Notizie

É online sul sito www.abitareeanziani.it  il nuovo numero della rivista Abitare e Anziani Informa.
Tema della pubblicazione è quello della co-residenza, (cohousing) intesa come possibile terza via tra la solitudine e la casa di cura, tra esperienze concrete e modelli possibili.
Il nuovo numero è scaricabile gratuitamente in formato pdf al seguente link


Housing For All – L’iniziativa dei cittadini europei

La presente proposta di iniziativa dei cittadini intende creare condizioni quadro giuridiche e finanziarie che facilitino, per tutti, l’accesso a un alloggio in Europa.
Invitiamo tutti gli inquilini a firmare la petizione e a sostenere l’iniziativa di Housing For All per intraprendere azioni che facilitino, per tutti, l’accesso a un alloggio popolare e a prezzi accessibili in Europa.
Clicca qui per firmare la petizione


NEWS:

lunedì 29 luglio 2019
Anziani: troppe medicine, poca attività fisica e cattiva alimentazione

La fotografia scattata alla popolazione over 65 da Pass d’Argento, il sistema di sorveglianza sulla popolazione con 65 anni e più condotto da Asl e Regioni e coordinato dall’Istituto superiore di sanità
L’87% degli italiani over 65 si considera in buona salute, ma le abitudini sanitarie e alimentarie sono invece molto carenti e inadeguate. E’ quanto fa sapere HappyAgeing (Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo) sulla base dell’indagine di Passi d’Argento (PdA), il sistema di sorveglianza sulla popolazione con 65 anni e più condotto da Asl e Regioni e coordinato dall’Istituto superiore di sanità. “Anche se si registrano lievi miglioramenti nella lotta alla sedentarietà – sostiene Michele Conversano, presidente di HappyAgeing – rimangono abitudini alimentari sostanzialmente scorrette e un’immunizzazione non sufficiente. Inoltre, si conferma la grande disuguaglianza tra le regioni nelle politiche sanitarie messe in atto a favore degli anziani”.
SEMPRE PIÙ ANZIANI
La ricerca – online su Passi D’Argento – aggiorna il quadro sullo stato di salute e di vita degli over 65enni, fascia in costante crescita e che ormai si avvicina al 25% della popolazione complessiva. L’Italia è infatti ai primi posti in Europa per la crescita dell’indice di vecchiaia: il rapporto tra gli anziani (65 anni e più) e i giovani (meno di 15 anni) raggiunge quota 168,9 e registra così un nuovo record nazionale. I dati riportati da Passi d’Argento elaborano circa 40.000 interviste – telefoniche e in presenza, fatte da operatori sanitari specializzati con anziani campionati in tre anni.

Leggi: Redattore Sociale, 29/07/2019


venerdì 26 luglio 2019
“Non lasciateci soli”, la fatica dei caregiver che lo Stato non vede

Sono 8,5 milioni di italiani. Assistono familiari anziani, disabili o malati. Senza aiuti economici e senza una legge. “E alla fine si ammalano anche loro”
«Per vent’anni Pietro è stato la mia vita ma anche la mia prigione. Il mio amatissimo bambino speciale diventato ragazzo. Vent’anni di accudimento continuo, di notti insonni, di carrozzine portate su e giù per le scale, di schiena a pezzi, di ricoveri ospedalieri, di infezioni, di polmoniti. Senza aiuti, senza sostegni pubblici. Sempre noi, mio marito, Pietro ed io. Poi un giorno la mia mente è diventata buia: ho capito che mi stavo ammalando di fatica, di dolore, di solitudine». Anna, cinquant’anni, romana, ex maestra elementare, è una mamma “caregiver”.
Ossia, letteralmente, una persona che si prende cura di qualcun altro.
Una degli 8 milioni e mezzo d’italiani, all’ottanta per cento donne, che nell’ombra e nel silenzio, spesso invisibili alle istituzioni, assistono in casa familiari gravemente malati, disabili, affetti da emergenze sociali come l’Alzheimer o le demenze senili.
Madri, padri, fratelli, figli costretti a sostituirsi alle reti di servizi di welfare sempre più labili, ma a rischio di ammalarsi a loro volta. È stata la denuncia dell’attrice Elena Santarelli su Repubblica a rompere il silenzio sulla fatica di vivere dei caregiver. Dopo aver combattuto (e vinto) la battaglia contro il tumore del figlio Giacomo, Santarelli ha voluto rendere pubblica la lettera di addio di suo zio, genitore di una ragazza di trentasette anni affetta dalla sindrome di Prader Willi. Un padre che si è suicidato dopo aver scoperto di avere il Parkinson. E dunque terrorizzato, dopo aver accudito con infinito amore la figlia, di diventare anch’egli un peso per la famiglia.

Leggi: La Repubblica, 26/07/2019


venerdì 26 luglio 2019
Casa, Mit sblocca 350 milioni per l’housing sociale e zone terremotate

Recepiti al Cipe alcuni correttivi ai due programmi che li fanno diventare ufficialmente operativi
ll Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha, durante l’ultima riunione del Cipe, provveduto a far sbloccare, tra le altre cose, 350 milioni di euro per l’housing sociale.
Sono stati, infatti, recepiti dal Comitato interministeriale per la programmazione economica gli aggiustamenti tecnici richiesti dalle Regioni sul Programma di edilizia residenziale nei territori colpiti da sisma, a cui sono destinati 100 milioni di euro, e sul Programma integrato di edilizia residenziale sociale a cui sono destinati, e già ripartiti, 250 milioni di euro. Un ultimo passaggio formale che rende i due piani pienamente attuabili.
In particolare, è stata ricompresa anche la Campania, in aggiunta a Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, tra i beneficiari del finanziamento di 100 milioni per gli interventi di edilizia residenziale sociale nei territori danneggiati dagli eventi sismici, per ricomprendere anche il territorio di Ischia. Ora, per il riparto delle risorse, si è in attesa di ricevere dalle Regioni interessate i dati sui singoli fabbisogni relativi al patrimonio Erp danneggiato dagli eventi sismici.

Leggi: Mit, 26/07/2019


venerdì 26 luglio 2019
Il nudo proprietario non «subentra» all’usufruttuario per le spese condominiali

L’amministratore è spesso alle prese con il problema di attibuire le spese al proprietaio (nudo) o all’usufruttuario. Ma cosa succede se uno dei due non paga? Occorre anzitutto esaminare il raffronto tra l’art. 63, quarto comma, disp. att. c.c. e l’art. 67, ottavo comma, disp. att. c.c. Il nudo proprietario subentrante nei diritti di un condòmino che resta usufruttuario (e l’ipotesi inversa) è responsabile col titolare del diritto reale minore per l’anno precedente e per quello nel corso del quale è avvenuto il subentro. È corretta questa affermazione o si dovrebbe dire che è tenuto all’obbligo tutti i pagamenti dovuti al condominio? La prima affermazione si basa sull’art. 63 disp. Att .c.c.  Il Tribunale di Padova, pronunciatosi di recente con la sentenza dell’11 gennaio 2019 ha asserito che il nudo proprietario non va considerato subentrante ex art. 63, quarto comma, disp. att. c.c., ma semplicemente nudo proprietario obbligato in solido con l’usufruttuario sulla scorta dell’art. 67, ottavo comma, disp. att. c.c. e come tale può essere chiamato a rispondere di tutti i debiti inerenti a quella unità immobiliare. Si tratta di decisione che può essere sottoposta a critica se si considera che non prende in considerazione tutte le norme di attuazione in materia condominiale dettate in relazione a spese e subentri nei diritti dei condòmini e che indica a proprio sostegno precedenti non propriamente conferenti col caso da essa affrontato.

Leggi: Quotidiano Condominio, 26/07/2019


venerdì 26 luglio 2019
Cronicità. In Italia la sanità non è uguale per tutti

Il Lazio ha liste d’attesa troppo lunghe, ma ha approvato il Piano nazionale della Cronicità, coinvolgendo il maggior numero di associazioni
La sanità non è uguale per tutti. A ricordarlo è Cittadinanzattiva, attraverso il 17° rapporto approfondito sulle politiche della cronicità, dal titolo Regione che vai, cura che trovi (forse) (qui la presentazione). Facendo un ipotetico giro d’Italia tra le strutture ospedaliere, e non solo, emerge quanto le disuguaglianze (definite “pericolose” dallo stesso rapporto, a cui ha partecipato MSD) siano all’ordine del giorno. Essere malati in Lombardia non garantisce gli stessi diritti che esserlo in Calabria, Molise o Sicilia, per citare degli esempi.
Non si parla solamente di tempestività nella diagnosi, ma anche di tutto quello che, nel percorso di prevenzione e cura, viene garantito in una regione e negato in un’altra: come farmaci e dispositivi, liste di attesa (dove il Lazio è da record nei tempi prolungati con il 55,5% dei casi gestiti in maniera non sufficiente), accesso alla riabilitazione, barriere architettoniche, sostegno psicologico e tanto altro. Se sei nella regione “giusta” avrai determinati diritti, altrimenti chissà.

Leggi: Reti Solidali, 26/07/2019


venerdì 26 luglio 2019
La FISH incontra il Ministro Locatelli

Il presidente FISH Vincenzo Falabella all’incontro al Ministero per la famiglia e le disabilità
Il neo insediato Ministro per la famiglia e le disabilità ha convocato ieri congiuntamente la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e la FAND.
L’incontro aveva l’intento di una mutua presentazione ma ha rappresentato l’utile occasione per evidenziare i temi di comune interesse che saranno verosimilmente prioritari nei successivi confronti ed elaborazioni.
“Nell’incontro fortemente voluto dal Ministro, nel rispetto dei reciproci ruoli, si sono evidenziati alcuni interessi e visioni, facendo emergere, per ora, quelli che sono comuni e condivisibili. – riporta Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Riteniamo sia evidente che questi non esauriscono certamente le istanze della nostra Federazione anche se apprezziamo la continuità con il lavoro sin qui svolto.”
I focus emersi riguardano certamente alcuni temi “caldi” come la necessità di costruire politiche solide sulla non autosufficienza, usando lo specifico Fondo di cui si caldeggia l’aumento e soprattutto definendo un Piano nazionale che renda omogenei, certi ed efficaci i servizi ed i sostegni alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Leggi: Fish Onlus, 26/07/2019


giovedì 25 luglio 2019
Landini: ridurre le tasse a lavoratori e pensionati

Dopo l’incontro tra Conte e i sindacati: “Bene il confronto, ma le decisioni del governo faranno la differenza. Non c’è ancora una proposta dell’esecutivo, noi chiediamo lotta seria all’evasione”. Prossimi appuntamenti il 29 luglio e il 5 agosto
“Bene il confronto, ma è importante capire come proseguirà e quali saranno le decisioni che vorrà prendere il governo”. Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro di oggi (25 luglio) con il premier Conte, alle agenzie di stampa. Il presidente del Consiglio ha annunciato due prossimi incontri: il 29 luglio sul Mezzogiorno e il 5 agosto sulle questioni del lavoro e del sociale.
“Noi abbiamo una proposta complessiva di riforma fiscale – ha spiegato Landini -, che ha come obiettivo principale quello di ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati attraverso le detrazioni”.
Landini ha quindi sottolineato l’importanza di una lotta seria all’evasione, “anche per recuperare le risorse necessarie per far ripartire gli investimenti e creare occupazione”. Per fare questo, servono anche “nuove assunzioni di professionalità specifiche all’agenzia delle entrate”. La Cgil ribadisce la profonda contrarietà a “condoni più o meno mascherati”. Nel nostro Paese, a suo avviso, “c’è un problema di concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Il nostro obiettivo è quello di portare a casa risultati per i lavoratori, ovvero la gente che rappresentiamo”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 25/07/2019


giovedì 25 luglio 2019
Cinque Stelle, c’è un piano per 600 mila case ma lo pagheranno i lavoratori

Progetto da 80 miliardi da finanziare anche con un contributo in busta paga del tipo ex Gescal
Qualcuno ha già rievocato la Gescal, acronimo di “gestione case per i lavoratori”, feudo democristiano ai tempi di Aldo Quartulli e Mario Bubbico, nato negli Anni Sessanta e da sempre sotto accusa perché i fondi che lo alimentavano, aboliti a metà degli Anni Novanta, erano regolarmente prelevati nelle buste paga dei lavoratori ma di case popolari se ne vedevano ben poche.
Oggi i Cinque Stelle, dotati delle migliori intenzioni, hanno pronta la Gescal 4.0: un disegno di legge composto da 6 articoli per avviare una gigantesca costruzione, ex novo o attraverso il recupero (si parla anche di demolizioni), di case popolari per famiglie a basso reddito, giovani coppie e giovani single.
Obiettivo, come annunciato ieri dallo stesso vicepremier Di Maio: mettere in piedi un fondo di 80 miliardi per realizzare 600 mila alloggi sociali in venti anni, tutto sotto il nome del programma denominato “Casa Mia”. Un progetto gigantesco, ma che già sembra prestare il fianco alle polemiche dei sostenitori del mercato, delle partecipazioni pubblico-privato e dell’intervento degli enti territoriali.

Leggi: La Repubblica, 25/07/2019


mercoledì 24 luglio 2019
Istat, l’Italia è il Paese più longevo in Europa: 14.456 gli ultracentenari, 2 milioni gli over 85. Uecoop: “Necessario miglioramento welfare”

Con oltre 2 milioni di persone con più di 85 anni l’Italia è il Paese più longevo in Europa. E detiene anche il record del numero di ultracentenari: al 1° gennaio 2019 i centenari residenti in Italia sono 14.456, l’84% dei quali sono donne. È quanto emerge dal rapporto “Cent’anni e non sentirli” pubblicato dall’Istat. In dieci anni, tra il 2009 e il 2019, i centenari sono passati da 11mila a oltre 14mila, quelli di 105 anni e oltre sono più che raddoppiati, da 472 a 1.112, con un incremento del 136%. I supercentenari vivi al 1° gennaio 2019 sono 21, raddoppiati rispetto al 2009 quando se ne contavano 10.
Nei dieci anni presi in esame sono 5.882 gli individui che hanno raggiunto il traguardo dei 105 anni di età: si tratta di 709 maschi e 5.173 femmine. Di questi, 1.112 sono ancora vivi al 1° gennaio 2019. L’incremento della popolazione semi-supercentenaria è costante e superiore al 100%: l’andamento può essere in parte spiegato dal fatto che chi raggiunge la soglia dei 105 anni gode di un’elevata longevità probabilmente legata a un fattore genetico. Inoltre le coorti di popolazione dei semi-supercentenari non comprendono ancora i nati nel periodo della prima guerra mondiale e quindi non risentono degli effetti dovuti alla loro scarsa numerosità alla nascita.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 24/07/2019


mercoledì 24 luglio 2019
Nomisma: l’affitto ha valenza sociale, l’edilizia pubblica va tutelata

L’elevata incidenza dell’affitto tra le fasce più fragili dal punto di vista economico della popolazione attribuisce al segmento della locazione un’elevata valenza sociale: lo afferma Luca Dondi, Amministratore Delegato di Nomisma rispetto all’audizione di ieri dell’Istat in Commissione Finanze della Camera riguardante la “nuova Imu” «È di tutta evidenza – ha spiegato Dondi – come la sotto dotazione di edilizia residenziale pubblica finisca per attribuire all’offerta abitativa privata un imprescindibile ruolo di argine al dilagare di forme di povertà e marginalità. In tale quadro, diventa fondamentale la salvaguardia di tale ruolo attraverso strumenti di garanzia della redditività che riducano l’emorragia verso forme di locazione di breve periodo che, se da un lato, accrescono l’attrattività delle città e le possibilità di ritorno per i proprietari, dall’altro, privano il mercato di quello che negli ultimi tempi è diventato il principale, se non l’unico, strumento di inclusione sociale per le famiglie più povere».

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 24/07/2019


mercoledì 24 luglio 2019
Anziani, troppi farmaci e poca attenzione ad attività fisica e alimentazione

Gli anziani si sentono in buona salute ma i dati su alimentazione e attività fisica dicono il contrario
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Gli anziani si sentono in salute, ma i dati rivelano una situazione diversa. È la fotografia scattata alla popolazione over 65 da Passi d’Argento (PdA), il sistema di sorveglianza sulla popolazione con 65 anni e più condotto da Asl e Regioni e coordinato dall’Istituto superiore di sanità.
Se l’87% della popolazione nazionale degli ultrasessantacinquenni si percepisce in buona salute, i dati analizzati dicono il contrario, in particolare nei parametri relativi a immunizzazione, alimentazione, attività fisica e uso dei farmaci.
“Anche se si registrano lievi miglioramenti nella lotta alla sedentarietà, – sostiene Michele Conversano, presidente di HappyAgeing Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo – rimangono abitudini alimentari sostanzialmente scorrette e un’immunizzazione non sufficiente. Inoltre, si conferma la grande disuguaglianza tra le regioni nelle politiche sanitarie messe in atto a favore degli anziani.”

Leggi: Help Consumatori, 24/07/2019


martedì 23 luglio 2019
Acqua non pagata in condominio: dal 2020 così si evita il distacco

Rubinetti aperti anche in caso di morosità in condominio. La delibera 311/2019/R/idr dell’Autorità di Regolazione per l’Energia Reti e Ambiente – ARERA – con il relativo allegato ha stabilito che, dal primo gennaio 2020, l’acquedotto non potrà più chiudere il rubinetto al condominio se, entro la scadenza dei termini di messa in mora, è stata pagata almeno la metà dell’importo dovuto in un’unica soluzione. L’acquedotto potrà invece procedere con le azioni sulla fornitura se l’utenza condominiale non effettui il saldo entro i successivi sei mesi.
La procedura regolamentata prevede che il gestore dovrà inviare la costituzione in mora almeno 25 giorni solari dopo la scadenza della fattura, ma non prima di aver inviato un sollecito bonario con allegato il bollettino per il pagamento. C’è inoltre l’obbligo di rateizzare il dovuto e di informare in modo comprensibile come si possa ottenere la dilazione. La fornitura limitata, sospesa o disattivata per morosità dovrà essere riattivata entro due giorni feriali dall’attestazione dell’avvenuto saldo da parte dell’utente finale.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 23/07/2019


martedì 23 luglio 2019
Ecobonus: con incapienza si può cedere il credito al genitore finanziatore

La cessione, corrispondente alla detrazione, è consentita al genitore, che rientra tra gli altri “soggetti privati” diversi dai fornitori
Un contribuente che rientra nella no-tax area, in condizioni di incapienza, proprietario di un’unità abitativa oggetto di riqualificazione energetica, può cedere il credito, corrispondente alle spese sostenute per i lavori, al proprio genitore finanziatore, quale soggetto privato. E’ questa la risposta dell’Agenzia delle entrate all’interpello n. 298 del 22 luglio 2019.
Quesito
A interpellare l’Amministrazione finanziaria è un contribuente no-tax area, proprietario di un immobile nel quale deve effettuare lavori di riqualificazione energetica per i quali spettano le detrazioni previste dalla normativa. Il contribuente, in quanto incapiente, potrebbe avere un prestito da parte dei genitori, ma sia il prestito che i pagamenti ai fornitori sono movimentati tramite bonifici sul suo c/c. L’istante se può cedere al genitore il credito d’imposta corrispondente alle detrazioni, considerando il genitore prestatore come un altro soggetto privato collegato al rapporto che ha dato origine alla detrazione.
Risposta
L’Agenzia, dopo un’attenta ricostruzione delle norme che disciplinano la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per le spese di riqualificazione energetica, di cui all’articolo 14, comma 2-ter del decreto legge n. 63/2013, precisa che la cessione del credito è consentita se il contribuente risulta in condizione di incapienza nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa e, dunque, impossibilitato a usufruire della detrazione.

Leggi: Fisco Oggi, 23/07/2019


mercoledì 17 luglio 2019
L’esperienza degli anziani al servizio dei giovani con disabilità

Persone anziane, che hanno ancora tanto da dare e che mettono a frutto le loro conoscenze, insegnando a un gruppo di giovani con disabilità intellettive, che esperienza non ne hanno, ma hanno tanta voglia di imparare e di mettersi in gioco, come lavorare nell’orto e con gli animali: non è una favola, ma una realtà in costante crescita, ovvero un bel progetto di agricoltura sociale avviato da alcuni anni tra le colline senesi, nella zona dove si produce il Chianti
«Abbiamo girato i bar di Castelnuovo e abbiamo chiesto agli anziani del paese se avessero voglia di diventare “maestri della terra”, di insegnare ai ragazzi come si zappa, come si innaffia, come si coltivano le erbe aromatiche, l’insalata e le altre verdure. E così il gruppo di anziani che hanno accettato di aderire al progetto, hanno conosciuto quelli che con il tempo sono diventati veri e propri “nipoti acquisiti”, ovvero un gruppo di giovani con la sindrome di Down e con disturbi dello spettro autistico, mettendo in moto un progetto di agricoltura sociale».

Leggi: Superando, 17/07/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 29 luglio 2019
Valle D’Aosta, il sistema del welfare non funziona

Presentato lo studio Ires. La quota di spesa pubblica è tra le più elevate a livello nazionale. Gli indicatori di efficienza ed efficacia sono invece molto più bassi. Falcomatà (Spi Vda): “Quadro desolante e preoccupante. La politica si svegli”
Gli abitanti della Valle d’Aosta – in particolare nel capoluogo – “godono complessivamente di un buon tenore di vita” e la città di Aosta si posiziona “ai primi posti della qualità della vita rispetto alle altre regioni italiane. C’è da sottolineare, però, come la quota di spesa pubblica sia tra le più elevate a livello nazionale. Gli indicatori di efficienza ed efficacia (presa in carico dei servizi sociali e sanitari, tempi di attesa nella sanità, trasporto pubblico) sono invece molto più bassi rispetto ad altre regioni del nord-Italia”. E’ quanto emerge dallo studio redatto dall’Ires Lucia Morosini di Torino e coordinato dallo Spi Cgil Valle d’Aosta, presentato lo scorso 26 luglio nel salone della Cgil ad Aosta.

Leggi: Rassegna Sindacale, 29/07/2019


sabato 27 luglio 2019
Caldo, Rsa «rifugio» per gli anziani

L’emergenza L’accoglienza diurna funziona come protezione per le fasce più deboli ed è offerta gratis dalle strutture
Il Comune di Brescia stringe l’accordo per dare ospitalità agli over 75 soli. In città sono 10 mila
Il 37% delle famiglie di Brescia conta almeno un anziano, ma si tratta per lo più di pensionati, in coppia o single. I soggetti più fragili, a livello sociale e sanitario, sono gli over 75. E nel capoluogo se ne contano 10 mila che vivono da soli. È per tutelare queste persone che il Comune di Brescia ha attivato una serie di interventi di «accoglienza diurna» anche nelle case di riposo, così da mitigare l’emergenza caldo del periodo estivo. Le quattro Rsa mettono a disposizione i propri locali durante il giorno (previa verifica della disponibilità) e l’anziano può essere ospitato gratis.

Leggi: Corriere della Sera, 27/07/2019


sabato 27 luglio 2019
Ragusa, schiaffi e insulti agli anziani ospiti di una casa di riposo

“Capra”, “mi fai schifo”: schiaffi e insulti agli ospiti di una casa di riposo
Tre donne indagate per maltrattamenti a Ragusa. Le indagini della squadra mobile sono scattate dopo una segnalazione
Violenze verbali e fisiche “gratuite e inaudite” ai danni degli anziani ospiti di una casa di riposo. È successo di nuovo, questa volta a Ragusa, dove la polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliare nei confronti di due donne, mentre una terza è stata sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione in Questura in quanto a suo carico sono stati documentati meno episodi.
Le indagini sono partite da una segnalazione arrivata alla Squadra Mobile che ha fatto scattare gli accertamenti. All’interno della casa di riposo sono state così installate telecamere e microspie per registrare le violenze fisiche e psicologiche ai danni dei poveri anziani.
Gli insulti nei confronti degli ospiti
“Animale”, “capra” ed ancora “mi fai schifo”, “puzzi come una bestia”, “sei pazza”, “scema, incrasciata (sporca ndr)”. Sono solo alcuni degli insulti registrati dagli investigatori . E ancora minacce: “cambiati o ti prendo a legnate”, “se non ti lavi ti prendo a schiaffi”, “muoviti che mi fai schifo o ti do uno schiaffo”, “io ti ammazzo”.

Leggi: Today, 27/07/2019


martedì 23 luglio 2019
Contratti locazione, rinnovato l’accordo territoriale fra Confedilizia e i sindacati degli inquilini

Rinnovato l’Accordo Territoriale fra Confedilizia e le Organizzazioni Sindacali degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat.
I contratti di locazione regolamentati dall’Accordo – che interessa il territorio amministrativo della provincia di Piacenza – sono l’Agevolato (c.d. 3+2 anni), il Transitorio Ordinario (fino a 18 mesi) e quello Transitorio per Studenti Universitari (da 6 mesi a 3 anni), i quali in determinati Comuni danno diritto ad un trattamento fiscale agevolato sia erariale (ad esempio la cedolare secca al 10%) che locale (riduzione del 25% di Imu e Tasi e in alcuni casi aliquote Imu ribassate).
Nel nuovo Accordo, sottoscritto alla presenza dell’Assessore del Comune di Piacenza Federica Sgorbati – è stata regolamentata anche l’Attestazione di rispondenza ex D.M. 16.1.2017, rilasciata dalle Associazioni firmatarie dell’Accordo e necessaria per poter usufruire di alcune delle agevolazioni fiscali previste.
Per maggiori informazioni sulle modalità di applicazione dell’Accordo e sulle possibili agevolazioni i proprietari ed inquilini interessati possono rivolgersi alle citate Associazioni firmatarie.

Leggi: Piacenza Sera, 23/07/2019


martedì 23 luglio 2019
Sunia e Sicet: “Occorre riqualificare gli alloggi popolari esistenti e i quartieri dove insistono”

E’ stato ribadito allo Iacp nel corso di un incontro. Purtroppo, in questo momento, è impossibile costruire nuove abitazioni seppur la domanda è altissima
Un importante incontro si è svolto tra le organizzazioni sindacali a tutela degli inquilini Sunia, con il segretario Floriana Bruccoleri (foto), Sicet, con il segretario Roberta Russo e, i vertici dello Iacp con il Commissario Gioacchino Pontillo ed il direttore Antonella Siragusa, tanti gli argomenti trattati in un’atmosfera di collaborazione e dialogo.
Si è discussa anzitutto di come affrontare l’emergenza abitativa, tema che anche ad Agrigento è fortemente sentito, e di come dare risposte alla richiesta proveniente dai cittadini.
Sunia e Sicet hanno sottolineato che in un momento di crisi economica come quello che viviamo oggi, in cui mancano le risorse economiche per costruire nuovi alloggi popolari, diventa indispensabile parlare di riqualificazione di quelli già esistenti e di rigenerazione di interi quartieri e delle periferie in cui spesso sono collocate gli alloggi.
Lo Iacp, infatti, gestisce un patrimonio immobiliare di circa 3.000 alloggi popolari, ormai vecchi e fatiscenti, mai o quasi mai sono stati fatti interventi di manutenzione o di messa in sicurezza.

Leggi: La Sicilia, 23/07/2019


martedì 23 luglio 2019
Basilicata – Priorità agli anziani

Le proposte dello Spi Cgil al governo regionale
Piani intercomunali socio sanitari e socio assistenziali, non autosufficienza, liste di attesa, legge regionale sull’invecchiamento attivo, riorganizzazione della rete dei servizi territoriali, proposta di legge regionale sulle autorizzazioni e sul funzionamento delle strutture socio educative e socio assistenziali, l’uso di fondi europei per avvisi pubblici che riguardano i servizi agli anziani e all’infanzia. Sono questi i temi alla base della proposta dello Spi Cgil Basilicata al nuovo governo regionale, molti dei quali saranno oggetto dell’incontro tra l’assessore regionale alla Sanità e i sindacati di categoria convocato per il prossimo 31 luglio.
“Nello specifico, per quanto riguarda i piani intercomunali socio sanitari e socio assistenziali – spiega il segretario generale Spi Cgil Basilicata Nicola Allegretti – il sindacato dei pensionati della Cgil chiederà un monitoraggio continuo dello stato di avanzamento dei piani per ogni singolo Ambito Territoriale e definizione dei Leps (Livelli essenziali delle prestazioni sociali) al fine di assicurare l’eguaglianza di opportunità a condizioni sociali e situazioni di difficoltà personali differenti, garantendo progressivamente ai servizi e agli interventi omogeneità di distribuzione e di accessibilità sul territorio in relazione al fabbisogno espresso per tutto il territorio regionale.

Leggi: Rassegna Sindacale, 23/07/2019


domenica 21 luglio 2019
Famiglialcentro con sede a Vetralla e Capranica ha iniziato il primo anno di attività

Famiglialcentro (www.famiglialcentro.vt.it) è il progetto provinciale di informazione e assistenza a 360gradi con sede a Vetralla e Capranica, che ha iniziato il primo anno di attività.
Sportello per i servizi agli anziani e organizzazione di attività dedicate. Progetto “Non più soli”, a cura dell’AUSER Associazione per l’invecchiamento attivo (0761.353230 – www.auserviterbo.it)
Partecipa al progetto Famigliaalcentro con il tema “Non più soli”. Il servizio si articola su vari obiettivi : 1) fornire informazioni sui servizi offerti dalle Istituzioni del territorio provinciale, allo scopo di favorire la permanenza dell’anziano in famiglia; 2) organizzare momenti di incontro intergenerazionale per favorire l’integrazione Anziani- Giovani minori.
Saranno gestite, sia a Vetralla che a Capranica, : a) attività di sportello con cadenza settimanale, alternativamente a Capranica(Circolo polivalente) e Vetralla (palazzo Zelli) il lunedì dalle ore 16 alle 19; E da settembre) attività di integrazione di cui sopra, c) conferenze a tema su “Alzheimer” , “Abitare anziani” ,” La memoria”.
Lo sportello è stato attivato già dalle scorse settimane. Lunedì 22 luglio è aperto a Vetralla, poi il 29 a Capranica e così via. Esperti e volontari sono a disposizione per fornire le informazioni
relative alle problematiche di cui sopra.
www. Famiglialcentro.vt.it

Leggi: Tuscia Times, 21/07/2019


mercoledì 17 luglio 2019
Ben venga quel nuovo sportello di consulenza sull’accessibilità

Frutto di una convenzione tra l’AAS 5 Friuli Occidentale, la Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia e la Cooperativa Iris, lo sportello di consulenza sull’accessibilità che sorgerà a Cordenons (Pordenone) sarà un punto di riferimento per famiglie, associazioni, privati e anche enti pubblici, interessati ad approfondire o a risolvere questioni legate all’accessibilità e all’abbattimento delle barriere architettoniche. A curarlo saranno gli esperti del CRIBA FVG (Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche)
Sarà un nuovo punto di riferimento per famiglie, associazioni e privati – ma anche per enti pubblici – dell’area di Pordenone, interessati ad approfondire o a risolvere questioni legate all’accessibilità e all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Si tratta di un nuovo sportello di consulenza sull’accessibilità, che nascerà grazie a una convenzione stipulata tra l’AAS 5 Friuli Occidentale (Azienda per l’Assistenza Sanitaria), la Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia e la Cooperativa Sociale Iris di Cordenons (Pordenone), con l’obiettivo di portare avanti attività congiunte di collaborazione e informazione per le persone con disabilità e le loro famiglie.

Leggi: Superando, 17/07/2019


IN AGENDA:

Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

Leggi: Rete Caad


“Territorio del welfare”, la XII Conferenza Espanet, a Urbino

La conferenza, che si terrà dal 19 al 21 settembre a Urbino, affronterà le trasformazioni politico-sociali recenti che stanno incidendo in modo significativo sul welfare. La presa di forza di movimenti identitari, populisti e sovranisti può contribuire a forme di welfare sciovinismo. Si può assistere a spirali di esclusione di soggetti “marginali”, a forme di colpevolizzazione di diverse tipologie di soggetti svantaggiati, alla disintegrazione di alcune forme di protezione, all’abbandono selettivo delle politiche sociali con l’incremento delle diseguaglianze.

Leggi: Espanet Italia


IN EVIDENZA:

Spesa sociale: la mappa dell’intero Paese e uno sguardo all’interno delle regioni – Laura Pelliccia

L’analisi
In un precedente articolo abbiamo anticipato i risultati dell’indagine sui servizi sociali dell’Istat per l’anno 2016. A distanza di qualche mese è stato reso disponibile un più ampio dettaglio informativo, con la fotografia dei 646 ambiti in cui si divide il territorio nazionale ai fini dell’organizzazione dei servizi sociali.
Nonostante l’indagine restituisca anche alcuni dati per singolo Comune, si ritiene che il livello territoriale ottimale, per la lettura dei fenomeni, sia quello delle forme associative di ambito, secondo l’articolazione del proprio territorio ai fini della programmazione sociale, individuata dalle regioni ai sensi della L.328/2000.
Abbiamo tentato una lettura d’insieme di questi risultati, sulla scorta delle indicazioni del Piano Sociale Nazionale. Quest’ultimo ha ridefinito, innanzi tutto, il perimetro degli interventi da considerare spesa-“sociale vera e propria”, escludendo quelli che, ai sensi del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni (Dlgs 65 del 2017), sono affluiti al campo dell’istruzione. Si cercherà di presentare i risultati tenendo conto di entrambe le accezioni di spesa (cioè al lordo e al netto dei nidi).
In analogia a quanto proposto dal Piano Sociale Nazionale, abbiamo analizzato altresì la situazione interna di ogni regione con lo scopo di osservare il grado di variabilità infraregionale.

Leggi: Welforum


Invecchiamento del corpo e complessità nella diagnosi psicogeriatrica

Ogni corpo che invecchia ha una sua storia peculiare. Porre una diagnosi psicogeriatrica su un corpo “complesso” risulta ogni volta una sfida, una ricerca di confini spesso sfumati in un ampio spettro di possibilità. Il geriatra, nel modellare una diagnosi psicogeriatrica, appare più artista che scienziato, uno scultore, che, con i suoi strumenti di lavoro, ovvero le conoscenze scientifiche, cerca di dare forma ad un’entità poliedrica ogni volta unica e variabile nel tempo.
di Carlo Adriano Biagini (S.O.C. Geriatria di Pistoia e Pescia, Ospedale S. Jacopo Pistoia – Azienda USL Toscana Centro), Veronica Caleri (S.O.C. Geriatria di Pistoia e Pescia, Ospedale S. Jacopo Pistoia – Azienda USL Toscana Centro)
Ogni giorno chi si occupa di anziani viene a contatto con i loro “corpi”: i medici che li visitano, gli infermieri che li assistono, gli assistenti di base che li lavano. Ogni giorno gli operatori che si occupano della salute degli anziani vengono a contatto con la storia di corpi diversi, più o meno fragili, somma e prodotto di invecchiamento fisiologico e malattie, di ambienti e storie differenti. Il risultato finale e ultimo di quel corpo che invecchia è la sua funzione, persa o mantenuta che sia. Negli anziani con questi corpi “complessi” porre una diagnosi psicogeriatrica richiede ogni volta un’impresa, un grande sforzo di osservazione, ricerca, analisi e il risultato finale, nella maggior parte dei casi, non sempre può essere etichettato con i criteri predisposti per individui con un corpo “semplice”.

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La relazione come gesto quotidiano di cura

Il percorso attraverso gli articoli pubblicati sulla rivista cartacea “I luoghi della cura”, edita tra il 2003 e il 2016, prosegue con lo sguardo rivolto al tema della relazione quale gesto quotidiano di cura. In questo “Percorso” Veruska Menghini guida i lettori attraverso una serie di contributi dedicati al tema della relazione nei servizi per la non autosufficienza.
di Veruska Menghini (Assistente sociale specialista, collabora con il Network Non Autosufficienza)
La relazione ci identifica e identifica gli altri, colloca nel tempo e nello spazio, ci consente di riconoscere i contesti e la nostra posizione nel mondo, attribuisce un senso agli eventi, alle esperienze e alla vita.
Qualsiasi gesto di cura, dal più specialistico al più generico, si compie all’interno di una relazione. La consapevolezza della centralità della relazione in ogni rapporto umano e, ancor più precisamente, la consapevolezza del potere che la relazione ha nel generare la qualità della nostra vita e della vita delle persone con cui ci relazioniamo pone l’operatore socio sanitario di fronte a responsabilità professionali, sociali ed etiche nel momento in cui si mette in relazione con un anziano non autosufficiente.
Nei servizi per anziani non autosufficienti la valutazione di un bisogno, la risposta ad esso, le azioni compiute per prendersi cura dell’altro sono sempre mediate da un rapporto relazionale e la qualità di questo rapporto ha il potere di innalzare l’altro, valorizzando il riconoscimento del suo sapere e delle sue risorse (persino quando egli stesso non le ricorda più) o, al contrario, di relegarlo nel ruolo di assistito, paziente, oggetto di cure e prestazioni.
Si tratta di un tema complesso e intricato. Di fronte alla non autosufficienza e, in particolare, alla demenza, la relazione tra operatore e anziano si presenta complessa, complicata; richiede pazienza, ascolto, osservazione, preparazione, motivazione e responsabilità.

Leggi: I Luoghi della Cura


Le iniziative di prossimità, tra protagonismo, creatività (e criticità)

La Biennale della Prossimità, dopo Genova nel 2015 e Bologna nel 2017, ha realizzato nel maggio 2019 la terza edizione a Taranto e si è caratterizzata per essere quest’anno non solo luogo di incontro tra chi opera in iniziative di prossimità, ma anche di approfondimento culturale; a questo ha contribuito un’Area ricerca, già attiva nelle precedenti edizioni e rafforzatasi in vista dell’appuntamento di Taranto, che a partire dallo studio e dall’analisi di casi concreti, ha estratto ragionamenti e indicazioni su caratteristiche, sfide e questioni aperte degli interventi di prossimità.
In questa sede si proporranno riflessioni principalmente sugli interventi che riguardano l’ambito del welfare (“welfare generativo di prossimità”, secondo la terminologia già utilizzata nella procedente ricerca), anche se va ricordato che gli interventi di prossimità investono ambiti più ampi.
Il primo passaggio è stato quello di individuare dei criteri per delimitare il fenomeno che sono stati così definiti:
–    si tratta di interventi che affrontano bisogni sociali e aspirazioni, migliorando così la qualità della vita dei cittadini;
–    i cittadini sono co-protagonisti degli interventi, assumendosi responsabilità diretta nella loro realizzazione;
–    gli interventi prevedono la collaborazione tra diversi attori (cittadini, singoli e organizzati, imprese profit e non profit, enti pubblici);
–    sono di norma realizzati in un ambito territoriale limitato e circoscritto (senza che questo pregiudichi la trasferibilità).

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SEGNALAZIONI:

Previdenza: attacco informatico al portale Inps

L’Istituto lancia allarme per false email via PEC
L’INPS informa i cittadini che si sono verificati nuovi tentativi fraudolenti attraverso l’invio di email con contenuti apparentemente attribuibili all’Istituto. Nello specifico le segnalazioni pervenute riferiscono di una email, inviata attraverso diversi indirizzi di posta certificata (PEC) non appartenenti all’Istituto, che avvisa di presunte irregolarità nel versamento di contributi.
Il testo della email si conclude con l’invito a cliccare su un link per accedere al dettaglio delle dichiarate irregolarità dal quale non si accede, in realtà, a nessun indirizzo ufficiale dell’INPS. Anzi è possibile che il link rimandi a un qualche sito dal quale verrebbe automaticamente scaricato del software maligno (malware) pertanto si consiglia di non cliccare sul link che compare nella email.
L’Istituto ricorda a tutti i cittadini di non dare seguito a richieste ambigue che arrivino via email e che l’unico link per accedere alle informazioni, ai servizi e alle prestazioni dell’Istituto è: www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx. Gli elenchi degli indirizzi di PEC utilizzati dalle strutture INPS sono disponibili sul Portale.

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Decreto crescita – Pensioni di inabilità per ex esposti amianto

Il beneficio della pensione di inabilità per i lavoratori affetti da determinati tipologie di mesoteliomi determinati da esposizione all’amianto è stato introdotto dall’art. 1 comma 250 della legge 232/2016 (Bilancio 2017). Si tratta di una particolare forma di inabilità riconoscibile con almeno 5 anni di contributi nella vita lavorativa.  L’art. 41 bis della legge 58/2019 estende tale tipologia di pensione ai soggetti che a qualsiasi titolo abbiano contratto una malattia professionale riconducibile all’amianto che sia stata riconosciuta dall’INAIL.
Tuttavia, avverte il sindacato, nonostante le modifiche normative, restano in piedi tutte le criticità legate a questo tipo di beneficio che, paradossalmente, nell’interpretazione ministeriale, non è compatibile con la rendita INAIL ottenuta per la malattia correlata all’amianto né è cumulabile con la maggiorazione dell’anzianità contributiva riconosciuta per i periodi di esposizione all’amianto.

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Assegno per il nucleo familiare (ANF) – Charimenti Inps per il calcolo del reddito familiare

A seguito delle richieste pervenute all’INPS in merito alla corretta indicazione dei redditi percepiti dal nucleo familiare ai fini della domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), l’Istituto fornisce chiarimenti in materia con il messaggio 18 luglio 2019, n. 2767.
I chiarimenti riguardano, nel dettaglio, la disciplina delle somme percepite come sostegno alla natalità e trattamenti di famiglia nel calcolo del reddito familiare ai fini della richiesta dell’ANF da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo.
Le prestazioni di interesse sono:
il Premio alla nascita;
l’Assegno di natalità (c.d. bonus bebè);
il Reddito di garanzia, il Contributo famiglie numerose e l’Assegno regionale per il nucleo familiare, previsti per la Regione autonoma Trentino – Alto Adige.
Questi contributi e prestazioni sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo e, pertanto, non sono da considerare ai fini della verifica del requisito reddituale valido per il diritto e la misura dell’ANF.

Leggi: Inca


Reddito e Pensione di Cittadinanza

Gestione online delle richieste di rinuncia
L’Inps, con il messaggio 11 luglio 2019, n. 2662, ha fornito le indicazioni operative per la gestione delle richieste di rinuncia al Reddito di Cittadinanza e alla Pensione di Cittadinanza.
La rinuncia, avverte l’Istituto in una nota pubblicata sul sito istituzionale, potrà essere effettuata dal richiedente titolare della Carta Rdc/Pdc, il quale dovrà dichiarare che la domanda di rinuncia viene presentata in nome e per conto del nucleo familiare, a prescindere dalla fase di attuazione del beneficio in essere e dalla composizione del nucleo stesso. L’Inps ha reso disponibile online il modulo SR183 da utilizzare e presentare alle strutture territoriali dell’INPS per la rinuncia al beneficio.
La rinuncia comporta la disattivazione della Carta Rdc/Pdc, con decorrenza dal momento della rinuncia stessa. Pertanto, eventuali importi residui ancora presenti nella Carta non saranno più utilizzabili. La rinuncia non comporta in alcun modo la riattivazione del ReI, nel caso in cui il nucleo ne fosse beneficiario prima della richiesta di Reddito di Cittadinanza.

Leggi: Inca


Assegni straordinari e Isopensioni – Inps, possibilità di accesso a pensione Quota100

L’Inps con il messaggio n.2251 del 14 giugno 2019, ancora non pubblicato sul sito dell’Istituto, nel confermare le disposizioni già impartite nella circolare n. 10 del 29 gennaio 2019, fornisce ulteriori precisazioni circa la possibilità di accesso alla quota 100 per i titolari di assegno straordinario e di Isopensione modificando l’orientamento interpretativo che aveva adottato con la circolare di gennaio.
Con il messaggio, l’Inps ricorda che le prestazioni in essere (sia Assegni straordinari sia Isopensioni) alla data del 1° gennaio 2019 continuano ad essere erogate fino alla scadenza prevista in base alle norme tempo per tempo vigenti previste al momento della cessazione del rapporto di lavoro e richiama l’ultimo rapporto della Ragioneria Generale dello Stato per individuare gli incrementi della speranza di vita sia sulla pensione di vecchiaia che sulla pensione anticipata.
Ma la vera novità del messaggio n.2251 è compresa nella seconda parte del messaggio, spiegano gli esperti previdenzialisti di Filt Cgil: L’Inps in via interpretativa chiarisce che i titolari di Isopensione alla data del 1° gennaio 2019 possono, alla maturazione dei relativi requisiti, chiedere la pensione in quota 100. La norma, in effetti, esclude la possibilità di accedere ad Isopensione per maturare i requisiti di quota 100 ma non preclude a coloro che sono già titolari di Isopensione la possibilità di pensionamento anticipato con i requisiti di quota 100.

Leggi: Inca, 12/07/2019


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


 

É online sul sito www.abitareeanziani.it  il nuovo numero della rivista Abitare e Anziani Informa.
Tema della pubblicazione è quello della co-residenza, (cohousing) intesa come possibile terza via tra la solitudine e la casa di cura, tra esperienze concrete e modelli possibili.
Il nuovo numero è scaricabile gratuitamente in formato pdf al seguente link

Housing For All – L’iniziativa dei cittadini europei

La presente proposta di iniziativa dei cittadini intende creare condizioni quadro giuridiche e finanziarie che facilitino, per tutti, l’accesso a un alloggio in Europa.
Invitiamo tutti gli inquilini a firmare la petizione e a sostenere l’iniziativa di Housing For All per intraprendere azioni che facilitino, per tutti, l’accesso a un alloggio popolare e a prezzi accessibili in Europa.
Clicca qui per firmare la petizione


NEWS:

venerdì 19 luglio 2019
«Per le nuove generazioni pensioni più giuste»

Il segretario confederale Ghiselli: “Flessibilità, solidarietà e sostenibilità sono indispensabili per superare la Legge Fornero”. Al governo: “Apriamo un tavolo con al centro i giovani e il loro futuro, prima che sia troppo tardi”
Quello delle pensioni non può certo essere considerato un tema come tanti. Ne è convinto il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, e lo ha detto chiaramente in apertura del suo intervento all’iniziativa “Giovani e pensioni, rivolti al futuro”, promossa oggi (19 luglio) dal sindacato di Corso d’Italia per dare il via a una campagna nazionale sulla previdenza. “Parlare della prospettiva previdenziale dei giovani – ha affermato Ghiselli – vuol dire parlare del futuro delle nuove generazioni, dei loro progetti di vita, delle loro certezze”. In Cgil si discute, insomma, di “scelte che oggi i ragazzi sono chiamati a fare, per costruirsi una vita che in tutte le sue fasi abbia elementi di sicurezza”.
In altre parole, si parla della “tenuta sociale della nostra comunità”. La questione generazionale, non a caso, è stata un punto centrale della piattaforma unitaria che il sindacato ha definito ormai tre anni fa, e che aveva come obiettivo superare la Riforma Fornero, oltre che delineare una “visione complessivamente nuova rispetto all’attuale sistema previdenziale”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 19/07/2019


venerdì 19 luglio 2019
 Recupero patrimonio edilizio di immobile in eredità locato: non si applica l’agevolazione

In tutti i casi in cui l’immobile pervenuto in eredità, oggetto dell’intervento agevolato riguardante il recupero del patrimonio edilizio e la riqualificazione energetica degli edifici, risulti concesso in locazione anche solo per un breve periodo dell’anno, l’erede non può usufruire della quota di detrazione per l’annualità di riferimento. Lo ha specificato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 282 del 2019, con cui ha chiarito come per fruire del beneficio fiscale è necessario che l’erede abbia la detenzione materiale e diretta dell’immobile agevolato per l’intera durata del periodo d’imposta di riferimento.
L’Agenzia delle Entrate ha emanato la risposta a interpello n. 282 del 19 luglio 2019 riguardante la fruizione dell’agevolazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici in relazione ad un immobile acquisito per successione ereditaria.
Il TUIR prevede la detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici.

Leggi: Ipsoa, 19/07/2019


venerdì 19 luglio 2019
Morosità incolpevole. Il MIT rialloca 88 milioni non spesi che ora possono essere utilizzati anche per il sostegno all’affitto

Dichiarazione di Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto Direttoriale 31 Maggio 2019, finalmente si riallocano alle Regioni circa 88 milioni di fondi non spesi nel periodo 2014-2018, destinati agli interventi di contrasto alla morosità incolpevole.
E’ grazie alla iniziativa del SUNIA, degli altri sindacati inquilini e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori che finalmente, oltre all’utilizzo per l’emergenza abitativa di questi fondi che rischiavano di andare perduti, si introduce la possibilità di destinarli al finanziamento del Fondo di sostegno alla locazione che è il principale strumento per contrastare l’insorgere della morosità incolpevole. Se non si sostengono le famiglie nel pagamento di affitti troppo onerosi per redditi medio bassi, risulta estremamente difficile recuperare ex post l’inevitabile sfratto per morosità. I numeri che ogni anno il Ministero dell’Interno fornisce sulle procedure di sfratto lo confermano: circa il 90% degli sfratti emessi sono causati da morosità.
Nonostante questi dati drammatici il Fondo di sostegno alla locazione è stato azzerato negli ultimi anni e per il 2019 è previsto uno stanziamento meno che simbolico di 10 milioni.

Leggi: Sunia, 19/07/2019


mercoledì 17 maggio 2019
Architettura, la Biennale 2020 del libanese Hashim Sarkis resta sul «sociale»

«Come vivremo insieme?» è il tema scelto per la manifestazione di Venezia
Se la Biennale di Yvonne Farrell e Shelley McNamara aveva voluto celebrare la generosità dello spazio libero e gratuito, la 17esima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia sarà dedicata al vivere insieme. «How will we live together?» sarà il titolo della prossima Biennale di Architettura che si terrà dal 23 maggio al 29 novembre 2020. Ad annunciarlo sono stati il presidente della Biennale, Paolo Baratta e l’architetto libanese, nonché preside della School of Architecture and Planning al Massachussetts Institute of Technology (Mit) di Boston, Hashim Sarkis. Si prosegue dunque sulla strada dell’impegno sociale con le varie declinazioni concrete e coraggiose che l’architettura può immaginare. D’altronde già all’annuncio del nome del curatore, lo scorso 19 dicembre, si era fatto accenno alla sensibilità di Sarkis rispetto «alle urgenze che la società, nelle diverse contrastanti realtà, pone per il nostro abitare». Sensibilità dimostrata anche concretamente con lavori che lo studio Hashim Sarkis Studios (HSS), con basi a Cambridge, nel Massachussetts, e a Beirut, in Libano, ha realizzato soprattutto nell’ambito dell’edilizia sociale e residenziale, con attenzione alla qualità dell’abitare.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 17/07/2019


mercoledì 17 luglio 2019
Le agevolazioni prima casa: non si perdono con il garage

La rimessa per le auto, infatti, è censita in una categoria diversa da quella abitativa, di conseguenza, per il fisco non è un ostacolo che rileva ai fini dell’applicazione dei benefici per il nuovo acquisto
Possono fruire nuovamente dei benefici “prima casa” i coniugi che vogliono vendere l’abitazione acquistata con le medesime agevolazioni e comprare una nuova casa, per la quota del 50 per cento ciascuno, entro 12 mesi dalla cessione dell’immobile, mantenendo la proprietà del solo garage da destinare a pertinenza. È la precisazione fornita dall’Agenzia con l’interpello n. 241 del 15 luglio.
L’Agenzia ricorda che la fruizione delle agevolazioni in esame sono disciplinate dalla Nota II-bis, posta in calce all’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al Tur, nella quale sono indicate le condizioni per la titolarità del diritto. La disposizione, in particolare, prevede:
“b) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare”
“c) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui al presente articolo …”.

Leggi: Fisco Oggi, 17/07/2019


martedì 16 luglio 2019
 Il decreto crescita da vicino: focus su bonus e incentivi

Misure antisismiche, riqualificazione energetica, mobilità verde: ecco alcuni vantaggi, riduzioni e sconti per gli interventi che riguardano la collettività, contenuti negli articoli del Dl n. 34/2019
bonus casa
Si allarga la maglia delle agevolazioni: chi sostiene spese per interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico può ricevere, in alternativa all’utilizzo della detrazione, un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante. Estesi anche ai motorini, moto, tricicli e microcar elettrici e ibridi gli incentivi per la rottamazione. Sono alcune delle novità contenute nel decreto crescita n. 34/2019 in materia di misure antisismiche e riqualificazione energetica (articoli 14 e 16 del Dl n. 63/2013) nonché di mobilità verde (articolo 1, comma 1057, legge di bilancio 2019).

Leggi: Fisco Oggi, 16/07/2019


martedì 16 luglio 2019
Reggio Calabria. Sunia-Cgil, Confedilizia e Sicet-Cisl: “Firmato importante Accordo Territoriale per la Città di Scilla riguardante i contratti di locazione a canone agevolato. Favorirà sia i proprietari che gli inquilini”

Soddisfatte le più grandi organizzazioni sindacali: “I diritti dei cittadini adesso sono rafforzati grazie al nostro accordo. Un cambio di passo importante nelle politiche per la casa in uno dei 20 borghi turistici più apprezzati d’Italia”
E’ stato firmato il nuovo, importante Accordo Territoriale per la Città di Scilla (RC), uno dei 20 borghi turistici più apprezzati d’Italia.
L’intesa, raggiunta dopo un lungo ed articolato lavoro di studio e di approfondimento, sottoscritta da Sunia-Cgil Calabria, Confedilizia e Sicet-Cisl di Reggio Calabria, riguarda i contratti di locazione a canone concordato.
L’Accordo, perfezionato ai sensi dell’art. 2, comma 3, della Legge n. 431/98 e del D.M. 16 gennaio 2017, è stato depositato il 5 luglio presso il Comune, è già in vigore e quindi utilizzabile da proprietari ed inquilini.

Leggi: Sunia, 16/07/2019


martedì 16 luglio 2019
Green City, sottoscritta da 26 città italiane la Dichiarazione per l’adattamento climatico

Le città italiane si sono incontrate a Milano per rilanciare l’azione sul clima e per difendersi dalle conseguenze della crisi climatica. L’Italia più esposta di altri paesi agli impatti dei cambiamenti climatici con perdite economiche di 63 miliardi di euro
Una dichiarazione in 10 punti per l’adattamento ai cambiamenti climatici è stata sottoscritta oggi a Milano da numerose città italiane in occasione della 2^ Conferenza Nazionale delle Green City.
Le prime 26 città ad aver aderito alla Dichiarazione per l’adattamento climatico delle Green City sono Assisi, Belluno, Bergamo, Casalecchio di Reno, Chieti, Cisterna di Latina, Cosenza, Firenze, Genova, Imola, Livorno, Mantova, Milano, Monterotondo, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pordenone, Roma, Siracusa, Sorradile, Tivoli, Torino, Venezia.

Leggi: Casa e Clima, 16/07/2019


lunedì 15 luglio 2019
Agevolazione prima casa: ammissibile se prima del nuovo acquisto si provvede alla vendita dell’abitazione

Nel caso in cui i coniugi, prima dell’acquisto della nuova abitazione, provvedano alla vendita della precedente abitazione, acquistata con le agevolazioni “prima casa”, ad eccezione del garage, i medesimi, non risultando più titolari della proprietà dell’abitazione agevolata, e possono nuovamente richiedere l’applicazione dell’agevolazione in relazione all’acquisto della nuova casa d’abitazione. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 241 del 15 luglio 2019 che ha specificato come la possidenza nel Comune di altra unità immobiliare censita in una categoria diversa da quelle abitative, quale il garage, non costituisce motivo ostativo ai fini della concessione del beneficio per l’acquisto dell’abitazione.
L’Agenzia delle Entrate ha emanato la risposta a interpello n. 241 del 15 luglio 2019 riguardante l’agevolazione “prima casa”.

Leggi: Ipsoa, 15/07/2019


mercoledì 10 luglio 2019
Ascensore rotto: anziani e disabili segregati in casa (SERVIZIO TV)

Novanta scalini a scendere ed altrettanti per tornare al sesto piano; qualcosa in meno per i piani inferiori. Ma da quando l’ascensore si è bloccato per le famiglie di una palazzina Aterp in viale Isonzo è arrivato l’isolamento.
Per gli anziani, i disabili, e qualche infortunato è un grande supplizio oltre che un pericolo. Con grande dignità ma anche forte determinazione i residenti chiedono la immediata sostituzione del pezzo ed il ripristino del piccolo ascensore, unico modo per raggiungere il piano terra.

Leggi: Catanzaro TV, 10/07/2019


martedì 9 luglio 2019
Vecchiaia e caldo, S. Egidio: superare l’isolamento e i rischi con l’assistenza

Con il programma «Viva gli Anziani!» della Comunità, attivo in 9 città italiane, si contiene la mortalità e si riducono i ricoveri in ospedale e in casa di riposo, con significativi risparmi per i servizi pubblici
Per chi è anziano, con poche possibilità economiche e solo, l’estate è spesso fonte di disagi. Ma la Comunità di Sant’Egidio propone da 16 anni, anche grazie al sostegno di Enel Cuore Onlus, il programma «Viva gli Anziani!», una rete di monitoraggio ed interventi rivolti a chi ha superato gli 80 anni a Roma, Napoli, Catania, Genova, Novara, Brindisi, Sassari, Amatrice e Civitavecchia. Nella Capitale il programma è attivo nei rioni Esquilino, Monti, Testaccio e Trastevere, con reti di prossimità che coinvolgono medici, operatori sociali, negozianti, vicini di casa, volontari, di cui numerosi in età avanzata.
A Roma 25 mila volontari
In complesso il programma raggiunge più di 14 mila ultraottantenni, di cui circa 6.500 a Roma, grazie al sostegno di 40 mila volontari, di cui 25 mila a Roma. La forza di “Viva gli anziani» è la replicabilità e i costi assai contenuti, solo 81 euro a persona all’anno», ha detto presentando la versione 2019 dell’iniziativa Marco Impagliazzo, presidente di Sant’Egidio. Fra i risultati positivi ci sono il contenimento della mortalità, anche nei mesi più caldi e la riduzione dell’ospedalizzazione e dei ricoveri in istituto e casa di riposo, con conseguente risparmio per i servizi pubblici di assistenza.

Leggi: Corriere della Sera, 09/07/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 22 luglio 2019
Promozione salute Over 65, accordo tra Regione e Sindacati pensionati

La collaborazione risulta inoltre importante in tema di contrasto alle diseguaglianze in salute, favorendo la realizzazione di azioni a favore di gruppi sociali particolarmente a rischio di fragilità
Costruire una più stretta alleanza attraverso la quale migliorare le condizioni di vita in buona salute della popolazione marchigiana, specificatamente quella over 65, con una attenzione particolare alla prevenzione e alla sostenibilità del sistema sanitario.
È quanto di prefigge il Protocollo d’Intesa firmato oggi, 22 luglio, a Palazzo Raffaello tra Regione Marche e Sindacati Pensionati (SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil) per la Promozione della Salute nella Comunità e il sostegno alle strategie di Prevenzione. L’Intesa si propone di ampliare le attività congiunte di informazione e formazione sul contrasto ai principali fattori di rischio per le malattie croniche non trasmissibili, sulla prevenzione dell’osteoporosi e degli incidenti domestici, sulla promozione dell’attività fisica e l’adozione di un sano stile di vita, sulla sensibilizzazione per l’adesione agli screening oncologici e alle vaccinazioni.

Leggi: Piceno Oggi, 22/07/2019


venerdì 19 luglio 2019
Umbria, Spi Cgil contro i tagli al Tpl: anziani penalizzati

“Le frazioni periferiche della nostra regione utilizzano il trasporto su gomma come principale metodo di spostamento e, spesso, di comunicazione, considerato che il trasporto su rotaia è quasi inesistente; proprio per questo un deterioramento di tale servizio lede profondamente il diritto alla mobilità e alla libertà dei cittadini, specie nel caso di gruppi particolarmente vulnerabili come pendolari ed anziani, arrivando anche a comportare un danno di carattere economico per imprese e lavoratori”. È quanto si legge nell’ordine del giorno che lo Spi Cgil dell’Umbria ha approvato oggi, 19 luglio, al termine dei lavori del suo direttivo [testo integrale in allegato].
Per il sindacato delle pensionate e dei pensionati umbri, il taglio al Tpl “è intollerabile”. “Non si possono lasciare interi paesi e comunità isolate – si legge ancora nell’ordine del giorno – ne va della libertà ed autonomia di ciascuno e della credibilità stessa delle istituzioni e della loro dedizione al benessere comune. Le necessità economiche delle aziende della mobilità non possono giustificare la perdita dei servizi – conclude lo Spi Cgil – proprio per questo richiediamo alla Regione e ai Comuni di intervenire per garantire il diritto alla mobilità ai cittadini umbri con particolare riferimento agli anziani e alle fasce più fragili della popolazione”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 19/07/2019


venerdì 19 luglio 2019
Liste d’attesa, 23 luglio presidio pensionati ad Aosta

Chi ha detto che i soldi non possono comprare la salute? Da un recente monitoraggio effettuato dalla Regione Valle d’Aosta sulle liste d’attesa, il 36 per cento delle prestazioni hanno tempi critici. Le stesse si ottengono quasi subito a pagamento in regime intramoenia o da privati. La Valle d’Aosta detiene il primato per la spesa sanitaria privata tra le più alte d’Italia, 798 euro pro capite. Per questo motivo Spi Cgil, Fnp Cisl, Savt Retraites, Uil Pensionati saranno in prima linea per dire “no alle lunghe liste d’attesa”, con un presidio e volantinaggio martedì 23 luglio, alle ore 7.30 davanti all’ospedale Parini di Aosta. “Chiediamo quindi – scandiscono i sindacati – che si attivi una commissione di verifica delle liste d’attesa con la presenza delle organizzazioni sindacali e delle associazioni degli utenti. Si potenzi la sanità pubblica con maggior investimenti su personale e attrezzature, si ampli l’orario di apertura degli ambulatori anche il sabato. E il diritto alla salute sia garantito a tutti, indipendentemente dalla disponibilità economica”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 19/07/2019


venerdì 19 luglio 2019
Auto ecologiche per attività assistenziali domiciliari: 45 nuovi veicoli per l’Ulss 6

Il parco macchine del Distretto Sud è stato rinnovato. Scibetta: «L’efficienza su ruote, a beneficio dei nostri lavoratori, è uno degli argomenti che ci stanno più a cuore»
L’Ulss 6 Euganea non solo ha rinnovato il parco macchine ma lo ha anche potenziato con mezzi Euro 6 “amici dell’ambiente”. Quarantacinque vetture ecologiche, nuove di zecca, sono state consegnate nelle ore scorse al distretto Padova Sud e saranno a disposizione dei dipendenti – soprattutto infermieri – che svolgono, nel territorio compreso tra Monselice, Este, Montagnana e Conselve, attività di assistenza domiciliare.
L’utilizzo
I veicoli saranno a disposizione anche degli operatori di consultori, area disabilità, dipartimento di prevenzione, igiene pubblica, sanità veterinaria, medicina legale, servizio per le dipendenze, dipartimento di salute mentale. In parte a gpl, in parte a metano, le auto modello Clio e Panda prese a noleggio vanno a rinnovare il vecchio parco auto a benzina e a diesel.

Leggi: Padova Oggi, 19/07/2019


venerdì 19 luglio 2019
Alzheimer e Demenze. Malati e famiglie non possono più aspettare

È urgente finanziare il Piano Demenze, approvato ancora nel 2014 e tuttora non finanziato. La Federazione Alzheimer Italia scrive al ministro della Salute
Vivere con una forma di demenza o gestire un familiare con demenza è attualmente, in Italia, una attività logorante, avvolta dalla solitudine, spesso aggravata da carenze di servizi, per non parlare del radicato stigma sociale. Abbandonare le famiglie con una persona con demenza al loro destino non può essere la soluzione.
Per questo motivo, nel 2014 era stato approvato il Piano Nazionale Demenze che tra gli obiettivi annovera interventi e misure di politica sanitaria e sociosanitaria e Implementazione di strategie e interventi per l’appropriatezza delle cure. A partire da febbraio 2015 l’implementazione del Piano viene monitorata attraverso il “Tavolo di monitoraggio dell’implementazione del Piano Nazionale per le Demenze (PND)”, coordinato dal Ministero. Quello che ancora manca, però, è la messa in campo di una vera strategia politica nazionale, ma anche e soprattutto i fondi da destinare a questo Piano Nazionale Demenze.

Leggi: Disabili.com, 19/07/2019


giovedì 18 luglio 2019
Non riesci a pagare l’affitto? Refugee Welcome lancia “Coinquilini Solidali”

Chi ha una casa troppo grande da sostenere o è rimasto solo può iscriversi alla piattaforma dell’associazione e trovare il suo “match” per una convivenza in base a bisogni e possibilità. Musicco: “Gli stranieri scontano la sfiducia anche quando lavorano”
Il pensionato che è rimasto solo dopo la morte del coniuge e ora si ritrova con una casa troppo grande da sostenere dal punto di vista economico, spaziale e relazionale. Una mamma single che lavora full time a cui il contratto viene tramutato in part time ed è nell’impossibilità di pagare da sola l’affitto. A loro si rivolge “Coinquilini Solidali”, il progetto di Refugees Welcome Italia appena inaugurato che ha l’obiettivo di promuovere a Torino e in alcune altre zone del Piemonte coabitazioni ispirate al principio di solidarietà e collaborazione reciproca tra persone che vivono un momento di difficoltà o desiderano creare nuovi legami.
“Il bisogno abitativo non riguarda solo i rifugiati che sono sempre stati il nostro focus d’azione – spiega Fabiana Musicco, fra le fondatrici di Refugee Welcome che si è occupata dell’iniziativa finanziata dal Programma Housing della Compagnia di San Paolo –. Riguarda anche persone che per vari motivi, come il cambiamento della situazione economica, familiare o sociale si ritrovano in una situazione di criticità ma non ricevono alcuna risposta istituzionale perché i servizi sociali non hanno i mezzi per impattare sul cosiddetto disagio leggero”.

Leggi: Redattore Sociale, 18/07/2019


giovedì 18 luglio 2019
Donne maltrattate, Auser apre sportello d’aiuto per anziane “Doppiamente fragili”

Chi subisce la violenza non ha voce per denunciarla o difendersi. Per loro Auser apre a Terni uno sportello d’aiuto per ricevere supporto e consigli
Si chiama “doppiamente fragili” il progetto promosso da Auser Terni come aiuto e sostegno alle donne anziane vittime di violenza, vessazioni e maltrattamenti. Lo sportello prevede un sostegno psicologico e la possibilità di avere informazioni e consigli su cosa fare.
Una voce amica a cui rivolgersi, confidarsi e raccontare che cosa è accaduto. Le donne anziane potranno contattare il Numero Verde del Filo d’Argento Auser 800-995988 e il numero 0744-496218 per chi chiama dal cellulare.
Doppiamente fragili perché spesso chi subisce la violenza non ha voce per denunciarla o difendersi e continua a subire in silenzio.
Le donne anziane che subiscono qualche forma di violenza o prevaricazione fisica o psicologica dentro e fuori le mura di casa, sono spesso sole e fragili, vittime di chi vuol derubarle e sopraffarle. La violenza alle donne anziane è un fenomeno diffuso e silente, poco raccontato, senza statistiche ufficiali e dati recenti. Tra tutte le forme di abuso quella dell’abbandono e dell’incuria risulta forse la più diffusa: quando si priva l’anziano della possibilità di vivere una vita dignitosa.
Lo sportello si rivolge a tutte le donne della regione Umbria e rientra in una delle attività comprese dal progetto “Comunità in ascolto” sostenuto dalla Fondazione Carit e presentato a Terni nei giorni scorsi.

Leggi: Help Consumatori, 18/07/2019


mercoledì 17 luglio 2019
Un progetto per gli anziani attivi

Lo scopo comune è quello di riaprire e restituire parzialmente lo spazio sede dell’ex Ricovero Selmi
Domani alle 20,30, al Parco dell’ex Ricovero Selmi, in Via Marconi a Polesella, in concomitanza con la prima serata del Cineforum estivo “Nuovo cinema Vittoria”, organizzato dal Comune di Polesella, verrà presentato il progetto “Comunità multi-age. Insieme si invecchia meglio”. Il progetto rientra tra le iniziative finanziate dalla Regione Veneto nell’ambito degli “Interventi di promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo”.
L’opera Pia Pietro Selmi, insieme a una cordata di partner locali, tra cui il Comune di Polesella, la cooperativa sociale “Il Raggio Verde”, le associazioni Avas, Università Popolare – Auser e Conferenza San Vincenzo De Paoli, in collaborazione con altre realtà associative di Polesella, tra cui Co.Ge, Circolo Noi Raccano e Agesci, e con il sostegno della Parrocchia B.V. del Rosario, delle associazioni xKé e Adab, saranno promotori e attuatori, per i prossimi diciotto mesi, di molte iniziative a favore della popolazione over 60 e non solo.
Lo scopo comune è quello di riaprire e restituire parzialmente lo spazio sede dell’ex Ricovero Selmi alla comunità, in particolare alla popolazione anziana residente a Polesella e nei comuni limitrofi, attraverso la sistemazione e l’animazione del parco.

Leggi: Polesine24, 17/07/2019


venerdì 12 luglio 2019
Quartieri solidali della diocesi di Roma, per rimanere vicini agli anziani anche d’estate

Il progetto delle “Parrocchie aperte” della Diocesi di Roma per restare vicino agli anziani anche nel periodo più caldo dell’anno
Parrocchie aperte l’estate per essere vicine agli anziani che vivono soli soprattutto nel periodo estivo. È questa l’iniziativa promossa da otto comunità coinvolte nel progetto “Quartieri Solidali” della Caritas di Roma.
Santa Bernadette Soubirous, Santa Maria Ausiliatrice, Santa Maddalena de’ Pazzi, San Saturnino, Santissimo Sacramento, San Luca Evangelista, San Pio V e Nostra Signora di Lourdes. Sono queste le parrocchie che nei mesi più caldi manterranno attive le segreterie dell’assistenza domiciliare leggera per sostenere tutte le persone anziane.
L’obiettivo del progetto – finanziato con fondi 8xMille della Cei – è “prendersi cura degli anziani fragili, attraverso lo sviluppo di comunità. Le attività proposte riguardano tre aspetti: la Socializzazione, l’assistenza domiciliare leggera e il progetto condomini solidali per realizzare e sviluppare, a favore degli anziani, fragili, una rete di solidarietà, di prossimità con gli abitanti del quartiere. Il progetto è aperto a tutte le comunità parrocchiali interessate ad attivarlo”. Cosi riporta il sito della diocesi di Roma.
Per informazioni: Area Educazione al Volontariato – Servizio Aiuto alla Persona –
tel. 06.88815150; e-mail: quartierisolidali@caritasroma.it.

Leggi: Aci Stampa, 12/07/2019


IN AGENDA:

Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

Leggi: Rete Caad


“Territorio del welfare”, la XII Conferenza Espanet, a Urbino

La conferenza, che si terrà dal 19 al 21 settembre a Urbino, affronterà le trasformazioni politico-sociali recenti che stanno incidendo in modo significativo sul welfare. La presa di forza di movimenti identitari, populisti e sovranisti può contribuire a forme di welfare sciovinismo. Si può assistere a spirali di esclusione di soggetti “marginali”, a forme di colpevolizzazione di diverse tipologie di soggetti svantaggiati, alla disintegrazione di alcune forme di protezione, all’abbandono selettivo delle politiche sociali con l’incremento delle diseguaglianze.

Leggi: Espanet Italia


IN EVIDENZA:

La relazione come gesto quotidiano di cura
Il percorso attraverso gli articoli pubblicati sulla rivista cartacea “I luoghi della cura”, edita tra il 2003 e il 2016, prosegue con lo sguardo rivolto al tema della relazione quale gesto quotidiano di cura. In questo “Percorso” Veruska Menghini guida i lettori attraverso una serie di contributi dedicati al tema della relazione nei servizi per la non autosufficienza.
di Veruska Menghini (Assistente sociale specialista, collabora con il Network Non Autosufficienza)
La relazione ci identifica e identifica gli altri, colloca nel tempo e nello spazio, ci consente di riconoscere i contesti e la nostra posizione nel mondo, attribuisce un senso agli eventi, alle esperienze e alla vita.
Qualsiasi gesto di cura, dal più specialistico al più generico, si compie all’interno di una relazione. La consapevolezza della centralità della relazione in ogni rapporto umano e, ancor più precisamente, la consapevolezza del potere che la relazione ha nel generare la qualità della nostra vita e della vita delle persone con cui ci relazioniamo pone l’operatore socio sanitario di fronte a responsabilità professionali, sociali ed etiche nel momento in cui si mette in relazione con un anziano non autosufficiente.
Nei servizi per anziani non autosufficienti la valutazione di un bisogno, la risposta ad esso, le azioni compiute per prendersi cura dell’altro sono sempre mediate da un rapporto relazionale e la qualità di questo rapporto ha il potere di innalzare l’altro, valorizzando il riconoscimento del suo sapere e delle sue risorse (persino quando egli stesso non le ricorda più) o, al contrario, di relegarlo nel ruolo di assistito, paziente, oggetto di cure e prestazioni.
Si tratta di un tema complesso e intricato. Di fronte alla non autosufficienza e, in particolare, alla demenza, la relazione tra operatore e anziano si presenta complessa, complicata; richiede pazienza, ascolto, osservazione, preparazione, motivazione e responsabilità.

Leggi: I Luoghi della Cura


Le iniziative di prossimità, tra protagonismo, creatività (e criticità)

La Biennale della Prossimità, dopo Genova nel 2015 e Bologna nel 2017, ha realizzato nel maggio 2019 la terza edizione a Taranto e si è caratterizzata per essere quest’anno non solo luogo di incontro tra chi opera in iniziative di prossimità, ma anche di approfondimento culturale; a questo ha contribuito un’Area ricerca, già attiva nelle precedenti edizioni e rafforzatasi in vista dell’appuntamento di Taranto, che a partire dallo studio e dall’analisi di casi concreti, ha estratto ragionamenti e indicazioni su caratteristiche, sfide e questioni aperte degli interventi di prossimità.
In questa sede si proporranno riflessioni principalmente sugli interventi che riguardano l’ambito del welfare (“welfare generativo di prossimità”, secondo la terminologia già utilizzata nella procedente ricerca), anche se va ricordato che gli interventi di prossimità investono ambiti più ampi.
Il primo passaggio è stato quello di individuare dei criteri per delimitare il fenomeno che sono stati così definiti:
–    si tratta di interventi che affrontano bisogni sociali e aspirazioni, migliorando così la qualità della vita dei cittadini;
–    i cittadini sono co-protagonisti degli interventi, assumendosi responsabilità diretta nella loro realizzazione;
–    gli interventi prevedono la collaborazione tra diversi attori (cittadini, singoli e organizzati, imprese profit e non profit, enti pubblici);
–    sono di norma realizzati in un ambito territoriale limitato e circoscritto (senza che questo pregiudichi la trasferibilità).

Leggi: Welforum


Non autosufficienza: una politica in cerca d’autore

Più numerosi, più poveri, con meno aiuti familiari.
Saranno questi gli anziani di domani: lo dice un profluvio di dati e stime sull’invecchiamento nel nostro paese, sul suo “degiovanimento” come lo chiama Alessandro Rosina su lavoce.info, ossia il crescente peso della popolazione anziana su quella giovanile, che porta con sé conseguenze drammatiche, in termini di equilibri economici (sempre meno popolazione attiva pagherà le pensioni degli anziani) e sociali.
Arriveranno infatti all’età della pensione generazioni con carriere lavorative frammentarie, intermittenti, molto penalizzate dal sistema contributivo. Le pensioni modeste di domani aumenteranno le diseguaglianze tra chi potrà contare su patrimoni familiari e chi no. E inoltre, bassa fecondità e crescita delle separazioni coniugali ridurranno drasticamente il numero di parenti (figli, coniuge) che si prenderanno cura di una persona non autosufficiente, i cosiddetti caregiver.
Ci stiamo preparando a questo scenario?
Un “Tavolo” che non basta
E’ stato riconvocato, lo scorso 25 giugno, il Tavolo nazionale sulla non autosufficienza, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Non veniva convocato da oltre un anno e mezzo. Con una rappresentanza ampia di Regioni, Anci, Inps, i sindacati confederali e le principali associazioni impegnate nell’inclusione delle persone con disabilità e non autosufficienti.

Leggi: Welforum


Long-Term Care e innovazione sociale: riflessioni e spunti dall’Unione europea

Il rapido invecchiamento demografico e i conseguenti bisogni di assistenza di lungo periodo (Long-Term Care, LTC) della popolazione anziana sono tra le sfide più spesso evocate per giustificare la necessità di stimolare processi di innovazione sociale. L’articolo propone una riflessione sui nessi analitico-concettuali e di policy fra innovazione sociale e misure di LTC ricostruendo il policy framework sviluppato negli ultimi anni dall’UE. Si prendono in considerazione le linee guida promosse dall’Unione attraverso i suoi documenti ufficiali. Un quadro che permette di sollevare alcune brevi riflessioni sul caso italiano, letto in controluce rispetto al policy framework europeo.
di Federico Razetti (Università degli Studi di Milano), Franca Maino (Università degli Studi di Milano)
Dalla metà degli anni Duemila il concetto di innovazione sociale (IS) ha guadagnato uno spazio crescente nel discorso pubblico e nell’agenda di riforma comunitaria e di numerosi Paesi europei, soprattutto grazie all’impulso dell’Unione Europea. L’interesse verso l’innovazione sociale è significativamente cresciuto in relazione all’impatto esercitato dalla Grande Crisi nell’ultimo decennio quando il concetto è apparso in grado di soddisfare la duplice esigenza di rendere i sistemi di protezione sociale non solo più adeguati nel rispondere a nuovi e vecchi rischi (esacerbati dalla recessione), ma anche più sostenibili sul piano dei costi, grazie alla mobilitazione di risorse economiche e ideative nuove, particolarmente preziose in presenza di vincoli di bilancio sempre più stringenti (Maino, 2017).

Leggi: I Luoghi della Cura


Pensioni: Rapporto annuale Inps – Tridico: oltre 154mila domande per Quota100

Alla fine di giugno le domande di pensione con Quota100 pervenute all’Inps sono 154.095, il 29% in meno rispetto alle attese. Lo ha riferito il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nel corso dell’illustrazione del Rapporto annuale dell’Istituto, sottolineando come “sulla base del trend dei primi sei mesi di applicazione, alla fine dell’anno il numero atteso delle pensioni in pagamento sarà pari a circa 205.000, per una spesa complessiva annua pari a 3,6 mld. di euro”, al di sotto delle previste 290mila, stimate in sede di approvazione della legge n. 26/2019.
Più in particolare, il Presidente Inps ha precisato che nei primi sei mesi di vigenza della misura, il numero delle domande pervenute si è concentrato nei mesi di gennaio e febbraio (67,2%) per poi scemare progressivamente. Guardando alle differenze territoriali, il 40,2% delle domande è stata presentata nelle regioni del Nord e del Mezzogiorno (38%), prevalentemente da uomini (73,9%) e da assicurati del settore privato (67,3%).
Percentualmente, le richieste avanzate dai pubblici dipendenti sono state pari al 32,7%, di cui il 45,9% si colloca nel Mezzogiorno, il 32,9% nel Nord e il 21,1% nelle regioni del Centro Italia. Complessivamente, l’86% delle domande del pubblico impiego proviene dal comparto degli enti locali e da quello del corpo docente della scuola e il 2,2% dal personale sanitario. La distribuzione per età evidenzia una concentrazione tra i 63 e i 64 anni, senza differenze significative tra uomini e donne.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

Decreto crescita – Pensioni di inabilità per ex esposti amianto

Il beneficio della pensione di inabilità per i lavoratori affetti da determinati tipologie di mesoteliomi determinati da esposizione all’amianto è stato introdotto dall’art. 1 comma 250 della legge 232/2016 (Bilancio 2017). Si tratta di una particolare forma di inabilità riconoscibile con almeno 5 anni di contributi nella vita lavorativa.  L’art. 41 bis della legge 58/2019 estende tale tipologia di pensione ai soggetti che a qualsiasi titolo abbiano contratto una malattia professionale riconducibile all’amianto che sia stata riconosciuta dall’INAIL.
Tuttavia, avverte il sindacato, nonostante le modifiche normative, restano in piedi tutte le criticità legate a questo tipo di beneficio che, paradossalmente, nell’interpretazione ministeriale, non è compatibile con la rendita INAIL ottenuta per la malattia correlata all’amianto né è cumulabile con la maggiorazione dell’anzianità contributiva riconosciuta per i periodi di esposizione all’amianto.

Leggi: Inca


Assegno per il nucleo familiare (ANF) – Charimenti Inps per il calcolo del reddito familiare

A seguito delle richieste pervenute all’INPS in merito alla corretta indicazione dei redditi percepiti dal nucleo familiare ai fini della domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), l’Istituto fornisce chiarimenti in materia con il messaggio 18 luglio 2019, n. 2767.
I chiarimenti riguardano, nel dettaglio, la disciplina delle somme percepite come sostegno alla natalità e trattamenti di famiglia nel calcolo del reddito familiare ai fini della richiesta dell’ANF da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo.
Le prestazioni di interesse sono:
il Premio alla nascita;
l’Assegno di natalità (c.d. bonus bebè);
il Reddito di garanzia, il Contributo famiglie numerose e l’Assegno regionale per il nucleo familiare, previsti per la Regione autonoma Trentino – Alto Adige.
Questi contributi e prestazioni sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo e, pertanto, non sono da considerare ai fini della verifica del requisito reddituale valido per il diritto e la misura dell’ANF.

