anche fattori estrinseci, ovvero ambientali (ossia tipicamente la presenza di ostacoli in casa, le calzature non idonee, l’impiego di ausili non adeguati o il loro errato impiego). Viene quindi raccomandata l’identificazione di tali fattori attraverso una valutazione oligo-multidimensionale delle persone a rischio, in primis condotta da operatori sanitari e sociali, che preveda il passaggio delle informazioni e l’attivazione di un sistema di sorveglianza e messa in opera di procedure e strategie di prevenzione da parte del caregiver, del familiare e del paziente stesso.

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L’ospedale al centro e fuori il deserto. Diagnosi di un sistema da curare

Nei territori mancano medici, infermieri, reti organizzate e leggere di presidi sociali e sanitari. I miliardi del Next Generation Eu possono essere una grande occasione. Ma bisogna cambiare modello di riferimento.
Al di là delle differenze regionali, il nostro è un Paese interamente, integralmente ospedalecentrico. Tutto ciò che è fuori dall’ospedale viene considerato “altro” rispetto al complesso, articolato mondo della cura. C’è, in alcuni casi si vede, ma è letto come un’appendice informale del sistema di sanità e salute. In questo “altro”, però, ci sono tantissime cose. Ci sono persone, relazioni, corpi intermedi, famiglie. Un mondo di bisogni e fragilità. E ci sono esperienze e risposte, molte risposte a quei bisogni e a quelle fragilità. Su tutte: l’assistenza domiciliare integrata. Un asset fondamentale per un Paese che ha una longevità crescente, ma continua a non investire adeguatamente in questo settore. Mancano medici, mancano infermieri, la formazione va a rilento, i Pronto Soccorso sono congestionati e tante, troppe promesse sono state disattese. È una contraddizione ed è un paradosso per una realtà con una società civile organizzata che, anche in tempo di pandemia, ha mostrato una vivacità senza pari. Ma, soprattutto, è un paradigma da rovesciare e un modello di sanità territoriale interamente da riscrivere. Imparando la lezione, rafforzando i punti deboli e riorganizzando quelli forti. Facendo leva come soggetto attivo sul Terzo settore: realtà più prossima alle persone, ai loro bisogni e al territorio.

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AeA Informa, online in nuovo numero della rivista dedicato alla dimensione abitativa delle persone anziane

Valutare l’age-friendliness di un’abitazione: è questo il tema del nuovo numero della rivista Abitare e Anziani Informa.
La pubblicazione presenta la ricerca dell’Ing. Adriana Luciano, Dottoressa in Ingegneria dei Sistemi Civili che analizza la dimensione abitativa delle persone anziane, con l’obiettivo di creare un indicatore per la valutazione della qualità dell’ambiente domestico, intesa come l’insieme dei requisiti spaziali e prestazionali dell’abitazione che consentono a un anziano di vivere in condizioni di autonomia e sicurezza.

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A luglio la prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Si terrà, a partire da quest’anno, la quarta domenica di luglio in prossimità della festa dei Santi Gioacchino ed Anna, i nonni di Gesù. La Giornata permetterà, come annunciato oggi da Francesco al termine della preghiera dell’Angelus, di celebrare il dono della vecchiaia e di ricordare coloro che, prima di noi e per noi, custodiscono e tramandano la vita e la fede
La nostra memoria, le radici dei popoli, l’anello di congiunzione tra le generazioni, un tesoro da custodire. Questo sono gli anziani e i nonni nel pensiero del Papa, un vero e proprio “dono” la cui ricchezza spesso dimentichiamo. Per questa ragione, come annunciato oggi al termine dell’Angelus, Francesco ha scelto di dedicare a loro, a partire dal prossimo luglio, una Giornata a livello mondiale.:

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NEWS:

martedì 9 febbraio 2021
Anziani, Paglia: piano di assistenza da 9 miliardi per il nuovo governo

Lo ha annunciato il presidente della Pontificia Accademia per la Vita: “Invertire la consuetudine passata. Previste 100 mila assunzioni per operatori sociali”
“Come Commissione per la riorganizzazione dell’assistenza agli anziani promossa dal ministro Speranza noi stiamo preparando, ed è quasi pronto nei dettagli, un piano per invertire la consuetudine passata”. Lo ha annunciato il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Vincenzo Paglia, in un’intervista a InBlu2000, la radio nazionale DAB della Conferenza episcopale italiana.
“Abbiamo programmato un intervento triennale – ha spiegato mons. Paglia a InBlu2000 – per 500 mila anziani non autosufficienti e 500.000 parzialmente autosufficienti con l’impiego di 9 miliardi di euro che prevedono anche 100 mila assunzioni per operatori sociali e non solo sanitari per attuare questa nuova prospettiva che peraltro farebbe risparmiare notevolmente le spese perché si eviterebbero inutili ricorsi al Pronto Soccorso e inutili degenze ospedaliere che costerebbero comunque molto di più”.
“In questo senso la prospettiva – ha concluso mons. Paglia – è preparata nei dettagli, la presenteremo al nuovo governo che speriamo entri presto in vigore perché a nostro avviso si tratta davvero di impostare un nuovo paradigma di attenzione verso l’ enorme mondo degli anziani”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/02/2021


