Notizie

Home/Notizie
Notizie2022-01-19T16:11:46+01:00

NEWS:

lunedì 17 gennaio 2022
Programmi urbani nel PNRR

Piani urbani integrati. Progetti di rigenerazione urbana. Programma innovativo per la qualità dell’abitare
Forniamo un aggiornamento sui programmi urbani legati al PNRR oggetto di disposizioni normative in questo periodo. Abbiamo detto più volte che un volume di risorse rilevanti stanno impattando sulle città per politiche urbane. Tutto ciò sta tuttavia accadendo senza una visione a lungo a termine, senza integrazione tra ambiti d’intervento e senza alcuna forma di pianificazione. Strategie e coordinamento unitario sono al contrario necessarie per evitare di riproporre quanto si è verificato nei programmi degli ultimi anni rivolti alle città: la rimodulazione, da parte degli enti locali, di progetti in larga parte disponibili, velocemente cantierabili, non sempre approfonditi negli elementi di qualità.
Come già comunicato con circolare del 19 ottobre, con il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile il 7 ottobre 2021 sono stati approvati gli elenchi dei beneficiari e delle proposte presentate in merito al Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua). Il Decreto del Ministero dell’Interno del 6 dicembre 2021 ha approvato il modello con il quale le Città Metropolitane individuano gli interventi finanziabili per investimenti in progetti relativi a Piani Urbani Integrati che può essere presentato solo da parte delle Città Metropolitane.

Leggi: Cgil, 17/01/2022


venerdì 14 gennaio 2022
Case di Comunità: la lunga marcia

Il quadro normativo e l’avvio di un finanziamento per realizzare le Case di Comunità, seppure non nella dimensione auspicata, hanno fatto, nell’ultimo anno, notevoli progressi e speriamo che si tratti di elaborazioni e proposte utili quali livelli di partenza per implementare la sanità territoriale e non semplici ipotesi da vanificare nel corso delle trattative con le varie lobby o non applicandole adeguatamente, come è occorso per altri provvedimenti (Decreto Balduzzi, insegna!)
Le scadenze del PNRR si avvicinano e il Governo ci informa che gli adempimenti previsti in accordo con l’Europa sono tutti rispettati. In particolare, in riferimento alle Case della Comunità (CdC), nella informazione trasmessa al Parlamento in data 23 dicembre si specifica che: “È stato concluso il ciclo di incontri finalizzato ad una prima ricognizione dei progetti. Entro il 28 febbraio 2022 ciascuna Regione definirà il proprio piano operativo contente piani di azione volti all’individuazione dei siti”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 14/01/2022


venerdì 14 gennaio 2022
Nuova proposta del Governo: la rateizzazione delle bollette luce e gas

Il piano di rateizzazione per le fatture luce e gas, senza interessi, è uno dei provvedimenti in arrivo dal governo per aiutare gli Italiani a far fronte ai rincari delle utenze nel 2022. Ma, chi può accedervi? e con quali modalità? Ve lo spieghiamo in questo articolo.
Il piano di rateizzazione di ARERA
Le famiglie italiane avranno la possibilità di pagare le fatture delle utenze luce e gas in 10 rate. E’ questa la mossa scelta dal governo per dare una mano alle famiglie che avranno difficoltà ad affrontare gli incrementi dei costi dell’energia elettrica e gas metano in quest’anno.
Le modalità previste da Arera, L’Autorità per l’energia le reti e l’ambiente, consistono nel pagamento di una prima rata pari alla metà del costo totale della fattura che si vorrà rateizzare e nella possibilità di poter pagare la seconda metà in rate da almeno 50 euro in massimo 10 rate. Infatti, qualora l’importo dovesse essere inferiore a 50 euro, l’Autorità concede la possibilità di pagare in meno rate (non meno di due), affinché l’importo relativo a ciascuna di essa sia sempre di maggiore o uguale a 50 euro.

Leggi: Cecop, 14/01/2022


giovedì 13 gennai0 2022
Ascensori, servizi e impianti nel nuovo bonus barriere al 75%

L’agevolazione incentiva anche gli interventi su montascale e piattaforme Tempo limitato per le spese: dovranno essere effettuate entro dicembre del 2022
Ascensori, montascale, piattaforme elevatrici, rampe. Ma anche adeguamenti di servizi igienici, impianti elettrici e domotici. La legge di Bilancio 2022, tra tante proroghe, ha introdotto una nuova agevolazione, dedicata alla rimozione di barriere architettoniche: vale il 75% delle spese sostenute, che sarà poi rimborsato in detrazione nel giro di cinque anni.Nella geografia dei bonus casa si presenta come un’opportunità molto interessante, perché offre percentuali di sconto rilevanti per lavori che moltissimi condomìni dovrebbero comunque effettuare. Anche se sarà importante muoversi subito: la manovra conferma il nuovo sconto solo fino alla fine del 2022. Tra tempi di approvazione e realizzazione degli interventi, c’è il rischio di andare lunghi.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 13/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Auser ha dato la sua adesione a “Smartphonfest 2022 Orientarsi nell’era dell’onlife”

Si tratta di una iniziativa promossa da Articolo 99 associazione per il dialogo sociale dei già consiglieri del Cnel e rivolta agli studenti delle seconde classi degli istituti secondari di secondo grado. Si tratta di un vero e proprio torneo di Storytelling.
“Viviamo in un tempo nuovo definito efficacemente Onlife condizione propria dell’era digitale – si legge nel bando – simbolicamente aperto dallo smartphone, icona dell’irreversibile interconnessione tra il mondo virtuale e quello fisico: l’ambiente nel quale esistiamo. Cos’è, come lo percepiamo, quali potenzialità e quali rischi ci lascia intuire? Quali saperi, quali esperienze potrebbero esserci d’aiuto per orientarci e navigare in spazi largamente inesplorati e suggerirci scelte per il futuro? Forse, allora può esserci d’utilità una palestra, una Palestra del Futuro. Un luogo per una riflessione creativa, per esercitarci, per addestrarci, per progettare e per poi confrontarci con altre classi di studenti del 2° anno, con avremo un’occasione in più per misurare le nostre capacità e le possibilità di realizzare le aspirazioni che coltiviamo”. I ragazzi insieme ai loro docenti si dovranno cimentare in una sorta di torneo di storytelling: racconti, video, fumetti, ecc. I primi tre classificati saranno premiati.

Leggi: Auser, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Il welfare delle famiglie italiane, oltre la metà ha rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2021

Rapporto Cerved. Spesi 136,6 miliardi per prestazioni di welfare (più di 5 mila euro a famiglia): in crescita quelle per salute, assistenza agli anziani e istruzione . Il 50,2% ha rinunciato a prestazioni nella sanità, 56,8% nell’assistenza agli anziani, 58,4% nell’assistenza ai bambini, 33,8% nell’istruzione. Pesano problemi economici, indisponibilità del servizio e inadeguatezza dell’offerta
“Oltre la metà delle famiglie italiane (50,2%) ha rinunciato a prestazioni sanitarie per problemi economici, indisponibilità del servizio o inadeguatezza dell’offerta. Contemporaneamente la spesa delle famiglie per la salute, l’assistenza agli anziani e l’istruzione è aumentata”. Lo rileva l’edizione 2022 del Bilancio di welfare delle famiglie italiane di Cerved, presentato oggi a Roma alla presenza della ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, esponenti del Governo e delle Istituzioni, studiosi del cambiamento sociale e responsabili di imprese operanti mercato dei servizi di welfare. L’indagine ha coinvolto un campione di 4.005 famiglie di tutte le regioni italiane, stratificate per condizione economica e per composizione del nucleo familiare, e le rilevazioni sono state eseguite in diverse fasi negli ultimi due anni, dal lockdown della primavera 2020 a novembre 2021. Obiettivo, analizzare l’influenza dell’emergenza Covid sui comportamenti familiari e per distinguere le conseguenze dell’emergenza dalle tendenze di lungo termine.

Leggi: Redattore Sociale, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Pnrr. Arrivano i primi 8 miliardi per la sanità. Serviranno per Case e Ospedali di comunità, telemedicina, assistenza domiciliare e ammodernamento e sicurezza ospedali.

Le risorse sono così ripartite: case di comunità (2 miliardi); assistenza domiciliare e la telemedicina (204,5 milioni); ospedali di comunità e assistenza sanitaria intermedia (1 miliardo); ammodernamento tecnologico e digitale ospedaliero (più di 2,6 miliardi); sicurezza e sostenibilità ospedaliera (638,8 milioni). Ora le Regioni avranno tempo fino al 28 febbraio 2022 per presentare i Piani regionali al fine di sottoscrivere il Contratto Istituzionale di Sviluppo che in ogni caso dovrà essere firmato entro il 31 maggio 2022. A vigilare sarà il Ministero della Salute.
È stata approvata in Conferenza Stato-Regioni la proposta di riparto dei primi 8 miliardi dei fondi della missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza che verranno destinati alle Regioni responsabili dell’attuazione di specifiche linee progettuali.
Ora le Regioni avranno tempo fino al 28 febbraio 2022 per presentare i Piani regionali al fine di sottoscrivere il Contratto Istituzionale di Sviluppo che in ogni caso dovrà essere firmato entro il 31 maggio 2022. A vigilare sarà il Ministero della Salute.

Leggi: Quotidiano Sanità, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Infermieri. “Ne servono di più e specializzati”. Le Associazioni dei pazienti cronici rilanciano l’allarme

L’appello è di 16 Associaizoni in rappresentanza di quasi 22 milioni di cittadini-pazienti. Rilanciato l’allarme carenza infermieri della Fnopi. Una lettera congiunta a Governo, Parlamento e Regioni per chiedere l’attuazione di una reale multi-professionalità e integrazione multidisciplinare e sviluppare la figura dell’infermiere di famiglia e comunità
Sono i rappresentanti di quasi 22 milioni di malati cronici, dalle associazioni dei malati oncologici a quelle dei portatori di stomie, da chi ha bisogno di nutrizione parenterale al coordinamento nazionale famiglie con disabilità e molte altre ancora.
Chiedono al Governo in una petizione inviata all’esecutivo, al Parlamento e alle Regioni, di non essere lasciati soli sul territorio, nella loro vita di tutti i giorni e per questo hanno bisogno di più infermieri. E specializzati.
La ricetta che le sedici associazioni* che hanno inviato il documento (le più numerose rispetto alle persone che rappresentano) propongono è quella di consolidare una logica normativa e attuativa di reale multi-professionalità e integrazione multidisciplinare oltre che una integrazione tra ospedale e territorio che favorisca davvero la continuità delle cure per sviluppare operativamente un nuovo modello di assistenza di prossimità e domiciliare. Prevedere quindi nelle linee di indirizzo non solo gli standard quantitativi, ma i modelli di relazione interprofessionale da attuare.

Leggi: Quotidiano Sanità, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Una nuova anagrafe immobiliare per avviare la riforma del Catasto

Fisco. Oggi il via libera della commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria al pacchetto di proposte per le nuove regole sulle banche dati. L’obiettivo è un archivio degli atti notarili contro il riciclaggio
Una banca dati integrata tra informazioni catastali e quelle delle proprietà immobiliari per attuare la nuova Anagrafe immobiliare. Una serie di informazioni che consenta a tutte le amministrazioni, anche quelle locali, di conoscere i dati di natura urbanistica e quelli dei soggetti residenti e titolari di diritti reali. A leggerla così la proposta avanzata al Senato dalla bicamerale sulla vigilanza dell’Anagrafe tributaria la nuova banca dati da attuare sembra porre le basi per la nuova riforma del catasto proposta dal Governo nella legge delega in discussione alla Camera. Proposta di riforma su cui però a Montecitorio si è acceso il confronto politico con la maggioranza spaccata sullo stralcio dell’articolo 6 dedicato al nuovo al catasto.

Leggi: Centro di cultura condominiale, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Cura Pnrr per gli immobili italiani

Il patrimonio immobiliare. Oltre l’80% degli edifici residenziali ricadono ancora nelle classificazioni energetiche più basse e rappresentano oltre un terzo dei consumi: il Piano mette a disposizione 15 miliardi per tagliare le emissioni entro il 2030
Dieci anni decisivi per migliorare l’efficienza del patrimonio immobiliare italiano, pubblico e privato. Il percorso iniziato nel 2021 con l’approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrà portare i suoi risultati entro il 2030, anno nel quale l’Unione europea fissa il suo primo traguardo di riduzione dei gas a effetto serra (-55% rispetto allo scenario del 1990).
La sfida sembra quasi impossibile: invertire la tendenza del nostro paese alla scarsa manutenzione dei suoi immobili, che oggi sono vecchi, energivori e, in qualche caso, anche poco sicuri. La differenza, però, potrebbero farla le risorse a disposizione: solo il Pnrr, infatti, dedica oltre 15 miliardi alla riqualificazione degli edifici.
La mappa
Gli immobili in Italia, stando alle ultime statistiche catastali dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’agenzia delle Entrate, sono 76,5 milioni: sono 35,9 milioni gli immobili residenziali (un numero che comprende anche i singoli appartamenti) e oltre 29 milioni quelli collegati in qualche modo ad attività produttive e commercio.

Leggi: Confedilizia, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Anziani e disabili, Italia fanalino di coda in Ue per spesa in assistenza: il peso del privato cresce, mentre lo Stato arretra

Insufficienti. Sono le risorse che l’Italia investe sull’assistenza di anziani e persone con disabilità: il 2,5% del pil, un punto sotto alla media del 3,5% dei paesi Ocse più sviluppati e due meno della Germania (4,5%) che si trova al primo posto, seguita a stretto giro da Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). E mentre il servizio pubblico continua a calare, scendendo dal 30% al 25%, avanza il settore privato, ora al 26% dal 23%. Inoltre cresce in maniera significativa il ruolo chiave del non profit – che include anche le cooperative sociali – e che copre quasi la metà dell’offerta totale di posti letto per anziani e disabili (49%), rispetto al 42% di dieci anni fa. I dati sono contenuti nel rapporto Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà (FPS), in collaborazione con Cesc – Università degli studi di Bergamo, Crisp – Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli studi di Parma e con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia. Statistiche aggiornate ai dati disponibili fino al 2018, che fotografano il quadro italiano dell’assistenza e cura di soggetti anziani non autosufficienti e disabili gravi. La ricerca (120 pagine), a cura di Alberto Brugnoli e Antonello Zangrandi, è frutto di un percorso di confronto e approfondito lavoro con ricercatori, docenti universitari ed esponenti di altri enti del settore socio-sanitario, pubblici, privati e non profit, e contiene analisi e proposte concrete per la riforma del settore

Leggi: Auser, 12/01/2022


lunedì 10 gennaio 2022
Bonus casa prorogati: ecco come pianificare gli interventi

La mappa dei rinnovi. Per i condomini 24 mesi con il superbonus al 110%. Corsa contro il tempo per le villette. Tre anni per le detrazioni ordinarie con possibilità di cessione e sconto in fattura
Terminato il percorso parlamentare della manovra, per i bonus casa si apre adesso la fase della pianificazione. Con l’ok alla legge di Bilancio, famiglie e imprese possono – finalmente – programmare i lavori con un quadro di regole certe.
Le parole pronunciate a ottobre dal ministro dell’Economia si sono rivelate profetiche: «Bonus utili, ma non sostenibili alla lunga», aveva detto in sintesi Daniele Franco. Ecco allora una legge di Bilancio che prevede il pacchetto di proroghe più ricco degli ultimi anni, ma che inizia gradualmente a smantellare l’idea (spesso illusoria) secondo cui «lo Stato paga integralmente i lavori».
Chi vince e chi perde? La risposta cambia in base a una coppia di variabili: condomìni o singole unità immobiliari; interventi “pesanti” o piccole ristrutturazioni.

Leggi: Quotidiano Condominio, 10/01/2022


lunedì 10 gennaio 2022
Villette, soglia del 30% con calcoli doppi

Solo chi raggiunge questo step al 30 giugno potrà arrivare fino al 31 dicembre
Incassata la proroga con la manovra, i proprietari delle “villette unifamiliari” si stanno interrogando su come programmare i lavori per il 2022 massimizzando il superbonus. Anche perché la manovra agevola al 110% le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022 solo a chi dimostrerà (sul come,
ancora non vi sono punti fermi) di aver effettuato «lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo» alla data del 30 giugno 2022.
È convinzione diffusa che, escludendo dal ragionamento gli interventi sismabonus nei Comuni terremotati, la possibile estensione a fine anno non potrà risolvere tutti i problemi: la carenza di materie prime e strutture di servizio (come i ponteggi) e la scarsa disponibilità delle imprese sono solo alcuni degli ostacoli da affrontare.
Certo, la proroga per i condomìni, gli edifici da due a quattro unità di un solo proprietario, le case popolari e gli immobili del terzo settore farà slittare di qualche mese il portafoglio ordini di alcune imprese. Tuttavia, guardando al 30 giugno va messa in conto la concorrenza di tre categorie di soggetti:

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 10/01/2022


martedì 18 gennaio 2022
Recovery, Torino dal 16 marzo spende 233 milioni in rigenerazione

I fondi per la rigenerazione urbana del Pnrr che arriveranno sulla Città metropolitana di Torino hanno ora dei tempi precisi. Si tratta di 233 milioni di fondi, della cui gestione a livello governativo si occupa il ministero dell’Interno. Lo ha annunciato questa mattina, al termine della giunta, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha presentato criteri e scadenze che impegneranno giunta e Comuni della cintura fino al 16 marzo, quando le progettualità elaborate sul territorio saranno trasmesse al Governo.
Il sindaco ha spiegato che i fondi potranno servire per interventi su biblioteche civiche, uffici del Comune, il presidio del territorio pubblico, sport, cultura, giovani e microhousing. E poi iniziative immateriali, ad esempio col Terzo settore per interventi sociali a bassa soglia e gestione dei senza fissa dimora.

Leggi: Redattore Sociale, 18/01/2022


lunedì 17 gennaio 2022
Napoli, al via servizio comunale per l’accoglienza dei senza dimora

Inaugurato alla ‘Casa delle Genti’ – alla presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dell’assessore comunale alle Politiche sociali Luca Trapanese, del presidente della Fondazione Ritiro di Santa Maria del Gran Trionfo padre Salvatore Farì e di, in rappresentanza della diocesi di Napoli, padre Enzo Cozzolino – il servizio comunale di accoglienza per 32 persone senza dimora.
Attraverso la stretta collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali – spiega una nota – è stato possibile garantire una continuità alla Comunità delle Genti con un supporto economico di 10.000 euro mensili. Tale importo copre i costi derivati dall’attività, nello specifico quelli del personale (7.500), del vitto che comprende la colazione e la cena (1.500) e delle utenze (1.000). Un supporto che sarà costante per un periodo di 6 mesi rinnovabili di volta in volta.

Leggi: Redattore Sociale, 17/01/2022


lunedì 17 gennaio 2022
Rsa per anziani in Veneto, la Cisl: “Criticità e urgenze. Sì a un tavolo regionale”

Carenza di personale sociosanitario per Covid o per mancanza di vaccinazione, criticità nel garantire sostenibilità economica, difficoltà nel reperimento di specifiche figure professionali, dimissioni degli operatori in “fuga” verso le strutture sanitarie pubbliche o verso altre professioni: sono i fattori che, secondo la Cisl Veneto, stanno oggi mettendo in ginocchio l’organizzazione del lavoro in molte delle oltre 320 Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per anziani del Veneto, che accolgono circa 28 mila ospiti.
“La verità è che da lungo tempo queste strutture sono in sofferenza – spiega Cinzia Bonan, segretaria di Cisl Veneto con delega alle politiche sociali e sanitarie – e che la straordinaria emergenza sanitaria ha acuito le numerose debolezze già preesistenti nel sistema della residenzialità e della domiciliarità, rendendole ancor più evidenti e preoccupanti. Perciò riteniamo sia urgente individuare puntualmente le criticità del sistema e le priorità di intervento, definendo al contempo i livelli assistenziali che garantiscono da un lato qualità del servizio, sostegno alle persone e alle famiglie in situazioni di fragilità, dall’altro la valorizzazione e la tutela dell’occupazione”.

Leggi: Redattore Sociale, 17/01/2022


venerdì 14 gennaio 2022
Toscana, «entro il 2026 78 case di comunità con i fondi del Pnrr»

Il nuovo piano sul tema della strutture sanitarie: richiesta di finanziamento da 173,5 milioni di euro – di Giulio Gori
Il piano legato alle risorse del Pnrr e del piano complementare che la Regione Toscana ha presentato al governo, sul tema delle nuove strutture sanitarie, punta a realizzare 78 case di comunità, 37 centrali operative territoriali e 24 ospedali di comunità, con una richiesta di 173,5 milioni di finanziamento. L’obiettivo, entro il 2026, è di cambiare il volto della sanità territoriale, il punto debole del sistema toscano. Le case di comunità sono poliambulatori, che raccolgono anche servizi sociali, medici di famiglia, medici di guardia. Le centrali operative territoriali sono invece punti di riferimento per l’organizzazione dell’assistenza a domicilio dei pazienti. Gli ospedali di comunità sono infine una soluzione per le lungo degenze a metà strada tra il domicilio e l’ospedale, dove il paziente cronico e non acuto viene ricoverato e preso in carico da infermieri e oss, con la vigilanza di un medico clinico, aiutato dai medici di famiglia. Firenze vanterà il numero massimo di case di comunità, 7, mentre gli ospedali di comunità saranno principalmente concentrati nelle località di provincia.

Leggi: Corriere Fiorentino, 14/01/2022


venerdì 14 gennaio 2022
Roma, Gualtieri: il piano freddo passa da 95 a 400 unità, via all’accoglienza diffusa

“Un altro fronte su cui abbiamo deciso di potenziare le risorse in bilancio è quello delle politiche sociali, anche alla luce delle conseguenze della pandemia che ha acuito le disuguaglianze. Ma la riduzione delle distanze è per noi una priorità. Tra le cose che mi stanno più a cuore penso all’accoglienza dei senza fissa dimora e al piano freddo, che prevede un consistente incremento dei posti che a oggi sfiora le 400 unità, a fronte delle 95 di novembre. Prevediamo poi un’accoglienza diffusa che mira a superare l’approccio emergenziale e a costruire una rete permanente di servizi che prevede anche un percorso di rientro lavorativo per le persone”. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in apertura della seduta dell’Assemblea capitolina dedicata all’esame del bilancio comunale.

Leggi: Redattore Sociale, 14/01/2022


giovedì 13 gennaio 2022
Casa, “Sicuro, verde e sociale”: presentati i progetti Erp Marche

Presentati stamattina i progetti di riqualificazione di edilizia residenziale pubblica inseriti nell’ambito del programma denominato: “Sicuro verde e sociale”. “Per la sua realizzazione- spiega in una nota l’assessore regionale con delega all’Edilizia residenziale pubblica, Stefano Aguzzi- alla Regione Marche sono stati assegnati oltre 62 milioni di euro che serviranno per l’efficientamento e la ristrutturazione del patrimonio residenziale pubblico nel rispetto dei criteri di sicurezza e di tutela ambientale”. All’incontro erano presenti oltre all’assessore regionale all’Edilizia residenziale pubblica, il presidente di Erap Marche, Massimiliano Sport Bianchini, e il segretario di Erap Marche, Maurizio Urbinati. “Sono molto soddisfatto del lavoro svolto- aggiunge Aguzzi- perché portiamo a compimento un’assegnazione di fondi legati al Pnrr in tempi rapidissimi, comunicataci appena il 30 settembre scorso, la cui procedura scadeva entro l’anno”.

Leggi: Redattore Sociale, 13/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
“Bologna invecchia e va riqualificata”, le coop si candidano

Daniele Ravaglia, presidente di Confcooperative Bologna, tende la mano al comune e alla metropoli: “Lavoriamo più insieme”
“La nostra città invecchierà molto rapidamente, i dati che noi abbiamo ci mostrano un futuro dove l’attenzione ai servizi per la persona dovrà essere particolarmente importante. E chi, se non la cooperazione, potrà dare questo servizio? Pensiamo anche alla riqualificazione territoriale: oggi o se ne occupa il Comune, quindi la pubblica amministrazione, oppure se ne occupano le cooperative”. È lo slancio di Daniele Ravaglia, presidente di Confcooperative Bologna, oggi al convegno online dell’associazione “Ripresa, resilienza, sviluppo sostenibile. Quali partenariati pubblico-privato per la grande Bologna?”. Promosso dalla stessa Confcooperative, l’appuntamento fa il punto “su sviluppo sostenibile ed equo del territorio di Bologna”, in vista delle risorse Pnrr, la cui cabina di regia locale include anche le cooperative.

Leggi: Redattore Sociale, 12/01/2022


mercoledì 12 gennaio 2022
Emergenza abitativa, a Palermo 2500 famiglie senza casa

In 750 occupano immobili abbandonati. Domani incontro del comune con le associazioni per discutere della situazione di 50 famiglie, che hanno ricevuto un’ordinanza di sgombero per inagibilità. Pellicane: “Utilizzare immobili confiscati con auto-recupero”
Sono 2500 le famiglie, in maggioranza con diversi figli, iscritte nella graduatoria dell’emergenza abitativa a Palermo. Di queste, per assoluta necessità, circa 750 hanno deciso di occupare alcuni immobili, che erano in stato di completo abbandono e su cui hanno operato dei piccoli interventi di auto-recupero. A dirlo è Tony Pellicane, portavoce del Comitato di lotta per la casa 12 luglio, che da molti anni segue la situazione drammatica di molte famiglie, sulla base dei dati dell’ultimo aggiornamento (ottobre 2021). Tra le diverse situazioni, quella di 50 famiglie che occupano due ex edifici scolastici di viale Michelangelo e che hanno ricevuto un’ordinanza di sgombero per inagibilità degli immobili. Domani l’assessorato alle attività sociali ha predisposto un incontro programmatico online, aperto alle associazioni, per confrontarsi proprio sulla situazione delle 50 famiglie.

Leggi: Redattore Sociale, 12/01/2022


IN AGENDA:

“La riforma dell’Irpef: cosa cambia”: il 26 gennaio un nuovo incontro con gli esperti

Riprendono, anche nel 2022, gli incontri promossi dal Gruppo di consapevolezza civica “Emilia-Romagna diversa” in collaborazione con Auser Emilia Romagna.
Mercoledì 26 gennaio, dalle ore 18 alle 19.30, si svolgerà un incontro online dal titolo “La riforma dell’Irpef: cosa cambia”.
Grazie agli interventi di Simone Pellegrino, professore di Scienza delle finanze, e Luigi Giove, segretario generale della Cgil Emilia-Romagna, si valuteranno gli effetti della recente riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a livello collettivo e per le diverse situazioni reddituali.
Moderano Magda Babini, presidente di Auser regionale e Silvia Giannini, economista.
Al termine degli interventi dei relatori, si aprirà il confronto con i partecipanti.
Per partecipare all’incontro è sufficiente collegarsi a questo link:
https://zoom.us/j/5886985490?pwd=UEhsVE9ubFl4R0xiQjh3WDdDY1lWQT09

Leggi: Auser Emilia Romagna


25 gennaio 2022, ore 14:30. La strategia regionale e locale per lo sviluppo sostenibile

Le città, grandi e piccole, vanno ripensate in modo da poter essere resilienti, preparate a prevenire i rischi e a reagire agli shock acuti e agli stress cronici, siano essi di origine naturale, antropica o virale.
L’intento delle politiche urbane è ora quello di agire, in linea con quanto esplicitato dagli obiettivi dell’Agenda 2030, per evitare o prevenire i rischi derivanti dai mutamenti in atto, di proteggere i cittadini più vulnerabili, di promuovere la capacità delle comunità di prepararsi, resistere e risollevarsi dagli impatti arrivando a costruire le condizioni per una evoluzione della dimensione urbana prospera, equa e sostenibile.

Leggi: Eventbride


 27 gennaio 2022, alle 15:00, si svolgerà la Presentazione nazionale di Quinto Rapporto sul secondo welfare

Il volume, intitolato “Il ritorno dello Stato sociale? Mercato, Terzo Settore e comunità oltre la pandemia“, offrirà riflessioni e approfondimenti sugli impatti che il Covid-19 ha avuto sul nostro sistema di welfare e, in particolare, sul ruolo che attori privati, organizzazioni del Terzo Settore, corpi intermedi e gruppi informali di cittadini hanno assunto per affrontare la crisi nella sua dimensione sanitaria, economica e sociale.

Leggi: Secondo Welfare


Il 28 gennaio 2022, alle 17,30, si svolgerà la presentazione del volume: Il maltrattamento dell’anziano in RSA

Analisi del fenomeno, strumenti per l’individuazione, strategie di prevenzione
Organizzazione:Gruppo Solidarietà
Luogo:L’incontro si svolgerà su piattaforma zoom

Leggi: Gruppo Solidarietà


Parma. Dibattito su ‘Esperienze di partecipazione degli assegnatari alla gestione del patrimonio’. L’esperienza Parmense
Dibattito il 1 febbraio 2022 alle ore 14 presso la Casa della Musica; piazzale San Francesco, 1

Leggi: Sunia


Un corso Grey Panthers in presenza, a gennaio, per essere davvero Cittadini digitali

La ripresa delle attività in presenza è possibile, purché si rispettino le modalità di sicurezza, GreenPass e mascherina innanzitutto e si usino le cautele necessarie. Per questo, noi della Redazione, volentieri organizziamo un corso in presenza, che si articola in 5 appuntamenti, di un’ora e trenta minuti l’uno: 50 minuti di lezione, seguita da navigazione diretta dei siti, esercitazioni pratiche ed esempi, costruiti sulle esigenze e sulle domande degli iscritti. Al termine di ogni incontro verrà fornita una dispensa, per facilitare il ripasso e l’approfondimento.
I 5 appuntamenti saranno così articolati:
• Imparare a navigare sul sito del Comune di Milano: i servizi online da utilizzare, per risparmiare tempo e fatica.
• Come attivare SPID e come utilizzarlo: gli usi possibili, per essere identificati in sicurezza sui siti della Pubblica Amministrazione.
• Il fascicolo sanitario elettronico: utilità, uso, esempi pratici.
• Il mondo delle APP: quelle native sui nostri dispositivi, quelle che ci procuriamo gratuitamente o che acquistiamo. APP utili per Senior: 118, google maps, whatsapp e altro ancora.
• Home-banking e Moneta Digitale: essere capaci di muoversi con disinvoltura in ogni contesto, senza mettere mano al portafoglio, alle carte di credito, ai Bancomat. Risparmiando tempo e garantendosi maggiore sicurezza.

Leggi: Grey Panthers


8.2.2022 – “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

Assistenza territoriale. Servono subito nuove leggi, nazionali e regionali – di Ettore Jorio

Per una vera riforma della sanità territoriale serve un provvedimento legislativo statale, integrativo delle politiche distrettuali, che ne sancisca l’istituzione nell’ordinamento della salute e di leggi di dettaglio regionali che ne fissino i criteri e le modalità costitutive e realizzative, adattata ai fabbisogni che ogni realtà geografica esprime
Sanità e PNRR rappresentano un binomio perfetto per alimentare le giuste speranze che la nazione nutre in tema di tutela della propria salute, oggi seriamente vilipesa dal Covid che mette in pericolo il mondo intero.
Due anni terribili, quelli appena conclusi, che hanno registrato il flop di una assistenza territoriale abbandonata da anni a se stessa, fatta eccezione per quelle Regioni che vi hanno investito da tempo. Così come è risultato ovunque inadeguato il sistema ospedaliero ad affrontare una domanda elevata di terapia intensiva e semintensiva. Il tutto negativamente condizionato dall’assenza di un Piano nazionale contro le pandemie lasciato per anni nei cassetti ministeriali, vendendo oggi per nuovo uno strumento vecchio e inappropriato.
Ma la sanità non vuol dire solo Covid, come sembra essere diventato, invece, l’unico obiettivo da risolvere. E’ tutt’altro. Ѐ garantire, alla comunità tutta, l’assistenza ordinaria, contrariamente a come sta facendo una informazione che si caratterizza in modo monodirezionale, affascinando e intimorendo i destinatari a colpi di Covid.

Leggi: Quotidiano Sanità


Cronaca di un’assistenza impossibile

Cosa significa oggi prendersi cura di un proprio familiare non autosufficiente? Quali sono i principali problemi da affrontare per trovare dei sostegni validi nell’attività di cura? Come trovare una conciliazione sostenibile tra l’essere caregiver di un genitore anziano e l’essere al contempo un genitore, un coniuge, un lavoratore? L’autore, condividendo la propria esperienza personale, propone riflessioni e interrogativi su problemi concreti, pratici, che ogni caregiver familiare si trova ad affrontare durante il percorso di cura e assistenza.
di Giuseppe Dino (Caregiver familiare, assegnista di ricerca CNR)
Migliaia di persone in Italia vivono una situazione insostenibile nella gestione dell’assistenza ad un proprio familiare non autosufficiente. Molti di essi assistono persone con gravissime limitazioni delle autonomie, spesso in presenza di deficit cognitivi e disturbi del comportamento che necessitano la presenza assidua di assistenza per lo svolgimento di tutte le attività quotidiane. Io stesso mi trovo in una situazione analoga con mia madre.
Famiglie caregiver sole nella ricerca di assistenti familiari. Un’odissea per ingaggiare una badante
Nonostante l’indennità di accompagnamento e altri supporti (ad esempio il programma home care premium) siano dei validi sostegni economici, una delle più grandi difficoltà che vivono le famiglie caregivers è legata alla ricerca del personale di assistenza. L’esigenza di assistenza continuativa (H24) porta infatti pazienti e famiglie a misurarsi, a volte improvvisamente, con la ricerca di personale, senza ricevere orientamento e supporto.
In queste situazioni le possibilità per le famiglie sono poche: rivolgersi ad una società che garantisce il reperimento di personale dell’assistenza o cercare e selezionare, in autonomia, una persona (colf/badante) utilizzando le proprie conoscenze personali. In questo faticoso processo di ricerca, le famiglie già aggravate dal carico dell’assistenza e da tutte le preoccupazioni ad essa connessa, rischiano di incontrare sedicenti agenzie o intermediari che mettono in primo piano il profitto economico piuttosto che la qualità del servizio erogato.

Leggi: I Luoghi della Cura


La differenza fra accessibilità e progettazione universale – Intervista di Antonio Giuseppe Malafarina a Giulio Ceppi

«Usando una metafora calcistica, l’accessibilità è come avere una buona difesa, pur sapendo che non è facendo catenaccio che si vince. Progettazione universale, invece, vuol dire andare oltre il discorso delle barriere architettoniche, vuol dire avere sensibilità e visione per chi è diverso, cercando di capirne bisogni e desideri, mettendolo in connessione con il resto dei fruitori di un oggetto, spazio o territorio che sia»: a dirlo è Giulio Ceppi, architetto e designer, docente al Politecnico di Milano, direttore di un nuovo corso sulla progettazione universale, che partirà in aprile
Ricordo spesso Archidiversity, di cui ho scritto a suo tempo anche su queste pagine, progetto che coinvolgeva i più grandi progettisti italiani nascendo dalla capacità visionaria di Luigi Bandini Buti e Rodrigo Rodriquez (qui un mio loro ricordo), iniziativa che invitava le archistar a progettare secondo i princìpi della progettazione universale. Ora, sulle loro tracce, vi sarà un corso al Politecnico di Milano e non poteva che tenerlo Giulio Ceppi, forse il miglior erede di quella straordinaria generazione.

Leggi: Superando


Casa, la ricerca di più spazio premia il riscatto delle periferie

Tendenze. La combinazione tra mutui accessibili, bonus ristrutturazioni e poche costruzioni nuove sta ricreando un mercato di case vecchie e potrebbe accelerare la riqualificazione delle aree decentrate – Laura Cavestri
La corsa alla casa premierà le periferie anche nel 2022. Più grande, più verde, vicino a strade, mezzi pubblici, negozi e scuole. Oppure a scopo investimento, per affittarla a studenti o turisti, in attesa che riparta il comparto viaggi (che sia per svago o affari) e che ha dimostrato d’estate, quando le restrizioni da Covid si allentano, di voler ritornare dinamico. Ma soprattutto, la casa – che sia per viverci o per investimento – la si compra dove ce la si può permettere, trovando un compromesso tra risparmi (cresciuti un po’ in questi due anni di lockdown ma solo per chi ha entrate fisse e posti di lavoro stabili) e stipendi (anche non precari) che non crescono.
Non solo. Come spiega Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it , «La combinazione tra mutui accessibili e a basso costo e bonus ristrutturazioni – in mancanza di nuove costruzioni e con il desiderio di una casa più grande – sta ricreando un mercato delle “case vecchie” e incentiva al rinnovo anche nelle periferie sinora più trascurate. Il problema è che la pressione della domanda è molto forte e non c’è offerta per tutti. Anche perchè di nuovo ce n’è poco ed è comunque molto più caro».

Leggi: Centro di cultura condominiale


Covid-19 e servizi semiresidenziali: l’esperienza dei Centri Diurni “A Casa Mia” di Trieste

Il Centro Diurno Integrato è un’unità di offerta socio sanitaria finalizzata a prendersi cura degli anziani fragili e sostenere le loro famiglie, promuovendo l’obiettivo della domiciliarità. Già sollecitati, negli ultimi anni, da un’attività di continua riprogettazione volta ad adattarsi ai mutevoli bisogni di anziani e caregivers, anche questi servizi hanno dovuto confrontarsi con l’emergenza sanitaria e trovare nuove soluzioni per poter continuare a garantire le proprie attività in sicurezza.
di Gabriella Bellini (Direttore delle Attività Socio-Sanitarie dei Servizi Residenziali e Semiresidenziali “Casa Emmaus”, Trieste), Carolina Bologna (Dirigente medico di Medicina Interna, ASL NA1)
I Centri diurni per anziani, si sono sviluppati in Italia nei primi anni ’80 del secolo scorso sotto la spinta di sperimentazioni internazionali (per lo più canadesi) recepite da illuminate organizzazioni no profit del nostro paese. Si tratta di strutture socio-sanitarie a carattere diurno cioè luoghi che offrono servizi diurni in un contesto protetto a persone anziane che presentano perdite di autonomia/autosufficienza di vario grado e tipo.
I primi Centri Diurni erano orientati a soddisfare le richieste di una popolazione geriatrica auto-noma/autosufficiente o con iniziali disabilità e garantivano interventi per lo più ludico-ricreativi e socializzanti. All’epoca essi rappresentavano un modello innovativo, perfettamente in linea con la riflessione internazionale del periodo, che cominciava a porsi il problema di garantire risposte flessibili e articolate ad una popolazione sempre più anziana. Nel corso di un decennio però, la popolazione di riferimento a cui questi servizi si rivolgeva si è modificata, a fronte dell’emergere di una domanda nuova: quella della non autosufficienza. Si è quindi affacciata la necessità di servizi nuovi, capaci di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e sempre più fragile.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Contributo riduzione dell’affitto, essenziale la data dello sconto

Il bonus non spetta, in ogni caso, con riferimento ai contratti di locazione che, seppur in essere al 29 ottobre 2020, sono stati rinegoziati prima del 25 dicembre 2020 firma contratto
L’Agenzia ha chiarito che il contributo a fondo perduto per la riduzione del canone di locazione spetta se il rapporto locatizio sussiste alla data del 29 ottobre 2020 e per i soli locatori che, dal 25 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021, hanno ridotto il canone per tutto o per parte dell’anno 2021. Ok alla misura per il locatore che abbia proceduto a due successive rinegoziazioni, se nel rispetto dei limiti di legge e prassi.
Questi, in sintesi, i contenuti della risposta a interpello n. 13 dell’11 gennaio 2022.
L’istante, non residente in Italia, rappresenta di aver sottoscritto un contratto di locazione come locatore di un immobile a uso abitativo con canone annuo pari a 6.600 euro, con decorrenza dal 23 luglio 2015.
Detto contratto, in essere alla data del 29 ottobre 2020, è stato oggetto di due rinegoziazioni:
la prima, relativa al periodo dal 23giugno 2020 al 22 giugno 2021, con la quale è stato ridotto l’importo del canone annuo a 1.800 euro
la seconda, riguardante il periodo dal 23 giugno 2021 al 22 luglio 2022, con la quale ha confermato la riduzione prevista con la prima rinegoziazione.
L’istante ritiene di aver diritto al riconoscimento del contributo a fondo perduto per la riduzione dell’importo del canone di locazione, ai sensi dell’articolo 9-quater del Dl n. 137/2020 convertito in legge n. 176/2020, atteso che la ratio della norma sarebbe quella di premiare la generosità del locatore che riduce il canone di locazione, ma lamenta che la procedura per la presentazione dell’istanza di ottenimento del contributo non riconosce la diminuzione del canone, poiché già effettuata con la prima rinegoziazione e, pertanto, respinge l’istanza che l’interessato intende inoltrare.

