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martedì 11 giugno 2019
Senza dimora, troppo poveri per spendere tutto il reddito di cittadinanza

La misura contro la povertà vista dal centro diurno della Ronda della Carità di Milano. Pierluigi, 65 anni: “Ho appena un armadietto, non posso riempirlo di roba, ma devo spendere tutti i soldi altrimenti tornano allo Stato”
Per chi ha sempre avuto pochi spiccioli in tasca, il reddito o la pensione di cittadinanza pone un problema inedito: come riuscire a spenderlo tutto. “Dormo in una struttura di Caritas e mangio qui al centro diurno, quindi finora mi sono comprato solo camicie, pantaloni e scarpe. Ma non posso andare avanti così. Ho appena un armadietto a disposizione, non posso riempirlo di roba”.
Perché non posso risparmiare?
Pierluigi ha 65 anni, dal 20 marzo ha in tasca la carta di credito delle Poste, caricata con poco più di 500 euro della pensione di cittadinanza. È finito in strada, nel febbraio scorso, dopo una serie di disavventure personali e di lavoro. Non può ancora andare in pensione e per un paio d’anni dovrà campare con la pensione di cittadinanza. “Dove lo trovo un lavoro alla mia età?”.
Ora frequenta il centro diurno della Ronda della Carità di Milano (via Picozzi 21). “Ogni mese posso prelevare 100 euro in contanti, il resto devo spenderlo in ogni negozio o supermercato che abbiano il logo del circuito Mastercard. Il problema è che devo spendere tutto l’importo, altrimenti torna allo Stato. Sarà che sono genovese – dice ridendo -, ma vorrei invece mettere da parte i soldi di cui ora non ho bisogno. La mia speranza è che tra qualche mese possa entrare in una casa popolare o in un appartamento condiviso con altri. Avere qualche risparmio mi farebbe comodo, per affrontare spese impreviste. Ogni famiglia cerca di risparmiare un po’, è sicuramente una cosa positiva. Perché non posso farlo anch’io?”.

Leggi: Articolo 21, 11/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Pensioni. Ecco tutti i tagli

Agli annunci roboanti seguono i fatti. E i risultati appaiono modesti. Il dipartimento previdenza dello Spi mette sotto la lente d’ingrandimento i provvedimenti del governo. Sbagliate le previsioni su quota 100 e pensione di cittadinanza. Ingiusto aver utilizzato il taglio alla rivalutazione per finanziarli.
di Antonio Pellegrino
Come la raccontano. A un cittadino che aveva chiesto chiarimenti sull’adeguamento delle pensioni al costo della vita, un esponente di rilievo della maggioranza di governo ha risposto così: «Una delle bufale più odiose che stanno diffondendo in queste settimane opposizioni e giornali riguarda i pensionati, che subirebbero nel 2019 decurtazioni ai loro assegni mensili. Naturalmente è il contrario. Questo governo ha fatto per i pensionati più di qualunque altro nel passato». Un’affermazione temeraria, come ben sanno i pensionati che ad aprile hanno visto ridursi i loro assegni, ricalcolati dall’Inps a seguito di quanto disposto dalla legge di bilancio per l’anno 2019.
Come si fa a dire che questo governo ha fatto per i pensionati più di qualunque altro nel passato? In che senso: positivo o negativo? Che sia stata tagliata la rivalutazione lo conferma anche l’Inps. Il risultato del ricalcolo – si ammette in un comunicato stampa dell’istituto – ha comportato che «l’importo lordo complessivo dei trattamenti pensionistici, dovuto da gennaio 2019, risulta inferiore a quello già calcolato sulla base dei criteri previgenti alla riforma». Il taglio della spesa pensionistica al netto dell’Irpef nel triennio 2019-2021 sarà di 3 miliardi e 650 milioni.

Leggi: Liberetà, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Fisco, proposte ingiuste e regressive

Per la Cgil la flat tax e la riforma fiscale ventilata dal governo sarebbero a vantaggio dei redditi alti e non di quelli bassi, che rischiano invece di non ricevere alcun beneficio. “Una partita di giro, serve una vera svolta per chi ha più bisogno”
“Una riforma ingiusta e regressiva, finanziata da condono, spesa in deficit e da una partita di giro sulle detrazioni, a vantaggio esclusivo dei redditi alti e non di quelli bassi che rischiano invece di non ricevere alcun beneficio”. È questo il duro giudizio della Cgil sulla flat tax e sulla riforma fiscale ventilata dal governo.
Sulla base di quanto anticipato da esponenti di governo, con la riduzione delle aliquote, da cinque a tre, per la Cgil “si perderebbe la giusta progressività, avvantaggiando i ricchi: tanto più alti saranno i redditi, maggiori saranno i vantaggi; mentre per i contribuenti sotto la soglia dei 26 mila euro potrebbe addirittura essere più vantaggioso restare nell’attuale sistema”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Disabilità: un anno di Governo M5S/Lega – Franco Pesaresi

Un anno fa, il 31 maggio 2018, si insediava il governo M5S/Lega. Le due forze politiche definivano il programma di governo attraverso la redazione e la sottoscrizione di un ampio “contratto di governo” che si sviluppa in 30 capitoli. Uno dei più corposi è dedicato alla disabilità (il titolo del capitolo è “Ministero per le disabilità”).
Che cosa è stato fatto per i disabili in questo primo anno del Governo Conte? Questo  articolo prova a raccontarlo.
Il contratto di governo
Il contratto di governo prevede ben 16 obiettivi per la disabilità. Si tratta di un programma esteso anche se non del tutto completo
OBIETTIVO    STATO DELL’ARTE
Rafforzamento dei fondi sulla disabilità e la non autosufficienza.
–    Il Fondo Non Autosufficienze, con la legge di bilancio 2019, viene elevato a 570 milioni   per il 2019, 2020, 2021, con un aumento di 100 milioni rispetto al 2018. Solo la metà di queste risorse sono però dedicate dalle gravi disabilità mentre l’altra metà agli anziani.
–    Il fondo per il “dopo di noi” viene riportato, per il 2019, a 56,1 milioni di euro, con un aumento di 4,5 milioni rispetto alla previsione precedente del bilancio pluriennale (sempre relativa al 2019).

Leggi:  Welforum, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Fondo inquilini morosi/1. In cinque anni spesi la metà dei soldi ripartiti alle Regioni

Su 186,3 milioni assegnati ne sono stati spesi solo 96,4. La contraddizione tra una misura d’emergenza e una procedura “ordinaria” porta al rischio definanziamento
Il problema della cosiddetta morosità incolpevole, che porta alla procedura di sfratto una quota di famiglie italiane, è un fenomeno largamente sopravvalutato. Sembra questa la conclusione obbligata degli ultimi numeri elaborati dal ministero delle Infrastrutture. Il macro-dato è quello che emerge dal confronto tra soldi statali ripartiti alle Regioni e soldi che risultano inutilizzate. Non si tratta di poco. Sull’arco del quinquennio 2014-2018 i numeri dicono che su quasi 184,3 milioni di euro ripartiti dal Mit agli enti territoriali, quasi 88 milioni sono rimasti inutilizzati, poco meno della metà. Il computo è aggiornato ad aprile scorso e probabilmente sul conto delle risorse non spese pesano le ultime assegnazioni. Ma il trend è chiaro. Ovviamente, il problema della morosità incolpevole è tutt’altro che risolto e non è neanche sottovalutato.
Il forte “sospetto” è che sia invece il processo di utilizzo delle risorse a produrre l’incapacità di utilizzarle. La cinghia di trasmissione Stato-Regione-Comuni può rivelarsi eccessivamente farraginosa per un intervento che si caratterizza come emergenziale; e che invece lascia inutilizzate risorse che, domani, potrebbero essere destinate ad altre azioni, non meno urgenti.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Fondo inquilini morosi/2. La lente sulle procedure, le risorse e le criticità

Le cause della dilatazione dei tempi. L’ipotesi di unificare il fondo morosi incolpevoli e il Fondo affitti. Il prossimo riparto di 46,1 milioni
Il Fondo inquilini morosi incolpevoli, istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con una dotazione complessiva per il periodo 2014-2020 di 265 milioni di euro, rappresenta uno strumento di sostegno al reddito delle categorie sociali più deboli. Si tratta, in sostanza, di una misura a forte valenza sociale da intendere come ammortizzatore che facilita il pagamento dei canoni di locazione riducendo, al contempo, il fenomeno della morosità. Vengono infatti erogati, per il tramite del Fondo, contributi a favore di inquilini che per intervenuta perdita o riduzione del reddito non riescono più a corrispondere il canone di locazione al proprietario dell’alloggio.
La norma istitutiva (articolo 5, comma 6 del decreto legge 31 agosto 2013, n. 102) ha disposto che il riparto annuale delle risorse venga effettuato tra le regioni dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e, in sede di primo riparto, anche stabiliti i criteri e le priorità di utilizzo.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Condomìni degradati, poteri straordinari al sindaco e all’amministratore giudiziario

Il sindaco potrà intervenire pesantemente sui condomìni degradati, chiedendo al Tribunale la nomina di un nuovo amministratore che riqualifichi lo stabile. Questo, in sintesi, il contenuto del nuovo articolo 5 sexies del Decreto sblocca cantieri (32/2019) , approvato il 5 giugno dall’Aula del Senato.
In sostanza, la norma prevede che, negli edifici condominiali dichiarati degradati dal Comune, il Sindaco può chiedere la nomina di un amministratore giudiziario. L’amministratore giudiziario «assume le decisioni indifferibili e necessarie in funzione sostitutiva dell’assemblea». Occorre però che nel condominio si sia verificata una di queste condizioni: non si prendono i provvedimenti necessari per l’amministrazione della cosa comune, oppure non si forma una maggioranza, o ancora la deliberazione adottata non viene eseguita. Le «dichiarazioni di degrado» degli edifici condominiali sono effettuate dal sindaco con ordinanza a norma dell’articolo 50, comma 5, del Dlgs 267/2000, nel quadro della disciplina in materia di sicurezza delle città d(Dl 14/2017). L’amministratore giudiziario «assume le decisioni indifferibili e necessarie in funzione sostitutiva dell’assemblea».

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Rigenerazione urbana, nello Sblocca-cantieri modifiche al Testo Unico Edilizia

Gli interventi di demolizione e ricostruzione sono subordinati al rispetto delle distanze legittimamente preesistenti, alla coincidenza dell’area di sedime e del volume dell’edificio e al rispetto dei limiti dell’altezza massima dell’edificio demolito
Durante l’esame al Senato del decreto-legge Sblocca-cantieri, è stato modificato anche l’articolo 5 di questo provvedimento, che reca alcune modifiche al D.P.R. n. 380/2001 (Testo unico in materia edilizia) volte a favorire la rigenerazione urbana, la riqualificazione del patrimonio edilizio e delle aree urbane degradate, la riduzione del consumo di suolo, lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili e il miglioramento e l’adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente, anche con interventi di demolizione e ricostruzione.
A tal fine, si prevede – spiega il dossier parlamentare del 7 giugno 2019 – che le disposizioni del comma 1 dell’art. 2-bis del DPR 380/2001 (che consentono a regioni e province autonome di prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al DM 1444/1968 e possono dettare disposizioni sugli spazi da destinare standard urbanistici) sono finalizzate a orientare i comuni nella definizione di limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati negli ambiti urbani consolidati del proprio territorio.

Leggi: Casa e Clima, 10/06/2019


venerdì 7 giugno 2019
 Indennità di Accompagnamento: cambiare è possibile? Una proposta operativa di riforma

Introdotta agli inizi degli anni ’80 come misura finalizzata al sostegno per disabili adulti, l’Indennità di Accompagnamento (IdA) si è trasformata, nel corso del tempo e con l’intensificarsi del processo di invecchiamento, nello strumento principale di supporto ai bisogni di cura della popolazione anziana, arrivando a tassi di copertura fra i più elevati a livello europeo. Essa presenta, tuttavia, diversi profili di criticità, da cui conseguono una serie di problematiche sul terreno dell’appropriatezza, dell’efficienza e dell’equità. L’articolo presenta e discute una proposta operativa di riforma dell’IdA.
di Costanzo Ranci (Professore Ordinario di Sociologia economica, Coordinatore del Laboratorio di Politiche Sociali LPS, Politecnico di Milano), Marco Arlotti (Ricercatore RTD junior in Sociologia Economica, Politecnico di Milano), Andrea Parma (Assegnista di ricerca, Politecnico di Milano)
La pressione demografica e i cambiamenti sociali in atto hanno reso sempre più manifeste le criticità strutturali del sistema di tutela della non autosufficienza (Long-Term-Care, d’ora in avanti LTC) che caratterizza il nostro paese, come oramai ampiamente documentato ed analizzato nella letteratura sul tema. Ciononostante, l’attuazione di processi di riforma e di investimento in politiche di LTC sconta un notevole ritardo. Infatti, mentre a partire dal 1995 gran parte dei paesi europei hanno introdotto riforme sostanziali nel sistema LTC su scala nazionale, in Italia l’architettura istituzionale e finanziaria del sistema è rimasta sostanzialmente invariata.
In questo contesto, la pressione del bisogno è stata dunque scaricata in gran parte sul “fai-da-te” delle famiglie: “fai-da-te” alimentato anche dall’espansione inerziale dei programmi esistenti, in primis l’Indennità di Accompagnamento (d’ora in avanti IdA). Introdotta agli inizi degli anni ’80 come misura finalizzata al sostegno per disabili adulti l’IdA si è trasformata, nel corso del tempo e con l’intensificarsi del processo di invecchiamento, nello strumento principale di supporto ai bisogni di cura della popolazione anziana, arrivando a tassi di copertura fra i più elevati a livello europeo.

Leggi: I Luoghi della Cura, 07/06/2019


giovedì 6 giugno 2019
Livelli essenziali di assistenza. Attivo il servizio di richiesta di aggiornamento per cittadini e associazioni dei pazienti

Lo ha annunciato il Ministero della Salute. “Da oggi anche i cittadini e le associazioni dei pazienti potranno richiedere al ministero della Salute l’inclusione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) di nuove prestazioni o servizi. La Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, presieduta dal ministero, fornirà una risposta, positiva o negativa. Una novità significativa che rende sempre più reale il dialogo con i cittadini e le associazioni”.
“Da oggi anche i cittadini e le associazioni dei pazienti potranno richiedere al ministero della Salute l’inclusione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) di nuove prestazioni o servizi. La Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, presieduta dal ministero, fornirà una risposta, positiva o negativa. Una novità significativa che rende sempre più reale il dialogo con i cittadini e le associazioni”.  Così il ministro della Salute ha annunciato il nuovo servizio di richiesta di aggiornamento dei Lea, che da oggi diventa operativo sul portale ministeriale.
In particolare, la Commissione esaminerà non solo le richieste di inclusione nei Lea di nuove prestazioni o servizi, ma anche quelle di modifica o di esclusione di prestazioni o servizi già inclusi, come anche le richieste di nuove esenzioni per patologia o di modifica delle esistenti.

Leggi: Quotidiano Sanità, 06/06/2019


mercoledì 5 giugno 2019
Analisi. Periferie oltre la propaganda. Crescono i laboratori di futuro

In gioco il destino di 15 milioni di persone che abitano «ai confini» delle città
Divenute terreno di caccia privilegiato per la politica, le periferie italiane restano innanzitutto uno straordinario termometro sociale del Paese. Perché rappresentano la memoria storica delle comunità, perché anticipano i fenomeni di mutamento sociale, perché custodiscono al proprio interno i segni di futuro. Così, se l’analisi dei flussi elettorali si limita a certificare quale forza partitica riesce meglio a cavalcarne il sentimento politico e al limite a soffiare sul fuoco del malcontento popolare in un dato momento, è evidente che bisogna allargare la prospettiva storica e sociale per capire quali sommovimenti profondi si stanno verificando. Occorre ragionare dunque in un orizzonte almeno di decenni, non certo di decimali di punto raccolti o persi nell’urna.
Secondo le stime Eurostat, l’83% della popolazione delle aree metropolitane europee vive in periferia; nelle grandi città italiane ci sono 15 milioni di persone che abitano in ‘aree di confine’. Dentro a questa grande questione sociale si gioca dunque la vita concreta di una moltitudine di persone, che chiede risposte a chi è rimasto nei presìdi storici dei territori dimenticati: scuole, parrocchie, associazioni, realtà sportive e culturali. È il lavoro di mediazione preziosissimo svolto in questi contesti ad aver impedito rivolte sociali fomentate ad arte, che purtroppo sono accadute e accadranno, come hanno dimostrato i casi recenti di Torre Maura e Casal Bruciato a Roma. Proprio quelle vicende hanno svelato il rischio che si corre quando si affronta il tema della marginalità sociale in zone dimenticate: è il ‘rischio vetrina’, che trasforma il problema in emergenza, il quartiere in palcoscenico, la politica in spot promozionale, garantendo la ribalta a estremismi di ogni genere, peraltro poco rappresentativi del senso comune.

Leggi: Avvenire, 05/06/2019


martedì 4 giugno 2019
Terza età, la depressione non è un destino

Solitudine e depressione non rappresentano la naturale evoluzione dell’invecchiamento. Lo mostrano bene le differenze tra i paesi dove il welfare funziona meglio e quelli dove le persone sono lasciate sole, e sono soprattutto le donne a soffrire di più
La solitudine e i sintomi della depressione vengono generalmente considerati come problemi della terza età, connaturati al ‘normale’ invecchiamento. Questa concezione trova riscontro nella realtà dal momento che l’invecchiamento spesso implica circostanze e condizioni associate a un più alto rischio di solitudine e depressione. Tali circostanze e condizioni includono i problemi di salute, la perdita delle persone care, un maggiore rischio di deterioramento cognitivo e una disponibilità limitata di risorse socio-economiche. Una serie di ricerche svolte nei paesi occidentali mostra tuttavia che i tassi di solitudine e depressione si mantengono piuttosto stabili quando le persone entrano nella terza età, con picchi più alti dopo gli 80 anni. Gli incrementi del tasso di solitudine dovuti all’età potrebbero tuttavia essere più pronunciati e verificarsi nei paesi con condizioni di vita e programmi di welfare insoddisfacenti. Poco si sa sui rischi della solitudine legata all’età nei paesi dell’Europa orientale, dove emergono sfide significative in termini di soddisfacimento delle necessità materiali, sociali e sanitarie della popolazione anziana. In questi paesi, le prestazioni sanitarie sono insufficienti, le condizioni sanitarie della popolazione sono relativamente insoddisfacenti, e i tassi di povertà sono eleva.

Leggi: In Genere, 04/06/2019


giovedì 30 maggio 2019
La videosorveglianza garantisce diritti e dignità?

In sede di esame del cosiddetto decreto legge “sblocca cantieri” le Commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato hanno approvato un emendamento che riguarda la videosorveglianza nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità.
Al di là degli annunci e delle prime notizie, l’emendamento istituisce due fondi, uno per le scuole solo d’infanzia e uno per le strutture e contano ciascuno su una dotazione di 5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni di euro per ognuno degli anni dal 2020 al 2024.
In realtà non si tratta di nuove risorse: un fondo storna e usa risorse destinate al Ministero dell’Istruzione, l’altro fondo preleva da risorse destinate al Ministero della Salute per l’ammodernamento delle strutture sanitarie. I fondi e le relative risorse sono ora attribuiti al Ministero dell’Interno.
Nemmeno un euro potrà comunque essere speso prima dell’approvazione di una specifica norma. Questa (disegno di legge 897) è ancora in discussione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato; poi tornerà alla Camera.

Leggi: Fish Onlus, 30/05/2019


mercoledì 29 maggio 2019
Imposte locali, per chi scattano le «trappole di povertà»

Il meccanismo tecnico di applicazione e soprattutto la concentrazione di redditi bassi in precise zone del Paese, hanno creato sacche di ingiustizia. È urgente una riforma complessiva della fiscalità, a partire dalle addizionali regionali e comunali
Il prelievo delle addizionali comunali e regionali all’Irpef nasce come avente una portata “accessoria” rispetto all’Irpef nazionale. Non a caso si chiamano addizionali. Tuttavia, il meccanismo tecnico di applicazione, la generale diminuzione dei redditi e soprattutto la concentrazione di redditi bassi in precise zone del nostro Paese (il Mezzogiorno) hanno finito per creare meccanismi di estrema ingiustizia e da più parti si sente parlare della necessità di una riforma complessiva dell’imposizione sui redditi personali. All’interno della riforma sarà della massima importanza – e citiamo la piattaforma unitaria Cgil, Cisl e Uil – “rivedere in maniera organica la tassazione locale”.
Una nota stampa della Cgil Calabria ha messo in luce nei giorni scorsi una particolare caratteristica delle addizionali che porta alcune categorie di contribuenti, peraltro molto deboli e ampiamente diffuse nella regione, a pagare addizionali maggiori rispetto all’Irpef nazionale. Sono purtroppo assai numerosi, in Calabria, lavoratori con remunerazione bassa e lavori discontinui, specie nei settori del turismo e dell’agricoltura; bassi redditi che si ripercuotono, chiaramente, anche sull’importo degli assegni pensionistici.

Leggi: Rassegna Sindacale, 29/05/2019


DALLE REGIONI:

sabato 8 giugno 2019
Genova, entra in servizio il “maggiordomo di quartiere”

Sino al 10 agosto, dunque, 2 persone della Cooperativa Sociale Agorà saranno a disposizione nell’edicola di piazzetta Luccoli, da lunedì a sabato con orario 8-18, per varie attività
Primo giorno di lavoro, nel capoluogo ligure, per il cosiddetto “maggiordomo di quartiere”, a disposizione di lavoratori e residenti di via Luccoli e vico Casana per commissioni, consegne, piccole manutenzioni e varie ed eventuali cortesie.
L’iniziativa, nata da un progetto della Regione Liguria (assessorati alle Pari opportunità e alle Politiche sociali) con partner operativi Confindustria e Confesercenti e con la collaborazione del Comune di Genova, è stata presentata questa mattina dagli assessori regionale Sonia Viale e comunale Paola Bordilli.
Sino al 10 agosto, dunque, 2 persone della Cooperativa Sociale Agorà saranno a disposizione nell’edicola di piazzetta Luccoli, da lunedì a sabato con orario 8-18, per attività come ricevimento dei pacchi e consegna ai negozi di zona e nelle case, pagamento di bollettini e ricevimento della posta, monitoraggio degli anziani, ritiro di ricette e consegna farmaci. Il servizio, coordinato da Confesercenti Genova, fa parte del progetto regionale “Dal Welfare aziendale al Welfare territoriale”, finanziato dalla Regione con risorse del dipartimento nazionale per le Pari opportunità.

Leggi: Il Secolo XIX, 08/06/2019


martedì 4 giugno 2019
Sicilia, povertà sanitaria da record: 280 mila famiglie finite sul lastrico per curarsi

Secondo il dossier dell’istituto Demoskopika, la Sicilia è seconda solo alla Calabria per impoverimento dovuto alle spese sanitarie
Sicilia da record per impoverimento sanitario. Secondo il dossier Demoskopika, sono 283 mila le famiglie che nel 2017 sono finite nell’area del disagio economico a causa delle spese sanitarie, il 14, 2 per cento del totale. Solo la Calabria sta peggio, con il 14,9 per cento. Nel 2017 quasi 1,6 milioni di famiglie italiane hanno dichiarato di non avere i soldi, in alcuni periodi dell’anno, per poter affrontare le spese necessarie per curarsi. Nel 2016 Demoskopika aveva censite 69 mila le famiglie scivolate sotto la soglia della povertà per colpa della malattia di uno o più familiari, il 3,4 per cento. Un dato quattro volte inferiore rispetto a quello rilevato nel 2017. Emerge dall’Ips, l’indice di performance sanitaria realizzato, per il terzo anno consecutivo, dall’istituto sulla base di otto indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, democrazia sanitaria e speranza di vita.

Leggi: La Repubblica, 04/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Cascia, i nonni di comunità entrano in azione

“Per dare un futuro a questo territorio servono le bambine e i bambini, ecco perché un servizio come questo, rivolto alle giovani famiglie con figli piccoli, è fondamentale”. Con queste parole il sindaco di Cascia, Mario De Carolis, ha salutato l’apertura ufficiale del nuovo spazio gratuito per bambine e bambini tra i 18 e i 36 mesi, nel quale operano tre giorni a settimana le “nonne di comunità”, volontarie di Auser che affiancano le educatrici professioniste nelle attività ludico pedagogiche offerte dal centro.
Il progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, punta a creare una vera e propria rete di “Nonne e nonni di comunità” per dare supporto alle genitorialità fragili e valorizzare le risorse che i nonni volontari Auser possono offrire soprattutto in territori dove i servizi scarseggiano e povertà educativa ed economica si sommano.

Leggi: Auser Umbria, 03/06/2019


IN AGENDA:

Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

Leggi: Silver Economy Forum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

Leggi: Inca


Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

Leggi: Inca


Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

Leggi: In Salute


 Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


 

NEWS:

martedì 4 giugno 2019
RdC (Reddito di Cittadinanza): al 30 maggio oltre 1,25mln domande Inps, accolte 674 mila

Sono 1.252.148 le domande di Reddito di cittadinanza presentate fino al 30 maggio. Lo fa sapere l’Inps spiegando che su oltre 960.000 domande lavorate (su un totale di poco più di un milione e 60.000 presentate a marzo ed aprile), sono 674.000 le accolte. Le domande respinte sono 277.000 mentre 9.000 sono in evidenza per ulteriore attività istruttoria.
Il tasso di rifiuto è attualmente al 26%. L’importo medio a famiglia sulle 674.000 domande già accolte è di 540 euro. Le pensioni di cittadinanza finora liquidate sono circa 81.000 per un importo medio di 210 euro.

Leggi: Inca, 04/06/2019


martedì 4 giugno 2019
Medici: la situazione è diventata insostenibile

Le carenze di personale specializzato, che si protraggono da tempo, rendono ogni giorno più grave lo scenario nei servizi di emergenza e urgenza negli ospedali di tutto il territorio. Fp: “Sabato 8 giugno la categoria sarà in massa in piazza a Roma”
Medici pensionati richiamati in servizio, medici militari utilizzati nelle corsie di ospedali ‘civili’. “Le gravi carenze di personale specializzato, che si protraggono da tempo, rendono ogni giorno di più drammatica la situazione nei servizi di emergenza-urgenza negli ospedali di tutto il territorio nazionale”. A denunciarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e dirigenti del servizio sanitario, Andrea Filippi, nel rilanciare la presenza in piazza della categoria il prossimo 8 giugno a Roma “contro l’incapacità di questo governo di far fronte all’emergenza Sanità, in difesa del diritto alla salute della cittadinanza: ci saremo, camici bianchi, in mezzo ad un fiume di bandiere colorate”.
Nel dettaglio, osserva Filippi, “in assenza di un intervento strutturale del Governo per superare in modo definitivo la mancanza di medici, tutte le Regioni stanno correndo ai ripari con i più ‘disperati’ provvedimenti: in Piemonte si inseriscono nei pronto soccorso i medici di famiglia, in Toscana si ricorre a quelli senza specializzazione a danno di color che nel frattempo si stanno specializzando, fino ad interventi sicuramente più critici come quello di far tornare i pensionati, oggi proposto anche dalla Liguria dopo il Veneto, o quello allarmate di chiamare l’esercito come in Molise”

Leggi: Rassegna Sindacale, 04/06/2019


martedì 4 giugno 2019
Solitudine e coraggio: genitori anziani che si prendono cura dei figli disabili

A Treviso una donna di 82 anni è rimasta chiusa in casa accanto al corpo del figlio morto da 4 mesi. Nicoletti: “Diventare fantasmi è destino di tanti che hanno un figlio disabile adulto”. Gironi Carnevale: “Dignità calpestata”. Improta: “Si parla di puzza e di degrado, non dell’eroismo di chi si prende cura per una vita di un figlio disabile”
ROMA – Sono rimasti uniti, nella loro solitudine, fino alla morte e anche molti giorni dopo: la mamma, 82 anni, è rimasta a vegliare per quattro mesi il figlio disabile, morto a 50 anni in casa e vissuto sempre con lei. E’ accaduto a Treviso, dove i condomini e l’amministratore, allarmati dal forte odore che proveniva dall’appartamento in cui i due abitavano, ha chiesto alla polizia di intervenire per verificare la situazione. E’ così venuta alla luce una realtà che nessuno immaginava, nella sua drammaticità: l’uomo, morto da circa quattro mesi, disteso sul proprio letto, dove l’anziana madre non aveva mai smesso di stargli accanto. E l’appartamento in uno stato di abbandono, con rifiuti accumulati e sporcizia ovunque. Una storia di cui pochi giornali hanno parlato, ma che non è sfuggita a chi, genitore non più giovane di un adulto con disabilità, sente la propria condizione vicina e simile a quella della donna e di suo figlio.

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
L’Italia che invecchia frena economia e conti pubblici

Italia è il secondo Paese più anziano del mondo, preceduta solo dal Giappone per numero di cittadini con oltre 60 anni di età. L ‘ invecchiamento nei prossimi anni avrà impatti sempre più rilevanti non solo sulle famiglie e sui conti dello Stato, ma anche sull’economia e sugli investimenti. Proprio la casa, il bene rifugio per eccellenza, sarà al centro di tensioni sempre più forti. Secondo l ‘ Onu, nel 2017 nel mondo il Giappone era al primo posto con il 33,4% della popolazione con oltre 60 anni, seguito dall’Italia con il 29,4%. Le persone con 60 anni o più passeranno da 962 milioni nel 2017 a 2,1 miliardi nel 2050: il Giappone sarà sempre primo con il 42,4%, l ‘ Italia solo ottava con il 40,3%. Ma se 2017 la popolazione di 60 anni o più in Italia era di 17,43 milioni di persone, nel 2050 sarà di 22,2 milioni. Di questi, le donne sole saranno il 37,9% e gli uomini il 16,5%, quelli che vivranno con il solo coniuge saranno il 34,3% delle donne e il 49,5% degli uomini. L ‘ invecchiamento procede spedito soprattutto nelle aree urbane. Tra il 2000 e il 2015, nel mondo il numero di persone con più di 60 anni è aumentato del 68% nelle aree urbane a fronte del 25% delle aree rurali.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 03/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Anche la Liguria richiama i medici in pensione

L’allarme rilanciato dalla Cgil regionale: “È questa l’ultima di una serie di scelte assunte dall’assessore regionale Sonia Viale che certificano il collasso della sanità pubblica. Ma così non si fa altro che favorire l’ingresso dei privati”
“La delibera di Giunta della settimana scorsa che autorizza l’assunzione di medici in pensione nel sistema sanitario ligure è l’ultimo di una serie di scelte assunte dall’Assessore regionale Sonia Viale che certificano una sanità regionale al collasso”. Lo affermano in una nota Federico Vesigna (segretario generale Cgil Liguria) e Fulvia Veirana (segretaria generale Fp Cgil Liguria). Da più di due anni quasi tutti i sindacati segnalano la pesante carenza di organico nelle Asl: mancano medici, professionisti sanitari e non, tecnici. “La Giunta – osservano i due sindacalisti – aveva tutto il tempo per pianificare concorsi, negoziare con il governo regole che consentissero di assumere medici giovani. Ma non lo ha fatto”.
“Ma non ha neppure assunto gli infermieri che mancano – prosegue la Cgil ligure – pur avendo fatto i concorsi ed avendo in graduatoria professionisti che non vedrebbero l’ora di iniziare a lavorare. Così come non si è dato avvio al concorso per l’assunzione degli operatori socio sanitari. Nonostante lo sblocco delle assunzioni a livello nazionale e un margine di spesa utilizzabile di oltre 120 milioni di euro, si preferisce tagliare servizi e sfiancare il personale medico e non per fare funzionare quel che resta”

Leggi: Rassegna Sindacale, 03/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Verso un Codice in materia di disabilità: prime considerazioni

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 febbraio 2019 prevede una delega molto ampia al Governo di “semplificazione e codificazione in materia di disabilità”. Il provvedimento risponde alle attese delle persone con disabilità? Ne parliamo con Roberto Speziale, presidente di Anffas nazionale e coordinatore della Consulta Disabilità in seno al Forum del Terzo Settore.
Il disegno di legge elaborato dal Governo a oltre due anni dalla Conferenza nazionale di Firenze è un provvedimento nel solco del Secondo Programma di Azione Biennale – anche se non viene citato espressamente – oppure fa riferimento al cosiddetto “Contratto per il Governo del cambiamento”?
Al momento in cui parliamo lo schema di legge delega non si sa a che punto sia. Sembra che sia ancora alla Ragioneria per la ‘bollinatura’; non ci risulta, infatti, ancora presentato in Parlamento. Ne parliamo, quindi, con beneficio di inventario in attesa che il provvedimento sia ufficializzato e si conoscano maggiormente motivazioni e lavori preparatori.
D’altro canto, proprio nelle ultime settimane, l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità è stato riconvocato a seguito del trasferimento delle competenze dal Ministero delle Politiche Sociali al nuovo Ministero per la Famiglia e le Disabilità, e quindi vi è la speranza che finalmente, dopo oltre un anno e mezzo dal suo insediamento, questo possa ripartire per i suoi lavori. Al momento, però non è chiaro se l’Osservatorio sarà parte attiva nella costruzione del c.d. Codice in Materia di disabilità”, la cui idea promana proprio dal Ministero a cui oggi fa capo tale organo

Leggi: Welforum, 03/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Nutrizione: migliorare l’assistenza per renderla razionale, efficace e appropriata

Formazione universitaria, inserimento della nutrizione clinica nei Pdta delle malattie croniche, introduzione delle terapie nutrizionali nei Lea almeno per alcune categorie di pazienti, a partire dai pazienti oncologici, blocco della chiusura delle U.O. di Nutrizione esistenti e creazione di nuove. Sono alcuni degli interventi identificati come importanti ed urgenti dai “Fogli di Roma sulla nutrizione clinica”. Si tratta del frutto del lavoro di oltre 100 esperti che durante il 1° Forum sulla Nutrizione Clinica “Nutrendo” si sono riuniti in sei tavoli tematici: associazioni pazienti, società scientifiche, formazione, Ssn, industria e comunicazione. Il documento, in corso di finalizzazione, sarà pubblicato sui “Quaderni del Sole 24 Ore”.
“La nutrizione clinica – dichiara il professor Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC e ideatore del Forum Nutrendo – è a tutti gli effetti un’opportunità non ancora sfruttata. Dalla sua implementazione nel campo delle patologie croniche è ormai ampiamente dimostrato come possa derivare un consistente risparmio in termini di costi sanitari, sociali e vite umane. Il Forum Nutrendo promosso dalla SINuC ha gettato le basi per un risorgimento della specialità, nelle nostre intenzioni infatti i Fogli di Roma saranno il punto di partenza per migliorare l’assistenza, renderla razionale, efficace e appropriata”.

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 03/06/2019


domenica 2 giugno 2019
Politiche sanitarie e non sanitarie nelle diseguaglianze di salute. Il convegno dell’ASviS e dell’Iss

Nonostante la sanità italiana si collochi ai primi posti in Italia e in Europa rispetto al raggiungimento di molti dei target dell’Obiettivo 3 dell’Agenda Onu (Salute e benessere per tutti), il permanere e l’accentuarsi di situazioni e processi di diseguaglianza mostrano che è ancora molta la strada da fare
Le diseguaglianze di salute sono interamente riconducibili a politiche sanitarie? Che ruolo hanno le politiche non sanitarie nell’accesso al benessere sanitario? E a che punto sono l’Italia e l’Europa nell’adozione di pratiche adeguate? A queste e altre domande hanno tentato di rispondere i molti relatori intervenuti al Convegno organizzato dall’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del terzo Festival italiano dello Sviluppo Sostenibile, una grande manifestazione di sensibilizzazione alla cultura della sostenibilità che si svolge da fine maggio a inizio giugno in tutta Italia con oltre mille eventi.
In linea con l’orientamento integrato delle analisi condotte dall’ASviS, incentrate sullo sviluppo socioeconomico, territoriale e culturale, in apertura del convegno è stata rimarcata la forte interdisciplinarietà del tema delle diseguaglianze.

Leggi: Quotidiano Sanità, 02/06/2019


sabato 1 giugno 2019
In centomila in piazza per difendere i diritti degli anziani

Pensionati e pensionate invadono Roma e fanno splendere il sole.
Al governo mandano a dire: «Dateci retta: abbiamo sedici milioni di buoni motivi». Spi, Fnp e Uilp chiedono un tavolo al governo dove rinegoziare la rivalutazione delle pensioni, riformare seriamente la Fornero, rifinanziare la sanità, fare una legge per la non autosufficienza, ridurre le tasse su pensioni e lavoro.
I pensionati sono arrabbiatissimi. «Dateci retta altrimenti scateniamo l’inferno», portano scritto sui cartelli molti manifestanti in piazza San Giovanni a Roma. E appena dal palco montato proprio sotto la cattedrale di Roma e del mondo intero, Ivan Pedretti comincia a parlare, si capisce subito di cosa è capace il sindacato quando è unito come oggi. «Siamo qui in questa bellissima piazza in tanti – ha detto il segretario generale dello Spi Ivan Pedretti – ma se non ci saranno risposte domani saremo ancora di più. Continueremo a mobilitarci, in tutte le città, nei comuni e nei quartieri. E se sarà necessario chiederemo a Cgil, Cisl e Uil di bloccare il paese utilizzando quel vecchio arnese del ‘900 che si chiama sciopero generale».

Leggi: Liberetà, 01/06/2019


sabato 1 giugno 2019
Pedretti: senza risposte sciopero generale contro governo

“Siamo qui in questa bellissima piazza in tanti ma se non ci saranno risposte domani saremo ancora di più. Continueremo a mobilitarci, in tutte le città, nei comuni e nei quartieri. Se sarà necessario chiederemo a Cgil, Cisl e Uil di bloccare il paese utilizzando quel vecchio arnese del ‘900 che si chiama sciopero generale”.
Lo ha detto il Segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti intervenendo alla
“Anche se il voto europeo in Italia ha premiato Salvini noi vogliamo dirlo con forza che la razza è solo quella umana. Se lo ricordi il Ministro della paura. Ci batteremo e risponderemo colpo su colpo ad ogni forma di violenza, di intolleranza e di razzismo. Smettetela di odiare il diverso, chi scappa dalle guerre, dalla fame e dalle indigenze.
Basterebbe ricordare come trattavano i migranti italiani all’estero. Noi non possiamo essere razzisti, non è la storia italiana. Questa politica dell’odio e dell’intolleranza ci porterà all’isolamento, alla solitudine e all’avarizia”.
“Dateci retta, cambiate politica perché così ci portate a sbattere. A questo governo chiediamo dove sia andato a finire il contratto di milioni di pensionati con lo Stato. In quel contratto non c’era scritto di tagliare la rivalutazione delle pensioni. Voi quel contratto lo avete stracciato. Non siamo noi gli avari ma siete voi che state dilapidando risorse che non sono vostre, senza nemmeno domandare.
Volete una guerra tra poveri perché quei soldi non li avete presi dai ricchi, dagli evasori e dagli imbroglioni.
Aumentate il finanziamento pubblico sulla sanità, servono 4 miliardi per dare a tutti i cittadini italiani il diritto a curarsi. Fate una legga sulla non autosufficienza, abolite i ticket, riducete le liste d’attesa, assumete più personale senza ingrossare le fila dei privati”.

Leggi: Spi-Cgil, 01/06/2019


venerdì 31 maggio 2019
Domiciliarità e residenzialità, due mondi in uno

In una società con forte crescita della popolazione anziana ci ritroviamo con servizi pubblici scarsi e poco efficaci per fronteggiare la crescente non autosufficienza. A partire da una panoramica dei servizi esistenti in Piemonte e dall’analisi di alcune loro criticità, l’autrice offre una riflessione sulle possibili risposte “dal basso”, in grado di fornire soluzioni diversificate e flessibili. Partendo da un’esperienza locale, l’articolo propone di allargare lo sguardo verso sperimentazioni simili, con l’auspicio che vengano comprese, accolte e implementate allo scopo di creare un sistema di servizi diverso, prima che la non autosufficienza diventi un’emergenza sociale. di Denisa Garrone (Assistente sociale specialista)
Le politiche per gli anziani non autosufficienti della regione Piemonte
Gli interventi pubblici rivolti all’anziano, parzialmente o totalmente non autosufficiente, residente in Piemonte, si differenziano in diversi livelli di intervento:
Residenzialità.
Residenzialità temporanea o ricoveri di sollievo.
Semiresidenzialità.
Domiciliarità: prestazioni erogate presso il proprio domicilio.
RSA aperta: (attivata solo in alcuni casi sporadici) misura che coinvolge ultrasessantacinquenni non autosufficienti, idonei ad un progetto di inserimento in RSA ma che, al contempo, presentano condizioni sanitarie che permettono di procrastinare l’inserimento in struttura attraverso l’erogazione di prestazioni del tutto assimilabili a quelle erogate in RSA: prestazioni infermieristiche, OSS, fisioterapia, riabilitazione motoria, consulenza medica. Consente inoltre di attivare consulenze per l’adattamento dell’ambiente domestico, addestramento del caregiver e facilitazione della famiglia a partecipare a gruppi di mutuo auto aiuto.
Per accedere a queste diverse tipologie di intervento l’interessato deve presentare una formale domanda all’Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) presso il distretto sanitario dell’ASL di appartenenza1, corredata da impegnativa del Medico di Medicina Generale, scheda informativa sanitaria, attestato di richiesta del modello ISEE e copia della dichiarazione sostitutiva unica DSU.

Leggi: I Luoghi della Cura, 31/05/2019


mercoledì 29 maggio 2019
Il valore degli anziani attivi? Lo spiega un nuovo spot per il trentennale di Auser

Il nuovo spot di Auser ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’invecchiamento attivo e valorizzare il ruolo delle persone anziane nella vita sociale, civile, economica e culturale del Paese. Lo ha realizzato l’agenzia Idea Comunicazione
“Il tempo dà valore alle cose, una vita attiva dà valore alle persone”. È il titolo dello spot realizzato dall’Auser in occasione del suo trentennale di fondazione, che ha come obiettivo sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’invecchiamento attivo e valorizzare il ruolo delle persone anziane nella vita sociale, civile, economica e culturale del Paese. Si è cercato di ribaltare una considerazione ancora molto diffusa: quella che vede gli anziani come soggetti non più attivi nella società, un peso. Lo spot, della durata di 30 secondi, pone al centro la metafora di come gli oggetti antichi e unici acquistano valore anche le persone anziane che hanno una vita attiva acquistano valore per sé e per gli altri col passare del tempo. Realizzato a Roma dall’agenzia Idea Comunicazione con la regia di Antonio Palumbo, lo spot vede come protagonista Sofia, volontaria Auser con 76 anni di invecchiamento attivo.

Leggi: Redattore Sociale, 29/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Il cinema come strumento educativo per imparare ad invecchiare meglio

L’articolo presenta l’iniziativa culturale “La stagione del raccolto”, una rassegna cinematografica organizzata dall’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS di Trieste in collaborazione con l’Associazione Aris e la Cooperativa Bonawentura che, da 15 anni, attraverso lo strumento del cinema, promuove una cultura attiva dell’invecchiamento.
di Francesco Mosetti-d’Henry (Responsabile programmazione strategica aziendale Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS di Trieste)
Nell’antica Grecia, allo scopo di curare le persone che presentavano problemi depressivi, i primi medici filosofi utilizzavano le grotte come ambiente terapeutico. Essi avevano capito che un ambiente buio, circoscritto e dalle caratteristiche quasi “avvolgenti”, poteva riportare alla memoria emozionale del singolo la situazione di protezione affettiva vissuta nel ventre materno, generando una percezione di maggiore sicurezza e libertà di espressione del proprio sé.
Questo tipo di esperienza accade, in modo analogo, quando ci si reca al cinema o, ancor più semplicemente, quando ci apprestiamo a vedere un film nella nostra casa, avvolti da un comodo divano e in penombra. Lo spettatore, identificandosi con i protagonisti della narrazione visiva, traspone i propri bisogni e desideri nei vissuti dei personaggi filmici e ciò gli consente di esprimere e sperimentare alcune emozioni che, nella quotidianità, vengono mantenute “chiuse” in qualche recondito ambito del proprio essere. Rassicurato da una situazione protetta, egli può partecipare emotivamente alla narrazione cinematografica, acquisendo una maggiore consapevolezza nella capacità di gestione delle emozioni e affrontando meglio la propria quotidianità.

Leggi: I Luoghi della Cura, 27/05/2019


mercoledì 22 maggio 2019
Abitare: un diritto anche per le persone con disabilità

Uno sguardo finalmente diverso, sui servizi e i loro mandati, ispirato alla Convenzione ONU
Se diamo uno sguardo alle pratiche più innovative e alla letteratura scientifica sul tema della disabilità e, in modo più specifico alla disabilità associata a disturbi del neuro sviluppo, c’è, pur nella diversità di accenti, una evidente convergenza su una visione dei servizi come strumento essenziale per l’esercizio dei diritti fondamentali della persona. Tra questi diritti certo ci sono anche la protezione sociale e l’assistenza, ma solo come ancillari rispetto agli scopi principali: creare condizioni di eguaglianza di opportunità tra cittadini, riconoscimento della piena dignità della persona, dei suoi talenti e del suo potenziale di fioritura umana.
Questa visione trova nella Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità una sua formulazione giuridica vincolante che “obbliga” gli Stati e di fatto l’intera società civile a chiudere definitivamente la “stagione” di stigmatizzazione e segregazione delle persone con disabilità.

Leggi: Welforum, 22/05/2019


martedì 7 maggio 2019
Newsletter Sportelli Sociali Maggio 2019 –  Indagine sull’assistenza domiciliare 2018: chi la fa, come si fa e buone pratiche

Il trend dell’offerta di cure domiciliari agli anziani si conferma in crescita (+0,2% rispetto al 2016), ma resta ancora un privilegio per pochi: ne gode solo 3,2% degli over65 residenti in Italia, con una forte variabilità a seconda delle aree del Paese, se non all’interno della stessa Regione, per quanto riguarda l’accesso al servizio, le prestazioni erogate rispetto quelle inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), le ore dedicate a ciascun assistito, la natura pubblica o privata degli operatori e il costo pro capite dei servizi.
Inoltre si riscontra disomogeneità nel numero delle ore e degli accessi garantiti per ogni assistito. All’ampia variabilità in termini di assistiti ed attività erogate, corrispondono anche costi differenti per la singola presa in carico che variano dai 543 euro agli oltre 1000 euro tra le realtà prese in esame. Dalla comparazione con gli altri Paesi europei, l’Italia, il Paese più vecchio d’Europa, vive le conseguenze della pressione demografica: aumento del carico di cronicità, disabilità e non autosufficienza.
Scarica l’Indagine di Italialongeva sull’Assistenza Domiciliare in Italia (ADI): chi la fa, come si fa e buone pratiche – Edizione 2018 (sito italialongeva.it)

Leggi: Comune di Bologna


DALLE REGIONI:

martedì 4 giugno 2019
Montieri, la farmacia che resiste allo spopolamento

Grazie ai fondi stanziati dalla Regione Toscana per le farmacie dei comuni disagiati, il farmacista Claudio Cianchi (a Montieri in provincia di Grosseto) mantiene la propria occupazione e il presidio sanitario continua ad esistere
Gli anziani sono sempre più anziani, i giovani se ne vano in città. E Montieri, in provincia di Grosseto, rischia di spopolarsi. Un problema ancora più urgente se visto con gli occhi di Claudio Cianchi, 64 anni, il farmacista del paese, l’unico farmacista dell’unica farmacia. Un presidio sanitario fondamentale, visto che l’altra farmacia più vicina sarebbe quella a Prata, distante 12 chilometri. Dodici chilometri quasi impossibili da percorrere per i tanti anziani che vivono a Montieri. “Ma il giro d’affari della farmacia è sempre più basso, i clienti sempre di meno e non è facile resistere alla crisi” ha spiegato Cianchi.
Ecco perché sono fondamentali i fondi stanziati dall’assessorato alla sanità della Regione Toscana per le farmacie dei comuni disagiati. Anche per il 2019, per garantire una distribuzione sempre più capillare delle farmacie su tutto il territorio regionale, la Regione riconosce un contributo a favore di queste farmacie. E quest’anno il contributo è più alto rispetto agli anni precedenti: 650.000 euro, a fronte dei 400.000 del 2018. Lo prevede una delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute e al sociale e approvata dalla giunta nel corso della sua seduta di ieri pomeriggio.

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Pesaro e Urbino, pensionati sempre più poveri e anziani

Due su tre percepiscono meno di 750 euro lordi al mese
Sono oltre 119 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’Inps nella provincia di Pesaro Urbino, e di queste 59 mila sono le pensioni di vecchiaia (pari al 49,8% del totale). Sono 11mila le pensioni di invalidità (9,5%), 23 mila le pensioni ai superstiti (19,3%), 4 mila le pensioni/assegni sociali (3,3%) e oltre 21 mila sono le prestazioni a invalidi civili (20,6%). E’ quanto emerge dai dati dell’Inps 2019 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici), elaborati dall’Ires Cgil Marche.
Dal 2015 il numero delle pensioni complessivamente erogate nella provincia è diminuito del 2,14%, pari a 2.600 prestazioni in meno. Nello stesso periodo si è innalzata l’età media dei pensionati. Ciò è particolarmente evidente per l’età di coloro che sono stati lavoratori dipendenti: dal 2015 ad oggi, i pensionati con meno di 65 anni di età sono passati dal 14,5% all’11,5% del totale, mentre coloro che hanno oltre 80 anni sono passati dal 31,4% al 35,6%.

Leggi: Rassegna Sindacale, 03/06/2019


mercoledì 29 maggio 2019
Arriva l’obbligo di installare telecamere nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture per anziani e disabili-

Le commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato hanno approvato l’emendamento bipartisan al decreto sblocca cantieri, firmato da senatori di Lega, M5S, Pd e Forza Italia. La proposta, come annunciato, è stata rivista soltanto sulle coperture. Nello specifico, è prevista nello stato di previsione del ministero dell’Interno una dotazione di 5 milioni per il 2019 e 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 che serviranno ai Comuni per installare in ogni aula di ogni scuola per l’infanzia sistemi di videosorveglianza e apparecchiature finalizzate alla conservazione delle immagini. Altrettanti ne vengono stanziati per fornire gli stessi strumenti alle strutture sociosanitarie e socioassistenziali per anziani e persone con disabilità, a carattere residenziale, semiresidenziale o diurno.

Leggi: Auser, 29/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Part-time ciclico: vittoria importante in materia di previdenza

Andrà in pensione la prima lavoratrice che ha promosso vincendola una causa contro l’Inps per ottenere l’accredito dei contributi anche nei periodi di sospensione lavorativa
Andrà finalmente in pensione la prima lavoratrice che, avendo un contratto di lavoro con part-time ciclico con sospensione lavorativa durante l’estate, ha promosso vincendola una causa contro l’Inps per ottenere l’accredito dei contributi anche nei periodi di sospensione lavorativa. La sentenza del Tribunale di Milano ottenuta, passata in giudicato e quindi non più impugnabile, ha sancito il riconoscimento dell’anzianità contributiva nei periodi non lavorati in conseguenza del rapporto di lavoro part time ciclico.
Ne dà notizia, in una nota, la Filcams della Lombardia: “Per effetto di ciò la lavoratrice, da noi assistita, ha ottenuto l’accredito di ben 243 settimane che le hanno consentito di raggiungere finalmente il traguardo della pensione. È sicuramente un risultato importante, ma sono ancora tantissime, oltre 100mila in tutta Italia, le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono i servizi in appalto di ristorazione, pulizie e assistenza alla persona nelle scuole di ogni ordine e grado, che ad oggi non si vedono riconosciuti i contributi durante il periodo di sospensione scolastica in quanto la normativa non è ancora stata modificata”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 23/05/2019


mercoledì 22 maggio 2019
Newsletter Sportelli Sociali Maggio 2019 – Disabilità, dalla Regione 6,5 milioni ai Comuni contro le barriere architettoniche

Abitazioni che hanno porte troppo strette, pavimenti scivolosi, bagni poco funzionali, oppure edifici privi di ascensore o montascale. Una risposta concreta ai bisogni di questi cittadini arriva dalla Regione Emilia-Romagna, che per il 2019 mette in campo 6,5 milioni di contributi per finanziare interventi negli appartamenti e nelle parti comuni dei palazzi abitati da disabili frutto della ripartizione dei 29 milioni  di euro del Fondo  nazionale per il superamento  delle barriere architettoniche concessi all’Emilia-Romagna nel triennio 2018-2020.
Potrà essere soddisfatta, da Piacenza a Rimini, una parte delle 6.722 domande presenti nelle graduatorie comunali al 1^ marzo 2019, dando precedenza a situazioni di maggiore gravità (disabilità motoria certificata al 100%).
Le risorse del Fondo nazionale sono state ripartite tenendo conto del numero di richieste presenti nelle graduatorie comunali. A Bologna vanno 1,5 milioni di euro; Modena 1,2 milioni; Reggio Emilia 720 mila euro; Ravenna 642 mila; Parma 640 mila; Rimini 596 mila; Forlì-Cesena 559 mila; Ferrara 472 mila e Piacenza 278 mila euro.

