Notizie

Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


NEWS:

lunedì 14 ottobre 2019
Pedretti (Spi), pensionati del tutto spariti dai radar

“Non c’è alcun impegno da parte del governo sulla rivalutazione degli assegni, l’estensione della quattordicesima e una legge per la non autosufficienza. Senza risposte, siamo pronti a confermare la mobilitazione unitaria del 16 novembre”
“A poche ore dalla presentazione della prossima manovra di bilancio i pensionati italiani sono del tutto spariti dai radar. Non c’è infatti alcun impegno da parte del governo per la definizione di una legge sulla non autosufficienza né sulla rivalutazione delle pensioni e sull’estensione della 14esima”. A dirlo è il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti in una nota.
“Durante l’incontro che abbiamo avuto con il governo appena venerdì scorso – osserva il sindacalista – era emersa la volontà di dare le prime risposte anche a milioni di persone anziane e in pensione. Di tutto questo oggi non troviamo più alcuna traccia e questo non va affatto bene”.
“I pensionati – conclude Pedretti – rischiano così di essere fortemente discriminati. Servono segnali precisi e risposte concrete. Se non dovessero arrivare siamo pronti a confermare la nostra mobilitazione scendendo in piazza insieme a Fnp Cisl e Uilp Uil il prossimo 16 novembre a Roma”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 14/10/2019


unedì 14 ottobre 2019
“ABITIAMOLA” – Newsletter Ottobre 2019

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
I centri urbani contribuiscono alle problematiche del cambiamento climatico e del sovrasfruttamento delle risorse, in contrasto con i principali fattori di sostenibilità ambientale. CGIL, CISL e UIL vogliono sviluppare la contrattazione per città “in crescita sostenibile”, dando centralità al tema della qualità urbana e del benessere sociale e occupazionale, attraverso la promozione di una pianificazione urbana che consenta di prevenire i rischi ed i danni dei cambiamenti climatici, favorendo resilienza e adattamento.
■ Le città sostenibili nel documento CGIL, CISl, UIL.
Il Governo ha annunciato un programma pluriennale per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale, per la rigenerazione urbana, per far rinascere quartieri nelle città. Positivamente, dopo anni di assenza, torna nel dibattito politico il tema dell’abitazione. E positivamente si parla di rigenerazione urbana, che auspichiamo possa avere una declinazione concreta nelle operazioni di trasformazione, attraverso un approccio integrato alla gestione del territorio.
■ Alcuni dettagli del Piano nella scheda pubblicata sul sito del MIT.

Leggi: Cgil, 14/10/2019


lunedì 14 ottobre 2019
Un’importante Sentenza della Cassazione sulle strisce blu

«Condotta discriminatoria ai sensi della Legge 67/06»: questo ha stabilito un’importante Sentenza della Cassazione, destinata a creare un prezioso precedente giurisprudenziale. In sostanza, il provvedimento – rovesciando un precedente pronunciamento della Corte d’Appello di Torino – ha stabilito che anche le persone con disabilità senza patente e un’auto propria, come coloro che hanno problemi intellettivi o motòri molto gravi, possano parcheggiare gratuitamente l’automobile di chi li accompagna nei posti tra le strisce blu, quando siano occupati i parcheggi riservati a persone con disabilità
Autoveicoli parcheggiativ tra le strisce blu«Condotta discriminatoria ai sensi della Legge 67/06»: questo ha stabilito l’importante Sentenza n. 24936 depositata il 7 ottobre scorso dalla Seconda Corte di Cassazione Civile, e destinata a creare un prezioso precedente giurisprudenziale.
Il provvedimento ha rovesciato una precedente Sentenza della Corte d’Appello di Torino, accogliendo il ricorso di una persona con disabilità sostenuta dall’UTIM  (Unione per la Tutela delle Persone con Disabilità Intellettiva).

Leggi: Superando, 14/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Patto per la Salute. Le risorse sono al sicuro ma dubbi dal MEF su riforma commissariamenti e flessibilità tetti di spesa personale  

Con l’accordo raggiunto ieri dal Governo con le Regioni sono stati confermati gli aumenti al Fsn (2 mld per il 2020 e 1,5 mld per il 2021) e si è spostata la dead line per la chiusura del Patto al 31 dicembre. Nel frattempo proseguono i lavori dei tecnici sulle schede ministeriali dopo le controproposte delle Regioni. Ma dall’Economia ci sono alcune perplessità.
Procedono le discussioni sul Patto per la Salute che come annunciato ieri nell’accordo tra Governo e Regioni, sarà chiuso entro il 31 dicembre. Le Regioni, ricordiamo, la scorsa settimana avevano inviato al Ministero le loro controproposte alle schede di Lungotevere Ripa (Vedi il documento anticipato da Qs), in cui tra l’altro chiedevano di rimuovere l’incompatibilità tra il presidente della Regione e il commissario ad acta per la sanità, di rivedere i tetti di spesa per la farmaceutica e i documenti sulla governance di farmaci e dispositivi medici. Ma non solo gli enti locali chiedevano anche di valutare bene le ricadute finanziarie della riforma dei ticket e l’abolizione del superticket, che non dovrà essere a carico del Fondo sanitario. Infine avevano chiesto anche di rendere più flessibili i tetti per gli acquisti di prestazioni dal privato.

Leggi: Quotidiano Sanità, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Pensioni: Ghiselli (Cgil), non ci sono risorse concrete

“Il giudizio è positivo sul metodo, ma sul merito il governo è abbottonato, non ci sono risorse concrete”. Lo ha detto il segretario confederale Cgil Roberto Ghiselli al termine del tavolo con il governo sulle pensioni che si è svolto al ministero del Lavoro. Il segretario confederale Uil Domenico Proietti ha confermato che “al momento non ci sono state date risposte” sulle cose che abbiamo chiesto, sottolineando le richieste sindacali a partire dalla rivalutazione delle pensioni e dalla valorizzazione del lavoro di cura nel calcolo degli anni di contributi necessari per la pensione. Per i sindacati ci potrebbero essere risorse da trovare nei risparmi che potrebbero arrivare dal minore utilizzo di quota 100 e dalle altre misure collegate. “Riteniamo che nel triennio – ha detto il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga – ci possano essere 8 miliardi di risparmi sui 20 stanziati”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
 I sindacati dei pensionati a Speranza: abolire il superticket

I sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil hanno incontrato oggi pomeriggio il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulle risorse da destinare alla sanità e per sollecitare la definizione di una legge nazionale sulla non autosufficienza in previsione della prossima legge di bilancio. Le tre sigle – riferisce l’agenzia Agi – hanno ribadito la richiesta di abolire fin da subito i superticket e hanno apprezzato la disponibilità del ministro ad avviare un percorso di confronto continuo sui temi che riguardano milioni di pensionati e di persone anziane.

Leggi: Rassegna Sindacale, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Il Piano per la Non Autosufficienza è un’occasione da non perdere

«Positivo è che la strada del Piano per la Non Autosufficienza prosegua, con il possibile sì del Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni. Ancora non soddisfano, invece, le risorse disponibili, insufficienti a dare risposte in tutti i territori, perché le differenze fra realtà e realtà sono ancora troppo profonde». Così Roberto Speziale, coordinatore della Consulta Disabilità e Non Autosufficienza del Forum del Terzo Settore, commenta l’incontro tra il mondo dell’associazionismo e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociale Catalfo sulla proposta di un Piano per la Non Autosufficienza
«La notizia positiva è che la strada fin qui tracciata per il Piano per la Non Autosufficienza non sarà interrotta, anzi la prossima settimana dovrebbe già esserci il sì del Consiglio dei Ministri. Il dato, invece, che ancora non ci soddisfa sono le risorse messe a disposizione, che riteniamo insufficienti a dare risposte in tutti i territori, perché le differenze fra realtà e realtà sono ancora troppo profonde».
A dirlo è Roberto Speziale, coordinatore della Consulta Disabilità e Non Autosufficienza del Forum Nazionale del Terzo Settore, commentando il recente incontro tra il mondo dell’associazionismo e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo, sulla proposta di un Piano per la Non Autosufficienza, incontro del quale abbiamo già riferito anche sulle nostre pagine, riprendendo i rilievi della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Leggi: Superando, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Manovra, arriva «Rinascita urbana» piano da un miliardo per case e città

Il Governo annuncia un programma pluriennale per abitazioni e riqualificazione urbana. Bando Mit detinato ai comuni con tetto di 20 milioni a progetto
Un piano per la casa da un miliardo, con iniezioni di riqualificazione urbana. È la novità annunciata dal Governo destinata a trovare posto nella Manovra. Il piano che ha già un nome parecchio ambizioso, «Rinascita urbana», metterà in campo investimenti per un miliardo e nasce per iniziativa del ministro per le Infrastrutture Paola de Micheli. L’idea, spiegano dal Governo, è quella di lanciare «un programma pluriennale per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale e la rigenerazione urbana». Le misure, viene spiegato, saranno nel Dl fiscale e in manovra: in totale valgono un miliardo. I fondi saranno cumulabili con le altre misure a favore della casa come il sisma bonus e l’ecobonus. In affiancamento ai fondi pubblici ci sarà spazio anche per il cofinanziamento delle Regioni e l’apporto di risorse private, da Cdp e fondi privati. Ai fondi del piano casa si accederà attraverso un bando pubblico del ministero delle Infrastrutture e la valutazione dei progetti da parte di una commissione composta da esperti dalla elevata professionalità. Il finanziamento massimo che potrà essere richiesto al ministero è di 20 milioni di euro per ciascun progetto.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
 “Rinascita urbana”: bene il piano annunciato dalla Ministra De Micheli. Finalmente si parla di affitto ed edilizia residenziale pubblica

Dichiarazione di Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA
Era da molto tempo che non si parlava di edilizia abitativa in termini strategici e non emergenziali.
E’ quindi con grande soddisfazione che accogliamo l’annuncio di un piano pluriennale con finanziamenti adeguati per contrastare il disagio abitativo, puntando all’aumento dell’offerta di alloggi pubblici e sociali in affitto, soprattutto attraverso rigenerazione urbana e riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica partendo, quindi, dalle periferie e con l’obiettivo del consumo di suolo zero.
Estremamente positivo inoltre l’annuncio del rifinanziamento del Fondo di sostegno all’affitto praticamente azzerato negli ultimi anni. Uno strumento indispensabile per sostenere le famiglie che oggi non sono in grado di sostenere affitti del mercato privato non compatibili con i loro redditi. Così come positiva è l’intenzione di rendere questo strumento fruibile in tempi brevi dai cittadini attraverso graduatorie permanenti aggiornabili ogni tre mesi.
La conferma del mantenimento della cedolare secca per i contratti concordati al 10% è un altro elemento importante che contribuisce alla costruzione di un quadro orientato alla ripresa ed al governo del mercato degli affitti.
Ora ci aspettiamo che gli annunci si concretizzino nella prossima Legge di bilancio, ma oggi le premesse per una vera politica abitativa finalmente non le abbiamo lette solo nei nostri documenti ma nelle dichiarazioni della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Leggi: Sunia, 11/10/2019


mercoledì 9 ottobre 2019
Famiglia, cambia l’Isee: meno vincoli, accesso più facile e durata più lunga

Operative le nuove regole introdotte dal decreto crescita, che allungano la validità dell’indicatore e ne facilitano l’accesso
Requisiti meno stringenti per richiedere l’Isee corrente, che avrà anche durata più lunga. Lunedì 7 ottobre il ministero del Lavoro ha pubblicato il nuovo modulo della dichiarazione sostitutiva unica con le novità introdotte dal decreto legge 34/2019. A differenza di quanto avviene oggi, di conseguenza, sarà sufficiente avere un requisito tra i tre previsti e non più due su tre.
L’Isee corrente è un indicatore della situazione economica equivalente alternativo a quello “ordinario” che può essere richiesto a fronte di un peggioramento o miglioramento delle condizioni economiche del nucleo familiare, con la conseguenza di poter beneficiare di maggiori agevolazioni.
Requisiti vecchi e nuovi
Finora questo “indicatore provvisorio” può essere chiesto a fronte di una variazione superiore del 25% dell’indicatore della situazione reddituale corrente rispetto a quella dell’Isee ordinario e inoltre se:
– c’è stata la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa o la risoluzione del rapporto di lavoro in caso di contratto a tempo indeterminato;
– oppure se si è concluso un contratto a tempo determinato o flessibile, a patto di aver lavorato almeno 120 giorni nei dodici mesi precedenti;
– oppure in caso di cessazione di un’attività di lavoro autonomo svolta per almeno 12 mesi.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 09/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
L’appello ai nonni in festa: “Vaccinatevi e fate vaccinare i vostri nipoti”

Nonni d’Italia, celebrate la vostra festa vaccinandovi. Non solo per il vostro bene, ma anche per quello dei vostri nipoti. L’appello alle ‘tempie grigie’ del Belpaese arriva dal geriatra Roberto Bernabei, che propone di trasformare la Festa dei nonni che si celebra il 2 ottobre in un’occasione di prevenzione. Una responsabilità verso se stessi e verso gli altri.
“Ci sono più 10 milioni di italiani da festeggiare”, osserva Bernabei, presidente di Italia Longeva, sottolineando come l’Italia sia “il Paese europeo con la più alta percentuale di anziani che si occupano di almeno un nipote: più di un nonno su 4 fa da ‘baby sitter’ mentre i genitori lavorano. Chi si occupa della salute dei cittadini dovrebbe ricordarsi, e ricordare, che un invecchiamento in salute è il presupposto del patto intergenerazionale sul quale si fonda la nostra società. Porre l’accento sulla salute degli anziani, e consigliare la strategia preventiva rappresentata dalla vaccinazione, sarebbe il vero regalo per la Festa dei nonni, soprattutto in questa stagione in cui si svolge la campagna vaccinale contro l’influenza”.

Leggi: Adnkronos, 01/10/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 14 ottobre 2019
Anziani costretti a coabitare per pagare le spese della casa

Redditi basse, tasse e continui lavori di manutenzione, obbligano tanti pensionati a vendere gli immobili o a cercare un coinquilino
La casa non basta più. Cresce il numero degli anziani, nella provincia di Savona, che, col passare degli anni, fatica a sopravvivere, nonostante abbia un appartamento di proprietà. Redditi bassi, bollette, ma soprattutto la necessità di manutenzione e interventi, spingono gli anziani savonesi a trovare soluzioni alternative: c’è chi guarda alla nuda proprietà e chi alla coabitazione.
A raccontarlo è Anna Giacobbe, presidente Auser provinciale: «Ci stiamo accorgendo che il costo della vita, per gli anziani con una pensione bassa, ma con una casa di proprietà, diventa sempre più alto. Alcune spese obbligatorie mettono in ginocchio chi, pur possedendo una casa, ha un reddito basso. Riparazioni e manutenzioni giocano un ruolo pesante». Da qui, la ricerca di soluzioni alternative. «Molti- dice la presidente Auser- vogliono sapere qualcosa di più sulla gestione non speculativa della nuda proprietà e sulle opzioni per la condivisione dell’appartamento con altre persone. Si tratta, soprattutto, di anziani soli, senza eredi diretti. Secondo i dati Istat, un anziano su 5 non ha figli: da qui, la ricerca di soluzioni alternative dove l’alienazione della casa costituisce una boccata d’ossigeno nel presente».
È sempre l’Istat a fotografare un quadro di solitudine tra gli anziani. Il 48 per cento dei nuclei familiari, composti da una sola persona, è costituito da anziani over 65 anni. «I dati Inps del Savonese ci dicono che il reddito mensile lordo medio delle pensioni, sul nostro territorio, è di 1.427 euro – dice Giacobbe- Si ferma, però, a 1.178 euro per le donne, compresa le reversibilità. Sotto i mille euro lordi al mese c’è un terzo esatto dei pensionati savonesi. Di questi (29.400), oltre 20.000, più di due terzi, è composto da donne».

Leggi: La Stampa, 14/09/2019


lunedì 14 ottobre 2019
Un anziano su 5 è senza figli: vende la casa per sopravvivere

In provincia aumenta il numero di chi è costretto a ricorrere alla nuda proprietà. Crescono anche i casi di persone che scelgono di coabitare per dividere le spese
Savona – La casa non basta più. Cresce il numero degli anziani, nella provincia di Savona, che, col passare degli anni, fatica a sopravvivere, nonostante abbia un appartamento di proprietà. Redditi bassi, bollette, ma soprattutto la necessità di effettuare manutenzione e interventi, spingono gli anziani savonesi a trovare soluzioni alternative: c’è chi guarda alla nuda proprietà e chi alla co-abitazione.
A raccontarlo è Anna Giacobbe, presidente Auser provinciale, che ha fotografato il cambio sociale di una fetta sempre più ampia, quella degli anziani, nel territorio savonese. «Dal nostro osservatorio dell’Auser – dice Anna Giacobbe- ci stiamo accorgendo che il costo della vita, per gli anziani con una pensione bassa, ma con una casa di proprietà, diventa sempre più faticoso. Alcune spese obbligatorie mettono in ginocchio chi, pur possedendo una casa, ha un reddito basso. Le urgenze improrogabili vanno dalla riparazione delle tubature al cambio della cucina o del bagno, sino all’installazione dell’ascensore».
Da qui, la ricerca di soluzioni alternative. «Molti- dice la presidente Auser- si rivolgono a noi chiedendoci due tipi di informazione: vogliono sapere qualcosa di più sulla gestione non speculativa della nuda proprietà e sulle opzioni per la condivisione dell’appartamento con altre persone. Si tratta, soprattutto, di anziani soli, senza eredi diretti. Secondo i dati Istat, un anziano su 5 non ha figli: da qui, la ricerca di soluzioni alternative dove l’alienazione della casa costituisce una boccata d’ossigeno nel presente».

Leggi: Il Secolo XIX, 14/10/2019


lunedì 14 otobre 2019
 Siamo “ricchi”, ma non sappiamo come spendere i soldi!

di Mariacarmela Torchi
«Siamo “ricchi”, ma non sappiamo come spendere i soldi: è questo il paradosso della Sicilia in materia di disabilità e non solo!»: a denunciarlo è il presidente dell’Associazione ANFFAS Sicilia Giuseppe “Pippo” Giardina, che spiega come, ad esempio, ad oggi siano stati assegnati ai 55 Distretti Siciliani, in materia di disabilità, circa 120 milioni di euro, che però non sono stati spesi. E di questi, in particolare, 15 milioni sono stati assegnati dal 2016 per il cosiddetto “Dopo di Noi”, che se però non verranno spesi entro dicembre, saranno persi definitivamente
«Siamo “ricchi”, ma non sappiamo come spendere i soldi: è questo il paradosso della Sicilia in materia di disabilità e non solo!».
A denunciarlo è il presidente dell’ANFFAS Sicilia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) Giuseppe “Pippo” Giardina. «In particolare – spiega – la situazione riguarda migliaia di famiglie che devono convivere con un disabile grave e gravissimo, affrontando ogni giorno numerose avversità, dovute proprio alla mancanza di servizi, che potrebbero notevolmente migliorare la loro vita».
A tal proposito si pensi ad esempio all’assistenza domiciliare, al trasporto nelle scuole, solo per citare le situazione più conosciute. Tuttavia, questi servizi stentano a partire o sono mal ripartiti tra coloro che ne hanno un reale bisogno, perché manca una seria programmazione.

Leggi: Superando, 14/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Taranto. Cartolarizzazione e sgomberi: Ieri incontro con società veicolo, Comune e SUNIA. Lamusta: “ora una fase delicata da monitorare con attenzione”

Bloccare le procedure di sgombero e attivare immediatamente una fase nuova di accertamento e verifiche del sacrosanto diritto alla propria casa per centinaia di famiglie, era per noi il primo passo. Ora si vada spediti verso una soluzione dignitosa per tutti.
E’ il commento del segretario del SUNIA di Taranto, Luigi Lamusta, che proprio ieri alle 12 ha guidato la delegazione di inquilini degli stabili di Taranto e San Giorgio Ionico che nei giorni scorsi avevano ricevuto la lettera con l’invito a lasciare le loro abitazioni da parte della Carim la società veicolo con cui il Comune di Taranto ha firmato la convenzione per le procedure di cartolarizzazione di parte del suo patrimonio immobiliare.
A quelle lettere seguì la mobilitazione delle famiglie che insieme al SUNIA nella scorsa settimana organizzarono un sit-in sotto la sede della società veicolo chiedendo l’immediato blocco di tutti gli atti in corso.
Ieri abbiamo incontrato l’ampia disponibilità dell’assessore comunale Viggiano – spiega Lamusta – non solo per l’opera intermediazione compiuta nei confronti della Carim, ma soprattutto per le garanzie che l’ente civico ha intenzione di mettere in atto per tutte le famiglie in difficoltà.
Entro sette giorni il SUNIA fornirà gli elenchi dettagliati degli assegnatari e inquilini degli stabili in questione, offrendo così la possibilità di verificare caso per caso le opzioni da mettere in atto: si parla di una reiterazione del contratto per i contratti ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e di ipotesi di acquisto agevolato (abbattimento del 30/40%) o formule come il “rent to buy” per gli altri tipo di locazione.
E’ una fase che va monitorata con grande attenzione – termina Lamusta – e il SUNIA si farà garante di tutti i diritti di queste persone.

Leggi: Sunia, 11/10/2019


giovedì 10 ottobre 2019
Fondo sociale per famiglie bisognose, appello Arca Sud ai Comuni: soli non ce la facciamo

Famiglie bisognose nelle case popolari. Arca Sud eroga il fondo sociale ma non può da solo farsi carico del peso di un’intera provincia. E lancia l’appello ai Comuni.
Arca Sud Salento ha completato l’erogazione del contributo “Fondo Sociale” in conto canoni ai soggetti beneficiari richiedenti ed assegnatari di alloggi di E.R.P., ubicati nella città capoluogo e nei comuni della Provincia di Lecce, che hanno inoltrato istanza negli anni 2014, 2015, 2016 e 2017 e ritenuti meritevoli di tutela dalla Commissione Fondo Sociale.La Commissione composta dall’Amministratore Unico Avv. Alberto Chiriacò, dal direttore Generale Sandra Zappatore e dalle Organizzazioni Sindacali SUNIA (Emanuela Capone), SICET (Alessandro Monosi) e UNIAT (Salvatore Zermo), istituita giusta previsione dell’art.33 L.R. n.10/2014 (e prima dall’art. 36 L.R. n.54/84) ha esaminato tutte le domande pervenute e considerato ammissibili oltre mille richieste. L’importo complessivo ammonta ad Euro 307.151,00 ed è stato erogato in favore di 1.018 beneficiari. Gli Uffici hanno proceduto all’accredito delle somme in conto canoni sulla posizione contabile degli assegnatari beneficiari dei contributi, nel rispetto delle modalità stabilite dal Regolamento per la gestione del Fondo Sociale, disponibile sul sito Internet www.arcasudsalento.it

Leggi: Trnews, 10/10/2019


giovedì 10 ottobre 2019
Terni, Il progetto “Anziano fragile” fa tappa al Cesvol

Venerdì 11 ottobre, dalle 09 e 30 alle 13, nella sala polivalente del Centro Servizi per il Volontariato dell’Umbria, sede di Terni, si terrà uno degli incontri territoriali del progetto nazionale “Anziano fragile: verso un welfare comunitario”, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e realizzato dalle associazioni Confconsumatori e Ancescao con il patrocinio di Anci nazionale.
L’evento, analogamente agli incontri con la cittadinanza previsti dal progetto che si terranno in 20 città italiane, sarà un’occasione di approfondimento e dibattito sul tema della fragilità negli anziani con esperti e responsabili a livello locale o regionale.
Verranno forniti anche strumenti concreti e buone pratiche per intercettare, coinvolgere e assistere gli anziani non autosufficienti in situazioni di fragilità.
Lo scopo è stimolare la nascita di un “Welfare comunitario” in cui le famiglie, la comunità di cittadini e le realtà del terzo settore si affianchino alle istituzioni e ai servizi socio-sanitari e assistenziali nel prevenire, individuare e gestire le situazioni di fragilità, purtroppo in aumento.

Leggi: Terni Life, 10/10/2019


mercoledì 9 ottobre 2019
Sisma bonus/1. Incentivo al ralenti, Enea: in due anni completati otto interventi

Margiotta (Mit): il bonus sarà prorogato. Accelera la piattaforma Deloitte-Ance, anche con le demolizioni e ricostruzioni: 320 progetti per 249 milioni
Da una parte le ciclopiche cifre del campo di applicazione potenziale: 60 milioni di immobili in zone a rischio sismico da mette in sicurezza e oltre 4 miliardi di euro spesi ogni anno per riparare i danni degli edifici crollati o danneggiati dei vari terremoti più meno gravi. Dall’altra parte ci sono invece i numeri, molto meno significativi, delle cose realizzate. La cifra più sconvolgente è quella riferita da Paolo Clemente, dirigente dell’Enea, sul bilancio degli interventi di adeguamento o miglioramento sismico incentivato dallo Stato con il sisma bonus, nei primi due anni di vita dello sgravio: «Sono finora otto gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico che sono stati realizzati e conclusi beneficiando del sisma bonus, a tutto il dicembre 2018», ha detto Clemente intervenendo ieri mattina alla presentazione della seconda giornata nazionale dedicata alla prevenzione sismica, fissata il 20 ottobre prossimo, dal titolo “Diamoci una scossa!”.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 09/10/2019


martedì 8 ottobre 2019
Emilia-Romagna: finanziati 31 interventi per progetti di riqualificazione urbana

Su spazi urbani, strade, centri polivalenti e per il volontariato, ciclabili e sport
Progetti di riqualificazione urbana e delle strade comunali, ma anche interventi per completare centri polivalenti e piste ciclabili, spazi per il volontariato e lo sport, per potenziare il turismo fluviale o sostenere i prodotti locali.
E’ l’impegno della Regione Emilia-Romagna per realizzare 31 programmi territoriali, finanziati con 2,8 milioni di euro di risorse proprie, selezionati tra quelli presentati dai piccoli Comuni o che si sono fusi attuando le previsioni del programma regionale di riordino istituzionale.
La Giunta ha approvato la delibera che sostiene le opere pubbliche indicate dalle amministrazioni locali: 5 a Bologna per 500 mila euro; 2 a Ferrara per 180 mila euro; 4 rispettivamente a Modena per 339.600 euro, Reggio Emilia per 384 mila euro e Parma per 335 mila euro; 3 a Piacenza per 282.372 euro, Forlì-Cesena per 300 mila euro, Ravenna per 206.576 e Rimini per 196 mila euro.
I progetti selezionati ora accedono alla fase di negoziazione che precede l’accordo per l’attuazione dell’intervento.

Leggi: Casa e Clima, 08/10/2019


martedì 8 ottobre 2019
“Emergenza casa senza sosta: fascia dei nuovi poveri in espansione”

La segretaria generale del Sunia Sicilia, il sindacato degli inquilini della Cgil, Giusy Milazzo tratteggia i contorni del problema abitativo: una piaga che colpisce migliaia di nuclei familiari etnei
Emergenza casa galoppante, carenza di politiche armoniche per affrontare il problema e aumento esponenziale della fascia dei nuovi poveri con un “ex” ceto medio che arranca tra mille difficoltà. Sono questi i punti che illustra la segretaria regionale del Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil, Giusy Milazzo nel corso dell’intervista rilasciata a Catania Today.
La incontriamo nella sede etnea di via Reclusorio del Lume durante l’orario di ricevimento del pubblico che cerca indicazioni su contratti, premialità fiscali e graduatorie. Gli alloggi popolari dello Iacp sono circa 59mila e nei vari Comuni sono 15mila a fronte di 27mila richieste. Da qui graduatorie formate da anni che non scorrono mai.
– Com’è la situazione, relativamente agli alloggi popolari, a Catania?
“Sono tutti occupati e la domanda esistente di abitazioni non può trovare risposta nell’offerta. Negli ultimi mesi qualcosa si è mosso con la ristrutturazione e riqualificazione di alcuni alloggi ma parliamo di numeri bassi. Lo Iacp ne sta realizzando 24 in zona Corso Indipendenza, molto poco rispetto alla grande richiesta che c’è”.

Leggi: Catania Today, 08/10/2019


martedì 8 ottobre 2019
Pescare, commissione sicurezza: sopralluogo case popolari Via Rigopiano

Nel borgo delle case popolari di via Rigopiano a Pescara c’è un clima incandescente che rischia di degenerare: piazza pubblica ridotta ad area privata con sedie, tavolini e gli attrezzi per cucinare gli arrosticini all’aperto, donne insultate e aggredite, nonostante le telecamere  posizionate dal Comune. In seguito al sopralluogo della Commissione sicurezza, si provvederà all’immediata pulizia dell’area con la rimozione di oggetti ingombranti abbandonati. Intanto entro un mese l’Ater farà partire un blocco di lavori per 380mila euro di investimento, ma bisognerà verificare  chi abita nelle 4 palazzine, chi paga regolarmente l’affitto, chi è abusivo e chi è moroso.
Il Presidente della Commissione Sicurezza e Mobilità Armando Foschi al termine del sopralluogo in via Rigopiano, sopralluogo chiesto dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e al quale hanno preso parte anche Giuseppe Carminelli, responsabile del Sunia e da sempre impegnato sul fronte, e due responsabili dell’Ater, proprietaria dei fabbricati, ha sottolineato:
“La situazione in via Rigopiano è pesante, grave e richiede interventi tempestivi. Quando i cittadini regolari e onesti che abitano nelle 4 palazzine ci hanno visti arrivare, si sono precipitati in strada per urlare il proprio malessere, il disagio, la paura che si respira anche nel risalire le scale di casa per colpa di 15 abusivi e relative famiglie che tengono tutti in ostaggio.

Leggi: Abruzzo News, 08/10/2019


IN AGENDA:

27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Udine, 6 dicembre – Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”.

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

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IN EVIDENZA:

 Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria

Il punto al 2017: Laura Pelliccia
Sono pochi gli strumenti a disposizione per monitorare l’andamento dell’assistenza sociosanitaria nelle regioni, in un sistema sanitario che ancora concentra gli sforzi di rilevazione e valutazione degli esiti esclusivamente sul sistema ospedaliero.
Finora la fonte principale per osservare l’andamento dell’assistenza per anziani, disabili e per le altre tipologie di bisogni sociosanitari è stato il set di indicatori contenuti della cosiddetta “Griglia Lea”, lo strumento con cui vengono monitorate le regioni (negli scorsi mesi sono stati diffusi i risultati del 2017). E’ utile ricordare inoltre che nel caso dei Lea sociosanitari, non essendo mai stati individuati a livello normativo standard di riferimento nazionali rispetto ai livelli di offerta attesi delle singole regioni, le verifiche ministeriali vertono su confronti di tipo statistico (si osserva il posizionamento relativo rispetto alle altre regioni e le variazioni rispetto ai precedenti periodi per le regioni più carenti).
In futuro questo set subirà alcune modifiche, per effetto di un recente processo di rivisitazione noto come “Nuovo Sistema di Garanzia” (Decreto Ministero della Salute 12 marzo 2019). Anche a seguito di questo aggiornamento, per l’assistenza sociosanitaria saranno considerati solo indicatori sul livello di offerta e continueranno a mancare informazioni su altre dimensioni (equità, appropriatezza, efficienza, efficacia dei servizi).

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In merito alle misure proposte a sostegno dei figli a carico

Parere sulla proposta di legge Del Rio, Lepri ed altri: Chiara Saraceno
L’obiettivo della proposta di legge, razionalizzare il frammentato sistema di trasferimenti legati alla presenza di figli per migliorarne l’efficacia e l’equità, anche al fine di un sostegno alle scelte di fecondità, è totalmente condivisibile. Le criticità e inefficienze dell’attuale situazione, sinteticamente riassunte nella nota di presentazione alla proposta di legge, sono state oggetto da tempo di analisi da parte di studiosi e di associazioni della società civile e vi è un consenso diffuso e trasversale sulla necessità di riforma.
Analogamente condivisibili sono in linea di principio i due strumenti individuati a questo scopo, l’assegno unico e la dote per l’utilizzo di servizi. Con il primo si aiutano le famiglie, tutte, non solo quelle appartenenti a determinate categorie, a fronteggiare il costo dei figli, riducendo il rischio che la scelta di avere un figlio (in più) produca forti squilibri nel bilancio familiare o addirittura causi la caduta in povertà.
È opportuno ricordare a questo proposito che l’Italia è uno dei paesi dell’Unione Europea con più forte incidenza della povertà minorile e dove sono particolarmente a rischio di povertà le famiglie con più figli. Con il secondo, il voucher servizi, si aiutano i genitori nei propri compiti di cura ed educativi, sia favorendo la conciliazione tra lavoro e famiglia, sia offrendo possibilità di confronto e consulenza, sia allargando i contesti e le relazioni educative per i bambini.

