Notizie

Pensione di cittadinanza: come funziona

La pensione di cittadinanza è una misura di contrasto alla povertà delle persone anziane. È rivolta esclusivamente ai nuclei familiari con componenti di età pari o superiore a 67 anni, ed è adeguata agli incrementi della speranza di vita.
Può essere concessa anche nei casi in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni convivono esclusivamente con una o più persone in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, di età inferiore ai 67 anni.
Per ottenerla è necessario soddisfare cumulativamente di alcuni requisiti al momento della presentazione domanda e per tutto la durata dell’erogazione del beneficio.

Leggi: Pensionati.it


NEWS:

martedì 10 dicembre 2019
I badanti d’oggi sono millennials senza un lavoro

Alessio, in fondo, si considera un ragazzo fortunato, almeno per quanto può esserlo un giovane al quale l ‘ assistenza quotidiana di un fratello disabile ha sottratto l ‘ adolescenza. ” Occuparmi di lui mi ha dato una marcia in più. Sono cresciuto in fretta, ho imparato ad arrangiarmi, a risolvere da solo i problemi, con una sensibilità che mi ha anche avvantaggiato nei rapporti con gli altri. Poi però c ‘ è il lato oscuro: la paura per il futuro, il timore costante di non farcela “. Alessio ha 23 anni, vive in un paese della provincia di Modena e appartiene al mondo silenzioso dei caregiver. Una popolazione di quasi 7,3 milioni di persone, costituita in prevalenza da donne (57%) e concentrata in maggioranza (53%) nelle regioni del Centro, del Sud e delle isole, e nella fascia d ‘ età compresa tra i 45 e i 64 anni. Un esercito di persone impegnate ogni giorno nell ‘ assistenza di una persona cara. Per malattia, vecchiaia, invalidità. In molti casi – due milioni – quasi a tempo pieno: dalle venti ore in su alla settimana. Un mondo in ombra dove sono tutti invisibili. Ma dove c ‘ è chi è più invisibile degli altri.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 10/12/2019


lunedì 9 dicembre 2019
Rigenerazione urbana: la proposta di legge del Consiglio nazionale degli architetti

Il documento del CNAPPC si focalizza in modo molto dettagliato e concreto sulla riforma dello standard
A un incontro organizzato dall’Ordine degli Architetti di Napoli sulla proposta di legge sulla rigenerazione urbana del Consiglio nazionale degli architetti – in allegato – è intervenuto il segretario dell’INU Francesco Domenico Moccia, con le considerazioni che seguono:
“Il Consiglio Nazionale degli Architetti ha in corso un processo di elaborazione di un disegno di legge per la rigenerazione urbana a cui hanno lavorato, insieme all’ufficio di presidenza, quattro gruppi operativi (Aree urbane, Aree interne, Beni culturali e Politiche territoriali regionali) con consulenze giuridiche e finanziarie. Promuovendo una più ampia consultazione col dibattito organizzato dall’Ordine degli Architetti di Napoli, a cui sono stato invitato in rappresentanza dell’INU, mi si presenta l’occasione non solo per porgere formali saluti, ma per avanzare osservazioni puntuali, sebben molto concise, su un argomento che è molto caro anche al nostro Istituto.

Leggi: Casa e Clima, 09/12/2019


lunedì 9 dicembre 2019
Su 530 mila stranieri irregolari, 200 mila lavorano in nero nel settore domestico

I dati Assindatcolf-Idos. A fine 2018, su circa 2 milioni di domestici impiegati, tra regolari ed in nero, i non comunitari sono circa 1 milione. Andrea Zini: “Nel 2025 la domanda di badanti aumenterà del 9%. Da qui l’esigenza di avviare una programmazione dei flussi di ingresso di lavoratori non comunitari”
L’insufficiente programmazione dei flussi di ingresso per lavoro non stagionale ha contribuito a generare in Italia una consistente sacca di irregolarità: a fine 2018 erano calcolati in circa 530 mila i non comunitari con permesso di soggiorno non in regola, di cui, secondo la stima di Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico) tra i 150 mila e i 200 mila erano impiegati in nero come colf, badanti e baby sitter. È quanto è emerso nel corso dell’evento “Focus lavoro domestico e regolamentazione dei flussi di ingresso: quale il fabbisogno delle famiglie” organizzato ad Udine per presentare il Dossier Statistico Immigrazione 2019 del Centro Studi e Ricerche Idos in partenariato con il Centro Studi Confronti.

Leggi: Redattore Sociale, 09/12/2019


venerdì 6 dicembre 2019
Manovra. Cgil, Cisl, Uil, insufficienti le risorse

Dal 10/12 settimana di mobilitazione per il lavoro e le riforme
Cgil, Cisl, Uil confermano e ribadiscono il proprio giudizio in merito alla manovra economica, il cui iter parlamentare è ancora in corso. Apprezzano la disponibilità dimostrata dall’Esecutivo e la conseguente ripresa del dialogo e di una parte dei contenuti proposti dal governo, ma ritengono insufficienti le risorse che pure sono state messe in campo sui capitoli della piattaforma unitaria.
I risultati ottenuti sono il frutto sia dell’enorme partecipazione di lavoratori, pensionati e giovani alle iniziative di piazza, avviate sin dallo scorso 9 febbraio, sia del successivo confronto con il Governo, ma non sono affatto esaustive delle rivendicazioni unitarie.

Leggi: Inca, 06/12/2019


venerdì 6 dicembre 2019
Caregiver, Puglisi: presto i provvedimenti per distribuire 25 milioni di euro

Così la sottosegretaria al ministero del Lavoro Francesca Puglisi intervenendo alla convocazione nazionale degli Stati Generali delle Donne intitolata ‘Verso un piano nazionale per l’occupazione femminile verso Pechino +25. Un patto per le donne’
“Crediamo che nel nostro Paese ci sia un tema di spreco di capitale umano dovuto alla mancanza di opportunità di lavoro per le donne che deve essere superato. Per questo serve un mix di politiche, perché le energie delle donne possano essere liberate. Dobbiamo liberarle, innanzitutto, dal peso del lavoro di cura che le schiaccia. Ci sono 25 milioni di euro destinati ai caregiver che attendono di essere distribuiti. Seguiremo i relativi provvedimenti che arriveranno presto e, se servirà, interverremo con emendamenti o altri provvedimenti di supporto, in modo tale da fare un lavoro sulla differenza salariale e dare una legge che ne riconosca l’importanza”. Così la sottosegretaria al ministero del Lavoro Francesca Puglisi intervenendo alla convocazione nazionale degli Stati Generali delle Donne – nel giorno in cui ricorre l’anniversario della prima convocazione del 2014 – intitolata ‘Verso un piano nazionale per l’occupazione femminile verso Pechino +25. Un patto per le donne’. L’incontro è in corso a Roma nella sala della Stampa Estera.

Leggi: Redattore Sociale, 06/12/2019


venerdì 6 dicembre 2019
Il Censis fotografa l’Italia dell’incertezza: per il 69% mobilità sociale bloccata

Presentato il 53° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2019. Cala la ricchezza immobiliare delle famiglie. Nel corso dell’anno il 74% degli italiani si è sentito molto stressato. E nel giro di 3 anni (2015- 2018) il consumo di ansiolitici e sedativi è aumentato del 23%
“Si chiude un decennio che, negli spazi vuoti d’iniziativa e di responsabilità collettive, lascia aperta la possibilità di rinnovamento e di nuovo sviluppo. È stato un tempo segnato dal rincorrersi di avvisi su una imminente frattura sociale, sul perdurare della crisi dell’occupazione e dei redditi, sulla perdita di tenuta delle istituzioni nazionali e locali, sulla fragilità del territorio e delle sue infrastrutture. Ma abbiamo visto in questi mesi l’accentuarsi di reazioni positive, di contrapposizione a una prospettiva di declino. La società italiana ha guardato a lungo inerte al cedimento delle sue strutture portanti. A questo cedimento, puntellando se stesso, ora il Paese sta cercando una soluzione. L’anno che si va chiudendo segna, infatti, l’inizio di un diverso modo di osservare l’orizzonte e rafforza l’impressione che l’adeguamento verso il basso non può proseguire senza limiti, senza porre argini o individuare punti di sostegno per frenare lo sgretolamento, per provare ad ancorarsi e tentare un cambio di direzione”. Queste le prime considerazioni del Censis, inserite nel 53° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2019.

Leggi: Redattore Sociale, 06/12/2019


venerdì 6 dicembre 2019
Immobiliare, Rovere: sgravi e semplificazioni per rigenerare le città

La presidente di Assoimmobiliare chiede misure per attrarre capitali stranieri in Italia. Rigenerazione urbana: «il modello da seguire è quello della Lombardia»
«Non chiediamo soldi pubblici e non vogliamo assistenza, chiediamo di investire risorse proprie e attrarre i capitali stranieri in Italia per realizzare una vera stagione di rigenerazione urbana». Silvia Rovere, presidente di Assoimmobiliare, va dritta al cuore delle richieste e delle preoccupazioni degli operatori del real estate, riuniti ieri a Roma per l’assemblea annuale, che nella sessione pubblica ha ospitato, tra gli altri, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e la presidente della Commissione finanze della Camera Carla Ruocco. La presidente degli immobiliaristi ricorda che il settore ha visto aumentare progressivamente la pressione fiscale fino a contribuire con 40 miliardi di euro l’anno, dopo che nel 2012 ha subito la riduzione ex lege del 15% sui contratti di affitto con la Pa e il blocco dell’indicizzazione.

Leggi: Edilizia e Territorio, 06/12/2019


giovedì 5 dicembre 2019
L’abitare inclusivo, condizione necessaria per l’autonomia e l’indipendenza

«L’abitare in chiave inclusiva è una condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, pensando a tutte quelle persone giovani, adulte e anziane, con problemi di salute o con disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali»: partiranno da questo assunto di base i lavori del convegno internazionale “Abitare inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”, in programma per domani, 6 dicembre, a Udine
Giovane con disabilità che lavora in cucina«L’abitare in chiave inclusiva è una condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, pensando a tutte quelle persone giovani, adulte e anziane, con problemi di salute o con disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali»: partiranno da questo assunto di base i lavori del convegno internazionale intitolato Abitare inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente, che si terrà domani, 6 dicembre, presso la Sala Gusmani di Palazzo Antonini-Cernazai a Udine, voluto dal cluster Accessibilità Ambientale della SITdA (Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura) e promosso dai gruppi di lavoro delle Università di Udine, IUAV di Venezia e Roma Tre aderenti al cluster stesso, per cura dei rispettivi rappresentanti Christina Conti, Valeria Tatano e Adolfo F.L. Baratta.

Leggi: Superando, 05/12/2019


giovedì 5 dicembre 2019
La politica non sottostimi il potenziale dei volontari”

Così Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del terzo settore durante l’evento organizzato insieme a Csvnet e Caritas italiana oggi a Roma in occasione della Giornata internazionale del volontariato. Oltre 200 rappresentati di organizzazioni presenti. Tabò, presidente di Csvnet: “È tempo di riprendere la Carta dei valori del volontariato e rigenerarla”
Identità costituzionale, radicamento nelle comunità territoriali e proiezione verso il futuro. Sono queste le sfide per il prossimo triennio che il volontariato dovrà affrontare. Con lo sguardo rivolto ai prossimi anni, il mondo del terzo settore e del volontariato italiano si è riunito oggi a Roma, nell’Aula Magna della Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre, per riflettere sul proprio ruolo, sulle difficoltà e le prospettive.

Leggi: Redattore Sociale, 05/12/2019


giovedì 5 dicembre 2019
Giornata volontariato. Conte: “Valutiamo aumento di 10 milioni per il 5xmille”

L’intervento del presidente del Consiglio dei ministri (con gaffe) all’evento organizzato a Roma da Forum terzo settore, Caritas italiana e Csvnet. Il Registro unico entro giugno. “Il volontariato non rappresenta una riserva di buonismo”
Aumentare di 10 milioni di euro il fondo per il 5 per mille e arrivare entro giugno al registro unico per il terzo settore in modo da consentire il debutto dei nuovi regimi fiscali previsti dalla riforma nel 2021. Sono questi i due impegni assunti dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, di fronte alla platea di volontari riunita oggi presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre in occasione dell’evento organizzato dal Forum nazionale del terzo settore, Caritas italiana e Csvnet in occasione della Giornata internazionale del volontariato.

Leggi: Redattore Sociale, 05/12/2019


giovedì 5 dicembre 2019
Reinventing Cities, via alle proposte per valorizzare 12 siti tra Roma e Milano – Mariagrazia Barletta

Sette aree milanesi e cinque siti nella Capitale proposti al mercato degli sviluppatori. Manifestazioni di interesse entro il 4 maggio 2020
Nove città e 25 siti, di cui quasi la metà italiani. È stata lanciata ieri la seconda edizione di «Reinventing cities», la competizione internazionale che, ricalcando le call parigine «Réinventer Paris» e «Inventons la métropole du Gran Paris», diventate ormai un modello per la dismissione del patrimonio pubblico, chiama a raccolta investitori, promotori, imprenditori, artisti, ambientalisti, startup, associazioni, affinché presentino progetti di rigenerazione resilienti e a emissioni zero, che facciano rinascere immobili in disuso o che diano una destinazione a terreni inedificati. Il tutto a partire dall’alienazione dei siti candidati. Alla call globale promossa da C40, network di città impegnate nella lotta al cambiamento climatico, partecipa non solo Milano, già presente alla prima edizione del concorso (conclusosi lo scorso maggio).

Leggi: Edilizia e Territorio, 05/12/2019


mercoledì 4 dicembre 2019
Il tempo (quasi) scaduto del welfare italiano

La fotografia dell’Italia nel 2050 nel rapporto 2019 del Think Tank “Welfare, Italia”. Ci saranno 36 mila nascite annue in meno e 2,9 milioni di anziani non autosufficienti in più.
Presentata oggi a Roma l’edizione 2019 del Rapporto Think Tank “Welfare, Italia” sviluppato da Unipol Gruppo con The European House – Ambrosetti, con il sostegno di un comitato scientifico composto da Veronica De Romanis, Giuseppe Guzzetti, Walter Ricciardi e Stefano Scarpetta.  L’iniziativa, all’interno del progetto Welfare Italia, laboratorio per le nuove politiche sociali, ha visto oltre 200 esponenti delle Istituzioni ed esperti del settore che hanno dibattuto sui vincoli e le proposte per garantire che il sistema di welfare del Paese possa continuare a funzionare rispondendo efficacemente anche ai nuovi bisogni emergenti.

Leggi: Redattore Sociale, 04/12/2019


mercoledì 4 dicembre 2019
Roma, seminario di approfondimento sulla valutazione della fragilità

Il presidente nazionale Enzo Costa partecipa a Roma, il 4 dicembre, ad un seminario di lavoro dal titolo “Impatto degli interventi socio-sanitari basati sulla valutazione della fragilità”, l’evento rientra nel progetto europeo “European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing” che vede come ente capofila la comunità di Sant’Egidio e numerosi altri partner.
Il cambiamento della domanda assistenziale dovuto all’aumento della prevalenza delle malattie croniche, è affrontato in maniera profondamente diversa in Europa: si sente il bisogno di soluzioni assistenziali flessibili che si adattino alla caratteristiche di ciascun paese. E’ possibile tuttavia individuare alcuni elementi come denominatore comune dal quale partire per migliorare l’assistenza continuativa. Uno di questi elementi è la fragilità, indicatore sintetico della domanda assistenziale, associato al consumo di risorse socio-sanitarie ed anche alla mortalità.

Leggi: Auser, 04/12/2019


mercoledì 4 dicembre 2019
Primo neurone artificiale, possibile arma contro l’Alzheimer

Costruito su un chip, utile per combattere molte altre malattie
Promette di diventare una futura arma per combattere le malattie causate dalla degenerazione delle cellule nervose, come l’Alzheimer: il primo neurone artificiale in silicio risponde ai segnali del sistema nervoso e segna un passo in avanti verso la possibilità di riparare circuiti nervosi e ripristinare funzioni perdute. Descritto sulla rivista Nature Communications, è il frutto della ricerca coordinata da Alain Nogaret, del dipartimento di Fisica dell’università britannica di Bath, e condotta con l’università svizzera di Zurigo e quella neozelandese di Auckland. Fanno parte del gruppo di lavoro anche gli italiani Elisa Donati e Giacomo Indiveri, entrambi dell’Università di Zurigo.

Leggi: Ansa, 04/12/2019


martedì 3 dicembre 2019
Disabili: Istat, il 5,2% della popolazione con gravi limitazioni

Gli over 75 i più colpiti: quasi 1 mln e mezzo
In Italia le persone che, a causa di problemi di salute, soffrono di gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere attività abituali sono il 5,2% della popolazione. Gli anziani sono i più colpiti: quasi 1 milione e mezzo di ultra settantacinquenni si trovano in condizione di disabilità e 990.000 di essi sono donne. Il 26,9% di queste vive sola, il 26,2% con il coniuge, il 17,3% con il coniuge e i figli, il 7,4% con i figli e senza coniuge, circa il 10% con uno o entrambi i genitori, il restante 12% circa vive in altre tipologie di nucleo familiare. E’ quanto delinea il Rapporto Istat ‘Conoscere il mondo della disabilità’, presentato oggi a Roma, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.

Leggi: Inca, 03/12/2019


lunedì 2 dicembre 2019
Pensioni, Landini: basta incertezze, serve tavolo con governo

La discussione dovrebbe essere sul sistema nel suo complesso compresa l’introduzione della pensione di garanzia per i giovani
Pensioni: la Cgil torna a sollecitare l’apertura di un tavolo di confronto con il Governo per uscire dalla situazione di incertezza dato che “ogni anno cambia qualcosa”. Lo ha detto il numero uno del sindacato, Maurizio Landini parlando all’assemblea di Assofondipensione. Il tavolo, che dovrebbe aprirsi a gennaio secondo la disponibilità data nelle scorse settimane dal Governo, dovrebbe, secondo Landini, affrontare la discussione sul sistema nel suo complesso compresa l’introduzione della pensione di garanzia. “Spesso in questi anni, ha detto, si è parlato di pensioni per fare cassa, creando ancora più incertezza e insicurezza. Bisogna ragionare sull’intero sistema”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 02/12/2019


lunedì 2 dicembre 2019
Libretto dell’edificio condominiale: tanto importante, quanto sconosciuto

Oggi è tornato di moda parlare del “fascicolo del fabbricato”, ma in realtà ci sono già da molti anni diversi altri documenti similari e/o complementari
In Italia abbiamo la capacità di fare proliferare la documentazione e quindi la burocrazia ma una cronica incapacità a risolvere realmente i problemi. Oggi è tornato di moda parlare del “fascicolo del fabbricato”, ma in realtà ci sono già da molti anni diversi altri documenti similari e/o complementari, che hanno creato molta confusione ai tecnici, figuriamoci alla famosissima sig.ra Maria.
Abbiamo già sentito parlare del fascicolo delle caratteristiche dell’opera (testo unico della sicurezza) o del piano di manutenzione delle strutture (norme tecniche per le costruzioni) o della certificazione energetica degli edifici (rendimento energetico nell’edilizia) e del piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti (codice dei contratti pubblici), tutti documenti settoriali con scarso riscontro pratico, come dicevo, solo burocrazia.

Leggi: Condominio Web, 02/12/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 9 dicembre 2019
Aias (Sardegna), 19 dicembre nuovo sciopero

Nuovo sciopero giovedì 19 dicembre in Sardegna dei lavoratori delle 43 sedi di Aias (Associazione nazionale spastici, che gestisce nell’isola l’assistenza e la riabilitazione di pazienti non autosufficienti o con gravi handicap), con presidio a Cagliari. A motivare la protesta di Fp Cgil, Cisl Fp e Fpl Uil l’arretrato di ben 12 mensilità, con un ultimo pagamento (il 66 per cento della mensilità di ottobre) risalente ai primi dì novembre. Martedì 10 dicembre, intanto, l’azienda presenterà al tribunale fallimentare il proprio piano di rientro dai debiti contratti con dipendenti e fornitori per evitare il fallimento. Per Roberta Gessa (Fp Cgil) siamo “davanti a un disastro annunciato. Quando un gestore è ìnadeguato lo si cambia, invece qui sembra che si attendano le mosse del tribunale per tracciare una via”.
Leggi: https://www.rassegna.it/articoli/aias-sardegna-19-dicembre-nuovo-sciopero

Ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com – 9.12.2019 – A Padova il comune promuove lo student housing e le riqualificazioni residenziali – Paola Pierotti
Il capoluogo incentiva le residenze universitarie tagliando gli oneri edilizi. Favorito il recupero degli immobili di proprietà in cambio della valorizzazione delle aree verdi
Ha fatto tapppa a Padova, il 24 ottobre, il percorso di approfondimento sul futuro delle città italiane intrapreso dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori: un dialogo aperto sulle politiche da attuare affinchè anche le città possano tornare a crescere economicamente, demograficamente e culturalmente e divengano competitive e volano per l’economia.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 09/12/2019


lunedì 9 dicembre 2019
 In Lombardia in aumento famiglie povere e disuguaglianze

Nonostante la crescita del Pil e dell’occupazione, il 4,9% delle famiglie vive in gravi difficoltà. Il lavoro “non garantisce l’uscita dalla marginalità sociale”. I dati sulla povertà nel Rapporto Lombardia, che analizza 16 dei 17 goal dell’Agenda 2030 dell’Onu
Cresce il Pil regionale, cresce l’occupazione, ma aumentano anche le famiglie in povertà assoluta e le disuguaglianze. Sembra una contraddizione, ma è la realtà della Lombardia. È quanto emerge dal Rapporto Lombardia 2019, curato da Polis (l’Istituto regionale per il supporto alle politiche) e che analizza 16 dei 17 Goal (viene escluso il 14, “Vita sott’acqua”) individuati dall’Onu nell’Agenda2030 sulla sostenibilità. La Lombardia sta ottenendo miglioramenti su sei obiettivi: “Parità di genere”, “Istruzione di qualità”, “Partnership per gli obiettivi”, “Imprese, innovazione e infrastrutture”, “Energia pulita e accessibile” e “Lavoro dignitoso e crescita economica”. Ma si ha una flessione per i Goal: “Sconfiggere la povertà”, “Pace giustizia e istituzioni solide” e “Città e comunità sostenibili”. Stazionari gli altri: “Sconfiggere la fame”, “Salute e benessere”, “Ridurre le diseguaglianze”, “Consumo e produzione responsabili”, “Vita sulla terra”, “Accesso all’acqua e servizi igienici” e “Azioni per il clima”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/12/2019


venerdì 6 dicembre 2019
Accessibilità e benessere ambientale: presentato a Milano il Centro Regionale

Frutto di un progetto promosso e sostenuto dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), dal Comune di Milano e dalla Fondazione Cariplo, è stato presentato nel capoluogo lombardo il CRABA (Centro Regionale per l’Accessibilità e il Benessere Ambientale), primo centro di riferimento tecnico attivo in Lombardia, che fornisce gratuitamente informazione, consulenze e supporto nella progettazione di ambienti accessibili, rivolgendosi alle persone con disabilità e ai loro familiari, ma anche ai tecnici e ai progettisti che lavorano presso Enti Pubblici e Privati
Installare una rampa con la pendenza corretta al posto di quei tre gradini che impediscono a una persona anziana di accedere al proprio appartamento. Progettare siti internet accessibili alle persone con disabilità visiva. Allestire mostre d’arte che mettano a disposizione delle persone con disabilità uditive una videoguida in LIS e con sottotitoli. Progettare una sala cinematografica in cui le persone in carrozzina non siano costrette a sedersi in un angolo appartato: sono solo alcuni esempi delle tante sfide che le persone con disabilità, i tecnici e i progettisti devono affrontare quotidianamente per rendere pienamente fruibili alle persone con disabilità gli spazi pubblici e privati delle città. Sfide che richiedono competenze tecniche specifiche e qualificate.

Leggi: Superando, 06/12/2019


venerdì 6 dicembre 2019
Assistenti sociali, Gazzi: “Usciamo dagli uffici, siamo la pelle delle istituzioni”

Il presidente degli assistenti sociali a un convegno a Torino: “Usciamo da quei benedetti uffici che diventano dei fortini. Andiamo per le strade dei nostri quartieri. Se non andiamo nelle periferie, come facciamo a progettare con la comunità? Noi non siamo burocrati dell’assistenza”
“Usciamo dagli uffici che diventano fortini, andiamo per le strade dei nostri quartieri e progettiamo con la comunità”. Lo ha detto il presidente dell’Ordine nazionale degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi, con l’obiettivo di offrire spunti capaci di suscitare “emozioni, sentimenti e pensieri nuovi” al convegno organizzato a Torino da Animazione Sociale, dal titolo: “Minori, famiglie, servizi. Ricostruire la fiducia”.
“Se io oggi vado nelle periferie e dico ‘sono assistente sociale’ mi dicono ‘hashtag parlaci di Bibbiano’ – ha detto -. Dobbiamo allora costruire narrazioni nuove, serve la capacità di raccontare meglio ciò che facciamo, gli esiti del nostro lavoro, con un linguaggio più comunicativo. Faccio un esempio: avreste piacere di essere chiamati ‘casi’? Io non sono il ‘caso Tal dei Tali ‘, sono un cittadino che ha dei diritti. La responsabilità di tutti noi è allora fare racconti nuovi, racconti diversi. 260 mila persone si affidano a noi solo in Piemonte”.

Leggi: Redattore Sociale, 06/12/2019


giovedì 5 dicembre 2019
Turismo, casa, lavoro: Cgil e Sunia presentano un decalogo per la sostenibilità nelle città toscane

“Le città del lavoro nelle città del turismo: Overtourism, lavoro e casa in Toscana”: è il titolo del convegno, organizzato da Cgil e Sunia Toscana, che si è svolto stamani a Firenze all’Auditorium del Consiglio regionale della Toscana in via Cavour 4. Nell’occasione, il sindacato ha presentato un decalogo per le città del turismo sostenibile in Toscana. Si è trattato di un convegno organizzato da Sunia e Cgil Toscana, con il Patrocinio della Regione Toscana, per indagare sulle mutazioni dei comparti produttivi ed abitativi e della condizione del lavoro e dell’abitare nelle città a più alta vocazione turistica. Un dibattito per capire come i fenomeni di overtourism incidano sulla vita e sulla geografia delle Città Toscane. Come è cambiata la condizione del lavoro e come l’esplosione degli affitti brevi turistici incida sul patrimonio immobiliare delle città e sulla residenza. Che diritto al lavoro ed alla casa resta nelle città toscane condizionate dal fenomeno degli affitti brevi turistici gestiti da piattaforme on-line come Airbnb e Booking? Il sindacato ne ha discusso con le amministrazioni locali, con studiosi e sindacalisti per capire se una alternativa è possibile.

Leggi: Sunia, 05/12/2019


giovedì 5 dicembre 2019
Housing sociale – Per la rinascita urbana, convegno all’Aurum

Affitti a canone sostenibile, facilitazioni, sostegno. Legacoop per il sociale, per il diritto alla casa, vicina a chi ha più difficoltà, intervenendo dunque con l’housing sociale. Al tema è dedicato il convegno di venerdì 6 dicembre dalle 9,30 all’Aurum: “Housing sociale – Per la rinascita urbana. Progetto della macro regione adriatica” il titolo dell’incontro. Del tema si era già parlato in occasione della presentazione del nuovo piano di azione territoriale lo scorso 15 novembre a Pescara.
Il consorzio Abitare Abruzzo, aderente a Legacoop Abruzzo, è stato fondato nel 2008, in continuità con la cooperativa Città futura, fondata nel 1981. Al momento sta realizzando interventi a Pescara, Chieti, Teramo, Pineto, Roseto e Giulianova. 

“Una casa in cooperativa housing sociale si ottiene con assegnazione in proprietà a prezzi calmierati, con un contributo regionale di circa 20mila euro o a canone sostenibile con diritto di riscatto. L’assegnatario paga un canone sostenibile definito dall’associazione dei comuni e dal Sunia, il Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari. All’ottavo anno acquista l’appartamento, con il canone di affitto versato riconosciuto come anticipo al 90 per cento”, spiega Raffaele Di Pancrazio, presidente del consorzio Abitare Abruzzo.

Leggi: Abruzzo News, 05/12/2019


giovedì 5 dicembre 2019
Povertà, in Toscana quasi raddoppiata in dieci anni

Terzo Rapporto sulle povertà in Toscana. Sempre più giovanissimi alla Caritas. Sono stati rafforzati i servizi dedicati al contrasto della povertà, con l’assunzione di 70 nuovi assistenti sociali e un aumento di ore di quelli già in servizio. Saccardi: “L’assistenzialismo del reddito di cittadinanza non è la risposta”
In un quadro nazionale in cui la deprivazione materiale continua a rimanere a livelli elevati, in Toscana la povertà assoluta colpisce sempre più le famiglie numerose e composte da giovani o stranieri, e rimane immutata la sua diffusione territoriale. Nel 2017 la povertà assoluta in Toscana interessa circa 117.000 persone e 63.000 famiglie (contro rispettivamente 66.000 e 32.000 nel 2008). Sono i dati che emergono dal Terzo Rapporto sulle povertà in Toscana realizzato dall’Osservatorio Sociale Regione, e presentato stamani in un convegno nell’Auditorium di Sant’Apollonia, assieme al Dossier sulle povertà nelle diocesi toscane, messo a punto dalla Caritas.

Leggi: Redattore Sociale, 05/12/2019


mercoledì 4 dicembre 2019
Anziani, Funzione pubblica Cgil Valle d’Aosta: “Bene lo stand by”

“Ma aspettiamo un netto dietrofront sul trasferimento dei posti letto dalla Rsa J. B. Festaz alla microcomunità di Variney”
Il 2 dicembre è stata una giornata importante nel Consiglio regionale della Valle d’Aosta per il futuro dei servizi rivolti agli anziani. Il testo condiviso, approvato, impegna il governo regionale a presentare entro 180 giorni, sentita la commissione consiliare competente, una proposta di legge di riorganizzazione complessiva dei servizi agli anziani. Inoltre la mozione impegna il governo e l’assessore, nella riorganizzazione complessiva dell’assistenza agli anziani, a condividere e a coinvolgere tutti i soggetti interessati in un eventuale progetto di trasferimento.
Leggi: https://www.rassegna.it/articoli/anziani-funzione-pubblica-cgil-valle-daosta-bene-lo-stand-by
Redattoresociale.it – 4.12.2019 – Le case famiglia a Roma vivono “col cappello in mano”: ospitano 1.500 persone
Le strutture per minori e disabili ricevono dal comune circa la metà di quanto è necessario per la loro gestione: Casa al plurale aggiorna il report sui costi. Berliri: “Da dieci anni presentiamo i conti, ma niente è cambiato. Speriamo di avere presto buone notizie. Per ora, facciamo sacrifici, consapevoli del valore del nostro lavoro”
“A Roma ci sono 62 case famiglia per persone con disabilità, gestite dal Comune, per un totale di 446 persone ospitate. Ricevono dal comune circa la metà di ciò che serve per gestirle. Molte sono poi, purtroppo, le strutture sanitarie che ospitano persone con disabilità: segno che l’integrazione socio-sanitaria, indispensabile per garantire a queste persone adeguata assistenza e qualità della vita, è ancora in gran parte da realizzare. E le risorse continuano ad essere gravemente insufficienti, come da dieci anni denunciamo, numeri alla mano”. Luigi Vittorio Berliri è presidente di Casa al plurale, associazione che rappresenta alcune delle cooperative che, per conto del Comune, gestiscono queste case famiglia.

Leggi: Redattore Sociale, 04/12/2019


mercoledì 4 dicembre 2019
Campi Bisenzio (FI): “Fai la cosa giusta”, un’idea innovativa di coabitazione

E’ nato a Campi di Bisenzio “Fai la casa giusta”, un’idea innovativa di coabitazione che coinvolge amministrazione comunale, Auser Abitare Solidale, Fondazione Cassa di Risparmio e Casa Spa.
A presentarla il sindaco di Campi Emiliano Fossi, l’assessore al welfare di comunità Luigi Ricci, Renato Campinoti, presidente Auser Abitare Solidale, e Gabriele Danesi, coordinatore di Auser Abitare Solidale. Al centro del progetto un immobile situato in via Sant’Angelo a Lecore, nell’omonima frazione, composto da otto appartamenti: quattro al piano terra che continueranno a essere abitate come case popolari e quattro al primo piano che invece serviranno a ospitare, da un minimo di 6 a un massimo di 36 mesi, quelle persone che loro malgrado stanno vivendo un momento complicato della loro vita, anche dal punto di vista abitativo, e che in questo arco di tempo faranno il loro percorso verso l’autonomia.

Leggi: Auser, 04/12/2019


mercoledì 4 dicembre 2019
Palermo. Ex Onpi, istituito il condomino delle famiglie che da anni vivono nei locali dell’ex casa di riposo comunale.

E’ stato istituito il condominio delle 56 famiglie che da anni abitano nei locali dell’ex Onpi, ex casa di riposo per anziani del Comune, in piazzetta della Serenità, a Partanna Mondello. In occasione della prima assemblea di condominio, oggi alle 18, 30, l’iniziativa sarà presentata con una conferenza stampa dal segretario generale del Sunia Palermo Zaher Darwish e dall’assessore alla Cittadinanza solidale Giuseppe Mattina. Saranno presenti le famiglie e il rappresentante di condominio.
Negli appartamenti, fino al ’99 dell’Opera Pia del cardinale Ernesto Ruffini poi diventati di proprietà comunale, vivono attualmente 350 persone.

Leggi: Sunia, 04/12/2019


mercoledì 4 dicembre 2019
Regione Veneto. Sindacati: su edilizia residenziale pubblica passi avanti, ma restano punti d’ombra

Sull’edilizia residenziale pubblica “sono stati compiuti passi avanti, ma restano ancora punti d’ombra”.
Lo affermano Cgil, Cisl e Uil Veneto, Sunia, Sicet, Uniat regionali, scrivendo alla commissione consiliare che domani esaminerà il nuovo testo varato dalla giunta. I sindacati chiedono modifiche “in particolare riguardo ai canoni di locazione, ai nuclei familiari più disagiati, alle tutele per anziani e disabili nelle procedure di mobilità”. Sostengono inoltre “l’urgenza di un incremento degli alloggi disponibili”.

Leggi: Sunia, 04/12/2019


mercoledì 4 dicembre 2019
Case del Papa, in arrivo 33 nuovi appartamenti per le famiglie bisognose

L’annuncio durante il convegno per il 25 anni della Fondazione che si è svolto nella sede di Caritas
Ad annunciarlo è stato il presidente della Fondazione San Carlo, Daniele Conti, durante il convegno per il 25 anni della Fondazione che si è svolto stamattina nella sede di Caritas Ambrosiana. Saranno consegnati entro il mese di febbraio 33 nuovi appartamenti sociali in zona Lorenteggio che si aggiungono ai 18 di Turro-Precotto e ai 55 di zona Niguarda, primo lotto di questa vasta operazione di housing sociale promossa da Caritas Ambrosiana e realizzata da Fondazione San Carlo in collaborazione con il Comune di Milano, in occasione della visita a Milano di papa Francesco a marzo del 2017.

Leggi: Giornale dei Navigli, 04/12/2019


mercoledì 4 dicembre 2019
Regione Lazio: al via la prima Azienda pubblica di servizi alla persona

È il primo frutto della legge regionale n. 2/2019 approvata nel febbraio scorso per trasformare in moderne ed efficienti strutture le antiche opere pie istituite dalla Legge Crispi del 1890
Approvata dalla Giunta regionale del Lazio la trasformazione in Asp delle II.PP.A.B. Asilo Savoia, Pio Istituto della Santissima Annunziata e Lascito Achillini. Un nuovo soggetto pubblico chiamato a collaborare con Regione ed Enti locali per migliorare concretamente la qualità della vita di minori, famiglie e persone anziane. È il primo frutto della legge regionale n. 2/2019 approvata nel febbraio scorso per trasformare in moderne ed efficienti strutture le antiche opere pie istituite dalla Legge Crispi del 1890. Grazie all’adozione dei provvedimenti attuativi varati nei mesi scorsi vede ora la luce la prima delle nuove Asp, che sarà operativa sull’intero territorio regionale.

Leggi: Redattore Sociale, 04/12/2019


martedì 3 dicembre 2019
Pensionati in piazza in Campania, s’inizia con Napoli

Presìdi di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil in tutte le province “per sollecitare il governo a dare risposte alla condizione di difficoltà in cui versano milioni di persone”. Dopo il capoluogo, giovedì 5 sit-in a Benevento e Salerno, venerdì 6 ad Avellino
Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil promuovono presìdi in tutte le province della Campania “al fine di sollecitare il governo a dare risposte alla condizione di difficoltà in cui versano milioni di pensionati italiani”. I sit-in si tengono davanti alle Prefetture: il primo appuntamento è per oggi (martedì 3 dicembre) a Napoli alle ore 10.30. Giovedì 5 dicembre è il turno di Benevento e Salerno, alle ore 10.30, mentre venerdì 6 dicembre manifestazione ad Avellino, sempre alle 10.30.
“L’iniziativa è mirata a inserire nella manovra economica l’abbassamento delle tasse anche per i pensionati italiani, visto che contribuiscono in maniera significativa alla fiscalità generale. Si tratta di 16 milioni di pensionati che non possono essere ignorati”, dichiara Franco Tavella, segretario generale Spi Cgil Campania: “Inoltre è necessario promuovere una legge sulla non autosufficienza, dando così risposte a migliaia di pensionati non autosufficienti e alle loro famiglie. Ci sembra, questa, una legge di civiltà che può dare un aiuto concreto a tantissime persone e alle loro famiglie che vivono in solitudine una condizione di straordinaria difficoltà, provocando gravi disagi, sofferenze, esclusione sociale e impoverimento”.

Leggi:  Rassegna Sindacale, 03/12/2019


IN AGENDA:

Alzheimer, il 12 dicembre il convegno del M5s su “sostegno a pazienti e famiglie”

“Infinito amore. Alzheimer: dall’assistenza all’inclusione del malato e dei familiari che se ne prendono cura”. E’ il titolo del convegno di giovedì 12 dicembre, alla Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio
“Infinito amore. Alzheimer: dall’assistenza all’inclusione del malato e dei familiari che se ne prendono cura”. E’ il titolo del convegno promosso dai senatori Barbara Guidolin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione Lavoro, e Gaspare Marinello, componente della Commissione Igiene e Sanità, giovedì 12 dicembre, alle 16.30, alla Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio.

Leggi: Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Benessere: una sfida ed un dovere

Nell’ambito della collaborazione fra Welforum e la Summer School di Milano sul benessere e la sostenibilità delle città, promossa da ASviS e da Milano2046, pubblichiamo tre contributi che mettono a fuoco alcune delle sfide che la nostra società si trova ad affrontare e le opportunità di una pianificazione di lungo periodo, che vede le città come protagoniste attive. Siamo partiti con l’articolo di Lamberto Bertolè, Presidente del Consiglio del Comune di Milano, che descrive gli obiettivi di Milano2046 e della Summer school tenutasi a settembre. L’intervento di Alessandro Rosina, pubblicato successivamente, illustra le sfide sociali che i cambiamenti demografici pongono alla programmazione delle politiche pubbliche. Concludiamo ora questo primo giro di pubblicazioni con un contributo di Sergio Sorgi, che propone 7 passi per il perseguimento del benessere sociale.
Il benessere riguarda le singole persone e le collettività, e dovrebbe essere il principale obiettivo delle politiche pubbliche, dei modelli di welfare aziendale e delle attività del terzo settore. Nessuna politica può far stare bene le persone, ma può creare le condizioni perché questo possa avvenire. La domanda di fondo è: come realizzare le condizioni ottimali perché le persone possano aspirare al benessere?

Leggi: Welforum


Sostenere la domiciliarità: i nodi da sciogliere

Quali sono i principali nodi da sciogliere nell’organizzazione locale degli interventi a sostegno della domiciliarità di anziani non autosufficienti? Lo abbiamo chiesto ad una trentina di osservatori privilegiati nel settore che ne hanno individuati tre: il disorientamento delle famiglie; l’approccio puramente prestazionale dei servizi domiciliari e la frammentarietà delle risposte. È da qui che bisogna partire per delineare processi di innovazione che riescano a dare un supporto più efficace a domicilio. di Ester Gubert (Istituto di ricerca Euricse)
Se il sostegno alla domiciliarità pare la strada necessaria e auspicata per far fronte ai problemi legati alla perdita dell’autonomia in età anziana, in Italia la volontà politica di investirci e darvi forma secondo un progetto di riforma evidence based sembra ancora una volta assente. Le risposte che vengono fornite sono marginali rispetto al potenziale bisogno, la maggior parte del carico assistenziale ricade infatti sulle famiglie senza nemmeno un adeguato supporto. Chi lavora nel settore conosce molto bene i limiti del nostro sistema a sostegno della domiciliarità ma anche le direzioni di innovazione che andrebbero prioritariamente promosse per apportare significativi miglioramenti nella qualità di vita di numerosi anziani e delle loro famiglie. Delineate le principali caratteristiche della domiciliarità in Italia, verranno quindi esposte quelle che sono state individuate come le tre principali sfide per i sistemi locali di welfare per anziani non autosufficienti.

Leggi: I Luoghi della Cura


 Demografia, benessere e città nel XXI secolo

Nell’ambito della collaborazione fra Welforum e la Summer School di Milano sul benessere e la sostenibilità delle città, promossa da ASviS e da Milano2046, pubblichiamo tre contributi che mettono a fuoco alcune delle sfide che la nostra società si trova ad affrontare e le opportunità di una pianificazione di lungo periodo, che vede le città come protagoniste attive. Siamo partiti con l’articolo di Lamberto Bertolè, Presidente del Consiglio del Comune di Milano, che descrive gli obiettivi di Milano2046 e della Summer school tenutasi a settembre. L’intervento di Alessandro Rosina, illustra le sfide sociali che i cambiamenti demografici pongono alla programmazione delle politiche pubbliche. La settimana prossima concluderemo questo primo giro di pubblicazioni con un contributo di Sergio Sorgi, che propone 7 passi per il perseguimento del benessere sociale.
Viviamo in un mondo in grande mutamento. Una delle trasformazioni principali è quella demografica, con inedite implicazioni sul piano sociale, economico e anche politico. Per lunga parte della storia dell’umanità nascite e popolazione giovanile sono state abbondanti, ma alto era anche il rischio di morte prematura. Ancora all’epoca del primo censimento dell’Unità d’Italia il numero medio di figli per donna era attorno a cinque, circa un nato su quattro non arrivava al primo compleanno e solo una stretta minoranza riusciva a compiere tutto il percorso della vita adulta fino ad arrivare in età anziana. Ma ovunque si fosse nati nel mondo la situazione non era molto diversa. A metà del XIX secolo il paese con più alta aspettativa di vita era la Svezia con un valore attorno ai 40 anni. Mentre il livello più basso di fecondità era quello della Francia, sopra i tre figli e mezzo. Tali due paesi avevano all’epoca appena iniziato la transizione demografica.

Leggi: Welforum


Economia circolare

Circular Thinking for circular economy, l’Italia nella transizione verso una economia sostenibile. Ne scrive Ludovica Marinaro, architetto dell’associazione Tes, Transizione Ecologica Solidale.
Se gli ostacoli di natura politica, tecnica e culturale sono ancora molti e le strategie da mettere in campo devono forse ancora maturare la necessaria efficacia rispetto ai problemi che la quotidianità presenta, l’emendamento sulla cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), inserito nel decreto sulle crisi aziendali, costituisce un passo avanti importantissimo sulla strada erta della transizione verso un’economia circolare. Atteso da anni, questo provvedimento recepisce le direttive sui rifiuti fissate nel 2015 dalla Commissione europea con la presentazione di un ambizioso pacchetto di misure e conferma l’impegno del nostro Paese che, in particolare in questo settore, detiene il primato per la percentuale di riciclo, davanti a Germania, Francia, Spagna e Regno Unito (fonti Eurostat). Tuttavia circular economy significa qualcosa di più della gestione dei rifiuti. L’Italia, secondo paese manifatturiero in Europa, è tra i paesi più dipendenti dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime, ma è anche il paese europeo che tra il 2000 e il 2016 ha registrato il maggior incremento (+281%) nella produttività d’uso delle risorse (dati Fondazione per lo sviluppo sostenibile).

Leggi: Fillea Cgil


 La Summer School sul benessere e la sostenibilità delle città

Nell’ambito della collaborazione fra Welforum e la Summer School di Milano sul benessere e la sostenibilità delle città, promossa da ASviS e da Milano2046, pubblichiamo tre contributi che mettono a fuoco alcune delle sfide che la nostra società si trova ad affrontare e le opportunità di una pianificazione di lungo periodo, che vede le città come protagoniste attive. Partiamo con l’articolo di Lamberto Bertolè, Presidente del Consiglio del Comune di Milano, che descrive gli obiettivi di Milano2046 e della Summer school tenutasi a settembre, per poi proseguire con un intervento di Alessandro Rosina, che illustra le sfide sociali che i cambiamenti demografici pongono alla programmazione delle politiche pubbliche. Concluderemo infine con un contributo di Sergio Sorgi, che propone 7 passi per il perseguimento del benessere sociale.
Il laboratorio “Milano 2046”, promosso dalla Presidenza del Consiglio comunale, è nato a partire da alcuni punti fermi, collocandoli nel “piccolo” della nostra città, con l’obiettivo di alzare lo sguardo dalle urgenze del presente per tentare, in una visione di lungo periodo, di immaginare e progettare un futuro per la nostra città sempre più improntato al benessere dei cittadini e alla sostenibilità ambientale, nella consapevolezza che è proprio quando si sta attraversando una fase positiva di crescita e fiducia, oltre che di grandi cambiamenti, come sta accadendo attualmente a Milano, che bisogna farlo.

Leggi: Welforum


Green Deal Europeo

Sindacato Nuovo, numero 2, Novembre 2019. Un green deal europeo per il settore edile, ne scrive Werner Buelen, segretario Fetbb per il settore legno
“Voglio che il ‘Green Deal’ europeo diventi il tratto distintivo dell’Europa”, ha affermato la neoeletta presidente Ursula von der Leyen dinanzi al nuovo Parlamento europeo. Risulta evidente che la transizione verso un’economia sostenibile e verde sia la grande ambizione della nuova Commissione europea. Un’ambizione condivisa anche dal nuovo vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, che, con un tweet, ha dichiarato di voler “costruire un’economia europea pulita e sostenibile che non lascia indietro nessuno”.
Le ambizioni europee avranno importanti conseguenze per il settore edile europeo: la nostra produzione diventerà molto più circolare, saranno imposti nuovi obiettivi energetici, applicate nuove tecniche, incentivati grandi progetti di ristrutturazione per l’edilizia residenziale e le infrastrutture pubbliche e private… Una transizione di questa portata comporterà un gran numero di opportunità e sfide per i nostri operai edili. Secondo le aspettative, la transizione verso un’economia verde, circolare e a impatto climatico zero avrà un “considerevole” effetto positivo sull’occupazione complessiva nel settore.

Leggi: Fillea Cgil


SEGNALAZIONI:

Come andare in pensione spiegato in modo chiaro

In Italia si può accedere al pensionamento in diversi modi, i due più frequenti sono la pensione di vecchiaia (suddivisa in regime retributivo e regime contributivo) e la pensione anticipata (suddivisa in regime retributivo e regime contributivo).
La pensione di vecchiaia si consegue sulla base di almeno 20 anni di contributi all’età di 67 anni (sia per gli uomini sia per le donne).
La pensione anticipata si consegue indipendentemente dall’età e l’unico fattore da tenere in considerazione sono i contributi: gli uomini possono andare in pensione a qualsiasi età con 42 anni e 10 mesi di contributi; le donne invece maturano il diritto alla pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi (più 3 mesi di cosiddetta “finestra d’attesa”).
Per qualsiasi dubbio o se hai bisogno di aiuto per effettuare la domanda di pensione vieni nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

Leggi: Pensionati.it


 

 

Badanti sleali

In Italia, l’assunzione di assistenti domiciliari, comunemente chiamate “badanti”, e di collaboratrici domestiche è in crescita. Molti sono gli anziani con problemi di salute o di solitudine che ricorrono quotidianamente al loro sostegno. Uno dei problemi più diffusi, nell’ambito del rapporto di lavoro, prende il via con il rifiuto della badante o della collaboratrice domestica di sottoscrivere un regolare contratto — il quale comporta i versamenti contributivi all’Inps — con la giustificazione che la sua prestazione si fonda soprattutto su una relazione di fiducia e lealtà reciproca. Trascorso del tempo, tuttavia, all’assistente o alla collaboratrice non sarà difficile dimostrare che svolgeva un lavoro continuativo e il giudice non potrà che far pagare caro all’assistito l’assenza di un regolare contratto.
Cosa fare?

Leggi: Pensionati.it


NEWS:

martedì 3 dicembre 2019
Disabili: Istat, il 5,2% della popolazione con gravi limitazioni

Gli over 75 i più colpiti: quasi 1 mln e mezzo
In Italia le persone che, a causa di problemi di salute, soffrono di gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere attività abituali sono il 5,2% della popolazione. Gli anziani sono i più colpiti: quasi 1 milione e mezzo di ultra settantacinquenni si trovano in condizione di disabilità e 990.000 di essi sono donne. Il 26,9% di queste vive sola, il 26,2% con il coniuge, il 17,3% con il coniuge e i figli, il 7,4% con i figli e senza coniuge, circa il 10% con uno o entrambi i genitori, il restante 12% circa vive in altre tipologie di nucleo familiare. E’ quanto delinea il Rapporto Istat ‘Conoscere il mondo della disabilità’, presentato oggi a Roma, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.
Il volume documenta gli ambiti più importanti nei quali esse si manifestano e si generano: la salute, l’istruzione, il lavoro, le condizioni economiche, la partecipazione alla vita sociale e culturale. Inoltre, viene affrontato il ruolo che svolge il sistema di welfare, per contenere il rischio che un deficit di salute si trasformi in esclusione sociale, e la funzione svolta dalle famiglie che costituiscono l’altro importante pilastro su cui si fonda l’assistenza alle persone con disabilità del nostro Paese. Il lavoro è nato da una iniziativa congiunta dell’Istat e il Comitato Italiano Paralimpico, al quale ha contribuito l’Inail.

Leggi: Inca, 03/12/2019


martedì 3 dicembre 2019
Disabili. Cgil, garantire lavoro, diritti e dignità

Daita, dal Governo maggiore impegno per aiutare i disabili
“Esprimiamo una forte preoccupazione per le oltre 770mila persone con disabilità iscritte ai centri per l’impiego in attesa non solo di un lavoro, ma anche di dignità. É importante quindi rivendicare e garantire non solo oggi, ma ogni singolo giorno dell’anno, i loro diritti e il loro benessere nel nome dell’uguaglianza e della piena partecipazione alla sfera politica, lavorativa, sociale, economica e culturale del nostro Paese”. Così la responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil nazionale, Nina Daita nella Giornata internazionale delle persone con disabilità.
“Al Governo – prosegue la dirigente sindacale – chiediamo di affrontare il tema con più determinazione e impegno per aiutare sia le persone con disabilità che le loro famiglie che spesso vivono questa condizione con angoscia, preoccupazione e solitudine”.
Per Daita “è necessario, innanzitutto, cambiare il Jobs Act che, con l’introduzione della sola chiamata nominativa al lavoro, ha escluso i più fragili ed i più deboli, aumentando ancora di più le discriminazioni e i pregiudizi. Inoltre – conclude – serve un piano straordinario per l’occupazione delle persone con disabilità, che possa riportare finalmente un pò di giustizia”.

Leggi: Inca, 03/12/2019


martedì 3 dicembre 2019
La Convenzione ONU, le barriere e gli ausili “giusti”

La piena attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, garantendo in particolare l’applicazione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche su tutto il territorio e una corretta applicazione del Nomenclatore Tariffario, per far sì che ogni persona con disabilità abbia l’ausilio “giusto”: sono queste le principali richieste rivolte al mondo istituzionale e della politica dall’Associazione Luca Coscioni, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di oggi, 3 Dicembre
«Realizzare la piena attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, garantendo in particolare l’applicazione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche su tutto il territorio, includendo anche le barriere riguardanti l’attività commerciale privata. Istituire l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, secondo le modalità esattamente previste dalla citata Convenzione ONU. Procedere affinché le tipologie di ausili contenuti nel Nomenclatore Tariffario, destinate ai bisogni più delicati e complessi, non siano acquistate e fornite per mezzo di gare d’appalto, in modalità che non tengono conto delle diverse disabilità. Far sì che venga istituito un Comitato “super partes” sui LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), che non sia composto solo da rappresentanti delle Regioni. Sollecitare provvedimenti per la piena equivalenza in ogni sede della firma digitale alla firma autografa»: sono le cinque richieste rivolte al mondo delle Istituzioni e della politica dall’Associazione Luca Coscioni, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di oggi, 3 Dicembre, centrata quest’anno sul tema, lo ricordiamo, Trasformazione verso società sostenibili e resilienti per tutti.

Leggi: Superando, 03/12/2019


martedì 3 dicembre 2019
Io valgo: disabilità e qualità della vita

Ha preso il via oggi, 3 dicembre, in corrispondenza della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, l’evento nazionale denominato “Io valgo”, promosso dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, coinvolgendo numerose città italiane, in Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Sicilia e Veneto, con numerose iniziative all’insegna dello sport, dell’arte e della musica, oltreché con dibattiti e convegni, per dare spazio al protagonismo delle persone con disabilità e alle necessarie opportunità di inclusione sociale
Ha preso il via oggi, 3 dicembre, in corrispondenza della Giornata Internazionale delle persone con Disabilità, l’evento nazionale denominato Io valgo, promosso dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, coinvolgendo numerose città italiane, in Emilia Romagna (Carpi, Cesena, Rimini, Bologna e Forlì), Piemonte (Cuneo), Sardegna (Sorso), Sicilia (Acireale, Catania, Scicli e Trapani) e Veneto (Carmignano di Brenta, Cittadella).
«Don Benzi – sottolinea Giovanni Paolo Ramonda, presidente dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII – ripeteva che “ognuno vale per gli altri, nonostante la fragilità, in quanto costruttore di vita, destinatario di una missione unica e insostituibile, cittadino attivo e protagonista della storia”. Tramite le nostre Case Famiglia e Cooperative cerchiamo di attuare questa indicazione del nostro fondatore».

Leggi: Superando, 03/12/2019


lunedì 2 dicembre 2019
Doppiamente fragili: in Umbria il progetto contro gli abusi sulle donne anziane

Una donna over 65 su cinque subisce violenze e abusi domestici. E’ da questo dato, molto allarmante, che si è attivato in Umbria il progetto “Doppiamente fragili”, nato dalla collaborazione tra Auser, Spi-Cgil, Centro Pari Opportunità della Regione Umbria, Rete delle donne Antiviolenza e
altri soggetti sul territorio.
Nel nostro Paese le donne che hanno superato i 65 anni sono più di sette milioni e si possono considerare come il settore più vulnerabile, perché fragili due volte, sia come genere che come età. Sono loro ad essere vittima principalmente di abbandono e incuria, che spesso significa privazione o sottrazione di beni alimentari, vestiario, medicine, e il conseguente sviluppo di marginalità e impossibilità di autonomia. Anche se l’Italia è tra i Paesi con il più alto numero di anziani nel mondo, non si è ancora sviluppato un adeguato dibattito su questo tema.
Con l’obiettivo di contrastare questo stato di cose, il progetto “Doppiamente Fragili” interviene su quattro ambiti principali: il primo è quello relativo alla rete dei servizi, che mira ad avviare un tavolo di discussione comune tra i soggetti sul territorio che già si occupano di anziani e di violenza sulle donne, per analizzare il peso del fenomeno in Umbria, capire le criticità e studiare gli interventi, fino alla creazione di un servizio telefonico contro la violenza sulle donne anziane.

Leggi: Auser, 02/12/2019


domenica 1 dicembre 2019
Welfare, Baretta: “Non è fallito ma va ripensato alla luce dei nuovi bisogni”

Al seminario di Capodarco l’intervento del sottosegretario al minstero dell’Economia: “Oggi l’emergenza è la sostenibilità”. I movimenti? “Sono fonte di cambiamento, si sente la loro pressione, ma se restano tali si finisce nel corporativismo”
“Il welfare non è fallito ma va ripensato alla luce dei nuovi bisogni”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero dell’Economia Pierpaolo Baretta al seminario di Capodarco “Guerra e pace”. Baretta è stato ed è protagonista degli ultimi anni di storia politica ed economica del paese. Nel suo intervento ha toccato i temi della fragilità del sistema paese nell’indeterminatezza del quadro politico, ora che gli “ismi” del passato sono naufragati, nel contesto di paura in cui viviamo e in cui la crisi economica da passeggera è diventata strutturale. La politica deve gestire ora la situazione difficile di una “frenesia immobile”, un ossimoro che testimonia la tendenza a fare di chi gestisce la cosa pubblica ma si dimena e non trova soluzione.

Leggi:  Redattore Sociale, 01/12/2019


venerdì 29 novembre 2019
Bonus casa, le novità in arrivo per il 2020

Debutta il bonus facciate, ecobonus e bonus ristrutturazioni prorogati di un anno, spunta il bonus rubinetti, incognita sul bonus verde e sullo sconto in fattura o accredito sul conto alternativo alle detrazioni
Al giro di boa i bonus sulla casa. Se, al momento, c’è la certezza che quasi tutte le detrazioni saranno confermate anche per il prossimo anno, il bonus verde è in bilico. Nel panorama delle agevolazioni ci sono anche delle novità, prima fra tutte il bonus facciate, ma qualcosa potrebbe cambiare anche per chi intende fruire dei bonus avvalendosi dello sconto immediato in fattura.
Bonus facciate
Sarà la new entry delle detrazioni fiscali del 2020, ma ancora si discute sulla sua portata. Secondo la versione originale, contenuta nel disegno di legge di bilancio, la detrazione avrà un’aliquota del 90%, mentre non ci saranno tetti di spesa. L’agevolazione si applicherà a tutti gli interventi di rifacimento delle facciate degli edifici, comprese le manutenzioni ordinarie.
Sulla misura sono piovuti una serie di emendamenti. Il Movimento 5 Stelle ha proposto l’esclusione dei lavori di manutenzione ordinaria e l’introduzione di tetti di spesa doppi rispetto al bonus ristrutturazioni.

Leggi: Edilportale, 29/11/2019


giovedì 28 novembre 2019
Assistenza per gli anziani: “Siamo all’età dell’immobilismo”

Dopo la fase crescente dei primi anni Duemila e quella negativa seguita alla crisi, la fase stagnante di oggi. Cristiano Gori (Network Non Autosufficienza): “Il welfare deve adeguarsi ai cambiamenti sociali: basta confondere tra sanità e non autosufficienza”
In che fase siamo, adesso, nell’assistenza per gli anziani? “Questa è l’età dell’immobilismo”, risponde senza esitare Cristiano Gori, coordinatore del Network Non Autosufficienza, intervenendo alla plenaria della seconda giornata del Forum della Non autosufficienza e dell’autonomia possibile, in corso a Bologna in questi giorni. “In Italia c’è un’elevatissima eterogeneità territoriale, ma alcune tendenze si ripetono. Quante volte, chiedendo a chi lavora in questo campo l’andamento delle attività, mi sono sentito rispondere: ‘è tutto fermo”. I primi anni Duemila sono stati gli anni dello sviluppo, con politiche che avanzavano spedite e aspettative positive. Poi c’è stata la crisi e la tendenza si è invertita: l’offerta di servizi e interventi è entrata in una fase calante, le aspettative hanno cambiato segno. “Così siamo arrivati a oggi, con un’offerta stabile di servizi e interventi e una totale incertezza sul futuro anche da parte degli operatori.

Leggi: Redattore Sociale, 28/11/2019


mercoledì 27 novembre 2019
Lo spot Auser vince il premio OPEN ART AWARD

Lo spot di Auser “Il tempo da valore alle cose, una vita attiva dà valore alle persone” ha vinto la categoria non profit del premio OpenArtAward. Lo spot che è andato in onda a ottobre su Sky, è stato realizzato per Auser dall’agenzia creativa Idea Comunicazione con la regia e il montaggio firmati da Antonio Palumbo. La cerimonia di premiazione della settima edizione del Premio si è svolta a Milano.
OpenArtAward è uno dei premi più prestigiosi in ambito pubblicitario.  La giuria del concorso, unico premio del settore ad avere questa specificità, è costituita per intero da studenti dei corsi di grafica e comunicazione pubblicitaria di OpenArt. “Un modo davvero originale per raccontare l’invecchiamento – si legge nella motivazione al Premio – sceneggiatura efficace, inquadrature precise, testi chiari, visibili, ma non invasivi. Particolarmente efficace la scelta del commento sonoro che fa da linea guida al montaggio del video. Lo abbiamo trovato particolarmente bello, ma soprattutto efficace”.
Il video si può vedere a questo link http://www1.auser.it/primo-piano/nel-nuovo-spot-auser-il-valore-inestimabile-degli-anziani-attivi/

Leggi: Auser, 27/11/2019


DALLE REGIONI:

martedì 3 dicembre 2019
Pensionati in piazza in Campania, s’inizia con Napoli

Presìdi di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil in tutte le province “per sollecitare il governo a dare risposte alla condizione di difficoltà in cui versano milioni di persone”. Dopo il capoluogo, giovedì 5 sit-in a Benevento e Salerno, venerdì 6 ad Avellino
Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil promuovono presìdi in tutte le province della Campania “al fine di sollecitare il governo a dare risposte alla condizione di difficoltà in cui versano milioni di pensionati italiani”. I sit-in si tengono davanti alle Prefetture: il primo appuntamento è per oggi (martedì 3 dicembre) a Napoli alle ore 10.30. Giovedì 5 dicembre è il turno di Benevento e Salerno, alle ore 10.30, mentre venerdì 6 dicembre manifestazione ad Avellino, sempre alle 10.30.
“L’iniziativa è mirata a inserire nella manovra economica l’abbassamento delle tasse anche per i pensionati italiani, visto che contribuiscono in maniera significativa alla fiscalità generale. Si tratta di 16 milioni di pensionati che non possono essere ignorati”, dichiara Franco Tavella, segretario generale Spi Cgil Campania: “Inoltre è necessario promuovere una legge sulla non autosufficienza, dando così risposte a migliaia di pensionati non autosufficienti e alle loro famiglie. Ci sembra, questa, una legge di civiltà che può dare un aiuto concreto a tantissime persone e alle loro famiglie che vivono in solitudine una condizione di straordinaria difficoltà, provocando gravi disagi, sofferenze, esclusione sociale e impoverimento”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 03/12/2019


lunedì 2 dicembre 2019
Milano, vedova con cinque figli sfrattata e senza casa popolare: “Vivo sulle panchine del parco”          

Vedova e madre di cinque figli, sfrattata perché da sola non riusciva più a pagare l’affitto, Amina vive con la sua famiglia arrangiandosi tra dormitori, parchi pubblici e soluzioni provvisorie. La sua richiesta di emergenza per una casa popolare è stata giudicata “improcedibile” perché a Milano, nella città più ricca e avanzata d’Italia, gli alloggi non bastano per fare fronte alle 25mila domande di famiglie bisognose. La storia di Amina e dei suoi figli è stata raccontata in un documentario realizzato dal Laboratorio di quartiere Giambellino Lorenteggio con Comunità nuova e Sicet, con la partecipazione di quattro ragazzi quartiere.
Amina ha perso suo marito tre anni fa. È madre di cinque figli, il più grande ha 20 anni, gli altri ne hanno 16, 14 e 12. La più piccola ha solo 4 anni. Da quando è rimasta vedova non è più riuscita a pagare l’affitto ed è stata sfrattata. Da mesi non ha una casa e si è arrangiata come poteva, con soluzioni provvisorie, trascorrendo le giornate nei parchi cittadini o a casa di amiche, mentre i suoi figli erano a scuola. Di sera tutta la famiglia trovava rifugio in un dormitorio pubblico, che deve lasciare ogni mattina alle 7. Accade a Milano, la città più ricca e avanzata d’Italia, dove i prezzi degli affitti crescono ogni mese, ma gli alloggi popolari non bastano per rispondere ai bisogni. Da pochi giorni è stato trovato un alloggio temporaneo, una soluzione “tampone” per non lasciare la famiglia all’aria aperta

Leggi: Fanpage, 02/12/2019


venerdì 29 novembre 2019
Casa, 47 milioni di euro per programmi integrati di edilizia residenziale sociale: interessati 53 comuni lombardi

Con una delibera proposta dall’assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità, Stefano Bolognini, la Giunta regionale ha approvato, secondo quanto previsto dal Cipe, i criteri per la definizione della manifestazione di interesse finalizzata alla selezione dei soggetti attuatori (Comuni e Aler) di programmi integrati di edilizia residenziale sociale.
Il provvedimento, attraverso un decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Mit), prevede per la Lombardia risorse pari a 47.700.000 euro.
“Per quanto ci riguarda – ha spiegato l’assessore Bolognini – puntiamo a incrementare l’offerta abitativa pubblica tramite il recupero e la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente, a potenziare l’offerta abitativa sociale attraverso programmi di housing sociale, di recupero e di riuso del patrimonio edilizio privato non utilizzato, alla rigenerazione urbana delle periferie e delle aree urbane degradate e alla promozione della coesione sociale e della legalità nei quartieri per contrastare il disagio abitativo e l’abusivismo”.

Leggi: Regione Lombardia, 29/11/2019


venerdì 29 novembre 2019
Erp, sopralluogo di Ceccarelli in via Torre Agli: “88 alloggi innovativi grazie a un investimento regionale di 11 milioni”

Sopralluogo degli assessori alla casa della Regione Toscana e del Comune di Firenze, Vincenzo Ceccarelli e Andrea Vannucci, al cantiere per la realizzazione di 88 nuovi alloggi di edilizia popolare in via Torre Agli a Firenze. Gli assessori, assieme al presidente di Casa Spa Luca Talluri, hanno valutato l’avanzamento dei lavori, la cui fine è prevista per giugno 2020.
Gli alloggi in legno sono ad altissima efficienza energetica nZEB (ovvero consumo energetico quasi pari a zero) e vanno a prendere il posto del vecchio complesso (interamente demolito) realizzato nei primi anni cinquanta e composto da sei edifici per 64 alloggi.
“Si tratta di un intervento altamente innovativo, che la Regione ha finanziato con 11 milioni di euro – ha spiegato Ceccarelli – In questo progetto l’aumento e la modernizzazione del patrimonio erp si sommano alla rigenerazione urbana. Al posto di un vecchio edificio degradato con 60 appartamenti vengono realizzati 88 nuovi alloggi su 6 piani, a bassissime emissioni, dotati di impianti ad energia solare, struttura in legno e tanti altri accorgimenti di ultima generazione”.

Leggi: Toscana Notizie, 29/11/2019


giovedì 28 novembre 2019
Sanità Lazio, per la Cgil si deve aprire una nuova stagione

“Il Consiglio dei ministri emani al più presto il decreto per mettere finalmente la parola fine al commissariamento della sanità, dopo oltre 12 anni di sofferenze. Si abbassino le tasse ai cittadini”
“Apprendiamo con favore che finalmente si potrà aprire una nuova stagione per la sanità del Lazio. Ci aspettiamo adesso che il Consiglio dei ministri emani al più presto il decreto per mettere finalmente la parola fine al commissariamento della sanità nella nostra regione, dopo oltre 12 anni di sofferenze per i cittadini e gli operatori del settore”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio.
“Si tratta di un risultato importantissimo – continua la nota – reso possibile anche grazie all’impegno degli operatori del settore e sostenuto dai cittadini che hanno pagato una Irpef maggiorata in questi anni. Per alleggerire la tassazione negli scorsi anni abbiamo firmato importanti accordi che hanno coinvolto un numero consistente di cittadini. Ora è arrivato il momento di riconvocare quel tavolo con le organizzazioni sindacali e riportare alla normalità anche la pressione fiscale sugli utenti”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 28/11/2019


giovedì 28 novembre 2019
E dal fondo immobiliare 600 case di housing sociale

Con il patrimonio della Ca’ Granda finanziata anche la ristrutturazione degli appartamenti
Un ospedale che non fa solo l’ospedale, ma anche l’operatore immobiliare. Sempre e solo a vantaggio dei cittadini più svantaggiati.
Sì perché grazie alla Fondazione Policlinico, il patrimonio immobiliare in città frutto di lasciti e donazioni dei milanesi nei secoli, è stato conferito nel Fondo immobiliare dedicato all’housing sociale denominato «Fondo Immobiliare Cà Granda».
Il fondo è nato nel 2014 attraverso l’apporto di 65 immobili, di cui 44 complessi immobiliari cielo terra, e appartamenti per un controvalore di 311 milioni di euro, proprio per finanziare la costruzione della nuova sede dell’Ospedale Maggiore. È partecipato da Fondazione Cà Granda, che detiene la maggioranza delle quote, Cassa depositi e prestiti e Fondazione Cariplo. Il patrimonio del fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso, riservato ad investitori qualificati, è costituito da circa 1400 unità, di cui il 75 per cento a destinazione residenziale, 15 per cento uffici e 10 per cento commerciale per un totale superficie disponibile di oltre 110.000 metri quadrati. Solo il 43 per cento è destinato alla vendita, il resto continuerà a ospitare inquilini fragili in locazione.
Il progetto di social housing consiste, infatti, nell’offerta di alloggi a canone calmierato, con particolare attenzione alle fasce più fragili dell’attuale inquilinato, nella realizzazione di una rete di servizi di condivisione, assistenza e orientamento, e nella ristrutturazione radicale dei fabbricati, che contribuirà sia a migliorare le condizioni abitative, sia a trasformare vecchi edifici in immobili a basso impatto ambientale.

Leggi: Il Giornale, 28/11/2019


giovedì 28 novembre 2019
Casa, Milano diventerà “antipopolare”?

La compravendita di case è cresciuta del 6,5%. In un caso su quattro chi acquista non ci va ad abitare, ma lo ritiene un investimento per affittarla a turisti e manager. Sono cresciuti anche i canoni di affitto, del 2,3%. Marcatili, economista: “Senza dubbio attira i ricchi, ma non sembra avere strumenti per accogliere o trattenere anziani, studenti e famiglie”
È una città che attrae, che macina soldi e progetti. Forse da sempre, ma in questi anni sembra avere messo una marcia in più. Il rischio, però, è che il “modello Milano” per stare in piedi abbia bisogno delle sue vittime sacrificali. I dati sull’andamento del mercato immobiliare, presentati da Nomisma, suscitano interrogativi gravi. Quest’anno il numero delle compravendite di immobili è cresciute del 6,5% rispetto all’anno scorso (in totale dovrebbe superare quota 26mila). In Italia la media è stata del 2,2%. Il 25,4% delle compravendite a Milano, però, è a titolo di investimento (a livello nazionale è il 15%). In altri termini, chi compra non ci va ad abitare. Il suo scopo è affittarlo per brevi periodi, a turisti o a chi viene a Milano per lavoro o per seguire uno dei tanti eventi della città. Basti pensare alle Olimpiadi invernali del 2026: chi ha un appartamento da affittare sa che ci potrà guadagnare molto. “Milano sta diventando esclusiva, nel senso che rischia di escludere anziani, studenti, famiglie con redditi bassi -sottolinea Marco Marcatili, economista e responsabile sviluppo di Nomisma-. La sfida di Milano è quella di non diventare antipopolare. Perché senza dubbio attira i ricchi, ma non sembra avere strumenti per accogliere o trattenere chi ha bisogni sociali”.

Leggi: Redattore Sociale, 28/11/2019


mercoledì 27 novembre 2019
Roma, aumenta la povertà e il numero degli anziani soli. I dati dell’ultimo rapporto della Caritas Diocesana

Un reddito sufficiente a pagare l’affitto o il mutuo, le utenze e di che mangiare, e il rischio costante di cadere nel precipizio anche per via di imprevisti minimi. Sono gli “equilibristi della povertà” fotografati a Roma dall’ultimo rapporto della Caritas diocesana sulla povertà nella capitale. Preoccupano i trend demografici di una città con sempre meno cittadini, sempre più anziani e con un calo delle nascite che durerà anche nei prossimi anni. “Li abbiamo chiamati equilibristi della povertà – spiega don Benoni Ambarus, direttore della Caritas diocesana di Roma nella presentazione del rapporto -. Sono persone che vivono sul piano inclinato del disagio senza mai riuscire a mettersi al sicuro in maniera definitiva. Sono persone che facilmente ricorrono al sostegno di finanziarie impassibili, entrano nel gorgo del sovraindebitamento, ricorrono a prestiti usurai con la speranza di riuscire a trovare una soluzione momentanea e rassegnandosi a vivere alla giornata. Sono vite appese a un filo che, inevitabilmente, accusano tutto il malessere legato al veder negata la loro dignità e accusano ripercussioni anche in termini di ansie, sindromi da stress, crollo dell’autostima”.
I dati pubblicati nel rapporto della Caritas diocesana sono stati raccolti grazie alla rete dei 157 centri d’ascolto parrocchiali, dei tre diocesani, e delle 52 Opere Segno sparse su tutto il territorio della capitale. Il primo dato che balza subito agli occhi è quello dei trend demografici e di una capitale con “sempre meno cittadini, sempre più anziani, pochi stranieri”, spiega la Caritas diocesana.

Leggi: Auser, 27/11/2019


mercoledì 27 novembre 2019
Bologna. Forum non autosufficienza 2019

Oggi in Italia si contano oltre 2,5 milioni di anziani con limitazioni funzionali di qualche tipo (mobilità, autonomia, comunicazione, ecc.). Sono noti i dati del fenomeno di una società sempre più anziana e, quindi, con un aumento significativo anche dei bisogni di cura. Problematiche di grande interesse che – come ogni anno – verranno affrontate al ‘Forum Non Autosufficienza (e autonomia possibile)’ in programma a Bologna (Centro Congressi Savoia Hotel Regency) il 27 e 28 novembre, dove si incontreranno oltre 1.000 partecipanti provenienti da tutta Italia, un pubblico di professionisti ed operatori dei Servizi Socio-assistenziali e Socio-sanitari composto – tra gli altri – da dirigenti di aziende sanitarie locali e RSA, infermieri e OSS.
Il Forum sviscera molteplici sfaccettature che il fenomeno comporta e comporterà rispetto ai problemi della vita reale delle persone, della realtà dell’integrazione socio-sanitaria, della concretezza della vita delle persone fragili, delle loro famiglie, degli operatori. Oltre 150 relatori interverranno all’evento formativo e culturale dedicato alla diffusione di buone prassi e contenuti sul complesso tema della fragilità: due giorni di incontri e dibattiti strutturati in due sessione plenarie e ben 50 workshop con l’obiettivo comune di far prevalere l’idea di persona su quella di “malato”, di valorizzare le figure dei caregiver, ovvero di tutti coloro sui quali ancora oggi “pesa” totalmente il carico dell’assistenza di persone non autosufficienti, e di professionalizzare i rapporti operatori/pazienti secondo un’ottica di relazione.
Il Programma completo del ‘Forum Non Autosufficienza’ a questo indirizzo https://www.nonautosufficienza.it/programma-2019/

Leggi: Auser, 27/11/2019


martedì 26 novembre 2019
In provincia gli anziani salgono a 155mila «L’assistenza domiciliare è una priorità»

Continua a crescere la popolazione sopra i 65 anni: «Invecchiare in casa per contribuire al benessere della famiglia»
Assistenza domiciliare e sistemi di ricerca Gps. Reti di comunità e volontariato. Ginnastica per il corpo e la mente. Soluzioni che Modena ha adottato o adotterà per una fascia sempre più consistente della popolazione: gli anziani. In provincia gli over 65 sono saliti a 155.208. I numeri illustrati ieri al primo Festival della Longevità sono eloquenti. Su 100 modenesi, 24 hanno più di 65 anni. Tradotto in cifre, lo scorso anno gli over 65 erano 44.579 su 186.307 abitanti: più di due volte la capienza del Braglia. A livello provinciale, la percentuale supera il 22%. Per ogni 100 giovani sotto i 15 anni si trovano 178 modenesi che hanno almeno il quintuplo dell’età. Più di sei su dieci, secondo i dati Ausl su base regionale, soffre di malattie croniche. La salute dei diretti interessati (e dei familiari che se ne fanno carico) è stata al centro dell’attenzione nell’incontro organizzato al salone Corassori della Cgil da Auser e Spi. «Gli anziani desiderano invecchiare in casa propria – ha ricordato Michele Andreana, presidente di Auser Modena – perché vivono meglio e restano in un contesto familiare». L’assistenza domiciliare integrata è un’esperienza diffusa in Emilia Romagna.

Leggi: Gazzetta di Modena, 26/11/2019


IN AGENDA:

Giornata Internazionale del Volontariato: “Ricostruire una comunità solidale”

Giovedì 5 dicembre, in occasione della 34° Giornata Internazionale del Volontariato, indetta dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Forum Nazionale del Terzo Settore, Caritas italiana e CSVnet organizzano una giornata di celebrazione e riflessione sul ruolo del volontariato, sulle prospettive e le sfide che lo attendono, nella delicata fase che vive il nostro Paese e alla luce delle novità introdotte dalla Riforma del Terzo settore.
l centro del dibattito la capacità del volontariato di sviluppare e consolidare comunità più coese e solidali. I promotori ne discuteranno insieme al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Presidente Acri Francesco Profumo, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo (in attesa di conferma).
Alle 12 una tavola rotonda con Luca Gori dell’Università S.Anna di Pisa, Don Armando Zappolini del CNCA e Andrea Volterrani dell’Università Tor Vergata di Roma insieme ad alcuni volontari che porteranno la loro esperienza e testimonianza.
Modera Roberto Natale, giornalista, Responsabilità Sociale Rai.

Leggi: Auser


Giornata Internazionale del Volontariato – Insieme con gli Anziani

5  DICEMBRE 2019 – Aula Magna Collegio Universitario Celimontano – Via Bezzecca, 10 Roma
La Tavola Rotonda, promossa dalla Fondazione Alberto Sordi, rappresenterà un momento di incontro per conoscere e riflettere insieme sul ruolo delle diverse iniziative di volontariato con gli anziani portate avanti dalle Associazioni e da piccole realtà territoriali, ivi compresi i Centri Anziani.
Le persone anziane sono tante e molte sperimentano situazioni di isolamento e solitudine. Il focus dell’incontro sarà incentrato sul volontariato, come strumento per favorirne processi di inclusione.

Leggi: Fondazione Alberto Sordi


Un Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa

Se ne parlerà il 6 e 7 dicembre a Bologna, dove cinque anni fa nacque il primo Regolamento per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni
L’obiettivo immediato è ambizioso e insieme entusiasmante: far nascere un vero e proprio Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa dei beni comuni. Obiettivo di lungo termine: diffondere e consolidare il tema della collaborazione tra i cittadini e le istituzioni per la cura e la rigenerazione dei beni comuni e la co-produzione delle decisioni pubbliche.
Se ne discuterà il 6 e 7 dicembre a Bologna dove cinque anni fa, a febbraio 2014, nacque  il primo Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, stipulato dal Comune di Bologna insieme con Labsus.
Da Allora, anche grazie al lavoro di promozione svolto da Labsus, più di 200 Comuni hanno adottato il Regolamento e hanno favorito così la nascita di migliaia di patti di collaborazione con i cittadini per la cura condivisa dei beni comuni presenti sul loro territorio. Sono così stati coinvolti, direttamente, circa 800.000 persone.

Leggi: Labsus


Udine, 6 dicembre Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

 La Summer School sul benessere e la sostenibilità delle città

Nell’ambito della collaborazione fra Welforum e la Summer School di Milano sul benessere e la sostenibilità delle città, promossa da ASviS e da Milano2046, pubblichiamo tre contributi che mettono a fuoco alcune delle sfide che la nostra società si trova ad affrontare e le opportunità di una pianificazione di lungo periodo, che vede le città come protagoniste attive. Partiamo con l’articolo di Lamberto Bertolè, Presidente del Consiglio del Comune di Milano, che descrive gli obiettivi di Milano2046 e della Summer school tenutasi a settembre, per poi proseguire con un intervento di Alessandro Rosina, che illustra le sfide sociali che i cambiamenti demografici pongono alla programmazione delle politiche pubbliche. Concluderemo infine con un contributo di Sergio Sorgi, che propone 7 passi per il perseguimento del benessere sociale.
Il laboratorio “Milano 2046”, promosso dalla Presidenza del Consiglio comunale, è nato a partire da alcuni punti fermi, collocandoli nel “piccolo” della nostra città, con l’obiettivo di alzare lo sguardo dalle urgenze del presente per tentare, in una visione di lungo periodo, di immaginare e progettare un futuro per la nostra città sempre più improntato al benessere dei cittadini e alla sostenibilità ambientale, nella consapevolezza che è proprio quando si sta attraversando una fase positiva di crescita e fiducia, oltre che di grandi cambiamenti, come sta accadendo attualmente a Milano, che bisogna farlo.

Leggi: Welforum


Anziani non autosufficienti: il sistema sociosanitario lombardo

Un contributo di Eleonora Perobelli, ricercatrice presso il Cergas SDA Bocconi, Area Social Policy and Service Management
L’articolo cala nel contesto lombardo due linee di ricerca sviluppate nel corso del 2019 dall’Osservatorio Long Term Care del Cergas SDA Bocconi: l’analisi delle policy regionali legate al mondo anziani promulgate negli ultimi cinque anni e la ricognizione del bisogno e dell’offerta di servizi di Long Term Care (LTC) per anziani non autosufficienti. Ne esce una critica ragionata delle caratteristiche del sistema lombardo in controluce rispetto al panorama nazionale.
In assenza di un quadro strategico e regolatorio per la non autosufficienza a livello nazionale, le Regioni italiane hanno sviluppato nel tempo 21 modelli differenti di gestione dei servizi per la Long Term Care (LTC), che se analizzati permettono di decodificare l’attuale funzionamento del settore e le principali tendenze in atto. A partire da questa consapevolezza, l’Osservatorio Long Term Care del Cergas SDA Bocconi ha condotto un’analisi delle politiche regionali per anziani (autosufficienti e non), i cui esiti di dettaglio sono pubblicati nel Secondo Rapporto annuale dell’Osservatorio. In questa sede verranno approfonditi i risultati emersi su Regione Lombardia e il loro andamento rispetto al contesto italiano; seguirà una riflessione circa lo stato dell’arte della rete dei servizi regionali per gli anziani non autosufficienti per proporre un assessment del sistema.

Leggi: Lombardia Sociale


La capacità di fare rete

Una narrazione di senso dell’assistenza domiciliare. Questo è il volume di Fabio Cavallari “La cura è relazione”, di cui pubblichiamo un estratto. Attraverso le parole di operatori, medici, assistenti sociali e soprattutto famiglie, si snoda il racconto di pratiche di accoglienza e di metamorfosi. di Fabio Cavallari (giornalista e scrittore)
Promuove l’autonomia e la valorizzazione delle risorse personali e sociali dei cittadini in condizione di vulnerabilità o di disagio sociale, mettendo in relazione gli utenti con le risorse istituzionali e solidaristiche. L’assistente sociale deve avere tre punti fermi attorno a cui operare: l’utente, la propria organizzazione di appartenenza, il contesto sociale e territoriale in cui opera. Tramite l’analisi e la valutazione dei bisogni espressi dai cittadini, contribuisce alla programmazione delle politiche della propria organizzazione e del proprio territorio. Per esercitare le sue funzioni deve lavorare all’interno di una rete di relazioni che gli permetta di aver presenti le risorse da attivare in favore dei cittadini che ne richiedano l’intervento.
La definizione da manuale è quella che formalmente definisce questa professione, che ha iniziato a svilupparsi in Italia a metà circa del XX secolo, giungendo a un primo riconoscimento tra il 1980 e il 1990. Nel 1993 è stato istituito l’Albo Professionale di Stato e dal 2000 sono iniziati i corsi di laurea triennale e specialistica in Scienze del Servizio Sociale. Precisato l’aspetto storico, accademico e formale, rimane da raccontare una professione che nell’immaginario collettivo fatica a essere percepita nel modo corretto. Per svolgere questo ruolo sono necessarie conoscenze teoriche e pratiche che consentano la possibilità di affrontare le diverse realtà con determinazione e prontezza.

Leggi: I Luoghi della Cura


 La non autosufficienza riguarda il servizio sanitario nazionale?

La domanda del titolo pare condurre ad un’ovvia risposta positiva, non foss’altro perché da sempre ci sono nel sistema sanitario sia professioni (come la geriatria o la psichiatria) sia servizi, che di non autosufficienza si occupano.
Ma merita chiarire, perché vorremmo discutere degli interventi per la tutela di chi non è autosufficiente nelle funzioni della vita quotidiana: per la cura di sé (lavarsi, vestirsi, nutrirsi, usare il bagno, muoversi in casa e fuori) e per la cura dell’ambiente (il letto, l’abitazione). Non quindi degli interventi di natura esclusivamente sanitaria (attività infermieristiche, mediche, ausili), né solo di assistenza sociale (come il sostegno del reddito).
È persino banale ricordare che senza questi supporti, quando la persona non è autonoma, è inutile anche una consistente assistenza sanitaria al domicilio. Ed altrettanto banale è ricordare come l’aumento di persone (prevalentemente anziane) con questi bisogni mette in crisi le risposte del welfare, e produce sofferenze nelle famiglie che hanno ormai raggiunto livelli insostenibili.