Leggi: Inca


Reddito e Pensione di Cittadinanza

Gestione online delle richieste di rinuncia
L’Inps, con il messaggio 11 luglio 2019, n. 2662, ha fornito le indicazioni operative per la gestione delle richieste di rinuncia al Reddito di Cittadinanza e alla Pensione di Cittadinanza.
La rinuncia, avverte l’Istituto in una nota pubblicata sul sito istituzionale, potrà essere effettuata dal richiedente titolare della Carta Rdc/Pdc, il quale dovrà dichiarare che la domanda di rinuncia viene presentata in nome e per conto del nucleo familiare, a prescindere dalla fase di attuazione del beneficio in essere e dalla composizione del nucleo stesso. L’Inps ha reso disponibile online il modulo SR183 da utilizzare e presentare alle strutture territoriali dell’INPS per la rinuncia al beneficio.
La rinuncia comporta la disattivazione della Carta Rdc/Pdc, con decorrenza dal momento della rinuncia stessa. Pertanto, eventuali importi residui ancora presenti nella Carta non saranno più utilizzabili. La rinuncia non comporta in alcun modo la riattivazione del ReI, nel caso in cui il nucleo ne fosse beneficiario prima della richiesta di Reddito di Cittadinanza.

Leggi: Inca


Assegni straordinari e Isopensioni – Inps, possibilità di accesso a pensione Quota100

L’Inps con il messaggio n.2251 del 14 giugno 2019, ancora non pubblicato sul sito dell’Istituto, nel confermare le disposizioni già impartite nella circolare n. 10 del 29 gennaio 2019, fornisce ulteriori precisazioni circa la possibilità di accesso alla quota 100 per i titolari di assegno straordinario e di Isopensione modificando l’orientamento interpretativo che aveva adottato con la circolare di gennaio.
Con il messaggio, l’Inps ricorda che le prestazioni in essere (sia Assegni straordinari sia Isopensioni) alla data del 1° gennaio 2019 continuano ad essere erogate fino alla scadenza prevista in base alle norme tempo per tempo vigenti previste al momento della cessazione del rapporto di lavoro e richiama l’ultimo rapporto della Ragioneria Generale dello Stato per individuare gli incrementi della speranza di vita sia sulla pensione di vecchiaia che sulla pensione anticipata.
Ma la vera novità del messaggio n.2251 è compresa nella seconda parte del messaggio, spiegano gli esperti previdenzialisti di Filt Cgil: L’Inps in via interpretativa chiarisce che i titolari di Isopensione alla data del 1° gennaio 2019 possono, alla maturazione dei relativi requisiti, chiedere la pensione in quota 100. La norma, in effetti, esclude la possibilità di accedere ad Isopensione per maturare i requisiti di quota 100 ma non preclude a coloro che sono già titolari di Isopensione la possibilità di pensionamento anticipato con i requisiti di quota 100.

Leggi: Inca, 12/07/2019


Previdenza – Sistema “EESSI” per scambio dati fra enti UE

Da domani, mercoledì 3 luglio, come previsto dalla normativa comunitaria sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale, diventerà operativo il sistema Eessi (Electronic exchange of social security information), con l’avvio dello scambio telematico di dati tra circa 15.000 enti previdenziali europei. Lo comunica l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale sottolineando come l’Istituto di previdenza pubblico italiano sia stato protagonista fin dall’inizio nella realizzazione di tale rivoluzionario progetto internazionale.
Eessi consentirà di scambiare progressivamente le informazioni con gli enti degli altri Paesi europei interessati in modo completamente telematico, attraverso documenti elettronici strutturati che sostituiranno gli attuali formulari cartacei. I vantaggi per i cittadini europei (studenti, disoccupati, lavoratori, pensionati e loro familiari), sottolinea l’Inps, saranno costituiti dalla maggiore rapidità nella gestione delle domande e nel pagamento delle prestazioni pensionistiche, a sostegno del reddito, sanitarie e per infortuni sul lavoro e malattie professionali, oltre che nella gestione delle pratiche in materia di legislazione applicabile, distacchi e recuperi di contributi e prestazioni indebite.
Il nuovo sistema assicura un elevato livello di protezione dei dati, in linea con gli standard più elevati di sicurezza informatica. Garantisce, inoltre, un flusso standardizzato delle informazioni, maggiore facilità nella comunicazione grazie alla digitalizzazione degli scambi e una migliore qualità e completezza dei dati scambiati, anche al fine di ridurre il rischio di frodi ed errori.

Leggi: Inca


Pensioni – Inps: a luglio in pagamento circa 3.150.000 quattordicesime

Con il rateo pensionistico di luglio l’Inps pagherà circa 3.150.000 quattordicesime. Lo rende noto l’Istituto in un comunicato stampa pubblicato ieri sul sito istituzionale sottolineando che il beneficio viene attribuito d’ufficio, senza presentazione di alcuna domanda, in presenza di tutti gli elementi necessari per la verifica reddituale di ammissione al beneficio.
Per raggiungere d’ufficio il maggior numero di persone, l’Inps fa sapere che nell’ultima settimana di giugno è stata effettuata una lavorazione aggiuntiva con l’emissione di un pagamento distinto dal cedolino mensile, sempre nel rateo di luglio. Inoltre, a dicembre 2019 saranno corrisposti, sempre d’ufficio, i ratei di 14ma a coloro che compiranno l’età di accesso al beneficio (64 anni) nel secondo semestre del 2019, ovvero che sono divenuti titolari di pensione nel corso del 2019.
L’Inps rammenta che il diritto alla 14ma viene verificato rispetto a requisiti di età, contribuzione e reddito. Quanto ai redditi, per l’anno 2019 devono essere valutati:

Leggi: Inca


Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

Leggi: Inca


Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

Leggi: Inca


Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale

 

 

É online sul sito www.abitareeanziani.it  il nuovo numero della rivista Abitare e Anziani Informa.
Tema della pubblicazione è quello della co-residenza, (cohousing) intesa come possibile terza via tra la solitudine e la casa di cura, tra esperienze concrete e modelli possibili.
Il nuovo numero è scaricabile gratuitamente in formato pdf al seguente link


Housing For All – L’iniziativa dei cittadini europei

La presente proposta di iniziativa dei cittadini intende creare condizioni quadro giuridiche e finanziarie che facilitino, per tutti, l’accesso a un alloggio in Europa.
Invitiamo tutti gli inquilini a firmare la petizione e a sostenere l’iniziativa di Housing For All per intraprendere azioni che facilitino, per tutti, l’accesso a un alloggio popolare e a prezzi accessibili in Europa.
Clicca qui per firmare la petizione


NEWS:

lunedì 15 luglio 2019
Non si tocchino i risparmi o i beni immobili, per pagare le rette

Ancora una volta un Tribunale ha sancito l’illegittimità della richiesta alle persone con disabilità e ai loro familiari di dare fondo ai propri risparmi o di vendere i propri beni immobili, per contribuire alla compartecipazione della spesa per il pagamento delle rette dovute a strutture residenziali. A stabilirlo è stato il TAR della Lombardia, che ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione LEDHA contro il Comune di Vigevano, ribadendo che i criteri stabiliti dalla Legge Statale sull’ISEE devono trovare uniforme applicazione su tutto il territorio nazionale
Donna bionda che intima lo stop con la mano destra. Ancora una volta un Tribunale ha sancito l’illegittimità della richiesta alle persone con disabilità e ai loro familiari di dare fondo ai propri risparmi o di vendere i propri beni immobili, per contribuire alla compartecipazione della spesa per il pagamento delle rette dovute a strutture residenziali. È successo il 5 luglio scorso, quando i Giudici della Terza Sezione del TAR della Lombardia (Tribunale Amministrativo Regionale) hanno accolto il ricorso presentato dalla LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) contro il Comune di Vigevano.

Leggi: Superando, 15/07/2019


lunedì 15 luglio 2019
“ABITIAMOLA” – Newsletter n° 7/2019

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano – CGIL nazionale.
In questo numero:
Si è svolto il quinto Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane, che ha raggiunto il target di spesa N+3. Nel prossimo ciclo di programmazione la dimensione urbana è rafforzata. Risultano tuttavia necessarie strategie integrate per supportare lo sviluppo urbano e far fronte alle diverse sfide in campo economico, ambientale e di inclusione sociale, con il contributo di risorse sia nazionali che europee.
•    I programmi attivati nell’ambito del PON Metro.
Dopo un anno e mezzo dalla delibera del precedente Governo il MIT ha ripartito alle Regioni i fondi residui ex Gescal per interventi di rigenerazione e riorganizzazione urbana al fine di ampliare l’offerta di housing sociale. Un ritardo non giustificato, vista l’urgenza di agire sul patrimonio esistente per ampliare l’offerta abitativa in affitto a costi sostenibili, riferita soprattutto a fasce di reddito medio basse, attraverso interventi che guardino agli aspetti edilizi, funzionali e di sicurezza.

Leggi: Cgil, 15/07/2019


domenica 14 luglio 2019
“Superare l’isolamento degli anziani e i rischi del caldo rafforzando assistenza e reti di prossimità”. Il programma “Viva gli anziani!”

Dati e proposte sulla condizione degli anziani nella conferenza stampa
L’estate è cominciata, e con essa i disagi causati dalle alte temperature in tutte le città italiane. “Le ondate di calore non sono una novità, perché si possono prevedere, ma mancano le reti a protezione dei più vulnerabili”, ha detto Marco Impagliazzo durante la conferenza stampa dedicata alla condizione degli anziani a Roma e in Italia. Ricordando che secondo l’Istat, al 1° gennaio 2019, nel nostro paese ci sono circa 13 milioni di anziani, e di questi 4 milioni vivono da soli, il presidente della Comunità di Sant’Egidio ha osservato: “Siamo uno dei paesi più longevi al mondo e per far fronte all’invecchiamento della popolazione, c’è bisogno di unire le forze del welfare pubblico e privato. Sant’Egidio sta lavorando al contrasto dell’isolamento degli anziani, cercando di creare quelle reti che mancano o che si sono assottigliate, nella famiglia e nella società”.

Leggi: Sant’Egidio, 14/07/2019


venerdì 12 luglio 2019
Un Osservatorio concreto e basato sui diritti umani

Dopo una prima fase preparatoria, l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità – importante organo consultivo e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilità – ha approvato il programma delle proprie attività per il prossimo triennio, articolandolo su nove aree tematiche e tredici gruppi di lavoro. Un nuovo approccio, tutto basato sui diritti umani, e una grande concretezza ne caratterizzeranno le linee di lavoro, come sottolinea Giampero Griffo, che vi coordina il Comitato Tecnico-Scientifico
«L’Osservatorio è il luogo privilegiato dell’elaborazione e del confronto fra attori che hanno molto da dire e da proporre sulla disabilità: Associazioni, Sindacati, Enti Territoriali, Ministeri e altri possono contribuire alla costruzione condivisa delle politiche future»: lo ha dichiarato proprio ieri, su queste stesse pagine, Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), riferendosi segnatamente a quell’importante organo consultivo e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilità, che è appunto l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, attivo presso il Ministero per la Famiglia e le Disabilità, e al quale partecipano numerose organizzazioni impegnate in questo àmbito.

Leggi: Superando, 12/07/2019


venerdì 12 luglio 2019
Pugni e schiaffi agli anziani. Smascherati dalle telecamere

Operatori socio sanitari picchiavano, umiliavano e schiaffeggiavano gli anziani che si trovavano in una casa di riposo
Tre operatori socio-sanitari di una casa di riposo di Cortemilia (Cuneo), nell’alta Langa, sono finiti sotto inchiesta per maltrattamenti agli anziani ospiti. Il gip del tribunale di Asti ha emesso nei confronti di uno degli indagati, un 58enne di Alessandria, il divieto di dimora a Cortemilia e per due colleghe, di 51 e 47 anni, l’obbligo di dimora nei Comuni di Bossolasco e Cortemilia.
Ripresi dalle telecamere
I video delle telecamere nascoste hanno documentato, da fine maggio, una cinquantina di episodi di violenza: schiaffi sulle orecchie, pugni sulla testa per una posata caduta a terra, calci sulle gambe, pizzicotti a orecchie e naso, anziani spinti a terra e sulle carrozzine, umiliati senza motivo.
Accusati di maltrattamenti
L’indagine è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Alba (Cuneo) nell’Ospedale Santo Spirito di Cortemilia. I tre operatori sociosanitari, dipendenti della casa di riposo, sono accusati dalla Procura di Asti di maltrattamenti continuati in concorso e lesioni aggravate.

Leggi: Torino Fan, 12/07/2019


giovedì 11 luglio 2019
Un’occasione per migliorare l’accessibilità dei trasporti nell’Unione Europea

La consultazione pubblica sulle TEN-T, le Reti di Trasporto Transeuropee, promossa dalla Commissione Europea e aperta fino al 17 luglio a organizzazioni e cittadini, costituisce certamente «una grande opportunità – come viene sottolineato dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità – per alzare la voce e chiedere di migliorare l’accessibilità della rete dei trasporti nell’Unione Europea»
L’acronimo TEN-T (dall’inglese Trans-European Networks – Transport) si riferisce alle Reti di Trasporto Transeuropee, insieme di infrastrutture di trasporto integrato, previste per sostenere il mercato unito e garantire la libera circolazione delle merci e delle persone, rafforzando in tal modo la crescita, l’occupazione e la competitività dell’Unione Europea.
Esse comprendono ogni tipo di trasporto, stradale, ferroviario, aereo, marittimo e fluviale, nonché multimodale, ovvero mettendo insieme più di un sistema di comunicazione.

Leggi: Superando, 11/07/2019


mercoledì 10 luglio 2019
Sfratti 2018: si conferma che la morosità è una condizione cronica del più generale disagio abitativo. Quando si deciderà il Governo ad affrontare questo dramma?

Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale SUNIA
A differenza degli anni precedenti, in cui intorno alla metà di giugno venivano pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno i dati relativi agli sfratti dell’anno precedente, quest’anno, in maniera semiclandestina, i dati relativi al 2018 sono stati diffusi solo su esplicita richiesta all’ufficio di statistica del Ministero.
A parte questa discutibile decisione i dati confermano innanzitutto che il fenomeno della morosità è un dato strutturale del disagio abitativo.
Una riduzione del 3.434 unità (dai 52.590 del 2017 ai 49.156 del 2018) non è certo un segnale significativo di inversione di tendenza per questa tipologia di sfratto che, negli ultimi anni, comunque rappresenta una percentuale sempre vicina al 90% del totale delle sentenze di rilascio emesse.
Lo stesso numero degli sfratti eseguiti con l’ufficiale giudiziario conferma che il trend, al di là di piccole variazioni percentuali di anno su anno, si mantiene su livelli troppo alti (82 sfratti al giorno, compresi i sabati, le domeniche e le festività).
Alti soprattutto per l’assenza di soluzioni alternative, con affitti troppo alti per redditi troppo bassi e senza alcun sostegno né indiretto (ricordiamo che il fondo per la locazione è praticamente azzerato da anni) né diretto (l’offerta di edilizia pubblica è da tempo ai minimi termini).

Leggi: Sunia, 10/07/2019


mercoledì 10 luglio 2019
Inps, 5,4 milioni di pensionati sotto mille euro. Tridico: “Il sistema è solido”

L’importo medio mensile per i pensionati Inps è pari a 1.548 euro. Quota 100, domande sotto le stime del 30%. Reddito di cittadinanza a 2 milioni di persone. Di Maio: “Accordo di maggioranza sul salario minimo”
Nel 2018 i pensionati Inps sotto i mille euro al mese sono quasi circa 5,4 milioni, il 34,7% del totale che sfiora i 15 milioni e mezzo. E’ il dato che emerge dalle tabelle sul reddito pensionistico (lordo) del Rapporto annuale Inps, presentato oggi.
Una truppa che risulta in calo rispetto a quella del precedente Rapporto, quando si arrivava a coprire il 35,9% del totale. Tra le donne l’incidenza è maggiore: la quota di chi riceve meno di mille euro al mese è pari a 43,6% (3 milioni 555 mila). Sono di contro oltre 1 milione 189 mila (il 7,7%) coloro che percepiscono più di 3 mila euro.
Nel complesso, alla fine dell’anno scorso all’Inps risultavano erogate 16,8 milioni di pensioni, per un importo medio di 1.156 euro. Se si guarda all’importo medio mensile per i pensionati Inps, considerando coloro che ricevono più trattamenti, è pari a 1.548 euro.
In termini generali la spesa per rate di pensione dell’anno 2018, espressa in termini di competenza a finanziaria, al netto della spesa per trattamenti per carichi familiari pari a 671 milioni, è risultata pari a 265.573 milioni, con un aumento dell’1,9% dal 2017.

Leggi:  La Repubblica, 10/07/2019


mercoledì 10 luglio 2019
I 7 milioni di eroi invisibili in aiuto di malati e disabili

I «caregiver» chiedono una legge che li tuteli.
C’è un esercito di eroi invisibili nelle nostre case, dimenticati dallo Stato e ignorati dal Sistema Sanitario: sono i caregiver, che in privato si prendono cura ogni giorno di malati o disabili. Non sono «volontari», ma persone che hanno fatto una scelta d’amore evitando il ricovero di un congiunto e su di loro lo Stato risparmia. Ebbene, chiedono una legge che li tuteli e vogliono diritti. In Italia sono oltre 7 milioni, hanno in maggioranza tra i 45 e i 54 anni, ma ci sono anche anziani che si occupano di altri anziani. Il dossier di copertina del nuovo numero di Corriere Salute , in edicola gratis domani con il Corriere della Sera , parla di loro. Due pagine sono dedicate in particolare a un aspetto meno noto: i caregiver a volte sono molto giovani, addirittura minorenni, l’Istat nel 2015 ne contava 391mila tra 15 e 24 anni. Sono a rischio bullismo in classe, il loro rendimento scolastico è spesso altalenante o in peggioramento e sviluppano problemi psicologici.

Leggi: Corriere della Sera, 10/07/2019


mercoledì 10 luglio 2019
Insediato l’Osservatorio liste d’attesa. Giulia Grillo: “Al lavoro per l’efficienza del sistema. Così restituiamo il diritto alla sanità pubblica ai cittadini”

Il 9 luglio si è insediato al ministero della Salute, alla presenza del ministro Giulia Grillo, l’Osservatorio nazionale liste d’attesa e si è svolta la prima riunione.
All’incontro hanno preso parte i rappresentanti delle Regioni, di Agenas, dell’Istituto superiore di sanità, di Cittadinanzattiva e le Direzioni generali della Programmazione e dei Sistemi informativi del ministero. Il tavolo è presieduto dal direttore della Programmazione, Andrea Urbani.
Sarà presto definito il cronoprogramma operativo con l’indicazione dei tavoli di lavoro per monitorare il recepimento del Piano nazionale di gestione delle liste d’attesa a livello regionale.
“Siamo qui non solo per attivare un osservatorio operativo che possa concretamente vigilare sull’efficienza delle liste d’attesa, ma per lavorare affinché sia restituito ai cittadini un diritto a lungo negato: quello dei tempi certi per le cure e per le diagnosi – precisa il ministro – Tutte le risposte che questo gruppo di lavoro riuscirà a trovare, saranno risposte date ai cittadini che negli anni hanno perso fiducia e ai tanti che hanno smesso di curarsi.

Leggi: Ministero della Salute, 10/07/2019


mercoledì 10 luglio 2019
Il gene dei centenari che protegge i vasi sanguigni.

Una variante genetica comune nei centenari protegge i topi dall’aterosclerosi, quando inserita nel loro Dna. La scoperta apre le porte a nuove strategie per prevenire l’impatto della patologia cardiovascolari
Qual è il segreto dei centenari? Una parte degli studi volti a comprendere perché alcune persone riescano a vivere più di altre, tagliando il traguardo del secolo, si concentra sui geni. O meglio sulle varianti geniche: forme di uno, o più geni, che possano essere associate alla longevità. La speranza è di comprendere quali sono i meccanismi biologici alla base e magari di replicarli così da migliorare salute e sopravvivenza della popolazione in generale. Un traguardo ambizioso, fatto di tanti piccoli passi. Oggi a compierne uno in questa direzione è il lavoro presentato sulle pagine dell’European Health Journal, in cui un team di ricercatori italiani mostra come una variante genica associata alla longevità possa migliorare la salute vascolare nei topi. Potenzialmente, raccontano gli scienziati, la proteina prodotta da questo gene potrebbe migliorare la salute cardiovascolare umana. Ma andiamo con ordine.

Leggi: La Repubblica, 10/07/2019


martedì 9 luglio 2019
Sostenibilità degli edifici residenziali e non: pubblicata la UNI/PdR 13:2019

Questa nuova edizione sostituisce la precedente UNI/PdR 13:2015 e traduce in Prassi di riferimento il Protocollo ITACA
Pubblicata la prassi di riferimento UNI/PdR 13:2019 “Sostenibilità ambientale nelle costruzioni – Strumenti operativi per la valutazione della sostenibilità”, frutto della collaborazione tra UNI, Ente Italiano di Normazione e ITACA, Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e Compatibilità Ambientale.
La prassi di riferimento permette di formulare un giudizio sintetico sulla performance globale di un edificio, assegnando un punteggio indicativo del livello di sostenibilità ambientale. È quindi un utile strumento per il progettista, di controllo e di indirizzo per la pubblica amministrazione, e di supporto alla scelta del consumatore.

Leggi: Casa e Clima, 09/07/2019


lunedì 8 luglio 2019
Gas, Luce e acqua, Arera: “Rendere automatica la fruizione del bonus sociale”

Applicare automaticamente il bonus sociale di sconto previsto sulle bollette di luce, gas e acqua approvando una norma che consenta lo scambio dei dati necessari tra le amministrazioni per garantirne la fruizione a tutti gli aventi diritto, azzerando per le famiglie tutti i passaggi burocratici oggi necessari. È questo in sintesi quanto l’Arera sottolinea nella segnalazione che ha inviato a Parlamento e Governo, fondata sulla constatazione che chi potrebbe beneficiarne utilizza in modo scarso questo strumento, anche in considerazione delle recenti norme sull’assegnazione delle agevolazioni a chi ha diritto al reddito di cittadinanza.
La procedura e l’intervento normativo
Per rendere automatica la fruizione l’Arera propone una procedura che però necessita di un intervento normativo che assicuri il consenso dell’interessato all’interazione fra le banche dati dell’INPS e le banche dati di energia, gas e acqua (Sistema informativo integrato e Anagrafe territoriale idrica) per l’erogazione dei bonus sociali, valorizzando il ruolo delle amministrazioni comunali a supporto e informazione dei cittadini, con particolare riferimento alla gestione dei bonus per gli utilizzatori di apparecchiature elettromedicali, dei bonus idrici territoriali, e all’eventuale individuazione dei clienti con riscaldamento centralizzato a gas metano.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 08/07/2019


venerdì 5 luglio 2019
Regione che vai cura che trovi, presentato il Rapporto nazionale sulle cronicità di Cittadinanzattiva

Regione che vai, cura che trovi. Non è certo il massimo, per uno Stato che nella sua carta costituzionale pone tra i suoi fondamenti l’uguaglianza dei cittadini anche in materia di salute. Per gli italiani che soffrono di malattie croniche, invece, le cure dipendono dal luogo di residenza e sono decisamente disuguali. Dal riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap al sostegno psicologico, dalle liste di attesa per visite ed esami all’accesso ai farmaci, i cittadini con malattie croniche e rare sperimentano sulla loro pelle che l’accesso e la qualità delle cure nel nostro Paese non è uguale per tutti. A certificarlo il XVII Rapporto sulle politiche della cronicità, dal titolo (appunto) “Regione che vai, cura che trovi (forse)”, presentato ieri a Roma da Cittadinanzattiva.
Disuguaglianze che non sono state colmate dal Piano nazionale cronicità: sebbene formalmente recepito ormai da 15 Regioni, esso risulta, nella maggior parte dei territori, profondamente disatteso nei fatti come dimostrano i dati forniti dalle 47 associazioni del Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici (Cnamc) che hanno partecipato all’indagine.

Leggi: Rif Day, 05/07/2019


DALLE REGIONI:
martedì 16 luglio 2019

Cardinal Capranica, l’“emergenza casa” a Roma e l’assenza di politiche abitative
Dopo lo sgombero dell’immobile nel quartiere Primavalle, dove vivevano 300 persone, restano diversi interrogativi: perché non si è trattato prima con le famiglie per assicurare un’alternativa? E cosa si sta facendo realmente a Roma sul tema delle politiche per la casa?
“Sono 145 le persone in condizioni di fragilità che hanno accettato l’assistenza alloggiativa offerta dal Campidoglio a tutti coloro che vivevano nell’immobile di via Cardinal Capranica. Gli operatori della Sala Operativa Sociale di Roma Capitale hanno proposto supporto e accoglienza in strutture alternative a tutte le famiglie, senza alcuna divisione dei nuclei familiari”. Il comunicato dell’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Roma arriva alla fine di una lunga giornata per la Capitale, iniziata la notte del giorno prima. I blindati della polizia hanno circondato dalla mezzanotte una ex scuola occupata nel quartiere Primavalle, dove vivevano da anni 300 persone, per lo più famiglie con bambini piccoli (circa 80).

Leggi: Redattore Sociale, 16/07/2019


martedì 16 luglio 2019
Cgil e Spi lanciano la campagna «Evitiamo le liste d’attesa»

“Nonostante l’accordo sottoscritto nel 2017 prevedesse impegni precisi per il governo delle liste d’attesa, attraverso la completa trasparenza delle agende relative alle visite specialistiche e diagnostiche e la costituzione delle agende per i ricoveri ospedalieri, a due anni di distanza, poco è stato fatto”. Così, in un comunicato, Cgil e Spi Cgil di Roma e del Lazio.
“Cup e Recup continuano a gestire una parte minima delle agende disponibili, mentre le aziende ospedaliere le gestiscono direttamente con modalità non efficienti, che sembra creino canali preferenziali ai soggetti che provengono dalle visite ‘intra moenia’. In tal modo, cittadini con prescrizioni urgenti si sentono proporre appuntamenti a distanza di mesi, contribuendo ad alimentare una profonda rabbia sociale. La Regione, che si era impegnata a cambiare passo, continua a cullarsi su dati statistici che disegnano una realtà della sanità del Lazio assai diversa da quella che conoscono i cittadini. Tutto ciò è insopportabile”, prosegue la nota.

Leggi: Rassegna Sindacale, 16/07/2019


lunedì 15 luglio 2019
Aler: 2.709 alloggi sfitti ristrutturati

Solo l’azienda milanese ha concluso il recupero di 1.880 alloggi
Proseguono i lavori per il recupero degli alloggi sfitti di proprietà delle Aler; i dati del mese di giugno indicano una riqualificazione media del 59% su tutta la Regione. Lo rende noto l’assessore regionale alle Politiche sociali, abitative e disabilita’, Stefano Bolognini.
“Nei primi 6 mesi del 2019 – ha sottolineato l’assessore – sono stati riadattati 1425 alloggi (siamo passati da 1284 a 2709), una prova del totale impegno e della volontà del Presidente e della Giunta regionale nel rendere fruibile il patrimonio dell’Edilizia residenziale pubblica (Erp)in tutta la Lombardia, al fine di intervenire con risposte concreate per soddisfare il fabbisogno abitativo”.
Regione Lombardia ha aggiornato sul portale regionale il contatore con il quale si dà informazione ogni mese del numero degli alloggi sfitti di proprietà delle Aler che vengono ristrutturati e rimessi a disposizione per l’assegnazione.

Leggi: Ansa, 15/07/2019


sabato 13 luglio 2019
Barriere architettoniche, il piano è realtà

Sacile – Adottato all’unanimità il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. A illustrare il piano l’assessore alla Pianificazione urbanistica Anna Zanfrà, che ha spiegato il cammino intrapreso a partire dal 2012. «Un voto unanime che ha avvicinato maggioranza e minoranza – ha spiegato – su un tema che non deve avere colori politici, perché risolve problemi che interessano le persone che hanno problemi fisici. Ma va anche incontro alle necessità delle famiglie con bambini piccoli e anziani. Il Peba elaborato parte da molto lontano, i primi riferimenti nascono da un’indagine svolta sul territorio ancora dal consigliere Stefano Bottecchia, il quale ha steso su carta le principali problematicità in materia di barriere architettoniche per le persone disabili. Da quello studio la prima amministrazione Ceraolo ha dato vita ad un progetto innovativo e sperimentale per portare la città del Livenza ad essere inclusiva e accessibile, con uno sguardo a 360 gradi, quindi prendendo in esame tutte le problematicità legate alla movimentazione delle persone, bambini, anziani e famiglie oltre naturalmente ai disabili.

Leggi: Il Gazzettino, 13/07/2019


giovedì 11 luglio 2019
Bari. Sfratti 2018: gli sfratti sono una emergenza che il Governo nazionale e pugliese non affrontano.

Dichiarazione di Nicola Zambetti, segretario generale SUNIA Puglia.
In Puglia i tribunali hanno convalidato, nel 2018, 4645 sfratti di cui per morosità 4191, e sono state richieste 8475 esecuzioni ed eseguite con l’assistenza della forza pubblica 1483.
I dati del Ministero degli Interni confermano che gli sfratti per morosità sono un dato strutturale del forte disagio abitativo.
Il numero degli sfratti eseguiti con l’assistenza della forza pubblica ci dice anche che gli inquilini hanno grandi difficoltà a trovare una alternativa locativa a canone sostenibile.
Il Governo dice di voler aiutare le famiglie in difficoltà ma non fa alcun intervento per rilanciare il mercato dell’affitto attraverso un piano casa nazionale che con risorse pluriennali rigenerano le città e riqualificano il patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
La Regione Puglia, dopo aver legiferato in materia di edilizia pubblica, da anni non approva il piano casa regionale e nel bilancio del 2019 ha previsto di spendere 300 mila euro per l’edilizia pubblica, risorse ridicole che consentono di recuperare un fabbricato di 10 alloggi.

Leggi: Sunia, 11/07/2019


mercoledì 10 luglio 2019
Sanità in Calabria: per i sindacati è allarme rosso

Per Cgil, Cisl e Uil regionali la situazione è prossima al collasso: “Oramai non si riescono a garantire i servizi essenziali e in alcuni casi è pregiudicata la continuità assistenziale. Il rilancio del Sistema sanitario nazionale passa da qui”
Cgil Cisl Uil Calabria sono preoccupate per l’aggravarsi della situazione della sanità calabrese. “In tutti i territori – affermano i segretari dei sindacati calabresi, Angelo Sposato (Cgil), Tonino Russo (Cisl) e Santo Biondo (Uil) – oramai non si riescono a garantire i servizi essenziali e in alcuni casi è pregiudicata la continuità assistenziale. Sono tanti i sindaci che in queste ore hanno lanciato l’allarme sull’emergenza della rete ospedaliera, sull’assenza di un’adeguata rete di medicina territoriale, sulla rete di emergenza-urgenza, sulla inesistente politica del sistema socio-sanitario”.
Secondo i tre segretari sindacali “i buoni propositi del commissario Cotticelli non trovano riscontro nell’azione del governo a sostenere la struttura commissariale. Ciò è evidenziato anche dalle dichiarazioni che in queste ore hanno rilasciato i parlamentari calabresi, esponenti della maggioranza parlamentare di governo, che denunciano i gravi ritardi che di fatto stanno peggiorando la già difficile situazione della rete ospedaliera”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 10/07/2019


martedì 9 luglio 2019
 Terni “Comunità in ascolto” Auser con gli anziani soli

Si chiama “Comunità in ascolto” ed è un progetto dell’Auser Terni sostenuto dalla Fondazione Carit, rivolto alle persone anziane e ai loro familiari. I volontari Auser aiuteranno gli anziani che vivono da soli e li accompagneranno negli spostamenti in città per le varie incombenze quotidiane mentre altre attività saranno dedicate agli ospiti delle case di riposo e delle Rsa.
“Questo progetto – dice il presidente Alessandro Rossi – sarà lo strumento effettivo con cui Auser realizzerà attività di sostegno e protezione. Gli interventi di sostegno riguardano l’accompagnamento con auto per visite e controlli medici, consegna dei pasti a domicilio, consegna di spesa e farmaci, disbrigo di pratiche burocratiche, attività di socializzazione presso centri Rsa o centri sociali. Ci saranno poi attività di socializzazione con laboratori di lettura o di piccoli lavori manuali”.
Destinatarie del progetto le persone ultrasessantacinquenni residenti a Terni e nei comuni afferenti l’area del cratere del terremoto della provincia di Terni con ridotta mobilità, che hanno bisogno di aiuto nelle normali attività quotidiane. Destinatarie indirette le famiglie delle persone anziane, che potranno ricevere un sollievo nel carico quotidiano di assistenza.

Leggi: Terni In Rete, 09/07/2019


IN AGENDA:

Previdenza. Cgil: Giovani e pensioni, rivolti al futuro. Convegno il 19 luglio a Roma

La Cgil si appresta a lanciare una grande campagna nazionale sulle pensioni e in particolare sulle pensioni delle donne, dei giovani e di tutti quei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. Il primo appuntamento è già fissato per il 19 luglio prossimo con un convegno a Roma dal titolo “Giovani e Pensioni, rivolti al futuro”, che sarà concluso dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Sarà l’avvio di un percorso che mira ad una riforma vera della Legge Fornero.
In occasione dell’iniziativa del 19 luglio, che si svolgerà presso la sede nazionale della Cgil, in Corso d’Italia 25, a partire dalle ore 10, verranno presentate cinque proposte per i giovani e per una pensione di garanzia, finalizzate a:
1) Garantire ai giovani un lavoro vero per una pensione dignitosa;
2) Istituire una pensione contributiva di garanzia per permettere anche ai giovani e a tutti coloro che fanno lavori discontinui o con retribuzioni basse, di poter contare su una pensione dignitosa;
3) Rimuovere i vincoli attualmente previsti per accedere alla pensione nel sistema contributivo, che penalizzano i bassi salari e i lavori discontinui;
4) Superare l’attuale meccanismo legato all’aspettativa di vita, che condanna i giovani ad andare in pensione dopo i 70 anni, penalizzandoli anche nel calcolo della pensione;
5) Favorire l’adesione dei giovani alla previdenza complementare.

Leggi: Inca


Adattamento dell’ambiente domestico: l’approccio multidisciplinare in ambito socio-sanitario

Adattamento dell’ambiente domestico: l’approccio multidisciplinare in ambito socio-sanitario” è il titolo dell’intervento di Carlo Montanari ed Elisabetta Tondi del CAAD Bologna alla Summer school 2019 che apre la decima edizione del Forum Italiano Ambient Assisted Living in calendario ad Ancona dal 19 al 21 luglio. ForltAAL è l’appuntamento annuale durante il quale professionisti, aziende, policy makers, enti di ricerca ed università si confrontano sulle sfide dell’invecchiamento e del cambio demografico, col fine di  promuovere l’innovazione, il sapere e le opportunità nel contesto dell’Ambient Assisted Living.

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Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

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“Territorio del welfare”, la XII Conferenza Espanet, a Urbino

La conferenza, che si terrà dal 19 al 21 settembre a Urbino, affronterà le trasformazioni politico-sociali recenti che stanno incidendo in modo significativo sul welfare. La presa di forza di movimenti identitari, populisti e sovranisti può contribuire a forme di welfare sciovinismo. Si può assistere a spirali di esclusione di soggetti “marginali”, a forme di colpevolizzazione di diverse tipologie di soggetti svantaggiati, alla disintegrazione di alcune forme di protezione, all’abbandono selettivo delle politiche sociali con l’incremento delle diseguaglianze.

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IN EVIDENZA:

Long-Term Care e innovazione sociale: riflessioni e spunti dall’Unione europea

Il rapido invecchiamento demografico e i conseguenti bisogni di assistenza di lungo periodo (Long-Term Care, LTC) della popolazione anziana sono tra le sfide più spesso evocate per giustificare la necessità di stimolare processi di innovazione sociale. L’articolo propone una riflessione sui nessi analitico-concettuali e di policy fra innovazione sociale e misure di LTC ricostruendo il policy framework sviluppato negli ultimi anni dall’UE. Si prendono in considerazione le linee guida promosse dall’Unione attraverso i suoi documenti ufficiali. Un quadro che permette di sollevare alcune brevi riflessioni sul caso italiano, letto in controluce rispetto al policy framework europeo.
di Federico Razetti (Università degli Studi di Milano), Franca Maino (Università degli Studi di Milano)
Dalla metà degli anni Duemila il concetto di innovazione sociale (IS) ha guadagnato uno spazio crescente nel discorso pubblico e nell’agenda di riforma comunitaria e di numerosi Paesi europei, soprattutto grazie all’impulso dell’Unione Europea. L’interesse verso l’innovazione sociale è significativamente cresciuto in relazione all’impatto esercitato dalla Grande Crisi nell’ultimo decennio quando il concetto è apparso in grado di soddisfare la duplice esigenza di rendere i sistemi di protezione sociale non solo più adeguati nel rispondere a nuovi e vecchi rischi (esacerbati dalla recessione), ma anche più sostenibili sul piano dei costi, grazie alla mobilitazione di risorse economiche e ideative nuove, particolarmente preziose in presenza di vincoli di bilancio sempre più stringenti (Maino, 2017).

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Pensioni: Rapporto annuale Inps – Tridico: oltre 154mila domande per Quota100

Alla fine di giugno le domande di pensione con Quota100 pervenute all’Inps sono 154.095, il 29% in meno rispetto alle attese. Lo ha riferito il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nel corso dell’illustrazione del Rapporto annuale dell’Istituto, sottolineando come “sulla base del trend dei primi sei mesi di applicazione, alla fine dell’anno il numero atteso delle pensioni in pagamento sarà pari a circa 205.000, per una spesa complessiva annua pari a 3,6 mld. di euro”, al di sotto delle previste 290mila, stimate in sede di approvazione della legge n. 26/2019.
Più in particolare, il Presidente Inps ha precisato che nei primi sei mesi di vigenza della misura, il numero delle domande pervenute si è concentrato nei mesi di gennaio e febbraio (67,2%) per poi scemare progressivamente. Guardando alle differenze territoriali, il 40,2% delle domande è stata presentata nelle regioni del Nord e del Mezzogiorno (38%), prevalentemente da uomini (73,9%) e da assicurati del settore privato (67,3%).
Percentualmente, le richieste avanzate dai pubblici dipendenti sono state pari al 32,7%, di cui il 45,9% si colloca nel Mezzogiorno, il 32,9% nel Nord e il 21,1% nelle regioni del Centro Italia. Complessivamente, l’86% delle domande del pubblico impiego proviene dal comparto degli enti locali e da quello del corpo docente della scuola e il 2,2% dal personale sanitario. La distribuzione per età evidenzia una concentrazione tra i 63 e i 64 anni, senza differenze significative tra uomini e donne.

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SEGNALAZIONI:

Assegni straordinari e Isopensioni – Inps, possibilità di accesso a pensione Quota100

L’Inps con il messaggio n.2251 del 14 giugno 2019, ancora non pubblicato sul sito dell’Istituto, nel confermare le disposizioni già impartite nella circolare n. 10 del 29 gennaio 2019, fornisce ulteriori precisazioni circa la possibilità di accesso alla quota 100 per i titolari di assegno straordinario e di Isopensione modificando l’orientamento interpretativo che aveva adottato con la circolare di gennaio.
Con il messaggio, l’Inps ricorda che le prestazioni in essere (sia Assegni straordinari sia Isopensioni) alla data del 1° gennaio 2019 continuano ad essere erogate fino alla scadenza prevista in base alle norme tempo per tempo vigenti previste al momento della cessazione del rapporto di lavoro e richiama l’ultimo rapporto della Ragioneria Generale dello Stato per individuare gli incrementi della speranza di vita sia sulla pensione di vecchiaia che sulla pensione anticipata.
Ma la vera novità del messaggio n.2251 è compresa nella seconda parte del messaggio, spiegano gli esperti previdenzialisti di Filt Cgil: L’Inps in via interpretativa chiarisce che i titolari di Isopensione alla data del 1° gennaio 2019 possono, alla maturazione dei relativi requisiti, chiedere la pensione in quota 100. La norma, in effetti, esclude la possibilità di accedere ad Isopensione per maturare i requisiti di quota 100 ma non preclude a coloro che sono già titolari di Isopensione la possibilità di pensionamento anticipato con i requisiti di quota 100.

Leggi: Inca, 12/07/2019


Previdenza – Sistema “EESSI” per scambio dati fra enti UE

Da domani, mercoledì 3 luglio, come previsto dalla normativa comunitaria sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale, diventerà operativo il sistema Eessi (Electronic exchange of social security information), con l’avvio dello scambio telematico di dati tra circa 15.000 enti previdenziali europei. Lo comunica l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale sottolineando come l’Istituto di previdenza pubblico italiano sia stato protagonista fin dall’inizio nella realizzazione di tale rivoluzionario progetto internazionale.
Eessi consentirà di scambiare progressivamente le informazioni con gli enti degli altri Paesi europei interessati in modo completamente telematico, attraverso documenti elettronici strutturati che sostituiranno gli attuali formulari cartacei. I vantaggi per i cittadini europei (studenti, disoccupati, lavoratori, pensionati e loro familiari), sottolinea l’Inps, saranno costituiti dalla maggiore rapidità nella gestione delle domande e nel pagamento delle prestazioni pensionistiche, a sostegno del reddito, sanitarie e per infortuni sul lavoro e malattie professionali, oltre che nella gestione delle pratiche in materia di legislazione applicabile, distacchi e recuperi di contributi e prestazioni indebite.
Il nuovo sistema assicura un elevato livello di protezione dei dati, in linea con gli standard più elevati di sicurezza informatica. Garantisce, inoltre, un flusso standardizzato delle informazioni, maggiore facilità nella comunicazione grazie alla digitalizzazione degli scambi e una migliore qualità e completezza dei dati scambiati, anche al fine di ridurre il rischio di frodi ed errori.

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Pensioni – Inps: a luglio in pagamento circa 3.150.000 quattordicesime

Con il rateo pensionistico di luglio l’Inps pagherà circa 3.150.000 quattordicesime. Lo rende noto l’Istituto in un comunicato stampa pubblicato ieri sul sito istituzionale sottolineando che il beneficio viene attribuito d’ufficio, senza presentazione di alcuna domanda, in presenza di tutti gli elementi necessari per la verifica reddituale di ammissione al beneficio.
Per raggiungere d’ufficio il maggior numero di persone, l’Inps fa sapere che nell’ultima settimana di giugno è stata effettuata una lavorazione aggiuntiva con l’emissione di un pagamento distinto dal cedolino mensile, sempre nel rateo di luglio. Inoltre, a dicembre 2019 saranno corrisposti, sempre d’ufficio, i ratei di 14ma a coloro che compiranno l’età di accesso al beneficio (64 anni) nel secondo semestre del 2019, ovvero che sono divenuti titolari di pensione nel corso del 2019.
L’Inps rammenta che il diritto alla 14ma viene verificato rispetto a requisiti di età, contribuzione e reddito. Quanto ai redditi, per l’anno 2019 devono essere valutati:

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Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

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Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale

 

 

NEWS:

lunedì 8 luglio 2019
Architetti: ‘serve un’Agenda Urbana per le città del Mediterraneo’

L’Assemblea Generale dell’UMAR lancia la Dichiarazione di Roma
Attuare una vera e propria Agenda urbana per le città del Mediterraneo sulla scia dell’Agenda Urbana 2030 puntando a realizzare, in particolar modo, l’obiettivo 11 che mira a “rendere le città e gli insediamenti urbani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”.
È questo il principale obiettivo della Dichiarazione di Roma lanciata nel corso dell’Assemblea Generale dell’UMAR, Unione Architetti del Mediterraneo, che ha scelto la capitale italiana e la sede del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori per celebrare il 25° anniversario della sua fondazione.
Una scelta significativa che testimonia l’incisiva presenza degli architetti italiani all’interno dell’Unione e che è finalizzata a sostenere con forza tutte le azioni tese ad affermare il valore di una architettura che contribuisca al dialogo, a momenti di riflessione e che promuova una crescita condivisa e sostenibile dei Paesi dell’area del Mediterraneo.

Leggi: Edilportale, 08/07/2019


venerdì 5 luglio 2019
Affitti a canone agevolato, Sunia: “Il Dl Crescita crea confusione tra proroga e rinnovo”

Tra le reazioni alla conversione in legge del Decreto Crescita ce n’è almeno una non particolarmente entusiastica: è quella del Sunia, che ha espresso le proprie perplessità attraverso una nota del proprio ufficio legislativo.
“L’articolo 19 bis della legge 28 giugno 2019 n.58 di conversione del D.L. 34/2019 (cosiddetto Decreto crescita) detta una norma di interpretazione autentica dell’articolo 2 comma 5 quarto periodo in materia di proroga dei contratti concordati – esordisce il sindacato inquilini -. Il testo sotto la rubrica Norma di interpretazione autentica in materia di rinnovo dei contratti di locazione a canone agevolato dispone che: Il quarto periodo del comma 5 dell’articolo 2 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, si interpreta nel senso che, in mancanza della comunicazione ivi prevista, il contratto è rinnovato tacitamente, a ciascuna scadenza, per un ulteriore biennio. orge innanzitutto il dubbio su quali sarebbero i motivi di urgenza per giustificarne l’introduzione in una legge di conversione di un decreto, che originariamente non prevedeva questo articolo, di una norma interpretativa che interviene ad oltre venti anni dalla legge 431/98, recuperandola dal contenuto dell’articolo 8 di una proposta di legge in materia di semplificazioni fiscali, già approvata alla Camera e ora all’esame del Senato (AS1294)”.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 05/07/2019


venerdì 5 luglio 2019
Il decreto crescita da vicino: focus sul canone concordato

Alla prima scadenza, in mancanza di accordo tra le parti, il contratto agevolato (3+2) è prorogato di diritto per altri 2 anni, salva la facoltà di disdetta prevista dalla legge n. 431/1998
Viene introdotta una norma di interpretazione autentica in materia di rinnovo dei contratti di locazione a canone agevolato: possono essere “confermati” tacitamente, a ciascuna scadenza, per un ulteriore biennio, in mancanza della comunicazione prevista. Lo prevede l’articolo 19-bis del decreto crescita, in risposta alle richieste di chiarimento degli operatori del settore.
I contratti cui la disposizione fa riferimento sono quelli previsti dalla legge 9 dicembre 1998, n. 431, che disciplina le locazioni e le modalità di rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo.
L’articolo 2 della legge n. 431/1998 prevede che, in alternativa al classico contratto 4+4 a canone libero, le parti possono stipulare contratti di locazione a canone concordato, definendo il valore del canone, la durata del contratto ed altre condizioni contrattuali sulla base di quanto stabilito in appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative. La durata di tali contratti non può, di regola, essere inferiore ai tre anni. Alla prima scadenza del contratto, se le parti non trovano un accordo sul rinnovo, il contratto è prorogato di diritto per due anni fatta salva la facoltà di disdetta da parte del locatore per alcune regioni previste espressamente dalla legge. Per tale motivo i contratti a canone concordato sono individuati, nel gergo comune, con l’espressione “3+2”.

Leggi: Fisco Oggi, 05/07/2019


giovedì 5 luglio 2019
Anziani. Solo il 2% in Rsa o assistito a domicilio. Grandi le disparità regionali

In Molise e Sicilia più del 4% assistito a casa, in Calabria e Val d’Aosta meno dell’1%. Indagine sulla continuità assistenziale di Italia Longeva agli Stati generali della assistenza a lungo termine
Nel 2018 solo il 2% degli over 65 è stato accolto in Rsa (residenzialità assistita) e solo 2,7 anziani su 100 hanno ricevuto cure a domicilio, «con incredibili divari regionali: in Molise e in Sicilia più del 4% degli anziani può contare su questi servizi, mentre in Calabria e Valle d`Aosta si stenta ad arrivare all’1%». A evidenziarlo è la prima indagine sulla continuità assistenziale, curata per Italia Longeva, Rete Nazionale di Ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva, da Davide Vetrano, geriatra della Università Cattolica del Sacro Cuore e ricercatore al Karolinska Institutet.
L`indagine è stata presentata nel corso della quarta edizione degli “Stati Generali dell`assistenza a lungo termine”, al ministero della Salute. «L’assistenza domiciliare, che in Italia cresce troppo lentamente, più lentamente di quanto crescano i cittadini che ne avrebbero bisogno – spiega Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – è il vero cortocircuito di una buona continuità assistenziale. Per ogni ora erogata, all’estero si arriva anche a 8-10». Quasi 1 italiano su 4 ha più di 65 anni, oltre 2 milioni superano gli 85 anni: siamo un popolo longevo, ma in molti casi gli anziani sono soggetti fragili.

Leggi: Avvenire, 05/07/2019


giovedì 4 luglio 2019
Anziani cronici. Ancora troppe carenze nell’assistenza domiciliare. Indagine di Italia Longeva

Presentata al Ministero della Salute la prima Indagine sulla continuità assistenziale in Italia. Roberto Bernabei, Italia Longeva: “Un oliato percorso di continuità assistenziale è una forma di efficientamento del sistema, ma soprattutto un servizio concreto per il cittadino: c’è qualcuno che gli semplifica la vita nel passaggio fra ospedale e territorio, senza abbandonarlo a se stesso”.
“La rete dell’assistenza a lungo termine agli anziani, per funzionare bene, deve disporre di servizi di assistenza domiciliare (ADI) e residenzialità assistita (RSA) adeguati e diffusi sul territorio. Essi rappresentano uno dei pilastri su cui si fondano sostegno e cure offerte agli anziani, eppure risultano ancora carenti rispetto ai 14 milioni di anziani residenti in Italia”, lo rileva in una nota Italia Longeva in occasione della presentazione della prima Indagine sulla continuità assistenziale in Italia, curata da Davide Vetrano, geriatra dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e ricercatore al Karolinska Institutet di Stoccolma, in collaborazione con la Direzione Generale della Programmazione sanitaria del Ministero della salute.
“L’ADI, che in Italia cresce troppo lentamente, più lentamente di quanto crescano i cittadini che ne avrebbero bisogno, è il vero cortocircuito di una buona continuità assistenziale. È evidente il ritardo dell’Italia in questo campo, anche rispetto agli altri Paesi europei: per ogni ora di assistenza a domicilio erogata nel nostro Paese, all’estero si arriva anche a 8-10 ore”, spiega Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva

Leggi: Quotidiano Sanità, 04/07/2019


giovedì 4 luglio 2019
 Agevolazioni prima casa, valgono per immobili ereditati?

L’Agenzia delle Entrate spiega i requisiti da rispettare per usufruire di imposte ipotecarie e catastali ridotte
Agevolazioni prima casa e abitazione ereditata
L’Agenzia ha spiegato che le agevolazioni prima casa, che consistono nel pagamento delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (200 euro per ciascuna imposta, indipendentemente dal valore dell’immobile caduto in successione) valgono quando il beneficiario (o, nel caso di immobile trasferito a più beneficiari, almeno uno di essi) ha i requisiti previsti in materia di acquisto della “prima abitazione”.
In particolare, per avere l’agevolazione è necessario che chi eredita l’immobile:
– non sia titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune dove si trova l’immobile ereditato;
– non sia titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

Leggi:  Edilportale, 04/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
Nuova IMU: presentata proposta di legge alla Camera

La proposta di legge prevede l’istituzione dell’imposta municipale sugli immobili che sostituisce l’IMU e la TASI
stata presentata il 7 dicembre 2018 alla Camera la proposta di legge di iniziativa parlamentare “Istituzione dell’imposta municipale sugli immobili (nuova IMU)”, composta di 13 articoli.
La Commissione Finanze di Montecitorio ha indetto un ciclo di audizioni informali sul provvedimento, il cui relatore è l’On. Alberto Luigi Gusmeroli (Lega).
L’articolo 1 della proposta di legge istituisce l’imposta municipale sugli immobili (nuova IMU), che sostituisce l’IMU (di cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214) e la TASI (di cui all’articolo 1, commi 639 e 669 e seguenti, della legge 27 dicembre 2013, n. 147).
L’articolo 2 reca il presupposto d’imposta, cioè il possesso di immobili, ad esclusione dell’abitazione principale, salvo che si tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, nonché alcune specifiche definizioni.

Leggi: Casa e Clima, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
Condominio: il Comune deve intervenire per verificare le opere interne?

In condomìnio gli attriti non mancano e le liti (purtroppo) sono all’ordine del giorno. Cosa succede se il vicino di casa effettua dei lavori? Possiamo chiedere al Comune di intervenire per verificarne la legittimità? E se l’amministrazione fa orecchie da mercante? Ai quesiti risponde il TAR Lazio con la sentenza in commento.
Il vicino denuncia l’esecuzione delle opere. Un condòmino diffida il Comune a verifica la legittimità dei lavori fatti dal vicino di casa che, a quanto pare, avrebbe demolito una parete dell’appartamento sottostante al proprio. Nonostante i solleciti, l’Amministrazione rimane inerte; a suo parere, si tratterebbe di rapporti di vicinato di natura privatistica su cui sarebbe incompetente. A questo punto il condòmino presenta ricorso al TAR lamentando l’inerzia del Comune, denunciando il silenzio inadempimento, la violazione dell’art. 27 del D.P.R. 380/2001, nonché la mancata valutazione dell’interesse pubblico.
Il punto cruciale della vicenda. Il condòmino sottolinea un punto cruciale della vicenda: l’amministrazione ha il compito di vigilare sull’attività urbanistico-edilizia e di riscontrare la presenza di abusi, anche su impulso dei privati. In realtà, a ben guardare, la situazione è ben più complessa di quanto possa apparire a prima vista.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
Anziani cronici: la continuità assistenziale è la bussola, ma in Italia non orienta la presa in carico di tutti gli over-65

Presentata al Ministero della Salute la prima Indagine sulla continuità assistenziale in Italia
Roberto Bernabei, Italia Longeva: “Un oliato percorso di continuità assistenziale è una forma di efficientamento del sistema, ma soprattutto un servizio concreto per il cittadino: c’è qualcuno che gli semplifica la vita nel passaggio fra ospedale e territorio, senza abbandonarlo a se stesso”.
La rete dell’assistenza a lungo termine agli anziani, per funzionare bene, deve disporre di servizi di assistenza domiciliare (ADI) e residenzialità assistita (RSA) adeguati e diffusi sul territorio. Essi rappresentano uno dei pilastri su cui si fondano sostegno e cure offerte agli anziani, eppure risultano ancora carenti rispetto ai 14 milioni di anziani residenti in Italia. Lo dicono i dati del Ministero della Salute che ha ricalcolato al ribasso il numero dei cittadini che nel 2018 hanno beneficiato di questi servizi: solo il 2% degli over-65 è stato accolto in RSA e solo 2,7 anziani su 100 hanno ricevuto cure a domicilio, con incredibili divari regionali: in Molise e in Sicilia più del 4% degli anziani può contare sull’ADI, mentre in Calabria e Valle d’Aosta si stenta ad arrivare all’1%. “L’ADI, che in Italia cresce troppo lentamente, più lentamente di quanto crescano i cittadini che ne avrebbero bisogno, è il vero cortocircuito di una buona continuità assistenziale. È evidente il ritardo dell’Italia in questo campo, anche rispetto agli altri Paesi europei: per ogni ora di assistenza a domicilio erogata nel nostro Paese, all’estero si arriva anche a 8-10 ore”, spiega Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva, la Rete Nazionale di Ricerca sull’invecchiamento e la longevità attiva.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“Ripensare l’innovazione per rispondere ai nuovi e crescenti bisogni di salute” Nicoletta Luppi Presidente e Amministratore delegato di MSD Italia

Longevità: come farla diventare un’opportunità per il Sistema Paese?
La popolazione italiana sta diminuendo e soprattutto la piramide demografica si sta spostando verso la popolazione >65.  Ma la buona notizia è che anche la non autosufficienza si sta spostando grazie al progresso scientifico. La popolazione tra i 65 e i 74 anni è stata rinominata dall’ISTAT come tardo-adulti dato che si tratta di soggetti prevalentemente attivi, spesso ancora occupati in attività professionali, familiari per l’assistenza ai nipoti, di volontariato, insomma una risorsa per il welfare. L’importante è che si possa mantenere uno stato di salute soddisfacente anche in presenza di malattie croniche, come ad esempio il diabete, e possano accedere in modo appropriato e tempestivo e nel setting assistenziale più idoneo alle cure innovative che la ricerca scientifica ha messo a disposizione.
La prevenzione nell’età adulta è importante per preservare l’autonomia ed un invecchiamento in salute: questo significa, come ci insegna Italia Longeva, avere una corretta alimentazione, fare attività fisica, effettuare le vaccinazioni raccomandate per prevenire gravi malattie infettive ed effettuare gli screening per identificare precocemente eventuali tumori per i quali esistono oggi terapie innovative.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“Tecnologia: la chiave per ripensare e ridisegnare il sistema salute e nuovi percorsi assistenziali”.

Gianluca Gigante, Business Director, VREE HEALTH ITALIA
L’edizione di quest’anno di Long-Term Care si focalizzerà, tra gli altri, sul tema della continuità assistenziale. In che modo la tecnologia rappresenta uno dei tasselli fondamentali di questo modello di presa in carico dei pazienti anziani affetti da multi-morbilità?
La tecnologia, se ben integrata in modelli di presa in carico, può dare vita a percorsi assistenziali che garantiscono una migliore efficienza del sistema e migliorano la qualità di vita delle persone e dei caregiver.
Albert Einstein diceva che “la perfezione dei mezzi e la confusione dei fini sembra caratterizzare la nostra epoca”. Vi sono oggi tecnologie semplici ed avanzate per costruire lo “strumento perfetto” che può mettere in connessione in maniera rapida ed economica tutti gli attori del sistema salute e permettere loro di utilizzare strumenti e processi decisionali evoluti grazie all’analisi dei dati e all’intelligenza artificiale. Eppure sono ancor oggi poco e mal utilizzate. La tecnologia è la chiave per poter ripensare e ridisegnare sistema salute e nuovi percorsi assistenziali in risposta agli attuali e futuri bisogni di salute e per un sistema salute più accessibile, più sostenibile e con un miglior impatto sulla qualità di vita delle persone.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“RSA: I cambiamenti in corso e gli scenari futuri del modello di residenzialità”.

Andrea Mecenero, CEO KORIAN ITALIA
Assistenza domiciliare e residenzialità assistita continuano ad essere servizi carenti e sottopotenziati rispetto ai bisogni crescenti e sempre più complessi di pazienti anziani e non autosufficienti. A cosa è dovuto questo ritardo?
I posti letto per i non autosufficienti nelle strutture residenziali coprono meno del 10% del fabbisogno (270.000 posti letto rispetto a 2,8 milioni di non autosufficienti) e le cure domiciliari sono largamente insufficienti a rispondere al bisogno degli anziani: si tratta, in media, di 17 ore annue per paziente preso in carico. Situazione che rischia di diventare ancora più grave se si considerano i trend demografici e lo sviluppo della cronicità associata all’invecchiamento. Purtroppo questa situazione è venuta a crearsi a causa di una serie di fattori, riconducibili da un lato alla mancanza di una politica programmatoria integrata, che troppo spesso ha visto il settore dell’assistenza socio-assistenziale in contrapposizione al mondo dell’assistenza sanitaria, dall’altro alla mancanza di risorse economiche che ha costretto gli operatori a rincorrere i problemi contingenti piuttosto che concentrarsi sulle soluzioni innovative e di programmazione a lungo termine. Oggi esistono diverse opportunità per invertire il trend in maniera virtuosa, a partire dall’innovazione tecnologica, all’informatizzazione dei processi, alla messa in rete degli operatori e alla creazione di cluster territoriali.  Tali iniziative, tuttavia, richiedono uno sforzo iniziale che deve essere interpretato dal sistema come investimento sul futuro, e non come semplice voce di spesa, e come tale devono essere incentivate in un quadro tecnico-normativo favorevole.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“Sostenibilità economica – Finanziaria della Long Term Care. Il punto di vista delle assicurazioni”.

Fiammetta Fabris, Amministratore delegato Unisalute Spa.
L’assistenza alle persone non autosufficienti è difficilmente sostenibile, sia per il pubblico sia per i privati. Quali sono le principali azioni messe in atto dal mondo delle assicurazioni in questo contesto?
Non si ferma la crescita degli indici di vecchiaia e di dipendenza: l’Italia si attesta al primo posto nella graduatoria superando la Germania.
L’aumento della popolazione anziana comporta la rapida crescita dei bisogni di cura nei confronti di un paziente con problematiche legate all’aumento delle patologie croniche e delle condizioni di non autosufficienza con un conseguente aumento di costi sanitari relativi sia per il settore pubblico che privato.
Se si tiene conto infatti che la durata media di uno stato di non autosufficienza va dai 18 mesi per alcune inabilità di tipo fisico ai 12 anni per deficit mentali (Alzheimer) e che il costo del ricovero in una casa di cura si aggira in media sui 2 mila o 3 mila euro mensili è impossibile che sia i singoli privati sia il sistema pubblico italiano si facciano, da soli, carico integrale di una spesa del genere.
Ritengo che, parte della risposta a queste necessità potrebbe venire proprio dal mondo assicurativo, componente della variegata galassia dei protagonisti del secondo welfare.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“ADI: Il ruolo degli homecare provider nella gestione del paziente cronico”.

Claudio Petronio: Direttore Centrale VIVISOL Italia, Sud Europa, Brasile
Perché il SSN dovrebbe considerare le Long Term Care come una priorità fondamentale?
Gli italiani vivono più a lungo, ma non vivono meglio. Se è vero che negli ultimi quarant’anni la popolazione ha guadagnato circa 10 anni di vita grazie all’impegno nella prevenzione, all’avanzamento della tecnologia e al progresso della ricerca clinica, non si è realizzato però un contemporaneo aumento degli anni vissuti in salute. Con l’aumento dell’età, infatti, cresce esponenzialmente il fenomeno delle comorbilità che coinvolge fino al 65% degli ultraottantenni. In un contesto di questo tipo, la vera sfida per il Servizio sanitario nazionale consiste principalmente nel riuscire a far fronte a una crescente domanda di assistenza sanitaria a lungo termine.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“Cosa riserva il futuro sul versante della vaccinazione degli anziani?”

Maura Cambiaggi, Managing Director SEQIRUS ITALIA
Dati recenti mostrano che, per gli italiani, l’allungamento dell’aspettativa di vita coincide con un maggior carico di malattie croniche e disabilità. Tra le strategie di prevenzione, qual è il contributo – clinico ed economico – della vaccinazione per rispondere efficacemente ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e affetta da multi-morbilità?
La vaccinazione contro l’influenza è sicuramente uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’impatto e la diffusione della malattia. L’influenza può mettere a rischio con le sue complicazioni, che possono essere causa di ospedalizzazioni e decessi, coloro che ne sono colpiti. Infatti, le autorità sanitarie di tutto il mondo incoraggiano la vaccinazione annuale, specialmente per i soggetti a rischio e quelli più fragili, come appunto la popolazione anziana. È importante, però, che la vaccinazione venga effettuata secondo un criterio di appropriatezza adeguato alle esigenze del paziente e al contesto sanitario.
L’appropriatezza della vaccinazione influenzale nasce da dati epidemiologici, immunologici, clinici e socioeconomici che, combinati insieme, portano a concludere che per ogni fascia di età c’è il vaccino giusto – a ciascuno il suo. Una vaccinazione appropriata produce un impatto positivo sia per il singolo, in termini di miglioramento della qualità di vita, che per il Servizio Sanitario Nazionale, in termini di sostenibilità socio-economica e di riduzione dei costi indiretti legati alla patologia, come ad esempio la gestione delle complicanze e delle ospedalizzazioni.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“L’Accreditamento e l’adozione di nuovi strumenti digitali in ADI”.

Cyrille Ferrachat, Direttore Generale MEDICASA ITALIA, GRUPPO AIR LIQUIDE
L’edizione di quest’anno di Long-Term Care si focalizzerà, tra gli altri, sul tema della continuità assistenziale. In che modo la ridotta disponibilità e le disuguaglianze geografiche nell’offerta di ADI possono rappresentare un elemento di criticità per il buon funzionamento delle reti territoriali, anche di quelle più virtuose?
L’assistenza domiciliare integrata può essere considerata l’ultimo miglio della continuità assistenziale: se non si è in grado di intervenire a domicilio, si è vincolati al rigido schema del numero dei posti letto delle strutture, siano esse sanitarie, socio – assistenziali, di cure intermedie o altro. La possibilità che le reti territoriali arrivino al domicilio è la vera sfida della LTC. Perché questo avvenga, il SSN, la programmazione regionale, le ASL e i singoli distretti, oltre a destinare budget adeguati all’ampiezza del servizio, devono investire su operatori affidabili, in grado di fornire una molteplicità di servizi al paziente, di garantire formazione e aggiornamento al personale sanitario, di investimenti adeguati in tecnologia e innovazione.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“Percorsi assistenziali e aderenza: il ruolo della riconciliazione terapeutica”.

Viviana Ruggieri, External Relations, Market Access and Regulatory Director, Servier.
I dati mostrano che gli italiani vivono di più ma “invecchiano male”: terza età diviene sempre più sinonimo di multi-cronicità. Quale direzione percorrere per prepararci ad un’Italia che tra soli 20 anni conterà oltre 5 milioni di anziani?
È in corso da tempo un ripensamento del sistema di presa in carico del paziente cronico e poli-trattato rappresentato oggi in prevalenza da persone over 65 anni.  Questo è stato di fatto l’obiettivo del Piano della cronicità approvato a livello nazionale e in via di implementazione in ambito regionale, seppur con modelli differenti e peculiari, che rispecchiano le la storia e le caratteristiche dei singoli territori. Il punto cardine del nuovo modello di presa in carico del paziente cronico è rappresentato dalla creazione di una rete di dialogo attivo e continuo che ponendo il paziente al centro connette le varie componenti del sistema: le strutture ospedaliere, l’assistenza ambulatoriale e la medicina del territorio.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“Nuovi bisogni socio-sanitari e ruolo dell’appropriatezza prescrittiva in un’Italia sempre più longeva”

Fabio De Luca, Commercial Operations, Angelini
Quali sono le problematiche relative all’aumento della cronicità in Italia?
Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre l’80% dei costi sanitari è assorbito dalla cronicità. Se teniamo in considerazione che la quota di individui over-65 ha raggiunto circa il 23%* della popolazione totale, ci rendiamo conto di come la cronicità rappresenti una sfida concreta per la sostenibilità dei sistemi sanitari. Per vincere questa sfida, risulta essenziale definire nuovi percorsi assistenziali in grado di prendere in carico il paziente nel lungo termine, contenere la disabilita e garantire la continuità assistenziale e l’integrazione degli interventi sociosanitari, anche nell’ottica di un miglioramento della qualità della vita di tutti gli attori coinvolti. La gestione della patologia cronica, infatti, non impatta soltanto sulla vita del paziente, ma anche su quella della sua famiglia e sul contesto sociale.
Migliorare la governance dei sistemi sanitari significa, tra le altre cose, tessere una rete sempre più solida ed integrata tra assistenza ospedaliera e territorio per la gestione dicotomica cronico-acuto, anche grazie all’empowerment del Medico di Medicina Generale, ancora ad oggi riconosciuto in Italia come pilastro portante del Sistema di Cure Primarie.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


mercoledì 3 luglio 2019
“Il valore aggiunto del privato sociale in ADI”.

Giuseppe Milanese, Presidente OSA e Confcooperative Sanità.
Il trend demografico, correlato ad un progressivo aumento di patologie croniche e condizioni di multimorbilità, ci induce a guardare ad un futuro, nemmeno tanto lontano, che richiede un rinnovamento dei modelli tradizionali di presa in carico del paziente, sempre meno “ospedale-centrici” e più capillari sul territorio. Quali le basi per essere pronti a prenderci cura dei nostri anziani?
Ritengo che il percorso di allontanamento dall’ospedale come unico centro presso il quale è possibile ricevere cure adeguate sia ormai avviato in maniera irreversibile: sono gli stessi pazienti che assistiamo a chiederci di “non andare in ospedale” in tutti quei casi, e sono molti, in cui è possibile trovare delle soluzioni di cura a domicilio o dal proprio medico di medicina generale. Occorre quindi accompagnare l’evoluzione della cronicità, puntando all’empowerment del paziente e dei caregiver e avvalendosi di strumenti informatici e di tecnoassistenza oggi sempre più avanzati. Nella gestione delle acuzie semplici, inoltre, che sono una delle principali cause di sovraffollamento dei Pronto Soccorso, bisogna pensare a modelli basati sulla rapidità e flessibilità di intervento di strutture accreditate che, come le nostre Cooperative, sono in grado di supportare il percorso diagnostico terapeutico sul territorio. Non è sufficiente, infatti, arrivare rapidamente a domicilio di un paziente e formulare una ipotesi diagnostica, occorre anche poterla confermare instaurando poi senza indugio un regime terapeutico appropriato. Servono quindi centrali operative aperte h24 in grado di intervenire rapidamente senza spostare il paziente dal suo domicilio, evitandogli così anche quel mix di traumi ed esposizioni ad agenti infettivi, caratteristico dell’accesso in ospedale, e spesso fatale per i nostri anziani.

Leggi: Italia Longeva, 03/07/2019


martedì 2 luglio 2019
Case popolari, in Gazzetta il decreto di riparto di 22,4 milioni per le annualità 2019-2024

Nell’ambito del programma di recupero degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica
È sulla Gazzetta Ufficiale n.152 di ieri il decreto 16 maggio 2019 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, recante “Programma di recupero degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Riparto delle annualità 2019-2024”.
Questo provvedimento effettua, tra le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, il riparto della disponibilita’ di 22.480.752 euro per il recupero degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Tale disponibilità è iscritta sul capitolo n. 7442, p.g.1 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per le annualita’ 2019-2024 secondo quanto risulta dall’allegata tabella, che costituisce parte integrante del decreto.
In allegato il decreto e la tabella

Leggi: Casa e Clima, 02/07/2019


martedì 2 luglio 2019
L’ascensore non può togliere aria e luce

È nulla la delibera relativa all’installazione di un ascensore nelle immediate vicinanze della finestra di un condomino. Lo afferma il Tribunale di Milano nella sentenza 6073 del 21 giugno (giudice Marco Manunta).
In particolare, è stata ritenuta nulla la delibera con la quale l’assemblea condominiale aveva deliberato l’installazione di un ascensore esterno, a breve distanza dalle finestre dell’appartamento di un condomino, tanto da limitare la diffusione di aria e luce all’interno della unità immobiliare.
La condomina proprietaria aveva chiesto quindi l’annullamento della delibera e il condominio aveva replica che, a fronte del modesto «sacrificio» imposto all’attrice, tutto il condominio «composto da persone in età avanzata e con problemi motori» avrebbe tratto un sicuro beneficio.

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 02/07/2019


domenica 30 giugno 2019
La Fp Cgil ha presentato una ricerca sulle liste d’attesa. Che fanno crescere il forte malcontento dei cittadini sulla sanità pubblica

Salvare il Servizio sanitario nazionale è una delle priorità nella rivendicazione unitaria, confederale e di categoria, che ha portato in piazza lavoratrici e lavoratori pubblici per la grande manifestazione dell’8 giugno.
Nonostante la costante riduzione dei finanziamenti pubblici e di una serie di elementi problematici – la penuria di personale, la dinamica demografica (invecchiamento della popolazione e bassa natalità), l’aumento delle patologie croniche, gli alti costi delle terapie innovative e della tecnologia avanzata, per citare i più significativi – il Ssn continua a garantire buoni risultati di salute.
E’ però evidente la condizione di fragilità del sistema: tra tagli e definanziamenti, dal 2010 ad oggi, sono stati sottratti 37 miliardi. E il Def 2019, erodendo ulteriori risorse per gli anni a venire, pregiudica la tenuta stessa del sistema. Servirebbero almeno dieci miliardi, questa la stima prudenziale del Cergas Bocconi. Altre ricerche indicano quantità economiche nettamente superiori (Gimbe ed altri), e tutti gli studi esprimono una grande preoccupazione per la sostenibilità del Ssn, con conseguenze gravissime per la popolazione.
Si tratta di un timore evidentemente non condiviso dai governi che si sono avvicendati alla guida del paese. Governi che hanno sottratto risorse al fondo sanitario, disinvestito in edilizia sanitaria (meno 40%), bloccato i rinnovi contrattuali ed il turn-over del personale. La Ragioneria dello Stato segnala 45mila unità perse dal 2009 al 2016, fra cui ottomila medici e 12.500 infermieri. Il rapporto tra personale in forze al Ssn e popolazione (pubblico e privato accreditato) è tra i più bassi d’Europa, e si declina con disuguaglianze territoriali profonde, così come per il numero di posti letto, pubblici o privati.

Leggi: Sinistra Sindacale, 30/06/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 8 luglio 2019
L’Aquila, sanità a rischio per gli anziani e non solo

Aree interne dimenticate, trascurate, senza servizi sanitari. Aree interne dove gli anziani sono sempre più in difficoltà. Sono i comuni della nostra Italia, borghi e cittadine di provincia spesso dimenticate da tutto e tutti. Accade così che in un centro niente affatto piccolo, ma che di traumi ne ha subiti molti, come l’Aquila, i sindacati si ritrovino a doversi mobilitare per la mancanza di personale sanitario e l’abolizione di alcuni servizi di fondamentale importanza. All’Ospedale San Salvatore da mesi non esiste più il servizio di mammografia, importantissimo per la cura e la prevenzione dei tumori al seno. E da mesi la situazione delle liste d’attesa è insostenibile.
“Siamo di fronte a un gigantesco problema, soprattutto per le donne”, ci spiega Marilia Di Paolo responsabile del coordinamento donne del sindacato dei pensionati della Cgil provinciale dell’Aquila. E sarà proprio lo Spi, insieme alla Cgil tutta e alla Funzione Pubblica, uno dei promotori della mobilitazione di venerdì 12 luglio davanti all’Ospedale aquilano per chiedere alla Regione interventi urgenti.

Leggi: Liberetà, 08/07/2019


lunedì 1 luglio 2019
Emergenza abitativa, le proposte al governo di Federcasa e sindacati

Una serie di proposte concrete, da sottoporre all’attenzione del Governo, per rilanciare l’edilizia residenziale pubblica, a partire dal ripristino di un flusso di finanziamenti certi e costanti. Federcasa e le organizzazioni sindacali nazionali degli Inquilini (Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini) hanno prodotto e sottoscritto un documento che sottolinea la necessità e l’urgenza di rilanciare il settore dell’edilizia residenziale pubblica in Italia e farlo tornare ad essere una priorità delle politiche di Governo. Nel testo sono presenti una serie di misure che saranno presentate a Firenze, nel corso del convegno “Diritto alla casa e diritto all’abitare – Il rilancio dell’edilizia pubblica”, organizzato da Federcasa e da Confservizi Cispel Toscana. L’appuntamento è per giovedì 4 luglio, dalle 9,30 alle 13,30, presso Il Fuligno (Via Faenza 48). Tra i presenti, l’Assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica della Regione Toscana, Vincenzo Ceccarelli, l’Assessore alla Casa del Comune di Firenze, Andrea Vannucci, il presidente di Federcasa, Luca Talluri e i rappresentanti delle sigle sindacali che hanno sottoscritto il documento. L’iniziativa nasce dall’esigenza di un approfondimento delle politiche inerenti il comparto abitativo, in relazione alle modificazioni sociali ed ai cambiamenti di natura economica che hanno interessato il settore e che richiedono una pronta e sollecita risposta da parte dei decisori politici, soprattutto attraverso l’introduzione di una normativa capace di rispondere a tali mutamenti e ai nuovi bisogni emergenti.

Leggi: Go News, 01/07/2019


domenica 30 giugno 2019
Dalla disidratazione alla solitudine, i pericoli per gli anziani durante l’estate

Disidratazione, rischio di cadute, solitudine: l’estate, con la sua afa e le ferie, può essere nemica degli anziani. Ecco i maggiori pericoli per chi non è più giovane
Quando si è nel pieno dell’estate, il caldo può causare non pochi problemi. Soprattutto nelle persone anziane, più deboli e più sofferenti nei confronti delle alte temperature. Quali sono i pericoli maggiori a cui sono esposti? Sicuramente disidratazione e colpi di calore, ma anche la solitudine, un maggior rischio di subire fratture e – spesso – l’interruzione dei servizi assistenziali.
La Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio ha ricordato come, nei mesi estivi, si assista proprio ad un maggior numero di ricoveri di persone anziane a causa della disidratazione: la perdita di liquidi dal corpo attraverso il sudore può causare pericolose alterazioni metaboliche che si manifestano anche con gravi sintomi neurologici. E, questo, è dovuto ai due principali “nemici” dell’anziano durante l’estate: le temperature troppo elevate (Il caldo e l’afa possono essere pericolosi, anche mortali, per la salute degli anziani) e – durante le ferie – i possibili cambiamenti nell’assistenza fornita da familiari, assistenti domiciliari e badanti a causa delle ferie. Una persona anziana e magari malata, su cui non si vigila (o si vigila meno), è una persona in potenziale pericolo: può essere più soggetta a cadute e quindi a infortuni e fratture, può non assumere cibi corretti né una quantità di liquidi adeguata. È proprio durante l’estate, ad esempio, che si verifica il maggior numero di casi di rotture del femore negli over 75, con conseguenze anche gravi: a distanza di un anno, tali fratture nel 20-30% dei casi possono determinare nel morte, nel 40% una grave disabilità. Ecco dunque che è fondamentale non lasciare solo l’anziano: per il suo benessere fisico, ma anche psicologico.

Leggi: Monza Today, 30/06/2019


mercoledì 26 giugno 2019
«Basta barriere architettoniche» Zanfrà: c’è il piano per Sacile

Parcheggio per disabili occupato da scooter in Campo Marzio, marciapiedi con dislivelli che bloccano carrozzine e sedie a rotelle in via Gramsci e in via Chiaradia: a Sacile le fasce deboli protestano e reclamano percorsi protetti per la viabilità. Anziani, disabili, bambini, pedoni e ciclisti al centro del Piano Peba, che combatte l’esclusione e anche il grado zero di civiltà. «Iter avanzato per il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche a Sacile – ha confermato Anna Zanfrà, assessore all’urbanistica -. È lo strumento urbanistico che funziona come un piano regolatore: approvato nell’ex giunta Ceraolo in aprile, passerà in commissione tecnica urbanistica prima di approdare in consiglio comunale». Un investimento di 500mila euro articolato in dieci anni e inserito a bilancio nel capitolo delle manutenzioni. «Peba non sarà all’ordine del giorno in consiglio comunale questo giovedì – ha aggiunto Zanfrà -. Dopo la nomina delle commissioni consigliari potrà riprendere l’iter interrotto dalla fase delle elezioni comunali in aprile scorso. In consiglio tratteremo, invece, la variante 77, cioè l’approvazione del secondo lotto della Gronda est: sarà dotata di ciclabile e percorsi protetti». Sacile senza barriere architettoniche in 120 mesi con il progetto Peba. Il piano regolatore della sicurezza per l’integrazione sui percorsi urbani dei disabili, anziani, bambini, mamme con carrozzine avrà un effetto anche sulla rete viaria nelle periferie. «Nei percorsi più affollati come casa-scuola, chiesa, ambulatori, uffici – aggiunge l’assessore all’urbanistica.

Leggi: Messaggero Veneto, 26/06/2019


IN AGENDA:

Contratti di locazione: 9 luglio, workshop Sunia a Firenze

“Il mercato della locazione nella nostra Regione è condizionato da vari fattori – alta tensione turistica, Airb&b, Polo universitario, anche con sedi di facoltà e scuole di specializzazione straniere, concentrazioni di luoghi di lavoro – che determinano un costo medio dei canoni di locazione, tra i più alti in Italia. Inoltre, vi è un alto tasso d’irregolarità sotto il profilo della contrattualistica e la conseguente insorgenza di molti casi di difficoltà nei rapporti tra inquilino e proprietario. Tutte situazioni che rendono la locazione un elemento difficile da gestire”. È quanto afferma il Sunia di Firenze in una nota.
Se ne parlerà il 9 luglio, presso la Camera del lavoro fiorentina in Borgo dei Greci, dalle 9,30 alle 16: un workshop dove approfondire la materia insieme a legali della struttura nazionale del Sunia e a tutti gli operatori e funzionari che quotidianamente affrontano questa tematica.
Leggi: https://www.rassegna.it/articoli/contratti-di-locazione-9-luglio-workshop-sunia-a-firenze

Retecaad.it – 15.6.2019 – “Adattamento dell’ambiente domestico: l’approccio multidisciplinare in ambito socio-sanitario” è il titolo dell’intervento di Carlo Montanari ed Elisabetta Tondi del CAAD Bologna alla Summer school 2019 che apre la decima edizione del Forum Italiano Ambient Assisted Living in calendario ad Ancona dal 19 al 21 luglio. ForltAAL è l’appuntamento annuale durante il quale professionisti, aziende, policy makers, enti di ricerca ed università si confrontano sulle sfide dell’invecchiamento e del cambio demografico, col fine di promuovere l’innovazione, il sapere e le opportunità nel contesto dell’Ambient Assisted Living.
ll programma della Summer school

Leggi: Rete Caad


Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E. Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

Leggi: Rete Caad


“Territorio del welfare”, la XII Conferenza Espanet, a Urbino

La conferenza, che si terrà dal 19 al 21 settembre a Urbino, affronterà le trasformazioni politico-sociali recenti che stanno incidendo in modo significativo sul welfare. La presa di forza di movimenti identitari, populisti e sovranisti può contribuire a forme di welfare sciovinismo. Si può assistere a spirali di esclusione di soggetti “marginali”, a forme di colpevolizzazione di diverse tipologie di soggetti svantaggiati, alla disintegrazione di alcune forme di protezione, all’abbandono selettivo delle politiche sociali con l’incremento delle diseguaglianze.