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Disagio mentale, coinvolge una fetta sempre più ampia di popolazione. La depressione tra i problemi più diffusi

Complice anche l’invecchiamento della popolazione ma anche condizioni socio-economiche sempre più precarie, si connota soprattutto sotto forma di disturbi depressivi e problemi neurologici come le demenze, con un forte impatto sulla società, sulle famiglie e sul sistema sanitario
Il disagio mentale è un problema che sta acquisendo sempre maggiore rilevanza a livello nazionale, coinvolgendo una sempre più ampia fetta di popolazione, specie tra gli anziani (in costante aumento, su cui grava sempre di più anche il peso della malattia di Alzheimer) e le fasce più deboli della popolazione dal punto di vista economico e sociale, assorbendo risorse del sistema sanitario, nonché gravando su società e famiglie. Tra i problemi più diffusi, vi è sicuramente la depressione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che i disturbi depressivi colpiscono oltre 300 milioni di persone nel mondo. La depressione rappresenta il 4,3% del carico globale di malattia ed è una delle principali cause di disabilità a livello mondiale (circa l’11% degli anni di vita vissuti con una disabilità nel mondo intero), particolarmente nelle donne.
In Italia, secondo i dati più recenti disponibili (Indagine dell’Istituto Nazionale di Statistica-European Health Interview Survey-EHIS), 2,8 milioni, il 5,6% della popolazione di età >15 anni, presenta sintomi depressivi, dei quali 1,3 milioni con sintomi del disturbo depressivo maggiore.
Sono questi in estrema sintesi i dati del Focus sul Disagio mentale prodotti dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che opera all’interno di Vithali spin off dell’Università Cattolica presso il campus di Roma, reso noto alla vigilia della Giornata Mondiale per la Salute Mentale che si celebra domani, giovedì 10 ottobre.

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L’invecchiamento attivo e la socializzazione come elemento di prevenzione: l’esperienza della Fondazione Golgi Cenci ad Abbiategrasso

Accanto alle previsioni demografiche che delineano per il nostro Paese un netto invecchiamento della popolazione, va assumendo sempre più spazio la promozione dell’invecchiamento attivo. Diverse sono le esperienze e le sperimentazioni avviate a livello regionale e locale. L’articolo presenta l’attività condotta nel corso del 2019 presso la Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso: di Lijo Belardi, Georgia Casanova (Fondazione Golgi Cenci, Abbiategrasso, Milano)
Il tema dell’invecchiamento della popolazione è al centro del dibattito politico e di welfare degli ultimi vent’anni (Ney, 2012; Walker e Maltby, 2012). Tra il 2015 e il 2050, la percentuale della popolazione mondiale di oltre 60 anni raddoppierà passando dal 12% al 22% (ONU, 2017). Oggi, in Italia, più del 21% della popolazione è anziana e l’aspettativa di vita è di oltre 80 anni (OECD, 2019).
In questo contesto, si inserisce l’invecchiamento attivo ritenuto uno strumento utile per contrastare alcune delle principali sfide legate all’invecchiamento della popolazione (Lamura et al., 2017). L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) definisce l’invecchiamento attivo “un processo per ottimizzare le opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita delle persone” (WHO, 2002). L’interessamento dell’OMS al tema e contemporaneamente la creazione di un indice europeo per l’Invecchiamento attivo (Zaidi, 2015) sottolineano la rilevanza e la valenza che esso può avere in termini di prevenzione e promozione della salute in età anziana.

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Accessibile? Smart!

Città a misura delle persone con disabilità e smart cities stanno diventando una realtà. Il tema dell’accessibilità e della fruibilità dei servizi e dell’offerta culturale e artistica delle città europee è presente sul tavolo della Commissione Europea non soltanto per gli aspetti sociali, ma anche per il potenziale economico. Ecco perché se ne interessano, in particolare, la Direzione Generale Occupazione Affari Sociali e Inclusione (DG EMPL) e la Direzione Generale Mercato Interno, Industria, Imprenditoria e PMI (DG GROW).
L’Unione Europea promuove la parità di opportunità e accessibilità per le persone con disabilità. Il Premio per le città a misura di disabili (Access City Award, ACA) è una delle azioni intraprese nel quadro della Strategia UE per la disabilità che ha l’obiettivo di costruire un’Europa senza barriere. Il premio mira a incoraggiare le città europee con almeno 50.000 abitanti a condividere le loro esperienze e a migliorare l’accessibilità a beneficio di tutti. ll premio celebra la volontà, la capacità e gli sforzi di una città di diventare più accessibile, al fine di: i) garantire la parità di accesso ai diritti fondamentali; ii) migliorare la qualità della vita della popolazione e garantire che tutti, indipendentemente dall’età, dalla mobilità o dalle capacità, abbiano pari accesso a tutte le risorse che le città possono offrire.

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Appello per un Nuovo Welfare State – Investimenti adesso per il benessere futuro delle nostre famiglie

La nuova Commissione Europea, che entrerà in carica il 1° novembre 2019, dovrà affrontare un futuro che appare oggi impegnativo e preoccupante.
Tanti ritengono che il contratto sociale che ha tenuto insieme l’Europa dalla Seconda guerra mondiale in poi – fondato sulle promesse di pace e prosperità – sia in pericolo.  I giovani, in particolare, non si aspettano oggi di vivere una vita migliore di quella vissuta dai loro genitori. Secondo l’Eurobarometro, nel 2018 quasi il 75% degli europei prevedeva che la situazione economica futura sarebbe rimasta invariata o che sarebbe peggiorata nell’anno successivo. Alla domanda sulle conseguenze dell’impatto della recente crisi economica sul mercato del lavoro, circa il 45% ha risposto che il peggio doveva ancora venire.
Per riconquistare la fiducia delle persone, la Commissione Europea appena insediata deve mettere al centro della propria agenda l’empowerment della moderna famiglia a doppio reddito. In particolare, la nuova Commissione dovrà promuovere una nuova concezione delle misure di welfare e di sostegno al reddito riclassificandole come investimenti sociali, ed esentandone il loro finanziamento dal Patto europeo di stabilità e crescita.

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Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

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Le politiche regionali per la Long-Term Care: come si sono mosse le Regioni?

Le politiche per la non autosufficienza (o Long-Term Care, LTC) sono a oggi orfane di livello istituzionale o organo politico che se ne faccia carico e promuova una visione organica della materia, spingendo sulla necessità di avviare un percorso di azione e riforma alla luce della sfida demografica e sociale che ci attende. In questo quadro, il livello regionale è quello che detiene a oggi la vista di insieme, esprimendo competenze circa le tematiche sanitarie, sociosanitarie e sociali che la riguardano. Le Regioni hanno interpretato questo ruolo nei tempi recenti? E se sì come? Analizzando cinque anni (2015-2019) di provvedimenti e atti regionali è possibile individuare di che cosa si siano occupate le Regioni quando sono intervenute sul tema LTC e che visione stiano portando avanti. Le conclusioni mostrano che tanto lavoro è stato svolto, ma i passi da fare verso la LTC del futuro sono ancora molti.
di Elisabetta Notarnicola (Associate Professor of Practice, Divisione Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management)
Il settore sociosanitario e sociale italiano per la Long-Term Care (LTC) si caratterizza storicamente per l’assenza di un modello definito e organico a livello nazionale. La frammentazione e l’eterogeneità territoriale sono diventate, in questo modo, due caratteristiche distintive del settore. Il quadro normativo di riferimento è variegato e frammentato in modo che gli interventi, ad oggi, non sono riuniti né tantomeno ricompresi in una cornice comune nemmeno a livello regionale. Comprendere e riconoscere la prospettiva dei diversi policy makers in termini di tematiche promosse e priorità identificate appare quindi, e da sempre, un esercizio di difficile soluzione ma di grande interesse se si vuole capire come stia evolvendo il settore e cosa riserverà per il prossimo futuro.

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Il Coordinamento delle attività dei Caffè Alzheimer: l’esperienza della Lombardia Orientale

Le difficoltà, nei caregiver delle persone affette da demenza, sono molteplici: organizzative, economiche, sociali, cliniche (cognitive, comportamentali, funzionali). Diventare caregiver è un duro lavoro, che nessuno insegna. Lo stress ed il peso fisico della malattia corrodono il familiare, che cerca di trovare risposte nella rete formale di cura. I Caffè Alzheimer cercano di dare una risposta ai bisogni della famiglia, aiutando a combattere l’isolamento, le paure, la non conoscenza; inoltre, si attivano per sostenere psicologicamente il familiare, ed il malato. Gli autori presentano l’esperienza della Lombardia, dove Il Coordinamento dei Caffè Alzheimer nasce con lo scopo di condividere idee, progetti, iniziative fra i diversi gruppi, con l’obiettivo di creare una rete che si integri con quella istituzionale e formale di cura, per la presa in carico della famiglia.
di Stefano Boffelli, Sara Avanzini, Federica Gottardi, Nicola Berruti, Alessandra Rodella, Marco Trabucchi (Gruppo di Ricerca Geriatrica, Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale)
Il caregiver di una persona affetta da demenza vive per un tempo lungo, e con crescente impegno assistenziale, il compito della cura. Ne può conseguire un aumento dello stress psicologico e fisico, già in passato definito dalla frase “una giornata di 36 ore”: ad indicare che la cura diventa così impegnativa che viene talvolta vissuta in un tempo dilatato e stressante. Il fenomeno non deve essere mai trascurato, poiché gli studi hanno dimostrato che il maggior stress si associa a precoce istituzionalizzazione per il malato, ed aumento della morbilità e della mortalità per il caregiver (Gaugler et al., 2018). Chi si prende cura della famiglia malata, intesa come la globalità delle persone fragili nello stesso nucleo familiare? Sono infatti fragili sia la persona affetta da demenza, che i loro familiari, in particolare il principale caregiver.

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La questione dei caregiver familiari va affrontata seriamente

Secondo il CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità), «il recente Disegno di Legge contenente “Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”, è decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari, che si prendono cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza». «Quella dei caregiver familiari – concludono dal CONFAD – è un’emergenza che non può più attendere oltre, e che va affrontata seriamente e non con proposte di legge come questa»
In occasione del recente insediamento del nuovo Governo Conte, vogliamo esprimere ancora una volta la nostra profonda preoccupazione in relazione all’emergenza sociale dei caregiver familiari.
All’inizio di agosto è stato presentato un testo di legge unificato, il Disegno di Legge S.1461 (Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare), pubblicato solo da pochi giorni, decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari.
Già l’introduzione evidenzia un certo pressapochismo di fondo, poiché viene nuovamente evidenziato il carattere “volontaristico” e gratuito dell’attività di cura che svolge il caregiver familiare, in sfregio alla realtà di fatto che dimostra chiaramente due cose: il caregiver non ha le caratteristiche di un volontario e attribuire ad esso un carattere di gratuità è fuorviante e rischia di declassare ingiustamente questa figura.
Le disposizioni previste in questo testo mettono sullo stesso piano i caregiver familiari, a prescindere dall’intensità di cura prestata e dalla durata del caregiving; questo confligge con il più elementare buon senso, per non tacere della previsione inspiegabilmente contenuta in soli tre anni di contributi figurativi.
La ciliegina sulla torta? L’avere previsto solo il fondo (25 milioni all’anno per tre anni) stanziato con la Legge di Bilancio 2018, che era stato a suo tempo individuato ai fini di aprire il capitolo di spesa per le tutele di questa categoria storicamente vessata e dimenticata, nell’ attesa di una legge che dovesse prevedere un significativo incremento di detto fondo contestualmente alle misure esigibili.

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Zamagni: “Il terzo settore sostituisce il welfare paternalistico. Ora pensi ai suoi lavoratori”

L’economista, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, a tutto campo sui dati del “boom” di imprese sociali e non profit: “Tendenza in atto da 15 anni ma non si può lavorare solo in convenzione con lo Stato e in autosfruttamento nelle coop. Il populismo odia i corpi intermedi e vuole togliere libertà al settore”
Il “boom” di imprese operanti nei settori del welfare e del terzo settore, certificato dalla Camera di Commercio di Milano, è figlio di una precisa “tendenza” che compie quasi 20 anni e della “legge 328 del 2000, le legge Turco, un testo molto innovativo per l’epoca tanto che non è stata applicata nei fatti sin dal principio ma che anticipando i tempi e piantandosi nel tessuto del Paese ha prodotto risultati”. Ne è convinto l’economista Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna ed ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore, punto di riferimento in Italia per la vasta comunità politica, imprenditoriale e associazionistica che si occupa di welfare e sociale.
“Questi dati non sono una novità del 2019 e confermano una tendenza in atto –  – dice Zamagni, commentando il report della Camera di Commercio milanese –. Il mondo del terzo settore o delle imprese sociali ha trovato il modo di compensare e svolgere una funzione surrogatoria della lacuna che si è venuta a determinare nel 2008 con lo scoppio della crisi economica e le ristrettezze della finanza pubblica nazionale e locale”. Per Zamagni questa “è stata una fortuna”, perché è stato recepito lo spirito della legge Turco del 2000 che “introduceva per la prima volta nell’ordinamento italiano il principio di co-progettazione e che, nell’ambito del welfare, dalla sanità alla scuola ai beni culturali o ambientali, bisogna arrivare a far sì che l’ente pubblico e i soggetti della società civile organizzata debbano non solo collaborare ma cooperare”. “Sono concetti diversi – afferma Zamagni –. Il lavoratore dell’impresa capitalistica standard collabora con chi investe i capitali, ma non coopera. Mentre la legge introduce il principio di ‘operare assieme’: significa che la co-progettazione da entrambi i lati prevede di definire i modi di gestione, di reperimento delle risorse economiche e le priorità negli obiettivi”.

Leggi: La Difesa del Popolo


Come cambia l’Isee e la misura della povertà

In un precedente articolo di luglio su questo sito, con identico titolo, si sono descritte recenti modifiche introdotte nell’ISEE, una delle quali (prevista per il 2020) potrà generare effetti bizzarri e non poco distorsivi. Merita tuttavia riflettere sui problemi dell’uso dell’ISEE più in generale, su come la normativa ha sinora cercato di affrontarli, e su nodi da non dimenticare.
Problemi dell’uso dell’ISEE
E’ opportuno ricordare che il valore dell’ISEE non coincide con il denaro disponibile per la famiglia (per pagare contribuzioni o non fruire di erogazioni), sia perché è un indicatore composto con più variabili (redditi e patrimoni), sia perché misura la condizione economica con diversi importanti limiti:
Sarebbe utile considerare i redditi disponibili al netto delle detrazioni fiscali che su di essi operano. Invece l’ISEE considera il “reddito complessivo ai fini IRPEF”, che include le ritenute fiscali. Perciò un lavoratore dipendente o un pensionato ha nel suo ISEE una parte di redditi dei quali non dispone (né che ha mai ricevuto): le detrazioni fiscali operate prima di ricevere compensi da lavoro e pensione.
Sarebbe utile considerare i redditi che il nucleo può spendere nel momento nel quale presenta la richiesta di prestazione. Invece l’ISEE considera i redditi del secondo anno solare precedente la DSU (la dichiarazione del cittadino). E nel frattempo il nucleo potrebbe aver aumentato o diminuito molto i propri redditi. Chi ha perso redditi da lavoro può produrre un “ISEE corrente”, nel quale i suoi redditi sono quelli dei 12 mesi precedenti la DSU; ma l’ISEE corrente non è del tutto efficace per evidenziare che i redditi più attuali sono inferiori a quelli dell’ISEE ordinario, perché occorre che il nucleo già disponga di un ISEE ordinario, rispetto al quale il suo ISR (i redditi dell’ISEE) sia sceso almeno del 25%, e che la perdita del lavoro sia avvenuta entro termini predefiniti. Inoltre non si possono può far rilevare diminuzioni di redditi che non siano da lavoro

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SEGNALAZIONI:

Previdenza: contributi per i lavoratori domestici – Inps, da oggi al 10 ottobre il pagamento III trimestre

Dal 1 al 10 ottobre 2019 è possibile pagare i contributi del III trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Lo ricorda l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale. I datori di lavoro possono effettuare il pagamento: direttamente online tramite il portale dei pagamenti; presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi Inps; presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA ; tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane; presso bar, tabacchi ed edicole con SisalPay.
Il versamento può essere, infine, effettuato anche utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’Inps, che può essere generato: direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi Inps, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria; utilizzando l’avviso di pagamento  pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

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Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


NEWS:

lunedì 7 ottobre 2019
I pensionati pronti a tornare in piazza

Intervista al Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti su La Repubblica.
“Siamo di nuovo pronti a scendere in piazza. Il 16 novembre con Cisl e Uil manifesteremo per dire al governo che è ora di smettere di mettere le mani nelle tasche dei pensionati e nei prossimi giorni raccoglieremo le firme per chiedere una legge nazionale sulla non autosufficienza”.
È quanto dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti in un’intervista su La Repubblica.
“Nel programma di questo governo – continua Pedretti – non c’è nulla per i pensionati. Niente per i non autosufficienti mentre di cuneo fiscale si parla solo in relazione ai lavoratori dipendenti. Così proprio non va”.

Leggi: Spi-Cgil, 07/10/2019


lunedì 7 ottobre 2019
Stare bene, stare insieme. Il nuovo numero di LiberEtà

Il nuovo numero di LiberEtà è dedicato allo stare insieme, al senso di comunità, a un’Italia più equa, più giusta, più solidale. Un tema a cui è stata dedicata la festa nazionale di LiberEtà che si è appena conclusa a Trani, in Puglia. Durante la festa sono stati anche premiati i vincitori del Premio Letterario di LiberEtà (Ave Govi con “Le vite di Emma”) e del concorso di cortometraggi Spi Stories dedicato al clima (Kati Egely con “Euphoria”).
Il numero di ottobre dedica un’ampia parte alla questione climatica. Serve un’azione politica ed economica globale su cui richiama l’attenzione anche Ivan Pedretti con la sua lettera ai ragazzi che a fine settembre sono scesi in piazza proprio per difendere il pianeta dai cambiamenti climatici. A seguire, una riflessione sul riciclo e l’economia circolare che prende le mosse dal libro del prof. Antonio Massarutto “Un mondo senza rifiuti?”.
La seconda parte del giornale si apre con un’inchiesta sulle badanti, che in Italia sono circa otto milioni e mezzo. Pochi gli aiuti e quasi inesistenti i servizi pubblici. Vi spieghiamo perché serve una legge nazionale.
A tre anni dal terremoto del centro Italia siamo tornati ad Amatrice, dove la ricostruzione non decolla. Siamo andati a vedere qual è la situazione e cosa fa il sindacato dei pensionati Cgil presente sul territorio.

Leggi: Liberetà, 07/10/2019


venerdì 4 ottobre 2019
Stretta su colf e badanti che non pagano l’Irpef: nel mirino un miliardo di evasione

Il rapporto del Mef sull’economia sommersa allegato alla nota di aggiornamento al Def quantifica in 960 milioni il tax gap dei lavoratori domestici. Allo studio una ritenuta che le famiglie applicherebbero in coincidenza con il versamento trimestrale dei contributi previdenziali
Oltre 8 miliardi di imponibile Irpef e un tax gap di circa 1 miliardo di euro, ossia la differenza tra quanto potenzialmente dovuto allo Stato e quanto realmente versato dai lavoratori domestici. Per tradurla in due parole: colf e badanti ogni anno evadono non meno di 960 milioni cui si devono aggiungere relative addizionali regionali e comunali Irpef che fanno salire il conto oltre il miliardo di euro. Si tratta di numeri che hanno spinto il Governo ad inserire nel piano di contrasto all’evasione che dovrà essere adottato con la manovra di bilancio e il decreto fiscale collegato anche i lavoratori domestici.
La stretta allo studio
Nulla è stato ancora deciso ma l’idea, per il vero già avanzata dalla Lega nella primavera scorsa, sarebbe quella di introdurre una ritenuta d’imposta (del 10 o del 20% al massimo) sulle somme pagate ai lavoratori domestici. Per non complicare la vita alle famiglie trasformandole in sostituti d’imposta l’idea allo studio potrebbe prevedere l’applicazione della ritenuta in coincidenza con il versamento trimestrale dei contributi previdenziali. In quell’occasione il lavoratore si vedrà trattenere dallo stipendio mensile le ritenute che saranno versate dal datore di lavoro o direttamente con il bollettino Inps o con un altro meccanismo semplificato di versamento. L’obiettivo è quello di recuperare nelle casse dello Stato quel miliardo di euro che oggi manca all’appello.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 04/10/2019


mercoledì 2 ottobre 2019
Bollette luce e gas, ecco quanto spenderanno le famiglie italiane

Per i nuclei in tutela l’esborso complessivo sarà di 1.666 euro in un anno: più alta la spesa da sostenere per il gas (cresciuto, però, solo dell’1% sul periodo precedente), mentre la spesa per l’elettricità è aumentata dell’1,35 per cento
L’ultimo aumento per le bollette di luce e gas è arrivato qualche giorno fa con la consueta comunicazione dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) che, ogni trimestre, aggiorna, fino a quando non scatterà la completa apertura dei mercati retail (fissata, al momento, per il 1° luglio 2020), le condizioni economiche di riferimento per i clienti in tutela, vale a dire coloro che non hanno scelto il mercato libero nei settori energetici. Così le bollette di luce e gas registreranno, rispettivamente, un incremento del 2,6% e del 3,9% nell’ultimo trimestre dell’anno.
I fattori alla base del rincaro.
Colpa, spiega l’Autorità nella sua nota, di una serie di fattori, molti dei quali su scala internazionale: lato elettricità, incidono infatti i timori per una possibile contrazione della produzione francese nei prossimi mesi a causa dei problemi in alcune centrali nucleari che già in passato hanno fatto sentire tutto il loro peso. Ma a condizionare l’andamento dei prezzi sono anche gli effetti dei recenti attacchi contro gli impianti di raffinazione sauditi, mentre, sul fronte del gas, vanno sicuramente ricordati sia la riduzione della produzione di gas olandese che alcune restrizioni nell’accesso ai gasdotti di transito europei, che hanno senz’altro impattato sul prezzo. Senza contare, ovviamente, anche il fattore stagionalità. Quanto spenderanno le famiglie in un anno

Leggi: Il Sole 24 Ore, 02/10/2019


Lunedì 30 settembre 2019
Disabilità, ecco la domotica assistiva per creare le “case intelligenti” del futuro

A novembre a Milano 156 ore di corso per progettisti delle “smart house” per disabili. Scopo? Formare una gura professionale che conosca fragilità e soluzioni tecnologiche. “È un terreno vergine e un mercato inesplorato” dicono i promotori di Spazio Vita Niguarda, Informatici Senza Frontiere e Siam1838
La tecnologia al servizio di persone con gravi disabilità motorie che vogliono raggiungere l’autonomia da una parte. Un mercato degli ausili tecnologici e della domotica ancora inesplorato per le aziende del settore dall’altra. E infine un’opportunità di lavoro per nuove gure
professionali del sociale. Partirà il 20 novembre ma è stato presentato sabato 28 settembre a Milano il corso “Disabilità e tecnologie, uno sguardo alle nuove professioni”. Durante la celebrazione per gli 80 anni dell’Ospedale Niguarda di Milano è stato illustrato a Spazio Vita Niguarda, cooperativa
sociale [   ] che dal 2013 lavora all’interno dell’Unità Spinale dell’ospedale nel sostegno e reinserimento socio-lavorativo di persone con gravi disabilità motorie con decine di attività a loro dedicate, un corso di formazione della durata di 156 ore  dedicato a disabili, i loro familiari, professionisti delle aziende domotica e operatori delle cooperative sociali. L’obiettivo? Formare nuove gure professionali che prendono il nome di “progettisti di domotica assistiva”

Leggi: Informatici Senza Frontiere, 30/09/2019


lunedì 30 settembre 2019
Il Comitato nazionale per Housing sociale al via da Bruxelles

Costituito da Federcasa, Alleanza delle Cooperative Italiane di Abitazione, Fondazione Housing sociale, Compagnia San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita muove i primi passi dalla capitale europea in un incontro dal titolo: “How EU funding can be used to support Social Innovation in Italian Social HousingDelivery and Management
Il tema della casa in Italia è fermo da anni, fortunatamente nel frattempo il settore non si è del tutto fermato: sono stati realizzati interventi significativi, capaci di indicare una strada. In Europa il settore è molto vivace da tutti i punti di vista: modelli abitativi, soluzioni economico-finanziarie, processi realizzativi, formule gestionali.
Un comitato nazionale per l’housing sociale si è costituito sulla spinta di domande quali: “come dovremmo realizzare nuovi quartieri accessibili?” E, a ancora “con quali caratteristiche?”. A costituirlo Federcasa, Alleanza delle Cooperative Italiane di Abitazione, Fondazione Housing sociale, Compagnia San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita.
Il comitato nazionale ora per l’housing sociale muove i primi passi e per la prima volta l’intero sistema dell’Housing sociale italiano si presenta unito a Bruxelles.
È noto come il sistema italiano dell’housing sociale sia caratterizzato dal lavoro autonomo di differenti attori: pubblici (per la maggior parte), privati, non- e low-profit. Il risultato di questa eterogeneità sono progetti, spesso interessanti, ma troppo piccoli per rispondere ai requisiti e all’interesse di investitori italiani e stranieri e troppo frammentati ed occasionali per essere considerati come parte di un disegno più ampio. La debolezza delle tante risorse messe in campo è infatti causata soprattutto dall’impossibilità di delineare degli obiettivi comuni verso i quali dirigersi e dalla mancanza di un’unica strategia all’interno della quale poter agire in modo coordinato valorizzando il contributo specifico di ogni attore.

Leggi: Vita, 30/09/2019


mercoledì 24 luglio 2019
I centenari in Italia

Al 1° gennaio 2019 sono 14.456 le persone residenti in Italia che hanno compiuto i 100 anni di età, donne nell’84% dei casi.
Tra i centenari, ben 1.112 hanno raggiunto e superato i 105 anni di età al 1° gennaio 2019. L’87% è di sesso femminile.
I supercentenari vivi al 1° gennaio 2019 sono 21, raddoppiati rispetto al 2009 quando se ne contavano 10.
In dieci anni (2009-2019) i centenari sono passati da 11 mila a oltre 14 mila, quelli di 105 anni e oltre sono più che raddoppiati, da 472 a 1.112, con un incremento del 136%.
La quota maggiore di semi-supercentenari (105 anni e oltre) è residente nel Nord Italia. La regione con la più alta percentuale è la Liguria.
Dei 125 individui che tra il 2009 e il 2019 hanno raggiunto e superato i 110 anni di età, il 93% è costituito da donne, a conferma di una predominanza femminile nelle età estreme della popolazione.

Leggi: Istat, 24/07/2019


DALLE REGIONI:

martedì 8 ottobre 2019
Auser, apre a Villadossola nuovo ambulatorio solidarietà

L’Auser Ossola apre a Villadossola (provincia di Verbano-Cusio-Ossola) un ambulatorio medico polispecialistico che curerà gratis chi non può pagare. Si tratta del quarto in Italia, gestito dall’Auser, dopo quello di Borgomanero, Vercelli e Cosenza. Il 12 ottobre si terrà la cerimonia di inaugurazione. Lo riferisce una nota. Nell’ambulatorio verranno svolte visite mediche specialistiche gratuite a favore dei più bisognosi, da medici e infermieri, tutti volontari, che presteranno la propria opera a titolo gratuito.
L’ambulatorio ha sede presso un locale che il Comune ha concesso a titolo gratuito. Si tratta di uno spazio accessibile a piano terra del Centro culturale La Fabbrica vicino alla sede dell’Auser. Per la sua realizzazione hanno lavorato insieme l’Auser ed il Comune di Villadossola che ha ceduto per 5 anni in comodato d’uso gratuito due locali, sul retro del teatro. Nei locali è stato ricavato, grazie al lavoro svolto gratuitamente da un’impresa edile, lo studio medico e una sala d’aspetto.
All’interno dell’ambulatorio opererà uno staff di medici e infermieri tutti volontari, alcuni in pensione e altri ancora in servizio, che presteranno la propria opera gratuitamente in qualità di volontari Auser. L’ambulatorio è stato dotato di un ecografo, di lettini per le visite ed altre attrezzature mediche. Per ora i medici che hanno aderito sono una decina delle varie specialità, un chirurgo, un ginecologo, un urologo, un pediatra, uno psicologo, un dermatologo, un endocrinologo ed un diabetologo oltre a infermieri.

Leggi: Rassegna Sindacale, 08/10/2019


martedì 8 ottobre 2019
A Pescara ci sarà un ospedale più accessibile

Ricevuta dai vertici dell’ASL di Pescara, l’Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo ha posto varie richieste, in relazione all’accessibilità – tuttora assai scarsa – dell’Ospedale di Pescara e dei Distretti ASL, risultante di vere e proprie battaglie condotte per anni, ma che sembrano finalmente poter portare a positive azioni concrete. «Non possiamo nascondere la nostra soddisfazione – commenta Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione – avendo riscontrato una grande disponibilità di fronte alle istanze da noi espresse»
A far da viatico era stato un incontro in Comune con Nicoletta Di Nisio, assessore alle Politiche per la Disabilità, poi l’Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo è stata ricevuta dai vertici della ASL di Pescara, ai quali hanno posto varie richieste, in relazione all’accessibilità dell’Ospedale di Pescara e dei Distretti ASL, risultante di vere e proprie battaglie condotte per anni, ma che sembrano finalmente poter portare a una serie di positive azioni concrete.
«Ci siamo innanzitutto soffermati – spiega Claudio Ferrante, presidente delle Carrozzine Determinate – su alcuni progetti di ampio respiro, chiedendo ad esempio locali più accessibili per l’Ufficio Patenti e per le Commissioni di Invalidità, programmi per la realizzazione di un capillare abbattimento delle barriere architettoniche nell’accedere e nel muoversi all’interno dell’Ospedale. E ancora, abbiamo analizzato assieme il progetto del nuovo Pronto Soccorso, senza dimenticare la questione quanto mai urgente dei parcheggi riservati alle persone con disabilità cancellati dinnanzi all’ingresso dell’accettazione».

Leggi: Superando, 08/10/2019


venerdì 4 ottobre 2019
Riforma Ater, 2.500 famiglie a rischio sfratto Le sigle: affitti troppo cari, ora tavolo tecnico

Il passaggio dal reddito all’Isee ha messo in ginocchio gli inquilini storici
In piazza Inquilini delle case Ater protestano a Venezia
«Ci era stato promesso un tavolo tecnico di confronto a settembre, ormai ottobre è arrivato e non c’è neanche l’ombra della convocazione». Paolo Righetti, di Cgil Veneto, non è impaziente ma preoccupato. Come lui, anche i rappresentanti delle altre sigle sindacali, che negli ultimi due mesi hanno raccolto le ansie e le storie di centinaia di inquilini Ater, sconvolti dalla rivoluzione dell’edilizia popolare decisa da Palazzo Balbi.
Il passaggio dal semplice reddito all’indice Isee (che tiene conto dell’intero patrimonio familiare) come criterio per accedere e mantenere l’alloggio pubblico, i nuovi canoni rimodulati di conseguenza, le lettere di sfratto entro due anni se non si rientra nella soglia patrimoniale dei ventimila euro, sono motivo di forte tensione nei quartieri popolari di tutto il Veneto. «Contiamo almeno 2.500 famiglie il cui canone è salito a quasi 400 euro, cifre troppo vicine a un affitto sul mercato privato. conferma Michele Brombin del Sunia – Non riescono a pagarlo, e dopo quattro mesi rischiano lo sfratto per morosità. Il tavolo tecnico deve essere convocato il prima possibile». I sindacati hanno in mente una serie di correttivi, anche se sul più importante la soglia Isee – preferiscono non sbilanciarsi, per non ingessare il confronto (anche se non negano che sarebbe utile alzarla almeno a 25 mila euro).