Leggi: Rete Caad, 22/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
Newsletter Sportelli Sociali Maggio 2019 – Vicinanza solidale tra famiglie: al via un avviso pubblico per dare la propria disponibilità

Il Comune di Bologna in collaborazione con Asp Città di Bologna ha pubblicato un avviso pubblico per la formulazione di proposte di vicinanza solidale tra le famiglie.
L’obiettivo è di sostenere alcune famiglie nell’organizzazione quotidiana, attraverso la solidarietà di altre famiglie o di singole persone in una logica di affiancamento e di condivisione delle risorse e delle opportunità.
Le persone che si propongono come risorse nella vicinanza solidale accompagnano il bambino nello svolgimento di alcune attività e in alcuni compiti relativi ai suoi bisogni di crescita (accompagnamento a scuola, visite, attività sportive,…); accompagnano i genitori nel fronteggiare alcuni problemi della vita quotidiana prestando attenzione a non sostituirsi a loro, promuovendo le loro capacità; promuovono l’integrazione della famiglia nella vita sociale del territorio di appartenenza.

Leggi: Comune di Bologna, 10/05/2019


IN AGENDA:

Il 6 giugno a Roma presentazione del libro “Colazione da re” per una sana alimentazione delle persone anziane

Giovedì 6 giugno a Roma presso la Città dell’Altra Economia Ristorante Stazione di Posta Largo Frisullo 1, alle ore 11, si terrà la presentazione del libro del medico e nutrizionista Paolo Pigozzi “Colazione da Re” edito da Liberetà. Il libro è frutto della collaborazione fra Auser e Spi Cgil sui temi dell’alimentazione e dell’invecchiamento in salute.
“Colazione da Re” è un semplice e pratico manuale da sfogliare e tenere a portata di mano in cucina che attraverso ricette semplici e consigli pratici, ci permette di stare meglio e di “volerci bene”. Dalla A alla Z gustose ricette e alimenti salutari che ci possono aiutare ad affrontare quei disturbi che spesso insorgono con l’avanzare dell’età come il colesterolo, l’insonnia, l’ipertensione. Questo libro rappresenta la tappa conclusiva dell’indagine sulle abitudini alimentari e il modo di curarsi degli anziani “Pensa a cosa mangi” realizzata da Spi e Auser che ha coinvolto in due fasi gli anziani e gli esperti della salute.
All’iniziativa saranno presenti oltre all’autore, Ivan Pedretti segretario generale Spi Cgil ed Enzo Costa presidente nazionale Auser. Modera Giorgio Nardinocchi direttore di Liberetà.
Alla presentazione seguirà lo spettacolo teatrale “Saga Salsa” di Qui e ora Residenza Teatrale.
Attorno a un tavolo, fra una portata e l’altra, tre donne, tre generazioni diverse, una nonna, una mamma e una figlia, a parlare delle loro vite. Tre donne che mettono in tavola il passato e il presente in una cena da gustare, ma anche da vedere e ascoltare, una cena in cui tutti i sensi sono chiamati a partecipare e dove il pasto da consumarsi non è fatto solo di cibo ma anche di emozioni, sapori e storie.

Leggi: Auser


Milano, Dare voce agli invisibili

Venerdì 7 giugno dalle ore 9,30 alle 13.00 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, si terrà il seminario “Dare voce agli invisibili. Le povertà in Lombardia dal Rei al Reddito di Cittadinanza”.
L’iniziativa è promosso dall’Alleanza contro la povertà in Lombardia, in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica con l’obiettivo di fare il punto sull’avvio del Reddito di Cittadinanza in Lombardia, dedicando particolare attenzione alle dimensioni delle povertà – a partire dai soggetti più fragili come i minori, gli stranieri e le persone senza dimora – evidenziando l’esigenza di integrazione fra politiche nazionali e regionali per promuovere inclusione lavorativa e sociale.

Leggi: Auser


Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

Leggi: Silver Economy Forum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

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Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

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Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

Leggi: Rassegna Sindacale


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

Leggi: Auser


Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

Leggi: Auser


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


 

 

NEWS:

martedì 28 maggio 2019
Sfida tra cuochi delle case di riposo per creare un piatto anti-invecchiamento

Dalla scelta degli ingredienti alle tecniche di trasformazione, tutto dovrà essere curato “a puntino” per creare un piatto su misura degli utenti dei Centri. L’obiettivo è promuovere una corretta alimentazione che aiuti ad invecchiare meglio
Promuovere una corretta alimentazione che aiuti a invecchiare meglio. È l’obiettivo della Gara nazionale di ristorazione di qualità dei Centri di servizio alla persona, un contest che si rinnova giovedì 30 maggio a Varese con il tema “Dalla memoria, contro l’invecchiamento! e che mira a unire le tecniche gastronomiche con le migliori combinazioni alimentari per creare un piatto che “allunghi la vita”. L’iniziativa è a cura dell’Ansdipp (Associazione nazionale dei manager del sociale e del sociosanitario), che lega le regioni d’Italia per i servizi alla persona.
Dalla scelta degli ingredienti alle tecniche di trasformazione, tutto dovrà essere curato “a puntino” per creare un piatto su misura degli utenti. Un piatto che li faccia tornare indietro nel tempo, per riscoprire le tradizioni locali e i ricordi del passato, ma con una rivisitazione moderna. Ansdipp ha invitato gli staff delle Rsa in gara a dare forma e gusto alla personalità di ogni regione con una ricetta della tradizione. Ogni partecipante potrà presentare due ricette (un piatto e un dessert anti-aging), di cui solo uno passerà l’ultima selezione. Possono partecipare unicamente i cuochi impiegati da almeno un anno nelle case di riposo aderenti al concorso. Grazie al supporto e all’attenzione di Ansdipp, il 30 maggio diventa un’occasione di festa dove i veri protagonisti della serata saranno i cuochi in gara, per esaltare queste figure professionali che giorno dopo giorno, con passione e impegno, operano nei centri di servizio alla persona.

Leggi: Redattore Sociale, 28/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Taglio alle pensioni. Basta bugie! La verità viene a galla

Quanto costerà ai pensionati il taglio della rivalutazione delle pensioni decisa dal governo giallo-verde? Cifre irrisorie, secondo il presidente del Consiglio, che dà degli “avari” ai pensionati scesi in piazza per protestare contro l’ingiusta decurtazione. E che manifesteranno di nuovo tra pochi giorni a Roma in piazza San Giovanni.
Da una delle lettere giunte in redazione a LiberEtà nei mesi scorsi, è nata una triangolazione di domande e risposte che ha coinvolto un nostro lettore, Elio Caddoppi dell’Emilia Romagna, la vicepresidente della Camera, la grillina Maria Edera Spadoni, e il dipartimento previdenza dello Spi.
Il nostro lettore voleva avere lumi sulla rivalutazione varata dall’attuale governo, e poi avuta la risposta del nostro esperto, Giuliano Ferranti del dipartimento previdenza dello Spi, ha pensato di girarla all’onorevole Maria Edera Spadoni. La risposta che ha ottenuto dalla parlamentare 5 Stelle che è anche vicepresidente della Camera, è stata la seguente: «Una delle bufale più odiose che stanno diffondendo in queste settimane opposizioni e giornali – gli scrive la deputata – riguarda i pensionati, che subirebbero nel 2019 decurtazioni ai loro assegni mensili. Naturalmente è il contrario. Con la manovra di fine 2018 siamo intervenuti noi, aumentando la percentuale di rivalutazione. A diminuire sono solo le pensioni oltre nove volte il trattamento minimo (oltre 4.569,28 euro lordi), cioè pensioni d’oro alle quali abbiamo chiesto un contributo anche per aumentare quelle più basse. Con le misure contenute nella nostra prima manovra abbiamo messo miliardi nelle tasche dei pensionati». Ma davvero i pensionati si troveranno in tasca tutti questi soldi?

Leggi: Liberetà, 27/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Dieci proposte per salvare il lavoro di cura

Il lavoro domestico in Europa rappresenta il 4% dell’occupazione totale. Ne parliamo con Andrea Zini, vice presidente di Assindatcolf ed Effe, che hanno appena presentato dieci proposte per un welfare che sostenga caregiver e famiglie
Non si tratta solo di manutenzione e pulizia delle case, il lavoro domestico riguarda l’assistenza ad anziani, disabili, malati e in Europa è un settore che rappresenta il 4% dell’occupazione totale, con 8 milioni di lavoratori regolari e chissà quanti irregolari, e 5 milioni di nuovi potenziali posti di lavoro. Sono i dati appena diffusi dal Libro Bianco del lavoro domestico che Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico ed Effe, Federazione europea dei datori di lavoro domestico hanno presentato alla vigilia delle elezioni europee per chiedere un pieno riconoscimento del settore. Abbiamo rivolto alcune domande ad Andrea Zini, vicepresidente di Assindatcolf ed Effe.
Perché è così importante un impegno politico per il pieno riconoscimento del lavoro domestico in Europa?
È assolutamente importante per due motivi molto banali. Il primo è la tutela dei lavoratori, cosa che se non c’è un contratto collettivo e il lavoro viene svolto in nero, o come dicono in Europa, è informale, non può avvenire. Eppure si tratta di logiche condivise di solidarietà sociale e interventi tipici di ogni stato, principi che sono compresi nello stesso Pilastro europeo dei diritti sociali approvato dalla commissione Juncker. In secondo luogo, se parliamo di assistenza non solo alle persone ma anche alle cose, è importante per permettere soprattutto alle donne di poter lavorare e svolgere una professione, delegando a qualcun altro la cura della casa e l’assistenza dei familiari.

Leggi: Ingenere, 27/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Il cinema come strumento educativo per imparare ad invecchiare meglio

L’articolo presenta l’iniziativa culturale “La stagione del raccolto”, una rassegna cinematografica organizzata dall’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS di Trieste in collaborazione con l’Associazione Aris e la Cooperativa Bonawentura che, da 15 anni, attraverso lo strumento del cinema, promuove una cultura attiva dell’invecchiamento.
di Francesco Mosetti-d’Henry (Responsabile programmazione strategica aziendale Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS di Trieste)
Nell’antica Grecia, allo scopo di curare le persone che presentavano problemi depressivi, i primi medici filosofi utilizzavano le grotte come ambiente terapeutico. Essi avevano capito che un ambiente buio, circoscritto e dalle caratteristiche quasi “avvolgenti”, poteva riportare alla memoria emozionale del singolo la situazione di protezione affettiva vissuta nel ventre materno, generando una percezione di maggiore sicurezza e libertà di espressione del proprio sé.
Questo tipo di esperienza accade, in modo analogo, quando ci si reca al cinema o, ancor più semplicemente, quando ci apprestiamo a vedere un film nella nostra casa, avvolti da un comodo divano e in penombra. Lo spettatore, identificandosi con i protagonisti della narrazione visiva, traspone i propri bisogni e desideri nei vissuti dei personaggi filmici e ciò gli consente di esprimere e sperimentare alcune emozioni che, nella quotidianità, vengono mantenute “chiuse” in qualche recondito ambito del proprio essere. Rassicurato da una situazione protetta, egli può partecipare emotivamente alla narrazione cinematografica, acquisendo una maggiore consapevolezza nella capacità di gestione delle emozioni e affrontando meglio la propria quotidianità.

Leggi: I Luoghi della Cura, 27/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Nessun limite alla realizzazione di un ascensore privato in condominio

Negli edifici condominiali l’utilizzazione delle parti comuni per la realizzazione di un impianto posto a servizio esclusivo di un appartamento esige non solo il rispetto delle regole dettate dall’articolo 1102 codice civile – comportante il divieto di alterarne la destinazione e di impedire agli altri partecipanti di farne parimenti uso (secondo il loro diritto) – ma anche l’osservanza delle norme stabilite dal codice civile in tema di distanze, onde evitare la violazione del diritto degli altri condòmini sulle porzioni immobiliari di loro esclusiva proprietà.
Tale disciplina, tuttavia, non opera nell’ipotesi d’installazione nel fabbricato di un impianto ascensore. Tanto è quanto ha appena stabilito la Suprema Corte di Cassazione con la Sentenza n.13217 pubblicata in data 16 maggio 2019 (Consigliere relatore Antonio Scalisi).
Un simile opera è stata ritenuta, invero, indispensabile ai fini di una reale abitabilità dell’appartamento, consona all’evoluzione delle esigenze generali dei cittadini e allo svolgimento delle moderne concezioni in tema di igiene.
Unica condizione posta dal giudice di legittimità è quella, per la realizzazione dell’opera, di apprestare degli accorgimenti idonei ad evitare danni alle unità immobiliari altrui (in punto, sono stati richiamati precedenti arresti giurisprudenziali, quali: Cassazione Civile n. 7752 del 1995; 6885 del 1991; 11695 del 1990).

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 23/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
La prossimità? Un “cammino comune” di terzo settore, istituzioni e imprese

L’esperienza della Biennale di Taranto, tra buone pratiche condivise e il lavoro dei gruppi di studio, rende “più concreta” l’idea di prossimità. E i numeri confermano l’importanza di questa edizione, la prima del Mezzogiorno
L’esperienza della Biennale di Taranto, tra buone pratiche condivise e il lavoro dei gruppi di studio, rende “più concreta” l’idea di prossimità. Imprime “un’evoluzione significativa” al confronto sul tema e, grazie anche all’impegno delle “aree di scambio” delle giornate nel capoluogo pugliese, ne delimita “l’area di pensiero e di azione” e la definisce come “la capacità di condensare verso un percorso comune il cammino del terzo settore, delle Istituzioni e del mondo produttivo”. Un percorso in cui è determinante “l’azione propositiva e positiva dei corpi sociali che con le loro esperienze e pratiche hanno mostrato un’inedita natura propulsiva e generativa di soluzioni concrete a bisogni sociali”.
Tra gli elementi sottolineati dal team di ricerca l’importanza di un coprotagonismo tra enti del terzo settore, imprese e istituzioni locali: gli interventi di prossimità, sottolineano, si pongono in partnership con l’ente pubblico e nonin alternativa, tenendo conto che il finanziamento pubblico, pur non così ingente, è comunque significativo. Importante anche la tendenza replicare come un modello  in diverse aree nel paese gli interventi di prossimità: dalle social street agli empori solidali, dalle iniziative di contrasto allo spreco alimentare a vantaggio degli indigenti.

Leggi: Redattore Sociale, 23/05/2019


mercoledì 22 maggio 2019
Pensionati arrabbiati. “Il governo ci chiede indietro 100 milioni”

Carta canta. Si chiama “debito per il ricalcolo della pensione”. È una delle voci del cedolino delle pensioni di giugno. Accanto c’è una cifra col segno meno. Un vero e proprio furto per tanti anziani che, per colpa del nuovo meccanismo di perequazione, si stanno vedendo decurtate dalla propria pensione cifre piuttosto significative. Lo denunciano a gran voce i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil che anche per questo scenderanno in piazza sabato 1° giugno a Roma.
Sulla pagina Facebook dello Spi Cgil da qualche giorno si stanno affollando gli amari commenti di tanti pensionati arrabbiati che chiedono giustizia. “Hanno sbagliato i conti. Sono oltre che incapaci anche incoscienti. E sempre sulle spalle dei più deboli”, scrive Loretta. Un’altra pensionata dice “i pensionati non sono il bancomat del governo”.
Ma vediamo precisamente di cosa si tratta. Dal 1° aprile è entrato in vigore il nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni introdotto dall’ultima legge di bilancio. In questo modo il governo riduce la pensione a 5,5 milioni di pensionati per un totale di 3,5 miliardi di euro in tre anni. Si va da una perdita di 44 euro per chi ha una pensione da 1.200 euro al mese fino a oltre 1.500 per chi ne ha una da 2mila. Si tratta di un vero e proprio taglio anche se il governo ha più volte detto che non era vero, che si trattava solo di pochi spiccioli e che i pensionati erano degli avari.

Leggi: Liberetà, 22/05/2019


mercoledì 22 maggio 2019
Abitare: un diritto anche per le persone con disabilità

Uno sguardo finalmente diverso, sui servizi e i loro mandati, ispirato alla Convenzione ONU
Se diamo uno sguardo alle pratiche più innovative e alla letteratura scientifica sul tema della disabilità e, in modo più specifico alla disabilità associata a disturbi del neuro sviluppo, c’è, pur nella diversità di accenti, una evidente convergenza su una visione dei servizi come strumento essenziale per l’esercizio dei diritti fondamentali della persona. Tra questi diritti certo ci sono anche la protezione sociale e l’assistenza, ma solo come ancillari rispetto agli scopi principali: creare condizioni di eguaglianza di opportunità tra cittadini, riconoscimento della piena dignità della persona, dei suoi talenti e del suo potenziale di fioritura umana.
Questa visione trova nella Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità una sua formulazione giuridica vincolante che “obbliga” gli Stati e di fatto l’intera società civile a chiudere definitivamente la “stagione” di stigmatizzazione e segregazione delle persone con disabilità.
Un cantiere di trasformazione
A partire da questo orizzonte valoriale e giuridico si è aperto un gigantesco “cantiere di trasformazione” dell’azione dei servizi. Un cantiere entusiasmante oltre che grande perché, come in molti hanno già sottolineato, l’occasione è quella generare opportunità di sviluppo comunitario e sociale di grande interesse per tutti, facendo uscire la condizione di disabilità dalla residualità e marginalità in cui spesso è stata relegata.

Leggi: Welforum, 22/05/2019


martedì 21 maggio 2019
L’assistenza domiciliare: una comparazione con altri paesi europei

Le caratteristiche dell’assistenza domiciliare per anziani in Italia e le sue criticità sono al centro dell’articolo che offre riflessioni a partire dall’analisi dei dati istituzionali riferiti anche ad altri Paesi europei. Da tale comparazione, inoltre, gli autori traggono spunto per proporre una serie di insegnamenti per il sistema italiano di Long-Term Care.
di Francesco Barbabella (Centro Studi e Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, INRCA IRCCS, Ancona e Centre for Ageing and Life-Course Studies, Linnaeus University, Växjö, Svezia), Arianna Poli (Division Ageing and Social Change (ASC), Linköping University, Norrköping, Svezia), Mirko Di Rosa (Laboratorio di Farmacoepidemiologia Geriatrica, INRCA IRCCS, Ancona), Giovanni Lamura (Centro Studi e Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, INRCA IRCCS, Ancona)
La domanda di assistenza domiciliare in Italia e le sue criticità
In Italia oltre l’80% delle persone non autosufficienti che vivono a casa è ultrasessantacinquenne, circa 2,5 milioni di anziani (ISTAT, 2014). Si stima che oltre un quinto delle persone con 65 anni e più abbia limitazioni funzionali gravi da necessitare assistenza personale a casa (20,1%) o in strutture residenziali quali residenze sanitarie assistenziali (RSA), residenze protette e altre analoghe (1,7%) (ISTAT 2019a, 2019b, 2019c). Le indagini ISTAT sugli anziani non autosufficienti che vivono a casa considerano come persone con limitazioni funzionali gravi (e dunque da considerarsi non autosufficienti) quelle che riportano una difficoltà massima in almeno una delle seguenti dimensioni della vita quotidiana: costrizione a letto, su sedia o in abitazione (confinamento); limitazioni nelle funzioni della vita quotidiana, incluse la maggior parte delle attività della vita quotidiana (activities of daily living, ADL); problemi nel camminare, usare le scale e raccogliere oggetti da terra (limitazioni nel movimento); difficoltà della comunicazione (limitazioni di vista, udito e parola).

Leggi: I Luoghi della Cura, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Volontari a domicilio: quella presenza “banale” accanto al dolore

Le storie di chi assiste persone malate in fine vita o sottoposte a cure palliative sono state raccolte in un libro realizzato dal Csv della Toscana. “Li consideriamo ‘inguaribili ma non incurabili’, dedicandogli compagnia e tempo prezioso per preservare la loro dignità”
La prima cosa che spiazza è il tono sereno della voce mentre racconta quanto sia “normale” essere una volontaria che assiste un malato terminale: “Spesso ci dicono che siamo brave: noi non siamo brave un accidenti, in realtà facciamo cose banali, come leggere un libro, offrire compagnia; magari la persona non ce la fa a parlare, allora le stai vicino, tieni la sua mano e respiri con lei oppure dai sollievo semplicemente con la tua presenza ai familiari dell’assistito, che ne approfittano per andare a riposare, fare la spesa, cose così…”.
A parlare è Bruna Cantaluppi, da sempre impegnata in associazioni contro la violenza e i maltrattamenti su donne e minori, da molti anni volontaria anche di Avad, l’associazione toscana nata negli anni ’90 e che si occupa di assistenza domiciliare per malati in fine vita o sottoposti a cure palliative; un tipo di volontariato di cui si parla poco ma che gioca un ruolo importante perché offre un’importante attività di ascolto, supporto e conforto ai pazienti e alle loro famiglie.

Leggi: Redattore Sociale, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Le leve della prevenzione per invecchiare in salute. Al via la campagna di HappyAgeing

Attivare politiche e programmi che tengano conto della salute della fascia di popolazione più anziana, per aggiungere vita agli anni e vivere meglio: è questo uno degli obiettivi che si pone HappyAgeing l’Alleanza per l’invecchiamento attivo che ha attivato una campagna di prevenzione sul territorio, attraverso una vera e propria road map nelle regioni italiane. Se ne discuterà a.
Ad oggi, secondo i dati Istat, oltre 13 milioni di Italiani, quindi più di una persona su cinque, ha un’età superiore ai 65 anni. Nel 2050, secondo le stime, le persone ultrasessantenni supereranno i nuovi nati. Diventa necessario attivare politiche e programmi che tengano conto della salute della fascia di popolazione più anziana, per aggiungere vita agli anni e vivere meglio: è questo uno degli obiettivi che si pone HappyAgeing l’Alleanza per l’invecchiamento attivo che ha attivato una campagna di prevenzione sul territorio, attraverso una vera e propria road map nelle regioni italiane.
A Milano, il prossimo 23 maggio, un panel di esperti porrà al centro del confronto le più importanti leve di prevenzione per l’invecchiamento attivo, muoversi, vaccinarsi e mangiar sano e le più efficaci e innovative soluzioni e strategie per mantenersi in buona salute

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/05/2019


DALLE REGIONI:

martedì 28 maggio 2019
Roma: Housing Sociale. Bando per 180 case dell’Ater in locazione agevolata.

La Regione Lazio recepisce il profondo bisogno della città di Roma di avere alloggi in locazione a canoni sostenibili, più volte rappresentato dal Sunia e dalle altre organizzazioni degli inquilini.
Il nuovo bando per la locazione di 180 alloggi dell’Ater ci sembra una risposta concreta ad un bisogno reale e tangibile di una parte importante dei cittadini romani.
Come abbiamo sempre sostenuto, l’emergenza si affronta anche con misure preventive, e questo provvedimento ci sembra muovere in questa direzione.
Restano da comprendere alcuni aspetti non secondari del bando e come tale provvedimento si inserisca in più ampio e complessivo disegno di nuovo utilizzo e regolamentazione del patrimonio residenziale pubblico.
“Affiancare al sistema delle case popolari un sistema di edilizia sociale che fornisca risposte a chi è troppo ricco per un alloggio popolare ma decisamente troppo povero per soddisfare le richieste del libero mercato è una sfida che abbiamo lanciato all’assessore Valeriani già dai primi giorni del suo mandato; questo provvedimento ci fa intendere che l’abbia accettata. Ci auguriamo che non ritenga concluso il confronto perché questo, per quanto importante, è solo un primo passo verso la dovuta riforma del sistema abitativo, da anni incapace di far fronte ai numeri del disagio e alle esigenze delle nuove povertà” così dichiara il Segretario Generale, Emiliano Guarneri.

Leggi: Sunia, 28/05/2019


martedì 28 maggio 2019
 Riordino Ipab, presidio a Venezia

A 18 anni dalla riforma, in Veneto non c’è ancora una legge sugli Istituti pubblici di assistenza e beneficenza. I sindacati rilevano “la crescente privatizzazione del settore, il peggioramento dei servizi e la maggiore sofferenza di anziani e disabili”
Riordino delle Ipab: dopo 18 anni in Veneto non c’è ancora una legge e la regione è l’unica, assieme alla Sicilia, a non aver ancora adottato il testo di riforma previsto da una legge statale del 2001. Nel frattempo si sono succeduti 13 progetti di legge, l’ultimo dei quali (il pdl 25 del 2015) è stato dichiarato “superato” dall’assessore regionale Lanzarin, che ha annunciato la presentazione di una nuova proposta in tempo utile per la sua approvazione entro la corrente legislatura. A fronte di questa situazione, Cgil, Cisl e Uil del Veneto, assieme ai relativi sindacati dei pensionati e dei lavoratori del settore, hanno dato il via a una mobilitazione che ha già visto presidi e volantinaggi in tutte le province e che oggi (martedì 28 maggio) è approdata in Consiglio regionale, con un presidio a Venezia, davanti a Palazzo Ferro Fini.

Leggi: Rassegna Sindacale


lunedì 27 maggio 2019
Toscana, 650 mila euro alle farmacie di comuni spopolati

Per garantire una distribuzione sempre più capillare delle farmacie su tutto il territorio regionale, la Regione riconosce un contributo a favore delle farmacie disagiate
Anche per il 2019, per garantire una distribuzione sempre più capillare delle farmacie su tutto il territorio regionale, la Regione riconosce un contributo a favore delle farmacie disagiate. E quest’anno il contributo è più alto rispetto agli anni precedenti: 650.000 euro, a fronte dei 400.000 del 2018. Lo prevede una delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute e al sociale e approvata dalla giunta nel corso della sua seduta di ieri pomeriggio.
Il continuo spopolamento in alcune zone del territorio regionale, chiarisce la delibera, può creare difficoltà di carattere economico alle farmacie, determinando una carenza del servizio di assistenza farmaceutica. Da qui, dunque, la necessità di garantire, attraverso la concessione di un contributo, la permanenza e la capillarità delle farmacie su tutto il territorio regionale.

Leggi: Redattore Sociale, 27/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Cittadinanzattiva chiede una sanità più partecipata

La proposta è quella di istituire una Cabina di Regia regionale che coinvolga le associazioni dei pazienti con patologia cronica nelle decisioni e nelle iniziative sviluppate a livello regionale e aziendale. “La partecipazione che vogliamo non si deve fermare solo alla fase di consultazione, ma anche a quella di monitoraggio e verifica degli esiti”, spiega la segretaria regionale Anna Baldini.
La sanità è migliore se partecipata. Produrre decisioni condivise, infatti, consente di arrivare a soluzioni che rispondono ai bisogni reali dei cittadini con importanti risparmi anche per le risorse pubbliche. L’Emilia Romagna lo sa bene, tanto che due anni fa ha approvato una legge (numero 15 del 22 ottobre 2018) che punta proprio a favorire la partecipazione dei cittadini all’elaborazione delle politiche pubbliche, sanità compresa. Ma l’applicazione effettiva in sanità della legge sulla partecipazione è dunque un’opportunità per fare un ulteriore passo in avanti. È quanto emerso oggi a Bologna in occasione dell’evento “Partecipazione in Sanità e Piano delle cronicità: il ruolo dei pazienti e dei cittadini in Emilia Romagna” promosso da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/05/2019


venerdì 24 maggio 2019
Bergamo città a misura d’anziano: siglato il protocollo

Un percorso condiviso, partito nel giugno del 2018 e che nelle ultime settimane ha preso una forma sempre più concreta e definita: con la firma di due protocolli ad aprile e con il documento unitario illustrato venerdì 24 maggio in Cgil a Bergamo dal sindaco Giorgio Gori e dall’assessore Maria Carolina Marchesi, il progetto “La città a misura d’anziano” muove un altro passo verso la realizzazione. Si tratta della proposta avanzata dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil per rendere Bergamo più inclusiva e per ricostruire reti sociali che contrastino isolamento e solitudine.
“In 15 anni gli ultrasessantacinquenni della città di Bergamo sono cresciuti del 17%, superando la soglia dei 30.000 – spiegano i sindacati – Cresce la necessità di prestazioni assistenziali collegate a una fragilità funzionale e all’indebolimento della tradizionale rete di solidarietà. Proprio partendo da qui, le sezioni cittadine dei sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati hanno elaborato negli ultimi mesi una serie di proposte dopo un percorso di ricerca e di ascolto compiuto nei quartieri”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 24/05/2019


venerdì 24 maggio 2019
Non autosufficienza. Allo studio nuovo sistema veneto di servizi

Obiettivo del confronto tecnico, che coinvolge tutti gli attori del sistema socioassistenziale, gestori delle Ipab, Fondazioni ed enti privati di assistenza, Uripa, Uneba, direttori di Ulss, Anci e conferenze dei sindaci, è mettere a fuoco dati ed evidenze della situazione regionale della non autosufficienza e calibrare il progetto di riforma e il ruolo delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, sulla base della fotografia scattata dai ricercatori del Cergas al quale è stato affidato il compito di affiancare l’amministrazione regionale.
Il Veneto invecchia e si interroga sulla capacità di farsi carico degli anziani gravi e non più autosufficienti. Secondo i dati Istat, circa 230 mila persone (cioè il 20 per cento degli over 65) sono potenzialmente a rischio di perdere la propria autosufficienza. Il Veneto risulta essere tra le regioni più attrezzate per rete di strutture e servizi per anziani, con un’offerta di residenzialità di circa 31 mila posti letto, di cui metà gestiti da enti pubblici, finanziati da 24.200 impegnative di residenzialità, cioè rette a contributo pubblico. Lo scorso anno 47.700 over 65 hanno avuto accesso per almeno un giorno ad un servizio assistenziale per non autosufficienti, ma oltre 12 mila sono rimasti in lista di attesa. Quali saranno tra dieci o vent’anni i bisogni di assistenza della popolazione anziana in Veneto?

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/05/2019


venerdì 24 maggio 2019
L’Ulss 1 Dolomiti porta le cure palliative nei centri servizi anziani

Un progetto, partito a gennaio e in programma fino a dicembre 2020, si pone l’obiettivo di garantire l’accesso precoce e appropriato agli ospiti dei Centri Servizi Anziani che si avvicinano alla fase terminale della vita. A questo scopo si punta sui medici di medicina generale di struttura e sull’individuazione di equipe e specialisti ospedalieri che accedano alla struttura. Il progetto ha ricevuto una menzione speciale dal premio Gerbera D’Oro.
C’è anche l’Ulss 1 Dolomiti di Belluno fra le tre strutture italiane premiate a Roma nell’ambito del Premio “Gerbera d’Oro”, riconoscimento nazionale attribuito dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in occasione della XVIII Giornata Nazionale del Sollievo a cura della Fondazione Ghirotti.
Un Progetto per portare le cure palliative anche all’interno dei Centri Servizi Anziani, proposto dall’Associazione Mano Amica Onlus di Feltre e realizzato dall’Ulss 1 sotto la responsabilità del dottor Giampiero Luisetto, è stato ritenuto dalla giuria “particolarmente significativo nell’ambito delle cure palliative e della lotta al dolore” ed ha ottenuto una “menzione speciale”, assieme a una struttura della Lombardia, mentre al Lazio è andata la Gerbera d’Oro generale.

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Toscana, progetti per sostenere la domiciliarità dei non autosufficienti

Un avviso pubblico finalizzato a sostenere la domiciliarità delle persone con limitazione dell’autonomia. L’avviso verrà adottato entro una quindicina di giorni, nell’ambito del POR FSE 2014-2020, e verrà finanziato dalla Regione con 12.312.269 euro.
Per le persone non autosufficienti o affette da demenza non grave, poter restare nel proprio ambiente è importante e può contribuire a potenziare gli effetti delle cure, o comunque a non far peggiorare le loro condizioni psicofisiche. Per questo la Regione Toscana sostiene tutte le iniziative che contribuiscano a mantenere le persone con scarsa autonomia a casa propria. Va in questa direzione anche la delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta, che delinea gli elementi essenziali per l’adozione di un avviso pubblico finalizzato a sostenere la domiciliarità delle persone con limitazione dell’autonomia. L’avviso verrà adottato entro una quindicina di giorni, nell’ambito del POR FSE 2014-2020, e verrà finanziato dalla Regione con 12.312.269 euro.
I progetti, che potranno essere presentati dalle Società della Salute o, dove le SdS non siano state costituite, dal soggetto pubblico espressamente individuato dalla Conferenza dei sindaci, dovranno essere finalizzati a favorire la permanenza nel proprio domicilio delle persone non autosufficienti, sia attraverso l’accesso a servizi e percorsi innovativi di carattere socioassistenziale, sia attraverso l’ampliamento dei servizi di assistenza familiare.

Leggi:  Redattore Sociale, 23/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Livorno. Politiche abitative, le proposte del Sunia-Cgil, Sicet-Cisl e Uniat-Uil ai futuri sindaci
Nell’intento di portare un contributo al dibattito preelettorale e rendendoci fin da ora disponibili per un contributo attivo con il/la nuovo sindaco, evidenziamo alcuni punti ineludibili per nuove politiche abitative nella provincia di Livorno:
riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente recupero e rigenerazione degli edifici nella città costruita in contrasto a nuova cementificazione
Riteniamo importante l’utilizzo di tutti gli edifici del patrimonio pubblico anche utilizzando l’auto-recupero previsto dalla nuova norma regionale: è infatti impensabile che a fronte di tanto disagio abitativo gli immobili vengano abbandonati e lasciati alla libera iniziativa di chi occupa e necessita di soluzioni abitative dignitose e sicure.
Sottolineiamo inoltre che la Legge di Bilancio 2018-2020 ha prorogato, con alcune modifiche, le detrazioni per spese legate ad interventi sulle abitazioni, per proprietari e condomini della classe di rischio.

Leggi: Sunia, 23/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Catania, inaugurato l’ambulatorio medico sociale di Senior Italia SMS

Inaugurato a Catania l’ambulatorio medico sociale di Senior Italia SMS, la società di mutuo soccorso, nata da Senior Italia Federanziani, la federazione della terza età, presente in 3mila 700 Centri anziani e 3,8 milioni di aderenti su tutto il territorio nazionale, nata nel 2006 per la tutela dei diritti degli anziani sia per quel che riguarda la salute sia per valorizzarne sempre più il ruolo in quanto risorsa
insostituibile per la famiglia e per la società.
Un’iniziativa questa dell’ambulatorio che rientra nel grande progetto “Senior Care”, un programma di monitoraggio delle condizioni di salute della popolazione senior realizzato attraverso campagne di sensibilizzazione e screening per la diagnosi precoce delle principali malattie croniche. “Mi auguro di cuore – ha detto il presidente di Senior Italia, Roberto Messina, presente alla inaugurazione della
struttura- che questo centro possa rappresentare un importante punto di snodo per la provincia di Catania e non solo, per realizzare la nostra missione: diffondere sempre più la cultura della prevenzione tra gli over 65, supportandoli ad adottare anche corretti stili di vita, fondamentali per una migliore qualità della salute”.
All’interno dell’ambulatorio, sito in Viale Artale Alagona 27, si potranno effettuare una serie di visite e di screening, attraverso l’utilizzo di sofisticate apparecchiature, che verranno programmate durante l’arco dell’anno d’accordo con l’utente.

Leggi: Senior Italia, 23/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Modena. Le politiche del Comune hanno sopperito spesso alla carenza di risorse nazionali

Se c’è stata una risposta all’emergenza casa in questi anni, questa è venuta principalmente dalle istituzioni locali, Comune di Modena e Regione Emilia Romagna. Mentre dal Governo mancano ancora risposte adeguate per un’offerta di alloggi a canone sostenibile per soddisfare una domande delle fasce di popolazione più deboli.
Tra le buone pratiche del Comune di Modena dobbiamo registrare innanzitutto l’esperienza dell’Agenzia Casa, ovvero 450 alloggi (che diventeranno 550 nei prossimi mesi) di proprietari privati dati in locazione al Comune che a sua volta li dà in concessione alle famiglie a canone calmierato. Ai proprietari il Comune garantisce il pagamento del canone e le spese condominiali anche qualora l’inquilino non paghi, garantisce la riparazione di eventuali danni, il rilascio dell’alloggio alla scadenza del contratto, la fiscalità agevolata sull’Imu (4‰) e l’azzeramento della Tasi per il proprietario.

Leggi: Sunia, 23/05/2019


lunedì 20 maggio 2019
Anziani e non autosufficienti. Erogati 223 milioni per l’assegno di cura nel corso del 2018

Circa 15.000 anziani, pari al 2,8% della popolazione, hanno bisogno di assistenza e cura. Di questi, attualmente 4.400 sono ospitati in residenze dedicate, mentre 11.629 vengono assistiti a domicilio. L’obiettivo è quello di rafforzare l’offerta in questo settore, in particolare per coloro che non hanno ancora un livello di non autosufficienza tale da richiedere una residenza per anziani.
“Circa 87.000 persone oltre i 65 anni non hanno richiesto né l’assegno di cura, né vivono in una residenza per anziani. Questo ed altri dati sottolineano che molte persone, nonostante una visione talvolta distorta della terza età, mantengono una propria autonomia anche in età avanzata perché si occupano in prima persona della propria salute e forniscono un importante contributo anche alla nostra società”. È quanto afferma l’assessora alle politiche sociali Waltraud Deeg in una nota della Provincia autonoma di Bolzano, a seguito della conferenza stampa tenutasi stamattina nel corso della quale sono stati presentati i dati più significativi delle prestazioni sociali erogate a livello provinciale nel 2018 a favore della terza età.

Leggi: Quotidiano Sanità, 20/05/2019


domenica 19 maggio 2019
Ascensore nuovo e mai attivato: «I miei genitori prigionieri in casa»

Quarto Oggiaro, ci sono voluti sei anni per avere l’impianto hi-tech nella casa popolare. Da un anno è pronto ma non è mai stato attivato. Il motivo è un mistero. «E intanto mio padre, 90enne invalido, non vede la luce del sole
A vederlo così sembra quasi un buon esempio di architettura moderna. Un ascensore di nuova generazione, ferro e vetro. Di quelli che più li mandi giù, più dovrebbero anche tornare su, appoggiandosi alla facciata esterna del palazzo. Che poi è una casa popolare di MM a Quarto Oggiaro, periferia nord di Milano. Eppure nonostante sia nuovo di pacca non ha mai funzionato. E resta lì, siccome immobile, rialzato a quasi un metro da terra dall’aprile di un anno fa. Rovinando di fatto la vita dei condomini invalidi per cui era stato realizzato.
Domenico Fanelli, 66 anni, ex tecnico di Trenitalia, oggi in pensione, ha provato a chiedere spiegazioni ovunque. Ha fatto il giro delle settanta chiese, sindaco Sala compreso, senza ricevere alcuna risposta. Anzi, ogni ente interpellato ha la sua spiegazione: quella che da queste parti viene vista come la propria scusa. Papà Nicola, che abita al quarto piano, ormai si muove a fatica: causa Parkinson, i muscoli sono praticamente andati.

Leggi: Corriere della Sera, 19/05/2019


IN AGENDA:

Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.

Leggi: Liberetà


Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

Leggi: Silver Economy Forum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

Leggi: Inca


Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

Leggi: Inca


Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

Leggi: In Salute


Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

Leggi: Rassegna Sindacale


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

Leggi: Auser


Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

Leggi: Auser


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


 

NEWS:

martedì 21 maggio 2019
Il governo beffa 5 milioni e mezzo di anziani

Pedretti: “Lo avevamo detto tempo fa e ora ne abbiamo la certezza. Dopo averli definiti avari, l’esecutivo si riprende i soldi che i pensionati hanno avuto in più di rivalutazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, per un totale di 100 milioni”
“Lo avevamo denunciato da tempo e ora ne abbiamo la certezza. Dopo averli definiti avari, il governo beffa ancora 5,5 milioni di pensionati, riprendendosi i soldi che hanno avuto in più di rivalutazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, per un totale di 100 milioni. Ovviamente, il tutto avverrà subito dopo le elezioni europee. Fanno come e peggio degli altri”.
A dirlo è il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti commentando le disposizioni fornite dall’Inps, in merito al conguaglio sulla rivalutazione delle pensioni. “Alla faccia del cambiamento – conclude Pedretti –. Il 1° giugno i pensionati saranno in migliaia alla manifestazione indetta dai sindacati in piazza San Giovanni, a Roma, anche per denunciare questo ennesimo danno nei loro confronti”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Invecchiamento attivo: sviluppi internazionali e nuove strategie in Italia – Claudia di Matteo

L’articolo è stato elaborato dal team congiunto di IRCCS-INRCA e Dipartimento delle Politiche per la Famiglia: Francesco Barbabella, Eralba Cela, Giovanni Damiano, Giovanni Lamura, Andrea Principi, Marco Socci, Margherita Villa. Dipartimento per le politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (DIPOFAM): Delia Amari, Alfredo Ferrante, Simona Rita Montagnino.
L’invecchiamento attivo nel contesto internazionale
In contrasto con una visione del trend demografico di invecchiamento della popolazione europea come un aspetto esclusivamente problematico, ormai da alcuni decenni è stato proposto il concetto di Invecchiamento Attivo (IA) come strumento d’intervento per armonizzare la società e l’economia con i mutamenti demografici e garantire uno sviluppo sociale e sanitario sostenibile (Lamura et al., 2017; WHO, 2002) attraverso la visione delle persone anziane come risorse utili alla società. L’IA non solo rappresenta il passaggio da soggetto passivo a cittadino attivo, ma adotta una visione della società dove gli esseri umani possono agire non solo nell’ambito della partecipazione al mercato del lavoro, e possono farlo durante tutto l’arco della loro vita (Principi et al., 2014).

Leggi: Welforum, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Invecchiare in forma si può “Il prossimo obiettivo sono i farmaci anti-aging”

L’invecchiamento? È l’incapacità delle cellule di riparare sé stesse. Le conseguenze? Un progressivo accumulo di danni. E quindi la comparsa di alcune malattie, la cui incidenza spicca il volo dopo i 60 anni. Ma in un secolo e mezzo l’aspettativa di vita è raddoppiata e un bambino che nasce nei Paesi ricchi vedrà 85 primavere. Viviamo così a lungo da troppo poco: l’evoluzione non ha avuto il tempo di agire su questa nuova parte della nostra vita. Noi, però, stiamo provando ad intervenire grazie alla conoscenza dei meccanismi riparativi che vanno in tilt con l’età. Il sogno è bloccare quell’inesorabile logoramento che finisce per danneggiare anche i tessuti sani limitrofi alle cellule senescenti. Agire sulle molecole e sulle vie metaboliche coinvolte nel processo è quanto molte aziende biotecnologiche cerca di fare. Molte sono le promesse dei futuri farmaci anti-aging, in via di sperimentazione, chiamati senolitici. Una fonte di giovinezza? Non proprio, perché l’obiettivo non è farci vivere più a lungo, ma tenerci in salute. Parola d’ordine: invecchiare bene. Risparmiando in sofferenza e in denaro. Il termine tecnico è «compressione della morbilità» e consiste nel posticipare il più possibile la comparsa degli inevitabili acciacchi che diventano cronici.

Leggi: La Stampa, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Zitte e a casa. Se il governo supera le distopie

Dal contratto di governo alla manovra economica, ecco le scelte che avranno un impatto negativo sulla vita delle donne, e quindi di tutti
Dal contratto di governo emergeva un’idea della donna e dei ruoli tradizionali molto conservatrice e semplificabile in “donne a casa”. Siamo andate a vedere come questa ideologia, che potremmo chiamare con sarcasmo “anti gender”, si è concretizzata nelle azioni di governo, e perché dovremmo essere tutte molto preoccupate.
Le scelte di Movimento 5 Stelle e Lega Nord avranno un impatto negativo sulla vita delle donne e, di conseguenza, sulla vita di tutti. Lo stesso presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha definito la manovra come un programma maschilista.
Andiamo a vedere cosa sta facendo in termini di istituzioni, diritti e lavoro il governo con più uomini delle ultime legislature – a fronte, bisogna dirlo, del parlamento con più donne di sempre (e questo non per merito della sinistra, che, lo sappiamo, ha boicottato l’elezione di donne con le pluricandidature, ma grazie all’elezione numerosa di candidate 5Stelle e Forza Italia).
Istituzioni (la fine delle)
L’invisibilità istituzionale è sintomatica di un disinvestimento pubblico nella promozione dei diritti, quindi ci sembra importante sottolineare come, nel nuovo assetto del governo, siano completamente scomparse le istituzioni di genere.

Leggi: Ingenere, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Casa, Alleanza contro la povertà: “Occupazioni? Spesso una scelta disperata”

L’Alleanza del Lazio: “I processi d’impoverimento dovuti alle spese abitative coinvolgono anche i cittadini che hanno un lavoro. La soluzione degli sgomberi non può né essere un problema di ordine pubblico né una minaccia reiterata regolarmente, ma un’azione coordinata tra istituzioni, servizi sociali e terzo settore”
“Superata la fase emotiva e mediatica dello straordinario gesto umano e coraggioso di Konrad Krajewski, elemosiniere di papa Francesco, vorremmo interloquire con la città per smentire un conformismo culturale dominante che vede nelle occupazioni una condizione di abuso o di privilegio e interpreta la povertà come una colpa moderna”. Così, in una nota, l’Alleanza contro la povertà del Lazio.
“I più recenti studi e rapporti – continua la nota – evidenziano che oltre la metà della povertà in Italia dipende dalla mancanza o dai costi abitativi della casa, che per le famiglie povere sono notevolmente aumentati. Tra il 2007 e il 2017 l’aumento è stato del 6.3% e pesa per il 36.8% sul reddito famigliare mentre l’incidenza sui nuclei poveri interessati da sovraccarico dei costi abitativi sale al 32.9% (+ 25.6).
Gli sfratti che sono la conseguenza di questa situazione sono visibilmente aumentati e nel 2016 arrivano a 61 mila di cui 55 mila per morosità (8500 nel Lazio). Le misure di sostegno, come il ‘fondo sociale per l’affittò e quello della ‘morosità incolpevole’, non sono mai riusciti a diventare misure concrete sia per la misura economica che per l’estensione della platea dei beneficiari. Il supplemento per l’affitto previsto dal Rdc, per come è congegnato, non riesce a dare una copertura adeguata se non agganciato al costo delle locazioni alle singole città.

Leggi: Redattore Sociale, 21/05/2019


lunedì 20 maggio 2019
Ma quanto lavoriamo?

In Italia il valore del lavoro di cura svolto dalle famiglie gratuitamente supera i 50 miliardi di euro. La maggior parte di questo lavoro è ancora a carico delle donne che, tra attività retribuite e non, lavorano più degli uomini ma guadagnano meno
L’Istat ha recentemente pubblicato il suo rapporto sull’uso del tempo.[1] Il rapporto, che mette a confronto i dati sull’uso del tempo degli italiani a partire dal 1988 – anno della prima rilevazione – a oggi, non si limita ad analizzare l’uso del tempo da parte della popolazione, ma attraverso l’analisi della iniqua divisione del lavoro tra uomini e donne fa emergere, ancora una volta, come sottovalutare il valore del lavoro non retribuito significhi avere una visione parziale dell’economia del nostro paese.
Il report sottolinea, in primo luogo, la marcata disuguaglianza di genere nella divisione del lavoro non retribuito che caratterizza l’Italia. L’ultima rilevazione sull’uso del tempo, del 2014, mette in evidenza, infatti, che le donne in media dedicano al lavoro non retribuito circa 5 ore al giorno mentre gli uomini solo poco più di 2 ore. Fa da contrappeso il basso numero medio di ore di lavoro retribuito quotidiano delle donne (circa 1 ora e 30) rispetto a quello degli uomini (circa 3 ore). Ciononostante, le donne in Italia, quando consideriamo sia il lavoro retribuito che quello non retribuito, lavorano in media più ore degli uomini. Nel 2014 le donne hanno lavorato oltre un’ora al giorno in più rispetto agli uomini: 6 ore e 20 minuti contro 5 ore e 11 minuti.

Leggi: Ingenere, 20/05/2019


venerdì 17 maggio 2019
Prestito vitalizio ipotecario e vendita nuda proprietà con riserva di usufrutto: la Guida del Notariato

Da Notariato e Associazioni dei consumatori la guida multimediale per gli strumenti patrimoniali dedicati alla terza età. Video anche su rendita vitalizia, contratto di mantenimento e donazione con onere di assistenza
Il Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) hanno presentato ieri, presso la Camera dei Deputati a Roma, la Guida multimediale sugli strumenti patrimoniali per la Terza età. La Guida coordinata dal notaio Pierluisa Cabiddu, Consigliere Nazionale del Notariato responsabile dei rapporti con i consumatori, costituisce un ulteriore strumento, ancora più intuitivo e innovativo con grafiche e personaggi animati, per far conoscere i principali istituti giuridici contenuti nella Guida cartacea dedicata alla Terza età che consentono di pianificare una vecchiaia serena disponendo anche della sola casa di proprietà.

Leggi: Casa e Clima, 17/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
La vita a cento anni

L’aumento della longevità a livello mondiale è stato accompagnato da un generale declino della fecondità. Nel prossimo futuro milioni di persone potrebbero trovarsi a vivere oltre i cento anni, la maggior parte saranno donne, molte non avranno figli né nipoti
Come sarà la tua vita a cento anni? È la domanda a cui cerca di rispondere The 100-year life: living and working in an age of longevity,[1] un volume sul tema della longevità e dei cambiamenti sociali a essa legati che, pubblicato nel 2016 negli Stati Uniti, ha riscosso una tiepida accoglienza. Quando, pochi mesi dopo, è stato tradotto e pubblicato in Giappone, il successo è stato al contrario straordinario. La tesi del libro, che individui e istituzioni debbano prepararsi a un futuro prossimo in cui milioni di persone possano ragionevolmente pensare di vivere oltre i cento anni, si sposa bene con la realtà del paese asiatico dove già oggi un abitante su due ha più di 50 anni e dove nel 2014 si contavano 29.350 ultracentenari (erano 153 nel 1963).[2] A uno sguardo più approfondito, tuttavia, la situazione giapponese non è drasticamente diversa da quella di molti paesi sviluppati.
Secondo recenti stime delle Nazioni Unite le persone con oltre 60 anni rappresentano il 12,7% della popolazione mondiale (rispetto all’8,5% del 1980) e dovrebbero superare il 16% nel 2030. L’invecchiamento della popolazione è la naturale conseguenza del declino nei tassi di fecondità e dell’aumento della longevità, fenomeni tipici della transizione demografica che accompagna lo sviluppo economico di ogni paese. Proprio l’avvio della transizione demografica anche nelle aree più arretrate (soprattutto in Africa, dove vive attualmente solo il 5% della popolazione mondiale ultrasessantenne) determinerà nei prossimi anni un aumento esponenziale del numero degli anziani: da 962 milioni nel 2017 a 2,1 miliardi nel 2050.