Leggi: Welforum


Lo strano caso della DGR 1987/2019

Le risorse aumentano … ma è tutto oro ciò che luccica?
Un commento al terzo provvedimento integrativo delle Regole di esercizio 2019 che potenzia il finanziamento delle unità di offerta sociosanitari. L’Autore riflette sui cambiamenti dichiarati e sulle questioni aperte riguardo i servizi per le persone con disabilità.
Una delibera che aumenta le risorse non dovrebbe essere messa in discussione: questione di buon gusto e di opportunità. In genere i problemi che dobbiamo affrontare prendono il via proprio dalla non adeguatezza del sostegno pubblico. Per cui la domanda a cui questo articolo cerca di rispondere potrebbe apparire retorica: come valutare la DGR 1987 del 23 luglio 2019: giusta o sbagliata?
Un provvedimento atteso
Giusta, senza ombra di dubbio.
Perché mai si dovrebbe dubitare di un provvedimento che, nelle sue premesse e ragioni istitutive, si pone, tra gli altri, i lodevoli e necessari obiettivi della realizzazione di “…una compiuta integrazione tra gli ambiti sanitario e sociosanitario e per garantire un percorso integrato di presa in carico a favore dei cittadini cronici, fragili e vulnerabili, con la conseguente necessità di incrementare i servizi territoriali”. Non solo. Si ritiene necessario “…adeguare l’offerta territoriale alla crescita dei bisogni legati alla fragilità, in un’ottica di prossimità, andando a rafforzare quei territori la cui offerta risulta attualmente sottodimensionata rispetto alle dotazioni medie regionali”. E ancora. Nello specifico dei servizi per persone con disabilità si prende atto degli sforzi fatti da queste realtà per incrementare la propria flessibilità anche per ritardare il ricorso all’istituzionalizzazione, e si prende anche atto del fatto che le liste di attesa sono la concreta testimonianza della necessità di incrementare l’offerta territoriale.

Leggi: Lombardia Sociale


La salute del futuro sempre più smart

Applicazioni per il cellulare, dispositivi indossabili, cartelle cliniche elettroniche e molto altro: la medicina dei prossimi anni sarà sempre più connessa alla rete… I nostri malanni saranno monitorati di continuo, ma con qualche risvolto negativo
Braccialetti e orologi, ma anche magliette, scarpe, calze, occhiali, cinture e gioielli: la progressiva miniaturizzazione dei componenti elettronici ha consentito di integrare sensori e processori in quasi tutti gli oggetti di uso quotidiano, li “intelligenti” e sempre connessi alla Rete. Così, grazie ai vari dispositivi indossabili (in inglese, wearable device), possiamo facilmente contare i passi fatti durante la giornata, monitorare la qualità del sonno, misurare le calorie spese, tenere sotto controllo il battito cardiaco e molto altro. Ormai piuttosto noti, al punto da essere entrati nella lista dei regali più desiderati a Natale, questi dispositivi rappresentano una delle tante rivoluzioni che la tecnologia ha portato nella nostra vita, cambiandola in ogni suo aspetto, compreso il modo di essere pazienti. O Origini lontane «La grande trasformazione è iniziata qualche anno fa con l’avvento di Internet: gli utenti hanno iniziato a disporre di un’incredibile mole di informazioni, una sorta di enciclopedia fruibile 24 ore su 24», ricorda Roberto Ascione, imprenditore, opinion leader internazionale nell’applicazione delle tecnologie digitali alla salute (www.robertoascione.com ).

Leggi: La Salute con l’Anima


Piano nazionale non autosufficienza: un giudizio ambivalente, in attesa della riforma

Quale valutazione dare del “Piano per la non autosufficienza 2019-2021” recentemente emanato dal Ministero del Welfare? Gli autori rispondono a questo interrogativo, mettendo in luce i punti di forza e di debolezza del Piano. La discussione di tale atto programmatorio, inoltre, viene condotta con uno sguardo alle complessive esigenze di riforma delle politiche per la non autosufficienza in Italia.
di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non autosufficienza), Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)
A confondere è il titolo. Contrariamente a quanto lascia intendere, infatti, non si tratta di un piano nazionale sulle politiche rivolte alle persone non autosufficienti in Italia, bensì esclusivamente di un atto contenente nuovi obiettivi e modalità di utilizzo del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA)1. Quest’ultimo trasferisce dallo Stato ai Comuni risorse per interventi sociali rivolti ad individui in tale condizione, di ogni età, pari a 573 milioni di Euro nel 2019, 571 nel 2020 e 568 nel 2021. Tali stanziamenti equivalgono al 2% della spesa pubblica complessiva del settore.
Il Fondo finanzia il 20% della spesa per i non autosufficienti dei Comuni (l’attore pubblico che vi dedica meno stanziamenti). Il testo riguarda, dunque, una parte minoritaria delle risorse comunali dedicate e non tocca né il Servizio Sanitario Nazionale né l’Indennità di Accompagnamento, cioè le principali filiere delle politiche pubbliche per la non autosufficienza. La necessaria azione di revisione del sistema nel suo insieme – cioè la riforma nazionale attesa da decenni – rimane, ad oggi, lontana.
Chiarito il perimetro ristretto del quale si occupa, il “Piano nazionale per la non autosufficienza 2019-2021” contiene alcune indicazioni da esaminare con attenzione. Rappresentano, infatti, spunti d’interesse da considerare in prospettiva dell’agognata riforma: è con questo spirito che sono qui commentate.

Leggi: I Luoghi della Cura


Uno strumento per leggere la distribuzione di risorse per il welfare ai Comuni

La fondazione Openpolis ha presentato il rapporto “Il calcolo disuguale”, costruito con la collaborazione della trasmissione TV di Rai 3 Report, che analizza la distribuzione delle risorse ai Comuni per i servizi di welfare.
Discutiamo con Martina Zaghi, ricercatrice di Openpolis, di alcune questioni connesse a questo quadro del federalismo fiscale.
Può sinteticamente descrivere in che cosa consiste questo vostro lavoro?
L’analisi che abbiamo svolto in collaborazione con Report ha lo scopo di fare luce sugli effetti del federalismo fiscale sui comuni delle regioni a statuto ordinario. Il sistema di finanziamento agli enti locali, introdotto dalla riforma del titolo V della costituzione nel 2001 e dalla legge 42 del 2009, è stato attuato solo in parte e non ha contribuito a ridurre l’ampio divario in tema di risorse e servizi tra le varie aree d’Italia.
Abbiamo quindi cercato di ricostruire, attraverso dati e documentazioni ufficiali, il sistema di finanziamento ai Comuni. Utilizzando dati comunali provenienti da Sose (società partecipata dal ministero dell’economia e dalla banca d’Italia), dal ministero degli interni e da Istat, abbiamo realizzato una banca dati inedita sul fabbisogno standard, uno degli indicatori che determina la ridistribuzione di risorse ai comuni. Inoltre, abbiamo elaborato una proiezione di come verrebbero distribuiti i finanziamenti ai comuni se il sistema funzionasse, come previsto dalla Costituzione, con i livelli essenziali di prestazioni e la perequazione totale.

Leggi: Welforum


La valutazione dello stress del caregiver nella persona con demenza: revisione narrativa della letteratura

Assistere a domicilio una persona affetta da demenza può mettere a dura prova il caregiver, sia esso un familiare, un parente, un amico. Il “peso” della cura (burden) può portare a disturbi fisici, psicologici e di altra natura. L’articolo propone i risultati di una revisione della letteratura internazionale sulla valutazione dello stress del caregiver, che mette in luce le tipologie di burden più comuni e gli strumenti utilizzati per valutarlo.
di Alessandra Tirrito (Infermiera presso l’IRCCS Santa Maria Nascente, Fondazione Don Gnocchi), Elisa Ferrario, Lino Casiraghi (Infermieri, tutor didattici e docenti corso di laurea infermieristica Università degli Studi di Milano – Sezione Fondazione Don Gnocchi), Anna Castaldo (Infermiere, PhD, direttore didattico e docente corso di laurea infermieristica Università degli Studi di Milano – Sezione Fondazione Don Gnocchi)
La demenza è una delle maggiori cause di disabilità e di dipendenza tra le persone anziane in tutto il mondo. La forma più frequente è la malattia di Alzheimer, dalla quale sono affette 600.000 persone in Italia (Alzheimer’s Disease International, 2018). Il declino delle funzioni cognitive e l’inevitabile impatto della patologia sulla qualità di vita determina effetti gravosi anche sulla famiglia e sul caregiver informale, inteso come una figura (familiare, parente o amico) che, in forma “gratuita”, assiste la persona malata al domicilio. Il desiderio di rimanere accanto al proprio caro, di permettergli di continuare a vivere nella propria residenza e la percezione di sentirsi obbligati a prendersene cura sono le motivazioni principali che stanno alla base della scelta di assisterlo a casa (Alzheimer’s Disease Facts And Figures, 2019).

Leggi: I Luoghi della Cura


 Periferie: si fa presto a dire rinascita

La manovra di bilancio per il 2020 prevede risorse per la riqualificazione di edifici e aree degradate. Ma i semplici interventi urbanistico-edilizi non bastano. Vanno attuate politiche sociali che mirino a dare ascolto e risposte ai bisogni degli abitanti.
Pregi e limiti della “rinascita urbana”
Tra gli interventi previsti nella manovra di bilancio per il 2020 c’è anche un piano casa (denominato Rinascita urbana) per rilanciare gli investimenti nelle zone urbane. Prevede sostanzialmente due tipi di interventi: la riqualificazione e il recupero di edifici (a partire da quelli di edilizia pubblica e popolare) e di aree degradate, anche con la partecipazione di soggetti privati, per aumentare sia la quantità sia la qualità dell’offerta abitativa, e il rifinanziamento del fondo per l’affitto, per aiutare le famiglie in difficoltà e a rischio di morosità.
È sicuramente positivo che la questione dell’abitare sia entrata nell’agenda politica e non solo per sostenere l’abitazione di proprietà, come ormai avviene sistematicamente da anni. Se è vero che oltre il 70 per cento degli italiani vive in una casa di proprietà, l’affitto è concentrato tra i più poveri, le famiglie giovani e gli stranieri, gravando a volte fino al 35 per cento su bilanci risicati.
È positivo, e urgente, anche che si intervenga su aree e situazioni edilizie degradate non solo per l’incuria degli abitanti, ma per la negligenza dei soggetti pubblici che ne sono proprietari e, prima ancora, per il modo in cui molte di queste aree sono state pensate e create: agglomerati di grandi casermoni (si pensi a Corviale a Roma) senza servizi, collegati alla città da un sistema di trasporti largamente inefficiente, con il risultato di un doppio isolamento, sociale e spaziale.

Leggi: La Voce


Prima di tutto il diritto all’autodeterminazione e ad un abitare dignitoso

Le riflessioni di Veronica Asara, presidente dell’Associazione SensibilMente di Olbia, riferite al progetto interregionale “Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico”, appaiono come un vero e proprio “vademecum” di come dovrebbero essere le strutture residenziali e semiresidenziali rivolte alle persone con disturbo dello spettro autistico e in generale con disabilità, dando spazio, prima tutto, all’autodeterminazione di queste ultime e a un abitare in ogni caso dignitoso
Il 18 novembre scorso a Cagliari, presso l’Assessorato Regionale della Sardegna all’Igiene e alla Sanità, si è tenuto un incontro tra i responsabili regionali del progetto Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico, allo scopo di coinvolgere le Associazioni nell’iniziativa e di aggiornarle sulla natura e gli obiettivi della stessa.
Il progetto punta a mappare i servizi di tipo residenziale e semiresidenziale sul territorio regionale, individuando le buone prassi per la creazione di linee guida per la presa in carico di persone con disturbo dello spettro autistico con più 16 anni. Destinata a quattro Regioni italiane (capofila l’Emilia Romagna), l’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Superiore di Sanità e recepita dalla Regione Sardegna con la Delibera di Giunta regionale n. 9/34 del 22 febbraio 2019.
Ha partecipato all’incontro anche Veronica Asara, in rappresentanza dell’Associazione SensibilMente di Olbia (Tutela ed Integrazione Persone Autistiche), della quale è Presidente. Il suo punto di vista – che qui di seguito riprendiamo in modo pressoché integrale – ci sembra un esempio mirabile di come si debba valutare l’appropriatezza in àmbito sociosanitario e sanitario delle strutture residenziali e semiresidenziali rivolte alle persone con disturbo dello spettro autistico e in generale con disabilità.

Leggi: Superando


PI e PAI espressione della visione della persona anziana

Come può la visione antropologica dei vecchi diventare un orizzonte di senso per l’elaborazione del Progetto Individuale e del Piano Assistenziale Individualizzato? Attraverso il PI si esprime la visione dinamica degli interventi di medio e lungo termine orientati al ben-essere dell’anziano, mentre il PAI definisce gli obiettivi di cura di ciascuna professionalità.
di Marco Noli (Docente a contratto Facoltà di Scienze Politiche e Sociali Università Cattolica di Milano. Formatore e consulente organizzativo)
Il Progetto Individuale (PI) e il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) sono strumenti della cassetta degli attrezzi degli operatori. Spesso sono percepiti come imposizioni burocratiche della Regione. Leggendo i PI e i PAI si può notare come ogni struttura, e più ancora ogni operatore, ha una propria visione di cosa dovrebbero essere. Possiamo osservare: il “PAI a pezzetti”, in cui ogni operatore compila la sua parte senza alcuna equipe; il ”PAI” appannaggio del medico e degli infermieri; e il “PAI nel cassetto” perché se è difficile stenderlo, ancora più difficile è renderlo operativo.
In fondo sono strumenti di cui si è perso il senso, e si sono trasformati in incombenze di cui si farebbe a meno, forse anche per l’eccessiva complicazione del debito informativo che le delibere regionali lombarde hanno introdotto nel tempo. Questo mi ha motivato a riprendere una riflessione che era stata sviluppata in un ciclo formativo della Provincia di Milano di circa 10 anni fa, condensata in un libro dall’evocativo titolo “Il progetto assistenziale individuale: dal debito informativo al credito umano di una vita da vecchi” (Mozzanica, Granata, 2007). Nel libro, oggi introvabile, sono riportate le lezioni teoriche del Prof. Mario Mozzanica, a cui io mi rifarò, e la sintesi dei lavori dei gruppi di formazione. Quelle riflessioni, pur datate, mantengono una loro significativa attualità, salvo necessari aggiornamenti per l’introduzione del PI da parte delle più recenti delibere.

Leggi: I Luoghi della Cura


La terza rivoluzione industriale tra fondi pensione e ambiente

A livello globale è già iniziato lo sganciamento dai combustibili fossili. Il segnale arriva dai fondi pensione dei lavoratori americani, che rappresentano il più grande pool di capitale di investimento al mondo, pari a 25.400 miliardi di dollari
Il green new deal sta diventando un tema fondamentale nella sfera politica mondiale e potrebbe rivoluzionare la società. L’organo scientifico delle Nazioni Unite (Ipcc) ha dichiarato che le emissioni di gas serra stanno accelerando e sempre più si susseguiranno eventi climatici pesanti, tanto da poter mettere a rischio la vita sul pianeta.
Si inizia ad avvertire un mutamento epocale nell’opinione pubblica e la questione del cambiamento climatico può diventare il problema principale da affrontare. La terza rivoluzione industriale dovrà essere fondata su zero emissioni di carbonio. Il passaggio è molto delicato, ma tutti gli indicatori fanno pensare a un crollo del sistema industriale basato sui combustibili fossili.
Nel mondo vi sono già settori industriali che si stanno sganciando dai combustibili fossili per affidarsi ad energie alternative il cui costo va diminuendo. La questione centrale diventano anche gli investimenti, poiché si registra una pressione tesa a disinvestire dall’industria petrolifera e ad investire in nuove energie.

Leggi: Rassegna Sindacale


SEGNALAZIONI:

Come andare in pensione spiegato in modo chiaro

In Italia si può accedere al pensionamento in diversi modi, i due più frequenti sono la pensione di vecchiaia (suddivisa in regime retributivo e regime contributivo) e la pensione anticipata (suddivisa in regime retributivo e regime contributivo).
La pensione di vecchiaia si consegue sulla base di almeno 20 anni di contributi all’età di 67 anni (sia per gli uomini sia per le donne).
La pensione anticipata si consegue indipendentemente dall’età e l’unico fattore da tenere in considerazione sono i contributi: gli uomini possono andare in pensione a qualsiasi età con 42 anni e 10 mesi di contributi; le donne invece maturano il diritto alla pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi (più 3 mesi di cosiddetta “finestra d’attesa”).
Per qualsiasi dubbio o se hai bisogno di aiuto per effettuare la domanda di pensione vieni nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

Leggi: Pensionati.it


Inps, decorrenza dei termini per richiesta NAspI

Tutela previdenziale della malattia
Per la decorrenza e la sospensione del termine di 68 giorni per la presentazione della domanda di indennità NASpI nel caso di malattia, insorta prima o dopo la cessazione del rapporto di lavoro subordinato, bisogna tenere conto della diversa disciplina della malattia e della sua indennizzabilità a seconda del contratto sottostante al rapporto di lavoro. E’ quanto precisa l’Inps nel messaggio n. 4211, pubblicato ieri, 18 novembre, sul sito istituzionale, poiché per determinate categorie di lavoratori dipendenti (ad esempio, i lavoratori a tempo indeterminato), la tutela previdenziale della malattia viene riconosciuta anche oltre la data di cessazione del rapporto di lavoro, comportando con ciò l’erogazione della correlata prestazione economica.
Nel caso di evento di malattia comune indennizzabile da parte dell’INPS o infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’INAIL, insorto dopo la data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata della malattia indennizzata o di infortunio sul lavoro/malattia professionale e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua. Analogamente, se detti eventi insorgono durante o dopo la cessazione del rapporto di lavoro, il termine per la presentazione della domanda di NASpI decorre dalla fine dell’evento di malattia/infortunio.

Leggi: Inca


Tutto sulla nuda proprietà

La nuda proprietà rappresenta il valore di un immobile decurtato dell’usufrutto, ossia del diritto di altro soggetto di usare il dato bene.
Usufruttuario e “nudo proprietario”
L’usufruttuario è chi decide di vendere l’abitazione; mentre chi l’acquista è definito “nudo proprietario”
In termini semplici: per chi la sceglie vuol dire vendere il proprio immobile riservandosi il diritto di viverci; per chi la compra, invece, vuol dire acquistare la proprietà pur non potendola utilizzare finché il residente vive nella abitazione.
Calcolo nuda proprietà
Il calcolo del prezzo della nuda proprietà viene effettuato partendo dal valore dell’immobile, da stimare mediante un’apposita perizia.
Per calcolare la nuda proprietà in caso di usufrutto vitalizio è necessario moltiplicare il valore di mercato dell’immobile per il tasso di interesse legale vigente e per i coefficienti redatti dal Ministero delle finanze, che tengono conto dell’età dell’usufruttuario. Il prezzo della nuda proprietà è dato dalla differenza tra il valore di mercato e il valore dell’usufrutto. E sarà direttamente proporzionale all’età dell’usufruttuario: maggiore è l’età, maggiore è il prezzo.
Per calcolare la nuda proprietà in caso di usufrutto a termine si applicano invece dei coefficienti che tengono conto della durata dell’usufrutto. In questo caso il prezzo della nuda proprietà è inversamente proporzionale alla durata: maggiore è la durata, minore è il prezzo

Leggi: Pensionati.it


 

 

Arriva Pensionati.it, un portale interamente dedicato agli anziani e alle loro famiglie.

Il sito è stato lanciato dallo Spi-Cgil – che rappresenta in tutta Italia oltre 2,5 milioni di uomini e donne in pensione – con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la propria presenza sui canali digitali e sui social network.
All’interno del sito sarà possibile consultare un’ampia gamma di argomenti trattati in modo analitico, aggiornati periodicamente e divisi per sezioni tematiche quali pensioni, sanità, tasse, tariffe, alimentazione, casa, consumi e tanto altro.
Per potersi districare meglio fra le complesse materie trattate su Pensionati.it gli utenti potranno trovare una raccolta di domande frequenti per cercare le risposte alle problematiche più comuni e un team di esperti cui sarà possibile porre domande specifiche.

Vai al sito: http://www.pensionati.it/


NEWS:

martedì 26 novembre 2019
Per un buon uso della nostra vecchiaia. Che potrà toccare i 115 anni

Edoardo e Vieri Boncinelli si soffermano sull’aumento dell’aspettativa di vita e sulle sue conseguenze in un libro edito da Solferino
Come è stato possibile che l’antica Roma abbia saputo conquistare buona parte del mondo allora conosciuto? E che l’abbia fatto 2.000 anni fa? A maggior ragione se considerate che allora – ce lo ricordano Edoardo e Vieri Boncinelli con L’età conquistata (Solferino) – la speranza di vita alla nascita era intorno ai 27 anni. Oggi arriviamo (sempre qui in Italia) a 80,8 anni gli uomini e a 85 le donne. Parliamo di vita media e il libro dei Boncinelli è un po’ la storia dei nostri anni guadagnati con un interrogativo sullo sfondo, intrigante e con una punta di perfidia «dove vogliamo arrivare?» o meglio «dove potremo arrivare?» A 120? O forse a 130?
Vediamo. Se vi chiedessero le tre cose che nell’ordine hanno contribuito di più ad allungare la nostra vita sapreste rispondere? Niente paura, lo fanno i Boncinelli per voi, ecco qua: 1) il sapone, con cui abbiamo imparato a lavarci le mani; 2) il fatto che, quantomeno da noi, c’è abbastanza cibo per tutti (e il frigorifero per conservarlo); 3) i vaccini, niente nella storia della medicina che abbia salvato tante vite. A questo punto vi chiederete: «Dato che abbiamo anche tantissime armi oltre a queste tre, lavoro meno logorante per esempio (certo meno di chi costruiva templi o combatteva nelle legioni romane) e poi farmaci e chirurgia e tanto d’altro, non sarebbe possibile ritardare il processo di invecchiamento?».

Leggi: Corriere della Sera, 26/11/2019


lunedì 25 novembre 2019
Alzheimer, scoperta molecola che blocca la malattia nei topi

Lo studio, interamente italiano, ha individuato una molecola – l’anticorpo A13 – che “ringiovanisce” il cervello bloccando la malattia nella prima fase
Scoperta dai ricercatori della Fondazione Ebri “Rita Levi-Montalcini” una molecola che “ringiovanisce” il cervello bloccando l’Alzheimer nella prima fase: è l’anticorpo A13, che ringiovanisce appunto il cervello favorendo la nascita di nuovi neuroni e contrastando così i difetti che accompagnano le fasi precoci della malattia.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell Death and Differentiation e coordinato da Antonino Cattaneo, Giovanni Meli e Raffaella Scardigli, presso la Fondazione Ebri (European Brain Research Institute) Rita Levi-Montalcini, in collaborazione con il Cnr, la Scuola Normale Superiore e il dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tre, è stato effettuato su topi che, così trattati, hanno ripreso a produrre neuroni a un livello quasi normale.
Una strategia, secondo i ricercatori, che apre nuove possibilità di diagnosi e cura.
La cautela è però d’obbligo. Solo nell’ultimo anno, almeno una mezza dozzina di aspiranti farmaci per l’Alzheimer provenienti da importanti case farmaceutiche (Lilly, Merck, Takeda, J&J, Pfizer) ha fallito, alcuni anche in fase avanzata di sperimentazione.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 25/11/2019


lunedì 25 novembre 2019
Abusi, sovraffollamento, cibi e farmaci scaduti. Un terzo delle case di riposo non supera i controlli

Sigilli e denunce per «non conformità»: dal 2017 sono state chiuse 219 strutture per anziani. Da gennaio un sequestro ogni 3 giorni. L’assistenza è un business da 9 miliardi di euro all’anno
Le immagini della vergogna sono quelle sfocate che filtrano dalle inchieste, riprese da telecamere nascoste. Anziani disabili o non autosufficienti maltrattati e insultati nei casi più gravi, abbandonati a se stessi nelle situazioni “migliori”, con le uniche ragioni della crudeltà o dell’indifferenza e con l’obiettivo di un guadagno facile sulla pelle dei fragili. I dati dei carabinieri del Nas, che ogni anno effettuano migliaia di controlli in tutta Italia, documentano una situazione allarmante, con irregolarità riscontrate nel 30 per cento dei casi e un ventaglio di situazioni che va da “semplici” mancanze amministrative, come la presenza di un numero di anziani superiore rispetto al limite autorizzato o spazi insufficienti per accogliere dignitosamente gli ospiti, fino alla somministrazione di cibo e farmaci scaduti e all’esercizio abusivo delle professioni sanitarie (rilevato nel 15% dei casi) e a reati gravi come la mancata assistenza e gli abusi fisici e psicologici, mentre nell’ombra fioriscono case di riposo abusive. Negli ultimi tre anni, dal gennaio 2017 all’ottobre 2019 i militari guidati dal generale Adelmo Lusi hanno segnalato all’autorità giudiziaria 1119 persone e 20 di queste, principalmente gestori di comunità alloggio o strutture assistenziali, sono state sottoposte a misure cautelari per reati che vanno dal maltrattamento, all’abbandono di incapaci fino alle lesioni e all’omicidio colposo. In un Paese che invecchia è anche questo il frutto avvelenato di una strutturale carenza di servizi, in particolare di assistenza domiciliare, che spinge le famiglie a scegliere soluzioni a volte approssimative, altre volte rischiose.

Leggi: La Stampa, 25/11/2019


lunedì 25 novembre 2019
Dai fondi sanitari alle polizze assicurative: cresce il “secondo welfare”

Terzo settore, Fondazioni Bancarie, Società di Mutuo soccorso sono i soggetti che stanno allargando il proprio campo di azione in settore in cui lo Stato non arriva. I fondi sanitari sono 322 con prestazioni di oltre 2 miliardi di euro all’anno. La previdenza complementare vale 79 miliardi
Dove lo Stato fatica a intervenire o proprio non arriva ci pensano soggetti privati, profit e non profit, con progetti sociali che rispondono a nuove esigenze dei cittadini. È il “secondo welfare” che in questi anni si è sviluppato sempre di più. Una tendenza confermata dai dati del “Quarto Rapporto sul secondo welfare”, presentato a Milano. Un esempio significativo è quello dei fondi sanitari integrativi nati nell’ambito del “welfare occupazionale”: ce ne sono 322, contano 10,6 milioni di iscritti e nel 2018 hanno coperto prestazione per circa 2,3 miliardi di euro. Ci sono poi i fondi previdenziali negoziali, che contano 3 milioni di iscritti per un patrimonio complessivo di 51,7 miliardi di euro. Fondi sanitari e fondi previdenziali sono parte di quel welfare contrattato che nasce da accordi tra imprese e sindacati: tra il 27,2% e il 32% dei Contratti Collettivi Nazionali garantiscono forme di protezione sociale messe in campo dalle imprese a favore dei lavoratori, mentre il 53% dei contratti che prevedono premi di risultato permettono la conversione in welfare aziendale.

Leggi: Redattore Sociale, 25/11/2019


lunedì 25 novembre 2019
Infermieri per gli anziani: “La priorità è riconoscere la professione”

Un legame destinato a crescere, con l’infermiere di famiglia che sta nascendo in tutte le regioni previsto nel Patto per la salute e le proposte di legge in Parlamento
La qualità della vita dell’anziano dipende anche dall’assistenza che riceve: e in questa, un ruolo chiave è svolto dall’infermiere. Sulla necessità di questa presenza e l’inadeguatezza delle risorse investite si è soffermata Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli oltre 450mila infermieri (Fnopi), in occasione del congresso nazionale Senior Italia FederAnziani a Rimini.
“Gli infermieri sono pronti ad assistere gli anziani. A casa loro e accanto a loro – ha detto – È uno dei nostri primi target sul territorio e l’infermiere di famiglia che sta nascendo in tutte le regioni con il nuovo Patto per la salute e le proposte di legge di maggioranza presenti in Parlamento ne è la prova e la soluzione ai loro bisogni di salute”. La presenza dell’infermiere è necessaria soprattutto accanto all’anziano, il quale “deve cercare quanto più possibile di mantenere il benessere, ma spesso è soggetto a patologie croniche e, speriamo il meno possibile, a non autosufficienza che ne limitano la qualità della vita – ha spiegato – Nel 2028, tra la popolazione della classe di età 45-74 anni, gli ipertesi saranno 7 milioni, quelli affetti da artrosi/artrite 6 milioni, i malati di osteoporosi 2,6 milioni, i malati di diabete circa 2 milioni e i malati di cuore più di 1 milione. Inoltre, tra gli italiani ultra 75enni 4 milioni saranno affetti da ipertensione o artrosi/artrite, 2,5 milioni da osteoporosi, 1,5 milioni da diabete e 1,3 milioni da patologie cardiache

Leggi: Redattore Sociale, 25/11/2019


lunedì 25 novembre 2019
Programma Casa Mia: 16,7 miliardi di euro per 600mila case popolari

Dal M5S un Piano in 15 anni per progettare e realizzare alloggi senza consumo di suolo, con criteri antisismici e in Classe A
Si chiama “Programma Casa Mia” e prevede uno stanziamento di 16,7 miliardi di euro per la realizzazione di 600mila alloggi di edilizia sociale a consumo di suolo zero, antisismici e con elevate prestazioni energetiche. La proposta è stata formalizzata dal Movimento 5 Stelle con un emendamento del senatore Marco Pellegrini al disegno di legge di Bilancio 2020.
Casa Mia, programma di quindici anni
Le risorse, stanziate fino al 2034, si sommeranno alle politiche di edilizia residenziale pubblica attuate dagli enti territoriali.
Sarà finanziata la progettazione e realizzazione di alloggi sociali. Oltre alla riduzione del consumo di suolo, alla sicurezza antisismica e all’efficientamento energetico, lo scopo del programma è la promozione, da parte dei Comuni, di politiche urbanistiche mirate alla rigenerazione dei tessuti degradati.
Il 5% degli alloggi sarà destinato alla locazione temporanea dei residenti negli immobili di edilizia sociale soggetti a ristrutturazione o sottoposti a procedure di sfratto.
Per la realizzazione del programma sarà sentita la Conferenza Unificata e nominato un Comitato esecutivo.

Leggi: Edilportale, 25/11/2019


lunedì 25 novembre 2019
Amiche da vent’anni, sette donne comprano una casa per invecchiare tutte insieme

Invecchiare insieme, dopo una vita all’insegna dell’amicizia: è il sogno che sette donne hanno intenzione di realizzare dopo aver comprato e ristrutturato una villa enorme trasformandola nella casa dei sogni. Accade in Cina: le sette donne hanno acquistato una grande casa (oltre 7500 metri quadri) spendendo più di 500mila euro in tutto, a una settantina di chilometri da Guangzhou.
Secondo quanto riporta il Daily Mail, le donne si conoscono da oltre vent’anni, sono cresciute insieme e ora sono anche colleghe a lavoro: per gioco oltre 10 anni fa si dissero che sarebbe stata una buona idea quella di vivere tutte insieme, e a distanza di un paio di lustri ora quel sogno può diventare realtà.
La casa ha tantissimi comfort, una stanza a testa, una piscina, e le pareti esterne sono tutte in vetro, per godersi il panorama: ognuna di loro si specializzerà in una mansione diversa, dalla cucina all’agricoltura alla medicina tradizionale. E anche i figli cresceranno insieme a loro, in un’unica grande famiglia.

Leggi: Leggo, 25/11/2019


giovedì 21 novembre 2019
Anziani soli, una questione sociale e territoriale per il Paese. Ad ancona si presentano i primi dati del progetto In-Age.

Dati, statistiche, interpretazioni per un documento che si annuncia davvero interessante, frutto delle prime interviste del progetto In-Age ad anziani soli di tre regioni: Lombardia, Marche e Calabria. Giovedì 21 novembre il report “La solitudine dei numeri ultimi” verrà presentato e discusso davanti a una platea di stakeholder nazionali. Le interviste sono state raccolte grazie alla collaborazione di Auser che è partner del progetto.
Una nuova emergenza sociale si è diffusa silenziosamente nel nostro paese: la presenza massiccia di persone anziane (over 74) che vivono sole. Sono 2.5 milioni di persone, pari al 4% circa della popolazione complessiva, che rappresentano il 40% delle persone oltre 74 anni di età. Le proiezioni demografiche dicono che diventeranno 3,6 milioni nell’arco di 25 anni (2045) e che, a quel punto, rappresenteranno il 6% della popolazione complessiva. «La ricerca è stata condotta dal progetto In Age – dichiara Costanzo Ranci, coordinatore del progetto In Age e docente al Politecnico di Milano -, un’equipe multidisciplinare di sociologi, gerontologi ed urbanisti, attivi in tre diverse regioni (Lombardia, Marche e Calabria)». «Vivere in casa propria la vecchiaia – prosegue Ranci – rappresenta un sogno per gran parte degli italiani. Sono infatti poche le persone che cambiano l’abitazione quando raggiungono un’età molto avanzata: sono poche non solo le ri-coabitazioni (ovvero, tornare a vivere con un figlio o una figlia), ma anche i trasferimenti in residenze per anziani. La casa di riposo è vista infatti come un ripiego, quando le condizioni di salute non consentono di trovare altre soluzioni. Si tratta inoltre di una soluzione assai costosa, se non proibitiva per gran parte del ceto medio anziano del nostro paese».
Tutto il report sarà pubblicato su questo sito il 21 novembre, giorno del meeting ad Ancona.

Leggi: Auser, 21/11/2019


giovedì 21 novembre 2019
Sanità italiana nella top ten mondiale: nono posto per le sue «elevate performance»

Il nostro sistema sanitario si posiziona al nono posto della classifica mondiale – dopo Islanda, Norvegia, Olanda, Lussemburgo, Australia, Finlandia, Svizzera e Svezia – per le sue elevate performance come testimoniato anche dallo stato di salute della popolazione, che resta buono nonostante gli stili di vita non sempre salubri e come certificato dall’aspettativa di vita alla nascita (all’ottavo posto nel mondo, 85,3 anni per le donne, 80,8 per gli uomini nel 2017). Le criticità tuttavia non mancano. Emerge dal primo studio a livello nazionale del Global Burden of Disease (GBD) Study, pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health e coordinato dall’IRCCS Materno-Infantile Burlo Garofolo di Trieste.
n questo lavoro la qualità della sanità dei vari paesi è stata misurata con l’indice “HAQ” (health access and quality index) che tiene conto di diversi parametri di qualità e accesso alle cure. Lo studio ha confrontato anche i cambiamenti nel tempo delle perfomance del Servizio Sanitario Nazionale (in particolare dal 1990 al 2017) – usando indicatori come la mortalità, le cause di morte, gli anni di vita persi e quelli vissuti con disabilità, l’aspettativa di vita alla nascita e molto altro.

Leggi: Il Messaggero, 21/11/2019


giovedì 21 novembre 2019
Fondo periferie, Conte: stiamo lavorando per renderlo strutturale

Inoltre “è allo studio un fondo di due miliardi per progettazione a lungo termine per la messa in sicurezza dei territori”
“Sulle periferie stiamo lavorando per rendere strutturale il fondo dedicato” così come “è allo studio un fondo di due miliardi per progettazione a lungo termine per la messa in sicurezza dei territori”.
Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte parlando alla platea di sindaci a conclusione della prima parte della seconda giornata di lavori della XXXVI assemblea annuale di Arezzo.
Conte ha anche annunciato l’integrazione del fondo Imu-Tasi che “interesserà circa 1400 enti e tramite 330 milioni di euro stanziati “restituirà ossigeno” per il prossimo triennio. “Prevediamo – ha continuato il presidente del Consiglio – un decreto del Mef con i criteri per ridurre la spesa dei mutui, tramite ristrutturazione e accollo da parte dello Stato”, e saranno “raddoppiati i finanziamento, dal 2020, per i Comuni montani le e isole minori a cui andranno circa 14 milioni” e ancora “più 200 milioni per lo sviluppo aree interne, per restituire la bellezza ai nostri piccoli centri”.

Leggi: Casa e Clima, 21/11/2019


mercoledì 20 novembre 2019
Salute e silver economy, a Rimini al via Cosmo Senior di FederAnziani

Salute, autosufficienza, cronicità, ma anche silver economy e acquisti online: al via domani a Rimini Cosmo Senior, teatro dell’VIII Congresso nazionale Senior Italia FederAnziani. Messina: “Over 65 dinamici nei consumi: il nuovo senior naviga su internet e fa shopping online”
L’Italia è uno dei paesi che sta invecchiando più rapidamente: dal 1978 a oggi, l’aspettativa di vita è aumentata di 10 anni, da 73,3 a 83,3 anni. Attualmente, 20 milioni di italiani – circa un terzo della popolazione totale – ha più di 65 anni: un quinto di questi avrà più di 85 anni nel 2050, anno in cui, secondo le stime Ocse, saremo il terzo stato più “anziano” del globo dietro solo a Giappone e Spagna. Sono sempre di più gli anziani affetti da polipatologie, condizione che si riflette sulla polifarmacoterapia: fenomeno rilevante, se si considera che in media gli anziani assumono 5/6 farmaci al giorno.

Leggi: Redattore Sociale, 20/11/2019


mercoledì 20 novembre 2019
Farmacie e ambulatori di strada: ecco la Sanità solidale che cura oltre 500mila famiglie

Le prestazioni rappresentano una risposta al bisogno terapeutico di chi, anch eper motivi economici, è costretto a limitare le spese per visite, accertamenti e farmaci (1 italiano su 5), o a indebitarsi per pagare le cure mediche.
Una rete di medici, infermieri e operatori argina il fenomeno della povertà sanitaria. Ambulatori di strada e associazioni di volontari, attivi nelle periferie cittadine o in aree marginali del nostro Paese, erogano servizi gratuiti a chi vive nell’indigenza assoluta e rinuncia del tutto alle cure: 539 mila famiglie secondo le stime più recenti. Prestazioni che rappresentano una risposta anche al bisogno terapeutico di chi, per motivi economici, è costretto a limitare le spese per visite, accertamenti e farmaci (1 italiano su 5), o a indebitarsi per pagare le cure mediche.
L’emergenza riguarda soprattutto il centro-sud con il 43,5% delle famiglie. Alla quale cercano di dare risposte 1.722 enti caritativi. In alcuni casi propongono soluzioni che fanno scuola, obbligando anche a ipotizzare nuove forme di sanità integrativa.
I presidi romani di Medicina Solidale
Nell’ultimo anno, a Roma, 40 medici volontari, due ostetriche, tre infermieri, una mediatrice culturale e tre operatori dedicati all’accoglienza, hanno visitato nei 5 ambulatori cittadini dell’Istituto di Medicina Solidale oltre 15 mila persone. Donne, uomini e 2000 bambini che vivono ai margini delle periferie (insediamenti anomali, occupazioni, baraccopoli) e che spesso hanno la necessità anche di un sostegno psicologico e alimentare. Operativo principalmente nelle borgate, l’Istituto gestisce il presidio sanitario polifunzionale aperto sotto il colonnato di San Pietro, che si rivolge a persone in difficoltà e senzatetto. Venerdì scorso, fra i malati, c’era anche Papa Francesco.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 20/11/2019


martedì 19 novembre 2019
Casa: Cgil, Cisl, Uil, presentano piattaforma ‘Una nuova questione abitativa’

A cinquant’anni dagli scioperi del 1969 per il diritto alla casa e contro il caro affitti, Cgil, Cgil, Uil hanno rilanciato, con l’iniziativa di oggi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il dibattito sul diritto all’abitazione presentando una piattaforma rivendicativa dal titolo: “La casa: una nuova ‘questione abitativa”.
A dare il senso del disagio abitativo di oggi, alcuni dati illustrati nel corso del dibattito: l’edilizia pubblica rappresenta solo il 4% del patrimonio abitativo e 650mila sono le domande inevase presso i Comuni e gli ex Iacp; 4 milioni di giovani tra i 25 e i 39 anni risiedono ancora nella famiglia di origine. Un disagio che per Cgil, Cisl, Uil è “stato determinato e ampliato dalla mancanza di politiche adeguate nel settore, dal progressivo arretramento dello spazio pubblico, dalla carenza di fondi”.
Per questo, secondo la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi, e i segretari confederali di Cisl e Uil Giulio Romani e Ivana Veronose, “è indispensabile un rinnovato protagonismo sindacale”. Nella Piattaforma unitaria presentata oggi vengono quindi lanciate alcune proposte concrete: incremento dell’offerta residenziale pubblica; all’edilizia sociale a costi sostenibili; la rigenerazione delle città e la riqualificazione delle periferie; il rifinanziamento con adeguate risorse al Fondo di Sostegno all’affitto; misure fiscali in grado di calmierare il mercato privato degli affitti attraverso la riduzione dei canoni; l’istituzione di una cabina di regia nazionale con la partecipazione delle parti sociali, delle Agenzie comunali per la casa e l’Osservatorio della condizione abitativa.

Leggi: Cgil, 19/11/2019


martedì 12 novembre 2019
Anziani. La “scomparsa” delle badanti: in 7 anni meno 210mila

Le richieste sono in crescita, ma aumenta il lavoro nero o “grigio”. Stranieri penalizzati per la mancanza di “quote” di lavoratori stabili all’interno dei cosiddetti “decreti flussi”
L’«esercito della salvezza» per centinaia di migliaia di anziani (e di loro famiglie) conta oltre 850.000 uomini; anzi, per la maggior parte si tratta di donne… E sono una “legione straniera”. Parliamo dei lavoratori domestici, cioè colf e badanti, che a fine 2018 ammontavano esattamente – secondo gli elenchi Inps – appunto a 859.233, di cui 613.269 immigrati: un quarto esatto dei 2,4 milioni di lavoratori stranieri presenti nel Belpaese.
Eppure le badanti risultano in calo: come mai? Ci sono forse meno anziani da assistere? Tutt’altro: l’utenza è in crescita ma – con essa – è in aumento purtroppo il lavoro nero. «Nel 2012 – spiega infatti Andrea Zini, vice-presidente dell’Associazione nazionale Datori di lavoro domestico (Assindatcolf) – i lavoratori stranieri regolarmente impiegati nel comparto erano 823mila. Quindi in 7 anni si sono persi 210mila contratti, a causa di una politica che non ha saputo riformare il welfare familiare e valorizzare questa forza lavoro, contribuendo al contempo al dilagare del lavoro ‘nero’ o ‘grigio’ che nel settore ha percentuali altissime: si stima infatti che 6 domestici su 10 siano irregolari, ovvero 1,2 milioni di lavoratori».
La stessa Assindatcolf presenta una fotografia aggiornata del settore grazie al Dossier Statistico Immigrazione 2019 elaborato da Idos Centro Studi e Ricerche e presentato ieri a Milano. Gli stranieri sono indispensabili soprattutto nel settore della cura e dell’assistenza domiciliare, dove la loro incidenza supera il 70% del totale, ma di fatto sono penalizzati per la mancanza di ‘quote’ di lavoratori stabili all’interno dei cosiddetti ‘decreti flussi’.

Leggi: Avvenire, 12/11/2019


DALLE REGIONI:

martedì 26 novembre 2019
Roma, sempre più anziani e soli. “Ecco gli equilibristi della povertà”

Presentato oggi al Vicariato il nuovo Rapporto sulla povertà nella capitale promosso dalla Caritas diocesana. Preoccupa il calo delle nascite e l’assottigliamento dei redditi delle famiglie. “Circa il 40% della popolazione romana ha un reddito fino a 15 mila euro”
Un reddito sufficiente a pagare l’affitto o il mutuo, le utenze e di che mangiare, e il rischio costante di cadere nel precipizio anche per via di imprevisti minimi. Sono gli “equilibristi della povertà” fotografati a Roma dall’ultimo rapporto della Caritas diocesana sulla povertà nella capitale presentato questa mattina presso il Vicariato. Preoccupano i trend demografici di una città con sempre meno cittadini, sempre più anziani e con un calo della nascite che durerà anche nei prossimi anni. “Li abbiamo chiamati equilibristi della povertà – spiega don Benoni Ambarus, direttore della Caritas diocesana di Roma nella presentazione del rapporto -. Sono persone che vivono sul piano inclinato del disagio senza mai riuscire a mettersi al sicuro in maniera definitiva. Sono persone che facilmente ricorrono al sostegno di finanziarie impassibili, entrano nel gorgo del sovraindebitamento, ricorrono a prestiti usurai con la speranza di riuscire a trovare una soluzione momentanea e rassegnandosi a vivere alla giornata. Sono vite appese a un filo che, inevitabilmente, accusano tutto il malessere legato al veder negata la loro dignità e accusano ripercussioni anche in termini di ansie, sindromi da stress, crollo dell’autostima”.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2019


martedì 26 novembre 2019
Alloggi Erp e housing nello stesso condominio, a Campi prima volta in Toscana

Un edificio di proprietà pubblica in cui saranno presenti alloggi Erp e appartamenti per housing sociale dove mettere insieme diverse tipologie di persone e famiglie fragili affinchè la condivisione degli spazi e la progettazione di percorsi condivisi e solidali possa aiutare ogni famiglia a superare le difficoltà e ritrovare una propria strada verso l’autonomia. E’ il nuovo progetto, unico a livello regionale, denominato “Fa la casa giusta”, che prenderà il via a Campi Bisenzio nell’immobile di proprietà comunale in via Sant’Angiolo a Lecore, dove sono attualmente presenti 4 appartamenti di edilizia residenziale pubblica e 4 alloggi volano in risposta all’emergenza abitativa ad oggi da risistemare. In questi appartamenti, una volta recuperati grazie all’intervento congiunto del Comune di Campi Bisenzio, di Casa Spa e di Auser Abitare Solidale, e con il contributo della Fondazione CR Firenze, verrà attivata una sperimentazione unica in Toscana che prevede, appunto, la compresenza di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (4 alloggi) e di appartamenti destinati a interventi di abitare sociale (altri 4 alloggi). In questi ultimi l’associazione Auser Abitare Solidale avvierà un intervento innovativo in risposta al disagio abitativo con una logica di integrazione ai tradizionali servizi pubblici e del privato sociale, e in un’ottica di gradualità dell’intervento.

Leggi: Redattore Sociale, 26/11/2019


lunedì 25 novembre 2019
Abusi sugli anziani, a Perugia iniziativa di Spi Cgil e Auser

Quello degli abusi sulle donne anziane e più in generale sulle persone anziane è un fenomeno poco conosciuto e indagato, ma purtroppo presente anche nella nostra realtà regionale. Per questo lo Spi Cgil dell’Umbria, insieme al suo coordinamento donne a all’Auser Umbria ha deciso di costruire un’iniziativa di informazione su questo fenomeno, una “realtà nascosta tra le mura domestiche e le case di risposo”, come si legge nella locandina che promuove l’evento. L’appuntamento è per domani, martedì 26 novembre 2019, dalle ore 9,30, presso la sala Falcone e Borsellino del palazzo della Provincia di Perugia, in piazza Italia.
Ai lavori, che saranno coordinato da Maria Rita Paggio, segretaria generale dello Spi Cgil Umbria, e introdotti da Oriana Casciani, responsabile del coordinamento donne dello Spi, interverranno Wendy Paula Galarza (Filcams Cgil Perugia), Franca Gasparri (Auser Umbria), Lucia Rossi (Filcams Cgil Terni), Tatiana Cazzaniga (Fp Cgil Perugia) e Libero Luchini (Silp Cgil Umbria). Concluderà i lavori Daniele Cappelli, della segreteria nazionale Spi Cgil.

Leggi: Rassegna Sindacale, 25/11/2019


lunedì 25 novembre 2019
Medici di base: corsa alle pensioni – Periferie svuotate

La mappa delle aree critiche. «Più incentivi»
In città entro fine anno si ritireranno 4 medici di base, altri 21 nel 2020. Oltre 200 gli incarichi non assegnati nell’ultimo bando dell’Ats. L’assessore alla Sanità Giulio Gallera: «Aumentati i posti nei corsi di formazione». E la Fimmg chiede al Pirellone «più incentivi per il personale di studio».
Il medico va in pensione. I pazienti protestano e chiedono un sostituto. Segue raccolta firme e la caccia a un nuovo medico di famiglia che tenga aperto l’ambulatorio. Spesso infruttuosa, soprattutto nei quartieri e nei Comuni meno attrattivi, dove i bandi regionali relativi vanno a vuoto. Il meccanismo si ripete con sempre maggior frequenza non solo nell’hinterland, ma anche a Milano. In città entro fine anno si ritireranno 4 medici di base e altri 21 nel 2020. Non tutti hanno un collega più giovane pronto a prendere in carico i pazienti che rimarranno «orfani».
L’esempio più recente riguarda Rogoredo. Il 31 ottobre il dottore che riceveva in via Monte Popera ha smesso di lavorare. Al momento la Regione ha trovato una soluzione tampone, con un collega che riceve due ore al pomeriggio in uno studio vicino. L’obiettivo è trovare una risposta stabile. Lo stesso problema si è presentato a fine ottobre a Precotto-Crescenzago, con petizione dei residenti per sostituire il dottore che ha chiuso l’ambulatorio. A Ponte Lambro invece, definito «ambito carente» dall’Ats, il bando con vincolo sul quartiere è andato a vuoto ben due volte. E se è vero che buona parte dei medici di Milano non è massimalista, ovvero avrebbe posti disponibili per accogliere nuovi pazienti, per gli anziani e i malati cronici che hanno difficoltà a spostarsi è importante avere il proprio dottore vicino a casa.

Leggi: Corriere della Sera, 25/11/2019


lunedì 25 novembre 2019
Roma, il social housing di Cdp a via Guido Reni fa un passo avanti (a 5 anni dal concorso)

L’Assemblea ha adottato il programma integrato per la riconversione dell’ex sito produttivo della Difesa di fronte al Maxxi
A distanza di cinque anni dal concorso internazionale di progettazione lanciato da Cdp, l’assemblea capitolina ha dato un primo significativo via libera alla riconversione del complesso ex militare di Via Guido Reni, a Roma, nell’area di fronte al museo Maxxi, nel quartiere Flaminio. La complessa operazione era stata acquisita da Cassa depositi e prestiti che – tramite il braccio immobiliare di Cdp Immobiliare Sgr – aveva immaginato una riconversione all’insegna del social housing arricchito da funzioni ricettive, terziarie e commerciali. Secondo il progetto selezionato – redatto dallo studio milanese 015 Viganò – nell’ex stabilimento produttivo della Difesa saranno realizzati nuovi spazi pubblici, una biblioteca e un centro civico di quartiere, oltre a un denso complesso di housing sociale e uno spazio dedicato alla diffusione della cultura scientifica.  Più esattamente lo scorso venerdì 22 novembre l’assemblea capitolina ha approvato la delibera di adozione del programma integrato dell’area di circa 55mila mq che sorgerà nel quartiere. Sono previsti edifici residenziali per circa 35mila mq (di cui 6mila mq di housing sociale), un albergo di 7mila mq e 3mila mq di esercizi commerciali di vicinato. Altri 2mila mq circa saranno destinati a «una biblioteca di nuova generazione» – spiega una nota del comune di Roma – e spazi aperti attrezzati e saranno realizzati selezionando il progetto attraverso un concorso di progettazione bandito da Roma Capitale.

Leggi: Edilizia e Territorio, 25/11/2019


venerdì 22 novembre 2019
Case popolari, il bando è solo online. Reddito e residenza, polemica sui requisiti.

È stato pubblicato un bando per l’assegnazione di 69 abitazioni in affitto, a fronte di una lista d’attesa composta da più di 600 famiglie
Il bando, al quale si può accedere soltanto online – e senza che dal Comune sia arrivato finora alcun supporto – è apparso ieri sul sito Aler: si tratta di un bando per l’edilizia residenziale di Como, per il quale, dal 22 novembre al 23 dicembre, è possibile presentare domanda per un massimo di cinque alloggi.
Possono partecipare i residenti in città e negli altri 22 piccoli Comuni dell’hinterland. Un simile bando è atteso dal lontano 2016, quando in lista d’attesa erano rimaste insoddisfatte 600 richieste. Palazzi Cernezzi nei mesi scorsi e fino a mercoledì aveva promesso una vera campagna di informazione, con brochure e personale dedicato. E invece niente.
La domanda va presentata esclusivamente su www.serviziabitativi.servizirl.it.
Per farlo occorre accedere al sito registrandosi con le credenziali spid o le credenziali della carta regionale dei servizi ed il relativo pin.
È molto complicato. Serve anche una dichiarazione dell’Isee valida, un’attestazione di indigenza rilasciata dai servizi sociali, una marca da bollo da 16 euro o carta di credito per il saldo telematico, oltre ai dati anagrafici e codice fiscale di tutti i richiedenti. In base al numero dei componenti del nucleo familiare sono previsti un minimo e un massimo di metri quadrati. La pratica è di competenza regionale, per contatti bandi@regione.lombardia.it oppure 800.131.151.

Leggi: La Provincia di Como, 22/11/2019


venerdì 22 novembre 2019
Casa, Sicet: “A Milano non c’è posto per chi è povero, disabile e in famiglia numerosa”

La denuncia del Sicet che ha realizzato un’indagine sulle domande di casa popolare presentate nel 2018. “C’è contrasto evidente tra bisogno e risposta. Non esiste un governo del fenomeno degli sfratti. Il nuovo Pgt non pone freno alle speculazioni immobiliari”
Se sei povero, disabile, in una famiglia numerosa e sotto sfratto sarà quasi impossibile trovare una casa popolare a Milano. È quanto denuncia il sindacato degli inquilini Sicet, che ha presentato oggi i risultati dell’indagine “Milano città esclusiva – Milano città che esclude”, basata sui dati del Comune e di una parte delle domande di alloggio popolare trattate dallo stesso sindacato. Dal 2008 al 2018 in graduatoria per una casa popolare ci sono state in media 24mila famiglie, mentre le assegnazioni sono state quasi sempre poco meno di mille. “È evidente il contrasto tra bisogno e risposta”, commenta Ermanno Ronda, segretario generale Sicet di Milano. Non solo. Le famiglie con più disagi sono, di fatto, più penalizzate. E così le domande di emergenza esaminate (spesso dovute ad uno sfratto incombente) sono passate dalle 1.660 del 2015 alle 786 del 2018 con un calo del 52,65%. Se si pensa che solo nel 2018 il Tribunale di Milano ha emesso 1.241 provvedimenti di sfratto, ci si può rendere conto della situazione casa nel capoluogo lombardo.

Leggi: Redattore Sociale, 22/11/2019


martedì 19 novembre 2019
In Lombardia ‘recuperare l’esistente sarà più vantaggioso che costruire ex novo’

Approvata la legge per la rigenerazione: sconto fino al 60% sugli oneri di urbanizzazione e incrementi volumetrici fino al 20%
Facilitare e rendere più convenienti gli interventi di rigenerazione urbana nelle aree dismesse e di recupero edilizio degli edifici rispetto alle costruzioni ex novo.
Questo l’obiettivo della Legge per la rigenerazione urbana, approvata lo scorso 12 novembre dal Consiglio Regionale delle Lombardia, che modifica la Legge 12/2005 a completamento della strategia regionale per la riduzione del consumo di suolo.
Rigenerazione urbana: cosa prevede la nuova legge
La legge individua misure di incentivazione come riduzione di oneri o bonus volumetrici, così da rendere più convenienti i progetti di rigenerazione urbana e di recupero del patrimonio edilizio. Tra gli incentivi previsti, uno sconto fino al 60% sugli oneri di urbanizzazione e la possibilità di incrementi delle volumetrie fino al 20%, a fronte di tutta una serie di prescrizioni che comporteranno, in sostanza, il miglioramento delle condizioni degli edifici innanzitutto dal punto di vista energetico e della sicurezza.
Introduce semplificazioni procedurali per rendere più veloci i processi (procedura per individuare gli ambiti di rigenerazione, per recuperare immobili dismessi, per i cambi d’uso, normativa sugli usi temporanei). Si riallinea alla normativa edilizia statale con deroghe alle norme edilizie (distanze, altezze). Punta a facilitare gli interventi di rigenerazione urbana e il recupero del costruito.

Leggi: Edilportale, 19/11/2019


lunedì 18 novembre 2019
“Duecento sfratti per morosità in un anno, più di millecinquecento famiglie aspettano una casa”

La Spezia – “Nella nostra provincia ogni anno vengono emessi oltre 200 sfratti per morosità (210 nel 2018) che vi sono ancora 1.155 famiglie che hanno fatto il bando emanato nel 2011 che sono in attesa della casa popolare e che vi sono 281 appartamenti gestiti da ARTE sfitti oltre ad alcune migliaia di proprietà privata”. A parlare è Franco Bravo segretario regionale e provinciale del Sunia che interviene in merito alla situazione abitativa della Spezia e lancia una nuova campagna di consulenza gratuita per sabato 23 novembre.
Bravo spiega: “L’evento riguarda inquilini e proprietari che desiderano sottoporci i loro vigenti contratti e per tutti coloro che intendono partecipare al prossimo bando per l’assegnazione di una casa popolare”.
Ritornando al mercato immobiliare spezzino Bravo spiega: “Vanno aggiunti l’impressionante aumento degli alloggi destinati agli affitti brevi B&B, affittacamere, case vacanza solo per citarne alcuni. Quindi la riduzione degli alloggi destinati alla locazione, non solo produce un aumento degli affitti ma anche un impoverimento sociale del centro città ove conseguentemente vengono meno le condizioni di redditività di quelle attività commerciali ed artigianali che potevano contare sulla popolazione residente. Anche in questo ambito è necessario intervenire con regole efficaci affinchè “l’industria turistica” non si trasformi in una micidiale desertificazione sociale”.

Leggi: Città della Spezia, 18/11/2019


IN AGENDA:

27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Il 28 novembre a Roma la “Giornata del familiare assistente”

‘Il diritto della persona con disabilità o del familiare assistente a partecipare alle procedure di valutazione della qualità dei servizi erogati’. Sarà questo il tema della 4a giornata del Familiare Assistente, aperta a tutti i cittadini e organizzata Roma
‘Il diritto della persona con disabilità o del familiare assistente a partecipare alle procedure di valutazione della qualità dei servizi erogati’. Sarà questo il tema della 4a giornata del Familiare Assistente, aperta a tutti i cittadini e organizzata Roma dalla Consulta delle persone con disabilità, in collaborazione con il Municipio Roma 1 Centro il 28 novembre dalle 9.30 alle 13 nell’Aula magna del liceo classico Terenzio Mamiani, in Viale delle Milizie 30.
Il punto 10 della Carta Europea del familiare assistente recita: “La persona disabile o il familiare sono i primi esperti dei loro bisogni e delle risposte adatte a soddisfarli, pertanto devono intervenire alle procedure di valutazione”. Anche l’articolo 4 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita’ chiede agli Stati di “promuovere la formazione dei professionisti e di personale che lavora con le persone con disabilità e di fornire una migliore assistenza e servizi di qualità”.

Leggi: Redattore Sociale


Presentazione Nazionale del rapporto OASI 2019

Come cambia la Sanità Italiana?
Cosa abbiamo imparato dalla stagione dei Piani di Rientro?
Quale può essere il ruolo delle tecnologie nell’innovare i servizi?
A che punto è il processo di femminilizzazione dei ruoli apicali nel SSN?
Questi e molti altri sono i temi che saranno trattati nel Convegno Nazionale OASI 2019 durante il quale si festeggeranno i 20 anni dell’Osservatorio sulle Aziende e Sul Sistema Sanitario Italiano, OASI.  Una giornata per condividere idee, esperienze e proposte.
L’evento è dedicato ai policymaker nazionali e regionali, alle direzioni strategiche delle aziende sanitarie pubbliche e private, ai membri degli staff aziendali e a tutti i professionisti interessati all’innovazione nel management e nelle politiche sanitarie.
La partecipazione è gratuita previa registrazione online fino ad esaurimento posti.

Leggi: Sda Bocconi


Un Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa

Se ne parlerà il 6 e 7 dicembre a Bologna, dove cinque anni fa nacque il primo Regolamento per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni
L’obiettivo immediato è ambizioso e insieme entusiasmante: far nascere un vero e proprio Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa dei beni comuni. Obiettivo di lungo termine: diffondere e consolidare il tema della collaborazione tra i cittadini e le istituzioni per la cura e la rigenerazione dei beni comuni e la co-produzione delle decisioni pubbliche.
Se ne discuterà il 6 e 7 dicembre a Bologna dove cinque anni fa, a febbraio 2014, nacque  il primo Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, stipulato dal Comune di Bologna insieme con Labsus.
Da Allora, anche grazie al lavoro di promozione svolto da Labsus, più di 200 Comuni hanno adottato il Regolamento e hanno favorito così la nascita di migliaia di patti di collaborazione con i cittadini per la cura condivisa dei beni comuni presenti sul loro territorio. Sono così stati coinvolti, direttamente, circa 800.000 persone.

Leggi: Labsus


Udine, 6 dicembre Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

La salute del futuro sempre più smart

Applicazioni per il cellulare, dispositivi indossabili, cartelle cliniche elettroniche e molto altro: la medicina dei prossimi anni sarà sempre più connessa alla rete… I nostri malanni saranno monitorati di continuo, ma con qualche risvolto negativo
Braccialetti e orologi, ma anche magliette, scarpe, calze, occhiali, cinture e gioielli: la progressiva miniaturizzazione dei componenti elettronici ha consentito di integrare sensori e processori in quasi tutti gli oggetti di uso quotidiano, li “intelligenti” e sempre connessi alla Rete. Così, grazie ai vari dispositivi indossabili (in inglese, wearable device), possiamo facilmente contare i passi fatti durante la giornata, monitorare la qualità del sonno, misurare le calorie spese, tenere sotto controllo il battito cardiaco e molto altro. Ormai piuttosto noti, al punto da essere entrati nella lista dei regali più desiderati a Natale, questi dispositivi rappresentano una delle tante rivoluzioni che la tecnologia ha portato nella nostra vita, cambiandola in ogni suo aspetto, compreso il modo di essere pazienti. O Origini lontane «La grande trasformazione è iniziata qualche anno fa con l’avvento di Internet: gli utenti hanno iniziato a disporre di un’incredibile mole di informazioni, una sorta di enciclopedia fruibile 24 ore su 24», ricorda Roberto Ascione, imprenditore, opinion leader internazionale nell’applicazione delle tecnologie digitali alla salute (www.robertoascione.com ).

Leggi: La Salute con l’Anima


Piano nazionale non autosufficienza: un giudizio ambivalente, in attesa della riforma

Quale valutazione dare del “Piano per la non autosufficienza 2019-2021” recentemente emanato dal Ministero del Welfare? Gli autori rispondono a questo interrogativo, mettendo in luce i punti di forza e di debolezza del Piano. La discussione di tale atto programmatorio, inoltre, viene condotta con uno sguardo alle complessive esigenze di riforma delle politiche per la non autosufficienza in Italia.
di Cristiano Gori (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento e Network Non autosufficienza), Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi, Ancona, e Network Non Autosufficienza)
A confondere è il titolo. Contrariamente a quanto lascia intendere, infatti, non si tratta di un piano nazionale sulle politiche rivolte alle persone non autosufficienti in Italia, bensì esclusivamente di un atto contenente nuovi obiettivi e modalità di utilizzo del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA)1. Quest’ultimo trasferisce dallo Stato ai Comuni risorse per interventi sociali rivolti ad individui in tale condizione, di ogni età, pari a 573 milioni di Euro nel 2019, 571 nel 2020 e 568 nel 2021. Tali stanziamenti equivalgono al 2% della spesa pubblica complessiva del settore.
Il Fondo finanzia il 20% della spesa per i non autosufficienti dei Comuni (l’attore pubblico che vi dedica meno stanziamenti). Il testo riguarda, dunque, una parte minoritaria delle risorse comunali dedicate e non tocca né il Servizio Sanitario Nazionale né l’Indennità di Accompagnamento, cioè le principali filiere delle politiche pubbliche per la non autosufficienza. La necessaria azione di revisione del sistema nel suo insieme – cioè la riforma nazionale attesa da decenni – rimane, ad oggi, lontana.
Chiarito il perimetro ristretto del quale si occupa, il “Piano nazionale per la non autosufficienza 2019-2021” contiene alcune indicazioni da esaminare con attenzione. Rappresentano, infatti, spunti d’interesse da considerare in prospettiva dell’agognata riforma: è con questo spirito che sono qui commentate.

Leggi: I Luoghi della Cura


Uno strumento per leggere la distribuzione di risorse per il welfare ai Comuni

La fondazione Openpolis ha presentato il rapporto “Il calcolo disuguale”, costruito con la collaborazione della trasmissione TV di Rai 3 Report, che analizza la distribuzione delle risorse ai Comuni per i servizi di welfare.
Discutiamo con Martina Zaghi, ricercatrice di Openpolis, di alcune questioni connesse a questo quadro del federalismo fiscale.
Può sinteticamente descrivere in che cosa consiste questo vostro lavoro?
L’analisi che abbiamo svolto in collaborazione con Report ha lo scopo di fare luce sugli effetti del federalismo fiscale sui comuni delle regioni a statuto ordinario. Il sistema di finanziamento agli enti locali, introdotto dalla riforma del titolo V della costituzione nel 2001 e dalla legge 42 del 2009, è stato attuato solo in parte e non ha contribuito a ridurre l’ampio divario in tema di risorse e servizi tra le varie aree d’Italia.
Abbiamo quindi cercato di ricostruire, attraverso dati e documentazioni ufficiali, il sistema di finanziamento ai Comuni. Utilizzando dati comunali provenienti da Sose (società partecipata dal ministero dell’economia e dalla banca d’Italia), dal ministero degli interni e da Istat, abbiamo realizzato una banca dati inedita sul fabbisogno standard, uno degli indicatori che determina la ridistribuzione di risorse ai comuni. Inoltre, abbiamo elaborato una proiezione di come verrebbero distribuiti i finanziamenti ai comuni se il sistema funzionasse, come previsto dalla Costituzione, con i livelli essenziali di prestazioni e la perequazione totale.

Leggi: Welforum


La valutazione dello stress del caregiver nella persona con demenza: revisione narrativa della letteratura

Assistere a domicilio una persona affetta da demenza può mettere a dura prova il caregiver, sia esso un familiare, un parente, un amico. Il “peso” della cura (burden) può portare a disturbi fisici, psicologici e di altra natura. L’articolo propone i risultati di una revisione della letteratura internazionale sulla valutazione dello stress del caregiver, che mette in luce le tipologie di burden più comuni e gli strumenti utilizzati per valutarlo.
di Alessandra Tirrito (Infermiera presso l’IRCCS Santa Maria Nascente, Fondazione Don Gnocchi), Elisa Ferrario, Lino Casiraghi (Infermieri, tutor didattici e docenti corso di laurea infermieristica Università degli Studi di Milano – Sezione Fondazione Don Gnocchi), Anna Castaldo (Infermiere, PhD, direttore didattico e docente corso di laurea infermieristica Università degli Studi di Milano – Sezione Fondazione Don Gnocchi)
La demenza è una delle maggiori cause di disabilità e di dipendenza tra le persone anziane in tutto il mondo. La forma più frequente è la malattia di Alzheimer, dalla quale sono affette 600.000 persone in Italia (Alzheimer’s Disease International, 2018). Il declino delle funzioni cognitive e l’inevitabile impatto della patologia sulla qualità di vita determina effetti gravosi anche sulla famiglia e sul caregiver informale, inteso come una figura (familiare, parente o amico) che, in forma “gratuita”, assiste la persona malata al domicilio. Il desiderio di rimanere accanto al proprio caro, di permettergli di continuare a vivere nella propria residenza e la percezione di sentirsi obbligati a prendersene cura sono le motivazioni principali che stanno alla base della scelta di assisterlo a casa (Alzheimer’s Disease Facts And Figures, 2019).

Leggi: I Luoghi della Cura


 Periferie: si fa presto a dire rinascita

La manovra di bilancio per il 2020 prevede risorse per la riqualificazione di edifici e aree degradate. Ma i semplici interventi urbanistico-edilizi non bastano. Vanno attuate politiche sociali che mirino a dare ascolto e risposte ai bisogni degli abitanti.
Pregi e limiti della “rinascita urbana”
Tra gli interventi previsti nella manovra di bilancio per il 2020 c’è anche un piano casa (denominato Rinascita urbana) per rilanciare gli investimenti nelle zone urbane. Prevede sostanzialmente due tipi di interventi: la riqualificazione e il recupero di edifici (a partire da quelli di edilizia pubblica e popolare) e di aree degradate, anche con la partecipazione di soggetti privati, per aumentare sia la quantità sia la qualità dell’offerta abitativa, e il rifinanziamento del fondo per l’affitto, per aiutare le famiglie in difficoltà e a rischio di morosità.
È sicuramente positivo che la questione dell’abitare sia entrata nell’agenda politica e non solo per sostenere l’abitazione di proprietà, come ormai avviene sistematicamente da anni. Se è vero che oltre il 70 per cento degli italiani vive in una casa di proprietà, l’affitto è concentrato tra i più poveri, le famiglie giovani e gli stranieri, gravando a volte fino al 35 per cento su bilanci risicati.
È positivo, e urgente, anche che si intervenga su aree e situazioni edilizie degradate non solo per l’incuria degli abitanti, ma per la negligenza dei soggetti pubblici che ne sono proprietari e, prima ancora, per il modo in cui molte di queste aree sono state pensate e create: agglomerati di grandi casermoni (si pensi a Corviale a Roma) senza servizi, collegati alla città da un sistema di trasporti largamente inefficiente, con il risultato di un doppio isolamento, sociale e spaziale.

Leggi: La Voce


Prima di tutto il diritto all’autodeterminazione e ad un abitare dignitoso

Le riflessioni di Veronica Asara, presidente dell’Associazione SensibilMente di Olbia, riferite al progetto interregionale “Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico”, appaiono come un vero e proprio “vademecum” di come dovrebbero essere le strutture residenziali e semiresidenziali rivolte alle persone con disturbo dello spettro autistico e in generale con disabilità, dando spazio, prima tutto, all’autodeterminazione di queste ultime e a un abitare in ogni caso dignitoso
Il 18 novembre scorso a Cagliari, presso l’Assessorato Regionale della Sardegna all’Igiene e alla Sanità, si è tenuto un incontro tra i responsabili regionali del progetto Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico, allo scopo di coinvolgere le Associazioni nell’iniziativa e di aggiornarle sulla natura e gli obiettivi della stessa.
Il progetto punta a mappare i servizi di tipo residenziale e semiresidenziale sul territorio regionale, individuando le buone prassi per la creazione di linee guida per la presa in carico di persone con disturbo dello spettro autistico con più 16 anni. Destinata a quattro Regioni italiane (capofila l’Emilia Romagna), l’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Superiore di Sanità e recepita dalla Regione Sardegna con la Delibera di Giunta regionale n. 9/34 del 22 febbraio 2019.
Ha partecipato all’incontro anche Veronica Asara, in rappresentanza dell’Associazione SensibilMente di Olbia (Tutela ed Integrazione Persone Autistiche), della quale è Presidente. Il suo punto di vista – che qui di seguito riprendiamo in modo pressoché integrale – ci sembra un esempio mirabile di come si debba valutare l’appropriatezza in àmbito sociosanitario e sanitario delle strutture residenziali e semiresidenziali rivolte alle persone con disturbo dello spettro autistico e in generale con disabilità.

Leggi: Superando


PI e PAI espressione della visione della persona anziana

Come può la visione antropologica dei vecchi diventare un orizzonte di senso per l’elaborazione del Progetto Individuale e del Piano Assistenziale Individualizzato? Attraverso il PI si esprime la visione dinamica degli interventi di medio e lungo termine orientati al ben-essere dell’anziano, mentre il PAI definisce gli obiettivi di cura di ciascuna professionalità.
di Marco Noli (Docente a contratto Facoltà di Scienze Politiche e Sociali Università Cattolica di Milano. Formatore e consulente organizzativo)
Il Progetto Individuale (PI) e il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) sono strumenti della cassetta degli attrezzi degli operatori. Spesso sono percepiti come imposizioni burocratiche della Regione. Leggendo i PI e i PAI si può notare come ogni struttura, e più ancora ogni operatore, ha una propria visione di cosa dovrebbero essere. Possiamo osservare: il “PAI a pezzetti”, in cui ogni operatore compila la sua parte senza alcuna equipe; il ”PAI” appannaggio del medico e degli infermieri; e il “PAI nel cassetto” perché se è difficile stenderlo, ancora più difficile è renderlo operativo.
In fondo sono strumenti di cui si è perso il senso, e si sono trasformati in incombenze di cui si farebbe a meno, forse anche per l’eccessiva complicazione del debito informativo che le delibere regionali lombarde hanno introdotto nel tempo. Questo mi ha motivato a riprendere una riflessione che era stata sviluppata in un ciclo formativo della Provincia di Milano di circa 10 anni fa, condensata in un libro dall’evocativo titolo “Il progetto assistenziale individuale: dal debito informativo al credito umano di una vita da vecchi” (Mozzanica, Granata, 2007). Nel libro, oggi introvabile, sono riportate le lezioni teoriche del Prof. Mario Mozzanica, a cui io mi rifarò, e la sintesi dei lavori dei gruppi di formazione. Quelle riflessioni, pur datate, mantengono una loro significativa attualità, salvo necessari aggiornamenti per l’introduzione del PI da parte delle più recenti delibere.

Leggi: I Luoghi della Cura


La terza rivoluzione industriale tra fondi pensione e ambiente

A livello globale è già iniziato lo sganciamento dai combustibili fossili. Il segnale arriva dai fondi pensione dei lavoratori americani, che rappresentano il più grande pool di capitale di investimento al mondo, pari a 25.400 miliardi di dollari
Il green new deal sta diventando un tema fondamentale nella sfera politica mondiale e potrebbe rivoluzionare la società. L’organo scientifico delle Nazioni Unite (Ipcc) ha dichiarato che le emissioni di gas serra stanno accelerando e sempre più si susseguiranno eventi climatici pesanti, tanto da poter mettere a rischio la vita sul pianeta.
Si inizia ad avvertire un mutamento epocale nell’opinione pubblica e la questione del cambiamento climatico può diventare il problema principale da affrontare. La terza rivoluzione industriale dovrà essere fondata su zero emissioni di carbonio. Il passaggio è molto delicato, ma tutti gli indicatori fanno pensare a un crollo del sistema industriale basato sui combustibili fossili.
Nel mondo vi sono già settori industriali che si stanno sganciando dai combustibili fossili per affidarsi ad energie alternative il cui costo va diminuendo. La questione centrale diventano anche gli investimenti, poiché si registra una pressione tesa a disinvestire dall’industria petrolifera e ad investire in nuove energie.

Leggi: Rassegna Sindacale


SEGNALAZIONI

Come andare in pensione spiegato in modo chiaro

In Italia si può accedere al pensionamento in diversi modi, i due più frequenti sono la pensione di vecchiaia (suddivisa in regime retributivo e regime contributivo) e la pensione anticipata (suddivisa in regime retributivo e regime contributivo).
La pensione di vecchiaia si consegue sulla base di almeno 20 anni di contributi all’età di 67 anni (sia per gli uomini sia per le donne).
La pensione anticipata si consegue indipendentemente dall’età e l’unico fattore da tenere in considerazione sono i contributi: gli uomini possono andare in pensione a qualsiasi età con 42 anni e 10 mesi di contributi; le donne invece maturano il diritto alla pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi (più 3 mesi di cosiddetta “finestra d’attesa”).
Per qualsiasi dubbio o se hai bisogno di aiuto per effettuare la domanda di pensione vieni nella sede Spi Cgil più vicina a casa tua.

Leggi: Pensionati.it


Inps, decorrenza dei termini per richiesta NAspI

Tutela previdenziale della malattia
Per la decorrenza e la sospensione del termine di 68 giorni per la presentazione della domanda di indennità NASpI nel caso di malattia, insorta prima o dopo la cessazione del rapporto di lavoro subordinato, bisogna tenere conto della diversa disciplina della malattia e della sua indennizzabilità a seconda del contratto sottostante al rapporto di lavoro. E’ quanto precisa l’Inps nel messaggio n. 4211, pubblicato ieri, 18 novembre, sul sito istituzionale, poiché per determinate categorie di lavoratori dipendenti (ad esempio, i lavoratori a tempo indeterminato), la tutela previdenziale della malattia viene riconosciuta anche oltre la data di cessazione del rapporto di lavoro, comportando con ciò l’erogazione della correlata prestazione economica.
Nel caso di evento di malattia comune indennizzabile da parte dell’INPS o infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’INAIL, insorto dopo la data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata della malattia indennizzata o di infortunio sul lavoro/malattia professionale e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua. Analogamente, se detti eventi insorgono durante o dopo la cessazione del rapporto di lavoro, il termine per la presentazione della domanda di NASpI decorre dalla fine dell’evento di malattia/infortunio.

Leggi: Inca


Tutto sulla nuda proprietà

La nuda proprietà rappresenta il valore di un immobile decurtato dell’usufrutto, ossia del diritto di altro soggetto di usare il dato bene.
Usufruttuario e “nudo proprietario”
L’usufruttuario è chi decide di vendere l’abitazione; mentre chi l’acquista è definito “nudo proprietario”
In termini semplici: per chi la sceglie vuol dire vendere il proprio immobile riservandosi il diritto di viverci; per chi la compra, invece, vuol dire acquistare la proprietà pur non potendola utilizzare finché il residente vive nella abitazione.
Calcolo nuda proprietà
Il calcolo del prezzo della nuda proprietà viene effettuato partendo dal valore dell’immobile, da stimare mediante un’apposita perizia.
Per calcolare la nuda proprietà in caso di usufrutto vitalizio è necessario moltiplicare il valore di mercato dell’immobile per il tasso di interesse legale vigente e per i coefficienti redatti dal Ministero delle finanze, che tengono conto dell’età dell’usufruttuario. Il prezzo della nuda proprietà è dato dalla differenza tra il valore di mercato e il valore dell’usufrutto. E sarà direttamente proporzionale all’età dell’usufruttuario: maggiore è l’età, maggiore è il prezzo.
Per calcolare la nuda proprietà in caso di usufrutto a termine si applicano invece dei coefficienti che tengono conto della durata dell’usufrutto. In questo caso il prezzo della nuda proprietà è inversamente proporzionale alla durata: maggiore è la durata, minore è il prezzo

Leggi: Pensionati.it


 

 

 

Arriva Pensionati.it, un portale interamente dedicato agli anziani e alle loro famiglie.

Il sito è stato lanciato dallo Spi-Cgil – che rappresenta in tutta Italia oltre 2,5 milioni di uomini e donne in pensione – con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la propria presenza sui canali digitali e sui social network.
All’interno del sito sarà possibile consultare un’ampia gamma di argomenti trattati in modo analitico, aggiornati periodicamente e divisi per sezioni tematiche quali pensioni, sanità, tasse, tariffe, alimentazione, casa, consumi e tanto altro.
Per potersi districare meglio fra le complesse materie trattate su Pensionati.it gli utenti potranno trovare una raccolta di domande frequenti per cercare le risposte alle problematiche più comuni e un team di esperti cui sarà possibile porre domande specifiche.

Vai al sito: http://www.pensionati.it/


NEWS:

lunedì 18 novembre 2019
Le vite dei caregiver raccontate alle scuole

La storia di Antonio, protagonista del film ‘Un giorno all’improvviso’ sarà il punto di partenza dell’incontro organizzato dall’associazione ‘Children of mentally ill parents'(Comip) il 20 novembre, in occasione della Giornata dei diritti per l’infanzia
Un ragazzo di 17, un sogno, e il rapporto problematico con la madre, colpita da una malattia mentale. La storia di Antonio, protagonista del film ‘Un giorno all’improvviso’ sarà il punto di partenza dell’incontro organizzato dall’associazione ‘Children of mentally ill parents'(Comip) il 20 novembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti per l’infanzia e dell’adolescenza. A partire dalle 9.30, gli studenti e gli insegnanti delle scuole della Capitale si riuniranno al Nuovo cinema Aquila di Roma per la proiezione del film diretto da Ciro D’Emilio: la storia di un adolescente con una madre problematica e un padre che li ha abbandonati. All’iniziativa hanno aderito sei scuole, cinque di Roma e una di Ciampino.
L’obiettivo della giornata è sensibilizzare i ragazzi sul tema dei giovani caregiver: minori con responsabilità di cura nei confronti dei genitori che soffrono di un disturbo psichico. A inaugurare l’evento, il saluto di Filomena Albano, garante per l’Infanzia e Adolescenza, poi la proiezione della pellicola seguita da un dibattito in sala con Cosimo Calamini, sceneggiatore del film. L’iniziativa fa parte del progetto ‘Quando mamma o papà hanno qualcosa che non va’, avviato nel 2018 da Comip per promuovere e diffondere l’omonima guida alla sopravvivenza per figli di genitori con un disturbo mentale.

Leggi: Redattore Sociale, 18/11/2019


lunedì 18 novembre 2019
Cgil, Cisl, Uil, 19 novembre iniziativa “La casa: una nuova ‘questione abitativa’”

Convegno promosso cinquant’anni dopo gli scioperi del 1969 per il diritto alla casa e contro il caro affitti. Appuntamento ore 9.30, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (piazza Porta Pia 1, Roma)
A cinquant’anni dallo sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil per il diritto alla casa e contro il caro affitti, le Organizzazioni sindacali propongono una riflessione su quegli eventi, attraverso l’iniziativa unitaria “La casa: una nuova ‘questione abitativa’”, che si svolgerà a Roma martedì 19 novembre a partire dalle ore 9.30, presso la Sala del Parlamentino del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, 4° piano, in Piazza Porta Pia 1.
L’obiettivo è quello di rimettere al centro del dibattito la questione dell’abitare e rilanciare i temi per città più “eque” e sostenibili, fondamentali nelle nostre rivendicazioni portate avanti in linea con la Piattaforma unitaria per lo sviluppo sostenibile recentemente proposta.
Vogliamo rafforzare la nostra iniziativa vertenziale e contrattuale sia a livello centrale che a livello locale, su questioni che oggi rivestono un ruolo di primaria importanza per la qualità della vita e del benessere sociale.

Leggi: Cgil, 18/11/2019


lunedì 18 novembre 2019
Lavoro: in Italia, il 39% dipendenti assiste minori e disabili

Pedretti (Spi), in Bilancio una legge sulla non autosufficienza
Nel 2018 quasi il 39% dei dipendenti tra i 18 e i 64 anni (6 milioni e 862 mila) ha dichiarato di occuparsi di figli con meno di 15 anni o di prendersi regolarmente cura di parenti non autosufficienti di 15 anni e più. Lo segnala l’Istat nel rapporto 2018 su ‘Conciliazione lavoro e famiglia’, sottolineando come l’11,1% delle donne con almeno un figlio non ha mai lavorato per prendersi cura dei figli, un valore decisamente superiore alla media europea (3,7%).
Se si allarga il punto di osservazione anche a coloro che non lavorano, il dato in valori assoluti raggiunge complessivamente 12 milioni 746 mila persone, pari al 34,6%. Tra queste, i genitori con i figli minori di 15 anni sono oltre 10 milioni e 500 mila, quasi il 29% dei 18-64enni. La quota è maggiore nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni (59,9%) e tra gli occupati (33,7%).
Nella maggior parte dei casi i figli sono coabitanti, mentre sono 353 mila i genitori (di 18-64anni) che si occupano regolarmente di figli minori di 15 anni non coabitanti (fra questi sono compresi anche coloro che hanno figli sia in casa sia fuori casa). Quest’ultima è una situazione che riguarda più gli uomini delle donne (1,7% rispetto a 0,2%), i 35-54enni (1,5%) e gli attivi (1,2%).

Leggi: Inca, 18/11/2019


sabato 16 novembre 2019
Non autosufficienza. I sindacati chiedono una legge quadro

I sindacati dei pensionati oggi al Circo Massimo di Roma per la manifestazione “Invisibili no”. Per Landini è “vera emergenza”. Sul tema anche Rossini, presidente delle Acli: “Urgente una legge nazionale sulla non autosufficienza a favore degli anziani e delle famiglie impegnate nella loro cura”
“Presidente Conte, realizzi una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza”. A chiederlo è il segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio dei ministri durante il suo intervento alla manifestazione dei sindacati dei pensionati ‘Invisibili no’ in corso oggi al Circo Massimo a Roma. “Sarebbe una risposta umana a tante persone che stanno male e una bella e grande riforma per tutto il paese – ha aggiunto Pedretti -. La chiediamo da anni, inascoltati, basta incardinarla nella legge di bilancio. Quando una persona diventa non autosufficiente non deve sentirsi in colpa o un peso ma deve avere un aiuto dallo Stato”.
A chiedere un intervento del governo anche Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, secondo cui una legge quadro sulla non autosufficienza “è una vera emergenza nel nostro Paese non solo per i pensionati ma per tutte le famiglie italiane”. Sul tema è intervenuto anche il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini. “Siamo vicino alla Fap Acli e ai suoi iscritti che stanno manifestando in queste ore al Circo Massimo. – ha dichiarato Rossini in una nota -. Le richieste che i pensionati stanno facendo al governo sono condivisibili, in particolare è urgente l’introduzione di un sistema di rivalutazione equo che permetta di mantenere invariato il potere di acquisto delle pensioni ed è altrettanto urgente una legge nazionale sulla non autosufficienza a favore degli anziani e delle famiglie impegnate nella loro cura”.