Leggi: Fisco Oggi


 

 

 

 

NEWS

lunedì 10 gennaio 2022
Covid, Landini (Cgil): vaccinazioni, l`obbligo va esteso a tutti

“La Cgil chiede da agosto l`obbligo per tutti, non solo sui luoghi di lavoro. Invece, anche qui, il governo arriva tardi e con un provvedimento che rischia di creare incomprensioni, perché qualcuno mi deve spiegare come mai un 48enne possa non essere vaccinato ed un 50enne sì”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Anche sulla scuola, spiega, “dopo due anni ci ritroviamo a discutere degli stessi problemi. Le nostre proposte, contenute in un protocollo firmato col ministro, non sono state ascoltate. Avevamo chiesto più investimenti in assunzioni, spazi e misure di sicurezza, invece continuano ad esserci classi super affollate. Non si è investito come si doveva, che era la condizione per dare continuità alla scuola in presenza. Ora, a gennaio, se qualche settimana di insegnamento a distanza garantisce poi di avere tutto l`anno in presenza, forse è meglio prenderla in considerazione”.

Leggi: Il Diario del Lavoro, 10/01/2022


lunedì 10 gennaio 2022
Covid e tamponi: quali e quando farli. Il vademecum degli infettivologi

Con la riapertura delle scuole in gran parte delle regioni e con la ripresa di tutte le attività lavorative dopo le vacanze natalizie, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) chiarisce, in una nota, le caratteristiche dei test disponibili e quali sono le loro caratteristiche. “Se un tampone antigenico in un soggetto sintomatico contatto stretto è negativo, sarà opportuno in caso di persistenza dei sintomi ripeterlo 5 giorni dopo. L’ideale sarebbe un tampone molecolare, ma questo dipende dalla disponibilità”, sottolinea Claudio Mastroianni, presidente Simit.
“Un soggetto asintomatico, se vaccinato con tre dosi o con due dosi da meno di 120 giorni, deve mettersi in autosorveglianza ed effettuare un tampone in caso di sintomi sospetti”, prosegue l’esperto. “Nei soggetti sintomatici si possono eseguire diversi tipi di tampone, antigenico o molecolare. Se un tampone rapido in un soggetto con sintomi contatto stretto è negativo, sarà opportuno ripetere un test antigenico o molecolare 5 giorni dopo in caso di persistenza dei sintomi”. Anche in questo caso, “l’ideale sarebbe un tampone molecolare, ma questo dipende dalla disponibilità”.

Leggi: Popsci, 10/01/2022


Tre anziani su quattro prendono medicine che non servono a nulla

In Italia il 75% degli over 65 assume cinque o più medicine senza averne alcun beneficio. Una vera e propria «epidemia» che arricchisce Big Pharma. Il geriatra Raffaele Antonelli Incalzi: «Con una revisione annuale delle cure scenderebbe del 20% il rischio di eventi avversi collegati all’abuso di medicine». alle pagine 8 e 9 Prendono farmaci come fossero caramelle, vanno in farmacia con la stessa frequenza con cui fanno colazione al bar. Sono le vittime di un’«epidemia prescrittiva», fenomeno perverso esploso negli ultimi due decenni spinto da una massiccia campagna di marketing dell’industria farmaceutica assecondata da gran parte dei medici che ha portato alla diffusa convinzione che più pillole si ingeriscono meglio si vive. Il fenomeno riguarda soprattutto gli anziani. La presenza di almeno due patologie croniche riguarda il 75% degli over 60 e la quasi totalità degli ultraottantenni. Nella terza età prendere un paio di pillole al giorno è pressoché normale. Ma è il cocktail di farmaci a fare impressione. Secondo i dati Osmed, in Italia il 30% degli over 65 prende 10 o più farmaci (nel 2018 erano il 22% e nel 2016 l’ii%) e circa il 50% ne assume tra 5 e 9 oppure prende farmaci per un tempo più lungo del necessario.

Leggi: La Verità, 10/01/2022


lunedì 10 gennaio 2022
Covid, Ledha: no alla chiusura dei servizi residenziali per disabili

Con la nuova ondata di contagi, molte strutture hanno sospeso visite dei familiari e uscite. L’appello di Ledha: “Vengano messe in atto adeguate misure di prevenzione” senza pregiudicare il diritto delle persone disabili alle relazioni con i parenti e a una vita sociale
Con la nuova ondata di contagi comunità e servizi residenziali per disabili hanno di nuovo chiusi le porte alle visite di parenti e amici. La Ledha lancia un appello: “Si evitino chiusure generalizzate e assolute delle strutture residenziali” e chiede che “vengano messe in atto adeguate misure di prevenzione che tengano conto delle necessità e del diritto delle persone a mantenere relazioni affettive con i propri familiari, oltre alla possibilità di partecipare alla vita sociale alle stesse condizioni garantite al resto della popolazione”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/01/2022


mercoledì 5 gennaio 2022
Inflazione e caro bollette, “escalation che avrà effetti pesanti sulle famiglie italiane”

Il grido di allarme delle associazioni di categoria e dei consumatori, dopo i rincari di luce e gas e dopo il dato Istat di dicembre sull’inflazione. Adiconsum: “Aumenti che faranno aumentare le già tante famiglie in povertà energetica”. Assoutenti: “Un massacro”. Unione consumatori: “Fino a 1400 euro in più per una famiglia con 2 figli”
Aumenti delle bollette, aumento generalizzato dell’inflazione, così come dimostrato oggi dai dati Istat sui dicembre 2021 (+3,9%). Segnalati forti rincari per alimentari e trasporti, e con caro-bollette prezzi e tariffe cresceranno ancora, possibile raddoppio del tasso di inflazione entro la primavera. Tutte cose che fanno suonare campanelli d’allarme e che invitano a tenere sotto controllo la situazione delle famiglie italiane, sempre più pressate da rincari di varia natura. Una situazione che spinge molte associazioni di categoria e dei consumatori a prendere posizione.

Leggi: Redattore Sociale, 05/01/2022


martedì 4 febbraio 2022
Rigenerazione urbana, assegnati 3,4 miliardi di euro ai Comuni

Pubblicata la graduatoria del Ministero dell’Interno: finanziate 1748 opere in 483 Comuni
3,4 miliardi di euro finanzieranno, fino al 2026, la rigenerazione urbana nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato sul proprio sito il decreto con i progetti volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, che riceveranno i contributi.
Rigenerazione urbana, i contributi per i Comuni
Per capire la provenienza di queste risorse, è necessario fare un passo indietro. La Legge di Bilancio per il 2020 ha stanziato 8,5 miliardi di euro, dal 2021 al 2034, per assegnare ai Comuni contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana.
Il dpcm 21 gennaio 2021 ha stabilito:
– i criteri per la richiesta dei contributi;

Leggi: Edilportale, 04/02/2022


giovedì 30 dicembre 2021
Dall’Irpef al Superbonus, tutte le misure contenute nella manovra

Tra le principali novità contenute nella manovra del governo Draghi c’è la riforma dell’Irpef, un piano per rateizzare le bollette in 10 mesi, la stretta contro le delocalizzazioni selvagge, la proroga di sei mesi per pagare le cartelle esattoriali notificate nel primo trimestre del 2022
Con il via libera definitivo della Camera, la legge di Bilancio diventa legge, dopo una lunga trattativa tra maggioranza e governo, che ha portato a un tour de force del Parlamento per licenziarla tra Natale e Capodanno, a un passo dal rischio dell’esercizio provvisorio.
Tra le principali novità contenute nella manovra del governo Draghi c’è la riforma dell’Irpef, un piano per rateizzare le bollette in 10 mesi, la stretta contro le delocalizzazioni selvagge, la proroga di sei mesi per pagare, senza interessi di mora, le cartelle esattoriali notificate dal primo gennaio al 31 marzo 2022.
Saltano anche i vincoli inizialmente previsti per poter accedere al superbonus e raddoppia il tetto di spesa detraibile del bonus mobili da 5.000 a 10.000 euro.
Ecco alcune delle principali misure:

Leggi: Agi, 30/12/2021


mercoledì 29 dicembre 2021
Le nuove misure anti-covid per il condominio contenute nel Decreto Legge n. 221 del 24 dicembre 2021

Il provvedimento contiene nuove misure che anche le collettività condominiali devono rispettare
Èstato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.305) il D.L 24 dicembre 2021, n. 221 (Proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19), provvedimento che contiene diverse misure-anti-covid direttamente applicabili in ambito condominiale (già a decorrere dal 25 dicembre).
Nel testo del decreto si precisa chiaramente che l’attuale contesto di rischio impone la prosecuzione delle iniziative di carattere straordinario e urgente intraprese al fine di fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività.
Se consideriamo quanto sopra non possiamo avere dubbi sul fatto che anche queste nuove norme dettate per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus covid-19 sull’intero territorio nazionale siano norme imperative e, pertanto, non derogabili nemmeno con il consenso unanime dei condomini.

Leggi: Condominio Web, 29/12/2021


mercoledì 29 dicembre 2021
Bollette di luce e gas, la stangata di gennaio per le famiglie: «In un anno spese in più per 400 euro»

Il prezzo dell’energia continua a salire, l’allarme della Regione. I consumatori: così nascono le nuove povertà, picco di richieste di aiuto
L’allarme che riguarda le imprese è scattato chiaro e forte, anticipato mesi fa dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi: il prezzo dell’energia continua a salire, diventa sempre meno sostenibile e qualcuno è costretto a fermare gli impianti. Nel frattempo, mentre la curva dei costi dell’energia non accenna a calare, sono arrivate le temperature invernali. E allora il tema energetico è entrato traumaticamente in migliaia di case.
I rincari in bolletta
«Già in settembre erano aumentate del 29,8% per l’elettricità e del 14,4% per il gas — riassume Carmelo Benenti, presidente milanese di Federconsumatori. Di fatto le famiglie nell’arco del 2020 hanno speso per le utenze circa 1.300 euro, nel 2021 circa 1.500 e la previsione per il 2022 è di circa 1.900 euro, cioè 600 in più in due anni».

Leggi: Corriere della Sera, 29/12/2021


mercoledì 22 dicembre 2021
Prevenzione e informazione “per una terza età ricca di salute e stimoli”

Intesa siglata da Obiettivo Famiglia Federcasalinghe e Senior Italia FederAnziani per avere “una voce ancora più forte e autorevole”. Obiettivo, migliorare la vita delle donne e dei cittadini senior
Prevenzione, screening per le principali patologie che riguardano le donne e la terza età, campagne di informazione per migliorare la vita delle donne e dei cittadini senior. Sono alcune delle attività e l’obiettivo del protocollo d’intesa appena siglato da Obiettivo Famiglia Federcasalinghe, associazione che rappresenta 9 milioni di donne, e Senior Italia FederAnziani con i suoi 3,8 milioni di aderenti. “Grazie a questa unione, – si legge in una nota – le due organizzazioni avranno una voce ancora più forte e autorevole quando si tratterà di portare il loro punto di vista rispetto a tematiche di comune interesse. Oltre a ciò, la partnership renderà capillari le campagne di informazione e comunicazione che Senior Italia FederAnziani porta avanti sul territorio attraverso i suoi 3700 centri anziani d’Italia, con progetti di screening e tante iniziative che la federazione mette a disposizione dei suoi aderenti”.

Leggi: Redattore Sociale, 22/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Housing sociale per anziani: Inps lancia il progetto con Inarcassa ed Enpap

Prevede la realizzazione di strutture residenziali dedicate ad anziani autosufficienti, con abitazioni autonome dove gli ospiti possono sperimentare una nuova dimensione di vita sociale. Tridico: “Progetto innovativo che risponde a trend demografico paese”
Si chiama housing sociale e prevede la realizzazione di strutture residenziali dedicate ad anziani autosufficienti, con abitazioni autonome dove gli ospiti possono sperimentare una nuova dimensione di vita sociale. Il senior housing esprime un nuovo concetto di residenzialità, con appartamenti dati in locazione ad anziani autosufficienti e forniti di servizi comuni, quali servizi sanitari, lavanderie, aree di uso comuni, assistenza e trasporti, ambienti per attività sportiva e ricreativa, eccetera. Il tutto inserito in località urbane, possibilmente di pregio, nel quale le persone possano godere di una buona qualità di vita. Questo stile abitativo, ampiamente consolidato in Europa negli ultimi anni, è destinato a svolgere una funzione sociale determinante anche in Italia nei prossimi anni, in ragione dei cambiamenti socio-demografici in atto.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 10 gennaio 2022
Mancato pagamento dei ticket sanitari in Lombardia, “accanimento contro anziani e disoccupati”

Dura presa di posizione dello Spi-Cgil Lombardia, dopo che oltre 5 mila famiglie hanno ricevuto una raccomandata delle Ats con cui si chiede di sanare la fruizione di prestazioni sanitarie o di medicinali. “Si accaniscono le stesse forze politiche che a livello nazionale chiedono condoni tombali per gli evasori!”
“Nel 2021 oltre cinquemila famiglie lombarde si sono viste recapitare una raccomandata da parte delle ATS in cui si chiede loro di sanare un’indebita fruizione di prestazioni sanitarie o di medicinali, dispensati in regime di esenzione ticket per limiti di reddito o condizione di disoccupazione / mobilità. Si tratta per lo più di pensionati o disoccupati che negli anni 2016 / 2017 hanno erroneamente continuato ad utilizzare i codici di esenzione E01 – E04 – E02 ed E12, non sapendo di non averne più diritto in quanto la loro condizione era nel frattempo cambiata. Il silenzio di Regione Lombardia sul tema di queste migliaia di verbali, che continua in questi mesi, è incomprensibile. Si tratta di esenzioni, in particolare quella per disoccupazione, rilasciate dietro autocertificazione presso gli sportelli ATS, spesso senza un’adeguata informazione da parte dell’ente”. La denuncia è dello Spi-Cgiul Lombardia, che precisa: “Nulla da eccepire in merito al pagamento di quanto dovuto, ma il problema è che, in base alla normativa, la somma corrispondente all’importo del ticket non pagato viene raddoppiata per effetto della applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria, mettendo in grande difficoltà le famiglie già duramente provate da questo lungo periodo di crisi economica seguita all’emergenza sanitaria. Inoltre non è concessa nessuna possibilità di rateizzazione, se non in caso di decreto ingiuntivo”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/01/2022


venerdì 7 gennaio 2022
Roma. Emergenza sfratti, la Caritas: «Moratoria e poi un tavolo»

Sono 4mila i provvedimenti di allontanamento esecutivi nella Capitale. «Sei mesi in più per dare risposte a persone e famiglie fragili». Oggi scade la mini proroga
Una moratoria di sei mesi per gli oltre 4mila sfratti esecutivi a Roma e l’istituzione di un Tavolo di confronto e conciliazione presso la Prefettura. È l’appello urgente che fa la Caritas diocesana, avanzando anche sei precise richieste, alla vigilia della breve sospensione temporanea, che scade oggi, dell’esecuzione dei provvedimenti disposta dal prefetto su richiesta dell’amministrazione di Roma Capitale. Un dramma, quello della casa, denunciato invano da anni dalla Caritas che nei propri centri raccoglie storie di famiglie a rischio di finire per strada. Ma ora siamo davvero sull’orlo del baratro.

Leggi: Avvenire, 07/01/2022


mercoledì 5 gennaio 2022
Sicilia, dalla regione 29 milioni ai comuni per infanzia e anziani

Avviso pubblicato dall’assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali. Fondi per il contrasto a denatalità, spopolamento, solitudini involontarie e invecchiamento della popolazione
Recuperare edifici pubblici per arricchire i Comuni di servizi per l’infanzia, l’adolescenza e gli anziani, migliorando la qualità della vita e frenando l’esodo dai piccoli centri. È la visione del governo della Regione Siciliana che sta alla base dell’avviso “a sportello” pubblicato dall’assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali, con cui vengono stanziati oltre 29 milioni, a valere sul Fondo sviluppo e coesione (residuo 2014-2020 e anticipazione 2021-27), per finanziare piani di investimento per contrastare la denatalità, lo spopolamento dei luoghi, le solitudini involontarie e l’invecchiamento della popolazione.

Leggi: Redattore Sociale, 05/01/2022


lunedì 3 gennaio 2022
Padova. Protocollo d’intesa promosso dal Comune di Padova, Ordine degli Avvocati, Ater, sindacati e Associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini del territorio provinciale di Padova, sottoscritto alla presenza del Prefetto, recante misure di intervento per la riduzione del disagio abitativo

Leggi: Sunia. 03/01/2022


giovedì 30 dicembre 2021
 Valle d’Aosta, la giunta approva il bando a sostegno degli affitti 2021

Varato il bando di concorso per la partecipazione al fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione per il 2021
In extremis, nell’ultima seduta del 2021 della giunta regionale della Valle d’Aosta, è stato varato il bando di concorso per la partecipazione al fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione per il 2021. Lo comunica in una nota l’assessorato regionale alle Politiche sociali. L’approvazione della delibera è necessaria per offrire l’opportunità agli utenti che nel 2020 non hanno presentato domanda di accedere al sostegno alla locazione per il 2021. Il regolamento prevedeva in automatico il rinnovo delle domande anche per il 2021, senza disciplinare la modalità di accoglimento delle istanze per questa annualità.

Leggi: Redattore Sociale, 30/12/2021


mercoledì 29 dicembre 2021
Fondo inquilini morosi Marche, ampliata platea dei beneficiari

La Regione amplia la platea dei beneficiari che possono accedere ai contributi. La misura è rivolta a tutti coloro che non possono pagare i canoni o sono soggetti a sfratto esecutivo per la perdita del reddito
Fondo inquilini morosi incolpevoli, la Regione Marche amplia la platea dei beneficiari che possono accedere ai contributi. La misura è rivolta a tutti coloro che non possono pagare i canoni o sono soggetti a sfratto esecutivo per la perdita del reddito. La giunta ha aggiornato le disposizioni regionali disciplinate dal Fondo nazionale: le Marche potranno beneficiare di 1,2 milioni di euro da ripartire tra gli interessati. “L’emergenza Covid-19 ha determinato situazioni di disagio economico in molte famiglie che hanno visto diminuire il proprio reddito a causa della pandemia- spiega in una nota l’assessore regionale all’Edilizia Stefano Aguzzi-. Le disposizioni nazionali consentono ora di poter ampliare la platea dei possibili beneficiari e la Regione Marche ha subito aggiornato le linee guida per accedere ai contributi previsti”.

Leggi: Redattore Sociale, 29/12/2021


mercoledì 29 dicembre 2021
Edilizia residenziale pubblica, approvato il piano in Veneto: finanziati 63 progetti

La Giunta regionale ha approvato il Piano regionale degli interventi di riqualificazione: stanziati 99,7 milioni di euro
Stamattina la Giunta regionale del Veneto con delibera ha approvato il Piano regionale degli interventi di riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica (Erp) e gli esiti della graduatoria per l’individuazione delle iniziative finanziabili che saranno realizzate dai Comuni e dalle Aziende territoriali per l’Edilizia residenziale del Veneto (Ater). Si tratta -spiegano- di interventi finalizzati alla verifica, miglioramento e adeguamento sismico oltre all’efficientamento energetico degli immobili e degli alloggi Erp e alla riqualificazione degli spazi pubblici di pertinenza. La graduatoria approvata su proposta dell’assessore regionale all’Edilizia residenziale pubblica, Cristiano Corazzari, finanzia 63 progetti con i 99 milioni e 700mila euro a disposizione, su un totale di 130 progetti di intervento presentanti. Tutte le province venete hanno progetti che sono stati finanziati.

Leggi: Redattore Sociale, 29/12/2021


lunedì 27 dicembre 2021
Milano, più case per senza dimora e famiglie sfrattate

Tre milioni di euro da aprile 2022 a febbraio 2023 dal Comune per finanziare l’housing sociale,: si passa da 100 a 150 posti. Inoltre 30 posti per i nuclei familiari con minori in situazione di emergenza sociale. L’assessore Bertolè: “Primo passo nella costruzione di un sistema che privilegia l’accoglienza in piccoli e medi centri o appartamenti”
Tre milioni di euro da aprile 2022 a febbraio 2023 per finanziare il sistema di accoglienza residenziale per persone adulte in stato di grave emarginazione e accompagnarle a una maggiore autonomia. Lo ha deciso il Comune di Milano che ha stanziato circa 830mila euro in più rispetto agli anni passati a favore di alloggi di piccole dimensioni, più adatti all’accoglienza dei cosiddetti irriducibili della strada che rifiutano l’ospitalità nei grandi centri.

Leggi: Redattore Sociale, 27/12/2021


giovedì 23 dicembre 2021
Pnrr. Inaugurata a Milano la prima Casa di Comunità

È sviluppata in 5 piani, nell’area dell’Asst Nord Milano. C’è la Radiologia e l’Ecografia internistica, poi spazi per le attività dei medici di medicina generale, degli Infermieri di Famiglia e il Coordinamento rete territoriale, oltre a un Punto Prelievi. Ancora, 20 ambulatori specialisti e quelli per la salute orale. Nella sede anche lo Sportello Psicosociale e un hub per le vaccinazioni degli adulti. Fontana: “Una rivoluzione”. Moratti: “Visione della presa in carico della persona completa”.
È stata inaugurata, in via Rugabella a Milano, alla presenza del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, della vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, dell’assessore al Welfare del Comune di Milano, Lamberto Bertolè, e dei direttori generali Walter Bergamaschi (Ats Città Metropolitana di Milano) e Elisabetta Fabbrini (Asst Nord Milano), Marco Bosio (Asst Niguarda), Matteo Stocco (Asst Santi Paolo e Carlo) e Alessandro Visconti (Asst Fatebenefratelli-Sacco), la prima Casa di Comunità delle 218 previste dal potenziamento della legge sociosanitaria.
“Sono molto soddisfatto – sono le parole presidente Attilio Fontana riprese in una nota diramata dall’ufficio stampa della regione – che sia stata inaugurata questa prima Casa di Comunità. Sicuramente questo momento rappresenta una rivoluzione nel campo sanitario e un primo passo per essere più vicini ai bisogni dei cittadini, dare risposte più immediate e alleggerire al contempo gli ospedali”. “L’obiettivo – ha concluso il governatore – è stato raggiunto grazie all’impegno e alla dedizione di tutti gli attori chiamati in causa ed è anche per questo che abbiamo ottenuto risultati in tempi davvero brevi”.

Leggi: Qutidiano Sanità, 23/12/2021


giovedì 23 dicembre 2021
Anziani, comune di Forlì e Fondazione CR alleate su interventi di sostegno

Oltre mezzo milione di euro per un articolato programma di interventi per la domiciliarità degli anziani, il benessere e l’inclusione sociale delle persone più fragili. Comune di Forlì e Fondazione Cassa dei risparmi di Forlì sottoscrivono due protocolli d’intesa per fronteggiare i bisogni della popolazione anziana. Nel distretto, spiega l’assessore al Welfare Rosaria Tassinari, gli over 65 rappresentano il 25% dell’intera popolazione ed entro il 2035 potranno arrivare al 32%. Gli over 75 sfiorano il 14% della comunità forlivese. Da tempo, prosegue, si è sviluppata “un’articolata rete” di interventi e servizi sociali e socio-sanitari tesi a fronteggiare i bisogni assistenziali di queste persone in condizioni di non autosufficienza o parziale non autosufficienza e delle loro famiglie. Sia sul versante della domiciliarità che su quello dell’assistenza in strutture residenziali. La Fondazione ha inserito nella propria programmazione la promozione di politiche sociali ed interventi a sostegno delle famiglie con anziani anche attraverso lo stanziamento di risorse importanti in compartecipazione con il Comune.

Leggi: Redattore Sociale, 23/12/2021


IN AGENDA:

Un corso Grey Panthers in presenza, a gennaio, per essere davvero Cittadini digitali

La ripresa delle attività in presenza è possibile, purché si rispettino le modalità di sicurezza, GreenPass e mascherina innanzitutto e si usino le cautele necessarie. Per questo, noi della Redazione, volentieri organizziamo un corso in presenza, che si articola in 5 appuntamenti, di un’ora e trenta minuti l’uno: 50 minuti di lezione, seguita da navigazione diretta dei siti, esercitazioni pratiche ed esempi, costruiti sulle esigenze e sulle domande degli iscritti. Al termine di ogni incontro verrà fornita una dispensa, per facilitare il ripasso e l’approfondimento.
I 5 appuntamenti saranno così articolati:
• Imparare a navigare sul sito del Comune di Milano: i servizi online da utilizzare, per risparmiare tempo e fatica.
• Come attivare SPID e come utilizzarlo: gli usi possibili, per essere identificati in sicurezza sui siti della Pubblica Amministrazione.
• Il fascicolo sanitario elettronico: utilità, uso, esempi pratici.
• Il mondo delle APP: quelle native sui nostri dispositivi, quelle che ci procuriamo gratuitamente o che acquistiamo. APP utili per Senior: 118, google maps, whatsapp e altro ancora.
• Home-banking e Moneta Digitale: essere capaci di muoversi con disinvoltura in ogni contesto, senza mettere mano al portafoglio, alle carte di credito, ai Bancomat. Risparmiando tempo e garantendosi maggiore sicurezza.

Leggi: Grey Panthers


8.2.2022 – “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

#fuoridalcoro – Due a quaranta – Sergio Pasquinelli

Pochi giorni prima di Natale è stata inaugurata in pompa magna, con tanto di taglio del nastro, la prima Casa della comunità (Cdc) della città di Milano. Dove ne sorgeranno 24, in luoghi già individuati, e 218 nella regione. È la struttura di via Rugabella, nota a molti milanesi come grande poliambulatorio e centro di prenotazione di visite ed esami. Realtà risalente agli anni Sessanta del secolo scorso.
L’operazione si traduce quindi nella riconversione/potenziamento di qualcosa di già esistente. Ma il punto interessante è stata la presentazione dell’organico che lavorerà nella struttura: cinque medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, dieci infermieri, due Oss, 40 medici specialisti di 18 specialità diverse, personale amministrativo, tecnico, infermieri di comunità, l’apertura di un nuovo centro vaccinale. Casa di comunità in versione “Hub”, quindi aperta 24/7. Non una parola sul personale “sociale”: assistenti sociali, educatori, operatori di base. Ad essi verranno riservati due locali, per funzioni tutte da precisare, in una struttura che, a giudicare dal personale meticolosamente elencato dalle autorità regionali, ne dovrebbe contare in totale almeno 40.
Se il buongiorno si vede dal mattino, le Case della comunità in Lombardia rischiano davvero di diventare questo: poliambulatori affiancati da qualche medico di base che lavorerà in equipe con suoi colleghi, dove l’integrazione col sociale inteso come territorio di riferimento, quindi non solo il sociale “pubblico” ma tutto il terzo settore nelle sue diverse declinazioni, diventa ancillare, marginale.
Ci auguriamo che la progressione di aperture di Cdc nella regione cambi rotta. Che il sociale pubblico e il terzo settore facciano sentire la propria voce. Perché la comunità che queste Case dovrebbero accogliere, dare spazio, sostegno e in qualche modo cittadinanza, non è solo quella dei malati. O dei pazienti.

Leggi: Welforum


La scomparsa dei LEP per la non autosufficienza dalla legge di bilancio 2022 – Quando la cattiva pratica cancella le buone intenzioni – Franco Pesaresi

L’idea del Governo era quella di approvare i Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza con la Legge di bilancio 2022 (A.S. n.2448).
Per questo nel testo presentato al Parlamento della Legge di Bilancio era presente l’art. 43 intitolato proprio “Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza”.
L’art. 43 era fortemente influenzato dal lavoro della Commissione “Turco” che proprio a questo fine aveva presentato un testo di legge al Ministero del lavoro e delle politiche sociali costituito da diversi articoli. Ma qualcosa deve essere accaduto nel trasferimento del testo dall’articolato al solo art. 43 del Disegno di legge sul Bilancio 2022 perché in realtà nel documento presentato alle Camere l’individuazione dei livelli essenziali non c’è più. C’è l’individuazione di una serie di prestazioni sociali da garantire agli anziani non autosufficienti ma queste prestazioni non sono identificate come Livelli essenziali. Rimaneva però il titolo dell’art. 43 a ricordarci quali erano le intenzioni del Governo. Poi, però, con gli emendamenti approvati dal Parlamento e con i voti di fiducia tutti i titoli degli articoli sono scomparsi e con essi anche il richiamo ai “Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza”.
Per cui, alla fine, nella Legge di Bilancio 2022 n. 234/2021, i Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza non vengono identificati.
A confermare che la volontà del Governo era quella di prevedere i LEPS per la non autosufficienza rimane la norma approvata dal Parlamento (comma 167) di prevedere un futuro decreto per definire gli obiettivi di servizio (modalità attuative per la graduale introduzione dei LEPS che si volevano introdurre (ma che, presumo per errore, non si è fatto).

Leggi: Welforum


Se la legge indica chi va curato prima – di Vladimiro Zagrebelsky

Le condizioni gravi di insufficienza di mezzi nei reparti di terapia intensiva e di pronto soccorso rispetto al numero di pazienti affetti da Covid-19 hanno costretto i medici a scelte drammatiche tra l’uno e l’altro dei malati, con pesanti responsabilità per medici e infermieri nei reparti. L’eccezionalità della situazione di emergenza, che si è verificata specialmente in certi periodi della pandemia, ha attirato l’attenzione, in Italia come altrove in Europa, su una questione che si pone peraltro quotidianamente negli ospedali, ove occorre effettuare scelte tra paziente e paziente. Scelte di priorità, ma ogni priorità si accompagna ad una posteriorità e questa, in materia di salute può essere grave. Basti pensare alle “deprogrammazioni” di trattamento di malati non-Covid-19. O al forzato rallentamento degli interventi chirurgici quando sia necessario un successivo ricovero in terapia intensiva e il relativo reparto sia al completo. D’altra parte, è esperienza comune la assegnazione di codici di vari colori all’arrivo in un Pronto Soccorso. Recentemente a Torino il disastro verificatosi in piazza San Carlo ha improvvisamente portato centinaia di feriti in reparti di Pronto Soccorso ovviamente non predisposti per gestire una tale ondata di pazienti. Scelte rapidissime hanno dovuto esser fatte. Il richiamo alla “medicina di guerra” è appropriato. Il nesso dei trattamenti intensivi o di urgenza nei casi gravi di Covid-19 con la vita o la morte ha posto ai medici e alle loro associazioni specialistiche la necessità di elaborare specifiche e adeguate linee di condotta.

Leggi: La Stampa


Povertà sanitaria, un’altra piaga globale di cui si parla troppo poco: 600mila persone non possono permettersi i farmaci

Nell’ultimo anno, a causa della pandemia, sono aumentati i tassi di povertà. E sono numerosissime le persone in Italia che non possono permettersi l’acquisto dei farmaci di cui hanno bisogno.
La salute è il bene più importante. E non c’è ricchezza, non c’è benessere se ovviamente non ci si può curare. Non è, però, scontato ricordare che i soldi possono in realtà regalarti un po’ di salute o perlomeno l’accesso alle terapie, soprattutto quando i dati del 9° Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico) dimostrano che ci sono circa 600mila persone che non possono acquistare i medicinali di cui hanno bisogno.
Se 600mila persone sembrano tante (e lo sono), sembrano ancora più numerose perché questo rapporto dimostra che nel 2021 c’è stato un incremento del 37,63% di persone in povertà sanitaria. Come mai? La causa pare essere la pandemia da Covid-19 che ha arrecato gravi danni alla salute e al reddito di milioni di residenti.

Leggi: Ohga


Riformare l’aiuto agli anziani – di Cinzia Arena

La Fondazione per la Sussidiarietà ha presentato il rapporto Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza realizzato in collaborazione con le Fondazioni Don Gnocchi e Sacra Famiglia e le Università di Milano (Statale e Politecnico), Parma e BergamoRisorse.
Dal documento risulta che le risorse per l’assistenza di anziani e disabili vengono destinate con il contagocce. L’Italia infatti destina a queste due categorie solo il 2,5% del Pil, contro una media del 3,5% dei Paesi Ocse e percentuali al di sopra del 4% di Germania, Gran Bretagna e Francia. Una distanza da colmare con l’istituzione di un Servizio nazionale per la non autosufficienza che superi l’attuale frammentazione degli interventi: un sistema integrato con un fondo nazionale e un unico canale di accesso.
Lo studio della Fondazione evidenzia il ruolo chiave del non profit che oggi copre la metà dell’offerta dei posti letto per anziani e disabili (il 49% per la precisione) rispetto al 42% di dieci anni fa. In crescita anche il privato (26%) mentre il pubblico è sceso dal 30 al 35%. Con 13,8 milioni di anziani, l’Italia è uno dei Paesi più vecchi del mondo. Gli over 65 sono il 23% della popolazione (il 20% nell’Unione Europea). Una quota destinata a salire in futuro. I disabili con gravi limitazioni nelle attività abituali sono circa 3,1 milioni, il 5,2% della popolazione. La spesa per il long term care, vale a dire per assistere gli anziani, è in Italia circa lo 0,7% del Pil, la metà rispetto ai Paesi Ocse (1,5%), e molto inferiore rispetto ai maggiori partner europei.

Leggi: Centro Studi 50&più


La Commissione europea presenta il suo piano per l’economia sociale – di Patrizia Toia

L’economia è fatta di esseri umani e non può essere ridotta a bilanci e profitti.
Per questo è importante che, dopo tanti anni di lavoro e di battaglie di chi crede nel valore e nella centralità delle persone, la Commissione europea abbia finalmente presentato un piano d’azione per promuovere l’economia sociale. È il risultato del lavoro e dell’impegno appassionato del Commissario Nicolas Schmit, oltre che di tutti gli attori del settore e anche dell’Intergruppo parlamentare, di cui sono co-presidente.
L’economia sociale comprende una serie di imprese, organizzazioni e soggetti giuridici, come le imprese sociali, le cooperative, le società di mutuo soccorso, le mutuelles, le associazioni senza scopo di lucro e le fondazioni. Questi soggetti, che sono gestiti in modo partecipativo e dal basso, mettono le persone e l’ambiente al centro della loro missione e reinvestono la maggior parte dei loro profitti nell’organizzazione stessa o in una specifica causa sociale.
L’Europa conta 2,8 milioni di soggetti dell’economia sociale, i quali danno lavoro a 13,6 milioni di persone. Sono tante, ma la loro importanza non è solo nei numeri o nei servizi sociali che offrono, quanto nella loro capacità di dimostrare che c’è un modo diverso, praticabile e concreto, di fare impresa, di usare i fondi e di essere degli operatori economici attivi e dinamici.
Con questo piano d’azione finalmente si apre una pagina nuova della politica europea che offre al settore dell’economia sociale il sostegno di cui ha bisogno per crescere, avere successo e creare lavoro e coesione sociale. Si tratta di un piano a cui lavoriamo da tanto tempo e che prende le mosse dall’iniziativa della Commissione per l’imprenditoria sociale del lontano 2011, oltre a essere il risultato di un ampio processo di consultazione con i cittadini e i portatori di interessi.
Un’iniziativa tanto più importante in questo momento di difficoltà in cui la crisi causata dal Covid-19 ha messo in luce la resilienza e l’inventiva dei modelli di business dell’economia sociale. Si tratta però di un percorso lungo su cui dovremo lavorare nei prossimi anni.

Leggi: Welforum


Luci e ombre sulla riqualificazione del patrimonio edilizio

Vi proponiamo una sintesi ragionata dello Studio “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione” pubblicato in Documentazione e Ricerche n.32/3 dalla Camera dei Deputati del 9.12.2021.
Link: Nota_Il_recupero_e_la_riqualificazione_energetica_del_patrimonio_edilizio_Camera_-_27122021_.pdf

Leggi: Nuove Rigenerazioni


Un Superbonus distorsivo e poco sostenibile – di Giuseppe Pisauro

Le forze politiche festeggiano il rinnovo del Superbonus inserito in legge di bilancio. Come tutti gli altri bonus edilizi, però, anche il 110 per cento ha il difetto di favorire le fasce più abbienti, cui si aggiunge la totale insostenibilità per le finanze pubbliche.
Raramente una misura ha ricevuto il sostegno pressoché unanime delle forze politiche in Parlamento come nel caso del Superbonus – o Ecobonus – 110 per cento. Le motivazioni avanzate sono varie. La più importante sembra essere il rinnovamento del patrimonio edilizio del Paese in funzione della transizione ecologica. In questa ottica, i dati mostrano che il Superbonus è semplicemente non sostenibile e distorsivo. A tutto novembre, una spesa di oltre 13 miliardi ha finanziato circa 70 mila interventi, che corrispondono allo 0,54 per cento delle abitazioni unifamiliari e allo 0,87 per cento dei condomini. La cifra che occorrerebbe per coprire l’intero patrimonio viaggerebbe così verso i duemila miliardi. L’eccessiva generosità rende lo schema inefficiente, dal momento che, eliminando ogni conflitto di interesse tra proprietari di immobili e imprese edili, induce un aumento del costo del risparmio energetico – come ha sottolineato il Presidente del Consiglio nella conferenza stampa di mercoledì, quando ha ricordato “l’aumento straordinario dei prezzi delle componenti per fare le ristrutturazioni”. Una bella illustrazione delle conseguenze del fenomeno noto agli economisti come terzo pagante.

Leggi: La Voce


“Stop al privato: la sanità dev’essere pubblica. E per riformare il territorio medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali devono diventare dipendenti del Ssn”. Ecco la piattaforma della Fp Cgil Medici

In un corposo documento il sindacato lancia le sue proposte per riformare la sanità. E il primo j’accuse è sulla china privatistica che dalla 833 in poi ha preso il Ssn: “È il momento di operare un cambiamento radicale profondo e sistemico, restituendo ai cittadini i loro diritti”. E sulla formazione si chiede il superamento del numero chiuso per l’accesso a medicina. IL DOCUMENTO
“Con la pandemia abbiamo dovuto prendere atto che le riforme successive alla 833 si sono allontanate dall’obbiettivo di costruire progressivamente un sistema di tutele della salute equo, universale, solidale, diffuso, strutturalmente solido. Questo è, pertanto, il momento di operare un cambiamento radicale profondo e sistemico, restituendo ai cittadini i loro diritti”. Inizia così il documento ‘La salute delle Comunità’ elaborato dalla Fp Cgil Medici e che verrà presentato oggi in un evento.
Il documento rappresenta una vera e propria piattaforma programmatica che traccia la rotta del futuro della nostra sanità che per la Cgil non può che essere pubblica. E per questo occorre “spezzare l’evidente conflitto di interessi tra il privato (soggetto di profitto) e la persona assistita che paga le tasse perché le sia garantito il diritto alla salute. La Salute dei cittadini non può essere soggetto e oggetto di mercato con le sue determinazioni competitive. È un ossimoro gestire la salute dei cittadini mettendo in competizione pubblico e privato”.

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

Domande di pensione: errori formali non giustificano il rigetto di Inps

Gli errori formali nella compilazione delle domande di pensione non giustificano la reiezione della prestazione, se il lavoratore ha i requisiti contributivi e di età richiesti dalla normativa vigente. Si potrebbe sintetizzare così il contenuto di due sentenze emesse dai Tribunali di Aosta e di Grosseto che, grazie ai legali dell’Inca, hanno restituito il diritto alla pensione a tre lavoratori, ai quali l’Inps aveva bocciato la domanda di pensione, perché formalmente sbagliate.
Non è la prima volta che i legali dell’Inca si imbattono in cause di questo tipo, ma quello che desta anche una certa ilarità è la difesa dell’Inps nel sostenere la propria posizione. Nella prima pronuncia, quella del Tribunale di Aosta (sentenza n. 59/2021), si legge infatti che i due lavoratori coinvolti avrebbero indicando nella domanda “pensione di anzianità anticipata”, anziché Quota 100, a cui si riferiva in realtà la loro richiesta. Una errata specificazione che non legittima il rifiuto della domanda, dal momento che le due tipologie di pensione “fanno parte di un unico genus di prestazione previdenziale”, spiega la sentenza.