Leggi: Ingenere, 16/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Il Reddito di cittadinanza e la povertà abitativa

Se non altro perché vi è previsto, in aggiunta al contributo di integrazione al reddito, un supplemento per pagare l’affitto o il mutuo, l’introduzione del Reddito di cittadinanza solleva diverse domande sul ruolo che potrebbe avere nel contrastare la povertà abitativa e nel ridurre – grazie al sostegno previsto per affrontare i costi abitativi – la povertà in generale. Ma non è facile dare una risposta a queste domande, per diverse ragioni: perché mancano sufficienti dati di ricerca sulla povertà abitativa in Italia; perché la logica del Reddito di cittadinanza prescinde totalmente da considerazioni relative alle politiche abitative; e perché il ridimensionamento dell’operazione rispetto al progetto iniziale rende difficile valutarne l’efficacia complessiva (anche) dal punto di vista abitativo. Alcune osservazioni sono tuttavia possibili derivandole dalla impostazione generale del provvedimento.
Il punto di partenza è il ruolo che le politiche di sostegno al reddito possono svolgere per le situazioni di povertà abitativa. Altrove segnalavo il contributo importante (a maggior ragione se si considera la stagnazione delle politiche abitative sociali nel Paese) che le misure non-housing, di welfare generale, potrebbero dare per affrontare i problemi abitativi dei poveri: tra queste, appunto, le misure di sostegno al reddito. Assumendo peraltro che, nel nostro caso, fosse necessario avviarne altre che potessero migliorare la “socialità” del sistema abitativo: dall’incremento dell’edilizia sociale e dell’affitto a basso costo ad un sistema di sostegno per il pagamento dell’affitto.

Leggi: Welforum, 16/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Invecchiamento attivo, dalla robotica indossabile nuova soluzione per sostenere l’efficacia motoria degli anziani

Il nuovo studio coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa pubblicato su Scientific Reports. In collaborazione con l’Istituto di Fisiologia clinica del CNR di Pisa e con la Fondazione Don Gnocchi, il paper apre una nuova strada nelle applicazioni degli esoscheletri robotici di bacino: non solo assistenza nella camminata, ma anche strumento per allenare le persone anziane
Un esoscheletro robotico in grado di migliorare l’efficienza motoria degli anziani, di diminuire la fatica e mantenere in allenamento una larga fascia di popolazione. Lo studio “Gait training using a robotic hip exoskeleton improves metabolic gait efficiency in the elderly” pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dimostra proprio questo: l’esoscheletro di bacino, finora utilizzato per la riabilitazione di pazienti con problemi neurologici o con amputazione di arti inferiori, può essere un utile strumento per aiutare le persone anziane a mantenersi allenate, aprendo di fatto una nuova strada per sostenere strategie di invecchiamento sano.
Lo studio, coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e con la Fondazione Don Carlo Gnocchi, nasce per arginare una problematica sociale sempre più diffusa nei paesi industrializzati: l’invecchiamento della popolazione e, di conseguenza, la necessità di garantire una condizione di vita accettabile agli anziani.

Leggi: In Salute News, 16/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Bonus ristrutturazioni e mobili: nuovo aggiornamento delle Guide delle Entrate – Pubblicate le nuove versioni aggiornate a Maggio 2019

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato al mese di Maggio 2019 le due guide “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” e “Bonus mobili ed elettrodomestici”.
BONUS RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE. Sarà ancora possibile, fino a tutto il 2019, chiedere una detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di spesa di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2020, a meno che intervenga un’ulteriore proroga, la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e il limite massimo di spesa sarà di 48mila euro. Stessa agevolazione confermata per chi acquista, entro l’anno in corso, un box, un posto auto o una casa in un edificio interamente ristrutturato.
Analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici, per gli interventi che comportano un risparmio energetico occorre trasmettere all’Enea una comunicazione dei lavori effettuati, entro 90 giorni dalla data della loro ultimazione. Per gli interventi con data di fine lavori nel 2018 l’invio della documentazione all’Enea andava effettuato entro il 1° aprile 2019 attraverso il sito http://ristrutturazioni2018.enea.it/. Per gli interventi terminati nel 2019 la comunicazione va trasmessa, entro 90 giorni dalla data di fine lavori, attraverso il sito https://bonuscasa2019.enea.it/. Se la data di fine lavori è compresa tra il 1° gennaio 2019 e l’11 marzo 2019, il termine di 90 giorni decorre dall’11 marzo, giorno di messa on line del sito. La mancata o tardiva trasmissione non implica, tuttavia, la perdita del diritto alle detrazioni (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019).

Leggi: Casa e Clima, 16/05/2019


mercoledì 15 maggio 2019
In Italia aumentano anziani e malati cronici, preoccupanti gli scenari futuri. Rapporto Osservasalute 2018

Italiani ancora lenti a cambiare abitudini nocive per la salute come fumo, sedentarietà e alimentazioni scorrette, ma nel Bel Paese si muore sempre meno, grazie soprattutto ai miglioramenti nell’assistenza sanitaria e ai traguardi della medicina moderna.
Un dato rilevante per la salute degli italiani è rappresentato dalla forte riduzione della mortalità prematura (indicatore del Sustainable Development, Goals delle Nazioni Unite – calcolato rispetto alle principali cause di morte della fascia di età 30-69 anni) diminuita, dal 2004 al 2016, del 26,5% per gli uomini e del 17,3% per le donne.
In generale, in poco più di 30 anni, il tasso standardizzato di mortalità totale si è ridotto di oltre il 50% nel periodo 1980-2015 ed il contributo delle malattie cardiovascolari è stato quello che più ha influito sul trend in discesa della mortalità (nello stesso periodo la mortalità per malattie ischemiche del cuore si è ridotta di circa il 63% e quella delle malattie cerebrovascolari di circa il 70%).

Leggi: In Salute News, 15/05/2019


mercoledì 15 maggio 2019
Reddito di cittadinanza. Da solo non basta, “riequilibrare la spesa sociale”

La misura dei Cinquestelle e la necessità di una razionalizzazione degli interventi al centro del convegno organizzato a Roma da Welforum.it. Tra i temi emersi la necessità di politiche a sostegno della famiglia. Ortigosa: “Occorrono misure strutturali su cui la famiglia possa contare”
Contro la povertà il Reddito di cittadinanza da solo non basta, occorre combinare più politiche, razionalizzare le misure esistenti, riequilibrare la spesa sociale con un’attenzione nuova verso la famiglia. È quanto è emerso dai lavori del convegno “Per contrastare la povertà, combinare più politiche” organizzato da Welforum.it, l’Osservatorio nazionale sulle politiche sociali, ieri a Roma presso la sede dell’Inapp, l’Istituto Nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche. Una giornata di riflessione voluta per “dibattere e maturare una visione e una strategia di contrasto alla povertà di maggior respiro, di medio/lungo periodo”, ha spiegato Emanuele Ranci Ortigosa, direttore welforum.it.
Al centro delle riflessioni della giornata non poteva non esserci il Reddito di cittadinanza. Una misura che ha dei “meriti”, che “non bisogna snobbare” e che rappresenta “un’opportunità”, ha spiegato Ortigosa, poiché “mai in Italia si è investito tanto, sia politicamente che finanziariamente, su una misura contro la povertà”, ma che ha anche alcuni limiti, come la “poco accettabile” scala di equivalenza adottata. Una “scivolata” che secondo Ortigosa “ha penalizzato le famiglie con figli”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/05/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 20 maggio 2019
RSA aperta’: il progetto di Regione e Asl 1 imperiese spiegato a Presenti l’assessore alla Sanità Sonia Viale e il direttore generale dell’ASL 1 Marco Damonte Prioli

«La visione innovativa della giunta regionale è quella di puntare all’integrazione ospedale-territorio. Leggendo i bisogni dei cittadini, oltre a rafforzare i presidi ospedalieri (e qui lo sappiamo perché abbiamo salvato il Saint Charles), si viene a conoscenza del fatto che le fragilità degli anziani, i casi di Alzheimer e demenza senile, sono bisogni sempre più importanti: per questo il sistema sanitario deve trovare risposte adeguate». Lo ha dichiarato il vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale a margine dell’incontro intitolato ‘Nuovi progetti per una sanità del territorio’ che si è svolto stamani presso la sala polivalente del Comune di Vallecrosia.
Un’occasione di confronto, quella di oggi, sui servizi progettati e promossi dalla Regione e dall’Asl 1 in ambito provinciale, che rappresentano un esempio concreto di collaborazione e di sinergia tra enti, associazioni ed agenzie presenti sul territorio, volto ad implementare la rete di servizi destinati agli anziani.

Leggi: Riviera 24, 20/05/2019


lunedì 20 maggio 2019
Redo Milano, nel 2020 in arrivo 615 case in housing sociale

Altri 615 appartamenti si aggiungeranno dai primi mesi del 2020 all’offerta di social housing a Milano. Prende infatti vita uno degli insediamenti più grandi d’Italia, che si va ad affiancare a realtà già affermate del capoluogo lombardo come Cascina Merlata, Borgo sostenibile di Figino e Cenni di Cambiamento.
Si tratta di Redo Milano, un progetto da oltre 70 milioni di euro che contribuirà al processo di riqualificazione del quartiere Rogoredo Santa Giulia, che è stato presentato questa mattina a Milano in Fondazione Cariplo.
L’offerta dei 615 alloggi si suddivide in soluzioni di diverse dimensioni e tipologie, dai monolocali ai quadrilocali, offerti in locazione e vendita convenzionata. Più nel dettaglio, 404 appartamenti sono offerti in affitto a canone convenzionato, dai 350 euro del monolocale più piccolo agli 880 del quadrilocale più ampio disponibile; di questi 68, grazie al contributo di Comune di Milano e Regione Lombardia, saranno destinati a categorie particolarmente bisognose e offerti a canone sociale. La vendita convenzionata riguarda 211 appartamenti da 2.195 euro/mq (oltre oneri e Iva di legge).

Leggi: Il Sole 24 Ore, 20/05/2019


unedì 20 maggio 2019
Go Deep Game. Un gioco per rigenerare lo spazio in cui si vive

L’iniziativa durante la kermesse in Puglia per esplorare la città vecchia
“Abitanti uniti”, “Spazi verdi invece di palazzi vecchi”, “piante e fiori”, “Aprire i locali inutilizzati per darli ai giovani (gratuitamente)”, “+ biblioteche”, “via pregiudizi e ridicoli benpensanti”, “chiande (in dialetto tarantino, piante)”, “palazzi nuovi”. Questi, scritti così come li leggete, sono alcuni dei desideri degli abitanti della Città vecchia di Taranto per il luogo in cui vivono. Li hanno scritti su un cartellone bianco a due facce, portato in giro per l’isola da una simpatica “ragazza sandwich”. La diffidenza è stata vinta grazie a Go Deep Game, un gioco che, utilizzando la metafora del viaggio attraverso sei immaginarie linee della metropolitana (visione, diversità, emozioni,creatività, togetherness, potere e rango) aiuta le comunità a riscoprire bellezza e talenti personali e collettivi, per rigenerare lo spazio in cui vivono. Scritto in inglese da giovani italiani esperti di processi di facilitazione, dal 2015, con il sostegno dell’Unione Europea, il Go Deep è stato sviluppato ed applicato in tanti contesti differenti, sparsi in molti Paesi del vecchio continente. «Esplorando la Città vecchia – spiega Giulio Ferretto, uno dei due facilitatori di questa edizione del Go Deep – ci siamo resi conto che c’è un grande senso di abbattimento e impotenza delle persone che vivono nel quartiere, rispetto alle condizioni di vita. Non credono di poter influenzare le dinamiche dello spazio in cui vivono.

Leggi: Avvenire, 20/05/2019


venerdì 17 maggio 2019
WECARE – Welfare Cantiere Regionale. Strategia di innovazione sociale della Regione Piemonte

La Regione Piemonte ha aderito alla Strategia Europa 2020 attraverso WECARE (Welfare Cantiere Regionale), una strategia di intervento in ambito sociale che, prendendo spunto dalle mutate condizioni socioeconomiche nazionali e piemontesi in particolare, propone risposte centrate sulla condivisione, l’innovazione sociale e interventi di tipo generativo. L’articolo presenta l’azione FSE 1 – Sperimentazione di azioni innovative di Welfare territoriale e l’azione FSE 2 – Progetti di innovazione sociale per il terzo settore, parti integranti di WECARE.
di Cristina Ramella Pezza, Gianfranco Scarcali (Funzionari della Regione Piemonte)
Gli odierni sistemi di welfare, sviluppatisi in contesti socioeconomici ormai lontani, caratterizzati da crescita economica costante, popolazione giovane, bisogni relativamente omogenei e solide strutture famigliari, oggi non sono più in grado di far fronte ai radicali mutamenti che caratterizzano la nostra società. Il sistema di welfare italiano, più specificatamente, non risulta più in grado di dare risposte efficaci alle nuove tensioni sociali dimostrandosi insostenibile e inadeguato sotto l’aspetto economico-finanziario e sotto l’aspetto della lettura dei bisogni della popolazione; i servizi vengono erogati con un approccio sostanzialmente di tipo assistenzialistico, che porta a considerare le persone in difficoltà semplici consumatori passivi di servizi, creando dipendenza anziché benessere ed alimentando un’insostenibile rincorsa tra bisogni e costi sempre crescenti.

Leggi: I Luoghi della Cura, 17/05/2019


venerdì 17 maggio 2019
Posti anche per disabili e tariffe agevolate per gli over 60

A Massarosa ci sono 5 posti riservati a bambini e famiglie che hanno esigenze particolari A Seravezza un progetto dedicato ai più grandi
Viareggio. Non solo ombrelloni gratis. Le amministrazioni comunali versiliesi si danno da fare per prevedere tutta una serie di opportunità dedicate a chi vuole fare un po’ di mare, ma ha bisogno di un qualche tipo di supporto. Anche economico.
A Seravezza, per questo motivo, è stato varato il Soggiorno marino adulti, riservato ai residenti di età superiore ai sessant’anni. Esattamente come per gli ombrelloni sociali, di cui parliamo nell’articolo soprastante e che prevede ottanta posti a disposizione dei residenti, l’iniziativa riguarda l’area riservata al Comune sulla spiaggia libera di Vittoria Apuana a Forte dei Marmi.
È organizzato su due turni: il primo, dal 17 al 30 giugno, rende accessibile la colonia e la spiaggia tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17; il secondo è valido per tutte le domeniche di luglio (7, 14, 21, 28) e per le prime due domeniche di agosto (4, 11), sempre in orario 9-17. Il servizio comprende soggiorno in spiaggia con pranzo presso lo stabile di proprietà comunale e trasporto andata e ritorno in bus (luogo di partenza da definire a seconda dei partecipanti). Sono previste inoltre attività ricreative e momenti di aggregazione e socializzazione. I costi oscillano fra i 75 e i 120 euro a seconda del turno. Le iscrizioni sono a numero chiuso: cinquanta i posti disponibili per il periodo continuativo; venti per le domeniche.

Leggi: Il Tirreno, 17/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Ancona, due pensionati su tre vivono con meno di 750 euro lordi

I dati elaborati dall’Ires Cgil. “Il governo, attraverso il fisco, deve migliorare le condizioni degli anziani”
Sono 187 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’Inps nella provincia di Ancona; di queste 106 mila sono le pensioni di vecchiaia (pari al 56,9% del totale), 8 mila sono le pensioni di invalidità (4,5%), 44 mila le pensioni ai superstiti (23,8%), quasi 4 mila le pensioni/assegni sociali (2%) e quasi 24 mila sono le prestazioni a invalidi civili (12,8%). È quanto emerge dai dati dell’Inps 2019 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici), elaborati dall’Ires Cgil Marche.
Dal 2015, il numero delle pensioni complessivamente erogate nella provincia è diminuito del 2,85%, pari a circa 5.500 prestazioni in meno. Diminuiscono, in particolare, le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti (-7,16% pari a 4 mila prestazioni in meno), come anche le pensioni di invalidità, quelle di reversibilità, gli assegni sociali e le invalidità civili.
Nello stesso periodo si è notevolmente innalzata l’età media dei pensionati. Ciò è particolarmente evidente per coloro che sono stati lavoratori dipendenti: dal 2015 ad oggi, i pensionati con meno di 65 anni di età sono passati dal 9,3 all’8,2% del totale, mentre coloro che hanno oltre 80 anni sono passati dal 34,3 al 39,2%.
L’importo medio delle pensioni vigenti nella provincia di Ancona è di 748 euro lordi, con valori medi che variano dai 948 euro delle pensioni di vecchiaia ai 432 euro delle pensioni e assegni sociali.

Leggi: Rassegna Sindacale, 16/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Firenze, 80 nuovi appartamenti con housing sociale

Saranno pronti nei tempi prestabiliti, ovvero i primi mesi del prossimo anno, gli 80 alloggi destinati all’affitto a canone calmierato del ‘Casone’ di via dell’Osteria alle Piagge. L’intervento è reso possibile da un’azione congiunta di Fondazione CR Firenze e Comune di Firenze con l’intervento finanziario del Fondo Investimenti per l’Abitare (gestito da CDP Investimenti SGR, Gruppo Cassa depositi e prestiti) anchor investor del Fondo Housing Toscano gestito da Investi RE SGR, con la gestione sociale affidata ad Abitare Toscana. Il cantiere è stato visitato stamani, per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori, dal Presidente di Fondazione CR Firenze Umberto Tombari, dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal Direttore Generale di CDP Investimenti SGR Marco Sangiorgio.

Leggi: Redattore Sociale, 16/05/2019


mercoledì 15 maggio 2019
Volontariato, 107 giovani entrano nel mondo della cooperazione

Sarà possibile grazie ai progetti di servizio civile regionale attivati da Confcooperative Toscana con bando della Regione Toscana
107 giovani tra i 18 e i 29 anni entreranno nel mondo della cooperazione grazie ai progetti di servizio civile regionale attivati da Confcooperative Toscana. Il bando promosso dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto GiovaniSì – POR FSE 2014-2020, è aperto fino al 7 giugno e prevede 17 progetti in diversi settori, dall’assistenza  ai minori in nidi d’infanzia e scuola d’infanzia ad attività di animazione con ragazzi fino all’assistenza a persone anziane e disabili, servizi di sportello del sistema Confcooperative e nelle cooperative e consorzi aderenti e attività degli ambulatori della Misericordia di Firenze e di trasporto socio-sanitario e d’emergenza presso le sedi della Misericordia di Firenze. Possono partecipare i ragazzi regolarmente residenti e domiciliati in Toscana, anche per motivi di studio, non occupati, disoccupati e inattivi.

Leggi: Redattore Sociale, 15/05/2019


mercoledì 15 maggio 2019
Volontariato, a Reggio Emilia domanda e offerta si incontrano online

Dalla collaborazione fra il comune, Centro di servizio Dar voce e Forum terzo settore, nasce R+: il progetto che favorisce l’impegno gratuito dei cittadini in progetti di pubblica utilità o con le associazioni locali: dalla tutela del verde alla manutenzione nelle scuole
Curano il verde pubblico, si occupano di piccoli lavori di manutenzione nelle scuole, sono coinvolti in attività educative e di animazione per ragazzi, tutelano e promuovono i beni culturali della città. Sono i volontari civici di Reggio Emilia, più di 1800 persone che ogni anno, secondo le stime, vengono coinvolte in attività gratuite di pubblica utilità promosse dal comune; considerando più in generale le attività di volontariato e di cittadinanza attiva realizzate dalle associazioni locali il numero dei cittadini impegnati sale a 27mila su 170mila abitanti.
Il volontariato è un modo di partecipare alla vita della città che coinvolge sempre più persone e il Comune ci crede, tanto da realizzare, insieme al Csv Dar voce e al Forum del terzo settore locale, un nuovo progetto “R+, più volontari più Reggio” che punta a favorire l’impegno dei cittadini attraverso una piattaforma che mette insieme tutte le proposte di volontariato promosse dall’amministrazione comunale ma anche dalle organizzazioni di terzo settore presenti sul territorio.

Leggi: Redattore Sociale, 15/05/2019


IN AGENDA:

Presentazione della Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età

Giovedì 16 maggio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 11.00,   presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione, 4) il  Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) presenteranno la Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età, che – partendo da cinque video tutorial – vuole offrire una panoramica sui principali istituti giuridici a disposizione degli over 60 per la gestione dei propri beni: rendita vitalizia, contratto di mantenimento, donazione con onere di assistenza, prestito vitalizio ipotecario, la vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto.
All’evento saranno presenti – oltre i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori e del Notariato – i rappresentanti delle Istituzioni, delle Associazioni per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle Federazioni sindacali e Associazioni per i diritti degli Anziani.

Leggi: Il Notariato


Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.

Leggi: Liberetà


Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

Leggi: Silver Economy Forum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

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Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

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Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

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Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

Leggi: In Salute


Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

Leggi: Rassegna Sindacale


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

Leggi: Auser


Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

Leggi: Auser


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

Leggi: Auser


Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

 

 NEWS:

lunedì 13 maggio 2019
Nonne d’Europa

In Europa l’età media in cui le donne diventano nonne è di 51 anni, e sono soprattutto le nonne a prendersi cura dei nipoti sostenendo così l’occupazione delle figlie ma mettendo a repentaglio la propria
Tra le trasformazioni più rilevanti che hanno interessato le società occidentali negli ultimi decenni c’è l’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro. Le società caratterizzate da un veloce invecchiamento della popolazione, come l’Italia, beneficiano della partecipazione femminile al mercato del lavoro in termini di sostenibilità dei loro sistemi di welfare. Tuttavia, nei paesi dove gli aiuti pubblici alle famiglie per la cura dei bambini sono scarsi, come l’Italia, la partecipazione femminile al mercato del lavoro va di pari passo con bassi tassi di fecondità, anche per via degli ostacoli che le donne tutt’ora si trovano ad affrontare per riuscire a conciliare il desiderio di avere figli con quello di lavorare.
Studi recenti hanno mostrato che la disponibilità dei nonni (e in particolare delle nonne) aiuta la realizzazione dei desideri di fecondità da parte delle giovani coppie e la partecipazione al mercato del lavoro delle madri. I nonni infatti sono spesso una soluzione di cura informale per i bambini. Tuttavia, fare i nonni, ovvero prendersi cura dei nipoti, può anche avere conseguenze negative sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro, almeno per quanto riguarda l’occupazione delle nonne.

Leggi: Ingenere, 13/05/2019


lunedì 13 maggio 2019
Liste d’attesa/ Fondazione Gimbe certifica: operazione trasparenza fallita nelle Regioni

Un pianeta opaco e difficilmente raggiungibile: così si presenta il Servizio sanitario nazionale al cittadino che vuole informarsi su tempi di attesa e disponibilità di visite ed esami. In un decennio solo nove delle 21 Regioni e Province autonome hanno creato un sito web interattivo per orientare gli utenti a scegliere strutture e prestazioni. Sono Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano e, per il Sud, la sola Basilicata. Le altre si limitano a fornire un archivio storico o rinviano ai siti delle aziende sanitarie. In Calabria è buio pesto: nessuna informazione.
«Dalla nostra prima survey del luglio 2018 registriamo un miglioramento, ma la trasparenza è ancora una chimera», certifica Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che oggi pubblica il suo Report indipendente sulla rendicontazione pubblica dei tempi d’attesa. Il monitoraggio delle informazioni sui siti web di Regioni e aziende sanitarie era stato richiesto già dal Piano nazionale liste d’attesa 2010-2012 ed è stato confermato dal nuovo Piano 2019-2021. Ma quelle previsioni sono rimaste lettera morta: «Di fatto – afferma Cartabellotta – il check annuale previsto dalla legge a garanzia di trasparenza e accesso non lo ha fatto nessuno: né lo Stato sulle Regioni, né le Regioni sulle aziende sanitarie. Il caos-liste in Italia deriva anche da questo: non si può governare un fenomeno di cui non si conoscono i dati».

Leggi: Sanità24, Il Sole 24 Ore, 13/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
Roma. Casalbruciato. Contrastare l’illegalità, soddisfare la domanda abitativa debole e investire nelle periferie: è questa la strada per sconfiggere gli episodi di razzismo e di guerra tra poveri

Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario generale SUNIA
L’assenza di una politica abitativa in grado di soddisfare la domanda debole è sicuramente una delle cause più importanti che concorrono al ripetersi di episodi di intolleranza in occasione di assegnazioni di case popolari. Sono anni che assistiamo ad un sostanziale disinteresse di Governi e Parlamento al progressivo acuirsi di un disagio abitativo che, complice la crisi economica, si allarga a strati di popolazione che nel passato si ritenevano immuni. I numeri delle domande di casa popolare inevase (oltre 600.000) e degli sfratti per morosità (circa 300.000) da eseguire nei prossimi cinque anni, accompagnati all’abbandono dei quartieri di edilizia popolare sia in termini di qualità abitativa che di controllo pubblico sul rispetto di regole e legalità, ha prodotto un terreno favorevole al diffondersi di fenomeni di occupazione del territorio da parte di piccola e grande criminalità che in molti casi ha il controllo delle occupazioni abusive degli alloggi che si liberano o che vengono liberati. Il recente caso di Ostia e di quartieri di altre città lo dimostra. E non è certo un caso la contiguità verificata tra questi ambienti ed il gruppo di fascisti che ha organizzato la gazzarra a Casalbruciato contro l’assegnazione legittima alla famiglia Rom. Insieme all’intollerabile atteggiamento razzista c’è anche la volontà di allargare il controllo del patrimonio abitativo pubblico. Non è un caso che a Torre Maura, altro quartiere di edilizia popolare di Roma, lo stesso gruppo abbia fatto occupare abusivamente l’alloggio per impedire un’altra legittima assegnazione.

Leggi: Sunia, 10/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
“La città che cura”, il film che operatori della sanità e politici dovrebbero vedere

Erika Rossi, autrice del film sul rivoluzionario progetto di salute pubblica in corso a Trieste, ci guida a capire l’eccezionalità dell’esperienza: “Si dà alla persona sola la possibilità di fare riferimento a una rete sociale, e a risaltare sono un’empatia e un’umanità che spesso non associamo al settore della sanità”
Trieste, la città di Basaglia, è sempre stata la culla di un nuovo modo di intendere la salute. Non poteva che nascere qui Microaeree, un progetto rivoluzionario, unico in Europa, che interviene sul territorio per influire positivamente sulla salute delle persone. Abbiamo visto La città che cura, il film di Erika Rossi distribuito da Lo scrittoio e Tico Film, e abbiamo parlato con la regista per capire come ha scelto di raccontare la storia di questa esperienza unica, che possiamo chiamare medicina territoriale, o medicina di comunità.
Questo progetto è applicato solo a Trieste” ci ha spiegato. “I creatori sono gli eredi di Basaglia: l’idea è allargare il concetto di salute alla vita stessa della persona, al di là dei suoi problemi di salute, e considerarla come una persona a tutto tondo, nelle sue problematiche più ampie e nella sua rete sociale. Perché la salute è anche il risultato dello stato delle relazioni sociali di cui la persona dispone. L’eccellenza di questo progetto di salute sul territorio è che dà alla persona che è sola la possibilità di fare riferimento a una rete sociale: la presenza dell’istituzione all’interno del territorio, in spazi che diventano punti di riferimento, può essere un aiuto non solo per una visita medica, ma per qualsiasi problema che la persona abbia, anche solo quello di essere solo”

Leggi: Redattore Sociale, 10/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
 «Il governo non ci ascolta». Pensionati in piazza il 1° giugno

Assemblee di Spi, Fnp e Uilp a Padova, Roma e Napoli. Si prepara la grande manifestazione nella capitale, spostata a San Giovanni viste le altissime adesioni. “Totale mancanza di attenzione verso le persone anziane”
Padova, Roma e Napoli: parte da qui oggi, giovedì 9 maggio, il percorso di mobilitazione delle pensionate e dei pensionati di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil che culminerà nella manifestazione nazionale indetta per il prossimo 1° giugno a Roma e spostata nei giorni scorsi da piazza del Popolo a piazza San Giovanni viste le altissime adesioni che le tre sigle stanno registrando in tutta Italia.
Le assemblee di questa mattina si sono svolte tutte in contemporanea. A Padova l’appuntamento è al Gran Teatro Geox e ad aprire i lavori è stato il segretario nazionale Fnp Cisl Marco Colombo, mentre le conclusioni sono state affidate a Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil). A Roma l’assemblea si è svolta al Palazzo dei Congressi, introdotta dal segretario nazionale Uilp Uil Emanuele Ronzoni e chiusa da Gigi Bonfanti, segretario generale della Fnp Cisl. A Napoli, infine, appuntamento presso l’Hotel Ramada, con l’intervento iniziale del segretario nazionale Spi Cgil Raffaele Atti e le conclusioni affidate a Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil e reggente Uilp Uil.

Leggi: Rassegna Sindacale, 09/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
Se invecchiare a casa propria è un diritto

Una ricerca sui problemi e le prospettive della domiciliarità, promossa da Auser e Spi, è stata presentata in occasione della conferenza di organizzazione dell’associazione non profit legata alla Cgil. Resi noti i dati sugli anziani di cinque regioni
In occasione della conferenza nazionale di organizzazione dell’Auser, il ricercatore Claudio Falasca ha presentato i dati sugli anziani delle prime cinque regioni prese in esame: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia.
Le criticità future della domiciliarità, con la crescita del numero degli anziani bisognosi di cure e la diminuzione dei caregiver familiari, si confermano in tutte le regioni, con situazioni più critiche soprattutto al Sud. In tutte e cinque le regioni si sottolinea la difficoltà di rinnovo dei caregiver. Nel 2065, in alcune regioni, le donne saranno quanto gli uomini (Toscana, Sicilia) e in Lombardia gli uomini saranno più delle donne.
La ricerca evidenzia che in tutte le regioni, al crescere delle limitazioni funzionali, si riduce il riconoscimento delle indennità di accompagnamento. Inoltre, sono del tutto carenti i posti letto nelle Rsa. A fronte di una media Ocse di 30-60 posti letto ogni mille anziani, in Italia al massimo si raggiunge quota 30 nella sola Emilia Romagna, mentre in Sicilia i posti letto ogni mille anziani sono solo 5,5. Inadeguate poi le risorse per l’assistenza sociosanitaria e fortemente squilibrata fra Nord e Sud: la spesa media di 96 euro pro capite oscilla dai 45 in Sicilia a 113 in Toscana. Tra il 2011 e il 2017 in Sicilia si riduce il numero delle colf (meno 17,2%) e cresce quello delle badanti (più 58%), soprattutto di nazionalità italiana.

Leggi: Rassegna Sindacale, 09/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
La condizione degli anziani nelle regioni d’Italia

I dati della Ricerca Auser e Spi Cgil “il diritto di invecchiare a casa propria” si arricchisce di approfondimenti regionali
La ricerca promossa da Auser e Spi Cgil “Il diritto di invecchiare a casa propria. Problemi e prospettive della domiciliarità” si amplia e si arricchisce di dati sulla condizione degli anziani e l’assistenza domiciliare regione per regione.
In occasione della Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, il ricercatore Claudio Falasca ha presentato i dati sugli anziani delle prime cinque regioni prese in esame: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia.
Le criticità future della domiciliarità con la crescita del numero degli anziani bisognosi di cure e la diminuzione dei caregiver familiari si confermano in tutte le regioni, con situazioni più critiche soprattutto al Sud. In tutte e cinque le regioni si sottolinea la difficoltà di rinnovo dei caregiver. Nel 2065 in alcune regioni le donne saranno quanto gli uomini (Toscana, Sicilia) e in Lombardia gli uomini saranno più delle donne.
La ricerca evidenzia che in tutte le regioni al crescere delle limitazioni funzionali si riduce il riconoscimento delle indennità di accompagnamento. Sono inoltre del tutto carenti i posti letto nelle Rsa. A fronte di una media Ocse di 30-60 posti letto ogni mille anziani, in Italia al massimo si raggiunge quota 30 nella sola Emilia Romagna, mentre in Sicilia i posti letto ogni mille anziani sono solo 5,5.

Leggi: Auser, 09/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Il rapporto. Badanti, patrimonio da tutelare

Sono due milioni i ‘caregivers’ nelle famiglie italiane, per tre quarti stranieri; ma il 60% lavora in nero. Presentato un Libro bianco con dati e proposte per regolarizzare il settore
Sono l’esercito buono della cura. Sono infatti più di 2 milioni le colf, le badanti e le baby-sitter in servizio nelle famiglie italiane, 800mila delle quali lavorano con contratto regolare (purtroppo il 60% di chi svolge un lavoro domestico per conto terzi lo fa tuttora “in nero”, ovvero senza coperture previdenziali né contributive) e 910mila senza permesso valido.
Si tratta comunque dell’1,25% del nostro Pil e dell’8,2% del totale dei lavoratori italiani: un comparto forte della nostra economia, nel quale però non esiste ancora un sistema di agevolazioni fiscali adeguato per chi assume ma solo minime forme di detrazioni e deduzione dei costi.
Ed è un lavoro di grande rilevanza sociale, di indispensabile supporto alle famiglie e – non ultimo – di inclusione delle popolazioni migranti, visto che la stragrande maggioranza degli addetti è di origine straniera (oltre che di genere femminile nell’88,3% dei casi): collaboratrici domestiche, caregiver familiari e “tate” che in Italia sono soprattutto filippine, cingalesi, pachistane o provenienti da Paesi dell’Est Europa nonché, in misura minore, dall’Africa (in totale il 73,1% è originario di Paesi non Ue).
Dati illuminanti contenuti nel Libro Bianco del lavoro domestico ‘Famiglia, lavoro e abitazione’, presentato ieri a Roma nella sala Parlamentino del Cnel da Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico) e da Effe (Federazione europea dei datori di lavoro domestico). Il settore infatti è ben rappresentato anche oltre i confini nazionali: in tutto il continente si contano attualmente 8 milioni di lavoratrici domestiche regolari (un decimo delle quali impiegate in Italia).

Leggi: Avvenire, 08/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Salute, tra longevità, cura e big data. Le nuove sfide della sanità

A Firenze dall’11 al 14 maggio il XXIV Congresso Nazionale Dirigenti Ospedalieri Internisti – Nel 2025 il 30% della popolazione sarà di 60enni e ultra 60enni
Nel 2025 il 30% della popolazione sarà di 60enni e ultra 60enni. E 170 milioni di persone soffriranno di malattie degenerative e croniche. Ampio spazio dedicato al medico internista del nuovo millennio.
Italia secondo Paese più vecchio al mondo: i dati del Rapporto Annuale Istat fotografano una situazione nella quale la popolazione anziana è in aumento – dovuto al guadagno in termini di sopravvivenza – e le generazioni di giovani sono sempre meno numerose a causa del continuo calo delle nascite. Tra 20 anni lo squilibrio intergenerazionale sarà ancora più critico, con 265 anziani ogni 100 giovani. Assistenza sanitaria continua, facile accessibilità ai servizi, adeguato rifornimento di strutture e strumenti essenziali, personale sanitario proporzionato e un coinvolgimento del paziente nelle decisioni sanitarie. Questi i parametri sui quali, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), devono essere strutturati tutti i Servizi Sanitari. Ciò diventa più difficile se ci si rapporta alle categorie più fragili, come i cittadini anziani e i pazienti complessi, solitamente affetti da patologie multiple, proprio quelle che oggi rappresentano il maggiore onere assistenziale per la sanità pubblica e le famiglie. La gestione di queste tipologie di pazienti sarà la vera sfida sanitaria del futuro. Di longevità e cure, e molto altro, si parlerà in occasione del XXIV Congresso di FADOI –Federazione Nazionale Dirigenti Ospedalieri Internisti – che si terrà dall’11 al 14 maggio a Firenze (Fortezza da Basso) al quale è stato invitato a partecipare anche il Ministro della Salute Giulia Grillo.

Leggi: Affari Italiani, 08/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Abitare solidale, parte l’operazione fuori sede

Il comune di Firenze ha deciso di coinvolgere una parte dei circa 15 mila studenti fuori sede della città nella più grande emergenza sociale cittadina, i circa 20 mila anziani che abitano da soli. L’idea è quella di estendere il progetto Abitare Solidale di Auser, che negli ultimi cinque anni ha attivato oltre 300 coabitazioni, agli studenti in cerca di una casa in città
Anziani soli che mettono spazi della loro casa gratuitamente a disposizione di persone in difficoltà: fin qui nel progetto sono state coinvolte donne vittime di violenza e persone segnalate dai servizi sociali nell’ambito dell’emergenza abitativa. L’idea dell’assessora al sociale Sara Funaro e del sindaco Nardella è quella di estendere ora il raggio d’azione agli studenti in cerca di una casa in città. I fuori sede che sono migliaia. «Già nei prossimi giorni parleremo con l’Università e l’azienda regionale per il diritto allo studio per mettere in piedi una grande campagna informativa. Contemporaneamente come Comune ci attiveremo per coinvolgere molti più anziani, scriveremo agli over 65 che sappiamo esser soli, che stimiamo in circa 20 mila se non di più, per proporgli questa soluzione» annuncia Funaro.
Come funzionerebbe? La formula è: una stanza in cambio di compagnia. Non è che lo studente che accetti debba ritrovarsi costretto a fare da badante, quello no: «Non si tratta di uno scambio di servizi ma di un progetto sociale con l’obiettivo di fornire risposte abitative e mettere in piedi uno scambio intergenerazionale» dice Funaro. Una forma di welfare preventivo, per così dire.

Leggi: Auser, 08/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
In aumento gli anziani che non possono permettersi la badante

Con la sola pensione, il 52,9% degli anziani può permettersi l’assistenza di un lavoratore domestico per appena cinque ore alla settimana. Il 17,8% può pagare un aiuto per 25 ore (praticamente, una mezza giornata dal lunedì al venerdì) e appena il 9,5% può aspirare a una badante convivente. È il risultato dell’analisi condotta per Il Sole 24 Ore del Lunedì da Domina (associazione nazionale di famiglie datori di lavoro domestico), in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, per capire l’impatto dell’assistenza familiare sul bilancio di un pensionato, solo o in coppia.  Il dato di partenza è la disponibilità economica delle persone che hanno nella pensione la principale fonte di reddito: sono 13,7 milioni su 14,6 milioni di contribuenti che dichiarano redditi da pensione. Quasi il 70% degli anziani ha un reddito complessivo sotto 20mila euro, ovvero, considerando le tasse da versare, ha meno di 14.600 euro spendibili all’anno. Bisogna considerare poi il livello delle spese mensili per i consumi legati al cibo, all’abbigliamento e alle utenze. Secondo l’Istat, in media la spesa per consumi delle persone sole con almeno 65 anni è di 1.366 euro al mese. Considerando che la maggior parte degli anziani vive in una casa di proprietà, si può sottrarre a questa spesa mensile il valore del cosiddetto “affitto figurativo” (quanto si spenderebbe per l’affitto di una casa simile a quella in cui si vive), e si arriva a una spesa annuale di 11mila euro.

Leggi: Auser, 08/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Disabilità. La vita in istituto equivale a una forma di segregazione?

Se ne parla nel primo numero del 2019 della rivista Welfare Oggi diretta da Gianfranco Marocchi. A confronto due tesi: chi considera il concetto di segregazione poco produttivo e chi ne riafferma l’utilità per far uscire dall’ombra un sistema di servizi indegno del nostro Paese e talmente disomogeneo da non garantire certezza di trattamento
Le classi differenziali e le scuole speciali in Italia non ci sono più dal 1977. La chiusura dei manicomi risale all’anno successivo. Due eventi che hanno portato a un graduale miglioramento della vita delle persone con disabilità nel nostro Paese. Nonostante questo sono ancora tantissime quelle che vivono in istituti, spesso isolate dal resto della società. Ma la vita in un istituto equivale a una forma di segregazione? È la domanda da cui parte il focus del primo numero del 2019 di Welfare Oggi, rivista dedicata alle politiche sociali diretta da Gianfranco Marocchi. Il tema era già stato trattato nel numero 2 del 2018 attraverso un intervento di Giovanni Merlo che, insieme a Ciro Tarantino, ha curato il libro “La segregazione delle persone con disabilità. I manicomi nascosti in Italia” (Maggioli) che raccoglie l’esito di un lavoro svolto dalla Fish. La tesi di Merlo è che “una parte cospicua di persone con disabilità nel nostro Paese si trovi a vivere in luoghi che configurano autentiche forme di segregazione. Una distanza dalla comunità che richiama alla mente condizioni di vita di carattere ‘manicomiale’.

Leggi: Redattore Sociale, 08/05/2019


martedì 7 maggio 2019
Lavoro sommerso in Italia

Sono 2 milioni colf e badanti, di cui il 60% irregolare
In Italia, sono 2 milioni i lavoratori domestici e di questi 1,2 mln risultano irregolari (il 60% del totale). L’attività svolta da colf e badanti rappresenta l’1,25% del Pil. E’ quanto emerge dal Libro Bianco del lavoro domestico ‘Famiglia, lavoro e abitazione’, presentato questa mattina al Cnel da Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico e da Effe, la Federazione europea dei datori di lavoro domestico.
Tra i presenti il presidente del Cnel, Tiziano Treu, il giuslavorista Michele Tiraboschi, il direttore di ricerca dell’Irs Sergio Pasquinelli, il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, il vice presidente della Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa Vincenzo Bassi, il presidente di Federanziani Roberto Messina, il presidente Fish Onlus Vincenzo Falabella ed il responsabile dei servizi statistico-informativi dell’Anmil Franco D’Amico. Presenti anche Debora Serracchiani; Silvia Costa; Fabio Massimo Castaldo; Laura Agea; Anna Bonfrisco; Maria Teresa Bellucci; Costanza Hermanin.
Per quanto sottostimato, – ha spiegato il vice presidente Assindatcolf ed Effe, Andrea Zini – questo settore rappresenta comunque il 4% dell’occupazione totale in Europa, contro il 4,7% di quello dell’ospitalità ed il 6,8% delle costruzioni. Se supportato da adeguate politiche pubbliche e da finanziamenti, si stima che il comparto potrà espandersi in modo capillare nei prossimi anni, arrivando ad offrire un bacino occupazionale di 5 milioni di nuovi posti di lavoro, per un totale di 13 milioni, con un incremento del 40% rispetto ad oggi”.

Leggi: Inca, 07/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Reddito di cittadinanza e persone senza dimora

Offriamo loro un’opportunità
Lo scorso 29 marzo è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 che introduce il Reddito di cittadinanza (RdC). All’articolo 1 viene subito sottolineato che il RdC è una misura fondamentale di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale nonché diretta  a  favorire  il  diritto  all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura  attraverso  politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti  a rischio di emarginazione nella società e nel mondo  del  lavoro.
In linea di principio, dunque, l’uguaglianza sostanziale, i doveri di solidarietà e protezione sociale di cui lo Stato è garante, sono fatti salvi. Tuttavia, il rischio reale che una parte di povertà, quella definita come povertà estrema, rimanga fuori dalla misura c’è.
Si tratta delle Persone Senza Dimora (PSD), i poveri tra i più fragili e vulnerabili. Vivono una condizione di deprivazione materiale e immateriale caratterizzata da continui scivolamenti, difficoltà, impedimenti di diversa natura legati al loro stato di salute, al lavoro, ai legami familiari o relazionali, alla lontananza dal paese o città di origine, alle dipendenze, alla giustizia, alla possibilità oggettiva e capacità soggettiva di godere di opportunità economiche, culturali, sociali, politiche che li faccia emergere da una indigenza grave e perdurante.

Leggi: Welforum, 06/05/2019


venerdì 3 maggio 2019
Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.
Quella che con un termine fin troppo asettico chiamiamo non autosufficienza – dentro ci sono tutte le forme gravi di demenza, disabilità fisiche, eccetera – è uno dei grandi temi della nostra società. Già oggi quasi 3 milioni di persone, in larga parte anziane e in prevalenza donne, hanno bisogno di aiuto per le esigenze della vita quotidiana.

Leggi: Liberetà, 03/05/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 13 maggio 2019
Firenze: Sunia, affrontare emergenza abitativa

Il Sunia di Firenze ha elaborato un documento programmatico sulle politiche abitative in città, presentandolo a tutti i candidati sindaco che, alle prossime amministrative cittadine, ambiscono a guidare Firenze. “Questo contributo – afferma il sindacato degli inquilini – vorrebbe essere di aiuto alla individuazione di priorità programmatiche e alla costruzione di un percorso che possa contribuire a riconoscere la città di Firenze come ‘modello nazionale’ per un nuovo modo di concepire le politiche abitative”.
“La vera emergenza abitativa è diventata – afferma Laura Grandi, segretaria del Sunia di Firenze – quella di tanti lavoratori e pensionati, che pur avendo un reddito medio, non riescono a stare sul mercato privato delle locazioni. E diventano poveri. Mettere al centro dei programmi le politiche abitative diventa un atto ‘rivoluzionario’, perché da troppi anni lo si è considerato un comparto figlio di un dio minore, un aspetto secondario della vita di una persona; mentre è, a tutti gli effetti uno dei diritti di cittadinanza più importanti. Vorremmo che tutti avessero un luogo dignitoso dove vivere – prosegue Grandi – perché la casa è sinonimo di civiltà, elemento di inclusione e non di discriminazione, soprattutto ai danni dei ceti più deboli ed emarginati, ma solo più a quelli”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 13/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
Roma e le case popolari: i tre luoghi comuni da sfatare

Gli stranieri sono “favoriti” nelle assegnazioni, gli alloggi non bastano, nella capitale c’è emergenza abitativa: Enrico Puccini, architetto ed esperto di urbanistica, smentisce questi falsi miti. “Non sono favoriti gli stranieri, ma le famiglie numerose”; “il 70% del patrimonio pubblico è inutilizzato”; “non più di 5 mila famiglie in emergenza abitativa”
“Non sono gli stranieri o i rom ad essere avvantaggiati nell’assegnazione delle case popolari: sono i nuclei familiari numerosi, che effettivamente oggi sono solo in minoranza italiani”.
E’ questo il primo “mito” da sfatare, secondo Enrico Puccini, architetto romano che ha seguito la questione con la giunta Marino e risponde con i dati e le norme alle voci che in questi giorni si alzano, soprattutto in alcune periferie romane, per protestare contro l’assegnazione di alloggi popolari a famiglie rom. “Dall’ultimo bando, che risale al 2012, risultano idonei circa 12.500 nuclei. Avere uno studio sulla composizione, sull’età, sulle condizioni socio-economiche d famiglie sarebbe utilissimo per poter svolgere una programmazione efficace – scrive Puccini sul suo blog “Osservatorio Casa Roma” – . Il Bando stesso sarebbe una utile fonte di informazioni (disabilità, reddito, provenienza, ecc.) che tuttavia non vengono elaborate e/o diffuse. I dati, infatti, sono criptati e l’unica cosa che trapela dalla nuova graduatoria è la composizione delle famiglie. Un elemento comunque significativo in quanto gli alloggi popolari vengono assegnati in base alla composizione del nucleo”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
Salute, l’infermiere di comunità in tutta la Toscana centrale

Dopo Lastra a Signa, Montespertoli, Agliana e Montale e l’ultimo in ordine di tempo, Scandicci, la mappa geografica dell’infermiere di famiglia e di comunità, crescerà nel 2019 di altri Comuni dell’area fiorentina e del pistoiese per poi completarsi nel 2020 in tutte le aree territoriali della Ausl Toscana centro
Dopo Lastra a Signa, Montespertoli, Agliana e Montale e l’ultimo in ordine di tempo, Scandicci, la mappa geografica dell’infermiere di famiglia e di comunità, crescerà nel 2019 di altri Comuni dell’area fiorentina e del pistoiese per poi completarsi nel 2020 in tutte le aree territoriali della Ausl Toscana centro. I tempi del nuovo servizio che porta risposte assistenziali al domicilio, sono stati presentati dal direttore del dipartimento infermieristico e ostetrico, Paolo Zoppi, a Toscana Tv nel corso della trasmissione di informazione sanitaria dell’Azienda. Zoppi ha sottolineato il significato del servizio sia in termini organizzativi che di eccellenza della modalità di esercizio della professione infermieristica.

Leggi: Redattore Sociale, 10/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
Lombardia: due atti normativi sulle barriere e per un Fondo Unico

«Una volta tradotti in atti normativi concreti, questi due provvedimenti potranno determinare importanti benefìci per la vita delle persone con disabilità, a molti livelli. Uniformare infatti gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e creare un Fondo Unico per la Disabilità rappresentano due passi importanti verso una gestione coordinata delle azioni a favore delle persone con disabilità. E ultima, ma non meno importante, la richiesta di riconoscere LEDHA e FAND come organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Siamo molto contenti, e ora aspettiamo i provvedimenti della Giunta Regionale».
Così Alessandro Manfredi, presidente della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che rappresenta la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), commenta due atti normativi approvati il 16 aprile scorso dal Consiglio Regionale della Lombardia, che impegnano la Giunta Regionale ad agire nel senso indicato.
Si tratta innanzitutto della Mozione 177 concernente il Piano 2030 Lombardia senza barriere, con la quale si impegna la Giunta Regionale a dotarsi entro il 2020 di uno strumento di pianificazione e programmazione coordinata di interventi per l’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali, «rendendo l’accessibilità universale proprio obiettivo di progettazione».

Leggi: Superando, 09/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
Centri anziani, un archivio multimediale per raccogliere le loro storie

Nasce in Toscana l’idea di un progetto multimediale che raccoglie le storie di tutti i pazienti e gli operatori delle residenze sanitarie assistite e dei centri anziani
Un archivio multimediale che raccoglie le storie di tutti i pazienti e gli operatori delle residenze sanitarie assistite e dei centri anziani. E’ il progetto promosso, tra gli altri, dall’archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, ad Arezzo, dalla Libera Università dell’autobiografia e dalla Regione Toscana. L’idea è quella di fare tesoro delle tantissime storie, dei tantissimi aneddoti, delle tantissime foto e dei tantissimi disegni che vengono realizzati quotidianamente nelle Rsa, nei centri diurni, nei centri anziani. Un modo per non disperdere la memoria di tutto quello che di bello accade ogni giorno in questi luoghi che spesso sono di sofferenza.
“Vogliamo progettare – hanno detto i promotori del progetto – di salvare la memoria, anche di chi la memoria la sta perdendo, è una impresa che va controcorrente ma al tempo stesso scommette sul patrimonio umano e sui suoi tesori. Nella memoria ritrovata di ogni persona vi è parte imprescindibile di tutta la storia umana nel bene e nel male. Riallacciare in una nuova dimensione emotiva i rapporti di interazione tra anziani e personale che se ne prende cura, questo vogliamo fare, e poi ricostruire luoghi dove singole memorie e collettivi confronti possano trovare una cornice in cui disegnare uno schizzo di originale socialità”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Livorno. Al via le richieste per la settimana del sollievo

Sollevare temporaneamente i familiari dal peso dell’assistenza quotidiana e costante ad un proprio congiunto fragile o oppure non autosufficiente che vive nella stessa casa: può essere la necessità di prendersi una vacanza o fare un viaggio. Sono diverse le situazioni per cui ci si trova dinanzi al dilemma di come gestire la lontananza da casa per un breve periodo riuscendo comunque a garantire un’opportuna assistenza al proprio familiare convivente. In questa direzione va appunto il progetto “Ca.Li.Ma” varato dalla Svs in collaborazione con l’Avo (Associazione Volontari Ospedalieri) e l’Auser: un progetto che promuove iniziative per il sollievo degli anziani e dei “care giver” familiari ed avvalendosi del contributo erogato dal Ministero del lavoro e dalla Regione Toscana. E’ così stata ideata la “Settimana del sollievo” con la quale i familiari rivolgendosi alla Svs possono ottenere gratuitamente un periodo di assistenza del proprio congiunto convivente Le domande vanno inoltrate all’SVS fino alla fine di maggio direttamente in via San Giovanni oppure via mail.Informazioni: SVS tel. 0586-896040 interno 5 (dal lunedì al venerdì con orario 9-12) oppure svssociale@pubblicaassistenza.it.