Leggi: Corriere di Verona, 04/10/2019


mercoledì 2 ottobre 2019
Assistenza: c’è una risorsa aggiuntiva per gli anziani

È stato scelto il Centro diurno Auser di Collebeato per presentare la novità dell’autunno: il servizio di assistenza a dominio (Sad) rivolto agli anziani e alle persone non autosufficienti del paese. Messo a disposizione dal Comune è attivo da qualche settimana grazie alla firma di una convezione per la gestione associata del servizio sociale professionale già prevista dal Piano di zona dell’Ambito di cui il Comune di Brescia è capofila. Il Sad prevede svariati servizi di supporto alle persone in difficoltà: igiene personale, alzata dal letto e vestizione, bagno assistito, pulizia della casa e l’accompagnamento per piccole commissioni. È tutto a pagamento e i beneficiari dovranno pagare in base all’indicatore Isee del nucleo familiare. Gli interessati possono rivolgersi ai Servizi sociali del Comune (al numero 030 2511120). All’interno del centro Auser di via Saletto è invece attivo lo sportello informativo Pronto anziani gestito dagli operatori della cooperativa La Vela. È aperto lunedì, mercoledì e giovedì dalle 14 alle 16; martedì e venerdì dalle 9 alle 11. Per informazioni c’è il numero 345 8506129. •

Leggi:  Brescia Oggi, 02/10/2019


mercoledì 2 ottobre 2019
Taranto, anche una 90enne al sit-in di 200 famiglie sotto sfratto: “Non toccate le nostre case”

La protesta degli inquilini che si ritengono assegnatari di appartamenti comunali inseriti in un piano di cartolarizzazione e gestiti da Carim: la società ha intimato lo sgombero perché l’assegnazione non risulta dai documenti del Comune
A 90 anni sulla sedia a rotelle per difendere il diritto alla casa. Accade a Taranto dove una signora è scesa in strada assieme ai rappresentanti di 200 famiglie a loro dire assegnatarie da decenni di appartamenti un tempo comunali ora inseriti nel piano di cartolarizzazione e gestiti da Carim. Famiglie che si sono viste recapitare dalla società privata che ha acquisito gli immobili un’intimazione allo sgombero entro 30 o 60 giorni, perché dalle carte ricevute dal Comune, non avrebbero alcun titolo abitativo.
Di diverso avviso i sindacati Cgil e Sunia scesi in strada accanto ai manifestanti proprio davanti alla sede della società, che hanno esposto cartelli come quello che riporta il disegno del Monopoli e l’allusione a un gioco di gestione esercitato sul diritto degli inquilini: “Avete giocato con le nostre case – il messaggio indirizzato a Comune, società di riscossione prima Soget ora Carim – ora è il nostro turno. Senza imbrogli”.
Per il sindacato, infatti, si tratta di famiglie che vivono in palazzine (alloggi Erp) da anni, e sono titolari, nella stragrande maggioranza dei casi, di decreti di assegnazione che ne giustificano la permanenza. Secondo il Sunia, “nei carteggi di queste famiglie ci sono i decreti di assegnazione e le ricevute dei canoni di locazione per edilizia residenziale pubblica regolarmente pagati”. Il sindacato è pronto a opporsi per via giudiziaria col supporto del suo ufficio legale qualora la Carim dovesse procedere con gli sgomberi. Oltre a “Non toccate le nostre case”, altri cartelli riportavano messaggi come “Non vogliamo pagare per i debiti delle amministrazioni precedenti”

Leggi: La Repubblica, 02/10/2019


mercoledì 2 ottobre 2019
Disagio abitativo, utilizzati soltanto 4% fondi morosità incolpevole

Solo il 4,36% dei fondi a disposizione della Sicilia per la morosità incolpevole è stato utilizzato. E’ un dato diffuso dal ministero delle infrastrutture.
“Si confermano le nostre denunce – dice Giusy Milazzo, segretaria regionale del Sunia- : risorse che restano bloccate nonostante sia conclamata la necessità di far fronte al disagio abitativo delle famiglie siciliane. Basti pensare che in una grande città come Catania – rileva- segnata da un numero preoccupante di sfratti è stato concesso a un solo richiedente il contributo per la
morosità”.
Milazzo rileva tuttavia che “il residuo, che ammonta a oltre 5 milioni grazie al pressing portato avanti a livello nazionale dal Sunia e dagli altri sindacati degli inquilini non andrà perduto”. Potrà essere infatti essere destinato, come da apposito decreto, al fondo per il sostegno all’affitto, “consentendo – rileva Milazzo- l’intervento prima che si arrivi allo sfratto”.
Il Sunia regionale chiede ora all’ Assessore regionale alle infrastrutture di convocare con urgenza i sindacati degli inquilini “per definire sistemi e procedure per la ripartizione tra morosità incolpevole e sostegno all’affitto per le famiglie in forte disagio abitativo, di un fondo che supererà i 6 milioni di euro se consideriamo che ai circa 5 milioni ad oggi accantonati si dovranno aggiungere le somme stanziate a livello nazionale per il 2019. I Fondi sono forse esigui sicuramente non sufficienti – conclude Milazzo- ma sarebbe gravissimo continuare a non utilizzarli”.

Leggi: Canicattì Web, 02/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA – di Mauro Venturelli*

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

Leggi: Superando, 01/10/2019


mercoledì 25 settembre 2019
Palermo, parte la nuova Agenzia Sociale per la Casa con una cabina di regia e attività di accompagnamento sul territorio

Dai primi giorni di novembre grazie al Pon Metro e ad una dotazione finanziaria di circa 2,2 milioni di euro (a seguito di ribassi d’asta), saranno attivi interventi che perseguono l’obiettivo di ridurre il numero di famiglie con fragilità sociali ed economiche in condizioni di disagio abitativo. L’impegno dell’amministrazione comunale verso le tematiche rivolte alle politiche sociali è intenso e prevede, solo attraverso il Pon Metro, una disponibilità di oltre 28 milioni di euro, impiegati sull’Asse 3 e 4 del Programma, attraverso l’attuazione di progetti per Servizi ed Infrastrutture a supporto dell’inclusione sociale.
Presentata ufficialmente a Palazzo delle Aquile, sede istituzionale del Comune di Palermo, in presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Mattina e di Giovanni Paternostro, Direttore Tecnico del Comune, l’Agenzia per la Casa diventa una realtà con l’obiettivo prioritario di ridurre l’emergenza abitativa attraverso un programma personalizzato sui singoli bisogni dei nuclei familiari.
Il primo passo è l’istituzione di una cabina di regia che ha compiti di coordinamento sul territorio. All’interno delle stesse circoscrizioni della città e anche all’interno dei centri della cintura metropolitana di Monreale e Villabate, sono attivi 10 sportelli pronti a valutare ogni situazione, delineando poi un percorso di uscita e di accompagnamento.

Leggi: Ponmetro, 25/09/2019


IN AGENDA:

10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

Leggi: Forum della Leopolda


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Udine, 6 dicembre – Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”.

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

Accessibile? Smart!

Città a misura delle persone con disabilità e smart cities stanno diventando una realtà. Il tema dell’accessibilità e della fruibilità dei servizi e dell’offerta culturale e artistica delle città europee è presente sul tavolo della Commissione Europea non soltanto per gli aspetti sociali, ma anche per il potenziale economico. Ecco perché se ne interessano, in particolare, la Direzione Generale Occupazione Affari Sociali e Inclusione (DG EMPL) e la Direzione Generale Mercato Interno, Industria, Imprenditoria e PMI (DG GROW).
L’Unione Europea promuove la parità di opportunità e accessibilità per le persone con disabilità. Il Premio per le città a misura di disabili (Access City Award, ACA) è una delle azioni intraprese nel quadro della Strategia UE per la disabilità che ha l’obiettivo di costruire un’Europa senza barriere. Il premio mira a incoraggiare le città europee con almeno 50.000 abitanti a condividere le loro esperienze e a migliorare l’accessibilità a beneficio di tutti. ll premio celebra la volontà, la capacità e gli sforzi di una città di diventare più accessibile, al fine di: i) garantire la parità di accesso ai diritti fondamentali; ii) migliorare la qualità della vita della popolazione e garantire che tutti, indipendentemente dall’età, dalla mobilità o dalle capacità, abbiano pari accesso a tutte le risorse che le città possono offrire.

Leggi: Welforum


Appello per un Nuovo Welfare State – Investimenti adesso per il benessere futuro delle nostre famiglie

La nuova Commissione Europea, che entrerà in carica il 1° novembre 2019, dovrà affrontare un futuro che appare oggi impegnativo e preoccupante.
Tanti ritengono che il contratto sociale che ha tenuto insieme l’Europa dalla Seconda guerra mondiale in poi – fondato sulle promesse di pace e prosperità – sia in pericolo.  I giovani, in particolare, non si aspettano oggi di vivere una vita migliore di quella vissuta dai loro genitori. Secondo l’Eurobarometro, nel 2018 quasi il 75% degli europei prevedeva che la situazione economica futura sarebbe rimasta invariata o che sarebbe peggiorata nell’anno successivo. Alla domanda sulle conseguenze dell’impatto della recente crisi economica sul mercato del lavoro, circa il 45% ha risposto che il peggio doveva ancora venire.
Per riconquistare la fiducia delle persone, la Commissione Europea appena insediata deve mettere al centro della propria agenda l’empowerment della moderna famiglia a doppio reddito. In particolare, la nuova Commissione dovrà promuovere una nuova concezione delle misure di welfare e di sostegno al reddito riclassificandole come investimenti sociali, ed esentandone il loro finanziamento dal Patto europeo di stabilità e crescita.

Leggi: Welforum

Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

Leggi: Superando


Le politiche regionali per la Long-Term Care: come si sono mosse le Regioni?

Le politiche per la non autosufficienza (o Long-Term Care, LTC) sono a oggi orfane di livello istituzionale o organo politico che se ne faccia carico e promuova una visione organica della materia, spingendo sulla necessità di avviare un percorso di azione e riforma alla luce della sfida demografica e sociale che ci attende. In questo quadro, il livello regionale è quello che detiene a oggi la vista di insieme, esprimendo competenze circa le tematiche sanitarie, sociosanitarie e sociali che la riguardano. Le Regioni hanno interpretato questo ruolo nei tempi recenti? E se sì come? Analizzando cinque anni (2015-2019) di provvedimenti e atti regionali è possibile individuare di che cosa si siano occupate le Regioni quando sono intervenute sul tema LTC e che visione stiano portando avanti. Le conclusioni mostrano che tanto lavoro è stato svolto, ma i passi da fare verso la LTC del futuro sono ancora molti.
di Elisabetta Notarnicola (Associate Professor of Practice, Divisione Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management)
Il settore sociosanitario e sociale italiano per la Long-Term Care (LTC) si caratterizza storicamente per l’assenza di un modello definito e organico a livello nazionale. La frammentazione e l’eterogeneità territoriale sono diventate, in questo modo, due caratteristiche distintive del settore. Il quadro normativo di riferimento è variegato e frammentato in modo che gli interventi, ad oggi, non sono riuniti né tantomeno ricompresi in una cornice comune nemmeno a livello regionale. Comprendere e riconoscere la prospettiva dei diversi policy makers in termini di tematiche promosse e priorità identificate appare quindi, e da sempre, un esercizio di difficile soluzione ma di grande interesse se si vuole capire come stia evolvendo il settore e cosa riserverà per il prossimo futuro.

Leggi: I Luoghi della Cura


Il Coordinamento delle attività dei Caffè Alzheimer: l’esperienza della Lombardia Orientale

Le difficoltà, nei caregiver delle persone affette da demenza, sono molteplici: organizzative, economiche, sociali, cliniche (cognitive, comportamentali, funzionali). Diventare caregiver è un duro lavoro, che nessuno insegna. Lo stress ed il peso fisico della malattia corrodono il familiare, che cerca di trovare risposte nella rete formale di cura. I Caffè Alzheimer cercano di dare una risposta ai bisogni della famiglia, aiutando a combattere l’isolamento, le paure, la non conoscenza; inoltre, si attivano per sostenere psicologicamente il familiare, ed il malato. Gli autori presentano l’esperienza della Lombardia, dove Il Coordinamento dei Caffè Alzheimer nasce con lo scopo di condividere idee, progetti, iniziative fra i diversi gruppi, con l’obiettivo di creare una rete che si integri con quella istituzionale e formale di cura, per la presa in carico della famiglia.
di Stefano Boffelli, Sara Avanzini, Federica Gottardi, Nicola Berruti, Alessandra Rodella, Marco Trabucchi (Gruppo di Ricerca Geriatrica, Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale)
Il caregiver di una persona affetta da demenza vive per un tempo lungo, e con crescente impegno assistenziale, il compito della cura. Ne può conseguire un aumento dello stress psicologico e fisico, già in passato definito dalla frase “una giornata di 36 ore”: ad indicare che la cura diventa così impegnativa che viene talvolta vissuta in un tempo dilatato e stressante. Il fenomeno non deve essere mai trascurato, poiché gli studi hanno dimostrato che il maggior stress si associa a precoce istituzionalizzazione per il malato, ed aumento della morbilità e della mortalità per il caregiver (Gaugler et al., 2018). Chi si prende cura della famiglia malata, intesa come la globalità delle persone fragili nello stesso nucleo familiare? Sono infatti fragili sia la persona affetta da demenza, che i loro familiari, in particolare il principale caregiver.

Leggi: I Luoghi della Cura


La questione dei caregiver familiari va affrontata seriamente

Secondo il CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità), «il recente Disegno di Legge contenente “Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”, è decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari, che si prendono cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza». «Quella dei caregiver familiari – concludono dal CONFAD – è un’emergenza che non può più attendere oltre, e che va affrontata seriamente e non con proposte di legge come questa»
In occasione del recente insediamento del nuovo Governo Conte, vogliamo esprimere ancora una volta la nostra profonda preoccupazione in relazione all’emergenza sociale dei caregiver familiari.
All’inizio di agosto è stato presentato un testo di legge unificato, il Disegno di Legge S.1461 (Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare), pubblicato solo da pochi giorni, decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari.
Già l’introduzione evidenzia un certo pressapochismo di fondo, poiché viene nuovamente evidenziato il carattere “volontaristico” e gratuito dell’attività di cura che svolge il caregiver familiare, in sfregio alla realtà di fatto che dimostra chiaramente due cose: il caregiver non ha le caratteristiche di un volontario e attribuire ad esso un carattere di gratuità è fuorviante e rischia di declassare ingiustamente questa figura.
Le disposizioni previste in questo testo mettono sullo stesso piano i caregiver familiari, a prescindere dall’intensità di cura prestata e dalla durata del caregiving; questo confligge con il più elementare buon senso, per non tacere della previsione inspiegabilmente contenuta in soli tre anni di contributi figurativi.
La ciliegina sulla torta? L’avere previsto solo il fondo (25 milioni all’anno per tre anni) stanziato con la Legge di Bilancio 2018, che era stato a suo tempo individuato ai fini di aprire il capitolo di spesa per le tutele di questa categoria storicamente vessata e dimenticata, nell’ attesa di una legge che dovesse prevedere un significativo incremento di detto fondo contestualmente alle misure esigibili.

Leggi: Superando


Zamagni: “Il terzo settore sostituisce il welfare paternalistico. Ora pensi ai suoi lavoratori”

L’economista, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, a tutto campo sui dati del “boom” di imprese sociali e non profit: “Tendenza in atto da 15 anni ma non si può lavorare solo in convenzione con lo Stato e in autosfruttamento nelle coop. Il populismo odia i corpi intermedi e vuole togliere libertà al settore”
Il “boom” di imprese operanti nei settori del welfare e del terzo settore, certificato dalla Camera di Commercio di Milano, è figlio di una precisa “tendenza” che compie quasi 20 anni e della “legge 328 del 2000, le legge Turco, un testo molto innovativo per l’epoca tanto che non è stata applicata nei fatti sin dal principio ma che anticipando i tempi e piantandosi nel tessuto del Paese ha prodotto risultati”. Ne è convinto l’economista Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna ed ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore, punto di riferimento in Italia per la vasta comunità politica, imprenditoriale e associazionistica che si occupa di welfare e sociale.
“Questi dati non sono una novità del 2019 e confermano una tendenza in atto –  – dice Zamagni, commentando il report della Camera di Commercio milanese –. Il mondo del terzo settore o delle imprese sociali ha trovato il modo di compensare e svolgere una funzione surrogatoria della lacuna che si è venuta a determinare nel 2008 con lo scoppio della crisi economica e le ristrettezze della finanza pubblica nazionale e locale”. Per Zamagni questa “è stata una fortuna”, perché è stato recepito lo spirito della legge Turco del 2000 che “introduceva per la prima volta nell’ordinamento italiano il principio di co-progettazione e che, nell’ambito del welfare, dalla sanità alla scuola ai beni culturali o ambientali, bisogna arrivare a far sì che l’ente pubblico e i soggetti della società civile organizzata debbano non solo collaborare ma cooperare”. “Sono concetti diversi – afferma Zamagni –. Il lavoratore dell’impresa capitalistica standard collabora con chi investe i capitali, ma non coopera. Mentre la legge introduce il principio di ‘operare assieme’: significa che la co-progettazione da entrambi i lati prevede di definire i modi di gestione, di reperimento delle risorse economiche e le priorità negli obiettivi”.

Leggi: La Difesa del Popolo


Come cambia l’Isee e la misura della povertà

In un precedente articolo di luglio su questo sito, con identico titolo, si sono descritte recenti modifiche introdotte nell’ISEE, una delle quali (prevista per il 2020) potrà generare effetti bizzarri e non poco distorsivi. Merita tuttavia riflettere sui problemi dell’uso dell’ISEE più in generale, su come la normativa ha sinora cercato di affrontarli, e su nodi da non dimenticare.
Problemi dell’uso dell’ISEE
E’ opportuno ricordare che il valore dell’ISEE non coincide con il denaro disponibile per la famiglia (per pagare contribuzioni o non fruire di erogazioni), sia perché è un indicatore composto con più variabili (redditi e patrimoni), sia perché misura la condizione economica con diversi importanti limiti:
Sarebbe utile considerare i redditi disponibili al netto delle detrazioni fiscali che su di essi operano. Invece l’ISEE considera il “reddito complessivo ai fini IRPEF”, che include le ritenute fiscali. Perciò un lavoratore dipendente o un pensionato ha nel suo ISEE una parte di redditi dei quali non dispone (né che ha mai ricevuto): le detrazioni fiscali operate prima di ricevere compensi da lavoro e pensione.
Sarebbe utile considerare i redditi che il nucleo può spendere nel momento nel quale presenta la richiesta di prestazione. Invece l’ISEE considera i redditi del secondo anno solare precedente la DSU (la dichiarazione del cittadino). E nel frattempo il nucleo potrebbe aver aumentato o diminuito molto i propri redditi. Chi ha perso redditi da lavoro può produrre un “ISEE corrente”, nel quale i suoi redditi sono quelli dei 12 mesi precedenti la DSU; ma l’ISEE corrente non è del tutto efficace per evidenziare che i redditi più attuali sono inferiori a quelli dell’ISEE ordinario, perché occorre che il nucleo già disponga di un ISEE ordinario, rispetto al quale il suo ISR (i redditi dell’ISEE) sia sceso almeno del 25%, e che la perdita del lavoro sia avvenuta entro termini predefiniti. Inoltre non si possono può far rilevare diminuzioni di redditi che non siano da lavoro

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Previdenza: contributi per i lavoratori domestici – Inps, da oggi al 10 ottobre il pagamento III trimestre

Dal 1 al 10 ottobre 2019 è possibile pagare i contributi del III trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Lo ricorda l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale. I datori di lavoro possono effettuare il pagamento: direttamente online tramite il portale dei pagamenti; presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi Inps; presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA ; tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane; presso bar, tabacchi ed edicole con SisalPay.
Il versamento può essere, infine, effettuato anche utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’Inps, che può essere generato: direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi Inps, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria; utilizzando l’avviso di pagamento  pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

Leggi: Inca


Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 1 ottobre 2019
Cgil, Landini a Trani: una due giorni dedicata alle sfide dei pensionati

In Puglia al via la festa nazionale di LiberEtà con il leader del sindacato e numerosi ospiti. La prima giornata si chiude alle 21, in piazza Quercia, con lo spettacolo di Neri Marcorè
Il confronto, il dibattito, le nuove sfide. I pensionati dello Spi Cgil di tutta Italia saranno a Trani domani e giovedì, in piazza Quercia ( e non solo), per la festa nazionale di LiberEtà, il mensile nato nel 1951 da un’intuizione di Giuseppe Di Vittorio che ha scelto la sua terra per l’assemblea 2019. Fra gli ospiti più attesi, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: sarà in piazza giovedì alle 16 con Ivan Pedretti, il numero uno dello Spi, il Sindacato pensionati italiani. Ma la due giorni del sindacato – Stare bene, stare insieme – inizia domani alle 12. Appuntamento alla biblioteca comunale Giovanni Bovio con lo stesso Pedretti, il suo omologo pugliese, Gianni Forte, e il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro. E ancora: il segretario generale della Cgil Bat, Biagio D’Alberto, e il numero uno dello Spi nella Bat, Felice Pelagio.
Giovedì l’appuntamento è alle 10 al centro polivalente per anziani di Villa Guastamacchia dove, in occasione dell’avvio della campagna dello Spi-Cgil Puglia – Piantiamo il futuro. Dagli anziani 1.000 alberi per l’ambiente – saranno piantati sei alberi di ulivo: “È il simbolo dell’impegno del sindacato dei pensionati Cgil e dell’Auser in favore dei temi ambientali”, dicono dall’organizzazione.

Leggi: La Repubblica, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Speranza: «Confermati +2mld per il Fsn nel 2020 e il superamento del superticket. Compartecipazione per reddito»

«Dal Consiglio dei ministri di ieri arrivano tre buone notizie sulla Sanità: – abbiamo 2 miliardi in più per il 2020 rispetto al 2019. Quindi basta tagli, più risorse per il Ssn». Così il ministro della Salute Roberto Speranza su facebook fa il punto sui risultati del Consiglio dei ministri. «Le risorse da sole non bastano – afferma il ministro che in giornata incontra il coordinatore degli assessori Luigi Icardi – ma sono necessarie per affrontare i problemi: per me il primo è la carenza di personale. E ora ci siederemo con le Regioni per affrontare il Patto per la salute, che si occuperà di personale ma anche di temi importanti come la sanità del territorio e le liste d’attesa». «Ieri – aggiunge ancora il ministro – abbiamo scritto per la prima volta che il superticket è sbagliato, produce discriminazioni e disuguaglianze e io mi batterò perché sia eliminato al più presto». Ma il governo ha intenzione di mettere mano a tutta la materia della compartecipazione, «attraverso un Ddl collegato alla manovra».

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Tra 20 anni rapporto over 65 e under 15 sarà 270 a 100

“Nei prossimi vent’anni nella popolazione, facendo un rapporto, saranno 270 gli over 65 rispetto a 100 ragazzi sotto i 15 anni”. A dare l’allerta sullo scenario demografico italiano e’ Rino Agostiniani, vicepresidente della Societa’ italiana di pediatria (Sip), intervistato dall’agenzia Dire.
La situazione “e’ molto preoccupante” e “aumentera’ esponenzialmente” pensando alla “percentuale di popolazione attiva che dovra’ sostenere coloro che non sono piu’ attivi”. Tra le ragioni del crollo anche il fatto che “sono arrivate nella fascia d’eta’ riproduttiva donne e ragazze nate dalla seconda meta’ degli Anni 70 fino a meta’ degli Anni 90, periodo in cui in Italia si e’ raggiunto il minimo storico delle nascite. Quindi- continua il vicepresidente della Sip- il primo elemento e’ poco governabile perche’ si e’ ridotto il numero di donne che hanno la possibilita’ di fare figli“.
Nella prima decade degli anni 2000 la situazione “e’ stata tamponata per larga parte da un arrivo di immigrazione giovane, persone straniere giovani che hanno fatto piu’ figli degli italiani”. Ora pero’, riflette Agostiniani, “il trend si e’ notevolmente ridotto perche’ anche le coppie straniere fanno meno figli rispetto al passato”.
Lo scenario di oggi ricorda quello di “piu’ di cent’anni fa”, il 1911, “ma in maniera assolutamente opposta. A quei tempi, infatti, la percentuale di coloro che lavoravano rispetto a quelli che non lavoravano era legata al fatto- spiega il pediatra- che molti erano bambini”. Oggi, invece, la situazione e’ che “abbiamo pochi bambini, relativamente poche persone che lavorano e tante persone over65 che dovranno essere sostenute dal resto della popolazione. Soprattutto- precisa- in termini di previdenza e assistenza sanitaria”.

Leggi: Nuovo Mille, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
“Longevi, per scelta e per destino”. Alla scoperta delle proteine che ci riparano

Perché alcuni anziani sono sani e altri no: le ricerche di Richard Morimoto al festival Bergamoscienza
Se dovessimo pensare al modo in cui il nostro corpo invecchia, potremmo immaginare che a 20 anni siamo come un’orchestra sinfonica in cui tutti suonano all’unisono. Con il tempo – anche all’orecchio meno attento – non sfuggirà tuttavia un numero sempre maggiore di stonature. Di chi la colpa? Dei suonatori, vale a dire dei nostri geni, o degli strumenti che via via perdono di smalto e quindi dell’ambiente? Le ricerche genetiche avevano suggerito che fossimo tutti con lo sguardo incollato al nostro libretto di istruzioni, seguendo le indicazioni degli oltre 3 miliardi di lettere del Dna. Poi è arrivata la contromossa: l’epigenetica. È l’ambiente – rivelano gli studi più recenti – il grande «giudice». Chilometri di corse e tonnellate di cibo «healthy», fino allo sfinimento. Ma adesso gli equilibri stanno di nuovo cambiando: tra geni e habitat chi tende a prevalere? «È una combinazione di fattori, probabilmente 50 e 50», risponde Richard Morimoto, biologo molecolare alla Northwestern University, negli Usa, uno dei massimi esperti di meccanismi cellulari dell’invecchiamento, ospite, sabato prossimo, al festival BergamoScienza. «Pensiamo a 30 mila anni fa – continua quando l’aspettativa di vita era di 35 anni, mentre in epoca vittoriana era di soli 40. Le città non facevano altro che concentrare tante persone in poco spazio, aumentando la possibilità di contrarre patologie infettive, finché ci si rese conto che la separazione dei sistemi idrici diminuiva le morti da colera. Fu, però, la scoperta degli antibiotici la rivoluzione». Contemporaneamente è emersa una nuova definizione di anziano, con un’aspettativa di vita via via maggiore. «Se pensiamo all’invecchiamento solo associandolo alle patologie – continua – diventa una realtà morbosa. Dobbiamo invece pensare che alcune persone vivono una vita sana e sono in grado di evitare le maggiori patologie».

Leggi: La Stampa, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Anziani, oltre il 70% non assume farmaci regolarmente. L’aiuto arriva dai nipoti

L’iniziativa rientra nella campagna Ciat “Io aderisco, tu che fai?” e prende il via in concomitanza con la “Festa dei Nonni” promossa dalla Fondazione Senior Italia con testimonial Lino Banfi. Dal 2 ottobre, sarà un regalo quotidiano dei nipoti per garantire l’adesione e la salute ai loro cari
Sono oltre 14 milioni in Italia gli over 65 costretti ad assumere in media sei farmaci al giorno e solo nel 70% dei casi essi assumono regolarmente le cure, con gravi conseguenze per la salute. Per contrastare questo preoccupante fenomeno prende il via la campagna nazionale “Io aderisco, tu che fai?”, presentata oggi a Roma in concomitanza con la “Festa dei Nonni”, che si basa sull’impegno quotidiano dei nipoti per ricordare l’importanza di seguire, con correttezza e regolarità, le terapie prescritte dal medico. L’obiettivo è quindi favorire l’adesione dei nonni alla terapia.
L’iniziativa, che ha come testimonial Lino Banfi, è promossa dalla Fondazione Senior Italia e dal Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia (Ciat), che riunisce oltre 20 società scientifiche. “Siamo di fronte ad un grande paradosso socio-sanitario – afferma il prof. Vincenzo Mirone, responsabile scientifico Ciat -. Abbiamo a disposizione trattamenti estremamente efficaci per contrastare malattie tipiche della terza età ma gli anziani tendono a non assumerli regolarmente o a farlo solo per pochi mesi. Il 50% dei pazienti colpiti da ipertensione sospende, di propria iniziativa, la cura dopo un anno dall’inizio della prescrizione. Alla base di queste scelte possono esserci convinzioni personali irrazionali sui farmaci e sulla propria condizione di salute. Tutto questo può causare effetti estremamente negativi e soprattutto pericolosi. Terapie orali come gli anti-ipoglicemici o gli integratori di vitamina D sono efficaci se vengono presi seguendo scrupolosamente le tempistiche indicate dal medico curante. E’ quindi arrivato il momento di avviare un’intensa attività educazionale rivolta a tutti gli over 65 residenti nel nostro Paese”.

Leggi: La Difesa del popolo, 01/10/2019


lunedì 30 settembre 2019
Edilizia sostenibile protagonista a Londra: con il legno modulare social housing a costi ridotti

Lo studio Waugh Thistleton Architects sta per consegnare una serie di appartamenti a Watts Grove, che rappresentano un esperimento di progettazione modulare in laboratorio di un edificio di medie dimensioni
Al London Design Festival del 2018 (e successivamente a Milano, nella mostra curata al FuoriSalone ad aprile da Interni) l’installazione di legno tecnologico Multiply, nata dalla collaborazione tra Waugh Thistleton Architects, l’American Hardwood Export Council (Ahec) e Arup, era solo un prototipo, tutto ancora da sviluppare, nonostante il livello di prestazioni già raggiunte. Il sistema – caratterizzato dall’utilizzo di 17 moduli in tulipier americano sovrapposti così da testare la resistenza e la tenuta del legno – prometteva l’avvio di una nuova stagione dedicata alla riflessione progettuale su come realizzare edifici per l’housing sociale con tempi e costi ridotti. Multiply era infatti una provocazione al bisogno, pressante, di case “abbordabili” per la gente comune, ma al tempo stesso capaci di garantire qualità per gli abitanti sia sotto l’aspetto energetico che del comfort. A un anno dal taglio del nastro dell’innovativa installazione – che nel cortile del Victoria and Albert Museum è stata visitata da migliaia di persone ed è diventata un simbolo della risposta edilizia al cambiamento climatico – lo studio Waugh Thistleton Architects sta per consegnare, in autunno inoltrato, una serie di appartamenti a Watts Grove, che rappresentano in Uk un esperimento di progettazione modulare “in laboratorio” di un edificio di medie dimensioni. Il complesso, portato avanti in collaborazione con la società britannica Swan Housing, che si occupa di “affordable houses”, è destinato a social housing e si sviluppa nell’area di Bow Hamlets nella zona est della metropoli inglese. Si inserisce all’interno di uno sviluppo più ampio che vede un misto di blocchi residenziali, magazzini ed edifici industriali.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 30/09/2019


domenica 29 settembre 2019
L’uso dell’ascensore è un diritto inviolabile costituzionalmente garantito che non può essere messo in discussione da alcuna delibera assembleare

L’uso dell’ascensore rientra senza dubbio fra i diritti inviolabili di ogni condòmino.
Ora è finalmente certo: l’uso dell’ascensore rientra senza dubbio fra i diritti inviolabili di ogni condòmino. Ci sono voluti tre gradi di giudizio e infine la Corte di Cassazione, con sentenza n. 21209-2019, ha riconosciuto e deliberato questo assunto, ponendo l’ultima parola su una lite giudiziaria cavillosa quanto inutile cominciata oltre dieci anni fa, a causa delle incomprensibili e irragionevoli determinazioni di un’assemblea condominiale che aveva negato a un proprietario l’arrivo dell’ascensore fino all’ultimo piano dello stabile, lì dov’erano collocati i suoi due appartamenti.
Roba da far impallidire Elisha Otis. Quando nel lontano 1854 il brillante inventore e imprenditore americano ebbe a presentare al Crystal Palace di New York il primo vero ascensore, finalmente dotato di un dispositivo di sicurezza automatico assolutamente indispensabile per l’uso umano, egli non avrebbe mai immaginato quanto la sua creatura sarebbe potuta diventare oggetto, centosettant’anni dopo, di dispute giudiziarie così discriminatorie e gestite al limite della soglia di ingiustizia sociale.
Da parte nostra, se da un lato finalmente prendiamo positivamente atto della recente, chiarificatrice, definitiva e giusta statuizione pervenuta dalla Suprema Corte, non possiamo – di converso – non ritenere quantomeno assurdo e pericoloso che al tempo d’oggi si provi e si riesca, in modo così pretestuoso e farraginoso, a discutere e litigare nei condomìni e nelle aule di giustizia in ordine alla qualificazione giuridica del diritto all’uso dell’ascensore, nonostante l’esistenza – nel nostro mondo reale – di una consolidata, comune e indiscussa percezione di tal manufatto, associata alla sua universalmente riconosciuta utilità.

Leggi: Condominio Web, 29/09/2019


mercoledì 25 settembre 2019
Dopo il Welfare State è tempo di Mywelfare

Per azzardare una sintesi della transizione in corso potremmo dire che stiamo passando dal Welfare State a un poliedrico Mywelfare. Per Emmanuele Massagli, presidente di Aiwa (l’Associazione del welfare aziendale) non si tratta solo di una necessità perché «non ci sono più soldi pubblici, sufficienti a dare risposta a tutti, ma soprattutto perché la domanda dei cittadini, lavoratori e famiglie, è cambiata, si è frammentata, differenziata». La suggestione di un Mywelfare piace anche a chi, come Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, sottoscrive la «necessità di una personalizzazione delle scelte di sanità e previdenza, soprattutto» pur all’interno di una ottimizzazione collettiva.
Ma non è un fai-da te
Chiariamo subito una possibile ambiguità: vagheggiare una qualche forma di Mywelfare – radicalizzando un concetto più consolidato di Welfare Society, che si contrappone con meno scandalo al monolitico Welfare State – nulla ha a che vedere con un (ahinoi!) molto praticato welfare-fai-da-te.
L’esempio più clamoroso è quello della salute. E ne parliamo nelle pagine successive. Oltre ai 112 miliardi spesi dal Sistema sanitario nazionale, gli italiani ogni anno fanno uscire dalle loro tasche altri 40 miliardi, per non aspettare i tempi di una mammografia, per ottenere un esame di laboratorio in tempi più rapidi, per una “second opinion” di fronte a scelte importanti. Che cos’è questo se non una forma scomposta di Mywelfare?