Leggi: Inca


Contagio come infortunio: primi riconoscimenti alla Fiac di Bologna

Grazie alla Fiom e all’Inca di Bologna, l’Inail riconosce le tutele antinfortunistiche ad una cinquantina di dipendenti di un’anzienda metalmeccanica bolognese, contagiati dal Coronavirus.
Avevano contratto la malattia sul posto di lavoro tra febbraio e marzo dello scorso anno ma, solo qualche giorno fa, a seguito di una richiesta di riconoscimento avviata dal Patronato della Cgil, insieme al sindacato dei metalmeccanici, è arrivata la conferma da parte dell’Istituto assicuratore che ad una cinquantina di lavoratori della Fiac Compressori di Pontecchio Marconi, primo caso nel bolognese in ambito metalmeccanico, sarà corrisposta una tutela in più, quella della qualificazione del periodo come infortunio e non come malattia.
Una decisione che consentirà loro di ottenere più facilmente le terapie post infezione e l’eventuale riconoscimento dei postumi permanenti causati dal virus. Prestazioni non scontate, considerando la difficoltà di dimostrare con certezza dove è avvenuto il contagio e dunque il nesso causale con l’attività lavorativa.

Leggi: Inca


Covid. Dalle quarantene all’isolamento ecco tutte le nuove regole. La circolare del Ministero

Pubblicato il documento che chiarisce le nuove misure del decreto legge varato dal Governo e pubblicato in Gazzetta ufficiale e che sono in vigore da oggi. “Terza dose riporta efficacia vaccini contro Omicron a livelli comparabili a quelli contro la variante Delta conferendo una buona protezione nei confronti della malattia grave”. LA CIRCOLARE
“I primi dati sull’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Omicron suggeriscono che la stessa sarebbe in grado di ridurre l’efficacia dei vaccini nei confronti dell’infezione, della trasmissione, e della malattia sintomatica, soprattutto in chi ha completato il ciclo di due dosi da più di 120 giorni. La terza dose riporterebbe tuttavia l’efficacia dei vaccini a livelli comparabili a quelli contro la variante Delta conferendo una buona protezione nei confronti della malattia grave. Per tali ragioni è opportuno promuovere la somministrazione della terza dose di richiamo (“booster”) e differenziare le misure previste per la durata ed il termine della quarantena sia in base al tempo trascorso dal completamento del ciclo vaccinale primario che alla somministrazione della dose “booster””.
È quanto si legge nella premessa della nuova circolare del Ministero della Salute che chiarisce le nuove misure del decreto legge varato dal Governo e pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Leggi: Quotidiano Sanità


 Le necessità dei caregiver europei – di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)

E’ dedicato ai caregiver in Europa il quinto capitolo del volume a cura di Franco Pesaresi “Il manuale dei caregiver familiari. Aiutare chi aiuta”, edito da Maggioli (2021). Nel breve estratto che qui proponiamo, Pesaresi si concentra sulle necessità dei caregiver, tra cui la conciliazione fra assistenza, lavoro e vita privata, un adeguato sostegno al reddito e il riconoscimento del servizio di cura da essi svolto, tanto a livello sociale quanto da parte del sistema dei servizi.
Il volume, promosso dalla Fondazione Cenci Gallingani, è ora disponibile gratuitamente in download.

Leggi: I Luoghi della Cura


 

 NEWS:

martedì 21 dicembre 2021
Una trattativa per cambiare, ma sarà una vera riforma?

Il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, commenta l’avvio della trattativa sul sistema previdenziale e la disponibilità del governo a discutere a tutto campo sulla base della piattaforma unitaria dei sindacati. Oggi la road map. Rimane critico il giudizio sulle scelte della Legge di bilancio
Segretario Ghiselli, oggi il presidente del Consiglio vi presenterà il calendario dei prossimi incontri sulle pensioni. Possiamo dire che si supera finalmente un blocco che resiste da anni e che si avvia il percorso che porterà al superamento della riforma Fornero?
Ieri il presidente del Consiglio ci ha confermato che il governo è disponibile ad avviare un confronto sulla modifica delle attuali normative previdenziali. E il governo è disposto a farlo partendo dagli argomenti contenuti nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl, Uil che ieri abbiamo portato di nuovo a Palazzo Chigi. Oggi avremo il calendario degli incontri di approfondimento. Per il governo alle prossime riunioni tecniche ci saranno il sottosegretario Garofoli, il consigliere Leonardi e i tre ministri competenti, quello de Lavoro, Andrea Orlando, dell’economia, Daniele Franco e Renato Brunetta, ministro della pubblica amministrazione.

Leggi: Collettiva, 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Anziani, patto per il welfare. Supporti medici? Sì, ma anche aiuti alle famiglie

Il 2022 potrebbe essere decisivo per la riforma dei servizi per i non autosufficienti. Le richieste avanzate al governo dall’Alleanza di oltre 40 enti della società civile. Più fondi nella Legge di bilancio: mancano circa 200 milioni di euro per l’assistenza
Nel 2022, in Italia, il modo in cui ci si prende cura degli anziani potrebbe finalmente iniziare a cambiare. Ma molto dipende dalla Legge di bilancio. E da come verrà modificata in seguito al dibattito parlamentare in corso. Il nostro è un Paese vecchio e in invecchiamento. Oggi i cittadini sopra i 65 anni sono quasi quattordici milioni, pari al 23 per cento della popolazione. È il dato più alto di tutta l’Unione europea, ma si stima che crescerà ancora, arrivando a raggiungere il 34 per cento nel 2050. Il termine anziano, però, riguarda persone molto diverse tra loro, per età, risorse e bisogni: dall’arzillo neo-pensionato all’ottantenne acciaccata fino al novantenne con demenza.
Per creare un welfare che li sostenga tutti è meglio suddividerli almeno in tre gruppi: attivi, fragili e non autosufficienti. Per le prime due categorie non si hanno molti dati a disposizione, mentre nella terza si contano 2,6 milioni di persone circa. Ed è proprio per loro che la situazione potrebbe cambiare. «Serve un ripensamento di sistema», sostiene Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci al Welfare. A suo parere «occorre passare da una logica “prestazionale” a una di presa in carico e di accompagnamento della persona nella parte finale della propria vita», spiega.

Leggi: Corriere della Sera, 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Iva al terzo settore, pericolo scampato (per ora)

Nella notte approvato in Senato l’emendamento che rinvia di due anni l’entrata in vigore della norma. Tommasini “E’ una buona notizia, frutto della mobilitazione di questi giorni; siamo disponibili e pronti al dialogo per trovare soluzioni definitive”
Questa notte la maggioranza al Senato ha approvato un emendamento alla Legge di Bilancio che rinvia l’entrata in vigore della norma che assoggetta tutto il terzo settore al regime Iva.
“È una buona notizia – dichiara Chiara Tommasini, presidente di CSVnet – perché è stato scongiurato, per il momento, un provvedimento che avrebbe messo in difficoltà tutto l’associazionismo, con aggravio di costi e adempimenti burocratici. Senza peraltro giovare alla casse dello Stato perché la novità avrebbe riguardato gli enti che non svolgono attività commerciali.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
I comuni potranno assumere assistenti sociali. Gazzi: “Nessuno ha più alibi”

L’emendamento alla Legge di Bilancio approvato in nottata: fino al 2026 gli enti potranno assumere una figura ogni 6.500 abitanti e tendere a una ogni 4000, attingendo al Fondo di Solidarietà Comunale garantito dallo Stato. Il presidente dell’Ordine: “Vigileremo”. Le senatrici M5s: “Soddisfatte, eguali servizi territoriali a tutti i cittadini”
Tutti i comuni italiani potranno assumere assistenti sociali, a tempo indeterminato, per raggiungere la soglia di uno per 6500 abitanti e tendere a uno ogni 4000 entro il 2026, attingendo al Fondo di Solidarietà Comunale garantito dallo Stato. Il M5s commenta per voce delle senatrici Nunzia Catalfo, Grazia D’Angelo e Antonella Campagna, firmatarie dell’emendamento approvato in nottata, il risultato. “Con il via libera della commissione Bilancio al nostro emendamento, il M5S ha ottenuto un altro straordinario risultato a tutela delle fasce più fragili delle popolazione e assicurare servizi sociali adeguati da Nord a Sud: dal prossimo anno, infatti, e fino al 2026, ogni Comune italiano potrà assumere un assistente sociale ogni 6.500 abitanti. Grazie alla nostra proposta, che rimuove vincoli alle assunzioni, gli enti locali potranno procedere al potenziamento di fatto degli organici per assicurare servizi sociali adeguati ai propri cittadini.
Leggi: https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/i_comuni_potranno_assumere_assistenti_sociali_gazzi_nessuno_ha_piu_alibi_
Redattoresociale.it – 21.12.2021 – C’era una volta la legge sul caregiver. Che fine ha fatto? Lo domanda First – di Chiara Ludovisi
Sui vari progetti di legge, accorpati e incardinati presso la commissione Lavoro del Senato, “sembra essere sceso l’oblio, come se i caregiver familiari fossero scomparsi”. Intanto, con la pandemia, la condizione del caregiver è sprofondata. “Dove sono, nel Pnrr, interventi mirati all’effettivo riconoscimento del valore sociale di cura?”
C’era un volta un progetto di legge sul caregiver familiare. Ce n’erano diversi, anzi, “accorpati e poi incardinati nel 2018 presso la Commissione permanente del Senato ( Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale)”. A ricordarlo è la First (Federazione italiana rete sostegno e tutela), visto che “sembra essere sceso l’oblio, non se parla più, come se, tutto di un tratto, i caregiver familiari fossero scomparsi e non esistano più”.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Pensioni, parte il cantiere

Dall’incontro sindacati-governo un calendario di nuovi incontri per una vera riforma del sistema previdenziale, a cominciare dalla legge Fornero. Landini: “Si riparta dalla piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil”
“Abbiamo consegnato una piattaforma unitaria. Il governo ha deciso di far partire tre confronti: uno sulla flessibilità in uscita, uno sulla pensione per giovani e donne e il terzo sulla previdenza complementare”. Pressoché unanime il giudizio dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Bombardieri e Sbarra, all’uscita dal Palazzo Chigi dopo l’incontro con il presidente del consiglio Draghi, i ministri dell’Economia Franco, del Lavoro Orlando e della Pubblica amministrazione Brunetta.
Landini ha sottolineato come “abbiamo consegnato al governo la proposta unitaria sulla riforma delle pensioni e abbiamo chiesto che il confronto che si dovrà aprire deve affrontare tutte le questioni che dentro la piattaforma ci sono, quindi non ci interessa di discutere di qualche aggiustamento ma fare una riforma che corregga tutte le distorsioni, gli errori, i limiti e le diseguaglianze che ci sono dentro alla riforma Fornero”. Sui vari temi, ha proseguito il numero uno della Cgil, “il governo si è impegnato a farci aver domani mattina un calendario di incontri da avviare nei prossimi giorni e mesi in modo che l’insieme di queste questioni venga affrontato”.

Leggi: Collettiva, 20/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Rsa. Via libera in Stato-Regioni ai fondi per la videosorveglianza nelle strutture per anziani e disabili e a sostegno caregiver

L’intesa ripartisce 80 mln per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, nonchè all’acquisto delle apparecchiature rivolte alla conservazione delle immagini. Espresso anche il parere favorevole sul riparto del fondo per il sostegno ai caregiver.
”Spesso la cronaca ci riferisce di intollerabili episodi di maltrattamenti ad anziani o disabili ricoverati in strutture socio sanitari e socio assistenziali. Fatti semplicemente inqualificabili, per questo oggi in Conferenza Stato-Regioni abbiamo preso con il Governo una importante decisione sancendo una intesa sul fondo per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso in tali strutture”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.
Si tratta di 80 milioni che sono stati ripartiti tra le Regioni proprio con l’obiettivo di assicurare – ha spiegato il Presidente – una maggiore tutela alle persone ospitate nelle strutture residenziali, semi-residenziali o diurne”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 20/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Immaginare e progettare la rigenerazione sul piano urbano

Nel mese di novembre l’INU, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, ha organizzato URBANPROMO, una settimana di approfondimenti su temi di interesse per la progettazione degli ambienti di vita e di lavoro nelle città.
Proponiamo, in particolare, alla vostra attenzione due dei temi trattati:
La Carta per i grandi eventi nelle città ricche di patrimonio
Progetti per la rinascita di parti di città
Relativamente al primo punto, l’INU fa presente come in passato, molte città hanno utilizzato i grandi eventi per sostenere i propri piani e progetti urbanistici, sviluppare il turismo o migliorare la propria visibilità. L’attenzione è stata spesso concentrata sulla creazione di nuove infrastrutture per lo sport o la cultura. Recentemente, alcuni organizzatori di grandi eventi, tra cui le Olimpiadi, hanno preferito intervenire nel tessuto urbano e utilizzare strutture già esistenti, rinnovandole o adattandole a nuovi scopi.
Per le città storiche e ricche di patrimonio culturale questo cambiamento rappresenta un’opportunità di sviluppo ma anche una minaccia per il patrimonio. La “Carta per i grandi eventi nelle città ricche di patrimonio” risponde alle sfide emergenti per le città che ospitano grandi eventi, soprattutto quando questi utilizzano, adattano infrastrutture e spazi esistenti all’interno di contesti storici.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 20/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Covid e over 65. Senior Italia FederAnziani: “Difficoltà di accesso alle cure per la metà dei senior”

In un’indagine la fotografia di com’è cambiato dopo il Covid l’universo senior. A fronte di un peggioramento nella salute collettiva, e a causa delle liste d’attesa più lunghe che nel periodo precedente la pandemia, sono diventati più difficili di prima i rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale, con il 55,4% del campione che ha avuto più difficoltà che rispetto al passato a prenotare visite specialistiche o esami diagnostici
Vita sociale azzerata per un over 65 su due, aumento di insonnia, ansia e depressione, riduzione dell’attività fisica e difficoltà nell’accesso alle cure, ma anche più cura per l’ambiente in cui si vive, riscoperta del piacere della lettura e come sempre, al centro di tutto, la necessità di supportare più che mai dal punto di vista economico figli e nipoti. Questa la nuova normalità post-Covid per l’universo degli over 65, secondo quanto emerge da un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani. Una normalità dominata ancora dalla paura del virus che non viene meno, e invita a non abbassare la guardia neanche dopo la vaccinazione.

Leggi: Quotidiano Sanità, 20/12/2021


sabato 18 dicembre 2021
E i designer imparano a progettare per una società “matura” – Basta terza età, ora c’è la longevità

Al Politecnico di Milano si formano studenti attenti a creare oggetti e case più inclusive, puntando sulla frugalità
Longevità e innovazione responsabile è il corso varato da due anni dal Dipartimento di design del Politecnico di Milano e dalla Fondazione Ravasi Garzanti, che assieme a forze sociali, istituzioni e università promuove un nuovo approccio alla longevità» racconta Francesco Samoré, docente del Politecnico che ne è responsabile. «Insegna ai designer in erba un nuovo approccio alla progettazione. Gli studenti non progettano chiusi nella propria bolla, ma fanno squadra con chi già lavora per far stare bene le persone in una società sempre più matura: chi si impegna nei servizi di assistenza, il personale della pubblica amministrazione, creatori di start up tecnologiche. L’obiettivo è dare forma a una cultura inclusiva che si esprime nel “design per tutti”. È una filosofia che si applica, ad esempio, a quello che si deve fare per garantire agli anziani di continuare a vivere bene in casa anche quando l’autonomia si riduce. Di soluzioni ce ne sono già tante, ma non sono sempre davvero efficaci: alcune sono il frutto di una visione tecno-ottimista, che considera la tecnologia “la” risposta ai problemi. Poi magari l’aggeggio cozza con la diffidenza di chi dovrebbe trarne vantaggio.

Leggi: Io Donna, 18/12/2021


sabato 18 dicembre 2021
Bollette, piano a rate in 10 mesi per le famiglie in difficoltà

Il meccanismo potrà scattare per i mancati pagamenti di fatture emesse tra gennaio e aprile. Anticipo di 1 miliardo a favore dei venditori – di Celestina Dominelli
La definitiva messa a terra del meccanismo spetterà all’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera), ma intanto il governo cala l’asso della rateizzazione per le famiglie in difficoltà con il pagamento delle bollette di luce e gas e fissa un sistema di compensazione, con un miliardo di euro a disposizione, a favore dei venditori di energia interessati dalla procedura. È quanto prevede uno degli emendamenti alla manovra presentato ieri dall’esecutivo, in commissione Bilancio al Senato, che conferma il pacchetto di misure tampone per contenere l’impatto dei nuovi aumenti in arrivo a gennaio.
La novità, però, è rappresentata dalla possibilità di attivare un piano di rateizzazione per non più di 10 mesi. Ma come funzionerà questa strada? Sarà l’Arera a fissare, a valle dell’approvazione del provvedimento, con una delibera ad hoc, le modalità applicative, ma lo schema sembra sostanzialmente ricalcare quanto era stato già previsto per i clienti morosi in piena emergenza pandemica, come spiega al Sole 24 Ore il numero uno dell’Authority, Stefano Besseghini: «Il provvedimento del governo si muove nella direzione di una cosa già accaduta, in forma minore, nel periodo del lockdown. In quella situazione emergenziale, le delibere di Arera riguardarono anche le modalità di pagamento.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 18/12/2021


venerdì 17 dicembre 2021
Case, 9 milioni fuori dai target Ue per il risparmio energetico

È sul banco degli imputati per le pesanti emissioni di anidride carbonica. Per questo si è scelto a livello europeo di dettare regole stringenti affinché il patrimonio edilizio dei singoli Stati membri dell’Unione venga reso più efficiente dal punto di vista energetico. Regole con le quali lo stock immobiliare italiano vetusto deve fare i conti, soprattutto in termini di costi per mettere in atto la riqualificazione, oggi agevolata dai diversi bonus del Governo, domani non si sa.
Gli immobili rappresentano, infatti, secondo i dati della società di consulenza JLL il 35% delle emissioni globali. «Il patrimonio immobiliare italiano per il 74,1% è stato realizzato prima dell’entrata in vigore della normativa completa sul risparmio energetico e sulla sicurezza sismica» dice Gabriele Buia, presidente Ance (associazione nazionale dei costruttori edili). Quindi nove milioni di immobili, su 12,2 milioni di edifici, non sono in grado di garantire le performance energetiche richieste per gli edifici costruiti successivamente, e sono molto lontano dalle prestazioni minime richieste alle abitazioni dei nostri giorni.

Leggi: Quotidiano Condominio, 17/12/2021


giovedì 16 dicembre 2021
Casa e ambiente, dal 2030 nuovi edifici a emissioni zero

La direttiva Ue. Nell’ambito della politica «Fit for 55» sull’efficienza energetica nell’edilizia pubblica e privata, la Commissione propone che le abitazioni più inquinanti passino in nove anni da classe G a F
La Commissione europea ha presentato ieri le sue attese proposte legislative dedicate all’efficienza energetica nell’edilizia pubblica e privata. L’obiettivo è ridurre drasticamente le emissioni nocive di un settore particolarmente inquinante. Il pacchetto fa parte della politica ambientale “Fit for 55” che punta alla riduzione del gas a effetto serra del 55% entro il 2030, rispetto ai dati del 1990. Nel contempo, Bruxelles ha proposto acquisti in comune di gas.
Dal 2030 in poi i nuovi edifici privati non dovranno produrre emissioni nocive (la data per gli edifici pubblici è anticipata al 2027). Concretamente significa che «gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili», spiega la Commissione. Le proposte comunitarie introducono anche nuovi standard minimi.

Leggi: Inu, 16/12/2021


mercoledì 15 dicembre 2021
La povertà sanitaria aumenta del 37,6% nel 2021 rispetto all’anno precedente. 600.000 persone senza cure

Nel 2021, almeno 597.560 persone povere non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno. Si tratta di 163.387 persone in più rispetto alle 434.173 del 2020. Si è registrato, quindi, un incremento del 37,63% di persone in povertà sanitaria. L’aumento deriva dalla pandemia da Covid-19 che ha arrecato gravi danni alla salute e al reddito di milioni di residenti.
È quanto emerge dal 9° Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico). I dati, rilevati attraverso la rete dei 1.790 enti assistenziali convenzionati con il Banco ed elaborati da OPSan, sono stati presentati il 16 dicembre 2021, in un convegno in diretta streaming promosso da Banco Farmaceutico e AIFA.
Nonostante il forte universalismo del nostro Servizio Sanitario Nazionale, il 42,2% della spesa farmaceutica è a carico delle famiglie, che nel 2020 (ultimi dati disponibili) hanno speso 8,7 miliardi di euro su un totale di 20,5 miliardi.

Leggi: In Salute, 15/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
Presentato il XIX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità

Un paziente su due dichiara che con la pandemia sono aumentate le criticità nell’accesso alla diagnosi e cura per la propria patologia. A subire rinvii e ritardi sono ancora le visite specialistiche e diagnostiche, in aumento le difficoltà ad attivare l’assistenza domiciliare integrata e a farsi riconoscere l’invalidità o handicap. Va meglio sul fronte della prevenzione, grazie al recupero di alcuni ritardi negli screening programmati e nelle vaccinazioni ordinarie. Dalla pandemia inoltre un impulso positivo alla telemedicina.
Costi privati in aumento per un paziente su due e uno su cinque è stato costretto a rinunciare alle cure per motivi economici.
Insieme alle difficoltà e richieste dei cittadini affetti da una patologia cronica e rara, ci sono quelle dei caregiver familiari – oltre sette milioni nel nostro Paese – che chiedono meno burocrazia e più tutele a livello lavorativo e, i più giovani, nel percorso di studi
La fotografia emerge dal XIX Rapporto sulle politiche della cronicità, dal titolo “La cura che (ancora) non c’è”, presentato oggi da Cittadinanzattiva e realizzato con il coinvolgimento di 64 associazioni di pazienti con patologia cronica e rara aderenti al CnAMC (Coordinamento nazionale Associazioni Malati cronici) e di circa 3000 pazienti. Il Rapporto è realizzato con il sostegno non condizionato di MSD e di Chiesi.

Leggi: CittadinanzAttiva, 14/12/2021


lunedì 13 dicembre 2021
Il caro bollette deve essere affrontato partendo dai poveri

La questione della povertà energetica è di grande attualità per l’impatto che l’aumento del prezzo del gas sta avendo sulle famiglie. Le misure del governo messe in campo finora non sono adeguate a fronteggiare un problema crescente.
Il governo Draghi invece di spalmare le risorse per la riduzione delle bollette tra tutte le utenze dovrebbe intervenire sul bonus gas e luce, aumentando il contributo, allargando la platea e correggendo i limiti che fino a oggi lo hanno caratterizzato.
E si potrebbe passare da un contributo al consumo a interventi di isolamento termico degli edifici e di autoproduzione dal solare che possono consentire di ridurre drasticamente la spesa delle famiglie.

Leggi: Domani, 13/12/2021


lunedì 13 dicembre 2021
La prima risposta al caro bollette sono le comunità energetiche

A Ussaramanna, piccolo comune con 512 abitanti nella provincia del Medio Campidano in Sardegna, la stangata dei prezzi dell’elettricità si sentirà molto meno. Oltre 60 tra famiglie e imprese, compresi un bar e una parrucchiera, si sono messi insieme per condividere l’energia fornita da tre impianti fotovoltaici: uno da 11 kilowatt già presente sul tetto del municipio e due per 60 kilowatt complessivi che saranno installati sul Centro di aggregazione sociale e sul deposito comunale, per una produzione totale di circa 72 megawattora all’anno. «Grazie a questa operazione i soci risparmieranno circa il 25 per cento del costo dell’energia» spiega Sara Capuzzo, presidente di Enostra, cooperativa energetica di Milano che ha fornito la sua consulenza, «e con l’aumento delle quotazioni del metano il beneficio aumenterò ulteriormente». Ma non è solo il portafoglio ad aver
spinto gli abitanti di Ussuramanna ad aderire al progetto: «È palpabile anche la voglia di essere più autonomi e di contribuire alla transizione energetica e allo sviluppo di iniziative di carattere sociale a vantaggio di tutta la collettività» sostiene Capuzzo.

Leggi: Domani, 13/12/2021


lunedì 13 dicembre 2021
Lavori in casa e scadenza di fine anno: come anticipare i bonus in otto mosse.

Verso il 31 dicembre. La data di pagamento può ancora bloccare la detrazione-facciate al 90% o la spesa a 16mila euro per i mobili Per cedere le agevolazioni ordinarie occorre spesso la congruità delle spese, mentre per il superbonus resta il Sal minimo del 30%.
Mai come quest’anno la scadenza del 31 dicembre è cruciale per le detrazioni edilizie. Il disegno di legge di Bilancio – non ancora approvato – prospetta per ora una riduzione del bonus facciate dal 90 al 60% nel 2022. E taglia da 16mila a 5mila euro la spesa massima agevolata dal bonus mobili. Per le agevolazioni ordinarie, invece, è in arrivo una proroga triennale, mentre il superbonus otterrà una conferma fino al 2025 per i condomìni, con detrazioni calanti e regole ancora da votare in Parlamento su unità monofamiliari e lavori trainati. Intanto, il decreto Antifrodi – in vigore dal 12 novembre scorso – impone
l’asseverazione di congruità delle spese e il visto di conformità per cedere o sfruttare con sconto in fattura le detrazioni diverse dal 110 per cento. Ponendo così un vincolo in più a molti dei proprietari che stanno cercando in questi giorni di prenotare o anticipare le attuali agevolazioni, districandosi anche tra il boom dei prezzi e i ritardi nelle consegne.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 13/12/2021


DALLE REGIONI:

martedì 21 dicembre 2021
SUNIA, SICET ed UNIAT APS di Roma e Lazio hanno sollecitato un urgente intervento dell’Assessore Capitolino alla Casa, Tobia Zevi con il Prefetto, al fine di garantire la permanenza in casa alle famiglie fragili sotto sfratto nel periodo natalizio, dando così le gambe alla recente mozione approvata in Consiglio Comunale.

Gli sfratti previsti anche per i primissimi giorni dell’anno rischiano di essere eseguiti, se non viene proclama la consueta “tregua” che, da sempre, evita la concessione della forza pubblica fino alla metà di gennaio.
L’Assessore ha recepito la gravità della situazione e si è impegnato a rappresentarla al Prefetto con urgenza.
I giorni della cosiddetta tregua saranno comunque essere utilizzati per trovare delle soluzioni a situazioni emergenziali e consentirà di attivare, con le parti sociali, un momento di confronto e pianificazione.
I fondi recentemente stanziati dalla Regione Lazio sulla morosità incolpevole saranno oggetto di un incontro della prossima settimana per valutare come si possa costruire un bando più efficiente che con rapidità eroghi il contributo individuato.

Leggi: Sunia, 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Il welfare nel PNRR a Milano e in Lombardia

Un passo nella messa a fuoco delle azioni che verranno promosse col PNRR a Milano e in Lombardia è stato compiuto il 13 dicembre a Milano. Nell’ambito dell’iniziativa Italiadomani – Dialoghi sul PNRR promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri si è tenuto un incontro con cittadini, imprese e Amministrazioni locali per comunicare i primi contenuti e le opportunità che si aprono col PNRR per il territorio lombardo. All’incontro hanno preso parte i ministri principalmente coinvolti nella formulazione dei piani di sviluppo: Cingolani (Transizione Ecologica), Colao (Innovazione tecnologica e Transizione digitale), Leonardi (capo del Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica economica della Presidenza del Consiglio), insieme a Letizia Moratti (Vice Presidente e Assessore al Welfare della Regione Lombardia), a al sindaco di Milano, Beppe Sala.
In tale contesto sono state presentate le misure in via di definizione per il territorio lombardo e per la città di Milano in particolare per quanto riguarda:
Il rafforzamento della medicina territoriale;
La rigenerazione urbana;
Le infrastrutture e la mobilità sostenibile;
La digitalizzazione delle città e della pubblica amministrazione.

Leggi: Welforum


martedì 21 dicembre 2021
Le barriere architettoniche in stazione? Sono una discriminazione diretta

Lo ha riconosciuto il Tribunale di Bologna, che ha condannato Rfi alla rimozione entro sei mesi degli ostacoli individuati, alla corresponsione di un risarcimento simbolico, alle spese legali e alla pubblicazione dell’ordinanza su quotidiani di tiratura nazionale a proprie spese
Linea ferroviaria Bologna-Porretta, fermata Borgonuovo: la banchina è troppo bassa, nonostante i treni siano ribassati o dotati di piattaforme e pedane. Una situazione che, di fatto, rende la fermata inaccessibile per le persone con disabilità (ma anche per i passeggini, gli anziani con ridotta mobilità, in generale per tutte le persone in condizioni di fragilità motoria). Un disagio che che è stato preso in mano dal Servizio antidiscriminazione di Sidima, la Società italiana disability manager. Le prime risposte fornite dalla Rete ferroviaria italiana – il Piano d’impresa non lo prevede, la stazione non è una stazione ma una fermata, il flusso di persone non giustifica l’investimento – non sono state ritenute adeguate.

Leggi: Redattore Sociale , 21/12/2021


martedì 21 dicembre 2021
Se il caregiver non può andare al Caaf, il Caaf va dal caregiver: si parte a Roma

La fondazione Villa Point e il Caaf Lupo Roma Tuscolana fanno “un regalo di Natale” a tutti i caregiver: il Caaf si fa a misura di disabilità e diventa non solo accessibile, ma anche “a domicilio”, per aiutare le famiglie ad accedere a servizi e sussidi, senza perdersi e attardarsi nelle maglie della burocrazia. L’idea di Fabiana Gianni, mamma caregiver, diventa realtà
Un Caaf a misura di disabilità, per aiutare le famiglie ad accedere a servizi, risorse e benefici, senza perdersi tra le carte della burocrazia: sta muovendo i primi passi a Roma il primo sportello di assistenza fiscale di questo genere, grazie alla convenzione con la fondazione Villa Point. L’idea è della presidente della fondazione, Fabiana Gianni, che in quanto giornalista e mamma-caregiver “militante”, sa bene quanto un servizio di questo tipo possa essere utile per chi si prende cura di un familiare con disabilità e rendere esigibili diritti e tutele che spesso rischiano di perdersi, anche loro, nelle maglie della burocrazia.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2021


lunedì 20 dicembre 2021
Milano. Emergenza sfratti a Milano: presidio dei sindacati inquilini Milano, in queste settimane vengono eseguiti 10 sfratti al giorno e da gennaio, dopo la conclusione dell’ultimo blocco degli sfratti previsto dai decreti governativi, più di 20.000 famiglie attendono l’Ufficiale Giudiziario con la Forza Pubblica.

Non si tratta di numeri ma di famiglie con bambini, anziani e invalidi che si troveranno senza casa con il rischio di restare in mezzo alla strada in assenza di interventi pubblici adeguati.
Si sta profilando un dramma sociale straordinario. Le politiche finora messe in atto da Governo – Regione e Comune si sono dimostrate inadeguate e inefficaci.
Nella prossima Legge di Bilancio, al momento, non è previsto alcun stanziamento per il contributo all’affitto e per la morosità incolpevole a partire dal 2023, nel Pnrr non si prevede alcun incremento di alloggi popolari.
Le leggi introdotte dal 2016 da Regione Lombardia impediscono la rapida assegnazione delle case popolari (SAP) e soluzioni concrete per le famiglie sotto sfratto.

Leggi: Sunia, 20/12/2021


sabato 18 dicembre 2021
Mille strutture per 250 milioni di euro: il grande business delle residenze sanitarie in Sicilia

La Regione copre le spese per i primi 60 giorni di ricovero: tra 111 e 200 euro a paziente
Vale circa 250 milioni di euro all’anno il giro d’affari delle strutture socio-sanitarie siciliane accreditate con il servizio sanitario regionale. Nell’Isola si contano circa mille strutture per un totale di circa 4.500 posti letto. Vi rientrano quelli delle Rsa che ospitano anziani con patologie cronico degenerative, demenza senile e Alzheimer (circa 2.200 posti letto), le comunità terapeutiche assistite per pazienti psichiatrici (1.500 posti letto) e i centri di riabilitazione per le persone affette da disabilità psico-fisico-sensoriale (800 posti letto). Rientrava tra queste ultime la “Suor Rosina La Grua onlus” di Castelbuono, la residenza lager che in cinque anni ha ricevuto convenzioni per 6,2 milioni di euro, un milione e 300 mila euro all’anno circa.
Le tariffe medie nelle strutture siciliane accreditate oscillano tra i 111,80 e i 200 euro al giorno a paziente. La retta è totalmente a carico della Regione per i primi 60 giorni di degenza, successivamente in base al modello Isee viene quantificata una percentuale a carico del paziente o della famiglia.

Leggi: La Repubblica, 18/12/2021


sabato 18 dicembre 2021
I parenti degli anziani: “Visite nelle Rsa troppo difficili”

Una o due visite alla settimana per circa mezz’ora. Per i parenti degli ospiti delle Rsa non si è mai concretizzata la circolare del ministero della Salute (adottata dalla Regione) che da quattro mesi consente visite anche quotidiane, per un massimo di 45 minuti, nelle strutture. «Da un’indagine su alcune Rsa di Firenze è venuto fuori che le visite sono possibili una volta a settimana su appuntamento: è insufficiente, così non si recupera un rapporto di confidenza e condivisione. I familiari poi svolgevano una sorta di controllo, leggero ma importante, che è venuto a mancare» spiega Anna Nocentini, presidente di Adina, associazione per la difesa delle persone non autosufficienti. «Oltre l’80% delle Rsa a livello nazionale disattende la circolare ministeriale: hanno scelto l’isolamento quale unica via per la salvaguardia della salute, ma il sostegno dei parenti fa parte della terapia» rimarca Alessandro Azzoni, che si occupa della questione a livello nazionale con l’associazione Felìcita. Tra i suoi iscritti anche Francesco Sonnati, che ha il fratello nella fiorentina Villa Gisella: «Riesco a vederlo due volte a settimana per 20 minuti, poi in base alle infermiere riesco a stare di più. Capisco ci sia paura dei contagi, ma lui è invalido al 100%, non parla, avrebbe bisogno di visite e attenzioni permanenti come fino al Covid.

Leggi: La Repubblica, 18/12/2021


venerdì 17 dicembre 2021
Regione Abruzzo istituisce la Consulta per la Salute mentale

Ne faranno parte le associazioni più rappresentative del settore, che forniranno al Dipartimento regionale e alle Asl un supporto nella predisposizione degli atti programmatori che riguardano la salute mentale. Verì: “Sono convinta che l’ascolto delle istanze delle associazioni rappresenti un valido contributo per migliorare il lavoro che stiamo portando avanti, rendendolo sempre più adeguato alle esigenze e aspettative di utenti e operatori”.
Sarà istituita in Abruzzo, all’inizio del nuovo anno la Consulta regionale per la Salute Mentale. Lo annuncia in una nota l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che questa mattina ha riunito i direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale delle Asl abruzzesi per confrontarsi sull’attivazione del nuovo organismo consultivo, che affiancherà il Tavolo tecnico della Salute Mentale.
“Della Consulta – spiega l’assessore – faranno parte le associazioni più rappresentative del settore, che forniranno al Dipartimento regionale e alle Asl un supporto nella predisposizione degli atti programmatori che riguardano la salute mentale, ambito al quale stiamo riservando grande attenzione fin dal mio insediamento”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 17/12/2021


venerdì 17 dicembre 2021
Welfare, in Toscana 277 milioni per anziani e non autosufficienti

La regione approva la delibera dell’assessora alle Politiche sociali, Serena Spinelli: “Rispetto a un anno fa le risorse sono confermate, così come l’impegno per i progetti di vita indipendente”
Ammontano a quasi 277 milioni le risorse che la Regione Toscana ha assegnato per il 2022 alle Società della Salute o alle Zone distretto per le attività destinate alle persone anziane e non autosufficienti. La manovra, approvata dalla giunta, stanzia 58 milioni per garantire i servizi domiciliari rivolti a persone anziane non autosufficienti; 12,9 milioni, invece, verranno utilizzati per dare continuità ai progetti di vita indipendente. Infine, i restanti 206 saranno messi a disposizione delle aziende sanitarie per l’inserimento e il mantenimento degli ultrasessantacinquenni non autosufficienti nelle residenze sanitarie assistenziali e nei centri diurni.

Leggi: Redattore Sociale, 17/12/2021


giovedì 16 dicembre 2021
Sicilia, nasce il garante regionale dei diritti degli anziani

L’Ars ha approvato ieri all’unanimità il ddl. La relatrice Margherita La Rocca Ruvolo: gli anziani “sono un grande patrimonio da preservare e custodire gelosamente. Garantire le necessarie tutele giuridiche e di sicurezza”
L’Ars ha approvato ieri all’unanimità il ddl per l’istituzione del Garante regionale per i diritti del cittadino anziano. Esprime soddisfazione la presidente della commissione Salute, Margherita La Rocca Ruvolo, relatrice del testo frutto dell’unificazione di tre proposte di legge presentate dai deputati Galvagno, Lantieri, Calderone e Savona.
“L’esigenza dell’istituzione del Garante dei diritti degli anziani – dice La Rocca Ruvolo – si è ancor più evidenziata nel corso della pandemia con l’omissione vaccinale, o tardiva, di soggetti più deboli over 70 e soprattutto over 80. Gli anziani sono una grande risorsa sociale e morale, rappresentano oggi il vero welfare della società. Sono un grande patrimonio da preservare e custodire gelosamente.

Leggi: Redattore Sociale, 16/12/2021


IN AGENDA:

Un corso Grey Panthers in presenza, a gennaio, per essere davvero Cittadini digitali

La ripresa delle attività in presenza è possibile, purché si rispettino le modalità di sicurezza, GreenPass e mascherina innanzitutto e si usino le cautele necessarie. Per questo, noi della Redazione, volentieri organizziamo un corso in presenza, che si articola in 5 appuntamenti, di un’ora e trenta minuti l’uno: 50 minuti di lezione, seguita da navigazione diretta dei siti, esercitazioni pratiche ed esempi, costruiti sulle esigenze e sulle domande degli iscritti. Al termine di ogni incontro verrà fornita una dispensa, per facilitare il ripasso e l’approfondimento.
I 5 appuntamenti saranno così articolati:
• Imparare a navigare sul sito del Comune di Milano: i servizi online da utilizzare, per risparmiare tempo e fatica.
• Come attivare SPID e come utilizzarlo: gli usi possibili, per essere identificati in sicurezza sui siti della Pubblica Amministrazione.
• Il fascicolo sanitario elettronico: utilità, uso, esempi pratici.
• Il mondo delle APP: quelle native sui nostri dispositivi, quelle che ci procuriamo gratuitamente o che acquistiamo. APP utili per Senior: 118, google maps, whatsapp e altro ancora.
• Home-banking e Moneta Digitale: essere capaci di muoversi con disinvoltura in ogni contesto, senza mettere mano al portafoglio, alle carte di credito, ai Bancomat. Risparmiando tempo e garantendosi maggiore sicurezza.