Leggi: Redattore Sociale, 16/11/2019


venerdì 15 novembre 2019
Vita in “tribù”, nel bolognese un esperimento di casa famiglia per anziani

Sono tre le strutture a Valsamoggia parte di un progetto che da cinque anni cerca di offrire una terza età attiva e coinvolgente agli anziani. La responsabile della casa famiglia, Marina Farnetti: “Il nostro obiettivo non era creare un centro di riposo ma un luogo di aggregazione”
Una casa immersa nel verde da mandare avanti, un orto, degli animali e una vita in comunità all’insegna della collaborazione. Non si tratta di una famiglia hippie, ma dell’esperimento della casa famiglia per anziani “La tribù”, presente con tre strutture a Valsamoggia, nel bolognese: un progetto che da cinque anni cerca di offrire una terza età attiva e coinvolgente agli anziani. Porte sempre aperte a tutti, niente orari, né compiti precisi: il modello di vita offerto si chiama fuori dallo schema convenzionale degli ospizi e insiste su un modello più simile a una casa universitaria, spazio di convivenza e incontro. “Il nostro obiettivo non era creare un centro di riposo ma un luogo di aggregazione”, spiega la responsabile della casa famiglia, Marina Farnetti, mentre presenta, sul palco del convegno ‘Politiche per anziani’, il progetto inaugurato con il socio Felice Iacovino nel 2014. L’occasione è il settimo appuntamento annuale dedicato al tema della terza età organizzato dalla Regione Emilia-Romagna a Bologna.
Con l’avanzare dell’età gli anziani spesso si trovano soli e il trasferimento in un centro coincide con un ulteriore allentamento del rapporto con amici e familiari. La ‘mission’ della tribù di Valsamoggia parte proprio da questo punto, ritenuto centrale. “Vogliamo dare delle radici a chi è stato sradicato, far sentire gli anziani ancora protagonisti attraverso attività quotidiane e incoraggiarli a tessere nuove relazioni”, sottolinea la responsabile Farnetti.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2019


venerdì 15 novembre 2019
Ecco mySOLI, la tecnologia che aiuta l’anziano in casa di riposo o Rsa

Il progetto migliora, con l’innovazione, l’assistenza agli anziani ospiti nelle strutture residenziali. Un’app facilita i rapporti con familiari e operatori socio sanitari, un sito web raccoglie notizie, schede e la mappatura delle strutture nella regione Lazio
Un’ app innovativa, pensata per i bisogni degli anziani soli, dei loro familiari e degli operatori delle strutture assistenziali. Una ricerca multidisciplinare sugli aspetti dell’assistenza e della cura. Un portale aggiornato con le notizie sull’invecchiamento della popolazione e consultabile per sapere come fare a districarsi tra la burocrazia e venire incontro alle esigenze della terza età. E’ stato presentato oggi, al centro Frentani di Roma, il progetto mySOLI, realizzato nel territorio della regione Lazio, che offrendo servizi e contenuti innovativi, promette di ridefinire, innovando, l’assistenza agli anziani ospiti nelle strutture residenziali. Il lavoro è stato coordinato dall’agenzia di innovazione digitale Kapusons e realizzato insieme a Fondazione Di Vittorio (istituto nazionale della Cgil per la ricerca economica e sociale) e Redattore Sociale (agenzia di informazione quotidiana sui temi del sociale), con la collaborazione di Inrca (Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani), Extreme, Ipazia e Polk&Union.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2019


venerdì 15 novembre 2019
Strutture per anziani, il difficile rapporto con i familiari

Convegno “mySOLI”. Capurso (Anaste Lazio) parla del problema delle competenze istituzionali e delle mappature. “Le strutture a carattere sociale sono in gran parte abusive. Su quelle sanitarie i dati ci sono, ma le regioni non li rendono disponibili”. Paola Ramoni: “Difficile il rapporto tra familiari e le grandi cooperative che oggi gestiscono tante Rsa”
C’è una carenza di relazione, tra strutture per anziani e familiari: un rapporto che va implementato, ottimizzato e reso sistematico. E’ quanto emerso dalla tavola rotonda che si è svolta oggi, nella seconda parte del Convegno “mySOLI: tecnologie di contrasto alla solitudine. Pratiche e riflessioni sugli anziani in case di riposo e Rsa”, presso il Centro Frentani di Roma. In particolare, Sebastiano Capurso, presidente di Anaste Lazio, ha evidenziato il problema delle competenze istituzionali: “Da un lato le strutture sanitarie, che fanno capo al sistema sanitario regionale e sono destinate agli anziani non autosufficienti – ha detto – Dall’altro le case di riposo per anziani autosufficienti, che hanno carattere sociale e sono di competenza dei comuni”. Altro problema è quello della mappatura di questi servizi: “Per quanto riguarda le strutture non sanitarie, gran parte di queste sono abusive – ha riferito ancora Capurso – e quindi sfuggono a qualsiasi tipo di mappatura”. Riguardo invece le strutture sanitarie, “dati e mappature esistono, ma non sono pubbliche e le regioni le tengono per sé. Di fatto – ha osservato Capurso, riferendosi al progetto ‘mySOLI’, a cui Anaste partecipa – ci stiamo attivando per raccogliere dati che esistono, ma sono tenuti nascosti”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2019


venerdì 15 novembre 2019
Anziani, Italia seconda solo al Giappone per invecchiamento: “Aiuti digitali per superare l’isolamento”

Sono oltre 190mila gli anziani che vivono oggi in case di riposo e strutture sociosanitari, oltre la metà ha più di 85 anni, 3 su 4 sono donne e 4 su 5 sono persone non autosufficienti. A tracciare l’identikit degli ospiti delle rsa è il professor Giovanni Lamura, direttore del Centro Studi e ricerche economico sociali per l’invecchiamento della Inrca Irccs
Sono oltre 190mila gli anziani che vivono oggi in case di riposo e strutture sociosanitari, oltre la metà ha più di 85 anni, 3 su 4 sono donne e 4 su 5 sono persone non autosufficienti. A tracciare l’identikit degli ospiti delle rsa è il professor Giovanni Lamura, direttore del Centro Studi e ricerche economico sociali per l’invecchiamento della Inrca Irccs, nel suo intervento oggi a Roma all’interno del convegno “mySOLI: tecnologie di contrasto alla solitudine. Pratiche e riflessioni sugli anziani in case di riposo e rsa”. Nel corso dell’evento è stato presentato l’innovativo progetto di contrasto all’isolamento delle persone anziane mySOLI.

Leggi: Redattore Sociale, 15/11/2019


venerdì 15 novembre 2019
Riscaldamento, Enea: 10 regole per il risparmio energetico

Fare il check-up dell’immobile, puntare su impianti innovativi, utilizzare valvole termostatiche e contabilizzatori di calore
Fare il check-up dell’immobile per capire quanto consuma la propria abitazione, effettuare regolarmente la manutenzione dell’impianto, controllare la temperatura degli ambienti e applicare valvole termostatiche e contabilizzatori di calore.
Queste alcune delle 10 regole suggerite dall’Enea per aiutare i consumatori a scaldare al meglio le proprie abitazioni, evitando sprechi e brutte sorprese in bolletta.
Riscaldamento: le regole Enea per l’efficienza energetica dell’impianto
L’Enea ha ricordato che, nonostante temperature molto superiori alla media del periodo, la legge prevede che da oggi, 15 novembre, si possano accendere i riscaldamenti nella zona climatica C ( tra cui le province di Imperia, Latina, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Cosenza, Sassari, Ragusa). Dal 15 ottobre hanno acceso i riscaldamenti i comuni della cosiddetta zona climatica E, che comprende grandi città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, ma anche zone di montagna in tutta Italia dove il clima è più rigido.
Gli impianti di riscaldamento non sono ‘partiti’ solo nelle zone A (Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle) e B (Reggio Calabria, Crotone, Trapani, Siracusa, Palermo, Messina, Catania e Agrigento) che potranno accederli dal 1° dicembre ma con numero di ore di funzionamento giornaliere diverse (zona B 8 ore mentre zona A 6 ore).

Leggi: Edilportale, 15/11/2019


venerdì 15 novembre 2019
Il Reddito di cittadinanza e la povertà abitativa

Se non altro perché vi è previsto, in aggiunta al contributo di integrazione al reddito, un supplemento per pagare l’affitto o il mutuo, l’introduzione del Reddito di cittadinanza solleva diverse domande sul ruolo che potrebbe avere nel contrastare la povertà abitativa e nel ridurre – grazie al sostegno previsto per affrontare i costi abitativi – la povertà in generale. Ma non è facile dare una risposta a queste domande, per diverse ragioni: perché mancano sufficienti dati di ricerca sulla povertà abitativa in Italia; perché la logica del Reddito di cittadinanza prescinde totalmente da considerazioni relative alle politiche abitative; e perché il ridimensionamento dell’operazione rispetto al progetto iniziale rende difficile valutarne l’efficacia complessiva (anche) dal punto di vista abitativo. Alcune osservazioni sono tuttavia possibili derivandole dalla impostazione generale del provvedimento.
Il punto di partenza è il ruolo che le politiche di sostegno al reddito possono svolgere per le situazioni di povertà abitativa. Altrove segnalavo il contributo importante (a maggior ragione se si considera la stagnazione delle politiche abitative sociali nel Paese) che le misure non-housing, di welfare generale, potrebbero dare per affrontare i problemi abitativi dei poveri: tra queste, appunto, le misure di sostegno al reddito. Assumendo peraltro che, nel nostro caso, fosse necessario avviarne altre che potessero migliorare la “socialità” del sistema abitativo: dall’incremento dell’edilizia sociale e dell’affitto a basso costo ad un sistema di sostegno per il pagamento dell’affitto.

Leggi: Welforum, 15/11/2019


giovedì 14 novembre 2019
Dall’Agenzia delle Entrate altri chiarimenti sulla cessione dell’ecobonus

Indicazioni sulla possibilità di acquisire, unitamente agli altri comproprietari di un’unità abitativa facente parte di un condominio, il credito corrispondente alla detrazione spettante prevista per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni di edifici di un altro condomino
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L’Istante chiede chiarimenti in merito alla cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante prevista per interventi di riqualificazione energetica di particomuni di edifici. In particolare chiede se possa acquisire, unitamente agli altri comproprietari di un’unità abitativa facente parte di un condominio, il credito corrispondente alla detrazione spettante prevista per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni di edifici di un altro condomino (art. 14, comma 2-ter delD.L. n. 63 del 2013).
SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE. L’istante ritiene che cessionari del credito possano essere una pluralità dipersone, e che tale possibilità sia concessa soprattutto quando, come nel caso in esame, si tratti di comproprietari di un’unità immobiliare facente parte di un condominio.
PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE – RISPOSTA N. 481/2019. “Preliminarmente si osserva che il seguente parere viene fornito nel presupposto non verificato che gli interventi posti in essere siano effettivamente detraibili (per tipologia di interventi eseguiti e per sussistenza delle condizioni per l’applicazione), che le spese sostenute rientrino tra quelle per le quali è possibile cedere il credito (Ecobonus) e che gli atti, i fatti e gli elementi rappresentati, assunti acriticamente così come esposti nell’istanza di interpello, siano completi, veritieri e di concreta realizzazione.

Leggi: Casa e Clima, 14/11/2019


giovedì 14 novembre 2019
Condomini, ARERA: contributi per promuovere il rinnovo dei vecchi impianti elettrici

Rimborsi fino a 1.200 euro ad appartamento per le ristrutturazioni degli impianti condominiali. Approvate da Arera le nuove regole sperimentali per incentivare il rinnovo delle vecchie colonne montanti elettriche. Premiate le scelte di centralizzazione dei contatori
Un contributo per promuovere il rinnovo dei vecchi impianti elettrici interni ai condomini, per migliorarne sicurezza ed efficienza, con rimborsi al condominio per i lavori edili effettuati, fino a 1.200 euro per appartamento coinvolto e fino a 900 euro per ogni piano.
Sono i principali contenuti della delibera con cui ARERA – l’Autorità per l’energia e l’ambiente – ha avviato una procedura sperimentale per l’ammodernamento delle “colonne montanti” vetuste, negli edifici condominiali più datati.
Si tratta in particolare degli interventi su quella che viene definita tecnicamente “la linea in sviluppo prevalentemente verticale che attraversa parti condominiali”, cioè i cavi che giungono fino ai contatori elettrici dei singoli appartamenti (o al pannello comune quando i contatori sono tutti raggruppati in un unico spazio).
La fase sperimentale della regolazione durerà tre anni, dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, per l’ammodernamento degli impianti realizzati prima del 1970 o nella fascia tra il 1970 e il 1985 se ritenuti critici.

Leggi: Casa e Clima, 14/11/2019


giovedì 14 novembre 2019
Pensione di reversibilità – Spi Cgil, riconosciuta a 83enne dopo 5 anni d’attesa

Un 83enne di Poggio Imperiale, nel Foggiano, si è visto riconoscere dopo 5 anni circa 30mila euro di arretrati sulla pensione di reversibilità alla quale ha diritto. Lo rende noto il sindacato pensionati Spi-Cgil, raccontando la vicenda: quando morì sua moglie, nel 2014, si rivolse all’Inps per chiedere se avesse diritto alla reversibilità. Gli fu riconosciuta solo in parte.
Lo scorso 26 luglio, a bordo del pullman dei diritti, intitolato “Nello”, gli esperti in materia pensionistica dello Spi e del patronato Inca Cgil lo hanno incontrato a Poggio Imperiale: appresa la vicenda, sono riusciti ad avere un’interlocuzione approfondita con l’Inps e, finalmente, a quell’anziano signore sono stati riconosciuti circa 30mila euro di arretrati sulla reversibilità. “E’ un risultato importantissimo” – ha dichiarato Franco Persiano, segretario provinciale Spi-Cgil di Foggia – La Capitanata, soprattutto nelle zone interne, vive situazioni di grande disagio e isolamento. Sta aumentando il numero degli anziani soli. Il lavoro che stanno facendo gli operatori di ‘Nello’ è encomiabile”.

Leggi: Inca, 14/11/2019


mercoledì 13 novembre 2019
“Portiamo al 70% il Bonus fiscale per l’abbattimento delle barriere architettoniche per installare e rimodernare gli ascensori nelle case dove vivono gli anziani”

L’appello del presidente nazionale Auser Enzo Costa
Quando l’ascensore è rotto per molti anziani significa non poter uscire di casa. Per non parlare di quegli edifici perlopiù molto datati dove l’ascensore proprio non c’è.
“In un’Italia sempre più vecchia e urbanizzata troppe barriere architettoniche minano la qualità di vita degli anziani. Per questo – sottolinea il Presidente nazionale dell’Auser Enzo Costa – proponiamo che nella manovra economica attualmente allo studio, il Bonus fiscale per l’abbattimento delle barriere architettoniche venga portato dall’attuale 50% al 70% come detrazione Irpef per l’installazione di ascensori o la loro messa a norma”.
10 milioni di anziani vivono in case di proprietà, ma non si tratta certo di abitazioni recenti. Ben il 70% di queste case ha più di 50 anni, mentre nel 20% dei casi sono ancora più vecchie, e solo il 10% è stato realizzato dopo il 1992. Questo comporta una serie di problematiche strutturali legate all’agibilità degli stabili, che, seppur in buone condizioni, sono dotati di impianti vecchi, fuori norma in materia di sicurezza e in cui sono presenti barriere architettoniche di ogni tipo, rendendo necessari interventi di messa in sicurezza.

Leggi: Auser, 13/11/2019


mercoledì 13 novembre 2019
Ancona: primi risultati del progetto In-Age, si presentano gli esiti di 140 interviste ad anziani soli e fragili.  

Il progetto IN-AGE sarà ad Ancona il 21 novembre per presentare i primi esiti delle 140 interviste con anziani soli realizzate in Lombardia, nelle Marche e in Calabria.
Il progetto, lo ricordiamo, si propone di analizzare le condizioni sociali e abitative degli anziani fragili in Italia, con particolare attenzione ai potenziali rischi d’isolamento e solitudine, ed è ora entrato nel vivo. Con l’aiuto di Auser e, a vario titolo nei diversi territori, si stanno effettuando le interviste e la ricerca da Nord a Sud: essere soli, non avere parenti nelle immediate vicinanze, avere una limitazione della propria autonomia, vivere in aree territoriali che risultano più problematiche in termini di disagio socio-economico e/o di perifericità. Le interviste restituiscono un patrimonio fondamentale per conoscere la condizione degli anziani nel nostro paese, e quali sono i fattori che incidono nel determinare rischi d’isolamento e abbandono quando si rimane a casa. Il 21 novembre, quindi, l’incontro con gli stakeholder vedrà la presentazione di un report con i primi risultati delle attività di intervista.
IN-AGE si basa su un principio di “ricerca-azione”. In altre parole, l’obiettivo della ricerca non è solo conoscitivo in senso lato, ma anche quello di mettere a disposizione delle organizzazioni e delle realtà impegnate sui temi dell’invecchiamento, elementi utili per impostare strategie di intervento volte a migliorare le condizioni di vita degli anziani. Il progetto è finanziato da Fondazione Cariplo, e vede coinvolti: il Politecnico di Milano-POLIMI, coordinatore (con il Laboratorio di Politiche Sociali, Dipartimento di Architettura e di Studi Urbani – DAStU); l’Università Mediterranea di Reggio Calabria (con il Dipartimento di Architettura e Territorio – DArTe); l’INRCA (tramite il Centro Studi e Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento).

Leggi: Auser, 13/11/2019


mercoledì 13 novembre 2019
 Trasporti e ambiente costruito: il Forum Europeo chiede la piena accessibilità

«L’accessibilità è molto più di una questione tecnica: l’esercizio di tutti i diritti delle persone con disabilità – vita indipendente, partecipazione, libertà di scelta e di mobilità – dipende dall’accessibilità, che è dunque una profonda questione politica e di diritti umani. Chiediamo perciò agli Stati dell’Unione Europea di recepire rapidamente la Direttiva Europea sull’Accessibilità, allargandone le norme anche all’ambiente costruito e ai trasporti»: sono questi i punti salienti della Risoluzione adottata nei giorni scorsi dal Consiglio Direttivo del Forum Europeo sulla Disabilità
«L’accessibilità è molto più di una questione tecnica: l’esercizio di tutti i diritti delle persone con disabilità – vita indipendente, partecipazione, libertà di scelta e di mobilità – dipende dall’accessibilità, che è dunque una profonda questione politica e di diritti umani. L’accessibilità garantisce che i bambini con disabilità possano giocare con tutti i coetanei, che tutte le persone con disabilità possano vivere e lavorare, fare la spesa, studiare e partecipare ad attività ricreative in città piccole e grandi e nelle zone rurali, assicurandone ovunque la presenza e la visibilità. Essenziale, quindi, per le persone con disabilità, l’accessibilità è tuttavia di beneficio per tutti i cittadini della società, a partire dalle persone con limitazioni funzionali temporanee, dagli anziani, dai migranti e dalle famiglie tutti. Essa contribuisce pertanto alla sostenibilità economica e sociale. La legislazione è un elemento di fondamentale importanza, ma c’è bisogno di un ampio ventaglio di azioni per garantire che l’accessibilità sia presente ovunque, su base continuativa, man mano che le nostre società progrediscono. Ed è essenziale che tutti gli aspetti dell’accessibilità includano l’effettivo coinvolgimento delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative».

Leggi: Superando, 13/11/2019


martedì 12 novembre 2019
Mese sociale – Gli invisibili

Quelli impegnati per almeno 10 ore alla settimana sono 3,3 milioni in Italia (Istat), solo in Lombardia se ne contano quasi mezzo milione (Irs): sono i caregiver, chi si prende cura di un familiare disabile o non autosufficiente, affetto da malattia cronica, con un bisogno di assistenza a lungo termine. Sono questi, anche questi, gli invisibili. Più presenti tra le famiglie fragili e meno abbienti, quelle che la cura, anche volendo, non possono esternalizzarla, quelli che la badante non se la possono permettere.
E invisibili sono anche loro, cioè i caregiver professionali: le assistenti familiari. Una realtà sempre più sommersa, perché bloccata – ormai da sei anni – dall’azzeramento dei flussi regolari di ingresso nel nostro paese, come abbiamo già illustrato su welforum.it, e come l’ultimo “Dossier Statistico Immigrazione 2019” curato da Idos ancora una volta certifica.
Sostenere questo esercito, silenzioso e poco conosciuto, è un’esigenza sacrosanta: lo fanno i paesi di mezza Europa. Ed è ora di superare il pensiero per cui aiutare i caregiver serva solo agli anziani, una terza età già abbastanza “tutelata” nel nostro paese. Perché alleggerire le incombenze dell’assistenza produce un effetto circolare, che vede ricadute importanti sui giovani stessi, sulla conciliazione vita-lavoro, sulle scelte che riguardano la creazione di un nuovo nucleo. Su questa linea leggiamo la decisione del Miur di equiparare lo studente caregiver allo studente lavoratore.

Leggi: Welforum, 12/11/2019


lunedì 11 novembre 2019
Arriva l’app per misurare il grado di “felicità” del condominio

YouKondo propone un sistema di certificazione della qualità della vita all’interno di un condominio. Ma non solo: attraverso l’app, i condomini possono consultare documenti e confrontarsi sui problemi comuni
Siamo abituati ormai a misurare la classe energetica delle nostre abitazioni. Ma è possibile misurare la vivibilità, il grado di felicità complessiva della vita di un intero condominio? È questa la sfida a cui cerca di rispondere YouKondo, una startup italiana che ha lanciato sul mercato un Sistema di Certificazione Condominiale – YouKondoWay – basato su 150 parametri e su una scala che va da A a F. L’obiettivo è classificare il cosiddetto stato “condosociale”: un livello di benessere globale che, attraverso l’impiego del sistema stesso, si punta a incrementare.
In questo modo è possibile orientare con più efficacia il futuro proprietario o inquilino nella scelta della propria casa, permettendogli di consultare autonomamente lo stato “condosociale” o rating che è stato attribuito a uno specifico condominio, con la relativa recensione.

Leggi: Casa e Clima, 11/11/2019


DALLE REGIONI:

martedì 19 novembre 2019
Diritto alla casa: 50 anni fa lo sciopero generale

A Bologna si lavora ad un accordo quadro. Sonia Sovilla (Cgil): “L’obiettivo è mettere insieme fondo per l’affitto, case di transizione e tutto il patrimonio Erp”
Ricorre oggi, 19 novembre 2019, il 50°anniversario dello sciopero generale proclamato nel 1969 da Cgil Cisl Uil per il diritto alla casa e contro il caro affitti. E proprio oggi, a Roma, le organizzazioni sindacali si incontreranno per una giornata di riflessione nazionale nella quale interverranno Gianna Fracassi della segreteria nazionale Cgil e Daniele Barbieri segretario Sunia nazionale.
Il 19 novembre del 1969 i sindacati confederali proclamarono lo sciopero generale, con una manifestazione a Milano. La giornata di lotta riuscì pienamente e nel Paese si registrarono milioni di astenuti dal posto di lavoro. Questo sciopero si basava sulle politiche di Stato sociale della Cgil, tra cui casa, pensioni, sanità e fisco. Sulla spinta delle maggiori categorie industriali, e di tantissimi lavoratori bisognosi di acquistare o cercare casa in affitto, le confederazioni presentarono al governo Rumor una piattaforma sul problema casa che sostennero con lo sciopero. E il successo di questa iniziativa segnò una svolta: venne introdotto l’equo canone, che recepito in legge rimarrà in vita sino al 1994, venne avanzato per la prima volta il principio della giusta causa per lo sfratto dell’inquilino, e si stabilirono concrete forme di contributi alimentati da un fondo pubblico per coloro che intendevano acquistare casa. Nacquero successivamente anche i sindacati inquilini delle tre Confederazioni.

Leggi: Rassegna Sindacale, 19/11/2019


lunedì 18 novembre 2019
La Casa Blu: un modello innovativo di housing sociale a Trieste

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno distintivo di quest’epoca che offre nuove opportunità, dovute ad una popolazione anziana attiva, in buone condizioni fisiche ed economiche. Per incentivare il benessere degli anziani, bisogna investire in un ambiente domestico che ne favorisca l’autonomia. È essenziale quindi garantire case più sicure, ad un prezzo equo e con servizi socio-sanitari di qualità che favoriscano l’invecchiamento, l’indipendenza e l’inclusione sociale della terza età.
di Cristina Perich (Televita Spa), Nora Coppola (Associazione Le Buone Pratiche Onlus), Fabio Cipriani (Fondazione Ananian), Vittorino Boem (CASA FVG), Aldo Pahor (ITIS)
La casa è una macchina per abitare (Le Corbusier, “Vers une architecture”, 1923)
La frase del celebre architetto rappresenta una sintesi, ancora estremamente attuale, del modo di pensare alla casa come ad una macchina, un insieme di componenti che uniti generano benessere e agevolano la vita quotidiana. Ciò è particolarmente vero se si pensa alla relazione degli anziani con la propria abitazione: la casa diventa infatti il luogo in cui si generano relazioni affettive, sociali, culturali ed economiche e in cui si custodiscono i propri ricordi.  Troppo spesso però la mancanza di soluzioni abitative alternative più flessibili e diversificate induce molti anziani a ricorrere impropriamente alle strutture assistenziali, anche in presenza di semplici bisogni di aiuto o cura facilmente risolvibili a domicilio, caricando il settore socio-sanitario di oneri sociali eccessivi, ed oggi ormai non più solvibili.
Numerose esperienze condotte in particolare nel nord Europa, negli USA e in Canada a partire dagli anni ’60, suggeriscono per la terza età una diffusione di modelli abitativi incentrati sull’abitazione ordinaria, arricchita tuttavia da un sistema di prestazioni aggiuntive, di carattere fisico, tecnologico e sociale, in grado di sostenere le condizioni di maggiore fragilità che caratterizzano la vita in età avanzata (D’Innocenzo, 2009).

Leggi: I Luoghi della Cura, 18/11/2019


giovedì 14 novembre 2019
Psicologo di quartiere: boom di richieste

In otto mesi quasi 700 le persone che si sono rivolte al servizio gratuito promosso dall’ordine degli psicologi e dal Comune di Milano. Le problematiche più ricorrenti: solitudine, depressione e rapporti genitori-figli
In otto mesi sono quasi 700 le persone che si sono rivolti allo psicologo di quartiere, promosso dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia in collaborazione con WeMi, la rete di spazi fisici dedicati al sistema dei servizi domiciliari del Comune di Milano. Il progetto permette alle persone di contattare gli psicologi di quartiere gratuitamente e senza bisogno di appuntamento, nelle sedi e secondo il calendario riportato sul portale www.wemi.milano.it. Le persone hanno avuto un primo ascolto gratuito e sono state poi indirizzate alle strutture e alle soluzioni disponibili sul territorio.
“La rete degli spazi WeMi – dichiara l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti – è nata per creare dei poli, dei punti di riferimento riconoscibili all’interno dei quali tutti i cittadini potessero accedere all’offerta completa dei servizi domiciliari presenti in città e, in particolare, in ciascun quartiere; sia i servizi del Comune di Milano che quelli attivati dal Terzo Settore. Le iniziative e le attività rivolte alle persone e alle famiglie sono cresciute in questi anni e ora è il momento di ricomporle e di riordinarle perché il quadro rischia di risultare frammentato.

Leggi: Redattore Sociale, 14/11/2019


giovedì 14 novembre 2019
 Monitoraggio LEA sociosanitari 2017 – Come si posiziona la Lombardia?

Il contributo prosegue il monitoraggio da parte di Lombardiasociale.it sull’andamento dell’assistenza sociosanitaria per le persone anziane e disabili in Lombardia a confronto in particolare con le Regioni del Nord Italia a partire dai dati più recenti a disposizione riferiti al 2017 raccolti nel rapporto ministeriale “Griglia LEA”.
Premessa
Nei mesi scorsi il Comitato LEA – ente al quale è affidato il compito di monitorare l’erogazione su tutto il territorio nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza, attualmente definiti dal DPCM del 12 gennaio 2017 – ha pubblicato il rapporto “Monitoraggio dei LEA attraverso la cd. Griglia LEA” riferito al 2017, che tramite un set di indicatori individua per ogni Regione le aree di forza e di criticità concernenti l’attività di prevenzione, distrettuale, ospedaliera ed emergenza.
Oggetto della nostra attenzione, come nei precedenti contributi pubblicati sul sito riferiti al 2013 e al 2015, sono gli indicatori n. 8, 9 e 10 che riguardano l’assistenza sociosanitaria domiciliare e residenziale per le persone anziane e disabili.
Ricordiamo che tale rapporto serve per valutare l’area “Mantenimento nell’erogazione dei LEA”, uno tra gli adempimenti oggetto di verifica da parte del Comitato LEA, che, in base all’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, consentono alle Regioni, se rispettati, di accedere ad una quota di finanziamento premiale del Fondo Sanitario. Le Regioni sottoposte a verifica sono quelle ordinarie e la Sicilia (sono escluse la Valle d’Aosta, le due Province Autonome di Bolzano e Trento, il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna).

Leggi: Lombardia Sociale, 14/11/2019


giovedì 14 novembre 2019
Un’anziana su quattro subisce violenze

La denuncia dell’Auser: “Nella maggior parte dei casi sono i figli a picchiare le madri per problemi economici”
Perugia – Violenza tra le pareti di casa:  .adesso è emergenza anche tra le over 70. In Umbria una anziana su quattro è vittima di maltrattamenti. I violenti, nella maggior parte dei casi sono i figli, che picchiano o insultano le madri per problemi di carattere economico. Lo ha denunciato la presidente dell’Auser Franca Gasparri, durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative per la giornata contro la violenza sulle donne, che non si limiteranno al 25 novembre.
«Auser – spiega Gasparri – si occupa di ricevere le segnalazioni per poi trasmetterle a Liberamente donna, l’associazione che gestisce i centri antiviolenza». A proposito, la presidente Elena Bistocchi racconta che che il primo impegno dell’associazione è l’organizzazione di attività di prevenzione alla violenza.
«L’obiettivo finale – va avanti – è di far crescere la rete dei centri, garantendo una presenza in ogni città, in modo da riservare alle donne un contatto diretto e, dunque, favorendo l’emersione dei casi». I numeri: Bistocchi riferisce che dal 2014 ad oggi 2500 sono state le donne accolte nei centri. Le caratteristiche variano perché la trasversalità è massima dal punto di vista sociale, di età o di nazionalità. Vista la diffusione del fenomeno da qui la necessità di fare rete. «Solo in questo modo – osserva l’assessore Edi Cicchi – è possibile garantire un sostegno adeguato ai cittadini grazie al contributo delle tante associazioni attive sul territorio».

Leggi: La Nazione, 14/11/2019


giovedì 14 novembre 2019
Lombardia: varata la legge sulla rigenerazione urbana e il recupero

Approvata dal Consiglio regionale, la nuova legge introduce uno sconto fino al 60% sugli oneri di urbanizzazione e la possibilità di incrementi delle volumetrie fino al 20%, a fronte di prescrizioni che comporteranno il miglioramento delle condizioni energetiche e di sicurezza degli edifici
Via libera a maggioranza in Consiglio regionale della Lombardia alla legge che mette in campo incentivi e meccanismi di semplificazione per favorire il recupero di immobili abbandonati e per prevenire il degrado urbano. Dopo un intenso lavoro di confronto e approfondimento che ha portato all’approvazione di diversi emendamenti sia di maggioranza che di minoranza, hanno votato a favore i gruppi Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Energie per la Lombardia e gli esponenti del Gruppo Misto Viviana Beccalossi e Paolo Franco: non ha partecipato al voto il Movimento 5Stelle, astenuti i Lombardi Civici Europeisti e la rappresentante di Italia Viva nel Gruppo Misto Patrizia Baffi, contrario il Partito Democratico.
“L’immobile abbandonato rappresenta un costo negativo per tutta la collettività – ha sottolineato il relatore Gabriele Barucco (Forza Italia) – mentre un immobile rigenerato è un valore. Ecco perché questa legge è un volano per dare una svolta all’attività di proprietari ed enti locali e potrà essere la base per dare finalmente un volto nuovo ai vecchi centri abitati”.

Leggi: Casa e Clima, 14/11/2019


mercoledì 13 novembre 2019
Milano, da una stanza tutta per se a una casa tutta per noi.

Il Gruppo Donne e Accademia Creatività e solidarietà di Auser Milano, insieme al Comune di Milano, propongono una riflessione sul diritto ad invecchiare a casa propria, libere da qualsiasi forma di violenza. Con il progetto Abitare Solidale cambia il significato della parola casa, da spazio fisico a luogo di relazioni, trasformando le fragilità delle persone coabitanti in risorse. L’incontro si terrà il 18 novembre presso la Casa dei Diritti in via De Amicis 10 dalle ore 15 alle ore 17,30.
Presenta Nerina Benuzzi di Auser Milano, coordina Franca Andreoni presidenza Auser Milano. Partecipano: Diana De Marchi presidenta della Commissione pari opportunità e diritti del Comune di Milano, Vicenzo Barbieri presidente Ecopolis, Daniela Fabbri direzione politiche sociali direttore Aree Residenziali, Fulvia Colombini presidenza di Auser Regionale. Conclude Luigi Ferlin presidente Auser Milano. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne verrà inoltre inaugurata la mostra di Accademia Auser “creatività e solidarietà” che rimarrà aperta dal 18 al 26 novembre.

Leggi: Auser, 13/11/2019


mercoledì 13 novembre 2019
Catania. Casa: 180 milioni disponibili. Sindacati inquilini, “Si utilizzino per riqualificare le periferie e le città tutte”. 7 milioni, residui della morosità incolpevole, andranno come contributo all’affitto”

Circa 180 mila euro per edilizia abitativa pubblica sono disponibili, somme non utilizzate negli scorsi anni. E’ emerso nel corso di un incontro, lo scorso lunedì a Catania, tra le segreterie di Sunia, Sicet e Uniat e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone.
Per i sindacati degli inquilini “queste risorse potranno essere utilizzate per riqualificare le periferie e gli edifici pubblici dismessi, per aumentare l’offerta di edilizia pubblica anche rivitalizzando i centri storici e complessivamente le città.
L’obiettivo – scrivono in una nota le segreterie regionali di Sunia, Sicet e Uniat- è quello di rispondere al disagio abitativo, di offrire la possibilità di un alloggio a canone sostenibile ai tanti che ne hanno bisogno e di migliorare la qualità del vivere e dell’abitare delle migliaia di famiglie che abitano gli alloggi di edilizia residenziale pubblica”.
Sunia, Sicet e Uniat, hanno chiesto che “la Regione provveda alla costituzione dell’Osservatorio regionale sulla condizione abitativa previsto dalla legge nazionale 431/98”.
E’ stata anche chiesta l’apertura di tavoli di approfondimento a cominciare da quelli sulla riforma del sistema degli Istituti case popolari, sull’utilizzo dei fondi ex Gescal, sui progetti di housing sociale.

Leggi: Sunia, 13/11/2019


mercoledì 13 novembre 2019
 Inaugurata una nuova RSA a Grugliasco: negli spazi dell’ex Istituto Suore Missionarie della Consolata

Prima residenza sanitaria assistenziale del gruppo francese Emera in Italia
Inaugurata e aperta la RSA “Consolata” negli spazi dell’ex Istituto Suore Missionarie della Consolata a Grugliasco. La nuova residenza, la prima in Italia del gruppo francese Emera, dispone di 96 posti letto disposti su tre piani, di un Nucleo Alzheimer Temporaneo (N.A.T) con 20 posti letto e garantisce agli ospiti prestazioni alberghiere di alta qualità.
80 nuovi posti di lavoro
Nel dicembre 2018 Emera ha siglato un protocollo d’intesa con il Comune di Grugliasco e con l’Agenzia Piemonte Lavoro per la ricerca di circa 80 figure professionali da inserire nella struttura Consolata. L’accordo prevedeva che una quota parte di queste assunzioni fosse riservata a lavoratori residenti nell’area ovest della cintura torinese e in particolare nel comune di Grugliasco. Attualmente la struttura impiega 45 dipendenti – suddivisi in 30 contratti a tempo pieno e 15 part time – e arriverà ad occuparne, a regime, circa 80.

Leggi: Torino Today, 13/11/2019


IN AGENDA:

Casa: Cgil, Cisl, Uil, 19 novembre iniziativa ‘Una nuova questione abitativa’

Dopo cinquant’anni dallo sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil, per il diritto alla casa e contro il caro affitti, le Organizzazioni sindacali propongono una riflessione su quegli eventi, attraverso un’iniziativa che si svolgerà a Roma il 19 novembre 2019, con l’obiettivo di rimettere al centro la questione dell’abitare e rilanciare i temi per città più eque e sostenibili.

Leggi: Cgil


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Il 28 novembre a Roma la “Giornata del familiare assistente”

‘Il diritto della persona con disabilità o del familiare assistente a partecipare alle procedure di valutazione della qualità dei servizi erogati’. Sarà questo il tema della 4a giornata del Familiare Assistente, aperta a tutti i cittadini e organizzata Roma
‘Il diritto della persona con disabilità o del familiare assistente a partecipare alle procedure di valutazione della qualità dei servizi erogati’. Sarà questo il tema della 4a giornata del Familiare Assistente, aperta a tutti i cittadini e organizzata Roma dalla Consulta delle persone con disabilità, in collaborazione con il Municipio Roma 1 Centro il 28 novembre dalle 9.30 alle 13 nell’Aula magna del liceo classico Terenzio Mamiani, in Viale delle Milizie 30.
Il punto 10 della Carta Europea del familiare assistente recita: “La persona disabile o il familiare sono i primi esperti dei loro bisogni e delle risposte adatte a soddisfarli, pertanto devono intervenire alle procedure di valutazione”. Anche l’articolo 4 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita’ chiede agli Stati di “promuovere la formazione dei professionisti e di personale che lavora con le persone con disabilità e di fornire una migliore assistenza e servizi di qualità”.

Leggi: Redattore Sociale


Presentazione Nazionale del rapporto OASI 2019

Come cambia la Sanità Italiana?
Cosa abbiamo imparato dalla stagione dei Piani di Rientro?
Quale può essere il ruolo delle tecnologie nell’innovare i servizi?
A che punto è il processo di femminilizzazione dei ruoli apicali nel SSN?
Questi e molti altri sono i temi che saranno trattati nel Convegno Nazionale OASI 2019 durante il quale si festeggeranno i 20 anni dell’Osservatorio sulle Aziende e Sul Sistema Sanitario Italiano, OASI.  Una giornata per condividere idee, esperienze e proposte.
L’evento è dedicato ai policymaker nazionali e regionali, alle direzioni strategiche delle aziende sanitarie pubbliche e private, ai membri degli staff aziendali e a tutti i professionisti interessati all’innovazione nel management e nelle politiche sanitarie.
La partecipazione è gratuita previa registrazione online fino ad esaurimento posti.

Leggi: Sda Bocconi


Un Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa

Se ne parlerà il 6 e 7 dicembre a Bologna, dove cinque anni fa nacque il primo Regolamento per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni
L’obiettivo immediato è ambizioso e insieme entusiasmante: far nascere un vero e proprio Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa dei beni comuni. Obiettivo di lungo termine: diffondere e consolidare il tema della collaborazione tra i cittadini e le istituzioni per la cura e la rigenerazione dei beni comuni e la co-produzione delle decisioni pubbliche.
Se ne discuterà il 6 e 7 dicembre a Bologna dove cinque anni fa, a febbraio 2014, nacque  il primo Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, stipulato dal Comune di Bologna insieme con Labsus.
Da Allora, anche grazie al lavoro di promozione svolto da Labsus, più di 200 Comuni hanno adottato il Regolamento e hanno favorito così la nascita di migliaia di patti di collaborazione con i cittadini per la cura condivisa dei beni comuni presenti sul loro territorio. Sono così stati coinvolti, direttamente, circa 800.000 persone.

Leggi: Labsus


Udine, 6 dicembre Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

Tutto sulla nuda proprietà

La nuda proprietà rappresenta il valore di un immobile decurtato dell’usufrutto, ossia del diritto di altro soggetto di usare il dato bene.
Usufruttuario e “nudo proprietario”
L’usufruttuario è chi decide di vendere l’abitazione; mentre chi l’acquista è definito “nudo proprietario”
In termini semplici: per chi la sceglie vuol dire vendere il proprio immobile riservandosi il diritto di viverci; per chi la compra, invece, vuol dire acquistare la proprietà pur non potendola utilizzare finché il residente vive nella abitazione.
Calcolo nuda proprietà
Il calcolo del prezzo della nuda proprietà viene effettuato partendo dal valore dell’immobile, da stimare mediante un’apposita perizia.
Per calcolare la nuda proprietà in caso di usufrutto vitalizio è necessario moltiplicare il valore di mercato dell’immobile per il tasso di interesse legale vigente e per i coefficienti redatti dal Ministero delle finanze, che tengono conto dell’età dell’usufruttuario. Il prezzo della nuda proprietà è dato dalla differenza tra il valore di mercato e il valore dell’usufrutto. E sarà direttamente proporzionale all’età dell’usufruttuario: maggiore è l’età, maggiore è il prezzo.
Per calcolare la nuda proprietà in caso di usufrutto a termine si applicano invece dei coefficienti che tengono conto della durata dell’usufrutto. In questo caso il prezzo della nuda proprietà è inversamente proporzionale alla durata: maggiore è la durata, minore è il prezzo

Leggi: Pensionati.it


Prima di tutto il diritto all’autodeterminazione e ad un abitare dignitoso

Le riflessioni di Veronica Asara, presidente dell’Associazione SensibilMente di Olbia, riferite al progetto interregionale “Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico”, appaiono come un vero e proprio “vademecum” di come dovrebbero essere le strutture residenziali e semiresidenziali rivolte alle persone con disturbo dello spettro autistico e in generale con disabilità, dando spazio, prima tutto, all’autodeterminazione di queste ultime e a un abitare in ogni caso dignitoso
Il 18 novembre scorso a Cagliari, presso l’Assessorato Regionale della Sardegna all’Igiene e alla Sanità, si è tenuto un incontro tra i responsabili regionali del progetto Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico, allo scopo di coinvolgere le Associazioni nell’iniziativa e di aggiornarle sulla natura e gli obiettivi della stessa.
Il progetto punta a mappare i servizi di tipo residenziale e semiresidenziale sul territorio regionale, individuando le buone prassi per la creazione di linee guida per la presa in carico di persone con disturbo dello spettro autistico con più 16 anni. Destinata a quattro Regioni italiane (capofila l’Emilia Romagna), l’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Superiore di Sanità e recepita dalla Regione Sardegna con la Delibera di Giunta regionale n. 9/34 del 22 febbraio 2019.
Ha partecipato all’incontro anche Veronica Asara, in rappresentanza dell’Associazione SensibilMente di Olbia (Tutela ed Integrazione Persone Autistiche), della quale è Presidente. Il suo punto di vista – che qui di seguito riprendiamo in modo pressoché integrale – ci sembra un esempio mirabile di come si debba valutare l’appropriatezza in àmbito sociosanitario e sanitario delle strutture residenziali e semiresidenziali rivolte alle persone con disturbo dello spettro autistico e in generale con disabilità.

Leggi: Superando


PI e PAI espressione della visione della persona anziana

Come può la visione antropologica dei vecchi diventare un orizzonte di senso per l’elaborazione del Progetto Individuale e del Piano Assistenziale Individualizzato? Attraverso il PI si esprime la visione dinamica degli interventi di medio e lungo termine orientati al ben-essere dell’anziano, mentre il PAI definisce gli obiettivi di cura di ciascuna professionalità.
di Marco Noli (Docente a contratto Facoltà di Scienze Politiche e Sociali Università Cattolica di Milano. Formatore e consulente organizzativo)
Il Progetto Individuale (PI) e il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) sono strumenti della cassetta degli attrezzi degli operatori. Spesso sono percepiti come imposizioni burocratiche della Regione. Leggendo i PI e i PAI si può notare come ogni struttura, e più ancora ogni operatore, ha una propria visione di cosa dovrebbero essere. Possiamo osservare: il “PAI a pezzetti”, in cui ogni operatore compila la sua parte senza alcuna equipe; il ”PAI” appannaggio del medico e degli infermieri; e il “PAI nel cassetto” perché se è difficile stenderlo, ancora più difficile è renderlo operativo.
In fondo sono strumenti di cui si è perso il senso, e si sono trasformati in incombenze di cui si farebbe a meno, forse anche per l’eccessiva complicazione del debito informativo che le delibere regionali lombarde hanno introdotto nel tempo. Questo mi ha motivato a riprendere una riflessione che era stata sviluppata in un ciclo formativo della Provincia di Milano di circa 10 anni fa, condensata in un libro dall’evocativo titolo “Il progetto assistenziale individuale: dal debito informativo al credito umano di una vita da vecchi” (Mozzanica, Granata, 2007). Nel libro, oggi introvabile, sono riportate le lezioni teoriche del Prof. Mario Mozzanica, a cui io mi rifarò, e la sintesi dei lavori dei gruppi di formazione. Quelle riflessioni, pur datate, mantengono una loro significativa attualità, salvo necessari aggiornamenti per l’introduzione del PI da parte delle più recenti delibere.

Leggi: I Luoghi della Cura


La terza rivoluzione industriale tra fondi pensione e ambiente

A livello globale è già iniziato lo sganciamento dai combustibili fossili. Il segnale arriva dai fondi pensione dei lavoratori americani, che rappresentano il più grande pool di capitale di investimento al mondo, pari a 25.400 miliardi di dollari
Il green new deal sta diventando un tema fondamentale nella sfera politica mondiale e potrebbe rivoluzionare la società. L’organo scientifico delle Nazioni Unite (Ipcc) ha dichiarato che le emissioni di gas serra stanno accelerando e sempre più si susseguiranno eventi climatici pesanti, tanto da poter mettere a rischio la vita sul pianeta.
Si inizia ad avvertire un mutamento epocale nell’opinione pubblica e la questione del cambiamento climatico può diventare il problema principale da affrontare. La terza rivoluzione industriale dovrà essere fondata su zero emissioni di carbonio. Il passaggio è molto delicato, ma tutti gli indicatori fanno pensare a un crollo del sistema industriale basato sui combustibili fossili.
Nel mondo vi sono già settori industriali che si stanno sganciando dai combustibili fossili per affidarsi ad energie alternative il cui costo va diminuendo. La questione centrale diventano anche gli investimenti, poiché si registra una pressione tesa a disinvestire dall’industria petrolifera e ad investire in nuove energie.

Leggi: Rassegna Sindacale


La gestione del privato sociale può salvare l’ERP?

Il caso delle Quattro Corti di Stadera a Milano – Marco Peverini, Anna Tagliaferri
Il declino del dibattito sulla casa pubblica in Italia e le sue gravi conseguenze
Il dibattito pubblico che ruota intorno alla casa in Italia si presenta fortemente incentrato sui caratteri emergenti dell’abitare innovativo: un abitare “sociale” poiché teso alla condivisione di servizi collettivi, alla collaborazione tra gli abitanti e a incentivare il loro senso di comunità. Questa tendenza a riferirsi a un carattere social dei progetti abitativi, che vede Milano capofila ed esportatore dei modelli di co-housing, student housing, ecc., rappresenta indubbiamente un passo avanti verso le nuove esigenze abitative. Rischia, però, di far perdere di vista la questione più urgente dell’accessibilità economica dell’abitazione.
Mentre in Italia il social housing viene confuso con l’housing sociale in un pasticcio di termini – influenzando le scelte politiche e di investimento pubblico −, nel segno del ridimensionamento del welfare state si è continuato ad assistere alla diminuzione dello stock di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP).
Forse non tutti ricordano che dal 1996, con l’abolizione del contributo Gescal, l’allora Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari) fu privato del necessario finanziamento pubblico. In seguito ai processi di regionalizzazione e aziendalizzazione, poi, gli istituti regionali furono trasformati in enti pubblici economici (Aziende Casa), assoggettati alle regole di autonomia di bilancio.

Leggi: Welforum


 Serve una lotta femminista per il welfare

In Svezia le femministe stanno combattendo battaglie importanti, ma welfare e diritto del lavoro sono ancora dei vicoli ciechi. Serve una lotta femminista per un’assistenza pubblica e di qualità. Il discorso che Mirjam Katzin ha tenuto per inGenere al Festival di Internazionale a Ferrara.
Probabilmente vi aspetterete che io stia qui a raccontarvi la favola del welfare svedese caratterizzato da uguaglianza di genere e bassa disuguaglianza nella distribuzione dei redditi. Almeno, questo è quanto di solito si aspetta da me la platea quando intervengo alle conferenze in altri paesi europei o negli Stati Uniti, l’immagine che di solito si ha della Svezia. Temo che vi deluderò. La Svezia non è stata risparmiata dalle forti ondate di neoliberismo e neoconservatorismo che hanno travolto gran parte dei paesi negli ultimi decenni. Oserei perfino affermare che la Svezia è, in un certo senso, all’avanguardia in termini di neoliberalizzazione.
Tuttavia, credo fermamente che ci sia molto da imparare dall’esempio svedese quando si considera l’impatto che un’ambiziosa politica di stampo socialdemocratico, improntata al principio di responsabilità pubblica in termini di welfare e assistenza, può avere sulle disuguaglianze di genere, nell’ottica di dare vita a una società imperniata sulla solidarietà e con differenze di classe più contenute, unitamente a una politica migratoria generosa. La stessa Svezia ha molto da imparare da questa esperienza. Nella mia visione politica, ritengo che, negli ultimi 30 anni – e in particolar modo da 10 anni a questa parte –, siano stati fatti molti passi nella direzione sbagliata in relazione a diversi aspetti. Oggi la Svezia si ritrova tra i paesi Ocse che registrano una più rapida crescita delle disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, uno stato sociale in declino e una politica migratoria molto meno generosa. Tutto ciò ha naturalmente un impatto sulla componente femminile della popolazione e sulle famiglie.

Leggi: Ingenere


Stigma e demenza

Il recente Rapporto dell’Alzheimer’s Disease International intitolato “World Alzheimer Report 2019. Attitudes to dementia” si concentra sul tema dello stigma nei confronti della demenza offrendo, grazie ad una ricerca condotta dalla London School of Economics and Political Science, una analisi dettagliata delle dimensioni del fenomeno. L’articolo propone una selezione ragionata dei risultati di questa indagine e presenta, in sintesi, alcuni programmi in atto nei diversi paesi volti a ridurre lo stigma.
di Veruska Menghini (Assistente Sociale Specialista, collabora con il Network Non Autosufficienza), Giselda Rusmini (Ricercatrice sociale, collabora con l’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano e il Network Non Autosufficienza)
Per i malati di demenza, il riconoscimento del diritto alle cure e ad una partecipazione piena ed equa alle attività quotidiane risulta essere spesso compromesso dallo stigma associato alla demenza (Ashworth, 2017; Lion et al., 2019). Secondo gli stereotipi più comuni infatti, avere la demenza è un’esperienza intrinsecamente negativa1. Le reazioni emotive negative spesso includono paura, vergogna, repulsione o disgusto (Behuniak, 2011; Casado et al., 2018; Lopez et al., 2019). Si tratta di stereotipi e pregiudizi che assumono forme e intensità diverse a seconda dei contesti politici e culturali in cui si sviluppano2.

Leggi: I Luoghi della Cura


Sto invecchiando, e dunque?

È invecchiando oggi, che ci si pone questa lecita domanda, peraltro, e che nei decenni precedenti non aveva senso porsi.
Perché, al di là di tutto, c’è ormai la consapevolezza diffusa che invecchiare non vuol dire “aver finito” qualcosa, “terminato” un tempo, anzi ci rendiamo conto che con la vecchiaia è “un nuovo inizio di qualcosa” , un nuovo periodo ormai  lungo ( la vita media sta andando verso gli 80 anni).
Ma quale tempo riserva ancora la vita?
Molto o poco che sia, invecchiare è un dono della vita stessa e dunque è possibile amare la vita e  l’invecchiare lasciando in secondo ordine la quantità degli anni. Guardando l’invecchiare in questa visione, ci dice che c’è ancora tempo per migliorare lo stile di vita e mantenersi in salute per tanti anni ancora.
Ma la pensione, inizio del senso di vecchiaia, per molti, è realmente un traguardo finale? un ritiro a lungo desiderato dalla vita attiva lavorativa faticosa?
Può darsi. Ma, pur ritenendo lecito e doveroso raggiungere questo traguardo lavorativo potremmo dire che si può andare in pensione senza andarvi realmente, avviando nuove attività, sfruttando nuove opportunità di lavoro, anche produttivo, mettendo a frutto l’esperienza e le competenze acquisite negli anni di lavoro attivo.
Alcuni auto-consigli per invecchiare bene?
Sarebbe opportuno iniziare collezionando una cassetta degli attrezzi per invecchiare bene e in salute diventando un pioniere, sperimentando nuove forme di autocura, autopromozione della salute, sviluppandole come nuove competenze da acquisire.

Leggi: Abitare Sociale


Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria

Il punto al 2017: Laura Pelliccia
Sono pochi gli strumenti a disposizione per monitorare l’andamento dell’assistenza sociosanitaria nelle regioni, in un sistema sanitario che ancora concentra gli sforzi di rilevazione e valutazione degli esiti esclusivamente sul sistema ospedaliero.
Finora la fonte principale per osservare l’andamento dell’assistenza per anziani, disabili e per le altre tipologie di bisogni sociosanitari è stato il set di indicatori contenuti della cosiddetta “Griglia Lea”, lo strumento con cui vengono monitorate le regioni (negli scorsi mesi sono stati diffusi i risultati del 2017). E’ utile ricordare inoltre che nel caso dei Lea sociosanitari, non essendo mai stati individuati a livello normativo standard di riferimento nazionali rispetto ai livelli di offerta attesi delle singole regioni, le verifiche ministeriali vertono su confronti di tipo statistico (si osserva il posizionamento relativo rispetto alle altre regioni e le variazioni rispetto ai precedenti periodi per le regioni più carenti).
In futuro questo set subirà alcune modifiche, per effetto di un recente processo di rivisitazione noto come “Nuovo Sistema di Garanzia” (Decreto Ministero della Salute 12 marzo 2019). Anche a seguito di questo aggiornamento, per l’assistenza sociosanitaria saranno considerati solo indicatori sul livello di offerta e continueranno a mancare informazioni su altre dimensioni (equità, appropriatezza, efficienza, efficacia dei servizi).

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Pensionati all’estero – Avviata 1° fase campagna per attestazione esistenza in vita

L’Inps informa che Citibank ha cominciato ad inviare la lettera esplicativa e del modulo standard per l’attestazione dell’esistenza in vita che i pensionati residenti in Africa, Oceania ed Europa, dovranno comunicare all’Istituto. Con il messaggio del 25 ottobre, n. 3884, l’Inps conferma, inoltre, che l’accertamento generalizzato dell’esistenza in vita sarà condotto in due fasi, come nelle scorse edizioni, tra loro cronologicamente distinte in rapporto ai Paesi di residenza dei beneficiari, come risultanti negli archivi della Banca, rimanendo inalterata, anche per quest’anno, la suddivisione delle aree geografiche adottata per le precedenti verifiche.
La prima fase, che è stata avviata ad ottobre 2019 e terminerà a marzo 2020, riguarderà i trattamenti pensionistici erogati ai pensionati residenti in Africa, Australia (Oceania) ed Europa, ad esclusione dei Paesi Scandinavi, dei Paesi dell’Est Europa e degli Stati limitrofi. gli interessati dovranno far pervenire le attestazioni di esistenza in vita entro il 13 febbraio 2020. Nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta, laddove possibile, il pagamento della rata di marzo 2020 avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 marzo 2020, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di aprile 2020.

Leggi: Inca


Assistenza disabili gravi (Legge 104/92) – Diritto al trasferimento della sede di lavoro

La richiesta di trasferimento di sede da parte del lavoratore che assiste un familiare con handicap grave, in virtù della legge 104/92, deve tener conto del comportamento coerente precedentemente assunto dal richiedente. A stabilirlo è la Cassazione, con la sentenza n. 26603 del 18 ottobre scorso, che ha accolto il ricorso di una dipendente, a cui il datore di lavoro aveva negato il trasferimento, facendo prevalere le ragioni economiche ed organizzative dell’azienda, pur in presenza di altre collocazioni possibili per la lavoratrice. Una opportunità che è espressamente prevista dall’articolo 33, comma 5, della legge 104/1992.
La controversia è giunta fino in Cassazione dopo che la dipendente per garantire l’assistenza al familiare in condizioni di handicap grave, prima della domanda di trasferimento, si era assentata dal lavoro per un lungo periodo, usufruendo di un periodo di maternità, di successivi otto mesi di distacco sindacale e, infine, di ulteriori sei mesi di congedo straordinario.

Leggi: Inca


Previdenza: contributi per i lavoratori domestici – Inps, da oggi al 10 ottobre il pagamento III trimestre

Dal 1 al 10 ottobre 2019 è possibile pagare i contributi del III trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Lo ricorda l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale. I datori di lavoro possono effettuare il pagamento: direttamente online tramite il portale dei pagamenti; presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi Inps; presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA ; tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane; presso bar, tabacchi ed edicole con SisalPay.
Il versamento può essere, infine, effettuato anche utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’Inps, che può essere generato: direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi Inps, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria; utilizzando l’avviso di pagamento  pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

Leggi: Inca


Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


 

 

Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


Arriva Pensionati.it, un portale interamente dedicato agli anziani e alle loro famiglie.

Il sito è stato lanciato dallo Spi-Cgil – che rappresenta in tutta Italia oltre 2,5 milioni di uomini e donne in pensione – con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la propria presenza sui canali digitali e sui social network.
All’interno del sito sarà possibile consultare un’ampia gamma di argomenti trattati in modo analitico, aggiornati periodicamente e divisi per sezioni tematiche quali pensioni, sanità, tasse, tariffe, alimentazione, casa, consumi e tanto altro.
Per potersi districare meglio fra le complesse materie trattate su Pensionati.it gli utenti potranno trovare una raccolta di domande frequenti per cercare le risposte alle problematiche più comuni e un team di esperti cui sarà possibile porre domande specifiche.

Vai al sito: http://www.pensionati.it/


NEWS:

martedì 12 novembre 2019
“Portiamo al 70% il Bonus fiscale per l’abbattimento delle barriere architettoniche per installare e rimodernare le ascensori nelle case dove vivono gli anziani”

L’appello del presidente nazionale Auser Enzo Costa
Quando l’ascensore è rotto per molti anziani significa non poter uscire di casa. Per non parlare di quegli edifici perlopiù molto datati dove l’ascensore proprio non c’è.
“In un’Italia sempre più vecchia e urbanizzata troppe barriere architettoniche minano la qualità di vita degli anziani. Per questo – sottolinea il Presidente nazionale dell’Auser Enzo Costa – proponiamo che nella manovra economica attualmente allo studio, il Bonus fiscale per l’abbattimento delle barriere architettoniche venga portato dall’attuale 50% al 70% come detrazione Irpef per l’installazione di ascensori o la loro messa a norma”.
10 milioni di anziani vivono in case di proprietà, ma non si tratta certo di abitazioni recenti. Ben il 70% di queste case ha più di 50 anni, mentre nel 20% dei casi sono ancora più vecchie, e solo il 10% è stato realizzato dopo il 1992. Questo comporta una serie di problematiche strutturali legate all’agibilità degli stabili, che, seppur in buone condizioni, sono dotati di impianti vecchi, fuori norma in materia di sicurezza e in cui sono presenti barriere architettoniche di ogni tipo, rendendo necessari interventi di messa in sicurezza.

Leggi: Auser, 12/11/2019


martedì 12 novembre 2019
Italiani i più in salute nella Ue dopo gli spagnoli, ma il Ssn è da metà classifica

Le lacune storiche o più recenti del Servizio sanitario nazionale, a partire dalle risorse economiche disponibili più ridotte rispetto agli altri Partner europei, ci fanno scivolare più in basso nela capacità di mantenere un buono stato di salute
L’Italia continua a primeggiare in Europa per lo stato di salute dei propri cittadini, la migliore tra 14 Paesi europei subito dopo quella degli spagnoli che quest’anno ci hanno scalzato dal primo posto. Ma le lacune storiche o più recenti del Servizio sanitario nazionale, a partire dalle risorse economiche disponibili più ridotte rispetto agli altri Partner europei, ci fanno scivolare a metà classifica nella capacità del nostro Ssn a farci mantenere un buono stato di salute (a migliorare o almeno non peggiorare nel prossimo futuro i risultati di salute finora raggiunti).
Il nuovo confronto tra i Servizi sanitari dei Paesi arriva dall’ultimo (il 14°) Meridiano Sanità elaborato da The European House – Ambrosetti presentato a Roma anche al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 12/11/2019


martedì 12 novembre 2019
Considerare tutti i tipi di barriere, per il benessere di città e territori

Il 14 novembre a Torino, nell’àmbito della manifestazione “Urbanpromo – Progetti per il Paese”, è in programma una nuova importante tappa del progetto “Città accessibili a tutti”, iniziativa promossa tre anni fa dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) e caratterizzata, sin dai propri esordi, da un’ampia rete di aderenti e da un approccio realmente a trecentosessanta gradi, che prende in considerazione, oltre alle barriere architettoniche e sensoriali, anche quelle sociali, di genere e culturali, nonché dell’abitare
Ci siamo già occupati in varie occasioni, sulle nostre pagine, del progetto Città accessibili a tutti, promosso nel 2016 dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), e caratterizzato, sin dai propri esordi, da un’ampia rete di aderenti e da un approccio realmente a trecentosessanta gradi, che prende in considerazione, oltre alle barriere architettoniche e sensoriali, anche quelle sociali, di genere e culturali, nonché dell’abitare.
«Il progetto – spiega il responsabile Iginio Rossi – ha messo in evidenza la necessità di costruire una rete dell’accessibilità e il valore di avviare un processo che dal singolo intervento di superamento delle barriere spaziali riesca a traguardare quella qualità complessiva di città e territori, in grado di consentire le relazioni che l’abitare deve avere con la mobilità, le prestazioni della città pubblica, l’ambiente, il welfare sociosanitario, e con le politiche urbane intese in senso ampio».

Leggi: Superando, 12/11/2019


lunedì 11 novembre 2019
Sei milioni di pensionati aiutano i loro familiari: “Sostegno da 10 miliardi”

Lo Spi-Cgil: più del reddito di cittadinanza, ma per lo Stato siamo invisibili
Il filo rosso che tiene insieme sogni e i bisogni dei pensionati italiani è il pessimismo. Un sentimento legato alla propria condizione economica ma anche situazione generale dell’Italia. E nella ricerca ci sono tre numeri che spiegano questo stato d’animo. Il primo: sei milioni di anziani aiuta economicamente i propri familiari, in particolare figli e nipoti. È il 35,7% dei pensionati italiani, una percentuale che attraversa l’Italia da nord a sud senza sostanziali differenze: «Un ruolo che va oltre quello del tradizionale welfare informale per diventare un ammortizzatore economico che vale tra gli 8 e i 10 miliardi di euro, cioè molto più del reddito di cittadinanza», spiegano i ricercatori di Tecnè che hanno realizzato lo studio per la Fondazione Di Vittorio.
Il secondo numero dimostra come questa attività di supplenza vada avanti nonostante la convinzione di oltre il 92% degli intervistati che il loro potere d’acquisto sia diminuito negli ultimi anni. Non è un caso, allora, che ci siano anche 1,5 milioni di pensionati (l’11,2% del totale) che hanno bisogno di sostegno economico, sporadico o costante (300 mila persone). E anche in questo caso l’aiuto arriva dalle famiglie «l’equivalente – precisano i ricercatori – di ulteriori 2-3 miliardi di euro che contribuiscono a una sorta di economia circolare senza la quale, probabilmente, la povertà assumerebbe tinte ancora più drammatiche per una quota consistente di popolazione».

Leggi: La Stampa, 11/10/2019


lunedì 11 novembre 2019
“ABITIAMOLA” – Newsletter novembre 2019

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
Il Programma per le periferie previsto dalla Legge 208/2015, ha visto uno stanziamento significativo dello Stato e investimenti, a vari livelli, da parte degli enti locali. Sul programma la CGIL aveva mostrato alcune perplessità. Oggi i Comuni richiedono che quella misura diventi stabile. Si dovrebbe mettere a regime un programma pluriennale, con finanziamenti dedicati e costanti, superando le criticità dei programmi precedenti.
■ Il progetto “Milleperiferie” promosso da Anci Sicilia.
CGIL, CISL e UIL hanno avuto un’audizione presso la Camera dei Deputati, in relazione al Decreto sulla ricostruzione. La richiesta dei territori è da tempo quella di misure che affrontino una volta per tutte le criticità presenti. La sensazione è quella che, come già accaduto, vengano introdotte misure, ancorché positive, ma non sufficienti per accelerare la complessa partita della ricostruzione. Permangono numerosi problemi.
■ Alcuni punti del documento CGIL, CISL, UIL
CGIL, CISL, UIL, hanno incontrato la Ministra De Micheli in relazione a “Rinascita urbana”, il Piano pluriennale per migliorare la qualità dell’abitare del MIT. Le organizzazioni hanno manifestato l’apprezzamento per la previsione di un Piano che affronti il disagio abitativo e il degrado urbano attraverso operazioni di rigenerazione urbana, con una programmazione pluriennale e stanziamenti statali. I fi­nanziamenti sono tuttavia insufficienti per rispondere al fabbisogno.
■ Il programma del MIT.
Studi e ricerche
Legambiente, Ecosistema Urbano 2019;
ISPRA: Il danno ambientale in Italia;
WWF, Urban Nature.
Notizie dalle categorie e dalle associazioni
CGIL, CISL, UIL, Confindustria: Iniziativa a Camerino dell’Osservatorio Sisma centro Italia;
CGIL, FP CGIL e SUNIA: Iniziativa Milano “Il diritto all’abitare, Rilanciare l’Edilizia Pubblica con una nuova politica di investimenti”;
SUNIA, Federconsumatori: Iniziativa a Napoli “La crisi abitativa in Italia e in Europa. Difesa dei diritti dli inquilini e utenti del bene casa”. Dai territori: : Lombardia: nuovo Piano di Governo del Territorio a Milano; Lombardia: Progetto Milano 2035, offerta abitativa per i giovani e reti di solidarietà sociale nei quartieri popolari; Lombardia: progetto formativo “Antenne sociali” per una città solidale; Piemonte: contributi ai Comuni per costituire comunità energetiche; Toscana: CGIL e SUNIA sulla possibile modifica della legge in tema di recupero dei sottotetti.

Leggi: Cgil, 11/11/2019


domenica 10 novembre 2019
Sanità: le pagelle e il ruolo degli anziani

Sei Italiani su dieci si affidano al medico di famiglia. L’evoluzione digitale del sistema sanitario
Tanta gente tra gli stand e ai convegni. Domande, molte, ai medici. Poi i test, con i risultati consegnati dopo pochi istanti: quello sull’Hiv fatto dagli operatori di «Milano Checkpoint». Oppure quello impedenziometrico sulla massa grassa (assai richiesto dagli sportivi e da chi sta per fare una dieta). E anche il quiz (da svolgere, volendo, pure online) con i quesiti per rilevare l’«apnea del sonno». È il bilancio della prima giornata a «il Tempo della Salute», il meeting organizzato a Milano al Museo della Scienza e della tecnologia (entrata da via Olona). Circa tre mila persone, alla convention: studenti, pensionati, gente alla ricerca di novità su prevenzione e cure.
L’incontro inaugurale è stato quello sull’«aria che si respira a Milano». Fiducioso, il governatore lombardo Attilio Fontana: «Seppure la Pianura Padana è la parte d’Europa su cui è più difficile intervenire», la Regione dal «2000 sta progressivamente riducendo lo smog». Per questo la Lombardia uscirà «vincente nella sfida all’inquinamento». E ancora: è stata la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo a scandire ciò che l’amministrazione Sala sta facendo per azzerare le emissioni. L’elenco comprende la sostituzione delle vecchie caldaie, la promozione del trasporto pubblico «con biocarburanti e propulsori elettrici» e soprattutto una circolazione che «punta a ridurre al massimo l’uso dell’auto». Dopo l’intervento del presidente e ad di Rcs Urbano Cairo, che ha parlato di «salute, bene preziosissimo», nei 14 appuntamenti in calendario si è discusso di cure per lo scompenso cardiaco, di terapia del dolore, di lotta al colesterolo. Applausi commossi dopo il monologo che Lella Costa ha dedicato alla donna – il nome immaginario è quello di Emma, ma la storia è vera – che scopre di avere una neoplasia al pancreas. Il tumore «ha la forma di un pugno. Io lo chiamo l’estraneo. Cosa vuoi? Stai lontano da me, lasciami questa primavera…

Leggi: Corriere della Sera, 10/11/2019


domenica 10 novembre 2019
Cohousing: insieme è meglio

Si moltiplicano nel mondo le esperienze di cohousing, un modo per ottimizzare le risorse e migliorare la socialità. Ecco tre recenti esempi tra la Gran Bretagna e la Cina, con soluzioni architettoniche variegate. Dalla “cucitura” di due villette di parenti all’ex hotel trasformato in 66 alloggi con servizi comuni
Che si sia amici, vicini di casa o perfetti sconosciuti poco importa. Nell’era della sharing economy il cohousing trova terreno fertile alle latitudini e nei contesti (principalmente urbani) più disparati. La scelta di condividere servizi con altri è intergenerazionale e affonda le radici in un doppio cambio di rotta: da una parte una popolazione con sempre più single, più anziani, meno bambini, dall’altra una crescente consapevolezza riguardo alle tematiche ambientali. Ecco quindi nascere quartieri, condomìni o unità domestiche destinate a più o meno grandi società collaborative.
Nella zona nord di Cambridge, per esempio, Marmalade Lane Cohousing occupa un lotto con 42 unità indipendenti progettate dallo studio Mole Architects. Come le altre 20 comunità di cohousing sparse per la Gran Bretagna anche questo complesso – che si estende su 8600 metri quadrati – ha aree e servizi comuni: un orto, un’area giochi, una per la socializzazione, una zona rifiuti e la Common House con tre camere da letto che possono essere prenotate dai residenti per alloggiare eventuali ospiti. Multigenerazionale e multietnico (ben 11 le diverse nazionalità), il complesso ospita 8 famiglie con 14 bambini, 7 single, 10 coppie e 4 pensionati single. «È stato determinante il coinvolgimento fin dalle prime fasi di progettazione», racconta Frances, che da quando i figli studiano fuori casa si è trasferita qui con il marito. «Si è potuto scegliere il taglio di abitazione che ci andava meglio e abbiamo deciso in anticipo con i vicini come organizzare le aree comuni. Questo ha aiutato a creare un senso di comunità».

Leggi: Abitare, 10/11/2019


venerdì 8 novembre 2019
Pensionati privilegiati? I numeri dicono altro. Arriva la ricerca Fdv-Tecné

Mentre c’è chi, in rete e non solo, cerca di alimentare lo scontro generazionale, lo Spi Cgil pubblica dei dati che fanno chiarezza sul ruolo che, soprattutto nel nostro paese, svolgono gli anziani, anche in termini di sostegno a figli e nipoti, e ridefiniscono quell’immagine da “privilegiati”, spesso cavalcata anche dai populisti, che gli viene appiccicata ingiustamente.
“I pensionati per il governo sono invisibili”, dichiara il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti, commentando una ricerca realizzata dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e da Tecné per lo Spi Cgil, dal titolo Sogni e bisogni dei pensionati in vista della manifestazione indetta dai Sindacati per sabato 16 novembre al Circo Massimo a Roma. “I pensionati italiani hanno ottenuto poco da questo governo” – dice Pedretti.
La ricerca parla chiaro: in Italia i pensionati svolgono un ruolo fondamentale nella sussistenza di milioni di famiglie, il 90 per cento di loro non si è affatto arricchito, anzi, ha perso potere d’acquisto, ben 3 milioni di pensionati hanno in famiglia una persona non autosufficiente a carico.
“È come se fossero invisibili, anche se rappresentano ormai un terzo del paese” – dice Pedretti. “Per questo il 16 novembre con Fnp-Cisl e Uilp-Uil torniamo in piazza a Roma al Circo Massimo per chiedere di fare di più, di rivalutare le pensioni, di dare la 14esima a chi ne ha più bisogno, di abbassare le tasse e di arrivare alla definizione di una legge nazionale sulla non autosufficienza”.

Leggi: Liberetà, 08/11/2019


venerdì 8 novembre 2019
Pensioni: Ghiselli, passare dalle parole ai fatti

“L’incontro che Cgil, Cisl e Uil hanno avuto con il ministro Catalfo lunedì scorso è stato utile, anche se aspettiamo che dalle parole si passi ai fatti concreti, alcuni già con la prossima legge di bilancio, altri comunque prima del prossimo Def. È molto importante che il governo condivida l’obiettivo sindacale di definire una riforma previdenziale che superi strutturalmente la legge Fornero, norma che non è stata neppure scalfita dalle misure decise dal precedente governo”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli in un’intervista al sito pensionipertutti.it.
“In particolare – aggiunge il dirigente sindacale – sembra che anche l’esecutivo condivida l’obiettivo di rendere flessibile l’età di pensionamento rispetto agli attuali 67 anni, lasciando libero il lavoratore o la lavoratrice, oltre una certa età, di decidere quando andare in pensione sulla base delle diverse esigenze o motivazioni personali. All’interno del tema flessibilità in uscita saranno collocate le questioni relative ai lavori gravosi, di cura e la questione precoci. Naturalmente il problema che rimarrebbe aperto sarebbe quello di capire da quale età e a quali condizioni si potrà andare in pensione”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 08/11/2019


venerdì 8 novembre 2019
Nasce la super IMU

Nuove regole per l’IMU a decorrere dal 2020: la legge di Bilancio prevede, infatti, l’unificazione di IMU e TASI e riscrive, riordinandola, la disciplina del tributo comunale. L’aliquota base della nuova super IMU passa all’8,6 per mille. Con la nuova super IMU i sindaci avranno più poteri (ad esempio, potranno azzerare il prelievo sulle abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9). In arrivo anche una semplificazione delle aliquote e dei versamenti, che potranno essere effettuati con modello F24, tramite apposito bollettino postale, ovvero tramite PagoPA.
Il disegno di legge di Bilancio 2020 (atto Senato S. 1586) disciplina, a decorrere dal 2020, la nuova IMU con contestuale abolizione della TASI (art. 95)
Della IUC rimangono quindi la TARI e la nuova IMU.
Nella nuova disciplina dell’IMU c’è il riordino delle varie disposizioni che regolano la materia:
– sono quasi inesistenti i rinvii alle disposizioni in materia di ICI;
– non ci sono più i rinvii alle disposizioni di cui all’art. 13, D.L. n. 201/2011 e al D.Lgs. n. 23/2011;
– nella nuova disciplina sono riprese alcune disposizioni che in precedenza erano sparse in altri provvedimenti.
C’è, pertanto, un riordino dell’intera materia, dando organicità all’impalcatura normativa dell’imposta.

Leggi: Ipsoa, 08/11/2019


giovedì 7 novembre 2019
Cgil Firenze e Cgil Venezia lanciano il decalogo “salvavita” delle città d’arte  

Di turismo si muore? Forse no, o almeno non ancora. Sicuramente, non se ne può fare a meno: lo dice apertamente l’assessore comunale Cecilia Del Re, ricordando che il turismo rappresenta il 10% del Pil comunale. Ma il problema per le città d’arte, Firenze e Venezia in primis, ricade sul lavoro, sul mercato immobiliare, sull’ “occupazione fisica”. Il punto sulla questione è stato fatto oggi dalla Cgil di Venezia e dalla Cgil di Firenze, che hanno aperto un confronto con questa iniziativa congiunta, al fine di “proporre all’attenzione pubblica una serie di proposte per migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle nostre città”. E lanciando, a conclusione del convegno, un “decalogo” salvavita delle città d’arte.
Il convegno si è tenuto alla Camera del lavoro in Borgo Greci a Firenze. Titolo “Città d’arte nel turismo massificato: Firenze e Venezia – Un lavoro di qualità per un turismo consapevole e rispettoso” (un convegno analogo si svolgerà prossimamente anche a Venezia). Le due Camere del lavoro hanno stilato un decalogo per interventi mirati che possano essere oggetto di un tavolo di confronto con amministrazioni e categorie sul turismo, tavolo che deve avere l’ambizione di risolvere le grandi questioni in campo.

Leggi: StampToscana, 07/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Investimenti, edilizia pubblica, tasse e bonus: le 25 novità del Ddl Bilancio di interesse delle costruzioni

Le novità in pillole, dal bonus facciate alle concessionarie autostradali, dalla nuova Sabatini al piano di rinascita urbana al Green New Deal
È partita la discussione in Senato, presso la Commissione Bilancio, sul testo del disegno di legge di bilancio che reca una serie di novità, in larga parte annunciate, come per esempio il piano di rinascita urbana. Di seguito le novità, in pillole, da tenere d’occhio nei prossimi giorni (in ordine di numerazione degli articoli).
Imu capannoni deducibile al 50% (art.3)
Per gli anni fiscali dal 2019 in poi viene disposta la possibilità di detrarre dal reddito di impresa l’Imu sugli immobili strumentali fino al 50%.
Canoni concordati, cedolare secca al 10% (art. 4)
Cedolare secca al 10% (invece che al 15%) per i redditi degli immobili affittati con contratti a canone concordato.
Riduzioni Inail anche per il 2022 (art. 6)
Viene estesa al 2022 l’applicazione del meccanismo di riduzione dei premi e dei contributi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali già previsto sia per gli anni 2019-2021 sia per gli anni dal 2023 in poi.

Leggi:  Edilizia e Territorio, 06/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Fondazione Cariplo mette sul piatto del futuro 135 milioni

Approvato dalla Commissione Centrale di Beneficenza il documento previsionale programmatico 2020-2023. Il presidente Giovanni Fosti: «Siamo pronti ad avviare un 2020 che avrà tra le novità non solo alcune linee di intervento, ma punterà sulla capacità di far convergere le diverse competenze delle aree arte e cultura, ambiente, ricerca scientifica e servizi alla persona su obiettivi comuni»
Approvato all’unanimità della Commissione Centrale di Beneficenza (Ccb), il documento previsionale programmatico (Dppa) di Fondazione Cariplo. Al suo interno le strategie, impegni, ambiti e budget per il 2020. Nella stessa seduta di martedì 5 novembre è stato approvato, e condiviso da tutti, il Documento Previsionale Programmatico Pluriennale 2020-2023.
Fin dall’insediamento dei nuovi organi, avvenuto a maggio, la Commissione centrale di Beneficenza e lo staff hanno lavorato in questi mesi per dare corpo alle attività che verranno avviate il prossimo anno: la Ccb ha indicato un budget complessivo di oltre 135 milioni di euro da destinare all’attività filantropica, confermando il budget preventivo presentato nel 2018. Questo importo si incrementerà poi nel 2020, per effetto del credito d’imposta relativo ad alcune iniziative filantropiche.

Leggi: Vita, 06/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Legge di bilancio, nasce il Fondo per disabilità e non autosufficienza

Servirà per “dare attuazione a interventi in materia a favore della disabilità finalizzati al riordino e alla sistematizzazione delle politiche di sostegno alla disabilità”. E dar vita al Codice unico. La dotazione 50 milioni di euro per il 2020, 200 milioni per il 2021 e 300 milioni a decorrere dall’anno 2022
Nuove risorse per le disabilità: la legge, nel testo depositato al Senato, istituisce il “Fondo per la disabilità e la non autosufficienza”. Ne parla all’articolo 40, dedicato alle “Misure per la disabilità”, in cui si precisa la dotazione di questo fondo: 50 milioni di euro per il 2020, 200 milioni per il 2021 e 300 milioni a decorrere dall’anno 2022.
Obiettivo del fondo, si legge, è “dare attuazione a interventi in materia a favore della disabilità finalizzati al riordino e alla sistematizzazione delle politiche di sostegno alla disabilità, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali”.
Ora, l’attuazione degli interventi si definirà “con appositi provvedimenti normativi, nei limiti delle risorse di cui al primo periodo del presente comma, che costituiscono il relativo limite di spesa”.
Il fondo servirà, da quanto si deduce, a dare attuazione a quel “Codice” per la disabilità annunciato e promesso dal premier Conte e dall’allora ministro Fontana, per riordinare la normativa in materia

Leggi: Redattore Sociale, 06/11/2019


martedì 5 novembre 2019
Fondazione Cariplo pronta per il 2020

Fondazione Cariplo, con la seduta della Commissione Centrale di Beneficenza, ha approvato all’unanimità il documento previsionale programmatico (DPPA). Si tratta del documento che stabilisce strategie, impegni, ambiti e budget per il 2020. Nella stessa seduta è stato approvato, e condiviso da tutti, il Documento Previsionale Programmatico Pluriennale 2020-2023. La Commissione Centrale di Beneficenza e lo staff hanno lavorato in questi mesi, fin dall’insediamento dei nuovi organi, avvenuto a maggio, per dare corpo alle attività che verranno avviate il prossimo anno: la CCB ha indicato un budget complessivo di oltre 135 milioni di euro da destinare all’attività filantropica, confermando il budget preventivo presentato nel 2018. Questo importo si incrementerà poi nel 2020, per effetto del credito d’imposta relativo ad alcune iniziative filantropiche.
“La programmazione è frutto di un’importante e approfondita attività di analisi svolta in questi mesi dalla Commissione Centrale di Beneficenza, all’interno dei quattro diversi gruppi di lavoro: le commissioni Ambiente, Arte e Cultura, Ricerca Scientifica e Servizi alla Persona. Ringrazio anche i membri del Consiglio d’Amministrazione e del Collegio Sindacale per l’apporto e la condivisione delle linee sulle quali ci impegneremo in modo operativo. – ha detto il presidente Giovanni Fosti – Siamo pronti ad avviare un 2020 che avrà tra le novità non solo alcune linee di intervento, ma punterà sulla capacità di far convergere le diverse competenze delle aree arte e cultura, ambiente, ricerca scientifica e servizi alla persona su obiettivi comuni. Fermo restando che ogni euro deliberato dalla Fondazione sarà orientato a conseguire precisi risultati, vorremmo contribuire ad aprire un dibattito che non si limiti a considerare le risorse, pur ingenti, messe a disposizione, ma riflettere maggiormente sulle dinamiche di generazione di valore sociale. Desideriamo innovare, trovare modelli nuovi di risposta ai bisogni sociali del nostro Paese, generando opportunità ed accessibilità per un numero sempre maggiore di persone, per non lasciare indietro nessuno. Riusciremo a farlo costruendo alleanze, il futuro delle nostre comunità. La forbice tra chi può permettersi di immaginarsi un futuro e chi non ha la possibilità di farlo è sempre più ampia”.

Leggi: Fondazione Cariplo, 05/11/2019


martedì 5 novembre 2019
Edilizia sociale, nella Manovra 2020 il programma innovativo nazionale per la rinascita urbana

Il programma, in un’ottica di sostenibilità e senza consumo di nuovo suolo, secondo i principi e gli indirizzi adottati dall’Ue, si prefigge di porre l’edilizia sociale al centro delle proposte di rigenerazione di tessuti e ambiti urbani particolarmente degradati
Martedì 5 Novembre 2019
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“Istituzione del programma innovativo nazionale per la rinascita urbana”: è quanto prevede l’articolo 53 del Disegno di legge di bilancio 2020, al vaglio del Senato.
La relazione illustrativa spiega che la norma persegue, nel contempo, le finalità di riduzione del fabbisogno abitativo di edilizia sociale, con particolare attenzione a quella pubblica, del miglioramento del livello della qualità della vita degli abitanti, in un’ottica di innovazione, soprattutto per quanto attiene allo sviluppo di pratiche e modelli per la gestione dei patrimoni e di welfare urbano, promuovendo, in tale ottica, un programma denominato Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abita.
Tale programma, in un’ottica di sostenibilità e senza consumo di nuovo suolo, secondo i principi e gli indirizzi adottati dall’Unione europea, si prefigge di porre l’edilizia sociale al centro delle proposte di rigenerazione di tessuti e ambiti urbani particolarmente degradati e carenti di servizi non dotati di adeguato equipaggiamento infrastrutturale, individuando specifiche finalità a cui il programma medesimo deve dare risposte, in un’ottica di sinergia tra le stesse:

Leggi: Casa e Clima, 05/11/2019


martedì 5 novembre 2019
Messa a norma dell’impianto elettrico condominiale Impianti elettrici condominiali e certificazioni di conformità a legge

In un edificio in condominio possiamo distinguere due impianti elettrici: a) quello di proprietà comune; b) quelli di proprietà esclusiva. Gli impianti elettrici, dice l’art. 1117 n. 3 c.c., sono comuni «fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza». Come ogni impianto indicato nel d.m. n. 37/08 anche quello elettrico condominiale deve possedere determinati requisiti che devono risultare da specifiche certificazioni. Spieghiamoci meglio.
Gli impianti in condominio e le responsabilità dell’amministratore. Supponiamo che l’impianto elettrico condominiale sia molto datato, sprovvisto di alcuna certificazione e che l’assemblea decida di rifarlo completamente. Quell’intervento dev’essere considerato un’opera di manutenzione straordinaria che si sostanzia in un rifacimento ex novo o comunque in qualcosa di molto simile. Molto probabilmente la spesa sarà rilevante, sicché ai sensi dell’art. 1136, quarto comma, c.c. per approvare quell’opera sarà necessario il voto favorevole della maggioranza dei presenti e di almeno la metà del valore dell’edificio.

Leggi: Condominio Web, 05/11/2019


lunedì 4 novembre 2019
Diritto di abitazione, la convivenza è provata dall’autocertificazione

La possibilità di continuare a vivere nella casa del compagno defunto, in mancanza di specifiche disposizioni testamentarie, non fa però del superstite parte attiva della successione
Ai fini del riconoscimento del diritto di abitazione, per dimostrare la convivenza con il de cuius nella casa di quest’ultimo, è sufficiente un’autocertificazione, anche se la coabitazione non risulta da alcun registro anagrafico e il compagno superstite risulta residente in altro luogo. Il riconoscimento del diritto di continuare ad abitare nella casa comune è finalizzato a garantire l’esigenza abitativa del convivente, entro comunque un periodo ben determinato, ma non per questo può entrare nella dichiarazione di successione, poiché manca la qualifica di erede o legatario. È quanto, in sintesi, precisa l’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 463 pubblicata il 4 novembre 2019.
Risparmio sui tributi con il diritto di abitazione in successione
L’istante è erede, insieme alla sorella, del fratello deceduto senza lasciare testamento. Il defunto, dal 2008, conviveva con una compagna, che pur mantenendo la residenza anagrafica presso un altro comune, si era trasferita, dal 2008, di fatto e in modo ininterrotto, presso la casa di proprietà del de cuius.

Leggi: Fisco Oggi, 04/11/2019


DALLE REGIONI:

martedì 12 novembre 2019
Rsa in Lombardia: i 10 milioni di euro in voucher un regalo alle multinazionali?

Scontro tra l’assessore alla salute Gallera e tre storiche sigle che associano 500 enti non profit del settore. Secondo Uneba, Aci e Arlea i voucher, previsti nel 2020, serviranno solo a pagare 600 posti letto “nelle strutture private con rette ad alto costo”
Secondo la Regione garantirà ai lombardi più libertà nella scelta della casa di riposo. Per tre storiche sigle che associano 500 enti non profit del settore, è invece un immotivato regalo alle multinazionali e ai fondi immobiliari che hanno aperto case di riposo, soprattutto a Milano e negli altri capoluoghi di provincia in cui c’è più richiesta di posti letto. Sta tutti qui il nodo dello scontro tra l’assessore alla salute della Regione, Giulio Gallera, e l’Alleanza delle cooperative italiane (Aci), l’Associazione regionale lombarda enti di assistenza (Arlea) e l’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale (Uneba). L’assessore ha infatti annunciato che per il 2020 verranno stanziati 10 milioni di euro in voucher che le famiglie potranno spendere per un posto in strutture accreditate ma non contrattualizzate dalla Regione.