Leggi: Espanet Italia


IN EVIDENZA:

Nuovo welfare e sviluppo di comunità: il progetto Home Care Premium nel Distretto socio sanitario di Catanzaro

In una regione dalle note criticità nel campo dei servizi sociosanitari, l’attuazione di un progetto finalizzato all’innovazione e al miglioramento dei servizi di cura per persone non autosufficienti ha dato vita ad una creativa esperienza di promozione e partecipazione di cittadini, operatori, associazioni e amministrazioni comunali. Le comunità si sono scoperte protagoniste attive di un nuovo welfare dai benefici plurimi tra cui le concrete ricadute nel settore dell’occupazione. Ma non sempre si riesce a fare tesoro delle buone sperimentazioni.
di Franco Caccia (Dirigente sociologo, responsabile dell’U.O. Servizi Sociali dell’Azienda sanitaria di Catanzaro)
Aiutare le famiglie a gestire gli impegni di cura, facendo in modo che la persona non autosufficiente possa rimanere nel proprio contesto di vita, rappresenta uno degli obiettivi di salute sollecitato da governi ed agenzie, nazionali ed internazionali e, soprattutto, costituisce il principale impegno a cui sono chiamati oggi i sistemi di cura territoriali. Nasce da questa sfida l’esperienza realizzata nel distretto socio sanitario di Catanzaro con il progetto sperimentale denominato Home Care Premium.
Al centro del desiderio: la cura a domicilio degli anziani non autosufficienti
La sollecitazione ad alimentare l’azione ri-generatrice di nuovi e più efficaci modelli di cura non può essere solo costituita da aspetti di tipo economico e finanziario, conti da far quadrare e buchi da sanare, motivazioni comunque presenti e pressanti. Il processo di adeguamento dell’offerta dei servizi di cura deve puntare a dare una risposta coerente ad un bisogno crescente: rispettare il desiderio delle persone non autosufficienti di rimanere nella propria casa, anche in condizione di non autosufficienza.

Leggi: I Luoghi della Cura


Rapporto di ricerca sulla povertà in Liguria

Al link di seguito il testo del rapporto della ricerca sulla povertà in Liguria a cura di CGIL SPI, Sindacato Pensionati Regionale Liguria e AUSER Liguria e Genova.

Leggi: Caritas Chiavari


L’esperienza di Modena nel contesto della rete dei servizi per le persone con demenza

La complessità delle demenze, la durata media di malattia (12-15 anni), la mancanza di terapie farmacologiche risolutive e il forte impatto sociale impongono di strutturare modelli organizzativi di presa in carico e gestione della malattia al fine di ridurre l’istituzionalizzazione precoce e gli accessi impropri in ospedale. Gli autori presentano l’esperienza di Modena, da anni impegnata nello sviluppo di un sistema assistenziale complesso e innovativo, finalizzato a garantire percorsi integrati per la presa in carico e la cura delle persone con demenza e dei suoi familiari.
di Andrea Fabbo (medico geriatra, direttore della UOC Disturbi Cognitivi e Demenze della AUSL di Modena), Annalisa Baglieri (psicologa- psicoterapeuta, UOC Disturbi Cognitivi e Demenze della AUSL Modena)
Le demenze rappresentano un gruppo di patologie croniche (circa 70 patologie diverse su base degenerativa, vascolare o traumatica) per le quali, nei prossimi decenni, è atteso un ulteriore aumento (+57% nel 2030, +130% nel 2050), con un costo medio annuo per le cure formali e informali di ciascun paziente che si aggira intorno ai 21.000 euro, senza tener conto dei costi indiretti legati al carico assistenziale e psicologico che grava sulle famiglie (Hurd et al, 2013). Infatti, le problematiche legate alla gestione della demenza influenzano fortemente l’intero ambiente di vita della persona, impediscono o complicano le normali relazioni familiari e determinano una forte domanda di istituzionalizzazione o di richiesta di assistenza nelle 24 ore. I caregivers che assistono in maniera continuativa persone con demenza sono sottoposti ad elevati livelli di stress legati ad un carico assistenziale eccessivo definito come “burden” (Gaugler, 2009).

Leggi: I Luoghi della Cura


E di caregiver familiari quando se ne parlerà?

«Purtroppo dobbiamo registrare – scrive Alessandro Chiarini, presidente del CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità) – che in quest’ultimo anno non è stato preso nessun provvedimento concreto riguardante i caregiver familiari, che assistono i propri cari con grave disabilità. Proseguiremo dunque caparbiamente la nostra attività, sensibilizzando la classe politica affinché si giunga una volta per tutte all’approvazione della Legge sui caregiver, e richiamando il Governo e le forze politiche che lo sostengono ad essere coerenti con le promesse elettorali a suo tempo pronunciate»
Trascorso un anno dall’insediamento di questo Governo, il nostro Coordinamento [CONFAD – Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità, N.d.R.] ritiene sia giunto il momento di tracciare un primo bilancio, verificando cosa è stato fatto per migliorare le condizioni di vita dei caregiver familiari che avevano chiesto a gran voce il riconoscimento di quei diritti e di quelle tutele da troppo tempo colpevolmente negati.
Purtroppo dobbiamo registrare che non è stato preso nessun provvedimento concreto. Nessuna mano tesa verso i caregiver familiari.
Nel corso della passata Legislatura, la Legge di Bilancio per il 2018 [Legge 205/17, N.d.R.] aveva istituito uno specifico Fondo per il sostegno di cura e di assistenza del caregiver familiare, assegnando 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020.
Gli interventi legislativi che dovevano determinare l’utilizzo di questo Fondo e che non esistevano all’approvazione di questa legge, mancano ancora oggi! Pertanto quel Fondo non può essere utilizzato, e chissà per quanto altro tempo sarà così!

Leggi: Superando


 Italia, un Paese di anziani non autosufficienti: l’emergenza ignorata

La vera emergenza sono gli anziani non autosufficienti destinati a crescere. Già oggi sono 4 milioni le famiglie con un parente non autonomo a carico di Alberto Orioli
Abbiamo trascorso un anno a parlare di reddito di cittadinanza e di Quota 100. In nome di un’Italia ridotta in povertà e obbligata ai lavori forzati da una riforma previdenziale da demonizzare.
Le due misure simbolo del governo giallo-verde però si sono rivelate molto meno desiderate del previsto: i beneficiari del reddito saranno meno di un terzo delle famiglie potenzialmente interessate alla povertà (un po’ più di 670mila nuclei familiari su 1,8 milioni e molti percepivano il vecchio Rei ) e quota 100 è arrivata a 150mila domande (di cui in media una su cinque non ricevibile) contro le 330mila attese.
Per non parlare degli esigui effetti sul turnover delle imprese, assai lontani da quel mitizzato 1-1: un lavoratore esce un giovane entra.
Per approfondire:
•Quota 100 perde appeal: solo 15mila domande a maggio;
•Reddito di cittadinanza, il 37% dei destinatari aveva già il Rei.
Non ci sono dati aggregati ma esempi locali: chi può investe in macchinari e assume (in proporzioni molto minori) personale più qualificato; i risultati più consistenti sono nel pubblico impiego, dove ad esempio, Quota 100 rischia di creare una voragine negli organici dei medici.
Un’ulteriore controprova che le priorità per la politica economica sono altre. Gli investimenti innanzitutto.

Leggi: Il Sole 24 Ore


La cronicità in Italia fra condizione attuale e prospettive future

Le malattie croniche colpiscono il 40% della popolazione italiana. In prospettiva, l’aumento dei “grandi vecchi” porterà ad una conseguente maggiore diffusione della cronicità: quali sfide dovremo affrontare?
di Gianbattista Guerrini (Medico Geriatra, Fondazione Brescia Solidale onlus)
Il Quotidiano Sanità ha recentemente diffuso la sintesi, relativa alle dimensioni attuali e alle prospettive del fenomeno delle patologie croniche in Italia, del “Rapporto Osservasalute 2018. Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” – coordinato da Alessandro Solipaca e Walter Ricciardi, pubblicato sul sito dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Gli italiani affetti da almeno una patologia cronica erano, nel 2017, 24 milioni, quasi il 40% della popolazione italiana; più della metà di loro – 12,6 milioni – ha due o più patologie croniche. Ambedue le cifre, secondo le proiezioni dei ricercatori dell’Osservatorio sulla Salute, sono destinate a crescere nel 2028 rispettivamente a 25 ed a 14 milioni. L’ipertensione è la patologia cronica più frequente (ne sono affetti quasi 11 milioni di italiani), seguita dall’artrosi/artrite (9,7 milioni), dalle malattie allergiche (6,4 milioni), dall’osteoporosi (4,8 milioni), dalla bronchite cronica (3,5 milioni) e dal diabete mellito (3,4 milioni) (figura 1).

Leggi: I Luoghi della Cura


Sulla demografia novità in chiaro scuro dall’Onu

I tratti salienti dei cambiamenti in atto nella popolazione mondiale, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite lunedì scorso 9 giugno, sono fondamentalmente cinque:
1) per la prima volta dal 1950 il ritmo di crescita degli abitanti del Pianeta, che comunque aumenteranno dai 7,7 miliardi di oggi ai 9,7 del 2050, ha cominciato a dare segni di un significativo rallentamento;
2) nel 2050 l’Africa sub-sahariana con i suoi 2 miliardi di abitanti salirà al primo posto della classifica continentale mettendo fine allo storico primato da sempre appannaggio dell’Asia centro-meridionale. E il suo tasso di fertilità sarà pari al 50% di quello totale del Pianeta. Con la Nigeria che, ad esempio, raddoppierà il numero degli abitanti passando dagli attuali 201 milioni ad oltre 400;
3) nei prossimi trent’anni il primato della nazione più popolosa della terra passerà dalla Cina (1,4 miliardi) all’India (1,6miliardi);
4) anche il calo demografico è destinato ad assumere un ritmo “contagioso” visto che alle 27 nazioni che già oggi contano un numero di abitanti inferiore a quello del decennio precedente si stima nel 2050 se ne aggiungeranno altre 55;
5) si vivrà sempre più a lungo: dai 72,6 anni medi del 2019 si salirà a 77 nel 2050.
Dati che anche se parlano da soli chiedono di essere letti con un di più di attenzione soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra la preoccupante esplosione demografia africana e le minacciose profezie avanzate da alcuni studiosi circa il rischio di incontrollate ondate migratorie africane verso l’Europa.

Leggi: Immigrazione West Info


Allarme denatalità, quanto dobbiamo preoccuparci?

Difficile dire se il circolo vizioso determinato dall’intreccio tra riduzione delle nascite e produttività si sia manifestato in qualche Paese. Il solo sospetto dovrebbe essere sufficiente per intervenire
Sono trascorsi poco più di 50 anni da quando Kingsley Davis, il sociologo e demografo che è stato uno dei padri dell’analisi delle transizioni demografiche, lamentava che nel dibattito sulle politiche per la popolazione fosse così difficile trovare una “esplicita discussione degli obiettivi di lungo termine” di tali politiche e si mostrava molto preoccupato per quella che chiamò, con terminologia allora nuova, “esplosione della popolazione”.
Tipicamente, osservava Davis, si forniva un rapido elenco dei danni che potevano derivare da quella esplosione per passare alle misure ritenute più idonee per affrontarla, tra le quali dominava la “pianificazione familiare” (cioè la contraccezione), ma ben poco si diceva su quale fosse la popolazione ottima. Da allora sembra passato ben più del mezzo secolo effettivamente trascorso. Al timore dell’esplosione della popolazione si è sostituita, in tutti i Paesi avanzati, la realtà della denatalità con i suoi effetti sulla dimensione della popolazione e sul suo invecchiamento. All’elenco dei danni che avrebbe causato l’esplosione della popolazione si sta sostituendo quello (non necessariamente unanime) dei danni provocati dalla denatalità, ma non si può dire che si sia sviluppata l’esplicita discussione di cui Davis lamentava la mancanza.

Leggi: Rassegna Sindacale


 L’innovazione nei servizi: a che punto siamo?

Definiamo il problema
Sono in carico ai servizi sociali e sociosanitari di questo Paese non più del 20 per cento degli anziani non autosufficienti. Nel caso dei disabili giovani e adulti non superiamo un terzo della domanda potenziale. I posti disponibili negli asili nido non raggiungono un quarto del potenziale bacino di utenza. Il Reddito di cittadinanza ha finora accolto meno della metà dei suoi potenziali beneficiari, e una domanda su quattro è stata respinta.
Certo, ciascuno di questi interventi ha la sua storia, ma per motivi diversi ciascuno ci parla di un raggio d’azione limitato, quando non addirittura marginale.
Ma non ci sono solo problemi di copertura. La rete dei servizi sociali, dagli asili nido alle case di riposo, è ampiamente improntata a un modello domanda/risposta, prestazionale, e “oggi risposte standard ai bisogni di welfare non sono più accettabili” (Granata, 2019).
Molti servizi che abbiamo costruito negli anni faticano a tenere il passo con il cambiamento. Qualche esempio: i servizi domiciliari per anziani dei Comuni sono diventati servizi di nicchia e marginali; i centri di aggregazione giovanile e gli Informagiovani si sono via via svuotati di un interesse che si rivolge altrove; le comunità terapeutiche per le dipendenze attraversano da molti anni una fase di crisi e di ripensamento; le strutture residenziali per anziani accolgono in un caso su cinque (dati di Regione Lombardia) una utenza definita impropria, in quanto avrebbe bisogno di servizi più aperti, meno custodiali, meno costosi. Un quarto delle residenze per disabili in Italia ha più di 80 posti letto, dimensioni che deprimono le possibilità di inclusione sociale.

Leggi: Welforum


Unità di Valutazione Geriatrica: un percorso ed una storia complessi

L’approccio multidimensionale geriatrico trova, nell’Unità di Valutazione Geriatrica (UVG), lo strumento più importante per promuovere una presa in carico della persona fragile che sappia coniugare e riconoscere i bisogni sanitari e sociali, creando percorsi personalizzati di accompagnamento. Gli autori, nell’articolo, ripercorrono il percorso di istituzione e sviluppo, nel nostro paese e, in particolare, nella regione Veneto, delle UVG nei diversi luoghi della cura e ne evidenziano il valore, oggi ancor più decisivo, in un sistema sanitario sempre più in crisi di fronte alle sfide delle patologie croniche degenerative, della terminalità, della patologia psichiatrica e della disabilità, condizioni che chiedono risposte e dignità di percorsi.
di Nicola Veronese, Maria Beatrice Baggio, Maria Cristina Bollini, Francesca Tiozzo, Giorgia De Zottis, Vania Noventa (Unità Locale Socio Sanitaria 3 “Serenissima”, UOC Cure Primarie, Distretto 3 Dolo-Mirano, Venezia), Alberto Cester (Unità Locale Socio Sanitaria 3 “Serenissima”, Dipartimento Medico – UOC Geriatria, Distretto 3 Dolo-Mirano, Venezia)
Il mondo della salute pubblica è attualmente in grave crisi a causa della cronica carenza di figure professionali, mediche e non, a fronte di una domanda di salute in aumento, a causa soprattutto del crescente peso delle malattie croniche.  Scelte politiche ed amministrative degli ultimi decenni, probabilmente miopi, hanno provocato una importante riduzione del numero di medici, una sperequazione tra laureati in medicina e chirurgia ed accesso in specialità, con impossibilità, per molti, di trovare una via alla collocazione professionale.  In questo ambito, parlare di adeguata gestione della rete dei servizi, è probabilmente un’utopia.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Previdenza – Sistema “EESSI” per scambio dati fra enti UE

Da domani, mercoledì 3 luglio, come previsto dalla normativa comunitaria sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale, diventerà operativo il sistema Eessi (Electronic exchange of social security information), con l’avvio dello scambio telematico di dati tra circa 15.000 enti previdenziali europei. Lo comunica l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale sottolineando come l’Istituto di previdenza pubblico italiano sia stato protagonista fin dall’inizio nella realizzazione di tale rivoluzionario progetto internazionale.
Eessi consentirà di scambiare progressivamente le informazioni con gli enti degli altri Paesi europei interessati in modo completamente telematico, attraverso documenti elettronici strutturati che sostituiranno gli attuali formulari cartacei. I vantaggi per i cittadini europei (studenti, disoccupati, lavoratori, pensionati e loro familiari), sottolinea l’Inps, saranno costituiti dalla maggiore rapidità nella gestione delle domande e nel pagamento delle prestazioni pensionistiche, a sostegno del reddito, sanitarie e per infortuni sul lavoro e malattie professionali, oltre che nella gestione delle pratiche in materia di legislazione applicabile, distacchi e recuperi di contributi e prestazioni indebite.
Il nuovo sistema assicura un elevato livello di protezione dei dati, in linea con gli standard più elevati di sicurezza informatica. Garantisce, inoltre, un flusso standardizzato delle informazioni, maggiore facilità nella comunicazione grazie alla digitalizzazione degli scambi e una migliore qualità e completezza dei dati scambiati, anche al fine di ridurre il rischio di frodi ed errori.

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Pensioni – Inps: a luglio in pagamento circa 3.150.000 quattordicesime

Con il rateo pensionistico di luglio l’Inps pagherà circa 3.150.000 quattordicesime. Lo rende noto l’Istituto in un comunicato stampa pubblicato ieri sul sito istituzionale sottolineando che il beneficio viene attribuito d’ufficio, senza presentazione di alcuna domanda, in presenza di tutti gli elementi necessari per la verifica reddituale di ammissione al beneficio.
Per raggiungere d’ufficio il maggior numero di persone, l’Inps fa sapere che nell’ultima settimana di giugno è stata effettuata una lavorazione aggiuntiva con l’emissione di un pagamento distinto dal cedolino mensile, sempre nel rateo di luglio. Inoltre, a dicembre 2019 saranno corrisposti, sempre d’ufficio, i ratei di 14ma a coloro che compiranno l’età di accesso al beneficio (64 anni) nel secondo semestre del 2019, ovvero che sono divenuti titolari di pensione nel corso del 2019.
L’Inps rammenta che il diritto alla 14ma viene verificato rispetto a requisiti di età, contribuzione e reddito. Quanto ai redditi, per l’anno 2019 devono essere valutati:

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Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

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Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


 

NEWS:

martedì 3 luglio 2019
“Congelato” il miliardo avanzato dal RdC, le famiglie restano a secco

Il Consiglio dei ministri ha dirottato le risorse risparmiate col Reddito di cittadinanza al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Tradite le associazioni familiari a cui il vicepremier Di Maio aveva promesso i risparmi. Arrivano 200 milioni per Fondo politiche sociali, università e diritto allo studio
Altro che miliardo avanzato dal Reddito di cittadinanza da destinare alle famiglie: il governo dirotta le risorse risparmiate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. È quanto ha deciso il Consiglio dei ministri tenutosi il 1luglio. “Il pacchetto approvato dal Cdm si compone del disegno di legge di assestamento del bilancio 2019 che certifica una correzione di 6,1 miliardi di euro, comprensiva delle misure fuori dal perimetro del bilancio dello Stato – spiega una nota diffusa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze -, e del decreto-legge per il congelamento di 1,5 miliardi di spese derivanti dal minor utilizzo delle risorse stanziate per Reddito di Cittadinanza e Quota 100 per effetto di domande inferiori alle attese. Il “congelamento” viene posto a garanzia del predetto risparmio”.

Leggi: Redattore Sociale, 03/07/2019


lunedì 1 luglio 2019
Tutto è vita, il borgo diventa hospice per malati terminali

Mezzana, nel comune di Cantagallo a Prato, diventerà un paesino dove potranno trascorrere le ultime fasi della loro esistenza terrena malati inguaribili e le loro famiglie con un accompagnamento sanitario ma anche spirituale all’insegna del dialogo aperto a tutte le religioni
Quello che sta accadendo a Mezzana, nel Comune di Cantagallo a Prato, è una sorta di miracolo. Il vecchio nucleo di case abbandonato negli anni Settanta viene recuperato e torna a nuova vita grazie alla Comunità dei Ricostruttori nella preghiera che lo sta trasformando nel Borgo Tutto è Vita, un villaggio sostenibile dove vivranno un gruppo famiglie e dove verrà realizzato un hospice speciale. La presentazione è stata fatta oggi in Regione dall’assessore alla presidenza Vitorio Bugli, con la consigliera regionale Ilaria Bugetti, la vicesindaca di Cantagallo Maila Grazzini, e padre Guidalberto Bormolini.
Nel Borgo potranno trascorrere le ultime fasi della loro esistenza terrena malati inguaribili e le loro famiglie con un accompagnamento sanitario ma anche spirituale all’insegna del dialogo aperto a tutte le religioni. E in questo contesto è certamente un gesto significativo quello compiuto dall’Unione buddhista italiana che, nei giorni scorsi, ha deciso di contribuire con 141 mila euro (fondi dell’8 per mille) per sostenere la realizzazione dell’hospice, mentre il presidente dell’Unione è stato anche in visita al Borgo.

Leggi: Redattore Sociale, 01/07/2019


giovedì 27 giugno 2019
Anziani, “trasformare la longevità da problema a opportunità”

L’analisi dell’assessore al Welfare dell’Emilia-Romagna Giuliano Barigazzi al seminario sulle prospettive per la salute della popolazione anziana. Nel 2042 una persona su tre sarà over65 e sarà così fino al 2065. Il demografo Bovini: “Occasione per lavorare a medio e lungo termine”
“Dobbiamo smettere di parlare di anziani come un problema e delle politiche che li riguardano solo come un costo. La sfida è trasformare la longevità da problema a opportunità”. Lo ha detto Giuliano Barigazzi, assessore a Sanità e Welfare del Comune di Bologna, in apertura del seminario “Prospettive per la salute della popolazione anziana” che si è tenuto oggi a Bologna. “Se un terzo della popolazione sarà stabilmente anziana, dobbiamo iniziare ad affrontare questo tema con un ventaglio di politiche che non siano solamente sanitarie – Usciamo da una discussione fatta solo in termini di problemi e costi e iniziamo a pensare in termini di silver economy”. L’assessore ha annunciato l’avvio, da settembre, di una serie di tavoli tematici per elaborare proposte da sperimentare a Bologna: “L’obiettivo è un nuovo paradigma delle politiche per gli anziani”.
“La sfida della longevità va affrontata oggi, anzi siamo già in ritardo”. Lo ha detto Gianluigi Bovini, statistico e demografo che ha lavorato per l’area programmazione del Comune di Bologna. La speranza di vita nel 1977 era 70 anni per gli uomini e 77 per le donne, nel 2017 era rispettivamente 81 e 85, mentre nel 2065 sarà 86 e 90. Per quanto riguarda la consistenza della popolazione anziana, nel 1982 gli over64 erano il 7,5% ovvero uno su otto, oggi sono il 13,5% cioè uno su quattro e nel 2042 saranno il 19,5%, uno su tre. “Tra poco più di vent’anni gli anziani saranno un terzo della popolazione e sarà così fino al 2065 – ha precisato Bovini che è autore di “2032: idee per la longevità”, libro pubblicato da Auser Emilia-Romagna e Spi-Cgil – Un’occasione per lavorare sulla longevità a medio e lungo termine”.

Leggi: Superabile, 27/06/2019


giovedì 27 giugno 2019
Sto bene? Farsi il «check-up» a casa è possibile: con questi sette test

Facili, veloci e riproducibili in ogni momento senza bisogno di strumenti particolari. Gli esercizi e le misurazioni per valutare il proprio livello di efficienza fisica nell’articolo di Corriere Salute in edicola gratis con il Corriere della Sera giovedì 27 giugno
Ci sono diversi modi per tenere sotto controllo la propria salute e spesso richiedono esami del sangue o indagini strumentali talvolta molto sofisticare. Ma ci sono anche strategie molto semplici e assolutamente gratuiti che ci permettono di farci un’idea di come stiamo. Fra questi possono essere inseriti quelli che vengono illustrati in queste pagine, che abbiamo verificato insieme a degli esperti, e che sono accomunati dal fatto di poter essere eseguiti comodamente in casa, sempre senza dimenticare che nessuno di essi può e deve mai sostituire una consulenza medica.
Controllate i nei sul braccio per sapere se la pelle è a rischio
Le persone con oltre un centinaio di nei sul corpo hanno un rischio più elevato di ammalarsi di melanoma, la forma più pericolosa di tumore della pelle.
Ma poiché contare tutti i nei richiede parecchio tempo e non è facile nel 2015 i ricercatori del King’s College di Londra hanno ideato un metodo più rapido: basandosi su un campione significativo di persone (2.323 gemelle donne e un gruppo di confronto di 415 soggetti), hanno calcolato che quelli che avevano più di 11 nei sul braccio destro (prendendo in considerazione solo quelli di almeno due millimetri di diametro) avevano maggiori probabilità di averne oltre 100 in totale sul corpo, mentre chi ne aveva 7, era probabile che arrivasse complessivamente a circa 50. Da qui la conclusione – pubblicata sul British Journal of Dermatology – che il controllo potesse essere uno strumento molto utile per valutare il rischio di melanoma

Leggi: Corriere della Sera, 27/06/2019


giovedì 27 giugno 2019
L’ingiustizia ambientale

Più vecchi, più poveri e più esposti ai rischi ambientali. Uno studio dell’Agenzia europea dell’ambiente lancia l’allarme sugli effetti sociali dei cambiamenti climatici. L’inquinamento mette a repentaglio la salute dei cittadini europei più vulnerabili, nonostante i miglioramenti registrati in Europa.
Le persone svantaggiate e quelle più avanti con l’età sono quelle che risentono di più dei cambiamenti climatici e dei rischi ambientali. Lo dice l’Agenzia europea dell’ambiente che ha svolto un’attenta ricerca sulla vulnerabilità sociale all’inquinamento atmosferico, acustico e alle temperature estreme nel vecchio continente. Le conclusioni del rapporto non lasciano margini di dubbio: le regioni più ricche sono meno inquinate, mentre quelle più povere sono maggiormente esposte ai rischi d’inquinamento e cambiamento climatico. Nonostante il successo delle politiche europee per migliorare la qualità della vita e per proteggere l’ambiente, il rapporto dimostra che si può fare di più per tutelare la salute degli europei. Ma vediamo qual è il quadro della situazione.
Inquinamento atmosferico. Le aree dell’Europa orientale (tra cui Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria) e dell’Europa meridionale (tra cui Spagna, Portogallo, Italia e Grecia) – dove i redditi e l’istruzione sono inferiori e i tassi di disoccupazione superiori alla media europea – risultano essere le più esposte agli inquinanti atmosferici, tra cui il particolato (polveri sottili) e l’ozono.

Leggi: Liberetà, 27/06/2019


mercoledì 26 giugno 2019
Tavolo non autosufficienza, ecco come è andata

Si è tenuto ieri presso il Ministero dello Sviluppo economico una riunione del tavolo nazionale sulla non autosufficienza, che non veniva aggiornato dal 2016.
Erano presenti i sottosegretari Claudio Cominardi e Vincenzo Zoccano, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, dei sindacati dei pensionati Spi, Fnp e Uilp e le associazioni dei disabili. Non era invece presente il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio.
“Pur valutando positivamente la ripresa di un confronto su una questione di estrema rilevanza per la vita delle persone – hanno detto a margine dell’incontro il responsabile sanità della Cgil Stefano Cecconi e il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti – segnaliamo che si è trattato di un tavolo tecnico che si è limitato a garantire la gestione di quanto già definito negli anni passati dai governi precedenti quando invece ci sarebbe bisogno di lavorare alacremente per arrivare alla definizione di una vera e propria legge nazionale di cui il nostro paese è ancora sprovvisto”.
“Riteniamo – continuano i due sindacalisti – sia quanto mai necessario convocare un tavolo politico, che affronti seriamente la questione e che veda anche la partecipazione del Ministro Luigi Di Maio che invece oggi non era presente all’incontro”.

Leggi: Spi-Cgil, 26/06/2019


mercoledì 26 giugno 2019
Anziani e rischio di cadute. Prevenire ora è possibile

Il robot Hunova sottopone la persona a condizioni di equilibrio per valutarne tutti i limiti di stabilità – Viviana Persiani
Le cifre sono impressionanti, considerando che, ogni anno, sono circa 37 milioni le persone, nel mondo, che richiedono attenzioni a seguito di cadute. Nella sola Europa, secondo una stima dell’European Public Health, sono 2,3 milioni i pazienti costretti a ricorrere al pronto soccorso per cadute accidentali. Di questi, 1,5 milioni necessitano di un ricovero in ospedale, con una percentuale elevata di persone che mantengono nel tempo una disabilità, dovuta alla mobilità compromessa. I più colpiti? Gli over 65enni. Tutto questo, fa della caduta dell’anziano la seconda causa di mortalità (dopo l’incidente stradale) e invalidità al mondo per persone che superano proprio la soglia dei 65 anni (World Health Organization).
Chiaro che, davanti a simili dati, non si possa rimanere con le mani in mano. Da questo punto di vista, il Silver Index, sviluppato in 36 mesi insieme agli specialisti dell’Ospedale Galliera di Genova, su una popolazione di 150 anziani, è una vera manna dal cielo. Di cosa si tratta? Del primo test oggettivo, clinicamente testato, in grado di predire e prevenire la caduta nell’anziano e di proporre al contempo un percorso di allenamento o riabilitazione personalizzato. Il test è basato su un algoritmo che sintetizza e migliora le scale cliniche e robotiche in uso (Short Physical Performance Battery, Performance Oriented Mobility Assesment, Timed Up & Go Test), consentendo, in circa 20 minuti, di avere una valutazione oggettiva e personalizzata sul rischio di caduta. Un’analisi davvero dettagliata e scrupolosa, visto che sono ben 130 i parametri di controllo utilizzati nel test.

Leggi: Il Giornale, 26/06/2019


mercoledì 26 giugno 2019
Condizionatori: chi deve installarli può scegliere fra 3 incentivi

E’ arrivato il caldo estivo. E per molti questo periodo coincide con un investimento importante per il comfort casalingo: un nuovo condizionatore, soprattutto se in casa abitano persone fragili come anziani, bambini piccoli o persone affette da patologie cardiocircolatorie e quindi a particolare rischio durante le ondate di calore.
Una spesa che può essere ingente, ma dalla quale è possibile rientrare, almeno in parte, sfruttando un bonus fiscale. Ce ne sono tre ma se ne deve scegliere uno solo, a seconda del singolo caso: la prima ipotesi è quella del bonus ristrutturazioni 2019, la seconda possibilità è fornita dall’agevolazione per il risparmio energetico – più nota come Ecobonus -, la terza è quella del cosiddetto Conto Termico.
Ricordiamo inoltre che i condizionatori/deumidificatori, per le persone con patologie cardiocircolatorie documentate, possono anche usufruire dei contributi della legge 29/97, accessibili con ISEE inferiore a 23.260 euro e con il possesso della certificazione di handicap lg.104/92 in situazione di gravità (Leggi l’apposita scheda nel nostro sito, in particolare l’allegato)
Leggi tutto sulle agevolazioni fiscali nella newsletter Abitare&Anziani di giugno 2019

Leggi: Comune di Bologna, 26/06/2019


mercoledì 26 giugno 2019
Estate 2019, Attivo il sistema nazionale sulla previsione delle ondate di calore.

Prevenire gli effetti negativi del caldo sulla salute, soprattutto delle persone più fragili. È l’obiettivo della pubblicazione sul portale dei bollettini sulle ondate di calore in Italia. Il sistema operativo è dislocato in 27 città italiane e consente di individuare, giornalmente, per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche a rischio per la salute, soprattutto dei soggetti vulnerabili: anziani, malati cronici, bambini, donne in gravidanza. Le città monitorate sono: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.
I bollettini sono consultabili anche attraverso la APP Caldo e Salute, realizzata dal ministero della Salute in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia del servizio sanitario della Regione Lazio – ASL Roma 1.
La APP è disponibile online per dispositivi Android su Play Google e per iOS su App Store.
Dal portale del ministero è possibile scaricare numerosi Opuscoli relativi alle ondate di calore, rivolti alla popolazione generale e agli operatori del settore (medici, personale delle strutture per gli anziani, personale che assiste gli anziani).
Per info: salute.gov.it

Leggi: Auser, 26/06/2019


martedì 25 giugno 2019
Cgil e Spi: su non autosufficienza serve tavolo politico

“Pur valutando positivamente la ripresa di un confronto su una questione di estrema rilevanza per la vita delle persone segnaliamo però che si è trattato di un tavolo tecnico che si è limitato a garantire la gestione di quanto già definito negli anni passati dai governi precedenti quando invece ci sarebbe bisogno di lavorare alacremente per arrivare alla definizione di una vera e propria legge nazionale di cui il nostro paese è ancora sprovvisto”.
Lo dichiarano il responsabile sanità Cgil Stefano Cecconi e il segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti in merito all’incontro che si è tenuto oggi al Ministero dello Sviluppo economico sulla non autosufficienza.
“Riteniamo – continuano i due sindacalisti – sia quanto mai necessario convocare un tavolo politico, che affronti seriamente la questione e che veda anche la partecipazione del ministro Luigi Di Maio che invece oggi non era presente all’incontro”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 25/06/2019


martedì 25 giugno 2019
Assistenza anziani, Perché il pubblico dovrebbe interessarsi della silver economy

Due i motivi secondo Elisabetta Notarnicola, autrice del Rapporto dell’Osservatorio Long term care dell’Università Bocconi: “Perché oggi copre solo il 50% dei bisogni assistenziali degli over65 e perché la loro vita non è solo assistenza, ma c’è molto altro”
La popolazione over65 è in costante crescita. Tra il 2010 e il 2017 è l’unica fascia di età in aumento: calano invece bambini e giovani adulti. Cresce anche il numero dei pazienti cronici, di cui circa la metà è pluripatologico. Un terzo delle persone anziane vive da sola. Nello stesso periodo sono aumentate le coppie sole, quelle senza figli, gli over59 che vivono da soli e i monogenitori, mentre sono diminuite le coppie con figli. Per quanto riguarda l’assistenza, nel 2015 gli anziani non autosufficienti erano circa 2,8 milioni, di cui 297 mila in struttura e gli altri a casa loro ma con limitazioni funzionali nella vita quotidiana. Tra servizi residenziali, diurni e domiciliari, dei bisogni di quei 2,8 milioni di anziani non autosufficienti, nel 2015 il pubblico ne copriva circa il 31% ovvero uno su tre. “Se vi si aggiungono le reti sociali, non presenti ovunque, si arriva al 50%, questo vuol dire che la metà delle persone che ha bisogno di assistenza non è nemmeno nel radar del servizio pubblico” spiega Elisabetta Notarnicola che ha curato il Rapporto dell’Osservatorio Long term care di Cergas Università Bocconi.

Leggi: Superabile, 25/06/2019


martedì 25 giugno 2019
Decreto sblocca cantieri. Tutte le novità in ambito condominiale

Nomina dell’amministratore giudiziario richiesta dal Sindaco e deroghe alla disciplina delle deliberazioni condominiali per gli interventi di recupero degli immobili danneggiati dal terremoto.
La nuova disposizione: la legge 14 giugno 2019, n. 55 pubblicata sulla G.U. del 17 giugno 2019 n. 140 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32), contiene disposizioni specifiche per dare impulso ai lavori post sisma: da una parte viene ulteriormente abbassato il quorum deliberativo per interventi di recupero edilizio conseguenti a eventi sismici; dall’altra, viene data ai sindaci la possibilità di incidere maggiormente sulla riqualificazione degli edifici degradati, anche chiedendo al tribunale la nomina di un amministratore giudiziario. Gli interventi di recupero edilizio. Il cosiddetto decreto sblocca cantieri e la sua recente legge di conversione contengono numerose disposizioni volte ad accelerare la ricostruzione degli edifici nelle zone colpite da eventi sismici.

Leggi: Condominio Web, 25/06/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 1 luglio 2019
Disabili “abbandonati” in ospedale: le case famiglia scrivono a Raggi

Le nuove convenzioni del Comune prevedono, in caso di ricovero, retta ridotta o sospesa. «Ma non possiamo abbandonare queste persone fragili»
Se l’ospite disabile di una casa famiglia va in ospedale, la sua retta viene “rivista” o addirittura sospesa: è quanto prevede la convezione appena inviata dal Comune di Roma alle case famiglia. Una novità che indigna le associazioni che gestiscono queste strutture: «Quando una persona con disabilità viene ricoverata – spiegano – le spese per la casa famiglia aumentano, non diminuiscono. Ma soprattutto, avete mai trascorso giorno e notte in un ospedale accanto a una persona fragile?». Per questo Casa al plurale, il coordinamento delle associazioni che a Roma gestiscono le case famiglia per ragazzi e adulti con disabilità, ha indirizzato una lettera aperta al sindaco Raggi che si apre con la storia di Marco, che ha 50 anni, una disabilità gravissima e vive in una di queste strutture. «Non è autonomo in nulla: per mangiare, vestirsi, per andare al bagno serve una persona vicina a lui. È il mestiere faticoso e bellissimo dell’operatore sociale: un factotum capace di “esserci”. È il verbo “essere” che caratterizza il profilo professionale di un buon operatore. Saperci essere. Sempre, in tutte le occasioni», spiega Casa al plurale.

Leggi: Roma Sette, 01/07/2019


lunedì 1 luglio 2019
Sindacati Valle d’Aosta, 2 luglio iniziativa sui ticket

“No ai ticket”. Questo lo slogan delle quattro iniziative di Spi Cgil, Fnp Cisl, Savt Retraites e Uil Pensionati della Valle d’Aosta: si inizia con un presidio e un volantinaggio martedì 2 luglio alle ore 7.30 davanti all’ospedale Parini, che si ripeterà mercoledì 3 luglio davanti al Beauregard, sempre alle ore 7.30. “Siamo la regione d’Italia con la spesa più alta per quanto concerne il pagamento dei ticket”, spiegano i sindacati: “Un primato che non fa onore a una regione a statuto speciale, se si pensa a regioni ordinarie che hanno abolito o ridotto fortemente questa tassa sulla salute”.
Per Spi Cgil, Fnp Cisl, Savt Retraites e Uil Pensionati della Valle d’Aosta “è inammissibile che sempre più persone abbiano rinunciato a curarsi in questi anni e che sempre più servizi e prestazioni sanitarie siano erogate solo pagando i ticket. È inaccettabile che la spesa pro capite per i ticket in Valle d’Aosta sia quasi il doppio della media italiana e che in Valle d’Aosta si continuino a pagare i ticket sui farmaci, quando in Piemonte e in altre regioni sono stati aboliti”. E così concludono: ”La sanità deve essere finanziata attraverso le tasse che già paghiamo. I cittadini non devono pagare due volte”. L’azione di protesta dei sindacati continuerà con iniziative che riguarderanno anche le liste d’attesa, le leggi sull’invecchiamento attivo e sulla non autosufficienza.

Leggi: Rassegna Sindacale, 01/07/2019


lunedì 1 luglio 2019
Savonesi sempre più poveri, record di accessi alla Caritas

Il 23 per cento dei savonesi è a rischio povertà, mentre il sette per cento ha avuto problemi economici per le spese sanitarie. C’è chi è arrivato addirittura a rinunciare alle visite o all’acquisto di farmaci per non scendere sotto la soglia di povertà.
È un quadro preoccupante quello che emerge dal report “La povertà in Liguria. Vecchie e nuove realtà”, a cura di Anna Giacobbe per lo Spi Cgil e Auser Liguria. Ribadendo un trend ormai assodato: cresce lo stato di povertà tra le famiglie italiane. Il numero dei savonesi che si rivolge ai servizi sociali dei Comuni o alla Caritas arriva, in alcuni casi, a superare quello delle famiglie straniere. Un aspetto che emerge con forza dal confronto tra il quadro sociale evidenziato dai distretti sociosanitari della provincia, mettendo a confronto i dati del Savonese, del Finalese, dell’Albenganese e della Valbormida.
Più savonesi alla Caritas
Partendo dalla Caritas di Savona, la percentuale di cittadini italiani che ha usufruito dei servizi vari nel 2013 si fermava al 35 per cento. Nel 2014 era salita al 38; nel 2016 sfiora il 44 per cento, mentre oggi arriva al 58 per cento, con un 32 per cento in più rispetto al 2016. Situazione simile nel territorio albenganese. Su 697 passaggi a Centro di ascolto Caritas, 380 sono risultati gli italiani e 317 gli stranieri.

Leggi: Il Secolo XIX, 01/07/2019


venerdì 28 giugno 2019
Pronto intervento sociale, sperimentazione in tutta la Toscana

E’ un servizio di secondo livello che garantisce l’attivazione tempestiva di un pronto intervento sociale di sostegno già all’interno del pronto soccorso per poi provvedere, una volta conclusa la fase emergenziale, al necessario raccordo con i servizi socio-sanitari del territorio per la continuità della presa in carico
La sperimentazione del Servizio Emergenza Urgenza Sociale (SEUS), attivo 24h/24 per 365 giorni l’anno, viene estesa a tutto il territorio regionale toscano. Dopo i primi passi compiuti nelle zone delle Azienda USL Empolese Valdarno Valdelsa, Fiorentina Sud est, Fiorentina Nord ovest, Valdinievole, Prato, Pistoia, la delibera appena approvata dalla giunta regionale prevede l’estensione alle zone del Mugello, di Firenze, delle Valli Etrusche e di Siena.
Il Seus è un servizio di secondo livello, attivabile solo dagli addetti ai lavori con livelli istituzionali deputati, che garantisce l’attivazione tempestiva di un pronto intervento sociale di sostegno già all’interno del pronto soccorso per poi provvedere, una volta conclusa la fase emergenziale, al necessario raccordo con i servizi socio-sanitari del territorio per la continuità della presa in carico.

Leggi: Redattore Sociale, 28/06/2019


mercoledì 26 giugno 2019
Anziani, in ospedale la cura alla solitudine

Caldo Decine al pronto soccorso ma senza letti
In codice li chiamano «casi sociali». Si tratta di anziani soli che con il caldo e l’afa aggravano i loro problemi di salute. Negli ospedali torinesi sono già decine i ricoveri. Si tratta di persone in larga parte ultraottantenni che non hanno nessuno che li curi e che non possono permettersi assistenza a pagamento. Restano sulle barelle del pronto soccorso. In alcuni casi li accoglie qualche struttura convenzionata con la Regione ma, allo scadere dei sessanta giorni pagati, tornano in ospedale. I medici provano a far fronte alla situazione che anche quest’anno è esplosa con il caldo. Ma denunciano: «Ancora una volta la città di Torino ha sottovalutato il problema».
Li chiamano «casi sociali». Sono anziani, con 85 anni o giù di lì, con più patologie anche non gravi ma a cui basta pochissimo per aggravarsi. Un po’ di caldo, una caduta, la febbre. Nulla però di così grave da giustificare un ricovero in ospedale per ragioni strettamente sanitarie. Tuttavia i medici non possono dimetterli, perché queste persone a casa non hanno nessuno che si possa prendere cura di loro: sono soli. E così restano per giorni su una barella al pronto soccorso. In attesa di un posto in una degenza sul territorio che, però, mai come quest’estate sembra impossibile da trovare.

Leggi: Corriere della Sera, 26/06/2019


mercoledì 26 giugno 2019
Palermo. Occupanti immobili abusivi, il Sunia chiede un incontro urgente con l’assessore alle Infrastrutture Falcone. “Trovare soluzione per chi vuole sanare. Così è impossibile”

Lettera del Sunia Palermo all’assessore regionale Infrastrutture, Marco Falcone, sulla condizione “paradossale” di impasse nella quale si trovano tantissime famiglie interessate a sanare la loro posizione con la normativa che prevede la regolarizzazione delle occupazioni di immobili pubblici avvenuta entro la data del 31 dicembre 2017.
“Gli uffici del Comune di Palermo pongono, quale condizione essenziale al buon esito dell’iter, la dimostrazione della data dell’effettiva dell’occupazione con documenti pubblici quali la residenza o lo stato di famiglia – dichiara il segretario generale del Sunia Palermo Zaher Darwish – Tale richiesta rischia di vanificare le finalità poste dal governo regionale nell’articolo 63 della legge finanziaria 2018, anche per il mancato incasso dei canoni di locazione.
Le famiglie destinatarie della norma, pur soddisfacendo i requisiti, si trovano infatti nella condizione di non essere in grado di dimostrare, con le modalità pretese, la data certa dell’occupazione.
A rendere impossibile questo c’è un’altra legge, l’articolo 5 del decreto Lupi, che inibisce proprio l’iscrizione anagrafica nonché l’allacciamento ai pubblici servizi (acqua, luce, gas) a chi occupa abusivamente un immobile”.
Il problema è stato sollevato già dal Sunia al Comune.
Adesso, per dare una risposta al disagio abitativo e consentire alle famiglie di mettersi in regola e di pagare il canone d’affitto, il Sunia chiede un intervento urgente all’assessorato Infrastrutture.

Leggi: Sunia, 26/06/2019


IN AGENDA:

I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Adattamento dell’ambiente domestico: l’approccio multidisciplinare in ambito socio-sanitario

Adattamento dell’ambiente domestico: l’approccio multidisciplinare in ambito socio-sanitario” è il titolo dell’intervento di Carlo Montanari ed Elisabetta Tondi del CAAD Bologna alla Summer school 2019 che apre la decima edizione del Forum Italiano Ambient Assisted Living in calendario ad Ancona dal 19 al 21 luglio. ForltAAL è l’appuntamento annuale durante il quale professionisti, aziende, policy makers, enti di ricerca ed università si confrontano sulle sfide dell’invecchiamento e del cambio demografico, col fine di  promuovere l’innovazione, il sapere e le opportunità nel contesto dell’Ambient Assisted Living.

Leggi: Rete Caad


“Territorio del welfare”, la XII Conferenza Espanet, a Urbino
La conferenza, che si terrà dal 19 al 21 settembre a Urbino, affronterà le trasformazioni politico-sociali recenti che stanno incidendo in modo significativo sul welfare. La presa di forza di movimenti identitari, populisti e sovranisti può contribuire a forme di welfare sciovinismo. Si può assistere a spirali di esclusione di soggetti “marginali”, a forme di colpevolizzazione di diverse tipologie di soggetti svantaggiati, alla disintegrazione di alcune forme di protezione, all’abbandono selettivo delle politiche sociali con l’incremento delle diseguaglianze.

Leggi: Espanet Italia


IN EVIDENZA:

 L’esperienza di Modena nel contesto della rete dei servizi per le persone con demenza
La complessità delle demenze, la durata media di malattia (12-15 anni), la mancanza di terapie farmacologiche risolutive e il forte impatto sociale impongono di strutturare modelli organizzativi di presa in carico e gestione della malattia al fine di ridurre l’istituzionalizzazione precoce e gli accessi impropri in ospedale. Gli autori presentano l’esperienza di Modena, da anni impegnata nello sviluppo di un sistema assistenziale complesso e innovativo, finalizzato a garantire percorsi integrati per la presa in carico e la cura delle persone con demenza e dei suoi familiari.
di Andrea Fabbo (medico geriatra, direttore della UOC Disturbi Cognitivi e Demenze della AUSL di Modena), Annalisa Baglieri (psicologa- psicoterapeuta, UOC Disturbi Cognitivi e Demenze della AUSL Modena)
Le demenze rappresentano un gruppo di patologie croniche (circa 70 patologie diverse su base degenerativa, vascolare o traumatica) per le quali, nei prossimi decenni, è atteso un ulteriore aumento (+57% nel 2030, +130% nel 2050), con un costo medio annuo per le cure formali e informali di ciascun paziente che si aggira intorno ai 21.000 euro, senza tener conto dei costi indiretti legati al carico assistenziale e psicologico che grava sulle famiglie (Hurd et al, 2013). Infatti, le problematiche legate alla gestione della demenza influenzano fortemente l’intero ambiente di vita della persona, impediscono o complicano le normali relazioni familiari e determinano una forte domanda di istituzionalizzazione o di richiesta di assistenza nelle 24 ore. I caregivers che assistono in maniera continuativa persone con demenza sono sottoposti ad elevati livelli di stress legati ad un carico assistenziale eccessivo definito come “burden” (Gaugler, 2009).

Leggi: I Luoghi della Cura


E di caregiver familiari quando se ne parlerà?

«Purtroppo dobbiamo registrare – scrive Alessandro Chiarini, presidente del CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità) – che in quest’ultimo anno non è stato preso nessun provvedimento concreto riguardante i caregiver familiari, che assistono i propri cari con grave disabilità. Proseguiremo dunque caparbiamente la nostra attività, sensibilizzando la classe politica affinché si giunga una volta per tutte all’approvazione della Legge sui caregiver, e richiamando il Governo e le forze politiche che lo sostengono ad essere coerenti con le promesse elettorali a suo tempo pronunciate»
Trascorso un anno dall’insediamento di questo Governo, il nostro Coordinamento [CONFAD – Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità, N.d.R.] ritiene sia giunto il momento di tracciare un primo bilancio, verificando cosa è stato fatto per migliorare le condizioni di vita dei caregiver familiari che avevano chiesto a gran voce il riconoscimento di quei diritti e di quelle tutele da troppo tempo colpevolmente negati.
Purtroppo dobbiamo registrare che non è stato preso nessun provvedimento concreto. Nessuna mano tesa verso i caregiver familiari.
Nel corso della passata Legislatura, la Legge di Bilancio per il 2018 [Legge 205/17, N.d.R.] aveva istituito uno specifico Fondo per il sostegno di cura e di assistenza del caregiver familiare, assegnando 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020.
Gli interventi legislativi che dovevano determinare l’utilizzo di questo Fondo e che non esistevano all’approvazione di questa legge, mancano ancora oggi! Pertanto quel Fondo non può essere utilizzato, e chissà per quanto altro tempo sarà così!

Leggi: Superando


 La cronicità in Italia fra condizione attuale e prospettive future

Le malattie croniche colpiscono il 40% della popolazione italiana. In prospettiva, l’aumento dei “grandi vecchi” porterà ad una conseguente maggiore diffusione della cronicità: quali sfide dovremo affrontare?
di Gianbattista Guerrini (Medico Geriatra, Fondazione Brescia Solidale onlus)
Il Quotidiano Sanità ha recentemente diffuso la sintesi, relativa alle dimensioni attuali e alle prospettive del fenomeno delle patologie croniche in Italia, del “Rapporto Osservasalute 2018. Stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane” – coordinato da Alessandro Solipaca e Walter Ricciardi, pubblicato sul sito dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Gli italiani affetti da almeno una patologia cronica erano, nel 2017, 24 milioni, quasi il 40% della popolazione italiana; più della metà di loro – 12,6 milioni – ha due o più patologie croniche. Ambedue le cifre, secondo le proiezioni dei ricercatori dell’Osservatorio sulla Salute, sono destinate a crescere nel 2028 rispettivamente a 25 ed a 14 milioni. L’ipertensione è la patologia cronica più frequente (ne sono affetti quasi 11 milioni di italiani), seguita dall’artrosi/artrite (9,7 milioni), dalle malattie allergiche (6,4 milioni), dall’osteoporosi (4,8 milioni), dalla bronchite cronica (3,5 milioni) e dal diabete mellito (3,4 milioni) (figura 1).

Leggi: I Luoghi della Cura


Sulla demografia novità in chiaro scuro dall’Onu

I tratti salienti dei cambiamenti in atto nella popolazione mondiale, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite lunedì scorso 9 giugno, sono fondamentalmente cinque:
1) per la prima volta dal 1950 il ritmo di crescita degli abitanti del Pianeta, che comunque aumenteranno dai 7,7 miliardi di oggi ai 9,7 del 2050, ha cominciato a dare segni di un significativo rallentamento;
2) nel 2050 l’Africa sub-sahariana con i suoi 2 miliardi di abitanti salirà al primo posto della classifica continentale mettendo fine allo storico primato da sempre appannaggio dell’Asia centro-meridionale. E il suo tasso di fertilità sarà pari al 50% di quello totale del Pianeta. Con la Nigeria che, ad esempio, raddoppierà il numero degli abitanti passando dagli attuali 201 milioni ad oltre 400;
3) nei prossimi trent’anni il primato della nazione più popolosa della terra passerà dalla Cina (1,4 miliardi) all’India (1,6miliardi);
4) anche il calo demografico è destinato ad assumere un ritmo “contagioso” visto che alle 27 nazioni che già oggi contano un numero di abitanti inferiore a quello del decennio precedente si stima nel 2050 se ne aggiungeranno altre 55;
5) si vivrà sempre più a lungo: dai 72,6 anni medi del 2019 si salirà a 77 nel 2050.
Dati che anche se parlano da soli chiedono di essere letti con un di più di attenzione soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra la preoccupante esplosione demografia africana e le minacciose profezie avanzate da alcuni studiosi circa il rischio di incontrollate ondate migratorie africane verso l’Europa.

Leggi: Immigrazione West Info


L’innovazione nei servizi: a che punto siamo?

Definiamo il problema
Sono in carico ai servizi sociali e sociosanitari di questo Paese non più del 20 per cento degli anziani non autosufficienti. Nel caso dei disabili giovani e adulti non superiamo un terzo della domanda potenziale. I posti disponibili negli asili nido non raggiungono un quarto del potenziale bacino di utenza. Il Reddito di cittadinanza ha finora accolto meno della metà dei suoi potenziali beneficiari, e una domanda su quattro è stata respinta.
Certo, ciascuno di questi interventi ha la sua storia, ma per motivi diversi ciascuno ci parla di un raggio d’azione limitato, quando non addirittura marginale.
Ma non ci sono solo problemi di copertura. La rete dei servizi sociali, dagli asili nido alle case di riposo, è ampiamente improntata a un modello domanda/risposta, prestazionale, e “oggi risposte standard ai bisogni di welfare non sono più accettabili” (Granata, 2019).
Molti servizi che abbiamo costruito negli anni faticano a tenere il passo con il cambiamento. Qualche esempio: i servizi domiciliari per anziani dei Comuni sono diventati servizi di nicchia e marginali; i centri di aggregazione giovanile e gli Informagiovani si sono via via svuotati di un interesse che si rivolge altrove; le comunità terapeutiche per le dipendenze attraversano da molti anni una fase di crisi e di ripensamento; le strutture residenziali per anziani accolgono in un caso su cinque (dati di Regione Lombardia) una utenza definita impropria, in quanto avrebbe bisogno di servizi più aperti, meno custodiali, meno costosi. Un quarto delle residenze per disabili in Italia ha più di 80 posti letto, dimensioni che deprimono le possibilità di inclusione sociale.

Leggi: Welforum


 Unità di Valutazione Geriatrica: un percorso ed una storia complessi

L’approccio multidimensionale geriatrico trova, nell’Unità di Valutazione Geriatrica (UVG), lo strumento più importante per promuovere una presa in carico della persona fragile che sappia coniugare e riconoscere i bisogni sanitari e sociali, creando percorsi personalizzati di accompagnamento. Gli autori, nell’articolo, ripercorrono il percorso di istituzione e sviluppo, nel nostro paese e, in particolare, nella regione Veneto, delle UVG nei diversi luoghi della cura e ne evidenziano il valore, oggi ancor più decisivo, in un sistema sanitario sempre più in crisi di fronte alle sfide delle patologie croniche degenerative, della terminalità, della patologia psichiatrica e della disabilità, condizioni che chiedono risposte e dignità di percorsi.
di Nicola Veronese, Maria Beatrice Baggio, Maria Cristina Bollini, Francesca Tiozzo, Giorgia De Zottis, Vania Noventa (Unità Locale Socio Sanitaria 3 “Serenissima”, UOC Cure Primarie, Distretto 3 Dolo-Mirano, Venezia), Alberto Cester (Unità Locale Socio Sanitaria 3 “Serenissima”, Dipartimento Medico – UOC Geriatria, Distretto 3 Dolo-Mirano, Venezia)
Il mondo della salute pubblica è attualmente in grave crisi a causa della cronica carenza di figure professionali, mediche e non, a fronte di una domanda di salute in aumento, a causa soprattutto del crescente peso delle malattie croniche.  Scelte politiche ed amministrative degli ultimi decenni, probabilmente miopi, hanno provocato una importante riduzione del numero di medici, una sperequazione tra laureati in medicina e chirurgia ed accesso in specialità, con impossibilità, per molti, di trovare una via alla collocazione professionale.  In questo ambito, parlare di adeguata gestione della rete dei servizi, è probabilmente un’utopia.

Leggi: I Luoghi della Cura


SEGNALAZIONI:

Previdenza – Sistema “EESSI” per scambio dati fra enti UE

Da domani, mercoledì 3 luglio, come previsto dalla normativa comunitaria sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale, diventerà operativo il sistema Eessi (Electronic exchange of social security information), con l’avvio dello scambio telematico di dati tra circa 15.000 enti previdenziali europei. Lo comunica l’Inps in una nota pubblicata sul sito istituzionale sottolineando come l’Istituto di previdenza pubblico italiano sia stato protagonista fin dall’inizio nella realizzazione di tale rivoluzionario progetto internazionale.
Eessi consentirà di scambiare progressivamente le informazioni con gli enti degli altri Paesi europei interessati in modo completamente telematico, attraverso documenti elettronici strutturati che sostituiranno gli attuali formulari cartacei. I vantaggi per i cittadini europei (studenti, disoccupati, lavoratori, pensionati e loro familiari), sottolinea l’Inps, saranno costituiti dalla maggiore rapidità nella gestione delle domande e nel pagamento delle prestazioni pensionistiche, a sostegno del reddito, sanitarie e per infortuni sul lavoro e malattie professionali, oltre che nella gestione delle pratiche in materia di legislazione applicabile, distacchi e recuperi di contributi e prestazioni indebite.
Il nuovo sistema assicura un elevato livello di protezione dei dati, in linea con gli standard più elevati di sicurezza informatica. Garantisce, inoltre, un flusso standardizzato delle informazioni, maggiore facilità nella comunicazione grazie alla digitalizzazione degli scambi e una migliore qualità e completezza dei dati scambiati, anche al fine di ridurre il rischio di frodi ed errori.

Leggi: Inca


Pensioni – Inps: a luglio in pagamento circa 3.150.000 quattordicesime

Con il rateo pensionistico di luglio l’Inps pagherà circa 3.150.000 quattordicesime. Lo rende noto l’Istituto in un comunicato stampa pubblicato ieri sul sito istituzionale sottolineando che il beneficio viene attribuito d’ufficio, senza presentazione di alcuna domanda, in presenza di tutti gli elementi necessari per la verifica reddituale di ammissione al beneficio.
Per raggiungere d’ufficio il maggior numero di persone, l’Inps fa sapere che nell’ultima settimana di giugno è stata effettuata una lavorazione aggiuntiva con l’emissione di un pagamento distinto dal cedolino mensile, sempre nel rateo di luglio. Inoltre, a dicembre 2019 saranno corrisposti, sempre d’ufficio, i ratei di 14ma a coloro che compiranno l’età di accesso al beneficio (64 anni) nel secondo semestre del 2019, ovvero che sono divenuti titolari di pensione nel corso del 2019.
L’Inps rammenta che il diritto alla 14ma viene verificato rispetto a requisiti di età, contribuzione e reddito. Quanto ai redditi, per l’anno 2019 devono essere valutati:

Leggi: Inca


Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

Leggi: Inca


Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


 

NEWS

martedì 25 giugno 2019
Anziani ed emergenza caldo – Auser, sedi aperte ‘per ferie’

“Tutti i nostri volontari e le nostre sedi sono pronte ad ascoltare chi ha bisogno di aiuto, l’Auser non chiude per ferie. Lanciamo un appello per dedicare qualche ora della settimana al volontariato. Basta poco per dare serenità a un anziano solo, una telefonata per chiedere come sta, una visita a casa per scambiare quattro chiacchiere, una passeggiata da fare insieme. Ecco perché ci appelliamo alle persone di ogni età per dedicare un po’ di tempo ed essere al nostro fianco in questo periodo dell’anno, tanto difficile e faticoso per gli anziani soli e le persone più fragili”. Così il presidente nazionale Auser, Enzo Costa.
Con l’arrivo della nuova temutissima ondata di caldo da ‘bollino rosso’, l’Auser con la sua rete di sedi in tutta Italia è pronta ad aiutare gli anziani, soprattutto quelli che vivono da soli: aiuto a domicilio, consegna spesa e pasti, monitoraggio degli anziani fragili, sedi aperte climatizzate, attività di socializzazione e intrattenimento. Inoltre, con i suoi volontari e il numero verde del Filo d’argento 800-995988, l’Auser lavora a pieno ritmo nei programmi di ‘Emergenza estate’, che i Comuni hanno messo a punto con la rete del volontariato.

Leggi: Rassegna Sindacale, 25/06/2019


martedì 25 giugno 2019
Non autosufficienza. Regioni in pressing: “Subito il riparto del Fondo 2019”

Riunione del tavolo di confronto presso il Ministero del lavoro. Dagli enti locali la richiesta di “ripartire velocemente il fondo nazionale per la non autosufficienza del 2019, facendo ricorso ai criteri precedenti perché non si abbiano rallentamenti nell’erogazione dei servizi”.
“Ripartire velocemente il fondo nazionale per la non autosufficienza del 2019, facendo ricorso ai criteri precedenti perché non si abbiano rallentamenti nell’erogazione dei servizi. Un percorso da portare avanti congiuntamente con l’elaborazione e il varo di un piano nazionale per la non autosufficienza, uno strumento programmatico essenziale per l’utilizzo delle risorse del fondo”, lo ha richiesto oggi Luigi Mazzuto, Assessore della Regione Molise e Coordinatore della Commissione Politiche sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, intervenendo al tavolo di confronto sulla non autosufficienza (convocato dal ministero delle politiche sociali) che ha visto la partecipazione dei sottosegretari Claudio Cominardi e Vincenzo Zoccano. Presenti all’incontro, oltre all’Assessore Mazzuto, anche l’Assessore al Lavoro e welfare della Regione Calabria, Angela Robbe e l’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia autonoma di Trento, Stefania Segnana.

Leggi: Quotidiano Sanità, 25/06/2019


lunedì 24 giugno 2019
Barriere architettoniche. Le deliberazioni dell’assemblea di condominio

L’eliminazione delle barriere architettoniche in condominio è stata oggetto di interventi normativi che hanno evidenziato il particolare favore che il legislatore accorda a tale tipo di intervento, dapprima con la legge n. 13/1989 e di poi anche con la legge n. 220/2012 di riforma del condominio. L’art.2 della legge 13/1989 stabilisce che, per le deliberazioni relative alle innovazioni finalizzate ad eliminare le barriere architettoniche, è sufficiente la maggioranza indicata dall’art.1136 c.c., comma 2 (disposizione poi confluita nell’art. 1120 comma 2 c.c. all’esito della riforma del Condominio ad opera della legge 220/2012). Lo stesso articolo riconosce al soggetto disabile, laddove l’assemblea condominiale non deliberi entro tre mesi dalla richiesta, il diritto di realizzare a sue spese opere mobili facilmente rimovibili, ed ampliare le porte d’accesso. Per effetto del favore espresso dalla legge verso gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, attuato in concreto anche dalla giurisprudenza, è possibile dunque sia che il singolo condomino ponga in essere l’intervento, sia che il condominio deliberi l’adozione dell’intervento con una maggioranza agevolata.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 24/06/2019


lunedì 24 giugno 2019
Tanti ausili nuovi, personalizzati e a basso costo

Oggetti da cucina, sgabelli e tavolini ad hoc, bici modificate e altro ancora: sono i primi risultati del progetto “Hackability4MOI”, voluto dall’organizzazione Hackability, nata a Torino per sviluppare soluzioni innovative a basso costo che migliorino la vita delle persone con disabilità, lavorando in coprogettazione con le stesse. Nello specifico “Hackability4MOI” è stato realizzato in collaborazione con Enti Istituzionali e altre organizzazioni, coinvolgendo in un lavoro comune ben ottanta, tra creativi, designer, artigiani, studenti del Politecnico, persone con disabilità e caregiver
Maria, che ha problemi di presa, ha chiesto al suo team di aiutarla a progettare un tagliere per cucinare in sicurezza, un oggetto normalmente venduto a 200 euro che è stato migliorato e realizzato a un costo contenuto.
Anche Francesca ha problemi di presa, e lei si è fatta aiutare a progettare uno strumento che non esisteva: una piccola pressa stampata in 3d per strizzare stracci e spugne.
Salvatore, che ha una distrofia muscolare e un passato da artigiano, ha voluto invece uno sgabello alzabile per fare piccoli lavori in casa.
E ancora, Gianpaolo, persona con emiparesi, si è cimentato con un nuovo pedale personalizzato e stampato in 3d che gli permette di essere più stabile e coltivare la grande passione per la bicicletta.

Leggi: Superando, 24/06/2019


lunedì 24 giugno 2019
DL Crescita: tassazione agevolata per incentivare il recupero di vecchi edifici

Applicazione, fino al 31 dicembre 2021, dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di duecento euro ciascuna, al fine di favorire trasferimenti di fabbricati da sottoporre ad interventi di recupero
Una norma del decreto-legge Crescita (DL n. 34/2019), ora all’esame del Senato per il via libera definitivo, reca un regime di tassazione agevolata per incentivare gli interventi su vecchi edifici, allo scopo di conseguire classi energetiche elevate e nel rispetto delle norme antisismiche. Esso consiste nell’applicazione in misura fissa dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale sui trasferimenti di detti beni.
Con le modifiche apportate in Commissione alla Camera:
– la misura opera anche per le operazioni esenti da IVA, ai sensi dell’articolo 10 del D.P.R. n. 633 del 1972;
– l’agevolazione si applica in caso di successiva alienazione di fabbricati suddivisi in più unità immobiliari, ove sia alienato almeno il 75 per cento del volume del nuovo fabbricato;
– l’agevolazione è estesa, oltre al caso di demolizione e ricostruzione degli edifici con successiva vendita, anche agli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia dei fabbricati e loro successiva alienazione;

Leggi: Casa e Clima,  24/06/2019


lunedì 24 giugno 2019
Edilizia sociale, 250 milioni di euro ripartiti tra le Regioni

Le risorse finanzieranno interventi di rigenerazione e riorganizzazione urbana con l’obiettivo ‘consumo di suolo zero’
Passi avanti per il programma di edilizia residenziale sociale. La Conferenza Unificata ha dato il via libera al decreto del Mit che ripartisce tra le Regioni 250 milioni di euro da destinare ad interventi di rigenerazione e riorganizzazione urbana per migliorare l’offerta di edilizia sociale.
Le risorse provengono dalla Legge per l’edilizia residenziale (L.457/1978) e sono state riorganizzate dal Cipe con la delibera 127/2017. Il passaggio successivo era la ripartizione tra le Regioni, che il Mit avrebbe dovuto emanare, previa intesa con le Regioni, circa un anno fa. Il cambio di Governo ha fatto inceppare il meccanismo, che adesso è ripartito.
Edilizia sociale, il programma da 250 milioni
Oltre alla rigenerazione e riorganizzazione urbana, gli interventi dovranno prevedere la messa in sicurezza degli edifici esistenti mediante interventi di adeguamento o miglioramento sismico ed efficientamento impiantistico.
Il programma persegue il consumo di suolo zero. “L’obiettivo – si legge in una nota del Mit – è cioè quello di innescare processi rigenerativi, che prevedano soltanto residualmente nuove costruzioni, orientati ad una alta sostenibilità edilizia, con un efficientamento energetico da perseguire secondo i requisiti per ‘edifici a energia quasi zero’, così come previsto dalla normativa europea”.

Leggi: Edilportale, 24/06/2019


lunedì 24 giugno 2019
Assistenti per gli anziani – La selezione per le nuove strutture. Per l’estate ci sono 1.200 posti

Sereni Orizzonti cresce e assume 350 profili
Con 75 residenze dedicate alla terza età e oltre una decina riservate a minori, Sereni Orizzonti è in continua espansione sul territorio nazionale. Nel mese di ottobre 2018 ha aperto la struttura di San Mauro Torinese; ai primi di gennaio è stata avviata l’attività a Fiesco, nel cremasco, e a Genova, a cui seguirà quella di due nuove realizzazioni in Veneto, a Marcon e Cinto Caomaggiore. Gli 800 nuovi posti letto richiedono l’assunzione a tempo pieno di 350 tra direttori di struttura, personale amministrativo, medici geriatri, infermieri, fisioterapisti, operatori sociosanitari, assistenti sociali, psicologi, educatori, podologi, cuochi e personale ausiliario. «Ospitiamo oltre 5 mila anziani», dichiara Massimo Blasoni, azionista di maggioranza del gruppo, «occupiamo 2.900 persone e, ormai da cinque anni, cresciamo del 30% annuo. Chiudiamo il 2018 con un fatturato di gruppo di 160 milioni». È di qualche mese fa l’inaugurazione della Rsa costruita a Rodano in provincia di Milano, alla quale è seguita l’inaugurazione dell’ottava struttura in Lombardia, nel quartiere milanese di Lambrate. «Ci favorisce il settore», spiega Blasoni. «C’è la soddisfazione di garantire un servizio utile, ma anche di creare occupazione. Attualmente il gruppo occupa 2.900 lavoratori, un numero però destinato ad incrementarsi notevolmente per effetto dell’apertura delle nuove residenze sanitarie. Si tratta di occupazione in gran parte femminile in un mercato che poco risente di robotica e digitalizzazione.

Leggi: Italia Oggi, 24/06/2019


venerdì 21 giugno 2019
In salute, ricchi e felici l’Italia è sempre più il paradiso degli anziani

Diminuisce la popolazione, aumentano gli ultracentenari. E figli non se ne fanno più
Recessione demografica, oltre che economica. Culle vuote. Un’Italia con sempre più anziani che vivono più a lungo e meglio.
Nella fotografia annuale dell’Istat pubblicata ieri ci sono 2,2 milioni di over 85, il 3,6% del totale della popolazione residente. I «grandi anziani» italiani sono in aumento per effetto dell’incremento della vita media, scrive l’istituto di statistica, e il nostro Paese, insieme con la Francia, detiene il record europeo del numero di ultracentenari, quasi 15 mila.
Nel 2018 si stima che gli uomini possano contare su una vita media di 80,8 anni e le donne di 85,2 anni. «Nel tempo i vantaggi di sopravvivenza delle donne rispetto agli uomini si sono ridotti: il differenziale ha raggiunto 4,4 anni, quasi un anno in meno rispetto a dieci anni prima, a testimonianza dei maggiori guadagni registrati per gli uomini». Le donne però «vivono un maggior numero di anni in condizioni di salute via via più precarie; sono infatti maggiormente colpite da patologie croniche meno letali, che insorgono più precocemente e diventano progressivamente invalidanti con l’avanzare degli anni». Infatti nel 2017 un uomo può godere di buona salute in media 59,7 anni, una donna 57,8 anni

Leggi: Il Giornale, 21/06/2019


giovedì 20 giugno 2019
Indagine Tecnoborsa 2019: Le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città – Transazioni e mutui

Dall’Indagine biennale Tecnoborsa 2019 sulle sei maggiori città italiane è emerso che nel biennio 2017-2018 ben il 6,7% delle famiglie intervistate ha acquistato un’abitazione e la città più attiva è stata Roma – come già nell’Indagine 2017. Come sempre la motivazione principale è il desiderio di risiedere in una casa di proprietà – e anche questo valore è sostanzialmente allineato con quello del 2017 – con Roma e Napoli ai primi posti. Dall’analisi delle caratteristiche dell’immobile acquistato è risultato che i tagli preferiti sono stati quelli che vanno dai 71 ai 100 mq, pur se in discesa rispetto alle due rilevazioni precedenti, mentre quelli fra i 36 e i 70 mq continuano a registrare un trend crescente. Inoltre, gli acquirenti hanno preferito prendere abitazioni già ristrutturate o abitabili, lasciando come fanalino di coda quelle da ristrutturare. Passando alle vendite, è emerso che il valore è allineato a quello degli acquisti poichè il 6% delle famiglie ha affermato di aver venduto una casa, valore che conferma il trend positivo superando il massimo storico della rilevazione precedente – con Torino e Milano in testa. Le case più vendute sono state le abitazioni principali, fenomeno in crescita dopo essere sceso nell’analisi svolta sulle sei grandi città nel 2017 – e anche questa volta sono guidate da Roma – ma è leggermente in rialzo la quota di chi ha venduto per bisogno di liquidità – con Milano in testa – mentre a Torino le famiglie hanno pensato maggiormente a una seconda casa vacanze.

Leggi: Tecnoborsa, 20/06/2019


giovedì 20 giugno 2019
Incentivi al recupero, eco e sismabonus in 5 anni: ora si può anche cedere a terzi

Modificata la norma del Dl Crescita contestata dalle Pmi. Il cessionario del credito fiscale lo può cedere soltanto ai suoi fornitori
Corretto dal Parlamento il Dl Crescita su ecobonus e sismabonus a detrazione rapida: i 5 anni invece dei soliti dieci venivano resi possibili con la versione iniziale del Dl 34/2019, che prevedeva però che il cessionario potesse utilizzare il credito solo in compensazione. L’effetto, segnalato da molti, sarebbe stato un vantaggio solo per le imprese grandi, che a fronte di un acquisto del credito a prezzo pieno (non scontato) avrebbero potuto però elaborare offerte più interessanti per i condomìni, che le imprese medio-piccole, non disponendo di una tale capienza d’imposta, non avrebbero potuto contrastare. Nella nuova versione della norma è stato ora aggiunto, all’articolo 14, comma 3.1 del Dl 63/2013, il periodo che dice: «Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari». Stessa modifica è stata fatta all’articolo 16, comma 1-octies, del Dl 63/2013, che riguarda il sismabonus.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 20/06/2019


mercoledì 19 giugno 2019
Povertà e disabilità, povertà di analisi, politiche e sostegni

In questi giorni ISTAT ha pubblicato il suo consueto report annuale sulla povertà in Italia e i dati sono, ancora una volta, drammatici e preoccupanti. Nel 2018 sono stimate in condizione di povertà assoluta 1,8 milioni di famiglie per un totale di 5 milioni di individui (cioè l’8,4% dei residenti). Rimarchevoli anche le disparità territoriali, per età e per genere. Il quadro di profondo disagio di ampie fasce di popolazione è confermato.
Tuttavia, anche in questo caso, ISTAT non ha ancora adottato i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, né gli impegni del Programma d’Azione biennale sulla disabilità (decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 2017). All’interno del report non troviamo, infatti, dati specifici sulla condizione delle persone con disabilità o confronti col resto della popolazione. Un’occasione mancata per indagare correlazioni e darne contezza come base di serie politiche contro l’esclusione.
Che la disabilità sia uno dei primi elementi di impoverimento delle persone e delle famiglie lo si deduce da altri studi ed analisi, purtroppo sempre più datati.

Leggi: Fish Onlus, 19/06/2019


martedì 18 giugno 2019
Bonus ristrutturazione, l’erede che concede la casa in comodato perde il diritto

Agenzia delle Entrate: l’agevolazione compete a chi può disporre materialmente e direttamente dell’immobile
Il contribuente che ha ereditato un immobile e, con esso, il diritto a fruire delle quote residue di detrazione per i lavori di recupero edilizio realizzati dal de cuius, perde tale diritto se concede l’immobile in comodato.
È questa la risposta data dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la Posta di FiscoOggi, ad un utente che chiedeva se l’erede che concede in comodato l’immobile perde il diritto alla detrazione delle spese di recupero edilizio sostenute dal de cuius.
L’Agenzia ricorda che, in caso di acquisizione per successione mortis causa dell’immobile su cui sono stati eseguiti lavori di recupero edilizio, le quote residue di detrazione si trasferiscono per intero esclusivamente all’erede o agli eredi che ne conservano la detenzione materiale e diretta.
In altri termini – chiarisce l’Agenzia -, l’agevolazione compete a chi può disporre dell’immobile, a prescindere dalla circostanza che lo abbia adibito a propria abitazione principale (Circolare 24/2004, paragrafo 1.1). La condizione della “detenzione materiale e diretta del bene” – aggiunge l’Agenzia – deve sussistere non solo per l’anno dell’accettazione dell’eredità, ma anche in ciascuno degli anni per i quali l’erede intende fruire delle residue rate di detrazione.

Leggi: Edilportale, 18/06/2019


martedì 18 giugno 2019
Condizionatori: chi deve installarli può scegliere fra 3 incentivi

A seconda del tipo di intervento sono tre le opzioni che possiamo scegliere per alleggerire il peso dell’investimento
Dopo una primavera autunnale è arrivato il caldo estivo. E per molti italiani questo periodo coincide con un investimento importante per il comfort casalingo: un nuovo condizionatore. Una spesa che può essere ingente, ma dalla quale è possibile rientrare, almeno in parte sfruttando un bonus fiscale. Ce ne sono tre ma se ne deve scegliere uno solo, a seconda del singolo caso.
La prima ipotesi è quella del bonus ristrutturazioni 2019. In questo caso l’incentivo viene erogato a chi fa lavori, appunto, di ristrutturazione edilizia e, in quest’occasione, acquista anche un condizionatore (ma possono essere pure caloriferi): si può ottenere una detrazione del 50% sulla cifra investita, dilazionata in dieci anni in quote di pari importo. La spesa massima entro la quale si può accedere alla misura è di 96.000 euro.
La seconda possibilità è fornita dall’agevolazione per il risparmio energetico – più nota come Ecobonus – che consente di detrarre una quota più alta rispetto al bonus ristrutturazioni: il 65%. Ci sono però delle condizioni da rispettare: il nuovo impianto di condizionamento deve sostituirne uno già esistente, non deve né aggiungersi né essere il primo. Oltre al fatto che il sistema deve rispettare i parametri minimi di prestazione energetica.

Leggi: La Repubblica, 18/06/2019


martedì 18 giugno 2019
Le statistiche dell’Istat sulla povertà

Nel 2018, si stimano oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,0%), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4%). Non si rilevano variazioni significative rispetto al 2017 nonostante il quadro di diminuzione della spesa complessiva delle famiglie in termini reali. In gran parte questo si deve al fatto che soltanto le famiglie con minore capacità di spesa (a maggiore rischio di povertà) mostrano una tenuta dei propri livelli di spesa, con un conseguente miglioramento in termini relativi rispetto alle altre. Al netto dell’inflazione registrata nel 2018 (in media nazionale pari a +1,2%), utilizzando, quindi, gli indici 2017 di prezzo nel calcolo delle soglie, l’incidenza complessiva in termini di famiglie sarebbe stata pari a 6,8%. L’intensità della povertà, cioè quanto la spesa mensile delle famiglie povere è mediamente sotto la linea di povertà in termini percentuali, ovvero “quanto poveri sono i poveri”, si attesta nel 2018 al 19,4% (era il 20,4% nel 2017), da un minimo del 18,0% nel Centro a un massimo del 20,8% al Sud.

Leggi: Istat, 18/06/2019


lunedì 17 giugno 2019
Fotovoltaico, in Italia aumentano gli impianti. Dal sole il 20% dell’energia elettrica verde

Pubblicato il Rapporto Statistico 2018 del GSE. Con oltre 800mila installazioni, l’Italia ha prodotto quasi 23mila GWh di energia solare. Il primato per produzione va alla Puglia, quello per numerosità alla Lombardia. L’autoconsumo è al 22,7% della produzione
In Italia, a fine 2018, risultano complessivamente installati 822.301 impianti fotovoltaici per una potenza totale di 20.108 MW e una produzione di 22.654 GWh, che rappresenta circa il 7% del Consumo Interno Lordo di energia elettrica. Su un totale di quasi 115.000 GWh prodotti dalle fonti rinnovabili in Italia, il fotovoltaico copre circa il 20%. Il 58% degli impianti installati ha potenza tra 3 e 20 kW, il 34% tra 1 e 3 kW e il 7% tra 20 e 200 kW. Gli impianti fino a 200 kW rappresentano il 99% del parco installato e il 42% della potenza totale.
Le regioni che hanno il maggior numero d’installazioni sono la Lombardia con 125.250 impianti, il Veneto con 114.264 e l’Emilia Romagna con 85.156. In termini di potenza e di produzione, invece, è la Puglia a detenere il primato nazionale con 2.652 MW di potenza installata e 3.438 GWh di energia elettrica prodotta. La maggiore concentrazione di impianti si rileva al Nord (55% circa del totale italiano), nel Sud è installato il 28%, nel Centro il restante 17%.
Sono questi alcuni dei dati riportati nel Rapporto Statistico Solare Fotovoltaico 2018 del Gestore dei Servizi Energetici, società guidata dall’Amministratore delegato Roberto Moneta e dal Presidente Francesco Vetrò. Il Rapporto è disponibile sul sito www.gse.it, nella sezione Dati e Scenari/Statistiche.

Leggi: Casa e Clima, 17/06/2019


lunedì 17 giugno 2019
Decreto Crescita: stretta per le locazioni brevi

Cambiano le regole sugli affitti brevi. Le piattaforme di intermediazione immobiliare estere, qualora non provvedano alla nomina di un rappresentante fiscale in Italia, determineranno la responsabilità solidale dei soggetti appartenenti allo stesso gruppo per l’effettuazione e il versamento della ritenuta sui canoni e i corrispettivi incassati. La novità è prevista in un emendamento alla legge di conversione del decreto Crescita. La proposta di modifica prevede, inoltre, l’istituzione, presso il Ministero dell’agricoltura e del turismo, di una banca dati delle strutture ricettive, nonché dei titolari di immobili destinati alle locazioni brevi che, a tal fine, dovranno dotarsi di un apposito codice identificativo.
Un emendamento alla legge di conversione del decreto Crescita (D.L. 30 aprile 2019, n. 34) riscrive le regole degli affitti brevi disciplinati dall’art. 4 del D.L. n. 50/2017.