Leggi: Grey Panthers


“Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

Le nuove figure professionali nel welfare di comunità

Saperi e pratiche del community management. Gli esiti della ricerca di Fondazione Cariplo sui progetti di Welfare in Azione – di Alice Melzi
Un mondo in trasformazione sempre più rapida nelle strutture economiche, sociali e tecnologiche sta ponendo da qualche tempo l’esigenza di riflettere sul tema del lavoro del futuro. Lo sviluppo del lavoro di comunità è un ambito che sta maturando forme di intervento e rapidi cambiamenti nel modo di lavorare nel sociale, oramai paradigmatici di scenari di sviluppo futuri.
La ricerca Le nuove figure professionali nel welfare di comunità realizzata da Fondazione Cariplo sui progetti del programma Welfare in Azione (4 edizioni dal 2015 ad oggi per un totale di 37 progetti) intende restituire una ricostruzione delle nuove figure professionali che si stanno affermando nel campo del lavoro comunitario, per fornire un primo quadro utile alle sfide che il welfare sarà destinato ad affrontare.
Nella ricerca vengono indagati i framework di lavoro, i tipi di pratiche per compiti, gli strumenti e le competenze, le forme decisionali e le difficoltà che queste nuove professioni del welfare si trovano ad affrontare sul campo, in maniera oggi pionieristica.
La ricerca condotta, basata su interviste e focus group realizzati nel periodo tra 2019 e 2020, ha analizzato 22 figure professionali afferenti a 15 progetti appartenenti alle diverse edizioni del programma Welfare in Azione. Per costruire il quadro di queste figure è stato utilizzato l’”approccio delle pratiche” che punta all’attenzione a quell’intelligenza della e nell’azione collaborativa dei soggetti che interagiscono facendo qualcosa insieme per risolvere un problema comune e collettivo, condividendo valori o scopi, e producendo effetti ed impatti non sempre prevedibili.

Leggi: Welforum


Case di Comunità. Facile a dirsi…più difficile a farsi. Ecco una road map per farle sul serio – di Giorgio Banchieri

Passo dopo passo cosa si dovrà fare (e con quali difficoltà) per arrivare alla realizzazione concreta delle nuove Case di Comunità prevista dal Pnrr. Le Case della Comunità dovrebbero essere il luogo fisico di prossimità e di facile individuazione dove la comunità può accedere per poter entrare in contatto con il sistema di assistenza sanitaria e sociosanitaria. Dovrebbero promuovere un modello organizzativo di approccio integrato e multidisciplinare attraverso équipe territoriali e dovrebbero essere la sede privilegiata per la progettazione e l’erogazione di interventi sanitari e di integrazione sociale
Nel PNRR vengono introdotte per la prima volta nel lessico “sanitalese” le “Case di Comunità” che dovrebbero sostituire le preesistenti “Case della Salute” assumendone le funzionalità e implementandone alcune.
In realtà esiste una serie di documenti di policy sanitaria precedenti che definiscono questi modelli di “strutture intermedie” tra ospedali e reti di cure primarie anticipando quanto poi ribadito e sistematizzato in parte nel PNRR stesso. Le novità del PNRR sono relative al loro inserimento in una logica di reti territoriali integrate in base al modello “Hub & Spoke”, precedentemente applicato prevalentemente nel mondo della ospedalità e nelle reti tempo dipendenti. Oltre, ovviamente, alla quantità e capillarità della loro diffusione nei territori.

Leggi: Quotidiano Sanità


Due anni di Covid. Una crisi non solo sanitaria ma globale, che pesa soprattutto sui più deboli – di Grazia Labate

Gli effetti diretti della pandemia mettono alcuni gruppi a maggior rischio di infezione, malattia grave o morte, mentre gli effetti indiretti sono causati dalle varie restrizioni essenziali per controllare la diffusione dell’infezione. Sebbene alcuni gruppi abbiano vulnerabilità comuni in entrambe le categorie, le misure politiche per salvaguardare queste persone possono essere diverse
La pandemia di COVID-19 non ha precedenti e non si riesce ad arrestare. Essa non solo ha provocato una crisi di salute pubblica, ma le misure necessarie per contenere la diffusione del virus hanno portato a gravi crisi economiche, sociali ed educative. Nelle economie e nelle società, le conseguenze della pandemia sono disomogenee e non ancora del tutto calcolabili.
La pandemia ha ulteriormente esacerbato le situazioni delle popolazioni vulnerabili. Siamo in un momento cruciale, che richiede una risposta più che mai collaborativa per espandere la copertura sanitaria universale e la protezione sociale e costruire sistemi sanitari e di protezione sociale più resilienti.

Leggi: Quotidiano Sanità


L’appello di 100 realtà sociali. Basta con il «laissez-faire», è tempo di nuovo welfare – Leonardo Becchetti e Angelo Moretti

L’attualità non sembra darci tregua e ogni giorno, tra allarmi pandemici di nuove varianti ed eventi sempre più drammatici come lo sciame di tornado d’oltreoceano legati al problema del riscaldamento globale, rende fondamentale e urgente la risposta della comunità mondiale alla sfida dei mali pubblici globali.
È innegabile che il nuovo scenario che evidenzia le conseguenze negative per tutti di comportamenti individuali socialmente dannosi (dalle negligenze su precauzione e vaccini alle scelte ambientalmente insostenibili) abbia reso obsoleta la logica del laissez-faire e centrale il tema delle sinergie tra cittadinanza attiva, imprese responsabili e istituzioni illuminate.
È in questa logica che si deve innestare la rivoluzione del welfare in una logica generativa dove l’attenzione agli ultimi promossa dalla società civile e dagli enti di Terzo settore può essere un volano decisivo che, curando relazioni ferite, genera valore economico e quel capitale sociale fondamentale che trasforma leoni da tastiera ossessionati da complotti in cittadini attivi capaci di contribuire al bene della comunità.

Leggi: Avvenire


I LEP tra Corte costituzionale e legge di Bilancio 2022 – Alceste Santuari

Su questo sito abbiamo già affrontato le questioni giuridiche e istituzionali relative ai LEP. A distanza di mesi da quel contributo, i LEP si ritrovano oggetto di una pronuncia della Corte costituzionale e dell’art. 43 del disegno di legge di Bilancio 2022. Prima di analizzare i contenuti della sentenza in parola e dell’art. 43, si ritiene opportuno richiamare alcuni profili dei LEP.
A seguito dell’approvazione della Riforma del Titolo V della Costituzione di cui alla legge costituzionale n. 3/2001, la nozione di livelli essenziali delle prestazioni (LEP) è stata estesa su tutto il territorio nazionale ed è stata costituzionalizzata. L’art. 117, comma 2, lett. m) della Costituzione stabilisce, infatti, che spetta allo Stato la “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.
Determinazione e garanzia dei LEP diventano dunque responsabilità delle istituzioni statali, chiamate, nello specifico, ad assicurare che tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza territoriale, possano fruire degli stessi livelli quali-quantitativi di prestazioni.
La costituzionalizzazione dei LEP, tuttavia, implica la inevitabile “leale collaborazione” delle Regioni, cui la medesima Costituzione, proprio a seguito della Riforma del Titolo V, riconosce la potestà legislativa primaria in materia di servizi sociali e potestà legislativa concorrente in materia di tutela della salute. In quest’ottica, le Regioni devono orientare le proprie scelte organizzative e gestionali in ordine all’erogazione dei servizi sociali e socio-sanitari consapevoli che esse sono chiamate a contribuire all’effettività esigibilità dei livelli essenziali delle prestazioni.

Leggi: Welforum


 La nuova normalità: lavoro ibrido e tecnologia agile

Con la pandemia da Covid-19 il mondo del lavoro, nel nostro Paese, ha dovuto riorganizzarsi facendo ricorso, ove possibile, al lavoro da remoto. In ambito sanitario e sociosanitario, dove per molti lavoratori la presenza fisica sul luogo di lavoro e il contatto umano sono imprescindibili, si registra la più alta percentuale di denunce per infortunio e decesso a causa del virus. Le restrizioni legate al Covid-19, tuttavia, hanno portato a sviluppare forme innovative di assistenza sanitaria a distanza. – di Antonio Monteleone (Presidente AGeSPI Lombardia)
Al momento in cui scrivo, qui in Italia siamo nella fase definibile di sub picco pandemico. Non si registrano, infatti, le punte elevate d’incidenza del contagio ma la situazione è ondivaga e sicuramente non è ancora chiaramente riportabile a livelli di ordinarietà endemica. C’è però una sufficiente chiarezza per esaminare l’efficacia delle misure utilizzate e così aggiornare linee guida, protocolli e procedure e per impostare, nel corso del perdurante stress-test del Covid-19, nuovi modelli organizzativi. Benché – va certamente sottolineato! – con valutazioni e proposte in revisione costante alla luce dell’emergere di nuovi dati ed evidenze.
A me preme concentrarmi sulla costatazione che s’intendono mantenere diverse misure cautelative, di certo per molto tempo a venire e in certi ambiti sanitari e sociosanitari con alta probabilità permanentemente e quindi con la necessità di rivedere i classificatori tariffari di servizi e prestazioni. Tra tali misure, in caso di virus trasmissibili per via aerea, anche solo respirando oltre che con le micro-gocce espulse con tosse e starnuti, acquista speciale rilievo il mantenimento di distanze tra più individui che per ragioni diverse condividono contemporaneamente spazi vicini, in particolare nei luoghi ove si incontrano soggetti fragili. Questi sono da annoverare essenzialmente nelle fasce d’età più elevate (> 55 anni) nonché tra coloro che presentano comorbilità tali (ad es. patologie cardiovascolari, respiratorie, dismetaboliche e cerebro-degenerative) da essere esposti a maggiori rischi per la loro salute in caso di infezione sovrapposta (vedi ‘Circolare congiunta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute del 04/09/2020’).

Leggi: I Luoghi della Cura


 

 

 

 

 

#SpiegoneFisco. Domande e risposte per capire cosa si sta decidendo nella Legge di bilancio 2022 e qual è la posizione della CGIL

Cosa ha previsto il Governo sul fisco nella Legge di bilancio?
Un intervento finalizzato alla riduzione della “pressione fiscale sui fattori produttivi”, attraverso l’utilizzo di 8 miliardi di euro annui e destinato alla riduzione dell’IRPEF e dell’IRAP (Imposta regionale per le attività produttive).
C’è stato un confronto con il Governo sui temi fiscali?
No. Abbiamo avuto solo un incontro lo scorso 16 novembre, durante il quale ci è stato detto che si sarebbe aperto un confronto di merito sul fisco. Dopodiché il Governo ha lavorato con i partiti di maggioranza e il 29 novembre ci ha illustrato solo verbalmente la decisione senza nessuna volontà di modificarla. Per realizzare una riforma organica del sistema fiscale ci vogliono più risorse. L’intervento in Legge di Bilancio non è una riforma del fisco e non si può considerare nemmeno un primo passo della riforma prevista dalla Legge delega al Governo per la riforma fiscale, su cui peraltro CGIL, CISL e UIL si sono già espressi in modo molto critico.
Cosa hanno chiesto CGIL, CISL e UIL e perché?

Leggi: Cgil


NEWS:

martedì 14 dicembre 2021
Per un Nuovo Welfare scrive a Draghi : «Al Pnrr manca una visione innovativa»

Lettera aperta della rete di oltre cento associazioni, enti e personalità della società civile al Presidente del Consiglio affinché la messa in opera delle riforme e degli investimenti cambi davvero in meglio il nostro welfare e il nostro Paese
Siamo oltre cento, tra Associazioni, Enti e personalità della Società civile, della Chiesa, esperti sui temi della salute mentale, dell’integrazione sociosanitaria, della ricerca epidemiologica, dell’economia civile e dell’applicazione del “metodo Budget di Salute” per la produzione innovativa dei sistemi di welfare comunitario e generativo. A febbraio di quest’anno, come Rete Per un Nuovo Welfare avevamo scritto un accorato appello a Mario Draghi perché il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potesse contenere gli elementi, declinati in dieci punti, di un “nuovo welfare”, offrendo al Governo la nostra collaborazione.
Abbiamo scritto nuovamente a Draghi e al suo Governo per evidenziare le mancate risposte e le carenze del PNRR in tema di welfare: «Abbiamo apprezzato lo sforzo della Sua Presidenza di offrire nel documento “Italia Domani” una lettura molto attenta alle criticità strutturali del nostro Paese in materia di digital divide, di riconversione ecologica delle fonti di energia e dell’economia, del divario infrastrutturale tra Nord e Sud, di fondi per la ricerca e la povertà educativa, per la coesione sociale e per la sanità diffusa, all’interno delle sei missioni di “Italia domani”, ma non ci siamo ritrovati nelle visioni che sottendono alle riforme ed agli investimenti previsti per far fronte alla ripresa ed alla resilienza».

Leggi: Vita, 14/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
Dal primo gennaio oltre 100 mila famiglie sotto sfratto in Italia

L’allarme dei sindacati degli inquilini. Con la fine dell’anno via libera definitiva agli sfratti dopo il blocco per l’emergenza covid. “Occorre un piano di rigenerazione del patrimonio abitativo pubblico. Ma nel Pnrr non è previsto nulla”
Dal primo gennaio non ci sarà più alcuna ancora di salvezza per chi vive sotto sfratto. Oltre 100mila famiglie aspetteranno l’arrivo dell’ufficiale giudiziario. Il decreto mille proroghe aveva previsto tre “finestre” di sblocco degli sfratti: a luglio (per quelli pre pandemia e a settembre e fine dicembre per gli altri). “Siamo preoccupati anche perché c’è stata una ripresa delle richieste di sfratto, dopo il fermo per covid dei tribunali”, spiega Stefano Chiappelli, segretario nazionale del Sunia, che insieme a Sicet, Uniat e Unione Inquilini, ha tenuto una conferenza stampa a Roma per chiedere al Governo Draghi misure più efficaci per affrontare il problema casa. “Nel Pnrr non c’è alcun investimento sull’edilizia pubblica e sociale -aggiunge Chiappelli-. Ci sono circa 100mila domande di alloggi popolari inevase. Occorre un piano nazionale di rigenerazione del patrimonio abitativo pubblico. Permetterebbe di recuperare circa 500mila alloggi”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
Cronicità: liste di attesa in aumento con la pandemia. Un paziente su 5 rinuncia alle cure per i costi

Il Rapporto di Cittadinanzattiva. La pandemia ha avuto un impatto positivo sui servizi di telemedicina, sono però acuiti i problemi già evidenti. Un paziente su due (52,4%) ritiene aumentate le criticità, Il 40,5% dei cittadini dichiara che è più difficile effettuare una visita specialistica. Negative ma stabili le segnalazioni di ritardi negli interventi chirurgici, lo segnala 1 cittadino su 3. I caregiver chiedono più riconoscimenti e tutele
Un paziente su due dichiara che con la pandemia sono aumentate le criticità nell’accesso alla diagnosi e cura per la propria patologia. A subire rinvii e ritardi sono ancora le visite specialistiche e diagnostiche, in aumento le difficoltà ad attivare l’assistenza domiciliare integrata e a farsi riconoscere l’invalidità o handicap. Va meglio sul fronte della prevenzione, grazie al recupero di alcuni ritardi negli screening programmati e nelle vaccinazioni ordinarie. Dalla pandemia inoltre un impulso positivo alla telemedicina. Ed ancora: costi privati in aumento per un paziente su due e uno su cinque è stato costretto a rinunciare alle cure per motivi economici.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
Over 50 sempre più tecnologici, ma il divario digitale è ampio

L’associazione 50&Più e la Fondazione Leonardo hanno realizzato il volume “Ipotesi per il futuro degli anziani”. Da un’indagine contenuta nel libro, emerge che quasi l’85% degli ultracinquantenni possiede uno smartphone, oltre il 61% ha un pc, il 21% circa ha un tablet, circa il 40% utilizza un telefono cellulare senza Internet e l’8,4% utilizza uno smartwatch. Le proposte alla politica per ridurre il digital divide
“L’emergenza sanitaria che stiamo ancora vivendo ha amplificato la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie nella vita quotidiana di ognuno, incrementando il processo di adeguamento al digitale. Una situazione che ha fatto emergere criticità e sfide per la popolazione senior. Essa, infatti, risulta più in difficoltà nell’acquisizione di competenze digitali, nell’esercizio della tutela della privacy e dei propri diritti e nell’accesso alle tecnologie informatiche, ma è anche il segmento di popolazione maggiormente in crescita e destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale in termini sociali ed economici”. Ad affermarlo è l’associazione 50&Più, che con la Fondazione Leonardo ha realizzato il volume “Ipotesi per il futuro degli anziani. Tecnologie per l’autonomia, la salute e le connessioni sociali”, che fornisce un quadro della situazione odierna e degli scenari con cui la popolazione anziana dovrà confrontarsi nei prossimi anni.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


lunedì 13 dicembre 2021
La fotografia Enea: la povertà energetica torna a salire dopo il Covid e sfiora il 10%

Secondo il report, la percentuale di famiglie povere ha registrato un brusco aumento dopo la decisiva contrazione del 2019 – di Celestina Dominelli
Dopo la decisa contrazione osservata per il 2019, il tasso di povertà energetica torna a crescere tanto da allinearsi al livello del 2018 (8,7%). Ma, secondo assunzioni di sviluppo pessimistiche, la percentuale di famiglie povere energetiche potrebbe, al contrario, crescere di oltre un punto e mezzo rispetto al dato registrato nel 2019 (9,7%) raggiungendo il valore massimo negli ultimi 15 anni di osservazioni. Sono questi i numeri sulla povertà energetica contenuti nell’ultimo Rapporto Enea sull’efficienza energetica presentato nei giorni scorsi.
La curva della povertà energetica negli ultimi due anni
Secondo il documento che riprende i dati Istat per fotografare il fenomeno nel 2020: il numero di famiglie in povertà assoluta in Italia è cresciuto di oltre un punto percentuale tra il 2019 e il 2020, attestandosi al 7,7% del totale, pari a circa 5,6 milioni di individui. Tra le principali cause, si ritiene che abbia influito in maniera determinante l’impatto negativo che la pandemia di Covid-19 ha esercitato sugli equilibri economici generali e sulle condizioni di vita delle famiglie.

Leggi: Twnews, 13/12/2021


sabato 11 dicembre 2021
Legambiente: il Superbonus va migliorato, non ridimensionato e deve diventare strutturale per riduzione gas serra e sicurezza edilizia

“Il governo Draghi sul Superbonus sta sbagliando di grosso: fermi il suo ridimensionamento e lo corregga per portarlo avanti nel migliore dei modi. Il Superbonus è infatti, ad oggi, l’unica misura concreta messa in campo per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas climalteranti al 2030, che permette anche di contrastare il problema crescente della povertà energetica” -dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Quanto previsto dal Consiglio dei Ministri -aggiunge- è infatti, più che la trasformazione del 110% in una politica strutturale d’incentivo all’efficientamento energetico delle case dei cittadini, l’annuncio della fine della stessa al 2023”. L’attuale normativa è suo avviso “una misura tutt’altro che perfetta e andrebbe modificata in alcune parti”. Legambiente chiede al governo di riordinare l’intera materia con la produzione di Norme Tecniche specifiche che “possano trasformare l’attuale politica di sostegno al settore delle costruzioni nel principale intervento per la riduzione dei gas climalteranti e di messa in sicurezza del fragile patrimonio edilizio del nostro Paese”.

Leggi: News110, 11/12/2021


Un miliardo contro il caro-bollette

Le risorse per ridurre il rincaro delle bollette verranno da un fondo che potrà arrivare a 3,8 miliardi. Il forte rialzo dei prezzi dei beni energetici ha già spinto il governo a intervenire con uno stanziamento di 2 miliardi nella legge di Bilancio, risorse che nelle prossime ore verranno ulteriormente aumentate, portando così il totale del fondo utilizzato anche per mitigare gli effetti del rincaro di gas e luce a quota 3,8 miliardi (quasi la metà di quanto stanziato per ridurre le tasse).
L’intento del governo è rimarcare la connotazione espansiva della manovra, il quadro, del resto, è quello tratteggiato dal premier Mario Draghi, ricordando i benefici del Pnrr. «Abbiamo avviato il Next Generation Eu. Nei prossimi cinque anni, l’Italia spenderà in totale più di 235 miliardi per raggiungere questi obiettivi. Intendiamo promuovere le energie rinnovabili, rinnovare il sistema dei trasporti, costruire servizi migliori per i cittadini italiani dalla sanità alla scuola». Una serie di proponimenti condivisi dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, durante un intervento dedicato all’integrazione dei temi ambientali e climatici nella nuova Politica Agricola dell’Ue. «Nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, l’attuazione delle politiche di settore richiede una regia di sistema e una visione ampia, a garanzia — osserva il presidente — dell’efficacia delle misure per una ripartenza strutturale, solida e lungimirante, attenta al benessere dell’uomo e del pianeta».

Leggi: Corriere della Sera, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Città Metropolitane, in arrivo 2,7 miliardi di euro per la rigenerazione urbana

Entro il 7 marzo 2022 i Piani Urbani Integrati per la trasformazione di territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili
Il Ministero dell’Interno dà il via ai Piani Urbani Integrati, la misura da oltre 2,7 miliardi di euro finalizzata al miglioramento di aree urbane degradate e per la rigenerazione e rivitalizzazione economica delle Città Metropolitane.
La misura, che copre il periodo 2022-2026, è prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ‘Piani Integrati – M5C2 – Investimento 2.2’, ed è disciplinata dal DL 152/2021 di attuazione del PNRR.
Con il DM del 6 dicembre 2021, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato approvato il modello con il quale le Città Metropolitane potranno presentare i propri progetti per interventi di valore minimo di 50 milioni di euro.
I progetti dovranno riguardare investimenti volti al miglioramento di ampie aree urbane degradate, per la rigenerazione e rivitalizzazione economica, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi alla persona e alla riqualificazione dell’accessibilità e delle infrastrutture.

Leggi: Edilportale, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Casa della Comunità. Cgil: “Per farla funzionare serve obbligo presenza dei medici di famiglia e favorire loro passaggio a dipendenza”

Il sindacato analizza il documento sulla riforma della sanità territoriale messo a punto da Agenas evidenziando che “non rappresenta una Riforma compiuta”. E poi chiede che gli standard sia uniformi e validi su tutto il Paese per “evitare fughe autonomiste”. E sulle Case della Comunità: “Non è accettabile un modello differenziato a seconda delle soluzioni adottate nelle singole regioni in forza degli accordi con i Mmg”. IL DOCUMENTO CGIL
Il documento messo a punto da Agenas “non rappresenta una Riforma compiuta dell’Assistenza socio sanitaria territoriale”. È questa una delle premesse che fa la Cgil nelle sue osservazioni alla bozza di riforma su cui lo scorso mese ci sono stati degli incontri con Agenas e Ministero della Salute.
Per il sindacato nel documento “non sono trattate componenti importanti del complesso sistema di servizi e attività previsti nei LEA distrettuali (e della Prevenzione), le questioni riferite al personale sono in gran parte da sviluppare o lasciate in sospeso (si pensi al ruolo dei Medici di Medicina Generale), sono appena accennate connessioni esplicite con le riforme e gli investimenti della Missione 5C2, in specie sulla non autosufficienza, non viene affrontato adeguatamente il rapporto tra questo intervento e il DM 70/2015 su standard e requisiti della rete ospedaliera”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Lavoro domestico e salario minimo, “per le famiglie aumento ingestibile dei costi”

L’Associazione Domina ha analizzato l’impatto dell’assistenza familiare sul bilancio familiare di un pensionato o di una famiglia italiana tipo: l’introduzione del salario minimo aumenterebbe i costi annui del +41,1% nei casi di utilizzo solo per 25 ore a settimana, fino ad un +91,5% nel caso di 54 ore settimanali con convivenza. “Il rischio è alimentare il lavoro nero”
“Nelle ultime settimane è tornato al centro del dibattito il tema del salario minimo, visto favorevolmente dal Parlamento Europeo. A livello europeo, in effetti, in molti Paesi è previsto un minimo salariale orario, mentre in altre realtà (tra cui l’Italia) la tutela dei lavoratori è garantita dai Contratti collettivi”. Secondo l’Associazione Domina (Associazione nazionale famiglie dei datori di lavoro domestico), tuttavia, l’introduzione di un salario minimo “renderebbe ancora più gravoso il peso dell’assistenza alle famiglie, rendendo di fatto ancora più appetibile il ricorso al lavoro nero”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
Case della Comunità. Ogni medico di famiglia dovrà andarci 2 ore a settimana. Serviranno anche 30 mila infermieri e 10 mila unità di supporto. Ecco i nuovi standard

Quasi pronti i nuovi standard per le nuove strutture territoriali previste dal Pnrr che oltre alle Case della Comunità prevedono le Usca, gli Ospedali di comunità e le Centrali operative territoriali. Per i medici di famiglia si va verso un modello ad ore, mentre per infermieri e personale amministrativo e tecnico di supporto vi sarà la dipendenza. In manovra prevista la possibilità di allentare i tetti di spesa fino a 1 mld nel 2026.
Ogni medico di famiglia dovrà andare a lavorare per 2 ore a settimana nelle Case della Comunità. Inoltre per le 1.350 strutture Hub (circa 1 ogni 40-50 mila abitanti) il fabbisogno di infermieri di famiglia è stimato in 20-30 mila unità e serviranno poi circa 10.000 unità di personale amministrativo e tecnico per far marciare la macchina e deburocratizzare il lavoro del personale sanitario.
E poi ad ogni Casa della Comunità afferiranno 10-15 studi dei medici di famiglia.
Sono questi gli standard che entreranno nella riforma dell’assistenza territoriale su cui sta lavorando Agenas e che il suo direttore generale Domenico Mantoan ha messo nero su bianco in alcune slide presentate recentemente al Forum Risk Management.
Il documento finale è ormai quasi pronto e presto potrebbe essere inviato alle Regioni anche per dar loro modo di accendere i motori della riforma e iniziare nella stesura dei piani la cui dead line ultima è fissata per la fine di maggio del 2022.
Ma se il Pnrr prevede 2 mld per la costruzione delle strutture, per il personale aggiuntivo, che servirà per il funzionamento delle Case della Comunità, nella Manovra è stata predisposta una norma che allenta i vincoli di spesa e che consentirà nuove assunzioni e anche il pagamento delle ore aggiuntive per i Mmg per cui sembra quindi tramontare (per ora) l’ipotesi della dipendenza.

Leggi: Quotidiano Sanità, 09/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
PNRR Missione Salute: “Modelli e standard assistenza territoriale”. Le osservazioni CGIL

Il gruppo di lavoro Stato Regioni coordinato da Agenas ha presentato il documento finalizzato all’approvazione, dopo Intesa Stato Regioni, di un Decreto Ministeriale che prevede “la definizione di un nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza sanitaria territoriale attraverso la definizione di un quadro normativo che identifichi gli standard strutturali, tecnologici e organizzativi in tutte le regioni”. Si tratta della Riforma dell’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale prevista dalla Missione 6 Componente1 (M6C1) del PNRR, con entrata in vigore entro il 30 giugno 2022 (vedi: DM MEF 6.8.2021).
Sul documento si sono svolti tre incontro tecnici (21 ottobre, 5 e 15 novembre 2021) tra i rappresentanti del Ministero della Salute (Stefano Lorusso, Massimo Paolucci), di AGENAS (Domenico Mantoan) e di CGIL, CISL, UIL.
La CGIL ha presentato un documento di Osservazioni.

Leggi: Cgil, 09/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
SOS emergenza casa. Intervista di Collettiva a Stefano Chiappelli, Segretario Generale del SUNIA

A lanciare l’allarme è il sindacato degli inquilini Sunia, che per rafforzare presenza e servizi tiene a Rimini l’assemblea organizzativa “I diritti, l’abitare, il territorio”. “Guardiamo al domani – spiega il segretario generale Chiappelli – per rappresentare al meglio le istanze delle persone”
In Italia una famiglia su quattro non riesce a pagare l’affitto. Quelle più fortunate, che si sono accollate un mutuo per comprare un alloggio, non stanno meglio: hanno accumulato 15 miliardi e 600 mila euro di rate non pagate. Le ultime rilevazioni dicono che sono state pignorate 160 mila case, mentre sul fronte locazione nel 2020 sono stati convalidati 32.536 sfratti (di cui poco più di 28 mila per morosità) e sono state richieste 22.841 esecuzioni: di queste, 5.270 sono state eseguite, nonostante la sospensione prevista per legge.
Nel nostro Paese c’è un’emergenza abitativa che riceve poca attenzione da parte di governo e Parlamento, nonostante i numeri siano allarmanti. Stando ai dati del ministero dell’Interno, con la ripresa delle esecuzioni scattata a luglio, sommando le richieste pendenti per i periodi precedenti al Covid, sono oltre 100 mila le famiglie a rischio di estromissione dall’alloggio. A questo si aggiunga che gli anni scorsi avevano visto una netta e progressiva diminuzione delle risorse previste per le misure di sostegno agli affitti e alla morosità incolpevole.

Leggi: Sunia, 09/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
Maggiore attenzione per la malattia di Alzheimer

I trattamenti hanno maggior efficacia se iniziati nelle fasi iniziali, per questo è cruciale una diagnosi precoce. Per ottenere questo risultato è necessario serve un’omogeneizzazione a livello nazionale del percorso diagnostico-assistenziale
A causa dell’invecchiamento della popolazione, la malattia di Alzheimer rappresenta una patologia in continuo aumento che grava pesantemente sui sistemi socio-sanitari. Attualmente circa 600 mila persone ne sono affette in Italia, numero destinato ad aumentare fin oltre il milione e mezzo entro il 2040. Il meccanismo alla base della malattia è multifattoriale ed è innescato dalla deposizione della proteina amiloide nel cervello. Negli ultimi 20 anni la ricerca si è concentrata sullo sviluppo di farmaci per rimuovere i depositi cerebrali di amiloide. Nell’estate del 2021 è stato approvato da parte dell’americana Fda il primo di questi farmaci, aprendo nuove prospettive per il trattamento della malattia. L’esperienza accumulata nel corso degli studi clinici ha evidenziato che . L’identificazione di centri di riferimento per la diagnosi precoce, per la prescrizione delle terapie e per il monitoraggio dei possibili effetti collaterali è oggi uno dei principali aspetti del necessario riassetto del processo di valutazione clinica. Maggior consapevolezza, migliore formazione per i medici di medicina generale e presa in carico multidisciplinare (con il coinvolgimento di neurologi, geriatri, neuropsichiatri, neuroradiologi, medici nucleari, infermieri e fisioterapisti) sono ulteriori aspetti centrali nell’affrontare quella che molto probabilmente sarà una sfida sanitaria del XXI secolo.

Leggi: Corriere della Sera, 09/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
Case, la stretta Ue: divieto di vendita o affitto (dal 2030) se consumano troppa energia

Il raggiungimento della neutralità climatica nel 2050 e l’obiettivo intermedio del taglio del 55% delle emissioni di CO2 nel 2030 passano anche dalla riqualificazione energetica degli edifici, con nuovi standard che saranno proposti il 14 dicembre dalla Commissione Ue nella revisione della direttiva sul Rendimento energetico dell’edilizia (Energy performance building directive, Epbd) che interessa gli edifici pubblici e privati. La nuova certificazione, come era stato anticipato dal Messaggero, diventa più stringente e sarà obbligatoria per gli edifici da costruire, da ristrutturare, in caso di vendita o di rinnovo dell’affitto. Vediamo nel dettaglio cosa cambia secondo l’ultima bozza — oltre 70 pagine — visionata dal Corriere, che deve però passare al vaglio ancora di due riunioni (giovedì c’è la discussione tra i gabinetti e lunedì quella dei capi di gabinetto) prima di arrivare sul tavolo del Collegio dei commissari il 14 dicembre per la sua adozione. Quindi sono ancora possibili cambiamenti. Il nuovo articolo 9, che stabilisce gli standard di rendimento degli edifici, prevede al comma 1 l’obbligo per gli Stati membri di assicurare che dal 2027 gli edifici pubblici appartengano alla classe F (quindi niente più G che è la peggiore) e dal 2030 dovranno salire di una altro gradino alla classe E. Gli edifici residenziali, case e appartamenti, dovranno rientrare almeno nella classe F dal primo gennaio 2030 e salire almeno alla classe E dal 2033.

Leggi: Corriere della Sera, 09/12/2021


DALLE REGIONI:

martedì 14 dicembre 2021
Spid per gli anziani, continua la campagna della Regione Toscana

La campagna si propone di fornire a coloro che hanno meno familiarità con i computer lo Spid, cioè l’identità digitale per accedere ai servizi della Pubblica amministrazione
Continua la campagna di aiuto per gli over 65, “Connessi in buona compagnia” promossa dalla Regione Toscana per facilitare l’alfabetizzazione digitale della popolazione più anziana. Sabato 18 dicembre sono in programma aperture straordinarie delle Botteghe della salute per accogliere gli utenti. A Follonica dalle 9 alle 14 il servizio è attivo presso il Municipio in via Roma 47. A San Marcello-Piteglio, dalle 9 alle 11, funzionerà la Bottega della salute mobile presso la Pubblica assistenza Maresca, in via Borgo Freddo 40. A Massa Marittima, dalle 9 alle 14, la bottega sarà aperta presso l’ufficio comunale di Nicoletta, in via della Miniera 2. La campagna vede la partecipazione e il sostegno di Anci Toscana, delle Botteghe della salute e delle associazioni dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. Gli interessati possono recarsi anche presso tutte le 72 Botteghe della salute attive in Toscana, generalmente aperte dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


martedì 14 dicembre 2021
La Basilicata quarta per l’assistenza domiciliare integrata over 65

“Avviare il potenziamento della medicina territoriale già dal 2022”. È quanto dichiara l’assessore regionale alla Salute e alle politiche sociali Rocco Leone, commentando i dati pubblicati sul Corriere della Sera che vedono la Basilicata al quarto posto in Italia per assistenza domiciliare integrata rispetto al totale degli over 65 nel 2020
“Serve avviare, già dal 2022, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e la riorganizzazione della medicina territoriale inserendo la questione tra i punti chiave della riforma dell’assistenza alla non autosufficienza prevista dal Pnrr. In Basilicata siamo sulla strada giusta”. È quanto dichiara l’assessore regionale alla Salute e alle politiche sociali Rocco Leone, commentando i dati pubblicati sul Corriere della Sera che vedono la Basilicata al quarto posto in Italia per assistenza domiciliare integrata rispetto al totale degli over 65 nel 2020.
“La Regione – ha aggiunto – condivide gli obiettivi della proposta sull’assistenza domiciliare, formulata dalle principali organizzazioni impegnate nella tutela dell’anziano. Si tratta di una proposta che centra in pieno gli obiettivi della riforma nazionale dell’assistenza agli anziani non autosufficienti prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Leggi: Redattore Sociale, 14/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Le cure domiciliari alla popolazione della città di Torino – L’analisi della prassi per una nuova progettualità

L’assistenza domiciliare integrata (ADI) di titolarità delle Aziende Sanitarie, è stata istituita dal Progetto Obiettivo “Tutela della salute degli anziani 1991-1995” del 1992 ed è attiva da metà degli anni ’90. Presente in tutte le ASL, consiste in un insieme multidisciplinare di servizi medici, infermieristici e riabilitativi che offrono continuità assistenziale a soggetti non autosufficienti o fragili di ogni età, affetti da patologie varie, perlopiù cronico-evolutive (Tidoli, 2021).
Fin dal Piano Sanitario Nazionale 1998-2000, l’assistenza domiciliare integrata (ADI) è stata considerata uno dei servizi fondamentali della rete di assistenza per l’anziano fragile. Tuttavia l’ADI non è rivolta solo a persone anziane, affette da patologie croniche, non autosufficienti, ma anche e appropriatamente, a persone con patologie o condizioni in fase di risoluzione come ad esempio: dimessi dall’ospedale dopo intervento chirurgico ma necessitanti di temporaneo supporto medico, infermieristico, riabilitativo erogabili a domicilio.
L’Art. 22 del DPCM 12 gennaio 2017 che definisce e aggiorna i livelli essenziali di assistenza (LEA) prevede una suddivisione delle cure domiciliari per livelli di complessità assistenziale:
• di base, caratterizzate da prestazioni con basso coefficiente d’intensità assistenziale (CIA) fino a 0,14
• integrate (ADI) di I^ livello, caratterizzato da un Coefficiente d’intensità assistenziale (CIA) da 0,14 a 0,30
• integrate (ADI) di II^ livello (CIA tra 0,31-0,50)
• integrate (ADI) di III^ livello (CIA > 0,50)

Leggi: Welforum, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
La polizia spiega agli anziani come difendersi dalle truffe

Prendono il via oggi alle 16.30 nell’aula magna dell’Auser Tintoretto a Sassari, gli incontri organizzati dal Gruppo di volontariato e protezione civile dell’Associazione nazionale della polizia di Stato – sezione di Sassari, guidata dal presidente Pietro Sortino. Incontri rivolti agli anziani per aiutarli a difendersi dalle truffe, essendo loro i soggetti più esposti a questi atti di delinquenza. Un gruppo quello della polizia che opera nel campo del volontariato, con particolare riguardo alla promozione e tutela dei diritti umani, civili e sociali, al superamento dell’emarginazione attraverso la prevenzione e rimozione di situazioni di bisogno.
La conferenza in programma all’Auser avrà come tema “Aiutateci ad Aiutarvi” , oggi in particolare l’evento verrà coinvolti gli anziani della zona Monte Rosello e Sacro Cuore, per poi coinvolgere nei prossimi incontri anche gli anziani delle altre zone della città.

Leggi: La Nuova Sardegna, 10/12/2021


venerdì 10 dicembre 2021
Bari, al via il piano operativo a tutela di anziani e fragili

Lo sportello psicologico per gestire l’isolamento sociale dei cittadini con più di 65 anni, il pony della solidarietà, il monitoraggio telefonico e un numero verde. Sono gli interventi dedicati agli anziani che risiedono a Bari e inseriti nel piano operativo attivo da oggi e in vigore fino al 15 marzo
Lo sportello psicologico per over 65 per gestire l’isolamento sociale dei cittadini con più di 65 anni, il pony della solidarietà per l’acquisto e la consegna di alimenti, farmaci e beni di prima necessità e il conferimento dei rifiuti, il monitoraggio telefonico e un numero verde per l’ascolto. Sono gli interventi dedicati agli anziani che risiedono a Bari e inseriti nel piano operativo a contrasto e a tutela degli anziani e delle persone fragili, attivo da oggi e in vigore fino al 15 marzo prossimo. Il programma prevede anche un welfare itinerante con un camper che effettua soste nei luoghi dove gravitano abitualmente persone senza dimora e negli spazi di maggior aggregazione giovanile. Ai soggetti più fragili, in condizioni di povertà estrema e a rischio emarginazione, viene offerto sostegno psico-sociale e orientamento ai servizi socio-sanitari del territorio, mentre ai più giovani, che si ritrovano nelle piazze o in prossimità dei locali della movida barese, informazioni e ascolto sul tema delle dipendenze patologiche.

Leggi: Redattore Sociale, 10/12/2021


giovedì 9 dicembre 2021
La Spezia, arriva la “Bibliotechina di quartiere”

Apre a La Spezia, in via Parma 24, la nuova ‘Bibliotechina di quartiere’. L’iniziativa è di Ausercultura e di Montag Il Circolo dei Lettori. Si tratta di un dono che Auser ha voluto fare al quartiere di Mazzetta, un servizio gratuito, aperto a tutti senza iscrizione. E chi fosse impossibilitato ad andare in sede perché molto anziano, malato o disabile, riceverà il libro a casa telefonando allo 0187 513108. Oltre al prestito funzionerà anche la ‘cassetta scambialibro’ di Montag: chiunque può prendere un libro dalla cassetta che diventerà suo lasciandone in cambio uno proprio.

Leggi: Auser, 09/12/2021


IN AGENDA:

Pensioni. Il Governo convoca Cgil, Cisl e Uil il 20 dicembre

Il governo ha convocato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil per lunedì 20 dicembre. Sul tavolo dell’incontro, che alle 15,30 dovrebbe esserci, a quanto si apprende da fonti sindacali, la riforma delle pensioni.

Leggi: Redattore Sociale


8-2-2022 – “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”

Previsto a Milano la mattina del 08.02.2022, presso la Casa della Cultura, l’incontro: “Più fragili dopo la tempesta? Ricerca sugli anziani in Lombardia: bisogni, desideri, risorse”.
Promosso dai sindacati confederali pensionati della Lombardia in collaborazione con ARS, l’Osservatorio è frutto di una ricerca di cui il presidente Ars, Sergio Pasquinelli, ha curato la direzione scientifica.