Leggi: Redattore Sociale, 12/11/2019


martedì 12 novembre 2019
Piano Casa Puglia, ok alla proroga al 31 dicembre 2020

Sarà l’ultimo slittamento. Poi il Piano Casa lascerà il posto alla legge sulla bellezza del territorio pugliese
Il Piano Casa della Puglia guadagna un anno in più. La V Commissione del Consiglio Regionale ha approvato la proroga al 31 dicembre 2020. Proroga che, molto probabilmente, sarà l’ultima. La Giunta ha infatti dato il via libera al disegno di legge sulla bellezza del territorio pugliese, che prevede l’abrogazione del Piano Casa e l’introduzione di premi volumetrici strutturali.
Piano casa Puglia, proroga al 31 dicembre 2020
Il Piano Casa della Puglia, in scadenza al 31 dicembre 2019, sarà prorogato per un altro anno. Le domande di ampliamento volumetrico potranno essere presentate entro il 31 dicembre 2020.
Il ddl per la proroga del Piano Casa sposta in avanti, al 1° agosto 2019, anche la data entro la quale gli immobili devono risultare “esistenti” per poter essere interessati dagli interventi di ampliamento o sostituzione edilizia.
Non cambieranno le percentuali di ampliamento volumetrico consentite, che partono dal 20% e possono raggiungere il 35% in caso di demolizione e ricostruzione o al 45% se alla demolizione segue la delocalizzazione dell’edificio e la rigenerazione urbana dell’area su cui sorgeva.

Leggi: Edilportale, 12/11/2019


lunedì 11 novembre 2019
La Basilicata verso il manuale di accreditamento delle strutture socio-assistenziali

“Gli uffici regionali velocizzeranno le procedure per la definizione del Manuale di accreditamento delle strutture psichiatriche e socio-assistenziali”. Lo ha annunciato l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Rocco Leone…
“Gli uffici regionali velocizzeranno le procedure per la definizione del Manuale di accreditamento delle strutture psichiatriche e socio-assistenziali”. Lo ha annunciato l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Rocco Leone, a margine dell’incontro di oggi con il segretario generale della Cgil, Angelo Summa, il segretario generale della Uil, Carmine Vaccaro, il presidente di Alleanza delle cooperative Basilicata, Giuseppe Bruno, e il segretario regionale aggiunto della Uil Fpl, Raffaele Pisani, a cui hanno preso parte il direttore del dipartimento, Ernesto Esposito, e il direttore generale dell’Asp, Lorenzo Bochicchio.
Leone ha assicurato che solo a seguito della definizione del Manuale “potranno seguire gli accordi contrattuali con i singoli centri per l’individuazione dei volumi e delle tipologie delle prestazioni da erogare”.

Leggi: Redattore Sociale, 11/11/2019


domenica 10 novembre 2019
Case popolari, emergenza vera in Veneto: il 90% delle domande non avrà risposta

Mancano alloggi Erp: Sunia e Pd puntano il dito contro la Regione. I casi delle Ater di Venezia e Padova
Mentre l’Italia dei bisognosi (ma anche dei furbetti) é in subbuglio per gli effetti dell’applicazione della nuova legge 39 del 2017 sulle case popolari (governo: Gentiloni), in Veneto invece il problema numero è che di case popolari non c’è abbastanza. A Venezia hanno presentato domanda 3500 famiglie, in regola con i requisiti della nuova normativa Isee Erp sotto i 20mila euro. A Padova ad aver bussato alla porta del Comune sono stati 1711, a Vicenza oltre 1500. «Sarebbe un grande successo se riuscissimo ad accontentare il 10% delle richieste assegnando loro una casa – spiega il presidente dell’Ater veneziana, Raffaele Speranzon – significa però che il 90% di chi ne avrebbe diritto resterà fuori». E questo vale anche per le altre province. I dati del Sunia Veneto confermano la percentuale inquietante: 13.777 le famiglie attendono un alloggio ma solo il 10% di queste riuscirà ad accedervi.
Regione sotto accusa
Sunia e Pd in Regione puntano il dito sulla politica del piano casa in Veneto della giunta Zaia: «Dovevano essere fatti investimenti per milioni di euro con la vendita degli alloggi da piano strategico – spiega il consigliere regionale Claudio Sinigaglia (Pd) – invece le cessioni sono state pochissime e non è stato investito praticamente nulla. Noi chiediamo che venga istituito un fondo regionale apposito. Lo scorso anno dal governo sono arrivati in Veneto circa 7 milioni di euro, ma la Regione non ha mai messo nulla»

Leggi: Vvox, 10/11/2019


venerdì 8 novembre 2019
Gravina (Ct): disagio abitativo, l’amministrazione incontra il Sunia

Incontro al comune di Gravina di Catania fra il sindaco Massimiliano Giammusso, l’assessore ai servizi sociali e alla famiglia Franco Licciardello e la segretaria regionale del Sunia Cgil, Giusy Milazzo. All’incontro ha partecipato anche il responsabile del XI servizio Santo Lagona. Al centro dell’incontro il tema del disagio abitativo e le misure a sostegno delle famiglie a basso reddito che subiscono la perdita dell’alloggio.
Si è discusso sul possibile utilizzo dei fondi ex Gescal per la realizzazione di alloggi temporanei e sulla possibilità di introdurre un incentivo, come riduzione dell’Imu per chi affitta alle famiglie in condizione di disagio abitativo.
Si è trattato inoltre il tema dell’apertura di uno sportello unico per la casa con i comuni limitrofi interessando anche il distretto socio sanitario e una possibile collaborazione con l’agenzia casa del comune di Catania. L’amministrazione di Gravina di Catania promuoverà ulteriori incontri con i sindacati degli inquilini e le associazioni dei proprietari, per la sottoscrizione del nuovo accordo territoriale per i contratti concordati, così come un intervento nei confronti della Regione per migliorare il regolamento per l’utilizzo dei fondi per il contributo per la morosità incolpevole.

Leggi: Eco Di Sicilia, 08/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Erp, 3 milioni di euro per la manutenzione degli alloggi popolari

Altri 3 milioni di euro a beneficio dell’edilizia residenziale pubblica. A stanziarli è la Regione Toscana sulla base di una proposta dell’assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli.
“Oggi in Consiglio regionale abbiamo approvato una variazione alla legge di bilancio che permetterà di finanziare la manutenzione ed il ripristino degli alloggi Erp con 3 milioni di euro, uno dei quali tratto dalle economie del recente bando per l’acquisto di immobili invenduti da destinare all’edilizia pubblica”, ha detto Ceccarelli.
“In occasione della recente presentazione del Rapporto casa dell’Osservatorio sociale regionale avevo annunciato la mia volontà di destinare risorse nuove e specifiche alla manutenzione ed al recupero degli alloggi, che troppo spesso restano sfitti per anni in attesa della manutenzione necessaria per passare da un assegnatario all’altro. Sono felice oggi di poter dire che questo risultato è stato raggiunto. Questa è un’anticipazione di quello che, in maniera più sostanziosa, avverrà anche con il prossimo bilancio”.

Leggi: Toscana Notizie, 06/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Perugia, al via il progetto D-Care rivolto ai caregivers. Auser Umbria capofila.

Prendersi cura di chi si prende cura: potrebbe essere questo lo slogan del progetto “Dementia: Respect and Respite” (acronimo D-Care), che si è aperto ufficialmente martedì  5 novembre, a Perugia con il primo dei due giorni di meeting internazionale tra tutti i partner europei coinvolti. Il progetto, finanziato nell’ambito del Programma europeo Erasmus+ e che vede come capofila Auser Umbria, ha infatti come target i caregivers, letteralmente chi si prende cura delle persone affette da Alzheimer o da altri tipi di demenza. “Oltre all’impatto sulla persona – spiega Tiziana Ciabucchi, presidente di Auser Umbria – la demenza ha un effetto considerevole su quelli che sostengono il malato. La maggior parte dei caregivers si sente impreparata ad assumere questo nuovo ruolo. Prendersi cura delle persone spesso porta problemi di salute fisica e mentale per via dello stress che la cura di qualcuno con demenza causa. Inoltre, il lavoro e le altre relazioni soffrono e si trascurano i propri bisogni. La cura è anche un compito difficile e stressante per gli operatori sanitari professionali che spesso hanno bisogno di maggiori conoscenze e strumenti”. Ecco il senso del progetto europeo D-Care, che vede Auser Umbria affiancata da numerosi partner europei: Sosu Østjylland (Aarhus, Danimarca); Age Uk (Bristol, Regno Unito); Cebank (San Sebastian, Spagna); Errotu (San Sebastian, Spagna); p-consulting (Patrasso, Grecia); Kispe Faros (Patrasso, Grecia); Efvet (Bruxelles, Belgio); Associazione Omnis (Perugia, Italia).

Leggi: Auser, 06/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
In Emilia Romagna il primo festival della longevità, 16 incontri in 13 città.

Tra poco più di un decennio, nel 2032, in Emilia-Romagna, gli over 65 saranno il 30% della popolazione regionale. Una ‘rivoluzione silenziosa’, legata all’aumento dell’aspettativa di vita, a cui Auser Emilia-Romagna cerca di dare voce per la prima volta con una manifestazione: il Festival della longevità. In calendario per novembre e dicembre, il programma prevede 16 incontri sul tema dell’anzianità con ospiti ed esperti, in 13 città regionali, per sensibilizzare e portare alla luce un cambiamento che influenzerà il futuro di tutti. “Non parliamo più di un tempo breve, la parte dell’invecchiamento copre ormai circa 30 anni: siamo di fronte a una vera e propria terza fase della vita”, spiega Fausto Viviani, presidente Auser Emilia-Romagna, durante la conferenza stampa di presentazione nella sede bolognese. E aggiunge: “Le persone anziane non devono essere vissute come un problema ma come una possibilità; per Italia e Giappone, due dei paesi ‘piu’ vecchi’, sarà la scommessa del futuro”.

Leggi: Auser, 06/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Caregivers We Care, il nuovo progetto di Auser Viterbo per chi si prende cura di una persona con demenza.

E’ partito a Viterbo un nuovo progetto targato Auser: Cargivers We Care, realizzato grazie al contributo della Fondazione Carivit di Viterbo. L’Auser, da anni impegnata sul territorio propone un intervento specifico per una presa in carico più ampia dei malati di demenze, coinvolgendo i famigliari e sostenendoli nel difficile accudimento dei propri cari.
Il progetto prevede una serie di incontri rivolti al sostegno e alla valorizzazione delle persone che si prendono cura dei malati di demenza. Obiettivo degli incontri è la riduzione del disagio psicologico e sociale attraverso orientamento e formazione ma anche confronto e condivisione degli aspetti pratici ed emozionali legati alla gestione delle demenze.
La presentazione del progetto si è svolta il 28 ottobre alla presenza di Giovanna Caravocchi presidente provinciale dell’Auser, il dottor Salotti dell’Asl di Viterbo, la dott.ssa Urbani, responsabile fino a novembre del progetto “Alzhauser Cafè” e del progetto “Caregivers We Care”.
Giovanna Caravocchi ha ricordato l’impegno dell’Auser sul territorio, in particolare gli esordi dell’associazione nell’ambito delle demenze, con il progetto specifico di Alzhauser Cafè, nato nel dicembre del 2017 grazie a un finanziamento della Tavola Valdese.

Leggi: Auser, 06/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Scandicci (FI), con “Casa dolce casa” ricreati ambienti domestici nella RSA

Si chiama “Casa Dolce Casa: il cuore in ogni angolo”, l’innovativo progetto promosso dall’Auser di Scandicci in collaborazione con la cooperativa sociale Elleuno. Ha preso vita all’interno della Residenza sanitaria assistenziale “Acciaiolo” di Scandicci che ospita anziani non più completamente autosufficienti. Con “Casa Dolce Casa: il cuore in ogni angolo” in pratica all’interno della struttura, gestita da Cooperativa Sociale Elleuno, sono stati realizzati dei nuovi spazi nei quali sono stati ricreati dei veri ambienti domestici: la cucina di casa, il salotto, il tinello. Luoghi caldi ed accoglienti nei quali gli ospiti si sentono come a casa, spazi nei quali conversare o essere stimolati a farlo, in un clima famigliare. Il progetto è stato presentato alla cittadinanza nei giorni scorsi.  Il nome del progetto parte proprio dall’acronimo della parola CASA: C come Cura della persona; A come Ambiente familiare che cura e di cui ci si prende cura; S come Sicurezza ambientale; A come Abilità da stimolare e attivare.

Leggi: Auser, 06/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Firenze: quali servizi per la non autosufficienza?

Quali servizi per la non autosufficienza? E’ la domanda cui ha cercato di rispondere l’iniziativa organizzata dallo Spi Cgil di Firenze e Lega Spi di Scandicci – Le Signe e dall’Auser, dal titolo “In viaggio non da soli”. L’appuntamento si è tenuto il 5 novembre alle 9.30 a Lastra a Signa al Cinema delle Arti. Ha aperto i lavori Marco Paoli – Segretario SPI CGIL Le Signe; a seguire il Sindaco di Lastra a Signa, Angela Bagni. Sono seguite le comunicazioni di: servizi nel territorio SDS nord-ovest – Franco Doni Direttore SDS zona fiorentina nord-ovest; Le strutture – Andrea Blandi Presidente UNEBA Toscana; Il ruolo del terzo settore Auser – Renato Boni Presidente Auser Territoriale Firenze; Lo Spi del territorio – Alfredo Crivelli Segretario SPI CGIL Scandicci; Esperienze del territorio – Leonora Biot Coord. Centro sociale Residenziale Lastra a Signa.
Dopo le comunicazioni si è svolta una tavola rotonda con: Stefania Saccardi Assessore Diritto alla salute, al welfare all’integrazione socio-sanitaria e sport Regione Toscana; Enzo Costa Presidente nazionale Auser; Antonella Pezzullo Segr. nazionale SPI CGIL; Rossella Boldrini Direttore Servizi Sociali ASL; Camilla Sanquerin Presidente SDS Nord-ovest.

Leggi: Auser, 06/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Potenza, ricerca dello SPI Cgil su anziani e gioco d’azzardo.

È la solitudine uno dei motori che spinge gli anziani della città di Potenza al gioco d’azzardo. Gratta e vinci e lotto diventano gli amici con cui condividere momenti da trascorrere in ricevitorie, tabaccherie e bar. Luoghi in cui i confini tra ciò che possibile e ciò che non lo è diventa così labile da non consentire una reale presa di coscienza dei pericoli di quella che è considerata una vera e propria patologia. Per questo motivo il sindacato dei pensionati Spi Cgil Potenza, insieme al Ser.D dell’Asp e all’associazione “Famiglie fuori gioco” ha deciso di indagare il fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo, attraverso una ricerca su un campione di 700 persone con in media circa 68 anni di età. Gli anziani a cui sono stati somministrati i questionari vivono prevalentemente in famiglia ma una buona parte, il 24%, vive sola. La maggior parte delle volte giocano da soli e a distanza di molto tempo, sebbene una buona percentuale, specialmente maschile, ammette di giocare con frequenza settimanale. La spesa è irrisoria, massimo fino a 5 euro e oltre il 60 per cento degli intervistati dichiara di aver vinto. Ciò, secondo la ricerca, comporta un rischio molto alto in quanto la combinazione scarso investimento e alta probabilità di vincita è una incentivazione al gioco. Non è presente un forte fenomeno di indebitamento anche se il 10 per cento ammette di esseri indebitato qualche volta

Leggi: Auser, 06/11/2019


mercoledì 6 novembre 2019
Il Censis esplora il mondo degli anziani

L’Italia è il paese in Europa con la percentuale più alta di over 65 con il 22,7% e una crescita sostenuta negli ultimi 10 anni di circa 1,8 milioni di persone in questa fascia. E’ quanto emerge da una ricerca di Censis-Tendercapital che evidenzia come nel nostro Paese sia cresciuta la quota di ricchezza detenuta da questa fascia di popolazione passando dal 20,2% al 39,9% tra il 1995 e il 2016 grazie anche al significativo aumento delle persone che superano questa età.Oltre 2,8 milioni di persone (il 20,7% degli anziani) non è autosufficiente e questa situazione costituisce un rischio che cresce con l’avanzare dell’età (supera il 40% di incidenza oltre gli ottant’anni). I bisogni assistenziali degli anziani sono stati finora coperti soprattutto dalle famiglie che garantiscono assistenza diretta in almeno 7 casi su 10 ma un ruolo importante lo svolgono poi le badanti (circa 1 milione) con una spesa per le famiglie stimata in circa 9 miliardi di euro.
Gli anziani – segnala la ricerca – hanno una quota di ricchezza media più alta del 13,5% di quella media degli italiani, mentre per i millennials risulta inferiore del 54,6%.

Leggi: Auser, 06/11/2019


IN AGENDA:

Casa: Cgil, Cisl, Uil, 19 novembre iniziativa ‘Una nuova questione abitativa’

Dopo cinquant’anni dallo sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil, per il diritto alla casa e contro il caro affitti, le Organizzazioni sindacali propongono una riflessione su quegli eventi, attraverso un’iniziativa che si svolgerà a Roma il 19 novembre 2019, con l’obiettivo di rimettere al centro la questione dell’abitare e rilanciare i temi per città più eque e sostenibili.

Leggi: Cgil


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Il 28 novembre a Roma la “Giornata del familiare assistente”

‘Il diritto della persona con disabilità o del familiare assistente a partecipare alle procedure di valutazione della qualità dei servizi erogati’. Sarà questo il tema della 4a giornata del Familiare Assistente, aperta a tutti i cittadini e organizzata Roma
‘Il diritto della persona con disabilità o del familiare assistente a partecipare alle procedure di valutazione della qualità dei servizi erogati’. Sarà questo il tema della 4a giornata del Familiare Assistente, aperta a tutti i cittadini e organizzata Roma dalla Consulta delle persone con disabilità, in collaborazione con il Municipio Roma 1 Centro il 28 novembre dalle 9.30 alle 13 nell’Aula magna del liceo classico Terenzio Mamiani, in Viale delle Milizie 30.
Il punto 10 della Carta Europea del familiare assistente recita: “La persona disabile o il familiare sono i primi esperti dei loro bisogni e delle risposte adatte a soddisfarli, pertanto devono intervenire alle procedure di valutazione”. Anche l’articolo 4 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita’ chiede agli Stati di “promuovere la formazione dei professionisti e di personale che lavora con le persone con disabilità e di fornire una migliore assistenza e servizi di qualità”.

Leggi: Redattore Sociale


Presentazione Nazionale del rapporto OASI 2019

Come cambia la Sanità Italiana?
Cosa abbiamo imparato dalla stagione dei Piani di Rientro?
Quale può essere il ruolo delle tecnologie nell’innovare i servizi?
A che punto è il processo di femminilizzazione dei ruoli apicali nel SSN?
Questi e molti altri sono i temi che saranno trattati nel Convegno Nazionale OASI 2019 durante il quale si festeggeranno i 20 anni dell’Osservatorio sulle Aziende e Sul Sistema Sanitario Italiano, OASI.  Una giornata per condividere idee, esperienze e proposte.
L’evento è dedicato ai policymaker nazionali e regionali, alle direzioni strategiche delle aziende sanitarie pubbliche e private, ai membri degli staff aziendali e a tutti i professionisti interessati all’innovazione nel management e nelle politiche sanitarie.
La partecipazione è gratuita previa registrazione online fino ad esaurimento posti.

Leggi: Sda Bocconi


Un Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa

Se ne parlerà il 6 e 7 dicembre a Bologna, dove cinque anni fa nacque il primo Regolamento per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni
L’obiettivo immediato è ambizioso e insieme entusiasmante: far nascere un vero e proprio Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa dei beni comuni. Obiettivo di lungo termine: diffondere e consolidare il tema della collaborazione tra i cittadini e le istituzioni per la cura e la rigenerazione dei beni comuni e la co-produzione delle decisioni pubbliche.
Se ne discuterà il 6 e 7 dicembre a Bologna dove cinque anni fa, a febbraio 2014, nacque  il primo Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, stipulato dal Comune di Bologna insieme con Labsus.
Da Allora, anche grazie al lavoro di promozione svolto da Labsus, più di 200 Comuni hanno adottato il Regolamento e hanno favorito così la nascita di migliaia di patti di collaborazione con i cittadini per la cura condivisa dei beni comuni presenti sul loro territorio. Sono così stati coinvolti, direttamente, circa 800.000 persone.

Leggi: Labsus


Udine, 6 dicembre Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

PI e PAI espressione della visione della persona anziana

Come può la visione antropologica dei vecchi diventare un orizzonte di senso per l’elaborazione del Progetto Individuale e del Piano Assistenziale Individualizzato? Attraverso il PI si esprime la visione dinamica degli interventi di medio e lungo termine orientati al ben-essere dell’anziano, mentre il PAI definisce gli obiettivi di cura di ciascuna professionalità.
di Marco Noli (Docente a contratto Facoltà di Scienze Politiche e Sociali Università Cattolica di Milano. Formatore e consulente organizzativo)
Il Progetto Individuale (PI) e il Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) sono strumenti della cassetta degli attrezzi degli operatori. Spesso sono percepiti come imposizioni burocratiche della Regione. Leggendo i PI e i PAI si può notare come ogni struttura, e più ancora ogni operatore, ha una propria visione di cosa dovrebbero essere. Possiamo osservare: il “PAI a pezzetti”, in cui ogni operatore compila la sua parte senza alcuna equipe; il ”PAI” appannaggio del medico e degli infermieri; e il “PAI nel cassetto” perché se è difficile stenderlo, ancora più difficile è renderlo operativo.
In fondo sono strumenti di cui si è perso il senso, e si sono trasformati in incombenze di cui si farebbe a meno, forse anche per l’eccessiva complicazione del debito informativo che le delibere regionali lombarde hanno introdotto nel tempo. Questo mi ha motivato a riprendere una riflessione che era stata sviluppata in un ciclo formativo della Provincia di Milano di circa 10 anni fa, condensata in un libro dall’evocativo titolo “Il progetto assistenziale individuale: dal debito informativo al credito umano di una vita da vecchi” (Mozzanica, Granata, 2007). Nel libro, oggi introvabile, sono riportate le lezioni teoriche del Prof. Mario Mozzanica, a cui io mi rifarò, e la sintesi dei lavori dei gruppi di formazione. Quelle riflessioni, pur datate, mantengono una loro significativa attualità, salvo necessari aggiornamenti per l’introduzione del PI da parte delle più recenti delibere.

Leggi: I Luoghi della Cura


La terza rivoluzione industriale tra fondi pensione e ambiente

A livello globale è già iniziato lo sganciamento dai combustibili fossili. Il segnale arriva dai fondi pensione dei lavoratori americani, che rappresentano il più grande pool di capitale di investimento al mondo, pari a 25.400 miliardi di dollari
Il green new deal sta diventando un tema fondamentale nella sfera politica mondiale e potrebbe rivoluzionare la società. L’organo scientifico delle Nazioni Unite (Ipcc) ha dichiarato che le emissioni di gas serra stanno accelerando e sempre più si susseguiranno eventi climatici pesanti, tanto da poter mettere a rischio la vita sul pianeta.
Si inizia ad avvertire un mutamento epocale nell’opinione pubblica e la questione del cambiamento climatico può diventare il problema principale da affrontare. La terza rivoluzione industriale dovrà essere fondata su zero emissioni di carbonio. Il passaggio è molto delicato, ma tutti gli indicatori fanno pensare a un crollo del sistema industriale basato sui combustibili fossili.
Nel mondo vi sono già settori industriali che si stanno sganciando dai combustibili fossili per affidarsi ad energie alternative il cui costo va diminuendo. La questione centrale diventano anche gli investimenti, poiché si registra una pressione tesa a disinvestire dall’industria petrolifera e ad investire in nuove energie.

Leggi: Rassegna Sindacale


La gestione del privato sociale può salvare l’ERP?

Il caso delle Quattro Corti di Stadera a Milano – Marco Peverini, Anna Tagliaferri
Il declino del dibattito sulla casa pubblica in Italia e le sue gravi conseguenze
Il dibattito pubblico che ruota intorno alla casa in Italia si presenta fortemente incentrato sui caratteri emergenti dell’abitare innovativo: un abitare “sociale” poiché teso alla condivisione di servizi collettivi, alla collaborazione tra gli abitanti e a incentivare il loro senso di comunità. Questa tendenza a riferirsi a un carattere social dei progetti abitativi, che vede Milano capofila ed esportatore dei modelli di co-housing, student housing, ecc., rappresenta indubbiamente un passo avanti verso le nuove esigenze abitative. Rischia, però, di far perdere di vista la questione più urgente dell’accessibilità economica dell’abitazione.
Mentre in Italia il social housing viene confuso con l’housing sociale in un pasticcio di termini – influenzando le scelte politiche e di investimento pubblico −, nel segno del ridimensionamento del welfare state si è continuato ad assistere alla diminuzione dello stock di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP).
Forse non tutti ricordano che dal 1996, con l’abolizione del contributo Gescal, l’allora Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari) fu privato del necessario finanziamento pubblico. In seguito ai processi di regionalizzazione e aziendalizzazione, poi, gli istituti regionali furono trasformati in enti pubblici economici (Aziende Casa), assoggettati alle regole di autonomia di bilancio.

Leggi: Welforum


 Serve una lotta femminista per il welfare

In Svezia le femministe stanno combattendo battaglie importanti, ma welfare e diritto del lavoro sono ancora dei vicoli ciechi. Serve una lotta femminista per un’assistenza pubblica e di qualità. Il discorso che Mirjam Katzin ha tenuto per inGenere al Festival di Internazionale a Ferrara.
Probabilmente vi aspetterete che io stia qui a raccontarvi la favola del welfare svedese caratterizzato da uguaglianza di genere e bassa disuguaglianza nella distribuzione dei redditi. Almeno, questo è quanto di solito si aspetta da me la platea quando intervengo alle conferenze in altri paesi europei o negli Stati Uniti, l’immagine che di solito si ha della Svezia. Temo che vi deluderò. La Svezia non è stata risparmiata dalle forti ondate di neoliberismo e neoconservatorismo che hanno travolto gran parte dei paesi negli ultimi decenni. Oserei perfino affermare che la Svezia è, in un certo senso, all’avanguardia in termini di neoliberalizzazione.
Tuttavia, credo fermamente che ci sia molto da imparare dall’esempio svedese quando si considera l’impatto che un’ambiziosa politica di stampo socialdemocratico, improntata al principio di responsabilità pubblica in termini di welfare e assistenza, può avere sulle disuguaglianze di genere, nell’ottica di dare vita a una società imperniata sulla solidarietà e con differenze di classe più contenute, unitamente a una politica migratoria generosa. La stessa Svezia ha molto da imparare da questa esperienza. Nella mia visione politica, ritengo che, negli ultimi 30 anni – e in particolar modo da 10 anni a questa parte –, siano stati fatti molti passi nella direzione sbagliata in relazione a diversi aspetti. Oggi la Svezia si ritrova tra i paesi Ocse che registrano una più rapida crescita delle disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, uno stato sociale in declino e una politica migratoria molto meno generosa. Tutto ciò ha naturalmente un impatto sulla componente femminile della popolazione e sulle famiglie.

Leggi: Ingenere


Stigma e demenza

Il recente Rapporto dell’Alzheimer’s Disease International intitolato “World Alzheimer Report 2019. Attitudes to dementia” si concentra sul tema dello stigma nei confronti della demenza offrendo, grazie ad una ricerca condotta dalla London School of Economics and Political Science, una analisi dettagliata delle dimensioni del fenomeno. L’articolo propone una selezione ragionata dei risultati di questa indagine e presenta, in sintesi, alcuni programmi in atto nei diversi paesi volti a ridurre lo stigma.
di Veruska Menghini (Assistente Sociale Specialista, collabora con il Network Non Autosufficienza), Giselda Rusmini (Ricercatrice sociale, collabora con l’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano e il Network Non Autosufficienza)
Per i malati di demenza, il riconoscimento del diritto alle cure e ad una partecipazione piena ed equa alle attività quotidiane risulta essere spesso compromesso dallo stigma associato alla demenza (Ashworth, 2017; Lion et al., 2019). Secondo gli stereotipi più comuni infatti, avere la demenza è un’esperienza intrinsecamente negativa1. Le reazioni emotive negative spesso includono paura, vergogna, repulsione o disgusto (Behuniak, 2011; Casado et al., 2018; Lopez et al., 2019). Si tratta di stereotipi e pregiudizi che assumono forme e intensità diverse a seconda dei contesti politici e culturali in cui si sviluppano2.

Leggi: I Luoghi della Cura


Sto invecchiando, e dunque?

È invecchiando oggi, che ci si pone questa lecita domanda, peraltro, e che nei decenni precedenti non aveva senso porsi.
Perché, al di là di tutto, c’è ormai la consapevolezza diffusa che invecchiare non vuol dire “aver finito” qualcosa, “terminato” un tempo, anzi ci rendiamo conto che con la vecchiaia è “un nuovo inizio di qualcosa” , un nuovo periodo ormai  lungo ( la vita media sta andando verso gli 80 anni).
Ma quale tempo riserva ancora la vita?
Molto o poco che sia, invecchiare è un dono della vita stessa e dunque è possibile amare la vita e  l’invecchiare lasciando in secondo ordine la quantità degli anni. Guardando l’invecchiare in questa visione, ci dice che c’è ancora tempo per migliorare lo stile di vita e mantenersi in salute per tanti anni ancora.
Ma la pensione, inizio del senso di vecchiaia, per molti, è realmente un traguardo finale? un ritiro a lungo desiderato dalla vita attiva lavorativa faticosa?
Può darsi. Ma, pur ritenendo lecito e doveroso raggiungere questo traguardo lavorativo potremmo dire che si può andare in pensione senza andarvi realmente, avviando nuove attività, sfruttando nuove opportunità di lavoro, anche produttivo, mettendo a frutto l’esperienza e le competenze acquisite negli anni di lavoro attivo.
Alcuni auto-consigli per invecchiare bene?
Sarebbe opportuno iniziare collezionando una cassetta degli attrezzi per invecchiare bene e in salute diventando un pioniere, sperimentando nuove forme di autocura, autopromozione della salute, sviluppandole come nuove competenze da acquisire.

Leggi: Abitare Sociale


Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria

Il punto al 2017: Laura Pelliccia
Sono pochi gli strumenti a disposizione per monitorare l’andamento dell’assistenza sociosanitaria nelle regioni, in un sistema sanitario che ancora concentra gli sforzi di rilevazione e valutazione degli esiti esclusivamente sul sistema ospedaliero.
Finora la fonte principale per osservare l’andamento dell’assistenza per anziani, disabili e per le altre tipologie di bisogni sociosanitari è stato il set di indicatori contenuti della cosiddetta “Griglia Lea”, lo strumento con cui vengono monitorate le regioni (negli scorsi mesi sono stati diffusi i risultati del 2017). E’ utile ricordare inoltre che nel caso dei Lea sociosanitari, non essendo mai stati individuati a livello normativo standard di riferimento nazionali rispetto ai livelli di offerta attesi delle singole regioni, le verifiche ministeriali vertono su confronti di tipo statistico (si osserva il posizionamento relativo rispetto alle altre regioni e le variazioni rispetto ai precedenti periodi per le regioni più carenti).
In futuro questo set subirà alcune modifiche, per effetto di un recente processo di rivisitazione noto come “Nuovo Sistema di Garanzia” (Decreto Ministero della Salute 12 marzo 2019). Anche a seguito di questo aggiornamento, per l’assistenza sociosanitaria saranno considerati solo indicatori sul livello di offerta e continueranno a mancare informazioni su altre dimensioni (equità, appropriatezza, efficienza, efficacia dei servizi).

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

 Pensionati all’estero – Avviata 1° fase campagna per attestazione esistenza in vita

L’Inps informa che Citibank ha cominciato ad inviare la lettera esplicativa e del modulo standard per l’attestazione dell’esistenza in vita che i pensionati residenti in Africa, Oceania ed Europa, dovranno comunicare all’Istituto. Con il messaggio del 25 ottobre, n. 3884, l’Inps conferma, inoltre, che l’accertamento generalizzato dell’esistenza in vita sarà condotto in due fasi, come nelle scorse edizioni, tra loro cronologicamente distinte in rapporto ai Paesi di residenza dei beneficiari, come risultanti negli archivi della Banca, rimanendo inalterata, anche per quest’anno, la suddivisione delle aree geografiche adottata per le precedenti verifiche.
La prima fase, che è stata avviata ad ottobre 2019 e terminerà a marzo 2020, riguarderà i trattamenti pensionistici erogati ai pensionati residenti in Africa, Australia (Oceania) ed Europa, ad esclusione dei Paesi Scandinavi, dei Paesi dell’Est Europa e degli Stati limitrofi. gli interessati dovranno far pervenire le attestazioni di esistenza in vita entro il 13 febbraio 2020. Nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta, laddove possibile, il pagamento della rata di marzo 2020 avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 marzo 2020, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di aprile 2020.

Leggi: Inca


Assistenza disabili gravi (Legge 104/92) – Diritto al trasferimento della sede di lavoro

La richiesta di trasferimento di sede da parte del lavoratore che assiste un familiare con handicap grave, in virtù della legge 104/92, deve tener conto del comportamento coerente precedentemente assunto dal richiedente. A stabilirlo è la Cassazione, con la sentenza n. 26603 del 18 ottobre scorso, che ha accolto il ricorso di una dipendente, a cui il datore di lavoro aveva negato il trasferimento, facendo prevalere le ragioni economiche ed organizzative dell’azienda, pur in presenza di altre collocazioni possibili per la lavoratrice. Una opportunità che è espressamente prevista dall’articolo 33, comma 5, della legge 104/1992.
La controversia è giunta fino in Cassazione dopo che la dipendente per garantire l’assistenza al familiare in condizioni di handicap grave, prima della domanda di trasferimento, si era assentata dal lavoro per un lungo periodo, usufruendo di un periodo di maternità, di successivi otto mesi di distacco sindacale e, infine, di ulteriori sei mesi di congedo straordinario.

Leggi: Inca


Previdenza: contributi per i lavoratori domestici – Inps, da oggi al 10 ottobre il pagamento III trimestre

Dal 1 al 10 ottobre 2019 è possibile pagare i contributi del III trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Lo ricorda l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale. I datori di lavoro possono effettuare il pagamento: direttamente online tramite il portale dei pagamenti; presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi Inps; presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA ; tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane; presso bar, tabacchi ed edicole con SisalPay.
Il versamento può essere, infine, effettuato anche utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’Inps, che può essere generato: direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi Inps, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria; utilizzando l’avviso di pagamento  pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

Leggi: Inca


Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


 

 

Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


Arriva Pensionati.it, un portale interamente dedicato agli anziani e alle loro famiglie.

Il sito è stato lanciato dallo Spi-Cgil – che rappresenta in tutta Italia oltre 2,5 milioni di uomini e donne in pensione – con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la propria presenza sui canali digitali e sui social network.
All’interno del sito sarà possibile consultare un’ampia gamma di argomenti trattati in modo analitico, aggiornati periodicamente e divisi per sezioni tematiche quali pensioni, sanità, tasse, tariffe, alimentazione, casa, consumi e tanto altro.
Per potersi districare meglio fra le complesse materie trattate su Pensionati.it gli utenti potranno trovare una raccolta di domande frequenti per cercare le risposte alle problematiche più comuni e un team di esperti cui sarà possibile porre domande specifiche.

Vai al sito: http://www.pensionati.it/


NEWS:

martedì 5 novembre 2019
Misure insufficienti per i pensionati, confermata manifestazione del 16 novembre

“La manovra del governo è insufficiente per quanto riguarda le risposte date ai pensionati, a partire dalla misura sulla minirivalutazione, per la quale riconfermiamo il nostro giudizio critico. Inoltre, manca l’intervento sull’ampliamento della quattordicesima, così come l’abbassamento delle tasse anche per chi è in pensione. Bene, invece, gli impegni che il governo si è assunto per il futuro, in particolare la volontà di proseguire il confronto sulla previdenza e per una legge quadro sulla non autosufficienza”. Lo dichiarano Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, a seguito degli incontri che si sono tenuti ieri con il governo.
“A queste condizioni, confermiamo la manifestazione convocata per il prossimo 16 novembre a Roma, con l’intento di spingere il Parlamento a migliorare ulteriormente la manovra economica, tenendo in considerazione le necessità di 16 milioni di persone che oggi rappresentano un terzo del Paese e che quindi non possono continuare a essere ignorate. A tal fine organizzeremo anche dei presìdi davanti al Senato, in occasione della discussione parlamentare”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 05/11/2019


martedì 5 novembre 2019
L’amministrazione di sostegno per un reale progetto di vita della persona

Si susseguono, in questi giorni, gli appuntamenti centrati sull’istituto dell’amministrazione di sostegno, introdotto quindici anni fa dalla Legge 6/04, in particolare allo scopo di analizzare sia le luci che le ombre nell’interpretazione e nell’applicazione di quella norma, insieme alle nuove possibili frontiere applicative. Oltre infatti all’incontro pubblico di Vicenza del 9 novembre, già segnalato dal nostro giornale, sono in programma altri due importanti convegni sul tema, rispettivamente domani, 6 novembre, a Verona e dopodomani, 7 novembre, a Milano.
Oltre all’incontro pubblico di Vicenza del 9 novembre, di cui ci siamo già occupati in altra parte del giornale, sono in programma nei prossimi giorni altri due importanti appuntamenti, centrati entrambi sull’istituto dell’amministrazione di sostegno.
Il primo di essi è previsto per il pomeriggio di domani, 6 novembre, presso la Sala Convegni della Banca Popolare di Verona (Via San Cosimo, 10, ore 14-18), organizzato dall’Associazione Ugualmente Sociale e intitolato L’amministrazione di sostegno in rete tra Primo e Terzo Settore per un progetto di vita della persona. Normativa, modelli, esperienze interregionali per una giustizia di comunità e della sussidiarietà.
Si tratterà di un convegno dedicato in particolare all’applicazione concreta dell’amministrazione di sostegno, intesa quale strumento di garanzia del progetto di vita della persona fragile.

Leggi: Superando, 05/11/2019


martedì 5 novembre 2019
 Legge di bilancio: scompaiono i 100 milioni promessi per il fondo affitti. Non ci siamo. Non si può barattare la cedolare secca al 10% con la cancellazione del sostegno alle famiglie deboli

Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario generale SUNIA
E’ stata una brutta sorpresa scoprire che nel Disegno di legge di bilancio non esiste alcun stanziamento per il fondo di sostegno all’affitto, nonostante fosse stato annunciato dalla Ministra De Micheli.
Ancora una volta si sottovaluta l’emergenza abitativa e l’ondata di sfratti per morosità causati dalla distanza tra affitti di mercato e redditi delle famiglie.
E’ incredibile che la richiesta di lasciare la cedolare secca al 10% per i contratti concordati sia stata, nella pratica, considerata esaustiva di un intervento sull’emergenza, mentre non era e non è altro che una misura necessaria ad evitare il rischio che la proprietà scarichi la maggior tassazione sugli inquilini.
Se servono risorse per il fondo affitti le si prendano aumentando la cedolare secca sui contratti liberi e sui contratti turistici che sottraggono alloggi al mercato dell’affitto ordinario e fanno lievitare i prezzi.
Si vuole ragionare sulle politiche abitative necessarie per affrontare il disagio abitativo di milioni di famiglie o dobbiamo continuare ad assistere ad inutili dibattiti sulla quantità di contante che è possibile utilizzare?

Leggi: Sunia, 05/11/2019


lunedì 4 novembre 2019
Previdenza complementare – Covip, 9 mln gli iscritti a Fondi, +3% nel terzo trimestre

Le adesioni alle forme di previdenza complementare hanno superato a fine settembre la soglia di nove milioni con una crescita del 3% rispetto alla fine del 2018. E’ quanto emerge da un rapporto della Covip, Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione, secondo il quale sono 6,54 milioni i lavoratori dipendenti iscritti, circa la metà dei quali aderenti a un Fondo negoziale.
Le risorse complessivamente destinate alle prestazioni ammontano a 180 miliardi di euro (il dato non tiene conto delle variazioni nel periodo dei PIP “vecchi”) mentre i rendimenti si confermano migliori della rivalutazione del Tfr (1,2%) con una crescita rispetto a fine dicembre del 6,4% per i Fondi negoziali, del 7,2% per i Fondi aperti e per i Pip nuovi dell’1,3% per le gestioni separate e del 9,4% per l’Unitlinked.

Leggi: Inca, 04/11/2019


lunedì 4 novembre 2019
Bonus ristrutturazione, può fruirne chi paga i lavori con un finanziamento?

Se i lavori di ristrutturazione dell’immobile vengono pagati ricorrendo ad un finanziamento è possibile usufruire del bonus ristrutturazione?
L’Agenzia delle Entrate risponde alla domanda tramite la posta di FiscoOggi.
Bonus ristrutturazione in caso di finanziamento
L’Agenzia chiarisce che è possibile richiedere l’agevolazione anche quando i lavori sono stati pagati da una società finanziaria.
In questi casi, però, è necessario che la società che concede il finanziamento paghi l’impresa che ha eseguito i lavori con bonifico bancario o postale da cui risultino tutti i dati richiesti (causale del versamento con indicazione degli estremi della norma agevolativa, codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento, numero di partita Iva del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato).
Inoltre, è necessario che il contribuente sia in possesso della ricevuta del bonifico effettuato dalla società finanziaria al fornitore della prestazione.
Bonus ristrutturazioni: cosa prevede
Ricordiamo che grazie al Bonus ristrutturazione è possibile usufruire della detrazione Irpef 50% e del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare per le spese di recupero del patrimonio edilizio fino al 31 dicembre 2019.

Leggi: Edilportale, 04/11/2019


giovedì 31 ottobre 2019
Governo e disabilità, Fish scrive a Conte. Parola d’ordine: partecipazione

La federazione chiede al presidente del Consiglio che sia “garantita la logica del mainstreaming”, con un costante coinvolgimento delle associazioni nelle scelte che riguardano le persone con disabilità. E sollecita un rafforzamento dell’Osservatorio e del Programma d’azione
Tra governo e associazioni per la disabilità il confronto è aperto e non si deve interrompere: vuole rammentarlo Fish, con una lettera aperta al premier Conte, pubblicata sul proprio sito. “In occasione della formazione del Governo e della stesura del relativo programma – ricorda – il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, ha voluto incontrare i rappresentanti della Fish. Un segnale unico di comprensione profonda delle indicazioni della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità che prevede non solo il coinvolgimento dei diretti interessati nelle decisioni che li riguardano, ma anche la considerazione della disabilità in ogni politica che riguardi tutti i cittadini”. Un buon segno, per la Fish, perché “per dare concretezza alla Convenzione Onu e all’inclusione delle persone con disabilità è necessaria una forte volontà politica, un assetto strategico ed istituzionale chiaro con un intervento di coordinamento e innovazione della attuale normativa vigente”.

Leggi: Redattore Sociale, 31/10/2019


giovedì 31 ottobre 2019
Fondi per il welfare: cosa c’è di nuovo dopo le manovre estive 

Come è cambiato il quadro delle risorse per il welfare regionale dopo l’estate? Quali novità sul fronte dei fondi nazionali per le politiche sociali e per la sanità 2019? Come sono intervenute su questo quadro le manovre estive regionali? Facciamo il punto sul budget 2019!
Come di consueto, nel corso dell’estate, il ciclo della programmazione economica nazionale e regionale prevede delle sessioni di aggiornamento degli stanziamenti previsti a inizio anno. Inoltre, rispetto alla situazione iniziale, a questo punto dell’anno si dispone di qualche informazione ricavabile dai vari provvedimenti esecutivi delle decisioni di finanza annuale.
Cercheremo di osservare cosa è cambiato per il mondo del welfare lombardo a seguito di queste manovre, con riferimento ai fondi sociali e a quelli sanitari.
La situazione prevista a inizio anno era stato oggetto di un apposito articolo. Stante il quadro informativo ad oggi disponibile, di seguito si cercheranno di illustrare le novità riguardanti i fondi nazionali e, a seguire, quelli regionali.
Qualche aggiornamento sui fondi nazionali
Partiamo dai fondi nazionali. Nel momento in cui si scrive non si è ancora perfezionato l’iter di approvazione dei riparti per regione dei principali fondi di settore (Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, Fondo Non Autosufficienza, Fondo Povertà). Su quest’ultimo fondo, in ogni caso, sono un po’ più chiare le possibili destinazioni a seguito dell’emanazione delle apposite linee guida per la quota servizi.

Leggi: Lombardia Sociale, 31/10/2019


giovedì 31 ottobre 2019
Gli anziani non sono un peso – Le fragilità rimosse

Gli anziani in Italia non sono un peso. Si può (e si deve) dare più spazio ai giovani (che in gran parte se ne vanno) senza creare disagi e inutili sensi di colpa a genitori e nonni. Una questione di civiltà. Lo squilibrio tra generazioni è fonte di apprensioni familiari, di inedite tensioni. Giustificate. Lo sguardo lungo è necessario. Invece litighiamo, non solo in occasione della prossima legge di Bilancio, soprattutto su effimere scelte a breve. Investiamo poco, ci assicuriamo di meno, nascondiamo sotto il tappeto le dinamiche inesorabili della nostra società. Se teniamo al futuro delle prossime generazioni dovremmo parlarne di più. E aiutarle per tempo ad affrontare le emergenze dell’invecchiamento della popolazione. Un peso, forse insopportabile, che cadrà sulle loro spalle. Una mina nascosta nel Servizio sanitario nazionale (che deve curare più che assistere) e nei conti dell’Inps. Oggi abbiamo quasi 14 milioni di italiani con più di 65 anni. Secondo l’Istat, nel 2037, in un contesto di popolazione calante, ne avremo 4,5 milioni in più. La percentuale di loro che non sarà autosufficiente è destinata a crescere esponenzialmente. Oggi a 75 anni è del 26 per cento; a 85 anni del 46 per cento. Se leggiamo poi il rapporto Oasi 2018 del Cergas Bocconi, a cura di Francesco Longo e Alberto Ricci, ci accorgiamo che il numero di over 65 con limitazioni funzionali è (dati 2015) di quasi 2 milioni e 900 mila.
I l tasso di copertura, pubblico e privato, del bisogno (dati 2016) va dal 75 per cento della Lombardia al 14 per cento del Molise. Si calcola che il problema della non autosufficienza tocchi già oggi una platea complessiva (malati e loro familiari o amici) di 12 milioni di persone.

Leggi: Corriere della Sera, 31/10/2019


mercoledì 30 ottobre 2019
Arriva mySOLI, la tecnologia che aiuta l’anziano a non sentirsi solo

Una app per migliorare il rapporto, non sempre facile, fra l’anziano ospite di una casa di riposo o di una Rsa, i suoi familiari e gli operatori socio sanitari che si prendono cura di lui. Con un sito web, una ricerca sul campo e una mappatura delle strutture della regione Lazio. Presentazione il prossimo 15 novembre
Per non sentirsi mai soli, anche se in una casa di riposo o in una Rsa. E’ un aiuto concreto per gli anziani che vivono in una struttura residenziale quello che arriva grazie alle nuove tecnologie digitali: un portale e una app che non separa dalla vita reale, ma al contrario contribuisce a mantenere vivo e forte il legame con le persone. Si chiama mySOLI il progetto, realizzato nel territorio della regione Lazio, che offrendo servizi e contenuti innovativi, promette di ridefinire, innovando, l’assistenza agli anziani ospiti nelle strutture residenziali.
L’iniziativa sbarca oggi sul web con la messa on line del portale, in attesa di essere presentata ufficialmente il prossimo 15 novembre al Centro Frentani di Roma (ore 9,30-13), nel corso di un appuntamento in cui istituzioni, accademici, associazioni, organizzazioni sindacali e famiglie si confronteranno sul tema dell’innovazione digitale in sanità. Una data, quella del 15 novembre, scelta non a caso: vi si celebra infatti la Giornata nazionale contro la solitudine dell’anziano.

Leggi: Redattore Sociale, 30/10/2019


martedì 29 ottobre 2019
“Silver economy”. L’ascesa dei longevi: all’Italia il primato europeo

È stato presentato a Roma il Primo Rapporto Censis- Tendercapital sui buoni investimenti ‘La Silver Economy e le sue conseguenze’. Ha analizzato il fenomeno dell’invecchiamento demografico e il suo impatto sull’evoluzione di stili di vita…
ROMA – È stato presentato a Roma, presso la Sala Zuccari del Senato, il Primo Rapporto Censis- Tendercapital sui buoni investimenti ‘La Silver Economy e le sue conseguenze’. La ricerca ha analizzato il fenomeno dell’invecchiamento demografico e il suo impatto sull’evoluzione di stili di vita, valori, aspettative dell’economia e della società italiana. Obiettivo: individuare le destinazioni possibili dei risparmi e le prospettive di investimento legate alla Silver economy, concependo la longevità non più come costo, ma come risorsa e opportunità.
IN EUROPA, ITALIA CON PIÙ OVER 65
Il quadro che emerge da questo studio evidenzia un nuovo ruolo nella società italiana degli over 65, che sono il 22,7% sul totale della popolazione. In Europa, l’Italia detiene il primato per presenza di longevi, con il 22,8% di anziani, seguita da Grecia (21,9%), Portogallo (21,7%), Finlandia (21,6%) e Germania (21,5%). In dieci anni, nel nostro Paese si è registrata una crescita di 1,8 milioni di persone con almeno 65 anni. Dato negativo anche per i giovani fino a 34 anni (-1,5 milioni). Preoccupante anche il calo delle nascite (-23,7%).

Leggi: Redattore Sociale, 29/10/2019


martedì 29 ottobre 2019
Agevolazioni fiscali sugli immobili, due nuovi chiarimenti dell’Agenzia

Sostenuta dalle relative disposizioni normative, l’amministrazione fiscale spiega per quale non recondito motivo gli incentivi fruiti non vengono scalfiti dalle operazioni prospettate
lavagne
Con distinte risposte a due istanze di interpello, l’Agenzia delle entrate salva entrambe le agevolazioni “in bilico” secondo gli istanti. Così, non sono in pericolo gli sconti fiscali sull’immobile acquisito tramite asta dalla società e non rivenduto nei successivi due anni. Allo stesso modo, non si perde il bonus “prima casa” sul secondo immobile, se l’altro, prima donato, è rientrato nel possesso del contribuente prima del successivo acquisto agevolato. Questo in estrema sintesi, ma vediamo perché.
Risposta n. 442/2019
Il primo quesito si colloca nel perimetro dell’agevolazione prevista dall’articolo 16 del Dl n.18/2016, che disciplina la fiscalità dei trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie, in favore di coloro che svolgono attività d’impresa. In particolare la domanda verte sulla possibilità di fruire degli sconti d’imposta con le regole in vigore dal 1° gennaio 2017.

Leggi: Fisco Oggi, 29/10/2019


DALLE REGIONI:

martedì 5 novembre 2019
Roma Capitale, assistenti sociali esternalizzati in presidio

Fp Cgil-Cisl Fp-Uil Fpl Roma e Lazio: “Bisogna riconoscere l’esperienza acquisita negli anni dai lavoratori. La selezione va modificata”
Si è tenuto ieri, 4 novembre, a Roma, sotto la sede del dipartimento politiche sociali sussidiarietà e salute, il presidio degli assistenti sociali, che da molti anni, attraverso l’esternalizzazione, hanno lavorato e lavorano tuttora presso i servizi sociali dei municipi e del dipartimento. Il 15 ottobre Roma Capitale ha pubblicato una selezione per soli titoli per 117 assistenti sociali, totalmente priva di criteri di valorizzazione della professionalità e dell’esperienza acquisita negli anni dagli assistenti sociali esternalizzati.
“Nel bando, così pensato, non solo si perderà l’esperienza di chi già svolge il servizio, ma si renderà necessario un lungo percorso di formazione dei nuovi assunti, a fronte di un contratto a tempo determinato della durata di soli dodici mesi. Oltre alla legittima indignazione per il mancato riconoscimento dell’esperienza dei lavoratori e delle lavoratrici, siamo di fronte a una situazione paradossale e inefficace. A pagarne le spese saranno inevitabilmente i cittadini più fragili e bisognosi. Roma merita servizi sociali di qualità, e i lavoratori esternalizzati meritano dignità”. Così in una nota Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Roma Capitale Rieti, Uil Fpl di Roma e Lazio.

Leggi: Rassegna Sindacale, 05/11/2019


martedì 5 novembre 2019
Sunia Palermo, un fondo per senzatetto e indigenti

Il Sunia Palermo, fra i soggetti che fanno parte attiva dell’Agenzia sociale per la casa, propone al Comune la costituzione di un fondo per far fronte alle emergenze più gravi dei senzatetto e degli indigenti.
“Nell’apprezzare l’impegno mantenuto dall’amministrazione comunale nella creazione dell’Agenzia per la casa, che si avvarrà anche del contributo del sindacato Sunia per mettere in campo interventi che vanno dall’housing sociale all’accompagnamento verso l’autonomia abitativa – dichiara il segretario del Sunia Palermo, Zaher Darwish –, ci preme sottolineare che, in considerazione dei casi, sempre più numerosi, di indigenti senza casa e senza reddito, che si trovano spesso in situazione di grave rischio per la loro salute e per quella dei familiari, si ritiene indispensabile predisporre un fondo, a cui la stessa amministrazione può accedere per interventi di pronta emergenza. Si tratta di casi di estrema necessità, di persone con impedimenti di salute o di famiglie bisognose, che sempre con maggiore frequenza constatiamo e segnaliamo”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 05/11/2019


lunedì 4 novembre 2019
Bari-BAT. Bene la delibera di Giunta regionale sul riparto fondi ai comuni per l’integrazione affitto

Comunicato stampa del segretario regionale Puglia, Nicola Zambetti
Bene il riparto del fondo integrazione canone locazione per l’anno 2018. Ora il confronto con i comuni per pubblicare i relativi bandi. Ci auguriamo, visto anche gli impegni assunti dal Governo con la finanziaria 2019, che la Regione continui a dare continuità a questa forma di sostegno alle famiglie per combattere il caro affitto.
La Giunta Regionale ha ripartito tra i comuni pugliesi il fondo integrazione affitto per l’anno 2018, inoltre con la stessa delibera, ha messo a disposizione dei comuni le risorse assegnate e non spese per la morosità incolpevole al fine di poterle destinare al bando per l’integrazione affitto. I comuni, se decidono di mettere a bando anche le risorse non spese per la morosità incolpevole consentiranno alle famiglie che faranno domanda, di accedere ad un contributo alloggiativo maggiore rispetto agli altri anni.

Leggi: Sunia, 04/11/2019


sabato 2 novembre 2019
Bloccati i fondi regionali l’assistenza agli anziani rischia un brusco stop

L’assistenza agli anziani è un problema sempre più sentito
I custodi sociali di Auser, Anteas ed Acli non potranno garantire l’attività. Seguite 350 persone e 4 mila i servizi di accompagnamento effettuati
Savona – Un mese fa si trattava di un allarme. Oggi il quadro è concreto: il servizio dei “custodi sociali”, l’assistenza domiciliare rivolta agli anziani attraverso i volontari di Auser e Anteas, nel Savonese, rischia di essere interrotta o, comunque, non potrà più garantire la copertura capillare che offriva sino ad oggi.
La Regione, che aveva sospeso i contributi da maggio a fine ottobre, nell’ultima delibera della scorsa settimana, non ha previsto i finanziamenti relativi al periodo di attività già svolto. Inoltre, per il futuro, si prevede l’assegnazione del servizio non più con assegnazione diretta, ma tramite bando pubblico.
A segnalare la situazione è Anna Giacobbe, presidente Auser di Savona, insieme ad Anteas e ad Acli. Alle tre realtà di volontariato, da maggio scorso, non sono più arrivati i fondi regionali per i rimborsi ai volontari e per il pagamento delle spese vive.
Da qui, la decisione: inviare una nuova missiva, la seconda, all’attenzione dell’assessore regionale alla sanità, Sonia Viale, ribadendo la drammatica situazione che verrà a crearsi.

Leggi: Il Secolo XIX, 02/11/2019


giovedì 31 ottobre 2019
Il Progetto regionale Pronto Badante

Una risposta a domicilio a quegli anziani che si trovano per la prima volta ad affrontare un momento di difficoltà e che necessitano di orientamento e sostegno nell’accesso ai servizi territoriali. E’ lo scopo principale del progetto toscano “Pronto Badante”, illustrato nel dettaglio in questa intervista a Paola Morelli.
di Paola Morelli (Responsabile di p.o. Politiche per la famiglia e progetti innovativi, Regione Toscana)
Quando e perché è nato il progetto, come si è sviluppato, come viene sostenuto finanziariamente?
Il progetto regionale “Pronto Badante – Interventi di sostegno e integrazione nell’area dell’assistenza familiare” è stato avviato in via sperimentale a marzo del 2015 sul territorio di Firenze e provincia e, a seguito degli ottimi risultati raggiunti, è stato esteso l’anno successivo a tutta la Toscana. Dopo 3 fasi di sperimentazione annuale effettuata a livello regionale (2016-2019), la Giunta Regionale Toscana ha approvato in data 21 gennaio 2019, con la delibera n. 66, la stabilizzazione degli interventi, che sono stati avviati a fine marzo 2019.
Il progetto Pronto Badante ha come obiettivo il sostegno alla famiglia con anziano convivente o all’anziano che vive da solo, nel momento in cui si trova per la prima volta a vivere una situazione di grave difficoltà che spesso impedisce di provvedere alle prime necessità (ad esempio: nel caso di rientro dell’anziano al proprio domicilio a seguito di dimissione dall’ospedale, nel reperimento delle informazioni e indicazioni sulle procedure per ottenere un servizio, su come e dove trovare specifici ausili, etc.). L’intervento si propone altresì di contrastare la solitudine e il disagio delle persone anziane fragili e delle proprie famiglie promuovendo la socializzazione e l’integrazione sociale.

Leggi: I Luoghi della Cura, 31/10/2019


giovedì 31 ottobre 2019
Anziani, a Bologna arriva il co-housing riservato ai “baby boomers”

Con un investimento di 5,2 milioni di euro serviranno 18 mesi per realizzare 31 appartamenti-sociali nel complesso Santa Marta. L’accesso al co-housing sarà riservato soltanto agli over 65, i cosiddetti “baby boomers”
Socializzare come elisir di lunga vita: a Bologna nasce il co-housing per anziani. Presentato oggi dall’Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) gli appartamenti-sociali sorgeranno nel complesso Santa Marta, nel quartiere Santo Stefano, che sarà restaurato.
Con un investimento di 5,2 milioni di euro serviranno 18 mesi per realizzare 31 alloggi, per una superficie di 3.300 metri quadri interni e 2.100 esterni di pertinenza esclusiva. L’obiettivo del progetto è sperimentare “un nuovo modello di residenzialità che faciliti il mantenimento di un’alta qualità di vita e soddisfi l’esigenza di autonomia e socialità delle persone anziane”, dice Irene Bruno, dirigente area Anziani di Asp città di Bologna. La storia del complesso inizia nel XVI secolo, quando era la sede del monastero delle monache di Santa Caterina di Strada Maggiore che da allora avviarono grandi rifacimenti facendo erigere due alti muraglioni che fanno da cornice al giardino. Con questo progetto non solo Santa Marta sarà restaurata ma piuttosto l’idea è quella “di reinterpretarla alla luce di nuove visioni sull’abitare e dei nuovi bisogni residenziali delle persone senior cui tale progetto è destinato”, spiega l’architetta di Asp, Beatrice Accolti. A seguire i lavori sarà la ditta Pangea consorzio stabile scarl (selezionata tra 21 proposte) che costruirà 31 appartamenti di diverse tipologie: 19 saranno per due persone, 12 monolocali e uno è destinato al custode.

Leggi: Redattore Sociale,  31/10/2019


mercoledì 30 ottobre 2019
Scandicci, all’Rsa l’Acciaiolo anziani come in famiglia

Domani la presentazione di Casa dolce casa, il nuovo progetto per far vivere gli anziani non autosufficienti come in casa loro
Domani, mercoledì 30 ottobre 2019, alle 15,30, sarà presentato Casa Dolce Casa: il cuore in ogni angolo un progetto nato dalla collaborazione tra Cooperativa Sociale Elleuno e l’associazione di volontariato Auser per Residenza sanitaria assistenziale “Acciaiolo” di Scandicci (Firenze). Un modo di ospitare gli anziani non più autosufficienti che si propone di essere un’innovazione per il territorio, come spiega la cooperativa in una nota diffusa alla stampa: (…) all’interno della struttura, gestita da Cooperativa Sociale Elleuno, si è deciso di realizzare nuovi spazi dedicati all’allestimento di zone interattive che ricreano veri ambienti domestici e creati inoltre anche strumenti sensoriali come cuscini e grembiuli. L’obiettivo principale è quello di superare la visione meramente assistenzialistica dell’ospite della Residenza, stimolandolo e costruendo con esso una relazione quanto più possibile familiare.
Insomma, per gli ospiti la Rsa deve diventare un luogo accogliente come lo erano le proprie case in cui hanno vissuto prima di trasferirsi all’“Acciaiolo”. Il nome del progetto parte proprio dall’acronimo della parola CASA: C come Cura della persona; A come Ambiente familiare che cura e di cui ci si prende cura; S come Sicurezza ambientale; A come Abilità da stimolare e attivare.

Leggi: Isolotto Legnaia, 30/10/2019


mercoledì 30 ottobre 2019
Emergenza casa: tra nuovi poveri e fondi non spesi

Il presidio dei sindacati dinanzi l’ingresso dell’assessorato ai servizi sociali è soltanto la punta dell’iceberg di un problema annoso e diffuso anche tra le giovani coppie e chi entra, suo malgrado, nella soglia della povertà
Fino a poco tempo fa sembrava che il problema della casa riguardasse solo una fascia della popolazione. Una fascia che ereditava povertà e che, spesso, era destinata a rimanere nel gorgo della povertà spesso senza mezzi culturali e sociali per poter uscire da quella terribile condizione.
Ma i poveri adesso sono anche i liberi professionisti, le giovani coppie, i cinquantenni che hanno perso il lavoro e non hanno la possibilità di reinserirsi nel circuito dell’impiego, i genitori separati che non arrivano alla fine del mese. I nuovi poveri sono quelli che frequentano la Caritas e che non l’avevano mai fatto prima, quelli che dalla crisi del 2008 non si sono più risollevati, quelli che hanno dovuto chiudere bottega perché il commercio cittadino è al collasso e i centri commerciali hanno fatto il resto.

Leggi: Catania Today, 30/10/2019


mercoledì 30 ottobre 2019
«Riforma giusta Ma le procedure sono farraginose»

«Finalmente c’è la riforma ma si poteva fare meglio, soprattutto per quanto riguarda le procedure di assegnazione e la gestione del patrimonio». Questo il giudizio Liborio De Simon,
«Finalmente c’è la riforma ma si poteva fare meglio, soprattutto per quanto riguarda le procedure di assegnazione e la gestione del patrimonio». Questo il giudizio Liborio De Simone, segretario provinciale del Sunia, il sindacato degli inquilini di Salerno, circa il nuovo regolamento per gli alloggi popolari varato dalla Regione Campania e da ieri in vigore con la pubblicazione sul Burc, il Bollettino ufficiale dell’Ente. Tra le critiche quelle sui criteri di assegnazione delle case di edilizia residenziale pubblica: «Riteniamo che la procedura individuata con quella informatizzata e gestita dalla Regione e non più dai comuni – afferma De Simone – seppur dotata di tecnologia aggiornata sia del tutto farraginosa, mancando momenti di verifica delle dichiarazioni fatte dai richiedenti. Inoltre, l’approvazione delle graduatorie viene fatta dalla direzione regionale del governo del territorio, mentre le opposizioni vengono esaminate dall’autorità per le opposizioni, appositamente nominata».

Leggi: La Città di Salerno, 30/10/2019


mercoledì 30 ottobre 2019
Emergenza casa, Cgil e Sunia Toscana: “Inaccettabile che ci siano oltre 3mila alloggi popolari sfitti”

Cgil e Sunia Toscana esprimono soddisfazione per le dichiarazioni di impegno dell’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, oggi a Firenze all’iniziativa “Abitare in Toscana – Ottavo rapporto sulla condizione abitativa”, in merito alla programmazione di un finanziamento triennale costante di 8/10 milioni di euro l’anno (dunque, circa una trentina in tre anni), mirato ad assicurare nuove manutenzioni e ristrutturazioni di case nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, recependo così le proposte avanzate dai sindacati di lavoratori e inquilini.“
Emergenza casa, Cgil e Sunia Toscana: “Inaccettabile che ci siano oltre 3mila alloggi popolari sfitti”
“Esprimiamo – sottolineano invece Maurizio Brotini (segretario regionale) e Simone Porzio di Cgil Toscana, Laura Grandi di Sunia Toscana – preoccupazione per il numero delle case popolari sfitte in Toscana, oltre 3mila, che non vengono assegnate, in un quadro di permanente emergenza abitativa. E’ inaccettabile. La Regione ha fatto la sua parte, e infatti molti di questi alloggi molti sono già ristrutturati e altri sono da ristrutturare ma con interventi già finanziati. Ci domandiamo come mai i Comuni non riescano ad assegnare questi alloggi in tempi compatibili con il grande bisogno che c’è tra i cittadini. Oggi poco più del 4% di chi è in graduatoria per un alloggio popolare si vedrà assegnata una abitazione nei prossimi 3-4 anni, è inammissibile“.

Leggi: Arezzo Notizie, 30/10/2019


mercoledì 30 ottobre 2019
‘Abitare in Toscana’, tutti i numeri dell’VIII Rapporto sulla casa

Presentato “Abitare in Toscana – Anno 2019”, l’VIII rapporto sulla condizione abitativa in Toscana. Redatto dall’Osservatorio sociale regionale (composto da referenti del settore welfare della Regione e di ANCI Toscana) in collaborazione con il settore politiche abitative, rappresenta un importante strumento conoscitivo a supporto delle politiche regionali sulla casa.
Il rapporto analizza i dati del 2018 forniti da Comuni, aziende di gestione del patrimonio Erp e uffici regionali ed elabora informazioni sul contesto socio-economico delle famiglie toscane, sul patrimonio immobiliare residenziale, sui trend del mercato immobiliare, sugli sfratti e sul sistema dell’edilizia residenziale pubblica. Ogni anno focalizza alcuni temi di particolare interesse e l’VIII edizione si è concentrato sulla nuova legge regionale sulla casa, la lr. 2/2019 e sulle politiche regionali di contrasto al disagio abitativo, tra cui la recente sperimentazione per l’acquisto di immobili pronti da immettere nel patrimonio Erp, la mediazione sociale ed alcuni progetti sul sostegno all’abitare finanziati in ambito sociale da Regione Toscana.
Viene inoltre evidenziato un possibile percorso partecipato, con i diversi stakeholder regionali per la costruzione di un Indice di povertà abitativa, strumento per l’analisi e individuazione delle criticità presenti sul territorio regionale.

Leggi: Arezzo Web, 30/10/2019


martedì 29 ottobre 2019
Caregiver in Lombardia: a che punto siamo?

L’Autore fa il punto della situazione dei caregiver in Lombardia, dopo la DGR 914/2018 e l’istituzione dell’apposito Fondo statale per il triennio 2019-2021. Per concludere, illustra una proposta di legge regionale di iniziativa popolare sui caregiver, promossa da un ampio gruppo di soggetti sociali.
La prima e più rilevante risposta di aiuto data a un giovane e adulto con disabilità e a un anziano non autosufficiente è quella delle famiglie. In Lombardia i caregiver, ossia i familiari che si prendono cura di un congiunto che necessita di aiuto, sono almeno 450.000. Quattro quinti di questi riguardano l’assistenza ad anziani non autosufficienti, come è stato stimato nel “Primo Rapporto sul lavoro di cura in Lombardia” (Maggioli, 2015).
Gli anziani sono 2,2 milioni in Lombardia e continueranno ad aumentare per lunghi anni: cresce una domanda di aiuti che sempre più ricadrà sulle spalle delle famiglie, in un contesto in cui, a causa della denatalità, le strutture familiari sono sempre più fragili e i legami intergenerazionali sempre più sottili. Questi cambiamenti richiedono una rete di servizi più estesa, organica e meno frammentata di quella attuale, una rete (in particolare i servizi domiciliari) che deve rivolgersi non solo ai singoli individui ma alle famiglie in quanto tali, che rischiano altrimenti di trovarsi sempre più sole con le loro fragilità.
Una nuova ricerca: i caregiver invecchiano
Abbiamo appena concluso una nuova indagine sui caregiver di anziani non autosufficienti in Lombardia. Un campione analogo a quello utilizzato nel primo Rapporto di cui sopra ci porta ad avere un database di 1.100 casi studiati nell’arco di cinque anni. Presenteremo i risultati di questo lavoro il prossimo 20 novembre presso Regione Lombardia.

Leggi: Lombardia Sociale, 29/10/2019


IN AGENDA:

Napoli. Le nuove norme per la gestione del patrimonio pubblico in Campania: assemblea dei Comitati dei Rappresentati degli Assegnatari venerdì 8 Novembre.

Assemblea dei Comitati dei Rappresentanti degli Assegnatari.
Venerdì 8 Novembre, inizio alle ore 15.30 presso la CGIL in Via Toledo, 353 – Salone G. Federico, I Piano.
Nel corso dell’assemblea saranno illustrati i nuovi Regolamenti approvati dalla Giunta Regionale con la delibera n. 445 dell’8 Ottobre 2019 e saranno date le prime indicazioni sugli adempimenti da porre in essere.
Si fa presente che, entro 6 mesi, tutti coloro che detengono un alloggio pubblico da almeno tre anni dalla data di entrata in vigore del Regolamento (quindi, prima del 28/10/2016), devono presentare l’istanza di regolarizzazione agli Enti gestori.
Per le morosità pregresse, la norma prevede la possibilità di poter richiedere un nuovo rateizzo che permetta la dilazione del debito con una quota mensile che, unita al canone corrente, non superi il 30% del reddito percepito dal nucleo familiare.
Le norme sul subentro nel contratto di locazione trovano immediata applicazione.
Sempre nel corso dei lavori, saranno anche fornite indicazioni sulla nuova gestione del patrimonio pubblico da parte dell’ACER che ha sostituito gli IIAACCPP posti in liquidazione.
E’ importante, quindi, che all’assemblea partecipino tutti i rappresentati dei comitati e degli assegnatari al fine di dare le prime concrete indicazioni agli interessati.

Leggi: Sunia


Abitare collaborare: Bologna_Barcellona

Venerdì 8 novembre, dalle 9.30 alle 13.30 presso l’Auditorium Enzo Biagi di Salaborsa (ingresso dal Corridoio del Bramante, Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio, piazza Maggiore 6), si terrà il convegno “Abitare collaborare: Bologna_Barcellona. Un dialogo sul futuro, l’abitare, le città”.
I Comuni di Bologna e Barcellona collaborano sin dagli anni novanta e nel novembre del 2018 hanno sottoscritto un accordo di cooperazione su diverse tematiche, tra cui le politiche per la casa. Il convegno “Abitare collaborare” rientra nel progetto del Comune di Bologna “Cohousing mediterraneo: indagine e scambio di pratiche, strumenti amministrativi e strategie tra Bologna e Barcellona”, il cui obiettivo è delineare nuovi modelli di abitare collaborativo, improntati alla condivisione di spazi e pratiche, che creino reti solidali e valore sociale attraverso contesti abitativi inclusivi, dignitosi e sostenibili.
Attraverso il confronto tra Bologna e Barcellona e la lectio magistralis dell’architetto Mario Cucinella, nel convegno si indagheranno i temi dell’abitare (dalle politiche per la casa in quanto tali, alla convivenza nelle città) e l’impatto che i cambiamenti sociali, ambientali ed economici in atto produrranno sulle città e le politiche pubbliche, anche su scala europea.

Leggi: Comune di Bologna


Un Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa

Se ne parlerà il 6 e 7 dicembre a Bologna, dove cinque anni fa nacque il primo Regolamento per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni
L’obiettivo immediato è ambizioso e insieme entusiasmante: far nascere un vero e proprio Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa dei beni comuni. Obiettivo di lungo termine: diffondere e consolidare il tema della collaborazione tra i cittadini e le istituzioni per la cura e la rigenerazione dei beni comuni e la co-produzione delle decisioni pubbliche.
Se ne discuterà il 6 e 7 dicembre a Bologna dove cinque anni fa, a febbraio 2014, nacque  il primo Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, stipulato dal Comune di Bologna insieme con Labsus.
Da Allora, anche grazie al lavoro di promozione svolto da Labsus, più di 200 Comuni hanno adottato il Regolamento e hanno favorito così la nascita di migliaia di patti di collaborazione con i cittadini per la cura condivisa dei beni comuni presenti sul loro territorio. Sono così stati coinvolti, direttamente, circa 800.000 persone.

Leggi: Labsus


Casa: Cgil, Cisl, Uil, 19 novembre iniziativa ‘Una nuova questione abitativa’

Dopo cinquant’anni dallo sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil, per il diritto alla casa e contro il caro affitti, le Organizzazioni sindacali propongono una riflessione su quegli eventi, attraverso un’iniziativa che si svolgerà a Roma il 19 novembre 2019, con l’obiettivo di rimettere al centro la questione dell’abitare e rilanciare i temi per città più eque e sostenibili.

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27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Udine, 6 dicembre Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

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IN EVIDENZA:

La gestione del privato sociale può salvare l’ERP?

Il caso delle Quattro Corti di Stadera a Milano – Marco Peverini, Anna Tagliaferri
Il declino del dibattito sulla casa pubblica in Italia e le sue gravi conseguenze
Il dibattito pubblico che ruota intorno alla casa in Italia si presenta fortemente incentrato sui caratteri emergenti dell’abitare innovativo: un abitare “sociale” poiché teso alla condivisione di servizi collettivi, alla collaborazione tra gli abitanti e a incentivare il loro senso di comunità. Questa tendenza a riferirsi a un carattere social dei progetti abitativi, che vede Milano capofila ed esportatore dei modelli di co-housing, student housing, ecc., rappresenta indubbiamente un passo avanti verso le nuove esigenze abitative. Rischia, però, di far perdere di vista la questione più urgente dell’accessibilità economica dell’abitazione.
Mentre in Italia il social housing viene confuso con l’housing sociale in un pasticcio di termini – influenzando le scelte politiche e di investimento pubblico −, nel segno del ridimensionamento del welfare state si è continuato ad assistere alla diminuzione dello stock di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP).
Forse non tutti ricordano che dal 1996, con l’abolizione del contributo Gescal, l’allora Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari) fu privato del necessario finanziamento pubblico. In seguito ai processi di regionalizzazione e aziendalizzazione, poi, gli istituti regionali furono trasformati in enti pubblici economici (Aziende Casa), assoggettati alle regole di autonomia di bilancio.

Leggi: Welforum


 Serve una lotta femminista per il welfare

In Svezia le femministe stanno combattendo battaglie importanti, ma welfare e diritto del lavoro sono ancora dei vicoli ciechi. Serve una lotta femminista per un’assistenza pubblica e di qualità. Il discorso che Mirjam Katzin ha tenuto per inGenere al Festival di Internazionale a Ferrara.
Probabilmente vi aspetterete che io stia qui a raccontarvi la favola del welfare svedese caratterizzato da uguaglianza di genere e bassa disuguaglianza nella distribuzione dei redditi. Almeno, questo è quanto di solito si aspetta da me la platea quando intervengo alle conferenze in altri paesi europei o negli Stati Uniti, l’immagine che di solito si ha della Svezia. Temo che vi deluderò. La Svezia non è stata risparmiata dalle forti ondate di neoliberismo e neoconservatorismo che hanno travolto gran parte dei paesi negli ultimi decenni. Oserei perfino affermare che la Svezia è, in un certo senso, all’avanguardia in termini di neoliberalizzazione.
Tuttavia, credo fermamente che ci sia molto da imparare dall’esempio svedese quando si considera l’impatto che un’ambiziosa politica di stampo socialdemocratico, improntata al principio di responsabilità pubblica in termini di welfare e assistenza, può avere sulle disuguaglianze di genere, nell’ottica di dare vita a una società imperniata sulla solidarietà e con differenze di classe più contenute, unitamente a una politica migratoria generosa. La stessa Svezia ha molto da imparare da questa esperienza. Nella mia visione politica, ritengo che, negli ultimi 30 anni – e in particolar modo da 10 anni a questa parte –, siano stati fatti molti passi nella direzione sbagliata in relazione a diversi aspetti. Oggi la Svezia si ritrova tra i paesi Ocse che registrano una più rapida crescita delle disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, uno stato sociale in declino e una politica migratoria molto meno generosa. Tutto ciò ha naturalmente un impatto sulla componente femminile della popolazione e sulle famiglie.

Leggi: Ingenere


Stigma e demenza

Il recente Rapporto dell’Alzheimer’s Disease International intitolato “World Alzheimer Report 2019. Attitudes to dementia” si concentra sul tema dello stigma nei confronti della demenza offrendo, grazie ad una ricerca condotta dalla London School of Economics and Political Science, una analisi dettagliata delle dimensioni del fenomeno. L’articolo propone una selezione ragionata dei risultati di questa indagine e presenta, in sintesi, alcuni programmi in atto nei diversi paesi volti a ridurre lo stigma.
di Veruska Menghini (Assistente Sociale Specialista, collabora con il Network Non Autosufficienza), Giselda Rusmini (Ricercatrice sociale, collabora con l’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano e il Network Non Autosufficienza)
Per i malati di demenza, il riconoscimento del diritto alle cure e ad una partecipazione piena ed equa alle attività quotidiane risulta essere spesso compromesso dallo stigma associato alla demenza (Ashworth, 2017; Lion et al., 2019). Secondo gli stereotipi più comuni infatti, avere la demenza è un’esperienza intrinsecamente negativa1. Le reazioni emotive negative spesso includono paura, vergogna, repulsione o disgusto (Behuniak, 2011; Casado et al., 2018; Lopez et al., 2019). Si tratta di stereotipi e pregiudizi che assumono forme e intensità diverse a seconda dei contesti politici e culturali in cui si sviluppano2.

Leggi: I Luoghi della Cura


Sto invecchiando, e dunque?

È invecchiando oggi, che ci si pone questa lecita domanda, peraltro, e che nei decenni precedenti non aveva senso porsi.
Perché, al di là di tutto, c’è ormai la consapevolezza diffusa che invecchiare non vuol dire “aver finito” qualcosa, “terminato” un tempo, anzi ci rendiamo conto che con la vecchiaia è “un nuovo inizio di qualcosa” , un nuovo periodo ormai  lungo ( la vita media sta andando verso gli 80 anni).
Ma quale tempo riserva ancora la vita?
Molto o poco che sia, invecchiare è un dono della vita stessa e dunque è possibile amare la vita e  l’invecchiare lasciando in secondo ordine la quantità degli anni. Guardando l’invecchiare in questa visione, ci dice che c’è ancora tempo per migliorare lo stile di vita e mantenersi in salute per tanti anni ancora.
Ma la pensione, inizio del senso di vecchiaia, per molti, è realmente un traguardo finale? un ritiro a lungo desiderato dalla vita attiva lavorativa faticosa?
Può darsi. Ma, pur ritenendo lecito e doveroso raggiungere questo traguardo lavorativo potremmo dire che si può andare in pensione senza andarvi realmente, avviando nuove attività, sfruttando nuove opportunità di lavoro, anche produttivo, mettendo a frutto l’esperienza e le competenze acquisite negli anni di lavoro attivo.
Alcuni auto-consigli per invecchiare bene?
Sarebbe opportuno iniziare collezionando una cassetta degli attrezzi per invecchiare bene e in salute diventando un pioniere, sperimentando nuove forme di autocura, autopromozione della salute, sviluppandole come nuove competenze da acquisire.

Leggi: Abitare Sociale


Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria

Il punto al 2017: Laura Pelliccia
Sono pochi gli strumenti a disposizione per monitorare l’andamento dell’assistenza sociosanitaria nelle regioni, in un sistema sanitario che ancora concentra gli sforzi di rilevazione e valutazione degli esiti esclusivamente sul sistema ospedaliero.
Finora la fonte principale per osservare l’andamento dell’assistenza per anziani, disabili e per le altre tipologie di bisogni sociosanitari è stato il set di indicatori contenuti della cosiddetta “Griglia Lea”, lo strumento con cui vengono monitorate le regioni (negli scorsi mesi sono stati diffusi i risultati del 2017). E’ utile ricordare inoltre che nel caso dei Lea sociosanitari, non essendo mai stati individuati a livello normativo standard di riferimento nazionali rispetto ai livelli di offerta attesi delle singole regioni, le verifiche ministeriali vertono su confronti di tipo statistico (si osserva il posizionamento relativo rispetto alle altre regioni e le variazioni rispetto ai precedenti periodi per le regioni più carenti).
In futuro questo set subirà alcune modifiche, per effetto di un recente processo di rivisitazione noto come “Nuovo Sistema di Garanzia” (Decreto Ministero della Salute 12 marzo 2019). Anche a seguito di questo aggiornamento, per l’assistenza sociosanitaria saranno considerati solo indicatori sul livello di offerta e continueranno a mancare informazioni su altre dimensioni (equità, appropriatezza, efficienza, efficacia dei servizi).

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

 Pensionati all’estero – Avviata 1° fase campagna per attestazione esistenza in vita

L’Inps informa che Citibank ha cominciato ad inviare la lettera esplicativa e del modulo standard per l’attestazione dell’esistenza in vita che i pensionati residenti in Africa, Oceania ed Europa, dovranno comunicare all’Istituto. Con il messaggio del 25 ottobre, n. 3884, l’Inps conferma, inoltre, che l’accertamento generalizzato dell’esistenza in vita sarà condotto in due fasi, come nelle scorse edizioni, tra loro cronologicamente distinte in rapporto ai Paesi di residenza dei beneficiari, come risultanti negli archivi della Banca, rimanendo inalterata, anche per quest’anno, la suddivisione delle aree geografiche adottata per le precedenti verifiche.
La prima fase, che è stata avviata ad ottobre 2019 e terminerà a marzo 2020, riguarderà i trattamenti pensionistici erogati ai pensionati residenti in Africa, Australia (Oceania) ed Europa, ad esclusione dei Paesi Scandinavi, dei Paesi dell’Est Europa e degli Stati limitrofi. gli interessati dovranno far pervenire le attestazioni di esistenza in vita entro il 13 febbraio 2020. Nel caso in cui l’attestazione non sia prodotta, laddove possibile, il pagamento della rata di marzo 2020 avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 marzo 2020, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di aprile 2020.

Leggi: Inca


Assistenza disabili gravi (Legge 104/92) – Diritto al trasferimento della sede di lavoro

La richiesta di trasferimento di sede da parte del lavoratore che assiste un familiare con handicap grave, in virtù della legge 104/92, deve tener conto del comportamento coerente precedentemente assunto dal richiedente. A stabilirlo è la Cassazione, con la sentenza n. 26603 del 18 ottobre scorso, che ha accolto il ricorso di una dipendente, a cui il datore di lavoro aveva negato il trasferimento, facendo prevalere le ragioni economiche ed organizzative dell’azienda, pur in presenza di altre collocazioni possibili per la lavoratrice. Una opportunità che è espressamente prevista dall’articolo 33, comma 5, della legge 104/1992.
La controversia è giunta fino in Cassazione dopo che la dipendente per garantire l’assistenza al familiare in condizioni di handicap grave, prima della domanda di trasferimento, si era assentata dal lavoro per un lungo periodo, usufruendo di un periodo di maternità, di successivi otto mesi di distacco sindacale e, infine, di ulteriori sei mesi di congedo straordinario.

Leggi: Inca


Previdenza: contributi per i lavoratori domestici – Inps, da oggi al 10 ottobre il pagamento III trimestre

Dal 1 al 10 ottobre 2019 è possibile pagare i contributi del III trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Lo ricorda l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale. I datori di lavoro possono effettuare il pagamento: direttamente online tramite il portale dei pagamenti; presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi Inps; presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA ; tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane; presso bar, tabacchi ed edicole con SisalPay.
Il versamento può essere, infine, effettuato anche utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’Inps, che può essere generato: direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi Inps, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria; utilizzando l’avviso di pagamento  pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

Leggi: Inca


Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


 

 

 

 

Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


Arriva Pensionati.it, un portale interamente dedicato agli anziani e alle loro famiglie.

Il sito è stato lanciato dallo Spi-Cgil – che rappresenta in tutta Italia oltre 2,5 milioni di uomini e donne in pensione – con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la propria presenza sui canali digitali e sui social network.
All’interno del sito sarà possibile consultare un’ampia gamma di argomenti trattati in modo analitico, aggiornati periodicamente e divisi per sezioni tematiche quali pensioni, sanità, tasse, tariffe, alimentazione, casa, consumi e tanto altro.
Per potersi districare meglio fra le complesse materie trattate su Pensionati.it gli utenti potranno trovare una raccolta di domande frequenti per cercare le risposte alle problematiche più comuni e un team di esperti cui sarà possibile porre domande specifiche.

Vai al sito: http://www.pensionati.it/


NEWS:

martedì 29 ottobre 2019
È sempre più urgente combattere le disuguaglianze in Sanità

«L’urgenza di combattere le disuguaglianze in Sanità è ormai al centro del dibattito pubblico. Occorre dunque fare fronte urgentemente alle disparità nell’esigibilità dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) con cui i cittadini devono fare i conti»: lo si è sottolineato da parte di Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato, presentando nei giorni scorsi il “VII Osservatorio Civico sul Federalismo in Sanità”
Liste d’attesa male comune su tutto il territorio nazionale, il Sud che arranca in particolare sugli screening oncologici e sul consumo di farmaci equivalenti, mentre sono ancora quattro le Regioni (Basilicata, Campania, Sicilia e Sardegna) che non hanno adottato il Piano Nazionale delle Cronicità; le coperture vaccinali, infine, che restano insufficienti e non solo al Sud: sono questi i dati principali emersi dal VII Osservatorio Civico sul Federalismo in Sanità, presentato nei giorni scorsi da Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato.