Leggi: Ipsoa, 17/06/2019


sabato 15 giugno 2019
Eliminazione delle barriere architettoniche e installazione di impianti capaci di recare pregiudizio alla sicurezza degli edifici

E’ legittima una delibera che tramite l’installazione di un ascensore esterno non elimini, ma semplicemente attenui, i disagi provocati dalla presenza di barriere architettoniche in condominio, e ciò anche a fronte di un’eventuale violazione del regolamento condominiale. L’unico limite è infatti rappresentato dal rispetto dalla sicurezza e salubrità dell’edificio.
La vicenda: due condomini ricorrono all’ultimo grado di giudizio per riformare la sentenza di Corte d’Appello che, nel confermare il rigetto dell’impugnativa statuito dal Giudice di prime cure, aveva ritenuto che la delibera di installazione di un ascensore esterno fosse legittima perché giustificata dalla presenza di un condomino portatore di disabilità.

Leggi: Rete Caad, 15/06/2019


sabato 15 giugno 2019
La Direttiva Europea sull’accessibilità di prodotti e servizi: i pro e i contro

E’ stata pubblicata il 7 giugno, nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, la Direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019, sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, ovvero l’“European Accessibility Act” (“Atto Europeo sull’Accessibilità”). Il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) ha prodotto un’approfondita analisi della Direttiva stessa, rispetto alla quale presentiamo ai Lettori una sintesi in italiano dei principali punti di forza e delle criticità della norma, così come il Forum li ha individuati. Leggi su superando.it

Leggi: Rete Caad, 15/06/2019


sabato 15 giugno 2019
 L’accessibilità e l’usabilità dell’ambiente costruito

“Le norme standard sono strumenti cruciali per supportare l’implementazione dell’approccio al Design for All (“progettazione per tutti”) nell’ambiente costruito, sia in Europa che in tutto il mondo. Sono ora in dirittura d’arrivo nuovi documenti all’avanguardia per l’approccio ad una migliore accessibilità nell’ambiente costruito. Ma spetterà ai Governi e alle Amministrazioni Locali, e anche alla sensibilità dei progettisti, recepirne le istanze»: lo scrive Isabella Tiziana Steffan, coinvolta direttamente nel gruppo di lavoro europeo che sta portando a quelle nuove norme standard. Leggi su superando.it

Leggi: Rete Caad, 15/06/2019


DALLE REGIONI:

venerdì 21 giugno 2019
Fai la Casa Giusta. Da Fondazione CR, 400mila euro per soluzioni innovative contro le difficoltà abitative

Case con prezzi troppo alti, aumento delle residenze turistiche, sfratti e lunghe liste di attesa per l’edilizia residenziale pubblica. Sono tanti i problemi che oggi investono le famiglie fragili, che per contingenze di vita si possono trovare in seria difficoltà abitativa. Per questo la Fondazione CR Firenze ha lanciato il bando ‘Fai la Casa Giusta – Percorsi di Abitare Solidale 2’, alla sua seconda edizione, mettendo a disposizione 400.000 euro per la ricerca di soluzioni abitative innovative e per sostenere pratiche e servizi finalizzati all’abitare solidale.
Il dg Gori: «Stimolo a soluzioni innovative» «Le difficoltà abitative sono il risultato del periodo storico che stiamo vivendo – ha affermato Gabriele Gori, direttore generale della Fondazione CR Firenze – caratterizzato dall’instabilità economica e dalla crescente precarietà. Per questo la Fondazione ha deciso di intervenire mettendo a disposizione maggiori risorse e soprattutto stimolando soluzioni innovative per affrontare il problema. Questo bando nasce da un’importante attività di ascolto del territorio che è sempre più un modello per la nostra istituzione».

Leggi: Agenzia Impress, 21/06/2019


giovedì 20 giugno 2019
Il “reddito di cittadinanza” non è compatibile con il contributo per il canone di locazione

Il contributo integrativo comunale per il pagamento del canone di locazione è incompatibile con la parte del reddito di cittadinanza relativa al sostegno all’affitto. L’Amministrazione comunale è in attesa dell’attivazione del Sistema informatico unitario dei servizi sociali che consentirà di verificare chi percepisce il reddito di cittadinanza. Sino all’attivazione della piattaforma informatica, il Servizio Problemi della Casa procederà alla liquidazione dei contributi per il pagamento del canone di locazione soltanto a chi renderà una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 445/2000, pubblicata sul sito www.comune.sassari.it.
L’interessato dovrà attestare di non percepire altre forme di provvidenze per il pagamento del canone di locazione e in particolare il reddito di cittadinanza.

Leggi: Sassari Notizie, 20/06/2019


IN AGENDA:

Bologna, prospettive per la salute della popolazione anziana. Presentazione rapporto osservatorio Long Term Care

Mercoledì 26 giugno 2019 si terrà a Bologna dalle 9 alle 13,30 il seminario “Prospettive per la salute della popolazione anziana. Presentazione del Rapporto Osservatorio Long Term care e scenari locali: abitare, economia, servizi “. L’appuntamento è presso la Cappella Farnese, palazzo d’Accursio, piazza Maggiore 6, Bologna.
Fitta d’interventi la giornata di lavoro, alle ore 10 è prevista la presentazione del Rapporto a cura del Cergas SDA Università Bocconi. Alle ore 11,20 intervento di Gabriele Danesi di Auser Abitare Solidale sul tema “il patrimonio abitativo degli anziani come risorsa per il welfare”. Segue una Tavola Rotonda a cui partecipano rappresentanti di Confindustria, Legacoop, Acer, Spi Cgil, Cna, Ausl.
La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo: ufficiononautosufficienza@comune.bologna.it  (posti disponibili 130).
Per informazioni: Flavia Saraceni, 051 2195916

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I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

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Adattamento dell’ambiente domestico: l’approccio multidisciplinare in ambito socio-sanitario

Adattamento dell’ambiente domestico: l’approccio multidisciplinare in ambito socio-sanitario” è il titolo dell’intervento di Carlo Montanari ed Elisabetta Tondi del CAAD Bologna alla Summer school 2019 che apre la decima edizione del Forum Italiano Ambient Assisted Living in calendario ad Ancona dal 19 al 21 luglio. ForltAAL è l’appuntamento annuale durante il quale professionisti, aziende, policy makers, enti di ricerca ed università si confrontano sulle sfide dell’invecchiamento e del cambio demografico, col fine di  promuovere l’innovazione, il sapere e le opportunità nel contesto dell’Ambient Assisted Living.

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Corso “Ausili per l’autonomia e partecipazione”

Dal 5 al 28 settembre si svolgerà il Corso di Alta Formazione sugli ausili per l’autonomia e la partecipazione delle Persone con Disabilità organizzato dall’Associazione La Nostra Famiglia IRCCS “E.Medea” a Conegliano. Il corso è rivolto a medici, terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti, terapisti neuro psicomotricisti dell’età evolutiva, psicologi, educatori professionali, tecnici ortopedici e altri tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità.

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IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

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Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

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Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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SEGNALAZIONI:

L’innovazione nei servizi: a che punto siamo?

Definiamo il problema
Sono in carico ai servizi sociali e sociosanitari di questo Paese non più del 20 per cento degli anziani non autosufficienti. Nel caso dei disabili giovani e adulti non superiamo un terzo della domanda potenziale. I posti disponibili negli asili nido non raggiungono un quarto del potenziale bacino di utenza. Il Reddito di cittadinanza ha finora accolto meno della metà dei suoi potenziali beneficiari, e una domanda su quattro è stata respinta.
Certo, ciascuno di questi interventi ha la sua storia, ma per motivi diversi ciascuno ci parla di un raggio d’azione limitato, quando non addirittura marginale.
Ma non ci sono solo problemi di copertura. La rete dei servizi sociali, dagli asili nido alle case di riposo, è ampiamente improntata a un modello domanda/risposta, prestazionale, e “oggi risposte standard ai bisogni di welfare non sono più accettabili” (Granata, 2019).
Molti servizi che abbiamo costruito negli anni faticano a tenere il passo con il cambiamento. Qualche esempio: i servizi domiciliari per anziani dei Comuni sono diventati servizi di nicchia e marginali; i centri di aggregazione giovanile e gli Informagiovani si sono via via svuotati di un interesse che si rivolge altrove; le comunità terapeutiche per le dipendenze attraversano da molti anni una fase di crisi e di ripensamento; le strutture residenziali per anziani accolgono in un caso su cinque (dati di Regione Lombardia) una utenza definita impropria, in quanto avrebbe bisogno di servizi più aperti, meno custodiali, meno costosi. Un quarto delle residenze per disabili in Italia ha più di 80 posti letto, dimensioni che deprimono le possibilità di inclusione sociale.

Leggi: Welforum


 Unità di Valutazione Geriatrica: un percorso ed una storia complessi

L’approccio multidimensionale geriatrico trova, nell’Unità di Valutazione Geriatrica (UVG), lo strumento più importante per promuovere una presa in carico della persona fragile che sappia coniugare e riconoscere i bisogni sanitari e sociali, creando percorsi personalizzati di accompagnamento. Gli autori, nell’articolo, ripercorrono il percorso di istituzione e sviluppo, nel nostro paese e, in particolare, nella regione Veneto, delle UVG nei diversi luoghi della cura e ne evidenziano il valore, oggi ancor più decisivo, in un sistema sanitario sempre più in crisi di fronte alle sfide delle patologie croniche degenerative, della terminalità, della patologia psichiatrica e della disabilità, condizioni che chiedono risposte e dignità di percorsi.
di Nicola Veronese, Maria Beatrice Baggio, Maria Cristina Bollini, Francesca Tiozzo, Giorgia De Zottis, Vania Noventa (Unità Locale Socio Sanitaria 3 “Serenissima”, UOC Cure Primarie, Distretto 3 Dolo-Mirano, Venezia), Alberto Cester (Unità Locale Socio Sanitaria 3 “Serenissima”, Dipartimento Medico – UOC Geriatria, Distretto 3 Dolo-Mirano, Venezia)
Il mondo della salute pubblica è attualmente in grave crisi a causa della cronica carenza di figure professionali, mediche e non, a fronte di una domanda di salute in aumento, a causa soprattutto del crescente peso delle malattie croniche.  Scelte politiche ed amministrative degli ultimi decenni, probabilmente miopi, hanno provocato una importante riduzione del numero di medici, una sperequazione tra laureati in medicina e chirurgia ed accesso in specialità, con impossibilità, per molti, di trovare una via alla collocazione professionale.  In questo ambito, parlare di adeguata gestione della rete dei servizi, è probabilmente un’utopia.

Leggi: I Luoghi della Cura


21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

Leggi: In Salute


 Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale

 

NEWS:

martedì 18 giugno 2019
“Diventeremo quasi immortali”

Hi-tech e medicina unite nella geroscienza
Centoventidue anni e sei mesi. È la durata dell’esistenza di Jeanne Calment, cittadina francese, scomparsa sul finire del secolo scorso, l’essere umano più longevo mai registrato. Quei 122 anni restano delle colonne d’Ercole. Ma oggi, secondo i geroscienziati, sono superabili, come era lo stretto di Gibilterra per i primi navigatori. Solo che, oltre, ci sono terre incognite e oceani misteriosi. «Si allungano gli anni di vita in buona salute ed è difficile sostenere che un settantenne sia vecchio», provoca Nicola Palmarini, esperto di etica dell’Intelligenza Artificiale e di studi sulla longevità presso il centro di ricerca Ibm di Cambridge, Usa, joint-venture tra la multinazionale dei computer e il Mit. Palmarini è autore di un saggio, pubblicato da Egea, il cui titolo è già una provocazione: «Immortali». Ma le provocazioni e le concessioni narrative, quali la lettera scritta da un ipotetico 2235 in un altrettanto ipotetico New New New England, si mescolano con l’analisi di ricerche in corso, di nuovi brevetti, di miti che sono diventati tecnologia, oltre che di una società che attraversa un mutamento epocale. Palmarini, lei mette in relazione la rivoluzione nell’IA con il futuro di un’umanità dall’aspettativa di vita ultracentenaria. Qual è il nesso? «Le ricerche della neonata geroscienza, dallo sviluppo di farmaci alle app, si muovono in direzioni multiple e hanno un alto tasso di fallimento. E lunghe sperimentazioni. Le ultime generazioni di computer, alimentati dal “machine-learning”, fino ai computer quantici, permettono, grazie alla capacità di calcolo, di scommettere sulle innovazioni che hanno più probabilità di riuscita. Di abbattere i tempi. E di fondersi con altri rami di ricerca.

Leggi: La Stampa, 18/06/2019


lunedì 17 giugno 2019
 “ABITIAMOLA” – Newsletter n° 6/2019

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, Cgil nazionale.
Pubblicato il 17/06/2019
In questo numero:
L’Unione europea deve perseguire con più forza un percorso di sviluppo sostenibile. Le istituzioni europee hanno posto le premesse per un salto di qualità nelle politiche usando l’Agenda 2030 come riferimento per realizzare il Trattato. La società civile ha spinto in questa direzione ed è pronta a sostenere un’accelerazione. I cittadini, si aspettano un “colpo d’ala” dalla politica e per far decollare la politica europea. L’obiettivo prioritario è incrementare il benessere delle generazioni attuali, preservando il più possibile quello delle generazioni future.
■ L’iniziative CGIL, CISL, UIL nel Festival ASVIS sul Goal 11.
E’ stato approvato lo “Sblocca Cantieri“. Per CGIL, CISL, UIL è negativo che si sia intervenuti su 81 articoli del Codice dei Contratti sospendendone taluni centrali per la corretta applicazione della normativa sugli appalti pubblici. In relazione al sisma, nell’audizione del 10 giugno, Gianna Fracassi, Vicesegretario Generale della CGIL, aveva sottolineato come, alla richiesta di interloquire con ilsottosegretario Crimi, per denunciare criticità e ritardi della ricostruzione che il testo non risolve, non ci sia stata risposta.
■ Le disposizioniper eventi sismici nello Sblocca Cantieri.
La valorizzazione del patrimonio culturale materiale, immateriale e del turismo è fattore centrale per l’economia urbana, come rete di conoscenza e fattore di inclusione sociale. Disporre di un ricco patrimonio culturale e creativo, tuttavia, non è condizione sufficiente a generare processi di crescita se questa non è accompagnata dalla capacità di organizzare e governare una filiera complessa e articolata. Servono finanziamenti mirati a rafforzare il capitale umano e consolidare l’offerta culturale e la rete dei servizi turistici sul territorio
■ Il Piano “Cultura Futuro Urbano” del MIBAC
Studi e ricerche
Rapporto Immobiliare 2019, Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con ABI;
“100 italian storie for future building”, Fondazione Symbola e Fassa Bortolo;
An Analysis of Finanac and Policy Actions to Enable Tree planting for Public Health,The Nature Conservancy.
Notizie dalle categorie e dalle associazioni
AUSER: Protocollo tra Comune di Lucca e Auser Toscana sul progetto “Aggiungi un posto in casa – Abitare solidale”;
SUNIA: Proposte Sunia-Sicet-Uniat per le politiche abitative a Livorno: riqualificazione del patrimonio esistente e rigenerazione nella città costruita;
Dai territori: Lazio: bando per locazione di alloggi a canone sociale; Liguria: proposta di legge sull’edilizia verde; Lombardia: rigenerazione urbana, accordo di programma tra Governo e Regione; Lombardia: Milano firma a Lione Appello Ue per un piano di housing sociale; Umbria: nuova legge regionale sulle case popolari

Leggi: Cgil, 17/06/2019


lunedì 17 giugno 2019
 Mese sociale – Se il lavoro domestico entra nel Reddito di cittadinanza

Colf, badanti, babysitter: c’è un bacino occupazionale in questo paese molto sottovalutato dalla politica, che esprime una domanda di lavoro che non si è mai ridotta, neanche negli anni della crisi. Casomai si è inabissata, nel mercato irregolare. Parliamo di 870.000 lavoratori dichiarati (dati Inps), a cui dobbiamo sommare almeno 1,3 milioni di non dichiarati, secondo le stime più recenti del progetto “Time to care”, ossia secondo una proporzione per cui il mercato regolare rappresenta solo il 40 per cento del totale. Complessivamente parliamo dunque di oltre 2,1 milioni di occupati.
Cosa c’entra questo settore col Reddito di cittadinanza? Lo può riguardare perché sono previsti bonus contributivi per chi assume beneficiari della misura, a favore dei “datori di lavoro”. E le famiglie lo sono. Se quindi si realizzasse un aggancio con il lavoro domestico, la misura potrebbe diventare, oltre che uno sbocco occupazionale potenzialmente rilevante, una leva di emersione dal mercato irregolare.
Una direzione, quella degli incentivi, indicata anche dal recente libro Bianco europeo sul lavoro domestico, promossa in Italia da Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico.
Certo, quando si parla di domanda di lavoro nel Reddito di cittadinanza il riferimento è al mercato delle imprese. Per riuscire a collegarlo con un altro tipo di datori di lavoro occorrono chiarimenti: per capire la reale praticabilità di questa strada da parte delle famiglie stesse e di chi le rappresenta, e per capire come Centri per l’impiego e “navigator” potranno effettivamente intercettare questo settore occupazionale, piuttosto allergico ai formalismi.

Leggi: Welforum, 17/06/2019


venerdì 14 giugno 2019
Il mito della “bomba a orologeria demografica”

I profeti di sventure in campo economico avvertono da tempo che l’invecchiamento delle popolazioni dei Paesi industriali e post-industriali rappresenta una “bomba a orologeria demografica”. L’invecchiamento della società, sostengono, è una pessima notizia per l’economia poiché significa che meno persone lavorano e contribuiscono alla crescita economica, e che più persone ricevono una pensione e richiedono assistenza sanitaria.
Le Nazioni Unite stimano che, tra adesso e il 2050, la quota di ultrasessantenni aumenterà in ogni Paese. Sebbene la speranza di vita tenda a essere molto elevata nelle economie avanzate, essa sta crescendo con maggiore rapidità nei mercati emergenti. Il numero delle persone con più di sessant’anni nei Paesi in via di sviluppo è attualmente il doppio di quello del mondo sviluppato. E stando alle previsioni Onu, questo rapporto diventerà di tre a uno entro il 2030, e di quattro a uno entro il 2050.
In molti Paesi, l’aumento della speranza di vita e il calo delle nascite stanno incrementando l’età media della popolazione. In Giappone, essa è salita da 26 anni nel 1952 a 46 oggi. In Cina, invece, è cresciuta da 24 anni a 37 nello stesso arco di tempo, e si prevede che raggiungerà quota 48 entro il 2050.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 14/06/2019


venerdì 14 giugno 2019
Eliminazione delle barriere architettoniche e installazione di impianti capaci di recare pregiudizio alla sicurezza degli edifici

Legittima l’installazione di un ascensore esterno che attenui i disagi provocati dalla presenza di barriere architettoniche in condominio
E’ legittima una delibera che tramite l’installazione di un ascensore esterno non elimini, ma semplicemente attenui, i disagi provocati dalla presenza di barriere architettoniche in condominio, e ciò anche a fronte di un’eventuale violazione del regolamento condominiale.
L’unico limite è infatti rappresentato dal rispetto dalla sicurezza e salubrità dell’edificio.
La vicenda. Due condomini ricorrono all’ultimo grado di giudizio per riformare la sentenza di Corte d’Appello che, nel confermare il rigetto dell’impugnativa statuito dal Giudice di prime cure, aveva ritenuto che la delibera di installazione di un ascensore esterno fosse legittima perché giustificata dalla presenza di un condomino portatore di disabilità.
Le censure sollevate all’attenzione della Suprema Corte sono molteplici, e tra esse spiccano:
– la violazione del D.M. n. 236/1989 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, e ciò in ragione del fatto che le uscite dell’ascensore sono collocate in corrispondenza dei mezzanini e non dei pianerottoli di ingresso negli appartamenti, i quali debbono essere quindi raggiunti percorrendo alcuni gradini a piedi;
– la violazione della normativa in materia antincendio ponendo a rischio la sicurezza dell’edificio a causa della mancanza di un sistema di areazione permanente nel vano scala;
– la violazione degli artt. 4 e 12 del regolamento che, rispettivamente, riservano la proprietà esclusiva del giardino ai ricorrenti e vietano di occupare il medesimo con costruzioni anche provvisorie.

Leggi: Condominio Web, 14/06/2019


giovedì 13 giugno 2019
Le sfide sanitarie di un Paese in declino demografico

Quella demografica va sempre più configurandosi come la nuova emergenza che sta trasformando e impoverendo di vitalità la popolazione italiana. Secondo l’Istat, al 1° gennaio 2019 vivevano stabilmente in Italia 60 milioni e 391 mila persone, ben 405 mila in meno rispetto alla punta massima dei 60 milioni e 796 mila residenti registrati alla stessa data di quattro anni fa. Siamo di fronte alla prima consistente diminuzione della popolazione dal lontano biennio 1917-1918; allorché gli effetti della Grande Guerra si sommarono a quelli dell’epidemia di «spagnola». Lo scrive Giancarlo Blangiardo Presidente Istat, sul Corriere della Sera.
Siamo in presenza dell’inequivocabile segnale di una dinamica recessiva che va progredendo entro un Paese in cui il crollo della natalità – che con i 449 mila nati del 2018 ha stabilito per il sesto anno consecutivo il record del livello più basso in oltre 150 anni di Unità Nazionale – non ha più trovato adeguato supporto nel contributo dei flussi migratori. Non sorprende dunque che la questione demografica sia prepotentemente venuta alla ribalta, mettendo a nudo l’ampia varietà dei problemi tipici di una società che, da un lato, invecchia nell’incapacità di garantirsi un sufficiente ricambio generazionale, dall’altro si dimostra sempre meno attrattiva e persino più propensa a perdere, per effetto delle crescenti emigrazioni di connazionali, una parte importante del suo stesso capitale umano, spesso il più giovane e intraprendente.

Leggi: Fimmg, 13/06/2019


giovedì 13 giugno 2019
Rapporto Rbm-Censis: un italiano su tre è costretto a pagare la sanità di tasca propria

Un italiano su tre è costretto a rivolgersi alla sanità privata per avere una prestazione che il Servizio sanitario nazionale non riesce a svolgere nei modi e nei tempi richiesti. E’ quanto emerge dal dal IX Rapporto Rbm-Censis sulla Sanità pubblica, privata e intermediata, presentato oggi al Welfare Day 2019. “Sono 19,6 milioni i forzati della sanità a pagamento- sottolinea Marco Vecchietti, amministratore delegato di Rbm Assicurazione Salute -, costretti a pagare di tasca propria per ottenere prestazioni essenziali prescritte dal medico, almeno una prestazione sanitaria all’anno e di questi circa il 50% appartiene alle categorie sociali più fragili, come gli anziani e malati cronici”.
Secondo lo studio la spesa sanitaria privata media per famiglia è pari a 1.522 euro (+ 2,97% dal 2017), quella pro capite è di 691,84 euro (+ 12,33% 2017). Mentre aumenta dal 10, 54% al 27, 4% la necessità di finanziare le spese sanitarie attraverso prestiti e crediti al consumo. “Raddoppiare il diritto alla salute degli italiani – aggiunge Vecchietti – istituzionalizzando la sanità integrativa, è una priorità ormai improcrastinabile e per farlo serve un secondo pilastro sanitario aperto che si affianchi al Ssn”.

Leggi: Sanità 24, il Sole 24 Ore, 13/06/2019


giovedì 13 giugno 2019
Politiche per la famiglia, Svezia e Norvegia leader per il sostegno

Rapporto su paesi europei ad alto reddito dell’Unicef. Congedo parentale: solo la metà  offre almeno 6 mesi interamente retribuito. Italia al 19esimo posto
Secondo un nuovo rapporto dell’Unicef, Svezia, Norvegia, Islanda, Estonia e Portogallo sono i paesi, fra i 31 ad alto reddito con dati disponibili analizzati, che offrono le politiche familiari più favorevoli. Svizzera, Grecia, Cipro, Regno Unito e Irlanda sono quelli con le politiche meno favorevoli. Guardando da vicino i dati sul congedo parentale interamente retribuito in 41 paesi, il rapporto “I paesi piu’ ricchi del mondo sostengono le famiglie? Le politiche nell’OCSE e nell’UE” (Are the world’s richest countries family-friendly? Policy in the OECD and EU), indica che solo la meta’ dei paesi offrono almeno 6 mesi di congedo di maternita’ interamente retribuito. L’Estonia offre alle madri la più’ lunga durata di congedo interamente pagato a 85 settimane, seguita da Ungheria (72 settimane) e Bulgaria (61 settimane). Gli Stati Uniti sono il solo paese incluso nell’analisi e uno fra i soli 8 paesi al mondo che non ha politiche nazionali per il congedo di maternità, ne’ di paternità. Realizzato dal Centro di Ricerca Innocenti dell’Unicef, il rapporto presenta una classifica dei paesi Ocase (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e dell’Unione Europea basata sulle loro politiche familiari nazionali, fra cui la durata del congedo parentale retribuito e i servizi per l’infanzia dai 0 ai 6 anni.
L’Italia è al 19esimo posto della classifica (dati 2016), con 25 settimane di congedo di maternità interamente retribuito, il 34% dei bambini sotto i 3 anni iscritti a servizi per l’infanzia e il 93% dei bambini fra i 3 e i 6 anni iscritti a istruzione prescolare. Il rapporto fa parte del lavoro programmatico e sulle politiche per lo sviluppo della prima infanzia dell’Unicef e della campagna Early Moments Matter (I primi momenti di vita contano), arrivata al suo terzo anno, che punta a supportare le famiglie a fornire ai loro bambini le esperienze stimolanti di cui hanno bisogno per uno sviluppo sano del loro cervello.

Leggi: Redattore Sociale, 13/06/2019


martedì 11 giugno 2019
Ricerca e innovazione: Genova capitale della Silver Economy Ricerca e innovazione

Al via la seconda edizione del Silver Economy Forum, tre giorni di incontri sul mondo degli over 65 leggi anche La Silver Economy in cifre
Dopo il successo della prima edizione, torna dal 13 al 15 giugno al Palazzo della Borsa il Silver Economy Forum, con un denso programma di incontri, convegni, spazi espositivi, dedicato al tema dell’invecchiamento attivo e ai servizi a esso connessi. Promosso dal Comune di Genova e dall’Associazione Genova Smart City e organizzato da Ameri Communications, il forum riunirà a Genova i più importanti player del settore.
Quest’edizione del forum, con i suoi 50 relatori, 7 sessioni affrontate nei 3 giorni e la presenza di tutti gli stakeholder locali e regionali – Comune di Genova e Città Metropolitana, Regione Liguria, Camera di Commercio, Confcommercio, Confindustria Genova, nonché ospite quest’anno la filiera Life Sciences di Assolombarda (associazione Confindustria di Milano, Monza e Brianza, Lodi) – è diventato un punto di riferimento a livello nazionale sull’economia d’argento.
L’intento è affrontare i temi attuali e futuri sull’impatto sociale ed economico di una popolazione che sta invecchiando sempre più, cercando di interpretare quelle che saranno le sfide del futuro. I temi affrontati:
Ageing population, le sfide del futuro
Il Turismo è senior: Genova e Liguria come meta ideale per i silver
Sistema pensionistico assicurativo e immobiliare
Nuove professioni per nuovi posti di lavoro
Domotica e processi innovativi per l’invecchiamento
Terza età e diritti
Dopo i cinquant’anni in salute, benessere e bellezza

Leggi: La Repubblica, 11/06/2019


martedì 11 giugno 2019
Rigenerazione urbana, perché non tornare ai ‘contratti di quartiere’?

La proposta del professor Giovanni Caudo per superare gli ostacoli normativi al recupero dell’esistente
“Un’esigenza radicale di miglioramento”. Il professor Giovanni Caudo, che oltre a essere docente di Urbanistica a Roma Tre è stato assessore alla Trasformazione urbana di Roma Capitale e svolge attualmente il ruolo di presidente del terzo Municipio, abbinando quindi l’esperienza di amministratore a quella di docente e tecnico, non ha dubbi quando deve definire il quadro complessivo delle norme che nel nostro Paese regolano la rigenerazione urbana.
Per questo, interverrà il prossimo 13 giugno a Roma, all’ex Mattatoio, al terzo evento (dopo Bari e Firenze) del ciclo ZEROISMORE che l’associazione TES (Transizione Ecologica Solidale) sta portando in tutta Italia per presentare, e contestualmente implementare con il contributo dei territori, il disegno di legge di rango nazionale su consumo di suolo e rigenerazione urbana.
Caudo: ‘le norme rendono difficile il recupero dell’esistente’
In questo senso, la visione e le indicazioni di Caudo appaiono piuttosto nette: “Nel nostro Paese abbiamo norme che agevolano e favoriscono la nuova costruzione e l’ulteriore consumo di suolo, ma al contrario rendono difficile il recupero dell’esistente”. Gli esempi riguardano i settori e i campi più svariati, dalle norme urbanistiche e ambientali passando per quelle fiscali.

Leggi: Edilportale, 11/06/2019


martedì 11 giugno 2019
 Le spese per i consumi delle famiglie / Anno 2018

Nel 2018 spesa media mensile a 2.571 euro, stabile rispetto all’anno precedente
Nel 2018, la stima della spesa media mensile per consumi delle famiglie residenti in Italia è pari a 2.571 euro in valori correnti. La metà delle famiglie spende più di 2.153 euro al mese.  Pur in attenuazione, restano ampi i divari territoriali. Il differenziale maggiore è tra Nord-ovest e Isole (circa 800 euro). Le famiglie che vivono in una abitazione in affitto destinano oltre un quinto della loro spesa complessiva al pagamento del canone.
•    18% La quota di prodotti alimentari e bevande analcoliche sulla spesa totale
In termini assoluti la spesa media mensile per alimentari e bevande analcoliche è pari a circa 462 euro.
•    -35,3% La spesa media delle famiglie di soli stranieri rispetto a quelle di soli italiani
Il divario in valori assoluti è pari a 927 euro.
•    5,1 Il rapporto tra la spesa delle famiglie più abbienti e quella delle famiglie meno abbienti
La disuguaglianza diminuisce lievemente per la prima volta dal 2013

Leggi: Istat, 11/06/2019


martedì 11 giugno 2019
Per famiglie in affitto oltre 20% spesa per canone

Le famiglie in affitto destinano oltre il 20% della spesa al pagamento del canone. L’Istat nel suo ultimo report rileva che in Italia il 18,7% delle famiglie paga un affitto per l’abitazione in cui vive. La percentuale va dal minimo delle Isole (13,7%) al massimo del Nord-ovest (20,2%). La spesa media per le famiglie che pagano un affitto è di 399 euro mensili a livello nazionale, più alta nel Centro (461 euro) e nel Nord (420 euro nel Nord-ovest e 425 euro nel Nord-est) rispetto a Sud (316 euro) e Isole (309 euro). La quota più elevata di famiglie in affitto si registra nei comuni centro delle aree metropolitane (27,7%) e nei comuni periferia delle aree metropolitane o con almeno 50mila abitanti (21,0%), rispetto al 14,8% dei comuni fino a 50mila abitanti che non appartengono alla cerchia periferica delle aree metropolitane. Nei comuni centro di area metropolitana si paga mediamente un affitto pari a 487 euro mensili, 83 euro in più della media dei comuni periferia delle aree metropolitane o con almeno 50mila abitanti, e 142 euro in più dei comuni fino a 50mila abitanti che non fanno parte della periferia delle aree metropolitane.

Leggi: Adnkronos, 11/06/2019


martedì 11 giugno 2019
Spese sanitarie. Istat: nel 2018 ogni famiglia ha speso oltre 120 euro al mese

È quanto emerge dall’ultimo report che stima la spesa media mensile per consumi delle famiglie residenti in Italia che si è attestata a 2.571 euro. Pur in attenuazione, restano ampi i divari territoriali. Il differenziale maggiore è tra Nord-ovest e Isole (circa 800 euro). Le famiglie che vivono in una abitazione in affitto destinano oltre un quinto della loro spesa complessiva al pagamento del canone.
Nel 2018, la stima della spesa media mensile per consumi delle famiglie residenti in Italia è pari a 2.571 euro in valori correnti. La metà delle famiglie spende più di 2.153 euro al mese. Pur in attenuazione, restano ampi i divari territoriali. Il differenziale maggiore è tra Nord-ovest e Isole (circa 800 euro). Le famiglie che vivono in una abitazione in affitto destinano oltre un quinto della loro spesa complessiva al pagamento del canone. A rilevarlo è l’Istat.
Differenze Nord-Sud. I livelli di spesa più elevati, e superiori alla media nazionale, si registrano nel Nordovest (2.866 euro), nel Nord-est (2.783) e nel Centro (2.723 euro); più bassi, e inferiori alla media nazionale, nel Sud (2.087 euro) e nelle Isole (2.068 euro). La composizione della spesa resta sostanzialmente immutata rispetto al 2017: è ancora l’abitazione ad assorbire la quota più rilevante (35,1% della spesa totale), seguita dalla spesa per prodotti Alimentari e bevande analcoliche (18,0%) e da quella per Trasporti (11,4%).
Le famiglie hanno speso per prodotti Alimentari e bevande analcoliche in media 462 euro mensili, senza differenze significative rispetto ai 457 euro del 2017. Più nel dettaglio, aumenti di spesa si registrano per le carni (98 euro mensili, +4,0% rispetto all’anno precedente), i pesci e i prodotti ittici (41 euro mensili, +3,4% sul 2017) e per caffè, tè e cacao (15 euro, +5,0%). Le carni costituiscono anche la voce di spesa alimentare più importante in termini di composizione del carrello, rappresentando il 3,8% della spesa totale; il pesce pesa meno della metà delle carni (1,6% della spesa complessiva) e caffè, tè e cacao appena lo 0,6%.

Leggi: Quotidiano Sanità, 11/06/2019


martedì 11 giugno 2019
La partecipazione del nudo proprietario alle assemblee condominiali

La crisi del mercato immobiliare di recente ha fatto registrare una leggera crescita delle compravendite con la formula della nuda proprietà, che consentono agli acquirenti di ottenere uno sconto corrispondente alla decurtazione dell’usufrutto dal valore dell’immobile. In linea di massima, secondo gli addetti immobiliari si può ottenere una riduzione del prezzo di mercato fra il venti ed il cinquanta per cento. E poi chi compra la nuda proprietà ha il vantaggio di poterla rivendere successivamente, con un prezzo rivalutato in base all’aumentare dell’età dell’usufruttuario, che continua a mantenere il godimento dell’immobile. Nel caso di immobili ubicati in condominio si configura sempre una problematica ripartizione delle competenze tra nudo proprietario ed usufruttuario, che ingenera anche una serie di dubbi su chi dei due debba essere invitato a partecipare all’assemblea condominiale. Sotto il profilo normativo si osserva che l’art. 1136 co. 6 c.c. impone all’amministratore di condominio di inviare l’avviso di convocazione dell’assemblea a tutti gli aventi diritto e quindi, nell’ipotesi, anche all’usufruttuario ed al nudo proprietario, che sono, comunque, titolari di due distinti poteri di voto.

Leggi: Condominio Web, 11/06/2019


DALLE REGIONI:

martedì 18 giugno 2019
Sicilia: sindacati, rilanciare edilizia residenziale pubblica

Rilanciare l’edilizia residenziale pubblica in Sicilia dotandola di un finanziamento certo sia statale che regionale. Obiettivo: fare fronte alla crescente richiesta di alloggi in un periodo di grave disagio sociale , per il persistere della crisi economica e occupazionale. È la richiesta dei sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat siciliani, che sull’argomento hanno tenuto oggi un’iniziativa pubblica alla quale hanno partecipato tra gli altri i segretari nazionali Sunia e Sicet, Daniele Barbieri e Nino Falotico, i segretari della Uil e della Cisl regionali Claudio Barone e Sebastiano Cappuccio, Salvatore Lo Balbo, della Cgil regionale, l’assessore comunale Giuseppe Mattina e l’assessore regionale alle infrastrutture, Marco Falcone.
I sindacati degli inquilini hanno sollecitato il varo di una norma sul diritto all’abitare e l’assessore Falcone, nel corso dell’iniziativa, ha assunto l’impegno ad aprire un tavolo di confronto.I segretari siciliani dei tre sindacati, Giusy Milazzo, Sebastiano Ferro e Giovanni Sardo hanno rilevato la “crescente domanda di case popolari con canoni sostenibili, in presenza di una situazione sociale che vede crescere povertà, disoccupazione, precarietà e di un abbassamento della soglia dei redditi”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 18/06/2019


martedì 18 giugno 2019
Veneto, il dramma degli anziani soli

Una ricerca dello Spi Cgil regionale. Nel territorio 210 mila ultraottantenni vivono in solitudine, esposti a rischi come truffe e malattie senza assistenza. Di Gregorio: “La popolazione invecchia, servono politiche attive da parte delle istituzioni”
C’è chi si ammala e non viene assistito da nessuno e chi viene raggirato per aver scambiato due parole in fiducia con qualche abile truffatore. C’è chi finisce in una casa di risposo dimenticato da tutti, addirittura chi muore nel suo appartamento senza che nessuno se ne accorga, se non settimane o mesi dopo. Quello della solitudine è un dramma che non risparmia neppure tanti anziani veneti, in particolare quelli che vivono in zone più isolate o che non hanno più alcun legame familiare. Secondo una indagine dello Spi Cgil regionale del Veneto – che da sempre monitora le condizioni degli ultrasessantacinquenni in generale e dei pensionati in particolare – nel territorio il numero degli anziani soli è preoccupante, soprattutto per quanto riguarda gli ultraottantenni, una delle categorie più fragili della nostra società.
Stiamo parlando di un esercito di circa 210 mila over 80 che vivono soli, perché vedovi, divorziati o nubili/celibi. In pratica nella regione tre ultraottantenni ogni cinque sono (almeno in teoria) senza un compagno o una compagna. Non solo: trequarti di queste persone sono donne e ciò rende la situazione ancora più delicata. Inoltre, se consideriamo il reddito medio delle pensioni, soprattutto quello delle donne, ci rendiamo conto che oltre alla solitudine, incide fortemente anche la povertà.

Leggi: Rassegna Sindacale, 18/06/2019


martedì 18 giugno 2019
 Rsa Monastir: Fp Cgil Cagliari, è emergenza

Si trova in una situazione di vera e propria emergenza la Rsa di Monastir della Fondazione Stefania Randazzo, ormai da oltre dieci giorni senza i direttori sanitario e amministrativo e in carenza di medici e operatori: la denuncia arriva dalla Fp Cgil di Cagliari che, nonostante le diverse segnalazioni, prima alla Fondazione, poi all’Ats e all’assessorato regionale alla Sanità, poi al Comando dei Carabinieri per la tutela della salute, non ha avuto alcuna risposta né rassicurazioni.
“Una situazione particolarmente seria – precisa il sindacato –, se si considera che si tratta di figure professionali essenziali per lo stesso accreditamento del servizio svolto e del suo regolare funzionamento. Il direttore sanitario che, come gli altri colleghi, ha dato le dimissioni, ha un ruolo delicato sotto il profilo assistenziale, anche sul piano della responsabilità professionale, per quanto riguarda la cura e i servizi verso i pazienti”.
A giudizio della Fp Cgil, “i ritardi nella sostituzione di queste figure professionali sono del tutto inaccettabili, perché pregiudicano la correttezza del servizio sotto il profilo sanitario, assistenziale e organizzativo. In altre parole, in questo momento, alla Rsa di Monastir mancano le condizioni organizzative essenziali per proseguire la sua attività”.
L’auspicio del sindacato è che i responsabili della struttura e i soggetti istituzionali competenti intervengano immediatamente per sanare questa gravissima emergenza.

Leggi: Rassegna Sindacale, 18/06/2019


giovedì 13 giugno 2019
“Aggiungi un posto a casa”, il baratto dell’ospitalità

Lucca – La casa in cui abiti è ormai troppo grande per te che vivi da solo. I figli se ne sono andati e gli amici non sempre sono disponibili per venire a trovarti. Così trascorri le serate in silenzio, abbandonato sul divano, in attesa di coricarti e iniziare un’altra giornata, mentre il tempo avanza di pari passo con una solitudine che pesa ogni giorno di più. A risolvere il problema ecco che arriva il progetto “Aggiungi un posto a casa” che mette in relazione chi cerca un posto per vivere e chi di posto in casa ne ha a sufficienza per condividerlo con un’altra o più persone. E che si rivolge anche a famiglie che hanno spazio sufficiente per dare ospitalità temporanea o a tempo indeterminato, in cambio di un aiuto che può essere un sostegno per il pagamento delle bollette, qualche lavoretto domestico o l’accudimento occasionale di un bambino o un anziano. Una sorta di baratto, insomma, per alleggerire spese e impegni quotidiani che, alla fine, ha il merito di costruire buoni rapporti umani. Studenti universitari costretti a vivere lontani dalla propria città, lavoratori fuorisede, docenti che insegnano a chilometri di distanza da casa, anziani malati di solitudine.

Leggi: Il Tirreno, 13/06/2019


martedì 11 giugno 2019
Case popolari, i sindacati: “Con il nuovo regolamento aumenti fino al 300%”

Critiche di Cgil, Cisl e Uil e delle associazioni degli inquilini: “Saremo la regione col canone medio più alto d’Italia”
Sindacati e associazioni degli inquilini all’attacco del regolamento regionale che fissa i canoni di affitto degli alloggi di edilizia residenziale sociale pubblica, determinati in base all’Isee e non più sulla base di reddito e valore dell’immobile. In una conferenza stampa tenuta lunedì Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini, assieme a Cgil, Cisl e Uil regionali, parlano di “clamorosa ingiustizia” e spiegano che il regolamento “colpisce duramente le fasce più deboli tra gli assegnatari delle case popolari in Umbria (circa 7 mila famiglie). La nuova legge, varata senza tenere minimamente in considerazione le nostre proposte – hanno affermato i rappresentanti di associazioni e sindacati nel corso di una conferenza stampa tenuta lunedì – introduce anche per la determinazione dei canoni lo strumento dell’Isee, producendo un effetto distorsivo che penalizzerà fortemente i nuclei con un solo componente (circa 2 mila persone), portando ad un incremento del canone che potrà arrivare fino al 300 per cento”.

Leggi: La Notizia Quotidiana, 11/06/2019


IN AGENDA:

I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

Leggi: Inca


Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

Leggi: Inca


Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

Leggi: In Salute


 Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


 

NEWS:

martedì 11 giugno 2019
Senza dimora, troppo poveri per spendere tutto il reddito di cittadinanza

La misura contro la povertà vista dal centro diurno della Ronda della Carità di Milano. Pierluigi, 65 anni: “Ho appena un armadietto, non posso riempirlo di roba, ma devo spendere tutti i soldi altrimenti tornano allo Stato”
Per chi ha sempre avuto pochi spiccioli in tasca, il reddito o la pensione di cittadinanza pone un problema inedito: come riuscire a spenderlo tutto. “Dormo in una struttura di Caritas e mangio qui al centro diurno, quindi finora mi sono comprato solo camicie, pantaloni e scarpe. Ma non posso andare avanti così. Ho appena un armadietto a disposizione, non posso riempirlo di roba”.
Perché non posso risparmiare?
Pierluigi ha 65 anni, dal 20 marzo ha in tasca la carta di credito delle Poste, caricata con poco più di 500 euro della pensione di cittadinanza. È finito in strada, nel febbraio scorso, dopo una serie di disavventure personali e di lavoro. Non può ancora andare in pensione e per un paio d’anni dovrà campare con la pensione di cittadinanza. “Dove lo trovo un lavoro alla mia età?”.
Ora frequenta il centro diurno della Ronda della Carità di Milano (via Picozzi 21). “Ogni mese posso prelevare 100 euro in contanti, il resto devo spenderlo in ogni negozio o supermercato che abbiano il logo del circuito Mastercard. Il problema è che devo spendere tutto l’importo, altrimenti torna allo Stato. Sarà che sono genovese – dice ridendo -, ma vorrei invece mettere da parte i soldi di cui ora non ho bisogno. La mia speranza è che tra qualche mese possa entrare in una casa popolare o in un appartamento condiviso con altri. Avere qualche risparmio mi farebbe comodo, per affrontare spese impreviste. Ogni famiglia cerca di risparmiare un po’, è sicuramente una cosa positiva. Perché non posso farlo anch’io?”.

Leggi: Articolo 21, 11/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Pensioni. Ecco tutti i tagli

Agli annunci roboanti seguono i fatti. E i risultati appaiono modesti. Il dipartimento previdenza dello Spi mette sotto la lente d’ingrandimento i provvedimenti del governo. Sbagliate le previsioni su quota 100 e pensione di cittadinanza. Ingiusto aver utilizzato il taglio alla rivalutazione per finanziarli.
di Antonio Pellegrino
Come la raccontano. A un cittadino che aveva chiesto chiarimenti sull’adeguamento delle pensioni al costo della vita, un esponente di rilievo della maggioranza di governo ha risposto così: «Una delle bufale più odiose che stanno diffondendo in queste settimane opposizioni e giornali riguarda i pensionati, che subirebbero nel 2019 decurtazioni ai loro assegni mensili. Naturalmente è il contrario. Questo governo ha fatto per i pensionati più di qualunque altro nel passato». Un’affermazione temeraria, come ben sanno i pensionati che ad aprile hanno visto ridursi i loro assegni, ricalcolati dall’Inps a seguito di quanto disposto dalla legge di bilancio per l’anno 2019.
Come si fa a dire che questo governo ha fatto per i pensionati più di qualunque altro nel passato? In che senso: positivo o negativo? Che sia stata tagliata la rivalutazione lo conferma anche l’Inps. Il risultato del ricalcolo – si ammette in un comunicato stampa dell’istituto – ha comportato che «l’importo lordo complessivo dei trattamenti pensionistici, dovuto da gennaio 2019, risulta inferiore a quello già calcolato sulla base dei criteri previgenti alla riforma». Il taglio della spesa pensionistica al netto dell’Irpef nel triennio 2019-2021 sarà di 3 miliardi e 650 milioni.

Leggi: Liberetà, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Fisco, proposte ingiuste e regressive

Per la Cgil la flat tax e la riforma fiscale ventilata dal governo sarebbero a vantaggio dei redditi alti e non di quelli bassi, che rischiano invece di non ricevere alcun beneficio. “Una partita di giro, serve una vera svolta per chi ha più bisogno”
“Una riforma ingiusta e regressiva, finanziata da condono, spesa in deficit e da una partita di giro sulle detrazioni, a vantaggio esclusivo dei redditi alti e non di quelli bassi che rischiano invece di non ricevere alcun beneficio”. È questo il duro giudizio della Cgil sulla flat tax e sulla riforma fiscale ventilata dal governo.
Sulla base di quanto anticipato da esponenti di governo, con la riduzione delle aliquote, da cinque a tre, per la Cgil “si perderebbe la giusta progressività, avvantaggiando i ricchi: tanto più alti saranno i redditi, maggiori saranno i vantaggi; mentre per i contribuenti sotto la soglia dei 26 mila euro potrebbe addirittura essere più vantaggioso restare nell’attuale sistema”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Disabilità: un anno di Governo M5S/Lega – Franco Pesaresi

Un anno fa, il 31 maggio 2018, si insediava il governo M5S/Lega. Le due forze politiche definivano il programma di governo attraverso la redazione e la sottoscrizione di un ampio “contratto di governo” che si sviluppa in 30 capitoli. Uno dei più corposi è dedicato alla disabilità (il titolo del capitolo è “Ministero per le disabilità”).
Che cosa è stato fatto per i disabili in questo primo anno del Governo Conte? Questo  articolo prova a raccontarlo.
Il contratto di governo
Il contratto di governo prevede ben 16 obiettivi per la disabilità. Si tratta di un programma esteso anche se non del tutto completo
OBIETTIVO    STATO DELL’ARTE
Rafforzamento dei fondi sulla disabilità e la non autosufficienza.
–    Il Fondo Non Autosufficienze, con la legge di bilancio 2019, viene elevato a 570 milioni   per il 2019, 2020, 2021, con un aumento di 100 milioni rispetto al 2018. Solo la metà di queste risorse sono però dedicate dalle gravi disabilità mentre l’altra metà agli anziani.
–    Il fondo per il “dopo di noi” viene riportato, per il 2019, a 56,1 milioni di euro, con un aumento di 4,5 milioni rispetto alla previsione precedente del bilancio pluriennale (sempre relativa al 2019).

Leggi:  Welforum, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Fondo inquilini morosi/1. In cinque anni spesi la metà dei soldi ripartiti alle Regioni

Su 186,3 milioni assegnati ne sono stati spesi solo 96,4. La contraddizione tra una misura d’emergenza e una procedura “ordinaria” porta al rischio definanziamento
Il problema della cosiddetta morosità incolpevole, che porta alla procedura di sfratto una quota di famiglie italiane, è un fenomeno largamente sopravvalutato. Sembra questa la conclusione obbligata degli ultimi numeri elaborati dal ministero delle Infrastrutture. Il macro-dato è quello che emerge dal confronto tra soldi statali ripartiti alle Regioni e soldi che risultano inutilizzate. Non si tratta di poco. Sull’arco del quinquennio 2014-2018 i numeri dicono che su quasi 184,3 milioni di euro ripartiti dal Mit agli enti territoriali, quasi 88 milioni sono rimasti inutilizzati, poco meno della metà. Il computo è aggiornato ad aprile scorso e probabilmente sul conto delle risorse non spese pesano le ultime assegnazioni. Ma il trend è chiaro. Ovviamente, il problema della morosità incolpevole è tutt’altro che risolto e non è neanche sottovalutato.
Il forte “sospetto” è che sia invece il processo di utilizzo delle risorse a produrre l’incapacità di utilizzarle. La cinghia di trasmissione Stato-Regione-Comuni può rivelarsi eccessivamente farraginosa per un intervento che si caratterizza come emergenziale; e che invece lascia inutilizzate risorse che, domani, potrebbero essere destinate ad altre azioni, non meno urgenti.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Fondo inquilini morosi/2. La lente sulle procedure, le risorse e le criticità

Le cause della dilatazione dei tempi. L’ipotesi di unificare il fondo morosi incolpevoli e il Fondo affitti. Il prossimo riparto di 46,1 milioni
Il Fondo inquilini morosi incolpevoli, istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con una dotazione complessiva per il periodo 2014-2020 di 265 milioni di euro, rappresenta uno strumento di sostegno al reddito delle categorie sociali più deboli. Si tratta, in sostanza, di una misura a forte valenza sociale da intendere come ammortizzatore che facilita il pagamento dei canoni di locazione riducendo, al contempo, il fenomeno della morosità. Vengono infatti erogati, per il tramite del Fondo, contributi a favore di inquilini che per intervenuta perdita o riduzione del reddito non riescono più a corrispondere il canone di locazione al proprietario dell’alloggio.
La norma istitutiva (articolo 5, comma 6 del decreto legge 31 agosto 2013, n. 102) ha disposto che il riparto annuale delle risorse venga effettuato tra le regioni dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e, in sede di primo riparto, anche stabiliti i criteri e le priorità di utilizzo.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Condomìni degradati, poteri straordinari al sindaco e all’amministratore giudiziario

Il sindaco potrà intervenire pesantemente sui condomìni degradati, chiedendo al Tribunale la nomina di un nuovo amministratore che riqualifichi lo stabile. Questo, in sintesi, il contenuto del nuovo articolo 5 sexies del Decreto sblocca cantieri (32/2019) , approvato il 5 giugno dall’Aula del Senato.
In sostanza, la norma prevede che, negli edifici condominiali dichiarati degradati dal Comune, il Sindaco può chiedere la nomina di un amministratore giudiziario. L’amministratore giudiziario «assume le decisioni indifferibili e necessarie in funzione sostitutiva dell’assemblea». Occorre però che nel condominio si sia verificata una di queste condizioni: non si prendono i provvedimenti necessari per l’amministrazione della cosa comune, oppure non si forma una maggioranza, o ancora la deliberazione adottata non viene eseguita. Le «dichiarazioni di degrado» degli edifici condominiali sono effettuate dal sindaco con ordinanza a norma dell’articolo 50, comma 5, del Dlgs 267/2000, nel quadro della disciplina in materia di sicurezza delle città d(Dl 14/2017). L’amministratore giudiziario «assume le decisioni indifferibili e necessarie in funzione sostitutiva dell’assemblea».

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 10/06/2019


lunedì 10 giugno 2019
Rigenerazione urbana, nello Sblocca-cantieri modifiche al Testo Unico Edilizia

Gli interventi di demolizione e ricostruzione sono subordinati al rispetto delle distanze legittimamente preesistenti, alla coincidenza dell’area di sedime e del volume dell’edificio e al rispetto dei limiti dell’altezza massima dell’edificio demolito
Durante l’esame al Senato del decreto-legge Sblocca-cantieri, è stato modificato anche l’articolo 5 di questo provvedimento, che reca alcune modifiche al D.P.R. n. 380/2001 (Testo unico in materia edilizia) volte a favorire la rigenerazione urbana, la riqualificazione del patrimonio edilizio e delle aree urbane degradate, la riduzione del consumo di suolo, lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili e il miglioramento e l’adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente, anche con interventi di demolizione e ricostruzione.
A tal fine, si prevede – spiega il dossier parlamentare del 7 giugno 2019 – che le disposizioni del comma 1 dell’art. 2-bis del DPR 380/2001 (che consentono a regioni e province autonome di prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al DM 1444/1968 e possono dettare disposizioni sugli spazi da destinare standard urbanistici) sono finalizzate a orientare i comuni nella definizione di limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati negli ambiti urbani consolidati del proprio territorio.

Leggi: Casa e Clima, 10/06/2019


venerdì 7 giugno 2019
 Indennità di Accompagnamento: cambiare è possibile? Una proposta operativa di riforma

Introdotta agli inizi degli anni ’80 come misura finalizzata al sostegno per disabili adulti, l’Indennità di Accompagnamento (IdA) si è trasformata, nel corso del tempo e con l’intensificarsi del processo di invecchiamento, nello strumento principale di supporto ai bisogni di cura della popolazione anziana, arrivando a tassi di copertura fra i più elevati a livello europeo. Essa presenta, tuttavia, diversi profili di criticità, da cui conseguono una serie di problematiche sul terreno dell’appropriatezza, dell’efficienza e dell’equità. L’articolo presenta e discute una proposta operativa di riforma dell’IdA.
di Costanzo Ranci (Professore Ordinario di Sociologia economica, Coordinatore del Laboratorio di Politiche Sociali LPS, Politecnico di Milano), Marco Arlotti (Ricercatore RTD junior in Sociologia Economica, Politecnico di Milano), Andrea Parma (Assegnista di ricerca, Politecnico di Milano)
La pressione demografica e i cambiamenti sociali in atto hanno reso sempre più manifeste le criticità strutturali del sistema di tutela della non autosufficienza (Long-Term-Care, d’ora in avanti LTC) che caratterizza il nostro paese, come oramai ampiamente documentato ed analizzato nella letteratura sul tema. Ciononostante, l’attuazione di processi di riforma e di investimento in politiche di LTC sconta un notevole ritardo. Infatti, mentre a partire dal 1995 gran parte dei paesi europei hanno introdotto riforme sostanziali nel sistema LTC su scala nazionale, in Italia l’architettura istituzionale e finanziaria del sistema è rimasta sostanzialmente invariata.
In questo contesto, la pressione del bisogno è stata dunque scaricata in gran parte sul “fai-da-te” delle famiglie: “fai-da-te” alimentato anche dall’espansione inerziale dei programmi esistenti, in primis l’Indennità di Accompagnamento (d’ora in avanti IdA). Introdotta agli inizi degli anni ’80 come misura finalizzata al sostegno per disabili adulti l’IdA si è trasformata, nel corso del tempo e con l’intensificarsi del processo di invecchiamento, nello strumento principale di supporto ai bisogni di cura della popolazione anziana, arrivando a tassi di copertura fra i più elevati a livello europeo.

Leggi: I Luoghi della Cura, 07/06/2019


giovedì 6 giugno 2019
Livelli essenziali di assistenza. Attivo il servizio di richiesta di aggiornamento per cittadini e associazioni dei pazienti

Lo ha annunciato il Ministero della Salute. “Da oggi anche i cittadini e le associazioni dei pazienti potranno richiedere al ministero della Salute l’inclusione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) di nuove prestazioni o servizi. La Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, presieduta dal ministero, fornirà una risposta, positiva o negativa. Una novità significativa che rende sempre più reale il dialogo con i cittadini e le associazioni”.
“Da oggi anche i cittadini e le associazioni dei pazienti potranno richiedere al ministero della Salute l’inclusione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) di nuove prestazioni o servizi. La Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, presieduta dal ministero, fornirà una risposta, positiva o negativa. Una novità significativa che rende sempre più reale il dialogo con i cittadini e le associazioni”.  Così il ministro della Salute ha annunciato il nuovo servizio di richiesta di aggiornamento dei Lea, che da oggi diventa operativo sul portale ministeriale.
In particolare, la Commissione esaminerà non solo le richieste di inclusione nei Lea di nuove prestazioni o servizi, ma anche quelle di modifica o di esclusione di prestazioni o servizi già inclusi, come anche le richieste di nuove esenzioni per patologia o di modifica delle esistenti.

Leggi: Quotidiano Sanità, 06/06/2019


mercoledì 5 giugno 2019
Analisi. Periferie oltre la propaganda. Crescono i laboratori di futuro

In gioco il destino di 15 milioni di persone che abitano «ai confini» delle città
Divenute terreno di caccia privilegiato per la politica, le periferie italiane restano innanzitutto uno straordinario termometro sociale del Paese. Perché rappresentano la memoria storica delle comunità, perché anticipano i fenomeni di mutamento sociale, perché custodiscono al proprio interno i segni di futuro. Così, se l’analisi dei flussi elettorali si limita a certificare quale forza partitica riesce meglio a cavalcarne il sentimento politico e al limite a soffiare sul fuoco del malcontento popolare in un dato momento, è evidente che bisogna allargare la prospettiva storica e sociale per capire quali sommovimenti profondi si stanno verificando. Occorre ragionare dunque in un orizzonte almeno di decenni, non certo di decimali di punto raccolti o persi nell’urna.
Secondo le stime Eurostat, l’83% della popolazione delle aree metropolitane europee vive in periferia; nelle grandi città italiane ci sono 15 milioni di persone che abitano in ‘aree di confine’. Dentro a questa grande questione sociale si gioca dunque la vita concreta di una moltitudine di persone, che chiede risposte a chi è rimasto nei presìdi storici dei territori dimenticati: scuole, parrocchie, associazioni, realtà sportive e culturali. È il lavoro di mediazione preziosissimo svolto in questi contesti ad aver impedito rivolte sociali fomentate ad arte, che purtroppo sono accadute e accadranno, come hanno dimostrato i casi recenti di Torre Maura e Casal Bruciato a Roma. Proprio quelle vicende hanno svelato il rischio che si corre quando si affronta il tema della marginalità sociale in zone dimenticate: è il ‘rischio vetrina’, che trasforma il problema in emergenza, il quartiere in palcoscenico, la politica in spot promozionale, garantendo la ribalta a estremismi di ogni genere, peraltro poco rappresentativi del senso comune.

Leggi: Avvenire, 05/06/2019


martedì 4 giugno 2019
Terza età, la depressione non è un destino

Solitudine e depressione non rappresentano la naturale evoluzione dell’invecchiamento. Lo mostrano bene le differenze tra i paesi dove il welfare funziona meglio e quelli dove le persone sono lasciate sole, e sono soprattutto le donne a soffrire di più
La solitudine e i sintomi della depressione vengono generalmente considerati come problemi della terza età, connaturati al ‘normale’ invecchiamento. Questa concezione trova riscontro nella realtà dal momento che l’invecchiamento spesso implica circostanze e condizioni associate a un più alto rischio di solitudine e depressione. Tali circostanze e condizioni includono i problemi di salute, la perdita delle persone care, un maggiore rischio di deterioramento cognitivo e una disponibilità limitata di risorse socio-economiche. Una serie di ricerche svolte nei paesi occidentali mostra tuttavia che i tassi di solitudine e depressione si mantengono piuttosto stabili quando le persone entrano nella terza età, con picchi più alti dopo gli 80 anni. Gli incrementi del tasso di solitudine dovuti all’età potrebbero tuttavia essere più pronunciati e verificarsi nei paesi con condizioni di vita e programmi di welfare insoddisfacenti. Poco si sa sui rischi della solitudine legata all’età nei paesi dell’Europa orientale, dove emergono sfide significative in termini di soddisfacimento delle necessità materiali, sociali e sanitarie della popolazione anziana. In questi paesi, le prestazioni sanitarie sono insufficienti, le condizioni sanitarie della popolazione sono relativamente insoddisfacenti, e i tassi di povertà sono eleva.

Leggi: In Genere, 04/06/2019


giovedì 30 maggio 2019
La videosorveglianza garantisce diritti e dignità?

In sede di esame del cosiddetto decreto legge “sblocca cantieri” le Commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato hanno approvato un emendamento che riguarda la videosorveglianza nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità.
Al di là degli annunci e delle prime notizie, l’emendamento istituisce due fondi, uno per le scuole solo d’infanzia e uno per le strutture e contano ciascuno su una dotazione di 5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni di euro per ognuno degli anni dal 2020 al 2024.
In realtà non si tratta di nuove risorse: un fondo storna e usa risorse destinate al Ministero dell’Istruzione, l’altro fondo preleva da risorse destinate al Ministero della Salute per l’ammodernamento delle strutture sanitarie. I fondi e le relative risorse sono ora attribuiti al Ministero dell’Interno.
Nemmeno un euro potrà comunque essere speso prima dell’approvazione di una specifica norma. Questa (disegno di legge 897) è ancora in discussione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato; poi tornerà alla Camera.

Leggi: Fish Onlus, 30/05/2019


mercoledì 29 maggio 2019
Imposte locali, per chi scattano le «trappole di povertà»

Il meccanismo tecnico di applicazione e soprattutto la concentrazione di redditi bassi in precise zone del Paese, hanno creato sacche di ingiustizia. È urgente una riforma complessiva della fiscalità, a partire dalle addizionali regionali e comunali
Il prelievo delle addizionali comunali e regionali all’Irpef nasce come avente una portata “accessoria” rispetto all’Irpef nazionale. Non a caso si chiamano addizionali. Tuttavia, il meccanismo tecnico di applicazione, la generale diminuzione dei redditi e soprattutto la concentrazione di redditi bassi in precise zone del nostro Paese (il Mezzogiorno) hanno finito per creare meccanismi di estrema ingiustizia e da più parti si sente parlare della necessità di una riforma complessiva dell’imposizione sui redditi personali. All’interno della riforma sarà della massima importanza – e citiamo la piattaforma unitaria Cgil, Cisl e Uil – “rivedere in maniera organica la tassazione locale”.
Una nota stampa della Cgil Calabria ha messo in luce nei giorni scorsi una particolare caratteristica delle addizionali che porta alcune categorie di contribuenti, peraltro molto deboli e ampiamente diffuse nella regione, a pagare addizionali maggiori rispetto all’Irpef nazionale. Sono purtroppo assai numerosi, in Calabria, lavoratori con remunerazione bassa e lavori discontinui, specie nei settori del turismo e dell’agricoltura; bassi redditi che si ripercuotono, chiaramente, anche sull’importo degli assegni pensionistici.

Leggi: Rassegna Sindacale, 29/05/2019


DALLE REGIONI:

sabato 8 giugno 2019
Genova, entra in servizio il “maggiordomo di quartiere”

Sino al 10 agosto, dunque, 2 persone della Cooperativa Sociale Agorà saranno a disposizione nell’edicola di piazzetta Luccoli, da lunedì a sabato con orario 8-18, per varie attività
Primo giorno di lavoro, nel capoluogo ligure, per il cosiddetto “maggiordomo di quartiere”, a disposizione di lavoratori e residenti di via Luccoli e vico Casana per commissioni, consegne, piccole manutenzioni e varie ed eventuali cortesie.
L’iniziativa, nata da un progetto della Regione Liguria (assessorati alle Pari opportunità e alle Politiche sociali) con partner operativi Confindustria e Confesercenti e con la collaborazione del Comune di Genova, è stata presentata questa mattina dagli assessori regionale Sonia Viale e comunale Paola Bordilli.
Sino al 10 agosto, dunque, 2 persone della Cooperativa Sociale Agorà saranno a disposizione nell’edicola di piazzetta Luccoli, da lunedì a sabato con orario 8-18, per attività come ricevimento dei pacchi e consegna ai negozi di zona e nelle case, pagamento di bollettini e ricevimento della posta, monitoraggio degli anziani, ritiro di ricette e consegna farmaci. Il servizio, coordinato da Confesercenti Genova, fa parte del progetto regionale “Dal Welfare aziendale al Welfare territoriale”, finanziato dalla Regione con risorse del dipartimento nazionale per le Pari opportunità.

Leggi: Il Secolo XIX, 08/06/2019


martedì 4 giugno 2019
Sicilia, povertà sanitaria da record: 280 mila famiglie finite sul lastrico per curarsi

Secondo il dossier dell’istituto Demoskopika, la Sicilia è seconda solo alla Calabria per impoverimento dovuto alle spese sanitarie
Sicilia da record per impoverimento sanitario. Secondo il dossier Demoskopika, sono 283 mila le famiglie che nel 2017 sono finite nell’area del disagio economico a causa delle spese sanitarie, il 14, 2 per cento del totale. Solo la Calabria sta peggio, con il 14,9 per cento. Nel 2017 quasi 1,6 milioni di famiglie italiane hanno dichiarato di non avere i soldi, in alcuni periodi dell’anno, per poter affrontare le spese necessarie per curarsi. Nel 2016 Demoskopika aveva censite 69 mila le famiglie scivolate sotto la soglia della povertà per colpa della malattia di uno o più familiari, il 3,4 per cento. Un dato quattro volte inferiore rispetto a quello rilevato nel 2017. Emerge dall’Ips, l’indice di performance sanitaria realizzato, per il terzo anno consecutivo, dall’istituto sulla base di otto indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, democrazia sanitaria e speranza di vita.

Leggi: La Repubblica, 04/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Cascia, i nonni di comunità entrano in azione

“Per dare un futuro a questo territorio servono le bambine e i bambini, ecco perché un servizio come questo, rivolto alle giovani famiglie con figli piccoli, è fondamentale”. Con queste parole il sindaco di Cascia, Mario De Carolis, ha salutato l’apertura ufficiale del nuovo spazio gratuito per bambine e bambini tra i 18 e i 36 mesi, nel quale operano tre giorni a settimana le “nonne di comunità”, volontarie di Auser che affiancano le educatrici professioniste nelle attività ludico pedagogiche offerte dal centro.
Il progetto “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, punta a creare una vera e propria rete di “Nonne e nonni di comunità” per dare supporto alle genitorialità fragili e valorizzare le risorse che i nonni volontari Auser possono offrire soprattutto in territori dove i servizi scarseggiano e povertà educativa ed economica si sommano.

Leggi: Auser Umbria, 03/06/2019


IN AGENDA:

Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

Leggi: Silver Economy Forum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

Leggi: Inca


Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

Leggi: Inca


Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

Leggi: In Salute


 Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


 

NEWS:

martedì 4 giugno 2019
RdC (Reddito di Cittadinanza): al 30 maggio oltre 1,25mln domande Inps, accolte 674 mila

Sono 1.252.148 le domande di Reddito di cittadinanza presentate fino al 30 maggio. Lo fa sapere l’Inps spiegando che su oltre 960.000 domande lavorate (su un totale di poco più di un milione e 60.000 presentate a marzo ed aprile), sono 674.000 le accolte. Le domande respinte sono 277.000 mentre 9.000 sono in evidenza per ulteriore attività istruttoria.
Il tasso di rifiuto è attualmente al 26%. L’importo medio a famiglia sulle 674.000 domande già accolte è di 540 euro. Le pensioni di cittadinanza finora liquidate sono circa 81.000 per un importo medio di 210 euro.

Leggi: Inca, 04/06/2019


martedì 4 giugno 2019
Medici: la situazione è diventata insostenibile

Le carenze di personale specializzato, che si protraggono da tempo, rendono ogni giorno più grave lo scenario nei servizi di emergenza e urgenza negli ospedali di tutto il territorio. Fp: “Sabato 8 giugno la categoria sarà in massa in piazza a Roma”
Medici pensionati richiamati in servizio, medici militari utilizzati nelle corsie di ospedali ‘civili’. “Le gravi carenze di personale specializzato, che si protraggono da tempo, rendono ogni giorno di più drammatica la situazione nei servizi di emergenza-urgenza negli ospedali di tutto il territorio nazionale”. A denunciarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e dirigenti del servizio sanitario, Andrea Filippi, nel rilanciare la presenza in piazza della categoria il prossimo 8 giugno a Roma “contro l’incapacità di questo governo di far fronte all’emergenza Sanità, in difesa del diritto alla salute della cittadinanza: ci saremo, camici bianchi, in mezzo ad un fiume di bandiere colorate”.
Nel dettaglio, osserva Filippi, “in assenza di un intervento strutturale del Governo per superare in modo definitivo la mancanza di medici, tutte le Regioni stanno correndo ai ripari con i più ‘disperati’ provvedimenti: in Piemonte si inseriscono nei pronto soccorso i medici di famiglia, in Toscana si ricorre a quelli senza specializzazione a danno di color che nel frattempo si stanno specializzando, fino ad interventi sicuramente più critici come quello di far tornare i pensionati, oggi proposto anche dalla Liguria dopo il Veneto, o quello allarmate di chiamare l’esercito come in Molise”

Leggi: Rassegna Sindacale, 04/06/2019


martedì 4 giugno 2019
Solitudine e coraggio: genitori anziani che si prendono cura dei figli disabili

A Treviso una donna di 82 anni è rimasta chiusa in casa accanto al corpo del figlio morto da 4 mesi. Nicoletti: “Diventare fantasmi è destino di tanti che hanno un figlio disabile adulto”. Gironi Carnevale: “Dignità calpestata”. Improta: “Si parla di puzza e di degrado, non dell’eroismo di chi si prende cura per una vita di un figlio disabile”
ROMA – Sono rimasti uniti, nella loro solitudine, fino alla morte e anche molti giorni dopo: la mamma, 82 anni, è rimasta a vegliare per quattro mesi il figlio disabile, morto a 50 anni in casa e vissuto sempre con lei. E’ accaduto a Treviso, dove i condomini e l’amministratore, allarmati dal forte odore che proveniva dall’appartamento in cui i due abitavano, ha chiesto alla polizia di intervenire per verificare la situazione. E’ così venuta alla luce una realtà che nessuno immaginava, nella sua drammaticità: l’uomo, morto da circa quattro mesi, disteso sul proprio letto, dove l’anziana madre non aveva mai smesso di stargli accanto. E l’appartamento in uno stato di abbandono, con rifiuti accumulati e sporcizia ovunque. Una storia di cui pochi giornali hanno parlato, ma che non è sfuggita a chi, genitore non più giovane di un adulto con disabilità, sente la propria condizione vicina e simile a quella della donna e di suo figlio.

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
L’Italia che invecchia frena economia e conti pubblici

Italia è il secondo Paese più anziano del mondo, preceduta solo dal Giappone per numero di cittadini con oltre 60 anni di età. L ‘ invecchiamento nei prossimi anni avrà impatti sempre più rilevanti non solo sulle famiglie e sui conti dello Stato, ma anche sull’economia e sugli investimenti. Proprio la casa, il bene rifugio per eccellenza, sarà al centro di tensioni sempre più forti. Secondo l ‘ Onu, nel 2017 nel mondo il Giappone era al primo posto con il 33,4% della popolazione con oltre 60 anni, seguito dall’Italia con il 29,4%. Le persone con 60 anni o più passeranno da 962 milioni nel 2017 a 2,1 miliardi nel 2050: il Giappone sarà sempre primo con il 42,4%, l ‘ Italia solo ottava con il 40,3%. Ma se 2017 la popolazione di 60 anni o più in Italia era di 17,43 milioni di persone, nel 2050 sarà di 22,2 milioni. Di questi, le donne sole saranno il 37,9% e gli uomini il 16,5%, quelli che vivranno con il solo coniuge saranno il 34,3% delle donne e il 49,5% degli uomini. L ‘ invecchiamento procede spedito soprattutto nelle aree urbane. Tra il 2000 e il 2015, nel mondo il numero di persone con più di 60 anni è aumentato del 68% nelle aree urbane a fronte del 25% delle aree rurali.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 03/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Anche la Liguria richiama i medici in pensione

L’allarme rilanciato dalla Cgil regionale: “È questa l’ultima di una serie di scelte assunte dall’assessore regionale Sonia Viale che certificano il collasso della sanità pubblica. Ma così non si fa altro che favorire l’ingresso dei privati”
“La delibera di Giunta della settimana scorsa che autorizza l’assunzione di medici in pensione nel sistema sanitario ligure è l’ultimo di una serie di scelte assunte dall’Assessore regionale Sonia Viale che certificano una sanità regionale al collasso”. Lo affermano in una nota Federico Vesigna (segretario generale Cgil Liguria) e Fulvia Veirana (segretaria generale Fp Cgil Liguria). Da più di due anni quasi tutti i sindacati segnalano la pesante carenza di organico nelle Asl: mancano medici, professionisti sanitari e non, tecnici. “La Giunta – osservano i due sindacalisti – aveva tutto il tempo per pianificare concorsi, negoziare con il governo regole che consentissero di assumere medici giovani. Ma non lo ha fatto”.
“Ma non ha neppure assunto gli infermieri che mancano – prosegue la Cgil ligure – pur avendo fatto i concorsi ed avendo in graduatoria professionisti che non vedrebbero l’ora di iniziare a lavorare. Così come non si è dato avvio al concorso per l’assunzione degli operatori socio sanitari. Nonostante lo sblocco delle assunzioni a livello nazionale e un margine di spesa utilizzabile di oltre 120 milioni di euro, si preferisce tagliare servizi e sfiancare il personale medico e non per fare funzionare quel che resta”

Leggi: Rassegna Sindacale, 03/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Verso un Codice in materia di disabilità: prime considerazioni

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 febbraio 2019 prevede una delega molto ampia al Governo di “semplificazione e codificazione in materia di disabilità”. Il provvedimento risponde alle attese delle persone con disabilità? Ne parliamo con Roberto Speziale, presidente di Anffas nazionale e coordinatore della Consulta Disabilità in seno al Forum del Terzo Settore.
Il disegno di legge elaborato dal Governo a oltre due anni dalla Conferenza nazionale di Firenze è un provvedimento nel solco del Secondo Programma di Azione Biennale – anche se non viene citato espressamente – oppure fa riferimento al cosiddetto “Contratto per il Governo del cambiamento”?
Al momento in cui parliamo lo schema di legge delega non si sa a che punto sia. Sembra che sia ancora alla Ragioneria per la ‘bollinatura’; non ci risulta, infatti, ancora presentato in Parlamento. Ne parliamo, quindi, con beneficio di inventario in attesa che il provvedimento sia ufficializzato e si conoscano maggiormente motivazioni e lavori preparatori.
D’altro canto, proprio nelle ultime settimane, l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità è stato riconvocato a seguito del trasferimento delle competenze dal Ministero delle Politiche Sociali al nuovo Ministero per la Famiglia e le Disabilità, e quindi vi è la speranza che finalmente, dopo oltre un anno e mezzo dal suo insediamento, questo possa ripartire per i suoi lavori. Al momento, però non è chiaro se l’Osservatorio sarà parte attiva nella costruzione del c.d. Codice in Materia di disabilità”, la cui idea promana proprio dal Ministero a cui oggi fa capo tale organo

Leggi: Welforum, 03/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Nutrizione: migliorare l’assistenza per renderla razionale, efficace e appropriata

Formazione universitaria, inserimento della nutrizione clinica nei Pdta delle malattie croniche, introduzione delle terapie nutrizionali nei Lea almeno per alcune categorie di pazienti, a partire dai pazienti oncologici, blocco della chiusura delle U.O. di Nutrizione esistenti e creazione di nuove. Sono alcuni degli interventi identificati come importanti ed urgenti dai “Fogli di Roma sulla nutrizione clinica”. Si tratta del frutto del lavoro di oltre 100 esperti che durante il 1° Forum sulla Nutrizione Clinica “Nutrendo” si sono riuniti in sei tavoli tematici: associazioni pazienti, società scientifiche, formazione, Ssn, industria e comunicazione. Il documento, in corso di finalizzazione, sarà pubblicato sui “Quaderni del Sole 24 Ore”.
“La nutrizione clinica – dichiara il professor Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC e ideatore del Forum Nutrendo – è a tutti gli effetti un’opportunità non ancora sfruttata. Dalla sua implementazione nel campo delle patologie croniche è ormai ampiamente dimostrato come possa derivare un consistente risparmio in termini di costi sanitari, sociali e vite umane. Il Forum Nutrendo promosso dalla SINuC ha gettato le basi per un risorgimento della specialità, nelle nostre intenzioni infatti i Fogli di Roma saranno il punto di partenza per migliorare l’assistenza, renderla razionale, efficace e appropriata”.

Leggi: Sanità 24, Il Sole 24 Ore, 03/06/2019


domenica 2 giugno 2019
Politiche sanitarie e non sanitarie nelle diseguaglianze di salute. Il convegno dell’ASviS e dell’Iss

Nonostante la sanità italiana si collochi ai primi posti in Italia e in Europa rispetto al raggiungimento di molti dei target dell’Obiettivo 3 dell’Agenda Onu (Salute e benessere per tutti), il permanere e l’accentuarsi di situazioni e processi di diseguaglianza mostrano che è ancora molta la strada da fare
Le diseguaglianze di salute sono interamente riconducibili a politiche sanitarie? Che ruolo hanno le politiche non sanitarie nell’accesso al benessere sanitario? E a che punto sono l’Italia e l’Europa nell’adozione di pratiche adeguate? A queste e altre domande hanno tentato di rispondere i molti relatori intervenuti al Convegno organizzato dall’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del terzo Festival italiano dello Sviluppo Sostenibile, una grande manifestazione di sensibilizzazione alla cultura della sostenibilità che si svolge da fine maggio a inizio giugno in tutta Italia con oltre mille eventi.
In linea con l’orientamento integrato delle analisi condotte dall’ASviS, incentrate sullo sviluppo socioeconomico, territoriale e culturale, in apertura del convegno è stata rimarcata la forte interdisciplinarietà del tema delle diseguaglianze.

Leggi: Quotidiano Sanità, 02/06/2019


sabato 1 giugno 2019
In centomila in piazza per difendere i diritti degli anziani

Pensionati e pensionate invadono Roma e fanno splendere il sole.
Al governo mandano a dire: «Dateci retta: abbiamo sedici milioni di buoni motivi». Spi, Fnp e Uilp chiedono un tavolo al governo dove rinegoziare la rivalutazione delle pensioni, riformare seriamente la Fornero, rifinanziare la sanità, fare una legge per la non autosufficienza, ridurre le tasse su pensioni e lavoro.
I pensionati sono arrabbiatissimi. «Dateci retta altrimenti scateniamo l’inferno», portano scritto sui cartelli molti manifestanti in piazza San Giovanni a Roma. E appena dal palco montato proprio sotto la cattedrale di Roma e del mondo intero, Ivan Pedretti comincia a parlare, si capisce subito di cosa è capace il sindacato quando è unito come oggi. «Siamo qui in questa bellissima piazza in tanti – ha detto il segretario generale dello Spi Ivan Pedretti – ma se non ci saranno risposte domani saremo ancora di più. Continueremo a mobilitarci, in tutte le città, nei comuni e nei quartieri. E se sarà necessario chiederemo a Cgil, Cisl e Uil di bloccare il paese utilizzando quel vecchio arnese del ‘900 che si chiama sciopero generale».

Leggi: Liberetà, 01/06/2019


sabato 1 giugno 2019
Pedretti: senza risposte sciopero generale contro governo

“Siamo qui in questa bellissima piazza in tanti ma se non ci saranno risposte domani saremo ancora di più. Continueremo a mobilitarci, in tutte le città, nei comuni e nei quartieri. Se sarà necessario chiederemo a Cgil, Cisl e Uil di bloccare il paese utilizzando quel vecchio arnese del ‘900 che si chiama sciopero generale”.
Lo ha detto il Segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti intervenendo alla
“Anche se il voto europeo in Italia ha premiato Salvini noi vogliamo dirlo con forza che la razza è solo quella umana. Se lo ricordi il Ministro della paura. Ci batteremo e risponderemo colpo su colpo ad ogni forma di violenza, di intolleranza e di razzismo. Smettetela di odiare il diverso, chi scappa dalle guerre, dalla fame e dalle indigenze.
Basterebbe ricordare come trattavano i migranti italiani all’estero. Noi non possiamo essere razzisti, non è la storia italiana. Questa politica dell’odio e dell’intolleranza ci porterà all’isolamento, alla solitudine e all’avarizia”.
“Dateci retta, cambiate politica perché così ci portate a sbattere. A questo governo chiediamo dove sia andato a finire il contratto di milioni di pensionati con lo Stato. In quel contratto non c’era scritto di tagliare la rivalutazione delle pensioni. Voi quel contratto lo avete stracciato. Non siamo noi gli avari ma siete voi che state dilapidando risorse che non sono vostre, senza nemmeno domandare.
Volete una guerra tra poveri perché quei soldi non li avete presi dai ricchi, dagli evasori e dagli imbroglioni.
Aumentate il finanziamento pubblico sulla sanità, servono 4 miliardi per dare a tutti i cittadini italiani il diritto a curarsi. Fate una legga sulla non autosufficienza, abolite i ticket, riducete le liste d’attesa, assumete più personale senza ingrossare le fila dei privati”.