Leggi: Welforum


IN EVIDENZA:

I caregivers familiari in Italia: intervista a Loredana Ligabue

La pandemia ha aumentato il carico assistenziale che grava sugli oltre 7 milioni di caregivers familiari presenti in Italia. Al maggior impegno nell’assistenza si è aggiunto un ampliamento delle azioni di cura richieste, che coinvolgono sempre più anche giovani e giovanissimi caregivers. Loredana Ligabue propone una visione complessiva del sistema dei caregivers familiari in Italia evidenziando il processo di riconoscimento di tale figura da parte di alcuni regioni e offrendo spunti di riflessione per una riforma della domiciliarità che possa concretamente supportare le famiglie e gli anziani.
di Loredana Ligabue (Segretaria della Associazione CARER APS e responsabile delle attività a sostegno del caregiver familiari di Anziani e non solo scs)
A cura di: Veruska Menghini, Assistente sociale specialista, collabora con il Network Non Autosufficienza
Chi sono i caregivers in Italia oggi?
La risposta a questa domanda risulta essere particolarmente complessa. Come è noto infatti non sono disponibili indagini e valutazioni sistematizzate e continuative, a livello nazionale, sul dimensionamento di questo fenomeno.
Alcuni dati significativi sono disponibili da un recente studio condotto da Eurocarers in collaborazione con l’INRCA e con il supporto della Commissione Europea che ha analizzato l’impatto della pandemia sui caregivers familiari. Le informazioni emerse da questo studio, intrecciate con i dati disponibili da altre fonti quale, ad esempio, il Rapporto dell’Unione Europea sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari, nello specifico in relazione all’aiuto dato a salute, invecchiamento e patologie degenerative e i dati ISTAT inerenti la conciliazione del lavoro di cura tra lavoro e famiglia, fanno emergere una dimensione enorme del fenomeno in Italia, situazione che si dimostra non particolarmente distante da quanto rilevato negli altri paesi europei.
Il 14% della popolazione italiana è impegnato in attività di cura nei confronti di un familiare fragile e, dentro questo dato, emerge una presenza, nuova e rilevante, di giovani adulti, giovani e giovanissimi caregivers che si aggiungono ai caregivers in età lavorativa e ai caregivers anziani nel percorso di assistenza a lungo termine. L’esperienza del caregiving familiare coinvolge sempre più, in modo trasversale, le diverse fasce generazionali, incidendo profondamente sulla vita delle persone, una vita che si collega ad una propria progettualità, alla costruzione di un proprio nucleo familiare, all’attività lavorativa e alla vita sociale. In valori assoluti sono oltre 7 milioni gli italiani che prestano attività di cura a lungo termine e molti di essi – oltre 2 milioni – risultano avere un impegno particolarmente rilevante che supera pesantemente le 20 ore settimanali (di questi il 25% coinvolge caregivers familiari anziani).

Leggi: I Luoghi della Cura


Nuove fragilità e buone pratiche di innovazione sociale 

Presentate da Intesa Sanpaolo le ricerche sulla solidarietà post Covid-19 (Ipsos), sulla situazione socio-economica del Paese (Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo) e “I Colori dell’Inclusione. Valorizzazione del sociale”, documento che supporta la programmazione delle iniziative sociali della banca
L’Italia è tra i Paesi europei con le più elevate disuguaglianze. Nel 2020 ha subito il calo più elevato nel tasso di attività femminile (persi quasi 2 punti a fronte di una sostanziale stabilità nella media Ue), mentre il 23% dei giovani tra i 15 e i 29 anni è Neet (Neither in Education nor in Employment or Training). Inoltre è fondamentale favorire incontro domanda – offerta di lavoro: a novembre 2021 erano attesi 464.950 ingressi nel mondo del lavoro, di cui il 39% di difficile reperimento.
Sono questi alcuni dei dati dello scenario in cui si inserisce la presentazione, nel corso dell’evento “I Colori dell’Inclusione”, della ricerca Ipsos sulla solidarietà post-Covid, le analisi del Chief economist Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice sulla situazione socio-economica del Paese e il documento “I Colori dell’Inclusione” che nasce in Intesa Sanpaolo con lo scopo di individuare i trend su cui innestare ed orientare le iniziative della Banca in coerenza con il cambiamento sociale in atto nel Paese.

Leggi: Vita


Tridico: dividere la spesa assistenziale da quella previdenziale per trasparenza

“Dividere la spesa assistenziale da quella previdenziale è un obiettivo di trasparenza e razionalizzazione che perseguiamo da tempo. È al lavoro anche una Commissione ministeriale”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nell’ambito della prima riunione di insediamento del nuovo Consiglio Nazionale di Federmanager
“Dividere la spesa assistenziale da quella previdenziale è un obiettivo di trasparenza e razionalizzazione che perseguiamo da tempo. È al lavoro anche una Commissione ministeriale per accelerare l’adozione di tutti i meccanismi necessari a dare evidenza ad una più decisa separazione fra le due principali voci di spesa dell’Inps”. Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico lo ha detto nell’ambito della prima riunione di insediamento del nuovo Consiglio Nazionale di Federmanager, presieduta da Stefano Cuzzilla.
Tridico ha riconosciuto “il ruolo cruciale” dei manager, spiega una nota: “In questa complessa fase è doveroso ringraziare i manager, pubblici e privati, per aver dimostrato senso di responsabilità, grande competenza e tenacia nel contribuire ad accompagnare il Paese fuori dalla crisi- ha detto- L’Italia ha messo in atto strategie efficaci che hanno smentito pregiudizi infondati con dati inoppugnabili.”

Leggi: Redattore Sociale


Italia, nuovo record minimo delle nascite: 405 mila. Il Covid pesa sulla recessione demografica

I dati del Censimento Istat:. Il deficit di nascite rispetto ai decessi “è tutto dovuto alla popolazione di cittadinanza italiana (-386 mila), mentre per la popolazione straniera il saldo naturale resta ampiamente positivo (+50.584)”. Nel 2020 in Italia 59,2 milioni di residenti (-0,7%). Quasi 3 comuni su 4 perdono popolazione rispetto al 2019. Si accentua l’invecchiamento
persone che camminano
Nuovo record minimo delle nascite a quota 405 mila. Lo rileva l’Istat nel Censimento della popolazione residente e dinamica demografica Anno 2020.
La geografia delle nascite mostra un calo generalizzato in tutte le ripartizioni, più accentuato al Nord-ovest (-4,3%) e al Sud (-3,8%), rileva l’Istat. I tassi di natalità pongono la provincia autonoma di Bolzano al primo posto con 9,7 nati per mille abitanti e la Sardegna all’ultimo con il 5,2 per mille.
Mentre le ragioni della denatalità “vanno ricercate soprattutto nei fattori che hanno contribuito alla tendenza negativa dell’ultimo decennio (progressiva riduzione della popolazione in età feconda, posticipazione e clima di incertezza per il futuro”), il quadro demografico italiano “ha subito un profondo cambiamento a causa dell’eccesso di decessi direttamente o indirettamente riferibili alla pandemia da Covid-19”, precisa l’Istat

Leggi: Redattore Sociale


 

 

 

 

 

Insieme per la giustizia. CGIL e UIL proclamano 8 ore di sciopero generale per giovedì 16 dicembre con manifestazione nazionale a Roma

La Cgil, e la Uil hanno riunito i propri singoli organismi statutari per una valutazione sulla manovra economica varata dal Governo.
Pur apprezzando lo sforzo e l’impegno del Premier Draghi e del suo Esecutivo, la manovra è stata considerata insoddisfacente da entrambe le Organizzazioni sindacali, in particolare sul fronte del fisco, delle pensioni, della scuola, delle politiche industriali e del contrasto alle delocalizzazioni, del contrasto alla precarietà del lavoro soprattutto dei giovani e delle donne, della non autosufficienza, tanto più alla luce delle risorse, disponibili in questa fase, che avrebbero consentito una più efficace redistribuzione della ricchezza, per ridurre le diseguaglianze e per generare uno sviluppo equilibrato e strutturale e un’occupazione stabile.

Leggi: Cgil


Decreto Fiscale, Forum Terzo settore: “Introdotto l’obbligo del regime Iva per le associazioni. Un duro colpo al volontariato

In sede di conversione del DL fiscale al Senato è stato approvato un emendamento che impone alle associazioni, dal 1 gennaio 2022, di essere assoggettate al regime IVA, pur non svolgendo alcuna attività commerciale.
Il provvedimento prevede il passaggio da un regime di esclusione Iva, ad un regime di esenzione per i servizi prestati e i beni ceduti dagli enti nei confronti dei propri soci. Sembra una piccola variazione, neutra economicamente, ma che invece comporta i costi di tenuta della contabilità IVA, oneri e ulteriori adempimenti burocratici.
Già oggi il Terzo settore sta affrontando il delicato passaggio di entrata in vigore del Registro Unico del Terzo settore, con tutte le problematiche conseguenti. L’introduzione di questo ulteriore adempimento è peraltro disallineato con la normativa oggi in vigore e produrrà disorientamento e sfiducia negli enti, soprattutto quelli più piccoli.

Leggi: Auser


Anziani. Pantaleo (Auser): “Dobbiamo accantonare la logica che la vecchiaia sia l’età dello scarto”

In una società consumista come la nostra c’è posto per gli anziani? Se, da un lato, si parla sempre di più di invecchiamento attivo, dall’altro, cresce il numero degli anziani non autosufficienti. In Italia sono oggi 2milioni e 996mila, un numero destinato a crescere nel futuro, ma i servizi sono a macchia di leopardo. In più il Covid ha colpito duramente le persone più avanti negli anni, che hanno pagato un prezzo altissimo in termini di morti e di tanta solitudine. Con il neo presidente dell’Auser, Domenico Pantaleo, riflettiamo sulla situazione degli anziani nel nostro Paese e sul ruolo dell’Associazione che guida.
Quali sono le sfide che aspettano l’Auser?
L’Auser, con le sue 1.516 sedi e con gli oltre 42.000 volontari, deve continuare a svolgere la sua funzione solidaristica contribuendo attivamente all’inclusione sociale. Nell’ultimo anno e mezzo la pandemia non ci ha fermato e abbiamo intensificato tutte le attività di prossimità, mantenendo aperte tutte le nostre sedi. Le persone assistite sono state 395.100. Continuiamo a vivere una stagione difficile con il Covid 19 che ancora imperversa.

Leggi: Agensir


NEWS:

lunedì 6 dicembre 2021
Anziani e tecnologia. Il progetto del sindacato pensionati Cgil entra nella fase due

Sociotechlab è il progetto dello Spi Cgil nato dalla collaborazione con la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa pensato per raggiungere due obiettivi: conoscere i reali bisogni delle persone anziane e mettere in campo progetti ingegneristici per produrre prototipi di accompagnamento tecnologico per le persone più fragili.
Il progetto, partito pochi mesi fa, ora è entrato in una nuova fase, quella di indagine e studio della popolazione anziana. L’idea è partire dai bisogni reali per immaginare soluzioni adatte a chi vive quotidianamente situazioni di fragilità.
Ma vediamo di cosa si tratta nello specifico. Ce lo spiega Susanna Felicetti, coordinatrice del progetto per lo Spi Cgil: “Siamo entrati nella fase due del progetto. Abbiamo elaborato un questionario per gli anziani, soprattutto per quelli che vivono nelle aree interne”. L’idea è quella di mappare i bisogni reali e anche le competenze tecnologiche degli anziani.
“Tanti strumenti, pensiamo anche ai salvavita di noti marchi italiani, erano pensati con le migliori intenzioni ma all’atto pratico non venivano utilizzati dagli anziani. Troppo complessi o di difficile utilizzo. Per questo è importante partire dai bisogni concreti e le reali capacità delle persone anziane”, prosegue Felicetti.

Leggi: Liberetà, 06/12/2021


lunedì 6 dicembre 2021
Pubblicato il dodicesimo rapporto CGIL sulla contrattazione sociale territoriale

Di recente, è stato pubblicato il “Dodicesimo rapporto sulla contrattazione sociale territoriale” che riguarda il primo anno della pandemia. Riteniamo utile diffonderlo per le interessanti chiavi di lettura che propone. Le due introduzioni (Rossana Dettori e Lorenzo Mazzoli) mettono in risalto l’importanza del fatto che malgrado il lockdown si sia effettuata anche nel 2020 la contrattazione sociale e che non ha riguardato solo temi di emergenza ma anche un primo tentativo (da verificare nel 2021) di tener conto delle fragilità del tessuto urbano e sociale (povertà, anzianità, solitudine) che la pandemia ha reso più visibili. A partire dal sistema dell’assistenza sanitaria e non solo. Nel venire meno delle relazioni fra persone, nella necessità di introdurre criteri di prossimità nell’erogazione dei servizi (di assistenza, di trasporto, di distribuzione, ecc.).

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 06/12/2021


venerdì 3 dicembre 2021
NO AGLI AUMENTI DELLA BOLLETTA ELETTRICA. Il Governo deve intervenire eliminando oneri che non possono ricadere sulle famiglie.

Dichiarazione di Stefano Chiappelli, Segretario Generale SUNIA
Le famiglie italiane pagano l’energia elettrica a costi maggiori per consentire alle imprese di avere un costo ridotto; inoltre l’attuale sistema invoglia le famiglie a consumare di più per pagare meno.
Il SUNIA ritiene che sia arrivato il momento di mettere mano alla composizione dei costi delle varie voci della bolletta dell’energia elettrica ove oltre il 50% sono imposte o oneri impropri.
Vi sono le condizioni favorevoli, con risorse disponibili, per la ricalibratura della bolletta che tenga conto della situazione attuale e dell’aumento complessivo dei costi di gestione delle abitazioni (acqua, luce, gas, ecc.).
Con il pagamento della bolletta energetica vengono versati circa 8 milioni di euro al giorno in fondi che non vengono utilizzati completamente: attualmente vi sono circa 14 miliardi non utilizzati.
Il SUNIA invita il Governo ed il Parlamento ad uscire dai proclami, a recepire le istanze delle famiglie, già nella attuale manovra di bilancio del 2022, per affrontare il problema del caro bollette e ad utilizzare anche le risorse accantonate, 14 miliardi di euro, per ridurre il costo delle bollette energetiche di tutte le abitazioni principali, a favore degli inquilini e dei proprietari diretti del proprio alloggio, aiutando le famiglie in difficoltà economica e riducendo gli oneri generali di sistema.

Leggi: Sunia, 03/12/2021


venerdì 3 dicembre 2021
Giovani critici verso gli anziani, donne in difficoltà con il lavoro. Ma si riscopre la solidarietà

Rapporto Censis. La popolazione complessiva diminuisce anno dopo anno: 906.146 persone in meno tra il 2015 e il 2020. Rispetto alle intenzioni pre-Covid, la grande maggioranza delle famiglie che stavano pensando di avere un figlio ha deciso di rinviare (55,3%) o di rinunciare definitivamente al progetto genitoriale (11,1%). Durante la pandemia 421 mila donne hanno perso o non hanno trovato lavoro
L’Italia affronta la grande sfida della ripresa post-pandemia con una grave debolezza: la scarsità di risorse umane su cui fare leva. Il primo fattore critico è l’inverno demografico. A sottilinearlo ancora una volta è il Censis, che oggi ha presentato il suo 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese.
Tra il 2015 e il 2020 si è verificata una contrazione del 16,8% delle nascite. Nel 2020 il numero di nati ogni 1.000 abitanti è sceso per la prima volta sotto la soglia dei 7 (6,8), il valore più basso di tutti i Paesi dell’Unione europea (media Ue: 9,1). La popolazione complessiva diminuisce anno dopo anno: 906.146 persone in meno tra il 2015 e il 2020. Secondo gli scenari di previsione, la popolazione attiva (15-64 anni), pari oggi al 63,8% del totale, scenderà al 60,9% nel 2030 e al 54,1% nel 2050.

Leggi: Redattore Sociale, 03/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
Pnrr: si parte. Dalle Case della Comunità all’ammodernamento tecnologico. In arrivo i primi 8 mld per le Regioni. Ecco il decreto

Trasmesso dal Ministero della Salute alle Regioni il testo finale del decreto con la proposta di riparto dei fondi della missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza che verranno destinati alle Regioni responsabili dell’attuazione di specifiche linee progettuali. Le Regioni dovranno presentare i piani entro il 28 febbraio 2022. IL DECRETO
È stata trasmessa dal Ministero della Salute alle Regioni la proposta di riparto dei fondi della missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza che verranno destinati alle Regioni responsabili dell’attuazione di specifiche linee progettuali. Il testo finale che dovrà essere approvato dalla Conferenza Stato-Regioni conferma le cifre anticipate dalla bozza pubblicata da Quotidiano Sanità a ottobre. Ora le Regioni avranno tempo fino al 28 febbraio 2022 per presentare i Piani regionali al fine di sottoscrivere il Contratto Istituzionale di Sviluppo che in ogni caso dovrà essere firmato entro il 31 maggio 2022. A vigilare sarà il Ministero della Salute.

Leggi: Quotidiano Sanità, 02/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
Inflazione, niente allarmismi

I dati Istat delle ultime settimane hanno riacceso il dibattito sull’andamento dell’economia e gli aumenti di prezzi e tariffe, in particolare di beni primari come alimentari ed energia, che possono pesare parecchio sulle tasche di lavoratori e pensionati. Ma le cose non stanno esattamente così
Sull’inflazione c’è grande confusione. È tornata, certamente, dati Istat alla mano, ma questa non è necessariamente una ferale notizia. Anche se siamo di fronte a una dinamica nuova rispetto agli ultimi dieci anni, che hanno visto a lungo prezzi bloccati, l’aumento dello 0,7 per cento a ottobre su base mensile e del 3 per cento tendenziale su base annua, che a novembre si è attestata sul più 3,8 per cento, non deve fare scattare allarmismi né innescare paure. Perché il dato va analizzato. “Innanzitutto occorre spiegare il motivo per cui i prezzi sono cresciuti – spiega Riccardo Sanna, capo area Politiche di sviluppo della Cgil -: c’è stato un rimbalzo della domanda e del commercio estero maggiore rispetto all’offerta, cioè beni e prodotti che prima non venivano comprati hanno ricominciato a essere richiesti in quantità. Dopo le chiusure e le restrizioni causate dalla pandemia, il commercio globale è ripartito, e questo ha fatto aumentare i prezzi. È cresciuta la domanda di materie prime incluse le fonti fossili, anche perché la riconversione verde è ancora indietro”.

Leggi: Collettiva, 02/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
La “controfinanziaria” punta a potenziare i servizi sociali e a incrementare i fondi per la disabilità

Sbilanciamoci chiede 20 mila assunzioni tra assistenti sociali e domiciliari, educatori e psicologi in 5 anni, oltre a un intervento deciso per rafforzare l’assistenza semi-residenziale leggera e domiciliare rivolta agli anziani. Immigrazione: chiesta la chiusura di Cas e Cpr a favore di un sistema di accoglienza unico e pubblico. Inoltre, “diminuire in modo netto le spese militari, con un risparmio di 5 miliardi di euro”
Per Sbilanciamoci la vera emergenza è quella ambientale. La “controfinanziaria” presentata oggi a Roma, tra le varie cose, intende affermare una visione e un piano d’azione che puntino in maniera decisa sulla transizione ecologica e la decarbonizzazione dell’economia, la lotta ai cambiamenti climatici e il contrasto del rischio idrogeologico, la tutela della biodiversità e del nostro patrimonio naturale. “In particolare si afferma -, proponiamo di avviare un programma capillare di piccole e medie opere pubbliche volto a migliorare la qualità della vita, promuovendo occupazione e cura del territorio: a tal fine, chiediamo di destinare oltre 1,7 miliardi per la promozione e installazione di impianti fotovoltaici con accumulo, la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale pubblico, per rafforzare il sistema di ricerca e innovazione nel campo della transizione ecologica e anche il potenziamento dei controlli ambientali e sanitari”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/12/2021


mercoledì 1 dicembre 2021
Partenariati diffusi e servizi di comunità, quale futuro per l’abitare in Italia?

Comitato Nazionale per l’Housing Sociale – un soggetto aggregatore che si impegna a porre le basi per una nuova politica abitativa e di rigenerazione urbana – nasce dalla collaborazione tra alcuni dei più importanti soggetti che operano nell’ambito dell’housing sociale in Italia, tra cui Federcasa, Legacoop Abitanti, Confcooperative Habitat, AGCI Abitanti, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Housing Sociale, Fondazione Sviluppo e Crescita CRT.
Il Comitato ha organizzato quest’autunno una serie d’incontri con esperti del settore delle costruzioni e rappresentanti istituzionali, affrontando una serie di temi quali “Il partenariato Pubblico e Privato,” per affrontare le criticità e le opportunità proprie di questo strumento e aprire un fronte di collaborazione utile a renderlo operativo nel più breve tempo possibile considerato fondamentale – dal settore privato – nello sviluppo di progetti di rigenerazione e di nuova produzione di edilizia residenziale sociale.
Altri temi in discussione hanno riguardato: “Territori inclusivi e abitare giovanile in Italia” dove sono state messe a confronto alcune esperienze di rigenerazione urbana e costruzione di comunità e la presentazione degli esiti del questionario “Immaginiamo insieme la casa del futuro” realizzato tra gli abitanti dei progetti di housing sociale realizzati dagli aderenti al Comitato, ponendo l’attenzione in particolare su tre nuclei tematici: arte e cultura, verde e benessere e servizi. I webinar sono stati promossi nel contesto dell’iniziativa New European Bauhaus, lanciata dalla Commissione Europea con l’obiettivo di ridisegnare i luoghi in cui viviamo per un futuro bello, sostenibile ed inclusivo di cui vi avevamo parlato nell’articolo “Bello, bello, bello” pubblicato l’11 luglio nel sito dell’Associazione Nuove Ri-Generazioni..

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 01/12/2021


mercoledì 1 dicembre 2021
Senza dimora, con il covid aumentate le richieste agli Help center: oltre 473 mila interventi

Diminuiscono sensibilmente gli utenti ma crescono le richieste di beni di prima necessità. A chiedere aiuto anche tanti italiani. Radicchi: “Durante la pandemia gli Help Center hanno dovuto operare riadattando la loro attività, aprendosi ad un’utenza completamente nuova e colmando il vuoto del sistema”
Nel 2020 sono stati oltre 473mila gli interventi di assistenza a persone in difficoltà realizzati dai 18 Help Center, sportelli di ascolto, orientamento ed assistenza sociale presenti nelle stazioni ferroviarie italiane. E’ quanto emerge dal Rapporto dell’Osservatorio della Solidarietà nelle Stazioni Italiane (Onds) presentato oggi in un evento in streaming all’Auditorium Villa Patrizi, sede del Gruppo FS Italiane.
Quello appena passato è stato un anno condizionato dall’emergenza Covid-19 che, a fronte di una riduzione del numero totale degli interventi rispetto al 2019 dovuta, a causa della pandemia, alla chiusura temporanea di alcuni servizi e alla limitazione forzata degli spostamenti, ha visto aumentare del 2% le richieste di beni di prima necessità.

Leggi: Redattore Sociale, 01/12/2021


giovedì 11 novembre 2021
La Casa di Ale è un progetto pilota, ideato dal padre di un bambino disabile, per raccontare un percorso sociale e mostrare soluzioni e tecnologie che possano diventare un riferimento per tutti

La disabilità è tale solo quando ciò che ci circonda ci impedisce di vivere serenamente. Non ci sta Marco, papà di Ale, a lasciare che la malattia che ha colpito suo figlio – tetraplegico e ventilato artificialmente – gli impedisca di vivere una vita completa. Così, superato lo shock della diagnosi avvenuta quando suo figlio aveva solo 4 anni, ha messo in campo tutte le sue competenze ed energie per creare uno spazio adatto ad Alessandro. Un progetto che oggi è un pilota per tanti altri bambini ammalati.
La casa di Ale
La casa che Marco sta costruendo per Alessandro è senza barriere, autonoma a livello energetico, piena di luce, e con spazi verdi per il fondamentale contatto con la natura: una casa tecnologicamente avanzata e con una palestra, per separare la vita quotidiana dalla riabilitazione.
«A luglio 2016, al ritorno da una breve vacanza in montagna, Ale inizia a stare male. Dal saltare e correre nei prati, improvvisamente la sua vita (e la nostra con essa) precipita in un abisso nero. In soli due giorni non può più muoversi e respirare autonomamente. Inizia così il nostro calvario» ha raccontato Marco. «I miei ricordi si fanno confusi di quei momenti, troppo forti e troppo rapidi per essere razionalizzati coerentemente. Eppure da subito capisco che, pragmaticamente, devo fare tutto ciò in mio possesso per rendere la vita di mio figlio il più semplice e migliore possibile. Per dargli quel futuro che gli è stato strappato in così breve tempo.

Leggi: Io Donna, 11/12/2021


giovedì 11 novembre 2021
L’autonomia è di casa: la domotica e le opportunità offerte all’indipendenza

«Da qualche anno – sottolineano dall’Associazione Parent Project – la domotica ha sperimentato una rivoluzione che sta rendendo i suoi benefìci man mano più accessibili in termini economici e più facilmente integrabili in impianti esistenti»: per questo tale Associazione ha messo a disposizione, nell’àmbito del progetto “L’autonomia è di casa”, la brochure informativa “Domotica e smart home: per saperne di più” e una breve serie di video-pillole, dedicate al medesimo tema
Realizzato con il sostegno della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino), si avvia alla fase finale il progetto denominato L’autonomia è di casa, promosso da Parent Project, Associazione di pazienti e genitori di figli con le forme più gravi di distrofia muscolare (Duchenne e Becker). Rivolta direttamente a quelli di loro che risiedono in Piemonte, l’iniziativa ha segnatamente avuto come focus l’approfondimento della tematica della vita autonoma, con uno spazio speciale voluto per condividere con la comunità Duchenne e Becker informazioni sulle opportunità offerte dalla domotica per contribuire alla costruzione di un’indipendenza sempre maggiore nella vita quotidiana delle persone con disabilità.

Leggi: Superando, 11/12/2021


DALLE REGIONI:

lunedì 6 dicembre 2021
Casa, Spinelli: “Effetti pandemia ammortizzati grazie a blocco sfratti e sostegno affitti”

L’assessora alle politiche per la casa Serena Spinelli ha introdotto il rapporto sulla condizione abitativa n Toscana redatto dall’Osservatorio sociale regionale
“Il 2020 è stato l’anno del Covid ma anche quello della casa. Perché, con i ripetuti lockdown, la dimensione abitativa è diventata ancora più centrale per la condizione di individui e famiglie. mostrando il ruolo che essa può giocare nel riproporre o addirittura amplificare le disuguaglianze sociali”. Lo ha detto l’assessora regionale alle politiche per la casa Serena Spinelli introducendo il decimo rapporto sulla dimensione abitativa n Toscana redatto dall’Osservatorio sociale regionale in collaborazione con Anci Toscana e il Settore politiche abitative della Regione. La fotografia statistica, presentata nel corso di un evento online, riguarda un patrimonio residenziale di oltre 2 milioni di immobili che nel corso del 2020, anno cui si riferisce il rapporto, è rimasto pressoché stabile (+0,2%), mentre sono diminuite le compravendite (-8,4%), e soprattutto vi è stato un deciso passo indietro nelle nuove costruzioni (-26,1%).

Leggi: Redattore Sociale, 06/12/2021


lunedì 6 dicembre 2021
Casa, Modena: il Comune cerca 50 alloggi in affitto per chi ha difficoltà

Il Comune di Modena cerca alloggi (50) per le famiglie residenti in città che hanno difficoltà a trovare un appartamento in affitto, pur avendo un reddito. I canoni applicati, adesso, non dovranno superare il valore minimo del canone concordato e “il contratto sarà stipulato direttamente dal gestore con la famiglia segnalata dai Servizi sociali” del Comune. Al gestore che aderirà alla proposta, l’amministrazione comunale riconoscerà come incentivo 85 euro al mese per ogni alloggi (comprese anche le spese per l’attivazione di interventi di accompagnamento e l’assunzione del maggior rischio per mancati interventi di ripristino di competenza dei locatari). Prevede tutto un nuovo avviso pubblico pubblicato nel sito del Comune da oggi, nel contesto delle azioni anti-disagio abitativo. Le famiglie con cui il soggetto gestore stipulerà il contratto di locazione saranno scelte dal Comune all’interno della lista di coloro che hanno fatto domanda attraverso l’Agenzia casa, strumento grazie a cui i proprietari possono conferire il proprio immobile ricevendo dal Comune garanzie sul pagamento dell’affitto.

Leggi: Redattore Sociale, 06/12/2021


sabato 4 dicembre 2021
Progetti per dare sostegno alla popolazione anziana

La pandemia ha aggravato in maniera rilevante le condizioni di vita di anziani soli o con rapporti sociali fragili e ne ha indebolito ulteriormente l’autonomia e l’indipendenza. Con l’intento di rispondere a queste criticità, la Fondazione Carispezia ha promosso il bando ‘La comunità per i suoi anziani’ per potenziare la rete di aiuti e servizi a favore di questa fascia particolarmente debole della popolazione. Sei sono stati i progetti selezionati, sostenuti complessivamente con circa 330mila euro, che prevedono interventi innovativi e integrati su tutto il territorio della provincia della Spezia e della Lunigiana, messi in campo da partnership formate da Comuni e organizzazioni del Terzo Settore. “Con questo bando la Fondazione ha voluto incentivare la creazione di collaborazioni concrete tra pubblico e privato per il raggiungimento di uno scopo comune: migliorare la qualità di vita della popolazione anziana del nostro territorio, che rappresenta una vera e propria ricchezza per le nostre comunità – ha dichiarato Andrea Corradino, presidente della Fondazione Carispezia – . Grazie ai progetti finanziati sarà possibile implementare servizi di prossimità e facilitare la vita quotidiana degli anziani, oltre a favorire interventi che riducono il rischio di isolamento ed esclusione, potenziando occasioni di socializzazione e relazioni che rivestono un ruolo essenziale nella vita di queste persone”.

Leggi: La Nazione, 04/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
Riforma sanità lombarda: “Un regalo ai privati”

Dure critiche alla nuova legge regionale da Acli Milanesi, da Cgil e da Spi Cgil. “Le Case della Comunità saranno solo poliambulatori”. “Mancano investimenti sul personale”
La sanità lombarda sarà ancora più in mano ai privati, a scapito del settore pubblico. È questa la critica principale alla riforma sanitaria, approvata dal Consiglio regionale il 30 novembre, che arriva dai sindacati e dalle Acli. “Si delinea ciò che temevamo succedesse: le modifiche apportate non risolveranno i grandi problemi che si sono evidenziati in modo eclatante durante la pandemia” è il commento delle Acli Milanesi. “Senza investimenti sul personale non andiamo da nessuna parte -sottolinea Monica Vangi della segreteria Cgil Lombardia-. Non vorremmo che la carenza degli organici nel pubblico (impegnato pancia a terra nella campagna contro il Covid,) diventi il pretesto per affidarsi ai privati”. “Non ci sono risposte adeguate che vanno nella direzione di un vero cambiamento – aggiunge Valerio Zanolla, segretario Spi Cgil Lombardia-, nell’ottica di garantire ai cittadini un servizio sanitario pubblico efficiente”.

Leggi: Redattore Sociale, 02/12/2021


giovedì 2 dicembre 2021
Firenze, attivo il servizio di accoglienza invernale con 120 posti letto

È attivo il servizio di accoglienza invernale con 120 posti letto a disposizione dei senza dimora che decidono di lasciare la strada e ‘rifugiarsi’ al caldo delle strutture di accoglienza, nel rispetto delle norme anti contagio Covid-19
È attivo a Firenze il servizio di accoglienza invernale con 120 posti letto a disposizione dei senza dimora che decidono di lasciare la strada e ‘rifugiarsi’ al caldo delle strutture di accoglienza, nel rispetto delle norme anti contagio Covid-19. Le strutture, in caso di bisogno, permetteranno di ampliare l’offerta di posti letto, andando oltre i 150 posti messi a disposizione lo scorso anno. Il servizio dell’amministrazione comunale, che inizia oggi con la Fondazione Onlus Caritas e destinato a cittadini italiani e stranieri, uomini maggiorenni, donne sole, residenti o presenti sul territorio del Comune di Firenze, prevede infatti la possibilità di eventuale proroga legata alle condizioni climatiche avverse che potranno presentarsi.

Leggi: Redattore Sociale, 02/12/2021


mercoledì 1 dicembre 2021
Casa, il Comune di Genova azzera il debito a 838 famiglie nelle “popolari”

Il Comune di Genova azzera il debito ai nuovi morosi incolpevoli, inquilini degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che da febbraio 2020, a seguito dell’emergenza pandemica, non sono più stati in grado di provvedere al pagamento della propria casa. Si tratta di 583 nuclei familiari, che hanno maturato un debito complessivo nei confronti di Arte e del Comune di oltre 713.000 euro. A ciò si aggiunge una seconda misura dedicata ad altre 339 famiglie con reddito lordo annuale sotto i 6.700 euro e un debito di più lungo corso: per queste, è previsto un piano di rientro per complessivi 2,7 milioni. Previsto il totale azzeramento del dovuto per 255 famiglie con un debito fino a 15.000 euro, un taglio del 60% del debito per i 58 nuclei che devono tra 15.000 e 25.000 euro, un taglio del 40% per le 16 famiglie con debito tra 25.000 e 35.000 euro, un taglio del 30% per i dieci nuclei con debito superiore ai 35.000 euro.

Leggi: Redattore Sociale, 01/12/2021


mercoledì 1 dicembre 2021
«Un masterplan per il sociale». E a maggio a Torino arriva Al Gore

Finanza sostenibile, archivi di dati per mappare le nuove povertà, acquisti da aziende Esg. Le strategie di Torino Social Impact al 2024. A maggio il summit dei filantropi
Quattro progetti per migliorare i benefici che il Terzo settore è in grado di apportare alle fasce più deboli. E un summit globale della filantropia a maggio (Covid permettendo), a cui, secondo indiscrezioni, dovrebbero partecipare l’ex vicepresidente Usa Al Gore e membri di spicco della famiglia Rockefeller, amministratori della fondazione attiva a livello globale nella sanità e nell’innovazione tecnologica (in Italia aiutò a eradicare la malaria). Torino Social Impact — l’associazione che dal 2017 riunisce finanza, istituzioni, privati e ricerca — ha annunciato ieri il suo master plan 2022-24 per dare una risposta economicamente aggiornata e sostenibile al dilemma dei problemi sociali emergenti. All’assise era presente anche l’assessora all’Innovazione, Chiara Foglietta, segno della ripresa di un dialogo con l’associazione che sotto la giunta Cinquestelle si era un po’ raffreddato.

Leggi: Corriere della Sera, 01/12/2021


giovedì 30 novembre 2021
La Casa di Giorno trasloca ad Agognate. Dopo 33 anni lascia la sede storica di via dei Tornielli

Il centro per anziani si trasferisce nei locali della residenza San Domenico ma, fino a che sussisterà l’emergenza sanitaria, non ci sarà promiscuità di spazi e condivisione di attività tra gli utenti delle due strutture
Dopo 33 anni di attivitàlLa Casa di Giorno Don Aldo Mercoli lascia la sede storica di via dei Tornielli e si trasferisce, dal 1 dicembre, ad Agognate in un’ala della residenza per anziani San Domenico proseguendo il proprio servizio a favore della terza e quarta età.
L’area dedicata alla Casa di Giorno è collocata al piano terra con accesso diretto all’area verde esterna e vicina alla chiesa, nel nucleo denominato “Canonica”, dove ospiterà una ventina di utenti, tra ospiti già iscritti in precedenza e nuovi inserimenti, tutti rigorosamente in possesso di Green Pass (tutti gli iscritti hanno già ricevuto la terza dose di vaccino). La gestione di Casa di Giorno e della sua programmazione quotidiana avverrà in totale autonomia e completamente separata da quella svolta dalla residenza San Domenico, fino a quando sussisterà l’emergenza sanitaria, non ci sarà promiscuità di spazi e condivisione di attività tra gli utenti delle due strutture.

Leggi: La Voce di Novara, 30/11/2021


IN AGENDA:

“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Per una strategia di progresso dell’assistenza residenziale alle persone non autosufficienti: la congiunzione con l’assistenza domiciliare

Per il rilancio del settore dell’assistenza residenziale per la non autosufficienza, gli autori propongono che esso sia posto in stretta congiunzione con l’assistenza domiciliare, in un sistema territoriale unitario, integrato ed integrante governato dal Distretto, con l’obiettivo strategico di portare il rapporto delle risorse pubbliche spese per questa residenzialità e la domiciliarità nella proporzione di 1:1. Questi criteri programmatici fondanti possono riequilibrare il sistema ed armonizzare le reti di offerta pubbliche e private accreditate-convenzionate dei due settori.
di Paolo Da Col, Antonino Trimarchi (Centro Studi CARD – Confederazione Associazioni Regionali Distretti)
Questo articolo potrebbe anche intitolarsi “Dalla pratica sul campo alle proposte di governance di un nuovo sistema unitario distrettuale domiciliarità-residenzialità per la non autosufficienza”. Esso nasce dalla constatazione che le persone non autosufficienti patiscono oggi la frammentazione dei servizi, spesso compartimentati nelle due macro-realtà sanitaria e sociale, in cui sono inseriti i servizi residenziali e domiciliari. E’ nota la disparità di risorse tra l’ambito sanitario e sociale (tra tre e dieci volte in più a favore del sanitario, in relazione ai metodi di calcolo e ai territori), così come di dimensione di utenza servita, di livello di diffusione e accessibilità. Queste asimmetrie si ripercuotono sugli utenti.

Leggi: I Luoghi della Cura


Sondaggio “Longevità e CASA” di A.L.I.

Credi che la tua casa di oggi sarà ancora la scelta migliore dopo i 75 anni?
Questione poco percepita dal pubblico ma molto sofferta da molti grandi vecchi ostaggi delle proprie case, l’adeguatezza dell’abitazione alle esigenze della vecchiaia estrema è un tema che andrebbe approfondito per tempo nell’ottica di una pianificazione della vita dopo l’età della pensione.
Grazie alla nuova longevità, si parla di un periodo molto lungo – venticinque/trent’anni – praticamente un terzo della vita, che passa attraverso fasi molto diverse e condizioni fisiche molto diverse. Quindi anche esigenze di confort e sicurezza molto diverse. Le case che abitiamo sono spesso le stesse che hanno accompagnato la vita familiare, piene di ricordi, certo, ma disegnate per persone più giovani.
A.L.I. Active Longevity Institute, il primo Osservatorio sull’invecchiamento della popolazione, sta conducendo una indagine per approfondire il rapporto che i senior hanno con la propria casa in una prospettiva di longevità. Siete invitati a rispondere, sia gli over 55, pubblico primario dell’indagine, sia gli under 55 per comprendere le tendenze a venire. Non ci vogliono più di 10 minuti
Cliccate su questo link https://www.activelongevity.eu/2021/10/10/sondaggio-longevita-e-casa/ e iscrivetevi con il vostro indirizzo mail. Rispondente al questionario, totalmente anonimo perché il sistema non può associare indirizzi mail e risposte, e inviate.

Leggi: Abitare Sociale


 La differenza tra integrazione e inclusione – di Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona*

«L’integrazione – scrivono dal Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di oggi, 3 Dicembre – mette fisicamente insieme le persone, ma non sempre concede le stesse possibilità di essere, fare e desiderare. L’inclusione, invece, permette a tutti, indistintamente, in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo e in qualsiasi situazione di essere cittadini e cittadine a tutti gli effetti. Non basta dunque integrare le diversità, bisogna formare ad esse, fare spazio alla ricchezza delle differenze e offrire possibilità di fare»
In questo Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, così densa di significato, vorremmo parlare di una piccola ma importante svolta impressa alla nostra comunicazione: i concetti cardine espressi anche negli hashtag usati, sono passati infatti da dignità, autonomia e integrazione a dignità, autonomia e inclusione.
Ma qual è questa differenza, piccola ma sostanziale, fra integrazione e inclusione?
L’integrazione mette fisicamente insieme le persone, ma non sempre concede le stesse possibilità di essere, fare e desiderare. L’inclusione, invece, permette a tutti, indistintamente, in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo e in qualsiasi situazione di essere cittadini e cittadine a tutti gli effetti. L’inclusione si realizza solo nella società tutta. Non basta dunque integrare le diversità, bisogna formare ad esse, fare spazio alla ricchezza delle differenze e offrire possibilità di fare.