Leggi: Il Messaggero, 25/09/2019


mercoledì 25 settembre 2019
Long Term Care/ Italia Paese di badanti e cargiver. Welfare pubblico per pochi, gestori alle porte. L’analisi Cergas Bocconi

La coperta del welfare pubblico continua a essere cortissima quando si guarda agli anziani e soprattutto è una coperta strappata: qualche zona d’Italia la copre meglio, tutte le altre decisamente no. E allora il nostro continua a essere, ben che vada, un Paese di badanti e di caregiver. Non che le Regioni non si siano date da fare in questi anni, anzi la produzione normativa è più che generosa (365 atti tra 2015 e 2019), ma l’introduzione di servizi innovativi è limitata al 10,7% di tutti i provvedimenti. Mentre proprio di innovazione ci sarebbe bisogno, per affrontare la bomba demografica che vede un aumento del 4,6% tra 2013 e 2016 degli anziani non autosufficienti. A tracciare il quadro con un occhio al futuro è il secondo Rapporto sull’innovazione e il cambiamento nel settore Long Term Care realizzato da Cergas Sda Bocconi con il supporto di Essity, azienda svedese che opera nel settore dell’igiene e della salute.
I dati. I servizi oggi disponibili – pubblici e privati – non riescono ancora a fornire una risposta adeguata ai bisogni delle famiglie. In questo scenario, le badanti hanno superato il milione nel 2018 confermando di essere la soluzione più diffusa e capillare nel nostro Paese, a fronte dei 287.000 anziani ospitati in Rsa ogni anno. Mentre si ripropone anche per l’assistenza ai vecchietti la classica macchia di leopardo, con tre aree individuate dal Report:

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 25/09/2019


DALLE REGIONI:

martedì 1 ottobre 2019
A Firenze 7 mila alloggi vuoti. L’appello: “Realizziamo co-housing per persone fragili”

La proposta di Abitare Solidale ai proprietari: “Non lasciamo svalutare questi immobili, aiutiamo le persone in difficoltà. Servono almeno dieci immobili entro gennaio”
Circa 7mila alloggi sfitti nel Comune di Firenze afronte di una notevole emergenza abitativa, spesso causata dalle conseguenze della crisi economica, che si traduce in un costante aumento degli sfratti dal 2008 ad oggi, quasi sempre per morosità incolpevole (circa il 98%), e nell’80% dei casi per perdita del lavoro o chiusura della propria attività, che interessano non solo famiglie a basso reddito, intorno ai 22mila euro lordi, ma anche nuclei con un reddito attorno ai 35.000 euro.
Sono le stime fatte da Auser Abitare Solidale, l’associazione fiorentina che da oltre 10 anni,prima in Italia, promuove modelli innovativi di abitare condiviso e collaborativo in risposta alla fragilità alloggiativa. Secondo l’associazione sarebbero appunto circa 7mila gli alloggi che risultano sfitti (o potenzialmente affittati al nero) nel capoluogo toscano.
A questo fenomeno preoccupante si aggiunge la diminuzione dello stock abitativo a disposizione per locazioni tradizionali a causa della migrazione verso l’affitto breve turistico, tipico dell’Airbnb, e una certa refrattarietà ad affittare a nuclei stranieri le proprie case per paura di una eventuale non solvibilità dell’affitto, anche se spesso ingiustificata.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Anziani, assistenza a rischio: la Regione non riconferma i fondi

I volontari di Auser e Anteas stanno pagando di tasca propria i servizi di trasporto e sostegno
Savona – Nella provincia più anziana d’Italia sono a rischio i “custodi sociali”, i volontari di Auser, di Anteas e di altre associazioni attive nel sociale, che si occupano delle persone ultrasessantacinquenni con fragilità e necessità di assistenza. La Regione, però, a oggi non ha confermato la riassegnazione dei fondi necessari, erogati passando per la stipula del Patto di sussidiarietà con il Terzo settore.
Una situazione di incertezza, che sta mettendo a serio rischio il servizio stesso. La copertura economica è stata sufficiente sino a maggio: da quella data, però, non sono più arrivati contributi, mentre mancano le conferme per il futuro. Una sorta di spada di Damocle che incombe sul sostegno agli anziani del Savonese. «Da maggio a oggi, i nostri volontari hanno mantenuto invariato il servizio pagando di tasca propria gli spostamenti, compreso l’accompagnamento degli anziani nei centri specializzati per le visite – dice Anna Giacobbe, presidente Auser provinciale- Dal prossimo mese, però, non sarà più possibile andare avanti così. Il rischio è quello di dover sospendere l’attività rivolta agli anziani».

Leggi: Il Secolo XIX, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Emergenza abitativa a Catania, preoccupazione dei sindacati degli inquilini

Se non si approva il Bilancio “stabilmente riequilibrato” al Comune, non si potranno bandire le gare per misure urgenti e già approvate
Le segreterie provinciali dei sindacati degli inquilini, Sunia, Sicet e Uniat di Catania, esprimono “forte preoccupazione per il ritardo nell’ approvazione del bilancio “stabilmente riequilibrato” al Comune di Catania. L’attesa sta compromettendo anche la possibilità di bandire le gare per attuare alcune misure già previste e poter dare così piena attuazione all’Agenzia sociale per la locazione”.
I segretari generali delle tre sigle, e cioè Giusi Milazzo, Franco Nicolosi e Giuseppe Camarda, segnalano che se non verranno bandite in tempi brevissimi le gare per l’housing first, gli alloggi di rotazione e le altre misure già approvate, accadrà “che gli interventi per alleviare il disagio abitativo saranno inconsistenti e di scarsa efficacia”.
I rappresentanti sindacali annunciano inoltre che “la mancata approvazione dello strumento finanziario ha anche bloccato l’erogazione del buono casa di 250 euro per le famiglie con problemi abitativi. In questo modo è stato ulteriormente minata la già scarsa fiducia di molti proprietari, rendendo così più difficile la ricerca di una casa per chi non ha un lavoro regolare e versa in condizioni di difficoltà sociali ed economiche. Sono centinaia le famiglie che non hanno una casa, che vivono in alloggi di fortuna o che sono costrette a convivenze forzate. È una situazione che non è più accettabile e che deve essere affrontata con urgenza”.

Leggi: Catania News, 01/10/2019


lunedì 30 settembre 2019
Sfratti alloggi Erp Taranto: le famiglie chiedono giustizia al prefetto

Nessuna garanzia per duecento famiglie di Taranto in bilico. Nei giorni scorsi hanno ricevuto una lettera di sfratto, e non per essere morose o abusive. Sono famiglie, residenti negli stabili di Via Pio XII e via Napoli, e in quattro palazzine a San Giorgio Jonico, che sono rimaste stritolate nel meccanismo della cartolarizzazione che ha riguardato la cessione di immobili di edilizia residenziale pubblica del Comune di Taranto nei confronti di una società privata: la Ca.rim srl. In più di 50 si sono rivolte al SUNIA, il sindacato Unitario Nazionale degli Inquilini e Assegnatari della CGIL.
“Parliamo di persone con titoli e requisiti e non di abusivi o morosi – spiega Luigi Lamusta, segretario del SUNIA di Taranto – per i quali sarà necessario avere parole di chiarezza da parte della società che ha acquisito gli immobili, ma anche da parte del Comune che con la immobiliare ha stipulato a marzo scorso una convenzione che avrebbe dovuto garantire proprio queste persone dall’età media di 70 anni”. Una vicenda dai contorni poco nitidi che il SUNIA e la CGIL confederale intendono portare all’attenzione del Prefetto. “Chiediamo di verificare, come noi siamo in grado di dimostrare – dice Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto – il possesso dei requisiti in capo ad ogni assegnatario di alloggi ERP, e in base a questa verifica procedere al blocco degli sfratti e alla certificazione di un nuovo percorso compatibile con il sostegno a chi ha diritto all’alloggio popolare”.

Leggi: trnews, 30/09/2019


domenica 29 settembre 2019
Debiti negli alloggi popolari, sconti fino al 95% sui più vecchi

Intesa da 190 milioni tra Comune e sindacati inquilini. Aiuti maggiori se gli affitti arretrati vanno dal 2003 al 2009
C’è voluto quasi un anno di trattativa, ma alla fine l’accordo con i sindacati inquilini c’è. E così il maxi piano di Palazzo Marino per intaccare almeno parte dell’enorme morosità delle case popolari può partire. È un buco nero da oltre 350 milioni di euro, accumulato dal lontano 2003, anno dopo anno, gestore dopo gestore, tanto da allarmare anche la Corte dei Conti. L’obiettivo è provare a erodere la mole di affitti e bollette non pagate, fino a più che dimezzarlo. Niente condono: sarà una serie di «sconti» sull’arretrato a iniettare nei conti comunali una somma che può raggiungere i 190 milioni di euro. Un’assemblea aperta convocata ieri da Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Uniat, Conia e Asia ha dato il via libera alla firma dell’accordo che modifica i termini del piano originale delineato dagli uffici di piazza della Scala a metà dell’anno scorso. I sindacati hanno ottenuto la quasi totale cancellazione dei debiti più antichi, e soprattutto più contestati dagli inquilini dei 28 mila alloggi popolari. Il Comune, dall’altra parte, è riuscito a lasciare di fatto invariata la portata della manovra, rimodulando al ribasso le agevolazioni sulla morosità più recente, che rappresenta gran parte dell’arretrato.

Leggi: Corriere della Sera, 29/09/2019


giovedì 26 settembre 2019
Sfratto per duecento famiglie, si mobilitano Cgil e Sunia

Sfratto per duecento famiglie tarantine? É quanto denunciano la Cgil di Taranto ed il Sunia, il sindacato Unitario Nazionale degli Inquilini e Assegnatari, cui si sono rivolte 50 delle famiglie destinatarie dell’avviso. Le due organizzazioni promettono di fare chiarezza sulla vicenda in una conferenza stampa che si terrà lunedì prossimo, ma anticipano alcuni dei punti che verranno trattati in una nota stampa delle ultime ore.
Ma dove sono localizzate le famiglie che rischiano lo sfratto? Ad essere colpiti, secondo Cgil e Sunia, sono alcuni residenti di Via Pio XII e via Napoli a Taranto e gli inquilini di quattro palazzine ubicate a San Giorgio Jonico. A determinare tale situazione avrebbe contribuito il meccanismo della cartolarizzazione “che ha riguardato – scrivono le due organizzazioni – la cessione di immobili di edilizia residenziale pubblica del Comune di Taranto nei confronti di una società privata”.
“Parliamo di persone con titoli e requisiti e non di abusivi o morosi – spiega Luigi Lamusta, segretario del SUNIA di Taranto – per i quali sarà necessario avere parole di chiarezza da parte della società che ha acquisito gli immobili, ma anche da parte del Comune che con la immobiliare ha stipulato a marzo scorso una convenzione che avrebbe dovuto garantire proprio queste persone dall’età media di 70 anni”.

Leggi: Cronache Tarantine, 26/09/2019


mercoledì 25 settembre 2019
Accordo tra Regione e Federfarma: esami e pre-diagnosi in farmacia. Il Piemonte è primo in Italia

L’iniziativa consentirà di risparmiare denaro pubblico. Si tratta, a giudizio degli amministratori, di un passo utile per l’abbattimento delle liste di attesa portando alcuni servizi sotto casa dei cittadini che vivono nelle aree più marginali, dove a volte l’unico presidio sanitario esistente è proprio la farmacia
Il Piemonte sarà la prima Regione in Italia ad attivare dal prossimo mese di gennaio la cosiddetta “farmacia dei servizi”: quelle oggi presenti sul territorio, sia pubbliche che private, diventeranno avamposti di prima assistenza, soprattutto nelle zone più disagiate. Inoltre, saranno risparmiati 13 milioni in tre anni sulla distribuzione dei farmaci per conto grazie ad una riduzione del 5% sui costi. Questo progetto pilota è regolato da un accordo siglato da Regione, Federfarma e Assofarm e valido fino dal 1° ottobre 2019 al 31 dicembre 2022.  “Avremmo potuto prorogare la convenzione precedente alle stesse condizioni – ha evidenziato il presidente Alberto Cirio – Invece abbiamo avviato una contrattazione che ha portato a questo importante risultato. Ci sarà un risparmio di denaro pubblico, abbiamo compiuto un passo utile per l’abbattimento delle liste di attesa e portiamo alcuni servizi sotto casa dei cittadini che vivono nelle aree più marginali, dove a volte l’unico presidio sanitario esistente è proprio la farmacia”.

Leggi:  Canavese News, 25/09/2019


sabato 21 settembre 2019
Invecchiamento attivo, la Regione Toscana premiata tra le migliori organizzazioni europee

La Regione Toscana verrà ufficialmente premiata tra le migliori organizzazioni europee (Reference site) nell’ambito del “Partenariato europeo per l’innovazione a supporto dell’invecchiamento attivo e in buona salute (European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing – EIP on AHA – https://ec.europa.eu/eip/ageing/news/77-regional-and-local-organisations-are-awarded-reference-site-status-results-2019-call_en).
La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 25 settembre, durante il Summit europeo sull’implementazione delle soluzioni digitali più intelligenti e pratiche per l’invecchiamento sano e attivo (European Summit on “Smarter practical implementation of digital solutions to enhance active and healthy living”), che si svolgerà dal 23 al 25 settembre ad Aahrus in Danimarca: Active Assisted Living (AAL) Forum (www.aalforum.eu). Nel corso del Summit saranno esaminate le modalità attraverso cui la tecnologia digitale può migliorare il futuro dell’assistenza sanitaria rivolta agli anziani in Europa e in Italia.

Leggi: Toscana Notizie, 21/09/2019


IN AGENDA:

Stare bene, stare insieme. Dal 2 al 3 ottobre la Festa nazionale di LiberEtà a Trani.

Dal 2 al 3 ottobre il Sindacato Pensionati Cgil sarà a Trani per la Festa nazionale di LiberEtà, dal titolo “Stare bene, stare insieme”.
Si comincia il 2 ottobre alle ore 12 alla Biblioteca comunale “Gianni Bovio” per i saluti alla cità, cui parteciperanno il sindaco di Trani Amedeo Bottaro, Gianni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia e Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil nazionale.
Si prosegue nel pomeriggio, alle ore 17, con lo spettacolo dei Premi LiberEtà 2019 presso il Cinema Impero. La premiazione, condotta da Neri Marcorè, vedrà fra gli altri la partecipazione di Phaim Bhuiyan, interprete e regista del film Bangla, Natalia Cangi, Direttrice dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve S. Stefano, lo sceneggiatore Salvatore De Mola e Antonio Massarutto, docente dell’Università di Udine.
La giornata si concluderà alle ore 21 in Piazza Quercia con lo spettacolo di Neri Marcorè “Le mie canzoni altrui”.

Leggi: Spi-Cgil


Festival delle Città. A Roma, dal 1 al 4 ottobre 2019

Mobilità sostenibile, smart city, misurazione del BES negli strumenti della programmazione economica degli enti locali, sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030. Sono questi alcuni temi al centro del ‘Festival delle città’, promosso e organizzato da ALI, in programma dall’1 al 4 ottobre a Roma nella suggestiva cornice del complesso di San Salvatore in Lauro in Piazza San Salvatore in Lauro. Seguiranno aggiornamenti sul programma della manifestazione e sulle modalità di partecipazione.

Leggi: Legautonomie


10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

Leggi: Forum della Leopolda


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel.

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

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Professioni sociali e managerialismo

L’impatto del managerialismo sul sistema di welfare è oggetto di un dibattito in cui lo si considera responsabile di cambiamenti esclusivamente problematici nel sistema dei servizi alla persona.
Una ricerca condotta in Piemonte nell’ambito di due enti gestori di servizi socio assistenziali territoriali, operanti in un’area urbana e in una suburbana, ha permesso di avvicinare queste tematiche potendo rilevare il punto di vista di chi è impegnato quotidianamente con gli effetti dell’impatto del managerialismo sul lavoro sociale.
Lo studio è stato realizzato con un approccio qualitativo, attraverso l’analisi documentale di delibere e circolari e sessanta interviste, di tipo discorsivo e semistrutturato, che hanno coinvolto dirigenti, responsabili dell’area, assistenti sociali, educatori, operatori sociosanitari e istruttori amministrativi di tali servizi.
Il New Public Management (NPM) ha cercato di operare nel settore pubblico un trapianto di idee e pratiche di quello privato, nell’intento di superare gli effetti perversi del modello burocratico e l’isolamento della Pubblica Amministrazione. A trovare spazio è anche il concetto di accountability, inteso come trasparenza verso l’esterno, implicando quindi la responsabilità delle organizzazioni e dei professionisti di rendere conto dei processi e dei risultati.

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 Le politiche regionali per la Long-Term Care: come si sono mosse le Regioni?

Le politiche per la non autosufficienza (o Long-Term Care, LTC) sono a oggi orfane di livello istituzionale o organo politico che se ne faccia carico e promuova una visione organica della materia, spingendo sulla necessità di avviare un percorso di azione e riforma alla luce della sfida demografica e sociale che ci attende. In questo quadro, il livello regionale è quello che detiene a oggi la vista di insieme, esprimendo competenze circa le tematiche sanitarie, sociosanitarie e sociali che la riguardano. Le Regioni hanno interpretato questo ruolo nei tempi recenti? E se sì come? Analizzando cinque anni (2015-2019) di provvedimenti e atti regionali è possibile individuare di che cosa si siano occupate le Regioni quando sono intervenute sul tema LTC e che visione stiano portando avanti. Le conclusioni mostrano che tanto lavoro è stato svolto, ma i passi da fare verso la LTC del futuro sono ancora molti.
di Elisabetta Notarnicola (Associate Professor of Practice, Divisione Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management)
Il settore sociosanitario e sociale italiano per la Long-Term Care (LTC) si caratterizza storicamente per l’assenza di un modello definito e organico a livello nazionale. La frammentazione e l’eterogeneità territoriale sono diventate, in questo modo, due caratteristiche distintive del settore. Il quadro normativo di riferimento è variegato e frammentato in modo che gli interventi, ad oggi, non sono riuniti né tantomeno ricompresi in una cornice comune nemmeno a livello regionale. Comprendere e riconoscere la prospettiva dei diversi policy makers in termini di tematiche promosse e priorità identificate appare quindi, e da sempre, un esercizio di difficile soluzione ma di grande interesse se si vuole capire come stia evolvendo il settore e cosa riserverà per il prossimo futuro.

Leggi: I Luoghi della Cura


 Il Coordinamento delle attività dei Caffè Alzheimer: l’esperienza della Lombardia Orientale

Le difficoltà, nei caregiver delle persone affette da demenza, sono molteplici: organizzative, economiche, sociali, cliniche (cognitive, comportamentali, funzionali). Diventare caregiver è un duro lavoro, che nessuno insegna. Lo stress ed il peso fisico della malattia corrodono il familiare, che cerca di trovare risposte nella rete formale di cura. I Caffè Alzheimer cercano di dare una risposta ai bisogni della famiglia, aiutando a combattere l’isolamento, le paure, la non conoscenza; inoltre, si attivano per sostenere psicologicamente il familiare, ed il malato. Gli autori presentano l’esperienza della Lombardia, dove Il Coordinamento dei Caffè Alzheimer nasce con lo scopo di condividere idee, progetti, iniziative fra i diversi gruppi, con l’obiettivo di creare una rete che si integri con quella istituzionale e formale di cura, per la presa in carico della famiglia.
di Stefano Boffelli, Sara Avanzini, Federica Gottardi, Nicola Berruti, Alessandra Rodella, Marco Trabucchi (Gruppo di Ricerca Geriatrica, Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale)
Il caregiver di una persona affetta da demenza vive per un tempo lungo, e con crescente impegno assistenziale, il compito della cura. Ne può conseguire un aumento dello stress psicologico e fisico, già in passato definito dalla frase “una giornata di 36 ore”: ad indicare che la cura diventa così impegnativa che viene talvolta vissuta in un tempo dilatato e stressante. Il fenomeno non deve essere mai trascurato, poiché gli studi hanno dimostrato che il maggior stress si associa a precoce istituzionalizzazione per il malato, ed aumento della morbilità e della mortalità per il caregiver (Gaugler et al., 2018). Chi si prende cura della famiglia malata, intesa come la globalità delle persone fragili nello stesso nucleo familiare? Sono infatti fragili sia la persona affetta da demenza, che i loro familiari, in particolare il principale caregiver.

Leggi: I Luoghi della Cura


La questione dei caregiver familiari va affrontata seriamente

Secondo il CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità), «il recente Disegno di Legge contenente “Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”, è decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari, che si prendono cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza». «Quella dei caregiver familiari – concludono dal CONFAD – è un’emergenza che non può più attendere oltre, e che va affrontata seriamente e non con proposte di legge come questa»
In occasione del recente insediamento del nuovo Governo Conte, vogliamo esprimere ancora una volta la nostra profonda preoccupazione in relazione all’emergenza sociale dei caregiver familiari.
All’inizio di agosto è stato presentato un testo di legge unificato, il Disegno di Legge S.1461 (Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare), pubblicato solo da pochi giorni, decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari.
Già l’introduzione evidenzia un certo pressapochismo di fondo, poiché viene nuovamente evidenziato il carattere “volontaristico” e gratuito dell’attività di cura che svolge il caregiver familiare, in sfregio alla realtà di fatto che dimostra chiaramente due cose: il caregiver non ha le caratteristiche di un volontario e attribuire ad esso un carattere di gratuità è fuorviante e rischia di declassare ingiustamente questa figura.
Le disposizioni previste in questo testo mettono sullo stesso piano i caregiver familiari, a prescindere dall’intensità di cura prestata e dalla durata del caregiving; questo confligge con il più elementare buon senso, per non tacere della previsione inspiegabilmente contenuta in soli tre anni di contributi figurativi.
La ciliegina sulla torta? L’avere previsto solo il fondo (25 milioni all’anno per tre anni) stanziato con la Legge di Bilancio 2018, che era stato a suo tempo individuato ai fini di aprire il capitolo di spesa per le tutele di questa categoria storicamente vessata e dimenticata, nell’ attesa di una legge che dovesse prevedere un significativo incremento di detto fondo contestualmente alle misure esigibili.

Leggi: Superando


Caro Presidente, non facciamo chiudere le case famiglia

«Durante la recente festa conclusiva del centro estivo istituito in favore di anziani e di adulti e minori con disabilità, nella tenuta presidenziale di Castelporziano – scrive Luigi Vittorio Berliri, in questa sua lettera rivolta al presidente della repubblica Sergio Mattarella – lei ha detto che “nessuno può essere abbandonato di fronte alle difficoltà”. Presidente, serve un suo cenno perché ci siano le risorse economiche necessarie a non far chiudere tante case famiglia, perché così ci è davvero impossibile proseguire. Ma siamo certi, con lei, che questo non avverrà!»
Gentile Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le scrivo al termine della bella festa conclusiva del centro estivo istituito in favore di anziani e di adulti e minori con disabilità, nella tenuta presidenziale di Castelporziano (Roma).
Sono il presidente di Casa al Plurale, Associazione che riunisce tante case famiglia della Capitale per persone con disabilità e per bambini e adolescenti. Sono esattamente 380 le persone con disabilità ospitate e quasi 1.000 i bambini. Un’Associazione di secondo livello, “plurale” per l’appunto.
Le scrivo invitato dalle sue parole, pronunciate in occasione della festa di Castelporziano e parto proprio da queste. Lei ha detto: «L’indifferenza è tra i mali peggiori. In realtà di disabilità si parla ancora troppo poco e con parole talvolta sbagliate».
Quanto ha ragione! Ce la metterò tutta, in questa mia lettera, nel cercare le parole giuste, rispettose, efficaci, forti. Spero di esserne capace.

Leggi: Superando


 Zamagni: “Il terzo settore sostituisce il welfare paternalistico. Ora pensi ai suoi lavoratori”

L’economista, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, a tutto campo sui dati del “boom” di imprese sociali e non profit: “Tendenza in atto da 15 anni ma non si può lavorare solo in convenzione con lo Stato e in autosfruttamento nelle coop. Il populismo odia i corpi intermedi e vuole togliere libertà al settore”
Il “boom” di imprese operanti nei settori del welfare e del terzo settore, certificato dalla Camera di Commercio di Milano, è figlio di una precisa “tendenza” che compie quasi 20 anni e della “legge 328 del 2000, le legge Turco, un testo molto innovativo per l’epoca tanto che non è stata applicata nei fatti sin dal principio ma che anticipando i tempi e piantandosi nel tessuto del Paese ha prodotto risultati”. Ne è convinto l’economista Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna ed ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore, punto di riferimento in Italia per la vasta comunità politica, imprenditoriale e associazionistica che si occupa di welfare e sociale.
“Questi dati non sono una novità del 2019 e confermano una tendenza in atto –  – dice Zamagni, commentando il report della Camera di Commercio milanese –. Il mondo del terzo settore o delle imprese sociali ha trovato il modo di compensare e svolgere una funzione surrogatoria della lacuna che si è venuta a determinare nel 2008 con lo scoppio della crisi economica e le ristrettezze della finanza pubblica nazionale e locale”. Per Zamagni questa “è stata una fortuna”, perché è stato recepito lo spirito della legge Turco del 2000 che “introduceva per la prima volta nell’ordinamento italiano il principio di co-progettazione e che, nell’ambito del welfare, dalla sanità alla scuola ai beni culturali o ambientali, bisogna arrivare a far sì che l’ente pubblico e i soggetti della società civile organizzata debbano non solo collaborare ma cooperare”. “Sono concetti diversi – afferma Zamagni –. Il lavoratore dell’impresa capitalistica standard collabora con chi investe i capitali, ma non coopera. Mentre la legge introduce il principio di ‘operare assieme’: significa che la co-progettazione da entrambi i lati prevede di definire i modi di gestione, di reperimento delle risorse economiche e le priorità negli obiettivi”.

Leggi: La Difesa del Popolo


Come cambia l’Isee e la misura della povertà (II) – Maurizio Motta

In un precedente articolo di luglio su questo sito, con identico titolo, si sono descritte recenti modifiche introdotte nell’ISEE, una delle quali (prevista per il 2020) potrà generare effetti bizzarri e non poco distorsivi. Merita tuttavia riflettere sui problemi dell’uso dell’ISEE più in generale, su come la normativa ha sinora cercato di affrontarli, e su nodi da non dimenticare.
Problemi dell’uso dell’ISEE
E’ opportuno ricordare che il valore dell’ISEE non coincide con il denaro disponibile per la famiglia (per pagare contribuzioni o non fruire di erogazioni), sia perché è un indicatore composto con più variabili (redditi e patrimoni), sia perché misura la condizione economica con diversi importanti limiti:
Sarebbe utile considerare i redditi disponibili al netto delle detrazioni fiscali che su di essi operano. Invece l’ISEE considera il “reddito complessivo ai fini IRPEF”, che include le ritenute fiscali. Perciò un lavoratore dipendente o un pensionato ha nel suo ISEE una parte di redditi dei quali non dispone (né che ha mai ricevuto): le detrazioni fiscali operate prima di ricevere compensi da lavoro e pensione.
Sarebbe utile considerare i redditi che il nucleo può spendere nel momento nel quale presenta la richiesta di prestazione. Invece l’ISEE considera i redditi del secondo anno solare precedente la DSU (la dichiarazione del cittadino). E nel frattempo il nucleo potrebbe aver aumentato o diminuito molto i propri redditi. Chi ha perso redditi da lavoro può produrre un “ISEE corrente”, nel quale i suoi redditi sono quelli dei 12 mesi precedenti la DSU; ma l’ISEE corrente non è del tutto efficace per evidenziare che i redditi più attuali sono inferiori a quelli dell’ISEE ordinario, perché occorre che il nucleo già disponga di un ISEE ordinario, rispetto al quale il suo ISR (i redditi dell’ISEE) sia sceso almeno del 25%, e che la perdita del lavoro sia avvenuta entro termini predefiniti. Inoltre non si possono può far rilevare diminuzioni di redditi che non siano da lavoro

Leggi: Welforum


L’art.55: come liberare il Terzo settore e i servizi sociali dalla schiavitù della concorrenza – Carlo Borzaga

L’interesse con cui l’art. 55 del codice del Terzo settore è stato accolto sia dalle organizzazioni di Terzo settore che da diverse pubbliche amministrazioni ha più di una spiegazione. Oltre a ribadire e ampliare la possibilità di co-programmare e co-progettare i servizi sociali e di interesse generale, esso ha di fatto sostituto, nella gestione di questi stessi servizi, il principio di concorrenza con quello di cooperazione e ha introdotto la possibilità di chiamare a gestirli solo soggetti di Terzo settore. Una vera e propria rivoluzione, dopo che per anni molti si sono messi d’impegno per imporre, anche nell’affidamento di questi sevizi, il ricorso a modalità concorrenziali e, in particolare, alle gare d’appalto ritenute la vera garanzia della piena applicazione di questo principio oltre che il miglior baluardo contro pratiche clientelari e corruttive. Non meraviglia quindi che proprio i difensori d’ufficio di queste modalità, prima il Consiglio di Stato con il suo discutibile parere e poi l’Anac nella proposta di revisione delle linee guida, abbiano reagito negando e cercando di limitare al massimo l’applicabilità dello stesso articolo – e quindi di una norma di legge dello Stato che lo stesso Consiglio di Stato aveva già valutato e ratificato prima della sua definitiva approvazione – riconfermando la loro fede nell’applicazione spinta del principio di concorrenza. Mostrando così, e non per la prima volta, una totale indifferenza per le ricadute sulla qualità dei servizi, sul benessere degli utenti e sulle condizioni di lavoro.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca



Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 24 settembre 2019
Luce e gas, ancora aumenti: protesta Federconsumatori

L’Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha comunicato l’aggiornamento delle tariffe di energia elettrica e gas relative al II trimestre 2019: +2,6% per la luce e +3,9% per il gas. Alla luce di tale andamento una famiglia-tipo sosterrà, nell’anno corrente, un costo di 559 euro per l’energia elettrica e di 1.107 euro per il gas.
“Casualmente, come ogni inverno, in vista del maggior consumo di gas per il riscaldamento, le tariffe aumentano. Un trend su cui il Governo dovrebbe far luce, dal momento che si ripete ciclicamente ogni anno”, dichiara Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori. “Aumenta anche la tariffa per l’energia elettrica – prosegue Viafora – su cui ancora gravano improponibili oneri di sistema, vere e proprie tasse occulte, attraverso le quali vengono scaricati sulle bollette i costi per gli incentivi alle fronti energetiche rinnovabili, per le agevolazioni destinate alle imprese energivore e alle ferrovie e per lo smantellamento delle centrali nucleari”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 24/09/2019


martedì 24 settembre 2019
Nella “casa” delle associazioni le attività non si fermano mai

A Rimini il Comune ha affidato “chiavi in mano” uno spazio di 1.500 metri quadrati al Csv provinciale perché diventasse un punto di riferimento per il territorio: oggi accoglie 50 associazioni in pianta stabile ma sono molte di più quelle che ne beneficiano a rotazione
casa bracconi volontariato
Rimini, via Covignano 238: qui un tempo aveva sede un seminario vescovile; oggi i primi tre piani ospitano gli alunni e gli insegnanti di una scuola media tra le più frequentate di Rimini, mentre al quarto ci sono 1.450 metri quadri di spazio a disposizione del volontariato e del terzo settore. Dal 2015 infatti il Comune ha destinato questa parte dell’edificio alla Casa delle associazioni “Giannetto Bracconi”, assegnandone ciclicamente gli spazi alle realtà associative che animano e si prendono cura del tessuto sociale della città. Nel 2018 poi l’amministrazione comunale ha affidato la gestione della casa al centro di servizio Volontarimini, stipulando una convenzione di 10 anni. Attualmente sono 50 le organizzazioni che hanno sede legale presso la casa di via Covignano, ma sono molte di più quelle che, alternativamente, possono usufruirne in vario modo.