martedì 9 febbraio 2021
Morire di freddo non si può

A Roma il circolo Arci Sparwasser è diventato un dormitorio, che apre le sue porte a chi non ha una casa. Sono 8 mila i senza fissa dimora nella capitale
Sette posti letto, più uno per l’operatore. Al circolo Sparwasser, nel locale Pigneto di Roma, ci sono ancora le bottiglie di liquore sugli scaffali e i cimeli delle feste passate, attaccati alle pareti. Ma il locale oggi è diventato un dormitorio, che dà ospitalità a chi non ha una casa. Il progetto “Qui c’è posto” è partito a gennaio, grazie alla collaborazione con l’Associazione Nonna Roma, un banco del mutuo soccorso che, attraverso la distribuzione alimentare e di prodotti di prima necessità, aiuta persone e famiglie in condizione di povertà. “Eravamo chiusi per via della pandemia – racconta Margherita Puca – e ci siamo detti che era uno spreco, che avremmo potuto riaprire per chi è costretto a dormire per strada”.

Leggi: Collettiva, 09/02/2021


lunedì 8 febbraio 2021
“ABITIAMOLA” – Newsletter Gennaio 2021

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
Tutte le missioni del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza impattano sulle città, è tuttavia difficile valutare l’impatto di un ampio spettro di interventi le cui politiche di riferimento appaiono frammentate, mancando la definizione dei progetti e in alcuni casi una normativa nazionale di riferimento, come per la rigenerazione urbana o l’edilizia sociale. Manca una politica urbana integrata. CGIL, CISL, UIL hanno lanciato le proprie proposte nel corso dell’iniziativa “Rigenerazione Urbana e Politiche Abitative nella Next Generation UE”.
Il 30 dicembre 2020 è stata pubblicata in G.U. la legge di Bilancio 2021. Vengono prorogati i bonus edilizi, anche al 110% e l’opzione per la cessione o lo sconto, inserendo nuove tipologie di interventi e alcuni soggetti beneficiari. Si incrementano stanziamenti per edilizia scolastica e sanitaria. Vengono potenziati il Fondo per l’affitto e il Fondo per le morosità incolpevoli: le misure sono tuttavia ancora insufficienti a fronteggiare la condizione di difficoltà economica delle famiglie.

Leggi: Cgil, 08/02/2021


lunedì 8 febbraio 2021
SFRATTI: rinvio iniziativa presidio unitario a martedì 16 febbraio alle ore 15 in Piazza Montecitorio

SUNIA, SICET, UNIAT e UNIONE INQUILINI comunicano che il presidio previsto per domani 9 febbraio alle ore 15,00 in piazza Montecitorio non si terrà, in quanto le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio non hanno programmato per domani alcuna discussione degli emendamenti al decreto Milleproroghe, in relazione alla crisi di Governo ed alle consultazioni in atto, ed è rinviato a martedì 16 febbraio alle ore 15,00 sempre in Piazza Montecitorio.

Leggi: Sunia, 08/02/2021


lunedì 8 febbraio 2021
Caregiver familiari, sbloccato il fondo. Tre indicazioni per valorizzare le risorse

Dopo tre anni, riparto tra le regioni del fondo per il sostegno dei caregiver familiari. Confad: “La pandemia ha aggravato il carico di accudimento, assistenza e responsabilità dei caregiver: urgenti misure di sostegno, ora possibili grazie alle risorse stanziate”
Il bisogno c’è, anzi l’urgenza. Le risorse, anche. Ora non resta che fare presto e fare bene, perché il fondo per il sostegno dei caregiver familiari raggiunga il suo scopo. E’ quantyo chiede il Coordinamento nazionale famiglie con disabilità (Confad), commentando così la notizia dello sblocco e del riparto del fondo, dopo tre anni di attesa: “L’utilizzo delle risorse sia corretto e sollecito – domanda Confad – Alla luce dell’esperienza vissuta dai caregiver familiari nell’attuale fase pandemica, con l’intensificazione del loro carico di accudimento, assistenza e responsabilità nei confronti di un parente convivente con disabilità grave non autosufficiente e l’isolamento di fatto subìto,