Leggi: Superando


Le segnalazioni di welforum sul PNRR – A cura di Eleonora Gnan

Organizzata in ordine cronologico, la raccolta di segnalazioni che proponiamo in questa quarta parte comprende documenti ed articoli ritenuti di interesse sul tema e a cui il lettore può liberamente accedere tramite link. Non si tratta quindi di indicazioni bibliografiche complete ed esaustive, ma dell’offerta di una diretta lettura di scritti interessanti di fonte diversa da welforum.it.
Segnaliamo in primo luogo i testi dei documenti più importanti, seguiti da una sezione dedicata ad Analisi del Piano, punti di vista e considerazioni generali (4.1), e da una seconda su PNRR e welfare (4.2), a sua volta articolata in Sanità, Disuguaglianze e inclusione sociale, Giovani e famiglia, Disabilità e non autosufficienza, e Terzo settore.
Il 30 aprile 2021 il Governo ha trasmesso alla Commissione UE il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 aprile.
Il 31 maggio 2021 in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Decreto Legge 77/2021 contenente disposizioni relative alla governance del PNRR con indicazioni rispetto al sistema di coordinamento, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del Piano.
La Camera del Deputati ha realizzato un’apposita sezione dedicata al PNRR italiano, che presenta le principali aree di intervento, le sei missioni e i relativi stanziamenti, le tre priorità trasversali, nonché i principali interventi sintetizzati in capitoli sulla base delle politiche pubbliche interessate. Il Servizio Studi di Camera e Senato ha inoltre pubblicato una scheda di lettura, aggiornata al 15 luglio, contenente una puntuale analisi del Piano italiano.

Leggi: Welforum


Missione salute – Presentazione – Emanuele Ranci Ortigosa

Questo Punto di Welforum, “Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?“, con l’articolo di apertura di Emanuele Ranci Ortigosa e la prima parte, richiama le sofferenze prodotte dalla pandemia e la storica svolta nelle politiche pubbliche determinatasi per fronteggiarle sospendendo tradizionali principi e regole di austerità per passare a politiche espansive e a interventi di forte tutela pubblica, concretizzatisi nella programmazione. Seguono, nella prospettiva del “non più come prima”, contributi di analisi e valutazione della impostazione, dei contenuti, delle risorse del nostro PNRR.
La seconda parte del Punto è dedicata alla “Missione Inclusione e coesione sociale” e focalizza l’attenzione su “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore” e in particolare su “Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale”, con qualche attenzione anche a Housing sociale.
La “Missione Salute” è trattata dagli scritti raccolti in questa terza parte del Punto sul PNRR. Tale missione si occupa di “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, e in particolare di “Servizi sociali, disabilità, e marginalità sociale“, assegnando anche le risorse fra le aree e gli interventi previsti, come indicato nella tabella 1.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI

Reddito di Libertà: possibile ripescaggio domande respinte

Le domande di riconoscimento del Reddito di Libertà presentate e non accolte nel corso dell’anno per insufficienza del budget non saranno definitivamente scartate al 31 dicembre 2021. Lo comunica l’Inps con il messaggio n. 4352, pubblicato ieri sul sito istituzionale, precisando che, in caso di ulteriori finanziamenti del fondo, le richieste conserveranno la loro validità ai fini dell’accesso alle risorse e potranno essere istruite e liquidate secondo l’ordine cronologico di presentazione.
Ricordiamo che il Reddito di Libertà, istituito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 dicembre 2020, che ha previsto uno stanziamento di 3 milioni di euro, è rivolto alle donne vittime di violenza e in condizione di povertà, inserite in un percorso di recupero della propria autonomia ed emancipazione.

Leggi: Inca


Assegno di invalidità a chi lavora

In attesa della conversione in legge del decreto fiscale n. 146/2021, è stato approvato in commissione Bilancio al Senato l’emendamento che ripristina il pagamento dell’assegno per gli invalidi civili parziali che prestano attività lavorativa ed è questa una prima vittoria anche del sindacato che si era mobilitato per questa grave ingiustizia, dopo una interpretazione estremamente restrittiva da parte dell’Inps.
L’Istituto, infatti, aveva sospeso per tali soggetti il pagamento della prestazione a partire dal 14 ottobre 2021 (con il messaggio 3495), sulla base di due pronunciamenti della Corte costituzionale che ne limitava l’erogazione ai soli soggetti inoccupati.
Ricordiamo che nel 2021 l’importo mensile dell’assegno di assistenza ammonta a 287,09 euro, viene erogato per tredici mensilità e il limite di reddito annuo consentito per mantenere l’assegno di invalidità è pari a 4.931,29 euro. La prestazione è pagata dall’Inps alle persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni, che abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%.

Leggi: Inca


Giustizia: Esenzione Irpef di 1.000 euro su pensione ai superstiti orfani

Grazie ad un ricorso patrocinato dall’Inca, la Corte d’Appello di Brescia restituisce ad una figlia maggiorenne orfana e inabile al lavoro, il diritto alla pensione di inabilità, sospesa da tre anni dall’Inps a causa del superamento del limite di reddito previsto dalla normativa vigente, cui è subordinato il riconoscimento della prestazione.
L’oggetto del contenzioso della sentenza n. 265/2021, pubblicata il 24 novembre scorso, riguarda la corretta applicazione della esenzione fiscale in favore degli orfani, titolari della pensione ai superstiti, introdotta con la legge di Stabilità 2017.
Secondo l’interpretazione dell’Istituto di previdenza pubblico, accolta in prima istanza dal Tribunale di Bergamo con la sentenza n. 580/2020, per la formazione del reddito imponibile ai fini dell’Irpef, che deve essere calcolato al netto degli oneri deducibili indicati nell’articolo 10 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, non rientrava l’esenzione fiscale di mille euro riconosciuta ai superstiti orfani, prevista dall’articolo 1, comma 249, L. 232/2016.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

Vaccini: Right2cure dopo rinvio WTO, basta contare i morti: subito la sospensione brevetti. Mobilitazione continua

“Quanti morti dobbiamo piangere ancora e quante varianti dobbiamo a aspettare affinché l’Organizzazione Mondiale del Commercio decida sulla sospensione dei brevetti dei vaccini e di tutti i kit anticovid?”. È con questa domanda che si apre il comunicato del Comitato italiano della campagna europea Right2cure No Profit on Pandemic, di cui la CGIL fa parte, dopo il rinvio sine die della riunione interministeriale e del Consiglio Generale del WTO previste a Ginevra da oggi al 3 dicembre, in cui si sarebbe dovuta affrontare la discussione sulla moratoria dei brevetti.

Leggi: Cgil


NEWS:

martedì 30 novembre 2021
Rapporto Svimez: in Italia due milioni di famiglie povere, 775mila nel Mezzogiorno

Lo dice il Rapporto Svimez 2021 sull’economia e la società del Mezzogiorno. Rispetto al secondo trimestre 2019, l’occupazione femminile nel Sud si è ridotta di circa 120mila unità nel 2021, (-5%, contro -3,3% del Centro-Nord)
Nel 2020, anche a causa della pandemia, la povertà assoluta è aumentata sia per le famiglie sia per gli individui: sono oltre 2 milioni le famiglie italiane povere, per un totale di più di 5,6 milioni di persone, di cui oltre 775mila nelle regioni meridionali, per circa 2,3 milioni di persone. Lo dice il Rapporto Svimez 2021 sull’economia e la società del Mezzogiorno.
Covid, Svimez: Pil Italia in linea con Francia e Germania
Il profilo del Prodotto interno lordo registrato dalle maggiori economie dell’area euro prima nella fase calante della pandemia e poi in quella della ripresa in corso mostra come la performance dell’Italia sia stata nel complesso in linea con quella di Francia e Germania, sia pure con una caduta più profonda nel corso dei primi trimestri del 2020 rispetto all’economia tedesca. Il recupero dell’economia italiana è andato al di là delle aspettative nel corso del 2021, soprattutto nel terzo trimestre dell’anno. Nel secondo trimestre del 2021, il Pil dell’Italia registrava una distanza dal livello di fine 2019 del 3,8%, a fronte del 3,3 della Germania e del 3,2 della Francia. Continua il Rapporto Svimez 2021.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Manovra. Livia Turco: “Per le politiche sociali investimenti irrisori. Così i ‘Livelli essenziali delle prestazioni sociali per i non autosufficienti’ resteranno al palo”

Se Governo e Parlamento non correggeranno le previsioni finanziarie per il sostegno ai nuovi “Livelli essenziali delle prestazioni sociali per la non autosufficienza”, la riforma dell’assistenza sociale non andrà mai in porto. Le risorse attualmente stanziate vanno quanto meno raddoppiate
La Legge di Bilancio è entrata nel vivo della discussione e della votazione parlamentare. Credo sia doveroso chiedere al Governo ed al Parlamento di non dimenticare la lezione della pandemia.
La quale ha messo in risalto che le figure sociali più colpite sono stati i bambini e le persone anziane e disabili, e che le politiche di loro presa in carico sono nel nostro molto carenti e disomogenee sul territorio nazionale.
La sofferenza della pandemia ha anche messo in risalto che non bastano i trasferimenti monetari, ci vogliono quei servizi sociali come centri diurni, assistenza domiciliare, servizi di sollievo, strutture residenziali costruite con la cultura del domicilio, della casa allargata.
Quei servizi che previsti dalla legge quadro 328/2000 “Disposizioni per un sistema integrato di servizi sociali” sono stati dimenticati, nel corso di venti anni dalle politiche nazionali.
Il PNRR ha messo doverosamente indicato quali due riforme da realizzare il riordino delle misure per le persone diversamente abili e la legge quadro per la presa in carico delle persone anziane non autosufficienti. La prima è stata approvata dal governo ed è all’esame del parlamento.

Leggi: Quotidiano Sanità, 26/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Più anziani e famiglie più piccole, “urge un piano per la natalità”

De Palo (Forum Famiglie) commenta il report Istat che stima di 1 a 30 il rapporto tra giovani e anziani nel 2050. “Siamo fuori tempo massimo. Non è più il tempo di proclami: il Fisco deve sostenere con decisione la famiglia e la natalità”. Assegno unico, “così non può bastare”
Piedini in neonato primo piano: famiglia, natalità, denatalità, figli
“Siamo fuori tempo massimo: i dati resi noti oggi dall’Istat, che parlano di un “potenziale quadro di crisi” sono incontrovertibili: se non cambia l’approccio al tema della natalità, l’Italia è destinata al declino”, dichiara Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, commentando le previsioni sul futuro demografico contenuto nel report “Previsioni della popolazione residente e delle famiglie | base 1/1/2020”.
Secondo l’Istat la popolazione residente è in decrescita: da 59,6 milioni al 1° gennaio 2020 a 58 milioni nel 2030, a 54,1 milioni nel 2050 e a 47,6 milioni nel 2070. E il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale. L’istituto di ricerca stima che entro 10 anni l’81% dei Comuni avrà subito un calo di popolazione, l’87% nel caso di Comuni di zone rurali. In crescita il numero di famiglie ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Non è mai troppo tardi

Il cambiamento non ha limiti di età, al contrario: qualche novità piccola o grande è fondamentale per non “invecchiare dentro”
Sicuramente il passare degli anni incide sulla progettualità e sul livello di aspettative. Allo stesso modo cambia l’attenzione all’estetica e tutto viene ricondotto a una dimensione più misurata. Questo non vuol dire che ci si debba trascurare ed essere tristi e dimessi. Provare emozioni positive, anche relazionate alla gradevolezza fisica, è un modo per prendersi cura di sé anche dal punto di vista del benessere fisico e mentale. # Un taglio di capelli diverso dal solito, un vestito nuovo, un paio di occhiali dalla montatura spiritosa: non sono dettagli, ma piccole gratificazioni che aiutano a sentirsi bene a qualsiasi età, anche se non si è più giovanissimi. Anzi, quando si è avanti con gli anni, l’attenzione al proprio aspetto diviene un modo per prendersi cura del benessere. Più attivi di una volta Parlare di anziani oggi significa alludere a un gruppo molto eterogeneo, che non può più essere categorizzato nell’immagine di una persona un po’ decadente.

Leggi: Viversani e Belli, 26/11/2021


giovedì 25 novembre 2021
Assistenza anziani e disabili. In Italia solo il 2,5% del Pil a fronte del 3,5 della media Ocse. Ma non è solo un problema di risorse, serve un nuovo modello assistenziale

E il confronto è ancor più impietoso se si prendono i dati di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). A denunciare la situazione è uno studio promosso dalla Fondazione per la Sussidiarietà che evidenzia il ruolo chiave del non profit: metà dei posti letto per anziani e disabili (49%) è in strutture no profit. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%. Il sottosegretario Costa: “20 milioni in più per il Fondo assistenza”.
L’Italia destina all’assistenza di anziani e disabili risorse insufficienti, il 2,5% del prodotto interno lordo, contro il 3,5% dei paesi Ocse più sviluppati e molto meno di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). È quanto emerso oggi a Roma alla presentazione del Rapporto “Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza” realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà (FPS), in collaborazione con Cesc – Università degli studi di Bergamo, Crisp – Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli studi di Parma e con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia.
Lo studio evidenzia il ruolo chiave del non profit che copre metà dell’offerta di posti letto per anziani e disabili (49%), rispetto al 42% di 10 anni fa. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%. La ricerca segnala la necessità di istituire un Servizio nazionale per la non autosufficienza che superi l’attuale fram¬mentazione degli interventi. Un sistema integrato, con un fondo nazionale e un unico canale di accesso.

Leggi: Quotidiano Sanità, 25/11/2021


giovedì 25 novembre 2021
Rigenerazione, piani estesi ai privati

I piani integrati di rigenerazione urbana, cui il Pnrr destina 2,5 miliardi alla Missione 5, possono riguardare non solo edifici pubblici, ma anche strutture private. È quanto prevede l’emendamento 21.3 del Pd al decreto legge Pnrr, all’esame della commissione Bilancio della Camera. L’emendamento prevede anche una modalità di intervento innovativa: «riduzione del consumo di suolo attraverso operazioni di demolizione e ricostruzione finalizzate alla deimpermeabilizzazione del suolo già consumato con modifica di sagome e impianti urbanistici e riconoscendo una volumetria aggiuntiva rispetto a quella preesistente di massimo il 20%». Nei piani possono essere finanziati interventi di efficientamento energetico e idrico. L’esame del Dl Pnrr entra in queste ore nel vivo e i Dem schierano i parlamentari di peso in materia di rigenerazione urbana: l’emendamento, fra i segnalati Pd, è firmato dalla presidente della commissione Ambiente, Alessia Rotta (prima firmataria), da Roberto Morassut, Chiara Braga e Stefania Pezzopane

Leggi: Il Sole 24 Ore, 25/11/2021


mercoledì 24 novembre 2021
Cure domiciliari. Calano durante la pandemia, assistiti a casa 385mila cronici over-65, ne mancano all’appello almeno 1 milione

I dati dell’indagine “Long-term care in Italia: verso una rinascita?” di Italia Longeva. per il Presidente Bernabei: “Le cure domiciliari sono la risposta alla fragilità e multimorbilità dell’anziano moderno e il Pnrr rappresenta l’occasione da non sprecare per costruire l’assistenza territoriale del futuro. È tempo di uniformare il sistema ispirandosi ai migliori standard”
L’emergenza sanitaria ha mandato in tilt la rete dei servizi territoriali e le cure domiciliari non hanno fatto eccezione, subendo una battuta d’arresto dopo un trend di crescita positivo registrato nel quinquennio pre-Covid. A farne le spese sono coloro che più di altri necessitano di cure domiciliari: gli anziani fragili, che hanno bisogno di cure e monitoraggio continui a causa della presenza di patologie croniche concomitanti, la cosiddetta multimorbidità, specie se accompagnata da disabilità, non autosufficienza ed esclusione sociale.
Se tra il 2014 e il 2019 gli over-65 assistiti a domicilio sono passati da poco più di 250mila a oltre 390mila (in media un aumento di 25mila unità all’anno), pari al 2,83% dei quasi 14 milioni di anziani residenti in Italia1, nel 2020 questo trend ha cominciato a decrescere, attestandosi a poco più di 385mila unità, ovvero il 2,7% degli over-65 e il 4,5% degli over-75, con Regioni in grado di garantire cure domiciliari a più del 3,5% degli anziani e altre che stentano a raggiungere tassi di copertura dell’1%. Complessivamente, siamo a meno di un terzo da quel 10% fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per adeguarci, entro il 2026, alle buone prassi europee, che vedono punte fino al 13% in Germania (percentuale che arriva al 29% per gli ultra-ottantenni), e i Paesi del Nord Europa dove addirittura 1 over-80 su 3 è assistito in ADI. Non va meglio per le cure residenziali (RSA), che garantiscono la continuità della presa in carico dei pazienti non autosufficienti, di cui beneficiano poco più di 2 anziani su 100.

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/11/2021


mercoledì 24 novembre 2021
La babele dell’assistenza agli anziani nel nostro Paese. “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali”. La nuova ricerca Auser presentata al X Congresso Nazionale

I non autosufficienti nel nostro Paese sono oggi 2milioni 996.000 un numero destinato a crescere nel futuro, nel 2045 potrebbero raggiungere una cifra variabile fra 4.296.000 e gli oltre 5milioni 500mila. Molto dipenderà dalle politiche di prevenzione che verranno realizzate. Gli anziani non autosufficienti esprimono una domanda di assistenza e bisogni molto complessi a cui si riesce a dare risposta a fatica, un peso che le famiglie portano sulle loro spalle spesso in solitudine. Per essere all’altezza della sfida demografica che ci attende occorre mettere al centro la persona con i suoi bisogni (affettivi, sanitari, sociali, culturali); l’integrazione dei servizi di assistenza è una delle condizioni essenziali ai fini della qualità dell’assistenza sociosanitaria alla popolazione anziana non autosufficiente.L’Auser con la ricerca di Claudio Falasca “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” presentata a Roma il 18 novembre in occasione del X Congresso Nazionale, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni. Quello che emerge è una situazione allarmante sul fronte dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, una vera “babele” con grandi ritardi nell’integrazione dei servizi sociali e sanitari.

Leggi: Auser, 24/11/2021


mercoledì 24 novembre 2021
Il ritorno al residenziale dei grandi investitori: in due anni dal 16 al 41%

Mercati in espansione. È il peso dei capitali istituzionali nel «living» europeo L’Italia nel mirino: case per anziani, studentati e appartamenti gestiti in affitto
Un tempo erano le compagnie assicurative e le banche a investire nel settore residenziale. Poi, con l’avvento del real estate a livello industriale, il settore è stato messo in cantina. In Italia, gli appartamenti di società assicurative, banche ed enti previdenziali sono stati oggetto di vendite di massa all’inizio degli anni duemila e da allora, quando si parla di investimenti immobiliari da parte di istituzionali, si fa riferimento a uffici, negozi, centri commerciali, logistica, hotel.
Ora il residenziale è tornato di moda. In tutto il mondo, Italia inclusa. La stabilità del cash flow nel settore living, la liquidità degli asset, la bassa volatilità dei global return e i grandi cambiamenti sociali, demografici e climatici rendono oggi l’investimento nell’immobiliare residenziale particolarmente appetibile non solo per i privati, ma anche per i colossi dell’investimento istituzionale.
La società di consulenza JLL ha appena dedicato un report al tema, dal titolo «Growth opportunities in living», dal quale scaturisce un primo, importante, dato: entro il 2030 un terzo degli investimenti immobiliari diretti a livello globale riguarderà il settore del living.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 24/11/2021


martedì 23 novembre 2021
Piani urbani integrati per progettare la rigenerazione urbana

Con la conversione in Legge del Decreto legge n.152 del 6 novembre 2021 prosegue l’intervento per snellire e potenziare gli strumenti di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
Il Decreto interviene, oltre che su un ulteriore insieme di misure di sostegno e di incentivo alla ripresa di diversi settori economici, anche su ulteriori strumenti finanziari e procedurali “abilitanti” per l’attuazione del Piano Nazionale di ripresa e resilienza.
Nella Nota allegata sono riepilogate le principali misure d’interesse dei Comuni e delle Città metropolitane come i Piani Urbani Integrati e un focus dedicato al Rapporto “Personale comunale e formazione: competenze e scenari” ed.2021, messo a punto dall’IFEL, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dell’ANCI. Il Rapporto, come più volte segnalato dalla categoria Funzione Pubblica Cgil, oltre a segnalare quanto anni di blocco del turnover e delle spese per la formazione del personale pubblico hanno avuto pesanti conseguenze sia in termini quantitativi che di qualificazione degli addetti, conferma la necessità di combinare lo sviluppo delle competenze dei dipendenti comunali e pubblici con l’innovazione organizzativa e tecnologica.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 23/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Sos clima e rigenerazione. Chance per migliorare la qualità del vivere tra eco-quartieri e mobilità sostenibile. Arup e C40 lanciano l’idea di un Superbonus urbano per accelerare la transizione

Affrontare la crisi climatica, per tendere al «Net zero», rigenerare il patrimonio costruito e l’ambiente urbano. Sono obiettivi raggiungibili, ma per i quali non basta rifare le facciate dei singoli edifici e nemmeno efficientarli dal punto di vista energetico. Servono un’agenda urbana e una nuova governance del pubblico, che incida su pezzi di città, con il coinvolgimento di enti locali e developer, cittadini inclusi. «I progetti di vicinato possono aprire la strada a nuove politiche, sperimentare accordi di partenariato innovativi, considerare modi creativi per aumentare la partecipazione e testare tecnologie nuove».
Questi alcuni dei concetti evidenziati da Arup, che con la rete C40 ha messo a punto la ricerca “Green and Thriving Neighbourhoods”. E ancora «quartieri verdi e fiorenti consentono a residenti di tutte le età di soddisfare le proprie esigenze quotidiane, vicino a casa. Si soddisfa l’economia locale, si incentivano lavori verdi». Facendo anche riferimento al tema della città dei 15 minuti.
Alejandro Gutierrez, direttore Cities & Planning di Arup Milano, rientrato in Italia dopo anni di attività in America Latina e nel Regno Unito, intervistato da Il Sole 24 Ore ha messo a fuoco il tema, contestualizzandolo per il caso italiano. «Bisogna ridurre almeno della metà le emissioni entro il 2030, e le città e i loro distretti sono di una scala sufficiente per poter misurare un impatto significativo. L’alleanza delle cento città della rete C40 – racconta Gutierrez –, che conta 800 milioni di abitanti, è l’ambito che permette di influire in modo determinante per accelerare il cambiamento».

Leggi: Quotidiano Condominio, 22/11/2021


DALLE REGIONI:

martedì 30 novembre 2021
Bergamo, ecco 5 progetti per il bando sull’edilizia pubblica

Cinque progetti, per un valore di poco inferiore a 15 milioni di euro. Sono queste le iniziative che il Comune di Bergamo ha candidato al bando ‘Sicuro, Verde e Sociale’, per rimettere a nuovo gran parte del proprio patrimonio immobiliare pubblico. Il bando è finanziato dal Pnrr e rende disponibili sul territorio lombardo circa 253 milioni per interventi di edilizia su edifici residenziali pubblici (con un finanziamento massimo di 15 milioni per ente proponente). Le risorse stanziate verranno ripartite tra l’Aler (l’azienda lombarda per l’edilizia residenziale) e i Comuni. ‘Sicuro, Verde e Sociale’ prevede tempi di attuazione stringenti, che garantiscano l’ultimazione e il collaudo degli interventi entro marzo 2026, in coerenza con le tempistiche concordate dal governo in sede europea.

Leggi: Redattore Sociale, 30/11/2021


lunedì 29 novembre 2021
Welfare e salute a Milano – Intervista al neoassessore Lamberto Bertolè

Lamberto Bertolè, 46 anni, è il neo assessore milanese a Welfare e Salute, ha un passato coerente con queste tematiche, da addetto ai lavori, sia come fondatore e operatore di una cooperativa sociale che si occupa di minori, che come insegnante di storia e filosofia al liceo. Negli ultimi 5 anni ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale e oggi si misura con questo nuovo compito amministrativo.
Il direttore IRS, Ugo De Ambrogio, lo incontra nel suo ufficio del quartiere Corvetto, una storica periferia milanese. Il neo assessore lo saluta calorosamente dicendo che sta bene ed è ben motivato nell’assumere le sue nuove funzioni.
Sei assessore al Welfare e salute in questa delicata fase di pandemia, non più in emergenza drammatica ma ormai quasi cronica: che significato hanno queste deleghe?
Lo shock della pandemia ha creato una grande discontinuità, ha amplificato disuguaglianze, fragilità, vulnerabilità e problemi già esistenti. E, al tempo stesso, ha aumentato la consapevolezza pubblica della centralità del welfare e dell’importanza di avere un sistema di servizi non residuale, non marginale, ma trasversale alle politiche dell’amministrazione.
Rispetto a welfare e salute è diffusa oggi una grande aspettativa. La collettività è più consapevole dell’importanza di investire sul sistema del welfare, è una consapevolezza ritrovata che ci offre l’opportunità di farlo e che sostiene la nostra determinazione. Abbiamo il dovere di dedicare ogni nostro sforzo ed energia alla costruzione di risposte ai bisogni, aumentando le possibilità di tutti i cittadini di sostenere le crisi e gli shock, di reagire alle condizioni di fragilità che devono affrontare. Dobbiamo fare di più sia perché è giusto, sia perché tante parti della nostra comunità, che stanno affrontando difficoltà pesanti, ci chiedono di fare di più.

Leggi: Welforum, 29/11/2021


domenica 28 novembre 2021
Maggiori servizi e attenzione per gli anziani

I Sindaci del Distretto dell’Ausl di Imola hanno già condiviso l’impiego delle prime risorse del PNRR destinate al miglioramento delle strutture sanitarie. Sono 4 milioni i fondi richiesti da destinati alle Case della Salute del territorio. Presidio fondamentale in cui i cittadini di Medicina da anni trovano risposta ai loro bisogni, grazie alla collaborazione tra Ausl, medici e pediatri convenzionati e volontariato locale. Sulla Casa della Salute di Medicina saranno investiti circa 800 mila euro per migliorarne la funzionalità, gli ambulatori, gli spazi d’attesa e l’accoglienza. Temi di grande attualità dopo le fragilità che il Covid ha evidenziato un po in tutti gli spazi pubblici. Fondi saranno destinati ovviamente anche all’Ospedale di Imola, ma davanti all’invecchiamento della nostra popolazione e al cronicizzarsi delle patologie è necessario investire anche su nuove modalità che facciano sentire i cittadini più vicini e monitorati nel tempo, possibilmente a casa loro.

Leggi: Il Resto del Carlino, 28/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Milano, oltre 20 mila famiglie sotto sfratto

La denuncia dei sindacati degli inquilini. “Il Comune pubblichi nuovo bando per assegnazione case popolari. Le famiglie sotto sfratto non devono essere lasciate sole senza soluzioni”
Sono quasi 20 mila le famiglie che a Milano e nei comuni della città metropolitana rischiano lo sfratto. Per l’esattezza, 16.513 quelle su cui pendeva una richiesta di esecuzione dello sfratto al 31 dicembre 2019, ossia prima della pandemia. A queste vanno aggiunte altre 3.500, per le quali il Tribunale di Milano ha emesso la convalida dello sfratto dal 2020, anche se sono state sospese per effetto dell’emergenza Covid-19. E poi ci sono 4.562 pignoramenti immobiliari registrati nel 2020, quindi di famiglie alle quali viene pignorata la casa perché per esempio non sono riusciti a pagare il mutuo. È il quadro che emerge dai dati forniti dai sindacati Sunia, Sicet, Uniat, Unione lnquilini, Asia e Conia. Ed è per questo che protestano per la “scelta del Comune di Milano di non aprire il secondo avviso per l’assegnazione delle Case Popolari (alloggi SAP – Servizi Abitativi Pubblici)”, sottolineano. È stato aperto infatti solo un bando per l’assegnazione di 599 alloggi a fronte dei 2.014 che sarebbero disponibili, ai quali se ne potrebbero aggiungere altri derivanti dai piani di manutenzione straordinaria di Aler e Comune. Aler dichiara di averne ristrutturati 2.682 e il Comune 4.200.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2021


venerdì 26 novembre 2021
Milano. I sindacati inquilini considerano inaccettabile la scelta del comune di non aprire un nuovo bando per l’assegnazione delle case popolari

Conferenza stampa unitaria
I sindacati inquilini considerano inaccettabile la scelta del comune di non aprire un nuovo bando per l’assegnazione delle case popolari
perchè:
• CON LA RIPRESA DEGLI SFRATTI DA SETTEMBRE, SI FA SEMPRE PIU’ DRAMMATICA L’EMERGENZA ABITATIVA A MILANO. Ogni giorno 10 famiglie attendono la polizia che verrà a sfrattarle da casa. Al 31/12/2019 ii Ministero degli Interni segnalava a Milano 16.513 richieste di esecuzione degli sfratti. A queste occorre aggiungere circa 3.500 nuove convalide emesse dal Tribunale di Milano dal 2020 ad oggi che erano state sospese per effetto dell’emergenza sanitaria da COVID/19.
• CI SONO OLTRE 6.000 CASE POPOLARI RISTRUTTURATE DA COMUNE E ALER CHE DEVONO ESSEREASSEGNATE IMMEDIATAMENTE. Le assegnazioni avvengono con tempi ancora troppo lenti, a causa dei vincoli imposti dalla L.R.n.16/2016 e dalle modalità con le quali viene fatta la verifica dei requisiti per gli aventi diritto da parte del Comune e di Aler.
• LE ULTIME MODIFICHE FATTE DALLA REGIONE CONSENTIREBBERO ASSEGNAZIONI PIU’ VELOCI IN BASE ALLADISPONIBILITA’ DEGLI ALLOGGI.
• UN NUOVO BANDO SERVE A MOLTISSIME FAMIGLIE CHE HANNO PEGGIORATO LA LORO CONDIZIONE ABITATIVA, ECONOMICA, SOCIALE E SANITARIA.

Leggi: Sunia, 26/11/2021


giovedì 25 novembre 2021
Sicilia. 233 milioni di euro dal fondo complementare del PNRR per la manutenzione straordinaria e la ristrutturazione degli alloggi e degli immobili di edilizia residenziale pubblica assegnati alla Sicilia

Il patrimonio abitativo pubblico siciliano degli Istituti autonomi case popolari e dei Comuni è quasi del tutto degradato e per il 70% necessita di manutenzione ordinaria e straordinaria, anche per l’incuria in cui è stato abbandonato per anni.
Non possiamo per questo in nessun caso perdere queste ingenti risorse.
Siamo comunque preoccupati per i tempi stretti per la predisposizione dei progetti che entro fine dicembre dovranno essere presentati alla Regione, da parte degli Iacp e dei Comuni, che a sua volta entro il 15 gennaio dovrà presentare il piano degli interventi al ministero delle Infrastrutture.
Il SUNIA ha chiesto: che la definizione degli interventi da inserire nel piano venga fatta coinvolgendo le rappresentanze territoriali dei sindacati degli inquilini e degli assegnatari , che sia data priorità alla manutenzione degli edifici mai più deteriorati e che si tenga conto nelle premialità della riqualificazione di quegli alloggi che possono aumentare l’offerta abitativa pubblica.

Leggi: Sunia, 25/11/2021


IN AGENDA:

3.12.2021 – 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2021

Giunto alla 55ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su questi temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2021», vengono affrontati i processi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

Leggi: Censis


Anziani fragili, rsa e futuro Gli esperti si confrontano – LE due GIORNATE GERIATRICHE novaresi

«Riprendiamo il cammino» è il titolo delle ventesime Giornate geriatriche novaresi (Ggn) sabato 27 e il 4 dicembre all’albergo Italia: si parlerà di anziano fragile e cognitività, di rsa e Covid tra esperienze e futuro, di problemi socio-assistenziali nell’anziano con demenza, di «comunità amica» e altro ancora. Spunti preziosi non solo per professionisti ma anche per chi, a vario titolo, vuole approfondire. Organizzano l’Associazione Malati Alzheimer Novara (Ama) con Alzheimer Uniti Italia e Ordine dei medici. Aldo Biolcati, geriatra, già primario al Maggiore e coordinatore scientifico Ama: «Quest’anno la formula è diversa per ragioni logistiche e per confronti ancora più mirati. È stato impegnativo mettere a punto tutto quanto ma il titolo delle Giornate è più che mai significativo». Il 27 l’attenzione sarà per famigliari caregiver, operatori dei comparti sanitario e socio-assistenziale, psicologi e assistenti sociali. La seconda giornata è in particolare per medici generalisti e specialisti e con 6 crediti Ecm: «Anche la cittadinanza è invitata, in base alla disponibilità dei posti». Iscrizione gratuita, consigliabile comunicarla entro sabato 20. Per dettagli sul 27: amanovaraonlus@gmail.com e 377-1698513. Per il 4 dicembre: ordinemediciodontoiatrinovara@gmail.com oppure 0321-410130. Per partecipare sono necessari mascherina e green-pass.

Leggi: Aging Project


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

AB (Alfabeto Badanti). Appunti per una autobiografia riflessiva

Con lo sguardo di chi si trova a vivere una realtà inaspettata e allo stesso tempo l’occhio “esperto” dello studioso che conosce il nostro sistema di welfare per i non autosufficienti, l’autore offre lo spaccato di vita di un figlio che ha assunto il ruolo di caregiver della propria anziana madre. Il racconto si snoda seguendo le lettere dell’alfabeto, in un alternarsi di osservazioni sul proprio vissuto e di ragionamenti di ampio respiro sulle incongruenze del sistema dei servizi. Di Mauro Ferrari (PhD, sociologo, formatore, consulente organizzativo, docente di Progettazione sociale presso il master “Immigrazione. Fenomeni migratori e trasformazioni sociali” dell’Università Ca’ Foscari di Venezia)
Chi scrive è un sociologo, che da tempo, insieme alla moglie e a qualche supporto esterno, segue sua mamma. Che negli ultimi mesi ha subito un peggioramento, e noi con lei.
Quello che segue è una specie di diario, parte in soggettiva (da qui l’utilizzo della prima persona singolare, le frasi virgolettate), parte in terza persona (le parti che si riferiscono all’interazione fra esperienza diretta e i sistemi di welfare), di una esperienza tuttora in corso come “caregiver familiari”, che altro non sono che figli (e nuore) che hanno intrapreso, per scelta consapevole, la strada della cura a domicilio di una persona non autosufficiente.
Mia mamma, quasi 93enne, nello specifico va nutrita, lavata, cambiata, medicata, spostata dal letto alla carrozzina e viceversa. Nei momenti di lucidità sorprende per come risponde a quesiti sui cruciverba. “il becco dell’aquila?” “rostro” (!), dato che la sua alfabetizzazione è stata in gran parte merito delle “parole crociate” (che bella definizione) compilate nelle notti passate a lume di candela in una garitta vicina al fiume Oglio, in attesa di abbassare o alzare le sbarre del passaggio a livello negli orari previsti, unica compagnia “la domenica del corriere”. Fino a dicembre dello scorso anno viveva a dieci chilometri dalla nostra residenza, con alternarsi di badanti e nostro. Poi, sistemato un monolocale con servizi attrezzati nel giardino della nostra residenza, quella è diventata la sua e nostra abitazione.

Leggi: I Luoghi della Cura


Mese sociale – L’inclusione chiama verbi, non categorie – Di Sergio Pasquinelli

Quando parliamo di inclusione sociale dovremmo smettere di usare le note categorie di bisogno: anziani, minori, poveri, persone con disabilità e così via. Dovremmo usare verbi: vivere con dignità, abitare, lavorare, relazionarsi. Questo, oltre a obbligarci a “integrare” interventi diversi, ci aiuterebbe anche a uscire dal linguaggio un po’ tecnico che circola tra gli addetti ai lavori, a farci capire da tutti, soprattutto da chi è estraneo al mondo dei servizi, del welfare, dell’assistenza.
Il Rapporto di Fondazione per la sussidiarietà
Eppure quando parliamo di risorse economiche ritornano inevitabilmente le note categorie di bisogno con cui ci confrontiamo col resto d’Europa. Ed emerge che l’Italia destina all’assistenza di anziani e disabili risorse insufficienti, il 2,5% del prodotto interno lordo, contro il 3,5% dei paesi Ocse più sviluppati e molto meno di Germania (4,5%), Gran Bretagna (4,3%) e Francia (4,1%). È quanto emerso a Roma alla presentazione del Rapporto “Anziani e disabili: un nuovo modello di assistenza” realizzato dalla Fondazione per la sussidiarietà (Fps), in collaborazione con Cesc – Università degli studi di Bergamo, Crisp – Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano e Università degli studi di Parma e con la partecipazione di Fondazione Don Gnocchi e Fondazione Sacra Famiglia.
Lo studio, come ha evidenziato Redattore Sociale, rileva il ruolo chiave del non profit, che copre metà dell’offerta di posti letto per anziani e disabili (49%), rispetto al 42% di 10 anni fa. Cresce anche il privato, ora al 26%, mentre il settore pubblico è sceso dal 30% al 25%. La ricerca segnala la necessità di istituire un Servizio nazionale per la non autosufficienza che superi l’attuale frammentazione degli interventi. Un sistema integrato, con un fondo nazionale e un unico canale di accesso.

Leggi: Welforum


Demografia. Le previsioni da incubo dell’Istat: “Nel 2070 la popolazione residente in Italia sarà di 12 mln in meno rispetto al 2020”

Dai 59,6 mln di residenti del 2020 si passerà ai 47,6 mln tra 50 anni. Il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli. IL REPORT
“Le previsioni sul futuro demografico in Italia restituiscono un potenziale quadro di crisi. La popolazione residente è in decrescita: da 59,6 milioni al 1° gennaio 2020 a 58 mln nel 2030, a 54,1 mln nel 2050 e a 47,6 mln nel 2070”. A rilevarlo sono delle stime elaborate dall’Istat che fotografano uno scenario demografico futuro da incubo
Il rapporto tra giovani e anziani infatti sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale.
La crisi demografica si farà sentire su tutto il territorio: entro 10 anni l’81% dei Comuni avrà subito un calo di popolazione, l’87% nel caso di Comuni di zone rurali.
Previsto in crescita il numero di famiglie ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli.

Leggi: Quotidiano Sanità


La missione (possibile) delle cure a casa – di Roberto Bernabei

Ci è voluta un’emergenza sanitaria globale per renderci conto che i fragili si curano sul territorio e che, grazie al supporto delle tecnologie digitali, riusciamo a prenderci cura di questi pazienti anche a distanza. La pandemia ha sfidato il Servizio sanitario laddove, per anni, erano state dedicate risorse e sforzi inadeguati: l’assistenza domiciliare integrata (Adi). Un paradosso, considerato che siamo il primo Paese in Europa per numero di anziani, oggi un quarto della popolazione, e tra gli ultimi per cure domiciliari. I dati del ministero della Salute, censiti da Italia Longeva, ci dicono che l’offerta di Adi, da anni pressoché invariata per numero di assistiti e giornate di presa in carico, è persino peggiorata nell’anno del Covid: nel 2020, poco più di 385mila over-65 (il 2,7% del totale) sono stati curati a domicilio, a fronte di almeno 2 milioni di anziani fragili, con multimorbidità e disabilità, che avrebbero bisogno di cure e monitoraggio continui. L’analisi conferma anche un’altra costante della sanità nostrana, quella delle disomogeneità territoriali, con Regioni in grado di garantire cure domiciliari a più del 3,5% degli anziani e altre che stentano a raggiungere tassi di copertura dell’1%, in molti casi offrendo prestazioni a basso livello di intensità assistenziale e a carattere episodico, come eseguire a domicilio un prelievo ematico. Ma l’Adi è un’altra cosa, prevede un programma di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi che rispondono a bisogni clinici specifici dell’anziano, volti a limitarne il declino funzionale e a migliorare la qualità di vita, e integrati con prestazioni di carattere sociale. Ed è questo che allontana il nostro fragile dall’ospedale posizionandolo nel contesto più favorevole e “curativo”, la propria dimora.