Leggi: Redattore Sociale, 24/09/2019


domenica 22 settembre 2019
Disabilità e Governo: un appello

L’appello “Disabilità e Governo”, di cui «Superando.it» pubblica il testo integrale, è rivolto al Presidente del Consiglio, alle forze politiche che sostengono il Governo e alle Federazioni delle persone con disabilità. Vi si esprime l’incertezza e la preoccupazione per il futuro delle politiche per la disabilità nel nostro Paese e si chiedono risposte e impegni. Sono aperte le adesioni, che stanno crescendo di ora in ora e il cui elenco aggiorneremo progressivamente
Negli ultimi giorni «Superando.it» ha tentato di dare conto di quanto stia accadendo o sia prevedibile dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che molte aspettative hanno innescato sul fronte della disabilità. Purtroppo al momento sono molte le incertezze che generano disorientamento, delusione o, nel migliore dei casi, attesa e attendismo.
In questo contesto ci sono anche voci che si alzano interrogandosi e chiedendo conto su quale sarà realmente il futuro delle politiche sulla disabilità nel nostro Paese.  Fra queste c’è anche l’appello Disabilità e Governo, rivolto al Presidente del Consiglio, alle forze politiche che sostengono il Governo e alle Federazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Leggi: Superando, 22/09/2019


sabato 21 settembre 2019
La giustizia ambientale è parte della giustizia sociale

Tavola rotonda alla kermesse leccese organizzata dalla Cgil. Fracassi: “In Italia manca ancora consapevolezza dell’importanza di questo tema”. Barca: “Gli interventi per favorire la transizione energetica non devono colpire le categorie più deboli”
All’indomani della grande mobilitazione dei giovani in tutto il mondo per l’ambiente (si parla di 2 milioni di ragazzi e ragazze scesi in piazza), a Lecce – nel corso delle Giornate del lavoro della Cgil – si è discusso di “Strumenti di sostegno per nuove politiche di sviluppo sostenibile”. Alla tavola rotonda che si è svolta nelll’ex convento dei Teatini hanno partecipato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, Matias Cravero di Friday for Future, Fabrizio Barca, economista, Gianna Fracassi, vice segretaria generale Cgil. L’incontro è stato moderato da Gianni Del Vecchio, condirettore di “Huffington Post”.
La discussione è stata anticipata da un flash-mob di giovani che hanno ricordato a tutti i presenti che sul cambiamento climatico non c’è più tempo da perdere. E il confronto è iniziato proprio con le parole di Matias Cravero, rappresentante di Fridays fo Future. “Ascoltateci – si è rivolto a un uditorio ideale, oltre che alla platea – altrimenti la nostra generazione non avrà un futuro, un futuro che abbiamo svenduto a poche persone che hanno accumulato fortune inimmaginabili distruggendo l’ambiente”. Basta perdere tempo: “Servono interventi per evitare di arrivare a quella soglia di non ritorno, oltre la quale non sarà più possibile tornare indietro. Se si supereranno i famosi 2 gradi di innalzamento delle temperature, le conseguenze sarebbero catastrofiche, ci sarò meno acqua, meno cibo e solo chi potrà permetterselo potrà salvarsi”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 21/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Ivan Pedretti: “Occorre una legge sulla non autosufficienza”

“In Italia ci sono tre milioni di persone non autosufficienti, la maggior parte delle quali anziani, che devono trovare posto nelle politiche di welfare del Governo”. Lo ha detto questa mattina a Lecce il segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti, nel corso delle Giornate del lavoro della Cgil, che hanno preso il via questa mattina nel capoluogo salentino col dibattito “Il welfare da ripensare, necessità e opportunità in una società che invecchia”.
“L’Italia è uno dei Paesi più vecchi d’Europa e quasi anche del mondo, dove l’invecchiamento della popolazione nel tempo crea gravi cronicità come quella della non autosufficienza – ha detto Pedretti. Tre milioni di persone non autosufficienti che oltre ad avere una condizione di forte disabilità sono un peso significativo assistenziale che oggi viene sostenuto solo dalle famiglie. L’Italia non ha ancora affrontato questo tema emergente, deve invece dotarsi di una legge nazionale sulla non autosufficienza in grado di dare servizi socio-assistenziali sanitari a persone che nel tempo si aggraveranno. Nella proposta programmatica del premier Conte questo tema non c’è, ma credo che ci sia la possibilità e la condizione per poterlo fare, poi ragioneremo sull’intervento finanziario per farlo”.

Leggi: Spi Cgil, 20/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Pedretti (Spi): serve uno sforzo congiunto per ripensare il welfare

Il segretario generale dello Spi nel corso del primo appuntamento leccese delle Giornate del lavoro: “Dobbiamo dotarci di una legge nazionale sulla non autosufficienza per dare servizi a persone che nel tempo si aggraveranno”
“Intervenire sul tema di un nuovo welfare da ripensare nell’ottica di una società che invecchia in fretta è molto difficile. Perché serve un’azione di prospettiva e di lungo respiro. Ma come si fa, in un Paese in cui, nel giro di un mese, siamo passati da un governo della paura a un esecutivo che prova a guardare più in là. Ma poi qualcuno subito decide di creare un nuovo partito che crea fibrillazione e complicazioni che non aiutano a risolvere i tanti problemi che hanno gli italiani?” Se lo è chiesto il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti, nel corso delle Giornate del lavoro della Cgil, che hanno preso il via a Lecce questa mattina, col dibattito “Il welfare da ripensare, necessità e opportunità in una società che invecchia”.
Questo cambiamento infatti non può essere messo in atto “solo attraverso manovre fiscali”, ma “investendo su nuove protezioni sociali”. Serve infatti “un grande processo di trasformazione per affrontare i due corni dell’invecchiamento. Da una parte c’è una società che invecchia, dall’altra invece un Paese in cui la natalità si riduce. Ma una società di questo tipo non ha alcuna prospettiva”. Per Pedretti bisogna insomma intervenire su entrambi gli aspetti della trasformazione demografica del Paese: “Bisogna investire affinché i giovani possano fare figli, avere asili nido, scuole che funzionino e affitti accessibili”. D’altra parte, è necessario “difendere quegli anziani che stanno parzialmente bene” e quelli che stanno peggio. Dobbiamo evitare che “in molti ancora scivolino sotto la soglia della povertà”. Per questo serve “un grande sforzo”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 20/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Ospedali e caregiver, “le famiglie vanno aiutate a non spezzarsi”

“Mattia se ne è andato per una spesi il 24 maggio del 2018. Era ricoverato in terapia intensiva, non ho potuto trascorrere con lui le sue ultime ore. E questo ha aggiunto dolore al dolore”. Mattia era nato il 1 ottobre 2013 con una paralisi cerebrale dovuta a complicazioni nel parto, che ha portato gravi conseguenze, tra cui frequenti crisi epilettiche.
Mattia“Il primo anno è stato ricoverato spessissimo e per lunghi periodi – ci racconta la mamma, Sara Bellagamba, che vive a Fiumicino, a pochi chilometri da Roma – Nato al San Camillo, è stato poi trasferito al Bambino Gesù, dove siamo rimasti circa un mese. Poi sono seguite una serie di ospedalizzazioni: col passare del tempo, io e il papà abbiamo capito che tutti questi ricoveri non servivano a nulla, che gli stessi controlli e le stesse terapie potevamo farli noi a casa, assicurando al piccolo una vita migliore, seppur sicuramente breve. Il problema principale di Mattia era l’epilessia farmaco resistente: abbiamo avuto ottimi risultati con la cannabis terapeutica, ma il costo era altissimo, perché all’epoca non era riconosciuta come terapia per l’epilessia dal Servizio sanitario nazionale. In ogni caso, all’interno dell’ospedale spesso non potevano fare più di quello che noi genitori potessimo fare a casa. Così abbiamo ridotto i ricoveri al minimo indispensabile, per assicurare una vita migliore a Mattia ma anche perché la nostra famiglia non si spezzasse e noi non perdessimo l’energia necessaria. Perché un ricovero è una dura prova anche per la famiglia caregiver”, assicura Sara.

Leggi: Redattore Sociale, 20/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Il racconto delle vite a ostacoli degli anziani

Partiamo da un dato: si è ufficialmente anziani non prima dei 75 anni: lo certifica la Società di gerontologia e geriatria. E oggi il 7% della popolazione (più di 4 milioni) ha oltre 80 anni. Tutto questo indica un elenco infinito di interventi possibili di tipo economico, previdenziale, sociale, ma più di tutto indica l’urgenza di modificare l’assistenza sanitaria. Partendo da un numero: l’80% degli anziani oltre i 75 anni ha a che fare con almeno una patologia cronica legata al decadimento fisico.
alle pagine 24 e 25 Fulloni
«Dottoressa, le posso chiedere una cosa?» Quel vecchio uomo piegato dagli anni e dalla cattiva salute guardò negli occhi Roberta Molinar. «La ascolto» rispose lei. «Provi a pensare: quanto patirebbe lei a lasciare dopo una vita la sua casa, tutte le sue cose? E adesso immagini: io lo sto facendo dopo molti più anni di quelli che lei ha vissuto nei suoi spazi…».
La dottoressa Molinar è una psicologa che a Torino gestisce dal 2015 il progetto Essere anziani a Mirafiori Sud, azioni quotidiane di sostegno a favore della popolazione «over» di quel quartiere. L’uomo che le fece quella domanda, racconta, «viveva una situazione non più sostenibile a domicilio e quindi è stato necessario passare a quella che noi chiamiamo istituzionalizzazione, cioè una casa di riposo. Sono scelte dolorose per tutta la famiglia, certo. Ma per l’uomo o la donna di turno, se sono coscienti di quel che vivono, sono drammi che spesso segnano una fase di declino importante. Quella volta gli risposi che sì, farei tantissima fatica anch’io a staccarmi dal mio mondo».

Leggi: Corriere della Sera, 20/09/2019


giovedì 19 settembre 2019
Ristrutturazioni e riqualificazioni: si allarga il fronte contro lo sconto in fattura

La fiducia ottenuta dal nuovo Governo Conte alle Camere mette ora al centro del dibattito politico la Legge di Stabilità che dovrà essere presentata alle Camere entro fine mese. Ed è proprio sulle misure contenute nella Legge di Stabilità che si appuntano le attenzioni del mondo dell’artigianato e della piccola impresa che opera nel settore delle ristrutturazioni edili e della riqualificazione energetica per ottenere l’abrogazione dell’art.10 del Decreto Crescita.
Il fronte di chi chiede l’abrogazione dell’art.10 è ormai ampio ed articolato. Oltre 60 imprese dei settori impianti, legno ed arredamento associate alla CNA hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione Europea ed all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato affinché venga accertata l’illegittimità dell’art.10 per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza.
La petizione on line lanciata sulla piattaforma change.org per chiedere alla politica un impegno per l’abrogazione dell’art. 10 ha ormai raggiunto le 5.500 firme e le adesioni continuano a crescere.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 19/09/2019


martedì 17 settembre 2019
Cgil, l’obiettivo è una riforma vera

Cigna a RadioArticolo1: “Quota 100 è una risposta sbagliata a un problema vero. Avevamo bisogno di una riforma organica che superasse la Fornero. Il grande errore del governo è di aver approntato una misura che non riguarda chi ne aveva realmente bisogno”
“Il punto fondamentale è che Quota 100 è una risposta sbagliata a un problema vero. In termini di flessibilità, avevamo bisogno di una riforma organica che superasse la legge Fornero. Il grande errore del governo giallo-verde è che ha messo a punto una misura che non riguarda chi effettivamente aveva bisogno di uscire dal mondo del lavoro. Ad esempio, le donne, che non possono andare via con quota 100, perché 38 anni di contribuzione sono davvero tanti per la vita delle lavoratrici, soprattutto per il lavoro di cura che ancora oggi non viene loro riconosciuto. Per non parlare di chi svolge lavori discontinui, che proprio non può mettersi a riposo. Quindi, quota 100 resta una misura parziale, che non bisogna esaurire prima della fine della sperimentazione triennale, ma che comunque vanno riviste le sue lacune più grosse”. Così Enzo Cigna, responsabile previdenza pubblica Cgil nazionale, intervistato oggi da RadioArticolo1.

Leggi: Rassegna Sindacale, 17/09/2019


martedì 17 settembre 2019
A piedi nudi nel cemento – In un anno consumati 24MQ si suolo cittadino per ogni ettaro di aree verdi

Torino inverte la rotta: è l’unica tra le grandi città a recuperare terreno.
Presentazione del Rapporto 2019 SNPA sul consumo di suolo in Italia
Si passeggerà a piedi nudi nel cemento e sempre di meno nelle aree verdi cittadine: aumenta lo spreco di suolo soprattutto all’interno delle città italiane. In particolare nelle aree urbane ad alta densità solo nel 2018 abbiamo perso 24 metri quadrati per ogni ettaro di area verde. In totale, quasi la metà della perdita di suolo nazionale dell’ultimo anno si concentra nelle aree urbane, il 15% in quelle centrali e semicentrali, il 32% nelle fasce periferiche e meno dense. La cementificazione avanza senza sosta soprattutto nelle aree già molto compromesse: il valore è 10 volte maggiore rispetto alle zone meno consumate. A Roma, ad esempio, il consumo cancella, in un solo anno, 57 ettari di aree verdi della città (su 75 ettari di consumo totale). Record a Milano dove la totalità del consumo di suolo spazza via 11 ettari di aree verdi (su un totale di 11,5 ettari). In controtendenza Torino che inverte la rotta e inizia a recuperare terreno (7 ettari di suolo riconquistati nel 2018).
Il fenomeno non procede di pari passo con la crescita demografica: ogni abitante italiano ha in “carico” oltre 380 m2 di superfici occupate da cemento, asfalto o altri materiali artificiali, un valore che cresce di quasi 2 metri quadrati ogni anno, con la popolazione che, al contrario, diminuisce sempre di più. È come se, nell’ultimo anno, avessimo costruito 456 m2 per ogni abitante in meno.
Sono i dati 2019 del Rapporto ISPRA SNPA sul consumo di suolo in Italia presentato oggi pomeriggio in conferenza stampa al Senato e che sarà oggetto di un evento presso il MAXXI il prossimo 21 settembre.

Leggi: Ispra Ambiente, 17/09/2019


DALLE REGIONI:

martedì 24 settembre 2019
Non autosufficienza, l’Emilia-Romagna ritocca le tariffe dei privati

Via libera dalla regione alle nuove tariffe per le strutture socio-sanitarie accreditate che assistono persone con disabilità e anziani non autosufficienti. L’adeguamento va a coprire l’incremento del costo del lavoro dopo i rinnovi dei contratti collettivi nazionali

Leggi: Redattore Sociale, 24/09/2019


lunedì 23 settembre 2019
Il Sunia: «Legge da rivedere tutelando anziani e licenziati»

Il sindacato inquilini Sunia, torna sulla criticatissima leggere regionale 39 che ha rivisto i canoni degli alloggi Erp e chiede alla commissione regionale di revisione di tenere conto delle richieste, urgenti, di correzione. «Noi del Sunia critichiamo la legge non sulla base di teorizzazioni ma sulla base della concreta esperienza maturata, toccando costantemente con mano le necessità degli inquilini che si rivolgono ai nostri uffici», spiega la segretaria Ivana De Rossi. «Si tratta generalmente di persone anziane, con più di 70 anni, che spesso vivono sole. Queste devono essere assolutamente tutelate contro ogni miope applicazione dei parametri di legge», dice la De Rossi. Agli anziani va garantita la tutela della loro «fragilità», evitando che «i calcoli aritmetici del Isee-Erp portino alla decadenza dalla assegnazione, soprattutto quando il superamento del reddito di legge avviene in ragione di piccole somme». E i canoni, se in aumento, vanno contenuti.

Leggi: La Nuova Venezia, 23/09/2019


lunedì 23 settembre 2019
Case popolari, nuovo regolamento regionale: oltre 400 famiglie a rischio sfratto

“Troppi disagi soprattutto per gli anziani”, è questa la sintesi che è emersa nell’assemblea, promossa da Sunia (inquilini) e dalla Cgil e dallo Spi (pensionati) di Vicenza
Un centinaio di persone si sono assiepate qualche giorno fa nella sala al secondo piano di villa Tacchi a San Pio X all’assemblea indetta dal SUNIA (inquilini) e dalla CGIL e dallo SPI (pensionati) di Vicenza per chiarire e criticare e raccogliere informazioni dalla base degli assegnatari Amcps e Ater sulle problematiche che sono sorte dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento regionale sulla valutazione degli aventi diritto ad un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica.
Ha spiegato la norma il segretario provinciale del Sunia, Mauro Marchi, sottolineando come il problema sorga sui limiti di reddito calcolati con l’ISEE. Troppo penalizzati gli anziani, e quei cittadini che occasionalmente si trovano a dichiarare delle entrate maggiori come per esempio dopo aver incassato il TFR.
Presente all’incontro Chiara Bonato, segretaria generale dello SPI di Vicenza (Pensionati Cgil): gran parte della sala infatti era composta da coppie di anziani o anziani soli, la fascia probabilmente più fragile di fronte al problema casa e alle complicazioni insorte con la riforma veneta in materia di assegnazione di alloggi ERP.

Leggi: Vicenza Today, 23/09/2019


lunedì 23 settembre 2019
Cresce l’emergenza abitativa: nasce l’Osservatorio Sociale

L’Osservatorio avrà il compito di monitorare le emergenze abitative
La sala del Consiglio comunale ha ospitato nella mattinata di lunedì la firma del Protocollo d’Intesa per l’Istituzione dell’Osservatorio Sociale Abitativo, un documento programmatico e biennale sottoscritto da amministrazione, Asca, Asl-Al, CGIL-CISL-UIL, Sunia, Sicet, Uniat, Centro di Ascolto, Caritas diocesana, Cooperativa Crescereinsieme, Associazione San Benedetto al Porto.Il Comune di Acqui Terme intende così promuovere un nuovo corso nelle politiche abitative, attraverso il coordinamento delle varie iniziative e dei diversi attori presenti sul territorio. Al fine di orientare in modo efficace i relativi processi decisionali è necessario disporre di uno strumento di monitoraggio della condizione e del disagio abitativo. «L’Osservatorio, infatti, in collaborazione con le diverse realtà associative e del privato sociale, intende acquisire, raccogliere, elaborare, diffondere, valutare dati nonché monitorare permanentemente la situazione abitativa – hanno spiegato – Negli ultimi anni, anche sul territorio acquese si è evidenziata una costante carenza di alloggi di edilizia pubblica e privata atta a rispondere alle esigenze abitative delle fasce sociali più deboli».Rilevati i bisogni abitativi, si procederà a formulare proposte di interventi per rispondere alle criticità, individuare risorse e favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta degli alloggi dell’edilizia privata.

Leggi: Acquinews, 23/09/2019


domenica 22 settembre 2019
Il futuro nei condomini solidali: Mantova esempio da seguire

Il progetto è scattato nel 2018 in 187 case tra via Volta e a Palazzo del Mago. Sperimentazione seguita dall’Università di Brescia: «Può essere replicata»
Dalla semplice assegnazione di un alloggio a una serie di iniziative incentrate sull’attenzione per la qualità di vita dei residenti. Un netto cambio di paradigma che vede la nostra città come modello esportabile in altre realtà.
Palazzo Soardi ha ospitato il 19 settembre il convegno “Esperienze di condomini solidali”. Il tutto nasce da un’applicazione sperimentale della legge regionale che prevede l’attivazione di percorsi di accompagnamento sociale ai destinatari di alloggi pubblici. Una sperimentazione che è sfociata anche in un libro dal titolo “Abitare e vivere nella società complessa”, edito da Franco Angeli, realizzato in collaborazione con l’Università di Brescia e cofinanziato da Fondazione Comunità Mantovana.
Il progetto, scattato nell’ottobre del 2018, ha riguardato gli alloggi comunali di via Volta (103 appartamenti) e del Palazzo del Mago (84). In totale circa 350 persone. Tra i progetti, l’apertura di sportelli di vicinato, laboratori per bambini e anziani, feste e momenti conviviali. Appuntamenti che hanno visto la presenza di mediatori sociali, educatori professionali e volontari. I residenti hanno potuto richiedere assistenza per pratiche o sono stati aiutati nella gestione del bilancio familiare grazie a un accordo con l’associazione Agape. Con il progetto “Filo d’argento”, da ottobre gli anziani potranno richiedere un apparecchio tecnologico che permetterà loro, attraverso il televisore, di parlare via Skype tra loro o con parenti e volontari.

Leggi: Gazzetta di Mantova, 22/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Palermo, l’Agenzia sociale per la casa aiuta le famiglie in difficoltà

Presentata l’Agenzia sociale per la Casa. Orlando “Nuovo modello di intervento con al centro le persone”(data pubblicazione 19 Settembre 2019)
Accompagnamento all’autonomia abitativa con contributi per affitto, utenze, arredi e beni di prima necessità.
Sostegno a forme di coabitazione.
Sostegno a forme di Canone sociale sostenibile e ai proprietari che aderiscono all’Agenzia.
Sono queste alcune delle misure e degli interventi previsti nell’ambito delle politiche per la casa realizzate con la Agenzia Sociale per la Casa, l’intervento triennale finanziato con il PON Metro per circa 2,1 milioni di euro e che è attivo a Palermo e in alcuni comuni del distretto, con l’avvio dei servizip per i cittadini a partire da novembre. L’intervento è stato presentato stamattina a Palazzo delle Aquile dall’Assessore Giuseppe Mattina e dai rappresentanti degli enti che lo gestiranno.
“Ad un problema sociale ed umano complesso – ha detto l’Assessore – occorre dare risposte articolate. Alle duemila persone che a Palermo vivono condizioni di disagio abitativo estremo fino a vivere per strada non possiamo dare una casa pubblia, anche perché non ce ne sono. Abbiamo però la responsabilità, ed ora anche gli strumenti per prendere pienamente in carico queste persone in difficoltà. Vogliamo cambiare l’approccio: che sia il problema della casa o la disabilità di una persona, l’esistenza di un sussidio o un minore in difficoltà, per ciascuno ci vuole un progetto personale e cucito su misura”.

Leggi: Comune di Palermo, 20/09/2019


lunedì 16 settembre 2019
Milano. Apre il nuovo bando per le case popolari a Milano. Con il nuovo regolamento sarà cancellata la graduatoria per 25000 famiglie e oltre 2000 in grave emergenza abitativa rischiano di non avere soluzioni

Dal 16 settembre al 2 dicembre i cittadini di Milano potranno presentare domanda per la casa popolare. Si applica per la prima volta a Milano la Legge Regionale n. 16/2016 che, come più volte denunciato dai Sindacati Inquilini discrimina e penalizza soprattutto le famiglie più povere e più svantaggiate cercando in questo modo di nascondere e rendere invisibile il drammatico problema degli sfratti e dell’emergenza abitativa.
La modalità stessa di presentazione della domanda, possibile solo tramite l’accesso informatico con identità digitale, renderà impraticabile l’inserimento della propria richiesta per molti cittadini: in particolare anziani, stranieri, persone svantaggiate.
A ciò occorre aggiungere il particolare accanimento nei con fronti delle famiglie cosiddette indigenti, che non potranno superare la quota massima del 20% delle assegnazioni e, che per poter presentare la domanda dovranno ottenere dai servizi Sociali un codice di presa in carico.
Il Comune di Milano sembra non rendersi conto della complessità e delle implicazioni del nuovo modello imposto da Regione Lombardia e nonostante le ripetute sollecitazioni delle Organizzazioni degli Inquilini non ha ritenuto di avviare un confronto preventivo e di trovare soluzioni che consentissero almeno di mitigare gli effetti della nuova normativa e ora si appresta a gestire una pessima legge nel peggiore dei modi. Siamo riusciti comunque dopo molte pressioni, ad ottenere un incontro solo il giorno 19 di settembre.

Leggi: Sunia, 16/09/2019


mercoledì 18 settembre 2019
Il progetto “Anziani badanti comunità” per un welfare di prossimità, esiti di un percorso positivo

Il progetto partecipativo “L’A.B.C. del vivere solidale: Anziani Badanti Comunità per un welfare di prossimità”, realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna ai sensi della L.R. 15/2018, ha rappresentato un’opportunità di approfodimento e di conoscenza di un fenomeno, come quello dell’assistenza domiciliare agli anziani, che assume particolare rilevanza per il territorio cervese.
Il percorso partecipativo, condotto con la collaborazione della Cooperativa sociale RicercAzione, si è sviluppato da gennaio a giugno 2019 e si è inserito attivamente nel contesto delle politiche di welfare già intraprese dal Comune di Cervia. Le attività realizzate, articolate in più fasi che hanno visto la partecipazione attiva dei vari stakeholders, si sono svolte con una serie di incontri tenutisi con il personale del Comune e del mondo del terzo settore coinvolti, con le assistenti familiari e le famiglie di anziani che ricevono assistenza domiciliare. Si è riusciti così a delineare il tema da più punti di vista, fornendo un quadro completo della situazione, individuando le criticità presenti ma sopratutto le proposte di miglioramento, emerse direttamente dai soggetti coinvolti in risposta a bisogni specifici.
La messa in scena in due giornate dello spettacolo teatrale “Prima o poi…si invecchia”, realizzato con la collaborazione della compagnia teatrale Theatro, è stato l’evento finale a chiusura del percorso. Le osservazioni e proposte raccolte sono state così formalizzate nel Documento di proposta partecipata, approvato dall’Amministrazione, che rappresenta lo strumento per orientare il processo decisionale e di programmazione del DUP in tema di Politiche di Welfare.

Leggi: Auser, 18/09/2019


martedì 17 settembre 2019
Toscana, il terzo settore protagonista delle scelte politiche

Una nuova legge presentata dalla giunta prevede la nascita della Consulta del Terzo Settore, un organo costituito dai rappresentanti delle associazioni che avrà voce in capitolo nella programmazione e nella progettazione sociale della Regione
Il volontariato protagonista delle politiche regionali grazie alla nuova legge presentata dalla giunta che prevede la nascita della Consulta del Terzo Settore, un organo costituito dai rappresentanti delle associazioni che avrà voce in capitolo nella programmazione e nella progettazione sociale della Regione.
La legge, che ha richiesto mesi di lavoro, è frutto di una concertazione tra i soggetti più rappresentativi del Terzo settore, a partire dal Forum, vari settori tecnici della Regione, l’Anci, ed esperti del mondo universitario (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), del Cesvot e delle rappresentanze di settore. La Pdl è stata presentata stamani, nel corso di una conferenza stampa, dal presidente Enrico Rossi e dall’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, alla presenza di numerosi rappresentanti del Terzo settore e di Anci Toscana.

Leggi: Redattore Sociale, 17/09/2019


venerdì 13 settembre 2019
Avellino. Il Comune è pronto a far partire il piano di sfratti per gli occupanti abusivi.

Abbiamo letto con interesse le dichiarazioni rilasciate dall’assessore alle politiche abitative Marianna Mazza.
E dobbiamo, con dispiacere, constatare che, nonostante i nostri appelli e le comunicazioni ufficiali, non vi è traccia nella timeline dell’assessore della riconvocazione del tavolo per la casa.
Né presso il comune per le questioni aperte che riguardano la città capoluogo, né presso la Prefettura per quello che concerne proprio gli sfratti.
Precisando che i criteri fissati, sempre secondo fonti giornalistiche, troverebbero il nostro totale accordo, e chele O.O.S.S. di categoria da sempre sono in prima linea per ristabilire la legalità in città in tema di alloggi Erp, chiediamo che venga stabilito un metodo di lavoro chiaro e che garantisca a tutte le parti in causa di essere rappresentate.

Leggi: Sunia, 13/09/2019


mercoledì 11 settembre 2019
Toscana. Emergenza abitativa: Cgil e Sunia, più risorse per inquilini in difficoltà e investimenti in edilizia pubblica

12mila famiglie toscane in attesa dello sfratto con forza pubblica, 22mila di una casa popolare. Dove gli sfratti calano, è per gli affitti ai turisti e per l’aumento dei canoni (sul caro affitti Firenze, Pisa, Siena e Lucca al top).
Cgil e Sunia Toscana: “Servono risorse certe e programmate per gli inquilini in difficoltà, da investire in edilizia pubblica”.
Il Ministero dell’Interno ha pubblicato a luglio scorso, gli ultimi dati sugli sfratti di immobili ad uso abitativo, confermando la forte emergenza legata al settore. Il dato che si evince dai numeri che riguardano la Toscana (dati del Ministero dell’Interno sul 2018 in confronto al 2017) è quello di un fenomeno che si estende a tutti i comuni delle province, in particolare nelle aree dove la crisi economica e il numero di licenziamenti e cassa integrazione si sono fatti sentire con maggiore drammaticità. Ma soprattutto nelle città d’arte e turistiche, interessate dal problema degli affitti indirizzati ormai al turismo.
Firenze e provincia, prima città, con 1015 nuove convalide di sfratto, 3494 richieste di esecuzione, 715 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Sono in diminuzione del 9% i provvedimenti esecutivi, come le esecuzioni con forza pubblica (meno del 17,72%). Empoli continua ad essere la città toscana con più espropri immobiliari in rapporto al numero di abitanti.

Leggi: Sunia, 11/09/2019


IN AGENDA:

Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

Leggi: Rete Caad


25 settembre 2019 – Il Futuro del settore Long Term Care: prospettive dai servizi, dai gestori e dalle policy regionali – Aula Magna, Via Gobbi 5 – Milano

Quali fenomeni considerare per riflettere sul futuro del settore Long Term Care?
I bisogni degli anziani stanno cambiando e sempre più si pone attenzione ai temi della silver economy oltre che a quelli assistenziali.
Nuovi attori si affacciano sulla scena, ad esempio con polizze LTC, con un potenziale impatto sui servizi tradizionali residenziali e domiciliari. I gestori sono promotori di innovazioni anche tecnologiche. I soggetti pubblici sono impegnati in una intensa attività di regolamentazione e innovazione del settore.
Questi sono i temi che verranno presentati durante il convegno e nel Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care.

Leggi: Sda Bocconi


 Stare bene, stare insieme. Dal 2 al 3 ottobre la Festa nazionale di LiberEtà a Trani.

Dal 2 al 3 ottobre il Sindacato Pensionati Cgil sarà a Trani per la Festa nazionale di LiberEtà, dal titolo “Stare bene, stare insieme”.
Si comincia il 2 ottobre alle ore 12 alla Biblioteca comunale “Gianni Bovio” per i saluti alla cità, cui parteciperanno il sindaco di Trani Amedeo Bottaro, Gianni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia e Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil nazionale.
Si prosegue nel pomeriggio, alle ore 17, con lo spettacolo dei Premi LiberEtà 2019 presso il Cinema Impero. La premiazione, condotta da Neri Marcorè, vedrà fra gli altri la partecipazione di Phaim Bhuiyan, interprete e regista del film Bangla, Natalia Cangi, Direttrice dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve S. Stefano, lo sceneggiatore Salvatore De Mola e Antonio Massarutto, docente dell’Università di Udine.
La giornata si concluderà alle ore 21 in Piazza Quercia con lo spettacolo di Neri Marcorè “Le mie canzoni altrui”.

Leggi: Spi-Cgil


Festival delle Città. A Roma, dal 1 al 4 ottobre 2019

Mobilità sostenibile, smart city, misurazione del BES negli strumenti della programmazione economica degli enti locali, sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030. Sono questi alcuni temi al centro del ‘Festival delle città’, promosso e organizzato da ALI, in programma dall’1 al 4 ottobre a Roma nella suggestiva cornice del complesso di San Salvatore in Lauro in Piazza San Salvatore in Lauro. Seguiranno aggiornamenti sul programma della manifestazione e sulle modalità di partecipazione.

Leggi: Legautonomie


10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

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27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel.

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

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IN EVIDENZA:

Zamagni: “Il terzo settore sostituisce il welfare paternalistico. Ora pensi ai suoi lavoratori”

L’economista, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, a tutto campo sui dati del “boom” di imprese sociali e non profit: “Tendenza in atto da 15 anni ma non si può lavorare solo in convenzione con lo Stato e in autosfruttamento nelle coop. Il populismo odia i corpi intermedi e vuole togliere libertà al settore”
Il “boom” di imprese operanti nei settori del welfare e del terzo settore, certificato dalla Camera di Commercio di Milano, è figlio di una precisa “tendenza” che compie quasi 20 anni e della “legge 328 del 2000, le legge Turco, un testo molto innovativo per l’epoca tanto che non è stata applicata nei fatti sin dal principio ma che anticipando i tempi e piantandosi nel tessuto del Paese ha prodotto risultati”. Ne è convinto l’economista Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna ed ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore, punto di riferimento in Italia per la vasta comunità politica, imprenditoriale e associazionistica che si occupa di welfare e sociale.
“Questi dati non sono una novità del 2019 e confermano una tendenza in atto –  – dice Zamagni, commentando il report della Camera di Commercio milanese –. Il mondo del terzo settore o delle imprese sociali ha trovato il modo di compensare e svolgere una funzione surrogatoria della lacuna che si è venuta a determinare nel 2008 con lo scoppio della crisi economica e le ristrettezze della finanza pubblica nazionale e locale”. Per Zamagni questa “è stata una fortuna”, perché è stato recepito lo spirito della legge Turco del 2000 che “introduceva per la prima volta nell’ordinamento italiano il principio di co-progettazione e che, nell’ambito del welfare, dalla sanità alla scuola ai beni culturali o ambientali, bisogna arrivare a far sì che l’ente pubblico e i soggetti della società civile organizzata debbano non solo collaborare ma cooperare”. “Sono concetti diversi – afferma Zamagni –. Il lavoratore dell’impresa capitalistica standard collabora con chi investe i capitali, ma non coopera. Mentre la legge introduce il principio di ‘operare assieme’: significa che la co-progettazione da entrambi i lati prevede di definire i modi di gestione, di reperimento delle risorse economiche e le priorità negli obiettivi”.