Leggi: Spi-Cgil, 01/06/2019


venerdì 31 maggio 2019
Domiciliarità e residenzialità, due mondi in uno

In una società con forte crescita della popolazione anziana ci ritroviamo con servizi pubblici scarsi e poco efficaci per fronteggiare la crescente non autosufficienza. A partire da una panoramica dei servizi esistenti in Piemonte e dall’analisi di alcune loro criticità, l’autrice offre una riflessione sulle possibili risposte “dal basso”, in grado di fornire soluzioni diversificate e flessibili. Partendo da un’esperienza locale, l’articolo propone di allargare lo sguardo verso sperimentazioni simili, con l’auspicio che vengano comprese, accolte e implementate allo scopo di creare un sistema di servizi diverso, prima che la non autosufficienza diventi un’emergenza sociale. di Denisa Garrone (Assistente sociale specialista)
Le politiche per gli anziani non autosufficienti della regione Piemonte
Gli interventi pubblici rivolti all’anziano, parzialmente o totalmente non autosufficiente, residente in Piemonte, si differenziano in diversi livelli di intervento:
Residenzialità.
Residenzialità temporanea o ricoveri di sollievo.
Semiresidenzialità.
Domiciliarità: prestazioni erogate presso il proprio domicilio.
RSA aperta: (attivata solo in alcuni casi sporadici) misura che coinvolge ultrasessantacinquenni non autosufficienti, idonei ad un progetto di inserimento in RSA ma che, al contempo, presentano condizioni sanitarie che permettono di procrastinare l’inserimento in struttura attraverso l’erogazione di prestazioni del tutto assimilabili a quelle erogate in RSA: prestazioni infermieristiche, OSS, fisioterapia, riabilitazione motoria, consulenza medica. Consente inoltre di attivare consulenze per l’adattamento dell’ambiente domestico, addestramento del caregiver e facilitazione della famiglia a partecipare a gruppi di mutuo auto aiuto.
Per accedere a queste diverse tipologie di intervento l’interessato deve presentare una formale domanda all’Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) presso il distretto sanitario dell’ASL di appartenenza1, corredata da impegnativa del Medico di Medicina Generale, scheda informativa sanitaria, attestato di richiesta del modello ISEE e copia della dichiarazione sostitutiva unica DSU.

Leggi: I Luoghi della Cura, 31/05/2019


mercoledì 29 maggio 2019
Il valore degli anziani attivi? Lo spiega un nuovo spot per il trentennale di Auser

Il nuovo spot di Auser ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’invecchiamento attivo e valorizzare il ruolo delle persone anziane nella vita sociale, civile, economica e culturale del Paese. Lo ha realizzato l’agenzia Idea Comunicazione
“Il tempo dà valore alle cose, una vita attiva dà valore alle persone”. È il titolo dello spot realizzato dall’Auser in occasione del suo trentennale di fondazione, che ha come obiettivo sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’invecchiamento attivo e valorizzare il ruolo delle persone anziane nella vita sociale, civile, economica e culturale del Paese. Si è cercato di ribaltare una considerazione ancora molto diffusa: quella che vede gli anziani come soggetti non più attivi nella società, un peso. Lo spot, della durata di 30 secondi, pone al centro la metafora di come gli oggetti antichi e unici acquistano valore anche le persone anziane che hanno una vita attiva acquistano valore per sé e per gli altri col passare del tempo. Realizzato a Roma dall’agenzia Idea Comunicazione con la regia di Antonio Palumbo, lo spot vede come protagonista Sofia, volontaria Auser con 76 anni di invecchiamento attivo.

Leggi: Redattore Sociale, 29/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Il cinema come strumento educativo per imparare ad invecchiare meglio

L’articolo presenta l’iniziativa culturale “La stagione del raccolto”, una rassegna cinematografica organizzata dall’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS di Trieste in collaborazione con l’Associazione Aris e la Cooperativa Bonawentura che, da 15 anni, attraverso lo strumento del cinema, promuove una cultura attiva dell’invecchiamento.
di Francesco Mosetti-d’Henry (Responsabile programmazione strategica aziendale Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS di Trieste)
Nell’antica Grecia, allo scopo di curare le persone che presentavano problemi depressivi, i primi medici filosofi utilizzavano le grotte come ambiente terapeutico. Essi avevano capito che un ambiente buio, circoscritto e dalle caratteristiche quasi “avvolgenti”, poteva riportare alla memoria emozionale del singolo la situazione di protezione affettiva vissuta nel ventre materno, generando una percezione di maggiore sicurezza e libertà di espressione del proprio sé.
Questo tipo di esperienza accade, in modo analogo, quando ci si reca al cinema o, ancor più semplicemente, quando ci apprestiamo a vedere un film nella nostra casa, avvolti da un comodo divano e in penombra. Lo spettatore, identificandosi con i protagonisti della narrazione visiva, traspone i propri bisogni e desideri nei vissuti dei personaggi filmici e ciò gli consente di esprimere e sperimentare alcune emozioni che, nella quotidianità, vengono mantenute “chiuse” in qualche recondito ambito del proprio essere. Rassicurato da una situazione protetta, egli può partecipare emotivamente alla narrazione cinematografica, acquisendo una maggiore consapevolezza nella capacità di gestione delle emozioni e affrontando meglio la propria quotidianità.

Leggi: I Luoghi della Cura, 27/05/2019


mercoledì 22 maggio 2019
Abitare: un diritto anche per le persone con disabilità

Uno sguardo finalmente diverso, sui servizi e i loro mandati, ispirato alla Convenzione ONU
Se diamo uno sguardo alle pratiche più innovative e alla letteratura scientifica sul tema della disabilità e, in modo più specifico alla disabilità associata a disturbi del neuro sviluppo, c’è, pur nella diversità di accenti, una evidente convergenza su una visione dei servizi come strumento essenziale per l’esercizio dei diritti fondamentali della persona. Tra questi diritti certo ci sono anche la protezione sociale e l’assistenza, ma solo come ancillari rispetto agli scopi principali: creare condizioni di eguaglianza di opportunità tra cittadini, riconoscimento della piena dignità della persona, dei suoi talenti e del suo potenziale di fioritura umana.
Questa visione trova nella Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità una sua formulazione giuridica vincolante che “obbliga” gli Stati e di fatto l’intera società civile a chiudere definitivamente la “stagione” di stigmatizzazione e segregazione delle persone con disabilità.

Leggi: Welforum, 22/05/2019


martedì 7 maggio 2019
Newsletter Sportelli Sociali Maggio 2019 –  Indagine sull’assistenza domiciliare 2018: chi la fa, come si fa e buone pratiche

Il trend dell’offerta di cure domiciliari agli anziani si conferma in crescita (+0,2% rispetto al 2016), ma resta ancora un privilegio per pochi: ne gode solo 3,2% degli over65 residenti in Italia, con una forte variabilità a seconda delle aree del Paese, se non all’interno della stessa Regione, per quanto riguarda l’accesso al servizio, le prestazioni erogate rispetto quelle inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), le ore dedicate a ciascun assistito, la natura pubblica o privata degli operatori e il costo pro capite dei servizi.
Inoltre si riscontra disomogeneità nel numero delle ore e degli accessi garantiti per ogni assistito. All’ampia variabilità in termini di assistiti ed attività erogate, corrispondono anche costi differenti per la singola presa in carico che variano dai 543 euro agli oltre 1000 euro tra le realtà prese in esame. Dalla comparazione con gli altri Paesi europei, l’Italia, il Paese più vecchio d’Europa, vive le conseguenze della pressione demografica: aumento del carico di cronicità, disabilità e non autosufficienza.
Scarica l’Indagine di Italialongeva sull’Assistenza Domiciliare in Italia (ADI): chi la fa, come si fa e buone pratiche – Edizione 2018 (sito italialongeva.it)

Leggi: Comune di Bologna


DALLE REGIONI:

martedì 4 giugno 2019
Montieri, la farmacia che resiste allo spopolamento

Grazie ai fondi stanziati dalla Regione Toscana per le farmacie dei comuni disagiati, il farmacista Claudio Cianchi (a Montieri in provincia di Grosseto) mantiene la propria occupazione e il presidio sanitario continua ad esistere
Gli anziani sono sempre più anziani, i giovani se ne vano in città. E Montieri, in provincia di Grosseto, rischia di spopolarsi. Un problema ancora più urgente se visto con gli occhi di Claudio Cianchi, 64 anni, il farmacista del paese, l’unico farmacista dell’unica farmacia. Un presidio sanitario fondamentale, visto che l’altra farmacia più vicina sarebbe quella a Prata, distante 12 chilometri. Dodici chilometri quasi impossibili da percorrere per i tanti anziani che vivono a Montieri. “Ma il giro d’affari della farmacia è sempre più basso, i clienti sempre di meno e non è facile resistere alla crisi” ha spiegato Cianchi.
Ecco perché sono fondamentali i fondi stanziati dall’assessorato alla sanità della Regione Toscana per le farmacie dei comuni disagiati. Anche per il 2019, per garantire una distribuzione sempre più capillare delle farmacie su tutto il territorio regionale, la Regione riconosce un contributo a favore di queste farmacie. E quest’anno il contributo è più alto rispetto agli anni precedenti: 650.000 euro, a fronte dei 400.000 del 2018. Lo prevede una delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute e al sociale e approvata dalla giunta nel corso della sua seduta di ieri pomeriggio.

Leggi: Redattore Sociale, 04/06/2019


lunedì 3 giugno 2019
Pesaro e Urbino, pensionati sempre più poveri e anziani

Due su tre percepiscono meno di 750 euro lordi al mese
Sono oltre 119 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’Inps nella provincia di Pesaro Urbino, e di queste 59 mila sono le pensioni di vecchiaia (pari al 49,8% del totale). Sono 11mila le pensioni di invalidità (9,5%), 23 mila le pensioni ai superstiti (19,3%), 4 mila le pensioni/assegni sociali (3,3%) e oltre 21 mila sono le prestazioni a invalidi civili (20,6%). E’ quanto emerge dai dati dell’Inps 2019 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici), elaborati dall’Ires Cgil Marche.
Dal 2015 il numero delle pensioni complessivamente erogate nella provincia è diminuito del 2,14%, pari a 2.600 prestazioni in meno. Nello stesso periodo si è innalzata l’età media dei pensionati. Ciò è particolarmente evidente per l’età di coloro che sono stati lavoratori dipendenti: dal 2015 ad oggi, i pensionati con meno di 65 anni di età sono passati dal 14,5% all’11,5% del totale, mentre coloro che hanno oltre 80 anni sono passati dal 31,4% al 35,6%.

Leggi: Rassegna Sindacale, 03/06/2019


mercoledì 29 maggio 2019
Arriva l’obbligo di installare telecamere nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture per anziani e disabili-

Le commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato hanno approvato l’emendamento bipartisan al decreto sblocca cantieri, firmato da senatori di Lega, M5S, Pd e Forza Italia. La proposta, come annunciato, è stata rivista soltanto sulle coperture. Nello specifico, è prevista nello stato di previsione del ministero dell’Interno una dotazione di 5 milioni per il 2019 e 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 che serviranno ai Comuni per installare in ogni aula di ogni scuola per l’infanzia sistemi di videosorveglianza e apparecchiature finalizzate alla conservazione delle immagini. Altrettanti ne vengono stanziati per fornire gli stessi strumenti alle strutture sociosanitarie e socioassistenziali per anziani e persone con disabilità, a carattere residenziale, semiresidenziale o diurno.

Leggi: Auser, 29/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Part-time ciclico: vittoria importante in materia di previdenza

Andrà in pensione la prima lavoratrice che ha promosso vincendola una causa contro l’Inps per ottenere l’accredito dei contributi anche nei periodi di sospensione lavorativa
Andrà finalmente in pensione la prima lavoratrice che, avendo un contratto di lavoro con part-time ciclico con sospensione lavorativa durante l’estate, ha promosso vincendola una causa contro l’Inps per ottenere l’accredito dei contributi anche nei periodi di sospensione lavorativa. La sentenza del Tribunale di Milano ottenuta, passata in giudicato e quindi non più impugnabile, ha sancito il riconoscimento dell’anzianità contributiva nei periodi non lavorati in conseguenza del rapporto di lavoro part time ciclico.
Ne dà notizia, in una nota, la Filcams della Lombardia: “Per effetto di ciò la lavoratrice, da noi assistita, ha ottenuto l’accredito di ben 243 settimane che le hanno consentito di raggiungere finalmente il traguardo della pensione. È sicuramente un risultato importante, ma sono ancora tantissime, oltre 100mila in tutta Italia, le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono i servizi in appalto di ristorazione, pulizie e assistenza alla persona nelle scuole di ogni ordine e grado, che ad oggi non si vedono riconosciuti i contributi durante il periodo di sospensione scolastica in quanto la normativa non è ancora stata modificata”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 23/05/2019


mercoledì 22 maggio 2019
Newsletter Sportelli Sociali Maggio 2019 – Disabilità, dalla Regione 6,5 milioni ai Comuni contro le barriere architettoniche

Abitazioni che hanno porte troppo strette, pavimenti scivolosi, bagni poco funzionali, oppure edifici privi di ascensore o montascale. Una risposta concreta ai bisogni di questi cittadini arriva dalla Regione Emilia-Romagna, che per il 2019 mette in campo 6,5 milioni di contributi per finanziare interventi negli appartamenti e nelle parti comuni dei palazzi abitati da disabili frutto della ripartizione dei 29 milioni  di euro del Fondo  nazionale per il superamento  delle barriere architettoniche concessi all’Emilia-Romagna nel triennio 2018-2020.
Potrà essere soddisfatta, da Piacenza a Rimini, una parte delle 6.722 domande presenti nelle graduatorie comunali al 1^ marzo 2019, dando precedenza a situazioni di maggiore gravità (disabilità motoria certificata al 100%).
Le risorse del Fondo nazionale sono state ripartite tenendo conto del numero di richieste presenti nelle graduatorie comunali. A Bologna vanno 1,5 milioni di euro; Modena 1,2 milioni; Reggio Emilia 720 mila euro; Ravenna 642 mila; Parma 640 mila; Rimini 596 mila; Forlì-Cesena 559 mila; Ferrara 472 mila e Piacenza 278 mila euro.

Leggi: Rete Caad, 22/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
Newsletter Sportelli Sociali Maggio 2019 – Vicinanza solidale tra famiglie: al via un avviso pubblico per dare la propria disponibilità

Il Comune di Bologna in collaborazione con Asp Città di Bologna ha pubblicato un avviso pubblico per la formulazione di proposte di vicinanza solidale tra le famiglie.
L’obiettivo è di sostenere alcune famiglie nell’organizzazione quotidiana, attraverso la solidarietà di altre famiglie o di singole persone in una logica di affiancamento e di condivisione delle risorse e delle opportunità.
Le persone che si propongono come risorse nella vicinanza solidale accompagnano il bambino nello svolgimento di alcune attività e in alcuni compiti relativi ai suoi bisogni di crescita (accompagnamento a scuola, visite, attività sportive,…); accompagnano i genitori nel fronteggiare alcuni problemi della vita quotidiana prestando attenzione a non sostituirsi a loro, promuovendo le loro capacità; promuovono l’integrazione della famiglia nella vita sociale del territorio di appartenenza.

Leggi: Comune di Bologna, 10/05/2019


IN AGENDA:

Il 6 giugno a Roma presentazione del libro “Colazione da re” per una sana alimentazione delle persone anziane

Giovedì 6 giugno a Roma presso la Città dell’Altra Economia Ristorante Stazione di Posta Largo Frisullo 1, alle ore 11, si terrà la presentazione del libro del medico e nutrizionista Paolo Pigozzi “Colazione da Re” edito da Liberetà. Il libro è frutto della collaborazione fra Auser e Spi Cgil sui temi dell’alimentazione e dell’invecchiamento in salute.
“Colazione da Re” è un semplice e pratico manuale da sfogliare e tenere a portata di mano in cucina che attraverso ricette semplici e consigli pratici, ci permette di stare meglio e di “volerci bene”. Dalla A alla Z gustose ricette e alimenti salutari che ci possono aiutare ad affrontare quei disturbi che spesso insorgono con l’avanzare dell’età come il colesterolo, l’insonnia, l’ipertensione. Questo libro rappresenta la tappa conclusiva dell’indagine sulle abitudini alimentari e il modo di curarsi degli anziani “Pensa a cosa mangi” realizzata da Spi e Auser che ha coinvolto in due fasi gli anziani e gli esperti della salute.
All’iniziativa saranno presenti oltre all’autore, Ivan Pedretti segretario generale Spi Cgil ed Enzo Costa presidente nazionale Auser. Modera Giorgio Nardinocchi direttore di Liberetà.
Alla presentazione seguirà lo spettacolo teatrale “Saga Salsa” di Qui e ora Residenza Teatrale.
Attorno a un tavolo, fra una portata e l’altra, tre donne, tre generazioni diverse, una nonna, una mamma e una figlia, a parlare delle loro vite. Tre donne che mettono in tavola il passato e il presente in una cena da gustare, ma anche da vedere e ascoltare, una cena in cui tutti i sensi sono chiamati a partecipare e dove il pasto da consumarsi non è fatto solo di cibo ma anche di emozioni, sapori e storie.

Leggi: Auser


Milano, Dare voce agli invisibili

Venerdì 7 giugno dalle ore 9,30 alle 13.00 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, si terrà il seminario “Dare voce agli invisibili. Le povertà in Lombardia dal Rei al Reddito di Cittadinanza”.
L’iniziativa è promosso dall’Alleanza contro la povertà in Lombardia, in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica con l’obiettivo di fare il punto sull’avvio del Reddito di Cittadinanza in Lombardia, dedicando particolare attenzione alle dimensioni delle povertà – a partire dai soggetti più fragili come i minori, gli stranieri e le persone senza dimora – evidenziando l’esigenza di integrazione fra politiche nazionali e regionali per promuovere inclusione lavorativa e sociale.

Leggi: Auser


Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

Leggi: Silver Economy Forum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

Leggi: Inca


Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

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Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

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Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

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Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

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Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

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Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

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Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

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NEWS:

martedì 28 maggio 2019
Sfida tra cuochi delle case di riposo per creare un piatto anti-invecchiamento

Dalla scelta degli ingredienti alle tecniche di trasformazione, tutto dovrà essere curato “a puntino” per creare un piatto su misura degli utenti dei Centri. L’obiettivo è promuovere una corretta alimentazione che aiuti ad invecchiare meglio
Promuovere una corretta alimentazione che aiuti a invecchiare meglio. È l’obiettivo della Gara nazionale di ristorazione di qualità dei Centri di servizio alla persona, un contest che si rinnova giovedì 30 maggio a Varese con il tema “Dalla memoria, contro l’invecchiamento! e che mira a unire le tecniche gastronomiche con le migliori combinazioni alimentari per creare un piatto che “allunghi la vita”. L’iniziativa è a cura dell’Ansdipp (Associazione nazionale dei manager del sociale e del sociosanitario), che lega le regioni d’Italia per i servizi alla persona.
Dalla scelta degli ingredienti alle tecniche di trasformazione, tutto dovrà essere curato “a puntino” per creare un piatto su misura degli utenti. Un piatto che li faccia tornare indietro nel tempo, per riscoprire le tradizioni locali e i ricordi del passato, ma con una rivisitazione moderna. Ansdipp ha invitato gli staff delle Rsa in gara a dare forma e gusto alla personalità di ogni regione con una ricetta della tradizione. Ogni partecipante potrà presentare due ricette (un piatto e un dessert anti-aging), di cui solo uno passerà l’ultima selezione. Possono partecipare unicamente i cuochi impiegati da almeno un anno nelle case di riposo aderenti al concorso. Grazie al supporto e all’attenzione di Ansdipp, il 30 maggio diventa un’occasione di festa dove i veri protagonisti della serata saranno i cuochi in gara, per esaltare queste figure professionali che giorno dopo giorno, con passione e impegno, operano nei centri di servizio alla persona.

Leggi: Redattore Sociale, 28/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Taglio alle pensioni. Basta bugie! La verità viene a galla

Quanto costerà ai pensionati il taglio della rivalutazione delle pensioni decisa dal governo giallo-verde? Cifre irrisorie, secondo il presidente del Consiglio, che dà degli “avari” ai pensionati scesi in piazza per protestare contro l’ingiusta decurtazione. E che manifesteranno di nuovo tra pochi giorni a Roma in piazza San Giovanni.
Da una delle lettere giunte in redazione a LiberEtà nei mesi scorsi, è nata una triangolazione di domande e risposte che ha coinvolto un nostro lettore, Elio Caddoppi dell’Emilia Romagna, la vicepresidente della Camera, la grillina Maria Edera Spadoni, e il dipartimento previdenza dello Spi.
Il nostro lettore voleva avere lumi sulla rivalutazione varata dall’attuale governo, e poi avuta la risposta del nostro esperto, Giuliano Ferranti del dipartimento previdenza dello Spi, ha pensato di girarla all’onorevole Maria Edera Spadoni. La risposta che ha ottenuto dalla parlamentare 5 Stelle che è anche vicepresidente della Camera, è stata la seguente: «Una delle bufale più odiose che stanno diffondendo in queste settimane opposizioni e giornali – gli scrive la deputata – riguarda i pensionati, che subirebbero nel 2019 decurtazioni ai loro assegni mensili. Naturalmente è il contrario. Con la manovra di fine 2018 siamo intervenuti noi, aumentando la percentuale di rivalutazione. A diminuire sono solo le pensioni oltre nove volte il trattamento minimo (oltre 4.569,28 euro lordi), cioè pensioni d’oro alle quali abbiamo chiesto un contributo anche per aumentare quelle più basse. Con le misure contenute nella nostra prima manovra abbiamo messo miliardi nelle tasche dei pensionati». Ma davvero i pensionati si troveranno in tasca tutti questi soldi?

Leggi: Liberetà, 27/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Dieci proposte per salvare il lavoro di cura

Il lavoro domestico in Europa rappresenta il 4% dell’occupazione totale. Ne parliamo con Andrea Zini, vice presidente di Assindatcolf ed Effe, che hanno appena presentato dieci proposte per un welfare che sostenga caregiver e famiglie
Non si tratta solo di manutenzione e pulizia delle case, il lavoro domestico riguarda l’assistenza ad anziani, disabili, malati e in Europa è un settore che rappresenta il 4% dell’occupazione totale, con 8 milioni di lavoratori regolari e chissà quanti irregolari, e 5 milioni di nuovi potenziali posti di lavoro. Sono i dati appena diffusi dal Libro Bianco del lavoro domestico che Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico ed Effe, Federazione europea dei datori di lavoro domestico hanno presentato alla vigilia delle elezioni europee per chiedere un pieno riconoscimento del settore. Abbiamo rivolto alcune domande ad Andrea Zini, vicepresidente di Assindatcolf ed Effe.
Perché è così importante un impegno politico per il pieno riconoscimento del lavoro domestico in Europa?
È assolutamente importante per due motivi molto banali. Il primo è la tutela dei lavoratori, cosa che se non c’è un contratto collettivo e il lavoro viene svolto in nero, o come dicono in Europa, è informale, non può avvenire. Eppure si tratta di logiche condivise di solidarietà sociale e interventi tipici di ogni stato, principi che sono compresi nello stesso Pilastro europeo dei diritti sociali approvato dalla commissione Juncker. In secondo luogo, se parliamo di assistenza non solo alle persone ma anche alle cose, è importante per permettere soprattutto alle donne di poter lavorare e svolgere una professione, delegando a qualcun altro la cura della casa e l’assistenza dei familiari.

Leggi: Ingenere, 27/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Il cinema come strumento educativo per imparare ad invecchiare meglio

L’articolo presenta l’iniziativa culturale “La stagione del raccolto”, una rassegna cinematografica organizzata dall’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS di Trieste in collaborazione con l’Associazione Aris e la Cooperativa Bonawentura che, da 15 anni, attraverso lo strumento del cinema, promuove una cultura attiva dell’invecchiamento.
di Francesco Mosetti-d’Henry (Responsabile programmazione strategica aziendale Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS di Trieste)
Nell’antica Grecia, allo scopo di curare le persone che presentavano problemi depressivi, i primi medici filosofi utilizzavano le grotte come ambiente terapeutico. Essi avevano capito che un ambiente buio, circoscritto e dalle caratteristiche quasi “avvolgenti”, poteva riportare alla memoria emozionale del singolo la situazione di protezione affettiva vissuta nel ventre materno, generando una percezione di maggiore sicurezza e libertà di espressione del proprio sé.
Questo tipo di esperienza accade, in modo analogo, quando ci si reca al cinema o, ancor più semplicemente, quando ci apprestiamo a vedere un film nella nostra casa, avvolti da un comodo divano e in penombra. Lo spettatore, identificandosi con i protagonisti della narrazione visiva, traspone i propri bisogni e desideri nei vissuti dei personaggi filmici e ciò gli consente di esprimere e sperimentare alcune emozioni che, nella quotidianità, vengono mantenute “chiuse” in qualche recondito ambito del proprio essere. Rassicurato da una situazione protetta, egli può partecipare emotivamente alla narrazione cinematografica, acquisendo una maggiore consapevolezza nella capacità di gestione delle emozioni e affrontando meglio la propria quotidianità.

Leggi: I Luoghi della Cura, 27/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Nessun limite alla realizzazione di un ascensore privato in condominio

Negli edifici condominiali l’utilizzazione delle parti comuni per la realizzazione di un impianto posto a servizio esclusivo di un appartamento esige non solo il rispetto delle regole dettate dall’articolo 1102 codice civile – comportante il divieto di alterarne la destinazione e di impedire agli altri partecipanti di farne parimenti uso (secondo il loro diritto) – ma anche l’osservanza delle norme stabilite dal codice civile in tema di distanze, onde evitare la violazione del diritto degli altri condòmini sulle porzioni immobiliari di loro esclusiva proprietà.
Tale disciplina, tuttavia, non opera nell’ipotesi d’installazione nel fabbricato di un impianto ascensore. Tanto è quanto ha appena stabilito la Suprema Corte di Cassazione con la Sentenza n.13217 pubblicata in data 16 maggio 2019 (Consigliere relatore Antonio Scalisi).
Un simile opera è stata ritenuta, invero, indispensabile ai fini di una reale abitabilità dell’appartamento, consona all’evoluzione delle esigenze generali dei cittadini e allo svolgimento delle moderne concezioni in tema di igiene.
Unica condizione posta dal giudice di legittimità è quella, per la realizzazione dell’opera, di apprestare degli accorgimenti idonei ad evitare danni alle unità immobiliari altrui (in punto, sono stati richiamati precedenti arresti giurisprudenziali, quali: Cassazione Civile n. 7752 del 1995; 6885 del 1991; 11695 del 1990).

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 23/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
La prossimità? Un “cammino comune” di terzo settore, istituzioni e imprese

L’esperienza della Biennale di Taranto, tra buone pratiche condivise e il lavoro dei gruppi di studio, rende “più concreta” l’idea di prossimità. E i numeri confermano l’importanza di questa edizione, la prima del Mezzogiorno
L’esperienza della Biennale di Taranto, tra buone pratiche condivise e il lavoro dei gruppi di studio, rende “più concreta” l’idea di prossimità. Imprime “un’evoluzione significativa” al confronto sul tema e, grazie anche all’impegno delle “aree di scambio” delle giornate nel capoluogo pugliese, ne delimita “l’area di pensiero e di azione” e la definisce come “la capacità di condensare verso un percorso comune il cammino del terzo settore, delle Istituzioni e del mondo produttivo”. Un percorso in cui è determinante “l’azione propositiva e positiva dei corpi sociali che con le loro esperienze e pratiche hanno mostrato un’inedita natura propulsiva e generativa di soluzioni concrete a bisogni sociali”.
Tra gli elementi sottolineati dal team di ricerca l’importanza di un coprotagonismo tra enti del terzo settore, imprese e istituzioni locali: gli interventi di prossimità, sottolineano, si pongono in partnership con l’ente pubblico e nonin alternativa, tenendo conto che il finanziamento pubblico, pur non così ingente, è comunque significativo. Importante anche la tendenza replicare come un modello  in diverse aree nel paese gli interventi di prossimità: dalle social street agli empori solidali, dalle iniziative di contrasto allo spreco alimentare a vantaggio degli indigenti.

Leggi: Redattore Sociale, 23/05/2019


mercoledì 22 maggio 2019
Pensionati arrabbiati. “Il governo ci chiede indietro 100 milioni”

Carta canta. Si chiama “debito per il ricalcolo della pensione”. È una delle voci del cedolino delle pensioni di giugno. Accanto c’è una cifra col segno meno. Un vero e proprio furto per tanti anziani che, per colpa del nuovo meccanismo di perequazione, si stanno vedendo decurtate dalla propria pensione cifre piuttosto significative. Lo denunciano a gran voce i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil che anche per questo scenderanno in piazza sabato 1° giugno a Roma.
Sulla pagina Facebook dello Spi Cgil da qualche giorno si stanno affollando gli amari commenti di tanti pensionati arrabbiati che chiedono giustizia. “Hanno sbagliato i conti. Sono oltre che incapaci anche incoscienti. E sempre sulle spalle dei più deboli”, scrive Loretta. Un’altra pensionata dice “i pensionati non sono il bancomat del governo”.
Ma vediamo precisamente di cosa si tratta. Dal 1° aprile è entrato in vigore il nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni introdotto dall’ultima legge di bilancio. In questo modo il governo riduce la pensione a 5,5 milioni di pensionati per un totale di 3,5 miliardi di euro in tre anni. Si va da una perdita di 44 euro per chi ha una pensione da 1.200 euro al mese fino a oltre 1.500 per chi ne ha una da 2mila. Si tratta di un vero e proprio taglio anche se il governo ha più volte detto che non era vero, che si trattava solo di pochi spiccioli e che i pensionati erano degli avari.

Leggi: Liberetà, 22/05/2019


mercoledì 22 maggio 2019
Abitare: un diritto anche per le persone con disabilità

Uno sguardo finalmente diverso, sui servizi e i loro mandati, ispirato alla Convenzione ONU
Se diamo uno sguardo alle pratiche più innovative e alla letteratura scientifica sul tema della disabilità e, in modo più specifico alla disabilità associata a disturbi del neuro sviluppo, c’è, pur nella diversità di accenti, una evidente convergenza su una visione dei servizi come strumento essenziale per l’esercizio dei diritti fondamentali della persona. Tra questi diritti certo ci sono anche la protezione sociale e l’assistenza, ma solo come ancillari rispetto agli scopi principali: creare condizioni di eguaglianza di opportunità tra cittadini, riconoscimento della piena dignità della persona, dei suoi talenti e del suo potenziale di fioritura umana.
Questa visione trova nella Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità una sua formulazione giuridica vincolante che “obbliga” gli Stati e di fatto l’intera società civile a chiudere definitivamente la “stagione” di stigmatizzazione e segregazione delle persone con disabilità.
Un cantiere di trasformazione
A partire da questo orizzonte valoriale e giuridico si è aperto un gigantesco “cantiere di trasformazione” dell’azione dei servizi. Un cantiere entusiasmante oltre che grande perché, come in molti hanno già sottolineato, l’occasione è quella generare opportunità di sviluppo comunitario e sociale di grande interesse per tutti, facendo uscire la condizione di disabilità dalla residualità e marginalità in cui spesso è stata relegata.

Leggi: Welforum, 22/05/2019


martedì 21 maggio 2019
L’assistenza domiciliare: una comparazione con altri paesi europei

Le caratteristiche dell’assistenza domiciliare per anziani in Italia e le sue criticità sono al centro dell’articolo che offre riflessioni a partire dall’analisi dei dati istituzionali riferiti anche ad altri Paesi europei. Da tale comparazione, inoltre, gli autori traggono spunto per proporre una serie di insegnamenti per il sistema italiano di Long-Term Care.
di Francesco Barbabella (Centro Studi e Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, INRCA IRCCS, Ancona e Centre for Ageing and Life-Course Studies, Linnaeus University, Växjö, Svezia), Arianna Poli (Division Ageing and Social Change (ASC), Linköping University, Norrköping, Svezia), Mirko Di Rosa (Laboratorio di Farmacoepidemiologia Geriatrica, INRCA IRCCS, Ancona), Giovanni Lamura (Centro Studi e Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento, INRCA IRCCS, Ancona)
La domanda di assistenza domiciliare in Italia e le sue criticità
In Italia oltre l’80% delle persone non autosufficienti che vivono a casa è ultrasessantacinquenne, circa 2,5 milioni di anziani (ISTAT, 2014). Si stima che oltre un quinto delle persone con 65 anni e più abbia limitazioni funzionali gravi da necessitare assistenza personale a casa (20,1%) o in strutture residenziali quali residenze sanitarie assistenziali (RSA), residenze protette e altre analoghe (1,7%) (ISTAT 2019a, 2019b, 2019c). Le indagini ISTAT sugli anziani non autosufficienti che vivono a casa considerano come persone con limitazioni funzionali gravi (e dunque da considerarsi non autosufficienti) quelle che riportano una difficoltà massima in almeno una delle seguenti dimensioni della vita quotidiana: costrizione a letto, su sedia o in abitazione (confinamento); limitazioni nelle funzioni della vita quotidiana, incluse la maggior parte delle attività della vita quotidiana (activities of daily living, ADL); problemi nel camminare, usare le scale e raccogliere oggetti da terra (limitazioni nel movimento); difficoltà della comunicazione (limitazioni di vista, udito e parola).

Leggi: I Luoghi della Cura, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Volontari a domicilio: quella presenza “banale” accanto al dolore

Le storie di chi assiste persone malate in fine vita o sottoposte a cure palliative sono state raccolte in un libro realizzato dal Csv della Toscana. “Li consideriamo ‘inguaribili ma non incurabili’, dedicandogli compagnia e tempo prezioso per preservare la loro dignità”
La prima cosa che spiazza è il tono sereno della voce mentre racconta quanto sia “normale” essere una volontaria che assiste un malato terminale: “Spesso ci dicono che siamo brave: noi non siamo brave un accidenti, in realtà facciamo cose banali, come leggere un libro, offrire compagnia; magari la persona non ce la fa a parlare, allora le stai vicino, tieni la sua mano e respiri con lei oppure dai sollievo semplicemente con la tua presenza ai familiari dell’assistito, che ne approfittano per andare a riposare, fare la spesa, cose così…”.
A parlare è Bruna Cantaluppi, da sempre impegnata in associazioni contro la violenza e i maltrattamenti su donne e minori, da molti anni volontaria anche di Avad, l’associazione toscana nata negli anni ’90 e che si occupa di assistenza domiciliare per malati in fine vita o sottoposti a cure palliative; un tipo di volontariato di cui si parla poco ma che gioca un ruolo importante perché offre un’importante attività di ascolto, supporto e conforto ai pazienti e alle loro famiglie.

Leggi: Redattore Sociale, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Le leve della prevenzione per invecchiare in salute. Al via la campagna di HappyAgeing

Attivare politiche e programmi che tengano conto della salute della fascia di popolazione più anziana, per aggiungere vita agli anni e vivere meglio: è questo uno degli obiettivi che si pone HappyAgeing l’Alleanza per l’invecchiamento attivo che ha attivato una campagna di prevenzione sul territorio, attraverso una vera e propria road map nelle regioni italiane. Se ne discuterà a.
Ad oggi, secondo i dati Istat, oltre 13 milioni di Italiani, quindi più di una persona su cinque, ha un’età superiore ai 65 anni. Nel 2050, secondo le stime, le persone ultrasessantenni supereranno i nuovi nati. Diventa necessario attivare politiche e programmi che tengano conto della salute della fascia di popolazione più anziana, per aggiungere vita agli anni e vivere meglio: è questo uno degli obiettivi che si pone HappyAgeing l’Alleanza per l’invecchiamento attivo che ha attivato una campagna di prevenzione sul territorio, attraverso una vera e propria road map nelle regioni italiane.
A Milano, il prossimo 23 maggio, un panel di esperti porrà al centro del confronto le più importanti leve di prevenzione per l’invecchiamento attivo, muoversi, vaccinarsi e mangiar sano e le più efficaci e innovative soluzioni e strategie per mantenersi in buona salute

Leggi: Quotidiano Sanità, 21/05/2019


DALLE REGIONI:

martedì 28 maggio 2019
Roma: Housing Sociale. Bando per 180 case dell’Ater in locazione agevolata.

La Regione Lazio recepisce il profondo bisogno della città di Roma di avere alloggi in locazione a canoni sostenibili, più volte rappresentato dal Sunia e dalle altre organizzazioni degli inquilini.
Il nuovo bando per la locazione di 180 alloggi dell’Ater ci sembra una risposta concreta ad un bisogno reale e tangibile di una parte importante dei cittadini romani.
Come abbiamo sempre sostenuto, l’emergenza si affronta anche con misure preventive, e questo provvedimento ci sembra muovere in questa direzione.
Restano da comprendere alcuni aspetti non secondari del bando e come tale provvedimento si inserisca in più ampio e complessivo disegno di nuovo utilizzo e regolamentazione del patrimonio residenziale pubblico.
“Affiancare al sistema delle case popolari un sistema di edilizia sociale che fornisca risposte a chi è troppo ricco per un alloggio popolare ma decisamente troppo povero per soddisfare le richieste del libero mercato è una sfida che abbiamo lanciato all’assessore Valeriani già dai primi giorni del suo mandato; questo provvedimento ci fa intendere che l’abbia accettata. Ci auguriamo che non ritenga concluso il confronto perché questo, per quanto importante, è solo un primo passo verso la dovuta riforma del sistema abitativo, da anni incapace di far fronte ai numeri del disagio e alle esigenze delle nuove povertà” così dichiara il Segretario Generale, Emiliano Guarneri.

Leggi: Sunia, 28/05/2019


martedì 28 maggio 2019
 Riordino Ipab, presidio a Venezia

A 18 anni dalla riforma, in Veneto non c’è ancora una legge sugli Istituti pubblici di assistenza e beneficenza. I sindacati rilevano “la crescente privatizzazione del settore, il peggioramento dei servizi e la maggiore sofferenza di anziani e disabili”
Riordino delle Ipab: dopo 18 anni in Veneto non c’è ancora una legge e la regione è l’unica, assieme alla Sicilia, a non aver ancora adottato il testo di riforma previsto da una legge statale del 2001. Nel frattempo si sono succeduti 13 progetti di legge, l’ultimo dei quali (il pdl 25 del 2015) è stato dichiarato “superato” dall’assessore regionale Lanzarin, che ha annunciato la presentazione di una nuova proposta in tempo utile per la sua approvazione entro la corrente legislatura. A fronte di questa situazione, Cgil, Cisl e Uil del Veneto, assieme ai relativi sindacati dei pensionati e dei lavoratori del settore, hanno dato il via a una mobilitazione che ha già visto presidi e volantinaggi in tutte le province e che oggi (martedì 28 maggio) è approdata in Consiglio regionale, con un presidio a Venezia, davanti a Palazzo Ferro Fini.

Leggi: Rassegna Sindacale


lunedì 27 maggio 2019
Toscana, 650 mila euro alle farmacie di comuni spopolati

Per garantire una distribuzione sempre più capillare delle farmacie su tutto il territorio regionale, la Regione riconosce un contributo a favore delle farmacie disagiate
Anche per il 2019, per garantire una distribuzione sempre più capillare delle farmacie su tutto il territorio regionale, la Regione riconosce un contributo a favore delle farmacie disagiate. E quest’anno il contributo è più alto rispetto agli anni precedenti: 650.000 euro, a fronte dei 400.000 del 2018. Lo prevede una delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute e al sociale e approvata dalla giunta nel corso della sua seduta di ieri pomeriggio.
Il continuo spopolamento in alcune zone del territorio regionale, chiarisce la delibera, può creare difficoltà di carattere economico alle farmacie, determinando una carenza del servizio di assistenza farmaceutica. Da qui, dunque, la necessità di garantire, attraverso la concessione di un contributo, la permanenza e la capillarità delle farmacie su tutto il territorio regionale.

Leggi: Redattore Sociale, 27/05/2019


lunedì 27 maggio 2019
Cittadinanzattiva chiede una sanità più partecipata

La proposta è quella di istituire una Cabina di Regia regionale che coinvolga le associazioni dei pazienti con patologia cronica nelle decisioni e nelle iniziative sviluppate a livello regionale e aziendale. “La partecipazione che vogliamo non si deve fermare solo alla fase di consultazione, ma anche a quella di monitoraggio e verifica degli esiti”, spiega la segretaria regionale Anna Baldini.
La sanità è migliore se partecipata. Produrre decisioni condivise, infatti, consente di arrivare a soluzioni che rispondono ai bisogni reali dei cittadini con importanti risparmi anche per le risorse pubbliche. L’Emilia Romagna lo sa bene, tanto che due anni fa ha approvato una legge (numero 15 del 22 ottobre 2018) che punta proprio a favorire la partecipazione dei cittadini all’elaborazione delle politiche pubbliche, sanità compresa. Ma l’applicazione effettiva in sanità della legge sulla partecipazione è dunque un’opportunità per fare un ulteriore passo in avanti. È quanto emerso oggi a Bologna in occasione dell’evento “Partecipazione in Sanità e Piano delle cronicità: il ruolo dei pazienti e dei cittadini in Emilia Romagna” promosso da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato.

Leggi: Quotidiano Sanità, 27/05/2019


venerdì 24 maggio 2019
Bergamo città a misura d’anziano: siglato il protocollo

Un percorso condiviso, partito nel giugno del 2018 e che nelle ultime settimane ha preso una forma sempre più concreta e definita: con la firma di due protocolli ad aprile e con il documento unitario illustrato venerdì 24 maggio in Cgil a Bergamo dal sindaco Giorgio Gori e dall’assessore Maria Carolina Marchesi, il progetto “La città a misura d’anziano” muove un altro passo verso la realizzazione. Si tratta della proposta avanzata dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil per rendere Bergamo più inclusiva e per ricostruire reti sociali che contrastino isolamento e solitudine.
“In 15 anni gli ultrasessantacinquenni della città di Bergamo sono cresciuti del 17%, superando la soglia dei 30.000 – spiegano i sindacati – Cresce la necessità di prestazioni assistenziali collegate a una fragilità funzionale e all’indebolimento della tradizionale rete di solidarietà. Proprio partendo da qui, le sezioni cittadine dei sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati hanno elaborato negli ultimi mesi una serie di proposte dopo un percorso di ricerca e di ascolto compiuto nei quartieri”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 24/05/2019


venerdì 24 maggio 2019
Non autosufficienza. Allo studio nuovo sistema veneto di servizi

Obiettivo del confronto tecnico, che coinvolge tutti gli attori del sistema socioassistenziale, gestori delle Ipab, Fondazioni ed enti privati di assistenza, Uripa, Uneba, direttori di Ulss, Anci e conferenze dei sindaci, è mettere a fuoco dati ed evidenze della situazione regionale della non autosufficienza e calibrare il progetto di riforma e il ruolo delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, sulla base della fotografia scattata dai ricercatori del Cergas al quale è stato affidato il compito di affiancare l’amministrazione regionale.
Il Veneto invecchia e si interroga sulla capacità di farsi carico degli anziani gravi e non più autosufficienti. Secondo i dati Istat, circa 230 mila persone (cioè il 20 per cento degli over 65) sono potenzialmente a rischio di perdere la propria autosufficienza. Il Veneto risulta essere tra le regioni più attrezzate per rete di strutture e servizi per anziani, con un’offerta di residenzialità di circa 31 mila posti letto, di cui metà gestiti da enti pubblici, finanziati da 24.200 impegnative di residenzialità, cioè rette a contributo pubblico. Lo scorso anno 47.700 over 65 hanno avuto accesso per almeno un giorno ad un servizio assistenziale per non autosufficienti, ma oltre 12 mila sono rimasti in lista di attesa. Quali saranno tra dieci o vent’anni i bisogni di assistenza della popolazione anziana in Veneto?

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/05/2019


venerdì 24 maggio 2019
L’Ulss 1 Dolomiti porta le cure palliative nei centri servizi anziani

Un progetto, partito a gennaio e in programma fino a dicembre 2020, si pone l’obiettivo di garantire l’accesso precoce e appropriato agli ospiti dei Centri Servizi Anziani che si avvicinano alla fase terminale della vita. A questo scopo si punta sui medici di medicina generale di struttura e sull’individuazione di equipe e specialisti ospedalieri che accedano alla struttura. Il progetto ha ricevuto una menzione speciale dal premio Gerbera D’Oro.
C’è anche l’Ulss 1 Dolomiti di Belluno fra le tre strutture italiane premiate a Roma nell’ambito del Premio “Gerbera d’Oro”, riconoscimento nazionale attribuito dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in occasione della XVIII Giornata Nazionale del Sollievo a cura della Fondazione Ghirotti.
Un Progetto per portare le cure palliative anche all’interno dei Centri Servizi Anziani, proposto dall’Associazione Mano Amica Onlus di Feltre e realizzato dall’Ulss 1 sotto la responsabilità del dottor Giampiero Luisetto, è stato ritenuto dalla giuria “particolarmente significativo nell’ambito delle cure palliative e della lotta al dolore” ed ha ottenuto una “menzione speciale”, assieme a una struttura della Lombardia, mentre al Lazio è andata la Gerbera d’Oro generale.

Leggi: Quotidiano Sanità, 24/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Toscana, progetti per sostenere la domiciliarità dei non autosufficienti

Un avviso pubblico finalizzato a sostenere la domiciliarità delle persone con limitazione dell’autonomia. L’avviso verrà adottato entro una quindicina di giorni, nell’ambito del POR FSE 2014-2020, e verrà finanziato dalla Regione con 12.312.269 euro.
Per le persone non autosufficienti o affette da demenza non grave, poter restare nel proprio ambiente è importante e può contribuire a potenziare gli effetti delle cure, o comunque a non far peggiorare le loro condizioni psicofisiche. Per questo la Regione Toscana sostiene tutte le iniziative che contribuiscano a mantenere le persone con scarsa autonomia a casa propria. Va in questa direzione anche la delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta, che delinea gli elementi essenziali per l’adozione di un avviso pubblico finalizzato a sostenere la domiciliarità delle persone con limitazione dell’autonomia. L’avviso verrà adottato entro una quindicina di giorni, nell’ambito del POR FSE 2014-2020, e verrà finanziato dalla Regione con 12.312.269 euro.
I progetti, che potranno essere presentati dalle Società della Salute o, dove le SdS non siano state costituite, dal soggetto pubblico espressamente individuato dalla Conferenza dei sindaci, dovranno essere finalizzati a favorire la permanenza nel proprio domicilio delle persone non autosufficienti, sia attraverso l’accesso a servizi e percorsi innovativi di carattere socioassistenziale, sia attraverso l’ampliamento dei servizi di assistenza familiare.

Leggi:  Redattore Sociale, 23/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Livorno. Politiche abitative, le proposte del Sunia-Cgil, Sicet-Cisl e Uniat-Uil ai futuri sindaci
Nell’intento di portare un contributo al dibattito preelettorale e rendendoci fin da ora disponibili per un contributo attivo con il/la nuovo sindaco, evidenziamo alcuni punti ineludibili per nuove politiche abitative nella provincia di Livorno:
riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente recupero e rigenerazione degli edifici nella città costruita in contrasto a nuova cementificazione
Riteniamo importante l’utilizzo di tutti gli edifici del patrimonio pubblico anche utilizzando l’auto-recupero previsto dalla nuova norma regionale: è infatti impensabile che a fronte di tanto disagio abitativo gli immobili vengano abbandonati e lasciati alla libera iniziativa di chi occupa e necessita di soluzioni abitative dignitose e sicure.
Sottolineiamo inoltre che la Legge di Bilancio 2018-2020 ha prorogato, con alcune modifiche, le detrazioni per spese legate ad interventi sulle abitazioni, per proprietari e condomini della classe di rischio.

Leggi: Sunia, 23/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Catania, inaugurato l’ambulatorio medico sociale di Senior Italia SMS

Inaugurato a Catania l’ambulatorio medico sociale di Senior Italia SMS, la società di mutuo soccorso, nata da Senior Italia Federanziani, la federazione della terza età, presente in 3mila 700 Centri anziani e 3,8 milioni di aderenti su tutto il territorio nazionale, nata nel 2006 per la tutela dei diritti degli anziani sia per quel che riguarda la salute sia per valorizzarne sempre più il ruolo in quanto risorsa
insostituibile per la famiglia e per la società.
Un’iniziativa questa dell’ambulatorio che rientra nel grande progetto “Senior Care”, un programma di monitoraggio delle condizioni di salute della popolazione senior realizzato attraverso campagne di sensibilizzazione e screening per la diagnosi precoce delle principali malattie croniche. “Mi auguro di cuore – ha detto il presidente di Senior Italia, Roberto Messina, presente alla inaugurazione della
struttura- che questo centro possa rappresentare un importante punto di snodo per la provincia di Catania e non solo, per realizzare la nostra missione: diffondere sempre più la cultura della prevenzione tra gli over 65, supportandoli ad adottare anche corretti stili di vita, fondamentali per una migliore qualità della salute”.
All’interno dell’ambulatorio, sito in Viale Artale Alagona 27, si potranno effettuare una serie di visite e di screening, attraverso l’utilizzo di sofisticate apparecchiature, che verranno programmate durante l’arco dell’anno d’accordo con l’utente.

Leggi: Senior Italia, 23/05/2019


giovedì 23 maggio 2019
Modena. Le politiche del Comune hanno sopperito spesso alla carenza di risorse nazionali

Se c’è stata una risposta all’emergenza casa in questi anni, questa è venuta principalmente dalle istituzioni locali, Comune di Modena e Regione Emilia Romagna. Mentre dal Governo mancano ancora risposte adeguate per un’offerta di alloggi a canone sostenibile per soddisfare una domande delle fasce di popolazione più deboli.
Tra le buone pratiche del Comune di Modena dobbiamo registrare innanzitutto l’esperienza dell’Agenzia Casa, ovvero 450 alloggi (che diventeranno 550 nei prossimi mesi) di proprietari privati dati in locazione al Comune che a sua volta li dà in concessione alle famiglie a canone calmierato. Ai proprietari il Comune garantisce il pagamento del canone e le spese condominiali anche qualora l’inquilino non paghi, garantisce la riparazione di eventuali danni, il rilascio dell’alloggio alla scadenza del contratto, la fiscalità agevolata sull’Imu (4‰) e l’azzeramento della Tasi per il proprietario.

Leggi: Sunia, 23/05/2019


lunedì 20 maggio 2019
Anziani e non autosufficienti. Erogati 223 milioni per l’assegno di cura nel corso del 2018

Circa 15.000 anziani, pari al 2,8% della popolazione, hanno bisogno di assistenza e cura. Di questi, attualmente 4.400 sono ospitati in residenze dedicate, mentre 11.629 vengono assistiti a domicilio. L’obiettivo è quello di rafforzare l’offerta in questo settore, in particolare per coloro che non hanno ancora un livello di non autosufficienza tale da richiedere una residenza per anziani.
“Circa 87.000 persone oltre i 65 anni non hanno richiesto né l’assegno di cura, né vivono in una residenza per anziani. Questo ed altri dati sottolineano che molte persone, nonostante una visione talvolta distorta della terza età, mantengono una propria autonomia anche in età avanzata perché si occupano in prima persona della propria salute e forniscono un importante contributo anche alla nostra società”. È quanto afferma l’assessora alle politiche sociali Waltraud Deeg in una nota della Provincia autonoma di Bolzano, a seguito della conferenza stampa tenutasi stamattina nel corso della quale sono stati presentati i dati più significativi delle prestazioni sociali erogate a livello provinciale nel 2018 a favore della terza età.

Leggi: Quotidiano Sanità, 20/05/2019


domenica 19 maggio 2019
Ascensore nuovo e mai attivato: «I miei genitori prigionieri in casa»

Quarto Oggiaro, ci sono voluti sei anni per avere l’impianto hi-tech nella casa popolare. Da un anno è pronto ma non è mai stato attivato. Il motivo è un mistero. «E intanto mio padre, 90enne invalido, non vede la luce del sole
A vederlo così sembra quasi un buon esempio di architettura moderna. Un ascensore di nuova generazione, ferro e vetro. Di quelli che più li mandi giù, più dovrebbero anche tornare su, appoggiandosi alla facciata esterna del palazzo. Che poi è una casa popolare di MM a Quarto Oggiaro, periferia nord di Milano. Eppure nonostante sia nuovo di pacca non ha mai funzionato. E resta lì, siccome immobile, rialzato a quasi un metro da terra dall’aprile di un anno fa. Rovinando di fatto la vita dei condomini invalidi per cui era stato realizzato.
Domenico Fanelli, 66 anni, ex tecnico di Trenitalia, oggi in pensione, ha provato a chiedere spiegazioni ovunque. Ha fatto il giro delle settanta chiese, sindaco Sala compreso, senza ricevere alcuna risposta. Anzi, ogni ente interpellato ha la sua spiegazione: quella che da queste parti viene vista come la propria scusa. Papà Nicola, che abita al quarto piano, ormai si muove a fatica: causa Parkinson, i muscoli sono praticamente andati.

Leggi: Corriere della Sera, 19/05/2019


IN AGENDA:

Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.

Leggi: Liberetà


Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

Leggi: Silver Economy Forum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

Leggi: Inca


Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

Leggi: Liberetà


Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

Leggi: Inca


Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

Leggi: In Salute


Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

Leggi: Rassegna Sindacale


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

Leggi: Auser


Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

Leggi: Auser


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


 

NEWS:

martedì 21 maggio 2019
Il governo beffa 5 milioni e mezzo di anziani

Pedretti: “Lo avevamo detto tempo fa e ora ne abbiamo la certezza. Dopo averli definiti avari, l’esecutivo si riprende i soldi che i pensionati hanno avuto in più di rivalutazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, per un totale di 100 milioni”
“Lo avevamo denunciato da tempo e ora ne abbiamo la certezza. Dopo averli definiti avari, il governo beffa ancora 5,5 milioni di pensionati, riprendendosi i soldi che hanno avuto in più di rivalutazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, per un totale di 100 milioni. Ovviamente, il tutto avverrà subito dopo le elezioni europee. Fanno come e peggio degli altri”.
A dirlo è il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti commentando le disposizioni fornite dall’Inps, in merito al conguaglio sulla rivalutazione delle pensioni. “Alla faccia del cambiamento – conclude Pedretti –. Il 1° giugno i pensionati saranno in migliaia alla manifestazione indetta dai sindacati in piazza San Giovanni, a Roma, anche per denunciare questo ennesimo danno nei loro confronti”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Invecchiamento attivo: sviluppi internazionali e nuove strategie in Italia – Claudia di Matteo

L’articolo è stato elaborato dal team congiunto di IRCCS-INRCA e Dipartimento delle Politiche per la Famiglia: Francesco Barbabella, Eralba Cela, Giovanni Damiano, Giovanni Lamura, Andrea Principi, Marco Socci, Margherita Villa. Dipartimento per le politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (DIPOFAM): Delia Amari, Alfredo Ferrante, Simona Rita Montagnino.
L’invecchiamento attivo nel contesto internazionale
In contrasto con una visione del trend demografico di invecchiamento della popolazione europea come un aspetto esclusivamente problematico, ormai da alcuni decenni è stato proposto il concetto di Invecchiamento Attivo (IA) come strumento d’intervento per armonizzare la società e l’economia con i mutamenti demografici e garantire uno sviluppo sociale e sanitario sostenibile (Lamura et al., 2017; WHO, 2002) attraverso la visione delle persone anziane come risorse utili alla società. L’IA non solo rappresenta il passaggio da soggetto passivo a cittadino attivo, ma adotta una visione della società dove gli esseri umani possono agire non solo nell’ambito della partecipazione al mercato del lavoro, e possono farlo durante tutto l’arco della loro vita (Principi et al., 2014).

Leggi: Welforum, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Invecchiare in forma si può “Il prossimo obiettivo sono i farmaci anti-aging”

L’invecchiamento? È l’incapacità delle cellule di riparare sé stesse. Le conseguenze? Un progressivo accumulo di danni. E quindi la comparsa di alcune malattie, la cui incidenza spicca il volo dopo i 60 anni. Ma in un secolo e mezzo l’aspettativa di vita è raddoppiata e un bambino che nasce nei Paesi ricchi vedrà 85 primavere. Viviamo così a lungo da troppo poco: l’evoluzione non ha avuto il tempo di agire su questa nuova parte della nostra vita. Noi, però, stiamo provando ad intervenire grazie alla conoscenza dei meccanismi riparativi che vanno in tilt con l’età. Il sogno è bloccare quell’inesorabile logoramento che finisce per danneggiare anche i tessuti sani limitrofi alle cellule senescenti. Agire sulle molecole e sulle vie metaboliche coinvolte nel processo è quanto molte aziende biotecnologiche cerca di fare. Molte sono le promesse dei futuri farmaci anti-aging, in via di sperimentazione, chiamati senolitici. Una fonte di giovinezza? Non proprio, perché l’obiettivo non è farci vivere più a lungo, ma tenerci in salute. Parola d’ordine: invecchiare bene. Risparmiando in sofferenza e in denaro. Il termine tecnico è «compressione della morbilità» e consiste nel posticipare il più possibile la comparsa degli inevitabili acciacchi che diventano cronici.

Leggi: La Stampa, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Zitte e a casa. Se il governo supera le distopie

Dal contratto di governo alla manovra economica, ecco le scelte che avranno un impatto negativo sulla vita delle donne, e quindi di tutti
Dal contratto di governo emergeva un’idea della donna e dei ruoli tradizionali molto conservatrice e semplificabile in “donne a casa”. Siamo andate a vedere come questa ideologia, che potremmo chiamare con sarcasmo “anti gender”, si è concretizzata nelle azioni di governo, e perché dovremmo essere tutte molto preoccupate.
Le scelte di Movimento 5 Stelle e Lega Nord avranno un impatto negativo sulla vita delle donne e, di conseguenza, sulla vita di tutti. Lo stesso presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha definito la manovra come un programma maschilista.
Andiamo a vedere cosa sta facendo in termini di istituzioni, diritti e lavoro il governo con più uomini delle ultime legislature – a fronte, bisogna dirlo, del parlamento con più donne di sempre (e questo non per merito della sinistra, che, lo sappiamo, ha boicottato l’elezione di donne con le pluricandidature, ma grazie all’elezione numerosa di candidate 5Stelle e Forza Italia).
Istituzioni (la fine delle)
L’invisibilità istituzionale è sintomatica di un disinvestimento pubblico nella promozione dei diritti, quindi ci sembra importante sottolineare come, nel nuovo assetto del governo, siano completamente scomparse le istituzioni di genere.

Leggi: Ingenere, 21/05/2019


martedì 21 maggio 2019
Casa, Alleanza contro la povertà: “Occupazioni? Spesso una scelta disperata”

L’Alleanza del Lazio: “I processi d’impoverimento dovuti alle spese abitative coinvolgono anche i cittadini che hanno un lavoro. La soluzione degli sgomberi non può né essere un problema di ordine pubblico né una minaccia reiterata regolarmente, ma un’azione coordinata tra istituzioni, servizi sociali e terzo settore”
“Superata la fase emotiva e mediatica dello straordinario gesto umano e coraggioso di Konrad Krajewski, elemosiniere di papa Francesco, vorremmo interloquire con la città per smentire un conformismo culturale dominante che vede nelle occupazioni una condizione di abuso o di privilegio e interpreta la povertà come una colpa moderna”. Così, in una nota, l’Alleanza contro la povertà del Lazio.
“I più recenti studi e rapporti – continua la nota – evidenziano che oltre la metà della povertà in Italia dipende dalla mancanza o dai costi abitativi della casa, che per le famiglie povere sono notevolmente aumentati. Tra il 2007 e il 2017 l’aumento è stato del 6.3% e pesa per il 36.8% sul reddito famigliare mentre l’incidenza sui nuclei poveri interessati da sovraccarico dei costi abitativi sale al 32.9% (+ 25.6).
Gli sfratti che sono la conseguenza di questa situazione sono visibilmente aumentati e nel 2016 arrivano a 61 mila di cui 55 mila per morosità (8500 nel Lazio). Le misure di sostegno, come il ‘fondo sociale per l’affittò e quello della ‘morosità incolpevole’, non sono mai riusciti a diventare misure concrete sia per la misura economica che per l’estensione della platea dei beneficiari. Il supplemento per l’affitto previsto dal Rdc, per come è congegnato, non riesce a dare una copertura adeguata se non agganciato al costo delle locazioni alle singole città.

Leggi: Redattore Sociale, 21/05/2019


lunedì 20 maggio 2019
Ma quanto lavoriamo?

In Italia il valore del lavoro di cura svolto dalle famiglie gratuitamente supera i 50 miliardi di euro. La maggior parte di questo lavoro è ancora a carico delle donne che, tra attività retribuite e non, lavorano più degli uomini ma guadagnano meno
L’Istat ha recentemente pubblicato il suo rapporto sull’uso del tempo.[1] Il rapporto, che mette a confronto i dati sull’uso del tempo degli italiani a partire dal 1988 – anno della prima rilevazione – a oggi, non si limita ad analizzare l’uso del tempo da parte della popolazione, ma attraverso l’analisi della iniqua divisione del lavoro tra uomini e donne fa emergere, ancora una volta, come sottovalutare il valore del lavoro non retribuito significhi avere una visione parziale dell’economia del nostro paese.
Il report sottolinea, in primo luogo, la marcata disuguaglianza di genere nella divisione del lavoro non retribuito che caratterizza l’Italia. L’ultima rilevazione sull’uso del tempo, del 2014, mette in evidenza, infatti, che le donne in media dedicano al lavoro non retribuito circa 5 ore al giorno mentre gli uomini solo poco più di 2 ore. Fa da contrappeso il basso numero medio di ore di lavoro retribuito quotidiano delle donne (circa 1 ora e 30) rispetto a quello degli uomini (circa 3 ore). Ciononostante, le donne in Italia, quando consideriamo sia il lavoro retribuito che quello non retribuito, lavorano in media più ore degli uomini. Nel 2014 le donne hanno lavorato oltre un’ora al giorno in più rispetto agli uomini: 6 ore e 20 minuti contro 5 ore e 11 minuti.

Leggi: Ingenere, 20/05/2019


venerdì 17 maggio 2019
Prestito vitalizio ipotecario e vendita nuda proprietà con riserva di usufrutto: la Guida del Notariato

Da Notariato e Associazioni dei consumatori la guida multimediale per gli strumenti patrimoniali dedicati alla terza età. Video anche su rendita vitalizia, contratto di mantenimento e donazione con onere di assistenza
Il Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) hanno presentato ieri, presso la Camera dei Deputati a Roma, la Guida multimediale sugli strumenti patrimoniali per la Terza età. La Guida coordinata dal notaio Pierluisa Cabiddu, Consigliere Nazionale del Notariato responsabile dei rapporti con i consumatori, costituisce un ulteriore strumento, ancora più intuitivo e innovativo con grafiche e personaggi animati, per far conoscere i principali istituti giuridici contenuti nella Guida cartacea dedicata alla Terza età che consentono di pianificare una vecchiaia serena disponendo anche della sola casa di proprietà.

Leggi: Casa e Clima, 17/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
La vita a cento anni

L’aumento della longevità a livello mondiale è stato accompagnato da un generale declino della fecondità. Nel prossimo futuro milioni di persone potrebbero trovarsi a vivere oltre i cento anni, la maggior parte saranno donne, molte non avranno figli né nipoti
Come sarà la tua vita a cento anni? È la domanda a cui cerca di rispondere The 100-year life: living and working in an age of longevity,[1] un volume sul tema della longevità e dei cambiamenti sociali a essa legati che, pubblicato nel 2016 negli Stati Uniti, ha riscosso una tiepida accoglienza. Quando, pochi mesi dopo, è stato tradotto e pubblicato in Giappone, il successo è stato al contrario straordinario. La tesi del libro, che individui e istituzioni debbano prepararsi a un futuro prossimo in cui milioni di persone possano ragionevolmente pensare di vivere oltre i cento anni, si sposa bene con la realtà del paese asiatico dove già oggi un abitante su due ha più di 50 anni e dove nel 2014 si contavano 29.350 ultracentenari (erano 153 nel 1963).[2] A uno sguardo più approfondito, tuttavia, la situazione giapponese non è drasticamente diversa da quella di molti paesi sviluppati.
Secondo recenti stime delle Nazioni Unite le persone con oltre 60 anni rappresentano il 12,7% della popolazione mondiale (rispetto all’8,5% del 1980) e dovrebbero superare il 16% nel 2030. L’invecchiamento della popolazione è la naturale conseguenza del declino nei tassi di fecondità e dell’aumento della longevità, fenomeni tipici della transizione demografica che accompagna lo sviluppo economico di ogni paese. Proprio l’avvio della transizione demografica anche nelle aree più arretrate (soprattutto in Africa, dove vive attualmente solo il 5% della popolazione mondiale ultrasessantenne) determinerà nei prossimi anni un aumento esponenziale del numero degli anziani: da 962 milioni nel 2017 a 2,1 miliardi nel 2050.

Leggi: Ingenere, 16/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Il Reddito di cittadinanza e la povertà abitativa

Se non altro perché vi è previsto, in aggiunta al contributo di integrazione al reddito, un supplemento per pagare l’affitto o il mutuo, l’introduzione del Reddito di cittadinanza solleva diverse domande sul ruolo che potrebbe avere nel contrastare la povertà abitativa e nel ridurre – grazie al sostegno previsto per affrontare i costi abitativi – la povertà in generale. Ma non è facile dare una risposta a queste domande, per diverse ragioni: perché mancano sufficienti dati di ricerca sulla povertà abitativa in Italia; perché la logica del Reddito di cittadinanza prescinde totalmente da considerazioni relative alle politiche abitative; e perché il ridimensionamento dell’operazione rispetto al progetto iniziale rende difficile valutarne l’efficacia complessiva (anche) dal punto di vista abitativo. Alcune osservazioni sono tuttavia possibili derivandole dalla impostazione generale del provvedimento.
Il punto di partenza è il ruolo che le politiche di sostegno al reddito possono svolgere per le situazioni di povertà abitativa. Altrove segnalavo il contributo importante (a maggior ragione se si considera la stagnazione delle politiche abitative sociali nel Paese) che le misure non-housing, di welfare generale, potrebbero dare per affrontare i problemi abitativi dei poveri: tra queste, appunto, le misure di sostegno al reddito. Assumendo peraltro che, nel nostro caso, fosse necessario avviarne altre che potessero migliorare la “socialità” del sistema abitativo: dall’incremento dell’edilizia sociale e dell’affitto a basso costo ad un sistema di sostegno per il pagamento dell’affitto.

Leggi: Welforum, 16/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Invecchiamento attivo, dalla robotica indossabile nuova soluzione per sostenere l’efficacia motoria degli anziani

Il nuovo studio coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa pubblicato su Scientific Reports. In collaborazione con l’Istituto di Fisiologia clinica del CNR di Pisa e con la Fondazione Don Gnocchi, il paper apre una nuova strada nelle applicazioni degli esoscheletri robotici di bacino: non solo assistenza nella camminata, ma anche strumento per allenare le persone anziane
Un esoscheletro robotico in grado di migliorare l’efficienza motoria degli anziani, di diminuire la fatica e mantenere in allenamento una larga fascia di popolazione. Lo studio “Gait training using a robotic hip exoskeleton improves metabolic gait efficiency in the elderly” pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dimostra proprio questo: l’esoscheletro di bacino, finora utilizzato per la riabilitazione di pazienti con problemi neurologici o con amputazione di arti inferiori, può essere un utile strumento per aiutare le persone anziane a mantenersi allenate, aprendo di fatto una nuova strada per sostenere strategie di invecchiamento sano.
Lo studio, coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e con la Fondazione Don Carlo Gnocchi, nasce per arginare una problematica sociale sempre più diffusa nei paesi industrializzati: l’invecchiamento della popolazione e, di conseguenza, la necessità di garantire una condizione di vita accettabile agli anziani.

Leggi: In Salute News, 16/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Bonus ristrutturazioni e mobili: nuovo aggiornamento delle Guide delle Entrate – Pubblicate le nuove versioni aggiornate a Maggio 2019

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato al mese di Maggio 2019 le due guide “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” e “Bonus mobili ed elettrodomestici”.
BONUS RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE. Sarà ancora possibile, fino a tutto il 2019, chiedere una detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di spesa di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2020, a meno che intervenga un’ulteriore proroga, la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e il limite massimo di spesa sarà di 48mila euro. Stessa agevolazione confermata per chi acquista, entro l’anno in corso, un box, un posto auto o una casa in un edificio interamente ristrutturato.
Analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici, per gli interventi che comportano un risparmio energetico occorre trasmettere all’Enea una comunicazione dei lavori effettuati, entro 90 giorni dalla data della loro ultimazione. Per gli interventi con data di fine lavori nel 2018 l’invio della documentazione all’Enea andava effettuato entro il 1° aprile 2019 attraverso il sito http://ristrutturazioni2018.enea.it/. Per gli interventi terminati nel 2019 la comunicazione va trasmessa, entro 90 giorni dalla data di fine lavori, attraverso il sito https://bonuscasa2019.enea.it/. Se la data di fine lavori è compresa tra il 1° gennaio 2019 e l’11 marzo 2019, il termine di 90 giorni decorre dall’11 marzo, giorno di messa on line del sito. La mancata o tardiva trasmissione non implica, tuttavia, la perdita del diritto alle detrazioni (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019).

Leggi: Casa e Clima, 16/05/2019


mercoledì 15 maggio 2019
In Italia aumentano anziani e malati cronici, preoccupanti gli scenari futuri. Rapporto Osservasalute 2018

Italiani ancora lenti a cambiare abitudini nocive per la salute come fumo, sedentarietà e alimentazioni scorrette, ma nel Bel Paese si muore sempre meno, grazie soprattutto ai miglioramenti nell’assistenza sanitaria e ai traguardi della medicina moderna.
Un dato rilevante per la salute degli italiani è rappresentato dalla forte riduzione della mortalità prematura (indicatore del Sustainable Development, Goals delle Nazioni Unite – calcolato rispetto alle principali cause di morte della fascia di età 30-69 anni) diminuita, dal 2004 al 2016, del 26,5% per gli uomini e del 17,3% per le donne.
In generale, in poco più di 30 anni, il tasso standardizzato di mortalità totale si è ridotto di oltre il 50% nel periodo 1980-2015 ed il contributo delle malattie cardiovascolari è stato quello che più ha influito sul trend in discesa della mortalità (nello stesso periodo la mortalità per malattie ischemiche del cuore si è ridotta di circa il 63% e quella delle malattie cerebrovascolari di circa il 70%).

Leggi: In Salute News, 15/05/2019


mercoledì 15 maggio 2019
Reddito di cittadinanza. Da solo non basta, “riequilibrare la spesa sociale”

La misura dei Cinquestelle e la necessità di una razionalizzazione degli interventi al centro del convegno organizzato a Roma da Welforum.it. Tra i temi emersi la necessità di politiche a sostegno della famiglia. Ortigosa: “Occorrono misure strutturali su cui la famiglia possa contare”
Contro la povertà il Reddito di cittadinanza da solo non basta, occorre combinare più politiche, razionalizzare le misure esistenti, riequilibrare la spesa sociale con un’attenzione nuova verso la famiglia. È quanto è emerso dai lavori del convegno “Per contrastare la povertà, combinare più politiche” organizzato da Welforum.it, l’Osservatorio nazionale sulle politiche sociali, ieri a Roma presso la sede dell’Inapp, l’Istituto Nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche. Una giornata di riflessione voluta per “dibattere e maturare una visione e una strategia di contrasto alla povertà di maggior respiro, di medio/lungo periodo”, ha spiegato Emanuele Ranci Ortigosa, direttore welforum.it.
Al centro delle riflessioni della giornata non poteva non esserci il Reddito di cittadinanza. Una misura che ha dei “meriti”, che “non bisogna snobbare” e che rappresenta “un’opportunità”, ha spiegato Ortigosa, poiché “mai in Italia si è investito tanto, sia politicamente che finanziariamente, su una misura contro la povertà”, ma che ha anche alcuni limiti, come la “poco accettabile” scala di equivalenza adottata. Una “scivolata” che secondo Ortigosa “ha penalizzato le famiglie con figli”.

Leggi: Redattore Sociale, 15/05/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 20 maggio 2019
RSA aperta’: il progetto di Regione e Asl 1 imperiese spiegato a Presenti l’assessore alla Sanità Sonia Viale e il direttore generale dell’ASL 1 Marco Damonte Prioli

«La visione innovativa della giunta regionale è quella di puntare all’integrazione ospedale-territorio. Leggendo i bisogni dei cittadini, oltre a rafforzare i presidi ospedalieri (e qui lo sappiamo perché abbiamo salvato il Saint Charles), si viene a conoscenza del fatto che le fragilità degli anziani, i casi di Alzheimer e demenza senile, sono bisogni sempre più importanti: per questo il sistema sanitario deve trovare risposte adeguate». Lo ha dichiarato il vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale a margine dell’incontro intitolato ‘Nuovi progetti per una sanità del territorio’ che si è svolto stamani presso la sala polivalente del Comune di Vallecrosia.
Un’occasione di confronto, quella di oggi, sui servizi progettati e promossi dalla Regione e dall’Asl 1 in ambito provinciale, che rappresentano un esempio concreto di collaborazione e di sinergia tra enti, associazioni ed agenzie presenti sul territorio, volto ad implementare la rete di servizi destinati agli anziani.

Leggi: Riviera 24, 20/05/2019


lunedì 20 maggio 2019
Redo Milano, nel 2020 in arrivo 615 case in housing sociale

Altri 615 appartamenti si aggiungeranno dai primi mesi del 2020 all’offerta di social housing a Milano. Prende infatti vita uno degli insediamenti più grandi d’Italia, che si va ad affiancare a realtà già affermate del capoluogo lombardo come Cascina Merlata, Borgo sostenibile di Figino e Cenni di Cambiamento.
Si tratta di Redo Milano, un progetto da oltre 70 milioni di euro che contribuirà al processo di riqualificazione del quartiere Rogoredo Santa Giulia, che è stato presentato questa mattina a Milano in Fondazione Cariplo.
L’offerta dei 615 alloggi si suddivide in soluzioni di diverse dimensioni e tipologie, dai monolocali ai quadrilocali, offerti in locazione e vendita convenzionata. Più nel dettaglio, 404 appartamenti sono offerti in affitto a canone convenzionato, dai 350 euro del monolocale più piccolo agli 880 del quadrilocale più ampio disponibile; di questi 68, grazie al contributo di Comune di Milano e Regione Lombardia, saranno destinati a categorie particolarmente bisognose e offerti a canone sociale. La vendita convenzionata riguarda 211 appartamenti da 2.195 euro/mq (oltre oneri e Iva di legge).

Leggi: Il Sole 24 Ore, 20/05/2019


unedì 20 maggio 2019
Go Deep Game. Un gioco per rigenerare lo spazio in cui si vive

L’iniziativa durante la kermesse in Puglia per esplorare la città vecchia
“Abitanti uniti”, “Spazi verdi invece di palazzi vecchi”, “piante e fiori”, “Aprire i locali inutilizzati per darli ai giovani (gratuitamente)”, “+ biblioteche”, “via pregiudizi e ridicoli benpensanti”, “chiande (in dialetto tarantino, piante)”, “palazzi nuovi”. Questi, scritti così come li leggete, sono alcuni dei desideri degli abitanti della Città vecchia di Taranto per il luogo in cui vivono. Li hanno scritti su un cartellone bianco a due facce, portato in giro per l’isola da una simpatica “ragazza sandwich”. La diffidenza è stata vinta grazie a Go Deep Game, un gioco che, utilizzando la metafora del viaggio attraverso sei immaginarie linee della metropolitana (visione, diversità, emozioni,creatività, togetherness, potere e rango) aiuta le comunità a riscoprire bellezza e talenti personali e collettivi, per rigenerare lo spazio in cui vivono. Scritto in inglese da giovani italiani esperti di processi di facilitazione, dal 2015, con il sostegno dell’Unione Europea, il Go Deep è stato sviluppato ed applicato in tanti contesti differenti, sparsi in molti Paesi del vecchio continente. «Esplorando la Città vecchia – spiega Giulio Ferretto, uno dei due facilitatori di questa edizione del Go Deep – ci siamo resi conto che c’è un grande senso di abbattimento e impotenza delle persone che vivono nel quartiere, rispetto alle condizioni di vita. Non credono di poter influenzare le dinamiche dello spazio in cui vivono.

Leggi: Avvenire, 20/05/2019


venerdì 17 maggio 2019
WECARE – Welfare Cantiere Regionale. Strategia di innovazione sociale della Regione Piemonte

La Regione Piemonte ha aderito alla Strategia Europa 2020 attraverso WECARE (Welfare Cantiere Regionale), una strategia di intervento in ambito sociale che, prendendo spunto dalle mutate condizioni socioeconomiche nazionali e piemontesi in particolare, propone risposte centrate sulla condivisione, l’innovazione sociale e interventi di tipo generativo. L’articolo presenta l’azione FSE 1 – Sperimentazione di azioni innovative di Welfare territoriale e l’azione FSE 2 – Progetti di innovazione sociale per il terzo settore, parti integranti di WECARE.
di Cristina Ramella Pezza, Gianfranco Scarcali (Funzionari della Regione Piemonte)
Gli odierni sistemi di welfare, sviluppatisi in contesti socioeconomici ormai lontani, caratterizzati da crescita economica costante, popolazione giovane, bisogni relativamente omogenei e solide strutture famigliari, oggi non sono più in grado di far fronte ai radicali mutamenti che caratterizzano la nostra società. Il sistema di welfare italiano, più specificatamente, non risulta più in grado di dare risposte efficaci alle nuove tensioni sociali dimostrandosi insostenibile e inadeguato sotto l’aspetto economico-finanziario e sotto l’aspetto della lettura dei bisogni della popolazione; i servizi vengono erogati con un approccio sostanzialmente di tipo assistenzialistico, che porta a considerare le persone in difficoltà semplici consumatori passivi di servizi, creando dipendenza anziché benessere ed alimentando un’insostenibile rincorsa tra bisogni e costi sempre crescenti.

Leggi: I Luoghi della Cura, 17/05/2019


venerdì 17 maggio 2019
Posti anche per disabili e tariffe agevolate per gli over 60

A Massarosa ci sono 5 posti riservati a bambini e famiglie che hanno esigenze particolari A Seravezza un progetto dedicato ai più grandi
Viareggio. Non solo ombrelloni gratis. Le amministrazioni comunali versiliesi si danno da fare per prevedere tutta una serie di opportunità dedicate a chi vuole fare un po’ di mare, ma ha bisogno di un qualche tipo di supporto. Anche economico.
A Seravezza, per questo motivo, è stato varato il Soggiorno marino adulti, riservato ai residenti di età superiore ai sessant’anni. Esattamente come per gli ombrelloni sociali, di cui parliamo nell’articolo soprastante e che prevede ottanta posti a disposizione dei residenti, l’iniziativa riguarda l’area riservata al Comune sulla spiaggia libera di Vittoria Apuana a Forte dei Marmi.
È organizzato su due turni: il primo, dal 17 al 30 giugno, rende accessibile la colonia e la spiaggia tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17; il secondo è valido per tutte le domeniche di luglio (7, 14, 21, 28) e per le prime due domeniche di agosto (4, 11), sempre in orario 9-17. Il servizio comprende soggiorno in spiaggia con pranzo presso lo stabile di proprietà comunale e trasporto andata e ritorno in bus (luogo di partenza da definire a seconda dei partecipanti). Sono previste inoltre attività ricreative e momenti di aggregazione e socializzazione. I costi oscillano fra i 75 e i 120 euro a seconda del turno. Le iscrizioni sono a numero chiuso: cinquanta i posti disponibili per il periodo continuativo; venti per le domeniche.

Leggi: Il Tirreno, 17/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Ancona, due pensionati su tre vivono con meno di 750 euro lordi

I dati elaborati dall’Ires Cgil. “Il governo, attraverso il fisco, deve migliorare le condizioni degli anziani”
Sono 187 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’Inps nella provincia di Ancona; di queste 106 mila sono le pensioni di vecchiaia (pari al 56,9% del totale), 8 mila sono le pensioni di invalidità (4,5%), 44 mila le pensioni ai superstiti (23,8%), quasi 4 mila le pensioni/assegni sociali (2%) e quasi 24 mila sono le prestazioni a invalidi civili (12,8%). È quanto emerge dai dati dell’Inps 2019 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici), elaborati dall’Ires Cgil Marche.
Dal 2015, il numero delle pensioni complessivamente erogate nella provincia è diminuito del 2,85%, pari a circa 5.500 prestazioni in meno. Diminuiscono, in particolare, le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti (-7,16% pari a 4 mila prestazioni in meno), come anche le pensioni di invalidità, quelle di reversibilità, gli assegni sociali e le invalidità civili.
Nello stesso periodo si è notevolmente innalzata l’età media dei pensionati. Ciò è particolarmente evidente per coloro che sono stati lavoratori dipendenti: dal 2015 ad oggi, i pensionati con meno di 65 anni di età sono passati dal 9,3 all’8,2% del totale, mentre coloro che hanno oltre 80 anni sono passati dal 34,3 al 39,2%.
L’importo medio delle pensioni vigenti nella provincia di Ancona è di 748 euro lordi, con valori medi che variano dai 948 euro delle pensioni di vecchiaia ai 432 euro delle pensioni e assegni sociali.