Leggi: Superando, 29/10/2019


martedì 29 ottobre 2019
Tutto ciò che va sotto il nome di “politiche sociali”

Politiche di sostegno alla non autosufficienza e agli anziani, contrasto alla povertà materiale ed educativa, politiche giovanili, accoglienza e cooperazione allo sviluppo, cultura: in sostanza tutto ciò che va sotto il nome di “politiche sociali”. Ha discusso di questo, durante un incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, una delegazione del Forum Nazionale del Terzo Settore, organismo che rappresenta oltre il 40% degli Enti Non Profit italiani e al quale aderisce anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)
Politiche di sostegno alla non autosufficienza e agli anziani, contrasto alla povertà materiale e educativa, politiche giovanili, accoglienza e cooperazione allo sviluppo, cultura: si tratta in sostanza di tutto ciò che va sotto il nome di “politiche sociali”, settore che registra una continua crescita di cittadini del nostro Paese impegnati in esso o come lavoratori o come volontari, con un impatto assai significativo anche sul PIL (Prodotto Interno Lordo).
Sono stati questi i punti principali discussi in un incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte da una delegazione del Forum Nazionale del Terzo Settore, l’organismo che attraverso 87 grandi reti, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), rappresenta oltre il 40% degli Enti Non Profit italiani

Leggi: Superando, 29/10/2019


martedì 29 ottobre 2019
La crisi abitativa in Italia –  l ruolo del Sunia e di Federconsumatori

Si è tenuto questo pomeriggio alla biblioteca Brau di piazza Bellini l’incontro sulla crisi abitativa in Italia. Nel corso del convegno si è discusso del ruolo del Sunia e di Federconsumatori a difesa dei diritti degli inquilini e degli utenti del bene casa. Si è inoltre dibattuto della necessità di un impegno europeo nel creare migliori condizioni legali e finanziarie per l’accesso all’abitare.
Uno dei sindacati che maggiormente si batte per il diritto all’abitare è proprio il Sunia. All’incontro di oggi a Napoli era presente il segretario generale del sindacato degli inquilini, Daniele Barbieri. Nel corso del suo intervento ha sottolineato la necessità di rivedere le politiche abitativa da parte del governo centrale in quanto la crisi abitativa coinvolge il Paese tutto.

Leggi: Dal Sociale 24, 29/10/2019


lunedì 28 ottobre 2019
Ance, la sfida della rigenerazione del patrimonio edilizio per una casa più conveniente e sicura

Il patrimonio italiano, sia pubblico che privato, è tra i più vecchi d’Europa: su 12,2 milioni di edifici il 74,1% è stato costruito prima del 1981
Il Piano nazionale per l’energia e il clima (PNEC) prevede un preciso obiettivo da raggiungere entro il 2030: -43% di consumi dell’energia primaria (proveniente direttamente dalla fonte) e -39,7% dell’energia finale (fornita al consumatore).  Il settore delle costruzioni è chiamato a giocare il ruolo principale per il raggiungimento di questo traguardo: oltre il 60% dei risparmi energetici può venire infatti dall’edilizia residenziale. Sono questi alcuni dei principali dati che il direttore del Centro Studi Ance, Flavio Monosilio, ha presentato venerdì 25 ottobre nell’ambito della prima edizione di Saie Bari, in un convegno dal titolo «L’esigenza inderogabile di una Politica per la Casa», promosso da Federcostruzioni e Federcasa.  Per raggiungere gli obiettivi è però urgente mettere mano a un grande piano di riqualificazione del patrimonio, sia pubblico che privato, che è tra i più vecchi d’Europa. Sui 12,2 milioni di edifici italiani il 74,1%, infatti, è stato costruito prima del 1981. Questo si traduce in un fabbisogno termico che è di circa quattro volte superiore alla media rispetto agli edifici costruiti secondo le recenti normative sull’efficienza energetica.

Leggi: Edilizia e Territorio, 28/10/2019


lunedì 28 ottobre 2019
Riscaldamento in condominio: periodo e ore di accensione

Amministratore, quando accendiamo il riscaldamento? Questa è la domanda che assedia tutti gli amministratori di condominio in queste settimane. Il riscaldamento viene acceso secondo la Zona climatica di appartenenza del comune in cui è situato l’edificio.
Per sapere in quale periodo è possibile accendere l’impianto di riscaldamento, e per quante ore giornaliere, occorre dunque conoscere la zona climatica di appartenenza del proprio Comune.
Le zone climatiche
Il territorio italiano, secondo il DPR 26 agosto 1993, n. 412, è suddiviso in 6 zone climatiche in funzione dei gradi giorno, ossia in base al clima medio.
Zona A: comuni che presentano un numero di gradi-giorno non superiore a 600;
Zona B: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 600 e non superiore a 900;
Zona C: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 900 e non superiore a 1.400;
Zona D: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 1.400 e non superiore a 2.100;
Zona E: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 2.100 e non superiore a 3.000;
Zona F: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 3.000.
A questo link l’elenco delle zone climatiche dei Comuni italiani.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 28/10/2019


venerdì 25 ottobre 2019
Ascensori: risposta del servizio di consulenza giuridica della Agenzia delle entrate

L’Agenzia delle Entrate ha risposto a un’associazione interessata a capire quali aliquote Iva applicare e come considerare gli interventi di ristrutturazione. Molti gli elementi di interesse per gli enti non profit.
La richiesta presentava quattro quesiti riguardanti:
1. l’installazione di ascensori in edifici esistenti a prevalente destinazione abitativa (come vedremo una parte della disciplina si applica a prescindere dalla destinazione abitativa dell’immobile in cui viene installato l’ascensore);
2. gli interventi di modifica degli impianti finalizzati al miglioramento dell’accessibilità da parte delle persone che utilizzano sedie a rotelle consistenti, ad esempio, nell’allargamento della cabina, nella sostituzione di porte manuali con porte automatiche, nel miglioramento della precisione di fermata;
3. l’esecuzione delle operazioni di verifica di sicurezza richieste dagli enti incaricati dell’espletamento delle verifiche periodiche e straordinarie obbligatorie per i proprietari degli immobili (come stabilito dagli articoli 13 e 14 del D.P.R. 162 del 1999);

Leggi: Rete Caad, 25/10/2019


venerdì 25 ottobre 2019
Long Term Care/ Italia Paese di badanti e cargiver. Welfare pubblico per pochi, gestori alle porte. L’analisi Cergas Bocconi

La coperta del welfare pubblico continua a essere cortissima quando si guarda agli anziani e soprattutto è una coperta strappata: qualche zona d’Italia la copre meglio, tutte le altre decisamente no. E allora il nostro continua a essere, ben che vada, un Paese di badanti e di caregiver. Non che le Regioni non si siano date da fare in questi anni, anzi la produzione normativa è più che generosa (365 atti tra 2015 e 2019), ma l’introduzione di servizi innovativi è limitata al 10,7% di tutti i provvedimenti. Mentre proprio di innovazione ci sarebbe bisogno, per affrontare la bomba demografica che vede un aumento del 4,6% tra 2013 e 2016 degli anziani non autosufficienti. A tracciare il quadro con un occhio al futuro è il secondo Rapporto sull’innovazione e il cambiamento nel settore Long Term Care realizzato da Cergas Sda Bocconi con il supporto di Essity, azienda svedese che opera nel settore dell’igiene e della salute.

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 25/10/2019


giovedì 24 ottobre 2019
Social housing. Piano «Rinascita urbana», De Micheli: linee guida per la progettazione entro gennaio

Per ciascuna iniziativa 20 milioni statali, più l’eventuale pari cofinanziamento della Regione e
ulteriori investimenti di privati
«Il testo della norma vedrà la luce in via definitiva sulla legge di Bilancio. L’obiettivo è di mettere soldi pubblici per aumentare il numero di alloggi pubblici, ma di non escludere anche la possibilità di usare immobili privati facendo entrare operatori privati nella rigenerazione delle periferie, all’interno delle quali spesso ci sono immobili che devono essere ristrutturati». Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli ieri a margine del convegno promosso dalla Corte dei Conti su “Quale controllo preventivo per gli appalti pubblici?”, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’annunciato piano “Rinascita Urbana” che vedrà un miliardo di euro di risorse statali e che registra l’interesse di Cassa depositi e prestiti.
«La dotazione per progetto – ha aggiunto De Micheli – sarà di massimo 20 milioni di euro, ma le regioni ci possono mettere altrettanto, e ovviamente anche i privati possono partecipare». «Nella finanziabilità del progetto – ha precisato – potranno rientrare anche rientrare infrastrutture come piste ciclabili, trasporti, parcheggi di scambio». «Stiamo attivando l’attuazione perché vorrei essere più veloce possibile. Venerdì ci sarà un incontro con le direzioni (del ministero, ndr): vorrei dare le linee guida con le priorità progettuali entro il 30 gennaio, con un decreto ministeriale, per consentire ai comuni di progettare a partire da febbraio e fino all’estate».

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 24/10/2019


giovedì 24 ottobre 2019
Social housing. Delmonte (Cdp): nel nuovo piano del Mit c’è spazio per investitori privati di lungo termine

La responsabile Business Development di Cdp Investimenti Sgr valuta positivamente il programma “Rinascita Urbana” annunciato dal governo «Da quello che abbiamo compreso, i progetti candidabili, che dovranno essere veicolati attraverso il punto di accesso dei Comuni, e quindi avere un impulso di natura pubblica, possono, anzi debbono, prevedere il coinvolgimento, in fase di investimento e cofinanziamento, di operatori privati interessati alla rigenerazione urbana e alla casa. Sono quindi aperti un po’ a tutti: fondi immobiliari, cooperative, developer, costruttori, Aziende Casa: tutti i soggetti in grado di aggregare la strutturazione dell’offerta. Da punto di vista dei capitali e delle fonti finanziarie, c’è spazio per le fondazioni bancarie e gli enti previdenziali, ma con un “blending” di risorse che potranno andare da quelle totalmente pubbliche a quelle totalmente private, così da strutturare progetti che hanno allo stesso modo un “blending” di utilizzatori e di funzioni». Paola Delmonte, Chief business development officer presso Cdp Investimenti Sgr, società di gestione che gestisce il maxi-fondo sul social housing, apre al piano “Rinascita Urbana”, annunciato dal governo per rispondere alla domanda abitativa e la rigenerazione di parti di città.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 24/10/2019


mercoledì 23 ottobre 2019
Tasse, con il Governo “Conte 1” di Lega – M 5S pressione fiscale cresciuta dello 0,6% – Il dossier sulla manovra

È possibile tracciare un primo bilancio quasi completo della dinamica della pressione fiscale nel
D Governo Conte I, con la diffusione da parte dell’Istat dei conti delle Amministrazioni pubbliche nel secondo trimestre 2019 e delle revisioni delle serie storiche annuali e trimestrali del Pil.
L’indice elaborato da Fondazione Edison e Il Sole 24 Ore ci dice che, rispetto agli ultimi quattro trimestri del governo Gentiloni (anno “scorrevole” terzo trimestre 2017-secondo trimestre 2018), negli primi quattro trimestri del governo Conte I (anno “scorrevole” terzo trimestre 2018-secondo trimestre 2019) l’incidenza sul Pil della pressione fiscale è salita dal 41,5% al 42,1%, cioè di 0,6 punti percentuali. Dunque, si è invertita una rotta che aveva visto scendere il tax rate durante i governi Renzi e Gentiloni di 1,8 punti percentuali complessivi (dal 43,3% a cui l’aveva lasciato il governo Letta).

Leggi: Il Sole 24 Ore, 23/10/2019


lunedì 21 ottobre 2019
Installazione delle colonnine ricarica per auto elettriche anche nei box privati: ecco come fare

Compito dell’amministratore è verificare se l’impianto sia stato realizzato nel rispetto delle normative vigenti
l mercato dell’auto elettrica cresce un po’ a rilento anche a causa della scarsa diffusione degli impianti di ricarica, nonostante le politiche europee, i decreti nazionali, le agevolazioni fiscali per acquisto e installazione di colonnine di ricarica e la possibilità di prevedere queste infrastrutture anche nelle aree condominiali e nei box privati.
La normativa. Nel rispetto delle normative europee, anche l’Italia ha adottato una politica di incentivazione e sviluppo della mobilità sostenibile e con il D.Lgs. 257/2016 (Disciplina di attuazione della Direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi) ha posto l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti, fissando i requisiti minimi per la realizzazione delle infrastrutture per i combustibili alternativi, compreso i punti di ricarica per i veicoli elettrici.

Leggi: Condominio Web, 21/10/2019


DALLE REGIONI:

martedì 29 ottobre 2019
Trasporto gratuito solidale di anziani e disabili: il Veneto rifinanzia Stacco

La Regione Veneto rifinanzia con altri 500 mila euro il progetto Stacco, iniziativa di trasporto solidale  e gratuito per persone non autosufficienti, anziani e disabili. Invecchiamento della popolazione e crescenti fragilità sociali stanno determinando una crescente domanda delle chiamate. La chiave di volta del servizio sono i volontari che, in forma associata e coordinata, garantiscono il servizio di accompagnamento “a chiamata” per visite mediche, terapie, pratiche burocratiche a persone con difficoltà di mobilità e di reddito.
«Lo scorso anno sono stati quasi 1200 i volontari che hanno garantito un passaggio a loro concittadini in difficoltà nel raggiungere l’ambulatorio del medico, l’ospedale o un ufficio pubblico – commenta l’assessore regionale alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin, che ha riproposto alla Giunta veneta il finanziamento anche per il prossimo anno – Sono stati effettuati decine di migliaia di viaggi in Veneto, coprendo quasi 700 mila chilometri di strade. Il servizio non consiste solo in un passaggio automobilistico, ma un vero e proprio accompagnamento, in una relazione di empatia che va a beneficio di entrambi i soggetti, il conducente e il trasportato».

Leggi: Il Gazzettino, 29/10/2019


domenica 27 ottobre 2019
Sempre più famiglie chiedono una casa popolare: è emergenza abitativa

Nei giorni scorsi incontro dei sindacati di categoria con il commissario dello Iacp: via a campagne contro la morosità e gli abusi
Le situazioni di bisogno economico ad Agrigento crescono di numero e si manifestano ormai non più solamente con la necessità di reperire beni di prima necessità o risorse economiche per sostenere il costo di bollette e tasse, ma anche con l’impossibilità di far fronte al costo di un affitto.
E’ infatti in crescita la richiesta di alloggi popolari nel capoluogo, a fronte di un’offerta pari quasi a zero, dopo anni di disinteressamento sia da parte delle amministrazioni comunali e dello stesso Iacp, che ha però adesso invertito nettamente la rotta.
A lanciare l’allarme è stato il sindacato degli inquilini, il Sunia, rappresentato ad Agrigento da Floriana Bruccoleri che, nei giorni scorsi, ha partecipato con la rappresentante del Sicet, Roberta Russo, ad un tavolo tecnico voluto dal commissario dello Iacp Gioacchino Pontillo.
“Abbiamo creato un tavolo tecnico di controllo permanente che si riunisce periodicamente con tutti i soggetti istituzionali coinvolti – spiega Pontillo -. Nei giorni scorsi abbiamo rappresentato alle sigle sindacali quanto fatto in questi mesi con i sindaci e con loro abbiamo cercato di individuare un percorso per sostenere l’azione di lotta alla morosità che questo Istituto sta portando avanti dal mio insediamento e, contestualmente, riuscire a dare risposte agli utenti”.

Leggi: Agrigento Notizie, 27/10/2019


domenica 27 ottobre 2019
Borgo Valbelluna – Bella iniziativa, ma non basta: per l’ex presidente dell’Auser

Bella iniziativa, ma non basta: per l’ex presidente dell’Auser Franco Piacentini la richiesta dei Sindacati Pensionati Cgil Cisl Uil all’Amministrazione del comune di Borgo Valbelluna, di chiedere ad ogni cittadino un versamento di un euro da finalizzare al fondo welfare provinciale, pur apprezzabile come proposta di sensibilizzazione e di attenzione alle difficoltà delle comunità montane, comunque non è sufficiente per fermare lo spopolamento e nemmeno per rispondere alle richieste di adeguati servizi sociosanitari, assistenziali, viari, delle persone che vivono e vogliono o vorrebbero vivere in montagna. «Per scongiurare l’abbandono, lo spopolamento e l’isolamento delle comunità montane -aggiunge Piacentinile Terre Alte Bellunesi devono avere le stesse opportunità gestionali territoriali e le stesse disponibilità finanziarie, da oltre sessant’anni esistenti nelle Terre Alte dell’Alto Adige e del Trentino. Stesse condizioni, ovviamente, in una esplicita autonomia della provincia di Belluno, convenuta e concertata con il Governo nazionale e con la Regione Veneto. Autonomia chiesta e votata con referendum il 22 ottobre 2017 dal 99% dei cittadini Bellunesi».

Leggi: Il Gazzettino, 27/10/2019


venerdì 25 ottobre 2019
Manovra 2020: c’è il bonus facciate e la proroga di bonus ristrutturazioni ed ecobonus

Il ‘canovaccio’ della Legge di Bilancio conferma la nuova detrazione per i prospetti e concede un anno in più per quelle vigenti
Un anno di tempo per ristrutturare le facciate esterne degli edifici e detrarre il 90% della spesa con il bonus facciate, ancora un anno per fruire dell’ecobonus, del bonus ristrutturazione e del bonus mobili ed elettrodomestici; nessuna traccia di proroga per il bonus verde.
È una conferma delle comunicazioni date dal Governo nelle scorse settimane, quella che si trova nel ‘canovaccio’ della Manovra 2020 che il Ministero dell’Economia ha messo a punto per rispondere alla richiesta di chiarimenti arrivate all’Italia dal vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e dal Commissario Pierre Moscovici.
Bonus facciate 90% nel 2020
Nel 2020, e solo per un anno, sarà introdotta una detrazione del 90% per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici.
Il nuovo bonus facciate è stato proposto dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, per rilanciare gli investimenti per il restauro e il recupero delle facciate di palazzi e condomìni, in centro storico o periferia, nelle grandi città o nei piccoli comuni.
Non sappiamo ancora a quali interventi si applicherà il nuovo ‘bonus facciate’ nè se si aggiungerà – con requisiti diversi – agli altri bonus fiscali dedicati ad abitazioni singole e condomìni o se ne assorbirà qualcuno, incrementandone le aliquote.

Leggi: Edilportale, 25/10/2019


giovedì 24 ottobre 2019
 Apre «Qui Padova», con quasi 100 alloggi sociali e servizi per il quartiere e la città

Già quasi tutti occupati gli 84 alloggi a canone concertato promossi da Investire Sgr insieme a Fondazione La Casa Onlus attraverso il fondo Veneto Casa
Novantadue nuovi appartamenti in affitto, di cui 84 a canone “concertato” e otto a canone sociale, più una ricca gamma di servizi che vengono ospitati nei 2000 mq di spazi “al piede” dei cinque edifici inaugurati lo scorso 18 ottobre nel quartiere Commissario, nella periferia di Padova, disposti attorno a una ampia piazza con verde attrezzato aperta a tutti. L’intervento – che si chiama “Qui Padova” – si estende su quasi due ettari di superficie “brownfield”, dove una volta c’era un deposito di materiali di scarto, ed è l’ennesimo esempio virtuoso prodotto dall’architettura finanziaria costruita sul “fondo dei fondi” di Cassa depositi e prestiti dedicato al social housing. Il progetto nasce dall’incontro della finanza privata (con finalità pubbliche) di investitori “pazienti”, imprese, sgr, facilitatori e società specializzate nella “progettazione sociale” dell’intervento di housing. Nel caso specifico, il promotore è Investire Sgr, attraverso il fondo Veneto Casa, sottoscritto, tra gli altri, da Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, Banca Intesa e Regione Veneto. Il fondo è tra i 30 “veicoli” territoriali che vedono l’investimento di Cassa depositi e Prestiti, attraverso il maxi-fondo immobiliare da due miliardi di euro (Fia – Fondo investimenti per l’abitare) dedicato allo sviluppo di iniziative di social housing.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 24/10/2019


giovedì 24 ottobre 2019
Legge sugli affitti Erp domani le associazioni in consiglio comunale

Nei prossimi giorni la casa sarà al centro della mobilitazione di cittadini e associazioni. Domani alle 14.30 è previsto un consiglio comunale durante il quale si parlerà dell’analisi delle problematiche relative agli effetti dell’applicazione del regolamento regionale n. 4/2018 sugli inquilini degli alloggi Erp nel Comune di Venezia. All’appuntamento non mancheranno le associazioni che negli ultimi giorni hanno manifestato il diritto alla casa con la passeggiata per riappropriarsi della residenzialità, come il Gruppo 25Aprile, Asc (Assemblea sociale per la casa) e Ocio (Osservatorio civico indipendente sulla casa e sulla residenzialità), ma anche tante altre come Adl Cobs (Comitati cittadini aderenti al coordinamento regionale inquilini Erp).
Già da oggi la loro voce si farà sentire in occasione del consiglio di municipalità di Marghera alle 18 in Municipio: «Ogni giorno incontriamo persone davvero preoccupate per il rischio di perdere la casa perché sforano di poco i criteri assegnati», ha detto Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, «È necessario sospendere l’attuazione della legge e cambiarla radicalmente».

Leggi: Nuova Venezia, 24/10/2019


mercoledì 23 ottobre 2019
Conferenza permanete approva il regolamento welfare

Un ulteriore passo in avanti verso la sistemazione organica del settore del Sociale in Calabria. La Conferenza permanente per la programmazione dei servizi socio-assistenziali, che si è riunita nella Cittadella regionale a Catanzaro, questa mattina ha approvato all’unanimità il Regolamento del Welfare, tappa fondamentale prima del ritorno dell’importante atto in Giunta per la formalizzazione. Il regolamento – dopo 20 anni d’attesa – permette finalmente alla Calabria di applicare la legge 328 del 2000 fissando le regole oggettive e le modalità standard per coloro che vogliono fornire un servizio delicato quanto quello del sociale.
Il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha preso parte ai lavori della Conferenza permanente che ha avviato anche l’esame della bozza del Piano sociale regionale. Alla Conferenza, presieduta dall’Assessore regionale al Lavoro e al Welfare Angela Robbe, erano presenti i componenti delle Consulte degli Enti Locali e del Terzo Settore, con i rispettivi presidenti Francesco Mundo e Gianni Pensabene. Il Presidente Oliverio ha annunciato in apertura di lavori che “nella prossima seduta di Giunta sarà approvata la delibera che riguarda i regolamenti attuativi della riforma sul Welfare. Siamo alla conclusione – ha detto – dell’iter procedurale, dopo aver acquisito nei giorni scorsi il parere della Commissione Consiliare.

Leggi: Regione Calabria, 23/10/2019


mercoledì 23 ottobre 2019
Basilicata: calo demografico, aumento popolazione anziana, politiche abitative inadeguate: i dati della ricerca Spi Cgil e Auser.

Sostenere l’invecchiamento attivo, le politiche abitative e i servizi alla persona che consentano la permanenza a casa degli anziani, anche non autosufficienti. È lo scopo dello Spi Cgil e dell’Auser che a Potenza hanno presentato la ricerca nazionale “Il diritto di invecchiare a casa propria – problemi e prospettive della domiciliarità”, un quadro di riferimento generale sul tema specifico della “domiciliarità”, vista dalla grande maggioranza delle persone anziane come la scelta più naturale al punto da considerarla una sorta di “diritto irrinunciabile”.  La pubblicazione è stata illustrata dal curatore Claudio Falasca, alla presenza del membro della presidenza nazionale Auser Lorenzo Mazzoli, della segreteria nazionale Spi Cgil Mina Cilloni, dei segretari generali Cgil Basilicata Angelo Summa e Spi Cgil Basilicata Nicola Allegretti e della presidente Auser Basilicata Sara Ulivi. In Basilicata il tema della domiciliarità in inserisce in quadro demografico preoccupante. La popolazione regionale tra il 2011 e il 2017 è diminuita dell’1,3%, con una popolazione anziana regionale cresciuta del 7,5%. A fronte di un numero di anziani con limitazioni funzionali che cresce del 3,2%, il numero di indennità di accompagnamento riconosciute cresce solo dello 0,3%.

Leggi: Auser, 23/10/2019


martedì 22 ottobre 2019
Case popolari, dalla R. Lombardia 15 milioni per efficientamento energetico e contenimento emissioni

Prevista l’approvazione di un bando per l’erogazione di contributi a fondo perduto per opere di efficientamento energetico su immobili esistenti destinati a Servizi Abitativi Pubblici già oggetto di interventi di riqualificazione edilizia
Ammonta a 15 milioni di euro, eventualmente incrementabili, lo stanziamento deliberato dalla Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore ad Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, di concerto con l’assessore alle Politiche sociali, abitative e Disabilita’ Stefano Bolognini, destinati ad opere di efficientamento energetico su immobili esistenti destinati a Servizi Abitativi Pubblici gia’ oggetto di interventi di riqualificazione edilizia.
La delibera costituisce una delle nuove misure di attuazione dell’Asse IV del Por Fesr 2014-20, in particolare dell’Azione ‘Riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, residenziali e non residenziali e integrazione di fonti rinnovabili’. Prevede l’approvazione di un bando per l’erogazione di contributi a fondo perduto, di complessivi 15 milioni di euro eventualmente incrementabili, per opere di efficientamento energetico su immobili esistenti destinati a Servizi Abitativi Pubblici gia’ oggetto di interventi di riqualificazione edilizia.

Leggi: Casa e Clima, 22/10/2019


martedì 22 ottobre 2019
Erp, Ceccarelli: “A Firenze 11 milioni, a Prato 6 con le risorse Cipe per edilizia pubblica”

17 milioni di euro in arrivo dal Cipe per realizzare edilizia popolare nei Comuni di Firenze e Prato. La Giunta regionale toscana ha approvato nella seduta di ieri la delibera, proposta dall’assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli, con la quale indica i Comuni di Firenze (2.454 domande ammesse nelle graduatorie di edilizia popolare su una popolazione di 377.284 abitanti) e Prato (1.277 domande ammesse nelle graduatorie erp su una popolazione di 192.010 residenti) come le realtà dove le esigenze del disagio abitativo si manifestano in maniera maggiore e dove, dunque, è necessario investire le risorse straordinarie stanziate a livello nazionale.
Sulla base delle informazioni preliminari fornite dai Comuni sulle possibilità di intervento al Comune di Firenze andranno € 11.064.040, mentre a Prato € 6.000.000.
“Con queste risorse – ha spiegato Ceccarelli – potremo dare un nuovo e significativo impulso ai programmi di edilizia residenziale pubblica. Da troppo tempo ci sono centinaia di domande di alloggi erp ammesse in graduatoria ma ferme, senza un’effettiva risposta. Grazie al rinnovo delle normative, con la nuova legge regionale, con gli investimenti per l’acquisto da parte dei Comuni dell’invenduto e anche con questi, forti, investimenti contiamo di smuovere qualcosa, perchè tutti abbiano la possibilità di contare su alloggi a canoni popolari nei momenti di maggiore necessità”

Leggi: Toscana Notizie, 22/10/2019


martedì 22 ottobre 2019
Disagio abitativo, Sunia Sicet e Uniat: “Inutilizzati i fondi per morosità incolpevole”

Per Giusi Milazzo, Francesco Nicolosi e Giuseppe Camarda, “sfratti e pignoramenti proseguono senza misure per venir incontro alle tante famiglie che perdono la casa
Disagio abitativo, Sunia Sicet e Uniat: “Inutilizzati i fondi per morosità incolpevole”
„iovedi 24 ottobre alle ore 10, i segretari provinciali dei sindacati degli inquilini, Sunia Sicet e Uniat di Catania, faranno il punto sul disagio abitativo in città, nel corso di un incontro con la stampa che si terrà nella sede Sunia via Reclusorio del lume n.29.   Per Giusi Milazzo, Francesco Nicolosi e Giuseppe Camarda, “sfratti e pignoramenti proseguono senza che siano predisposte misure adeguate per venir incontro alle tante famiglie che perdono la casa. Restano inutilizzati milioni di euro per la morosità incolpevole e tarda ancora ad essere messo a disposizione dei cittadini il fondo per l’affitto”. Secondo Sunia Sicet e Uniat di Catania, “la situazione è ormai sufficientemente grave da allarmare seriamente i sindacati”, e inoltre gli “annunci spot, i ritardi inspiegabili nella consegna degli alloggi realizzati nell’ex palazzo di cemento sono gli unici dati tristemente evidenti in questo difficile contesto”.

Leggi: Catania Today, 22/10/2019


martedì 15 ottobre 2019
Parte “INPS per tutti”, quattro Sportelli INPS itineranti per i cittadini più fragili

Dopo la presentazione ufficiale del progetto INPS per tutti da parte del Presidente dell’Istituto Pasquale Tridico e dei Sindaci firmatari delle Convenzioni, anche a Bologna partirà, in collaborazione con il Comune e la Città metropolitana, un nuovo servizio per raggiungere le persone, valutarne l’eventuale diritto a prestazioni INPS e supportarle nell’accesso ai servizi.
Il progetto nasce dall’esigenza di innovare il rapporto dei cittadini con la Pubblica amministrazione chiamata a farsi parte attiva nell’intercettazione dei bisogni delle fasce più deboli della popolazione (i cosiddetti “burocraticamente esclusi”) e ad erogare i propri servizi direttamente nei luoghi dove è possibile raggiungere le persone che vivono situazioni di disagio.
Con l’intermediazione di personale qualificato del Comune e della Città metropolitana di Bologna che già si occupano sul territorio di protezione sociale, saranno attivate postazioni INPS per dare consulenza e far emergere eventuali diritti inespressi delle persone e facilitare la piena tutela dei bisogni dei singoli e delle famiglie rimuovendo gli ostacoli burocratici che impediscono o ritardano l’accesso alle misure e prestazioni di contrasto della povertà.

Leggi: Comune di Bologna, 15/10/2019


IN AGENDA:

Al via il 1° Festival della Longevità, a cura di Auser Emilia Romagna e delle Auser territoriali.

Dal 4 novembre al 5 dicembre, in tutto il territorio regionale, si susseguiranno una serie di eventi con tema centrale quello della longevità, “una rivoluzione – come recita il sottotitolo del Festival – (per ora) silenziosa”.
Nelle agende dei servizi e delle politiche sociali dei prossimi anni la longevità porterà una rivoluzione: le prospettive di vita si allungano, la popolazione anziana aumenterà e i nuovi anziani avranno caratteristiche differenti da quelle degli anziani di oggi. Occorre, fin da ora, prepararsi alle sfide di un invecchiamento che non deve essere vissuto solo come un’emergenza ma anche come un’opportunità che apre nuovi scenari di vita collettiva.
Tanti i temi trattati durante la rassegna, alcuni anche privati e “scomodi”, come quello della sessualità che apre il Festival lunedì 4 novembre. E poi il tema della domiciliarità, a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche fino alle forme di abitare solidale; o ancora l’ambiente, l’alimentazione, la memoria, il trasporto sociale, i testamenti e tanto altro.
Scarica il programma completo >>

Leggi: Auser Emilia Romagna


Un Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa

Se ne parlerà il 6 e 7 dicembre a Bologna, dove cinque anni fa nacque il primo Regolamento per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni
L’obiettivo immediato è ambizioso e insieme entusiasmante: far nascere un vero e proprio Patto tra le città sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa dei beni comuni. Obiettivo di lungo termine: diffondere e consolidare il tema della collaborazione tra i cittadini e le istituzioni per la cura e la rigenerazione dei beni comuni e la co-produzione delle decisioni pubbliche.
Se ne discuterà il 6 e 7 dicembre a Bologna dove cinque anni fa, a febbraio 2014, nacque  il primo Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, stipulato dal Comune di Bologna insieme con Labsus.
Da Allora, anche grazie al lavoro di promozione svolto da Labsus, più di 200 Comuni hanno adottato il Regolamento e hanno favorito così la nascita di migliaia di patti di collaborazione con i cittadini per la cura condivisa dei beni comuni presenti sul loro territorio. Sono così stati coinvolti, direttamente, circa 800.000 persone.

Leggi: Labsus


Casa: Cgil, Cisl, Uil, 19 novembre iniziativa ‘Una nuova questione abitativa’

Dopo cinquant’anni dallo sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil, per il diritto alla casa e contro il caro affitti, le Organizzazioni sindacali propongono una riflessione su quegli eventi, attraverso un’iniziativa che si svolgerà a Roma il 19 novembre 2019, con l’obiettivo di rimettere al centro la questione dell’abitare e rilanciare i temi per città più eque e sostenibili.

Leggi: Cgil


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Udine, 6 dicembre Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

Stigma e demenza

Il recente Rapporto dell’Alzheimer’s Disease International intitolato “World Alzheimer Report 2019. Attitudes to dementia” si concentra sul tema dello stigma nei confronti della demenza offrendo, grazie ad una ricerca condotta dalla London School of Economics and Political Science, una analisi dettagliata delle dimensioni del fenomeno. L’articolo propone una selezione ragionata dei risultati di questa indagine e presenta, in sintesi, alcuni programmi in atto nei diversi paesi volti a ridurre lo stigma.
di Veruska Menghini (Assistente Sociale Specialista, collabora con il Network Non Autosufficienza), Giselda Rusmini (Ricercatrice sociale, collabora con l’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano e il Network Non Autosufficienza)
Per i malati di demenza, il riconoscimento del diritto alle cure e ad una partecipazione piena ed equa alle attività quotidiane risulta essere spesso compromesso dallo stigma associato alla demenza (Ashworth, 2017; Lion et al., 2019). Secondo gli stereotipi più comuni infatti, avere la demenza è un’esperienza intrinsecamente negativa1. Le reazioni emotive negative spesso includono paura, vergogna, repulsione o disgusto (Behuniak, 2011; Casado et al., 2018; Lopez et al., 2019). Si tratta di stereotipi e pregiudizi che assumono forme e intensità diverse a seconda dei contesti politici e culturali in cui si sviluppano2.

Leggi: I Luoghi della Cura


Sto invecchiando, e dunque?

È invecchiando oggi, che ci si pone questa lecita domanda, peraltro, e che nei decenni precedenti non aveva senso porsi.
Perché, al di là di tutto, c’è ormai la consapevolezza diffusa che invecchiare non vuol dire “aver finito” qualcosa, “terminato” un tempo, anzi ci rendiamo conto che con la vecchiaia è “un nuovo inizio di qualcosa” , un nuovo periodo ormai  lungo ( la vita media sta andando verso gli 80 anni).
Ma quale tempo riserva ancora la vita?
Molto o poco che sia, invecchiare è un dono della vita stessa e dunque è possibile amare la vita e  l’invecchiare lasciando in secondo ordine la quantità degli anni. Guardando l’invecchiare in questa visione, ci dice che c’è ancora tempo per migliorare lo stile di vita e mantenersi in salute per tanti anni ancora.
Ma la pensione, inizio del senso di vecchiaia, per molti, è realmente un traguardo finale? un ritiro a lungo desiderato dalla vita attiva lavorativa faticosa?
Può darsi. Ma, pur ritenendo lecito e doveroso raggiungere questo traguardo lavorativo potremmo dire che si può andare in pensione senza andarvi realmente, avviando nuove attività, sfruttando nuove opportunità di lavoro, anche produttivo, mettendo a frutto l’esperienza e le competenze acquisite negli anni di lavoro attivo.
Alcuni auto-consigli per invecchiare bene?
Sarebbe opportuno iniziare collezionando una cassetta degli attrezzi per invecchiare bene e in salute diventando un pioniere, sperimentando nuove forme di autocura, autopromozione della salute, sviluppandole come nuove competenze da acquisire.

Leggi: Abitare Sociale


Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria

Il punto al 2017: Laura Pelliccia
Sono pochi gli strumenti a disposizione per monitorare l’andamento dell’assistenza sociosanitaria nelle regioni, in un sistema sanitario che ancora concentra gli sforzi di rilevazione e valutazione degli esiti esclusivamente sul sistema ospedaliero.
Finora la fonte principale per osservare l’andamento dell’assistenza per anziani, disabili e per le altre tipologie di bisogni sociosanitari è stato il set di indicatori contenuti della cosiddetta “Griglia Lea”, lo strumento con cui vengono monitorate le regioni (negli scorsi mesi sono stati diffusi i risultati del 2017). E’ utile ricordare inoltre che nel caso dei Lea sociosanitari, non essendo mai stati individuati a livello normativo standard di riferimento nazionali rispetto ai livelli di offerta attesi delle singole regioni, le verifiche ministeriali vertono su confronti di tipo statistico (si osserva il posizionamento relativo rispetto alle altre regioni e le variazioni rispetto ai precedenti periodi per le regioni più carenti).
In futuro questo set subirà alcune modifiche, per effetto di un recente processo di rivisitazione noto come “Nuovo Sistema di Garanzia” (Decreto Ministero della Salute 12 marzo 2019). Anche a seguito di questo aggiornamento, per l’assistenza sociosanitaria saranno considerati solo indicatori sul livello di offerta e continueranno a mancare informazioni su altre dimensioni (equità, appropriatezza, efficienza, efficacia dei servizi).

Leggi: Welforum


Disagio mentale, coinvolge una fetta sempre più ampia di popolazione. La depressione tra i problemi più diffusi

Complice anche l’invecchiamento della popolazione ma anche condizioni socio-economiche sempre più precarie, si connota soprattutto sotto forma di disturbi depressivi e problemi neurologici come le demenze, con un forte impatto sulla società, sulle famiglie e sul sistema sanitario
Il disagio mentale è un problema che sta acquisendo sempre maggiore rilevanza a livello nazionale, coinvolgendo una sempre più ampia fetta di popolazione, specie tra gli anziani (in costante aumento, su cui grava sempre di più anche il peso della malattia di Alzheimer) e le fasce più deboli della popolazione dal punto di vista economico e sociale, assorbendo risorse del sistema sanitario, nonché gravando su società e famiglie. Tra i problemi più diffusi, vi è sicuramente la depressione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che i disturbi depressivi colpiscono oltre 300 milioni di persone nel mondo. La depressione rappresenta il 4,3% del carico globale di malattia ed è una delle principali cause di disabilità a livello mondiale (circa l’11% degli anni di vita vissuti con una disabilità nel mondo intero), particolarmente nelle donne.
In Italia, secondo i dati più recenti disponibili (Indagine dell’Istituto Nazionale di Statistica-European Health Interview Survey-EHIS), 2,8 milioni, il 5,6% della popolazione di età >15 anni, presenta sintomi depressivi, dei quali 1,3 milioni con sintomi del disturbo depressivo maggiore.
Sono questi in estrema sintesi i dati del Focus sul Disagio mentale prodotti dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che opera all’interno di Vithali spin off dell’Università Cattolica presso il campus di Roma, reso noto alla vigilia della Giornata Mondiale per la Salute Mentale che si celebra domani, giovedì 10 ottobre.

Leggi: In Salute


L’invecchiamento attivo e la socializzazione come elemento di prevenzione: l’esperienza della Fondazione Golgi Cenci ad Abbiategrasso

Accanto alle previsioni demografiche che delineano per il nostro Paese un netto invecchiamento della popolazione, va assumendo sempre più spazio la promozione dell’invecchiamento attivo. Diverse sono le esperienze e le sperimentazioni avviate a livello regionale e locale. L’articolo presenta l’attività condotta nel corso del 2019 presso la Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso: di Lijo Belardi, Georgia Casanova (Fondazione Golgi Cenci, Abbiategrasso, Milano)
Il tema dell’invecchiamento della popolazione è al centro del dibattito politico e di welfare degli ultimi vent’anni (Ney, 2012; Walker e Maltby, 2012). Tra il 2015 e il 2050, la percentuale della popolazione mondiale di oltre 60 anni raddoppierà passando dal 12% al 22% (ONU, 2017). Oggi, in Italia, più del 21% della popolazione è anziana e l’aspettativa di vita è di oltre 80 anni (OECD, 2019).
In questo contesto, si inserisce l’invecchiamento attivo ritenuto uno strumento utile per contrastare alcune delle principali sfide legate all’invecchiamento della popolazione (Lamura et al., 2017). L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) definisce l’invecchiamento attivo “un processo per ottimizzare le opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita delle persone” (WHO, 2002). L’interessamento dell’OMS al tema e contemporaneamente la creazione di un indice europeo per l’Invecchiamento attivo (Zaidi, 2015) sottolineano la rilevanza e la valenza che esso può avere in termini di prevenzione e promozione della salute in età anziana.

Leggi: I Luoghi della Cura


Accessibile? Smart!

Città a misura delle persone con disabilità e smart cities stanno diventando una realtà. Il tema dell’accessibilità e della fruibilità dei servizi e dell’offerta culturale e artistica delle città europee è presente sul tavolo della Commissione Europea non soltanto per gli aspetti sociali, ma anche per il potenziale economico. Ecco perché se ne interessano, in particolare, la Direzione Generale Occupazione Affari Sociali e Inclusione (DG EMPL) e la Direzione Generale Mercato Interno, Industria, Imprenditoria e PMI (DG GROW).
L’Unione Europea promuove la parità di opportunità e accessibilità per le persone con disabilità. Il Premio per le città a misura di disabili (Access City Award, ACA) è una delle azioni intraprese nel quadro della Strategia UE per la disabilità che ha l’obiettivo di costruire un’Europa senza barriere. Il premio mira a incoraggiare le città europee con almeno 50.000 abitanti a condividere le loro esperienze e a migliorare l’accessibilità a beneficio di tutti. ll premio celebra la volontà, la capacità e gli sforzi di una città di diventare più accessibile, al fine di: i) garantire la parità di accesso ai diritti fondamentali; ii) migliorare la qualità della vita della popolazione e garantire che tutti, indipendentemente dall’età, dalla mobilità o dalle capacità, abbiano pari accesso a tutte le risorse che le città possono offrire.

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Appello per un Nuovo Welfare State – Investimenti adesso per il benessere futuro delle nostre famiglie

La nuova Commissione Europea, che entrerà in carica il 1° novembre 2019, dovrà affrontare un futuro che appare oggi impegnativo e preoccupante.
Tanti ritengono che il contratto sociale che ha tenuto insieme l’Europa dalla Seconda guerra mondiale in poi – fondato sulle promesse di pace e prosperità – sia in pericolo.  I giovani, in particolare, non si aspettano oggi di vivere una vita migliore di quella vissuta dai loro genitori. Secondo l’Eurobarometro, nel 2018 quasi il 75% degli europei prevedeva che la situazione economica futura sarebbe rimasta invariata o che sarebbe peggiorata nell’anno successivo. Alla domanda sulle conseguenze dell’impatto della recente crisi economica sul mercato del lavoro, circa il 45% ha risposto che il peggio doveva ancora venire.
Per riconquistare la fiducia delle persone, la Commissione Europea appena insediata deve mettere al centro della propria agenda l’empowerment della moderna famiglia a doppio reddito. In particolare, la nuova Commissione dovrà promuovere una nuova concezione delle misure di welfare e di sostegno al reddito riclassificandole come investimenti sociali, ed esentandone il loro finanziamento dal Patto europeo di stabilità e crescita.

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Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

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SEGNALAZIONI:

Assistenza disabili gravi (Legge 104/92) – Diritto al trasferimento della sede di lavoro

La richiesta di trasferimento di sede da parte del lavoratore che assiste un familiare con handicap grave, in virtù della legge 104/92, deve tener conto del comportamento coerente precedentemente assunto dal richiedente. A stabilirlo è la Cassazione, con la sentenza n. 26603 del 18 ottobre scorso, che ha accolto il ricorso di una dipendente, a cui il datore di lavoro aveva negato il trasferimento, facendo prevalere le ragioni economiche ed organizzative dell’azienda, pur in presenza di altre collocazioni possibili per la lavoratrice. Una opportunità che è espressamente prevista dall’articolo 33, comma 5, della legge 104/1992.
La controversia è giunta fino in Cassazione dopo che la dipendente per garantire l’assistenza al familiare in condizioni di handicap grave, prima della domanda di trasferimento, si era assentata dal lavoro per un lungo periodo, usufruendo di un periodo di maternità, di successivi otto mesi di distacco sindacale e, infine, di ulteriori sei mesi di congedo straordinario.

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Previdenza: contributi per i lavoratori domestici – Inps, da oggi al 10 ottobre il pagamento III trimestre

Dal 1 al 10 ottobre 2019 è possibile pagare i contributi del III trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Lo ricorda l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale. I datori di lavoro possono effettuare il pagamento: direttamente online tramite il portale dei pagamenti; presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi Inps; presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA ; tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane; presso bar, tabacchi ed edicole con SisalPay.
Il versamento può essere, infine, effettuato anche utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’Inps, che può essere generato: direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi Inps, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria; utilizzando l’avviso di pagamento  pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

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Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca

 

 

 

 

Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 22 ottobre 2019
Longevità, opportunità preventive e terapeutiche. Convegno CNR a Roma

Vivere più a lungo e meglio, combattendo i fattori di rischio legati a invecchiamento e malattie degenerative attraverso un sano stile di vita e un adeguato regime alimentare. Se ne parla al convegno “Longevità in buona salute: dalla Dieta mediterranea alla Mima digiuno, opportunità preventive e terapeutiche” che si tiene mercoledì 23 ottobre 2019, dalle ore 8.50 alle 14.00 presso l’Aula Marconi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) – Piazzale Aldo Moro, 7 Roma.
Tra gli argomenti trattati:
Cibo e longevità. Le attuali conoscenze scientifiche dimostrano che l’insorgenza di patologie cronico-degenerative, come diabete, obesità, malattie cardio-cerebrovascolari, Alzheimer, Parkinson, può essere contrastata grazie al giusto equilibrio tra stile di vita e corretta alimentazione.
In tale ottica, è stato riscontrato che diversi alimenti mediterranei, come legumi e cereali integrali, risultano protettivi anche e soprattutto in virtù dell’apporto di vitamine e polifenoli la cui azione antiossidante è in grado di contrastare i danni dei radicali liberi i quali, interagendo con le cellule e il nostro patrimonio genetico, con il passare degli anni, sono causa di un invecchiamento patologico e dello sviluppo delle su citate malattie.
Negli ultimi anni, interessanti e innovativi studi di laboratorio sul ruolo degli aminoacidi e del glucosio hanno portato alla formulazione di nuovi regimi alimentari ritenuti, al pari della Dieta mediterranea, dei veri e propri ‘elisir di lunga vita’.

Leggi: In Salute News, 22/10/2019


martedì 22 ottobre 2019
Politiche abitative. Gestione del patrimonio immobiliare e social housing, se ne è parlato oggi alla Triennale di Milano

Un’indagine sul rapporto tra gli enti del terzo settore che oggi si occupano di gestione immobiliare sociale, ed i proprietari di grandi patrimoni abitativi (sviluppatori immobiliari ed istituzioni pubbliche, private e del terzo settore). Di questo e molto altro si è parlato oggi a Milano, nel suggestivo Teatro Agorà della Triennale, durante il convegno “Il gestore immobiliare sociale: una nuova prospettiva di gestione del patrimonio abitativo”, organizzato dalla Fondazione Attilio e Teresa Cassoni e Kservice Impresa sociali. Tra i relatori anche il Presidente di Federcasa, Luca Talluri, l’Assessore alle politiche sociali e abitative del Comune di Milano Gabriele Rabaiotti, i Direttori delle Aree interessate del Comune di Milano, Fondo immobiliare, Fondazioni e onlus del mondo housing sociale e gestore sociale. Sono state presentate le esperienze del Quartiere Gorla a Milano, il Villaggio Barona e la piattaforma Milano 2035 cercoalloggio.com per gli studenti fuori sede.
“Federcasa sta lavorando, tra le altre cose, proprio sulla partita del gestore sociale – ha commentato Talluri. – L’edilizia sociale esiste da 120 anni, inizia con gli Istituti autonomi di case popolari, ed è per sua storia, per sua stratificazione, gestione sociale. Utilizzata oggi come espressione evocativa, il mixite sociale non è cosa nuova nell’edilizia popolare, è condizione normale, perchè lo stesso diritto alla casa, stabilisce che da un’asticella in giù si ha diritto a chiedere una casa popolare, ma la cd fascia nera ha diverse gradazioni, non è solo per i più poveri e da quì nasce in maniera naturale il mixite.

Leggi: Federcasa, 22/10/2019


lunedì 21 ottobre 2019
Programma del MIT ‘Rinascita Urbana’

Il Governo ha annunciato un programma pluriennale per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale, per la rigenerazione urbana, per far rinascere quartieri nelle città medie e grandi, con uno stanziamento di un miliardo di euro.
Come descritto nel sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Piano pluriennale denominato “Rinascita urbana”, vale un miliardo di euro, prevede il cofinanziamento delle Regioni e la possibilità dell’apporto di risorse private, come quelle di Cassa Depositi e Prestiti e i fondi privati che si occupano dell’abitare.
Il piano è cumulabile con le altre misure a favore della casa, come il sisma bonus e l’ecobonus.
Positivamente torna nel dibattito il tema dell’abitazione, dopo anni di assenza nell’agenda politica, ad esclusione di interventi emergenziali e di programmi volti ad affrontare il degrado urbano, senza connotazioni specifiche rispetto al disagio abitativo, che comunque non hanno mai raggiunto gli obiettivi che si erano posti.
E positivamente si parla di rigenerazione urbana, un termine finora usato genericamente, anche nelle normative di più recente emanazione, che auspichiamo possa avere una declinazione concreta nelle operazioni di trasformazione urbana, con tutte le necessarie e importanti componenti di rinnovamento, attraverso un approccio integrato alla gestione del territorio.
La finalità del programma, infatti, è riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, migliorare l’accessibilità e la sicurezza dei luoghi urbani, utilizzare e rigenerare gli spazi già costruiti rendendoli utili.

Leggi: Cgil, 21/10/2019


giovedì 17 ottobre 2019
Piano Nazionale per la Non autosufficienza: possibili miglioramenti?

Nei prossimi giorni va al parere della Commissione Unificata Stato Regioni la proposta di  “Piano per la non autosufficienza 2019-2021″ con un decreto abbinato il cui obiettivo principale è di  muovere verso più solidi livelli essenziali di assistenza, pur nei limiti del Fondo per le non autosufficienze (FNA) che è l’oggetto da regolare con questo Piano. L’obiettivo è sicuramente importante, ma è proprio questa intenzione che richiede di approfondire possibili miglioramenti del Piano per dare consistenza a quell’obiettivo. Discutiamone alcuni, senza intenzioni polemiche ma per riflettere su possibili migliorie, a partire da questa considerazione: il welfare pubblico per la non autosufficienza si articola in molti segmenti spesso disarticolati, e dunque è proprio un “Piano” ciò che occorre, ma con un orizzonte ampio, che non dimentichi snodi cruciali.
Il rischio di mantenere percorsi frantumati e l’orizzonte di ricomposizione
In questo momento un disabile gravissimo o un non autosufficiente trova (semplificando un po’ forzosamente) diversi percorsi/offerte di prestazioni per supportare la permanenza assistita al suo domicilio:
•    se è malato di SLA può ricevere un contributo economico, e spesso di importo significativo, per assumere un assistente familiare (e spesso senza necessità di valutazioni in Unità Valutative Multidimensionale);
•    se ha una grave disabilità può cercare di accedere ai significativi interventi della “vita indipendente”, più o meno sperimentali;
•    possono essere attivi interventi promossi con le risorse per il “Dopo di Noi” (legge 112/2016);
•    se è anziano non autosufficiente o disabile può richiedere interventi sociosanitari di assistenza domiciliari, previsti anche dal Capo IV dei LEA (nel Dpcm 12/1/2017 n°15), previa valutazione in Unità Valutative Multidimensionali.

Leggi: Welforum, 17/10/2019


mercoledì 16 ottobre 2019
Migliorare la qualità della vita delle persone con demenza attraverso la terapia occupazionale

La Terapia Occupazionale è una disciplina riabilitativa che si pone l’obiettivo di migliorare l’indipendenza e, in ultima analisi, la qualità della vita dei pazienti.  Questa disciplina, attraverso i principali interventi applicabili da terapisti occupazionali fra cui il Tailored Activity Program (TAP) e quelli basati sul modello dell’Integrazione Sensoriale (IS) è in grado di ridurre frequenza e severità dei disturbi del comportamento (BPSD), migliorare la qualità della vita e coinvolgere il caregiver nella cura.
di Alessandro Lanzoni (Terapista Occupazionale, Nucleo Ospedaliero Demenze Alzheimer Villa Igea, Modena), Elisabetta Romano (Terapista Occupazionale, Nucleo Ospedaliero Demenze Alzheimer Villa Igea, Modena), Serena Lupi (Terapista Occupazionale, Fondazione Germani ONLUS, Cingia De’ Botti, CR), Laura Saetti (Laureanda in Terapia Occupazionale, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Christian Pozzi (Terapista Occupazionale, Università SUPSI – Manno, CH)
Il numero di persone anziane è in continuo aumento e l’Italia è uno dei Paesi con la più alta età media d’Europa. Parallelamente è in crescita anche il numero di anziani portatori di demenza, la cui prevalenza aumenta all’aumentare dell’età e di cui l’Italia è, per questo, il secondo paese con la percentuale più alta. Secondo le proiezioni demografiche, nel 2051 ci saranno 280 anziani ogni 100 giovani, con aumento di tutte le malattie croniche legate all’età, e tra queste, le demenze. Per questo è stata definita, secondo il Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di Alzheimer Disease International una priorità mondiale di salute pubblica e sta crescendo l’urgenza di adottare interventi non farmacologici per migliorare quelle componenti che rendono complessa la gestione di tali patologie.

Leggi: I Luoghi della Cura, 16/10/2019


mercoledì 16 ottobre 2019
Potenza: presentazione della ricerca Auser, Spi Cgil “Il diritto di invecchiare a casa propria”

Nella sede Cgil di via del Gallitello a Potenza, si tiene la presentazione della ricerca Spi Cgil e Auser “Il diritto di invecchiare a casa propria – problemi e prospettive della domiciliarità” che ha l’obiettivo di ricostruire un quadro di riferimento generale sul tema specifico della “domiciliarità”. All’incontro un focus sarà dedicato ai dati relativi alla Basilicata. Interverranno il curatore della ricerca Claudio Falasca, Lorenzo Mazzoli della presidenza nazionale Auser, Mina Cilloni della segreteria nazionale Spi Cgil, il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa, il segretario generale Spi Cgil Basilicata Nicola Allegretti, la presidente Auser Basilicata Sara Ulivi.
Partendo da un’analisi dei dati disponibili – primi fra tutti il cambiamento demografico e la qualità e la quantità dei servizi, sia pubblici sia privati, che vengono offerti nel nostro Paese – la pubblicazione affronta il tema della “domiciliarità” costruendo una visione futura sulla long term care. La ricerca prende in considerazione il ruolo della famiglia, le diseguaglianze di reddito, le condizioni abitative e gli standard urbanistici.
La ricerca è anche lo strumento per rilanciare la legge sulla non autosufficienza e quella sull’invecchiamento attivo, a livello nazionale e regionale, come politiche che migliorano la qualità della vita delle persone e riafferma il tema della longevità come una risorsa per l’intera comunità.

Leggi: Auser, 16/10/2019


martedì 15 ottobre 2019
Spi, con la mini-rivalutazione solo 50 centesimi in più al mese

Pedretti: “Si tratta praticamente di mezzo caffè al mese. Messa così è una presa in giro”
Appena 50 centesimi lordi in più al mese, che netti diventano 40. All’anno sono poco più di 6 euro per 2,5 milioni di pensionati con un reddito lordo mensile tra 1.500 e 2.000 euro. È questo il peso della mini-rivalutazione su cui sta lavorando il governo in previsione della prossima legge di bilancio secondo i calcoli dello Spi Cgil.
“Sono cifre irrisorie – dichiara il segretario generale del sindacato dei pensionati Cgil Ivan Pedretti – che non avranno alcun impatto significativo sui redditi da pensione. Si tratta praticamente di mezzo caffè al mese. Messa così è una presa in giro”.
“Al governo non abbiamo chiesto la luna – continua il sindacalista – perché sappiamo in che condizioni versa il paese. Ma dopo anni di tagli alle pensioni quello che ci propongono è offensivo e non risolve i problemi”. “Il governo si ravveda – conclude Pedretti – e non penalizzi ancora i pensionati italiani. Se non lo facesse, le ragioni della manifestazione nazionale indetta unitariamente per il prossimo 16 novembre a Roma non sono solo confermate ma rafforzate”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 15/10/2019


martedì 15 ottobre 2019
Sostegno alla casa: sul piano del Governo, Sunia soddisfatto. Scettiche Federproprietà e Uppi

Un piano per far rinascere i quartieri delle nostre città. Si chiama Rinascita urbana e lo ha annunciato la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli. Il Governo si appresta dunque a stanziare un miliardo di euro per migliorare la qualità dell’abitare, attraverso diverse azioni, come:
la rigenerazione degli edifici, il sostegno alle famiglie in affitto, i cantieri nei piccoli comuni.
Di seguito la scheda di presentazione del progetto, così come pubblicata dal MIT.
Il piano rinascita urbana
Rinascita urbana è un programma pluriennale innovativo per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale e per la rigenerazione urbana. Un programma per far rinascere interi quartieri nelle città medie e grandi.
Risorse economiche
Il piano con tutte le misure vale un miliardo di euro. Prevede inoltre il cofinanziamento delle Regioni e la possibilità dell’apporto di risorse private, come quelle di Cassa depositi e prestiti e i fondi privati che si occupano dell’abitare. Il piano è cumulabile con le altre misure a favore della casa, come il sisma bonus e l’ecobonus.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 15/10/2019


lunedì 14 ottobre 2019
Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria

Sono pochi gli strumenti a disposizione per monitorare l’andamento dell’assistenza sociosanitaria nelle regioni, in un sistema sanitario che ancora concentra gli sforzi di rilevazione e valutazione degli esiti esclusivamente sul sistema ospedaliero.
Finora la fonte principale per osservare l’andamento dell’assistenza per anziani, disabili e per le altre tipologie di bisogni sociosanitari è stato il set di indicatori contenuti della cosiddetta “Griglia Lea”, lo strumento con cui vengono monitorate le regioni (negli scorsi mesi sono stati diffusi i risultati del 2017). E’ utile ricordare inoltre che nel caso dei Lea sociosanitari, non essendo mai stati individuati a livello normativo standard di riferimento nazionali rispetto ai livelli di offerta attesi delle singole regioni, le verifiche ministeriali vertono su confronti  di tipo statistico (si osserva il posizionamento relativo rispetto alle altre regioni e le variazioni rispetto ai precedenti periodi per le regioni più carenti).
In futuro questo set subirà alcune modifiche, per effetto di un recente processo di rivisitazione noto come “Nuovo Sistema di Garanzia” (Decreto Ministero della Salute 12 marzo 2019). Anche a seguito di questo aggiornamento, per l’assistenza sociosanitaria saranno considerati solo indicatori sul livello di offerta e continueranno a mancare informazioni su altre dimensioni (equità, appropriatezza, efficienza, efficacia dei servizi).

Leggi: Welforum, 14/10/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 21 ottobre 2019
Venezia, Cgil, Cisl e Uil in piazza per la riforma delle Ipab

Sono ormai 20 gli anni di attesa per un provvedimento che il Veneto, unica regione assieme alla Sicilia, non ha ancora varato e di cui c’è invece un estremo bisogno
La riforma delle Ipab ancora non c’è e la delibera di giunta annunciata dall’assessore Lanzarin per i primi di settembre sembra svanita dall’orizzonte.
Sono così ormai 20 gli anni di attesa di un provvedimento che il Veneto, unica regione assieme alla Sicilia, non ha ancora varato e di cui c’è invece un estremo bisogno. Lo sostengono Cgil Cisl Uil regionali che hanno organizzato per martedì 22 ottobre (ore 11) una grande e colorata manifestazione a Venezia davanti a Palazzo Balbi. Sono attese molte centinaia di persone da tutta la regione che porteranno i propri problemi e le proprie esperienze in relazione ad una situazione che si fa di anno in anno sempre più problematica.
“Il vuoto legislativo – denuncia il sindacato – sta provocando una strisciante privatizzazione, la riduzione dei posti disponibili, un abbassamento della qualità dei servizi, l’aumento delle rette ed un peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti”.
Sinceramente, aggiunge il sindacato, “non si riescono a comprendere le ragioni che bloccano la riforma, oggetto negli anni di 13 progetti di legge, nessuno dei quali è andato in porto, e di un’ulteriore revisione annunciata dall’assessore nel luglio di quest’anno di cui non si hanno più notizie”

Leggi: Rassegna Sindacale, 21/10/2019


lunedì 21 ottobre 2019
Servizi alla persona, Matera diventa capitale europea per riflettere su offerta e qualità

A Matera, dal 23 al 25 ottobre, figure di primo piano nel mondo del welfare a livello nazionale e internazionale si riuniranno per un focus sul futuro dei servizi alla persona. Come punto di partenza il convegno si baserà sull’arretratezza dell’Italia nell’ambito dei sevizi alla persona.

Leggi: Redattore Sociale, 21/10/2019


martedì 15 ottobre 2019
Politiche abitative. Milano 2035, un progetto per dare una casa ai giovani e creare reti di solidarietà sociale nei quartieri casa

Rabaiotti: “Dopo gli alloggi di via Carbonia, continueremo ad orientare le nostre scelte verso questo target: alla dimensione urbana serve maggiore disponibilità di affitto, anche così costruiamo il futuro della città”
Milano, 15 ottobre 2019 – Ampliare l’offerta abitativa dedicata ai giovani e, insieme, proporre la creazione di reti di solidarietà sociale nei quartieri popolari e in chiave di città metropolitana per sostenere un nuovo modello dell’abitare urbano. Questi i capisaldi del progetto Milano 2035, co-finanziato da Fondazione Cariplo attraverso il bando Welfare di Comunità e dagli enti partner, una ricca rete di Fondazioni, Associazioni e Cooperative, oltre a Università Bicocca, Politecnico di Milano e il Comune di Cinisello Balsamo, con la Fondazione Dar Cesare Scarponi Onlus come capofila.
Con l’obiettivo di partenza di raggiungere un migliaio di ragazzi cui affittare alloggi e posti letto distribuiti nella città metropolitana, molti ricompresi in caseggiati di edilizia sociale di proprietà sia comunale sia Aler, e una base di finanziamento di 1,7 milioni, oltre a decine di operatori in campo per fare utilmente incontrare domanda e offerta, dopo alcune esperienze analoghe realizzate negli ultimi anni da singole associazioni, Milano 2035 può iniziare a muovere i primi passi con l’intenzione di mettere a sistema tutti i progetti dedicati al target e costruire una città più solidale, a partire dalla dimensione abitativa come leva per lo sviluppo di un nuovo welfare territoriale. L’idea, quindi, è di innescare un circolo virtuoso che riesca a moltiplicare esperienze, alloggi, e numero di giovani coinvolti.

Leggi: Comune di Milano, 15/10/2019


IN AGENDA:

 Le barriere e i parcheggi nei Comuni delle Marche

Il 26 ottobre ad Ancona, Cittadinanzattiva Marche, insieme a varie organizzazioni regionali (AIAS, ANIEP, ANMIC, APM, Associazione Marchigiana Traumatizzati Cranici Andrea, Piattaforma Solidale), illustrerà i risultati di un monitoraggio svolto sui 236 Comuni delle Marche in merito alle azioni svolte in favore dell’accessibilità e all’osservanza delle leggi sui parcheggi. Seguirà la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra Cittadinanzattiva e quelle stesse organizzazioni, con cui dare concretezza ad ogni eventuale azione per il diritto all’accessibilità e alla mobilità
Sarà una conferenza stampa particolarmente significativa, quella in programma per la mattinata del 26 ottobre ad Ancona, presso la sede del CSV Marche (Centro Servizi Volontariato), poiché in tale occasione Cittadinanzattiva Marche, insieme all’AIAS di Pesaro (Associazione Italiana Assistenza Spastici), all’ANIEP di Ancona (Associazione Nazionale per la Promozione e la Difesa dei Diritti delle Persone Disabili), all’ANMIC di Macerata e di Pesaro (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), all’APM (Associazione Paraplegici delle Marche), all’Associazione Marchigiana Traumatizzati Cranici Andrea e a Piattaforma Solidale, illustrerà i risultati emersi a seguito di un progetto di monitoraggio volto a verificare lo stato attuale dei 236 Comuni delle Marche in merito a tre principali filoni di indagine, vale a dire: l’applicazione dei PEBA (Piani per l’Eliminazione delle barriere Architettoniche) e dei PAU (Piani di Accessibilità Urbana); le disposizioni relative alla gratuità dei parcheggi all’interno delle strisce blu; l’osservanza della previsione di legge circa la proporzione di un parcheggio destinato ai disabili ogni 50 o frazione di 50 posti auto (Decreto del Presidente della Repubblica 503/96).

Leggi: Superando


29 ottobre – Napoli La crisi abitativa in Italia e in Europa Martedì 29 Ottobre 2019

Si discute su un nuovo impegno europeo per creare migliori condizioni legali e finanziarie per consentire a tutte le persone in Europa di abitare a prezzi accessibili.
Il ruolo del SUNIA e di Federconsumatori a difesa dei diritti degli inquilini e degli utenti del bene casa.

Leggi: Sunia


19 novembre –  ‘Una nuova questione abitativa’

Dopo cinquant’anni dallo sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil, per il diritto alla casa e contro il caro affitti, le Organizzazioni sindacali propongono una riflessione su quegli eventi, attraverso un’iniziativa che si svolgerà a Roma il 19 novembre 2019, con l’obiettivo di rimettere al centro la questione dell’abitare e rilanciare i temi per città più eque e sostenibili.

Leggi: Cgil


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Udine, 6 dicembre – Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”.

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria

Il punto al 2017: Laura Pelliccia
Sono pochi gli strumenti a disposizione per monitorare l’andamento dell’assistenza sociosanitaria nelle regioni, in un sistema sanitario che ancora concentra gli sforzi di rilevazione e valutazione degli esiti esclusivamente sul sistema ospedaliero.
Finora la fonte principale per osservare l’andamento dell’assistenza per anziani, disabili e per le altre tipologie di bisogni sociosanitari è stato il set di indicatori contenuti della cosiddetta “Griglia Lea”, lo strumento con cui vengono monitorate le regioni (negli scorsi mesi sono stati diffusi i risultati del 2017). E’ utile ricordare inoltre che nel caso dei Lea sociosanitari, non essendo mai stati individuati a livello normativo standard di riferimento nazionali rispetto ai livelli di offerta attesi delle singole regioni, le verifiche ministeriali vertono su confronti di tipo statistico (si osserva il posizionamento relativo rispetto alle altre regioni e le variazioni rispetto ai precedenti periodi per le regioni più carenti).
In futuro questo set subirà alcune modifiche, per effetto di un recente processo di rivisitazione noto come “Nuovo Sistema di Garanzia” (Decreto Ministero della Salute 12 marzo 2019). Anche a seguito di questo aggiornamento, per l’assistenza sociosanitaria saranno considerati solo indicatori sul livello di offerta e continueranno a mancare informazioni su altre dimensioni (equità, appropriatezza, efficienza, efficacia dei servizi).

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In merito alle misure proposte a sostegno dei figli a carico

Parere sulla proposta di legge Del Rio, Lepri ed altri: Chiara Saraceno
L’obiettivo della proposta di legge, razionalizzare il frammentato sistema di trasferimenti legati alla presenza di figli per migliorarne l’efficacia e l’equità, anche al fine di un sostegno alle scelte di fecondità, è totalmente condivisibile. Le criticità e inefficienze dell’attuale situazione, sinteticamente riassunte nella nota di presentazione alla proposta di legge, sono state oggetto da tempo di analisi da parte di studiosi e di associazioni della società civile e vi è un consenso diffuso e trasversale sulla necessità di riforma.
Analogamente condivisibili sono in linea di principio i due strumenti individuati a questo scopo, l’assegno unico e la dote per l’utilizzo di servizi. Con il primo si aiutano le famiglie, tutte, non solo quelle appartenenti a determinate categorie, a fronteggiare il costo dei figli, riducendo il rischio che la scelta di avere un figlio (in più) produca forti squilibri nel bilancio familiare o addirittura causi la caduta in povertà.
È opportuno ricordare a questo proposito che l’Italia è uno dei paesi dell’Unione Europea con più forte incidenza della povertà minorile e dove sono particolarmente a rischio di povertà le famiglie con più figli. Con il secondo, il voucher servizi, si aiutano i genitori nei propri compiti di cura ed educativi, sia favorendo la conciliazione tra lavoro e famiglia, sia offrendo possibilità di confronto e consulenza, sia allargando i contesti e le relazioni educative per i bambini.

Leggi: Welforum


Disagio mentale, coinvolge una fetta sempre più ampia di popolazione. La depressione tra i problemi più diffusi

Complice anche l’invecchiamento della popolazione ma anche condizioni socio-economiche sempre più precarie, si connota soprattutto sotto forma di disturbi depressivi e problemi neurologici come le demenze, con un forte impatto sulla società, sulle famiglie e sul sistema sanitario
Il disagio mentale è un problema che sta acquisendo sempre maggiore rilevanza a livello nazionale, coinvolgendo una sempre più ampia fetta di popolazione, specie tra gli anziani (in costante aumento, su cui grava sempre di più anche il peso della malattia di Alzheimer) e le fasce più deboli della popolazione dal punto di vista economico e sociale, assorbendo risorse del sistema sanitario, nonché gravando su società e famiglie. Tra i problemi più diffusi, vi è sicuramente la depressione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che i disturbi depressivi colpiscono oltre 300 milioni di persone nel mondo. La depressione rappresenta il 4,3% del carico globale di malattia ed è una delle principali cause di disabilità a livello mondiale (circa l’11% degli anni di vita vissuti con una disabilità nel mondo intero), particolarmente nelle donne.
In Italia, secondo i dati più recenti disponibili (Indagine dell’Istituto Nazionale di Statistica-European Health Interview Survey-EHIS), 2,8 milioni, il 5,6% della popolazione di età >15 anni, presenta sintomi depressivi, dei quali 1,3 milioni con sintomi del disturbo depressivo maggiore.
Sono questi in estrema sintesi i dati del Focus sul Disagio mentale prodotti dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che opera all’interno di Vithali spin off dell’Università Cattolica presso il campus di Roma, reso noto alla vigilia della Giornata Mondiale per la Salute Mentale che si celebra domani, giovedì 10 ottobre.

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L’invecchiamento attivo e la socializzazione come elemento di prevenzione: l’esperienza della Fondazione Golgi Cenci ad Abbiategrasso

Accanto alle previsioni demografiche che delineano per il nostro Paese un netto invecchiamento della popolazione, va assumendo sempre più spazio la promozione dell’invecchiamento attivo. Diverse sono le esperienze e le sperimentazioni avviate a livello regionale e locale. L’articolo presenta l’attività condotta nel corso del 2019 presso la Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso: di Lijo Belardi, Georgia Casanova (Fondazione Golgi Cenci, Abbiategrasso, Milano)
Il tema dell’invecchiamento della popolazione è al centro del dibattito politico e di welfare degli ultimi vent’anni (Ney, 2012; Walker e Maltby, 2012). Tra il 2015 e il 2050, la percentuale della popolazione mondiale di oltre 60 anni raddoppierà passando dal 12% al 22% (ONU, 2017). Oggi, in Italia, più del 21% della popolazione è anziana e l’aspettativa di vita è di oltre 80 anni (OECD, 2019).
In questo contesto, si inserisce l’invecchiamento attivo ritenuto uno strumento utile per contrastare alcune delle principali sfide legate all’invecchiamento della popolazione (Lamura et al., 2017). L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) definisce l’invecchiamento attivo “un processo per ottimizzare le opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita delle persone” (WHO, 2002). L’interessamento dell’OMS al tema e contemporaneamente la creazione di un indice europeo per l’Invecchiamento attivo (Zaidi, 2015) sottolineano la rilevanza e la valenza che esso può avere in termini di prevenzione e promozione della salute in età anziana.

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Accessibile? Smart!

Città a misura delle persone con disabilità e smart cities stanno diventando una realtà. Il tema dell’accessibilità e della fruibilità dei servizi e dell’offerta culturale e artistica delle città europee è presente sul tavolo della Commissione Europea non soltanto per gli aspetti sociali, ma anche per il potenziale economico. Ecco perché se ne interessano, in particolare, la Direzione Generale Occupazione Affari Sociali e Inclusione (DG EMPL) e la Direzione Generale Mercato Interno, Industria, Imprenditoria e PMI (DG GROW).
L’Unione Europea promuove la parità di opportunità e accessibilità per le persone con disabilità. Il Premio per le città a misura di disabili (Access City Award, ACA) è una delle azioni intraprese nel quadro della Strategia UE per la disabilità che ha l’obiettivo di costruire un’Europa senza barriere. Il premio mira a incoraggiare le città europee con almeno 50.000 abitanti a condividere le loro esperienze e a migliorare l’accessibilità a beneficio di tutti. ll premio celebra la volontà, la capacità e gli sforzi di una città di diventare più accessibile, al fine di: i) garantire la parità di accesso ai diritti fondamentali; ii) migliorare la qualità della vita della popolazione e garantire che tutti, indipendentemente dall’età, dalla mobilità o dalle capacità, abbiano pari accesso a tutte le risorse che le città possono offrire.

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Appello per un Nuovo Welfare State – Investimenti adesso per il benessere futuro delle nostre famiglie

La nuova Commissione Europea, che entrerà in carica il 1° novembre 2019, dovrà affrontare un futuro che appare oggi impegnativo e preoccupante.
Tanti ritengono che il contratto sociale che ha tenuto insieme l’Europa dalla Seconda guerra mondiale in poi – fondato sulle promesse di pace e prosperità – sia in pericolo.  I giovani, in particolare, non si aspettano oggi di vivere una vita migliore di quella vissuta dai loro genitori. Secondo l’Eurobarometro, nel 2018 quasi il 75% degli europei prevedeva che la situazione economica futura sarebbe rimasta invariata o che sarebbe peggiorata nell’anno successivo. Alla domanda sulle conseguenze dell’impatto della recente crisi economica sul mercato del lavoro, circa il 45% ha risposto che il peggio doveva ancora venire.
Per riconquistare la fiducia delle persone, la Commissione Europea appena insediata deve mettere al centro della propria agenda l’empowerment della moderna famiglia a doppio reddito. In particolare, la nuova Commissione dovrà promuovere una nuova concezione delle misure di welfare e di sostegno al reddito riclassificandole come investimenti sociali, ed esentandone il loro finanziamento dal Patto europeo di stabilità e crescita.

Leggi: Welforum


Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

Leggi: Superando


SEGNALAZIONI:

Previdenza: contributi per i lavoratori domestici – Inps, da oggi al 10 ottobre il pagamento III trimestre

Dal 1 al 10 ottobre 2019 è possibile pagare i contributi del III trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Lo ricorda l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale. I datori di lavoro possono effettuare il pagamento: direttamente online tramite il portale dei pagamenti; presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi Inps; presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA ; tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane; presso bar, tabacchi ed edicole con SisalPay.
Il versamento può essere, infine, effettuato anche utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’Inps, che può essere generato: direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi Inps, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria; utilizzando l’avviso di pagamento  pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

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Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


 

 

 

Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


NEWS:

lunedì 14 ottobre 2019
Pedretti (Spi), pensionati del tutto spariti dai radar

“Non c’è alcun impegno da parte del governo sulla rivalutazione degli assegni, l’estensione della quattordicesima e una legge per la non autosufficienza. Senza risposte, siamo pronti a confermare la mobilitazione unitaria del 16 novembre”
“A poche ore dalla presentazione della prossima manovra di bilancio i pensionati italiani sono del tutto spariti dai radar. Non c’è infatti alcun impegno da parte del governo per la definizione di una legge sulla non autosufficienza né sulla rivalutazione delle pensioni e sull’estensione della 14esima”. A dirlo è il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti in una nota.
“Durante l’incontro che abbiamo avuto con il governo appena venerdì scorso – osserva il sindacalista – era emersa la volontà di dare le prime risposte anche a milioni di persone anziane e in pensione. Di tutto questo oggi non troviamo più alcuna traccia e questo non va affatto bene”.
“I pensionati – conclude Pedretti – rischiano così di essere fortemente discriminati. Servono segnali precisi e risposte concrete. Se non dovessero arrivare siamo pronti a confermare la nostra mobilitazione scendendo in piazza insieme a Fnp Cisl e Uilp Uil il prossimo 16 novembre a Roma”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 14/10/2019


unedì 14 ottobre 2019
“ABITIAMOLA” – Newsletter Ottobre 2019

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
I centri urbani contribuiscono alle problematiche del cambiamento climatico e del sovrasfruttamento delle risorse, in contrasto con i principali fattori di sostenibilità ambientale. CGIL, CISL e UIL vogliono sviluppare la contrattazione per città “in crescita sostenibile”, dando centralità al tema della qualità urbana e del benessere sociale e occupazionale, attraverso la promozione di una pianificazione urbana che consenta di prevenire i rischi ed i danni dei cambiamenti climatici, favorendo resilienza e adattamento.
■ Le città sostenibili nel documento CGIL, CISl, UIL.
Il Governo ha annunciato un programma pluriennale per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale, per la rigenerazione urbana, per far rinascere quartieri nelle città. Positivamente, dopo anni di assenza, torna nel dibattito politico il tema dell’abitazione. E positivamente si parla di rigenerazione urbana, che auspichiamo possa avere una declinazione concreta nelle operazioni di trasformazione, attraverso un approccio integrato alla gestione del territorio.
■ Alcuni dettagli del Piano nella scheda pubblicata sul sito del MIT.

Leggi: Cgil, 14/10/2019


lunedì 14 ottobre 2019
Un’importante Sentenza della Cassazione sulle strisce blu

«Condotta discriminatoria ai sensi della Legge 67/06»: questo ha stabilito un’importante Sentenza della Cassazione, destinata a creare un prezioso precedente giurisprudenziale. In sostanza, il provvedimento – rovesciando un precedente pronunciamento della Corte d’Appello di Torino – ha stabilito che anche le persone con disabilità senza patente e un’auto propria, come coloro che hanno problemi intellettivi o motòri molto gravi, possano parcheggiare gratuitamente l’automobile di chi li accompagna nei posti tra le strisce blu, quando siano occupati i parcheggi riservati a persone con disabilità
Autoveicoli parcheggiativ tra le strisce blu«Condotta discriminatoria ai sensi della Legge 67/06»: questo ha stabilito l’importante Sentenza n. 24936 depositata il 7 ottobre scorso dalla Seconda Corte di Cassazione Civile, e destinata a creare un prezioso precedente giurisprudenziale.
Il provvedimento ha rovesciato una precedente Sentenza della Corte d’Appello di Torino, accogliendo il ricorso di una persona con disabilità sostenuta dall’UTIM  (Unione per la Tutela delle Persone con Disabilità Intellettiva).

Leggi: Superando, 14/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Patto per la Salute. Le risorse sono al sicuro ma dubbi dal MEF su riforma commissariamenti e flessibilità tetti di spesa personale  

Con l’accordo raggiunto ieri dal Governo con le Regioni sono stati confermati gli aumenti al Fsn (2 mld per il 2020 e 1,5 mld per il 2021) e si è spostata la dead line per la chiusura del Patto al 31 dicembre. Nel frattempo proseguono i lavori dei tecnici sulle schede ministeriali dopo le controproposte delle Regioni. Ma dall’Economia ci sono alcune perplessità.
Procedono le discussioni sul Patto per la Salute che come annunciato ieri nell’accordo tra Governo e Regioni, sarà chiuso entro il 31 dicembre. Le Regioni, ricordiamo, la scorsa settimana avevano inviato al Ministero le loro controproposte alle schede di Lungotevere Ripa (Vedi il documento anticipato da Qs), in cui tra l’altro chiedevano di rimuovere l’incompatibilità tra il presidente della Regione e il commissario ad acta per la sanità, di rivedere i tetti di spesa per la farmaceutica e i documenti sulla governance di farmaci e dispositivi medici. Ma non solo gli enti locali chiedevano anche di valutare bene le ricadute finanziarie della riforma dei ticket e l’abolizione del superticket, che non dovrà essere a carico del Fondo sanitario. Infine avevano chiesto anche di rendere più flessibili i tetti per gli acquisti di prestazioni dal privato.

Leggi: Quotidiano Sanità, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Pensioni: Ghiselli (Cgil), non ci sono risorse concrete

“Il giudizio è positivo sul metodo, ma sul merito il governo è abbottonato, non ci sono risorse concrete”. Lo ha detto il segretario confederale Cgil Roberto Ghiselli al termine del tavolo con il governo sulle pensioni che si è svolto al ministero del Lavoro. Il segretario confederale Uil Domenico Proietti ha confermato che “al momento non ci sono state date risposte” sulle cose che abbiamo chiesto, sottolineando le richieste sindacali a partire dalla rivalutazione delle pensioni e dalla valorizzazione del lavoro di cura nel calcolo degli anni di contributi necessari per la pensione. Per i sindacati ci potrebbero essere risorse da trovare nei risparmi che potrebbero arrivare dal minore utilizzo di quota 100 e dalle altre misure collegate. “Riteniamo che nel triennio – ha detto il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga – ci possano essere 8 miliardi di risparmi sui 20 stanziati”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
 I sindacati dei pensionati a Speranza: abolire il superticket

I sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil hanno incontrato oggi pomeriggio il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulle risorse da destinare alla sanità e per sollecitare la definizione di una legge nazionale sulla non autosufficienza in previsione della prossima legge di bilancio. Le tre sigle – riferisce l’agenzia Agi – hanno ribadito la richiesta di abolire fin da subito i superticket e hanno apprezzato la disponibilità del ministro ad avviare un percorso di confronto continuo sui temi che riguardano milioni di pensionati e di persone anziane.

Leggi: Rassegna Sindacale, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Il Piano per la Non Autosufficienza è un’occasione da non perdere

«Positivo è che la strada del Piano per la Non Autosufficienza prosegua, con il possibile sì del Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni. Ancora non soddisfano, invece, le risorse disponibili, insufficienti a dare risposte in tutti i territori, perché le differenze fra realtà e realtà sono ancora troppo profonde». Così Roberto Speziale, coordinatore della Consulta Disabilità e Non Autosufficienza del Forum del Terzo Settore, commenta l’incontro tra il mondo dell’associazionismo e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociale Catalfo sulla proposta di un Piano per la Non Autosufficienza
«La notizia positiva è che la strada fin qui tracciata per il Piano per la Non Autosufficienza non sarà interrotta, anzi la prossima settimana dovrebbe già esserci il sì del Consiglio dei Ministri. Il dato, invece, che ancora non ci soddisfa sono le risorse messe a disposizione, che riteniamo insufficienti a dare risposte in tutti i territori, perché le differenze fra realtà e realtà sono ancora troppo profonde».
A dirlo è Roberto Speziale, coordinatore della Consulta Disabilità e Non Autosufficienza del Forum Nazionale del Terzo Settore, commentando il recente incontro tra il mondo dell’associazionismo e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo, sulla proposta di un Piano per la Non Autosufficienza, incontro del quale abbiamo già riferito anche sulle nostre pagine, riprendendo i rilievi della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Leggi: Superando, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Manovra, arriva «Rinascita urbana» piano da un miliardo per case e città

Il Governo annuncia un programma pluriennale per abitazioni e riqualificazione urbana. Bando Mit detinato ai comuni con tetto di 20 milioni a progetto
Un piano per la casa da un miliardo, con iniezioni di riqualificazione urbana. È la novità annunciata dal Governo destinata a trovare posto nella Manovra. Il piano che ha già un nome parecchio ambizioso, «Rinascita urbana», metterà in campo investimenti per un miliardo e nasce per iniziativa del ministro per le Infrastrutture Paola de Micheli. L’idea, spiegano dal Governo, è quella di lanciare «un programma pluriennale per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale e la rigenerazione urbana». Le misure, viene spiegato, saranno nel Dl fiscale e in manovra: in totale valgono un miliardo. I fondi saranno cumulabili con le altre misure a favore della casa come il sisma bonus e l’ecobonus. In affiancamento ai fondi pubblici ci sarà spazio anche per il cofinanziamento delle Regioni e l’apporto di risorse private, da Cdp e fondi privati. Ai fondi del piano casa si accederà attraverso un bando pubblico del ministero delle Infrastrutture e la valutazione dei progetti da parte di una commissione composta da esperti dalla elevata professionalità. Il finanziamento massimo che potrà essere richiesto al ministero è di 20 milioni di euro per ciascun progetto.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 11/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
 “Rinascita urbana”: bene il piano annunciato dalla Ministra De Micheli. Finalmente si parla di affitto ed edilizia residenziale pubblica

Dichiarazione di Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA
Era da molto tempo che non si parlava di edilizia abitativa in termini strategici e non emergenziali.
E’ quindi con grande soddisfazione che accogliamo l’annuncio di un piano pluriennale con finanziamenti adeguati per contrastare il disagio abitativo, puntando all’aumento dell’offerta di alloggi pubblici e sociali in affitto, soprattutto attraverso rigenerazione urbana e riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica partendo, quindi, dalle periferie e con l’obiettivo del consumo di suolo zero.
Estremamente positivo inoltre l’annuncio del rifinanziamento del Fondo di sostegno all’affitto praticamente azzerato negli ultimi anni. Uno strumento indispensabile per sostenere le famiglie che oggi non sono in grado di sostenere affitti del mercato privato non compatibili con i loro redditi. Così come positiva è l’intenzione di rendere questo strumento fruibile in tempi brevi dai cittadini attraverso graduatorie permanenti aggiornabili ogni tre mesi.
La conferma del mantenimento della cedolare secca per i contratti concordati al 10% è un altro elemento importante che contribuisce alla costruzione di un quadro orientato alla ripresa ed al governo del mercato degli affitti.
Ora ci aspettiamo che gli annunci si concretizzino nella prossima Legge di bilancio, ma oggi le premesse per una vera politica abitativa finalmente non le abbiamo lette solo nei nostri documenti ma nelle dichiarazioni della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Leggi: Sunia, 11/10/2019


mercoledì 9 ottobre 2019
Famiglia, cambia l’Isee: meno vincoli, accesso più facile e durata più lunga

Operative le nuove regole introdotte dal decreto crescita, che allungano la validità dell’indicatore e ne facilitano l’accesso
Requisiti meno stringenti per richiedere l’Isee corrente, che avrà anche durata più lunga. Lunedì 7 ottobre il ministero del Lavoro ha pubblicato il nuovo modulo della dichiarazione sostitutiva unica con le novità introdotte dal decreto legge 34/2019. A differenza di quanto avviene oggi, di conseguenza, sarà sufficiente avere un requisito tra i tre previsti e non più due su tre.
L’Isee corrente è un indicatore della situazione economica equivalente alternativo a quello “ordinario” che può essere richiesto a fronte di un peggioramento o miglioramento delle condizioni economiche del nucleo familiare, con la conseguenza di poter beneficiare di maggiori agevolazioni.
Requisiti vecchi e nuovi
Finora questo “indicatore provvisorio” può essere chiesto a fronte di una variazione superiore del 25% dell’indicatore della situazione reddituale corrente rispetto a quella dell’Isee ordinario e inoltre se:
– c’è stata la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa o la risoluzione del rapporto di lavoro in caso di contratto a tempo indeterminato;
– oppure se si è concluso un contratto a tempo determinato o flessibile, a patto di aver lavorato almeno 120 giorni nei dodici mesi precedenti;
– oppure in caso di cessazione di un’attività di lavoro autonomo svolta per almeno 12 mesi.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 09/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
L’appello ai nonni in festa: “Vaccinatevi e fate vaccinare i vostri nipoti”

Nonni d’Italia, celebrate la vostra festa vaccinandovi. Non solo per il vostro bene, ma anche per quello dei vostri nipoti. L’appello alle ‘tempie grigie’ del Belpaese arriva dal geriatra Roberto Bernabei, che propone di trasformare la Festa dei nonni che si celebra il 2 ottobre in un’occasione di prevenzione. Una responsabilità verso se stessi e verso gli altri.
“Ci sono più 10 milioni di italiani da festeggiare”, osserva Bernabei, presidente di Italia Longeva, sottolineando come l’Italia sia “il Paese europeo con la più alta percentuale di anziani che si occupano di almeno un nipote: più di un nonno su 4 fa da ‘baby sitter’ mentre i genitori lavorano. Chi si occupa della salute dei cittadini dovrebbe ricordarsi, e ricordare, che un invecchiamento in salute è il presupposto del patto intergenerazionale sul quale si fonda la nostra società. Porre l’accento sulla salute degli anziani, e consigliare la strategia preventiva rappresentata dalla vaccinazione, sarebbe il vero regalo per la Festa dei nonni, soprattutto in questa stagione in cui si svolge la campagna vaccinale contro l’influenza”.