Leggi: La Difesa del Popolo


L’art.55: come liberare il Terzo settore e i servizi sociali dalla schiavitù della concorrenza – Carlo Borzaga

L’interesse con cui l’art. 55 del codice del Terzo settore è stato accolto sia dalle organizzazioni di Terzo settore che da diverse pubbliche amministrazioni ha più di una spiegazione. Oltre a ribadire e ampliare la possibilità di co-programmare e co-progettare i servizi sociali e di interesse generale, esso ha di fatto sostituto, nella gestione di questi stessi servizi, il principio di concorrenza con quello di cooperazione e ha introdotto la possibilità di chiamare a gestirli solo soggetti di Terzo settore. Una vera e propria rivoluzione, dopo che per anni molti si sono messi d’impegno per imporre, anche nell’affidamento di questi sevizi, il ricorso a modalità concorrenziali e, in particolare, alle gare d’appalto ritenute la vera garanzia della piena applicazione di questo principio oltre che il miglior baluardo contro pratiche clientelari e corruttive. Non meraviglia quindi che proprio i difensori d’ufficio di queste modalità, prima il Consiglio di Stato con il suo discutibile parere e poi l’Anac nella proposta di revisione delle linee guida, abbiano reagito negando e cercando di limitare al massimo l’applicabilità dello stesso articolo – e quindi di una norma di legge dello Stato che lo stesso Consiglio di Stato aveva già valutato e ratificato prima della sua definitiva approvazione – riconfermando la loro fede nell’applicazione spinta del principio di concorrenza. Mostrando così, e non per la prima volta, una totale indifferenza per le ricadute sulla qualità dei servizi, sul benessere degli utenti e sulle condizioni di lavoro.

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Lavoro, salute, cultura: la Costituzione come progetto

La Carta si può, e qualche volta si deve, cambiare. Ma occorre farlo nello spirito dell’articolo 138, cioè con una procedura volutamente lenta e complessa che rappresenta una garanzia
Pubblichiamo il testo integrale della lectio magistralis tenuta da Salvatore Settis nel corso delle Giornate del lavoro della Cgil che si sono svolte a Lecce
Sono molto contento di essere qui con voi oggi, e vorrei ringraziare Maurizio Landini e la Cgil per avermi onorato con l’invito a parlare a Lecce. Ritengo infatti che i movimenti sindacali, e in particolare in Italia la Cgil, siano sempre più importanti per frenare, e se possibile arginare, la crisi della democrazia rappresentativa a cui il nostro tempo ci costringere ad assistere, quasi sempre da spettatori impotenti. Creare e alimentare occasioni di riflessione, di dialogo, di mutua educazione come questa fu un tempo, e non è più, compito e missione dei partiti; ed è da sperare che almeno nei sindacati essa sia ancora coltivata. La difficile stagione politica che il nostro Paese sta attraversando, e che l’allontanamento della Lega dal governo mitiga appena, rende questa preoccupazione e questa speranza ancor più intense. E ancor più necessario ricominciare dalla Costituzione repubblicana, e intendendola non come polveroso arnese d’archivio, ma come vivo progetto per il futuro. Il tema che ho concordato con gli organizzatori è: Lavoro, salute, cultura al centro: la Costituzione come progetto.

Leggi: Rassegna Sindacale


Stop all’invecchiamento”. I test che riportano indietro l’orologio biologico

Elisir di lunga vita. La ricerca punta a rallentare il più possibile il processo di invecchiamento e, forse, un giorno, a invertirlo. Un esempio è la ricerca su «Aging Cell» della University of California. Gli autori sono riusciti a «manomettere» l’età biologica delle cellule di un gruppo di volontari sottoposti ad un trattamento farmacologico: alla base c’erano ormoni della crescita e farmaci anti-diabetici. Un risultato importante – la dimostrazione che è possibile agire farmacologicamente sull’orologio biologico cellulare – ma che lascia ancora aperti dei dubbi sulla reale efficacia dell’esperimento. Nel rattempo anche diverse «Pharma» lavorano in questa direzione. E’ il caso di resTORbio, azienda che sta testando un farmaco utilizzato come immunosoppressore nei trapianti di organo su un gruppo di anziani: l’obiettivo è valutarne il potenziale anti-invecchiamento. Hackerare la biologia. E’ noto che la data di nascita sulla nostra carta di identità può non corrispondere a quella biologica. La chiave per interpretare questo sfasamento sta nell’epigenoma, l’insieme delle modificazioni chimiche e strutturali imposte dall’ambiente al Dna. E’ lui – con le sue metamorfosi – la «cartina tornasole» dell’età biologica.

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Persone anziane e digitale

Intervista a Arianna Poli  psicologa, dottoranda di ricerca alla Division Ageing and Social Change (ASC), Linköping University, Svezia. Gran parte della sua attività di ricerca si concentra su disuguaglianze ed esclusione in età anziana, principalmente in relazione ai processi di trasformazione digitale nella fornitura di servizi. Nella sua tesi di dottorato si focalizza sull’utilizzo delle nuove tecnologie nell’offerta dei servizi sanitari, nell’ambito di un progetto finanziato dallo Swedish Research Council for Health, Working Life and Welfare (FORTE). Prima dei suoi studi in Svezia, ha collaborato con l’Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani (INRCA), Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, all’interno del progetto Europeo INNOVAGE con focus su nuove tecnologie a supporto di familiari caregiver di anziani.
1) Rispetto al tema delle tecnologie, quali sono le principali differenze di approccio di intervento che hai riscontrato da parte delle diverse nazioni dell’UE? Puoi approfondire qualcuna?
In termini di accesso ad internet i numeri UE sono incoraggianti. Nel 2018 piu’ dell’80% degli Europei aveva regolare accesso ad Internet, seppure con una certa variazione tra i Paesi. Tuttavia, la quota di coloro che non hanno mai usato Internet e’ ancora importante soprattutto tra gli anziani. Nel 2018 i dati Eurostat riportano che il 37% degli individui tra 65 e 74 anni non aveva mai avuto accesso ad Internet. E’ importante riflettere sulle implicazioni di questo dato, soprattutto in riferimento alla progressiva digitalizzazione dei servizi anche pubblici al cittadino.
Dall’altro lato ci sono elementi individuali e di contesto che influenzano il successo nell’implementazione di tecnologie rendendolo anche un possibile strumento a supporto della popolazione anziana per l’invecchiamento sano e attivo.

Leggi: Abitare Sociale


Le tariffe delle Residenze sanitarie assistenziali

In Italia non esiste un sistema unitario per determinare le tariffe dell’assistenza residenziale rivolta agli anziani e le regioni si sono organizzate adottando modalità proprie. Il contributo di Franco Pesaresi cerca di fare luce su questo importante aspetto offrendo un quadro analitico dei diversi sistemi di tariffazione utilizzati e degli importi applicati, corredato da riflessioni orientate al miglioramento della qualità del servizio e all’utilizzo ottimale delle risorse.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi (AN) e Network Non Autosufficienza)
Come per le Residenze protette rivolte agli anziani, anche per le Residenze sanitarie assistenziali i sistemi di tariffazione adottati e/o gli importi applicati cambiano da una regione all’altra, con ricadute significative sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità delle prestazioni erogate.
I sistemi di tariffazione delle prestazioni residenziali per anziani
I sistemi tariffari usati in Italia nel settore dell’assistenza residenziale per anziani sono due:
• la tariffa per giornata di degenza;
• la tariffa giornaliera per caso trattato.
Ambedue sono tariffe giornaliere dato che nelle strutture residenziali la durata del ricovero è prolungata e variabile per cui il parametro temporale di identificazione della prestazione non potrà essere quello dell’episodio di ricovero, come avviene in ospedale, ma quello della giornata di assistenza.
La tariffa per giornata di degenza è il sistema più semplice ed il più usato in Italia. Esso prevede una tariffa uguale per tutti indipendentemente dalla condizioni e dalle necessità assistenziali del paziente. Per questa ragione è considerato il sistema più approssimativo.

Leggi: I Luoghi della Cura


Istituzioni pubbliche e innovazione sociale, un rapporto difficile

La condivisione di funzioni e la creazione di reti miste profit-non profit ha contribuito ad accrescere efficacia ed efficienza dei sistemi di welfare e a diversificare i servizi. Ciò ha implicato anche un cambiamento culturale nelle amministrazioni
Il testo che segue è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione “Tema” del n. 1/2019 della Rivista delle Politiche Sociali. Questo è invece il link alla rubrica che Rassegna dedica alla pubblicazione
Non raramente le istituzioni pubbliche vengono considerate un ostacolo ai processi di innovazione – specie le amministrazioni centrali –, mentre si assume che le amministrazioni locali e il Terzo settore siano più capaci di promuovere innovazione sociale grazie alla prossimità ai cittadini, che consentirebbe di individuare problemi e soluzioni e di attivare risorse e reti sociali per farvi fronte.
La critica al funzionamento del settore pubblico ha avviato ormai da diversi decenni un processo di profonda riconfigurazione del welfare, pur con differenze profonde tra contesti nazionali e locali. In primo luogo, sono state introdotte misure di razionalizzazione amministrativa e coordinamento tra organizzazioni e settori e/o fusioni di diversi ambiti di policy (vedi sportelli per il lavoro e per l’assistenza sociale).
Le pubbliche amministrazioni si sono riorganizzate, anche riducendo il pubblico impiego, i costi dei servizi e la spesa pubblica. Le riforme improntate al cosiddetto new public management hanno teso a migliorare l’efficienza e controllare i costi, per esempio esternalizzando alcune funzioni. Al contempo, nuove modalità di intervento – come l’attivazione o l’empowerment – sono state introdotte non solo per contrastare le “trappole” della dipendenza dal welfare, ma anche per sviluppare forme di cittadinanza sociale più partecipata.

Leggi: Rassegna Sindacale


La gestione dell’anziano fragile in un reparto di medicina con attenzione alla dimissione

La geriatria e la gerontologia hanno sviluppato negli anni il corpus scientifico (paradigmi, principi, lessico standard di riferimento: il “Canone geriatrico”) da cui devono trarre ispirazione e al quale devono attenersi le azioni per la cura dell’anziano. Questo articolo ha la finalità di descrivere, in modo sistematico, gli atti di cura del paziente anziano (la gestione) in ambiente ospedaliero relativamente al canone geriatrico: determinanti della salute dell’anziano, malattie e loro co-presenza, fragilità, disabilità, “burden of diseases” e complessità, valutazione multidimensionale, appropriatezza dei processi diagnostico-terapeutici, aspettative e del paziente e dei familiari, outcome raggiungibili durante il ricovero, dimissione, aspetti sociali ed extraclinici in grado di condizionare la traiettoria di salute.
di Renzo Rozzini (Direttore del Dipartimento di Geriatria della Fondazione Poliambulanza-Istituto Ospedaliero Brescia)
“Anche se non pretendo di essere una specialista in geriatria, sono stata per anni molto interessata al problema dell’invecchiamento; oggi ritengo che solo il riconoscimento di una specializzazione medica specifica potrà affrontare il problema della cura dei pazienti anziani in modo appropriato. Solo in tempi relativamente recenti la pediatria è stata riconosciuta come specialità autonoma e per questo apprezzata: quando ero studente i bambini venivano ricoverati in reparti per adulti (non c’erano reparti a loro riservati), ritenendo che medici internisti e infermieri avessero competenza più che sufficiente per la loro cura. Oggi lo stesso atteggiamento vale nella cura degli anziani: il risultato è che l’attenzione loro riservata negli ospedali (priva di conoscenze specifiche) è nella maggior parte dei casi scadente e, ugualmente inadatta, quella erogata nei cronicari, privi di qualsiasi armamentario per la diagnosi, di strumenti per la ricerca e per terapia… Con questi punti in mente e, con la consapevolezza che il problema della cura degli anziani è destinato a crescere negli anni a venire, non posso che sostenere con forza l’inclusione della geriatria nel curriculum dello studente di medicina”.

Leggi: I Luoghi della Cura


Un’agenda sociale per il nuovo governo

Il governo giallorosso si troverà ad affrontare diverse sfide di ordine sociale oltre a quelle – pur decisive e di cui si parla prevalentemente – di rilancio delle imprese, degli investimenti e dell’occupazione. Esse andranno considerate con la stessa determinazione e lungimiranza, perché non esiste un prima e un dopo tra sviluppo e coesione. Ecco in sintesi alcune (non certo esaustive) priorità sociali.
Assegno unico per i figli, per sfidare l’inverno demografico attraverso uno strumento semplice, continuativo, equo e maggiormente dotato rispetto a quelli (complicati, saltuari, iniqui e di valore limitato) oggi previsti. Sull’assegno unico per i figli (ho presentato un disegno di legge nel 2014, rilanciato da tutto il PD nel 2018) oggi si riscontra una quasi totale convergenza dei partiti, delle associazioni e dei sindacati. La volontà politica dunque c’è, ma gli va data priorità. Inoltre, si dovrebbe semplificare il sistema di sostegni per l’infanzia e l’adolescenza, attraverso una dote unica spendibile per servizi.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio
Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


NEWS:

lunedì 16 settembre 2019
“ABITIAMOLA” – Newsletter Settembre 2019

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
E’ stato pubblicato il Decreto che definisce le modalità del piano straordinario di dismissione degli immobili pubblici previsto dalla Legge di Bilancio 2019, un tema ricorrente come soluzione per far cassa. La variante agli strumenti urbanistici e la possibilità di modificare le destinazioni d’uso, su beni generalmente posizionati in aree centrali delle città, rischiano di innescare operazioni speculative.
■ I bandi dell’Agenzia del Demanio relativi a 93 immobili
L’Anci in Conferenza Unificata ha espresso l’intesa su due decreti. Il primo definisce i criteri per la ripartizione del Fondo per interventi di demolizione di opere abusive; il secondo finanzia  interventi infrastrutturali in Comuni con meno di 3.500 abitanti, utilizzando le risorse del programma “Seimila campanili”.
■ Delibera CIPE 14/2019, pubblicata nella nella G.U. 179/2019
L’Italia è più esposta di altri Paesi agli impatti del cambiamento climatico ed è al 2° posto in Europa per le perdite economiche generate dai cambiamenti climatici. Uno degli impegni più urgenti da affrontare è quello di rendere più incisive le misure delle città italiane che non hanno ancora l’attenzione e l’impostazione adeguate al livello di priorità raggiunto.
■ I dieci punti della Dichiarazione per l’adattamento climatico sosttoscritto da 26 città italiane nell’ambito della 2^ Conferenza Nazionale delle Green City.
Studi e ricerche
ASVIS, Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, Report n°1, 2019)….pag. 6
Il modo in cui stiamo oggi utilizzando la terra sta contribuendo al cambiamento climatico, minando la sua capacità di sostenere le persone e la Ippc, Rapporto sul suolo.
Notizie dalle categorie e dalle associazioni
CGIL e FLAI CGIL Puglia: Inaugurazione a San Severo di Casa Sankara, foresteria per l’accoglienza temporanea di lavoratori agricoli;
CGIL, SUNIA: Le politiche abitative per affrontare l’emergenza nei punti del programma del nuovo Governo.
Dai territori: Lazio: approvazione della delibera che da il via all’iter per la realizzazione del Programma di rigenerazione urbana a San Lorenzo – Via dei Lucana; Lazio: arte e tecnologia per promuovere la rigenerazione urbana; Liguria: bando sulla rigenerazione urbana; Liguria: approvazione della legge sull’edilizia sostenibile; Puglia: istituzione delle comunità energetiche; Veneto: bando per efficienza energetica negli edifici pubblici…

Leggi: Cgil, 16/09/2019


lunedì 16 settembre 2019
Affitto lungo in crisi nelle grandi città. L’offerta si sposta sulle formule brevi

Il boom degli affitti brevi cambia il volto dei centri storici, alimenta l’emergenza abitativa e spacca in due il mercato della locazione. Il fascino di una maggiore redditività, da verificare comunque caso per caso, contribuisce ad allontanare i proprietari dalle formule contrattuali tradizionali, già penalizzate dal rischio morosità e dalla rigidità di normative vecchie da decenni. Tanto che nelle città turistiche, vicino ai luoghi d’arte e nelle zone universitarie l’offerta resta sguarnita: secondo operatori e inquilini, la domanda di soluzioni abitative stabili da parte di coppie, famiglie e studenti fatica a trovare risposta. E dalle strade spariscono i cartelli «Affittasi».
La flessione del 4+4 nei centri urbani
L’erosione dell’offerta, soprattutto dei tagli più piccoli (monolocali, bilocali e piccoli trilocali), emerge da tre indicatori di mercato riferiti alle grandi città: nell’ultimo biennio gli annunci «affittasi» con proposte di lungo periodo, sono calati del 7% su Immobiliare.it, con una flessione più accentuata a Milano (-8%); nello stesso arco di tempo i canoni sono lievitati del 2%, con picchi del 7% a Bologna e Firenze e del 10% a Milano; i tempi medi per locare un’abitazione si sono ridotti drasticamente (del 17%). Gli alloggi che arrivano sul mercato ci restano pochissimo (in media 2,9 mesi, a Milano 1,8), a conferma del fatto che la domanda resta elevata.

Leggi: Iusletter, 16/09/2019


domenica 15 settembre 2019
I malati di vecchiaia e quelle famiglie da non lasciare sole

La lettera di Marisa Belliero, che racconta il suo dolore per la madre Iside, in casa di riposo a 107 anni, solleva un problema che va ben oltre la questione dei soldi: prendersi cura degli anziani non è compito dei figli, ma della società intera (e della sanità pubblica)
La lettera di Marisa Belliero “Mia madre a 107 anni in casa di riposo: soffro per lei, ma non avevo scelta” Settimane indietro ho letto su Repubblica che il capo del governo, signor Conte, ha visitato una struttura per anziani, dispiacendosi per un’anziana signora che da molto tempo non riceveva visite dai propri familiari. Di questo ha ragione, dovremmo sempre ricordarci ed avere rispetto per chi ci ha con sacrificio allevati. La settimana dopo, sullo stesso giornale, leggo anche l’articolo dove si parla di una signora di 99 anni che si è buttata dalla finestra della struttura dove era ricoverata. Di tutto questo vorrei chiedere ai nostri politici che stanno facendo un nuovo governo se si rendono conto di come vivono gli anziani in struttura, e i loro familiari costretti a ricoverarli perché non hanno aiuti dallo Stato, perché non tutti i figli li abbandonano.

Leggi: La Repubblica, 15/09/2019


domenica 15 settembre 2019
Iside, Marisa e i malati di vecchiaia  

Marisa Belliero è una donna fortunata. Ha 76 anni, vive col marito, coetaneo, hanno attorno figli e nipoti, vivono in un piccolo appartamento a Pinerolo con duemila euro di pensione in due. Marisa ha ancora sua madre, Iside, di 107 anni. Fino all’anno scorso viveva con lei. Poi è caduta e, come spiega nella lettera, con grande dolore non ha potuto prendere in casa una persona fissa ad assisterla, i medici le hanno raccomandato di cercare una struttura dove la madre fosse “protetta”. La struttura costa tremila euro al mese, e Marisa non li ha.
È sua nipote Irene che mi ha inviato la lettera: non è solo una questione economica, dice.
Certo che facendo molti sacrifici, unendo le forze familiari riescono tutti insieme a sostenere la spesa.
Però sarebbe giusto che il sistema sanitario tenesse conto non solo delle “emergenze”, ma delle “permanenze”. La scienza medica ha fatto enormi passi avanti, l’età media di vita è sempre più alta: un progresso. Però per qualche ragione il sistema di assistenza sanitaria lascia indietro questo numero sempre maggiore di persone: non solo gli anziani, i nostri genitori i nostri nonni, ma anche coloro che da giovani sono colpiti da qualche patologia cronica e hanno bisogno di cure di lungo periodo, a tempo indefinito.

Leggi: La Repubblica, 15/09/2019


venerdì 13 settembre 2019
Rovere (Assoimmobiliare): «Il futuro? Rigenerazione e residenze in affitto»

«L’attenzione degli investitori esteri è un tema da cavalcare, ma anche da incentivare con nuove misure»
Il vivace primo semestre del real estate italiano, residenziale e non, fa ben sperare per la chiusura dell’anno. L’interesse dei capitali esteri sale, insieme alla fiducia delle famiglie. Anche se, nonostante la previsione a fine 2019 di 129 miliardi di euro di beni scambiati nel complesso– 5,2 miliardi di euro i volumi da parte degli istituzionali nei primi sei mesi, attesi verso nove miliardi a fine anno -, il settore risente ancora della mancanza di alcune iniezioni di fiducia necessarie, anche sotto il profilo di innovazioni normative e incentivi fiscali. «L’attenzione e gli investimenti sul real estate italiano dei capitali esteri rappresentano un tema da cavalcare – dice Silvia Rovere, presidente di Assoimmobiliare, l’associazione di riferimento del settore -, ma anche da incentivare con nuove misure». Altrimenti sarà solo Milano ad avere la forza di attirare nuovi investimenti, che non necessariamente si estenderanno al resto del Paese.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 13/09/2019


giovedì 12 settembre 2019
Pedretti: in piazza per essere ascoltati

Sanità, diritto alla cura, non autosufficienza, fisco. Il segretario generale del sindacato pensionati Cgil mette in fila in un video sul suo profilo Facebook le richieste al centro della manifestazione nazionale che si terrà a Roma a metà novembre
La sanità, che deve tornare ad essere pubblica e universale. Il diritto a curarsi, sancito dalla Costituzione e che non può essere un privilegio per pochi. La non autosufficienza, vera e propria emergenza nazionale che ricade tutta sulle famiglie e sulla quale non si può continuare a far finta di niente. Le tasse, che devono essere abbassate anche a chi è in pensione. Il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti mette in fila in un video sul suo profilo Facebook le richieste che i sindacati avanzano al nuovo governo per migliorare la vita dei pensionati e degli anziani italiani.
“I pensionati – spiega Pedretti – sono un pezzo importante della nostra società e in questi anni si sono fatti carico delle proprie famiglie aiutandole come potevano. È arrivato il momento di restituire loro qualcosa. Ci aspettiamo che il nuovo governo si faccia carico di tutti questi problemi e che dia pienamente il senso di una svolta”. Per questo, conclude, “con Cisl e Uil abbiamo deciso di organizzare una manifestazione nazionale a Roma per la metà di novembre. Non si scende in piazza solo per protestare o contro qualcuno. Si scende in piazza anche per far sentire la propria voce e per chiedere delle soluzioni e questo è quello che intendiamo fare”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 12/09/2019


giovedì 12 settembre 2019
Le richieste dei pensionati al Governo

La sanità, che deve tornare ad essere pubblica e universale. Il diritto a curarsi, sancito dalla Costituzione e che non può essere un privilegio per pochi.
La non autosufficienza, vera e propria emergenza nazionale che ricade tutta sulle famiglie e sulla quale non si può continuare a far finta di niente.
Le tasse, che devono essere abbassate anche a chi è in pensione.
Il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti mette in fila in un video sul suo profilo Facebook le richieste che i Sindacati avanzano al nuovo governo per migliorare la vita dei pensionati e degli anziani italiani.
“I pensionati sono un pezzo importante della nostra società – dice Pedretti – e in questi anni si sono fatti carico delle proprie famiglie aiutandole come potevano. È arrivato il momento di restituire loro qualcosa”.
“Ci aspettiamo – continua il Segretario generale dello Spi-Cgil nel video – che il nuovo governo si faccia carico di tutti questi problemi e che dia pienamente il senso di una svolta.
Per questo con Cisl e Uil abbiamo deciso di organizzare una manifestazione nazionale a Roma per la metà di novembre. Non si scende in piazza solo per protestare o contro qualcuno. Si scende in piazza anche per far sentire la propria voce e per chiedere delle soluzioni e questo è quello che intendiamo fare”.

Leggi: Spi-Cgil, 12/09/2019


giovedì 12 settembre 2019
Il parcheggio riservato non è un privilegio arbitrario!

«Molte persone non disabili – scrive Simona Lancioni, commentando l’ennesima notizia di ordinaria inciviltà in àmbito di parcheggi – non guardano ai posti auto riservati alle persone con disabilità per ciò che realmente sono, ovvero uno strumento volto a colmare uno svantaggio e a realizzare l’uguaglianza sostanziale, ma come a un privilegio arbitrariamente concesso e infatti non si fanno scrupolo ad occuparli. Non solo. L’esistenza di questi stalli riservati ha indotto qualcuno a considerare improprio che le persone con disabilità possano legittimamente utilizzare anche gli altri spazi»
L’ennesima notizia di ordinaria inciviltà risale a qualche giorno fa e arriva da Novate Milanese, Comune con poco più di 20.000 abitanti nella città metropolitana di Milano, in Lombardia.
«Se hai un handicap, parcheggia al tuo posto, non occupare il parcheggio agli altri, grazie»: è questo il messaggio intimidatorio affidato ad un cartoncino posto sul cruscotto dell’auto di Assunta Ferranti, sessantanovenne con problemi di deambulazione, residente, appunto, a Novate Milanese, allorquando, avendo trovato lo stallo riservato alle persone con disabilità sotto casa occupato da un’auto senza contrassegno, ha dovuto parcheggiare nel posto accanto.

Leggi: Superando, 12/09/2019


giovedì 12 settembre 2019
“Dopo di me”, il progetto che aiuta gli anziani e i loro amici a quattro zagiompe

Ideato dall’associazione Asta, sarà presentato in Campidoglio il 28 ottobre: garantisce agli anziani un supporto per la cura dei loro animali domestici, quando loro non ce la faranno più. E anche “dopo di loro”
Un piccolo problema può diventare un impedimento: e un’idea semplice può fornire una grande opportunità. Come quella di godere della compagnia di un animale domestico: un’opportunità particolarmente preziosa per gli anziani che vivono da soli, i quali però sono spesso costretti a rinunciarvi, per paura di non farcela. E anche per la preoccupazione del “dopo”. Per questo l’associazione Asta (Associazione Salute e Tutela degli Animali), in collaborazione con Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e Vetonline24, ha ideato il progetto “Dopo di me”, patrocinato da FederAnziani Senior Italia e dall’assessorato alla Crescita culturale di Roma, che sarà presentato il prossimo 28 settembre in Campidoglio.

Leggi: Redattore Sociale, 12/09/2019


mercoledì 11 settembre 2019
Pensioni: Ghiselli (Cgil), dati Ragioneria dello Stato non siano pretesto per interventi restrittivi

“Le previsioni della Ragioneria generale dello Stato sulla spesa previdenziale italiana, come al solito secondo noi sovrastimate, non modificano un quadro complessivo che vedrà certamente nei prossimi anni un incremento della spesa, soprattutto per ragioni demografiche. Ciononostante il sistema è ampiamente in equilibrio e lo sarebbe ancor di più se si depurasse la spesa previdenziale da tutto ciò che previdenza non è”. Così in una nota il segretario confederale della Cgil nazionale, Roberto Ghiselli.
“E soprattutto – aggiunge il dirigente sindacale – non si possono prendere a pretesto questi dati per bloccare quota 100, che si sta dimostrando ampiamente sottoutilizzata rispetto alle previsioni, come ampiamente previsto dalla Cgil. O per fare altri interventi restrittivi sulla previdenza che, al contrario, necessita di una vera riforma che superi l’impianto della legge Fornero che il precedente Governo ha lasciato inalterata”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 11/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Il sociale nelle linee di indirizzo del governo Conte bis

Disuguaglianze e diritti, famiglia e disabilità, giovani, politiche migratorie e casa sono, oltre a crescita, ambiente e lavoro, i principali punti di attenzione del programma del nuovo governo giallorosso, che ha tutte le carte in regola per essere un governo di stampo sociale. È tuttavia ancora troppo presto per sentenze e ogni tipo di giudizio, positivo o negativo che sia, risulterebbe affrettato e superficiale; tutto dipenderà da se, come e quando tali linee di indirizzo verranno effettivamente declinate. Ad ogni modo, i presupposti di partenza sembrano buoni: dei 29 punti del programma esecutivo, reso ufficialmente noto il 4 settembre scorso, in almeno 7 si legge di welfare e politiche sociali. Infatti, fin dal principio, le linee programmatiche recitano: “con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: […] le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, […] l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e per il welfare” (punto 1).

Leggi: Welforum, 10/09/2019


lunedì 9 settembre 2019
Agevolazioni prima casa: la cessione di immobile a terzi non comporta la decadenza

La cessione a terzi di un immobile oggetto di agevolazione prima casa, in virtù di clausole contenute in un accordo di separazione omologato dal giudice, finalizzato alla risoluzione della crisi coniugale, non comporta la decadenza dal relativo beneficio. Lo ha stabilito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 80/E del 9 settembre 2019. Questa soluzione è in linea con le norme sulla disciplina di casi di scioglimento del matrimonio e con le agevolazioni ed esenzioni previste.
on la risoluzione n. 80/E/2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni in tema di agevolazioni prima casa in caso di separazione consensuale.
Le agevolazioni prima casa sono disciplinate dalla Nota II-bis, in calce all’art. 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al D.P.R. n. 131/1986.
La Nota II-bis dispone che in caso di dichiarazione mendace o di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché’ una sovrattassa pari al 30% delle stesse imposte.

Leggi: Ipsoa, 09/09/2019


DALLE REGIONI:

mercoledì 11 settembre 2019
Edilizia sociale a Siracusa, il Sunia denuncia: ” Settecento famiglie in attesa di un alloggio e 1600 sfratti”

“Da troppo tempo le politiche abitative sono dimenticate o sottovalutate nelle azioni del Comune di Siracusa, soprattutto nelle aree urbane periferiche, dove una crescente emergenza non trova soluzione reale a causa di assenza di fondi da destinare al rilancio dell’edilizia sociale in affitto a canone sostenibili e, determinato anche dal mancato finanziamento di sostegno alla domanda debole”. A denunciarlo è Salvatore Zanghì. Segretario del Sunia.
“Sebbene il decreto del 4 luglio 2019 – previa delibera Cipe del 22 dicembre 2017 – abbia previsto fondi per 250 milioni di euro, dei quali 22 milioni e 600mila euro assegnati alla Sicilia, Siracusa attende ancora che se ne dia attuazione e applicazione pratica – afferma Zanghì – Questi fondi infatti, costituirebbero una boccata d’ossigeno per il programma integrato residenziale sociale, oltre che per tutto il settore dell’edilizia in sofferenza occupazionale. In particolare si potrebberro attivare interventi di rigenerazione e riorganizzazione urbana al fine di migliorare ed ampliare l’offerta del social housing, nonchè mettere in sicurezza gli edifici esistenti mediante interventi di adeguamento e miglioramento antisismico e impiantistico. Il Sunia provinciale ritiene essenziale superare una visione emergenziale del disagio ed avviare una politica di medio e lungo periodo.

Leggi: Nuovo Sud, 11/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Casa, in Toscana 12 mila famiglie sotto sfratto e 22 mila in attesa di una casa

Calano gli sfratti ma in Toscana è sempre emergenza abitativa. In Toscana nel 2018 si registra una diminuzione degli sfratti eseguiti con forza pubblica (19%), degli sfratti in corso (meno 20%), e delle richieste di sfratto (meno 10%): le convalide di sfratto in attesa di esecuzione, secondo i dati dell’anno scorso del ministero dell’Interno resi noti da Cgil e Sunia Toscana, sono 3.848 in tutto, e sono 12 mila le famiglie toscane in attesa dello sfratto con forza pubblica.
La nostra regione rimane comunque 5/a in Italia per numero di esecuzioni e “soffre” sul fronte delle richieste di casa popolare: sono ben 22 mila famiglie in lista di attesa nella nostra regione, e si stima che solo il 5% troverà risposta abitativa pubblica nei prossimi cinque anni. Questo perché, si spiega da parte delle due organizzazioni, le case che si liberano non vengono re-immesse sul mercato nel circuito degli affitti per i residenti ma piuttosto in quello affitti brevi per turisti”.