Leggi: Rassegna Sindacale, 16/05/2019


giovedì 16 maggio 2019
Firenze, 80 nuovi appartamenti con housing sociale

Saranno pronti nei tempi prestabiliti, ovvero i primi mesi del prossimo anno, gli 80 alloggi destinati all’affitto a canone calmierato del ‘Casone’ di via dell’Osteria alle Piagge. L’intervento è reso possibile da un’azione congiunta di Fondazione CR Firenze e Comune di Firenze con l’intervento finanziario del Fondo Investimenti per l’Abitare (gestito da CDP Investimenti SGR, Gruppo Cassa depositi e prestiti) anchor investor del Fondo Housing Toscano gestito da Investi RE SGR, con la gestione sociale affidata ad Abitare Toscana. Il cantiere è stato visitato stamani, per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori, dal Presidente di Fondazione CR Firenze Umberto Tombari, dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal Direttore Generale di CDP Investimenti SGR Marco Sangiorgio.

Leggi: Redattore Sociale, 16/05/2019


mercoledì 15 maggio 2019
Volontariato, 107 giovani entrano nel mondo della cooperazione

Sarà possibile grazie ai progetti di servizio civile regionale attivati da Confcooperative Toscana con bando della Regione Toscana
107 giovani tra i 18 e i 29 anni entreranno nel mondo della cooperazione grazie ai progetti di servizio civile regionale attivati da Confcooperative Toscana. Il bando promosso dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto GiovaniSì – POR FSE 2014-2020, è aperto fino al 7 giugno e prevede 17 progetti in diversi settori, dall’assistenza  ai minori in nidi d’infanzia e scuola d’infanzia ad attività di animazione con ragazzi fino all’assistenza a persone anziane e disabili, servizi di sportello del sistema Confcooperative e nelle cooperative e consorzi aderenti e attività degli ambulatori della Misericordia di Firenze e di trasporto socio-sanitario e d’emergenza presso le sedi della Misericordia di Firenze. Possono partecipare i ragazzi regolarmente residenti e domiciliati in Toscana, anche per motivi di studio, non occupati, disoccupati e inattivi.

Leggi: Redattore Sociale, 15/05/2019


mercoledì 15 maggio 2019
Volontariato, a Reggio Emilia domanda e offerta si incontrano online

Dalla collaborazione fra il comune, Centro di servizio Dar voce e Forum terzo settore, nasce R+: il progetto che favorisce l’impegno gratuito dei cittadini in progetti di pubblica utilità o con le associazioni locali: dalla tutela del verde alla manutenzione nelle scuole
Curano il verde pubblico, si occupano di piccoli lavori di manutenzione nelle scuole, sono coinvolti in attività educative e di animazione per ragazzi, tutelano e promuovono i beni culturali della città. Sono i volontari civici di Reggio Emilia, più di 1800 persone che ogni anno, secondo le stime, vengono coinvolte in attività gratuite di pubblica utilità promosse dal comune; considerando più in generale le attività di volontariato e di cittadinanza attiva realizzate dalle associazioni locali il numero dei cittadini impegnati sale a 27mila su 170mila abitanti.
Il volontariato è un modo di partecipare alla vita della città che coinvolge sempre più persone e il Comune ci crede, tanto da realizzare, insieme al Csv Dar voce e al Forum del terzo settore locale, un nuovo progetto “R+, più volontari più Reggio” che punta a favorire l’impegno dei cittadini attraverso una piattaforma che mette insieme tutte le proposte di volontariato promosse dall’amministrazione comunale ma anche dalle organizzazioni di terzo settore presenti sul territorio.

Leggi: Redattore Sociale, 15/05/2019


IN AGENDA:

Presentazione della Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età

Giovedì 16 maggio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 11.00,   presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione, 4) il  Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) presenteranno la Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età, che – partendo da cinque video tutorial – vuole offrire una panoramica sui principali istituti giuridici a disposizione degli over 60 per la gestione dei propri beni: rendita vitalizia, contratto di mantenimento, donazione con onere di assistenza, prestito vitalizio ipotecario, la vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto.
All’evento saranno presenti – oltre i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori e del Notariato – i rappresentanti delle Istituzioni, delle Associazioni per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle Federazioni sindacali e Associazioni per i diritti degli Anziani.

Leggi: Il Notariato


Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.

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Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

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I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

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IN EVIDENZA:

Domanda di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF)

Nuove istruzioni Inps
Dal 1° aprile 2019 l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo deve essere richiesto esclusivamente in modalità telematica, come indicato nella circolare INPS 22 marzo 2019, n. 45, tramite il servizio  online. Fanno eccezione le richieste di prestazione familiare da parte degli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), che continueranno a presentare la domanda al proprio datore di lavoro attraverso il modello cartaceo “ANF/DIP” (cod. SR16).
Per gli impiegati del settore agricolo, invece, valgono le nuove disposizioni descritte nella circolare. Sono inquadrati nel settore non agricolo anche i soci lavoratori delle imprese cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici. La precisazione è contenuta in un comunicato diffuso dall’Inps oggi e pubblicato sul sito istituzionale.

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Non autosufficienza. Ecco quali sono i benefici fiscali

Tempo di dichiarazione dei redditi. Ma siamo sicuri di conoscere tutto quello che c’è da sapere prima di fare il 730? Ad esempio molti anziani non autosufficienti non sanno che, in presenza di una certificazione di invalidità o di handicap, possono godere di alcuni benefici fiscali. Facciamo un po’ di chiarezza.
Per beneficiare delle agevolazioni fiscali dei disabili, bisogna essere in possesso del verbale che attesta o l’invalidità o l’handicap. Bisogna quindi presentare il verbale quando si va al Caf per la dichiarazione dei redditi. La possibilità di detrarre o dedurre inoltre è determinata dalle condizioni dell’anziano, ovvero se in possesso di certificazione di invalidità (legge 509/ 88 l 124/ 98) o disabilità (legge 104/92).
Inoltre, la normativa fiscale per le persone anziane, disabili e le loro famiglie, prevede di dedurre o detrarre dalla dichiarazione dei redditi parte delle spese sostenute per la cura presso strutture di assistenza. Infatti alcune regioni hanno adottato provvedimenti che offrono agevolazioni fiscali sulle rette alberghiere. Emilia Romagna, Lazio e Lombardia sulla base della normativa vigente hanno elaborato e concordato alcune indicazioni valide per i servizi residenziali e semiresidenziali sociosanitari accreditati per anziani non autosufficienti.

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Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

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Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

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SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

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Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

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Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

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Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

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Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

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Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

 

 NEWS:

lunedì 13 maggio 2019
Nonne d’Europa

In Europa l’età media in cui le donne diventano nonne è di 51 anni, e sono soprattutto le nonne a prendersi cura dei nipoti sostenendo così l’occupazione delle figlie ma mettendo a repentaglio la propria
Tra le trasformazioni più rilevanti che hanno interessato le società occidentali negli ultimi decenni c’è l’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro. Le società caratterizzate da un veloce invecchiamento della popolazione, come l’Italia, beneficiano della partecipazione femminile al mercato del lavoro in termini di sostenibilità dei loro sistemi di welfare. Tuttavia, nei paesi dove gli aiuti pubblici alle famiglie per la cura dei bambini sono scarsi, come l’Italia, la partecipazione femminile al mercato del lavoro va di pari passo con bassi tassi di fecondità, anche per via degli ostacoli che le donne tutt’ora si trovano ad affrontare per riuscire a conciliare il desiderio di avere figli con quello di lavorare.
Studi recenti hanno mostrato che la disponibilità dei nonni (e in particolare delle nonne) aiuta la realizzazione dei desideri di fecondità da parte delle giovani coppie e la partecipazione al mercato del lavoro delle madri. I nonni infatti sono spesso una soluzione di cura informale per i bambini. Tuttavia, fare i nonni, ovvero prendersi cura dei nipoti, può anche avere conseguenze negative sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro, almeno per quanto riguarda l’occupazione delle nonne.

Leggi: Ingenere, 13/05/2019


lunedì 13 maggio 2019
Liste d’attesa/ Fondazione Gimbe certifica: operazione trasparenza fallita nelle Regioni

Un pianeta opaco e difficilmente raggiungibile: così si presenta il Servizio sanitario nazionale al cittadino che vuole informarsi su tempi di attesa e disponibilità di visite ed esami. In un decennio solo nove delle 21 Regioni e Province autonome hanno creato un sito web interattivo per orientare gli utenti a scegliere strutture e prestazioni. Sono Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano e, per il Sud, la sola Basilicata. Le altre si limitano a fornire un archivio storico o rinviano ai siti delle aziende sanitarie. In Calabria è buio pesto: nessuna informazione.
«Dalla nostra prima survey del luglio 2018 registriamo un miglioramento, ma la trasparenza è ancora una chimera», certifica Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che oggi pubblica il suo Report indipendente sulla rendicontazione pubblica dei tempi d’attesa. Il monitoraggio delle informazioni sui siti web di Regioni e aziende sanitarie era stato richiesto già dal Piano nazionale liste d’attesa 2010-2012 ed è stato confermato dal nuovo Piano 2019-2021. Ma quelle previsioni sono rimaste lettera morta: «Di fatto – afferma Cartabellotta – il check annuale previsto dalla legge a garanzia di trasparenza e accesso non lo ha fatto nessuno: né lo Stato sulle Regioni, né le Regioni sulle aziende sanitarie. Il caos-liste in Italia deriva anche da questo: non si può governare un fenomeno di cui non si conoscono i dati».

Leggi: Sanità24, Il Sole 24 Ore, 13/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
Roma. Casalbruciato. Contrastare l’illegalità, soddisfare la domanda abitativa debole e investire nelle periferie: è questa la strada per sconfiggere gli episodi di razzismo e di guerra tra poveri

Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario generale SUNIA
L’assenza di una politica abitativa in grado di soddisfare la domanda debole è sicuramente una delle cause più importanti che concorrono al ripetersi di episodi di intolleranza in occasione di assegnazioni di case popolari. Sono anni che assistiamo ad un sostanziale disinteresse di Governi e Parlamento al progressivo acuirsi di un disagio abitativo che, complice la crisi economica, si allarga a strati di popolazione che nel passato si ritenevano immuni. I numeri delle domande di casa popolare inevase (oltre 600.000) e degli sfratti per morosità (circa 300.000) da eseguire nei prossimi cinque anni, accompagnati all’abbandono dei quartieri di edilizia popolare sia in termini di qualità abitativa che di controllo pubblico sul rispetto di regole e legalità, ha prodotto un terreno favorevole al diffondersi di fenomeni di occupazione del territorio da parte di piccola e grande criminalità che in molti casi ha il controllo delle occupazioni abusive degli alloggi che si liberano o che vengono liberati. Il recente caso di Ostia e di quartieri di altre città lo dimostra. E non è certo un caso la contiguità verificata tra questi ambienti ed il gruppo di fascisti che ha organizzato la gazzarra a Casalbruciato contro l’assegnazione legittima alla famiglia Rom. Insieme all’intollerabile atteggiamento razzista c’è anche la volontà di allargare il controllo del patrimonio abitativo pubblico. Non è un caso che a Torre Maura, altro quartiere di edilizia popolare di Roma, lo stesso gruppo abbia fatto occupare abusivamente l’alloggio per impedire un’altra legittima assegnazione.

Leggi: Sunia, 10/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
“La città che cura”, il film che operatori della sanità e politici dovrebbero vedere

Erika Rossi, autrice del film sul rivoluzionario progetto di salute pubblica in corso a Trieste, ci guida a capire l’eccezionalità dell’esperienza: “Si dà alla persona sola la possibilità di fare riferimento a una rete sociale, e a risaltare sono un’empatia e un’umanità che spesso non associamo al settore della sanità”
Trieste, la città di Basaglia, è sempre stata la culla di un nuovo modo di intendere la salute. Non poteva che nascere qui Microaeree, un progetto rivoluzionario, unico in Europa, che interviene sul territorio per influire positivamente sulla salute delle persone. Abbiamo visto La città che cura, il film di Erika Rossi distribuito da Lo scrittoio e Tico Film, e abbiamo parlato con la regista per capire come ha scelto di raccontare la storia di questa esperienza unica, che possiamo chiamare medicina territoriale, o medicina di comunità.
Questo progetto è applicato solo a Trieste” ci ha spiegato. “I creatori sono gli eredi di Basaglia: l’idea è allargare il concetto di salute alla vita stessa della persona, al di là dei suoi problemi di salute, e considerarla come una persona a tutto tondo, nelle sue problematiche più ampie e nella sua rete sociale. Perché la salute è anche il risultato dello stato delle relazioni sociali di cui la persona dispone. L’eccellenza di questo progetto di salute sul territorio è che dà alla persona che è sola la possibilità di fare riferimento a una rete sociale: la presenza dell’istituzione all’interno del territorio, in spazi che diventano punti di riferimento, può essere un aiuto non solo per una visita medica, ma per qualsiasi problema che la persona abbia, anche solo quello di essere solo”

Leggi: Redattore Sociale, 10/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
 «Il governo non ci ascolta». Pensionati in piazza il 1° giugno

Assemblee di Spi, Fnp e Uilp a Padova, Roma e Napoli. Si prepara la grande manifestazione nella capitale, spostata a San Giovanni viste le altissime adesioni. “Totale mancanza di attenzione verso le persone anziane”
Padova, Roma e Napoli: parte da qui oggi, giovedì 9 maggio, il percorso di mobilitazione delle pensionate e dei pensionati di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil che culminerà nella manifestazione nazionale indetta per il prossimo 1° giugno a Roma e spostata nei giorni scorsi da piazza del Popolo a piazza San Giovanni viste le altissime adesioni che le tre sigle stanno registrando in tutta Italia.
Le assemblee di questa mattina si sono svolte tutte in contemporanea. A Padova l’appuntamento è al Gran Teatro Geox e ad aprire i lavori è stato il segretario nazionale Fnp Cisl Marco Colombo, mentre le conclusioni sono state affidate a Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil). A Roma l’assemblea si è svolta al Palazzo dei Congressi, introdotta dal segretario nazionale Uilp Uil Emanuele Ronzoni e chiusa da Gigi Bonfanti, segretario generale della Fnp Cisl. A Napoli, infine, appuntamento presso l’Hotel Ramada, con l’intervento iniziale del segretario nazionale Spi Cgil Raffaele Atti e le conclusioni affidate a Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil e reggente Uilp Uil.

Leggi: Rassegna Sindacale, 09/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
Se invecchiare a casa propria è un diritto

Una ricerca sui problemi e le prospettive della domiciliarità, promossa da Auser e Spi, è stata presentata in occasione della conferenza di organizzazione dell’associazione non profit legata alla Cgil. Resi noti i dati sugli anziani di cinque regioni
In occasione della conferenza nazionale di organizzazione dell’Auser, il ricercatore Claudio Falasca ha presentato i dati sugli anziani delle prime cinque regioni prese in esame: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia.
Le criticità future della domiciliarità, con la crescita del numero degli anziani bisognosi di cure e la diminuzione dei caregiver familiari, si confermano in tutte le regioni, con situazioni più critiche soprattutto al Sud. In tutte e cinque le regioni si sottolinea la difficoltà di rinnovo dei caregiver. Nel 2065, in alcune regioni, le donne saranno quanto gli uomini (Toscana, Sicilia) e in Lombardia gli uomini saranno più delle donne.
La ricerca evidenzia che in tutte le regioni, al crescere delle limitazioni funzionali, si riduce il riconoscimento delle indennità di accompagnamento. Inoltre, sono del tutto carenti i posti letto nelle Rsa. A fronte di una media Ocse di 30-60 posti letto ogni mille anziani, in Italia al massimo si raggiunge quota 30 nella sola Emilia Romagna, mentre in Sicilia i posti letto ogni mille anziani sono solo 5,5. Inadeguate poi le risorse per l’assistenza sociosanitaria e fortemente squilibrata fra Nord e Sud: la spesa media di 96 euro pro capite oscilla dai 45 in Sicilia a 113 in Toscana. Tra il 2011 e il 2017 in Sicilia si riduce il numero delle colf (meno 17,2%) e cresce quello delle badanti (più 58%), soprattutto di nazionalità italiana.

Leggi: Rassegna Sindacale, 09/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
La condizione degli anziani nelle regioni d’Italia

I dati della Ricerca Auser e Spi Cgil “il diritto di invecchiare a casa propria” si arricchisce di approfondimenti regionali
La ricerca promossa da Auser e Spi Cgil “Il diritto di invecchiare a casa propria. Problemi e prospettive della domiciliarità” si amplia e si arricchisce di dati sulla condizione degli anziani e l’assistenza domiciliare regione per regione.
In occasione della Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, il ricercatore Claudio Falasca ha presentato i dati sugli anziani delle prime cinque regioni prese in esame: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia.
Le criticità future della domiciliarità con la crescita del numero degli anziani bisognosi di cure e la diminuzione dei caregiver familiari si confermano in tutte le regioni, con situazioni più critiche soprattutto al Sud. In tutte e cinque le regioni si sottolinea la difficoltà di rinnovo dei caregiver. Nel 2065 in alcune regioni le donne saranno quanto gli uomini (Toscana, Sicilia) e in Lombardia gli uomini saranno più delle donne.
La ricerca evidenzia che in tutte le regioni al crescere delle limitazioni funzionali si riduce il riconoscimento delle indennità di accompagnamento. Sono inoltre del tutto carenti i posti letto nelle Rsa. A fronte di una media Ocse di 30-60 posti letto ogni mille anziani, in Italia al massimo si raggiunge quota 30 nella sola Emilia Romagna, mentre in Sicilia i posti letto ogni mille anziani sono solo 5,5.

Leggi: Auser, 09/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Il rapporto. Badanti, patrimonio da tutelare

Sono due milioni i ‘caregivers’ nelle famiglie italiane, per tre quarti stranieri; ma il 60% lavora in nero. Presentato un Libro bianco con dati e proposte per regolarizzare il settore
Sono l’esercito buono della cura. Sono infatti più di 2 milioni le colf, le badanti e le baby-sitter in servizio nelle famiglie italiane, 800mila delle quali lavorano con contratto regolare (purtroppo il 60% di chi svolge un lavoro domestico per conto terzi lo fa tuttora “in nero”, ovvero senza coperture previdenziali né contributive) e 910mila senza permesso valido.
Si tratta comunque dell’1,25% del nostro Pil e dell’8,2% del totale dei lavoratori italiani: un comparto forte della nostra economia, nel quale però non esiste ancora un sistema di agevolazioni fiscali adeguato per chi assume ma solo minime forme di detrazioni e deduzione dei costi.
Ed è un lavoro di grande rilevanza sociale, di indispensabile supporto alle famiglie e – non ultimo – di inclusione delle popolazioni migranti, visto che la stragrande maggioranza degli addetti è di origine straniera (oltre che di genere femminile nell’88,3% dei casi): collaboratrici domestiche, caregiver familiari e “tate” che in Italia sono soprattutto filippine, cingalesi, pachistane o provenienti da Paesi dell’Est Europa nonché, in misura minore, dall’Africa (in totale il 73,1% è originario di Paesi non Ue).
Dati illuminanti contenuti nel Libro Bianco del lavoro domestico ‘Famiglia, lavoro e abitazione’, presentato ieri a Roma nella sala Parlamentino del Cnel da Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico) e da Effe (Federazione europea dei datori di lavoro domestico). Il settore infatti è ben rappresentato anche oltre i confini nazionali: in tutto il continente si contano attualmente 8 milioni di lavoratrici domestiche regolari (un decimo delle quali impiegate in Italia).

Leggi: Avvenire, 08/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Salute, tra longevità, cura e big data. Le nuove sfide della sanità

A Firenze dall’11 al 14 maggio il XXIV Congresso Nazionale Dirigenti Ospedalieri Internisti – Nel 2025 il 30% della popolazione sarà di 60enni e ultra 60enni
Nel 2025 il 30% della popolazione sarà di 60enni e ultra 60enni. E 170 milioni di persone soffriranno di malattie degenerative e croniche. Ampio spazio dedicato al medico internista del nuovo millennio.
Italia secondo Paese più vecchio al mondo: i dati del Rapporto Annuale Istat fotografano una situazione nella quale la popolazione anziana è in aumento – dovuto al guadagno in termini di sopravvivenza – e le generazioni di giovani sono sempre meno numerose a causa del continuo calo delle nascite. Tra 20 anni lo squilibrio intergenerazionale sarà ancora più critico, con 265 anziani ogni 100 giovani. Assistenza sanitaria continua, facile accessibilità ai servizi, adeguato rifornimento di strutture e strumenti essenziali, personale sanitario proporzionato e un coinvolgimento del paziente nelle decisioni sanitarie. Questi i parametri sui quali, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), devono essere strutturati tutti i Servizi Sanitari. Ciò diventa più difficile se ci si rapporta alle categorie più fragili, come i cittadini anziani e i pazienti complessi, solitamente affetti da patologie multiple, proprio quelle che oggi rappresentano il maggiore onere assistenziale per la sanità pubblica e le famiglie. La gestione di queste tipologie di pazienti sarà la vera sfida sanitaria del futuro. Di longevità e cure, e molto altro, si parlerà in occasione del XXIV Congresso di FADOI –Federazione Nazionale Dirigenti Ospedalieri Internisti – che si terrà dall’11 al 14 maggio a Firenze (Fortezza da Basso) al quale è stato invitato a partecipare anche il Ministro della Salute Giulia Grillo.

Leggi: Affari Italiani, 08/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Abitare solidale, parte l’operazione fuori sede

Il comune di Firenze ha deciso di coinvolgere una parte dei circa 15 mila studenti fuori sede della città nella più grande emergenza sociale cittadina, i circa 20 mila anziani che abitano da soli. L’idea è quella di estendere il progetto Abitare Solidale di Auser, che negli ultimi cinque anni ha attivato oltre 300 coabitazioni, agli studenti in cerca di una casa in città
Anziani soli che mettono spazi della loro casa gratuitamente a disposizione di persone in difficoltà: fin qui nel progetto sono state coinvolte donne vittime di violenza e persone segnalate dai servizi sociali nell’ambito dell’emergenza abitativa. L’idea dell’assessora al sociale Sara Funaro e del sindaco Nardella è quella di estendere ora il raggio d’azione agli studenti in cerca di una casa in città. I fuori sede che sono migliaia. «Già nei prossimi giorni parleremo con l’Università e l’azienda regionale per il diritto allo studio per mettere in piedi una grande campagna informativa. Contemporaneamente come Comune ci attiveremo per coinvolgere molti più anziani, scriveremo agli over 65 che sappiamo esser soli, che stimiamo in circa 20 mila se non di più, per proporgli questa soluzione» annuncia Funaro.
Come funzionerebbe? La formula è: una stanza in cambio di compagnia. Non è che lo studente che accetti debba ritrovarsi costretto a fare da badante, quello no: «Non si tratta di uno scambio di servizi ma di un progetto sociale con l’obiettivo di fornire risposte abitative e mettere in piedi uno scambio intergenerazionale» dice Funaro. Una forma di welfare preventivo, per così dire.

Leggi: Auser, 08/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
In aumento gli anziani che non possono permettersi la badante

Con la sola pensione, il 52,9% degli anziani può permettersi l’assistenza di un lavoratore domestico per appena cinque ore alla settimana. Il 17,8% può pagare un aiuto per 25 ore (praticamente, una mezza giornata dal lunedì al venerdì) e appena il 9,5% può aspirare a una badante convivente. È il risultato dell’analisi condotta per Il Sole 24 Ore del Lunedì da Domina (associazione nazionale di famiglie datori di lavoro domestico), in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, per capire l’impatto dell’assistenza familiare sul bilancio di un pensionato, solo o in coppia.  Il dato di partenza è la disponibilità economica delle persone che hanno nella pensione la principale fonte di reddito: sono 13,7 milioni su 14,6 milioni di contribuenti che dichiarano redditi da pensione. Quasi il 70% degli anziani ha un reddito complessivo sotto 20mila euro, ovvero, considerando le tasse da versare, ha meno di 14.600 euro spendibili all’anno. Bisogna considerare poi il livello delle spese mensili per i consumi legati al cibo, all’abbigliamento e alle utenze. Secondo l’Istat, in media la spesa per consumi delle persone sole con almeno 65 anni è di 1.366 euro al mese. Considerando che la maggior parte degli anziani vive in una casa di proprietà, si può sottrarre a questa spesa mensile il valore del cosiddetto “affitto figurativo” (quanto si spenderebbe per l’affitto di una casa simile a quella in cui si vive), e si arriva a una spesa annuale di 11mila euro.

Leggi: Auser, 08/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Disabilità. La vita in istituto equivale a una forma di segregazione?

Se ne parla nel primo numero del 2019 della rivista Welfare Oggi diretta da Gianfranco Marocchi. A confronto due tesi: chi considera il concetto di segregazione poco produttivo e chi ne riafferma l’utilità per far uscire dall’ombra un sistema di servizi indegno del nostro Paese e talmente disomogeneo da non garantire certezza di trattamento
Le classi differenziali e le scuole speciali in Italia non ci sono più dal 1977. La chiusura dei manicomi risale all’anno successivo. Due eventi che hanno portato a un graduale miglioramento della vita delle persone con disabilità nel nostro Paese. Nonostante questo sono ancora tantissime quelle che vivono in istituti, spesso isolate dal resto della società. Ma la vita in un istituto equivale a una forma di segregazione? È la domanda da cui parte il focus del primo numero del 2019 di Welfare Oggi, rivista dedicata alle politiche sociali diretta da Gianfranco Marocchi. Il tema era già stato trattato nel numero 2 del 2018 attraverso un intervento di Giovanni Merlo che, insieme a Ciro Tarantino, ha curato il libro “La segregazione delle persone con disabilità. I manicomi nascosti in Italia” (Maggioli) che raccoglie l’esito di un lavoro svolto dalla Fish. La tesi di Merlo è che “una parte cospicua di persone con disabilità nel nostro Paese si trovi a vivere in luoghi che configurano autentiche forme di segregazione. Una distanza dalla comunità che richiama alla mente condizioni di vita di carattere ‘manicomiale’.

Leggi: Redattore Sociale, 08/05/2019


martedì 7 maggio 2019
Lavoro sommerso in Italia

Sono 2 milioni colf e badanti, di cui il 60% irregolare
In Italia, sono 2 milioni i lavoratori domestici e di questi 1,2 mln risultano irregolari (il 60% del totale). L’attività svolta da colf e badanti rappresenta l’1,25% del Pil. E’ quanto emerge dal Libro Bianco del lavoro domestico ‘Famiglia, lavoro e abitazione’, presentato questa mattina al Cnel da Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico e da Effe, la Federazione europea dei datori di lavoro domestico.
Tra i presenti il presidente del Cnel, Tiziano Treu, il giuslavorista Michele Tiraboschi, il direttore di ricerca dell’Irs Sergio Pasquinelli, il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, il vice presidente della Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa Vincenzo Bassi, il presidente di Federanziani Roberto Messina, il presidente Fish Onlus Vincenzo Falabella ed il responsabile dei servizi statistico-informativi dell’Anmil Franco D’Amico. Presenti anche Debora Serracchiani; Silvia Costa; Fabio Massimo Castaldo; Laura Agea; Anna Bonfrisco; Maria Teresa Bellucci; Costanza Hermanin.
Per quanto sottostimato, – ha spiegato il vice presidente Assindatcolf ed Effe, Andrea Zini – questo settore rappresenta comunque il 4% dell’occupazione totale in Europa, contro il 4,7% di quello dell’ospitalità ed il 6,8% delle costruzioni. Se supportato da adeguate politiche pubbliche e da finanziamenti, si stima che il comparto potrà espandersi in modo capillare nei prossimi anni, arrivando ad offrire un bacino occupazionale di 5 milioni di nuovi posti di lavoro, per un totale di 13 milioni, con un incremento del 40% rispetto ad oggi”.

Leggi: Inca, 07/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Reddito di cittadinanza e persone senza dimora

Offriamo loro un’opportunità
Lo scorso 29 marzo è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 che introduce il Reddito di cittadinanza (RdC). All’articolo 1 viene subito sottolineato che il RdC è una misura fondamentale di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale nonché diretta  a  favorire  il  diritto  all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura  attraverso  politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti  a rischio di emarginazione nella società e nel mondo  del  lavoro.
In linea di principio, dunque, l’uguaglianza sostanziale, i doveri di solidarietà e protezione sociale di cui lo Stato è garante, sono fatti salvi. Tuttavia, il rischio reale che una parte di povertà, quella definita come povertà estrema, rimanga fuori dalla misura c’è.
Si tratta delle Persone Senza Dimora (PSD), i poveri tra i più fragili e vulnerabili. Vivono una condizione di deprivazione materiale e immateriale caratterizzata da continui scivolamenti, difficoltà, impedimenti di diversa natura legati al loro stato di salute, al lavoro, ai legami familiari o relazionali, alla lontananza dal paese o città di origine, alle dipendenze, alla giustizia, alla possibilità oggettiva e capacità soggettiva di godere di opportunità economiche, culturali, sociali, politiche che li faccia emergere da una indigenza grave e perdurante.

Leggi: Welforum, 06/05/2019


venerdì 3 maggio 2019
Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.
Quella che con un termine fin troppo asettico chiamiamo non autosufficienza – dentro ci sono tutte le forme gravi di demenza, disabilità fisiche, eccetera – è uno dei grandi temi della nostra società. Già oggi quasi 3 milioni di persone, in larga parte anziane e in prevalenza donne, hanno bisogno di aiuto per le esigenze della vita quotidiana.

Leggi: Liberetà, 03/05/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 13 maggio 2019
Firenze: Sunia, affrontare emergenza abitativa

Il Sunia di Firenze ha elaborato un documento programmatico sulle politiche abitative in città, presentandolo a tutti i candidati sindaco che, alle prossime amministrative cittadine, ambiscono a guidare Firenze. “Questo contributo – afferma il sindacato degli inquilini – vorrebbe essere di aiuto alla individuazione di priorità programmatiche e alla costruzione di un percorso che possa contribuire a riconoscere la città di Firenze come ‘modello nazionale’ per un nuovo modo di concepire le politiche abitative”.
“La vera emergenza abitativa è diventata – afferma Laura Grandi, segretaria del Sunia di Firenze – quella di tanti lavoratori e pensionati, che pur avendo un reddito medio, non riescono a stare sul mercato privato delle locazioni. E diventano poveri. Mettere al centro dei programmi le politiche abitative diventa un atto ‘rivoluzionario’, perché da troppi anni lo si è considerato un comparto figlio di un dio minore, un aspetto secondario della vita di una persona; mentre è, a tutti gli effetti uno dei diritti di cittadinanza più importanti. Vorremmo che tutti avessero un luogo dignitoso dove vivere – prosegue Grandi – perché la casa è sinonimo di civiltà, elemento di inclusione e non di discriminazione, soprattutto ai danni dei ceti più deboli ed emarginati, ma solo più a quelli”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 13/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
Roma e le case popolari: i tre luoghi comuni da sfatare

Gli stranieri sono “favoriti” nelle assegnazioni, gli alloggi non bastano, nella capitale c’è emergenza abitativa: Enrico Puccini, architetto ed esperto di urbanistica, smentisce questi falsi miti. “Non sono favoriti gli stranieri, ma le famiglie numerose”; “il 70% del patrimonio pubblico è inutilizzato”; “non più di 5 mila famiglie in emergenza abitativa”
“Non sono gli stranieri o i rom ad essere avvantaggiati nell’assegnazione delle case popolari: sono i nuclei familiari numerosi, che effettivamente oggi sono solo in minoranza italiani”.
E’ questo il primo “mito” da sfatare, secondo Enrico Puccini, architetto romano che ha seguito la questione con la giunta Marino e risponde con i dati e le norme alle voci che in questi giorni si alzano, soprattutto in alcune periferie romane, per protestare contro l’assegnazione di alloggi popolari a famiglie rom. “Dall’ultimo bando, che risale al 2012, risultano idonei circa 12.500 nuclei. Avere uno studio sulla composizione, sull’età, sulle condizioni socio-economiche d famiglie sarebbe utilissimo per poter svolgere una programmazione efficace – scrive Puccini sul suo blog “Osservatorio Casa Roma” – . Il Bando stesso sarebbe una utile fonte di informazioni (disabilità, reddito, provenienza, ecc.) che tuttavia non vengono elaborate e/o diffuse. I dati, infatti, sono criptati e l’unica cosa che trapela dalla nuova graduatoria è la composizione delle famiglie. Un elemento comunque significativo in quanto gli alloggi popolari vengono assegnati in base alla composizione del nucleo”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/05/2019


venerdì 10 maggio 2019
Salute, l’infermiere di comunità in tutta la Toscana centrale

Dopo Lastra a Signa, Montespertoli, Agliana e Montale e l’ultimo in ordine di tempo, Scandicci, la mappa geografica dell’infermiere di famiglia e di comunità, crescerà nel 2019 di altri Comuni dell’area fiorentina e del pistoiese per poi completarsi nel 2020 in tutte le aree territoriali della Ausl Toscana centro
Dopo Lastra a Signa, Montespertoli, Agliana e Montale e l’ultimo in ordine di tempo, Scandicci, la mappa geografica dell’infermiere di famiglia e di comunità, crescerà nel 2019 di altri Comuni dell’area fiorentina e del pistoiese per poi completarsi nel 2020 in tutte le aree territoriali della Ausl Toscana centro. I tempi del nuovo servizio che porta risposte assistenziali al domicilio, sono stati presentati dal direttore del dipartimento infermieristico e ostetrico, Paolo Zoppi, a Toscana Tv nel corso della trasmissione di informazione sanitaria dell’Azienda. Zoppi ha sottolineato il significato del servizio sia in termini organizzativi che di eccellenza della modalità di esercizio della professione infermieristica.

Leggi: Redattore Sociale, 10/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
Lombardia: due atti normativi sulle barriere e per un Fondo Unico

«Una volta tradotti in atti normativi concreti, questi due provvedimenti potranno determinare importanti benefìci per la vita delle persone con disabilità, a molti livelli. Uniformare infatti gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e creare un Fondo Unico per la Disabilità rappresentano due passi importanti verso una gestione coordinata delle azioni a favore delle persone con disabilità. E ultima, ma non meno importante, la richiesta di riconoscere LEDHA e FAND come organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Siamo molto contenti, e ora aspettiamo i provvedimenti della Giunta Regionale».
Così Alessandro Manfredi, presidente della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che rappresenta la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), commenta due atti normativi approvati il 16 aprile scorso dal Consiglio Regionale della Lombardia, che impegnano la Giunta Regionale ad agire nel senso indicato.
Si tratta innanzitutto della Mozione 177 concernente il Piano 2030 Lombardia senza barriere, con la quale si impegna la Giunta Regionale a dotarsi entro il 2020 di uno strumento di pianificazione e programmazione coordinata di interventi per l’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali, «rendendo l’accessibilità universale proprio obiettivo di progettazione».

Leggi: Superando, 09/05/2019


giovedì 9 maggio 2019
Centri anziani, un archivio multimediale per raccogliere le loro storie

Nasce in Toscana l’idea di un progetto multimediale che raccoglie le storie di tutti i pazienti e gli operatori delle residenze sanitarie assistite e dei centri anziani
Un archivio multimediale che raccoglie le storie di tutti i pazienti e gli operatori delle residenze sanitarie assistite e dei centri anziani. E’ il progetto promosso, tra gli altri, dall’archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, ad Arezzo, dalla Libera Università dell’autobiografia e dalla Regione Toscana. L’idea è quella di fare tesoro delle tantissime storie, dei tantissimi aneddoti, delle tantissime foto e dei tantissimi disegni che vengono realizzati quotidianamente nelle Rsa, nei centri diurni, nei centri anziani. Un modo per non disperdere la memoria di tutto quello che di bello accade ogni giorno in questi luoghi che spesso sono di sofferenza.
“Vogliamo progettare – hanno detto i promotori del progetto – di salvare la memoria, anche di chi la memoria la sta perdendo, è una impresa che va controcorrente ma al tempo stesso scommette sul patrimonio umano e sui suoi tesori. Nella memoria ritrovata di ogni persona vi è parte imprescindibile di tutta la storia umana nel bene e nel male. Riallacciare in una nuova dimensione emotiva i rapporti di interazione tra anziani e personale che se ne prende cura, questo vogliamo fare, e poi ricostruire luoghi dove singole memorie e collettivi confronti possano trovare una cornice in cui disegnare uno schizzo di originale socialità”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/05/2019


mercoledì 8 maggio 2019
Livorno. Al via le richieste per la settimana del sollievo

Sollevare temporaneamente i familiari dal peso dell’assistenza quotidiana e costante ad un proprio congiunto fragile o oppure non autosufficiente che vive nella stessa casa: può essere la necessità di prendersi una vacanza o fare un viaggio. Sono diverse le situazioni per cui ci si trova dinanzi al dilemma di come gestire la lontananza da casa per un breve periodo riuscendo comunque a garantire un’opportuna assistenza al proprio familiare convivente. In questa direzione va appunto il progetto “Ca.Li.Ma” varato dalla Svs in collaborazione con l’Avo (Associazione Volontari Ospedalieri) e l’Auser: un progetto che promuove iniziative per il sollievo degli anziani e dei “care giver” familiari ed avvalendosi del contributo erogato dal Ministero del lavoro e dalla Regione Toscana. E’ così stata ideata la “Settimana del sollievo” con la quale i familiari rivolgendosi alla Svs possono ottenere gratuitamente un periodo di assistenza del proprio congiunto convivente Le domande vanno inoltrate all’SVS fino alla fine di maggio direttamente in via San Giovanni oppure via mail.Informazioni: SVS tel. 0586-896040 interno 5 (dal lunedì al venerdì con orario 9-12) oppure svssociale@pubblicaassistenza.it.

Leggi: Auser, 08/05/2019


IN AGENDA:

Sanità, 15 maggio presentazione report Fp Cgil su liste d’attesa e costi

Appuntamento nella sede di corso d’Italia dalle 10 alle 13
Nuovo report sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali. Mercoledì 15 maggio a Roma si terrà la presentazione del secondo report della Fp Cgil, dopo il primo illustrato lo scorso anno, curato da Crea Sanità e in collaborazione con la Fondazione Luoghi Comuni. Il rapporto, dal titolo ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali’, sarà presentato presso la sede della Cgil nazionale in corso d’Italia 25 dalle ore 10 alle ore 13.
Una fotografia delle condizioni delle prestazioni sanitarie in Italia, tra liste d’attesa e costi, tra pubblico e privato. Interverranno il professore Federico Spandonaro (Università di Tor Vergata e presidente Crea Sanità), la professoressa Carla Collicelli (ricercatrice senior associata Cnr Itb), Sergio Venturi (assessore alla Sanità Regione Emilia Romagna), Valeria Fava (Cittadinanza attiva e responsabile osservatorio civico sul federalismo in sanità), Stefano Cecconi (responsabile salute e area welfare Cgil nazionale) e, infine, Serena Sorrentino (segretaria generale Fp Cgil nazionale). Dunque, appuntamento mercoledì a Roma, in Corso d’Italia 25 a partire dalle ore 10.

Leggi: Rassegna Sindacale


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


Presentazione della Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età

Giovedì 16 maggio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 11.00,   presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione, 4) il  Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) presenteranno la Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età, che – partendo da cinque video tutorial – vuole offrire una panoramica sui principali istituti giuridici a disposizione degli over 60 per la gestione dei propri beni: rendita vitalizia, contratto di mantenimento, donazione con onere di assistenza, prestito vitalizio ipotecario, la vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto.
All’evento saranno presenti – oltre i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori e del Notariato – i rappresentanti delle Istituzioni, delle Associazioni per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle Federazioni sindacali e Associazioni per i diritti degli Anziani.

Leggi: Il Notariato


Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.

Leggi: Liberetà


Silver Economy Forum: a Genova dal 13 al 15 giugno la seconda edizione

La manifestazione è promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City
Si svolgerà il prossimo 13-14-15 giugno a Genova la seconda edizione del Silver Economy Forum, manifestazione promossa dall’Assessore allo Sviluppo e Promozione Economica della città di Genova in collaborazione con l’Associazione Genova Smart City, una road map nazionale  per esplorare l’economia del mondo senior.
Il forum, gratuito e aperto a tutti, sarà articolato su 3 giornate presso il Palazzo della Borsa. L’intento è quello di intercettare tendenze ed esigenze del segmento “over 50”, che rappresenta sempre più un’opportunità di sviluppo per l’economia nazionale e del nostro territorio. Salute, turismo, health care, nutrizione, innovazione e domotica, economia e finanza, tempo libero e consumi, solo per citare alcuni dei temi che saranno affrontati durante l’evento. Altre info sul sito della manifestazione

Leggi: Silver Economy Forum


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


IN EVIDENZA:

Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

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Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

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SEGNALAZIONI:

21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

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Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

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Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

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Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

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Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

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Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

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Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

 

NEWS:

martedì 7 maggio 2019
L’Auser guarda al futuro: il 9 e 10 iniziativa a Roma

Conferenza di organizzazione dell’Associazione per l’invecchiamento attivo, che quest’anno festeggia il trentennale. Fitto il programma della due-giorni, intervengono i segretari generali della Cgil Landini e dello Spi Pedretti
“Una grande rete che guarda al futuro”. Questo il titolo della Conferenza nazionale di organizzazione dell’Auser, che si tiene giovedì 9 e venerdì 10 maggio a Roma, presso il Centro congressi Frentani (in via dei Frentani 4). Al centro dei lavori, l’approvazione del nuovo statuto nazionale e le nuove sfide dettate dalla riforma del terzo settore che sta arrivando a compimento. Una riforma complessa e impegnativa che impone alle associazioni capacità di rinnovamento e trasparenza. Questa Conferenza di organizzazione rappresenta un appuntamento particolarmente importante: cade, infatti, nell’anno del trentennale dell’Associazione. Era il 5 maggio del 1989 quando l’allora segretario generale della Cgil Bruno Trentin, insieme allo Spi Cgil, promuoveva la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.

Leggi: Rassegna Sindacale, 07/05/2019


martedì 7 maggio 2019
Lavoro sommerso in Italia

Sono 2 milioni colf e badanti, di cui il 60% irregolare
In Italia, sono 2 milioni i lavoratori domestici e di questi 1,2 mln risultano irregolari (il 60% del totale). L’attività svolta da colf e badanti rappresenta l’1,25% del Pil. E’ quanto emerge dal Libro Bianco del lavoro domestico ‘Famiglia, lavoro e abitazione’, presentato questa mattina al Cnel da Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico e da Effe, la Federazione europea dei datori di lavoro domestico.
Tra i presenti il presidente del Cnel, Tiziano Treu, il giuslavorista Michele Tiraboschi, il direttore di ricerca dell’Irs Sergio Pasquinelli, il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, il vice residente della Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa Vincenzo Bassi, il presidente di Federanziani Roberto Messina, il presidente Fish Onlus Vincenzo Falabella ed il responsabile dei servizi statistico-informativi dell’Anmil Franco D’Amico. Presenti anche Debora Serracchiani; Silvia Costa; Fabio Massimo Castaldo; Laura Agea; Anna Bonfrisco; Maria Teresa Bellucci; Costanza Hermanin.

Leggi: Inca, 07/05/2019


martedì 7 maggio 2019
«Un social compact per il rinascimento europeo»

Prodi all’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil: “Viviamo in un’Europa dalle disuguaglianze crescenti. Bisogna invece puntare su equità e welfare, che sono i più grandi contributi che l’Unione ha regalato al mondo. Da soli non si va da nessuna parte”
“È un momento delicatissimo per l’Europa, perché i governi nazionali hanno rinunciato da tempo a una redistribuzione della ricchezza, e nella politica mondiale nessuno parla più di imposte e dei conseguenti servizi. Nelle varie campagne elettorali si parla solo di diminuzione delle tasse e in tutto questo aumentano a dismisura le disuguaglianze tra le persone”. Lo ha detto oggi, 7 maggio, Romano Prodi in apertura della lectio magistralis tenuta nella seconda giornata di “La nostra Europa, la cultura, il lavoro. La cultura del lavoro”, l’iniziativa organizzata da Cgil, Cisl e Uil a Matera.
“La finanziarizzazione dell’economia ha fatto il resto – ha continuato il presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli –. Il ruolo sempre più importante della finanza rispetto al peso del mondo del lavoro crea ancora più differenze, perché la finanza è mobile e lo sarà sempre di più con il cambiamento tecnologico in corso”. In tutto questo, “la divisione tra salariati di alto livello e salariati di basso livello continuerà a crescere”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 07/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Quota 100 per pochi: i dati Cgil lo confermano

Cigna a RadioArticolo1: “I conti del governo sono sbagliati. Secondo noi, le persone che usufruiranno del provvedimento saranno 325 mila, contro le 973 mila ipotizzate. Aver scelto paletti così rigidi, restringe la platea degli aventi diritto”
“Abbiamo fatto uno studio, con stime e proiezioni sul flusso della platea potenziale di quota 100, sulla base delle risorse stanziate dal governo. Il risultato è che i conti sono sbagliati: per noi, le persone che usufruiranno del provvedimento saranno al massimo 325 mila a fine anno, contro le 973 mila ipotizzate dall’esecutivo”. Così Ezio Cigna, dell’ufficio previdenza Cgil, ai microfoni di RadioArticolo1.
“Aver scelto una quota 100 così rigida, con i paletti dei 62 anni di età e dei 38 di contributi, non risponde a fette importanti del mondo del lavoro, perché restringe a priori la platea degli aventi diritto. Ad esempio, le donne – già fortemente penalizzate dalla legge Fornero, che ha spostato la pensione di vecchiaia da 60 a 67 anni – difficilmente riescono a raggiungere i 38 anni di contributi, svolgendo spesso due lavori, quello in produzione e quello di cure, tanto è vero che solo poche migliaia (una domanda su quattro è stata presentata da una donna), hanno utilizzato quota 100. E la stessa opzione donna è penalizzante, in quanto è una misura che prevede un calcolo interamente contributivo, 35 anni di contributi e 58 d’età se dipendenti, o 59 se autonome. Per non parlare dei precari, dagli edili agli agricoli, del tutto fuori dai giochi, malgrado tantissimi di loro desiderino andare in pensione al più presto, facendo lavori faticosi e poco sopportabili, superata una certa età

Leggi: Rassegna Sindacale, 06/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Decreto crescita: le misure in materia di Imu, efficienza e sismabonus

Diverse misure del Dl n. 34/2019 (il cosiddetto Decreto Crescita), pubblicato in Gazzetta Ufficiale, riguardano a vario titolo la casa e il condominio. Vediamo sinteticamente quali, nell’estratto di un approfondimento scritto da Gennaro Napolitano per conto di Fisco Oggi: l’organo ufficiale di comunicazione dell’Agenzia delle Entrate.
Deducibilità IMU
Aumenta la deducibilità dell’Imu relativa agli immobili strumentali (già innalzata dall’ultima legge di bilancio): si prevede, infatti, che per la determinazione del reddito d’impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni, l’imposta municipale propria relativa a tali immobili sia deducibile nella misura del 50% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (2019 per i contribuenti “solari”), del 60% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre 2020 (quindi, 2020 e 2021 per i contribuenti “solari”), del 70% a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021 (quindi, 2022 per i contribuenti “solari”).
Incentivi per l’edilizia
Fino al 31 dicembre 2021, per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi dieci anni, demoliscono o ricostruiscono gli immobili (anche con variazione volumetrica) oppure li vendono, le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa (200 euro).

Leggi: Quotidiano del Condominio, 06/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
La prova dei mezzi nella Long-Term Care in Europa

Il diritto ad accedere alle prestazioni assistenziali per non autosufficienti viene regolato in maniera diversa nei paesi europei. Uno degli elementi frequentemente considerati è la condizione economica del richiedente. L’articolo presenta il quadro europeo dell’uso della prova dei mezzi (mens test) nelle politiche di Long-Term Care (LTC).
di Franco Pesaresi (Direttore ASP “Ambito 9” Jesi (AN), Network Non Autosufficienza NNA)
In Europa, l’Assistenza di lungo termine (Long-Term Care, LTC) viene erogata a tutti coloro che ne hanno bisogno senza alcuna limitazione oppure le dimensioni dell’assistenza sono sottoposte alla prova dei mezzi e quindi in qualche modo condizionate dal reddito del beneficiario?
La prova dei mezzi (o “means test”) consiste in una forma di valutazione da parte di un’autorità pubblica, della situazione economica di chi richiede una prestazione di assistenza o l’accesso a condizioni agevolate ad un servizio. Il termine “prova dei mezzi” riassume una serie di indicatori delle disponibilità economiche del soggetto richiedente (reddito individuale, reddito familiare, ricchezza); in base ai valori che tali indicatori assumono viene dichiarata l’esistenza del diritto di un soggetto a determinati trasferimenti monetari o servizi (Ferrera, 2006).
In Italia, la prova dei mezzi si effettua attraverso lo strumento dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) ma in Europa la verifica delle risorse economiche dell’utenza assume forme e contenuti estremamente diversificati.

Leggi: I Luoghi della Cura, 06/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Reddito di cittadinanza e persone senza dimora – Offriamo loro un’opportunità

Lo scorso 29 marzo è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 che introduce il Reddito di cittadinanza (RdC). All’articolo 1 viene subito sottolineato che il RdC è una misura fondamentale di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza   e   all’esclusione sociale nonché diretta a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro.
In linea di principio, dunque, l’uguaglianza sostanziale, i doveri di solidarietà e protezione sociale di cui lo Stato è garante, sono fatti salvi. Tuttavia, il rischio reale che una parte di povertà, quella definita come povertà estrema, rimanga fuori dalla misura c’è.
Si tratta delle Persone Senza Dimora (PSD), i poveri tra i più fragili e vulnerabili. Vivono una condizione di deprivazione materiale e immateriale caratterizzata da continui scivolamenti, difficoltà, impedimenti di diversa natura legati al loro stato di salute, al lavoro, ai legami familiari o relazionali, alla lontananza dal paese o città di origine, alle dipendenze, alla giustizia, alla possibilità oggettiva e capacità soggettiva di godere di opportunità economiche, culturali, sociali, politiche che li faccia emergere da una indigenza grave e perdurante.

Leggi: Welforum, 06/05/2019


lunedì 6 maggio 2019
Il social housing vince al Nord con locazioni e prezzi calmierati

Al Nord e intorno alla città metropolitana di Milano la maggior parte dei progetti realizzati
Dieci anni di social housing in Italia con poco più di un miliardo di euro erogato (pari al 50% degli importi sottoscritti) e con la prospettiva di raggiungere i 20mila alloggi sociali entro il 2020. Al Nord e intorno alla città metropolitana di Milano la maggior parte dei progetti realizzati; al Centro e al Sud è un “work in progress”, con qualche eccellenza. A fine anno è terminato il periodo di investimento con la sottoscrizione delle risorse disponibili del patrimonio del Fondo Investimenti per l’Abitare (Fia) istituito da Cdpi Sgr nel 2009 e a oggi sono stati acquisiti dai fondi 205 progetti, di cui 115 sono ultimati. Altri 50 sono deliberati e devono essere sviluppati dai fondi locali. Da Cenni di Cambiamento
a Milano a Cesena con il nuovo Quartiere Novello, da Parma a Ferrara dove sta prendendo vita il progetto Corti di Medoro (dal recupero dell’ex Palaspecchi, integrando residenze e studentato). Sono numerose le operazioni che hanno fatto scuola in questi anni, ma che non sono ancora indicative di una tendenza diffusa.  «Quando si misura la convenienza della soluzione abitativa sociale, va tenuto conto dei canoni di mercato troppo cari per i budget delle famiglie (oltre il 30-40%) o dalla carenza di offerta adeguata. Prezzi e canoni elevati – spiegano da Cdp – si riscontrano soprattutto in città con forte tensione abitativa come Milano, Roma, Torino, Firenze: qui i canoni del social housing risultano inferiori rispetto al mercato anche del 40%, mantenendosi nel range 4-6 euro mq/mese, mentre i prezzi oscillano intorno ai 2.000-2.200 euro al mq».

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 06/05/2019


domenica 5 maggio 2019
Giornata europea per la vita indipendente: una “priorità assoluta”

Il 5 maggio la ricorrenza, che intende sottolineare il significato e il valore della vita indipendente. A Milano il corteo promosso dal Comitato lombardo e da alcune associazioni, per chiedere finanziamenti per l’assistenza personali, abbattimento delle barriere e pari opportunità. “Le persone con disabilità non siano prigioniere in casa propria, ma neanche bambolotti in istituto”
Si celebra il 5 maggio la Giornata europea per il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità. Una “filosofia” che nasce a Berkley nel 1972 dalla prima agenzia per la vita indipendente. Da qui partirono i primi tentativi di autodeterminazione e partecipazione alle attività comuni sociali delle persone con disabilità. Avere una vita indipendente significa un’assistenza autogestita tramite un progetto educativo individualizzato e una somma di denaro gestita in prima persona dal diretto interessato.
A sottolineare il valore di questa ricorrenza, è il Comitato lombardo per la vita indipendente delle persone con disabilità, che insieme alle associazioni “Abbatti le Barriere”, “Disabili Pirata” e “ComodalBasso” guiderà l’allegro corteo che attraverserà alcune strade del centro di Milano, accompagnato dalla musica della “Banda degli ottoni a scoppio”. La partenza sarà alle 10 da via 25 Aprile, l’arrivo alle 13 presso a via Gaetano de Castilla, 26.
Tre le richieste principali che gli organizzatori rilanceranno: finanziamenti sufficienti per assumere assistenti personali e norme che li prevedano; investimenti per abbattere le barriere architettoniche e per impedire che ne vengano costruite di nuove; parità di accesso a scuola, lavoro, casa, trasporti, sanità, servizi urbani.

Leggi: Redattore Sociale, 05/05/2019


venerdì 3 maggio 2019
l welfare dei servizi nel Reddito di cittadinanza

Le novità per i servizi del welfare territoriale dovute al passaggio dal Rei al RdC si possono sintetizzare nell’ “Equazione del Reddito di Cittadinanza” (Box 1). Il numeratore riguarda gli interventi: vengono mantenuti quelli previsti dal Rei, si rafforzano i CPI e si frammenta la rete locale. Il denominatore concerne la platea interessata: si estende l’utenza. Nella fase iniziale, i cambiamenti indicati si collocano in un contesto reso più impegnativo dalle incertezze relative al cambio della normativa. I prossimi paragrafi approfondiscono i singoli elementi dell’”Equazione”.
Box 1 – L’equazione del reddito di cittadinanza
RDC =  REI + RAFFORZAMENTO CPI + FRAMMENTAZIONE RETE LOCALE/AMPLIAMENTO UTENZA
Il mantenimento degli interventi previsti dal Rei
Inclusione sociale ed inclusione lavorativa – Il progetto iniziale
All’inizio della legislatura, il progetto del Governo per il RdC era differente dalla misura poi effettivamente introdotta. Si trattava di un ibrido: una politica contro la povertà nei beneficiari e una politica contro la disoccupazione negli interventi previsti. Il positivo investimento per il rafforzamento dei Centri per l’impiego, infatti, si traduceva nel prevedere quasi esclusivamente interventi d’inclusione lavorativa, relegando ai margini quelli d’inclusione sociale. Si prefigurava, dunque, un sistema di welfare locale governato dai CpI, nel quale i Comuni avrebbero svolto una funzione residuale.

Leggi: Welforum, 03/05/2019


venerdì 3 maggio 2019
Riqualificazione di singole unità immobiliari: come cedere il credito fiscale

Il provvedimento n. 100372/2019 emanato dall’Agenzia delle Entrate il 18 aprile scorso, a firma del Direttore, ha definito le modalità di cessione del credito fiscale derivante da interventi di riqualificazione energetica su singole unità immobiliari.
Infatti, mentre la cessione nell’ambito di interventi condominiali era stata definita con il provvedimento n. 165110 del 28 agosto 2017, la cessione della detrazione su singoli immobili era rimasta “sospesa“ fino ad oggi, non essendovi disposizioni che la regolassero in concreto.
Il documento colma questa lacuna e disciplina in nove punti tutti gli aspetti per realizzare la cessione, a partire dal 01.01.2018 (prevedendo per detrazioni maturate in relazione ad interventi realizzati nell’anno 2018) disponendo, in maniera analoga alla cessione per detrazioni da interventi su parti comuni di edifici, che:
–    possono cedere il credito i beneficiari della detrazione ai sensi dell’art. 14 Dl 04.06.2013, n. 63, compresi i soggetti incapienti/appartenenti alla no tax area;
–    possono essere cessionari della detrazione fiscale i fornitori di beni e servizi o soggetti che presentano un collegamento con l’intervento realizzato, siano essi persone fisiche (che esercitano attività professionale o d’impresa), enti e società. È esclusa in ogni caso la cessione a pubbliche amministrazioni;
–    i beneficiari incapienti potranno cedere il proprio credito anche a banche ed intermediari finanziari, possibilità esclusa per gli altri contribuenti;

Leggi: Quotidiano del Condominio, 03/05/2019


giovedì 2 maggio 2019
Commento all’editoriale pubblicato sul n. 1/2019. Non autosufficienza e politica. Perché il disinteresse?

In questo numero la rivista ospita un commento all’editoriale di Cristiano Gori “Perché gli anziani non autosufficienti non interessano alla politica?” pubblicato su I Luoghi della cura online il 23 gennaio 2019.
di Aldo Amoretti (Presidente Associazione Professione in Famiglia)
Ho letto con interesse l’editoriale di Cristiano Gori “Perché gli anziani non autosufficienti non interessano alla politica?” pubblicato il 23 gennaio 2019 su “I luoghi della cura online”. Quanto sostenuto in tale articolo ha totale fondamento. Tuttavia c’è un altro risvolto che, a mio parere, merita attenzione. L’opinione prevalente, non solo nel mondo della politica, ma pure dei sindacati e di tutti gli ambienti che hanno responsabilità nella guida del paese, è che il lavoro nero delle badanti non sia una patologia, ma una “medicina”. In altre parole, se le famiglie si “arrangiano” con la badante immigrata, totalmente o parzialmente irregolare e senza contratto, va bene così; meglio lasciar correre.  Si tratta di un pensiero inespresso, forse perfino inconsapevole ma diffuso. Esso rappresenta il principale ostacolo che, l’Associazione di famiglie alla quale dedico il mio impegno volontario (Professione in Famiglia), si trova di fronte cercando di promuovere la regolarizzazione del lavoro delle badanti.

Leggi: I Luoghi della Cura, 02/05/2019


giovedì 2 maggio 2019
Buone pratiche, servizi e tecnologie per sostenere i familiari che assistono i propri cari.

“Radici di cura e nuove traiettorie” è il filo conduttore della nuova edizione del “Caregiver Day”: giornate dedicate al caregiver familiare (chi si prende cura di un proprio caro malato, disabile, non autosufficiente.) in programma tra Carpi e Bologna dall’8 al 31 maggio.
Un filo conduttore che evidenzia il lungo lavoro compiuto dalla Cooperativa sociale Anziani e non solo e dall’Unione Terre d’Argine (con il patrocinio della Associazione dei Caregiver Familiari CARER, dell’AUSL di Modena e della Regione Emilia Romagna) per evidenziare le peculiarità ed i bisogni dei familiari impegnati in attività di cura  e ricercare politiche e buone pratiche di sostegno in ambito regionale, nazionale ed europeo.
I convegni e workshop di questa nona edizione tratteranno di domiciliarità, cura e narrazione, stimolazione cognitiva, auto mutuoaiuto, conciliazione, innovazione del welfare.
Il giorno 11 maggio a Carpi presso l’Auditorium Loria, il ricercatore Claudio Falasca   interverrà sulla ricerca di Auser e Spi Cgil “Problemi e prospettiva della domiciliarità. Il diritto di invecchiare a casa propria.
Il programma del Caregiver Day è scaricabile dal sito www.caregiverday.it . La partecipazione a tutti gli eventi è gratuita. E’ opportuno confermare la presenza compilando il modulo di registrazione online sul sito www.caregiverfamiliare.it e www.caregiverday.it  o inviando una mail a info@anzianienonsolo.it o telefonando allo 059645421. Alle assistenti sociali sono riconosciuti crediti formativi.

Leggi: Auser, 02/05/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 6 maggio 2019
Milano. Accordo morosità per gli inquilini del comune/MM

Presidio sindacati inquilini mercoledi 8 Maggio dalle ore 15 davanti alla sede di MM Casa in Via Vecchio Politecnico, 8
Le Scriventi Organizzazioni Sindacali degli Inquilini denunciano la non corretta applicazione dell’Accordo sul rientro della morosità nelle case comunali dell’Aprile 2018, da parte del Comune e di MM e la loro indisponibilità a rivedere le proprie posizioni e responsabilità.
L’Amministrazione Comunale ha approvato nell’Agosto del 2018, senza neanche informare i sindacati, una Delibera che non rispetta l’accordo sottoscritto: perché non azzera conguagli 2003/2009 dei gestori privati inesigibili in quanto privi di documenti giustificativi e comunicati oltre i termini di prescrizione; perché esclude tutti gli inquilini dei condomini misti, per quanto riguarda le spese condominiali, e gli eredi e i trasferiti dall’applicazione della delibera e dell’accordo.
Davanti alle puntuali e circostanziate contestazioni che le OO.SS. hanno avanzato al tavolo di confronto, l’Amministrazione invece di cercare una soluzione oppone da mesi la tattica del continuo rinvio, senza esercitare alcun controllo sull’operato del gestore del suo patrimonio.

Leggi: Sunia, 06/05/2019


venerdì 3 maggio 2019
Liste d’attesa. In Umbria scende in campo il difensore civico

Un protocollo con la Regione prevederà che i cittadini possano rivolgersi gratuitamente al difensore civico per segnalare ostacoli o eventuali disservizi del sistema di scorrimento delle liste d’attesa o i tempi troppi lunghi d’attesa. Il difensore civico si metterà in moto per le verifiche del caso e avrà il potere di intervenire e di avanzare proposte alle direzioni generali e alla Giunta.
Allo scopo di aumentare le tutele nei confronti dei cittadini umbri in campo sanitario e in particolare, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa per l’erogazione delle prestazioni e delle cure, stamani l’assessore regionale alla Salute, Antonio Bartolini, ha incontrato il difensore civico regionale, Marcello Pecorari, per discutere i punti essenziali di un protocollo da sottoscrivere in tempi brevi.
“Il protocollo che andremo a stipulare – spiega in una nota l’assessore – prevede che i cittadini destinatari di prestazioni sanitarie potranno, anche singolarmente, rivolgersi gratuitamente al difensore civico, per segnalare ostacoli o eventuali disservizi del sistema di scorrimento delle liste d’attesa o i tempi troppi lunghi d’attesa. Il difensore civico a sua volta, dopo i necessari e doverosi riscontri, potrà intervenire per garantire il buon andamento e l’efficienza del servizio sanitario, prevedendo anche misure alternative utili ad accelerare il percorso di diagnosi e cura”.

Leggi: Quotidiano Sanità, 03/05/2019


martedì 30 aprile 2019
Palermo. Sunia, confronto sul disagio abitativo e mostra fotografica su Aldo, il clochard scomparso a dicembre a Palermo.

Ad organizzarli è il Sunia Palermo, giovedì 2 maggio, alle 16,30, presso la sede della Cgil Palermo, in via Meli, 5.
“Affronteremo – spiega Zaher Darwish, segretario del Sunia Palermo – il tema del disagio abitativo legato alla questione della residenza anagrafica e alla richiesta espressa da diverse famiglie palermitane, che occupano immobili, di poter regolarizzare i contratti per le forniture domestiche nelle loro abitazioni”.
All’incontro sarà presente l’assessore alla Cittadinanza sociale del Comune Giuseppe Mattina.
In tale occasione sarà presentata una mostra fotografica dedicata ad “Aldo”, Laid Abdellah, il clochard trovato morto a dicembre sotto i portici di piazzale Ungheria, allestita dal fotografo palermitano Marcello Cataliotti Natoli. La mostra sarà allestita e aperta al pubblico dal 3 maggio nella sede del Sunia, in via Tenente Giovanni Ingrao, 2.

Leggi: Sunia, 30/04/2019


marteì 30 aprile 2019
Mettere al sicuro la propria salute

C’è il barattolo dell’emergenza
Un’idea semplice, ma di grande interesse, sta alla base del «service nazionale» dell’annata lionistica 2018-2019 ed ha riscosso, tra i delegati partecipanti al 66esimo Congresso, un lusinghiero riscontro. Il «Barattolo di Emergenza Lions» prende spunto da un «service» già applicato in Germania ed in Francia, in particolare dai Lions Club di Butzbach e Chambery.
In Italia una prima esperienza si è realizzata sul territorio del Comune di Vado Ligure, promossa dal Lions Club locale. Ora il progetto, grazie alla concreta collaborazione e sostegno dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, prenderà avvio nella realtà bergamasca.
«Metti al sicuro la tua salute – Il barattolo dell’emergenza», così come rinominato a Bergamo, è un progetto di informazione e educazione sanitaria per migliorare l’efficacia e la tempestività degli interventi di emergenza sanitaria a domicilio, a sostegno dei soggetti fragili, anziani soli in particolare, e relativi caregiver, in caso di un’emergenza sanitaria che richieda, con urgenza, l’intervento del soccorso sanitario in casa.

Leggi: Eco di Bergamo, 30/04/2019


IN AGENDA:

Per contrastare la povertà, combinare più politiche

Roma, Inapp, 14 maggio
Presentazione del tema – Emanuele Ranci Ortigosa
Il critico passaggio dal REI, centrato sulla povertà estrema e sulle politiche di inclusione sociale, al RdC, che estende target e soglie di accesso prestando prevalente attenzione all’inserimento lavorativo, può offrire l’opportunità per dibattere e maturare una visione e una strategia di contrasto alla povertà di maggior respiro, di medio/lungo periodo.
Il convegno che qui presento, specialmente nella mattinata, si spingerà oltre il dibattito sulla normativa specifica del RdC che ha impegnato in questa fase il confronto sul contrasto alla povertà, per allargare lo sguardo su una prospettiva più ampia, coinvolgente più politiche rilevanti in ordine alla finalità perseguita.
A tale approccio sono stato incoraggiato dall’analisi su dieci sistemi europei e sulle loro tendenze proposto nell’articolo di Baldini, Busilacchi e Gallo, “Da politiche di reddito minimo a sistemi integrati di contrasto alla povertà?”, che evidenzia fra l’altro che, sotto il profilo reddituale, le politiche di Reddito minimo sono quelle che meno concorrono all’abbattimento della povertà se comparate alle politiche pe la famiglia, per la casa, per la disoccupazione. Tale analisi incrocia una consolidata mia convinzione, sviluppata qualche anno fa in un significativo convegno e più volte ripresa, sull’esigenza di non procedere solo per aggiunte al sistema assistenziale vigente senza affrontarne contestualmente i gravi limiti, disegnando e implementando un percorso di riforme coerente e integrato delle diverse politiche sociali che intercettano dimensioni importanti della condizione di povertà.

Leggi: Welforum


Presentazione della Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età

Giovedì 16 maggio 2019, dalle ore 10.00 alle ore 11.00,   presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione, 4) il  Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione per la difesa dei consumatori, Unione Nazionale Consumatori) presenteranno la Guida multimediale sugli strumenti  patrimoniali della Terza Età, che – partendo da cinque video tutorial – vuole offrire una panoramica sui principali istituti giuridici a disposizione degli over 60 per la gestione dei propri beni: rendita vitalizia, contratto di mantenimento, donazione con onere di assistenza, prestito vitalizio ipotecario, la vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto.
All’evento saranno presenti – oltre i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori e del Notariato – i rappresentanti delle Istituzioni, delle Associazioni per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle Federazioni sindacali e Associazioni per i diritti degli Anziani.

Leggi: Il Notariato


Non autosufficienza, 1° giugno in piazza. Ecco le proposte.

Anche a essere privi delle più elementari nozioni sulla materia, si capirebbe che sono tante le famiglie italiane impegnate ad accudire, o a trovare qualcuno che accudisca, un familiare del tutto incapace di provvedere a se stesso. E si capirebbe altrettanto facilmente che quelle stesse famiglie sono impegnate quotidianamente in un estenuante fai da te appena mitigato da servizi pubblici, peraltro molto diversificati, in quantità e qualità, da Regione a Regione e anche da Comune a Comune.
Quello che davvero non si comprende è invece come dinanzi a un tale fenomeno destinato a crescere esponenzialmente da qui ai prossimi anni, l’unica risposta da parte di governi e coalizioni che si sono succeduti sia ancora ferma, da quasi quaranta anni, all’indennità di accompagnamento che ammonta a 517 euro al mese fisso per tutti, a prescindere dai livelli di gravità della patologia, e a qualche ora l’anno di assistenza domiciliare. Poco, troppo poco, se comparato alle iniziative intraprese in Europa da governi più lungimiranti.

Leggi: Liberetà


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

Leggi: Inca


Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

Leggi: Inca


Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

Leggi: Inca


Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

 21 Servizi Sanitari Regionali sempre più diversi. Rapporto Sanità Nebo 2019

Il personale del SSR del Lazio il più assente per malattia, ma il record è di 25 giorni lavorativi di malattia medi annui per dipendente dell’AO di Cosenza; in Sardegna il doppio dei medici per assistito rispetto al Molise; 2 infermieri per medico in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna contro i 3 del Nord-Est; un’età media del personale che va dai 57 anni della ASL di Reggio Calabria ai 43 anni dell’AOU Federico II di Napoli
Roma, 7 maggio 2019 – Gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.
La disponibilità dei medici della Sardegna è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania.

Leggi: In Salute


Welfare, la nuova questione abitativa

La casa, complice la crisi economica del 2008, è tornata a essere un problema sociale, avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Se ne parla, con il contributo di diversi e approfonditi saggi, nel n. 4/2018 di Rps
Di Stefano Cecconi
La crescente diffusione della casa di proprietà, negli anni passati, sembrava avesse delineato un superamento della “questione abitativa”. Invece, la casa e l’abitare, complice la crisi economica del 2008, sono tornati a essere un problema sociale. Un problema avvertito nel dibattito scientifico, ma ancora fuori dall’agenda politica. Anche per questo l‘ultimo numero 2018 di Rps, La Rivista delle Politiche Sociali, dedica la sezione Tema a “Le nuove forme dell’abitare”.
Nel volume viene analizzata la “nuova questione abitativa”, frutto dei cambiamenti intervenuti nella domanda, maggiormente composita rispetto al passato, per effetto delle dinamiche socio-demografiche (invecchiamento della popolazione, immigrazione, trasformazioni della struttura famigliare, crescente mobilità territoriale ecc.), dei cambiamenti economici (il perdurare della crisi economico-finanziaria, un mercato del lavoro ultraflessibile, una ridotta capacità di risparmio delle famiglie) e culturali (diffusione della sharing economy, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale). I nove saggi che compongono il volume sono preceduti da un’importante introduzione dei curatori, Ugo Ascoli e Micol Bronzini, che riepiloga e commenta i diversi punti di vista degli autori sulla “questione abitativa” per come si presenta oggi, sia sotto il profilo dei bisogni, sia nella configurazione delle risposte.

Leggi: Rassegna Sindacale


Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc

È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

Leggi: Rete Caad


Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

Leggi: Auser


Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

Leggi: Auser


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

Leggi: Auser


Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

 

NEWS:

martedì 30 aprile 2019
Promuovere la qualità della vita dei fruitori dei servizi sociali

I servizi sociali di tutta Europa mirano a fornire ai cittadini servizi di assistenza sicuri, efficaci e di alta qualità. Di recente, varie riflessioni sul tema della qualità dei servizi evidenziano la necessità di pianificare servizi personalizzati al fine di garantire una migliore qualità della vita delle persone che si trovano in una condizione di vulnerabilità più o meno complessa. A livello europeo, il tema della qualità della vita viene ripreso dai 20 principi enunciati nel Pilastro Europei dei Diritti Sociali. Molto interessante è anche il lavoro condotto da Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che ogni quattro anni conduce delle Indagini europee sulla qualità della vita (EQLS) sulla base di una serie di indicatori che includono tra altri, anche l’accesso ai servizi pubblici.
Ma cosa definisce un servizio sociale di qualità e come può essere operato il passaggio ad un servizio che cerca di migliorare la qualità della vita dei suoi fruitori?

Leggi: Welforum, 30/04/2019


lunedì 29 aprile 2019
In Italia 14 milioni di over 65, solo pochi medici con formazione ad hoc

La popolazione italiana invecchia sempre più velocemente, ma calano gli specialisti in grado di curare a 360 gradi gli anziani che hanno più malattie contemporaneamente, ovvero la grande maggioranza. I geriatri in attività in Italia sono, infatti, poco più di 2.000 a fronte dei circa 13,8 milioni di over 65enni presenti. Con l’aumento della vita media cresce, nel nostro Paese, il numero di anziani e cresce, di pari passo, il numero di persone che hanno più di una malattia cronica. A partire dai 70 anni di età circa l’80% ha almeno due o più patologie con cui fare i conti quotidianamente, tra farmaci, visite e prescrizioni: dalle cardiopatie all’osteoporosi, dalla pressione alta al diabete, dalle malattie respiratorie all’insufficienza renale.
“Non di rado i medicinali che fanno bene per una malattia potrebbero peggiorarne un’altra. Per questo, lo stesso Piano Nazionale per le Cronicità elaborato dal Ministero della Salute vede al centro la valutazione multidimensionale geriatrica”, spiega Raffaele Antonelli Incalzi, presidente della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (Sigg). “La valutazione d’insieme della salute degli anziani e, soprattutto degli over 80 – prosegue – è quella che spetta al geriatra, vero e proprio coordinatore in grado di tarare le cure sulle necessità e fabbisogni del singolo paziente”.

Leggi: La Repubblica, 29/04/2019


lunedì 29 aprile 2019
Pensioni: quota 100 sarà dimezzata nel 2019

Quota 100 sarà una misura che nel 2019 coinvolgerà 128 mila persone, 162 mila in meno rispetto alla platea di 290 mila persone prevista dalle stime del governo. Lo sottolinea Ezio Cigna, responsabile della previdenza pubblica della Cgil nazionale, commentando un’analisi dell’osservatorio previdenza della Fondazione di Vittorio e della Cgil.
L’indagine prende in esame diverse misure pensionistiche inserite nel decreto n.4/2019, convertito con la legge n.26/19: Quota 100, il blocco della speranza di vita per le pensioni anticipate e la proroga di opzione donna. Nello specifico, per il dirigente sindacale “la differenza è ancora più marcata se si prende a riferimento la platea prevista nel triennio. In questo caso, infatti, si stima che quota 100 coinvolgerà solo un terzo delle persone previste dal governo, 325 mila invece di 973 mila”.
“Questo coinvolgimento molto più basso rispetto alla platea prevista dal governo – aggiunge Cigna – determinerà un avanzo importante di risorse. Nel triennio per l’insieme delle misure previdenziali prese in esame non saranno utilizzati 7 miliardi e 200 milioni, dei 21 miliardi stanziati in Legge di Bilancio. Nel 2019, dei 3,968 miliardi stanziati dal governo, non saranno utilizzati 1,6 miliardi, nel 2020 si prevede il mancato utilizzo di 2,9 miliardi e nel 2021 di 2,6 miliardi”.

Leggi: Inca, 29/04/2019


lunedì 29 aprile 2019
Solitudine e fatica di vivere: la nuova minaccia globale

Il World Economic Forum ha posto la questione della «sostenibilità umana» tra i principali rischi a cui sono esposte le società contemporanee
Se è il World Economic Forum nel suo Global Risk Report 2019 a inserire la questione della «sostenibilità umana» tra i principali rischi a cui sono esposte le società contemporanee c’è davvero da riflettere e preoccuparsi. I sintomi della crescente «fatica di vivere» sono ormai numerosi e provengono da fonti molto diverse. L’indice elaborato dal Pew Research Institute sulla natura positiva o negativa delle esperienze quotidiane segna un peggioramento costante negli ultimi anni. Nel 2017, quattro intervistati su dieci (la ricerca è internazionale) ammettono di vivere con molte preoccupazioni e stress; 3 su 10 di dover fare i conti col dolore fisico associato a malattie di diverso tipo; 2 su 10 di provare rabbia. Una tendenza che trova conferma in un rapporto della World Health Organization secondo il quale la depressione e i disordini dell’ansia sono aumentati rispettivamente del 54% a del 42%, tra il 1990 and 2015. Più in generale, sempre secondo la stessa fonte, le persone che problemi di salute mentale a livello mondiale hanno ormai superato il numero record di 700 milioni.

Leggi:  Corriere della Sera, 29/04/2019


lunedì 29 aprile 2019
Alleanza tra famiglie e imprese per il welfare degli anziani

Più 10,3%. Tanto è cresciuta nel 2018 la spesa totale degli italiani per dare supporto ad anziani che hanno bisogno di assistenza continua. Sono 6,4 milioni le famiglie con questa necessità. La spesa totale sostenuta nel 2018 per la cura degli anziani non autosufficienti è stata di 27,9 miliardi, corrispondente a un esborso medio per famiglia di 13.306 euro. In prospettiva, il problema è doppio. Da una parte mancano forme di aiuto domiciliare qualificato. Le uniche possibilità di scelta sono la badante da una parte, la rsa dall’altra. E poi c’è la questione dei costi. Tanto che in molti nuclei uno dei componenti, di solito una donna, rinuncia al lavoro per curare un familiare anziano.
A rappresentare la situazione è per il secondo anno il rapporto sul Bilancio di welfare delle famiglie italiane curato da MBS Consulting. L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di duemila nuclei. Il punto è: quale risposta dare a una domanda che di anno in anno è destinata a farsi sempre più pressante? «La curva di evoluzione della spesa pubblica nel settore del long term care, cioè l’assistenza a lungo termine per la non autosufficienza è piatta: 1% del Pil. Più che di una ritirata in questo caso si tratta di una inadeguatezza permanente — constata Enea Dallaglio, ceo di Innovation team, società di ricerca di Mbs consulting —. Bisognerebbe cominciare a prendere in considerazione il modello tedesco, dove dagli anni ’90 è in vigore un sistema di long term care obbligatorio ma basato sulla contribuzione privata.

Leggi: Corriere della Sera, 29/04/2019


venerdì 26 aprile 2019
Allarme denatalità, quanto dobbiamo preoccuparci?

Difficile dire se il circolo vizioso determinato dall’intreccio tra riduzione delle nascite e produttività si sia manifestato in qualche Paese. Il solo sospetto dovrebbe essere sufficiente per intervenire
Sono trascorsi poco più di 50 anni da quando Kingsley Davis, il sociologo e demografo che è stato uno dei padri dell’analisi delle transizioni demografiche, lamentava che nel dibattito sulle politiche per la popolazione fosse così difficile trovare una “esplicita discussione degli obiettivi di lungo termine” di tali politiche e si mostrava molto preoccupato per quella che chiamò, con terminologia allora nuova, “esplosione della popolazione”.
Tipicamente, osservava Davis, si forniva un rapido elenco dei danni che potevano derivare da quella esplosione per passare alle misure ritenute più idonee per affrontarla, tra le quali dominava la “pianificazione familiare” (cioè la contraccezione), ma ben poco si diceva su quale fosse la popolazione ottima. Da allora sembra passato ben più del mezzo secolo effettivamente trascorso. Al timore dell’esplosione della popolazione si è sostituita, in tutti i Paesi avanzati, la realtà della denatalità con i suoi effetti sulla dimensione della popolazione e sul suo invecchiamento. All’elenco dei danni che avrebbe causato l’esplosione della popolazione si sta sostituendo quello (non necessariamente unanime) dei danni provocati dalla denatalità, ma non si può dire che si sia sviluppata l’esplicita discussione di cui Davis lamentava la mancanza.

Leggi: Rassegna Sindacale, 26/04/2019


venerdì 26 aprile 2019
La ‘Green Economy’ può creare 800.000 posti di lavoro

Fondazione Sviluppo Sostenibile indica 5 obiettivi fra cui la riduzione dei consumi di energia in edifici, scuole e uffici
Lo sviluppo sostenibile e la green economy possono portare in sei anni alla creazione di 800.000 posti di lavoro in Italia.
Questo scenario è stato prefigurato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nel Rapporto “Rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia con misure e politiche al 2025 per 5 obiettivi strategici di green economy” presentato a Roma nel mese di aprile in occasione del Meeting di primavera, in preparazione degli Stati generali della green economy del 2019.
La Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con gli economisti di Cles Srl, ha calcolato che realizzando le misure proposte nel rapporto per raggiungere 5 obiettivi green si attiverebbero circa 190 miliardi di investimenti con circa 682 miliardi di aumento della produzione e 242 miliardi di valore aggiunto, creando circa 800.000 nuovi posti di lavoro al 2025.