Leggi: Adnkronos, 01/10/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 14 ottobre 2019
Anziani costretti a coabitare per pagare le spese della casa

Redditi basse, tasse e continui lavori di manutenzione, obbligano tanti pensionati a vendere gli immobili o a cercare un coinquilino
La casa non basta più. Cresce il numero degli anziani, nella provincia di Savona, che, col passare degli anni, fatica a sopravvivere, nonostante abbia un appartamento di proprietà. Redditi bassi, bollette, ma soprattutto la necessità di manutenzione e interventi, spingono gli anziani savonesi a trovare soluzioni alternative: c’è chi guarda alla nuda proprietà e chi alla coabitazione.
A raccontarlo è Anna Giacobbe, presidente Auser provinciale: «Ci stiamo accorgendo che il costo della vita, per gli anziani con una pensione bassa, ma con una casa di proprietà, diventa sempre più alto. Alcune spese obbligatorie mettono in ginocchio chi, pur possedendo una casa, ha un reddito basso. Riparazioni e manutenzioni giocano un ruolo pesante». Da qui, la ricerca di soluzioni alternative. «Molti- dice la presidente Auser- vogliono sapere qualcosa di più sulla gestione non speculativa della nuda proprietà e sulle opzioni per la condivisione dell’appartamento con altre persone. Si tratta, soprattutto, di anziani soli, senza eredi diretti. Secondo i dati Istat, un anziano su 5 non ha figli: da qui, la ricerca di soluzioni alternative dove l’alienazione della casa costituisce una boccata d’ossigeno nel presente».
È sempre l’Istat a fotografare un quadro di solitudine tra gli anziani. Il 48 per cento dei nuclei familiari, composti da una sola persona, è costituito da anziani over 65 anni. «I dati Inps del Savonese ci dicono che il reddito mensile lordo medio delle pensioni, sul nostro territorio, è di 1.427 euro – dice Giacobbe- Si ferma, però, a 1.178 euro per le donne, compresa le reversibilità. Sotto i mille euro lordi al mese c’è un terzo esatto dei pensionati savonesi. Di questi (29.400), oltre 20.000, più di due terzi, è composto da donne».

Leggi: La Stampa, 14/09/2019


lunedì 14 ottobre 2019
Un anziano su 5 è senza figli: vende la casa per sopravvivere

In provincia aumenta il numero di chi è costretto a ricorrere alla nuda proprietà. Crescono anche i casi di persone che scelgono di coabitare per dividere le spese
Savona – La casa non basta più. Cresce il numero degli anziani, nella provincia di Savona, che, col passare degli anni, fatica a sopravvivere, nonostante abbia un appartamento di proprietà. Redditi bassi, bollette, ma soprattutto la necessità di effettuare manutenzione e interventi, spingono gli anziani savonesi a trovare soluzioni alternative: c’è chi guarda alla nuda proprietà e chi alla co-abitazione.
A raccontarlo è Anna Giacobbe, presidente Auser provinciale, che ha fotografato il cambio sociale di una fetta sempre più ampia, quella degli anziani, nel territorio savonese. «Dal nostro osservatorio dell’Auser – dice Anna Giacobbe- ci stiamo accorgendo che il costo della vita, per gli anziani con una pensione bassa, ma con una casa di proprietà, diventa sempre più faticoso. Alcune spese obbligatorie mettono in ginocchio chi, pur possedendo una casa, ha un reddito basso. Le urgenze improrogabili vanno dalla riparazione delle tubature al cambio della cucina o del bagno, sino all’installazione dell’ascensore».
Da qui, la ricerca di soluzioni alternative. «Molti- dice la presidente Auser- si rivolgono a noi chiedendoci due tipi di informazione: vogliono sapere qualcosa di più sulla gestione non speculativa della nuda proprietà e sulle opzioni per la condivisione dell’appartamento con altre persone. Si tratta, soprattutto, di anziani soli, senza eredi diretti. Secondo i dati Istat, un anziano su 5 non ha figli: da qui, la ricerca di soluzioni alternative dove l’alienazione della casa costituisce una boccata d’ossigeno nel presente».

Leggi: Il Secolo XIX, 14/10/2019


lunedì 14 otobre 2019
 Siamo “ricchi”, ma non sappiamo come spendere i soldi!

di Mariacarmela Torchi
«Siamo “ricchi”, ma non sappiamo come spendere i soldi: è questo il paradosso della Sicilia in materia di disabilità e non solo!»: a denunciarlo è il presidente dell’Associazione ANFFAS Sicilia Giuseppe “Pippo” Giardina, che spiega come, ad esempio, ad oggi siano stati assegnati ai 55 Distretti Siciliani, in materia di disabilità, circa 120 milioni di euro, che però non sono stati spesi. E di questi, in particolare, 15 milioni sono stati assegnati dal 2016 per il cosiddetto “Dopo di Noi”, che se però non verranno spesi entro dicembre, saranno persi definitivamente
«Siamo “ricchi”, ma non sappiamo come spendere i soldi: è questo il paradosso della Sicilia in materia di disabilità e non solo!».
A denunciarlo è il presidente dell’ANFFAS Sicilia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) Giuseppe “Pippo” Giardina. «In particolare – spiega – la situazione riguarda migliaia di famiglie che devono convivere con un disabile grave e gravissimo, affrontando ogni giorno numerose avversità, dovute proprio alla mancanza di servizi, che potrebbero notevolmente migliorare la loro vita».
A tal proposito si pensi ad esempio all’assistenza domiciliare, al trasporto nelle scuole, solo per citare le situazione più conosciute. Tuttavia, questi servizi stentano a partire o sono mal ripartiti tra coloro che ne hanno un reale bisogno, perché manca una seria programmazione.

Leggi: Superando, 14/10/2019


venerdì 11 ottobre 2019
Taranto. Cartolarizzazione e sgomberi: Ieri incontro con società veicolo, Comune e SUNIA. Lamusta: “ora una fase delicata da monitorare con attenzione”

Bloccare le procedure di sgombero e attivare immediatamente una fase nuova di accertamento e verifiche del sacrosanto diritto alla propria casa per centinaia di famiglie, era per noi il primo passo. Ora si vada spediti verso una soluzione dignitosa per tutti.
E’ il commento del segretario del SUNIA di Taranto, Luigi Lamusta, che proprio ieri alle 12 ha guidato la delegazione di inquilini degli stabili di Taranto e San Giorgio Ionico che nei giorni scorsi avevano ricevuto la lettera con l’invito a lasciare le loro abitazioni da parte della Carim la società veicolo con cui il Comune di Taranto ha firmato la convenzione per le procedure di cartolarizzazione di parte del suo patrimonio immobiliare.
A quelle lettere seguì la mobilitazione delle famiglie che insieme al SUNIA nella scorsa settimana organizzarono un sit-in sotto la sede della società veicolo chiedendo l’immediato blocco di tutti gli atti in corso.
Ieri abbiamo incontrato l’ampia disponibilità dell’assessore comunale Viggiano – spiega Lamusta – non solo per l’opera intermediazione compiuta nei confronti della Carim, ma soprattutto per le garanzie che l’ente civico ha intenzione di mettere in atto per tutte le famiglie in difficoltà.
Entro sette giorni il SUNIA fornirà gli elenchi dettagliati degli assegnatari e inquilini degli stabili in questione, offrendo così la possibilità di verificare caso per caso le opzioni da mettere in atto: si parla di una reiterazione del contratto per i contratti ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e di ipotesi di acquisto agevolato (abbattimento del 30/40%) o formule come il “rent to buy” per gli altri tipo di locazione.
E’ una fase che va monitorata con grande attenzione – termina Lamusta – e il SUNIA si farà garante di tutti i diritti di queste persone.

Leggi: Sunia, 11/10/2019


giovedì 10 ottobre 2019
Fondo sociale per famiglie bisognose, appello Arca Sud ai Comuni: soli non ce la facciamo

Famiglie bisognose nelle case popolari. Arca Sud eroga il fondo sociale ma non può da solo farsi carico del peso di un’intera provincia. E lancia l’appello ai Comuni.
Arca Sud Salento ha completato l’erogazione del contributo “Fondo Sociale” in conto canoni ai soggetti beneficiari richiedenti ed assegnatari di alloggi di E.R.P., ubicati nella città capoluogo e nei comuni della Provincia di Lecce, che hanno inoltrato istanza negli anni 2014, 2015, 2016 e 2017 e ritenuti meritevoli di tutela dalla Commissione Fondo Sociale.La Commissione composta dall’Amministratore Unico Avv. Alberto Chiriacò, dal direttore Generale Sandra Zappatore e dalle Organizzazioni Sindacali SUNIA (Emanuela Capone), SICET (Alessandro Monosi) e UNIAT (Salvatore Zermo), istituita giusta previsione dell’art.33 L.R. n.10/2014 (e prima dall’art. 36 L.R. n.54/84) ha esaminato tutte le domande pervenute e considerato ammissibili oltre mille richieste. L’importo complessivo ammonta ad Euro 307.151,00 ed è stato erogato in favore di 1.018 beneficiari. Gli Uffici hanno proceduto all’accredito delle somme in conto canoni sulla posizione contabile degli assegnatari beneficiari dei contributi, nel rispetto delle modalità stabilite dal Regolamento per la gestione del Fondo Sociale, disponibile sul sito Internet www.arcasudsalento.it

Leggi: Trnews, 10/10/2019


giovedì 10 ottobre 2019
Terni, Il progetto “Anziano fragile” fa tappa al Cesvol

Venerdì 11 ottobre, dalle 09 e 30 alle 13, nella sala polivalente del Centro Servizi per il Volontariato dell’Umbria, sede di Terni, si terrà uno degli incontri territoriali del progetto nazionale “Anziano fragile: verso un welfare comunitario”, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e realizzato dalle associazioni Confconsumatori e Ancescao con il patrocinio di Anci nazionale.
L’evento, analogamente agli incontri con la cittadinanza previsti dal progetto che si terranno in 20 città italiane, sarà un’occasione di approfondimento e dibattito sul tema della fragilità negli anziani con esperti e responsabili a livello locale o regionale.
Verranno forniti anche strumenti concreti e buone pratiche per intercettare, coinvolgere e assistere gli anziani non autosufficienti in situazioni di fragilità.
Lo scopo è stimolare la nascita di un “Welfare comunitario” in cui le famiglie, la comunità di cittadini e le realtà del terzo settore si affianchino alle istituzioni e ai servizi socio-sanitari e assistenziali nel prevenire, individuare e gestire le situazioni di fragilità, purtroppo in aumento.

Leggi: Terni Life, 10/10/2019


mercoledì 9 ottobre 2019
Sisma bonus/1. Incentivo al ralenti, Enea: in due anni completati otto interventi

Margiotta (Mit): il bonus sarà prorogato. Accelera la piattaforma Deloitte-Ance, anche con le demolizioni e ricostruzioni: 320 progetti per 249 milioni
Da una parte le ciclopiche cifre del campo di applicazione potenziale: 60 milioni di immobili in zone a rischio sismico da mette in sicurezza e oltre 4 miliardi di euro spesi ogni anno per riparare i danni degli edifici crollati o danneggiati dei vari terremoti più meno gravi. Dall’altra parte ci sono invece i numeri, molto meno significativi, delle cose realizzate. La cifra più sconvolgente è quella riferita da Paolo Clemente, dirigente dell’Enea, sul bilancio degli interventi di adeguamento o miglioramento sismico incentivato dallo Stato con il sisma bonus, nei primi due anni di vita dello sgravio: «Sono finora otto gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico che sono stati realizzati e conclusi beneficiando del sisma bonus, a tutto il dicembre 2018», ha detto Clemente intervenendo ieri mattina alla presentazione della seconda giornata nazionale dedicata alla prevenzione sismica, fissata il 20 ottobre prossimo, dal titolo “Diamoci una scossa!”.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 09/10/2019


martedì 8 ottobre 2019
Emilia-Romagna: finanziati 31 interventi per progetti di riqualificazione urbana

Su spazi urbani, strade, centri polivalenti e per il volontariato, ciclabili e sport
Progetti di riqualificazione urbana e delle strade comunali, ma anche interventi per completare centri polivalenti e piste ciclabili, spazi per il volontariato e lo sport, per potenziare il turismo fluviale o sostenere i prodotti locali.
E’ l’impegno della Regione Emilia-Romagna per realizzare 31 programmi territoriali, finanziati con 2,8 milioni di euro di risorse proprie, selezionati tra quelli presentati dai piccoli Comuni o che si sono fusi attuando le previsioni del programma regionale di riordino istituzionale.
La Giunta ha approvato la delibera che sostiene le opere pubbliche indicate dalle amministrazioni locali: 5 a Bologna per 500 mila euro; 2 a Ferrara per 180 mila euro; 4 rispettivamente a Modena per 339.600 euro, Reggio Emilia per 384 mila euro e Parma per 335 mila euro; 3 a Piacenza per 282.372 euro, Forlì-Cesena per 300 mila euro, Ravenna per 206.576 e Rimini per 196 mila euro.
I progetti selezionati ora accedono alla fase di negoziazione che precede l’accordo per l’attuazione dell’intervento.

Leggi: Casa e Clima, 08/10/2019


martedì 8 ottobre 2019
“Emergenza casa senza sosta: fascia dei nuovi poveri in espansione”

La segretaria generale del Sunia Sicilia, il sindacato degli inquilini della Cgil, Giusy Milazzo tratteggia i contorni del problema abitativo: una piaga che colpisce migliaia di nuclei familiari etnei
Emergenza casa galoppante, carenza di politiche armoniche per affrontare il problema e aumento esponenziale della fascia dei nuovi poveri con un “ex” ceto medio che arranca tra mille difficoltà. Sono questi i punti che illustra la segretaria regionale del Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil, Giusy Milazzo nel corso dell’intervista rilasciata a Catania Today.
La incontriamo nella sede etnea di via Reclusorio del Lume durante l’orario di ricevimento del pubblico che cerca indicazioni su contratti, premialità fiscali e graduatorie. Gli alloggi popolari dello Iacp sono circa 59mila e nei vari Comuni sono 15mila a fronte di 27mila richieste. Da qui graduatorie formate da anni che non scorrono mai.
– Com’è la situazione, relativamente agli alloggi popolari, a Catania?
“Sono tutti occupati e la domanda esistente di abitazioni non può trovare risposta nell’offerta. Negli ultimi mesi qualcosa si è mosso con la ristrutturazione e riqualificazione di alcuni alloggi ma parliamo di numeri bassi. Lo Iacp ne sta realizzando 24 in zona Corso Indipendenza, molto poco rispetto alla grande richiesta che c’è”.

Leggi: Catania Today, 08/10/2019


martedì 8 ottobre 2019
Pescare, commissione sicurezza: sopralluogo case popolari Via Rigopiano

Nel borgo delle case popolari di via Rigopiano a Pescara c’è un clima incandescente che rischia di degenerare: piazza pubblica ridotta ad area privata con sedie, tavolini e gli attrezzi per cucinare gli arrosticini all’aperto, donne insultate e aggredite, nonostante le telecamere  posizionate dal Comune. In seguito al sopralluogo della Commissione sicurezza, si provvederà all’immediata pulizia dell’area con la rimozione di oggetti ingombranti abbandonati. Intanto entro un mese l’Ater farà partire un blocco di lavori per 380mila euro di investimento, ma bisognerà verificare  chi abita nelle 4 palazzine, chi paga regolarmente l’affitto, chi è abusivo e chi è moroso.
Il Presidente della Commissione Sicurezza e Mobilità Armando Foschi al termine del sopralluogo in via Rigopiano, sopralluogo chiesto dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e al quale hanno preso parte anche Giuseppe Carminelli, responsabile del Sunia e da sempre impegnato sul fronte, e due responsabili dell’Ater, proprietaria dei fabbricati, ha sottolineato:
“La situazione in via Rigopiano è pesante, grave e richiede interventi tempestivi. Quando i cittadini regolari e onesti che abitano nelle 4 palazzine ci hanno visti arrivare, si sono precipitati in strada per urlare il proprio malessere, il disagio, la paura che si respira anche nel risalire le scale di casa per colpa di 15 abusivi e relative famiglie che tengono tutti in ostaggio.

Leggi: Abruzzo News, 08/10/2019


IN AGENDA:

27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Udine, 6 dicembre – Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”.

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

 Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria

Il punto al 2017: Laura Pelliccia
Sono pochi gli strumenti a disposizione per monitorare l’andamento dell’assistenza sociosanitaria nelle regioni, in un sistema sanitario che ancora concentra gli sforzi di rilevazione e valutazione degli esiti esclusivamente sul sistema ospedaliero.
Finora la fonte principale per osservare l’andamento dell’assistenza per anziani, disabili e per le altre tipologie di bisogni sociosanitari è stato il set di indicatori contenuti della cosiddetta “Griglia Lea”, lo strumento con cui vengono monitorate le regioni (negli scorsi mesi sono stati diffusi i risultati del 2017). E’ utile ricordare inoltre che nel caso dei Lea sociosanitari, non essendo mai stati individuati a livello normativo standard di riferimento nazionali rispetto ai livelli di offerta attesi delle singole regioni, le verifiche ministeriali vertono su confronti di tipo statistico (si osserva il posizionamento relativo rispetto alle altre regioni e le variazioni rispetto ai precedenti periodi per le regioni più carenti).
In futuro questo set subirà alcune modifiche, per effetto di un recente processo di rivisitazione noto come “Nuovo Sistema di Garanzia” (Decreto Ministero della Salute 12 marzo 2019). Anche a seguito di questo aggiornamento, per l’assistenza sociosanitaria saranno considerati solo indicatori sul livello di offerta e continueranno a mancare informazioni su altre dimensioni (equità, appropriatezza, efficienza, efficacia dei servizi).

Leggi: Welforum


In merito alle misure proposte a sostegno dei figli a carico

Parere sulla proposta di legge Del Rio, Lepri ed altri: Chiara Saraceno
L’obiettivo della proposta di legge, razionalizzare il frammentato sistema di trasferimenti legati alla presenza di figli per migliorarne l’efficacia e l’equità, anche al fine di un sostegno alle scelte di fecondità, è totalmente condivisibile. Le criticità e inefficienze dell’attuale situazione, sinteticamente riassunte nella nota di presentazione alla proposta di legge, sono state oggetto da tempo di analisi da parte di studiosi e di associazioni della società civile e vi è un consenso diffuso e trasversale sulla necessità di riforma.
Analogamente condivisibili sono in linea di principio i due strumenti individuati a questo scopo, l’assegno unico e la dote per l’utilizzo di servizi. Con il primo si aiutano le famiglie, tutte, non solo quelle appartenenti a determinate categorie, a fronteggiare il costo dei figli, riducendo il rischio che la scelta di avere un figlio (in più) produca forti squilibri nel bilancio familiare o addirittura causi la caduta in povertà.
È opportuno ricordare a questo proposito che l’Italia è uno dei paesi dell’Unione Europea con più forte incidenza della povertà minorile e dove sono particolarmente a rischio di povertà le famiglie con più figli. Con il secondo, il voucher servizi, si aiutano i genitori nei propri compiti di cura ed educativi, sia favorendo la conciliazione tra lavoro e famiglia, sia offrendo possibilità di confronto e consulenza, sia allargando i contesti e le relazioni educative per i bambini.

Leggi: Welforum


Disagio mentale, coinvolge una fetta sempre più ampia di popolazione. La depressione tra i problemi più diffusi

Complice anche l’invecchiamento della popolazione ma anche condizioni socio-economiche sempre più precarie, si connota soprattutto sotto forma di disturbi depressivi e problemi neurologici come le demenze, con un forte impatto sulla società, sulle famiglie e sul sistema sanitario
Il disagio mentale è un problema che sta acquisendo sempre maggiore rilevanza a livello nazionale, coinvolgendo una sempre più ampia fetta di popolazione, specie tra gli anziani (in costante aumento, su cui grava sempre di più anche il peso della malattia di Alzheimer) e le fasce più deboli della popolazione dal punto di vista economico e sociale, assorbendo risorse del sistema sanitario, nonché gravando su società e famiglie. Tra i problemi più diffusi, vi è sicuramente la depressione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che i disturbi depressivi colpiscono oltre 300 milioni di persone nel mondo. La depressione rappresenta il 4,3% del carico globale di malattia ed è una delle principali cause di disabilità a livello mondiale (circa l’11% degli anni di vita vissuti con una disabilità nel mondo intero), particolarmente nelle donne.
In Italia, secondo i dati più recenti disponibili (Indagine dell’Istituto Nazionale di Statistica-European Health Interview Survey-EHIS), 2,8 milioni, il 5,6% della popolazione di età >15 anni, presenta sintomi depressivi, dei quali 1,3 milioni con sintomi del disturbo depressivo maggiore.
Sono questi in estrema sintesi i dati del Focus sul Disagio mentale prodotti dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che opera all’interno di Vithali spin off dell’Università Cattolica presso il campus di Roma, reso noto alla vigilia della Giornata Mondiale per la Salute Mentale che si celebra domani, giovedì 10 ottobre.

Leggi: In Salute


L’invecchiamento attivo e la socializzazione come elemento di prevenzione: l’esperienza della Fondazione Golgi Cenci ad Abbiategrasso

Accanto alle previsioni demografiche che delineano per il nostro Paese un netto invecchiamento della popolazione, va assumendo sempre più spazio la promozione dell’invecchiamento attivo. Diverse sono le esperienze e le sperimentazioni avviate a livello regionale e locale. L’articolo presenta l’attività condotta nel corso del 2019 presso la Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso: di Lijo Belardi, Georgia Casanova (Fondazione Golgi Cenci, Abbiategrasso, Milano)
Il tema dell’invecchiamento della popolazione è al centro del dibattito politico e di welfare degli ultimi vent’anni (Ney, 2012; Walker e Maltby, 2012). Tra il 2015 e il 2050, la percentuale della popolazione mondiale di oltre 60 anni raddoppierà passando dal 12% al 22% (ONU, 2017). Oggi, in Italia, più del 21% della popolazione è anziana e l’aspettativa di vita è di oltre 80 anni (OECD, 2019).
In questo contesto, si inserisce l’invecchiamento attivo ritenuto uno strumento utile per contrastare alcune delle principali sfide legate all’invecchiamento della popolazione (Lamura et al., 2017). L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) definisce l’invecchiamento attivo “un processo per ottimizzare le opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita delle persone” (WHO, 2002). L’interessamento dell’OMS al tema e contemporaneamente la creazione di un indice europeo per l’Invecchiamento attivo (Zaidi, 2015) sottolineano la rilevanza e la valenza che esso può avere in termini di prevenzione e promozione della salute in età anziana.

Leggi: I Luoghi della Cura


Accessibile? Smart!

Città a misura delle persone con disabilità e smart cities stanno diventando una realtà. Il tema dell’accessibilità e della fruibilità dei servizi e dell’offerta culturale e artistica delle città europee è presente sul tavolo della Commissione Europea non soltanto per gli aspetti sociali, ma anche per il potenziale economico. Ecco perché se ne interessano, in particolare, la Direzione Generale Occupazione Affari Sociali e Inclusione (DG EMPL) e la Direzione Generale Mercato Interno, Industria, Imprenditoria e PMI (DG GROW).
L’Unione Europea promuove la parità di opportunità e accessibilità per le persone con disabilità. Il Premio per le città a misura di disabili (Access City Award, ACA) è una delle azioni intraprese nel quadro della Strategia UE per la disabilità che ha l’obiettivo di costruire un’Europa senza barriere. Il premio mira a incoraggiare le città europee con almeno 50.000 abitanti a condividere le loro esperienze e a migliorare l’accessibilità a beneficio di tutti. ll premio celebra la volontà, la capacità e gli sforzi di una città di diventare più accessibile, al fine di: i) garantire la parità di accesso ai diritti fondamentali; ii) migliorare la qualità della vita della popolazione e garantire che tutti, indipendentemente dall’età, dalla mobilità o dalle capacità, abbiano pari accesso a tutte le risorse che le città possono offrire.

Leggi: Welforum


Appello per un Nuovo Welfare State – Investimenti adesso per il benessere futuro delle nostre famiglie

La nuova Commissione Europea, che entrerà in carica il 1° novembre 2019, dovrà affrontare un futuro che appare oggi impegnativo e preoccupante.
Tanti ritengono che il contratto sociale che ha tenuto insieme l’Europa dalla Seconda guerra mondiale in poi – fondato sulle promesse di pace e prosperità – sia in pericolo.  I giovani, in particolare, non si aspettano oggi di vivere una vita migliore di quella vissuta dai loro genitori. Secondo l’Eurobarometro, nel 2018 quasi il 75% degli europei prevedeva che la situazione economica futura sarebbe rimasta invariata o che sarebbe peggiorata nell’anno successivo. Alla domanda sulle conseguenze dell’impatto della recente crisi economica sul mercato del lavoro, circa il 45% ha risposto che il peggio doveva ancora venire.
Per riconquistare la fiducia delle persone, la Commissione Europea appena insediata deve mettere al centro della propria agenda l’empowerment della moderna famiglia a doppio reddito. In particolare, la nuova Commissione dovrà promuovere una nuova concezione delle misure di welfare e di sostegno al reddito riclassificandole come investimenti sociali, ed esentandone il loro finanziamento dal Patto europeo di stabilità e crescita.

Leggi: Welforum


Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

Leggi: Superando


Le politiche regionali per la Long-Term Care: come si sono mosse le Regioni?

Le politiche per la non autosufficienza (o Long-Term Care, LTC) sono a oggi orfane di livello istituzionale o organo politico che se ne faccia carico e promuova una visione organica della materia, spingendo sulla necessità di avviare un percorso di azione e riforma alla luce della sfida demografica e sociale che ci attende. In questo quadro, il livello regionale è quello che detiene a oggi la vista di insieme, esprimendo competenze circa le tematiche sanitarie, sociosanitarie e sociali che la riguardano. Le Regioni hanno interpretato questo ruolo nei tempi recenti? E se sì come? Analizzando cinque anni (2015-2019) di provvedimenti e atti regionali è possibile individuare di che cosa si siano occupate le Regioni quando sono intervenute sul tema LTC e che visione stiano portando avanti. Le conclusioni mostrano che tanto lavoro è stato svolto, ma i passi da fare verso la LTC del futuro sono ancora molti.
di Elisabetta Notarnicola (Associate Professor of Practice, Divisione Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management)
Il settore sociosanitario e sociale italiano per la Long-Term Care (LTC) si caratterizza storicamente per l’assenza di un modello definito e organico a livello nazionale. La frammentazione e l’eterogeneità territoriale sono diventate, in questo modo, due caratteristiche distintive del settore. Il quadro normativo di riferimento è variegato e frammentato in modo che gli interventi, ad oggi, non sono riuniti né tantomeno ricompresi in una cornice comune nemmeno a livello regionale. Comprendere e riconoscere la prospettiva dei diversi policy makers in termini di tematiche promosse e priorità identificate appare quindi, e da sempre, un esercizio di difficile soluzione ma di grande interesse se si vuole capire come stia evolvendo il settore e cosa riserverà per il prossimo futuro.

Leggi: I Luoghi della Cura


Il Coordinamento delle attività dei Caffè Alzheimer: l’esperienza della Lombardia Orientale

Le difficoltà, nei caregiver delle persone affette da demenza, sono molteplici: organizzative, economiche, sociali, cliniche (cognitive, comportamentali, funzionali). Diventare caregiver è un duro lavoro, che nessuno insegna. Lo stress ed il peso fisico della malattia corrodono il familiare, che cerca di trovare risposte nella rete formale di cura. I Caffè Alzheimer cercano di dare una risposta ai bisogni della famiglia, aiutando a combattere l’isolamento, le paure, la non conoscenza; inoltre, si attivano per sostenere psicologicamente il familiare, ed il malato. Gli autori presentano l’esperienza della Lombardia, dove Il Coordinamento dei Caffè Alzheimer nasce con lo scopo di condividere idee, progetti, iniziative fra i diversi gruppi, con l’obiettivo di creare una rete che si integri con quella istituzionale e formale di cura, per la presa in carico della famiglia.
di Stefano Boffelli, Sara Avanzini, Federica Gottardi, Nicola Berruti, Alessandra Rodella, Marco Trabucchi (Gruppo di Ricerca Geriatrica, Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale)
Il caregiver di una persona affetta da demenza vive per un tempo lungo, e con crescente impegno assistenziale, il compito della cura. Ne può conseguire un aumento dello stress psicologico e fisico, già in passato definito dalla frase “una giornata di 36 ore”: ad indicare che la cura diventa così impegnativa che viene talvolta vissuta in un tempo dilatato e stressante. Il fenomeno non deve essere mai trascurato, poiché gli studi hanno dimostrato che il maggior stress si associa a precoce istituzionalizzazione per il malato, ed aumento della morbilità e della mortalità per il caregiver (Gaugler et al., 2018). Chi si prende cura della famiglia malata, intesa come la globalità delle persone fragili nello stesso nucleo familiare? Sono infatti fragili sia la persona affetta da demenza, che i loro familiari, in particolare il principale caregiver.

Leggi: I Luoghi della Cura


La questione dei caregiver familiari va affrontata seriamente

Secondo il CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità), «il recente Disegno di Legge contenente “Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”, è decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari, che si prendono cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza». «Quella dei caregiver familiari – concludono dal CONFAD – è un’emergenza che non può più attendere oltre, e che va affrontata seriamente e non con proposte di legge come questa»
In occasione del recente insediamento del nuovo Governo Conte, vogliamo esprimere ancora una volta la nostra profonda preoccupazione in relazione all’emergenza sociale dei caregiver familiari.
All’inizio di agosto è stato presentato un testo di legge unificato, il Disegno di Legge S.1461 (Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare), pubblicato solo da pochi giorni, decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari.
Già l’introduzione evidenzia un certo pressapochismo di fondo, poiché viene nuovamente evidenziato il carattere “volontaristico” e gratuito dell’attività di cura che svolge il caregiver familiare, in sfregio alla realtà di fatto che dimostra chiaramente due cose: il caregiver non ha le caratteristiche di un volontario e attribuire ad esso un carattere di gratuità è fuorviante e rischia di declassare ingiustamente questa figura.
Le disposizioni previste in questo testo mettono sullo stesso piano i caregiver familiari, a prescindere dall’intensità di cura prestata e dalla durata del caregiving; questo confligge con il più elementare buon senso, per non tacere della previsione inspiegabilmente contenuta in soli tre anni di contributi figurativi.
La ciliegina sulla torta? L’avere previsto solo il fondo (25 milioni all’anno per tre anni) stanziato con la Legge di Bilancio 2018, che era stato a suo tempo individuato ai fini di aprire il capitolo di spesa per le tutele di questa categoria storicamente vessata e dimenticata, nell’ attesa di una legge che dovesse prevedere un significativo incremento di detto fondo contestualmente alle misure esigibili.

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Zamagni: “Il terzo settore sostituisce il welfare paternalistico. Ora pensi ai suoi lavoratori”

L’economista, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, a tutto campo sui dati del “boom” di imprese sociali e non profit: “Tendenza in atto da 15 anni ma non si può lavorare solo in convenzione con lo Stato e in autosfruttamento nelle coop. Il populismo odia i corpi intermedi e vuole togliere libertà al settore”
Il “boom” di imprese operanti nei settori del welfare e del terzo settore, certificato dalla Camera di Commercio di Milano, è figlio di una precisa “tendenza” che compie quasi 20 anni e della “legge 328 del 2000, le legge Turco, un testo molto innovativo per l’epoca tanto che non è stata applicata nei fatti sin dal principio ma che anticipando i tempi e piantandosi nel tessuto del Paese ha prodotto risultati”. Ne è convinto l’economista Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna ed ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore, punto di riferimento in Italia per la vasta comunità politica, imprenditoriale e associazionistica che si occupa di welfare e sociale.
“Questi dati non sono una novità del 2019 e confermano una tendenza in atto –  – dice Zamagni, commentando il report della Camera di Commercio milanese –. Il mondo del terzo settore o delle imprese sociali ha trovato il modo di compensare e svolgere una funzione surrogatoria della lacuna che si è venuta a determinare nel 2008 con lo scoppio della crisi economica e le ristrettezze della finanza pubblica nazionale e locale”. Per Zamagni questa “è stata una fortuna”, perché è stato recepito lo spirito della legge Turco del 2000 che “introduceva per la prima volta nell’ordinamento italiano il principio di co-progettazione e che, nell’ambito del welfare, dalla sanità alla scuola ai beni culturali o ambientali, bisogna arrivare a far sì che l’ente pubblico e i soggetti della società civile organizzata debbano non solo collaborare ma cooperare”. “Sono concetti diversi – afferma Zamagni –. Il lavoratore dell’impresa capitalistica standard collabora con chi investe i capitali, ma non coopera. Mentre la legge introduce il principio di ‘operare assieme’: significa che la co-progettazione da entrambi i lati prevede di definire i modi di gestione, di reperimento delle risorse economiche e le priorità negli obiettivi”.

Leggi: La Difesa del Popolo


Come cambia l’Isee e la misura della povertà

In un precedente articolo di luglio su questo sito, con identico titolo, si sono descritte recenti modifiche introdotte nell’ISEE, una delle quali (prevista per il 2020) potrà generare effetti bizzarri e non poco distorsivi. Merita tuttavia riflettere sui problemi dell’uso dell’ISEE più in generale, su come la normativa ha sinora cercato di affrontarli, e su nodi da non dimenticare.
Problemi dell’uso dell’ISEE
E’ opportuno ricordare che il valore dell’ISEE non coincide con il denaro disponibile per la famiglia (per pagare contribuzioni o non fruire di erogazioni), sia perché è un indicatore composto con più variabili (redditi e patrimoni), sia perché misura la condizione economica con diversi importanti limiti:
Sarebbe utile considerare i redditi disponibili al netto delle detrazioni fiscali che su di essi operano. Invece l’ISEE considera il “reddito complessivo ai fini IRPEF”, che include le ritenute fiscali. Perciò un lavoratore dipendente o un pensionato ha nel suo ISEE una parte di redditi dei quali non dispone (né che ha mai ricevuto): le detrazioni fiscali operate prima di ricevere compensi da lavoro e pensione.
Sarebbe utile considerare i redditi che il nucleo può spendere nel momento nel quale presenta la richiesta di prestazione. Invece l’ISEE considera i redditi del secondo anno solare precedente la DSU (la dichiarazione del cittadino). E nel frattempo il nucleo potrebbe aver aumentato o diminuito molto i propri redditi. Chi ha perso redditi da lavoro può produrre un “ISEE corrente”, nel quale i suoi redditi sono quelli dei 12 mesi precedenti la DSU; ma l’ISEE corrente non è del tutto efficace per evidenziare che i redditi più attuali sono inferiori a quelli dell’ISEE ordinario, perché occorre che il nucleo già disponga di un ISEE ordinario, rispetto al quale il suo ISR (i redditi dell’ISEE) sia sceso almeno del 25%, e che la perdita del lavoro sia avvenuta entro termini predefiniti. Inoltre non si possono può far rilevare diminuzioni di redditi che non siano da lavoro

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Previdenza: contributi per i lavoratori domestici – Inps, da oggi al 10 ottobre il pagamento III trimestre

Dal 1 al 10 ottobre 2019 è possibile pagare i contributi del III trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Lo ricorda l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale. I datori di lavoro possono effettuare il pagamento: direttamente online tramite il portale dei pagamenti; presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi Inps; presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA ; tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane; presso bar, tabacchi ed edicole con SisalPay.
Il versamento può essere, infine, effettuato anche utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’Inps, che può essere generato: direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi Inps, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria; utilizzando l’avviso di pagamento  pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

Leggi: Inca


Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


 

 

 

 

 

 

Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


NEWS:

lunedì 7 ottobre 2019
I pensionati pronti a tornare in piazza

Intervista al Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti su La Repubblica.
“Siamo di nuovo pronti a scendere in piazza. Il 16 novembre con Cisl e Uil manifesteremo per dire al governo che è ora di smettere di mettere le mani nelle tasche dei pensionati e nei prossimi giorni raccoglieremo le firme per chiedere una legge nazionale sulla non autosufficienza”.
È quanto dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti in un’intervista su La Repubblica.
“Nel programma di questo governo – continua Pedretti – non c’è nulla per i pensionati. Niente per i non autosufficienti mentre di cuneo fiscale si parla solo in relazione ai lavoratori dipendenti. Così proprio non va”.

Leggi: Spi-Cgil, 07/10/2019


lunedì 7 ottobre 2019
Stare bene, stare insieme. Il nuovo numero di LiberEtà

Il nuovo numero di LiberEtà è dedicato allo stare insieme, al senso di comunità, a un’Italia più equa, più giusta, più solidale. Un tema a cui è stata dedicata la festa nazionale di LiberEtà che si è appena conclusa a Trani, in Puglia. Durante la festa sono stati anche premiati i vincitori del Premio Letterario di LiberEtà (Ave Govi con “Le vite di Emma”) e del concorso di cortometraggi Spi Stories dedicato al clima (Kati Egely con “Euphoria”).
Il numero di ottobre dedica un’ampia parte alla questione climatica. Serve un’azione politica ed economica globale su cui richiama l’attenzione anche Ivan Pedretti con la sua lettera ai ragazzi che a fine settembre sono scesi in piazza proprio per difendere il pianeta dai cambiamenti climatici. A seguire, una riflessione sul riciclo e l’economia circolare che prende le mosse dal libro del prof. Antonio Massarutto “Un mondo senza rifiuti?”.
La seconda parte del giornale si apre con un’inchiesta sulle badanti, che in Italia sono circa otto milioni e mezzo. Pochi gli aiuti e quasi inesistenti i servizi pubblici. Vi spieghiamo perché serve una legge nazionale.
A tre anni dal terremoto del centro Italia siamo tornati ad Amatrice, dove la ricostruzione non decolla. Siamo andati a vedere qual è la situazione e cosa fa il sindacato dei pensionati Cgil presente sul territorio.

Leggi: Liberetà, 07/10/2019


venerdì 4 ottobre 2019
Stretta su colf e badanti che non pagano l’Irpef: nel mirino un miliardo di evasione

Il rapporto del Mef sull’economia sommersa allegato alla nota di aggiornamento al Def quantifica in 960 milioni il tax gap dei lavoratori domestici. Allo studio una ritenuta che le famiglie applicherebbero in coincidenza con il versamento trimestrale dei contributi previdenziali
Oltre 8 miliardi di imponibile Irpef e un tax gap di circa 1 miliardo di euro, ossia la differenza tra quanto potenzialmente dovuto allo Stato e quanto realmente versato dai lavoratori domestici. Per tradurla in due parole: colf e badanti ogni anno evadono non meno di 960 milioni cui si devono aggiungere relative addizionali regionali e comunali Irpef che fanno salire il conto oltre il miliardo di euro. Si tratta di numeri che hanno spinto il Governo ad inserire nel piano di contrasto all’evasione che dovrà essere adottato con la manovra di bilancio e il decreto fiscale collegato anche i lavoratori domestici.
La stretta allo studio
Nulla è stato ancora deciso ma l’idea, per il vero già avanzata dalla Lega nella primavera scorsa, sarebbe quella di introdurre una ritenuta d’imposta (del 10 o del 20% al massimo) sulle somme pagate ai lavoratori domestici. Per non complicare la vita alle famiglie trasformandole in sostituti d’imposta l’idea allo studio potrebbe prevedere l’applicazione della ritenuta in coincidenza con il versamento trimestrale dei contributi previdenziali. In quell’occasione il lavoratore si vedrà trattenere dallo stipendio mensile le ritenute che saranno versate dal datore di lavoro o direttamente con il bollettino Inps o con un altro meccanismo semplificato di versamento. L’obiettivo è quello di recuperare nelle casse dello Stato quel miliardo di euro che oggi manca all’appello.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 04/10/2019


mercoledì 2 ottobre 2019
Bollette luce e gas, ecco quanto spenderanno le famiglie italiane

Per i nuclei in tutela l’esborso complessivo sarà di 1.666 euro in un anno: più alta la spesa da sostenere per il gas (cresciuto, però, solo dell’1% sul periodo precedente), mentre la spesa per l’elettricità è aumentata dell’1,35 per cento
L’ultimo aumento per le bollette di luce e gas è arrivato qualche giorno fa con la consueta comunicazione dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) che, ogni trimestre, aggiorna, fino a quando non scatterà la completa apertura dei mercati retail (fissata, al momento, per il 1° luglio 2020), le condizioni economiche di riferimento per i clienti in tutela, vale a dire coloro che non hanno scelto il mercato libero nei settori energetici. Così le bollette di luce e gas registreranno, rispettivamente, un incremento del 2,6% e del 3,9% nell’ultimo trimestre dell’anno.
I fattori alla base del rincaro.
Colpa, spiega l’Autorità nella sua nota, di una serie di fattori, molti dei quali su scala internazionale: lato elettricità, incidono infatti i timori per una possibile contrazione della produzione francese nei prossimi mesi a causa dei problemi in alcune centrali nucleari che già in passato hanno fatto sentire tutto il loro peso. Ma a condizionare l’andamento dei prezzi sono anche gli effetti dei recenti attacchi contro gli impianti di raffinazione sauditi, mentre, sul fronte del gas, vanno sicuramente ricordati sia la riduzione della produzione di gas olandese che alcune restrizioni nell’accesso ai gasdotti di transito europei, che hanno senz’altro impattato sul prezzo. Senza contare, ovviamente, anche il fattore stagionalità. Quanto spenderanno le famiglie in un anno

Leggi: Il Sole 24 Ore, 02/10/2019


Lunedì 30 settembre 2019
Disabilità, ecco la domotica assistiva per creare le “case intelligenti” del futuro

A novembre a Milano 156 ore di corso per progettisti delle “smart house” per disabili. Scopo? Formare una gura professionale che conosca fragilità e soluzioni tecnologiche. “È un terreno vergine e un mercato inesplorato” dicono i promotori di Spazio Vita Niguarda, Informatici Senza Frontiere e Siam1838
La tecnologia al servizio di persone con gravi disabilità motorie che vogliono raggiungere l’autonomia da una parte. Un mercato degli ausili tecnologici e della domotica ancora inesplorato per le aziende del settore dall’altra. E infine un’opportunità di lavoro per nuove gure
professionali del sociale. Partirà il 20 novembre ma è stato presentato sabato 28 settembre a Milano il corso “Disabilità e tecnologie, uno sguardo alle nuove professioni”. Durante la celebrazione per gli 80 anni dell’Ospedale Niguarda di Milano è stato illustrato a Spazio Vita Niguarda, cooperativa
sociale [   ] che dal 2013 lavora all’interno dell’Unità Spinale dell’ospedale nel sostegno e reinserimento socio-lavorativo di persone con gravi disabilità motorie con decine di attività a loro dedicate, un corso di formazione della durata di 156 ore  dedicato a disabili, i loro familiari, professionisti delle aziende domotica e operatori delle cooperative sociali. L’obiettivo? Formare nuove gure professionali che prendono il nome di “progettisti di domotica assistiva”

Leggi: Informatici Senza Frontiere, 30/09/2019


lunedì 30 settembre 2019
Il Comitato nazionale per Housing sociale al via da Bruxelles

Costituito da Federcasa, Alleanza delle Cooperative Italiane di Abitazione, Fondazione Housing sociale, Compagnia San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita muove i primi passi dalla capitale europea in un incontro dal titolo: “How EU funding can be used to support Social Innovation in Italian Social HousingDelivery and Management
Il tema della casa in Italia è fermo da anni, fortunatamente nel frattempo il settore non si è del tutto fermato: sono stati realizzati interventi significativi, capaci di indicare una strada. In Europa il settore è molto vivace da tutti i punti di vista: modelli abitativi, soluzioni economico-finanziarie, processi realizzativi, formule gestionali.
Un comitato nazionale per l’housing sociale si è costituito sulla spinta di domande quali: “come dovremmo realizzare nuovi quartieri accessibili?” E, a ancora “con quali caratteristiche?”. A costituirlo Federcasa, Alleanza delle Cooperative Italiane di Abitazione, Fondazione Housing sociale, Compagnia San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita.
Il comitato nazionale ora per l’housing sociale muove i primi passi e per la prima volta l’intero sistema dell’Housing sociale italiano si presenta unito a Bruxelles.
È noto come il sistema italiano dell’housing sociale sia caratterizzato dal lavoro autonomo di differenti attori: pubblici (per la maggior parte), privati, non- e low-profit. Il risultato di questa eterogeneità sono progetti, spesso interessanti, ma troppo piccoli per rispondere ai requisiti e all’interesse di investitori italiani e stranieri e troppo frammentati ed occasionali per essere considerati come parte di un disegno più ampio. La debolezza delle tante risorse messe in campo è infatti causata soprattutto dall’impossibilità di delineare degli obiettivi comuni verso i quali dirigersi e dalla mancanza di un’unica strategia all’interno della quale poter agire in modo coordinato valorizzando il contributo specifico di ogni attore.

Leggi: Vita, 30/09/2019


mercoledì 24 luglio 2019
I centenari in Italia

Al 1° gennaio 2019 sono 14.456 le persone residenti in Italia che hanno compiuto i 100 anni di età, donne nell’84% dei casi.
Tra i centenari, ben 1.112 hanno raggiunto e superato i 105 anni di età al 1° gennaio 2019. L’87% è di sesso femminile.
I supercentenari vivi al 1° gennaio 2019 sono 21, raddoppiati rispetto al 2009 quando se ne contavano 10.
In dieci anni (2009-2019) i centenari sono passati da 11 mila a oltre 14 mila, quelli di 105 anni e oltre sono più che raddoppiati, da 472 a 1.112, con un incremento del 136%.
La quota maggiore di semi-supercentenari (105 anni e oltre) è residente nel Nord Italia. La regione con la più alta percentuale è la Liguria.
Dei 125 individui che tra il 2009 e il 2019 hanno raggiunto e superato i 110 anni di età, il 93% è costituito da donne, a conferma di una predominanza femminile nelle età estreme della popolazione.

Leggi: Istat, 24/07/2019


DALLE REGIONI:

martedì 8 ottobre 2019
Auser, apre a Villadossola nuovo ambulatorio solidarietà

L’Auser Ossola apre a Villadossola (provincia di Verbano-Cusio-Ossola) un ambulatorio medico polispecialistico che curerà gratis chi non può pagare. Si tratta del quarto in Italia, gestito dall’Auser, dopo quello di Borgomanero, Vercelli e Cosenza. Il 12 ottobre si terrà la cerimonia di inaugurazione. Lo riferisce una nota. Nell’ambulatorio verranno svolte visite mediche specialistiche gratuite a favore dei più bisognosi, da medici e infermieri, tutti volontari, che presteranno la propria opera a titolo gratuito.
L’ambulatorio ha sede presso un locale che il Comune ha concesso a titolo gratuito. Si tratta di uno spazio accessibile a piano terra del Centro culturale La Fabbrica vicino alla sede dell’Auser. Per la sua realizzazione hanno lavorato insieme l’Auser ed il Comune di Villadossola che ha ceduto per 5 anni in comodato d’uso gratuito due locali, sul retro del teatro. Nei locali è stato ricavato, grazie al lavoro svolto gratuitamente da un’impresa edile, lo studio medico e una sala d’aspetto.
All’interno dell’ambulatorio opererà uno staff di medici e infermieri tutti volontari, alcuni in pensione e altri ancora in servizio, che presteranno la propria opera gratuitamente in qualità di volontari Auser. L’ambulatorio è stato dotato di un ecografo, di lettini per le visite ed altre attrezzature mediche. Per ora i medici che hanno aderito sono una decina delle varie specialità, un chirurgo, un ginecologo, un urologo, un pediatra, uno psicologo, un dermatologo, un endocrinologo ed un diabetologo oltre a infermieri.

Leggi: Rassegna Sindacale, 08/10/2019


martedì 8 ottobre 2019
A Pescara ci sarà un ospedale più accessibile

Ricevuta dai vertici dell’ASL di Pescara, l’Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo ha posto varie richieste, in relazione all’accessibilità – tuttora assai scarsa – dell’Ospedale di Pescara e dei Distretti ASL, risultante di vere e proprie battaglie condotte per anni, ma che sembrano finalmente poter portare a positive azioni concrete. «Non possiamo nascondere la nostra soddisfazione – commenta Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione – avendo riscontrato una grande disponibilità di fronte alle istanze da noi espresse»
A far da viatico era stato un incontro in Comune con Nicoletta Di Nisio, assessore alle Politiche per la Disabilità, poi l’Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo è stata ricevuta dai vertici della ASL di Pescara, ai quali hanno posto varie richieste, in relazione all’accessibilità dell’Ospedale di Pescara e dei Distretti ASL, risultante di vere e proprie battaglie condotte per anni, ma che sembrano finalmente poter portare a una serie di positive azioni concrete.
«Ci siamo innanzitutto soffermati – spiega Claudio Ferrante, presidente delle Carrozzine Determinate – su alcuni progetti di ampio respiro, chiedendo ad esempio locali più accessibili per l’Ufficio Patenti e per le Commissioni di Invalidità, programmi per la realizzazione di un capillare abbattimento delle barriere architettoniche nell’accedere e nel muoversi all’interno dell’Ospedale. E ancora, abbiamo analizzato assieme il progetto del nuovo Pronto Soccorso, senza dimenticare la questione quanto mai urgente dei parcheggi riservati alle persone con disabilità cancellati dinnanzi all’ingresso dell’accettazione».

Leggi: Superando, 08/10/2019


venerdì 4 ottobre 2019
Riforma Ater, 2.500 famiglie a rischio sfratto Le sigle: affitti troppo cari, ora tavolo tecnico

Il passaggio dal reddito all’Isee ha messo in ginocchio gli inquilini storici
In piazza Inquilini delle case Ater protestano a Venezia
«Ci era stato promesso un tavolo tecnico di confronto a settembre, ormai ottobre è arrivato e non c’è neanche l’ombra della convocazione». Paolo Righetti, di Cgil Veneto, non è impaziente ma preoccupato. Come lui, anche i rappresentanti delle altre sigle sindacali, che negli ultimi due mesi hanno raccolto le ansie e le storie di centinaia di inquilini Ater, sconvolti dalla rivoluzione dell’edilizia popolare decisa da Palazzo Balbi.
Il passaggio dal semplice reddito all’indice Isee (che tiene conto dell’intero patrimonio familiare) come criterio per accedere e mantenere l’alloggio pubblico, i nuovi canoni rimodulati di conseguenza, le lettere di sfratto entro due anni se non si rientra nella soglia patrimoniale dei ventimila euro, sono motivo di forte tensione nei quartieri popolari di tutto il Veneto. «Contiamo almeno 2.500 famiglie il cui canone è salito a quasi 400 euro, cifre troppo vicine a un affitto sul mercato privato. conferma Michele Brombin del Sunia – Non riescono a pagarlo, e dopo quattro mesi rischiano lo sfratto per morosità. Il tavolo tecnico deve essere convocato il prima possibile». I sindacati hanno in mente una serie di correttivi, anche se sul più importante la soglia Isee – preferiscono non sbilanciarsi, per non ingessare il confronto (anche se non negano che sarebbe utile alzarla almeno a 25 mila euro).

Leggi: Corriere di Verona, 04/10/2019


mercoledì 2 ottobre 2019
Assistenza: c’è una risorsa aggiuntiva per gli anziani

È stato scelto il Centro diurno Auser di Collebeato per presentare la novità dell’autunno: il servizio di assistenza a dominio (Sad) rivolto agli anziani e alle persone non autosufficienti del paese. Messo a disposizione dal Comune è attivo da qualche settimana grazie alla firma di una convezione per la gestione associata del servizio sociale professionale già prevista dal Piano di zona dell’Ambito di cui il Comune di Brescia è capofila. Il Sad prevede svariati servizi di supporto alle persone in difficoltà: igiene personale, alzata dal letto e vestizione, bagno assistito, pulizia della casa e l’accompagnamento per piccole commissioni. È tutto a pagamento e i beneficiari dovranno pagare in base all’indicatore Isee del nucleo familiare. Gli interessati possono rivolgersi ai Servizi sociali del Comune (al numero 030 2511120). All’interno del centro Auser di via Saletto è invece attivo lo sportello informativo Pronto anziani gestito dagli operatori della cooperativa La Vela. È aperto lunedì, mercoledì e giovedì dalle 14 alle 16; martedì e venerdì dalle 9 alle 11. Per informazioni c’è il numero 345 8506129. •

Leggi:  Brescia Oggi, 02/10/2019


mercoledì 2 ottobre 2019
Taranto, anche una 90enne al sit-in di 200 famiglie sotto sfratto: “Non toccate le nostre case”

La protesta degli inquilini che si ritengono assegnatari di appartamenti comunali inseriti in un piano di cartolarizzazione e gestiti da Carim: la società ha intimato lo sgombero perché l’assegnazione non risulta dai documenti del Comune
A 90 anni sulla sedia a rotelle per difendere il diritto alla casa. Accade a Taranto dove una signora è scesa in strada assieme ai rappresentanti di 200 famiglie a loro dire assegnatarie da decenni di appartamenti un tempo comunali ora inseriti nel piano di cartolarizzazione e gestiti da Carim. Famiglie che si sono viste recapitare dalla società privata che ha acquisito gli immobili un’intimazione allo sgombero entro 30 o 60 giorni, perché dalle carte ricevute dal Comune, non avrebbero alcun titolo abitativo.
Di diverso avviso i sindacati Cgil e Sunia scesi in strada accanto ai manifestanti proprio davanti alla sede della società, che hanno esposto cartelli come quello che riporta il disegno del Monopoli e l’allusione a un gioco di gestione esercitato sul diritto degli inquilini: “Avete giocato con le nostre case – il messaggio indirizzato a Comune, società di riscossione prima Soget ora Carim – ora è il nostro turno. Senza imbrogli”.
Per il sindacato, infatti, si tratta di famiglie che vivono in palazzine (alloggi Erp) da anni, e sono titolari, nella stragrande maggioranza dei casi, di decreti di assegnazione che ne giustificano la permanenza. Secondo il Sunia, “nei carteggi di queste famiglie ci sono i decreti di assegnazione e le ricevute dei canoni di locazione per edilizia residenziale pubblica regolarmente pagati”. Il sindacato è pronto a opporsi per via giudiziaria col supporto del suo ufficio legale qualora la Carim dovesse procedere con gli sgomberi. Oltre a “Non toccate le nostre case”, altri cartelli riportavano messaggi come “Non vogliamo pagare per i debiti delle amministrazioni precedenti”

Leggi: La Repubblica, 02/10/2019


mercoledì 2 ottobre 2019
Disagio abitativo, utilizzati soltanto 4% fondi morosità incolpevole

Solo il 4,36% dei fondi a disposizione della Sicilia per la morosità incolpevole è stato utilizzato. E’ un dato diffuso dal ministero delle infrastrutture.
“Si confermano le nostre denunce – dice Giusy Milazzo, segretaria regionale del Sunia- : risorse che restano bloccate nonostante sia conclamata la necessità di far fronte al disagio abitativo delle famiglie siciliane. Basti pensare che in una grande città come Catania – rileva- segnata da un numero preoccupante di sfratti è stato concesso a un solo richiedente il contributo per la
morosità”.
Milazzo rileva tuttavia che “il residuo, che ammonta a oltre 5 milioni grazie al pressing portato avanti a livello nazionale dal Sunia e dagli altri sindacati degli inquilini non andrà perduto”. Potrà essere infatti essere destinato, come da apposito decreto, al fondo per il sostegno all’affitto, “consentendo – rileva Milazzo- l’intervento prima che si arrivi allo sfratto”.
Il Sunia regionale chiede ora all’ Assessore regionale alle infrastrutture di convocare con urgenza i sindacati degli inquilini “per definire sistemi e procedure per la ripartizione tra morosità incolpevole e sostegno all’affitto per le famiglie in forte disagio abitativo, di un fondo che supererà i 6 milioni di euro se consideriamo che ai circa 5 milioni ad oggi accantonati si dovranno aggiungere le somme stanziate a livello nazionale per il 2019. I Fondi sono forse esigui sicuramente non sufficienti – conclude Milazzo- ma sarebbe gravissimo continuare a non utilizzarli”.

Leggi: Canicattì Web, 02/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA – di Mauro Venturelli*

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

Leggi: Superando, 01/10/2019


mercoledì 25 settembre 2019
Palermo, parte la nuova Agenzia Sociale per la Casa con una cabina di regia e attività di accompagnamento sul territorio

Dai primi giorni di novembre grazie al Pon Metro e ad una dotazione finanziaria di circa 2,2 milioni di euro (a seguito di ribassi d’asta), saranno attivi interventi che perseguono l’obiettivo di ridurre il numero di famiglie con fragilità sociali ed economiche in condizioni di disagio abitativo. L’impegno dell’amministrazione comunale verso le tematiche rivolte alle politiche sociali è intenso e prevede, solo attraverso il Pon Metro, una disponibilità di oltre 28 milioni di euro, impiegati sull’Asse 3 e 4 del Programma, attraverso l’attuazione di progetti per Servizi ed Infrastrutture a supporto dell’inclusione sociale.
Presentata ufficialmente a Palazzo delle Aquile, sede istituzionale del Comune di Palermo, in presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Mattina e di Giovanni Paternostro, Direttore Tecnico del Comune, l’Agenzia per la Casa diventa una realtà con l’obiettivo prioritario di ridurre l’emergenza abitativa attraverso un programma personalizzato sui singoli bisogni dei nuclei familiari.
Il primo passo è l’istituzione di una cabina di regia che ha compiti di coordinamento sul territorio. All’interno delle stesse circoscrizioni della città e anche all’interno dei centri della cintura metropolitana di Monreale e Villabate, sono attivi 10 sportelli pronti a valutare ogni situazione, delineando poi un percorso di uscita e di accompagnamento.

Leggi: Ponmetro, 25/09/2019


IN AGENDA:

10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

Leggi: Forum della Leopolda


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


Udine, 6 dicembre – Convegno internazionale “Abitare Inclusivo. Il progetto per una vita autonoma e indipendente”.

Il Convegno organizzato dall’Università di Udine con l’Università Iuav di Venezia e Roma Tre, nasce dalla volontà del cluster Accessibilità Ambientale della Società Italiana di Tecnologia dell’Architettura SITdA di affrontare il tema dell’abitare in chiave inclusiva, condizione necessaria a garantire una vita autonoma e indipendente, con attenzione mirata alle persone (giovani, adulte e anziane) con problemi di salute o di disabilità che ne limitano l’autonomia nelle attività di base e strumentali.
Il tema si colloca al centro degli interessi di un ampio network di settori differenti, tra tutti è possibile citare quelli della ricerca scientifica, della produzione ma anche delle politiche locali, attori consapevoli dell’importanza etica, sociale ed economica di garantire autonomia di vita alle persone, individui singoli e tra loro in relazione, che vivono gli spazi della quotidianità con necessità diverse per condizione evolutiva d’età, per abilità fisiche (sensoriali e cognitive), per formazione, cultura ed esperienza.

Leggi: Rete Caad


IN EVIDENZA:

Accessibile? Smart!

Città a misura delle persone con disabilità e smart cities stanno diventando una realtà. Il tema dell’accessibilità e della fruibilità dei servizi e dell’offerta culturale e artistica delle città europee è presente sul tavolo della Commissione Europea non soltanto per gli aspetti sociali, ma anche per il potenziale economico. Ecco perché se ne interessano, in particolare, la Direzione Generale Occupazione Affari Sociali e Inclusione (DG EMPL) e la Direzione Generale Mercato Interno, Industria, Imprenditoria e PMI (DG GROW).
L’Unione Europea promuove la parità di opportunità e accessibilità per le persone con disabilità. Il Premio per le città a misura di disabili (Access City Award, ACA) è una delle azioni intraprese nel quadro della Strategia UE per la disabilità che ha l’obiettivo di costruire un’Europa senza barriere. Il premio mira a incoraggiare le città europee con almeno 50.000 abitanti a condividere le loro esperienze e a migliorare l’accessibilità a beneficio di tutti. ll premio celebra la volontà, la capacità e gli sforzi di una città di diventare più accessibile, al fine di: i) garantire la parità di accesso ai diritti fondamentali; ii) migliorare la qualità della vita della popolazione e garantire che tutti, indipendentemente dall’età, dalla mobilità o dalle capacità, abbiano pari accesso a tutte le risorse che le città possono offrire.

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Appello per un Nuovo Welfare State – Investimenti adesso per il benessere futuro delle nostre famiglie

La nuova Commissione Europea, che entrerà in carica il 1° novembre 2019, dovrà affrontare un futuro che appare oggi impegnativo e preoccupante.
Tanti ritengono che il contratto sociale che ha tenuto insieme l’Europa dalla Seconda guerra mondiale in poi – fondato sulle promesse di pace e prosperità – sia in pericolo.  I giovani, in particolare, non si aspettano oggi di vivere una vita migliore di quella vissuta dai loro genitori. Secondo l’Eurobarometro, nel 2018 quasi il 75% degli europei prevedeva che la situazione economica futura sarebbe rimasta invariata o che sarebbe peggiorata nell’anno successivo. Alla domanda sulle conseguenze dell’impatto della recente crisi economica sul mercato del lavoro, circa il 45% ha risposto che il peggio doveva ancora venire.
Per riconquistare la fiducia delle persone, la Commissione Europea appena insediata deve mettere al centro della propria agenda l’empowerment della moderna famiglia a doppio reddito. In particolare, la nuova Commissione dovrà promuovere una nuova concezione delle misure di welfare e di sostegno al reddito riclassificandole come investimenti sociali, ed esentandone il loro finanziamento dal Patto europeo di stabilità e crescita.

Leggi: Welforum

Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

Leggi: Superando


Le politiche regionali per la Long-Term Care: come si sono mosse le Regioni?

Le politiche per la non autosufficienza (o Long-Term Care, LTC) sono a oggi orfane di livello istituzionale o organo politico che se ne faccia carico e promuova una visione organica della materia, spingendo sulla necessità di avviare un percorso di azione e riforma alla luce della sfida demografica e sociale che ci attende. In questo quadro, il livello regionale è quello che detiene a oggi la vista di insieme, esprimendo competenze circa le tematiche sanitarie, sociosanitarie e sociali che la riguardano. Le Regioni hanno interpretato questo ruolo nei tempi recenti? E se sì come? Analizzando cinque anni (2015-2019) di provvedimenti e atti regionali è possibile individuare di che cosa si siano occupate le Regioni quando sono intervenute sul tema LTC e che visione stiano portando avanti. Le conclusioni mostrano che tanto lavoro è stato svolto, ma i passi da fare verso la LTC del futuro sono ancora molti.
di Elisabetta Notarnicola (Associate Professor of Practice, Divisione Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management)
Il settore sociosanitario e sociale italiano per la Long-Term Care (LTC) si caratterizza storicamente per l’assenza di un modello definito e organico a livello nazionale. La frammentazione e l’eterogeneità territoriale sono diventate, in questo modo, due caratteristiche distintive del settore. Il quadro normativo di riferimento è variegato e frammentato in modo che gli interventi, ad oggi, non sono riuniti né tantomeno ricompresi in una cornice comune nemmeno a livello regionale. Comprendere e riconoscere la prospettiva dei diversi policy makers in termini di tematiche promosse e priorità identificate appare quindi, e da sempre, un esercizio di difficile soluzione ma di grande interesse se si vuole capire come stia evolvendo il settore e cosa riserverà per il prossimo futuro.

Leggi: I Luoghi della Cura


Il Coordinamento delle attività dei Caffè Alzheimer: l’esperienza della Lombardia Orientale

Le difficoltà, nei caregiver delle persone affette da demenza, sono molteplici: organizzative, economiche, sociali, cliniche (cognitive, comportamentali, funzionali). Diventare caregiver è un duro lavoro, che nessuno insegna. Lo stress ed il peso fisico della malattia corrodono il familiare, che cerca di trovare risposte nella rete formale di cura. I Caffè Alzheimer cercano di dare una risposta ai bisogni della famiglia, aiutando a combattere l’isolamento, le paure, la non conoscenza; inoltre, si attivano per sostenere psicologicamente il familiare, ed il malato. Gli autori presentano l’esperienza della Lombardia, dove Il Coordinamento dei Caffè Alzheimer nasce con lo scopo di condividere idee, progetti, iniziative fra i diversi gruppi, con l’obiettivo di creare una rete che si integri con quella istituzionale e formale di cura, per la presa in carico della famiglia.
di Stefano Boffelli, Sara Avanzini, Federica Gottardi, Nicola Berruti, Alessandra Rodella, Marco Trabucchi (Gruppo di Ricerca Geriatrica, Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale)
Il caregiver di una persona affetta da demenza vive per un tempo lungo, e con crescente impegno assistenziale, il compito della cura. Ne può conseguire un aumento dello stress psicologico e fisico, già in passato definito dalla frase “una giornata di 36 ore”: ad indicare che la cura diventa così impegnativa che viene talvolta vissuta in un tempo dilatato e stressante. Il fenomeno non deve essere mai trascurato, poiché gli studi hanno dimostrato che il maggior stress si associa a precoce istituzionalizzazione per il malato, ed aumento della morbilità e della mortalità per il caregiver (Gaugler et al., 2018). Chi si prende cura della famiglia malata, intesa come la globalità delle persone fragili nello stesso nucleo familiare? Sono infatti fragili sia la persona affetta da demenza, che i loro familiari, in particolare il principale caregiver.

Leggi: I Luoghi della Cura


La questione dei caregiver familiari va affrontata seriamente

Secondo il CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità), «il recente Disegno di Legge contenente “Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”, è decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari, che si prendono cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza». «Quella dei caregiver familiari – concludono dal CONFAD – è un’emergenza che non può più attendere oltre, e che va affrontata seriamente e non con proposte di legge come questa»
In occasione del recente insediamento del nuovo Governo Conte, vogliamo esprimere ancora una volta la nostra profonda preoccupazione in relazione all’emergenza sociale dei caregiver familiari.
All’inizio di agosto è stato presentato un testo di legge unificato, il Disegno di Legge S.1461 (Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare), pubblicato solo da pochi giorni, decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari.
Già l’introduzione evidenzia un certo pressapochismo di fondo, poiché viene nuovamente evidenziato il carattere “volontaristico” e gratuito dell’attività di cura che svolge il caregiver familiare, in sfregio alla realtà di fatto che dimostra chiaramente due cose: il caregiver non ha le caratteristiche di un volontario e attribuire ad esso un carattere di gratuità è fuorviante e rischia di declassare ingiustamente questa figura.
Le disposizioni previste in questo testo mettono sullo stesso piano i caregiver familiari, a prescindere dall’intensità di cura prestata e dalla durata del caregiving; questo confligge con il più elementare buon senso, per non tacere della previsione inspiegabilmente contenuta in soli tre anni di contributi figurativi.
La ciliegina sulla torta? L’avere previsto solo il fondo (25 milioni all’anno per tre anni) stanziato con la Legge di Bilancio 2018, che era stato a suo tempo individuato ai fini di aprire il capitolo di spesa per le tutele di questa categoria storicamente vessata e dimenticata, nell’ attesa di una legge che dovesse prevedere un significativo incremento di detto fondo contestualmente alle misure esigibili.

Leggi: Superando


Zamagni: “Il terzo settore sostituisce il welfare paternalistico. Ora pensi ai suoi lavoratori”

L’economista, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, a tutto campo sui dati del “boom” di imprese sociali e non profit: “Tendenza in atto da 15 anni ma non si può lavorare solo in convenzione con lo Stato e in autosfruttamento nelle coop. Il populismo odia i corpi intermedi e vuole togliere libertà al settore”
Il “boom” di imprese operanti nei settori del welfare e del terzo settore, certificato dalla Camera di Commercio di Milano, è figlio di una precisa “tendenza” che compie quasi 20 anni e della “legge 328 del 2000, le legge Turco, un testo molto innovativo per l’epoca tanto che non è stata applicata nei fatti sin dal principio ma che anticipando i tempi e piantandosi nel tessuto del Paese ha prodotto risultati”. Ne è convinto l’economista Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna ed ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore, punto di riferimento in Italia per la vasta comunità politica, imprenditoriale e associazionistica che si occupa di welfare e sociale.
“Questi dati non sono una novità del 2019 e confermano una tendenza in atto –  – dice Zamagni, commentando il report della Camera di Commercio milanese –. Il mondo del terzo settore o delle imprese sociali ha trovato il modo di compensare e svolgere una funzione surrogatoria della lacuna che si è venuta a determinare nel 2008 con lo scoppio della crisi economica e le ristrettezze della finanza pubblica nazionale e locale”. Per Zamagni questa “è stata una fortuna”, perché è stato recepito lo spirito della legge Turco del 2000 che “introduceva per la prima volta nell’ordinamento italiano il principio di co-progettazione e che, nell’ambito del welfare, dalla sanità alla scuola ai beni culturali o ambientali, bisogna arrivare a far sì che l’ente pubblico e i soggetti della società civile organizzata debbano non solo collaborare ma cooperare”. “Sono concetti diversi – afferma Zamagni –. Il lavoratore dell’impresa capitalistica standard collabora con chi investe i capitali, ma non coopera. Mentre la legge introduce il principio di ‘operare assieme’: significa che la co-progettazione da entrambi i lati prevede di definire i modi di gestione, di reperimento delle risorse economiche e le priorità negli obiettivi”.

Leggi: La Difesa del Popolo


Come cambia l’Isee e la misura della povertà

In un precedente articolo di luglio su questo sito, con identico titolo, si sono descritte recenti modifiche introdotte nell’ISEE, una delle quali (prevista per il 2020) potrà generare effetti bizzarri e non poco distorsivi. Merita tuttavia riflettere sui problemi dell’uso dell’ISEE più in generale, su come la normativa ha sinora cercato di affrontarli, e su nodi da non dimenticare.
Problemi dell’uso dell’ISEE
E’ opportuno ricordare che il valore dell’ISEE non coincide con il denaro disponibile per la famiglia (per pagare contribuzioni o non fruire di erogazioni), sia perché è un indicatore composto con più variabili (redditi e patrimoni), sia perché misura la condizione economica con diversi importanti limiti:
Sarebbe utile considerare i redditi disponibili al netto delle detrazioni fiscali che su di essi operano. Invece l’ISEE considera il “reddito complessivo ai fini IRPEF”, che include le ritenute fiscali. Perciò un lavoratore dipendente o un pensionato ha nel suo ISEE una parte di redditi dei quali non dispone (né che ha mai ricevuto): le detrazioni fiscali operate prima di ricevere compensi da lavoro e pensione.
Sarebbe utile considerare i redditi che il nucleo può spendere nel momento nel quale presenta la richiesta di prestazione. Invece l’ISEE considera i redditi del secondo anno solare precedente la DSU (la dichiarazione del cittadino). E nel frattempo il nucleo potrebbe aver aumentato o diminuito molto i propri redditi. Chi ha perso redditi da lavoro può produrre un “ISEE corrente”, nel quale i suoi redditi sono quelli dei 12 mesi precedenti la DSU; ma l’ISEE corrente non è del tutto efficace per evidenziare che i redditi più attuali sono inferiori a quelli dell’ISEE ordinario, perché occorre che il nucleo già disponga di un ISEE ordinario, rispetto al quale il suo ISR (i redditi dell’ISEE) sia sceso almeno del 25%, e che la perdita del lavoro sia avvenuta entro termini predefiniti. Inoltre non si possono può far rilevare diminuzioni di redditi che non siano da lavoro

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Previdenza: contributi per i lavoratori domestici – Inps, da oggi al 10 ottobre il pagamento III trimestre

Dal 1 al 10 ottobre 2019 è possibile pagare i contributi del III trimestre 2019 dei lavoratori domestici. Lo ricorda l’Inps, in una nota pubblicata sul sito istituzionale. I datori di lavoro possono effettuare il pagamento: direttamente online tramite il portale dei pagamenti; presso le tabaccherie che aderiscono al circuito di Lottomatica e che espongono il logo Servizi Inps; presso gli sportelli bancari di Unicredit SpA ; tramite il sito del gruppo Unicredit SpA per i clienti titolari del servizio di banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane; presso bar, tabacchi ed edicole con SisalPay.
Il versamento può essere, infine, effettuato anche utilizzando il bollettino  MAV (Pagamento Mediante Avviso) inviato dall’Inps, che può essere generato: direttamente online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici; presso le aree di front office delle sedi Inps, utilizzando lo sportello automatico per il cittadino con autenticazione mediante tessera sanitaria; utilizzando l’avviso di pagamento  pagoPA generato online tramite il portale dei pagamenti all’interno della sezione lavoratori domestici.

Leggi: Inca


Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

Leggi: Inca


Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 1 ottobre 2019
Cgil, Landini a Trani: una due giorni dedicata alle sfide dei pensionati

In Puglia al via la festa nazionale di LiberEtà con il leader del sindacato e numerosi ospiti. La prima giornata si chiude alle 21, in piazza Quercia, con lo spettacolo di Neri Marcorè
Il confronto, il dibattito, le nuove sfide. I pensionati dello Spi Cgil di tutta Italia saranno a Trani domani e giovedì, in piazza Quercia ( e non solo), per la festa nazionale di LiberEtà, il mensile nato nel 1951 da un’intuizione di Giuseppe Di Vittorio che ha scelto la sua terra per l’assemblea 2019. Fra gli ospiti più attesi, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: sarà in piazza giovedì alle 16 con Ivan Pedretti, il numero uno dello Spi, il Sindacato pensionati italiani. Ma la due giorni del sindacato – Stare bene, stare insieme – inizia domani alle 12. Appuntamento alla biblioteca comunale Giovanni Bovio con lo stesso Pedretti, il suo omologo pugliese, Gianni Forte, e il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro. E ancora: il segretario generale della Cgil Bat, Biagio D’Alberto, e il numero uno dello Spi nella Bat, Felice Pelagio.
Giovedì l’appuntamento è alle 10 al centro polivalente per anziani di Villa Guastamacchia dove, in occasione dell’avvio della campagna dello Spi-Cgil Puglia – Piantiamo il futuro. Dagli anziani 1.000 alberi per l’ambiente – saranno piantati sei alberi di ulivo: “È il simbolo dell’impegno del sindacato dei pensionati Cgil e dell’Auser in favore dei temi ambientali”, dicono dall’organizzazione.

Leggi: La Repubblica, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Speranza: «Confermati +2mld per il Fsn nel 2020 e il superamento del superticket. Compartecipazione per reddito»

«Dal Consiglio dei ministri di ieri arrivano tre buone notizie sulla Sanità: – abbiamo 2 miliardi in più per il 2020 rispetto al 2019. Quindi basta tagli, più risorse per il Ssn». Così il ministro della Salute Roberto Speranza su facebook fa il punto sui risultati del Consiglio dei ministri. «Le risorse da sole non bastano – afferma il ministro che in giornata incontra il coordinatore degli assessori Luigi Icardi – ma sono necessarie per affrontare i problemi: per me il primo è la carenza di personale. E ora ci siederemo con le Regioni per affrontare il Patto per la salute, che si occuperà di personale ma anche di temi importanti come la sanità del territorio e le liste d’attesa». «Ieri – aggiunge ancora il ministro – abbiamo scritto per la prima volta che il superticket è sbagliato, produce discriminazioni e disuguaglianze e io mi batterò perché sia eliminato al più presto». Ma il governo ha intenzione di mettere mano a tutta la materia della compartecipazione, «attraverso un Ddl collegato alla manovra».

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Tra 20 anni rapporto over 65 e under 15 sarà 270 a 100

“Nei prossimi vent’anni nella popolazione, facendo un rapporto, saranno 270 gli over 65 rispetto a 100 ragazzi sotto i 15 anni”. A dare l’allerta sullo scenario demografico italiano e’ Rino Agostiniani, vicepresidente della Societa’ italiana di pediatria (Sip), intervistato dall’agenzia Dire.
La situazione “e’ molto preoccupante” e “aumentera’ esponenzialmente” pensando alla “percentuale di popolazione attiva che dovra’ sostenere coloro che non sono piu’ attivi”. Tra le ragioni del crollo anche il fatto che “sono arrivate nella fascia d’eta’ riproduttiva donne e ragazze nate dalla seconda meta’ degli Anni 70 fino a meta’ degli Anni 90, periodo in cui in Italia si e’ raggiunto il minimo storico delle nascite. Quindi- continua il vicepresidente della Sip- il primo elemento e’ poco governabile perche’ si e’ ridotto il numero di donne che hanno la possibilita’ di fare figli“.
Nella prima decade degli anni 2000 la situazione “e’ stata tamponata per larga parte da un arrivo di immigrazione giovane, persone straniere giovani che hanno fatto piu’ figli degli italiani”. Ora pero’, riflette Agostiniani, “il trend si e’ notevolmente ridotto perche’ anche le coppie straniere fanno meno figli rispetto al passato”.
Lo scenario di oggi ricorda quello di “piu’ di cent’anni fa”, il 1911, “ma in maniera assolutamente opposta. A quei tempi, infatti, la percentuale di coloro che lavoravano rispetto a quelli che non lavoravano era legata al fatto- spiega il pediatra- che molti erano bambini”. Oggi, invece, la situazione e’ che “abbiamo pochi bambini, relativamente poche persone che lavorano e tante persone over65 che dovranno essere sostenute dal resto della popolazione. Soprattutto- precisa- in termini di previdenza e assistenza sanitaria”.

Leggi: Nuovo Mille, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
“Longevi, per scelta e per destino”. Alla scoperta delle proteine che ci riparano

Perché alcuni anziani sono sani e altri no: le ricerche di Richard Morimoto al festival Bergamoscienza
Se dovessimo pensare al modo in cui il nostro corpo invecchia, potremmo immaginare che a 20 anni siamo come un’orchestra sinfonica in cui tutti suonano all’unisono. Con il tempo – anche all’orecchio meno attento – non sfuggirà tuttavia un numero sempre maggiore di stonature. Di chi la colpa? Dei suonatori, vale a dire dei nostri geni, o degli strumenti che via via perdono di smalto e quindi dell’ambiente? Le ricerche genetiche avevano suggerito che fossimo tutti con lo sguardo incollato al nostro libretto di istruzioni, seguendo le indicazioni degli oltre 3 miliardi di lettere del Dna. Poi è arrivata la contromossa: l’epigenetica. È l’ambiente – rivelano gli studi più recenti – il grande «giudice». Chilometri di corse e tonnellate di cibo «healthy», fino allo sfinimento. Ma adesso gli equilibri stanno di nuovo cambiando: tra geni e habitat chi tende a prevalere? «È una combinazione di fattori, probabilmente 50 e 50», risponde Richard Morimoto, biologo molecolare alla Northwestern University, negli Usa, uno dei massimi esperti di meccanismi cellulari dell’invecchiamento, ospite, sabato prossimo, al festival BergamoScienza. «Pensiamo a 30 mila anni fa – continua quando l’aspettativa di vita era di 35 anni, mentre in epoca vittoriana era di soli 40. Le città non facevano altro che concentrare tante persone in poco spazio, aumentando la possibilità di contrarre patologie infettive, finché ci si rese conto che la separazione dei sistemi idrici diminuiva le morti da colera. Fu, però, la scoperta degli antibiotici la rivoluzione». Contemporaneamente è emersa una nuova definizione di anziano, con un’aspettativa di vita via via maggiore. «Se pensiamo all’invecchiamento solo associandolo alle patologie – continua – diventa una realtà morbosa. Dobbiamo invece pensare che alcune persone vivono una vita sana e sono in grado di evitare le maggiori patologie».

Leggi: La Stampa, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Anziani, oltre il 70% non assume farmaci regolarmente. L’aiuto arriva dai nipoti

L’iniziativa rientra nella campagna Ciat “Io aderisco, tu che fai?” e prende il via in concomitanza con la “Festa dei Nonni” promossa dalla Fondazione Senior Italia con testimonial Lino Banfi. Dal 2 ottobre, sarà un regalo quotidiano dei nipoti per garantire l’adesione e la salute ai loro cari
Sono oltre 14 milioni in Italia gli over 65 costretti ad assumere in media sei farmaci al giorno e solo nel 70% dei casi essi assumono regolarmente le cure, con gravi conseguenze per la salute. Per contrastare questo preoccupante fenomeno prende il via la campagna nazionale “Io aderisco, tu che fai?”, presentata oggi a Roma in concomitanza con la “Festa dei Nonni”, che si basa sull’impegno quotidiano dei nipoti per ricordare l’importanza di seguire, con correttezza e regolarità, le terapie prescritte dal medico. L’obiettivo è quindi favorire l’adesione dei nonni alla terapia.
L’iniziativa, che ha come testimonial Lino Banfi, è promossa dalla Fondazione Senior Italia e dal Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia (Ciat), che riunisce oltre 20 società scientifiche. “Siamo di fronte ad un grande paradosso socio-sanitario – afferma il prof. Vincenzo Mirone, responsabile scientifico Ciat -. Abbiamo a disposizione trattamenti estremamente efficaci per contrastare malattie tipiche della terza età ma gli anziani tendono a non assumerli regolarmente o a farlo solo per pochi mesi. Il 50% dei pazienti colpiti da ipertensione sospende, di propria iniziativa, la cura dopo un anno dall’inizio della prescrizione. Alla base di queste scelte possono esserci convinzioni personali irrazionali sui farmaci e sulla propria condizione di salute. Tutto questo può causare effetti estremamente negativi e soprattutto pericolosi. Terapie orali come gli anti-ipoglicemici o gli integratori di vitamina D sono efficaci se vengono presi seguendo scrupolosamente le tempistiche indicate dal medico curante. E’ quindi arrivato il momento di avviare un’intensa attività educazionale rivolta a tutti gli over 65 residenti nel nostro Paese”.

Leggi: La Difesa del popolo, 01/10/2019


lunedì 30 settembre 2019
Edilizia sostenibile protagonista a Londra: con il legno modulare social housing a costi ridotti

Lo studio Waugh Thistleton Architects sta per consegnare una serie di appartamenti a Watts Grove, che rappresentano un esperimento di progettazione modulare in laboratorio di un edificio di medie dimensioni
Al London Design Festival del 2018 (e successivamente a Milano, nella mostra curata al FuoriSalone ad aprile da Interni) l’installazione di legno tecnologico Multiply, nata dalla collaborazione tra Waugh Thistleton Architects, l’American Hardwood Export Council (Ahec) e Arup, era solo un prototipo, tutto ancora da sviluppare, nonostante il livello di prestazioni già raggiunte. Il sistema – caratterizzato dall’utilizzo di 17 moduli in tulipier americano sovrapposti così da testare la resistenza e la tenuta del legno – prometteva l’avvio di una nuova stagione dedicata alla riflessione progettuale su come realizzare edifici per l’housing sociale con tempi e costi ridotti. Multiply era infatti una provocazione al bisogno, pressante, di case “abbordabili” per la gente comune, ma al tempo stesso capaci di garantire qualità per gli abitanti sia sotto l’aspetto energetico che del comfort. A un anno dal taglio del nastro dell’innovativa installazione – che nel cortile del Victoria and Albert Museum è stata visitata da migliaia di persone ed è diventata un simbolo della risposta edilizia al cambiamento climatico – lo studio Waugh Thistleton Architects sta per consegnare, in autunno inoltrato, una serie di appartamenti a Watts Grove, che rappresentano in Uk un esperimento di progettazione modulare “in laboratorio” di un edificio di medie dimensioni. Il complesso, portato avanti in collaborazione con la società britannica Swan Housing, che si occupa di “affordable houses”, è destinato a social housing e si sviluppa nell’area di Bow Hamlets nella zona est della metropoli inglese. Si inserisce all’interno di uno sviluppo più ampio che vede un misto di blocchi residenziali, magazzini ed edifici industriali.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 30/09/2019


domenica 29 settembre 2019
L’uso dell’ascensore è un diritto inviolabile costituzionalmente garantito che non può essere messo in discussione da alcuna delibera assembleare

L’uso dell’ascensore rientra senza dubbio fra i diritti inviolabili di ogni condòmino.
Ora è finalmente certo: l’uso dell’ascensore rientra senza dubbio fra i diritti inviolabili di ogni condòmino. Ci sono voluti tre gradi di giudizio e infine la Corte di Cassazione, con sentenza n. 21209-2019, ha riconosciuto e deliberato questo assunto, ponendo l’ultima parola su una lite giudiziaria cavillosa quanto inutile cominciata oltre dieci anni fa, a causa delle incomprensibili e irragionevoli determinazioni di un’assemblea condominiale che aveva negato a un proprietario l’arrivo dell’ascensore fino all’ultimo piano dello stabile, lì dov’erano collocati i suoi due appartamenti.
Roba da far impallidire Elisha Otis. Quando nel lontano 1854 il brillante inventore e imprenditore americano ebbe a presentare al Crystal Palace di New York il primo vero ascensore, finalmente dotato di un dispositivo di sicurezza automatico assolutamente indispensabile per l’uso umano, egli non avrebbe mai immaginato quanto la sua creatura sarebbe potuta diventare oggetto, centosettant’anni dopo, di dispute giudiziarie così discriminatorie e gestite al limite della soglia di ingiustizia sociale.
Da parte nostra, se da un lato finalmente prendiamo positivamente atto della recente, chiarificatrice, definitiva e giusta statuizione pervenuta dalla Suprema Corte, non possiamo – di converso – non ritenere quantomeno assurdo e pericoloso che al tempo d’oggi si provi e si riesca, in modo così pretestuoso e farraginoso, a discutere e litigare nei condomìni e nelle aule di giustizia in ordine alla qualificazione giuridica del diritto all’uso dell’ascensore, nonostante l’esistenza – nel nostro mondo reale – di una consolidata, comune e indiscussa percezione di tal manufatto, associata alla sua universalmente riconosciuta utilità.