Leggi: Redattore Sociale, 08/02/2021


venerdì 5 febbraio 2021
Fondo infrastrutture sociali, sbloccati 300 milioni per i Comuni del Sud

Via libera al decreto che ripartisce 75 milioni annui, dal 2020 al 2023, direttamente agli enti locali del Mezzogiorno
Con la presa d’atto della Conferenza Stato-Città, dopo un confronto essenziale con l’Anci, è arrivato il via libera al decreto che ripartisce 75 milioni annui, dal 2020 al 2023, direttamente alle amministrazioni locali del Mezzogiorno. Si tratta del Fondo infrastrutture sociali per i Comuni del Sud. Contributi destinati città medie e piccole, per nuovi interventi, manutenzioni straordinarie, su scuole, strutture e residenze sanitarie, edilizia sociale, beni culturali, impianti sportivi, arredo urbano, verde pubblico, e altri ambiti della vita sociale.
I fondi erano stati stanziati dalla legge 27 dicembre 2019 n. 160 che ai comma 311 e 312 dell’articolo 1 avevano fissato un finanziamento per i Comuni situati nel territorio delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia da destinare a investimenti in infrastrutture sociali.
Le risorse sono state assegnate in base a un criterio di ripartizione inversamente proporzionale alla popolazione di riferimento, in modo da garantire anche a un Comune di 500 abitanti un contributo totale di 32.000 euro (mentre un Comune con popolazione maggiore di 250.000 abitanti riceverà un contributo totale pari a 655.000 euro), relativamente maggiore in pro capite.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 05/02/2021


venerdì 5 febbraio 2021
Superbonus 110 per cento, online la guida aggiornata

Recepite le rilevanti modifiche alla disciplina agevolativa che hanno ulteriormente potenziato e ampliato le possibilità di fruire della detrazione e delle opzioni alternative superbonus
Disponibile sul sito delle Entrate, nell’apposita sezione “l’Agenzia informa” e su questa rivista, la guida al “Superbonus 110%” con tutti gli aggiornamenti apportati dalla legge di Bilancio 2021, che ha ampliato la portata delle misure del Superbonus (vedi articolo “Legge di bilancio 2021 e Fisco – 1 Superbonus prorogato e “ampliato”).
Ampliato l’ambito applicativo
La detrazione spetta per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, per gli interventi trainanti (isolamento termico, impianti di climatizzazione, interventi antisismici). Una delle novità è rappresentata dall’inclusione, fra lavori di isolamento termico, della coibentazione del tetto.
Il Superbonus spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 per gli interventi sulle parti comuni degli edifici effettuati dai condomìni e dalle persone fisiche, al di fuori di un’attività di impresa, con riferimento agli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate posseduti da un unico proprietario o in comproprietà, per i quali alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo. Se gli interventi con tale percentuale di ultimazione, sono stati eseguiti dagli istituti autonomi case popolari (Iacp), il Superbonus vale per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023.

Leggi: Fisco Oggi, 05/02/2021


venerdì 5 febbraio 2021
Maggioranza semplice per l’ok all’installazione dell’ascensore nell’interesse di anziani e disabili

Installare un ascensore su area comune, per eliminare le barriere architettoniche o ridurre il disagio dei disabili, è innovazione da approvarsicon la maggioranza dell’articolo 1136, commi 2 e 3, del Codice civile. Per solidarietà condominiale, e nel contemperare i vari interessi in gioco tra cui quello dei disabili a fruire dell’edificio, la perdita della possibilità di affaccio dai poggioli condominiali dal lato frontale degli stessi è sacrificio ragionevole e sostenibile. Lo precisail Tribunale di Pordenone con sentenza numero 267 del 25 maggio 2020.
La vicenda
Motivo di lite, l’approvata costruzione di un ascensore esterno all’edificio contestata da tre condòmini. La delibera, lamentano, era invalida per diverse ragioni: violazione della previa informazione (l’assemblea straordinaria avrebbe avuto un oggetto diverso rispetto a quello indicato
come ordine del giorno); mancato rispetto del quorum deliberativo necessario per la modifica della destinazione d’uso di parti comuni; lesione al decoro architettonico ed estetico dello stabile; riduzione del cortile con perdita di parcheggi e della possibilità di affaccio dei poggioli condominiali.