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IN AGENDA:

Sanità, 15 maggio presentazione report Fp Cgil su liste d’attesa e costi

Appuntamento nella sede di corso d’Italia dalle 10 alle 13
Nuovo report sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali. Mercoledì 15 maggio a Roma si terrà la presentazione del secondo report della Fp Cgil, dopo il primo illustrato lo scorso anno, curato da Crea Sanità e in collaborazione con la Fondazione Luoghi Comuni. Il rapporto, dal titolo ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali’, sarà presentato presso la sede della Cgil nazionale in corso d’Italia 25 dalle ore 10 alle ore 13.
Una fotografia delle condizioni delle prestazioni sanitarie in Italia, tra liste d’attesa e costi, tra pubblico e privato. Interverranno il professore Federico Spandonaro (Università di Tor Vergata e presidente Crea Sanità), la professoressa Carla Collicelli (ricercatrice senior associata Cnr Itb), Sergio Venturi (assessore alla Sanità Regione Emilia Romagna), Valeria Fava (Cittadinanza attiva e responsabile osservatorio civico sul federalismo in sanità), Stefano Cecconi (responsabile salute e area welfare Cgil nazionale) e, infine, Serena Sorrentino (segretaria generale Fp Cgil nazionale). Dunque, appuntamento mercoledì a Roma, in Corso d’Italia 25 a partire dalle ore 10.

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Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

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Presentazione della Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età

Giovedì 16 maggio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 11.00,   presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione, 4) il  Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) presenteranno la Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età, che – partendo da cinque video tutorial – vuole offrire una panoramica sui principali istituti giuridici a disposizione degli over 60 per la gestione dei propri beni: rendita vitalizia, contratto di mantenimento, donazione con onere di assistenza, prestito vitalizio ipotecario, la vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto.
All’evento saranno presenti – oltre i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori e del Notariato – i rappresentanti delle Istituzioni, delle Associazioni per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle Federazioni sindacali e Associazioni per i diritti degli Anziani.

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Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.

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Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

Leggi: Silver Economy Forum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

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IN EVIDENZA:

Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

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Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

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SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

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Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

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Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

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Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

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Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

Leggi: Auser


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

 

NEWS:

martedì 7 maggio 2019
L’Auser guarda al futuro: il 9 e 10 iniziativa a Roma

Conferenza di organizzazione dell’Associazione per l’invecchiamento attivo, che quest’anno festeggia il trentennale. Fitto il programma della due-giorni, intervengono i segretari generali della Cgil Landini e dello Spi Pedretti
“Una grande rete che guarda al futuro”. Questo il titolo della Conferenza nazionale di organizzazione dell’Auser, che si tiene giovedì 9 e venerdì 10 maggio a Roma, presso il Centro congressi Frentani (in via dei Frentani 4). Al centro dei lavori, l’approvazione del nuovo statuto nazionale e le nuove sfide dettate dalla riforma del terzo settore che sta arrivando a compimento. Una riforma complessa e impegnativa che impone alle associazioni capacità di rinnovamento e trasparenza. Questa Conferenza di organizzazione rappresenta un appuntamento particolarmente importante: cade, infatti, nell’anno del trentennale dell’Associazione. Era il 5 maggio del 1989 quando l’allora segretario generale della Cgil Bruno Trentin, insieme allo Spi Cgil, promuoveva la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.

Leggi: Rassegna Sindacale, 07/05/2019


martedì 7 maggio 2019
Lavoro sommerso in Italia

Sono 2 milioni colf e badanti, di cui il 60% irregolare
In Italia, sono 2 milioni i lavoratori domestici e di questi 1,2 mln risultano irregolari (il 60% del totale). L’attività svolta da colf e badanti rappresenta l’1,25% del Pil. E’ quanto emerge dal Libro Bianco del lavoro domestico ‘Famiglia, lavoro e abitazione’, presentato questa mattina al Cnel da Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico e da Effe, la Federazione europea dei datori di lavoro domestico.
Tra i presenti il presidente del Cnel, Tiziano Treu, il giuslavorista Michele Tiraboschi, il direttore di ricerca dell’Irs Sergio Pasquinelli, il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, il vice residente della Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa Vincenzo Bassi, il presidente di Federanziani Roberto Messina, il presidente Fish Onlus Vincenzo Falabella ed il responsabile dei servizi statistico-informativi dell’Anmil Franco D’Amico. Presenti anche Debora Serracchiani; Silvia Costa; Fabio Massimo Castaldo; Laura Agea; Anna Bonfrisco; Maria Teresa Bellucci; Costanza Hermanin.

Leggi: Inca, 07/05/2019


martedì 7 maggio 2019
«Un social compact per il rinascimento europeo»

Prodi all’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil: “Viviamo in un’Europa dalle disuguaglianze crescenti. Bisogna invece puntare su equità e welfare, che sono i più grandi contributi che l’Unione ha regalato al mondo. Da soli non si va da nessuna parte”
“È un momento delicatissimo per l’Europa, perché i governi nazionali hanno rinunciato da tempo a una redistribuzione della ricchezza, e nella politica mondiale nessuno parla più di imposte e dei conseguenti servizi. Nelle varie campagne elettorali si parla solo di diminuzione delle tasse e in tutto questo aumentano a dismisura le disuguaglianze tra le persone”. Lo ha detto oggi, 7 maggio, Romano Prodi in apertura della lectio magistralis tenuta nella seconda giornata di “La nostra Europa, la cultura, il lavoro. La cultura del lavoro”, l’iniziativa organizzata da Cgil, Cisl e Uil a Matera.
“La finanziarizzazione dell’economia ha fatto il resto – ha continuato il presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli –. Il ruolo sempre più importante della finanza rispetto al peso del mondo del lavoro crea ancora più differenze, perché la finanza è mobile e lo sarà sempre di più con il cambiamento tecnologico in corso”. In tutto questo, “la divisione tra salariati di alto livello e salariati di basso livello continuerà a crescere”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 07/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Quota 100 per pochi: i dati Cgil lo confermano

Cigna a RadioArticolo1: “I conti del governo sono sbagliati. Secondo noi, le persone che usufruiranno del provvedimento saranno 325 mila, contro le 973 mila ipotizzate. Aver scelto paletti così rigidi, restringe la platea degli aventi diritto”
“Abbiamo fatto uno studio, con stime e proiezioni sul flusso della platea potenziale di quota 100, sulla base delle risorse stanziate dal governo. Il risultato è che i conti sono sbagliati: per noi, le persone che usufruiranno del provvedimento saranno al massimo 325 mila a fine anno, contro le 973 mila ipotizzate dall’esecutivo”. Così Ezio Cigna, dell’ufficio previdenza Cgil, ai microfoni di RadioArticolo1.
“Aver scelto una quota 100 così rigida, con i paletti dei 62 anni di età e dei 38 di contributi, non risponde a fette importanti del mondo del lavoro, perché restringe a priori la platea degli aventi diritto. Ad esempio, le donne – già fortemente penalizzate dalla legge Fornero, che ha spostato la pensione di vecchiaia da 60 a 67 anni – difficilmente riescono a raggiungere i 38 anni di contributi, svolgendo spesso due lavori, quello in produzione e quello di cure, tanto è vero che solo poche migliaia (una domanda su quattro è stata presentata da una donna), hanno utilizzato quota 100. E la stessa opzione donna è penalizzante, in quanto è una misura che prevede un calcolo interamente contributivo, 35 anni di contributi e 58 d’età se dipendenti, o 59 se autonome. Per non parlare dei precari, dagli edili agli agricoli, del tutto fuori dai giochi, malgrado tantissimi di loro desiderino andare in pensione al più presto, facendo lavori faticosi e poco sopportabili, superata una certa età

Leggi: Rassegna Sindacale, 06/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Decreto crescita: le misure in materia di Imu, efficienza e sismabonus

Diverse misure del Dl n. 34/2019 (il cosiddetto Decreto Crescita), pubblicato in Gazzetta Ufficiale, riguardano a vario titolo la casa e il condominio. Vediamo sinteticamente quali, nell’estratto di un approfondimento scritto da Gennaro Napolitano per conto di Fisco Oggi: l’organo ufficiale di comunicazione dell’Agenzia delle Entrate.
Deducibilità IMU
Aumenta la deducibilità dell’Imu relativa agli immobili strumentali (già innalzata dall’ultima legge di bilancio): si prevede, infatti, che per la determinazione del reddito d’impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni, l’imposta municipale propria relativa a tali immobili sia deducibile nella misura del 50% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (2019 per i contribuenti “solari”), del 60% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020 (quindi, 2020 e 2021 per i contribuenti “solari”), del 70% a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021 (quindi, 2022 per i contribuenti “solari”).
Incentivi per l’edilizia
Fino al 31 dicembre 2021, per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi dieci anni, demoliscono o ricostruiscono gli immobili (anche con variazione volumetrica) oppure li vendono, le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa (200 euro).

Leggi: Quotidiano del Condominio, 06/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
La prova dei mezzi nella Long-Term Care in Europa

Il diritto ad accedere alle prestazioni assistenziali per non autosufficienti viene regolato in maniera diversa nei paesi europei. Uno degli elementi frequentemente considerati è la condizione economica del richiedente. L’articolo presenta il quadro europeo dell’uso della prova dei mezzi (mens test) nelle politiche di Long-Term Care (LTC).
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi (AN), Network Non Autosufficienza NNA)
In Europa, l’Assistenza di lungo termine (Long-Term Care, LTC) viene erogata a tutti coloro che ne hanno bisogno senza alcuna limitazione oppure le dimensioni dell’assistenza sono sottoposte alla prova dei mezzi e quindi in qualche modo condizionate dal reddito del beneficiario?
La prova dei mezzi (o “means test”) consiste in una forma di valutazione da parte di un’autorità pubblica, della situazione economica di chi richiede una prestazione di assistenza o l’accesso a condizioni agevolate ad un servizio. Il termine “prova dei mezzi” riassume una serie di indicatori delle disponibilità economiche del soggetto richiedente (reddito individuale, reddito familiare, ricchezza); in base ai valori che tali indicatori assumono viene dichiarata l’esistenza del diritto di un soggetto a determinati trasferimenti monetari o servizi (Ferrera, 2006).
In Italia, la prova dei mezzi si effettua attraverso lo strumento dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) ma in Europa la verifica delle risorse economiche dell’utenza assume forme e contenuti estremamente diversificati.

Leggi: I Luoghi della Cura, 06/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Reddito di cittadinanza e persone senza dimora – Offriamo loro un’opportunità

Lo scorso 29 marzo è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 che introduce il Reddito di cittadinanza (RdC). All’articolo 1 viene subito sottolineato che il RdC è una misura fondamentale di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza   e   all’esclusione sociale nonché diretta a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro.
In linea di principio, dunque, l’uguaglianza sostanziale, i doveri di solidarietà e protezione sociale di cui lo Stato è garante, sono fatti salvi. Tuttavia, il rischio reale che una parte di povertà, quella definita come povertà estrema, rimanga fuori dalla misura c’è.
Si tratta delle Persone Senza Dimora (PSD), i poveri tra i più fragili e vulnerabili. Vivono una condizione di deprivazione materiale e immateriale caratterizzata da continui scivolamenti, difficoltà, impedimenti di diversa natura legati al loro stato di salute, al lavoro, ai legami familiari o relazionali, alla lontananza dal paese o città di origine, alle dipendenze, alla giustizia, alla possibilità oggettiva e capacità soggettiva di godere di opportunità economiche, culturali, sociali, politiche che li faccia emergere da una indigenza grave e perdurante.

Leggi: Welforum, 06/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Il social housing vince al Nord con locazioni e prezzi calmierati

Al Nord e intorno alla città metropolitana di Milano la maggior parte dei progetti realizzati
Dieci anni di social housing in Italia con poco più di un miliardo di euro erogato (pari al 50% degli importi sottoscritti) e con la prospettiva di raggiungere i 20mila alloggi sociali entro il 2020. Al Nord e intorno alla città metropolitana di Milano la maggior parte dei progetti realizzati; al Centro e al Sud è un “work in progress”, con qualche eccellenza. A fine anno è terminato il periodo di investimento con la sottoscrizione delle risorse disponibili del patrimonio del Fondo Investimenti per l’Abitare (Fia) istituito da Cdpi Sgr nel 2009 e a oggi sono stati acquisiti dai fondi 205 progetti, di cui 115 sono ultimati. Altri 50 sono deliberati e devono essere sviluppati dai fondi locali. Da Cenni di Cambiamento
a Milano a Cesena con il nuovo Quartiere Novello, da Parma a Ferrara dove sta prendendo vita il progetto Corti di Medoro (dal recupero dell’ex Palaspecchi, integrando residenze e studentato). Sono numerose le operazioni che hanno fatto scuola in questi anni, ma che non sono ancora indicative di una tendenza diffusa.  «Quando si misura la convenienza della soluzione abitativa sociale, va tenuto conto dei canoni di mercato troppo cari per i budget delle famiglie (oltre il 30-40%) o dalla carenza di offerta adeguata. Prezzi e canoni elevati – spiegano da Cdp – si riscontrano soprattutto in città con forte tensione abitativa come Milano, Roma, Torino, Firenze: qui i canoni del social housing risultano inferiori rispetto al mercato anche del 40%, mantenendosi nel range 4-6 euro mq/mese, mentre i prezzi oscillano intorno ai 2.000-2.200 euro al mq».

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 06/05/2019


domenica 5 maggio 2019
Giornata europea per la vita indipendente: una “priorità assoluta”

Il 5 maggio la ricorrenza, che intende sottolineare il significato e il valore della vita indipendente. A Milano il corteo promosso dal Comitato lombardo e da alcune associazioni, per chiedere finanziamenti per l’assistenza personali, abbattimento delle barriere e pari opportunità. “Le persone con disabilità non siano prigioniere in casa propria, ma neanche bambolotti in istituto”
Si celebra il 5 maggio la Giornata europea per il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità. Una “filosofia” che nasce a Berkley nel 1972 dalla prima agenzia per la vita indipendente. Da qui partirono i primi tentativi di autodeterminazione e partecipazione alle attività comuni sociali delle persone con disabilità. Avere una vita indipendente significa un’assistenza autogestita tramite un progetto educativo individualizzato e una somma di denaro gestita in prima persona dal diretto interessato.
A sottolineare il valore di questa ricorrenza, è il Comitato lombardo per la vita indipendente delle persone con disabilità, che insieme alle associazioni “Abbatti le Barriere”, “Disabili Pirata” e “ComodalBasso” guiderà l’allegro corteo che attraverserà alcune strade del centro di Milano, accompagnato dalla musica della “Banda degli ottoni a scoppio”. La partenza sarà alle 10 da via 25 Aprile, l’arrivo alle 13 presso a via Gaetano de Castilla, 26.
Tre le richieste principali che gli organizzatori rilanceranno: finanziamenti sufficienti per assumere assistenti personali e norme che li prevedano; investimenti per abbattere le barriere architettoniche e per impedire che ne vengano costruite di nuove; parità di accesso a scuola, lavoro, casa, trasporti, sanità, servizi urbani.

Leggi: Redattore Sociale, 05/05/2019


venerdì 3 maggio 2019
l welfare dei servizi nel Reddito di cittadinanza

Le novità per i servizi del welfare territoriale dovute al passaggio dal Rei al RdC si possono sintetizzare nell’ “Equazione del Reddito di Cittadinanza” (Box 1). Il numeratore riguarda gli interventi: vengono mantenuti quelli previsti dal Rei, si rafforzano i CPI e si frammenta la rete locale. Il denominatore concerne la platea interessata: si estende l’utenza. Nella fase iniziale, i cambiamenti indicati si collocano in un contesto reso più impegnativo dalle incertezze relative al cambio della normativa. I prossimi paragrafi approfondiscono i singoli elementi dell’”Equazione”.
Box 1 – L’equazione del reddito di cittadinanza
RDC =  REI + RAFFORZAMENTO CPI + FRAMMENTAZIONE RETE LOCALE/AMPLIAMENTO UTENZA
Il mantenimento degli interventi previsti dal Rei
Inclusione sociale ed inclusione lavorativa – Il progetto iniziale
All’inizio della legislatura, il progetto del Governo per il RdC era differente dalla misura poi effettivamente introdotta. Si trattava di un ibrido: una politica contro la povertà nei beneficiari e una politica contro la disoccupazione negli interventi previsti. Il positivo investimento per il rafforzamento dei Centri per l’impiego, infatti, si traduceva nel prevedere quasi esclusivamente interventi d’inclusione lavorativa, relegando ai margini quelli d’inclusione sociale. Si prefigurava, dunque, un sistema di welfare locale governato dai CpI, nel quale i Comuni avrebbero svolto una funzione residuale.

Leggi: Welforum, 03/05/2019


venerdì 3 maggio 2019
Riqualificazione di singole unità immobiliari: come cedere il credito fiscale

Il provvedimento n. 100372/2019 emanato dall’Agenzia delle Entrate il 18 aprile scorso, a firma del Direttore, ha definito le modalità di cessione del credito fiscale derivante da interventi di riqualificazione energetica su singole unità immobiliari.
Infatti, mentre la cessione nell’ambito di interventi condominiali era stata definita con il provvedimento n. 165110 del 28 agosto 2017, la cessione della detrazione su singoli immobili era rimasta “sospesa“ fino ad oggi, non essendovi disposizioni che la regolassero in concreto.
Il documento colma questa lacuna e disciplina in nove punti tutti gli aspetti per realizzare la cessione, a partire dal 01.01.2018 (prevedendo per detrazioni maturate in relazione ad interventi realizzati nell’anno 2018) disponendo, in maniera analoga alla cessione per detrazioni da interventi su parti comuni di edifici, che:
–    possono cedere il credito i beneficiari della detrazione ai sensi dell’art. 14 Dl 04.06.2013, n. 63, compresi i soggetti incapienti/appartenenti alla no tax area;
–    possono essere cessionari della detrazione fiscale i fornitori di beni e servizi o soggetti che presentano un collegamento con l’intervento realizzato, siano essi persone fisiche (che esercitano attività professionale o d’impresa), enti e società. È esclusa in ogni caso la cessione a pubbliche amministrazioni;
–    i beneficiari incapienti potranno cedere il proprio credito anche a banche ed intermediari finanziari, possibilità esclusa per gli altri contribuenti;

Leggi: Quotidiano del Condominio, 03/05/2019


giovedì 2 maggio 2019
Commento all’editoriale pubblicato sul n. 1/2019. Non autosufficienza e politica. Perché il disinteresse?

In questo numero la rivista ospita un commento all’editoriale di Cristiano Gori “Perché gli anziani non autosufficienti non interessano alla politica?” pubblicato su I Luoghi della cura online il 23 gennaio 2019.
di Aldo Amoretti (Presidente Associazione Professione in Famiglia)
Ho letto con interesse l’editoriale di Cristiano Gori “Perché gli anziani non autosufficienti non interessano alla politica?” pubblicato il 23 gennaio 2019 su “I luoghi della cura online”. Quanto sostenuto in tale articolo ha totale fondamento. Tuttavia c’è un altro risvolto che, a mio parere, merita attenzione. L’opinione prevalente, non solo nel mondo della politica, ma pure dei sindacati e di tutti gli ambienti che hanno responsabilità nella guida del paese, è che il lavoro nero delle badanti non sia una patologia, ma una “medicina”. In altre parole, se le famiglie si “arrangiano” con la badante immigrata, totalmente o parzialmente irregolare e senza contratto, va bene così; meglio lasciar correre.  Si tratta di un pensiero inespresso, forse perfino inconsapevole ma diffuso. Esso rappresenta il principale ostacolo che, l’Associazione di famiglie alla quale dedico il mio impegno volontario (Professione in Famiglia), si trova di fronte cercando di promuovere la regolarizzazione del lavoro delle badanti.

Leggi: I Luoghi della Cura, 02/05/2019


giovedì 2 maggio 2019
Buone pratiche, servizi e tecnologie per sostenere i familiari che assistono i propri cari.

“Radici di cura e nuove traiettorie” è il filo conduttore della nuova edizione del “Caregiver Day”: giornate dedicate al caregiver familiare (chi si prende cura di un proprio caro malato, disabile, non autosufficiente.) in programma tra Carpi e Bologna dall’8 al 31 maggio.
Un filo conduttore che evidenzia il lungo lavoro compiuto dalla Cooperativa sociale Anziani e non solo e dall’Unione Terre d’Argine (con il patrocinio della Associazione dei Caregiver Familiari CARER, dell’AUSL di Modena e della Regione Emilia Romagna) per evidenziare le peculiarità ed i bisogni dei familiari impegnati in attività di cura  e ricercare politiche e buone pratiche di sostegno in ambito regionale, nazionale ed europeo.
I convegni e workshop di questa nona edizione tratteranno di domiciliarità, cura e narrazione, stimolazione cognitiva, auto mutuoaiuto, conciliazione, innovazione del welfare.
Il giorno 11 maggio a Carpi presso l’Auditorium Loria, il ricercatore Claudio Falasca   interverrà sulla ricerca di Auser e Spi Cgil “Problemi e prospettiva della domiciliarità. Il diritto di invecchiare a casa propria.
Il programma del Caregiver Day è scaricabile dal sito www.caregiverday.it . La partecipazione a tutti gli eventi è gratuita. E’ opportuno confermare la presenza compilando il modulo di registrazione online sul sito www.caregiverfamiliare.it e www.caregiverday.it  o inviando una mail a info@anzianienonsolo.it o telefonando allo 059645421. Alle assistenti sociali sono riconosciuti crediti formativi.

Leggi: Auser, 02/05/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 6 maggio 2019
Milano. Accordo morosità per gli inquilini del comune/MM

Presidio sindacati inquilini mercoledi 8 Maggio dalle ore 15 davanti alla sede di MM Casa in Via Vecchio Politecnico, 8
Le Scriventi Organizzazioni Sindacali degli Inquilini denunciano la non corretta applicazione dell’Accordo sul rientro della morosità nelle case comunali dell’Aprile 2018, da parte del Comune e di MM e la loro indisponibilità a rivedere le proprie posizioni e responsabilità.
L’Amministrazione Comunale ha approvato nell’Agosto del 2018, senza neanche informare i sindacati, una Delibera che non rispetta l’accordo sottoscritto: perché non azzera conguagli 2003/2009 dei gestori privati inesigibili in quanto privi di documenti giustificativi e comunicati oltre i termini di prescrizione; perché esclude tutti gli inquilini dei condomini misti, per quanto riguarda le spese condominiali, e gli eredi e i trasferiti dall’applicazione della delibera e dell’accordo.
Davanti alle puntuali e circostanziate contestazioni che le OO.SS. hanno avanzato al tavolo di confronto, l’Amministrazione invece di cercare una soluzione oppone da mesi la tattica del continuo rinvio, senza esercitare alcun controllo sull’operato del gestore del suo patrimonio.

Leggi: Sunia, 06/05/2019


venerdì 3 maggio 2019
Liste d’attesa. In Umbria scende in campo il difensore civico

Un protocollo con la Regione prevederà che i cittadini possano rivolgersi gratuitamente al difensore civico per segnalare ostacoli o eventuali disservizi del sistema di scorrimento delle liste d’attesa o i tempi troppi lunghi d’attesa. Il difensore civico si metterà in moto per le verifiche del caso e avrà il potere di intervenire e di avanzare proposte alle direzioni generali e alla Giunta.
Allo scopo di aumentare le tutele nei confronti dei cittadini umbri in campo sanitario e in particolare, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa per l’erogazione delle prestazioni e delle cure, stamani l’assessore regionale alla Salute, Antonio Bartolini, ha incontrato il difensore civico regionale, Marcello Pecorari, per discutere i punti essenziali di un protocollo da sottoscrivere in tempi brevi.
“Il protocollo che andremo a stipulare – spiega in una nota l’assessore – prevede che i cittadini destinatari di prestazioni sanitarie potranno, anche singolarmente, rivolgersi gratuitamente al difensore civico, per segnalare ostacoli o eventuali disservizi del sistema di scorrimento delle liste d’attesa o i tempi troppi lunghi d’attesa. Il difensore civico a sua volta, dopo i necessari e doverosi riscontri, potrà intervenire per garantire il buon andamento e l’efficienza del servizio sanitario, prevedendo anche misure alternative utili ad accelerare il percorso di diagnosi e cura”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 03/05/2019


martedì 30 aprile 2019
Palermo. Sunia, confronto sul disagio abitativo e mostra fotografica su Aldo, il clochard scomparso a dicembre a Palermo.

Ad organizzarli è il Sunia Palermo, giovedì 2 maggio, alle 16,30, presso la sede della Cgil Palermo, in via Meli, 5.
“Affronteremo – spiega Zaher Darwish, segretario del Sunia Palermo – il tema del disagio abitativo legato alla questione della residenza anagrafica e alla richiesta espressa da diverse famiglie palermitane, che occupano immobili, di poter regolarizzare i contratti per le forniture domestiche nelle loro abitazioni”.
All’incontro sarà presente l’assessore alla Cittadinanza sociale del Comune Giuseppe Mattina.
In tale occasione sarà presentata una mostra fotografica dedicata ad “Aldo”, Laid Abdellah, il clochard trovato morto a dicembre sotto i portici di piazzale Ungheria, allestita dal fotografo palermitano Marcello Cataliotti Natoli. La mostra sarà allestita e aperta al pubblico dal 3 maggio nella sede del Sunia, in via Tenente Giovanni Ingrao, 2.

Leggi: Sunia, 30/04/2019


marteì 30 aprile 2019
Mettere al sicuro la propria salute

C’è il barattolo dell’emergenza
Un’idea semplice, ma di grande interesse, sta alla base del «service nazionale» dell’annata lionistica 2018-2019 ed ha riscosso, tra i delegati partecipanti al 66esimo Congresso, un lusinghiero riscontro. Il «Barattolo di Emergenza Lions» prende spunto da un «service» già applicato in Germania ed in Francia, in particolare dai Lions Club di Butzbach e Chambery.
In Italia una prima esperienza si è realizzata sul territorio del Comune di Vado Ligure, promossa dal Lions Club locale. Ora il progetto, grazie alla concreta collaborazione e sostegno dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, prenderà avvio nella realtà bergamasca.
«Metti al sicuro la tua salute – Il barattolo dell’emergenza», così come rinominato a Bergamo, è un progetto di informazione e educazione sanitaria per migliorare l’efficacia e la tempestività degli interventi di emergenza sanitaria a domicilio, a sostegno dei soggetti fragili, anziani soli in particolare, e relativi caregiver, in caso di un’emergenza sanitaria che richieda, con urgenza, l’intervento del soccorso sanitario in casa.

Leggi: Eco di Bergamo, 30/04/2019


IN AGENDA:

Per contrastare la povertà, combinare più politiche

Roma, Inapp, 14 maggio
Presentazione del tema – Emanuele Ranci Ortigosa
Il critico passaggio dal REI, centrato sulla povertà estrema e sulle politiche di inclusione sociale, al RdC, che estende target e soglie di accesso prestando prevalente attenzione all’inserimento lavorativo, può offrire l’opportunità per dibattere e maturare una visione e una strategia di contrasto alla povertà di maggior respiro, di medio/lungo periodo.
Il convegno che qui presento, specialmente nella mattinata, si spingerà oltre il dibattito sulla normativa specifica del RdC che ha impegnato in questa fase il confronto sul contrasto alla povertà, per allargare lo sguardo su una prospettiva più ampia, coinvolgente più politiche rilevanti in ordine alla finalità perseguita.
A tale approccio sono stato incoraggiato dall’analisi su dieci sistemi europei e sulle loro tendenze proposto nell’articolo di Baldini, Busilacchi e Gallo, “Da politiche di reddito minimo a sistemi integrati di contrasto alla povertà?”, che evidenzia fra l’altro che, sotto il profilo reddituale, le politiche di Reddito minimo sono quelle che meno concorrono all’abbattimento della povertà se comparate alle politiche pe la famiglia, per la casa, per la disoccupazione. Tale analisi incrocia una consolidata mia convinzione, sviluppata qualche anno fa in un significativo convegno e più volte ripresa, sull’esigenza di non procedere solo per aggiunte al sistema assistenziale vigente senza affrontarne contestualmente i gravi limiti, disegnando e implementando un percorso di riforme coerente e integrato delle diverse politiche sociali che intercettano dimensioni importanti della condizione di povertà.

Leggi: Welforum


Presentazione della Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età

Giovedì 16 maggio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 11.00,   presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione, 4) il  Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) presenteranno la Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età, che – partendo da cinque video tutorial – vuole offrire una panoramica sui principali istituti giuridici a disposizione degli over 60 per la gestione dei propri beni: rendita vitalizia, contratto di mantenimento, donazione con onere di assistenza, prestito vitalizio ipotecario, la vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto.
All’evento saranno presenti – oltre i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori e del Notariato – i rappresentanti delle Istituzioni, delle Associazioni per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle Federazioni sindacali e Associazioni per i diritti degli Anziani.

Leggi: Il Notariato


Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.

Leggi: Liberetà


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

Leggi: Inca


Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

Leggi: Inca


Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

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SEGNALAZIONI:

 21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

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Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

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Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

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Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

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Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

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Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

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Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

 

NEWS:

martedì 30 aprile 2019
Promuovere la qualità della vita dei fruitori dei servizi sociali

I servizi sociali di tutta Europa mirano a fornire ai cittadini servizi di assistenza sicuri, efficaci e di alta qualità. Di recente, varie riflessioni sul tema della qualità dei servizi evidenziano la necessità di pianificare servizi personalizzati al fine di garantire una migliore qualità della vita delle persone che si trovano in una condizione di vulnerabilità più o meno complessa. A livello europeo, il tema della qualità della vita viene ripreso dai 20 principi enunciati nel Pilastro Europei dei Diritti Sociali. Molto interessante è anche il lavoro condotto da Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che ogni quattro anni conduce delle Indagini europee sulla qualità della vita (EQLS) sulla base di una serie di indicatori che includono tra altri, anche l’accesso ai servizi pubblici.
Ma cosa definisce un servizio sociale di qualità e come può essere operato il passaggio ad un servizio che cerca di migliorare la qualità della vita dei suoi fruitori?

Leggi: Welforum, 30/04/2019


lunedì 29 aprile 2019
In Italia 14 milioni di over 65, solo pochi medici con formazione ad hoc

La popolazione italiana invecchia sempre più velocemente, ma calano gli specialisti in grado di curare a 360 gradi gli anziani che hanno più malattie contemporaneamente, ovvero la grande maggioranza. I geriatri in attività in Italia sono, infatti, poco più di 2.000 a fronte dei circa 13,8 milioni di over 65enni presenti. Con l’aumento della vita media cresce, nel nostro Paese, il numero di anziani e cresce, di pari passo, il numero di persone che hanno più di una malattia cronica. A partire dai 70 anni di età circa l’80% ha almeno due o più patologie con cui fare i conti quotidianamente, tra farmaci, visite e prescrizioni: dalle cardiopatie all’osteoporosi, dalla pressione alta al diabete, dalle malattie respiratorie all’insufficienza renale.
“Non di rado i medicinali che fanno bene per una malattia potrebbero peggiorarne un’altra. Per questo, lo stesso Piano Nazionale per le Cronicità elaborato dal Ministero della Salute vede al centro la valutazione multidimensionale geriatrica”, spiega Raffaele Antonelli Incalzi, presidente della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (Sigg). “La valutazione d’insieme della salute degli anziani e, soprattutto degli over 80 – prosegue – è quella che spetta al geriatra, vero e proprio coordinatore in grado di tarare le cure sulle necessità e fabbisogni del singolo paziente”.

Leggi: La Repubblica, 29/04/2019


lunedì 29 aprile 2019
Pensioni: quota 100 sarà dimezzata nel 2019

Quota 100 sarà una misura che nel 2019 coinvolgerà 128 mila persone, 162 mila in meno rispetto alla platea di 290 mila persone prevista dalle stime del governo. Lo sottolinea Ezio Cigna, responsabile della previdenza pubblica della Cgil nazionale, commentando un’analisi dell’osservatorio previdenza della Fondazione di Vittorio e della Cgil.
L’indagine prende in esame diverse misure pensionistiche inserite nel decreto n.4/2019, convertito con la legge n.26/19: Quota 100, il blocco della speranza di vita per le pensioni anticipate e la proroga di opzione donna. Nello specifico, per il dirigente sindacale “la differenza è ancora più marcata se si prende a riferimento la platea prevista nel triennio. In questo caso, infatti, si stima che quota 100 coinvolgerà solo un terzo delle persone previste dal governo, 325 mila invece di 973 mila”.
“Questo coinvolgimento molto più basso rispetto alla platea prevista dal governo – aggiunge Cigna – determinerà un avanzo importante di risorse. Nel triennio per l’insieme delle misure previdenziali prese in esame non saranno utilizzati 7 miliardi e 200 milioni, dei 21 miliardi stanziati in Legge di Bilancio. Nel 2019, dei 3,968 miliardi stanziati dal governo, non saranno utilizzati 1,6 miliardi, nel 2020 si prevede il mancato utilizzo di 2,9 miliardi e nel 2021 di 2,6 miliardi”.

Leggi: Inca, 29/04/2019


lunedì 29 aprile 2019
Solitudine e fatica di vivere: la nuova minaccia globale

Il World Economic Forum ha posto la questione della «sostenibilità umana» tra i principali rischi a cui sono esposte le società contemporanee
Se è il World Economic Forum nel suo Global Risk Report 2019 a inserire la questione della «sostenibilità umana» tra i principali rischi a cui sono esposte le società contemporanee c’è davvero da riflettere e preoccuparsi. I sintomi della crescente «fatica di vivere» sono ormai numerosi e provengono da fonti molto diverse. L’indice elaborato dal Pew Research Institute sulla natura positiva o negativa delle esperienze quotidiane segna un peggioramento costante negli ultimi anni. Nel 2017, quattro intervistati su dieci (la ricerca è internazionale) ammettono di vivere con molte preoccupazioni e stress; 3 su 10 di dover fare i conti col dolore fisico associato a malattie di diverso tipo; 2 su 10 di provare rabbia. Una tendenza che trova conferma in un rapporto della World Health Organization secondo il quale la depressione e i disordini dell’ansia sono aumentati rispettivamente del 54% a del 42%, tra il 1990 and 2015. Più in generale, sempre secondo la stessa fonte, le persone che problemi di salute mentale a livello mondiale hanno ormai superato il numero record di 700 milioni.

Leggi:  Corriere della Sera, 29/04/2019


lunedì 29 aprile 2019
Alleanza tra famiglie e imprese per il welfare degli anziani

Più 10,3%. Tanto è cresciuta nel 2018 la spesa totale degli italiani per dare supporto ad anziani che hanno bisogno di assistenza continua. Sono 6,4 milioni le famiglie con questa necessità. La spesa totale sostenuta nel 2018 per la cura degli anziani non autosufficienti è stata di 27,9 miliardi, corrispondente a un esborso medio per famiglia di 13.306 euro. In prospettiva, il problema è doppio. Da una parte mancano forme di aiuto domiciliare qualificato. Le uniche possibilità di scelta sono la badante da una parte, la rsa dall’altra. E poi c’è la questione dei costi. Tanto che in molti nuclei uno dei componenti, di solito una donna, rinuncia al lavoro per curare un familiare anziano.
A rappresentare la situazione è per il secondo anno il rapporto sul Bilancio di welfare delle famiglie italiane curato da MBS Consulting. L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di duemila nuclei. Il punto è: quale risposta dare a una domanda che di anno in anno è destinata a farsi sempre più pressante? «La curva di evoluzione della spesa pubblica nel settore del long term care, cioè l’assistenza a lungo termine per la non autosufficienza è piatta: 1% del Pil. Più che di una ritirata in questo caso si tratta di una inadeguatezza permanente — constata Enea Dallaglio, ceo di Innovation team, società di ricerca di Mbs consulting —. Bisognerebbe cominciare a prendere in considerazione il modello tedesco, dove dagli anni ’90 è in vigore un sistema di long term care obbligatorio ma basato sulla contribuzione privata.

Leggi: Corriere della Sera, 29/04/2019


venerdì 26 aprile 2019
Allarme denatalità, quanto dobbiamo preoccuparci?

Difficile dire se il circolo vizioso determinato dall’intreccio tra riduzione delle nascite e produttività si sia manifestato in qualche Paese. Il solo sospetto dovrebbe essere sufficiente per intervenire
Sono trascorsi poco più di 50 anni da quando Kingsley Davis, il sociologo e demografo che è stato uno dei padri dell’analisi delle transizioni demografiche, lamentava che nel dibattito sulle politiche per la popolazione fosse così difficile trovare una “esplicita discussione degli obiettivi di lungo termine” di tali politiche e si mostrava molto preoccupato per quella che chiamò, con terminologia allora nuova, “esplosione della popolazione”.
Tipicamente, osservava Davis, si forniva un rapido elenco dei danni che potevano derivare da quella esplosione per passare alle misure ritenute più idonee per affrontarla, tra le quali dominava la “pianificazione familiare” (cioè la contraccezione), ma ben poco si diceva su quale fosse la popolazione ottima. Da allora sembra passato ben più del mezzo secolo effettivamente trascorso. Al timore dell’esplosione della popolazione si è sostituita, in tutti i Paesi avanzati, la realtà della denatalità con i suoi effetti sulla dimensione della popolazione e sul suo invecchiamento. All’elenco dei danni che avrebbe causato l’esplosione della popolazione si sta sostituendo quello (non necessariamente unanime) dei danni provocati dalla denatalità, ma non si può dire che si sia sviluppata l’esplicita discussione di cui Davis lamentava la mancanza.

Leggi: Rassegna Sindacale, 26/04/2019


venerdì 26 aprile 2019
La ‘Green Economy’ può creare 800.000 posti di lavoro

Fondazione Sviluppo Sostenibile indica 5 obiettivi fra cui la riduzione dei consumi di energia in edifici, scuole e uffici
Lo sviluppo sostenibile e la green economy possono portare in sei anni alla creazione di 800.000 posti di lavoro in Italia.
Questo scenario è stato prefigurato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nel Rapporto “Rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia con misure e politiche al 2025 per 5 obiettivi strategici di green economy” presentato a Roma nel mese di aprile in occasione del Meeting di primavera, in preparazione degli Stati generali della green economy del 2019.
La Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con gli economisti di Cles Srl, ha calcolato che realizzando le misure proposte nel rapporto per raggiungere 5 obiettivi green si attiverebbero circa 190 miliardi di investimenti con circa 682 miliardi di aumento della produzione e 242 miliardi di valore aggiunto, creando circa 800.000 nuovi posti di lavoro al 2025.

Leggi: Edilportale, 26/04/2019


mercoledì 24 aprile 2019
New Urban Body: le nuove esperienze di housing sociale che trasformano la città

Nel corso del Convegno “Last Call: dalle parole ai fatti”, Giordana Ferri di Fondazione CARIPLO ha illustrato l’evoluzione dei modi di abitare e vivere la città, da Londra a Milano
La seconda parte del Convegno “Last Call: dalle parole ai fatti” – tenutosi lo scorso 24 gennaio a Milano e dedicato al tema della rigenerazione urbana in Lombardia – è stata dedicata alla presentazione di testimonianze e casi concreti.
Dopo la pubblicazione di due contributi tecnici – rispettivamente di Ilaria Bertini, del Dipartimento Efficienza Energetica di Enea, e di Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo NOMISMA – proseguiamo il nostro approfondimento sulle tematiche affrontate nel corso della giornata con la pubblicazione della presentazione di Giordana Ferri di Fondazione CARIPLO, che ha illustrato alcune evoluzioni dei modi di abitare in città.
Per conto della Fondazione Housing Sociale – costituita nel 2004 da Fondazione CARIPLO per sperimentare approcci e soluzioni innovative per la strutturazione, il finanziamento, la realizzazione e la gestione di iniziative di edilizia sociale economicamente sostenibili – Giordana Ferri ha curato New Urban Body (NUB), una mostra “itinerante” dedicata, appunto, al concetto di new urban body: organismi urbani multifunzionali che possano rispondere in modo flessibile all’esigenza di costruire il proprio “palinsesto urbano” quotidiano.

Leggi: Casa e Clima, 24/04/2019


martedì 23 aprile 2019
Il quadro delle risorse per la Long-Term Care a partire dai principali rapporti di settore

A quanto ammontano le risorse per l’assistenza continuativa nel nostro Paese? La spesa è cresciuta o diminuita negli ultimi anni? La composizione della spesa è cambiata? L’articolo di Laura Pelliccia cerca di dare una risposta a queste ed altre domande offrendo un’accurata analisi a partire dai dati istituzionali più recenti.
Di Laura Pelliccia (Funzionario di Regione Lombardia; collaboratrice di Lombardia sociale; collaboratrice di NNA)
Negli ultimi mesi sono stati pubblicati alcuni Rapporti che permettono di fare il punto sulle risorse dedicate all’assistenza continuativa nel nostro Paese.
Si presentano le principali evidenze: del Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) “Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario” che fotografa le tendenze delle risorse pubbliche per la LTC; delle statistiche Istat “Il sistema dei conti per la sanità” che ricostruisce, anche in chiave intertemporale, la spesa sanitaria per le diverse funzioni.
Di seguito si sottolineano i cambiamenti in atto a livello nazionale per l’assistenza sociosanitaria e per gli altri interventi a sostegno delle persone non autosufficienti, con particolare riguardo alla casistica degli anziani.
Quante risorse nazionali sono dedicate alla LTC? Qual è la situazione rispetto a qualche anno fa?
Il Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato consente di osservare l’andamento temporale della spesa per Ltc rispetto al Pil, ovvero le risorse pubbliche investite per assistere gli anziani e i disabili non autosufficienti rispetto alle risorse nazionali (prodotto interno lordo).
La spesa per l’assistenza è data dalla somma di tre voci:
–    l’indennità di accompagnamento erogata dal sistema centrale
–    le prestazioni sanitarie per la LTC (si veda box 1)
–    gli interventi socio-assistenziali per le persone non autosufficienti (interventi prevalentemente in natura ed erogati dagli enti locali)

Leggi: I Luoghi della Cura, 23/03/2019


domenica 21 aprile 2019
Una diagnosi che rivoluziona gli equilibri di tutta la famiglia

Gli uomini non scappano: presenti nelle decisioni, aiutano negli aspetti pratici e contribuiscono a calmare l’ansia. Le relazioni profonde che sanno mettersi in discussione escono rafforzate dalla prova
La salute della famiglia passa per lo più dalle donne: mamme e mogli si occupano di accudire l’intero nucleo, dalle visite in età pediatrica fino all’assistenza agli anziani. Uno scenario che si conferma quando la diagnosi di tumore interessa fidanzati, mariti, padri, fratelli. Ma che accade quando ad ammalarsi è lei? Lui non si defila, come ci si potrebbe aspettare da cliché sul maschio assente e disattento. «Circa l’85% delle pazienti oncologiche ha al suo fianco un uomo (il partner in sei casi su 10), l’11% è sostenuto da una figura femminile» dice Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus, che ha promosso un’indagine per verificare il ruolo del caregiver maschile durante le cure per un tumore femminile.
«E la presenza di mariti o familiari cresce nel tempo: ci sono alla diagnosi nel 65% dei casi, e quasi sempre (93%) al momento dell’intervento e partecipano ampiamente anche alle visite di controllo, agli esami o alle sedute di chemio e radioterapia». La ricerca, realizzata dall’istituto Doxa (e realizzata con il contributo incondizionato di Amgen), ha coinvolto oltre 400 donne con un’età media di 56 anni e una diagnosi di cancro (soprattutto al seno, nel 63% dei casi), afferenti a 11 centri clinici distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Leggi: Corriere della Sera, 21/04/2019


giovedì 18 aprile 2019
Il grande bluff della pensione di cittadinanza

Nel Veneto l’ha richiesta con successo soltanto un anziano “povero” ogni cento. Di Girolamo (Spi): “I dati che arrivano dai nostri territori sono impietosi. La propaganda elettorale del governo si sta sciogliendo come neve al sole”
Un annuncio lanciato dal governo a margine del reddito di cittadinanza e da molti considerato una vera e propria manna dal cielo. Risultato? Le norme e i requisiti incredibilmente stringenti e ferrei stanno rendendo pressoché inutile questa misura anti-povertà. A lanciare l’allarme sulla pensione di cittadinanza era stato lo Spi Cgil nazionale in tempi non sospetti. L’Inps aveva ipotizzato che ad accedere alla pensione di cittadinanza sarebbero state 250 mila famiglie; il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ne aveva annunciate 500 mila: non sarà così, saranno molte meno. I paletti per accedere all’integrazione sono infatti molto più rigidi di quelli propagandati e, sostanzialmente, la platea sarà la stessa che attualmente richiede l’assegno sociale, ovvero non più di 120 mila nuclei familiari a livello nazionale.

Leggi: Rassegna Sindacale, 18/04/2019


mercoledì 17 aprile 2019
Pensioni, il governo si è distratto

Ghiselli (Cgil) a RadioArticolo1: “L’esecutivo aveva preso impegni con noi, ma non li ha mantenuti. Il primo era valutare gli emendamenti al decreto, poi riconvocarci, così non è stato. Quota 100 resta una misura temporanea e marginale”
“Probabilmente, il governo si è distratto. Aveva preso alcuni impegni con noi sulle pensioni, ma non li ha mantenuti: il primo era quello di valutare le proposte del sindacato, gli emendamenti che avevamo presentato al decreto dell’esecutivo, per poi riconvocarci. Non c’è stato l’incontro, né tantomeno abbiamo avuto risposte e alla fine il decreto è rimasto immutato”. Così Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil, ai microfoni di RadioArticolo1.
“Tra l’altro, non hanno accolto neanche quelle nostre proposte che non avevano un impatto di carattere economico. Penso alle due commissioni istituite dal precedente governo, ora decadute: si trattava di ripristinarle, prendendo l’aspettativa di vita, collegata alla gravosità dei lavori, mentre l’altra riguardava la distinzione fra spesa previdenziale e spesa sociale. Inoltre, il sottosegretario al Lavoro Durigon si era preso l’onere di riconvocare il tavolo su un discorso più complessivo sulla previdenza, arrivando al superamento vero della legge Fornero, poiché ‘quota 100’ non ha tali caratteristiche, ma, anche qui, tutto è rimasto lettera morta”, ha affermato il dirigente sindacale.

Leggi: Rassegna Sindacale, 17/04/2019


mercoledì 17 aprile 2019
Bologna – Dignità, autodeterminazione, relazioni sociali: ecco i diritti degli anziani fragili.

Diritto a una vita dignitosa, all’autodeterminazione, ad avere relazioni sociali, all’abitare, alla sicurezza, alla vivibilità urbana. Sono alcuni dei diritti raccolti nella “Carta dei diritti degli anziani fragili” realizzata nel 2016 nell’ambito del progetto Anziani imprenditori di qualità della vita da un gruppo di lavoro formato da Auser, Ancescao, Ausl Bologna, Asp Città di Bologna, Città metropolitana e Istituzione Minguzzi. Se ne è discusso nella tavola rotonda “Diritti e responsabilità: una Carta per gli anziani fragili” che si è tenuta nei giorni scorsi nella sede dell’Avis a Bologna.
La Carta si compone di 13 articoli che sono stati commentati da un centinaio di persone attraverso focus group e work cafè sul territorio. Uno di questi prevede il diritto all’autodeterminazione ovvero a scegliere liberamente della propria vita, anche per ciò che riguarda le cure, a essere consultato e prendere parte a qualsiasi decisioni lo riguardi, a scegliere il luogo di vita che si adatti ai propri bisogni, ad avere il tempo per riflettere sulle decisioni.

Leggi: Auser, 17/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Campi elettromagnetici e danno alla salute dei condomini. Quando scatta il principio di precauzione?

Quando i condomini possono chiedere la rimozione dei tralicci di alta tensione?
l fatto. I proprietari di due appartamenti in condominio, confinanti nella parte retrostante con gli impianti ferroviari di una società, esponevano che quest’ultima aveva fatto installare abusivamente dei pali per l’alta tensione che emettevano radiazioni lesive per la salute.
Per tali motivi, ne chiedevano la rimozione ed il risarcimento dei danni. Tribunale prima, e Corte d’Appello poi, condannavano la società applicando la Legge quadro n. 36/2001 (Protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici).
Secondo i giudici di merito, infatti, nonostante la scienza medica non avesse accertato un nesso causale tra esposizione ai campi elettromagnetici ed effetti negativi sulla salute, occorreva applicare il principio di precauzione, in base al quale il danno alla salute è presunto indipendentemente dall’assenza di prova sul nesso di causalità.
La Corte di Cassazione, sentenza n. 8277 del 25 marzo 2019, ha invece sconfessato il ragionamento dei giudici di merito, accogliendo il ricorso della società.

Leggi: Condominio Web, 15/04/2019


mercoledì 3 aprile 2019
Bologna, infermieri e badanti come riders: arrivano con una App. Ma l’Ispettorato del lavoro interviene

Multe salate per oltre due milioni di contributi non versati. Nel mirino le agenzie che offrono personale anche agli ospedali cittadini
Duecento infermieri a chiamata gestiti da studi professionali in modo irregolare nei principali ospedali pubblici e privati, con piattaforme online simili a quelle dei fattorini del cibo a domicilio. E 165 badanti fornite alle famiglie da una falsa cooperativa.
Così, due maxi-operazioni dell’Ispettorato del lavoro di Bologna hanno rivelato due distinte degenerazioni del lavoro nella sanità cittadina. Sfruttando necessità reali delle famiglie e buchi di organico delle strutture, le società gestiscono il personale in un modo che gli ispettori hanno contestato come irregolare chiedendo assunzioni dirette, erogando multe salate e contestando contributi non versati per oltre due milioni di euro.
Il primo caso, quello degli infermieri, replica una figura che già esiste negli ospedali: l’infermiere a chiamata. Solo che in questo caso alcuni studi professionali con sede in città, con un bacino di oltre 200 lavoratori, si sostituiscono alle agenzie del lavoro associando come liberi professionisti gli infermieri, che poi sono gestiti con piattaforme online e gruppi Whatsapp che rispondono in diretta alle richieste delle strutture sanitarie. Diversamente dalle agenzie però gli studi non hanno i requisiti per operare sul mercato in questo modo, non assumono gli infermieri e non pagano festivi, straordinari o ferie.

Leggi: La Repubblica, 03/04/2019


DALLE REGIONI:

martedì 30 aprile 2019
Sunia Palermo, confronto sul disagio abitativo e mostra fotografica

Appuntamento il 2 maggio alle ore 16,30 alla Cgil
Incontro sul disagio abitativo e una mostra su Aldo, il clochard trovato senza vita a Palermo il 17 dicembre scorso. Ad organizzarli è il Sunia Palermo, giovedì 2 maggio, alle 16,30, presso la sede della Cgil Palermo, in via Meli, 5. “Affronteremo – spiega Zaher Darwish, segretario del Sunia Palermo – il tema del disagio abitativo legato alla questione della residenza anagrafica e alla richiesta espressa da diverse famiglie palermitane, che occupano immobili, di poter regolarizzare i contratti per le forniture domestiche nelle loro abitazioni”. All’incontro sarà presente l’assessore alla Cittadinanza sociale del Comune, Giuseppe Mattina. In tale occasione sarà presentata una mostra fotografica dedicata ad “Aldo”, Laid Abdellah, il clochard trovato morto a dicembre sotto i portici di piazzale Ungheria, allestita dal fotografo palermitano Marcello Cataliotti Natoli. La mostra sarà allestita e aperta al pubblico dal 3 maggio nella sede del Sunia, in via Tenente Giovanni Ingrao, 2.