Leggi: Condominio Web, 29/09/2019


mercoledì 25 settembre 2019
Dopo il Welfare State è tempo di Mywelfare

Per azzardare una sintesi della transizione in corso potremmo dire che stiamo passando dal Welfare State a un poliedrico Mywelfare. Per Emmanuele Massagli, presidente di Aiwa (l’Associazione del welfare aziendale) non si tratta solo di una necessità perché «non ci sono più soldi pubblici, sufficienti a dare risposta a tutti, ma soprattutto perché la domanda dei cittadini, lavoratori e famiglie, è cambiata, si è frammentata, differenziata». La suggestione di un Mywelfare piace anche a chi, come Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, sottoscrive la «necessità di una personalizzazione delle scelte di sanità e previdenza, soprattutto» pur all’interno di una ottimizzazione collettiva.
Ma non è un fai-da te
Chiariamo subito una possibile ambiguità: vagheggiare una qualche forma di Mywelfare – radicalizzando un concetto più consolidato di Welfare Society, che si contrappone con meno scandalo al monolitico Welfare State – nulla ha a che vedere con un (ahinoi!) molto praticato welfare-fai-da-te.
L’esempio più clamoroso è quello della salute. E ne parliamo nelle pagine successive. Oltre ai 112 miliardi spesi dal Sistema sanitario nazionale, gli italiani ogni anno fanno uscire dalle loro tasche altri 40 miliardi, per non aspettare i tempi di una mammografia, per ottenere un esame di laboratorio in tempi più rapidi, per una “second opinion” di fronte a scelte importanti. Che cos’è questo se non una forma scomposta di Mywelfare?

Leggi: Il Messaggero, 25/09/2019


mercoledì 25 settembre 2019
Long Term Care/ Italia Paese di badanti e cargiver. Welfare pubblico per pochi, gestori alle porte. L’analisi Cergas Bocconi

La coperta del welfare pubblico continua a essere cortissima quando si guarda agli anziani e soprattutto è una coperta strappata: qualche zona d’Italia la copre meglio, tutte le altre decisamente no. E allora il nostro continua a essere, ben che vada, un Paese di badanti e di caregiver. Non che le Regioni non si siano date da fare in questi anni, anzi la produzione normativa è più che generosa (365 atti tra 2015 e 2019), ma l’introduzione di servizi innovativi è limitata al 10,7% di tutti i provvedimenti. Mentre proprio di innovazione ci sarebbe bisogno, per affrontare la bomba demografica che vede un aumento del 4,6% tra 2013 e 2016 degli anziani non autosufficienti. A tracciare il quadro con un occhio al futuro è il secondo Rapporto sull’innovazione e il cambiamento nel settore Long Term Care realizzato da Cergas Sda Bocconi con il supporto di Essity, azienda svedese che opera nel settore dell’igiene e della salute.
I dati. I servizi oggi disponibili – pubblici e privati – non riescono ancora a fornire una risposta adeguata ai bisogni delle famiglie. In questo scenario, le badanti hanno superato il milione nel 2018 confermando di essere la soluzione più diffusa e capillare nel nostro Paese, a fronte dei 287.000 anziani ospitati in Rsa ogni anno. Mentre si ripropone anche per l’assistenza ai vecchietti la classica macchia di leopardo, con tre aree individuate dal Report:

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 25/09/2019


DALLE REGIONI:

martedì 1 ottobre 2019
A Firenze 7 mila alloggi vuoti. L’appello: “Realizziamo co-housing per persone fragili”

La proposta di Abitare Solidale ai proprietari: “Non lasciamo svalutare questi immobili, aiutiamo le persone in difficoltà. Servono almeno dieci immobili entro gennaio”
Circa 7mila alloggi sfitti nel Comune di Firenze afronte di una notevole emergenza abitativa, spesso causata dalle conseguenze della crisi economica, che si traduce in un costante aumento degli sfratti dal 2008 ad oggi, quasi sempre per morosità incolpevole (circa il 98%), e nell’80% dei casi per perdita del lavoro o chiusura della propria attività, che interessano non solo famiglie a basso reddito, intorno ai 22mila euro lordi, ma anche nuclei con un reddito attorno ai 35.000 euro.
Sono le stime fatte da Auser Abitare Solidale, l’associazione fiorentina che da oltre 10 anni,prima in Italia, promuove modelli innovativi di abitare condiviso e collaborativo in risposta alla fragilità alloggiativa. Secondo l’associazione sarebbero appunto circa 7mila gli alloggi che risultano sfitti (o potenzialmente affittati al nero) nel capoluogo toscano.
A questo fenomeno preoccupante si aggiunge la diminuzione dello stock abitativo a disposizione per locazioni tradizionali a causa della migrazione verso l’affitto breve turistico, tipico dell’Airbnb, e una certa refrattarietà ad affittare a nuclei stranieri le proprie case per paura di una eventuale non solvibilità dell’affitto, anche se spesso ingiustificata.

Leggi: Redattore Sociale, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Anziani, assistenza a rischio: la Regione non riconferma i fondi

I volontari di Auser e Anteas stanno pagando di tasca propria i servizi di trasporto e sostegno
Savona – Nella provincia più anziana d’Italia sono a rischio i “custodi sociali”, i volontari di Auser, di Anteas e di altre associazioni attive nel sociale, che si occupano delle persone ultrasessantacinquenni con fragilità e necessità di assistenza. La Regione, però, a oggi non ha confermato la riassegnazione dei fondi necessari, erogati passando per la stipula del Patto di sussidiarietà con il Terzo settore.
Una situazione di incertezza, che sta mettendo a serio rischio il servizio stesso. La copertura economica è stata sufficiente sino a maggio: da quella data, però, non sono più arrivati contributi, mentre mancano le conferme per il futuro. Una sorta di spada di Damocle che incombe sul sostegno agli anziani del Savonese. «Da maggio a oggi, i nostri volontari hanno mantenuto invariato il servizio pagando di tasca propria gli spostamenti, compreso l’accompagnamento degli anziani nei centri specializzati per le visite – dice Anna Giacobbe, presidente Auser provinciale- Dal prossimo mese, però, non sarà più possibile andare avanti così. Il rischio è quello di dover sospendere l’attività rivolta agli anziani».

Leggi: Il Secolo XIX, 01/10/2019


martedì 1 ottobre 2019
Emergenza abitativa a Catania, preoccupazione dei sindacati degli inquilini

Se non si approva il Bilancio “stabilmente riequilibrato” al Comune, non si potranno bandire le gare per misure urgenti e già approvate
Le segreterie provinciali dei sindacati degli inquilini, Sunia, Sicet e Uniat di Catania, esprimono “forte preoccupazione per il ritardo nell’ approvazione del bilancio “stabilmente riequilibrato” al Comune di Catania. L’attesa sta compromettendo anche la possibilità di bandire le gare per attuare alcune misure già previste e poter dare così piena attuazione all’Agenzia sociale per la locazione”.
I segretari generali delle tre sigle, e cioè Giusi Milazzo, Franco Nicolosi e Giuseppe Camarda, segnalano che se non verranno bandite in tempi brevissimi le gare per l’housing first, gli alloggi di rotazione e le altre misure già approvate, accadrà “che gli interventi per alleviare il disagio abitativo saranno inconsistenti e di scarsa efficacia”.
I rappresentanti sindacali annunciano inoltre che “la mancata approvazione dello strumento finanziario ha anche bloccato l’erogazione del buono casa di 250 euro per le famiglie con problemi abitativi. In questo modo è stato ulteriormente minata la già scarsa fiducia di molti proprietari, rendendo così più difficile la ricerca di una casa per chi non ha un lavoro regolare e versa in condizioni di difficoltà sociali ed economiche. Sono centinaia le famiglie che non hanno una casa, che vivono in alloggi di fortuna o che sono costrette a convivenze forzate. È una situazione che non è più accettabile e che deve essere affrontata con urgenza”.

Leggi: Catania News, 01/10/2019


lunedì 30 settembre 2019
Sfratti alloggi Erp Taranto: le famiglie chiedono giustizia al prefetto

Nessuna garanzia per duecento famiglie di Taranto in bilico. Nei giorni scorsi hanno ricevuto una lettera di sfratto, e non per essere morose o abusive. Sono famiglie, residenti negli stabili di Via Pio XII e via Napoli, e in quattro palazzine a San Giorgio Jonico, che sono rimaste stritolate nel meccanismo della cartolarizzazione che ha riguardato la cessione di immobili di edilizia residenziale pubblica del Comune di Taranto nei confronti di una società privata: la Ca.rim srl. In più di 50 si sono rivolte al SUNIA, il sindacato Unitario Nazionale degli Inquilini e Assegnatari della CGIL.
“Parliamo di persone con titoli e requisiti e non di abusivi o morosi – spiega Luigi Lamusta, segretario del SUNIA di Taranto – per i quali sarà necessario avere parole di chiarezza da parte della società che ha acquisito gli immobili, ma anche da parte del Comune che con la immobiliare ha stipulato a marzo scorso una convenzione che avrebbe dovuto garantire proprio queste persone dall’età media di 70 anni”. Una vicenda dai contorni poco nitidi che il SUNIA e la CGIL confederale intendono portare all’attenzione del Prefetto. “Chiediamo di verificare, come noi siamo in grado di dimostrare – dice Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto – il possesso dei requisiti in capo ad ogni assegnatario di alloggi ERP, e in base a questa verifica procedere al blocco degli sfratti e alla certificazione di un nuovo percorso compatibile con il sostegno a chi ha diritto all’alloggio popolare”.

Leggi: trnews, 30/09/2019


domenica 29 settembre 2019
Debiti negli alloggi popolari, sconti fino al 95% sui più vecchi

Intesa da 190 milioni tra Comune e sindacati inquilini. Aiuti maggiori se gli affitti arretrati vanno dal 2003 al 2009
C’è voluto quasi un anno di trattativa, ma alla fine l’accordo con i sindacati inquilini c’è. E così il maxi piano di Palazzo Marino per intaccare almeno parte dell’enorme morosità delle case popolari può partire. È un buco nero da oltre 350 milioni di euro, accumulato dal lontano 2003, anno dopo anno, gestore dopo gestore, tanto da allarmare anche la Corte dei Conti. L’obiettivo è provare a erodere la mole di affitti e bollette non pagate, fino a più che dimezzarlo. Niente condono: sarà una serie di «sconti» sull’arretrato a iniettare nei conti comunali una somma che può raggiungere i 190 milioni di euro. Un’assemblea aperta convocata ieri da Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Uniat, Conia e Asia ha dato il via libera alla firma dell’accordo che modifica i termini del piano originale delineato dagli uffici di piazza della Scala a metà dell’anno scorso. I sindacati hanno ottenuto la quasi totale cancellazione dei debiti più antichi, e soprattutto più contestati dagli inquilini dei 28 mila alloggi popolari. Il Comune, dall’altra parte, è riuscito a lasciare di fatto invariata la portata della manovra, rimodulando al ribasso le agevolazioni sulla morosità più recente, che rappresenta gran parte dell’arretrato.

Leggi: Corriere della Sera, 29/09/2019


giovedì 26 settembre 2019
Sfratto per duecento famiglie, si mobilitano Cgil e Sunia

Sfratto per duecento famiglie tarantine? É quanto denunciano la Cgil di Taranto ed il Sunia, il sindacato Unitario Nazionale degli Inquilini e Assegnatari, cui si sono rivolte 50 delle famiglie destinatarie dell’avviso. Le due organizzazioni promettono di fare chiarezza sulla vicenda in una conferenza stampa che si terrà lunedì prossimo, ma anticipano alcuni dei punti che verranno trattati in una nota stampa delle ultime ore.
Ma dove sono localizzate le famiglie che rischiano lo sfratto? Ad essere colpiti, secondo Cgil e Sunia, sono alcuni residenti di Via Pio XII e via Napoli a Taranto e gli inquilini di quattro palazzine ubicate a San Giorgio Jonico. A determinare tale situazione avrebbe contribuito il meccanismo della cartolarizzazione “che ha riguardato – scrivono le due organizzazioni – la cessione di immobili di edilizia residenziale pubblica del Comune di Taranto nei confronti di una società privata”.
“Parliamo di persone con titoli e requisiti e non di abusivi o morosi – spiega Luigi Lamusta, segretario del SUNIA di Taranto – per i quali sarà necessario avere parole di chiarezza da parte della società che ha acquisito gli immobili, ma anche da parte del Comune che con la immobiliare ha stipulato a marzo scorso una convenzione che avrebbe dovuto garantire proprio queste persone dall’età media di 70 anni”.

Leggi: Cronache Tarantine, 26/09/2019


mercoledì 25 settembre 2019
Accordo tra Regione e Federfarma: esami e pre-diagnosi in farmacia. Il Piemonte è primo in Italia

L’iniziativa consentirà di risparmiare denaro pubblico. Si tratta, a giudizio degli amministratori, di un passo utile per l’abbattimento delle liste di attesa portando alcuni servizi sotto casa dei cittadini che vivono nelle aree più marginali, dove a volte l’unico presidio sanitario esistente è proprio la farmacia
Il Piemonte sarà la prima Regione in Italia ad attivare dal prossimo mese di gennaio la cosiddetta “farmacia dei servizi”: quelle oggi presenti sul territorio, sia pubbliche che private, diventeranno avamposti di prima assistenza, soprattutto nelle zone più disagiate. Inoltre, saranno risparmiati 13 milioni in tre anni sulla distribuzione dei farmaci per conto grazie ad una riduzione del 5% sui costi. Questo progetto pilota è regolato da un accordo siglato da Regione, Federfarma e Assofarm e valido fino dal 1° ottobre 2019 al 31 dicembre 2022.  “Avremmo potuto prorogare la convenzione precedente alle stesse condizioni – ha evidenziato il presidente Alberto Cirio – Invece abbiamo avviato una contrattazione che ha portato a questo importante risultato. Ci sarà un risparmio di denaro pubblico, abbiamo compiuto un passo utile per l’abbattimento delle liste di attesa e portiamo alcuni servizi sotto casa dei cittadini che vivono nelle aree più marginali, dove a volte l’unico presidio sanitario esistente è proprio la farmacia”.

Leggi:  Canavese News, 25/09/2019


sabato 21 settembre 2019
Invecchiamento attivo, la Regione Toscana premiata tra le migliori organizzazioni europee

La Regione Toscana verrà ufficialmente premiata tra le migliori organizzazioni europee (Reference site) nell’ambito del “Partenariato europeo per l’innovazione a supporto dell’invecchiamento attivo e in buona salute (European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing – EIP on AHA – https://ec.europa.eu/eip/ageing/news/77-regional-and-local-organisations-are-awarded-reference-site-status-results-2019-call_en).
La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 25 settembre, durante il Summit europeo sull’implementazione delle soluzioni digitali più intelligenti e pratiche per l’invecchiamento sano e attivo (European Summit on “Smarter practical implementation of digital solutions to enhance active and healthy living”), che si svolgerà dal 23 al 25 settembre ad Aahrus in Danimarca: Active Assisted Living (AAL) Forum (www.aalforum.eu). Nel corso del Summit saranno esaminate le modalità attraverso cui la tecnologia digitale può migliorare il futuro dell’assistenza sanitaria rivolta agli anziani in Europa e in Italia.

Leggi: Toscana Notizie, 21/09/2019


IN AGENDA:

Stare bene, stare insieme. Dal 2 al 3 ottobre la Festa nazionale di LiberEtà a Trani.

Dal 2 al 3 ottobre il Sindacato Pensionati Cgil sarà a Trani per la Festa nazionale di LiberEtà, dal titolo “Stare bene, stare insieme”.
Si comincia il 2 ottobre alle ore 12 alla Biblioteca comunale “Gianni Bovio” per i saluti alla cità, cui parteciperanno il sindaco di Trani Amedeo Bottaro, Gianni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia e Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil nazionale.
Si prosegue nel pomeriggio, alle ore 17, con lo spettacolo dei Premi LiberEtà 2019 presso il Cinema Impero. La premiazione, condotta da Neri Marcorè, vedrà fra gli altri la partecipazione di Phaim Bhuiyan, interprete e regista del film Bangla, Natalia Cangi, Direttrice dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve S. Stefano, lo sceneggiatore Salvatore De Mola e Antonio Massarutto, docente dell’Università di Udine.
La giornata si concluderà alle ore 21 in Piazza Quercia con lo spettacolo di Neri Marcorè “Le mie canzoni altrui”.

Leggi: Spi-Cgil


Festival delle Città. A Roma, dal 1 al 4 ottobre 2019

Mobilità sostenibile, smart city, misurazione del BES negli strumenti della programmazione economica degli enti locali, sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030. Sono questi alcuni temi al centro del ‘Festival delle città’, promosso e organizzato da ALI, in programma dall’1 al 4 ottobre a Roma nella suggestiva cornice del complesso di San Salvatore in Lauro in Piazza San Salvatore in Lauro. Seguiranno aggiornamenti sul programma della manifestazione e sulle modalità di partecipazione.

Leggi: Legautonomie


10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

Leggi: Forum della Leopolda


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel.

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Gli ausili in Emilia Romagna e le soluzioni possibili per applicare i nuovi LEA

«Il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna – scrive Mauro Venturelli, segretario dell’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna – ci ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA, in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, materia assai problematica e di non facile applicazione. Al momento nessun bando di acquisto è stato pubblicato e i funzionari della Regione hanno fatto capire di avere ben chiaro che prima di tutto vanno salvaguardate le necessità delle persone con disabilità grave»
L’Associazione Paraplegici tra e per Medullolesi dell’Emilia Romagna è nata nel 1982 a Modena con il fine di tutelare le persone con disabilità (para/tetraplegici), in particolare nei percorsi di cura/riabilitazione, dove l’àmbito degli ausili è una componente di grande importanza.
Proprio sull’argomento degli ausili, il Settore Sanità della Regione Emilia Romagna ci ha invitato il 26 settembre scorso a partecipare a un incontro, dove ha presentato diverse ipotesi sull’applicazione dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: Decreto del Presidente del Consiglio del 12 gennaio 2017), in particolare sull’approvvigionamento e le forme di acquisto di ortesi, protesi e ausili, nuova competenza passata alle Regioni con il citato Decreto.
Si tratta di una materia assai problematica e di non facile applicazione, lo dice anche solo il fatto che a distanza di quasi tre anni dall’approvazione della norma, nessuna Regione è riuscita ad applicarla pienamente.

Leggi: Superando


Professioni sociali e managerialismo

L’impatto del managerialismo sul sistema di welfare è oggetto di un dibattito in cui lo si considera responsabile di cambiamenti esclusivamente problematici nel sistema dei servizi alla persona.
Una ricerca condotta in Piemonte nell’ambito di due enti gestori di servizi socio assistenziali territoriali, operanti in un’area urbana e in una suburbana, ha permesso di avvicinare queste tematiche potendo rilevare il punto di vista di chi è impegnato quotidianamente con gli effetti dell’impatto del managerialismo sul lavoro sociale.
Lo studio è stato realizzato con un approccio qualitativo, attraverso l’analisi documentale di delibere e circolari e sessanta interviste, di tipo discorsivo e semistrutturato, che hanno coinvolto dirigenti, responsabili dell’area, assistenti sociali, educatori, operatori sociosanitari e istruttori amministrativi di tali servizi.
Il New Public Management (NPM) ha cercato di operare nel settore pubblico un trapianto di idee e pratiche di quello privato, nell’intento di superare gli effetti perversi del modello burocratico e l’isolamento della Pubblica Amministrazione. A trovare spazio è anche il concetto di accountability, inteso come trasparenza verso l’esterno, implicando quindi la responsabilità delle organizzazioni e dei professionisti di rendere conto dei processi e dei risultati.

Leggi: Welforum


 Le politiche regionali per la Long-Term Care: come si sono mosse le Regioni?

Le politiche per la non autosufficienza (o Long-Term Care, LTC) sono a oggi orfane di livello istituzionale o organo politico che se ne faccia carico e promuova una visione organica della materia, spingendo sulla necessità di avviare un percorso di azione e riforma alla luce della sfida demografica e sociale che ci attende. In questo quadro, il livello regionale è quello che detiene a oggi la vista di insieme, esprimendo competenze circa le tematiche sanitarie, sociosanitarie e sociali che la riguardano. Le Regioni hanno interpretato questo ruolo nei tempi recenti? E se sì come? Analizzando cinque anni (2015-2019) di provvedimenti e atti regionali è possibile individuare di che cosa si siano occupate le Regioni quando sono intervenute sul tema LTC e che visione stiano portando avanti. Le conclusioni mostrano che tanto lavoro è stato svolto, ma i passi da fare verso la LTC del futuro sono ancora molti.
di Elisabetta Notarnicola (Associate Professor of Practice, Divisione Government, Health and Not for Profit presso SDA Bocconi School of Management)
Il settore sociosanitario e sociale italiano per la Long-Term Care (LTC) si caratterizza storicamente per l’assenza di un modello definito e organico a livello nazionale. La frammentazione e l’eterogeneità territoriale sono diventate, in questo modo, due caratteristiche distintive del settore. Il quadro normativo di riferimento è variegato e frammentato in modo che gli interventi, ad oggi, non sono riuniti né tantomeno ricompresi in una cornice comune nemmeno a livello regionale. Comprendere e riconoscere la prospettiva dei diversi policy makers in termini di tematiche promosse e priorità identificate appare quindi, e da sempre, un esercizio di difficile soluzione ma di grande interesse se si vuole capire come stia evolvendo il settore e cosa riserverà per il prossimo futuro.

Leggi: I Luoghi della Cura


 Il Coordinamento delle attività dei Caffè Alzheimer: l’esperienza della Lombardia Orientale

Le difficoltà, nei caregiver delle persone affette da demenza, sono molteplici: organizzative, economiche, sociali, cliniche (cognitive, comportamentali, funzionali). Diventare caregiver è un duro lavoro, che nessuno insegna. Lo stress ed il peso fisico della malattia corrodono il familiare, che cerca di trovare risposte nella rete formale di cura. I Caffè Alzheimer cercano di dare una risposta ai bisogni della famiglia, aiutando a combattere l’isolamento, le paure, la non conoscenza; inoltre, si attivano per sostenere psicologicamente il familiare, ed il malato. Gli autori presentano l’esperienza della Lombardia, dove Il Coordinamento dei Caffè Alzheimer nasce con lo scopo di condividere idee, progetti, iniziative fra i diversi gruppi, con l’obiettivo di creare una rete che si integri con quella istituzionale e formale di cura, per la presa in carico della famiglia.
di Stefano Boffelli, Sara Avanzini, Federica Gottardi, Nicola Berruti, Alessandra Rodella, Marco Trabucchi (Gruppo di Ricerca Geriatrica, Caffè Alzheimer della Lombardia Orientale)
Il caregiver di una persona affetta da demenza vive per un tempo lungo, e con crescente impegno assistenziale, il compito della cura. Ne può conseguire un aumento dello stress psicologico e fisico, già in passato definito dalla frase “una giornata di 36 ore”: ad indicare che la cura diventa così impegnativa che viene talvolta vissuta in un tempo dilatato e stressante. Il fenomeno non deve essere mai trascurato, poiché gli studi hanno dimostrato che il maggior stress si associa a precoce istituzionalizzazione per il malato, ed aumento della morbilità e della mortalità per il caregiver (Gaugler et al., 2018). Chi si prende cura della famiglia malata, intesa come la globalità delle persone fragili nello stesso nucleo familiare? Sono infatti fragili sia la persona affetta da demenza, che i loro familiari, in particolare il principale caregiver.

Leggi: I Luoghi della Cura


La questione dei caregiver familiari va affrontata seriamente

Secondo il CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità), «il recente Disegno di Legge contenente “Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”, è decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari, che si prendono cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza». «Quella dei caregiver familiari – concludono dal CONFAD – è un’emergenza che non può più attendere oltre, e che va affrontata seriamente e non con proposte di legge come questa»
In occasione del recente insediamento del nuovo Governo Conte, vogliamo esprimere ancora una volta la nostra profonda preoccupazione in relazione all’emergenza sociale dei caregiver familiari.
All’inizio di agosto è stato presentato un testo di legge unificato, il Disegno di Legge S.1461 (Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare), pubblicato solo da pochi giorni, decisamente inadeguato e lontano anni luce dal fornire risposte serie e concrete per i caregiver familiari.
Già l’introduzione evidenzia un certo pressapochismo di fondo, poiché viene nuovamente evidenziato il carattere “volontaristico” e gratuito dell’attività di cura che svolge il caregiver familiare, in sfregio alla realtà di fatto che dimostra chiaramente due cose: il caregiver non ha le caratteristiche di un volontario e attribuire ad esso un carattere di gratuità è fuorviante e rischia di declassare ingiustamente questa figura.
Le disposizioni previste in questo testo mettono sullo stesso piano i caregiver familiari, a prescindere dall’intensità di cura prestata e dalla durata del caregiving; questo confligge con il più elementare buon senso, per non tacere della previsione inspiegabilmente contenuta in soli tre anni di contributi figurativi.
La ciliegina sulla torta? L’avere previsto solo il fondo (25 milioni all’anno per tre anni) stanziato con la Legge di Bilancio 2018, che era stato a suo tempo individuato ai fini di aprire il capitolo di spesa per le tutele di questa categoria storicamente vessata e dimenticata, nell’ attesa di una legge che dovesse prevedere un significativo incremento di detto fondo contestualmente alle misure esigibili.

Leggi: Superando


Caro Presidente, non facciamo chiudere le case famiglia

«Durante la recente festa conclusiva del centro estivo istituito in favore di anziani e di adulti e minori con disabilità, nella tenuta presidenziale di Castelporziano – scrive Luigi Vittorio Berliri, in questa sua lettera rivolta al presidente della repubblica Sergio Mattarella – lei ha detto che “nessuno può essere abbandonato di fronte alle difficoltà”. Presidente, serve un suo cenno perché ci siano le risorse economiche necessarie a non far chiudere tante case famiglia, perché così ci è davvero impossibile proseguire. Ma siamo certi, con lei, che questo non avverrà!»
Gentile Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le scrivo al termine della bella festa conclusiva del centro estivo istituito in favore di anziani e di adulti e minori con disabilità, nella tenuta presidenziale di Castelporziano (Roma).
Sono il presidente di Casa al Plurale, Associazione che riunisce tante case famiglia della Capitale per persone con disabilità e per bambini e adolescenti. Sono esattamente 380 le persone con disabilità ospitate e quasi 1.000 i bambini. Un’Associazione di secondo livello, “plurale” per l’appunto.
Le scrivo invitato dalle sue parole, pronunciate in occasione della festa di Castelporziano e parto proprio da queste. Lei ha detto: «L’indifferenza è tra i mali peggiori. In realtà di disabilità si parla ancora troppo poco e con parole talvolta sbagliate».
Quanto ha ragione! Ce la metterò tutta, in questa mia lettera, nel cercare le parole giuste, rispettose, efficaci, forti. Spero di esserne capace.

Leggi: Superando


 Zamagni: “Il terzo settore sostituisce il welfare paternalistico. Ora pensi ai suoi lavoratori”

L’economista, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, a tutto campo sui dati del “boom” di imprese sociali e non profit: “Tendenza in atto da 15 anni ma non si può lavorare solo in convenzione con lo Stato e in autosfruttamento nelle coop. Il populismo odia i corpi intermedi e vuole togliere libertà al settore”
Il “boom” di imprese operanti nei settori del welfare e del terzo settore, certificato dalla Camera di Commercio di Milano, è figlio di una precisa “tendenza” che compie quasi 20 anni e della “legge 328 del 2000, le legge Turco, un testo molto innovativo per l’epoca tanto che non è stata applicata nei fatti sin dal principio ma che anticipando i tempi e piantandosi nel tessuto del Paese ha prodotto risultati”. Ne è convinto l’economista Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna ed ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore, punto di riferimento in Italia per la vasta comunità politica, imprenditoriale e associazionistica che si occupa di welfare e sociale.
“Questi dati non sono una novità del 2019 e confermano una tendenza in atto –  – dice Zamagni, commentando il report della Camera di Commercio milanese –. Il mondo del terzo settore o delle imprese sociali ha trovato il modo di compensare e svolgere una funzione surrogatoria della lacuna che si è venuta a determinare nel 2008 con lo scoppio della crisi economica e le ristrettezze della finanza pubblica nazionale e locale”. Per Zamagni questa “è stata una fortuna”, perché è stato recepito lo spirito della legge Turco del 2000 che “introduceva per la prima volta nell’ordinamento italiano il principio di co-progettazione e che, nell’ambito del welfare, dalla sanità alla scuola ai beni culturali o ambientali, bisogna arrivare a far sì che l’ente pubblico e i soggetti della società civile organizzata debbano non solo collaborare ma cooperare”. “Sono concetti diversi – afferma Zamagni –. Il lavoratore dell’impresa capitalistica standard collabora con chi investe i capitali, ma non coopera. Mentre la legge introduce il principio di ‘operare assieme’: significa che la co-progettazione da entrambi i lati prevede di definire i modi di gestione, di reperimento delle risorse economiche e le priorità negli obiettivi”.

Leggi: La Difesa del Popolo


Come cambia l’Isee e la misura della povertà (II) – Maurizio Motta

In un precedente articolo di luglio su questo sito, con identico titolo, si sono descritte recenti modifiche introdotte nell’ISEE, una delle quali (prevista per il 2020) potrà generare effetti bizzarri e non poco distorsivi. Merita tuttavia riflettere sui problemi dell’uso dell’ISEE più in generale, su come la normativa ha sinora cercato di affrontarli, e su nodi da non dimenticare.
Problemi dell’uso dell’ISEE
E’ opportuno ricordare che il valore dell’ISEE non coincide con il denaro disponibile per la famiglia (per pagare contribuzioni o non fruire di erogazioni), sia perché è un indicatore composto con più variabili (redditi e patrimoni), sia perché misura la condizione economica con diversi importanti limiti:
Sarebbe utile considerare i redditi disponibili al netto delle detrazioni fiscali che su di essi operano. Invece l’ISEE considera il “reddito complessivo ai fini IRPEF”, che include le ritenute fiscali. Perciò un lavoratore dipendente o un pensionato ha nel suo ISEE una parte di redditi dei quali non dispone (né che ha mai ricevuto): le detrazioni fiscali operate prima di ricevere compensi da lavoro e pensione.
Sarebbe utile considerare i redditi che il nucleo può spendere nel momento nel quale presenta la richiesta di prestazione. Invece l’ISEE considera i redditi del secondo anno solare precedente la DSU (la dichiarazione del cittadino). E nel frattempo il nucleo potrebbe aver aumentato o diminuito molto i propri redditi. Chi ha perso redditi da lavoro può produrre un “ISEE corrente”, nel quale i suoi redditi sono quelli dei 12 mesi precedenti la DSU; ma l’ISEE corrente non è del tutto efficace per evidenziare che i redditi più attuali sono inferiori a quelli dell’ISEE ordinario, perché occorre che il nucleo già disponga di un ISEE ordinario, rispetto al quale il suo ISR (i redditi dell’ISEE) sia sceso almeno del 25%, e che la perdita del lavoro sia avvenuta entro termini predefiniti. Inoltre non si possono può far rilevare diminuzioni di redditi che non siano da lavoro

Leggi: Welforum


L’art.55: come liberare il Terzo settore e i servizi sociali dalla schiavitù della concorrenza – Carlo Borzaga

L’interesse con cui l’art. 55 del codice del Terzo settore è stato accolto sia dalle organizzazioni di Terzo settore che da diverse pubbliche amministrazioni ha più di una spiegazione. Oltre a ribadire e ampliare la possibilità di co-programmare e co-progettare i servizi sociali e di interesse generale, esso ha di fatto sostituto, nella gestione di questi stessi servizi, il principio di concorrenza con quello di cooperazione e ha introdotto la possibilità di chiamare a gestirli solo soggetti di Terzo settore. Una vera e propria rivoluzione, dopo che per anni molti si sono messi d’impegno per imporre, anche nell’affidamento di questi sevizi, il ricorso a modalità concorrenziali e, in particolare, alle gare d’appalto ritenute la vera garanzia della piena applicazione di questo principio oltre che il miglior baluardo contro pratiche clientelari e corruttive. Non meraviglia quindi che proprio i difensori d’ufficio di queste modalità, prima il Consiglio di Stato con il suo discutibile parere e poi l’Anac nella proposta di revisione delle linee guida, abbiano reagito negando e cercando di limitare al massimo l’applicabilità dello stesso articolo – e quindi di una norma di legge dello Stato che lo stesso Consiglio di Stato aveva già valutato e ratificato prima della sua definitiva approvazione – riconfermando la loro fede nell’applicazione spinta del principio di concorrenza. Mostrando così, e non per la prima volta, una totale indifferenza per le ricadute sulla qualità dei servizi, sul benessere degli utenti e sulle condizioni di lavoro.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio

Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

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Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca



Sindacati pensionati, a novembre manifestazione a Roma

“Una manifestazione nazionale a Roma, per metà novembre, anticipata da un percorso di mobilitazione a livello territoriale per richiamare l’attenzione del governo su fisco, non autosufficienza e sanità.
E’ quanto hanno deciso gli esecutivi unitari dei Sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che si sono riuniti oggi a Roma.

Leggi: Auser


NEWS:

martedì 24 settembre 2019
Luce e gas, ancora aumenti: protesta Federconsumatori

L’Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha comunicato l’aggiornamento delle tariffe di energia elettrica e gas relative al II trimestre 2019: +2,6% per la luce e +3,9% per il gas. Alla luce di tale andamento una famiglia-tipo sosterrà, nell’anno corrente, un costo di 559 euro per l’energia elettrica e di 1.107 euro per il gas.
“Casualmente, come ogni inverno, in vista del maggior consumo di gas per il riscaldamento, le tariffe aumentano. Un trend su cui il Governo dovrebbe far luce, dal momento che si ripete ciclicamente ogni anno”, dichiara Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori. “Aumenta anche la tariffa per l’energia elettrica – prosegue Viafora – su cui ancora gravano improponibili oneri di sistema, vere e proprie tasse occulte, attraverso le quali vengono scaricati sulle bollette i costi per gli incentivi alle fronti energetiche rinnovabili, per le agevolazioni destinate alle imprese energivore e alle ferrovie e per lo smantellamento delle centrali nucleari”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 24/09/2019


martedì 24 settembre 2019
Nella “casa” delle associazioni le attività non si fermano mai

A Rimini il Comune ha affidato “chiavi in mano” uno spazio di 1.500 metri quadrati al Csv provinciale perché diventasse un punto di riferimento per il territorio: oggi accoglie 50 associazioni in pianta stabile ma sono molte di più quelle che ne beneficiano a rotazione
casa bracconi volontariato
Rimini, via Covignano 238: qui un tempo aveva sede un seminario vescovile; oggi i primi tre piani ospitano gli alunni e gli insegnanti di una scuola media tra le più frequentate di Rimini, mentre al quarto ci sono 1.450 metri quadri di spazio a disposizione del volontariato e del terzo settore. Dal 2015 infatti il Comune ha destinato questa parte dell’edificio alla Casa delle associazioni “Giannetto Bracconi”, assegnandone ciclicamente gli spazi alle realtà associative che animano e si prendono cura del tessuto sociale della città. Nel 2018 poi l’amministrazione comunale ha affidato la gestione della casa al centro di servizio Volontarimini, stipulando una convenzione di 10 anni. Attualmente sono 50 le organizzazioni che hanno sede legale presso la casa di via Covignano, ma sono molte di più quelle che, alternativamente, possono usufruirne in vario modo.

Leggi: Redattore Sociale, 24/09/2019


domenica 22 settembre 2019
Disabilità e Governo: un appello

L’appello “Disabilità e Governo”, di cui «Superando.it» pubblica il testo integrale, è rivolto al Presidente del Consiglio, alle forze politiche che sostengono il Governo e alle Federazioni delle persone con disabilità. Vi si esprime l’incertezza e la preoccupazione per il futuro delle politiche per la disabilità nel nostro Paese e si chiedono risposte e impegni. Sono aperte le adesioni, che stanno crescendo di ora in ora e il cui elenco aggiorneremo progressivamente
Negli ultimi giorni «Superando.it» ha tentato di dare conto di quanto stia accadendo o sia prevedibile dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che molte aspettative hanno innescato sul fronte della disabilità. Purtroppo al momento sono molte le incertezze che generano disorientamento, delusione o, nel migliore dei casi, attesa e attendismo.
In questo contesto ci sono anche voci che si alzano interrogandosi e chiedendo conto su quale sarà realmente il futuro delle politiche sulla disabilità nel nostro Paese.  Fra queste c’è anche l’appello Disabilità e Governo, rivolto al Presidente del Consiglio, alle forze politiche che sostengono il Governo e alle Federazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Leggi: Superando, 22/09/2019


sabato 21 settembre 2019
La giustizia ambientale è parte della giustizia sociale

Tavola rotonda alla kermesse leccese organizzata dalla Cgil. Fracassi: “In Italia manca ancora consapevolezza dell’importanza di questo tema”. Barca: “Gli interventi per favorire la transizione energetica non devono colpire le categorie più deboli”
All’indomani della grande mobilitazione dei giovani in tutto il mondo per l’ambiente (si parla di 2 milioni di ragazzi e ragazze scesi in piazza), a Lecce – nel corso delle Giornate del lavoro della Cgil – si è discusso di “Strumenti di sostegno per nuove politiche di sviluppo sostenibile”. Alla tavola rotonda che si è svolta nelll’ex convento dei Teatini hanno partecipato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, Matias Cravero di Friday for Future, Fabrizio Barca, economista, Gianna Fracassi, vice segretaria generale Cgil. L’incontro è stato moderato da Gianni Del Vecchio, condirettore di “Huffington Post”.
La discussione è stata anticipata da un flash-mob di giovani che hanno ricordato a tutti i presenti che sul cambiamento climatico non c’è più tempo da perdere. E il confronto è iniziato proprio con le parole di Matias Cravero, rappresentante di Fridays fo Future. “Ascoltateci – si è rivolto a un uditorio ideale, oltre che alla platea – altrimenti la nostra generazione non avrà un futuro, un futuro che abbiamo svenduto a poche persone che hanno accumulato fortune inimmaginabili distruggendo l’ambiente”. Basta perdere tempo: “Servono interventi per evitare di arrivare a quella soglia di non ritorno, oltre la quale non sarà più possibile tornare indietro. Se si supereranno i famosi 2 gradi di innalzamento delle temperature, le conseguenze sarebbero catastrofiche, ci sarò meno acqua, meno cibo e solo chi potrà permetterselo potrà salvarsi”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 21/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Ivan Pedretti: “Occorre una legge sulla non autosufficienza”

“In Italia ci sono tre milioni di persone non autosufficienti, la maggior parte delle quali anziani, che devono trovare posto nelle politiche di welfare del Governo”. Lo ha detto questa mattina a Lecce il segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti, nel corso delle Giornate del lavoro della Cgil, che hanno preso il via questa mattina nel capoluogo salentino col dibattito “Il welfare da ripensare, necessità e opportunità in una società che invecchia”.
“L’Italia è uno dei Paesi più vecchi d’Europa e quasi anche del mondo, dove l’invecchiamento della popolazione nel tempo crea gravi cronicità come quella della non autosufficienza – ha detto Pedretti. Tre milioni di persone non autosufficienti che oltre ad avere una condizione di forte disabilità sono un peso significativo assistenziale che oggi viene sostenuto solo dalle famiglie. L’Italia non ha ancora affrontato questo tema emergente, deve invece dotarsi di una legge nazionale sulla non autosufficienza in grado di dare servizi socio-assistenziali sanitari a persone che nel tempo si aggraveranno. Nella proposta programmatica del premier Conte questo tema non c’è, ma credo che ci sia la possibilità e la condizione per poterlo fare, poi ragioneremo sull’intervento finanziario per farlo”.

Leggi: Spi Cgil, 20/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Pedretti (Spi): serve uno sforzo congiunto per ripensare il welfare

Il segretario generale dello Spi nel corso del primo appuntamento leccese delle Giornate del lavoro: “Dobbiamo dotarci di una legge nazionale sulla non autosufficienza per dare servizi a persone che nel tempo si aggraveranno”
“Intervenire sul tema di un nuovo welfare da ripensare nell’ottica di una società che invecchia in fretta è molto difficile. Perché serve un’azione di prospettiva e di lungo respiro. Ma come si fa, in un Paese in cui, nel giro di un mese, siamo passati da un governo della paura a un esecutivo che prova a guardare più in là. Ma poi qualcuno subito decide di creare un nuovo partito che crea fibrillazione e complicazioni che non aiutano a risolvere i tanti problemi che hanno gli italiani?” Se lo è chiesto il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti, nel corso delle Giornate del lavoro della Cgil, che hanno preso il via a Lecce questa mattina, col dibattito “Il welfare da ripensare, necessità e opportunità in una società che invecchia”.
Questo cambiamento infatti non può essere messo in atto “solo attraverso manovre fiscali”, ma “investendo su nuove protezioni sociali”. Serve infatti “un grande processo di trasformazione per affrontare i due corni dell’invecchiamento. Da una parte c’è una società che invecchia, dall’altra invece un Paese in cui la natalità si riduce. Ma una società di questo tipo non ha alcuna prospettiva”. Per Pedretti bisogna insomma intervenire su entrambi gli aspetti della trasformazione demografica del Paese: “Bisogna investire affinché i giovani possano fare figli, avere asili nido, scuole che funzionino e affitti accessibili”. D’altra parte, è necessario “difendere quegli anziani che stanno parzialmente bene” e quelli che stanno peggio. Dobbiamo evitare che “in molti ancora scivolino sotto la soglia della povertà”. Per questo serve “un grande sforzo”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 20/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Ospedali e caregiver, “le famiglie vanno aiutate a non spezzarsi”

“Mattia se ne è andato per una spesi il 24 maggio del 2018. Era ricoverato in terapia intensiva, non ho potuto trascorrere con lui le sue ultime ore. E questo ha aggiunto dolore al dolore”. Mattia era nato il 1 ottobre 2013 con una paralisi cerebrale dovuta a complicazioni nel parto, che ha portato gravi conseguenze, tra cui frequenti crisi epilettiche.
Mattia“Il primo anno è stato ricoverato spessissimo e per lunghi periodi – ci racconta la mamma, Sara Bellagamba, che vive a Fiumicino, a pochi chilometri da Roma – Nato al San Camillo, è stato poi trasferito al Bambino Gesù, dove siamo rimasti circa un mese. Poi sono seguite una serie di ospedalizzazioni: col passare del tempo, io e il papà abbiamo capito che tutti questi ricoveri non servivano a nulla, che gli stessi controlli e le stesse terapie potevamo farli noi a casa, assicurando al piccolo una vita migliore, seppur sicuramente breve. Il problema principale di Mattia era l’epilessia farmaco resistente: abbiamo avuto ottimi risultati con la cannabis terapeutica, ma il costo era altissimo, perché all’epoca non era riconosciuta come terapia per l’epilessia dal Servizio sanitario nazionale. In ogni caso, all’interno dell’ospedale spesso non potevano fare più di quello che noi genitori potessimo fare a casa. Così abbiamo ridotto i ricoveri al minimo indispensabile, per assicurare una vita migliore a Mattia ma anche perché la nostra famiglia non si spezzasse e noi non perdessimo l’energia necessaria. Perché un ricovero è una dura prova anche per la famiglia caregiver”, assicura Sara.

Leggi: Redattore Sociale, 20/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Il racconto delle vite a ostacoli degli anziani

Partiamo da un dato: si è ufficialmente anziani non prima dei 75 anni: lo certifica la Società di gerontologia e geriatria. E oggi il 7% della popolazione (più di 4 milioni) ha oltre 80 anni. Tutto questo indica un elenco infinito di interventi possibili di tipo economico, previdenziale, sociale, ma più di tutto indica l’urgenza di modificare l’assistenza sanitaria. Partendo da un numero: l’80% degli anziani oltre i 75 anni ha a che fare con almeno una patologia cronica legata al decadimento fisico.
alle pagine 24 e 25 Fulloni
«Dottoressa, le posso chiedere una cosa?» Quel vecchio uomo piegato dagli anni e dalla cattiva salute guardò negli occhi Roberta Molinar. «La ascolto» rispose lei. «Provi a pensare: quanto patirebbe lei a lasciare dopo una vita la sua casa, tutte le sue cose? E adesso immagini: io lo sto facendo dopo molti più anni di quelli che lei ha vissuto nei suoi spazi…».
La dottoressa Molinar è una psicologa che a Torino gestisce dal 2015 il progetto Essere anziani a Mirafiori Sud, azioni quotidiane di sostegno a favore della popolazione «over» di quel quartiere. L’uomo che le fece quella domanda, racconta, «viveva una situazione non più sostenibile a domicilio e quindi è stato necessario passare a quella che noi chiamiamo istituzionalizzazione, cioè una casa di riposo. Sono scelte dolorose per tutta la famiglia, certo. Ma per l’uomo o la donna di turno, se sono coscienti di quel che vivono, sono drammi che spesso segnano una fase di declino importante. Quella volta gli risposi che sì, farei tantissima fatica anch’io a staccarmi dal mio mondo».

Leggi: Corriere della Sera, 20/09/2019


giovedì 19 settembre 2019
Ristrutturazioni e riqualificazioni: si allarga il fronte contro lo sconto in fattura

La fiducia ottenuta dal nuovo Governo Conte alle Camere mette ora al centro del dibattito politico la Legge di Stabilità che dovrà essere presentata alle Camere entro fine mese. Ed è proprio sulle misure contenute nella Legge di Stabilità che si appuntano le attenzioni del mondo dell’artigianato e della piccola impresa che opera nel settore delle ristrutturazioni edili e della riqualificazione energetica per ottenere l’abrogazione dell’art.10 del Decreto Crescita.
Il fronte di chi chiede l’abrogazione dell’art.10 è ormai ampio ed articolato. Oltre 60 imprese dei settori impianti, legno ed arredamento associate alla CNA hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione Europea ed all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato affinché venga accertata l’illegittimità dell’art.10 per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza.
La petizione on line lanciata sulla piattaforma change.org per chiedere alla politica un impegno per l’abrogazione dell’art. 10 ha ormai raggiunto le 5.500 firme e le adesioni continuano a crescere.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 19/09/2019


martedì 17 settembre 2019
Cgil, l’obiettivo è una riforma vera

Cigna a RadioArticolo1: “Quota 100 è una risposta sbagliata a un problema vero. Avevamo bisogno di una riforma organica che superasse la Fornero. Il grande errore del governo è di aver approntato una misura che non riguarda chi ne aveva realmente bisogno”
“Il punto fondamentale è che Quota 100 è una risposta sbagliata a un problema vero. In termini di flessibilità, avevamo bisogno di una riforma organica che superasse la legge Fornero. Il grande errore del governo giallo-verde è che ha messo a punto una misura che non riguarda chi effettivamente aveva bisogno di uscire dal mondo del lavoro. Ad esempio, le donne, che non possono andare via con quota 100, perché 38 anni di contribuzione sono davvero tanti per la vita delle lavoratrici, soprattutto per il lavoro di cura che ancora oggi non viene loro riconosciuto. Per non parlare di chi svolge lavori discontinui, che proprio non può mettersi a riposo. Quindi, quota 100 resta una misura parziale, che non bisogna esaurire prima della fine della sperimentazione triennale, ma che comunque vanno riviste le sue lacune più grosse”. Così Enzo Cigna, responsabile previdenza pubblica Cgil nazionale, intervistato oggi da RadioArticolo1.

Leggi: Rassegna Sindacale, 17/09/2019


martedì 17 settembre 2019
A piedi nudi nel cemento – In un anno consumati 24MQ si suolo cittadino per ogni ettaro di aree verdi

Torino inverte la rotta: è l’unica tra le grandi città a recuperare terreno.
Presentazione del Rapporto 2019 SNPA sul consumo di suolo in Italia
Si passeggerà a piedi nudi nel cemento e sempre di meno nelle aree verdi cittadine: aumenta lo spreco di suolo soprattutto all’interno delle città italiane. In particolare nelle aree urbane ad alta densità solo nel 2018 abbiamo perso 24 metri quadrati per ogni ettaro di area verde. In totale, quasi la metà della perdita di suolo nazionale dell’ultimo anno si concentra nelle aree urbane, il 15% in quelle centrali e semicentrali, il 32% nelle fasce periferiche e meno dense. La cementificazione avanza senza sosta soprattutto nelle aree già molto compromesse: il valore è 10 volte maggiore rispetto alle zone meno consumate. A Roma, ad esempio, il consumo cancella, in un solo anno, 57 ettari di aree verdi della città (su 75 ettari di consumo totale). Record a Milano dove la totalità del consumo di suolo spazza via 11 ettari di aree verdi (su un totale di 11,5 ettari). In controtendenza Torino che inverte la rotta e inizia a recuperare terreno (7 ettari di suolo riconquistati nel 2018).
Il fenomeno non procede di pari passo con la crescita demografica: ogni abitante italiano ha in “carico” oltre 380 m2 di superfici occupate da cemento, asfalto o altri materiali artificiali, un valore che cresce di quasi 2 metri quadrati ogni anno, con la popolazione che, al contrario, diminuisce sempre di più. È come se, nell’ultimo anno, avessimo costruito 456 m2 per ogni abitante in meno.
Sono i dati 2019 del Rapporto ISPRA SNPA sul consumo di suolo in Italia presentato oggi pomeriggio in conferenza stampa al Senato e che sarà oggetto di un evento presso il MAXXI il prossimo 21 settembre.

Leggi: Ispra Ambiente, 17/09/2019


DALLE REGIONI:

martedì 24 settembre 2019
Non autosufficienza, l’Emilia-Romagna ritocca le tariffe dei privati

Via libera dalla regione alle nuove tariffe per le strutture socio-sanitarie accreditate che assistono persone con disabilità e anziani non autosufficienti. L’adeguamento va a coprire l’incremento del costo del lavoro dopo i rinnovi dei contratti collettivi nazionali

Leggi: Redattore Sociale, 24/09/2019


lunedì 23 settembre 2019
Il Sunia: «Legge da rivedere tutelando anziani e licenziati»

Il sindacato inquilini Sunia, torna sulla criticatissima leggere regionale 39 che ha rivisto i canoni degli alloggi Erp e chiede alla commissione regionale di revisione di tenere conto delle richieste, urgenti, di correzione. «Noi del Sunia critichiamo la legge non sulla base di teorizzazioni ma sulla base della concreta esperienza maturata, toccando costantemente con mano le necessità degli inquilini che si rivolgono ai nostri uffici», spiega la segretaria Ivana De Rossi. «Si tratta generalmente di persone anziane, con più di 70 anni, che spesso vivono sole. Queste devono essere assolutamente tutelate contro ogni miope applicazione dei parametri di legge», dice la De Rossi. Agli anziani va garantita la tutela della loro «fragilità», evitando che «i calcoli aritmetici del Isee-Erp portino alla decadenza dalla assegnazione, soprattutto quando il superamento del reddito di legge avviene in ragione di piccole somme». E i canoni, se in aumento, vanno contenuti.

Leggi: La Nuova Venezia, 23/09/2019


lunedì 23 settembre 2019
Case popolari, nuovo regolamento regionale: oltre 400 famiglie a rischio sfratto

“Troppi disagi soprattutto per gli anziani”, è questa la sintesi che è emersa nell’assemblea, promossa da Sunia (inquilini) e dalla Cgil e dallo Spi (pensionati) di Vicenza
Un centinaio di persone si sono assiepate qualche giorno fa nella sala al secondo piano di villa Tacchi a San Pio X all’assemblea indetta dal SUNIA (inquilini) e dalla CGIL e dallo SPI (pensionati) di Vicenza per chiarire e criticare e raccogliere informazioni dalla base degli assegnatari Amcps e Ater sulle problematiche che sono sorte dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento regionale sulla valutazione degli aventi diritto ad un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica.
Ha spiegato la norma il segretario provinciale del Sunia, Mauro Marchi, sottolineando come il problema sorga sui limiti di reddito calcolati con l’ISEE. Troppo penalizzati gli anziani, e quei cittadini che occasionalmente si trovano a dichiarare delle entrate maggiori come per esempio dopo aver incassato il TFR.
Presente all’incontro Chiara Bonato, segretaria generale dello SPI di Vicenza (Pensionati Cgil): gran parte della sala infatti era composta da coppie di anziani o anziani soli, la fascia probabilmente più fragile di fronte al problema casa e alle complicazioni insorte con la riforma veneta in materia di assegnazione di alloggi ERP.

Leggi: Vicenza Today, 23/09/2019


lunedì 23 settembre 2019
Cresce l’emergenza abitativa: nasce l’Osservatorio Sociale

L’Osservatorio avrà il compito di monitorare le emergenze abitative
La sala del Consiglio comunale ha ospitato nella mattinata di lunedì la firma del Protocollo d’Intesa per l’Istituzione dell’Osservatorio Sociale Abitativo, un documento programmatico e biennale sottoscritto da amministrazione, Asca, Asl-Al, CGIL-CISL-UIL, Sunia, Sicet, Uniat, Centro di Ascolto, Caritas diocesana, Cooperativa Crescereinsieme, Associazione San Benedetto al Porto.Il Comune di Acqui Terme intende così promuovere un nuovo corso nelle politiche abitative, attraverso il coordinamento delle varie iniziative e dei diversi attori presenti sul territorio. Al fine di orientare in modo efficace i relativi processi decisionali è necessario disporre di uno strumento di monitoraggio della condizione e del disagio abitativo. «L’Osservatorio, infatti, in collaborazione con le diverse realtà associative e del privato sociale, intende acquisire, raccogliere, elaborare, diffondere, valutare dati nonché monitorare permanentemente la situazione abitativa – hanno spiegato – Negli ultimi anni, anche sul territorio acquese si è evidenziata una costante carenza di alloggi di edilizia pubblica e privata atta a rispondere alle esigenze abitative delle fasce sociali più deboli».Rilevati i bisogni abitativi, si procederà a formulare proposte di interventi per rispondere alle criticità, individuare risorse e favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta degli alloggi dell’edilizia privata.

Leggi: Acquinews, 23/09/2019


domenica 22 settembre 2019
Il futuro nei condomini solidali: Mantova esempio da seguire

Il progetto è scattato nel 2018 in 187 case tra via Volta e a Palazzo del Mago. Sperimentazione seguita dall’Università di Brescia: «Può essere replicata»
Dalla semplice assegnazione di un alloggio a una serie di iniziative incentrate sull’attenzione per la qualità di vita dei residenti. Un netto cambio di paradigma che vede la nostra città come modello esportabile in altre realtà.
Palazzo Soardi ha ospitato il 19 settembre il convegno “Esperienze di condomini solidali”. Il tutto nasce da un’applicazione sperimentale della legge regionale che prevede l’attivazione di percorsi di accompagnamento sociale ai destinatari di alloggi pubblici. Una sperimentazione che è sfociata anche in un libro dal titolo “Abitare e vivere nella società complessa”, edito da Franco Angeli, realizzato in collaborazione con l’Università di Brescia e cofinanziato da Fondazione Comunità Mantovana.
Il progetto, scattato nell’ottobre del 2018, ha riguardato gli alloggi comunali di via Volta (103 appartamenti) e del Palazzo del Mago (84). In totale circa 350 persone. Tra i progetti, l’apertura di sportelli di vicinato, laboratori per bambini e anziani, feste e momenti conviviali. Appuntamenti che hanno visto la presenza di mediatori sociali, educatori professionali e volontari. I residenti hanno potuto richiedere assistenza per pratiche o sono stati aiutati nella gestione del bilancio familiare grazie a un accordo con l’associazione Agape. Con il progetto “Filo d’argento”, da ottobre gli anziani potranno richiedere un apparecchio tecnologico che permetterà loro, attraverso il televisore, di parlare via Skype tra loro o con parenti e volontari.

Leggi: Gazzetta di Mantova, 22/09/2019


venerdì 20 settembre 2019
Palermo, l’Agenzia sociale per la casa aiuta le famiglie in difficoltà

Presentata l’Agenzia sociale per la Casa. Orlando “Nuovo modello di intervento con al centro le persone”(data pubblicazione 19 Settembre 2019)
Accompagnamento all’autonomia abitativa con contributi per affitto, utenze, arredi e beni di prima necessità.
Sostegno a forme di coabitazione.
Sostegno a forme di Canone sociale sostenibile e ai proprietari che aderiscono all’Agenzia.
Sono queste alcune delle misure e degli interventi previsti nell’ambito delle politiche per la casa realizzate con la Agenzia Sociale per la Casa, l’intervento triennale finanziato con il PON Metro per circa 2,1 milioni di euro e che è attivo a Palermo e in alcuni comuni del distretto, con l’avvio dei servizip per i cittadini a partire da novembre. L’intervento è stato presentato stamattina a Palazzo delle Aquile dall’Assessore Giuseppe Mattina e dai rappresentanti degli enti che lo gestiranno.
“Ad un problema sociale ed umano complesso – ha detto l’Assessore – occorre dare risposte articolate. Alle duemila persone che a Palermo vivono condizioni di disagio abitativo estremo fino a vivere per strada non possiamo dare una casa pubblia, anche perché non ce ne sono. Abbiamo però la responsabilità, ed ora anche gli strumenti per prendere pienamente in carico queste persone in difficoltà. Vogliamo cambiare l’approccio: che sia il problema della casa o la disabilità di una persona, l’esistenza di un sussidio o un minore in difficoltà, per ciascuno ci vuole un progetto personale e cucito su misura”.

Leggi: Comune di Palermo, 20/09/2019


lunedì 16 settembre 2019
Milano. Apre il nuovo bando per le case popolari a Milano. Con il nuovo regolamento sarà cancellata la graduatoria per 25000 famiglie e oltre 2000 in grave emergenza abitativa rischiano di non avere soluzioni

Dal 16 settembre al 2 dicembre i cittadini di Milano potranno presentare domanda per la casa popolare. Si applica per la prima volta a Milano la Legge Regionale n. 16/2016 che, come più volte denunciato dai Sindacati Inquilini discrimina e penalizza soprattutto le famiglie più povere e più svantaggiate cercando in questo modo di nascondere e rendere invisibile il drammatico problema degli sfratti e dell’emergenza abitativa.
La modalità stessa di presentazione della domanda, possibile solo tramite l’accesso informatico con identità digitale, renderà impraticabile l’inserimento della propria richiesta per molti cittadini: in particolare anziani, stranieri, persone svantaggiate.
A ciò occorre aggiungere il particolare accanimento nei con fronti delle famiglie cosiddette indigenti, che non potranno superare la quota massima del 20% delle assegnazioni e, che per poter presentare la domanda dovranno ottenere dai servizi Sociali un codice di presa in carico.
Il Comune di Milano sembra non rendersi conto della complessità e delle implicazioni del nuovo modello imposto da Regione Lombardia e nonostante le ripetute sollecitazioni delle Organizzazioni degli Inquilini non ha ritenuto di avviare un confronto preventivo e di trovare soluzioni che consentissero almeno di mitigare gli effetti della nuova normativa e ora si appresta a gestire una pessima legge nel peggiore dei modi. Siamo riusciti comunque dopo molte pressioni, ad ottenere un incontro solo il giorno 19 di settembre.

Leggi: Sunia, 16/09/2019


mercoledì 18 settembre 2019
Il progetto “Anziani badanti comunità” per un welfare di prossimità, esiti di un percorso positivo

Il progetto partecipativo “L’A.B.C. del vivere solidale: Anziani Badanti Comunità per un welfare di prossimità”, realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna ai sensi della L.R. 15/2018, ha rappresentato un’opportunità di approfodimento e di conoscenza di un fenomeno, come quello dell’assistenza domiciliare agli anziani, che assume particolare rilevanza per il territorio cervese.
Il percorso partecipativo, condotto con la collaborazione della Cooperativa sociale RicercAzione, si è sviluppato da gennaio a giugno 2019 e si è inserito attivamente nel contesto delle politiche di welfare già intraprese dal Comune di Cervia. Le attività realizzate, articolate in più fasi che hanno visto la partecipazione attiva dei vari stakeholders, si sono svolte con una serie di incontri tenutisi con il personale del Comune e del mondo del terzo settore coinvolti, con le assistenti familiari e le famiglie di anziani che ricevono assistenza domiciliare. Si è riusciti così a delineare il tema da più punti di vista, fornendo un quadro completo della situazione, individuando le criticità presenti ma sopratutto le proposte di miglioramento, emerse direttamente dai soggetti coinvolti in risposta a bisogni specifici.
La messa in scena in due giornate dello spettacolo teatrale “Prima o poi…si invecchia”, realizzato con la collaborazione della compagnia teatrale Theatro, è stato l’evento finale a chiusura del percorso. Le osservazioni e proposte raccolte sono state così formalizzate nel Documento di proposta partecipata, approvato dall’Amministrazione, che rappresenta lo strumento per orientare il processo decisionale e di programmazione del DUP in tema di Politiche di Welfare.

Leggi: Auser, 18/09/2019


martedì 17 settembre 2019
Toscana, il terzo settore protagonista delle scelte politiche

Una nuova legge presentata dalla giunta prevede la nascita della Consulta del Terzo Settore, un organo costituito dai rappresentanti delle associazioni che avrà voce in capitolo nella programmazione e nella progettazione sociale della Regione
Il volontariato protagonista delle politiche regionali grazie alla nuova legge presentata dalla giunta che prevede la nascita della Consulta del Terzo Settore, un organo costituito dai rappresentanti delle associazioni che avrà voce in capitolo nella programmazione e nella progettazione sociale della Regione.
La legge, che ha richiesto mesi di lavoro, è frutto di una concertazione tra i soggetti più rappresentativi del Terzo settore, a partire dal Forum, vari settori tecnici della Regione, l’Anci, ed esperti del mondo universitario (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), del Cesvot e delle rappresentanze di settore. La Pdl è stata presentata stamani, nel corso di una conferenza stampa, dal presidente Enrico Rossi e dall’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, alla presenza di numerosi rappresentanti del Terzo settore e di Anci Toscana.

Leggi: Redattore Sociale, 17/09/2019


venerdì 13 settembre 2019
Avellino. Il Comune è pronto a far partire il piano di sfratti per gli occupanti abusivi.

Abbiamo letto con interesse le dichiarazioni rilasciate dall’assessore alle politiche abitative Marianna Mazza.
E dobbiamo, con dispiacere, constatare che, nonostante i nostri appelli e le comunicazioni ufficiali, non vi è traccia nella timeline dell’assessore della riconvocazione del tavolo per la casa.
Né presso il comune per le questioni aperte che riguardano la città capoluogo, né presso la Prefettura per quello che concerne proprio gli sfratti.
Precisando che i criteri fissati, sempre secondo fonti giornalistiche, troverebbero il nostro totale accordo, e chele O.O.S.S. di categoria da sempre sono in prima linea per ristabilire la legalità in città in tema di alloggi Erp, chiediamo che venga stabilito un metodo di lavoro chiaro e che garantisca a tutte le parti in causa di essere rappresentate.

Leggi: Sunia, 13/09/2019


mercoledì 11 settembre 2019
Toscana. Emergenza abitativa: Cgil e Sunia, più risorse per inquilini in difficoltà e investimenti in edilizia pubblica

12mila famiglie toscane in attesa dello sfratto con forza pubblica, 22mila di una casa popolare. Dove gli sfratti calano, è per gli affitti ai turisti e per l’aumento dei canoni (sul caro affitti Firenze, Pisa, Siena e Lucca al top).
Cgil e Sunia Toscana: “Servono risorse certe e programmate per gli inquilini in difficoltà, da investire in edilizia pubblica”.
Il Ministero dell’Interno ha pubblicato a luglio scorso, gli ultimi dati sugli sfratti di immobili ad uso abitativo, confermando la forte emergenza legata al settore. Il dato che si evince dai numeri che riguardano la Toscana (dati del Ministero dell’Interno sul 2018 in confronto al 2017) è quello di un fenomeno che si estende a tutti i comuni delle province, in particolare nelle aree dove la crisi economica e il numero di licenziamenti e cassa integrazione si sono fatti sentire con maggiore drammaticità. Ma soprattutto nelle città d’arte e turistiche, interessate dal problema degli affitti indirizzati ormai al turismo.
Firenze e provincia, prima città, con 1015 nuove convalide di sfratto, 3494 richieste di esecuzione, 715 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Sono in diminuzione del 9% i provvedimenti esecutivi, come le esecuzioni con forza pubblica (meno del 17,72%). Empoli continua ad essere la città toscana con più espropri immobiliari in rapporto al numero di abitanti.

Leggi: Sunia, 11/09/2019


IN AGENDA:

Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

Leggi: Rete Caad


25 settembre 2019 – Il Futuro del settore Long Term Care: prospettive dai servizi, dai gestori e dalle policy regionali – Aula Magna, Via Gobbi 5 – Milano

Quali fenomeni considerare per riflettere sul futuro del settore Long Term Care?
I bisogni degli anziani stanno cambiando e sempre più si pone attenzione ai temi della silver economy oltre che a quelli assistenziali.
Nuovi attori si affacciano sulla scena, ad esempio con polizze LTC, con un potenziale impatto sui servizi tradizionali residenziali e domiciliari. I gestori sono promotori di innovazioni anche tecnologiche. I soggetti pubblici sono impegnati in una intensa attività di regolamentazione e innovazione del settore.
Questi sono i temi che verranno presentati durante il convegno e nel Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care.

Leggi: Sda Bocconi


 Stare bene, stare insieme. Dal 2 al 3 ottobre la Festa nazionale di LiberEtà a Trani.

Dal 2 al 3 ottobre il Sindacato Pensionati Cgil sarà a Trani per la Festa nazionale di LiberEtà, dal titolo “Stare bene, stare insieme”.
Si comincia il 2 ottobre alle ore 12 alla Biblioteca comunale “Gianni Bovio” per i saluti alla cità, cui parteciperanno il sindaco di Trani Amedeo Bottaro, Gianni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia e Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil nazionale.
Si prosegue nel pomeriggio, alle ore 17, con lo spettacolo dei Premi LiberEtà 2019 presso il Cinema Impero. La premiazione, condotta da Neri Marcorè, vedrà fra gli altri la partecipazione di Phaim Bhuiyan, interprete e regista del film Bangla, Natalia Cangi, Direttrice dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve S. Stefano, lo sceneggiatore Salvatore De Mola e Antonio Massarutto, docente dell’Università di Udine.
La giornata si concluderà alle ore 21 in Piazza Quercia con lo spettacolo di Neri Marcorè “Le mie canzoni altrui”.

Leggi: Spi-Cgil


Festival delle Città. A Roma, dal 1 al 4 ottobre 2019

Mobilità sostenibile, smart city, misurazione del BES negli strumenti della programmazione economica degli enti locali, sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030. Sono questi alcuni temi al centro del ‘Festival delle città’, promosso e organizzato da ALI, in programma dall’1 al 4 ottobre a Roma nella suggestiva cornice del complesso di San Salvatore in Lauro in Piazza San Salvatore in Lauro. Seguiranno aggiornamenti sul programma della manifestazione e sulle modalità di partecipazione.

Leggi: Legautonomie


10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

Leggi: Forum della Leopolda


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel.

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Zamagni: “Il terzo settore sostituisce il welfare paternalistico. Ora pensi ai suoi lavoratori”

L’economista, già presidente dell’Agenzia per il terzo settore, a tutto campo sui dati del “boom” di imprese sociali e non profit: “Tendenza in atto da 15 anni ma non si può lavorare solo in convenzione con lo Stato e in autosfruttamento nelle coop. Il populismo odia i corpi intermedi e vuole togliere libertà al settore”
Il “boom” di imprese operanti nei settori del welfare e del terzo settore, certificato dalla Camera di Commercio di Milano, è figlio di una precisa “tendenza” che compie quasi 20 anni e della “legge 328 del 2000, le legge Turco, un testo molto innovativo per l’epoca tanto che non è stata applicata nei fatti sin dal principio ma che anticipando i tempi e piantandosi nel tessuto del Paese ha prodotto risultati”. Ne è convinto l’economista Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna ed ex presidente dell’Agenzia per il terzo settore, punto di riferimento in Italia per la vasta comunità politica, imprenditoriale e associazionistica che si occupa di welfare e sociale.
“Questi dati non sono una novità del 2019 e confermano una tendenza in atto –  – dice Zamagni, commentando il report della Camera di Commercio milanese –. Il mondo del terzo settore o delle imprese sociali ha trovato il modo di compensare e svolgere una funzione surrogatoria della lacuna che si è venuta a determinare nel 2008 con lo scoppio della crisi economica e le ristrettezze della finanza pubblica nazionale e locale”. Per Zamagni questa “è stata una fortuna”, perché è stato recepito lo spirito della legge Turco del 2000 che “introduceva per la prima volta nell’ordinamento italiano il principio di co-progettazione e che, nell’ambito del welfare, dalla sanità alla scuola ai beni culturali o ambientali, bisogna arrivare a far sì che l’ente pubblico e i soggetti della società civile organizzata debbano non solo collaborare ma cooperare”. “Sono concetti diversi – afferma Zamagni –. Il lavoratore dell’impresa capitalistica standard collabora con chi investe i capitali, ma non coopera. Mentre la legge introduce il principio di ‘operare assieme’: significa che la co-progettazione da entrambi i lati prevede di definire i modi di gestione, di reperimento delle risorse economiche e le priorità negli obiettivi”.

Leggi: La Difesa del Popolo


L’art.55: come liberare il Terzo settore e i servizi sociali dalla schiavitù della concorrenza – Carlo Borzaga

L’interesse con cui l’art. 55 del codice del Terzo settore è stato accolto sia dalle organizzazioni di Terzo settore che da diverse pubbliche amministrazioni ha più di una spiegazione. Oltre a ribadire e ampliare la possibilità di co-programmare e co-progettare i servizi sociali e di interesse generale, esso ha di fatto sostituto, nella gestione di questi stessi servizi, il principio di concorrenza con quello di cooperazione e ha introdotto la possibilità di chiamare a gestirli solo soggetti di Terzo settore. Una vera e propria rivoluzione, dopo che per anni molti si sono messi d’impegno per imporre, anche nell’affidamento di questi sevizi, il ricorso a modalità concorrenziali e, in particolare, alle gare d’appalto ritenute la vera garanzia della piena applicazione di questo principio oltre che il miglior baluardo contro pratiche clientelari e corruttive. Non meraviglia quindi che proprio i difensori d’ufficio di queste modalità, prima il Consiglio di Stato con il suo discutibile parere e poi l’Anac nella proposta di revisione delle linee guida, abbiano reagito negando e cercando di limitare al massimo l’applicabilità dello stesso articolo – e quindi di una norma di legge dello Stato che lo stesso Consiglio di Stato aveva già valutato e ratificato prima della sua definitiva approvazione – riconfermando la loro fede nell’applicazione spinta del principio di concorrenza. Mostrando così, e non per la prima volta, una totale indifferenza per le ricadute sulla qualità dei servizi, sul benessere degli utenti e sulle condizioni di lavoro.

Leggi: Welforum


Lavoro, salute, cultura: la Costituzione come progetto

La Carta si può, e qualche volta si deve, cambiare. Ma occorre farlo nello spirito dell’articolo 138, cioè con una procedura volutamente lenta e complessa che rappresenta una garanzia
Pubblichiamo il testo integrale della lectio magistralis tenuta da Salvatore Settis nel corso delle Giornate del lavoro della Cgil che si sono svolte a Lecce
Sono molto contento di essere qui con voi oggi, e vorrei ringraziare Maurizio Landini e la Cgil per avermi onorato con l’invito a parlare a Lecce. Ritengo infatti che i movimenti sindacali, e in particolare in Italia la Cgil, siano sempre più importanti per frenare, e se possibile arginare, la crisi della democrazia rappresentativa a cui il nostro tempo ci costringere ad assistere, quasi sempre da spettatori impotenti. Creare e alimentare occasioni di riflessione, di dialogo, di mutua educazione come questa fu un tempo, e non è più, compito e missione dei partiti; ed è da sperare che almeno nei sindacati essa sia ancora coltivata. La difficile stagione politica che il nostro Paese sta attraversando, e che l’allontanamento della Lega dal governo mitiga appena, rende questa preoccupazione e questa speranza ancor più intense. E ancor più necessario ricominciare dalla Costituzione repubblicana, e intendendola non come polveroso arnese d’archivio, ma come vivo progetto per il futuro. Il tema che ho concordato con gli organizzatori è: Lavoro, salute, cultura al centro: la Costituzione come progetto.

Leggi: Rassegna Sindacale


Stop all’invecchiamento”. I test che riportano indietro l’orologio biologico

Elisir di lunga vita. La ricerca punta a rallentare il più possibile il processo di invecchiamento e, forse, un giorno, a invertirlo. Un esempio è la ricerca su «Aging Cell» della University of California. Gli autori sono riusciti a «manomettere» l’età biologica delle cellule di un gruppo di volontari sottoposti ad un trattamento farmacologico: alla base c’erano ormoni della crescita e farmaci anti-diabetici. Un risultato importante – la dimostrazione che è possibile agire farmacologicamente sull’orologio biologico cellulare – ma che lascia ancora aperti dei dubbi sulla reale efficacia dell’esperimento. Nel rattempo anche diverse «Pharma» lavorano in questa direzione. E’ il caso di resTORbio, azienda che sta testando un farmaco utilizzato come immunosoppressore nei trapianti di organo su un gruppo di anziani: l’obiettivo è valutarne il potenziale anti-invecchiamento. Hackerare la biologia. E’ noto che la data di nascita sulla nostra carta di identità può non corrispondere a quella biologica. La chiave per interpretare questo sfasamento sta nell’epigenoma, l’insieme delle modificazioni chimiche e strutturali imposte dall’ambiente al Dna. E’ lui – con le sue metamorfosi – la «cartina tornasole» dell’età biologica.

Leggi: La Stampa


Persone anziane e digitale

Intervista a Arianna Poli  psicologa, dottoranda di ricerca alla Division Ageing and Social Change (ASC), Linköping University, Svezia. Gran parte della sua attività di ricerca si concentra su disuguaglianze ed esclusione in età anziana, principalmente in relazione ai processi di trasformazione digitale nella fornitura di servizi. Nella sua tesi di dottorato si focalizza sull’utilizzo delle nuove tecnologie nell’offerta dei servizi sanitari, nell’ambito di un progetto finanziato dallo Swedish Research Council for Health, Working Life and Welfare (FORTE). Prima dei suoi studi in Svezia, ha collaborato con l’Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani (INRCA), Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, all’interno del progetto Europeo INNOVAGE con focus su nuove tecnologie a supporto di familiari caregiver di anziani.
1) Rispetto al tema delle tecnologie, quali sono le principali differenze di approccio di intervento che hai riscontrato da parte delle diverse nazioni dell’UE? Puoi approfondire qualcuna?
In termini di accesso ad internet i numeri UE sono incoraggianti. Nel 2018 piu’ dell’80% degli Europei aveva regolare accesso ad Internet, seppure con una certa variazione tra i Paesi. Tuttavia, la quota di coloro che non hanno mai usato Internet e’ ancora importante soprattutto tra gli anziani. Nel 2018 i dati Eurostat riportano che il 37% degli individui tra 65 e 74 anni non aveva mai avuto accesso ad Internet. E’ importante riflettere sulle implicazioni di questo dato, soprattutto in riferimento alla progressiva digitalizzazione dei servizi anche pubblici al cittadino.
Dall’altro lato ci sono elementi individuali e di contesto che influenzano il successo nell’implementazione di tecnologie rendendolo anche un possibile strumento a supporto della popolazione anziana per l’invecchiamento sano e attivo.

Leggi: Abitare Sociale


Le tariffe delle Residenze sanitarie assistenziali

In Italia non esiste un sistema unitario per determinare le tariffe dell’assistenza residenziale rivolta agli anziani e le regioni si sono organizzate adottando modalità proprie. Il contributo di Franco Pesaresi cerca di fare luce su questo importante aspetto offrendo un quadro analitico dei diversi sistemi di tariffazione utilizzati e degli importi applicati, corredato da riflessioni orientate al miglioramento della qualità del servizio e all’utilizzo ottimale delle risorse.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi (AN) e Network Non Autosufficienza)
Come per le Residenze protette rivolte agli anziani, anche per le Residenze sanitarie assistenziali i sistemi di tariffazione adottati e/o gli importi applicati cambiano da una regione all’altra, con ricadute significative sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità delle prestazioni erogate.
I sistemi di tariffazione delle prestazioni residenziali per anziani
I sistemi tariffari usati in Italia nel settore dell’assistenza residenziale per anziani sono due:
• la tariffa per giornata di degenza;
• la tariffa giornaliera per caso trattato.
Ambedue sono tariffe giornaliere dato che nelle strutture residenziali la durata del ricovero è prolungata e variabile per cui il parametro temporale di identificazione della prestazione non potrà essere quello dell’episodio di ricovero, come avviene in ospedale, ma quello della giornata di assistenza.
La tariffa per giornata di degenza è il sistema più semplice ed il più usato in Italia. Esso prevede una tariffa uguale per tutti indipendentemente dalla condizioni e dalle necessità assistenziali del paziente. Per questa ragione è considerato il sistema più approssimativo.

Leggi: I Luoghi della Cura


Istituzioni pubbliche e innovazione sociale, un rapporto difficile

La condivisione di funzioni e la creazione di reti miste profit-non profit ha contribuito ad accrescere efficacia ed efficienza dei sistemi di welfare e a diversificare i servizi. Ciò ha implicato anche un cambiamento culturale nelle amministrazioni
Il testo che segue è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione “Tema” del n. 1/2019 della Rivista delle Politiche Sociali. Questo è invece il link alla rubrica che Rassegna dedica alla pubblicazione
Non raramente le istituzioni pubbliche vengono considerate un ostacolo ai processi di innovazione – specie le amministrazioni centrali –, mentre si assume che le amministrazioni locali e il Terzo settore siano più capaci di promuovere innovazione sociale grazie alla prossimità ai cittadini, che consentirebbe di individuare problemi e soluzioni e di attivare risorse e reti sociali per farvi fronte.
La critica al funzionamento del settore pubblico ha avviato ormai da diversi decenni un processo di profonda riconfigurazione del welfare, pur con differenze profonde tra contesti nazionali e locali. In primo luogo, sono state introdotte misure di razionalizzazione amministrativa e coordinamento tra organizzazioni e settori e/o fusioni di diversi ambiti di policy (vedi sportelli per il lavoro e per l’assistenza sociale).
Le pubbliche amministrazioni si sono riorganizzate, anche riducendo il pubblico impiego, i costi dei servizi e la spesa pubblica. Le riforme improntate al cosiddetto new public management hanno teso a migliorare l’efficienza e controllare i costi, per esempio esternalizzando alcune funzioni. Al contempo, nuove modalità di intervento – come l’attivazione o l’empowerment – sono state introdotte non solo per contrastare le “trappole” della dipendenza dal welfare, ma anche per sviluppare forme di cittadinanza sociale più partecipata.

Leggi: Rassegna Sindacale


La gestione dell’anziano fragile in un reparto di medicina con attenzione alla dimissione

La geriatria e la gerontologia hanno sviluppato negli anni il corpus scientifico (paradigmi, principi, lessico standard di riferimento: il “Canone geriatrico”) da cui devono trarre ispirazione e al quale devono attenersi le azioni per la cura dell’anziano. Questo articolo ha la finalità di descrivere, in modo sistematico, gli atti di cura del paziente anziano (la gestione) in ambiente ospedaliero relativamente al canone geriatrico: determinanti della salute dell’anziano, malattie e loro co-presenza, fragilità, disabilità, “burden of diseases” e complessità, valutazione multidimensionale, appropriatezza dei processi diagnostico-terapeutici, aspettative e del paziente e dei familiari, outcome raggiungibili durante il ricovero, dimissione, aspetti sociali ed extraclinici in grado di condizionare la traiettoria di salute.
di Renzo Rozzini (Direttore del Dipartimento di Geriatria della Fondazione Poliambulanza-Istituto Ospedaliero Brescia)
“Anche se non pretendo di essere una specialista in geriatria, sono stata per anni molto interessata al problema dell’invecchiamento; oggi ritengo che solo il riconoscimento di una specializzazione medica specifica potrà affrontare il problema della cura dei pazienti anziani in modo appropriato. Solo in tempi relativamente recenti la pediatria è stata riconosciuta come specialità autonoma e per questo apprezzata: quando ero studente i bambini venivano ricoverati in reparti per adulti (non c’erano reparti a loro riservati), ritenendo che medici internisti e infermieri avessero competenza più che sufficiente per la loro cura. Oggi lo stesso atteggiamento vale nella cura degli anziani: il risultato è che l’attenzione loro riservata negli ospedali (priva di conoscenze specifiche) è nella maggior parte dei casi scadente e, ugualmente inadatta, quella erogata nei cronicari, privi di qualsiasi armamentario per la diagnosi, di strumenti per la ricerca e per terapia… Con questi punti in mente e, con la consapevolezza che il problema della cura degli anziani è destinato a crescere negli anni a venire, non posso che sostenere con forza l’inclusione della geriatria nel curriculum dello studente di medicina”.

Leggi: I Luoghi della Cura


Un’agenda sociale per il nuovo governo

Il governo giallorosso si troverà ad affrontare diverse sfide di ordine sociale oltre a quelle – pur decisive e di cui si parla prevalentemente – di rilancio delle imprese, degli investimenti e dell’occupazione. Esse andranno considerate con la stessa determinazione e lungimiranza, perché non esiste un prima e un dopo tra sviluppo e coesione. Ecco in sintesi alcune (non certo esaustive) priorità sociali.
Assegno unico per i figli, per sfidare l’inverno demografico attraverso uno strumento semplice, continuativo, equo e maggiormente dotato rispetto a quelli (complicati, saltuari, iniqui e di valore limitato) oggi previsti. Sull’assegno unico per i figli (ho presentato un disegno di legge nel 2014, rilanciato da tutto il PD nel 2018) oggi si riscontra una quasi totale convergenza dei partiti, delle associazioni e dei sindacati. La volontà politica dunque c’è, ma gli va data priorità. Inoltre, si dovrebbe semplificare il sistema di sostegni per l’infanzia e l’adolescenza, attraverso una dote unica spendibile per servizi.

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SEGNALAZIONI:

Assicurazione infortuni domestici – Entro il 15 ottobre il versamento dell’integrazione del premio
Per garantire la continuità della propria copertura assicurativa, entro il prossimo 15 ottobre gli assicurati Inail contro gli infortuni domestici devono effettuare il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, che allinea ai 24 euro fissati dalla legge di bilancio 2019 l’importo annuale della polizza, obbligatoria per tutte le persone che svolgono gratuitamente un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione.
In una lettera inviata agli assicurati, che nei mesi scorsi hanno versato i 12,91 euro per il rinnovo dell’iscrizione, l’Inail ricorda che il nuovo premio annuale stabilito dall’ultima legge di bilancio è accompagnato da un’estensione della platea dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni, e da un significativo ampliamento delle prestazioni garantite.