Leggi: Quotidiano Condominio, 05/02/2021


giovedì 4 febbraio 2021
Chiusa in casa da 15 giorni per colpa dell’ascensore

Maria abita nelle case popolari di Lingotto: per un guasto è bloccata dal 21 gennaio
I pezzi da cambiare dovrebbero arrivare in settimana, poi altri 2 giorni di lavoro
Dieci giorni reclusa in casa, non per il Covid, ma per l’ascensore guasto. Maria, 25 anni, disabile, abita in un alloggio popolare, in via Guala. Ha bisogno della carrozzina per uscire, ma dal 21 gennaio non può proseguire oltre l’ingresso se non per una manciata di metri, Il motivo? L’ascensore è guasto. Da quando Maria si è accorta che pur insistendo a schiacciare il pulsante di chiamata, l’elevatore resta desolatamente fermo, la venticinquenne ha cominciato a chiamare i numeri telefonici di Atc, responsabile della palazzina. «Pur avendo raggiunto le persone che si occupano della manutenzione – riferisce la ragazza – le risposte erano sempre vaghe: “Vedremo”. “Siamo a conoscenza del problema e dei disagi, ma ancora non sappiamo perché non funzioni”». Tutto questo fino a martedì, quando finalmente si è riacceso un barlume di speranza: «Mi hanno confermato di aver compreso la natura del guasto: c’è un pezzo rotto nel meccanismo che consente la risalita e che stanno aspettando che arrivi quello sostitutivo. Per venerdì sarà, forse, potrebbe tornare tutto come prima».

Leggi: La Stampa, 04/02/2021


giovedì 4 febbraio 2021
Stop sfratti: le Associazioni degli inquilini scrivono ai gruppi parlamentari, ai Presidenti della Conferenza delle Regioni e dell’ANCI per sollecitare la conferma della sospensione prevista dal DL “Milleproroghe” e per ricercare soluzioni alternative.

Dichiarazione dei segretari generali del SUNIA, Stefano Chiappelli, SICET, Nino Falotico, UNIAT, Augusto Pascucci, UNIONE INQUILINI, Massimo Pasquini
I Sindacati degli inquilini, nella grave e perdurante situazione di emergenza sanitaria e alla luce dell’attuale crisi anche politica, con una lettera (allegata) ai gruppi parlamentari della Camera, ai Presidenti e ai componenti delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio e Tesoro, esprimono una forte preoccupazione in merito alla conversione in legge del DL ”Millleproroghe “nella parte del testo che prevede la sospensione sino al 30 giugno delle esecuzioni degli sfratti e delle procedure immobiliari, misura che in questi giorni è oggetto di irresponsabili attacchi da parte di chi vorrebbe eliminarla dal provvedimento.
Per quanto ci riguarda il blocco degli sfratti è irrinunciabile per impedire che si mettano ”in mezzo alla strada” migliaia di famiglie senza una alternativa alloggiativa.

Leggi: Sunia, 04/02/2021


martedì 2 febbraio 2021
Vaccini. La speranza che dobbiamo agli anziani

Fare presto – “Vaccinare gli anziani ridurrà la mortalità del 70 per cento”. È scritto a grandi lettere sulla pagina Facebook del sindacato dei pensionati della Cgil che da giorni ha avviato, insieme a Fnp Cisl e a Uilp Uil, una campagna di sensibilizzazione su un tema di cruciale importanza per il nostro paese. La vaccinazione degli anziani è infatti il cuore della battaglia alla pandemia.
Eppure, nonostante le parole di rassicurazione che arrivano da chi gestisce la pandemia in Italia e dall’Europa, che governa in prima linea tutta la partita dei vaccini, per lo Spi Cgil non c’è da stare tranquilli. E molto si potrebbe fare per superare la situazione di stallo nella distribuzione dei vaccini che si è creata in Europa, e non solo.
“Sta accadendo una cosa gravissima”, dice con fermezza la responsabile del dipartimento socio-sanitario dello Spi Cgil Antonella Pezzullo. “L’Europa non sta facendo abbastanza. Gli Stati membri non stanno facendo abbastanza. Le strade da percorrere per assicurare che un bene essenziale alla vita come il vaccino ci sono e sono molte. Sono state percorse per l’hiv, per l’epatite c, per fare solo due esempi”. Quando le chiediamo nello specifico cosa si potrebbe fare in concreto, Pezzullo risponde in modo chiaro: “Si potrebbe sospendere la licenza delle case farmaceutiche, per esempio, ovviamente nel pieno rispetto della proprietà dei brevetti e dietro adeguato compenso. Ma si può fare, è previsto dalle regole internazionali”.