Leggi: Rassegna Sindacale, 30/04/2019


martedì 30 aprile 2019
L’infermiere di famiglia a domicilio nelle piccole comunità

E’ attivo da giovedì 2 maggio a Monsummano Terme, Lamporecchio e Larciano (Firenze) il nuovo servizio dell’infermiere di famiglia e di comunità, che mira ad avvicinare sempre più i professionisti sanitari al domicilio del paziente
E’ attivo da giovedì 2 maggio a Monsummano Terme, Lamporecchio e Larciano il nuovo servizio dell’infermiere di famiglia e di comunità, rivolto alla popolazione residente. Il nuovo percorso di assistenza domiciliare voluto dalla Regione Toscana (delibera 597 del 4 giugno 2018) per avvicinare sempre più i professionisti sanitari al domicilio del paziente, mira a prevenire ricoveri inutili e aiutare i cittadini all’accesso più appropriato ai servizi sanitari e sociosanitari territoriali.
“Siamo orgogliosi che la nostra Regione e la nostra Azienda abbiano sostenuto e consentito l’adozione di questo nuovo modello che non riguarda solo l’organizzazione degli infermieri che si occupano di cure domiciliari, ma che vuole migliorare la modalità di relazione dei cittadini con la rete di servizi sanitari – dichiara Paolo Zoppi, direttore del Dipartimento di Infermieristico – Questa evoluzione dell’assistenza infermieristica territoriale è sicuramente importante per i risultati che potrà realizzare per i cittadini, ma ha anche un significato professionale profondo in quanto consentirà di esercitare la professione infermieristica in una delle sue forme organizzative più avanzate e moderne”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/04/2019


venerdì 26 aprile 2019
Sanità Veneto: Fp, programmazione sbagliata

“Il caos di questi giorni, generato dall’uscita delle schede di allocazione dei posti letto ospedalieri e territoriali e dai problemi relativi al personale, non è altro che l’emergere di un malcontento più generale che trae origine dall’aggregazione delle Ulss e dalla creazione dell’Azienda Zero”. A dirlo è Ivan Bernini, segretario generale Fp Cgil Treviso e segretario regionale Fp Cgil Veneto, spiegando come “la riduzione delle Ulss non è stata preceduta da alcun piano di fattibilità, è stata del tutto improvvisata, lasciando ai singoli direttori la responsabilità di gestire una riorganizzazione complessa con le stesse risorse di prima. L’intero sistema è stato stressato, concentrato su se stesso, incapace di poter dare risposte alle priorità di salute nel territorio, alle politiche del personale e a una reale programmazione delle risorse”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 26/04/2019


martedì 23 aprile 2019
Nonni affidatari aiutano le famiglie in difficoltà a crescere i figli

Affidamento “a tempo determinato” non a una mamma e un papà, ma a un nonno o a una nonna, per aiutare bambini e ragazzi in difficoltà e affiancare le loro famiglie a superare i momenti critici. E’ il progetto “AAA nonni cercansi” dell’associazione M’aMa-Dalla Parte dei Bambini
Nonni affidatari “a tempo determinato”, per aiutare bambini e ragazzi in difficoltà e affiancare le loro famiglie a superare i momenti critici: è l’idea del progetto “AAA nonni cercansi”, promosso dall’associazione “M’aMa-Dalla Parte dei Bambini”, che da anni si impegna, attraverso un gruppo di mamme volontarie, per assicurare una famiglia a ogni bambino, tramite percorsi di adozione ma anche di affido. E se un papà e una mamma sono essenziali per crescere e stare bene, anche un nonno o una nonna possono avere un ruolo educativo e affettivo di grande valore.
Per questo, l’associazione ha pensato di chiamare a raccolta le persone, non più giovani, che abbiano concluso il proprio ciclo lavorativo e abbiano tempo, ma soprattutto entusiasmo ed energia da donare a bambini e ragazzi che, pur avendo una famiglia, hanno bisogno di qualche attenzione in più.
Il progetto prevede, dopo un percorso di informazione e formazione degli interessati, l’accoglienza, per alcune ore al giorno e/o nel fine settimana, di bambini e ragazzi le cui famiglie siano in difficoltà nella loro cura e crescita. Alla radice della proposta, c’è la convinzione che l’anziano abbia un ruolo non marginale nella formazione delle nuove generazioni e che esercitare questo ruolo contribuisca anche al suo stesso benessere, promuovendo un “invecchiamento attivo” che rende la terza età una stagione ricca e piena di possibilità.

Leggi: Redattore Sociale, 23/04/2019


martedì 23 aprile 2019
Palermo: Casa, i sindacati inquilini sollecitano rinnovo accordi per i canoni locazione

Sunia, Sicet e Uniat sollecitano il rinnovo degli accordi territoriali dei comuni ad alta “tensione abitativa” in provincia di Palermo. Gli 11 comuni interessati, oltre alla stessa città di Palermo, sono: Altofonte, Bagheria, Capaci, Ficarazzi, Isola delle Femmine, Misilmeri, Monreale, Montelepre, Torretta, Trabia, Villabate. I sindacati degli inquilini e degli assegnatari palermitani Sunia, Sicet e Uniat hanno chiesto unitariamente ai sindaci degli 11 comuni di convocare le parti per rinnovare gli accordi sui canoni di locazione concordati. “Siamo in forte ritardo. La convenzione sottoscritta nell’ottobre 2016 al ministero Infrastrutture e Trasporti e recepita con un decreto il 16 gennaio 2017, comportava il rinnovo degli accordi territoriali – dichiarano i segretari del Sunia, Sicet e Uniat Palermo Zaher Darwish, Mario Bommarito e Rino Di Dia – Sono passati due anni e quattro mesi dalla pubblicazione del decreto e ancora a Palermo non è stato sottoscritto nessun nuovo accordo”.

Leggi: La Repubblica, 23/04/2019


mercoledì 17 aprile 2019
Approvate in Liguria le residente aperte

La Giunta regionale ha dato il via libera alle linee guida per l’attuazione in Liguria del modello delle ‘residenze aperte’ per l’erogazione di servizi di cura e assistenziali a domicilio e ambulatoriali a persone disabili o non autosufficienti, con l’avvio della prima sperimentazione nelle valli Antola e Tigullio.
Il modello di “residenza aperta” è prevista nel Piano sociosanitario per favorire la permanenza degli anziani nelle proprie case grazie a interventi mirati di sostegno a domicilio. Le linee guida approvate dalla Giunta prevedono che le strutture residenziali per anziani accreditate (Rsa e residenze protette) possano sviluppare un’integrazione tra servizi residenziali, servizi domiciliari e altri servizi innovativi per consentire alle persone di rimanere nella propria casa, garantire interventi e prestazioni sanitarie e sociosanitarie, specialistiche, infermieristiche, riabilitative, assistenziali, tutelari, nonché di educazione sanitaria e terapeutica. Oltre all’ospitalità residenziale, i servizi e le prestazioni che la Residenza Aperta può offrire con il proprio personale sono: cure domiciliari, accoglienza diurna, accoglienza residenziale in continuità con il medico di medicina generale e la rete sanitaria dei servizi per la gestione degli aggravamenti dei pazienti con diverse patologie anche croniche, accoglienza residenziale per la stabilizzazione del paziente con disturbo cognitivo.

Leggi: Auser, 17/04/2019


mercoledì 17 aprile 2019
Prato. Solidarietà abitativa per combattere solitudine e disagio con il progetto “PRATO COABITA”

E’ stato presentato il progetto “Prato Coabita” che vede in campo le associazioni Pane e Rose, il Cenacolo e Auser. A Prato ci sono 250 sfratti all’anno, ovvero quasi 1 al giorno, 1/3 in più rispetto alla media regionale toscana. A questo si aggiungono 600 persone in emergenza abitativa e 1400 in lista per ottenere la casa popolare, oltre a circa 6000 alloggi sfitti.
Il progetto “Prato Coabita” è un servizio sperimentale e innovativo di coabitazione tra soggetti anziani o disabili che vivono in abitazioni di proprietà o affitto a rischio di perdita dell’autosufficienza e dei legami sociali e soggetti o famiglie in condizione di fragilità socio abitativa, a rischio di povertà relativa e di emarginazione sociale. Il progetto intende valorizzare un modo di abitare che favorisce le relazioni, la condivisione delle risorse personali in un’ottica di reciprocità e dove rispettive fragilità possono divenire una risorsa grazie al tempo disponibile da dedicare agli al

Leggi: Auser, 17/04/2019


IN AGENDA:

Trentennale Auser: tutti i soci invitati a partecipare a due iniziative all’insegna della creativita’ e dell’orgoglio di appartenenza

In occasione del Trentennale dell’Auser, sono state lanciate due iniziate nazionali a cui potranno partecipare soci e volontari. Iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.   Con “Una regalo per Auser” si invitano soci e volontari a realizzare un dono per l’associazione: una poesia, un brano musicale, un disegno, un quadro o anche una ricetta di propria invenzione. Le fotografie dei regali verranno pubblicate in una apposita Galleria sul sito www.auser.it
Soci e volontari potranno inoltre partecipare a “Uno scatto d’orgoglio”, inviando un Selfie e scrivendo in 260 caratteri il valore che si attribuisce ad Auser e all’invecchiamento attivo.
Tutte le fotografie entreranno a far parte della Galleria dei volti Auser e saranno protagoniste di un video.
“Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone – sottolinea il presidente Enzo Costa in una lettera inviata ai soci – Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo”.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.

Per info: www.auser.it


Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

Leggi: Auser


“Caregiver Day” 2019: radici di cura e nuove traiettorie

“Radici di cura e nuove traiettorie” è il filo conduttore della nuova edizione del “Caregiver Day”: giornate dedicate al caregiver familiare (chi si prende cura di un proprio caro malato, disabile, non autosufficiente.) in programma tra Carpi e Bologna dall’8 al 31 maggio.
Un filo conduttore che evidenzia il lungo lavoro compiuto dalla Cooperativa sociale Anziani e non solo e dall’Unione Terre d’Argine (con il patrocinio della Associazione dei Caregiver Familiari CARER, dell’AUSL di Modena e della Regione Emilia Romagna) per evidenziare le peculiarità ed i bisogni dei familiari impegnati in attività di cura (7.293.000 a livello nazionale e 536.000 in Emilia Romagna) e ricercare politiche e buone pratiche di sostegno in ambito regionale, nazionale ed europeo.
I convegni e workshop di questa nona edizione tratteranno di domiciliarità, cura e narrazione, stimolazione cognitiva, auto mutuo aiuto, conciliazione, innovazione del welfare.

Leggi: Caregiver Day


Per contrastare la povertà, combinare più politiche

Roma, Inapp, 14 maggio – Presentazione del tema – Emanuele Ranci Ortigosa
Il critico passaggio dal REI, centrato sulla povertà estrema e sulle politiche di inclusione sociale, al RdC, che estende target e soglie di accesso prestando prevalente attenzione all’inserimento lavorativo, può offrire l’opportunità per dibattere e maturare una visione e una strategia di contrasto alla povertà di maggior respiro, di medio/lungo periodo.
Il convegno che qui presento, specialmente nella mattinata, si spingerà oltre il dibattito sulla normativa specifica del RdC che ha impegnato in questa fase il confronto sul contrasto alla povertà, per allargare lo sguardo su una prospettiva più ampia, coinvolgente più politiche rilevanti in ordine alla finalità perseguita.
A tale approccio sono stato incoraggiato dall’analisi su dieci sistemi europei e sulle loro tendenze proposto nell’articolo di Baldini, Busilacchi e Gallo, “Da politiche di reddito minimo a sistemi integrati di contrasto alla povertà?”, che evidenzia fra l’altro che, sotto il profilo reddituale, le politiche di Reddito minimo sono quelle che meno concorrono all’abbattimento della povertà se comparate alle politiche pe la famiglia, per la casa, per la disoccupazione. Tale analisi incrocia una consolidata mia convinzione, sviluppata qualche anno fa in un significativo convegno e più volte ripresa, sull’esigenza di non procedere solo per aggiunte al sistema assistenziale vigente senza affrontarne contestualmente i gravi limiti, disegnando e implementando un percorso di riforme coerente e integrato delle diverse politiche sociali che intercettano dimensioni importanti della condizione di povertà.

Leggi: Welforum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

Leggi: Inca


Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

Leggi: Inca


Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc
È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

Leggi: Auser


Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

Leggi: Auser


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

Leggi: Auser


Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale

 

 

 

 

NEWS:

martedì 16 aprile 2019
La presa in carico della cronicità in alcune Regioni

Dopo la pubblicazione del Piano Nazionale della Cronicità (PNC) le singole regioni sono state chiamate a coniugare concretamente i principi del PNC nella propria realtà organizzativa e socioeconomica (si veda nel Post Scriptum le linee guida generali a cui si dovrebbero attenere le regioni nell’elaborazione degli interventi locali). Il presente contributo offre una rassegna, senza alcuna pretesa di completezza, di alcuni modelli regionali già implementati, come quello Ligure e Lombardo, ed altri ancora sulla carta o in via di concreta applicazione. L’analisi è parziale, qualitativa, orientata alla messa a fuoco degli aspetti organizzativi, dedotti dalle Delibere approvate dalle Regioni, e del ruolo delle cure primarie, in particolare della Medicina Generale (MG), nella gestione della Presa in Carico (PiC) della cronicità.

Leggi: Welforum, 16/04/2019


martedì 16 aprile 2019
Le soluzioni accessibili non riguardano “qualcun altro”, riguardano tutti

«È necessario – scrive Simona Petaccia – che i professionisti della comunicazione diffondano un concetto tanto banale quanto taciuto: un servizio o un prodotto accessibile è usabile da tutti. Si tratta infatti di insistere a ogni livello per comunicare questa visione affinché, finalmente, si comprenda che queste soluzioni non riguardano “qualcun altro”. Si pensi solo, per fare un esempio, a quanti strumenti informatici nati per ovviare a una difficoltà vengono ormai usati da tutti: touch screen, comandi vocali, smart speaker ecc.»
Pagare un parcheggio, fare acquisti online, eseguire un’operazione al bancomat, prendere un caffè a un distributore automatico, utilizzare un PC, scattare una foto con lo smartphone, videochiamare con un tablet, seguire un programma in TV, avvalersi di servizi bancari online, leggere un e-book, ricevere informazioni in tempo reale su aerei, navi, treni, tram ecc. ecc. Si potrebbe continuare all’infinito nell’elencare tutte le azioni svolte nella quotidianità grazie alla tecnologia. Si danno ormai per scontate. In realtà, non lo sono affatto. Più di 80 milioni sono le persone con disabilità in Europa e molte di loro hanno ancora difficoltà nell’usarle, perché inaccessibili.

Leggi: Superando, 16/04/2019


martedì 16 aprile 2019
AirBnb e ristoranti stravolgono le città. Allerta degli esperti: «C’è il rischio bolla»

Il boom del turismo diffuso: Firenze terza in Italia, Toscana prima regione. Calano i negozi, aumentano bar e take away: «Ma il trend si fermerà»
Tra queste mura, a un passo da Piazza Maggiore, fino a pochi mesi fa si vendevano tessuti. Oggi piatti di pasta e prelibatezze locali. «Il vecchio proprietario si è spostato in provincia. Non aveva mercato. È normale che la ristorazione sostituisca il commercio tradizionale, d’altronde la domanda è quella». Francesco Mafaro, ex presidente dei panificatori di Bologna, ha inaugurato tre anni fa un nuovo ristorante di successo, “Adesso pasta”.
È uno dei tantissimi nuovi locali che hanno invaso le strade delle città italiane, in evoluzione per il boom del turismo. Un settore che vale il 13% del Pil e che nel 2018 ha registrato altri numeri record: 44, 4 milioni di arrivi, 600 mila in più rispetto al 2017, e presenze in crescita da 110 a 113, 4 milioni. Il tessuto economico delle città si adegua. I numeri di Confcommercio mostrano la rivoluzione: in dieci anni – dal 2008 al 2018 – i negozi al dettaglio sono scesi dell’11%; al contrario hotel, ristoranti e bar sono aumentati del 15%. Non solo nelle città turistiche più note, ma anche negli altri centri. Tra questi Bologna «la grassa», che ormai rischia l’indigestione.

Leggi: Il Tirreno, 16/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Welfare: assistenza disabili gravi

Congedo straordinario anche a figli non conviventi
Il congedo straordinario, previsto dal D.lgs n. 151/2001, spetta anche ai figli della persona gravemente disabile non conviventi al momento della presentazione della domanda del beneficio. Nella circolare n. 49 del 5 aprile scorso, l’Inps fornisce le indicazioni operative per l’inoltro delle richieste, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 232/2018, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001, nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo, il figlio che, al momento della presentazione della richiesta del congedo, ancora non conviva con il genitore in situazione di disabilità grave”.
Nel motivare tale decisione, la Corte ha chiarito che “il requisito della convivenza ex ante, inteso come criterio prioritario per l’identificazione dei beneficiari del congedo, pur rivelandosi idoneo a garantire in linea tendenziale il miglior interesse del disabile, non può considerarsi criterio indefettibile ed esclusivo, così da precludere al figlio, che intende convivere ex post, di adempiere in via sussidiaria e residuale i doveri di cura e di assistenza anche quando nessun altro familiare convivente, pur di grado più lontano, possa farsene carico”.

Leggi: Inca, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Il Reddito di cittadinanza è legge. E adesso?

Nella Gazzetta Ufficiale del 29/3/2019, n° 75, è stato pubblicato il testo definitivo della normativa sul Reddito di cittadinanza, ossia del Decreto Legge 28/1/2019 n° 4 come è stato convertito dalla legge 28/3/2019 n° 26. Nel supplemento alla Gazzetta Ufficiale n° 84 del 9 aprile scorso è stato ripubblicato il testo completo coordinato, contenente alcune rettifiche rispetto alla precedente versione e con ampie note. È a quest’ultimo testo che ci si riferisce di seguito.
Questo sito ha da tempo presentato diversi articoli sul Reddito di cittadinanza e sui suoi nodi principali, e resta tuttora utile ad essi rinviare il lettore, anche perché la conversione in legge non pare aver affrontato molte delle questioni sulle quali diversi osservatori avevano sollecitato attenzioni.
Ma in questo articolo più che proporre discussioni sul merito della misura contro la povertà si presenta una breve rassegna dei provvedimenti che la legge di conversione annuncia, e che ancora devono essere approvati. È fisiologico che una riforma complessa come questa preveda successive norme ed atti che completano la messa in opera.

Leggi: Welforum, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
La Direttiva Europea sull’accessibilità: il puzzle è tutt’altro che completo

Il Parlamento Europeo ha approvato l’“European Accessibility Act” (“Direttiva Europea sull’Accessibilità”), che unificherà le diverse disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri, in materia di accessibilità dei prodotti e dei servizi. E tuttavia, in attesa dell’approvazione formale del Consiglio d’Europa, il Forum Europeo sulla Disabilità, battutosi a lungo per il miglior testo possibile, sottolinea ora che a fianco di alcuni aspetti positivi, restano gravi carenze e l’esclusione di aree essenziali, come i trasporti, l’ambiente edilizio e gli elettrodomestici
Puzzle incompleto. Era il mese di ottobre del 2017, quando su queste pagine avevamo fatto il punto rispetto all’European Accessibility Act (“Direttiva Europea sull’Accessibilità”), norma anche meglio nota come Disability Act, che aveva tratto origine – come avevamo ampiamente riferito a suo tempo – dalla proposta di Direttiva avanzata nel dicembre del 2015 dalla Commissione Europea – l’“embrione”, appunto, dell’European Accessibility Act -, volta a unificare le diverse disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri, in materia di requisiti di accessibilità per prodotti e servizi. Il tutto con l’obiettivo di migliorare il funzionamento del mercato interno, all’insegna dell’accessibilità, rimuovendo le barriere create da legislazioni “divergenti”, facilitando l’attività delle imprese e arrecando quindi importanti vantaggi alle persone con disabilità e anziane dell’Unione.

Leggi: Superando, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
ABITIAMOLA” – Newsletter n° 4/2019

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
■ La Camera ha bocciato la proposta di istituire una commissione d’inchiesta sulle periferie, un organo simile a quello che aveva lavorato nella scorsa legislatura, ma bicamerale. La CGIL aveva accolto positivamente l’istituzione della Commissione e espresso il proprio parere in audizione presentando proprie proposte, soprattutto in relazione alla necessità di maggiore programmazione degli interventi, risorse continuative, un organismo centrale di coordinamento e monitoraggio.
■ I “numeri” della Commissione di inchiesta sulle periferie……………………pag. 1
Sono condivise le sfide che le città devono affrontare: sfide ambientali, cambiamenti demografici, temi urbani, disuguaglianze, inaccessibilità crescente ai servizi essenziali, sviluppo economico. Ma con quali politiche? E’ importante rivendicare la tutela dell’interesse collettivo nelle scelte di trasformazione del territorio, riaffermare il sistema di tutele paesaggistiche, culturali e ambientali, riconquistare un diritto alla città che può avvenire solo attraverso un incisivo intervento pubblico con adeguati strumenti normativi, fiscali, economici.
■ I cinque punti del Patto per l’urbanistica lanciato dall’INU …………pag. 2
E’ possibile dare impulso ad uno sviluppo sostenibile e a un aumento dell’occupazione, che potrebbe raggiungere 800.000 addetti in sei anni,  affrontando con misure adeguate alcune grandi problematiche ambientali: crisi climatica e riduzione dei consumi di energia; impatti generati dallo spreco di risorse e dallo smaltimento dei rifiuti accelerando il cambiamento verso l’economia circolare;  miglioramento delle città con un programma rigenerazione urbana; un percorso per una mobilità sostenibile.
■ Lo studio della Fondazione per lo sviluppo Sostenibile…
Studi e ricerche
MEF, Seconda Relazione sugli indicatori BES;
Agenzia Europea per l’Ambiente “Disparità di esposizione e di effetti: vulnerabilità sociale all’inquinamento atmosferico, al rumore e alle temperature estreme in Europa”;
Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, Ricerca sulla Smart Home.
Notizie dalle categorie e dalle associazioni
CGIL, CISL, UIL: Convegno unitario “Territori aperti” a dieci anni dal terremoto che ha colpito l’Aquila;
SUNIA: Convegno a Verona “Nuove sinergie per il social housing”.Dai territori: Abruzzo: proroga Piano Casa al 31 dicembre 2019; Emilia Romagna: progetto do cohousing sociale “Casa Insieme”; Piemonte: Decreto per interventi di efficientamento energetico negli immobili di edilizia sociale; Puglia: approvazione proposta di legge in materia di perequazione, compensazione urbanistica e contributo straordinario per la riduzione del consumo del suolo; Toscana: bando per la rigenerazione urbana; Veneto: legge su riqualificazione urbana e rinaturalizzazione del ter

Leggi: Cgil, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Case popolari, Sunia: no alle discriminazioni, sì alla riqualificazione

La vicenda dell’allontanamento di una famiglia di cittadinanza italiana di etnia rom dalla casa regolarmente assegnata a Casal Bruciato dopo anni di attesa è inaccettabile in sé e per la vergognosa strumentalizzazione che Casapound ha fatto, ed ha in programma di fare, di questa ed altre vicende.
Derive pericolose come queste vanno combattute non solo con le parole, ma anche e soprattutto con azioni concrete per contrastare il degrado del patrimonio abitativo pubblico da troppo tempo abbandonato a sé stesso, senza controlli, senza manutenzioni, senza uno straccio di programma di riqualificazione che dia il segno della volontà dei vari livelli di governo di affrontare il problema.
È questo il terreno su cui si alimenta l’odio verso l’altro, verso il diverso, sia esso italiano, come la famiglia rom, o straniero. Alimentare questo clima significa solo non affrontare i problemi veri dei quartieri e rivendicare gli interventi necessari.
Sono le cose che quotidianamente il Sunia, i comitati, tante le associazioni di cittadini, portano avanti nei quartieri di edilizia popolare senza la ribalta di giornali e telegiornali. È dall’ascolto delle loro proposte che la politica deve ripartire per sconfiggere odio e intolleranza.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Un dispositivo medico, brevettato da BPCO-media, a supporto dell’invecchiamento attivo in casa

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’invecchiamento attivo è “un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”. Gli anziani che vivono da soli necessitano di particolare sostegno nell’invecchiamento attivo in casa per lo svolgimento della vita quotidiana per cui diventa importante permettere loro di acquisire competenze e strumenti utili per rafforzare le opportunità e modalità di inclusone alla vita di comunità. Le famiglie di questi anziani, d’altra parte, aspirano vogliono essere rassicurate sulle condizioni di salute del proprio familiare che vive solo e desiderano essere coinvolte nel co-progettare nuove forme di inclusione nella vita di comunità dei propri familiari.
Cogliere i fatti clinici e le variazioni dello stato di salute di questi anziani in tempo reale fornendo informazioni di supporto, permette comunque anche ai professionisti della cura di prendere decisioni assistenziali e di valorizzare il sistema di relazioni della persona fatto di familiari, volontari o altri soggetti non necessariamente appartenenti al mondo dei servizi, ma che possono essere coinvolti in maniera attiva nell’assistenza.

Leggi: Abitare Sociale, 15/04/2019


domenica 14 aprile 2019
Il problema della casa. Morosi incolpevoli, rebus affitti

Paga il Comune, ma i proprietari li scartano a priori
I soldi per l’affitto li metterebbe il Comune, ma trovare casa è impossibile. Non funziona, a Firenze, il «contributo per la morosità incolpevole», nato per non lasciare senza casa chi si è trova sotto sfratto senza colpa. La legge prevede infatti che in particolari casi (perdita del lavoro, riduzione dell’orario o malattia), si possa avere aiuto per pagare un nuovo affitto. «Si ricevono fino a 12mila euro l’anno – spiega la segretaria regionale e fiorentina del Sunia, Laura Grandi – per fare un nuovo contratto a canone concordato. In alternativa si possono avere fino a 8mila euro da dare al proprietario che rinvii lo sfratto fino all’assegnazione dell’alloggio popolare».
Eppure nessuno sembra accettare quei soldi. «A Firenze – continua Laura Grandi – dove il mercato degli affitti è ‘drogato’ dalla locazione turistica, trovare casa con il contributo per la morosità incolpevole è impossibile. Presentarsi a un’agenzia immobiliare con l’assegno del Comune non solo non è un vantaggio, ma diventa un problema: basta mostrarlo e vieni escluso». D’altronde a Firenze, le ‘pretese’ dei proprietari di casa sono sempre più alte. Si chiede la busta paga, il Cud, il contratto di lavoro, a volte l’Isee.

Leggi: La Nazione, 14/04/2019


venerdì 12 aprile 2019
L’accessibilità che innalza la qualità urbana

Illustrare l’importanza dell’accessibilità, quale elemento significativo per l’innalzamento della qualità urbana, e sollecitare gli Enti Pubblici a programmare gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche – come del resto già previsto ormai da molti anni dalle norme nazionali sui PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) e sui PAU (Piani per l’Accessibilità Urbana), le Leggi 41/86 e 104/92 – integrandoli con gli altri strumenti di pianificazione in essere: sono questi gli obiettivi dell’importante convegno che si terrà nella mattinata del 15 aprile all’Auditorium della Regione Friuli Venezia Giulia di Udine (Via Sabbadini, 31, ore 8.30-13), intitolato Accessibilità e qualità urbana: dalla mappatura dell’esistente alla pianificazione degli interventi.
A organizzarlo sono stati il CRIBA FVG (già Centro Regionale d’Informazione sulle Barriere Architettoniche e oggi Centro Regionale d’Informazione sul Benessere Ambientale del Friuli Venezia Giulia) e la Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU e INU FVG), le Università di Udine e di Trieste, l’ANCI Friuli Venezia Giulia (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), Federsanità della stessa ANCI Friuli Venezia Giulia, la Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori del Friuli Venezia Giulia, i Collegi dei Geometri e dei Periti Industriali della Provincia di Udine.

Leggi: Superando, 12/04/2019


giovedì 11 aprile 2019
Reddito di cittadinanza e disabilità, verso il ricorso. “Vinceremo”

Enil sta raccogliendo la documentazione sui “casi più eclatanti di esclusione dal beneficio per i nuclei con disabilità”: a seguire il ricorso, l’avvocato che nel 2016 incassò la vittoria sull’Isee. Bonanno: “Fare cassa sulle persone con gravi disabilità significa ucciderle. Sette morirono, mentre aspettavano la sentenza sull’Isee”
“Se il governo pensa di passarla liscia, si sbaglia: stiamo preparando il ricorso e andremo fino in fondo, decisi a vincerlo, come già accadde con l’Isee, nel 2016. Perché la norma sul reddito di cittadinanza è incostituzionale e discriminatoria nei confronti dei nuclei con disabilità”: Sara Bonanno, autrice del blog “La cura invisibile”, mamma e caregiver a tempo pieno di Simone, un ragazzo con gravissima disabilità, si dive “molto arrabbiata. Non mi vergogno a dire che Simone e io viviamo grazie alla Caritas, che ci ha adottati e ci aiuta moltissimo. Il nostro Isee è praticamente zero – spiega ancora Sara, che non può lavorare, perché 24 ore su 24 deve stare accanto a suo figlio – Eppure, non mi sorprenderei se il reddito di cittadinanza non mi spettasse. O mi spettasse in misura minore rispetto a chi, nella mia stessa condizione economica, non abbia però un figlio gravemente disabile”.

Leggi: Redattore Sociale, 11/04/2019


giovedì 11 aprile 2019
Per la prima casa gli italiani spendono 11mila euro l’anno

Quanto pagano gli italiani per mantenere l’abitazione principale tra rate del mutuo, bollette luce, gas e acqua, manutenzione e tasse? In media 11.304 euro l’anno, vale a dire 942 euro al mese. Il valore arriva dallo studio condotto da Facile.it e Mutui.it che, partendo da dati Istat e del Dipartimento delle Finanze, ha evidenziato come nel Nord Italia il costo complessivo sia, in media, il 20% più alto che al Sud.
Analizzando le principali città italiane emerge che Roma è la più cara; per mantenere un immobile nella capitale servono in media 14.628 euro l’anno, l’8% in più che a Milano (13.560 euro). Cifre molto alte sono richieste anche a Firenze (13.860 euro) e a Bologna (13.824 euro), mentre i costi più contenuti sono stati registrati a Palermo (8.208 euro l’anno) e Napoli (9.324 euro l’anno).
Dati interessanti si notano anche analizzando le differenze delle singole voci di costo; per le utenze domestiche e la manutenzione della casa, nelle regioni settentrionali si arriva a pagare anche il 35% in più che in quelle meridionali. Se si guarda alla sola Tari, invece, risulta mediamente più cara al Sud, con valori da capogiro a Napoli (444 euro l’anno) e, soprattutto, a Cagliari (504 euro l’anno).

Leggi: Il Sole 24 Ore, 11/04/2019


mercoledì 10 aprile 2019
Anziani pronti a condividere un’abitazione

Presentato il progetto “Prato Coabita” a cui hanno risposto Pane e Rose, il Cenacolo e Auser. È un modo di combattere disagio e solitudine sociale
È stato presentato ieri il progetto “Prato Coabita” , seconda fase del bando indetto l’anno scorso dal Comune di Prato a cui hanno risposto le associazioni Pane e Rose, il Cenacolo e Auser. Come ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Luigi Biancalani, il progetto ha molta importanza perché nella nostra città ci sono 250 sfratti all’anno, ovvero quasi 1 al giorno, 1/3 in più rispetto alla media regionale toscana. A questo si aggiungono 600 persone in emergenza abitativa e 1400 in lista per ottenere la casa popolare, oltre a circa 6000 alloggi sfitti: questa iniziativa potrebbe essere quindi un modo di collegare il problema casa, molto sentito a Prato. Erano presenti l’assessore ai Servizi sociali, Gianni Autorino, presidente del Consorzio Metropoli, Marco Paolicchi, presidente della cooperativa Pane e Rose, Lara Toccafondi, responsabile Area Inclusione Sociale Pane e Rose, Moreno Sepiacci, presidente consorzio Coeso, Andrea Ricotti, responsabile Cooperativa Il Cenacolo, Renato Campinoti, presidente Auser Toscana, Andrea Cambi, presidente Auser Prato e Gabriele Danesi, responsabile Auser Abitare Solidale.

Leggi: Il Tirreno, 10/04/2019


mercoledì 10 aprile 2019
Il successo di “IO RESPIRO”

Cento convegni in tutta Italia, 6.000 over 65 raggiunti, 3.000 spirometrie gratuite realizzate, questo il bilancio della prima parte della campagna “Io respiro”, che sta toccando i centri anziani di tutta Italia per sensibilizzare gli ultrasessantacinquenni sulle patologie respiratorie e sull’importanza della prevenzione. La campagna si accompagna a un vasto sondaggio che consentirà di analizzare il livello di consapevolezza attualmente esistente presso la popolazione anziana rispetto a tali tematiche.
La campagna “Io respiro”, promossa dal Centro Studi di Economia Sanitaria in collaborazione con Senior Italia FederAnziani, FIMMG, con la collaborazione scientifica di SIP/IRS ed Ethesia e grazie al contributo non condizionato di Menarini, è partita nel dicembre scorso e sta coinvolgendo la popolazione senior su tutto il territorio nazionale attraverso la realizzazione di convegni con gli pneumologi all’interno dei centri anziani. Nel corso dei convegni gli specialisti illustrano l’importanza dei corretti stili di vita (lotta al tabagismo) e insegnano a riconoscere i sintomi delle malattie respiratorie e a non sottovalutarli.

Leggi: Auser, 10/04/2019


mercoledì 10 aprile 2019
Non occorre il permesso di costruzione per la ristrutturazione edilizia leggera

Gli interventi che comportano un aumento delle unità immobiliari (frazionamento) non determinano di per sé la necessità di munirsi del permesso di costruire
Gli interventi che comportano un aumento delle unità immobiliari (frazionamento) non determinano di per sé la necessità di munirsi del permesso di costruire, essendo al proposito necessario che vi sia una modifica della volumetria complessiva o dei prospetti, ma solo di Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).
La vicenda. La Corte d’appello di Firenze, respingendo i gravami proposti dagli odierni ricorrenti, aveva confermato la sentenza di condanna nei confronti di Tizio per il reato (rubricato al capo A) di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, articolo 44, comma 1, lettera b), (per aver realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire, essendo stata presentata soltanto una s.c.i.a. per lavori di risanamento conservativo) e, quanto a Caio, anche per il reato (rubricato al capo D) di cui alla L. 7 agosto 1990, n. 241, articolo 19, comma 6, in relazione alle false rappresentazioni e attestazioni commesse in qualità di tecnico nell’asseverazione allegata alla suddetta s.c.i.a.

Leggi: Condominio Web, 10/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Vivere in centro a Firenze. Bello ma gli anziani vogliono più mobilità e sicurezza

Almeno una volta nella vita ci sarà capitato di passeggiare ammirati e con il naso all’insù, nelle strade e nelle viuzze del centro storico di Firenze, fra palazzi di straordinaria bellezza e carichi di storia, ma com’è la vita di ogni giorno per chi in quel pezzo di città ci vive abitualmente?
Quali sono le esigenze e le difficoltà dei residenti più anziani? A queste ed altre domande ha cercato di rispondere la ricerca “Vivere nel centro storico di Firenze: pregi e difetti” realizzata dall’Ires Cgil in collaborazione con Auser Volontariato Firenze e Spi Cgil lega Firenze Quartiere 1.
I dati i sono stati presentati il 2 aprile a Firenze al Palagio di Parte Guelfa in un convegno a cui ha partecipato il presidente nazionale Auser Enzo Costa.
Traffico caotico, scarsi parcheggi, spostamenti difficili anche a piedi, i dati della ricerca raccontano del grande problema legato alla mobilità dei residenti fra i 60 e gli 80 anni. Solo un quinto degli intervistati risponde che è in grado di spostarsi autonomamente verso luoghi di cura con l’autobus.

Leggi: Auser, 09/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Tapas in Aging per un invecchiamento attivo e in salute

L’Istituto Neurologico Besta e Auser Lombardia hanno presentato il 28 marzo Milano “Tapas in Aging”, il progetto che valuta l’impatto del tempo, spazi pubblici e privati, ambiente, sulla salute degli over 50. Il progetto durerà due anni, è finanziato da Fondazione Cariplo; avrà un approccio innovativo e multidisciplinare, coinvolgerà 500 persone over50 e tra gli obiettivi c’è la stesura di linee guida per le amministrazioni pubbliche.
Tapas in Aging: il gustoso acronimo sta per Time and Places and Space e riassume in sé l’oggetto dell’analisi del progetto biennale, finanziato da Fondazione Cariplo, di cui è capofila la Fondazione IRCCS – Istituto Neurologico Carlo Besta e di cui è partner Auser Regionale Lombardia.
Il tempo, l’ambiente (inteso come risorse e relazioni) e il luogo in cui si vive sono determinanti per un invecchiamento sano e attivo e TAPAS mette in campo ricercatori, volontari e un protocollo esclusivo e validato per esaminare in tutta la Lombardia quanto le specifiche sopra indicate incidano sul benessere e sulla qualità della vita degli over 50, al fine di elaborare e proporre linee guida su come creare un ambiente inclusivo nell’invecchiamento.

Leggi: Auser, 09/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Frazionamento di unità immobiliari, quando si utilizza la Scia?

La Cassazione ripercorre le modifiche al Testo Unico dell’edilizia e afferma che sono retroattive
Il frazionamento di un’unità immobiliare può essere realizzato con Scia, a prescindere dal periodo in cui sono effettuati i lavori. Le modifiche al Testo Unico dell’edilizia sono infatti retroattive. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza 14725/2019.
Frazionamento unità immobiliari, il caso
Il proprietario di un immobile aveva eseguito un intervento di frazionamento dopo il quale aveva ricavato quattro appartamenti. Per effettuare i lavori non aveva richiesto ilo permesso di costruire, ma presentato una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).
Secondo i giudici di primo grado, però, non si trattava di un intervento di risanamento conservativo, ma di una ristrutturazione pesante, motivo per cui sarebbe stato necessario il permesso di costruire. I giudici avevano previsto che i responsabili fossero puniti ai sensi dell’articolo 44 del Testo Unico dell’edilizia, cioè con sanzioni penali dall’ammenda fino all’arresto.
Frazionamento unità immobiliari, la decisione della Cassazione
La Cassazione ha ribaltato la situazione e annullato la sentenza della Corte territoriale. Secondo i giudici, “pur potendosi convenire sulla qualificazione giuridica dell’intervento come ristrutturazione edilizia piuttosto che come risanamento conservativo”, non tutti gli interventi di ristrutturazione necessitano del permesso di costruire.

Leggi: Edilportale, 09/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Casa, dall’ecobonus agli incentivi tutte le novità nel decreto crescita

Imprese favorite con tempi di recupero fiscale dimezzati e nuove possibilità per la rigenerazione urbana. Nel decreto crescita sono previsti diversi interventi che vanno a sostenere il settore edilizio e impiantistico, con un occhio di riguardo alle scelte di sicurezza e risparmio energetico.
Stando alla bozza approvata giovedì scorso 4 aprile dal Consiglio dei ministri diventa più conveniente, dal punto di vista fiscale, per un’impresa di costruzione, acquisire uno stabile cielo-terra, abbatterlo e ricostruirlo con i nuovi criteri. Ma a sollevare speranze e polemiche sono soprattutto gli articoli che dimezzano – da dieci a cinque anni – i tempi di recupero del credito fiscale acquistato da imprese e consorzi per interventi agevolati con ecobonus e sisma bonus.
Ecobonus più facile
La nuova disposizione prevede che chi ha diritto alle detrazioni (cioè il contribuente) può optare per uno sconto sulla fattura «di pari ammontare» da parte del «fornitore che ha effettuato gli interventi». Quest’ultimo, a sua volta, ottiene un credito d’imposta da usare in compensazione, in cinque quote annue uguali (secondo il meccanismo di cui al Dlgs 241/97) e senza l’applicazione dei limiti previsti dalle leggi 388/2000 e 244/2007. In sostanza, si tratta di una possibilità in più, piuttosto diversa da quella attualmente prevista, che comunque rimane.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 09/04/2019


DALLE REGIONI:

venerdì 12 aprile 2019
Napoli. Edilizia popolare, incontro organizzazioni sindacali e Assessore Urbanistica

Nella giornata di ieri le OO.SS. dell’inquilinato SUNIA-SICET-UNIAT-ASSOCASA, rappresentate rispettivamente da Antonio Giordano, Alfonso Amendola, Pierluigi Estero e Luigi Rispoli, hanno incontrato l’Assessore alla Urbanistica ed al Governo del Territorio, l’arch. Bruno Discepolo, per affrontare la situazione attuale dell’Edilizia Residenziale Pubblica in Campania ed in particolare per fare il punto sul processo in atto di passaggio della gestione del patrimonio pubblico dagli Istituti Case Popolari all’ACER (Azienda Campana per l’edilizia pubblica).
Le OOSS hanno evidenziato, ancora una volta, le preoccupazioni derivanti dalla attuale e persistente fase di stallo che ha paralizzato l’attività degli attuali IIAACCPP nonché per l’incertezza sulla programmazione e sulle risorse necessarie a garantire la prosecuzione delle attività manutentive degli alloggi popolari.
Inoltre, i rappresentanti degli inquilini hanno rinnovato la richiesta di sospendere ad horas il provvedimento di chiusura degli uffici di zona nonché quella per procedere alla rateizzazione agli utenti delle somme relative ai consuntivi per il riscaldamento degli anni precedenti.

Leggi: La Rampa, 12/04/2019


venerdì 12 aprile 2019
Firmato a Bisceglie un patto con i sindacati per il lavoro e le politiche abitative

Il sindaco Angarano: “Diamo opportunità di lavoro con un’attenzione particolare ai biscegliesi e tutelare il diritto alla casa”.
ri mattina il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, e i rappresentanti delle principali Organizzazioni sindacali del territorio hanno firmato un Patto per il lavoro e le politiche abitative. L’intesa è finalizzata ad incentivare l’occupazione, con particolare attenzione alla manodopera biscegliese, e a tutelare il diritto alla casa, con alloggi da assegnare in affitto a canone calmierato in favore di famiglie e giovani coppie. Comune e Sindacati hanno sottoscritto inoltre un protocollo d’intesa per l’istituzione di una cabina di regia che serva a verificare l’attuazione dei patti e degli accordi firmati, compresi quelli del 19 maggio 2017 sulle relazioni sindacali e del 2 marzo 2018 sulla legalità negli appalti pubblici.

Leggi: Bisceglie Live, 12/04/2019


giovedì 11 aprile 2019
Siracusa, un osservatorio sull’edilizia popolare: la proposta di Sunia-Sicet-Uniat

L’iniziativa è volta a mettere insieme lo stato di salute degli immobili, la qualità dei servizi annessi, le abitazioni sfitte e le graduatorie per gli assegnatari di alloggi
La situazione dell’edilizia popolare a Siracusa è molto complessa e interessa un gran numero di alloggi localizzati su tutto il territorio provinciale che miglia di nuclei familiari che li abitano e la localizzazione degli stessi nel territorio provinciale.
I sindacati Sunia- Sicet- Uniat a difesa degli inquilini e dei loro diritti, invitano il Comune di Siracusa e i Comuni della provincia a costituire un osservatorio sull’edilizia popolare che metta insieme lo stato di salute degli immobili, la qualità dei servizi annessi, le abitazioni sfitte e le graduatorie per gli assegnatari di alloggi.
“Crediamo – si legge nella nota unitaria – che debba essere questo il metodo corretto per essere vicino alle famiglie e alle periferie facendo rete con i Comuni e Iacp di Siracusa e cittadini, dando risposte vere ed istituzionali ad un problema che, se preso sottogamba, genererebbe confusione e illegalità sparsa nella gestione e mantenimento degli alloggi. Siamo convinti che l’osservatorio potrà essere la chiave di volta per dare alla famiglia strumenti adeguati per il benessere di tutti al fine di non lasciare indietro nessuno”.

Leggi: Siracusa News, 11/04/2019


giovedì 11 aprile 2019
Palermo: canoni locazione, si arena trattativa fra sindacati inquilini e proprietari

Si arena la trattativa tra i sindacati degli inquilini e assegnatari e le associazioni dei proprietari per il rinnovo dell’accordo territoriale dei canoni di locazione concordati. “Ci troviamo su un binario interrotto – affermano i segretari del Sunia, Sicet e Uniat Palermo Zaher Darwish, Mario Bommarito e Rino Di Dia – Abbiamo chiesto di abbassare i valori delle locazioni degli immobili per adeguarli ai tempi. Ma i sindacati della proprietà continuano a ritenere che i canoni di locazione concordata debbano essere mantenuti, complessivamente, ai livelli precedenti alla crisi economica. Ovvero quasi pari a quelli a canone libero, se non a un livello superiore. E noi diciamo no, giudicando incomprensibili queste richieste”.
L’ultimo accordo in materia, siglato il 29 dicembre 2009, è scaduto dal 2012. L’incontro di ieri tra le parti si è risolto con un nulla di fatto e Sunia, Sicet e Uniat chiederanno all’amministrazione comunale la convocazione di un tavolo tecnico per ricercare una soluzione che tenga conto degli interessi di tutte le parti e soprattutto dei cittadini. “Le famiglie – sottolineano – sono piegate dalla grave crisi economica che investe da anni la Sicilia, e soprattutto Palermo: in città c’è una percentuale di disoccupazione che sfiora il 50 per cento e il numero delle morosità incolpevoli sono in incremento esponenziale. Ogni anno si registrano circa 1.600 istanze di sfratto

Leggi: Libero Quotidiano, 11/04/2019


mercoledì 10 aprile 2019
Pronto badante, in 3 anni 55 mila telefonate per ricevere assistenza domestica

Confermato anche per il 2019-2020 in Toscana il progetto Pronto Badante, che ha l’obiettivo di sostenere la famiglia nel momento in cui si presenta la prima fase di fragilità dell’anziano, garantendole un unico punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi socio-assistenziali presenti sul territorio
Confermato anche per il 2019-2020 in Toscana il progetto Pronto Badante, che ha l’obiettivo di sostenere la famiglia nel momento in cui si presenta la prima fase di fragilità dell’anziano, garantendole un unico punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi socio-assistenziali presenti sul territorio, e un sostegno economico per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare con una/un badante. Dopo tre anni di sperimentazione (2016-2019), il progetto viene ora stabilizzato: la nuova edizione ha preso il via il 25 marzo scorso, con un finanziamento di2,9 milioni di euro.
L’assessore al diritto alla salute e al sociale ricorda che, dopo tre anni di positiva sperimentazione, il progetto viene quest’anno stabilizzato. In tre anni sono state oltre 55.000 le telefonate al numero verde, quasi 20.000 le visite domiciliari a casa degli anziani, e oltre 12.000 i libretti famiglia/contratti attivati. Cifre che, come sottolinea l’assessore, ci confermano l’efficacia del progetto e ci incoraggiano a continuare, per andare incontro alle esigenze degli anziani e delle loro famiglie.

Leggi: Redattore Sociale, 10/04/2019


IN AGENDA:

Trentennale Auser: tutti i soci invitati a partecipare a due iniziative all’insegna della creativita’ e dell’orgoglio di appartenenza

In occasione del Trentennale dell’Auser, sono state lanciate due iniziate nazionali a cui potranno partecipare soci e volontari. Iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.   Con “Una regalo per Auser” si invitano soci e volontari a realizzare un dono per l’associazione: una poesia, un brano musicale, un disegno, un quadro o anche una ricetta di propria invenzione. Le fotografie dei regali verranno pubblicate in una apposita Galleria sul sito www.auser.it
Soci e volontari potranno inoltre partecipare a “Uno scatto d’orgoglio”, inviando un Selfie e scrivendo in 260 caratteri il valore che si attribuisce ad Auser e all’invecchiamento attivo.
Tutte le fotografie entreranno a far parte della Galleria dei volti Auser e saranno protagoniste di un video.
“Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone – sottolinea il presidente Enzo Costa in una lettera inviata ai soci – Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo”.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.

Per info: www.auser.it


Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

Leggi: Auser


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita
Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione
Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

Leggi: Inca


Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

Leggi 180, 194 e 833: il welfare italiano 40 anni dopo

Il 23 aprile, presentazione della rivista RPS
L’ultimo numero della Rivista delle politiche sociali (RPS, edita da Ediesse) ripercorre i 40 anni di welfare italiano attraverso un’analisi delle tre grandi riforme, le leggi 180, sui manicomi, la 194, sull’interruzione volontaria di gravidanza e infine la 833, istitutiva del sistema sanitario nazionale.
La pubblicazione sarà presentata il 23 aprile a Roma presso la sede nazionale della Cgil, in corso d’Italia 25, alle ore 11. All’incontro parteciperanno Rosy Bindi, già ministro della Salute, Stefano Cecconi, direttore responsabile RPS, Rossana Dettori, segretaria nazionale Cgil, Maria Grazia Giannichedda, presidente della Fondazione Basaglia – curatrice del volume, Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

Leggi: Inca


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

Leggi: Auser


Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

NEWS:

martedì 9 aprile 2019
Puglia: Spi, legge sull’invecchiamento attivo grande risultato

Arriva il sì all’unanimità del Consiglio della Regione Puglia alla legge di iniziativa popolare promossa dai sindacati confederali e dalle rispettive categorie dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. “Un grande risultato per gli anziani pugliesi – ha commentato il segretario generale dello Spi Cgil Puglia, Gianni Forte – che con le loro firme, apposte sul disegno di legge, hanno ottenuto delle norme che potranno consentite migliori condizioni di vita. Ringraziamo il presidente, Mario Loizzo e tutto il Consiglio regionale che all’unanimità ha espresso il suo parere favorevole”.
L’obiettivo della legge, in 11 articoli, è quello di valorizzare l’invecchiamento attivo in buona salute dei pugliesi, sostenere le famiglie a prendersi cura degli anziani nel contesto domiciliare, anche e soprattutto nella fase del bisogno assistenziale e sanitario, al fine di garantire le condizioni migliori per alleggerire il “peso” della longevità o della malattia. È altrettanto rilevante la parte normativa che mira a sostenere la continuità attiva di vita dell’anziano, anche dopo la cessazione dal lavoro, attraverso la promozione di interventi per la salute, la formazione, i corretti stili di vita, il tempo libero, lo sport e il turismo.

Leggi: Rassegna Sindacale, 09/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Pensioni: Cgil, tema dei giovani sia una priorità

“Bisogna affrontare il tema delle pensioni dei giovani”. A dirlo è il vicesegretario nazionale della Cgil Gianna Fracassi, ricordando che questo “è un tema serio, perché si accompagna anche al fatto che i dati del mercato del lavoro indicano per i giovani di questo Paese un presente di precarietà e un futuro di povertà”. Per Fracassi la questione deve diventare “una priorità, che non sarà possibile affrontare quando questi giovani saranno diventati anziani. Va affrontato adesso perché abbraccia un tratto largo di generazioni”. L’esponente sindacale evidenzia anche il problema della qualità del lavoro: “Ha effetti sul versante previdenziale, riguarda i giovani e le donne di questo Paese. Da questo punto di vista, è evidente che intervenire per rimettere al centro un quadro di diritti e tutele sul lavoro è ineludibile”.

Leggi:


martedì 9 aprile 2019
Perché impugneremo quella Legge sul reddito di cittadinanza

«La Legge sul reddito di cittadinanza – scrivono da ENIL Italia (European Network on Independent Living) – tratta meno favorevolmente i nuclei familiari poveri in cui sia presente una persona con disabilità rispetto alle altre famiglie. Per questo abbiamo intenzione di impugnare quella norma, che riteniamo discriminante e incostituzionale, per rilevarne in sede giudiziale l’illegittimità ed imporre al Governo il risarcimento dei danni che saranno procurati ai cittadini già esposti all’esclusione sociale e a quotidiane violazioni dei loro diritti umani»
In sede di conversione del Decreto Legge sul reddito di cittadinanza [Decreto Legge 4/19, N.d.R.], il Parlamento non ha accolto, complici i veti governativi, emendamenti più attenti alle condizioni delle persone con disabilità. La conseguente Legge 28 marzo 2019, n. 26, mantiene quindi tutti gli elementi discriminatori del Decreto originario, trattando meno favorevolmente i nuclei familiari poveri in cui sia presente una persona con disabilità rispetto alle altre famiglie.