Leggi: Edilportale, 26/04/2019


mercoledì 24 aprile 2019
New Urban Body: le nuove esperienze di housing sociale che trasformano la città

Nel corso del Convegno “Last Call: dalle parole ai fatti”, Giordana Ferri di Fondazione CARIPLO ha illustrato l’evoluzione dei modi di abitare e vivere la città, da Londra a Milano
La seconda parte del Convegno “Last Call: dalle parole ai fatti” – tenutosi lo scorso 24 gennaio a Milano e dedicato al tema della rigenerazione urbana in Lombardia – è stata dedicata alla presentazione di testimonianze e casi concreti.
Dopo la pubblicazione di due contributi tecnici – rispettivamente di Ilaria Bertini, del Dipartimento Efficienza Energetica di Enea, e di Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo NOMISMA – proseguiamo il nostro approfondimento sulle tematiche affrontate nel corso della giornata con la pubblicazione della presentazione di Giordana Ferri di Fondazione CARIPLO, che ha illustrato alcune evoluzioni dei modi di abitare in città.
Per conto della Fondazione Housing Sociale – costituita nel 2004 da Fondazione CARIPLO per sperimentare approcci e soluzioni innovative per la strutturazione, il finanziamento, la realizzazione e la gestione di iniziative di edilizia sociale economicamente sostenibili – Giordana Ferri ha curato New Urban Body (NUB), una mostra “itinerante” dedicata, appunto, al concetto di new urban body: organismi urbani multifunzionali che possano rispondere in modo flessibile all’esigenza di costruire il proprio “palinsesto urbano” quotidiano.

Leggi: Casa e Clima, 24/04/2019


martedì 23 aprile 2019
Il quadro delle risorse per la Long-Term Care a partire dai principali rapporti di settore

A quanto ammontano le risorse per l’assistenza continuativa nel nostro Paese? La spesa è cresciuta o diminuita negli ultimi anni? La composizione della spesa è cambiata? L’articolo di Laura Pelliccia cerca di dare una risposta a queste ed altre domande offrendo un’accurata analisi a partire dai dati istituzionali più recenti.
Di Laura Pelliccia (Funzionario di Regione Lombardia; collaboratrice di Lombardia sociale; collaboratrice di NNA)
Negli ultimi mesi sono stati pubblicati alcuni Rapporti che permettono di fare il punto sulle risorse dedicate all’assistenza continuativa nel nostro Paese.
Si presentano le principali evidenze: del Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) “Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario” che fotografa le tendenze delle risorse pubbliche per la LTC; delle statistiche Istat “Il sistema dei conti per la sanità” che ricostruisce, anche in chiave intertemporale, la spesa sanitaria per le diverse funzioni.
Di seguito si sottolineano i cambiamenti in atto a livello nazionale per l’assistenza sociosanitaria e per gli altri interventi a sostegno delle persone non autosufficienti, con particolare riguardo alla casistica degli anziani.
Quante risorse nazionali sono dedicate alla LTC? Qual è la situazione rispetto a qualche anno fa?
Il Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato consente di osservare l’andamento temporale della spesa per Ltc rispetto al Pil, ovvero le risorse pubbliche investite per assistere gli anziani e i disabili non autosufficienti rispetto alle risorse nazionali (prodotto interno lordo).
La spesa per l’assistenza è data dalla somma di tre voci:
–    l’indennità di accompagnamento erogata dal sistema centrale
–    le prestazioni sanitarie per la LTC (si veda box 1)
–    gli interventi socio-assistenziali per le persone non autosufficienti (interventi prevalentemente in natura ed erogati dagli enti locali)

Leggi: I Luoghi della Cura, 23/03/2019


domenica 21 aprile 2019
Una diagnosi che rivoluziona gli equilibri di tutta la famiglia

Gli uomini non scappano: presenti nelle decisioni, aiutano negli aspetti pratici e contribuiscono a calmare l’ansia. Le relazioni profonde che sanno mettersi in discussione escono rafforzate dalla prova
La salute della famiglia passa per lo più dalle donne: mamme e mogli si occupano di accudire l’intero nucleo, dalle visite in età pediatrica fino all’assistenza agli anziani. Uno scenario che si conferma quando la diagnosi di tumore interessa fidanzati, mariti, padri, fratelli. Ma che accade quando ad ammalarsi è lei? Lui non si defila, come ci si potrebbe aspettare da cliché sul maschio assente e disattento. «Circa l’85% delle pazienti oncologiche ha al suo fianco un uomo (il partner in sei casi su 10), l’11% è sostenuto da una figura femminile» dice Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus, che ha promosso un’indagine per verificare il ruolo del caregiver maschile durante le cure per un tumore femminile.
«E la presenza di mariti o familiari cresce nel tempo: ci sono alla diagnosi nel 65% dei casi, e quasi sempre (93%) al momento dell’intervento e partecipano ampiamente anche alle visite di controllo, agli esami o alle sedute di chemio e radioterapia». La ricerca, realizzata dall’istituto Doxa (e realizzata con il contributo incondizionato di Amgen), ha coinvolto oltre 400 donne con un’età media di 56 anni e una diagnosi di cancro (soprattutto al seno, nel 63% dei casi), afferenti a 11 centri clinici distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Leggi: Corriere della Sera, 21/04/2019


giovedì 18 aprile 2019
Il grande bluff della pensione di cittadinanza

Nel Veneto l’ha richiesta con successo soltanto un anziano “povero” ogni cento. Di Girolamo (Spi): “I dati che arrivano dai nostri territori sono impietosi. La propaganda elettorale del governo si sta sciogliendo come neve al sole”
Un annuncio lanciato dal governo a margine del reddito di cittadinanza e da molti considerato una vera e propria manna dal cielo. Risultato? Le norme e i requisiti incredibilmente stringenti e ferrei stanno rendendo pressoché inutile questa misura anti-povertà. A lanciare l’allarme sulla pensione di cittadinanza era stato lo Spi Cgil nazionale in tempi non sospetti. L’Inps aveva ipotizzato che ad accedere alla pensione di cittadinanza sarebbero state 250 mila famiglie; il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ne aveva annunciate 500 mila: non sarà così, saranno molte meno. I paletti per accedere all’integrazione sono infatti molto più rigidi di quelli propagandati e, sostanzialmente, la platea sarà la stessa che attualmente richiede l’assegno sociale, ovvero non più di 120 mila nuclei familiari a livello nazionale.

Leggi: Rassegna Sindacale, 18/04/2019


mercoledì 17 aprile 2019
Pensioni, il governo si è distratto

Ghiselli (Cgil) a RadioArticolo1: “L’esecutivo aveva preso impegni con noi, ma non li ha mantenuti. Il primo era valutare gli emendamenti al decreto, poi riconvocarci, così non è stato. Quota 100 resta una misura temporanea e marginale”
“Probabilmente, il governo si è distratto. Aveva preso alcuni impegni con noi sulle pensioni, ma non li ha mantenuti: il primo era quello di valutare le proposte del sindacato, gli emendamenti che avevamo presentato al decreto dell’esecutivo, per poi riconvocarci. Non c’è stato l’incontro, né tantomeno abbiamo avuto risposte e alla fine il decreto è rimasto immutato”. Così Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil, ai microfoni di RadioArticolo1.
“Tra l’altro, non hanno accolto neanche quelle nostre proposte che non avevano un impatto di carattere economico. Penso alle due commissioni istituite dal precedente governo, ora decadute: si trattava di ripristinarle, prendendo l’aspettativa di vita, collegata alla gravosità dei lavori, mentre l’altra riguardava la distinzione fra spesa previdenziale e spesa sociale. Inoltre, il sottosegretario al Lavoro Durigon si era preso l’onere di riconvocare il tavolo su un discorso più complessivo sulla previdenza, arrivando al superamento vero della legge Fornero, poiché ‘quota 100’ non ha tali caratteristiche, ma, anche qui, tutto è rimasto lettera morta”, ha affermato il dirigente sindacale.

Leggi: Rassegna Sindacale, 17/04/2019


mercoledì 17 aprile 2019
Bologna – Dignità, autodeterminazione, relazioni sociali: ecco i diritti degli anziani fragili.

Diritto a una vita dignitosa, all’autodeterminazione, ad avere relazioni sociali, all’abitare, alla sicurezza, alla vivibilità urbana. Sono alcuni dei diritti raccolti nella “Carta dei diritti degli anziani fragili” realizzata nel 2016 nell’ambito del progetto Anziani imprenditori di qualità della vita da un gruppo di lavoro formato da Auser, Ancescao, Ausl Bologna, Asp Città di Bologna, Città metropolitana e Istituzione Minguzzi. Se ne è discusso nella tavola rotonda “Diritti e responsabilità: una Carta per gli anziani fragili” che si è tenuta nei giorni scorsi nella sede dell’Avis a Bologna.
La Carta si compone di 13 articoli che sono stati commentati da un centinaio di persone attraverso focus group e work cafè sul territorio. Uno di questi prevede il diritto all’autodeterminazione ovvero a scegliere liberamente della propria vita, anche per ciò che riguarda le cure, a essere consultato e prendere parte a qualsiasi decisioni lo riguardi, a scegliere il luogo di vita che si adatti ai propri bisogni, ad avere il tempo per riflettere sulle decisioni.

Leggi: Auser, 17/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Campi elettromagnetici e danno alla salute dei condomini. Quando scatta il principio di precauzione?

Quando i condomini possono chiedere la rimozione dei tralicci di alta tensione?
l fatto. I proprietari di due appartamenti in condominio, confinanti nella parte retrostante con gli impianti ferroviari di una società, esponevano che quest’ultima aveva fatto installare abusivamente dei pali per l’alta tensione che emettevano radiazioni lesive per la salute.
Per tali motivi, ne chiedevano la rimozione ed il risarcimento dei danni. Tribunale prima, e Corte d’Appello poi, condannavano la società applicando la Legge quadro n. 36/2001 (Protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici).
Secondo i giudici di merito, infatti, nonostante la scienza medica non avesse accertato un nesso causale tra esposizione ai campi elettromagnetici ed effetti negativi sulla salute, occorreva applicare il principio di precauzione, in base al quale il danno alla salute è presunto indipendentemente dall’assenza di prova sul nesso di causalità.
La Corte di Cassazione, sentenza n. 8277 del 25 marzo 2019, ha invece sconfessato il ragionamento dei giudici di merito, accogliendo il ricorso della società.

Leggi: Condominio Web, 15/04/2019


mercoledì 3 aprile 2019
Bologna, infermieri e badanti come riders: arrivano con una App. Ma l’Ispettorato del lavoro interviene

Multe salate per oltre due milioni di contributi non versati. Nel mirino le agenzie che offrono personale anche agli ospedali cittadini
Duecento infermieri a chiamata gestiti da studi professionali in modo irregolare nei principali ospedali pubblici e privati, con piattaforme online simili a quelle dei fattorini del cibo a domicilio. E 165 badanti fornite alle famiglie da una falsa cooperativa.
Così, due maxi-operazioni dell’Ispettorato del lavoro di Bologna hanno rivelato due distinte degenerazioni del lavoro nella sanità cittadina. Sfruttando necessità reali delle famiglie e buchi di organico delle strutture, le società gestiscono il personale in un modo che gli ispettori hanno contestato come irregolare chiedendo assunzioni dirette, erogando multe salate e contestando contributi non versati per oltre due milioni di euro.
Il primo caso, quello degli infermieri, replica una figura che già esiste negli ospedali: l’infermiere a chiamata. Solo che in questo caso alcuni studi professionali con sede in città, con un bacino di oltre 200 lavoratori, si sostituiscono alle agenzie del lavoro associando come liberi professionisti gli infermieri, che poi sono gestiti con piattaforme online e gruppi Whatsapp che rispondono in diretta alle richieste delle strutture sanitarie. Diversamente dalle agenzie però gli studi non hanno i requisiti per operare sul mercato in questo modo, non assumono gli infermieri e non pagano festivi, straordinari o ferie.

Leggi: La Repubblica, 03/04/2019


DALLE REGIONI:

martedì 30 aprile 2019
Sunia Palermo, confronto sul disagio abitativo e mostra fotografica

Appuntamento il 2 maggio alle ore 16,30 alla Cgil
Incontro sul disagio abitativo e una mostra su Aldo, il clochard trovato senza vita a Palermo il 17 dicembre scorso. Ad organizzarli è il Sunia Palermo, giovedì 2 maggio, alle 16,30, presso la sede della Cgil Palermo, in via Meli, 5. “Affronteremo – spiega Zaher Darwish, segretario del Sunia Palermo – il tema del disagio abitativo legato alla questione della residenza anagrafica e alla richiesta espressa da diverse famiglie palermitane, che occupano immobili, di poter regolarizzare i contratti per le forniture domestiche nelle loro abitazioni”. All’incontro sarà presente l’assessore alla Cittadinanza sociale del Comune, Giuseppe Mattina. In tale occasione sarà presentata una mostra fotografica dedicata ad “Aldo”, Laid Abdellah, il clochard trovato morto a dicembre sotto i portici di piazzale Ungheria, allestita dal fotografo palermitano Marcello Cataliotti Natoli. La mostra sarà allestita e aperta al pubblico dal 3 maggio nella sede del Sunia, in via Tenente Giovanni Ingrao, 2.

Leggi: Rassegna Sindacale, 30/04/2019


martedì 30 aprile 2019
L’infermiere di famiglia a domicilio nelle piccole comunità

E’ attivo da giovedì 2 maggio a Monsummano Terme, Lamporecchio e Larciano (Firenze) il nuovo servizio dell’infermiere di famiglia e di comunità, che mira ad avvicinare sempre più i professionisti sanitari al domicilio del paziente
E’ attivo da giovedì 2 maggio a Monsummano Terme, Lamporecchio e Larciano il nuovo servizio dell’infermiere di famiglia e di comunità, rivolto alla popolazione residente. Il nuovo percorso di assistenza domiciliare voluto dalla Regione Toscana (delibera 597 del 4 giugno 2018) per avvicinare sempre più i professionisti sanitari al domicilio del paziente, mira a prevenire ricoveri inutili e aiutare i cittadini all’accesso più appropriato ai servizi sanitari e sociosanitari territoriali.
“Siamo orgogliosi che la nostra Regione e la nostra Azienda abbiano sostenuto e consentito l’adozione di questo nuovo modello che non riguarda solo l’organizzazione degli infermieri che si occupano di cure domiciliari, ma che vuole migliorare la modalità di relazione dei cittadini con la rete di servizi sanitari – dichiara Paolo Zoppi, direttore del Dipartimento di Infermieristico – Questa evoluzione dell’assistenza infermieristica territoriale è sicuramente importante per i risultati che potrà realizzare per i cittadini, ma ha anche un significato professionale profondo in quanto consentirà di esercitare la professione infermieristica in una delle sue forme organizzative più avanzate e moderne”.

Leggi: Redattore Sociale, 30/04/2019


venerdì 26 aprile 2019
Sanità Veneto: Fp, programmazione sbagliata

“Il caos di questi giorni, generato dall’uscita delle schede di allocazione dei posti letto ospedalieri e territoriali e dai problemi relativi al personale, non è altro che l’emergere di un malcontento più generale che trae origine dall’aggregazione delle Ulss e dalla creazione dell’Azienda Zero”. A dirlo è Ivan Bernini, segretario generale Fp Cgil Treviso e segretario regionale Fp Cgil Veneto, spiegando come “la riduzione delle Ulss non è stata preceduta da alcun piano di fattibilità, è stata del tutto improvvisata, lasciando ai singoli direttori la responsabilità di gestire una riorganizzazione complessa con le stesse risorse di prima. L’intero sistema è stato stressato, concentrato su se stesso, incapace di poter dare risposte alle priorità di salute nel territorio, alle politiche del personale e a una reale programmazione delle risorse”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 26/04/2019


martedì 23 aprile 2019
Nonni affidatari aiutano le famiglie in difficoltà a crescere i figli

Affidamento “a tempo determinato” non a una mamma e un papà, ma a un nonno o a una nonna, per aiutare bambini e ragazzi in difficoltà e affiancare le loro famiglie a superare i momenti critici. E’ il progetto “AAA nonni cercansi” dell’associazione M’aMa-Dalla Parte dei Bambini
Nonni affidatari “a tempo determinato”, per aiutare bambini e ragazzi in difficoltà e affiancare le loro famiglie a superare i momenti critici: è l’idea del progetto “AAA nonni cercansi”, promosso dall’associazione “M’aMa-Dalla Parte dei Bambini”, che da anni si impegna, attraverso un gruppo di mamme volontarie, per assicurare una famiglia a ogni bambino, tramite percorsi di adozione ma anche di affido. E se un papà e una mamma sono essenziali per crescere e stare bene, anche un nonno o una nonna possono avere un ruolo educativo e affettivo di grande valore.
Per questo, l’associazione ha pensato di chiamare a raccolta le persone, non più giovani, che abbiano concluso il proprio ciclo lavorativo e abbiano tempo, ma soprattutto entusiasmo ed energia da donare a bambini e ragazzi che, pur avendo una famiglia, hanno bisogno di qualche attenzione in più.
Il progetto prevede, dopo un percorso di informazione e formazione degli interessati, l’accoglienza, per alcune ore al giorno e/o nel fine settimana, di bambini e ragazzi le cui famiglie siano in difficoltà nella loro cura e crescita. Alla radice della proposta, c’è la convinzione che l’anziano abbia un ruolo non marginale nella formazione delle nuove generazioni e che esercitare questo ruolo contribuisca anche al suo stesso benessere, promuovendo un “invecchiamento attivo” che rende la terza età una stagione ricca e piena di possibilità.

Leggi: Redattore Sociale, 23/04/2019


martedì 23 aprile 2019
Palermo: Casa, i sindacati inquilini sollecitano rinnovo accordi per i canoni locazione

Sunia, Sicet e Uniat sollecitano il rinnovo degli accordi territoriali dei comuni ad alta “tensione abitativa” in provincia di Palermo. Gli 11 comuni interessati, oltre alla stessa città di Palermo, sono: Altofonte, Bagheria, Capaci, Ficarazzi, Isola delle Femmine, Misilmeri, Monreale, Montelepre, Torretta, Trabia, Villabate. I sindacati degli inquilini e degli assegnatari palermitani Sunia, Sicet e Uniat hanno chiesto unitariamente ai sindaci degli 11 comuni di convocare le parti per rinnovare gli accordi sui canoni di locazione concordati. “Siamo in forte ritardo. La convenzione sottoscritta nell’ottobre 2016 al ministero Infrastrutture e Trasporti e recepita con un decreto il 16 gennaio 2017, comportava il rinnovo degli accordi territoriali – dichiarano i segretari del Sunia, Sicet e Uniat Palermo Zaher Darwish, Mario Bommarito e Rino Di Dia – Sono passati due anni e quattro mesi dalla pubblicazione del decreto e ancora a Palermo non è stato sottoscritto nessun nuovo accordo”.

Leggi: La Repubblica, 23/04/2019


mercoledì 17 aprile 2019
Approvate in Liguria le residente aperte

La Giunta regionale ha dato il via libera alle linee guida per l’attuazione in Liguria del modello delle ‘residenze aperte’ per l’erogazione di servizi di cura e assistenziali a domicilio e ambulatoriali a persone disabili o non autosufficienti, con l’avvio della prima sperimentazione nelle valli Antola e Tigullio.
Il modello di “residenza aperta” è prevista nel Piano sociosanitario per favorire la permanenza degli anziani nelle proprie case grazie a interventi mirati di sostegno a domicilio. Le linee guida approvate dalla Giunta prevedono che le strutture residenziali per anziani accreditate (Rsa e residenze protette) possano sviluppare un’integrazione tra servizi residenziali, servizi domiciliari e altri servizi innovativi per consentire alle persone di rimanere nella propria casa, garantire interventi e prestazioni sanitarie e sociosanitarie, specialistiche, infermieristiche, riabilitative, assistenziali, tutelari, nonché di educazione sanitaria e terapeutica. Oltre all’ospitalità residenziale, i servizi e le prestazioni che la Residenza Aperta può offrire con il proprio personale sono: cure domiciliari, accoglienza diurna, accoglienza residenziale in continuità con il medico di medicina generale e la rete sanitaria dei servizi per la gestione degli aggravamenti dei pazienti con diverse patologie anche croniche, accoglienza residenziale per la stabilizzazione del paziente con disturbo cognitivo.

Leggi: Auser, 17/04/2019


mercoledì 17 aprile 2019
Prato. Solidarietà abitativa per combattere solitudine e disagio con il progetto “PRATO COABITA”

E’ stato presentato il progetto “Prato Coabita” che vede in campo le associazioni Pane e Rose, il Cenacolo e Auser. A Prato ci sono 250 sfratti all’anno, ovvero quasi 1 al giorno, 1/3 in più rispetto alla media regionale toscana. A questo si aggiungono 600 persone in emergenza abitativa e 1400 in lista per ottenere la casa popolare, oltre a circa 6000 alloggi sfitti.
Il progetto “Prato Coabita” è un servizio sperimentale e innovativo di coabitazione tra soggetti anziani o disabili che vivono in abitazioni di proprietà o affitto a rischio di perdita dell’autosufficienza e dei legami sociali e soggetti o famiglie in condizione di fragilità socio abitativa, a rischio di povertà relativa e di emarginazione sociale. Il progetto intende valorizzare un modo di abitare che favorisce le relazioni, la condivisione delle risorse personali in un’ottica di reciprocità e dove rispettive fragilità possono divenire una risorsa grazie al tempo disponibile da dedicare agli al

Leggi: Auser, 17/04/2019


IN AGENDA:

Trentennale Auser: tutti i soci invitati a partecipare a due iniziative all’insegna della creativita’ e dell’orgoglio di appartenenza

In occasione del Trentennale dell’Auser, sono state lanciate due iniziate nazionali a cui potranno partecipare soci e volontari. Iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.   Con “Una regalo per Auser” si invitano soci e volontari a realizzare un dono per l’associazione: una poesia, un brano musicale, un disegno, un quadro o anche una ricetta di propria invenzione. Le fotografie dei regali verranno pubblicate in una apposita Galleria sul sito www.auser.it
Soci e volontari potranno inoltre partecipare a “Uno scatto d’orgoglio”, inviando un Selfie e scrivendo in 260 caratteri il valore che si attribuisce ad Auser e all’invecchiamento attivo.
Tutte le fotografie entreranno a far parte della Galleria dei volti Auser e saranno protagoniste di un video.
“Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone – sottolinea il presidente Enzo Costa in una lettera inviata ai soci – Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo”.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.

Per info: www.auser.it


Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

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“Caregiver Day” 2019: radici di cura e nuove traiettorie

“Radici di cura e nuove traiettorie” è il filo conduttore della nuova edizione del “Caregiver Day”: giornate dedicate al caregiver familiare (chi si prende cura di un proprio caro malato, disabile, non autosufficiente.) in programma tra Carpi e Bologna dall’8 al 31 maggio.
Un filo conduttore che evidenzia il lungo lavoro compiuto dalla Cooperativa sociale Anziani e non solo e dall’Unione Terre d’Argine (con il patrocinio della Associazione dei Caregiver Familiari CARER, dell’AUSL di Modena e della Regione Emilia Romagna) per evidenziare le peculiarità ed i bisogni dei familiari impegnati in attività di cura (7.293.000 a livello nazionale e 536.000 in Emilia Romagna) e ricercare politiche e buone pratiche di sostegno in ambito regionale, nazionale ed europeo.
I convegni e workshop di questa nona edizione tratteranno di domiciliarità, cura e narrazione, stimolazione cognitiva, auto mutuo aiuto, conciliazione, innovazione del welfare.

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Per contrastare la povertà, combinare più politiche

Roma, Inapp, 14 maggio – Presentazione del tema – Emanuele Ranci Ortigosa
Il critico passaggio dal REI, centrato sulla povertà estrema e sulle politiche di inclusione sociale, al RdC, che estende target e soglie di accesso prestando prevalente attenzione all’inserimento lavorativo, può offrire l’opportunità per dibattere e maturare una visione e una strategia di contrasto alla povertà di maggior respiro, di medio/lungo periodo.
Il convegno che qui presento, specialmente nella mattinata, si spingerà oltre il dibattito sulla normativa specifica del RdC che ha impegnato in questa fase il confronto sul contrasto alla povertà, per allargare lo sguardo su una prospettiva più ampia, coinvolgente più politiche rilevanti in ordine alla finalità perseguita.
A tale approccio sono stato incoraggiato dall’analisi su dieci sistemi europei e sulle loro tendenze proposto nell’articolo di Baldini, Busilacchi e Gallo, “Da politiche di reddito minimo a sistemi integrati di contrasto alla povertà?”, che evidenzia fra l’altro che, sotto il profilo reddituale, le politiche di Reddito minimo sono quelle che meno concorrono all’abbattimento della povertà se comparate alle politiche pe la famiglia, per la casa, per la disoccupazione. Tale analisi incrocia una consolidata mia convinzione, sviluppata qualche anno fa in un significativo convegno e più volte ripresa, sull’esigenza di non procedere solo per aggiunte al sistema assistenziale vigente senza affrontarne contestualmente i gravi limiti, disegnando e implementando un percorso di riforme coerente e integrato delle diverse politiche sociali che intercettano dimensioni importanti della condizione di povertà.

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I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

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Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

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IN EVIDENZA:

Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita

Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione

Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

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Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

Adattare le case per la non autosufficienza. Una newsletter gratuita ad hoc
È on line la Newsletter della Rete dei CAAD centri adattamento ambiente domestico
n. 3/4, marzo/aprile 2018.

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Arriva all’ONU l’appello della rete europea delle donne anziane

In occasione del Decimo Gruppo di lavoro sull’Invecchiamento che si è riunito in questi giorni presso le Nazioni Unite a New York, Elizabeth Sclater direttrice di OWN Europe (la rete delle donne anziane) ha rivolto una dichiarazione/appello agli stati membri per invitarli a riconoscere l’invecchiamento come “processo dignitoso del corso della vita”. Ha esortato gli Stati Membri dell’Onu affinché vengano garantiti diritti e protezione a tutti i cittadini anziani, auspicando azioni concrete per sviluppare e fornire risorse per l’apprendimento permanente; per sviluppare piani d’azione per sostenere le persone molto anziane, soprattutto donne, così che possano mantenere ed esercitare la loro autonomia e la loro dignità fina al termine della vita; garantire che tali piani includano la disponibilità e l’accessibilità di trasporti.

Leggi: Auser


Parma, presentato il volume “2032, IDEE PER LA LONGEVITÀ”

«La longevità è una sfida, bella, impegnativa, e inedita» parola di Gianluigi Bovini, demografo, curatore del libro «2032, idee per la longevità», realizzato da Auser e Spi Cgil Emilia-Romagna, che è stato presentato nel salone Trentin della Camera del Lavoro di Parma. Qualche dato: in Italia 40 anni fa la speranza di vita era di 70 anni per gli uomini e 77 per le donne. Oggi è di 81 anni per gli uomini e 88 per le donne. In un futuro non lontano salirà a 85 e a 90. «L’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare è fra i luoghi in cui si vive di più al mondo. Uno dei fattori è l’avere un sistema sanitario efficace – dice Bovini, che parla dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione: – La rete familiare classica, non ci sarà in futuro. Poi invecchiano anche le case in cui vivono le persone anziane, Il 70% dei palazzi, che hanno almeno 4 piani, anche nella città di Parma, sono privi di ascensore. L’eliminazione delle barriere architettoniche può creare occasioni di lavoro. Anche la tecnologia, può dare un contributo positivo». All’ incontro hanno preso parte Marcello Maggio, professore dell’Università, Nicoletta Paci, assessore ai Diritti dei cittadini, Fausto Viviani, presidente regionale Auser e Daniela Bortolotti, segretaria regionale Spi Cgil.

Leggi: Auser


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale

 

 

 

 

NEWS:

martedì 16 aprile 2019
La presa in carico della cronicità in alcune Regioni

Dopo la pubblicazione del Piano Nazionale della Cronicità (PNC) le singole regioni sono state chiamate a coniugare concretamente i principi del PNC nella propria realtà organizzativa e socioeconomica (si veda nel Post Scriptum le linee guida generali a cui si dovrebbero attenere le regioni nell’elaborazione degli interventi locali). Il presente contributo offre una rassegna, senza alcuna pretesa di completezza, di alcuni modelli regionali già implementati, come quello Ligure e Lombardo, ed altri ancora sulla carta o in via di concreta applicazione. L’analisi è parziale, qualitativa, orientata alla messa a fuoco degli aspetti organizzativi, dedotti dalle Delibere approvate dalle Regioni, e del ruolo delle cure primarie, in particolare della Medicina Generale (MG), nella gestione della Presa in Carico (PiC) della cronicità.

Leggi: Welforum, 16/04/2019


martedì 16 aprile 2019
Le soluzioni accessibili non riguardano “qualcun altro”, riguardano tutti

«È necessario – scrive Simona Petaccia – che i professionisti della comunicazione diffondano un concetto tanto banale quanto taciuto: un servizio o un prodotto accessibile è usabile da tutti. Si tratta infatti di insistere a ogni livello per comunicare questa visione affinché, finalmente, si comprenda che queste soluzioni non riguardano “qualcun altro”. Si pensi solo, per fare un esempio, a quanti strumenti informatici nati per ovviare a una difficoltà vengono ormai usati da tutti: touch screen, comandi vocali, smart speaker ecc.»
Pagare un parcheggio, fare acquisti online, eseguire un’operazione al bancomat, prendere un caffè a un distributore automatico, utilizzare un PC, scattare una foto con lo smartphone, videochiamare con un tablet, seguire un programma in TV, avvalersi di servizi bancari online, leggere un e-book, ricevere informazioni in tempo reale su aerei, navi, treni, tram ecc. ecc. Si potrebbe continuare all’infinito nell’elencare tutte le azioni svolte nella quotidianità grazie alla tecnologia. Si danno ormai per scontate. In realtà, non lo sono affatto. Più di 80 milioni sono le persone con disabilità in Europa e molte di loro hanno ancora difficoltà nell’usarle, perché inaccessibili.

Leggi: Superando, 16/04/2019


martedì 16 aprile 2019
AirBnb e ristoranti stravolgono le città. Allerta degli esperti: «C’è il rischio bolla»

Il boom del turismo diffuso: Firenze terza in Italia, Toscana prima regione. Calano i negozi, aumentano bar e take away: «Ma il trend si fermerà»
Tra queste mura, a un passo da Piazza Maggiore, fino a pochi mesi fa si vendevano tessuti. Oggi piatti di pasta e prelibatezze locali. «Il vecchio proprietario si è spostato in provincia. Non aveva mercato. È normale che la ristorazione sostituisca il commercio tradizionale, d’altronde la domanda è quella». Francesco Mafaro, ex presidente dei panificatori di Bologna, ha inaugurato tre anni fa un nuovo ristorante di successo, “Adesso pasta”.
È uno dei tantissimi nuovi locali che hanno invaso le strade delle città italiane, in evoluzione per il boom del turismo. Un settore che vale il 13% del Pil e che nel 2018 ha registrato altri numeri record: 44, 4 milioni di arrivi, 600 mila in più rispetto al 2017, e presenze in crescita da 110 a 113, 4 milioni. Il tessuto economico delle città si adegua. I numeri di Confcommercio mostrano la rivoluzione: in dieci anni – dal 2008 al 2018 – i negozi al dettaglio sono scesi dell’11%; al contrario hotel, ristoranti e bar sono aumentati del 15%. Non solo nelle città turistiche più note, ma anche negli altri centri. Tra questi Bologna «la grassa», che ormai rischia l’indigestione.

Leggi: Il Tirreno, 16/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Welfare: assistenza disabili gravi

Congedo straordinario anche a figli non conviventi
Il congedo straordinario, previsto dal D.lgs n. 151/2001, spetta anche ai figli della persona gravemente disabile non conviventi al momento della presentazione della domanda del beneficio. Nella circolare n. 49 del 5 aprile scorso, l’Inps fornisce le indicazioni operative per l’inoltro delle richieste, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 232/2018, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001, nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo, il figlio che, al momento della presentazione della richiesta del congedo, ancora non conviva con il genitore in situazione di disabilità grave”.
Nel motivare tale decisione, la Corte ha chiarito che “il requisito della convivenza ex ante, inteso come criterio prioritario per l’identificazione dei beneficiari del congedo, pur rivelandosi idoneo a garantire in linea tendenziale il miglior interesse del disabile, non può considerarsi criterio indefettibile ed esclusivo, così da precludere al figlio, che intende convivere ex post, di adempiere in via sussidiaria e residuale i doveri di cura e di assistenza anche quando nessun altro familiare convivente, pur di grado più lontano, possa farsene carico”.

Leggi: Inca, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Il Reddito di cittadinanza è legge. E adesso?

Nella Gazzetta Ufficiale del 29/3/2019, n° 75, è stato pubblicato il testo definitivo della normativa sul Reddito di cittadinanza, ossia del Decreto Legge 28/1/2019 n° 4 come è stato convertito dalla legge 28/3/2019 n° 26. Nel supplemento alla Gazzetta Ufficiale n° 84 del 9 aprile scorso è stato ripubblicato il testo completo coordinato, contenente alcune rettifiche rispetto alla precedente versione e con ampie note. È a quest’ultimo testo che ci si riferisce di seguito.
Questo sito ha da tempo presentato diversi articoli sul Reddito di cittadinanza e sui suoi nodi principali, e resta tuttora utile ad essi rinviare il lettore, anche perché la conversione in legge non pare aver affrontato molte delle questioni sulle quali diversi osservatori avevano sollecitato attenzioni.
Ma in questo articolo più che proporre discussioni sul merito della misura contro la povertà si presenta una breve rassegna dei provvedimenti che la legge di conversione annuncia, e che ancora devono essere approvati. È fisiologico che una riforma complessa come questa preveda successive norme ed atti che completano la messa in opera.

Leggi: Welforum, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
La Direttiva Europea sull’accessibilità: il puzzle è tutt’altro che completo

Il Parlamento Europeo ha approvato l’“European Accessibility Act” (“Direttiva Europea sull’Accessibilità”), che unificherà le diverse disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri, in materia di accessibilità dei prodotti e dei servizi. E tuttavia, in attesa dell’approvazione formale del Consiglio d’Europa, il Forum Europeo sulla Disabilità, battutosi a lungo per il miglior testo possibile, sottolinea ora che a fianco di alcuni aspetti positivi, restano gravi carenze e l’esclusione di aree essenziali, come i trasporti, l’ambiente edilizio e gli elettrodomestici
Puzzle incompleto. Era il mese di ottobre del 2017, quando su queste pagine avevamo fatto il punto rispetto all’European Accessibility Act (“Direttiva Europea sull’Accessibilità”), norma anche meglio nota come Disability Act, che aveva tratto origine – come avevamo ampiamente riferito a suo tempo – dalla proposta di Direttiva avanzata nel dicembre del 2015 dalla Commissione Europea – l’“embrione”, appunto, dell’European Accessibility Act -, volta a unificare le diverse disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri, in materia di requisiti di accessibilità per prodotti e servizi. Il tutto con l’obiettivo di migliorare il funzionamento del mercato interno, all’insegna dell’accessibilità, rimuovendo le barriere create da legislazioni “divergenti”, facilitando l’attività delle imprese e arrecando quindi importanti vantaggi alle persone con disabilità e anziane dell’Unione.

Leggi: Superando, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
ABITIAMOLA” – Newsletter n° 4/2019

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio Politiche Abitative e dello Sviluppo Urbano, Area delle Politiche per lo Sviluppo, CGIL nazionale.
In questo numero:
■ La Camera ha bocciato la proposta di istituire una commissione d’inchiesta sulle periferie, un organo simile a quello che aveva lavorato nella scorsa legislatura, ma bicamerale. La CGIL aveva accolto positivamente l’istituzione della Commissione e espresso il proprio parere in audizione presentando proprie proposte, soprattutto in relazione alla necessità di maggiore programmazione degli interventi, risorse continuative, un organismo centrale di coordinamento e monitoraggio.
■ I “numeri” della Commissione di inchiesta sulle periferie……………………pag. 1
Sono condivise le sfide che le città devono affrontare: sfide ambientali, cambiamenti demografici, temi urbani, disuguaglianze, inaccessibilità crescente ai servizi essenziali, sviluppo economico. Ma con quali politiche? E’ importante rivendicare la tutela dell’interesse collettivo nelle scelte di trasformazione del territorio, riaffermare il sistema di tutele paesaggistiche, culturali e ambientali, riconquistare un diritto alla città che può avvenire solo attraverso un incisivo intervento pubblico con adeguati strumenti normativi, fiscali, economici.
■ I cinque punti del Patto per l’urbanistica lanciato dall’INU …………pag. 2
E’ possibile dare impulso ad uno sviluppo sostenibile e a un aumento dell’occupazione, che potrebbe raggiungere 800.000 addetti in sei anni,  affrontando con misure adeguate alcune grandi problematiche ambientali: crisi climatica e riduzione dei consumi di energia; impatti generati dallo spreco di risorse e dallo smaltimento dei rifiuti accelerando il cambiamento verso l’economia circolare;  miglioramento delle città con un programma rigenerazione urbana; un percorso per una mobilità sostenibile.
■ Lo studio della Fondazione per lo sviluppo Sostenibile…
Studi e ricerche
MEF, Seconda Relazione sugli indicatori BES;
Agenzia Europea per l’Ambiente “Disparità di esposizione e di effetti: vulnerabilità sociale all’inquinamento atmosferico, al rumore e alle temperature estreme in Europa”;
Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, Ricerca sulla Smart Home.
Notizie dalle categorie e dalle associazioni
CGIL, CISL, UIL: Convegno unitario “Territori aperti” a dieci anni dal terremoto che ha colpito l’Aquila;
SUNIA: Convegno a Verona “Nuove sinergie per il social housing”.Dai territori: Abruzzo: proroga Piano Casa al 31 dicembre 2019; Emilia Romagna: progetto do cohousing sociale “Casa Insieme”; Piemonte: Decreto per interventi di efficientamento energetico negli immobili di edilizia sociale; Puglia: approvazione proposta di legge in materia di perequazione, compensazione urbanistica e contributo straordinario per la riduzione del consumo del suolo; Toscana: bando per la rigenerazione urbana; Veneto: legge su riqualificazione urbana e rinaturalizzazione del ter

Leggi: Cgil, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Case popolari, Sunia: no alle discriminazioni, sì alla riqualificazione

La vicenda dell’allontanamento di una famiglia di cittadinanza italiana di etnia rom dalla casa regolarmente assegnata a Casal Bruciato dopo anni di attesa è inaccettabile in sé e per la vergognosa strumentalizzazione che Casapound ha fatto, ed ha in programma di fare, di questa ed altre vicende.
Derive pericolose come queste vanno combattute non solo con le parole, ma anche e soprattutto con azioni concrete per contrastare il degrado del patrimonio abitativo pubblico da troppo tempo abbandonato a sé stesso, senza controlli, senza manutenzioni, senza uno straccio di programma di riqualificazione che dia il segno della volontà dei vari livelli di governo di affrontare il problema.
È questo il terreno su cui si alimenta l’odio verso l’altro, verso il diverso, sia esso italiano, come la famiglia rom, o straniero. Alimentare questo clima significa solo non affrontare i problemi veri dei quartieri e rivendicare gli interventi necessari.
Sono le cose che quotidianamente il Sunia, i comitati, tante le associazioni di cittadini, portano avanti nei quartieri di edilizia popolare senza la ribalta di giornali e telegiornali. È dall’ascolto delle loro proposte che la politica deve ripartire per sconfiggere odio e intolleranza.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 15/04/2019


lunedì 15 aprile 2019
Un dispositivo medico, brevettato da BPCO-media, a supporto dell’invecchiamento attivo in casa

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’invecchiamento attivo è “un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”. Gli anziani che vivono da soli necessitano di particolare sostegno nell’invecchiamento attivo in casa per lo svolgimento della vita quotidiana per cui diventa importante permettere loro di acquisire competenze e strumenti utili per rafforzare le opportunità e modalità di inclusone alla vita di comunità. Le famiglie di questi anziani, d’altra parte, aspirano vogliono essere rassicurate sulle condizioni di salute del proprio familiare che vive solo e desiderano essere coinvolte nel co-progettare nuove forme di inclusione nella vita di comunità dei propri familiari.
Cogliere i fatti clinici e le variazioni dello stato di salute di questi anziani in tempo reale fornendo informazioni di supporto, permette comunque anche ai professionisti della cura di prendere decisioni assistenziali e di valorizzare il sistema di relazioni della persona fatto di familiari, volontari o altri soggetti non necessariamente appartenenti al mondo dei servizi, ma che possono essere coinvolti in maniera attiva nell’assistenza.

Leggi: Abitare Sociale, 15/04/2019


domenica 14 aprile 2019
Il problema della casa. Morosi incolpevoli, rebus affitti

Paga il Comune, ma i proprietari li scartano a priori
I soldi per l’affitto li metterebbe il Comune, ma trovare casa è impossibile. Non funziona, a Firenze, il «contributo per la morosità incolpevole», nato per non lasciare senza casa chi si è trova sotto sfratto senza colpa. La legge prevede infatti che in particolari casi (perdita del lavoro, riduzione dell’orario o malattia), si possa avere aiuto per pagare un nuovo affitto. «Si ricevono fino a 12mila euro l’anno – spiega la segretaria regionale e fiorentina del Sunia, Laura Grandi – per fare un nuovo contratto a canone concordato. In alternativa si possono avere fino a 8mila euro da dare al proprietario che rinvii lo sfratto fino all’assegnazione dell’alloggio popolare».
Eppure nessuno sembra accettare quei soldi. «A Firenze – continua Laura Grandi – dove il mercato degli affitti è ‘drogato’ dalla locazione turistica, trovare casa con il contributo per la morosità incolpevole è impossibile. Presentarsi a un’agenzia immobiliare con l’assegno del Comune non solo non è un vantaggio, ma diventa un problema: basta mostrarlo e vieni escluso». D’altronde a Firenze, le ‘pretese’ dei proprietari di casa sono sempre più alte. Si chiede la busta paga, il Cud, il contratto di lavoro, a volte l’Isee.

Leggi: La Nazione, 14/04/2019


venerdì 12 aprile 2019
L’accessibilità che innalza la qualità urbana

Illustrare l’importanza dell’accessibilità, quale elemento significativo per l’innalzamento della qualità urbana, e sollecitare gli Enti Pubblici a programmare gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche – come del resto già previsto ormai da molti anni dalle norme nazionali sui PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) e sui PAU (Piani per l’Accessibilità Urbana), le Leggi 41/86 e 104/92 – integrandoli con gli altri strumenti di pianificazione in essere: sono questi gli obiettivi dell’importante convegno che si terrà nella mattinata del 15 aprile all’Auditorium della Regione Friuli Venezia Giulia di Udine (Via Sabbadini, 31, ore 8.30-13), intitolato Accessibilità e qualità urbana: dalla mappatura dell’esistente alla pianificazione degli interventi.
A organizzarlo sono stati il CRIBA FVG (già Centro Regionale d’Informazione sulle Barriere Architettoniche e oggi Centro Regionale d’Informazione sul Benessere Ambientale del Friuli Venezia Giulia) e la Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU e INU FVG), le Università di Udine e di Trieste, l’ANCI Friuli Venezia Giulia (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), Federsanità della stessa ANCI Friuli Venezia Giulia, la Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori del Friuli Venezia Giulia, i Collegi dei Geometri e dei Periti Industriali della Provincia di Udine.

Leggi: Superando, 12/04/2019


giovedì 11 aprile 2019
Reddito di cittadinanza e disabilità, verso il ricorso. “Vinceremo”

Enil sta raccogliendo la documentazione sui “casi più eclatanti di esclusione dal beneficio per i nuclei con disabilità”: a seguire il ricorso, l’avvocato che nel 2016 incassò la vittoria sull’Isee. Bonanno: “Fare cassa sulle persone con gravi disabilità significa ucciderle. Sette morirono, mentre aspettavano la sentenza sull’Isee”
“Se il governo pensa di passarla liscia, si sbaglia: stiamo preparando il ricorso e andremo fino in fondo, decisi a vincerlo, come già accadde con l’Isee, nel 2016. Perché la norma sul reddito di cittadinanza è incostituzionale e discriminatoria nei confronti dei nuclei con disabilità”: Sara Bonanno, autrice del blog “La cura invisibile”, mamma e caregiver a tempo pieno di Simone, un ragazzo con gravissima disabilità, si dive “molto arrabbiata. Non mi vergogno a dire che Simone e io viviamo grazie alla Caritas, che ci ha adottati e ci aiuta moltissimo. Il nostro Isee è praticamente zero – spiega ancora Sara, che non può lavorare, perché 24 ore su 24 deve stare accanto a suo figlio – Eppure, non mi sorprenderei se il reddito di cittadinanza non mi spettasse. O mi spettasse in misura minore rispetto a chi, nella mia stessa condizione economica, non abbia però un figlio gravemente disabile”.

Leggi: Redattore Sociale, 11/04/2019


giovedì 11 aprile 2019
Per la prima casa gli italiani spendono 11mila euro l’anno

Quanto pagano gli italiani per mantenere l’abitazione principale tra rate del mutuo, bollette luce, gas e acqua, manutenzione e tasse? In media 11.304 euro l’anno, vale a dire 942 euro al mese. Il valore arriva dallo studio condotto da Facile.it e Mutui.it che, partendo da dati Istat e del Dipartimento delle Finanze, ha evidenziato come nel Nord Italia il costo complessivo sia, in media, il 20% più alto che al Sud.
Analizzando le principali città italiane emerge che Roma è la più cara; per mantenere un immobile nella capitale servono in media 14.628 euro l’anno, l’8% in più che a Milano (13.560 euro). Cifre molto alte sono richieste anche a Firenze (13.860 euro) e a Bologna (13.824 euro), mentre i costi più contenuti sono stati registrati a Palermo (8.208 euro l’anno) e Napoli (9.324 euro l’anno).
Dati interessanti si notano anche analizzando le differenze delle singole voci di costo; per le utenze domestiche e la manutenzione della casa, nelle regioni settentrionali si arriva a pagare anche il 35% in più che in quelle meridionali. Se si guarda alla sola Tari, invece, risulta mediamente più cara al Sud, con valori da capogiro a Napoli (444 euro l’anno) e, soprattutto, a Cagliari (504 euro l’anno).

Leggi: Il Sole 24 Ore, 11/04/2019


mercoledì 10 aprile 2019
Anziani pronti a condividere un’abitazione

Presentato il progetto “Prato Coabita” a cui hanno risposto Pane e Rose, il Cenacolo e Auser. È un modo di combattere disagio e solitudine sociale
È stato presentato ieri il progetto “Prato Coabita” , seconda fase del bando indetto l’anno scorso dal Comune di Prato a cui hanno risposto le associazioni Pane e Rose, il Cenacolo e Auser. Come ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Luigi Biancalani, il progetto ha molta importanza perché nella nostra città ci sono 250 sfratti all’anno, ovvero quasi 1 al giorno, 1/3 in più rispetto alla media regionale toscana. A questo si aggiungono 600 persone in emergenza abitativa e 1400 in lista per ottenere la casa popolare, oltre a circa 6000 alloggi sfitti: questa iniziativa potrebbe essere quindi un modo di collegare il problema casa, molto sentito a Prato. Erano presenti l’assessore ai Servizi sociali, Gianni Autorino, presidente del Consorzio Metropoli, Marco Paolicchi, presidente della cooperativa Pane e Rose, Lara Toccafondi, responsabile Area Inclusione Sociale Pane e Rose, Moreno Sepiacci, presidente consorzio Coeso, Andrea Ricotti, responsabile Cooperativa Il Cenacolo, Renato Campinoti, presidente Auser Toscana, Andrea Cambi, presidente Auser Prato e Gabriele Danesi, responsabile Auser Abitare Solidale.

Leggi: Il Tirreno, 10/04/2019


mercoledì 10 aprile 2019
Il successo di “IO RESPIRO”

Cento convegni in tutta Italia, 6.000 over 65 raggiunti, 3.000 spirometrie gratuite realizzate, questo il bilancio della prima parte della campagna “Io respiro”, che sta toccando i centri anziani di tutta Italia per sensibilizzare gli ultrasessantacinquenni sulle patologie respiratorie e sull’importanza della prevenzione. La campagna si accompagna a un vasto sondaggio che consentirà di analizzare il livello di consapevolezza attualmente esistente presso la popolazione anziana rispetto a tali tematiche.
La campagna “Io respiro”, promossa dal Centro Studi di Economia Sanitaria in collaborazione con Senior Italia FederAnziani, FIMMG, con la collaborazione scientifica di SIP/IRS ed Ethesia e grazie al contributo non condizionato di Menarini, è partita nel dicembre scorso e sta coinvolgendo la popolazione senior su tutto il territorio nazionale attraverso la realizzazione di convegni con gli pneumologi all’interno dei centri anziani. Nel corso dei convegni gli specialisti illustrano l’importanza dei corretti stili di vita (lotta al tabagismo) e insegnano a riconoscere i sintomi delle malattie respiratorie e a non sottovalutarli.

Leggi: Auser, 10/04/2019


mercoledì 10 aprile 2019
Non occorre il permesso di costruzione per la ristrutturazione edilizia leggera

Gli interventi che comportano un aumento delle unità immobiliari (frazionamento) non determinano di per sé la necessità di munirsi del permesso di costruire
Gli interventi che comportano un aumento delle unità immobiliari (frazionamento) non determinano di per sé la necessità di munirsi del permesso di costruire, essendo al proposito necessario che vi sia una modifica della volumetria complessiva o dei prospetti, ma solo di Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).
La vicenda. La Corte d’appello di Firenze, respingendo i gravami proposti dagli odierni ricorrenti, aveva confermato la sentenza di condanna nei confronti di Tizio per il reato (rubricato al capo A) di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, articolo 44, comma 1, lettera b), (per aver realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire, essendo stata presentata soltanto una s.c.i.a. per lavori di risanamento conservativo) e, quanto a Caio, anche per il reato (rubricato al capo D) di cui alla L. 7 agosto 1990, n. 241, articolo 19, comma 6, in relazione alle false rappresentazioni e attestazioni commesse in qualità di tecnico nell’asseverazione allegata alla suddetta s.c.i.a.

Leggi: Condominio Web, 10/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Vivere in centro a Firenze. Bello ma gli anziani vogliono più mobilità e sicurezza

Almeno una volta nella vita ci sarà capitato di passeggiare ammirati e con il naso all’insù, nelle strade e nelle viuzze del centro storico di Firenze, fra palazzi di straordinaria bellezza e carichi di storia, ma com’è la vita di ogni giorno per chi in quel pezzo di città ci vive abitualmente?
Quali sono le esigenze e le difficoltà dei residenti più anziani? A queste ed altre domande ha cercato di rispondere la ricerca “Vivere nel centro storico di Firenze: pregi e difetti” realizzata dall’Ires Cgil in collaborazione con Auser Volontariato Firenze e Spi Cgil lega Firenze Quartiere 1.
I dati i sono stati presentati il 2 aprile a Firenze al Palagio di Parte Guelfa in un convegno a cui ha partecipato il presidente nazionale Auser Enzo Costa.
Traffico caotico, scarsi parcheggi, spostamenti difficili anche a piedi, i dati della ricerca raccontano del grande problema legato alla mobilità dei residenti fra i 60 e gli 80 anni. Solo un quinto degli intervistati risponde che è in grado di spostarsi autonomamente verso luoghi di cura con l’autobus.

Leggi: Auser, 09/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Tapas in Aging per un invecchiamento attivo e in salute

L’Istituto Neurologico Besta e Auser Lombardia hanno presentato il 28 marzo Milano “Tapas in Aging”, il progetto che valuta l’impatto del tempo, spazi pubblici e privati, ambiente, sulla salute degli over 50. Il progetto durerà due anni, è finanziato da Fondazione Cariplo; avrà un approccio innovativo e multidisciplinare, coinvolgerà 500 persone over50 e tra gli obiettivi c’è la stesura di linee guida per le amministrazioni pubbliche.
Tapas in Aging: il gustoso acronimo sta per Time and Places and Space e riassume in sé l’oggetto dell’analisi del progetto biennale, finanziato da Fondazione Cariplo, di cui è capofila la Fondazione IRCCS – Istituto Neurologico Carlo Besta e di cui è partner Auser Regionale Lombardia.
Il tempo, l’ambiente (inteso come risorse e relazioni) e il luogo in cui si vive sono determinanti per un invecchiamento sano e attivo e TAPAS mette in campo ricercatori, volontari e un protocollo esclusivo e validato per esaminare in tutta la Lombardia quanto le specifiche sopra indicate incidano sul benessere e sulla qualità della vita degli over 50, al fine di elaborare e proporre linee guida su come creare un ambiente inclusivo nell’invecchiamento.

Leggi: Auser, 09/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Frazionamento di unità immobiliari, quando si utilizza la Scia?

La Cassazione ripercorre le modifiche al Testo Unico dell’edilizia e afferma che sono retroattive
Il frazionamento di un’unità immobiliare può essere realizzato con Scia, a prescindere dal periodo in cui sono effettuati i lavori. Le modifiche al Testo Unico dell’edilizia sono infatti retroattive. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza 14725/2019.
Frazionamento unità immobiliari, il caso
Il proprietario di un immobile aveva eseguito un intervento di frazionamento dopo il quale aveva ricavato quattro appartamenti. Per effettuare i lavori non aveva richiesto ilo permesso di costruire, ma presentato una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).
Secondo i giudici di primo grado, però, non si trattava di un intervento di risanamento conservativo, ma di una ristrutturazione pesante, motivo per cui sarebbe stato necessario il permesso di costruire. I giudici avevano previsto che i responsabili fossero puniti ai sensi dell’articolo 44 del Testo Unico dell’edilizia, cioè con sanzioni penali dall’ammenda fino all’arresto.
Frazionamento unità immobiliari, la decisione della Cassazione
La Cassazione ha ribaltato la situazione e annullato la sentenza della Corte territoriale. Secondo i giudici, “pur potendosi convenire sulla qualificazione giuridica dell’intervento come ristrutturazione edilizia piuttosto che come risanamento conservativo”, non tutti gli interventi di ristrutturazione necessitano del permesso di costruire.

Leggi: Edilportale, 09/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Casa, dall’ecobonus agli incentivi tutte le novità nel decreto crescita

Imprese favorite con tempi di recupero fiscale dimezzati e nuove possibilità per la rigenerazione urbana. Nel decreto crescita sono previsti diversi interventi che vanno a sostenere il settore edilizio e impiantistico, con un occhio di riguardo alle scelte di sicurezza e risparmio energetico.
Stando alla bozza approvata giovedì scorso 4 aprile dal Consiglio dei ministri diventa più conveniente, dal punto di vista fiscale, per un’impresa di costruzione, acquisire uno stabile cielo-terra, abbatterlo e ricostruirlo con i nuovi criteri. Ma a sollevare speranze e polemiche sono soprattutto gli articoli che dimezzano – da dieci a cinque anni – i tempi di recupero del credito fiscale acquistato da imprese e consorzi per interventi agevolati con ecobonus e sisma bonus.
Ecobonus più facile
La nuova disposizione prevede che chi ha diritto alle detrazioni (cioè il contribuente) può optare per uno sconto sulla fattura «di pari ammontare» da parte del «fornitore che ha effettuato gli interventi». Quest’ultimo, a sua volta, ottiene un credito d’imposta da usare in compensazione, in cinque quote annue uguali (secondo il meccanismo di cui al Dlgs 241/97) e senza l’applicazione dei limiti previsti dalle leggi 388/2000 e 244/2007. In sostanza, si tratta di una possibilità in più, piuttosto diversa da quella attualmente prevista, che comunque rimane.

Leggi: Il Sole 24 Ore, 09/04/2019


DALLE REGIONI:

venerdì 12 aprile 2019
Napoli. Edilizia popolare, incontro organizzazioni sindacali e Assessore Urbanistica

Nella giornata di ieri le OO.SS. dell’inquilinato SUNIA-SICET-UNIAT-ASSOCASA, rappresentate rispettivamente da Antonio Giordano, Alfonso Amendola, Pierluigi Estero e Luigi Rispoli, hanno incontrato l’Assessore alla Urbanistica ed al Governo del Territorio, l’arch. Bruno Discepolo, per affrontare la situazione attuale dell’Edilizia Residenziale Pubblica in Campania ed in particolare per fare il punto sul processo in atto di passaggio della gestione del patrimonio pubblico dagli Istituti Case Popolari all’ACER (Azienda Campana per l’edilizia pubblica).
Le OOSS hanno evidenziato, ancora una volta, le preoccupazioni derivanti dalla attuale e persistente fase di stallo che ha paralizzato l’attività degli attuali IIAACCPP nonché per l’incertezza sulla programmazione e sulle risorse necessarie a garantire la prosecuzione delle attività manutentive degli alloggi popolari.
Inoltre, i rappresentanti degli inquilini hanno rinnovato la richiesta di sospendere ad horas il provvedimento di chiusura degli uffici di zona nonché quella per procedere alla rateizzazione agli utenti delle somme relative ai consuntivi per il riscaldamento degli anni precedenti.

Leggi: La Rampa, 12/04/2019


venerdì 12 aprile 2019
Firmato a Bisceglie un patto con i sindacati per il lavoro e le politiche abitative

Il sindaco Angarano: “Diamo opportunità di lavoro con un’attenzione particolare ai biscegliesi e tutelare il diritto alla casa”.
ri mattina il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, e i rappresentanti delle principali Organizzazioni sindacali del territorio hanno firmato un Patto per il lavoro e le politiche abitative. L’intesa è finalizzata ad incentivare l’occupazione, con particolare attenzione alla manodopera biscegliese, e a tutelare il diritto alla casa, con alloggi da assegnare in affitto a canone calmierato in favore di famiglie e giovani coppie. Comune e Sindacati hanno sottoscritto inoltre un protocollo d’intesa per l’istituzione di una cabina di regia che serva a verificare l’attuazione dei patti e degli accordi firmati, compresi quelli del 19 maggio 2017 sulle relazioni sindacali e del 2 marzo 2018 sulla legalità negli appalti pubblici.

Leggi: Bisceglie Live, 12/04/2019


giovedì 11 aprile 2019
Siracusa, un osservatorio sull’edilizia popolare: la proposta di Sunia-Sicet-Uniat

L’iniziativa è volta a mettere insieme lo stato di salute degli immobili, la qualità dei servizi annessi, le abitazioni sfitte e le graduatorie per gli assegnatari di alloggi
La situazione dell’edilizia popolare a Siracusa è molto complessa e interessa un gran numero di alloggi localizzati su tutto il territorio provinciale che miglia di nuclei familiari che li abitano e la localizzazione degli stessi nel territorio provinciale.
I sindacati Sunia- Sicet- Uniat a difesa degli inquilini e dei loro diritti, invitano il Comune di Siracusa e i Comuni della provincia a costituire un osservatorio sull’edilizia popolare che metta insieme lo stato di salute degli immobili, la qualità dei servizi annessi, le abitazioni sfitte e le graduatorie per gli assegnatari di alloggi.
“Crediamo – si legge nella nota unitaria – che debba essere questo il metodo corretto per essere vicino alle famiglie e alle periferie facendo rete con i Comuni e Iacp di Siracusa e cittadini, dando risposte vere ed istituzionali ad un problema che, se preso sottogamba, genererebbe confusione e illegalità sparsa nella gestione e mantenimento degli alloggi. Siamo convinti che l’osservatorio potrà essere la chiave di volta per dare alla famiglia strumenti adeguati per il benessere di tutti al fine di non lasciare indietro nessuno”.

Leggi: Siracusa News, 11/04/2019


giovedì 11 aprile 2019
Palermo: canoni locazione, si arena trattativa fra sindacati inquilini e proprietari

Si arena la trattativa tra i sindacati degli inquilini e assegnatari e le associazioni dei proprietari per il rinnovo dell’accordo territoriale dei canoni di locazione concordati. “Ci troviamo su un binario interrotto – affermano i segretari del Sunia, Sicet e Uniat Palermo Zaher Darwish, Mario Bommarito e Rino Di Dia – Abbiamo chiesto di abbassare i valori delle locazioni degli immobili per adeguarli ai tempi. Ma i sindacati della proprietà continuano a ritenere che i canoni di locazione concordata debbano essere mantenuti, complessivamente, ai livelli precedenti alla crisi economica. Ovvero quasi pari a quelli a canone libero, se non a un livello superiore. E noi diciamo no, giudicando incomprensibili queste richieste”.
L’ultimo accordo in materia, siglato il 29 dicembre 2009, è scaduto dal 2012. L’incontro di ieri tra le parti si è risolto con un nulla di fatto e Sunia, Sicet e Uniat chiederanno all’amministrazione comunale la convocazione di un tavolo tecnico per ricercare una soluzione che tenga conto degli interessi di tutte le parti e soprattutto dei cittadini. “Le famiglie – sottolineano – sono piegate dalla grave crisi economica che investe da anni la Sicilia, e soprattutto Palermo: in città c’è una percentuale di disoccupazione che sfiora il 50 per cento e il numero delle morosità incolpevoli sono in incremento esponenziale. Ogni anno si registrano circa 1.600 istanze di sfratto

Leggi: Libero Quotidiano, 11/04/2019


mercoledì 10 aprile 2019
Pronto badante, in 3 anni 55 mila telefonate per ricevere assistenza domestica

Confermato anche per il 2019-2020 in Toscana il progetto Pronto Badante, che ha l’obiettivo di sostenere la famiglia nel momento in cui si presenta la prima fase di fragilità dell’anziano, garantendole un unico punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi socio-assistenziali presenti sul territorio
Confermato anche per il 2019-2020 in Toscana il progetto Pronto Badante, che ha l’obiettivo di sostenere la famiglia nel momento in cui si presenta la prima fase di fragilità dell’anziano, garantendole un unico punto di riferimento per avere informazioni sui percorsi socio-assistenziali presenti sul territorio, e un sostegno economico per l’attivazione di un rapporto di assistenza familiare con una/un badante. Dopo tre anni di sperimentazione (2016-2019), il progetto viene ora stabilizzato: la nuova edizione ha preso il via il 25 marzo scorso, con un finanziamento di2,9 milioni di euro.
L’assessore al diritto alla salute e al sociale ricorda che, dopo tre anni di positiva sperimentazione, il progetto viene quest’anno stabilizzato. In tre anni sono state oltre 55.000 le telefonate al numero verde, quasi 20.000 le visite domiciliari a casa degli anziani, e oltre 12.000 i libretti famiglia/contratti attivati. Cifre che, come sottolinea l’assessore, ci confermano l’efficacia del progetto e ci incoraggiano a continuare, per andare incontro alle esigenze degli anziani e delle loro famiglie.

Leggi: Redattore Sociale, 10/04/2019


IN AGENDA:

Trentennale Auser: tutti i soci invitati a partecipare a due iniziative all’insegna della creativita’ e dell’orgoglio di appartenenza

In occasione del Trentennale dell’Auser, sono state lanciate due iniziate nazionali a cui potranno partecipare soci e volontari. Iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.   Con “Una regalo per Auser” si invitano soci e volontari a realizzare un dono per l’associazione: una poesia, un brano musicale, un disegno, un quadro o anche una ricetta di propria invenzione. Le fotografie dei regali verranno pubblicate in una apposita Galleria sul sito www.auser.it
Soci e volontari potranno inoltre partecipare a “Uno scatto d’orgoglio”, inviando un Selfie e scrivendo in 260 caratteri il valore che si attribuisce ad Auser e all’invecchiamento attivo.
Tutte le fotografie entreranno a far parte della Galleria dei volti Auser e saranno protagoniste di un video.
“Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone – sottolinea il presidente Enzo Costa in una lettera inviata ai soci – Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo”.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.

Per info: www.auser.it


Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

Leggi: Auser


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Previdenza: riscatto, ricongiunzione o rendita
Inps su attestazioni fiscali per il pagamento degli oneri
Con il messaggio n. 1490 dell’11 aprile, l’Inps comunica che le attestazioni fiscali dei versamenti effettuati nel 2018 per gli oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita, sono visualizzabili e stampabili nel Portale dei Pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Prestazione e servizi” > “Tutti i servizi” > “Portale dei pagamenti” > “Servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite” > “Entra nel servizio” > “Accedi” > “Sezione pagamenti effettuati”.
L’accesso con codice fiscale e numero pratica consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita; l’autenticazione mediante PIN, invece, consente di visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendita.
Al riguardo l’Inps precisa che le attestazioni fiscali relative ai pagamenti effettuati dagli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensione sportivi professionisti (ex Enpals), che non dovessero essere disponibili sul Portale dei Pagamenti, potranno essere richieste utilizzando la casella di posta elettronica polospecialisticopals.roma@inps.it

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Portale INPS – Tutti i moduli PIN in un’unica sezione
Per agevolare gli utenti nella ricerca dei moduli, l’Inps ha raccolto in un’unica sezione del suo portale tutti quelli che riguardano il PIN. Nella sezione “Tutti i moduli”, infatti, è stata creata la nuova voce “Assegnazione e abilitazione PIN”.
Posizionata come prima scelta nel menu a sinistra, consente di trovare al suo interno tutti i moduli di assegnazione e abilitazione ai profili PIN. Il PIN, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate. Per questo, oltre al modulo di assegnazione del PIN dispositivo al cittadino (MV35), sono stati realizzati altri moduli di abilitazione o estensione del PIN.

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Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

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Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

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SEGNALAZIONI:

Leggi 180, 194 e 833: il welfare italiano 40 anni dopo

Il 23 aprile, presentazione della rivista RPS
L’ultimo numero della Rivista delle politiche sociali (RPS, edita da Ediesse) ripercorre i 40 anni di welfare italiano attraverso un’analisi delle tre grandi riforme, le leggi 180, sui manicomi, la 194, sull’interruzione volontaria di gravidanza e infine la 833, istitutiva del sistema sanitario nazionale.
La pubblicazione sarà presentata il 23 aprile a Roma presso la sede nazionale della Cgil, in corso d’Italia 25, alle ore 11. All’incontro parteciperanno Rosy Bindi, già ministro della Salute, Stefano Cecconi, direttore responsabile RPS, Rossana Dettori, segretaria nazionale Cgil, Maria Grazia Giannichedda, presidente della Fondazione Basaglia – curatrice del volume, Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

Leggi: Inca


Fondazione Brescia Solidale Onlus – Adattare le case delle persone non autosufficienti.

Cinque videoclip del Servizio di adattamento degli ambienti di vita – SAV
Da ormai dieci anni il SAV, Servizio adattamento ambienti di vita, di Fondazione Brescia Solidale Onlus, si occupa dell’adattamento delle case per le persone non autosufficienti residenti nella provincia di Brescia. Dal 2009 ad oggi il servizio ha realizzato oltre 4000 interventi, rivolti a persone anziane (75% dei casi) e disabili (25%) nel campo della eliminazione di barriere, ausili, soluzioni automatizzate e dispositivi domotici, contributi pubblici e agevolazioni fiscali.
Cinque brevi videoclip – realizzate grazie al contributo di FONDAZIONE ASM – GRUPPO a2a – illustrano le attività del SAV attraverso alcune esperienze concrete di intervento per persone anziane o persone con disabilità e testimoniano come il Servizio abbia favorito l’autonomia delle persone e facilitato il lavoro di cura dei famigliari.
Ma non solo maggiore autonomia e indipendenza sono il frutto del lavoro svolto: “…le modifiche alla casa hanno innescato nuovi pensieri…cosa può fare mio fratello disabile anche senza di me… e cosa posso fare io per me – racconta Silvana, sorella di Sidorel – con tutto questo tempo nuovo che mi è arrivato”.
Le cinque clip si possono vedere nella pagina del sito di Fondazione Brescia Solidale Onlus dedicata al servizio SAV

Leggi: Fondazione B Solidale


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine.

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

Leggi: Auser


Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

NEWS:

martedì 9 aprile 2019
Puglia: Spi, legge sull’invecchiamento attivo grande risultato

Arriva il sì all’unanimità del Consiglio della Regione Puglia alla legge di iniziativa popolare promossa dai sindacati confederali e dalle rispettive categorie dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. “Un grande risultato per gli anziani pugliesi – ha commentato il segretario generale dello Spi Cgil Puglia, Gianni Forte – che con le loro firme, apposte sul disegno di legge, hanno ottenuto delle norme che potranno consentite migliori condizioni di vita. Ringraziamo il presidente, Mario Loizzo e tutto il Consiglio regionale che all’unanimità ha espresso il suo parere favorevole”.
L’obiettivo della legge, in 11 articoli, è quello di valorizzare l’invecchiamento attivo in buona salute dei pugliesi, sostenere le famiglie a prendersi cura degli anziani nel contesto domiciliare, anche e soprattutto nella fase del bisogno assistenziale e sanitario, al fine di garantire le condizioni migliori per alleggerire il “peso” della longevità o della malattia. È altrettanto rilevante la parte normativa che mira a sostenere la continuità attiva di vita dell’anziano, anche dopo la cessazione dal lavoro, attraverso la promozione di interventi per la salute, la formazione, i corretti stili di vita, il tempo libero, lo sport e il turismo.

Leggi: Rassegna Sindacale, 09/04/2019


martedì 9 aprile 2019
Pensioni: Cgil, tema dei giovani sia una priorità

“Bisogna affrontare il tema delle pensioni dei giovani”. A dirlo è il vicesegretario nazionale della Cgil Gianna Fracassi, ricordando che questo “è un tema serio, perché si accompagna anche al fatto che i dati del mercato del lavoro indicano per i giovani di questo Paese un presente di precarietà e un futuro di povertà”. Per Fracassi la questione deve diventare “una priorità, che non sarà possibile affrontare quando questi giovani saranno diventati anziani. Va affrontato adesso perché abbraccia un tratto largo di generazioni”. L’esponente sindacale evidenzia anche il problema della qualità del lavoro: “Ha effetti sul versante previdenziale, riguarda i giovani e le donne di questo Paese. Da questo punto di vista, è evidente che intervenire per rimettere al centro un quadro di diritti e tutele sul lavoro è ineludibile”.

Leggi:


martedì 9 aprile 2019
Perché impugneremo quella Legge sul reddito di cittadinanza

«La Legge sul reddito di cittadinanza – scrivono da ENIL Italia (European Network on Independent Living) – tratta meno favorevolmente i nuclei familiari poveri in cui sia presente una persona con disabilità rispetto alle altre famiglie. Per questo abbiamo intenzione di impugnare quella norma, che riteniamo discriminante e incostituzionale, per rilevarne in sede giudiziale l’illegittimità ed imporre al Governo il risarcimento dei danni che saranno procurati ai cittadini già esposti all’esclusione sociale e a quotidiane violazioni dei loro diritti umani»
In sede di conversione del Decreto Legge sul reddito di cittadinanza [Decreto Legge 4/19, N.d.R.], il Parlamento non ha accolto, complici i veti governativi, emendamenti più attenti alle condizioni delle persone con disabilità. La conseguente Legge 28 marzo 2019, n. 26, mantiene quindi tutti gli elementi discriminatori del Decreto originario, trattando meno favorevolmente i nuclei familiari poveri in cui sia presente una persona con disabilità rispetto alle altre famiglie.

Leggi: Superando, 09/04/2019


lunedì 8 aprile 2019
In Romania nella clinica delle (nostre) badanti

Si chiama «sindrome Italia» e colpisce migliaia di donne.
Viaggio in Romania, a casa delle persone che in Italia hanno fatto le badanti. Chi torna nel Paese d’origine fatica a riavere una vita, soffre di ansia e panico.
Qualcuna di queste donne dice: «Non mi vogliono più. La mia vita, io l’ho regalata all’Italia».
Nicoleta, sei una schifosa! Nicoleta, pulisci! Nicoleta, sta’ zitta! «Le sento sempre, quelle voci…». Nelle orecchie ronzano ancora le urla del vecchio malato d’Alzheimer e di sua moglie. Nella mente, i ricordi della casa di Treviso: una prigione senza sonno e senza permessi, né sabati né domeniche. «Quei signori me li sogno tutte le notti. Due zombie! M’afferrano, mi fanno male!…». All’ombra d’un carrubo, ingoffita d’un soprabito nero che invecchia il suo corpo cinquantaduenne, Nicoleta sta seduta a fissare le ortensie della clinica. Ogni mezzogiorno, stessa panchina. Dieci anni da badante e ora più nessuno a cui badare, nemmeno se stessa. Il tempo, lo trascorre a fare la terapia: «Quando sono tornata a casa, nel 2012, mi sono accorta che parlavo con le voci. Mi sentivo prigioniera, non dormivo mai, scappavo. Avevo attacchi di panico, piangevo. I miei due figli mi guardavano come una sconosciuta. Avevano ragione: erano cresciuti senza vedermi, ormai era passato troppo tempo… Alla fine se ne sono andati via». Nicoleta sorride nel vuoto: «Io sono rimasta qui, loro sono fuggiti a vivere in Sicilia. Ed è come prima: non ci vediamo mai». Meglio così: «Ma sì, che cosa ci stavano a fare con me? Hanno una vita da vivere. La mia, io l’ho regalata all’Italia».

Leggi: Corriere della Sera, 08/04/2019


lunedì 8 aprile 2019
Pensionati nelle Marche più anziani e più poveri

Due pensionati su tre nelle Marche ricevono un assegno inferiore a 750 euro lordi. È quanto emerge dai dati dell’Inps 2019 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici) elaborati dall’Ires Cgil regionale. Nel dettaglio, sono 550 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate, di cui 296 mila pensioni di vecchiaia (pari al 53,9% del totale), 37 mila di invalidità (6,7%), 118 mila pensioni ai superstiti (21,5%), 15 mila pensioni/assegni sociali (2,7%) e 84 mila prestazioni a invalidi civili (15,3%).
Negli ultimi otto anni, dopo l’entrata in vigore della legge Fornero, il numero delle pensioni complessivamente erogate nelle Marche è diminuito del 4,8%, pari a circa 28 mila prestazioni in meno. Diminuiscono, in particolare, le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti (-8,8%, pari a 12 mila prestazioni in meno), come anche le pensioni di invalidità, quelle di reversibilità e gli assegni sociali, mentre aumentano le invalidità civili. Nello stesso periodo si è notevolmente innalzata l’età media dei pensionati. Ciò è particolarmente evidente per l’età di coloro che sono stati lavoratori dipendenti: dal 2012 a oggi, i pensionati con meno di 65 anni di età sono passati dal 16,8 al 10,4% del totale, mentre coloro che hanno oltre 80 anni sono passati dal 29,1 al 39,1%. L’importo medio delle pensioni vigenti nelle Marche è di 761 euro lordi, con valori medi che variano dai 983 euro delle pensioni di vecchiaia ai 422 euro delle pensioni e assegni sociali.

Leggi: Rassegna Sindacale, 08/04/2019


lunedì 8 aprile 2019
Un presidio per chiedere l’aumento del Fondo per la Non Autosufficienza

Il Comitato 16 Novembre ha promosso un presidio di protesta per domani, 9 aprile, a Roma, allo scopo di chiedere «l’aumento programmato e calendarizzato del Fondo per la Non Autosufficienza», ritenuto «di gran lunga insufficiente a soddisfare le esigenze di 4 milioni di cittadini italiani». Il Comitato chiederà inoltre l’immediata convocazione del Tavolo Nazionale per la Non Autosufficienza, «che abbia il compito di redigere un Piano Nazionale, al fine di erogare uguali misure di sostegno sociale a tutte le persone con disabilità, qualunque ne sia la Regione di residenza»
Impegnato ormai dal 2010 per i diritti delle persone con disabilità grave e gravissima, il Comitato 16 Novembre ha deciso di promuovere un nuovo presidio di protesta a Roma, per la mattinata di domani, 9 aprile (ore 10.30), di fronte al Ministero dell’Economia e Finanza, per chiedere «l’aumento programmato e calendarizzato del Fondo per la Non Autosufficienza», ritenuto attualmente «di gran lunga insufficiente a soddisfare le esigenze di 4 milioni di cittadini italiani, ivi inclusa la popolazione anziana non autosufficiente».
«Chiediamo inoltre – si legge nel blog del Comitato – l’immediata convocazione del già istituito Tavolo Nazionale per la Non Autosufficienza, che abbia il compito di redigere un Piano Nazionale, al fine di erogare uguali misure di sostegno sociale a tutte le persone con disabilità, qualunque ne sia la Regione di residenza». (S.B.)

Leggi: Superando, 08/04/2019


domenica 7 aprile 2019
Ponte di Calatrava: l’ovovia divenga un monumento

Ponte della Costituzione a Venezia La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ben prima della sua costruzione aveva denunciato il fatto che il Ponte di Calatrava fosse un monumento all’esclusione.
Se il costosissimo quarto ponte sul Canal Grande deve rappresentare l’eredità culturale dell’epoca in cui è costruito, al pari di ogni altra opera dei secoli scorsi, esso testimonia innegabilmente una cultura di esclusione. Infatti un’opera civile che tradisce le esigenze della comunità a cui si rivolge è un errore progettuale, una violazione del diritto umano alla partecipazione la cui responsabilità è parimenti distribuita fra progettisti e decisori politici che si sono alternati in questi anni. Atti tanto più gravi perché si consumano a Venezia, un patrimonio dell’Umanità intera.
Quel Ponte, pur costruito nel XXI secolo, è inaccessibile alle persone con disabilità, di difficile percorribilità per anziani e per chiunque altro, complici i materiali sdrucciolevoli con cui è realizzato, l’alternante lunghezza delle pedate dei gradini che costringono ad innaturali cambi di passo, le scarse differenze cromatiche: il contrario della progettazione universale, come FISH ripete da anni. Lo dimostrano le frequenti cadute poi oggetto di richiesta di indennizzo al Comune di Venezia.

Leggi: Fish Onlus, 07/04/2019


sabato 6 aprile 2019
L’INU a congresso lancia il patto per l’urbanistica
Cinque parole chiave dagli urbanisti per far sì che l’Italia rilanci pianificazione e governo del territorio, esigenze strategiche non più rimandabili
Garantire servizi urbani inderogabili, dalla manutenzione al verde pubblico; qualificare le città, grazie alla rigenerazione urbana, che aiuti a contenere il consumo di suolo con bandi mirati e innovazione; attualizzare misure e norme, in un collegamento efficiente tra programmazione, fiscalità urbana e pianificazione urbanistica; differenziare, per un regionalismo che valorizzi le differenze ma non sia divisivo; democratizzare il governo delle aree vaste, l’anello debole delle istituzioni (elezione diretta dei presidenti delle province e risorse adeguate per le città metropolitane). Questi i cinque punti, veicolati da cinque parole chiave, del Patto per l’urbanistica italiana lanciato a Riva del Garda dall’INU in conclusione del trentesimo congresso nazionale. Un appello alla coesione e alla collaborazione per ridare un volto umano alle nostre città, renderle resilienti ai cambiamenti climatici, connetterle al tessuto del territorio. Un grande impegno che ha bisogno del contributo di tutti: politica, istituzioni, centrali e periferiche, enti e professioni.

Leggi: La Stampa, 06/04/2019


venerdì 5 aprile 2019
L’assistenza ai malati di demenza: uno sguardo internazionale dall’ultimo Rapporto OECD

Il Rapporto OECD “Care Needed: Improving the Lives of People with Dementia” si concentra sull’assistenza alle persone affette da demenza offrendo una analisi dettagliata delle dimensioni del fenomeno e delle caratteristiche dei servizi di cui i malati e le loro famiglie possono godere nei paesi OECD. L’articolo ne propone una sintesi ragionata, ad esclusione del capitolo 1 inerente la diffusione della malattia e le principali evidenze dello studio, presentato nell’articolo di Giselda Rusmini. Il contributo di Marco Trabucchi, prossimamente online, si concentra sui “messaggi per il nostro Paese” che da tale Rapporto si possono trarre.
Questo articolo propone ai lettori una sintesi ragionata1 di quanto contenuto nel Rapporto OECD “Care Needed: Improving the Lives of People with Dementia”. In particolare, ci si concentra sul capitolo dedicato all’identificazione dei malati (cap. 2), a quello inerente l’ageing in place (cap. 3) e all’ultima parte che si sofferma sui servizi sanitari e di lungo-assistenza (cap. 4).

Leggi: I Luoghi della Cura, 05/04/2019


venerdì 5 aprile 2019
«Così lo smartwatch ora vi salva la vita»

Stefano Carugo, luminare di cardiologia: «Con l’Apple Watch, l’ECG arriva al polso. E la fibrillazione non è più un nemico mortale»
Sì, vabbè: è molto fashion avere al polso uno smartwatch. Di quelli che ti bippano in continuazione, sia mai che vuoi far vedere di essere impegnato. Però, finalmente, c’è di più. Ovvero la funzione per cui gli orologi digitali, così come le smartband, sono nati: migliorare la nostra salute. Addirittura salvarci la vita. È possibile? D’ora in poi sì.
Apple la scorsa settimana ha annunciato l’arrivo anche in Italia dell’aggiornamento che permette di fare l’elettrocardiogramma con il suo Watch serie 4. E non solo, perché anche chi possiede una serie precedente può scoprire il nemico numero uno del cuore: la fibrillazione atriale. Anche quella impossibile da rilevare in proprio e che colpisce milioni di persone del mondo portando alla morte ma anche a malattie come l’ictus. E dunque: oggi abbiamo uno strumento facile di prevenzione e la conferma viene anche dal Professor Stefano Carugo, numero uno della Società Italiana di Cardiologia e specialista in telecardiologia.