Leggi: Italia Longeva


SEGNALAZIONI:

Indebiti Inps: da calcolare al netto delle imposte

Gli indebiti previdenziali, rivendicati dall’Inps, saranno calcolati al netto delle imposte trattenute al momento dell’erogazione della prestazione e non più al lordo. In applicazione dell’articolo 150 del decreto-legge n. 34/202, l’Istituto previdenziale ha emanato la circolare n. 174 pubblicata il 22 novembre con la quale fornisce le indicazioni operative, precisando che l’ambito di applicazione riguarda le pensioni e le varie indennità previdenziali, nonché le retribuzioni, sulle quali gravano le imposte, mentre sono escluse quelle che ne sono esenti, quali per esempio pensioni e assegni sociali, le pensioni di invalidità civile, le maggiorazioni sociali e gli assegni familiari.
La disposizione, spiega l’Inps nella circolare, è stata introdotta dal legislatore per “deflazionare” il contenzioso civile e amministrativo, derivante dalla pregressa normativa che consentiva all’Istituto previdenziale pubblico di richiedere le somme indebitamente riscosse al lordo delle ritenute fiscali, consentendo al contribuente, raggiunto dalla comunicazione dell’indebito, di recuperare le ritenute subite attraverso il meccanismo della deduzione degli oneri. Contenzioso che, nel corso degli anni, ha contribuito a formare un orientamento giurisprudenziale univoco, secondo cui la restituzione di eventuali indebiti deve riguardare solo le somme effettivamente percepite dal contribuente.
L’Istituto, quindi, in qualità di sostituto di imposta, qualora abbia titolo a chiedere la restituzione di somme percepite indebitamente, dovrà calcolarle al netto delle imposte e non costituiranno onere deducibile per il contribuente gravato dall’indebito.
All’Inps, la nuova disposizione riconosce un credito d’imposta pari al 30 per cento delle somme oggetto di restituzione, utilizzabile senza limite di importo in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D.lgs n. 241/1997.

Leggi: Inca


 

 

 

Domenico Pantaleo è il nuovo presidente nazionale Auser

Venerdì 19 novembre si sono chiusi i lavori del X Congresso Nazionale Auser con l’elezione di Domenico Pantaleo come nuovo presidente nazionale, succede ad Enzo Costa giunto dopo otto anni al termine del suo secondo mandato.
Nato a Milano nel 1954, Pantaleo inizia la sua esperienza sindacale nel 1977 come responsabile della lega Filtea di Putignano (Bari) in una fase di duro scontro per affermare il rispetto del contratto nazionale e per superare le condizioni di sfruttamento e di lavoro nero. Successivamente viene eletto prima Segretario generale della Filtea di Bari per poi essere chiamato a ricoprire la carica di Segretario generale regionale. Nel 1989 entra nella Segreteria regionale della Fillea. Nel 1992 entra invece nella Segreteria della Cgil Puglia con l’incarico di responsabile della contrattazione e delle politiche industriale diventando nel 2000 Segretario generale. Nel 2008 viene eletto Segretario generale della Flc nazionale. Conclusi gli otto anni di mandato viene chiamato a lavorare nel dipartimento welfare della Cgil nazionale, per poi entrare nella Segreteria dello Spi Cgil Nazionale. Dal 29 marzo di quest’anno era membro della presidenza nazionale Auser.


NEWS:

lunedì 22 novembre 2021
Audizione CGIL su Legge di Bilancio 2022

Di seguito pubblichiamo il testo dell’Audizione CGIL sul disegno di legge di Bilancio 2022-2024 svolta lunedì 22 novembre presso le Commissioni congiunte Bilancio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, elaborato da tutte le Aree del Centro Confederale
Il giudizio sulla Legge di bilancio 2022 è condizionato da una serie di misure che presentano forti criticità e da una serie di nodi irrisolti che rischiano di non cogliere la necessità di dare risposte al lavoro, in particolare dei giovani e delle donne, e alle condizioni materiali delle persone. Inoltre sono assenti politiche adeguate di coordinamento sul versante industriale e dello sviluppo, in particolare del Mezzogiorno del Paese, che colleghino adeguatamente le scelte di investimento determinate dal PNRR con strumenti in grado di affrontare da un lato le crisi dall’altro le nuove opportunità di specializzazione produttiva. Non si supporta a sufficienza la transizione industriale verso lo sviluppo sostenibile e l’innovazione. L’Italia ha affrontato l’emergenza pandemica con un’economia debole, una struttura produttiva ridimensionata e un’alta disoccupazione effettiva.

Leggi: Cgil, 22/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Rigenerazione urbana: documento CGIL e SUNIA in relazione al nuovo testo unificato

Di seguito pubblichiamo la memoria predisposta da CGIL e SUNIA, sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, inviata il 17 novembre scorso alla 13a Commissione Permanente del Senato, in relazione al Nuovo testo unificato per i disegni di legge nn. 1131, 970, 985, 1302, 1943, 1981, 2292 e 2297, in materia di rigenerazione urbana
CGIL e SUNIA considerano il coinvolgimento sul nuovo testo unificato in materia di rigenerazione urbana un segnale importante di attenzione e interesse per i temi di cui si occupano, a partire dalla qualità del vivere in contesti urbani sempre più complessi e dell’abitare sociale nel più ampio ambito della rigenerazione urbana.
Le nostre Organizzazioni hanno espresso alcune considerazioni in materia, a novembre dello scorso anno, nell’audizione presso la 13a Commissione permanente del Senato nell’ambito dell’esame congiunto dei disegni di legge 1131, 970, 985, 1302, 1943, 1981. Già in quella occasione mostrammo il nostro apprezzamento per l’interesse del Parlamento nel voler dotare la legislazione nazionale di una norma quadro in materia di rigenerazione urbana, processo ormai ineludibile per perseguire un obiettivo di sviluppo sostenibile, rimarcando un vuoto legislativo che ha prodotto confusione e ambiguità, essendo spesso stata intesa, la rigenerazione, nonostante finalità dichiarate di ridurre il consumo di suolo, favorire la rigenerazione e razionalizzazione del patrimonio edilizio e delle aree urbane degradate, una mera modalità per derogare agli indici edilizi.

Leggi: Cgil, 22/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Cade il tabù dell’obbligo di vaccinazione. Ora si rompano gli indugi e si attui anche in Italia, prima che sia troppo tardi

Una crescita fortissima dei contagi ha spinto il governo austriaco a riattivare il lockdown almeno per i prossimi 20 giorni e poi a fare l’annuncio che rompe il tabù sull’obbligatorietà vaccinale finora imperante in tutte le cancellerie europee: dal 1 febbraio, in Austria, chi non si sarà ancora vaccinato dovrà farlo per legge. E da noi? Cosa impedisce di attuare questa misura ragionevole, chiara e legittima di sanità pubblica?
L’Austria ha rotto gli indugi e ha annunciato che da febbraio 2022 scatterà l’obbligo vaccinale contro il Covid per tutti.
L’Austria è uno dei paesi europei dove la quarta ondata sta colpendo molto duramente: negli ultimi 14 giorni rilevati dall’Ecdc ha contato ben 1.527 casi ogni 100mila abitanti, meno degli oltre 2.000 della Slovenia che detiene il record negativo nei Paesi Ue, ma comunque molti di più dei 473 casi ogni 100mila registrati mediamente in Europa. E molti, molti di più dei 72 ogni 100mila della Spagna e dei 129 dell’Italia.

Leggi: Quotidiano Sanità, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Grandi metropoli: un italiano su 5 andrebbe a vivere in un piccolo paesino

Dove vivi e dove vorresti vivere – Diversi fattori influiscono sul luogo dove si scegliere di vivere, dalle possibilità economiche alle opportunità di lavoro e ai bisogni familiari.
Secondo il sondaggio «Dove vivi e dove vorresti vivere» di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, solo la metà degli abitanti nel nostro Paese è soddisfatta del luogo in cui vive. Dal campione di 3 mila persone, rappresentativo della popolazione italiana, emerge che un quinto degli abitanti dei grandi centri metropolitani andrebbe volentieri in un piccolo paesino. Non è lo stesso, però, per lo spostamento inverso: dai piccoli centri è soltanto il 12% che farebbe a cambio con chi vive in città.
Vantaggi e svantaggi dei grandi centri urbani -Degli abitanti dei grandi centri urbani (oltre 250 mila), gran parte si ritiene soddisfatta. In una scala da 1 a 5 che misura il livello di gradimento del luogo, il 52% ha votato fra 4 e 5. Un terzo di loro, però, pensa che il problema più urgente da risolvere è il costo delle case, ancora prima che dell’inquinamento.

Leggi: Corriere della Sera, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Sindacati al governo: risposte su pensioni, fisco, sanità e non autosufficienza

“I pensionati chiedono risposte, già a partire da questa Legge di Bilancio”. Lo hanno ribadito Cgil, Cisl, Uil e Spi, Fnp, Uilp nel corso della grande Assemblea Nazionale di Spi, Fnp, Uilp che si è tenuta ieri, 17 novembre, a Roma.
“L’apertura del Governo al confronto è un risultato significativo – dichiarano Cgil, Cisl, Uil e Spi, Fnp, Uil – perché è finalmente emersa una volontà di cominciare a discutere di una modifica strutturale della Riforma Fornero, come chiediamo da tempo, e sulla destinazione degli 8 miliardi previsti dalla Legge di Bilancio per ridurre la pressione fiscale. Una volontà che valuteremo e verificheremo negli incontri che si terranno nelle prossime settimane.
Per noi è necessaria l’adozione di misure che tutelino i pensionati di oggi e di domani; a partire da una pensione di garanzia per i giovani; dal riconoscimento previdenziale del lavoro di cura; da una flessibilità in uscita intorno ai 62 anni o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età; dal maggior riconoscimento dei lavoro gravosi e usuranti; da un meccanismo più equo di rivalutazione delle pensioni; dall’ampliamento dei beneficiari della quattordicesima e incremento dell’importo per chi già la riceve.

Leggi: Spi-Cgil, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Anziani, Sant’Egidio lancia il crowdfunding per trovare “soluzioni abitative nuove”

La campagna di raccolta fondi è dedicata a “La Casa dell’Amicizia” e prevede la realizzazione di appartamenti per esperienze di cohousing a beneficio di persone anziane fragili e in difficoltà economiche
La Comunità di Sant’Egidio – comunità cristiana diffusa in 70 paesi del mondo – lancia a Padova nello storico quartiere del Portello il progetto della “La Casa dell’amicizia”. Con la ristrutturazione del patronato della Chiesa dell’Immacolata, l’iniziativa prevede la realizzazione di sale polifunzionali e due appartamenti per esperienze di cohousing a beneficio di anziani in condizioni di fragilità e di difficoltà economiche.
Il progetto parte da una consolidata esperienza della Comunità di Sant’Egidio sul territorio nazionale ed europeo: da molti anni a Padova la comunità, che conta attualmente 300 volontari, ha promosso due convivenze di questo tipo con risultati molto positivi, sia sulla qualità della vita che sulla salute degli anziani.

Leggi: Redattore Sociale, 19/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Spazi in trasformazione

L’urbanismo transitorio è un nuovo approccio alla rigenerazione urbana che da alcuni anni si sta sperimentando con successo in Francia. Amministrazioni e proprietari privati di immobili inutilizzati lavorano per coinvolgere le comunità in un processo dedicato a sperimentare nuovi usi degli spazi che possono innescare processi di cambiamento rigenerativo non solo immobiliare.
Si tratta, infatti, di una innovazione necessaria del modo di “fare e vivere la città” dove la priorità attribuita alla rigenerazione urbana spinge verso la ricerca di modelli di riuso capaci di generare impatti sociali, culturali ed economici tangibili.
Le città, basta guardarsi intorno, sono “piene di vuoti”, spazi non più utilizzati, edifici abbandonati, dalle caserme ai cantieri navali, dalle fabbriche agli uffici vuoti, un patrimonio storico deteriorato soprattutto nelle periferie, che rappresentano insieme un problema e un’opportunità per lo sviluppo del territorio, radicalmente altro dall’espansione insediativa e dal consumo di suolo.

Leggi: Nuove Rigenerazioni, 19/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
La babele dell’assistenza agli anziani nel nostro Paese – “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” – La nuova ricerca Auser presentata al X Congresso Nazionale

I non autosufficienti nel nostro Paese sono oggi 2milioni 996.000 un numero destinato a crescere nel futuro, nel 2045 potrebbero raggiungere una cifra variabile fra 4.296.000 e gli oltre 5milioni 500mila. Molto dipenderà dalle politiche di prevenzione che verranno realizzate.
Gli anziani non autosufficienti esprimono una domanda di assistenza e bisogni molto complessi a cui si riesce a dare risposta a fatica, un peso che le famiglie portano sulle loro spalle spesso in solitudine. Per essere all’altezza della sfida demografica che ci attende occorre mettere al centro la persona con i suoi bisogni (affettivi, sanitari, sociali, culturali); l’integrazione dei servizi di assistenza è una delle condizioni essenziali ai fini della qualità dell’assistenza sociosanitaria alla popolazione anziana non autosufficiente.
L’Auser con la ricerca di Claudio Falasca “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” presentata a Roma il 18 novembre in occasione del X Congresso Nazionale, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni.

Leggi: Auser, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Il Ministro Orlando al Congresso Nazionale Auser – “Rappresentate una preziosa bussola che consente alla politica di non perdersi”

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando è intervenuto questa mattina al X Congresso Nazionale dell’Auser in corso a Roma presso il Centro Congressi Frentani.
Il Ministro ha espresso apprezzamento per l’operato dell’Auser “per la tenacia e la lungimiranza del vostro impegno sociale e solidale che da molti anni portate avanti. Avete tracciato una strada importante dell’innovazione sociale e culturale. Voi – ha proseguito – rappresentate una preziosa bussola che consente anche alla politica di non perdersi. C’è bisogno di una politica che metta al centro l’ essenzialità del diritto alla cura e alle relazioni umane. L’esigenza di un cambiamento profondo nel rapporto tra istituzioni e cittadini deve basarsi sulla partecipazione. Oggi più che mai il ruolo delle organizzazioni è fondamentale” ha proseguito il ministro Orlando.
“Gli anziani, le donne e i bambini hanno pagato di più le conseguenze della pandemia. Sono accresciute le disuguaglianze e le solitudini. La pandemia è stato un punto di rottura che ci ha fatto capire che non possiamo più a tornare a prima e che una nuova politica per gli anziani deve valorizzare quella fase della vita.

Leggi: Auser, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Assistenza ai non autosufficienti: “Situazione allarmante, una vera babele”

Indagine Auser analizza i piani regionali sociali e sanitari: le pagine dedicata agli anziani sono il 3%, le risorse nei bilanci lo 0,2%. “21 sistemi diversi, con rilevanti disparità”. In Italia oltre 2,9 milioni di non autosufficienti, nel 2045 potrebbero anche superare i 5,5
L’assistenza agli anziani non autosufficienti è “una vera ‘babele’ con grandi ritardi nell’integrazione dei servizi sociali e sanitari”. La denuncia di questa “situazione allarmante” è contenuta nella ricerca di Claudio Falasca, “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali”, promossa da Auser e presentata a Roma oggi, 18 novembre, nel corso del X Congresso Nazionale. Sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni: le pagine dedicata agli anziani nei piani sono solo il 3%, le risorse nei bilanci lo 0,2%. “Inutile” invece la verifica del rispetto dei Livelli essenziali delle prestazioni in ambito sociale (Lep) e del loro grado di integrazione con i servizi sanitari, considerato “che a più di 20 anni dalla loro introduzione, perdura l’assenza della normativa nazionale che ne garantisce l’esigibilità”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Dal “geriatra di famiglia” alle tre misure (non rinviabili) sull’assistenza domiciliare: le proposte di Auser

Nell’indagine Auser le misure per uscire dalla “babele” dell’assistenza agli anziani: potenziare infermieri di famiglia, assistenti sociali e assistenza domiciliare e istituire un Fondo nazionale per la cura a lungo termine. “Mettere ordine nell’architettura istituzionale”
Così come per i bambini è istituito il pediatra di famiglia “è giunto il momento di prevedere il Geriatra di famiglia come uno dei pilastri del sistema sanitario”: il rapporto oggi in Italia è di solo 4.249 geriatri per oltre 13 milioni di over65. Accanto a questa figura professionale, occorre sviluppare quella dell’infermiere di famiglia, cui spetterebbe il servizio di consulenza e supporto alle famiglie e la gestione di collegamento, integrazione e ascolto tra il medico di medicina generale, il geriatra, i servizi e la famiglia. Oltre a rafforzare la presenza degli assistenti sociali nei distretti sociosanitari: oggi sono 23.282 a fronte di oltre 253 mila infermieri. Sono alcune delle proposte dell’Auser per “uscire dalla babele” dell’assistenza agli anziani non autosufficienti; una serie di misure sui cui intervenire da subito, a corredo dei risultati dell’indagine “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali”, presentato oggi, 18 novembre, nel corso del X Congresso Nazionale, curata da Claudio Falasca.

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
La Corte Costituzionale boccia le questioni sollevate sulla proroga degli sfratti

Da gennaio però occorrono misure di sostegno a inquilini e proprietari per una reale graduazione programmata dei provvedimenti che freni le gravi criticità dell’emergenza sfratti in forte aumento dal 1 gennaio 2022
Dichiarazione dei Segretari generali Stefano Chiappelli, SUNIA, Antonio Falotico, SICET, Augusto Pascucci, UNIAT, Walter De Cesaris, Unione Inquilini
Con la sentenza n. 213 della Corte Costituzionale, depositata l’11 novembre 2021, si conferma la legittimità delle proroghe (dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 e dal 1° luglio al 31 dicembre 2021) della sospensione dell’esecuzione di rilascio di immobili per morosità.
La pronuncia ha pertanto dichiarato non fondate le questioni di costituzionalità sollevate dai Giudici dell’esecuzione presso i Tribunali di Trieste e di Savona, in relazione all’articolo 13, comma 13, del decreto-legge cd. Milleproroghe (31 dicembre 2020 n. 183) e all’articolo 40-quater del decreto legge cd. sostegni (22 marzo 2021 n. 41).
In particolare la Corte ha rilevato come rispetto alla sospensione prevista all’inizio della pandemia, che risultava generalizzata, i successivi provvedimenti restringendo il campo temporale della sospensione hanno attuato un progressivo e ragionevole aggiustamento e bilanciamento degli interessi e diritti delle parti interessate.

Leggi: Sunia, 18/11/2021


giovedì 18 novembre 2021
Nelle Rsa torna la paura del Covid: tutti positivi e una vittima ad Aosta, 5 morti ad Ancona

Il virus rialza la testa anche nelle strutture di assistenza per anziani. Tutti positivi e una vittima in un centro ad Aosta, 5 morti ad Ancona. I sanitari: «Non bastano più le protezioni, la terza dose è in ritardo»
Ha solo una mascherina bianca per difendersi. E adesso, quest’infermiera triste si mette le mani davanti agli occhi. «Non lo so. Non lo so davvero. Non riesco a capire come possa essere successo. Abbiamo usato tutta la cura possibile e rispettato i protocolli. Ma non è bastato». C’è da sperare che questa casetta bassa, dietro al centro di Aosta, non assomigli al futuro d’Italia. Qui le Rsa vengono chiamate micro comunità. Nella struttura di via Saint-Martin de Corléans, gestita dal Comune, erano ospitate tredici persone anziane non autosufficienti, dodici di loro si sono ammalate di Covid, una è morta: si chiamava Ilda Rosset, aveva ottant’anni e l’Alzheimer, è morta dopo sette giorni di agonia nel reparto di rianimazione dell’ospedale Parini.

Leggi: La Stampa, 18/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Anziani non autosufficienti, in manovra solo 100 milioni per i servizi domiciliari dei Comuni. “Serve almeno il triplo. L’attenzione del governo è calata”

Cristiano Gori, coordinatore del Network Non Autosufficienza che fa parte del Patto per un nuovo welfare in questo campo: “Il Recovery plan prevede 580 milioni in più per l’Assistenza domiciliare integrata delle Asl, cioè i servizi medici, infermieristici e riabilitativi, di cui beneficia il 6,2% degli anziani. Ma, in attesa della riforma annunciata sempre nel Pnrr, va rafforzato anche il servizio comunale”. La legge di Bilancio promette livelli essenziali delle prestazioni: le risorse però non bastano.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 16/11/2021


DALLE REGIONI:

martedì 23 novembre 2021
Puglia, sì dell’aula alla legge sull’assistenza sanitaria per i senza dimora

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato alla unanimità la proposta di legge presentata dal Pd che garantisce assistenza sanitaria a chi vive in strada e che proprio perché senza una casa non può scegliere un medico di base. Il testo di legge si basa sui dati relativi a chi vive in povertà assoluta che secondo i rilievi effettuati dall’Istat e relativi al 2020 riguardano il 9,4% della popolazione nazionale.
La proposta di legge considera anche i dati relativi alla Puglia con un focus sulla città di Bari in cui ci sarebbero tra i 500 e i 550 senzatetto di cui il 53,7% vive in condizioni di indigenza da almeno due anni. Più dell’80% ha dichiarato di aver avuto almeno un contatto con i servizi sociali comunali nel corso dell’ultimo anno mentre il 12% degli intervistati dichiara di avere condizioni di salute precarie o molto gravi.

Leggi: Redattore Sociale, 23/11/2021


martedì 23 novembre 2021
Casa, in Emilia-Romagna 4,3 milioni per inquilini involontariamente morosi

Per gli inquilini involontariamente morosi la Regione Emilia-Romagna per il 2021 mette a disposizione di Comuni e Unioni di Comuni oltre 4,3 milioni di euro. Si trasformeranno in “aiuto concreto” per quanti non riescono a pagare l’affitto per gravi difficoltà economiche, anche dovute all’emergenza sanitaria, e finiscono per rischiare di perdere la casa per sfratto. Questo provvedimento dal 2014 ha permesso di destinare sul territorio oltre 29,8 milioni di euro, e ora viene rafforzato a causa dell’emergenza Covid, ampliando la platea dei beneficiari. La Giunta regionale, con un atto approvato in questi giorni, ha infatti recepito la novità introdotta dal decreto del ministero delle Infrastrutture del 30 luglio scorso, che ha ripartito tra le Regioni i fondi per dare un contributo a chi, a causa dell’emergenza Covid, ha subito una riduzione del reddito Irpef superiore al 25% rispetto al 2020.

Leggi: Redattore Sociale, 23/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Pescara. Il Comune ha pubblicato il bando per la mobilità volontaria fra assegnatari degli alloggi E.R.P. di famiglie con disabili

E’ stato pubblicato, nei giorni scorsi, da parte del Settore Politiche per il Cittadino e del Servizio Politiche Abitative del Comune di Pescara un AVVISO PUBBLICO per la gestione della mobilità volontaria riservata ai sensi dell’art.17-bis L.R. 96/96 e ss.mm.ii. fra assegnatari di Alloggi ERP.
In buona sostanza, gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica possono presentare domanda di mobilità volontaria riservata a nuclei assegnatari, in cui sono presenti persone non deambulanti o non vedenti, riguardo gli alloggi che, nel periodo di efficacia delle varie graduatorie definitive, si renderanno disponibili nel Comune di Pescara, nonché negli immobili di
proprietà del predetto Comune siti in Montesilvano, Spoltore e Francavilla al Mare.

Leggi: Sunia, 22/11/2021


lunedì 22 novembre 2021
Anziani, allarme Pd Marche: rischio perdita di un terzo delle Rsa per debiti

“La Regione Marche sembra aver deciso di lasciare al loro destino gli enti gestori del settore socio-sanitario i quali, durante la pandemia, hanno continuato a erogare servizi di assistenza ad anziani, disabili, minori, soggetti con problemi di salute mentale e dipendenze patologiche”. E’ il j’accuse lanciato dal capogruppo in Consiglio regionale Maurizio Mangialardi (Pd) nei confronti dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini e del governatore Francesco Acquaroli.
“Da mesi denunciamo, inascoltati, le difficoltà di queste strutture, duramente colpite dalla pandemia che ha fatto aumentare i costi di gestione e impedito l’accoglienza di nuove persone- continua Mangialardi – Il rischio è di perdere sotto il peso dei debiti oltre un terzo delle strutture autorizzate che si occupano quotidianamente di ben 15 mila persone di cui 12 mila anziani.

Leggi: Redattore Sociale, 22/11/2021


sabato 20 novembre 2021
La portineria si trasferisce nel quartiere per sostenere chi è in difficoltà

È il progetto del Csv di Venezia per contrastare la solitudine, che coinvolge i territori della città metropolitana, di Mestre e Chioggia. In questi nuovi spazi i volontari assisteranno persone anziane, con disabilità o con problemi socioeconomici per piccole necessità e attività quotidiane
Nel territorio della città metropolitana di Venezia c’è una nuova concezione delle portinerie, che da un singolo palazzo si trasferiscono nei quartieri, diventando spazi innovativi, sia fisici che virtuali, dedicati all’ascolto e al supporto dei cittadini, in cui far crescere legami sociali, ma anche rispondere ai bisogni di chi vive situazioni di difficoltà.
Avviene grazie al progetto “Portinerie di quartiere. Avamposto di comunità” che il Csv di Venezia sta sperimentando in rete con alcune organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale attive sul territorio, per promuovere azioni di contrasto alla “solitudine involontaria”, dovuta al fenomeno dell’impoverimento delle reti primarie familiari e amicali.

Leggi: Redattore Sociale, 20/11/2021


venerdì 19 novembre 2021
Troppa burocrazia e tempi lunghi per i permessi rischiano di fare da freno

Case con prezzi accessibili, mobilità fluida, riqualificazione degli edifici in chiave sostenibile sono alcuni dei temi toccati dal Pnrr , il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che potrebbe rappresentare la sfida chiave per il nostro Paese. E per Milano.
In arrivo nel capoluogo lombardo pre-Covid erano attesi investimenti per circa dieci miliardi di euro, oggi che le cifre si sono ridimensionate per la pandemia e la cautela imposta dai tempi che viviamo dovrebbero arrivare però 4-5 di miliardi proprio dal Pnrr. Capitali in grado di accelerare quel processo di rinascita che Milano ha messo in piedi anni fa.«La stagione aperta dal Governo Draghi e l’approvazione del Pnrr rappresentano una opportunità storica non ripetibile per tracciare un nuovo percorso per il futuro dell’Italia, da un punto di vista sociale, ambientale ed economico – dice Paolo Bellacosa, partner di Vitale & Co -.

Leggi: Confedilizia, 19/11/2021


mercoledì 17 novembre 2021
L’intelligenza artificiale per predire il rischio di povertà negli anziani e per riconoscere le emozioni connesse ai bisogni invisibili

Ampel, il nuovo progetto di cui Auser Lombardia è partner, Università di Milano-Bicocca, Auser Lombardia e la Fondazione IRCCS Carlo Besta (con il supporto di Fondazione Cariplo) hanno avviato oggi il progetto “AMPEL: Artificial intelligence facing Multidimensional Poverty in ELderly” che – utilizzando la metafora di un semaforo (“Ampel” in tedesco) con tre gradi di allerta – analizza, classifica e valuta in termini predittivi, il rischio di povertà multidimensionale degli anziani.
Gli obiettivi principali del progetto sono: 1) l’identificazione di nuovi indicatori del rischio di povertà e della loro reciproca interazione sulla base di dati che raccolgono informazioni relative alle difficoltà quotidiane e che potrebbero rivelare nuove criticità che i servizi sociali, i comuni e le altre istituzioni pubbliche dovranno affrontare; 2) la definizione di modelli di Intelligenza Artificiale che, gestendo grandi quantità di dati eterogenei, forniscano una previsione del rischio di povertà, che può essere sfruttata dai responsabili delle politiche di welfare per progressiva eradicazione della povertà e la promozione della salute, anche per guidare le azioni in caso di situazioni di emergenza, come la pandemia Covid-19;

Leggi: Auser, 17/11/2021


IN AGENDA:

3.12.2021 – 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2021

Giunto alla 55ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su questi temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2021», vengono affrontati i processi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, la sicurezza e la cittadinanza.

Leggi: Censis


Anziani fragili, rsa e futuro Gli esperti si confrontano – LE due GIORNATE GERIATRICHE novaresi

«Riprendiamo il cammino» è il titolo delle ventesime Giornate geriatriche novaresi (Ggn) sabato 27 e il 4 dicembre all’albergo Italia: si parlerà di anziano fragile e cognitività, di rsa e Covid tra esperienze e futuro, di problemi socio-assistenziali nell’anziano con demenza, di «comunità amica» e altro ancora. Spunti preziosi non solo per professionisti ma anche per chi, a vario titolo, vuole approfondire. Organizzano l’Associazione Malati Alzheimer Novara (Ama) con Alzheimer Uniti Italia e Ordine dei medici. Aldo Biolcati, geriatra, già primario al Maggiore e coordinatore scientifico Ama: «Quest’anno la formula è diversa per ragioni logistiche e per confronti ancora più mirati. È stato impegnativo mettere a punto tutto quanto ma il titolo delle Giornate è più che mai significativo». Il 27 l’attenzione sarà per famigliari caregiver, operatori dei comparti sanitario e socio-assistenziale, psicologi e assistenti sociali. La seconda giornata è in particolare per medici generalisti e specialisti e con 6 crediti Ecm: «Anche la cittadinanza è invitata, in base alla disponibilità dei posti». Iscrizione gratuita, consigliabile comunicarla entro sabato 20. Per dettagli sul 27: amanovaraonlus@gmail.com e 377-1698513. Per il 4 dicembre: ordinemediciodontoiatrinovara@gmail.com oppure 0321-410130. Per partecipare sono necessari mascherina e green-pass.

Leggi: Aging Project


Seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale”

Lunedì 29 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, è in programma il seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale” promosso dal Master in “Governance e innovazioni di welfare locale” del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, insieme al Comune di Bologna e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. L’appuntamento verrà trasmesso dalla sala convegni del MAMbo in diretta streaming sul canale youtube della Redazione Area Welfare del Comune di Bologna. Il seminario vuole essere un’occasione per riflettere – insieme a docenti, esperti, rappresentanti delle Istituzioni – sulle nuove sfide che il nostro welfare è chiamato oggi ad affrontare e sulle innovazioni nella produzione di servizi, alla luce delle opportunità offerte dal Pnrr e dei nuovi strumenti normativi in materia di co-progettazione e co-programmazione. Leggi la notizia

Leggi: Comune di Bologna


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Analisi critica di alcuni obiettivi del PNRR per la medicina territoriale – Giuseppe Belleri

Il capitolo finale del Dossier di accompagnamento del PNRR a Bruxelles affronta le problematiche finanziarie che comprendono due sezioni: i costi per strutture e personale e i risparmi di spesa aggiuntivi rispetto al finanziamento comunitario. Questi ultimi prevedono:
la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza per diabete, BPCO ed ipertensione arteriosa e della spesa farmaceutica per tre classi di farmaci;
il contenimento degli accessi impropri al PS.
Si tratta di ingenti risparmi che destano alcune perplessità per quanto riguarda la spesa farmaceutica, i ricoveri e gli accessi impropri in PS. Vediamo in dettaglio quest’ultimo capitolo.
La riduzione degli accessi in PS
La quantificazione dei risparmi previsti nelle schede di programma appare ottimistica. Le Case della Comunità o CdC potranno contribuire al contenimento dell’utilizzo inappropriato del PS ma difficilmente nella misura che ipotizza il dossier inviato a Bruxelles, vale a dire una riduzione dei codici bianchi e verdi rispettivamente del 90% e 60%, con un risparmio di risorse destinato a finanziare le CdC. Queste percentuali, rapportate al numero annuale di accessi ai PS, comporterebbero un calo complessivo di quasi il 60%, cifra poco realistica e di difficile concretizzazione nel breve-medio periodo.

Leggi: Welforum


Ma i servizi non possono essere un’azienda – di Giovanni Merlo

«La progressiva sanitarizzazione dei servizi sociosanitari – scrive Giovanni Merlo, riferendosi alla realtà della Lombardia, ma non solo – ha coinvolto, seppure in modalità differente, anche gli interventi di carattere più schiettamente socioassistenziale che, pur con contenuti differenti, vengono finanziati e controllati con un sistema che risponde alla medesima matrice ideologica. Uno degli esiti è che, in questa rete di unità di offerta, le persone con disabilità possono entrare con una discreta facilità, almeno fino a quando trovano posti liberi, ma invece non ne escono quasi mai»
L’accademico Gregorio Arena ci ha insegnato che gli Enti di Terzo Settore hanno una natura bifronte: «Da un lato sono cittadini associati che la Repubblica (intesa come apparato istituzionale) deve sostenere quando svolgono attività di interesse generale. Dall’altro lato, cioè dal punto di vista dei cittadini attivi, sono “Repubblica” e quindi devono essi stessi “favorire” le autonome iniziative dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale».
Si tratta di una considerazione che, non a caso, giunge al termine di un progetto che ha coinvolto le principali sigle associative lombarde, chiamato Trame di futuro. Un’iniziativa, cui ne sono seguite altre analoghe, dedicate alla riflessione e al confronto su ciò che unisce e caratterizza una serie di realtà che hanno storie, caratteristiche, organizzazioni e attività molto diverse fra loro, quali ad esempio, tra le altre, l’Auser, le ACLI, la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Leggi: Superando


Professioni sociali e competenze digitali – Una proposta per adeguare i percorsi formativi – Massimo Campedelli, Lara Toccafondi, Gianna Vignani

L’uso delle tecnologie nei servizi alla persona
La rivoluzione digitale coinvolge ogni aspetto della nostra vita. Il passaggio dall’analogico al digitale riguarda lavoro, tempo libero, modo in cui viviamo le relazioni, ecc. Le competenze digitali necessarie per partecipare a questo irreversibile processo ce le costruiamo giorno per giorno in modo proporzionale alle possibilità di accesso a strumenti e tecnologie.
C’è un ambito di applicazione che l’Unione Europea sollecita sempre più a frequentare, ed è quello dei servizi sociali e sociosanitari. Oltre alla necessità di adeguare un settore economico allo “spirito del tempo”, indicatori demografici ed epidemiologici richiedono di ottimizzare risorse materiali e immateriali integrando soluzioni hi-tech in attività caratterizzate da un’alta intensità di relazioni umane. Indice di vecchiaia, aspettativa di vita in buona salute, tasso di fecondità, indice di dipendenza, ecc. sono assolutamente chiari. Diviene quindi sempre più urgente compiere scelte adeguate alle necessità di cura della terza età e che favoriscano un invecchiamento sano.

Leggi: Welforum


Missione inclusione e coesione sociale – Presentazione a cura di Emanuele Ranci Ortigosa

In questo Punto di Welforum: “Verso un welfare più forte, ma davvero coeso e comunitario?“ la prima parte, sulle tracce dell’articolo di apertura, è dedicata al cogliere il PNRR come opportunità e sfida per dare seguito al motto “non più come prima”, per andare oltre, per rimpostare rivedere e riqualificare. In un precedente Punto avevamo scritto che occorre cambiare paradigma, assumerne uno nuovo.
L’articolo di apertura e gli articoli della prima parte del Punto, richiamano quindi le sofferenze prodotte dalla pandemia e la storica svolta nelle politiche pubbliche determinatasi per fronteggiarle, cui seguono contributi di analisi e valutazione della impostazione, dei contenuti, delle risorse del PNRR e di proposte per una riorganizzazione e riqualificazione di questa componente del welfare.
Questa seconda parte del Punto è dedicata alla “Missione inclusione e coesione sociale”. Il PNRR la articola in più politiche, ambiti di intervento, relativi finanziamenti, come illustra la tabella 1. (Tabella 1).

Leggi: Welforum


Anteprima Rapporto OASI-Bocconi 2021. La pandemia ha accelerato la trasformazione del Ssn. Dallo shock iniziale al Pnrr – di Lucia Conti

Storicamente, la governance e la mission prevalente del Ssn sono state caratterizzate da profondi processi di trasformazione che “hanno generato fasi di circa 7-10 anni”. Il Covid ha determinato, all’opposto, “il susseguirsi veloce di policy, di mission e di cultura istituzionale”. Tanto che, secondo i ricercatori della Sda Bocconi School of Management, si può parlare di “quattro epoche attraversate in due anni”. E “già se ne intravede all’orizzonte una quinta”, da realizzare anche alla luce del Pnrr. IL RAPPORTO IN SINTESI
La pandemia di SARS-CoV-2 (Covid) ha impresso un’accelerazione fortissima ai cambiamenti del nostro Ssn, tanto che, secondo la Sda Bocconi School of Management si può parlare di “quattro epoche attraversate in due anni”. Al momento gli investimenti del Pnrr rappresentano un trampolino di lancio verso il futuro. Si intravede però una “quinta epoca” che, probabilmente, sarà contraddistinta da una nuova austerità, con una spesa sanitaria corrente che non crescerà significativamente. La questione cruciale è se, dopo questa importante fase di lotta al Covid, segnata da grandi cambiamenti (emergenza, recupero attività, PNRR) e da mesi di riflessioni, sia ancora possibile immaginare una stagione di controllo della spesa basata prevalentemente su razionamenti, o se invece, finalmente, la logica sarà quella della razionalizzazione.

Leggi: Quotidiano Sanità


SEGNALAZIONI:

Covid-19: Indennità di malattia per quarantena

Sia per i lavoratori dipendenti sia per i fragili, l’Inps rimette in lavorazione le richieste per malattia per quanti si trovino in quarantena a causa del Covid-19 o in permanenza domiciliare con sorveglianza attiva.
A comunicarlo l’Istituto previdenziale pubblico, con il messaggio n. 4027 del 18 novembre, prendendo atto della proroga per tutto il 2021, con effetto anche retroattivo, approvata con il decreto fiscale, entrato in vigore il 22 ottobre scorso (D.L. 146 del 21/10/2021),
Entrambe le tutele economiche, sia per i lavoratori in quarantena sia per quelli “fragili, fortemente sollecitate dalla Cgil e dall’Inca, saranno gestite dalle strutture territoriali Inps di competenza e lavorate nel rispetto dell’ordine cronologico degli eventi.
L’Inps ricorda che la nuova formulazione del comma 5 dell’articolo 26 prevede che gli oneri connessi al riconoscimento dell’indennizzo per malattia a carico dell’Inps, sono finanziati dallo Stato nel limite massimo di spesa di 663,1 milioni di euro per l’anno 2020 e di 976,7 milioni di euro per l’anno 2021.
Il messaggio dell’Inps non contiene, invece, indicazioni sulla gestione del rimborso forfettario di 600 euro dell’onere annuale della malattia-quarantena rimasto a carico del datore di lavoro che non versa il contributo di malattia all’Inps, rimborso previsto sempre dal D.L. 146/2021. Pertanto, in assenza di tali istruzioni, il rimborso continua a non essere operativo.