Leggi: Superando, 09/04/2019


lunedì 8 aprile 2019
In Romania nella clinica delle (nostre) badanti

Si chiama «sindrome Italia» e colpisce migliaia di donne.
Viaggio in Romania, a casa delle persone che in Italia hanno fatto le badanti. Chi torna nel Paese d’origine fatica a riavere una vita, soffre di ansia e panico.
Qualcuna di queste donne dice: «Non mi vogliono più. La mia vita, io l’ho regalata all’Italia».
Nicoleta, sei una schifosa! Nicoleta, pulisci! Nicoleta, sta’ zitta! «Le sento sempre, quelle voci…». Nelle orecchie ronzano ancora le urla del vecchio malato d’Alzheimer e di sua moglie. Nella mente, i ricordi della casa di Treviso: una prigione senza sonno e senza permessi, né sabati né domeniche. «Quei signori me li sogno tutte le notti. Due zombie! M’afferrano, mi fanno male!…». All’ombra d’un carrubo, ingoffita d’un soprabito nero che invecchia il suo corpo cinquantaduenne, Nicoleta sta seduta a fissare le ortensie della clinica. Ogni mezzogiorno, stessa panchina. Dieci anni da badante e ora più nessuno a cui badare, nemmeno se stessa. Il tempo, lo trascorre a fare la terapia: «Quando sono tornata a casa, nel 2012, mi sono accorta che parlavo con le voci. Mi sentivo prigioniera, non dormivo mai, scappavo. Avevo attacchi di panico, piangevo. I miei due figli mi guardavano come una sconosciuta. Avevano ragione: erano cresciuti senza vedermi, ormai era passato troppo tempo… Alla fine se ne sono andati via». Nicoleta sorride nel vuoto: «Io sono rimasta qui, loro sono fuggiti a vivere in Sicilia. Ed è come prima: non ci vediamo mai». Meglio così: «Ma sì, che cosa ci stavano a fare con me? Hanno una vita da vivere. La mia, io l’ho regalata all’Italia».

Leggi: Corriere della Sera, 08/04/2019


lunedì 8 aprile 2019
Pensionati nelle Marche più anziani e più poveri

Due pensionati su tre nelle Marche ricevono un assegno inferiore a 750 euro lordi. È quanto emerge dai dati dell’Inps 2019 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici) elaborati dall’Ires Cgil regionale. Nel dettaglio, sono 550 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate, di cui 296 mila pensioni di vecchiaia (pari al 53,9% del totale), 37 mila di invalidità (6,7%), 118 mila pensioni ai superstiti (21,5%), 15 mila pensioni/assegni sociali (2,7%) e 84 mila prestazioni a invalidi civili (15,3%).
Negli ultimi otto anni, dopo l’entrata in vigore della legge Fornero, il numero delle pensioni complessivamente erogate nelle Marche è diminuito del 4,8%, pari a circa 28 mila prestazioni in meno. Diminuiscono, in particolare, le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti (-8,8%, pari a 12 mila prestazioni in meno), come anche le pensioni di invalidità, quelle di reversibilità e gli assegni sociali, mentre aumentano le invalidità civili. Nello stesso periodo si è notevolmente innalzata l’età media dei pensionati. Ciò è particolarmente evidente per l’età di coloro che sono stati lavoratori dipendenti: dal 2012 a oggi, i pensionati con meno di 65 anni di età sono passati dal 16,8 al 10,4% del totale, mentre coloro che hanno oltre 80 anni sono passati dal 29,1 al 39,1%. L’importo medio delle pensioni vigenti nelle Marche è di 761 euro lordi, con valori medi che variano dai 983 euro delle pensioni di vecchiaia ai 422 euro delle pensioni e assegni sociali.

Leggi: Rassegna Sindacale, 08/04/2019


lunedì 8 aprile 2019
Un presidio per chiedere l’aumento del Fondo per la Non Autosufficienza

Il Comitato 16 Novembre ha promosso un presidio di protesta per domani, 9 aprile, a Roma, allo scopo di chiedere «l’aumento programmato e calendarizzato del Fondo per la Non Autosufficienza», ritenuto «di gran lunga insufficiente a soddisfare le esigenze di 4 milioni di cittadini italiani». Il Comitato chiederà inoltre l’immediata convocazione del Tavolo Nazionale per la Non Autosufficienza, «che abbia il compito di redigere un Piano Nazionale, al fine di erogare uguali misure di sostegno sociale a tutte le persone con disabilità, qualunque ne sia la Regione di residenza»
Impegnato ormai dal 2010 per i diritti delle persone con disabilità grave e gravissima, il Comitato 16 Novembre ha deciso di promuovere un nuovo presidio di protesta a Roma, per la mattinata di domani, 9 aprile (ore 10.30), di fronte al Ministero dell’Economia e Finanza, per chiedere «l’aumento programmato e calendarizzato del Fondo per la Non Autosufficienza», ritenuto attualmente «di gran lunga insufficiente a soddisfare le esigenze di 4 milioni di cittadini italiani, ivi inclusa la popolazione anziana non autosufficiente».
«Chiediamo inoltre – si legge nel blog del Comitato – l’immediata convocazione del già istituito Tavolo Nazionale per la Non Autosufficienza, che abbia il compito di redigere un Piano Nazionale, al fine di erogare uguali misure di sostegno sociale a tutte le persone con disabilità, qualunque ne sia la Regione di residenza». (S.B.)

Leggi: Superando, 08/04/2019


domenica 7 aprile 2019
Ponte di Calatrava: l’ovovia divenga un monumento

Ponte della Costituzione a Venezia La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ben prima della sua costruzione aveva denunciato il fatto che il Ponte di Calatrava fosse un monumento all’esclusione.
Se il costosissimo quarto ponte sul Canal Grande deve rappresentare l’eredità culturale dell’epoca in cui è costruito, al pari di ogni altra opera dei secoli scorsi, esso testimonia innegabilmente una cultura di esclusione. Infatti un’opera civile che tradisce le esigenze della comunità a cui si rivolge è un errore progettuale, una violazione del diritto umano alla partecipazione la cui responsabilità è parimenti distribuita fra progettisti e decisori politici che si sono alternati in questi anni. Atti tanto più gravi perché si consumano a Venezia, un patrimonio dell’Umanità intera.
Quel Ponte, pur costruito nel XXI secolo, è inaccessibile alle persone con disabilità, di difficile percorribilità per anziani e per chiunque altro, complici i materiali sdrucciolevoli con cui è realizzato, l’alternante lunghezza delle pedate dei gradini che costringono ad innaturali cambi di passo, le scarse differenze cromatiche: il contrario della progettazione universale, come FISH ripete da anni. Lo dimostrano le frequenti cadute poi oggetto di richiesta di indennizzo al Comune di Venezia.

Leggi: Fish Onlus, 07/04/2019


sabato 6 aprile 2019
L’INU a congresso lancia il patto per l’urbanistica
Cinque parole chiave dagli urbanisti per far sì che l’Italia rilanci pianificazione e governo del territorio, esigenze strategiche non più rimandabili
Garantire servizi urbani inderogabili, dalla manutenzione al verde pubblico; qualificare le città, grazie alla rigenerazione urbana, che aiuti a contenere il consumo di suolo con bandi mirati e innovazione; attualizzare misure e norme, in un collegamento efficiente tra programmazione, fiscalità urbana e pianificazione urbanistica; differenziare, per un regionalismo che valorizzi le differenze ma non sia divisivo; democratizzare il governo delle aree vaste, l’anello debole delle istituzioni (elezione diretta dei presidenti delle province e risorse adeguate per le città metropolitane). Questi i cinque punti, veicolati da cinque parole chiave, del Patto per l’urbanistica italiana lanciato a Riva del Garda dall’INU in conclusione del trentesimo congresso nazionale. Un appello alla coesione e alla collaborazione per ridare un volto umano alle nostre città, renderle resilienti ai cambiamenti climatici, connetterle al tessuto del territorio. Un grande impegno che ha bisogno del contributo di tutti: politica, istituzioni, centrali e periferiche, enti e professioni.

Leggi: La Stampa, 06/04/2019


venerdì 5 aprile 2019
L’assistenza ai malati di demenza: uno sguardo internazionale dall’ultimo Rapporto OECD

Il Rapporto OECD “Care Needed: Improving the Lives of People with Dementia” si concentra sull’assistenza alle persone affette da demenza offrendo una analisi dettagliata delle dimensioni del fenomeno e delle caratteristiche dei servizi di cui i malati e le loro famiglie possono godere nei paesi OECD. L’articolo ne propone una sintesi ragionata, ad esclusione del capitolo 1 inerente la diffusione della malattia e le principali evidenze dello studio, presentato nell’articolo di Giselda Rusmini. Il contributo di Marco Trabucchi, prossimamente online, si concentra sui “messaggi per il nostro Paese” che da tale Rapporto si possono trarre.
Questo articolo propone ai lettori una sintesi ragionata1 di quanto contenuto nel Rapporto OECD “Care Needed: Improving the Lives of People with Dementia”. In particolare, ci si concentra sul capitolo dedicato all’identificazione dei malati (cap. 2), a quello inerente l’ageing in place (cap. 3) e all’ultima parte che si sofferma sui servizi sanitari e di lungo-assistenza (cap. 4).

Leggi: I Luoghi della Cura, 05/04/2019


venerdì 5 aprile 2019
«Così lo smartwatch ora vi salva la vita»

Stefano Carugo, luminare di cardiologia: «Con l’Apple Watch, l’ECG arriva al polso. E la fibrillazione non è più un nemico mortale»
Sì, vabbè: è molto fashion avere al polso uno smartwatch. Di quelli che ti bippano in continuazione, sia mai che vuoi far vedere di essere impegnato. Però, finalmente, c’è di più. Ovvero la funzione per cui gli orologi digitali, così come le smartband, sono nati: migliorare la nostra salute. Addirittura salvarci la vita. È possibile? D’ora in poi sì.
Apple la scorsa settimana ha annunciato l’arrivo anche in Italia dell’aggiornamento che permette di fare l’elettrocardiogramma con il suo Watch serie 4. E non solo, perché anche chi possiede una serie precedente può scoprire il nemico numero uno del cuore: la fibrillazione atriale. Anche quella impossibile da rilevare in proprio e che colpisce milioni di persone del mondo portando alla morte ma anche a malattie come l’ictus. E dunque: oggi abbiamo uno strumento facile di prevenzione e la conferma viene anche dal Professor Stefano Carugo, numero uno della Società Italiana di Cardiologia e specialista in telecardiologia.

Leggi: Il Giornale, 05/04/2019


giovedì 4 aprile 2019
ioabitosocial.it la prima piattaforma per la ricerca di soluzioni abitative temporanee di social housing in Italia

È stata presentata a Torino ioabitosocial la prima piattaforma senza fini di lucro dedicata alla ricerca di soluzioni abitative temporanee di social housing presenti sul territorio nazionale. La piattaforma nasce per dare visibilità all’offerta abitativa di social housing, con l’obiettivo di diventare il portale di riferimento per i possibili fruitori in termini di ricerca e verifica disponibilità di una soluzione abitativa.
Si rivolge a famiglie e persone singole che per motivazioni diverse – economiche, sociali, lavorative, familiari – hanno bisogno di una soluzione abitativa temporanea. Può trattarsi di persone che vivono una fase di stress abitativo, lavoratori in mobilità, personale in formazione, studenti, city users, persone anziane e giovani coppie, ecc.
La piattaforma si propone di:
•    agevolare la ricerca di soluzioni abitative temporanee attraverso la visualizzazione su mappa e l’identificazione di bisogni ed esigenze;
•    rendere visibili e accessibili le realtà di social housing esistenti attraverso l’inserimento sulla piattaforma;
•    ricreare online quella stessa comunità fatta di relazioni e socialità.

Leggi: Abitare Sociale, 04/04/2019


giovedì 4 aprile 2019
Eliminazione barriere architettoniche negli edifici privati, in arrivo 40 milioni

Le risorse assegnate alle Regioni permettono di contribuire alle spese dei cittadini che hanno attuato gli interventi
In arrivo 40 milioni di euro per il 2019 destinati alla eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, ha confermato e ripartito tra le Regioni la tranche 2019 (cioè 40 milioni) dei complessivi 180 milioni stanziati dal 2017 al 2021, secondo quanto disposto dal DM 67 del 27 febbraio 2018.
Barriere architettoniche: i fondi per eliminarle negli edifici privati
Grazie a queste risorse, le Regioni potranno provvedere alla ripartizione dei finanziamenti verso i Comuni per contribuire alle spese effettuate dai cittadini per eliminare le barriere architettoniche in edifici ed abitazioni private.

Leggi: Edilportale, 04/04/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 8 aprile 2019
Benevento. Emergenza casa di Via Fossa Rena ad Airola. Positivo primo incontro stamattina in Prefettura

Si è svolto stamattina, su convocazione del Prefetto di Benevento dott. Francesco Antonio Cappetta, l’incontro da noi richiesto per discutere delle problematiche relative alla grave emergenza abitativa verificatasi ad Airola a seguito del grave stato di immobili IACP sgomberati a seguito del riscontrato grave pericolo di crollo.
Hanno partecipato al tavolo istituzionale, oltre al Prefetto, il Sindaco di Airola Michele Napoletano, la dottoressa De Feo,Capo gabinetto della Prefettura, il dott. Danilo Boscaino, Dirigente capo IACP Benevento, l’ing. Enzo Paolo, Dirigente Capo uff. tecnico IACP e la delegazione del SUNIA di Benevento composta del segretario provinciale Giuseppe Falzarano, da i dirigenti provinciali Paolo Iorio e Umberto Penna e dall’avv Giuseppe Cerulo.
Dopo un’ampia disamina sulla questione emergenza casa di via Fossa Rena si è concordato e verbalizzato quanto segue
saranno eseguiti controlli a tappeto, peraltro già in corso sul patrimonio sgomberato, su tutto il patrimonio IACP e comunale nel comune di Airola per reperire abitazioni non occupate o occupate da non aventi titolo, per la sistemazione alloggiativa dignitosa alle famiglie oggetto di sgombero e riportare la legalità sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica di Airola;

Leggi: Sunia, 08/04/2019


lunedì 8 aprile 2019
Pisa. Emergenza abitativa e assegnazione degli alloggi di E.R.P. Si rispetti la nuova Legge Regionale. Conferenza stampa mercoledì 10 aprile.

Lo scorso 9 Gennaio è stata approvata dal Consiglio Regionale la legge regionale 2/19 rubricata “disposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica”, la quale ridisegna le regole che devono governare il sistema di gestione e assegnazione degli alloggi di Edilizia pubblica (case popolari) che è entrata in vigore il 24 Gennaio scorso. Esattamente il 18 gennaio 2019 il Comune di Pisa pubblica il bando per “l’assegnazione in utilizzo autorizzato degli alloggi”, procedura riservata ai nuclei familiari che si trovano in situazioni di emergenza abitativa. La pubblicazione di tale bando pochi giorni prima dell’entrate in vigore della Legge n. 2/2019 non è una svista temporale, ma una consapevole manovra per applicare i più rigidi requisiti previsti dalla precedente normativa (L.R. n. 96/1996) soprattutto a sfavore dei cittadini di origine non italiana. Con una nota unitaria del 25 marzo, inviata al Sindaco, all’Assessore alle politiche abitative e a tutti i Consiglieri del Comune di Pisa, le scriventi Organizzazioni sindacali degli inquilini hanno chiesto l’immediato ritiro del provvedimento in quanto in totale contrasto con la più recente normativa.

Leggi: Sunia, 08/04/2019


IN AGENDA:

Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

Leggi: Auser


12 aprile – Prime riflessioni nell’ambito del joint project

Venerdi 12 Aprile 2019 si terrà un Workshop: Prime riflessioni nell’ambito del joint project “Nuove sinergie per il social housing” presso l’aula B del Polo Santa Marta Silos di Ponente – via Cantarane, 24 a Verona.
Di seguito la locandina e il programma nel dettaglio.

Leggi: Sunia


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

Leggi: Inca


Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

Leggi: Inca


Reddito e Pensione di Cittadinanza – Inps, online i modelli per le domande

Tutto è pronto per l’avvio delle domande di Reddito e Pensione di Cittadinanza, che potranno essere presentate a partire dal 6 marzo prossimo. L’Inps ha comunicato, infatti, di aver reso disponbile il modello per le richieste del beneficio economico introdotto dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
Nella nota pubblicata sul sito istituzionale oggi, l’Inps ricorda che il Reddito di Cittadinanza è un sostegno per famiglie in difficoltà, finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.
Il sussidio può essere richiesto, dopo il quinto giorno di ciascun mese:
•    presso Poste Italiane;
•    in modalità telematica, con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di Livello 2, accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it;
•    presso i Centri autorizzati di Assistenza Fiscale (CAF).
L’Inps avverte anche che è stato pubblicato anche il modello RdC/PdC Ridotto, per comunicare i redditi di attività lavorative in corso al momento della presentazione della domanda e non interamente valorizzati su ISEE, e il modello RdC/PdC Esteso, con il quale i beneficiari dovranno comunicare tutte le variazioni intervenute nel corso della percezione della misura.

Leggi: Inca


ISEE: modifica periodo validità delle DSU – Validità fino al 31 dicembre 2019

Il periodo di validità delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 è prorogato al 31 dicembre 2019, per effetto del decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, in corso di conversione, che ha modificato l’articolo 10 del Decreto legislativo 147 del 2017, laddove prevede che la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile ai fini dell’ISEE, è valida dal momento della presentazione fino al successivo 31 agosto.
In una comunicazione pubblicata sul sito istituzionale il 12 febbraio scorso, l’Inps avverte che alle DSU presentate quest’anno, a legislazione vigente, si applicano le seguenti regole: le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 sono valide dal momento della presentazione sino al 31 dicembre 2019 (ad es., una DSU presentata il 10 febbraio 2019 è valida dal 10 febbraio 2019 al 31 dicembre 2019). Inoltre, l’Inps precisa che le DSU già attestate, che recavano data scadenza 31 agosto 2019, sono state aggiornate sul portale con la nuova data di scadenza. Pertanto, le attestazioni ISEE, già rilasciate, con data scadenza del 31 agosto 2019 devono essere considerate valide e con scadenza 31 dicembre 2019.
Le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° settembre 2019 sono soggette alla disciplina generale, per cui sono valide dal momento della presentazione al successivo 31 agosto (ad esempio, una DSU presentata il 1° ottobre 2019 è valida dal 1° ottobre 2019 sino al 31 agosto 2020).

Leggi: Inca


Previdenza: proroga APE Sociale – Le indicazioni di Inps

Con la circolare INPS 1febbraio 2019, n. 15, l’Istituto fornisce istruzioni per l’applicazione della proroga dell’APE Sociale prevista dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. La circolare fornisce, inoltre, chiarimenti riguardanti la decorrenza delle indennità per i soggetti che, essendo in possesso della relativa certificazione, non hanno presentato domanda del beneficio entro il 31 dicembre 2018.
‘Inps precisa che il modello di domanda per la verifica delle condizioni e per l’accesso al beneficio sono gli stessi già in uso nel 2018 e sono reperibili sul sito istituzionale. Le richieste di verifica delle condizioni andranno presentate entro il 31 marzo 2019 e, successivamente, entro il 15 luglio 2019 e il 30 novembre 2019. L’esito delle stesse sarà fornito rispettivamente entro il 30 giugno 2019, il 15 ottobre 2019 e il 31 dicembre 2019.
Tra i diversi scaglioni di richiesta l’Istituto effettuerà il monitoraggio della disponibilità delle risorse finanziarie. L’Istituto precisa inoltre che l’APE Sociale, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.

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Pensioni con Quota 100 e opzione donna. Prime indicazioni operative di Inps

Dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto legge n. 4 del 28 gennaio, l’Inps rende note le modalità operative per presentare domanda di pensione con Quota cento, pensione anticipata, ordinaria e cosiddetta Opzione donna, tramite l’accesso ai servizi online. Il messaggio n. 395, pubblicato sul sito istituzionale nella giornata di oggi, precisa che seguirà la pubblicazione della circolare illustrativa delle nuove disposizioni di legge.
Le domande di pensione che rientrano in queste fattispecie possono essere presentate con le seguenti modalità:
Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (PIN rilasciato dall’Istituto, SPID o Carta nazionale dei servizi) può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.
Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza:
per la pensione cosiddetta quota 100: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Requisito quota 100”;
per la pensione anticipata: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Ordinaria”;
per la pensione anticipata cosiddetta opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.

Leggi: Inca


Infortuni domestici: estesa tutela Inail – Scade il 31/01 pagamento premio assicurativo

Estesa la tutela Inail per chi si prende cura in modo abituale ed esclusivo della casa e dei familiari. Il versamento del premio annuale deve essere effettuato entro il 31 gennaio. Tra le novità in vigore dal primo gennaio, l’abbassamento dal 27% al 16% del grado minimo di invalidità per la costituzione della rendita e l’introduzione di una prestazione una tantum per le menomazioni comprese tra il 6% e il 15%. In attesa del decreto di attuazione delle misure contenute nella legge di bilancio 2019, il premio da versare entro il 31 gennaio resta pari a 12,91 euro
Ricordiamo che l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico è obbligatoria per tutte le persone che svolgono un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione. Con la legge di Bilancio 2019, la copertura si applica fino ai 67 anni di età. In particolare, le novità, in vigore dallo scorso primo gennaio, riguardano l’abbassamento del grado di invalidità che è necessario per la costituzione della rendita, passato dal 27% al 16%, l’introduzione di una prestazione una tantum pari a 300 euro, quando l’inabilità permanente accertata è compresa tra il 6% e il 15%, e il riconoscimento dell’assegno per assistenza personale continuativa ai titolari di rendita per determinate menomazioni. La nuova normativa, inoltre, ha esteso di due anni l’età dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

1989 – 2019 Trentennale Auser: diamo valore all’invecchiamento attivo

Care socie e cari soci, care volontarie e cari volontari,
Nel 2019 Auser festeggia i trent’anni di fondazione. Era infatti il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin insieme allo Spi Cgil promuovevano la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.
In tutti questi anni migliaia di cittadini di tutte le età hanno trovato nella nostra bella associazione tante opportunità per esprimersi e vivere in modo pieno la propria esistenza.
Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone.
Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo proponendovi di partecipare, a vostra scelta, e due iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.
Grazie a tutte e tutti e Buon Compleanno Auser!
Enzo Costa: Presidente Nazionale

1) “Un regalo per Auser”
Che regalo fareste per i 30 anni di Auser? Un quadro, un disegno, una poesia, una canzone, un brano musicale, una ricetta o cos’altro?  Creatività e inventiva non mancano nella nostra associazione, in occasione del Trentennale chi lo desidera, può fare un dono all’Auser con tanto di dedica, per rendere questo compleanno davvero indimenticabile.
Scattate una foto del regalo e speditela con il testo della dedica a:
Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Tutti i doni ricevuti dall’Auser verranno pubblicati sui social e sul sito in una apposita Galleria. Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.

2)“Uno scatto d’orgoglio”
Scatta un Selfie e scrivi in 260 caratteri qual è il Valore che tu attribuisci ad Auser e all’invecchiamento Attivo.  La tua foto deve esprimere uno “scatto d’orgoglio”, la voglia di partecipazione, di esserci, di dire che “Auser sono anch’io”.
Il tuo volto entrerà a far parte della grande Galleria de “I volti dell’Auser”.
Tutte le foto saranno protagoniste di un video.
Il materiale va inviato a:

Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.


 Una casa per i diritti. Ecco il nuovo numero di LiberEtà
Il numero di LiberEtà di aprile è dedicato a come sta cambiando il modo di fare sindacato. Nascono gli sportelli sociali dello Spi Cgil da una parte. Dall’altra le Camere del lavoro della Cgil si aprono a tutti e nascono in luoghi di passaggio, di transito, per incrociare sempre di più i bisogni di tutti.
In particolare, vi raccontiamo la storia dello Spi Lombardia che ha aperto ottanta sportelli sociali in cui duecento volontari prestano il loro aiuto a chi è in difficoltà. Ma l’esperienza degli sportelli sociali sta superando i confini della Lombardia e si sta diffondendo anche in altre regioni. Si tratta di un nuovo modo di fare sindacato, in grado di adeguarsi ai cambiamenti in corso. E poi c’è il sindacato di quartiere, come quello che a Roma si apre a tutti, cittadini italiani e stranieri. Accade nello storico mercato dell’Esquilino dove lo Spi Cgil, insieme ad altri soggetti, ha inaugurato il banco dei diritti, accanto a frutta e verdura da tutto il mondo.
A seguire uno speciale dedicato all’emergenza razzismo e xenofobia che sta attraversando il nostro paese. In tutta Italia è in atto un’escalation di violenze e discriminazioni verso immigrati e stranieri che ricorda gli anni più bui della nostra storia. Ma ci sono anche le buone pratiche, come quella della camera del lavoro di Catania che ha aperto alle comunità degli immigrati.

Leggi: Liberetà


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

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Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


1989 – 2019 Trentennale Auser: diamo valore all’invecchiamento attivo

Care socie e cari soci, care volontarie e cari volontari,
Nel 2019 Auser festeggia i trent’anni di fondazione. Era infatti il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin insieme allo Spi Cgil promuovevano la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.
In tutti questi anni migliaia di cittadini di tutte le età hanno trovato nella nostra bella associazione tante opportunità per esprimersi e vivere in modo pieno la propria esistenza.
Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone.
Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo proponendovi di partecipare, a vostra scelta, e due iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.
Grazie a tutte e tutti e Buon Compleanno Auser!
Enzo Costa: Presidente Nazionale

1) “Un regalo per Auser”
Che regalo fareste per i 30 anni di Auser? Un quadro, un disegno, una poesia, una canzone, un brano musicale, una ricetta o cos’altro?  Creatività e inventiva non mancano nella nostra associazione, in occasione del Trentennale chi lo desidera, può fare un dono all’Auser con tanto di dedica, per rendere questo compleanno davvero indimenticabile.
Scattate una foto del regalo e speditela con il testo della dedica a:
Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Tutti i doni ricevuti dall’Auser verranno pubblicati sui social e sul sito in una apposita Galleria. Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.

2)“Uno scatto d’orgoglio”
Scatta un Selfie e scrivi in 260 caratteri qual è il Valore che tu attribuisci ad Auser e all’invecchiamento Attivo.  La tua foto deve esprimere uno “scatto d’orgoglio”, la voglia di partecipazione, di esserci, di dire che “Auser sono anch’io”.
Il tuo volto entrerà a far parte della grande Galleria de “I volti dell’Auser”.
Tutte le foto saranno protagoniste di un video.
Il materiale va inviato a:

Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.
NEWS:

mercoledì 3 aprile 2019
Case famiglia. Assistenti sociali contro Salvini: “No ad accuse generiche”

Dura replica del presidente dell’Ordine degli assistenti sociali, Gianmario Gazzi, al ministro dell’Interno in merito alle sue dichiarazioni al Maurizio Costanzo Show. “Ha detto di avere le prove? Denunci, faccia nomi. Abbiamo appena ottenuto giustizia per insulti generici”
“Salvini non apra il nuovo fronte delle case famiglia puntando il dito genericamente sui professionisti che rappresento”. Il presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali, Gianmario Gazzi, reagisce duramente alle dichiarazioni del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini rilasciate durante il Maurizio Costanzo Show. “Ha detto di avere le prove? Denunci, faccia nomi!”, aggiunge Gazzi in una nota ufficiale dell’Ordine. “Abbiamo appena ottenuto giustizia con la condanna di un giornalista che sullo stesso canale aveva insultato, sempre genericamente, gli assistenti sociali – specifica Gazzi -. L’immunità del ministro, in questo caso, ci impedirebbe di essere risarciti”.
“Le sentenze hanno già detto che ci sono stati politici leghisti che hanno comprato diamanti con i soldi del partito e dunque degli italiani e io potrei aggiungere che ci sono  politici della Lega che amministrano bene, dai paesini al governo – aggiunge Gazzi nella nota -.

Leggi: Redattore Sociale, 03/04/2019


martedì 2 aprile 2019
Le traiettorie evolutive della spesa per il welfare locale

L’Indagine Istat costituisce la fotografia più accurata e sistemica degli interventi del welfare locale. A gennaio sono stati diffusi i risultati preliminari dell’Indagine 2016, da cui emergono cambiamenti di particolare rilievo.
Nel proseguo si tenterà una lettura di questi fenomeni cercando, per quanto possibile, di ricondurre i motivi dei cambiamenti alle novità delle politiche sociali e nelle politiche di finanziamento degli enti locali di quegli anni.
Il perimetro degli interventi sociali dell’Indagine Istat continua, al momento, ad includere i servizi socioeducativi per l’infanzia, secondo quanto previsto dal Nomenclatore dei servizi sociali (i dati di seguito presentati si riferiscono all’intero perimetro originale). Occorre tener presente che a seguito della normativa sulla cosiddetta “buona scuola”, i servizi socioeducativi per la prima infanzia sono afferiti al mondo dell’istruzione. Il recente Piano Sociale Nazionale 2018-2020, adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del decreto di riparto del FNPS 2018 (decreto 26 novembre 2018), ha ridefinito i confini degli interventi sociali al netto di questa componente e ha individuato un percorso di cambiamento che porterà dal 2019, all’impossibilità di utilizzare il FNPS per i servizi socioeducativi per la prima infanzia (si veda l’articolo su Lombardiasociale.it).

Leggi: Welforum, 02/04/2019


martedì 2 aprile 2019
Come rendere più lieve la Terza Età. Gli assistenti tecnologici sono già una realtà

Raggiunto l’obiettivo di vivere più a lungo, tocca organizzarsi per godersi la vecchiaia. Come, dove e con chi trascorrere la fase della vita in cui energie e salute vanno in riserva diventa fondamentale sia per l’individuo sia per la società. Secondo le proiezioni dell’Onu, gli anziani sopra gli 80 anni triplicheranno entro il 2050 (passando da 137 milioni del 2017 a 425 milioni) e aumenteranno di quasi sette volte entro il 2100 (superando i 909 milioni). Da un’ulteriore analisi dei dati Deutsche Bank ha rilevato che in questo momento, per la prima volta nella storia, il numero degli over 65 è superiore a quello dei bambini sotto i cinque anni. Se da un lato è un traguardo, dall’altro la longevità è una sfida che richiederà una maggiore spesa e una rivoluzione dell’assistenza sanitaria. Ridurre la solitudine Invecchiare in buona compagnia e in sicurezza a casa propria, con l’aiuto della tecnologia, è la direzione verso cui puntare. Anche a «MEDinIsrael», conferenza internazionale con una forte spinta sul «medtech» che si è svolta a Tel Aviv, si sono viste numerose startup che cercano di coniugare innovazione, creatività ed empatia.

Leggi: La Stampa, 02/02/2019


lunedì 1 aprile 2019
Da oggi le pensioni sono più leggere

Ma probabilmente 5,6 milioni di pensionati lo scopriranno soltanto tra due mesi, dopo le europee. La causa è il blocco delle rivalutazioni voluto dal governo giallo-verde. Sindacati in piazza il 1° giugno
Da oggi (1° aprile) le pensioni degli italiani sono più leggere, ma probabilmente i pensionati lo scopriranno soltanto a giugno. Non è un pesce d’aprile. Il governo giallo-verde, con l’approvazione della manovra finanziaria del 2019, è infatti intervenuto negativamente sull’adeguamento delle pensioni all’inflazione. Secondo quanto concordato tra il precedente governo e i sindacati dei pensionati di Cgil Cisl Uil, dal primo gennaio 2019, dopo 10 anni di tagli alle pensioni, doveva invece entrare in funzione un sistema di rivalutazione più equo.
Al contrario, a causa della situazione caotica e di incertezza in cui si è approvata la legge di bilancio, l’Inps non ha fatto in tempo ad elaborare gli importi delle pensioni con i tagli decisi dal governo, per cui, nei primi tre mesi dell’anno, i pensionati con un reddito pensionistico superiore a 1.522 euro lordi, (1.200 euro netti circa) si sono visti accreditare un importo comprensivo della rivalutazione piena o quasi.

Leggi: Rassegna Sindacale, 01/04/2019


sabato 30 marzo 2019
Over65 a lezione dai giovani tutor, al via il progetto pilota “Bella Nonno”

I giovani nativi digitali diventano “tutor” dei cittadini ultra65enni in un corso speciale, che verrà sperimentato in tre città italiane. Ai più giovani, più abituati a navigare online, sarà chiesto di accompagnare una generazione spesso diffidente e “resistente” verso le nuove tecnologie
nonni possono imparare ad essere consumatori attivi e digitali con l’aiuto dei nipoti. È questo il cuore del progetto “Bella Nonno! Corso di formazione intergenerazionale per anziani attivi”, un’esperienza “pilota” che verrà proposta in tre città (nord, centro e sud Italia), con l’intenzione di replicarla su più ampia scala in futuro. Fondamentale la collaborazione con le tre scuole coinvolte, il Liceo Classico “Maria Luigia” di Parma, l’I.I.S.S Michele De Nora di Altamura(BA) e il Liceo Scientifico Alberti di Minturno(LT). Proprio quest’ultimo ospita oggi nei suoi spazi la presentazione del progetto, che si propone di realizzare un ciclo di incontri tematici (salute, utenze, banca, garanzie, web, ecc) rivolti a cittadini over 65, che coinvolga in qualità di “tutor” giovani dai 16 ai 19 anni, perlopiù studenti in alternanza scuola-lavoro, opportunamente formati. Il progetto è organizzato da Confconsumatori in collaborazione con UniCredit, nell’ambito dell’accordo Noi&UniCredit, Eni gas e luce e Nestlé Health Science e si avvarrà del supporto di enti pubblici, associazioni attive a livello nazionale e locale.

Leggi: Redattore Sociale, 30/03/2019


DALLE REGIONI:

martedì 2 aprile 2019
Firenze: mobilità e sicurezza i problemi degli anziani

Auser Volontariato Firenze e Spi/Cgil Lega Firenze Quartiere 1, in collaborazione con la presidenza del Quartiere 1 Firenze, stamani a Firenze al Palagio di Parte Guelfa hanno presentato i risultati, elaborati dal centro studi di ricerca Ires Cgil, di un’indagine condotta sulla popolazione anziana del Quartiere 1.
La rilevazione, spiega il sindacato, ha raggiunto un elevato numero di cittadini, che la rende abbastanza rappresentativa di una tipologia di cittadini del centro storico: le persone appartenenti a fasce di età matura, prevalentemente pensionati, fra 60 e 80 anni, residenti nel centro storico. La rilevazione ha raccolto dati anche per altri gruppi, che possono essere utilmente messi a confronto: lavoratori in età non molto distante dalla pensione, residenti in aree adiacenti al centro storico in senso stretto. Dalla rilevazione emergono due tipologie centrali di problemi specifici, ritenuti critici per la vivibilità nel centro cittadino. Anzitutto la difficoltà della mobilità, che esprime nella forma della “difficoltà di trovare parcheggio” abbastanza vicino alla residenza. Un problema ovviamente che non ha soluzioni semplicistiche (a partire dalla circostanza che l’aumento dei posti di sosta disponibili incrementa l’attrazione di traffico verso i luoghi relativi). Anche l’inasprimento delle restrizioni di accesso al centro storico presenta ovvie criticità, se confligge con la dinamica delle attività economiche. In questo quadro disporre di opportunità di trasporto pubblico (che è percepito come insufficiente) è una risposta rilevante.

Leggi: Rassegna Sindacale, 02/04/2019


lunedì 1 aprile 2019
Firenze. ‘Affitti sociali’: firmato il Protocollo tra Fondazione Opera Pia e Sunia

Una buona notizia per le politiche abitative a Firenze: oggi è stato firmato l’Accordo per gli Immobili di Proprietà della Fondazione ‘Comitato per le Case indigenti’.
Il protocollo di Intesa, che avrà durata 2019/2027, tra la Fondazione e il sindacato degli inquilini Sunia, prevede le regole che disciplinano questo particolare e vantaggioso contratto di locazione, con canoni di affitto calmierati rispetto a mercato, modulati verso il basso per i redditi più in difficoltà. L’aspetto innovativo è dovuto proprio all’individuazione di fasce di reddito, che a seconda del livello, avranno una diminuzione rispetto al canone base, definito da un prezzo al metro quadro di euro 6,40.
Questo Accordo si riferisce ad un parco immobili di 1073 abitazioni dislocate all’interno del Comune Fiorentino: appartamenti che vengono assegnati tramite una graduatoria , aggiornata due volte l’anno, con il requisito del reddito di 16,500 euro ISEE.
L’attività che la Fondazione svolge dal 1885, è un pezzo importante nella realtà cittadina, per affrontare la cosiddetta precarietà abitativa a Firenze.

Leggi: Sunia, 01/04/2019


lunedì 1 aprile 2019
 «Invalidità, via alla trattativa per i certificati gratuiti in Lombardia»

La Regione incontrerà i sindacati dei medici di base. Pressing anche sugli specialisti ospedalieri. L’assessore Gallera: «Sì ai rimborsi ma le richieste siano eque». Didoné (pensionati Cisl): «La gratuità doveva essere pubblicizzata»
“Subito una trattativa con i medici di famiglia in modo da rendere realmente gratuito il certificato di invalidità per chi ne ha bisogno». È quanto assicura l’assessore alla Sanità Giulio Gallera dopo la denuncia del Corriere sulla beffa dei certificati introduttivi per l’invalidità civile (chiesti tra gli altri dal 36% degli ultra 85enni, ossia 20 mila anziani l’anno): per legge sono gratuiti da due anni perché rientrano nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ma in realtà i cittadini continuano a pagarli da 50 a 150 euro.
Un paradosso. Si tratta del documento introduttivo per attestare lo stato di invalidità, che può essere stilato sia dai medici di famiglia sia dagli specialisti ospedalieri e consiste nella compilazione telematica dei dati sanitari del paziente da trasmettere all’Inps (da cui parte l’iter per il riconoscimento da parte delle commissioni medico legali dell’Ats, le ex Asl). Bene, perché i più fragili e bisognosi devono aprire il portafoglio per ciò che gli spetta gratis

Leggi: Corriere della Sera, 01/04/2019


lunedì 1 aprile 2019
Invalidità, la beffa dei certificati: sono gratuiti ma i pazienti lombardi pagano ai medici fino a 150 euro

Una circolare ospedaliera della Regione Lombardia invita gli specialisti a non chiedere compensi come prescritto dal ministero. I medici: prestazioni professionali. La giungla dei prezzi. «Ora serve una convenzione»
Cittadini, i più fragili e bisognosi, costretti a pagare ciò che dovrebbero avere gratis. Il rilascio del certificato di invalidità, che è chiesto tra gli altri dal 36% degli ultra 85enni (ossia 20 mila anziani l’anno), per legge è gratuito da due anni. Ma per averlo bisogna ancora sborsare fino a 150 euro. Com’è possibile?
La norma (sconosciuta)
È una legge che nessuno conosce perché passata sotto silenzio. La ignorano i medici di famiglia e i sindacati dei pensionati. Figuriamoci chi ne ha diritto. La svolta è stata introdotta dal decreto ministeriale del 12 gennaio 2017 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2017) che aggiorna le prestazioni sanitarie da garantire ai pazienti in modo gratuito con il servizio sanitario nazionale. Tecnicamente si chiamano Livelli essenziali di assistenza (Lea). Bene, nell’elenco dei Lea al punto G (allegato 1), che si riferisce alle attività medico legali per finalità pubbliche, si legge: «Accertamenti e attività certificativa medico legale nell’ambito della disabilità: accertamenti medico legali per il riconoscimento della invalidità, cecità e sordità civili; accertamenti medico legali ai fini del riconoscimento della condizione di handicap (legge n. 104/1992); accertamenti medico legali ai fini del collocamento mirato al lavoro delle persone con disabilità (ex legge n. 68/1999)».

Leggi: Corriere della Sera, 01/04/2019


venerdì 29 marzo 2019
Centro sollievo per anziani festeggiata l’inaugurazione

Dopo sei mesi di attività e con una sospensione forzata nei mesi di novembre e dicembre si è inaugurato martedì il centro sollievo di Rocca Pietore, che utilizza i locali della sede dei Volontari ambulanza e Protezione civile, messi a disposizione dal Comune.
Alla festa erano presenti il sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin, il parroco don Franco Decima, i volontari di Rocca Pietore che, condotti dalla psicologa Stefania Troian, gestiscono il servizio, e quelli del Circolo Auser El Broi di Agordo che organizzano i trasporti.
Sia il sindaco De Bernardin che l’amministratore unico di Asca-Azienda speciale consortile agordina, Mariachiara Santin, hanno espresso la loro grande soddisfazione per l’attività in corso. De Bernardin ha sottolineato il grande riscontro del servizio in un territorio che non aveva mai potuto contare su simili risposte e Santin ha marcato il valore del volontariato e la tenacia con la quale si è raggiunto un così importante traguardo, grazie all’impegno dei servizi sociali di Asca, in particolare dell’assistente sociale Elena Pallua che opera nell’Alto Agordino.

Leggi: Corriere delle Alpi


giovedì 28 marzo 2019
Casa della salute a Rivalta Bormida: “Un polo per assistere più anziani con patologie croniche” Sarà attivata fra un anno

Un’assistenza sempre più proiettata sul territorio. Per venire incontro alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e con patologie croniche. È la linea d’azione sulla quale, dopo la «razionalizzazione» della rete ospedaliera, si sta muovendo la sanità pubblica. In prima linea ci sono l’Asl e i Comuni. «Sì, perché riteniamo che ogni decisione vada discussa e condivisa con le amministrazioni locali – commenta il direttore generale dell’Asl, Antonio Brambilla -, come sta avvenendo con Rivalta Bormida».
Nel paese dell’Acquese, in particolare, su richiesta del Comune verrà attivata una Casa della salute. Un punto di riferimento per l’assistenza di base sia dal punto di vista sanitario sia per l’accesso ai servizi dell’Asl. Il protocollo per la creazione della nuova struttura è stato siglato ieri da Brambilla e dal sindaco Claudio Pronzato.

Leggi: La Stampa, 28/03/2019


giovedì 28 marzo 2019
Case sfitte per chi è in difficoltà

Entra nel vivo il progetto “Una casa per tutti” messo a punto dai Centri di ascolto delle parrocchie dell’Unità pastorale 1 di Novara con l’obiettivo di portare aiuto a famiglie che vivono il problema dell’abitazione”
Casa sfitta cercasi per affittarla a chi è in difficoltà. Entra nel vivo il progetto “Una casa per tutti” messo a punto dai Centri di ascolto delle parrocchie dell’Unità pastorale 1 di Novara (Santa Rita, San Martino, Madonna Pellegrina) con l’obiettivo di portare aiuto a famiglie che vivono il problema dell’abitazione trovando case da concedere a canone concordato e, contemporaneamente, offrire garanzie ai proprietari che si renderanno disponibili. Il tutto d’intesa con il Comune di Novara per attivare le agevolazioni fiscali e i contributi previsti dalla Regione Piemonte e con associazioni di inquilini e proprietari per la gestione dei relativi contratti.

Leggi: La Voce di Novara, 28/03/2019


giovedì 28 marzo 2019
Piano casa, il Veneto ha nuova legge per la riqualificazione urbana
Premialità per chi mette in sicurezza gli edifici dal punto di vista sismico e anche per chi delocalizza edifici attualmente siti in aree ad elevato rischio idraulico o geologico
Una legge molto positiva che tiene in considerazione gli aspetti della previsione e della prevenzione dei rischi”. Così l’assessore all’ambiente e alla Protezione Civile della Regione Veneto commenta l’approvazione della nuova legge per la riqualificazione urbana avvenuta ieri in Consiglio regionale.
“Tra le novità spiccano sicuramente l’aver conferito assoluta importanza a prevenzione e previsione del rischio – dettaglia l’assessore – elementi che, in altro contesto, ci hanno consentito di affrontare in maniera efficace l’eccezionale emergenza di fine ottobre. Previsione tramite i modelli meteo e idraulici. Prevenzione attraverso le centinaia di cantieri attivati negli ultimi anni per un importo di quasi un miliardo di euro finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico”.
“Ma prevenzione è anche e prima di tutto ridurre la popolazione esposta al rischio – prosegue l’assessore alla Protezione Civile – in tal modo, come da sempre sostengo, si può limitare anche l’indice di rischio. In tal senso questa nuova legge si muove positivamente, prevedendo premialità per chi mette in sicurezza gli edifici dal punto di vista sismico e anche per chi delocalizza edifici attualmente siti in aree ad elevato rischio idraulico o geologico”.

Leggi: Casa e Clima, 28/03/2019


IN AGENDA:

Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

Leggi: Auser


12 aprile – Prime riflessioni nell’ambito del joint project

Venerdi 12 Aprile 2019 si terrà un Workshop: Prime riflessioni nell’ambito del joint project “Nuove sinergie per il social housing” presso l’aula B del Polo Santa Marta Silos di Ponente – via Cantarane, 24 a Verona.
Di seguito la locandina e il programma nel dettaglio.

Leggi: Sunia


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

 Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

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Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

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Reddito e Pensione di Cittadinanza – Inps, online i modelli per le domande

Tutto è pronto per l’avvio delle domande di Reddito e Pensione di Cittadinanza, che potranno essere presentate a partire dal 6 marzo prossimo. L’Inps ha comunicato, infatti, di aver reso disponbile il modello per le richieste del beneficio economico introdotto dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
Nella nota pubblicata sul sito istituzionale oggi, l’Inps ricorda che il Reddito di Cittadinanza è un sostegno per famiglie in difficoltà, finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.
Il sussidio può essere richiesto, dopo il quinto giorno di ciascun mese:
•    presso Poste Italiane;
•    in modalità telematica, con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di Livello 2, accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it;
•    presso i Centri autorizzati di Assistenza Fiscale (CAF).
L’Inps avverte anche che è stato pubblicato anche il modello RdC/PdC Ridotto, per comunicare i redditi di attività lavorative in corso al momento della presentazione della domanda e non interamente valorizzati su ISEE, e il modello RdC/PdC Esteso, con il quale i beneficiari dovranno comunicare tutte le variazioni intervenute nel corso della percezione della misura.

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ISEE: modifica periodo validità delle DSU – Validità fino al 31 dicembre 2019

Il periodo di validità delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 è prorogato al 31 dicembre 2019, per effetto del decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, in corso di conversione, che ha modificato l’articolo 10 del Decreto legislativo 147 del 2017, laddove prevede che la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile ai fini dell’ISEE, è valida dal momento della presentazione fino al successivo 31 agosto.
In una comunicazione pubblicata sul sito istituzionale il 12 febbraio scorso, l’Inps avverte che alle DSU presentate quest’anno, a legislazione vigente, si applicano le seguenti regole: le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 sono valide dal momento della presentazione sino al 31 dicembre 2019 (ad es., una DSU presentata il 10 febbraio 2019 è valida dal 10 febbraio 2019 al 31 dicembre 2019). Inoltre, l’Inps precisa che le DSU già attestate, che recavano data scadenza 31 agosto 2019, sono state aggiornate sul portale con la nuova data di scadenza. Pertanto, le attestazioni ISEE, già rilasciate, con data scadenza del 31 agosto 2019 devono essere considerate valide e con scadenza 31 dicembre 2019.
Le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° settembre 2019 sono soggette alla disciplina generale, per cui sono valide dal momento della presentazione al successivo 31 agosto (ad esempio, una DSU presentata il 1° ottobre 2019 è valida dal 1° ottobre 2019 sino al 31 agosto 2020).

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Previdenza: proroga APE Sociale – Le indicazioni di Inps

Con la circolare INPS 1febbraio 2019, n. 15, l’Istituto fornisce istruzioni per l’applicazione della proroga dell’APE Sociale prevista dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. La circolare fornisce, inoltre, chiarimenti riguardanti la decorrenza delle indennità per i soggetti che, essendo in possesso della relativa certificazione, non hanno presentato domanda del beneficio entro il 31 dicembre 2018.
‘Inps precisa che il modello di domanda per la verifica delle condizioni e per l’accesso al beneficio sono gli stessi già in uso nel 2018 e sono reperibili sul sito istituzionale. Le richieste di verifica delle condizioni andranno presentate entro il 31 marzo 2019 e, successivamente, entro il 15 luglio 2019 e il 30 novembre 2019. L’esito delle stesse sarà fornito rispettivamente entro il 30 giugno 2019, il 15 ottobre 2019 e il 31 dicembre 2019.
Tra i diversi scaglioni di richiesta l’Istituto effettuerà il monitoraggio della disponibilità delle risorse finanziarie. L’Istituto precisa inoltre che l’APE Sociale, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.

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Pensioni con Quota 100 e opzione donna. Prime indicazioni operative di Inps

Dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto legge n. 4 del 28 gennaio, l’Inps rende note le modalità operative per presentare domanda di pensione con Quota cento, pensione anticipata, ordinaria e cosiddetta Opzione donna, tramite l’accesso ai servizi online. Il messaggio n. 395, pubblicato sul sito istituzionale nella giornata di oggi, precisa che seguirà la pubblicazione della circolare illustrativa delle nuove disposizioni di legge.
Le domande di pensione che rientrano in queste fattispecie possono essere presentate con le seguenti modalità:
Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (PIN rilasciato dall’Istituto, SPID o Carta nazionale dei servizi) può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.
Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza:
per la pensione cosiddetta quota 100: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Requisito quota 100”;
per la pensione anticipata: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Ordinaria”;
per la pensione anticipata cosiddetta opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.

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Infortuni domestici: estesa tutela Inail – Scade il 31/01 pagamento premio assicurativo

Estesa la tutela Inail per chi si prende cura in modo abituale ed esclusivo della casa e dei familiari. Il versamento del premio annuale deve essere effettuato entro il 31 gennaio. Tra le novità in vigore dal primo gennaio, l’abbassamento dal 27% al 16% del grado minimo di invalidità per la costituzione della rendita e l’introduzione di una prestazione una tantum per le menomazioni comprese tra il 6% e il 15%. In attesa del decreto di attuazione delle misure contenute nella legge di bilancio 2019, il premio da versare entro il 31 gennaio resta pari a 12,91 euro
Ricordiamo che l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico è obbligatoria per tutte le persone che svolgono un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione. Con la legge di Bilancio 2019, la copertura si applica fino ai 67 anni di età. In particolare, le novità, in vigore dallo scorso primo gennaio, riguardano l’abbassamento del grado di invalidità che è necessario per la costituzione della rendita, passato dal 27% al 16%, l’introduzione di una prestazione una tantum pari a 300 euro, quando l’inabilità permanente accertata è compresa tra il 6% e il 15%, e il riconoscimento dell’assegno per assistenza personale continuativa ai titolari di rendita per determinate menomazioni. La nuova normativa, inoltre, ha esteso di due anni l’età dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni.

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SEGNALAZIONI:

 Una casa per i diritti. Ecco il nuovo numero di LiberEtà
Il numero di LiberEtà di aprile è dedicato a come sta cambiando il modo di fare sindacato. Nascono gli sportelli sociali dello Spi Cgil da una parte. Dall’altra le Camere del lavoro della Cgil si aprono a tutti e nascono in luoghi di passaggio, di transito, per incrociare sempre di più i bisogni di tutti.
In particolare, vi raccontiamo la storia dello Spi Lombardia che ha aperto ottanta sportelli sociali in cui duecento volontari prestano il loro aiuto a chi è in difficoltà. Ma l’esperienza degli sportelli sociali sta superando i confini della Lombardia e si sta diffondendo anche in altre regioni. Si tratta di un nuovo modo di fare sindacato, in grado di adeguarsi ai cambiamenti in corso. E poi c’è il sindacato di quartiere, come quello che a Roma si apre a tutti, cittadini italiani e stranieri. Accade nello storico mercato dell’Esquilino dove lo Spi Cgil, insieme ad altri soggetti, ha inaugurato il banco dei diritti, accanto a frutta e verdura da tutto il mondo.
A seguire uno speciale dedicato all’emergenza razzismo e xenofobia che sta attraversando il nostro paese. In tutta Italia è in atto un’escalation di violenze e discriminazioni verso immigrati e stranieri che ricorda gli anni più bui della nostra storia. Ma ci sono anche le buone pratiche, come quella della camera del lavoro di Catania che ha aperto alle comunità degli immigrati.