Leggi: Nova Radio, 10/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Cgil e Sunia chiedono un rilancio dell’abitare ”sociale”

Un piano pluriennale di aumento dell’offerta di alloggi sociali in affitto a canoni sostenibili, puntando sul recupero di aree ed edifici dismessi; revisione della legge sulle locazioni che punti, attraverso contrattazione collettiva e leva fiscale, ad abbassare il livello degli affitti privati e aumentare l’offerta; una dotazione finanziaria certa e continuativa per permettere programmazione degli interventi e sostegno diretto agli inquilini in difficoltà. E’ quanto chiedono Cgil e Sunia Toscana, per ovviare a una situazione che vede 22mila famiglie collocate nelle graduatorie comunali in attesa dell’assegnazione di una casa popolare, con solo il 5% che secondo le stime del sindacato troverà una risposta abitativa pubblica nel corso dei prossimi 5 anni.
La richiesta di Cgil e Sunia arriva a commento dei dati del ministero dell’interno secondo cui in Toscana nel 2018 si registra un calo per gli sfratti eseguiti con forza pubblica (19%), per quello che riguarda gli sfratti in corso (meno 20%), e per quello che riguarda le richieste di sfratto (meno 10%): le convalide di sfratto in attesa di esecuzione sono 3.848 in tutto, e sono 12mila le famiglie toscane in attesa dello sfratto con forza pubblica.

Leggi: Toscana 24, Il Sole 24 Ore, 10/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Erp Lucca, via libera a interventi di manutenzione in 172 alloggi popolari

Via libera dalla Giunta regionale ad interventi di manutenzione straordinaria su 172 alloggi di edilizia popolare nella provincia di Lucca. Con una delibera proposta dall’assessore alla casa Vincenzo Ceccarelli, l’amministrazione regionale ha approvato il piano di interventi proposto dal Lode di Lucca per riutilizzare – sulla base di quanto previsto dalle norme regionali – i proventi della gestione e delle cessioni del patrimonio di edilizia pubblica del Lode.
L’importo complessivo dei lavori autorizzati è stimato in 2.776.478 euro. Gli interventi si concentreranno principalmente sul complesso di via Lenci a Viareggio (ben 126 alloggi dei 172 complessivi sui quali si andrà ad intervenire, per un valore di 2.070.000 euro). Il resto delle risorse (706.478 euro) saranno utilizzate per varie interventi di vari Comuni della lucchesia.

Leggi: Toscana Notizie, 10/09/2019


IN AGENDA:

Lecce, incontro Auser, Spi e Cgil sull’invecchiamento attivo
Si terranno a Lecce dal 20 al 22 settembre le Giornate del Lavoro organizzate dalla Cgil, nell’ambito di questa iniziativa il giorno 20 alle ore 10 presso il Teatro Apollo, incontro sul tema “Il Welfare da ripensare, necessità e opportunità in una società che invecchia”. Partecipano Enzo Costa presidente nazionale Auser, Ivan Pedretti segretario generale Spi Cgil, Maurizio Landini segretario generale Cgil e Maria Cecilia Guerra economista Università di Modena

Leggi: Auser


Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

Leggi: Rete Caad


“Territorio del welfare”, la XII Conferenza Espanet, a Urbino

La conferenza, che si terrà dal 19 al 21 settembre a Urbino, affronterà le trasformazioni politico-sociali recenti che stanno incidendo in modo significativo sul welfare. La presa di forza di movimenti identitari, populisti e sovranisti può contribuire a forme di welfare sciovinismo. Si può assistere a spirali di esclusione di soggetti “marginali”, a forme di colpevolizzazione di diverse tipologie di soggetti svantaggiati, alla disintegrazione di alcune forme di protezione, all’abbandono selettivo delle politiche sociali con l’incremento delle diseguaglianze.

Leggi: Espanet Italia


19 al 21 settembre all’Università Pontificia Salesiana di Roma – Seconda Conferenza Internazionale sulle tecnologie assistive
Sono quell’insieme di innovazioni tecnologiche, inizialmente concepite per altri scopi – comprese le applicazioni degli smartphone o dei tablet o ancora la domotica o la robotica – che rappresentano una risorsa fondamentale in grado di rimuovere ostacoli e produrre facilitazioni nel complesso rapporto delle persone con disabilità plurime con l’ambiente circostante: si parla delle tecnologie assistive, che saranno al centro della seconda Conferenza Internazionale sulle Tecnologie Assistive e la Disabilità (ATAD
Vale ancora una volta la pena ricordare che cosa si intenda quando si parla di tecnologie assistive e disabilità. In sintesi, utilizzando la definizione che ne dà la Lega del Filo d’Oro, si tratta «dell’insieme di innovazioni tecnologiche, inizialmente concepite per altri scopi – comprese le applicazioni degli smartphone o dei tablet o ancora la domotica o la robotica – che rappresentano una risorsa fondamentale in grado di rimuovere ostacoli e produrre facilitazioni nel complesso rapporto delle persone con disabilità plurime con l’ambiente circostante. E nel caso delle condizioni di gravi disabilità, esse possono divenire uno strumento indispensabile per favorire l’indipendenza, l’autodeterminazione e una migliore qualità di vita».

Leggi: Superando


 25 settembre 2019 – Il Futuro del settore Long Term Care: prospettive dai servizi, dai gestori e dalle policy regionali – Aula Magna, Via Gobbi 5 – Milano

Quali fenomeni considerare per riflettere sul futuro del settore Long Term Care?
I bisogni degli anziani stanno cambiando e sempre più si pone attenzione ai temi della silver economy oltre che a quelli assistenziali.
Nuovi attori si affacciano sulla scena, ad esempio con polizze LTC, con un potenziale impatto sui servizi tradizionali residenziali e domiciliari. I gestori sono promotori di innovazioni anche tecnologiche. I soggetti pubblici sono impegnati in una intensa attività di regolamentazione e innovazione del settore.
Questi sono i temi che verranno presentati durante il convegno e nel Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care.

Leggi: Sda Bocconi


 Stare bene, stare insieme. Dal 2 al 3 ottobre la Festa nazionale di LiberEtà a Trani.

Dal 2 al 3 ottobre il Sindacato Pensionati Cgil sarà a Trani per la Festa nazionale di LiberEtà, dal titolo “Stare bene, stare insieme”.
Si comincia il 2 ottobre alle ore 12 alla Biblioteca comunale “Gianni Bovio” per i saluti alla cità, cui parteciperanno il sindaco di Trani Amedeo Bottaro, Gianni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia e Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil nazionale.
Si prosegue nel pomeriggio, alle ore 17, con lo spettacolo dei Premi LiberEtà 2019 presso il Cinema Impero. La premiazione, condotta da Neri Marcorè, vedrà fra gli altri la partecipazione di Phaim Bhuiyan, interprete e regista del film Bangla, Natalia Cangi, Direttrice dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve S. Stefano, lo sceneggiatore Salvatore De Mola e Antonio Massarutto, docente dell’Università di Udine.
La giornata si concluderà alle ore 21 in Piazza Quercia con lo spettacolo di Neri Marcorè “Le mie canzoni altrui”.

Leggi: Spi-Cgil


Festival delle Città. A Roma, dal 1 al 4 ottobre 2019
Mobilità sostenibile, smart city, misurazione del BES negli strumenti della programmazione economica degli enti locali, sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030. Sono questi alcuni temi al centro del ‘Festival delle città’, promosso e organizzato da ALI, in programma dall’1 al 4 ottobre a Roma nella suggestiva cornice del complesso di San Salvatore in Lauro in Piazza San Salvatore in Lauro. Seguiranno aggiornamenti sul programma della manifestazione e sulle modalità di partecipazione.

Leggi: Legautonomie


10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

Leggi: Forum della Leopolda


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel.

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Stop all’invecchiamento”. I test che riportano indietro l’orologio biologico

Elisir di lunga vita. La ricerca punta a rallentare il più possibile il processo di invecchiamento e, forse, un giorno, a invertirlo. Un esempio è la ricerca su «Aging Cell» della University of California. Gli autori sono riusciti a «manomettere» l’età biologica delle cellule di un gruppo di volontari sottoposti ad un trattamento farmacologico: alla base c’erano ormoni della crescita e farmaci anti-diabetici. Un risultato importante – la dimostrazione che è possibile agire farmacologicamente sull’orologio biologico cellulare – ma che lascia ancora aperti dei dubbi sulla reale efficacia dell’esperimento. Nel rattempo anche diverse «Pharma» lavorano in questa direzione. E’ il caso di resTORbio, azienda che sta testando un farmaco utilizzato come immunosoppressore nei trapianti di organo su un gruppo di anziani: l’obiettivo è valutarne il potenziale anti-invecchiamento. Hackerare la biologia. E’ noto che la data di nascita sulla nostra carta di identità può non corrispondere a quella biologica. La chiave per interpretare questo sfasamento sta nell’epigenoma, l’insieme delle modificazioni chimiche e strutturali imposte dall’ambiente al Dna. E’ lui – con le sue metamorfosi – la «cartina tornasole» dell’età biologica.

Leggi: La Stampa


Persone anziane e digitale

Intervista a Arianna Poli  psicologa, dottoranda di ricerca alla Division Ageing and Social Change (ASC), Linköping University, Svezia. Gran parte della sua attività di ricerca si concentra su disuguaglianze ed esclusione in età anziana, principalmente in relazione ai processi di trasformazione digitale nella fornitura di servizi. Nella sua tesi di dottorato si focalizza sull’utilizzo delle nuove tecnologie nell’offerta dei servizi sanitari, nell’ambito di un progetto finanziato dallo Swedish Research Council for Health, Working Life and Welfare (FORTE). Prima dei suoi studi in Svezia, ha collaborato con l’Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani (INRCA), Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, all’interno del progetto Europeo INNOVAGE con focus su nuove tecnologie a supporto di familiari caregiver di anziani.
1) Rispetto al tema delle tecnologie, quali sono le principali differenze di approccio di intervento che hai riscontrato da parte delle diverse nazioni dell’UE? Puoi approfondire qualcuna?
In termini di accesso ad internet i numeri UE sono incoraggianti. Nel 2018 piu’ dell’80% degli Europei aveva regolare accesso ad Internet, seppure con una certa variazione tra i Paesi. Tuttavia, la quota di coloro che non hanno mai usato Internet e’ ancora importante soprattutto tra gli anziani. Nel 2018 i dati Eurostat riportano che il 37% degli individui tra 65 e 74 anni non aveva mai avuto accesso ad Internet. E’ importante riflettere sulle implicazioni di questo dato, soprattutto in riferimento alla progressiva digitalizzazione dei servizi anche pubblici al cittadino.
Dall’altro lato ci sono elementi individuali e di contesto che influenzano il successo nell’implementazione di tecnologie rendendolo anche un possibile strumento a supporto della popolazione anziana per l’invecchiamento sano e attivo.

Leggi: Abitare Sociale


Le tariffe delle Residenze sanitarie assistenziali

In Italia non esiste un sistema unitario per determinare le tariffe dell’assistenza residenziale rivolta agli anziani e le regioni si sono organizzate adottando modalità proprie. Il contributo di Franco Pesaresi cerca di fare luce su questo importante aspetto offrendo un quadro analitico dei diversi sistemi di tariffazione utilizzati e degli importi applicati, corredato da riflessioni orientate al miglioramento della qualità del servizio e all’utilizzo ottimale delle risorse.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi (AN) e Network Non Autosufficienza)
Come per le Residenze protette rivolte agli anziani, anche per le Residenze sanitarie assistenziali i sistemi di tariffazione adottati e/o gli importi applicati cambiano da una regione all’altra, con ricadute significative sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità delle prestazioni erogate.
I sistemi di tariffazione delle prestazioni residenziali per anziani
I sistemi tariffari usati in Italia nel settore dell’assistenza residenziale per anziani sono due:
• la tariffa per giornata di degenza;
• la tariffa giornaliera per caso trattato.
Ambedue sono tariffe giornaliere dato che nelle strutture residenziali la durata del ricovero è prolungata e variabile per cui il parametro temporale di identificazione della prestazione non potrà essere quello dell’episodio di ricovero, come avviene in ospedale, ma quello della giornata di assistenza.
La tariffa per giornata di degenza è il sistema più semplice ed il più usato in Italia. Esso prevede una tariffa uguale per tutti indipendentemente dalla condizioni e dalle necessità assistenziali del paziente. Per questa ragione è considerato il sistema più approssimativo.

Leggi: I Luoghi della Cura


Istituzioni pubbliche e innovazione sociale, un rapporto difficile

La condivisione di funzioni e la creazione di reti miste profit-non profit ha contribuito ad accrescere efficacia ed efficienza dei sistemi di welfare e a diversificare i servizi. Ciò ha implicato anche un cambiamento culturale nelle amministrazioni
Il testo che segue è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione “Tema” del n. 1/2019 della Rivista delle Politiche Sociali. Questo è invece il link alla rubrica che Rassegna dedica alla pubblicazione
Non raramente le istituzioni pubbliche vengono considerate un ostacolo ai processi di innovazione – specie le amministrazioni centrali –, mentre si assume che le amministrazioni locali e il Terzo settore siano più capaci di promuovere innovazione sociale grazie alla prossimità ai cittadini, che consentirebbe di individuare problemi e soluzioni e di attivare risorse e reti sociali per farvi fronte.
La critica al funzionamento del settore pubblico ha avviato ormai da diversi decenni un processo di profonda riconfigurazione del welfare, pur con differenze profonde tra contesti nazionali e locali. In primo luogo, sono state introdotte misure di razionalizzazione amministrativa e coordinamento tra organizzazioni e settori e/o fusioni di diversi ambiti di policy (vedi sportelli per il lavoro e per l’assistenza sociale).
Le pubbliche amministrazioni si sono riorganizzate, anche riducendo il pubblico impiego, i costi dei servizi e la spesa pubblica. Le riforme improntate al cosiddetto new public management hanno teso a migliorare l’efficienza e controllare i costi, per esempio esternalizzando alcune funzioni. Al contempo, nuove modalità di intervento – come l’attivazione o l’empowerment – sono state introdotte non solo per contrastare le “trappole” della dipendenza dal welfare, ma anche per sviluppare forme di cittadinanza sociale più partecipata.

Leggi: Rassegna Sindacale


La gestione dell’anziano fragile in un reparto di medicina con attenzione alla dimissione

La geriatria e la gerontologia hanno sviluppato negli anni il corpus scientifico (paradigmi, principi, lessico standard di riferimento: il “Canone geriatrico”) da cui devono trarre ispirazione e al quale devono attenersi le azioni per la cura dell’anziano. Questo articolo ha la finalità di descrivere, in modo sistematico, gli atti di cura del paziente anziano (la gestione) in ambiente ospedaliero relativamente al canone geriatrico: determinanti della salute dell’anziano, malattie e loro co-presenza, fragilità, disabilità, “burden of diseases” e complessità, valutazione multidimensionale, appropriatezza dei processi diagnostico-terapeutici, aspettative e del paziente e dei familiari, outcome raggiungibili durante il ricovero, dimissione, aspetti sociali ed extraclinici in grado di condizionare la traiettoria di salute.
di Renzo Rozzini (Direttore del Dipartimento di Geriatria della Fondazione Poliambulanza-Istituto Ospedaliero Brescia)
“Anche se non pretendo di essere una specialista in geriatria, sono stata per anni molto interessata al problema dell’invecchiamento; oggi ritengo che solo il riconoscimento di una specializzazione medica specifica potrà affrontare il problema della cura dei pazienti anziani in modo appropriato. Solo in tempi relativamente recenti la pediatria è stata riconosciuta come specialità autonoma e per questo apprezzata: quando ero studente i bambini venivano ricoverati in reparti per adulti (non c’erano reparti a loro riservati), ritenendo che medici internisti e infermieri avessero competenza più che sufficiente per la loro cura. Oggi lo stesso atteggiamento vale nella cura degli anziani: il risultato è che l’attenzione loro riservata negli ospedali (priva di conoscenze specifiche) è nella maggior parte dei casi scadente e, ugualmente inadatta, quella erogata nei cronicari, privi di qualsiasi armamentario per la diagnosi, di strumenti per la ricerca e per terapia… Con questi punti in mente e, con la consapevolezza che il problema della cura degli anziani è destinato a crescere negli anni a venire, non posso che sostenere con forza l’inclusione della geriatria nel curriculum dello studente di medicina”.

Leggi: I Luoghi della Cura


Un’agenda sociale per il nuovo governo

Il governo giallorosso si troverà ad affrontare diverse sfide di ordine sociale oltre a quelle – pur decisive e di cui si parla prevalentemente – di rilancio delle imprese, degli investimenti e dell’occupazione. Esse andranno considerate con la stessa determinazione e lungimiranza, perché non esiste un prima e un dopo tra sviluppo e coesione. Ecco in sintesi alcune (non certo esaustive) priorità sociali.
Assegno unico per i figli, per sfidare l’inverno demografico attraverso uno strumento semplice, continuativo, equo e maggiormente dotato rispetto a quelli (complicati, saltuari, iniqui e di valore limitato) oggi previsti. Sull’assegno unico per i figli (ho presentato un disegno di legge nel 2014, rilanciato da tutto il PD nel 2018) oggi si riscontra una quasi totale convergenza dei partiti, delle associazioni e dei sindacati. La volontà politica dunque c’è, ma gli va data priorità. Inoltre, si dovrebbe semplificare il sistema di sostegni per l’infanzia e l’adolescenza, attraverso una dote unica spendibile per servizi.

Leggi: Welforum


Anziani fragili e gestione della quotidianità

L’invecchiamento della popolazione pone grandi sfide al nostro sistema di welfare che continua a fare affidamento sulle famiglie. Queste hanno un ruolo fondamentale nel sostenere gli anziani fragili che vivono al proprio domicilio, nella gestione della quotidianità. I recenti cambiamenti demografici e culturali richiedono però di organizzare nuove modalità di risposta che, sfruttando le risorse territoriali formali e informali, sappiano intessere reti comunitarie di sostegno più fitte e responsabili.
di Ester Gubert (Istituto di ricerca Euricse)
La gestione della quotidianità può risultare difficoltosa con l’avanzare dell’età e con l’insorgere di limitazioni funzionali nello svolgimento di semplici attività di tutti i giorni. Sebbene si tratti di bisogni leggeri, la loro soddisfazione incide notevolmente sulla qualità di vita degli anziani fragili e sulla possibilità di invecchiare a casa propria in sicurezza. Se da una parte le risposte a titolarità pubblica hanno totalmente perso la funzione preventivo-promozionale che aveva incentivato l’attivazione degli interventi sociali a domicilio, dall’altra il sostegno informale fornito dalla famiglia non è sempre garantito.
Invecchiamento e limitazioni funzionali
Per la prima volta nella storia dell’uomo, la vecchiaia è un’età della vita potenzialmente accessibile a tutti. Se da una parte la longevità può essere considerata una conquista sociale, perché frutto del progresso economico e sanitario, dall’altra pone delle grandi sfide ai sistemi di welfare attuali per l’aumento delle persone a rischio di perdita di autonomia e salute (Giunco, 2014). L’Italia, in particolare, vanta una delle maggiori percentuali di anziani in Europa, (nel 2018 il 22,6%) sia per una netta diminuzione della natalità che per un repentino aumento della speranza di vita media che per le donne supera gli 85 anni e per gli uomini gli 801(ISTAT, 2018a).

Leggi: I Luoghi della Cura


L’amministrazione di sostegno e il servizio di protezione giuridica

L’esperienza dell’Ambito Territoriale Sociale di Pesaro
Angela Genova, Elena Cesaroni, Marina Vagnini, Roberto Drago
“L’amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Gli anziani e i disabili, ma anche gli alcolisti, i tossicodipendenti, le persone detenute, i malati terminali possono ottenere, anche in previsione di una propria eventuale futura incapacità, che il giudice tutelare nomini una persona che abbia cura della loro persona e del loro patrimonio” (Ministero della Giustizia, 2019).
L’introduzione della figura dell’amministratore di sostegno nel nostro ordinamento giuridico rappresenta un aggiornamento importante che ridisegna la condizione delle persone in condizione di fragilità nel rispetto dei loro diritti. La legge n.6 del 2004, infatti, affianca alle misure dell’interdizione e dell’inabilitazione, dal carattere fortemente coercitivo, quella dell’amministratore di sostegno. Cambia, quindi, il paradigma interpretativo: non più limitazione delle libertà e sostituzione da parte di un soggetto nei confronti di chi viene considerato non capace di poter gestire le proprie risorse e le proprie scelte; ma sostegno alla capacità di scelta e minor limitazione possibile della libertà (Cendon Rossi 2009).

Leggi: Welforum


Una risposta alla solitudine: la città amica della persona con demenza

La “città amica” legge e comprende il bisogno nelle strade e nelle case, diventa accogliente, combatte la solitudine, sa essere comprensiva di atteggiamenti che in altre circostanze sarebbero inaccettabili, offre supporto nelle difficoltà, previene la crisi all’interno delle famiglie che, talvolta, porta alla rottura del sistema delle cure. Non è un progetto ma un cambiamento culturale che, partendo dal singolo, trasforma la comunità.
di Manuela Berardinelli (Presidente dell’Associazione Nazionale Alzheimer Uniti Italia)
Che cosa è la città amica della persona con demenza? E’ una città che rende reale il principio dell’accoglienza a tutti i livelli, soprattutto verso i più fragili come sono le persone affette dalla malattia di Alzheimer o da altro tipo di demenza. Una comunità dove ogni cittadino è “preparato” a conoscere e sostenere le persone malate e le famiglie. Il luogo dove la normalità reale è un concetto alla portata di tutti, dove ogni cittadino si impegna a cadenzare, senza profonde modifiche, i suoi ritmi di vita, la quotidianità di chi non può più ricordare, costruendo ponti tra la persona ed il suo ambiente vitale, quasi una protesi che sostituisca quanto è stato cancellato dalla malattia. Un impegno che, senza stravolgere in modo sostanziale le abitudini, si prefigge di realizzare intorno alle persone affette da demenza un’atmosfera di particolare attenzione, che tenga conto delle sue fragilità e abbia una consapevole comprensione verso le sue differenti capacità.  Una città che crea le condizioni affinché ciascuno, indipendentemente dal suo stato di salute o dall’età, possa essere incluso nelle varie attività.
La “città amica” sa leggere e comprendere il bisogno nelle strade e nelle case, combatte la solitudine, comprende, accoglie, offre supporto nelle difficoltà, non ha reazioni di ilarità o irritazione di fronte alla diversità di comportamenti.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


Previdenza: attacco informatico al portale Inps

L’Istituto lancia allarme per false email via PEC
L’INPS informa i cittadini che si sono verificati nuovi tentativi fraudolenti attraverso l’invio di email con contenuti apparentemente attribuibili all’Istituto. Nello specifico le segnalazioni pervenute riferiscono di una email, inviata attraverso diversi indirizzi di posta certificata (PEC) non appartenenti all’Istituto, che avvisa di presunte irregolarità nel versamento di contributi.
Il testo della email si conclude con l’invito a cliccare su un link per accedere al dettaglio delle dichiarate irregolarità dal quale non si accede, in realtà, a nessun indirizzo ufficiale dell’INPS. Anzi è possibile che il link rimandi a un qualche sito dal quale verrebbe automaticamente scaricato del software maligno (malware) pertanto si consiglia di non cliccare sul link che compare nella email.
L’Istituto ricorda a tutti i cittadini di non dare seguito a richieste ambigue che arrivino via email e che l’unico link per accedere alle informazioni, ai servizi e alle prestazioni dell’Istituto è: www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx. Gli elenchi degli indirizzi di PEC utilizzati dalle strutture INPS sono disponibili sul Portale.

Leggi: Inca


Decreto crescita – Pensioni di inabilità per ex esposti amianto

Il beneficio della pensione di inabilità per i lavoratori affetti da determinati tipologie di mesoteliomi determinati da esposizione all’amianto è stato introdotto dall’art. 1 comma 250 della legge 232/2016 (Bilancio 2017). Si tratta di una particolare forma di inabilità riconoscibile con almeno 5 anni di contributi nella vita lavorativa.  L’art. 41 bis della legge 58/2019 estende tale tipologia di pensione ai soggetti che a qualsiasi titolo abbiano contratto una malattia professionale riconducibile all’amianto che sia stata riconosciuta dall’INAIL.
Tuttavia, avverte il sindacato, nonostante le modifiche normative, restano in piedi tutte le criticità legate a questo tipo di beneficio che, paradossalmente, nell’interpretazione ministeriale, non è compatibile con la rendita INAIL ottenuta per la malattia correlata all’amianto né è cumulabile con la maggiorazione dell’anzianità contributiva riconosciuta per i periodi di esposizione all’amianto.

Leggi: Inca


Assegno per il nucleo familiare (ANF) – Charimenti Inps per il calcolo del reddito familiare

A seguito delle richieste pervenute all’INPS in merito alla corretta indicazione dei redditi percepiti dal nucleo familiare ai fini della domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), l’Istituto fornisce chiarimenti in materia con il messaggio 18 luglio 2019, n. 2767.
I chiarimenti riguardano, nel dettaglio, la disciplina delle somme percepite come sostegno alla natalità e trattamenti di famiglia nel calcolo del reddito familiare ai fini della richiesta dell’ANF da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo.
Le prestazioni di interesse sono:
il Premio alla nascita;
l’Assegno di natalità (c.d. bonus bebè);
il Reddito di garanzia, il Contributo famiglie numerose e l’Assegno regionale per il nucleo familiare, previsti per la Regione autonoma Trentino – Alto Adige.
Questi contributi e prestazioni sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo e, pertanto, non sono da considerare ai fini della verifica del requisito reddituale valido per il diritto e la misura dell’ANF.

Leggi: Inca

 

 

 

NEWS:

martedì 10 settembre 2019
Il sociale nelle linee di indirizzo del governo Conte bis

Disuguaglianze e diritti, famiglia e disabilità, giovani, politiche migratorie e casa sono, oltre a crescita, ambiente e lavoro, i principali punti di attenzione del programma del nuovo governo giallorosso, che ha tutte le carte in regola per essere un governo di stampo sociale. È tuttavia ancora troppo presto per sentenze e ogni tipo di giudizio, positivo o negativo che sia, risulterebbe affrettato e superficiale; tutto dipenderà da se, come e quando tali linee di indirizzo verranno effettivamente declinate. Ad ogni modo, i presupposti di partenza sembrano buoni: dei 29 punti del programma esecutivo, reso ufficialmente noto il 4 settembre scorso, in almeno 7 si legge di welfare e politiche sociali. Infatti, fin dal principio, le linee programmatiche recitano: “con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: […] le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, […] l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e per il welfare” (punto 1).

Leggi: Welforum, 10/09/2019


lunedì 9 settembre 2019
Borghesi (Nidil), occorre dare prospettiva previdenziale ai giovani

Il forum in redazione con Andrea BorghesiIl forum in redazione con Andrea Borghesi
“Il lavoro precario, le basse retribuzioni, lo stesso part time abbassano la pensione dei giovani. Con il sistema contributivo quanto si versa soprattutto all’inizio della carriera lavorativa è fondamentale per avere pensioni dignitose. La lotta alla precarietà e per salari più alti significa anche dare una prospettiva previdenziale alle giovani generazioni”. A dirlo è il segretario generale del Nidil Cgil Andrea Borghesi, intervenendo a Matera alla manifestazione “Liberiamo il futuro”. Per l’esponente sindacale tra le priorità da affrontare c’è quella “del riconoscimento della contribuzione ai lavoratori della gestione separata, nello specifico i collaboratori in caso di mancato versamento del datore di lavoro. A differenza di quanto avviene per i lavoratori dipendenti, in caso di mancata contribuzione da parte del committente il collaboratore non vede accreditati i contributi previdenziali per quel periodo. Siamo all’assurdo: oltre a non avere i contributi per la pensione, il lavoratore non può neanche avere prestazioni quali la malattia, la disoccupazione, gli assegni familiari”. Infine, per i collaboratori si crea il paradosso di versare all’Inps una quota di contributi dell’11,41 per cento, maggiore di quella che versano mediamente i lavoratori dipendenti, pari al 9,19 per cento, ma di avere in cambio prestazioni inferiori sul versante assistenziale”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 09/09/2019


giovedì 5 settembre 2019
Trecastagni, chiusa casa di riposo “fantasma”: farmaci scaduti agli anziani

I carabinieri hanno scoperto che una delle due sedi di una società, che gestiva le strutture, presentava una serie di irregolarità
Una sede distaccata di una casa famiglia per anziani aperta senza la prevista autorizzazione del Comune è stata scoperta da carabinieri di Trecastagni, coadiuvati da colleghi del Nil e del Nas di Catania e da personale dell’Asp. La società, che ha due sedi, deteneva per la somministrazione confezioni di medicinali scaduti, aveva due lavoratori «in nero» e 4 irregolari e omesso la comunicazione telematica sulla presenza di 13 anziani, 4 dei quali ospitati nella struttura abusiva e altre irregolarità amministrative.
Le confezioni di farmaci scaduti sono state sequestrate, mentre sono state elevate ammende e sanzioni amministrative per un valore complessivo di 23.500 euro e recuperati contributi e premi assicurativi per 3.200 euro. La titolare della casa famiglia, una 60enne, che è stata denunciata, dovrà provvedere a proprie spese al trasferimento dei quattro anziani in una struttura autorizzata perché per quella abusiva è stata disposta la sospensione dell’attività.

Leggi: La Sicilia, 05/09/2019


giovedì 5 settembre 2019
L’edilizia residenziale pubblica torna tra le priorità di governo

Tra i 29 punti del programma del nuovo esecutivo M5S-Pd anche la revisione delle concessioni autostradali, la ricostruzione post-sisma e la messa in sicurezza del territorio
Potenziamento del piano nazionale di edilizia scolastica, investimenti “mirati” su nuove infrastrutture da realizzare, «massima priorità» alla messa in sicurezza del territorio, accelerazione della ricostruzione post sisma, revisione delle concessioni autostradali e infine, un «piano di edilizia residenziale pubblica» da realizzare attraverso la riqualificazione del patrimonio esistente.
Sono tra le azioni di governo che figurano tra i 29 punti del programma del nuovo governo M5S-Pd. Come è noto, il nuovo titolare del ministero delle Infrastrutture è Paola De Micheli (Pd), già commissaria di governo alla ricostruzione post-sisma.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 05/09/2019


lunedì 2 settembre 2019
Gli spaesati. Tre anni dopo nelle zone del terremoto del centro Italia

Sono passati tre anni dal terremoto che ha sconvolto il centro Italia nel 2016. Tre anni in cui il tempo sembra essersi fermato. Perché molto, moltissimo, resta ancora da fare per le popolazioni colpite. Abitanti di tanti piccoli centri e borghi, tra i più belli d’Italia. Abitanti rimasti senza casa, senza negozi, senza bestie. Un centro Italia fatto di piccole cose, di pastori, di montagne, di quotidianità. Spezzato all’improvviso.
Nel frattempo la terra ha ricominciato a tremare, più e più volte. L’ultima volta ieri, domenica 1° settembre. Ancora una volta. L’epicentro è stato registrato a 4 km di distanza da Norcia, 13 da Arquata del Tronto e 14 da Accumuli. Per fortuna nessun danno a cose o persone.
Anche per la situazione di criticità permanente che vivono le regioni del centro Italia, è ancora necessario parlare di quelle zone. C’è ancora bisogno di raccontare ancora l’Italia delle pieghe nascoste che esisteva anche prima del terremoto ma che, dopo il sisma, è diventata evidente, è venuta alla luce. Lo facciamo sabato 7 settembre in un piccolo comune in provincia de L’Aquila, Montereale, con un reportage di straordinaria bellezza dal titolo “Gli spaesati”, dello scrittore Angelo Ferracuti e del fotografo Giovanni Marrozzini. La casa editrice LiberEtà lo ha pubblicato un anno fa. E ancora oggi quel libro ci parla. Parla di ciò che resta da fare, parla dello stato di abbandono in cui tanti piccoli centri sono stati lasciati dopo il sisma e della condizione di isolamento in cui vivevano anche prima che il terremoto sconvolgesse le vite di tanti. Un’Italia nascosta e remota, un’Italia periferica, lontana dalle grandi città, vittima di un processo inesorabile di spopolamento.

Leggi: Liberetà, 02/09/2019


DALLE REGIONI:

martedì 10 settembre 2019
Sfratti, a Firenze 3.500 richieste di esecuzioni nel 2018

Il Sunia: “Città d’arte e turistiche sono maggiormente interessate dal problema degli affitti indirizzati ormai al turismo”
Il Ministero dell’Interno ha pubblicato a luglio scorso gli ultimi dati sugli sfratti di immobili ad uso abitativo, confermando la forte emergenza legata al settore. Il dato che si evince dai numeri che riguardano la Toscana, ha spiegato il Sunia, è quello di un fenomeno che si estende a tutti i comuni delle province, in particolare nelle aree dove la crisi economica e il numero di licenziamenti e cassa integrazione si sono fatti sentire con maggiore drammaticità. Ma soprattutto nelle città d’arte e turistiche, interessate dal problema degli affitti indirizzati ormai al turismo. I dati sono relativi all’anno 2018.
Firenze e provincia, prima città, con 1015 nuove convalide di sfratto, 3494 richieste di esecuzione, 715 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Sono in diminuzione del 9% i provvedimenti esecutivi, come le esecuzioni con forza pubblica (meno del 17,72%). Empoli continua ad essere la città toscana con più espropri immobiliari in rapporto al numero di abitanti.