Leggi: Liberetà, 02/02/2021


lunedì 1 febbraio 2021
Crollo degli affitti a Milano e Roma: pesano Covid, lockdown e fuga degli studenti dalle città – Milano e Roma tra le città più colpite dal crollo degli affitti

I lockdown in Unione Europea, il ritorno degli studenti a casa, la riduzione dei trasferimenti lavorativi di manager e professionisti, il boom della smart working economy sono i fattori che hanno inciso sul crollo degli affitti sia nelle principali città italiane sia in quelle europee.
A partire da Milano che ha chiuso l’anno appena finito con un -4,5% e un canone medio di 221 euro al metro quadro per anno. Male anche le altre principali città italiane secondo il Centro studi Abitare Co. A Roma il calo è stato del 4,4%, a Bologna ancora più consistente del 5,3%, a Napoli del 2,2%, a Genova del 2,7%, a Torino del 2,6% e Firenze e Bari rispettivamente del 3,2% e del 2,2%. Meno pesanti le flessioni di Palermo con il -1,5% e Verona -1,3%, nonostante siano anch’esse città turistiche e universitarie.

Leggi: Corriere della Sera, 01/02/2021


DALLE REGIONI:

martedì 9 febbraio 2021
Casa, in Sardegna al via piano riqualificazione da un miliardo

“In Sardegna partirà a breve il più grande piano per la riqualificazione e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare gestito, direttamente o indirettamente, da Area, l’Azienda regionale per l’edilizia abitativa”. Così il presidente della Regione, Christian Solinas
“In Sardegna partirà a breve il più grande piano per la riqualificazione e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare gestito, direttamente o indirettamente, da Area, l’Azienda regionale per l’edilizia abitativa”. Così il presidente della Regione, Christian Solinas, in una video conferenza stampa convocata questa mattina, alla presenza del commissario straordinario di Area, Adamo Pili.
“Si tratta di una grande possibilità che garantirà migliori condizioni di vita per gli inquilini delle strutture Area- spiega Solinas- ma anche un grande volano dal punto di vista economico: sarà in grado di attivare fino a un miliardo di euro di ricadute sul territorio, con cantieri aperti in tutta la Sardegna. Obiettivo, la creazione di un’intensità di lavoro stimabile fino a 14 mila unità, per un comparto, quello artigiano edile, che ha subito gravissime perdite durante la pandemia”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/02/2021


lunedì 8 febbraio 2021
Casa, Bologna metropolitana: accordo anti-sfratti anche nel 2021

Prorogato il protocollo con le “misure straordinarie di intervento” per la riduzione del disagio abitativo. Firmano anche Regione Emilia-Romagna, Comune e Tribunale di Bologna
Troppe famiglie a rischio sfratto a causa del Covid. Per fronteggiare l’aumento dei disagio abitativo durante la crisi economica la Città metropolitana di Bologna ha deciso nei giorni scorsi di rinnovare il protocollo anti-sfratti a tutto il 2021: il protocollo contiene “misure straordinarie di intervento” per la riduzione del disagio abitativo e porta la firme anche di Regione Emilia-Romagna, Comune e Tribunale di Bologna, Comuni dell’area metropolitana, Ordine degli avvocati di Bologna, sindacati e associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini. Obiettivo è “dare continuità alle misure di sostegno avviate con i protocolli precedenti considerato che nel territorio metropolitano esistono numerose situazioni di disagio abitativo che mettono a rischio la disponibilità della propria abitazione da parte delle famiglie che non sono più in grado di pagare il canone di locazione, ulteriormente aggravate dalla crisi determinatasi per effetto dell’emergenza epidemiologica in corso”.

Leggi: Redattore Sociale, 08/02/2021


venerdì 5 febbraio 2021
Servizi Roma, assistenti sociali: preoccupazione per i tagli

Così Patrizia Favali, presidente del Consiglio del Lazio dell’Ordine degli Assistenti sociali in merito ai tagli che Roma Capitale si appresta ad operare alle risorse destinate a finanziare i Servizi sociali del Campidoglio e dei Municipi
“Siamo molto preoccupati per i tagli che Roma Capitale si accinge ad operare ai Servizi sociali come indicano le tabelle di bilancio relative all’esercizio 2021 attualmente in discussione. Si tratta di una iniziativa che lascia interdetti e che non trova giustificazione alcuna. Ci attendiamo che, con senso di responsabilità, il Campidoglio accantoni questa ipotesi che non sarebbe assolutamente