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Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

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Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

1989 – 2019 Trentennale Auser: diamo valore all’invecchiamento attivo

Care socie e cari soci, care volontarie e cari volontari,
Nel 2019 Auser festeggia i trent’anni di fondazione. Era infatti il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin insieme allo Spi Cgil promuovevano la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.
In tutti questi anni migliaia di cittadini di tutte le età hanno trovato nella nostra bella associazione tante opportunità per esprimersi e vivere in modo pieno la propria esistenza.
Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone.
Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo proponendovi di partecipare, a vostra scelta, e due iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.
Grazie a tutte e tutti e Buon Compleanno Auser!
Enzo Costa: Presidente Nazionale

1) “Un regalo per Auser”
Che regalo fareste per i 30 anni di Auser? Un quadro, un disegno, una poesia, una canzone, un brano musicale, una ricetta o cos’altro?  Creatività e inventiva non mancano nella nostra associazione, in occasione del Trentennale chi lo desidera, può fare un dono all’Auser con tanto di dedica, per rendere questo compleanno davvero indimenticabile.
Scattate una foto del regalo e speditela con il testo della dedica a:
Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Tutti i doni ricevuti dall’Auser verranno pubblicati sui social e sul sito in una apposita Galleria. Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.

2)“Uno scatto d’orgoglio”
Scatta un Selfie e scrivi in 260 caratteri qual è il Valore che tu attribuisci ad Auser e all’invecchiamento Attivo.  La tua foto deve esprimere uno “scatto d’orgoglio”, la voglia di partecipazione, di esserci, di dire che “Auser sono anch’io”.
Il tuo volto entrerà a far parte della grande Galleria de “I volti dell’Auser”.
Tutte le foto saranno protagoniste di un video.
Il materiale va inviato a:

Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.


NEWS:

martedì 26 marzo 2019
La valutazione della performance delle Residenze Sanitarie Assistenziali: il caso della Regione Toscana

Considerando le tendenze demografiche nazionali con riferimento all’invecchiamento e alla prevalenza di condizioni croniche e relative alla non autosufficienza, i servizi sociosanitari e sanitari rivolti agli anziani sono chiamati a utilizzare tutte le leve possibili, gestionali, programmatorie e di innovazione, per rispondere a tali nuovi bisogni. Il presente articolo descrive l’esperienza della Regione Toscana, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, relativa al sistema di valutazione della qualità delle Residenze Sanitarie Assistenziali con riferimento al target degli anziani non autosufficienti.
Secondo alcune recenti stime 1 nel 2028 in Italia la popolazione anziana non autosufficiente sarà pari a circa 6,3 milioni di persone, tra questi gli over-65 le persone non in grado di svolgere le attività quotidiane per la cura di se stessi (dal lavarsi al mangiare) saranno circa 1,6 mln (100 mila in più rispetto a oggi), mentre quelle con problemi di autonomia (preparare i pasti, gestire le medicine e le attività domestiche) arriveranno a 4,7 mln (+700 mila). La non autosufficienza non rappresenta quindi più un fenomeno circoscritto al quale la maggior parte delle persone può non voler pensare, bensì una realtà che occupa una posizione centrale nella società. Le politiche per gli anziani non autosufficienti in Italia vivono una fase inedita, segnata da una profonda incertezza circa le loro prospettive future [Gori, 2017].

Leggi: I Luoghi della Cura, 26/03/2019


martedì 26 marzo 2019
Bonus mobili, per ottenerlo è sempre necessaria la classe energetica dell’elettrodomestico?

Enea specifica in quali casi è obbligatorio indicarla. È sempre facoltativa la compilazione della potenza elettrica assorbita
È sempre obbligatorio indicare la classe energetica dell’elettrodomestico all’Enea per usufruire del bonus mobili?
L’Enea risponde alla domanda nelle Faq relative al bonus casa.
Bonus mobili: i dati per gli elettrodomestici
L’Enea specifica che la classe energetica dell’elettrodomestico è obbligatoria per frigoriferi, congelatori, lavasciuga, asciugatrici e lavatrici; è, invece, facoltativa per forni e piani cottura.
Il valore della potenza elettrica assorbita dall’elettrodomestico, invece, non lo è mail: tale dato è riportato, in genere, nella scheda tecnica dello specifico prodotto o nel libretto di istruzioni o sulla targhetta attaccata all’apparecchio ma la compilazione del campo nella scheda Enea è facoltativa.
Bonus elettrodomestici, bisogna sempre inviare la pratica Enea?
L’Enea ha chiarito che anche nel caso di acquisto di elettrodomestici a seguito di un intervento di ristrutturazione che non comporta risparmio energetico (ad esempio il rifacimento del bagno), la comunicazione ad ENEA è comunque obbligatoria.

Leggi: Edilportale, 26/03/2019


lunedì 25 marzo 2019
Bonus Casa, i requisiti da rispettare quando si sostituiscono le finestre

Enea: le prestazioni da rispettare per il bonus ristrutturazione sono differenti rispetto a quelle previste per l’ecobonus
Se si sostituiscono gli infissi bisogna rispettare requisiti tecnici differenti a seconda della detrazione fiscale che si vuole utilizzare tra bonus ristrutturazione ed ecobonus.
A specificarlo l’Enea nelle Faq relative al bonus casa.
Sostituzione finestre: i requisiti per il bonus ristrutturazione
Se si sostituiscono gli infissi, o un qualsiasi intervento di efficienza energetica, l’Enea ricorda che per accedere alle detrazioni fiscali, anche quelle previste per le ristrutturazioni edilizie (50%,) è necessario rispettare dei requisiti tecnici, anche se differenti rispetto a quelli previsti per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica.
Per il bonus ristrutturazione i requisiti tecnici da rispettare sono quelli previsti dal DM 26 giugno 2015 “Requisiti Minimi” o dalla legge regionale sostitutiva e riguardano sia l’involucro che gli impianti.

Leggi: Edilportale, 25/03/2019


domenica 24 marzo 2019
“Lo Specchio” il primo centro socio-sanitario sardo dedicato ai disturbi alimentari

È la prima struttura socio-sanitaria in Sardegna specializzata per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, anoressia, bulimia e disturbo dell’alimentazione incontrollata. Aperta ad Iglesias da Casa Emmaus, il Centro Dca avrà un approccio multidisciplinare centrato sulla persona e non solo sul sintomo
L’Associazione Casa Emmaus di Iglesias, realtà legata alla Comunità di Capodarco, amplia il suo ventaglio di attività, aprendo, nella cornice di Cuccuru Tiria il Centro Dca “Lo Specchio”, pensato secondo le normative della Sardegna e le Linee Guida nazionali ed internazionali. La prima struttura socio-sanitaria regionale specializzata per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare – anoressia, bulimia e disturbo dell’alimentazione incontrollata – per pazienti maggiorenni.
Il percorso riabilitativo completamente a carico del Ssn, viene a inserirsi nella rete regionale dei Servizi pubblici territoriali, integrandosi con gli stessi e con le associazioni delle famiglie dei pazienti con Dca. L’équipe multidisciplinare sarà composta da un direttore sanitario, un coordinatore, psichiatri, psicologi psicoterapeuti, medici nutrizionisti, biologi nutrizionisti, educatori, infermieri e operatori socio sanitari. A coordinare la struttura la dott.ssa Sara Mura (psicologa del lavoro, psicoterapeuta). Il personale della struttura ha seguito una formazione specifica presso i Centri per i disturbi alimentari della Usl1 dell’Umbria, sotto la supervisione della dr.ssa Laura Dalla Regione.

Leggi: Redattore Sociale, 24/03/2019


domenica 24 marzo 2019
I Flussi Informativi relativi ai servizi territoriali per anziani: prime analisi a dieci anni dalla loro introduzione

Per superare le criticità legate alla carenza e disomogeneità dei dati riguardanti i servizi sanitari e sociosanitari rivolti agli anziani, negli scorsi anni sono stati avviati diversi interventi a livello nazionale e non solo. L’articolo delinea il percorso compiuto nell’ultimo decennio dalle Aziende Sanitarie in Toscana per adeguare la rilevazione dei dati al Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS).
Fino a pochi anni fa i dati a livello nazionale relativi ad interventi e prestazioni in ambito sanitario e sociale (in particolare per i servizi territoriali destinati ad anziani) si presentavano frammentari e disomogenei, come conseguenza dei diversi sistemi di classificazione e registrazione in uso presso i vari Enti gestori/erogatori: USL, Comuni, Unioni dei Comuni, Comunità Montane, Comunità Isolane, Società della Salute ecc. Questa situazione ha sempre presentato diverse criticità, a partire dalla difficoltà di controllare il corretto ed efficace utilizzo delle risorse pubbliche spese per i servizi ai cittadini attraverso metodologie di analisi comparativa.
Nel 2003 è iniziato un processo a livello nazionale teso alla creazione di un database centralizzato di tutto il Sistema Sanitario (NSIS), dove le informazioni raccolte (i Flussi Informativi Sanitari), a partire da chi eroga i servizi ai cittadini, devono seguire uno stesso criterio di classificazione. Questo processo per quanto riguarda i Servizi territoriali per anziani ha portato all’avvio nel 2009 di una nuova rilevazione dati da parte del Ministero della Salute.

Leggi: I Luoghi della Cura, 24/03/2019


venerdì 22 marzo 2019
Mediazione in condominio: per quali controversie è obbligatoria

Il decreto legislativo 28/2010, che ha introdotto nel nostro ordinamento l’istituto della mediazione provvedendo a disporre l’obbligatorietà del medesimo procedimento per alcune tipologie di controversie, ha inserito tra queste materie anche quella condominiale. Va chiarito, però, quali siano le controversie in ambito condominiale soggette a mediazione: in tal senso viene in soccorso l’art. 71 quater delle disposizioni attuative del codice civile, il quale recita “Per controversie in materia di condominio, ai sensi dell’art. 5 comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, si intendono quelle derivanti dalla violazione o dall’errata applicazione delle disposizioni del libro III, titolo VII, capo II del codice e degli articoli da 61 a 72 delle presenti disposizioni per l’ attuazione del codice”.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 22/03/2019


venerdì 22 marzo 2019
Pensioni: Cgil, Cisl e Uil a Inps, liquidare tutti, non solo Quota 100

Cgil, Cisl e Uil sono consapevoli che l’introduzione della pensione con “quota 100” e del reddito di cittadinanza hanno generato un aumento significativo del lavoro in carico all’Inps. Ma “l’esigenza di rispondere ai cittadini che stanno richiedendo queste prestazioni dovrà essere gestita senza penalizzare gli altri lavoratori e pensionati”. Lo affermano in una nota i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Roberto Ghiselli, Ignazio Ganga e Domenico Proietti.
“Cgil, Cisl e Uil – si legge – sottolineano la necessità che l’Istituto di previdenza garantisca in ogni caso la tempestiva liquidazione di tutte le prestazioni con particolare attenzione a quelle di notevole rilevanza sociale, come l’ape sociale o la pensione anticipata per i precoci, che assicurano una pensione a lavoratori ritenuti meritevoli di tutela, come i disoccupati o chi ha gravi disabilità e gli ammortizzatori sociali”.
I sindacati chiedono anche “che siano sbloccate al più presto, come più volte richiesto, le assunzioni di nuovo personale”.

Leggi: Cgil, 22/03/2019


venerdì 22 marzo 2019
Pensionati il 1° giugno in piazza: il governo non c’è

Assemblee il 9 maggio a Padova, Napoli e Roma, poi la manifestazione a piazza del Popolo. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil: “Totale mancanza di attenzione dell’esecutivo, che anzi taglia la rivalutazione dal 1° aprile. Niente su tasse, sanità e assistenza”
re grandi assemblee per il prossimo 9 maggio a Padova, Roma e Napoli e una manifestazione nazionale sabato 1° giugno in piazza del Popolo a Roma. I sindacati di categoria Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil annunciano l’avvio della mobilitazione dei pensionati per protestare contro la totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo.
L’unica misura messa in campo, spiegano i sindacati, è stata quella del taglio della rivalutazione, che partirà dal 1° aprile e a cui si aggiungerà un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi. “La tanto sbandierata pensione di cittadinanza invece finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà”.
“Nulla – inoltre – è stato previsto inoltre sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti, e tanto meno sulla sanità, sull’assistenza e sulla non autosufficienza, che sono temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie e che necessiterebbero quindi di interventi e di risorse”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 22/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Pensione di cittadinanza: ecco perché la riceveranno in pochi

L’Inps aveva ipotizzato che ad accedere alla pensione di cittadinanza sarebbero state 250 mila famiglie, il Ministro del lavoro Luigi Di Maio ne aveva annunciate 500 mila: non sarà così, saranno molte meno.
I paletti per accedere all’integrazione sono molto più rigidi di quelli propagandati e sostanzialmente la platea sarà la stessa che attualmente richiede l’assegno sociale, ovvero non più di 120 mila nuclei familiari.
“Siamo di fronte a una promessa elettorale – ha detto il Segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti – e dopo le elezioni europee arriverà la disillusione. All’inizio del 2018 le persone che avevano un assegno sociale (fino a 458 euro al mese per 13 mensilità) erano 861.000 con un importo medio di 433 euro al mese. In sostanza la pensione di cittadinanza risulterà nella maggior parte dei casi un’integrazione dell’assegno o della pensione sociale”.
Attualmente si può richiedere l’assegno sociale se si è in una condizione economica disagiata (un reddito annuo inferiore a 5.954 euro se si è soli e 11.908 euro annui se si è coniugati) e se si superano i 67 anni di età.

Leggi: Spi-Cgil, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Umbria, sportelli sociali per le famiglie fragili e spazi educativi per i bambini fino s 6 anni. Presentazione a Perugia del progetto dei nonni di comunità

Entra nel vivo in Umbria nei comuni di Città della Pieve, Castiglione del Lago, Norcia, e Cascia il progetto Auser “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto, della durata di tre anni, vede come capofila Auser Lombardia e può contare su una vasta rete di partner tra cui Comuni, cooperative sociali, l’Università Bicocca di Milano, l’Istituto degli innocenti di Firenze. Oltre all’Umbria sono coinvolte la Lombardia, la Toscana e la Basilicata.
In Umbria il sisma del 2016 ha lasciato ferite profonde nelle comunità, un forte senso di sfiducia ed aumentato i rischi di spopolamento proprio da parte delle famiglie più giovani.  Questi territori sono spesso in condizione di povertà economica, con una grande presenza di anziani e pochi bambini.  Tuttavia proprio queste ragioni hanno indotto a sperimentare in quelle zone attività educative rivolti ai più piccoli che integrano ed ampliano i servizi esistenti.

Leggi: Auser, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Badante ma con l’attestato ora c’è il corso all’università

Quaranta posti disponibili a Tor Vergata. Anatomia e manovre salvavita tra le discipline Cinquecento ore di formazione tra pratica e teoria “L’assistenza familiare richiede preparazione”
Quaranta posti disponibili per il primo corso di formazione per badanti indetto da Scienze infermieristiche a Tor Vergata: 250 ore di didattica e altrettanti di pratica in ambito universitario per un percorso di formazione aperto a maggiorenni con cittadinanza italiana, a comunitari ed extracomunitari naturalmente in regola con i permessi.
Dei 900 mila assistenti familiari censiti dall’Istat, sette su dieci sono stranieri non specializzati e alla prima esperienza lavorativa. Il mercato, di contro, chiede invece figure con un più alto livello di competenze. La formazione proposta dall’Università consente di essere inquadrati al livello D super del contratto del lavoro domestico sottoscritto Cgil, Cisl e Uil.
«I cosiddetti badanti – spiega Rosaria Alvaro, ordinario di scienze infermieristiche e responsabile del corso – sono una categoria di lavoratori in crescita. Gli anziani con disabilità cognitiva e fisica fanno sempre più spesso affidamento su assistenti familiari che svolgono numerose attività: dalla cura dell’igiene della persona al supporto cognitivo-comportamentale, dalle pulizie domestiche alla preparazione dei pasti, fino all’assistenza per l’assunzione dei farmaci».

Leggi: La Repubblica, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Efficienza energetica/1. Boom delle Esco, ma ora sblocchiamo il Fondo da 310 milioni

Ci sono 347 società per 10mila addetti, ma le piccole non riescono ad avere finanziamenti. Il Fondo 2017 attende l’ultimo ok
Il settore dell’efficienza energetica sta attraversando anche in Italia un periodo di grande fermento e crescita. Come evidenziato da un recente studio del Politecnico di Milano (1), gli investimenti realizzati solo nel 2017 nel nostro Paese sono stati pari a 6,7 miliardi di euro, segnando un aumento del 10% rispetto all’anno precedente e confermando il trend positivo degli ultimi cinque anni. Questi dati positivi sono stati confermati anche da un recente dossier del Servizio Studi della Camera dei deputati in collaborazione con il CRESME (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio) “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione” (2)
. Dalle stime elaborate dal CRESME rappresentate nel documento emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2018, 17,8 milioni di interventi, ossia – considerando che le abitazioni sono il principale oggetto degli interventi di rinnovo – oltre il 57% delle abitazioni italiane stimate dall’ISTAT (31,2 milioni). In venti anni le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 292,7 miliardi di euro.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Riqualificazione edilizia ed energetica e sismabonus, novità nel DL crescita

Nel testo anche misure per snellire la progettazione dei lavori pubblici e gli appalti sotto soglia
In arrivo nuove misure per la riqualificazione edilizia, energetica ed antisismica degli edifici. Le novità, che inizialmente avrebbero dovuto far parte del decreto “Sblocca Cantieri”, sono state invece inserite in un altro decreto, contenente le misure urgenti per la crescita economica, messo a punto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Sismabonus
La bozza propone “l’estensione alle zone 2 e 3 del bonus previsto solo per gli edifici in zona 1”.
Anche se il testo non lo specifica, dovrebbe trattarsi dell’agevolazione per l’acquisto di case antisismiche, non di quello per la realizzazione dei lavori di adeguamento o miglioramento antisismico. Quest’ultimo, infatti, è già attivo per le zone classificate a rischio 1, 2 e 3.
Se la proposta contenuta nel decreto per la crescita economica dovesse passare, chi comprerà un immobile in un edificio demolito e ricostruito, situato in una zona a rischio 1, 2 o 3, potrà ottenere una detrazione pari al 75% del prezzo se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, o dell’85% se si ottiene invece il passaggio a due classi di rischio inferiore.

Leggi: Edilportale, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
1.500.000 gli italiani a rischio casa

Sono quasi 250 mila gli immobili finiti all’asta lo scorso anno. Un numero in continua ascesa. Che mette a rischio tante famiglie, «colpevoli» di non riuscire a onorare le rate del mutuo. Mentre chi specula sulle loro difficoltà, si riempie le tasche di soldi facili.
Altro che «Fascisti su Marte». Più che altro, «Locuste su Roma». La scorsa settimana, al processo per una truffa da almeno 400 mila euro subita dal proprio agente, Corrado Guzzanti ha raccontato il calvario di un debitore qualunque. Un debitore a sua insaputa. Uno che sei anni fa scopre dall’ufficiale giudiziario che il manager gli aveva soffiato i risparmi, non gli aveva versato le tasse e aveva lasciato anche un bel buco in banca. L’istituto gli ha naturalmente pignorato la casa. «Per un lungo periodo sono andato avanti a scatolette di tonno; ho avuto difficoltà a dormire per gli incubi e gli scoppi dì pianto nel sonno», ha detto l’attore al giudice. Per poi aggiungere un particolare non banale: «Questa cosa mi imbarazza molto a raccontarla, ma per fortuna, grazie alla mia compagna che mi è rimasta sempre vicina a farmi coraggio, con molta lentezza ho ripreso a vivere». Guzzanti aveva difficoltà perfino a fare la spesa, poi, nel 2014, gli sono arrivati due lavori con i quali si è «ricomprato» la casa dalla banca. Ma per quanti italiani non finisce così? Quanti, anche senza colpa, si vedono sfilare l’appartamento in cui vivono, a prezzi di saldo e con la beffa di rimanere ancora con gran parte del proprio debito sul groppone e di essere «impacchettati» e scagliati nel girone ancora più infernale del recupero crediti?

Leggi: Panorama, 20/03/2019


DALLE REGIONI:

martedì 26 marzo 2019
Più sani in città Udine nella rete Oms “Così proteggiamo bambini e anziani”

I nuovi scenari al festival della salute globale.
l «Pedibus» per andare a scuola accompagnati dai nonni del quartiere; «CamminaMente» per svolgere attività di contrasto al decadimento cognitivo con i coetanei un po’ in là con gli anni. Poi c’è «No alla Solit’Udine» per favorire l’aggregazione sociale e il «Contratto della merenda» per promuovere l’alimentazione sana a scuola. Sono molte le iniziative che Udine mette in campo per i suoi cittadini. Da metà Anni 90 è una «città sana», inserita nella rete delle «healthy city» (oltre che in quella delle «age friendly city») dell’Oms. E si è guadagnata una reputazione internazionale: il «caso Udine» viene illustrato ai congressi e, nella pubblicazione «Health diplomacy: European perspectives», l’Oms le ha dedicato un capitolo in cui il matematico Furio Honsell, docente dell’Università di Udine e per 10 anni sindaco della città, espone il concetto di «diplomazia municipale della salute». Spiega: «Per affrontare le sfide attuali, urbanizzazione, invecchiamento della popolazione e cambiamento climatico, la salute dev’essere la “stella polare” delle decisioni, in tutti i settori, dall’educazione ai trasporti, dal lavoro agli affari sociali e all’economia». Prospettiva globale L’idea è di andare oltre i confini delle tematiche medicosanitarie e adottare una prospettiva globale per affrontare i problemi al centro delle politiche urbane: aria pulita e smog, mobilità, sedentarietà e solitudine.

Leggi: La Stampa, 26/03/2019


sabato 23 marzo 2019
Volontari Gav insostituibili nella Rsa e nei centri sollievo

«Quella dei volontari è una presenza fondamentale all’interno della Rsa (struttura residenziale anziani) come pure nei centri di sollievo ed è spesso sostitutiva dell’ente pubblico che non riesce a far fronte a tutte le esigenze del settore, sempre più crescenti». Lo ha affermato l’amministratore unico di Asca, Mariachiara Santin, intervenendo all’assemblea del Gav (Gruppo assistenza volontaria agordina) anche in rappresentanza del Comitato d’intesa e del Csv Belluno.
Dopo la partecipazione alla messa, l’incontro all’auditorium del centro parrocchiale è iniziato all’insegna del ricordo grato e affettuoso di Loretta Ben, la presidente del sodalizio morta prematuramente lo scorso 17 dicembre, accomunata in quello per i soci recentemente scomparsi: Giovanna Tomè, Flora Pallua, Ida De Vido, Marcello Cappelletti, Enrico Conedera e Lina Porta.
Il vicepresidente Marino De Dea ha quindi manifestato la riconoscenza del gruppo con un omaggio floreale alle socie Vanna Centeleghe e Valeria Masarei, che hanno lasciato per motivi di età il prezioso servizio svolto per lunghi anni.
Nel riepilogo dell’attività 2018, il presidente emerito Aldo Da Ronch ha sottolineato il continuo buon andamento di tutti i servizi in cui sono impegnati i volontari del Gav, e in particolare i positivi risultati dei centri sollievo di Agordo e Cencenighe, come pure dei rapporti con Asca.

Leggi: Corriere delle Alpi, 23/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Anziani nel centro storico di Perugia: solo il 13% è soddisfatto

Presentata la ricerca realizzata dallo Spi Cgil, in collaborazione con l’università degli studi locale, sulla qualità della vita degli over 65 nell’acropoli
“Conoscere le componenti principali della vita delle persone anziane significa conoscere il territorio e una parte importante delle sue complessità. Conoscere i loro bisogni significa dar voce a cittadini che hanno contribuito e contribuiscono ancora con il loro lavoro e la loro vita in generale, allo sviluppo del Paese e in particolare del territorio dove vivono”: parte da questa premessa lo studio sugli “Anziani nel centro storico di Perugia”, frutto della collaborazione tra il sindacato dei pensionati, Lega Spi Cgil di Perugia, e l’Università degli Studi di Perugia, che è stato presentato oggi, mercoledì 20 marzo, presso la sala dei Notari di Perugia, con la partecipazione del segretario dello Spi Cgil nazionale, Raffaele Atti.
Lo studio, elaborato dalla professoressa Mariella Ursini, docente di Welfare, valutazione e partecipazione della facoltà di Scienze politiche, ha raccolto le opinioni di 257 residenti, di età compresa fra 65 e 92 anni. Obiettivo della ricerca: evidenziare gli aspetti più significativi della vita nel centro storico degli oltre 2.000 anziani che ci vivono (circa il 20% dei 10.000 residenti)

Leggi: Rassegna Sindacale, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
In Polesine l’invecchiamento attivo parte dall’ABC

Si chiama “Abc – Alimentazione, Benessere, Cultura per l’invecchiamento attivo” il nuovo progetto di   Auser Polesine sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Invecchiamento Attivo”. Sana e corretta alimentazione, attività fisica e promozione di una nuova cultura del corpo, apprendimento permanente, stimolazione culturale e per “restare connessi” e aiutare a ridurre il senso di isolamento che molti anziani, quotidianamente, provano. Queste le linee strategiche su cui punta “Abc – Alimentazione, Benessere, Cultura per l’invecchiamento attivo” che è partito in questi giorni.
“Abc mira a promuovere il rapporto tra la persona e il territorio polesano – spiega Marinella Mantovani, presidente di Auser Polesine –Intendiamo valorizzare le eccellenze agroalimentari locali, le particolarità ambientali e naturalistiche e il patrimonio storico-culturale della terra tra i due fiumi. Tutte le attività fisiche previste dal progetto saranno realizzate all’aperto, lungo il corso dei fiumi, sulle spiagge del Delta del Po, nei parchi pubblici. La stimolazione cognitiva e culturale verrà realizzata all’interno delle principali realtà museali polesane, con visite guidate e laboratori che metteranno in luce l’enorme patrimonio storico-artistico della provincia di Rovigo”.

Leggi: Auser, 20/03/2019


IN AGENDA:

Milano: presentazione del progetto “Tapas in aging”

La Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano insieme ad Auser Lombardia ha vinto il bando per la Ricerca Sociale per l’Invecchiamento, proposto da Fondazione Cariplo, con il progetto “TAPAS in Aging: Time and Places and Space in Aging”. Il progetto intende studiare l’effetto dei fattori ambientali, delle reti sociali e delle variabili relative allo stato di salute sul benessere delle persone con più di 50 anni in Lombardia e nello specifico la  ricerca si rivolgerà a coloro che frequentano le sedi Auser in Lombardia. L’associazione avrà un ruolo attivo nelle diverse fasi del progetto e sarà coinvolta sia nella fase di raccolta dati che di sviluppo delle raccomandazioni e delle indicazioni per il futuro. Il prossimo 28 marzo a Milano, dalle ore 10 alle 13, presso la Biblioteca Centrale della Fondazione Carlo Besta in via Celoria 11, si terrà il meeting di presentazione del progetto.
Per info: Sara Bordoni  sara.bordoni@auser.lombardia.it – Erika Guastafierro erika.guastafierro@istituto-besta.it

Leggi: Auser


Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

Leggi: Auser


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


I centri storici stanno diventando le nostre periferie?

Il tema sarà discusso nel corso della Rassegna Urbanistica Nazionale organizzata dall’Inu dal 3 al 6 aprile
In una fase storica in cui il dibattito pubblico che riguarda più strettamente i temi dell’urbanistica e dell’architettura si è concentrato sulla grande questione della riqualificazione delle periferie, esiste un argomento che nel nostro Paese ha almeno la stessa importanza dal punto di vista del portato culturale, ovvero la condizione e le prospettive della miriade di centri storici di cui è costellata la Penisola.
L’Istituto Nazionale di Urbanistica se ne occupa attraverso la Community “Città storica”, coordinata da Marisa Fantin. L’argomento sarà al centro anche dell’esposizione e degli incontri della settima Rassegna Urbanistica Nazionale “Mosaico Italia: raccontare il futuro”, in programma a Riva del Garda dal 3 al 6 aprile.
Proprio in questi giorni all’attenzione della cronaca c’è la decisione dell’amministrazione comunale veneziana di introdurre gradualmente, fino al 2022, una vera e propria tassa che risponde allo scopo di limitare e controllare le presenze del turismo cosiddetto “mordi e fuggi”. Nel corso del lavoro impostato finora, la Community di Fantin ha operato sulla raccolta di esperienze e la promozione del confronto con associazioni, Ordini professionali, Università.

Leggi: Edilportale


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

Leggi: Inca


Reddito e Pensione di Cittadinanza – Inps, online i modelli per le domande

Tutto è pronto per l’avvio delle domande di Reddito e Pensione di Cittadinanza, che potranno essere presentate a partire dal 6 marzo prossimo. L’Inps ha comunicato, infatti, di aver reso disponbile il modello per le richieste del beneficio economico introdotto dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
Nella nota pubblicata sul sito istituzionale oggi, l’Inps ricorda che il Reddito di Cittadinanza è un sostegno per famiglie in difficoltà, finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.
Il sussidio può essere richiesto, dopo il quinto giorno di ciascun mese:
•    presso Poste Italiane;
•    in modalità telematica, con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di Livello 2, accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it;
•    presso i Centri autorizzati di Assistenza Fiscale (CAF).
L’Inps avverte anche che è stato pubblicato anche il modello RdC/PdC Ridotto, per comunicare i redditi di attività lavorative in corso al momento della presentazione della domanda e non interamente valorizzati su ISEE, e il modello RdC/PdC Esteso, con il quale i beneficiari dovranno comunicare tutte le variazioni intervenute nel corso della percezione della misura.

Leggi: Inca


ISEE: modifica periodo validità delle DSU – Validità fino al 31 dicembre 2019

Il periodo di validità delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 è prorogato al 31 dicembre 2019, per effetto del decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, in corso di conversione, che ha modificato l’articolo 10 del Decreto legislativo 147 del 2017, laddove prevede che la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile ai fini dell’ISEE, è valida dal momento della presentazione fino al successivo 31 agosto.
In una comunicazione pubblicata sul sito istituzionale il 12 febbraio scorso, l’Inps avverte che alle DSU presentate quest’anno, a legislazione vigente, si applicano le seguenti regole: le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 sono valide dal momento della presentazione sino al 31 dicembre 2019 (ad es., una DSU presentata il 10 febbraio 2019 è valida dal 10 febbraio 2019 al 31 dicembre 2019). Inoltre, l’Inps precisa che le DSU già attestate, che recavano data scadenza 31 agosto 2019, sono state aggiornate sul portale con la nuova data di scadenza. Pertanto, le attestazioni ISEE, già rilasciate, con data scadenza del 31 agosto 2019 devono essere considerate valide e con scadenza 31 dicembre 2019.
Le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° settembre 2019 sono soggette alla disciplina generale, per cui sono valide dal momento della presentazione al successivo 31 agosto (ad esempio, una DSU presentata il 1° ottobre 2019 è valida dal 1° ottobre 2019 sino al 31 agosto 2020).

Leggi: Inca


Previdenza: proroga APE Sociale – Le indicazioni di Inps

Con la circolare INPS 1febbraio 2019, n. 15, l’Istituto fornisce istruzioni per l’applicazione della proroga dell’APE Sociale prevista dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. La circolare fornisce, inoltre, chiarimenti riguardanti la decorrenza delle indennità per i soggetti che, essendo in possesso della relativa certificazione, non hanno presentato domanda del beneficio entro il 31 dicembre 2018.
‘Inps precisa che il modello di domanda per la verifica delle condizioni e per l’accesso al beneficio sono gli stessi già in uso nel 2018 e sono reperibili sul sito istituzionale. Le richieste di verifica delle condizioni andranno presentate entro il 31 marzo 2019 e, successivamente, entro il 15 luglio 2019 e il 30 novembre 2019. L’esito delle stesse sarà fornito rispettivamente entro il 30 giugno 2019, il 15 ottobre 2019 e il 31 dicembre 2019.
Tra i diversi scaglioni di richiesta l’Istituto effettuerà il monitoraggio della disponibilità delle risorse finanziarie. L’Istituto precisa inoltre che l’APE Sociale, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.

Leggi: Inca


Pensioni con Quota 100 e opzione donna. Prime indicazioni operative di Inps

Dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto legge n. 4 del 28 gennaio, l’Inps rende note le modalità operative per presentare domanda di pensione con Quota cento, pensione anticipata, ordinaria e cosiddetta Opzione donna, tramite l’accesso ai servizi online. Il messaggio n. 395, pubblicato sul sito istituzionale nella giornata di oggi, precisa che seguirà la pubblicazione della circolare illustrativa delle nuove disposizioni di legge.
Le domande di pensione che rientrano in queste fattispecie possono essere presentate con le seguenti modalità:
Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (PIN rilasciato dall’Istituto, SPID o Carta nazionale dei servizi) può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.
Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza:
per la pensione cosiddetta quota 100: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Requisito quota 100”;
per la pensione anticipata: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Ordinaria”;
per la pensione anticipata cosiddetta opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.

Leggi: Inca


Infortuni domestici: estesa tutela Inail – Scade il 31/01 pagamento premio assicurativo

Estesa la tutela Inail per chi si prende cura in modo abituale ed esclusivo della casa e dei familiari. Il versamento del premio annuale deve essere effettuato entro il 31 gennaio. Tra le novità in vigore dal primo gennaio, l’abbassamento dal 27% al 16% del grado minimo di invalidità per la costituzione della rendita e l’introduzione di una prestazione una tantum per le menomazioni comprese tra il 6% e il 15%. In attesa del decreto di attuazione delle misure contenute nella legge di bilancio 2019, il premio da versare entro il 31 gennaio resta pari a 12,91 euro
Ricordiamo che l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico è obbligatoria per tutte le persone che svolgono un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione. Con la legge di Bilancio 2019, la copertura si applica fino ai 67 anni di età. In particolare, le novità, in vigore dallo scorso primo gennaio, riguardano l’abbassamento del grado di invalidità che è necessario per la costituzione della rendita, passato dal 27% al 16%, l’introduzione di una prestazione una tantum pari a 300 euro, quando l’inabilità permanente accertata è compresa tra il 6% e il 15%, e il riconoscimento dell’assegno per assistenza personale continuativa ai titolari di rendita per determinate menomazioni. La nuova normativa, inoltre, ha esteso di due anni l’età dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

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Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

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Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

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1989 – 2019 Trentennale Auser: diamo valore all’invecchiamento attivo

Care socie e cari soci, care volontarie e cari volontari,
Nel 2019 Auser festeggia i trent’anni di fondazione. Era infatti il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin insieme allo Spi Cgil promuovevano la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.
In tutti questi anni migliaia di cittadini di tutte le età hanno trovato nella nostra bella associazione tante opportunità per esprimersi e vivere in modo pieno la propria esistenza.
Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone.
Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo proponendovi di partecipare, a vostra scelta, e due iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.
Grazie a tutte e tutti e Buon Compleanno Auser!
Enzo Costa: Presidente Nazionale

1) “Un regalo per Auser”
Che regalo fareste per i 30 anni di Auser? Un quadro, un disegno, una poesia, una canzone, un brano musicale, una ricetta o cos’altro?  Creatività e inventiva non mancano nella nostra associazione, in occasione del Trentennale chi lo desidera, può fare un dono all’Auser con tanto di dedica, per rendere questo compleanno davvero indimenticabile.
Scattate una foto del regalo e speditela con il testo della dedica a:
Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Tutti i doni ricevuti dall’Auser verranno pubblicati sui social e sul sito in una apposita Galleria. Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.

2)“Uno scatto d’orgoglio”
Scatta un Selfie e scrivi in 260 caratteri qual è il Valore che tu attribuisci ad Auser e all’invecchiamento Attivo.  La tua foto deve esprimere uno “scatto d’orgoglio”, la voglia di partecipazione, di esserci, di dire che “Auser sono anch’io”.
Il tuo volto entrerà a far parte della grande Galleria de “I volti dell’Auser”.
Tutte le foto saranno protagoniste di un video.
Il materiale va inviato a:

Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.


NEWS:

lunedì 18 marzo 2019
Modelli di welfare: gli anziani di oggi, quelli di domani

L’invecchiamento della popolazione ci interroga sulla sostenibilità dei sistemi di cura e sui rapporti tra generazioni. Il caso dei quaranta-cinquantenni, per i quali si prospetta un futuro con ridotte risorse e accresciute disuguaglianze
l testo che segue è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione “Tema” del n. 3/2018 della Rivista delle Politiche Sociali.
L’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle più importanti trasformazioni sociali del nostro tempo. Esso contribuisce a interrogare i sistemi di welfare nelle loro dimensioni distributive, finanziarie, organizzative e politiche. L’evoluzione demografica, i bisogni e l’offerta di cura per la popolazione anziana e le loro relazioni con altre dimensioni sociali – quali il mutamento delle forme familiari e la crescita dell’occupazione femminile – sono al centro di un dibattito internazionale che ha avuto avvio fin dagli anni novanta del Novecento e che solleva molte domande relative alle relazioni intergenerazionali.
Gli studi che prendono in considerazione il rapporto tra generazioni in un contesto di rapido invecchiamento seguono due approcci distinti. Il primo fa riferimento al bilancio dello scambio tra generazioni (per esempio, gli anziani e i figli adulti) in un dato momento e alle relative diseguaglianze nell’accesso a risorse di cura formali e informali. Il secondo approccio, invece, prende in considerazione le condizioni degli anziani appartenenti a diverse coorti, ossia le generazioni di anziani del passato, del presente e del futuro.

Leggi: Rassegna Sindacale, 18/03/2019


lunedì 18 marzo 2019
La valutazione della non autosufficienza

La valutazione della non autosufficienza all’inizio del percorso di accoglienza nei servizi dovrebbe servire ad assegnare priorità e costruire il progetto assistenziale individualizzato A quali condizioni svolge queste due funzioni? Cosa migliorare degli strumenti valutativi? È indifferibile addivenire ad una condivisione ed unificazione dei diversi modelli regionali, verso un approccio scientifico internazionale? L’articolo offre osservazioni, note critiche, suggerimenti, ipotesi.
di Franco Iurlaro (Direttore Generale del centro servizi IPAB Luigi Mariutto di Mirano, Venezia)
L’attuale scenario italiano della cura della non autosufficienza attraverso, in particolare, gli strumenti della progettualità e dell’integrazione sociosanitaria, vede anche in questo campo una forte eterogeneità e regionalizzazione. L’orientamento comune è quello dell’abbandono della settorialità nelle mono-valutazioni (un solo aspetto o problematicità), formalizzando modelli di valutazione integrata dei bisogni delle persone con fragilità, con un approccio più complessivo di valutazione multidimensionale. Anche nominalmente, si evidenzia il passaggio dalla precedente Unità di Valutazione Geriatrica ad una complessa Unità di Valutazione Multidimensionale, punto di partenza del sistema di presa in carico basato sulla centralità della persona non autosufficiente.

Leggi: I Luoghi della Cura, 18/03/2019


lunedì 18 marzo 2019
Si è tenuta a Milano una tavola rotonda sul “Rilancio dell’Edilizia Pubblica. Richieste per una nuova politica abitativa”.

Tra i relatori il Presidente Luca Talluri che ha presentato il Protocollo Nazionale per la prima volta sottoscritto da Federcasa e le principali OO.SS Utenza. Un importante documento che sottolinea la necessità di un ripristino di un flusso finanziario certo e costante che permetta di riallocare la politica della Casa in una costante e programmabile gestione. Un documento che propone di aumentare l’offerta degli alloggi in locazione a canone sostenibile; una riduzione della fiscalità per gli Enti gestori; un approfondimento giuridico-economico sul tema SIG/SIEG per un corretto inquadramento europeo dell’erp e superare le difficoltà di accesso ai fondi europei; consentire agli Enti le detrazioni fiscali per gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico; rifinanziare il fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche; “queste e molte altre le proposte presenti in questo documento che porteremo in autunno a Roma agli Stati Generali dell’Edilizia Pubblica – dice il Presidente Talluri – per sollecitare il Parlamento sull’emergenza abitativa “
L’appuntamento lombardo ha visto l’esposizione della situazione regionale redatta da Angelo Sala Presidente di Aler Milano e Vice Presidente di Federcasa Nazionale. È stato un’importante momento di confronto che ha portato alla luce le principali spinosità dell’emergenza abitativa in Lombardia. Presenti anche le autorità del Comune di Milano e Regione Lombardia, oltre ai referenti delle sigle sindacali.

Leggi: Federcasa, 18/03/2019


lunedì 18 marzo 2019
Ecosostenibilità e qualità della vita guidano le rigenerazioni urbane

I nuovi sviluppi immobiliari in Europa devono passare dai progetti di rigenerazione urbana. La stessa Commissione europea si è espressa in proposito, così che ormai il cosiddetto “brownfield” è la via obbligata, mentre il consumo di suolo vergine (o “greenfield”) resta materia del passato. I progetti di rigenerazione in corso sono moltissimi, sia a livello italiano, sia mondiale. E il Mipim di Cannes, con i suoi 26mila partecipanti da tutto il mondo, proprio su questo argomento ha costruito il fil rouge della kermesse di quattro giorni appena conclusa. Ecco alcuni dei progetti di rigenerazione più importanti e innovativi.
Kiev
La capitale dell’Ucraina ha proposto un progetto di rigenerazione urbana, già in fase di partenza, impressionante da molti punti di vista: ampiezza, modernità, eco-sostenibilità, multifunzionalità. Si tratta della rigenerazione urbana più importante dell’intera regione, denominato Lipki Island City resort. L’area copre circa 40 ettari, con un ampio waterfront sul fiume, e va a riqualificare completamente un ex sito di costruzione di navi e imbarcazioni. Il progetto, che verrà portato avanti in diverse fasi con il completamento finale tra una decina d’anni ma la prima pietra già nel 2020, coinvolge a livello infrastrutturale la pubblica amministrazione locale, ma i capitali sono completamente privati. Si tratta della creazione di un nuovo quartiere urbano a 15 minuti dal centro di Kiev, caratterizzato da residenze, aree ricreative, istituzioni educative, centri sportivi, una marina per gli yacht privati e naturalmente spazi retail e uffici. L’ammontare dell’investimento in costruzioni, escludendo l’area, è di circa 600 milioni di euro e l’attenzione è tutta rivolta all’eco-sostenibilità e a un alto livello di qualità della vita.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 18/03/2019


lunedì 18 marzo 2019
Sul recupero dei quartieri delle città europee 100 miliardi in 5 anni

Il fenomeno della riconversione economica e l’abbandono delle aree industriali in città e degli scali ferroviari ormai da anni spingono gli investimenti
Se i Paesi emergenti disegnano mega-progetti e città completamente nuove, l’Europa fa perno sulle rigenerazioni urbane per contrastare la limitatezza di territorio e per ottimizzare le aree cittadine. Il fenomeno della riconversione economica e l’abbandono delle aree industriali in città e degli scali ferroviari ormai da anni spingono gli investimenti sulle riqualificazioni urbane.
I progetti di rigenerazione urbana oggi in fase di realizzazione, a livello europeo, sono moltissimi, e l’Italia gioca finalmente un ruolo chiave. Proprio il fenomeno della rigenerazione urbana catalizza oggi la maggior parte degli investimenti cosiddetti cross border, cioè dei capitali che attraversano le frontiere. Se Milano da sola vale 10 miliardi di euro in termini di progetti di riqualificazione sul tavolo – con l’ex area Expo che riveste un ruolo di primo piano non solo per la città, ma in termini di intero Paese che si mette in gioco – a livello europeo i progetti di rigenerazione urbana già annunciati impegneranno almeno 100 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. «Si tratta di una stima molto prudenziale – sottolinea Mario Breglia di Scenari Immobiliari – che probabilmente è destinata ad aumentare. È indubbio che oggi l’attenzione, in Europa, è tutta puntata su questo fronte e che gli investitori sono più che ben disposti a mettere i capitali nei progetti nuovi, ben fatti, dove il pubblico è un attore importante.
Restano al palo invece i giganti del passato, che si sentono riproporre ormai da dieci o vent’anni».

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 18/03/2019


domenica 17 marzo 2019
Le cure a casa fanno risparmiare

Provate a passare da un Pronto soccorso e vedrete tanti pazienti in fila, in maggioranza anziani. È il segno che stiamo curando il quasi 25 per cento degli italiani (la quota di ultra 65enni nel nostro Paese) nel posto sbagliato, perché ancora gestiamo negli ospedali le cosiddette «malattie croniche», condizioni quasi connaturate alla terza età e che riguardano gran parte della nostra popolazione.
Certo che ci sarà sempre bisogno dell’ospedalizzazione per eventi acuti ma in un’epoca in cui è possibile ricevere in casa persino la dialisi, collegati al reparto di riferimento con un pc, non possiamo dubitare che si possano curare prevalentemente a domicilio i nostri vecchi fragili.
Per il semplice fatto che necessitano di quella che viene chiamata Long term care, cioè cura di lunga durata, da effettuarsi a domicilio, o almeno nel territorio: l’assistenza domiciliare integrata (Adi).
L’assistenza domiciliare, in Italia, è ancora un privilegio: ne gode intorno al 3 per cento degli over-65, e le prestazioni, le ore dedicate, la natura pubblica o privata degli erogatori e il costo pro capite dei servizi sono i più differenti e variegati, a seconda delle aree del Paese. Sorprende soprattutto che il Servizio sanitario – da anni alla ricerca di un’alternativa al modello basato sull’ospedale – dedichi all’assistenza domiciliare risorse e sforzi risibili: in media quel misero 3 per cento riceve 20 ore all’anno, quando non mancano nazioni europee che garantiscono le stesse ore in poco più di un mese. Tutto starebbe nel mettere in comunicazione sistema sanitario e sistema socioassistenziale, e cioè, per semplificare, livello regionale e livello comunale: suddivisioni che ripropongono noti dilemmi sulle modalità di integrazione e il problema sotteso del loro finanziamento.

Leggi: Corriere della Sera, 17/03/2019


venerdì 15 marzo 2019
Il processo di trasformazione di un’ASP in innovativo centro di servizi all’età anziana

Il passaggio da “casa di riposo” a struttura in grado di offrire un mix di servizi alle persone anziane e alle loro famiglie è al centro di questo articolo, che racconta l’esperienza dell’Azienda pubblica di Servizi alla Persona Itis di Trieste.
di Fabio Bonetta (Direttore Generale A.S.P. Itis, Trieste)
La società italiana è ancora culturalmente impreparata a considerare il reale significato dell’aumento dell’età anagrafica. Le istituzioni, come molti cittadini, ritengono le problematiche conseguenti alla fragilità degli anziani come aspetti secondari, sicuramente non prioritari.
Le persone che affrontano tali percorsi lo comprendono immediatamente, hanno bisogno di sapere che esiste qualcuno di cui avere fiducia nell’individuare il miglior percorso possibile e ciò è quanto Itis, Azienda pubblica di Servizi alla Persona con sede a Trieste, ha fatto in questi ultimi quindici anni. Un tempo l’ente era una struttura protetta chiusa, con servizi generalizzati per gli anziani, in questi anni ha modificato radicalmente la funzione svolta aprendo letteralmente la porta alla conoscenza, alla relazione ed alla innovazione sociale.
Itis ieri ed oggi
Itis si trova nel centro di Trieste, la città probabilmente più “antica” d’Italia con il 29,6% della popolazione over 65, ha festeggiato nel 2018 i 200 anni dalla sua fondazione. I numeri che la riguardano mostrano le notevoli dimensioni (tabelle 1, 2, 3) e l’enorme complessità che sta attorno all’ormai superata dizione casa di riposo: la struttura infatti si è trasformata in un centro di servizi in cui risiedono circa 450 persone e che fornisce servizi esterni ad oltre 250 anziani.

Leggi: I Luoghi della Cura, 15/03/2019


mercoledì 13 marzo 2019
Emergenza abitativa: risorse esigue per il fondo affitti. Ma il Ministero delle infrastrutture non le ripartisce neanche.

Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale SUNIA
10 milioni per il 2019 ed altri 10 per il 2020. Sono queste le risorse, largamente insufficienti, destinate dalla legge di bilancio per il 2018 al “fondo di sostegno alla locazione” totalmente azzerato per i due anni precedenti.
Un atto di miopia politica, quella della riduzione fino all’azzeramento, che ha contribuito in maniera determinante all’aumento degli sfratti per morosità che ormai hanno superato il livello di guardia.
Basti pensare che, senza una inversione di tendenza, gli sfratti che si potrebbero eseguire nei prossimi 5 anni saranno circa 300.000.
Di fronte al disagio abitativo evidente e diffuso nel paese il MIT non solo non ha alcuna idea su come affrontarlo, ma non riesce neanche ad emanare il Decreto Ministeriale di ripartizione tra le Regioni dei 10milioni disponibili per il 2019.
Un irresponsabile ritardo che non solo rende inutilizzabile il fondo, ma non permette neanche alle Regioni di utilizzare i fondi destinati alla morosità incolpevole rimasti inutilizzati per meccanismi di erogazione troppo complessi e soprattutto lunghi.

Leggi: Sunia, 13/03/2019


mercoledì 13 marzo 2019
Il reddito di cittadinanza e la “colpa sociale” della disabilità

Enil, l’associazione internazionale per il diritto alla vita indipendente, ha presentato una memoria alla Camera, per chiedere modifiche urgenti ai passaggi più “discriminatori”: tra questi, la considerazione delle indennità assistenziali come “vantaggio economico”
“Limitare l’accesso al Reddito di cittadinanza ai nuclei familiari che hanno, fra i loro componenti, anche delle persone con disabilità”: è questa la principale criticità del decreto, approvato in Senato e tornato ora alla Camera, che dovrebbe rappresentare una misura di contrasto alla povertà. Per Enil Italia, “costola” italiana del network europeo per la vita indipendente, questa è l’ennesima conferma che la “persona con disabilità in Italia è ormai definitivamente da considerare come un ‘affare di famiglia’, il cui compito prioritario è quello di prendersene cura, vicariando lo Stato”. Ci sono gli estremi per parlare di “discriminazione di una intera categoria di cittadini”, secondo Germano Tosi, presidente di Enil, che ricorda invece come, in base alla Costituzione, dove dello Stato non sia “quello di “agevolare” una disparità tra cittadini di diverse condizioni, ufficializzando come sostituti di quegli stessi doveri i loro nuclei famigliari, ma di operare per ‘rimuovere’, quindi eliminare gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

Leggi: Redattore Sociale, 13/03/2019


DALLE REGIONI:

domenica 17 marzo 2019
Ostia, arrivano i Medici senza fissa dimora, per chi non ha diritto a salute

Il progetto avviato nel X Municipio di Roma fornisce assistenza sanitaria e psicologica a tutti quelli che non vedono tutelato il loro diritto alla salute. “Forniamo loro anche uno sportello di ascolto, mettendo al centro la persona ed i suoi bisogni, per ricostruire una cultura dell’umanità, del rispetto e dell’accoglienza”
Al via il progetto dell’Associazione ‘Medici senza fissa dimora’ che a Ostia, nel X Municipio, fornisce assistenza sanitaria e psicologica a tutti quelli che non vedono tutelato il loro diritto alla salute. Presso la chiesa S. Nicola di Bari, il primo e il terzo sabato del mese, i senza fissa dimora hanno la possibilità di farsi visitare da un medico con l’ausilio di psicologi e personale specializzato.
“L’idea dell’associazione è nata l’anno scorso e da questo anno partiamo concretamente per fornire assistenza alle persone emarginate nella società, come i senza fissa dimora e tutte le persone che hanno difficoltà economiche e di accesso ai servizi del sistema sanitario nazionale. Forniamo loro anche uno sportello di ascolto, mettendo al centro la persona ed i suoi bisogni, per ricostruire una cultura dell’umanità, del rispetto e dell’accoglienza”, spiega Andrea, psicologo e volontario dell’associazione. Solo al Pronto soccorso, infatti, i senza fissa dimora possono avere quel tipo di assistenza

Leggi: Redattore Sociale, 17/03/2019


giovedì 14 marzo 2019
Puglia, ok Commissione a proposta sindacati su invecchiamento attivo

Dopo le audizioni, anche la Commissione sanità della Regione Puglia dà il via libera alla proposta di legge sull’invecchiamento attivo presentata dai sindacati. “Esprimiamo apprezzamento per il fatto che sia passata all’unanimità con parere positivo. È un segnale apprezzabile nei confronti dei 31 mila pugliesi che hanno firmato per promuovere il contenuto delle norme previste, ma anche di rispetto nei confronti di una popolazione che invecchia sempre di più e che ha bisogno di cure e attenzioni. Ora ci attendiamo un rapido arrivo in Consiglio regionale confidando nella sensibilità del presidente Mario Loizzo”. Così il segretario regionale dello Spi Cgil Puglia Gianni Forte al termine dell’audizione e della decisione della 3ª Commissione sanità, presieduta da Paolo Pellegrino, che ha approvato la proposta di legge presentata dalle sigle sindacali confederali pugliesi e dalle associazioni Auser, Anteas e Ada e dai rappresentanti del Forum del terzo settore e del Csv.