Leggi: Redattore Sociale, 10/09/2019


martedì 10 settembre 2019
In Sicilia è emergenza sfratti. Il record spetta a Palermo

Il record negativo spetta alla provincia di Palermo, dove gli sfratti sono stati l’anno scorso ben 1.510. Punta dell’iceberg di un fenomeno che in Sicilia continua ad avere numeri da emergenza sociale.
Sono stati 2.275 gli sfratti portati a termine nel corso del 2018. Mentre molte di più, ben 7.233, sono state le richieste di sfratto forzato avanzate nello stesso periodo. Sono numeri, elaborati dal Sunia su dati ufficiali del ministero dell’Interno, che provocano un appello del sindacato degli inquilini per mettere in campo politiche abitative che permettano di superare la crisi in cui sono piombate migliaia di famiglia e per realizzare più case popolari in modo da abbassare i costi passando dagli affitti versati ai privati ai canoni verso gli Iacp.
«Nella nostra Regione gli sfratti non rappresentano più un’emergenza – è l’analisi di Giusy Milazzo, segretario del Sunia – ma costituiscono un dato strutturale, epifenomeno di un profondo disagio abitativo che resta senza risposte».

Leggi: Tp24, 10/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Chiediamo attenzione per gli anziani, per i casi sociali, per le persone diversamente abili

Assemblea pubblica a Polesella (Rovigo) per discutere della nuova Legge che ha modificato le norme sull’assegnazione degli alloggi popolari e i relativi canoni. Hanno partecipato il sindaco Leonardo Raito e il consigliere regionale Graziano Azzalin
Ha avuto una buona partecipazione l’assemblea pubblica sugli effetti della Legge Regionale 39/2017 sull’edilizia residenziale pubblica tenuta a Polesella lunedì 9 settembre alle ore 18.00 e organizzata dal Comune di Polesella in collaborazione con il gruppo regionale del Partito Democratico. In Sala Agostiniani l’intervento di apertura è stato effettuato dal sindaco Leonardo Raito che ha introdotto l’incontro. “La legge regionale, se anche era sorta con lo scopo nobile di scoprire persone che alloggiano in case popolari senza averne titolo – ha detto Raito, – poi ha manifestato i suoi effetti iniqui colpendo, in modo quasi indiscriminato, tante persone e tante famiglie di persone oneste e che tutto sono salvo persone che vogliono sfruttare un vantaggio senza averne titolo”. Il sindaco ha poi evidenziato il lavoro svolto dall’amministrazione: “sono mesi che la porta del Comune è aperta per tutti coloro che hanno voluto presentarci i casi di difficoltà seguiti all’applicazione della nuova norma. Li abbiamo raccolti, documentati, segnalati ad Ater e a Regione, in attesa dei tavoli tecnici che auspichiamo chiariscano le situazioni che rischiano di tradursi in autentici drammi sociali”.

Leggi: Rovigo Oggi, 10/09/2019


lunedì 9 settembre 2019
Savona, sei mesi di attesa per un posto nelle residenze protette, 3 mesi nelle Rsa

Sei mesi d’attesa. È questa la media dei giorni che una famiglia deve aspettare per trovare un posto nelle Residenze protette savonesi, accreditate dall’Asl 2, strutture destinate agli anziani non più in grado di restare in casa propria. Un disagio notevole, e non è l’unico. Nelle settimane centrali estive anche per quanto riguarda i letti interamente a carico delle famiglie, e quindi senza la partecipazione dell’azienda sanitaria, (per le quali si pagano cifre che raggiungono i tremila euro mensili), a molti è stato impossibile trovare un posto nell’immediato. A segnalarlo sono state diverse famiglie. «Siamo riusciti a tamponare la mancanza dei posti letto ricorrendo ad un’ala della Vada Sabatia, chiusa da tempo, che è stata accreditata dalla Regione su nostra richiesta – spiega Maurizio Modenesi, direttore socio sanitario dell’Asl 2- Nella provincia savonese abbiamo, in totale, 319 posti letto per le Rsa; 108 per le situazioni post acute, quindi destinate agli anziani che recuperano dopo i ricoveri; 111 per il mantenimento e 25 per i soggetti affetti da Alzheimer». La situazione peggiore riguarda le Rp (residenze protette) per il mantenimento, quindi per gli anziani che difficilmente torneranno a casa. Circa 500 i nomi in lista, per un’attesa di 6 mesi in media. Migliore la situazione nelle Rsa: 3 mesi d’attesa (in lista circa 150 persone). I numeri cambiano per il cosiddetto “post acuto”, ossia le fasi transitorie, successive a un ricovero, quindi con valenza riabilitativa.

Leggi: La Stampa, 09/09/2019


lunedì 9 settembre 2019
«Epg non può scaricare sugli assegnatari le proprie inefficienze»

«L’Edilizia pubblica grossetana non può scaricare sugli inquilini assegnatari di un appartamento le inefficienze della società privata, a cui lo stesso istituto dice di aver assegnato la consegna delle lettere che chiedevano la presentazione della documentazione biennale sui redditi».
È netta la posizione di Antonio Terribile, segretario provinciale del Sunia, il sindacato degli inquilini che aderisce alla Cgil. Terribile si riferisce alla nota dell’istituto pubblicata ieri.
«Non sappiamo se l’Epg ha fatto un secondo invio di lettere come sostiene. Sta di fatto che in molte zone della provincia, in modo particolare a nord e a sud, moltissimi degli oltre 3.000 assegnatari non hanno ancora ricevuto la lettera che ogni due anni chiede loro la presentazione dei documenti attestanti il reddito. Cosa tanto più grave in quanto da quest’anno, in base alla nuova legge regionale, gli inquilini, insieme alla dichiarazione dei redditi 2018, dovranno consegnare il modulo Dsu e allegare il modello Ise/Isee, che deve essere prima richiesto ai Caf. Il Sunia-Cgil, nello spirito di collaborazione che ne contraddistingue l’operato, ha segnalato il problema all’Epg sin da giugno.

Leggi: Il Tirreno, 09/09/2019


domenica 8 settembre 2019
Caro affitti, l’ira di Cgil e Sunia «Servono equità e dignità»

Sindacati contro la Regione: cinque correttivi per cambiare una legge ingiusta «E si i comprino Simmel, Inpdap, le case ex Inps a S.Bona. Ci sono 16 milioni»
«Ci sono 1400 persone che aspettano una casa, nella Marca. La casa è un problema serio: il governo ha appena stanziato 16,2 milioni per acquistare case a Treviso e provincia. Magari pochi, per le necessità, rispetto ad altre province. E perché la Regione non compra l’ex Simmel, o le case pronte di Silea dietro lo Sportler, o l’ex Inps a S.Bona in via Albona? O non ristruttura l’ex Inpdap vuoto, in pieno centro?».
Cgil e Sunia intervengono sulla questione del caro affitti della case popolari con un contropiede micidiale. Partendo da chi la attende, forse invano. «Solo il 7% delle domande è accolto», ricordano Paolino Barbiero e Nicola Atalmi, «E i giovani precari nemmeno fanno domanda: serve un altro cambio di passo. Alessandra Gava, segretaria del Sunia, invita a copiare il modello Milano: «Lì da anni assegnano gli alloggi che necessitano di riparazione a chi può sostenere le spese di ristrutturazione, poi scalabili dagli affitti, perché non lo si fa anche qui, per gli appartamenti che possono essere ri-abitati con meno di 20-30 mila euro?».

Leggi: La Tribuna di Treviso, 08/09/2019


domenica 8 settembre 2019
La grande fuga dagli alloggi in affitto. Mille in meno in un anno

A Bologna sempre meno contratti a canone concordato. Crescono quelli a mercato libero e gli airbnb.
Quasi mille nuovi contratti in meno nell’arco di appena dodici mesi. È fuga dai canoni concordati, gli affitti a prezzi calmierati che consentono agli inquilini di spendere meno e ai proprietari di risparmiare sul fisco. Una formula che a Bologna sembra aver perso smalto, almeno stando ai dati forniti da Pensare Urbano, il laboratorio per il diritto alla città nato lo scorso anno per contrastare l’emergenza abitativa. “Per i proprietari gli affitti agevolati non sono più convenienti, e così si rivolgono al mercato libero. Oppure mettono la casa su Airbnb”.
Le tabelle — elaborate a partire dai numeri dell’Agenzia dell’Entrate, Istat e Comune — mostrano in effetti un calo preoccupante. I contratti stipulati nel 2018 nel mercato agevolato sono stati in totale 4.095, ben 748 in meno rispetto all’anno precedente. Se si aggiungono anche i canoni concordati per studenti — in calo di 226 abitazioni — ecco che si arriva al totale: nel 2018 la somma dei nuovi affitti agevolati arriva a 4.596, mentre nel 2017 era quota 5.570.

Leggi: La Repubblica, 08/09/2019


sabato 7 settembre 2019
Ater, caro affitti – La ricetta Cgil «Un’Isee più alta»

Cinque punti per modificare la nuova legge sulle case Ater e mettere così fine alle proteste per l’aumento degli affitti. La Cgil avanza le sue proposte proprio alla vigilia del tavolo regionale convocato per aggiustare non tanto la legge sull’Ater, quanto il regolamento che ha posto parametri molto più stretti per il calcolo degli affitti.

Leggi: Il Gazzettino, 07/09/2019


mercoledì 4 settembre 2019
Iniziative per gli anziani patto tra associazioni – SPINEA

Le associazioni che programmano iniziative per le persone anziane di Spinea uniscono le forze. Il tavolo di coordinamento, convocato per la prima volta dal Comune e ufficializzato da una recente delibera di giunta, servirà proprio per organizzazione e coordinare le azioni necessarie per la realizzazione di iniziative ed eventi a favore degli anziani», a partire dal Mese dell’anziano, il prossimo ottobre. Alla prima riunione hanno partecipato Auser, Anteas, Centro studi Bachelet, Pro Senectute, Polisportiva Aurora e si è concordato che annualmente, a rotazione, un’associazione fungerà da capofila per quanto riguarda gli aspetti tecnico amministrativi nell’organizzazione delle iniziative. Le porte però sono ancora aperte e potranno partecipare tutte le realtà che si occupano nello specifico di attività ludiche, a patto che siano iscritte all’albo comunale.

Leggi: Il Gazzettino, 04/09/2019


lunedì 2 settembre 2019
Liguria: ad ottobre il bando sulla rigenerazione urbana

Dopo l’approvazione della Legge regionale, nel dicembre 2018, e delle linee guida per i Comuni, parte ora il bando per un ammontare complessivo di 360.000 euro che serviranno a finanziare le progettazioni che i Comuni metteranno in campo
Prende il via ad ottobre il bando sulla rigenerazione urbana attraverso cui i Comuni liguri potranno presentare i primi progetti per il recupero urbanistico del territorio. Lo ha comunicato quest’oggi, a margine della presentazione del piano di investimenti contro il dissesto idrogeologico, l’assessore all’Urbanistica della Regione Liguria, Marco Scajola.
Dopo l’approvazione della Legge regionale, nel dicembre 2018, e delle linee guida per i Comuni, parte ora il bando per un ammontare complessivo di 360.000 euro che serviranno a finanziare le progettazioni che i Comuni metteranno in campo per i più significativi progetti di riqualificazione urbana.
“Con queste risorse – ha spiegato l’assessore Marco Scajola – iniziamo a dare una prima risposta agli enti locali. Pensiamo di finanziare da 12 a 15 interventi e con le prossime finanziarie daremo un contributo anche sul fronte della realizzazione degli interventi”.
L’obiettivo della Legge è quello di incentivare i processi di recupero urbano e contrastare l’abbandono del territorio agricolo in Liguria, due temi dominanti delle politiche urbanistiche regionali.

Leggi: Casa e Clima, 02/09/2019


IN AGENDA:

Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

Leggi: Rete Caad


“Territorio del welfare”, la XII Conferenza Espanet, a Urbino

La conferenza, che si terrà dal 19 al 21 settembre a Urbino, affronterà le trasformazioni politico-sociali recenti che stanno incidendo in modo significativo sul welfare. La presa di forza di movimenti identitari, populisti e sovranisti può contribuire a forme di welfare sciovinismo. Si può assistere a spirali di esclusione di soggetti “marginali”, a forme di colpevolizzazione di diverse tipologie di soggetti svantaggiati, alla disintegrazione di alcune forme di protezione, all’abbandono selettivo delle politiche sociali con l’incremento delle diseguaglianze.

Leggi: Espanet Italia


25 settembre 2019 – Il Futuro del settore Long Term Care: prospettive dai servizi, dai gestori e dalle policy regionali – Aula Magna, Via Gobbi 5 – Milano

Quali fenomeni considerare per riflettere sul futuro del settore Long Term Care?
I bisogni degli anziani stanno cambiando e sempre più si pone attenzione ai temi della silver economy oltre che a quelli assistenziali.
Nuovi attori si affacciano sulla scena, ad esempio con polizze LTC, con un potenziale impatto sui servizi tradizionali residenziali e domiciliari. I gestori sono promotori di innovazioni anche tecnologiche. I soggetti pubblici sono impegnati in una intensa attività di regolamentazione e innovazione del settore.
Questi sono i temi che verranno presentati durante il convegno e nel Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care.

Leggi: Sda Bocconi


10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

Leggi: Forum della Leopolda


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel.

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Istituzioni pubbliche e innovazione sociale, un rapporto difficile

La condivisione di funzioni e la creazione di reti miste profit-non profit ha contribuito ad accrescere efficacia ed efficienza dei sistemi di welfare e a diversificare i servizi. Ciò ha implicato anche un cambiamento culturale nelle amministrazioni
Il testo che segue è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione “Tema” del n. 1/2019 della Rivista delle Politiche Sociali. Questo è invece il link alla rubrica che Rassegna dedica alla pubblicazione
Non raramente le istituzioni pubbliche vengono considerate un ostacolo ai processi di innovazione – specie le amministrazioni centrali –, mentre si assume che le amministrazioni locali e il Terzo settore siano più capaci di promuovere innovazione sociale grazie alla prossimità ai cittadini, che consentirebbe di individuare problemi e soluzioni e di attivare risorse e reti sociali per farvi fronte.
La critica al funzionamento del settore pubblico ha avviato ormai da diversi decenni un processo di profonda riconfigurazione del welfare, pur con differenze profonde tra contesti nazionali e locali. In primo luogo, sono state introdotte misure di razionalizzazione amministrativa e coordinamento tra organizzazioni e settori e/o fusioni di diversi ambiti di policy (vedi sportelli per il lavoro e per l’assistenza sociale).
Le pubbliche amministrazioni si sono riorganizzate, anche riducendo il pubblico impiego, i costi dei servizi e la spesa pubblica. Le riforme improntate al cosiddetto new public management hanno teso a migliorare l’efficienza e controllare i costi, per esempio esternalizzando alcune funzioni. Al contempo, nuove modalità di intervento – come l’attivazione o l’empowerment – sono state introdotte non solo per contrastare le “trappole” della dipendenza dal welfare, ma anche per sviluppare forme di cittadinanza sociale più partecipata.

Leggi: Rassegna Sindacale


La gestione dell’anziano fragile in un reparto di medicina con attenzione alla dimissione

La geriatria e la gerontologia hanno sviluppato negli anni il corpus scientifico (paradigmi, principi, lessico standard di riferimento: il “Canone geriatrico”) da cui devono trarre ispirazione e al quale devono attenersi le azioni per la cura dell’anziano. Questo articolo ha la finalità di descrivere, in modo sistematico, gli atti di cura del paziente anziano (la gestione) in ambiente ospedaliero relativamente al canone geriatrico: determinanti della salute dell’anziano, malattie e loro co-presenza, fragilità, disabilità, “burden of diseases” e complessità, valutazione multidimensionale, appropriatezza dei processi diagnostico-terapeutici, aspettative e del paziente e dei familiari, outcome raggiungibili durante il ricovero, dimissione, aspetti sociali ed extraclinici in grado di condizionare la traiettoria di salute.
di Renzo Rozzini (Direttore del Dipartimento di Geriatria della Fondazione Poliambulanza-Istituto Ospedaliero Brescia)
“Anche se non pretendo di essere una specialista in geriatria, sono stata per anni molto interessata al problema dell’invecchiamento; oggi ritengo che solo il riconoscimento di una specializzazione medica specifica potrà affrontare il problema della cura dei pazienti anziani in modo appropriato. Solo in tempi relativamente recenti la pediatria è stata riconosciuta come specialità autonoma e per questo apprezzata: quando ero studente i bambini venivano ricoverati in reparti per adulti (non c’erano reparti a loro riservati), ritenendo che medici internisti e infermieri avessero competenza più che sufficiente per la loro cura. Oggi lo stesso atteggiamento vale nella cura degli anziani: il risultato è che l’attenzione loro riservata negli ospedali (priva di conoscenze specifiche) è nella maggior parte dei casi scadente e, ugualmente inadatta, quella erogata nei cronicari, privi di qualsiasi armamentario per la diagnosi, di strumenti per la ricerca e per terapia… Con questi punti in mente e, con la consapevolezza che il problema della cura degli anziani è destinato a crescere negli anni a venire, non posso che sostenere con forza l’inclusione della geriatria nel curriculum dello studente di medicina”.

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Un’agenda sociale per il nuovo governo

Il governo giallorosso si troverà ad affrontare diverse sfide di ordine sociale oltre a quelle – pur decisive e di cui si parla prevalentemente – di rilancio delle imprese, degli investimenti e dell’occupazione. Esse andranno considerate con la stessa determinazione e lungimiranza, perché non esiste un prima e un dopo tra sviluppo e coesione. Ecco in sintesi alcune (non certo esaustive) priorità sociali.
Assegno unico per i figli, per sfidare l’inverno demografico attraverso uno strumento semplice, continuativo, equo e maggiormente dotato rispetto a quelli (complicati, saltuari, iniqui e di valore limitato) oggi previsti. Sull’assegno unico per i figli (ho presentato un disegno di legge nel 2014, rilanciato da tutto il PD nel 2018) oggi si riscontra una quasi totale convergenza dei partiti, delle associazioni e dei sindacati. La volontà politica dunque c’è, ma gli va data priorità. Inoltre, si dovrebbe semplificare il sistema di sostegni per l’infanzia e l’adolescenza, attraverso una dote unica spendibile per servizi.

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Anziani fragili e gestione della quotidianità

L’invecchiamento della popolazione pone grandi sfide al nostro sistema di welfare che continua a fare affidamento sulle famiglie. Queste hanno un ruolo fondamentale nel sostenere gli anziani fragili che vivono al proprio domicilio, nella gestione della quotidianità. I recenti cambiamenti demografici e culturali richiedono però di organizzare nuove modalità di risposta che, sfruttando le risorse territoriali formali e informali, sappiano intessere reti comunitarie di sostegno più fitte e responsabili.
di Ester Gubert (Istituto di ricerca Euricse)
La gestione della quotidianità può risultare difficoltosa con l’avanzare dell’età e con l’insorgere di limitazioni funzionali nello svolgimento di semplici attività di tutti i giorni. Sebbene si tratti di bisogni leggeri, la loro soddisfazione incide notevolmente sulla qualità di vita degli anziani fragili e sulla possibilità di invecchiare a casa propria in sicurezza. Se da una parte le risposte a titolarità pubblica hanno totalmente perso la funzione preventivo-promozionale che aveva incentivato l’attivazione degli interventi sociali a domicilio, dall’altra il sostegno informale fornito dalla famiglia non è sempre garantito.
Invecchiamento e limitazioni funzionali
Per la prima volta nella storia dell’uomo, la vecchiaia è un’età della vita potenzialmente accessibile a tutti. Se da una parte la longevità può essere considerata una conquista sociale, perché frutto del progresso economico e sanitario, dall’altra pone delle grandi sfide ai sistemi di welfare attuali per l’aumento delle persone a rischio di perdita di autonomia e salute (Giunco, 2014). L’Italia, in particolare, vanta una delle maggiori percentuali di anziani in Europa, (nel 2018 il 22,6%) sia per una netta diminuzione della natalità che per un repentino aumento della speranza di vita media che per le donne supera gli 85 anni e per gli uomini gli 801(ISTAT, 2018a).

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L’amministrazione di sostegno e il servizio di protezione giuridica

L’esperienza dell’Ambito Territoriale Sociale di Pesaro
Angela Genova, Elena Cesaroni, Marina Vagnini, Roberto Drago
“L’amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Gli anziani e i disabili, ma anche gli alcolisti, i tossicodipendenti, le persone detenute, i malati terminali possono ottenere, anche in previsione di una propria eventuale futura incapacità, che il giudice tutelare nomini una persona che abbia cura della loro persona e del loro patrimonio” (Ministero della Giustizia, 2019).
L’introduzione della figura dell’amministratore di sostegno nel nostro ordinamento giuridico rappresenta un aggiornamento importante che ridisegna la condizione delle persone in condizione di fragilità nel rispetto dei loro diritti. La legge n.6 del 2004, infatti, affianca alle misure dell’interdizione e dell’inabilitazione, dal carattere fortemente coercitivo, quella dell’amministratore di sostegno. Cambia, quindi, il paradigma interpretativo: non più limitazione delle libertà e sostituzione da parte di un soggetto nei confronti di chi viene considerato non capace di poter gestire le proprie risorse e le proprie scelte; ma sostegno alla capacità di scelta e minor limitazione possibile della libertà (Cendon Rossi 2009).

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Una risposta alla solitudine: la città amica della persona con demenza

La “città amica” legge e comprende il bisogno nelle strade e nelle case, diventa accogliente, combatte la solitudine, sa essere comprensiva di atteggiamenti che in altre circostanze sarebbero inaccettabili, offre supporto nelle difficoltà, previene la crisi all’interno delle famiglie che, talvolta, porta alla rottura del sistema delle cure. Non è un progetto ma un cambiamento culturale che, partendo dal singolo, trasforma la comunità.
di Manuela Berardinelli (Presidente dell’Associazione Nazionale Alzheimer Uniti Italia)
Che cosa è la città amica della persona con demenza? E’ una città che rende reale il principio dell’accoglienza a tutti i livelli, soprattutto verso i più fragili come sono le persone affette dalla malattia di Alzheimer o da altro tipo di demenza. Una comunità dove ogni cittadino è “preparato” a conoscere e sostenere le persone malate e le famiglie. Il luogo dove la normalità reale è un concetto alla portata di tutti, dove ogni cittadino si impegna a cadenzare, senza profonde modifiche, i suoi ritmi di vita, la quotidianità di chi non può più ricordare, costruendo ponti tra la persona ed il suo ambiente vitale, quasi una protesi che sostituisca quanto è stato cancellato dalla malattia. Un impegno che, senza stravolgere in modo sostanziale le abitudini, si prefigge di realizzare intorno alle persone affette da demenza un’atmosfera di particolare attenzione, che tenga conto delle sue fragilità e abbia una consapevole comprensione verso le sue differenti capacità. Una città che crea le condizioni affinché ciascuno, indipendentemente dal suo stato di salute o dall’età, possa essere incluso nelle varie attività.
La “città amica” sa leggere e comprendere il bisogno nelle strade e nelle case, combatte la solitudine, comprende, accoglie, offre supporto nelle difficoltà, non ha reazioni di ilarità o irritazione di fronte alla diversità di comportamenti.

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Anche in Italia si consolida il welfare chauvinism

Il welfare italiano sta cambiando nei suoi principi e nei suoi orientamenti di fondo. Quello che emerge non è un progetto di cambiamento definito in un documento, in una proposta di legge, ma per lo più una successione di atti, di iniziative, di procedure complesse, che delineano e svelano con sostanziale chiarezza il mutamento in corso e la sua direzione di sviluppo.
Rispetto al welfare condizionale che applica severamente sanzioni e sospensioni dei benefici a beneficiari che non si comportano in modo responsabile (hanno comportamenti moralmente riprovevoli, non rispettano le prescrizioni, non si impegnano a cercare un lavoro, non frequentano con regolarità corsi di aggiornamento), questa configurazione emergente è un ulteriore passo in avanti verso un welfare che crea distinzioni, gruppi sociali ai quali è favorito l’accesso alle prestazioni e gruppi esclusi da ogni diritto a ricevere un beneficio.
La successione di atti, di iniziative a cui mi riferisco sono destinati ai gruppi meno sostenuti dall’opinione pubblica ed elettoralmente irrilevanti: gli sgomberi senza ricercare un’alternativa socialmente adeguata e come soluzione dell’emergenza abitativa e delle condizioni di abbandono, i 60 mila stranieri espulsi dal circuito dell’accoglienza, l’attacco e il discredito delle ONG che operano nel Mediterraneo, la circolare del Ministero dell’interno sul “censimento degli insediamenti di comunità rom, sinti e caminanti” che ha un carattere chiaramente discriminatorio nei confronti di queste comunità e non riguarda insediamenti di altre etnie, i requisiti di residenza, in particolare, richiesti ai senza dimora per l’accesso al reddito di cittadinanza.

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L’evoluzione della programmazione territoriale integrata in Toscana

Con la D.G.R. 573/2017 Regione Toscana ha avviato un percorso fortemente innovativo con l’obiettivo di attivare i processi di programmazione operativa in tutti gli ambiti zonali. La delibera, frutto di un rilevante periodo di confronto e concertazione, è andata a definire finalità, contenuti, processi e strumenti per le attività annuali di programmazione integrata di livello zonale per gli ambiti della sanità territoriale, del sociosanitario, del socioassistenziale, della promozione e prevenzione, delle azioni di contrasto alla violenza di genere.
Il complesso percorso avviato nel 2017 ha avuto delle notevoli ricadute sugli ambiti territoriali nei termini di una riattivazione dei processi di programmazione territoriale in ambito socio-sanitario, in attesa del Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale (PSSIR), nella fase attuale oggetto di discussione e approvazione finale da parte del Consiglio regionale, che avvierà il ciclo completo delle programmazioni attraverso i Piani di Area Vasta (PAV), i Piani attuativi locali (PAL) e i Piani integrati di salute (PIS).
Lo scorso anno, Regione Toscana quindi ha avviato con gli ambiti zonali – attraverso la D.G.R. 1076/2018 – un nuovo ciclo di programmazione operativa per l’annualità 2019, apportando alcuni elementi (che si auspicavano, e tali si sono rilevati) di miglioramento del processo di programmazione territoriale integrata.

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SEGNALAZIONI:

Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher
Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

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Previdenza: attacco informatico al portale Inps

L’Istituto lancia allarme per false email via PEC
L’INPS informa i cittadini che si sono verificati nuovi tentativi fraudolenti attraverso l’invio di email con contenuti apparentemente attribuibili all’Istituto. Nello specifico le segnalazioni pervenute riferiscono di una email, inviata attraverso diversi indirizzi di posta certificata (PEC) non appartenenti all’Istituto, che avvisa di presunte irregolarità nel versamento di contributi.
Il testo della email si conclude con l’invito a cliccare su un link per accedere al dettaglio delle dichiarate irregolarità dal quale non si accede, in realtà, a nessun indirizzo ufficiale dell’INPS. Anzi è possibile che il link rimandi a un qualche sito dal quale verrebbe automaticamente scaricato del software maligno (malware) pertanto si consiglia di non cliccare sul link che compare nella email.
L’Istituto ricorda a tutti i cittadini di non dare seguito a richieste ambigue che arrivino via email e che l’unico link per accedere alle informazioni, ai servizi e alle prestazioni dell’Istituto è: www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx. Gli elenchi degli indirizzi di PEC utilizzati dalle strutture INPS sono disponibili sul Portale.

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Decreto crescita – Pensioni di inabilità per ex esposti amianto

Il beneficio della pensione di inabilità per i lavoratori affetti da determinati tipologie di mesoteliomi determinati da esposizione all’amianto è stato introdotto dall’art. 1 comma 250 della legge 232/2016 (Bilancio 2017). Si tratta di una particolare forma di inabilità riconoscibile con almeno 5 anni di contributi nella vita lavorativa. L’art. 41 bis della legge 58/2019 estende tale tipologia di pensione ai soggetti che a qualsiasi titolo abbiano contratto una malattia professionale riconducibile all’amianto che sia stata riconosciuta dall’INAIL.
Tuttavia, avverte il sindacato, nonostante le modifiche normative, restano in piedi tutte le criticità legate a questo tipo di beneficio che, paradossalmente, nell’interpretazione ministeriale, non è compatibile con la rendita INAIL ottenuta per la malattia correlata all’amianto né è cumulabile con la maggiorazione dell’anzianità contributiva riconosciuta per i periodi di esposizione all’amianto.

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Assegno per il nucleo familiare (ANF) – Charimenti Inps per il calcolo del reddito familiare

A seguito delle richieste pervenute all’INPS in merito alla corretta indicazione dei redditi percepiti dal nucleo familiare ai fini della domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), l’Istituto fornisce chiarimenti in materia con il messaggio 18 luglio 2019, n. 2767.
I chiarimenti riguardano, nel dettaglio, la disciplina delle somme percepite come sostegno alla natalità e trattamenti di famiglia nel calcolo del reddito familiare ai fini della richiesta dell’ANF da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo.
Le prestazioni di interesse sono:
il Premio alla nascita;
l’Assegno di natalità (c.d. bonus bebè);
il Reddito di garanzia, il Contributo famiglie numerose e l’Assegno regionale per il nucleo familiare, previsti per la Regione autonoma Trentino – Alto Adige.
Questi contributi e prestazioni sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo e, pertanto, non sono da considerare ai fini della verifica del requisito reddituale valido per il diritto e la misura dell’ANF.

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Reddito e Pensione di Cittadinanza

Gestione online delle richieste di rinuncia
L’Inps, con il messaggio 11 luglio 2019, n. 2662, ha fornito le indicazioni operative per la gestione delle richieste di rinuncia al Reddito di Cittadinanza e alla Pensione di Cittadinanza.
La rinuncia, avverte l’Istituto in una nota pubblicata sul sito istituzionale, potrà essere effettuata dal richiedente titolare della Carta Rdc/Pdc, il quale dovrà dichiarare che la domanda di rinuncia viene presentata in nome e per conto del nucleo familiare, a prescindere dalla fase di attuazione del beneficio in essere e dalla composizione del nucleo stesso. L’Inps ha reso disponibile online il modulo SR183 da utilizzare e presentare alle strutture territoriali dell’INPS per la rinuncia al beneficio.
La rinuncia comporta la disattivazione della Carta Rdc/Pdc, con decorrenza dal momento della rinuncia stessa. Pertanto, eventuali importi residui ancora presenti nella Carta non saranno più utilizzabili. La rinuncia non comporta in alcun modo la riattivazione del ReI, nel caso in cui il nucleo ne fosse beneficiario prima della richiesta di Reddito di Cittadinanza.

Leggi: Inca


Assegni straordinari e Isopensioni – Inps, possibilità di accesso a pensione Quota100

L’Inps con il messaggio n.2251 del 14 giugno 2019, ancora non pubblicato sul sito dell’Istituto, nel confermare le disposizioni già impartite nella circolare n. 10 del 29 gennaio 2019, fornisce ulteriori precisazioni circa la possibilità di accesso alla quota 100 per i titolari di assegno straordinario e di Isopensione modificando l’orientamento interpretativo che aveva adottato con la circolare di gennaio.
Con il messaggio, l’Inps ricorda che le prestazioni in essere (sia Assegni straordinari sia Isopensioni) alla data del 1° gennaio 2019 continuano ad essere erogate fino alla scadenza prevista in base alle norme tempo per tempo vigenti previste al momento della cessazione del rapporto di lavoro e richiama l’ultimo rapporto della Ragioneria Generale dello Stato per individuare gli incrementi della speranza di vita sia sulla pensione di vecchiaia che sulla pensione anticipata.
Ma la vera novità del messaggio n.2251 è compresa nella seconda parte del messaggio, spiegano gli esperti previdenzialisti di Filt Cgil: L’Inps in via interpretativa chiarisce che i titolari di Isopensione alla data del 1° gennaio 2019 possono, alla maturazione dei relativi requisiti, chiedere la pensione in quota 100. La norma, in effetti, esclude la possibilità di accedere ad Isopensione per maturare i requisiti di quota 100 ma non preclude a coloro che sono già titolari di Isopensione la possibilità di pensionamento anticipato con i requisiti di quota 100.

Leggi: Inca, 12/07/2019


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad

 


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