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

All’Auser il “Premio al Volontariato –Costruttori del bene comune” della Presidenza del Senato della Repubblica

L’Auser è fra le associazioni insignite del Premio al Volontariato della Presidenza del Senato. La cerimonia di consegna si è tenuta sabato 13 novembre presso l’Aula del Senato e si potrà seguire in diretta televisiva su Rai Due a cura di Rai Parlamento a partire dalle ore 11,45. “Un riconoscimento che ci riempie di orgoglio – commenta il presidente nazionale Enzo Costa – e che idealmente intendo consegnare a tutti i volontari e le volontarie della nostra associazione che con impegno, dedizione e coraggio hanno svolto le loro attività a favore delle persone più fragili e della comunità, in un momento così difficile per tutti noi”.
Il riconosciomento è stato dato ad Auser “”per lo straordinario impegno dei volontari a sostegno degli anziani”.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 16 novembre 2021
Anziani non autosufficienti: “Battuta d’arresto, ma l’impegno continua”

Intervista a Cristiano Gori, tra i promotori del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza: “Chiedevamo 300 milioni per i servizi di assistenza domiciliare erogati dai Comuni: nella legge di Bilancio ce ne solo 100. Noi continuiamo a impegnarci per un’assistenza domiciliare integrata”
“La preoccupazione generale è che il maggior interesse verso gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie, che si era espresso nella riforma contenuta nel Pnrr, stia già venendo meno. Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza aveva chiesto 300 milioni per i servizi di assistenza domiciliare (Sad) erogati dai Comuni, nella legge di Bilancio ce ne solo 100”. E’ deluso e preoccupato Cristiano Gori, docente di Politica sociale nel dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, consulente scientifico dell’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano e promotore del Network Non autosufficienza, che solo pochi mesi fa, su queste pagine, aveva espresso fiducia e speranza che proprio il Pnrr potesse rappresentare “una grande opportunità per gli anziani non autosufficienti del nostro Paese”. Il documento, infatti, dedicava ampio spazio al tema della non autosufficienza, annunciando non solo interventi di carattere sanitario, ma una “riforma organica” e, appunto, integrata di questo settore. Il Pnrr sembrava quindi recepire “il principale obiettivo della nostra proposta”, commentava Gori, riferendosi al documento presentato dal Network (e commentato sempre su queste pagine) negli scorsi mesi, poco dopo la presentazione del Piano firmato dall’allora premier Conte.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Manovra, “solo 100 milioni per gli anziani non autosufficienti”

La denuncia del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza: “La Legge di bilancio stanzia 200 milioni in meno di quanto previsto per i servizi domiciliari sociali erogati dai Comuni”. “Briciole”: le organizzazioni chiedono il reintegro dei fondi
“La Legge di Bilancio stanzia, per il 2022, solo 100 milioni di euro per i servizi domiciliari sociali erogati dai Comuni agli anziani non autosufficienti. Dunque, 200 milioni in meno di quanto previsto dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che aveva chiesto che l’1% delle risorse stanziate con la Legge di Bilancio – ossia 300 milioni su 30 miliardi – fosse destinato a costruire un rafforzamento stabile dei servizi di assistenza domiciliare erogati dai Comuni”. E’ la denuncia le organizzazioni del Patto.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Come stanno gli anziani in Italia

I dati Istat sugli aspetti strutturali e dinamici dell’invecchiamento sono un importante strumento di approfondimento. Un compendio delle principali informazioni sullo stato di salute e sul benessere degli over 65 del Rapporto annuale 2020
L’accresciuta aspettativa di vita rappresenta indubbiamente un successo per il welfare dell’Italia, che da tempo è una delle nazioni più longeve del mondo, sopravanzando nel 2017 per il sesso maschile tutte le altre dell’Unione europea. Gli indicatori sulla dimensione qualitativa della sopravvivenza dimostrano che non solo è aumentata la speranza di vita, ma anche la vita media in buona salute.
Le donne che nel 2020 hanno 80 anni possono sperare di viverne almeno altri 10 e i coetanei maschi quasi 9. Nell’ultimo decennio, i sessantacinquenni hanno guadagnato più di un anno di speranza di vita in buona salute (da 5,6 nel 2009 a 7,3 nel 2019). Pertanto, le donne a 65 anni si aspettano di vivere in buona salute almeno il 30% degli anni che restano loro, gli uomini più del 40%. Per gli ultraottantenni, questa possibilità diminuisce di poco, scendendo al 23,6% dei 10 anni che restano ancora da vivere per le donne e al 33% dei 9 anni per gli uomini.
Cosa vuol dire buona salute
La percezione di buona salute, che consente di cogliere la multidimensionalità del concetto di salute, inteso, secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, come stato di “completo benessere fisico, mentale e sociale” è complessivamente maggiore tra gli anziani maschi, sebbene l’incremento nell’ultimo decennio sia stato maggiore nelle donne tra i 65 e i 74 anni e nei maschi ultra settantacinquenni.

Leggi: Collettiva, 15/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
L’invecchiamento in buona salute

Prosegue la ricerca di soluzioni organizzative e tecnologiche a favore degli anziani nell’ambito di Sociotechlab, il progetto finanziato dallo Spi Cgil. All’opera università e istituti di eccellenza in Italia
L’invecchiamento è un fatto. Cresce ovunque la quota di persone anziane e in tutti i Paesi si attivano programmi di intervento sociosanitario. Una sfida che si inserisce nel piano delle Nazioni unite e dell’Organizzazione mondiale della sanità per il 2021-2030 sull’Invecchiamento in buona salute. Sono quattro le aree d’azione: la creazione di ambienti fisici, sociali ed economici a misura di anziano; la lotta contro i pregiudizi, gli stereotipi e le discriminazioni nei confronti dell’invecchiamento; lo sviluppo di un’assistenza integrata preventiva, curativa, riabilitativa e palliativa; infine, la garanzia di un’assistenza a lungo termine.
Migliorare la qualità della vita durante la terza età è diventato uno degli obiettivi primari anche per lo Spi, il sindacato dei pensionati e delle pensionate della Cgil. Lo scopo non è solo quello di vivere di più, ma di vivere in salute.

Leggi: Collettiva


lunedì 15 novembre 2021
Clima, le conclusioni della COP26 deludono le associazioni ambientaliste. “Ma la direzione è giusta”

Amnesty International: “Tradimento catastrofico nei confronti dell’umanità”. Wwf: “Testo lontano dalla perfezione, ma la direzione è giusta”. Legambiente: “L’accordo di Glasgow è inadeguato”. Greenpeace: “Accordo debole, manca di coraggio”
Una sostanziale delusione di fondo, ma anche la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta. Questa potrebbe essere la sintesi delle reazioni delle associazioni ambientaliste alle conclusioni della COP26 di Glasgow sul clima. Reazioni diverse, che prendono spunto da un testo finale considerato assai lontano dalla perfezione. Ma per alcuni si tratta comunque di un punto di partenza importante, per altri di un tradimento delle aspettative dei giovani e, più in generale, dell’intera umanità.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Inquinamento. In Italia è strage: nel 2019 quasi 64mila morti evitabili. In tutta Europa 307 mila morti ma 178mila si sarebbero potute evitare con aria più pulita. Report dell’Agenzia europea

I dati dell’Agenzia europea dell’ambiente ci pongono in testa alla classifica. Le malattie più comuni provocate dall’inquinamento e per le quali si registra la maggiore mortalità evitabile sono quelle cardiache, l’ictus, le polmonarie e il cancro ai polmoni. L’Italia è al secondo posto per morti evitabili da particolato e ozono tra i grandi Paesi dopo la Germania, ma al primo posto per le morti da biossido da azoto. Ma la via per abbattere tutte queste morti c’è: rispettare i livelli massimi Oms che se fossero stati rispettati avrebbero ridotto la mortalità evitabile complessiva del 55%.
L’inquinamento atmosferico è una delle principali cause di morte prematura e malattie ed è il più grande rischio per la salute ambientale in Europa. A fare il punto della situazione è l’Agenzia europea per l’ambiente (AEA) che sottolinea come siano le malattie cardiache e l’ictus le ragioni più comuni di morte prematura attribuibili all’inquinamento atmosferico, seguite dalle malattie polmonari e dal cancro ai polmoni.
L’AEA ha anche stimato i potenziali benefici per la salute derivanti dal raggiungimento degli standard di qualità dell’aria dell’UE e dei valori delle linee guida dell’OMS per il particolato fine nell’aria ambiente.

Leggi: Quotidiano Sanità, 15/11/2021

 


sabato 13 novembre
Periferie, 551 progetti pronti ma senza fondi: il 93% è al Nord

Chiusa la graduatoria per distribuire 3,4 miliardi, ma ne servirebbe un altro
Per una volta il problema non è rappresentato dai progetti che mancano. Perché le ristrutturazioni edilizie e gli interventi infrastrutturali per riqualificare aree periferiche a Bergamo, Sondrio, Treviso, Padova, Vicenza o Parma sono stati progettati. Ma mancano i fondi: notizia paradossale ai
tempi del Pnrr che alla riqualificazione urbana dedica «grande attenzione» perché la considera «strumento di supporto all’inclusione e al recupero del degrado sociale e ambientale» come si legge a pagina 210 del Piano.L’allarme circola fra i sindaci da settimane, e alimenta un malcontento tradotto in telefonate sempre più frequenti a Roma per cercare risposte che a oggi non ci sono. A secco sono rimasti 551 progetti, che nel 93% dei casi (510) riguardano il Nord Italia: dove per molte città, soprattutto medie e piccole, la rigenerazione urbana rischia di essere la porta d’accesso quasi
esclusiva al Recovery Plan.L’origine del problema non è complicata da ricostruire. Prima della ripresa degli ultimi due anni la macchina degli investimenti comunali è rimasta imballata per oltre un decennio, rimandando al futuro idee di interventi che si sono quindi accumulate nel tempo. Poi, proprio alla vigilia del Covid e del Next Generation chiamato a ricucire le ferite pandemiche, quel futuro è arrivato, con il bando per la rigenerazione urbana avviato dalla manovra 2020.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 13/11/2021


sabato 13 novembre
Modello Milano per la legge sulla rigenerazione delle città

La discussione al Senato. La proposta risolutiva del ministero delle Infrastrutture consente ai Comuni di approvare progetti presentati da privati anche prima che sia varato il piano complessivo
Al ministero delle Infrastrutture lo chiamano già «modello Milano», pensando all’intervento straordinario per quantità e qualità, di rigenerazione urbana avvenuto nel capoluogo lombardo nel decennio scorso prevalentemente su proposta di soggetti privati.
C’è un articolo della proposta di testo inviata dal ministro Enrico Giovannini al Senato, per disincagliare la legge quadro sulla rigenerazione urbana, che punta proprio a incentivare l’intervento e la proposta di privati nelle città. È l’articolo 7 della proposta e dà, più di altri, il segno del cambiamento che Giovannini vuole imprimere al dibattito sulla rigenerazione urbana. Senza togliere nulla al fatto che il nuovo testo rafforza, pur semplificando, gli strumenti pubblici – nazionali e locali – di programmazione e di valutazione degli interventi, senza però ingessare tutto, come era avvenuto con i testi finora esaminati al Senato. È stata la stessa commissione Ambiente, d’altra parte, a chiedere l’intervento del ministro per cercare un punto di equilibrio che sbloccasse la situazione destinata al binario morto.

Leggi: Inu, 13/11/2021


venerdì 12 novembre 2021
Superbonus 110%, bonus facciate, cessione del credito:le 7 nuove regole da conoscere

I bonus edilizi: torna le cessione del credito e lo sconto in fatturaSi modifica il quadro dei bonus edilizi dopo il varo del disegno di legge di Bilancio 2022 (qui il testo approvato dal Consiglio dei ministri) e il decreto legge sui controlli di congruità delle spese fiscalmente detraibili . Rispetto al testo discusso a ottobre dal Consiglio dei ministri, la Manovra cambia alcuni bonus, le regole per accedere e i documenti da presentare: la novità di maggior rilievo è il ritorno della cessione del credito per tutti i bonus (il testo di ottobre a partire dal 1° gennaio prossimo ne limitava la possibilità al solo bonus 110%). Ricapitoliamo quindi le scadenze e le informazioni principali.Superbonus 110%, le scadenze: dai condomini alle villette Il superbonus viene prorogato nella misura attuale fino al 31 dicembre 2023 per i condomini, fino al 30 giugno 2022 per le case indipendenti, con proroga al 31 dicembre 2022 solo per chi abbia depositato la Comunicazione inizio lavori entro il 30 settembre 2021 o possegga un Isee fino a 25 mila euro; fino al 31 dicembre 2023 per Iacp e assimilati (ivi comprese le cooperative), purché entro il 30 giugno 2022 risulti effettuato il 60% dei lavori.

Leggi: Corriere della Sera, 12/11/2021


giovedì 11 novembre 2021
Una manovra inadeguata. Parte la mobilitazione di CGIL, CISL e UIL

Cgil Cisl Uil legge di bilancio 2022 mobilitazione unitaria
La bozza di legge di bilancio non dà risposte sufficienti per contrastare le diseguaglianze sociali, economiche e geografiche del Paese.
Per questa ragione, CGIL CISL UIL, avviano un percorso di mobilitazione per migliorarne i contenuti nel solco della piattaforma unitaria.
PENSIONI
No a quota 102. Serve una pensione di garanzia per giovani, più sostegno a donne, ai lavoratori disoccupati, discontinui e precoci e forti incentivi per la previdenza complementare.
Possibilità di pensione:
– da 62 anni di età.
– con 41 anni di contributi senza limiti di età.
Migliorare Opzione donna e rafforzare l’Ape sociale estendendo la platea dei lavori gravosi e usuranti.

Leggi: Cgil, 11/11/2021


giovedì 11 novembre 2021
Lavoro domestico, invecchiano colf e badanti. “Si rischia di non avere più personale”

I dati di Assindatcolf e Idos. Nell’ultimo decennio è drasticamente calata la presenza di colf, badanti e baby sitter under 30 (-61,4%) mentre si è assistito ad un invecchiamento della forza lavoro. Con possibili conseguenze nel prossimo futuro. Zini: “Pesano il mancato ricambio generazionale e la chiusura dei canali di ingresso regolari per i cittadini extracomunitari a cui ormai assistiamo da anni e che la pandemia ha bloccato”
Il lavoro domestico non è un impiego che piace ai giovani: nell’ultimo decennio, infatti, è drasticamente calata la presenza di colf, badanti e baby sitter under 30 (-61,4%) mentre si è assistito ad un progressivo invecchiamento della forza lavoro. Nel 2020 gli over 50 rappresentano oltre la metà dei lavoratori impiegati nel comparto: circa 480 mila domestici regolari (di cui 319 mila stranieri) su un totale di 920 mila. È questa la fotografia scattata da Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, che oggi, insieme al Centro Studi e Ricerche Idos, ha presentato i dati sul comparto domestico contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione 2021.

Leggi: Redattore Sociale, 11/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
Anziani non autosufficienti, “grazie alle famiglie lo Stato risparmia 11,6 miliardi per l’assistenza”

Secondo il Rapporto Domina, nel 2020 le famiglie italiane hanno speso 7,2 miliardi di euro per sostenere il lavoro domestico. Aggiungendo la componente irregolare, si sfiorano i 15 miliardi di euro. Considerando solo l’assistenza agli anziani non autosufficienti, in uno scenario ipotetico senza l’impegno delle famiglie, lo Stato dovrebbe gestire una spesa di 11,6 miliardi superiore a quella attuale (lo 0,7% del PIL)
Nel 2020 le famiglie italiane hanno speso 7,2 miliardi di euro per sostenere il lavoro domestico. Aggiungendo la componente irregolare, si sfiorano i 15 miliardi di euro. Considerando solo l’assistenza agli anziani non autosufficienti, in uno scenario ipotetico senza l’impegno delle famiglie, lo Stato dovrebbe gestire una spesa di 11,6 miliardi superiore a quella attuale. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel terzo Rapporto annuale Domina (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico) sul lavoro domestico 2021, che verrà presentato il prossimo gennaio.

Leggi: Redattore Sociale, 10/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
Figliuolo conferma via libera alla terza dose anche nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali

Lo prevede una circolare del Commissario che ha risposto ad un quesito posto dalla Regione Piemonte. “Si potrà procedere alla somministrazione della dose ‘booster’ anche alle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali residenziali e semi residenziali dedicate ai disabili, pazienti psichici e delle dipendenze e al personale ivi operante”. IL DOCUMENTO
Via libera alla terza dose anche in tutte le strutture (sociosanitarie e socioassistenziali) residenziali e semi residenziali. È quanto prevede una circolare del Commissario per l’Emergenza Francesco Figliuolo che ha risposto ad una richiesta pervenuta dalla Regione Piemonte.
“Sentito il parere – si legge nella circolare – del Ministero della Salute, del Consiglio superiore di sanità e dell’Iss, e condividendo la necessità di mettere in sicurezza i citati luoghi di comunità, si esprime parere favorevole in merito al quesito posto, indicando la possibilità di procedere alla somministrazione della dose ‘booster’ anche alle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socioassistenziali residenziali e semi residenziali dedicate ai disabili, pazienti psichici e delle dipendenze e al personale ivi operante”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
Clima. Il caldo miete vittime tra gli over 65: mortalità giornaliera cresciuta dell’8%, +2.239 decessi

Tra il 17 maggio e il 17 settembre, nove le città maggiormente colpite: Bari (+46%), Campobasso (+30%), Catania (+27%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%) Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%) e Napoli (+9%). Questi alcuni dei risultati rilevati dal Sistemi di allarme, dal Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera e dagli accessi in pronto soccorso. IL DOCUMENTO
Un’estate calda, anzi caldissima quella di quest’anno, in Europa a più calda degli ultimi 20 anni. A pagarne lo scotto le fasce di popolazione più fragili per età e condizioni di salute. Da maggio a settembre la mortalità giornaliera è cresciuta dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2020. Ben 2.239 decessi in più causati dalle temperature superiori alla media del periodo con eccessi statisticamente significativi in 9 città: Venezia (+15%), Perugia (+12%), Roma (+12%), Campobasso (+30%), Napoli (+9%), Bari (+46%), Reggio Calabria (+25%), Palermo (+21%) e Catania (+27%).
A fotografare gli effetti delle alte temperature sulla salute sono i risultati dei Sistemi di allarme (Hhwws) e del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG) e degli accessi in pronto soccorso, rilevati tra il 17 maggio e il 17 settembre scorsi, contenuti nel Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute pubblicato sul sito del ministero della Salute.

Leggi: Quotidiano Sanità, 10/11/2021


martedì 9 novembre 2021
Cop26, abolire il superbonus per attuare la transizione ecologica – di Edoardo Zanchini – Vicepresidente nazionale Legambiente

A guardarlo da Glasgow, il conflitto in corso sul super ecobonus del 110 per cento per la riqualificazione edilizia mostra tutti i limiti di un Paese che non ha ancora deciso di fare sul serio rispetto alla transizione ecologica.
A contrapporsi sono due fronti, da un i “rigoristi” preoccupati per l’impatto sul bilancio dello stato del più generoso incentivo al mondo, e dall’altro un fronte ampio politico e imprenditoriale che chiede di prolungare ancora di qualche anno l’intervento.
Con la legge di Bilancio si è segnato un punto a favore del ministro dell’Economia Daniele Franco, comprensibilmente angosciato da una spesa arrivata già a oltre 10 miliardi di euro e che rischia di andare fuori controllo.

Leggi: News110, 09/11/2021


DALLE REGIONI

martedì 16 novembre 2021
Palermo, dall’Agenzia sociale per la casa erogati due milioni di euro

Oltre due milioni di euro, 539 famiglie accolte e accompagnate verso un nuovo progetto di vita. Il dato emerge dal lavoro messo in campo dall’Agenzia sociale per la casa di Palermo a partire dal mese di ottobre del 2020 e per tutto il 2021 per contrastare il disagio abitativo e quindi le povertà. “Un lavoro, quello degli operatori dei 10 punti snodo di Palermo che non ha trovato sosta nemmeno nei periodi più critici della pandemia e che grazie al dialogo costante con l’amministrazione comunale rappresenta la maggiore interfaccia sul territorio per sostenere le famiglie in difficoltà”, dice una nota.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Casa, la Regione Liguria mette 9 milioni per aiutare a pagare gli affitti

Oltre nove milioni stanziati dalla giunta della Regione Liguria per aiutare le persone in difficoltà a pagare l’affitto. I nuovi finanziamenti approvati oggi coinvolgono 138 Comuni liguri che hanno presentato richiesta e sono stati assegnati in base al fabbisogno della popolazione residente…
Oltre nove milioni stanziati dalla giunta della Regione Liguria per aiutare le persone in difficoltà a pagare l’affitto. I nuovi finanziamenti approvati oggi coinvolgono 138 Comuni liguri che hanno presentato richiesta e sono stati assegnati in base al fabbisogno della popolazione residente. “Un contributo importante per aiutare le fasce più in difficoltà della popolazione- affermano il governatore Giovanni Toti e l’assessore a Edilizia e Urbanistica, Marco Scajola- l’impegno e l’attenzione da parte della Regione nel supportare i cittadini in difficoltà è un elemento fondamentale della nostra azione amministrativa, che tiene naturalmente conto degli effetti economici della pandemia sulle famiglie”. I cittadini interessati potranno rivolgersi direttamente al proprio Comune per accedere alle risorse. I Comuni potranno assegnare i contributi utilizzando i bandi già attivati per l’assegnazione degli otto milioni stanziati lo scorso anno, oppure varandone nuovi.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


martedì 16 novembre 2021
Anziani, il Comune di Ravenna potenzia il servizio taxi calmierato

Novità per il servizio taxi per persone in condizioni di fragilità impossibilitate a spostarsi in autonomia. Da un lato, infatti, c’è tempo fino al 31 dicembre per la richiesta dei voucher taxi-buoni viaggio per utilizzare il servizio a prezzi calmierati per sbrigare ogni incombenza e necessità o anche raggiungere le sedi vaccinali. Dall’altro è stata ampliata la platea dei beneficiari, estesa agli over 65 e alle persone con invalidità civile riconosciuta per almeno il 64%.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Casa, nelle Marche 63 milioni per la riqualificazione degli alloggi popolari

Il programma nazionale “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica” stanzia quasi 63 milioni di euro per le Marche. La giunta regionale ha approvato oggi i criteri ed i requisiti per la selezione degli interventi da finanziare…
Il programma nazionale “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica” stanzia quasi 63 milioni di euro per le Marche. La giunta regionale ha approvato oggi i criteri ed i requisiti per la selezione degli interventi da finanziare. “Si tratta di un programma di grande rilevanza, in linea con il nostro percorso centrato sull’efficientamento e ristrutturazione del patrimonio residenziale pubblico nel rispetto dei criteri di sicurezza e di tutela ambientale- spiega in una nota l’assessore regionale all’Edilizia residenziale pubblica, Stefano Aguzzi- finanziato a livello nazionale con risorse del Piano nazionale complementare per un importo complessivo di 2 miliardi di euro. Senza dubbio un’altra opportunità per rimettere in moto la crescita economica della regione”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2021


lunedì 15 novembre 2021
Casa, Reggio Emilia: dalla Regione 976 mila euro di aiuti per l’affitto

Nuove risorse a disposizione del Comune di Reggio Emilia per lo scorrimento della graduatoria a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento dell’affitto della prima casa…
Nuove risorse a disposizione del Comune di Reggio Emilia per lo scorrimento della graduatoria a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento dell’affitto della prima casa. Grazie a un finanziamento della Regione di 976 mila euro, infatti, l’ente sarà in grado di liquidare 749 domande, che si vanno ad aggiungere alle 417 già sostenute a maggio per un totale di 1.166 famiglie reggiane che riceveranno l’aiuto nell’anno 2021 e uno stanziamento complessivo di 1,5 milioni. Tra le nuove domande finanziate, sono comprese tutte le 181 domande inviate per calo del reddito a causa della pandemia da Covid e poco più della metà delle domande presentate per disagio abitativo. La liquidazione avverrà in due tranche: le prime 320 domande saranno finanziate entro l’anno, mentre una seconda tranche con le domande restanti sarà sostenuta a inizio 2022.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2021


domenica 14 novembre 2021
La città battezza l’Osservatorio dei diritti

Firmato un patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale, trentacinque associazioni e alcuni cittadini La città battezza l’Osservatorio dei diritti Firmato un patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale, trentacinque associazioni e alcuni cittadini
LUCCA. Sempre di più città dei diritti. Una festa di partecipazione, nel cuore di Lucca sotto il loggiato di Palazzo Pretorio, ha dato vita ieri pomeriggio all’Osservatorio dei diritti. Un nuovo organismo, che nasce dalla firma di un patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale e trentacinque associazioni del territorio, ma anche singoli cittadini.A sottoscrivere il documento costitutivo, assieme ai rappresentanti dei gruppi, è stato il sindaco Alessandro Tambellini. Con lui, il consigliere delegato ai diritti Daniele Bianucci e l’assessora Ilaria Vietina, assieme ad altri componenti dell’amministrazione.«L’Osservatorio avrà una sede in Città, in quella che chiameremo “la casa dei diritti”, e che inaugureremo nelle prossime settimane – spiega il sindaco, assieme al consigliere Bianucci e all’assessora Vietina – avrà il compito di osservare la reale tutela e la possibile violazione dei diritti all’interno della nostra comunità; di promuovere a riguardo eventi di informazione e sensibilizzazione; di creare e utilizzare strumenti volti all’ascolto della voce dei cittadini.

Leggi: Cgil Lucca, 14/11/2021


venerdì 12 novembre 2021
Barriere architettoniche, la Lombardia dà il via libera alle linee guida per i Piani per l’accessibilità

La Giunta della regione Lombardia ha approvato le linee guida per la redazione dei Piani per l’accessibilità, l’inclusione e il benessere ambientale (Peba). I destinatari sono i comuni, con particolare riferimento a quelli fino a 5 mila abitanti, che hanno bisogno di un maggiore supporto per la realizzazione dei Piani e delle opere fondamentali per migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici
La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Alessandra Locatelli, ha approvato le linee guida per la redazione dei Piani per l’accessibilità, l’inclusione e il benessere ambientale (Peba).
“L’obiettivo – ha spiegato l’assessore – è agevolare la redazione dei Piani e aumentare significativamente il numero dei comuni che li adottano in ottica di accessibilità e inclusione sociale. I destinatari sono i comuni, con particolare riferimento a quelli fino a 5.000 abitanti, in quanto hanno bisogno di un maggiore supporto per la realizzazione dei ‘Peba’ e delle opere fondamentali per migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici”.

Leggi: Redattore Sociale, 12/11/2021


mercoledì 10 novembre 2021
La casa è il primo luogo di cura. Le prospettive di riforma previste dal Pnrr

Se ne parla oggi e domani al convegno promosso dalla Asl di Viterbo in collaborazione con l’Università della Tuscia e la Regione Lazio. Gli interventi del Dg Donetti, del direttore di Agenas Mantoan e del coordinatore del gruppo che lavora sul Pnrr al ministero della Salute Stefano Lorusso.
L’invecchiamento della popolazione italiana, il mutato contesto socio-epidemiologico, l’aumento delle fragilità e l’insorgenza di multi-patologie rendono sempre più necessaria la riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Anche a seguito della pandemia da SARS.CoV2 – che ha messo a nudo le reali criticità del sistema sanitario – si è resa sempre più evidente e centrale l’importanza delle cure di prossimità e dell’integrazione tra ospedale e territorio anche grazie all’utilizzo dei sistemi di sanità digitale e della telemedicina.
Il domicilio del paziente diviene in questo scenario un ambito non più di “fastidiosa complessità” ma privilegiato e interconnesso per quella “continuità di cure di qualità” di cui è stato riscontrato l’estremo bisogno proprio nel pieno dell’emergenza pandemica, luogo dove la persona e il suo più vicino caregiver diventano attori rilevanti del processo di presa in carico.

Leggi: Quotidiano Sanità


IN AGENDA:

Anziani fragili, rsa e futuro Gli esperti si confrontano – LE due GIORNATE GERIATRICHE novaresi

«Riprendiamo il cammino» è il titolo delle ventesime Giornate geriatriche novaresi (Ggn) sabato 27 e il 4 dicembre all’albergo Italia: si parlerà di anziano fragile e cognitività, di rsa e Covid tra esperienze e futuro, di problemi socio-assistenziali nell’anziano con demenza, di «comunità amica» e altro ancora. Spunti preziosi non solo per professionisti ma anche per chi, a vario titolo, vuole approfondire. Organizzano l’Associazione Malati Alzheimer Novara (Ama) con Alzheimer Uniti Italia e Ordine dei medici. Aldo Biolcati, geriatra, già primario al Maggiore e coordinatore scientifico Ama: «Quest’anno la formula è diversa per ragioni logistiche e per confronti ancora più mirati. È stato impegnativo mettere a punto tutto quanto ma il titolo delle Giornate è più che mai significativo». Il 27 l’attenzione sarà per famigliari caregiver, operatori dei comparti sanitario e socio-assistenziale, psicologi e assistenti sociali. La seconda giornata è in particolare per medici generalisti e specialisti e con 6 crediti Ecm: «Anche la cittadinanza è invitata, in base alla disponibilità dei posti». Iscrizione gratuita, consigliabile comunicarla entro sabato 20. Per dettagli sul 27: amanovaraonlus@gmail.com e 377-1698513. Per il 4 dicembre: ordinemediciodontoiatrinovara@gmail.com oppure 0321-410130. Per partecipare sono necessari mascherina e green-pass.

Leggi: Aging Project


Seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale”

Lunedì 29 novembre, dalle 9.30 alle 12.30, è in programma il seminario online “Le sfide del welfare e della sua governance territoriale” promosso dal Master in “Governance e innovazioni di welfare locale” del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, insieme al Comune di Bologna e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna. L’appuntamento verrà trasmesso dalla sala convegni del MAMbo in diretta streaming sul canale youtube della Redazione Area Welfare del Comune di Bologna. Il seminario vuole essere un’occasione per riflettere – insieme a docenti, esperti, rappresentanti delle Istituzioni – sulle nuove sfide che il nostro welfare è chiamato oggi ad affrontare e sulle innovazioni nella produzione di servizi, alla luce delle opportunità offerte dal Pnrr e dei nuovi strumenti normativi in materia di co-progettazione e co-programmazione. Leggi la notizia

Leggi: Comune di Bologna


“(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”: 5 seminari su welfare e benessere

A Reggio Emilia, dal 30 settembre un ciclo di incontri organizzato dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale affronterà il tema delle politiche sociali e la loro evoluzione nel nostro paese, tra precariato, hate speech e crisi climatica
Pandemia, precariato, hate speech, ma anche ambiente e benessere sociale. Sono alcuni dei temi in programma nel ciclo di incontri “(Ri)usciamo a parlare di stato sociale?”, organizzati a Reggio Emilia dall’Osservatorio internazionale per la coesione e l’inclusione sociale (Ocis) e promossi da Fondazione Easy Care in collaborazione con Scuola Normale Superiore, nell’ambito delle attività del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44 C). Cinque appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico, dal 30 settembre al 10 dicembre, dedicati ad approfondire questioni centrali per comprendere lo sviluppo delle politiche sociali nel nostro paese.

Leggi: Redattore Sociale


Urbanpromo – Progetti per il Paese

Dal 16 al 19 novembre 2021 si tiene a Milano, presso il MEET – Digital Culture Center, Fondazione Cariplo, la XVIII edizione di “Urbanpromo Progetti per il Paese”. Nella cornice della rigenerazione urbana e del partenariato pubblico privato, sono presentati progetti e iniziative che spiccano nel panorama nazionale per il forte carattere innovativo dei loro approcci e dei loro contenuti. A presentarli sono i loro protagonisti: promotori pubblici e privati, progettisti, gestori.
• I Pinqua: i progetti del Programma nazionale per la qualità dell’abitare. Tra le proposte ammesse al finanziamento statale è presentata una selezione dei progetti più interessanti e convincenti nel perseguire la riqualificazione urbana, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale.
• Progetti per far rinascere parti di città grazie al partenariato pubblico privato. Da sempre al centro della ricerca multidisciplinare e multiattoriale di Urbanpromo, il partenariato pubblico privato si concretizza in nuove iniziative in cui la qualità del progetto interagisce con l’allestimento di complessi approvvigionamenti finanziari e sofisticate costruzioni giuridiche.

Leggi: Urban Promo


 23 – 24 novembre 2021 – Long Term Care Six

Stati Generali dell’assistenza a lungo termine – Edizione 2021
Verso la riforma del territorio: strategie, percorsi e modelli della riorganizzazione della presa in carico del paziente cronico
La sesta edizione della due giorni che Italia Longeva, di concerto con il Ministero della Salute, dedica annualmente alla Long-Term Care si focalizzerà quest’anno sulla riorganizzazione dei modelli di presa in carico dell’anziano fragile e multimorbido e sui relativi orientamenti, declinazioni e buone pratiche a livello regionale, così come delineati dal PNRR, che saranno implementati attraverso la riforma del territorio.
Il focus sarà sul patient journey, entrando nel merito della presa in carico delle principali patologie croniche, spesso compresenti nell’anziano, per evidenziarne mediante analisi, confronto e dibattito peculiarità e bisogni e avanzare proposte. Da questa prospettiva e con questa “lente” verranno esaminate le evoluzioni dei tradizionali setting della cronicità – ADI, RSA, Cure palliative – l’integrazione della telemedicina, nonché l’evoluzione degli strumenti di governance: definizione di un sistema centrale di valutazione, progressione degli indicatori del NSG, raccolta dei dati nell’ottica di un utilizzo predittivo.
Target – Referenti istituzionali a livello centrale, Assessori e Direttori Generali di Dipartimenti sanità e politiche sociali regionali, ASL, AO, Distretti, IRCSS, Operatori medici e non dell’assistenza a lungo termine, Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Associazioni di cittadini, Top Manager della business community di riferimento.
Il programma è in corso di elaborazione
Le iscrizioni apriranno a breve
Per richiedere informazioni sulle modalità di partecipazione in qualità di partner dell’iniziativa: info@italialongeva.it e cecilia.behmann@italialongeva.it

Leggi: Italia Longeva


 25 NOVEMBRE 2021 Bologna – Centro Congressi Savoia Hotel Regency

Il Forum N.A. si svolgerà in presenza nella location del Centro Congressi Savoia Hotel di Bologna.
Un evento formativo che negli anni è diventato il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona e per tutti coloro che a vario titolo si occupano delle persone non autosufficienti.
In occasione della XIII edizione del ForumN.A., la rivista WelfareOggi ha istituito la nuova edizione del Premio WelfarOggi con la finalità di contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza di percorsi virtuosi presenti nei territori.
La partecipazione è gratuita e la data ultima per presentare i progetti è stata prorogata al 31 ottobre 2021.
Il regolamento con tutte le modalità di partecipazione sono pubblicati nel sito www.nonautosufficienza.it.


IN EVIDENZA:

Luci e ombre del bilancio di previsione 2022 – di Roberto Artoni

L’approvazione del bilancio di previsione dello Stato è il risultato di un lungo processo, in cui possono essere individuati alcuni passaggi essenziali:
• delineazione del quadro macroeconomico nell’anno in corso;
• previsione delle grandezze macroeconomiche per l’anno successivo associato a una stima delle principali poste del bilancio pubblico in assenza di interventi, o a politiche invariate;
• quadro programmatico delle grandezze macroeconomiche per l’anno successivo;
• individuazione degli interventi di finanza pubblica che dovrebbero garantire il raggiungimento degli obiettivi macroeconomici fissati nel quadro programmatico.
Il disegno di legge varato dal Consiglio dei Ministri è poi sottoposto all’approvazione del Parlamento entro il 31 dicembre.
In queste note ricostruiamo il processo come si è sviluppato nell’anno in corso, fino all’approvazione il 28 ottobre del Disegno di legge riguardante il bilancio di previsione per il 2022, che a sua volta riflette la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef). approvata dal governo all’inizio di ottobre.

Leggi: Welforum


L’accessibilità e l’inclusione sociale contribuiscono alla vitalità urbana

Promosso dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), dall’URBIT (Urbanistica Italiana) e dalla Camera di Commercio di Genova, in collaborazione con il Ministero della Cultura, il CNR e di CERPA Italia, il “Premio città accessibili a tutti” va a tesi di laurea magistrale o a ricerche e studi innovativi sulle tematiche dell’accessibilità a 360 gradi. La cerimonia conclusiva si avrà online il 19 novembre, all’interno della manifestazione “Urbanpromo Progetti per il Paese”, seguita dalla tavola rotonda “Il contributo dell’accessibilità a 360° e dell’inclusione sociale alla vitalità urbana”
Promosso dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), dall’URBIT (Urbanistica Italiana) e dalla Camera di Commercio di Genova, che in tal senso ha messo a disposizione in buoni libri e/o dispositivi un montepremi complessivo di 5.000 euro, oltreché avvalendosi della collaborazione del Ministero della Cultura, del CNR e di CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità), il Premio città accessibili a tutti è destinato a tesi di laurea magistrale, nonché a ricerche e studi aventi carattere innovativo, sulle tematiche dell’accessibilità a trecentosessanta gradi, realizzati, nella fattispecie dell’edizione di quest’anno, tra il 1° aprile 2020 e il 30 settembre scorso.
«L’interesse – spiegano i promotori dell’iniziativa – è stato rivolto in particolare alle parti urbane (centri storici, quartieri periferici, spazi pubblici, edifici) e alle dimensioni vaste (città, ambiti rurali, territori), considerando le limitazioni imposte alla vitalità e reciprocamente alla qualità della vita delle persone che sono prodotte da barriere fisiche, sensoriali, percettive, intellettive e di genere, ma anche culturali, sociali ed economiche».

Leggi: Superando


Autorizzazione e accreditamento dei servizi sociosanitari. Tra libertà di iniziativa privata e regole pubblicistiche – di Alceste Santuari

Il sistema di welfare sociosanitario è caratterizzato – inter alia – da un lato, da elementi di garanzia del cittadino quali l’accesso universalistico alle prestazioni e il rilievo del soggetto pubblico cui l’ordinamento ha affidato la funzione di programmazione, di pianificazione e regolazione dell’erogazione delle prestazioni in una dimensione di supervisione generale della spesa sanitaria, nonché di acquirente, in molti casi, delle prestazioni stesse. Dall’altro, il sistema di welfare si caratterizza come “spazio” in cui gli operatori economici possono operare, anche in concorrenza tra loro, in coerenza con gli elementi di garanzia sopra richiamati.
In questo senso, l’autorizzazione, l’accreditamento e gli accordi contrattuali costituiscono strumenti giuridici funzionali a contemperare le esigenze sopra richiamate e finalizzati ad assolvere le funzioni di regolazione della presenza di soggetti privati in ambito sanitario e sociosanitario, in specie in un momento storico caratterizzato, tra gli altri, dalla contrazione delle risorse pubbliche e dalla necessità di razionalizzare la spesa pubblica. In quest’ottica, dunque, attraverso l’autorizzazione, l’accreditamento e gli accordi contrattuali la committenza pubblica disciplina i rapporti che, in un contesto di partecipazione dei soggetti privati all’erogazione delle prestazioni sociosanitarie, richiedono comunque la responsabilità ultima in capo alle pubbliche amministrazioni.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Fino al 2024 nessun aumento dell’età pensionabile
Nel biennio 2023-2024 non aumenta l’età pensionabile. A stabilirlo il decreto ministeriale del 27 ottobre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre, che ha certificato il decremento della speranza di vita pari a 3 mesi, confermando i vigenti requisiti anagrafici e contributivi.
Di conseguenza fino a quella data, si potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Stessi requisiti anche per coloro che sono privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, le cui pensioni sono calcolate esclusivamente con il metodo contributivo, a condizione però che l’importo pensionistico maturato non risulti inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale.
Invariati i requisiti per la pensione anticipata contributiva: 64 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione effettiva, ma a condizione che la quota maturata non risulti inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale.
Analogamente, i lavoratori rientranti tra le categorie gravose e usuranti, potranno accedere al pensionamento con 66 anni e 7 mesi, così pure restano invariati i requisiti richiesti per i precoci (quelli che possono vantare dodici mesi di lavoro con relativa contribuzione prima del compimento dei 19 anni), che potranno andare in pensione con 41 anni di anzianità contributiva.

Leggi: Inca


Indebiti pensionistici: la giustizia riduce le pretese di Inps

Per la violazione del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione l’Inps può pretendere la restituzione delle somme indebitamente percepite, senza sospendere il trattamento pensionistico. Così si è espresso il Tribunale ordinario di Firenze in ben tre sentenze, accogliendo i ricorsi patrocinati dai consulenti legali dell’Inca del capoluogo toscano. Un principio ragionevole, ma che tale non sembrerebbe essere per l’Inps, il quale considera sufficiente qualsiasi somma di denaro derivante dal lavoro, durante la percezione della pensione, per azzerare tutti i ratei mensili percepiti a partire dalla decorrenza del trattamento, pur in presenza di tutti i requisiti necessari.
La prima pronuncia (n. 989/2020), emessa il 1° marzo 2021, si riferisce al caso di un lavoratore precoce andato in pensione anticipata, con decorrenza a partire dal 1° maggio 2018, al quale è stato revocato il trattamento pensionistico per aver lavorato dieci giorni nel mese di novembre, percependo 745,20 euro. Tanto è bastato all’Inps per rivendicare la restituzione di oltre diecimila euro, pari all’intero ammontare delle mensilità già percepite a partire dalla decorrenza del trattamento pensionistico, per cui aveva tutti i requisiti necessari. Secondo l’Istituto, il solo fatto di aver lavorato durante il periodo di divieto, ha annullato il diritto all’accesso anticipato, previsto per i lavoratori precoci dall’articolo 1, comma 199 n. 232/2016.

Leggi: Inca