Leggi: Il Giornale, 05/04/2019


giovedì 4 aprile 2019
ioabitosocial.it la prima piattaforma per la ricerca di soluzioni abitative temporanee di social housing in Italia

È stata presentata a Torino ioabitosocial la prima piattaforma senza fini di lucro dedicata alla ricerca di soluzioni abitative temporanee di social housing presenti sul territorio nazionale. La piattaforma nasce per dare visibilità all’offerta abitativa di social housing, con l’obiettivo di diventare il portale di riferimento per i possibili fruitori in termini di ricerca e verifica disponibilità di una soluzione abitativa.
Si rivolge a famiglie e persone singole che per motivazioni diverse – economiche, sociali, lavorative, familiari – hanno bisogno di una soluzione abitativa temporanea. Può trattarsi di persone che vivono una fase di stress abitativo, lavoratori in mobilità, personale in formazione, studenti, city users, persone anziane e giovani coppie, ecc.
La piattaforma si propone di:
•    agevolare la ricerca di soluzioni abitative temporanee attraverso la visualizzazione su mappa e l’identificazione di bisogni ed esigenze;
•    rendere visibili e accessibili le realtà di social housing esistenti attraverso l’inserimento sulla piattaforma;
•    ricreare online quella stessa comunità fatta di relazioni e socialità.

Leggi: Abitare Sociale, 04/04/2019


giovedì 4 aprile 2019
Eliminazione barriere architettoniche negli edifici privati, in arrivo 40 milioni

Le risorse assegnate alle Regioni permettono di contribuire alle spese dei cittadini che hanno attuato gli interventi
In arrivo 40 milioni di euro per il 2019 destinati alla eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, ha confermato e ripartito tra le Regioni la tranche 2019 (cioè 40 milioni) dei complessivi 180 milioni stanziati dal 2017 al 2021, secondo quanto disposto dal DM 67 del 27 febbraio 2018.
Barriere architettoniche: i fondi per eliminarle negli edifici privati
Grazie a queste risorse, le Regioni potranno provvedere alla ripartizione dei finanziamenti verso i Comuni per contribuire alle spese effettuate dai cittadini per eliminare le barriere architettoniche in edifici ed abitazioni private.

Leggi: Edilportale, 04/04/2019


DALLE REGIONI:

lunedì 8 aprile 2019
Benevento. Emergenza casa di Via Fossa Rena ad Airola. Positivo primo incontro stamattina in Prefettura

Si è svolto stamattina, su convocazione del Prefetto di Benevento dott. Francesco Antonio Cappetta, l’incontro da noi richiesto per discutere delle problematiche relative alla grave emergenza abitativa verificatasi ad Airola a seguito del grave stato di immobili IACP sgomberati a seguito del riscontrato grave pericolo di crollo.
Hanno partecipato al tavolo istituzionale, oltre al Prefetto, il Sindaco di Airola Michele Napoletano, la dottoressa De Feo,Capo gabinetto della Prefettura, il dott. Danilo Boscaino, Dirigente capo IACP Benevento, l’ing. Enzo Paolo, Dirigente Capo uff. tecnico IACP e la delegazione del SUNIA di Benevento composta del segretario provinciale Giuseppe Falzarano, da i dirigenti provinciali Paolo Iorio e Umberto Penna e dall’avv Giuseppe Cerulo.
Dopo un’ampia disamina sulla questione emergenza casa di via Fossa Rena si è concordato e verbalizzato quanto segue
saranno eseguiti controlli a tappeto, peraltro già in corso sul patrimonio sgomberato, su tutto il patrimonio IACP e comunale nel comune di Airola per reperire abitazioni non occupate o occupate da non aventi titolo, per la sistemazione alloggiativa dignitosa alle famiglie oggetto di sgombero e riportare la legalità sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica di Airola;

Leggi: Sunia, 08/04/2019


lunedì 8 aprile 2019
Pisa. Emergenza abitativa e assegnazione degli alloggi di E.R.P. Si rispetti la nuova Legge Regionale. Conferenza stampa mercoledì 10 aprile.

Lo scorso 9 Gennaio è stata approvata dal Consiglio Regionale la legge regionale 2/19 rubricata “disposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica”, la quale ridisegna le regole che devono governare il sistema di gestione e assegnazione degli alloggi di Edilizia pubblica (case popolari) che è entrata in vigore il 24 Gennaio scorso. Esattamente il 18 gennaio 2019 il Comune di Pisa pubblica il bando per “l’assegnazione in utilizzo autorizzato degli alloggi”, procedura riservata ai nuclei familiari che si trovano in situazioni di emergenza abitativa. La pubblicazione di tale bando pochi giorni prima dell’entrate in vigore della Legge n. 2/2019 non è una svista temporale, ma una consapevole manovra per applicare i più rigidi requisiti previsti dalla precedente normativa (L.R. n. 96/1996) soprattutto a sfavore dei cittadini di origine non italiana. Con una nota unitaria del 25 marzo, inviata al Sindaco, all’Assessore alle politiche abitative e a tutti i Consiglieri del Comune di Pisa, le scriventi Organizzazioni sindacali degli inquilini hanno chiesto l’immediato ritiro del provvedimento in quanto in totale contrasto con la più recente normativa.

Leggi: Sunia, 08/04/2019


IN AGENDA:

Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

Leggi: Auser


12 aprile – Prime riflessioni nell’ambito del joint project

Venerdi 12 Aprile 2019 si terrà un Workshop: Prime riflessioni nell’ambito del joint project “Nuove sinergie per il social housing” presso l’aula B del Polo Santa Marta Silos di Ponente – via Cantarane, 24 a Verona.
Di seguito la locandina e il programma nel dettaglio.

Leggi: Sunia


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

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Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

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Reddito e Pensione di Cittadinanza – Inps, online i modelli per le domande

Tutto è pronto per l’avvio delle domande di Reddito e Pensione di Cittadinanza, che potranno essere presentate a partire dal 6 marzo prossimo. L’Inps ha comunicato, infatti, di aver reso disponbile il modello per le richieste del beneficio economico introdotto dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
Nella nota pubblicata sul sito istituzionale oggi, l’Inps ricorda che il Reddito di Cittadinanza è un sostegno per famiglie in difficoltà, finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.
Il sussidio può essere richiesto, dopo il quinto giorno di ciascun mese:
•    presso Poste Italiane;
•    in modalità telematica, con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di Livello 2, accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it;
•    presso i Centri autorizzati di Assistenza Fiscale (CAF).
L’Inps avverte anche che è stato pubblicato anche il modello RdC/PdC Ridotto, per comunicare i redditi di attività lavorative in corso al momento della presentazione della domanda e non interamente valorizzati su ISEE, e il modello RdC/PdC Esteso, con il quale i beneficiari dovranno comunicare tutte le variazioni intervenute nel corso della percezione della misura.

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ISEE: modifica periodo validità delle DSU – Validità fino al 31 dicembre 2019

Il periodo di validità delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 è prorogato al 31 dicembre 2019, per effetto del decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, in corso di conversione, che ha modificato l’articolo 10 del Decreto legislativo 147 del 2017, laddove prevede che la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile ai fini dell’ISEE, è valida dal momento della presentazione fino al successivo 31 agosto.
In una comunicazione pubblicata sul sito istituzionale il 12 febbraio scorso, l’Inps avverte che alle DSU presentate quest’anno, a legislazione vigente, si applicano le seguenti regole: le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 sono valide dal momento della presentazione sino al 31 dicembre 2019 (ad es., una DSU presentata il 10 febbraio 2019 è valida dal 10 febbraio 2019 al 31 dicembre 2019). Inoltre, l’Inps precisa che le DSU già attestate, che recavano data scadenza 31 agosto 2019, sono state aggiornate sul portale con la nuova data di scadenza. Pertanto, le attestazioni ISEE, già rilasciate, con data scadenza del 31 agosto 2019 devono essere considerate valide e con scadenza 31 dicembre 2019.
Le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° settembre 2019 sono soggette alla disciplina generale, per cui sono valide dal momento della presentazione al successivo 31 agosto (ad esempio, una DSU presentata il 1° ottobre 2019 è valida dal 1° ottobre 2019 sino al 31 agosto 2020).

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Previdenza: proroga APE Sociale – Le indicazioni di Inps

Con la circolare INPS 1febbraio 2019, n. 15, l’Istituto fornisce istruzioni per l’applicazione della proroga dell’APE Sociale prevista dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. La circolare fornisce, inoltre, chiarimenti riguardanti la decorrenza delle indennità per i soggetti che, essendo in possesso della relativa certificazione, non hanno presentato domanda del beneficio entro il 31 dicembre 2018.
‘Inps precisa che il modello di domanda per la verifica delle condizioni e per l’accesso al beneficio sono gli stessi già in uso nel 2018 e sono reperibili sul sito istituzionale. Le richieste di verifica delle condizioni andranno presentate entro il 31 marzo 2019 e, successivamente, entro il 15 luglio 2019 e il 30 novembre 2019. L’esito delle stesse sarà fornito rispettivamente entro il 30 giugno 2019, il 15 ottobre 2019 e il 31 dicembre 2019.
Tra i diversi scaglioni di richiesta l’Istituto effettuerà il monitoraggio della disponibilità delle risorse finanziarie. L’Istituto precisa inoltre che l’APE Sociale, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.

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Pensioni con Quota 100 e opzione donna. Prime indicazioni operative di Inps

Dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto legge n. 4 del 28 gennaio, l’Inps rende note le modalità operative per presentare domanda di pensione con Quota cento, pensione anticipata, ordinaria e cosiddetta Opzione donna, tramite l’accesso ai servizi online. Il messaggio n. 395, pubblicato sul sito istituzionale nella giornata di oggi, precisa che seguirà la pubblicazione della circolare illustrativa delle nuove disposizioni di legge.
Le domande di pensione che rientrano in queste fattispecie possono essere presentate con le seguenti modalità:
Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (PIN rilasciato dall’Istituto, SPID o Carta nazionale dei servizi) può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.
Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza:
per la pensione cosiddetta quota 100: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Requisito quota 100”;
per la pensione anticipata: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Ordinaria”;
per la pensione anticipata cosiddetta opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.

Leggi: Inca


Infortuni domestici: estesa tutela Inail – Scade il 31/01 pagamento premio assicurativo

Estesa la tutela Inail per chi si prende cura in modo abituale ed esclusivo della casa e dei familiari. Il versamento del premio annuale deve essere effettuato entro il 31 gennaio. Tra le novità in vigore dal primo gennaio, l’abbassamento dal 27% al 16% del grado minimo di invalidità per la costituzione della rendita e l’introduzione di una prestazione una tantum per le menomazioni comprese tra il 6% e il 15%. In attesa del decreto di attuazione delle misure contenute nella legge di bilancio 2019, il premio da versare entro il 31 gennaio resta pari a 12,91 euro
Ricordiamo che l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico è obbligatoria per tutte le persone che svolgono un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione. Con la legge di Bilancio 2019, la copertura si applica fino ai 67 anni di età. In particolare, le novità, in vigore dallo scorso primo gennaio, riguardano l’abbassamento del grado di invalidità che è necessario per la costituzione della rendita, passato dal 27% al 16%, l’introduzione di una prestazione una tantum pari a 300 euro, quando l’inabilità permanente accertata è compresa tra il 6% e il 15%, e il riconoscimento dell’assegno per assistenza personale continuativa ai titolari di rendita per determinate menomazioni. La nuova normativa, inoltre, ha esteso di due anni l’età dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni.

Leggi: Inca


SEGNALAZIONI:

1989 – 2019 Trentennale Auser: diamo valore all’invecchiamento attivo

Care socie e cari soci, care volontarie e cari volontari,
Nel 2019 Auser festeggia i trent’anni di fondazione. Era infatti il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin insieme allo Spi Cgil promuovevano la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.
In tutti questi anni migliaia di cittadini di tutte le età hanno trovato nella nostra bella associazione tante opportunità per esprimersi e vivere in modo pieno la propria esistenza.
Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone.
Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo proponendovi di partecipare, a vostra scelta, e due iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.
Grazie a tutte e tutti e Buon Compleanno Auser!
Enzo Costa: Presidente Nazionale

1) “Un regalo per Auser”
Che regalo fareste per i 30 anni di Auser? Un quadro, un disegno, una poesia, una canzone, un brano musicale, una ricetta o cos’altro?  Creatività e inventiva non mancano nella nostra associazione, in occasione del Trentennale chi lo desidera, può fare un dono all’Auser con tanto di dedica, per rendere questo compleanno davvero indimenticabile.
Scattate una foto del regalo e speditela con il testo della dedica a:
Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Tutti i doni ricevuti dall’Auser verranno pubblicati sui social e sul sito in una apposita Galleria. Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.

2)“Uno scatto d’orgoglio”
Scatta un Selfie e scrivi in 260 caratteri qual è il Valore che tu attribuisci ad Auser e all’invecchiamento Attivo.  La tua foto deve esprimere uno “scatto d’orgoglio”, la voglia di partecipazione, di esserci, di dire che “Auser sono anch’io”.
Il tuo volto entrerà a far parte della grande Galleria de “I volti dell’Auser”.
Tutte le foto saranno protagoniste di un video.
Il materiale va inviato a:

Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.


 Una casa per i diritti. Ecco il nuovo numero di LiberEtà
Il numero di LiberEtà di aprile è dedicato a come sta cambiando il modo di fare sindacato. Nascono gli sportelli sociali dello Spi Cgil da una parte. Dall’altra le Camere del lavoro della Cgil si aprono a tutti e nascono in luoghi di passaggio, di transito, per incrociare sempre di più i bisogni di tutti.
In particolare, vi raccontiamo la storia dello Spi Lombardia che ha aperto ottanta sportelli sociali in cui duecento volontari prestano il loro aiuto a chi è in difficoltà. Ma l’esperienza degli sportelli sociali sta superando i confini della Lombardia e si sta diffondendo anche in altre regioni. Si tratta di un nuovo modo di fare sindacato, in grado di adeguarsi ai cambiamenti in corso. E poi c’è il sindacato di quartiere, come quello che a Roma si apre a tutti, cittadini italiani e stranieri. Accade nello storico mercato dell’Esquilino dove lo Spi Cgil, insieme ad altri soggetti, ha inaugurato il banco dei diritti, accanto a frutta e verdura da tutto il mondo.
A seguire uno speciale dedicato all’emergenza razzismo e xenofobia che sta attraversando il nostro paese. In tutta Italia è in atto un’escalation di violenze e discriminazioni verso immigrati e stranieri che ricorda gli anni più bui della nostra storia. Ma ci sono anche le buone pratiche, come quella della camera del lavoro di Catania che ha aperto alle comunità degli immigrati.

Leggi: Liberetà


Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

Leggi: Auser


Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

Leggi: Federcasa


Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Leggi: Redattore Sociale


Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


1989 – 2019 Trentennale Auser: diamo valore all’invecchiamento attivo

Care socie e cari soci, care volontarie e cari volontari,
Nel 2019 Auser festeggia i trent’anni di fondazione. Era infatti il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin insieme allo Spi Cgil promuovevano la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.
In tutti questi anni migliaia di cittadini di tutte le età hanno trovato nella nostra bella associazione tante opportunità per esprimersi e vivere in modo pieno la propria esistenza.
Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone.
Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo proponendovi di partecipare, a vostra scelta, e due iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.
Grazie a tutte e tutti e Buon Compleanno Auser!
Enzo Costa: Presidente Nazionale

1) “Un regalo per Auser”
Che regalo fareste per i 30 anni di Auser? Un quadro, un disegno, una poesia, una canzone, un brano musicale, una ricetta o cos’altro?  Creatività e inventiva non mancano nella nostra associazione, in occasione del Trentennale chi lo desidera, può fare un dono all’Auser con tanto di dedica, per rendere questo compleanno davvero indimenticabile.
Scattate una foto del regalo e speditela con il testo della dedica a:
Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Tutti i doni ricevuti dall’Auser verranno pubblicati sui social e sul sito in una apposita Galleria. Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.

2)“Uno scatto d’orgoglio”
Scatta un Selfie e scrivi in 260 caratteri qual è il Valore che tu attribuisci ad Auser e all’invecchiamento Attivo.  La tua foto deve esprimere uno “scatto d’orgoglio”, la voglia di partecipazione, di esserci, di dire che “Auser sono anch’io”.
Il tuo volto entrerà a far parte della grande Galleria de “I volti dell’Auser”.
Tutte le foto saranno protagoniste di un video.
Il materiale va inviato a:

Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.
NEWS:

mercoledì 3 aprile 2019
Case famiglia. Assistenti sociali contro Salvini: “No ad accuse generiche”

Dura replica del presidente dell’Ordine degli assistenti sociali, Gianmario Gazzi, al ministro dell’Interno in merito alle sue dichiarazioni al Maurizio Costanzo Show. “Ha detto di avere le prove? Denunci, faccia nomi. Abbiamo appena ottenuto giustizia per insulti generici”
“Salvini non apra il nuovo fronte delle case famiglia puntando il dito genericamente sui professionisti che rappresento”. Il presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali, Gianmario Gazzi, reagisce duramente alle dichiarazioni del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini rilasciate durante il Maurizio Costanzo Show. “Ha detto di avere le prove? Denunci, faccia nomi!”, aggiunge Gazzi in una nota ufficiale dell’Ordine. “Abbiamo appena ottenuto giustizia con la condanna di un giornalista che sullo stesso canale aveva insultato, sempre genericamente, gli assistenti sociali – specifica Gazzi -. L’immunità del ministro, in questo caso, ci impedirebbe di essere risarciti”.
“Le sentenze hanno già detto che ci sono stati politici leghisti che hanno comprato diamanti con i soldi del partito e dunque degli italiani e io potrei aggiungere che ci sono  politici della Lega che amministrano bene, dai paesini al governo – aggiunge Gazzi nella nota -.

Leggi: Redattore Sociale, 03/04/2019


martedì 2 aprile 2019
Le traiettorie evolutive della spesa per il welfare locale

L’Indagine Istat costituisce la fotografia più accurata e sistemica degli interventi del welfare locale. A gennaio sono stati diffusi i risultati preliminari dell’Indagine 2016, da cui emergono cambiamenti di particolare rilievo.
Nel proseguo si tenterà una lettura di questi fenomeni cercando, per quanto possibile, di ricondurre i motivi dei cambiamenti alle novità delle politiche sociali e nelle politiche di finanziamento degli enti locali di quegli anni.
Il perimetro degli interventi sociali dell’Indagine Istat continua, al momento, ad includere i servizi socioeducativi per l’infanzia, secondo quanto previsto dal Nomenclatore dei servizi sociali (i dati di seguito presentati si riferiscono all’intero perimetro originale). Occorre tener presente che a seguito della normativa sulla cosiddetta “buona scuola”, i servizi socioeducativi per la prima infanzia sono afferiti al mondo dell’istruzione. Il recente Piano Sociale Nazionale 2018-2020, adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del decreto di riparto del FNPS 2018 (decreto 26 novembre 2018), ha ridefinito i confini degli interventi sociali al netto di questa componente e ha individuato un percorso di cambiamento che porterà dal 2019, all’impossibilità di utilizzare il FNPS per i servizi socioeducativi per la prima infanzia (si veda l’articolo su Lombardiasociale.it).

Leggi: Welforum, 02/04/2019


martedì 2 aprile 2019
Come rendere più lieve la Terza Età. Gli assistenti tecnologici sono già una realtà

Raggiunto l’obiettivo di vivere più a lungo, tocca organizzarsi per godersi la vecchiaia. Come, dove e con chi trascorrere la fase della vita in cui energie e salute vanno in riserva diventa fondamentale sia per l’individuo sia per la società. Secondo le proiezioni dell’Onu, gli anziani sopra gli 80 anni triplicheranno entro il 2050 (passando da 137 milioni del 2017 a 425 milioni) e aumenteranno di quasi sette volte entro il 2100 (superando i 909 milioni). Da un’ulteriore analisi dei dati Deutsche Bank ha rilevato che in questo momento, per la prima volta nella storia, il numero degli over 65 è superiore a quello dei bambini sotto i cinque anni. Se da un lato è un traguardo, dall’altro la longevità è una sfida che richiederà una maggiore spesa e una rivoluzione dell’assistenza sanitaria. Ridurre la solitudine Invecchiare in buona compagnia e in sicurezza a casa propria, con l’aiuto della tecnologia, è la direzione verso cui puntare. Anche a «MEDinIsrael», conferenza internazionale con una forte spinta sul «medtech» che si è svolta a Tel Aviv, si sono viste numerose startup che cercano di coniugare innovazione, creatività ed empatia.

Leggi: La Stampa, 02/02/2019


lunedì 1 aprile 2019
Da oggi le pensioni sono più leggere

Ma probabilmente 5,6 milioni di pensionati lo scopriranno soltanto tra due mesi, dopo le europee. La causa è il blocco delle rivalutazioni voluto dal governo giallo-verde. Sindacati in piazza il 1° giugno
Da oggi (1° aprile) le pensioni degli italiani sono più leggere, ma probabilmente i pensionati lo scopriranno soltanto a giugno. Non è un pesce d’aprile. Il governo giallo-verde, con l’approvazione della manovra finanziaria del 2019, è infatti intervenuto negativamente sull’adeguamento delle pensioni all’inflazione. Secondo quanto concordato tra il precedente governo e i sindacati dei pensionati di Cgil Cisl Uil, dal primo gennaio 2019, dopo 10 anni di tagli alle pensioni, doveva invece entrare in funzione un sistema di rivalutazione più equo.
Al contrario, a causa della situazione caotica e di incertezza in cui si è approvata la legge di bilancio, l’Inps non ha fatto in tempo ad elaborare gli importi delle pensioni con i tagli decisi dal governo, per cui, nei primi tre mesi dell’anno, i pensionati con un reddito pensionistico superiore a 1.522 euro lordi, (1.200 euro netti circa) si sono visti accreditare un importo comprensivo della rivalutazione piena o quasi.

Leggi: Rassegna Sindacale, 01/04/2019


sabato 30 marzo 2019
Over65 a lezione dai giovani tutor, al via il progetto pilota “Bella Nonno”

I giovani nativi digitali diventano “tutor” dei cittadini ultra65enni in un corso speciale, che verrà sperimentato in tre città italiane. Ai più giovani, più abituati a navigare online, sarà chiesto di accompagnare una generazione spesso diffidente e “resistente” verso le nuove tecnologie
nonni possono imparare ad essere consumatori attivi e digitali con l’aiuto dei nipoti. È questo il cuore del progetto “Bella Nonno! Corso di formazione intergenerazionale per anziani attivi”, un’esperienza “pilota” che verrà proposta in tre città (nord, centro e sud Italia), con l’intenzione di replicarla su più ampia scala in futuro. Fondamentale la collaborazione con le tre scuole coinvolte, il Liceo Classico “Maria Luigia” di Parma, l’I.I.S.S Michele De Nora di Altamura(BA) e il Liceo Scientifico Alberti di Minturno(LT). Proprio quest’ultimo ospita oggi nei suoi spazi la presentazione del progetto, che si propone di realizzare un ciclo di incontri tematici (salute, utenze, banca, garanzie, web, ecc) rivolti a cittadini over 65, che coinvolga in qualità di “tutor” giovani dai 16 ai 19 anni, perlopiù studenti in alternanza scuola-lavoro, opportunamente formati. Il progetto è organizzato da Confconsumatori in collaborazione con UniCredit, nell’ambito dell’accordo Noi&UniCredit, Eni gas e luce e Nestlé Health Science e si avvarrà del supporto di enti pubblici, associazioni attive a livello nazionale e locale.

Leggi: Redattore Sociale, 30/03/2019


DALLE REGIONI:

martedì 2 aprile 2019
Firenze: mobilità e sicurezza i problemi degli anziani

Auser Volontariato Firenze e Spi/Cgil Lega Firenze Quartiere 1, in collaborazione con la presidenza del Quartiere 1 Firenze, stamani a Firenze al Palagio di Parte Guelfa hanno presentato i risultati, elaborati dal centro studi di ricerca Ires Cgil, di un’indagine condotta sulla popolazione anziana del Quartiere 1.
La rilevazione, spiega il sindacato, ha raggiunto un elevato numero di cittadini, che la rende abbastanza rappresentativa di una tipologia di cittadini del centro storico: le persone appartenenti a fasce di età matura, prevalentemente pensionati, fra 60 e 80 anni, residenti nel centro storico. La rilevazione ha raccolto dati anche per altri gruppi, che possono essere utilmente messi a confronto: lavoratori in età non molto distante dalla pensione, residenti in aree adiacenti al centro storico in senso stretto. Dalla rilevazione emergono due tipologie centrali di problemi specifici, ritenuti critici per la vivibilità nel centro cittadino. Anzitutto la difficoltà della mobilità, che esprime nella forma della “difficoltà di trovare parcheggio” abbastanza vicino alla residenza. Un problema ovviamente che non ha soluzioni semplicistiche (a partire dalla circostanza che l’aumento dei posti di sosta disponibili incrementa l’attrazione di traffico verso i luoghi relativi). Anche l’inasprimento delle restrizioni di accesso al centro storico presenta ovvie criticità, se confligge con la dinamica delle attività economiche. In questo quadro disporre di opportunità di trasporto pubblico (che è percepito come insufficiente) è una risposta rilevante.

Leggi: Rassegna Sindacale, 02/04/2019


lunedì 1 aprile 2019
Firenze. ‘Affitti sociali’: firmato il Protocollo tra Fondazione Opera Pia e Sunia

Una buona notizia per le politiche abitative a Firenze: oggi è stato firmato l’Accordo per gli Immobili di Proprietà della Fondazione ‘Comitato per le Case indigenti’.
Il protocollo di Intesa, che avrà durata 2019/2027, tra la Fondazione e il sindacato degli inquilini Sunia, prevede le regole che disciplinano questo particolare e vantaggioso contratto di locazione, con canoni di affitto calmierati rispetto a mercato, modulati verso il basso per i redditi più in difficoltà. L’aspetto innovativo è dovuto proprio all’individuazione di fasce di reddito, che a seconda del livello, avranno una diminuzione rispetto al canone base, definito da un prezzo al metro quadro di euro 6,40.
Questo Accordo si riferisce ad un parco immobili di 1073 abitazioni dislocate all’interno del Comune Fiorentino: appartamenti che vengono assegnati tramite una graduatoria , aggiornata due volte l’anno, con il requisito del reddito di 16,500 euro ISEE.
L’attività che la Fondazione svolge dal 1885, è un pezzo importante nella realtà cittadina, per affrontare la cosiddetta precarietà abitativa a Firenze.

Leggi: Sunia, 01/04/2019


lunedì 1 aprile 2019
 «Invalidità, via alla trattativa per i certificati gratuiti in Lombardia»

La Regione incontrerà i sindacati dei medici di base. Pressing anche sugli specialisti ospedalieri. L’assessore Gallera: «Sì ai rimborsi ma le richieste siano eque». Didoné (pensionati Cisl): «La gratuità doveva essere pubblicizzata»
“Subito una trattativa con i medici di famiglia in modo da rendere realmente gratuito il certificato di invalidità per chi ne ha bisogno». È quanto assicura l’assessore alla Sanità Giulio Gallera dopo la denuncia del Corriere sulla beffa dei certificati introduttivi per l’invalidità civile (chiesti tra gli altri dal 36% degli ultra 85enni, ossia 20 mila anziani l’anno): per legge sono gratuiti da due anni perché rientrano nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ma in realtà i cittadini continuano a pagarli da 50 a 150 euro.
Un paradosso. Si tratta del documento introduttivo per attestare lo stato di invalidità, che può essere stilato sia dai medici di famiglia sia dagli specialisti ospedalieri e consiste nella compilazione telematica dei dati sanitari del paziente da trasmettere all’Inps (da cui parte l’iter per il riconoscimento da parte delle commissioni medico legali dell’Ats, le ex Asl). Bene, perché i più fragili e bisognosi devono aprire il portafoglio per ciò che gli spetta gratis

Leggi: Corriere della Sera, 01/04/2019


lunedì 1 aprile 2019
Invalidità, la beffa dei certificati: sono gratuiti ma i pazienti lombardi pagano ai medici fino a 150 euro

Una circolare ospedaliera della Regione Lombardia invita gli specialisti a non chiedere compensi come prescritto dal ministero. I medici: prestazioni professionali. La giungla dei prezzi. «Ora serve una convenzione»
Cittadini, i più fragili e bisognosi, costretti a pagare ciò che dovrebbero avere gratis. Il rilascio del certificato di invalidità, che è chiesto tra gli altri dal 36% degli ultra 85enni (ossia 20 mila anziani l’anno), per legge è gratuito da due anni. Ma per averlo bisogna ancora sborsare fino a 150 euro. Com’è possibile?
La norma (sconosciuta)
È una legge che nessuno conosce perché passata sotto silenzio. La ignorano i medici di famiglia e i sindacati dei pensionati. Figuriamoci chi ne ha diritto. La svolta è stata introdotta dal decreto ministeriale del 12 gennaio 2017 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2017) che aggiorna le prestazioni sanitarie da garantire ai pazienti in modo gratuito con il servizio sanitario nazionale. Tecnicamente si chiamano Livelli essenziali di assistenza (Lea). Bene, nell’elenco dei Lea al punto G (allegato 1), che si riferisce alle attività medico legali per finalità pubbliche, si legge: «Accertamenti e attività certificativa medico legale nell’ambito della disabilità: accertamenti medico legali per il riconoscimento della invalidità, cecità e sordità civili; accertamenti medico legali ai fini del riconoscimento della condizione di handicap (legge n. 104/1992); accertamenti medico legali ai fini del collocamento mirato al lavoro delle persone con disabilità (ex legge n. 68/1999)».

Leggi: Corriere della Sera, 01/04/2019


venerdì 29 marzo 2019
Centro sollievo per anziani festeggiata l’inaugurazione

Dopo sei mesi di attività e con una sospensione forzata nei mesi di novembre e dicembre si è inaugurato martedì il centro sollievo di Rocca Pietore, che utilizza i locali della sede dei Volontari ambulanza e Protezione civile, messi a disposizione dal Comune.
Alla festa erano presenti il sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin, il parroco don Franco Decima, i volontari di Rocca Pietore che, condotti dalla psicologa Stefania Troian, gestiscono il servizio, e quelli del Circolo Auser El Broi di Agordo che organizzano i trasporti.
Sia il sindaco De Bernardin che l’amministratore unico di Asca-Azienda speciale consortile agordina, Mariachiara Santin, hanno espresso la loro grande soddisfazione per l’attività in corso. De Bernardin ha sottolineato il grande riscontro del servizio in un territorio che non aveva mai potuto contare su simili risposte e Santin ha marcato il valore del volontariato e la tenacia con la quale si è raggiunto un così importante traguardo, grazie all’impegno dei servizi sociali di Asca, in particolare dell’assistente sociale Elena Pallua che opera nell’Alto Agordino.

Leggi: Corriere delle Alpi


giovedì 28 marzo 2019
Casa della salute a Rivalta Bormida: “Un polo per assistere più anziani con patologie croniche” Sarà attivata fra un anno

Un’assistenza sempre più proiettata sul territorio. Per venire incontro alle esigenze di una popolazione sempre più anziana e con patologie croniche. È la linea d’azione sulla quale, dopo la «razionalizzazione» della rete ospedaliera, si sta muovendo la sanità pubblica. In prima linea ci sono l’Asl e i Comuni. «Sì, perché riteniamo che ogni decisione vada discussa e condivisa con le amministrazioni locali – commenta il direttore generale dell’Asl, Antonio Brambilla -, come sta avvenendo con Rivalta Bormida».
Nel paese dell’Acquese, in particolare, su richiesta del Comune verrà attivata una Casa della salute. Un punto di riferimento per l’assistenza di base sia dal punto di vista sanitario sia per l’accesso ai servizi dell’Asl. Il protocollo per la creazione della nuova struttura è stato siglato ieri da Brambilla e dal sindaco Claudio Pronzato.

Leggi: La Stampa, 28/03/2019


giovedì 28 marzo 2019
Case sfitte per chi è in difficoltà

Entra nel vivo il progetto “Una casa per tutti” messo a punto dai Centri di ascolto delle parrocchie dell’Unità pastorale 1 di Novara con l’obiettivo di portare aiuto a famiglie che vivono il problema dell’abitazione”
Casa sfitta cercasi per affittarla a chi è in difficoltà. Entra nel vivo il progetto “Una casa per tutti” messo a punto dai Centri di ascolto delle parrocchie dell’Unità pastorale 1 di Novara (Santa Rita, San Martino, Madonna Pellegrina) con l’obiettivo di portare aiuto a famiglie che vivono il problema dell’abitazione trovando case da concedere a canone concordato e, contemporaneamente, offrire garanzie ai proprietari che si renderanno disponibili. Il tutto d’intesa con il Comune di Novara per attivare le agevolazioni fiscali e i contributi previsti dalla Regione Piemonte e con associazioni di inquilini e proprietari per la gestione dei relativi contratti.

Leggi: La Voce di Novara, 28/03/2019


giovedì 28 marzo 2019
Piano casa, il Veneto ha nuova legge per la riqualificazione urbana
Premialità per chi mette in sicurezza gli edifici dal punto di vista sismico e anche per chi delocalizza edifici attualmente siti in aree ad elevato rischio idraulico o geologico
Una legge molto positiva che tiene in considerazione gli aspetti della previsione e della prevenzione dei rischi”. Così l’assessore all’ambiente e alla Protezione Civile della Regione Veneto commenta l’approvazione della nuova legge per la riqualificazione urbana avvenuta ieri in Consiglio regionale.
“Tra le novità spiccano sicuramente l’aver conferito assoluta importanza a prevenzione e previsione del rischio – dettaglia l’assessore – elementi che, in altro contesto, ci hanno consentito di affrontare in maniera efficace l’eccezionale emergenza di fine ottobre. Previsione tramite i modelli meteo e idraulici. Prevenzione attraverso le centinaia di cantieri attivati negli ultimi anni per un importo di quasi un miliardo di euro finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico”.
“Ma prevenzione è anche e prima di tutto ridurre la popolazione esposta al rischio – prosegue l’assessore alla Protezione Civile – in tal modo, come da sempre sostengo, si può limitare anche l’indice di rischio. In tal senso questa nuova legge si muove positivamente, prevedendo premialità per chi mette in sicurezza gli edifici dal punto di vista sismico e anche per chi delocalizza edifici attualmente siti in aree ad elevato rischio idraulico o geologico”.

Leggi: Casa e Clima, 28/03/2019


IN AGENDA:

Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

Leggi: Auser


12 aprile – Prime riflessioni nell’ambito del joint project

Venerdi 12 Aprile 2019 si terrà un Workshop: Prime riflessioni nell’ambito del joint project “Nuove sinergie per il social housing” presso l’aula B del Polo Santa Marta Silos di Ponente – via Cantarane, 24 a Verona.
Di seguito la locandina e il programma nel dettaglio.

Leggi: Sunia


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


Mettersi insieme e cercare soluzioni: verso la Biennale della prossimità

Si terrà a Taranto dal 16 al 19 maggio la terza edizione della manifestazione dedicata a cittadini e associazioni che operano all’insegna del bene comune. Anche il programma si costruirà con le proposte dei partecipanti. Iscrizioni e segnalazioni di idee entro il 31 marzo
La Biennale della prossimità arriva al sud: dopo la prima edizione a Genova nel 2015 e l’appuntamento di Bologna nel 2017, la manifestazione approda a Taranto dal 16 al 19 maggio. E’ promossa da 17 organizzazioni nazionali (diverse realtà che si occupano di cooperazione sociale, associazionismo, volontariato, sindacato, enti pubblici) in collaborazione con  il CSV di Taranto e un comitato locale cui aderiscono oltre 40 enti tarantini.
Ciò che rende originale la manifestazione è l’idea di creare uno spazio dedicato al confronto fra gruppi di cittadini e associazioni che mettono in pratica quotidianamente il concetto di prossimità: individuano insieme un bisogno comune, cercano soluzioni condivise, le realizzano mettendosi in gioco in prima persona rendendole accessibili a un pubblico più ampio come bene comune.
Di esempi concreti ce ne sono diversi: dalle forme di abitare solidale ad iniziative anti spreco o per la riqualificazione di spazi pubblici e di immobili degradati.
A Taranto sarà possibile conoscere queste esperienze e scambiare competenze grazie a workshop, momenti di confronto, testimonianze; ci sarà anche arte, convivialità, animazione di strada e molto altro: tutte iniziative che andranno a comporre il programma partecipato – altro elemento innovativo – che si costruirà settimana dopo settimana grazie alle proposte degli iscritti.

Leggi. Redattore Sociale


IN EVIDENZA:

 Riscatto contributi laurea e di periodi non lavorati

Il Dl 4/2019 ha introdotto alcune novità previdenziali in materia di riscatto contributivo riguardante sia la laurea sia i periodi non coperti da contributi, fino a un massimo di 5 anni. In particolare, per ciò che concerne gli studi universitari, è possibile chiedere il riscatto con un costo più basso rispetto a quello ordinario, che pure resta un’opzione, mentre per i periodi non coperti da contributi, è stato introdotto in via sperimentale nel triennio 2019-2021 un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione in nessuna forma di previdenza obbligatoria, antecedenti al 29 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del decreto), parificandoli a periodi di lavoro, nella misura massima di 5 anni, anche non continuativi.
Per quanto riguarda il riscatto della laurea, il costo è calcolato applicando l’aliquota di computo prevista per le prestazioni pensionistiche del fondo lavoratori dipendenti (33%) al minimale retributivo previsto per artigiani e commercianti (15.878 euro per il 2019). Per ogni anno del corso legale di studi che si intende riscattare occorre spendere 5.239,74, indipendentemente dalla retribuzione effettivamente riscossa.

Leggi: Inca


Pensionati residenti all’estero- Avviata 2° fase accertamento esistenza in vita

L’Inps con il messaggio n. 815 del 28 febbraio comunica che Citibank ha avviato la seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Medio ed Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi precedentemente esclusi. Allo scopo è prevista la spedizione di circa 128.000 plichi contenenti la lettera esplicativa e il modulo di attestazione.
L’Inps sottolinea che i criteri adottati per la suddivisione per aree geografiche si riferiscono ai dati di residenza registrati negli archivi della Citybank, a cui è delegata la verifica complessiva dei dati. In questa ulteriore fase della verifica, specifica Inps, sono stati compresi anche i seguenti gruppi di pensionati, anche se residenti in aree geografiche diverse da quelle citate:
•    beneficiari di pensioni di nuova liquidazione non compresi nella prima fase dell’accertamento;
•    soggetti esclusi dalla precedente fase della verifica in quanto residenti nelle sopra indicate aree geografiche non comprese nel primo blocco dell’accertamento (ad esempio, Brasile) e successivamente trasferitisi in Paesi oggetto di controllo nella prima fase (ad esempio, Francia);
•    soggetti non compresi nella prima fase in quanto risultano irreperibili nei registri anagrafici italiani: a tali soggetti il plico sarà spedito all’indirizzo presente negli archivi di Citibank.
Al contrario, per evitare la reiterazione dell’invio delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita, sono stati esclusi i soggetti che nel corso della precedente fase dell’accertamento hanno variato il proprio domicilio e che sono già stati sottoposti a verifica nella prima fase.

Leggi: Inca


Reddito e Pensione di Cittadinanza – Inps, online i modelli per le domande

Tutto è pronto per l’avvio delle domande di Reddito e Pensione di Cittadinanza, che potranno essere presentate a partire dal 6 marzo prossimo. L’Inps ha comunicato, infatti, di aver reso disponbile il modello per le richieste del beneficio economico introdotto dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
Nella nota pubblicata sul sito istituzionale oggi, l’Inps ricorda che il Reddito di Cittadinanza è un sostegno per famiglie in difficoltà, finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.
Il sussidio può essere richiesto, dopo il quinto giorno di ciascun mese:
•    presso Poste Italiane;
•    in modalità telematica, con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) almeno di Livello 2, accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it;
•    presso i Centri autorizzati di Assistenza Fiscale (CAF).
L’Inps avverte anche che è stato pubblicato anche il modello RdC/PdC Ridotto, per comunicare i redditi di attività lavorative in corso al momento della presentazione della domanda e non interamente valorizzati su ISEE, e il modello RdC/PdC Esteso, con il quale i beneficiari dovranno comunicare tutte le variazioni intervenute nel corso della percezione della misura.

Leggi: Inca


ISEE: modifica periodo validità delle DSU – Validità fino al 31 dicembre 2019

Il periodo di validità delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 è prorogato al 31 dicembre 2019, per effetto del decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, in corso di conversione, che ha modificato l’articolo 10 del Decreto legislativo 147 del 2017, laddove prevede che la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile ai fini dell’ISEE, è valida dal momento della presentazione fino al successivo 31 agosto.
In una comunicazione pubblicata sul sito istituzionale il 12 febbraio scorso, l’Inps avverte che alle DSU presentate quest’anno, a legislazione vigente, si applicano le seguenti regole: le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° gennaio al 31 agosto 2019 sono valide dal momento della presentazione sino al 31 dicembre 2019 (ad es., una DSU presentata il 10 febbraio 2019 è valida dal 10 febbraio 2019 al 31 dicembre 2019). Inoltre, l’Inps precisa che le DSU già attestate, che recavano data scadenza 31 agosto 2019, sono state aggiornate sul portale con la nuova data di scadenza. Pertanto, le attestazioni ISEE, già rilasciate, con data scadenza del 31 agosto 2019 devono essere considerate valide e con scadenza 31 dicembre 2019.
Le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate dal 1° settembre 2019 sono soggette alla disciplina generale, per cui sono valide dal momento della presentazione al successivo 31 agosto (ad esempio, una DSU presentata il 1° ottobre 2019 è valida dal 1° ottobre 2019 sino al 31 agosto 2020).

Leggi: Inca


Previdenza: proroga APE Sociale – Le indicazioni di Inps

Con la circolare INPS 1febbraio 2019, n. 15, l’Istituto fornisce istruzioni per l’applicazione della proroga dell’APE Sociale prevista dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. La circolare fornisce, inoltre, chiarimenti riguardanti la decorrenza delle indennità per i soggetti che, essendo in possesso della relativa certificazione, non hanno presentato domanda del beneficio entro il 31 dicembre 2018.
‘Inps precisa che il modello di domanda per la verifica delle condizioni e per l’accesso al beneficio sono gli stessi già in uso nel 2018 e sono reperibili sul sito istituzionale. Le richieste di verifica delle condizioni andranno presentate entro il 31 marzo 2019 e, successivamente, entro il 15 luglio 2019 e il 30 novembre 2019. L’esito delle stesse sarà fornito rispettivamente entro il 30 giugno 2019, il 15 ottobre 2019 e il 31 dicembre 2019.
Tra i diversi scaglioni di richiesta l’Istituto effettuerà il monitoraggio della disponibilità delle risorse finanziarie. L’Istituto precisa inoltre che l’APE Sociale, in presenza di tutti i requisiti, decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trattamento, previa cessazione dell’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato, svolta in Italia o all’estero.

Leggi: Inca


Pensioni con Quota 100 e opzione donna. Prime indicazioni operative di Inps

Dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto legge n. 4 del 28 gennaio, l’Inps rende note le modalità operative per presentare domanda di pensione con Quota cento, pensione anticipata, ordinaria e cosiddetta Opzione donna, tramite l’accesso ai servizi online. Il messaggio n. 395, pubblicato sul sito istituzionale nella giornata di oggi, precisa che seguirà la pubblicazione della circolare illustrativa delle nuove disposizioni di legge.
Le domande di pensione che rientrano in queste fattispecie possono essere presentate con le seguenti modalità:
Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (PIN rilasciato dall’Istituto, SPID o Carta nazionale dei servizi) può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.
Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza:
per la pensione cosiddetta quota 100: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Requisito quota 100”;
per la pensione anticipata: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Ordinaria”;
per la pensione anticipata cosiddetta opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.

Leggi: Inca


Infortuni domestici: estesa tutela Inail – Scade il 31/01 pagamento premio assicurativo

Estesa la tutela Inail per chi si prende cura in modo abituale ed esclusivo della casa e dei familiari. Il versamento del premio annuale deve essere effettuato entro il 31 gennaio. Tra le novità in vigore dal primo gennaio, l’abbassamento dal 27% al 16% del grado minimo di invalidità per la costituzione della rendita e l’introduzione di una prestazione una tantum per le menomazioni comprese tra il 6% e il 15%. In attesa del decreto di attuazione delle misure contenute nella legge di bilancio 2019, il premio da versare entro il 31 gennaio resta pari a 12,91 euro
Ricordiamo che l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico è obbligatoria per tutte le persone che svolgono un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’abitazione, in modo abituale ed esclusivo e senza vincoli di subordinazione. Con la legge di Bilancio 2019, la copertura si applica fino ai 67 anni di età. In particolare, le novità, in vigore dallo scorso primo gennaio, riguardano l’abbassamento del grado di invalidità che è necessario per la costituzione della rendita, passato dal 27% al 16%, l’introduzione di una prestazione una tantum pari a 300 euro, quando l’inabilità permanente accertata è compresa tra il 6% e il 15%, e il riconoscimento dell’assegno per assistenza personale continuativa ai titolari di rendita per determinate menomazioni. La nuova normativa, inoltre, ha esteso di due anni l’età dei beneficiari della tutela assicurativa, che ora si applica alle persone tra i 18 e i 67 anni, anziché tra i 18 e i 65 anni.

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SEGNALAZIONI:

 Una casa per i diritti. Ecco il nuovo numero di LiberEtà
Il numero di LiberEtà di aprile è dedicato a come sta cambiando il modo di fare sindacato. Nascono gli sportelli sociali dello Spi Cgil da una parte. Dall’altra le Camere del lavoro della Cgil si aprono a tutti e nascono in luoghi di passaggio, di transito, per incrociare sempre di più i bisogni di tutti.
In particolare, vi raccontiamo la storia dello Spi Lombardia che ha aperto ottanta sportelli sociali in cui duecento volontari prestano il loro aiuto a chi è in difficoltà. Ma l’esperienza degli sportelli sociali sta superando i confini della Lombardia e si sta diffondendo anche in altre regioni. Si tratta di un nuovo modo di fare sindacato, in grado di adeguarsi ai cambiamenti in corso. E poi c’è il sindacato di quartiere, come quello che a Roma si apre a tutti, cittadini italiani e stranieri. Accade nello storico mercato dell’Esquilino dove lo Spi Cgil, insieme ad altri soggetti, ha inaugurato il banco dei diritti, accanto a frutta e verdura da tutto il mondo.
A seguire uno speciale dedicato all’emergenza razzismo e xenofobia che sta attraversando il nostro paese. In tutta Italia è in atto un’escalation di violenze e discriminazioni verso immigrati e stranieri che ricorda gli anni più bui della nostra storia. Ma ci sono anche le buone pratiche, come quella della camera del lavoro di Catania che ha aperto alle comunità degli immigrati.

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Firenze. La prima accademia internazionale sull’assistenza a lungo termine

Avrà sede a Firenze la prima Accademia internazionale sul Long Term Care, dedicata alla ricerca di soluzioni per l’assistenza agli anziani, allo studio e alla sperimentazione di modelli innovativi per il welfare locale che possano essere di esempio per tutto il mondo. Dalla Conferenza internazionale “Long Term Care. Aging in place” che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto degli Innocenti di Firenze è nata l’esigenza di creare una struttura per dare stabilità al lavoro interdisciplinare avviato per la prima volta sul tema dell’assistenza agli anziani che incide sulla sostenibilità dei modelli di welfare della società contemporanea, vista la costante crescita della popolazione anziana nel mondo (oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, si stima che nel 2050 saranno 2 miliardi). La Conferenza, promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze, ha infatti messo per la prima volta a confronto personalità di rilievo internazionale, esperti di varie discipline, non solo mediche, ma anche del settore sociale, del mondo delle assicurazioni provenienti dai Paesi più impegnati sul tema della Long Term Care in particolare: Italia, Olanda, Canada, Svezia, Stati Uniti e Israele. La nuova Accademia Internazionale dedicata al Long Term Care (che potrebbe essere presieduta da William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance) avrà il sostegno di Montedomini e della rete mondiale Long Term Care Alliance. Tra le soluzioni innovative emerse durante la Conferenza quelle legate all’utilizzo delle nuove tecnologie che sono alla base anche del progetto di assistenza domiciliare a distanza, elaborato dall’Università di Firenze e da Montedomini per ridurre il numero di ricoveri di pazienti ultrasettantenni in ospedale. La proposta punta a far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni l’anno nell’area fiorentina.
Fonte gonews.it

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Case popolari, nasce l’osservatorio permanente di Federcasa

Uno strumento, unico nel suo genere, che contiene dati raccolti da Federcasa, ed elaborati da Nomisma, relativi al patrimonio nazionale di edilizia residenziale pubblica
Federcasa è il primo ente ad avere a disposizione un prospetto dettagliato sul mondo Erp nel nostro Paese, con un rilevamento già concluso relativo a dati del 2016. Si tratta di un lavoro frutto della stretta collaborazione tra la Federazione per le case popolari e i propri associati e rappresenta un fondamentale strumento conoscitivo, in grado di misurare ed analizzare l’attività dei vari enti, al fine di poter interloquire, con sempre maggior autorevolezza, a livello istituzionale, ed intervenire tempestivamente nel dibattito pubblico, per orientare positivamente le politiche di settore.
I dati sono stati raccolti attraverso un censimento di 70 aziende casa, associate a Federcasa, su un totale di 80, ed hanno messo in evidenza la capacità del sistema di rispondere al bisogno abitativo delle fasce povere della popolazione, unita alla capacità di integrare la dimensione economica con quella sociale, con ricadute importanti in termini di minore degrado progressivo del bene comune, di prevenzione di situazioni di morosità e inadempienza e contenimento dello stock del patrimonio sfitto.
All’interno dell’attuale ciclo recessivo dell’edilizia, i risultati emersi dal monitoraggio dell’attività, legata alle nuove costruzioni e al recupero del patrimonio in gestione, concorrono ad attribuire agli enti associati un ruolo cardine nel sistema Paese.
“Siamo orgogliosi – dice Luca Talluri, presidente di Federcasa – che Federcasa abbia il primo Osservatorio Permanente Nazionale sull’edilizia Sociale. Siamo ovviamente disponibili a metterlo a sistema per il Mit e le Regioni. Questo strumento permetterà di rendere più efficace ed efficiente l’attività di proposta e analisi del nostro settore”

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Disabilità, Rete ferroviaria italiana lancia “Salablu+”: l’app per la ridotta mobilità

La nuova applicazione è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice
Richiedere e prenotare assistenza dal proprio smartphone in una delle oltre 300 stazioni gestite dal servizio Sala Blu, rimanendo in contatto con gli operatori attraverso la chat o il telefono e rendendo, così, più agevole l’utilizzo dei treni per le persone con ridotta mobilità. Questo l’obiettivo della nuova applicazione ‘Salablu+’, presentata oggi alla stazione Termini di Roma dall’ad e dg di Rfi, Maurizio Gentile.
La nuova app è esplicitamente dedicata alle persone con disabilità e ridotta mobilità, anche temporanea, che scelgono di viaggiare in treno. Una volta scaricata permetterà di costruire il proprio viaggio in maniera semplice, di consultare i tabelloni degli orari di partenza e arrivo di qualsiasi stazione, di ricevere notifiche sul proprio viaggio e di contattare un operatore di Sala Blu. Il servizio di assistenza e inoltre arricchito con la nuova funzionalità web-chat dedicata alle persone con disabilità uditiva.

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Prendersi cura di genitori che “hanno qualcosa che non va”: miniguida per sopravvivere

Per i figli caregiver (spesso completamente invisibili) la pubblicazione di Stefania Buoni “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va”. Una bussola per capire “come sopravvivere quando tutto sembra crollare”, prendersi carico anche della propria sofferenza, e gestire “il dolore dell’anima”
C’è un immenso e invisibile iceberg che molto spesso non si conosce perché non viene raccontato e riguarda le tante storie di ragazzi e ragazze che vivono con un genitore colpito da malattia mentale. Secondo l’Istat (dati al 2011) i giovani caregiver tra i 15 e i 24 anni sono circa 170 mila, ma il numero è sottostimato, mancano ad esempio i figli di coloro che non hanno avuto diagnosi e non sono in trattamento per la propria patologia psichiatrica, mancano altresì i bambini e i giovani adulti. Secondo l’Oms nel mondo 400 milioni di persone soffrono di depressione, 60 milioni di disturbo bipolare e 21 milioni di schizofrenia, di queste circa un quarto sono genitori. Di malattia mentale genitoriale si parla troppo poco e a farne le spese sono spesso i più vulnerabili, ovvero i figli. Nasce per loro la miniguida alla sopravvivenza “Quando mamma e papà hanno qualcosa che non va” (Editoria Sociale, 2018) di Stefania Buoni, presidente e fondatrice, con Gaia Cusini, Carlo Miccio e Marco Fiore, della prima associazione italiana dedicata, la “Comic Children of mentally Ill parents”.

Leggi: Redattore Sociale


 

1989 – 2019 Trentennale Auser: diamo valore all’invecchiamento attivo

Care socie e cari soci, care volontarie e cari volontari,
Nel 2019 Auser festeggia i trent’anni di fondazione. Era infatti il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin insieme allo Spi Cgil promuovevano la nascita di Auser per dare agli anziani del nostro Paese nuove occasioni di protagonismo, partecipazione e pratica della solidarietà.
In tutti questi anni migliaia di cittadini di tutte le età hanno trovato nella nostra bella associazione tante opportunità per esprimersi e vivere in modo pieno la propria esistenza.
Questo compleanno va festeggiato tutti insieme con la gioia e l’orgoglio di aver contribuito, ciascuno di noi, a rendere migliore la comunità in cui viviamo e più serena la vita di tante persone.
Abbiamo pensato di dedicare il Trentennale al valore dell’Invecchiamento Attivo e di condividere insieme questo importante traguardo proponendovi di partecipare, a vostra scelta, e due iniziative all’insegna della creatività e dell’orgoglio di appartenenza.
La celebrazione del Trentennale si avvierà in occasione della Conferenza d’Organizzazione che si terrà a Roma il 9 e 10 maggio 2019.
Grazie a tutte e tutti e Buon Compleanno Auser!
Enzo Costa: Presidente Nazionale

1) “Un regalo per Auser”
Che regalo fareste per i 30 anni di Auser? Un quadro, un disegno, una poesia, una canzone, un brano musicale, una ricetta o cos’altro?  Creatività e inventiva non mancano nella nostra associazione, in occasione del Trentennale chi lo desidera, può fare un dono all’Auser con tanto di dedica, per rendere questo compleanno davvero indimenticabile.
Scattate una foto del regalo e speditela con il testo della dedica a:
Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Tutti i doni ricevuti dall’Auser verranno pubblicati sui social e sul sito in una apposita Galleria. Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.

2)“Uno scatto d’orgoglio”
Scatta un Selfie e scrivi in 260 caratteri qual è il Valore che tu attribuisci ad Auser e all’invecchiamento Attivo.  La tua foto deve esprimere uno “scatto d’orgoglio”, la voglia di partecipazione, di esserci, di dire che “Auser sono anch’io”.
Il tuo volto entrerà a far parte della grande Galleria de “I volti dell’Auser”.
Tutte le foto saranno protagoniste di un video.
Il materiale va inviato a:

Giusy Colmo ufficiostampa@auser.it o Fabio Piccolino f.piccolino@auser.it
Il termine per l’invio scade 30 aprile 2019.


NEWS:

martedì 26 marzo 2019
La valutazione della performance delle Residenze Sanitarie Assistenziali: il caso della Regione Toscana

Considerando le tendenze demografiche nazionali con riferimento all’invecchiamento e alla prevalenza di condizioni croniche e relative alla non autosufficienza, i servizi sociosanitari e sanitari rivolti agli anziani sono chiamati a utilizzare tutte le leve possibili, gestionali, programmatorie e di innovazione, per rispondere a tali nuovi bisogni. Il presente articolo descrive l’esperienza della Regione Toscana, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, relativa al sistema di valutazione della qualità delle Residenze Sanitarie Assistenziali con riferimento al target degli anziani non autosufficienti.
Secondo alcune recenti stime 1 nel 2028 in Italia la popolazione anziana non autosufficiente sarà pari a circa 6,3 milioni di persone, tra questi gli over-65 le persone non in grado di svolgere le attività quotidiane per la cura di se stessi (dal lavarsi al mangiare) saranno circa 1,6 mln (100 mila in più rispetto a oggi), mentre quelle con problemi di autonomia (preparare i pasti, gestire le medicine e le attività domestiche) arriveranno a 4,7 mln (+700 mila). La non autosufficienza non rappresenta quindi più un fenomeno circoscritto al quale la maggior parte delle persone può non voler pensare, bensì una realtà che occupa una posizione centrale nella società. Le politiche per gli anziani non autosufficienti in Italia vivono una fase inedita, segnata da una profonda incertezza circa le loro prospettive future [Gori, 2017].

Leggi: I Luoghi della Cura, 26/03/2019


martedì 26 marzo 2019
Bonus mobili, per ottenerlo è sempre necessaria la classe energetica dell’elettrodomestico?

Enea specifica in quali casi è obbligatorio indicarla. È sempre facoltativa la compilazione della potenza elettrica assorbita
È sempre obbligatorio indicare la classe energetica dell’elettrodomestico all’Enea per usufruire del bonus mobili?
L’Enea risponde alla domanda nelle Faq relative al bonus casa.
Bonus mobili: i dati per gli elettrodomestici
L’Enea specifica che la classe energetica dell’elettrodomestico è obbligatoria per frigoriferi, congelatori, lavasciuga, asciugatrici e lavatrici; è, invece, facoltativa per forni e piani cottura.
Il valore della potenza elettrica assorbita dall’elettrodomestico, invece, non lo è mail: tale dato è riportato, in genere, nella scheda tecnica dello specifico prodotto o nel libretto di istruzioni o sulla targhetta attaccata all’apparecchio ma la compilazione del campo nella scheda Enea è facoltativa.
Bonus elettrodomestici, bisogna sempre inviare la pratica Enea?
L’Enea ha chiarito che anche nel caso di acquisto di elettrodomestici a seguito di un intervento di ristrutturazione che non comporta risparmio energetico (ad esempio il rifacimento del bagno), la comunicazione ad ENEA è comunque obbligatoria.

Leggi: Edilportale, 26/03/2019


lunedì 25 marzo 2019
Bonus Casa, i requisiti da rispettare quando si sostituiscono le finestre

Enea: le prestazioni da rispettare per il bonus ristrutturazione sono differenti rispetto a quelle previste per l’ecobonus
Se si sostituiscono gli infissi bisogna rispettare requisiti tecnici differenti a seconda della detrazione fiscale che si vuole utilizzare tra bonus ristrutturazione ed ecobonus.
A specificarlo l’Enea nelle Faq relative al bonus casa.
Sostituzione finestre: i requisiti per il bonus ristrutturazione
Se si sostituiscono gli infissi, o un qualsiasi intervento di efficienza energetica, l’Enea ricorda che per accedere alle detrazioni fiscali, anche quelle previste per le ristrutturazioni edilizie (50%,) è necessario rispettare dei requisiti tecnici, anche se differenti rispetto a quelli previsti per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica.
Per il bonus ristrutturazione i requisiti tecnici da rispettare sono quelli previsti dal DM 26 giugno 2015 “Requisiti Minimi” o dalla legge regionale sostitutiva e riguardano sia l’involucro che gli impianti.

Leggi: Edilportale, 25/03/2019


domenica 24 marzo 2019
“Lo Specchio” il primo centro socio-sanitario sardo dedicato ai disturbi alimentari

È la prima struttura socio-sanitaria in Sardegna specializzata per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, anoressia, bulimia e disturbo dell’alimentazione incontrollata. Aperta ad Iglesias da Casa Emmaus, il Centro Dca avrà un approccio multidisciplinare centrato sulla persona e non solo sul sintomo
L’Associazione Casa Emmaus di Iglesias, realtà legata alla Comunità di Capodarco, amplia il suo ventaglio di attività, aprendo, nella cornice di Cuccuru Tiria il Centro Dca “Lo Specchio”, pensato secondo le normative della Sardegna e le Linee Guida nazionali ed internazionali. La prima struttura socio-sanitaria regionale specializzata per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare – anoressia, bulimia e disturbo dell’alimentazione incontrollata – per pazienti maggiorenni.
Il percorso riabilitativo completamente a carico del Ssn, viene a inserirsi nella rete regionale dei Servizi pubblici territoriali, integrandosi con gli stessi e con le associazioni delle famiglie dei pazienti con Dca. L’équipe multidisciplinare sarà composta da un direttore sanitario, un coordinatore, psichiatri, psicologi psicoterapeuti, medici nutrizionisti, biologi nutrizionisti, educatori, infermieri e operatori socio sanitari. A coordinare la struttura la dott.ssa Sara Mura (psicologa del lavoro, psicoterapeuta). Il personale della struttura ha seguito una formazione specifica presso i Centri per i disturbi alimentari della Usl1 dell’Umbria, sotto la supervisione della dr.ssa Laura Dalla Regione.

Leggi: Redattore Sociale, 24/03/2019


domenica 24 marzo 2019
I Flussi Informativi relativi ai servizi territoriali per anziani: prime analisi a dieci anni dalla loro introduzione

Per superare le criticità legate alla carenza e disomogeneità dei dati riguardanti i servizi sanitari e sociosanitari rivolti agli anziani, negli scorsi anni sono stati avviati diversi interventi a livello nazionale e non solo. L’articolo delinea il percorso compiuto nell’ultimo decennio dalle Aziende Sanitarie in Toscana per adeguare la rilevazione dei dati al Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS).
Fino a pochi anni fa i dati a livello nazionale relativi ad interventi e prestazioni in ambito sanitario e sociale (in particolare per i servizi territoriali destinati ad anziani) si presentavano frammentari e disomogenei, come conseguenza dei diversi sistemi di classificazione e registrazione in uso presso i vari Enti gestori/erogatori: USL, Comuni, Unioni dei Comuni, Comunità Montane, Comunità Isolane, Società della Salute ecc. Questa situazione ha sempre presentato diverse criticità, a partire dalla difficoltà di controllare il corretto ed efficace utilizzo delle risorse pubbliche spese per i servizi ai cittadini attraverso metodologie di analisi comparativa.
Nel 2003 è iniziato un processo a livello nazionale teso alla creazione di un database centralizzato di tutto il Sistema Sanitario (NSIS), dove le informazioni raccolte (i Flussi Informativi Sanitari), a partire da chi eroga i servizi ai cittadini, devono seguire uno stesso criterio di classificazione. Questo processo per quanto riguarda i Servizi territoriali per anziani ha portato all’avvio nel 2009 di una nuova rilevazione dati da parte del Ministero della Salute.

Leggi: I Luoghi della Cura, 24/03/2019


venerdì 22 marzo 2019
Mediazione in condominio: per quali controversie è obbligatoria

Il decreto legislativo 28/2010, che ha introdotto nel nostro ordinamento l’istituto della mediazione provvedendo a disporre l’obbligatorietà del medesimo procedimento per alcune tipologie di controversie, ha inserito tra queste materie anche quella condominiale. Va chiarito, però, quali siano le controversie in ambito condominiale soggette a mediazione: in tal senso viene in soccorso l’art. 71 quater delle disposizioni attuative del codice civile, il quale recita “Per controversie in materia di condominio, ai sensi dell’art. 5 comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, si intendono quelle derivanti dalla violazione o dall’errata applicazione delle disposizioni del libro III, titolo VII, capo II del codice e degli articoli da 61 a 72 delle presenti disposizioni per l’ attuazione del codice”.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 22/03/2019


venerdì 22 marzo 2019
Pensioni: Cgil, Cisl e Uil a Inps, liquidare tutti, non solo Quota 100

Cgil, Cisl e Uil sono consapevoli che l’introduzione della pensione con “quota 100” e del reddito di cittadinanza hanno generato un aumento significativo del lavoro in carico all’Inps. Ma “l’esigenza di rispondere ai cittadini che stanno richiedendo queste prestazioni dovrà essere gestita senza penalizzare gli altri lavoratori e pensionati”. Lo affermano in una nota i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Roberto Ghiselli, Ignazio Ganga e Domenico Proietti.
“Cgil, Cisl e Uil – si legge – sottolineano la necessità che l’Istituto di previdenza garantisca in ogni caso la tempestiva liquidazione di tutte le prestazioni con particolare attenzione a quelle di notevole rilevanza sociale, come l’ape sociale o la pensione anticipata per i precoci, che assicurano una pensione a lavoratori ritenuti meritevoli di tutela, come i disoccupati o chi ha gravi disabilità e gli ammortizzatori sociali”.
I sindacati chiedono anche “che siano sbloccate al più presto, come più volte richiesto, le assunzioni di nuovo personale”.

Leggi: Cgil, 22/03/2019


venerdì 22 marzo 2019
Pensionati il 1° giugno in piazza: il governo non c’è

Assemblee il 9 maggio a Padova, Napoli e Roma, poi la manifestazione a piazza del Popolo. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil: “Totale mancanza di attenzione dell’esecutivo, che anzi taglia la rivalutazione dal 1° aprile. Niente su tasse, sanità e assistenza”
re grandi assemblee per il prossimo 9 maggio a Padova, Roma e Napoli e una manifestazione nazionale sabato 1° giugno in piazza del Popolo a Roma. I sindacati di categoria Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil annunciano l’avvio della mobilitazione dei pensionati per protestare contro la totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo.
L’unica misura messa in campo, spiegano i sindacati, è stata quella del taglio della rivalutazione, che partirà dal 1° aprile e a cui si aggiungerà un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi. “La tanto sbandierata pensione di cittadinanza invece finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà”.
“Nulla – inoltre – è stato previsto inoltre sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti, e tanto meno sulla sanità, sull’assistenza e sulla non autosufficienza, che sono temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie e che necessiterebbero quindi di interventi e di risorse”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 22/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Pensione di cittadinanza: ecco perché la riceveranno in pochi

L’Inps aveva ipotizzato che ad accedere alla pensione di cittadinanza sarebbero state 250 mila famiglie, il Ministro del lavoro Luigi Di Maio ne aveva annunciate 500 mila: non sarà così, saranno molte meno.
I paletti per accedere all’integrazione sono molto più rigidi di quelli propagandati e sostanzialmente la platea sarà la stessa che attualmente richiede l’assegno sociale, ovvero non più di 120 mila nuclei familiari.
“Siamo di fronte a una promessa elettorale – ha detto il Segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti – e dopo le elezioni europee arriverà la disillusione. All’inizio del 2018 le persone che avevano un assegno sociale (fino a 458 euro al mese per 13 mensilità) erano 861.000 con un importo medio di 433 euro al mese. In sostanza la pensione di cittadinanza risulterà nella maggior parte dei casi un’integrazione dell’assegno o della pensione sociale”.
Attualmente si può richiedere l’assegno sociale se si è in una condizione economica disagiata (un reddito annuo inferiore a 5.954 euro se si è soli e 11.908 euro annui se si è coniugati) e se si superano i 67 anni di età.

Leggi: Spi-Cgil, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Umbria, sportelli sociali per le famiglie fragili e spazi educativi per i bambini fino s 6 anni. Presentazione a Perugia del progetto dei nonni di comunità

Entra nel vivo in Umbria nei comuni di Città della Pieve, Castiglione del Lago, Norcia, e Cascia il progetto Auser “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali”, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto, della durata di tre anni, vede come capofila Auser Lombardia e può contare su una vasta rete di partner tra cui Comuni, cooperative sociali, l’Università Bicocca di Milano, l’Istituto degli innocenti di Firenze. Oltre all’Umbria sono coinvolte la Lombardia, la Toscana e la Basilicata.
In Umbria il sisma del 2016 ha lasciato ferite profonde nelle comunità, un forte senso di sfiducia ed aumentato i rischi di spopolamento proprio da parte delle famiglie più giovani.  Questi territori sono spesso in condizione di povertà economica, con una grande presenza di anziani e pochi bambini.  Tuttavia proprio queste ragioni hanno indotto a sperimentare in quelle zone attività educative rivolti ai più piccoli che integrano ed ampliano i servizi esistenti.

Leggi: Auser, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Badante ma con l’attestato ora c’è il corso all’università

Quaranta posti disponibili a Tor Vergata. Anatomia e manovre salvavita tra le discipline Cinquecento ore di formazione tra pratica e teoria “L’assistenza familiare richiede preparazione”
Quaranta posti disponibili per il primo corso di formazione per badanti indetto da Scienze infermieristiche a Tor Vergata: 250 ore di didattica e altrettanti di pratica in ambito universitario per un percorso di formazione aperto a maggiorenni con cittadinanza italiana, a comunitari ed extracomunitari naturalmente in regola con i permessi.
Dei 900 mila assistenti familiari censiti dall’Istat, sette su dieci sono stranieri non specializzati e alla prima esperienza lavorativa. Il mercato, di contro, chiede invece figure con un più alto livello di competenze. La formazione proposta dall’Università consente di essere inquadrati al livello D super del contratto del lavoro domestico sottoscritto Cgil, Cisl e Uil.
«I cosiddetti badanti – spiega Rosaria Alvaro, ordinario di scienze infermieristiche e responsabile del corso – sono una categoria di lavoratori in crescita. Gli anziani con disabilità cognitiva e fisica fanno sempre più spesso affidamento su assistenti familiari che svolgono numerose attività: dalla cura dell’igiene della persona al supporto cognitivo-comportamentale, dalle pulizie domestiche alla preparazione dei pasti, fino all’assistenza per l’assunzione dei farmaci».

Leggi: La Repubblica, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Efficienza energetica/1. Boom delle Esco, ma ora sblocchiamo il Fondo da 310 milioni

Ci sono 347 società per 10mila addetti, ma le piccole non riescono ad avere finanziamenti. Il Fondo 2017 attende l’ultimo ok
Il settore dell’efficienza energetica sta attraversando anche in Italia un periodo di grande fermento e crescita. Come evidenziato da un recente studio del Politecnico di Milano (1), gli investimenti realizzati solo nel 2017 nel nostro Paese sono stati pari a 6,7 miliardi di euro, segnando un aumento del 10% rispetto all’anno precedente e confermando il trend positivo degli ultimi cinque anni. Questi dati positivi sono stati confermati anche da un recente dossier del Servizio Studi della Camera dei deputati in collaborazione con il CRESME (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio) “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione” (2)
. Dalle stime elaborate dal CRESME rappresentate nel documento emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2018, 17,8 milioni di interventi, ossia – considerando che le abitazioni sono il principale oggetto degli interventi di rinnovo – oltre il 57% delle abitazioni italiane stimate dall’ISTAT (31,2 milioni). In venti anni le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 292,7 miliardi di euro.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Riqualificazione edilizia ed energetica e sismabonus, novità nel DL crescita

Nel testo anche misure per snellire la progettazione dei lavori pubblici e gli appalti sotto soglia
In arrivo nuove misure per la riqualificazione edilizia, energetica ed antisismica degli edifici. Le novità, che inizialmente avrebbero dovuto far parte del decreto “Sblocca Cantieri”, sono state invece inserite in un altro decreto, contenente le misure urgenti per la crescita economica, messo a punto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Sismabonus
La bozza propone “l’estensione alle zone 2 e 3 del bonus previsto solo per gli edifici in zona 1”.
Anche se il testo non lo specifica, dovrebbe trattarsi dell’agevolazione per l’acquisto di case antisismiche, non di quello per la realizzazione dei lavori di adeguamento o miglioramento antisismico. Quest’ultimo, infatti, è già attivo per le zone classificate a rischio 1, 2 e 3.
Se la proposta contenuta nel decreto per la crescita economica dovesse passare, chi comprerà un immobile in un edificio demolito e ricostruito, situato in una zona a rischio 1, 2 o 3, potrà ottenere una detrazione pari al 75% del prezzo se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, o dell’85% se si ottiene invece il passaggio a due classi di rischio inferiore.

Leggi: Edilportale, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
1.500.000 gli italiani a rischio casa

Sono quasi 250 mila gli immobili finiti all’asta lo scorso anno. Un numero in continua ascesa. Che mette a rischio tante famiglie, «colpevoli» di non riuscire a onorare le rate del mutuo. Mentre chi specula sulle loro difficoltà, si riempie le tasche di soldi facili.
Altro che «Fascisti su Marte». Più che altro, «Locuste su Roma». La scorsa settimana, al processo per una truffa da almeno 400 mila euro subita dal proprio agente, Corrado Guzzanti ha raccontato il calvario di un debitore qualunque. Un debitore a sua insaputa. Uno che sei anni fa scopre dall’ufficiale giudiziario che il manager gli aveva soffiato i risparmi, non gli aveva versato le tasse e aveva lasciato anche un bel buco in banca. L’istituto gli ha naturalmente pignorato la casa. «Per un lungo periodo sono andato avanti a scatolette di tonno; ho avuto difficoltà a dormire per gli incubi e gli scoppi dì pianto nel sonno», ha detto l’attore al giudice. Per poi aggiungere un particolare non banale: «Questa cosa mi imbarazza molto a raccontarla, ma per fortuna, grazie alla mia compagna che mi è rimasta sempre vicina a farmi coraggio, con molta lentezza ho ripreso a vivere». Guzzanti aveva difficoltà perfino a fare la spesa, poi, nel 2014, gli sono arrivati due lavori con i quali si è «ricomprato» la casa dalla banca. Ma per quanti italiani non finisce così? Quanti, anche senza colpa, si vedono sfilare l’appartamento in cui vivono, a prezzi di saldo e con la beffa di rimanere ancora con gran parte del proprio debito sul groppone e di essere «impacchettati» e scagliati nel girone ancora più infernale del recupero crediti?

Leggi: Panorama, 20/03/2019


DALLE REGIONI:

martedì 26 marzo 2019
Più sani in città Udine nella rete Oms “Così proteggiamo bambini e anziani”

I nuovi scenari al festival della salute globale.
l «Pedibus» per andare a scuola accompagnati dai nonni del quartiere; «CamminaMente» per svolgere attività di contrasto al decadimento cognitivo con i coetanei un po’ in là con gli anni. Poi c’è «No alla Solit’Udine» per favorire l’aggregazione sociale e il «Contratto della merenda» per promuovere l’alimentazione sana a scuola. Sono molte le iniziative che Udine mette in campo per i suoi cittadini. Da metà Anni 90 è una «città sana», inserita nella rete delle «healthy city» (oltre che in quella delle «age friendly city») dell’Oms. E si è guadagnata una reputazione internazionale: il «caso Udine» viene illustrato ai congressi e, nella pubblicazione «Health diplomacy: European perspectives», l’Oms le ha dedicato un capitolo in cui il matematico Furio Honsell, docente dell’Università di Udine e per 10 anni sindaco della città, espone il concetto di «diplomazia municipale della salute». Spiega: «Per affrontare le sfide attuali, urbanizzazione, invecchiamento della popolazione e cambiamento climatico, la salute dev’essere la “stella polare” delle decisioni, in tutti i settori, dall’educazione ai trasporti, dal lavoro agli affari sociali e all’economia». Prospettiva globale L’idea è di andare oltre i confini delle tematiche medicosanitarie e adottare una prospettiva globale per affrontare i problemi al centro delle politiche urbane: aria pulita e smog, mobilità, sedentarietà e solitudine.

Leggi: La Stampa, 26/03/2019


sabato 23 marzo 2019
Volontari Gav insostituibili nella Rsa e nei centri sollievo

«Quella dei volontari è una presenza fondamentale all’interno della Rsa (struttura residenziale anziani) come pure nei centri di sollievo ed è spesso sostitutiva dell’ente pubblico che non riesce a far fronte a tutte le esigenze del settore, sempre più crescenti». Lo ha affermato l’amministratore unico di Asca, Mariachiara Santin, intervenendo all’assemblea del Gav (Gruppo assistenza volontaria agordina) anche in rappresentanza del Comitato d’intesa e del Csv Belluno.
Dopo la partecipazione alla messa, l’incontro all’auditorium del centro parrocchiale è iniziato all’insegna del ricordo grato e affettuoso di Loretta Ben, la presidente del sodalizio morta prematuramente lo scorso 17 dicembre, accomunata in quello per i soci recentemente scomparsi: Giovanna Tomè, Flora Pallua, Ida De Vido, Marcello Cappelletti, Enrico Conedera e Lina Porta.
Il vicepresidente Marino De Dea ha quindi manifestato la riconoscenza del gruppo con un omaggio floreale alle socie Vanna Centeleghe e Valeria Masarei, che hanno lasciato per motivi di età il prezioso servizio svolto per lunghi anni.
Nel riepilogo dell’attività 2018, il presidente emerito Aldo Da Ronch ha sottolineato il continuo buon andamento di tutti i servizi in cui sono impegnati i volontari del Gav, e in particolare i positivi risultati dei centri sollievo di Agordo e Cencenighe, come pure dei rapporti con Asca.

Leggi: Corriere delle Alpi, 23/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
Anziani nel centro storico di Perugia: solo il 13% è soddisfatto

Presentata la ricerca realizzata dallo Spi Cgil, in collaborazione con l’università degli studi locale, sulla qualità della vita degli over 65 nell’acropoli
“Conoscere le componenti principali della vita delle persone anziane significa conoscere il territorio e una parte importante delle sue complessità. Conoscere i loro bisogni significa dar voce a cittadini che hanno contribuito e contribuiscono ancora con il loro lavoro e la loro vita in generale, allo sviluppo del Paese e in particolare del territorio dove vivono”: parte da questa premessa lo studio sugli “Anziani nel centro storico di Perugia”, frutto della collaborazione tra il sindacato dei pensionati, Lega Spi Cgil di Perugia, e l’Università degli Studi di Perugia, che è stato presentato oggi, mercoledì 20 marzo, presso la sala dei Notari di Perugia, con la partecipazione del segretario dello Spi Cgil nazionale, Raffaele Atti.
Lo studio, elaborato dalla professoressa Mariella Ursini, docente di Welfare, valutazione e partecipazione della facoltà di Scienze politiche, ha raccolto le opinioni di 257 residenti, di età compresa fra 65 e 92 anni. Obiettivo della ricerca: evidenziare gli aspetti più significativi della vita nel centro storico degli oltre 2.000 anziani che ci vivono (circa il 20% dei 10.000 residenti)

Leggi: Rassegna Sindacale, 20/03/2019


mercoledì 20 marzo 2019
In Polesine l’invecchiamento attivo parte dall’ABC

Si chiama “Abc – Alimentazione, Benessere, Cultura per l’invecchiamento attivo” il nuovo progetto di   Auser Polesine sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Invecchiamento Attivo”. Sana e corretta alimentazione, attività fisica e promozione di una nuova cultura del corpo, apprendimento permanente, stimolazione culturale e per “restare connessi” e aiutare a ridurre il senso di isolamento che molti anziani, quotidianamente, provano. Queste le linee strategiche su cui punta “Abc – Alimentazione, Benessere, Cultura per l’invecchiamento attivo” che è partito in questi giorni.
“Abc mira a promuovere il rapporto tra la persona e il territorio polesano – spiega Marinella Mantovani, presidente di Auser Polesine –Intendiamo valorizzare le eccellenze agroalimentari locali, le particolarità ambientali e naturalistiche e il patrimonio storico-culturale della terra tra i due fiumi. Tutte le attività fisiche previste dal progetto saranno realizzate all’aperto, lungo il corso dei fiumi, sulle spiagge del Delta del Po, nei parchi pubblici. La stimolazione cognitiva e culturale verrà realizzata all’interno delle principali realtà museali polesane, con visite guidate e laboratori che metteranno in luce l’enorme patrimonio storico-artistico della provincia di Rovigo”.

Leggi: Auser, 20/03/2019


IN AGENDA:

Milano: presentazione del progetto “Tapas in aging”

La Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano insieme ad Auser Lombardia ha vinto il bando per la Ricerca Sociale per l’Invecchiamento, proposto da Fondazione Cariplo, con il progetto “TAPAS in Aging: Time and Places and Space in Aging”. Il progetto intende studiare l’effetto dei fattori ambientali, delle reti sociali e delle variabili relative allo stato di salute sul benessere delle persone con più di 50 anni in Lombardia e nello specifico la  ricerca si rivolgerà a coloro che frequentano le sedi Auser in Lombardia. L’associazione avrà un ruolo attivo nelle diverse fasi del progetto e sarà coinvolta sia nella fase di raccolta dati che di sviluppo delle raccomandazioni e delle indicazioni per il futuro. Il prossimo 28 marzo a Milano, dalle ore 10 alle 13, presso la Biblioteca Centrale della Fondazione Carlo Besta in via Celoria 11, si terrà il meeting di presentazione del progetto.
Per info: Sara Bordoni  sara.bordoni@auser.lombardia.it – Erika Guastafierro erika.guastafierro@istituto-besta.it

Leggi: Auser


Il 9 e 10 maggio a Roma Conferenza di Organizzazione Auser

Si terrà a Roma presso il Centro Congresso Frentani, il 9 e 10 maggio 2019 la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell’Auser, appuntamento che cade nell’anno del Trentennale dell’associazione.

Leggi: Auser


I prossimi appuntamenti di Italia Longeva

Roma il 3 e 4 luglio presso il Ministero della Salute (Auditorium Viale Ribotta) in occasione degli Stati Generali dell’Assistenza a lungo termine.
Giunta alla quarta edizione, la due giorni annuale di incontro e confronto tra gli attori che entrano a diversi livelli nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema sociosanitario e assistenziale dedicato alle cure a lungo termine si propone come un’occasione di aggiornamento e di discussione allargata su modalità efficaci e sostenibili per la presa in carico degli anziani fragili.
Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.italialongeva.it

Leggi: Auser


I centri storici stanno diventando le nostre periferie?

Il tema sarà discusso nel corso della Rassegna Urbanistica Nazionale organizzata dall’Inu dal 3 al 6 aprile
In una fase storica in cui il dibattito pubblico che riguarda più strettamente i temi dell’urbanistica e dell’architettura si è concentrato sulla grande questione della riqualificazione delle periferie, esiste un argomento che nel nostro Paese ha almeno la stessa importanza dal punto di vista del portato culturale, ovvero la condi