Leggi: Rassegna Sindacale, 14/03/2019


giovedì 14 marzo 2019
Veneto, varato il nuovo Piano Casa

Presidente Zaia: ‘ottimo segnale per la tutela del territorio’
Passi avanti per il disegno di legge per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio. Il testo della nuova norma, che sostituirà in modo organico il Piano Casa, è stato approvato dalla seconda Commissione del Consiglio Regionale.
Le misure per la riqualificazione urbana
Come si legge nell’introduzione del ddl, la proposta introduce nuove misure finalizzate alla rinaturalizzazione del territorio veneto e al miglioramento della qualità della vita all’interno delle città.
Per la riqualificazione degli edifici esistenti sono previste una serie di misure, tra cui la messa a regime del Piano Casa. Previsti crediti edilizi da rinaturalizzazione, che contribuiranno al riordino urbano mediante la demolizione di opere incongrue ed elementi di degrado.
Sarà incentivato l’efficientamento energetico degli edifici e la messa in sicurezza di quelli situati in aree dichiarate a pericolosità idraulica o idrogeologica.
Ricordiamo che la nuova legge sostituirà e ingloberà il Piano Casa nato nel 2009 e prorogato di anno in anno. L’ultima proroga sta per scadere il 31 marzo 2019. I lavori del Consiglio devono quindi proseguire spediti per evitare vuoti normativi.

Leggi: Edilportale, 14/03/2019


mercoledì 13 marzo 2019
Toscana. La violenza nei confronti delle donne anziane. Una rilevazione condotta tra le iscritte Auser

L’Osservatorio Sociale Regionale, in collaborazione con Auser, ha affrontato all’interno del Decimo Rapporto sulla violenza di genere in Toscana, un approfondimento sulla violenza verso le donne anziane. Dei 108 femminicidi che dal 2006 al 2017 sono avvenuti in Toscana, in 45 casi hanno riguardato donne ultrasessantenni. A fronte di questo, però, gli accessi delle donne anziane ai Centri antiviolenza, ma anche ad altri servizi della rete, sono molto bassi. L’indagine svolta ha dunque cercato di rispondere a due necessità: da un lato avere informazioni sulla percezione della violenza da parte delle donne anziane, pur nella consapevolezza che i risultati presentati non possano essere generalizzati all’intera popolazione femminile afferente alla terza età, dall’altro iniziare un lavoro di sensibilizzazione attraverso la collaborazione del mondo delle associazioni. Tutte le oltre 500 donne intervistate, tranne una, hanno sentito parlare di violenza di genere, in 22 casi (4%) per esperienza personale o in famiglia. La maggior parte delle donne intervistate alla domanda “In una relazione stabile e duratura, il fatto che l’uomo voglia controllare sempre tutte le attività della moglie” ritiene che tale comportamento sia inaccettabile.

Leggi: Auser, 13/03/2019


mercoledì 13 marzo 2019
Perugia. L’impegno di Auser e SPI contro la violenza sulle donne anziane

“Non è mai troppo tardi per uscire dalla violenza”: è il messaggio che venerdì 8 marzo, giornata internazionale della donna, hanno lanciato insieme l’Auser di Perugia, il coordinamento donne Spi Cgil di Perugia e Libera…Mente Donna, l’associazione che gestisce i centri antiviolenza dell’Umbria. La violenza sulle donne anziane è, infatti, un fenomeno troppo sottovalutato, poco conosciuto, ma in realtà molto diffuso. “Una donna over 65 su tre – ha spiegato Franca Gasparri, presidente di Auser Perugia Media Valle del Tevere – subisce violenza, quasi sempre all’interno della famiglia, ovvero dal marito, ma purtroppo anche dai figli. A queste donne vogliamo dire che esiste una rete alla quale rivolgersi per uscire da questa condizione”. La rete è naturalmente quella dei centri antiviolenza, ma – come ha spiegato Sara Pasquino, dell’associazione Libera…Mente Donna – “c’è un grande bisogno di sostegno e di servizi, perché le donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza devono potersi spostare, devono avere una casa, devono avere una condizione economica di indipendenza”.
ecco allora che l’otto marzo è diventato l’occasione per fare qualcosa di concreto: 750 chilometri di trasporti gratuiti, grazie ai mezzi di Auser e un telefono a disposizione, quello del Filo d’argento 0755005666. Sempre in occasione dell’8 marzo nella sede Auser di Perugia in via Giovanni Battista Vico, è stata inaugurata una panchina rossa contro la violenza sulle donne, all’interno del “giardino di quartiere” che l’associazione sta costruendo per tutto il vicinato.

Leggi: Auser, 13/03/2019


mercoledì 13 marzo 2019
Legnano (MI): Violenza sulle donne, presentati i dati del Filo Rosa Auser

In un solo anno 108 donne sono state vittime di violenze e vessazioni sul territorio del Legnanese e Castanese.  A questi vanno aggiunti 8 casi di segregazione e 18 casi di violenza sessuale. Eppure in questo drammatico contesto emerge un dato positivo: aumentano le vittime che rompono il silenzio e chiedono aiuto. Parlano chiaro i dati registrati nel 2018 dal centro anti-violenza Filo Rosa Auser di Legnano dallo sportello antenna di Castano Primo. Un bilancio presentato l’8 marzo, in occasione della giornata dedicata alle donne. «La violenza sulle donne continua a essere una drammatica piaga sociale anche sul nostro territorio – spiega Loredana Serraglia, presidente del Filo Rosa Auser -. Nel corso dell’anno 2018 siamo stati contattati da 168 donne. Per 108 di loro, c’è stata la presa in carico. Questi casi si sono aggiunti ai 39 ancora in carico al centro dagli anni precedenti, per un totale di 147 casi nell’arco del 2018».

Leggi: Auser, 13/03/2019


mercoledì 13 marzo 2019
Imperia. Entra nel vivo il progetto sull’invecchiamento attivo

30 azioni da realizzarsi in provincia di Imperia: 12 nel Distretto Sociosanitario Sanremese, 9 in quello Imperiese e altrettante 9 in quello Ventimigliese. Entra nel vivo e nella fase attuativa “Ogni stagione porta i suoi frutti”, il progetto della Regione Liguria dedicato all’invecchiamento attivo in collaborazione con Auser il mondo del volontariato. Alcuni progetti stanno già partendo: è il caso dei corsi di ballo e di cucito. Altri partiranno una volta che si completeranno le iscrizioni minime necessarie. Altri partiranno da settembre in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico, per coinvolgere i giovani, in particolare gli studenti e realizzare scambi intergenerazionali.  Si terranno corsi sul Digital Divide (divario digitale) per superare le barriere all’uso di computer e cellulari. Ritornano i concorsi di poesia, racconti brevi, pittura, fotografia; le gare dii burraco e di scopa.
Saranno inoltre organizzati cicli di conferenze per le quali Auser garantisce il servizio di accompagnamento. E’ prevista anche una giornata finale di festa, molto probabilmente a ottobre in occasione della tradizionale camminata all’insegna del benessere.  A queste 30 azioni progetto si aggiungono i corsi di Attività Fisica Adattata (AFA) e quelli di Memory Training (Allenamento della Memoria).

Leggi: Auser, 13/03/2019


Auser e Psiche 2000 avviano a Fermo un corso sull’invecchiamento attivo

Si chiama “L’Attimo tra l’emozione e il ricordo” il nuovo corso sull’invecchiamento attivo promosso da Auser Fermo e Psiche 2000. Otto incontri settimanali dal 12 marzo al 14 maggio.
L’Oms ha incluso il benessere psicologico nel concetto di salute: gli individui devono avere la possibilità di sentirsi a proprio agio nelle circostanze che si trovano a vivere. Sempre secondo l’Oms il benessere psicologico è quello stato in cui l’individuo sfrutta le sue capacità cognitive ed emozionali per rispondere alle esigenze della vita di ogni giorno. Da qui la progettazione congiunta di Auser Provinciale Fermo, Auser Volontariato Fermo e Psiche 2000 che, col supporto del Csv, hanno organizzato il corso di formazione “L’Attimo tra l’emozione e il ricordo”, per il benessere dei volontari, per migliorare i servizi che loro offrono, per tutti i soggetti interessati. L’obiettivo è di fornire una prima illustrazione dei principali aspetti che concorrono alla percezione, soggettiva e non, di benessere; far conoscere elementi relativi alla demenza e alla malattia di Alzheimer; cosa può fare il familiare/caregiver per gestirla al meglio, avendo anche cura di sè; apprendere semplici tecniche da praticare abitualmente per compensare la diminuzione di memoria.
Il corso sarà tenuto dal Dr. Sandro Castelli, Psicologo /Psicoterapeuta e si svolgerà in 8 otto incontri presso la Casa delle Associazioni in Via del Bastione, a Fermo.
Per info contattare: 3286169893 Simoni Giulio o fermo.auser@marche.cgil.it

Leggi: Auser, 13/03/2019


martedì 12 marzo 2019
“Un amico per aiutare gli anziani a fare la spesa”

Pontedera, il volontariato lancia due nuovi servizi per consegna dei pacchi e “accompagnamento”
Insieme per raccontare i percorsi del cibo e capire come affrontare le nuove necessità. Ieri mattina, nelle stanze della Casa della solidarietà a Pontedera, si sono date appuntamento le associazioni di volontariato coinvolte nella distribuzione degli aiuti alimentari e che fanno parte di un tavolo di coordinamento dedicato all’argomento: Croce Rossa, San Vincenzo de Paoli, San Vincenzo dei Villaggi, Misericordia, Centro aiuto alla vita, Chiesa fonte di vita e Caritas. I volontari di queste realtà si occupano della distribuzione del cibo raccolto con le collette alimentari del Banco alimentare o le iniziative della Coop, mentre alla Casa della solidarietà vengono consegnati i pacchi a famiglie segnalate dai servizi sociali del Comune. Questi ultimi pacchi sono gestiti dalla Croce Rossa e fanno parte del progetto dell’Unione Europea Agea. Qui finiscono, per essere poi riconsegnati, anche le eccedenze di frutta e verdura. «Nella Casa della solidarietà in media – ha raccontato l’assessore Marco Cecchi – i pacchi vengono consegnati a 28, 30 nuclei familiari, segnalati dai servizi sociali. Abbiamo notato però che c’è una fascia debole, un punto critico.

Leggi: La Nazione, 12/03/2019


IN AGENDA:

I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


I centri storici stanno diventando le nostre periferie?

Il tema sarà discusso nel corso della Rassegna Urbanistica Nazionale organizzata dall’Inu dal 3 al 6 aprile
In una fase storica in cui il dibattito pubblico che riguarda più strettamente i temi dell’urbanistica e dell’architettura si è concentrato sulla grande questione della riqualificazione delle periferie, esiste un argomento che nel nostro Paese ha almeno la stessa importanza dal punto di vista del portato culturale, ovvero la condizione e le prospettive della miriade di centri storici di cui è costellata la Penisola.
L’Istituto Nazionale di Urbanistica se ne occupa attraverso la Community “Città storica”, coordinata da Marisa Fantin. L’argomento sarà al centro anche dell’esposizione e degli incontri della settima Rassegna Urbanistica Nazionale “Mosaico Italia: raccontare il futuro”, in programma a Riva del Garda dal 3 al 6 aprile.
Proprio in questi giorni all’attenzione della cronaca c’è la decisione dell’amministrazione comunale veneziana di introdurre gradualmente, fino al 2022, una vera e propria tassa che risponde allo scopo di limitare e controllare le presenze del turismo cosiddetto “mordi e fuggi”. Nel corso del lavoro impostato finora, la Community di Fantin ha operato sulla raccolta di esperienze e la promozione del confronto con associazioni, Ordini professionali, Università.

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Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

Leggi: Inca


Reddito e Pensione di Cittadinanza – Inps, online i modelli per le domande

Tutto è pronto per l’avvio delle domande di Reddito e Pensione di Cittadinanza, che potranno essere presentate a partire dal 6 marzo prossimo. L’Inps ha comunicato, infatti, di aver reso disponbile il modello per le richieste del beneficio economico introdotto dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
Nella nota pubblicata sul sito istituzionale oggi, l’Inps ricorda che il Reddito di Cittadinanza è un sostegno per famiglie in difficoltà, finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.
Il sussidio può essere richiesto, dopo il quinto giorno di ciascun mese:
•    presso Poste Italiane;
•    in modalità telematica, con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di Livello 2, accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it;
•    presso i Centri autorizzati di Assistenza Fiscale (CAF).
L’Inps avverte anche che è stato pubblicato anche il modello RdC/PdC Ridotto, per comunicare i redditi di attività lavorative in corso al momento della presentazione della domanda e non interamente valorizzati su ISEE, e il modello RdC/PdC Esteso, con il quale i beneficiari dovranno comunicare tutte le variazioni intervenute nel corso della percezione della misura.

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ISEE: modifica periodo validità delle DSU – Validità fino al 31 dicembre 2019

Il periodo di validità delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 è prorogato al 31 dicembre 2019, per effetto del decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, in corso di conversione, che ha modificato l’articolo 10 del Decreto legislativo 147 del 2017, laddove prevede che la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile ai fini dell’ISEE, è valida dal momento della presentazione fino al successivo 31 agosto.
In una comunicazione pubblicata sul sito istituzionale il 12 febbraio scorso, l’Inps avverte che alle DSU presentate quest’anno, a legislazione vigente, si applicano le seguenti regole: le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 sono valide dal momento della presentazione sino al 31 dicembre 2019 (ad es., una DSU presentata il 10 febbraio 2019 è valida dal 10 febbraio 2019 al 31 dicembre 2019). Inoltre, l’Inps precisa che le DSU già attestate, che recavano data scadenza 31 agosto 2019, sono state aggiornate sul portale con la nuova data di scadenza. Pertanto, le attestazioni ISEE, già rilasciate, con data scadenza del 31 agosto 2019 devono essere considerate valide e con scadenza 31 dicembre 2019.
Le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° settembre 2019 sono soggette alla disciplina generale, per cui sono valide dal momento della presentazione al successivo 31 agosto (ad esempio, una DSU presentata il 1° ottobre 2019 è valida dal 1° ottobre 2019 sino al 31 agosto 2020).

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Previdenza: proroga APE Sociale – Le indicazioni di Inps

Con la circolare INPS 1febbraio 2019, n. 15, l’Istituto fornisce istruzioni per l’applicazione della proroga dell’APE Sociale prevista dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. La circolare fornisce, inoltre, chiarimenti riguardanti la decorrenza delle indennità per i soggetti che, essendo in possesso della relativa certificazione, non hanno presentato domanda del beneficio entro il 31 dicembre 2018.
‘Inps precisa che il modello di domanda per la verifica delle condizioni e per l’accesso al beneficio sono gli stessi già in uso nel 2018 e sono reperibili sul sito istituzionale. Le richieste di verifica delle condizioni andranno presentate entro il 31 marzo 2019 e, successivamente, entro il 15 luglio 2019 e il 30 novembre 2019. L’esito delle stesse sarà fornito rispettivamente entro il 30 giugno 2019, il 15 ottobre 2019 e il 31 dicembre 2019.
Tra i diversi scaglioni di richiesta l’Istituto effettuerà il monitoraggio della disponibilità delle risorse finanziarie. L’Istituto precisa inoltre che l’APE Sociale, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.

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Pensioni con Quota 100 e opzione donna. Prime indicazioni operative di Inps

Dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto legge n. 4 del 28 gennaio, l’Inps rende note le modalità operative per presentare domanda di pensione con Quota cento, pensione anticipata, ordinaria e cosiddetta Opzione donna, tramite l’accesso ai servizi online. Il messaggio n. 395, pubblicato sul sito istituzionale nella giornata di oggi, precisa che seguirà la pubblicazione della circolare illustrativa delle nuove disposizioni di legge.
Le domande di pensione che rientrano in queste fattispecie possono essere presentate con le seguenti modalità:
Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (PIN rilasciato dall’Istituto, SPID o Carta nazionale dei servizi) può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.
Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza:
per la pensione cosiddetta quota 100: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Requisito quota 100”;
per la pensione anticipata: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Ordinaria”;
per la pensione anticipata cosiddetta opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.

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Infortuni domestici: estesa tutela Inail – Scade il 31/01 pagamento premio assicurativo

Estesa la tutela Inail per chi si prende cura in modo abituale ed esclusivo della casa e dei familiari. Il versamento del premio annuale deve essere effettuato entro il 31 gennaio. Tra le novità in vigore dal primo gennaio, l’abbassamento dal 27% al 16% del grado minimo di invalidità per la costituzione della rendita e l’introduzione di una prestazione una tantum per le menomazioni comprese tra il 6% e il 15%. In attesa del decreto di attuazione delle misure contenute nella legge di bilancio 2019, il premio da versare entro il 31 gennaio resta pari a 12,91 euro
Ricordiamo che l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico è obbligatoria per tutte le persone che svolgono un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione. Con la legge di Bilancio 2019, la copertura si applica fino ai 67 anni di età. In particolare, le novità, in vigore dallo scorso primo gennaio, riguardano l’abbassamento del grado di invalidità che è necessario per la costituzione della rendita, passato dal 27% al 16%, l’introduzione di una prestazione una tantum pari a 300 euro, quando l’inabilità permanente accertata è compresa tra il 6% e il 15%, e il riconoscimento dell’assegno per assistenza personale continuativa ai titolari di rendita per determinate menomazioni. La nuova normativa, inoltre, ha esteso di due anni l’età dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni.

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SEGNALAZIONI:

Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.
Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Disability e Diversity Management: un settore in continua espansione

«Con questo progetto abbiamo voluto alzare ancora di più lo standard qualitativo delle iniziative volte alla promozione della figura del disability manager, avvalendoci della collaborazione di un partner qualificato come l’Università di Roma Tor Vergata, con la quale abbiamo stipulato uno specifico protocollo di intesa e concludere il percorso di formazione con un titolo accademico quale è il Master. Desidero in tal senso ringraziare per la collaborazione il professor Alessandro Hinna, coordinatore del dipartimento di Management e Diritto dell’Ateneo romano e la collega dottoressa Palma Marino Aimone, che rappresenterà la nostra organizzazione nella giornata di presentazione dell’iniziativa, domani, 5 marzo».
È con legittima soddisfazione che Rodolfo Dalla Mora, presidente della SIDIMA (Società Italiana Disability Manager), commenta l’iniziativa formativa che verrà presentata nel primo pomeriggio di domani, 5 marzo, presso il Dipartimento di Management e Diritto dell’Università di Roma Tor Vergata e alla presenza di Vincenzo Zoccano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con Delega alla famiglia e alle Disabilità, vale a dire il Master in gestione della disabilità e della diversità, promosso in collaborazione con la stessa SIDIMA, che intende fornire, come si legge nel sito dell’Ateneo, «le competenze specialistiche nel campo del Management della disabilità e della diversità, offrendo in particolare conoscenze e strumenti per esercitare funzioni di indirizzo, gestione e coordinamento di specifiche politiche aziendali, utili a promuovere e a diffondere una cultura organizzativa orientata all’inclusione».

Leggi: Superando


Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


 2° Rapporto CENSIS EUDAIMON sul Welfare Aziendale – Il lavoro visto e vissuto dai lavoratori

Presentato a Roma il 2° Rapporto CENSIS EUDAIMON sul Welfare Aziendale. Il rapporto vuole offrire uno spaccato sull’evoluzione reale del lavoro fuori e dentro le aziende, ponendo in evidenza l’importante contributo che il welfare aziendale può dare al miglioramento delle condizioni dei lavoratori, al clima aziendale e anche sulle performance competitive delle aziende stesse.
Nell’Italia dipinta dal CENSIS emerge un mercato del lavoro connotato da una crisi retributiva ormai evidente, tanto più penalizzante quanto si svolgono funzioni esecutive, con disparità rilevanti anche nei costi sociali e sanitari associati al lavoro. In vent’anni, si è assistito ad una redistribuzione interna del reddito, con una riduzione di quello di operai ( – 2,7% tra il 1998 e il 2016 ) e impiegati ( -2,6% tra il 1998 e il 2016 ) e un aumento di quello delle posizioni dirigenziali ( dirigenti + 9,4% ).
Il problema di retribuzioni basse e ferme è tanto più grave quanto più si scende nella piramide gerarchica. Il welfare aziendale può giocare un ruolo importante nell’ammortizzare le disparità che pure penalizzano maggiormente esecutivi e impiegati. Non a caso il 68,7% dei lavoratori intervistati è risultato favorevole a scambiare qualche incremento retributivo con servizio di welfare aziendale.

Leggi: Lavorosi.it


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


1989 – 2019 Trentennale Auser: diamo valore all’invecchiamento attivo

Care socie e cari soci, care volontarie e cari volontari,
Nel 2019 Auser festeggia i trent’anni di fondazione. Era infatti il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin insieme allo Spi Cgil promuovevano la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.
In tutti questi anni migliaia di cittadini di tutte le età hanno trovato nella nostra bella associazione tante opportunità per esprimersi e vivere in modo pieno la propria esistenza.
Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone.
Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo proponendovi di partecipare, a vostra scelta, e due iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.
Grazie a tutte e tutti e Buon Compleanno Auser!
Enzo Costa: Presidente Nazionale

1) “Un regalo per Auser”
Che regalo fareste per i 30 anni di Auser? Un quadro, un disegno, una poesia, una canzone, un brano musicale, una ricetta o cos’altro?  Creatività e inventiva non mancano nella nostra associazione, in occasione del Trentennale chi lo desidera, può fare un dono all’Auser con tanto di dedica, per rendere questo compleanno davvero indimenticabile.
Scattate una foto del regalo e speditela con il testo della dedica a:
Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Tutti i doni ricevuti dall’Auser verranno pubblicati sui social e sul sito in una apposita Galleria. Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.

2)“Uno scatto d’orgoglio”
Scatta un Selfie e scrivi in 260 caratteri qual è il Valore che tu attribuisci ad Auser e all’invecchiamento Attivo.  La tua foto deve esprimere uno “scatto d’orgoglio”, la voglia di partecipazione, di esserci, di dire che “Auser sono anch’io”.
Il tuo volto entrerà a far parte della grande Galleria de “I volti dell’Auser”.
Tutte le foto saranno protagoniste di un video.
Il materiale va inviato a:

Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.


NEWS:

martedì 12 marzo 2019
Anziani, la “Babele” dell’assistenza: solo 3 su 100 curati a domicilio

Indagine di Italia Longeva: assistiti a domicilio solo 370 mila ultrasessantacinquenni, a fronte di circa 3 milioni di persone che risultano colpite da disabilità severe, dovute a malattie croniche. 20 ore di assistenza domiciliare ogni anno a ciascun paziente. Con gravi disomogeneità territoriale. I dati agli Stati generali dell’assistenza a lungo termine
Solo il 2,7% degli ultrasessantacinquenni italiani con patologie croniche riceve assistenza domiciliare a lungo termine: lo dicono i fati del ministero della Salute e lo rimarca la ricerca di Italia Longeva, presentata oggi agli Stati generali dell’assistenza a lungo termine. Precisamente, i dati regionali sono di fonte ministeriale, mentre Italia Longeva ha sviluppato un’analisi di dettaglio per comprendere come siano organizzati i servizi di assistenza a domicilio in 12 Aziende sanitarie presenti in 11 regioni italiane: un campione distribuito in modo bilanciato tra nord e centro-sud, relativo ad Aziende che offrono servizi territoriali a 10,5 milioni di persone, ossia quasi un quinto della popolazione italiana.
Pur essendo l’alternativa più efficace ed economicamente sostenibile all’attuale modello che ruota attorno all’ospedale, l’assistenza domiciliare per la cura a lungo termine degli anziani fragili o con patologie croniche ad oggi è dunque un privilegio nel nostro Paese, se pensiamo che in alcuni Stati del Nord Europa sono assistiti in casa il 20% degli anziani. In particolare, sono assistiti a domicilio nel nostro Paese solo 370 mila over 65, a fronte di circa 3 milioni di persone che risultano colpite da disabilità severe, dovute a malattie croniche, e che necessiterebbero di cure continuative. Non solo: ciascun paziente riceve in media 20 ore di assistenza domiciliare ogni anno, mentre alcune nazioni europee garantiscono le stesse ore di assistenza in poco più di un mese.

Leggi: Redattore Sociale, 12/03/2019


martedì 12 marzo 2019
SAD 2.0: perché abbiamo bisogno di nuovi servizi domiciliari

I SAD, i servizi di assistenza domiciliare sociale dei Comuni, furono negli anni Settanta l’elemento che innovò l’assistenza a disabili e anziani, facendo crescere una rete di aiuti il più prossima possibile al bisogno.
Per molti anni quella della domiciliarità è stata una bandiera e un punto fermo, la rivendicazione di un diritto a vivere, con gli aiuti necessari, a casa propria. In un contesto che contemplava soprattutto il ricovero in residenza come risposta alternativa, e in cui le dimensioni della domanda di assistenza non avevano nulla di comparabile con la situazione odierna.
Tutelare la domiciliarità “sociale”
Negli anni molte cose sono cambiate: intanto i bisogni, nei volumi e nelle caratteristiche (si pensi alle demenze); è entrato in scena un nuovo soggetto: le badanti; le case di riposo hanno articolato i propri servizi, aprendosi parzialmente e avvicinandosi al territorio.
I servizi di assistenza domiciliare dei Comuni sono progressivamente diventati servizi di nicchia, marginali. Oggi servono meno del 2% degli ultra 65enni, con una modesta intensità: una media di 3 accessi alla settimana. Ciò è dovuto a una pluralità di ragioni: investimenti limitati, presenza dilagante del mercato privato della cura, nonché la tariffazione dei servizi, ossia l’applicazione di costi a carico delle famiglie, poco convenienti per molte di esse.
Tornare a parlare di servizi domiciliari può essere utile per capire come e dove si gioca il futuro di una rete sociale di sostegni. Sociale in senso proprio, cioè non sociosanitaria (coperta dall’ADI), ma riguardante esigenze di aiuto, relazione, accompagnamento. Sostegni attivanti con una fondamentale funzione preventiva rispetto al deterioramento delle condizioni di salute.

Leggi: Welforum, 12/03/2019


martedì 12 marzo 2019
I nonni sono solo babysitter anziani? La psicologa: “Il loro è un ruolo educativo”

Più vecchi di un tempo, ma molto più in forma di allora. Curiosi, aggiornati, pacati. Sono i nonni di oggi secondo Giuseppina Speltini, docente di Psicologia dell’adolescenza dell’Università di Bologna che, per Auser Bologna, condurrà tre incontri sul tema della nonnità ai nostri giorni
I nonni di oggi? Tendenzialmente più vecchi rispetto a quelli delle passate generazioni – questo perché i figli si fanno più tardi –, ma molto più in forma di allora. Stanno bene, fanno ginnastica, leggono, sono più dinamici e aggiornati. Parola di Giuseppina Speltini, docente di Psicologia dell’adolescenza dell’Università di Bologna che, per Auser Bologna, condurrà un ciclo di tre incontri dal titolo: “Nonne e nonni sono solo babysitter anziani? Tre incontri sulla funzione educativa dell’essere nonni oggi”.
“La nonnità non ha solamente una funzione custodialistica, ma soprattutto una funzione educativa molto importante – spiega Speltini –. I nonni sono meno pressati e meno efficientisti dei genitori, il loro è un tempo senza fretta, più pacato. In loro c’è una riflessività maggiore, una capacità di stare con i nipoti, di recuperare una dimensione di ludicità che, purtroppo, i genitori spesso non possono permettersi a causa dei tempi contingentati del lavoro”. I nonni, insomma, offrono ai nipoti uno spazio educativo più sereno, meno conflittuale di quello genitoriale. Un luogo di scambio privilegiato in cui i bambini crescono con piacere.

Leggi: Redattore Sociale, 12/03/2019


lunedì 11 marzo 2019
“ABITIAMOLA” – Newsletter n° 3/2019 Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano

In questo numero:
■ É stato firmato il Decreto che sblocca 400 milioni di euro per messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale, in Comuni fino a 20mila abitanti, misura positiva a fronte di una penalizzazione generale di misure per le città, dove la mancanza di risorse, può mettere a rischio il mantenimento dei servizi essenziali e un corretto percorso di progettazione e sviluppo delle opere pubbliche.
Il Decreto del Ministero dell’Interno che sblocca fondi per piccoli Comuni.
■ ll Governo ha presentato il Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico e per la sicurezza del territorio. A parere della CGIL il Governo illustra ambiziosi piani per la messa in sicurezza del Paese dal rischio idrogeologico, ma non stanziando sufficienti nuove risorse ed utilizzando fondi non spesi, molti dei quali già impegnati per opere cantierate o da realizzare.
I dati sul dissesto idrogeologico dell’ISPRA.
■ Ripensare modi e forme dell’abitare è fondamentale per adottare politiche abitative adeguate all’evoluzione di bisogni strutturalmente diversi da quelli che hanno caratterizzato in passato il disegno delle politiche della casa. Il tema dei costi abitativi, diretti di acquisto o affitto, e connessi all’abitare, e un nuovo modo di vivere la casa, pone la necessità di considerare nuove forme e nuovi modelli abitativi. Modelli comunque differenziati a seconda dei contesti e dei soggetti interessati.

Leggi: Cgil, 11/03/2019


lunedì 11 marzo 2019
Enea, attivi i siti per invio documentazione ecobonus e bonus casa

Operativi i siti ENEA 2019 per la trasmissione dei dati per gli interventi di risparmio energetico con fine lavori nel 2019, che possono beneficiare dei cosiddetti ecobonus e/o bonus casa. I siti sono entrambi raggiungibili dalle pagine detrazionifiscali.enea.it e acs.enea.it o dalla home page ENEA enea.it.
Sarà possibile inviare la documentazione degli interventi che accedono alle detrazioni fiscali per riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente (ex legge 296/2006), con incentivi che partono dal 50% e possono arrivare fino all’85%, (https://ecobonus2019.enea.it) e degli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili (ex art.16 bis del DPR 917/86) che usufruiscono delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (https://bonuscasa2019.enea.it).
Per rendere più facile la risoluzione dei problemi di natura tecnica e procedurale, sul portale ENEA acs.enea.it sono disponibili risposte alle domande più frequenti (FAQ), un vademecum e la normativa di riferimento che gli utenti possono liberamente consultare.

Leggi: La Repubblica, 11/03/2019


venerdì 8 marzo 2019
Anziani sempre più “giovanili”: evitiamo le letture superficiali

A pochi giorni dall’annuncio dell’Istat di un ulteriore allungamento delle speranze di vita in Italia, è opportuno domandarsi se la quantità degli anni e la loro qualità stiano andando a braccetto: Vittorio Filippi ci mette in guardia da interpretazioni superficiali, che non cogliendo la complessità del fenomeno dell’invecchiamento potrebbero condurre a scelte infelici sul piano delle politiche sanitarie e previdenziali.
Una nuova definizione della biografia
All’ultimo congresso annuale dei geriatri italiani (SIGG) è stato proposto di alzare la tradizionale soglia dell’anzianità da 65 a 75 anni, “riducendo” così gli appartenenti alla terza età in Italia di circa sette milioni (1). Questa nuova definizione dell’età anziana, che riprende e rilancia un’acquisizione propria degli studiosi di popolazione, non è una sorta di maquillage giovanilistico ma trova essenzialmente le sue giustificazioni in almeno due ordini di motivi.
Il primo, più quantitativo, sta nella brillante demografia della longevità. La speranza di vita alla nascita è pari a 82,8 anni (dato 2016), un dato costruito sulla base di progressi storicamente continui (solo rispetto al 2013 il guadagno è di sette mesi) e che ha interessato in particolare proprio le età più anziane, dato che la riduzione dei rischi di morte nella classe di età 60-69 anni, per esempio, contribuisce già da sé al 15% del guadagno maschile e al 9% di quello femminile. Dice l’Istat che tali contributi aumentano nella classe di età 70-79 anni, nella misura del 26% e del 20% rispettivamente per uomini e donne ed infine raggiungono il massimo tra gli 80 e gli 89 anni di vita con livelli rispettivamente pari al 37 e al 44%. Assai significativo è anche il contributo spiegato dalla riduzione della mortalità oltre i 90 anni di vita: pari al 10% tra gli uomini e pari a un quarto del guadagno complessivo tra le donne (2).

Leggi: Neodemos, 08/03/2019


venerdì 8 marzo 2019
Canone concordato, Sunia: “Bene gli accordi di Roma e Milano, ma serve un piano per la domanda debole”

A cura di: Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA] Dopo una lunga trattativa è stata siglata l’intesa tra i Sindacati degli inquilini e le Associazioni della proprietà. Con questi accordi salgono a nove su undici le aree metropolitane che hanno uno strumento importante ed aggiornato ai mutamenti delle città e del mercato delle locazioni, oltre che alle previsioni della Convenzione nazionale firmata nel 2016 e recepita dal DM del gennaio 2017.  A questi si aggiungono oltre 1.200 accordi per altrettanti Comuni capoluogo e non.
La riduzione degli affitti dei contratti concordati rispetto alle richieste del mercato libero con questi nuovi accordi è significativa e permetterà agli inquilini di contenere le spese per l’abitazione che rappresentano, per tantissime famiglie, la quota di gran lunga maggioritaria della spesa mensile. In cambio del contenimento dei canoni la proprietà usufruirà di importanti sgravi fiscali con la cedolare secca al 10% ed una riduzione sull’IMU del 25% rispetto alle aliquote deliberate dai vari Comuni.
Il problema del disagio abitativo resta
Ma la conclusione positiva di queste trattative, seppur importantissima, contribuisce solo in minima parte ad affrontare il diffuso disagio abitativo presente nel Paese ed in particolare nella nostra città (Roma, N.d.R). Gli affitti di questo comparto, infatti, seppur contenuti rispetto al mercato, rappresentano un’opportunità per la fascia di domanda di lavoratori e pensionati in grado di sopportare livelli di canone comunque importanti. I contratti concordati non sono certo la risposta alla fascia più debole della domanda per la quale è necessario intervenire con un grande piano di edilizia pubblica e sociale che i Sindacati degli inquilini rivendicano da tempo.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 08/03/2019


venerdì 8 marzo 2019
La riforma nazionale delle politiche per i non autosufficienti. 20 anni di proposte

Ripensare le politiche per la non autosufficienza non è, oggi, oggetto di dibattito nel nostro Paese. Nel recente passato, tuttavia, sono state avanzate alcune proposte di riforma. L’articolo propone una analisi delle principali tra queste proposte, mettendo in luce gli insegnamenti che se ne possono trarre per il futuro.
La riforma nazionale degli interventi rivolti alle persone non autosufficienti è, oggi, al di fuori dell’agenda politica. Il periodo compreso tra la fine degli anni ’90 e la conclusione del decennio successivo ha conosciuto un certo dibattito in merito, ma la stagione che ha visto numerosi paesi simili al nostro introdurre robuste riforme – come Austria (1993), Germania (1995), Francia (2002) e Spagna (2006) – non ha avuto un risultato analogo in Italia. A partire dagli anni dell’austerità, invece, il tema è scomparso dal radar della politica. Non è necessario ricordare a chi legge questa rivista l’urgenza di una simile riforma. “I luoghi della cura online” intende contribuire, nei prossimi mesi, a provare a rianimare il dibattito. Ci pare utile partire da un riesame delle principali proposte avanzate negli ultimi 20 anni.
Le proposte
Questo articolo intende analizzare le principali proposte di riforma nazionale avanzate – negli ultimi 20 anni – da soggetti politici, da attori sociali o da esperti. Se ne considerano 17, trattando solo quelle che comprendono l’insieme degli interventi per la non autosufficienza e non le proposte, pur apprezzabili, relative a singoli settori di intervento (tabella 1). L’obiettivo consiste nel trarre elementi utili per la (auspicata) riapertura del dibattito A tal fine, vengono toccati gli snodi fondamentali di una simile riforma: l’accesso alle prestazioni, lo sviluppo dell’offerta, il sostegno della domanda; la governance del sistema, la spesa ed il finanziamento (Gori, 2008).

Leggi: Luoghi di Cura, 08/03/2019


giovedì 7 marzo 2019
Pensioni: le donne prendono la metà rispetto agli uomini

La ricerca dello Spi Cgil regionale Veneto per l’8 marzo. L’assegno maschile è pari a 1.268 euro, quello femminile a 665 euro: c’è una differenza di circa 600 euro, le pensionate percepiscono il 47,5% in meno. “L’attenzione resti alta tutto l’anno”
Donne discriminate nel mondo del lavoro? Non solo. Donne discriminate anche nel mondo delle pensioni. Perché, se è vero che gli stipendi per le lavoratrici in troppi settori (e a parità di mansione) sono decisamente inferiori a quelle degli uomini, anche gli assegni previdenziali confermano la stessa tendenza. Così, mentre domani (8 marzo) si festeggia la giornata della donna, ancora una volta bisogna constatare che le cose non accennano a cambiare. Secondo un’indagine realizzata dallo Spi Cgil del Veneto, le pensionate della regione percepiscono in media circa la metà dei colleghi maschi.
Nel particolare, in Veneto la pensione media mensile sfiora i 930 euro lordi. Ma questo importo nasconde una realtà preoccupante. Infatti l’assegno medio mensile per gli uomini è di 1.268,12 euro mentre quello delle donne è di 665,39 euro, 602 euro in meno (-47,5%).
Una differenza per nulla trascurabile, spiega il sindacato, che vale per tutte le province. Proprio guardando alle realtà provinciali ci si rende conto di quanto difficile sia arrivare a fine mese, soprattutto per le pensionate di Rovigo e per quelle di Belluno. Ma i problemi riguardano tutte le anziane del Veneto, tenendo anche conto che le ultrasessantacinquenni nel territorio regionale sono circa 630 mila (di cui quasi 217mila ultraottantenni) contro i 480 mila over 65 maschi (di cui 120 mila over 80).

Leggi: Rassegna Sindacale, 07/03/2019


mercoledì 6 marzo 2019
Bonus mobili ed elettrodomestici le risposte dell’Agenzia delle Entrate

Le Entrate hanno recentemente pubblicato un serie di Faq relative al bonus mobili ed elettrodomestici, basate sulle richieste di chiarimento pervenute all’Agenzia da parte dei contribuenti. Di seguito una carrellata di domande e le relative risposte.
Ecobonus non consente anche il bonus mobili
D. Posso usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici se ho realizzato un intervento di riqualificazione energetica dell’edificio, per il quale è prevista la detrazione del 65%?
R. No, gli interventi per i quali si usufruisce della detrazione del 65%, finalizzati al risparmio energetico (per esempio, l’installazione di pannelli solari, la sostituzione impianti di climatizzazione invernale, la riqualificazione energetica di edifici esistenti), non consentono di ottenere la detrazione per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Acquisto di mobilio effettuato all’estero
D. Ho diritto alla detrazione se acquisto dei mobili all’estero, documentando la spesa con fattura e pagando con carta di credito o di debito?
R. Sì, se si possiede la documentazione richiesta dalla legge e si eseguono gli stessi adempimenti previsti per gli acquisti effettuati in Italia.
Sostituzione di caldaia: sì al bonus mobili

Leggi: Quotidiano del Condominio, 06/03/2019


mercoledì 6 marzo 2019
Riforma del terzo settore: una guida per il settore dell’assistenza ad anziani, disabili minori

Cosa succederà agli enti non profit dell’assistenza ad anziani, disabili, minori con la Riforma del Terzo Settore? Che effetti hanno le novità legislative sul servizio ai più fragili? Nasce per dare agli enti un sostegno nell’ affrontare le sfide del cambiamento il”Vademecum Riforma Terzo Settore” curato da Uneba, l’organizzazione di categoria del settore sociosanitario, educativo, sociale, assistenziale, dei servizi alla persona in Italia, con circa 900 enti associati in tutta Italia, quasi tutti non profit di radici cristiane. Le 130 pagine del Vademecum spiegano anzitutto agli enti a quali condizioni e con quali modalità trasformarsi in Ente del Terzo Settore o Impresa Sociale; altri approfondimenti riguardano gli enti religiosi, la fiscalità, gli aspetti contabili e di bilancio, il mondo del lavoro.
Il Vademecum fornisce agli enti del Terzo Settore indicazioni pratiche e operative aggiornate non solo alla riforma ed ai suoi decreti attuativi, ma pure alle recentissime novità portate dalla Legge di Stabilità e dal Decreto Semplificazioni. Per info: uneba.org

Leggi: Auser, 06/03/2019


mercoledì 6 marzo 2019
Nuovo patto per la salute: al via confronto sindacati-Regioni

Cgil-Cisl-Uil: obiettivo centrale ristabilire il rispetto del diritto alla salute dei cittadini, messo in discussione da anni di tagli al Ssn. Ciò significa assicurare l’accesso in tempi rapidi e certi a servizi e prestazioni di qualità stabiliti nei Lea
Si è svolto, oggi a Roma, l’incontro sul nuovo patto per la salute 2019-21, tra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, rappresentata dal coordinatore della commissione Salute, l’assessore Antonio Saitta, e Cgil, Cisl e Uil nazionali.
Le tre confederazioni hanno ribadito che “il nuovo patto per la salute deve avere come obiettivo centrale quello di ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, messo in discussione da anni di tagli al Servizio sanitario nazionale. Tale diritto deve essere esigibile in tutto il territorio nazionale, come prevede la Costituzione, tramite l’accesso, in tempi rapidi e certi, a servizi e a prestazioni di qualità, stabiliti nei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Ciò significa, in primo luogo, immediatamente e senza condizioni, assicurare un incremento significativo delle risorse a disposizione per il triennio 2019-2021, oltre a quanto già stanziato in legge di bilancio”. I sindacati ritengono che un primo segnale sia l’abolizione del superticket.

Leggi: Rassegna Sindacale, 06/03/2019


mercoledì 6 marzo 2019
Pensioni. Quota 100. Ecco come funziona

Il decreto su reddito di cittadinanza e pensioni, oltre al pensionamento anticipato a quota 100, include la proroga dell’Ape sociale, l’opzione donna, il riscatto della laurea, il blocco dell’aspettativa di vita.
Pensionamento a quota 100. Vale in via sperimentale per il triennio 2019- 2021. Si potrà andare in pensione con 62 anni di età e un’anzianità contributiva minima di 38 anni. I requisiti possono essere raggiunti con versamenti effettuati in tutte le gestioni Inps a eccezione delle casse dei liberi professionisti. Ma chi aggiunge i requisiti nel triennio conserva il diritto anche dopo.
Divieto di cumulo. A far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, la pensione con “quota 100” non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, a eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di cinquemila euro lordi annui.
Decorrenza. Per coloro che scelgono quota 100 la decorrenza della pensione non coincide con la data in cui si matura il diritto, ma devono attendere un ulteriore periodo (le cosiddette finestre). Le finestre si aprono ogni tre mesi per i lavoratori privati e ogni sei per quelli pubblici. Chi aveva i requisiti entro il 31 dicembre 2018 potrà andare in pensione il 1° aprile se lavora nel privato e il 1° agosto se lavora nel pubblico. La domanda di pensionamento anticipato nella pubblica amministrazione dovràessere presentata con un preavviso di sei mesi.

Leggi: Liberetà, 06/03/2019


mercoledì 23 gennaio 2019
Perché gli anziani non autosufficienti non interessano alla politica?

I servizi e gli interventi rivolti alle persone non autosufficienti riscuotono oggi, nel nostro Paese, una scarsa attenzione da parte della politica. Il direttore de “I luoghi della cura online” propone, in questo articolo, una analisi delle cause di questo fenomeno.
Indizi
Primo indizio. Il “Contratto di governo” siglato – nel maggio 2018 – tra le forze della coalizione attualmente al potere contiene un insieme assai esteso di promesse, ben più numerose di quelle realizzabili. In materia di welfare, dedica ampio spazio a tutti i principali gruppi sociali potenzialmente interessati: pensionati, famiglie con figli, giovani e adulti con disabilità, ed altri. Tutti tranne uno, gli anziani non autosufficienti.
Secondo indizio. Le opposizioni hanno criticato l’introduzione di “quota 100”, sostanzialmente un pensionamento anticipato per alcuni 62enni, con diversi argomenti. L’onere eccessivo per il bilancio pubblico, la necessità di concentrarsi invece sulla creazione di lavoro, quella di dare priorità ai giovani ed altre. Nessuno, tuttavia, ha fatto notare che se si vuole sostenere la popolazione in età più avanzata bisogna potenziare l’assistenza agli anziani non autosufficienti, non le pensioni. Si tratta, peraltro, di un argomento piuttosto ricorrente in passato.
Credo sia difficile negare l’esigua attenzione oggi dedicata dalla politica alla non autosufficienza. Non si tratta “solo” del noto, e sempre più acuto, sottofinanziamento dei servizi dedicati. Questo è il sintomo più visibile, mentre il più profondo tocca la progettualità e consiste nella frequente rinuncia a cercare migliori risposte alle esigenze degli anziani e delle loro famiglie. Tale disattenzione taglia trasversalmente, non senza lodevoli eccezioni, i diversi schieramenti politici così come i vari livelli di governo. Quali ne sono le ragioni?

Leggi: Luoghi di cura, 23/01/2019


DALLE REGIONI:

venerdì 8 marzo 2019
Disabili, arriva la casa-palestra automatizzata per essere autonomi

Luce, elettrodomestici e la porta di ingresso si attivano con la voce grazie all’assistente vocale. In cucina non mancano strumenti alla portata di tutti, come apriscatole o barattoli elettrici, ma anche posate, piatti e bicchieri appositamente modificati per adattarsi alle diverse esigenze di manualità. C’è anche un tagliere “multi funzione” dove la frutta o il pane vengono fissati al piano, un piatto “rialzato” dove il cucchiaio è più facile da usare e un supporto e un “manico” del bicchiere dotato di un sensore, che segnala alle persone non vedenti quando è pieno. E poi ancora rampe mobili, analoghe a quelle installate nei negozi “accessibili” del centro storico, portano ai balconi. E nei i bagni e nelle camere da letto ci sono strumenti ginnici e supporti antiscivolo.
E’ la nuova casa “palestra” di Reggio Emilia dove, con l’aiuto di ausili ad hoc e nuove tecnologie, i disabili potranno allenarsi a diventare autonomi nella vita di ogni giorno. Non è realizzata in un grigio ambiente sanitario, bensì in un luminoso attico di 120 metri quadri, per far sentire chi lo frequenta come a casa propria. L’immobile, inaugurato alla presenza del sindaco Luca Vecchi, è nato nell’ambito del progetto “città senza barriere” sviluppato dall’azienda speciale del Comune Fcr, insieme con la stessa amministrazione comunale, l’Ausl e i consorzi di cooperative sociali “Oscar Romero” e “45”, ha preso il via il progetto “training”, rivolto a circa una sessantina di potenziali “ospiti” all’anno, affetti da disabilità motorie o cognitive, ma che non rinunciano per questo ad una vita indipendente.

Leggi: Dire, 08/03/2019


mercoledì 6 marzo 2019
Violenza sulle donne anziane, al via il progetto di AUSER veneto “Taci: teatro, arte, cultura, inclusione”

Sembra essere ancora un tabù la violenza esercitata nei confronti delle donne di età compresa tra i 70 e gli 85 anni. È quindi un tema forte e doloroso quello su cui Auser Veneto vuole intervenire con il progetto “Taci – Teatro, Arte, Cultura, Inclusione contro la violenza sulle donne”, che è stato giudicato il miglior progetto su scala regionale e pertanto finanziato dalla Regione del Veneto con risorse statali del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
“Abbiamo deciso di presentare “Taci” a Rovigo – afferma Marinella Mantovani, presidente di Auser Polesine – perché proprio nella nostra provincia verranno ospitate le prime iniziative.
“Il progetto – prosegue – vuole contribuire a costruire una nuova cultura del rispetto, della condivisione e della qualità nelle relazioni tra uomini e donne. La violenza di genere, infatti, è una delle più rilevanti problematiche sociali a livello mondiale e nazionale, di cui si è iniziato a discutere negli ultimi anni grazie all’aumento della presa di coscienza collettiva riguardo la necessità di denunciare le diverse forme di vessazione e maltrattamento”.

Leggi: Auser, 06/03/2019


mercoledì 6 marzo 2019
Emergenza abitativa, crescono gli sfratti: dati e proposte dei sindacati

A Catania cresce l’emergenza abitativa, crescono gli sfratti e aumentano i senza tetto così come le convivenze forzate e le occupazioni per necessità. Il tutto, a corollario di un impoverimento sempre più diffuso. Ma nonostante ciò, i 5 milioni di euro assegnati alla Regione Sicilia per la morosità incolpevole sono rimasti quasi del tutto non spesi, e Catania non fa eccezione. Lo segnalano le sigle del sindacato degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat di Catania che lunedì 11 marzo alle ore 10, 30 (sede Sunia di via Reclusorio del Lume, 29), indicono una conferenza stampa con i tre segretari Giusi Milazzo, Franco Nicolosi e Giuseppe Camarda.
“A fronte di questo quadro che delinea un mondo sofferente ed emarginato poco o nulla fanno le Istituzioni, quando non intervengono con provvedimenti che fanno a pugni con la solidarietà e con la comprensione di un fenomeno che meriterebbe una grande e partecipata attenzione. Pensiamo all’ordinanza che il Sindaco di Catania ha recentemente riproposto in cui si vieta ai senza tetto di ‘bivaccare’ per le strade del centro e ai provvedimenti del ministro Salvini che prevedono lo sgombro forzato di chi ha trovato riparo in immobili spesso abbandonati. Tutto ciò senza prevedere alcuna alternativa né un ricovero provvisorio né un piano straordinario per l’abitare sociale”.

Leggi: Catania Today, 06/03/2019


mercoledì 6 marzo 2019
Lodi: al via il progetto “Trame di futuro” per aiutare anziani e disabili

Un progetto per aiutare anziani, disabili e coordinare le associazioni del territorio: Auser del Lodigiano sarà il capofila del programma “Trame di futuro in provincia di Lodi”, finanziato dalla Regione Lombardia e sostenuto dalla Fondazione Comunitaria della provincia. «Il progetto si articolerà in tre fasi – racconta Alessandro Manfredi, presidente Auser -, intitolate “Nessuno è diverso”, “Tutti in piazza” e “Uniti si vince”. La prima fase è dedicata ai disabili, con due finalità: sostegno alle famiglie delle persone in difficoltà e aiuto al lavoro. L’associazione Alah (Associazione lodigiana amici degli handicappati) se ne occuperà, attraverso un percorso formativo per le famiglie, composto da nove incontri con il supporto di uno psicologo. Riguardo all’accompagnamento al lavoro, svolgeremo delle azioni in collaborazione con il Cesvip (Centro sviluppo piccola e media impresa). Il problema è molto sentito: proprio per questo abbiamo pensato di creare il disability manager, una figura che favorisca il percorso di inclusione dei disabili nel loro posto di lavoro».

Leggi: Auser, 06/03/2019


 


 

 


 


 


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