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Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

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Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

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NEWS:

lunedì 16 settembre 2019
“ABITIAMOLA” – Newsletter Settembre 2019

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
E’ stato pubblicato il Decreto che definisce le modalità del piano straordinario di dismissione degli immobili pubblici previsto dalla Legge di Bilancio 2019, un tema ricorrente come soluzione per far cassa. La variante agli strumenti urbanistici e la possibilità di modificare le destinazioni d’uso, su beni generalmente posizionati in aree centrali delle città, rischiano di innescare operazioni speculative.
■ I bandi dell’Agenzia del Demanio relativi a 93 immobili
L’Anci in Conferenza Unificata ha espresso l’intesa su due decreti. Il primo definisce i criteri per la ripartizione del Fondo per interventi di demolizione di opere abusive; il secondo finanzia  interventi infrastrutturali in Comuni con meno di 3.500 abitanti, utilizzando le risorse del programma “Seimila campanili”.
■ Delibera CIPE 14/2019, pubblicata nella nella G.U. 179/2019
L’Italia è più esposta di altri Paesi agli impatti del cambiamento climatico ed è al 2° posto in Europa per le perdite economiche generate dai cambiamenti climatici. Uno degli impegni più urgenti da affrontare è quello di rendere più incisive le misure delle città italiane che non hanno ancora l’attenzione e l’impostazione adeguate al livello di priorità raggiunto.
■ I dieci punti della Dichiarazione per l’adattamento climatico sosttoscritto da 26 città italiane nell’ambito della 2^ Conferenza Nazionale delle Green City.
Studi e ricerche
ASVIS, Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, Report n°1, 2019)….pag. 6
Il modo in cui stiamo oggi utilizzando la terra sta contribuendo al cambiamento climatico, minando la sua capacità di sostenere le persone e la Ippc, Rapporto sul suolo.
Notizie dalle categorie e dalle associazioni
CGIL e FLAI CGIL Puglia: Inaugurazione a San Severo di Casa Sankara, foresteria per l’accoglienza temporanea di lavoratori agricoli;
CGIL, SUNIA: Le politiche abitative per affrontare l’emergenza nei punti del programma del nuovo Governo.
Dai territori: Lazio: approvazione della delibera che da il via all’iter per la realizzazione del Programma di rigenerazione urbana a San Lorenzo – Via dei Lucana; Lazio: arte e tecnologia per promuovere la rigenerazione urbana; Liguria: bando sulla rigenerazione urbana; Liguria: approvazione della legge sull’edilizia sostenibile; Puglia: istituzione delle comunità energetiche; Veneto: bando per efficienza energetica negli edifici pubblici…

Leggi: Cgil, 16/09/2019


lunedì 16 settembre 2019
Affitto lungo in crisi nelle grandi città. L’offerta si sposta sulle formule brevi

Il boom degli affitti brevi cambia il volto dei centri storici, alimenta l’emergenza abitativa e spacca in due il mercato della locazione. Il fascino di una maggiore redditività, da verificare comunque caso per caso, contribuisce ad allontanare i proprietari dalle formule contrattuali tradizionali, già penalizzate dal rischio morosità e dalla rigidità di normative vecchie da decenni. Tanto che nelle città turistiche, vicino ai luoghi d’arte e nelle zone universitarie l’offerta resta sguarnita: secondo operatori e inquilini, la domanda di soluzioni abitative stabili da parte di coppie, famiglie e studenti fatica a trovare risposta. E dalle strade spariscono i cartelli «Affittasi».
La flessione del 4+4 nei centri urbani
L’erosione dell’offerta, soprattutto dei tagli più piccoli (monolocali, bilocali e piccoli trilocali), emerge da tre indicatori di mercato riferiti alle grandi città: nell’ultimo biennio gli annunci «affittasi» con proposte di lungo periodo, sono calati del 7% su Immobiliare.it, con una flessione più accentuata a Milano (-8%); nello stesso arco di tempo i canoni sono lievitati del 2%, con picchi del 7% a Bologna e Firenze e del 10% a Milano; i tempi medi per locare un’abitazione si sono ridotti drasticamente (del 17%). Gli alloggi che arrivano sul mercato ci restano pochissimo (in media 2,9 mesi, a Milano 1,8), a conferma del fatto che la domanda resta elevata.

Leggi: Iusletter, 16/09/2019


domenica 15 settembre 2019
I malati di vecchiaia e quelle famiglie da non lasciare sole

La lettera di Marisa Belliero, che racconta il suo dolore per la madre Iside, in casa di riposo a 107 anni, solleva un problema che va ben oltre la questione dei soldi: prendersi cura degli anziani non è compito dei figli, ma della società intera (e della sanità pubblica)
La lettera di Marisa Belliero “Mia madre a 107 anni in casa di riposo: soffro per lei, ma non avevo scelta” Settimane indietro ho letto su Repubblica che il capo del governo, signor Conte, ha visitato una struttura per anziani, dispiacendosi per un’anziana signora che da molto tempo non riceveva visite dai propri familiari. Di questo ha ragione, dovremmo sempre ricordarci ed avere rispetto per chi ci ha con sacrificio allevati. La settimana dopo, sullo stesso giornale, leggo anche l’articolo dove si parla di una signora di 99 anni che si è buttata dalla finestra della struttura dove era ricoverata. Di tutto questo vorrei chiedere ai nostri politici che stanno facendo un nuovo governo se si rendono conto di come vivono gli anziani in struttura, e i loro familiari costretti a ricoverarli perché non hanno aiuti dallo Stato, perché non tutti i figli li abbandonano.

Leggi: La Repubblica, 15/09/2019


domenica 15 settembre 2019
Iside, Marisa e i malati di vecchiaia  

Marisa Belliero è una donna fortunata. Ha 76 anni, vive col marito, coetaneo, hanno attorno figli e nipoti, vivono in un piccolo appartamento a Pinerolo con duemila euro di pensione in due. Marisa ha ancora sua madre, Iside, di 107 anni. Fino all’anno scorso viveva con lei. Poi è caduta e, come spiega nella lettera, con grande dolore non ha potuto prendere in casa una persona fissa ad assisterla, i medici le hanno raccomandato di cercare una struttura dove la madre fosse “protetta”. La struttura costa tremila euro al mese, e Marisa non li ha.
È sua nipote Irene che mi ha inviato la lettera: non è solo una questione economica, dice.
Certo che facendo molti sacrifici, unendo le forze familiari riescono tutti insieme a sostenere la spesa.
Però sarebbe giusto che il sistema sanitario tenesse conto non solo delle “emergenze”, ma delle “permanenze”. La scienza medica ha fatto enormi passi avanti, l’età media di vita è sempre più alta: un progresso. Però per qualche ragione il sistema di assistenza sanitaria lascia indietro questo numero sempre maggiore di persone: non solo gli anziani, i nostri genitori i nostri nonni, ma anche coloro che da giovani sono colpiti da qualche patologia cronica e hanno bisogno di cure di lungo periodo, a tempo indefinito.

Leggi: La Repubblica, 15/09/2019


venerdì 13 settembre 2019
Rovere (Assoimmobiliare): «Il futuro? Rigenerazione e residenze in affitto»

«L’attenzione degli investitori esteri è un tema da cavalcare, ma anche da incentivare con nuove misure»
Il vivace primo semestre del real estate italiano, residenziale e non, fa ben sperare per la chiusura dell’anno. L’interesse dei capitali esteri sale, insieme alla fiducia delle famiglie. Anche se, nonostante la previsione a fine 2019 di 129 miliardi di euro di beni scambiati nel complesso– 5,2 miliardi di euro i volumi da parte degli istituzionali nei primi sei mesi, attesi verso nove miliardi a fine anno -, il settore risente ancora della mancanza di alcune iniezioni di fiducia necessarie, anche sotto il profilo di innovazioni normative e incentivi fiscali. «L’attenzione e gli investimenti sul real estate italiano dei capitali esteri rappresentano un tema da cavalcare – dice Silvia Rovere, presidente di Assoimmobiliare, l’associazione di riferimento del settore -, ma anche da incentivare con nuove misure». Altrimenti sarà solo Milano ad avere la forza di attirare nuovi investimenti, che non necessariamente si estenderanno al resto del Paese.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 13/09/2019


giovedì 12 settembre 2019
Pedretti: in piazza per essere ascoltati

Sanità, diritto alla cura, non autosufficienza, fisco. Il segretario generale del sindacato pensionati Cgil mette in fila in un video sul suo profilo Facebook le richieste al centro della manifestazione nazionale che si terrà a Roma a metà novembre
La sanità, che deve tornare ad essere pubblica e universale. Il diritto a curarsi, sancito dalla Costituzione e che non può essere un privilegio per pochi. La non autosufficienza, vera e propria emergenza nazionale che ricade tutta sulle famiglie e sulla quale non si può continuare a far finta di niente. Le tasse, che devono essere abbassate anche a chi è in pensione. Il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti mette in fila in un video sul suo profilo Facebook le richieste che i sindacati avanzano al nuovo governo per migliorare la vita dei pensionati e degli anziani italiani.
“I pensionati – spiega Pedretti – sono un pezzo importante della nostra società e in questi anni si sono fatti carico delle proprie famiglie aiutandole come potevano. È arrivato il momento di restituire loro qualcosa. Ci aspettiamo che il nuovo governo si faccia carico di tutti questi problemi e che dia pienamente il senso di una svolta”. Per questo, conclude, “con Cisl e Uil abbiamo deciso di organizzare una manifestazione nazionale a Roma per la metà di novembre. Non si scende in piazza solo per protestare o contro qualcuno. Si scende in piazza anche per far sentire la propria voce e per chiedere delle soluzioni e questo è quello che intendiamo fare”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 12/09/2019


giovedì 12 settembre 2019
Le richieste dei pensionati al Governo

La sanità, che deve tornare ad essere pubblica e universale. Il diritto a curarsi, sancito dalla Costituzione e che non può essere un privilegio per pochi.
La non autosufficienza, vera e propria emergenza nazionale che ricade tutta sulle famiglie e sulla quale non si può continuare a far finta di niente.
Le tasse, che devono essere abbassate anche a chi è in pensione.
Il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti mette in fila in un video sul suo profilo Facebook le richieste che i Sindacati avanzano al nuovo governo per migliorare la vita dei pensionati e degli anziani italiani.
“I pensionati sono un pezzo importante della nostra società – dice Pedretti – e in questi anni si sono fatti carico delle proprie famiglie aiutandole come potevano. È arrivato il momento di restituire loro qualcosa”.
“Ci aspettiamo – continua il Segretario generale dello Spi-Cgil nel video – che il nuovo governo si faccia carico di tutti questi problemi e che dia pienamente il senso di una svolta.
Per questo con Cisl e Uil abbiamo deciso di organizzare una manifestazione nazionale a Roma per la metà di novembre. Non si scende in piazza solo per protestare o contro qualcuno. Si scende in piazza anche per far sentire la propria voce e per chiedere delle soluzioni e questo è quello che intendiamo fare”.

Leggi: Spi-Cgil, 12/09/2019


giovedì 12 settembre 2019
Il parcheggio riservato non è un privilegio arbitrario!

«Molte persone non disabili – scrive Simona Lancioni, commentando l’ennesima notizia di ordinaria inciviltà in àmbito di parcheggi – non guardano ai posti auto riservati alle persone con disabilità per ciò che realmente sono, ovvero uno strumento volto a colmare uno svantaggio e a realizzare l’uguaglianza sostanziale, ma come a un privilegio arbitrariamente concesso e infatti non si fanno scrupolo ad occuparli. Non solo. L’esistenza di questi stalli riservati ha indotto qualcuno a considerare improprio che le persone con disabilità possano legittimamente utilizzare anche gli altri spazi»
L’ennesima notizia di ordinaria inciviltà risale a qualche giorno fa e arriva da Novate Milanese, Comune con poco più di 20.000 abitanti nella città metropolitana di Milano, in Lombardia.
«Se hai un handicap, parcheggia al tuo posto, non occupare il parcheggio agli altri, grazie»: è questo il messaggio intimidatorio affidato ad un cartoncino posto sul cruscotto dell’auto di Assunta Ferranti, sessantanovenne con problemi di deambulazione, residente, appunto, a Novate Milanese, allorquando, avendo trovato lo stallo riservato alle persone con disabilità sotto casa occupato da un’auto senza contrassegno, ha dovuto parcheggiare nel posto accanto.

Leggi: Superando, 12/09/2019


giovedì 12 settembre 2019
“Dopo di me”, il progetto che aiuta gli anziani e i loro amici a quattro zagiompe

Ideato dall’associazione Asta, sarà presentato in Campidoglio il 28 ottobre: garantisce agli anziani un supporto per la cura dei loro animali domestici, quando loro non ce la faranno più. E anche “dopo di loro”
Un piccolo problema può diventare un impedimento: e un’idea semplice può fornire una grande opportunità. Come quella di godere della compagnia di un animale domestico: un’opportunità particolarmente preziosa per gli anziani che vivono da soli, i quali però sono spesso costretti a rinunciarvi, per paura di non farcela. E anche per la preoccupazione del “dopo”. Per questo l’associazione Asta (Associazione Salute e Tutela degli Animali), in collaborazione con Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e Vetonline24, ha ideato il progetto “Dopo di me”, patrocinato da FederAnziani Senior Italia e dall’assessorato alla Crescita culturale di Roma, che sarà presentato il prossimo 28 settembre in Campidoglio.

Leggi: Redattore Sociale, 12/09/2019


mercoledì 11 settembre 2019
Pensioni: Ghiselli (Cgil), dati Ragioneria dello Stato non siano pretesto per interventi restrittivi

“Le previsioni della Ragioneria generale dello Stato sulla spesa previdenziale italiana, come al solito secondo noi sovrastimate, non modificano un quadro complessivo che vedrà certamente nei prossimi anni un incremento della spesa, soprattutto per ragioni demografiche. Ciononostante il sistema è ampiamente in equilibrio e lo sarebbe ancor di più se si depurasse la spesa previdenziale da tutto ciò che previdenza non è”. Così in una nota il segretario confederale della Cgil nazionale, Roberto Ghiselli.
“E soprattutto – aggiunge il dirigente sindacale – non si possono prendere a pretesto questi dati per bloccare quota 100, che si sta dimostrando ampiamente sottoutilizzata rispetto alle previsioni, come ampiamente previsto dalla Cgil. O per fare altri interventi restrittivi sulla previdenza che, al contrario, necessita di una vera riforma che superi l’impianto della legge Fornero che il precedente Governo ha lasciato inalterata”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 11/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Il sociale nelle linee di indirizzo del governo Conte bis

Disuguaglianze e diritti, famiglia e disabilità, giovani, politiche migratorie e casa sono, oltre a crescita, ambiente e lavoro, i principali punti di attenzione del programma del nuovo governo giallorosso, che ha tutte le carte in regola per essere un governo di stampo sociale. È tuttavia ancora troppo presto per sentenze e ogni tipo di giudizio, positivo o negativo che sia, risulterebbe affrettato e superficiale; tutto dipenderà da se, come e quando tali linee di indirizzo verranno effettivamente declinate. Ad ogni modo, i presupposti di partenza sembrano buoni: dei 29 punti del programma esecutivo, reso ufficialmente noto il 4 settembre scorso, in almeno 7 si legge di welfare e politiche sociali. Infatti, fin dal principio, le linee programmatiche recitano: “con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: […] le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, […] l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e per il welfare” (punto 1).

Leggi: Welforum, 10/09/2019


lunedì 9 settembre 2019
Agevolazioni prima casa: la cessione di immobile a terzi non comporta la decadenza

La cessione a terzi di un immobile oggetto di agevolazione prima casa, in virtù di clausole contenute in un accordo di separazione omologato dal giudice, finalizzato alla risoluzione della crisi coniugale, non comporta la decadenza dal relativo beneficio. Lo ha stabilito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 80/E del 9 settembre 2019. Questa soluzione è in linea con le norme sulla disciplina di casi di scioglimento del matrimonio e con le agevolazioni ed esenzioni previste.
on la risoluzione n. 80/E/2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni in tema di agevolazioni prima casa in caso di separazione consensuale.
Le agevolazioni prima casa sono disciplinate dalla Nota II-bis, in calce all’art. 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al D.P.R. n. 131/1986.
La Nota II-bis dispone che in caso di dichiarazione mendace o di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché’ una sovrattassa pari al 30% delle stesse imposte.

Leggi: Ipsoa, 09/09/2019


DALLE REGIONI:

mercoledì 11 settembre 2019
Edilizia sociale a Siracusa, il Sunia denuncia: ” Settecento famiglie in attesa di un alloggio e 1600 sfratti”

“Da troppo tempo le politiche abitative sono dimenticate o sottovalutate nelle azioni del Comune di Siracusa, soprattutto nelle aree urbane periferiche, dove una crescente emergenza non trova soluzione reale a causa di assenza di fondi da destinare al rilancio dell’edilizia sociale in affitto a canone sostenibili e, determinato anche dal mancato finanziamento di sostegno alla domanda debole”. A denunciarlo è Salvatore Zanghì. Segretario del Sunia.
“Sebbene il decreto del 4 luglio 2019 – previa delibera Cipe del 22 dicembre 2017 – abbia previsto fondi per 250 milioni di euro, dei quali 22 milioni e 600mila euro assegnati alla Sicilia, Siracusa attende ancora che se ne dia attuazione e applicazione pratica – afferma Zanghì – Questi fondi infatti, costituirebbero una boccata d’ossigeno per il programma integrato residenziale sociale, oltre che per tutto il settore dell’edilizia in sofferenza occupazionale. In particolare si potrebberro attivare interventi di rigenerazione e riorganizzazione urbana al fine di migliorare ed ampliare l’offerta del social housing, nonchè mettere in sicurezza gli edifici esistenti mediante interventi di adeguamento e miglioramento antisismico e impiantistico. Il Sunia provinciale ritiene essenziale superare una visione emergenziale del disagio ed avviare una politica di medio e lungo periodo.

Leggi: Nuovo Sud, 11/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Casa, in Toscana 12 mila famiglie sotto sfratto e 22 mila in attesa di una casa

Calano gli sfratti ma in Toscana è sempre emergenza abitativa. In Toscana nel 2018 si registra una diminuzione degli sfratti eseguiti con forza pubblica (19%), degli sfratti in corso (meno 20%), e delle richieste di sfratto (meno 10%): le convalide di sfratto in attesa di esecuzione, secondo i dati dell’anno scorso del ministero dell’Interno resi noti da Cgil e Sunia Toscana, sono 3.848 in tutto, e sono 12 mila le famiglie toscane in attesa dello sfratto con forza pubblica.
La nostra regione rimane comunque 5/a in Italia per numero di esecuzioni e “soffre” sul fronte delle richieste di casa popolare: sono ben 22 mila famiglie in lista di attesa nella nostra regione, e si stima che solo il 5% troverà risposta abitativa pubblica nei prossimi cinque anni. Questo perché, si spiega da parte delle due organizzazioni, le case che si liberano non vengono re-immesse sul mercato nel circuito degli affitti per i residenti ma piuttosto in quello affitti brevi per turisti”.

Leggi: Nova Radio, 10/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Cgil e Sunia chiedono un rilancio dell’abitare ”sociale”

Un piano pluriennale di aumento dell’offerta di alloggi sociali in affitto a canoni sostenibili, puntando sul recupero di aree ed edifici dismessi; revisione della legge sulle locazioni che punti, attraverso contrattazione collettiva e leva fiscale, ad abbassare il livello degli affitti privati e aumentare l’offerta; una dotazione finanziaria certa e continuativa per permettere programmazione degli interventi e sostegno diretto agli inquilini in difficoltà. E’ quanto chiedono Cgil e Sunia Toscana, per ovviare a una situazione che vede 22mila famiglie collocate nelle graduatorie comunali in attesa dell’assegnazione di una casa popolare, con solo il 5% che secondo le stime del sindacato troverà una risposta abitativa pubblica nel corso dei prossimi 5 anni.
La richiesta di Cgil e Sunia arriva a commento dei dati del ministero dell’interno secondo cui in Toscana nel 2018 si registra un calo per gli sfratti eseguiti con forza pubblica (19%), per quello che riguarda gli sfratti in corso (meno 20%), e per quello che riguarda le richieste di sfratto (meno 10%): le convalide di sfratto in attesa di esecuzione sono 3.848 in tutto, e sono 12mila le famiglie toscane in attesa dello sfratto con forza pubblica.

Leggi: Toscana 24, Il Sole 24 Ore, 10/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Erp Lucca, via libera a interventi di manutenzione in 172 alloggi popolari

Via libera dalla Giunta regionale ad interventi di manutenzione straordinaria su 172 alloggi di edilizia popolare nella provincia di Lucca. Con una delibera proposta dall’assessore alla casa Vincenzo Ceccarelli, l’amministrazione regionale ha approvato il piano di interventi proposto dal Lode di Lucca per riutilizzare – sulla base di quanto previsto dalle norme regionali – i proventi della gestione e delle cessioni del patrimonio di edilizia pubblica del Lode.
L’importo complessivo dei lavori autorizzati è stimato in 2.776.478 euro. Gli interventi si concentreranno principalmente sul complesso di via Lenci a Viareggio (ben 126 alloggi dei 172 complessivi sui quali si andrà ad intervenire, per un valore di 2.070.000 euro). Il resto delle risorse (706.478 euro) saranno utilizzate per varie interventi di vari Comuni della lucchesia.

Leggi: Toscana Notizie, 10/09/2019


IN AGENDA:

Lecce, incontro Auser, Spi e Cgil sull’invecchiamento attivo
Si terranno a Lecce dal 20 al 22 settembre le Giornate del Lavoro organizzate dalla Cgil, nell’ambito di questa iniziativa il giorno 20 alle ore 10 presso il Teatro Apollo, incontro sul tema “Il Welfare da ripensare, necessità e opportunità in una società che invecchia”. Partecipano Enzo Costa presidente nazionale Auser, Ivan Pedretti segretario generale Spi Cgil, Maurizio Landini segretario generale Cgil e Maria Cecilia Guerra economista Università di Modena

Leggi: Auser


Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

Leggi: Rete Caad


“Territorio del welfare”, la XII Conferenza Espanet, a Urbino

La conferenza, che si terrà dal 19 al 21 settembre a Urbino, affronterà le trasformazioni politico-sociali recenti che stanno incidendo in modo significativo sul welfare. La presa di forza di movimenti identitari, populisti e sovranisti può contribuire a forme di welfare sciovinismo. Si può assistere a spirali di esclusione di soggetti “marginali”, a forme di colpevolizzazione di diverse tipologie di soggetti svantaggiati, alla disintegrazione di alcune forme di protezione, all’abbandono selettivo delle politiche sociali con l’incremento delle diseguaglianze.

Leggi: Espanet Italia


19 al 21 settembre all’Università Pontificia Salesiana di Roma – Seconda Conferenza Internazionale sulle tecnologie assistive
Sono quell’insieme di innovazioni tecnologiche, inizialmente concepite per altri scopi – comprese le applicazioni degli smartphone o dei tablet o ancora la domotica o la robotica – che rappresentano una risorsa fondamentale in grado di rimuovere ostacoli e produrre facilitazioni nel complesso rapporto delle persone con disabilità plurime con l’ambiente circostante: si parla delle tecnologie assistive, che saranno al centro della seconda Conferenza Internazionale sulle Tecnologie Assistive e la Disabilità (ATAD
Vale ancora una volta la pena ricordare che cosa si intenda quando si parla di tecnologie assistive e disabilità. In sintesi, utilizzando la definizione che ne dà la Lega del Filo d’Oro, si tratta «dell’insieme di innovazioni tecnologiche, inizialmente concepite per altri scopi – comprese le applicazioni degli smartphone o dei tablet o ancora la domotica o la robotica – che rappresentano una risorsa fondamentale in grado di rimuovere ostacoli e produrre facilitazioni nel complesso rapporto delle persone con disabilità plurime con l’ambiente circostante. E nel caso delle condizioni di gravi disabilità, esse possono divenire uno strumento indispensabile per favorire l’indipendenza, l’autodeterminazione e una migliore qualità di vita».

Leggi: Superando


 25 settembre 2019 – Il Futuro del settore Long Term Care: prospettive dai servizi, dai gestori e dalle policy regionali – Aula Magna, Via Gobbi 5 – Milano

Quali fenomeni considerare per riflettere sul futuro del settore Long Term Care?
I bisogni degli anziani stanno cambiando e sempre più si pone attenzione ai temi della silver economy oltre che a quelli assistenziali.
Nuovi attori si affacciano sulla scena, ad esempio con polizze LTC, con un potenziale impatto sui servizi tradizionali residenziali e domiciliari. I gestori sono promotori di innovazioni anche tecnologiche. I soggetti pubblici sono impegnati in una intensa attività di regolamentazione e innovazione del settore.
Questi sono i temi che verranno presentati durante il convegno e nel Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care.

Leggi: Sda Bocconi


 Stare bene, stare insieme. Dal 2 al 3 ottobre la Festa nazionale di LiberEtà a Trani.

Dal 2 al 3 ottobre il Sindacato Pensionati Cgil sarà a Trani per la Festa nazionale di LiberEtà, dal titolo “Stare bene, stare insieme”.
Si comincia il 2 ottobre alle ore 12 alla Biblioteca comunale “Gianni Bovio” per i saluti alla cità, cui parteciperanno il sindaco di Trani Amedeo Bottaro, Gianni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia e Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil nazionale.
Si prosegue nel pomeriggio, alle ore 17, con lo spettacolo dei Premi LiberEtà 2019 presso il Cinema Impero. La premiazione, condotta da Neri Marcorè, vedrà fra gli altri la partecipazione di Phaim Bhuiyan, interprete e regista del film Bangla, Natalia Cangi, Direttrice dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve S. Stefano, lo sceneggiatore Salvatore De Mola e Antonio Massarutto, docente dell’Università di Udine.
La giornata si concluderà alle ore 21 in Piazza Quercia con lo spettacolo di Neri Marcorè “Le mie canzoni altrui”.

Leggi: Spi-Cgil


Festival delle Città. A Roma, dal 1 al 4 ottobre 2019
Mobilità sostenibile, smart city, misurazione del BES negli strumenti della programmazione economica degli enti locali, sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030. Sono questi alcuni temi al centro del ‘Festival delle città’, promosso e organizzato da ALI, in programma dall’1 al 4 ottobre a Roma nella suggestiva cornice del complesso di San Salvatore in Lauro in Piazza San Salvatore in Lauro. Seguiranno aggiornamenti sul programma della manifestazione e sulle modalità di partecipazione.

Leggi: Legautonomie


10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

Leggi: Forum della Leopolda


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel.

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Stop all’invecchiamento”. I test che riportano indietro l’orologio biologico

Elisir di lunga vita. La ricerca punta a rallentare il più possibile il processo di invecchiamento e, forse, un giorno, a invertirlo. Un esempio è la ricerca su «Aging Cell» della University of California. Gli autori sono riusciti a «manomettere» l’età biologica delle cellule di un gruppo di volontari sottoposti ad un trattamento farmacologico: alla base c’erano ormoni della crescita e farmaci anti-diabetici. Un risultato importante – la dimostrazione che è possibile agire farmacologicamente sull’orologio biologico cellulare – ma che lascia ancora aperti dei dubbi sulla reale efficacia dell’esperimento. Nel rattempo anche diverse «Pharma» lavorano in questa direzione. E’ il caso di resTORbio, azienda che sta testando un farmaco utilizzato come immunosoppressore nei trapianti di organo su un gruppo di anziani: l’obiettivo è valutarne il potenziale anti-invecchiamento. Hackerare la biologia. E’ noto che la data di nascita sulla nostra carta di identità può non corrispondere a quella biologica. La chiave per interpretare questo sfasamento sta nell’epigenoma, l’insieme delle modificazioni chimiche e strutturali imposte dall’ambiente al Dna. E’ lui – con le sue metamorfosi – la «cartina tornasole» dell’età biologica.

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Persone anziane e digitale

Intervista a Arianna Poli  psicologa, dottoranda di ricerca alla Division Ageing and Social Change (ASC), Linköping University, Svezia. Gran parte della sua attività di ricerca si concentra su disuguaglianze ed esclusione in età anziana, principalmente in relazione ai processi di trasformazione digitale nella fornitura di servizi. Nella sua tesi di dottorato si focalizza sull’utilizzo delle nuove tecnologie nell’offerta dei servizi sanitari, nell’ambito di un progetto finanziato dallo Swedish Research Council for Health, Working Life and Welfare (FORTE). Prima dei suoi studi in Svezia, ha collaborato con l’Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani (INRCA), Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, all’interno del progetto Europeo INNOVAGE con focus su nuove tecnologie a supporto di familiari caregiver di anziani.
1) Rispetto al tema delle tecnologie, quali sono le principali differenze di approccio di intervento che hai riscontrato da parte delle diverse nazioni dell’UE? Puoi approfondire qualcuna?
In termini di accesso ad internet i numeri UE sono incoraggianti. Nel 2018 piu’ dell’80% degli Europei aveva regolare accesso ad Internet, seppure con una certa variazione tra i Paesi. Tuttavia, la quota di coloro che non hanno mai usato Internet e’ ancora importante soprattutto tra gli anziani. Nel 2018 i dati Eurostat riportano che il 37% degli individui tra 65 e 74 anni non aveva mai avuto accesso ad Internet. E’ importante riflettere sulle implicazioni di questo dato, soprattutto in riferimento alla progressiva digitalizzazione dei servizi anche pubblici al cittadino.
Dall’altro lato ci sono elementi individuali e di contesto che influenzano il successo nell’implementazione di tecnologie rendendolo anche un possibile strumento a supporto della popolazione anziana per l’invecchiamento sano e attivo.

Leggi: Abitare Sociale


Le tariffe delle Residenze sanitarie assistenziali

In Italia non esiste un sistema unitario per determinare le tariffe dell’assistenza residenziale rivolta agli anziani e le regioni si sono organizzate adottando modalità proprie. Il contributo di Franco Pesaresi cerca di fare luce su questo importante aspetto offrendo un quadro analitico dei diversi sistemi di tariffazione utilizzati e degli importi applicati, corredato da riflessioni orientate al miglioramento della qualità del servizio e all’utilizzo ottimale delle risorse.
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi (AN) e Network Non Autosufficienza)
Come per le Residenze protette rivolte agli anziani, anche per le Residenze sanitarie assistenziali i sistemi di tariffazione adottati e/o gli importi applicati cambiano da una regione all’altra, con ricadute significative sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità delle prestazioni erogate.
I sistemi di tariffazione delle prestazioni residenziali per anziani
I sistemi tariffari usati in Italia nel settore dell’assistenza residenziale per anziani sono due:
• la tariffa per giornata di degenza;
• la tariffa giornaliera per caso trattato.
Ambedue sono tariffe giornaliere dato che nelle strutture residenziali la durata del ricovero è prolungata e variabile per cui il parametro temporale di identificazione della prestazione non potrà essere quello dell’episodio di ricovero, come avviene in ospedale, ma quello della giornata di assistenza.
La tariffa per giornata di degenza è il sistema più semplice ed il più usato in Italia. Esso prevede una tariffa uguale per tutti indipendentemente dalla condizioni e dalle necessità assistenziali del paziente. Per questa ragione è considerato il sistema più approssimativo.

Leggi: I Luoghi della Cura


Istituzioni pubbliche e innovazione sociale, un rapporto difficile

La condivisione di funzioni e la creazione di reti miste profit-non profit ha contribuito ad accrescere efficacia ed efficienza dei sistemi di welfare e a diversificare i servizi. Ciò ha implicato anche un cambiamento culturale nelle amministrazioni
Il testo che segue è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione “Tema” del n. 1/2019 della Rivista delle Politiche Sociali. Questo è invece il link alla rubrica che Rassegna dedica alla pubblicazione
Non raramente le istituzioni pubbliche vengono considerate un ostacolo ai processi di innovazione – specie le amministrazioni centrali –, mentre si assume che le amministrazioni locali e il Terzo settore siano più capaci di promuovere innovazione sociale grazie alla prossimità ai cittadini, che consentirebbe di individuare problemi e soluzioni e di attivare risorse e reti sociali per farvi fronte.
La critica al funzionamento del settore pubblico ha avviato ormai da diversi decenni un processo di profonda riconfigurazione del welfare, pur con differenze profonde tra contesti nazionali e locali. In primo luogo, sono state introdotte misure di razionalizzazione amministrativa e coordinamento tra organizzazioni e settori e/o fusioni di diversi ambiti di policy (vedi sportelli per il lavoro e per l’assistenza sociale).
Le pubbliche amministrazioni si sono riorganizzate, anche riducendo il pubblico impiego, i costi dei servizi e la spesa pubblica. Le riforme improntate al cosiddetto new public management hanno teso a migliorare l’efficienza e controllare i costi, per esempio esternalizzando alcune funzioni. Al contempo, nuove modalità di intervento – come l’attivazione o l’empowerment – sono state introdotte non solo per contrastare le “trappole” della dipendenza dal welfare, ma anche per sviluppare forme di cittadinanza sociale più partecipata.

Leggi: Rassegna Sindacale


La gestione dell’anziano fragile in un reparto di medicina con attenzione alla dimissione

La geriatria e la gerontologia hanno sviluppato negli anni il corpus scientifico (paradigmi, principi, lessico standard di riferimento: il “Canone geriatrico”) da cui devono trarre ispirazione e al quale devono attenersi le azioni per la cura dell’anziano. Questo articolo ha la finalità di descrivere, in modo sistematico, gli atti di cura del paziente anziano (la gestione) in ambiente ospedaliero relativamente al canone geriatrico: determinanti della salute dell’anziano, malattie e loro co-presenza, fragilità, disabilità, “burden of diseases” e complessità, valutazione multidimensionale, appropriatezza dei processi diagnostico-terapeutici, aspettative e del paziente e dei familiari, outcome raggiungibili durante il ricovero, dimissione, aspetti sociali ed extraclinici in grado di condizionare la traiettoria di salute.
di Renzo Rozzini (Direttore del Dipartimento di Geriatria della Fondazione Poliambulanza-Istituto Ospedaliero Brescia)
“Anche se non pretendo di essere una specialista in geriatria, sono stata per anni molto interessata al problema dell’invecchiamento; oggi ritengo che solo il riconoscimento di una specializzazione medica specifica potrà affrontare il problema della cura dei pazienti anziani in modo appropriato. Solo in tempi relativamente recenti la pediatria è stata riconosciuta come specialità autonoma e per questo apprezzata: quando ero studente i bambini venivano ricoverati in reparti per adulti (non c’erano reparti a loro riservati), ritenendo che medici internisti e infermieri avessero competenza più che sufficiente per la loro cura. Oggi lo stesso atteggiamento vale nella cura degli anziani: il risultato è che l’attenzione loro riservata negli ospedali (priva di conoscenze specifiche) è nella maggior parte dei casi scadente e, ugualmente inadatta, quella erogata nei cronicari, privi di qualsiasi armamentario per la diagnosi, di strumenti per la ricerca e per terapia… Con questi punti in mente e, con la consapevolezza che il problema della cura degli anziani è destinato a crescere negli anni a venire, non posso che sostenere con forza l’inclusione della geriatria nel curriculum dello studente di medicina”.

Leggi: I Luoghi della Cura


Un’agenda sociale per il nuovo governo

Il governo giallorosso si troverà ad affrontare diverse sfide di ordine sociale oltre a quelle – pur decisive e di cui si parla prevalentemente – di rilancio delle imprese, degli investimenti e dell’occupazione. Esse andranno considerate con la stessa determinazione e lungimiranza, perché non esiste un prima e un dopo tra sviluppo e coesione. Ecco in sintesi alcune (non certo esaustive) priorità sociali.
Assegno unico per i figli, per sfidare l’inverno demografico attraverso uno strumento semplice, continuativo, equo e maggiormente dotato rispetto a quelli (complicati, saltuari, iniqui e di valore limitato) oggi previsti. Sull’assegno unico per i figli (ho presentato un disegno di legge nel 2014, rilanciato da tutto il PD nel 2018) oggi si riscontra una quasi totale convergenza dei partiti, delle associazioni e dei sindacati. La volontà politica dunque c’è, ma gli va data priorità. Inoltre, si dovrebbe semplificare il sistema di sostegni per l’infanzia e l’adolescenza, attraverso una dote unica spendibile per servizi.

Leggi: Welforum


Anziani fragili e gestione della quotidianità

L’invecchiamento della popolazione pone grandi sfide al nostro sistema di welfare che continua a fare affidamento sulle famiglie. Queste hanno un ruolo fondamentale nel sostenere gli anziani fragili che vivono al proprio domicilio, nella gestione della quotidianità. I recenti cambiamenti demografici e culturali richiedono però di organizzare nuove modalità di risposta che, sfruttando le risorse territoriali formali e informali, sappiano intessere reti comunitarie di sostegno più fitte e responsabili.
di Ester Gubert (Istituto di ricerca Euricse)
La gestione della quotidianità può risultare difficoltosa con l’avanzare dell’età e con l’insorgere di limitazioni funzionali nello svolgimento di semplici attività di tutti i giorni. Sebbene si tratti di bisogni leggeri, la loro soddisfazione incide notevolmente sulla qualità di vita degli anziani fragili e sulla possibilità di invecchiare a casa propria in sicurezza. Se da una parte le risposte a titolarità pubblica hanno totalmente perso la funzione preventivo-promozionale che aveva incentivato l’attivazione degli interventi sociali a domicilio, dall’altra il sostegno informale fornito dalla famiglia non è sempre garantito.
Invecchiamento e limitazioni funzionali
Per la prima volta nella storia dell’uomo, la vecchiaia è un’età della vita potenzialmente accessibile a tutti. Se da una parte la longevità può essere considerata una conquista sociale, perché frutto del progresso economico e sanitario, dall’altra pone delle grandi sfide ai sistemi di welfare attuali per l’aumento delle persone a rischio di perdita di autonomia e salute (Giunco, 2014). L’Italia, in particolare, vanta una delle maggiori percentuali di anziani in Europa, (nel 2018 il 22,6%) sia per una netta diminuzione della natalità che per un repentino aumento della speranza di vita media che per le donne supera gli 85 anni e per gli uomini gli 801(ISTAT, 2018a).

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L’amministrazione di sostegno e il servizio di protezione giuridica

L’esperienza dell’Ambito Territoriale Sociale di Pesaro
Angela Genova, Elena Cesaroni, Marina Vagnini, Roberto Drago
“L’amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Gli anziani e i disabili, ma anche gli alcolisti, i tossicodipendenti, le persone detenute, i malati terminali possono ottenere, anche in previsione di una propria eventuale futura incapacità, che il giudice tutelare nomini una persona che abbia cura della loro persona e del loro patrimonio” (Ministero della Giustizia, 2019).
L’introduzione della figura dell’amministratore di sostegno nel nostro ordinamento giuridico rappresenta un aggiornamento importante che ridisegna la condizione delle persone in condizione di fragilità nel rispetto dei loro diritti. La legge n.6 del 2004, infatti, affianca alle misure dell’interdizione e dell’inabilitazione, dal carattere fortemente coercitivo, quella dell’amministratore di sostegno. Cambia, quindi, il paradigma interpretativo: non più limitazione delle libertà e sostituzione da parte di un soggetto nei confronti di chi viene considerato non capace di poter gestire le proprie risorse e le proprie scelte; ma sostegno alla capacità di scelta e minor limitazione possibile della libertà (Cendon Rossi 2009).

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Una risposta alla solitudine: la città amica della persona con demenza

La “città amica” legge e comprende il bisogno nelle strade e nelle case, diventa accogliente, combatte la solitudine, sa essere comprensiva di atteggiamenti che in altre circostanze sarebbero inaccettabili, offre supporto nelle difficoltà, previene la crisi all’interno delle famiglie che, talvolta, porta alla rottura del sistema delle cure. Non è un progetto ma un cambiamento culturale che, partendo dal singolo, trasforma la comunità.
di Manuela Berardinelli (Presidente dell’Associazione Nazionale Alzheimer Uniti Italia)
Che cosa è la città amica della persona con demenza? E’ una città che rende reale il principio dell’accoglienza a tutti i livelli, soprattutto verso i più fragili come sono le persone affette dalla malattia di Alzheimer o da altro tipo di demenza. Una comunità dove ogni cittadino è “preparato” a conoscere e sostenere le persone malate e le famiglie. Il luogo dove la normalità reale è un concetto alla portata di tutti, dove ogni cittadino si impegna a cadenzare, senza profonde modifiche, i suoi ritmi di vita, la quotidianità di chi non può più ricordare, costruendo ponti tra la persona ed il suo ambiente vitale, quasi una protesi che sostituisca quanto è stato cancellato dalla malattia. Un impegno che, senza stravolgere in modo sostanziale le abitudini, si prefigge di realizzare intorno alle persone affette da demenza un’atmosfera di particolare attenzione, che tenga conto delle sue fragilità e abbia una consapevole comprensione verso le sue differenti capacità.  Una città che crea le condizioni affinché ciascuno, indipendentemente dal suo stato di salute o dall’età, possa essere incluso nelle varie attività.
La “città amica” sa leggere e comprendere il bisogno nelle strade e nelle case, combatte la solitudine, comprende, accoglie, offre supporto nelle difficoltà, non ha reazioni di ilarità o irritazione di fronte alla diversità di comportamenti.

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SEGNALAZIONI:

Inps: precisazioni sull’ISEE

In un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale il 12 settembre scorso, l’Inps ricorda che le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU), finalizzate alla determinazione dell’ISEE, presentate nel 2019 successivamente al 1° settembre, avranno validità dalla data di presentazione fino al 31 dicembre 2019. Per la loro elaborazione, saranno presi a riferimento i redditi percepiti nel 2017 e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2018.
Questo per effetto delle modifiche introdotte dal d.l. 101 del 3 settembre 2019 al cosiddetto Decreto crescita (d.l. 30/4/2019, convertito dalla l. 58 del 28/6/2019), che a sua volta aveva modificato la disciplina del d.lgs. 147 del 15/9/2017.
A partire dal prossimo anno, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

Leggi: Inca


Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher

Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


Previdenza: attacco informatico al portale Inps

L’Istituto lancia allarme per false email via PEC
L’INPS informa i cittadini che si sono verificati nuovi tentativi fraudolenti attraverso l’invio di email con contenuti apparentemente attribuibili all’Istituto. Nello specifico le segnalazioni pervenute riferiscono di una email, inviata attraverso diversi indirizzi di posta certificata (PEC) non appartenenti all’Istituto, che avvisa di presunte irregolarità nel versamento di contributi.
Il testo della email si conclude con l’invito a cliccare su un link per accedere al dettaglio delle dichiarate irregolarità dal quale non si accede, in realtà, a nessun indirizzo ufficiale dell’INPS. Anzi è possibile che il link rimandi a un qualche sito dal quale verrebbe automaticamente scaricato del software maligno (malware) pertanto si consiglia di non cliccare sul link che compare nella email.
L’Istituto ricorda a tutti i cittadini di non dare seguito a richieste ambigue che arrivino via email e che l’unico link per accedere alle informazioni, ai servizi e alle prestazioni dell’Istituto è: www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx. Gli elenchi degli indirizzi di PEC utilizzati dalle strutture INPS sono disponibili sul Portale.

Leggi: Inca


Decreto crescita – Pensioni di inabilità per ex esposti amianto

Il beneficio della pensione di inabilità per i lavoratori affetti da determinati tipologie di mesoteliomi determinati da esposizione all’amianto è stato introdotto dall’art. 1 comma 250 della legge 232/2016 (Bilancio 2017). Si tratta di una particolare forma di inabilità riconoscibile con almeno 5 anni di contributi nella vita lavorativa.  L’art. 41 bis della legge 58/2019 estende tale tipologia di pensione ai soggetti che a qualsiasi titolo abbiano contratto una malattia professionale riconducibile all’amianto che sia stata riconosciuta dall’INAIL.
Tuttavia, avverte il sindacato, nonostante le modifiche normative, restano in piedi tutte le criticità legate a questo tipo di beneficio che, paradossalmente, nell’interpretazione ministeriale, non è compatibile con la rendita INAIL ottenuta per la malattia correlata all’amianto né è cumulabile con la maggiorazione dell’anzianità contributiva riconosciuta per i periodi di esposizione all’amianto.

Leggi: Inca


Assegno per il nucleo familiare (ANF) – Charimenti Inps per il calcolo del reddito familiare

A seguito delle richieste pervenute all’INPS in merito alla corretta indicazione dei redditi percepiti dal nucleo familiare ai fini della domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), l’Istituto fornisce chiarimenti in materia con il messaggio 18 luglio 2019, n. 2767.
I chiarimenti riguardano, nel dettaglio, la disciplina delle somme percepite come sostegno alla natalità e trattamenti di famiglia nel calcolo del reddito familiare ai fini della richiesta dell’ANF da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo.
Le prestazioni di interesse sono:
il Premio alla nascita;
l’Assegno di natalità (c.d. bonus bebè);
il Reddito di garanzia, il Contributo famiglie numerose e l’Assegno regionale per il nucleo familiare, previsti per la Regione autonoma Trentino – Alto Adige.
Questi contributi e prestazioni sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo e, pertanto, non sono da considerare ai fini della verifica del requisito reddituale valido per il diritto e la misura dell’ANF.

Leggi: Inca

 

 

 

NEWS:

martedì 10 settembre 2019
Il sociale nelle linee di indirizzo del governo Conte bis

Disuguaglianze e diritti, famiglia e disabilità, giovani, politiche migratorie e casa sono, oltre a crescita, ambiente e lavoro, i principali punti di attenzione del programma del nuovo governo giallorosso, che ha tutte le carte in regola per essere un governo di stampo sociale. È tuttavia ancora troppo presto per sentenze e ogni tipo di giudizio, positivo o negativo che sia, risulterebbe affrettato e superficiale; tutto dipenderà da se, come e quando tali linee di indirizzo verranno effettivamente declinate. Ad ogni modo, i presupposti di partenza sembrano buoni: dei 29 punti del programma esecutivo, reso ufficialmente noto il 4 settembre scorso, in almeno 7 si legge di welfare e politiche sociali. Infatti, fin dal principio, le linee programmatiche recitano: “con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: […] le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, […] l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e per il welfare” (punto 1).

Leggi: Welforum, 10/09/2019


lunedì 9 settembre 2019
Borghesi (Nidil), occorre dare prospettiva previdenziale ai giovani

Il forum in redazione con Andrea BorghesiIl forum in redazione con Andrea Borghesi
“Il lavoro precario, le basse retribuzioni, lo stesso part time abbassano la pensione dei giovani. Con il sistema contributivo quanto si versa soprattutto all’inizio della carriera lavorativa è fondamentale per avere pensioni dignitose. La lotta alla precarietà e per salari più alti significa anche dare una prospettiva previdenziale alle giovani generazioni”. A dirlo è il segretario generale del Nidil Cgil Andrea Borghesi, intervenendo a Matera alla manifestazione “Liberiamo il futuro”. Per l’esponente sindacale tra le priorità da affrontare c’è quella “del riconoscimento della contribuzione ai lavoratori della gestione separata, nello specifico i collaboratori in caso di mancato versamento del datore di lavoro. A differenza di quanto avviene per i lavoratori dipendenti, in caso di mancata contribuzione da parte del committente il collaboratore non vede accreditati i contributi previdenziali per quel periodo. Siamo all’assurdo: oltre a non avere i contributi per la pensione, il lavoratore non può neanche avere prestazioni quali la malattia, la disoccupazione, gli assegni familiari”. Infine, per i collaboratori si crea il paradosso di versare all’Inps una quota di contributi dell’11,41 per cento, maggiore di quella che versano mediamente i lavoratori dipendenti, pari al 9,19 per cento, ma di avere in cambio prestazioni inferiori sul versante assistenziale”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 09/09/2019


giovedì 5 settembre 2019
Trecastagni, chiusa casa di riposo “fantasma”: farmaci scaduti agli anziani

I carabinieri hanno scoperto che una delle due sedi di una società, che gestiva le strutture, presentava una serie di irregolarità
Una sede distaccata di una casa famiglia per anziani aperta senza la prevista autorizzazione del Comune è stata scoperta da carabinieri di Trecastagni, coadiuvati da colleghi del Nil e del Nas di Catania e da personale dell’Asp. La società, che ha due sedi, deteneva per la somministrazione confezioni di medicinali scaduti, aveva due lavoratori «in nero» e 4 irregolari e omesso la comunicazione telematica sulla presenza di 13 anziani, 4 dei quali ospitati nella struttura abusiva e altre irregolarità amministrative.
Le confezioni di farmaci scaduti sono state sequestrate, mentre sono state elevate ammende e sanzioni amministrative per un valore complessivo di 23.500 euro e recuperati contributi e premi assicurativi per 3.200 euro. La titolare della casa famiglia, una 60enne, che è stata denunciata, dovrà provvedere a proprie spese al trasferimento dei quattro anziani in una struttura autorizzata perché per quella abusiva è stata disposta la sospensione dell’attività.

Leggi: La Sicilia, 05/09/2019


giovedì 5 settembre 2019
L’edilizia residenziale pubblica torna tra le priorità di governo

Tra i 29 punti del programma del nuovo esecutivo M5S-Pd anche la revisione delle concessioni autostradali, la ricostruzione post-sisma e la messa in sicurezza del territorio
Potenziamento del piano nazionale di edilizia scolastica, investimenti “mirati” su nuove infrastrutture da realizzare, «massima priorità» alla messa in sicurezza del territorio, accelerazione della ricostruzione post sisma, revisione delle concessioni autostradali e infine, un «piano di edilizia residenziale pubblica» da realizzare attraverso la riqualificazione del patrimonio esistente.
Sono tra le azioni di governo che figurano tra i 29 punti del programma del nuovo governo M5S-Pd. Come è noto, il nuovo titolare del ministero delle Infrastrutture è Paola De Micheli (Pd), già commissaria di governo alla ricostruzione post-sisma.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 05/09/2019


lunedì 2 settembre 2019
Gli spaesati. Tre anni dopo nelle zone del terremoto del centro Italia

Sono passati tre anni dal terremoto che ha sconvolto il centro Italia nel 2016. Tre anni in cui il tempo sembra essersi fermato. Perché molto, moltissimo, resta ancora da fare per le popolazioni colpite. Abitanti di tanti piccoli centri e borghi, tra i più belli d’Italia. Abitanti rimasti senza casa, senza negozi, senza bestie. Un centro Italia fatto di piccole cose, di pastori, di montagne, di quotidianità. Spezzato all’improvviso.
Nel frattempo la terra ha ricominciato a tremare, più e più volte. L’ultima volta ieri, domenica 1° settembre. Ancora una volta. L’epicentro è stato registrato a 4 km di distanza da Norcia, 13 da Arquata del Tronto e 14 da Accumuli. Per fortuna nessun danno a cose o persone.
Anche per la situazione di criticità permanente che vivono le regioni del centro Italia, è ancora necessario parlare di quelle zone. C’è ancora bisogno di raccontare ancora l’Italia delle pieghe nascoste che esisteva anche prima del terremoto ma che, dopo il sisma, è diventata evidente, è venuta alla luce. Lo facciamo sabato 7 settembre in un piccolo comune in provincia de L’Aquila, Montereale, con un reportage di straordinaria bellezza dal titolo “Gli spaesati”, dello scrittore Angelo Ferracuti e del fotografo Giovanni Marrozzini. La casa editrice LiberEtà lo ha pubblicato un anno fa. E ancora oggi quel libro ci parla. Parla di ciò che resta da fare, parla dello stato di abbandono in cui tanti piccoli centri sono stati lasciati dopo il sisma e della condizione di isolamento in cui vivevano anche prima che il terremoto sconvolgesse le vite di tanti. Un’Italia nascosta e remota, un’Italia periferica, lontana dalle grandi città, vittima di un processo inesorabile di spopolamento.

Leggi: Liberetà, 02/09/2019


DALLE REGIONI:

martedì 10 settembre 2019
Sfratti, a Firenze 3.500 richieste di esecuzioni nel 2018

Il Sunia: “Città d’arte e turistiche sono maggiormente interessate dal problema degli affitti indirizzati ormai al turismo”
Il Ministero dell’Interno ha pubblicato a luglio scorso gli ultimi dati sugli sfratti di immobili ad uso abitativo, confermando la forte emergenza legata al settore. Il dato che si evince dai numeri che riguardano la Toscana, ha spiegato il Sunia, è quello di un fenomeno che si estende a tutti i comuni delle province, in particolare nelle aree dove la crisi economica e il numero di licenziamenti e cassa integrazione si sono fatti sentire con maggiore drammaticità. Ma soprattutto nelle città d’arte e turistiche, interessate dal problema degli affitti indirizzati ormai al turismo. I dati sono relativi all’anno 2018.
Firenze e provincia, prima città, con 1015 nuove convalide di sfratto, 3494 richieste di esecuzione, 715 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Sono in diminuzione del 9% i provvedimenti esecutivi, come le esecuzioni con forza pubblica (meno del 17,72%). Empoli continua ad essere la città toscana con più espropri immobiliari in rapporto al numero di abitanti.

Leggi: Redattore Sociale, 10/09/2019


martedì 10 settembre 2019
In Sicilia è emergenza sfratti. Il record spetta a Palermo

Il record negativo spetta alla provincia di Palermo, dove gli sfratti sono stati l’anno scorso ben 1.510. Punta dell’iceberg di un fenomeno che in Sicilia continua ad avere numeri da emergenza sociale.
Sono stati 2.275 gli sfratti portati a termine nel corso del 2018. Mentre molte di più, ben 7.233, sono state le richieste di sfratto forzato avanzate nello stesso periodo. Sono numeri, elaborati dal Sunia su dati ufficiali del ministero dell’Interno, che provocano un appello del sindacato degli inquilini per mettere in campo politiche abitative che permettano di superare la crisi in cui sono piombate migliaia di famiglia e per realizzare più case popolari in modo da abbassare i costi passando dagli affitti versati ai privati ai canoni verso gli Iacp.
«Nella nostra Regione gli sfratti non rappresentano più un’emergenza – è l’analisi di Giusy Milazzo, segretario del Sunia – ma costituiscono un dato strutturale, epifenomeno di un profondo disagio abitativo che resta senza risposte».

Leggi: Tp24, 10/09/2019


martedì 10 settembre 2019
Chiediamo attenzione per gli anziani, per i casi sociali, per le persone diversamente abili

Assemblea pubblica a Polesella (Rovigo) per discutere della nuova Legge che ha modificato le norme sull’assegnazione degli alloggi popolari e i relativi canoni. Hanno partecipato il sindaco Leonardo Raito e il consigliere regionale Graziano Azzalin
Ha avuto una buona partecipazione l’assemblea pubblica sugli effetti della Legge Regionale 39/2017 sull’edilizia residenziale pubblica tenuta a Polesella lunedì 9 settembre alle ore 18.00 e organizzata dal Comune di Polesella in collaborazione con il gruppo regionale del Partito Democratico. In Sala Agostiniani l’intervento di apertura è stato effettuato dal sindaco Leonardo Raito che ha introdotto l’incontro. “La legge regionale, se anche era sorta con lo scopo nobile di scoprire persone che alloggiano in case popolari senza averne titolo – ha detto Raito, – poi ha manifestato i suoi effetti iniqui colpendo, in modo quasi indiscriminato, tante persone e tante famiglie di persone oneste e che tutto sono salvo persone che vogliono sfruttare un vantaggio senza averne titolo”. Il sindaco ha poi evidenziato il lavoro svolto dall’amministrazione: “sono mesi che la porta del Comune è aperta per tutti coloro che hanno voluto presentarci i casi di difficoltà seguiti all’applicazione della nuova norma. Li abbiamo raccolti, documentati, segnalati ad Ater e a Regione, in attesa dei tavoli tecnici che auspichiamo chiariscano le situazioni che rischiano di tradursi in autentici drammi sociali”.

Leggi: Rovigo Oggi, 10/09/2019


lunedì 9 settembre 2019
Savona, sei mesi di attesa per un posto nelle residenze protette, 3 mesi nelle Rsa

Sei mesi d’attesa. È questa la media dei giorni che una famiglia deve aspettare per trovare un posto nelle Residenze protette savonesi, accreditate dall’Asl 2, strutture destinate agli anziani non più in grado di restare in casa propria. Un disagio notevole, e non è l’unico. Nelle settimane centrali estive anche per quanto riguarda i letti interamente a carico delle famiglie, e quindi senza la partecipazione dell’azienda sanitaria, (per le quali si pagano cifre che raggiungono i tremila euro mensili), a molti è stato impossibile trovare un posto nell’immediato. A segnalarlo sono state diverse famiglie. «Siamo riusciti a tamponare la mancanza dei posti letto ricorrendo ad un’ala della Vada Sabatia, chiusa da tempo, che è stata accreditata dalla Regione su nostra richiesta – spiega Maurizio Modenesi, direttore socio sanitario dell’Asl 2- Nella provincia savonese abbiamo, in totale, 319 posti letto per le Rsa; 108 per le situazioni post acute, quindi destinate agli anziani che recuperano dopo i ricoveri; 111 per il mantenimento e 25 per i soggetti affetti da Alzheimer». La situazione peggiore riguarda le Rp (residenze protette) per il mantenimento, quindi per gli anziani che difficilmente torneranno a casa. Circa 500 i nomi in lista, per un’attesa di 6 mesi in media. Migliore la situazione nelle Rsa: 3 mesi d’attesa (in lista circa 150 persone). I numeri cambiano per il cosiddetto “post acuto”, ossia le fasi transitorie, successive a un ricovero, quindi con valenza riabilitativa.

Leggi: La Stampa, 09/09/2019


lunedì 9 settembre 2019
«Epg non può scaricare sugli assegnatari le proprie inefficienze»

«L’Edilizia pubblica grossetana non può scaricare sugli inquilini assegnatari di un appartamento le inefficienze della società privata, a cui lo stesso istituto dice di aver assegnato la consegna delle lettere che chiedevano la presentazione della documentazione biennale sui redditi».
È netta la posizione di Antonio Terribile, segretario provinciale del Sunia, il sindacato degli inquilini che aderisce alla Cgil. Terribile si riferisce alla nota dell’istituto pubblicata ieri.
«Non sappiamo se l’Epg ha fatto un secondo invio di lettere come sostiene. Sta di fatto che in molte zone della provincia, in modo particolare a nord e a sud, moltissimi degli oltre 3.000 assegnatari non hanno ancora ricevuto la lettera che ogni due anni chiede loro la presentazione dei documenti attestanti il reddito. Cosa tanto più grave in quanto da quest’anno, in base alla nuova legge regionale, gli inquilini, insieme alla dichiarazione dei redditi 2018, dovranno consegnare il modulo Dsu e allegare il modello Ise/Isee, che deve essere prima richiesto ai Caf. Il Sunia-Cgil, nello spirito di collaborazione che ne contraddistingue l’operato, ha segnalato il problema all’Epg sin da giugno.

Leggi: Il Tirreno, 09/09/2019


domenica 8 settembre 2019
Caro affitti, l’ira di Cgil e Sunia «Servono equità e dignità»

Sindacati contro la Regione: cinque correttivi per cambiare una legge ingiusta «E si i comprino Simmel, Inpdap, le case ex Inps a S.Bona. Ci sono 16 milioni»
«Ci sono 1400 persone che aspettano una casa, nella Marca. La casa è un problema serio: il governo ha appena stanziato 16,2 milioni per acquistare case a Treviso e provincia. Magari pochi, per le necessità, rispetto ad altre province. E perché la Regione non compra l’ex Simmel, o le case pronte di Silea dietro lo Sportler, o l’ex Inps a S.Bona in via Albona? O non ristruttura l’ex Inpdap vuoto, in pieno centro?».
Cgil e Sunia intervengono sulla questione del caro affitti della case popolari con un contropiede micidiale. Partendo da chi la attende, forse invano. «Solo il 7% delle domande è accolto», ricordano Paolino Barbiero e Nicola Atalmi, «E i giovani precari nemmeno fanno domanda: serve un altro cambio di passo. Alessandra Gava, segretaria del Sunia, invita a copiare il modello Milano: «Lì da anni assegnano gli alloggi che necessitano di riparazione a chi può sostenere le spese di ristrutturazione, poi scalabili dagli affitti, perché non lo si fa anche qui, per gli appartamenti che possono essere ri-abitati con meno di 20-30 mila euro?».

Leggi: La Tribuna di Treviso, 08/09/2019


domenica 8 settembre 2019
La grande fuga dagli alloggi in affitto. Mille in meno in un anno

A Bologna sempre meno contratti a canone concordato. Crescono quelli a mercato libero e gli airbnb.
Quasi mille nuovi contratti in meno nell’arco di appena dodici mesi. È fuga dai canoni concordati, gli affitti a prezzi calmierati che consentono agli inquilini di spendere meno e ai proprietari di risparmiare sul fisco. Una formula che a Bologna sembra aver perso smalto, almeno stando ai dati forniti da Pensare Urbano, il laboratorio per il diritto alla città nato lo scorso anno per contrastare l’emergenza abitativa. “Per i proprietari gli affitti agevolati non sono più convenienti, e così si rivolgono al mercato libero. Oppure mettono la casa su Airbnb”.
Le tabelle — elaborate a partire dai numeri dell’Agenzia dell’Entrate, Istat e Comune — mostrano in effetti un calo preoccupante. I contratti stipulati nel 2018 nel mercato agevolato sono stati in totale 4.095, ben 748 in meno rispetto all’anno precedente. Se si aggiungono anche i canoni concordati per studenti — in calo di 226 abitazioni — ecco che si arriva al totale: nel 2018 la somma dei nuovi affitti agevolati arriva a 4.596, mentre nel 2017 era quota 5.570.

Leggi: La Repubblica, 08/09/2019


sabato 7 settembre 2019
Ater, caro affitti – La ricetta Cgil «Un’Isee più alta»

Cinque punti per modificare la nuova legge sulle case Ater e mettere così fine alle proteste per l’aumento degli affitti. La Cgil avanza le sue proposte proprio alla vigilia del tavolo regionale convocato per aggiustare non tanto la legge sull’Ater, quanto il regolamento che ha posto parametri molto più stretti per il calcolo degli affitti.

Leggi: Il Gazzettino, 07/09/2019


mercoledì 4 settembre 2019
Iniziative per gli anziani patto tra associazioni – SPINEA

Le associazioni che programmano iniziative per le persone anziane di Spinea uniscono le forze. Il tavolo di coordinamento, convocato per la prima volta dal Comune e ufficializzato da una recente delibera di giunta, servirà proprio per organizzazione e coordinare le azioni necessarie per la realizzazione di iniziative ed eventi a favore degli anziani», a partire dal Mese dell’anziano, il prossimo ottobre. Alla prima riunione hanno partecipato Auser, Anteas, Centro studi Bachelet, Pro Senectute, Polisportiva Aurora e si è concordato che annualmente, a rotazione, un’associazione fungerà da capofila per quanto riguarda gli aspetti tecnico amministrativi nell’organizzazione delle iniziative. Le porte però sono ancora aperte e potranno partecipare tutte le realtà che si occupano nello specifico di attività ludiche, a patto che siano iscritte all’albo comunale.

Leggi: Il Gazzettino, 04/09/2019


lunedì 2 settembre 2019
Liguria: ad ottobre il bando sulla rigenerazione urbana

Dopo l’approvazione della Legge regionale, nel dicembre 2018, e delle linee guida per i Comuni, parte ora il bando per un ammontare complessivo di 360.000 euro che serviranno a finanziare le progettazioni che i Comuni metteranno in campo
Prende il via ad ottobre il bando sulla rigenerazione urbana attraverso cui i Comuni liguri potranno presentare i primi progetti per il recupero urbanistico del territorio. Lo ha comunicato quest’oggi, a margine della presentazione del piano di investimenti contro il dissesto idrogeologico, l’assessore all’Urbanistica della Regione Liguria, Marco Scajola.
Dopo l’approvazione della Legge regionale, nel dicembre 2018, e delle linee guida per i Comuni, parte ora il bando per un ammontare complessivo di 360.000 euro che serviranno a finanziare le progettazioni che i Comuni metteranno in campo per i più significativi progetti di riqualificazione urbana.
“Con queste risorse – ha spiegato l’assessore Marco Scajola – iniziamo a dare una prima risposta agli enti locali. Pensiamo di finanziare da 12 a 15 interventi e con le prossime finanziarie daremo un contributo anche sul fronte della realizzazione degli interventi”.
L’obiettivo della Legge è quello di incentivare i processi di recupero urbano e contrastare l’abbandono del territorio agricolo in Liguria, due temi dominanti delle politiche urbanistiche regionali.

Leggi: Casa e Clima, 02/09/2019


IN AGENDA:

Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

Leggi: Rete Caad


“Territorio del welfare”, la XII Conferenza Espanet, a Urbino

La conferenza, che si terrà dal 19 al 21 settembre a Urbino, affronterà le trasformazioni politico-sociali recenti che stanno incidendo in modo significativo sul welfare. La presa di forza di movimenti identitari, populisti e sovranisti può contribuire a forme di welfare sciovinismo. Si può assistere a spirali di esclusione di soggetti “marginali”, a forme di colpevolizzazione di diverse tipologie di soggetti svantaggiati, alla disintegrazione di alcune forme di protezione, all’abbandono selettivo delle politiche sociali con l’incremento delle diseguaglianze.

Leggi: Espanet Italia


25 settembre 2019 – Il Futuro del settore Long Term Care: prospettive dai servizi, dai gestori e dalle policy regionali – Aula Magna, Via Gobbi 5 – Milano

Quali fenomeni considerare per riflettere sul futuro del settore Long Term Care?
I bisogni degli anziani stanno cambiando e sempre più si pone attenzione ai temi della silver economy oltre che a quelli assistenziali.
Nuovi attori si affacciano sulla scena, ad esempio con polizze LTC, con un potenziale impatto sui servizi tradizionali residenziali e domiciliari. I gestori sono promotori di innovazioni anche tecnologiche. I soggetti pubblici sono impegnati in una intensa attività di regolamentazione e innovazione del settore.
Questi sono i temi che verranno presentati durante il convegno e nel Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care.

Leggi: Sda Bocconi


10 e 11 ottobre 2019, Stazione Leopolda Firenze

Rivoluzione all’orizzonte – Questa è un’epoca di importanti rivoluzioni nelle dinamiche della salute, della sanità e della governance sanitaria. Rivoluzioni determinate dal moltiplicarsi degli attori coinvolti e dalla crescente complessità del loro ruolo, da cui emerge la necessità di rinnovare sistemi regolatori e metriche per programmare, gestire, monitorare. L’efficacia di tali strumenti accrescerà le convergenze d’interessi e la collaborazione tra stakeholder ed inciderà sul valore che i processi di cura ed assistenza possono generare.
Questa è anche l’era dei rapidi progressi nella capacità di memorizzare, elaborare e trasferire dati ed informazioni, connettere persone e sistemi. Aiuti formidabili per comprendere e decidere cosa è meglio fare per una medicina che richiede un impegno collettivo nella definizione delle priorità, degli investimenti e delle azioni. Strumenti provvidenziali, proprio adesso che ci troviamo ad affrontare le istanze derivanti dai sostanziali cambiamenti in atto, di natura demografica, tecnologica, climatica.

Leggi: Forum della Leopolda


27 -28 novembre 2019 – XI edizione del Forum della Non Autosufficienza e dell’autonomia possibile – Bologna Centro Congressi Savoia Hotel.

L’evento è diventato negli anni il punto di riferimento nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona.
Il programma offre un ricco numero di convegni e workshop con argomenti dedicati ai vari ambiti operativi, con materie interessanti, concrete e attuali che certamente forniscono contributi, approfondimenti e soluzioni di immediata utilità nell’operare quotidiano.
La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop.
Una lettura a 360° dell’orizzonte di fronte a tutti coloro che si occupano di lavoro di cura.
L’evento è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie e crediti per gli assistenti sociali e OSS.

Leggi: Non Autosufficienza


IN EVIDENZA:

Istituzioni pubbliche e innovazione sociale, un rapporto difficile

La condivisione di funzioni e la creazione di reti miste profit-non profit ha contribuito ad accrescere efficacia ed efficienza dei sistemi di welfare e a diversificare i servizi. Ciò ha implicato anche un cambiamento culturale nelle amministrazioni
Il testo che segue è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione “Tema” del n. 1/2019 della Rivista delle Politiche Sociali. Questo è invece il link alla rubrica che Rassegna dedica alla pubblicazione
Non raramente le istituzioni pubbliche vengono considerate un ostacolo ai processi di innovazione – specie le amministrazioni centrali –, mentre si assume che le amministrazioni locali e il Terzo settore siano più capaci di promuovere innovazione sociale grazie alla prossimità ai cittadini, che consentirebbe di individuare problemi e soluzioni e di attivare risorse e reti sociali per farvi fronte.
La critica al funzionamento del settore pubblico ha avviato ormai da diversi decenni un processo di profonda riconfigurazione del welfare, pur con differenze profonde tra contesti nazionali e locali. In primo luogo, sono state introdotte misure di razionalizzazione amministrativa e coordinamento tra organizzazioni e settori e/o fusioni di diversi ambiti di policy (vedi sportelli per il lavoro e per l’assistenza sociale).
Le pubbliche amministrazioni si sono riorganizzate, anche riducendo il pubblico impiego, i costi dei servizi e la spesa pubblica. Le riforme improntate al cosiddetto new public management hanno teso a migliorare l’efficienza e controllare i costi, per esempio esternalizzando alcune funzioni. Al contempo, nuove modalità di intervento – come l’attivazione o l’empowerment – sono state introdotte non solo per contrastare le “trappole” della dipendenza dal welfare, ma anche per sviluppare forme di cittadinanza sociale più partecipata.

Leggi: Rassegna Sindacale


La gestione dell’anziano fragile in un reparto di medicina con attenzione alla dimissione

La geriatria e la gerontologia hanno sviluppato negli anni il corpus scientifico (paradigmi, principi, lessico standard di riferimento: il “Canone geriatrico”) da cui devono trarre ispirazione e al quale devono attenersi le azioni per la cura dell’anziano. Questo articolo ha la finalità di descrivere, in modo sistematico, gli atti di cura del paziente anziano (la gestione) in ambiente ospedaliero relativamente al canone geriatrico: determinanti della salute dell’anziano, malattie e loro co-presenza, fragilità, disabilità, “burden of diseases” e complessità, valutazione multidimensionale, appropriatezza dei processi diagnostico-terapeutici, aspettative e del paziente e dei familiari, outcome raggiungibili durante il ricovero, dimissione, aspetti sociali ed extraclinici in grado di condizionare la traiettoria di salute.
di Renzo Rozzini (Direttore del Dipartimento di Geriatria della Fondazione Poliambulanza-Istituto Ospedaliero Brescia)
“Anche se non pretendo di essere una specialista in geriatria, sono stata per anni molto interessata al problema dell’invecchiamento; oggi ritengo che solo il riconoscimento di una specializzazione medica specifica potrà affrontare il problema della cura dei pazienti anziani in modo appropriato. Solo in tempi relativamente recenti la pediatria è stata riconosciuta come specialità autonoma e per questo apprezzata: quando ero studente i bambini venivano ricoverati in reparti per adulti (non c’erano reparti a loro riservati), ritenendo che medici internisti e infermieri avessero competenza più che sufficiente per la loro cura. Oggi lo stesso atteggiamento vale nella cura degli anziani: il risultato è che l’attenzione loro riservata negli ospedali (priva di conoscenze specifiche) è nella maggior parte dei casi scadente e, ugualmente inadatta, quella erogata nei cronicari, privi di qualsiasi armamentario per la diagnosi, di strumenti per la ricerca e per terapia… Con questi punti in mente e, con la consapevolezza che il problema della cura degli anziani è destinato a crescere negli anni a venire, non posso che sostenere con forza l’inclusione della geriatria nel curriculum dello studente di medicina”.

Leggi: I Luoghi della Cura


Un’agenda sociale per il nuovo governo

Il governo giallorosso si troverà ad affrontare diverse sfide di ordine sociale oltre a quelle – pur decisive e di cui si parla prevalentemente – di rilancio delle imprese, degli investimenti e dell’occupazione. Esse andranno considerate con la stessa determinazione e lungimiranza, perché non esiste un prima e un dopo tra sviluppo e coesione. Ecco in sintesi alcune (non certo esaustive) priorità sociali.
Assegno unico per i figli, per sfidare l’inverno demografico attraverso uno strumento semplice, continuativo, equo e maggiormente dotato rispetto a quelli (complicati, saltuari, iniqui e di valore limitato) oggi previsti. Sull’assegno unico per i figli (ho presentato un disegno di legge nel 2014, rilanciato da tutto il PD nel 2018) oggi si riscontra una quasi totale convergenza dei partiti, delle associazioni e dei sindacati. La volontà politica dunque c’è, ma gli va data priorità. Inoltre, si dovrebbe semplificare il sistema di sostegni per l’infanzia e l’adolescenza, attraverso una dote unica spendibile per servizi.

Leggi: Welforum


Anziani fragili e gestione della quotidianità

L’invecchiamento della popolazione pone grandi sfide al nostro sistema di welfare che continua a fare affidamento sulle famiglie. Queste hanno un ruolo fondamentale nel sostenere gli anziani fragili che vivono al proprio domicilio, nella gestione della quotidianità. I recenti cambiamenti demografici e culturali richiedono però di organizzare nuove modalità di risposta che, sfruttando le risorse territoriali formali e informali, sappiano intessere reti comunitarie di sostegno più fitte e responsabili.
di Ester Gubert (Istituto di ricerca Euricse)
La gestione della quotidianità può risultare difficoltosa con l’avanzare dell’età e con l’insorgere di limitazioni funzionali nello svolgimento di semplici attività di tutti i giorni. Sebbene si tratti di bisogni leggeri, la loro soddisfazione incide notevolmente sulla qualità di vita degli anziani fragili e sulla possibilità di invecchiare a casa propria in sicurezza. Se da una parte le risposte a titolarità pubblica hanno totalmente perso la funzione preventivo-promozionale che aveva incentivato l’attivazione degli interventi sociali a domicilio, dall’altra il sostegno informale fornito dalla famiglia non è sempre garantito.
Invecchiamento e limitazioni funzionali
Per la prima volta nella storia dell’uomo, la vecchiaia è un’età della vita potenzialmente accessibile a tutti. Se da una parte la longevità può essere considerata una conquista sociale, perché frutto del progresso economico e sanitario, dall’altra pone delle grandi sfide ai sistemi di welfare attuali per l’aumento delle persone a rischio di perdita di autonomia e salute (Giunco, 2014). L’Italia, in particolare, vanta una delle maggiori percentuali di anziani in Europa, (nel 2018 il 22,6%) sia per una netta diminuzione della natalità che per un repentino aumento della speranza di vita media che per le donne supera gli 85 anni e per gli uomini gli 801(ISTAT, 2018a).

Leggi: I Luoghi della Cura


L’amministrazione di sostegno e il servizio di protezione giuridica

L’esperienza dell’Ambito Territoriale Sociale di Pesaro
Angela Genova, Elena Cesaroni, Marina Vagnini, Roberto Drago
“L’amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Gli anziani e i disabili, ma anche gli alcolisti, i tossicodipendenti, le persone detenute, i malati terminali possono ottenere, anche in previsione di una propria eventuale futura incapacità, che il giudice tutelare nomini una persona che abbia cura della loro persona e del loro patrimonio” (Ministero della Giustizia, 2019).
L’introduzione della figura dell’amministratore di sostegno nel nostro ordinamento giuridico rappresenta un aggiornamento importante che ridisegna la condizione delle persone in condizione di fragilità nel rispetto dei loro diritti. La legge n.6 del 2004, infatti, affianca alle misure dell’interdizione e dell’inabilitazione, dal carattere fortemente coercitivo, quella dell’amministratore di sostegno. Cambia, quindi, il paradigma interpretativo: non più limitazione delle libertà e sostituzione da parte di un soggetto nei confronti di chi viene considerato non capace di poter gestire le proprie risorse e le proprie scelte; ma sostegno alla capacità di scelta e minor limitazione possibile della libertà (Cendon Rossi 2009).

Leggi: Welforum


Una risposta alla solitudine: la città amica della persona con demenza

La “città amica” legge e comprende il bisogno nelle strade e nelle case, diventa accogliente, combatte la solitudine, sa essere comprensiva di atteggiamenti che in altre circostanze sarebbero inaccettabili, offre supporto nelle difficoltà, previene la crisi all’interno delle famiglie che, talvolta, porta alla rottura del sistema delle cure. Non è un progetto ma un cambiamento culturale che, partendo dal singolo, trasforma la comunità.
di Manuela Berardinelli (Presidente dell’Associazione Nazionale Alzheimer Uniti Italia)
Che cosa è la città amica della persona con demenza? E’ una città che rende reale il principio dell’accoglienza a tutti i livelli, soprattutto verso i più fragili come sono le persone affette dalla malattia di Alzheimer o da altro tipo di demenza. Una comunità dove ogni cittadino è “preparato” a conoscere e sostenere le persone malate e le famiglie. Il luogo dove la normalità reale è un concetto alla portata di tutti, dove ogni cittadino si impegna a cadenzare, senza profonde modifiche, i suoi ritmi di vita, la quotidianità di chi non può più ricordare, costruendo ponti tra la persona ed il suo ambiente vitale, quasi una protesi che sostituisca quanto è stato cancellato dalla malattia. Un impegno che, senza stravolgere in modo sostanziale le abitudini, si prefigge di realizzare intorno alle persone affette da demenza un’atmosfera di particolare attenzione, che tenga conto delle sue fragilità e abbia una consapevole comprensione verso le sue differenti capacità. Una città che crea le condizioni affinché ciascuno, indipendentemente dal suo stato di salute o dall’età, possa essere incluso nelle varie attività.
La “città amica” sa leggere e comprendere il bisogno nelle strade e nelle case, combatte la solitudine, comprende, accoglie, offre supporto nelle difficoltà, non ha reazioni di ilarità o irritazione di fronte alla diversità di comportamenti.

Leggi: I Luoghi della Cura


Anche in Italia si consolida il welfare chauvinism

Il welfare italiano sta cambiando nei suoi principi e nei suoi orientamenti di fondo. Quello che emerge non è un progetto di cambiamento definito in un documento, in una proposta di legge, ma per lo più una successione di atti, di iniziative, di procedure complesse, che delineano e svelano con sostanziale chiarezza il mutamento in corso e la sua direzione di sviluppo.
Rispetto al welfare condizionale che applica severamente sanzioni e sospensioni dei benefici a beneficiari che non si comportano in modo responsabile (hanno comportamenti moralmente riprovevoli, non rispettano le prescrizioni, non si impegnano a cercare un lavoro, non frequentano con regolarità corsi di aggiornamento), questa configurazione emergente è un ulteriore passo in avanti verso un welfare che crea distinzioni, gruppi sociali ai quali è favorito l’accesso alle prestazioni e gruppi esclusi da ogni diritto a ricevere un beneficio.
La successione di atti, di iniziative a cui mi riferisco sono destinati ai gruppi meno sostenuti dall’opinione pubblica ed elettoralmente irrilevanti: gli sgomberi senza ricercare un’alternativa socialmente adeguata e come soluzione dell’emergenza abitativa e delle condizioni di abbandono, i 60 mila stranieri espulsi dal circuito dell’accoglienza, l’attacco e il discredito delle ONG che operano nel Mediterraneo, la circolare del Ministero dell’interno sul “censimento degli insediamenti di comunità rom, sinti e caminanti” che ha un carattere chiaramente discriminatorio nei confronti di queste comunità e non riguarda insediamenti di altre etnie, i requisiti di residenza, in particolare, richiesti ai senza dimora per l’accesso al reddito di cittadinanza.

Leggi: Welforum


L’evoluzione della programmazione territoriale integrata in Toscana

Con la D.G.R. 573/2017 Regione Toscana ha avviato un percorso fortemente innovativo con l’obiettivo di attivare i processi di programmazione operativa in tutti gli ambiti zonali. La delibera, frutto di un rilevante periodo di confronto e concertazione, è andata a definire finalità, contenuti, processi e strumenti per le attività annuali di programmazione integrata di livello zonale per gli ambiti della sanità territoriale, del sociosanitario, del socioassistenziale, della promozione e prevenzione, delle azioni di contrasto alla violenza di genere.
Il complesso percorso avviato nel 2017 ha avuto delle notevoli ricadute sugli ambiti territoriali nei termini di una riattivazione dei processi di programmazione territoriale in ambito socio-sanitario, in attesa del Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale (PSSIR), nella fase attuale oggetto di discussione e approvazione finale da parte del Consiglio regionale, che avvierà il ciclo completo delle programmazioni attraverso i Piani di Area Vasta (PAV), i Piani attuativi locali (PAL) e i Piani integrati di salute (PIS).
Lo scorso anno, Regione Toscana quindi ha avviato con gli ambiti zonali – attraverso la D.G.R. 1076/2018 – un nuovo ciclo di programmazione operativa per l’annualità 2019, apportando alcuni elementi (che si auspicavano, e tali si sono rilevati) di miglioramento del processo di programmazione territoriale integrata.

Leggi: Welforum


SEGNALAZIONI:

Incompatibilità Quota100 e redditi da lavori con voucher
Il chiarimento di Inps a Il sole 24 ore
La direzione centrale pensioni dell’Inps ha affermato che soltanto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente sono cumulabili con la pensione quota 100 nei limiti di 5mila euro lordi annui. Questo è il messaggio inviato dall’Inps in risposta ad un quesito posto da Il sole 24 ore, riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano nella edizione di ieri, a firma di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi.
Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non possono rientrare nella deroga prevista dal legislatore. L’INPS ha precisato che nella Circolare 117 «nel rispetto della lettera della norma, sono stati forniti chiarimenti sulla deroga all’incumulabilità prevista solo per il lavoro autonomo occasionale caratterizzato dall’assenza del vincolo di subordinazione e del potere di coordinamento del committente. Le altre forme di lavoro occasionale non autonomo non sono pertanto riconducibili a tale deroga»

Leggi: Inca


Previdenza: attacco informatico al portale Inps

L’Istituto lancia allarme per false email via PEC
L’INPS informa i cittadini che si sono verificati nuovi tentativi fraudolenti attraverso l’invio di email con contenuti apparentemente attribuibili all’Istituto. Nello specifico le segnalazioni pervenute riferiscono di una email, inviata attraverso diversi indirizzi di posta certificata (PEC) non appartenenti all’Istituto, che avvisa di presunte irregolarità nel versamento di contributi.
Il testo della email si conclude con l’invito a cliccare su un link per accedere al dettaglio delle dichiarate irregolarità dal quale non si accede, in realtà, a nessun indirizzo ufficiale dell’INPS. Anzi è possibile che il link rimandi a un qualche sito dal quale verrebbe automaticamente scaricato del software maligno (malware) pertanto si consiglia di non cliccare sul link che compare nella email.
L’Istituto ricorda a tutti i cittadini di non dare seguito a richieste ambigue che arrivino via email e che l’unico link per accedere alle informazioni, ai servizi e alle prestazioni dell’Istituto è: www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx. Gli elenchi degli indirizzi di PEC utilizzati dalle strutture INPS sono disponibili sul Portale.

Leggi: Inca


Decreto crescita – Pensioni di inabilità per ex esposti amianto

Il beneficio della pensione di inabilità per i lavoratori affetti da determinati tipologie di mesoteliomi determinati da esposizione all’amianto è stato introdotto dall’art. 1 comma 250 della legge 232/2016 (Bilancio 2017). Si tratta di una particolare forma di inabilità riconoscibile con almeno 5 anni di contributi nella vita lavorativa. L’art. 41 bis della legge 58/2019 estende tale tipologia di pensione ai soggetti che a qualsiasi titolo abbiano contratto una malattia professionale riconducibile all’amianto che sia stata riconosciuta dall’INAIL.
Tuttavia, avverte il sindacato, nonostante le modifiche normative, restano in piedi tutte le criticità legate a questo tipo di beneficio che, paradossalmente, nell’interpretazione ministeriale, non è compatibile con la rendita INAIL ottenuta per la malattia correlata all’amianto né è cumulabile con la maggiorazione dell’anzianità contributiva riconosciuta per i periodi di esposizione all’amianto.

Leggi: Inca


Assegno per il nucleo familiare (ANF) – Charimenti Inps per il calcolo del reddito familiare

A seguito delle richieste pervenute all’INPS in merito alla corretta indicazione dei redditi percepiti dal nucleo familiare ai fini della domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), l’Istituto fornisce chiarimenti in materia con il messaggio 18 luglio 2019, n. 2767.
I chiarimenti riguardano, nel dettaglio, la disciplina delle somme percepite come sostegno alla natalità e trattamenti di famiglia nel calcolo del reddito familiare ai fini della richiesta dell’ANF da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo.
Le prestazioni di interesse sono:
il Premio alla nascita;
l’Assegno di natalità (c.d. bonus bebè);
il Reddito di garanzia, il Contributo famiglie numerose e l’Assegno regionale per il nucleo familiare, previsti per la Regione autonoma Trentino – Alto Adige.
Questi contributi e prestazioni sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo e, pertanto, non sono da considerare ai fini della verifica del requisito reddituale valido per il diritto e la misura dell’ANF.

Leggi: Inca


Reddito e Pensione di Cittadinanza

Gestione online delle richieste di rinuncia
L’Inps, con il messaggio 11 luglio 2019, n. 2662, ha fornito le indicazioni operative per la gestione delle richieste di rinuncia al Reddito di Cittadinanza e alla Pensione di Cittadinanza.
La rinuncia, avverte l’Istituto in una nota pubblicata sul sito istituzionale, potrà essere effettuata dal richiedente titolare della Carta Rdc/Pdc, il quale dovrà dichiarare che la domanda di rinuncia viene presentata in nome e per conto del nucleo familiare, a prescindere dalla fase di attuazione del beneficio in essere e dalla composizione del nucleo stesso. L’Inps ha reso disponibile online il modulo SR183 da utilizzare e presentare alle strutture territoriali dell’INPS per la rinuncia al beneficio.
La rinuncia comporta la disattivazione della Carta Rdc/Pdc, con decorrenza dal momento della rinuncia stessa. Pertanto, eventuali importi residui ancora presenti nella Carta non saranno più utilizzabili. La rinuncia non comporta in alcun modo la riattivazione del ReI, nel caso in cui il nucleo ne fosse beneficiario prima della richiesta di Reddito di Cittadinanza.

Leggi: Inca


Assegni straordinari e Isopensioni – Inps, possibilità di accesso a pensione Quota100

L’Inps con il messaggio n.2251 del 14 giugno 2019, ancora non pubblicato sul sito dell’Istituto, nel confermare le disposizioni già impartite nella circolare n. 10 del 29 gennaio 2019, fornisce ulteriori precisazioni circa la possibilità di accesso alla quota 100 per i titolari di assegno straordinario e di Isopensione modificando l’orientamento interpretativo che aveva adottato con la circolare di gennaio.
Con il messaggio, l’Inps ricorda che le prestazioni in essere (sia Assegni straordinari sia Isopensioni) alla data del 1° gennaio 2019 continuano ad essere erogate fino alla scadenza prevista in base alle norme tempo per tempo vigenti previste al momento della cessazione del rapporto di lavoro e richiama l’ultimo rapporto della Ragioneria Generale dello Stato per individuare gli incrementi della speranza di vita sia sulla pensione di vecchiaia che sulla pensione anticipata.
Ma la vera novità del messaggio n.2251 è compresa nella seconda parte del messaggio, spiegano gli esperti previdenzialisti di Filt Cgil: L’Inps in via interpretativa chiarisce che i titolari di Isopensione alla data del 1° gennaio 2019 possono, alla maturazione dei relativi requisiti, chiedere la pensione in quota 100. La norma, in effetti, esclude la possibilità di accedere ad Isopensione per maturare i requisiti di quota 100 ma non preclude a coloro che sono già titolari di Isopensione la possibilità di pensionamento anticipato con i requisiti di quota 100.

Leggi: Inca, 12/07/2019


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad

 


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